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Turismo&Sapori 03-1510

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Lubiana: favole d’altri tempi

I Mercatini di Natale

Bruxelles: girone dei golosi

Salento e il Negroamaro


editoriale

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Viaggi capaci di emozionare la mente e il corpo

di Germana Urbani

Sommario

Dicembre a Lubiana, favole d’altri tempi L’Italia è il nostro primo mercato turistico Viaggio nella magia del Natale Bruxelles: il vero girone dei golosi Il Parco del Delta del Po e tutte le sue bellezze naturali Le vie del Salento portano al Negroamaro

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nside Out: se non l’avete ancora visto andateci, anche se non siete bambini o genitori che accompagnano figli. Non importa. È un film da vedere perché ha tutti gli elementi giusti per passare sul grande schermo e soprattutto perché riesce stupendamente nell’unica cosa per cui vale la pena di spendere il proprio tempo e denaro in un cinema: sa emozionare in modo sorprendente. Accade sempre più spesso di sentire il desiderio forte che qualcosa sappia sorprenderci o emozionarci profondamente. Abbiamo bisogno di un pizzico di magia, soprattutto durante i mesi invernali. Sarà per questo che uscendo dal cinema mi sono detta: che bel viaggio! E subito dopo ho pensato che mi sarebbe piaciuto tornare a casa e partire per una meta capace di regalare a me e alla mia famiglia un po’ di tempo bello e rilassante da passare insieme, magari in un luogo capace di rinnovare quel calore interiore, quel senso di bellezza che le pellicole di alta qualità riescono a trasmetterci attraverso lo schermo cinematografico. Con queste idee in testa io e la redazione abbiamo pensato di realizzare un numero di Turismo&Sapori che sapesse proporvi delle mete emozionanti, prima di tutto e allo stesso tempo luoghi pieni di fascino da visitare con tutta la famiglia al seguito. È il caso di Lubiana, una capitale d’altri tempi che in dicembre e gennaio ha il gusto antico di una fiaba. Ma anche del treno di Natale che velocemente e con poca spesa può portarci a visitare i mercatini più famosi e ricchi di prestigio che piacciono tanto a noi Italiani. E ancora le meraviglie di Trento, Brunico e Innsbruck con le loro caratteristiche offerte turistiche legate anche agli sport invernali. Ma le emozioni passano anche per i sensi e pensando al gusto abbiamo scelto di proporvi un viaggio che appaghi i golosi. Vi portiamo a Bruxelles, patria del cioccolato e di molte altre leccornie e in Italia visitiamo con voi il prelibato Salento, tutto da riscoprire.

Supplemento al numero di Ottobre 2015 dei giornali

Un viaggio nel verde più poetico del Nord-Est è quello che vi proponiamo con il servizio dedicato al Parco del Delta del Po, candidato a diventare patrimonio dell’Unesco e famoso per le bellissime pellicole girate in questo territorio da registi quali Mazzacurati, Olmi, Rossellini e Antonioni. Come sempre, non resta che fare le valige e partire verso ciò di cui sentiamo più il bisogno. turismo&sapori


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Dicembre a Lubiana, favola d’altri tempi

Lubiana, la capitale della Slovenia, ha tutto quello che vantano le moderne capitali, ma è riuscita nello stesso tempo conservare l’atmosfera cordiale e rilassata tipica delle piccole località. Lubiana viene considerata una perla europea ancora da scoprire.

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l suo aspetto architettonico è stato caratterizzato da varie epoche storiche, e maggiormente dalle opere dell’architetto di fama mondiale Jože Plečnik. L’architetto sistemò il centro cittadino anche dal punto di vista urbanistico e la sua impronta si percepisce in tutta la città, soprattutto lungo il fiume Ljubljanica, dove Plečnik ha ideato tra l’altro anche il Triplice ponte (Tromostovje). Il carattere di Lubiana viene definito da due caratteristiche diverse ma complementari: storia e modernità. Anche se la città infatti è famosa per il suo patrimonio storico e la sua tradizionale, è una città giovane - l’età media dei suoi abitanti è poco più di 30 anni -, con un ritmo di vita moderno. Grazie alla sua università e agli istituti di fama mondiale, viene visitata dagli scienziati, gli artisti di fama mondiale sono attratti dal suo vivace spirito creativo, gli economisti da numerosi incontri d’affari e fiere. turismo&sapori

I musei lubianesi custodiscono una serie di reperti archeologici molto importanti su scala mondiale. In particolare i resti della antica città romana di Emona, che nel 2014 ha festeggiato il suo 2000° anniversario, si possono visitare anche in città, respirando un’atmosfera davvero particolare. Il simbolo di Lubiana è il drago che regna dal ponte dei Draghi, mentre l’attrattiva più riconoscibile della città è il Castello.


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Dalla Torre panoramica del castello si hanno le più belle viste di Lubiana, mentre nei locali del castello si possono visitare varie mostre. Ma Lubiana è famosa anche come una città verde, con una serie di bei parchi e il venerando Giardino botanico, attivo già dal 1810. Il parco centrale di Lubiana, il Tivoli, è una meta popolare per ritrovarsi e rilassarsi ed allo stesso tempo è un salone espositivo all’aperto che regolarmente propone interessanti ed originali rassegne fotografiche.

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Per i viaggiatori di tutta Europa Lubiana è tra le città natalizie più visitate, grazie alla sua atmosfera suggestiva e a tema natalizio. Ogni anno il 3 dicembre la città indossa infatti la sua veste festiva, riempiendosi di luci colorate e di volti sorridenti. Il mercatino festivo nel centro storico cittadino ogni dicembre diventa il centro della vita sociale della città. Essere presenti dunque al momento dell’accensione dell’illuminazione natalizia è uno dei momenti clou della città! Nei primi giorni del mese di dicembre infatti si accendono simultaneamente tutte le luci dell’illuminazione festiva della città, donandole un fascino ancora più suggestivo, anche grazie all’accensione del gigantesco albero di Natale situato lungo fiume Ljubljanica. L’illuminazione natalizia si accende tradizionalmente presso il monumento del grande poeta del romanticismo France Prešeren, autore del testo dell’inno nazionale sloveno. La cultura è strettamente legata all’identità slovena, perciò Lubiana è una delle rare città del mondo nelle quali nella piazza principale sorge un monumento a un poeta. Il mercatino, vicino al quale quasi tutti i giorni si susseguono eventi e manifestazioni, eccelle per un’atmosfera vivace e gioiosa. Nelle casette addobbate a festa, disegnate appositamente per Lubiana, sono in vendita numerosi prodotti tipici del periodo natalizio, ma anche opere di giovani designer, che spesso non si trovano nei negozi, e una vasta selezione di prodotti dell’artigianato locale e artistico nonché di bontà slovene, come distillati e dolci.  turismo&sapori


Avete avuto una giornata pesante … non vedete l’ora di stendervi sulla vostra poltrona preferita … Avete mal di schiena? Avete problemi alle gambe? Fate un lavoro sedentario? Non fate abbastanza attività fisica, anche sapendo che vi farebbe bene? E così vi sentite anche in colpa … Carissimi, è necessario rilassarsi. Vi siete mai sottoposti a un massaggio? Quando è stata l’ultima volta? Ecco un invito per voi …

Festival del massaggio alle Terme Krka A novembre vi invitiamo caldamente alle Terme Krka – dove vi aspetta il Festival del massaggio. Durante le meritate vacanze autunnali, presso i nostri alberghi, potete concedervi numerosi trattamenti rilassanti, in particolare diversi tipi di massaggi, offerti per di più a prezzi convenienti. Sarebbe un peccato non approfittare di questa occasione per sperimentare nuovi modi per rilassarsi e rigenerarsi, passando una vacanza semplicemente favolosa!

fatevi No, non al cattivo re d prende iuttosto, fate P . e essi. umor er voi st ad p a s o qualc e del tempo t Dedica à rilassanti e iv t t a it eranti. rigen

Certo, i massaggi non sono l’unico modo per rilassare e risollevare il corpo e la mente … A novembre, presso le Terme Krka, avrete diversi modi a disposizione per liberarvi da ansie e preoccupazioni … Potrete fare una sauna, fare yoga, o abbandonarvi ai massaggi delle bollicine delle vasche o alla terapia del suono del gong. Comunque sia, gli alberghi Terme Krka, all’interno dei quali troverete i centri benessere Vitarium, Balnea e Salia, non si trovano per caso immersi in una natura favolosa, dove regna la calma. Qui ci si può dedicare completamente a se stessi e al proprio corpo …

con voi Portate he che non amic tro amici e tempo, il vos di a a d n e vedet no o compag dei compag desidera tanto i, o vita che nti insieme a v … e li o m s o a m venite d oppure

Codice: Festival del massaggio 2015 Informazioni e prenotazioni: Terme Krka | T: + 386 8 20 50 310 E: booking@terme-krka.si | www.benessere.si

L’autunno è la stagione del relax …

Il benes s a porta ere ta di mano

Il massaggio è uno dei metodi più antichi e semplici di trattamento terapeutico, adatto a chiunque, indipendentemente dall’età. Lo stress del lavoro quotidiano accumula tensione nel nostro corpo che si manifesta con dolori muscolari, difficoltà di movimento e malessere in generale. I mesi in arrivo possono comportare ulteriori problemi, come mancanza di energia, stanchezza e scarsa reattività. L’autunno è la stagione naturale per calmarsi e forse non sarete in grado di fare tutto ciò che desiderate, non con la rapidità che volete.

2 notti già da 118 €!

In soli due giorni (o anche di più, ovviamente), presso i nostri alberghi, recupererete tutta l’energia necessaria per affrontare l’autunno e i mesi a venire. Garantito! Durante il Festival del massaggio di novembre, soggiornando presso uno dei nostri alberghi, potrete usufruire di sconti fino al 50% su alcuni massaggi! Per maggiori informazioni visitate il nostro sito web www.terme-krka.si!


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l’intervista

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Ufficio del Turismo Sloveno è una grande organizzazione turistica nazionale che si occupa della promozione del Paese come destinazione turistica nell’intero territorio italiano. L’ufficio di rappresentanza dell’Ente Sloveno per il Turismo in l’Italia ha sede a Milano. L’STB è il contatto e punto centrale nella complessa rete del turismo sloveno che svolge un ruolo di coordinamento e di collegamento tra il pubblico, privato e la società civile. Di cosa si occupa l’Ente del Turismo Sloveno?

Il nostro scopo è fare promozione per il nostro paese in Italia. Con questo obiettivo organizziamo viaggi stampa per i giornalisti, dei workshop, dove facciamo vedere agli organizzatori dei viaggi italiani le novità dell’offerta turistica slovena, organizziamo le campagne pubblicitarie per diffondere il messaggio del nostro Paese: verde, attivo e sano per il pubblico.

Quali sono i motivi per cui i turisti italiani decidono di visitare la Slovenia? E quali sono le mete predilette?

Gli italiani visitano la Slovenia perché è un paese vicino e con un ottimo rapporto tra la qualità ed il prezzo. Agli italiani piacciono le nostre terme e la costa, ma anche le città e sempre di più i laghi e le montagne. Di solito alla prima visita in Slovenia gli italiani decidono per le destinazioni più conosciute: Lubiana, Pirano, Portorose, Bled, Kranjska Gora, Maribor, Postumia. Poi però si rivelano entusiasti anche quando scendono dalle vie principali e si trovano nei paesini prima sconosciuti. La Slovenia è capace di sorprenderli.

L’Italia è un mercato importante per il turismo sloveno? Quanti italiani visitano la Slovenia ogni anno?

L’Italia è il nostro primo mercato turistico. Più di 420.000 sono gli italiani che visitano il nostro paese - per quasi un milione di pernottamenti. turismo&sapori

L’Italia è il nostro primo mercato turistico! Gorazd Skrt è direttore dell’Ufficio del Turismo Sloveno, nonché vice commissario generale della Slovenia per Expo 2015 e direttore del padiglione sloveno.

Quest’anno - con la crescita di più del 10% rispetto agli anni precedenti, questi numeri saranno superati di parecchio. Ultimamente vi presentate con lo slogan Verde. Attiva. Sana. Perché?

Perché funziona e perché è quello che gli italiani chiedono oggi! 10 anni fa solo il 4% dei turisti italiani visitava la Slovenia per la natura. Oggi siamo già ad un 10 % di visitatori che dichiarano che la natura intatta è il motivo principale per cui hanno scelto il nostro paese per le proprie vacanze. Anche noi in Slovenia ci rendiamo conto di quanto potenziale ci offrono i nostri fiumi, boschi, montagne e laghi e ci sono sempre più le offerte turistiche costruite attorno alla natura.

Perché un turista italiano dovrebbe scegliere la Slovenia per le sue vacanze?

Senz’altro per l’offerta a 360 gradi, che può soddisfare anche i turisti molto esigenti.

Novità e progetti a cui state lavorando nel 2015?

Stiamo mettendo in primo piano l’offerta collegata con l’acqua. I nostri centri termali sono molto conosciuti in Italia - da vent’anni gli ospiti Italiani ci vengono per il loro benessere. Ultimamente tanti dei nostri centri termali hanno allargato la loro offerta con servizi dedicati anche alla salute.

Come è andato per ora questo 2015? Che segnali avete per i prossimi mesi?

Quest’anno è un anno di crescita a doppia cifra. Senza dubbio per la crescita dell’economia in Italia, ma anche


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grazie ai nostri impegni all’Expo e ai non pochi investimenti promozionali. Il Paese si conferma ancora conveniente come meta di vacanza per gli italiani?

Sì, ma è soprattutto il rapporto qualità-prezzo, che è molto apprezzato dagli italiani. I nostri ospiti si rendono conto che ottengono ottimi servizi per proprio investimento.

Expo: quali i vostri obiettivi numerici in merito? E quali i temi che hanno caratterizzato la vostra presenza all’esposizione?

Jerneja Lampret e Gorazd Skrt, direttore del padiglione Slovenia e Vice Commissario Generale

I nostri obiettivi, prima della manifestazione, erano far vedere il nostro padiglione a 750.000 visitatori. Questo obiettivo è stato superato già da tempo. In questo momento ci avviciniamo ad un milione di visitatori. L’Esposizione Universale ci ha dato la possibilità di promuovere il nostro logo I FEEL sLOVEnia al pubblico - e posso dire che piace al pubblico! Il brand FEEL SLOVENIA comunica un carattere, una tradizione. Chi sceglie di visitare con il cuore?

La Slovenia è un paese da “sentire”. Questo lo comunica anche il nostro brand. I nostri visitatori sono persone che vogliono vivere le esperienze e non semplicemente da osservatori.

La cosa più bella da fare in Slovenia?

Scendere dall’autostrada e perdersi nella natura.

La città che non si può non visitare?

Ljubljana, la nostra capitale.

Il luogo magico per eccellenza?

Il lago di Bled.

E se voglio godermi un’esperienza unica e anticonvenzionale?

Visitare il Colio Goriziano, per assaggiare il vino in cantine antiche. E pranzare mangiando il primo in Slovenia per poi fare quattro passi a piedi e mangiare il secondo in Friuli. ⏏ turismo&sapori


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i mercatini di natale

Viaggio nella magia del Natale

Quest’anno abbiamo deciso di vivere l’atmosfera natalizia attraverso i Mercatini di Natale e della neve, quelli che incantano con le loro luci ed i loro profumi, quei mercatini che da sempre portano tantissimi di noi in Trentino, in Alto Adige ed in Austria per festeggiare il Natale.

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olendo visitare il più possibile e fare una vera e propria fullimmersion nella tradizione natalizia, decidiamo di prenderci qualche giorno di ferie e di raggiungere Trento, Brunico e Innsbruck, magari anche con una bella sciata di inizio stagione a Plan de Corones. La prima preoccupazione che ci assale sono i tempi: riusciremo in 5 giorni a visitare le nostre mete senza trasformare la nostra vacanza in un tour de force natalizio? Iniziamo quindi ad informarci e a parlare con i molti amici che hanno già visitato questi luoghi. Rapidamente veniamo scoraggiati dalla nostra impresa: troppo poco tempo, troppa fatica, troppi chilometri, troppo costoso andarci in macchina. Per un attimo pensiamo di desistere e di scegliere una sola destinazione. Fino a quando, nella quotidianità della nostra vita da pendolari veneti, in stazione sentiamo annunciare l’arrivo di un treno che ferma a Trento, Bolzano e Innsbruck. Una corsa veloce al desk informazioni e veniamo informati delle fermate esatte e anche dei prezzi, davvero molto competitivi! Partendo da Padova, Venezia e Verona turismo&sapori

si può quindi organizzare un viaggio a più fermate che tocca Trento, Innsbruck e magari, scegliendo come tappa intermedia la stazione di Fortezza, raggiungere Brunico con i nuovi treni altoatesini e da qui arrivare, sempre in treno, direttamente sulle piste di Plan de Corones. Ecco dunque che, grazie ai treni delle Ferrovie austriache e tedesche - gli EuroCity DB-ÖBB -, con soli 29 euro da Padova possiamo arrivare ad Innsbruck, passando per Trento e Brunico, in poco più di 6 ore di viaggio. Perché non lasciarsi alle spalle le lunghe code in auto e approfittare della comodità del treno? Ecco allora le informazioni più utili per un viaggio unico nel suo genere, in cui ammirare e respirare tutto il meglio della magia del Natale!

DB-ÖBB EuroCity

Una scelta green: meglio in treno L’inverno si sta avvicinando e per gli amanti del Natale e della neve parte il conto alla rovescia. Le Ferrovie Austro Tedesche ora partono anche da Verona, Venezia e Padova. Un’occasione da non perdere per arrivare rilassati sulle piste o scen-

dere direttamente in città per fare un po’ di shopping, in vista delle feste, nei mercatini di Natale più belli dell’arco alpino. Nell’ultimo anno circa un milione di passeggeri ha viaggiato con i treni DB-ÖBB EuroCity. Un numero che dimostra l’alto interesse per gli spostamenti sostenibili. La tratta principale e più utilizzata dei treni DB-ÖBB EuroCity è tra Verona e Innsbruck/Monaco, ma ora due treni partono da Venezia Santa Lucia-Mestre-Padova-Vicenza e da Bologna. Un successo dovuto, oltre alla comodità del collegamento diretto con le principali aree di vacanza di montagna, all’alto standard di qualità: puntualità, pulizia ed efficienza. Ogni treno dispone di un servizio ristorante dove è possibile assaporare le specialità di montagna e austriache durante il viaggio, ogni posto a sedere è provvisto di prese elettriche e per chi viaggia in prima classe, giornali gratuiti e servizio catering sul posto. Una carrozza speciale è dedicata alle mamme che necessitano di un po’ di privacy per allattare e accudire i loro bambini. E per chi viaggia in bici un convoglio dedicato al trasporto delle due ruote. Info: www.megliointreno.it.


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credits apt trento a. russolo

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TRENTO

nino di Natale per portarli a visitare il centro storico della città e dove si trova la Casa di Babbo Natale, dove ogni piccolo potrà consegnare la propria letterina dei desideri. Dal 26 novembre al 13 dicembre 2015 i palati più esigenti troveranno Trentodoc, bollicine sulla città, un prestigioso evento dedicato alle bollicine di montagna con un ricco programma di laboratori, eventi, degustazioni, spettacoli, menù dedicati a Palazzo Roccabruna e in città. La magia del Natale continua a pochi chilometri da Trento, nella suggestiva Valle dei Laghi, una decina di incantevoli laghetti, circondati da stupendi borghi e castelli medievali. Qui intimi mercatini e la tradizione dell’arte antica del lambicàr rendono il Natale un momento speciale. Il 6 e il 7 dicembre 2015 ci sarà l’attesa Notte

La notte degli alambicchi accende il Natale Per la prima tappa del nostro viaggio decidiamo di scendere a Trento, per un viaggio indietro nel tempo, alla riscoperta di dolci sensazioni e autentiche emozioni da vivere nella sfavillante cornice dei Mercatini di Natale di Trento. Da sabato 21 novembre 2015 fino al 6 gennaio 2016 una calda atmosfera avvolgerà il centro della città del Concilio, con casette di legno finemente decorate, lo scintillio delle luci, splendidi abeti addobbati, piazze illuminate e i cantori nei tipici costumi locali che intonano le melodie alpine tradizionali. Senza dimenticare le tante iniziative pensate per i più piccoli nella Piazza dei bambini, da cui parte anche il tre-

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degli alambicchi accesi, uno spettacolo itinerante dedicato alle storie della grappa, che prende vita nelle strade del borgo di Santa Massenza, luogo d’origine della grappa artigianale in Trentino. Nello stesso weekend, dal 6 all’8 dicembre, non può mancare una visita al tradizionale mercatino di Natale di Cavedine, mentre il 26 dicembre 2015 e il 6 gennaio 2016 tappa obbligatoria è il Presepe Vivente di Calavano. Per chi ama la neve e non vuole lasciarsi scappare, tra una visita ai mercatini e gli eventi della tradizione, la prima uscita sugli sci, c’è il Monte Bondone, un’incantevole terrazza naturale nel cuore della Valle dell’Adige, affacciata sullo spettacolo delle Dolomiti di Brenta, dell’Adamello sinonimo di natura incontaminata, relax e belle piste. Info: www.discovertrento.it.

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i mercatini di natale

PL AN DE CORONES E BRUNICO

Il regno dello sci, nelle Dolomiti Patrimonio Unesco Come previsto, la comodità del treno, il fascino della zona della Val Pusteria e, perché no, le offerte promozionali ci convincono a goderci un giorno sulle piste da sci ed un giorno tra lo shopping e le degustazioni del più tipico tra i mercatini dell’Alto Adige, a Brunico. Al centro della Val Pusteria, circondato dalle località di Brunico, Valdaora e San Vigilio di Marebbe, Plan de Corones è riconosciuto dagli appassionati degli sport invernali come la montagna dello sci per eccellenza. 116 km di piste, 32 impianti di risalita, impianti di innevamento tecnico tra i più moderni, per piste sempre al top per sciatori e snowboarder. Le famiglie, ma anche chi vuole avvicinarsi a questo sport per la prima volta, troverà piste ideali e scuole sci con professionisti preparati, mentre gli sciatori più esperti si potranno cimentare nelle Black five, le famose cinque piste nere del comprensorio. Sterminate piste innevate immerse nel verde dei boschi. Un capolavoro della natura impreziosito oggi da un capolavoro architettonico, realizzato dall’archistar Zaha Hadid: il nuovo Museo di Reinhold Messner, che troneggia sulla cima di Plan de Corones, a 2.275 metri, con una vista panoramica a 360° sulle Dolomiti, patrimonio naturale dell’Umanità dell’Unesco. Per chi non vuole perdersi l’apertura degli impianti ci sono le offerte prenatalizie (dal 28 novembre al 20 dicembre 2015). Il pacchetto Dolomiti Super Premierè propone 4 giorni al prezzo di 3 con vantaggiosi sconti per noleggio e scuole sci, mentre l’offerta Ahrntal Skipass inclusive (5-20 dicembre 2015) consente di avere lo skipass gratuito per 6 giorni. Per rilassarsi dopo una giornata sulle piste la meta ideale è sicuramente Brunico, nominato Borgo più felice d’Italia, per il secondo anno consecutivo, dal Sole 24Ore. Nel periodo prenatalizio ospita uno dei più graziosi mercatini dell’Alto Adige, che incanta con la straordinaria atmosfera data dalle calde luci degli abeti e dalle dolci melodie. turismo&sapori

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Tante le innovative idee regalo che si possono acquistare, sinonimo di pregiati prodotti altoatesini di qualità. Novità 2015 la certificazione Green Event, garanzia di sostenibilità e regionalità. Un’attestazione che si aggiunge all’intera offerta sostenibile proposta dal comprensorio, a partire dalla possibilità di raggiungere facilmente in treno sia il mercatino di Natale di Brunico, che gli impianti di risalita di Plan de Corones. A tutti gli ospiti che soggiorneranno in un albergo della regione turistica verrà inoltre consegnata gratuitamente l’Holiday Pass, che consente di utilizzare tutti i mezzi pubblici dell’Alto Adige. Info: www.kronplatz.com.

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INNSBRUCK

Il vicolo delle fiabe e il grande albero di cristallo Ultima tappa del nostro viaggio, Innsbruck, la città più “brillante” di questo Natale! Lo scintillio di oltre 170.500 cristalli Swarovski infatti fa risplendere il grande albero di Natale, la musica natalizia riecheggia dall’elegante bovindo del Tettuccio d’oro, le luci illuminano gli abeti innevati, mentre il profumo di Kiachln e zucchero caramellato invade le strade della città. Il Natale della Capitale delle Alpi ha un fascino unico e indimenticabile per chiunque abbia avuto l’occasione di viverlo. Un romantico viaggio nella tradizione natalizia tirolese, con 6 mercatini, 200 bancarelle e tanti appuntamenti tra concerti, musica e fiabe. Il mercatino di Natale più tradizionale della città è quello del centro storico di Innsbruck. Un grande e scintillante albero di Natale è circondato da 70 bancarelle addobbate con cura che vendono tradizionali decorazioni natalizie, oggetti dell’artigianato artistico tirolese, candele e dolci natalizi. I vicoli della città vecchia sono disseminati di personaggi delle favole a grandezza naturale che affascinano grandi e piccini: giganti, principesse ed esseri fiabeschi sembrano prendere vita nel magico vicolo delle fiabe e un carro teatrale propone tutti i giorni rappresentazioni delle favole più conosciute. Il mercatino della Marktplatz, in riva all’Inn, risplende della luce del grande albero di Natale di cristallo, unico nel suo genere, alto ben 14 metri e realizzato con 170.500 cristalli Swarovski in 320 ore di lavoro. Il mercatino più chic e scintillante è quello della Maria-Theresien-Straße, mentre i più giovani sono

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il mercatino artistico di piazza Wiltener Platzl e quello di St. Nikolaus, un angolo di pace, che invita a sfuggire al trambusto prenatalizio. C’è poi un punto d’incontro che offre anche una vista mozzafiato: il mercatino di Natale panoramico sulla Hungerburg, sopra Innsbruck. Grazie allo spettacolare impianto di risalita realizzato da Zaha Hadid si parte dal centro storico e in pochi minuti si è in quota ad ammirare la splendida vista sulla Capitale delle Alpi, respirare aria fresca e assaporare i deliziosi profumi dell’Avvento. Per conoscere il Natale della Capitale delle Alpi si può approfittare del pacchetto “Vacanze dell’Avvento”: 2 pernottamenti a partire da 149 euro a persona. Gli amanti dello sci hanno a disposizione il famoso Olympia SkiWorld Innsbruck, uno dei comprensori più grandi dell’Austria, con ben 9 aree sciistiche. 300 km di piste che garantiscono divertimento assicurato sulla neve per gli sciatori più abili e preparati, ma anche per tutta la famiglia, a prezzi davvero convenienti. Lo speciale OlympiaWorld Skipass consente libero accesso ai 9 comprensori sciistici della regione ed è completamente gratuito per i piccoli sciatori sotto i 6 anni, accompagnati da un adulto con skipass. Info: www.innsbruck.info www.christkindlmarkt.cc. turismo&sapori


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Bruxelles: il vero girone dei golosi

Il centro del vecchio continente, la città nota come la capitale della comunità europea, è davvero un luogo magico per i sensi. Siamo a Bruxelles, la patria del cioccolato, dove nomi storici come Neuhaus, Zaabhar, Godiva, Leonidas, Marcolini, creano per la gioia dei golosi di tutto il mondo piccoli e preziosi cioccolatini da gustare. Già arrivando in città e passeggiando per le vie del centro, intorno alla Grand Place, ci s’inebria. testo e foto di Lucrezia Argentiero

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vunque aleggia il profumo di sua maestà il cioccolato. In ogni angolo si può trovare una raffinata boutique del cibo degli dèi, con le sue vetrine invitanti, ricche di un’infinita varietà di cioccolatini, prodotti dagli artigiani in piccoli laboratori, che fanno venire l’acquolina in bocca. Sono ben 172 mila le tonnellate di cioccolato che vengono ogni anno lavorate dai maestri cioccolatieri belgi, da dare la sensazione di essere in un vero girone dei golosi. E sbirciando di qua e di là, fra le cioccolaterie storiche del centro storico, ci si accorge subito che la regina incontrastata di questo regno di goturismo&sapori

losi è la pralina, che proprio qui è nata. Un guscio di freschissimo cioccolato (bianco, al latte o fondente) che racchiude un ripieno morbido, dai gusti più classici come pistacchio, liquore, marzapane, zafferano, zenzero a quelli più bizzarri come il curry, il pepe rosa, la citronella, la violetta. Dove ha preso forma tale ghiottoneria? Nella maison Neuhaus in Galerie de la Reine 25-27. Era il 1912 e Jean Neuhaus dà vita alla prima pralina con dentro il rum. Qualche anno dopo, da un’idea della moglie, nasce il ballotin, la graziosa confezione ancora oggi utilizzata per riporre queste delizie che sembrano preziosi “gioielli”. E mentre si viene piacevolmente


il girone dei golosi

catturati da questo alone di dolcezza, quasi come se si venisse a far parte di un’atmosfera surreale, anche la vista ha il suo ben da ammirare. Entrando in città l’occhio cade immediatamente sulle particolari abitazioni alte e strette, l’una accostata all’altra come un muro di cinta che costeggia la strada. Alcuni edifici non superano i tre metri di larghezza, mentre svettano anche per più di dieci metri. E, camminando lentamente, col naso all’insù, ci si ritrova in un mondo magico fatto di mille colori e un sol profumo. Si guarda a destra e un po’ anche a sinistra. Da una parte una costruzione moderna e, poco più avanti, un ricco ed elegante edificio antico. Ci si strofina gli occhi più volte. Ma è tutto vero. Scoprire la capitale belga significa immergersi in stupendi vicoletti medievali intorno alla Grand Place e camminare lungo la multietnica e moderna Rue Neuve tra vetrine e centri commerciali. La Grand Place, che durante il periodo natalizio si arrichisce di 240 chalet tutti diversi per idee regalo o decorazioni, è la parte più antica e più caratteristica della capitale belga, centro geografico e sociale della città. Due sono gli edifici di grande valore storico che vi si affacciano: l’Hotel de Ville e la Maison du Roi. Con le sue colonne decorate, le sue arcate ed il suo campanile, l’Hotel de Ville è sede del comune della città. È l’unico edificio medievale originale di Bruxelles, scampato, insieme alle facciate degli edifici che ospitavano le corporazioni, a guerre e bombardamenti. La Maison du Roi è invece l’antiturismo&sapori

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ca residenza dei reali di Spagna. Ospita oggi il Museo de la Ville. Qui ad ogni ora del giorno e della notte si ritrovano numerosi giovani: seduti per terra, una birra in mano (è questa anche la patria delle migliori birre al mondo) e una chitarra. Sul perimetro della piazza, vi è una serie di ristoranti, alcuni dei quali molto antichi, dove è possibile assaporare carne alla griglia o le moules et frites. Qui, i bruxellois ma anche i turisti si danno appuntamento per andare a caccia di pezzi d’antiquariato tra le bancarelle del famoso mercato del Sablon (ogni sabato dalle ore 9 alle 18 e ogni domenica dalle ore 9 alle 14). Non lontano dalla piazza, in un grazioso angolo del centro, una piccola folla scalpita per scattare la foto al Manneken Pis, il bambino che fa la pipì, simbolo della città. L’origine di questa statua rimane ignota, ma la leggenda vuole che nel medioevo il figlio di un duca fu colto ad urinare contro un albero nel bel mezzo di una battaglia. Per questo la piccola statua (soli 30 cm) divenne simbolo irriverente delle virtù militari del Paese. La tradizione vuole che i capi di stato che visitano la città donino al piccolo un abito tipico e periodicamente si può vedere la scultura vestita di tutto punto (tutti i vestiti, oltre 800 di cui 20 italiani, sono conservati nel Museo de la Ville). Da non perdere la Rue des Bouchers, una stretta strada-salotto con numerosi ristoranti, dove degustare i piatti tipici della città; il centro belga dei fumetti (raccoglie tutto ciò che riguarda il fumetto, con nozioni sul famoso personaggio Tintin e sui Puffi: www.cbbd. be); il Museo Magritte che conserva la più grande collezione al mondo di opere del grande artista surrealista (www. musee-magritte-museum.be), il Museo del cacao e del cioccolato (choco-storybrussels.be). Strade piene di cioccolato, birre e patatine fritte, fumetti, palazzi a punta. Sembra proprio una città-fiaba, frutto della fantasia, eppure Bruxelles esiste davvero. Anzi è molto di più rispetto alla città solamente sede del Parlamento europeo, come tutti sono abituati a  pensare. turismo&sapori


THERMANA VI VIZIA

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Il Parco del Delta del Po e tutte le sue bellezze naturali

Cosa significa candidare un’area a Riserva della Biosfera all’interno del Programma MAB (Man and the Biosphere - L’uomo e la biosfera) dell’UNESCO? Alcuni chiarimenti per capirne di più

Il Programma MAB è promosso da UNESCO. Che cos’è l’UNESCO?

È l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (in inglese United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, da cui l’acronimo UNESCO); è stata fondata dalle Nazioni Unite il 16 novembre 1945 per incoraggiare la collaborazione tra le nazioni nelle aree dell’istruzione, scienza, cultura e comunicazione. Sono membri dell’UNESCO 195 Paesi più 7 membri associati. Il quartier generale dell’UNESCO è a Parigi.

Il nome UNESCO è legato al “Patrimonio Mondiale”: cosa è?

Quella di Sito del Patrimonio Mondiale è la denominazione ufficiale delle aree registrate nella lista del Patrimonio Mondiale, o nella sua eccezione inglese World Heritage List. La Convenzione sul Patrimonio Mondiale, adottata dalla Conferenza generale dell’UNESCO il 16 novembre 1972, ha lo scopo di conservare, preservare e valorizzare il patrimonio culturale e naturale anche attraverso l’identificazione e la tutela di siti che rappresentano delle particolarità di eccezionale importanza da un punto di vista culturale o naturale. La lista è composta da un totale di 981 siti (si cui 759 beni culturali, 193 naturali e 29 misti) presenti in 160 Nazioni del mondo. Attualmente l’Italia è la nazione a detenere il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità (49 siti), seguita dalla Cina (45 siti) e dalla Spagna (44 siti). Che cos’è una “Riserva della Biosfera”?

Oltre al “riconoscimento” di Patrimonio dell’Umanità, l’UNESCO può assegnare anche la qualifica internazionale di “Riserva della Biosfera” per la conservazione e la protezione dell’ambiente, nell’ambito del Programma “L’Uomo e la Biosfera” (MAB). Le Riserve della Biosfera sono aree di ecosistemi terrestri, costieri e marini in cui, attraverso un’appropriata gestione del territorio, si associa la conservazione dell’ecosistema e la sua biodiversità con l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali a beneficio delle comunità locali. Ciò comprende attività di ricerca, controllo, educazione e formazione. turismo&sapori

L’uso del termine “riserva” è obbligatorio?

No. In alcuni casi, come quello del Delta del Po, dove questo termine abbia già un significato giuridico preciso (ad esempio “Riserve naturali”, ecc.) può essere utilizzata una denominazione più adatta a dimostrare le qualità del territorio e più gradita alle popolazioni residenti. In questa prima fase, infatti, è stato individuato il titolo provvisorio “DELTA DEL PO - Uomo, natura, sviluppo” - Riserva della Biosfera del Delta del Po. Quante sono le Risorse della Biosfera, nel mondo ed in Italia?

Ad oggi le Riserve della Biosfera riconosciute dall’UNESCO nel mondo sono poco più di 600, solo 10 delle quali in Italia (l’ultima è quella del Monviso) e non ve ne sono per ora in Veneto, nemmeno parzialmente. La Riserva deve includere diverse zone indipendenti?

Ogni Riserva della Biosfera deve includere tre zone interdipendenti, e precisamente: • Core Area, o area centrale, sottoposta ad un regime giuridico che garantisce la protezione a lungo termine degli ecosistemi e delle specie animali e vegetali presenti al suo interno.


delta del po • Buffer Zone, o cuscinetto, è adiacente o circonda l’area core e contribuisce alla sua conservazione. Le attività consentite in tale area devono riguardare principalmente le tecniche di sviluppo per l’uso delle risorse naturali che rispettino la biodiversità dell’area e favoriscano la gestione o riabilitazione degli ecosistemi. • Transition zone, o area di cooperazione, non è sottoposta a vincoli giuridici e prevede attività antropica, villaggi e complessi urbani (città) al suo interno. Le attività economiche e sociali devono essere dirette alla realizzazione di progetti modello per uno sviluppo economico sostenibile a beneficio, in particolare, della popolazione locale ivi residente. Solo l’area core richiede obbligatoriamente norme di conservazione stringenti e di solito coincide con una zona di protezione già esistente e tutelata a livello normativo, come una riserva naturale o le zone più protette di un parco nazionale o regionale. Le aree buffer prevedono un regime funzionale alla tutela dell’area core.

• Funzione di conservazione: contributo alla conservazione dei paesaggi, degli ecosistemi, delle specie e delle variazioni genetiche. • Funzione di sviluppo: incentivare e promuovere lo sviluppo sostenibile. • Supporto logistico: supporto a progetti dimostrativi, di educazione formazione, di ricerca e monitoraggio in tema di conservazione e sviluppo sostenibile a livello locale, regionale, nazionale e globale. Quale benefici può portare il riconoscimento dell’UNESCO?

La candidatura di un ambito territoriale per un riconoscimento internazionale mette in moto ed alimenta energie, interesse, partecipazione, risorse che possono oggettivamente concorrere ad un miglioramento della qualità della vita e del contesto territoriale. Dalle indagini svolte dall’UNESCO - da portare in evidenza un recente studio sul “valore del brand” - sono stati dimostrati i positivi benefici derivanti

AREA DEL DELTA DEL PO riconosciuta a Riserva della Biosfera del Programma MAB dell’UNESCO è supportato dalla FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO di Padova e Rovigo.

ne vicino all’eccellenza, pari a 76 punti (oltre 70 è considerata area di eccellenza in valori compresi tra 0 e 100). L’Organizzazione, infatti, riscuote un livello di fiducia del 69%, è ritenuta efficace al 75% e l’80% degli intervistati considera importante la sua mission. L’Unione Europea potrebbe finanziare progetti di sviluppo?

L’inserimento di un territorio nella rete mondiale delle Riserve della Biosfera del Programma MAB dell’UNESCO potrebbe favorire l’accesso a programmi e fondi internazionali finalizzati allo sviluppo di progetti di collaborazione. I nuovi indirizzi di Politica Agricola Europea (PAC) 2014-2020, ad esempio, considerano appositi canali di finanziamento attraverso i Piani di Sviluppo Rurale per il sostegno ad attività agricole in ambiti di tutela ambientale e paesaggistica (già oggi nei siti della Rete Natura 2000) o comunque in aree interessate da progetti di valenza sovra locale, come appunto potrebbe essere una Riserva della Biosfera, anche al fine di affrontare e risolvere potenziali conflitti tra attività agricole e zootecniche ad elevato impatto ambientale e attività di agriturismo e turismo sostenibile. Che cosa può comportare, in definitiva, il riconoscimento?

Per le aree di transizione, invece, non si prevede un regime di tutela giuridica e non sono necessariamente sottoposte a vincoli. Lo schema di zonizzazione non è unico e può essere applicato in modi diversi in paesi diversi, a seconda dei contesti geografici o socio-culturali. La flessibilità di tale schema resta uno dei punti di forza del concetto di Riserva. Che funzioni hanno le aree della Riserva?

Le aree della riserva hanno differenti funzioni di conservazione, sviluppo e supporto logistico.

ai luoghi dove sono stati concessi i riconoscimenti internazionali. In particolare, il 75% del campione intervistato ritiene che il marchio UNESCO sia importante nella promozione di attività, il 52% lo considera garanzia di qualità, il 40% elemento di eccellenza. UNESCO porta valore aggiunto nella tutela dei beni culturali (88%), nella promozione di beni naturalistici (86%) e in quella dei monumenti (84%). È stata inoltre confermata la straordinaria diffusione della conoscenza di base di UNESCO, nota al 98% del campione, cui corrisponde un elevato indice di reputazio-

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La Riserva della Biosfera non va considerata come un progetto a tempo limitato, bensì un’operazione di lungo termine. La partecipazione alla rete mondiale (network) delle riserve consente una valida possibilità di scambio di conoscenze, di buone pratiche, di strumenti gestionali nonché l’accesso a progetti, programmi e fondi internazionali appositamente dedicati ad affrontare problematiche legate allo sviluppo; tra le quali i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità e la rapida urbanizzazione. il riconoscimento di “Riserva della Biosfera”, per esplicita dichiarazione dell’UNESCO, non implica alcun vincolo giuridico ulteriore, ma va inteso come occasione per affrontare e risolvere, con la partecipazione della popolazione, i problemi locali ed i relativi possibili conflitti in una dimensione globale. Inoltre, il riconoscimento non va inteso come l’assegnazione di un “logo”, bensì come assunzione di responsabilità e scommessa del territorio a ideare, sperimentare e sviluppare buone pratiche da estendere anche all’esterno. ⏏ turismo&sapori


20 il salento

Le vie del Salento portano al Negroamaro

“Credo che molta felicità sia agli uomini che nascono dove si trovano i vini buoni” (Leonardo da Vinci) di Isa Grassano e Lucrezia Argentiero - foto di L. Argentiero

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orse Leonardo da Vinci nel riportare questo suo pensiero aveva in mente il Salento, il regno dell’ottimo Negroamaro che rende tutti allegri, insieme alla “pizzica”, famosa ballata popolare (era la musica che accompagnava i riti di guarigione di chi era morso dalla tarantola). Un connubio perfetto tra la solarità della terra, il gusto pieno e quel senso di spensieratezza che è il vero “plus” delle cittadine pugliesi. I viticoltori della zona producono qualcosa di più che una semplice bevanda: il Negroamaro (prende il nome dal vitigno autoctono a frutto nero da cui si ottiene e la sua origine risale almeno all’epoca della colonizzazione greca, VII sec. a. C.) è un vino frutto di passione, dall’anima mediterranea che si percepisce ad ogni sorso. Ovunque si giri sembra di cogliere il suo profumo inebriante e attraverso le vie di questo nettare di Bacco (rosso o rosato) che esprime eleganza e morbidezza, sapientemente fruttato, si può turismo&sapori

scoprire tutto il territorio. Per i moderni viaggiatori, appassionati di enologia, non c’è che l’imbarazzo della scelta tra le numerose proposte delle aziende di qualità e le antiche cantine, portabandiera di una grande tradizione vitivinicola, il tutto in luoghi dalla calda atmosfera, immersi in paesaggi straordinari intrisi dei colori verde e ramato delle foglie di vite che ben si mescolano al bianco ambrato di alcuni dei più bei capolavori dell’arte italiana. In questo viaggio tra sapore ed arte non si può non partire da Lecce, adagiata su un piccolo altopiano che domina tutta la provincia. È il trionfo del barocco tra palazzi gentilizi, portali e chiese: nei secoli estrosi scalpellini hanno dato sfogo alla loro fantasia, assecondando i capricci dei danarosi committenti e arricchendo così di dettagli e particolari i portoni, le finestre, i balconi. Il Duomo, la Basilica di Santa Croce, il Palazzo del Governo (ex convento dei Celestini)

lasciano incantati con tutti quei volti delle statue che sembrano ammirarti dall’alto, mentre Piazza Sant’Oronzo è il fulcro della vita cittadina economica (un tempo si svolgeva la contrattazione del prezzo dell’uva), piena di universitari a qualsiasi ora del giorno e della notte che circondano l’Anfiteatro romano, al centro della piazza. Tutto intorno ruotano bar e fashion Café (come Alvino), dove le selezionate etichette e la mondanità si sposano con gli eventi che hanno luogo sulla piazza per tutta l’estate (spettacoli all’aperto, degustazioni, tra cui Calici di Stelle in agosto, in concomitanza con la notte di San


Relax nell’abbraccio della natura

Quest’anno, non le andrebbe di fare qualcosa per la propria salute, e recarsi in vacanza in un luogo noto come centro climatico? Passeggiare a lungo nella natura, stare seduti sulla terrazza dell’hotel con una vista straordinaria sulle cime delle Alpi Giulie, visitare delle bellezze culturali e naturali della Valle Superiore della Sava, nuotare e rilassarsi nelle piscine. Kranjska Gora che giace nella parte nord-occidentale della Slovenia, al confine fra Italia e Austria, è rinomata come il miglior centro sportivo, di ricreazione, intrattenimento e congressuale di tutte le Alpi Giulie. D´inverno si copre di un candido mantello che si riflette in una cornice romantica, d´estate invece la parola d´ordine è la frescura. Durante tutto l´anno la località ospita turisti desiderosi di relax e di rigenerarsi per essere sempre pronti per nuove avventure. I nostri ospiti sono escursionisti, atleti professionisti, giovani famiglie, manager che creano dei progetti per il futuro e tutti coloro che si lasciano coccolare presso i nostri centri wellness. Alcuni desiderano fare shopping nei centri commerciali dei paesi limitrofi (Italia, Austria) altri invece decidono di sfidare la dea bendata ai tavoli da gioco o alle slot machines dei centri del gioco ed intrattenimento. A Kranjska Gora ogni stagione si veste di un proprio colore con cui attrae gli ospiti, vicini e lontani che siano. L’offerta degli hotel della catena Hit holidays Kranjska Gora è arricchita da una vasta selezione di trattamenti wellness dove potrete affidarvi alle abili mani delle nostre massaggiatrici, nuotare in una delle piscine o riscaldarvi in una delle saune. Nei centri benessere degli Hotel Hit Holidays Kranjska Gora provvederemo al totale relax del vostro corpo.

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il salento

Lorenzo, promosso dal Movimento Turismo Vino Puglia (www.mtvpuglia.it). A completare il giro della piazza, spunta la Chiesa di Santa Maria delle Grazie e, in lontananza, il castello di Carlo V. Dopo la città si può raggiungere l’azienda Apollonio a Monteroni di Lecce che i due fratelli, Marcello e Massimiliano (quarta generazione), portano avanti con passione. Nella sala degustazione, ci si avventura in un vero viaggio sensoriale. Il clou? L’Elfo (100% Negroamaro), un vino che “vezzoso sussulta… amico diletto… d’inverno è giulivo, di festa è più vivo, ristora gli stanchi, li stende sui banchi”, come è riportato sull’etichetta della bottiglia. Qualche chilometro più in là, ed ecco Galatina, chiamata “l’ombelico del Salento”, in quanto equidistante tra il Mare Jonio e l’Adriatico, tra Gallipoli ed Otranto. Racchiude tra le sue antiche mura la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, riccamente affrescata (si fregia del titolo di Basilica Pontificia) che svetta imponente su piazza Orsini. Su una piccola altura, sorge l’Azienda Santi Dimitri (Augusto e Carlo affiancano il padre Vincenzo), specializzata non solo nella produzione di eccellenti etichette (la barriccaia è inserita tra la roccia Dolomia tipica della zona dorsale delle Murge), ma anche di prodotti coltivati nelle proprie terre e di olio (anche aromatizzato al mandarino). E per entrare ancor più nei sapori del luogo si può prenotare (solo per gruppi 0836-565866) la “cena del Vignaiolo”, un menù con piatti di famiglia, rivisitati dalla signora Annamaria. Il tutto innaffiato con un bicchiere di Negroamaro. Del resto questo famoso nettare di Bacco ben si accompagna alla gastronomia della zona: ricette poco elaborate, dove si sente il profumo del mare e della campagna. Tra i piatti tipici troviamo le “sagne ncannulate”, pasta fatta in casa tipo tagliatelle e spiralizzate su se stesse; “i ciceri e tria”, una sorta di pasta e fagioli; i “turcinieddhi”, gli involtini di interiora di agnello o capretto, dal gusto delicato e allo stesso tempo amarognolo o la “taieddhra” alla salentina, cioé riso con cozze. Sempre seguendo le tracce dei vigneti, si arriva a Cutrufiano, paese della terracotta, al centro di un’aerea ricca di argilla (krita in dialetto). Ha sede qui l’azienda L’Aturismo&sapori

store (riporta ad un piccolo falco che nidificava da queste parti, “lu store”), i cui vini sono affidati alla supervisione dell’enologo Riccardo Cotarella (uno dei migliori winemaker in Italia). Bella la scenografia: accanto al frantoio ipogeo del 1700 è stata costruita una bottaia interrata in stile architettonico salentino, volte a stella e pietra leccese. Punta di diamante della produzione è “Filimei”, un Negroamaro in purezza che racconta la storia della famiglia Benegiamo. Infine ecco Otranto, l’antica Hidruntum, la Porta d’Oriente, con le sue stradine labirintiche intrise di storia, racchiuse dalle mura aragonesi e vibranti di wine bar, enoteche, ristoranti. Occorre addentrarsi nel borgo vecchio, per raggiungere la Cattedrale di stile romanico-gotico pugliese. La luce e l’ombra sembrano studiate apposta perché l’una e l’altra ne esaltino l’idea di grandezza.

Una volta dentro, la ricchezza artistica si esprime nel soffitto a cassettoni, nella cappella degli 800 Martiri, nella Cripta che si trova sotto la cattedrale. Ma si rimane stupefatti di fronte al mosaico di Pantaleone, composto di tessere policrome del XII secolo. Raffigura l’albero della vita nella sua compiutezza tra bene e male, sorretto da due elefanti e numerose figure allegoriche. Poi ci si spinge sino al Castello e lungo il camminamento a picco sull’Adriatico. Il souvenir più autentico, sono quelle immagini uniche che rimangono incise nella memoria. Quei giochi di colori e di trasparenze che, al tramonto, filtrano le onde. E se da lontano vi sembra di scorgere qualcosa, non temete di aver esagerato con le degustazioni di Negroamaro: sono i contorni velati delle montagne dell’Albania, quasi ad abbracciarle se  non ci fosse il mare.


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