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rovigo feb2019 n26

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Sport p.18

p.33

Salute p.27

FEBBRAIO 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.26

Cultura p.17

di Rovigo

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NUOVI PROGETTI

Iniziato il restauro di Palazzo Angeli

on-line: servizio a domicilio: pizze, Ga s tr o n o mia “La Piazza, il mioprimisogno” piatti, secondi e Piz z e r ia con contorni Giuseppe Bergantin* c o n fo r n o e dolci a le gQuesto n a mi permise di penPER OGNI PIZZA

CON L’AGGIUNTA sare a quelle che sono oggi DI € 0,20 SUBITO le 16 edizioni de La Piazza, UNA BIBITA IN LATTINA !!! intravedendo fin da subito la possibilità essere ·utili ai telefono 0425 di 30059 cittadini via ed anche attivi-59 · rovigo portaalle adige, tà dei vari territori. I primi anni furono davvero eroici, come del resto lo sono gli esordi di ogni impresa innovativa. Per fare un esempio, 25 anni fa il contatto con i lettori avveniva attraverso le lettere spedite in redazione; i computer non erano accessibili ai più, quindi tutti gli articoli erano scritti a mano e ribattuti a macchina; le foto dovevano essere sviluppate e poi, come in un collage tra testo e foto, si costruivano le pagine. Tutto il processo produttivo e distributivo non era pronto per questo tipo di impresa. servizioanche a pag 4 Sì perché il mio sogno 25 anni fa prevedeva la possibilità che il più alto numero di persone di quella comunità potesse accedere all’informazione in modo gratuito. 25 anni fa il fenomeno free press non esisteva, tanto meno il gratuito consegnato a casa… questa era davvero un’utopia! In questi 25 anni La Piazza è passata da essere il mio sogno - un esperimento editoriale in una piccola città del Veneto - ad essere oggi in Italia il più diffuso periodico d’informazione distribuito gratuitamente alle famiglie. Questo sistema di comunicazione si chiama oggi in modo altisonante “free to home”, rappresentato in Italia da La Piazza, mentre in Europa è realizzato dai grandi editori nazionali, con numeri straordinari di diffusione e redditività. Ci apprestiamo a vivere questo grande traguardo dei 25 anni con lo stesso entusiasmo e la stessa consapevolezza di quell’aprile del 1994. Oggi voglio ringraziare tutte le persone che, a vario titolo, hanno collaborato e collaborano alla realizzazione di questo mio sogno, tutti assieme e accomunati dalla certezza che “una comunità informata è una comunità migliore”. *fondatore de La Piazza

Comune senza giunta e sindaco in bilico

Azzerati gli assessori, il sindaco Bergamin sta provando a capire su quale maggioranza può ancora contare. “Io non mi dimetto”, ma gli scenari sono ancora aperti

CONFINDUSTRIA

Piano industriale per rilanciare il territorio POLITICA

Polemica sulla sede del tribunale EVENTI

Il Maggio Rodigino per tutta la città CULTURA

Palazzo Roverella: in mostra le giostre

Ad Aprile il nostro giornale compie 25 anni. Nei prossimi mesi vi racconteremo da dove veniamo e soprattutto dove vogliamo andare. Con voi e per Voi, com’è sempre stato!

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anni fa il mio sogno era quello di creare uno strumento che desse voce alla mia città, Cavarzere, che sui mezzi di comunicazione di allora, ma anche adesso con il digitale, non trovava spazio. Nei primi anni capii subito che questa esigenza non era solo della mia città, ma anche della maggior parte dei comuni e delle comunità del Veneto. La Piazza divenne ben presto anche uno strumento utilissimo per promuovere le attività commerciali di prossimità che, per motivi di budget e di territorialità, non trovavano spazio nei segue a pag 3 media tradizionali.

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“La Piazza, il mio sogno”

Tre milioni a disposizione della città

Giuseppe Bergantin*

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“Nuovi progetti grazie al Dl semplificazioni e avanzi di bilancio”

alle asfaltature alla sicurezza di zone degradate: Rovigo finalmente potrà realizzare una serie di migliorie pubbliche grazie agli “oltre 3 milioni di euro a disposizione della città”. Lo ha annunciato il sindaco Massimo Bergamin al termine della riunione con i capigruppo sul bilancio di previsione 2019, illustrando le risorse cui attingere e disporre per l’anno corrente. L’importo disponibile è il risultato di somme interne e del Decreto semplificazioni che stanzia 1 milione di euro per la città. “Grazie al decreto 135 convertito in legge, il Comune avrà da subito a disposizione 1 milione di euro - spiega il primo cittadino –. Con questa cifra importante si potrà impostare il bilancio di previsione 2019 (che il consiglio comunale dovrà approvare entro marzo n.d.r.), dando risposte alle urgenze più pressanti: dal rifacimento del manto stradale, alla messa in sicurezza delle zone meno decorose della città fino ai contributi ad Accademia dei Concordi, Cur, scuole paritarie e molto altro”. Dopo il rendiconto di gestione a maggio, con una variazione di bilancio, Rovigo avrà a disposizione oltre 400mila euro subito spendibili e oggi accantonati per la “Questione Baldetti” che, secondo Bergamin “non rappresenta un problema poiché questa amministrazione ha fatto tutto il neGiuseppe Bergantin >redazione@givemotions.it< cessario per la sicurezza finanziaria. A luglio in sede di riequilibrio di bilancio ci troveremo circa 1 milione di euro di avanzo libero a anni fa il mio sogno era quello di creare uno disposizione. L’avanzo vincolato, del valore di circa 800mila euro, strumento che desse voce alla mia città, Cavarverrà destinato prima di luglio con apposite delibere di consiglio” zere, che sui mezzi di comunicazione di allora, ma anprecisa. “Per la prima volta dall’inizio del mandato assistiamo a adesso con il digitale, non trovava spazio. Nei primi che una situazione finanziaria così positiva. Sono ottimista: sto lavoanni capii subito che questa esigenza non era solo della Offi cina specializzata rando con uffici e consiglieri comunali che vogliono dare lustro mia città, ma anche e della maggior parte dei comuni e MULTIMARCHE alla città di Rovigo” ha concluso. delle comunità del Veneto. La Piazza divenne ben pre-

Questo mi permise di pensare a quelle che sono oggi le 16 edizioni de La Piazza, intravedendo fin da subito la possibilità di essere utili ai cittadini ed anche alle attività dei vari territori. I primi anni furono davvero eroici, come del resto lo sono gli esordi di ogni impresa innovativa. Per fare un esempio, 25 anni fa il contatto con i lettori avveniva attraverso le lettere spedite in redazione; i computer non erano accessibili ai più, quindi tutti gli articoli erano scritti a mano e ribattuti a macchina; le foto dovevano essere sviluppate e poi, come in un collage tra testo e foto, si costruivano le pagine. Tutto il processo produttivo e distributivo non era pronto per questo tipo di impresa. Sì perché il mio sogno 25 anni fa prevedeva anche la possibilità che il più alto numero di persone di quella comunità potesse accedere all’informazione in modo gratuito. 25 anni fa il fenomeno free press non esisteva, tanto meno il gratuito consegnato a casa… questa era davvero un’utopia! In questi 25 anni La Piazza è passata da essere il mio sogno - un esperimento editoriale in una piccola città del Veneto - ad essere oggi in Italia il più diffuso periodico d’informazione distribuito gratuitamente alle famiglie. Questo sistema di comunicazione si chiama oggi in modo altisonante “free to home”, rappresentato in Italia da La Piazza, mentre in Europa è realizzato dai grandi editori nazionali, con numeri straordinari di diffusione e redditività. Ci apprestiamo a vivere questo grande traguardo dei 25 anni con lo stesso entusiasmo e la stessa consapevolezza di quell’aprile del 1994. Oggi voglio ringraziare tutte le persone che, a vario titolo, hanno collaborato e collaborano alla realizzazione di questo mio sogno, tutti assieme e accomunati dalla certezza che “una comunità informata è una comunità migliore”. *fondatore de La Piazza

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sto anche uno strumento utilissimo per promuovere le attività commerciali di prossimità che, per motivi budget erecapitato di territorialità, non trovavano espazio neiRedazione: È un periodico formato da 16 edizioni localidimensilmente Direzione, Amministrazione segue a pag 3 Direttore responsabile (ad interim) media tradizionali. a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Concessionaria di Pubblicità Locale: Questa edizione raggiunge le zona di Rovigo per un numero complessivo di 15.320 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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Chiuso in redazione l’8 febbraio 2019


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Rovigo

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Politica/1 Assessori mandati a casa

Crisi di giunta e sindaco in bilico L

a giunta di Rovigo, come abbiamo imparato a conoscerla negli ultimi anni nonostante i rimpasti, non c’è più. A fine gennaio, un po’ a sorpresa, il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin ha proceduto all’azzeramento. Al momento in cui andiamo in stampa, non è ancora dato sapere se e come sarà composta la nuova giunta e se l’amministrazione Bergamin continuerà il suo mandato fino alla scadenza naturale del prossimo anno. Ma andiamo con ordine. L’annuncio ufficiale è arrivato con una nota del Comune che recitava: “Si è ritenuto di dover procedere alla revoca della nomina dei componenti della giunta comunale, dando atto che tale revoca si basa su valutazioni di opportunità politica-amministrativa a segui-

to di verifica politica e che non si tratta di atto sanzionatorio, né di atto che riguarda motivi personali o professionali legati ai singoli assessori, ma di un provvedimento dettato oltre che da valutazioni politiche anche a garanzia della coesione e della unitarietà della azione di governo con il preciso obiettivo di perseguire con piena efficienza il programma politico e di rilanciare l’azione politico-amministrativa nell’esclusivo interesse pubblico, a favore della cittadinanza e nel rispetto del buon andamento e della imparzialità della pubblica amministrazione”. A questo annuncio sono seguiti giorni concitati di incontri e consultazioni, nei quali il sindaco ha provato a capire su chi poteva ancora contare. La riserva, al mo-

Il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin e il municipio

Al momento in cui andiamo in stampa si attende l’esito della crisi in Comune: il sindaco non ha intenzione di dimettersi, ma sta cercando i numeri per governare

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mento, non è stata sciolta. Ciò che si sa è che la minoranza resta in minoranza. E tra le sue fila si è collocato, almeno per ora, Obiettivo Rovigo, come riferiamo a p. 6. Dal canto suo Bergamin è categorico: “Non mi sono dimesso e non mi dimetterò. Il sindaco non molla. Sto predisponendo un percorso di condivisione con chi governa la città per un rilancio di questa ultima fase del mio man-

dato che terminerà a maggio del 2020. L’approccio è ottimistico, nel frattempo l’attività dell’amministrazione sta andando avanti. L’obiettivo è di ritornare al più presto a poter operare con la squadra al completo”. E annuncia che la nuova giunta sarà nominata verso metà mese. Per tutti gli aggiornamenti seguiteci nel sito www.lapiazzaweb.it. Giorgia Gay

La Lega e la viabilità: “Vogliamo cittadini attivi”

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ensi unici invertiti, strade che diventano inaccessibili, cambiamenti poco chiari e spesso calati dall’alto. Le recenti modifiche alla viabilità cittadina hanno causato parecchia confusione tra residenti e automobilisti, sollevando non poche polemiche e portando diversi disagi. A intervenire sulla questione è il gruppo consiliare comunale della Lega Nord che, sul tema della viabilità, chiede un maggiore coinvolgimento della cittadinanza nelle decisioni. “Nel cercare di regolare il traffico ci sono sempre delle scelte da fare – spiega la Lega - e accontentare tutti è difficile. Siamo però convinti che nessuno meglio di chi ogni giorno percorre le strade della nostra città sappia dare preziose indicazioni all’amministrazione comunale sul da farsi o, quantomeno, sugli effetti indesiderati che certi cambiamenti potrebbero portare”. Per la Lega è quindi essenziale cambiare l’approccio per la discussione dei piani di modifica della viabilità: “Abbiamo avuto modo di ascoltare le tante lamentele, tra colonne infinite e situazioni pericolose. Un esempio è quanto accaduto su via Marconi e via Petrarca in direzione della stazione dei treni, o sul senso unico di via Mascagni nel quartiere di San Pio X”. “Proprio perché non approviamo atteggiamenti di indifferenza nei confronti dei cittadini coinvolti – conclude la Lega - riteniamo che sia indispensabile avviare un confronto con loro prima di scegliere a tavolino delle misure per la viabilità. Il fine ultimo deve consistere nel trovare una soluzione quanto più condivisa possibile”. Gaia Ferrarese


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Politica/2 Le reazioni

Il Pd: “Doveva dimettersi”. E Avezzù: “Pronto a rientrare se ci ascolterà” O

biettivo Rovigo, guidata dal presidente del consiglio Paolo Avezzù, ha annunciato l’ingresso in minoranza alla vigilia di questa crisi Bergamin insofferente ai silenzi rispetto a precise richieste formulate insieme ai colleghi di Lega e Forza Italia. Gli alleati infatti oltre all’azzeramento della giunta, di fatto avvenuto, chiedevano l’azzeramento anche dei vertici di Ecoambiente e il rispetto di alcuni punti programmatici da seguire pedissequamente da qui a fine mandato. Su questo le risposte non sono arrivate ma non è escluso che, qualora Bergamin accettasse, Obiettivo Rovigo possa “tornare a dare il proprio sostegno” come riferisce Avezzù. Irremovibili invece Partito democratico e Silvia Menon. Dai banchi del primo parlano i consiglieri comunali Giorgia Businaro e Andrea Borgato: “Il reset della Giunta Bergamin, un’altra manovra di palazzo con la quale questa amministrazione, sempre più imbarazzante e inconcludente, cerca di sopravvivere fino alla scadenza naturale del suo mandato, cercando di distribuire, col peggiore “manuale Cencelli”, incarichi e nomine che non sono mai gratuiMenon: ti”. Per Businaro e Borgato “sarebbe stato più onore“Il tempo vole è dignitoso che il sindi Bergamin daco staccasse la spina a se stesso dimettendosi e, è scaduto” in questo modo, avrebbe dimostrato di voler bene realmente alla sua città, come continua a dire ad ogni piè sospinto. In quasi quattro anni a Rovigo non si è visto nulla di buono, anzi continuiamo a registrare nei cittadini scontento, sconcerto e talvolta rabbia per le tante necessità alle quali questa amministrazione non ha mai saputo rispondere”. Sulla stessa linea d’onda Menon: “Il sindaco è già senza una maggioranza. Adesso la scelta è se farlo cadere entro il 23 febbraio, che significa andare ad elezioni a maggio 2019 ed un commissariamento di soli 3 mesi, oppure tenerlo in vita fino al 24 febbraio, che vorrebbe dire elezioni nel 2020 e un anno e 4 mesi di commissario prefettizio. A optare per il commissariamento fino al 2020 è chi non vuole dare la parola ai cittadini, chi teme il voto dei cittadini come la finta minoranza che desidera un anno in più per organizzare la campagna elettorale. Questo sindaco ha avuto 4 anni. Possibile non sia riuscito a fare nulla in 4 anni? Il suo tempo è scaduto”. Giorgia Gay

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Tagli del 5% sulla tassa dei rifiuti: al via le agevolazioni per cittadini, famiglie e commercianti

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aglio della Tari (la tassa sui rifiuti) del 5%”. Il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin annuncia l’importante risultato raggiunto dall’amministrazione comunale grazie alla collaborazione della società partecipata As2 (Azienda Servizi Strumentali di Rovigo). “Dall’inizio del mio mandato ho avuto modo di apprendere che molte tasse restavano inevase - spiega Bergamin - penalizzando tutti coloro che invece le hanno sempre regolarmente pagate. Nel 2016 ho quindi dato l’input all’Ufficio Tributi di

stilare un progetto di recupero che, grazie alla collaborazione di As2, ha portato all’incasso di oltre 370.000 euro. Grazie a questa somma – continua il primo cittadino sarà possibile tagliare la tariffa rifiuti del 5% garantendo quindi, un risparmio a tutti i cittadini, famiglie e commercianti di Rovigo. Questa è solo la prima delle buone notizie che coinvolgeranno la nostra città nel 2019 – conclude il sindaco - Siamo pronti a raccogliere molti dei frutti seminati in questi anni”. Gaia Ferrarese

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Restauro nuova sede di Giurisprudenza

Palazzo Angeli, è iniziato il recupero La durata dei lavori è di 7 mesi: il Palazzo sarà la sede di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara

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alazzo Angeli tornerà presto all’antico splendore. Sono stati avviati il 14 gennaio scorso i lavori di completamento del restauro del palazzo, che sarà destinato ad ospitare la facoltà di giurisprudenza dell’Università degli studi di Ferrara. Un progetto condiviso con il Comune di Rovigo e l’Università di Ferrara e realizzato grazie all’impegno della Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, che ha messo a disposizione 1,9 milioni di euro. “Ringrazio la Fondazione Cariparo, il presidente Gilber-

to Muraro e il presidente emerito Antonio Finotti – ha detto il sindaco Massimo Bergamin durante la presentazione dei lavori -, per questa continua collaborazione sulle cose importanti da realizzare per la città e per tutto il territorio, ma soprattutto con una visione e una programmazione che va oltre”. “Ci stiamo concentrando sulle cose positive, sulle cose importanti che si devono fare e che si faranno per Rovigo - ha continuato -. In particolare, il territorio crede anche in questa opportunità della crescita

Un momento dell’inaugurazione e gli interni del Palazzo

dell’università. Inoltre, a primavera, cominceranno anche i lavori per rendere agibile Torre Donà con la riqualificazione, quindi, di tutta la zona dei giardini di Piazza Matteotti che potranno quindi essere apprezzati dagli studenti, dai cittadini e da tutti coloro che visiteranno la nostra amata città”. La durata prevista del cantiere è di circa 7 mesi, con termine il 31 luglio. G. G.


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Confindustria: piano industriale per rilanciare il territorio Il progetto si propone di tracciare le strategie economiche del futuro, di mettere a sistema e valorizzare le grandi potenzialità già presenti

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ei 25mila nuovi posti di lavoro stimati, 11.730 saranno nel territorio di Rovigo, tra occupati diretti nei nuovi insediamenti e indiretti (indotto). Questi i dati dello studio presentato a Venezia, in occasione dell’evento intitolato “Il futuro è nelle nostre mani”, di Confindustria Venezia Rovigo. Le stime illustrate dal presidente Vincenzo Marinese trovano conferma nel piano strategico per l’area metropolitana di Venezia e Rovigo (frutto del confronto di un gruppo di lavoro composto da imprenditori di mondi diversi e redatto dall’advisor EY). “Con la creazione di una Zona Economica Speciale (Zes), nell’Area Metropolitana di Venezia e Rovigo, queste previsioni potrebbero concretizzarsi” fa sapere Confindustria. Un progetto che si propone dunque, di tracciare le strategie economiche del futuro nel territorio di Venezia e Rovigo, che presenta aspetti che già lo arricchiscono, ma che da soli non bastano per affrontare il futuro, né per ampliarsi sul mercato globale. “Questo studio – dice Marinese – traccia le linee e le potenzialità di sviluppo che potranno interessare l’area di Venezia Metropolitana nell’arco dei prossimi sette-dieci anni. Le azioni previste indicano alle istituzioni locali ed il governo nazionale la strategia per facilitare lo sviluppo delle imprese - continua -. Grazie alla Zes di Venezia e Rovigo si potrà colmare il gap di cui il nostro territorio purtroppo ancora soffre rispetto ad altre realtà europee”. “Quello che abbiamo chiamato Area Estesa di Venezia e Rovigo è un territorio ricco di storia, e un’elevata cultura imprenditoriale, unita anche a una buona dotazione di servizi e infrastrutture - spiega Marco Daviddi, Partner di EY, Leader Transaction Advisory Service nell’Area Mediterranea Dalle analisi sulle prospettive di sviluppo futuro di questo territorio – continua – emerge che la cultura imprenditoriale diffusa può contare su un capitale umano significativo, con un buon tasso di innovazione, premessa essenziale per restare in competizione. Il territorio offre, inoltre, opzioni per

Un momento dell’Assemblea Generale di Confindustria Venezia e Rovigo. Il presidente Vincenzo Marinese

progetti di reindustrializzazione, nei settori a maggior valore. La realizzazione della Zes, - conclude - unita a investimenti infrastrutturali, potrebbe essere il motore in grado di determinare una rilevante accelerazione da parte degli investitori privati. Dai nostri studi, anche basandoci sul confronto con realtà internazionali simili, stimiamo che questi investimenti potrebbero mobilitare 2,4 miliardi di euro, generando circa 7.600 posti di lavoro diretti e circa 19.000 posti di lavoro nell’indotGaia Ferrarese to”.

Interventi in città “Grazie ai fondi stanziati a fine 2018 sono realizzati interventi sulla facciata di Palazzo Nodari e all’ingresso della scuola primaria di Borsea Maini”, annuncia il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin. L’intervento di manutenzione straordinaria della facciata esterna del Salone d’Onore, che è stato messo in atto a metà febbraio, è consistito in una verifica approfondita dello stato di conservazione degli intonaci e degli elementi in pietra. Nel contempo sono stati istallatidei dissuasori antipiccione e prevista una rete “invisibile” a protezione della preziosa statua della Madonna con il Bambino”. Anche i lavori alla scuola primaria di Borsea, compatibilmente con le esigenze dell’istituto scolastico, saranno effettuati entro il mese di febbraio. “L’intervento - conclude il primo cittadino - dà risposta ad una delle richieste formulate dai cittadini e genitori degli studenti che frequentano la scuola di Borsea, in occasione degli incontri con le frazioni che ho fortemente voluto in questi anni”.


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“Mobilità, passo indietro di 50 anni” L’associazione Fiab di Rovigo prende posizione in merito alla recente modifica al codice della strada che dà accesso alle auto elettriche nelle Ztl. “Una legge che favorisce l’invasione del centro”

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a modifica al Codice della strada ha introdotto il comma 103 dell’articolo 1, che obbliga i Comuni a consentire “in ogni caso” a tutte le auto elettriche e ibride la circolazione nelle aree pedonali e nelle Ztl (Zone a traffico limitato).“Tale norma nega ai sindaci la decisione di gestire strade e traffico della città che amministrano, sovrapponendosi così ai regolamenti comunali”. Questo è il parere che l’associazione Fiab Amici della bici di Rovigo ha espresso in merito alla nuova norma, aggiungendo che “questo intervento riporta indietro il Paese di almeno 50 anni, cancellando i risultati raggiunti sulla mobilità sostenibile”. “Una politica che punta a far sviluppare il mercato dell’elettrico, mentre ripropone gli stessi errori commessi quando si doveva sviluppare l’industria dell’auto negli anni del boom economico. Anche allora – dice Fiab - si sono fatte politiche per permettere a tutti di acquistare un’auto, dando il via

Alcune immagini d’archivio di Rovigo

libero alle modifiche degli assetti urbanistici: togliendo marciapiedi per fare posto a strade, parcheggi, pompe di benzina a ridosso delle piazze, e poi nuove strade per portare nuovo traffico nelle città, che nel frattempo si andavano spopolando verso una periferia che non offriva alcun servizio di trasporto pubblico”. Secondo l’associazione le auto elettriche incentivate, a parte la propulsione, hanno le stesse caratteristiche dei vecchi modelli: diversi solo nella trazione, ma ripropongono tutti i problemi che molti sindaci hanno tentato di arginare mettendo le Ztl o le aree pedonali. Inquinare meno dunque, denuncia Fiab, non significa risolvere i problemi di congestione, occupazione dello spazio urbano, sicurezza di chi si muove a piedi e in bici, rallentamento dei mezzi pubblici, e il degrado di strade, piazze e monumenti. “Questa assurda norma- aggiunge Fiab- ci riporta indietro fino al

5 luglio 1965, giorno in cui l’allora sindaco di Siena, istituì la prima Ztl d’Italia impedendo l’accesso alle auto in Piazza del Campo; e per questa scelta, 13 giorni dopo, il sindaco fu costretto a dimettersi. Il nostro Paese ha poi impiegato 53 anni per riuscire a limitare il

traffico nel 95% della superficie dei centri storici mentre sono bastati 9

mesi di governo del cambiamento per azzerare il tutto. La legge che favorisce l’invasione del centro – conclude l’associazione - è una legge non da cambiare ma semplicemente da cancellare”. Ga. Fe.

E luce fu: finalmente si accendono i 18 lampioni Dopo 10 anni gli impianti sono stati accesi per la prima volta, e viale Gramsci torna a splendere

A

sollevare la questione era stato il consigliere comunale Michele Aretusini, che aveva segnalato una situazione davvero paradossale: lampioni nuovi, dalla linea elegante, moderni e senza alcun problema, che in più di 10 anni non si sono mai accesi una volta. Sono quelli di viale Gramsci, nel quartiere Commenda, posti a servizio dei percorsi ciclopedonali e dei vari parchetti dei complessi immobiliari di Ater. Non sono entrati in funzione per anni, a causa di una querela tra Comune e Ater su chi, tra i due enti, dovesse esserne la competenza. “Avevo promesso ai molti residenti che mi sarei impegnato affinché venissero accesi questi 18 punti luce mai andati in funzione – commenta Aretusini – promessa mantenuta”. Una soluzione era stata annunciata nel corso del consiglio comunale di martedì 15 gennaio e, in effetti, è stato “così. Finalmente, nella giornata di giovedì 17 gennaio, i 18 lampioni, sono finalmente entrati in servizio, dopo tutti i controlli del caso.

Michele Aretusini

Una consulta per le frazioni “Anche i cittadini devono poter dire la loro”. Così il consigliere della Lega Michele Aretusini, durante il consiglio comunale del 28 gennaio, ha lanciato una proposta concreta perché la partecipazione dei cittadini diventi realtà. “Già da alcune settimane ho fatto avere

al vicesindaco Andrea Bimbatti, che ha anche la delega alle politiche delle frazioni, un regolamento per istituire la consulta dei delegati di frazione e quartiere – continua Aretusini –. Si tratta di un organismo consultivo e propositivo del consiglio comunale espressione degli interessi delle frazioni. Secondo il regolamento da me proposto questo organo svolge attività di impulso nei

confronti del consiglio comunale e dell’assessore competente per la trattazione di tematiche di interesse generale o di interesse specifico per la singola frazione e, altra cosa importante, - continua Aretusini - ha la facoltà di richiedere al presidente del consiglio comunale e al presidente della commissione consiliare competente, l’iscrizione all’ordine del giorno del consiglio e della commissione, di proprie proposte”. “Spero davvero che il vicesindaco - conclude il consigliere- si adoperi perché il regolamento venga quanto prima discusso in consiglio per essere approvato e dare così finalmente voce concreta ai cittadini”.


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Rovigo

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“Una storia lunga ben 1.100 anni”

Appalti Favorire l’economia del territorio

“Imprese locali più coinvolte nelle gare” D

efinire delle linee guida per tutelare negli appalti pubblici le piccole e medie imprese locali, utili a contrastare anche il lavoro nero: è la richiesta che la Cna fa alla Provincia con l’intento di riprendere il tavolo di coordinamento del settore edile attivato alcuni anni fa. Monica Pavan, portavoce di Cna Costruzioni, sottolinea l’obiettivo di far partecipare le aziende locali alle gare indette dagli enti pubblici del territorio, nel pieno

cedure di gara, riservando metà della quota ad aziende con sede legale e operativa in provincia di Rovigo in tutti i casi dove la stazione appaltante decidesse di restringere il numero di imprese che partecipano alle gare attraverso un sorteggio. “Tutto questo - conclude Pavan - in un contesto caratterizzato dalle modifiche introdotte con la Legge di Bilancio, che ha introdotto la possibilità, per le stazioni appaltanti, di affidare i

C

Monica Pavan

lavori di importo fino a 150.000 euro mediante affidamento diretto, dando l’opportunità ai Comuni fino a 20.000 abitanti di ottenere contributi da destinare ad investimenti per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale”. Ga. Fe.

La Cna sostiene che al centro dell’attenzione c’è sempre la qualità del lavoro dell’impresa, ma le aziende dovrebbero cogliere l’occasione e avere la precedenza rispetto delle norme nazionali sugli appalti. La richiesta è avvalorata da un approfondimento sulla aggiudicazione dei bandi effettuati nel 2018 da parte della Stazione Unica Appaltante dei Comuni del Polesine; da cui emerge che, nonostante la procedura maggiormente utilizzata sia stata quella negoziata, tutti i cinque appalti sulla realizzazione di lavori sono stati assegnati a imprese esterne alla provincia. Per gli interventi di efficientamento energetico in scuole o edifici pubblici le gare hanno assegnato i lavori ad un’azienda laziale e ad una veneta, entrambe con un ribasso di oltre il 20%. Infine, per quanto riguarda gli appalti in pulizie di edifici pubblici e non, tre appalti su quattro furono vinti da imprese di fuori provincia. “E’ indubbio - continua Pavan - l’importanza che il mercato degli appalti pubblici assume per le imprese del settore edile e per quelli collegati del nostro territorio”. La portavoce afferma che le linee guida della Provincia hanno l’obiettivo di semplificare le pro-

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pssae Istituto “E. De Amicis” e Comune di Rovigo mettono a punto un progetto sulle origini del Castello e della comunità abitativa di Rovigo. L’iniziativa, denominata “Rovigo 920-2020. Una storia lunga 1100 anni”, ha l’obiettivo di approfondire i temi dello sviluppo urbano in rapporto all’antica configurazione ambientale e alla nascita dei primi nuclei di insediamenti rurali nell’ottica della creazione di un itinerario medievale. Il tutto in questo importante anniversario. Un documento del maggio 920, come spiega Raffaele Peretto presidente del Cpssae attesta che Papa Giovanni X concedeva al vescovo di Adria, Paolo, la giurisdizione su diverse aeree del Polesine e alcune importanti esenzioni con la finalità di costruire una struttura fortificata, primo nucleo del Castello di Rovigo, dal quale prese origine il centro storico della città. Oltre a quanto si sta predisponendo in ambito scolastico, l’idea è di coinvolgere organismi pubblici e privati per promuovere eventi, affinché la ricorrenza sia vissuta dai rodigini e dai polesani in senso ampio, nella prospettiva di una

riqualificazione culturale, sia per quanto riguarda una appropriata coscienza identitaria, sia e soprattutto per una visione più veritiera e positiva della storia locale, rispetto alla radicata percezione di un passato caratterizzato da marginalità, da povertà culturale, da precarietà ambientale, da mancanza di sviluppo economico. Il programma prevede: un concorso di idee rivolto agli istituti scolastici per la creazione di un logo, con l’organizzazione di specifiche attività didattiche e di alternanza scuola-lavoro, un convegno, la proiezione di un filmato con tecniche innovative ed effetti immersivi nell’area del castello sulle pareti della mura e delle torri, per raccontare in maniera coinvolgente la storia della città; serate a tema con l’enogastronomia del territorio presso sedi culturali prestigiose, con l’intervento di personaggi della cultura e dello spettacolo.


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Rovigo

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Polemica sulla sede del tribunale La consigliera di opposizione Menon attacca il Comune per una scelta che esclude esperti e cittadini e favorisce una politica di decentramento. “Politica assente da 25 anni” La sede del tribunale e la consigliera Silvia Menon. Sotto, l’ex caserma Silvestri

“S

tiamo pagando una politica assente da oltre 25 anni”. Queste sono le parole di Silvia Menon, consigliere d’opposizione del Comune di Rovigo, che continua dicendo: “Quando l’amministrazione si è trovata a fare scelte sul futuro urbanistico della città, ha sempre sbagliato: centri commerciali, recupero dell’ex zuccherificio per fare una zona fiere al Censer, università in viale Porta Adige (ora addirittura lo studentato). Per non parlare dell’Interporto”. La polemica sorge in merito alla decisione dell’amministrazione di spostare la sede del tribunale. Secondo la consigliera, infatti, sono molte le ragioni che spingono a cercare una soluzione migliore di questa: la necessità di parcheggi, di migliorare i servizi offerti agli utenti (risolvibile con

La proposta è di una riqualificazione strategica dei vuoti urbani, come l’ex caserma Silvestri

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l’accorpamento di sedi e archivi), di migliorare gli ambienti e il bisogno di un maggior numero di aule per le udienze. La consigliera Menon sottolinea che a Rovigo il tribunale è un luogo di vitale importanza, la cui collocazione non può tenere conto solo dell’opinione di chi lo frequenta. “Si tratta di una scelta

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destinata a cambiare gli equilibri della città in maniera definitiva – spiega - quindi spetta al consiglio comunale, l’organismo eletto dai cittadini. La politica rodigina deve recuperare il tempo perduto. Servono progetti di alto livello su diversi vuoti urbani di importanza strategica, uno è senza dubbio l’ex caserma Silvestri”.

Il tribunale all’ex caserma Silvestri infatti, nonostante il ministero delle Finanze abbia dichiarato di volerla utilizzare, secondo l’opposizione, non è da escludere: si tratta di un’area immensa in grado di rispondere a più esigenze contemporaneamente. “Il lavoro di come organizzare gli spazi e i volumi per valorizzare i luoghi – sottolinea la Menon spetta ad architetti e ingegneri. Prima di prendere decisioni cruciali per la città, è bene bandire dei concorsi di idee. Le scelte importanti vanno prese in una visione d’insieme – conclude il consigliere -. Noi riteniamo che si debba puntare tutto suoi vuoti urbani, i quali devono diventare veri e propri quartieri, siamo nettamente contrari alla politica del decentramento”. Gaia Ferrarese

Ecoambiente, “tutti gli imputati si dimettano” La sezione della provincia di Rovigo di “Italia in Comune” chiede

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ierluigi Tugnolo e l’intero Cda di Ecoambiente sono stati rinviati a giudizio per abuso d’ufficio – a chiederlo è la consigliera regionale Patrizia Bartelle -. Trattandosi di una società a capitale pubblico, che svolge un servizio primario per i cittadini, quale la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, va chiesto un surplus di cautele rispetto ai comportamenti richiesti a qualsiasi dirigente o amministratore privato. In attesa che il procedimento giudiziario accerti eventuali responsabilità, sarebbe quindi opportuno che gli interessati diano le dimissioni”. “Altri potranno essere incaricati di amministrare Ecoambiente, garantendo così maggiore serenità di gestione, anche nei confronti di dipendenti e utenti - continua Bartelle -. Del resto, se è vero che tutti sono utili ma nessuno è indispensabile, questo vale anche per Tugnolo e il suo Cda”. La consigliera conclude spiegando che sarà il processo a mettere in luce la vera motivazione che sta alla base del presunto abuso d’ufficio: “Il ruolo dirigenziale di Romanello sarebbe di grave ostacolo per chi ancora oggi opera alacremente per trasformare la discarica di Villadose in un Centro di smaltimento Ga. Fe. nazionale (e non solo) di rifiuti speciali”.


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Approvato il piano speciale per i piccoli cantieri di Ance Rovigo Stanziati dal Ministero dell’Interno 400 milioni di euro da spartire tra i piccoli comuni per finanziare interventi locali dalle procedure veloci

I

l piano speciale per i piccoli cantieri, fortemente richiesto dall’Ance Rovigo e al via prossimamente, ricalca il modello spagnolo per le piccole opere, consentendo a 49 Comuni rodigini di usufruire di un contributo statale di 2,59 milioni di euro da destinare a interventi non già integralmente finanziati e aggiuntivi rispetto alla programmazione triennale. Una notizia importantissima per tutti i beneficiari, che potranno così accedere a risorse extra per mettere in sicurezza strade, scuole, edifici pubblici e patrimonio culturale. Così commentano congiuntamente Ance Rovigo e Confindustria area metropolitana di Venezia Rovigo: “Ai nastri di partenza il piano previsto dalla Legge di bilancio per il 2019 che assegna a favore dei Comuni 400 milioni di euro per la realizzazione di piccoli interventi appaltabili con procedure veloci. Il 10 gennaio u.s. il Ministero dell’Interno ha provveduto, nei termini previsti dalla legge, a ripartire le risorse previste in base alla dimensione di comuni, destinando 40.000 euro per ciascuno dei comuni con popolazione inferiore ai 2.000 abitanti; 50 mila per territori che presentano un range tra i 2 mila e 5 mila abitanti, 70 mila tra i 5.001 e 10.000 abitanti; e infine 100 mila con comuni con popolazione fino a 20 mila cittadini”. Paolo Ghiotti, presidente di Ance Rovigo – Sezione Edili di Confindustria Venezia Area Metropolitana di Venezia e Rovigo – Territoriale di Rovigo, invita i Comuni interessati a mettere subito in atto il piano che prevede tempi stringenti: “È indispensabile aprire velocemente i cantieri e non sprecare un’occasione preziosa per il territorio e per il settore. Il piano del Governo costituisce un modello per accelerare l’utilizzo delle risorse e intervenire rapidamente per realizzare opere utili al territorio e alla comunità. Uno strumento che ci

auguriamo che in futuro venga incrementato e potenziato così da poter essere utilizzato anche su più ampia scala”. Il termine per beneficiare del contributo è fissato al 15 maggio 2019, data entro la quale i lavori dovranno necessariamente partire. Gaia Ferrarese

In onore a Fabio Volpe Sabato 26 gennaio si è svolta la cerimonia di intitolazione della Tribuna d’Onore del Palazzetto dello Sport a Fabio Volpe, dirigente Fipav, mancato lo scorso anno. Il testimonial dell’evento è stato Julio Velasco, tecnico federale della “Nazionale dei Fenomeni” negli anni in cui Fabio ricopriva il ruolo di vicepresidente nazionale Fipav. Un momento

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importante, sia per l’omaggio dedicato a Volpe, che per la presenza di Velasco, che coglie l’occasione per parlare dei valori dello sport. Una giornata intensa anche per Natascia Vianello, presidente Fipav comitato territoriale di Rovigo, che ricorda la passione di Volpe. “Esempi importanti – dice il sindaco Massimo Bergamin -, di uomini che hanno dato tanto allo sport, contribuendo alla crescita, non solo dal punto di vista agonistico, ma anche umano”.


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Rovigo .

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Maggio Rodigino per tutta la città Torna la seconda edizione dell’evento: il bando per partecipare con una propria idea al festival culturale è già disponibile online e scade a inizio marzo

T

utta la città può partecipare alla realizzazione della nuova edizione del Maggio rodigino. A fine gennaio si è svolto l’incontro tra la Fondazione per lo sviluppo del Polesine, Comune, Fondazione Banca Monte di Rovigo, i cittadini, attività commerciali e associazioni del territorio polesano; che hanno voluto informarsi su come partecipare al bando per fare parte del cartellone eventi del Maggio Rodigino. Il bando, già disponibile sul sito www.maggiorodigino.it e su www.fondazionesviluppopolesine.it, è infatti un modo per coinvolgere tutta la città nel mese dedicato alla cultura, mettendo in rete i vari eventi e i vari progetti di cultura e spettacolo, per creare un cartellone coordinato e che faccia risplendere per tutto il mese di maggio la città di Rovigo. A questo si aggiungono gli altri quattro festival principali: Rovigoracconta, Contami-

nazioni, Festival Biblico e Rovigo Comics. Dopo il riscontro positivo, l’entusiasmo e la partecipazione da parte dei cittadini dell’anno scorso, l’iniziativa è stata riproposta anche quest’anno per una seconda edizione. C’è tempo fino al 3 marzo per presentare il proprio evento: basta scaricare il bando onliYogurt Activia ne e proporre la propria idea DANONE classico - vellutato inviando una mail a fondaziog 125x4 (al kg € 3,78) nesviluppopolesine@gmail. com. I progetti saranno selezionati da un’apposita commissione, presieduta dal giornalista rodigino Cristiano Draghi; in seguito verranno annunciati attra€ verso una conferenza stampa e inseriti nelLa cartellone ufficiale Mozzarella senza lattosio del festival. TREVISANALAT “Si tratta di(alun’opportunità g 125 kg € 6,40) per tutti – spiega Virgilio Santato, presidente della Fondazione Banca del Monte -. Vogliamo calendarizzare gli eventi

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di Maggio, mettendoli in rete e l’importante è che si integrino offrendo loro sostegno tecnico bene con i festival principali e logistico, per promuovere la e si svolgano in maniera co€ primavera della cultura con tut- ordinata ,negli spazi concessi ta la città. dal Comune - spiega Draghi -. Mozzarella filone Yogurt Activia Yogurt ActiviaRicottine GRANAROLO Santa Lucia GALBANI Più persone parteciperanno, partecipare le associaDANONE DANONEPossono g 100x2 (al kg € 5,45) g 400 (al kg € 6,50) classico - classico vellutato- vellutato più crescerà il Maggio Rodigizioni come i liberi cittadini e le g 125x4 (al kg 125x4 € 3,78) (al kg € 3,78) no, e quindi lo spirito di unag citattività commerciali. Restiamo tà che vuole crescere e risplen- a disposizione, tramite la mail dere”. della Fondazione per lo svilup“Non c’è un limite di eventi, po del Polesine, per ogni chia-

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Cultura .

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Il fantastico mondo delle giostre Palazzo Roverella dal 23 marzo al 30 giugno ospita la mostra che declina il tema dà uno sguardo in chiave soprattutto sociale, affidandosi a grandi fotografi e a grandi artisti che l’hanno affrontato nelle loro opere

C

ompletamente dedicata alla fantasiosa iconografia delle giostre, la mostra “Giostre! Storie, immagini, giochi”, sfaccettata e divertente, è anche pensosa, e vuole suscitare nel pubblico un vero e proprio effetto-giostra, tra il gioco più semplice e genuino che rimanda all’infanzia e la riflessione sulla vita, sul tempo che passa, sul mondo che gira, sul destino. A proporla a Palazzo Roverella, dal 23 marzo al 30 giugno 2019, è la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo insieme al Comune di Rovigo e all’Accademia dei Concordi, per la cura di Roberta Valtorta, con la collaborazione di Mario Finazzi per il percorso riservato alla pittura. “Il Polesine – spiega il presidente della Fondazione, Gilberto MuFormaggioFormaggio mini BABYBEL mini BABYBEL x5 sempre rosso x5 terra di giostre raro100-rosso è da g 100 (al kg €g 14,00) (al kg € 14,00) e giostrai. Qui, e in particolare nel territorio di Bergantino, vengono realizzate giostre destinate ai parchi di divertimento e agli spettacoli viaggianti di tutto il mondo.

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Ed è con il Museo della Giostra e dello Spettacolo Popolare di Bergantino che questa nostra mostra idealmente si coniuga. In una unione complementare: il Museo indaga il passato di una grande tradizione”. “La mostra – conclude Muraro - legge il tema della giostra in chiave soprattutto sociale, affidandosi a grandi fotografi e a grandi artisti che l’hanno declinato nelle loro opere”. In mostra, infatti, vengono proposte immagini di giostre

grandi e piccole, così come sono state raffigurate soprattutto in fotografia, ma anche in pittura, grafica, nei numerosissimi giocattoli, nei modellini, fino ai carillon. Presenti in anche “pezzi” di antiche giostre come organi e cavalli di legno. La struttura della giostra è stata ampiamente rappresentata in mille forme di straordinari giocattoli meccanici per bambini ma anche per adulti, dalle forme articolate e varie, talvolta carillon, talvolta orologi e soprammobili,

divenuti nel tempo oggetto di collezionismo. L’ampia sezione di fotografie comprende opere di più di sessanta importanti fotografi dall’Ottocento a oggi. Tra questi, le immagini ottocentesche di Celestino Degoix e di Arnoux; quella della Parigi dell’inizio del Novecento di Eugène Atget e dei Frères Seeberger; le fotografie degli anni Quaranta-Sessanta di Henri Cartier Bresson, Mario Cattaneo, Cesare Colombo, Bruce Davidson, Ro-

bert Doisneau, Eliot Erwitt, Izis, Mario Giacomelli, Paolo Monti, Willy Ronis, Lamberto Vitali, David Seymour; per l’epoca contemporanea, le immagini di Bruno Barbey, Gabriele Basilico, Olivo Barbieri, John Batho, René Burri, Stefano Cerio, Raymond Depardon, Luigi Ghirri, Paolo Gioli, Guido Guidi, Jitka Hanzlovà, Guy Le Querrec, Raffaela Mariniello, Bernard Plossu, Pietro Privitera, Francesco Radino, Ferdinando Scianna. La mostra è anche arricchita da una selezione di importanti opere pittoriche e da manifesti di fiere di paese e sagre popolari. Importante l’installazione dell’artista contemporanea Stephen Wilks “Donkey Roundabout” e il film di Adriano Sforza “Jodi delle giostre”, vincitore del David di Donatello 2011. L’evento si avvale della collaborazione con il Museo Storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare di Bergantino-Rovigo. Ga. Fe.

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i è tenuta a fine gennaio la presentazione del secondo libro di Diego Crivellari dal titolo: “Scrittori e mito nel Delta del Po”, un testo letterario e sentimentale insieme, che de€scrive , questo particolarissima territorio. Un’opera che presenta una narrazione autonoma per la divisione dei capitoli, quasi fossero micro opere a sé stanti, ma coerente e coesa nel suo insieme. Come sostenuto nell’introduzione, tra le pagine del libro si troveranno tracce “le tracce di autori e capolavori, talvolta ingiustamente dimenticati, della nostra letteratura, diari di viaggio, racconti, appunti, cronache e forse pure imprese letterariamente meno memorabili. Il tutto è il risultato di un’esplorazione condotta sui testi, che segue e riprende l’estro di letterati e scrittori che, specialmente in età contemporanea, hanno variamente scritto nel Delta e sul Delta, nella sua unicità, nella sua accezione vera e più ampia, di storica area di confine e di scambio, di cerniera tra Veneto ed Emilia, tra culture e presenze diverse e complementari”. Il lettore troverà dunque presenza di “navigatori, totali o parziali, come Rumiz, Rea, Zamboni e Brondi, ma anche Zavattini, e i camminatori, gli uomini dell’argine e della pianura, radicati al suolo, come Conti, Celati, Permunian”. L’opera è stata pubblicata da Apogeo Editore ed esce con la prefazione di Guido Conti nella collana “I salici” dell’Accademia dei Concordi di Rovigo.

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Sport

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Calcio femminile Qualificate in finale

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Granzette alle final four di Coppa Italia M

olfetta, Ragusa, La Fenice Mestre e Granzette sono le squadre che, a marzo, disputeranno le final four di coppa Italia di calcio a 5 femminile di serie A2. Un traguardo storico per le rodigine, raggiunto dopo aver battuto l’imbattuta Cf Pelletterie Firenze, capolista del girone B dove il Granzette è attualmente quarto. Capitana delle nero arancio è Ilaria Andreasi, 27 anni, originaria di Castelgugliemo. Ilaria, risiede a Rovigo, dove lavora in uno studio di ingegneria e progettazione. Laurea triennale in scienze dell’economia e della gestione aziendale, juventina sfegatata, poster di Alex Del Piero in cameretta fino a non pochi anni fa. Un amore, quello con il calcio, nato fin da piccola. “Sì - racconta Ilaria

- avevo 6 anni quando ho cominciato con la squadra del mio paese, seguendo mio fratello, che ha due anni più di me e gioca, tuttora, come portiere della Nuova Audace Bagnolo”. Ilaria, con la squadra del paese gioca fino agli Esordienti, poi passa con la formazione femminile della vicina Castagnaro e di seguito con quella lontana del Gordige, formazione di Cavarzere. “Devo ringraziare i miei genitori che mi hanno sempre appoggiata e supportato in questa mia grande passione- spiega Ilaria -.Il papà, terminato il lavoro mi accompagnava fino a Cavarzere per gli allenamenti, fino a quando ho preso la patente”. Un sacrificio ricompensato da molte soddisfazioni, però. “Sì, e quella più grande è stata quella di aver vestito la maglia della

La squadra femminile di calcio a 5 è nata 10 anni fa, poi l’anno scorso è passata in serie A, quest’anno si gioca la finale

nazionale, sia quella under 17 che quella 19, frequentare Coverciano, la casa del calcio, e la Borghesiana a Roma. Poi, c’è la promozione in serie A2, e ora le final four di Coppa Italia”. Nel quintetto del Granzette, la Andreasi gioca da centrale o da laterale. Quanto è stato difficile adattarsi dal calcio a 11 a quello a 5? “Non tanto, grazie anche a Chiara Bassi, il nostro allenatore. Ho sempre avuto un ottimo rapporto con

tutti gli allenatori che ho avuto, ma Chiara è molto brava nell’insegnamento. A Granzette c’è uno staff preparato che fa di tutto per metterci nelle migliori condizioni.” La partita perfetta? “Quella del 6 gennaio contro il Pelletterie. Ero in panchina per un problema al ginocchio e ho sofferto come una matta. Ma è stata una vittoria incredibile. Abbiamo vinto con il cuore, grazie alla forza del gruppo. Sembrano frasi fatte, ma è proprio quello che caratterizza questa squadra, questa società con un presidente super come Alfredo Verza. E’ pazzesco pensare che il calcio a 5 femminile a Granzette fino a 10 anni fa non esisteva e ora da due anni siamo in serie A2”. Lo scorso anno, al debutto in serie A2, vi siete salvate all’ultima giornata. Ora siete quarte. “C’è una maggiore consapevolezza delle nostre forze”. Quanti allentamenti? “Tre alla settimana, quando c’è la disponibilità della palestra di San Pio X”. Un problema l’impiantistica qui? “Un po’. Girando per l’Italia abbiamo visto che ci sono palazzetti funzionali ed esteticamente belli”. Cristiano Aggio

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a squadra della Rhodigium nuoto sincronizzato, allenata da Oxana Samotolkova, è scesa in acqua nella quarta edizione del trofeo interregionale Uisp di Bolzano conquistando due medaglie d’oro, tre medaglie d’argento e una medaglia di bronzo. Il trofeo interregionale prevedeva gli esercizi obbligatori nelle varie categorie e la Rhodigium ha mostrato, in tutti gli atleti scesi in acqua, grande tecnica e forza agonistica frutto degli allenamenti giornalieri svolti nelle piscine del polo natatorio di Rovigo. Il tecnico Oxana Samotolkova sta costruendo un grande vivaio per il nuoto sincronizzato che sta crescendo di stagione in stagione e vede sempre nuove atlete chiedere di entrare a praticare questa affascinante specialità del nuoto. Ecco le medaglie vinte al trofeo interregionale di Bolzano delle atlete della Rhodigium nuoto: Nausica Sturaro nel solo categoria esordienti C 2011 medaglia d’oro; Dana Corradin nel solo categoria esordienti C 2011 medaglia d’argento; Martina Andreoli nel solo categoria esordienti C 2010 medaglia d’argento; Eleonora Meneghetti nel solo categoria esordienti C 201o medaglia di bronzo; Maria Callegaro nel solo categoria esordienti B medaglia d’oro; Gaia Giust nel solo categoria esordienti A medaglia d’argento. Le medaglie hanno arricchito la già importante bacheca stagionale e particolare soddisfazione ha dato il dominio della Rhodigium nuoto nella categoria esordienti C. C.A.


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#Politica

Quota 100 potrebbe mettere in ginocchio comuni e sanità

Sicurezza Polizia locale più efficiente e vicina ai cittadini

Negli ospedali mancano medici, 118 solo nel trevigiano ma la cifra è destinata ad aumentare

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Il Primo a lanciare l’allarme, in occasione di un’audizione in commissione Lavoro del Senato, è stata Anci, l’associazione dei comuni Italiani che ha sottolineato come con quota 100 “si rischia un esodo anticipato e massiccio di personale, soprattutto dirigenziale, che si è nell’impossibilità di sostituire”. Dal canto suo, la presidente veneta di Anci, Mariarosa Pavanello, ha rincarato la dose spiegando che in moltissimi comuni veneti ci sono dirigenti alla soglia dei 60 anni che potrebbero far richiesta di pensionamento ma che non ci sarebbero i tempi tecnici sufficienti ad indire concorsi per sostituirli. L’associazione dei comuni ha stimato in circa 50.000 dipendenti la platea dei probabili aventi diritto alla pensione quota cento. “La nostra stima ovviamente - hanno detto i rappresentanti dei Comuni - è fatta sui dati delle classi di età, ma non sull’anzianità contributiva”, certo è che il rischio è reale e senza procedure d’emergenza l’apparato pubblico comunale potrebbe fermarsi. La stessa situazione potrebbe verificarsi anche in campo medico, come ha sottolineato di recente anche in Consiglio regionale il consigliere del Partito Democratico, Andrea Zanoni. “I medici non si trovano - ha denunciato - e la situazione si aggraverà nei prossimi mesi. Ma quella che stiamo vivendo non è certo un’emergenza

improvvisa e le responsabilità sono sia del Governo che della Regione. Zaia non si può autoassolvere. Nel Piano Socio Sanitario (PSSR) mancano adeguate risposte, anche se non avrebbero risolto del tutto il problema”. A denunciare “la carenza di ‘camici bianchi’ sono stati i Direttori Generali delle Ulss. In particolare, negli ospedali trevigiani ne mancano oggi 118, ma la cifra è destinata ad aumentare”. “Quota 100 rischia di provocare un vero e proprio terremoto – denuncia l’esponente Dem - sarebbero 142 i medici con i requisiti per andare in pensione anticipatamente. È inquietante questo sdoppiamento di Zaia, versione Doctor Jekyll e mister Hyde, che da un lato propone di allungare l’età pensionabile per i professionisti, dall’altro però accetta sull’attenti tutte le decisioni del Governo”. “Non solo Quota 100, ma anche il taglio dei Fondi sanitari per il 2019 e il mancato sblocco del tetto di spesa per il personale – aggiunge il consi-

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gliere Dem - Per non parlare del Reddito di Cittadinanza: con una parte minima di quelle risorse si poteva fare un piano di assunzioni e rinnovare il contratto, fermo da dieci anni. Pensare che i problemi si possano risolvere con l’autonomia, è l’ennesima favola. Anche perché la Regione ha responsabilità precise”. “Sempre più medici ‘scappano’ dal Pubblico per passare al Privato per i turni massacranti e non solo – sottolinea Zanoni - aumentano i professionisti che non vogliono lavorare nelle strutture periferiche. Tutta colpa della mancata autonomia? Nel PSSR potevamo dare alcune risposte, come Partito Democratico avevamo chiesto un Piano straordinario di assunzioni che è stato bocciato senza motivazioni convincenti”. “E così, come già successo per altre leggi, sarà l’ennesimo provvedimento ‘delle buone intenzioni’ – conclude Andrea Zanoni - con tanti obiettivi che rimarranno solo sulla carta”.

Riorganizzare i corpi di polizia locale per rafforzare il controllo del territorio e garantire maggior sicurezza ai cittadini. Questi gli obiettivi con cui la Giunta veneta ha stilato il disegno di legge in materia di polizia locale e politiche di sicurezza. “Il Veneto intende diventare una regione pilota nella riorganizzazione dei corpi di polizia locale – ha premesso l’assessore Corazzari, dettagliando i contenuti del nuovo ‘testo-quadro – e persegue l’obiettivo ambizioso di arrivare ad un sistema integrato tra le diverse forze dell’ordine, che assicuri in modo più efficiente la sicurezza urbana e il contrasto alla criminalità diffusa”. Il ‘perno’ del nuovo testo, che ora dovrà affrontare l’esame della commissione e del Consiglio regionale – sono i 3850 agenti di polizia urbana attualmente in servizio negli enti locali del Veneto . “Un contingente importante, ma sottodimensionato – ha avvertito Corazzari – perché il Veneto è storicamente sotto il parametro convenzionale di un agente ogni mille abitanti. Uno degli obiettivi sarà proprio quello di implementare le unità di polizia locale e i suoi corpi speciali, non appena sarà operativo lo sblocco del turn-over per i personale degli enti locali”. Il disegno di legge intende riorganizzare su scala territoriale e funzionale la polizia locale, attraverso gestioni associate su base distrettuale, e mira a mettere in dialogo operativo i diversi apparati di polizia, investendo su formazione degli agenti, messa in rete dei servizi informativi e condivisione dei presidi tecnico-operativi. “Ci interessa avere una polizia locale efficiente e moderna nel territorio, a servizio dei bisogni di sicurezza e protezione dei cittadini, qualificata per affrontare e contrastare i nuovi volti della criminalità, dalle contraffazioni allo spaccio agli assalti predatori delle bande organizzate – spiega Corazzari – Per migliorare la presenza e l’operatività dei corpi municipali è necessario aggiornare le normative regionali e adeguarle alla riforma degli enti locali in corso e al trasferimento di maggiori competenze che derivano dal decreto nazionale sulla sicurezza che porta il nome del ministro Salvini”.

Maria Pavan

Valdegamberi contro la campagna WWF, “A San Valentino adotta un lupo” “Chi non si è imbattuto su Facebook nella campagna raccolta fondi del WWF ‘A San Valentino fai un gesto d’amore: adotta un lupo per chi ami’. La pubblicità è senz’altro ingannevole, in quanto il lupo non è una specie in via d’estinzione, come viene descritto nel sito, e non ha certo bisogno delle adozioni del WWF per proliferare fino ad alterare l’ecosistema di alcuni territori”. In una sua nota il consigliere regionale del Veneto, Stefano Valdegamberi del Gruppo Misto stigmatizza l’iniziativa del WWf. “Strumentalizzare gli animali e il sentimentalismo attorno alla festa di San Valentino per far cassa appare

alquanto deplorevole - continua Valdegamberi - Di certo questi soldi serviranno a mantenere qualcuno dell’apparato del WWF che ha trasformato la natura in un business personale, disinteressandosi del tutto di coloro, anche degli stessi animali che per causa di una diffusione incontrollata del lupo stanno subendo danni quotidiani, coem vediamo in particolare per la pastorizia. La natura è fatta di equilibro che le posizioni dell’ambientalismo ideologico, e non di certo disinteressato del WWF, stanno alterando. Il loro interesse a senso unico sta portando al progressivo abbandono della montagna che

vede, anche a causa della presenza fuori controllo del lupo che fa da padrone indisturbato, sempre meno animali per l’alpeggio. I danni che questo abbandono comporterà all’ecosistema ambientale saranno notevoli per l’intera collettività. Ma di questo il WWF non pare per nulla preoccupato: l’importante che entrino soldi nelle casse dell’associazione. Per il prossimo San Valentino, un’associazione ambientalista seria, che ci tenga veramente all’ambiente, dovrebbe fare un’altra campagna: ‘A San Valentino fai un gesto d’Amore: adotta un pastorello’. Oggi sono proprio questi in via d’estinzione, non certo i lupi.”


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Politica

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Economia

La frutta veneta a Berlino Fruit Logistica “L

La Regione Veneto è stata la prima ad investire nella qualificazione del settore ortofrutta e a creare, d’intesa con le associazione dei produttori, linee guida per lo sviluppo di un comparto iperspecializzato che rappresenta uno dei fiori all’occhiello del primario veneto”. E’ quanto ricordano gli assessori regionali all’agricoltura, Giuseppe Pan e alla promozione e commercio estero, Federico Caner, nel salutare l’avvio a Berlino di Fruit Logistica, la manifestazione fieristica più importante per gli operatori del settore nel panorama europeo. Nel quartiere fieristico della capitale tedesca l’Italia è stata presente fino a venerdì 8 febbraio con oltre 500 produttori, la rappresentanza più folta tra i paesi europei. Lo stand del veneto ha dato ospitalità a nove associazioni di produttori, tra consorzi di tutela di prodotti a denominazione di origine (radicchio di Treviso, di Chioggia, di Castelfranco e di Verona, funghi di Treviso, aglio polesano,) e organizzazioni di produttori, come il Consorzio orticolo padano e Treviso Mercati. “Con circa 12.000 produttori e 46.016 ettari l’ortofrutticoltura veneta rappresenta il 16% del valore della produzione agricola regionale – sottolinea Pan – e vanta autentiche eccellenze come le colture Igp (dal radicchio all’asparago, dalla ciliegia ai frutti di bosco) che hanno legato in maniera indissolubile territorio, identità di prodotto e qualità intrinseca. I produttori veneti e la Regione hanno investito nella specialità e della denominazione di origine di frutta e verdura, conquistando la fiducia dei consumatori e l’attenzione dei mercati

nazionali e internazionali, come duzioni e a renderle ancor più conferma la crescita del fattura- competitive nei mercati internato complessivo del settore, salito zionali – proseguono i due assesdagli 860 milioni del 2017 ai 970 sori – Tre le linee guida adottate del 2018”. dalle associazioni dei produttori Pan ricorda che la Regione di frutta e verdura del Veneto: riVeneto ha fatto da apripista nel cerca e produzione sperimentale 2014 investendo importanti riper l’innovazione; salvaguardia sorse (1.300.000 euro) in un pro- dell’ambiente per tutelare e valogetto di ricerca che ha caratteriz- rizzare la biodiversità; promoziozato le produzioni ortofrutticole ne e comunicazione per valorize i loro ambienti zare il ‘made in di coltivazione Veneto’”. Una vetrina di e si è tradotto “Queste tre in una infor- presitgio per 12mila direttrici di lamazione diret- produttori veneti che voro e di svita e capillare al luppo, unite sanno investire consumatore su alla compattezqualità e saluza associativa in qualità e brità della frutta tra produttori innovazione e della verdura. – concludono “Dal 1° genna– aiuteranno il io di quest’anno i produttori ve- comparto ortofrutticolo veneto neti di ortofrutta hanno fatto un a guadagnare ulteriori posizioni ulteriore salto di qualità, adotnel mercato nazionale e nell’extando una strategia unica, che si port e a superare anche le critideclina in programmi operativi cità determinate da incertezze poliennali dedicati a incremen- internazionali, prima tra tutte tare il valore aggiunto delle pro- l’incognita Brexit”.

Imprese Multiutilities in rete: competitività e sviluppo

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lVeneto brilla da tempo per la sua produttività, le sue aziende e i suoi prodotti. Deve continuare a farlo rispondendo in maniera competitiva alla sfida su energia e ambiente. E’ necessario fare sistema come territorio veneto, con le nostre intelligenze e le nostre indiscusse capacità imprenditoriali, sfidando con lungimiranza il mercato”. Queste le parole con cui il Presidente Luca Zaia ha aperto la tavola rotonda da titolo What role is pleyed by public utilities in the european energy transition? Italy’s Nort East – A case history’ svoltasi a Bruxelles. Un’occasione di confronto tra aziende e istituzioni, in cui è stata presentata TUNE. TUNE, acronimo di Territory Utilities Network – Veneto, è una rete di imprese tra Utilities delle provincie di Treviso e Belluno nata nel febbraio 2018 che si pone lo scopo di rispondere al quesito riguardo a quale sia il ruolo rivestito dalle Public Utilities nella transizione energetica in Europa. Domanda certamente non di facile risposta, viste le particolari e per ogni luogo differenti caratteristiche del territorio italiano, sia dal punto di vista meramente territoriale, sia per quanto riguarda l’innovazione urbana. TUNE è stata recentemente riconosciuta come membro partecipante alla rete innovativa regionale ICT4SSL (ICT for smart and sustainable living) nell’ambito delle reti innovative locali. I partner di ICT4SSL sono coinvolti in progetti europei e nella definizione della partecipazione della rete a cluster internazionali come previsto negli indirizzi della commissione sulle Smart Specialisation regionali. Durante la tavola rotonda è stato presentato l’approccio del Nord-Est italiano e discusso il valore di queste aree per l’Europa. Tra i relatori, oltre al presidente Zaia, Yolanda Garcia Mezquita, Dg Energy B4 International Market/ Security of Supply, Gergana Milandinove Team Leader ‘Sustainable Growth’, European Commission, Dg Regional and Urban Policy Unit, Bianca Maria Scalet, consigliere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha moderato la tavola rotonda Enrico Tibuzzi, responsabile Ansa per la Sede di Bruxelles. TUNE (Territory Utilities Network – Veneto), costituita il 28 febbraio 2018, rappresenta un modello italiano pressoché unico, mettendo in rapporto diverse utilities dello stesso territorio unite dalla volontà di “fare sistema” in modo concreto ed efficiente, recependo e sviluppando i temi oggetto di investimenti e promozione da parte dell’Unione Europea, ma anche a livello nazionale e regionale. Firmatarie del contratto di rete, otto realtà del territorio che, per la prima volta, mettono insieme le proprie esperienze affiancate dalle municipalità (IPA – PAES). TUNE Veneto opera, in particolare, su tre filoni di azioni comuni per la costruzione di un progetto sinergico a livello locale, nazionale ed europeo: Digital Platform – Big Data, Building Retrofit e Smart Mobility. Vengono dunque affrontati temi come l’economia circolare, il “waste to energy”, la digitalizzazione dei servizi, l’efficientamento energetico degli edifici (retrofitting) e, infine, l’e-mobility, con particolare riferimento alla creazione di quelle infrastrutture necessarie per lo sviluppo della mobilità sostenibile. Argomenti su cui ognuna delle aziende coinvolte porta la propria esperienza e progettualità, allo scopo di dare risposte adeguate alle esigenze del territorio e guardando con lungimiranza allo sviluppo di programmi comuni.

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Politica

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Opere pubbliche

Centrale unica di progettazione: torna lo statalismo “Un carrozzone destinato a creare un imbuto tecnicoamministrativo che ostacolerà sia la programmazione che l’esecuzione delle opere pubbliche”

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rchitetti, ingegneri edili e geometri si occupino d’altro! Ora alle opere pubbliche ci penserà la Centrale unica per la progettazione delle opere pubbliche: 300 persone ancora da assumere per risolvere i problemi di tutta Italia! Dopo il voto di fiducia alla Camera, il disegno di legge di Bilancio per il 2019 è passato all’esame di Palazzo Madama che ha già presentato una serie di emendamenti ma la centrale unica per la progettazione delle opere pubbliche si farà e definirà denominazione, allocazione, modalità di organizzazione e funzioni. “La Centrale di Progettazione Unica produrrà sicuramente il blocco di quasi tutti i lavori pubblici - commenta allarmato Pasqualino Boschetto, presidente della Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto per bocca gettando nel caos le pubbliche amministrazioni.

“Nel migliore dei casi - continua - sarà un carrozzone destinato a creare un imbuto tecnico-amministrativo che ostacolerà sia la programmazione che l’esecuzione delle opere pubbliche e drenerà risorse importanti che chiaramente potrebbero essere impiegate meglio. Una struttura che va contro gli stessi principi ispiratori del Codice dei contratti. Cerchiamo di esser seri e razionali: questa Centrale non s’ha da fare.” La nuova struttura è prevista dalla Legge di bilancio 2019 e per diventare realtà richiede un Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, atteso entro 30 giorni dall’approvazione della legge. “Questa Centrale rappresenterebbe, se attuata, un balzo indietro di molti anni. - avverte Boschetto- Innanzitutto, verrebbe totalmente a mancare il contatto con il territorio, che nella attività di

progettazione in oggetto è imprescindibile. Ogni progetto richiede un contatto diretto e continuativo con il committente, un’interlocuzione attenta, un lavoro di mediazione e frequenti incontri. Come sarebbe conciliabile tutto questo con una gestione unica Romacentrica?”. Boschetto lo spiega con un esempio: “La provincia di Vicenza ha 120 comuni con storie, piani urbanistici, regolamenti edilizi diversi: come si può pensare che una unica centrale nazionale possa seguire in maniera adeguata i lavori pubblici dei quasi 8000 comuni italiani?”. Inoltre, preoccupa l’incertezza sui numeri e le professionalità che convergerebbero in questa Centrale. “Si parla di 500 persone, forse anche meno, che dovrebbero avere in mano tutti gli appalti di tutta Italia. Non è pensabile. Mate-

rialmente impossibile. E di queste 500 persone quanti avranno le competenze, l’esperienza e le indiscutibili e ampie capacità professionali per governare il tutto? E’ difficile pensare che queste 500 persone siano arruolate fra le nostre eccellenze professionali nazionali. Probabilmente molte di queste 500 persone saranno giovani ingegneri e architetti, con esperienze professionali giocoforza limitate. Certamente non è questo il modo migliore di creare lavoro per i nostri giovani colleghi professionisti. Ancora una volta solo propaganda, purtroppo in questo caso anche molto pericolosa: non oso immaginare le risorse e il tempo necessari per recuperare i sicuri danni che la Centrale di Progettazione Unica produrrebbe. Maria Pavan


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L’ntervento

Pfas: per la Regione “non c’è aumento del rischio tumore”

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Tornare a correre la propria vita Run your life again: l’esperienza diventa un film tv a pag 28

Chirurgia Droga alaser scuola, per eliminare “Test ingliclasse occhiali: cosa deve per tutti” sapere il paziente a pag 30

Ipovisione L’Ottica per Eccellenza spiega cos’è l’ipovisione e come trattarla

n merito a quanto recentemente affermato dai rappresentati di ISDE, in particolare dal Dott. Vincenzo Cordiano, Presidente di ISDE Veneto, sul quotidiano L’Arena di Verona, nell’edizione di mercoledì 6 febbraio 2019, l’Area sanità e sociale della Regione Veneto puntualizza che a tutela del benessere fisico e psicologico delle popolazioni esposte, occorre innanzitutto ribadire l’assoluta priorità della trasparente divulgazione dei dati disponibili. Non è ammissibile, infatti, come fa l’ISDE, attribuire a “caso” l’aumento di patologie quali l’incrementato rischio di tumori ematologici (leucemie) che, allo stato attuale, non risultano correlate a tale sostanze. In ottemperanza a tale principio, la Regione del Veneto assicura la più ampia diffusione dei dati disponibili in occasioni pubbliche o dedicate al tema dell’inquinamento. È scientificamente corretto attenersi a quanto fornito dai flussi corretti di dati provenienti dalle strutture istituzionali preposte sui temi che, come in questo caso, sconfessano le affermazioni recenti e passate di rappresentanti dell’ISDE sulle malattie di cui le sostanze perfuoroalchiliche sarebbero causa di qualsiasi tipologia di patologia quali le leucemie, linfomi non Hodgkin, ecc. Di Area sanità e sociale della Regione Veneto

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Run your life again: l’esperienza diventa un film tv

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pochi giorni dalla Giornata mondiale per la lotta contro il Cancro (4 febbraio) le donne-maratonete di Run For Iov sono state protagoniste di una Conferenza stampa presso l’Aula Magna dello IOV-IRCCS in cui hanno consegnato il maxi assegno di 42.698 euro raccolti dalla Onlus RYLA (Run Your Life Again) con l’edizione 2017-2018 del progetto e durante la quale è stato presentato il film che ne racconta l’esperienza. “E’ stato molto più che correre una maratona: è stato accaparrarsi un altro pezzetto di vita, condividerlo e cominciare a pensare che ce ne può essere anche un altro subito dopo”: le parole pronunciate nel film da Marina – una delle donne del team di runners – condensa perfettamente il senso di questa esperienza unica in Italia e nel mondo. Nata nel 2015 a Padova grazie alla spinta coraggiosa di una paziente IOV, Sandra Callegarin, RYLA nel giro di tre anni ha coinvolto circa venti pazienti che hanno affrontato una diagnosi di carcinoma mammario, insieme a medici e operatori dell’Istituto, che affiancati da medici dello sport e allenatori hanno trasformato l’esperienza del tumore al seno in un’esperienza di rivincita e rinascita attraverso la partecipazione, come squadra, ad alcune celebri maratone internazionali. La storia di coraggio e di solidarietà delle donne di Run For Iov è diventata a fine 2018 un film, RUN YOUR LIFE AGAIN, lungometraggio firmato da Nicola Berti che è andato in onda su TV2000 il 4 febbraio, la giornata dedicata alla lotta Contro il cancro. “Questa storia di runners l’ho incrociata attraverso l’esperienza di mia moglie, a cui è stato diagnosticato un

Consegnato un maxi assegno di 42mila euro destinato alla ricerca senologica carcinoma mammario poi curato presso l’Istituto Oncologico Veneto”, ha raccontato il regista Nicola Berti. “Il documentario è quindi il risultato dell’incontro tra questa mia voglia di dare un senso diverso a quello che era successo e la voglia di ritornare a correre la propria vita di un gruppo straordinario di donne. Io ho condiviso con loro alcuni mesi della loro preparazione, fino alla maratona di Londra 2018. Il risultato lo vedremo sugli schermi: un documentario fatto con pochi mezzi, ma con tanto cuore”.

Durante la conferenza stampa di presentazione del film il Direttore Generale dell’Istituto, Giorgio Roberti, ha affermato che “L’esperienza sviluppata in questi anni da RYLA Onlus è simbolo dei risultato che può raggiungere una virtuosa e vissuta collaborazione tra mondo medico e mondo dei pazienti. Il team di Run for Iov è riuscito a far si che medici ed operatori facessero fronte comune con le pazienti, affrontando insieme un periodo di ‘ritorno alla vita’ dove oltre al coraggio personale ed alla qualità ed efficienza delle strutture sanitarie, è importante sapere di essere accompagnati, ritrovando nella condivisione e vicinanza degli altri un autentico supporto per vivere di nuovo pienamente la propria esistenza”. Al termine della conferenza stampa le runners della squadra Run For Iov hanno consegnato allo IOV-IRCCS un maxiassegno per la ricerca di 42.698 euro, frutto della raccolta legata alle attività dell’edizione 2017-2018 del progetto e comprendenti le Maratone di Valencia e di Londra.

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L’intervento

Pfas: per la Regione “non c’è aumento del rischio tumore”

L

a Regione del Veneto è attivamente impegnata nella sorveglianza clinicoepidemiologica della popolazione esposta a PFAS avvalendosi delle strutture competenti, quali il Servizio Epidemiologico Regionale e il Registro Tumori del Veneto. Da quando si è venuti a conoscenza del problema, la sanità regionale ha condotto studi epidemiologici sulla popolazione dell’Area Rossa, recentemente aggiornati. Tali studi hanno rilevato quanto già affermato in precedenti report per patologie correlate all’esposizione a tali sostanze, secondo quanto riportato in letteratura, ed evidenziano che la popolazione dell’Area Rossa presenta un modesto ma statisticamente significativo eccesso di prevalenza per alcune condizioni e malattie di tipo cardiovascolare e presenta per entrambi i sessi un aumento moderato ma significativo della prevalenza standardizzata di dislipidemie (ipercolesterolemie e/o ipertrigliceridemie). Per quanto riguarda la mortalità si rileva un modesto ma significativo eccesso di mortalità per cardiopatie ischemiche, per malattie cerebrovascolari e, limitatamente al sesso femminile, per diabete. L’incidenza di patologia neoplastica (recentemente aggiornata al 31 12 2015 e comparata con la restante popolazione regionale) per gli organi “target” (rene, testicolo) non documenta incidenze significativamente diverse da quelle della popolazione generale. Per tumori non segnalati come connessi all’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche, si osservano alcuni scostamenti dei tassi incidenza in difetto o in eccesso (tumori con eziologia prevalentemente associata a fattori comportamentali o alla pressione diagnostica locale). Come noto, è in corso il Piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta che prevede la chiamata attiva dei soggetti eleggibili e la determinazione di vari parametri antropometrici e bioumorali. I soggetti con PFAS elevati e parametri anomali vengono presi in carico da un ambulatorio specialistico di secondo livello (DGRV n. 2133/2016 e 851/2017). La Regione inoltre, nel corso della gestione dell’emergenza, ha affrontato approfondimenti specifici su sottogruppi di popolazione considerati dal punto di vista sanitario più fragili rispetto alla popolazione generale dell’area di interesse. In particolare, sui lavoratori ed ex-lavoratori della ditta Miteni è stato incentrato un progetto di ricerca “Valutazione della biopersistenza e dell’associazione con indicatori dello stato di salute di sostanze fluorurate (benzotrifloruri, perfluorurati, fluoroammine) in addetti alla loro produzione” (DGR Veneto n. 1191 del 01.08.2017). Da tale relazione emerge che i lavoratori della Ditta Miteni risultano avere concentrazioni sieriche di PFOA molto elevate, anche in confronto con altri contesti di esposizione occupazionale documentati nella letteratura scientifica (concentrazione di molti ordini di grandezza rispetto alla popolazione generale). Si osserva che le concentrazioni sieriche di PFOA e PFOS raggiungono i valori più elevati tra gli addetti alla produzione di fluoropolimeri. Si evince dalla relazione che la popolazione dei lavoratori indagata ha subito un bioaccumulo molto significativo di composti PFAS nell’arco degli anni. E’ stata documentata una aumentata mortalità connessa a neoplasie epatiche, diabete mellito e ipertensione arteriosa. Per quanto attiene agli alimenti, alla luce della recente scientific opinion (EFSA Journal 2018;16(12):5194), la Regione del Veneto ha richiesto all’Istituto Superiore di Sanità di rivalutare criticamente i dati emersi dal monitoraggio degli alimenti in argomento, al fine ottenere una second opinion ritenuta cautelativa della salute e della informazione dei cittadini. Tutta la documentazione citata è pubblicata sul sito della Regione del Veneto ed è stata oggetto di presentazione in occasioni pubbliche o appositamente organizzate. Di Area sanità e sociale della Regione Veneto

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Droga a scuola, “Test in classe per tutti” L’assessore regionale all’istruzione, Elena Donazzan, propone una misura che fa discutere

“S

e uno studente su 5 ammette in consumare sostanze stupefacenti e se uno su 2 ammette candidamente di veder girare droga a scuola, significa che siamo in piena emergenza educativa. I dati diffusi dal Punto d’ascolto dell’Ufficio scolastico provinciale di Verona, in collaborazione con il Servizio Dipendenze dell’Ulss 9 Scaligera, ci impongono non solo una riflessione sull’impatto che la droga sta avendo sui giovani, ma richiedono un’azione di contrasto la più efficace possibile”. L’assessore regionale all’istruzione, Elena Donazzan, prende posizione in merito all’indagine svolta, tramite questionario anonimo, tra 1647 adolescenti veronesi tra i 13 e i 19 anni. Stando alle risposte raccolte dagli psicologi del Punto di ascolto

sul disagio giovanile, il 18 per cento degli “Le risposte dei ragazzi intervistati sono studenti ammette di consumare sostanze, inquietanti – prosegue l’assessore – e il 37 per cento dichiara di avere amici che indirettamente chiamano in causa tutti noi. utilizzano droghe. La motivazione principale Credo che ciò che accade a scuola, agenzia risulterebbe essere la noia, il 21 per cento alla quale tutti noi affidiamo la costruzione lo fa per scelta, meno del 12 per cento in della capacità critica e di giudizio dei ragazzi seguito ad una crisi nonché il loro futuro o per placare l’ansia. professionale, 2 euro a persona per L’età della prima rispetto all’uso di assunzione scende droghe, ci imponga individuare l’uso di a 13 anni, negli di affrontare anfetamine, cocaina, anni delle medie. in maniera più L’83 per cento ecstasy, oppiacei, morfina, rigorosa il tema degli intervistati delle dipendenze. cannabinoidi ritengono che sui Non è tollerabile banchi di scuola si che nella ‘palestra’ dovrebbe affrontare di più e meglio il tema dei cervelli si utilizzino sostanze che della droga e delle dipendenze. alterano le funzioni cerebrali, e purtroppo

in maniera irreversibile, data la giovane età dei consumatori”. Da qui la proposta dell’assessore Donazzan: rendere obbligatorio il test antidroga in tutte le scuole secondarie. “Ho fatto fare una stima di quanto costerebbe un test rapido e facile da eseguire, non invasivo, da fare nelle scuole, a sorpresa –ragiona l’assessore - Il costo è di 2 euro a persona per un test completo che consenta di individuare il possibile uso di anfetamine, cocaina, ecstasy, oppiacei, morfina, cannabinoidi ( marijuana, hashish, cannabis). Quindi – tira le somme Donazzan - con 400 mila euro di spesa è possibile coprire tutti gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, ovvero circa 200 mila adolescenti in Veneto”.

Elena Donazzan

“I costi sono più che sostenibili – conclude l’assessore - si tratta solo di volontà: introdurre controlli sistematici e a tappeto significa dare un preciso segnale, in termini di valori sociali e di responsabilità personale”. Messaggio pubbliredazionale

Autismo: in rete con altre regioni per la ricerca

I

l Centro di riferimento regionale per l’autismo, diretto da Leonardo Zoccante, entra nel progetto interregionale, promosso dal Ministero della Salute, dedicato ad approfondire la conoscenza dei disturbi dello spettro autistico e la messa a punto di buone pratiche terapeutiche ed educative, con particolare riguardo al passaggio dall’età evolutiva all’età adulta e all’inserimento occupazionale. “Il centro di Verona è una eccellenza nel panorama regionale e nazionale – conferma l’assessore regionale Lanzarin – Il coinvolgimento nel progetto varato dal Ministero, in accordo con l’Istituto Superiore della Sanità e nell’ambito dell’Osservatorio nazionale per il

monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico lo conferma”. Per la realizzazione del progetto di ricerca il ministero ha stanziato un milione di euro, suddivisi tra le cinque regioni partner: Liguria (capofila), Veneto, Marche, Umbria e Campania. Al Veneto, e in particolare al centro di riferimento veronese, sono stati assegnati 240 mila euro. Il progetto, che dovrà concludersi nell’ottobre del 2020, punta a identificare e sperimentare interventi di continuità per accompagnare i percorsi di crescita dei ragazzi affetti da sindromi dello spettro autistico, dall’istruzione al lavoro, valutando anche le migliori soluzioni residenziali e semiresidenziali.

Cinque illustri clinici veneti consulenti al ministero

C

inque illustri clinici della sanità veneta sono entrati a far parte del nuovo Consiglio Superiore di Sanità. “Sono orgoglioso di loro - ha affermato il governatore Zaia - che portano il lavoro eccellente svolto in Veneto, il loro patrimonio scientifico, al servizio dell’Italia intera. Con orgoglio auguro dunque loro buon lavoro. Sono il simbolo di un sistema sanitario veneto che esprime qualità

nelle cure e negli ospedali, ma anche a livello universitario, con gli Atenei di Padova e Verona”. “I professori Claudio Cobelli, Domenico De Leo, Carlo Foresta, Paolo Pederzoli e Massimo Rugge - aggiunge Zaia - sono ai vertici nazionali e internazionali in discipline estremamente qualificate nel panorama sanitario e il loro sapere sarà prezioso in un contesto scientifico elevato come il Css”.

Raccolta farmaci a favore dei più bisognosi “P

erché nessuno debba più scegliere se mangiare o curarsi”. È lo slogan della XIX Giornata Raccolta del Farmaco che si è svolta sabato 9 febbraio in tutta Italia. Anche nel Veneto, nelle farmacie che hanno esposto la locandina, sono stati acquistate una o più confezioni di medicinali che andranno in dono alle persone indigenti grazie ai consigli dei farmacisti e alla collaborazione di 20.000 volontari. Anche quest’anno si è confermata la tradizionalmente importante risposta veneta all’iniziativa con un’adesione di oltre 450 farmacie e di 135 organizzazioni assistenziali che si faranno carico della distribuzione. Nell’edizione dell’anno scorso, in tutta la regione si è contato il 10% delle farmacie aderenti in tutta Italia con una raccolta di 32.230 (8,6% del totale nazionale) confezioni di farmaci (8,6% del totale nazionale). Dati che gli organizzatori traducono in circa 50.000 persone e migliaia di famiglie venete aiutate. “In Veneto - ha sottolineato l’assessore Lanzarin - il livello di povertà, con il suo 6% circa, ci segnala una situazione meno grave rispetto al 10% della media nazionale. Con questa giornata si testimonia un’attenzione alle fasce in difficoltà rispetto all’accesso ai farmaci e quindi alla salute.”.

“L’anno scorso uno su due dei veneti entrati in farmacia ha donato almeno un farmaco” - ha dichiarato Matteo Vanzan, responsabile di Banco Farmaceutico per il Veneto -. Il dono di un medicinale da banco è il primo anello di una grande catena di solidarietà fatta da farmacisti, volontari, donatori ed enti assistenziali, che permette di far giungere quel medicinale ad una persona ammalata che non è in grado di poterlo acquistare. Ogni anno, confidiamo nella generosità della gente e non ne siamo mai delusi”.

Una solidarietà che vede coinvolti in prima persona gli stessi titolari di farmacia. “I farmacisti – ha sottolineato Alberto Fontanesi, presidente di Federfarma Veneto – non sono solo promotori ma i primi coinvolti in questa operazione benefica. In questo sabato mettono a disposizione gratuitamente loro stessi ed il personale delle farmacie e non guadagnano nulla. Per aderire all’iniziativa, solo nella nostra regione versano complessivamente circa 70.000 euro”.


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Salute

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Chirurgia laser per eliminare gli occhiali: cosa deve sapere il paziente O

ggigiorno, le tecniche chirurgiche ed i laser impiegati in chirurgia refrattiva per la correzione dei difetti di vista (miopia, ipermetropia, astigmatismo) hanno raggiunto una grande maturità. Tuttavia, è bene ricordare che non tutte le tecniche chirurgiche sono adatte a tutti i tipi di occhi o a tutti i difetti di vista. Sempre più spesso, al giorno d’oggi, i pazienti si presentano dall’oculista dopo essersi documentati via internet o tramite altri mezzi di comunicazione; ciò che abbiamo riscontrato è che spesso il paziente è forviato da informazioni incorrette o illusorie. Inoltre, il paziente non è a conoscenza dell’attrezzatura all’avanguardia e dell’esperienza dell’oculista necessaria per questo tipo di chirurgia. È quindi il momento di fare un po’ di chiarezza. La chirurgia atta alla rimozione degli occhiali per la correzione dei difetti di vista si chiama chirurgia refrattiva. In chirurgia refrattiva esistono due tipologie di laser: laser ad eccimeri e laser a femtosecondi. A seconda della tecnica che il chirurgo utilizza è possibile adottare uno dei due laser o entrambi. Le tecniche di superficie (PRK, LASEK) utilizzano il laser ad eccimeri, che, modellando la cornea in superficie, permette di correggere miopia ipermetro-

Laser a Femtosecondi presso SEKAL Microchirurgia Rovigo

Strumento diagnostico in grado di misurare anche lo spessore dell’epitelio corneale

pia ed astigmatismo. Queste tecniche hanno un grande profilo di sicurezza a discapito di un recupero postoperatorio un po’ più lungo. Le tecniche più profonde, dette intrastromali (poiché lavorano all’interno dello stroma corneale), sono la tecnica LASIK e la tecnica SMILE. Nella prima vengono utilizzati entrambi i laser: prima il laser a femtosecondi crea un taglio sulla cornea, il chirurgo solleva il tessuto tagliato, poi il laser ad eccimeri modella la cornea, infine il chirurgo riposiziona il lembo tagliato. La SMILE, tecnica più recente che utilizza un particolare laser a femtosecondi della Zeiss (unico al mondo), permette di correggere i difetti di vista mantenendo, quasi completamente, l’integrità dei tessuti. Come lavora

dunque questo laser? Prendiamo ad esempio un occhio miope, per correggere questo difetto è necessario rimuovere una porzione di tessuto corneale. Quindi, il laser per la tecnica SMILE è in grado di tagliare una piccolissima porzione di tessuto all’interno dello spessore della cornea. Fatto ciò il chirurgo è in grado di asportare, tramite un taglio di soli 3 millimetri, il tessuto pre-tagliato in precedenza dal laser. Ma quali sono i veri vantaggi? In particolare, questa tecnica è ideata per la correzione della miopia ed astigmatismo riducendo drasticamente complicanze come riduzione della lacrimazione ed il dolore postoperatorio, il paziente non avverte dunque alcun fastidio. La necessità da parte dell’oculista di lavorare su tessuti molto piccoli (micron) fa

si che lo studio della morfologia dell’occhio e del difetto di vista deve essere il più accurato possibile. Ecco che in questo campo la strumentazione diagnostica deve essere di altissima qualità al fine di ottenere il miglior risultato. Da 30 anni noi investiamo nella strumentazione diagnostica e chirurgica al fine di ottenere i migliori risultati per i nostri pazienti, il nostro centro SEKAL Microchirurgia Rovigo si avvale di circa 24 strumenti diagnostici. Ad esempio, recentemente abbiamo investito su di uno strumento che è in grado di misurare lo spessore dell’epitelio corneale (uno strato di 10 cellule circa che sta sopra alla cornea). Tale strato è tanto piccolo quanto importante in questo tipo di chirurgia. A tutto ciò va aggiunto che questi laser necessitano di una manutenzione particolare per lavorare al meglio

e garantire i risultati migliori. Ad esempio, il nostro laser a femtosecondi (uno dei soli 16 laser presenti in Italia) è situato in una stanza che rimane a temperatura e umidità costanti per 365 all’anno 24 ore su 24. Concludendo, è sì vero che oggi la chirurgia refrattiva è una realtà consolidata e matura ma non deve essere presa con leggerezza o sottovalutata. I difetti visivi possono essere leggeri (entro 3 diottrie), medi (da 3 a 8) ed elevati (oltre le 8 diottrie). Per un paziente, da un punto di vista funzionale, anche un difetto leggero quale una mioperficie corneale, simile ad un pallone da rugby invece che sferica) può essere associato alla miopia o all’ipermetropia. L’ipermetropia è il contrario della miopia e qui l’occhio è più corto. Una preoccupazione dei pazienti è la durata di queste lenti. Il materiale è perfettamente biocompatibile e la durata eterna!

Dott. Massimo Camellin Oftalmologo Via Dunant, 10 - Rovigo tel. 0425 411357 mail: segreteria@sekal.it web: www.lasek.it

Artrosi: insorgenza della patologia, sintomi e sostanze funzionali utili L

’artrosi è una patologia legata al progressivo consumo della cartilagine articolare, una componente fondamentale localizzata tra due ossa e che favorisce la flessibilità dei movimenti. Si tratta di una patologia degenerativa che comporta la sostituzione della cartilagine consumata con il tessuto osseo, limitandone i movimenti e causando dolore. La cartilagine è un tessuto connettivo elastico che ha la funzione di sostegno e di dare resistenza alla pressione e alla trazione, riveste le estremità delle ossa proteggendola dall’attrito. Le cellule della cartilagine hanno il compito di produrre una sostanza fondamentale composta da acqua, acido ialuronico, fibre di collagene e proteoglicani. Questa sostanza è importantissima perchè permette di assorbire i traumi. Le cause dell’artrosi non sono ben definite. E’ probabibile che insorga per diversi fattori concomitanti: età, sollecitazioni meccaniche, sovrappeso, traumi, infiammazioni, sono tutti fattori di rischio che vanno ad incidere sullo stress a carico della cartilagine. Il sintomo più comune è il dolore che si manifesta dapprima in seguito a tentativi di movimento dopo un periodo di riposo, come il riposo notturno, ed in seguito si manifesta anche a riposo con un dolore localizzato e lancinante, avvertito maggiormente per via della contrattura muscolare che si verifica come protezione al dolore. L’artrosi colpisce principalmente zone ben definite: la mano, l’anca, il ginocchio, il piedi e la colonna vertebrale. Essendo una malattia degenerativa dunque irreversibile,

collagene e proteoglicani che come detto pocanzi sono sostanze presenti nel liquido sinoviale delle articolazioni quindi la sua integrazione aumenta la sintesi della matrice cartilaginea. Citiamo anche la condroitina solfato, il più abbondante glicosaminoglicano presente nella cartilagine: la sua funzione è quella di legarsi al collagene contribuendo al sostegno ed inoltre inibisce gli enzimi che degradano la matrice cartilaginea e il liquido sinoviale, rallentando l’avanzamento del processo artitrico. Non meno importante è il collagene idrolizzato la cui assunzione orale permette un accumulo strutturale nella cartilagine e ne stimola la sintesi endogena da parte delle cellule cartilaginee. Dunque l’assunzione combinata di queste sostanze aiuta a ridurre la velocità di consumo della cartilagine, riducendo anche il dolore e riconsegnado a chi lo assume uno stile di vità più gratificante poichè non riduce la convivenza quotidiana con il dolore artritico.

Negli stadi precoci invece esistono delle sostanze funzionali dette condroprotettrici il cui nome stesso suggerisce una terapia conservativa per rallentare il progredire della patologia

non si ha a disposizione una cura stabilita, bensi nei casi più gravi, i medici consigliano la sostituzione dell’articolazione con una protesi, in modo da poter recuperare lentamente la mobilità e la flessibilità dall’articolazione interessate. Negli stadi precoci invece esistono delle sostanze funzionali dette condroprotettrici il cui nome stesso suggerisce una terapia conservativa per rallentare il progredire della patologia. Una di queste sostanze è la glucosamina, un aminosaccaride che stimola la sintesi di

Farmacia Tre Colombine della Farmacia San Gaetano s.n.c. - Dott.sse Maddalena e Patrizia Zanetti - Via Leopoldo Baruchello, 30 - ROVIGO tel.0425/412038 Piazza Risorgimento 21 - Lendinara (Ro) tel. 0425/641026 - www.farmaciatrecolombine.it


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Salute

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Immagini alta risoluzione e diagnosi Droga aadscuola, più precise con il nuovo ecografo 3D

“Test in classe P per tutti”

er i medici è fondamentale fare diagnosi precise. A questo scopo è spesso necessario che lo specialista sia supportato da apparecchiature diagnostiche di ultima generazione. Guidata da questa basilare ma sostanziale considerazione, la direzione di Bianalisi Veneto-Centro Medico di Rovigo nel corso dell’ultimo anno ha provveduto a diversi investimenti. Oltre alla TC dentale Cone Beam e al rinnovo della dotazione dell’ambulatorio oculistico, sono stati acquistati diversi ecografi Samsung. unorecente studente su 5 ammette in L’arrivoe più è rappresentato dalla consumare sostanze stupefacenti piattaforma WS80A Elite, top di gamma.e se su 2 ammette candidamente di veder Allounoscopo di comprendere in modo più girare droga alescuola, significadella che nuova siamo approfondito potenzialità in piena emergenza I datiil diffusi apparecchiatura, needucativa. parliamo con dottor dal PuntoNavarro, d’ascolto dell’Ufficio inscolastico Antonio specializzato radioloprovinciale di Verona, in collaborazione cona gia diagnostica e recentemente entrato ilfarServizio 9 Scaligera, parte Dipendenze dell’equipe dell’Ulss di medici radiologi ci non solo all’interno una riflessione cheimpongono eseguono ecografie della sull’impatto che la droga sta avendo struttura. suiDottor giovani, ma richiedono un’azione Navarro, per quale motivo diè contrasto la più efficace possibile”. così importante l’utilizzo di apparecchiaL’assessore all’istruzione, ture ecograficheregionale di ultima generazione? Elena Donazzan,èprende posizione in merito “L’ecografia una tecnica diagnostica all’indagine sicura e nonsvolta, invasivatramite che si questionario serve degli anonimo, adolescenti veronesi ultrasuoni tra per 1647 ottenere utili informazioni tra e i 19 anni. Stando alleorgani risposte sullei 13 condizioni di salute degli inraccolte dagli psicologi del Punto di ascolto terni e pertanto viene spesso utilizzata per

la valutazione primaria o il monitoraggio ventistico. di possibili disfunzioni e patologie, oltre Tuttavia, il settore nel quale questa apche durante le gravidanze. Disporre di una parecchiatura dimostra tutte le sue potenpiattaforma completamente digitale, dotazialità è quello ginecologico-ostetrico”. ta di componentistica e software di ultima Quali sono i vantaggi nell’utilizzo in generazione è un grande vantaggio, sia ambito ginecologico ed ostetrico? per il medico che per il paziente”. “L’ecografo è utile sia nella diagnosi dei A cosa si riferisce in particolare? disturbi ginecologici che nella valutazione “La possibilità di ottenere immagini più delle condizioni fetali. Le sonde restituinitide, dettagliate e prive di artefatti conscono immagini ad alta definizione, anche sente di migliorare la precisione diagnoin 3D, permettendo di eseguire ecografie stica. La maggiore sensibilità dei trasdutpiù accurate e diagnosi più precise, anche tori (sonde) permette una visione in alta in pazienti obese e con ridotta ecogenicità sul disagio giovanile, 18 per cento degli “Le risposte dei ragazzi intervistati risoluzione anche deiil più piccoli dettagli tissutale. L’apparecchiatura consentesono una studenti consumare sostanze, – prosegue – e anatomiciammette e delle diregioni più difficili da inquietanti migliore valutazione dellel’assessore problematiche ilesaminare, 37 per cento dichiara diuna avere amici perche indirettamente chiamano in causa tutti noi. garantendo migliore della salute femminile (malformazioni uteutilizzano droghe. La motivazione ciò che accade a scuola, cezione della profondità ed unaprincipale migliore Credo rine edche infertilità di coppia) ed il agenzia monitorisulterebbe essere la noia,anatomiche”. il 21 per cento alla quale tutti noi affidiamo la costruzione definizione delle strutture raggio delle gravidanze in qualsiasi epoca lo fa perè scelta, meno del 12 per cento in della capacità critica e di giudizio ragazzi Qual il campo di applicazione di quegestazionale, controllando il dei benessere seguito ad una crisi nonché il loroedfuturo sta piattaforma? fetale, valutando l’accrescimento il rio per l’ansia. dell’ecografo ne gaprofessionale, “Leplacare caratteristiche schio di patologie cromosomiche. 2 euro per WS80A L’età dellala prima rispetto all’uso di rantiscono multidisciplinarità. Sonoaadpersona La piattaforma migliora infatti assunzione scendediagnosi individuare droghe, ci eimponga esempio possibili più efficienti lal’uso precisione semplidi delle misurazioni aed 13 anni, per negli di affrontare accurate le patologie mammarie, le diagnosi differenziali fetali per le anfetamine,fica cocaina, anni delle più medie. in di maniera più valutazioni obiettive delle lesioni delmalformazioni. Consente vedere con oppiacei, morfina, L’83 perindagini centoin ecstasy, rigorosa le ilestremità tema la tiroide, ambito vascolare e precisione l’encefalo, valutare degli intervistati dipendenze. angiologico facilitate dall’elevatocannabinoidi livello di ed il volto, identificaredelle eventuali patologie ritengono che sui Non adè una tollerabile sensibilità dell’innovativa tecnologia Color scheletriche e provvedere migliobanchi scuoladimenticare si nella ‘palestra’ Doppler.diSenza la possibilità re identificazione delche fenotipo sessuale. dovrebbe affrontare più ezona meglio il tema dei cervelli si in utilizzino che di eseguire lo studiodidella addominaInoltre gli esami 4D, che sostanze consentono di della e dellel’ecografia dipendenze. le funzioni cerebrali, e purtroppo le e didroga utilizzare a scopo inter- alterano visualizzare l’immagine tridimensionale in

L’assessore regionale all’istruzione, Elena Donazzan, propone una misura che fa discutere

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Autismo: in rete con altre regioni per la ricerca

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l Centro di riferimento regionale per l’autismo, diretto da Leonardo Zoccante, entra nel progetto interregionale, promosso dal Ministero della Salute, dedicato ad approfondire la conoscenza dei disturbi dello spettro autistico e la messa a punto di buone pratiche terapeutiche ed educative, con particolare riguardo al passaggio dall’età evolutiva all’età adulta e all’inserimento occupazionale. “Il centro di Verona è una eccellenza nel panorama regionale e nazionale – conferma l’assessore regionale Lanzarin – Il coinvolgimento nel progetto varato dal Ministero, in accordo con l’Istituto Superiore della Sanità e nell’ambito dell’Osservatorio nazionale per il

monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico lo conferma”. Per la realizzazione del progetto di ricerca il ministero ha stanziato un milione di euro, suddivisi tra le cinque regioni partner: Liguria (capofila), Veneto, Marche, Umbria e Campania. Al Veneto, e in particolare al centro di riferimento veronese, sono stati assegnati 240 mila euro. Il progetto, che dovrà concludersi nell’ottobre del 2020, punta a identificare e sperimentare interventi di continuità per accompagnare i percorsi di crescita dei ragazzi affetti da sindromi dello spettro autistico, dall’istruzione al lavoro, valutando anche le migliori soluzioni residenziali e semiresidenziali.

Cinque illustri clinici veneti consulenti al ministero

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inque illustri clinici della sanità veneta sono entrati a far parte del nuovo Consiglio Superiore di Sanità. “Sono orgoglioso di loro - ha affermato il governatore Zaia - che portano il lavoro eccellente svolto in Veneto, il loro patrimonio scientifico, al servizio dell’Italia intera. Con orgoglio auguro dunque loro buon lavoro. Sono il simbolo di un sistema sanitario veneto che esprime qualità

nelle cure e negli ospedali, ma anche a livello universitario, con gli Atenei di Padova e Verona”. “I professori Claudio Cobelli, Domenico De Leo, Carlo Foresta, Paolo Pederzoli e Massimo Rugge - aggiunge Zaia - sono ai vertici nazionali e internazionali in discipline estremamente qualificate nel panorama sanitario e il loro sapere sarà prezioso in un contesto scientifico elevato come il Css”.

movimento, permettono la valutazione del comportamento del feto e lo studio di un corretto sviluppo del sistema nervoso centrale”. Dottor Navarro, è quindi corretto affermare che presso la struttura è disponibile un servizio completo di monitoraggio delle gravidanze? “Non solo. Bianalisi Veneto – Centro Medico offre alle pazienti, dalla tarda adolescenza alla menopausa, una gamma completa di servizi e prestazioni di screening, diagnosi precoce e cura. Il dottor Salvatore specializzato Ginecoloin manieraGizzo, irreversibile, data laingiovane età gia consumatori”. ed Ostetricia, è lo specialista di riferidei mento affette dadell’assessore disturbi della Da per quipazienti la proposta riproduzionerendere e della sfera endocrinologica, Donazzan: obbligatorio il test ed offre inquadramento antidroga in tutte le scuole clinico-strumensecondarie. “Ho tale e supporto fatto fare una stimadiagnostico-terapeutico di quanto costerebbe con continuum fino al parto, un test rapido assistenziale e facile da eseguire, non oltre ad offrire paziente un invasivo, da farealla nelle scuole,ostetrica a sorpresa inquadramento ad hoc -per –ragiona l’assessore Il qualsiasi costo è epoca di 2 gestazionale”. euro a persona per un test completo che consenta di individuare il possibile uso di Elena Donazzan anfetamine, cocaina, ecstasy, oppiacei, Dott.cannabinoidi Antonio Navarro morfina, ( marijuana, hashish, “I costi sono più che sostenibili – Specialista Radiologia cannabis). Quindi in – tira le somme Diagnostica Donazzan conclude l’assessore - si tratta solo di esami - conEsegue 400 mila euroecografi di spesacièpresso possibile volontà: introdurre controlli sistematici e a Centro Rovigodella – Bianalisi coprire tuttiMedico gli studenti scuolaVeneto tappeto significa dare un preciso segnale, ROVIGO – Tel. 0425 31681 - www.centromedicorovigo.it secondaria di secondo grado, ovvero circa in termini di valori sociali e di responsabilità 200 mila adolescenti in Veneto”. personale”.

Raccolta farmaci a favore dei più bisognosi “P

erché nessuno debba più scegliere se mangiare o curarsi”. È lo slogan della XIX Giornata Raccolta del Farmaco che si è svolta sabato 9 febbraio in tutta Italia. Anche nel Veneto, nelle farmacie che hanno esposto la locandina, sono stati acquistate una o più confezioni di medicinali che andranno in dono alle persone indigenti grazie ai consigli dei farmacisti e alla collaborazione di 20.000 volontari. Anche quest’anno si è confermata la tradizionalmente importante risposta veneta all’iniziativa con un’adesione di oltre 450 farmacie e di 135 organizzazioni assistenziali che si faranno carico della distribuzione. Nell’edizione dell’anno scorso, in tutta la regione si è contato il 10% delle farmacie aderenti in tutta Italia con una raccolta di 32.230 (8,6% del totale nazionale) confezioni di farmaci (8,6% del totale nazionale). Dati che gli organizzatori traducono in circa 50.000 persone e migliaia di famiglie venete aiutate. “In Veneto - ha sottolineato l’assessore Lanzarin - il livello di povertà, con il suo 6% circa, ci segnala una situazione meno grave rispetto al 10% della media nazionale. Con questa giornata si testimonia un’attenzione alle fasce in difficoltà rispetto all’accesso ai farmaci e quindi alla salute.”.

“L’anno scorso uno su due dei veneti entrati in farmacia ha donato almeno un farmaco” - ha dichiarato Matteo Vanzan, responsabile di Banco Farmaceutico per il Veneto -. Il dono di un medicinale da banco è il primo anello di una grande catena di solidarietà fatta da farmacisti, volontari, donatori ed enti assistenziali, che permette di far giungere quel medicinale ad una persona ammalata che non è in grado di poterlo acquistare. Ogni anno, confidiamo nella generosità della gente e non ne siamo mai delusi”.

Una solidarietà che vede coinvolti in prima persona gli stessi titolari di farmacia. “I farmacisti – ha sottolineato Alberto Fontanesi, presidente di Federfarma Veneto – non sono solo promotori ma i primi coinvolti in questa operazione benefica. In questo sabato mettono a disposizione gratuitamente loro stessi ed il personale delle farmacie e non guadagnano nulla. Per aderire all’iniziativa, solo nella nostra regione versano complessivamente circa 70.000 euro”.


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Sri Lanka, bello e possibile

L’antica Ceylon si riaffaccia al turismo dopo le devastazioni dello Tsunami proponendo il suo vasto patrimonio Unesco di templi religiosi e fortezze, chiese coloniali e parchi naturalistici, dove l’elefante convive con il giaguaro di Renato Malaman

O

gni tanto cambia capitale, quella attuale si chiama Sri Jayawardenapura Kotte, un nome impronunciabile. Si trova vicino a Colombo, che per i più rimane la vera capitale, il cui nome non c’entra nulla con Cristoforo Colombo. Il paese cambia spesso anche nome: prima del 1972 era Ceylon, il nome che gli avevano dato gli inglesi, oggi si chiama Sri Lanka: ovvero “l’isola risplendente”. In passato è stato anche Tabropana, poi Serendib e – sotto i portoghesi – dal 1605 Ceilão. La definizione più bella di quest’isola del sub continente indiano rimane “la lacrima dell’India” perché è questa l’immagine suggestiva che richiama nel planisfero. E di lacrime ne ha strappate tante a tutto il mondo lo Sri Lanka quando il giorno di Santo Stefano di cinque anni fa venne colpito a morte dallo Tsunami. Quell’onda assassina si portò via oltre 40.000 vite umane e intere città. Non fossero bastati i lutti generati dalla guerra civile, quella che dal 1983 oppose i ribelli Tamil del nord alla maggioranza singalese. Questioni etniche, religiose (indu i primi, buddhisti i secondi), forse anche economiche…Lo Sri Lanka è partito da quel doppio reset con la propria storia per un balzo in avanti senza precedenti. Oggi l’isola (che in realtà è un arcipelago) mostra al mondo un volto nuovo, evoluto, accattivante. Il primo dato sorprendente è un’alfabetizzazione che supera il 90 per cento, condizioni economiche nettamente migliorate rispetto al passato - rispetto soprattutto alla vicina India – e un decoro all’inglese evidente nelle città e nell’ambiente. Si vede quanto i singalesi amino la propria terra e quanto ne abbiano cura. Il timido risveglio del turismo - anche di quello italiano (come confermano i dati forniti dal tour operator Explore Vacations, uno dei più accreditati), che prima della catastrofe assicurava numeri da capogiro – è un segnale di speranza per questo paese col sorriso stampato addosso, stampato negli sguardi della gente e nella bellezza del paesaggio, così cangiante fra la costa in larga parte ancora aspra e selvaggia e la montagna terrazzata all’infinito per coltivare il tè. Già, il tè, prodotto nazionale di cui gli inglesi introdussero il culto e l’economia, al punto da far coincidere il nome Ceylon con i germogli della piantina da cui si ricava l’infuso più famoso al mondo. Per assicurare queste coltivazioni nell’isola sono state realizzate opere idriche imponenti, quasi da far invidia agli olandesi, che qui – dopo i portoghesi – lasciarono la propria traccia coloniale prima degli inglesi. Un viaggio in Sri Lanka si giustifica per tanti motivi. Il mare, certo, anche se non siamo ai Caraibi. Mare che regala scorci straordinari, come in quell’immagine icona - celebrata anche dalla copertina di un disco dei Duran Duran e dalla guida della Lonely Planet – dei pescatori sul trespolo di Waligama. Oggi sono più elementi di folclore più che eredi veri della secolare tradizione dello stilt fishing così abilmente tramandatoci dalla foto di Steve McCurry Nonostante tutto Waligama resta una sosta obbligata e lungo quel tratto di costa è bello vedere anche il pesce messo ad essiccare, come fossimo in Scandinavia o sul lago Titicaca. I templi invece sono un patrimonio ancora autentico, perché autentica è a livello popolare l’adesione al pensiero filosofico di Buddha di scuola Theravada e – per gli induisti – il culto delle proprie divinità, spesso rappresentate in modo näif eppure così piene di significato. Ad Anuradhapura, prima capitale singalese, imperdibili i templi di Dambulla scavati nella roccia e affrescati sul soffitto. Ogni grotta

L’isola del sub continente indiano è il simbolo stesso della coltivazione del tè, che connota dolcemente il paesaggio. La curiosità dei pescatori sul trespolo immortalati da Steve McCurry e “cantati” dai Duran Duran

NELLA FOTO COPERTINA IN ALTO: I CELEBRI PES CA TO R I DI WELIGAMA. SOTTO, DA SINISTRA: IL BUDDHA DI POLONNARUWA, UNO DEI TANTI TEMPLI BUDDH I S T I , LA FORTEZZA DI SIGIRIYA, UNO SCORCIO DI GALLE , ELEFANTI IN LIBERTÀ E UNA DELLE SPIAGGE DEL S U D DEL PAESE. A FONDO PAGINA: UNO DEI TRENI TU R I S T I CI , LA RACCOLTA DEL TÈ , UNA GRANDE STATUA DI B U D D H A E LE GROTTE AFFRESCATE DI DAMBULLA

lascia a bocca aperta per le bellezze che svela, è come si entrasse in tante Cappelle Sistina dalle pareti di pietra. A Sigirya, altro bene tutelato dall’Unesco, c’è la famosa fortezza dei “mille gradini”, all’apice di un percorso da vertigine. Polonnaruwa, poco lontano, è uno dei siti archeologici meglio conservati dello Sri Lanka. A Kandy, terza capitale del regno singalese, sorge il Tempio del Dente che ospita rituali e funzioni religiose sulla reliquia del canino di Buddha. Poco fuori la città si respira un’atmosfera da romanticismo inglese nei giardini botanici di Peradeniya prima di intraprendere il suggestivo percorso montano, che si snoda fra ardite coltivazioni da tè, con destinazione Nuwara Eliya, stazione di montagna dal fascino coloniale Old British. Infine il parco di Yala dove, poco lontano dal mare, si estende una zona umida dove vivono in libertà gazzelle, elefanti e ghepardi. Avvicinabili grazie ad auto attrezzate per il safari. Colombo, infine, città piena di contraddizioni, ma pulita, ordinata e – nella parte nuova – avveniristica. E’ il simbolo di un paese che guarda avanti, forte di grandi civiltà alle spalle e di una grande fame di futuro. Che è già iniziato…


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www.lapiazzaweb.it Messaggio pubbliredazionale

Delta è Gusto. Una rete di sapori Delta del Po - Riserva di Biosfera MaB UNESCO “Delta è Gusto. Una rete di sapori” è un progetto dell’Ente parco Regionale Veneto del Delta del Po nell’ambito del progetto PO FEAMP 2014/2020 (progetto 07/ MCO/2017 misura 5.68 con priorità n. 5) sulla valorizzazione e promozione di prodotti di qualità del settore ittico che si prefigge di mettere in rete le eccellenze ed i produttori del territorio. Il FEAMP (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca) è uno dei cinque fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) che si integrano a vicenda e mirano a promuovere una ripresa basata sulla crescita e l’occupazione in Europa. Il fondo, tra i suoi obiettivi, aiuta le comunità costiere a diversificare le loro economie, finanzia i progetti che creano nuovi posti di lavoro e migliorano la qualità della vita nelle regioni costiere europee. L’Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po, nell’ambito delle finalità espresse dalla Misura 5.68 del Reg. (UE) n. 508/2014, art.68, “Misure connesse alla commercializzazione e alla trasformazione” e con il raggiungimento dell’Obiettivo Tematico 3 “Promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, il settore agricolo e il settore della pesca e dell’acquacoltura”, intende realizzare azioni che accrescano la competitività del settore pesca.

Il progetto Delta è Gusto vede coinvolti, oltre il Parco Regionale, i nove Comuni del Delta del Po Veneto: Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina, Taglio di Po. Le azioni previste sono finalizzate ad accrescere la competitività delle imprese che operano nel comparto della lavorazione, trasformazione e commercializzazione di prodotti ittici. Il progetto prevede la partecipazione a fiere (Fiera Cavalli, Verona; Itinerando Show, Padova; Cosmobike, Verona); l’organizzazione di incontri tra gli operatori economici del territorio e gli studenti dell’istituto Alberghiero IPSEOA G. Cipriani di Adria al fine di favorire un dialogo intergenerazionale, promuovere le produzioni ittiche tra i giovani, offrire loro un panorama della realtà economica del Delta del Po e rafforzare il valore dell’appartenenza alla Riserva di Biosfera UNESCO; l’organizzazione di un eductour dedicato a giornalisti nazionali (blogger, giornalisti, influencer,…); una serie di show cooking e degustazioni da tenersi nell’ambito degli eventi e delle fiere; la realizzazione di videotutorial di alcune ricette locali con il coinvolgimento degli alunni dell’Istituto Alberghiero di Adria; stampa e realizzazione di materiale informativo e promozionale vario.

Delta è Gusto è su Facebook e Instagram #deltaegusto

La ricetta INGREDIENTI PER 4 PERSONE: Filetti di sarde 600 g, Olio d’oliva per friggere 1 dl Scalogni 100 g, Erba cipollina 10 g, Olio oliva extra vergine 5 cl, Vino bianco 1 dl, Patate 300 g, Sale e pepe di mulinello, pecorino grattugiato, pane grattugiato, uvetta, pinoli, alloro

Le Sarde innamorate PREPARAZIONE: Decapitare e diliscare le sarde aprendole a libretto. Lavarle bene e porle a marinare per almeno 3 ore nel vino bianco. Tritare abbondantemente prezzemolo mescolarvi una parte di pecorino grattugiato e due di pangrattato l’uvetta ammollata in precedenza nell’acqua ed i pinoli. Togliere le sarde dal vino. Arrotolare trasversalmente in modo che la coda rimanga all’esterno, fissarle con uno stecchino dividendole con una foglia d’alloro e una fetta di scalogno. Cuocere in una pirofila leggermente oliata a 200°. Servirle calde accompagnate da un letto di patate cotte al vapore o saltate in padella.

deltaegusto

ANGUILLA L’anguilla è un pesce che cresce bene in acqua dolce e in acqua di mare, l’unico pesce allevato di cui non è ancora possibile la riproduzione controllata, per questo il ciclo parte da anguille selvatiche di 5-50 g pescate in ambiente naturale. L’Italia è il primo produttore di anguille allevate in Europa e molti siti di produzione si trovano nelle valli del Delta del Po Veneto. La stagionalità di questo pesce è da gennaio a marzo e da ottobre a dicembre. Dal punto di vista nutrizionale l'anguilla ha un buon contenuto di vitamine E, retinolo (vitamina A), proteine e calcio. La sua carne è molto saporita.

Det com l’ac le l èq Il p tali com ser bra fres bril nire min car


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Vellutata di legumi

Torta salata e finocchi

Fagottini di mele

Ingredienti: 200 g di cannellini 100 g di lenticchie rosse decorticate - 3 cm. di alga kombu - un pizzico di peperoncino - 2 foglie d’alloro - acqua - sale - 2 spicchi d’aglio - 1 bustina di zafferano - prezzemolo tritato - una spruzzata di limone.

Ingredienti: 200 g di spinaci - 400 g di cavolfiore - 400 g di zucca - 1 cipolla - 3 spicchi d’aglio - un pizzico di zenzero e paprika - 1 c di origano - olio e sale q. b.

Ingredienti per la pasta: 250 g di farina di frumento - 1 uovo - 2 C di olio - ½ bichiere d’acqua -1 pizzico di sale. Ingredienti per il ripieno: uvetta - mele - noci - miele - cannella - pinoli - buccia di limone.

Preparazione: cuocere i cannellini nell’acqua con l’alga kombu e le foglie di alloro. Aggiungere le lenticchie rosse decorticate e far bollire altri 15 minuti. Spegnere, togliere le foglie di alloro, aggiungere il sale, un pizzico di peperoncino e frullare il tutto, deve risultare una crema fluida. Insaporire con il prezzemolo tritato, lo zafferano e il succo di limone.

Preparazione: pulire, lavare e cuocere gli spinaci a vapore. Quindi tagliarli grossolanamente e farli insaporire in una padella oliata con l’aglio schiacciato. Cuocere a vapore pure il cavolfiore, farlo insaporire in una teglia con l’aglio schiacciato, regolare di sale e origano. Pulire e tagliare la zucca a dadini, questa invece, farla rosolare con la cipolla e l’aglio tritati. Tenere i tre ingredienti separati. Oliare una tortiera, cospargere con il pane grattugiato, formare il primo strato con il cavolfiore, il secondo con gli spinaci e il terzo con la zucca. Livellare bene, cospargere con un pizzico di parmigiano e pangrattato mescolati assieme. Infornare fino a formare una crosticina dorata.

Preparazione: setacciare la farina, mescolarla con il sale e disporla a fontana. Mettere nell’incavo l’uovo e l’olio e incominciare ad impastare aggiungendo poco a poco acqua quanto basta per dare alla pasta la giusta consistenza. Lavorarla vigorosamente finchè sarà liscia ed elastica e formare una palla che si ungerà con un po’ d’olio e si lascerà riposare mezz’ora. Nel frattempo mettere in ammollo l’uvetta, sbucciare le mele, tagliarle a fettine e tritare le noci. Versare tutti questi ingredienti in una terrina, aggiungervi il miele, la cannella, i pinoli e la buccia di limone grattugiata, mescolare bene e lasciare macerare. Trascorso il tempo necessario, spianare la sfoglia con il mattarello abbastanza sottile. Tagliarla quindi in quadrati di 10 cm. circa. Aiutandosi con un cucchiaio, disporre su questi quadrati dei mucchietti di ripieno, sbriciolando sopra a ciascuno un po’ di biscotti. Inumidire con acqua i bordi della pasta, quindi chiudere i fagottini congiungendo i quattro angoli. Circa 10 minuti prima della fine della cottura spennellarli con del malto diluito in un po’ d’acqua.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Oroscopo

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l’

Ariete Non spendete troppo e non fatevi prendere dall’ansia. Alcuni problemi si sistemeranno entro la metà del mese.

Toro Recupererete fiducia in voi stessi grazie a nuovi incontri, positivi anche per risolvere tensioni familiari.

Febbraio Sognanti e rapiti quasi sempre in altre dimensioni affrontate il carnevale con brio

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Bilancia Finalmente trovate la via per staccarvi da amori folli e imprese disperate. Avete conquistato la saggezza del domani e dunque è tempo di costruire.

Scorpione Cogliete facilmente l’essenza degli animi di chi avete davanti. Solo chi saprà guardarvi negli occhi con sfrontatezza potrà essere preso dal vostro incanto

Gemelli

Sagittario

Sarete più riflessivi e astuti. Riuscirete finalmente a far decollare i vostri progetti. Comunicate di più.

Le opposizioni che incontrerete saranno marginali rispetto al resto delle opportunità. anche in amore dovrete affrontare qualche tensione difficile da superare. Ma sappiate che tutto passa

Cancro

Capricorno

Gratificatevi con un po’ di svago, dopo un periodo pieno di impegni. E’ il momento perfetto per conoscere l’anima gemella.

La gelosia è un malanno che non si placa anche se l’eros in questo periodo potrebbe essere davvero effervescente. Non rovinate tutto, tenete gli impulsi stretti a guinzaglio.

Leone

Acquario

Sistemate le questioni in sospeso e godetevi un po’ di relax, con un viaggio e magari nuove amicizie. Dedicatevi allo sport.

Apparite più giovani di quel che siete come in un incantesimo d’amore e restano finalmente sul campo tutta una serie di rimpianti che vi facevano da zavorra. Spiccate il volo finché potete

Vergine Ravvivate gli incontri galanti con la vostra capacità di imporre il dolce e il salato. Per alcuni, però, è anche tempo di attese. Siate pazienti e mai nervosi

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