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La Piazza della Riviera del Brenta mag2022

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MAGGIO 2022

Periodico d’informazione locale - Anno XXIX n.97

della Riviera del Brenta

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Elezioni a Mira, è corsa a cinque per il Comune Gli elettori potranno scegliere tra il sindaco uscente Marco Dori, Andrea Martellato, Vanna Baldan, Enrico Carlotto e Luigi Corò

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TERRITORIO

I cavanisti puliscono la laguna MIRA

Teatro Villa dei Leoni diventa “green“ MIRA

Presentato il Pat fra le polemiche DOLO

Il palloncino di Giulia atterra in Trentino DOLO

Lega e Sinistra Italiana cambio ai vertici

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li ambulatori e le corsie si svuotano: mancano medici di base, negli ospedali le carenze di organico sono sempre più evidenti. I numeri che girano sono preoccupanti e restituiscono le dimensioni di un fenomeno che parte da lontano che ora, nel Veneto delle eccellenze sanitarie, si concretizza con ampi vuoti, sia sul fronte della medicina territoriale che di quella ospedaliera. Il tutto ovviamente a scapito dei Co nta pazienti, soprattutto dei più fragili.

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Facciamo il punto

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I cavanisti puliscono la laguna I

cavanisti puliscono la laguna sud e ci tengono a farlo sapere. L’iniziativa si è tenuta nelle scorse settimane quando hanno raccolto con 50 loro imbarcazioni e 200 partecipanti, 5 tonnellate di rifiuti trovati in laguna. I cavanisti sono andati a portarli via dalla laguna con le imbarcazioni che hanno nei ricoveri per natanti a Giare, Dogaletto e Malcontenta. Nell’occasione i 5 cassoni messi a disposizione da Veritas non sono bastati, ed è stato necessario chiederne un sesto un sesto per mettere i materiali accumulati e trovati nelle barene e casse di colmata. Negli anni scorsi i cavanisti si erano opposti alla tassa sui rifiuti per le cavane istituita dall’ex giunta M5S e poi abrogata dal centrosinistra. “Le nostre cavane– spiega Gianni Marchiori presidente dell’Associazione Cavanisti Miresi che ha 1100 iscritti- non producono rifiuti ma invece li raccolgono come la manifestazione dimostra. E’ ribadita così la nostra assoluta contrarietà a tasse sui rifiuti per le cavane”. La tassa sui rifiuti delle cavane era stata messa dal Movimento 5 Stelle guidato dall’allora sindaco Alvise Maniero, ed è stata cancellata dalla attuale giunta di centrosinistra. Marchiori spiega cosa si è trovato in laguna. ”Abbiamo raccolto- spiega il presidente - dal mattino fino al primo pomeriggio prevalentemente plastica, vetro ma anche tanti elettrodomestici e sacchetti di immondizia. I nostri volontari hanno voluto dare un segnale di rispetto ambientale molto forte per un habitat naturale fragilissimo e tutelato a livello mondiale come è quello della laguna di Venezia”. Fra gli oggetti recuperati anche tanti elettrodomestici, addirittura televisori. “Serve – concludono i cavanisti. - una maggior consapevolezza per la tutela dell’ambiente. Serve poi una maggior cultura del riciclo di fronte a questi continui sversamenti di materiali altamente inquinanti come la plastica ad esempio”.

Sono state raccolte 5 tonnellate di rifiuti con 50 imbarcazioni e 200 partecipanti

I numeri, dicevamo. Partiamo dai medici di famiglia. Attualmente le sedi vacanti in Veneto sono circa 570. Ma nel giro di tre anni, stando alle proiezioni dei pensionamenti, mancheranno all’appello altri 800 medici. Lo sappiamo bene noi che seguiamo e raccontiamo le vicende dei territorio, che ci occupiamo delle province. Sono sempre più numerosi i piccoli Comuni che ormai si trovano a fare i conti con la mancanza di quello che un tempo si chiamava medico di famiglia e che era un’istituzione irrinunciabile. Oggi invece sono sempre più numerosi gli assistiti che devono spostarsi, anche di parecchi chilometri e con non pochi disagi, per raggiungere l’ambulatorio del medico di base. E’ un problema soprattutto per gli anziani soli, per le persone fragili, per chi non può contare su una rete di protezione familiare. Stiamo parlando di migliaia di persone per le quali l’accesso alla medicina territoriale, la prima linea fra il sistema sanitario e il paziente, sarà sempre più difficile e problematico. Ora si sta correndo ai ripari con la scuola di Sanità pubblica della Regione, che entro il 2025 preparerà 713 medici di base. Ma intano c’è da gestire un presente sempre più incerto e ricco di disagi, al quale si farà fronte con l’innalzamento del numero degli assistititi assegnati ai medici in formazione. I dettagli sono oggetto di un impegnativo confronto in seconda commissione regionale, anche con i rappresentanti sindacali. Anche per far fronte alla carenza di medici negli ospedali, dove mancano più di 1.100 professionisti, la strategia è quella di ingrossare le fila degli specializzandi, soprattutto nei pronto soccorso, direttamente in prima linea. Già con la pandemia abbiamo assistito all’incremento del ricorso agli specializzandi per far fronte all’emergenza. D’altra parte, però, questi giovani medici non possono essere mandati allo sbaraglio, dovranno essere adeguatamente seguiti e messi nelle condizioni di poter lavorare con tutte le necessarie tutele, sia per i pazienti che per sé stessi. Una soluzione va trovata, ma bisogna fare attenzione alle scorciatoie.

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Carta, Web, Audio: dentro il territorio nel cuore della gente

Alessandro Abbadir

della Riviera del Brenta

è un marchio proprietà di

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È un periodico formato da 23 edizioni locali mensilmente recapitato a 506.187 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Mira e Dolo per un numero complessivo di 13.319 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

Redazione: Direttore responsabile Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< Redazione >redazione@givemotions.it<

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Brecce · Loreto (An) Chiuso in redazione il 13 maggio 2022


Mira

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Elezioni. Si sfideranno Marco Dori, Andrea Martellato, Vanna Baldan, Luigi Corò e Enrico Carlotto

Corsa a 5 per conquistare il municipio A

lla fine saranno 5 i candidati sindaci che si confronteranno a Mira per le elezioni a giugno. Il sindaco in carica Marco Dori corre a capo di una ampia coalizione di centrosinistra e punta al secondo mandato. Sarebbe davvero una novità: da 20 anni nessun primo cittadino ha guidato il Comune per due volte consecutive. A Mira quarto Comune più popoloso della Città Metropolitana di Venezia (dopo Venezia, Chioggia e San Donà) con 38552 residenti, si voterà con il doppio turno se nessuno dei 5 supererà il 50 % più uno dei voti. A sfidare Dori ci saranno il centrodestra con una coalizione guidata da Andrea Martellato ex sindaco di Fiesso, Vanna Baldan ex assessore della giunta Dori con “Gente di Mira”, Enrico Carlotto con la lista “Nova Mira”, Luigi Corò con “Libertà Legalità ed Equità”. Il 15 maggio è stato sorteggiato l’ordine di collocamento nella scheda elettorale di candidati e partiti. VANNA BALDAN La candidata sindaca Vanna Baldan, 60 anni si presenta con una lista civica slegata dai partiti. La Baldan fino a qualche mese fa era nella giunta di centrosinistra di Dori, ma ne è uscita. E’ l’unica donna fra i 5 candidati. Nel suo programma mette al primo posto la valorizzazione del territorio, il collegamento fra le frazioni e il rilancio delle attività produttive. Fra i temi sottolineati dalla Baldan ci sono sicuramente i progetti approvati dal Pnrr. Sottolinea poi come “serva una gestione dei rifiuti e una bonifica delle discariche di cui si parla da decenni. Serve anche un collegamento per la candidata sindaca di pulmini che uniscano le frazioni”.

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LUIGI CORO’ La notizia del quinto candidato sindaco a Mira è arrivata a pochissimi giorni dalla presentazione ultima delle liste. Corò 58 anni ex assessore e consigliere comunale di An a Mirano è presidente del Comitato Marco Polo e con la sua formazione “Libertà Legalità ed Equità” vuole rappresentare anche le istanze dei no green pass. “Da decenni- dice in una nota - sono impegnato in prima linea, nella difesa dei diritti del cittadino, nella lotta al degrado e malaffare, nella difesa dell’ambiente, nel denunciare ingiustizie, soprusi e scandali e nel difendere i presidi ospedalieri di Dolo e Mirano. Punto a portare la mia capacità amministrativa al servizio dei cittadini di Mira“. Corò sottolinea come i suoi candidati siano tutte persone che vivono o frequentano Mira da anni e ne conoscono i problemi. ENRICO CARLOTTO La lista di Enrico Carlotto “Nova Mira” è una civica orientata a destra. La candidatura a sindaco di Carlotto è partita un anno fa, la prima cioè di tutte. “Le nostre priorità sono- ha detto in villa Nani Mocenigo alla presentazione della lista - le frazioni e il miglioramento della vita in questi centri considerati periferici, il lavoro e lo sviluppo dell’impresa, l’aiuto alle persone più fragili”. Carlotto, 61 anni è stato anche ex presidente di Apindustria della Riviera del Brenta. “Bisogna – ha detto – fare nuova Mira creando momenti di aggregazione attirando imprenditoria, evitando poi che i quartieri si trasformino in dormitori“. “Bisogna non far scappare le aziende”.

Da sinistra Vanna Baldan, Luigi Coro’, Enrico Carlotto, Andrea Martellato e Marco Dori

ANDREA MARTELLATO Martellato 53 anni è il candidato del centrodestra. E’ attualmente assessore nel Comune di Fiesso D’Artico, ed è stato sindaco di Fiesso per due mandati consecutivi. E’ presidente della Conferenza dei sindaci dell’Ulss 3 e presidente dell’Ogd di Riviera e Miranese. Durante gli incontri pubblici che fin qui si sono tenuti ha sottolineato come Mira meriti di essere valorizzata e di diventare la realtà più importante della Riviera. Martellato ha spiegato che ha accettato la candidatura perché è stata chiesta dal centrodestra unito. E’ appoggiato dalle liste di Coraggio Italia, Forza Italia – Popolo della famiglia, Fratelli D’Italia e Lega. A sostenere la candidatura di Martellato è arrivato il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Fra i temi forti della

candidatura di Martellato, che è un riconosciuto amministratore pubblico di grande esperienza c’è quello di dare a Mira un ruolo centrale. “Mira – ha spiegato - per una serie di decisioni prese negli anni passati, è ferma. E’ ora di cambiare questa situazione”. MARCO DORI Il sindaco uscente Marco Dori 38 anni si candida a fare il sindaco per la seconda volta appoggiato dal centrosinistra che l’ha sostenuto nel 2017 quando al ballottaggio ha sconfitto la candidata del centrodestra Antonella Trevisan. Sostenuto come la volta scorsa dal Pd e Articolo 1 e dalla Lista Dori, la coalizione si allarga includendo stavolta Azione, i Riformisti e anche il Movimento 5 Stelle che la volta scorsa aveva sfiorato il ballottag-

gio e che dal 2012 al 2017 aveva governato con il sindaco Alvise Maniero. In quel quinquennio i grillini attaccarono in modo puntiglioso l’operato del Pd e del centrosinistra Dori punta a vincere per portare avanti il programma e i progetti in cantiere visto anche l’arrivo di rilevanti fondi legati al Pnrr e della Salvaguardia della Laguna. Dori nel primo confronto che si è tenuto nelle scorse settimane ha ricordato tutti gli interventi compiuti e le grandi emergenze affrontate come la pandemia e ora la guerra, e il fatto che 5 anni fa il Comune che era percepito come isolato a livello metropolitano, ora non lo è più”. “E’ necessario dare continuità all’azione amministrativa”. Alessandro Abbadir

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Mira

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Elezioni. Dopo un inizio in sordina, liste e candidati si mettono in azione

Arrivano i big e tanti gazebo, decolla la campagna elettorale

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opo un inizio tiepido nei mesi scorsi è decollata la campagna elettorale per la conquista del municipio mirese. Un primo confronto elettorale si è tenuto fra i candidati nella sede della Confcommercio della Riviera mentre un altro confronto è stato organizzato dalle Acli nell’auditorium della biblioteca di Oriago. Sono emersi così fra i 5 candidati sindaci diverse visioni dell’amministrare il territori su temi come il sociale, le frazioni, il lavoro l’urbanistica. Non è mancato ad aprile e fino a metà maggio anche l’arrivo di “big” soprattutto in supporto delle coalizioni di centrosinistra e di centrodestra. A sostegno della candidatura del sindaco uscente Dori si è speso così il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini che ha presentato nella sede di via Stazione ad Oriago il libro “Il paese che vogliamo”. Un appuntamento a

cui ha partecipato anche il segretario provinciale del Pd di Venezia Matteo Bellomo. “Ho sempre visto l’Emilia-Romagna - ha detto nell’occasione Dori - come il luogo dove le cose funzionano, vengono fatte bene e con equità, anche sulla scorta dei comuni e condivisi valori nati dalla Resistenza antifascista, ricordati nel libro di Bonaccini”. Fra gli obbiettivi prioritari per Bonaccini c’è quello realizzare asili nido dappertutto, anche per la miglior crescita educativa dell’infanzia. “Due diritti che dobbiamo affermare ogni giorno - ha ribadito Bonaccini - sono l’istruzione e la sanità pubblica”. Tanto entusiasmo e tantissima gente a Mira poi a metà maggio alla presentazione della lista Coraggio Italia a cui ha partecipato il candidato sindaco del centro destra Andrea Martellato e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Brugnaro nell’occasione ha ri-

cordato che nonostante il patere dei medici ha voluto partecipare a quel momento per poter essere vicino alle persone che stanno portando avanti la candidatura di Andrea Martellato. “Andrea Martellato è la persona giusta per far migliorare le cose – ha detto il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Noi non diciamo

che è tutto da cambiare non facciamo una competizione al negativo“. Fra le curiosità l’arrivo a Mira del ministro D’Inca’ per suggellare l’accordo fra M5S e centrosinistra a Mira. Decisione contestata da tanti ex militanti grillini che nell’azione di contrasto al Pd avevano fatto da subito una delle loro direttive politiche

fondanti. Gli altri candidati sindaco come Vanna Baldan con la lista civica “Gente di Mira” hanno organizzato (come tutte le formazioni in gara) tanti appuntamenti sul territorio e gazebo informativi sul programma. Così anche il candidato della lista “Nova Mira“ Enrico Carlotto che ha fatto della necessità di migliorare lo stato in cui versano le 7 frazioni miresi il suo cavallo di battaglia. E quindi ha moltiplicato gli incontri sul territorio. Nell’agone politico infine è scesa anche la lista “Libertà legalità ed equità” che candida a sindaco Luigi Corò. Lista che porta le istanze anche dei movimenti no green pass. In queste settimane insomma la presenza dei candidati sindaci e degli attivisti delle liste collegate sarà sempre più visibile ai cittadini miresi nei luoghi pubblici, almeno fino al giorno delle elezioni Alessandro Abbadir

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I finanziamenti. Con i fondi della rigenerazione urbana stanziati dal Pnrr

Investimenti in vista: 1,9 milioni di euro per 5 opere pubbliche attese da anni

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ista d’atletica, ristrutturazione degli spazi della casa delle associazioni, primo stralcio delle piste ciclabili di via Foscara e di via Valmarana, rifacimento degli spogliatoi del calcio Valmarana. Sono questi i cinque progetti per Mira finanziati dallo Stato, con provvedimento ministeriale, per opere pubbliche già presenti nel piano di bilancio 2022-2024 e che dovranno essere avviate entro luglio 2023. Quest’ultimo finanziamento, che si aggiunge ai fondi già assegnati a fine 2021 di circa 2 milioni di euro, rientra nella linea di attuazione della Rigenerazione Urbana anch’essa confluita nei fondi del Pnrr. Più in particolare, sono stati destinati 970 mila euro per la ristrutturazione della pista d’atletica e 150 mila euro per gli spazi della casa delle Associazioni, 700 mila euro per le piste ciclabili di Via Foscara e di via Valmarana e 180 mila euro per il rifacimento degli spogliatoi del calcio Valmarana. Il Comune di Mira dovrà cofinanziare parte delle spese per circa 100 mila euro. “Tutte le opere –spiegano dal Comune – dispongono già delle relative progettazioni che permetteranno l’avvio delle procedure di affidamento dei lavori entro i tempi stabiliti. Le risorse oggetto della manovra sono

Progettazioni già pronte, l’affidamento dei lavori avverrà entro luglio del prossimo anno. Riguardano: pista d’atletica, ristrutturazione degli spazi della casa delle associazioni, primo stralcio delle piste ciclabili di via Foscara e di via Valmarana, rifacimento degli spogliatoi del calcio Valmarana

vincolate, per il loro impiego, all’affidamento dei lavori entro luglio del 2023 e al rispetto dei numerosi vincoli previsti dai finanziamenti europei. L’amministrazione è già al lavoro per trovare le modalità di attuazione più veloci in termini finanziari i questi e degli altri importi assegnati così da garantire l’utilizzo di tali importanti risorse.” “Questi finanziamenti – aggiunge l’amministrazione – sono molto importanti per avviare progetti strategici e attesi da tempo, come la ciclabile tra Malcontenta e Dogaletto o il

recupero integrale della pista di atletica, ma anche per sistemare la casa delle associazioni. Come amministrazione abbiamo saputo cogliere l’opportunità del Pnrr. Questi finanziamenti sono anche frutto di una battaglia sacrosanta che i sindaci e Anci hanno portato avanti questo inverno per superare la disparità introdotta dall’indice di vulnerabilità. Per questo va un ringraziamento al governo, ai parlamentari e alle forze politiche che hanno capito le ragioni della nostra richiesta”.

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Ciao Venezia

Manifestazione contro la guerra davanti al municipio Quasi 200 persone hanno partecipato nelle scorse settimane alla manifestazione contro la guerra in Ucraina che si è tenuta in piazza Municipio a Mira. Una manifestazione organizzata dalle consulte delle associazioni del volontariato e della cultura riconosciute dal Comune di Mira, insieme alle parrocchie del vicariato di Gambarare. La manifestazione a causa delle condizioni meteo non ideali, ha rinunciato al corteo e si è tenuta solo davanti al municipio. Gli esponenti dell’amministrazione comunale e delle associazioni hanno espresso la loro solidarietà al popolo ucraino, mentre sono stati letti anche dei componimenti poetici. “E’ stata- spiega il Comune- un’iniziativa non solo di chiara presa di posizione contro le guerre, ma anche di

vicinanza verso le famiglie ucraine che sono arrivate nel nostro territorio. In questo momento sono circa 120 le persone ospitate presso una quarantina di famiglie. Non vogliamo farli sentire soli, ma far capire loro che il nostro territorio è sensibile e aperto all’aiuto non solo in caso di difficoltà. Da inizio emergenza abbiamo aperto un punto di raccolta attivo tutti i giorni dal lunedì’ al sabato dalle 16 alle

18. Inizialmente, grazie alle tante donazioni dei cittadini, abbiamo aiutato la comunità ucraina che spediva cibo e materiale ai confini. Poi abbiamo deciso di aiutare le famiglie che ospitano e sono ospitate nel nostro Comune. Ogni settimana stiamo consegnando delle borse alimentari e facciamo una verifica per affrontare, puntualmente, tutte le necessità che ogni famiglia sta incontrando”.

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Ambiente. Un progetto innovativo per una struttura conosciuta in tutta Italia

Teatro Villa dei Leoni diventa green L’intervento, di 250 mila euro, è studiato in funzione di una razionalizzazione dei consumi energetici e per garantire un migliore comfort

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n teatro amico dell’ambiente e delle nuove generazioni. E’ stato dato il via libera della giunta comunale al progetto per rendere “green” il teatro di Villa dei Leoni. Il tutto, nella logica del Pnrr, quindi con un ambiente recuperato e che punta al miglioramento dell’efficienza energetica, riducendo i consumi di Co2 e favorendo le energie pulite. La manifestazione d’interesse presentata dal Comune, infatti, punta ad intervenire in maniera drastica sulle attrezzature più vecchie ed energivore dello storico teatro della Riviera. L’intervento, del valore di 250mila euro, è studiato in funzione di una razionalizzazione dei consumi energetici al fine di garantire un migliore comfort di utilizzo ed una contestuale riduzione dei consumi energetici. Si prevede l’efficientamento energetico garantito dalla parziale sostituzione degli infissi e delle porte esterne, l’efficientamento energetico dell’Illuminazione, l’efficientamento energetico dell’impianto di riscaldamento, climatizzazione. Grazie ad un’accurata diagnosi energetica, l’intervento rappresenta il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività, che potrà fruire di un ambiente ad elevato comfort termo igrometrico. Anche in termini di spese per l’energia, vi sarà un grande risparmio garantito dal miglioramento degli impianti, della trasmissività degli infissi e dell’illuminazione. Con il miglioramento delle prestazioni energetiche i risultati oltre che adattarsi ai nuovi parametri di legge renderanno più adatto, più fruibile e più confortevole l’ambiente allo svolgimento delle attività, andando ulteriormente a confermare il Teatro di Villa dei Leoni come luogo di aggregazione per la comunità. “Questo progetto ci rende orgogliosi - spiega il Comune - perché vuol dire investire in futuro e in cultura, soprattutto per le nuove generazioni. Il teatro di Mira è un capitale unico nel suo genere e siamo contenti di poter continuare a sostenerlo. In questi anni abbiamo risolto problemi attesi da tempo, facendo investimenti importanti nella sala e nella struttura, ma siamo stati soprattutto in grado di rilanciarlo. Nel 2017 gli abbonati erano poche decine, oggi abbiamo da poco concluso una nuova stagione, ospitando artisti di primo piano come

Barriere architettoniche, interventi ad Oriago

Drusilla Foer o Andrea Pennacchi. Ma teatro vuol dire anche educazione e giovani, e sono andate benissimo anche le rassegne per le scuole e le famiglie. Con questo ulteriore piano d’investimento cerchiamo di sfruttare al meglio le possibilità che ci dà il Pnrr, per un teatro sempre più competitivo e moderno. Con la nuova normativa sui pannelli fotovoltaici possiamo pensare anche ad un vero tetto solare”.

L’eliminazione delle barriere architettoniche, gli scalini e le sconnessioni che impediscono di camminare in strada in sicurezza, soprattutto ai disabili e a chi si sposta con passeggini e carrozzine diventa una priorità per gli interventi nella frazione di Oriago . Dopo gli interventi in corso alle fermate degli autobus e a quelli fatti in maniera massiva a Mira Porte, ora il Comune punta a riqualificare anche la zona di via Veneto e via Risato Bellin ad Oriago, la stessa zona dove è stato realizzato il nuovo supermercato Maxi, che ha portato in dote proprio dei nuovi marciapiedi e un nuovo dosso frangi traffico. Allo studio c’è la sistemazione del percorso solitamente usato dagli studenti del pedibus, per permettere loro di andare in sicurezza a scuola. “C’è – sottolinea il Comune – un punto di partenza chiaro che sono i due parcheggi, quello della Stazione e quello delle Poste. Purtroppo, vi sono numerosi scalini e marciapiedi con quote differenti, che negli anni sono

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sempre stati segnalati come ostacoli. Siamo pronti ad intervenire per risolvere questo problema e per questo stiamo studiando una soluzione per rendere tutto omogeneo e sicuro, compresi dei nuovi attraversamenti pedonali nell’incrocio, simili a quelli realizzati per il supermercato. Inoltre abbiamo da poco ricavato un percorso pedonale protetto in via Marmolada, di fronte alle scuole, istituendo un senso unico alternato e collegando percorsi pedonali altrimenti monchi. Con il futuro intervento della nuova strada che da via Veneto va in via Stazione, avremo una viabilità molto fluida, sicura e accessibile”.


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Urbanistica. E’ stato presentato in consiglio comunale dall’amministrazione uscente nelle scorse settimane

Arriva il nuovo Piano di Assetto del Territorio dopo anni di attesa Il consolidato urbano è rimasto quello stabilito dalla normativa, quindi senza nuovo consumo di suolo. La crescita stimata è di circa il 10% di nuove famiglie nei prossimi 10 anni

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opo anni di attesa è stato presentato nelle scorse settimane in Municipio a Mira il Pat dal sindaco uscente. Si tratta per l’amministrazione di un “Pat rinnovato per la Mira del futuro”. L’amministrazione ha presentato il piano di assetto del territorio, di fatto pronto per essere ri-adottato. “Si tratta – spiega il Comune- di uno strumento necessario per lo sviluppo di Mira e che proietta la città nella modernità. E’ come passare da un’auto euro zero ad una Tesla di Elon Musk. Qualità della vita, rispetto dell’ambiente, efficienza energetica e crescita sostenibile. In quest’ottica la relazione del piano illustrata ha messo al centro: uno sviluppo consapevole, fatto di riorga-

nizzazione, recupero e rigenerazione degli spazi urbani e verdi, sempre nell’ottica di favorire le migliori tecnologie ambientali, con nuovi servizi per l’ambiente e per chi in questa nostra città vive, lavora e produce”. L’amministrazione ha aggiornato lo strumento urbanistico, che risale ormai a 30 anni fa, adeguandolo alle recenti normative introdotte in ambito regionale, e ha aperto alla partecipazione raccogliendo 120 manifestazioni d’interesse e analizzandone la valenza territoriale e urbanistica. “Abbiamo – sottolinea il Comune – la visione di una città votata a far emergere tutte le sue potenzialità e eccellenze grazie alla costellazione di piazze e centri che caratterizzano

Mira Porte

Mira. Ma anche la valorizzazione del contesto Unesco, con la villa palladiana, il Naviglio e sant’Ilario, e del nostro borgo lagunare e naturale, che da Fusina arriva a Giare, senza dimenticare la funzione unica del Naviglio e dell’essere di fatto terminal veneziano, come porta d’accesso a Venezia e alla sua laguna, dal Porto San

Leonardo e alle casse di colmata, intersecando l’ambito del Porto di Venezia che si estende anche nel territorio del Comune di Mira. Puntiamo molto sul turismo lento e sostenibile, con una fitta rete di percorsi ciclabili e ciclo turistici, ed itinerari (cammino di Sant’Antonio da Padova a Venezia) per i pellegrini che

percorrono il territorio di Mira, ma anche alla valorizzazione del grande patrimonio di acque e di fiumi navigabili, che sono un valore ambientale ed esperienziale unico nel suo genere e che si prestano ad una riscoperta del paesaggio lagunare; senza dimenticare i nostri centri urbani, che vorremmo sempre più a misura di famiglie e visitatori, con una mobilità moderna e con ridotte velocità di attraversamento”. Il nuovo Pat assicura l’amministrazione uscente, introduce poi un tema assai significativo, quello dei servizi eco sistemici, in linea con quanto disciplinato dall’agenda ambientale 2030. Il consolidato urbano è rimasto quello stabilito dalla normativa, quindi senza nuovo consumo di suolo. La crescita stimata è di circa il 10% di nuove famiglie nei prossimi 10 anni, “proprio per evitare previsioni inattuali e inattuabili”.

Le reazioni. Pioggia di critiche dalle opposizioni per la modalità di presentazione Sulla presentazione del Pat piovono critiche da parte delle forze di centrodestra e da chi compete elettoralmente con il centrosinistra. “Da ciò che è avvenuto nell’ultimo consiglio- spiega il candidato sindaco Andrea Martellato- si può capire che considerazione ha l’amministrazione comunale per i consiglieri e per cittadini miresi. Il consiglio comunale è l’organo di indirizzo di controllo politicoamministrativo dell’ente locale, e come tale esercita le proprie funzioni solo tramite atti ecco perché le convocazioni hanno lo scopo di

deliberare-votare un documento o dove previsto per legge darne comunicazione e quindi per legge fornire ai consiglieri documentazione che poi deve rimanere agli atti. Si è visto invece usare il consiglio comunale, per la “presentazione piano assetto del territorio”, non quale organo di indirizzo ma come se fosse una conferenza stampa, Il Pat normalmente passa in consiglio per un voto sull’adozione, sulle controdeduzioni, sull’ approvazione, mercoledì non si è chiesto nulla di ciò e nemmeno aveva bisogno di essere portato in

consiglio a 40 giorni dal voto, per comunicazioni o presentazioni peraltro senza fornire relazioni, disegni, tavole ai consiglieri. Perciò il passaggio in consiglio cosa è servito se non come conferenza stampa?”. “Essendo navigato- conclude Martellato- non mi sarei scandalizzato se si fosse approvato un documento l’ultimo giorno possibile prima delle votazioni, forse un giorno potrebbe succedere anche a me, ma fare un ordine del giorno sul nulla significa usare il Consiglio Comunale in altro modo invece di

Uno scorcio di Oriago

ciò che è preposto. Gli unici documenti relativi al Pat sono una delibera della giunta comunale del 2017 che da mandato all’ufficio di riprogettare il Pat con un termine di 10 mesi ma solo a dicembre del

2021 l’ufficio ne dà seguito perciò dove era la giunta in questi 50 mesi?” Critiche alla presentazione del Pat con queste modalità sono arrivate anche dai candidati Vanna Baldan e da Enrico Carlotto.

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Amministrazione. L’assessore Cristina Nardo illustra il rendiconto dell’ente locale

“Soldi dell’avanzo in aiuto alle famiglie in difficoltà” Realizzate tante opere pubbliche. Il tempo medio di pagamento dei fornitori è stato di 12 giorni rispetto ai 30 previsti dalla legge

I

l 2021 è stato caratterizzato dal perdurare della pandemia covid19, purtroppo questa situazione di crisi sanitaria sta continuando ad avere ripercussioni nel tessuto economico e sociale del territorio. Il Comune di Dolo per questo, utilizzerà i soldi dell’avanzo per aiutare i residenti in difficoltà con bollette ed affitti. Ma ecco le cifre emerse dal rendiconto dell’ente del 2021. Il Comune di Dolo ha registrato: 9 milioni e 21 mila euro di avanzo di amministrazione ed un avanzo libero di 4 milioni e 25 mila euro. La situazione di cassa chiude con un saldo positivo di 9 milioni e 707 mila euro. Il conto economico si chiude con un segno positivo pari a 2 milioni e 48 mila euro. “Abbiamo avuto- spiega l’assessore al Bi-

lancio del Comune Cristina Nardo - delle minori entrate in parte coperte dall’avanzo libero 2020 per 883.471 euro ed in parte dal Fondo Funzioni Fondamentali. In questo difficile contesto economico sociale come amministrazione abbiamo cercato di rispondere ai bisogni delle famiglie più fragili, e di sostenere le attività economiche fortemente in difficoltà dal perdurare di questa pandemia con contributi specifici e riduzioni di tariffe e aiuti alle realtà associative”. Ma non solo. “Durante il 2021 siamo riusciti- continua la Nardo - grazie all’avanzo libero del 2020 a realizzare anche le opere pubbliche promesse ai nostri cittadini nel programma come : il primo stralcio di Piazza del Grano; l’adeguamento sismico ed energetico

della scuola materna “Isola del Tesoro”; la sostituzione infissi esterni lato sud della scuola elementare “De Amicis”, la riqualificazione urbana di tratto di via Curzio Frasio; l’inserimento di alberature lungo il marciapiede di via Zinelli. Abbiamo poi dato inizio alla pista ciclabile di Sambruson verso via cimitero; realizzato la manutenzione straordinaria del campo di calcio Walter Martire, asfaltato via Arino e via Vittorio Veneto e stra-

de secondarie come via Pionca. E’ stata realizzata l’illuminazione del campo da calcio di Arino”. Fra gli altri interventi portati a termine: l’installazione del semaforo all’ incrocio fra via Seriola e via Badoera con una nuova asfaltatura. C’è stata la posa dei rallentatori del traffico in diverse vie del territorio. Infine, ma non ultimo, i lavori di adeguamento del palazzetto per ospitare il centro vaccinale. “Come amministrazione abbiamo

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voluto non ricorrere- conclude Cristina Nardo - all’indebitamento evitando così maggiori costi in spesa corrente ed evitando anche uno sfasamento negli equilibri di bilancio. Il conseguimento di un avanzo evidenzia come il Comune è un ente virtuoso. Abbiamo ottenuto un importante performance nell’accelerazione dei pagamenti ai fornitori passato da una media di - 14 giorni nel 2020 ad una di - 18 giorni nel 2020, ossia il tempo medio dei pagamenti è stato di circa 12 giorni rispetto ai 30 giorni previsti dalla legge, questo per evitare di creare difficoltà economiche ai nostri fornitori. Questo importante avanzo disponibile ci permette di far fronte quest’anno all’aumento incontrollato dei costi delle bollette di energia elettrica (si prevede un aumento del doppio di quello stanziato in bilancio) e del gas e per sostenere le emergenze sociali derivanti dalla crisi economica”. Alessandro Abbadir


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La storia. Dopo la “Festa di primavera” di Sambruson

Il palloncino di Giulia atterra in Trentino S

ambruson ha ospitato nelle scorse settimane la la quarantacinquesima edizione della ”Festa di primavera”, una manifestazione organizzata dal comitato promotore costituito dal consiglio d’interclasse e dal consiglio d’istituto dell’Istituto Comprensivo, dal comune di Dolo, dal circolo Avis e dall’associazione Trovemose ed ha raccolto centinaia di adesione. Un successo favorito anche dalla bella giornata di sole e dalla presenza, oltre ai ragazzi ed alle loro famiglie, di alcuni amministratori locali. L’evento ha avuto il momento di maggiore condivisione emotivo nel lancio dei palloncini biodegradabili offerti dall’Avis nei quali ciascun bambino ha potuto scrivere un messaggio di amicizia e di pace per tutti i coetanei del mondo. Già negli anni scorsi è accaduto che alcuni palloncini sono stati ritrovati anche a distanza di diversi chilometri, e non solo in Italia. Ed anche quest’anno uno di questi è atterrato nelle montagne innevate del Trentino ed è stato raccolto nei giorni seguenti. E’ stata la sezione del gruppo sciatori di Mori che l’ha rinvenuto ed ha voluto partecipare la sua condivisione per questo fatto così simbolicamente importante con un messaggio che è stato postato su facebook . “Cara piccola Giulia da Pianiga. Il tuo palloncino colorato partito da Sambruson di Dolo è arrivato fino in provincia di Trento. Lo abbiamo trovato svo-

E’ stata la sezione del gruppo sciatori di Mori che l’ha rinvenuto ed ha voluto partecipare alla sua condivisione. Abbinato alla festa vi era anche il concorso “Crea la mascotte per la festa della primavera”

lazzante oggi pomeriggio mentre stavamo sciando sulle piste della Polsa nel comprensorio sciistico dell’altopiano di Brentonico (Tn). Il tuo saluto ed il tuo messaggio di pace ha percorso tanta tanta strada (circa 100 km) e sarà condiviso con i bambini dei nostri corsi di sci. A te tante belle cose ed un abbraccio dal Trentino; e ti aspettiamo con la tua famiglia per visitare i nostri posti e le nostre bellissime montagne. Ciao”. Abbinato alla festa vi era anche il concorso “Crea la mascotte per la festa della primavera” con l’invito

ai giovani partecipanti di consegnare un elaborato od un disegno che potesse rappresentare al meglio la manifestazione. Tutti gli elaboratori sono stati esaminati da una giuria di esperti che ha selezionato i migliori lavori e, poi, sono stati sottoposti anche al giudizio degli alunni della scuola Daniele Manin. Il vincitore sarà premiato l’ultimo giorno di scuola e riceverà in premio 4 biglietti d’ingresso al parco acquatico “Canevaworld” di Lazise sul lago di Garda. Lino Perini

Gli auto riparatori in difficoltà chiedono aiuto “Il settore degli auto riparatori in Riviera del Brenta è in sofferenza. Dopo oltre due anni con l’arrivo della pandemia e ora della guerra serve, un taglio delle imposte a livello locale che aiuti le attività che altrimenti rischiano di chiudere. Mancano apprendisti e il necessario ricambio generazionale è difficile”. A spiegarlo è Roberto Baldan (nella foto) capo categoria del settore autoriparazione dell’ Associazione Artigiani “Città della Riviera del Brenta” che conta aziende 70 aziende iscritte nel comprensorio. Baldan fa una lucida analisi degli ultimi anni del settore. “La situazione del comparto auto riparatori della Riviera – dice – ha visto di fatto calare nel comprensorio il numero di officine e carrozzerie presenti dal 2008 in poi. A complicare

una situazione che era davvero difficile già da anni, ci si sono messe prima la pandemia ed ora i problemi legati alla crisi energetica”. “Le bollette ad esempio in particolare quella dell’energia elettrica nel nostro comparto spiega Baldan- sono insostenibili. Il costo dei carburanti ha fatto il resto. Con l’avvento delle grandi griffe nel calzaturiero, è venuto a mancare negli ultimi anni tutto il comparto della ma-

nutenzione dei mezzi di trasporto delle scarpe (furgoni, camioncini). Mezzi che le griffe hanno e gestiscono in proprio“. Uno dei problemi più rilevanti e è legato, sottolinea Baldan, al difficile passaggio del cambio generazionale. “Questa professione un tempo - dice - era un lascito importante per i figli decisi a continuare l’attività, ora non più”. “L’Associazione Artigiani della Riviera punta ad inserire sempre più giovani – dice Baldan – anche nei livelli organizzativi della categoria“. Quindi l’appello ad un taglio delle bollette e delle imposte. “Il costo dell’energia e delle altre tasse – conclude – è sempre più insostenibile. Chiediamo anche da parte degli enti locali un aiuto per affrontare un periodo complicato come questo”.


Dolo

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Politica. Novità dalle assemblee degli iscritti sul territorio

Sinistra Italiana e Lega, cambio ai vertici Marzia Zampieri, 54 anni residente a Dolo è la nuova segretaria del Carroccio. William Faggian, 30 anni, una laurea magistrale in lettere classiche, è il nuovo coordinatore del circolo Si

N

ovità politiche a Dolo nella Lega e nel gruppo “Sinistra Italiana“ forza collegata alla lista locale “Il Ponte di Dolo”. Il congresso della Lega nelle scorse settimane si è svolto per l’elezione del nuovo segretario e del nuovo direttivo della sezione dolese della Lega. Sono stati eletti infatti il nuovo segretario: Marzia Zampieri (54 anni residente a Dolo) e i membri del direttivo: Riccardo Pessato, Caterina Burlin, Carlo Levorato e Paolo Carraro. “È bello vedere – spiega la neo segretaria - la sezione unita e pronta alla ripartenza con grinta e volontà costruttiva. Ripartiamo dalla base, dalla presenza sul territorio e dal rapporto diretto con i cittadini sui temi più cari ai dolesi e sulle questioni per le quali la Lega si impegna da sempre con tenacia”. Intanto William Faggian, 30 anni, una laurea magistrale in lettere classiche e un master di 2° livello in via di conseguimento, è il nuovo coordinatore del circolo Si “Gino Manesso” di Dolo. È stato eletto all’unanimità dagli iscritti, i quali hanno espresso piena soddisfazione per la nuova designazione poiché i giovani sono senz’altro un valore aggiunto, fatto di sensibilità e punti di vista peculiari di cui la politica ha bisogno. Oltre a William altri giovani hanno aderito recentemente al circolo, assieme a nuovi iscritti. “A William- spiega il consigliere comunale Emilio Zen- vanno gli auguri di buon lavoro, con la capacità e l’entusiasmo che ha già avuto modo di dimostrare”. “Con l’elezione di Williamsi legge in una nota- e con un circolo parzialmente rinnovamento si rafforza l’impegno di Si al servizio dei cittadini di Dolo e della Riviera, per il bene comune, rilanciando le nostre iniziative in difesa del territorio, dei servizi fondamentali, del nostro ospedale, per la pace, contro la guerra senza alcun distinguo”. “Alle elezioni amministrative dello scorso anno Si di Dolo era presente- conclude la nota - con propri candidati all’interno della lista civica “Il Ponte del Dolo”.

L’impegno condiviso ha consentito l’elezione a consigliere comunale di Emilio Zen, ulteriore risorsa per intervenire attivamente nella politica locale”. Insomma lo scenario politico dolese cambia con un rinnovamento sia della sinistra che della Lega. Alessandro Abbadir

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“Una rotonda intitolata a Vittorio Bisso”

A fianco Marzia Zampieri

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In queste settimane saranno dieci dalla scomparsa di Vittorio Bisso che ad aprile avrebbe compiuto 64 anni. Bisso è stato assessore allo sport e fra i fondatori e uno dei più attivi volontari della Protezione civile. Quella di lasciare questo mondo fu una decisione che prese in accordo con la famiglia e fu e sofferta e per certi versi eclatante, si recò in Svizzera perché le leggi italiane non lo consentivano e con grande coraggio volle farla finita perché la malattia, la sclerosi laterale amiotrofica, era diventata insopportabile. Un gesto che fece da cassa di risonanza per sensibilizzare su un argomento che ancor oggi è molto dibattuto. A distanza di anni, nel rispetto della decorrenza prevista dalla legge, il consigliere Emilio Zen del gruppo Il Ponte del Dolo ha inviato al sindaco Gianluigi Naletto la richiesta d’intitolazione di un luogo pubblico a Dolo. “Sono già passati dieci anni dalla nota decisione presa da Vittorio e dai suoi familiari. Ha evidenziato Zen. Esprimo l’opinione condivisa che il coraggio da lui espresso con quella scelta, a dimostra-

zione di un impegno civile nella battaglia per i diritti ancor oggi non pienamente compiuta, il ruolo svolto nella politica dolese come consigliere comunale, come assessore, poi come consigliere provinciale, il suo fattivo intervento nelle fasi di nascita e di crescita della Protezione Civile, oggi fiore all’occhiello della nostra comunità, meritino l’intitolazione di un luogo pubblico. Il “Ponte del Dolo”, pertanto, propone che a Vittorio Bisso sia intitolata la rotonda che porta ai campi sportivi. Infatti lo sport, assieme alla politica, è sempre stato la sua passione”. Una richiesta che merita attenzione. (l.p.)


Dolo

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Lavoro. Dopo la pubblicazione di un bando di assunzione intervengono i sindacati

“Casa di riposo di Dolo, stop alla precarizzazione” N

leghi che sono stati assunti in maniera precaria durante il periodo del Covid, anche perché essi non possono passare da “eroi” di un tempo, a “costo” attuale. Come Cisl Fp chiediamo che il personale delle Ipab entri nel sistema sanitario regionale e che si attivi al più presto il fondo per la non autosufficienza allo scopo di calmierare le rette ormai irraggiungibili per le famiglie”. Lino Perini

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“Dopo anni di sofferenza e isolamento, causati dalla pandemia di Covid, la “Pentola dei nodi” di Dolo, che aveva dovuto, come tutti, confinarsi in attività online, ha ripreso a bollire e respirare, e a proporre incontri di persone in carne e ossa”. Giuliano Pasqualetto così presenta l’iniziativa del cenacolo culturale dolese “Aperitivi letterari” che hanno contribuito a diffondere la conoscenza di autori e opere piuttosto trascurate e che riparte, in una nuova sede, la sala polivalente di villa Concina in via Comunetto. La rassegna prevede cinque incontri, e la formula resta la stessa: alla presentazione di un libro seguiranno le chiacchiere più informali fra i convenuti e con l’autore, bevendo in compagnia un simpatico aperitivo. Il primo incontro si è tenuto con la partecipazione di Monica Cornali che ha presentato: “A convito nel mio cuore, sequenza di meditazioni poetiche su temi molto elevati” “Elevazioni poetiche’”è il sottotitolo, che vengono affrontate secondo una prospettiva religiosa tutt’altro che prevedibile e piuttosto intrigante. Poesia, saggistica, narrativa saranno i temi dei successivi incontri tutti con inizio alle 10.30. Sabato 14 maggio Fa-

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elle scorse settimane la direzione della Residenza Riviera del Brenta ha pubblicato il bando di selezione pubblica, tramite colloquio, per l’assunzione a tempo determinato di personale della qualifica di “operatore socio sanitario” a tempo pieno o parziale per le due sedi dell’ente, quella principale in via Garibaldi e quella secondaria che si trova all’interno dell’ospedale. Come precisato nel bando, la relativa graduatoria che sarà stilata successivamente alla valutazione dei richiedenti, sarà valida esclusivamente per l’assunzione di persone a tempo determinato. Una condizione che non è stata molto gradita dalle organizzazioni sindacali che vedono sminuito l’interesse per incarichi già di per sè poco appetiti e che temono non possano dar continuità ad incarichi delicati. Ciò ha suscitato il malcontento, in particolare, del segretario provinciale della Cisl Fp Paolo Lubiato che ha dichiarato. “In considerazione dell’ importanza che le Ipab hanno nel territorio Veneto - ha detto - e visto il più che egregio comportamento che la struttura di Dolo ha avuto in fase pandemica, non si comprende il perché di un altro bando di O.s.s. per tempi determinati, vista l’esistenza di due graduatorie, una per “deprecarizzare” e l’altra per assumere in collaborazione con la struttura di Mirano”. “Visto l’ ormai imminente concorso che farà l’Ulss Serenissima – ha aggiunto Lubiato - soprattutto per le figure di O.s.s, questa scelta corre il rischio di creare una desertificazione di questa fondamentale figura professionale, perché gli operatori vengono attratti non solo da migliori condizioni economiche ma, ovviamente, anche da una stabilizzazione lavorativa che nella residenza Riviera del Brenta inizia ad essere un miraggio. A meno che l’obiettivo alla fine non sia quello invece di affidare a futura nascita del consorzio (collaborazione tra le Ipab di Chioggia, Mirano, Conselve e appunto Dolo) il compito di reclutare personale con contratti del socio sanitario assistenziale peggiorati e precari, non certo come quello attualmente in essere a Dolo”. “Come Cisl fp di Venezia - ha concluso Lubiato - stiamo chiedendo che vengano inquadrati in ruolo subito, a tempo indeterminato, i col-

Aperitivi letterari con la “Pentola dei nodi

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brizio Destro ha dialogato con Fabrizio Marini che ha parlato del suo libro “Doppio binario” Sabato 28 maggio ancora Giuliano Paqualetto modererà l’intervento di Oliva Novello che si soffermerà “Dialoghi itineranti d’amicizia e d’amori” Sabato 11 giugno alla rassegna parteciperà Virginio Gracci curatore di “Poems Nonsense & Song” di Edward Lear e dialogherà con lui Margherita Gentile. Chiuderà la rassegna sabato 25 giugno uno dei fondatori de “La pentola dei nodi”, Francesco Danieletto che riproporrà un versione rinnovata del suo libro di poesie “Strani fiori” e con lui dialogherà Annalisa Fracasso. (l.p.)


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Territorio

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Eventi. Nelle scorse settimane a Palazzo Ducale a Venezia, il ritorno dopo due anni di stop

Eccellenze nelle arti e nelle professioni riconoscimenti dal Premio San Marco D

opo due anni di pandemia è tornato nelle scorse settimane in occasione della Festa della Liberazione e del patrono di Venezia, il consueto appuntamento con il “Premio San Marco”. Giunta alla sua IV edizione, l’iniziativa è stata ospitata come da tradizione nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. La giornata è stata voluta dal Comune per onorare quei cittadini o quegli enti che hanno saputo portare prestigio alla Città di Venezia e a tutto il territorio metropolitano con opere concrete nelle scienze e nelle arti, nell’industria o nell’artigianato, nel lavoro, lo sport, la scuola, la sicurezza o con iniziative di carattere sociale, assistenziale, filantropico. A questi riconoscimenti si sono aggiunti quest’anno altri speciali legati alle celebrazioni dei 1600 anni della città a cui hanno contribuito non solo i Comuni del territorio, ma anche enti, città italiane e straniere che hanno fatto parte della Serenissima Repubblica, stilisti, cantanti, artisti e un gruppo di lavoro formato da giovani studenti e laureati grazie ad una collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ad aprire la manifestazione nella Sala del Maggior Consiglio le note del coro del Teatro La Fenice, diretto dal Maestro Alfonso Caiani. “Dopo un periodo di stop dovuto alla pandemia, la ripresa del Premio San Marco rappresenta il ritorno del rapporto diretto di Venezia con la sua città e i suoi cittadini e il suo territorio – ha detto il primo cittadino Luigi Brugnaro - abbiamo deciso di riprendere

Brugnaro: “abbiamo deciso di riprendere questa manifestazione per ringraziare coloro che, nonostante le tante difficoltà, hanno sempre lavorato per dare prestigio alla nostra città”

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questa manifestazione per dare un riconoscimento a coloro che, nonostante le tante difficoltà, hanno sempre lavorato per dare prestigio alla nostra città e al nostro territorio metropolitano”. I sindaci o delegati dei Comuni della Città metropolitana hanno consegnato un riconoscimento a singoli, enti o associazioni meritevoli di aver dato lustro alla città con impegno quotidiano, valorizzando il territorio metropolitano e costituendo un esempio di tenacia, determinazione, generosità e preparazione. Spazio, poi è stato dato, anche alle categorie economiche, rappresentate da Confcommercio, Cna, Confartigianato, Coldiretti, Confesercenti, Confindustria e alle eccellenze dello sport che hanno visto in primo piano la squadra Reyer femminile e il Venezia Calcio. Un riconoscimento anche agli operatori dell’Ulss 3 Serenissima e

dell’Ulss 4 che si sono spesi con impegno e dedizione durante il lungo periodo pandemico, a professionisti che hanno rivitalizzato e restaurato aree strategiche di Venezia e, in ambito culturale, alla cantante Gloria Campaner e all’artista Anish Kapoor. Premi sono stati dati ai rappresentanti delle forze dell’ordine (Esercito reggimento lagunari Serenissima, Marina Militare, Capitaneria di Porto, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, vigili del Fuoco, carabinieri) impegnati quotidianamente per proteggere e servire i cittadini e a realtà di beneficenza e dell’associazionismo cittadino. Un riconoscimento poi è stato dato anche alla memoria di Maurizio Calligaro, recentemente scomparso, per il suo amore e instancabile impegno per la città. Premiato anche il comandante della Polizia Locale, Marco Agostini.

Il format Venezia 1600 per celebrare l’anniversario Il sindaco Luigi Brugnaro ha voluto ricordare nell’occasione l’impegno profuso nel format “Venezia 1600” pensato per celebrare i 1600 anni della nascita di Venezia. “Venezia 1600, è stato un format vincente e per questo motivo abbiamo deciso di consolidarlo con un progetto di narrazione sui social che continui a raccontare anche i prossimi 1600 anni della Città, in prospettiva delle sfide future, come la candidatura a Capitale mondiale della sostenibilità – ha detto Brugna-

ro. Questa iniziativa è stata un punto di partenza importante per costruire la Venezia che vogliamo lasciare alle future generazioni. Luogo di tradizione e di innovazione, Venezia e tutto il suo territorio sono stati raccontati coinvolgendo lo “Stato da Mar e Stato da Tera”. Il claim “la più antica città del futuro” ci accompagna ormai quotidianamente ed è diventata la nostra mission per rendere Venezia la Città delle occasioni. Ringrazio per l’impegno e la disponibilità

dimostrata i componenti del comitato ufficiale di indirizzo, della Commissione tecnico-scientifica e tutte le persone che, a vario titolo, hanno lavorato per creare, comunicare e promuovere le iniziative. A Palazzo Ducale ho voluto anche i sindaci “da mar” di Rovigno, Pirano, Cherso e quelli “da tera” di Castelfranco Veneto, Vicenza, Crema e Bergamo, per omaggiarli per l’impegno dimostrato a rinsaldare il nostro legame storico, culturale e popolare”.

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Sanità. Inaugurata la nuova sede dei veterinari dell’Ulss 3 in un’area attigua al parco San GIuliano a Mestre

Un ospedale “speciale” che si occupa della salute degli animali da compagnia Spazi ampi e organizzati per gestire le emergenze: dai cani recuperati per strada, agli interventi chirurgici urgenti, per traumi più o meno gravi

U

na nuova sede per i veterinari “speciali”, quelli dell’Ulss 3 Serenissima. E’ stata costruita con un importante finanziamento regionale ed è attiva da alcune settimane in un’area attigua al grande parco di San Giuliano. E’ un po’ canile, un po’ ospedale a Mestre, un po’ sede amministrativa. “Ogni animale domestico – spiega il dottor Carmine Guadagno, Primario dei Veterinari Area C dell’Ulss 3 - ha il suo veterinario, che poi è lo specialista privato a cui il “padrone” si affida per la normale gestione del proprio animale di compagnia. La funzione dei veterinari dell’Azienda sanitaria, quindi, non è quella di seguire nel normale iter sanitario il cane o il gatto o comunque l’animale che vive in un’abitazione. Piuttosto, di emergenza, quando un cane fugge dal domicilio, o si perde, o addirittura subisce un incidente. In questo caso ci attiviamo per recuperare l’animale, per custodirlo in attesa che il proprietario possa tornarne in possesso, e se necessario pratichiamo gli interventi anche chirurgici che risultano urgenti. Non a caso, questa nostra sede serve a custodire gli animali recuperati, ma anche a praticare loro le prime cure necessarie”. “Nella nostra moderna area attrezzata a box, - prosegue - ma anche nelle gabbie interne utili a custodire animali che necessitano di un ambiente riscaldato, si potranno trovare i cani recupera-

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ti per la strada, che sono in attesa di rientrare presso il proprietario; oppure i cani “morsicatori” che sono allontanati dall’abitazione di provenienza a seguito di un episodio cruento, e sotto sequestro per disposizione dell’autorità giudiziaria. In questo senso la nostra nuova sede può essere definita “canile”. E poi può essere definita “ospedale” perché qui i veterinari dell’Azienda sanitaria svolgono tutta la parte ambulatoriale; e ora, negli spazi più ampi e dotati di un doppio tavolo operatorio, praticano tutta una serie di interventi: dagli esami di laboratorio e radiologici, per cui hanno a disposizione attrezzature di ultima generazione, all’osservazione in caso di disagio e malattia, fino alla sterilizzazione dei gatti delle colonie feline: e ora che possiamo praticare anche la sterilizzazione dei cani, svolgiamo circa 800 interventi annui. E a questi si sommano gli interventi per i traumi minori, quando serve. Nella sede di Parco San Giuliano sono state trasferite anche tutte le attività amministrative dei Veterinari dell’Ulss 3 Serenissima: “Si svolgono qui una serie di funzioni - sottolinea il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima, Edgardo Contato - al servizio di tutti coloro che condividono la propria vita con un animale domestico e in particolare al servizio dei possessori di un cane o di un gatto. Quando facciamo questa scelta, ci assumiamo

una responsabilità importante, riconosciuta e normata, e i Veterinari dell’Ulss 3 Serenissima si propongono, come punto di riferimento: svolgono funzioni differenti da quelle dello specialista privato, ma altrettanto importanti poiché è presso di loro che i proprietari di animali di compagnia formalizzano l’iscrizione all’Anagrafe Sanitaria, che è un passaggio obbligatorio per i cani. Ed è sempre presso questo servizio che si chiedono e si ottengono i documenti necessari per il proprio animale in caso di viaggio all’estero, oltre che per ogni pratica affidata al servizio veterinario dell’Ulss 3”.

L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “La tutela della salute degli animali è fondamentale” L’apprezzamento per il lavoro dei Veterinari dell’Ulss 3 Serenissima, e più in generale dei Veterinari del Veneto, è giunto dall’assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, che, in occasione dell’inaugurazione, ha voluto visitare la struttura insieme ai vertici dell’Azienda sanitari.“Nel più vasto impegno della prevenzione - ha sottolineato - anche il lavoro svolto in questo ambito risulta prezioso, puntuale, sempre attento. La tutela della salute degli animali da compagnia è fondamentale, e altrettanto fondamentali

sono le azioni di controllo e di prevenzione svolte nell’ambito ambientale, e sugli animali da

allevamento e sugli alimenti. Tutto concorre a garantire una salute migliore per i cittadini”.

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Cultura

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L’intervista. Phil Mer e il musical sulla Serenissima e sul seduttore veneziano

“Vi racconto Casanova, l’opera pop di Red Canzian”

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Uno dei batteristi più significativi nel panorama della musica italiana ha affiancato il musicista dei Pooh nell’ambizioso progetto che in autunno inoltrato debutterà anche all’estero

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“Assolutamente sì. Era la prima volta che mi trovavo a seguire uno spettacolo così complesso da dietro le quinte. Mi era capitato di fare arrangiamenti, di scrivere per orchestra, la direzione musicale. Ma qui parliamo di due ore di musica, di uno spettacolo molto ambizioso. Infatti, il musical si confronta con tutti gli altri spettacoli fatti prima. Diciamo che inevitabilmente hai una responsabilità. E, devo dirti la verità, visto che mi sono divertito molto, mi auguro che non sia l’ultima.” Un viaggio pop che si è concluso a Torino il 13 marzo scorso. È previsto un altro tour in autunno? “Certo. A Torino abbiamo concluso la prima parte di tournée, che è stata soprattutto una presentazione ufficiale del lavoro. A partire da novembre faremo sicuramente altre date, nelle quali saremo ospiti anche di teatri che abbiamo già toccato con la tournée appena conclusa, con l’ambizioso progetto di portare Casanova all’estero.” Tornando a Phil Mer: nell’officina artistica c’è qualche altro lavoro? “Le cose in cantiere sono molte, visto anche gli anni di pandemia che ci hanno accompagnato. In particolare, sto preparando i Tour estivi, alcuni programmi televisivi e un metro per batterie che dovrebbe uscire nel corso di questo autunno. L’importante è non fermarsi mai e recuperare il tempo che abbiamo perso negli ultimi due anni.”

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hilipp Mersa, in arte Phil Mer, è uno dei batteristi contemporanei più significativi nel panorama della musica italiana ed europea. Ha suonato per artisti come Pino Daniele, Malika Ayane, Michele Zarrillo, Enrico Ruggeri, Francesco Renga, i Pooh e molti altri. Oltre ad aver collaborato con noti programmi tv, nell’ultimo anno nel ruolo di arrangiatore ha dato vita, assieme a Red Canzian, a Casanova Opera pop. Phil, chi è Casanova e come nasce questo progetto. “Casanova opera pop è un progetto molto ambizioso. Nasce completamente dalla volontà di Red di mettere in scena questo spettacolo unendo le due sue più grandi passioni: quella della musica e quella per il musical. Ma la gestazione di Casanova non è stata breve. Questo perché non riusciva a trovare la storia giusta per poter fare uno spettacolo. Poi, quando si è imbattuto nel romanzo di Strukul Giacomo Casanova. La sonata dei cuori infranti, ha trovato finalmente l’ossatura narrativa per poter essere messo in scena”. Red Canzian, Miky Porru, Matteo Strukul: grandi professionisti. Com’è stato lavorare al loro fianco? “Loro sono straordinari, non c’è alcun dubbio, ma un ringraziamento va a tutte le persone che sono state coinvolte in questo progetto: dai coreografi al regista al fonico agli attori. La fortuna di questo progetto è stata quello di lavorare con tantissimi professionisti e persone straordinarie”. Quali sono stati i tuoi ruoli in questo progetto? “Mi sono occupato di tutti gli arrangiamenti dei brani composti da Red e in alcune parti, oltre a riarrangiare, ho anche completato alcune parti strumentali, dei sottofondi, degli intro, delle atmosfere. Poi ho seguito tutta la fase di realizzazione delle musiche, convocando musicisti, suonando molti strumenti come batterie, percussioni, tastiere. Infine, anche quella di orchestrare, di seguire il mixaggio, il mastering e poi, durante lo spettacolo, quello di fare la direzione musicale.” Dal palco con la batteria a dietro le quinte, con il musical. Era la prima volta?

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Il libro. “Una luddista per amica”

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cizie sbagliate, una figlia avuta da Annamaria, studentessa di lingue qualcuno, un tormentato amore per all’università di Urbino, negli anni un galeotto, un nuovo amore… novanta parte per Hull, in Inghilterra, una esperienza ancora inusua“Sono arrivata ad Hull coi miei le per una giovane ragazza italiana golfini e le mie abitudini da italiana nell’ambito del progetto Erasmus di provincia - ci spiega Annamaria quando ancora non c’era la “Brexit” Mariotti - anche un po’ schizzinoe non c’erano nemmeno i telefonisa. Strada facendo ho imparato a ni. Ed è lì che incontra la sua ami- L’autrice Annamaria Mariotti conoscere altri modi di vivere e a ca, Lora, scozzese di madre e norvegese di padre, che rispettarli, ho capito che cos’è la tolleranza. Ho capito parla varie lingue e apprende in fretta anche l’italiano, che essere amici non significa necessariamente essere un’infanzia complicata e la capacità di attirare guai. simili, che si può condividere esperienze importanti Annamaria Mariotti è docente d’inglese in un istituto anche con chi è molto diverso da noi”. La sua amisuperiore di Chioggia, ma è anche diplomata al Con- ca Lora viene definita una “luddista” per il suo odio servatorio in canto jazz. Talvolta racconta “storie” a nei confronti della tecnologia, come gli operai che teatro, ma questa volta ha voluto prendere in mano la 200 anni fa volevano opporsi all’introduzione delle penna per narrare la storia vera di una amicizia iniziata macchine nelle fabbriche e poi si scontrarono con una trentina di anni fa. Nel suo libro “Una luddista per un progresso inarrestabile. “Questa storia di amicizia amica” (Youcanprint e Amazon edizioni) nel rispol- - aggiunge Mariotti - mi ha insegnato molto sull’imverare questi ricordi ritroviamo il mondo giovanile di portanza di uscire dal proprio mondo per potervi fare allora, la famiglia, le vicende che hanno segnato anche ritorno avendo capito chi si è e cosa si desidera essedrammaticamente la vita della protagonista con ami- re”. (e.f.)

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Sport

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Nuoto. Risultati importanti per il Riviera Nuoto ai campionati primaverili di Riccione

Coccato è campione italiano nei 50 farfalla Giovanni Carraro ha guadagnato il bronzo nei 100 stile libero, abbinandolo con il settimo posto nella distanza doppia

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a società Riviera Nuoto di Dolo si conferma fucina di nuotatori di alto livello nazionale. Rimarcando le gesta di atleti che hanno vinto titoli nazionali ed internazionali ed hanno partecipato alle olimpiadi ed ai campionati europei e mondiali come Simone Cercato, Alessandro Terrin, Christian Galenda e Mattia Nalesso, risultando a lungo una delle società più titolate a livello nazionale, ha gioito per gli ottimi risultati ottenuti dai propri atleti ai campionati italiani primaverili svoltisi dal 28 al 30 marzo allo stadio del nuoto di Riccione. Nella seconda giornata degli assoluti, infatti, Tommaso Coccato, si è laureato campione italiano nei 50 farfalla con il grandissimo tempo di 24,22” bissando il successo nei 100 metri dello stesso stile. Soddisfatto il tecnico Nicola Giordan e molto partecipe è stata anche tutta l’amministrazione comunale dolese con in primis l’assessore allo Sport Cristina Nardo che ha accolto al rientro Giordan.

Hanno partecipato ai campionati Italiani giovanili primaverili, dopo la qualificazione per tempi limite a tale evento (i migliori 30 in Italia per categoria), ed hanno affrontato questo evento nazionale con risultati di tutto rispetto, per il team Dario Guzzonato (classe 2007 ), Andrea Giacomin ( 2006 ), Giovanni Carraro ( 2002 ) e Tommaso Coccato ( 2004). A trionfare è stato Tommaso Coccato con due medaglie d’oro nei 50 e 100 delfino mentre Giovanni Carraro ha conquistato la medaglia di bronzo nei 100 stile libero. Le “matricole” hanno concluso le loro gare migliorando il loro personale. Dario Guzzonato è giunto all’11° posto nei 100 rana con il tempo 1’06’’93 mentre Andrea Giacomin si è classificato sesto classificato nei 200 rana col tempo di 2’19’’65. Tommaso Coccato, oltre ai due primi posti ha ottenuto anche il quinto posto nei 50 stile libero con 22”87 ed il nono nella distanza doppia. Da parte sua Giovanni Carraro al bronzo nei

100 stile libero ha abbinato il settimo posto nella distanza doppia. “Congratulazioni a tutti gli atleti per i risultati raggiunti a Riccione- ha detto l’assessore dolese allo sport Cristina Nardo. L’esito ottenuto è frutto di un duro lavoro, di sacrificio, reso più complicato anche dal perdurare della pandemia che questi giovani ragazzi hanno saputo tradurre in

vittorie, anche personali, nei campionati Italiani 2022. Complimenti alla competenza degli allenatori, a tutto lo staff e alla Riviera Nuoto che si dimostra, da sempre, fucina di talenti in questa importante disciplina”. Tommaso Coccato e Giovanni Carraro rappresentano la punta di un iceberg che vede molti altri giovani pronti ad imporsi.

Tommaso Coccato premiato

Lino Perini

Tennis, a Venezia il torno Rodeo riaccende i riflettori sugli atleti Con l’arrivo della bella stagione iniziano a svolgersi anche le prime manifestazioni che coinvolgono i tennisti. In laguna si è svolto il primo torneo Rodeo sui campi del Tennis Club Venezia che fra tabellone maschile e femminile ha raccolto l’adesione di 45 atleti. La gestione è stata affidata al giudice arbitro Matteo Rossetto che alla fine ha decretato le vittorie di Edoardo Lanza Cariccio e Carlotta Donaggio. Nonostante le iscrizioni siano state numerose, la classifica ha imposto un tabellone che si è sviluppato solo nella parte bassa con tutti atleti di terza catego-

ria. Nella parte alta è stato inserito il solo Edoardo Lanza Cariccio, del Tc Venezia, che approdato direttamente in finale da prima testa di serie non ha avuto grossi problemi a imporsi sul numero due Alessio Citton; l’altro semifinalista è stato Nicolò Lazzari. Nel tabellone femminile Carlotta Donaggio (Tc Venezia) ha sconfitto in finale Alessandra Garagnani (Tc Venezia); semifinaliste Giulia Demin e Anna Bianchini. Intanto, a partire da questo mese, inizia il campionato nazionale tennistico di serie B. A rappresentare il movimento tennistico veneziano

il Ca’ del Moro. La società lidense, presieduta da Franco Panada, si avvale dei maestri Andrea Morucchio e Luca Panada e partecipa al girone 4 della B1 maschile nazionale assieme a Pavia, Ragusa, Pontedera, Maglie, Tc Pharaon Tc Gaeta. Dopo l’ultimo acquisto, il trentino Giovanni Oradini che ha dato il cambio a Marco Speronello. Il team schiera: Giovanni Oradini, Alberto Orso, Oleksandr Ovcharenko ucraino, Mauro Comisso , Piotr Lukasz Pawlak polacco, Jasza Bronislaw Szajrych polacco, Lorenzo De Col , Riccardo Marchesan,e Edoardo Massarotto. (l.p.)

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Se la schermaglia è finita presto, con qualche battuta nel giro di un paio di giorni, andare a scavare dietro quelle affermazioni potrebbe portare a interessanti riflessioni. Il riferimento è alle frasi di Enrico Letta pronunciate di recente quando è giunto nel Veneto a sostenere le candidature del centrosinistra alle elezioni amministrative: “L’èra Zaia volge al termine – ha spiegato Letta – Lui ha interpretato il suo ruolo come governatore-uomo solo al comando. Una scelta che gli sarà anche servita in questi anni, ma credo lascerà per il centrodestra in Veneto un punto interrogativo enorme per il futuro e un vuoto che noi abbiamo intenzione di colmare”. Queste le frasi riportate nell’intervista a “La Piazza”, che potete leggere nella pagina successiva. Legittimo, naturalmente, che un esponente po-

#Regione Il Punto

Dopo di lui... di Antonio Di Lorenzo

litico veda per sé e il suo schieramento un futuro roseo e altrettanto comprensibile che lavori per raggiungere questo obiettivo. A rispondere al segretario del Pd è stato il giorno dopo Roberto Ciambetti, che lo ha ironicamente rassicurato: “Caro Enrico, non ti preoccupare, ci siamo noi a governare il Veneto”. Come dire: non ci sarà nessun vuoto da colmare nel 2025, quando Zaia lascerà palazzo Balbi. E dal punto di vista dei numeri le sue ragioni le ha. Alle elezioni il governatore ha ottenuto il 77% di gradimento. È stato lo stesso

Massimo Cacciari a ricordare che perfino suoi amici di sinistra, non sospettabili di simpatie leghiste, lo avevano votato. Potenza dell’immagine di buongoverno che Zaia s’è costruito in questi anni e ormai sono 17 che è in Regione. Ma davvero senza Zaia il bottino elettorale del centrodestra si sgonfierà come un soufflè? Davvero dopo di lui sarà il diluvio? Certamente il governatore ha un appeal personale ben maggiore dei partiti che lo sostengono. Ma vale la pena di ricordare che la Lega dal 1992,

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quando vinse a sorpresa le elezioni, e poi assieme a Forza Italia dal 1994, ha fatto man bassa di consensi in quel “centro” che era cresciuto per decenni alla scuola dei dorotei della Democrazia Cristiana e che, tanto per restare in tema regionale, aveva espresso alla presidenza prima il veronese Angelo Tomelleri e quindi Carlo Bernini. Davvero questi voti di centrodestra sono pronti a spostarsi in massa verso un faro di centrosinistra al punto da garantire al Pd veneto una vittoria elettorale tale da ribaltare l’andamento di trent’anni di votazioni? Lo scopriremo solo vivendo. Certamente l’elettorato veneto è moderato e il Pd da qui al 2025 dovrà ispirare a questi ceti, da sempre distanti dalla sua filosofia, tanta fiducia per intercettarli. Ma tanta.

L’intervista. Federico Caner, assessore regionale al turismo, agricoltura, commercio estero e fondi UE

“Torniamo alla normalità, ora serve stabilità” Assessore Caner, per il turismo possiamo finalmente parlare di ritorno alla normalità? “Il turismo in Veneto in epoca pre Covid segnava 18 miliardi di fatturato annui con 72 milioni di presenze turistiche, dimostrandosi di fatto la prima industria regionale, e permettendoci di arrivare al primo posto tra le regioni italiane per attrazione turistica. È chiaro pertanto che il settore merita ogni attenzione possibile ed è all’ordine del giorno di ogni sforzo per la ripresa economica. Il grande lavoro di squadra tra istituzioni e operatori ha permesso di rispondere alla sfida della pandemia offrendo servizi in linea con le rinnovate esigenze di sicurezza: gli indicatori hanno confermato, infatti, che i flussi del 2021 sono più che raddoppiati, con un +51,6% di presenze nei primi dieci mesi dell’anno rispetto al 2020”. Dal suo osservatorio come valuta questi mesi di decisa ripresa? “L’Osservatorio del Turismo Regionale Federato del Veneto (https://osservatorioturismoveneto.it/) è nato per monitorare l’andamento e valutare i dati relativi al movimento turistico delle destinazioni turistiche regionali. L’esperienza dell’Osservatorio è stata resa possibile grazie al maestoso lavoro di

squadra tra diversi stakeholders del mondo delle istituzioni e delle imprese e ci permette di avere in tempo reale non solo dati previsionali sulle prenotazioni ma anche la loro ricaduta economica e il sentiment del turista. La vera sfida è dare valore ai dati per costruire un’offerta sempre più in linea con le richieste del momento”. Ha affermato che la sostenibilità è la chiave per lo sviluppo consapevole del turismo, cosa intende? “Il turista vuole godere di un’esperienza naturale, a misura d’uomo, più accessibile e sicura, ed è disposto a spendere per averla. La sostenibilità rappresenta dunque l’elemento chiave per uno sviluppo consapevole del turismo. La sfida è proporre al turista nuove esperienze di fruizione del territorio che da un lato soddisfino queste nuove esigenze e che allo stesso tempo siano capaci di valorizzare tutti quei luoghi meno noti del territorio regionale, al di fuori delle mete più ricercate”. La stagione balneare apre con gli interrogativi sulla direttiva Bolkestein, cosa devono aspettarsi gli operatori del settore? “Alla scadenza mancano meno di due anni e il nemico, non solo per coloro che fanno

impresa ma anche per i Comuni chiamati di fatto a bandire le gare, resta ancora l’incertezza. È necessario intervenire con una normativa unica in grado, da un lato di tutelare le imprese di un comparto fondamentale per l’economia turistica nazionale e regionale e dall’altro di spingere a un continuo miglioramento del servizio offerto.

Sono sempre più convinto che tutti i Comuni balneari devono essere messi nelle condizioni di riconoscere ai concessionari uscenti gli investimenti fatti e di introdurre una premialità alle imprese che intendano investire in interventi di tutela e sicurezza delle aree costiere. Il Governo, in aperto confronto con l’UE, dovrebbe fare in modo che que-

sta transizione avvenga senza arrecare danno ai nostri gestori. In Veneto esistono già esempi virtuosi di consorzi e operatori locali che attraverso progetti di investimenti infrastrutturali hanno ottenuto concessioni con durata anche ventennale”. Da assessore all’agricoltura, di cosa ha bisogno il settore primario oggi? “Dopo le turbolenze c’è bisogno soprattutto di stabilità, per consentire ai nostri imprenditori di fare bene il loro lavoro. Il settore primario è sì più resiliente di altri in caso di crisi generalizzata ma è anche quello che ha tempi di ritorno degli investimenti più lunghi. In questo quadro va dato il giusto peso a due questioni fondamentali: l’innovazione da un lato e l’adattamento/contrasto agli effetti del cambiamento climatico dall’altro. Ritengo inoltre che serve urgentemente una legge che protegga le nostre eccellenze agroalimentari dalle falsificazioni”. Agricoltura e turismo, il binomio è vincente? “Certo che lo è! Dove si mangia e si beve bene ci si torna volentieri. Il Veneto offre solo l’imbarazzo della scelta in questo senso. Agricoltura e turismo significa anche slow tourism, un modello di fruizione del territorio a misura d’uomo”.


Regione

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Centrosinistra. Il segretario del Pd Enrico Letta

Centrodestra. Raffaele Speranzon, Fratelli d’Italia

Segretario Letta, quali sono le previsioni per il voto alle amministrative in Veneto? “Sono molto fiducioso per Padova, Sergio Giordani è stato un grande Sindaco in questi cinque anni, ha dato stabilità, tranquillità e molti investimenti alla città. Non ho mai dovuto mettermi a sanare conflitti interni, questo è merito di Sergio Giordani. Un ottimo candidato con un fortissimo profilo civico, che noi vogliamo rilanciare e rendere ancora più evidente. Padova è nella parte felice della mia Moleskine. Ci sono le città per le quali tocca ogni volta cercare di mettere insieme le persone. Poi, c’è una pagina con tante città nelle quali, invece, si lavora bene. Ecco, Padova è una di queste.” Quali sono le prospettive e il ruolo del Partito Democratico in vista delle regionali 2025? “Il nostro giudizio sulle sue amministrazioni è noto per il lavoro che facciamo in consiglio regionale. I cittadini veneti hanno dato negli anni un giudizio diverso e più positivo del nostro. Ma il tempo di Zaia come governatore e come Presidente del Veneto è un tempo che sta per terminare. Zaia ha interpretato il ruolo di un governatore un uomo solo al comando, insostituibile. Una scelta che gli sarà anche servita in questi anni ma credo lascerà per il centrodestra in Veneto un punto interrogativo enorme per il futuro e un vuoto che noi abbiamo intenzione di colmare. Se non si è protagonisti in Veneto non si può ambire a governare il Paese”. Come affrontare la crisi economica innescata dal conflitto ucraino? “Ci aspettiamo dal governo interventi sulle bollette elettriche, sul costo dell’energia, sui carburanti e sulle bollette per le famiglie. La nostra proposta è un assegno energia che sia in grado di compensare sia le imprese sia le famiglie e crediamo sia necessario pagarlo con una tassa pesante sugli extraprofitti che le aziende petrolifere

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“Il Veneto è centrale per il nostro Paese”

“Noi impegnati a costruire l’alternativa di governo”

ed energetiche hanno fatto in questo periodo. Accanto a questo insistiamo molto per un intervento a sostegno dei salari. i salari italiani sono tra i più bassi d’Europa, se il costo della vita cresce a dismisura, con quei salari non si regge il costo della vita. Questa è l’equazione su cui c’è bisogno di intervenire: o si abbassano i salari o si abbassa il costo della vita o si fanno entrambe le cose. Sono convinto che il governo saprà cogliere questo grido di dolore dal Paese e sia in grado di intervenire per far sì che non esploda la recessione. Non si può intervenire a incendio divampato, perché i costi sarebbero dieci volte superiori”. Gli eventi delle ultime settimane hanno reso più evidente come Giorgia Meloni si sia chiaramente candidata a premier. Qual è la vostra posizione? “Abbiamo una grande responsabilità. Non vorrei che il nostro Paese si mettesse in scia con i paesi dei premier che l’hanno sostenuta a Milano: quelli di Polonia e Repubblica Ceca. L’Italia è un paese che pensa ad altro. Deve andare in un’altra direzione che non è la direzione della destra Euroscettica, ma di un pese che lavora per un’Europa forte, integrata solidale, per la pace. Lavoriamo per essere all’altezza della sfida che Giorgia meloni ha lanciato a Milano e per batterla nelle urne”. In che modo? “Lo facciamo con un partito più unito possibile rilanciando il lavoro di democrazia partecipativa che attraverso l’Agorà democratica sta dando degli ottimi risultati. L’unità interna del nostro partito è uno dei risultati di cui sono più soddisfatto di questo anno di segreteria. Ma l’obiettivo più importante è quello di convincere i giovani che il nostro partito è il partito che si occuperà di loro. Il partito del futuro dei giovani che cerca di dare all’Italia un futuro europeista, solidale, democratico e progressista”. Sara Busato

entrodestra unito, per governare le città venete e affrontare le elezioni politiche del 2013. Raffaele Speranzon, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, delinea la strategia del partito. Cosa vi aspettate dal voto nelle città venete? “Anzitutto dobbiamo constatare che in questi anni Fratelli d’Italia ha registrato un trend di costante crescita, anche per questo abbiamo anche abbiamo alcun candidati sindaci più. Ci aspettano le sfide importanti nelle grandi città, a partire da Verona dove ci presentiamo con un nostro candidato, sostenendo la rielezione del sindaco uscente Federico Sboarina. Con la stessa determinazione e con la volontà di ottenere risultati importanti sosterremo Peghin a Padova e De Pellegrin a Belluno con le nostre liste. Nel veneziano attenzione anche a Jesolo dove corre il nostro candidato De Zotti. L’unità del centrodestra è sempre il nostro obiettivo di governo. Fratelli d’Italia non tradirà mai il patto con i propri elettori e si porrà sempre come alternativa al Pd e al Movimento 5 Stelle. Dobbiamo creare le condizioni affinché i nostri alleati naturali concorrano con noi a costruire un’alternativa vincente”. Quale il vostro ruolo nella maggioranza in Regione? “In consiglio e in giunta abbiamo cercato di portare la voce delle imprese e delle famiglie, non solo a spingere l’amministrazione regionale a fare quanto nelle sue possibilità ma anche a pretendere dal governo nazionale delle risposte su temi come il caro bollette, sul quale ancora non vediamo scelte rassicuranti rispetto nei confronti di imprese e famiglie. Non otterremo nulla di buono finché buttiamo 8,8 miliardi di euro l’anno nel reddito di cittadinanza. L’unico mondo per combattere la povertà è creare lavoro”. Come va con la Lega in Veneto? “Con la Lega c’è un rapporto leale, che si sta anche evolvendo nel tempo, il nostro

obiettivo è di accrescere la nostra rappresentanza anche a livello parlamentare, oltre che nei consigli regionali. I parlamentari veneti devono fare interessi dei veneti, come hanno dimostrato in occasione delle elezioni per il presidente della Repubblica, votando per il trevigiano Carlo Nordio”. Come vi preparate alle elezioni politiche del 2023? “Fra un anno i cittadini dovranno avere la possibilità di scegliere un governo senza ministri e sottosegretari di Pd e 5 Stelle. C’è bisogno di un fronte unito che comprenda le forze di centrodestra, la nostra è una condivisione di valori alternativi. I governi che ci sono stati in questi anni non saranno rimpianti dal popolo italiano perché non avevano un indirizzo politico chiaro e non hanno prodotto grandi risultati e scelte utili per la comunità. Un governo tra forze affini che hanno molti punti in comune diventa più efficace per realizzare le richieste degli elettori. Chi vota per un partito di centrodestra non credo sia contento di vedere ministri del Pd. L’elettore di centrodestra che sceglie Fratelli d’Italia mette il voto in cassaforte”. Cosa aspettarci sul fronte Covid? “Noi diciamo basta alla sottrazione di diritti costituzionali, basta al Green pass. Abbiamo adottato le misure più restrittive in Europa ma questo non ha portato ad un risultato migliore di altri Paesi”. Infine, che dire della guerra in Ucraina? “Dobbiamo agire a livello europeo, rafforzare il peso dell’Europa all’interno della Nato, dove invece oggi conta ancora troppo poco. Un’Europa più forte sulla scena internazionale va anche a beneficio dell’Italia. Intanto i danni provocati dalle sanzioni alla nostra economia dovranno essere compensati finanziariamente. E’ giusto mettere le sanzioni ma è altrettanto giusto che non siano gli italiani a pagarne le conseguenze”. Nicola Stievano

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L’anniversario. Il Presidente della Repubblica Mattarella: “La presenza sul territorio è un capitale prezioso”

Poste Italiane, 160 anni di storia per costruire il futuro T

aglia il traguardo dei 160 anni Poste Italiane la cui storia va a braccetto con quella dell’Italia unita. Un compleanno speciale, celebrato insieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sottolineato il percorso compiuto in più di un secolo e mezzo di storia accompagnando la crescita del Paese con spirito di servizio, slancio innovativo, vicinanza al territorio e inclusione di tutte le comunità. Una vocazione sociale confermata anche durante la pandemia, quando Poste Italiane ha garantito i servizi essenziali ai cittadini ed ha contribuito alla campagna di vaccinazione nazionale con la distribuzione di più di 30 milioni di dosi di vaccino e la realizzazione di una piattaforma informatica a disposizione delle Regioni per le prenotazioni. Quello della presenza capillare sul territorio italiano “è un capitale prezioso per il quale va ringraziato Poste Italiane: l’azienda ha accompagnato

la trasformazione economica e sociale del paese, queste trasformazioni le ha vissute e fatte proprie” ha detto Mattarella, in occasione dell’evento per i 160 anni, ringraziando con riconoscenza “pubblica tutte le donne e gli uomini di Poste Italiane che ogni giorno sono al servizio del Paese”.

In Veneto sono attivi oltre mille uffici postali con 9.200 dipendenti, 1.100 neo assunti negli ultimi due anni In Veneto Poste Italiane conta 1035 uffici postali, 577 sportelli Postamat; 154 centri di recapito; 9.200 dipendenti in maggioranza (58%) donne; oltre 1.1000 assunzioni a tempo indeterminato dal 2020 ad oggi; 3 milioni di vaccini consegnati in Veneto durante la pandemia. In 160 anni Poste Italiane si è evoluta anche così: se prima erano

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solo lettere e telegrammi oggi ci sono i pacchi dell’e-commerce, il wi-fi gratis in 500 uffici postali, e le 2,7 milioni di carte Postepay. Nel prossimo futuro della azienda c’è il progetto Polis che porterà i servizi digitali della pubblica amministrazione nei Comuni più piccoli e coinvolgerà 4.800 uffici postali in Italia, 368 in Veneto. “È un progetto molto ambizioso, il Governo ha allocato 800 milioni di euro, è partito con l’approvazione del fondo complementare al Pnrr, sono già partiti i bandi e le gare di appalto,- ha detto l’Amministratore Delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante. - L’azienda ha trasformato i suoi asset logistici e la sua rete di prossimità per rispondere con successo ai cambiamenti globali, ha sviluppato i servizi digitali di pagamento e comunicazione, conservando il suo ruolo di tutore del risparmio degli italiani”. Grazie alla sua infrastruttura capillare e unica, e ben prima dell’av-

vento di internet e delle comunicazioni digitali, Poste Italiane ha saputo mettere in rete l’Italia intera, grandi città, piccoli Comuni, borghi montani e isole. Ha favorito la coesione sociale aiutando gli italiani a parlare la stessa lingua e ha legato il Paese con un filo lungo e robusto che passava dai suoi uffici postali, i suoi portalettere, i suoi servizi logistici e di telecomunicazione. “Credo di poter affermare che nessuna azienda conosce e vive il Paese come noi – ha aggiunto la Presidente di Poste Italiane, Maria Bianca Farina – e posso confermare che continueremo ad

essere vicini agli italiani. Poste ha coniugato tradizione e innovazione, adeguando continuamente la sua missione ai tempi, ed ha saputo modernizzarsi per rispondere al meglio al suo compito”. “Ringrazio e rivolgo il mio augurio a tutte le 121.000 persone di Poste che ogni giorno mettono la loro professionalità e la loro esperienza al servizio degli italiani – ha concluso Giuseppe Lasco, Condirettore Generale di Poste Italiane – Stiamo parlando di donne e uomini che rappresentano un inestimabile patrimonio di umanità e competenza”.

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Il protocollo d’intesa. Sinergia fra Confindustria Venezia, Hydrogen Park e Stazione sperimentale

Il vetro di Murano punta sull’idrogeno verde Al via il progetto per la conversione dei forni L’impennata dei costi del gas metano e la delicata situazione geopolitica attuale hanno accelerato la transizione energetica delle aziende artistiche dell’isola

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e vetrerie di Murano si stanno preparando alla transizione energetica e puntano ad alimentare le proprie fornaci con miscele variabili di idrogeno e gas metano. Solo una sperimentazione, per ora, ma la tutela del Pianeta, i costi del gas e il conflitto in Ucraina stanno accelerando l’urgenza di un cambiamento anche in quella che è una delle produzioni artistiche più conosciute e apprezzate al mondo. A fine aprile è stato dato il via al progetto, siglato con un protocollo d’intesa fra la sezione Vetro di Confindustria Venezia, Hydrogen Park di Porto Marghera e la Stazione sperimentale del vetro. “L’impennata dei costi dell’energia e l’incertezza dettata dai nuovi scenari geopolitici stanno portando le aziende del vetro a individuare e utilizzare combustibili da fonti rinnovabili come l’idrogeno verde. La firma del protocollo d’intesa rappresenta un importante passo in questo senso”, ha affermato Martina Semenzato, presidente della sezione Vetro degli industriali veneziani, che ha spiegato come lo studio in fase di avvio permetterà di valutare la fattibilità di una transizione tecnologica ed energetica all’interno delle fornaci muranesi, “per poter tornare a guardare il futuro con fiducia”. Una fiducia che nei mesi scorsi era stata minata dall’impennata del prezzo del gas metano: il Governo è intervenuto – grazie

all’approvazione in Parlamento di un emendamento con il deputato veneziano dem Nicola Pellicani come primo firmatario – calmierando il prezzo, oltre che per le imprese fortemente energivore, anche alle piccole realtà come le vetrerie di Murano. L’obiettivo del progetto è la conversione dei forni fusori. La collaborazione prevede il testing e lo sviluppo su scala industriale di tecnologie che portino al passaggio dall’utilizzo di idrocarburi all’idrogeno verde. A tal fine saranno eseguiti dei test qualitativi sui prodotti in vetro artistico realizzati durante la sperimentazione. Alla Stazione sperimentale del vetro il compito di condurre lo studio del prototipo e di seguire l’intero percorso di trasferimento tecnologico sul piano industriale: dovrà essere costruito e messo in opera un forno di prova e successivamente verificare quantitativamente le performance di un forno a scala produttiva. L’individuazione di un’impresa disponibile alla prima fase del progetto spetta a Confindustria Venezia. I test sul campo a scala produttiva saranno effettuati su una o più imprese. La gestione della materia prima, ovvero l’idrogeno verde, è affidata a Hydrogen Park, pronto a mettere a disposizione le proprie conoscenze e competenze nell’implementazione del vettore energetico nei processi e il supporto tecnologico dei propri

partner nella gestione, nella consegna e nell’esercizio industriale dell’idrogeno verde, totalmente derivante cioè da fonti rinnovabili e a impatto ambientale zero. Per Andrea Bos, presidente di Hydrogen Park, con quest’intesa “si valorizza la capacità produttiva e artistica di Venezia, applicando la strategia energetica europea e mettendo a frutto il know-how del Consorzio per l’idrogeno”. Un cammino verso la trasformazione del tessuto economico locale che “al tem-

po stesso preserva la specificità dei processi industriali e l’antica tradizione vetraia veneziana, favorendo la decarbonizzazione e la sostenibilità del settore”. Secondo il direttore generale della Stazione sperimentale del vetro, Stefano Manoli, “la produzione di vetro artistico muranese si trova oggi di fronte a una sfida di portata epocale: gli elevati costi dell’energia, l’attuale congiuntura economica e geopolitica e, non ultimi, gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione e di neu-

tralità climatica assunti a livello europeo stanno portando le fornaci dell’isola verso un bivio competitivo ed evolutivo cruciale”. Ecco che traghettare le vetrerie artistiche di Murano verso un futuro pienamente sostenibile “sarà possibile solo attraverso uno sforzo congiunto tra realtà produttive, istituzioni del territorio e centri di ricerca, volto a promuovere l’adozione di tecnologie green, come la combustione di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili”. (s.s.)


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La fondazione. Il nuovo ente partecipato sarà aperto a partenariati pubblico-privati senza scopo di lucro

Comune di Treviso, Unipd e Ca’ Foscari insieme per le buone pratiche ambientali

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na fondazione per sviluppare le buone pratiche ambientali della città. Nasce a Treviso e ha come partner fondatori il Comune e i due atenei che danni hanno le proprie sedi distaccate nel capoluogo della Marca, le Università di Padova e di Ca’ Foscari. Il consiglio comunale ha già espresso parere favorevole alle linee guida approvate dalla giunta guidata dal sindaco Mario Conte e ipoteticamente per l’estate – dopo che i due senati accademici avranno deliberato – sarà redatto lo statuto, sarà deciso il nome e si inizieranno ad aprire le porte ai soggetti economici e istituzionali che vorranno farne parte. L’obiettivo è la costituzione di un ente capace di favorire percorsi partecipati che, da qualunque angolazione si ragioni, abbiano al centro la sostenibilità. Ambiente, natura e paesaggio, ma non solo. Tutto deve convergere: urbanistica, edilizia, economia. E tutto deve avere una visione che parte dall’ambito locale, ma si sviluppa a livello nazionale e internazionale. L’idea è nata quando alla fine della scorsa estate Treviso ha partecipato a Lahti, in Finlandia, all’European Green Leaf 2022, premio per la sostenibilità ambientale promosso dalla Commissione Europea che valuta i risultati raggiunti dai comuni fra i 20mila e i 100mila abitanti basandosi su una serie di dodici indicatori ambientali e sulle progettualità che vengono messe in campo dalle amministrazioni locali. Le città più verdi

Alessandro Manera (assessore all’ambiente): “Fare squadra con il mondo accademico può portare nuovi elementi di visione”. Le linee guida sono già state approvate dal consiglio comunale Quando i senati dei due atenei avranno deliberato si passerà alla redazione dello Statuto

Alessandro Manera

d’Europa sono risultate l’olandese Winterswijk e la portoghese Valongo, ma Treviso è arrivata comunque sul podio delle cinque più virtuose ed era la prima volta per un’italiana. “Durante quell’esperienza, grazie al confronto con gli amministratori e i tecnici delle più importanti città europee, abbiamo compreso come anche in campo ambientale sia tanto importante quanto necessario fare squadra con il mondo accademico, che può portare ulteriori elementi di visione”, spiega Alessandro Manera, assessore trevigiano all’ambiente. “La nuova fondazione – continua l’amministratore – ci permetterà di essere ancora più efficaci nella condivisione delle buone pratiche che uniranno non solo l’ambiente ma anche la mobilità e le politiche comunitarie”. La città ha già deciso di partecipare all’edizione 2023 dell’iniziativa, che si terrà a Grenoble, e la fondazione sarà utile a riunire progettualità, opportunità di ricerca e buone pratiche

per mettersi nuovamente in gioco. Soprattutto, però, sarà il punto di partenza per un nuovo modo di pensare al presente e al futuro del territorio. La parola d’ordine della fondazione sarà “partecipazione”. Quindi apertura totale verso il partenariato pubblico-privato senza scopo di lucro e un patrimonio destinato al raggiungimento di un obiettivo predefinito e invariabile fissato nell’atto costitutivo. Una struttura aperta a tutti i soggetti che ne condividano gli scopi nella ricerca scientifica, nella raccolta di dati, informazioni e conoscenze nel campo ambientale, nella produzione di energie rinnovabili, nel monitoraggio e nella salvaguardia delle risorse naturali, nei processi di gestione e pianificazione del territorio e le misure da adottare in relazione alla presenza di agenti inquinanti, oltre che per l’informazione e la sensibilizzazione delle varie componenti sociali. Sara Salin

La trevigiana Da Ros nuova vicepresidente di Confindustria con delega ad ambiente e sostenibilità Katia Da Ros è la nuova vicepresidente di Confindustria, con delega ad ambiente, sostenibilità e cultura. Trevigiana, ad dell’azienda Irinox di Corbanese di Tarzo, Da Ros è una dei tre nuovi vice del presidente dell’associazione degli industriali Carlo Bonomi per il biennio 2022-2024 e succede a un’altra trevigiana, l’ex presidente di Assindustria Venetocentro Maria Cristina Piovesana, che si è dimessa dalla carica. “Il Veneto è ben rappresentato nella nuova squadra dirigente ed è in buone mani. Da Ros – ha commentato il presidente della Regione Luca Zaia – è una grande esponente dell’orgoglio ve-

neto, che realizza 180 miliardi di Pil con le sue 600mila imprese primeggiando nell’export. Con questa nomina è stato riconosciuto il ruolo importante che gli spetta”. Il presidente degli industriali di

Padova e Treviso, Leopoldo Destro, ha voluto ricordare che l’esperienza di Katia Da Ros è iniziata in Unindustria Treviso: “Il suo percorso associativo e la sua attiva presenza nell’educazione e la cultura rappresentano una risorsa significativa per tutto il nostro sistema d’impresa ed è garanzia di continuità”. Destro, a nome di tutti gli associati, ha voluto ringraziare Piovesana “per la forza e convinzione nel suo impegno in questo biennio in Confindustria, punto di arrivo in una storia di rappresentanza per le imprese e il territorio che rimarrà di esempio anche per il futuro”. (s.s.)

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MAGGIO 2022

Salute Il vademecum

Di tutti i tipi e di tutti i colori: un carico di salute e benessere

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Frutta e verdura, il decalogo per vivere meglio Vuoi mettere in evidenza il tuo Studio o la tua Attività Sanitaria? Fallo con laPiazza Salute Contattaci su commerciale@givemotions.it

i avvicina la bella stagione e si moltiplicano le varietà di frutta e verdura che consentono di realizzare piatti appetitosi e insieme sani per aumentare così il carico salute di una corretta alimentazione. Consumare ogni giorno almeno 5 porzioni di frutta e verdura migliora infatti sensibilmente la qualità della vita, contribuendo anche alla riduzione della mortalità di alcune malattie croniche come ictus, diabete, tumori e tantissime malattie cardiovascolari Il Ministero della Salute ha messo a punto un decalogo proposto proprio per il consumo di frutta e verdura, un vademecum che l’Ulss 2 Marca Trevigiana ha ripreso e riproposto nella sua pagina Facebook per sensibilizzare gli utenti. Il primo punto è forse tra i più noti, ma non sempre messo in atto. Si tratta del numero di porzioni di frutta e verdura da consumare al giorno, almeno 5 sono le indicazioni, compresa quella pronta al consumo, senza sale e/o zuccheri aggiunti.

Prosegue alla pag. seguente

Salute una Rubrica autorevole di Educazione Sanitaria


Salute

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Una corretta igienizzazione è indispensabile per evitare gravi infezioni, ce lo porta la pandemia negli ultimi due anni

L’importanza delle…mani pulite

Il consumo abituale previene e riduce la mortalità di malattie croniche

Di tutti i tipi e di tutti i colori: un carico di salute e benessere E’ consigliabile variare anche la scelta dei colori e orientarsi nella scelta verso la stagionalità dei prodotti. Il consiglio numero 2, invece, è quello di avere sempre una scorta, ben in vista in frigo e nel surgelatore, di frutta e verdura, in modo da poter tenere sempre a portata di mano ciò che serve. E’ da sfatare, e questo è il terzo punto, il luogo comune che vuole le verdure solo come contorno, in realtà finocchi, carote, sedano, pomodorini e tanti altri ortaggi possono essere consumati come snack, validissimi per mettere a posto la sensazione di fame in modo salutare. Il quarto punto ribadisce l’apporto in termini di energia che deriva dal consumo di frutta fresca che consente a chi lavora o studia di ripartire con la giusta carica. Le verdure come condimento per un bel primo è il quinto punto del decalogo. Si possono realizzare gustosi piatti e consumare così una delle due o tre pozioni giornaliere di verdure consigliate. Sì ai peccati di gola, anche se con Dall’Uls 2 Marca moderazione, e soprattutto, perché Trevigiana alcuni utili no, con il ricorso alla frutta. Un bel dolce fatto in casa con aggiunta di consigli per le abitudini alla preparazione di frutta sarà più quotidiane, è importante gustoso e saziante. Punto numero 7: non si butta via poi dare il buon esempio niente! Il consiglio è di usare ogni ai più giovani parte dei prodotti vegetali. Con i gambi della verdura si possono cucinare saporite zuppe o anche il brodo. Dal frullatore o dall’estrattore si possono recuperare i residui della frutta o della verdura e aggiungerli alla bevanda preparata, consentiranno di assorbire non solo vitamine ma anche le fibre della verdura. Un piatto unico, proposto un paio di volte a settimana, è l’ottavo suggerimento utile per stare in forma mangiando sano. Una zuppa a base di cereali e legumi rappresenta un’ottima proposta. La verdura non va cotta troppo, croccante dà il meglio di sé, perché mantiene i suoi nutrienti e aumenta la sensazione di sazietà. Il buon esempio, infine, rappresenta sempre la carta vincente per educare i più piccoli alle buone pratiche in modo credibile e convincente.

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na corretta igienizzazione delle mani, oltre a garantire un’adeguata igiene personale, serve ad impedire la quotidiana trasmissione di germi. Un gesto semplice e veloce, basta un minuto, che ci permette di essere protetti e sicuri. Negli ultimi due anni la pandemia ce lo ha insegnato: si tratta di una pratica semplice ma fondamentale nella prevenzione delle infezioni trasmissibili. Un concetto ribadito più volte anche nel corso della Giornata Mondiale dedicata all’igiene delle mani, celebrata lo scorso 5 maggio. E’ importante lavarsi le mani, prima e dopo aver mangiato, prima e dopo aver avuto un contatto con un malato, prima di toccare le zone più sensibili del proprio corpo (occhi, naso e bocca) e dopo essere stati in luoghi pubblici. L’utilizzo delle soluzioni alcoliche, frizionando il palmo con il dorso della mano per almeno 30 secondi, è utile se le mani non sono visibilmente sporche, altrimenti è indispensabile lavarle con acqua e sapone. Attraverso le mani passa dunque anche la salute, lo ha voluto ricordare ai più piccoli il Servizio Controllo e Prevenzione Infezioni dell’Ospedale di Camposampiero (Ulss 6 Euganea) che, grazie alla sinergia e al supporto delle educatrici e del personale della pediatria, ha coinvolto – attraverso il progetto “L’igiene delle mani comincia da piccoli” - i giovani e i giovanissimi pazienti dell’Unità

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Operativa di Pediatria e i bambini frequentanti il nido aziendale. L’obiettivo è quello di far capire fin dai primi anni di vita, attraverso l’approccio sensoriale, stimolo importante per l’apprendimento, quanto sia importante il lavarsi correttamente le mani. Lo scorso 5 maggio, all’asilo i bambini durante il gioco si sono “contaminati” le mani di colore e di terra e sono stati invitati a descrivere la sensazione di “sporco” e successivamente è stato chiesto loro di lavarle, vedere come “cambiavano” e descrivere la sensazione del “pulito”. Ai bambini della Pediatria, ricoverati, è stato chiesto di creare un disegno che richiami l’igiene delle mani. Tutti i bimbi coinvolti hanno ricevuto, da parte della Direzione Medica, un attestato di partecipazione e un simpatico “Manopoli”.

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L’iniziativa dell’Ospedale di Camposampiero

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Abuso di alcol. I dati dell’Ulss 3 Serenissima fotografano una situazione allarmante

Saliti dal 25 al 37 per cento i consumi problematici di alcolici Tra i più a rischio i maschi giovani, con scolarità elevata e senza problematiche sociali evidenti. L’abuso di alcol, oltre che essere dannoso e rischioso, è ormai un’emergenza di sanità pubblica

Mascherine e nuove regole dal 1° maggio

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anno tra i 18 e i 24 anni, una scolarità avanzata e non presentano evidenti difficoltà sociali o economiche: sono i soggetti che, secondo il Servizio Dipendenze dell’Ulss 3 Serenissima, risultano più esposti alla sempre maggior diffusione di modalità di consumo di alcool esagerate o comunque problematiche. Il SerD, che ha fatto il punto in occasione del’”Alcohol Prevention Day” che si è svolto lo scorso 6 maggio all’Ospedale dell’Angelo a Mestre, evidenzia come il fenomeno sia preoccupante anche nelle nostre città. “I dati dell’indagine ‘Passi’ sugli stili di vita – ha sottolineato la dottoressa Laura Suardi, responsabile scientifico dell’evento - hanno evidenziato anche nel nostro territorio un significativo incremento del consumo problematico di alcool, specie tra i giovani: dal 25,1% nel 2019 al 36,91% nel 2020. E riguarda una percentuale maggiore di maschi, in età 18-24 anni, con una scolarità elevata, senza evidenza significativa di problematiche sociali o economiche”. “Il consumo dannoso e rischioso di alcol – ha spiegato - rappresenta un importante problema di sanità pubblica, responsabile in Europa di circa il 4% di tutte le morti e di circa il 5% degli anni di vita persi per disabilità. E in Italia circa 800.000 minorenni e 2.600.000 ultra sessantacinquenni sono da considerare a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate. Ciononostante, il consumo di bevande alcoliche viene spesso percepito come una normale e sana consuetudine e i problemi legati al bere non sono debitamente percepiti e vengono decisamente sottovalutati”. Nel 2020, l’anno segnato dalla pandemia e dal lookdown, hanno evidenziato gli operatori del SerD, i notevoli cambiamenti nelle abitudini e nello stile di vita degli Italiani ha portato alla luce molteplici criticità. “Una di queste ha riguardato il consumo rischioso e dannoso di alcol. L’isolamento ha incrementato il consumo incontrollato di bevande alcoliche, il mercato ha rafforzato nuovi canali alternativi e meno controllati anche rispetto al divieto di vendita a minori. I dati Istat riferiti al 2020 confermano la tendenza negli ultimi anni dell’aumento dei consumi di bevande alcoliche fuori dai pasti. Si è registrato negli ultimi dieci anni un progressivo incremento della quota di donne consumatrici”. Tra i più a rischio, ci sono i giovani. “Il consumo di bevande alcoliche tra i giovani – ha sottolineato la dottoressa Annarosa Pettenò, psico-

loga del SerD e organizzatrice scientifica dell’evento -permane una criticità, e i comportamenti a rischio sul consumo di alcol nella popolazione giovanile sono particolarmente diffusi nella fascia di età compresa tra i 18 e i 24 anni: tra queste il binge drinking, ossia il consumo di cinque o più drink alcoolici in pochissime ore, rappresenta l’abitudine più diffusa e consolidata, in progressivo aumento. Nel 2019 infatti riguardava il 16% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni di età, cioè il 20,6% dei maschi e l’11% delle femmine. Nel 2020 il fenomeno ha riguardato il 18,4% dei giovani tra i 18 e i 24 anni di età, nel dettaglio il 22,1% dei maschi e il 14,3% delle femmine. A fronte di tali evidenze epidemiologiche e in occasione del Mese della Prevenzione Alcologica, lo scorso aprile, la Rete Alcologica Territoriale ha realizzato diverse iniziative finalizzate a sensibilizzare sulla tematica le istituzioni/agenzie, pubbliche e private, deputate al benessere della popolazione, come pure i singoli cittadini. Sono stati offerti momenti di informazione/formazione e di conoscenza dei programmi alcologici territoriali in essere sia nell’ambito della prevenzione come del prendersi cura delle persone e famiglie con una sofferenza legata al consumo di alcol. “L’Alcohol Prevention Day - sottolinea il Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 3 Serenissima - non rappresenta l’evento conclusivo del Mese della Prevenzione Alcologica, ma intende sottolineare che è necessario continuare a prestare attenzione al fenomeno dell’alcol per promuovere scelte di salute responsabili e stili di vita sani. L’obiettivo è diffondere una fotografia del fenomeno del consumo di bevande alcoliche e dei problemi alcolcorrelati da diverse angolature, offerte dal Dipartimento Prevenzione, l’UOSD Laboratorio di Tossicologia Clinica e Forense, dal Dipartimento Dipendenze dell’Ulss 3 e dalla Polizia Stradale di Venezia. E’ stato ed è importante dare conto delle progettualità e degli interventi territoriali utili a garantire livelli elevati di tutela della salute e di sicurezza, individuali e collettive, e dare conto dell’integrazione e della sinergia tra soggetti pubblici: Azienda sanitaria, Scuola, Enti Locali, uniti al privato, come le autoscuole, al privato sociale e al mondo del volontariato, in una progettazione trasversale che possa efficacemente affrontare la complessità di una problematica così impattante sulla salute pubblica”.

al 1° maggio sono cambiate le regole sull’uso della mascherina, che non è più obbligatoria ma è raccomandata nei luoghi al chiuso pubblici o aperti al pubblico. L’utilizzo della FFP2 o della mascherina chirurgica rimane invece obbligatorio fino al 15 giugno per prendere i mezzi di trasporto pubblici locali e a lunga percorrenza, per partecipare a eventi e competizioni sportive al chiuso; per partecipare a spettacoli al chiuso; per accedere a strutture sanitarie, sociosanitarie e socio assistenziali e per frequentare la scuola (fino alla fine dell’anno scolastico).


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Azienda Ospedale Università di Padova. I dati da gennaio ad aprile sul fenomeno

In aumento i casi di epatite acuta nei bambini La professoressa Patrizia Burra ha spiegato i sintomi e le possibili cause dell’infezione che sta colpendo soprattutto il Regno Unito, in Italia la situazione è sotto controllo

L’equipe dei chirurghi pediatrici di Padova salva la vita al piccolo Kirill

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ra a casa con la mamma ed un fratellino quando è caduto il colpo d’artiglieria sull’abitazione. La donna ed il fratello sono morti, lasciando Kirill, 11 anni, solo. È stato il padre, rientrato nell’abitazione, a trovarlo e portarlo verso un ospedale da campo Ucraino, che ha prestato le prime cure. La scheggia è penetrata nel collo, tranciando alcuni vasi, fermandosi nei pressi del cuore. Ricoverato in gravi condizioni presso l’Azienda Ospedale-Università di Padova lo scorso 18 aprile, il bambino è stato sottoposto ad una complessa e delicata operazione chirurgica per rimuovere la scheggia di mortaio, che si è protratta per sette ore, sotto la guida del Prof. Vladimiro Vida, direttore dalla cardiochirurgia pediatrica dell’ ospedale. Il bambino è stato trasferito, al termine dell’atto chirurgico, presso la terapia intensiva e nei giorni successivi i medici hanno provveduto a ridurre la sedazione ed a estubare il paziente. Le condizioni di Kirill sono apparse buone, ed il piccolo ha potuto parlare anche con il papà, che l’aveva accompagnato nel lungo viaggio verso il Veneto.

Il professor Vida mostra la scheggia estratta

al mese di gennaio si sono registrate, a livello internazionale, alcuni casi di epatite acuta nei bambini, in special modo nella fascia sotto i cinque anni. Il Paese più colpito finora è il Regno Unito dove sono stati registrati 114 episodi (da gennaio 2022 al 25 aprile 2022) su un totale di 169 a livello globale. L’epatite è un’infiammazione del fegato causata spesso da un virus, che coinvolge il sistema immunitario. Il primo segnale che evidenza la presenza dell’infezione è l’aumento di circa 10-15 volte il valore delle transaminasi nel sangue. Dal punto di vista della sintomatologia, l’epatite acuta si manifesta generalmente con sintomi gastrointestinali, dolori addominali, e in alcuni casi con colorito giallastro della cute, nausea e febbre. L’aumento più grande è avvenuto nelle prime tre settimane di aprile. Si è visto che più del 50% dei casi guarisce spontaneamente, ma in altri casi è stato necessario il trapianto di fegato. In Azienda Ospedale Università di Padova sono stati affrontati due casi di epatite acuta: un bambino di due mesi e un ragazzo di dieci anni. Entrambi curati e guariti dall’infezione. “Dobbiamo ricordare che per quasi due anni i bambini sono rimasti chiusi a casa a causa della pandemia, meno esposti a nessun virus o possibile infezione. Adesso che stanno riprendendo la loro vita normale, non è da escludere che siano diventati più suscettibili ai virus. Questa è solo una delle ipotesi che si stanno studiando. – ha spiegato la profesorressa Patrizia Burra, direttrice dell’Unità per il Trapianto Multivescerale dell’Azienda Ospedale-Università di Padova - L’aumento dei casi a livello internazionale per ora non sembra riguardare l’Italia. Allarma invece, guardando all’estero, il numero dei piccoli costretti al trapianto: dieci bambini inglesi sono stati costretti a fare il trapianto, in linea con i trapianti internazionali che sono stati 17 su 169. Il trapianto di fegato nei bambini è davvero molto raro perché si tratta di un organo capace di rigenerarsi da solo” .

La professoressa Burra è in contatto con il Queen Elizabeth Hospital di Birmingham, dove ha lavorato e dove attualmente si stanno conducendo degli studi sul fenomeno in corso. “Le indagini inglesi hanno visto che il 40% dei bambini aveva l’Adenovirus, solo in 10% il Covid e in percentuali più basse altri virus. Dunque hanno diviso le settimane dal primo gennaio ad aprile e si è edotto che è accaduto qualcosa nelle prime tre settimane di aprile”. “La conclusione degli inglesi, - aggiunge - dice che non si sa esattamente cosa abbia causato l’infezione. Ci troviamo, come spesso accade in scienza, di fronte ad ipotesi: può essere che i bambini per due anni siano stati isolati a casa per la pandemia, non sono andati all’asilo, in alcuni casi hanno tenuto sempre la mascherina, dunque potrebbero essere rimasti a tal punto isolati da non avere avuto infezioni e, adesso che si riespongono, lo stesso Adenovirus può causare questa malattia. In ultima analisi la prima ipotesi degli inglesi è che i bambini siano diventati più suscettibili. La seconda ipotesi è che si tratti di pazienti che sono stati prima contagiati dal Covid e che l’infezione epatica sia un effetto secondario o che sia l’ennesima variante del Coronavirus. La terza ipotesi è che siamo di fronte alla combinazione esplosiva dei due virus insieme (Adenovirus e Covid) che hanno questo effetto esplosivo”. Un invito all’attenzione, per quanto riguarda i cittadini del nostro Paese, arriva dal direttore generale dell’Azienda Ospedale-Università di Padova, Giuseppe Dal Ben: “L’invito è di stare attenti e non trascurare i piccoli segnali, che potrebbero essere il campanello d’allarme dell’infenzione che si sta sviluppando. Noi, come Ospedale, facciamo il nostro lavoro di cura e ricerca, cercando di monitorare la situazione epidemologica territoriale. Ricordiamo che nei primi 81 casi il 50% dei pazienti inglesi è guarito spontaneamente, il 47% era ancora in ospedale, solo 10 sono stati trapiantati, comunque un numero molto elevato rispetto alle statistiche tradizionali”.

La professoressa Burra e il direttore generale Dal Ben al convegno organizzato dall’Azienda OspedaleUniversità di Padova


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Turismo

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Tesori d’Oltre Adriatico

Montenegro, lontano eppur vicino E così “veneziano” di Renato Malaman

La piccola repubblica balcanica conserva tracce vive della Serenissima, come le città fortificate di Cattaro, Perasto (dove nel 1797 venne ammainato l’ultimo vessillo di San Marco) e Budva. A Herceg Novi nacque San Leopoldo, a Cettigne la Regina Elena. Meta turistica da scoprire, con perle come il monastero di Ostrog e il Monte Lovćen

M

ontenegro, così lontano eppure così vicino. Così legato anche all’Italia e all’altra sponda dell’Adriatico. Lo dice il nome, che deriva dal toponimo Montagna Nera, quello con cui era indicato nelle mappe della Serenissima il monte Lovćen. I veneziani, che avevano fortificato in modo formidabile Cattaro, rendendo inespugnabile la cittadina in fondo alle famose “Bocche”, nutrivano una sorta di rispetto reverenziale nei confronti di quella grande montagna, cupa e incombente ma anche ‘protettiva’. Montenegro che per quattro secoli (dal 1420 al 1797) funo dei caposaldi dei territori “da mar” della Repubblica di Venezia, tanto che le attrazioni turistiche oggi più interessanti sono le cittadelle fortificate a più riprese dai Dogi. Oltre a Cattaro, che da sola per la sua imponenza e le sue bellezze artistiche merita il viaggio nel paese balcanico, c’è Perasto, anch’esso affacciato sul lungo fiordo delle Bocche di Cattaro e famoso perché fu l’ultimo presidio militare della Serenissima ad ammainare il vessillo di San Marco. Avvenne il 12 agosto 1797, tre mesi dopo la caduta di Venezia stessa. La guarnigione prima dell’arrivo dei napoleonici ebbe il tempo di nascondere sotto l’altare il vessillo con il Leone di San Marco, al motto “Ti con nu e nu con ti”. Evoca l’epopea adriatica della Serenissima anche Castelnuovo di Cattaro, all’ingresso delle Bocche, altra cittadella fortificata che oggi si chiama Herceg Novi ed è famosa anche perché nel 1866 ha dato i natali a San Leopoldo Mandic, all’anagrafe Bogdan Mandic, il frate cappuccino confessore che si guadagnò fama (e santità) dal confessionale del Santuario di Santa Croce a Padova. Peccato che sulla facciata della sua casa natale, prospiciente il porticciolo di Herceg Novi, non sia mai stata posta una targa commemorativa che ricordi l’evento. Di San Leopoldo si trova traccia in una chiesetta a lui dedicata, corredata di alcuni ex voto. Il più grande e curioso di questi è stato portato da un padovano, Alvise Breda, che nel 1983 si salvò da un incidente in Vespa. Il quadro è firmato “G. Mainardi - 1984”, ed è opera del monselicense Gigi Mainardi. Tracce veneziane anche a Budva, definita non a torto “la perla del Montenegro”. Lo è. Cittadella protesa sul mare, protetta da poderose mura di pietra, al cui interno si trovano ben conservati palazzi

Dall’alto: una spettacolare vista di Cattaro e delle sue famose Bocche, un fiordo lungo oltre 27 km che parte dall’Adriatico. Sotto: una veduta di Budva (con in primo piano la cittadella veneziana) e il monastero ortodosso di Ostrog. Sotto: San Leopoldo Mandic e le isole di San Giorgio e dello Scalpello che sorgono di fronte a Perasto. Sullo sfondo il monte Lovćen

dell’epoca veneziana, chiese, calli e tesori d’arte. Budva è meta di un turismo internazionale, con il risultato che la città si è allargata e la parte nuova è piuttosto anonima. Poco lontano sorge l’isola di Santo Stefano, collegata alla terraferma da un ponte che sembra un piccolo istmo. L’isola, ahimè, è privata e non vi si può accedere, ma la sua vista dall’alto compensa ampiamente della strada fatta per raggiungerla. Altre vestigia veneziane si trovano nei paesini lungo la costa delle Bocche di cattaro. Borghi un po’ decadenti che fuori stagione sembrano quasi deserti, eppure sempre così affascinanti. Tante piccole barche sonnecchiano nei porticcioli. Per trovare quelle più grandi basta spingersi a Tivat, dove è stata costruita la marina di Porto Montenegro, una delle più lussuose d’Europa. Alimenta un turismo elitario, che porta molti capitali alla giovane repubblica, a dalla Serbia nel 2006, per entrare a

far parte della Nato appena l’anno seguente. Nel frattempo si è candidata per entrare nell’Unione Europea. Per trovare la nascita del Montenegro bisogna risalire al 1878, al Congresso di Berlino. Allora la capitale era la piccola Cettigne, un nido d’aquila. I palazzi del Re Nicola I e delle ambasciate di allora fanno ancora la loro bella figura. A Cettigne nacque l’allore principesa Elena, che, sposando Re Vittorio Emanuele III, divenne poi Regina d’Italia. Una regina amata, colta, autorevole. Che seppe sempre difendere la propria onorabilità, anche nei momenti in cui i Savoia caddero in disgrazia. Sopra Cettigne c’è il Monte Lovćen: una strada ardita raggiunge la vetta fra boschi di faggio, distese sassose e ampie viste, che arrivano fino al lago di Scutari a sud e al parco nazionale del Durmitor a nord. In cima c’è il gigantesco mausoleo dedicato al principe-vescovo Petar II Petrović Njegoš, considerato il

“padre” del Montenegro. Maestoso il panorama. Imperdibile il “pellegrinaggio” al monastero ortodosso di Ostrog, che sorge abbarbicato su una parete di nuda roccia, affacciato su una gola di impressionante suggestione. E’ un luogo dello spirito, di quelli forti, che lasciano il segno per i loro silenzi profondi e le loro bellezze artistiche. Poco lontano dalla capitale Podgorica (l’ex Titograd jugoslava), di cui vale la pena di vedere la parte ottomana, ovvero le due moschee e un pittoresco ponte di pietra, sorge la più grande tenuta vinicola d’Europa: si chiama Plantaže ed è di proprietà dello Stato. La degustazione dei suoi eccellenti vini, conosciuti ben oltre i confini nazionali, viene proposta in un ex hangar. Una specie di bunker, realizzato nel cuore di una montagna. Stupiscono alcune varietà autoctone, come il Vranac. Un’azienda che guarda al mercato internazionale, come del resto fa il Montenegro, desideroso di condividere le proprie bellezze con il mondo. L’Italia è sull’altra sponda dell’Adriatico, all’altezza della Puglia: una vicinanza invitante. Colmata, per chi proprio non volesse scendere in auto lungo la spettacolare costa croata dell’Adriatico, da numerose linee di traghetti… Montenegro, bello e possibile.

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Film e serie tv visti da vicino

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a cura di Paolo Di Lorenzo

Bangla, l’amore dei ragazzi Diavoli, thriller con Dempsey che non bruciano l’attimo sul lato oscuro della finanza S

u RaiPlay è arrivato “Bangla”, prosecuzione in otto episodi del film omonimo premiato come miglior commedia ai “Nastri d’Argento” nel 2019 e per il miglior regista esordiente ai “David di Donatello” del 2020. Ideata e diretta dal ventiseienne Phaim Bhuiyan che ne è anche co-protagonista insieme a Carlotta Antonelli, la serie di Bangla riprende la storia esattamente da dove si è concluso il film. In sintesi, Phaim e Asia rappresentano due mondi lontani e, a prima vista, incompatibili. Musulmano lui, atea e figlia di genitori separati lei. Eppure, si amano. Il film dà così un seguito alle vicende di Phaim, ventenne italiano nato e cresciuto a Torpignattara, in costante tensione tra la propria identità, i retaggi culturali delle sue origini bengalesi e la sua religione musulmana. Dopo averlo lasciato nella sua stanzetta insieme ad Asia (Carlotta Antonelli), la sua fidanzata anticonformista e ribelle, “Bangla” si accinge a rivelare cosa succede dopo il lieto fine del film. Spiega il regista attore durante una mia intervista a Tv serial: “L’idea per la serie nasce prima ancora del film, che abbiamo realizzato come biglietto da visita per dimostrare il potenziale narrativo di questa storia”. Ha avuto paura di non farcela a dare un seguito a un film così amato? “Certo, ho avvertito questo timore, ma per sconfiggerlo mi sono buttato sul set” risponde Bhuiyan, che aggiunge: “Sicuramente c’è chi ci potrà criticare, ma il nostro obiettivo con questa serie non è quello di offrire soluzioni per l’integrazione, ma di dare spunti di riflessione a chi, magari, la realtà di questa gioventù italiana non la conosce per niente”. “Il segreto di questa storia è la semplicità con cui affronta le vite di Phaim e Asia” sostiene Camilla Antonelli: “La loro storia d’amore è atipica perché sono due giovani che hanno imparato ad aspettare. L’amore al giorno d’oggi può bruciarsi in un istante. Non capisco chi vede tutta questa diversità in loro, perché è soltanto così, cioè senza la retorica, che si può davvero rendere universale e efficace un racconto come il nostro”.

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ornano più spregiudicati che mai i “Diavoli” di Sky. Siamo alla seconda stagione, che si può seguire anche su Now. Alessandro Borghi e Patrick Dempsey sono nuovamente i protagonisti del thriller sul lato oscuro della finanza targato Sky e Lux Vide. Dopo la prima stagione – venduta in oltre 160 Paesi, fanno sapere da Sky, inclusi gli Stati Uniti dove è stata trasmessa dalla rete The CW – incentrata sulle ripercussioni del crac economico del 2008, “Diavoli” riparte con un salto in avanti che sposta il baricentro sulla Brexit, sulle speculazioni dell’economia cinese e sull’elezione di Donald Trump. “Per il mio personaggio, Dominic, questa seconda stagione è un po’ come “L’impero colpisce ancora” scherza Patrick Dempsey, prendendo in prestito l’immaginario di “Star wars”. Attualmente Dempsey è impegnato a New York sul set del sequel della fiaba “Come d’incanto”, ma sono riuscito a intervistarlo in video per Tv serial. “Dominic Morgan – prosegue Dempsey – è convinto di essere dalla parte della giustizia, non crede minimamente di essere il cattivo di questa storia”. L’attore aggiunge poi una riflessione sull’attualità più terribile, con un riferimento alla situazione dell’Ucraina: “Stiamo vedendo in questi giorni cosa succede quando chi è in posizioni di potere rifiuta qualsiasi compromesso. Non possiamo più permetterci di ragionare come singoli, è giunto il momento di agire come un unico popolo per proteggere le democrazie”. “Massimo Ruggero era convinto di essere finalmente un uomo libero, eppure Dominic riappare nella sua vita” anticipa Alessandro Borghi, che insieme a Guido Brera – autore del romanzo da cui la serie è tratta e produttore dello show – ha recentemente fondato Newness, società di produzione audiovisiva che ambisce a scovare nuovi talenti per la televisione e il cinema. “Il mio personaggio è affannosamente alla ricerca di una pace interiore che si illude di poter trovare sulla vetta della finanza globale, e questo motiva la sua costante irrequietezza. Piuttosto che fare i conti con i propri demoni interiori, Massimo continuerà a preferire essere un agente del caos” rivela l’attore.


A tavola

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Idee in cucina, tra gusto, sapori del territorio e creatività

Rubrica a cura di

Sara Busato

Con il mese di maggio le nostre abitudini alimentari iniziano a cambiare: i piatti caldi e impegnativi si trasformano in ricette leggere e semplici da preparare Quiche alle zucchine, fiori di zucca e mozzarella

Risotto al pesto di gamberi Il pesto è spesso associato alla pasta, in modo particolare alle trofie. In questa ricetta il riso dimostra di essere un alimento estremamente versatile capace di adattarsi a qualsiasi abbinamento. Un piatto semplice ma molto appetitoso e invitante. Ingredienti: 350 gr Riso Carnaroli; 500 gr Gamberi; 3 cucchiai Pesto alla Genovese; 1 Scalogno; Vino bianco secco; Brodo vegetale; Olio extravergine d’oliva; Sale e Pepe nero Preparazione: Spuntare e lessare i fagiolini e tagliarli a pezzetti. Frullare le foglie di basilico con i pinoli, uno spicchio di aglio e un pizzico di sale e l’olio, poi trasferire il composto in una ciotola e mescolatelo con la grana. Scaldate sul fuoco una casseruola versate il riso e tostatelo per un minuto; proseguite la cottura con il brodo vegetale bollente, versandone poco alla volta. Il risotto sarà pronto al dente in 16-17 minuti. Nel frattempo, sgusciate le code di gambero, dividetele in due per il lungo, saltatele in padella con un filo d’olio. Aggiungete i fagiolini e le code di gambero, tagliandone alcune a pezzetti; completate con una macinata di pepe.

Una ricetta dai sapori delicati e facile da preparare. Perfetta in questa stagione con l’arrivo delle prime zucchine e i fiori di zucca. Ottima soluzione come antipasto o come piatto unico. Per un sapore un po’ più intenso utilizzate la mozzarella di bufala. Ingredienti: 1 rotolo di pasta sfoglia rotonda; 500 g di zucchine scure; 250 g di mozzarella; 100 g di parmigiano reggiano grattugiato; 2 uova; 6 fiori di zucca; spicchio d’aglio; olio extravergine di oliva; sale e pepe Preparazione: Affettare le zucchine a rondelle sottili. In una padella antiaderente spadellate per dieci minuti con olio e spicchio d’aglio. Aggiungete sale, pepe e fate raffreddare. Nel frattempo, in una ciotola con una frusta sbattere le uova insieme al parmigiano. Aggiungere le zucchine cotte e mescolare fino ad amalgamare il composto appena ottenuto. Prendere la pasta sfoglia e versate il composto con le zucchine. Aggiungere la mozzarella tagliata a fette e i fiori di zucca privati di pistillo e gambo. Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 30 minuti.

Pancake ai frutti di bosco Le tradizionali frittelle dolci di tradizione americana sono la perfetta colazione della domenica ma anche per il brunch o come merenda dei bambini. Il gusto dolce del pancake si sposa bene con il sapore acidulo dei frutti di bosco. Ingredienti: per circa 8 pancake: 220 gr farina 00 per dolci; 200 gr Latte; 30 gr, Zucchero; 6 gr di lievito 2 Uova; pizzico di Sale; Olio di semi | Ingredienti per fare la salsa ai frutti di bosco: 250 grammi di Frutti di bosco vari; 2 cucchiai di Zucchero a velo e succo di mezzo limone Preparazione: Per la salsa ai frutti di bosco, in una pentola con i bordi alti inserire i frutti scelti e fateli cucinare a fiamma bassa. Aggiungere lo zucchero e mescolare in modo deciso con la frusta fino a far diventare una cremina omogenea. Spegnere la fiamma e setacciare la crema ottenendo una salsa senza semi. Per la preparazione dei pancake: in una ciotola rompere le uova, aggiungere zucchero, latte, farina e lievito, mescolare fino ad ottenere un impasto non troppo liquido, omogeneo e senza grumi. In una pentola antiaderente versare un mestolo di composto e cuocetelo a fiamma non troppo alta. Quando il fondo sarà ben dorato e in superficie si formeranno delle bollicine servendovi di una spatola, giratelo sull’altro lato e cuocete finché anche questo lato non si sarà ben colorito.

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Oroscopo

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Maggio

Ariete Vi serve un po’ di grinta e determinazione per affrontare gli impegni che vi aspettano. La motivazione vi guida

Toro Maggio sarà il mese delle sorprese e delle soddisfazioni. Vivete all’insegna del dinamismo e del buon umore

Gemelli Allegria ed una buona dose di energia vi consentiranno di affrontare il mese in modo propositivo e costruttivo

Cancro

Bilancia Siete sotto pressione a causa di alcuni significativi cambiamenti, ma riuscirete a gestire con sapienza le nuove sfide. Ne uscirete vincenti

Scorpione

Maggio, fioriscono novità e buon umore Raggiungi i tuoi potenziali clienti con noi: da oggi con i nostri notiziari audio in streaming sul web e in FM sulle migliori Emittenti Radio del Veneto

Siete proiettati nel futuro e rischiate di perdere le occasioni che il presente vi presenta. Programmate meno e qualche volta provate ad improvvisare

Sagittario Fotografa il QR code e ascolta l’ultimo Notiziario

In streaming su:

Giocatevi la carta della simpatia. E’ vincente se saprete gestire le vostre emozioni. Avrete tutti i riflettori puntati su di voi, siate disinvolti e convincenti

Siete frettolosi e avete poca pazienza. A volte bisogna saper aspettare con cura che i frutti dei semi piantati nel tempo arrivino a giusta maturazione

Capricorno Energia e voglia di cambiamento vanno di pari passo. Siete pronti ad intraprendere una nuova strada. La fortuna vi assisterà

in FM su:

Leone Guardare oltre e cominciare a costruire un nuovo capitolo della vostra storia: è l’obiettivo che vi siete dati per i prossimi mesi. A maggio si parte

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Acquario Mettete ordine nelle vostre cose. E’ il presupposto necessario per quel profondo rinnovamento che cercate da tempo

Notiziario delle 17:30 Notiziario delle 18:30 Vergine

Pesci

Avete cominciato il mese con una certa stanchezza. Prendetevi una pausa, vi attendono periodi intensi: dovrete essere al top delle vostre energie

E’ tempo di concretezza e di tirare le somme. Cominciano a vedersi i risultati dei vostri sforzi. Non siate distratti. Le cose stanno cambiando in meglio

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