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violenza: nel 93% dei casi il MosTro È in casa
Le categorie economiche fanno le loro richieste al Governo per i danni subiti da aziende ed esercenti a causa del tornado dello scorso 8 luglio, che ha colpito i comuni di Mira, Pianiga e Dolo. pag. 9
Trasporti, la crisi cancella quasi 800 aziende nel veneziano Ad ottobre l’Associazione Artigiani e Piccola Impresa “Città della Riviera del Brenta” e Confartigianato Venezia, hanno indetto una riunione di categoria del settore trasporti e del direttivo provinciale dei trasporti, per fare il punto della situazione e programmare future iniziative. pag. 16
Le nostre rubriche
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Ulss 13, la riorganizzazione dei reparti non si ferma Bocciata in Regione la sospensione delle schede ospedaliere chiesta dal centrosinistra. Ferrari: “Sono sicuro che Zaia e Coletto manterranno le promesse fatte”
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a promessa era di quelle che tutta la Riviera del Brenta si aspettava soprattutto per l’ospedale di Dolo, ma alla fine, il risultato non è stato per sindaci e comitati quello atteso. E’ stata bocciata nelle scorse settimane in consiglio regionale la mozione del centrosinistra che chiedeva la sospensione delle schede ospedaliere dell’Ulss13. La mozione che aveva come firmatari i consiglieri di centrosinistra Bruno Pigozzo, Franco Ferrari,
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e Francesca Zottis e aveva trovato anche l’appoggio dei consiglieri del Movimento 5 Stelle. Ma facciamo un passo indietro. La bocciatura della mozione è una doccia fredda, perché arriva dopo che lo stesso assessore Luca Coletto e il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, avevano promesso al consigliere Franco Ferrari della lista “Alessandra Moretti presidente”, una sospensione del riordino fra i reparti degli ospedali di Dolo e Mirano.
In una riunione, per l’ospedale di Dolo avevano annunciato a Ferrari la sospensione della divisione dell’attuale ortopedia in una ortopedia con 10 posti letto a Dolo e una traumatologia con 25 posti letto a Mirano. I vertici della Regione avevano pure promesso la sospensione dell’unificazione della chirurgia generale con urologia a Dolo, e la sospensione dello spostamento di Urologia a Mirano. pagg. 4-5
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LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUL SITO La notizia più letta sul nostro sito il mese scorso è stata samantha
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stati cliccatissimi i servizi relativi Venicemarathon, dodicesimo posto per Leonaro Calzavara di Pianiga. ricordando fabio Galdiolo, la quarta notizia, invece Porto tolle festeggia i due nonni simbolo della città seguici su www.facebook. com/lapiazzaweb
LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUI SOCIAL
Sui social è volata la notizia con La Piazza ti informi e... risparmi con i Coupin del risparmio!. Subito dopo la notizia più condivisa è stata roberto favazza giovane agricoltore della provincia di Padova, fornirà le sue patate a McDonald’s per il prossimo triennio. Ha interessato molto il popolo dei social la storia del Patti territoriali di Chioggia, Cavarzere e Cona entro l’estate il via ai cantieri per sei maxi progetti per oltre 3 milioni e 700 mila euro, L’equipe ospedaliera del reparto di urologia di Dolo ha operato tre uomini affetti da tumore alla prostata con il Robot Da Vinci, un sofisticato sistema robotizzato per la chirurgia di avanguardia www.facebook.com/ lapiazzaweb
EDIZIONI PIÙ VISTE SUL SITO: Le edizioni più lette dai lettori della piazzaweb sono state quelle di: Piovese, Conselvano, Miranese sud e Cavarzere seguici su www.lapiazzaweb.it
Salute: tante informazioni anche su www.Piazzaweb.it Sono sempre di più i pazienti internauti. Un italiano su 4 cerca in rete informazioni legate ai temi della salute. Una tendenza, questa, aumentata in modo consistente negli ultimi dieci anni
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a salute oggi corre sul web: 1 italiano su 4, infatti, si rivolge alla rete per cercare informazioni legate ai temi della salute. Una tendenza, questa, aumentata in modo consistente negli ultimi dieci anni: in questo lasso di tempo circa l’85% degli utenti ha cercato informazioni relative alla salute sui siti internet, mentre quasi il 30% ha partecipato a discussioni su questo tema su blog, forum e chat. Sono alcuni dei dati emersi da una ricerca condotta da GfK Eurisko (su un campione di 2mila italiani) e presentati nel corso dell’incontro ‘Biotecnologie ed innovazione in medicina sul web 2.0. Fonti di informazione, fruitori, linguaggi’. “Negli ultimi dieci anni- ha detto Stefania Fregosi, direttrice delle ricerche quantitative d Dipartimento Salute GfK Eurisko- e’ cresciuta esponenzialmente la quota degli internauti: dall’11% si e’ passati al 68% degli italiani maggiorenni. Ma ad aumentare in modo consistente e’ stata la percentuale di chi si informa sulla salute nel web: 1 italiano su 4, infatti, cerca informazioni sulla salute sul web”. Internet, insomma, e’ diventato il luogo cruciale per cercare e condividere informazioni ed esperienze. Quanto ai trend, questi mostrano “una crescente sensibilita’ al tema salute - ha proseguito l’esperta - mentre il paziente diventa sempre piu’ attento, sensibile e competente, con una conseguente ‘espansione’ delle pratiche di
salute: aumentano cosi’ i comportamenti ‘preventivi’ e cresce la popolazione attenta”. In questo nuovo contesto, dunque, la ricerca di informazioni appare centrale e sembra ridefinire la tradizionale relazione medicopaziente. “Sempre di piu’ oggi - ha sottolineato ancora Fregosi appare cruciale per chi opera nel settore della salute cogliere la sfida e far fronte ai bisogni del ‘cittadino -paziente internauta’. Si tratta di una sfida a due livelli: da un lato riguarda i servizi al cittadino, dall’altro riguarda la relazione medico-paziente, ovvero come ‘ri-definire’ un nuovo tipo di relazione che legittimi e valorizzi il bisogno di protagonismo e consapevolezza del paziente nella gestione della propria salute, senza mettere in difficolta’ il ruolo del medico - ha concluso - a cui il paziente vuole e continua ad affidarsi”. E’ anche per queste ragioni che noi de La piazza ci teniamo molto alle rubriche curate da medici locali che pubblichiamo anche sul nostro sito web. Crediamo importante divulgare informazioni utili a chi voglia rivolgersi a medici del territorio, conosciuti e apprezzati per la loro professionalità. Visitate la nostra sezione Salute, http://www.lapiazzaweb.it/category/salute/, e fateci sapere cosa ne pensate.
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Il BLOG DEL DIRETTORE Il 25 novembre si celebra in tutto il mondo la giornata contro la violenza alle donne, un fenomeno che colpisce anche il Veneto con numeri importanti. Complessivamente le strutture che si avvalgono del contributo finanziario della Regione hanno offerto ascolto telefonico a 6 mila persone, incontrato in colloqui di prima accoglienza 1821 donne e ne hanno ospitato 50 (di cui 36 insieme ai loro figli) nelle case rifugio e accompagnato in percorsi di reinserimento 77 (di cui 41 con figli minori) attraverso le case di secondo livello. Occorre, però, spingere ancora sulla prevenzione e sulla cultura del rispetto reciproco. seguici su www.lapiazzaweb.it/category/ilblog-del-direttore/
IL SONDAGGIO Il report diffuso dalla Iarc di Lione, la massima autorità di studio in materia di agenti cancerogeni dell’Organizzazione mondiale della Sanità, sulla connessione tra consumo di carni rosse, in particolare quelle ‘lavorate’, e insorgenza di tumori al colon e al retto, ha generato sgomento ma anche perplessità. In Veneto Zaia in primis si è lanciato nella difesa della qualità del prodotto veneto. Voi cosa ne pensate. La carne rossa fa davvero male?: La carne rossa fa male? seguici su www.lapiazzaweb.it/ sondaggio/
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4 Argomento del mese FORBICE SANITÀ Secondo il Governatore Zaia il Veneto, tra il 2015 e il 2016 subirà, per decisioni del Governo, tagli per 450 milioni di euro e dovrà affrontare nuove spese che peseranno sulle regioni per 2 miliardi 650 milioni
Annunciati nuovi tagli alla sani
di elisa Dall’Aglio
In commissione Sanità presentate le modifiche al testo di legge Azienda Zero
Le minoranze: “Modificato del 75%, servono altre consultazioni. Fermiamoci”
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entre in regione si sta tentando di scrivere una pagina nuova per la Sanità veneta con una riforma che promette un risparmio tra i 40 e i 60 milioni di euro, dal Governo arrivano nuovi tagli ai trasferimenti. “Il Patto Nazionale per la Salute è oramai carta straccia – commenta l’Assessore alla Sanità veneta Luca Coletto -. Praticamente a solo un anno dalla ‘storica’ firma tra Governo e Regioni, Renzi e la Lorenzin non hanno mantenuto un impegno che sia uno. Di fatto si sta violando il diritto costituzionale alla sanità universale. Senza applicare i costi standard e risparmiare dove si spreca davvero l’insostenibilità è alle porte anche per i virtuosi come il Veneto”. “Dicano ciò che vogliono – incalza Coletto – ma la sanità sta finendo in ginocchio. La realtà è un taglio alle Regioni di 2,3 miliardi già quest’anno, ai quali si aggiungerà un 2016 da paura: rispetto a quanto previsto dal ‘fu’ Patto Nazionale per la Salute (un aumento del Fondo Sanitario di 3 miliardi) ne resta uno. Sulle spalle delle Regioni, alla faccia dei solenni impegni più volte sbandierati, resterà un ulteriore miliardo di spesa aggiuntiva determinata dai maggiori costi per erogare i nuovi farmaci per l’epatite e gli altri farmaci innovativi. Di fatto si tratta di almeno 3 miliardi di tagli”. Il Presidente Zaia, tornato insoddisfatto dell’esito del vertice delle
speriMenTazione saniTaria
Med.it: oltre il Cup
S
i chiama Oltre il Cup il progetto sperimentale che partirà a dicembre nell’Ulss 1 di Belluno. Il Progetto, realizzato dal Consorzio per l’Informatizzazione delle Ullss venete Arsenàl.it, prevede la possibilità per il paziente di prenotare direttamente dall’ambulatorio del proprio medico di famiglia le Luca Coletto visite e gli esami necessari, senza più doversi recare personalmente agli sportelli dei Centri Unici di Prenotazione. “Oltre il Cup” è stata una delle principali novità che presentate a MED.it 2015, Fiera dell’Innovazione e delle Tecnologie Sanitarie alla Fiera di Vicenza. “Mentre a Roma tagliano con la mannaia anche i fondi per la digitalizzazione – afferma l’assessore alla sanità Luca Coletto – nel Veneto ci crediamo e investiamo. Prima di tutto lo facciamo sui servizi al cittadino, ma anche guardando alle economie che la tecnologia consente di fare, che poi sono soldi in meno che escono dalle tasche della gente e risorse in più da investire in cure e ricerca”. “Una volta a regìme – fa notare Coletto – ‘Oltre il Cup’ garantirà circa 10 milioni di euro l’anno di economie, che si aggiungeranno ai 19 milioni che si risparmiano già da tempo con la possibilità di scaricare i referti direttamente dal computer o dagli smartphone, e ai 3,3 milioni di minori costi che derivano dall’entrata a regime in tutto il territorio della ricetta digitale. Il conto è pari a 32,3 milioni l’anno di risparmi per l’amministrazione e di minori costi per la gente”.
Regioni con il Presidente del Consiglio ha evidenziato come i tagli lineari non ci premino affatto, in quanto il Veneto è il più “risparmioso” d’Italia. “I costi del personale – fa notare Zaia - sono tra i più alti in assoluto, e quindi tra quelli dove si può fare meglio in assoluto in tema di costi standard e spending review. Sono perciò felice – aggiunge il Governatore– di quanto certificano i dati dell’Agenas, che ci indicano come i più risparmiosi d’Italia. Il costo medio annuo del personale del servizio sanitario pubblico in Veneto – rileva Zaia – è di 51.571 euro, contro una media nazionale di 56.273 euro e numerosi picchi che arrivano agli 82.384 euro l’anno della Provincia Autonoma di Bolzano, ai 62.439 della Campania, ai 60 mila e più di Lazio, Valle D’Aosta, Sicilia e Calabria. Siamo ultimi in Italia, quindi orgogliosamente primi!”. A fronte di tutto ciò la maggioranza a palazzo Ferro Fini considera sempre più urgente la riforma sanitaria e a fine ottobre ha depositato in Commissione Sanità un maxi-emendamento sul testo di legge Azienda Zero. “Il testo è il risultato di un importante lavoro di ascolto che ha visto coinvolte tutte le realtà della Sanità e del Sociale veneto, con particolare attenzione alle proposte che ci sono arrivate dagli amministratori locali – annunciano i capigruppo di maggioranza, Silvia Rizzotto, Nicola Finco, Massimi-
liano Barison, Sergio Berlato e Antonio Guadagnini -”. Secondo quanto affermato dai capigruppo la programmazione sanitaria resterà in capo al Consiglio regionale e alla Giunta, come previsto dalla carta statutaria del Veneto. “Per i cittadini non cambierà nulla rispetto agli attuali servizi – sottolineano – anzi, i risparmi ottenuti potranno essere investiti per il miglioramento delle prestazioni e per l’abbattimento delle liste di attesa; l’Azienda Zero si occuperà tra l’altro degli acquisti centralizzati, del modello assicurativo del sistema sanitario regionale, dell’autorizzazione e l’accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie e della gestione del contezioso sanitario; resterà inalterato il ruolo della Conferenza dei Sindaci e la figura del Direttore servizi sociali”. Il maxiemendamento non è piaciuto alle minoranze in consiglio. Il Pd, accusa la maggioranaza di aver modificato, il 75% della proposta di legge iniziale. “Per noi una riforma così radicale e strutturale – ha detto Bruno Pigozzo, consigliere Pd - è possibile solo dopo un’ampia consultazione e dopo l’accordo tra le parti protagoniste. Per questo chiediamo che l’iter del Pdl 23 si fermi e ci sia il tempo utile – potrebbe essere una finestra temporale di un anno o due – per sviluppare una proposta concreta, sostenibile, non fantasiosa e realmente condivisa”.
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Argomento del mese 5 Atto aziendale
ità, a pagare saranno i cittadini La Regione
Ospedali di Dolo e Mirano
Servizi I direttori di distretto annunciano novità per Riviera e Miranese
Arrivano le “Medicine di gruppo integrate” di Alessandro Abbadir
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rentasei medici di famiglia hanno firmato l’accordo con l’Ulss 13 per dare il via a cinque “Medicine di gruppo integrate”. Questa l’innovativa organizzazione della medicina generale partita a novembre in Riviera e Miranese. Le “Medicine di gruppo integrate” si trovano a Mira (via Dante 6/19), a Martellago (via Fapanni 85), Noale (Largo S. Giorgio 3), Spinea (viale Viareggio 3/A) e Vigonovo (via De Gasperi 2). Nel frattempo si sta lavorando per attivarne altre sei a partire dal 2016. “Ciascuna di esse – hanno dichiarato i due direttori di distretto, Gabriele Angiolelli e Stefano Vianello – assisterà circa 10 mila utenti. Ogni aggregazione è costituita da circa sei-sette medici più tre infermieri (per le medicazioni, counseling) e quattro amministrativi (che avranno il compito di prendere gli appuntamenti, stampare le ricette, rispondere al telefono, richiamare gli utenti)”.“La novità – hanno evidenziato – sta nel potenziamento del personale e nella fascia oraria di apertura del servizio, ben dodici ore continuative, a garanzia di un servizio efficace e di qualità”. Nel dettaglio, le “Medicine di gruppo integrate” dovranno garantire: il servizio attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, mentre il sabato e i prefestivi dalle 8 alle 10. E poi: la presenza del medico e dell’infermiere; la presenza almeno di uno studio aperto il sabato e i giorni prefestivi dalle 8 alle 10. La programmazione degli accessi in studio prevalentemente su prenotazione.
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a promessa era di quelle che tutta la Riviera del Brenta si aspettava soprattutto per l’ospedale di Dolo, ma alla fine, il risultato non è stato per sindaci e comitati quello atteso. E’ stata bocciata nelle scorse settimane, infatti, in consiglio regionale la mozione del centrosinistra che chiedeva la sospensione delle schede ospedaliere dell’Ulss13. La mozione che aveva come firmatari i consiglieri di centrosinistra Bruno Pigozzo, Franco Ferrari, e Francesca Zottis e aveva trovato anche l’appoggio dei consiglieri del Movimento 5 Stelle. Ma facciamo un passo indietro. La bocciatura della mozione è una doccia fredda, perché arriva dopo che lo stesso assessore Luca Coletto e il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, avevano promesso al consigliere Franco Ferrari della lista “Alessandra Moretti presidente”, una sospensione del riordino fra i reparti degli ospedali di Dolo e Mirano. In una riunione, per l’ospedale di Dolo avevano annunciato a Ferrari la sospensione della divisione dell’attuale ortopedia in una ortopedia con 10 posti letto a Dolo e una traumatologia con 25 posti letto a Mirano. I vertici della Regione avevano pure promesso la sospensione dell’unificazione della chirurgia generale con urologia a Dolo, e la sospensione dello spostamento di Urologia a Mirano, attuale servizio di eccellenza. La sospensione delle schede sarebbe stata operativa fino a fine anno. Ferrari per cercare di sensibilizzare la Regione sul tema, aveva precedentemente organizzato in municipio a Camponogara, una riunione con i sindaci della Riviera, a cui aveva partecipato anche il direttore generale della sanità veneta Domenico Mantoan. Ora torniamo in Regione. Nel bocciare la mozione del centrosinistra l’assessore alla Sanità della Regione Luca Coletto per la maggioranza, ha spiegato che votarla sarebbe stato ultroneo, fuori luogo, in quanto la mozione è superata dagli eventi. Fra i consiglieri del Pd c’è stato sconcerto per la condotta della maggioranza di centrodestra. “Non si capisce – ha detto a caldo Bruno Pigozzo per il Pd – in che modo questa sospensione verrà attuata, se di fatto non c’è alcun atto che la prevede. Possiamo intuire che dietro questa bocciatura, ci sia la volontà di avere una paternità politica su questa operazione. Invito l’assessore Coletto o lo stesso Zaia a presentare una delibera di giunta in cui questo atto venga varato. Altrimenti si tratta solo di chiacchere e nel frattempo gli accorpamenti di reparti come Urologia e Chirurgia fra Dolo e Mirano, non vengono bloccati. Apprezziamo la posizione del Movimento 5 Stelle“. Per il consigliere regionale Franco Ferrari invece non tutto è perduto. “Penso – ha detto – che questo non sia uno stop alla sospensione delle azioni introdotte dall’atto aziendale predisposto dal direttore generale Ulss 13 Gino Gumirato. Io mi fido di quello che mi è stato detto da Zaia e Coletto e credo che faranno seguire i fatti alle parole. Ci sarà la possibilità in queste settimane di ripensare tutti insieme e riprogettare il futuro della sanità in Riviera“. La sospensione delle schede ospedaliere, oltre che dai consiglieri di centrosinistra, è stata chiesta a gran voce dai sindaci della Conferenza dell’Ulss13 e anche dal comitato a difesa dell’ospedale di Dolo Bruno Marcato. “Le richieste – ha detto il presidente della conferenza dei sindaci di Riviera e Miranese Silvano Checchin – sono state disattese da parte della Regione. Ora vediamo in che modo si procederà in attesa di un riordino generale, che porti A.A. alla realizzazione della cosiddetta Azienda Zero”.
6 Mira Sicurezza nei bus Il presidente Luca Scalabrin mette in luce una situazione difficile
Corse Actv, potenziati i controlli Sono aumentati scippi, “portoghesi”, e spaccio sulle corse che da Venezia vanno fino a Padova lungo la Brentana di Alessandro Abbadir
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ipartono scuole, uffici e attività e nei bus Actv che percorrono la Brentana aumentano furti, borseggi e atti di bullismo, e gente che in massa il biglietto non lo paga. Non manca nemmeno lo spaccio della droga. A spiegarsi è direttamente il presidente dell’Actv, Luca Scalabrin. “Abbiamo avuto – dice – segnalazioni continue in questo ultimo mese e mezzo, di furti e borseggi all’interno dei bus sulla linea 56, e di migliaia di persone, che non pagano il biglietto. E’ la linea da Venezia che porta a Padova lungo la Riviera del Brenta passando per Mira, Dolo, Fiesso e Stra. Abbiamo deciso di intervenire con controlli sempre più massicci da parte volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri, sia nelle ore di punta che alla sera“. I dati arrivati ad Actv fanno davvero paura: da metà settembre i furti e i borseggi segnalati sulle corse della linea 56, sono aumentati del 20 % e i passeggeri con abbonamento e biglietto segnalano, che su alcune corse alla mattina, il 5060% delle persone, approfittando della calca, sale e viaggia senza pagare. E poi sulle corse si spaccia e non mancano continui atti di bullismo a ridosso degli istituti scolastici superiori. Il presidente dell’Actv va nel dettaglio. “Si tratta – spiega Scalabrin – di
Un bus affolato e Luca Scalabrin
NEWS Lutto a Malcontenta
Addio ad Anna Coppola, per 40 anni gesti’ la cartolibreria del paese
E
’ morta all’età di 87 anni Anna Coppola, conosciuta da tutti a Malcontenta per aver gestito per oltre 40 anni la cartolibreria nella piazza del paese. La donna è stata anche insignita del titolo di Maestro del Lavoro della Repubblica Italiana. Ha servito generazioni di alunni di libri, quaderni, penne e matite. Aveva aperto il suo negozio a metà degli anni Sessanta. La negoziante risiedeva in Riviera Malibran con il marito Mario. “Era una donna davvero generosa - spiegano in paese - sempre pronta ad aiutare i bimbi delle famiglie più in difficoltà di Malcontenta”. A.A. Ricorrenze
segnalazioni circostanziate su cui non si può certo sorvolare. Abbiamo deciso perciò di chiedere sempre più aiuto all’Associazione Nazionale Carabinieri, che potenzierà i controlli”. L’iniziativa, partita qualche mese fa, è stata accolta con entusiasmo dai residenti, che si sentono più sicuri anche di fronte, nel caso delle donne, a vere e proprie molestie sessuali. Non mancano aggressioni e furti di bici nelle rastrelliere. L’azione dei volontari si tiene in coordinamento con i carabinieri e vigili urbani. Salgono sulle corse a rischio, quattro alla volta, mentre un altro rimane alla fermata e ciò fa desistere ad esempio l’abusivo a prendere la corsa successiva. A seguire il bus c’è una macchina di
servizio, messa a disposizione dall’Actv. “La nostra presenza – spiega per i volontari il vice coordinatore Cesare Cuba – funziona sia come deterrente contro ladri e molestatori, sia come aiuto ad esempio all’azione dei verificatori che a volte sono aggrediti da persone che, viaggiando a sbafo, non vogliono dare le generalità per pagare la multa. Abbiamo notato un aumento di casi di bullismo e traffico di droga fra i ragazzini“. I volontari intervengono anche su chiamata della centralina Actv. “Quando la gente ci vede – conclude Cuba – tira un sospiro di sollievo, e questo per noi è una grande soddisfazione, perché significa che infondiamo sicurezza“.
La Banda di Mira compie 45 anni
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a banda “Città di Mira” ha spento 45 candeline. Per festeggiare questo importante traguardo la banda e il Comune, hanno organizzato una festa per tutto il paese, con un concerto speciale in municipio. C’erano la presidente Rosa de Pellegrin e il maestro Irmo Galliolo, che con passione ha saputo dirigere la scuola musicale fin dal 1970. Una carriera, quella del maestro, iniziata come insegnante fondatore di una scuola di musica patrocinata dall’Anbima, l’associazione che riunisce le bande musicali cittadine nazionali. A.A.
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e la dieta dei “Gruppi Molecolari”
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UN NUOVO STILE DI VITA PER CHI AMA STARE IN FORMA
a Lega Nord attacca il Comune di Mira sulla questione delle “Terre Rosse”, la discarica di ceneri di pirite che si trova in via Bastie a Dogaletto da decenni. “E’ trascorso più di un anno - spiega il segretario della Lega Nord di Mira, Stefano Deppieri - dall’approvazione, rilasciata dall’allora Provincia di Venezia oggi Città Metropolitana, a favore della Veneta Mineraria Raw Material, per l’allontanamento delle ceneri di pirite e la bonifica del sito in via Bastiette a Dogaletto. Ad oggi però nulla è successo. Le forti precipitazioni continuano a dilavare il terreno, aumentando inesorabilmente l’inquinamento anche in laguna”. Poi altre accuse. “Per il rilascio dell’autorizzazione - spiega Deppieri - sono stati coinvolti Provincia, Arpav, Ulss e Comune. Nessuno più si è preoccupato di controllare, se la proprietà avesse iniziato la bonifica”. Dura l’analisi politica. “La Lega Nord - continua Deppieri - si appella alla sensibilità dei cittadini di Mira, ricordando loro che sono passati quindici anni dal sequestro della discarica, e tutto è rimasto abbandonato. L’inquinamento è aumentato. Il Comune a guida grillina si prenda le proprie responsabilità, obbligando la proprietà ad eseguire la messa in sicurezza del sito, bloccando l’inquinamento sia del terreno che delle falde sottostanti, anche in virtù delle ultime leggi sui delitti ambientali”. Il Comune respinge al mittente le accuse, ricordando che fin dall’inizio del mandato si è attivato per risolvere la questione. Il problema delle discariche a Mira comunque è annoso. Non è solo la questione delle “Terre Rosse” a preoccupare. La mappa dei siti
inquinati a Mira è stata censita a metà degli anni Novanta. In via Teramo a Borbiago oltre settemila fusti tossico nocivi delle lavorazioni di Porto Marghera sono stati sepolti negli anni Settanta e sono finiti nelle falde acquifere. Il Comune di Mira ha trovato i fondi attraverso la legge per il disinquinamento della laguna. Si è partiti da poco con un intervento di messa in sicurezza, iniettando del cemento per isolare la discarica, ma i lavori vanno a rilento. Resta l’assoluto mistero inoltre su come si interverrà in via Sant’Antonio dietro gli stabilimenti Reckitt Benckiser, dove è stata scoperta con foto aeree, una discarica con veleni e metalli pesanti finiti in falda. Sotto controllo, ma sempre preoccupanti, le discariche in via Prati e lungo l’idrovia. Ci sono poi discariche minori sepolte nel terreno e mai controllate, di cui non si conosce il contenuto. La situazione è denunciata con forza nei mesi scorsi, sia dai residenti che dai consiglieri di opposizione Francesco Sacco (medico) del Pd, Mattia Donadel del gruppo Mira Fuori del Comune e dall’esponente dell’associazione ambientalista A.A. Vas, Francesco Vendramin.
Pagina a cura dell’Amministrazione Comunale
LE INIZIATIVE DEL 2015
Un altro anno sta volgendo al termine, ed è arrivato il momento di fare un bilancio delle varie iniziative che a diverso titolo hanno coinvolto i cittadini del nostro comune; iniziative che sono il frutto della costante collaborazione tra l’Amministrazione comunale con le numerose Associazioni operanti nel territorio. Tante e diverse le attività, ma tutte con unico filo conduttore: far vivere alle persone il proprio territorio, creando momenti di condivisione reciproca ed opportunità d’aggregazione. Tra le prime iniziative in ordine di tempo, va ricordata la “Notte della Solidarietà” del 20 Giugno a Bojon: organizzata dalla Associazione “Inter Club” di Campolongo ed inserita all’interno del progetto comunale “Collaborando”, la manifestazione è giunta ormai alla sua 5^ edizione. Negozi aperti da parte dei commercianti ed installazione di gazebo ad opera di associazioni, artigiani ed hobbisti per dare vita ad una serata che ha coinvolto tutti: famiglie, giovani, bambini ed anziani. Tra le varie attività svolte durante la manifestazione vanno ricordate la 4^ corsa del sorriso, il concerto della band “Allarme Rossi” e la nota sportiva data dal torneo di calcio balilla umano. A luglio a Campolongo la prima regionale dello spettacolo “ERO-perché volevi diventare grande?” ad opera di Cesar Brie, nel quale il drammaturgo, regista ed attore teatrale argentino, accompagna lo spettatore lungo un percorso nel tempo e nella memoria, inducendolo a riflettere ai grandi temi quali vita, morte, amore rapportati alle esperienze personali di ciascuno. Lo spettacolo è stato inserito nella programmazione della rassegna “Scene di Paglia - Festival dei casoni e delle acque” – giunta alla VII^ edizione e che coinvolge altri 7 Comuni della Provincia di Padova. Iniziativa da ricordare è sicuramente anche “Giù in strada!”, la notte bianca a Campolongo del 25 Luglio. Altra manifestazione inserita all’interno del progetto “Collaborando” ed organizzata dalla neo Associazione giovanile “Essere Protagonisti” in collaborazione con il comune di Campolongo Maggiore. Una sfida per dei giovani che hanno saputo dar vita per il primo anno ad una serata il cui obiettivo era, come s’intuisce dal nome dell’evento, quello di portare “giù in strada” tutti, famiglie, bambini, ragazzi e non più ragazzi per un momento di festa e condivisione. Negozi aperti aperti fino alla mezzanotte, gaze-
AVVIATI I LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE DELLA PIAZZA DI SANTA MARIA ASSUNTA CHE DURERANNO SEI MESI Aggiudicati all’impresa a fine settembre costeranno 520 mila euro il 55% finanziati attraverso l’Intesa Programmatica d’Area
bo di hobbisti ed associazioni installati in strada e numerose attività per ogni età: sfilata di moda, balli per bambini, karaoke, street food, sfilata di cavalli e varie dimostrazioni ‘in diretta’ ad opera degli artigiani ed artisti locali, dalla forgiatura del ferro ai murales dei writes. E se questi sono gli eventi che negli scorsi mesi hanno reso vivo il nostro territorio, uno sguardo va già dato anche al prossimo futuro; Domenica 13 Dicembre infatti, si terrà a Bojon dalle 9.00 del mattino alle 18.00 del pomeriggio il mercatino di Natale e del Volontariato, organizzato dall’associazione Auser con le associazioni comunali e l’Amministrazione. Giunto alla terza edizione, sarà un’ulteriore occasione di condivisione per i cittadini, i quali avranno la possibilità di vivere al meglio l’atmosfera natalizia grazie alle attività proposte dalle associazioni che aderiscono alla manifestazione e alla partecipazione di artigiani, commercianti ed hobbisti che renderanno sicuramente magica l’attesa del Natale. E’ quindi un 2015 che si avvia alla conclusione con un bilancio sicuramente positivo sotto più punti di vista: dalla fruttuosa sinergia tra l’Amministrazione comunale e le associazioni, alla quantità e qualità delle manifestazioni che si sono svolte. Un 2015 con tante proposte e tante iniziative in cui i grandi protagonisti sono stati senza ombra di dubbio le associazioni promotrici, motore delle tante attività svolte e cuore pulsante del nostro territorio; commercianti, artigiani ed hobbisti che hanno aderito alle varie manifestazioni; ed i cittadini, preziosi destinatari delle varie iniziative, i quali hanno più volte dimostrato con la loro massiccia presenza la voglia di partecipare a ciò che di bello accade nella realtà che li circonda.
Sono stati avviati in questi giorni i lavori per la realizzazione della nuova piazza di Santa Maria Assunta. Il progetto, su cui l’ammini strazione comunale lavora da anni, è stato presentato alla cittadinanza dal Sindaco e dagli amministratori comunali nel corso di una partecipata assemblea pubblica lo scorso giovedì 1 ottobre. Si parla da oltre dieci anni della necessità di un intervento di riqualificazione del centro di SM Assunta e grazie ad un progetto condiviso dal comune, istituzione parrocchiale e cittadini solo oggi si è riusciti a reperire le risorse necessarie attraverso un importante finanziamento pubblico. La giunta comunale aveva approvato il progetto preliminare per la riqualificazione della piazza ancora a giugno 2013 anche se non aveva beneficiato dei finanziamento regionali predisposti nell’ambito dell’Intesa Programmatica d’Area (IPA) per la riqualificazione dei centri urbani del Veneto. A fine 2014 la Regione ha scorso la graduatoria decidendo di riassegnare un finanziamento di 285 mila euro su un costo complessivo di 520 mila. Un ottimo risultato, indicativo del fatto che
la Regione del Veneto ha rivalutato la qualità del progetto proposto assegnando un finanziamento indispensabile per l’avvio dei lavori. In questi mesi si è redatta la progettazione definitiva ed esecutiva dell’opera, si è stipulato un accordo con la parrocchia per l’utilizzo pubblico delle aree oggetto di intervento, l’amministrazione ha lavorato per reperire le risorse mancanti ed è stata espletata la gara d’appalto. Il progetto della piazza è estremamente qualificante e prevede la realizzazione di un ampio parcheggio sul lato est della chiesa, mentre la parte antistante il sagrato sarà completamente pedonalizzata. Molta cura sarà prestata alla scelta dei materiali utilizzati, alla rete dei sottoservizi e smaltimento delle acque, alle essenze arboree, all’illuminazione e alle ripavimentazione con materiali lapidei di qualità. Il tutto nell’ambito di un progetto che mira a aumentare le aree per la sosta nel centro della frazione e a creare nuovi spazi di socialità per i cittadini. E’ un intervento ambizioso, su cui l’amministrazione sta investendo per il rilanciare il centro aggregativo della più recente frazione del comune.
SALDO TASI E IMU 2015 Entro 16 dicembre prossimo dovranno essere versati il saldo TASI e il saldo IMU 2015. In Parlamento si sta discutendo di quanto succederà a partire dal 2016 ma per quest’anno rimangono gli obblighi ricordati. Inoltre, entro dicembre è possibile mettersi in regola con i pagamenti per l’anno 2014, attraverso il cosiddetto “ravvedimento operoso”. Ricordiamo che nel nostro Comune chi occupa una casa con contratto di affitto non paga la TASI. Per informazioni rivolgersi all’Ufficio Tributi Tel 0495849129
email: tributi@comune.campolongo.ve.it. Per chiarimenti in merito alla tariffa asporto rifiuti TARI bisogna rivolgersi all’Ufficio Clienti Veritas, ora trasferito a Dolo in Via Carducci n. 5 (lungo Via Cairoli, dopo il Municipio è la seconda strada laterale destra). Gli orari di apertura sono: lunedì e venerdì 8.30-13.00, martedì-mercoledì-giovedì 8.3012.30 e 14.00-17.00; sabato CHIUSO. Numero verde 800466466, email: clienti@ gruppoveritas.it.
SLOT MACHINE il Sindaco firma un’ordinanza per limitarne l’utilizzo Con ordinanza firmata dal sindaco Alessandro Campalto, è stato disposto che il funzionamento degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro (le cosiddette “slot machine”) collocati in bar, ristoranti, alberghi, rivendite tabacchi, esercizi commerciali, ricevitorie lotto, eccle sale giochi le sale scommesse, le sale VLT ecc. operanti di Campolongo Maggiore non possano funzionare dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22 di tutti i giorni, compresi i festivi. Nelle ore di “non funzionamento”, questi apparecchi dovranno essere spenti e il titolare dell’attività
dovrà esporre in luogo ben visibile al pubblico tabelle con formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincita in denaro e gli orari di apertura. L’ordinanza è stata condivisa come indirizzo comune tra i Sindaci della Riviera del Brenta nell’ambito della conferenza stessa. Come si legge nelle premesse, l’ordinanza rientra nelle politiche adottate dall’Amministrazione per contrastare i fenomeni di patologia connessi al gioco compulsivo, agendo in stretto contatto con le strutture sanitarie pubbliche.
Nel documento si ricorda quanto serio sia il fenomeno delle ludopatie, quanto sia in vertiginoso aumento il numero di adulti che si rivolgono alle strutture sanitarie dell’ULSS 13 per risolvere problemi di dipendenza da gioco. I dati relativi alle persone in trattamento per il gioco d’azzardo patologico negli anni 2010-2015 presso il servizio SERT di Dolo, hanno evidenziato che il numero di coloro che si sono rivolti alla struttura è passato dai 17 del 2010 ai 105 del 2015. Nel solo comune di Campolongo dal 2014 al 2015 gli utenti seguiti dalla struttura sono raddoppiati.
Nei prossimi giorni l’Amministrazione comunale informerà gli esercenti con video slot e le sale gioco sui contenuti dell’ordinanza e farà seguire controlli costanti da parte delle Forze dell’Ordine. L’inosservanza dei limiti comporterà l’applicazione di sanzioni.
VICINI AI CITTADINI PER UN COMUNE PIÙ BELLO E VIVIBILE
8 Mira Territorio Ascom e comitati denunciano crolli e sporcizia da Malcontenta a Stra
Il Naviglio nel degrado assoluto
Editoriale Basterà la misericordia a salvarci dal malaffare?! di Germana urbani*
di Alessandro Abbadir
A
ssociazioni e categorie denunciano: il Naviglio del Brenta è ridotto a macerie, e in alcuni punti ad un cumulo di rifiuti galleggianti. Da una parte il tornado con tutte le distruzioni che si sono verificate in località Cesare Musatti a Dolo, dall’altra la manutenzione delle rive del canale, di fatto inesistente, con crolli continui su tutto il tratto che va dalle chiuse di Moranzani a Fusina fino a Stra, e scarsa pulizia. L’ultimo scavo del canale risale a 42 anni fa. A completare il paesaggio di desolazione anche le pensiline degli autobus sulla Brentana a Mira e nei comuni di Dolo Stra e Fiesso, la maggior parte in pessime condizioni. A spiegare cosa non va è il vicepresidente dell’ Ascom Adelino Carraro. “La situazione della manutenzione delle rive del Naviglio – denuncia Carraro – è pessima. Nelle scorse settimane e nei mesi scorsi si sono verificati dei grossi crolli degli argini fra Mira e Dolo, ma anche fra Mira e Malcontenta e a Fiesso. I nuovi crolli si sommano ad una situazione di dissesto già presente da tempo. E’ un contesto insostenibile. Mentre come operatori economici e commerciali, stiamo tentando di rilanciare con i proprietari delle ville, il turismo nel comprensorio, il Genio Civile e chi ha l responsabilità di questo territorio, lascia che tutto rovini giù. Se non si interviene in maniera radicale con seri investimenti, il fenomeno rappresenta già ora, un pericolo sia per la regionale 11, che per la navigazione dei Burchielli che a causa dei crolli e dei detriti finiti in acqua, potrebbero incagliarsi. Dopo quello che è successo con il tornado, bisogna assolutamente evitare situazioni di degrado lungo il Naviglio”. Anche i sindaci dell’asta del canale e cioè quelli di Mira, Stra, Dolo e Fiesso nei mesi scorsi si erano incontrati e avevano fatto un appello al Genio Civile, chiedendo investimenti cospicui per sistemare il corwo d’acqua. Cronache alla mano è emerso in quella riunione, che l’ultimo scavo e pulizia completa del Naviglio risale ad oltre 42 anni fa. E poi la sporcizia. L’ultima segnalazione arriva
Territorio
S
L’ultimo scavo del canale è stato fatto 42 anni fa. Pessime pure le condizioni delle pensiline Actv sulla Brentana
Rifiuti gallegianti nel Naviglio
dall’associazione ambientalista “Anima Critica” di Padova, che indica come punto di degrado assoluto il Ponte dei Cavalli a Dolo. E non è una novità. Già in passato erano state tante le segnalazioni riguardanti l’accumulo e l’abbandono di rifiuti in quella zona, cioè quella di Foro Boario, zona che è considerata la porta d’entrata ovest per il centro storico di Dolo. Spesso la corrente del Naviglio trascina a valle i rifiuti, che poi si incagliano nelle paratie del ponte. Ma non solo li i rifiuti si accumulano. Una scena simile si ripete ciclicamente anche a ridosso della piazzetta settecentesca di Mira Porte. E anche qui spesso comitati e cittadini hanno segnalato l’incuria con scarso successo. Anche le pensiline degli autobus lungo la Brentana una ventina, fanno infuriare i
residenti da come sono ridotte. “A Mira le pensiline o sono state levate o sono semidistrutte dai vandali – dicono gli utenti che ogni giorno a centinaia vanno a prendere gli autobus in direzione Venezia o Padova. Cosa aspetta chi di dovere di ricollocarle? Di inverno con pioggia, nebbia o neve, stare a cielo aperto aspettare l’arrivo del bus non è certo piacevole”. Da parte dell’Actv arriva una risposta precisa. “Le pensiline – spiega il presidente Actv Luca Scalabrin – non sono di nostra competenza, ma di competenza dei Comuni. Abbiamo sollecitato più volte ad esempio il Comune di Mira a sistemare quello che è arredo urbano di sua competenza, ma finora non c’è stata alcuna risposta”. E intanto pendolari, studenti e anziani si devono arrangiare.
segue da pag.
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Anche qui, nel Veneto bianco, nella terra degli scandali del Mose, la gente è davvero scossa dalle notizie emerse nelle ultime inchieste giornalistiche che hanno evidenziato come in questi due anni anche Papa Francesco non sia riuscito a invertire la rotta di prelati che a volte, come ha detto lui, hanno “una doppia vita”. I fedeli sono davvero delusi. Questo Papa ha smosso i cuori del popolo e ha avviato un processo di riforma che nessuno poteva immaginare fino a pochi anni fa. Così, la gente sta con lui, con Francesco, ma senza dimenticare quanto sta accadendo attorno a lui. Nessuno pensa che sia giusto generalizzare ma ciascuno di noi ha conosciuto almeno uno di quei preti chiacchierati che invece di essere pastori sono stati “carrieristi e arrampicatori”. O peggio, palancai. Figure che non hanno fatto il bene delle parrocchie in cui hanno operato. Che hanno chiesto soldi senza usare la giusta trasparenza per spiegare come li spendevano, che hanno impegnato gran parte delle risorse della parrocchia in opere di restauro così impegnative da non aver più sostanze per altro. E solo per metterci una targhetta con il proprio nome. Ma se prima il malcontento serpeggiava solo tra i parrocchiani delusi, oggi non è più così. E’ lo stesso Papa a chiedere con forza ai parroci di essere poveri tra i poveri. Senza mezze parole punta il dito contro i preti ricchi che invece di servire “si servono” intascando per sé. “Vescovi e sacerdoti vincano la tentazione di ‘una doppia vita’, la Chiesa è chiamata a servire, non a diventare ‘affarista’” ha ribadito in una recente omelia che rimarrà nella storia della chiesa. Parole semplici per un appello importante. Il papa sa bene, infatti, che dal comportamento dei preti di fronte al denaro dipende in maniera decisiva la risposta dei fedeli alla loro azione pastorale. I fedeli al loro prete perdonano il carattere difficile, gli sfoghi amari e anche cose più serie, ma non l’attaccamento al denaro. Perciò piace alla gente questo “povero” Papa che è diventato simile ad un eroe. Il suo popolo lo ama tanto da temere per la sua stessa vita; gli atei e i fedeli di altre religioni lo apprezzano, lo stimano. E tutti si preparano a partecipare al Giubileo straordinario della misericordia. Vien da chiedersi però se basterà la misericordia a salvare l’uomo dal malaffare dilagante.
*direttore@lapiazzaweb.it
Istruzione
Protesta dei genitori della scuola elementare di Borbiago
cuole di Mira con tante difficoltà. A Borbiago i genitori protestano per le condizioni in cui sono le aule alla scuola elementare “Parini”. A farsi portavoce del disagio per genitori ed insegnanti è stato uno dei papà dei bimbi iscritti alla scuola pubblica, Alberto Saletti, che è andato nel dettaglio dei problemi che ogni giorno genitori, insegnanti e soprattutto bimbi, si trovano di fronte. “Le pulizie – spiega – vengono eseguite da una società che ha l’appalto di sole 13 ore
a settimana, il che significa che gli operatori dispongono di una sola ora al giorno per pulire tutta la scuola. Questo comporta ovviamente pulizie frettolose e di scarso livello all’interno delle classi, nei corridoi e perfino nella palestra, la quale è attualmente chiusa appunto perché troppo sporca, precludendo quindi la possibilità di fare attività motoria a bambini di 6 anni. Nell’ultimo periodo alcuni bambini hanno iniziato a manifestare diversi sintomi di allergie, come ad esempio prurito su tutto
il corpo. Non si può accettare questa superficialità sulla salute dei bambini”. Ma non solo. “Il secondo problema che vorrei mettere in evidenza – spiega – riguarda il personale che lavora nella scuola. Attualmente ci sono 3 maestre che si occupano di 50 bambini. Sicuramente il numero sottodimensionato comporta il fatto che queste non riescono a seguire tutti gli studenti nel modo adeguato e con le tempistiche che un bambino di 6 anni dovrebbe avere“. Un’altra problematica è la mancanza
di materiale didattico. “Molto spesso i bambini – concludono i genitori – non hanno a disposizione materiali che solitamente sono forniti dalle scuole. Viene chiesto a noi genitori di procurarli”. Il Comune da tempo si è schierato con i genitori, e nei mesi scorsi aveva denunciato una situazione pesante. A.A.
Mira 9 Tornado La richiesta al Governo delle categorie economiche della Riviera
“Vogliamo deducibilità dei costi di ripristino delle aziende” I soli danni diretti ammontano ad oltre 70 milioni nei territori dei comuni di Mira, Dolo e Pianiga di Alessandro Abbadir delle spese di ripristino di capannoni, impianti e attrezzature per le imprese colpite dal tornado. Va spiegato, infatti, che senza un intervento, che modifichi la normativa attuale, tutti i costi sostenuti dagli imprenditori per far ripartire le aziende ed evitare ricadute economiche e occupazionali per il territorio, sarebbero, infatti, sottoposti a tassazione. Questo metterebbe le aziende in ulteriore difficoltà. Sarebbero costrette ad attingere a capitali e risorse già molto compromesse, a causa della crisi economica, e anche a dover far fronte alle pressanti scadenze fiscali di metà novembre, come i versamenti Iva e il pagamento dell’Imu. Questo dovendo ricorrere in alcuni casi anche all’indebitamento bancario. Precise le richieste finali. “E’ indispensabile che Governo e Parlamento, durante la discussione della Legge di Stabilità, trovino una soluzione concreta a favore dei privati colpiti da calamità naturali – dichiarano. Le aziende hanno subito danni pesantissimi. E’ necessario tutelare il sistema produttivo della Riviera del Brenta”. “Abbiamo ricevuto –concludono le categorie – sia da parte dei Sottosegretari Zanetti e Baretta, che da parte dei parlamentari veneti grande vicinanza alle istanze delle imprese e la disponibilità, anche attraverso la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc”.
Politica
Cozzolino (M5S): solo agevolazioni ma non fondi per la ricostruzione
“L
a legge di stabilità, purtroppo, non stanzia neppure un euro per la ricostruzione dei comuni della Riviera del Brenta devastati dal tornado di luglio, in compenso consentirà alle banche di fare affari sulla ricostruzione”. A dirlo è Emanuele Cozzolino deputato miranese del Movimento 5 Stelle. L’articolo 26 del disegno di legge, per Cozzolino “prevede la possibilità per i cittadini di tutti i comuni d’Italia che hanno subito danni per calamità naturali, di accedere a prestiti agevolati da parte delle banche, prestiti che poi dovranno ovviamente essere restituiti. Il testo della norma, non pone alcun limite temporale alla possibilità di accedere al credito. Vi potranno accedere anche i territori, dove l’emergenza si è verificata ormai da molti anni”. “Lo stato – conclude – si limiterà ad offrire una garanzia ai crediti elargiti nel limite di 1.500 milioni di euro, a sua volta garantita
27611 Visual Comunicazione - Venezia
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e categorie economiche fanno le loro richieste al Governo per i danni subiti da aziende ed esercenti a causa del tornado dello scorso 8 luglio, che ha colpito i comuni di Mira, Pianiga e Dolo. La richiesta fatta è precisa: prevedere in Legge di Stabilità la deducibilità totale dei costi di ripristino delle aziende colpite. Le categorie produttive hanno incontrato a fine ottobre il sottosegretario al ministero dell’Economia Enrico Zanetti e una delegazione di Parlamentari veneti del Pd, della Lega, del Movimento 5 Stelle e di Forza Italia. C’erano i parlamentari del Pd Davide Zoggia, Sara Moretto, Michele Mognato. Per Area Popolare Andrea Causin, per il Movimento 5 Stelle Emanuele Cozzolino, Arianna Spessotto e Marco Da Villa. Al confronto hanno partecipato i sindaci di Mira, Alvise Maniero e di Dolo, Alberto Polo. Le associazioni di categoria e cioè Confindustria, Confartigianato, Confcommercio, Coldiretti e Cia, hanno fatto una analisi della situazione. “La situazione – hanno detto le categorie – nei comuni di Dolo, Mira e Pianiga è sotto gli occhi di tutti. I soli danni diretti ammontano ad oltre 70 milioni di euro e nonostante i continui appelli, a oltre quattro mesi di distanza, nessuna risorsa è arrivata da parte del Governo centrale”. Il provvedimento più urgente invocato perciò, è la richiesta di deducibilità totale
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da Cassa Depositi e Prestiti, ma è evidente che il plafond di garanzia è minimo.Che il Governo non tiri fuori un euro, non solo per i comuni del Brenta, ma anche per gli altri stati di emergenza in corso è lui stesso a certificarlo nella relazione tecnica al provvedimento, dove scrive che l’articolo 26 non comporta oneri finanziari e non ha bisogno di coperture”.
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10 Mira Territorio Il Pd e i residenti di Oriago, Mira Porte e Gambarare denunciano scarsa manutenzione
Salute
Arredo urbano, arrivano le proteste L Giacomo Zanella e Gabriele Bolzoni (Pd): “Bisogna intervenire subito o si rischiano gravi incidenti”
di Alessandro Abbadir
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a passerella sul Naviglio del Brenta, e marciapiedi e camminamenti in condizioni disastrose. E’ questa l’incuria in cui sono precipitati ad Oriago tratti della frazione che ogni anno sono utilizzati da decine di migliaia di residenti e turisti. A denunciare i problemi sono il consigliere comunale del Pd, Gabriele Bolzoni e il segretario del Pd di Oriago, Giacomo Zanella. ”Le lamentele – spiegano – raccolte fra i cittadini riguardano la zona del Naviglio del Brenta nel tratto che va dal ponte pedonale in centro in fino a via Sabbiona, al ponte di Piazza Mercato, cioè quello che si innesta su via Risorgimento. Si tratta di problemi che se non risolti costituiscono un pericolo costante. Vi sono cubetti di porfido che si staccano, vi è muschio quindi con l’umidità si scivola, vi sono vere e proprie buche, la passeggiata non è pianeggiante, vi sono forti dislivelli, alcuni cittadini sono inciampati e caduti”. Ma non solo. “Evidenziamo – spiegano Bolzoni e Zanella
– lo stato di abbandono della passerella in legno - porta biciclette che si trova adiacente alla passeggiata. Ci sono pezzi di tavole mancanti, le erbacce che avvolgono le biciclette, e si rischia di cadere nel Naviglio”. Poi critiche su come sono stati fatti i lavori e mai sistemati. “Dopo più di 3 anni che sono terminati i lavori lungo il Naviglio – concludono – questa amministrazione del sindaco grillino Alvise Maniero e del suo assessore Luciano Claut, non si è neppure posta il problema che le “palancole in metallo” infisse nel Naviglio per la tenuta dell’argine dove posa la passerella, possono essere tagliate al livello del piano stradale. E magari le aree laterali adiacenti potrebbero essere abbellite con la posa di un semplice sasso o roccia, o semplicemente con la semina di erba, o la piantumazione di fiori”. In queste ultime settimane non è solo però dalla frazione di Oriago che sono arrivate proteste per le condizioni dell’arredo urbano. Segnalazioni sono arrivate anche da Mira
Taglio e da Mira Porte, dove in diverse strade le buche sull’asfalto sono diventate sempre più grandi sino ad assumere l’aspetto di vere e proprie voragini. “E’ da 3 anni che segnaliamo al Comune di Mira – spiegano dei residenti di via Valmarana a Mira Porte -– la situazione disastrosa di questa strada, ma finora alle nostre richieste di intervento non è arrivata alcuna risposta”. Problemi per
strade dissestate e lampioni non funzionanti arrivano anche da Piazza Vecchia e Gambarare di Mira, per le condizioni in cui si trova via Primo Maggio, la strada che collega la frazione con la statale Romea. Il Comune di Mira da parte sua si è sempre difeso, spiegando che i fondi a disposizione per le manutenzioni sono pochi anche a cause dei tagli dei trasferimenti statali.
l’ona si mobilita contro il decreto poletti ’Osservatorio Nazionale sull’Amianto di Mira si mobilita anche in Riviera del Brenta e contro il decreto Poletti. “Il Governo Renzi aveva assunto l’impegno di indennizzare le vittime dopo la clamorosa sentenza Eternit – spiega Franco Tramarin della sezione Riviera del Brenta – e la montagna ha partorito il topolino, il decreto Poletti. Sono 5.600 euro da corrispondere una volta sola, su richiesta dell’interessato per gli anni dal 2015 al 2017, attingendo dal Fondo Vittime dell’Amianto. Come associazione, abbiamo impugnato il decreto perché riteniamo la somma esigua e limitata ad i soli malati di mesotelioma”. “Riteniamo – continua Tramarin – che ci sia stato oltre il danno anche la beffa poiché la prestazione è definita “assistenziale”, mentre è un vero e proprio risarcimento, per la condotta dello Stato, inadempiente, e perché poco più che simbolico, e soprattutto perché queste somme vengono attinte dal già esiguo Fondo Vittime Amianto, di 28.783.164 euro. Inoltre, se ne dovrà far richiesta, e quindi gli aventi diritto che non ne sono informati, non otterranno il dovuto”. Per ottenere i soldi e fare la domanda Inail gli interessati potranno recarsi nell’ex sede del Genio Civile a Mira, dove è attivo lo sportello Ona o telefonare al 349-8484650.
Pranzo di Natale Il Ristorante “Alla Fornace” Vi propone di Festeggiare IL NATALE a tavola accompagnati dal seguente Menù di Pesce: Aperitivo della casa con Salatini, Schiette fritte con polenta Antipasto “FORNACE” di Gamberetti, Polipi con sedano e insalata di mare, Latticini di Seppia, 1/2 Astice al Prosecco Pennette con Salmone e Gamberi Gnocchetti di Natale con Scampetti alla Busara Grigliata di Orata, Coda di Rospo, Scampo Vassoio di Fritto Misto con Polenta Insalatine Miste di Stagione Ananas Fresco · Gelato Tartufato al Liquore Pandoro con Vino Moscato Sorbetto al Limone · Caffé corretto Pinot, Prosecco, Acqua Minerale
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Campolongo 11 La novità Nasce con il contributo della Regione un Fab Lab, laboratorio per la fabbricazione digitale
“Affari puliti in 3 D”, nell’ex casa del boss Maniero L’ambito di interesse spazia dalla produzione di gioielli, alle biciclette, all’architettura. Sarà punto di riferimento per Riviera e Piovese di Alessandro Abbadir
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’ diventato realtà a fine ottobre con l’inaugurazione, il primo laboratorio per la Fabbricazione Digitale (Fablab) insediato in un bene confiscato alla mafia. E’ ospitato nella villa posseduta dal boss della Mala del Brenta Felice Maniero a Campolongo, poi confiscata. Il FabLab ha l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per l’acculturazione e la sperimentazione delle nuove tecnologie di fabbricazione digitale. Aperto agli artigiani, ai maker, agli studenti e a tutti gli appassionati dell’area compresa tra la province di Venezia e Padova, punta a diventare un nuovo punto di aggregazione per Riviera del Brenta e Piovese. Il laboratorio è dotato di diverse attrezzature e macchinari per la fabbricazione digitale e cioè stampanti 3D, laser cutter, fresa, controllo numerico, ed è uno “spazio aperto” per tutti quelli che vogliono apprendere e sperimentare concretamente le potenzialità del digital manufacturing, sviluppando nuove idee
progettuali, realizzando prototipi e producendo piccole serie. “Gli ambiti e i settori di interesse di “Affari Puliti 3D” sono veramente molteplici – spiega Paolo Bordin, presidente di Crazy Lab e direttore di Affari Puliti, che gestisce il laboratorio. Si può spaziare dalla produzione di gioielli, alle biciclette, all’architettura etc. Inoltre il laboratorio vuole rispondere prima di tutto alle esigenze, ai fabbisogni e alle curiosità che emergeranno dalla comunità locale, costruendo con gli imprenditori, gli artigiani, i maker interessati, processi di approfondimento e sperimentazione condivisi”. L’iniziativa è promossa dal Crazy Lab ed è ospitata dall’associazione Affari Puliti, in partnership con il Comune di Campolongo Maggiore. E’ stata cofinanziata dalla Regione del Veneto nell’ambito del programma dell’Agenda Digitale del Veneto. Il FabLab (Fabrication Laboratory) “Affari puliti 3D” (www.facebook.com/affaripuliti3d), uno dei
laboratori digitali vincitori del bando regionale, ha ricevuto un contributo a fondo perduto pari all’80% del costo di realizzazione fino a un massimo di 100.000 euro. “La Regione – ha commentato il vicepresidente del Veneto, Gianluca Forcolin – con “FabLab” ha inteso creare nella nostra regione una rete di centri di ricerca e formazione attrezzati per la “fabbricazione digitale” dove imprenditori, cittadini, professionisti possano studiare e realizzare insieme nuovi prodotti o servizi che valorizzino il nostro territorio. L’obiettivo di fondo, infatti, è che i centri siano liberamente e gratuitamente accessibili da tutti coloro che intendano avvicinarsi al mondo della fabbricazione digitale”. “Ringrazio la Regione per aver creduto e investito nel progetto – ha detto Alessandro Campalto, sindaco di Campolongo Maggiore. Un progetto innovativo per il nostro territorio, che coinvolge le imprese e artigiani e li aiuterà a competere
Lo staff di Fablab nei mercati internazionali. Il FabLab trova sede in un luogo che ha avuto in passato una storia particolare, da luogo del malaffare diventa ora e luogo del fare digitale”. “Mi piace pensare che il FabLab sia un’ideale prosecuzione della lunga storia artigianale del Piovese, che ha visto nascere proprio qui una delle prime stamperie in Veneto – ha detto il sindaco di Piove di Sacco, Davide Gianella. Questo laboratorio permetterà al nostro territorio di continuare a produrre, sfruttando moderne tecnologie”. L’evento è partner di
Digitalmeet. A ottobre si è tenuta, infatti, la terza edizione di Digitalmeet, il più grande evento del Triveneto dedicato principalmente all’alfabetizzazione digitale verso cittadini e imprese: più di 70 eventi in 4 giorni, con più di 150 speaker, per affermare una diversa cultura del web, della comunicazione e del digitale nei nostri territori. E’ stato promosso da Fondazione Comunica e Talent Garden Padova, in collaborazione con Talent Garden Pordenone.
NEWS Festività
Mercatino di Natale e della Solidarieta’
Ordinanza del sindaco
Stop alle Slot machine a tutte le ore
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nche quest’anno Il Comune, in collaborazione con l’associazione Auser Insieme, promuove per domenica 13 dicembre dalle 9 alle 18, nel piazzale del centro civico di Bojon la 4^ edizione del mercatino di Natale e del volontariato. “Questa iniziativa – spiega il vicesindaco Andrea Zampieri – vuole unire la necessaria esigenza di visibilità delle associazioni di volontariato, con la promozione delle realtà produttive ed economiche del nostro territorio, valorizzando l’ingegno creativo e l’abilità artigianale anche dei privati cittadini e delle associazioni che molto donano alla nostra comunità, aggregando tutti in un momento di festa e di creazione di rete tra i cittadini”. Nell’occasione viene associata anche la giornata “Biblioteca aperta”, con una sua apertura straordinaria. “Viene offerta in questa occasione – spiegano gli organizzatori dell’iniziativa – l’opportunità di iscriversi alla biblioteca, sfogliare riviste, prendere i libri in prestito, usare i computer. Viene attivato anche un banchetto di bookcrossing, un angolo bazar a disposizione di tutti per prendere e scambiare con altri lettori, libri usati. Chi intende aderire, può presentare direttamente all’Auser o al Comune entro il 25 novembre, domanda di partecipazione (scaricabile dal sito del Comune), consegnandola direttamente all’associazione Auser via San Pio X° 4, o trasmessa via mail a segreteria@ausercampolongo.it, oppure all’ufficio commercio del Comune di Campolongo Maggiore, via mail a siro.trolese@comune.campolongo.ve.it o via fax al n.0495849151, e potrà quindi attivare una postazione, esponendo materiale pubblicitario o propri lavori e prodotti. A.A.
top alle macchinette mangiasoldi in funzione a tutte le ore. Con ordinanza firmata dal sindaco Alessandro Campalto, è stato deciso che il funzionamento degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro, cioè le “slot machine” collocate in bar, ristoranti, alberghi, rivendite tabacchi, esercizi commerciali, ricevitorie lotto, sale giochi le sale scommesse, le sale Vlt che si trovano Campolongo, possano funzionare solo dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22 di tutti i giorni, compresi i festivi. Nelle ore di “non funzionamento”, questi apparecchi dovranno essere spenti e il titolare dell’attività dovrà esporre in luogo ben visibile al pubblico, tabelle con formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincita in denaro, e gli orari di apertura. L’ordinanza è stata condivisa come indirizzo comune tra i sindaci della Riviera nell’ambito della conferenza stessa. “L’ordinanza - spiega Campalto - rientra nelle politiche adottate dall’amministrazione per contrastare i fenomeni di patologia connessi al gioco compulsivo, agendo in stretto contatto con le strutture sanitarie. Nel documento si ricorda quanto serio sia il fenomeno delle ludopatie, quanto sia in vertiginoso aumento il numero di adulti che si rivolgono alle strutture sanitarie dell’Ulss 13 per risolvere problemi di dipendenza da gioco”. I dati relativi alle persone in trattamento per il gioco d’azzardo patologico negli anni 2010-2015 al Sert di Dolo, hanno evidenziato che il numero di coloro che si sono rivolti alla struttura è passato dai 17 del 2010 ai 105 del 2015. Nel solo comune di Campolongo dal 2014 al 2015 gli utenti seguiti dalla struttura sono raddoppiati. In queste settimane l’amministrazione comunale informerà gli esercenti con video slot e le sale gioco sui contenuti dell’ordinanza, e farà seguire controlli costanti da parte delle forze dell’ordine. L’inosservanza dei limiti comporterà l’applicazione di pesanti sanzioni. A.A.
Al Palasport di Liettoli
Mille ragazzi per ascoltare Salvatore Borsellino
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ono stati mille gli studenti arrivati dall’intera Riviera e da Venezia che hanno assistito ad ottobre alla lezione di legalità al Palasport Monteverdi di Liettoli da parte di Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo. Salvatore Borsellino è stato introdotto ai ragazzi dal capo della Squadra Mobile di Venezia Angela Lauretta, che ha parlato ai giovani anche dei reati di bullismo che vengono compiuti dai ragazzi contro altri (quelli individuati dal branco come i più deboli), soffermandosi poi sul significato di mafia. I ragazzi sono stati attentissimi per 2 ore ed hanno ascoltato il racconto di vita dal fratello di Paolo Borsellino, ma anche quello di Giovanni Falcone morti a 57 giorni di distanza l’uno dall’altro, morti perché non si piegavano alla mafia. Salvatore Borsellino si è soffermato sull’’agenda rossa, agenda sulla quale Paolo annotava tutto, ma sparita dopo l’esplosione di via D’Amelio e mai più ritrovata. Il fratello del giudice ucciso ha poi avuto un pensiero per gli uomini della scorta di Paolo, morti insieme a lui quel fatidico 19 luglio 1992. Un pensiero particolare è andato alla figura della poliziotta e agente di scorta, Emanuela Loi che era con il giudice Borsellino da poco tempo della quale è stata trovata una mano nel davanzale della finestra del 4° piano del palazzo di via D’Amelio. L’esplosione è stata talmente violenta che di tanti agenti non è rimasto che qualche brandello. Salvatore Borsellino ai ragazzi ha mandato un messaggio molto chiaro. “Non andate via dal vostro paese perché le cose non vi piacciono - ha detto in conclusione dell’incontro -, ma invece cercate voi di farle cambiare”. Alla fine un lungo applauso è stato chiesto ai ragazzi dagli organizzatori per solidarietà a Nino Di Matteo, magistrato palermitano che ha preso il posto ed il testimone di Falcone e Borsellino, più volte minacciato di morte dalla mafia e spesso lasciato solo dalle istituzioni. A.A.
12 Camponogara L’iniziativa Coinvolti da Legambiente i comuni di Dolo, Campagna Lupia, Campolongo, Camponogara
Educazione ambientale con “Puliamo il mondo” Sono state coinvolte le quarte elementari per un totale di 12 plessi scolastici, 22 classi, quasi 500 bambini di Giacomo Piran
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rande successo per “Puliamo il mondo”, manifestazione promossa da Legambiente Riviera del Brenta. “Negli ultimi anni – spiega Fabrizio Destro, presidente di Legambiente Riviera del Brenta – abbiamo promosso e organizzato ogni fine settembre in diversi Comuni la manifestazione ‘Puliamo il mondo’ che è conosciuta a livello internazionale come Clean Up the World, una delle maggiori campagne di volontariato ambientale con cui vengono liberate dai rifiuti e dall’incuria i parchi, i giardini, le strade, le piazze, i fiumi e le spiagge di molte città del mondo”. Destro fa poi una cronistoria dell’iniziativa. “L’edizione italiana di Clean Up the World dal 1993 – prosegue il presidente – viene organizzata da Legambiente con la collaborazione dell’Anci e con i patrocini dei ministeri dell’ambiente e dell’istruzione. Ogni anno in oltre 1700 comuni sono coinvolti più di 700 mila volontari che ripuliscono oltre 4500 aree, un risultato straordinario che conferma il ruolo protagonista delle amministrazioni locali nella gestione del territorio. ‘Puliamo il mondo’ è un’iniziativa di cura e di pulizia, un’azione allo stesso tempo concreta e simbolica per chiedere città più pulite e vivibili, una manifestazione che mira a sviluppare nei cittadini il senso di responsabilità per l’ambiente e per il proprio territorio, e rappresenta un importante momento di scambio e dialogo tra le comunità e gli amministratori locali”. Si parla poi del progetto in Riviera. “Nel corso degli anni hanno collaborato con il nostro circolo per realizzare ‘Puliamo il mondo’ – continua Fabrizio Destro – associazioni di volontariato e diversi Comuni che hanno aderito all’iniziativa, dimostrando sensibilità verso la questione dei rifiuti e le problematiche ambientali, e impegno verso l’educazione civica dei bambini. Crediamo che attraverso i bambini si possa davvero cambiare in meglio la società. Per questo abbiamo sempre privilegiato
le scuole, coinvolgendo genitori e insegnanti. La presenza alle manifestazioni degli amministratori, della Protezione Civile, della Polizia Locale hanno anche avvicinato i bambini alle istituzioni, coinvolgendole nel processo di educazione ai valori della sostenibilità. Quest’anno abbiamo realizzato ‘Puliamo il mondo’ con i bambini delle classi quarte elementari dei comuni di Campagna Lupia, Campolongo, Camponogara e Dolo. In totale 12 plessi scolastici, 22 classi, quasi 500 bambini. Educazione ambientale, formazione dei futuri cittadini, pulizia del luogo, contributo al miglioramento della raccolta differenziata e alla riduzione dei rifiuti, esempio per gli adulti”.
La denuncia
Il caso del falso medico va in Parlamento
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a fatto scalpore in tutta Italia grazie alla denuncia sollevata da una famiglia di Camponogara, il caso del falso medico Andrea Stampini finisce in Parlamento. E’ stata presentata, dai deputati del Pd Michele Mognato e Delia Murer una interrogazione in commissione al Ministro per la Salute, Beatrice Lorenzin sulla questione del falso medico Andrea Stampini. L’uomo che non avrebbe mai conseguito la laurea è finito sotto inchiesta da parte della Procura dopo un esposto di una coppia di Camponogara, il cui figlio ha subito delle lesioni alla nascita a loro avviso a causa della condotta di Stampini. “La Procura di Venezia – spiegano i due deputati – sta indagando sulle circostanze di un parto avvenuto il 26 dicembre 2014 all’ospedale di Dolo. Il ginecologo che effettuò l’intervento, Andrea Stampini, era privo dei titoli abilitativi allo svolgimento dell’attività medica. Stampini – proseguono – era in pensione e operava in qualità di medico in convenzione con l’Ulss 13. Aveva operato per quasi 40 anni come ginecologo in molteplici strutture e aziende sanitarie, assumendo ruoli di responsabilità apicale. L’ordine dei medici di Ferrara, in cui Stampini era iscritto, il 29 settembre 2014 lo ha sospeso in quanto ‘non sussistono all’origine i requisiti per l’iscrizione all’albo professionale’. Non risulta poi che Stampini abbia conseguito il diploma di laurea in medicina all’Università di Bologna. La Procura di Venezia ha aperto un secondo fascicolo d’inchiesta a carico di Stampini per ‘esercizio abusivo della professione medica’”. “Vogliamo sapere – conclude l’interrogazione di Mognato e Murer – quali azioni il Ministro intenda intraprendere, per accertare con una ispezione presso le aziende sanitarie e socio-sanitarie in cui Stampini ha operato, quali siano state le procedure di selezione, valutazione e controllo dei titoli abilitativi che hanno condotto il sedicente ginecologo ad operare ininterrottamente presso le A.A. strutture pubbliche”.
NEWS Iniziative
Cultura
Arredo urbano
Mercatino dei gusti e sapori … aspettando il natale
Nuova stagione teatrale dedicata alle famiglie
Aree verdi e rotatorie piu’ belle con lo sponsor
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omenica 6 dicembre 2015, la cooperativa il Plaustro assieme all’amministrazione comunale di Camponogara organizza in piazza Mazzini, come da tradizione, il “Mercatino dei gusti e sapori... aspettando il Natale”. Il Plaustro è una cooperativa che organizza diversi eventi a sfondo culturale nel territorio. Il principale è il mercatino per ragazzi a Piove di Sacco, Mira e Camponogara. La cooperativa, da diversi anni, con il patrocinio di Camponogara, organizza il mercatino dell’antiquariato e dell’hobbistica, ogni prima domenica del mese. “La giornata sarà arricchita dalla presenza del mercatino dell’antiquariato e hobbisti, con la partecipazione delle numerose associazioni del territorio, le quali saranno presenti con le loro meravigliose bancarelle di oggetti inerenti al Natale – dice il presidente del Plaustro Lino Fabris. Durante l’intera giornata, ci saranno poi una serie di eventi come: la corsa dei Babbo Natale, l’addobbo di un enorme albero di Natale arricchito dai preziosi lavori fatti dai bambini delle scuole elementari, e uno spettacolo teatrale sempre per i più piccoli. Naturalmente durante l’intera giornata si potranno degustare i sapori d’inverno, dalle castagne calde, alla cioccolata calda e il vin brulè”. A conclusione della giornata, ci sarà l’estrazione di una lotteria, organizzata da alcune associazioni locali, dove il ricavato sarà devoluto alle famiglie colpite dal tornado dello scorso 8 luglio. Questa giornata del 6 dicembre, fa da apertura a varie iniziative che si svolgeranno nell’ intero periodo natalizio, con la chiusura il 6 gennaio 2016 con il tradizionale evento folkloristico, in piazza Matteo Vanzan, “Brusemo ea Vecia”. Quest’ultimo tradizionale evento di bruciare un pupazzo di forma umana ha radici antiche ed è rimasto un rituale magico per scacciare la cattiva stagione e invocare l’arrivo della primavera. Per maggiori informazioni si può scrivere a intercoop. plaustro@libero.it. R.P.
’ iniziata la quarta rassegna teatrale al Dario Fo di Camponogara titolata “Vengo anch’io”. Il cartellone è dedicato alle scuole e al pubblico dei più piccoli. Le passate edizioni sono state apprezzate dalle scuole e della famiglie che hanno partecipato numerose. L’evento è realizzato dal direttore artistico Mattia Berto, dall’associazione di promozione sociale “Punto a capo” e dal Comune di Camponogara. La stagione offrirà al suo giovane pubblico nuove emozioni e nuove occasioni di fare didattica anche fuori dalla scuola. La nuova avventura dedicata alle scuole comincerà con lo spettacolo Oz, per le scuole dell’infanzia, e sarà preceduta da un imperdibile appuntamento che l’associazione “Punto a capo” e Mattia Berto ha offerto gratuitamente, “Palestra futuro” un laboratorio teatrale per insegnanti. La stagione propone 6 titoli per un totale di 10 repliche, suddivise per fasce d’età e articolate in più varietà di argomenti, dalle fiabe per bambini ai grandi classici shakespeariani. Giovedì 29 e venerdì 30 ottobre per la scuola dell’infanzia due spettacoli: “Oz”, tratto dal meraviglioso mago di Oz; giovedì 4 febbraio 2016 “Un brutto bruttissimo anatroccolo”, rielaborazione dell’omonima fiaba di Pino Costalunga. Per la rassegna di spettacoli dedicata alla scuola primaria: giovedì 5 novembre “Pippi Calzelunghe” di Astrid Lindgren; giovedi 28 e venerdì 29 gennaio “Courious adventurs” of Pinocchio di Marcello Chiarenza. Per le scuole secondarie venerdì 5 febbraio 2016 “Troilo e Cressida”, amore tragico tra eroi comici tratto da William Shakespeare e venerdì 11 febbraio “I Persiani”, lezione del terzo anno sul testo “I persiani” di Eschilo con l’incontro con una scuola di teatro. Gli spettacoli iniziano tutti alle ore 10, per maggiori informazioni si può visitare il sito www.teatroragazzidariofo.it o contattare l’associazione “Punto a capo”. R.P.
l Comune pubblicherà un bando per la sponsorizzazione d’interventi di abbellimento e manutenzione delle aiuole di aree verde e delle rotatorie presenti nel territorio. Le rotatorie cittadine, proprio per la loro funzione di ausilio per la regolamentazione del traffico, sono le porte di accesso alla città. La loro cura risulta, quindi, importante in termini di immagine. Camponogara vuole mettere in campo alcune iniziative che mirano a renderle ancora più belle, senza che questo abbia un peso sul bilancio, e offrendo nello stesso tempo a soggetti privati un’opportunità di visibilità. L’istituto contrattuale della sponsorizzazione, disciplinato dal regolamento comunale sulle sponsorizzazioni, ha rappresentato una novità e una modalità innovativa per tali interventi. I soggetti privati che aderiranno saranno incaricati della sistemazione delle aree con interventi di abbellimento e con la manutenzione delle aiuole. Dalla loro hanno “in cambio” una posizione di grande visibilità che li promuove verso i cittadini e coloro che attraverseranno le viabilità, avendo un ritorno d’immagine grazie all’esposizione di cartelli in prossimità dell’area stessa, che mettano in evidenza da chi e come è stato svolto l’intervento. “Sono sicuro dell’attenzione delle associazioni, delle aziende, delle cooperative, ma anche di singoli cittadini – dice il sindaco Giampietro Menin – che volontariamente e gratuitamente si metteranno a disposizione, dimostrando un alto senso civico, dando un contributo concreto alla cura del nostro paese. Saremo orgogliosi se ci saranno queste disponibilità che ci danno anche uno stimolo affinché, pur nelle notorie e oggettive criticità di bilancio, si mettano in campo tutte le azioni possibili, per dare una risposta adeguata in termini di manutenzione del verde e degli spazi pubblici nel loro complesso. Pertanto chiunque può diventare sponsor del verde cittadino, di un’aiuola o di una rotatoria”. R.P.
Camponogara 13 Sanità Abbiamo sentito le opinioni sul futuro dell’Ulss13
Maggioranza e opposizioni in difesa dell’ospedale di Roberta Pasqualetto
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u quale debba essere il futuro per l’Ulss 13 e i suoi ospedali abbiamo raccolto le opinioni dell’amministrazione di Camponogara e delle opposizioni. “Va preliminarmente ribadito che la nostra Ulss 13, è tra quelle in cui la riorganizzazione è stata avviata per tempo, tanto da permettere il raggiungimento del pareggio di bilancio già nel 2012 e la chiusura del bilancio 2013 con un attivo di oltre 7 milioni di euro – dice il sindaco Gianpietro Menin. Cosa che non è avvenuta in altre Ulss del territorio veneziano che secondo il centrodestra andrebbero a costituire la nuova Azienda Serenissima”. Il sindaco esprime queste riflessioni partendo proprio dai dati di carattere economico, dell’Ulss 13 e delle Ulss alle quali dovrebbe fondersi, e che vedono il bilancio Ulss 13 Mirano in attivo dal 2012 ad oggi. “Ho chiesto in consiglio comunale che l’amministrazione e tutti i sindaci della Riviera trovassero una sintesi tra le loro diverse opinioni – dice il consigliere del gruppo minoranza “Amministriamo Assieme” Emanuele Compagno. Oggi, con l’avvento dell’Azienda Zero è necessario sospendere la riorganizzazione per capire quali effetti ciò determinerà sui servizi. Bene che le amministrazioni in Riviera si mobilitino ora, serviva una mobilitazione forte anche in passato. Il nostro gruppo è sempre stato convinto della necessità di salvare l’ospedale e tutti i servizi in Riviera anche quando assistevamo alla scomparsa ad esempio del Giudice di Pace”. Il capogruppo della minoranza Pascale De Falco ribadisce
Il sindaco Menin è stato il portavoce delle critiche all’attuale gestione delle schede ospedaliere
Il municipio di Camponogara
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Sicurezza
Allarme furti nelle case
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Il consiglio comunale ha approvato un documento in difesa delle strutture mediche che la preoccupazione è unanime. “Siamo tutti preoccupati per il destino dell’Ulss 13, indipendentemente dal colore politico. Abbiamo dato mandato al sindaco perché porti avanti le perplessità comuni. Le due iniziative pubbliche, organizzate negli anni precedenti, sono state volute fortemente proprio dalla minoranza, ci siamo sempre mossi compatti”. “L’ospedale di Dolo e Mirano vanno difesi con tutte le armi che abbiamo – dice Mario Borella consigliere di minoranza di “Camponogara prima di tutto”. L’ospedale di Dolo ha una storia ed e il più importante dell’area per le utenze che lo utilizzano ed era conosciuto per la sua qualità. Non possiamo permettere che diventi un pronto soccorso: sarebbe intollerabile, pensare che per una appendicite si debba andare a Mestre. I nostri reparti sono sempre stati considerati il fiore all’occhiello della sanità locale, ma alcuni sono già spariti. La
mia opinione non è solo quella di un politico, ma anche di un cittadino che usa il servizio da 65 anni e che è arrabbiatissimo”. Il consiglio comunale di Camponogara all’ unanimità ha approvato un documento che chiede la sospensione della riorganizzazione dei reparti dell’Ulss 13. Un documento che è stato approvato anche dal consiglio comunale di Mira e da quello di Dolo. Purtroppo le prese di posizione dei consigli comunali non sono servite a granché, visto che in consiglio regionale è stata bocciata la richiesta di sospensione avanzata dal centrosinistra.
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ncora ladri negli appartamenti in azione in Riviera del Brenta queste ultime settimane nei territori di Mira, Pianiga, Camponogara e Fiesso. Le visite dei predoni hanno interessato abitazioni Oriago di Mira, nelle laterali di via Ghebba e nella frazione di Marano. A Pianiga e stata colpita Rivale e a Camponogara la frazione Prozzolo. Dalle case sono stati portati via preziosi e contanti. I ladri hanno agito di sera, controllando prima che nelle case non ci fosse nessuno al momento del colpo. Altri colpi sono stati fatti poi nella zona di Fiesso d’Artico a ridosso della regionale 11. Sono state razziate una decina di case. Anche in questo caso sono stati portati via soldi, preziosi e pure elettrodomestici ,come televisori o piccoli forni a microonde. I colpi segnalati dai residenti in questi ultime sttimane, stanno creando preoccupazione fra la gente. A Mira si attende con novembre l’avvio dei pattugliamenti notturni con i vigili urbani, controlli che il sindaco Alvise Maniero ha annunciato qualche settimana fa, per alleviare le preoccupazioni dei cittadini. I controlli saranno fati a sorpresa una volta alla settimana. Sempre attivi sono anche i gruppi di controllo di vicinato, che si sono costituiti pure a Fiesso d’Artico nei mesi scorsi.
14 Campagna Lupia Politica Clamorosa decisione del centrosinistra durante una sessione del parlamentino cittadino a fine ottobre
Le opposizioni abbandonano il consiglio comunale La capogruppo Pisana Boscolo: “Non ratifichiamo decisioni già prese”. Per il sindaco Livieri è stata una sceneggiata fatta per recuperare visibilità di Alessandro Abbadir
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e opposizioni di centrosinistra, abbandonano il consiglio comunale di Campagna Lupia con la minaccia di non rientrarci più, se l’atteggiamento della maggioranza non cambierà. Le opposizioni di centrosinistra a Campagna Lupia, hanno accusato il sindaco e la giunta di scarsa democraticità nella gestione delle istituzioni. La decisione è stata presa in un consiglio comunale di fine ottobre. “All’ordine del giorno – spiegano Francesca Bressanin e Pisana Boscolo per il centrosinistra – vi era, tra l’altro, l’approvazione del nuovo regolamento sui servizi sociali e servizi scolastici. Non ci è stato dato modo di fornire a questi provvedimenti un contributo”. Pisana Boscolo va nel dettaglio. “Noi della minoranza – spiega – abbiamo visto per la prima volta questo regolamento in una commissione convocata solo dieci giorni prima del consiglio comunale, e in quella occasione ci è stato detto che siccome sul testo ci stavano lavorando da almeno un anno, non sarebbe stato possibile apportare alcuna modifica. Ne abbiamo comunque discusso per quasi due ore, cercando di portare il nostro contributo per migliorare un documento così importante, e insistendo sulla necessità che anche il nostro punto di vista trovasse spazio nel regolamento. Inizialmente sembrava che il
sindaco ne rinviasse la discussione, ma poi ce lo siamo ritrovati tale e quale in consiglio comunale”. Ma non solo. “La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’intenzione della maggioranza di riassumere l’esito della commissione in un documento di mezza facciata, da allegare alla delibera di consiglio. Un documento fotocopiato durante il consiglio comunale, solo per noi tre consiglieri, dove venivano riportati solo alcuni dei nostri rilievi senza alcuna conseguenza sul testo del regolamento. L’ennesima presa in giro”. “Non è la prima volta che accade – lamenta il consigliere di opposizione Marino Minozzi. Da quando si è insediata questa amministrazione le commissioni sono state quasi sempre convocate per ratificare decisioni già prese. Abbiamo voluto andarcene per non dover sopportare l’ennesimo abuso da parte della maggioranza, e per cercare di dare un messaggio forte. Il nostro gruppo, piaccia o no a Livieri, rappresenta il 47% degli elettori e deve esserci data la possibilità di conoscere le cose nonché di contribuire, come in questo caso, alla stesura di un regolamento riguardante una materia così importante. Non abbiamo nessuna intenzione di relegare il nostro ruolo alla sola ratifica di decisioni già prese”. Il resto della serata ha visto l’approvazione di interventi che
Il municipio di Campagna Lupia e Pisana Boscolo
avranno un impatto importante sul futuro del Comune come la programmazione economica degli interventi sulle scuole elementari della frazione di Lughetto, un opera da un milione di euro, e la convenzione con la società che sta progettando la costruzione di una nuova struttura socio sanitaria a Lova, la cui opera partirà per la prossima primavera. Ma la replica del sindaco Fabio Livieri e della maggioranza alla decisione delle opposizioni, non si è fatta attendere. Il primo cittadino non ci sta e ribatte alle accuse del centrosinistra. “La decisione di abbandonare – spiega Livieri – i lavori e i
successivi argomenti posti all’ordine del giorno, è stata un’azione immotivata dettata solamente dalla necessità di recuperare una qualche visibilità che diversamente non ci sarebbe stata. I consiglieri rimasti (della sola maggioranza), a quel punto si sono chiesti il motivo dell’accaduto. Il primo cittadino rincara però ancora la dose. “La politica dei trabocchetti e delle mosse a sorpresa – conclude il sindaco – è una modalità che appartiene al passato, ma che si sperava fosse stata superata dai tempi: forse a Campagna Lupia c’è ancora tanta strada da fare”.
NEWS Iniziativa Arche
Scuole
Il ricordo
L’idrovora di Lova va potenziata
Inaugurate le nuove aule alla Leopardi
Lucia Ilieva scrive una lettera al figlio morto
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i è svolto in municipio l’incontro organizzato da Legambiente - Riviera del Brenta, Miralab associazione di Mira e Brenta Sicuro, dedicato alla sicurezza idraulica. L’amministrazione locale ha offerto stretta collaborazione e patrocinio. Dopo le presentazioni e ringraziamenti di rito, il sindaco Fabio Livieri ha raccontato i problemi del territorio, che ha visto numerosi allagamenti negli ultimi anni, e le preoccupazioni per il progetto idrovora di Lova che è fermo per vizi procedurali. Il mancato potenziamento dell’opera è fonte di grossa preoccupazione per l’ente locale ed i cittadini residenti. Francesco Cazzaro, presidente del Consorzio Acque Risorgive, ha puntualizzato le competenze e le attività del consorzio ed invitato l’unità d’intenti ed anche azioni pubbliche per sbloccare, l’idrovora di Lova. Durante l’incontro è intervenuto anche l’ingegner Caffini che in modo più tecnico e dettagliato ha raccontato l’attività del consorzio. Claudio Giraldo, del Comitato Brenta Sicuro, ha svolto una interessante relazione sulla storia ed i problemi idraulici (costellati di interventi, speso errati) al tempo della Serenissima Repubblica. Alcuni interessanti interventi di amministratori, arrivati da vari comuni, hanno completato la parte “locale”. Nella seconda parte della riunione si è puntato sull’importanza del completamento dell’idrovia, per la salvaguardia dei territori, ma anche come riserva di acqua per i momenti di siccità. L’opera ha la possibilità di essere navigata, di creare utili sedimenti ed ossigenazione per la laguna con l’attenuazione dei fenomeni alluvionali, anche per il mirese. E’ intervenuto Igor Iogan, urbanista di Legambiente - Riviera del Brenta, che ha posto l’accento “sulle grosse responsabilità di una classe politica che non è intervenuta se non per urbanizzare, senza pensare alla programmazione dei prossimi 6 anni, che non prevede le 2 opere fondamentali per la sicurezza dei territori: la risagomatura delle rive del Brenta e l’idrovia Padova-mare”. A.A.
inizio novembre nei locali del plesso Leopardi dell’Istituto Comprensivo “Aldo Moro” di Campagna Lupia, si è tenuta la cerimonia inaugurale delle nuove aule, sorte sull’area sovrastante dove esisteva la ex direzione didattica. La nuova struttura si sviluppa su un livello superiore e ospiterà 2 nuove aule, luminose, dotate di tutti gli impianti e rifiniture ai sensi delle ultimissime normative vigenti in materia di sicurezza e di benessere nei luoghi pubblici e scuole. A spiegare di cosa si tratta è il consigliere delegato alla pubblica istruzione del Comune, Renato Trincanato. “Le aule – dice – hanno un soffitto in legno e grandissime vetrate, che danno la sensazione di essere in una scuola del futuro con il rispetto dei canoni del risparmio energetico ai massimi livelli. Un progetto che ha coinvolto l’ufficio tecnico del Comune già dallo scorso anno e che è stato portato avanti dai funzionari e personale dell’ufficio con grande competenza e professionalità”. Per l’occasione, il dirigente scolastico Flavia Salmaso e l’amministrazione comunale hanno organizzato un taglio del nastro ed una piccola cerimonia durante la quale sono intervenuti le autorità locali, i genitori e naturalmente gli alunni della scuola primaria. Il taglio del nastro è stato però eseguito da una rappresentanza di ragazzi di prima media, in quanto sarebbero dovuti essere loro a godere lo scorso anno delle nuove aule, ma un ritardo nei lavori ha impedito il loro rientro alla primaria. “Si tratta di un altro tassello nel grande puzzle della risistemazione totale dei plessi scolastici – ha detto Fabio Livieri. Il prossimo tassello sarà la realizzazione di una grande opera: la completa ristrutturazione della scuola Fratelli Bandiera di Lughetto. Sarà fatta poi, la necessaria cablatura totale di tutti i plessi a copertura di linea internet con almeno 12-14 mega, in modo tale da avere Lim e registri elettronici perfettamente funzionanti”. A.A.
na lettera diretta al figlio morto Alessandro Minto assassinato a 21 anni dal padre Guerrino, quasi due anni e mezzo fa nella casa in cui risiedeva a Campagna Lupia. L’iniziativa è di Lucia Ilieva la mamma di Alessandro, in occasione della commemorazione dei defunti del 2 novembre. Una lettera in cui si è interrogata sul perché della morte del figlio e sul senso più profondo della morte. Il terribile episodio accadde in via Primo Maggio a Campagna Lupia. Qui dopo una accesa discussione il 26 luglio 2013, Guerrino Minto che aveva 70 anni in preda ad un raptus, uccise il figlio con un coltello da cucina, colpendolo con un colpo micidiale dritto al cuore. Il ragazzo stramazzò al suolo e morì all’istante. L’uomo, dopo una sentenza a 15 anni di reclusione, si trova ai domiciliari a casa propria cioè in via Primo Maggio, con l’anziana madre in attesa della condanna definitiva che arriverà dalla corte di Cassazione. Da qui le riflessioni. “Come posso onorare e ricordare mio figlio – si chiede Lucia – morto per la mano di suo padre? Nonostante i quasi tre anni passati, sento dentro di me molta rabbia e il cuore continua a gridare l’ingiustizia subita e a sanguinare per la perdita di un figlio, il mio unico figlio”. E poi: “La madre che perde il figlio e in modo ingiusto, tanto più se questo modo è stato provocato dal padre si ferma li”. Mamma Lucia si interroga anche sul perché dell’esistenza. “La morte – riflette – è il caso serio della vita, perché di fronte allo scomparire dal mondo dei nostri cari siamo necessariamente condotti a fare una scelta: o crediamo nella resurrezione o cadiamo nella disperazione”. Infine l’appello al figlio. “Alessandro mi ostino a farlo vivere ancora su questa terra perché sorda alla voce dello Spirito che vivifica che perdona e santifica. Quanto vorrei che lui Alessandro me lo spiegasse questo mistero e me lo facesse sentire vivo e felice in me. Alessandro è così?” A.A.
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16 Approfondimento Economia Nella sede dell’Associazione Artigiani della Riviera del Brenta, cruciale riunione di settore
Trasporti, la crisi cancella quasi 800 aziende nel veneziano In aiuto degli autotrasportatori l’estensione dei servizi Ebav alla categoria. Nazareno Ortoncelli e Salvatore Mazzocca: “Si tratta di un risultato storico” di Anna Michieletto
A
d ottobre l’Associazione Artigiani e Piccola Impresa “Città della Riviera del Brenta” e Confartigianato Venezia, hanno indetto una riunione di categoria del settore trasporti e del direttivo provinciale dei trasporti, per fare il punto della situazione e programmare future iniziative. All’evento sono intervenuti il presidente regionale categoria Trasporti Nazzareno Ortoncelli, il responsabile provinciale Michele Varotto, il vice presidente provinciale Mauro Daneluzzi, il presidente e capo categoria dell’Associazione di Dolo, Salvatore Mazzocca, il segretario Franco Scantamburlo, e il funzionario Diego Favaro. Da sempre il settore dei trasporti è stato strategico nell’economia del territorio nazionale e in particolare del veneziano e della Riviera del Brenta. “Purtroppo – ha spiegato il presidente Mazzocca – l’Italia è rimasta arretrata rispetto a tutti gli altri Paesi d’Europa. Mentre, anni fa eravamo la prima potenza in questo settore, ad oggi siamo relegati tra i gradini più bassi, e questo risulta ancora più gravoso in un’economia che continua a
crescere ed in cui il settore dell’autotrasporto e della logistica risultano essere strategici, ma che ci costringono in una posizione di coda”. Sono stati poi presentati dei dati che sono apparsi chiarissimi. Le imprese iscritte all’albo provinciale di Venezia sono passate dalle 2156 del 2008 alle 1380 del 2015. Nel 2015 le aziende iscritte all’Ebav sono 267 con 1021 dipendenti. Un bilancio lievemente positivo sotto questo punto di vista: una azienda e di 78 dipendenti in più dell’anno precedente. Ma non solo. Il 58,7% delle imprese a livello nazionale ha visto ridurre i propri ricavi e che il 57% ha ridotto gli occupati nell’ultimo mezzo anno. Oltre ai dati durante la riunione sono state evidenziate le problematiche sempre più onerose che gravano su un settore necessario nell’economia. Michele Varotto, esponendo i problemi principali del settore, si è voluto soffermare su i motivi principali di un’arretratezza che sono diventati insostenibili. In particolare ha evidenziato come i costi, che sono concentrati soprattutto nella burocrazia e nella sua esecuzione,
portino ad una impossibilità di competizione con il mercato estero e ad un aumento di quello illecito che ne trae indubbiamente vantaggio. “Servirebbe meno burocrazia – afferma Varotto – per avere una maggiore legalità”. Il secondo problema, direttamente collegato al primo, è quello legato alla burocrazia e al suo iter che risulta troppo lunga e onerosa. Infine, il terzo problema messo in rilievo da Varotto, riguarda l’essere flessibili all’interno del mercato: “bisogna essere camaleonti nel mercato – afferma – e si necessita di una maggiore aggregazione tra le aziende per avere più servizi veloci e semplici”. Subito dopo l’edilizia, il campo degli autotrasporti, è quello a cui sono stati tagliati immediatamente i finanziamenti, e pure il fondo di garanzia è stato esaurito in pochissimo tempo. Durante la riunione, a testimonianza delle gravi condizioni in cui vessano gli imprenditori del settore, è intervenuto, Mauro Danuzzi che, dopo aver deciso nel 2008 di diventare un padroncino, vendendo gli altri mezzi che gestiva, e
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Un’immagine della riunione mantenendo una determinata clientela, ad oggi riscontra ancora molte difficoltà dovute alla mancanza di aiuti da parte dello Stato e a causa di una concorrenza spietata. La riunione è stata l’occasione propizia per rendere pubblica un’interessante novità che proviene da Ebav, l’ente bilaterale per l’Artigianato Veneto, il quale ha da poco esteso i suoi servizi alla categoria trasporti, fino ad oggi sguarnita su alcune prestazioni attive invece su tutte le altre attività produttive. “E’ un risultato storico per le imprese del settore – commenta il presidente regionale Ortoncelli. Per mezzo dell’accordo siglato di riforma dei servizi
Ebav le prestazioni potranno essere richieste a rimborso di spese sostenute, dalle imprese del trasporto già nel corso del 2015. L’Ebav rappresenta uno strumento importantissimo in grado di offrire un supporto alle nostre imprese, sostenendole nei fabbisogni quotidiani”. Sono stati approfonditi temi cruciali per la categoria, uno ad esempio su tutti, le pressioni esercitate da Confartigianato trasporti sulla vicenda della diminuzione degli importi delle deduzioni forfetarie. La forte presa di posizione della categoria ha consentito di integrare gli importi, pervenendo ad una agevolazione pari a circa l’80% di quella concessa per il 2013.
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E’
partito a Mira Porte il ciclo di riprese del programma televisivo “Ricette all’italiana” condotto da Davide Mengacci e Michela Coppa nel comune di Mira. Il progetto, realizzato con il contributo dell’assessorato alle attività Produttive e al Turismo del Comune di Mira e con il supporto di Ascom-Confcommercio Riviera del Brenta, punta a dare maggiore visibilità al territorio mirese attraverso la produzione di tre puntate del programma noto al grande pubblico per le ricette elaborate durante la trasmissione. Durante le riprese si sono registrate le preparazioni dei piatti tipici del territorio rivierasco poi, la troupe ha girato nei luoghi caratteristici del territorio tra le ville e la laguna, passando per le aree agricole peculiari per la buona cucina e il turismo all’aria aperta. I filmati andranno poi a costruire le “cartoline” del territorio con un fine promozionale e culturale. “L’occasione è una vetrina per il territorio – spiegano Ascom-Confcommercio Riviera del Brenta e l’amministrazione
comunale di Mira – e nelle previsioni porterà l’immagine del nostro territorio a circa un milione di telespettatori e a più di due milioni di contatti internet nel solo sito della trasmissione. Riteniamo che queste azioni siano importanti, anche per rilanciare l’immagine turistica delle nostre aree dopo il tornado dello scorso luglio”. Le tre puntate andranno in onda in orario mattutino durante le settimane di novembre e saranno, infatti, visibili nel sito internet della trasmissione, spesso consultata da tutta Italia per conoscere ricette e tipicità della penisola italiana. Insomma una buona occasione per rilanciare l’area. A.A.
Personaggio 17 Migranti alla rovescia La storia di un quarantenne di Oriago che si è rifatto una vita nei Caraibi
Andrea Dalla Bella un emigrato a Cuba “A Las Tunas mi sono sposato, comprerò casa e aprirò una attività con 3 scooter e 5 bici taxi a noleggio” di Roberta Pasqualetto
A
ndrea Dalla Bella, è nato nel 1975 a Mestre e abita a Oriago di Mira, anche se dal 2008 ha cominciato a trascorrere dei periodi a Cuba, e alterna periodi a casa ed altri nell’isola caraibica. Andrea ha studiato oreficeria all’istituto d’arte a Mestre, poi ha seguito un corso professionale per parrucchieri, ma questo lavoro non faceva per lui così ha iniziato a lavorare in una ditta di assemblaggio vetri a Quarto d’Altino. In seguito ha lavorato una decina di anni come manutentore idraulico per una catena di banche. Il suo ultimo lavoro è stato nei Musei Civici di Venezia con la mansione di capo servizio. La passione per l’estero è nata per amore. “Tramite mio fratello avevo conosciuto una ragazza cubana con cui ho avuto una storia d’amore e così sono andato a Cuba per la prima volta. Lei abitava nella provincia di Las Tunas, quella realtà mi è piaciuta subito: si vive bene con poco, e i soldi passano in secondo piano. Le persone sono come da noi, devi saper capire di chi ti puoi
fidare”.
Quando si parla di Cuba si pensa spesso al turismo sessuale, lei cosa ne pensa? “A Las Tunas ci sono moltissimi italiani che cercano il turismo sessuale come in altri luoghi dell’isola. Onestamente mi vergogno quando vedo queste cose. Las Tunas è un paesetto come Oriago, anche se appena fuori ci sono solo campi e baracche”. Cosa le piace di Cuba? “Quando vivevo a Oriago rincorrevo il consumismo e sperperavo molto denaro mentre quando sono a Cuba non spreco neanche un centesimo. Ho parlato con i miei familiari e gli ho spiegato che mi sentivo meglio quando stavo lì. A Las Tunas vivo tranquillo e senza pensieri. In questo periodo sto trattando per comprare una casa e per aprirmi una piccola attività: prenderò 3 scooter e 5 bici taxi che metterò a noleggio”. Come ha affrontato le diversità
culturali? “Ovviamente lì ti devi adattare, e certe comodità non ci sono. Le persone sono furbe e appena vedono un italiano pensano di poter fare affari, ma basta saperli trattare”. Ha cominciato con piccoli viaggi e adesso si può dire che vive a Cuba. “All’inizio ho vissuto in albergo, andavo avanti e indietro compatibilmente con il lavoro. Poi ho preso un’aspettativa di sei mesi, adesso torno a casa una volta l’anno quando serve”. Non le manca il suo paese e la sua famiglia? “In realtà no! Ho un rapporto complicato con mia madre e i miei fratelli sono tutti all’estero: Carlo vive in Vietnam, dove ha aperto un ristorante, Daniele ha vissuto 10 anni a Cuba adesso è in Madagascar e commercia caffè, in Italia c’è solo Paolo”. Era andato a Cuba per amore e adesso? “Adesso mi sono fatto una famiglia. Lo
scorso 25 settembre ho sposato una ragazza cubana”. Ripensamenti? “Nessuno. Non si piange mai sul latte versato, sono comunque esperienze di vita e dobbiamo cercare di vivere nel miglior modo possibile”. Quando costa mediamente una casa a Las Tunas? “I prezzi delle case sono più bassi rispetto a qui. Ci sono case da 15 mila dollari per 100 metri quadri, ma c’è ne sono anche di più costose. C’è da dire che sono case in stile cubano, diverse dalle nostre. Per comprare una casa a Cuba devi avere i requisiti: avere la residenza o essere sposato o avere motivazioni valide”. Quali sono i pregi dei cubani? “Hanno pazienza. Io l’ho imparata
Andrea Dalla Bella vivendo lì. Parlando di cucina ci sono diverse cose che mi piacciono tra queste c’è la potaje una sorta di pasta e fagioli con dentro pezzi di maiale. La frutta esotica è buonissima, mangio molti manghi”. Difetti? “Tra le cose brutte c’è la lentezza del progresso: tanti bevono ancora l’acqua piovana, e non hanno i servizi igienici in casa”. Consiglierebbe la sua scelta di vita agli altri? “Questa scelta non è facile, dipende dal carattere che ha una persona. Tanti a causa della crisi economica sono costretti a lasciare il proprio paese, penso sia denigrante che dopo una vita di lavoro, non si riesca ad arrivare a fine mese. Quando sento di gente che va via, spesso anche pensionati, penso che sono bravi”.
18 1 Cultura provinciale Scultura Le opere del chioggiotto Achille Grandis esposte in ottobre ad “Abano arte”
Lo scultore che coglie l’anima dai tronchi di legno Quando il materiale di recupero diventa arte. Realizza sculture da tronchi abbandonati lungo la battigia o in qualche bosco. “Se mi parla - racconta - traggo da quel pezzo di legno qualcosa di espressivo” di eugenio ferrarese
Q
uando il materiale di recupero diven- zarre che tutti possono vedere esposte nella ta arte. Basta partire da un tronco ‘mostra’ del suo giardino. Un tempo si dedicava a forme di piccodi qualsiasi tipo, magari raccolto da qualche parte, abbandonato lungo la batti- la, piccolissima misura – con metalli preziosi e pietre pregiate – ora questi tronchi di gia o in qualche boscaglia. “Se mi ‘parla’, traggo da quel pezzo di dimensioni decisamente più grandi. “Mi piace lavorare il legno, studiarne legno qualcosa di espressivo che può essere le sue venature per poi realizzare queste comico, tragico, ironico, grottesco”. ‘figure’…”. Così spiega AchilAll’inizio di otle Grandis, con alle Grandis non è tobre ha partecipato spalle una lunga espe- interessato alla rienza di artigiano ora- qualità del legno, vuole quasi per caso all’iniziativa “Abano Arte” fo: “40 anni di lavoro riportarlo in “vita” ed è stato subito un prima nel laboratorio sotto altra forma inaspettato successo di calle San Giacomo e poi nel negozio di Corso del Popolo a con la gente che chiedeva informazioni su Chioggia dopo aver svolto praticantato in queste curiose sculture in legno. Le ‘passioni’ di Grandis comprendono gioventù in vari altri laboratori e numerosi anche la scrittura di racconti e poesie, le corsi su metalli e pietre preziose…”. Ed ora la passione per il legno. Grandis lezioni su metalli e pietre preziose tenute non è interessato alla qualità, gli interessa all’Università Popolare di Chioggia, ma anriportarlo in ‘vita’ sotto un’altra forma. Così che il tiro con l’arco – ha partecipato a tre queste nuove ‘creazioni’ assumono talvolta campionati italiani -; collabora inoltre con espressione strani, un po’ inconsuete e biz- quanti hanno realizzato la copia in legno
Lo scultore chioggiotto Achille Grandis con alcune opere in legno del famoso orologio trecentesco di Dondi che è già stata presentata agli studenti delle scuole primarie di Chioggia e che sarà infine montata permanentemente al Museo Civico di Chioggia. “Ho anche realizzato ‘casette’ in legno per uccellini. A volte è qualche ami-
piTTura
co che mi porta il materiale quando taglia qualche albero nel giardino o lo trova in spiaggia o lungo l’argine del fiume…”. Nel futuro Grandis è già intenzionato a partecipare ad altre esposizioni per presentare le sue opere.
“Mi piacerebbe anche coinvolgere altri “artisti” di Chioggia magari per una esposizione al Museo Civico… Ci sono molte persone che hanno queste originali passioni artistiche, ma nella maggior parte dei casi rimane relegata solo al proprio laboratorio”.
fotografia
la MosTra curaTa dal fai di gianni berengo gardin sulle grandi navi È sTaTa allesTiTa al negozio oliveTTi
Museo Correr, dal 28 novembre al 10 aprile
splendori del rinasciMenTo a venezia. andrea schiavone Tra parMigiano, TinToreTTo e Tiziano
A
ndrea Schiavone, un artista “fuori da coro”, affascinante e moderno, sul quale si fa finbalmente il punto dopo decenni di studi e ricerche. E’ questo l’orientamento della mostra “Splendori del Rinascimento a Venezia. Andrea Schiavone tra Parmigiano, Tintoretto e Tiziano” in programma al Museo Correr a Venezia che, dal 28 novembre prossimo e fino al 10 aprile dell’anno venturo, sarà aperta al pubblico. Promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, in collaborazione con 24 Ore Cultura e curata da Enrico Maria Dal Pozzolo insieme con Lionello Puppi, la mostra si propone come un’esposizione spettacolare, per numero e quantità delle opere esposte (oltre 140 tra dipinti, disegni, stampe e un ricco nucleo di libri e documenti storici, e 80 lavori del maestro mai riuniti prima) spesso dalle prestigiosissime provenienze. Si tratta della prima mostra dedicata ad Andrea Schiavone, inventore di uno stile nuovo, con la sua pittura dirompente, ammirato da Tintoretto, Carracci e da El Greco. Nello straordinario scenario della pittura rinascimentale veneziana, in quel concerto plifonico che vedeva eccezionali personalità èrimeggiare e sgominare in laguna, e da qui in Europa, la figura e il “suono” di Andrea Meldolla detto Schiavone (1510c.-1563) s’imposero fin da subito come novità dirompenti, scardinanti ein un certo modo enigmatiche. Un linguaggio pittorico, il suo, assolutamente nuovo e spregiudicato, tanto che Schiavone già pochi anni dopo l’arrivo a Venezia (avvenuto intorno al 1535 forse) spaccò l’opinione pubblica e divise la critica. La mostra rappresenta dunque la prima grande
Una delle foto che fanno parte della mostra “Venezia e le grandi navi” allestita al Negozio Olivetti in piazza San Marco
C Andrea Meldolla, detto Schiavone “Vergine e Bambino, San Giovannino e Santi Zaccaria, Elisabetta, Giuseppe, Caterina e una santa” Olio su tela monografia dedicata all’artista dalmata e la prima reale occasione per il pubblico di scoprire il ruolo centrale che Schiavone ebbe nella pittura del secolo d’oro della Serenissima. Oltre ad essere una mostra di ricerca, essa diventerà un punto di riferimento imprescindibile negli studi del Cinquecento italiano. La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni, dalle 10 alle 17.
’è tempo fino al priossimo 6 gennaio per visitare la mostra fotografica organizzata dal Fai, Fondo Ambiente Italiano, in collaborazione con Fondazione Forma per la Fotografia e contrasto su “Venezia e le grandi navi”. La mostra, allestita al Negozio Olivetti in Piazza San Marco, si compone di 27 fotografie di Gianni Berengo Gardin realizzatae tra il 2012 eil 2014, che ritraggono il quotidiano passaggio delle Grandi Navi da crociera nella laguna di Venezia. La mostra, curata da Alessandro Mauro di Fondazione Forma e già ospitata dal Fai a Villa Necchi Campiglio a Milano nel 2014, ripropone alcuni dei celebri scatti con l’aggiunta in catalogo di alcune fotografie meno recenti, comunque dedicate a Venezia, che appartengono al repertorio del maestro, legato alla città lagunare da una lunga e affettuosa frequentazione, che risale all’infanzia e che ha ispirato alcuni suoi importanti lavori. “Venezia e le grandi navi” approda così al Negozio Olivetti ponendo fine ad un dibattito mediatico, che ne ha messo in discussione la sede e la stessa
realizzazione. “Scopo di questa mostra - dice Andrea Carandini, presidente Fai, - è quello di aprire una fase nuova per Venezia, anche con gli avversari, basata su una ricerca il più possibile condivisa riguardante il miracoloso, complicato e fragile sistema naturale, sociale e culturale della città lagunare conseiderata nel suo meravilgioso complesso”. L’esposizione delle fotografie, anche nelle intenzioni dell’autore, intende documentare il passaggio delle Grandi Navi senza suggerire alternative. Gianni Berengo Gardin non ha mai voluto essere definito un artista, la sua missione è sempre stata quella di documentare, di essere un testimone del proprio tempo. “Ero turbato - spiega così le foto sulle grandi navi - soprattutto dall’inquinamento visivo. Vedere la mia Venezia distrutta nelle proporzioni e trasformata in un giocattolo, uno dei suoi cloni in cartapesta come a Las Vegas mi turbava profondamente”. L’allestimento della mostra è curato dall’architetto Alessandro Scandurra. La mostra è aperta al pubblico da maertedì a doomenica, dalle 10 alle 18,30.
Sport provinciale Sport 19 2 Ciclismo Concluse nelle scorse settimane le due kermesse provinciali
Giovanissimi, su strada si impone l’Uc Mirano di Giacomo Piran
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i sono conclusi nelle scorse settimane i due meeting provinciali di ciclismo riservati alle società della categoria Giovanissimi. Le due kermesse erano riservate alle gare sia su strada che fuoristradaoffroad. Le manifestazioni, che sono a carattere promozionale, sono organizzate dal comitato provinciale di Venezia della Federazione ciclistica italiana, presieduto da Gianpietro Bonato, con lo scopo di avvicinare i giovani allo sport del ciclismo e di permettere loro di cimentarsi in ogni tipo di specialità sempre con l’obiettivo e la pratica educativa e di gioco. Il meeting su strada si è svolto in sei tappe: 1 maggio Pramaggiore (multiprova) a cura del Gs Sorgente Pradipozzo, 3 maggio Lova di Campagna Lupia (strada) a cura della Fausto Coppi Gazzera, 21 giugno Croce di Musile di Piave (strada) a cura del Gs Lagunare, 26 luglio Cavarzere (strada) a cura del Lions D. Cavarzere, Olmo di Martellago (strada) a cura del Gc Maerne Olmo e 27 settembre Marcon (strada) a cura del Gc Marcon. Alla fine delle sei manifestazioni, sommando i punti generali e il bonus partecipazione, a primeggiare è stato l’Uc Mirano con 211 punti davanti alla Libertas
A Chirignago
“asd i cinque sensi”, le aTTiviTÀ di noveMbre
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Scorzè con 209 punti, ai Lions D. Cavarzere con 189 punti, al Gc Robegano con 111 punti, all’Uc Martellago con 97 punti, al Gc Maerne Olmo con 78 punti, alla Polisportiva Musile con 69 punti, al Gs Lagunare con 54 punti, al Gs Sorgente Pradipozzo con 29 punti e all’Uc Daina Mira con 22 punti. Il meeting fuoristrada si è svolto in cinque prove tutte con la tipologia offroad: 12 aprile a Caorle a cura dell’Asd Olimpicaorle, 2 giugno a Salzano a cura del Gc Robegano, 5 settembre Torre di Mosto a cura del Team Velociraptors, 12 settembre a Peseggia di Scorzè a cura del Team Bellato e il 20 settembre ad Ottava Presa di San Stino di Livenza a cura dell’Asd Sportyland.
A Marcon il 12 dicembre
veneTo Move, evenTo sporTivo e coreografico
A
Marcon, il 12 dicembre, si terrà la seconda edizione dell’evento sportivo coreografico Veneto Move 2. La rassegna coreografica è organizzata dalla lega regionale “Le Ginnastiche” Uisp Veneto supportata per quest’anno dalla lega nazionale ‘Le Ginnastiche’, all’interno del settore regionale coreografie. Nasce con l’intento di far conoscere le possibilità dell’espressione corporea e del movimento non convenzionale. L’intera giornata di sabato sarà dedicata alle coreografie con un fitto calendario di esibizioni. “Coreografie non è solo un nome ma uno stile, un pensiero, quest’anno vogliamo dare grande risalto alla possibilità di partecipare come parte attiva a un progetto che ha nobili obiettivi – dice Roberto Loreggia presidente le ginnastiche Uisp Veneto. Uisp ritiene che la formazione, l’inclusione e la lotta al drop-out (abbandono delle palestre) siano alla base dello sviluppo e sostegno di un tessuto sociale ormai colpito da ogni genere di contraddizione”. Su questo pensiero è nata la manifestazione, evoluzione della precedente manifestazione Ginnasticando. Oltre alle coreografie di ginnastica e danza grande attenzione va alla “dance ability”: una danza eseguita da persone portatrici di handicap. Le scuole che partecipano sono moltissime alcune dalla provincia di Venezia e altre anche da fuori. Musica, corpo, spazi e movimento, guidano i protagonisti per diffondere il concetto di sana abitudine di vita legato all’attività motoria. In questa edizio-
ne ci saranno due importanti momenti formativi, in quanto, diventa centrale il pensiero che la formazione sia fondamentale per lo sviluppo evolutivo delle persone e dei tecnici. I due momenti sono: settore coreografico working party di coreografie con Giulia Staccioli responsabile dell’Accademia Kataklò, seguito dal concorso BSide Experience per le squadre che desiderano confrontarsi tra loro e dance ability condotto dalla docente Antonella Tomasutti, dove si potrà sperimentare una danza di contatto con una struttura ginnica dedicata a tutti. Obiettivo della manifestazione è far prendere coscienza che è un percorso inclusivo per tutti e per tutta la vita, attraverso la condivisione con un gruppo, favorendo la relazione tra le persone mantenendole così popolazione attiva nello sport, riducendo conseguentemente il dop-out. La rassegna si svolgerà al palazzetto dello Sport di Marcon in via dello Sport 12. La partecipazione alla rassegna prevede l’iscrizione che dovrà pervenire entro il 30 novembre tramite mail a ginnastiche.veneto@uisp.it, coreografie.venetouisp@ gmail.com utilizzando i moduli. R.P.
A vincere, contando i punti generali e il bonus partecipazione, è stato il Team Velociraptors di Torre di Mosto con 175 punti seguito dalla Libertas Scorzè con 70 punti, dal Gc Maerne Olmo con 65 punti, dal Gc Robegano con 61 punti, dall’Uc Martellago con 57 punti, dai Lions D. Cavarzere con 56 punti, dalla Polisportiva Musile con 23 punti, dall’Uc Mirano con 21 punti, dal Team Bellato di Peseggia con 19 punti e dall’Asd Sorgente Pradipozzo con 13 punti. Le premiazioni si svolgeranno il 13 dicembre prossimo durante la “Festa provinciale del ciclismo” organizzata dal comitato provinciale di Venezia della Federazione ciclistica italiana.
’associazione “I Cinque Sensi” il 25 novembre propone un evento dedicato al cioccolato. L’associazione sportiva dilettantistica di Chirignago, ha come obiettivi quelli di sviluppare e mantenere nel tempo, il benessere psicofisico della persona. I progetti coinvolgono il benessere a tutte le età e per tutte le esigenze. I corsi per le donne puntano a sostenerla in tutte le fasi della sua crescita personale: accompagnamento alla nascita, per aiutarla a prepararsi nella maternità, post parto, favorire il rapporto mamma–bimbo, mantenere la tonicità del perineo, affrontare spontaneamente la menopausa e aiutare a risolvere in modo naturale i disturbi pelvici. Tra gli altri corsi ci sono quelli di ginnastica preventiva e di mantenimento, di training autogeno, gestione delle emozioni, crescita spirituale, nordic walking, immaginazione creativa e tai ji. Ai corsi si aggiungono i trattamenti individuali e i vari seminari con gli esperti (nutrizione, comunicazione sana, ortopedia, ecc). Sabato 28 novembre l’associazione organizza un incontro dedicato al “cibo degli dei”: un’esperienza dove risvegliare i propri sensi alla scoperta del cioccolato. Durante l’incontro, la dottoressa Marta Romanelli parlerà dei benefici di questo alimento. La dottoressa Clara Carletti e la signora Anna Lugnan guideranno i partecipanti in un percorso di esperienza sensoriale, visiva, olfattiva e gustativa; con la partecipazione della Coccolateria di Mirano. Per maggiori informazioni si può contattare l’associazione al numero 349 4078076. R.P.
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IL VENETO
in PRIMO PIANO
25 novembre Una giornata di sensibilizzazione perché le vittime siano meno sole
Violenza: nel 93% dei casi il mostro è in casa anche nella nostra regione L’assessore Lanzarin: “Nel 2014 sono stati erogati oltre un milione di fondi pubblici tra finanziamenti statali e fondo regionale per sostenere i centri antiviolenza, le case rifugio e le strutture di secondo livello” di Maria Pavan
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ono 1.496 le donne che nel 2014 si sono rivolte ai Centri antiviolenza del Veneto, numeri che aumentano di anno in anno grazie anche all’incremento dei servizi di ascolto ed accoglienza sul territorio. Più del 50% di queste donne hanno un’età compresa tra i 30 e i 50 anni e vivono relazioni stabili in cui sono presenti nella maggior parte dei casi figli e figlie minori. Del totale delle donne, il 93% (1397) è vittime di violenza che si consuma all’interno delle mura domestiche, mentre il 7% (99) di queste sono state vittime di violenza extrafamiliare. È quindi quasi sempre all’interno della famiglia che avvengono le violenze per mano del marito/compagno, dove i figli e le figlie sono spesso spettatori e spettatrici, quando non coinvolti direttamente, e perciò vittime di violenza assistita. Questi gli ultimi dati veneti che riguardano questa piaga privata, troppo spesso taciuta, li ha diffusi il Coordinamento dei Centri Antiviolenza del Veneto e cioè delle richieste di aiuto arrivate nel 2014 ai Centri Antiviolenza delle città di Padova, Venezia, Belluno, Treviso, Verona e Bassano del Grappa. “Questi numeri – hanno commentato le responsabili dei Centri – non devono lasciare indifferenti e devono farci riflettere anche sulle politiche che la nostra Regione
propone per il contrasto al fenomeno della violenza maschile sulle donne. Politiche che ogni anno vengono ridiscusse e che vedono un taglio drastico dei finanziamenti, non permettendo così una programmazione che possa rispondere in modo efficiente ai bisogni delle donne. Dal canto suo la Regione ha pubblicato il bando per l’assegnazione delle risorse destinate per interventi di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. “Nel 2014 sono stati erogati oltre un milione di fondi pubblici tra finanziamenti statali e fondo regionale per sostenere i centri antiviolenza, le case rifugio e le strutture di secondo livello – specifica Manuela Lanzarin, assessore regionale al sociale – La Regione Veneto, per parte sua, ha confermato l’erogazione anche quest’anno di 400mila euro. Siamo al lavoro per rendere più omogenea e capillare la rete delle strutture, i costi e le modalità di intervento. Attendiamo però di capire se anche lo Stato confermerà anche per il 2015 i 1.440.000 euro destinati al Veneto per i centri antiviolenza: sono fondi indispensabili per dare continuità alle iniziative di accoglienza, protezione e recupero attivati nelle sette province venete dalla collaborazione tra associazionismo, volontariato e istituzioni pubbliche”. Per dare corso ai propositi sopraindicati,
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l’assessore Lanzarin ha promosso a Palazzo Balbi un tavolo tecnico di coordinamento per monitorare il fenomeno delle violenze familiari e di genere e fare il punto sullo stato di applicazione della legge. La rappresentanza istituzionale al tavolo di coordinamento dovrà essere rinnovata entro la fine dell’anno, ma intanto l’assessore al sociale, che ne assumerà anche formalmente il coordinamento, ha voluto fare il punto sulle iniziative in corso, le modalità di rilevazione, il grado di copertura del territorio regionale, i progetti in corso, le risorse disponibili. L’incontro ha così fotografato una situazione molto variegata, che tiene conto del lavoro dei Centri anti violenza e di quello di associazioni o altro che si prodigano in quest’ambito. Quel che emerge è che a due anni dall’entrata in vigore della legge regionale di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne la rete veneta delle strutture attivate conta 15 centri antiviolenza, 9 case rifugio e 12 centri di secondo livello. Altri 6 centri antiviolenza sono in via di attivazione nel Padovano, nella Marca e a Chioggia. Complessivamente le strutture che si avvalgono del contributo finanziario della Regione hanno offerto ascolto telefonico a 6 mila persone, incontrato in colloqui di prima accoglienza 1821 donne e ne hanno ospitato 50 (di cui 36 insieme ai loro figli) nelle
Manuela Lanzarin case rifugio e accompagnato in percorsi di reinserimento 77 (di cui 41 con figli minori) attraverso le case di secondo livello. Il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza di genere, saranno ricordate tutte le vittime ma anche il grande impegno di coloro che le aiutano ad uscire dall’incubo in cui vivono loro e, spesso, anche i loro figli. In queste giornate di sensibilizzazione, come
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ricordano le volontarie dei Centri antiviolenza, occore “raccogliere l’energia per lavorare tutto il resto dell’anno affinché ogni donna possa esser libera nella propria vita. Libera dalle violenze, ma non solo. Libera di essere Donna, libera di poter esprimere la propria individualità e libera di muoversi in una società dove il rispetto reciproco nelle relazioni intime non sia più messo in discussione”.
Il Veneto in primo piano 21 1 Venezia L’esperienza dal 1994 del Centro Anti violenza del Comune
Oltre 5000 le richieste di aiuto e 100 le donne ospitate Dispone di 2 case rifugio dove la donna può trovare ospitalità temporanea, anche per i propri figli. Attivo il progetto “Punto di ascolto sos violenza” di Alessandro Abbadir
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ono più di 5.000 le donne che si sono rivolte nel corso degli anni al Centro Antiviolenza del Comune di Venezia per cercare di uscire da una situazione davvero pesante. La media è di circa 300 donne che ogni anno si rivolgono per la prima volta a questo servizio. Provengono dal veneziano, ma dal resto del Veneto e si rivolgono al Centro autonomamente o inviate da altri servizi, dalle forze dell’ordine, dal Pronto Soccorso o dal proprio medico di base e da associazioni del territorio. Sono oltre un centinaio poi quelle che hanno trovato ospitalità nelle 2 case del Centro o in altre strutture dedicate. Hanno trovato un rifugio temporaneo che ha permesso loro di sottrarsi da una relazione violenta, in cui quasi sempre l’autore di violenza è il partner o l’ex partner. E’ aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15 si trova a Mestre in viale Garibaldi, 155/A all’interno del Centro Donna. Ma chi si rivolge al Centro? “L’età media di chi ha chiesto aiuto all’istituzione di viale Garibaldi a Mestre nel 44% dei casi - spiega la responsabile del
Centro la dottoressa Gabriela Camozzi - è compresa tra i 31 e i 45 anni. Il 68% è di nazionalità italiana, il 29% ha un diploma di scuola superiore, il 19% è laureata, quindi il livello culturale conta poco, ma una particolare incidenza ce l’ha l’aspetto economico, dato che il 50% delle vittime ha un’occupazione part time o a tempo determinato, quindi sicuramente instabile”. Nel
Nella città lagunare l’intero mese è dedicato a iniziative e spettacoli sul tema resto della provincia, tanti comuni si sono impegnati aprendo ad esempio Sportelli Donna come a Mira o centri di ascolto contro la violenza di genere a Noale e Mirano. “Il Centro del Comune di Venezia - illustra Gabriela Camozzi - nasce come manifesta esigenza delle donne del veneziano e delle operatrici del Centro Donna, che pongono all’attenzione degli amministratori locali la
necessità di riconoscere il fenomeno della violenza di genere e di offrire uno spazio di ascolto e accoglienza per le donne che subiscono maltrattamenti e violenza. E’stato per lungo tempo il primo e l’unico esempio in Italia di Centro Antiviolenza istituzionale. Da subito il Centro, ha sentito la necessità di dotarsi di una “Casa ad indirizzo segreto” e nell’aprile del 1995, ha ospitato la prima donna veneziana, per una ospitalità temporanea sicura e segreta. Ancora oggi la casa è aperta e ospita donne e bambini”. Ma non solo. Un’altra casa è a disposizione del Centro dal 2009. Anche questa è sottoposta al vincolo della segretezza. Dispone di dieci posti letto per le donne e per i loro figli minori. Preparatissimo il personale che vi lavora. Lo staff è composto dalla responsabile del servizio “Cittadinanza delle donne e culture delle differenze”, dalla responsabile del Centro Antiviolenza, da 3 operatrici di accoglienza (2 assistenti sociali e una psicologa) e da una educatrice. Con il Centro collabora una cooperativa esterna, per la gestione della casa rifugio e della casa
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di secondo livello e del progetto “Punto di ascolto sos violenza”. Ci sono 3 consulenti legali messi a disposizione dal Comune di Venezia. Per aiuto si può chiamare il 1522 “Numero Verde Antiviolenza” attivo 24 ore per 365 giorni all’anno. Per ulteriori informazioni scrivere a: centro.antiviolenza@comune.venezia. Sempre a Venezia il Comune ha deciso
di dedicare l’intero mese ad una serie di iniziative e spettacoli per sensibilizzare la cittadinanza su questo fenomeno. Per tutto novembre infine le facciate di Ca’ Farsetti e Ca’ Loredan sul Canal Grande e la fontana di piazzale Giovannacci a Marghera, saranno illuminate di arancione, colore simbolo della “Giornata internazionale contro la violenza alle donne”
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22 4 Il Veneto in primo piano Scuola Il dibattito a Mira organizzato dall’assessorato alle Politiche educative e il 13 novembre il mondo della scuola è in agitazione ancora una volta contro la legge 107/2015
La riforma che non piace al mondo della scuola Civati e i deputati del Movimento 5 Stelle “bocciano” ancora una volta la Buona scuola: non risponde - sostengono - alle esigenze del mondo della scuola e la getta nel caos
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a Buona scuola o la scuola alla buona? Insomma la riforma della scuola, la “legge 107/2015”, anche in queste settimane in cui il piano delle assunzioni dei docenti è arrivato alla cosiddetta fase C, quella che interessa l’organico di potenziamento, continua a non convincere tutti e soprattutto molti insegnanti e addetti ai lavori. Questa posizione critica è emersa chiaramente anche lo scorso 10 ottobre, in occasione della serata di confronto e dibattito, organizzata a Mira, dall’assessorato alle Politiche educative del Comune veneziano, cui hanno preso parte, fra i politici, per il Movimento 5 Stelle i deputati Silvia Chimiento ed Emanuele Cozzolino e la cosigliera regionale del Veneto Erika Baldin, l’assessore comunale Orietta Vanin oltre a Pippo Civati, fuoriuscito dal Pd e ideatore della formazione “Possibile”. La contestazione “politica” alla riforma è sul metodo oltre che nella sostanza, a partire, come ha avuto modo di ribadire anche in questa occasione Silvia Chimiento, dall’atteggiamento di totale chiusura del Governo “che ha rifiutato - so-
stiene - un reale confronto soprattutto con gli addetti ai lavori - gli insegnanti - producendo come risultato finale inaspettato ed evidentemente non voluto un processo di aggregazione nella scuola come da tempo non si vedeva contro la riforma stessa, che viene percepita come un attacco non solo alla scuola ma alla democrazia”. Per chi è stata fatta la riforma? Di fatto, sostiene ancora Chimiento, non risponde a quelle che sono le esigenze del mondo della scuola, a partire dalla stabilizzazione dei tanti docenti precari. “Il piano di assunzione è un bluff - dice -: doveva abolire la supplentite e invece ha catapultato la scuola in un gran caos. Delle 148mila assunzioni sbandierate, di fatto ad oggi se ne contano 36mila, di cui 21mila dai pensionamenti e 15mila posti di sostegno, così come previsto ancora dal precedente ministro. Ci saranno le 55mila assunzioni, previste nella fase C, con cui si collocheranno i docenti stabilizzati in una sorta di limbo, costretti ad uno stravolgimento professionale che li porterà ad insegnare
materie per le quali non sono abilitati. Un piano assunzioni, questo, di cui il Governo si è servito per ricattare il parlamento e la società: l’approvazione della riforma in cambio delle assunzioni sbandierate”. Critiche condivise dallo stesso Civati che sono state fra i motivi, ha spiegato il politico, della sua uscita dal Partito democratico e che hanno ispirato anche uno degli otto referendum per i quali a settembre è partita, senza successo peraltro, la raccolta di firme. Si discute della legittimità della riforma anche in Regione Veneto, ha fatto notare la consigliera regionale Erika Baldin, soprattut-
to in merito alle competenze - in materia scolastica - che dovrebbero essere di pertinenza delle Regioni e su cui il Governo vuole con la Buona scuola interferire. La Buona scuola non è però solo un terreno di scontro politico ma rappresenta un contesto entro il quale gli stessi insegnanti fanno fatica a ritrovarsi e che continuano a criticare. Sotto accusa l’eccessivo potere discrezionale in mano ai presidi, i limiti delle modalità di reclutamento degli insegnanti, la solitudine in cui sono lasciati i piccoli plessi con le loro oggettive difficoltà, le modalità con cui viene trattata la formazione dei
Alcuni momenti del dibattito sulla cosiddetta Buona Scuola, il tavolo dei relatori e il pubblico intevenuto docenti, tema quest’ultimo su cui ha invitato a riflettere Antonio Giacobbi, presidente dell’Associazione professionale Proteo Fare Sapere Veneto. I genitori presenti si sono lamentati invece delle classi, cosiddette pollaio, e hanno espresso preoccupazione sulla ideologia gender. Preoccupazione su cui in blocco tutti gli intervenuti hanno rassicurato: sulla Buona scuola si può dire di tutto, ma non v’è traccia dell’intenzione di introdurre questa ideologia gender. Si tratta semmai di un equivoco creato ad arte da alcune associazioni cattoliche oscurantiste.
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A novembre esiste il rischio che l’assetto del corpo docente debba essere in parte rivisto
a riforma della scuola varata dal Gover- che quelli ordinari di praticamente tutte le no Renzi rischia di portare con sé una province italiane, con esiti differenti: alcuni profonda spaccatura nel corpo docenti, a magistrati hanno ritenuto di accogliere i ricorlivello regionale e nazionale. Se in provincia si d’urgenza, mentre altri li hanno rigettati. di Rovigo infatti i prof In particolari, a fine che sono ricorsi al giu- I docenti con diploma agosto, è arrivata una dice del Lavoro sono magistrale ottenuto importante pronuncia un centinaio, con varie prima del 2002 chiedono del Consiglio di Stato, tranche di ricorsi, il nu- di essere inseriti nelle Gae; che decidendo su tre ricorsi che riunivano le mero aumenta via via ricorsi in tutta Italia posizioni di circa 1900 che si sale a un ambito docenti ha accolto la richiesta cautelare alla prima veneto poi italiano. La situazione al centro del difficile con- base dei tre ricorsi, fissando poi l’udienza di tenzioso è quella dei docenti che sono in merito al prossimo 1° dicembre. E’ quindi chiaro che già a novembre nella possesso del diploma magistrale, e non della laurea, ottenuto prima dell’anno scolastico scuola esiste il rischio che l’assetto del corpo 2002. Al momento queste figure professio- docente (stabilito a inzio anno scolastico) nali si trovano escluse dalle graduatorie a debba essere in parte rivisto, in modo da conesaurimento dalla quali andare a pescare per siderare, ai fini degli inserimenti in graduatoria, anche quelle posizioni che non erano le stabilizzazioni prestabilite dal Governo. La questione è estremamente comples- comprese nella prima bozza della ondata di sa e ha interessato sia i Tribunali del Lavoro stabilizzazioni.
24 Voci da palazzo
Voci da palazzo 1
Regioni sul piede di guerra “Il Governo decide senza tener conto di chi è virtuoso e di chi non lo è”
Veneto riciclone, eppure un suo inceneritore brucerà rifiuti altrui Consiglio regionale
approvaTa la legge di riordino delle funzioni provinciali
I cittadini sono virtuosi in fatto di rifiuti eppure il Governo non li premia con la decisione di trasformare il termovalorizzatore di Ca’ del Bue a San Michele veronese in un impianto strategico a livello nazionale
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di Germana urbani
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are quasi una beffa. A fine Ottobre il Veneto ha visto Bottacin ha ribadito la volontà della giunta veneta di opconfermato il suo primato: è la migliore regione italia- porsi fortemente al proposito del Governo: “Non ci faremo na per la gestione dei rifiuti urbani. (E il merito va ai imporre da Renzi – ha sottolineato – un impianto che veneti davvero efficienti e attenti nella raccolta differenzia- brucia rifiuti di altre Regioni. Quella del Governo è una inta.) Nonostante questo, pare che non saranno premiati a gerenza inaccettabile e tutte le Regioni sono sulla nostra dovere, anzi. Il Governo centrale sembrerebbe intenzionato stessa linea”. E’ vero, però, che l’impianto individuato dal a procedere con quanto previsto dal decreto “Sblocca Italia” Governo per far parte della rete nazionale degli inceneritori, circa la realizzazione di 12 nuovi impianti di incenerimento e cioè quello di Cà del Bue in provincia di Verona, esiste dei rifiuti a valenza strategica nazionale in 10 regioni, uno già e rientrerebbe comunque tra i tre previsti dalla Regione dei quali dovrebbe essere nel territorio veneto. per il proprio fabbisogno. L’impianto in questione sarebbe Forte dei risultati della nostra regione il Governatore certamente riqualificato e l’unica differenza vera, rispetto ribadisce il suo no a qualsiasi ipotesi di arrivo di rifiuti indi- ai propositi della giunta Zaia, consisterebbe nel fatto che stinti da altre regioni. “E’ un no chiaro – spiega – netto e l’impianto riceverebbe e smaltirebbe i rifiuti di altre Regioni ampiamente motivato. Lo è stato in passato a fronte di altre meno virtuose della nostra. E la nostra è davvero eccellenanaloghe ipotesi, lo è anche oggi. Questa bella pensata te. L’ultimo rapporto sulla “Produzione e Gestione dei rifiuti – incalza Zaia – sarebbe l’ennesimo urbani nel Veneto”, curato dall’Osserschiaffo ai virtuosi e un immeritatissi- L’impianto di Cà vatorio Regionale Rifiuti istituito presso mo ennesimo regalo a chi non ha sa- del Bue rientrerebbe l’Agenzia regionale per la Prevenzione puto o voluto affrontare con raziocinio comunque tra i tre e Protezione Ambientale del Veneto, un problema come quello dei rifiuti, previsti a tutt’oggi conferma il trend positivo della raccolche non è certo un’emergenza nata dalla Regione ta differenziata che si attesta al 65%, ieri ma, purtroppo, la regola in alcuni quasi due punti percentuali in più rispetterritori del Paese”. to all’anno precedente (+1,8) a fronte di una produzione Fino ad oggi, la legge prevedeva che ogni regione fos- complessiva di rifiuti urbani di circa 2.241.000 tonnellate, se o diventasse via via autonoma in materia di gestione in lieve aumento (+1,3%), per 455 kg di produzione proe smaltimento dei rifiuti. Tanto che in Veneto, man mano capite (+1,2%), valore quest’ultimo tra i più bassi d’Italia che la differenziata migliorava, venivano chiuse alcune li- nonostante il Veneto abbia un PIL elevato e registri oltre 60 nee di inceneritori o termovalorizzatori. Anche per questo milioni di presenze turistiche annue. In totale i rifiuti urbani la maggioranza a Palazzo Balbi è concorde con Zaia. Anche avviati a recupero nel 2014 ammontano a circa 1,5 milioni l’assessore regionale alle politiche ambientali Gianpaolo di tonnellate con un aumento del 4,3% rispetto all’anno
In alto l’nceneritore di Cà del Bue (Verona). Sotto da sinistra Luca Zaia, Gianpaolo Bottacin e Stefano Fracasso precedente. Si registra inoltre la diminuzione dei rifiuti urbani inceneriti negli impianti di incenerimento di Padova e di Schio, pari a 188 mila tonnellate annue (-12,5%), e un leggero aumento (+1,9%) del conferimento nelle 11 discariche attive in Veneto, per complessive 128 mila tonnellate. A fronte di tutto questo il Pd, partito del premier Renzi, fatica qui in Veneto a sostenere la linea del proprio segretario nazionale e auspica un’azione più forte su quelle regioni che non sono virtuose come la nostra. “Il no agli inceneritori in Veneto va bene – afferma Stefano Fracasso consigliere regionale del Pd e vice presidente della Prima commissione – ma a patto però che gli obiettivi contenuti nel piano dei rifiuti, frutto degli emendamenti del Pd (76% di differenziata e 420 kg di produzione procapite all’anno) vengano rispettati”. Fracasso evidenzia, inoltre, come “il 44% dei rifiuti in uscita dagli impianti veneti di trattamento meccanico-biologico finiscono fuori regione: il Veneto – sottolinea – esporta circa 200 mila tonnellate all’anno di combustibile solido secondario”. Ed auspica che “il governo commissari le Regioni che non avviano una raccolta differenziata spinta, cosa che peraltro garantisce maggiore occupazione, basti guardare alle 1.300 aziende venete nelle quali lavorano ben 23 mila addetti”.
Ora spetta al Consiglio approvarlo
la giunTa ha adoTTaTo il piano energeTico
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a regione Veneto, dopo anni di attesa, si sta finalmente dotando di un Piano Energetico Regionale. Il Veneto, infatti, deve garantire che nel 2020 il 10,3% dell’energia termica, elettrica e dei trasporti, complessivamente consumata, derivi da fonti rinnovabili. A stabilirlo è il ‘burden sharing’ che fissa la misura con cui ogni singola Regione deve concorrere al raggiungimento dell’obiettivo nazionale in materia di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, che per l’Italia, in base alla Direttiva europea 2009/28/UE, è fissata al 17% del consumo energetico lordo. Per ora il piano è stato adottato dalla giunta veneta e trasmesso al consiglio per l’approvazione il Piano Energetico Regionale. Un passo che, come ha comunicato l’assessore allo sviluppo economico e all’energia Roberto Marcato “segna un momento importante per quanto riguarda l’energia e l’ambiente”. “Un ulteriore motivo di soddisfazione per me – aggiunge – è che da vicepresidente e assessore all’energia nell’amministrazione provinciale di Padova ho presentato il
primo piano energetico del Veneto. Vedo quindi la presentazione del piano regionale come una sorta di continuità operativa in questo settore. Ora finalmente anche il Veneto avrà il suo piano energetico. Si tratta del documento che delinea lo stato dell’arte in campo energetico e fornisce le indicazioni da adottare, con particolare riferimento agli obiettivi che le Regioni devono raggiungere in materia di fonti rinnovabili, il cosiddetto Burden sharing. Il Veneto farà la sua parte”. Il piano è il frutto di un lavoro di squadra che ha visto la partecipazione attiva di tutti gli attori interessati, dal mondo produttivo a quello delle associazioni ambientaliste, agli enti locali. E’ un lavoro di sintesi che ha accolto molte delle osservazioni che sono state formulate nelle fasi finali della sua stesura. Il piano in lunga parte era già stato presentato alla fine della scorsa legislatura grazie al lavoro dell’ex assessore Massimo Giorgetti e dello staff tecnico che lo ha seguito, consentendone l’aggiornamento e ora la presentazione”. “L’iter – conclude l’assessore Marcato – prevede il
L’Assessore regionale allo Sviluppo economico e all’energia Roberto Marcato passaggio in commissione e l’approvazione da parte del consiglio. Mi auguro davvero che la discussione non sia falsata da posizioni ideologiche ma che contribuisca semmai a miglioralo, arrivando a votare un testo condiviso e utile per la crescita del Veneto”. 10,3% dell’energia termica, elettrica e dei trasporti, complessivamente consumata, derivi da fonti rinnovabili.
utti i dipendenti delle provincie continueranno a fare il proprio lavoro nelle sedi in cui l’anno sempre fatto. A pagare i loro stipendi sarà la regione. Questo in soldoni quanto deciso con il Progetto di Legge n. 67 presentato dalla Giunta per il riordino delle funzioni amministrative provinciali e approvato dal Consiglio regionale , come richiesto dalla Legge “Delrio”. Se, infatti, la riforma Delrio ha confermato in capo alle province una serie di funzioni considerate fondamentali, tra le quali la viabilità, i trasporti, il governo del territorio e l’edilizia scolastica, per tutte le altre funzioni, ritenute “non fondamentali”, tra cui figurano anche cultura, difesa del suolo, sport, servizi sociali e formazione professionale, sono state chiamate a legiferare le Regioni. Il Progetto di Legge elaborato dalla Giunta decreta che tutte le funzioni, fondamentali e non, vengono mantenute in capo alle Province, che potranno continuare a svolgerle con il personale che attualmente se ne occupa. Sarà la Regione a sostenere i costi dei dipendenti delle Province, che continueranno a operare nelle attuali sedi di lavoro. Non vi saranno, perciò, esuberi di personale. Con un emendamento presentato dalla stessa Giunta viene stabilito che tra le funzioni oggetto di riorganizzazione rientrano anche quelle di vigilanza e controllo. La polizia provinciale resterà nella dotazione organica provinciale, in tal mondo conservando la qualità di Ufficiale di Polizia Giudiziaria, che avrebbe perduto se trasferita nei ruoli regionali. Sarà peraltro la Regione a garantire la copertura dei costi anche di questi lavoratori. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge, sarà avviato un percorso di riordino delle società, enti strumentali ed agenzie di Province e Città Metropolitane. Particolare attenzione è dedicata sia alla Città metropolitana di Venezia, sia alla Provincia di Belluno, prevedendo che alla neo costituita città metropolitana potranno, successivamente, essere riconosciute ulteriori funzioni, mentre alla Provincia di Belluno, in ragione delle particolari forme e condizioni di autonomia che le sono state attribuite, vengono riconosciute funzioni ulteriori rispetto alle altre province. Delle spese relative alle funzioni, finanziamenti non superiori a 40milioni di euro annui.
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26 1 Cultura veneta Grande schermo L’ultima pellicola, I sogni del lago salato, ha ottenuto forte apprezzamento sia di critica che di pubblico
Andrea Segre, un regista veneto che parla al mondo intero “Ho scelto di fare cinema perché ha il grande potere di stimolare la riflessione e la discussione tra le persone. Un confronto dal quale possono nascere nuove strategie d’azione sulla realtà” Maria elena Pattaro
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un anno di distanza dall’ultimo documentario Come il peso dell’acqua, il regista Andrea Segre, originario di Dolo, torna al cinema con il nuovo film I sogni del lago salato, ambientato tra l’Italia degli Anni Cinquanta e il Kazakistan di oggi. Il film, uscito a fine settembre, è stato presentato a numerosi festival fra cui quello di Internazionale a Ferrara, quello di Locarno e alle “Giornate degli autori” di Venezia, ottenendo l’apprezzamento sia del pubblico, sia della critica per la sensibilità con cui il regista riesce ad accostarsi ai temi sociali più delicati. Infatti, fin dal suo debutto sul grande schermo, avvenuto nel 1998 con il film Lo sterminio dei popoli zingari, Segre si è dedicato all’emarginazione etnica e culturale. Stavolta l’occhio della sua macchina da presa si è concentrato su luci e ombre di un paese che sta attraversando un rapido sviluppo economico. “In Kazakistan cercavo la voglia di perdermi in una dimensione spazio-temporale priva di punti di riferimento precisi, in modo da seguire il filo dei pensieri e degli interrogativi esistenziali suscitati da uno spazio senza confini. Immergendomi nella vastità dell’orizzonte kazako, ho girato un film costruito attorno ai sogni e alla crescita economica”. In che cosa si assomigliano l’Italia degli Anni Cinquanta e il Kazakistan di oggi? “La somiglianza sta nella fiducia che entrambi i paesi hanno riposto nella crescita economico, una fiducia talmente cieca da nascondere le possibili conseguenze negative di uno sviluppo che sacrifica la sostenibilità umana al mito del benessere. Un tratto concreto che unisce lo sviluppo economico dei due paesi è la presenza dell’Eni. L’Azienda, che ha contribuito al boom
italiano nel secondo dopoguerra, è attualmente uno dei maggiori protagonisti dell’estrazione di petrolio e gas in Kazakistan. Questo collegamento è sicuramente un aspetto importante, ma l’intento del film va oltre la realtà geografica dei due paesi, proponendo e suscitando riflessioni esistenziali sul senso della vita e sul peso dell’economia: a quali valori dobbiamo dare importanza? Quali sono i costi dello sviluppo? Da che cosa dipende la qualità della vita?”. Come avviene la distribuzione dei film non di cassetta e come si potrebbe avvicinare il pubblico a questo tipo di opere? “La diffusione dei film non di cassetta avviene attraverso l’impegno di sale coraggiose che fanno la scelta del cine-documentario, a differenza dei grandi mercati di distribuzione che preferiscono invece i film di intrattenimento. Credo che la gente non vada a vedere i documentari perché non è abituata a farlo, ma se conoscesse di più questa realtà, probabilmente la apprezzerebbe. Negli ultimi tempi, però, si sono registrati dei cambiamenti significativi: sta aumentando, infatti, il pubblico dei cine-documentari. Il mio ultimo film, per esempio, è stato proiettato in trenta sale raggiungendo i 10.000 spettatori nell’arco di un mese”. Quali sono i punti di forza e quali invece gli svantaggi di un film-documentario rispetto ad un film di finzione? “Il cinema documentario è un linguaggio che riesce a creare delle sinergie inaspettate tra la rappresentazione e la realtà, perché fornisce l’occasione di incontrare persone da raccontare. Secondo me offre una libertà maggiore perché si è coautori delle cose che succedono realmente, invece il rischio della finzione è quello di non
essere abbastanza credibile. Io ho sempre lavorato su entrambi i versanti, tentando di intrecciare i due generi, in modo da arricchirli attraverso lo scambio reciproco2. Perché ha scelto proprio il cinema come forma di espressione e di sensibilizzazione? “Ho scelto il cinema per trasmettere dei valori, attraverso una forma di comunicazione che sento vicina alla mia sensibilità. Sulla scia di questa convinzione ho deciso di intraprendere la strada di regista, con la
La mostra Rivelazione a Pordenone
sCOPertO un GrAnDe ArtistA MOntAnAri. AsseDiO ALLA fOrMA
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ualche genio viene scoperto solo dopo la morte, qualche altro solo in tarda età. Questo è il caso di Montanari, un pittore il cui talento è rimasto segreto fino a pochi anni fa e solo perché lui, l’artista, ha voluto che fosse così. Ma oggi gli amanti della grande arte hanno la possibilità di conoscere la sua opera grazie ad una antologica promossa dal Comune di Pordenone, in assoluto la prima organica esposizione in Italia del lavoro di Pordenone Montanari. La mostra, che rimarrà aperta sino al 17 gennaio, si svolge su una doppia sede: la Galleria “Harry Bertoia” dell’Amministrazione comunale e la sede direzionale di FriulAdria, che ha messo a disposizione cinque grandi spazi che si affacciano su piazza XX Settembre, dove sono esposte alcune tele di grande formato a testimoniare la produzione più recente dell’artista. Lui ha quasi ottant’anni e da un quarto di secolo si è totalmente sottratto al mondo. La sua vicenda ricorda quella della fotografa statunitense
Vivian Maier, nei termini analoghi di scoperta tardiva, e per certi versi fortuita, di una attività artistica di grande spessore condotta lungo un’intera esistenza. Nel caso di “Pordenone” Montanari, a scoprirlo e a restare abbagliato dalla sua arte è stato un imprenditore indiano, nel 2007; a proporlo all’attenzione del grande pubblico un ampio ed entusiastico articolo in cui The Observer, annunciando la prima esposizione delle sue opere a Londra (2010), ne ha svelato la storia e ne ha celebrato il lavoro. Quello dell’Observer è stato capofila di tanti successivi pronunciamenti della grande critica internazionale, che non ha lesinato i giudizi molto positivi su un artista sino a pochi mesi prima pressoché ignoto, essendosi ormai persa memoria delle sue mostre in alcune Gallerie milanesi negli anni ottanta. Per Edward Lucie-Smith, il critico intervistato dal grande quotidiano britannico a margine della mostra del pittore da lui curata all’Istituto Italiano di Cultura a Londra, “Montanari è un artista
unico, che scardina la storia convenzionale dell’arte postbellica italiana”. “Le nature morte – aggiunge – fanno venire in mente Cézanne e Braque”, mentre gli elementi picassiani e i tratti riecheggianti Francis Bacon che emergono dalla sua pittura si manifestano con caratteri di forte originalità, “in maniera che ancora non avevamo visto mai”. Molti dei dipinti sono caratterizzati da figure che contengono altre figure e riflessi nello specchio. Lucie-Smith in proposito ha detto: “Il messaggio è chiaro: ciò che sembra la rappresentazione oggettiva della realtà va invece letta come specchio della dimensione mentale dell’artista”.
consapevolezza che non tutti i film si imprimono allo stesso modo sulla realtà contemporanea. Le opere che esprimono le tensioni in corso incidono maggiormente la coscienza del pubblico, offrendogli l’occasione di interrogarsi sul mondo in cui è immerso. Il cinema infatti ha questo grande potere: stimolare la riflessione e la discussione con gli altri, e da tale confronto possono nascere nuove strategie d’azione sulla realtà”.
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Gli obblighi fondamentali dei lavoratori nell’ambito della sicurezza nel lavoro
Entro il 16 dicembre il saldo Imu e Tasi
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’ stabilito chiaramente dalla legge che ogni lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza e salute e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui possono ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni , conformemente alla sua formazione e alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro. I lavoratori devono osservare scrupolosamente le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro,o da suoi preposti, ai fini della protezione collettiva e individuale, devono utilizzare correttamente i macchinari, le apparecchiature, gli utensili e le sostanze pericolose, i mezzi di trasporto e le altre attrezzature di lavoro, nonché i dispositivi di sicurezza adoperando in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione i DPI (occhiali, mascherine.,scarpe,guanti.....) e in caso di usura segnalare immediatamente al datore di lavoro o al preposto le deficienze dei mezzi e dispositivi nonché le altre eventuali condizioni di pericolo di cui vengano a conoscenza, hanno l’obbligo di adoperandosi direttamente in caso di urgenza per eliminare o ridurre tali deficienze o
pericoli . Un altro obbligo previsto dalla legge che prevede anche delle sanzioni disciplinari (sino al licenziamento) è quello di sottoporsi ai controlli sanitari previsti nei loro confronti e ai corsi di formazione e addestramento per la sicurezza. Concludendo al di là delle sanzioni anche penali previste in alcuni casi è fondamentale che nelle imprese si crei un team unico tra lavoratori e datore-dirigenti, per favorire un ciclo di miglioramento continuo sulle tematiche salute e sicurezza, un vantaggio competitivo di successo imprenditoriale. Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a diritti@lapiazzaweb.it
si è visto assegnare in sede di separazione la casa coniugale), nonché l’utilizzatore in caso di leasing. La sola TASI va pagata anche da chi occupa per più di sei mesi un immobile con un contratto di locazione: in questo caso bisognerà verificare quale sia la quota a carico dell’inquilino stabilita dal Comune. Tra le varie situazioni particolari, ne segnaliamo alcune: a) nel caso in cui la casa sia intestata a un anziano che è stato ricoverato in casa di riposo, è necessario verificare se il Comune ha previsto una qualche agevolazione per tale situazione; b) in caso di coniugi non separati e in presenza di residenze distinte in due unità immobiliari ubicate nello stesso Comune, solo una delle due potrà essere considerata abitazione principale; c) in caso di immobili inagibili oppure locati a terzi con contratto agevolato, che possono godere di una riduzione delle imposte, spesso i regolamenti comunali chiedono che venga presentata entro una determinata scadenza una comunicazione di richiesta della riduzione; d) i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano locati, sono esenti da IMU. Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a diritti@lapiazzaweb.it
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diritto privato
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entre prosegue la discussione parlamentare che dovrebbe portare alla abolizione dal 2016 della tassazione sulla “prima casa” non di lusso, è in scadenza al 16 dicembre 2015 il termine per il versamento a saldo per il 2015 di IMU e TASI. Per eseguire il calcolo delle imposte da versare è necessario procurarsi una serie di dati: tra questi la rendita catastale degli immobili posseduti (è utile in questo caso una visura del “Catasto”), compresi i terreni agricoli, che sono sicuramente esenti solo se ubicati in zone riconosciute per legge “di montagna”; le aliquote e le detrazioni deliberate dal Comune; il periodo di possesso nel corso dell’anno, tenendo conto di eventuali acquisti e vendite; l’uso che si è fatto dell’immobile (abitazione principale, sfitto, locato a terzi ecc.); l’importo versato in acconto nel corso del 2015. Nel caso di aree fabbricabili, è necessario determinare un valore “di mercato” sul quale calcolare le imposte, eventualmente affidandosi a un esperto per la valutazione, al fine di evitare accertamenti e sanzioni da parte del Comune. Obbligato al pagamento è il proprietario, oppure chi è titolare del diritto di concessione, usufrutto, uso, enfiteusi, superficie o abitazione (ad esempio il coniuge rimasto vedovo oppure il coniuge che
fiscalita’, norme e tributi
a cura di A.P.I.V.
La mediazione e la conciliazione fiscale
I nuovi reati tributari 2015
L
fine Ottobre è entrato in vigore il nuovo D.lgs. e 6 mesi a un massimo di 4 anni di reclusione) e alzata la 158/2015 che modifica significativamente il sistema soglia di punibilità da 30 a 50.000 euro di imposta evasa. dei reati tributari riformulando alcune fattispecie e Stessa pena e stessa soglia di punibilità nel caso di omessa presentazione delmod. 770 (sostituti d’imposta). introducendone di nuove. Non si considerano omesse le dichiarazioni presentate Per quanto riguarda i delitti di Dichiarazione Fraudolenta, la condotta tipica viene allargata anche ai soggetti non entro 90 giorni dalla scadenza del termine. Ma non vi sono solo “dolenti note” nel Decreto appena obbligati alla tenuta delle scritture contabili, sono descritte in maniera più dettagliata le possibili modalità esecutive entrato in vigore. Significativi sono, infatti, gli innalzamenti del delitto, viene precisato che le sottofatturazioni non delle soglie di punibilità previste per l’omesso versamento costituiscono un mezzo fraudolento e sono innalzate le delle Ritenute (la soglia passa da 50 a 150.000 euro) e per l’omesso versamento Iva (che passa da 50.000 a soglie di punibilità riferite agli elementi attivi non dichiarati. Ampiamente modificata e’ anche l’ipotesi di 250.000 euro). Non saranno punibili le ipotesi di omesso Dichiarazione infedele, in cui, oltre ad un innalzamento versamento e di compensazione con crediti non spettanti in sensibile delle soglie di punibilità (da 50.000 euro a caso di pagamento integrale dei debiti tributari prima della 150.000 euro per singola imposta e da 2 a 3 milioni di dichiarazione di apertura del dibattimento e non saranno elementi attivi sottratti all’imposizione), si escludono punibili le ipotesi di dichiarazioni infedele e di omessa da rilievo penale i costi indeducibili o non inerenti se presentazione nel caso in cui il pagamento avvenga entro realmente sostenuti, la violazione dei criteri di competenza il termine di presentazione della dichiarazione relativa al e le valutazioni di elementi attivi e passivi oggettivamente periodo di imposta successivo. Approfondiremo il tutto esistenti se inferiori al 10% rispetto a quelle ritenute corrette. nell’articolo del mese prossimo. Viene innalzata la pena per la Omessa dichiarazione Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a diritti@lapiazzaweb.it relativa ad Imposte Dirette ed IVA (da un minimo di 1 anno A.P.I.V. – Associazione Piccoli Imprenditori, artigiani e lavoratori autonomi delle Venezie Centro CAF - Consulenza Commerciale, Tributaria, Contabile e Creditizia - Amministrazione del Personale – Successioni Sede: 30030 Martellago (Ve), P.zza Vittoria 97 - Info: apivtrieste-confesercentipartner@yahoo.it - Cell: 348.3161877
Avv. Alberto FErri
’avviso di accertamento è l’atto con cui il Dal punto di vista burocratico, la domanda di fisco notificata formalmente la contestazione mediazione va effettuata insieme al ricorso al giudice al contribuente. Una volta ricevuto l’avviso il tributario e notificata all’ufficio competente: in questo contribuente se ritiene infondata la contestazione può modo, se la mediazione non dovesse andare a buon chiedere di accedere alla mediazione oppure fare ricorso fine, si procede con il giudicio. Ricorrere alla mediazione al giudice tributario; si può addirittura pagare le somme può rivelarsi una mossa utile per il contribuente, perché richieste beneficiando di una riduzione delle sanzioni ad viene applicata in automatico una riduzione della un terzo riducibili ulteriormente ad un sesto del minimo sanzione del 60%. Inoltre, l’esito della mediazione a determinate condizioni. potrebbe anche prevedere uno “sconto” sulla somma Nelle controversie con il fisco vale un principio da pagare a saldo dell’imposta dovuta al fisco. generale: se il valore della lite non supera i 20.000 Se la mediazione non va a buon fine, la parte che euro, prima di finire davanti al giudice, è comunque poi perde la causa davanti al giudice sarà condannata obbligatorio tentare la cosiddetta mediazione tributaria. a pagare il 50% in più delle spese, come rimborso Ciò per tutti gli atti notificato a partire dal 1° aprile delle precedenti spese di mediazione. A processo in 2012, tra cui: avvisi di accertamento, avvisi di corso, si può comunque tentare la conciliazione, quale liquidazione, provvedimenti che comportano sanzioni, ultima spiaggia per la risoluzione bonaria della lite. iscrizione a ruolo delle somme. Non possono, invece, Quest’ultima può essere avviata sia su iniziativa delle essere oggetto di mediazione, tra gli altri, le liti di valore parti sia dallo stesso giudice. In caso la conciliazione superiore a 20.000 euro e di valore indeterminabile, gli vada a buon fine, il pagamento del debito da parte del atti che non sono stati emessi dall’Agenzia delle entrate contribuente deve avvenire entro 20 giorni dalla data e quelli notificati prima del 1° aprile 2012, le cartelle del verbale di conciliazione, con una diminuzione del 60% delle sanzioni previste. esattoriali e gli atti degli agenti della riscossione. Studio legale Avv. Alberto Ferri - Tel. 041 540 2655 – avv.ferri@gmail.com Piazza Vittoria, 97 – Martellago (Ve)
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L’Editoriale BREVI RIFLESSIONI SUL RAPPORTO MEDICO PAZIENTE dott. giovanni leoni* nizia con questo articolo la collaborazione dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Venezia con “la Piazza” il giornale free press più diffuso del Veneto , un mensile d’informazione locale, recapitato – per primo in Italia – attraverso una distribuzione dedicata e poste italiane a oltre 260.000 nuclei familiari e attività commerciali, nelle sue 15 edizioni venete. Il tutto nell’adeguamento della comunicazione medico-paziente, utente, cittadino, che, pur nel rispetto dei differenti ruoli è la forma più intima e delicata della comunicazione fra persone, quella più segreta e sofferta. In fondo a nessuno fa piacere di dover dimostrare di aver bisogno, di dover ammettere la propria debolezza, la propria necessità, peggio ancora se ad essere malato è un bambino, un anziano, un “diversamente abile”. Mi riferisco al primo incontro fra sconosciuti in un ambulatorio o in un pronto soccorso, in una corsia di ospedale. La pressione del bisogno del dolore da una parte la risposta del medico dall’altra , in mezzo il fattore tempo e la comunione del linguaggio. al momento non più così scontata - mi riferisco alla percentuale di stranieri - ricchi e poveri - turisti con l’assicurazione e immigrati con l’amico che fa da interprete in un inglese o italiano improbabili, con cui ci si rapporta sempre più di frequente. Già, i medici, che vanno sui giornali o in televisione, perchè fanno il grande intervento o perchè fanno il morto, mentre la quotidianità che è fatta di innumerevoli piccole realtà risolte positivamente differenti per storia ed importanza non fa notizia lo so, ma appartengono alla reale vita vissuta. Così se mi fermo un attimo ed osservo con sguardo distaccato la vita dei miei colleghi e degli infermieri in un ambulatorio gremito di voci e persone, se vado in Pronto Soccorso per una consulenza e cerco il paziente che mi sembra più grave tra quelli in attesa sulle barelle con il parente sfinito in piedi a lato che aspetta da chissà quanto, se osservo il piccolo corteo in avvicinamento che contraddistingue il nuovo ricovero in una corsia di ospedale, i più distinti col trolley ma molti ancora con “i sacchetti”, mi ritrovo a pensare a come è progressivamente cambiata l’interazione fra questi due universi pazienti e parenti da una parte, medici ed infermieri dall’altra, ed al primo posto metto il fattore tempo. Continua nella pagina seguente *Presidente oMCeo Provincia di Venezia
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Un buon rapporto fra medico e paziente rende più efficace la terapia La x Retinopatia diabetica Continua a pag. 34
xChi dorme tanto è un genio
Cataratta x e Lenti Bifocali: novità! Continua a pag. 34
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L’opinione BREVI RIFLESSIONI SUL RAPPORTO MEDICO PAZIENTE segue dalla prima pagina dell’inserto salute
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di Dott. giovanni leoni*
ull’ importanza del tempo nella relazione di cura troverete svariate pubblicazioni , ma io mil limiterò all’ assunto che il tempo è “tiranno” ma anche “galantuomo”. Il tempo di attesa per una visita, aumentato anche per la diminuzione degli specialisti disponibili a farle visto che i medici continuano ad andare in pensione ma vengono sostituiti con il contagocce e sono assunti anche in proporzione ai letti ospedalieri da seguire , che vengono progressivamente sempre ridotti. E’ vero che il progresso della medicina ha spostato molte prestazioni in attività ambulatoriale o di Day Hospital o di Day Surgery ma esistono degli incarichi fissi come servizio di guardia o reperibilità per le urgenze che restano ineludibili e finiscono divise sempre per meno sanitari e la loro qualità di vita precipita. L’attività del medico di medicina generale in questi ultimi anni è legato a doppio filo con il progresso informatico , ma la condivisione dei programmi resta lontana e le linee sono spesso inadeguate al carico sempre crescente di flussi di dati da e per lo studio del professionista ed il tutto si tramuta per il paziente nell’attesa a guardare un medico che guarda un monitor, perchè la maggior parte dei processi avviene in remoto collegandosi ad altri computer centrali che devono dare le adeguate risposte. Il tempo è galantuomo perchè l’intimità del medico resta quella di un ragazzo di scuola che ha deciso per la sua vita di studiare e lottare per arrivare a curare il prossimo , di mettersi a contatto con la sofferenza ed il dolore fisico e psichico dello sconosciuto di turno o di far parte per la vita di una famiglia o di esserne il dentista di fiducia. Qualsiasi sia il ruolo medico per fortuna nella stragrande maggioranza dei casi la gente capisce ed apprezza ed i casi isolati di inadeguatezza alla professione feriscono la categoria subendo l’amplificazione dei media tipica dei tempi, ma non possono scalfire quello che resta alla fine un rapporto di fiducia far persone che può consumarsi in un incontro in corsia per un ricovero d’urgenza in una notte di guardia o in un rapporto di una vita con il proprio medico di fiducia. Mai come in questi momenti i medici hanno bisogno dell’apprezzamento e della riconoscenza dei pazienti, certo devono sapersela meritare ogni giorno, ma è sempre stata e sempre sarà la loro loro più grande motivazione e consolazione per resistere alle pressioni burocratiche economiche e legali che li assediano sempre più da vicino e cercano di condizionarli nel loro lavoro. Cari saluti a tutti *Presidente oMCeo Provincia di Venezia
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DECRETO SULL’APPROPIATEZZA: 208 PRESTAZIONI A RISCHIO UN PROGETTO CHE PARTE DA ROVIGO di francesco Noce*
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er limitare la prescrizione di esami e accertamenti diagnostici ritenuti inutili o quantomeno superflui, al fine di ottenere un risparmio all’ onere economico del Sistema Sanitario Nazionale, sono state individuate dal Ministero della Salute 208 prestazioni diagnostiche a rischio di inappropiatezza,i cui oneri economici, se non prescritte dal medico secondo le indicazioni contenute nel Decreto, saranno direttamente imputati al medico che le ha richieste. L’ intenzione dichiarata da parte del Ministro della Salute è quella di evitare il più possibile il peso economico di quella che viene definita come medicina difensiva che sarebbe attuata dai medici per una eventuale prova del loro operato in caso di contestazioni e denunce che risultano sempre più frequenti nei loro confronti. Se questa è l’ intenzione non si poteva scegliere un modo peggiore per porvi rimedio,dal momento che non farà altro che spostare il costo delle prestazioni dal SSN alle tasche dei pazienti piuttosto che a quelle dei medici . Infatti mentre la non richiesta delle prestazioni previste dal Decreto esporrà sempre più il Medico ad eventuali denunce (la colpa vale tanto nel fare quanto nel non fare), a nulla serviranno le giustificazioni di aver seguito le indicazioni ministeriali in caso di giudizio se non vengono modificate le attuali norme legislative sulla colpa professionale del medico. Nella situazione attuale è facile prevedere che i medici continueranno a prescrivere quegli accertamenti non su ricettario del SSN ma su ricettario personale, assicurandosi così la prova del loro operato, e lasciando ai pazienti la decisione se effettuare o meno l’ esame richiesto nel loro interesse, il cui costo, in questo caso, ricadrà direttamente su questi ultimi. Se l’obiettivo dichiarato non viene raggiunto viene sicuramente ottenuto l’effetto collaterale di porre ulteriori costi della sanità a carico dei pazienti. Non si poteva scegliere modo peggiore perché non si può spacciare l’ appropiatezza clinica come un atto amministrativo finalizzato a risparmi e basato su principi amministrativi attuati da burocrati ministeriali in rapporto ai costi delle prestazioni. Non si poteva scegliere un modo peggiore perché l’ appropiatezza clinica si fonda su basi scientifiche, sull’evidenza e sull’esperienza maturata, tenendo ben presente che che si curano persone e non malattie. Ogni medico, ma anche moltissimi cittadini possono testimoniare di come siano state individuate patologie emerse in conseguenza di accertamenti che secondo le disposizioni ministeriali non si sarebbero dovuti prescrivere. Una ulteriore considerazione: è utile avvantaggiarsi di tecnologie diagnostiche che il progresso scientifico mette a disposizione per rendere accurata una ipotesi diagnostica o si devono lasciar marcire nei sottoscala apparecchi costosi e sottoutilizzati? Ciò detto, mentre contestiamo la metodologia usata che rende ancor più difficoltoso e poco sereno l’operare del medico e può mettere a rischio la salute dei cittadini, ci rendiamo anche conto che eventuali sprechi vanno combattuti per rendere il sistema sanitario più efficiente e più equo. Riteniamo quindi indispensabile condividere sul piano scientifico-culturale le modalità di intervento a tal fine migliorando l’ assistenza sia dal lato sanitario che organizzativo. Un contributo che consideriamo praticabile parte dall’esperienza di un gruppo di medici di Rovigo sulla prescrizione di esami di laboratorio che utilizzarono alcuni anni or sono un programma informatico nato su iniziativa del Responsabile del laboratorio dell’ Ospedale cittadino con la collaborazione di alcuni medici di famiglia, basato sull’evidenza scientifica e sull’esperienza clinica, che alla fine della sperimentazione portò al risultato di una prescrizione di esami inferiore di circa il 20-30%. Il progetto si è ulteriormente sviluppato ed implementato, vi è un bord scientifico per la sua validazione ed è sempre aperto a considerazioni e ulteriori sviluppi in base alle conoscenze scientifiche e alle esperienze cliniche da parte di tutti i medici. Ovviamente riguarda per adesso solo l’aspetto delle prescrizioni diagnostiche di laboratorio, ma è un sistema per perseguire una certa appropiatezza non limitando la libertà e l’ autonomia professionale del medico e non togliendoli la dovuta serenità in una attività così difficile ma così importante per la salute dei cittadini.
*Presidente dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di rovigo
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la retinopatia diabetica
Causa un’alterazione dei vasi sanguigni in tutto il corpo, con una particolare predilezione per i vasi capillari
I
l diabete è una malattia in cui il valore della glicemia (ossia la concentrazione nel sangue di uno zucchero chiamato glucosio) è superiore alla norma e necessita quotidianamente di essere ridotto con una dieta o speciali terapie. Queste si basano sull’uso di iniezioni di insulina o di sostanze, dette ipoglicemizzanti, in pastiglie. Il diabete causa un’alterazione dei vasi sanguigni in tutto il corpo, con una particolare predilezione per i vasi capillari, vale a dire i vasi più piccoli del nostro sistema arterioso. I vasi capillari sono importanti, in quanto portano il sangue ai tessuti scambiando con essi ossigeno e nutrimenti. Il danno che subiscono con il diabete è determinato dall’interazione fra i costituenti della loro parete e lo zucchero circolante in eccesso nel sangue. La retinopatia diabetica è perciò una manifestazione localizzata, oculare, della malattia diabetica. La retinopatia diabetica è la vasculopatia dei capillari retinici e si sviluppa attraverso varie fasi. Inizialmente nelle pareti dei capillari si creano delle zone di indebolimento, alternate a zone di ispessimento. Quando i vasi capillari hanno la parete indebolita possono dilatarsi localmente, formando dei microaneurismi, possono far trasudare la parte liquida del sangue formando un ispessimento della retina detto edema, oppure possono lasciare fuoriuscire delle sostanze grasse che si accumulano nella retina sotto forma di chiazze giallastre dette essudati duri. In altri casi possono rompersi causando emorragie nella retina o nel corpo vitreo, all’interno del globo oculare. La retinopatia diabetica può essere suddivisa
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in due tipi principali. 1 - Retinopatia diabetica non proliferativa: si verifica quando sono presenti perdite di sostanze dai capillari, anche sufficienti a causare edema maculare, piccole emorragie e zone di capillari occlusi. 2 - Retinopatia diabetica proliferativa: è caratterizzata nello stadio iniziale da occlusione dei capillari con macchie retiniche a fiocco di cotone. Nella fase proliferativa vera e propria i capillari anormali si sviluppano, stimolati dalla occlusione dei piccoli vasi retinici. A questo punto si possono verificare emorragie, anche gravi, per rottura dei capillari neoformati, e la formazione di tessuto fibroso che contraendosi può esercitare una trazione sulla retina fino a distaccarla. In questa fase può formarsi un’emorragia vitreale. ottico optometrista Barbara Micaglio ottica optometria Barbiero Via Montello 2 30033 Noale (Ve) - tel. 041-440485 - 041-440484 - e-mail: otticabarbiero@libero.it - www.otticheriunite.com
Cataratta e lenti Bifocali: Novità!
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onostante la cataratta abbia raggiunto ormai una nell’impiantare una lente nel sacco per correggere il potere maturità chirurgica e tecnologica, la ricerca prosegue del vecchio cristallino ed una lente nel solco con il solo potere sempre ed affianca novità che migliorano le prospet- bifocale. Le lenti istallate nel solco non contraggono aderentive visive del paziente. Le lenti intraoculari bifocali, ormai ze e quindi possono essere espiantate con estrema facilità. utilizzate da oltre 10 anni, hanno subito progressive mo- In sintesi al paziente vengono impiantati due cristallini, uno difiche al fine di migliorare la visione alla media distanza e nel sacco ed uno nel solco ( zona anatomica anteriore al di ridurre i possibili aloni notturni. Esistono diverse tecniche sacco) e quello nel solco (bifocale) può essere facilmente costruttive che permettono ad una lente di mettere a fuoco rimosso anche dopo un anno! Quindi negli interventi di contemporaneamente per lontano e per vicino, ma qualun- cataratta, non più un cristallino artificiale ma 1+1 di cui il que sia la caratteristica ottica, siamo sempre di fronte ad un secondo con la sola ottica bifocale. Con questa soluzione, compromesso. Il cristallino naturale ha la capacità di modi- che consideriamo una vera innovazione nel campo di questa ficare la propria forma e quindi chirurgia, abbiamo la possibilidi mettere a fuoco in relazione tà di proporre ad ogni paziente alla distanza dell’oggetto che Una nuova lente intraoculare un impianto bifocale con la viene fissato. Il cristallino articertezza di poterlo togliere ficiale invece non modifica la “Premium” ideata dal facilmente in caso di disturbi. propria forma ma mette a fuo- Dott. Camellin rivoluziona i risultati Dallo studio e dalla passione co contemporaneamente due dell’intervento di cataratta per questa chirurgia sono distanze, una per lontano ed state qui ideate una formula una per vicino. Molti pazienti si esclusiva per il calcolo della adattano benissimo a questa visione che comunque differi- lente intraoculare dopo chirurgia refrattiva (Camelli - Calossi sce da quella naturale, altri invece riferiscono aloni notturni 1998), un sistema di controllo digitale della posizione della e comunque una diminuita sensibilità in condizioni di bassa lente nella correzione degli astigmatismi (Camellin 2013) e luminosità. Purtroppo non esistono dei test che permettono recentemente la nuova piattaforma basata sulla doppia lendi capire a priori come si troverà il paziente con un impianto te intraoculare Camellens (Camellin 2015). L’intervento di multifocale ed a volte comunque è necessario qualche mese cataratta non va comunque mai banalizzato ma possiamo di adattamento. Pertanto ogni paziente a cui viene proposto dire che un altro passo avanti è stato fatto! questo impianto, è informato circa la possibilità di rimuoIl Dr. Massimo Camellin verlo in caso di disturbi. Il problema però è che sostituire una lente intraoculare nel sacco capsulare (contenitore del Dott. Massimo Camellin: cristallino naturale), è facile solo nei primi 15 giorni, dopo si Via Dunant, 10 - rovigo creano della aderenze che rendono l’intervento più indaginotel. 0425 411357 so. Sapendo però che un paziente potrebbe adattarsi ad una mail: segreteria@sekal.it lente bifocale nel giro di qualche mese, a volte si è in difficolweb: www.lasek.it tà nel consigliare un espianto. La soluzione nuova, consiste
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D
ormire o non dormire? Questo è il problema. Fa bene riposare lunghe ore oppure no? In media l’essere umano dorme dalle sei alle otto ore al giorno, che significa non vivere un terzo o un quarto della vita. Ma come si fa a non riposare? Prendiamo a esempio i vip. Soggetti a uno stress maggiore rispetto ai comuni mortali. Così dicono. Bah! I capi di Stato dormono assai poco. È risaputo. Margaret Thatcher dormiva solo 3-4 ore a notte, Winston Churchill riposava poco di notte ma poi dopo pranzo faceva sempre un pisolino di un’ora e mezza. Silvio Berlusconi dorme appena due ore (magari passa il resto della notte a fare altre cose…). Negli Stati Uniti è diverso. I presidenti non fanno le alzatacce. Barack Obama ha rispettato la tradizione di Bill Clinton. Non quella di frequentare le stagiste – che avete capito? – ma quella di non svegliarsi prima delle sei ore. IL PISOLINO DEI FENOMENI Chi dorme non piglia pesci. Mah, è solo un luogo comune. Non sempre infatti è così. Perché due geni come Albert Einstein e Leonardo da Vinci adoravano dormire a lungo. Non meno di dieci ore a notte. Dei contemporanei Bill Gates è uno di quelli che riposa di più, con minimo sette ore di sonno. Quindi si deduce che i geni per essere tali debbano dormire molto? Ecco pronta la smentita. Sapete quante ore dormiva Michelangelo Buonarroti? Quattro. E Thomas Edison? Ancora meno: tre ore di sonno e poi accendeva le sue idee luminose.
I DORMIGLIONI Ma torniamo ai figli di Morfeo. Niente sveglia all’alba neanche per Franz Kafka che non si alzava mai prima delle nove ore di sonno. Pure Marilyn Monroe dormiva almeno dieci ore. Mai come due dormiglioni doc del calibro di Valentino Rossi (12 ore a notte) e di Mariah Carey (addirittura 15). Pensate come è corta la giornata per questi eroi del nostro tempo. A proposito di eroi e di grandi condottieri. A Napoleone Bonaparte bastavano 4 ore di sonno per vederlo in grande spolvero. Ad Alessandro Magno addirittura tre. Ma lì c’era da combattere. E poi dormire dentro una tenda non è poi che sia il massimo. Chi dorme poco pensa molto. Soprattutto ai debiti. Ma c’è pure chi pensa ai soldi. Come il miliardario americano Donald Trump che dorme solo tre ore e passa il resto della giornata a contare i dollari. Questa è senza dubbio la migliore patologia per l’insonnia. O no? Gmflex - via del Commercio,12 località Borsea Rovigo tel.0425474954 - angolo via modena n°2 (ex autogamma) Mira (Ve) - tel 0414266455
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