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Riviera est genn2016 n9

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Periodico d’informazione locale. Anno XXIII n.9 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD

Primo Piano Commercio, chiari segnali di ripresa in Riviera e Miranese pagg.

Mira Una centralina dell’Arpav, per controllare lo smog

4-5

pag.

Gennaio 2016

Camponogara Chiude l’asilo nido, scoppia la protesta

6

pag.

a Febbraio Nuova Edizione:

12

l’informazione locale si estende!

Giuseppe dal ben alla direzione dell’ l’ulss 13

VeneTo in primo piano mercaTo immobiliare: segnali di ripresa

Luca Zaia rivoluziona la sanità veneta e sceglie Giuseppe Dal Ben, già direttore generale dell’Ulss 12 Veneziana e commissario dell’Ulss 14 di Chioggia, per guidare anche Ulss 13 di Mirano e Dolo. pag. 16

Teatro Villa dei leoni, in attivita’ fino a giugno Una proroga per altri sei mesi delle attività. Questa la novità attesa da tutta la Riviera per Teatro Villa dei Leoni. La decisione arriva direttamente dal Comune che ha prorogato fino a fine giugno la gestione delle attività teatrali. pag. 17

NOVITÀ: da Febbraio

cambia look! Le nostre rubriche

alle pagg.

39-41

da pagg.

Tornado, anche nel 2016 aiuti da Governo e Regione Prorogato fino a giugno lo stato di emergenza. Dei 3 milioni regionali stanziati, 111 mila euro vanno al Comune di Mira, 2 milioni a Dolo e 881 mila a Pianiga

A

lla fine del 2015 sono arrivati fondi e agevolazioni da parte del Governo e della Regione per le famiglie e le aziende colpite dal tornado. Ad annunciarlo, sono stati l’onorevole Michele Mognato e il vicegovernatore Gianluca Forcolin. All’inizio di gennaio è arrivata inoltre la buona notizia della proroga da parte del Governo dello stato di emergenza per i territori colpiti dalla

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devastazione. Ciò significa che anche per il 2016 si potrà attingere a fondi ad hoc per le calamità. “Alla vigilia di Natale - spiega Forcolin - la Ragioneria della Regione ha emesso gli ordinativi di pagamento di tre milioni di euro ai comuni di Dolo, Mira e Pianiga da assegnare ai privati come contributo per il ripristino dei danni causati alle abitazioni e alle strutture a seguito del tornado che ha

colpito il territorio della Riviera”. Dei tre milioni, circa 111 mila euro vanno al comune di Mira, circa 2 milioni di euro a Dolo e 881 mila euro a Pianiga. “La Regione del Veneto - conclude Forcolin - è riuscita a completare entro l’anno le procedure di liquidazione di questo stanziamento previsto dalla legge di variazione al bilancio di previsione 2015”. pag. 8

Editoriale

Inverno a secco o quasi. Ma anche la pioggia fa paura

A

di nicola stievano*

rrivati quasi al giro di boa di questo strano inverno senza pioggia, senza neve, senza gelo eccessivo, viene spontaneo chiedersi se e quanto dobbiamo preoccuparci.

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continua a pag.

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20-21

difesa del suolo: inauguraTe le paraTie di caldogno

pag.

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culTura, TreViso celebra sTar Wars

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Genitori: attenti a Pc e smartphone, possono nuocere alla salute dei figli

Disturbi dell’apprendimento, trasformazioni neurocognitive ma anche calo della vista e problemi posturali crescono in bambinie e adolescenti di pari passo all’uso di internet

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a permanenza eccessiva di giovani e giovanissimi davanti a pc, smartphone e consolle digitali potrebbe avere conseguenze sullo sviluppo e sul sano funzionamento del corpo, intervenendo negativamente su vista, postura, obesità, ma anche sulla sfera cognitiva e comportamentale. A dirolo sono delle nutrite equipe di medici specializzati che per contrastare questo fenomeno, hanno dato vita al ‘Centro Pediatrico interdipartimentale per la psicopatologia da web’, il nuovo polo multidisciplinare dedicato alla presa in carico di bambini e adolescenti con dipendenza patologica da web, psicopatologie legate al cyberbullismo o che presentino i sintomi della sindrome da ritiro sociale. Il progetto, nato dalla collaborazione tra il Policlinico Gemelli e la Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, nasce a Roma e presento tra gli altri, da Federico Tonioni, Istituto di Psichiatria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile dell’Area delle Dipendenze da Sostanze e delle Dipendenze Comportamentali della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli; Pietro Ferrara, Istituto di Clinica pediatrica della Cattolica e referente

nazionale per maltrattamento e abusi della Società italiana di Pediatria; Eugenio Mercuri, direttore dell’Istituto di Psichiatria e direttore dell’Uoc di Neuropsichiatria infantile del Gemelli. “Il Centro - ha spiegato Tonioni - prenderà incarico un numero crescente di patologie legate alla grande diffusione di internet e delle applicazioni digitali. Per i bambini e gli adolescenti, infatti, un uso disfunzionale del tempo passato online può innescare distorsioni nei processi di costruzione dell’identità e dell’immagine personale correlate a nuovi fenomeni dissociativi, portando così alla dipendenza patologica e a segnali crescenti di ritiro sociale”. “La pediatria sta cambiando radicalmente - ha detto il professor Ferrara - e deve sempre più occuparsi di problematiche una volta sconosciute, ma che sempre più hanno risvolti sociali e comportamentali. In particolare, la volontaria reclusione di bambini e adolescenti di oggi che, come avverte l’Accademia Americana di Pediatria, trascorrono in media circa 7 ore al giorno davanti a tv, computer, cellulari e altri dispositivi elettronici, a dispetto delle 2-3 ore giornaliere consigliate”.

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4 Argomento del mese L’analisi di Ascom Si nota un maggiore potere d’acquisto delle famiglie rispetto al passato. Quello che non va bene, è che questa tendenza è letteralmente intercettata dai vicini centri commerciali di Mestre, Padova e Treviso. Gli acquisti segnano comunque un incremento rispetto allo scorso anno del 10 %. Vanno bene i centri di Mirano, Noale Camponogara e Spinea. Situazione pesante invece per Mira e Dolo. Forte appello ai Comuni per iniziative di rilancio dei centri storici

Commercio, chiari segnali di r

di Alessandro Abbadir

Ennio Matterazzo: “Studiamo iniziative come la consegna a domicilio della spesa ad anziani”

Ennio Gallo: “Si dice di voler aiutare il piccolo commercio e poi lo si penalizza con Ztl e strisce blu”

I

l commercio in Riviera del Brenta e nel Miranese riparte, ma a frenare la ripresa dei piccoli negozi, è l’attività dei grossi centri commerciali di Padova, Mestre o Treviso. “I saldi e gli acquisti natalizi? Sono praticamente fermi al palo, nonostante la ripresa in atto, per colpa dei centri commerciali. Chiediamo aiuto a Comuni e Città Metropolitana, affinché si varino politiche di aiuto ai piccoli negozianti”. A fare l’analisi della situazione per l’area dei 10 comuni della Riviera del Brenta sono Ennio Matterazzo e Adelino Carraro, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’ Ascom del comprensorio. “I saldi in termini assoluti in Riviera del Brenta – spiega Matterazzo – non sono andati male. Si nota un maggiore potere d’acquisto delle famiglie rispetto al passato. Quello che non va bene, è che questa tendenza è letteralmente intercettata dai vicini centri commerciali di Mestre, Padova o quelli locali nell’area dei supermercati Lando a Gambarare“. I dati per Ascom, anche se è presto per tracciare un bilancio, vedono un incremento di acquisto ai saldi del 5 – 10 % rispetto allo scorso anno, ma l’aumento potrebbe raggiungere il 20% senza la concorrenza dei megastore”. A soffrine sono i centri dei paesi, sottolineano Carraro e Materazzo. “La situazione – spiegano – a Mira è diventata disastrosa ad esempio. Mira è un deserto, da qualche anno, di

Banche incontro ad oriago

Come muoversi con le nuove normative

A

ffollata riunione all’auditorium della biblioteca di Oriago di Mira nelle scorse settimane all’incontro pubblico sulle modifiche sul funzionamento degli istituti di credito. In particolare si è presa in considerazione la situazione negli istituti “Banca Popolare di Vicenza” e “Veneto Banca” per dare risposte ai cittadini e agli imprenditori della zona catapultati nei nuovi meccanismi bancari. Si è cercato di capire i meccanismi bancari in istituti di credito come quelli che sono andati recentemente in sofferenza. Decine e decine di casi si sono verificati anche in Riviera del Brenta e nel Miranese. “Abbiamo notizia che ci sono stati casi di risparmiatori coinvolti anche nel nostro territorio ha spiegato il Sindaco Mira Alvise Maniero - alcuni dei quali mi hanno già contattato direttamente. Abbiamo pensato che dedicare una serata per tutti i risparmiatori che potrebbero trovarsi nelle medesime condizioni senza essere informati”. All’incontro c’erano il tributarista Alberto De Franceschi, la dottoressa Camilla Cusumano dell’associazione Adusbef , l’avvocato Enrico Schenato di Altroconsumo per l’Associazione Nazionale Azionisti della Banca Popolare di Vicenza l’avvocato Renato Bertelle. Ha parlato a lungo il deputato M5S Giorgio Sorial. I parlamentari grillini presenti hanno messo l’accento sulla riforma che prevede la trasformazione in S.p.A. delle banche popolari e credito cooperativo, operazione che ritengono anticostituzionale e “che rischia di far perdere 37 mila posti di lavoro”. A.A.

attività commerciali. Un “centro commerciale naturale” che aveva qualche possibilità di reggere l’urto dei grossi outlet, era quello di Dolo, ma anche questo ormai ha perso via via la sua vivacità di centro del mandamento nel corso dei decenni. Vanno male le cose anche a Stra e Fiesso, mentre si hanno segnali di inversione di tendenza e nascite di nuovi negozi a Fossò, Campolongo, Campagna Lupia e soprattutto Camponogara. Paese quest’ultimo che è cresciuto molto anche demograficamente”. L’appello dell’ Ascom è chiaro.“ I Comuni e la Città Metropolitana - continua Carraro - devono investire sempre più risorse e iniziative per rivitalizzare i centri. La perdita di un negozio di abbigliamento, di alimentari, una rivendita di pane una tabaccheria o una macelleria, sono una perdita per tutta la comunità, è perdita di un servizio“. Ascom però non resta a guardare e nei prossimi mesi è decisa a portare avanti iniziative specifiche per poter rivitalizzare i centri. “Stiamo studiando - conclude Matterazzo- delle iniziative ad hoc per poter creare un servizio di consegna a domicilio per tantissime tipologie di piccoli negozi. Consegna della merce che andrà incontro alle esigenze di anziani e persone in difficoltà o che non hanno tempo di recarsi nei negozi. “L’analisi della situazione è simile anche per l’area dei 7 comuni del Miranese. “I saldi – spiega Ennio Gallo

presidente dell’ Ascom del Miranese - stanno andando abbastanza bene. Un centro storico che ha acquistato una grossa identità è quello di Mirano, ma anche Noale e Scorzè se la cavano. Resta il problema degli outlet e dei grossi centri commerciali. I comuni dicono a parole, di voler favorire il piccolo commercio, ma poi di fatto lo ostacolano con misure come i parcheggi a pagamento, le Ztl o le giornale ecologiche che hanno scarsissima utilità nella lotta allo smog, e creano solo problemi ai commercianti e ai cittadini”. Gallo quindi spiega che i segnali di ripresa potrebbero essere più forti senza l’handicap dei grossi centri commerciali. “I Comuni che parlano di favorire il piccolo commercio -dice- dovrebbero astenersi ad esempio da operazioni che lo metterebbero in ginocchio, come quella di Veneto City, che per fortuna pare essersi arenata”. Nel corso dei decenni c’è stato nel Miranese, ammette infine Gallo, qualche evoluzione positiva. “Spinea ad esempio nel corso degli anni Settanta e Ottanta era la tipica città dormitorio. Non c’erano ristoranti ne negozi di prossimità, e in quegli anni i giovani del paese si ritrovavano direttamente a Mestre. Ora non è più così’. Si è creata una rete di attività commerciali tipiche di questo territorio, e grazie anche a tante iniziative di promozione volute da Ascom del Miranese, il centro di Spinea ha una propria specifica identità”.

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Argomento del mese 5 Categorie

ripresa in Riviera e Miranese Artigiani Convegno a Dolo dal gruppo “Donne Impresa Confartigianato di Venezia”

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eti d’impresa, la sfida artigiana per una nuova crescita”, questo il convegno che si è tenuto nelle scorse settimane nella sede dell’Associazione Artigiani Città della Riviera del Brenta’ di via Brenta Bassa a Dolo. Un convegno partecipato a cui hanno presenziato tanti piccoli imprenditori fra cui tante donne. L’evento, è stato organizzato dal direttivo gruppo ‘Donne Impresa Confartigianato di Venezia’. Significativo l’intervento di Antonella Boldrin, presidente di ‘Donne impresa Confartigianato provinciale di Venezia’ che ha sottolineato. come “l’imprenditoria femminile è in aumento e si sta sempre più valorizzando il ruolo della donna nella conduzione dell’impresa artigiana, in Riviera, per esempio, raggiunge un quinto delle circa mille aziende iscritte all’Associazione. Il modo migliore per sopperire alle difficoltà imposte dal mercato è quello dell’aggregazione tra imprese che produce maggiore efficienza ed irrobustisce la competitività”. “La Rete d’impresa favorisce - ha detto poi Daniela Rader, presidente di Donne Impresa Confartigianato del Veneto - forme associative che consentono , anche in Riviera del Brenta e nel veneziano di fronteggiare la crisi grazie alla possibilità di unire risorse per migliorare in tecnologia ed innovazione. Per il futuro si aprono possibilità di vantaggio con un bando regionale che uscirà a marzo, mentre nel 2016 anche le imprenditrici artigiane madri potranno usufruire del buono-bebè di 300 euro mensile” Presenti Franco Scantamburlo segretario dell’Associazione degli artigiani rivierasca, il vicepresidente Luca Vanzan, Enrico Cancino del Centro Regionale di Assistenza per la Cooperazione Artigiana (Craca). Hanno portato la loro esperienza tre aziende locali.

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Emergenze

Lotta dura a contraffazione e abusivismo

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’ lotta dura in Riviera del Brenta e nel Miranese alla contraffazione e all’abusivismo, due fenomeni che mettono in ginocchio settori di punta nel comparto della calzatura e dei mestieri artigiani. Partiamo dalla Riviera del Brenta dove i prodotti del distretto calzaturiero, saranno certificati attraverso micro trasmettitore che il cliente potrà leggere agevolmente attraverso uno smartphone. Si potranno conoscere la provenienza dei materiali e degli accessori oltre al luogo di assemblaggio e produzione. Inoltre con tali tecnologie sarà possibile geo-localizzare il prodotto in caso di furto e smarrimento e per conoscere quali sono i mercati di maggior interesse da parte dello stesso cliente. Le linee essenziali del progetto di certificazione del marchio “Made in Riviera del Brenta” sono state presentate al Politecnico Calzaturiero di Stra, dalla Consulta territoriale del calzaturiero a cui aderiscono Acrib, associazioni di categoria come gli Artigiani della Riviera del Brenta e i sindacati. In rappresentanza del Governo c’era la senatrice Valeria Fedeli. “Il progetto che certifica la produzione della Riviera del Brenta e la mette al riparo dal rischio contraffazioni che tanto hanno danneggiato il mercato – ha spiegato l’imprenditore Acrib Franco Ballin – è unica nel suo genere e rappresenta uno strumento di trasparenza e legalità formidabile”. Il brand poi si evolverà ulteriormente con la realizzazione del marchio “Made in Venice” che caratterizzerà e valorizzerà le caratteristiche di qualità e unicità delle produzioni di tutta la provincia. Ma non solo. “Negli ultimi anni - ha detto Pier Giorgio Silvestrin presidente Federmoda Veneto - oltre a denunciare le crepe del sistema, abbiamo lavorato assieme a parti e controparti per trovare una soluzione definitiva, che renda i controlli delle forze dell’ordine semplice routine. Abbiamo siglato un protocollo d’intesa che prevede l’istituzione di questo marchio di filiera e sostenuto la Consulta. Abbiamo anche lavorato per individuare un ente certificatore terzo che, attraverso visite periodiche e ispezioni, dovrà accertare il rispetto degli accordi di rete e delle lavorazioni svolte secondo le norme”. Soddisfatti i sindacati. “E’ un progetto - spiega Massimo Meneghetti segretario provinciale Femca Cisl - che può far fare il salto di qualità alle produzioni di calzature della Riviera del Brenta, oltre a salvaguardare i livelli occupazionali. Sarà di esempio anche per altri settori e di fondamentale importanza per le produzioni Made in Italy. Si tratta ora di accelerare, per contrastare in maniera decisa il lavoro irregolare e per far comprendere agli imprenditori che, somministrare lavoro a imprese non regolari, sarà sempre più una pratica che crea più danni che opportunità. Ora ci aspettiamo che la Regione e le Camere di Commercio di Venezia e Padova, ma anche il Governo diano adeguate risorse per finanziare e sostenere questo marchio, che a crea una prospettiva futura per prodotti che qualcuno considerava superati”. E se la lotta alla contraffazione è una battaglia tipica della Riviera, nel Miranese il segretario dell’associazione Artigiani del Miranese Damiano Dori per il momento concentra la sua attenzione sul fenomeno dell’abusivismo nel settore degli estetisti e dei parrucchieri. “Ci sono dei dati che nel nostro comprensorio - dice Dori - indicano che il rapporto di attività regolari e abusive è di uno a uno. Cioè ogni negozio, c’è un o una parrucchiera o estetista abusiva che lavorano in nero e senza rispettare alcuna regola. C’è poi una questione legata all’esplosione dei negozi di parrucchieri gestiti da cinesi, in cui spesso si utilizzano prodotti a rischio e il rispetto di igiene e sicurezza è un optional. Su questo abbiamo fatto delle campagne ad hoc mirate e continueremo a farle nel 2016” .Sulla stessa linea si sono mossi e si stanno muovendo anche gli Artigiani della Riviera del Brenta che hanno attivato come i colleghi del miranese una campagna di sensibilizzazione ad hoc .


6 Mira Territorio L’assessore Maria Grazia Sanginiti annuncia una importante novità per febbraio

Proteste ad Oriago

Veritas pulisca dove ha rimosso i cassonetti

Inquinamento, arriva una centralina Arpav P Sarà collocata lungo la brentana per monitorare costantemente lo smog. Segnalati cumuli di rifiuti sui canali di Alessandro Abbadir

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mergenza smog, a Mira da febbraio arriveranno le centraline per il controllo della qualità dell’aria. Ad annunciarlo è stato l’assessore all’ambiente del comune rivierasco Maria Grazia Sanginiti. “Grazie alla disponibilità dell’Arpav – spiega la Sanginiti – nel nostro Comune stiamo lavorando per l’installazione di una centralina di monitoraggio della qualità dell’aria, che sarà in funzione a Mira per il periodo febbraio - marzo 2016, e successivamente in autunno 2016”. A questa centralina potrebbero seguirne altre nelle frazioni, almeno in quella più popolosa, cioè quella di Oriago. La centralina in arrivo a Mira, sarà collocata con ogni probabilità lungo la brentana per meglio capire i dati collegati alle emissioni di polveri sottili e cioè allo smog. Intanto poco prima della fine del 2015 il Comune di Mira ha emesso un’ordinanza per il contenimento dell’inquinamento atmosferico. L’ordinanza emessa riprende un provvedimento del 2012, e detta già precise indicazioni sul comportamento da tenere per la limitazione delle emissioni in atmosfera. “In queste condizioni di emergenza – spiega l’assessor Sanginiti – dunque si è ritenuto di riproporre l’ordinanza per essere perfettamente in linea con quanto previsto dal tavolo tecnico zonale, e quindi con gli altri comuni della provincia. Riteniamo che la situazione venutasi a creare in questi mesi è molto grave, e come amministrazione comunale siamo convinti che per risolverla c’è bisogno seriamente di un piano per il contenimento dell’inquinamento atmosferico su scala regionale o persino nazionale, che abbia come principale obiettivo la prevenzione, ossia la riduzione alla fonte”. L‘ordinanza anti smog recepisce le indicazioni della Prefettura di Venezia per ridurre l’inquinamento da Pm10. Si impongono temperature massime per gli edifici pubblici e poi abitazioni private,

Politica

Interrogazione del deputato Martella (Pd) sull’assessore Claut

rispettivamente di 17 e 18 gradi. Per evitare l’inquinamento atmosferico, sono vietati anche i falò ad uso agricolo e la combustione di materiali vegetali o ramaglie. Questi provvedimenti possano portare ad un miglioramento della qualità dell’aria nel territorio comunale. L’ordinanza anti smog hanno fatto capire tante associazioni del territorio con i residenti, va nella giusta direzione con il collocamento della centralina Arpav. Certo in un comune policentrico come Mira non dovrebbe essercene solo una, ma una almeno in ogni frazione, fanno notare in tanti. Fra gli inquinamenti da controllare con attenzione infine non c’è solo quello dell’aria. In queste settimane, infatti, sono arrivate tante segnalazioni di situazioni pesanti per quanto riguarda i corsi d’acqua del paese come il Naviglio, il Taglio o il Rio Serraglio, letteralmente pieni di rifiuti.

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rotesta dei cittadini di Oriago di Mira contro Veritas e il Comune, per le condizioni in cui versano le aree un tempo occupate dai cassonetti, ora rimossi con l’avvio del sistema porta a porta. “Segnaliamo – spiega Guerrino Manente per i comitati di Piazza Mercato ad Oriago – che nella zone di Oriago sud di via Bastie, via Bastiette, ma anche lungo Riviera Bosco Piccolo, dove sono stati tolti i cassonetti da Veritas, non si è provveduto alla pulizia dell’area. Tanti cittadini sconcertati dall’immondizia lasciata per settimane hanno pulito e puliranno, a loro spese le aree liberate dai cassonetti, sperando che per le future rimozioni di cassonetti tale indicazione e cioè la totale pulizia delle aree post rimozione, venga A.A. data dal Comune di Mira a Veritas”.

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I NOSTRI AFFITTI

U

na interrogazione parlamentare a risposta scritta al ministro dell’Interno Angelino Alfano e al Ministro delle Infrastrutture Graziano Del Rio per far chiarezza sulla posizione dell’assessore ai lavori pubblici del Comune di Mira Luciano Claut, e sui possibili conflitti di interesse che si solleverebbero in quanto progettista del progetto “Porto Novissimo di Lido - Venezia” e rappresentante del Comune al tempo stesso. A fare questa interrogazione è Andrea Martella, deputato del Pd e vicepresidente del gruppo alla Camera. Una interrogazione che nasce da una interpellanza presentata in consiglio comunale dal consigliere del Pd Gabriele Bolzoni, che poi ha ritenuto la risposta del sindaco Alvise Maniero insoddisfacente, e ha attivato i gruppi parlamentari. A.A.

Villa Principe pio scontro sulla vendita

V

illa Principe Pio lungo il Naviglio a Mira Porte (ex proprietà della Provincia) messa in vendita dalla Città Metropolitana e scoppia la protesta delle forze politiche. La dimora storica è stata messa in vendita per un milione e 400mila euro. ll Pd protesta contro il sindaco metropolitano Luigi Brugnaro. Va detto però che la decisione di Brugnaro è sulla linea di quella della Provincia (ex proprietaria della villa). Il Pd nello specifico parla di svendita del palazzo che era stata sede una decina di anni fa dell’Ecomuseo Admira Brenta che era stato inaugurato dallo studioso Giorgio Celli. “La messa in vendita - spiega il segretario del Pd di Mira Albino Pesce - decisa dal Luigi Brugnaro è un grosso errore della nuova città Metropolitana nel settore del turismo e della cultura. E’ all’opposto di quello che dovrebbe fare la nuovo città Metropolitana, ovvero favorire la nascita di punti di interesse turistico culturale, monumentale, ambientale”. Villa Principe Pio con il suo prezioso interesse storico, potrebbe diventare una esposizione permanente di pittura, dove i vari pittori potrebbero esporre i propri lavori, rilanciare l’interesse culturale e storico, aprirla ai turisti con visite guidate. Per non parlare che potrebbe ospitare un punto di informazione turistico, essendo a ridosso della piazzetta storica di Mira Porte con altre ville interessanti in zona, dove ci sono hotel e ristoranti”. Per Il Pd in questo modo si provvederebbe a rilanciare il flusso turistico con percorsi guidati proprio nel centro di Mira. “A Venezia - spiega Albino Pesce - ogni anno arrivano oltre i 30 milioni di visitatori, ecco che la città Metropolitana ha il compito sotto l’aspetto turistico e culturale di espandere in tutta la provincia le varie opportunità di rilancio turistico”. Il Pd chiede a Brugnaro così di favorire progetti che potrebbero essere finanziati anche con i fondi europei 2014/2020. Critiche a Brugnaro sono arrivate anche dal sindaco di Mira Alvise Maniero. Vanna Baldan difende invece le scelte di Brugnaro. “La villa è chiusa da almeno tre anni - spiega - dopo essere stata, per anni, sede dell’ Apt e successivamente dell’Ecomuseo, che oggi ha sede a Dolo. Invece di opporsi alla giusta scelta del sindaco Metropolitano Brugnaro, di alienare il patrimonio inutilizzato e chiuso ad ammuffire, meglio farebbe a concordare con Brugnaro come reinvestire su Mira l’eventuale ricavato della vendita e, nel frattempo, adoperandosi per rivitalizzare ed utilizzare adeguatamente gli immobili di proprietà comunale. Si pensi, infatti, all’abbandono A.A. in cui versa villa Levi Morenos“.


8 Mira Territorio Nuovi provvedimenti dopo la devastazione dello scorso 8 luglio a Dolo, Mira e Pianiga

Tornado, nel 2016 soldi da Regione e Governo

Editoriale Inverno a secco o quasi. Ma anche la pioggia fa paura di nicola stievano*

di Giacomo Piran e Alessandro Abbadir

A

lla fine del 2015 sono arrivati fondi e agevolazioni da parte del Governo e della Regione per le famiglie e le aziende colpite dal tornado. Ad annunciarlo, sono stati l’onorevole Michele Mognato e il vicegovernatore Gianluca Forcolin. All’inizio di gennaio è arrivata inoltre la buona notizia della proroga da parte del Governo dello stato di emergenza per i territori colpiti dalla devastazione. Ciò significa che anche per il 2016 si potrò attingere a fondi ad hoc per le calamità. “Alla vigilia di Natale - spiega Forcolin - la Ragioneria della Regione ha emesso gli ordinativi di pagamento di tre milioni di euro ai comuni di Dolo, Mira e Pianiga da assegnare ai privati come contributo per il ripristino dei danni causati alle abitazioni e alle strutture a seguito del tornado che ha colpito il territorio della Riviera”. Dei tre milioni, circa 111 mila euro vanno al comune di Mira, circa 2 milioni di euro a Dolo e 881 mila euro a Pianiga. “La Regione del Veneto - conclude Forcolin - è riuscita a completare entro l’anno le procedure di liquidazione di questo stanziamento previsto dalla legge di variazione al bilancio di previsione 2015 proprio per finanziare gli interventi per l’emergenza causata dagli eccezionali eventi atmosferici dell’8 luglio. Saranno ora i sindaci a provvedere all’erogazione dei contributi alla popolazione. Queste risorse vanno a sommarsi al milione e 300 mila euro utilizzati per le spese di prima emergenza e per gli interventi più urgenti che sono stati effettuati subito dopo il disastroso evento atmosferico”. Altra novità è che i rimborsi dei premi assicurativi per i risarcimenti dei danni provocati dal tornado, non subiranno tassazione. La norma è stata introdotta nella Legge di Stabilità con un ordine del giorno firmato dai deputati del Pd, Michele Mognato, Davide Zoggia, Sara Moretto, Delia Murer e Andrea Martella ed accolto dal Governo. “Gli ordini del giorno - dice Mognato - non fanno norma, ma sono atti rilevanti e precisi che, approvati dal Parlamento, impegnano il Governo

truffatori

E

Dei 3 milioni, stanziati circa 111 mila euro vanno al comune di Mira, circa 2 milioni di euro a Dolo e 881 mila euro a Pianiga

La devastazione causata l’8 luglio scorso che li ha accolti”. Vengono spiegate le motivazioni della richiesta. “La situazione paradossale che si viene a determinare - precisano gli onorevoli - è che i risarcimenti delle assicurazioni finiscono per essere ulteriormente tassati poiché le somme liquidate dalle compagnie assicurative, a copertura dei danni subiti, vanno inserite nella dichiarazione dei redditi e quindi conseguentemente soggette a tassazione. Al fine di superare al più presto le criticità che hanno colpito i territori devastati da calamità naturali, nel corso della riunione dei sindaci dei comuni interessati con il commissario delegato per gli interventi di ricostruzione, nominato a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza, è emersa

anche la necessità di assicurare l’esclusione dal reddito imponibile dei risarcimenti ottenuti dalle assicurazioni, così da destinare maggiori risorse agli investimenti e garantire una rapida ricostruzione e un più rapido ritorno alla normalità”. E poi la richiesta contenuta nell’ordine del giorno che “Impegna il Governo a valutare l’opportunità di adottare specifiche iniziative per definire idonee agevolazioni fiscali nelle aree colpite da eventi calamitosi, anche prevedendo, a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza, l’esclusione dal reddito imponibile dei rimborsi assicurativi ricevuti a fronte dei danni subiti”. E infine è arrivata la prorogoa fino a giugno 2016 dello stato di emergenza.

segue da pag.

1

Il fatto che dallo scorso novembre non ci siano state precipitazioni significative, escluso qualche giorno, sicuramente è un segnale di una certa anomalia che avrà le sue conseguenze nei prossimi mesi. Fino alla fine di gennaio le montagne del Veneto sono rimaste pressoché sgombre da neve ed è proprio in quota che si fa sentire da settimane l’effetto della siccità. Il fatto che manchino delle scorte significative d’acqua pone una serie ipoteca sull’intero anno che abbiamo davanti. In pianura i primi a preoccuparsi sono gli agricoltori anche se questo è un problema che prima o poi coinvolgerà tutti. Non è escluso che da qui alla primavera inoltrata possano comunque transitare importanti perturbazioni che permettano di recuperare il saldo negativo di questi mesi. Anche in questo caso però c’è una certa apprensione perché l’abbondanza di precipitazioni primaverili non fa che aumentare il rischio idraulico in tutta la nostra regione. Se la siccità è un problema non lo è di meno anche l’eventualità di forti piogge, se non veri e propri fortunali o, come va tanto di moda adesso, di famigerate “bombe d’acqua”. Ormai stiamo vivendo una situazione che negli ultimi anni ha trovato parecchie conferme, vale a dire la “tropicalizzazione” del clima anche alle nostre latitudini. E’ una piccola forzatura che però spiega e giustifica, se non in tutti i casi in una buona parte, la concentrazione di piogge, intense e anche violente, in pochi giorni l’anno. Da anni gli esperti di meteorologia e di difesa del territorio mettono in guardia contro questi cambiamenti climatici che ciclicamente si propongono. Se in passato però rientravano nel normale ciclo della natura, segnato anche da eccessi o fenomeni violenti, oggi tutto questo rischia di avere delle serie conseguenze sul territorio che ha subito una notevole trasformazione per mano dell’uomo. Pensiamo allo sviluppo urbanistico degli ultimi cinquant’anni che ha reso pressoché impermeabile migliaia di ettari di terreno. Nelle nostre città, quartieri, zone industriali, autostrade l’acqua se non trova un’efficace via di fuga può causare in poche ore danni ingenti. Eppure i nostri canali, i nostri argini sono praticamente gli stessi del periodo della grande alluvione del 1966. E’ vero che dopo i disastri del 2010 c’è una maggiore consapevolezza come è vero che da allora qualche opera attesa e invocata da decenni è stata portata a termine. A partire dalle casse di espansione nel vicentino al rafforzamento degli argini. Altre pero, come il completamento dell’Idrovia Padova - Mestre sono ancora al centro di discussioni e in attesa di finanziamenti. Intanto non ci resta che sperare nella clemenza del meteo.

*redazione@givemotions.it

Federconsumatori

Sono diminuite durante il 2015 le segnalazioni di falsi tecnici di luce e gas

’ un bilancio a luci ed ombre, quello che fa Federconsumatori della Riviera e del Miranese del 2015. L’associazione dei consumatori registra più contratti estorti forzosamente e meno falsi tecnici di luce e gas per la strade della Riviera e del Miranese. Ci sono tanti casi in più invece, di turisti non rimborsati per pacchetti vacanze che promettevamo più di quello trovato o per disguidi. Lo spiega Alfeo Babato, referente locale di Federconsumatori. “In quest’ultimo anno abbiamo avuto 130 segnalazioni – dice

– di persone che hanno spiegato che di fatto erano state raggirate da venditori porta a porta dell’energia elettrica e del gas. Nel 2014 erano state circa 80. Questi venditori non sono falsi tecnici in giro per rubare, ma però per acquisire un nuovo cliente, promettono cose inverosimili. A cascarci sono quasi sempre anziani o persone sole in difficoltà. Basta consultarci e con il nostro ufficio legale siamo in grado di far disdire il contratto con un semplice fax. Nel territorio dei 17 comuni di Riviera e Miranese i comuni in cui questi contratti

sono stati stipulati con maggior frequenza sono Mira, Noale, Spinea, Dolo e Martellago. “Il fenomeno dei falsi tecnici, nonostante le tante segnalazioni, – spiega Babato – è diminuito. Cioè sono diminuiti quei casi in cui queste persone sotto mentite spoglie riuscivano a strappare una ricompensa, o addirittura rubavano quello che si trova all’interno. I casi registrati nel 2015 che ci sono stati segnalati sono una trentina, mentre erano quasi 50 nel 2014“. Infine i viaggi andati male e non rimborsati. Sono aumentati i casi (25

ora ed erano 15 l’anno precedente) di persone che avendo trovato tutt’altro da quello promesso in vacanza, non sono stati rimborsati a distanza di mesi. Davvero una brutta figura per gli organizzatori. A.A.

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Mira 9 Sicurezza Sono partiti i controlli serali degli agenti della Polizia Locale

Vigili e controlli di vicinato, deterrente contro i furti Nel territorio comunale operano a Gambarare, Marano e Mira Taglio tre diversi gruppi di cittadini di Alessandro Abbadir

S

icurezza, i controlli servono. I controlli dei gruppi di vicinato e le squadre notturne della polizia locale rappresentano un efficace deterrente contro ladri e malintenzionati o contro persone come, i truffatori porta a porta. A spiegarlo sono la Polizia Locale di Mira e i comitati cittadini. Partiamo dalla Polizia Locale. “Con l’avvio dei pattugliamenti serali partiti qualche settimana fa – spiega il comando della Polizia Locale di Mira – abbiamo riscontrato nel capoluogo e nelle 6 frazioni, che il numero di chiamate di cittadini preoccupati

Immigrazione

per movimenti sospetti è calato di quasi la metà. Certo si tratta di prime tendenze, ma certo è un segnale incoraggiante. La nostra presenza ben visibile consente anche alle forze dell’ordine come carabinieri e polizia di pattugliare spazi maggiori di territorio comunale. I gruppi di vicinato del territorio inoltre hanno i numeri nostri e dei carabinieri, e sono sempre pronti a contattarci“. I pattugliamenti dei vigili urbani partiti a fine 2015 per ora sono di due ore alla settimana, ma se l’esperimento funzionerà, tenendo conto anche delle esigenze organizzative, il

servizio sarà potenziato“. Ma non sono solo i vigili a fare paura ai ladri. A Mira, infatti, già da due anni, operano i gruppi di controllo di vicinato. Il primo è sorto a Gambarare ben due anni fa, il primo in tutta la provincia di Venezia. Recentemente ne è stato istituito un secondo a Marano, mentre un terzo sta per nascere nell’area di via Mazzini a Mira Taglio. Sono coinvolte in questi gruppi a Gambarare un centinaio di famiglie, a Marano una cinquantina, mentre in via Mazzini a Mira Taglio le famiglie coinvolte sono una quarantina. Questo mese inoltre dovrebbero

E’ scontro politico sui nuovi arrivi di profughi a Malcontenta

S

ulla questione dei profughi che potrebbero arrivare a Malcontenta è scontro politico a Mira, dove le strutture ricettive predisposte potrebbero ospitarne altri 30, arrivando così complessivamente a quota 120. Ad attaccare gli esponenti di Forza Italia Mario Morara e Eugenio Pasqual,

Menù Degustazione Pesce • Spaghetti allo scoglio e Farfalle, salmone e gamberi • Grigliata di Orata Coda Pescatrice Scampo, più Polenta e Fritto Misto

sorgere nuovi gruppi di vicinato a Oriago di Mira e a Malcontenta. “Questi controlli uniti ai nostri – spiega il comando della Polizia Locale – consentono di monitorare il territorio con maggior efficacia, e ridurre la presenza dei ladri e dei loro appostamenti, sia nelle ore serali che in quelle diurne”. “I furti e i tentativi di furto durante il 2015 nella zona che sorvegliamo – spiegano alcuni volontari

che hanno minacciato di scendere in strada per protesta se arriveranno altri migranti, è il segretario del Pd di Mira Albino Pesce, che si schiera con la maggioranza grillina. Il Comune di Mira con l’assessore Francesca Spolaore ha ribadito infatti che i profughi ospitati a Mira nelle 4 strutture (Ostello di Giare, Casa San Raffaele, Cooperativa Olivotti e ex ristorante “Bepi el Ciosotto” a Malcontenta) finora non hanno creato alcun problema, e a breve saranno utilizzati per lavori di

Ristorante

Alla Fornace

manutenzioni stradali. Dal Prefetto non è arrivata alcuna richiesta per ospitare nuovi arrivi. “Altro che scendere in piazza - dice Pesce - i due rappresentanti di Forza Italia Morara e Pasqual invece di alzare allarmismi per il presunto arrivo di altri 30 profughi a Mira, farebbero meglio a verificare se i profughi già presenti hanno creato problemi, e attivarsi perché i comuni guidati dal centro destra ospitino la loro quota parte”. A.A.

14 Febbraio 2016 S. Valentino • Aperitivo della Casa • Gamberetti in Cocktail • Antipasto Fornace: polipi con sedano, latticini di seppia, gamberoni • Bis di Taglierini al Salmone di Scozia, Gnocchetti con Scampi e funghi • Grigliata di Orata, Coda di Rospo e Scampo alla griglia • Frittura di Calamari e Gamberi • Insalatine di stagione e carotine

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del gruppo di Gambarare – sono calati anche del 30 % rispetto all’anno precedente. Anche la sola presenza di cartellonistica che indica la sorveglianza da parte dei residenti, scoraggia i banditi”. A Oriago i residenti e commercianti sono decisi a far sorgere un nuovo gruppo, anche a causa della chiusura qualche anno fa della caserma dei carabinieri in via Veneto.

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10 Mira Eventi Folla nella chiesa di Santa Maria Assunta per la visita di Moraglia

Il Patriarca ha aperto la Porta Santa a Borbiago di Alessandro Abbadir

U

na folla di persone ha accolto a Borbiago il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia all’apertura della Porta Santa in terraferma, nelle scorse settimane. La comunità ha accolto con entusiasmo la visita del vescovo Francesco Moraglia, dopo che aveva aperto la Porta Santa qualche giorno prima al carcere femminile della Giudecca a Venezia. La pioggia che nella frazione mirese in quell’occasione è caduta copiosa, però ha modificato il programma che prevedeva l’inizio della processione al capitello accanto alla chiesa. La Porta Santa aperta a Borbiago, è stata quella del portone della chiesa di Santa Maria Assunta che Moraglia ha spalancato con un gesto deciso. “Il Giubileo qui inizia con condizioni meteorologiche avverse – ha detto Moraglia durante la celebrazione. Questo ci avvicina a quei secoli in cui il pellegrinaggio nell’anno del Giubileo era fatica, povertà, per mettersi in cammino alla ricerca di Dio. Il pellegrino arrivava a raggiungere la Porta Santa a Roma dopo migliaia di chilometri di cammino, dopo privazioni fame e qualcuno durante il cammino trovava a volte la morte. Anche nella chiesa di Borbiago ci sono i segni lasciati nei secoli di questo messaggio. “La felicità si trova alla porta del cielo” sta scritta qui dentro, ed è un messaggio ancora vivo”. Il rito dell’aspersione dell’acqua battesimale è stato fatto davanti alla chiesa al posto che nel pozzo dei miracoli. Il pozzo ora all’interno di un capitello, è quello in cui il 24 marzo del 1101, ad una pastorella di 12 anni sordomuta dalla nascita apparve la Madonna. La ragazzina dopo l’apparizione fu guarita. In suo onore nei decenni successivi sorse il santuario della Madonna di Borbiago. La Vergine sarebbe apparsa alla dodicenne affinché portasse alla luce una sua immagine che proprio nel pozzo era nascosta. Un rito questo, che vuole essere una memoria del Battesimo di rigenerazione per ciascun cristiano. Da giorni fuori dai locali del paese erano stati posti degli addobbi in onore della visita del Patriarca che è stato accolto dal parroco Don Carlo Guzzo, e da tanti religiosi e scout del vicariato. A Borbiago nonostante la pioggia, quasi 400 persone hanno voluto presenziare all’evento. In tanti sono rimasti fuori dalla chiesa con gli ombrelli ad ascoltare la cerimonia amplificata con degli altoparlanti piazzati per l’evento. “Siamo entusiasti – hanno detto i tanti fedeli e semplici cittadini – per questa presenza così qualificante per il nostro paese e la sua storia. Abbiamo abbellito Borbiago a festa con messaggi di benvenuto rivolti al Patriarca. Siamo contenti che il Patriarca non si sia fatto scoraggiare dalla pioggia, e abbia voluto testimoniare la sua vicinanza alla nostra

Dove ora sorge un capitello, il 24 marzo del 1101, ad una pastorella di 12 anni sordomuta dalla nascita, apparve la Madonna

Il patriarca Moraglia e la chiesa di Borbiago

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comunità“. In chiesa c’erano tanti anziani, ma anche mamme e papà con figli piccoli in braccio, e molti giovani. L’area attorno al capitello è stata transennata. Alla funzione religiosa hanno partecipato tutti i sacerdoti del vicariato. In chiesa c’era anche una nutrita rappresentanza dell’associazione religiosa gli Araldi del Vangelo. Lutto

Addio a Tuzzato, titolare del ristorante “Nalin”

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’ morto all’età di 81 anni Sergio Tuzzato, uno dei pionieri della ristorazione in Riviera del Brenta. Era titolare della storica “Trattoria Nalin” di Mira, aperta come osteria, più di cento anni fa dalla mamma Giovanna “Nana Nalin” e dal nonno Ernesto. Nel 1960 Sergio ha avuto la brillante idea di rilevare l’antica osteria, aperta nel 1914, dai famigliari all’inizio della Grande Guerra. Per oltre 50 anni, aiutato dalla famiglia e dai collaboratori che si sono avvicendati nel tempo, ha dato vita al famoso ristorante di pesce “Da Nalin”. Dopo averla gestita insieme alla moglie Lina per molti anni, all’avanzare della malattia aveva passato la gestione al figlio Francesco, che già da anni lo affiancava. Il ristorante che si trova in via Argine Sinistro Novissimo, si è sempre caratterizzato per la preparazione di piatti a base di pesce fresco, che Sergio comperava al mercato ittico di Chioggia, San Benedetto del Tronto, Mazara del Vallo o Olbia, e preparato secondo le ricette della tradizione lagunare veneta. E’ stato presidente del Consorzio Ristoratori e Albergatori della Riviera del Brenta, consigliere dell’associazione Calcio Mira, membro della remiera di Malcontenta e socio della società trasporti di Fusina. Ha fatto del suo ristorante un riferimento nazionale ed internazionale per tutti coloro che vogliono mangiare A.A. pesce di qualità.


Campolongo 11 Lavori Il sindaco Alessandro Campalto annuncia una serie di cantieri

Legalità

Al via la nuova piazza di S. Maria Assunta “C

Addio a Graziana Campanato

L’opera costerà 520 mila euro. Questo mese partono anche i lavori per la scuola di Bojon. Proteste in via Alto Adige di Alessandro Abbadir

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arte il 2016 e partono una raffica di cantieri a Campolongo Maggiore che erano tanto attesi dalla cittadinanza. Ad annunciarne il via libera è stato nelle scorse settimane il sindaco del paese Alessandro Campalto. “Con gennaio – spiega Campalto – partiranno i lavori per la realizzazione della nuova piazza della frazione di Santa Maria Assunta. L’obiettivo su cui l’amministrazione comunale lavora da anni è così ormai di prossima realizzazione, e una promessa che era stata fatta, è stata mantenuta. Insomma, è la dimostrazione che rispettiamo gli impegni presi”. A fine 2014 la Regione ha scorso la graduatoria dei fondi stanziati, decidendo di destinare alla piazza della frazione di Campolongo, un finanziamento di 285 mila euro su un costo complessivo di 520 mila. E questa notizia è stata quella che ha modificato completamente lo scenario. “La notizia del cofinanziamento è stato un ottimo risultato – sottolinea il sindaco Alessandro Campalto – e questo significa che la Regione ha rivalutato la qualità del progetto proposto, assegnando un finanziamento indispensabile per l’avvio dei lavori. In questi mesi si è redatta la progettazione definitiva ed esecutiva dell’opera, e l’amministrazione comunale ha lavorato per reperire le risorse necessarie ad avviare la gara d’appalto poi assegnata. Il progetto della piazza è estremamente qualificante e prevede la sua pedonalizzazione, la ripavimentazione con materiali di pregio, la creazione di spazi di socialità e l’individuazione di una grande area di sosta. E’ un intervento ambizioso, su cui l’amministrazione sta investendo per rilanciare il centro aggregativo di una frazione importante del Comune, tra l’altro la più recente”. Ma non ci sarà solo questo. “Sempre in gennaio – dice il sindaco – partiranno i lavori per l’ampliamento della scuola elementare di Bojon. Anche in questo caso un intervento atteso, soprattutto da insegnanti e famiglie degli alunni”. Ci sono anche

dei punti oscuri però. C’è infatti anche un cantiere che non si conclude mai. Quello della circonvallazione di Bojon. Un’opera quasi completata, necessaria alla viabilità per separare il traffico pesante da quello veicolare, ed evitare incidenti. Mancano solo 500 metri, e la Regione finora non ha trovato i soldi per finirla dopo 13 anni. Dopo l’annuncio dell’avvio dei cantieri per la piazza di Santa Maria Assunta non sono mancate però le polemiche da parte dei residenti di via Alto Adige. Servirebbe prima, secondo i residenti l’ordinaria amministrazione che le nuove piazze. “Via Alto Adige – hanno detto – è abbandonata a se stessa da anni, ci sono buche e avvallamenti che sono diventate voragini. Il sindaco però, oltre a scuole e piazze, si ricordi anche delle opere minori come strade, illuminazione e fossi, che in certe parti del territorio comunale sono a pezzi. In tanti casi nel periodo estivo l’erba nei fossi dobbiamo tagliarcela noi, visto che il Comune nonostante le multiple segnalazioni non interviene”.

‘sorrisi d’africa’ Un altro pozzo in Senegal

ampolongo piange Graziana Campanato, donna di grande spessore, grande magistrato e nostro grande punto di riferimento per la cultura della legalità, chiedo al sindaco Campalto di intitolarle una targa all’interno delle sala consiliare”. A pronunciare queste parole è Oriana Boldrin, da sempre impegnata nella cultura della legalità a Campolongo. La Boldrin afferma “al magistrato Graziana Campanato dobbiamo molto a Campolongo, Fu lei che condanno’ in appello Felice Maniero e fece passare il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso con la conseguente confisca dei beni ora in possesso del Comune”. “La dottoressa Campanato – continua la Boldrin – era sempre presente alle iniziative sulla legalità, soprattutto quelle che riguardavano i ragazzi. Fu lei che lo scorso 13 dicembre 2014 inaugurò insieme al sindaco Campalto il Museo della legalità intitolato a Cristina Pavesi. Membro del concorso letterario ed artistico Pavesi, ci diceva che a Campolongo ci veniva sempre molto volentieri. Qui aveva, infatti, visto nascere e crescere la cultura della legalità, e ci aveva aiutati ed incoraggiati a potenziare questa cultura, ed a non fermarci di fronte a nulla”. Per la Boldrin è una grande perdita. “Con la scomparsa di Graziana Campanato – dice – perdiamo oltre che un grande punto di riferimento istituzionale, anche una persona amica che non sapeva dire di no a qualsiasi cosa organizzassimo a Campolongo. Ci piace ricordarla nelle vesti di presidente della Corte nei processi pubblici a personaggi storici, che si sono svolti a Campolongo, l’ultimo al quale partecipò fu quello a Dante Alighieri“. Fu da lei assolto per aver avuto un talento naturale nella A.A. stesura della Divina Commedia.

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I vista red portano nelle casse quasi 300 mila euro

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a solidarietà vince sull’indifferenza. E’ stato ultimato infatti poco prima di Natale il quinto pozzo realizzato dalla associazione “Sorrisi d’Africa” di Campolongo Maggiore, nel villaggio di Takhoum, che si trova a circa 30km dalla città di Mbour in Senegal. Si tratta di un’opera realizzata grazie alla generosità della famiglia Grinzato, sempre di Campolongo. Famiglia che si è impegnata nel sostenere questa impresa, raccogliendo fondi per l’opera. Ora la gente del posto e i bambini avranno un punto in più in cui rifornirsi di acqua potabile. In paese c’è entusiasmo per quanto fatto. C’è soprattutto tanta soddisfazione da parte della presidente della associazione Marilena Paggiarin, che è andata con il marito in Senegal ad inaugurare il nuovo pozzo. Anche i vertici del Comune sono contenti. Soddisfazione infatti arriva anche dal vicesindaco di Campolongo Andrea Zampieri. “E’ importante – spiegano la Paggiarin e Zampieri – lanciare segnali di

solidarietà che superano i propri confini e il nostro paese ha cittadini che sanno fare tutto questo”. Non è il primo obbiettivo raggiunto però dall’associazione. Grazie all’impegno di ‘Sorrisi d’Africa’, infatti nei mesi scorsi, è nato in Senegal un centro diurno per i bambini di Talibè a Malikunda. ‘Sorrisi d’Africa’ è nata nel 2012 dopo una forte esperienza vissuta in Senegal. Grazie al supporto di amici e sostenitori, sono stati realizzati in quattro anni quattro pozzi d’acqua (ora cinque), di cui uno donato dalla famiglia Vanzan in memoria del figlio Matteo, caduto in Iraq nel 2004. L’ultima bella impresa dell’associazione era stata ad aprile scorso, l’apertura di un centro diurno riservato ai bambini. La struttura, chiamata “La Maison des enfants”, ospita una trentina di bambini compresi in un’età tra i 4 e i 12 anni. Un servizio unico nell’area e indispensabile per poter dare una mano in una situazione così’ difficile come quella africana, in cui miseria e malattia sono ancora all’ordine del giorno. A.A.

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ulte a go-go per chi passa con il rosso e casse dei comuni piene. Vediamoci chiaro. Con i Vista red a Campolongo Maggiore e a Mira sono state staccate multe per quasi mezzo milione di euro in tutto il 2015. Ora passare con il rosso rischia di costare carissimo. La sanzione per chi vene ripreso dal Vista red è di 168 euro, ma può scendere a 129, se si paga entro pochi giorni, o salire fino ad un massimo di 280 euro, nel caso in cui non si dichiari chi era alla guida. Gli impianti funzionano senza l’ausilio di flash (nel caso dei Vista red si tratta di telecamere), come i più classici degli autovelox, e quindi chi è alla guida non si rende conto subito di essere stato scoperto. Rilevano i veicoli in infrazione mediante una coppia di spire elettromagnetiche

e registrano l’attraversamento dell’incrocio. Partiamo da Campolongo. A Campolongo gli incroci controllati dai Vista red sono due: il primo nella frazione di Bojon, lungo via XXV Aprile e via IV Novembre, e quello di Liettoli, lungo via Trentino e via Alto Adige. Di media i due impianti insieme sanzionano 5/6 automobilisti al giorno. Le cose nel corso del tempo però sono cambiate. Appena installati si arrivava infatti anche a 10 multe al giorno. Complessivamente gli impianti hanno funzionato 9 mesi su 12, perché da fine giugno a settembre sono stati spenti. “Abbiamo rinnovato la gestione - spiega il sindaco Alessandro Campalto - e per ritararli ci sono voluti tre mesi. Hanno ripreso a funzionare solo a ottobre. La nostra filosofia

A Mira all’incrocio fra la Brentana e via Boldani si registrano 3-4 infrazioni al giorno non è quella di fare cassa, ma di educare gli automobilisti che con il rosso non si passa, perché si rischiano incidenti gravissimi. La gente deve essere consapevole che passare con il rosso è un fatto gravissimo, e queste violazioni possono provocare incidenti anche mortali”. Il sindaco poi chiarisce che gli incassi sono però potenziali e differiti nel tempo. Molta gente le multe non le paga e il Comune è costretto a girare le cartelle ad Equitalia per una riscossione coattiva. Un altro Vista red è quello posizionato a Mira Porte all’incrocio fra la Brentana (via Nazionale), via Mocenigo e via Boldani, e qui i si registrano 3-4 infrazioni ogni giorno, soprattutto nelle ore serali. Il semaforo ha funzionato per tutto l’anno, e si prospetta un incasso di circa 200 mila euro per l’ente locale. Anche in questo caso la frequenza delle multe è stata molto più alta all’inizio dell’anno. La Polizia Locale di Mira infine registra un fenomeno decisamente preoccupante sulle strade, e in aumento. Sono sempre più i mezzi che non rinnovano l’assicurazione obbligatoria, e che circolano senza. I controlli della Polizia Locale comunque continueranno sulle strade anche con appostamenti e autovelox mobili. Continueranno anche i controlli con etilometri per fare l’alcoltest. Controlli che saranno fatti di sera anche da parte di carabinieri e polizia. A.A.


12 Camponogara Servizi Triste epilogo dopo una prolungata trattativa tra cooperative

Chiude l’asilo nido, scoppiano le proteste In difficoltà 15 famiglie che risiedono proprio nel centro rivierasco che ora porteranno i figli nei comuni limitrofi. Le 5 dipendenti della struttura sono state messe in cassa integrazione

di Alessandro Abbadir

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’asilo nido di Camponogara ha chiuso i battenti e non ci sarà alcuna possibilità di riaprirlo almeno per ora. A certificare la chiusura di un servizio importantissimo per la cittadinanza è stato l’esito di una trattativa sindacale che è fallita, e che vede in forti difficoltà a questo punto ben 15 famiglie, che risiedono proprio nel centro rivierasco. Per il Comune di Camponogara e il sindaco Giampietro Menin, che avevano promesso ai genitori prima di Natale una soluzione della vicenda con il 2016, è un colpo durissimo. Tutto è successo in modo repentino. Fino a pochi giorni prima, le famiglie inviavano i propri figli al nido comunale, poi hanno ricevuto una lettera ufficiale in cui si spiega che l’asilo il 7 gennaio non avrebbe più riaperto e non riaprirà più. Quello che è successo è chiaro. La coop ‘Barchetta di Carta’ di Campolongo Maggiore, che avrebbe dovuto subentrare nella gestione della struttura gestita prima dalla Cosep, chiedeva una rimodulazione del personale, perché i costi superavano gli introiti. Su una trentina di posti disponibili,

erano attualmente quindici i bimbi seguiti. Su tre educatrici a tempo pieno e due part-time, la cooperativa voleva tenerne una a 38 ore, per poi gestire il resto delle ore con proprio personale. Un piano che è stato giudicato dai sindacati inaccettabile. I genitori stessi avevano chiesto che nonostante i bambini fossero 15, l’organico rimanesse inalterato: ora fallite le trattative i bimbi restano a casa, e i genitori in affanno, stanno tentando di sistemarli in servizi presenti nei comuni vicini. Intanto dopo qualche giorno dalla rottura della trattativa, è arrivato l’epitaffio sulla possibilità che l’asilo nido possa riaprire. Le 5 dipendenti della struttura sono state messe in cassa integrazione. “Ci è arrivata la notizia che le 5 dipendenti dell’asilo nido sono state messe in cassintegrazione. Questo purtroppo – ha spiegato il sindaco Menin – e l’epilogo di una trattativa sindacale che è fallita, e che vede in forti difficoltà famiglie della zona, che ora stanno cercando in tutti i modi di portare i loro figli in comuni limitrofi“. Sulla vicenda e i disagi che stanno

anpi Aiuti alle famiglie del tornado

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opo il passaggio della tromba d’aria lo scorso 8 luglio, molte sono state le autorità e le istituzioni che hanno visitato i luoghi più o meno colpiti nella Riviera; promesse di aiuti economici tante, ma fatti concreti sostanziali ancora pochi. Le associazioni Anpi Camponogara (Associazione nazionale partigiani d’Italia) assieme a Mosaico, Anteas e comitato Solidarietà e Cultura di Pace hanno tenuto una lotteria per fare una raccolta fondi e hanno consegnato, a fine dicembre, degli assegni ad alcune famiglie. I volontari delle associazioni sono andati dagli esercenti e nelle attività produttive di Camponogara per raccogliere gli oltre 80 premi offerti gratuitamente dalle ditte del territorio. Sono stati realizzati 10 mila tagliandi della lotteria al costo di un euro, e venduti dai volontari. Con la solidarietà dei negozi e nelle bancarelle di Mira, Dolo, Stra, Fiesso, Fossò, Vigonovo, Campagna Lupia e Chioggia la cifra raccolta dalla vendita dei biglietti è stato 7.403. La lotteria si è tenuta lo scorso 6 dicembre in piazza a Camponogara, ma molti premi non sono stati ritirati e nel sito del comune sono pubblicati i numeri dei biglietti vincenti, i premi sono ancora disponibili in Comune. “Per conoscere le famiglie più toccate dal tornado abbiamo collaborato con l’associazione Aft Associazione famiglie tornado – dice il presidente Anpi Alfredo Tamburini. Nel giro di poco tempo ci hanno fornito i nomi di alcune persone. Abbiamo consegnato gli assegni ripartiti in tre cifre( 700, 500 e 300) prima delle feste di Natale”. Le

patendo i genitori, erano intervenuti anche i consiglieri di opposizione Pascale De Falco e Emanuele Compagno, criticando il sindaco e l’assessore Antonio Fusato per la perdita del servizio. Il consigliere De Falco ha presentato una interrogazione. “Questi due consiglieri – dice Fusato – criticano senza conoscere i fatti, visto che uno, Emanuele Compagno è intervenuto sulla vicenda mentre era a New York. Il pomeriggio del 7 gennaio e la mattina del 8 gennaio 2016, vi fu un incontro a Mestre, dove vi partecipò

oltre al sindaco anche la Cosep (azienda uscente), Barchetta di Carta (cooperativa entrante nella gestione), il sindacato e le 5 dipendenti. Vi furono diverse proposte tra la cooperativa Barchetta di Carta di Campolongo e il sindacato, sul nuovo orario di lavoro, che non furono accettate dalle due parti, e questo determinò la chiusura della struttura, e la messa in cassintegrazione da parte della Cosep delle dipendenti”. Il consigliere comunale di opposizione Emanuele Compagno però smentisce di essersi trovato

Ambiente Interventi

riqualificazione energetica sugli edifici pubblici

famiglie che hanno beneficiato dei soldi ricavati dalla lotteria sono state 14. Presto nel sito del Comune sarà inserito il video realizzato con i sopraluoghi dei volontari delle associazioni. “Siamo un po’ rattristati – conclude Tamburini – dalla diffidenza delle persone. C’è indignazione che lo Stato e le istituzioni hanno fatto tante promesse, ma poi non sono ancora intervenuti nella maniera adatta; specialmente per quelle persone che sono rimaste sfollate. Vorremo che i nostri parlamentari e i consiglieri cercassero di aprire di più le orecchie sui commenti delle persone: la gente è indignata perché ha sentito tante promesse e ha visto pochi fatti. Abbiamo parlato con persone che hanno fatto offerte alle banche per aiutare le famiglie bisognose e, per quanto risulta, non è stato dato ancora niente a nessuno”. In eventi come questi sono sempre le persone a dimostrare la capacità di empatia verso le persone in difficoltà, e molti vincitori dei premi hanno deciso di donarli per rimetterli nel circuito di eventuali prossime lotterie. Info anpicamponogara@gmail.com. R.P.

G

razie al progetto “Elena” presto saranno fatti degli interventi di riqualificazione energetica su alcuni edifici comunali di Camponogara. Gli edifici interessati sono due scuole, il Palasport e la sede del municipio. L’adesione al patto dei sindaci e l’approvazione del Paes ha impegnato Camponogara all’adozione, entro il 2020, di azioni per favorire la riduzione di almeno il 27% le emissioni in atmosfera di anidride carbonica. L’aggiornamento al Paes approvato a settembre del 2015, ha visto il raggiungimento del 29% del valore previsto, obiettivo più che soddisfacente poiché il parametro è stato ampiamente superato. Tra le varie azioni già adottate, in corso di realizzazione e in adozione, vi è anche l’adesione assieme alla Città Metropolitana di Venezia e a 25 comuni al

programma “Elena” (Energy Local Energy Assistance) strumento finanziario della Banca Europea degli Investimenti (Bei), volto a sostenere interventi orientati alla sostenibilità energetica. Solo sette progetti sono stati finanziati in Italia, l’ottavo è il gruppo di comuni e la Città Metropolitana, sopra citato. Il programma prevede interventi di riqualificazione, finanziati da Esco (Energy Service Company), attraverso un contratto di gestione energetica, che si ripagano con il risparmio energetico ottenuto, pertanto senza costi per i comuni. Il progetto “Amica”, e presentato dalla Città Metropolitana e dai venticinque comuni, è stato approvato dalla Banca Europea per gli investimenti per un totale complessivo di 36.181.000 euro per opere di riqualificazione energetica. Camponogara

a New York il momento in cui ha contattato le famiglie, ed è intervenuto sulla questione. “L’assessore Fusato invece di preoccuparsi della vita privata dei consiglieri comunali – spiega Compagno – dovrebbe interessarsi di più di quanto va a rotoli l’amministrazione comunale”. La vicenda della chiusura dell’asilo nido rischia però di restare sulla scena politica a Camponogara, anche nelle prossime settimane. Di sicuro approderà in consiglio comunale con l’interrogazione delle opposizioni.

Gli edifici interessati sono due scuole, il palasport e la sede del municipio aderisce a questo programma con i suoi progetti per un importo complessivo di 515 mila euro investiti in quattro edifici. Previste sono la riqualificazione energetica della scuola materna “Madonna di Fatima” di Campoverardo e la riqualificazione energetica della scuola media “A. Gramsci”. Inoltre è in programma la riqualificazione energetica del Palasport di Prozzolo e la riqualificazione energetica della sede municipale. Gli interventi, hanno lo scopo di abbattere i consumi termici precedentemente analizzati, migliorando l’isolamento termico dell’involucro degli edifici, attraverso la realizzazione di “cappotti”, cioè semplici isolamenti delle coperture e attraverso il montaggio di infissi più prestazionali. Si punta a migliorare gli impianti di generazione (caldaie), distribuzione o regolazione del calore (valvole termostatiche, cronotermostati). Nei prossimi mesi si daranno avvio ai procedimenti per le progettazioni e la successiva gara d’appalto. “Il programma “Camponogara sostenibile” inizia una fase importante – dicono l’assessore Antonio Fusato e il sindaco Giampietro Menin. Questi interventi puntano a un futuro più sostenibile che porti a una riduzione dell’inquinamento e all’utilizzo di combustibili fossili”. R.P.


Camponogara 13 Volontariato Il presidente Paolo Ruffato illustra un programma impegnativo

Auser, un 2016 ricco di impegni ed eventi di Roberrta Pasqualetto

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’Auser di Camponogara è un’associazione a progetto di volontariato civico e sociale al servizio della comunità. Con il progetto “Filo D’Argento” l’Auser svolge attività di volontariato con numerosi servizi come la consegna pasti a domicilio ai meno abbienti della comunità, collabora con l’amministrazione comunale con alcuni progetti sociali come gli accompagnamenti protetti presso strutture socio sanitarie. Ha aderito al nuovo progetto “Stacco”, un servizio di trasporto e accompagnamento assistito per soggetti svantaggiati gratuito. La sede è a disposizione delle persone per leggere il quotidiano locale e trascorrere del tempo in compagnia in attività ricreative o di conversazione. Nella sede vi è una sala informatica per corsi di formazione. Quest’anno il Circolo Auser Menin dei Mille, ha aumentato il numero d’iscritti da 630 a oltre 750. “Questo aumento d’iscritti è motivo di soddisfazione e di orgoglio per l’ottimo lavoro che con il direttivo abbiamo creato – dice il presidente Paolo Ruffato –, un clima sereno e un ambiente nel quale i nostri associati possono imparare e allo stesso tempo divertirsi. E’ nostro impegno valorizzare l’immagine del circolo che non deve sembrare soltanto un luogo di ritrovo e di passatempo, ma rendere visibile ai cittadini il servizio nel sociale che l’associazione svolge con tutte le nostre attività socio culturali presenti nel programma. Abbiamo creato numerose iniziative e progetti sociali in collaborazione con l’amministrazione di Camponogara, e con la Provincia. Continueremo il nostro impegno con il motto “Giovani Dentro“ con la passione e la volontà di sempre ad aiutare chi si trova in difficoltà”. Il programma da gennaio 2016 fino a maggio propone diverse attività: martedì 11 gennaio e iniziato il primo ciclo di ginnastica dolce yoga e acquagym e i corsi di computer base e avanzato. Domenica 28 febbraio vengono presentati itinerari Culturali Veneziani 1 alla Torre dell’Orologio e all’oratorio dei Crociferi. Martedì 16 si effettua la presentazione di soggiorni climatici e da lunedì 22 sono aperte le iscrizioni. Domenica 6 marzo è festa della donna in musica. Domenica 3 aprile itinerari culturali veneziani 2, galleria dell’Accademia e Oratorio del Crociferi e domenica 17 gita sui Colli Euganei – Tra Ville & Borghi e dal 10 al 17 maggio sarà organizzata una gita in Sardegna. “Mi rivolgo ai giovani che desiderano mettersi in gioco, con la collaborazione tra generazioni si possono trovare idee e progetti condivisibili per noi e per voi ... anziani di domani – conclude Ruffato. Un grazie sincero va a tutti i nostri volontari che

L’associazione passa da 630 a oltre 750 iscritti. Consegna pasti a domicilio, accompagna persone in difficoltà

La sede dell’associazione a Camponogara

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donano parte del loro tempo nel sociale”. L’associazione si è impegnata anche nella raccolta di fondi per l’associazione famiglie 8-7-2015 danneggiate dal tornado. Lo scorso 12 dicembre, in occasione della manifestazione solidale dei cittadini della Riviera, l’Auser ha consegnato un assegno di sei mila euro raccolti con le donazioni. Iniziativa

Il Comune aderisce a “Mayor for peace”

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amponogara aderisce alla proposta di “Mayor for peace”, organizzazione internazionale non governativa per la lotta contro la proliferazione nucleare, l’eliminazione delle armi nucleari in tutto il mondo e in favore della pace nel mondo. L’organizzazione non governativa dell’Onu coinvolge circa 6.940 città di 161 paesi nel mondo, collegando in una rete tutti i sindaci. Si propone di collegare in una rete tutti i sindaci aderenti per coordinare l’impegno sul territorio in favore di una sempre maggiore informazione sulla minaccia causata dagli arsenali e dagli armamenti nucleari e, più in generale, di attività in favore della pace e promuovere, attraverso un programma di solidarietà tra le città del mondo, azioni e iniziative che hanno come obiettivo l’abolizione totale degli armamenti atomici entro il 2020. “L’aspirazione alla pace è un’esigenza che emerge con forza da ogni parte del mondo - dice il sindaco Giampietro Menin - e che trova nel nostro paese una particolare sensibilità ed impegno, e che di questa sensibilità i cittadini e la gente in generale sono particolarmente convinti interpreti per tradizione, cultura e storia”. Insomma, una iniziativa che vuole ribadire la totale contrarietà alla proliferazione di ordigni nucleari. R.P.


14 Campagna Lupia Infrastrutture Le associazioni del territorio puntano alla sicurezza idrogeologica

Regione e Porto di Venezia dicono sì all’Idrovia Il sindaco Fabio Livieri:“Opera indispensabile per tutto il comprensorio”. Solo Mira dice no. L’opera, un canale navigabile, una volta completata potrebbe costare complessivamente ben 934 milioni di euro

di Alessandro Abbadir

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a Conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta spinge per realizzare l’idrovia, e solo il Comune di Mira dice no. Intanto a dare il via libera all’opera tanto attesa, è anche la Regione e l’Autorità Portuale. A spiegarlo è Marino Zamboni, presidente del Comitato Brenta Sicuro e in rappresentanza di una trentina fra comitati e associazioni di Padova, Venezia e Vicenza. “La Conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta – spiega il portavoce dei Comitati – ha approvato (con la sola eccezione del Comune di Mira), e inviato all’Autorità di Bacino, una mozione che chiede l’inserimento dell’idrovia fra le opere da progettare e iniziare entro il 2021, quindi con il piano di bacino approvato, in via definitiva, lo scorso 22 dicembre”. La Conferenza dei sindaci Riviera comprende i comuni di Camponogara, Pianiga, Campo-longo Maggiore, Dolo, Fossò, Fiesso d’Artico, Stra, Vigonovo, Mira, e Campagna Lupia. Le osservazioni giungono dopo il voto espresso all’unanimità dalla Provincia di Padova alla mozione presentata in Regione a un’analoga interrogazione al Senato. “La mobilitazione delle istituzioni sul tema del “giusto completamento dell’idrovia” non è mai stata così ampia – dice Zamboni. La riflessione dovrebbe arrivare anche all’amministrazione comunale

di Mira, che ancora oggi si oppone al completamento di un’opera indispensabile, assieme alle manutenzioni delle rive dei fiumi e ai bacini di contenimento a monte, per la salvaguardia di tutti i nostri territori”. A prendere chiara posizione a favore del completamento del’Idrovia è il sindaco di Campagna Lupia, Fabio Livieri. “E’ un’opera – spiega il primo cittadino – importantissima sia sotto il profilo viabilistico che quello della sicurezza idrogeologica. Sarebbe un’opera di grande utilità anche per tutta l’area della Riviera sud, che ha territori a ridosso del fiume Brenta. Sono in prima linea per poterla realizzare”. Intanto l’Autorità Portuale di Venezia fa sapere di non avere nulla in contrario a “inserire i collegamenti fluviali dell’asse idroviario Fissero-Tartaro-Canalbianco e l’idrovia PadovaVenezia nell’ambito portuale” come previsto da una mozione approvata nelle scorse settimane in consiglio regionale. La mozione è stata votata da 46 dei 50 consiglieri regionali presenti. L’unico grande porto in Italia dotato di uno scalo fluviale con servizi diretti è quello di Venezia. Va ricordato che il porto veneziano ha già attivato una linea fluviale di navigazione interna, che collega Venezia a Mantova e Cremona attraverso il canale navigabile Fissero Tartaro Canalbianco, con

servizi che trasportano merci alla rinfusa e servizi bilanciati, che trasportano container su chiatte in grado di caricare l’equivalente di 2 treni merci o 60 camion. “Spetta alla Regione Veneto quindi – sottolinea il presidente del Porto di Venezia Paolo Costa –, decidere se utilizzare l’idrovia Padova-Venezia come canale scolmatore per prevenire allagamenti o come un’utilissima direttrice trasportistica, utile per tutto il Veneto e la Pianura Padana”. Il nuovo Piano regolatore dovrà permettere al porto di Venezia di rimanere competitivo rispetto agli orizzonti temporali 2030 e 2050 di pianificazione infrastrutturale europea. Proprio dal presidente Luca Zaia intanto è arrivata la conferma nelle scorse settimane, che tra le opere immediatamente cantierabili figura anche il completamento dell’idrovia Padova-Venezia come canale navigabile per navi fluviomarittime con funzione anche di scolmatore del Brenta (portata di 350 metri cubi al secondo). Esaurite le procedure preliminari, l’opera è finalmente fattibile, ma occorrono 540 milioni di euro, che lieviterebbero a 934, includendo le altre opere del Piano D’Alpaos in attesa di finanziamento. Insomma, anche se a marzo il progetto verrà definitivamente presentato, c’è il rischio che i soldi si faccia fatica a trovarli per poterla realizzare.

NEWS Servizi

Romea, a fine mese la riattivazione dell’autovelox

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ontrolli sulle strade: è stata rinviata alla fine di questo mese l’attivazione dell’autovelox sulla Romea a Lova di Campagna Lupia che era in programma per lo scorso dicembre. A spiegarlo è il sindaco del paese Fabio Livieri, che ne spiega il disguido. “Per problemi burocratici - dice Livieri l’accensione dell’autovelox che era in programma per l’inizio dello scorso dicembre non è stata fatta. Sono state necessarie delle ulteriori verifiche che ne fanno slittare l’attivazione alla fine di questo mese. Abbiamo riassegnato l’impianto con un bando e lo abbiamo sistemato”. Dalla fine di questo mese quindi chi correrà più dei 70 chilometri all’ora previsti, incorrerà ancora in una multa salatissima. Nel corso degli ultimi mesi l’impianto non poteva elevare multe, ma ha continuato a misurare la velocità di Tir e auto. Dal Comune di Campagna Lupia assicurano che, nonostante questo, automobilisti e camionisti hanno alzato il piede dall’acceleratore, e il numero di chi supera il limite è diminuito. L’autovelox sarà acceso qualche ora alla settimana. Se fosse acceso 24 ore su 24 faremmo incassi di svariati milioni di euro. Si vuole fare principalmente un’azione di prevenzione degli incidenti e sicurezza. Gli incassi dell’autovelox di Lova non andranno solo al Comune di Campagna Lupia, ma al bilancio dell’Unione dei Comuni della Riviera di cui fanno parte Fiesso d’Artico, Dolo, Fossò. Gli automobilisti multati sulla Romea dall’autovelox erano negli anni scorsi per il 60% italiani. Le multe in media ammonteranno a 200 euro l’una, ma si toccheranno picchi da 500 euro, in caso di un superamento del limite di 70 km/all’ora. Insomma, bisogna fare attenzione su una delle strade più pericolose d’ Italia, e non correre troppo forte.

Asilo

Politica

Scuola aperta, iniziativa di successo

L’ex sindaco Moressa critica il Pd

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anto entusiasmo a Campagna Lupia per il secondo appuntamento con “scuola aperta” che si è tenuta nella mattinata dello scorso 7 gennaio 2016 nel plesso della scuola materna “Piccolo Principe” di via Salvo D’Acquisto, la sezione dell’Infanzia dell’Istituto comprensivo Aldo Moro. Già durante il primo giorno di scuola aperta, numerosi i genitori che hanno visitato la struttura e la bella realtà di Campagna Lupia. Il 7 gennaio quindi, i genitori e i bimbi in età da scuola dell’infanzia hanno visitato il plesso, le attività didattiche, i laboratori, in massa. Sono stati accolti dai sorrisi delle insegnanti che errano a disposizione per qualsiasi informazione. “Campagna Lupia ha una scuola di altissima qualità - sostiene Renato Trincanato, consigliere con delega alla pubblica istruzione - una scuola che l’amministrazione comunale, insieme alla dirigenza, vuole al servizio del cittadino, non solo nella fascia dell’infanzia, ma anche alle primarie e secondarie. Una scuola sulla quale l’amministrazione ha investito molto, e sta investendo ancora moltissimo proprio perchè, sulla scuola, si devono gettare le basi per il futuro (educativo e culturale) dei ragazzi che sempre più saranno oggetto di grandi aspettative da parte del mondo del lavoro e non solo”. Nel corso dell’anno sono stati organizzati a Campagna Lupia diversi appuntamenti che hanno visto coinvolti genitori ed insegnanti di tutte le scuole del paese e delle frazioni, e che hanno avuto sempre un buon successo in termini di partecipazione. Il Comune ha poi completato una serie di interventi proprio per sistemare le scuole, in particolar modo quelle elementari. Lavori che si sono conclusi da poco. Altri ne sono programmati, sempre in tema di risistemazione degli edifici scolastici per i prossimi mesi per la frazione di Lughetto. A.A.

’ex sindaco Guido Moressa si schiera contro il Pd, e scrive una lettera aperta ai militanti del partito del suo paese, a riflettere sulle posizioni intraprese, sia a livello locale che nazionale. Un volantino che l’ex sindaco è intenzionato a portare nelle case di tutti i cittadini di Campagna Lupia. “Il Pd di Renzi – spiega – promette più attenzione alla sicurezza, dopo averla penalizzata con tagli di personale e mezzi. E per controbilanciare con la “cultura” destina 500 euro una tantum a tutti i giovani che compiono 18 anni. A tutti i diciottenni siano essi figli di ricchi o figli di famiglie povere in difficoltà perché possano ampliare i loro confini culturali. Chi sostiene che questo è un provvedimento con chiare prospettive elettorali, forse non ha torto. La soppressione dell’Imu e della Tasi, così come annunciata sembra essere un provvedimento di spiccato sapore elettorale. Non sarebbe stato più ragionevole procedere all’esenzione per fasce di reddito? Dove sta in questo provvedimento la logica di “sinistra”? Si taglieranno tasse per l’equivalente Tasi ai proprietari di un attico di 300 metri quadri e più (tipo: l’attico del cardinale Bertone) in centro Roma, come di un appartamento di 50-70 metri quadri in provincia o in un paese di campagna, come appunto Campagna Lupia”. Guido Moressa che ha retto il paese per anni, avendo fatto la sua esperienza per decenni nel Pci, non le manda a dire. “Per molti come me - dice - “sinistra” significa ancora aspirare ad una società più giusta, con meno disuguaglianze e meno discriminazioni. Vuol dire anche salvaguardare e realizzare i valori ideali e politici contenuti nella nostra Costituzione, senza sentire il bisogno di piegarla alle proprie esigenze per il potere. Spero che nel Pd (che a Campagna Lupia è all’opposizione) si apra una discussione vera su queste questioni”. Una presa di posizione che avvicina Moressa a Sinistra Italiana. Fra un anno si torna a votare. A.A.


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16 Approfondimento Sanità Il presidente Zaia nomina il nuovo super manager per il veneziano

Ulss13, arriva Giuseppe Dal Ben, se ne va Gumirato Subito dopo la nomina c’è stato un incontro con l’esecutivo della Conferenza dei sindaci per dettare le priorità e ascoltare le osservazioni dei sindaci di Riviera del Brenta e del Miranese di Filippo De Gaspari

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uca Zaia rivoluziona la sanità veneta e sceglie Giuseppe Dal Ben, già direttore generale dell’Ulss 12 Veneziana e commissario dell’Ulss 14 di Chioggia, per guidare anche Ulss 13 di Mirano e Dolo, fino al 30 dicembre 2015 in mano a Gino Gumirato. Un super manager, che dovrà dare risposte ai molteplici problemi sul tavolo della sanità del Miranese e della Riviera del Brenta, a cominciare dalla specializzazione dei due ospedali, gli interventi da fare per il loro adeguamento strutturale e le risorse ancora inutilizzate. Dal Ben ha subito voluto incontrare l’esecutivo della Conferenza dei sindaci dell’Ulss 13, per dettare le priorità e ascoltare le osservazioni e le idee che salgono dal territorio. Il direttore generale ha assicurato che in questo anno di “commissariamento” della Ulss 13 l’azienda manterrà una sua autonomia gestionale e di bilancio, cercando di migliorare i servizi senza spostarli, conservando e dando giusto merito alle eccellenze degli ospedali (solo due esempi: la Cardiologia ed

Emodinamica di Mirano e la Medicina dello sport di Noale). “Arrivo in questa Ulss – ha detto Dal Ben – con un decreto (193 del 30 dicembre 2015) del presidente Zaia, dove gli obiettivi che mi vengono dettati sono l’attivazione a Dolo del nuovo Pronto soccorso e l’adeguamento strutturale del medesimo ospedale. L’attenzione inoltra va posta sempre alla persona che non solo va curata quando arriva da noi, ma deve essere ben accolta, anche con un sorriso, ascoltata e accompagnata ai servizi. Ho voluto subito incontrare i sindaci per cominciare con loro un percorso insieme, affrontare le tematiche più urgenti sul territorio, condividere la programmazione sociosanitaria”. Dal Ben ha evidenziato subito l’importanza del tema della sicurezza “con servizi di emergenzaurgenza efficaci e di qualità, che si possono garantire con le giuste professionalità e le tecnologie più moderne, ma anche con strutture edilizie adeguate: da qui l’importanza di lavorare al più presto per la realizzazione del nuovo Pronto soccorso di

Dolo”. Inoltre ha ricordato l’importanza della “partita” del territorio”, perché “è giusto che il cittadino, come sa individuare il presidio ospedaliero, sappia anche individuare un polo territoriale (riunendo in una stessa sede medici di famiglia, pediatri, medici specialisti, infermieri, ecc.), distribuito su tutto il territorio e capace di dare risposte. Insomma, una rete di poli sociosanitari che devono essere complementari all’ospedale. E se riusciremo a sviluppare in maniera adeguata l’assistenza territoriale in questo modo, questo non solo gioverà ai cittadini che riceveranno le giuste cure. Ciascuno cioè avrà davvero quello che gli serve in tema di salute, ma permetterà anche di guardare davvero agli ospedali solo per le acuzie e ai Pronto soccorsi solo per le emergenze”. Dopo i sindaci, il direttore generale dell’Ulss 13 ha voluto incontrare i convenzionati, i dipendenti dell’azienda sanitaria, i lavoratori, il mondo del volontariato. Un lavoro, quello del nuovo direttore dal Ben, che verrà portato avanti, almeno per

Giuseppe Dal Ben con i sindaci dell’Ulss 13 ora, con la terna prorogata della squadra strategica (Livio Dalla Barba come direttore sanitario, Patrizia Mangione come direttore amministrativo e Michele Maglio come direttore dei servizi sociali). Per il presidente della Conferenza dei sindaci Silvano

Checchin: “Bene l’aver iniziato ragionando sull’esistente, in vista di un 2017 che vedrà cambiare ancora le cose. La disponibilità di Dal Ben c’è tutta, chiediamo ora di affrontare insieme le questioni sul tavolo per fare le scelte migliori”.

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oveva concretizzarsi con l’anno nuovo, invece si andrà nei prossimi mesi, a data da destinarsi. Per ora i 264 dipendenti amministrativi dell’Ulss 13 resteranno nelle attuali sedi di Dolo e Mirano e non prenderanno computer, penne e documenti per trasferirsi nei padiglioni del vecchio ospedale di Noale. L’azienda sanitaria, comunque, sta andando avanti con il suo programma per l’anno appena iniziato, ma le decisioni prese da Palazzo Balbi potrebbero essere riviste. L’iter non ha particolari intoppi se non quelli burocratici, anche perché il progetto ha avuto il via libera a livello di fattibilità, si attende quello della Commissione regionale per gli investimenti e le tecnologie (Crite) perché altrimenti non si possono appaltare i cantieri. Questa l’idea di base, anche se poi molto dipenderà dalle direttive della Regione. L’idea dell’Ulss 13 è riformare il servizio tra Riviera e Miranese. Noale dovrebbe diventare il “Centro direzionale” dell’azienda sanitaria, con l’arrivo di 264 lavoratori da Mirano e Dolo. Troverebbero posto al terzo e quarto piano del Pier Fortunato Calvi. Interessati anche i reparti di Mirano e Dolo, con il trasferimento di Chirurgia, Ortopedia e Urologia nel primo e Neurologia e Oncologia nel secondo, dove arriverà anche Lungodegenza di Noale. Nelle intenzioni dell’Ulss 13, spostare gli uffici dal Mariutto di Mirano nella città dei Tempesta, permetterebbe di avere un risparmio di circa 600 mila euro annui sull’affitto. Ma è indubbio che questo slittamento di programma, “costringa” l’azienda sanitaria a

continuare a tenere i propri dipendenti dentro al Mariutto e a pagare il canone di locazione. Noale, però, s’interroga anche sul futuro delle sue strutture, ormai fatiscenti e in disuso, specie da quando, nella primavera del 2016, è stata inaugurata la nuova casa di riposo di via Ongari. Infatti, molte strutture stanno andando nel degrado o già lo sono. In pratica, in questo momento Noale si trova con diverse strutture, ma vuote, e non si sa se e come saranno riempite nei prossimi mesi. Altro fattore è la vicenda dei 40 posti dell’ospedale di comunità. In un primo momento sembrava che finissero nel Pier Fortunato Calvi, poi il Consiglio regionale, con la nuova legislatura, ha votato il maxiemendamento alla revisione della finanziaria veneta, prevedendolo nella nuova casa di riposo privata. Più volte il sindaco Patrizia Andreotti ha chiesto all’assessore veneto alla Sanità Luca Coletto e il dirigente del settore Domenico Mantoan di fare un giro attraverso gli immobili del Pier Fortunato Calvi per capire in quali condizioni si trovino. E nel 2016, la città dei Tempesta, si augura, vi sia il definito rilancio e non A.R. l’abbandono.


Cultura locale 17 Cultura Decisione del Comune di Mira dopo la rescissione della convenzione con La Piccionaia Coopculture

Teatro Villa dei Leoni, proroga fino a giugno

Disabilità

Serata pro-Anffas con Gian Antonio Stella

Si chiude l’esperienza Ambienti Culturali, prosegue l’attività teatrale con cartelloni per la scuola e di prosa di Alessandro Abbadir

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na proroga per altri sei mesi delle attività. Questa la novità attesa da tutta la Riviera del Brenta per Teatro Villa dei Leoni. La decisione arriva, infatti, direttamente dal Comune di Mira che ha prorogato fino a fine giugno la gestione delle attività teatrali. La paura era concreta a dire il vero. C’era la possibilità che le attività fossero messe a rischio, soprattutto dopo la decisione de La Piccionaia e Coopculture di rinunciare alla gestione del Polo culturale di Mira (fatto dal teatro, dalla villa e dall’oratorio) a causa della mancata piena fruibilità di villa Contarini dei Leoni, che il Comune dovrebbe mettere a norma con dei fondi che per ora non ha. Per quella operazione servirebbero oltre 200 mila euro, che l’ente locale ha fatto chiaramente capire che non ci sono e non sa ad ora nemmeno dove trovarli. A quel punto è arrivata la decisione de La Piccionaia Coopculture. “Passate le festività natalizie - spiegano i gestori del teatro - riprende dunque a pieno ritmo l’attività di produzione culturale. Se oramai si chiude l’esperienza Ambienti Culturali ( ioè il polo culturale), l’attività teatrale non si è mai fermata e non si fermerà, ma prosegue con un soddisfacente successo di pubblico”. I gestori della stagione teatrale elencano i prossimi appuntamenti. Concluso l’ultimo appuntamento delle

“Domeniche in Villa” organizzate da La Piccionaia e Coopculture - che il 10 gennaio ha accompagnato nel Parco e in Villa dei Leoni i bambini invitati alle “Passeggiate fantastiche a passo di fata, con scarpe sonanti e occhi di troll” a gennaio gli spettacoli in cartellone sono quattro tra rassegna serale, spettacoli per famiglie e Teatro Scuola. Il Teatro Scuola riparte il 18 e 19 gennaio con “Un Treno carico di filastrocche” della Fondazione Aidan e poi il 21 e 22 gennaio con “Il Cavaliere inesistente” del Teatro Gioco Vita. Il cartellone serale “Punto Teatro” riparte il 30 gennaio alle 21 con “Troilo e Cressida” di Indigena Teatro. E infine il programma domenicale “Famiglie a Teatro” inaugura il 2016 il 31 gennaio alle 16, con “Le Quattro Stagioni” del Teatro Telaio. L’ufficio teatro e la biglietteria de La Piccionaia riaprono dopo la pausa natalizia, e rimangono un punto di riferimento per gli spettatori. L’ufficio teatro è aperto al pubblico con i consueti orari (dal martedì al venerdì 10-13 e 15-17). La biglietteria è operativa il martedì, giovedì e venerdì dalle 16 alle 18. La Piccionaia Coopculture poi, dopo le polemiche sollevate dall’ex sindaco Roberto Marcato nelle scorse settimane sul fatto che la biglietteria era stata trasferita

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a Dolo negli uffici di Vela per alcuni spettacoli, precisa che questo è vero, ma valeva solo per la rassegna “Natale da Leoni”, organizzata non dai gestori del teatro, ma dal Comune e Arteven. La stagione 20152016 invece è promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Mira, in collaborazione con La Piccionaia, Centro di Produzione Teatrale, Coopculture, Circuito Teatrale Regionale Arteven, Regione del Veneto, Città Metropolitana di Venezia, Ministero dei Beni e Attività Culturali e del Turismo.

on quali occhi vediamo, noi, la disabilità? Il nostro sguardo di quali atteggiamenti, emozioni, pregiudizi, timori, aspettative si carica quando siamo di fronte ad una persona con disabilità? Ne siamo consapevoli?”. Dal nostro sguardo e dunque dall’atteggiamento culturale (collettivo e individuale) che assumiamo, dipendono le modalità relazionali, i comportamenti, le azioni educative, abilitative e progettuali nei confronti delle persone con disabilità. Per questo l’Anffas della Riviera del Brenta organizza una serata ad hoc giovedì 28 gennaio, ore 20.45, con Gian Antonio Stella, nella salateatro “Sandro Pertini” di S. Maria di Sala. ”Si vuole approfondire con le modalità piacevolmente dialogate del noto giornalista - spiegano gli organizzatori - il tema dello sguardo verso la disabilità. Uno sguardo che sarà anche una carrellata attraverso i secoli dall’antica Grecia ad oggi, del modo di vedere i disabili nelle diverse società”. La sala che ospiterà l’evento non è molto grande, per questa ragione è richiesta una prenotazione telefonica all’ufficio cultura del Comune di S. Maria di Sala (tel. 041 487550). L’ingresso è a offerta libera e il ricavato sarà devoluto all’Anffas della A.A. Riviera e alla sua sede di Oriago di Mira.

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18 1 Cultura provinciale Eventi Dal 23 gennaio al prossimo 9 febbraio. Lo spettacolo d’inaugurazione alle 18 lungo il canale di Cannaregio

Il Carnevale di Venezia celebra le arti e le tradizioni “Creatum”, è il titolo di questa edizione che vuole essere un ritorno alle antiche origini della tradizione più folkloristica della città. Non solo le arti ma anche il teatro, l’opera e la commedia vanno in scena anche all’aperto

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reatum, ovvero delle Arti e delle Tradizioni”: è questo il tema conduttore del Carnevale di Venezia, edizione 2016, che si apre il 23 gennaio prossimo e fino al 9 febbraio si proporrà con un trionfo di eventi. Questa edizione vuole essere un ritorno alle antiche origini della tradizione e del folklore della città. Un incentivo forte e insieme una celebrazione della rinascita delle antiche origini di Venezia. Sotto la direzione artistica di Marco Maccapani, Piazza San Marco si trasformerà in un villaggio delle meraviglie, realizzato dalle scenografie del Teatro La Fenice, in cui gli artigiani, con le loro eccellenze, racconteranno la storia unica di Venezia. I nomi delle calli e dei campi come “Calle forno”, “Ruga dei oresi”, “Campiello del remer”, “Fondamenta dei vetrai”, “Calle dei fuseri” o la “Frezzaria”, rappresentano un inno alle arti dei mestieri che ritroveranno nell’allestimento di Piazza San Marco i fasti del loro glorioso passato. Calli e campi

Il carnevale di Venezia con le tradizionali maschere, a lato il poster ufficiale dell’edizione 2016 di Venezia diventeranno inoltre luoghi di spettacoli musicali e teatrali insieme alla terraferma, dove il carnevale si diffonderà. Mentre allestimenti e rievocazioni riproporranno, proprio nella fabbrica per eccellenza, l’Arsenale, il rapporto di Venezia con i mestieri. Grazie alla collaborazione con i Musei e con le istituzioni culturali veneziane saranno proposti itinenari culturali tematici di visita, aperture straordinarie, mostre temporanee. Si parte il 23 gennaio con l’ormai consueta Festa Veneziana nel popolare se-

stiere di Cannaregio. Uno spettacolo a tema sull’acqua e sulle rive aprirà il Carnevale. Il giorno dopo ci sarà il Corteo storico di imbarcazioni addobbate. E via via nei giorni successivi gli oltre 60 spettacoli, concentrati per lo più in Piazza San Marco, fra cui il 30 gennaio il Corteo della Festa delle Marie, il 31 il volo dell’Angelo dal Campanile di San Marco interpretato da Irene Rizzi, Maria vincitrice del Carnevale 2015. Da giovedì 4 a martedì 9 febbraio ci saranno infiniti eventi: momento clou in piaz-

za San Marco, domenica 7 febbraio, con la finale del concorso della maschera più bella del Carnevale, il Volo dell’Aquila dal Campanile di San Marco, con un ospite speciale e misterioso; all’Arzenale di Venezia la festa durerà fino a notte inoltrata. Gran finale martedì grasso con la celebrazione delle glorie di San Marco nello Svolo del Leon, maestoso gonfalone di San Marco, il leone alato su campo rosso che ha reso imortale la Serenissima Repubblica nel Mediterraneo e nel mondo. Questo carnevale sarà dunque

Cavarzere Teatro e anniversari. Il prossimo 7 febbraio va in scena la nuova commedia “Spirito allegro”

uno spettacolo nello spettacolo, reso possibile grazie anche alla collaborazione degli scenografi Angelo Lodi, Guerrino Lovato e Massimo Checchetto, i costumi dell’Atelier Nicolao e dell’Atelier Longhi di Francesco Briggi. Insomma un Carnevale che è ricco e vario come il poster - immagine ufficiale dell’edizione 2016 - realizzato dall’artista Eduardo Guelfenbein: un collage di colori e di immagini che, simbolicamente, rispecchiano “la creatività e l’immaginazione spiega l’artista - che sta dietro agli eventi”.

Trent’anni di Filodrammatica, dalle recite in patronato alla costituzione di una vera e propria compagnia I U

Feste e carri

il carneVale a mesTre e dinTorni

na serie di iniziative sono state intraprese alla fine dell’anno appena trascorso e all’inizio del 2016 per ricordare la nascita, trent’anni fa, della compagnia Filodrammatica di Cavarzere, l’ultima delle quali la messa in scena il 7 febbraio della nuova commedia “Spirito allegro” di N. Coward. La Filodrammatica nacque grazie all’iniziativa di Ileana Dal Checco che, nei primi anni Ottanta, seguì i ragazzi del Patronato “San Pio X” nell’allestimento delle recite e dal suo desiderio di passare da brevi messe in scena alla preparazione di vere e proprie commedie, idea che venne accolta con entusiasmo da un gruppo di adulti dell’oratorio e dai Padri Canossiani che si prodigarono affinché sul palcoscenico del teatro Goldoni ci fosse sempre una commedia da rappresentare a Natale o a Carnevale. “All’inizio fu semplicemente un’occasione per divertirsi, – affermano i componenti della compagnia - ma anche per condividere una passione, quella appunto per il teatro, che ci spinse a desiderare di mettersi in gioco nella non facile arte della recitazione”. Nel settembre del 1985 andò in scena la prima opera: “Le barufe in famegia” di Giacinto Gallina, un classico del teatro tradizionale veneto. “Il teatro Goldoni di Cavarzere dava il tutto esaurito, tutto il paese era venuto a vedere quella che sarebbe diventata la compagnia teatrale di Cavarzere e il palcoscenico fremeva per la tensione emotiva – continuano gli attori della Filodrammatica - “Le barufe in famegia”, chi l’avrebbe mai detto? Chi avrebbe mai pensato che sarebbe diventato il nostro “cavallo di battaglia” per i successivi trent’anni?”

Alcune interpretazioni della compagnia di Cavarzere In seguito avvenne la costituzione di una vera e propria compagnia finalizzata alla messa in scena di opere teatrali e alla diffusione della cultura nel territorio; poco tempo dopo cominciarono ad arrivare le prime scritture prima dai paesi limitrofi e poi anche da teatri importanti della regione così ben presto la compagnia cavarzerana passò dalle piccole - ma seguitissime - rassegne nei paesini sperduti di campagna ai cartelloni delle città di Vicenza, Padova, Verona, Sacile, Mestre, Spinea: il nome della Filodrammatica, dunque, figurò nelle locandine delle più belle rassegne teatrali amatoriali del Veneto. Dopo qualche anno, sempre sotto la guida di Ileana Dal Checco, si aggiunsero al repertorio altre commedie come “Zente refada”, “Sior Tita paron” e “La bozeta de l’ogio”: proprio con quest’ultima la Filodrammatica ebbe il primo riconoscimento delle qualità dei suoi attori quando vinse il premio “Carlo Goldoni” del Teatro Stabile del Veneto.

Col passare del tempo aumentò nei componenti della compagnia il desiderio di perfezionarsi per cui, nei primi anni del Duemila, la Filodrammatica fece un’ importante esperienza con il Bel Teatro, una compagnia di professionisti di Padova, che le permise una miglior conoscenza del linguaggio teatrale. A questa esperienza seguirono la messa in scena de “L’Anconitana” di Ruzante con il valente regista Roberto Innocente e di “Tango Monsieur?” di Lo Castro con Damiano Nardin: quest’ultima pièce rappresentò un banco di prova per la compagnia, in quanto gli attori recitarono per la prima volta in italiano. Oggi la Filodrammatica è guidata da Franco Penzo, attore e regista del Teatro Novo di Chioggia che con lui ha collezionato tanti successi e premi sia in Italia che all’estero e alla sua riconosciuta esperienza e competenza, la Filodrammatica si affida con grande fiducia. Nicola Ruzza

l Carnevale protagonista anche nell’entroterra veneziano a partire da Piazza Ferretto a Mestre dove nei due week end clou torna l’animazione con la mascherina più bella, una iniziativa che coinvolge centinaia di bambini. L’appuntamento sabato 30, a partire dalle 15, domenica 31 gennaio alle 11 e dalle 15 in poi, sabato 6 febbraio dalle ore 15, domenica 7, lunedì 8 e martedì 9, alle ore 11 e dalle 15 in poi. Sempre in Piazza Ferretto sono in programma, nei fine settimana del carnevale, animazioni e spettacoli nella pista di pattinaggio sul ghiaccio. E inoltre una video installazione interattiva stupirà e coinvolgerà tutte le persone che si troverranno a passare in Piazza Ferretto. Dal 30 gennaio al 9 febbraio, 11 giorni e oltre 30 tappe del “trenino ufficiale del Carnevale” che consentirà di assistere a performance e laboratori di artigiani su arti e antichi mestieri nelle piazze di Malcontenta, Zelarino, Trivignano, Ca’ Sabbioni, Marghera, Favaro, Tessera, Campalto, Piazza Ferretto, Chirignago, Lido, Malamocco e Pellestrina. Il 6 febbraio è in programma la sfilata dei carri a Marghera. Sempre il 6 febbraio il Carnevale dei Ragazzi a Zelarino dove il 9 si terrà la sfilata dei carri. Sfilata anche a Favaro il 7 e a Burano il 6, 7 e il 9 febbraio.


Sport 19 2 Arti marziali I successi di una atleta di una società di Salzano

Eleonora Coletto, campionessa di karate di Anna michieletto

S

i chiama Eleonora Coletto la giovane promessa del karate veneziano che, a soli 21 anni, conta numerosi titoli a livello internazionale. La giovane atleta ha iniziato il suo percorso in questo mondo a soli sei anni, tornando un giorno a casa da scuola e dicendo ai propri genitori “io voglio andare a far karate”. Inizia in questo modo, nell’Asd Karate Salzano, una passione che l’ha accompagnata in tutta la sua crescita e che persiste tutt’ora. Eleonora inizia le gare fin da subito. “La prima gara – racconta - l’ho fatta poco dopo aver iniziato ad allenarmi. Ricordo che i miei genitori e il mio allenatore mi dissero di gareggiare come se mi stessi allenando in palestra, di non preoccuparmi, e alla fine sono arrivata prima”. Col tempo Eleonora passa da bambina a giovane donna e dopo le gare regionali passa a quelle nazionali conquistando un podio dietro l’altro, fino ad essere ammessa alle competizioni di livello internazionale. A 18 anni, per la prima volta, parte da sola per partecipare alla sua prima gara fuori dall’Italia: gli europei in Romania. Una gara entusiasmante in cui si classifica terza e che la segna fortemente, soprattutto per la tenacia e la determinazione che serve per compiere un intero percorso in completa autonomia. Dal 2012 la giovane karateka inizia la sua carriera nelle gare internazionali partecipando ai mondiali in Slovenia, dove arriva seconda, e in Brasile, in cui

anche grazie a lui”. Eleonora, giovanissima ragazza già campionessa mondiale e europea, si divide tra la palestra, lo studio universitario e gli amici, ma dice di non aver mai dovuto rinunciare a nulla, ma di aver semplicemente fatto delle scelte, scelte che l’hanno portata a toccare i più alti livelli in questa disciplina.

si classifica vicecampionessa del mondo interstile. La sua ultima esperienza, nella scorsa primavera, è quella dell’europeo in Portogallo dove, invece, sale sul gradino più alto del podio. Le numerose vittorie, ma anche le varie delusioni non hanno mai fermato la tenacia di Eleonora che vuole continuare ad allenarsi e allenare. “Mi alleno per raggiungere il mio obbiettivo, gareggiare. – dice la karateka. Mi allenerei comunque, ma la determinazione sarebbe ben diversa. Continuare a far gare fin che posso mi aiuta a restare sempre costante e determinata, mi sprona a dare e fare sempre il meglio”. Per Eleonora il karate è un modello di vita e non solo per la disciplina che si trova intrinseca in questo sport, ma anche a livello interpersonale. “Ciò che questo sport mi ha insegnato è a vedere il mio avversario sempre con rispetto e con stima. In fondo se io miglioro è

ciclocross a santo stefano

aTleTi Veneziani primeggiano a san fior

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er smaltire le feste non c’è miglior cosa se non fare un bel giro in bici”. Sicuramente questo è quello che ha pensato il popolo del ciclocross che, il giorno di Santo Stefano, si è ritrovato a San Fior (Tv), per il 2° Gp Comune di San Fior, su un circuito pianeggiante ma divertente, che prevedeva cunette artificiali e ostacoli. Giornata nebbiosa la mattina, per lasciare poi spazio al sole nel pomeriggio, con un tracciato completamente asciutto che ha favorito le alte velocità e grandi emozioni. Tra le diverse categorie hanno, che hanno spaziato dagli allievi al primo anno agli amatori, di certo ha regalato più emozioni è stata la gara open in cui era presente, per la gioia del pubblico, il professionista e vincitore di due tappe al Tour De France, Matteo Trentin autore di una gara onesta, dove non si è risparmiato e ha chiuso al 7° posto assoluto. Davanti, fin dalle prime tornate, dettava infatti legge Mirko Tabacchi già apparso in buona condizione nella gara friulana a Lucinico. Dietro di lui un tandem composto da Tommaso Caneva e Thomas Paccagnella che ha guidato l’inseguimento per buona parte della gara, anticipati nel finale solo da Luca Braidot, che è così riuscito a strappare il secondo gradino del podio dietro al compagno di colori relegando Paccagnella al terzo posto. Tra le donne gara senza storia con l’assolo della bolzanina Anna Oberparleiter, sempre più leader del Trofeo Triveneto e che fin da subito ha distanziato tutte le avversarie, in primis le due juniores che si sono contese la vittoria e il podio assoluto, vale a dire Sara Casasola e Francesca Baroni.

Photo credit: Alessandro Billiani Un riconoscimento particolare per queste due ragazze per il bel duello che stanno regalando nelle ultime settimane e che dona un po’ di pepe anche alla classifica juniores. Il podio open, dietro alla Oberparleiter, è formato dalla veneziana della società Libertas Scorzè Giovanna Michieletto seguita da Elena Leonardi. Tra le altre categorie si sono fatti valere ancor di più gli atleti veneziani. In particolar modo la gara juniores maschile al cui terzo posto, dopo l’ennesima vittoria e conferma di Andrea Pozzato, con Matteo Zecchin secondo, ha lasciato il terzo gradino del podio a Nicola Taffarel, dopo una gara testa a testa con il compagno di colori alla Libertas Scorzè Mattia Consolaro. Durante la mattinata si sono tenute le gare giovanili che hanno visto, tra gli allievi al primo anno, sfide avvincenti e la bella vittoria di Emanuele Huez (Tettamanti Bike) su Nicolò Buratti e Nicholas Caruzzi. Tra gli esordienti, invece, domina questa stagione e vince la gara Gabriele Torcianti. Le categorie amatoriali hanno visto i successi di Paola Maniago, Gianfranco Mariuzzo, Michele Feltre e Carmine Del Riccio. A.M.

basket

umana reyer regala inconTri inTernazionali agli abbonaTi

L

’Umana Reyer, dopo queste vacanze di Natale, ha deciso di fare ai suoi tifosi un ulteriore regalo. In seguito allo storico accesso alle Last 32, la società ha comunicato le modalità per assistere alle partite casalinghe della prestigiosa seconda fase dell’Eurocup. Fase che vedrà gli atleti della squadra veneziana affrontare i russi dello Zenit di San Pietroburgo, i tedeschi dell’ Mhp Riesen Ludwigsburg e i polacchi dello Stelmet BC Zielona Góra. La prima notizia riguarda i possessori di abbonamenti Eurogold e Eurogold numerato per i quali la società ha deciso di estendere la validità della tessera anche a queste tre partite, premiando la loro fedeltà. I possessori delle tessere entreranno quindi gratuitamente anche a questi tre incontri. L’Umana Reyer lancia inoltre per le tre partite di Last32 anche dei mini abbonamenti sia per il settore intero che per il settore numerato, a prezzi estremamente convenienti. I prezzi dei biglietti singoli saranno infine invariati rispetto al primo turno di Eurocup. I mini abbonamenti, così come i biglietti, saranno acquistabili sia in tutti i punti vendita del territorio (la lista completa su www.reyer.it/biglietterie ) che online su www.reyer.it. Sono andati a ruba anche i biglietti per la prima partita, Umana Reyer – Zenit San Pietroburgo che era in programma mercoledì 6 gennaio alle 20.30. Si prospettano gare entusiasmanti e un Taliercio sempre pieno e pronto a dimostrare tutta la sua carica per una squadra che si sta sempre più dimostrando leader nazionale. A.M.


20 1

IL VENETO

in PRIMO PIANO

Economia L’indagine del Centro Studi di Tecnocasa fotografa la situazione nel primo semestre 2015

focus

Mercato immobiliare in ripresa anche in Veneto

padoVa, il numero di compraVendiTe aumenTa del 19,1 per cenTo in ciTTà

Sembra che il mercato della compravendita ricominci a partire. Il trilocale, in città o nelle vicinanze è la tipologia più richieste. Gli acquirenti tipo: giovane coppia sui 35 anni di ornella Jovane

I

l mercato immobiliare lancia timidi ma significativi segnali di ripresa anche in Veneto. E’ il quadro incoraggiante che emerge dalle recenti rilevazioni dell’Ufficio Studi del Gruppo Tencocasa, nello specifico relativamente al primo semestre 2015, illustrato da Michele Ferrari, team manager dell’Area Nord est. Sembra, dunque, che il mercato della compravendita ricominci a partire in uno scenario in parte mutato, rispetto al recente passato, fino cioè al 2008, l’anno clou della bolla speculativa nel settore immobiliare. Analizzando la domanda emergono interessanti dinamiche, per certi aspetti nuove. Muta il profilo dell’acquirente, per lo più si tratta di giovani coppie, mediamente sui 35 anni, in cerca di prima casa, per una sistemazione definitiva. Si torna in città, per trovare casa nei centri cittadini piuttosto che in periferia. La contrazione dei prezzi degli immobili in questi anni, infatti, consente di optare per soluzioni più comode, più vicine alle aree attrezzate e ai servizi. Il trilocale (due camere e zona giorno) nella compravendita rappresenta la tipologia dove maggiormente si concentra la richiesta, a discapito del bilocale che, invece, vede crollare il proprio appeal in virtù di un mutato approccio da parte degli acquirenti, orientati all’abitazione principale e alla sistemazione stabile anziché all’acquisto per investimento almeno per questo taglio. La maggiore offerta bancaria ai finanziamenti, con la riduzione dei tassi d’interesse, ha fatto registrare un cospiscuo aumento delle stipulazioni di mutui da parte delle famiglie venete per l’acquisto della casa. Diminuiscono anche i tempi di vendita che si attestano intorno ai 170 giorni nelle grandi città, 189 nell’hinterland delle città e 177 nei copoluoghi di provincia. Contrazioni dei prezzi. Nel primi sei mesi del 2015 le quotazioni delle abitazioni in Italia sono dimuite in me-

La maggior parte degli acquirenti - per lo più giovani - è orientata all’acquisto dell’abitazione principale dia del 2,5 per cento nelle grandi città, del 2,1 per cento nell’hinterland cittadino e del 2,2 per cento nei capoluoghi di provincia. In media, analizzando le aree geografiche, nelle città del Nord la contrazione dei prezzi delle case è del 2,2 per cento. In Veneto è Verona la città in cui si registra la maggiore contrazione dei prezzi (-2,5 per cento), seguita da Treviso (-2,1 per cento). A Padova la contrazione dei prezzi è del -1,1 per cento rispetto al secondo quadrimestre 2014. Le zone centrali cedono l’1,9 per cento, mentre quelle semicentrali e periferiche si mantengono sostanzialmente stabili. Stabili anche i prezzi a Rovigo e Vicenza. Non risultano i dati di Venezia per cui l’Ufficio Studi Tecnocasa sta approntando un’indagine a parte. Domanda e disponibilità di spesa. La ricerca della prima casa costituisce anche in Veneto il segmento più consistente del mercato. La domanda è alta e proviene in

Computer

buona parte da giovani coppie che approfittano dei prezzi convenienti. Prezzi che consentono di concentrare le ricerche nei centri storici o nelle immediate prossimità. Non di rado infatti ci sono acquisti sostitutivi da parte di chi abita in provincia e ora, grazie al ridimensionamento dei valori, riesce ad acquistare nelle città. La tipologia più richiesta è il trilocale, nelle palazzine. A Rovigo piacciono anche le soluzioni indipendenti, e gli appartamenti dotati di giuardino privato, ricercati spesso nei quartieri, San Bortolo e Tassina, che si sviluppano nelle vicinanze del centro cittadino. A Treviso invece la maggior parte delle transazioni per questa tipologia riguardano soprattutto le abitazioni collocate immediatamente fuori le mura cittadine (molte richieste si registrano in particolare per il quartiere Santa Bona, caratterizzato da una edilizia eterogenea, dove accanto alle palazzine non mancano le villette di nuova costruzione). Molto attive - per quanto riguarda questo segmento del mercato - sono anche le famiglie di origine straniera. Verona ha una situazione più complessa che è anche determinata dalla presenza dell’università che attira investitori interessati all’acquisto di bilocali da concedere in locazione ma anche, a fini turistici, anche allo scopo di avviare B&B o affittacamere. La preferenza, in quest’ultimo caso, ricade su appartamenti dotati di almeno tre camere, inseritiper lo più in palazzi sotrici e ubicati il più possibile nel Centro o nelle vicinanze. Anche a Vicenza dalla fine del 2014 e nei primi mesi del 2015 si evidenzia un aumento del numero di compravendite. Le quotazioni favorevoli consentono di valutare con maggiore interesse anche le abitazioni del centro storico, che nelle strade principali possono essere anche di notevole prestigio. Nelel immediate vicinanze si sviluppa in particolare il quartiere San marco e la zona di Sant’Andrea.

Assistenza

P

er quanto la realtà di Padova, città e provincia su cui si concentra nel dettaglio l’indagine Tecnocasa illustrata da Cristian Binato, consulente Tecnocasa dell’area di Padova e Rovigo, i valori che erano scesi notevolmente nei mesi precedenti(-5,5 nel 2014) nell’ultimo semestre 2015 si sono assestati intorno ad un - 1,1 per cento, con un livellamento sostanziale dei prezzi, dovuto ad un’alta domanda che proviene in buona parte da giovani coppie. Aumenta dunque il numero di compravendite: in città sono state effettuate 977 transazioni, pari a +19,1 per cento rispetto al primo semestre del 2014, mentre in provincia si contano 2352 compravendite, vale a dire +0,9 per cento. La tipologia più richiesta è il trilocale, con il 47,5 per cento delle preferenze, quindi i quattro locali con il 29,1 per cento. L’analisi della disponibilità di spesa evidenzia che il 46,1 per cento dei potenziali acquirenti ha un budget massimo di 119mila euro e il 27, 1 per cento si colloca nella fascia successiva, tra 120 e 169mila euro. Il mercato è dei giovani: l’81,4 per cento degli acquirenti, infatti, ha comprato l’abitazione principale, il 18,6 per cento ha acquistato per investimento. Quasi un terzo degli acquirenti è under 35, i 31,3 per cento ha un’età compresa tra i 35 e i 44 anni. Anche per Padova città la domanda di case si concentra prevalentemente nell’area fuori le mura del centro storico, tra la Guizza e il lungargine del Bassanello e si focalizza su trilocali e O.J. quadrilocali.

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Il Veneto in primo piano 21 1 I dati Gli indicatori del mercato creditizio, in Veneto e a Padova nel confronto con il contesto nazionale

Le banche tornano ad erogare i mutui per l’acquisto della casa L’importo medio in Veneto è in media di 110mila euro, a tasso fisso, della durata di 25 anni

di ornella Jovane

I

l mercato immobiliare è in fermento, con favorevoli dati sulle compravendite, anche grazie ad un rinnovato “appetito” bancario per le erogazioni dei mutui che incoraggia i giovani all’acquisto immobiliare. In Veneto, in particolare, secondo i dati analizzati dall’Ufficio studi del Gruppo Tecnocasa e illustrati da Michele Lovato, responsbile d’area Kìron Partner spa pr l’area Nordest, nel secondo trimestre 2015 le famiglie hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 903,1 milioni di euro. Una cifra che colloca la regione al terzo posto per totale erogato in Italia, con un’incidenza del’8,83 per cento. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente

focus

P Sottomarina di Chioggia

si registra una variazione delle erogazioni in regione pari a +72,2 per cento, per un controvalore di +378,6 milioni di euro. A livello nazionale, nel primo semestre 2015 l’importo medio di mutuo erogato è stato circa di 110 mila euro. Per quanto riguarda le caratteristiche del mutuo, quasi il 70 per cento dei mutui erogati ha una durata tra 21 e 30 anni, in media di poco inferiore ai 25 anni. Prevale la tipologia a tasso fisso, la cui percentuale, 56,4 per cento, è raddopppiata rispetto all’anno scorso. In netto calo il ricorso ai mutui a tipologia variabile: in particlare, quelli a tasso variabile “puro” sono poco meno di un terzo del totale. Nel secondo timestre 2015 la regione Veneto

ha fatto registrare un importo medio di mutuo pari a 111.100 euro, in aumento rispetto a quanto rilevato durante lo stesso trimestre dell’anno precedente, quando il ticket medio ammontava a 109.900 euro. Per quanto riguarda più in particolare la realtà padovana, su cui l’indagine si soffema con maggiori dettagli, la provincia di Padova ha erogato volumi per 184,8 milioni di euro, pari a +78,4 per cento. Un dato all’interno del quale vanno incorporati non solo l’acquisto, ma anche la ristrutturazione, la surroga e altre finalità. L’importo medio di mutuo si è attestato a circa 109mila euro, la durata media è pari a 26 anni, la tipologia per il 44,2 per cento è a tasso fisso, l’età media dei richiedenti è di poco più di 36 anni.

chioggia. l’andamento del mercato immobiliare

grande riValuTazione e aTTenzione per l’usaTo. boom per il residenziale TurisTico

er quanto riguarda l’area del Veneziano lo studio di Tecnocasa, in attesa dei dati dall’intera provincia, focalizza l’attenzione su Chioggia. In questa realtà le quotazioni rimangono sostanzialmente stabili per il nuovo - economico, medio e signorile - mentre si registrano significative contrazioni per la categoria dell’usato - economico -4,6per cento e medio -3,9 per cento - mentre, al contrario, si osserva una incoraggiante rivalutazione

(+0,6 per cento) del signorile usato. Un trend che si manifesta anche in periferia. Il mercato immobiliare inizia a dare segnali di ripresa dal lato della domanda e della compravendita anche per gli immobili turisticia Chioggia, settore nel quale si registra un incremento significativo nel 2015. Il turistico residenziale, infatti rappresenta il 60 per cento del totale delle compravendite.

Mercato immobiliare, la variazione percentuale dei prezzi e i valori medi a Chioggia (Fonte Tecnocasa)


22 4 Il Veneto in primo piano Ulss Arrivano le nomine da parte del presidente Luca Zaia dei nuovi direttori generali

12 super manager per la sanità veneta In previsione della riforma sanitaria legata alla creazione dell’Azienda Zero, si riducono da 21 a 7 le Ulss, accorpandole su base provinciale di Alessandro Abbadir

S

anità in Veneto: a fine 2015, ma proprio alla fine, visto che era il 30 dicembre, il presidente del Veneto Luca Zaia ha fatto la sua scelta compiendo con la nomina dei nuovi direttori generali delle Ulss, una rivoluzione. La nomina dei nuovi 12 super manager riduce da 21 a 7 le Ulss, accorpandole su base provinciale. Insomma dei super poli sanitari che dovranno essere gestiti con estrema cautela anche in vista della fatidica realizzazione della preannunciata riforma sanitaria. Un progetto che accentra in una strategica Azienda Zero, tutti i compiti extrasanitari: spesa, appalti, personale, servizi, logistica, servizi sociali - così da eliminare i doppioni esistenti e consentire alle Ulss di dedicarsi esclusivamente all’attività di cura; con una gerarchia che affidada ai direttori generali della sanità e del sociale il potere decisionale e riservando al manager dell’Azienda Zero la responsabilità esecutiva-gestionale. Ma ecco nel dettaglio le decisioni di Zaia. Giuseppe Dal Ben sarà alla guida dell’Ulss 12 Veneziana ed estende il suo ruolo commissariale alla

Ulss13 di Dolo- Mirano (esce di scena Gino Gumirato) e alla 14 Chioggia. Nel Veneto orientale resta in sella Carlo Bramezza. A Padova c’è un cambio di guardia; Claudio Dario se ne va arriva il trentino Luciano Flor. Dario però resta nella città del Santo per dirigere l’Ulss 16 e con il sistema commissariale commissariale, la Ulss 15 di Cittadella e la Ulss 17 di Monselice. A Treviso Zaia ha nominato alla direzione dell’Ulss Francesco Benazzi che è stato direttore dell’ Ulss Alta Padovana . Un titolo importante come pedigree, visto che uno studio del Ministero della Salute, l’ha indicata come la migliore d’Italia. Francesco Benazzi che dirigerà Treviso gestirà pure l’Ulss di 7 Pieve di Soligo e l’Ulss 8 Asolo-Montebelluna. A Belluno e provincia va a Adriano Rasi Caldogno la direzione generale di Belluno e conserva, da commissario, quella di Feltre. A Vicenza Giovanni Pavesi dirigerà l’Ulss 6 Vicenza, con poteri commissariali sulla Ulss 5 Ovest Vicentino. A Bassano, invece, ci sarà Giorgio Roberti (direttore uscente a Treviso). L’Azienda ospedaliera universitaria

di Verona non è stata coinvolta dal giro di nomine perché aveva rinnovato la direzione un anno fa. Al timone resta quindi Francesco Cobello, mentre l’Ulss 20, è stata affidata a Pietro Girardi che sovrintenderà le unità sanitarie 21 Legnago e 22 Bussolengo. Per il sud della regione: Antonio Compostella gestirà le Ulss di Rovigo e Adria. E infine una novità attesa: l’Istituto Oncologico Veneto ha finalmente un direttora tempo pieno: Patrizia Simionato I direttori hanno sottoscritto un contratto di 3 anni prolungabili a 5 dopo una verifica sul lavoro svolto. Soddisfatti dell’operazione compiuta il presidente Luca Zaia e l’assessore Luca Coletto. “Avevo di fronte più scelte – ha spiegato Zaia. Potevo nominare 21 direttori generali, ma così la riforma che ritengo vitale avrebbe avuto tempi lunghi, che non ci possiamo permettere, o fare 21 commissari per un anno lasciando il tutto di fatto in sospeso. Ho deciso, con il cuore e con la ragione, di anticipare i tempi, nella convinzione di aver fatto il bene dei cittadini. Il contratto contiene tutti gli obiettivi da raggiungere, come le liste

d’attesa, l’umanizzazione, lo sviluppo delle tecnologie e delle professionalità, perché una sanità che non si aggiorna passo dopo passo, non è nelle corde del Veneto, che invece è stato riconfermato da poco Regione benchmark (modello) per tutta Italia”. Sono nomine che avviano la nuova riforma dell’organizzazione sanitaria veneta, nel rispetto delle attribuzioni del Consiglio e della necessità di dare presto

ai veneti una sanità ancora più moderna, capace di crescere ancora nonostante i tagli nazionali”. Per l’assessore alla Sanità Luca Coletto: “è’ stata una scelta opportuna che abbiamo condiviso, perché sull’innovazione non si può arretrare e dobbiamo invece migliorare ulteriormente per rispondere ai tagli nazionali, unendo le forze con tutto il nostro personale”.

le nomine. simionato guida l’istituto oncologico Veneto

Tre manager per la saniTà padoVana

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T

re manager per la sanità padovana. A della sanità padovana hanno sottolineato, loro il compito di affrontare altrettante nel loro primo intervento all’inizio dell’anno, sfide: la riforma delle Uls che porterà l’impegno a garantire una integrazione dei ad una significativa diminuzione delle azien- servizi sanitari offerti dalle diverse strutture de sanitarie, il nuovo ospedale di Padova e presenti sul territorio allo scopo di migliorare la lotta ai tumori attraverso sperimentazione l’assistenza ai pazienti. “Ci deve essere una e nuove cure. Il tutto nel segno dell’integra- progettualità unica della sanità padovana zione e della piena collaborazione tra enti - ha dichiarato Claudio Dario - per questo diversi che hanno come obiettivo la cura del siamo qui insieme e da oggi continueremo a malato, l’assistenza sanitaria a 360 gradi. lavorare con gli stessi obiettivi”. Luciano Flor Anche a Padova, come nel resto del Veneto, ha ribadito l’importanza di creare percorsi la “rivoluzione” della sanità è scattata con trasversali per i malati partendo proprio dal il nuovo anno, e già il 2 gennaio i tre nuovi servizio ospedaliero. Sotto la sua direzione direttori generali si sono messi al lavoro. prenderà corpo anche il progetto del nuovo A Claudio Dario l’incarico di guidare l’Uls ospedale di Padova, sulla cui sede è ormai 16 insieme alle altre due aziende sanitarie tempo di trovare una soluzione condivisa padovane, delle quali dopo le infinite discusè stato nominato “Ci deve essere una sioni di questi anni. commissario, l’Uls 15 progettualità unica Anche Zaia ha imdell’Alta e l’Uls 17 nel nostro territorio, posto un’accelerata, della Bassa. Luciano continueremo ormai ne va della creFlor invece è direttore a lavorare insieme” dibilità istituzionale, e generale dell’Azienanche lo stesso Bitonci da Ospedaliera mentre Patrizia Simionato vuole arrivare a mettere il punto. Ormai tutto dell’Istituto Oncologico Veneto. Tre nomine fa pensare che sarà l’area di San Lazzaro ad di “spessore” e di “alto livello”, come han- ospitare il nuovo ospedale cittadino anche se no commentato all’unisono amministratori e non è ancora detta l’ultima parola e i colpi di politici, una terna di manager per mettere scena sono sempre possibili. Patrizia Simioin atto la riforma sulla quale la Regione nato, alla guida dello Iov, ormai un punto intende accelerare in questi mesi dopo i di riferimento nazionale nella ricerca e nella tentennamenti e le polemiche del recente lotta ad un’ampia gamma di tumori, ha inpassato. Anzi queste nomine di fatto anti- sistito sull’umanizzazione delle cure. Perché cipano la riforma unificando, almeno nella dietro ad ogni terapia, ad ogni intervento posizione di vertice, le tre Uls e aprendo la ad ogni scelta medica c’è un paziente che strada ad un nuovo assetto. I tre direttori soffre e che lotta per la vita.


24 1 Voci da palazzo Ambiente L’impegno della Regione contro il pericolo esondazioni

Difesa del suolo: inaugurate le paratie di Caldogno Zaia: “In cinque anni abbiamo realizzato 714 opere, grandi e piccole, a tutela del dissesto idrogeologico del Veneto per 866 milioni di euro” di maria Pavan

U

na delle maggiori opere cantierate dalla Regione per fronteggiare il dissesto idrogeologico è la realizzazione del bacino di laminazione di Caldogno, in provincia di Vicenza. Il presidente della Regione Luca Zaia ha inaugurato a metà gennaio le paratoie mobili in corrispondenza del manufatto d’ingresso (bacino di monte), completate il 28 dicembre scorso. Per settembre 2016 è prevista la conclusione dei lavori di realizzazione anche del bacino di valle. Il presidente ha sottolineato che si tratta di è un’opera da 41 milioni di euro con la quale viene realizzato un invaso con una capacità di 3,8 milioni mc. di invaso su 106 ettari pari a 150 campi da calcio. E’ stato movimentato un milione e mezzo di mc. di terreno e sono stati erogati 13 milioni di euro per espropri e indennizzi. Per questo Zaia ha voluto ringraziare per primi i proprietari terreni, che hanno fatto il sacrificio maggiore, insieme alle associazioni di categoria. “Qui in Italia – ha detto Zaia - siamo tutti commissari tecnici, 60 milioni di esperti di calcio, tutti bravi a parlare ma è facile fare la schedina il lunedì. Noi invece in questi cinque anni abbiamo realizzato 714 opere, grandi e piccole, a tutela dal dissesto idrogeologico del Veneto per 866 milioni di euro. Siamo pronti a cantierare altri 933 milioni di euro, quasi un miliardo di altre opere per mettere in sicurezza il Veneto”. “Questa è una partita irrinunciabile. Il progetto del Veneto del futuro

– ha aggiunto – non si basa su nastri d’asfalto: quelli che abbiamo in programmazione li confermiamo, ma la vera sfida è quella di mettere in sicurezza i nostri territori. Non è un caso che si inizi da Caldogno. E’ bene ricordarlo che Caldogno ha avuto la perdita di una vita umana con l’alluvione del 2010 e voglio che quest’opera sia soprattutto dedicata a chi ha perso la vita in quelle condizioni tragiche”. Zaia ha ricordato che nel 2010 era presidente da pochi mesi e dalla sera alla mattina si è trovato con 235 comuni alluvionati sui 581 che allora il Veneto contava. Ci furono 1040 imprese e famiglie con l’acqua in casa o in azienda. “Se un popolo di benpensanti non avesse sprecato energie e avesse dato una mano – ha detto - avremmo ora molte più opere e in meno tempo. Oggi, però, noi siamo qui con Caldogno e siamo a confermare anche l’ampliamento di Montebello, le opere a Viale Diaz a tutela di Vicenza, i bacini di Colombaretta a Monteforte d’Alpone, a Muson dei Sassi, a Prà dei Gai e poi tutte le altre opere che arriveranno. Noi le sfide le abbiamo colte, nonostante io abbia ereditato una regione nella quale da 80 anni non si facevano più grandi opere a tutela dal dissesto idrogeologico. L’ultima opera è stato il bacino di Montebello”. Zaia ha esortato tutti ad essere orgogliosi del lavoro fatto a Caldogno: una bella opera che darà tranquillità. “Ora pensiamo alla gestione senza tremori ai polsi – ha aggiunto -. Abbiamo un modello matematico, un pro-

bilancio dei laVori faTTi

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tocollo preciso e lo rispetteremo. Perché se riempiamo questa vasca, che contiene quasi 4 milioni di mc. d’acqua, e lo facciamo prima di quando occorre, questa è un’opera che non serve a niente. Bisogna avere un timing quasi chirurgico e arrivare al limite prima di aprire. Ci sono i tecnici e se ne assumeranno la responsabilità”. “Noi abbiamo la certezza – ha fatto rilevare il presidente - che con 2,7 miliardi di euro mettiamo in sicurezza il Veneto. Alla domanda “il Veneto è più sicuro?” io dico che, se piovesse come nel 2010 con le stesse modalità, le zone colpite dall’alluvione sono più sicure di prima. Però il Veneto, che ha oggi 576

comuni, ha ancora dei bacini idrografici per i quali l’esplorazione per la messa in sicurezza è ancora abbastanza timida, penso al Piave che ha avuto un’esondazione nel 1966, e a tutta una serie di lavori che dobbiamo fare”. “Noi siamo sul pezzo – ha concluso Zaia - e vogliamo lavorare. Basta che ci diano i soldi e noi apriamo i cantieri. Ma c’è il problema della burocrazia, su cui dobbiamo tutti fare un esame di coscienza. Per fare quest’opera ci abbiamo messo cinque anni quando un privato ci avrebbe impiegato molto meno. Siamo stati velocissimi rispetto alla burocrazia ma non si può andare avanti così. Quando c’è di mezzo la salute o la vita dei cittadini biso-

gna andar giù a pancia a terra a fare le opere. Diciamolo fino in fondo, ci vuole una legge speciale che dia poteri commissariali veri a chi si occupa di queste infrastrutture. Non serve che sia il presidente della Regione, può essere chiunque basta che possa essere operativo. Bisogna decidere di fare i commissariamenti perché la messa in sicurezza è fondamentale. In Italia abbiamo ogni anni mediamente quasi 3 miliardi di danni per eventi catastrofali. Se noi queste risorse le dedicassimo a dar vita anzitutto un fondo multirisk per assicurare i cittadini e una quota parte alle opere infrastrutturali, avremmo un Paese diverso, un Veneto diverso”.

bottAcin: “molte oPeRe, AncHe Piccole, PeR un teRRitoRio PiÙ sicuRo”

opo l’alluvione del 2010 sono stati realizzati o avviati interventi per la difesa idraulica del Veneto che attualmente ammontano a oltre 860 milioni di euro. Fra questi ci sono anche circa cento milioni gli investimenti per la sicurezza del sistema idraulico-forestale realizzati direttamente dalla Regione con i propri operai forestali. Inoltre, i lavori eseguiti o in appalto hanno alimentato il sistema delle piccole e medie imprese del Veneto, dando ossigeno a circa 700 aziende in un momento difficile per la nostra economia. Nessuno Giampaolo Bottacin degli interventi realizzati ha comportato aumenti

della spesa prevista. Anzi, si sono ottenuti risparmi sull’esecuzione delle opere per circa 25 milioni che sono stati destinati ad altri interventi. La Regione ha pronti progetti immediatamente cantierabili per un miliardo di euro, tra cui quelli per il Tagliamento e l’idrovia Padova-Venezia. Senza dimenticare gli interventi necessari sull’alveo del Piave. Ma si attendono i fondi del Governo. Per quanto riguarda la difesa del suolo, il Veneto sta proseguendo nella realizzazione dei bacini di laminazione, ma in generale per quanto riguarda gli interventi di mitigazione del rischio idraulico viene seguito un nuovo tipo approccio impostato

secondo criteri scientifici legati all’indice di rischio, fattore risultante dalla combinazione di magnitudo e frequenza. Un metodo che la Regione ha suggerito anche al governo per l’assegnazione delle risorse statali. Lo ha detto l’assessore veneto Gianpaolo Bottacin presentando a Venezia, insieme al presidente Luca Zaia il bilancio delle azioni e degli interventi di mitigazione del rischio idraulico e geologico realizzati dal 2010 ad oggi dalla Regione. “Sono tutte opere – ha aggiunto – che forse sono meno visibili di altre, ma hanno contribuito a far diminuire l’indice di rischio in Veneto. Il rischio zero non esiste, ma il percorso,

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per quanto lungo, è stato intrapreso e i risultati ci sono”. Bottacin ha rilevato che comunque la situazione del territorio resta costantemente monitorata: attualmente le criticità riguardano la mancanza di precipitazioni sul Veneto e per alcune località il bimestre novembre-dicembre è stato il più secco degli ultimi cento anni, dovendo risalire al 1921 per ritrovare un andamento simile. Ma in attesa delle piogge, che prima o dopo dovranno arrivare, il sistema è pronto e operativo e l’approccio scientifico che si sta seguendo per la realizzazione delle opere di difesa del suolo continuerà a far calare l’indice di rischio.

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Voci da palazzo 25 1 Centrosinistra Ha iniziato ad impegnarsi in politica fin da giovanissimo fino a diventare una delle figure di spicco in Veneto

Piero Ruzzante: “L’unica vera urgenza è il lavoro” lega nord

inTerVisTa al depuTaTo emanuele praTaViera

Il consigliere regionale del Partito Democratico insiste sulla necessità di favorire l’occupazione per evitare che il Veneto torni di nuovo ad essere terra di emigrazione di martina celegato

C

lasse 1963, Piero Ruzzante è senza dubbio giovani e intere famiglie che vanno nel resto d’Eurouna delle figure di spicco della politica veneta pa e del mondo a cercare un lavoro”.  Negli ultimi mesi uno dei temi caldi senza come dimostrano le numerose esperienze da segretario della Fgci a consigliere comunale di Pa- dubbio è stato quello relativo ai migranti. Ritiedova passando per il parlamento italiano e quello ne che in Veneto di possa organizzare il tutto in europeo. Una figura di tutto rilievo che sicuramente un’altra maniera? sta dando il meglio presso il Consiglio Regionale e che “Certo Zaia ha fatto il pesce in barile ha lasciato vale la pena conoscere a fondo per comprenderne le che il problema lo risolvessero le parrocchie, la Chaattività e il pensiero. ritas, le onlus e qualche Comune. Si potevano distri Consigliere Ruzzante, la sua è una lunga buire 4/5 profughi per comune e invece c’è stata esperienza maturata in prima linea in diversi am- una gestione caotica. Una cosa ridicola. Pensare che biti. Quali sono le linee guida della sua attività quando governavano Zaia Maroni e Salvini hanno politica? imposto quote di immigrati in ogni regione. Oggi il “Ho iniziato da giovanissimo ad interessarmi a fenomeno, grazie al governo Renzi, è diventato un quello che mi accadeva intorno. La politica era la tema europeo.  Sicurezza: La situazione possibilità di tradurre in cose concrete i sogni, i valori ed ideali. A “Sui profughi è così fuori controllo così come 21 anni ero consigliere comuna- uno sbaglio molti affermano o alcune dina- Piero Ruzzante le a Padova a 32 deputato, non non ricorrere miche vengono amplificate a nelle liste bloccate, ma vincendo il all’accoglienza dismisura? Abbiamo avuto veramente troppi morti lungo la collegio di Padova del centro stori- diffusa” “Secondo tutte le statistiche Romea per non affrontare questo tema. Come va rico. La cosa più importante che ho tutti i reati in Italia sono in diminu- solto nella bassa il completamento della SR 10. Ma sempre cercato di mettere in pratica è saper ascoltare zione, ma nel Veneto c’è veramente una situazione la priorità delle priorità per la nostra Provincia è reala voce della parte più debole, quella più indifesa, difficile. Vogliono spiegare i vari Zaia e Bitonci perchè lizzare l’Idrovia per la sicurezza idraulica del nostro quella che non ha la voce tentando di rappresentarla hanno ridotto a zero le risorse per la sicurezza della territorio. Dobbiamo costruire un nuovo modello di nelle istituzioni. Dare una risposta alle loro urgenze regione? Fino a qualche anno fa erano 23 milioni sviluppo fondato sulla bellezza: investire sul turismo significa dare una risposta ai problemi generali di una dati ai comuni per sistemi di sicurezza come le tele- e sulla valorizzazione della nostra storia con le sue città o di una nazione”. camere. Forse sulla sicurezza è più facile fare pole- ville palladiane, le città d’arte, i colli Euganei o la  In Regione Veneto i focus sono molti. Dove mica che trovare soluzioni eppure mentre la Regione Valle Millecampi, il mare la laguna o le Dolomiti. Non si sta concentrando maggiormente la sua attività taglia, il governo Renzi ha aumentato le risorse per c’è solo Venezia!”.  Cosa ne pensa delle ultime attività e scelte e perché? la sicurezza e per le forze di polizia”.  Nei suoi interventi è sempre molto legato “La più grave carenza del Veneto di Zaia è il tradell’amministrazione di Padova? sporto pubblico locale. I nostri pendolari sono trattati al territorio, con particolare attenzione al com“Un disastro! Bitonci si è rivelato non essere come a bordo dei carri bestiame, talvolta peggio per- mercio e alle realtà locali. Come pensa dovreb- all’altezza del ruolo. Non è una questione politica, chè restano a terra. In Veneto non c’è un sistema me- bero essere tutelate e valorizzate queste realtà? ma uno che si permette di questi tempi di buttare un tropolitano ferroviario regionale, non c’è un biglietto “In Veneto abbiamo una media di 320 mq ogni finanziamento statale di 35 milioni per la realizzaunico. Poi una mattina mentre siamo in colonna ci 1000 abitanti dedicati alla Grande Distribuzione. Le zione della seconda linea del tram che avrebbe portaaccorgiamo che c’è il problema del PM10 e dell’aria giunte Zaia e Galan hanno favorito questi grandi in- to più servizi e più lavoro per i padovani non è degno irrespirabile, oppure che mezzo Veneto è sott’acqua teressi privati e la concentrazione di occupare quella carica. Quando o ha subito gravi danni perché il sistema fluviale non della ricchezza nelle mani di pochi. “Per Padova si produce un danno evidente per ha retto. Ecco il mio focus è sulla costruzione di un Ogni addetto in più per i centri Bitonci non è la città vuol dire che si sta governuovo modello di sviluppo per il nostro Veneto”. commerciali perdono il posto di la- all’altezza nando pensando a Salvini non ai  Inevitabilmente in Regione le tematiche voro in 4 perchè chiudono i negozi del ruolo padovani. Non parliamo poi delle sono molte e le necessità della cittadinanza al- di prossimità. Si perde soprattutto di sindaco” figure pessime che sta facendo trettante. Quali sono secondo lei le priorità a cui per le persone più anziane un serfare alla mia città...perfino i giorla Regione deve dare spazio? vizio sociale. Parlando di sicurezza poi un negozio è nali europei hanno parlato del divieto a presentare “Oggi la priorità è Lavoro, Lavoro, Lavoro. Salva- un presidio in un territorio, ma se chiudono e apre un libro ad una docente dell’Università di Parigi. Ma re il posto di lavoro nelle situazioni drammatiche che un grande centro commerciale spesso avrà una fun- crede di essere stato eletto Podestà? Come si perincontro quotidianamente e in secondo luogo creare zione opposta attrarrà problemi di sicurezza in quel mette di decidere se concedere o meno spazi che il lavoro per chi non ce l’ha: giovani e donne. Dob- territorio”. non sono privati e di sua proprietà? Speravo fosse in  La SS Romea che rappresenta una delle biamo investire di più in ricerca e trattenere qualche grado di diventare il Sindaco di tutti è invece rimasto cervello in più nel nostro Paese. Il Veneto è tornato “piaghe” della viabilità veneta. Quali sono le al- il sindaco di Cittadella e della Lega Nord”. ad essere come 100 o 200 anni fa terra di emigranti tre priorità?

E

Emanuele Prataviera

manuele Prataviera è stato eletto fra le fila della Lega Nord nel 2013 alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Veneto 2. Ha 31 anni è nato a Motta di Livenza ed è membro della Commissione parlamentare per la semplificazione e della XIV Commissione Politiche dell’Unione Europea. Nel marzo del 2015 ha aderito al Gruppo Misto, e politicamente alla lista “Fare!” il cui ispiratore è il sindaco di Verona Flavio Tosi.  Prataviera quali problemi ci sono per il Veneto a livello nazionale? “Il vero problema del Veneto è la distanza che lo separa da Roma. Distanza che, ogni giorno, aumenta sempre più con grande responsabilità della giunta veneta. Non è possibile che un giorno si attacchi il Governo e il giorno dopo, con il cappello in mano, si vada a chiedere fondi ed economie per risolvere i problemi. In materia di “schei a casa nostra” ci vogliono strategie concrete e a lungo termine, non proclami pubblici a cui non segue nulla”.  Un esempio di strada percorribile? “Basta guardare i risultati ottenuti dalla Scozia: con il referendum sull’indipendenza ha sfidato Londra e ha ottenuto significativi sgravi fiscali. Da noi invece la giunta regionale passa gran parte del tempo a litigare con i confinanti Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige precludendosi così possibili prospettive di progettualità comuni per lo sviluppo di un’area geografica che ricordiamoci, sino a qualche anno fa, era definitiva la locomotiva per eccellenza della produttività italiana. Basterebbe alzare un po’ lo sguardo e seguire con attenzione come si stanno muovendo due città del come Milano e Torino che concorrono unitamente al rilancio del polo industriale del Nord ovest.  Quali sono le priorità del territorio portate in Parlamento? “Sicuramente le più importanti e sentite nel nostro territorio riguardano la crisi che ha colpito le aziende e il mondo del lavoro, unitamente alla sicurezza. E’ sufficiente visionare nel sito della Camera l’elenco dei provvidenti che ho portato avanti e a cui sto lavorando. Continuo a riservare attenzione alla catastrofe che ha colpito la Riviera del Brenta, al dramma degli investitori delle banche, al dissesto idrologico, al ripristino e messa in sicurezza di alcune arterie stradali, come la Statale Triestina. Non si può però pensare che un parlamentare da solo a Roma abbia la forza politica di risolvere tutti i problemi del suo territorio. Serve un lavoro corale che talvolta porta anche ad ingoiare rospi amari. Quello che è certo è che sono a completa disposizione degli amministratori locali e del mondo produttivo per trovare soluzione ai problemi dei nostri cittadini”.  Perché la scelta politica di Fare! e l’addio alla Lega Nord? “Le pongo una domanda: se lei fosse stato a bordo di una nave e vedesse accusato un innocente di ammutinamento e gettato in mare, riuscirebbe a girarsi d’altra parte e a far finta di nulla? Io non mi sono girato e mi sono voluta


26 1 Cultura veneta Evento La mostra sulla saga che ha sedotto tre generazioni

Guerre Stellari. Play!

La Casa dei Carraresi a Treviso ospita sino ad aprile un’esposizione curiosa e particolare che porta al pubblico una collezione mai vista maria Pavan

“G

uerre Stellari. Play!”, una nuova esposizione dedicata al multiforme universo di “Star Wars”, un mito assoluto che ha saputo incantare almeno 3 generazioni dal 1977 a oggi e che celebra l’uscita mondiale del nuovo capitolo “The Force Awakens” (“Il risveglio della Forza”) e che ha stregato il pianeta. Organizzata da Kornice di Andrea Brunello, la mostra presenta una selezione della collezione privata di Fabrizio Modina, uno dei massimi collezionisti mondiali di toys fantascientifici, che esporrà per la prima volta la serie completa di tutti i pezzi ufficiali a marchio Kenner prodotti dal 1977 in poi. Più di 1.200 giocattoli, tra cui action figures, gadget, modellini, oltre che stampe d’epoca, per narrare la storia di una saga che ha fatto impazzire grandi e piccini, al grido di “che la forza sia con voi”, e destinato a durare ancora molto a lungo. L’esposizione in bilico tra arte pop, scienza e fantascienza come omaggio a un indiscutibile esempio di mitologia moderna, vede protagoniste assolute le “action figures”, termine che descrive personaggi snodabili di altezza variabile intorno ai 10 cm accessoriati di armi, veicoli in scala e diorami che furono inventati dall’azienda Kenner nel 1977 proprio per “Star Wars”, riscuotendo un successo tale da soppiantare tutte le varie tipologie di giocattoli pre-esistenti. Con gli enormi proventi giunti dalle royalties sulle vendite, George Lucas, autore e regista della saga originale, poté finanziare le successive pellicole, ottenendo la grande libertà di espressione creativa, esente dalle pressioni delle Majors hollywoodiane, che ha sicuramente contribuito al successo della serie. “Guerre Stellari. Play!” racconta attraverso un lungo percorso cronologico l’intera vicenda della Saga, ope-

rando mediante l’utilizzo di giocattoli e modellini una meticolosa ricostruzione delle scene salienti, riportando agli occhi dei visitatori momenti indimenticabili della storia del cinema. Il percorso mostra inizia con un excursus nella fase di pre-produzione del film, mostrando attraverso stampe originali i disegni dell’artista Ralph McQuarrie, incaricato di visualizzare i personaggi, la tecnologia e le location della prima pellicola datata 1977. La seconda parte è dedicata a presentare i personaggi icona: Darth Vader, Luke Skywalker, Yoda, Han Solo, la principessa Leia, Chewbacca, R2-D2 e C-3PO e, ancora, i ferventi Cavalieri Jedi e i malvagi Sith, droidi, pirati, regine e principesse giunti da una “galassia lontana, lontana”. Nella terza sezione la cronologia della Saga viene ricostruita in ordine di narrazione delle 10 produzioni ad oggi uscite sugli schermi: iniziando da “The Phantom Menace”, il cosiddetto Episodio I, per giungere sino al recente “The Force Awakens” – il settimo capitolo. La quarta sezione è dedicata all’universo esteso di “Star Wars” ovvero a quei modellini che sono stati ispirati dai fumetti, dai romanzi, dai videogames e da altri media

che hanno utilizzato forme parallele per narrare storie nelle storie, lasciando spazio per mostrare anche interpretazioni inconsuete dei personaggi storici, come le loro versioni in forma di peluche oltre alle armi giocattolo e le edizioni natalizie. Infine, l’ultima sezione è dedicata ai vintage toys più preziosi che faranno impazzire i collezionisti: verrà presentata l’intera produzione di “action figures”, veicoli ed accessori che hanno segnato la storia di “Star Wars”, oggetti estremamente rari in gran parte mai giunti in Italia. Partendo dall’“Early Bird Kit”, il coupon di prevendita dei giocattoli Kenner datato 1977, i modellini di “Star Wars”, “The Empire Strikes Back”, “Return of the Jedi” sono esposti per la prima volta in maniera cronologica e sequenziale, completati dalla serie antologica “The Power of the Force” e dai cartoni animati “Droids” e “Ewoks”, le linee che chiusero la produzione nel 1985. Curiosi gli eventi collaterali alla mostra come A cena con l’impero, il 21 gennaio e il Carnevale dell’8-9 febbraio. Tutte le informazioni sul sito www.guerrestellaritreviso.it

Venezia. Un cortometraggio su Gabriele Bortolozzo

“el mostRo” unA PellicolA cHe FA discuteRe

P

oetico, intenso: un piccolo capolavoro a cui sono stati tributati lungi minuti di applausi. Ha destato unanimi consensi “El Mostro”, il cortometraggio di Studio Liz sulla “coraggiosa storia di Gabriele Bortolozzo”, che è stato presentato e proiettato in anteprima per Venezia allo Spazio Aereo di Marghera, dinanzi al pubblico delle grandi occasioni: almeno duecento le persone intervenute alla serata, caratterizzata anche dalla contestuale presentazione del secondo libro della collana “3A Edizioni” sul danno ambientale pubblicato da Studio 3A, la società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità civili e penali, a tutela dei diritti dei cittadini, che ha contribuito in modo determinante alla realizzazione del corto. “A Marghera, pur sapendo almeno dal 1974 che il CVM era nocivo, nessuno diceva nulla. Nessuno a parte Gabriele Bortolozzo. Nel silenzio “assordante” nel quale si consumava la tragedia degli operai del Petrolchimico e nella semplicità della sua vita Bortolozzo, che non era un medico legale, un avvocato, un sindacalista di alto rango, né un politico, ha fatto più di chiunque altro per la salute dei suoi colleghi di lavoro e dei suoi concittadini e per l’ambiente del suo territorio. Non ha mollato neanche di fronte all’indifferenza generale, neanche quando la sua prima denuncia, di metà anni Ottanta, non è stata presa in considerazione - ha sottolineato con un commosso ricordo di Bortolozzo il dottor Andrea Milanesi, Direttore Tecnico di Studio 3A, sostenendo la necessità di cambiare l’approccio giuridico sui casi di danno ambientale”

Al riguardo, un contributo importante l’ha portato Francesca Boscolo, che ha scritto il volume di Studio 3A “Risarcimento del danno ambientale: profili di analisi”, edito da Cleup e fresco di stampa. Un libro che si propone di aiutare i danneggiati, ma anche gli operatori del diritto, a comprendere cosa e quando sia giusto risarcire; una guida efficace che, oltre a una panoramica completa sulle tipologie di danno esistenti, ripercorre le tappe dell’allineamento dell’Italia alla normativa europea in materia ambientale, “fino alla storica legge sui delitti contro l’ambiente, che rappresenta un nuovo ed efficace mezzo di repressione della criminalità ambientale” ha spiegato l’autrice, ricordando come oggi il cittadino abbia molti più strumenti di quelli di cui disponeva Bortolozzo per denunciare e far valere i propri diritti, “a cominciare da quello, fondamentale, alla salute”. Il cortometraggio dura circa 12 minuti sembrano pochi, ma per realizzarlo ci hanno lavorato ininterrottamente per un anno quindici artisti, facendo anche gli straordinari per riuscire a ultimare il lavoro per il 2015, in occasione del ventesimo anniversario dalla scomparsa di Bortolozzo” ha sottolineato Pajer, che ha ricordato con orgoglio anche i prestigiosi riconoscimenti internazionali che il corto sta ottenendo, come il premio Green Film Online Award all’ultimo Festival Interfilm di Berlino. “Volevamo arrivare al cuore di tutti” hanno aggiunto i due registi, Lucio Schiavon e Salvatore Restivo, spiegando il perché della scelta del cortometraggio animato e battendo anche sulla componente fondamentale della musica, curata da un grande artista veneziano come Paki Zennaro.

auTori VeneTi romolo bugaro: effeTTo donomino

S

e non l’avete ancora letto, l’ultimo libro del padovano Romolo Bugaro, Effetto Domino - Einaudi, è una lettura da mettere al più presto nell’elenco delle vostre prossime letture. L’autore, due volte finalista al Campiello, nell’ultimo romanzo, dà voce a uomini abituati a esprimersi solo attraverso il denaro. Uomini che non vanno liquidati con facili parole: lo sa bene lui, Romolo Bugaro, che – oltre a essere uno scrittore ipnotizzato dal mondo – è un avvocato che conosce da vicino, per lavoro, le traiettorie di ascese e fallimenti. Ritrarli con verità, nel bene e nel male di cui sono capaci, è la scommessa di questo suo ultimo romanzo. Perché la verità non indebolisce il giudizio etico, anzi lo rafforza proprio nella misura in cui Sopra la copertina lo complica. Quando uomini come del libro, sotto questi si mettono in testa di conclu- l’autore Romolo dere un grande affare – ad esem- Bugato pio di costruire una città di lusso nella provincia veneta, facendola spuntare come un fungo dall’oggi al domani – niente può fermarli. O forse sí. Forse può accadere che il rifiuto di una banca produca un effetto domino senza fine, travolgendo le esistenze di tutti. Grandi costruttori, piccoli imprenditori, camionisti, casalinghe, bambini ignari di ogni cosa. Perché quando la valanga comincia a rotolare non c’è salvezza per nessuno. Ma non tutto è come sembra, in una storia di uomini ossessionati dal lavoro, dal denaro e dal potere al punto da apprezzare l’abilità di chi è riuscito a fregarli. Dello stesso autore: La buona e brava gente della nazione (Baldini e Castoldi 1998, finalista al Premio Campiello), a cui sono seguiti, per Rizzoli, i romanzi Il venditore di libri usati di fantascienza (2000), Dalla parte del fuoco (2003) e Il labirinto delle passioni perdute (2006, finalista al premio Campiello). Per Einaudi ha pubblicato Effetto domino (2015).


provinciale 28 1 Cultura veneta Espsizione al Palazzo Arcivescovile di Padova Organizza il Museo Diocesano dal 20 febbraio al 26 giugno

I colori del Sacro anche a tavola

rassegna

Selezionate 57 opere che raccontano soprattutto la condivisione intorno alla mensa imbandita Proiezione al Portello

di laura organte

È

giunta all’ottava edizione “I colori del Sacro”, la rassegna biennale dedicata all’illustrazione organizzata dal Museo Diocesano di Padova, che negli spazi dello storico Palazzo Arcivescovile ospita le opere dei migliori artisti a livello mondiale. Tema dell’esposizione, aperta quest’anno dal 20 febbraio al 26 giugno, è la “tavola”, o meglio lo stare a tavola: “Per l’uomo è fondamentale non solo il cibo ma l’atto stesso del condividerlo – afferma Andrea Nante, Direttore del Museo e coordinatore scientifico della manifestazione – la nuova edizione della rassegna vuole riflettere sulla tavola per affrontare quel luogo e quella situazione che apre alla relazione con gli altri, andando oltre al semplice nutrimento fisico. La degustazione di nuovi e vecchi sapori, la scoperta delle tradizioni dei commensali, la sperimentazione delle novità arricchiscono e predispongono alla conoscenza reciproca. Attorno alla tavola si ritrova il mondo, ogni popolo con le sue tradizioni, colori e narrazioni. Ogni persona con le sue

TeaTro e musica

esperienze e differenze”. Tante le suggestioni giunte dagli oltre trecento illustratori che hanno proposto la loro candidatura per la rassegna patavina, artisti provenienti da tutto il mondo che, nei modi più svariati e originali, hanno indagato ed esplorato il tema di questa edizione, nelle sue molteplici dimensioni, a conferma della presa e della attualità del tema proposto. Soltanto 57 sono però gli autori le cui opere sono state selezionate per essere esposte al Palazzo Arcivescovile: “Di fronte a questa grande quantità di proposte – spiega Andrea Nante – la commissione scientifica ha operato scelte molto attente, per garantire al nostro pubblico opere di grande livello artistico e contenutistico”. Legato alla rassegna, il Padua Best Illustrator Award “I colori del sacro”, premio alla sua terza edizione ma già tra i più qualificati e ambiti del settore, offre all’artista vincitore la possibilità di illustrare un testo sul tema della successiva edizione della popolare rassegna padovana. a cura di Laura Organte

GREASE DICIOTTO ANNI DOPO Il 4 marzo 1997 debuttava Grease, il musical dei record con oltre 1.500.000 spettatori. Diciotto anni dopo, venerdì 4 e sabato 5 marzo prossimi, Padova festeggia il diciottesimo compleanno dell’amatissimo spettacolo ospitando, sul palcoscenico del Gran teatro Geox, la nuova attesissima edizione con le nuove traduzioni di Franco Travaglio, nuovi arrangiamenti e orchestrazioni del direttore musicale Riccardo Di Paola con la supervisione musicale di Marco Iacomelli, nuovi coloratissimi costumi di Carla Accoramboni, nuove coreografie irresistibili e piene di ritmo ed energia firmate da Gillian Bruce.

ELVIS COSTELLO AL GEOX Arriva in Italia a maggio 2016 il “Detur” solo show di Elvis Costello: il geniale artista inglese, impegnato con una tournée mondiale, farà tappa il 25 maggio a Padova, al Gran Teatro Geox. Lo spettacolo è un viaggio straordinariamente divertente attraverso l’incredibile vita di Elvis Costello. Tra i 100 artisti più grandi di tutti i tempi secondo Rolling Stone, Costello vanta una lunga carriera all’insegna della metamorfosi, con uno stile musicale unico e una ricercata scrittura dei testi. Dotato di grande sarcasmo e grinta melodica, Costello spazia con disinvoltura dal punk alla Deutsche Grammophon.

“PICCOLI ENERGUMENI TOUR” In attesa di vedere gli Elio e le storie tese in gara al Festival di Sanremo 2016 con il brano “Vincere l’odio”, è stata annunciata la data padovana del “Piccoli energumeni tour”, prevista per il 21 maggio al Gran Teatro Geox. Band di culto, vere e proprie icone, artisticamente ci hanno abituati ad ogni genere di novità. Presenza costante ma mai scontata nel panorama italiano, inarrivabili nella cura della loro proposta musicale, ogni loro nuova apparizione ha segnato momenti memorabili sia che si trattasse di un album, che di un concerto o di un’apparizione televisiva.

River Film Festival selezione dei corti entro il 31 marzo

A

Sopra: Victoria Antolini, “Tavola”; in basso: Alicia Baladan, “Tavola con luce” Sarà quindi Alicia Baladan, artista uruguaiana che nel 2014 “si è distinta per la poesia che traspare dalle sue illustrazioni, l’elevata qualità tecnica delle sue opere, la composizione grafica, l’intuito surreale che ben si abbina al gusto artistico di un viaggio sognato anche ad occhi aperti”, a firmare l’albo dal titolo “Aggiungi un piatto a tavola”, destinato anche alle numerose attività didattiche proposte alle scuole.

l via la selezione per i cortometraggi e documentari che parteciperanno all’edizione 2016 del River Film Festival, organizzato dall’Associazione Culturale Researching Movie con la collaborazione dell’Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Padova. Posso partecipare gratuitamente tutti i lavori realizzati dopo l’anno 2015, e la cui durata sia compresa tra i 30 minuti e i 100 secondi, comprensivi del titolo. Cinque i premi assegnati dalla Giuria: miglior corto scuole di cinema, miglior corto italiano, miglior corto internazionale, miglior film documentario e miglior film d’animazione, mentre a scegliere il miglior super corto e il miglior corto da 100 secondi sarà il pubblico. C’è tempo fino al 31 marzo. Il regolamento completo è consultabile all’indirizzo http://riverfilmfestival.org/ regolamento-2016/. L.O.

Rassegna all’Mpx Al via la tredicesima edizione

Arti Inferiori: sul palco anche Lella Costa e Ottavia Piccolo S u il sipario dell’Mpx Multisala Pio X per la tredicesima edizione di Arti Inferiori, la rassegna teatrale promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova in collaborazione con Arteven. “Si tratta di un’ulteriore crescita per un progetto culturale già consolidato e seguito con attenzione dal pubblico - afferma l’Assessore alla Cultura Matteo Cavatton - che in oltre un decennio di attività ha ampiamente raggiunto i suoi ambiziosi obiettivi: intercettare un pubblico giovane e curioso attraverso una proposta di spettacolo dal vivo; portare grandi artisti della scena contemporanea in città”. Arti Inferiori è soprattutto un viaggio attraverso le infinite sfaccettature del quotidiano per mezzo dei tanti e diversi linguaggi del teatro. Il primo appuntamento, il 14 gennaio, ha visto sul palcoscenico Alessandro Bergonzoni; la rassegna prosegue fino al 28 aprile, con otto spettacoli scelti tra le più interessanti proposte del teatro contemporaneo. Da segnalare “Ferite a Morte”, il progetto sul femminicidio scritto da Serena Dandini con la collaborazione di Maura Misiti, ricercatrice del CNR, in scena il 7 aprile. Una lettura-evento affidata alle attrici Lella Costa, Orsetta de’ Rossi e Rita Pelusio, che si alternano sul palco dando vita a uno

Due protagoniste di Arti Inferiori, Ottavia Piccolo e Lella Costa spettacolo drammatico ma giocato su un linguaggio che riesce ad essere anche leggero e ironico. Un’antologia di monologhi che attinge alla cronaca e alle indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”. Lo spettacolo conclusivo vedrà sul placoscenico Ottavia Piccolo e Silvano Piccardi in “Enigma. Niente significa mai una cosa sola”, la cui chiave di lettura sta nel sottotitolo. Perché ogni elemento reale, ogni dato di conoscenza, che da un quadro al successivo si concretizza in scena, si rivela poi “altro” da ciò che pareva essere. L.O.


Thermana Laško vi vizia tutto l’anno!

Godetevi le vacanze invernali piene di delizie e benessere! Nei mesi invernali freddi e nevosi, ognuno è alla ricerca di un riparo caldo e un po’ di coccole per il corpo e l’anima. Dov’è possibile fare questo? A Thermana Laško: in un regno acquatico posto sotto una spettacolare cupola di vetro dove vi aspettano piscine termali con la piacevole temperatura dell’acqua di 34 °C, o nel mondo delle saune, dove ci si può scaldare e rilassare a temperature ancora più elevate. A Thermana Laško siete benvenuti tutto l’anno. Per le vacanze di carnevale abbiamo preparato un programma di animazione speciale per voi e i vostri figli: laboratori creativi, di cucina, di lettura, giochi sportivi e mini discoteca. La nostra spa vi aspetta per coccolarvi con massaggi classici, thailandesi e ayurvedici. Solo a Thermana Lasko potrete provare i trattamenti alla

birra e al miele, elementi caratteristici della zona. Anche i nostri piccoli ospiti potranno trovare il loro benessere e coccolarsi con massaggi e trattamenti. A quale ragazza poi non piacerebbe la cura del viso con le fragole e la manicure? Per l’offerta culinaria la nostra cucina utilizza tutto l’anno prodotti freschi e tipici del territorio e le cene vengono ravvivate con piatti tematici. Se vi piace la cucina particolare il nostro ristorante a la carte è a vostra disposizione con un menu unico alla birra. Ma se siete tentati dalla cucina indiana il nostro chef indiano Soni vi proporrà il menu tipico o quello ayurvedico. Nel nostro bar, con vista sul fiume Savinja, si possono gustare deliziose specialità, quali la torta della casa a base di miele, o assaporare un bicchiere della famosa birra locale Laško.

Benvenuti a Thermana Laško a la Societŕ di Benessere dove regnano il relax e il divertimento! Per ulteriori dettagli e informazioni sulle nostre offerte speciali visitate il sito: www.thermana.si/it.

VACANZE DI CARNEVALE dal 5/2. al 28/2/2016

Hotel Thermana Park Laško****Superior a persona per 3 notti/4 giorni gia 187 € FIRST MINUTE sconto di 20 % per prenotazioni e pagamenti entro il 17. 1. 2016 Bambini entro 5 anni e un bambino entro 12 anni soggiornano GRATIS! *il prezzo include il 20 % FM sconto e 15 % di sconto per titolari della carta Oro di Thermana Club

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Cultura veneta 31 Appuntamenti a Chioggia Teatro, musica, danza

Acque Altr3, si riparte con gli eventi

EVENTI Gli incontri del Rotary Club Chioggia

Il presidente della corte d’appello di venezia Antonio Mazzei rinaldi a chioggia per parlare di giustizia

di Sara Boscolo Marchi

D

opo la pausa natalizia, tornano gli appuntamenti di Acque Altr3, progetto di danza, musica e teatro promosso ed organizzato dall’assessorato alla Cultura in collaborazione con Arteven, Centro Formazione Danza, Associazione Lirico Musicale Clodiense, Veneto Jazz e Città Metropolitana. Il sipario del teatro Don Bosco riapre il 21 gennaio con uno spettacolo che si ascolta come fosse un concerto e si guarda come fosse un varietà: “Il sol ci ha dato alla testa” della Rimbamband. Venerdì 22 gennaio, l’Eddie Gomez 4et (jazz) suonerà insieme a Roberto Gatto alle ore 21 presso l’Auditorium San Nicolò. L’11 febbraio Natalino Balasso tornerà ad intrattenere la platea del Don Bosco con il suo “Stand Up Balasso”: due ore di zapping tra le varianti della risata, dai doppi sensi, ai monologhi balassiani sulle miserie e i difetti umani che lo hanno reso popolare. Il giorno dopo, all’Auditorium, Saverio Tasca e Alterarco presenteranno, invece, “L’uomo che cammina”, uno spettacolo d’immagini sonore e suggestioni sui luoghi della Grande Guerra. Il 25 febbraio, la stagione comica di “Acqua Alta” proseguirà con un classico del teatro italiano, nonché il testo di Carlo Goldoni più rappresentato al mondo: “Arlecchino, il servitore di due padroni”, allestito dal Teatro Stabile del Veneto. Per gli appassionati del balletto, domenica 21 febbraio alle ore 17, l’Auditorium San Nicolò ospiterà il “Galà di Danza tra classico

CURIOSITà

I

A

e contemporaneo”, danzato dai giovani talenti nazionali de Il Balletto - Gruppo Junior di Castelfranco Veneto, diretti da Susanna Plaino. A concludere la rassegna “Chioggia Danza 2015/16” sarà lo spettacolo fuori abbonamento “Four” del Gruppo Chòrea (coreografie di Patrizia Aricò e Francesca Serafini) il 6 marzo alle ore 17. Poi domenica 28 febbraio, sempre in Auditorium, alle 18 sarà il turno dell’Orchestra Crescere in Musica di Vicenza, che, diretta da Sergio Gasparella, eseguirà musiche di Beethoven e Mozart. In marzo tornano anche le serate jazz, con il Steve Turre 6et (6 marzo) e il Trio da Paz (11 marzo). Il noto comico Mago Forrest, infine, giovedì 10 marzo chiuderà la XXII rassegna

Il mago Forrest, Natalino Balasso e il Gala di danza, tra classico e contemporaneo che andrà in scena il prossimo 21 febbraio di “Acqua Alta” al teatro Don Bosco con uno spettacolo ambientato in un albergo, metafora della vita, dove si arriva, si sosta e poi si parte. Dopo la “La Traviata” di Giuseppe Verdi del 20 marzo alle ore 16.30, invece, l’Auditorium di Calle San Nicolò riproporrà due appuntamenti nell’apprezzata formula “concerto+aperitivo”: domenica 10 aprile i “Singing Porter” a partire dalle 18.00 ripercorreranno vita e musica di Cole Porter attraverso il diario della moglie Linda; infine, domenica 22 maggio, alle 11.15 si esibiranno gli allievi dell’Accademia Violinistica di Chioggia, diretti dal M° Dejan Bogdanovic. Per informazioni e biglietti è possibile consultare www.arteven.it – www.eventi.chioggia.org .

Pittura. Il dipinto è stato consegnato alla dottoressa Hanne Tonnesen dell’Oms

I prodotti di chioggia dipinti da nella talamini in esposizione a Copenaghen

prodotti di Chioggia in esposizione a Copenaghen. Un dipinto della pittrice Nella Talamini è stato recentemente consegnato dal Direttore Sanitario Luca Sbrogiò – in occasione di un convegno internazionale svoltosi a Venezia – alla dottoressa Hanne Tonnesen, responsabile della Promozione della Salute dell’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità). Nell’opera della Talamini sono raffigurati alcuni dei prodotti tipici chioggiotti (in foto). Vari dipinti della pittrice, nata a

Padova ma da tempo residente a Chioggia, sono stati donati all’Ospedale “Madonna della Navidella” di Chioggia ed anche un suo acquerello raffigurante l’edificio ospedaliero e una bricola con la Madonna è stato consegnato al governatore del Veneto Luca Zaia giunto a Chioggia per l’inaugurazione del nuovo Pronto Soccorso di Chioggia. Un dipinto di Nella Talamini è esposto nella sede dell’associazione Ilica (Italian Language Inter-cultural Alliance) a New York. E il prossimo maggio esporrà

oltre zie oti n 0 0 0 . 12 na: o z a u t della PIÙ O I V I H L’ARC IO DEL AMP TO! VENE

a Bolzano assieme alla pittrice Elena Zampieri, presidentessa del Circolo Silone di Chioggia. E.F.

Il procuratore Antonio Mazzei Rinaldi all’incontro del Rotary

ll’amministrazione della giustizia in Italia è stato dedicato l’incontro di novembre promosso dal Rotary Club di Chioggia. L’evento, organizzato dal presidente del Club Luciano Oselladore, ha avuto quale relatore il Presidente della Corte d’Appello di Venezia Antonio Mazzei Rinaldi alla presenza dei rappresentanti delle autorità civili e militari locali. “La Magistratura - ha affermato il relatore - è stata concepita come un Ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere con la chiara finalità di sottrarre il controllo della stessa al potere politico. La considerazione del legislatore costituente, nata dall’essere appena usciti da un regime totalitario, si è rivelata, almeno nelle intenzioni, vincente e positiva giacché ha consentito lo sviluppo e il consolidarsi di un ruolo della Magistratura adeguato alla complessità dei rapporti nella nostra società civile”. Nel corso degli anni il ruolo del giudice è mutato con l’insorgere di complicazioni e conflitti sociali, civili, economici e politici: le situazioni d’emergenza contro il terrorismo, contro la criminalità organizzata, contese sociali nel mondo del lavoro, fino alle questioni di emergenza abitativa, rapporti familiari e tutta una serie di problematiche che interessano la complessità della convivenza sociale. “L’azione della Magistratura”, ha proseguito il Procuratore, “ha assunto un ruolo di garanzia dell’equilibrio tra i poteri dello stato e i portatori di interessi di gruppo e individuali, un ruolo sempre più difficile da districarsi nel rispetto delle legittime prerogative”. La responsabilità della magistratura - una funzione “particolare” anche nei confronti del mondo politico del passato e del presente - è un aspetto che maggiormente interessa i cittadini, quando si tratta di assicurare alla giustizia soggetti che abbiano usato delicatissime funzioni pubbliche per scopi estranei all’interesse collettivo, per finalità d’illecito arricchimento, personale o di gruppi, o di arbitraria conservazione del potere. Tuttavia certi aggiustamenti appaiono necessari, quindi è opportuno proseguire sul terreno delle riforme, riguardo la giustizia civile e penale, soprattutto sulla riduzione dei tempi di definizione dei processi, sulla riduzione dell’arretrato e sull’efficace gestione di un numero incredibilmente alto di cause. A questo proposito le mancanze non riguardano la scarsa produttività dei magistrati italiani (una serie di dati forniti dalla Commissione Europea per l’efficienza della giustizia in Europa certifica il contrario), ma principalmente la lentezza dei processi è dovuta al carico effettivo, assolutamente spropositato, che ogni singolo giudice italiano assume rispetto a quello dei giudici degli altri stati europei. Questo è provocato anche dalla mole di cause, di poco valore o di scarso allarme sociale, affidate a un giudice togato. Occorre perciò rendere più efficace e credibile il servizio giustizia e sempre più trasparente il ruolo del giudice che, per usare un’espressione di effetto rapido, incide con la sua azione su tre fondamentali diritti del cittadino: la libertà, l’onore e il patrimonio. “E’ pertanto necessario”, ha concluso il Procuratore Mazzei, “che il ruolo del giudice sia sempre chiaro di fronte ai pubblici poteri e alla collettività dei cittadini e che esso mai debordi dai limiti a esso assegnati dalla legge, con l’avvertenza che deve ritenersi fortunato quel paese nel quale l’azione della Magistratura non sia di supplenza all’inerzia o al malgoverno delle forze politiche, ma si atteggi come attività di ordinario controllo sull’osservanza delle regole della civile convivenza”. Il nutrito dibattito che è seguito alla particolareggiata ed efficace relazione ha dimostrato quanto il tema “giustizia” sia sentito dai cittadini Eugenio Ferarese del nostro paese.

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32 Cultura veneta Web e fiction La mini serie ideata dai ragazzi di Cavarzere e Chioggia riscuote consensi

Aula Studio sbarca a Ca’ Foscari

Fotografia La mostra collettiva del Fotoclub Cavarzere a chiusura di un 2015 ricco di iniziative

La web serie racconta di ragazzi alle prese con gli esami universitari. E’ stata proiettata all’università di Venezia. Lusinghiera inoltre la recensione sulla rivista di cinema Ciack di Nicola Ruzza

A

ula studio - la web serie ideata, realizzata e girata da alcuni ragazzi di Cavarzere e Chioggia (Enrico Arrighi, Luigi Pinton, Elena Spanio) – è approdata anche nelle aule universitarie: infatti è stata presentata il 4 dicembre presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia grazie all’interessamento dei giovani di Radio Ca’ Foscari, in particolare di Maria Parisi, una delle animatrici più attive della radio. “Siamo stati contattati dai ragazzi della radio universitaria – afferma Enrico Arrighi – che ci hanno chiesto se eravamo disponibili per un’intervista all’interno della rubrica “Les fems du cinéma” che si occupa di cinema. Noi abbiamo accettato immediatamente e da questa intervista è nata la richiesta di proiettare la web serie sugli schermi di un aula universitaria, luogo particolarmente adatto, visto che la nostra storia ricalca le vicende di alcuni studenti universitari alle prese con gli esami”. “Aula studio” ha avuto un grande successo in rete, infatti l’intera serie ha

Spanio e Arrighi con la locandina di “Aula studio” ottenuto più di 8.500 visualizzazioni e anche la pagina Facebook (Aula Studio web serie) ha oltre 750 estimatori, senza contare coloro che accedono alla pagina saltuariamente. Tuttavia la vera e propria consacrazione a livello nazionale è avvenuta grazie ad un articolo

sulla prestigiosa rivista di cinema Ciak che, nel numero di dicembre, riporta nella rubrica “Visioni on line”, curata dal critico Stefano Lusardi, un articolo dedicato ad “Aula studio”. “Un interesse davvero sorprendente e che ci riempie di gioia – continua Arrighi – infatti un giornalista della rivista ci ha interpellati tramite Facebook chiedendoci notizie e foto riguardanti la serie. Inizialmente pensavamo si trattasse di una bufala o di uno scherzo architettato da qualche amico, invece tutto era vero: Ciak era interessato ad Aula Studio!” Per chi non le avesse ancora guardate, le dieci puntate sono visibili su Youtube cliccando “Aula studio” sulla barra di ricerca, ma è molto probabile che la serie sia proiettata prossimamente anche a Cavarzere in qualche sala pubblica.

C

ome ormai è consuetudine, il Fotoclub Cavarzere ha chiuso l’anno - questo è stato il 41esimo per l’associazione - con una collettiva che ha avuto una doppia valenza: stilare un bilancio consuntivo e consentire ai soci di mettere in comune i propri lavori a testimonianza della coesione del gruppo. La mostra, organizzata con la collaborazione dell’assessorato alla Cultura, è stata inaugurata domenica 13 dicembre presso Palazzo Danielato alla presenza dell’assessore Paolo Fontolan, del delegato regionale Fiaf (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) Graziano Zanin e del maestro di fotografia Mario Lasalandra ed è stata aperta al pubblico tutti i giorni fino al 21 dicembre. “Il 2015 è stato un anno molto intenso – afferma Duilio Avezzù, presidente del Fotoclub Cavarzere - a maggio abbiamo organizzato la mostra intitolata “La finestra del tempo sul Delta” e a luglio, in occasione della Notte Bianca, sono stati esibiti i lavori d’esordio dei partecipanti del nostro corso di fotografia, mentre a settembre abbiamo ospitato la mostra del fotoclub Chiaro Scuro di Piove di Sacco, con il quale siamo gemellati, seguendo una politica di interscambio di esperienze con i fotoclub provenienti dalle aree limitrofe al fine di confrontarci e migliorare reciprocamente”. “Oltre alle uscite fotografiche e all’organizzazione di un corso base di Photoshop – conclude Avezzù – voglio sottolineare il fatto che in questi anni abbiamo ospitato fotografi di caratura nazionale e internazionale, i quali hanno espresso parole di elogio per la nostra associazione: a conferma di ciò, nel 2000 il Fotoclub Cavarzere è stato insignito dell’onorificenza B.F.I. (Benemerito della Fotografia Italiana) in occasione del 52° Congresso Nazionale della FIAF a Termoli (Cb)”. N.R.


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pagina a cura di graziano edi corazza

l’intervista andrea dodicianni, un ragazzo Verso la noTorieTà

“P

uoi Tenerti Le Chiavi” è il nuovo disco di Andrea DODICIANNI in tour ed in giro per i media. Andrea Cavallaro ha 26 anni ed è diplomato in pianoforte al Conservatorio di Adria (Ro) e laureando in Storia della Musica all’Università di Padova. Ha all’attivo più di 400 concerti ed ha aperto alcune date dei Modena City Ramblers e di Omar Pedrini. Nel 2012, dopo il terribile terremoto in Emilia è partito volontario per le tende con la sua chitarra in un viaggio che lo ha portato a scrivere il suo primo Ep “Canzoni Al Buio”. Ha vinto il Premio della Giuria Popolare nella XVI edizione di “Voci per la libertà - Una canzone per Amnesty” nel 2014. Nell’autunno 2015 è stato pubblicato “Puoi Tenerti Le Chiavi”, preceduto dal singolo “Piccadilly Line”. Il CD è stato ultimato a Los Angeles sotto la guida di Howie Weinberg (Nirvana, Muse, Metallica, Jeff Buckley). Attualmente, gennaio 2016, Andrea è in tour ed in promozione sui media.  Andrea Cavallaro, veneto, cavarzerano, oggi in arte Dodicianni, vogliamo ripercorrere il tuo percorso musicale? Dalle tue bands con suoni alla Creedence Clearwater Revival in poi ...? “I Creedence mi riportano subito ai miei 16 anni, quando insieme ad amici del conservatorio ci facevamo chiamare Nos Avaria; tempi senza pensieri quelli. Poi è stata la volta dei Venicès Ring per un paio d’anni e poco dopo eccomi qua, Dodicianni”.  Come ti è nata questa idea di “Andrea Dodicianni”? Avevo un po’ di sana voglia di fare delle scelte musicali in autonomia, niente di più. “Ci presenti la tua band? La mia famiglia vorrai dire! Ormai mi viene davvero da chiamarla solo così visto che passo più vita con loro che con la mia vera famiglia. Ma veniamo a noi: al basso, tastiere, mazze da baseball c’è Jack Barchetta, lui è il capobanda, quello che detta i tempi, che fa le ramanzine, insomma la nostra stella cometa; poi c’è Daniele Volcan alle percussioni, il bimbo della band, viene

dalla val di Fassa e percio’ ha una mentalità molto coriacea e dedita al sacrificio, smentisco subito quello che ti ho appena detto, è lui il più maturo della band; da maggio poi si è unito con noi Francesco Camin, cantautore di Trento, col quale siamo stati in giro quest’estate e staremo in giro per almeno un’altro anno proponendo uno spettacolo sul modello “Dalla-De Gregori”, pero’ molto più poveri. Francesco è davvero molto bravo, lui è un poeta e porta la sua poesia nella vita di tutti i giorni in qualsiasi cosa fa”.  Stai proponendo il nuovo singolo nelle radio. Ce lo descrivi? “ Il nuovo singolo si chiama “Una casetta rosa”; musicalmente non è gran cosa, pochi accordi, sempre i soliti tra l’altro, una ballata in Mi, insomma niente di nuovo; ma ho cercato di inserirci una storia che mi era vicina e probabilmente è stato questo a convincermi a sceglierla su altre per farne un singolo”.  L’album che lo include, vuoi dirci come lo hai prodotto? Ci parli dei brani? “Circa un anno fa avevo questa dozzina di pezzi tra i quali c’era anche “Piccadilly Line” e stavo per prenotare uno studio nella periferia di Londra perchè mi sembrava appunto il luogo più adatto per questo tipo di tracce; poi un pomeriggio mi hanno presentato un ragazzo (poco più grande di me) di Montebelluna ed in dieci minuti di ascolti dei suoi prodotti sono finito a dare in mano il tutto proprio a lui. Alla fine la musica credo funzioni come un’enorme storia d’amore, percio’ bisogna un po’ fidarsi dell’intuito, presentimenti, ed oggi posso dire che il lavoro fatto con Edoardo “Dodi” Pellizzari mi soddisfa appieno”.  Sei un cantautore, un rocker, un raccontastorie per grandi e piccoli... “ Forse, tra tutte queste parole mi ritrovo solo in raccontastorie; alla fine nei miei testi non ci sono argomentazioni politiche, canzoni di protesta o grosse prese di posizione, sono solo storie.”

libri Graziano edi corazza, il nostro musicologo, sta lavorando a “RocK e dintoRni: 1958/ 2016”

“rocK e dinTorni: 1958/ 2016”, aggiornamenTo ed ebooK Il libro, nuovamente aggiornato, uscirà per Natale 2016. “Si è trattato di aumentare il numero di pagine, del precedente arrivando a 850, - dice Edi -. Ma anche di aggiornare il precedente con altri LPs ed aggiunte musicali ancora più precise.” Inoltre sempre per non tradire il progresso sarà pronto anche l’ebook a Natale 2016. E per non farsi mancare niente Corazza dichiara che nel 2017 uscirà per il mercato mondiale il libro in inglese. Il nostro musicologo giornalista dopo avere ascoltato circa 16 mila dischi e visto 1155 concerti ... e letto dozzine di libri sul rock, sta terminando il nuovo libro che elenca ed analizza minuziosamente, in oltre 40 capitoli, tutti i generi e sottogeneri della famiglia del rock.Nelle ultime pagine del libro un glossario spiega i termini musicali espressi nell’opera.

Chi ti segue. Voglio dire hai un management? “La Red&Blue mi cura la parte promozionale e per il resto funziona un po’ il caro vecchio passaparola, la tecnologia poi fa il resto, tesse contatti in pochi secondi, è la nostra salvezza”.  I live? Quali i prossimi nel 2016? “Tutti gli eventi si possono trovare nella copertina della pagina Facebook, che è sempre aggiornata”.  Fai anche covers dal vivo? Quali scegli e perchè? “ Amo farcire i live con covers, non ho regole precise a dire il vero; cominciamo spesso i concerti con un pezzo di Battisti, ma capita di inserire Tom Petty, piuttosto che i Beatles od i Coldplay”.  Web site, facebook, tweeter, come possono raggiungerti gli amanti della tua musica? “Un po’ su tutti i principali social, Facebook, Twitter, Instagram, Youtube, ormai i social sono un mantra”.  Oltre al musicista, fai altro? “Coltivo in privato le mie passioni, l’arte contemporanea, i calzini a righe ed i dolci. Amo solo mangiarli pero’. I 

tuoi testi hanno il sapore ancora di “lui” “lei”.  Ritieni questi i tuoi temi? “Sì, sono questi e probabilmente lo saranno sempre. Come ti dicevo sono un cantastorie e non riesco a prescindere dall’avere un protagonista; senno’ che storia sarebbe? Molto spesso pero’ è un Io”.  Oggi nella musica mondiale ed italiana cosa ti piace? “Sono abbastanza onnivoro di musica, ascolto davvero tutto tranne due cose, Jazz e Commerciale. So che per darmi un tono dovrei dire che ascolto jazz a profusione, ma la verità è che mi annoia e quando entro nei negozi di dischi è l’unico reparto che non frequento. Se devo fare qualche nome sicuramente Bugo, Modena City Ramblers, ma anche Kid Rock, Tre Allegri Ragazzi Morti e The Killers.  Un appunto sul Jazz... “Esistono strepitosi dischi di questa musica; sia prodotti in Italia, che negli States, che in G B. Se posso, Andrea, ti suggerisco per iniziare un paio di LPs. Uno è di Miles Davis “Kind Of Blue”; l’altro è di John Coltrane “A Love Supreme”. Ti garantisco che non ti annoi...”  Andiamo avanti ... E se torni al passato quali sono i cinque più belli per te? “La mia cinquina è: Dylan, Tom Petty, Ivan Graziani, George Harrison e Puccini.  In questo mondo fatto di cose belle e tante brutte come si colloca un artista? E soprattutto, come lo vedi “questo mondo”? “Lo questo mondo lo vedo bellissimo, sono abbastanza ottimista come modo di vedere le cose, percio’ cerco di mettere in musica non solo le “storie degli sconfitti”, anche perchè son quarant’anni che cantano “le storie degli sconfitti”, non avrebbe senso riproponessi anch’io, ancora una volta, questi temi. Percio’ come cantava la Bandabardo’: “Attenzio’, concentrazio’, ritmo e, vitalità”. Intervista di Graziano Edi Corazza

Vicenza Vicenza, fino al 31/01/16

Vicenza, basilica Palladiana fino al 31/01/16

Fino al 31/1/2016 le Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari, ospitano la personale dell’illustratore argentino Pablo Lobato che per l’occasione riunisce il meglio della sua prolifica produzione accanto ad alcuni lavori inediti realizzati appositamente per l’occasione. Lo sguardo internazionale del Festival. Le Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari, ospitano la personale dell’illustratore argentino Pablo Lobato che per l’occasione riunisce il meglio della sua prolifica produzione accanto ad alcuni lavori inediti realizzati appositamente per l’occasione. Un omaggio a una carriera e un’opportunità unica per avvicinare o approfondire la conoscenza di un artista di primissimo piano, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo per i suoi originali e sorprendenti ritratti.

Fino al 31/1/2016 in Basilica Palladiana torna la grande collettiva “Illustri”, che mette insieme le opere di 11 tra i più apprezzati illustratori italiani. Una selezione di linguaggi artistici diversissimi l’uno dall’altro. In mostra: Riccardo Guasco, Gianluca Folì, Gloria Pizzilli, Philip Giordano, Olimpia Zagnoli, Simone Massoni, Sarah Mazzetti, Marco Goran Romano, Marina Marcolin, Francesco Poroli, Chiara Dattola. Il salone al piano nobile ospita anche un omaggio a Toni Vedù, illustratore, pittore e vignettista vicentino scomparso nell’aprile 2015, con una selezione di sue opere, per poterne rivivere e ammirare il tratto. Durante il periodo della mostra è possibile accedere alla Terrazza della Basilica Palladiana.

“illusTrissimo” a palazzo leoni monTanari

Torna la grande colleTTiVa “illusTri”

Vicenza, Palazzo chiericati fino al 31/01/16

“saranno illusTri”

Fino al 31/1/2016 al Chiericati Underground va in scena il futuro dell’illustrazione italiana. Undici talenti emergenti che prestigiosi brand hanno già dimostrato di apprezzare e che a Vicenza troveranno definitiva consacrazione. In mostra: Matteo Berton, Giacomo Bagnara, Francesco Bongiorni, Margherita Barrera, Martoz, Gio Pastori, Giulio Castagnaro, Andrea Mongia, Irene Rinaldi, Stefano Marra, Stefano Pietramala.

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36 1 Turismo sÌ, Viaggiare i “paradisi” del Golfo

Qatar, da mille e una notte di Renato malaman

A

ll’ingresso dell’aeroporto di Venezia campeggia un grande cartellone che cattura l’attenzione per il suo messaggio forte, diretto, quasi sfrontato: Qatar Airways, la migliore compagnia del mondo. E dai medaglioni dello Skytrax riprodotti sotto, come le medaglie appuntate nella giacca di un generale, si capisce che quello ottenuto nel 2015 è il terzo premio della serie. Niente male per una compagnia aerea giovane, vanto di un paese di cui ancora molti sanno ben poco, se non fosse per le ripetute vittorie di Valentino Rossi sulla pista di Doha e per il fatto che nel 2022 il piccolo emirato del Golfo, il cui territorio è grande poco che la metà del Veneto, e confina solo con l’Arabia Saudita e il mare, ospiterà i mondiali di calcio. Qatar Airways,che è sponsor del mitico Barcellona, squadra di calcio senza eguali al mondo, in realtà è un vettore che vuole recitare un ruolo da protagonista nel Nordest italiano. Anche per far conoscere il Qatar, paese dove riti ancestrali, come la caccia con il falco, convivono con una modernità quasi da fantascienza. Ben sintetizzata dagli avveniristici grattacieli della City di Doha, che formano uno skyline unico al mondo. In costante cambiamento, peraltro, grazie ai progetti commissionati alle migliori archistar del mondo. Bene, tutto questo, ovvero Doha stessa, 33 anni fa era poco più che un villaggio di pescatori. Qatar Airways punta molto sul Nordest. Il volo quotidiano da Venezia è quello fra i cinque voli diretti assicurati dalla compagnia fra l’Italia e Doha (gli altri quattro partono da Milano e da Roma) che fa registrare i numeri più interessanti. A riprova dell’intensificarsi dei rapporti economici, commerciali e turistici fra i due paesi, ma anche del ruolo strategico dell’aeroporto di Hamad International Airport, hub di un fitto network di connessioni internazionali con ben 153 destinazioni nel mirino. Una intelligente politica dei prezzi ha reso Qatar Airways uno dei vettori più gettonati per raggiungere destinazioni in tutto il pianeta. La qualità dei servizi a bordo, elemento che più di altri ha fatto meritare alla compagnia tanti premi, e un rinnovato parco di aeromobili, sono alla base del successo commerciale del vettore.

La capitale Doha, che nel 2022 ospiterà I campionati mondiali di calcio stupisce per il suo skyline di arditi grattacieli il suo ordinato Souq, l’incantevole Corniche i negozi per lo shopping di lusso e… i falchi Il piccolo emirato arabo grazie a petrolio, gas e alta finanza è oggi lo stato più ricco del pianeta La compagnia di bandiera Qatar Airways per tre volte è stata giudicata la migliore al mondo Cinque i voli quotidiani diretti verso l’Italia LA CITY E LO SPETTACOLARE CONTESTO DELLA CORNICHE DI DOHA, DI NOTTE E DI GIORNO; IL VICINO DESERTO; LO STADIO DOVE NEL 2022 SI APRIRANNO I MONDIALI DI CALCIO; IL TARDO POMERIGGIO NELLA SPIAGGIA E LO STRUSCIO NEL SOUQ. SOTTO: LA BUSINESS CLASS E UN AEREO DELLA QATAR AIRWAYS; I LEGGENDARI (E CARISSIMI) FALCHI ADDESTRATI; LA CITY DALL’ALTO, UN OGGETTO ESPOSTO AL MUSEO DI ARTE ISLAMICA E IL SOUQ WAQIF

Ma veniamo al Qatar. E’ lo stato più ricco al mondo con oltre 104.750 euro di reddito medio pro capite e un Pil in costante ascesa, legato non solo al petrolio e al gas naturale di cui il paese è fra i principali esportatori al mondo (rifornisce ogni giorno con navi cisterna anche il gasificatore al largo del delta del Po), ma

anche alle tante attività finanziarie di cui l’emirato è diventato crocevia. Recentemente, tanto per fare un esempio, una società del Qatar, la Mayhoola, ha acquisito la Forall (detentore dei marchi Pal Zileri, Moschino e Cerruti), azienda tessile vicentina nota per le confezioni dal taglio sartoriale. Mayhoola nel 2012 aveva acquisito

anche i marchi Valentino e Missoni. Ed è solo un esempio di quanto siano ramificati gli interessi dell’emirato del Golfo (2.350.000 abitanti, di cui solo 1.500.000 “autoctoni”), in un contesto commerciale internazionale che vede questa area sempre più centrale, tanto da essere diventata uno degli ombelichi del mondo. Suggestivo arrivare a Doha di notte, sorvolando l’Iraq e il Golfo Persico disseminati di pozzi petroliferi, facilmente identificabili per via delle fiamme che si levano dagli impianti estrattivi. Doha appare come un miraggio. E non delude le attese, come una città da mille e una notte uscita dalla lampada di Aladino. Tutto nuovo, tutto efficiente. Larghe autostrade con segnaletica in ordine. Suv di ultima generazione che rispettano quasi sempre i limiti di velocità. Doha esprime tutta la sua bellezza lungo la Corniche, il lungomare che si affaccia sulla baia, costellato di costruzioni da rivista di architettura contemporanea e reso romantico dai filari di alte palme e dai barconi da pesca (alcuni suggestivamente in disarmo) adagiati sul bagnasciuga.

E’ la zona dello struscio dove le famiglie si riversano nel tardo pomeriggio, quando il cielo assume colori pastello. Il tradizionale abbigliamento arabo, bianco per gli uomini e nero per le donne, ricorda che il lusso non ha cancellato le tradizioni. Anche la zona degli affari, la West Bay, o l’isola Pearl of Qatar meritano una visita per capire come vivono i qatarini. Per chi ama lo shopping va annotato questo quartiere: Porto Arabia Boardwalk. Nella parte vecchia (per modo di dire) della città va visto il Souq Waqif, famoso per i suoi negozi di falchi. Sì, falchi vivi, addestrati per la caccia. Costano un occhio della testa. Bella l’atmosfera, seppur manca il fascino dell’antichità: tanti i locali dove poter trascorrere una piacevole sosta. Ristorantini libanesi, iraqeni, egiziani. Imperdibile la visita al Museo di Arte Islamica, che presenta come gioielli oggetti provenienti dalle varie regioni del mondo arabo. E tutt’intorno alla città c’è il deserto, un deserto di dune bianche che scendono fino al mare confondendosi con il suo color turchino... Da mille e una notte!

Sharq Village e Antica Pesa, relax e gusto

A rotta di collo fra le dune, che brividi!

Per un”assaggio” di Doha basta un week lungo. Cinque comode ore di volo da Venezia e si raggiunge la capitale del Qatar. La compagnia Qatar Airways è convenzionata con lo Sharq Village & Spa Doha, un resort di lusso che si richiama allo stile tradizionale arabo, con fiori ad ogni angolo e petali sulle fontane, lampadari di Murano e alabastri decorati. All’esterno due piscine e una spiaggia da dove si ammira lo sky line di Doha con i suoi grattacieli. Da provare il ristorante persiano Parisa e la Spa Six Senses per apprezzare la delicatezza dei massaggi orientali. A Doha la compagnia è convenzionata anche con il Marsa Malaz Kempinski , un concentrato di lusso raffinato con 281 camere e 69 suites.Dirige il marketing un giovane italiano: Gianluca Forloni. Italiano pure il ristorante più frequentato dell’hotel: l’Antica Pesa, dove lo chef Marco Calcaterra sta conquistando i qatarini con i suoi piatti mediterranei.

L’escursione nel deserto è un’emozione da brivido. Il Safari Inland Sea (www.gulfadventures.com) comincia con il pit stop dove le potenti fuoristrada devono sgonfiare gli pneumatici per migliorare l’aderenza dei mezzi. Sì, perché fra le dune il percorso ricorda quello delle montagne russe, con salite mozzafiato e discese a precipizio. Brivido e suggestione creano un mix indescrivibile. Il paesaggio che si ammira lungo il percorso è impreziosito dal mare. Un mare color turchese che separa il Qatar dall’Arabia Saudita. Al capolinea del tour, in riva al mare, ci si rifocilla in un campo tendato, con carne, pane e verdure cucinati al fuoco. E poi ci si stende un po’ ad aspettare la sera. L’escursione dura due o tre ore, lascia un ricordo indelebile del deserto e delle sue indescrivibili e magiche suggestioni.


La regina delle Alpi Giulie

KRANJSKA GORA

In prossimità del confine nord occidentale della Slovenia, nel cuore delle Alpi Giulie, sorge Kranjska Gora, pittoresca località di montagna immersa in uno scenario da favola, conosciuta nel panorama internazionale per la Coppa del Mondo di sci alpino maschile e per la Coppa del Mondo di salto con gli sci nella valle di Planica. Durante la stagione invernale, che si protrae fino a fine marzo, Kranjska Gora offre agli amanti dello sci piste di diverso grado di difficoltà, ideali sia per principianti che per sciatori esperti, e tracciati illuminati di notte per sperimentare l’emozione di sciare “sotto le stelle”. In inverno Kranjska Gora è la meta preferita delle famiglie con i bambini, perché quasi tutti gli alberghi si trovano direttamente sulle piste da sci. Gli ospiti degli hotel possono arricchire la loro vacanza nei centri benessere scegliendo tra massaggi e trattamenti di bellezza. Gli alberghi della catena Hit Alpinea (Kompas, Špik, Alpina, Ramada Resort e Ramada Hotel & Suites Kranjska Gora) offrono pacchetti vacanze convenienti come il famoso pacchetto vacanze BOOM che include uno skipass per lo sci a Kranjska Gora o sulle piste da sci nelle immediate vicinanze situate in Italia e Austria.

La nuova parola d’ordine è Glacial Spa Riportare il corpo al suo equilibrio naturale, attraverso le proprietà rigeneranti dell’acqua cristallina dei laghi glaciali custoditi nel sottosuolo, lasciati in eredità dallo scioglimento dei ghiacciai. E’ questa l’innovativa proposta del Gruppo Hit che, in occasione dell’apertura della stagione invernale 2015/2016 di Kranjska Gora, presenta l’esclusiva »Glacial Spa«. La »Glacial Spa« è l’unico centro benessere di questo tipo in Slovenia ed uno dei pochissimi in tutta Europa. Ricavato all’interno del Resort Špik, a Gozd Martuljek (3 km dal centro di Kranjska Gora). La Glacial Spa presenta un particolare microclima salutare e sfrutta le straordinarie proprietà della “regina delle acque”, totalmente priva di agenti inquinanti perché non soggetta al naturale ciclo idrologico, e ricchissima di sali minerali. All’interno della “Glacial Spa” si può nuotare nell’acqua glaciale e sono disponibili trattamenti specifici viso e corpo. Per un benessere a 360° è previsto anche un menù speciale a base di ricette semplici, con ingredienti naturali e di stagione, a basso contenuto calorico.

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L’Editoriale QUESTO GOVERNO NON HA IL CONSENSO DEI MEDICI ITALIANI dott. giovanni leoni* entili Lettori circa un mese fa , il 16 dicembre 2015 c’è stato lo sciopero nazionale dei medici, di tutti i medici, ospedale e territorio. Non so quanti di voi se ne sono accorti. E’ stato uno sciopero di cui ho sentito parlare poco mentre la protesta ha senso solo se viene con-seguita l’adeguata informazione sulle motivazioni e la visibilità mediatica della questione, in televi-sione, sui giornali, su internet, e non solo nelle aree di settore e sui siti dei sindacati perchè questo sciopero è stato contro l’attuale Governo Italiano, ed i politici vivono del consenso popolare. La gente, i potenziali elettori , devono sapere che questo Governo non ha il consenso dei medici italiani. Un Governo del paese attualmente di sinistra ma a lungo di destra con l’”intermezzo” dei professori , del governo tecnico, un’ intera classe politica che ha lasciato sempre sola la nostra categoria da molti anni, ha inventato le “deroghe del sonno” per i medici ospedalieri in barba alla leggi europee, ha bloccato i medici anziani dentro il sistema con la legge Fornero ma ha tenuto anche fuori i giovani dalla corsie procurando danni incalcolabili per la pensione ed il futuro di questi professionisti a cui auguro lunga vita ma che diventeranno vecchi anche loro, hanno fatto odiare la tecnologia ai medici del territorio protagonisti coatti di un Grande Fratello che ha superato anche la genialità del mitico romanzo George Orwell. Ha lasciato allo spirito di servizio dei dottori il mantenimento del sistema ospedale a colpi di migliaia di ore di straordinario ad un certo punto neanche più pagate in particolare per i medici urgentisti. Gli avvocati in Parlamento di tutti gli schieramenti politici hanno ben difeso le posizioni dei rispettivi colleghi e siamo ancora con il Codice Penale per l’Atto Medico, sempre e solo con Messico e Polonia al mondo. Secondo Pier Camillo Davigo, magistrato ex pool Mani Pulite ora al CSM, gli avvocati puntano sempre al terzo grado di giudizio, all’allungamento della causa, molto banalmente perchè di questo ci vivono, sono in 250.000 nel nostro paese , a Roma sono in numero pari a quelli di tutta la Francia, crescono di 15.000 laureati all’anno, non c’è allo stato numero chiuso. E, nel rispetto dei veri danneggiati, dietro una causa per presunta malasanità ci sono interessi economici non indifferenti a vari livelli , anche all’interno della nostra stessa categoria. I medici possono sbagliare perchè anche se hanno dedicato la loro vita alla cura delle persone re-stano esseri umani , e sono i primi a considerare attentamente le loro complicanze , se dovute a colpe personali o a quadri clinici complessi, basta fare una ricerca su Pubmed. il più grande ed au-torevole motore di ricerca del settore per vedere quanti articoli iniziano o contengono “Complica-tions” in tutte le discipline mediche e chirurgiche. Ma se si incappa in una lite temeraria a tema sanitario comincia una lunga difesa con anni di udienze a spese continue, mentre si continua a lavorare trovandosi in analoghi casi clinici che hanno portato al contenzioso in corso.

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Se i medici protestano contro i tagli alla sanità lo fanno per poterci curare al meglio xChe cos’è l’Ipovisione

xNuove terapie del Cheratocono Continua a pag. 41

Continua nella pagina seguente *Presidente oMCeo Provincia di Venezia

xLe emozioni ci parlano di noi Continua a pag. 41

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L’intervento

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ANNO IL SACRIFICIO NUOVODI SANITA’ UN ANGELO VECCHIA: BIONDO CONSEGNATEATRE RIUSCIREMO CONSERVARE BORSE DI STUDIO IL NOSTRO “ELEONORA SSN SOLIDALE CANTAMESSA” E UNIVERSALISTICO?

di francesco noce*

“P “D

ronto….pronto io è morto e anch’io c’è comincio una rissaa non ….sentirmi Devonotroppo esserebene” straniePari….hanno rafrasando lacolpito celebreunfrase ragazzo di Woody alla testa Allencon potremmo una spranga dire che di ferro…….. la situazione della deve sanità essere italiana grave…. in questo Mandate momento subito soccorsi rientra io neidevo confiandare ni delleaparole vederedelcome famoso sta regista-attore. devo Gli Ispettori ministeriali inviati nei giorni scorsi negli Ospedali ove si sono verificati i decessi di alcune giovani donne durante il parto hanno evidenziato carenze strutturali e procedurali in 3 casi sui 4! E questo riguarda i casi più eclatanti e sono solo una parte della situazione attuale cui, grazie al sacrificio, alla professionalità e alla capacità e dei medici e del personale non medico, dagli infermieri ai tecnici, si riesce a limitare nelle dimensioni e negli effetti. Anche oggi, nonostante le recenti disavventure l’Italia è uno dei paesi del mondo Counseling in cui si muore di meno per parto. Quello che sconcerta non sono i decessi,che comunque fanno dr.ssa Erika Marangoni parte del nostro essere,ma le morti e le situazioni negative considerate evitabili. I continui tagli Counselor professionale - Laureata operati alle risorse destinate alla sanità dai Governi negli ultimi anni stanno mettendo a dura prova la tenuta del nostro Sistema Sanitario considerato fino a poche anni or sono uno dei migliori del in Psicologia dell’educazione Via mondo. Ospedali fatiscenti in molte realtà territoriali, strumentazione e tecnologia ormai obsoleta Leopardi, 1 - Rovigo 388-3637623 e non rinnovata,quando non manutenuta o non riparata per carenza di fondi; blocco del turn-over erikacounselor@gmail.com del personale con enormi buchi negli organici;una burocrazia soffocante che opprime sempre più l’attività clinica e toglie spazio alle cure e al tempo da dedicare al malato; impossibilità spesso di poter eseguire procedure corrette per invasione di pressioni esterne;continue imposizioni di natura economicista di razionamento delle cure;continui e ogni giorno sempre maggiori e più onerosi tikets impositivi che stanno minando la salute di quei concittadini che non sono certo ricchi ma che non sono considerati sufficientemente poveri e che se si devono pagare visite,accertamenti e medicine sono costretti a rinunciare a bisogni primari; un clima di caccia alle streghe che impedisce una corretta valutazione degli errori clinici che pur possono esserci;una attività clinico-diagnostica sempre più stressante vuoi per l’impegno vuoi per crescenti bisogni di salute, senza trascurare una tranquillità, indispensabile in questo lavoro,di sicurezza personale; la scarsa attenzione alla di Dott. Bruno noce* prevenzione e alla preparazione professionale unita al blocco dei contratti e delle convenzioni possono darci solo un’idea delle preoccupazioni che hanno indotto i medici a scendere in piazza n questo periodo la nostra professione, pur nella sua indiscussa utilità sociale, è oggi accerchiata.Parliamo di di Dott. giovanni leoni* segue dalla prima pagina dell’inserto salute abusivismo : a quando la riforma dell’Art. 348 del C.P. ferma in parlamento da ormai troppo tempo e che doa difesa di un sistema sanitario solidale e universale. L’Europa punisce l’Italia perché disattende la vrà ono prevedere inasprimento delleavanti pene portandole attualifardello, 6 mesi veramente di arresto tramutabili in 516 norma di concedere il giusto riposo dopo turni massacranti di lavoro? Invece di rispettare il numero bravi iun colleghi che vanno con questodagli pesante ammirevoli, ma euro capisco anche i posti vuoti, anche e sequestro delletempi, attrezzature a 2 anni, 50000 euro e confi sca delle attrezzature da riutilizzare allestirepiù dure. Spero che la gente di professionisti necessari rimpiazzando chi è andato in pensione ci si inventa il medico di guardia di questi in specialità come la Chirurgia Generale il calo delle vocazioni per leperbranche studi dentistici nché le persone che non la hanno la possibilità economica possanoperò essereriuscire curateaindiffondere un progettole proprie opinioni. A condiviper 9,diconsi nove, reparti,negli Ospedali con tutte le conseguenze che si possono immaginare. comuneaffi consideri con attenzione posizione dei medici che devono di solidarietà cherealtà, vede professionisti scendere campodella offrendo la propria Il Ministro Lorenzin che ispira simpatia e tenerezza nella sua veste di giovane neomamma, oltre dere le proprie fatte di anniprivati di studio sulleinspalle famiglia e poi disponibilità. di precariatoParliamo medico della sottopagato, di Avvisi e Concorsi crisi economica, da diversiaanni attanaglia il nostro paese ècon che turni ha visto sempre di più potere dilavorare, di blocco numerico a proclami,buoni propositi e invii di ispettori non sembra avere forza sufficiente nella compagine inesistenti e di che Cooperative basso costo che li sfruttano ed ridursi orari impossibili, se ilvogliono acquisto delle famiglie con conseguente alla cura per dellacirca propria persona; la qualità delleI cure, non può governativa. Del resto siamo abituati in Italia al fatto che il vero Ministro della Salute non è il titoalla necessaria specializzazione 6000rinuncia posti all’anno 9.000-10-000 laureati. potenziali pazienti ed i loro parenti sono ridursi ad una mera questione economica: più ha meglio siincura, gli altri sono Un vulnus socialededicate ma sofferenti anche lare di questo dicastero ma il Ministro dell’Economia e alla considerazione che si ha che la salute d’accordo su questo linea? Perchè poi al chi Pronto Soccorso, Ambulatorio o In esclusi. Corsia trovate persone chenon nonlopossiamo burocratici, con E’ tutto quello cheil ne consegue continuano è una variabile dipendente dalle risorse ad essa dedicate ed è vista più come una spesa piuttosto se danno apermetterci. vedere, nonI bizantinismi lo possono dare a vedere. necessario ripristino dellachenormale vita aprofessionale del medico, che distrarre tempo che potremmo ai nostri oppuredella alla nostra formazione, nonuna ultimo l’adeguamento sistemi al STS. che una risorsa. Forse qualcuno si dimentica che se la salute non è tutto,senza la salute tutto il necessita del naturale riposo, dedicate del rispetto dellapazienti vita privata, possibilità di formare famiglia e di averedei deinostri figli nel tempo opPercorsi diun’attività formazionededicata dubbi peralaggirare la programmazione, prescindere formazione di qualità. Troppi sono stati i casi in cui resto è niente. Siamo ogni giorno tempestati da notizie riportate dai mass media e volutamente portuno, prossimo che deve restare non il piùsi può possibile libera da dauna condizionamenti economici e sottoposta in primis la formazione è diventata terreno di speculazione dei giovani: rumene, tentativi, in e distortamente dispensate di sprechi in sanità: la medicina difensiva costa 12 miliardi di euro all’ alle regole dell’evoluzione scientifi ca, con tantesulla cosepelle da sapere e da università imparare portoghesi, ogni giornoalbanesi, nel rispetto dellabulgare, personafanno che ha davanti genere tempestivamente dallamaggiori legge, di metterei aprire succursali in Italia si può entraredei pagando i test di ingresso. anno o no di più, 20 o forse 26! Ma se tutta la Sanità in Italia costa 110 miliardi di euro o poco divenuta paziente. Tra lebloccati necessitò al primo postodove la condivisione motivicifre con elevate la genteaggirando in termini comprensibili Neipiù. primiLagiorni di dicembre ci siamo riunitidel in Assemblea Nazionale dove proprio la parolalochiave è stata Bisognanel riaffermare più con cui si fa fronte a tutti i costi di tutti gli Ospedali pubblici e Privati convenzionati,di tutto il ai discesa dalla Torre D’Avorio medico, costa moltoCAO, all’amor so, ma non Responsabilità. vedo altre soluzioni confrontoa chiareunlettere proprio formato questa etica della parte Responsabilità, che hapersone come fine la tutela del Diritto allaalSalute, ed è declinata su diversi livelli: personale medico,veterinario,infermieristico,tecnico,amministrativo,di tutti gli ambulatori,distretti con Parlamento in larga da selezionate cheultimo lavorano principalmente progressivo definanziamento della Comunicazione, Qualità, aFormazione ed Aggiornamento. Verrà famiglie istituita lainCarta dei Diritti e Doveri un’assistenza dell’odontoiatra,sanitaria che per di la socio-sanitari,della spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera, della spesa degli accertamenti diasanità pubblica Prevenzione, ma che continuano garantire per se e per le proprie quanto parlamentari prima volta metterà nero su bianco i principi fondanti dellasulprofessione, rilevandone specificità estrano le peculiarità che inon possono avere gnostici dai più semplici ai più complessi,della spesa sociale in alcune Regioni,compreso il Veneto! prim’ordine con innumerevoli bonus sempre caricata contribuente medio. Elecomunque, ma vero, pazienti nonnon devono un riflesso nell’Etica e nella Deontologia. Si sta lavorando anche un Progetto Odontoiatria che conchirurgici uno sforzo volontaristicoe da Chiunque si può render conto che sono numeri divulgati a casaccio e a pensar male come diceva preoccuparsi dell’assistenza sanitaria durante gli scioperi dei su medici In queidigiorni saltanoSociale, gli interventi programmati le parte dei professionistimacoinvolti, si ripromette svolgeredello un ruolo a salvaguardia della tutela della salute dei cittadini, un noto politico della prima Repubblica si fa peccato ma spesso ci si indovina. Il pretesto è ottimo visite ambulatoriali è dimostrato che neldi giorno sciopero ci sono ancora più medici in servizio che neidando giornirisposte normaliladdove , solo il SSN in crisi, non a garantire LEA, garantendo nel contempo a tutti le cure primarie attraverso unaPoi reteinterventi libero- pro-e per tentare di giustificare tagli di prestazioni,tagli di posti letto, soppressione di reparti,tagli alla Meche le essendo amministrazioni nonriesce li contano ai fineppure ni delle ipercentuali di sciopero in quanto lavorano, anche se obbligati. fessionale coinvolta.Ma non dimentichiamoci del Progetto quello sul Carcinoma Orale. Potenziare la rete dei icosiddetti dicina del Territorio e alla sua ristrutturazione,limitazione degli accertamenti (e la prevenzione?), visite vengono subito recuperati nei giorni successivi. E’ Prevenzione: curioso poi che questa volta i medici hanno messo quindi all’ultimo posto soldi, la dentisti sentinella il cui compito a quello intercettare queste da patologie, quello èdi stato aumentare fra delle tutte imposizioni di risparmio sui farmaci,nuovi tikets,e via dicendo. La vera appropriatezza e quindi motivazione più concreta per laè oltre protesta - E cidistava con unprecocemente blocco di contratti 7 anni. anche Al contrario chiestoil dialogo il rispetto le figuredelchelavoro si occupano della salute del paziente. soluzionevisibilità non puòalla essere che unaed sola: l’alleanza terapeutica conpazienti i pazientie risparmi su eventuali sprechi si può perseguire solo attraverso un processo clinico-diagnostico e non regole ed è quindi necessario dare la La massima sofferenza allerafforzare problematiche della categoria, ed estenderla a tutta la società, rinsaldando il rapporto fiduciaper contutti i cittadini, i quali devono essere nonadeguati soltanto informati, anche messia certo attraverso tagli lineari se si vogliono dare risposte corrette ai bisogni di salute. I veri sprechi parenti devono capire. I colleghi più giovani sono ildifuturo noi dobbiamo dimostriamoci alla sfida.ma Buon 2016 in condizione di comprendere, di là salute di promesse sono negli Ospedali ristrutturati e chiusi dopo pochi mesi,nelle strutture mai completate, nelle struvoi ed alle vostre famiglie, e altanta a tutti.illusorie o di falsi bisogni indotti da una pubblicità scorretta, come meglio preservare la loro salute, mediante una buona comunicazione. mentazioni non utilizzate,nella mala gestio di una classe politica inefficiente quando non corrotta. *Presidente oMCeo Provincia di Venezia *Presidente dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo *Presidente della Commissione albo odontoiatri Rovigo Ad una appropriatezza clinica se non corrisponde una appropriatezza gestionale e amministrativa non si riuscirà mai ad ottenere un sistema virtuoso che sappia coniugare i bisogni di salute con la sostenibilità del sistema. Anche la Regione Veneto,che ha sempre potuto vantare un servizio sociosanitario considerato fra i migliori non solo del nostro Paese, nonostante dedichi alla Sanità l’80% circa del suo bilancio, comincia a risentire dei tagli governativi lineari, pur essendo una Regione con i conti a posto. Lo strumento di un piano Socio-Sanitario della Regione Veneto approvato dalla politica e condiviso con tutti gli attori interessati, dai professionisti, agli amministratori, alle rappresentanze istituzionali locali fino alle rappresentanze dei cittadini,ha permesso di avviare una ristrutturazione sia degli Ospedali che delle altre strutture pubbliche e private convenzionate e nello stesso tempo di avviare un profondo cambiamento nella Medicina Territoriale che dovrebbero portare ad un sistema sostenibile sempre più efficiente, in grado di erogare cure sicure ed efficaci per i nostri concittadini. Governo centrale permettendo e cittadini disposti a sopportare, ma fino a quando? *Presidente dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo per per collaborare collaborare all’insertoall’inserto la piazza salutelacontattare piazza salute contattare 049 8704884 - info@givemotions.it 049 8704884 - info@givemotions.it

L’opinione L’opinione QUESTO GOVERNO NON HA IL CONSENSO DENTISTI, L’INSIDIA DELL’ABUSIVISMO

DEI MEDICI ITALIANI

I S

Siamo Siamofelici felici davvero davvero se sestiamo stiamo bene bene

Prevenire le malattie e curarsi al meglio è una buona regola. il consiglio giusto? Rivolgersi a medici esperti vicini a casa nostra

Prevenire le malattie e curarsi al meglio è una buona regola. il consiglio giusto? Rivolgersi a medici esperti vicini a casa nostra


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Che cos’è l’ipovisione

nuove terapie nel Cheratocono: “Cross linking” e “link topo-aberrometrico”

L

’ipovisione è una condizione di acutezza visiva molto limitata che ha notevoli conseguenze sulla vita quotidiana. Può essere causata da vari fattori (siano essi congeniti o acquisiti). La vista si può ridurre fortemente in seguito a patologie che possono colpire diverse strutture oculari, che vanno dalla cornea alla retina, fino al nervo ottico. L’ipovisione può essere associata a malattie che provocano una riduzione del campo visivo. Ad esempio, nel caso del glaucoma avanzato, che danneggia il nervo ottico, è come se si guardasse attraverso un tubo; oppure si può essere colpiti da patologie della macula, la zona centrale della retina (la più comune è la degenerazione maculare senile, che provoca la perdita della visione centrale). L’ipovisione grave può degenerare in cecità, che può essere parziale o totale. L’ipovedente presenta una ridotta acuità visiva e spaziale, associata generalmente ad una limitazione del campo visivo. Le patologie che possono portare a questo deficit sono molteplici:  Albinismo: si tratta di una malattia che può comportare una ridotta acuità visiva centrale, fotofobia (intolleranza alla luce) per assenza di melanociti iridei ed elevato errore refrattivo.  Diabete: è una malattia sistemica caratterizzata da una glicemia elevata (utile il controllo della pressione oculare). Se non curata correttamente, può provocare danni alla retina retinopatia diabetica, con riduzione dell’acuità visiva centrale (dovuta ad edema retinico, ossia ad accumulo di liquido negli strati retinici maculari).  Anomalie della cornea: sono essenzialmente il cheratocono in stadio avanzato, opacità di superficie e leucomi.  oxoplasmosi: è una malattia associata alla corioretinite girata e provoca un notevole calo dell’acuità visiva centrale.  Retinite pigmentosa: questa malattia oculare geneti-

Ottico Optometrista Barbara Micaglio

ca provoca l’atrofia dei recettori retinici deputati alla visione notturna e periferica, i bastoncelli, provocano una diminuzione sensibile della visione notturna e del campo visivo.  Degenerazione maculare senile e giovanile: è una malattia che colpisce il centro della retina, provocando la morte progressiva delle sue cellule. All’inizio si manifesta con una distorsione delle immagini al centro del campo visivo (le rette diventano curve al centro). Nei casi avanzati compare lo scotoma centrale (una macchia scura al centro del campo visivo): si perde la capacità di svolgere compiti quotidiani, come leggere, riconoscere le persone o guidare. Tuttavia, bisogna distinguere una forma secca (più comune), oggi non curabile, da una forma umida (trattabile con vario esito con iniezioni intravitreali). Glaucoma: si tratta di una malattia oculare caratterizzata, il più delle volte, da una pressione oculare elevata che danneggia il nervo ottico. Negli stadi avanzati provoca generalmente una riduzione del campo visivo periferico. Può essere curato mediante instillazione di colliri o, se la pressione dell’occhio non si riduce, mediante trattamento chirurgico (il più comune è detto ‘trabulectomia’). ottico optometrista Barbara Micaglio ottica optometria Barbiero Via Montello 2 - 30033 noale (Ve) - tel. 041-440485 - 041-440484 - e-mail: otticabarbiero@libero.it - www.otticabarbiero.com

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l Cheratocono è una patologia degenerativa della cornea caratterizzata da un progressivo cedimento strutturale. La cornea, piccola cupola trasparente posta davanti all’iride, tende a sfiancarsi creando un astigmatismo irregolare. Nei primi stadi della malattia è ancora possibile la correzione con occhiali, ma presto il paziente deve utilizzare lenti a contatto o sottoporsi ad un intervento chirurgico. Le lenti a contatto per questi pazienti erano inizialmente rigide poi negli anni hanno subito miglioramenti di forma e materiale. Esistono anche opzioni gemellate ossia lenti morbide con un alloggio per una lente gas permeabile. A prescindere comunque dalle varie soluzioni contattologiche, esiste da ormai 15 anni un nuovo importante trattamento chiamato “Cross Linking”. Questa procedura consiste nel ricoprire la cornea con vitamina B2 ed esporre poi la cornea stessa ad una particolare luce ultravioletta. La combinazione di luce e vitamina, realizza un aumento di legami “crociati” all’interno della struttura corneale. In parole povere si irrobustisce la trama collagene e si blocca (o si riduce) la tendenza al cedimento strutturale. Ovviamente l’importanza e l’efficacia di questo trattamento è massima quando è effettuato su cheratoconi classificati di primo e secondo grado, in quanto, trattandosi di forme lievi, è ancora possibile una buona correzione con occhiale. Se quindi noi irrobustiamo la cornea appena questa manifesta il problema, la stabilizziamo ed evitiamo che il progredire della malattia ci porti a dover effettuare un trapianto di cornea! E’ quindi intuitivo che questa procedura, quasi scevra da effetti collaterali, va effettuata quanto più precocemente possibile. In alcuni casi particolari, quali cheratoconi di vecchia data portatori di lenti a contatto, ha comunque un senso effettuare il cross linking, qualora il pa-

ziente rifiuti l’idea di un trapianto di cornea e desideri continuare con le lenti. Una volta effettuata questa procedura di rinforzo, nei cheratoconi di 2° o 3° è possibile inoltre migliorare la forma della cornea con un particolare trattamento laser detto Link Topoaberrometrico (Primo trattamento effettuato a livello mondiale da Camellin nel 2002). Con questa procedura noi possiamo “limare” l’apice del cheratocono con un particolare laser che così facendo elimina o riduce le aberrazioni che rendono difficile e poco efficace la correzione con occhiale. Non possiamo con questo trattamento togliere l’uso dell’occhiale, ma possiamo ridurlo in termini di pesantezza ed aumentare la capacità visiva del paziente. Il miglioramento inoltre riguarda la qualità della visione specialmente in condizioni di scarsa lumonosità! Ovviamente non si può generalizzare il risultato, trattandosi di occhi con caratteristiche di forma molto differenti da un caso all’altro. E’ comunque importante trasferire il concetto che un cheratocono iniziale deve essere bloccato precocemente e non semplicemente corretto con lenti a contatto e che in alternativa od in complemento, dopo che è stato trattato con Cross Linking, è possibile un trattamento laser migliorativo per la vista. In definitiva queste nuove procedure, Cross linking e Link Topo-aberrometrico, permettono ad un cheratocono iniziale di allontanare od evitare la necessità di un trapianto di cornea. Il Dr. Massimo Camellin Dott. Massimo Camellin: Via Dunant, 10 - Rovigo tel. 0425 411357 mail: segreteria@sekal.it web: www.lasek.it

Le emozioni ci parlano di noi

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uante volte nell’arco della giornata ci capita di provare un’emozione che non sappiamo spiegare, che non sappiamo attribuire ad una causa? Quante volte al lavoro, a scuola, nei contesti in cui dobbiamo svolgere al meglio un compito, ci assale l’ansia che se non ci paralizza ci rende molto difficile ottenere il risultato voluto? Molto spesso, ciò che ci sta accadendo, è che ci stiamo confrontando, inconsapevolmente, con le nostre personali “guide del Sé”. Le “guide del Sé” rappresentano i nostri canoni personali, ovvero la rappresentazione della persona che vorremmo essere (il Sé ideale) e quella della persona che dovremmo essere (il Sé imperativo). Ciascuno di noi costruisce, crescendo, queste due coordinate personali e le confronta continuamente con il proprio modo di pensare, di sentire e di agire, in una data situazione. Cosa accade quando i nostri pensieri e le nostre reazioni non ci piacciono, le consideriamo sbagliate, non in linea con la persona che vorremmo essere o che dovremmo essere? La delusione, la tristezza possono informarci che il modo con cui abbiamo affrontato o stiamo affrontando una data situazione è molto diverso dalla rappresentazione del nostro Sé ideale, ovvero dalle aspettative che nutriamo verso noi stessi su “come vorremmo essere”. Dando attenzione ed ascolto a queste emozioni potremmo accorgerci che forse, in alcuni casi, esigeremmo da noi stessi molto più di quanto siamo in grado di dare e dal confronto con i nostri canoni interiori non possiamo che uscirne sofferenti. Del resto nutrire un Sé ideale ricco, ci aiuta a creare per noi obiettivi importanti di realizzazione e a realizzare le nostre aspirazioni. Infatti, quando riusciamo a “fare bene” ciò che

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Dott.ssa Erika Marangoni vorremmo da noi, proviamo gioia ed entusiasmo. E l’ansia, e l’agitazione? Che cosa raccontano di noi queste emozioni? Possono dirci che il nostro comportamento, il nostro modo di affrontare una prova, è lontano dall’immagine che intimamente coltiviamo del nostro “dover essere”; che stiamo trasgredendo ad un “obbligo”, ad un “dovere” che ci siamo imposti. E’ possibile che questa consapevolezza ci porti a accettarci un po’ di più anche quando non siamo all’altezza dei nostri “devo”. Sollievo e rilassamento sono le sensazioni che accompagnano l’accettazione serena di noi e dei nostri limiti. Il percorso dell’accettazione e della crescita personale non ha fine. In alcuni momenti lo riusciamo a percorrere da soli; talvolta dobbiamo chiedere aiuto ai professionisti. Di certo può contribuire a rendere la nostra vita davvero piena e soddisfacente.

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RIDIAMOCI SU… Bionde… • Una bionda entra in un negozio e vede un oggetto luccicante. Chiede al commesso: “Cos’è? Ed il commesso: “Un thermos.” “Ed a che cosa serve?” Il commesso spiega: “Mantiene calde le cose calde e fredde le cose fredde.” La bionda lo compra e il giorno dopo va al lavoro con il suo nuovo thermos. Il suo capo le chiede: “Cos’è quell’oggetto luccicante che hai lì?” E la bionda: “Un thermos”. Il capo allora chiede: “Ed a che cosa serve ?” “Mantiene calde le cose calde e fredde le cose fredde”. Il capo allora chiede: “Wow, e che cosa ci hai messo dentro?” E la bionda: “Due tazze di caffè ed un ghiacciolo”. Innamorati… • Lui: “Cara, oggi è San Valentino, la festa degli innamorati!” “Parla per te.” • “Caro, non mi porti mai fuori!” “Ma cara… io sono un latitante!” Genitori modello… Papà scopre che suo figlio Pierino, di soli 10 anni, fuma. “Ma figlio mio, sei appena in quinta elementare e già fumi.” “Ma papà, anche tu fumavi in quinta.” “È vero, ma

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io avevo 19 anni!” Barzellette rapide… • Un cucchiaio ad uno scolapasta: “Ma non ti accorgi che i tuoi ragionamenti fanno acqua da tutte le parti?” • Come si riconosce un antiquario? È l’unico che si aggiunge gli anni! • Tra fantini: “Il mio cavallo da corsa ha fatto una bruttissima gara, ma sai cosa lo ha umiliato veramente?” “No, cosa?” “Quando uno spettatore gli ha gridato: E datti all’ippica!” Uomini… • Non è vero che i mariti, appena vedono una bella donna, dimenticano di essere sposati. Al contrario: proprio in quei momenti se lo ricordano dolorosamente. • Alcune ricercatrici hanno scoperto perché Mosè errò per 40 anni nel deserto col popolo d’Israele: un vero uomo non chiede mai indicazioni. … e donne! • Se una donna vi dice “5 minuti e scendo” vuol dire che tra 5 minuti scenderà. È inutile citofonare ogni mezz’ora. • Le donne sono esseri meravigliosi, guardano sempre avanti e mai indie-

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44 A tavola

A tavola 2 la cucina di carmen

PROPOSTE PER UNA CUCINA BIOLOGICA, INTEGRALE, VEGETARIANA, IN SINTONIA CON LA NATURA CREMA AI FIOCCHI D’AVENA

QUINOA ALLE SPEZIE

Ingredienti: 1 L d’acqua - 1 gambo di sedano - 1 carota - 4 porri - olio - 4 C di fiocchi d’avena piccoli - un pizzico di prezzemolo.

Ingredienti: 250 g di quinoa - 1 cipolla - 2 spicchi d’aglio - 2 C d’olio - 1 bustina di zafferano - 1 pizzico di curry - 1 pizzico di peperoncino - 1 c di erba cipollina - 1 c di maggiorana - 1 c di menta - sale q.b.

Preparazione: in una pentola mettere l’acqua, il sale, la carota, il sedano e i porri; fare cuocere per 20 minuti circa. Quindi togliere la carota e il sedano, passare invece i porri, unire i fiocchi d’avena e far cuocere ancora per 10-15 minuti. Spegnere, condire con un filo d’olio e il prezzemolo tritato.

Preparazione: lavare e mettere a cuocere la quinoa con l’acqua (2 volte il suo volume) per 15-20 minuti. Tritare l’aglio e la cipolla sottilissimi e farli appassire. In una ciotolina mettere l’olio, le spezie e le erbe aromatiche (fresche o secche) e lasciare macerare. Quando la quinoa è pronta condirla con la cipolla e l’aglio, le erbe aromatiche e unire il prezzemolo tritato.

PERE AL FORNO

Ingredienti per la pasta: 2 grosse pere - 15 g di zucchero - 8 amaretti - un pizzico di cannella - la scorza di 1/2 limone - 5 C di marmellata di fragole - olio.

Preparazione: lavare le pere, dividerle a metà e togliere i semi. Disporle in una tortiera ben unta, spolverizzare con lo zucchero di canna e farle cuocere in forno a 180° finchè saranno tenere, ma non troppo cotte. Nel frattempo unire in una ciotola gli amaretti con la cannella e la marmellata. Togliere le pere dal forno, disporle sul piatto da portata, riempirle con il composto di amaretti e servirle tiepide o fredde.

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ESPURGO POZZI NERI

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Nota La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio, c = cucchiaino, g = grammo, kg = chilogrammo, L = litro, dl = decilitro, olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva, q.b.= quanto basta.

• Video ispezioni televisive in condotte fognarie di qualsiasi diametro (da 50 mm a 2000 mm)

• Prosciugamento acqua

• Bonifica cisterne gasolio

Carmen Bellin, Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato “Metti una sera a cena” libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura.

VIDEOISPEZIONI

• Disintasamento e pulizia tubazioni di qualsiasi genere e diametro

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