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FEBBRAIO 2016
Periodico d’informazione locale - Anno XXIII n. 22 • Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 nº 46) Art. 1, Comma 1, NE/PD
Vita veneta
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Salute p.31
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on-line:
della Riviera Est
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Polimira a gonfie vele, assunzioni per decine di operai
MIRA
Arriva il referendum a quorum zero MIRA
Raddoppiano le multe, nuovi Vista red
Nel 2015 sono stati investiti 5,5 milioni di euro nei siti di Lodi e Mira. Nel 2016 ne veranno servizio a pag. 8 investiti altri 3. In arrivo proventi dalla vendita delle attrezzature
CAMPOLONGO
Elezioni, Zampieri si candida a sindaco CAMPONOGARA
Asilo nido, pronto il bando in tempi record APPROFONDIMENTO
Pronto soccorso, nuove ambulanze e più interventi IL VENETO
Due anni e 8 mesi di carcere per il tabaccaio di Civè MARIACRISTINA GRIBAUDI
Storie di donne al vertice CULTURA
L’esposizione a Palazzo Roverella e a Palazzo Roncade
L’economia è in ripresa e La Piazza rilancia, si rinnova Germana Urbani >direttore@lapiazzaweb.it<
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a Febbraio Nuova Edizione:
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inalmente, dopo anni di crisi nera per tutto il Nord Est, si riparte, magari lentamente, magari non tutti, ma la ripresa c’è. A dirlo sono i dati Istat di inizio anno che registravano più di qualche segnale positivo sul mercato interno. Nel terzo trimestre del 2015, il reddito disponibile dei nuclei famigliari con potere d’acquisto è aumentato dell’1,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% nel confronto con il corrispondente periodo del 2014. segue a pag 3
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Editoriale, Facciamoleilopinioni punto
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Per i padri separati, è allarme povertà
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’è una nuova emergenza nel comprensorio dei 17 comuni della Riviera del Brenta e del Miranese: quella dei padri separati e ridotti in miseria. A fianco di questo problema c’è pure quello delle madri separate, che con la crisi sono aumentate. I mariti non riescono a causa della perdita del lavoro, dare loro il dovuto assegno di mantenimento. A livello di comprensorio si stima che i casi dei padri separati potrebbero sfiorare i 200. A sollevare la questione è stato nelle scorse settimane Luigi Corò del Comitato “Marco Polo difesa del cittadino”. “ I casi di padri separati ridotti in miseria nel comprensorio dei 17 comuni – spiega Corò – che seguiamo direttamente sono una cinquantina. Sono persone che prima della separazione facevano una vita dignitosa, e che dopo sono finite nel gorgo dell’indigenza assoluta. Ci sono anche una decina di padri che negli ultimi due anni sono stati costretti a dormire in auto, perché soldi per l’alloggio non ne hanno. D evono pagare il mutuo della casa intestata a loro, che resta alla moglie, perché è a lei che nella stragrande parte dei casi vengono affidati i figli dai tribunali. I comuni più colpiti sono quelli più popolosi: Mira, Dolo Spinea Martellago, Scorzè e Mirano. L’associazione fa un appello. “Chiediamo – spiega Corò – che i comuni mettano a disposizione per questi padri alla disperazione, dei mini alloggi”. Il presidente della Conferenza dei sindaci dell’Ulss13 e sindaco di Spinea Silvano Checchin conferma. “Il fenomeno c’è – dice – ma purtroppo gli enti locali non hanno fondi per poter far fronte a questa emergenza”.
Editoriale Germana Urbani > direttore@lapiazzaweb.it <
Sono 200 i casi stimati nell’area della Riviera e del Miranese RE OLT
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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
Chiuso in redazione il 16 Febbraio 2016
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Mira
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Amministrazione Democrazia diretta
Associazione Combattenti
Partecipazione, referendum a quorum zero Il capogruppo M5S Mauro Berti annuncia l’importante novità che sarà inclusa nello statuto comunale. Critiche dal Pd
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artecipazione, arriva a Mira il Referendum a quorum zero su materie di competenza comunale. Questa l’importante novità che sarà inclusa nelle prossime settimane, con l’approvazione del nuovo Statuto del Comune di Mira. A spiegarlo e ad anticiparne le novità è il capogruppo in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle Mauro Berti. “All’interno del nuovo Statuto del Comune - spiega Berti- che abbiamo voluto riformare, ci saranno tanti elementi di democrazia diretta e quello che riteniamo lo strumento principe, cioè il referendum, che vogliamo
a quorum zero. Quindi chi si reca alle urne decide. Quello che vogliamo è la partecipazione attiva della popolazione”. A differenza di tante campagne a favore delle votazioni on line fatte dal Movimento 5 Stelle, però le votazioni previste a Mira saranno di tipo classico. “Se verranno indetti referendum su materie legate al territorio o ad argomenti comunali - spiega Berti - sarà fatto un referendum con urne e seggi elettorali e scrutatori”. Fra le innovazioni previste, all’interno del nuovo statuto, ci sarà anche quella del bilancio partecipativo, che è partito
all’auditorium di Oriago di Mira, a cui hanno partecipato una ottantina di giovani. Il processo di selezione dei progetti durerà mesi, e alla fine saranno finanziati direttamente dall’ente locale. Non mancano le polemiche da parte delle opposizioni su questa novità annunciata. “C’è da chiedersi - dice per il Pd il consigliere Gabriele Bolzoni -, come mai la giunta grillina sempre così attenta alla partecipazione, finora delle istanze dei
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cittadini, si sia fatta beffe. Si pensi, infatti, alla raccolta di firme contro il porta a porta per il quale si era anche chiesto un referendum, e le migliaia di firme per ripristinare i cassonetti del verde pubblico. Su tutti questi temi non c’è stata grande considerazione dell’opinione dei cittadini, e il sindaco Alvise Maniero ha tirato dritto senza preoccuparsi di nessuno. Ora vogliamo capire con precisione cosa si vuole fare”.
Al centro civico di Borbiago, è stato presentato il libro Rosso Piave. Il libro è stato realizzato da Edoardo Pittalis, con la prefazione di Arrigo Cipriani. La serata è stata occasione per ufficializzare la rinascita dell’associazione ‘Nazionale Combattenti e Reduci’. Mancava dal territorio da una quindicina di anni, scomparve assieme al suo presidente. Lo scorso novembre, realizzò una mostra storica della Grande Guerra. “Questa associazione, sembra destinata a scomparire a causa dell’invecchiamento del direttivo; ma a Borbiago non sarà così – dice Filomeno Porcelluzzi. A maggio faremo un progetto che coinvolgerà le scuole. Proporremo degli incontri dedicati a: bullismo, stupefacenti e pericoli dei social network. I relatori saranno professionisti delle forze dell’ordine, magistrato e scrittori”. A gennaio ha organizzato la Festa Tricolore a Borbiago. Sono state esposte bandiere dall’Unità d’Italia, fino a quella repubblicana.
Alessandro Abbadir
Sarà gestita dalla Pro Loco villa Contarini dei Leoni
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ine del polo culturale, e fino alla fine di settembre del prossimo anno, villa dei Leoni di Mira sarà gestita dalla Pro Loco. Questa la decisione presa dal Comune dopo che Coopculture e La Piccionaia si sono ritirate dalla gestione della villa, dell’oratorio e dalla gestione del Teatro. Il presidente della Pro Loco Michele Campalto spiega che non mancheranno le attività didattiche. Attività che saranno organizzate in collaborazione con l’associazione Mondonuovo di Spinea. I programmi dell’associazione, che promuove il territorio di Mira, partiranno con la primavera. Fra le iniziative in programma da parte della Pro Loco, ci sono visite le guidate, la riattivazione dell’Ecomuseo che da anni è stato chiuso. La Pro Loco pensa di riattivare l’apertura della villa anche il giovedì’, cioè il giorno in cui si tiene del mercato rionale. Fra gli altri appuntamenti in programma da parte della Pro Loco di Mira e che prevedono l’utilizzazione della villa, c’è la manifestazione “Peace and food on the road“, che si terrà il prossimo 18, 19 e 20 marzo lungo Riviera Silvio Trentin, cioè davanti a villa Contarini dei Leoni e all’interno della stessa, con i migliori chef d’oltreoceano. Insomma si tratta di una soluzione per il momento provvisoria, che però evita che questo importante palazzo da sempre fulcro di tanti eventi culturali, non resti inutilizzato, in vista di una sua assegnazione definitiva. Assegnazione che sarà effetuata con l’iunizio dell’autunno. A.A.
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Mira
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Traffico La polizia locale traccia il bilancio dell’attività del 2015
Raddoppiano le multe, nuovi Vista red nel centro di Mira Taglio N
uovi Vista red sulla Brenducenti dei mezzi controllati. tana a Mira sono entrati in Non sono mancati nemmeno le funzione a febbraio. I Vista red multe date a chi sversa abusivasono stati piazzati sulla Brentana mente i rifiuti a lato di cassonetti a Mira Taglio, all’incrocio fra via o contenitori della spazzatura Miranese e la regionale 11. Intanancora presenti. Controlli fatti to dalla polizia locale sono arriquesti ultimi, in stretta collabovati anche i dati delle attività nel razione con Veritas, e che hanno 2015, che registrano un aumenvisto recentemente “pescare” e to di multe clamoroso. Le multe denunciare chi scaricava rifiuti sono salite a 3.416, e di fatto quaindustriali e pericolosi, in quel si il doppio del 2014. E di queste caso a Gambarare di Mira. Ma ben 1889 sono state comminate ora torniamo ai nuovi vista red. agli automobilisti, che hanno Sono stati collocati sia in direignorato il semaforo rosso all’inzione Padova che in direzione crocio controllato dal Vista red, Venezia. Le due apparecchiature, installato nel dicembre del 2014 a che sanzionano gli automobilisti Mira Porte: una media di cinque che passeranno con il rosso, si al giorno. Le sanzioni hanno poraggiungono a quelli già in funtato nelle casse comunali comzione a Mira Porte, all’incrocio plessivamente 400 fra la Brentana via mila euro. Ma non A Mira Taglio Boldani e via Moè stata solo questa sono stati cenigo. Un punto l’attività svolta. Nel articolarmente installati nuovi ptrafficato, 2015 sono state ridove si tirate 44 patenti di impianti sono verificati nuguida, e sono state all’incrocio fra merosi incidenti ritirate 27 carte di con gravi consecircolazione. Pevia Miranese e guenze. Ma di cosa sante e in aumento la regionale 11 si tratta? Si tratta il fenomeno legato di telecamere, che alla scarsa “cura“ riprendono l’intero attraverdell’auto per mancanza di rinnosamento dell’incrocio da parte vo di revisione, o di copertura asdelle auto, rilevando i veicoli in sicurativa. Un fenomeno causato infrazione mediante una coppia per lo più dalla crisi economica di spire elettromagnetiche. Inin atto. Il comando della polizia somma non si vedono flash, e i locale va nello specifico: sono Comuni non rischiano di incorstate 76 le mancate revisioni acrere nelle rivendicazione degli certate. Le mancate coperture automobilisti come nel caso dei assicurative accertate: 65. E poi vecchi, e contestati T-red. E per il i veicoli sottoposti a sequestro Comune di Mira si annuncia una amministrativo: 57. Quelli sottonuova entrata nelle casse pubbliposti a fermo amministrativo: 36, che. I Vista red ovunque vengono e quelli oggetto di rimozione 6. installati, consentono di stacQuesto fenomeno nel corso degli care mediamente cinque multe ultimi anni è aumentato in modo al giorno. Un bel incasso, se si considerevole. Non sono manconsidera che una multa, mecati ovviamente controlli sugli diamente ammonta a 163 euro. abusi edilizi e sequestri di armi o Manna dal cielo per l’ente locale. stupefacenti in possesso ai con-
Aperta dopo anni di attesa la passerella ciclopedonale sul Novissimo a Porto Menai
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’ arrivata con il 2016 la notizia tanto attesa dai residenti della località di Porto Menai di Mira. E’ stata, infatti, finalmente aperta dopo la raccolta di centinaia firme dei mesi scorsi, e tanti striscioni di protesta appesi sul ponte, la passarella ciclopedonale sul canale Novissimo. Il ponte sul canale è stato aperto, nonostante non siano ancora stati installati i due pistoni di sollevamento, che servono per garantire la navigabilità del corso d’acqua. L’opera chiesta a gran voce e finalmente completata, è necessaria per la sicurezza ciclo-pedonale. Gli abitanti la aspettavano da tantissimo tempo, oltre un anno e mezzo. Era chiusa, nonostante di fatto fosse ormai conclusa. Va detto che l’opera ha avuto un iter davvero complicato per il fallimento delle ditte impegnate nei lavori, e una scarsa attenzione per la decadenza del consiglio e della giunta provinciale responsabile, e la nascita dell’attuale Città Metropolitana. L’intervento era stato finanziato
dalla ex Provincia con 253 mila euro, e in parte con la partecipazione al bando Gal Antico Dogado, che ha contribuito con 380 mila euro. Mancano solo due pistoni e i motori per aprire la passerella per il transito delle barche, l’opera è completa ed è stata già collaudata. Anche il Comune di Mira nel tempo aveva annunciato un suo interessamento, cercando di coinvolgere l’attuale Città Metropolitana. “Finalmente - spiegano i residenti - possiamo transitare da una parte all’altra del Novissimo, senza correre il rischio di venire investiti dalle auto e dai mezzi pesanti. Speriamo che i lavori, che si devono ancora fare, non ne blocchino di nuovo la fruibilità”. Infine sulla bretella Mira Lanza sono stati riaccesi da parte dei tecnici della Città Metropolitana i lampioni spenti a ridosso dell’innesto con la statale 309 Romea. Erano stati spenti a causa di furti di rame negli impianti, dei ladri. A. A.
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Mira
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Rifiuti elettronici da riciclare in classe
Verde e ramaglie, potenziato il servizio
Ambiente. Mira all’avanguardia nell’educazione alla raccolta dei apparecchi elettrici con Este e Feltre.
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n progetto all’avanguardia nell’educazione alla raccolta dei rifiuti. I ragazzi delle classi quarte e quinte elementari e delle medie di Mira, saranno infatti i protagonisti del progetto Raee@ scuola, un programma nazionale di comunicazione e sensibilizzazione sulla corretta gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. In provincia di Venezia il Comune di Mira è l’unico che ha aderito a questo tipo di progetto. “Le centinaia di bambini – hanno spiegato gli organizzatori – saranno invitati a portare da casa i propri piccoli Raee, che verranno raccolti in appositi contenitori posizionati all’interno delle scuole. I Raee poi verranno ritirati dagli addetti del servizio di igiene urbana, che si occuperà della gestione, trasportandoli al centro di raccolta
comunale”. Testimonial d’eccezione del progetto è uno dei personaggi del mondo dello spettacolo più amato dai bambini: Baz il comico della trasmissione Colorado. Le attività termineranno a fine febbraio. Soddisfatta l’assessore del Comune di Mira Maria Grazia Sanginiti. “Questo progetto – spiega la Sanginiti – è di fondamentale importanza in un momento di cambiamento del sistema di raccolta dei rifiuti, proprio a Mira. Questa iniziativa oltre che a premiare le scuole, che raccolgono maggiori quantitativi di piccole apparecchiature elettroniche, rafforza l’impegno alla differenziazione e consentirà di richiamare l’interesse di bambini e ragazzi alla conoscenza e alla corretta gestione dei Raee. Diventeranno promotori di un messaggio sulla corretta ge-
I Raee raccolti in appositi contenitori all’interno delle scuole verranno poi ritirati dagli adetti del servizio di igiene urbana e transportati al centro di raccolta comunale
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stione nei confronti delle loro famiglie”. All’iniziativa promossa da Anci e Veritas hanno partecipato in Veneto oltre a Mira, anche Este nel padovano e Feltre nel bellunese. “Queste buone pratiche – ha detto Giancarlo Piva del direttivo di Anci Veneto e sindaco di Este – devono diventare la normalità, considerando l’aumento progressivo di questo tipo di rifiuti“. Alessandro Abbadir
Il Comune ha annunciato il potenziamento del servizio a domicilio raccolta del verde e ramaglie. Questo per venire incontro alle richieste dei cittadini, che nei mesi scorsi hanno portato sul tavolo del sindaco migliaia di firme contro il ritiro dei cassonetti delle ramaglie. Il servizio sarà attivo il 29 febbraio e 31 ottobre 2016 nel settore nord est, 2 marzo e 2 novembre 2016 nel settore sud est. Dove deve ancora partire la raccolta porta a porta, sarà attivo nel prossimo autunno il 14 e 16 novembre. L’utente che prenota il servizio, nei giorni indicati potrà esporre insieme al contenitore personale e senza ulteriori costi, fino a 7 fascine di ramaglie ricavate dalla potatura di verde domestico: siepi, alberi e piante. Le fascine devono essere legate e avere una lunghezza massima di 1,2 metri e peso massimo 15 kg per ciascuna. Info 800466466.
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Economia Incontro fra sindacati e proprietà nel sito di Malcontenta
Polimira a gonfie vele, l’azienda assumerà decine di operai Nel 2015 sono stati investiti 5,5 milioni di euro nei siti di Lodi e Mira. Nel 2016 ne verranno investiti altri 3. In arrivo proventi dalla vendita delle attrezzature
remo all’azienda il pieno rispetto della contrattazione esistente, e che vengano assunte persone solo all’interno del parco degli ex dipendenti Pansac, ora in mobilità”. Con la ripartenza a pieno ritmo del sito di Malcontenta a giovarne non sarà solo l’occupazione interna all’azienda, ma potranno affluire nuove commesse e quindi lavoro a tutte quelle imprese dell’indotto che negli anni hanno gravitato intorno all’ex Pansac.
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’è a Mira una azienda che è ripartita dalle ceneri di un disastro, quello dell’ex Pansac a Malcontenta, si chiama Polimira. Farà investimenti per milioni di euro nei prossimi 3 anni, e ha annunciato l’assunzione per i prossimi 6 mesi di 25 persone. I numeri sono stati snocciolati da Polimira, azienda che ha acquistato il sito dell’ex Pansac, in un incontro con i sindacati, incontro chiesto per conoscere il piano industriale della società. La Polimira è una azienda del gruppo Poligof, che produce prodotti per l’igiene intima e che ad ora ha assunto a Malcontenta 180 persone, una ventina in più di quelli che erano previsti. “Nell’incontro - ha spiegato il segretario provinciale della Femca Cisl Massimo Meneghetti - la società, ha confermato che l’assetto societario oggi vede la “21 Investimenti” di Alessandro Benetton detenere l’80% delle quote. Un 10% resta in capo alla famiglia Gatti e un 10% al management attuale. Il piano industriale prevede il raddoppio del fatturato, e l’espansione nei mercati indiano e russo con l’apertura di nuovi siti produttivi. Non si escludono acquisizioni per aumentare il parco delle produzioni interne”. Il 2015 si è concluso con 5,5 milioni di euro di investimenti nei siti di Lodi e Mira, mentre nel 2016 ne verranno investiti altri 3 milioni, ai quali si sommeranno i proventi ricavati dalla vendita di attrezzature non più utilizzate. Positivo il rapporto con i clienti storici con un aumento del fatturato del 15% già nell’anno in corso. “Se tutto andrà come previsto - conclude Meneghetti - si prevedono tra le 20 e le 25 assunzioni entro il secondo semestre di quest’anno. Andranno effettuate dal bacino degli ex lavoratori Pansac”. Un monito arriva però dal segretario provinciale della Filtcem Cgil Riccardo Colletti. “Siamo soddisfatti delle linee direttive del piano industriale presentato da Polimira - dice Colletti. Ma vogliamo porre dei paletti sulla questione delle turnazioni. Non accetteremo ritmi di lavoro massacranti. Chiede-
La Polimira che ha acquisito la Ex-Pansac è una azienda del gruppo Poligof e produrrà a Malcontenta prodotti per l’igiena intima
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Cimiteri, è protesta Protesta per le condizioni in cui è ridotto il camposanto a Gambarare di Mira. “I campi di inumazione del cimitero – dice Paolo Lucarda, consigliere di Forza Italia e titolare di una impresa di pompe funebri ad Oriago – il principale dei 5 campisanti comunali, non sono utilizzabili a causa di una sbagliata gestione delle esumazioni. Ora fino al 2017, non potranno essere sepolti dei defunti“. Lucarda va nel dettaglio. “Sempre più nei campi di inumazione a Gambarare - dice - si creano con poche gocce d’acqua delle grosse pozzanghere. Ciò è dovuto al fatto che il Comune ha voluto far partire 70 esumazioni nel periodo sbagliato, cioè in pieno inverno. Il campo destinato alle sepolture comunali ha poco drenaggio e bastano poche gocce d’acqua per creare grossi problemi. Risultato dell’operazione? Un fallimento completo. Ora i campi sono inutilizzabili per nuove sepolture e devono essere bonificati e drenati. E’ una situazione di mancanza di decoro. Per poter avere nuovi posti a terra bisognerà aspettare il 2017, visto che per queste operazioni ci vogliono dagli 8 ai 10 mesi”. Ma non va meglio per i loculi. “Il Comune ha previsto degli interventi con gli stanziamenti a bilancio – dice Lucarda – di 300 mila euro per una serie di loculi. Questi si potranno fare solo nel 2017. Sarebbe stato meglio partire subito con la creazione di nuovi campi di inumazione, ma l’amministrazione ha voluto fare di testa sua, ed A.A. ecco i risultati“.
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Campolongo
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Elezioni, Zampieri si candida a sindaco L’ex vice di Campalto correrà con la lista “Insieme si cambia”, una civica alternativa al centrosinistra
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arte la corsa alla poltrona di primo cittadino. A Campolongo a 4 mesi dalle elezioni amministrative, si candida a sindaco con una lista civica “Insieme si cambia” Andrea Zampieri, che si è dimesso dalla carica di vicesindaco e da quella di segretario comunale dell’Udc. A spiegarlo è lo stesso Zampieri. “Annuncio – spiega – la mia candidatura a sindaco per le elezioni che si terranno a Campolongo Maggiore tra qualche mese. Durante questi ultimi cinque anni di mandato ho compreso sempre più, che a fare la differenza sono le persone e le loro idee. Ho avuto la riprova di questa realtà durante le elezioni regionali dell’anno scorso, in occasione delle quali avevo espressamente chiesto un voto per la mia persona, per le mie idee e per i miei valori; un voto che prescindesse dalle logiche strettamente partitiche e dai partiti stessi, ottenendo un risultato nel mio comune particolarmente gratificante. Da tutto ciò è nata, e si è consolidata
l’idea e la voglia di realizzare un progetto nuovo con al centro una lista civica, i cui protagonisti siano le persone”. Z ampieri precisa che non si tratta di una candidatura in rappresentanza di un partito o di un simbolo. “E’ – dice – una candidatura in rappresentanza delle persone, una lista civica aperta al contributo di soggetti che provengano dai più diversi settori: categorie economiche, produttive, professionali, mondo del lavoro, associazioni e si, anche persone dal mondo dei partiti. Persone con provenienze diverse, ma dirette verso un unico obiettivo: cambiare finalmente il modo di amministrare questo comune”. Quindi le dimissioni da vicesindaco: “mi dimetto da vice sindaco e da segretario comunale dell’Udc, per essere libero ed indipendente nella realizzazione di questo nuovo progetto. Rimango consigliere comunale perché alla fine del vecchio progetto politico di cui facevo parte, non può e
Andrea Zampieri e il municipio di Campolongo Maggiore
non deve far venire meno il dovere civico che ho nei confronti dei cittadini che mi hanno eletto”. Intanto dopo la discesa in campo di Zampieri è arrivata secca la presa di posizione dl sindaco in carica. “Con la sua candidatura – dice Alessandro Campalto –
Alessandro Abbadir
Un’immagine della festa della legalità a Campolongo Maggiore
Torna il progetto “Nonni, i bimbi di ieri” E’ ripartito in queste settimane nelle scuole di Campolongo il progetto “Nonni, i bimbi di ieri”, che continuerà fino a maggio prossimo con la sua seconda edizione. Il progetto che è dell’associazione Anteas ed è realizzato con la collaborazione dell’associazione Dafne, intende creare dei momenti di incontro tra nuove e vecchie generazioni in un interscambio di conoscenze storico-culturali, manuali, tradizionalpopolari. Sarà così per i bimbi un’occasione per conoscere il modo di vivere dei tempi passati, facendo memoria e non disperdendo l’importante “eredità immateriale” formata dai ricordi. “Grazie a questo progetto gli alunni delle classi elementari del nostro Comune – spiega l’ente locale – avranno la possibilità di reincontrare i nonni e condividere con loro i saperi di una generazione passata”. Oltre ad ascoltare, i bambini di tutte le classi delle elementari potranno sperimentare anche abilità manuali attraverso laboratori come la costruzione di un gioco di una volta, scrivere con un pennino e calamaio. Nel progetto sono previste anche delle visite nelle abitazioni “di una volta”, come i casoni dal tetto in paglia. Si parlerà anche della fame e dei cibi poveri che sfamavano le famiglie molto numerose. “L’incontro con testimoni in carne ed ossa – spiega il Comune – sarà un modo efficace per i nostri ragazzi di capire il passato per godere al meglio del loro presente”. Insomma, un momento di confronto fra generazioni utile, soprattutto per i A.A. piccoli che devono crescere.
sembra puntare tutto sul personalismo, forse vuole imbarcare la Lega Nord e pezzi di destra”. Critico anche il Pd con il segretario Stefano Molena che chiede le dimessioni di Zampieri anche da consigliere comunale.
Al concorso letterario Pavesi arriva il patrocinio della Ue Un grande riconiscimento dopo la medaglia del Presidente della Repubblica dello scorso anno. Il concorso letterario intitolato a Cristina Pavesi per ragazzi dai 13 ai 19 anni, prende un altro importante riconoscimento: il patrocinio dell’Unione Europea. La stessa Ue, comunicando il pa-
trocinio, ha anche comunicato agli organizzatori. che il bando del concorso sarà diffuso a livello dell’Unione. Il concorso Pavesi ideato a Campolongo, è diviso in due sezioni: una letteraria e una artistica, è dedicato ad una ragazza di appena 25 anni, morta nel 1990 durante l’assalto ad un treno portavalori da parte della mafia del Brenta. Soddisfatta Oriana
Boldrin l’ideatrice del concorso. “Dopo la medaglia del Presidente della Repubblica – spiega la Boldrin – arrivata lo scorso anno, ecco che quest’anno abbiamo anche il riconoscimento della Ue, il massimo a cui potevamo aspirare. E’ un grande riconoscimento al nostro lungo lavoro sulla cultura della legalità a Campolongo. Questo è anche uno sprono a non fermarci ed a continuare sulla nostra linea, cioè lavorare per la legalità con i ragazzi. Personalmente sono molto emozionata e contenta, perché questa idea del concorso, che in questi anni abbiamo portato avanti grazie ai contributi di tante ditte private di Campolongo, oggi vede la realizzazione dei massimi riconoscimenti. Riconoscimenti ai quali mai avremmo pensato di poter ambire, quando è nato il concorso ben otto anni fa. La Ue con questo patrocinio, il bando di concorso internazionale, si impegna a diffonderlo in tutta l’Europa”. A Campolongo è forte la cultura della legalità. Sono tante le proprietà degli ex boss, che sono state sequestrate dallo stato e date in gestione al Comune. A. A.
Camponogara
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Urbanistica Approvata la variante al piano degli interventi in consiglio comunale
Territorio, la crisi economica favorisce l’ambiente Saranno riconvertiti a zona agricola 80 mila metri quadri di terreno edificabile, cancellati 500 mila metri cubi
gli spazi adeguati a entrambe le dimensioni – conclude il sindaco Menin. Occorre riqualificare il territorio edificato, con interventi di recupero dei vecchi edifici esistenti e puntando così all’efficienza energetica. Inoltre si deve programmare l’utilizzo del territorio in modo da conservare, tutelare e mettere in salvaguardia le residue aree libere, per uno sviluppo armonico dell’ambiente, dei servizi e del tessuto urbano”.
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fine gennaio, il consiglio comunale, ha approvato e pubblicato la variante al piano degli interventi. Questa variante ha bloccato il consumo del suolo. Il procedimento ha soddisfatto le osservazioni presentate dai cittadini. S aranno riconvertiti a zona agricola 80 mila metro quadrati di terreno edificabile, cancellando una volumetria di nuova edificazione pari a 500 mila metri cubi complessivi. I cittadini avevano presentato delle osservazioni, tramite il protocollo, e alcune di queste sono state accolte. Altre non erano più pertinenti, come il caso della nuova rotatoria di Campoverardo, che non sarà più costruita per la rinuncia dell’accordo pubblico-privato del proprietario di villa Manfredini. Per la frazione di Calcroci saranno riconvertiti 140 mila metri quadrati. L’area era destinata al progetto del nuovo parco commerciale. Il Comune s’impegna in una consistente riduzione del consumo di suolo, andando incontro alle richieste dei cittadini. “Per la prima volta c’è una controtendenza – dice il sindaco Gianpietro Menin. I cittadini non chiedono più di convertire le aree agricole in edificabili, perché possedere un terreno edificabile è oneroso. Chi non deve costruire nell’immediato ,ha più convenienza che il suo terreno resti agricolo. Le imposte sui terreni edificabili sono davvero importanti”. L a riqualificazione comprende la promozione degli interventi per introdurre miglioramenti nell’edilizia bioclimatica e risparmio energetico, l’incentivazione alle attuazioni nelle aree individuate per il miglioramento della sostenibilità economica degli interventi. Interventi che sono legati alle strategie in materia di sostenibilità ambientale del progetto “Camponogara sostenibile”. “Dobbiamo considerare il nostro territorio come il luogo fisico, dove le attività personali e comunitarie nascono, si sviluppano e vanno fatte convivere, progettando e realizzando
Il municipio di Camponogara
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Colletta per una famiglia vittima del tornado I lagunari di Camponogara, l’associazione Anteas, la Pro Loco e il Comitato di Solidarietà hanno consegnato un assegno di 400 euro a una famiglia di Cazzago vittima del tornado, a fine gennaio, in municipio in presenza di più di 100 persone. “Il ruolo dei lagunari è stato fondamentale – dice il presidente Pro Loco Emanuele Compagno – si sono spesi per organizzare la raccolta fondi, e per donare il ricavato alla famiglia colpita. Il vicesindaco Massimiliano Mazzetto ha espresso i suoi apprezzamenti per la triade di eventi titolata “Autunno Camponogarese”, organizzata dalle associazioni”. Si è tenuto un concerto di musica sacra a Campoverardo e una lezione sul ciclo pittorico di S. Francesco, nella chiesa di Prozzolo. Le chiese erano gremite. Gli anni scorsi i fondi raccolti sono serviti per l ‘acquisto di ceste con generi alimentari destinate ai bisognosi. La Pro Loco, e l’associazione “Punto a Capo”, avevano già organizzato un’altra iniziativa per le vittime del tornado: in piazza Mazzini, furono consegnati ai bambini dei palloncini pieni di elio e con il messaggio di solidarietà e di dono.
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Camponogara
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Asilo nido, bando in tempi record Sarà una struttura con 37 posti per i bambini e con tariffe più basse per le famiglie rispetto al servizio che recentemente è stato chiuso
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silo nido, da settembre si cambia dopo la chiusura repentina ed inaspettata di quest’anno. E’ stato realizzato infatti in tempo record il bando a Camponogara per l’assegnazione dell’asilo nido comunale che verrà pubblicato già questo mese. A spiegarlo nel corso di un agitato consiglio comunale è stato il sindaco del paese Giampietro Menin, dopo che nelle scorse settimane il servizio era stato chiuso a causa di una vertenza sindacale fallita. Ma di cosa si tratta? “Il nuovo bando prevede spiega Menin - un asilo con 37 posti per i bimbi del Comune e con tariffe più basse per le famiglie, rispetto al servizio che recentemente ha chiuso i battenti. C ioè da un massimo di 700 euro a bimbo si scenderà a 400, riuscendo a far spendere in alcuni casi anche soli 150 o 200 euro ai nuclei famigliari in difficoltà”. Il bando sarà assegnato a inizio aprile, e alla fine il nuovo asilo potrà riaprire i battenti con l’inizio del prossimo anno scolastico. Va a rispondere ad una esigenza precisa. “Fin da subito ci siamo impegnati - continua il sindaco - per far fronte ad una situazione complessa, e che ha visto molte delle famiglie del nostro territorio andare in sofferenza”. S ulla vicenda le opposizioni con il consigliere Pascale De Falco si chiedono per-
ché questo bando non sia stato fatto prima. La situazione infatti, è pessima, anche per le ex dipendenti che purtroppo sono state licenziate. Il sindaco Menin in consiglio comunale ha spiegato durante la sessione del parlamentino cittadino, che all’inizio
I genitori in queste settimane hanno cercato di ricollocare i bambini negli asili nido
di gennaio vi furono diverse proposte tra la cooperativa Barchetta di Carta di Campolongo e il sindacato sul nuovo orario di lavoro. Proposte che non furono accettate dalle parti. Purtroppo questo irrigidimento questo determinò in breve tempo la chiusura del nido. I genitori in queste settimane hanno ricollocato i bimbi negli asili nido dei comuni limitrofi e cioè quelli di Fiesso, Stra, Paluello e Vigonovo. Alcuni dei bambini però sono rimasti a casa. E potranno tornare al nido a questo punto solo con l’inizio del prossimo anno scolastico.
dei comuni limitrofi
Verso le Amministrative 2016
Alessandro Abbadir
Il calendario propone tre appuntamenti con giovani talenti, il 21 febbraio e il 13 e 20 marzo
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(In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000). PER INFORMAZIONI: tel. 049
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Consegnato un assegno di 7 mila euro al Cuamm, associazione di medici di Padova. A farlo nella chiesa di Camponogara è stato il comitato organizzatore del “Rally dei Campioni”, un evento sportivo rallistico che si è svolto lungo le strade delle Riviera a giugno dell’anno scorso. Il comitato organizzatore ha scelto di destinare i proventi della manifestazione all’associazione Cuamm Medici con l’Africa, per il progetto “Prima le mamme e i bambini” pensato per garantire l’accesso gratuito al parto sicuro e alla cura del neonato nelle terre africane. A consegnare l’assegno a don Dante Carraro, è stato Fabrizio de Cecchi, don Piero Toniolo e il pilota Sandro Munari, oltre ai sindaci e assessori dei comuni di Vigonovo, Fossò, Campolongo, Campagna Lupia, Mira, Dolo, Stra, Noventa Padovana e Camponogara, che hanno sostenuto l’iniziativa. I 7 mila euro raccolti dai comuni, sosterranno le spese di trasporto per 700 future mamme africane, che potranno partorire in una struttura medica.
Rassegna Note future, l’ingegno del domani in musica
elezioni
ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le prossime Elezioni messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale.
Solidarietà: 7mila euro al Cuam di Padova
esta edizione per la stagione concertistica “Note Future” al Dario Fo di Camponogara. Anche quest’anno arriveranno da tutta Italia i migliori talenti della musica classica. La stagione concertistica è organizzata dall’assessorato alla cultura di Camponogara, con la scuola di musica “Il Pentagramma” e l’Università popolare. Il calendario propone ancora 3 appuntamenti: il 21 febbraio e il 13 e 20 marzo. Ogni serata vedrà protagonisti quattro o cinque giovani musicisti (dai 9 ai 23 anni circa), che hanno ricevuto prestigiosi riconoscimenti in ambito nazionale e internazionale. I musicisti proporranno un repertorio con diversi strumenti e formazioni: il pianoforte, la chitarra, l’ensemble di percussioni, la fisarmonica, l’arpa, il coro, il violino. La serata del 21 sarà interamente dedicata al pianoforte con i quattro finalisti del concorso pianistico premio Venezia, del teatro La Fenice. Per la serata conclusiva due solisti d’eccezione: Ghenadie Rotari alla fisarmonica e la giovanissima Erica Piccotti al violoncello che eseguiranno concerti, accompagnati dall’orchestra da camera Note Future. “Siamo orgogliosi della crescita qualitativa della stagione e del rinnovamento delle collaborazioni – dice il direttore artistico di Note Future Tania Salinaro. L’idea è nata da un’esigenza spontanea, che deriva dal mio lavoro d’insegnante”. Tutti gli spettacoli si tengono alle ore 18, al R.P. teatro Dario Fo. Informazioni: www.notefuture.weebly.com.
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Territorio Coldiretti analizza i terreni e lancia l’allarme
Inverno troppo secco, rischio disastro per le colture U
n inverno così secco non si ricorda davvero, e per l’agricoltura della Riviera del Brenta e del Miranese, si preannuncia un disastro, anche se nelle ultime settimane qualche forte pioggia e qualche abbondante nevicata c’è stata. Troppo poco però per l’effettivo bisogno delle colture del comprensorio dei 17 comuni. A far presagire guai sono i responsabili della Coldiretti dei due comprensori, e cioè Fabio Livieri per il Miranese (che è anche sindaco di Campagna Lupia), e Michele Terrin per la Riviera del
Forti le preoccupazioni per le coltivazioni di mais e bietole, che vanno seminate da fine febbraio. Le nutrie si riproducono incontrollate Brenta. A rischio i seminativi: mais, grano, ortaggi, bietole. Le colture potrebbero essere azzerate anche dalla decisione degli agricoltori, viste le condizioni, di non coltivare. Insomma sono in arrivo danni per decine di milioni di euro. “In queste settimane - spiega Livieri - sono state fatte misurazioni sui terreni, e si è appurato che appena sotto la superficie umida, cioè solo qualche centimetro in profondità, il terreno è completamente secco e compatto. Un terreno che non lascia la possibilità alle sementi di crescere. Questo a causa della siccità. Il livello delle falde acquifere si è notevolmente abbassato e quindi il terreno resterà sterile. Il problema dunque, anche se appare non attuale, lo diventerà a marzo, appena saranno fatte le semine. Le piante con questo terreno, cresceranno quel poco che basta, assorbendo l’umidità dalla superficie e poi seccheranno. Secondo Coldiretti, nel Miranese sono gli ortaggi della zona di Martellago, Scorzè e Noale quelli più in pericolo. In Riviera le coltivazioni di mais a Mira, Dogaletto e Giare e Campagna Lupia. Nell’area sud della Riviera, poi, vi sono anche forti colture di bietole, che vanno seminate da fine febbraio. Queste, se la stagione non cambia radicalmente, potrebbero avere delle flessioni di produzione fino al
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Campagna Lupia
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60%. Ma i guai purtroppo in arrivo non sono solo questi. A creare danni, infatti, in questi mesi ci si sono messe anche le nutrie, che stanno crescendo nel territorio a ritmi davvero incontrollati. Una proliferazione, che negli anni scorsi invece era stata frenata dall’azione di squadre di cacciatori, che ne abbattevano un gran numero. L’attuale normativa regionale però non lo permette più, e le nutrie, animali erbivore, sono pronte a divorare intere colture indisturbate. Alessandro Abbadir
Concorso di idee per il capoluogo Dopo anni di staticità il Comune cerca un nuovo look per il centro urbano. Si tratta di un concorso di idee per riqualificare il paese. A lanciare il bando, che sarà pubblicato in queste settimane è il sindaco in carica Fabio Livieri, che va nel dettaglio di quello che l’amministrazione intende fare. “Il centro – spiega – da anni attende una importante riqualificazione e ridisegno degli spazi. L’area che pensiamo debba essere qualificata nel capoluogo, è quella centrale di Piazza Amendola e piazza Matteotti, e un tratto di via Repubblica. L’intenzione è quella di sistemare diversi edifici, ormai in pessime condizioni, e l’area delle piazze, creando sempre più un capoluogo aggregativo e vivace“. Il bando delle idee raccoglierà i progetti di diversi professionisti dell’area: geometri e architetti, che poi saranno valutati dalla giunta comunale con attenzione. Quello più meritevole sarà trasformato in progetto preliminare. “Il centro – continua il consigliere Renato Trincanato – dopo decenni di staticità ha ora bisogno di una riqaualificazione sostanzia-
le, soprattutto per valorizzare le attività commerciali ed artigianali che in questi anni haano subito la crisi. Non sarà questa giunta a concretizzare gli interventi, però ma la prossima”. Se il centro del capoluogo sarà ridisegnato, il primo cittadino fa sapere di non aver dimenticato nemmeno quelli delle frazioni. A Lova in queste settimane è stato avviato un intervento di sistemazione urbana con l’abbattimento di un vecchio edificio. Operazione attesa da tempo dai residenti. A.A.
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Sanità
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Pronto soccorso, nuove ambulanze e più interventi Nel 2015, sono stati eseguiti 16.179 trasporti, 7.774 effettuati da Dolo e 8.405 da Mirano. 2.801 sono stati classificati in codice rosso. Una crescita del 24% in 5 anni
Il direttore generale espone i dati
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arola d’ordine: sicurezza. E’ questo che emerge dai dati dell’attività dei due Pronto soccorsi di Mirano e Dolo, illustrati dal direttore generale Giuseppe Dal Ben e dal primario dei Pronto Soccorso Pietro Pacelli. C’è un totale di sette ambulanze più un’auto-medica per sede. Le nuove ambulanze forniscono più confort per il paziente trasportato, sia per le sospensioni pneumatiche di ultima generazioni che per il nuovo tipo di climatizzazione. Sono mezzi che permettono ai sanitari del Suem di praticare la rianimazione di alto livello sul territorio, ad esempio defibrillatori capaci di trasmettere il tracciato dal luogo dell’evento all’Unità coronarica, respiratori automatici, materiali per intubare il paziente. “Ed è importante che sia così – spiega il dottor Pacelli – visto che in questa Ulss, nel 2015, il personale del Suem ha eseguito 16.179 trasporti (7.774 effettuati da Dolo e 8.405 eseguiti da Mirano), di cui 2.801 in codice rosso, con un trend in netta crescita ne-
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Le nuove ambulanze per i Pronto soccorsi.
Ci saranno sette ambulanze più una auto-medica per sede. Tutte con sospensioni pneumatiche e nuovo tipo di climatizzazione
gli ultimi cinque anni del 24%”. “Si esce di più – ha continuato Pacelli – sia perché è aumentata la sensibilità dell’utenza di fronte a certi sintomi, sia perché abbiamo un territorio che risente di un buon numero di pazienti anziani, per di più allettati”. Nel 2015 i due Pronto soccorso hanno registrato oltre 81 mila accessi, il 20% attraverso l’utilizzo delle ambulanze. Diminuiti i codici bianchi: da 28 mila del 2014 sono scesi a 25 mila. Idem per i ricoveri, grazie a una riorganizzazione dell’Obi, la osservazione breve, che consente
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di verificare in maniera adeguata se un paziente necessita di un ricovero, oppure se può rientrare a casa propria dopo un periodo di osservazione. Il Pronto soccorso di Dolo ha effettuato 5.248 ricoveri mentre quello di Mirano ne ha eseguiti 4.697, su un totale di 12 mila pazienti visti in Obi, con una riduzione globale di 152 ricoveri rispetto l’anno precedente. Insomma una buona rationalizzazione del servizio, che però non ha intaccato la sua efficienza. Filippo De Gaspari
e ambulanze di cui ci dotiamo oggi - spiega il direttore generale delle Ulss 12, 13 e 14 Giuseppe Dal Ben - possono essere paragonate a delle vere e proprie “terapie intensive mobili”. E’ come se l’ospedale si muovesse e andasse sul luogo dell’evento. In queste macchine c’è tutto quello che serve per gestire e stabilizzare un paziente critico fino all’arrivo nella struttura ospedaliera più idonea a curarlo”. Ma non solo. “A fianco della tecnologia e dell]e macchine, in generale - ha aggiunto - ci sono le professionalità, sia mediche che infermieristiche. Le macchine, anche di ultima generazione, sono necessarie, ma in un contesto in cui ci sono anche risorse umane. Ho già dato il mio via libera perché sia completata la squadra dei 2 Pronto soccorsi dotata oggi di 15 medici, 34 infermieri, 15 autisti di ambulanza e 10 operatori sociosanitari per sede”.
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Il fondale che ha ottenuto la Menzione Scuola Il concorso della Biennale creatività d’onore. Ragazzisulla del laboratorio di
Il fondale che ha ottenuto la Menzione d’onore. Ragazzi del laboratorio di scenografia al lavoro per la sua realizzazione
scenografia al lavoro per la sua realizzazione
I ragazzi-scenografi di Olmo vincono per la seconda volta H
anno fatto ildegli bis gli studen- dell’accoglienza stranieri. ti-artisti-scenografi della “Letto il copione - dispiega media dell’Istituto comprensivo la professoressa AnnunziatiG. Vitetta Matteottidi na che haOlmocurato,Maerne anche (nel Miranese), che hanno di portaquest’anno, il laboratorio sceto a casa da Venezia, concorso nografia - ho subitodal avviato una Leone d’argento della Biennale, ricerca su materiali che potessero un altro prestigioso riconoscicontenere dei messaggi, espliciti mento, dopo ottenuto lo o impliciti, perquello proporre un’amscorso anno.che creasse un certo bientazione Molto apprezzato e degno pathos in una realtà rivisitata”. della Menzione d’onore il loro la“Siamo partiti - prosegue la voro sul fondale per lo spettacolo professoressa - dalla rivisitazione teatrale “L’orsa”, allestito dell’opera “Gli orsi” di Ulo dagli Soostudenti della scuola ster, artista estone, chesecondaria è divenudi il primo che è paesaggio. andato in ta cuoregrado, del nostro scena con successo lo scorso giuPaesaggio dove il viola e il giallo gno. imperversano tra assonanza e L’opera, nel suo complesso, contrasti”. è un piccolo e sorprendente caDue in particolare i momenti polavoro, realizzato del “viaggio artistico”dall’istituto che l’insescolastico da anni si carattegnante ha che voluto sottolineare: la
realizzazione del paesaggio - che ha coinvolto a pieno i ragazzi tanto da farli diventare “tavolozze vive e palpitanti”, con le mani intinte a pieno nel colore che dava corpo e concretezza alla loro immaginazione - e la coralità del lavoro che ha coinvolto ragazzi di varie classi, dalla prima alla terza media. “Il primo piano della scuola un giorno - racconta la prof - si è trasformato in una rizza per suo Progetto teatrale, sorta di ilfucina creativa, dove di cui il laboratorio di scenografia gruppi di ragazzi hanno cooperaè parte integrante. interagendo to alla realizzazione Il testo che ha ispirato la rapin modo costruttivo”. presentazione è ha stato scritto,i Un lavoro che prodotto infatti, dalfrutti: professor Alessandro sui buoni lo scorso 30 genVoltolina, in pensionaio infattiinsegnante i ragazzi-scenografi nela che volontario e loro continua insegnate da si sono recati a dare una mano con la propria all’Arsenale di Venezia, dove in opera, ed dell’Apertura è ispirato alledel notizie occasione Caranche di attualità sull’uccisione nevale internazionale dei ragazdegli orsi. zi, organizzato dalla Biennale di Comesispesso accade, tema Venezia, è svolta ancheil la ceispiratoredi ha offerto lo Per spunto rimonia premiazione. loro perprestigiosa sviluppare Menzione una riflessione in la d’onounadeltrasfigurazione metaforica re concorso indirizzato alle sul mondo dei ragazzi e anche scuole che riguarda progetti finadegli adulti relativamente al “dilizzati allo sviluppo della creativerso”, a chi èaletichettato vità applicata campo dellecome arti. disadattato o problematico, e per questo è discriminato, sfiorando Ornella Jovane la questione - altrettanto attuale >o.jovane@lapiazzaweb.it <
Gli studenti dell’Istituto comprensivo “G. Matteotti” di MaerneOlmo con la professoressa Vitetta sono stati premiati per il fondale realizzato per lo spettacolo teatrale “L’orsa”
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Cultura
Festival del fumetto e cultura pop
i frati Cappuccini si occupavano di viandanti, pellegrini ed appestati all’Ospedale della Cà di Dio a po’ associazione cultuche decine di metri dalla cattedrale rale VeneziaComx in di Chioggia in quella che è ora la occasione del suo decimo biblioteca comunale, il monastero anno di attività inaugubenedettino di san Michele esistererà il prossimo 19 e 20 va a Brondolo già nell’VIII secolo, Don Giuliano marzo, presso il Pala Exil monastero delle Cappuccine diMarangon a il poVenice a guida Marghera venterà il Seminario vescovile… Venezia Comics scoprire questi-Festival edifici Don Giuliano Marangon ci del fumetto e cultura pop. guida con la sua consueta perizia che hanno segnato la L’ottava edizione del festia scoprire questi edifici che hanno val veneziano fonderà il storia della città a lungo segnato la storia della citMestre Comics e il Venice Chioggia. I Domenicani nell’i- tà in questa nuova pubblicazioComic Art Fest per rendesola dedicata a San Domenico ne, “Chiostri e cori monastici in re finalmente Venezia un nella zona nord della città, gli Ere- Chioggia” (edizioni Nuova Scintilpunto di riferimento per tutti gli amanti dei fumetti. mitani agostiniani a San Nicolò la 2015), come sempre corredata di Un forte cambiamento che gli organizzatori hanno voluto che ora è parte scuola dell’infanzia note erudite e curiosità, ma anche realizzare per offrire a visitatori ed espositori un’unica mostra e con la chiesa trasformata in un da immagini che ci documentano mercato del fumetto di venezia, in un calendario di eventi anartistico Auditorium comunale, la grande ricchezza culturale, articora più ricco e con nuovi contenuti in spazi espositivi più ampi i Francescani fuori le mura il cui stica e soprattutto religiosa di quee strutturati per accogliere un pubblico sempre più numeroso. convento e chiostro sono diventati sti luoghi. Secoli di storia accompaLa nuova struttura che ospiterà la fiera sarà il Pala ExpoVeil museo civico della Laguna Sud, a gnano la presenza dei domenicani nice che si estende per 14mila mq, su una superficie complessiva Santa Caterina prima le monache giunti a Chioggia sul finire del Duedi 50mila mq, situata all’inizio del Ponte della Libertà, il ponte Cistercensi poi le suore Canossiane cento là dove già c’era una comuniche collega il centro storico di Venezia alla terraferma. in vasto complesso di edifici che at- tà monastica benedettina e ancor Questi cambiamenti, compreso nome e location, permettetende da anni di essere in qualche prima gli Agostiniani a San Nicolò, ranno di dare finalmente a Venezia la fiera internazionale che modo riutilizzato, mentre la stori- all’inizio del Trecento arrivano i tutti aspettavano da anni. Prestigiosi gli ospiti di questa decima ca chiesetta è stata riaperta solo da Francescani… a loro si rivolgevaedizione: Claudio Chiaverotti, Giorgio Cavazzano, Laura Brapochi mesi dopo un lungo, anch’es- no i tanti poveri per un’elemosina ga, Lola Airaghi, Lrnz, Marco Checchetto, Mirka Andolfo, Panti, so “storico”, restauro (ma l’impian- o un piatto di minestra calda. La Pocci Poccetta, Sio. to di riscaldamento “attende” l’ar- guerra di Chioggia e il saccheggio rivo del metano per funzionare…), genovese del 1379 distrussero i vec-
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chi conventi, ma furono presto restaurati o interamente ricostruiti come testimonia la famosa piante di Cristoforo Sabbadino del 1557. Ma tutto fu sconvolto da Napoleone alla fine del Settecento con la confisca dei conventi trasformati in caserme, magazzini, depositi. E il ricco patrimonio artistico nuovamente saccheggiato si disperde in Francia e nei mercatini dell’antiquariato d’Italia e d’Europa… Una visita al museo diocesano, che ha recuperato il recuperabile, ci consente di renderci conto di quanto fosse consistente e artisticamente elevata la presenza di chiostri e conventi in città ed altre opere sono ancora per fortuna presenti nelle chiese cittadine e diocesane: pensiamo al coro ligneo della Cattedrale, a quello di San Francesco dentro le mura (quella che a Chioggia è chiamata chiesa della ‘Muneghette’ cioè appunto delle monache di clausura). Nel libro curato da don Giuliano Marangon, direttore del Polo Museale diocesano, accanto ai luoghi descritti troviamo anche i personaggi più significativi. E così si aggiunge un altro importante tassello nella conoscenza della storia locale. Eugenio Ferrarese
- dell’accoglienza degli stranieri. “Letto il copione - spiega la professoressa Annunziatina Vitetta che ha curato, anche quest’anno, il laboratorio di scenografia - ho subito avviato una ricerca su materiali che potessero contenere dei messaggi, espliciti o impliciti, per proporre un’ambientazione che creasse un certo pathos in una realtà rivisitata”. “Siamo partiti - prosegue la professoressa - dalla rivisitazione dell’opera “Gli orsi” di Ulo Sooster, artista estone, che è divenuta il cuore del nostro paesaggio. Paesaggio dove il viola e il giallo imperversano tra assonanza e contrasti”. Due in particolare i momenti del “viaggio artistico” che l’insegnante ha voluto sottolineare: la
realizzazione del paesaggio - che ha coinvolto a pieno i ragazzi tanto da farli diventare “tavolozze vive e palpitanti”, con le mani intinte a pieno nel colore che dava corpo e concretezza alla loro immaginazione - e la coralità del lavoro che ha coinvolto ragazzi di varie classi, dalla prima alla terza media. “Il primo piano della scuola un giorno - racconta la prof - si è trasformato in una sorta di fucina creativa, dove gruppi di ragazzi hanno cooperato alla realizzazione interagendo in modo costruttivo”. Un lavoro che ha prodotto i sui buoni frutti: lo scorso 30 gennaio infatti i ragazzi-scenografi e la loro insegnate si sono recati all’Arsenale di Venezia, dove in occasione dell’Apertura del Carnevale internazionale dei ragazzi, organizzato dalla Biennale di Venezia, si è svolta anche la cerimonia di premiazione. Per loro la prestigiosa Menzione d’onore del concorso indirizzato alle scuole che riguarda progetti finalizzati allo sviluppo della creatività applicata al campo delle arti. Ornella Jovane
>o.jovane@lapiazzaweb.it<
Il decimo VeneziaComics Festival del fumetto e cultura pop
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’associazione culturale VeneziaComx in occasione del suo decimo anno di attività inaugurerà il prossimo 19 e 20 marzo, presso il Pala ExpoVenice a Marghera il Venezia Comics -Festival del fumetto e cultura pop. L’ottava edizione del festival veneziano fonderà il Mestre Comics e il Venice Comic Art Fest per rendere finalmente Venezia un punto di riferimento per tutti gli amanti dei fumetti. Un forte cambiamento che gli organizzatori hanno voluto realizzare per offrire a visitatori ed espositori un’unica mostra mercato del fumetto di venezia, in un calendario di eventi ancora più ricco e con nuovi contenuti in spazi espositivi più ampi e strutturati per accogliere un pubblico sempre più numeroso. La nuova struttura che ospiterà la fiera sarà il Pala ExpoVenice che si estende per 14mila mq, su una superficie complessiva di 50mila mq, situata all’inizio del Ponte della Libertà, il ponte che collega il centro storico di Venezia alla terraferma. Questi cambiamenti, compreso nome e location, permetteranno di dare finalmente a Venezia la fiera internazionale che tutti aspettavano da anni. Prestigiosi gli ospiti di questa decima edizione: Claudio Chiaverotti, Giorgio Cavazzano, Laura Braga, Lola Airaghi, Lrnz, Marco Checchetto, Mirka Andolfo, Panti, Pocci Poccetta, Sio.
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Sport
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Giovanna Michieletto, e la passione per le due ruote Q
uando la passione ti fa crescere e diventa una continua sfida con te stessa fino a farti raggiungere i più alti livelli dello sport che ami, allora hai già raggiunto uno dei podi più difficili. Sono questi i punti cardine della storia sportiva di Giovanna Michieletto, attualmente campionessa regionale di ciclocross nella categoria donne élite. Giovanna, giovanissima ragazza di Scorzè, classe 1995, inizia già a 7 anni a praticare ciclismo su strada e atletica, ma dopo poco tempo capisce che la bici sarebbe stata la sua più grande compagna di avventure e abbandona, in questo modo, l’atletica leggera. Iniziano fin da subito le sfide per la bambina. “Ricordo ancora la mia primissima gara, decisamente la più importante. – afferma Giovanna-. Era una gimkana in cui sono arrivata seconda e ho perso il primo posto per un soffio,
da quel momento ho capito che avrei dovuto migliorarmi e vincere”. In terza media, la giovane veneziana, oltre al ciclismo su strada inizia anche a praticare il ciclocross, con la società Libertas di Scorzè. Dai 17 anni Giovanna è entrata nella categoria juniores. “Il primo anno in questa categoria è stato traumatico – racconta Giovanna - Non solo per la mole di allenamenti, ma anche perché spesso ti ritrovi a gareggiare con e contro le più grandi atlete a livello mondiale e di sicuro la pressione si sente”. Il 2014 è stato per la ciclista un anno importante per entrambe le discipline. Nel gennaio di quell’anno è stata convocata in nazionale ciclocross per la coppa del mondo a Roma e, per la corsa su strada, con la società Footon Servetto squadra Uci femminile, ha partecipato a due corse a tap-
L’atleta di Scorzè ha partecipato al Giro d’Italia femminile, al Tour di Norvegia e alla Coppa del Mondo
Diporto Velico, Giorgiutti presidente
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pe internazionali: il Giro d’Italia femminile e il Tour di Norvegia e anche qualche prova di Coppa del Mondo. Dopo questi grandi traguardi, ha deciso di lasciare il ciclismo su strada poiché ha trovato una nuova spinta nella mountain bike e, grazie alla società Four esWilier racing team, ha partecipato alle gare degli Internazionali d’Italia e al campionato italiano under 23. Anna Michieletto
ichele Giorgiutti è stato confermato alla guida del Diporto Velico Veneziano alla presidenza. Giorgiutti guiderà nel prossimo triennio uno dei circoli velici più prestigiosi dell’Alto Adriatico. A fianco avrà una squadra compatta: Alberto Righi sarà vicepresidente. E poi: Dino Orsini (tesoriere), Gianmichele Tiburzio (segretario), Bruno Luppi (direttore del cantiere), Luigi Zennaro (direttore della darsena), Enrico Catarra (direttore sportivo d’altura) e Massimo Scarpa (direttore dell’attività giovanile). Tanti gli appuntamenti calendarizzati per il 2016. Sarà il Trofeo Rizzotti ad attirare l’attenzione a inizio giugno. Giunto alla 30 esima edizione, è stato organizzato assieme alla Compagnia della Vela e prevede una regata internazionale a squadre riservata ai giovani campioni della classe Optimist. Il secondo appuntamento sarà la Transadriatica: regata d’altura che parte dalle bocche di porto del Lido e arriva a Cittanova d’Istria. Tante regate infine sono previste ad ottobre.
Podismo, tutte le novità dei “Venicemarathon Events 2016”
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uest’anno il Venicemarathon Club porta a correre tutti gli appassionati nei parchi, al mare, in montagna e in città d’arte con il progetto “Venicemarathon Events 2016”. Un’offerta che presenta nuove proposte, anche al di fuori del territorio veneziano, in modo da avvicinare sempre più persone al mondo del running e del jogging in ogni sua forma. Il primo appuntamento in calendario per tutti gli appassionati è quello del weekend di sport “Alì Venice Running Days” in programma sabato 23 e domenica 24 aprile. Il sabato vedrà il battesimo del “Venice Night Trail”, un trail notturno di 16 km. Si svilupperà nel cuore di Venezia lungo calli e campielli, su e giù per 51 ponti della città. Mentre, per la mattinata successiva, l’appuntamento è al Parco San Giuliano di Mestre con la Corrimestre (10 km) e la Panoramica (la corsa green non competitiva di 5, 11 e 18km). Il calendario prosegue in maggio con la Moonlight Half Marathon e la Garmin Forerunner 10K. L’appuntamento con la corsa “al chiaro di Luna” da Cavallino Treporti a Jesolo è fissata per sabato 28 maggio. Poi la Primiero Dolomiti Marathon, un’occasione unica per correre in un ambiente incantevole e tra i più spettacolari al mondo. La manifestazione è organizzata in collaborazione con la U.S. Primiero e in programma sabato 2 luglio. Ma l’appuntamento più importante di tutta la stagione sarà quello con la 31esima edizione della Venicemarathon in programma domenica 23 ottobre e che verrà abbinata alla Garmin Forerunner 10K. Info www.venicemarathon.it. A.M.
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ilVeneto
Il caso La sentenza di primo grado
Birolo condannato a due anni e otto mesi di carcere D
ue anni e otto mesi di carcere, oltre il risarcimento di 325 mila euro. E’ questa la pena inflitta dal giudice Beatrice Bergamasco del tribunale di Padova, con la sentenza di primo grado dello scorso 28 gennaio, a Franco Birolo. Il tabaccaio, che vive e lavora nel centro della frazione di Civè, alla fine dell’aprile del 2012 uccise con un colpo di pistola uno dei ladri che nottetempo, dopo avere sfondato con un’auto la vetrata del suo negozio, stavano rubando al suo interno. Birolo, con la moglie e la figlia, stava dormendo al piano superiore. Le motivazioni della sentenza si basano fondamentalmente sul fatto che secondo il giudice non ci fu un’aggressione da parte del ladro. Dire che il caso abbia sollevato un polverone è dire poco, tanto da assumere una risonanza nazionale. Anche alla luce del fatto che solo qualche mese prima il Pubblico Ministero aveva chiesto l’assoluzione per Birolo. La reazione più istintiva è stata quella popolare. L’indignazione è stata generale, con i concittadini di Birolo che si sono tutti schierati subito dalla sua parte dimostrandogli la massima solidarietà. La decisione del giudice ha scatenato tuttavia una bufera sui social network tanto che, alla luce della miriade di insulti e minacce, la Digos fin da subito ha deciso di mettere sotto protezione l’abitazione della Bergamasco. Franco Birolo, da parte sua, non
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Attualità
Il tabaccaio di Civè dovrà inoltre risarcire alla famiglia del ladro 325mila euro. Secondo il giudice non ci fu aggressione da parte del ladro
Il tabaccaio che vive e lavora nella frazione di Correzzola alla fine dell’aprile 2012 uccise con un colpo di pistola uno dei ladri che di notte, dopo aver sfodato la vetrata del negozio, stavano rubando
ha mai voluto rilasciare un commento, rifugiandosi nella quotidianità del suo lavoro. Le manifestazioni di solidarietà, come si diceva, non sono mancate. Il movimento Indipendenza Veneta, all’indomani della sentenza, ha organizzato un sit in davanti all’ edicola, raccogliendo anche dei fondi. Nei giorni successivi, a Correzzola, si è poi fatto promotore di una fiaccolata di solidarietà a cui hanno partecipato cinquecento persone, tra le quali alcuni anche compaesani di Birolo. Sul piano istituzionale le reazioni sono state più ponderate. Il sindaco Mauro Fecchio e la sua amministrazione hanno riproposto il conto corrente postale istituito già nel 2012 e messo a disposizione di chi volesse concretamente aiutare il tabaccaio. La Lega Nord, che si è riunita con il suo stato maggiore provinciale a Correzzola, ha preferito spostare il tiro, più che sulla sentenza in se, sulla necessità di modificare la legge sulla legittima difesa istituendo un “Patto”, un tavolo di lavoro aperto al contributo di esponenti del mondo della magistratura e accademico. Alessandro Cesarato
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Baldin (M5S): “Siamo dalla parte di Birolo”
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a consigliera del M5S in Regione Veneto Erika Baldin si è recata a Correzzola per ascoltare dalla bocca di Franco Birolo la dinamica dell’episodio che l’ha coinvolto. “Birolo è sceso dal letto per vedere cosa stava avvenendo nel suo negozio al pianterreno, diviso dagli alloggi della famiglia solo da una porta interna. Al piano sopra c’erano sua figlia e la moglie”.“Non possiamo parlare di far west in questo caso. Lui ha solo difeso la propria famiglia e credo che ogni padre e marito avrebbe fatto lo stesso. Per questo noi siamo con Birolo e ci facciamo portavoce della sua richiesta – continua la consigliera – Birolo chiede che in questo Paese si riconosca il diritto di ogni cittadino a difendersi e che tutti diano il proprio contributo politico alla revisione della legge sulla legittima difesa”.
L’intervento del vescovo fa scandalo
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candalo ha fatto l’intervento del vescovo di Chioggia, monsignor Adriano Tessarollo, che ha pubblicamente assolto Birolo, considerando sproporzionata la pena. Una presa di posizione che ha portato l’Associazione nazionale magistrati a valutare l’opportunità di una querela per l’ingerenza del prelato. Anche l’avvocato di Franco Birolo non ha voluto puntare il dito sul giudice, ricordando come le sentenze vadano rispettate e che se non le si condivide c’è la possibilità di ricorrere in Appello. A sostegno del Giudice Bergamasco, l’onorevole del Pd Alessandro Naccarato, che accusa il presule di aver abusato del proprio ruolo. “Il suo intervento - commenta - è particolarmente grave alla luce delle motivazioni della sentenza, che hanno chiarito che l’imputato ha sparato contro un uomo disarmato.
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Attualità
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“Non passi l’idea che rubare si può” Intervista al vescovo di Chioggia che difende il tabaccaio che ha ucciso: “Se il ladro fosse stato a casa sua non sarebbe successo niente. È come chi fa sport estremi: deve calcolare che si può anche rompere l’osso del collo”
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o non dico se ha fatto bene o no. Dico solo: cerchiamo di non far passare l’idea che rubare si può tanto dovremmo esser protetti per legge. Allora faccio una battuta: si faranno anche un’assicurazione sul lavoro?”. Il vescovo di Chioggia Adriano Tessarollo non usa mezzi termini per difendere la sua scelta di schierarsi a favore di Franco Birolo, il tabaccaio di Correzzola condannato per avere ucciso un ladro. Una posizione netta e inattesa la sua. “Ho solo fatto una riflessione. Certo, la legge deve far capire che la difesa deve essere moderata, ma mi sono messo anche nei panni di chi si trova in quella situazione e non ha tutta la freddezza richiesta dalla legge”. Ma comunque Birolo ha tolto la vita a una persona... “Non dico che la reazione non sia stata sopra le righe o che ha fatto bene - e ne è convinto anche lui -, ma ha agito d’istinto, spinto dalla rabbia del momento
e dalla tensione”. Si può perdonare un omicidio se fatto in questo modo? “Io non penso che sia calcolato perciò dico: la difesa non è stata bella, ma nello stabilire le cause il giudice dovrebbe tenere conto del danno fatto e che lui è stato provocato. Perchè se il ladro fosse stato a casa sua non sarebbe successo niente. È come chi fa sport estremi: deve calcolare che si può anche rompere l’osso del collo...Altrimenti la gente si fa l’idea che può andare a rubare tanto non gli si può fare niente”. Quindi sono “rischi del mestiere”? “Anche il giudice ha tenuto conto che non è un omicidio volontario. Però poi, l’altro vitalizio mi sembra esagerato, perchè destabilizza la vita di una famiglia”. Parla del risarcimento alla famiglia del ladro? “Ma a Birolo i danni chi è che glieli risarcisce? Insomma, 325mila euro rovinano una famiglia”.
Il vescovo Tessarollo e la tabaccheria di Franco Birolo
E se quel ladro un giorno si fosse potuto redimere? “Certo, la morte non dà altre chance. Ma probabilmente anche chi ha sparato in situazioni diverse non lo avrebbe fatto. Con i ‘se’ non so cosa fare. Ma c’è l’idea che si senta più protetto per
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legge chi aggredisce che non chi è aggredito”. Quindi lei sarebbe d’accordo con la revisione della legge sulla legittima difesa? “Certo quello sarebbe ora”. Giorgia Gay
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Società
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Donne al vertice Mariacristina Gribaudi
Mariacristina Gribaudi è la presidente della Fondazione Musei civici veneziani.
“Arrendersi mai, il talento emerge” A
mministratore unico di un’azienda leader del settore della produzione di chiavi come la Keyline spa di Treviso, mamma di sei figli e ora anche presidente della Fondazione musei civici di Venezia. Mariacristina Gribaudi non ha certo paura delle sfide. Capo di un’azienda e ora anche al vertice della più importante istituzione culturale veneziana... “Quando sono arrivata ho trovato delle vere eccellenze e il mio compito sarà di valorizzare i talenti esistenti, ma anche di portare al suo interno uomini, donne e giovani di talento che facciano la differenza. Inoltre, gli undici musei della Fondazione rappresentano un patrimonio inestimabile, meritano molta più
visibilità, meritano ognuno di vivere di luce propria e diventare degli spazi in cui i giovani possano trovare un’ambientazione che li faccia ritornare”. Qual è stato il suo percorso per arrivare a un ruolo così importante? “Io sono piemontese, nasco da una famiglia di imprenditori che ha cominciato a fare business nel 1920 a Torino. Mia nonna lavorava, mia mamma era una donna manager. Insieme a queste figure femminili di riferimento ho metabolizzato il modello di fare business del Nord-ovest, caratterizzato dall’esperienza di Adriano Olivetti. Quello che io ho portato all’interno dell’azienda è un modello di business mixato dalle mie origini”. La sua è una bella esperien-
“Come riesco a gestire figli e carriera? Sono una maratoneta, sopravvissuta a tutto correndo. Al mio arrivo in azienda ho dovuto superare pregiudizi”
za di donna al vertice. È davvero così difficile per una donna ricoprire ruoli di rilievo? “È tutto difficile, a me nessuno ha regalato niente, la strada è stata tutta in salita. Per esempio, quando nel 2002 sono entrata nel business di famiglia di mio marito, Massimo Bianchi, gestito da soli uomini per sette generazioni, è stata una grandissima sfida, dovevo superare tutti i pregiudizi legati al mio ruolo. Credo che
non sia facile arrivare ai vertici seguendo i valori della meritocrazia, ma certamente si stanno aprendo delle opportunità per le donne di talento”. Come riesce a coniugare la famiglia e la vita privata con la carriera? “Dico sempre di essere una maratoneta: sono sopravvissuta a tutto correndo. Sei figli sono tantissimi, ma sono cresciuti con una capacità di autonomia quasi immediata. Per molte estati li ho portati in fabbrica per conoscere il mio mondo, lì hanno fatto dei piccoli lavoretti e poi, autonomamente, hanno sviluppato le loro capacità, anche all’estero. Inoltre, sin da quando erano piccoli ho sempre avuto la casa piena dei loro amici: sono sempre stata circondata dai giovani e questo costante contatto è servito moltissimo, anche nel mio lavoro”. Consigli da dare a una donna che vuole fare carriera? “Non arrendersi mai, essere resiliente, sorridere sempre, vedere il bicchiere mezzo pieno. Prima o poi le persone di talento emergono”. Giorgia Gay
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ietro ogni organizzazione c’è un aspetto fondamentale da tenere in conto: le emozioni delle persone”. Mariacristina Gribaudi, imprenditrice e donna di successo, si basa su poche, semplici regole nel suo lavoro in azienda come anche alla guida dell Fondazione Musei civici veneziani: lavoro di squadra, valorizzazione dei talenti, contaminazione tra le varie realtà produttive, spazio alle donne e ai giovani. “Le aziende dovrebbero cominciare a valorizzare il merito e soprattutto il capitale umano - spiega -: fare arrivare un lavoratore contento o scontento incide sulla qualità del lavoro. Più sereni arrivano, meno problemi abbiamo, più la qualità del lavoro eccelle”. All’esperienza nell’industria delle chiavi e nella Fondazione Musei Civici, si è aggiunta di recente anche la nomina a consigliere indipendente nel consiglio di amministrazione dell’incubatore veneto di start up H-Farm. Industria, cultura, nuova imprenditoria: tre ambiti che, per Gribaudi, si incontrano, si specchiano imparando l’uno dall’altro. “Possiamo pensare a fare fabbrica senza relazionarci con la cultura che abbiamo in Italia e con i giovani? Dobbiamo imparare a pensare a certi spazi come a dei luoghi aperti, in cui i giovani possono venire a studiare e a relazionarsi. Il patrimonio che ha Venezia è un contenitore dalle enormi potenzialità, non resta che investire”.
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Economia
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“Flessibilità del lavoro, opportunità di crescita” Il presidente di Eurointerim spa Luigi Sposato snocciola le cifre di un successo: fatturato di 68 milioni di euro, più di 3 milioni e 600mila ore lavorate, e un totale di 10.140 lavoratori
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na realtà all’avanguardia a livello italiano nel campo delle agenzie del lavoro. E’ Eurointerim Spa, agenzia per il lavoro, nata nel 1998. Una delle prime agenzie per il lavoro a capitale interamente italiano. Il successo di questa realtà lo illustrano chiaramente i numeri. Il 2015 si è chiuso per Eurointerim con un fatturato di 68 milioni di euro, con un totale di più di 3 milioni e 600mila ore lavorate, cioè 472mila giorni lavorati e un totale di 10.140 lavoratori. Sono stati erogati 139 progetti formativi:18 corsi base, 34 corsi professionali e 87 corsi on the job, per un totale di 8400 ore formative e 929 lavoratori formati, un aumento del 24% rispetto al 2014. Ha la sua sede principale a Padova in viale delle Industrie. A raccontarcelo è direttamente il suo presidente Luigi Sposato. “L’oppor-
tunità di lavorare in questo campo - spiega Sposato- è arrivata con il 1996 cioè con la nuova normativa sul lavoro somministrato. L’Italia e la Grecia erano le ultime in Europa che non l’avevano introdotto. Due anni dopo, nel 1998 sono partito. Eurointerim, è l’unica agenzia che sintetizza una profonda conoscenza della complessa normativa giuslavoristica italiana con la possibilità di dare flessibilità a un mercato sostanzialmente rigido. L’attività si sviluppata in un crescendo, fino al 2009, quando cioè la crisi ha picchiato durissimo anche sulla nostra attività. La crisi fatto comunque utile pulizia di rami secchi. Quello che abbiamo imparato è che bisogna diversificare le attività per reggere l’urto di periodi economici così negativi. Nonostante ciò, fra i nostri dipendenti
Sposato: “Quello che abbiamo imparato in questi anni di crisi è che bisogna diversificare le attività per reggere l’urto dei periodi economici negativi”
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Politica
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Baretta: “La legge di stabilità darà nuovo impulso alla ripresa”
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Il sottosegretario veneto all’Economia spiega le principali novità contenute nella legge approvata dal Parlamento
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l Parlamento ha approvato la Legge di stabilità, un documento che ha importanti ricadute non solo a livello nazionale ma anche sul territorio. Ne abbiamo parlato con il sottosegretario all’Economia e Finanze on. Pier Paolo Baretta. Cosa cambia con la nuova Legge di Stabilità? “Questa legge contiene provvedimenti per irrobustire i segnali di ripresa che si intravvedevano, deboli ma concreti”. Le novità più importanti? “La riduzione del peso fiscale, impedendo l’aumento di due punti dell’Iva. L’eliminazione dell’Imu sulla prima casa. Il rinnovo del bonus energetico. Sono stati confermati i vantaggi fiscali per le aziende che assumono ed è stata prevista la riduzione
dell’Ires per il prossimo anno. Altra novità è l’abolizione del Patto di stabilità: adesso i comuni potranno investire le energie bloccate al loro interno in interventi sul territorio”. Quali vantaggi per il Veneto? “Il Veneto ha dei vantaggi diretti da molte di queste scelte. È una delle più importanti realtà produttive del Paese, la sua industria è molto esposta all’export internazionale, per cui tutto ciò che sostiene l’industria va direttamente a beneficio anche del Veneto. Altri interventi di riforma, come quelli su autorità portuali e infrastrutture, per esempio hanno avuto una buona ricaduta sul Veneto”. Ci sono altri provvedimenti al vaglio del Governo? “Molti provvedimenti sono
“Tre assi di sviluppo per il Veneto”
“Tra le novità la riduzione del peso fiscale, incentivi alle aziende che assumono, eliminazione dell’Imu prima casa”
già in corso, tra questi cito il finanziamento dell’alta velocità sulla tratta Verona-Padova e verso Trieste. Il finanziamento della Pedemontana, che è già stato fatto, ma c’è anche l’accordo di programma per Porto Marghera, con un finanziamento di 150 milioni. Infine, il riconoscimento da parte dell’Unesco delle Dolomiti come patrimonio dell’umanità”. Gaia Ferrarese
er il sottosegretario al’Economia Pier Paolo Baretta sono tre le linee da seguire per sostenere la ripresa in Veneto. “Il primo è certamente lo sviluppo dell’industria manifatturiera - spiega -, che da sempre è il perno della nostra economia”. Il secondo è il binomio turismo e cultura: intesi come tutt’uno: “Il Veneto ha un patrimonio clamorosamente elevato, elemento centrale di sviluppo del territorio - evidenzia -. Un patrimonio fatto sia di grandi città d’arte sia di piccoli centri urbani. Dobbiamo gestirlo in modo organico, con una chiara visione. Non può essere lasciato ai singoli comuni”. “Il terzo asse è la logistica. La posizione geografica del Veneto è privilegiata: dai porti del Nordest si accede al centro e all’Est Europa, mercati straordinariamente importanti. Per questo ci serve cinserve una logistica capace di ricevere e smistare”.
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Politica
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Accordo in Regione L’area da mezzo milione di mq è già nella disponibilità del Comune
Via libera al nuovo ospedale di Padova Sarà costruito a Padova Est - San Lazzaro D
opo anni di polemiche e colpi di scena la politica trova l’accordo sul futuro del nuovo ospedale di Padova. Si farà a Padova Est - San Lazzaro, in un’area di 521 mila metri quadrati a disposizione del Comune di Padova. Tramontata dunque l’idea di Padova Ovest, dopo un ridda di reazioni, messa da parte anche l’ipotesi dell’aeroporto insieme all’eventualità di una ricostruzione del vecchio ospedale, la collocazione del nuovo policlinico passa il vaglio del tavolo regionale. Il comitato di coordinamento presieduto dal governatore Zaia e composto da tutti i soggetti interessati (Uls, Azienda Ospedaliera, Università, Comune, Provincia) ha dato il via libera alla soluzione di San Lazzaro dopo l’ultimo confronto tra le diverse opzioni proposto dal nel direttore dell’azienda ospedaliera Luciano Flor. Ora viene il bello perché, a parte la disponibilità
Ora viene il bello con la progettazione di un’opera attesa da almeno vent’anni. Servirà una forte collaborazione tra pubblico e privato dell’area, che il Comune di Padova mette a disposizione in “diritto di superficie” per almeno 99 anni, il progetto del nuovo ospedale è tutto da costruire e ha l’ambizione di consegnare finalmente alla città una moderna “cittadella della salute” all’altezza della fama e dell’alta specializzazione della sanità padovana. Serviranno tanti soldi, oltre 600 milioni di euro, e una sinergia tra pubblico e privato visto che anche in questo caso si ricorrerà alla formula del “project
Le reazioni: il centrodestra esulta, perplessità dal centrosinistra mentre il Movimento 5 Stelle teme un nuovo “mostro mangia soldi”
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ra l’attenzione si sposta sui tempi e sui dettagli della progettazione del nuovo ospedale di Padova. Intanto dal centrodestra arriva il plauso alla scelta di Padova Est. “L’eccellenza sanitaria patavina - afferma Roberto Marcato, assessore regionale all’economia - meritava di potersi esprimere al meglio in una struttura adeguata, che ora nascerà secondo tutti i crismi e con le preziose indicazioni tecniche dell’Università e dello Iov, elementi importanti per dare contenuto scientifico ai massimi livelli”. Il centrosinistra conferma invece i dubbi di quello che giudica un percorso ad ostacoli. “La prima delle perplessità - affermano i consiglieri Claudio Sinigaglia e
Piero Ruzzante - è quella sulla destinazione urbanistica e la conformità della stessa per attivare la struttura sanitaria. Meritano un approfondimento le questioni dell’accessibilità, anche viabilistica, e delle possibilità di implementazione dell’area”. Teme un nuovo “mostro magia soldi” il capogruppo del Movimento 5 Stelle Jacopo Berti: “Ancora una volta stanno parlando del contenitore, ma sui contenuti non ho ancora sentito una parola dalla politica regionale per non parlare del fatto che diventa indispensabile ribadire un secco no all’ipotesi del project financing, come andiamo dicendo da sempre, per questo progetto”.
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financing”. Intanto la Regione ha confermato lo stanziamento di 50 milioni l’anno per il prossimo triennio ma questo è solo il primo passo. Per quanto riguarda l’ormai accantonato progetto di Padova Ovest è lo stesso Zaia ad indicare la strada da seguire: “ Il fatto sarà formalizzato con una nuova delibera regionale che ribadirà la non pubblica utilità dell’area di Padova Ovest già dichiarata il 14 ottobre 2014. Abbiamo inoltre costituito un tavolo tecnico composto dai legali dei diversi protagonisti del Tavolo che dovrà darci la corretta linea giuridica rispetto ai rapporti con i privati che furono interessati a Padova Ovest. Nel frattempo si può cominciare a scrivere anche il nuovo Accordo di Programma – conclude Zaia – che darà al Veneto un Policlinico Universitario di livello internazionale”. Anche il sindaco di Padova Massimo Bitonci parla di una decisione storica e sottolinea il ruolo del Comune nel mettere a disposizione il terreno: “Le valutazioni dei tecnici sono state assunte e condivise da tutte le parti: l’area di Padova Est non evidenzia criticità ed è immediatamente disponibile. Ora andiamo avanti, insieme. I veneti e, soprattutto, i padovani, hanno atteso per troppi anni un’opera che ora possiamo finalmente realizzare”. Più critico invece il presidente della Provincia Enoch Soranzo, che si è astenuto: “Invierò a Zaia le controdeduzioni su alcuni errori e discrepanze ma a questo punto auspico che, definita una volta per tutte l’area, s’inizino quanto prima i lavori di costruzione, e che davvero Padova possa avere in tempi rapidissimi una struttura attesa da vent’anni”. Nicola Stievano
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Cultura Cultura veneta
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Rovigo L’esposizione a palazzo Roverella e a palazzo Roncade
Al primo sguardo, mostra appassionante L
e collezioni d’arte della Fon- stra è curata da Giandomenico Rodazione Cassa di Risparmio manelli e Alessia Vedova ed è aperdi Padova e Rovigo vengono svela- ta tutti i giorni tranne il lunedì, con te per la prima volta al pubblico a ingresso gratuito. “Quella che preRovigo grazie alla mostra ”Al pri- sentiamo in mostra è solo una parte mo sguardo - opere inedite della della nostra collezione- chiarisce il collezione della Fondazione, in presidente della Fondazione, Antocalendario dal nio Finotti- Com27 febbraio al Dal 27 febbraio plessivamente la 5 giugno. Oltre al 5 giugno 200 opere Fondazione vanta 200 opere che un patrimonio di rappresentano tra ‘800 e ‘900 oltre 1000 opere di il fiore all’ocpittura insieme diche rappresentano chiello della versi nuclei di sculraccolta di pit- un tesoro per la ture, incisioni, ditura e scultura segni, manoscritti. e che saranno Fondazione Cassa Insomma un vero esposte in un e proprio museo di Risparmio doppio allestiche incrementiamento, sia a pa- di Padova e Rovigo mo regolarmente e lazzo Roverella con oculate acquiche a palazzo Roncale. La scelta sizioni”. della Fondazione è stata di priviA Palazzo Roncale ci attende legiare l’ampio corpus di opere ri- una raccolta di grande valore, con guardanti i due recenti secoli, l’Ot- artisti del calibro di Pietro da Cortocento e il Novecento, provenienti tona, De Nittis, Milesi, Lega, Sidalla Collezione Centanini. La mo- gnorini, Carrà, Guidi, De Chirico e
Chagall. A Palazzo Roverella vanno in scena la modernità e le avanguardie, con il futurismo rivisitato di Tullio Crali, le ricerche cinetiche del Gruppo N e le tematiche pop di Pozzati, tra gli altri, fino alle più attuali sperimentazioni di Gioli. Si tratta di dipinti riuniti nella collezione di Pietro Centanini che l’ha voluta donare alla fondazione perché possa rimanere integra e goduta dalla collettività; una raccolta unica nella sua specificità nata da un appassionato d’arte come pochi. Dopo la pausa estiva, e la conseguente chiusura per lavori,
dal 17 febbraio arriverà a Rovigo la grande e tanto attesa mostra dell’anno “Da Gauguin ai Nabis, da Thaiiti alle biennali”, che chiuderà il 14 gennaio 2017. Un percorso di colore e di emozioni, fitto di storie che sono diventate leggende. Un centinaio di opere divise in cinque sezioni. “Una mostra di emozioniassicura il curatore Giandomenico Romanelli- con le storie di artisti in fuga da città, da legami da loro stessi, che trovano rifugio in riva al mare, quello potente della Manica, o quello dolce casalingo della laguna veneziana”. Nella nuova mostra
l’attenzione sarà focalizzata in particolare sul mondo di Gauguin che alla fine degli anni Ottanta dell’Ottocento si trasferì nella costa bretone dando vita ad una sorta di eden primitivo e quasi incontaminato. Questo contesto attrasse molti artisti che si riunirono in vere e proprie piccole consorterie d’arte, vivendo in forma semi-comunitaria, condividendo i soggetti del proprio lavoro, focalizzato sulla ricerca di un linguaggio semplice e immediato. Fu così che nacque la scuola dei Nabis che influenzarono e contaminarono l’Europa, Italia inclusa, come questa mostra ben sottolinea. Tra gli artisti esposti, Oscar Ghiglia, Felice Casorati, Gino Rossi, Mario Cavaglieri, autore internazionale di grande fascino. Tuttavia non mancheranno le sorprese, dato che il curatore Romanelli è attualmente in trattativa con il Museo d’Orsay per altri importanti prestiti. Melania Ruggini
L’opera prima di Guido Barbato
Autori veneti, Lucia Zaramella Brigantessa della Brenta Lucia è la Brenta. Conoscerla significa conoscere, insieme con lei e grazie a lei, un fiume e, ancora, le battaglie di una donna a difesa dell’acqua, dell’ambiente, di una terra, la sua come quella dei Balcani martoriati dalla parte, sempre e prima di tutto, dei diritti. E, dopo che la si è conosciuta, risulta impossibile chiudere gli occhi e far finta di nulla. Il libro è un viaggio attraverso le battaglie civili e sociali di Lucia Zanarella, la “Brigantessa della Brenta”. Battaglie che rappresentano con intelligenza, forza e coraggio, alcune delle grandi utopie novecentesche: il desiderio di costruire una società di individui responsabili, liberi da restrizioni di ogni potere politico, ideologico e culturale. Valori che contengono un’ispirazione più che mai attuale: il rispetto per la vita, che si concretizza nell’utilizzo consapevole della terra, nell’organizzazione partecipata delle comunità, nella democrazia, nel dialogo con la politica e nell’importanza di educare i giovani. Scrive Paolo Rumiz nella prefazione: Brigantessa della Brenta “non è una banale autobiografia, la cronaca delle lotte vinte e perdute da un singolo individuo, ma un brandello di storia patria, il ritratto di un popolo, la testimonianza di quanto è difficile far crescere gli italiani, trasformarli da sudditi opportunisti in cittadini consci di doveri e diritti”. Il libro raccoglie lettere, articoli di giornale, relazioni dai social forum e dai frequenti viaggi compiuti da Lucia nei Balcani feriti da conflitti etnici, sinossi di seminari, riflessioni di intellettuali di prestigio. Non mancano i pensieri personali sui tanti progetti realizzati in nome della pace. Il volume rappresenta, inoltre, un omaggio al pacifista altoatesino Alexander Langer (la cui lezione costituisce un punto di riferimento fondamentale nel pensiero di Lucia) e ai suoi maestri, Silvio Lanaro e Giovanni Parolin. Lucia spinge, attraverso queste pagine, a pensare con la propria testa e con il proprio cuore, a essere capace di “dire di no”, di non cedere, di non omologarsi, di dimostrarsi veramente responsabile della propria e dell’altrui esistenza e creare, così, una nuova frontiera di solidarietà e di impegno civile e politico. Nicoletta Masetto
Vinca il migliore? Speriamo di no! Una squadra di giovanissimi calciatori si sta allenando in un campo sportivo del padovano. Domenica giocheranno contro i primi in classifica. L’allenatore Silvano li incita a impegnarsi: Ciò, mona, tira in porta! Và vanti, torna indrìo Cos’era ‘sto tiro storto? Dai, mona! zogare ben, concentràti!”. Da dietro la recinzione due papà seguono l’allenamento e all’ennesimo “mona” decidono di affrontare Silvano alla fine della seduta. Con molta naturalezza il mister spiega che quella parola non è un offesa, ma un nomignolo che usava normalmente un grande allenatore del passato: Nereo Rocco. Inizia da qui il racconto in flash back di “Vinca il migliore? Speriamo di no!” di Guido Barbato, Cleup (disegno in copertina di Francesco Frosi). Un’avventura calcistica padovana unica, quella di paròn Rocco, durata oltre sette anni. Una storia senza precedenti e mai più ripetutasi a quei livelli: la provinciale, il Padova di paròn Rocco che batteva gli squadroni. Nereo Rocco è un personaggio dello sport carismatico, simpatico, astuto. Gli anni padovani di Nereo Rocco vengono raccontati ispirandosi a testimonianze, dati statistici e fatti narrati da esperti. Tutto in forma di romanzo in cui spicca la figura di un uomo dal carattere originale, dalle formidabili battute di spirito (come quella che dà il titolo al libro), dalla grande capacità di motivare i suoi calciatori. Autore di “Vinca il migliore? Speriamo di no!” Guido Barbato, padovano, al suo debutto come scrittore. Giornalista per Antenna 3 Nordest, ha una lunga esperienza come cameraman, mansione che spesso svolge ancora oggi. Coltiva la passione per il canto nel coro gospel-pop “BluBordò” di Padova. Nicoletta Masetto
A fianco Guido Barbato e la copertina del libro
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Turismo
Lombardia
L0 storic0 “Posta” racconta Sondrio L’elegante Grand Hotel costruito nel lontano 1862 è legato a doppio filo con la città della Valtellina costituendone un luogo d’accoglienza di classe e un singolare, ricco e variegato spazio museale
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na città, un albergo. Nel caso di Sondrio della banca. Ma brillano anche sculture di valore, bisognerebbe dire: una città e il “suo” al- come i bronzi realizzati dal grande Arturo Martibergo. Perché il Grand Hotel della Posta è legato ni. Un galleria di capolavori d’autore che spaziaa doppio filo con la città capoluogo della Valtel- no dal Settecento all’arte contemporanea. lina, sin da quando era ancora parte del cosidSembrerebbe di passare dal sacro al profano detto Stato di Milano governato dagli austriaci. citando anche l’enogastronomia fra gli aspetDai successori di Radetzky per intenderci. Era il ti che rendono lo storico albergo una vetrina 1855 quando per volontà di Francesco Foianini fu di Sondrio e del suo territorio. Ma non è affatto gettata la prima pietra dello storico hotel, la cui un’eresia perché oggi la produzione agroalimencostruzione venne completata nel 1862, quando tare di un territorio, specie quella artigianale, è Sondrio e la Lombardia tutta eraconsiderata parte integrante no già parte del neonato Regno Dal 23 al 25 aprile della cultura materiale di una d’Italia retto dai Savoia. Della sua ospiterà “Art de Vivre” zona. E la Valtellina ne ha molte di eccellenze da mettere in vecittà il Grand Hotel della Posta è un evento d’arte, moda trina, a cominciare dalla bresastato, come testimonia il nome, e alta gastronomia ola, salume crudo a pezzo intero stazione di posta e quindi crocevia di comunicazioni, trasporti e traf- L’albergo è uno dei focus ottenuto da sapiente stagionafici commerciali. Uno snodo vidi piazza Garibaldi tura naturale che è nato proprio tale. Affacciato sulla centralissima il cuore pulsante da queste parti. E poi i tanti formaggi di alpeggio, a cominciapiazza Garibaldi, di cui costituisce di un centro storico re da Bitto, Casera Valtellina e uno dei focus per l’eleganza del tutto da scoprire Scimudin. I pizzoccheri, pasta suo stile architettonico, da oltre tipica a base di grano saraceno, un secolo e mezzo il Grand Hotel della Posta rappresenta il luogo dell’ospitalità per la polenta “taragna” e gli “sciatt”, ovvero frittelle eccellenza di Sondrio. Le camere, grazie anche di grano saraceno e formaggio. Quindi i vini: ieri ad un recente restauro, mantengono intatto il solo lo Sforzato, o Sfurzat (ottenuto da uve pasfascino di un tempo con arredi e decori d’epoca, site tre o quattro mesi), oggi anche molti altri. In compresi in qualche caso gli affreschi dei soffitti. primis il Valtellina Superiore, un rosso che ha otEntrarvi è come aprire la porta sulla storia e po- tenuto la Docg come lo Sforzato. La base prevater respirare certe atmosfere della seconda metà lente è il Nebbiolo che nella Valtellina assume le dell’Ottocento, quando il gusto per il dettaglio era declinazioni più originali e apprezzate. Il Grand Hotel della Posta ospita la maggior arte. E parlando di arte va sottolineato un altro aspetto che lega fortemente il Grand Hotel della parte degli eventi di rappresentanza di SonPosta a Sondrio: l’esposizione di opere d’arte di drio. In aprile è prevista la prima edizione di un valore assoluto. Si tratta di intere collezioni che evento – contenitore chiamato “Art de Vivre” e la proprietà dell’immobile, il Credito Valtellinese dedicato ad arte, moda, gastronomia e intratte(erede di quella banca, il Piccolo Credito Valtelli- nimento. Oggi la gestione dell’hotel è affidata alla nese, a cui il proprietario di allora, Enrico Vitali, società Lungolivigno della famiglia Giovannini di la cedette nel 1947), ha voluto collocare nei vari Livigno, gruppo che ha costruito la sua notorietà spazi dell’albergo per trasformarlo in una sorta di nel campo della moda (i suoi negozi di Livigno museo. Si tratta di un notevole complesso di ope- propongono le griffe più quotate e sono molto re d’arte attinte dalla collezione di quadri antichi frequentati dai turisti, anche stranieri) e che ha
La suggestiva piazza Garibaldi, cuore di Sondrio dove sorge il Grand Hotel della Posta. A destra la Spa e la facciata dello storico albergo, scorcio sul fiume; sotto: una camera dell’hotel, prodotti tipici della Valtellina e un piatto di pizzoccheri. Nella striscia verticale: il ristorante e la taverna dell’hotel, la Torre Ligariana e l’albergo illuminato.
esteso i suoi interessi nella hotellerie di qualità. Il “4 stelle” storico di Sondrio è oggi uno dei fiori all’occhiello dei Giovannini, compreso il ristorante che si è ritagliato uno spazio anche fra le segnalazioni delle guide specializzate. Il restauro ha permesso di recuperare anche gli spazi sotterranei dell’albergo dove è stata ampliata la Spa e ricavate la sala colazione, una rustica taverna e una fornita enoteca, che presenta un panorama completo delle etichette del territorio. Sondrio è città appartata, che non ama i riflettori, ma è ugualmente piacevole da visitare. In tutte le stagioni. Il suo salotto è piazza Garibaldi su cui si affacciano i palazzi più importanti, fra cui il Grand Hotel della Posta. L’itinerario del passeggio comprende la vicina piazza Campello, dove prospettano il Palazzo Pretorio (oggi sede municipale) e la Collegiata dei Santi Gervaso e Protasio, chiesa simbolo della città. Il suo campanile, la Torre Ligariana, è nel contempo anche torre civica. Una visita della città deve comprendere anche il Museo Valtellinese di Storia e Arte che sorge in via Quadrio nel Palazzo Sasso de’ Lavizzari. Una strada in salita conduce al Santuario della Sassella che presenta pregevoli affreschi del ‘500. La città, che ha poco più di ventimila abitanti, sorge alla confluenza fra il Mallero e l’Adda e mentre si passeggia il sottofondo del rumore dell’acqua che scende rabbiosa da tutta la valle e dal complesso del Mara Corna è costante. Fa capire che tutt’intorno c’è il grande regno della montagna, lo scrosciare dell’acqua ne annuncia il respiro. Sondrio, in fondo, di questa regione di paesaggi austeri che è la Valtellina, terrazzata fin dai tempi dei romani per coltivare la vite, ne è la regina indiscussa. Da sempre.
Pagina a cura di >Renato Malaman<
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I chirurghi: costo dei bisturi, non si può andare a ribasso dott. Giovanni Leoni
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entile Direttore, da medico ospedaliero che quotidianamente opera in un reparto di chirurgia generale, ho considerato con particolare attenzione la dichiarazione/denuncia dell’ Associazione dei chirurghi ospedalieri italiani “L’esigenza di risparmiare non può andare a discapito dei pazienti e della qualità della cura“. L’associazione Acoi, sulla scia delle segnalazioni di migliaia di medici, accusa la corsa a ridurre i costi della sanità e denuncia che i bisturi utilizzati in sala operatoria sono di qualità sempre più scadente. Scende in campo direttamente il Presidente Prof. Diego Piazza in rappresentanza dei chirurghi italiani, e su Repubblica leggiamo che “la continua ricerca del prezzo di mercato più basso, con criteri di valutazione spesso discutibili da parte delle commissioni regionali, ha determinato un livellamento verso il basso della qualità”. “La mediocre qualità dei bisturi utilizzati oggi ha conseguenze sia estetiche, perché il taglio perde la famosa precisione chirurgica, sia infettive, perché, aumentando il trauma cutaneo per incidere una superficie, si aumenta il rischio di contaminazione batterica della ferita”. “Quanto ai costi - prosegue il presidente dell’Acoi - possiamo affermare che si tratta di una scelta antieconomica, perché per uno stesso intervento può essere necessario utilizzare più bisturi, cosa che non si verificherebbe con un buon bisturi che, al contrario, potrebbe essere utilizzato più volte durante lo stesso intervento”. Pochi mesi fa vi era stata un’altra recente clamorosa denuncia riguardo la qualità pessima dei guanti che si bucavano durante gli interventi con frequenza anomala fatta dal Prof. Francesco Corcione, Presidente della Società Italiana di Chirurgia. Sia Corcione, che Piazza sono stimati colleghi eletti dai chirughi italiani a rappresentare ai massimi livello istituzionali questa particolare categoria professionale.
L’allarme dei chirurghi: pericolosissimo operare con bisturi scadenti Infertilità di coppia, quali soluzioni? a pag 33
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La vertigine visiva, cause e sintomi
Il Counselor per superare le difficoltà del quotidiano
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pag 1 e 2 editoriale per provincia venezia (o anche padova)
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L’Editoriale
I chirurghi: costo dei bisturi, non si può andare a ribasso dott. Giovanni Leoni - Presidente OMCeO Provincia di Venezia I chirurghi generali si occupano dei molteplici campi della chirurgia, sono presenti in tutti gli ospedali italiani e sono i medici che trovate ad operare con più frequenza di notte e festivi, dall’appendicite all’emorragia addominale di un grave trauma stradale, sono persone abituate a prendersi ogni giorno le loro responsabilità nelle condizioni più difficili. Fanno parte degli urgentisti per eccellenza come anestesisti e medici del pronto soccorso: gente che “ci mette la faccia“. E’ irrituale che questi professionisti, a nome di tutta la categoria dei chirurghi, facciano dichiarazioni così allarmanti sui media. Credo assolutamente plausibile quindi, che in entrambi i casi, il coinvolgimento del pubblico in questioni di forniture tecniche sia dovuta al fatto che, i miei colleghi provati altri modi di risoluzione dei problemi senza clamore, non siano stati ascoltati dai diretti interlocutori e si siano trovati costretti a rivolgersi ad altre strade. Sono convinto che se si è arrivati a questo punto, vuol dire che la preoccupazione è talmente forte da superare quella che è la normale riserva dei chirurghi riguardo alla propria attività professionale. Il bisturi, strumento base per eccellenza dell’attività chirurgica, diviene doppiamente simbolo per la causa dei ribassi, in quanto, dal punto di vista del costo non può essere paragonato ad altri strumenti più complessi. L’enunciato porta direttamente ad un altro aspetto, che concerne la possibilità del chirurgo di poter incidere sulla qualità degli strumenti che utilizza quotidianamente per curare le persone, e delle quali è l’unico responsabile finale davanti alla sua coscienza ed alla legge. Questo assunto all’utente comune potrebbe sembrare ovvio ma la realtà dei fatti è ben diversa: questi scritti lo esplicitano spero con chiarezza. Non si può mettere come primo criterio di scelta il costo, che va considerato solo a parità della qualità e facendo attenzione a non scendere sotto un certo standard. Quindi e’ necessario rivedere quali sono le caratteristiche intrinseche al bando per l’aggiudicazione di una commessa su una fornitura ospedaliera, vedere se le ditte che partecipano rispettano i requisiti, rivedere i criteri di attribuzione dei punteggi e le composizioni delle commissioni regionali e locali: se questi sono i risultati appare evidente che c’è qualcosa che non funziona. Mi sento in dovere di affermare che questo atteggiamento da parte dei professionisti che si sono esposti tramite i media, denota la necessità di far arrivare un messaggio a livello istituzionale, al fine che si rivedano quindi le commissioni ai vari livelli su criteri scientifici e di trasparenza, in cui la sana competizione fra ditte deve puntare al progresso ed alla qualità del prodotto, non al risparmio ad ogni costo sulla pelle dell’ignaro paziente e alla crisi di coscienza del professionista che rischia con le nuove normative sulla dipendenza il licenziamento per affermazioni pubbliche potenzialmente lesive per l’azienda in cui è stato assunto.
Segue dalla prima paginea dello Speciale Salute
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a scienza medica ha da tempo oltrepassato i confini delimitati dalle colonne di Ercole e non occorre disturbare Kant per ricordare che non tutto ciò che è lecito è moralmente accettabile. Il progredire scientifico ha favorito la nascita nel secolo scorso della nuova disciplina della bioetica. Sono stati istituiti da allora Comitati di bioetica a vari livelli, da quello nazionale a quelli regionali e locali, per cercare di dare risposte alle nuove situazioni in cui si sono venuti a trovare i medici, e non solo, di fronte a casi come ad esempio la procreazione medicalmente assistita, gli espianti e i trapianti di organo, l’eutanasia, l’accanimento terapeutico,l’utero in affitto, lo “staccare la spina” al paziente ormai ridotto in stato vegetativo ma vivo solo grazie alle moderne tecnologie, ma anche l’allocazione delle risorse economiche e la priorità delle cure. In questi giorni in cui è in votazione nel Parlamento italiano la legge Cirinnà sulle unioni delle coppie omosessuali, sull’adozione di figli da parte delle stesse (argomento su cui i pediatri hanno lanciato un grido d’allarme per le possibili conseguenze psicologiche), sulla maternità surrogata, in America si sta discutendo su un caso che ha creato un forte impatto mediatico: può una donna che ha dato il suo utero “in affitto” rifiutarsi di abortire quando questo le sia richiesto dai genitori intenzionali? Negli USA, in molti Stati è permesso che vengano stipulati regolari contratti in cui una donna si impegna a portare in grembo figli non suoi in cambio di denaro. Melissa Cook,una 47enne californiana in attesa di 3 gemelli i cui gameti derivavano da un 50enne della Georgia mentre gli ovuli da una donatrice, ha respinto la richiesta di aborto da parte del padre intenzionale ed ha intentato causa contro l’uomo. Dal momento che tutti e 3 gli embrioni impiantati nell’utero della sig.ra Cook avevano attecchito, il padre, che aveva preso in considerazione l’adozione di un solo bambino, con la preoccupazione di rischi associati ad un parto multiplo e la motivazione di ritenere crudele il separarli, aveva chiesto alla donna di abortire. Melissa,incinta alla 23.ma settimana,ritenendo le motivazioni della richiesta legate più a preoccupazioni economiche che non a motivi di salute, ha rifiutato di abortire: “Stanno andando bene tutti e tre - ha dichiarato al Washington Post - ho profonda empatia per gli uomini che vogliono figli, tuttavia ora penso che il concetto di base di questo tipo di accordi vada riesaminato e non considero più gli accordi di maternità surrogata favorevolmente come in passato.” Si è quindi rivolta alla Suprema Corte di Los Angeles per violazione dei diritti di uguale protezione garantiti dalla Costituzione da parte della legge californiana su questa forma di fecondazione assistita. Per Jennifer Lahl, Presidente del Center for Bioethics and Culture Network, si tratta di un caso epocale: “Le donne in tutti gli USA sono state intimidite e sfruttate dall’industria per la maternità surrogata che va a caccia dei poveri per profitto. E ora quest’industria si è spinta troppo in là cercando di obbligare le donne ad abortire feti sani per un mero beneficio economico”. “Attraverso casi come questo gli americani inizieranno a capire perché il Canada e tantissimi Paesi Europei, Asiatici e Africani hanno vietato la maternità a pagamento. Trasforma le donne in allevatrici anonime e i bambini in prodotti da ordinare (ed eventualmente da eliminare se non corrispondenti alle aspettative (n.d.r.). Questo- conclude Lahl - deve finire!” La Cook nella causa in corso rifiuta di abortire e sostiene di essere la madre legale dei 3 gemelli e cerca di ottenere i diritti parentali sul terzo bambino e la custodia per i primi due. Un caso di riflessione anche per i nostri Parlamentari. *Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo
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Infertilità di coppia: quali soluzioni? S
econdo la definizione dell’organizzazione mondiale della sanità (OMS), l’infertilità è definita come l’incapacità di procreare dopo 12-24 mesi di rapporti non protetti. Si stima che l’infertilità colpisca circa il 15% delle coppie (circa 60000 nuove coppie ogni anno in Italia) assumendo la dimensione di problema sociale. Nei paesi industrializzati la prevalenza delle coppie infertili è passata dal 6-7% degli anni 60 al 15-20% attuale. Questo importante aumento della prevalenza è imputabile da un lato al maggior numero di coppie che oggi a differenza del passato, si rivolge al medico e dall’altro a fattori sociali e ambientali. Tra questi si annoverano: • età della partner femminile: negli ultimi decenni la ricerca della prima gravidanza avviene molto più tardi rispetto al passato (fertilità decresce notevolmente dopo i 40 anni); • riduzione della frequenza di rapporti legata all’età più avanzata dei partner e alla vita frenetica dei nostri tempi; • aumento della promiscuità sessuale con conseguente incremento dell’incidenza delle malattie sessualmente trasmesse le quali possono gravemente incidere sulla fertilità; • abitudini di vita (stress, obesità, fumo di sigaretta, alcool, inquinanti ambientali) con ripercussioni sulle condizioni riproduttive dell’uomo e della donna. Il tentativo di identificare le cause di infertilità di coppia inizia con un’accurata
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anamnesi (storia dei pazienti) e con un’attenta valutazione clinica dei 2 partner supportata da indagini laboratoristiche e strumentali. Le cause che sono alla base di una difficoltà riproduttiva si suddividono in: • fattori esclusivamente o prevalentemente femminili, • fattori esclusivamente o prevalentemente maschili, • fattori di coppia. Inoltre nel 25 % circa delle coppie la causa di infertilità rimane ignota (infertilità inspiegata).
I principali esami diagnostici che permettono l’inquadramento diagnostico della coppia infertile sono: • per la donna l’esecuzione di esami ormonali, la stima della riserva ovarica, la valutazione dell’ovulazione e la valutazione della pervietà tubarica; • per l’uomo la valutazione del liquido seminale. Identificate le cause di infertilità è importante discutere con la coppia l’approccio terapeutico. In molti casi (anovulazione cronica, ridotta riserva
La personalizzazione del trattamento LE NOSTRE RUBRICHE:
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AnimaliRiceve: p.32“Uni-x poliambulatorio” Diritti p.35
e la presa in carico della coppia è
fondamentale per l’ottimizzazione delle probabilità di gravidanza
ovarica, liquido seminale con anomalie, malformazioni uterine, alcune patologie tubariche) l’approccio puo’ essere solo di tipo medico non invasivo (rapporti mirati, controllo dell’ovulazione) o con blando supporto terapeutico (induzione della crescita follicolare multipla, induzione dell’ovulazione, supporto della fase luteale) mentre in casi più severi l’infertilità/sterilità di coppia può essere risolta soltanto attraverso le tecniche di riproduzione assistita (PMA). Le tecniche di riproduzione assistita si distinguono in tecniche di:
• I livello: inseminazioni intrauterine (in vivo in cui la fecondazione avviene nell’organismo della donna); • II livello: fecondazione in vitro in cui la fecondazione avviene in provetta, all’esterno dell’organismo della donna (FIVET-ICSI); e vengono definite omologhe, se si utilizzano i gameti della coppia (ovocita e spermatozoo); o eterologhe se prevedono l’uso di gameti estranei alla coppia. Il ruolo fondamentale del medico che si interessa di infertilità di coppia e medicina della riproduzione è in primis inquadrare la coppia al fine di capire se vi è oppure no un problema riproduttivo, prescrivere e valutare (discutendo con la coppia) gli esami necessari per la diagnosi di infertilità di coppia e infine proporre, dopo adeguata informazione, quelle che sono le opzioni terapeutiche più efficaci per ogni singolo caso. La personalizzazione del trattamento e la presa in carico della coppia è fondamentale per l’ottimizzazione delle probabilità di gravidanza oltre che per la riduzione dei tempi di attesa volti all’ottenimento della stessa.
La vertigine visiva, sintomi e cause
Come curare la Lombalgia, diagnosi e procedura
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a vertigine può essere definita come una sensazione di instabilità ed è un sintomo, non una malattia, di disorientamento in relazione alle cose attorno a noi. La sintomatologia vertiginosa può variare da una leggera sensazione di capogiro sino ad una grave e severa sensazione di instabilità che ci può far cadere con effetti anche gravi o la perdita di motilità che alla guida diventerebbe di estremo pericolo. Problemi ai muscoli oculari o problemi di rifrazione possono causare instabilità. Un esempio di tale tipo di disturbo è quello che un individuo può avere durante la guida se porta occhiali che appartengono ad un’altra persona oppure di instabilità visiva causata da una non corretta ametropia, tipo l’astigmatismo, o quando si vede sfrecciare un treno che va in direzione opposta alla nostra. Gli occhi rispondono inviando al cervello una rapida serie di impulsi, che indicano che il corpo è in movimento rotatorio. D’altra parte, le orecchie ed il sistema di muscoli-articolazioni, inviano al cervello impulsi che indicano che il corpo non è in movimento rotatorio ma solo in movimento in avanti. Il cervello, nel ricevere tali informazioni confuse (dagli occhi che indicano movimento, dalle orecchie e dal sistema muscoli-articolazioni che indicano il contrario) invia allo stesso modo, ai vari muscoli e ghiandole, ordini confusi che possono causare sudorazione, nausea, e vomito. In tale situazione quando un individuo è seduto nel sedile di fronte e guarda in avanti, gli occhi, le orecchie, e il sistema muscoli-articolazioni, lavorano in modo più uniforme, e la possibilità di avere la sensazione di mal d’auto è minore. Un disturbo visivo può essere causato da vertigini di altra origine. La incapacità intermittente di focalizzare, la difficoltà nella lettura, intermittente sensazione di appannamento visivo, possono derivare
Gli occhi rispondono inviando al cervello una rapida serie di impulsi, che indicano che il corpo è in movimento rotatorio da piccoli movimenti riflessi dagli occhi (scosse). Le vertigini si possono avere per altri motivi, quali: problemi otologici, stress emotivi, gli stati di tensione, e l’assunzione di un’eccessiva quantità di alcool. L’insufficienza circolatoria, la disfunzione metabolica o allergica, i tumori o i traumi, possono produrre questo tipo di instabilità con o senza disturbi dell’equilibrio, e altri che per esigenze di spazio non elenchiamo.
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iene definito lombalgia il dolore che colpisce la regione lombare e sacrale; qualora si irradi all’arto inferiore viene indicato come lombo-sciatalgia (irritazione anche del nervo sciatico) o lombocruralgia (irritazione anche del nervo crurale). I due termini indicano solamente i distretti corporei in cui si manifesta il dolore senza indicarne le cause. L’origine del disturbo può ritrovarsi in problematiche meccanico-strutturali, dei tessuti molli vertebrali e paravertebrali, della struttura ossea, degli organi interni che “proiettano” dolore nella zona lombare, la gravidanza, lo stress (psicosomatico). Uno dei fattori di rischio è l’obesità in quanto aumenta la lordosi fisiologica lombare, altera la meccanica vertebrale con conseguente ripercussione sulle zone vicine ed a distanza, irritazione dei nervi, dolore; un altro fattore di rischio è la sedentarietà: “il movimento, questa è la vita”. Per questi motivi, non è sufficiente calmare il dolore e l’infiammazione, è necessario, anche e soprattutto, restaurare una migliore meccanica vertebrale, affinché le crisi non si scatenino più su dei semplici piccoli “movimenti sbagliati”. Una buona meccanica vertebrale deve permettere un utilizzo normale della colonna vertebrale, senza che si sia obbligati a fare sempre attenzione a tutti i gesti. Se questo non c’è avremo un terreno fertile per il “colpo della strega” su cui un movimento anche minimamente “scorretto e brusco” va a creare un’alterazione strutturale, una distorsione vertebrale e quasi sempre al dolore si accompagna una marcata rigidità muscolare in tutto il corpo. Il dolore può insorgere in maniera acuta (comunemente detto colpo della strega) o in maniera
sorda e costante (lombalgia cronica) comunque essere prodotto da diverse cause: uno sforzo eccessivo, una caduta che produca un trauma distorsivo – contusivo, patologie cronico degenerative quali artrosi, stenosi lombare, sindrome della cauda equina, problematiche capsulo-legamentose, stiramento della muscolatura, ecc. La risposta dell’organismo al dolore è una contrattura antalgica della muscolatura lombare che aumenta la sensazione dolorosa accompagnandola ad una marcata difficoltà nel movimento del tronco. Il trattamento della lombalgia non è semplice, dipende dalla severità dei sintomi piuttosto che dalla severità delle lesioni, ed il giudice finale del risultato è il paziente stesso, tenendo presente che ognuno ha la propria percezione del dolore. Lo scopo del trattamento è quindi quello di riequilibrare il corpo in modo da rivitalizzare l’organismo che in genere si trova atteggiato in stato di difesa sia a livello muscolo-scheletrico che a livello organico, emotivo: fattori che modificano la postura e che poi possono scatenare vari sintomi fra i quali uno dei più frequenti è la lombalgia. Si interviene riequilibrando il piede, il ginocchio, il bacino, la colonna vertebrale, ecc., in poche parole è importante ristabilire la mobilità lì dove è perduta nonché riequilibrare le pressioni sopra e sotto diaframmatiche. Dott. Andrea Bellato - Fisioterapista e Osteopata Via Marcanta 15, Adria (Ro) tel 388 0441845 mail: a.bellato87@gmail.com
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Un nuovo laser “micropulsato” per trattare la retina infiammata
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“Non so cosa fare”... quando da soli non riusciamo a superare le difficoltà del quotidiano c’è il Counselor
a retina costituisce il tessuto retinico più nobile patologico esistono terapie farmacologiche, farmaci dell’occhio. E’ la superficie sulla quale si proietta iniettati all’interno del bulbo, e più recentemente un l’immagine ed è costituita da uno strato di cellule, particolare tipo di laser. Una particolare lunghezza d’onda (Giallo) è fotorecettori, capaci di trasformare la luce in impulso elettrico. Ovviamente questa semplificazione non in grado di stimolare le cellule retiniche senza rende ragione della complessità del fenomeno da un danneggiarle permettendo così a queste di riassorbire punto di vista biochimico; dobbiamo infatti pensare il liquido patologico. Questo trattamento è chiamato che l’energia luminosa, colpendo le cellule, fa si che “Laser giallo micro pulsato” e si effettua in pochi queste consumino alcune sostanze chimiche presenti secondi senza alcun dolore per il paziente. Costituisce al loro interno e quindi determinino l’eccitazione di una vera innovazione ed un’arma straordinaria per gli determinate fibre nervose. La grande complessità edemi cronici spontanei (retinite sierosa centrale), post diabete o post trombosi. dell’occhio è resa ancora più Una seduta laser dura pochi evidente se pensiamo che è Una seduta laser dura pochi collegato a circa il 40% del secondi, si effettua dopo aver secondi, si effettua dopo aver dilatato la pupilla e non cervello! Ad ogni modo, questa dilatato la pupilla e non comporta alcuna sensazione breve introduzione è riportata comporta alcuna sensazione di dolore per il paziente. E’ solo per far capire che se in di dolore per il paziente inoltre possibile ripetere questi questa catena di eventi vi sono trattamenti in caso di recidiva delle interruzioni, la visione non è più buona. Uno dei processi morbosi con cui abbiamo della raccolta di liquido. Questo laser ha un’efficacia straordinaria anche nei comuni trattamenti laser per a che fare frequentemente è l’edema retinico. La parola edema rappresenta semplicemente un la saldatura delle lesioni retiniche (distacco di retina) infarcimento di liquido negli spazi retinici. Se noi o nei trattamenti panretinici nei pazienti diabetici. Il prendiamo ad esempio un colpo in una parte del corpo, grosso vantaggio per il paziente è l’assenza di dolore questa si gonfia, basti pensare ad una distorsione dovuta alla estrema brevità dellìimpulso (20 msec). articolare o ad un trauma. A livello oculare esistono Ancora una volta la tecnologia ci offre soluzioni, sta a equilibri molto delicati che permettono ai liquidi noi usarla con intelligenza! fisiologicamente presenti nei tessuti, di rimanere al loro posto. Se però abbiamo dei processi infiammatori successivi ad interventi chirurgici quali anche una Dott. Massimo Camellin cataratta o disturbi generali quali il diabete o ad Via Dunant, 10 - Rovigo altre patologie oculari o generali, ci possono essere tel. 0425 411357 delle raccolte di liquido all’interno degli strati retinici. mail: segreteria@sekal.it Ovviamente in questi casi la retina non funziona più web: www.lasek.it bene! Per agevolare il riassorbimento di questo liquido
“Alcune volte mi sembra di essere nelle sabbie mobili. Mi muovo, mi divincolo, il cuore mi batte forte, i pensieri si bloccano. Il buio. Mi sento solo e la paura mi assale... Non riesco a fare più nulla!”
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on so cosa fare! è forse una delle frasi più frequenti pronunciate dalle persone che ho incontrato in Studio. Persone come te; mamma o moglie, sorella o amica, padre o figlio, che ad un certo punto della loro vita sprofondano in un buco nero. Alcune volte scivolano dentro lentamente, altre volte cadono “di punto in bianco” come se fosse loro venuta a mancare la “terra sotto i piedi”. Convivono con disagi e difficoltà che li accompagnano nel quotidiano, facendo finta di non sentire e di non vedere, pensando che in questo modo la giornata “passi” per arrivare a sera. Ma il malessere che non passa e la sensazione di non sentirsi a posto con la propria vita, diventa come un’ombra costante…..E a questo punto, non sai cosa fare! Le tue risorse, i tuoi punti di forza sono gli strumenti che ti permettono di venirne fuori e non sempre è possibile trovarle dentro di te per poter affrontare questi momenti di impasse. Alcune volte la “pacca sulla spalla” non basta, magari neanche la cerchi perché non ti senti realmente ascoltato o per paura di essere giudicato. E chi può realmente aiutarti, chi può ascoltarti senza giudicarti? Oggi c’è il Counselor. Un professionista che
può prestare un ascolto attento e qualificato con l’obiettivo di aiutarti ad affrontare i problemi con maggiore consapevolezza. Il Counselor si rivolge a tutti coloro che hanno i “normali problemi della vita”. Ti accompagna nel viaggio del cambiamento e ti aiuta ad osservarti con occhi diversi. Ti aiuta a scoprire ciò che puoi essere attraverso le tue risorse e il tuo potenziale Antonietta Verduci Counselor e Career Guidance Via Donizetti, 9 - Spinea (Ve) 342-5292444 antoniettaverduci@gmail.com www.antoniettaverduci.com
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’ortodonzia e’la disciplina odontoiatrica che si occupa della correzione delle malocclusioni per ottenere quell’allineamento dei denti che consente una funzione masticatoria fisiologica e un’estetica facciale armonica. L’ortodonzia intercettiva per bambini serve ad individuare e correggere, se presenti, anomalie dentarie e scheletriche, quali morso crociato, arcate strette, mancanza di spazio, mandibola arretrata o avanzata rispetto all’arcata superiore, prima che possano generare gravi conseguenza funzionali o estetiche. La prima visita dovrebbe essere effettuata tra 3 e i 6 anni, quando sono presenti in bocca tutti i denti da latte, che devono essere mantenuti sani perche’ fanno da guida all’eruzione dei denti permanenti. Fondamentale è la sigillatura dei solchi occlusali dei primi molari permanenti per proteggerli dalla carie. Un altro aspetto molto importante della prevenzione e’ l’individuazione di abitudini viziate come l’uso prolungato del succhiotto, il succhiamento di uno o piu’ dita, la respirazione orale e la deglutizione atipica, che compromettono lo sviluppo armonico del volto . Un intervento precoce, mediante i moderni dispositivi ortodontici-ortopedici, guida la crescita e lo sviluppo dento facciale, creando spazio per denti affollati in eruzione, ottenendo la simmetria facciale, riducendo il rischio di traumi su incisivi superiori protrusi, preservando lo spazio per denti non ancora erotti, diminuendo la necessita’ di
estrazioni di denti permanenti, riducendo la durata del trattamento in dentatura permanente. Se il trattamento precoce non è necessario l’ortodontista può monitorare attentamente la crescita e lo sviluppo per iniziare l’eventuale terapia ortodontica al momento ideale. Nel giovane e nell’adulto, in cui le arcate dentarie e le basi ossee sono gia’ formate i denti possono essere allineati con tecniche ortodontiche tradizionali, come apparecchi fissi vestibolari o linguali. Esiste infine la moderna tecnica ortodontica biodinamica, una sequenza di apparecchi trasparenti, precisissimi e invisibili che allineano i denti e riconfigurano la funzionalità muscolare eliminando le interferenze occlusali anomale e conferendo equilibrio al viso e alla bocca.
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Libri
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La “libraria” settecentesca di S. Francesco: l’ultimo libro di P. Luigi Giacometti È
stata recentemente presentata a Perugia l’ultima opera letteraria promossa da Padre Luigi Giacometti, direttore della Biblioteca storica del Convento di San Francesco del Monte, frate francescano originario di Cavarzere che tutti ricordano in paese con grande affetto e stima. L’opera si intitola La “libraria”settecentesca di San Francesco del Monte a Perugia ed è composta da due volumi che restituiscono il volto dell’antica biblioteca del Monte e rendono ancora più evidente la sua importanza per la storia culturale dell’Ordine francescano, in stretto rapporto con la città di Perugia. “L’opera offre la ricomposizione scientifica dei fondi librari – scrive Padre Giacometti nella prefazione al testo – così
come erano disposti nella storica Biblioteca, prima dell’avvento della Repubblica giacobina. La ricerca, l’esame e la registrazione dei materiali librari, messi a confronto con titoli e signature degli antichi cataloghi settecenteschi, hanno permesso di identificare gli esemplari originari posseduti dalla Biblioteca del Monte, oggi custodite in altre biblioteche, italiane ed estere”. Il progetto di realizzazione dell’opera ha coinvolto numerose personalità della Regione Umbria, della Biblioteca Comunale Augusta, della Biblioteca del Rettorato dell’Università di Perugia e del liceo classico “Annibale Mariotti”, riunite sotto la responsabilità scientifica di Alfredo Serrai, il quale si è avvalso della collaborazione di Maria Paola Barlozzini e di Fiammet-
ta Sabba, quest’ultima curatrice dei volumi. Il catalogo aumenta le conoscenze disponibili sulla preparazione teologica, morale e culturale dei frati francescani lungo i secoli, ma anche sugli ambiti in cui essi la applicavano, attraverso l’insegnamento e la predicazione in Italia e all’estero, dunque rappresenta un prezioso strumento per approfondire in maniera rigorosa il valore storico e culturale della Biblioteca del Monte. “In accordo con il motto presente nel finestrone del salone librario non oculis [sed] mentibus esca – conclude Padre Luigi - la bellezza della biblioteca sorprende e incanta, ma il visitatore è avvisato di favorire un personale processo di interiorizzazione e di lasciare ogni «distrazione» davanti ad un «oggetto»
Sotto padre Luigi Giacometti
tanto ammirevole: esso è solo un tramite, grazie al quale la mente deve lasciarsi condurre al Principio di ogni bellezza. Il messaggio della Biblioteca del Monte, infatti, richiama un concetto espresso dal grande dottore francescano Bonaventura da Bagnoregio nel suo Itinerario della mente in Dio: ogni bellezza, poiché è mediata dalla nostra superficiale emozione, potrebbe essere ingannevole;
“Solo andata –Arnaldo e Osvaldo: il viaggio, il biglietto, l’inutile attesa” La storia di due gemelli di Correzzola deportati in Germania l’8 settembre 1943 Un biglietto sgualcito e un disegno del destino che riesce a ricomporre, almeno nel ricordo, una famiglia divisa dai drammi della guerra. E’ questo il tema del libro “Solo andata – Arnaldo e Osvaldo: il viaggio, il biglietto, l’inutile attesa” presentato a metà gennaio in Corte Benedettina a Correzzola nel Padovano. L’opera, scritta dalla giornalista del Mattino di Padova Patrizia Rossetti, la storia di Arnaldo e Osvaldo Agostini, due
gemelli di Correzzola deportati in Germania l’8 settembre del 1943. Due fratelli, due giovani come tanti altri, due soldati. Chiamati alle armi e inghiottiti dalla guerra dopo l’Armistizio del 1943. La famiglia conoscerà la loro sorte soltanto grazie a un biglietto lanciato a caso lungo la strada ferrata, e arrivato a destinazione per un singolare
gioco del destino. Con l’autrice era presente Antonio Agostini, fratello minore di Osvaldo e Arnaldo, dai cui ricordi ha preso vita la storia narrata nel libro. Secondogeniti dei cinque figli di Ettore Agostini e Natalina Ortolan, Arnaldo e Osvaldo conducono la dura vita riservata ai poveri delle campagne venete, quando nell’agosto del 1943
ricevono la cartolina-precetto che li trascina in guerra. Deportati pochi giorni dopo l’Armistizio, in un ultimo gesto di disperazione gettano dalle feritoie del vagone piombato un biglietto, supplicando chiunque lo trovi di avvertire la loro famiglia. Il misero pezzo di carta sgualcita potrebbe andare distrutto, invece è notato da una donna, letto e in-
ma se invece è attirata dalla luce divina, essa vede attraverso quella stessa Luce”. Per informazioni e prenotazioni dell’opera è possibile rivolgersi alle Edizioni Fabrizio Fabbri srl (tel. 075 5271076, email fabrizio.fabbri@fabriziofabbri.net) oppure a Padre Luigi Giacometti (email luigiacometti@libero.it) Nicola Ruzza
ll biglietto, Antonio, fratello minore dei protagonisti e l’’autrice Patrizia Rossetti
viato al padre e alla madre dei due giovani, che ben presto i Tedeschi divideranno per sempre, destinandoli a due diversi campi di prigionia. Soltanto uno di loro tornerà a casa, ma minato nel corpo e nello spirito, tanto da non farcela neppure a raccontare per intero quegli anni di sofferenze. Un compito che Antonio, bambino all’epoca dei fatti, ha invece fatto proprio, per consegnarlo alle giovani generazioni. Il libro, edito dall’associazione di volontariato Co-Meta, è corredato dalle foto del fotografo Franco Storti e da una serie di emozionanti immagini d’epoca che ritraggono la famiglia Agostini. Il ricavato delle vendite andrà ai progetti di solidarietà che l’associazione Co-Meta sta portando avanti a favore dei bimbi africani. Alessandro Cesarato
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La cucina di Carmen
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura TARTINE ALLA CREMA DI CARCIOFI
CROCCHETTE DI VERDURE
TORTA DI CAROTE
Ingredienti: 4 fette di pane integrale - 1 cipolla - 2 spicchi d’aglio - 4 carciofi - 1 pizzico di zenzero e 1 di curry - 1 ciuffo di prezzemolo - 1 spicchio di limone - olio e sale q. b.
Ingredienti: 1 gambo di sedano - 1 cipolla - 2 carote - 1 finocchio - ½ porro (o altre verdure a scelta) - sale peperoncino - rosmarino - olio - tamari - 1 spicchio d’ aglio - 3 o 4 C di fiocchi di riso o fiocchi di avena piccoli.
Ingredienti: 250 g di carote - 250 g di nocciole o mandorle - 3 C di farina integrale - 1 C di miele - 2 C di uvetta - 1 C di pinoli - 1 uovo.
Preparazione: preparare o acquistare già pronti i fondi di carciofo. Lasciarli a bagno in acqua acidulata per qualche minuto. Intanto tritare bene la cipolla e l’aglio e farli saltare in una teglia oliata, unire i carciofi, regolare di sale e spezie e lasciar cuocere. A fine cottura aggiungere un po’ d’olio e il prezzemolo tritato. Quindi frullare con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema morbida. Spalmare su fette di pane, tagliate in varie forme.
Preparazione: tagliare tutte le verdure abbastanza sottili, metterle in una teglia con un filo d’olio e il rosmarino, mescolarle bene e farle saltare a fiamma abbastanza alta per 10-15 minuti rigirandole spesso. Coprire, aggiungere il tamari e lasciare cuocere ancora qualche minuto. Nel frattempo mettere in ammollo 3-4 C. di fiocchi di riso o di avena piccoli nell’acqua o meglio nel brodo vegetale. In una terrina unire tutti gli ingredienti, amalgamarli bene e formare delle palline, passarle nel pane grattugiato e farle dorare in forno in una teglia unta d’olio, girandole da ambo le parti in modo da farle diventare croccanti.
Preparazione: in una terrina mescolare la farina con le carote grattugiate, le nocciole tritate, il miele, l’uvetta e i pinoli. Aggiungere il tuorlo d’uovo e impastare. Ungere uno stampo, versarci il composto (se risulta troppo asciutto aggiungervi un po’ di succo di frutta) e infornare a 200 gradi per 30 minuti. Nel frattempo montare a neve l’albume dell’uovo e versarlo sulla torta. Rimettere in forno e lasciare cuocere ancora per 10 minuti circa.
Carmen Bellin
BIOLCA: WEB: WWW.LABIOLCA.IT – MAIL: INFO@LABIOLCA.IT – TEL. 049 9101155
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C
armen Bellin, Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato “Metti una sera a cena” libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura.
Nota La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio, c = cucchiaino, g = grammo, kg = chilogrammo, L = litro, dl = decilitro, olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva, q.b.= quanto basta.
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V i a M o n t e Ve r e n a , 2 / 1 · C a z z a g o d i P i a n i g a ( Ve n e z i a ) Te l . e F a x 0 4 1 4 1 5 3 2 1 · i n f o @ b e n e t t i d u e . i t · w w w. b e n e t t i d u e . i t
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Ariete Sarete più riflessivi e astuti. Riuscirete finalmente a far decollare i vostri progetti. Comunicate di più.
Toro Datevi da fare e dedicatevi ai cambiamenti, possibilmente nella prima metà del mese, poi diventerete più nervosi.
Gemelli Recupererete fiducia in voi stessi grazie a nuovi incontri, positivi anche per risolvere tensioni familiari.
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Oroscopo
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Febbraio L’amore prima di tutto nel mese di San Valentino. Abbracciatevi, tutto andrà per il verso giusto
entra nel team!
Bilancia Non spendete troppo e non fatevi prendere dall’ansia. Alcuni problemi si sistemeranno entro la metà del mese.
Scorpione Avrete dei momenti piacevoli con la persona che amate. Riscoprirete il valore delle amicizie. Tenete sotto controllo la gelosia, però, e siate poco possessivi.
Sagittario Gratificatevi con un po’ di svago, dopo un periodo pieno di impegni. E’ il momento perfetto per conoscere l’anima gemella.
Se hai voglia di crescere professionalmente, con un lavoro stimolante, diventa Consulente pubblicitario. Cancro Riflettete prima di agire, sarete molto impulsivi e carichi di energia.
Leone Il vostro umore è dei migliori ma sarà un mese impegnativo, con qualche delusione.
Una professione indipendente, un nuovo lavoro con ottime possibilità di guadagno.
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Date spazio all’immaginazione. Questo mese sarà molto vivace. Farete nuove conoscenze e migliorerete la vostra vita sociale.
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