Sport p.18
Animali p.27
p.37
on-line: La scuola da salvare
OTTOBRE 2019
Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.152
Cultura p.17
della Riviera del Brenta
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TERRITORIO
Inquinamento, misure anti-smog a Mira
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Insegnanti vincitori di concorso e rimasti a piedi in Veneto non ce ne sono più e quindi si ricorre ai precari. www.servizilucarda.com A causa delle graduatorie esaurite molti di questi poORIAGO · MIRA · MESTRE sti sono stati coperti daiCARPENEDO 7.821 docenti· ancora precari. FAVARO Più grave la situazione del sostegno, in cui i posti vaPAOLO 335 7082317 canti sono 2.284. E anche in questo caso i posti sono CHRISTIAN 333 2320219 stati assegnati a precari, spesso non qualificati per lo specifico incarico. Questi i dati forniti dal dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada. Più ancora degli anni precedenti, l’avvio della scuola è stato caratterizzato dalla solita narrazione: convocazioni ai precari partite in anticipo e poi annullate in attesa del definitivo aggiornamento delle graduatorie; dirigenti disorientati nei primi giorni di scuola con il problema delle cattedre da assegnare e le classi prive di docenti; alunni in attesa, come ormai accade da anni in barba alla continuità didattica, del nuovo insegnante di turno; docenti, pochi, di ruolo che cercano di conoscere a pag 4 i moltissimi volti nuovi in sala insegnanti;servizio e poi i ragazzi che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno che non arriva. All’orizzonte si profila una soluzione, quanto meno una toppa: il concorso straordinario per i docenti oltre a quello ordinario, inserito in un decreto “salva precari”. Che poi non sono i precari da salvare, quanto piuttosto la scuola che sui precari si è retta fino ad oggi. Il nuovo governo ha preso tempo e tra le cose ha valutato i criteri di selezione del concorso che, appunto, doveva essere più selettivo. Che di per sé non fa una piega, se non fosse che quei precari per 3, 6, 10, 15 anni sono andati bene alla scuola e sono stati considerati idonei ad insegnare le materie delle loro classi di concorso. Altro capitolo a sé poi è quello delle infrastrutture. Cosa dire? La Finlandia è lontana, la scuola italiana invece è un tema vicinissimo che chiede interventi rapidi per le emergenze e una più ampia visione, a mediolungo termine, ben al di là della durata di una legislatura. La continuità è un criterio che dev’essere adottato in ambito politico per le decisioni sulla scuola. Che si sa è un tema caldo, che può portare voti, ma non ha bisogno di proclami. Gli insegnanti sono esseri pensanti, anche in cabina elettorale.
Mira, stop al traffico pesante sulla Brentana
Il sindaco, per risolvere il problema, convocherà una conferenza dei servizi allargata agli altri comuni del comprensorio. I residenti chiedono nuova cartellonistica
MIRA
Distretto del Commercio, aderisce Confindustria MIRA
Battaglia contro l’inceneritore di Fusina DOLO
Ripartono i lavori del Pronto Soccorso DOLO
Villa Ferretti fucina di manager dell’Agroalimentare
I nostri ricordi e gli avvenimenti più importanti li trovi sulla fotogallery sulla piazzaweb
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uarda al modello finlandese ma di fronte si trova una situazione… da terzo mondo. Ha ereditato un non facile compito il ministro all’Istruzione Fioramonti, chiamato a mettere a posto l’intricata matassa della scuola italiana. L’anno scolastico è iniziato con la paradossale situazione di avere gli alunni in classe e non gli insegnanti. In Veneto al 1° settembre si contavano 9.421 posti vacanti per tutti i gradi di scuola. segue a pag 3
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Mira, scattano le misure anti-smog R
Prevista l’estensione agli over 65 delle deroghe
Insegnanti vincitori di concorso e rimasti a piedi in Veneto non ce ne sono più e quindi si ricorre ai precari. A causa delle graduatorie esaurite molti di questi posti sono stati coperti dai 7.821 docenti ancora precari. Più grave la situazione del sostegno, in cui i posti vacanti sono 2.284. E anche in questo caso i posti sono stati assegnati a precari, spesso non qualificati per lo specifico incarico. Questi i dati forniti dal dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada. Più ancora degli anni precedenti, l’avvio della scuola è stato caratterizzato dalla solita narrazione: convocazioni ai precari partite in anticipo e poi annullate in attesa del definitivo aggiornamento delle graduatorie; dirigenti disorientati nei primi giorni di scuola con il problema delle cattedre da assegnare e le classi prive di docenti; alunni in attesa, come ormai accade da anni in barba alla continuità didattica, del nuovo insegnante di turno; docenti, pochi, di ruolo che cercano di conoscere i moltissimi volti nuovi in sala insegnanti; e poi i ragazzi che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno che non arriva. All’orizzonte si profila una soluzione, quanto meno una toppa: il concorso straordinario per i docenti oltre a quello ordinario, inserito in un decreto “salva precari”. Che poi non sono i precari da salvare, quanto piuttosto la scuola che sui precari si è retta fino ad oggi. Il nuovo governo ha preso tempo e tra le cose ha valutato i criteri di selezione del concorso che, appunto, doveva essere più selettivo. Che di per sé non fa una piega, se non fosse che quei precari per 3, 6, 10, 15 anni sono andati bene alla scuola e sono stati considerati idonei ad insegnare le materie delle loro classi di concorso. Altro capitolo a sé poi è quello delle infrastrutture. Cosa dire? La Finlandia è lontana, la scuola italiana invece è un tema vicinissimo che chiede interventi rapidi per le emergenze e una più ampia visione, a mediolungo termine, ben al di là della durata di una legislatura. La continuità è un criterio che dev’essere adottato in ambito politico per le decisioni sulla scuola. Che si sa è un tema caldo, che può portare voti, ma non ha bisogno di proclami. Gli insegnanti sono esseri pensanti, anche in cabina elettorale.
esterà in vigore fino al 31 marzo 2020 a Mira l’ordinanza che prevede l’istituzione di misure temporanee per il miglioramento della qualità dell’aria ed il contrasto all’inquinamento da Pm10 per il semestre invernale 2019- 2020. Le misure, prevedono delle limitazioni all’uso degli impianti termici, al traffico veicolare e alla combustione all’aperto, limitazioni che saranno più o meno restrittive in relazione al semaforo ambientale dell’Arpav che verrà aggiornato quotidianamente. Una particolarità propria del Comune di Mira è quella che prevede l’estensione anche agli over 65 delle deroghe relative alla circolazione veicolare, misura necessaria in un territorio caratterizzato da molte frazioni non sempre servite dai mezzi pubblici. Una deroga speciale è prevista per i veicoli appartenenti a ditte del territorio per agevolare le attività produttive, misura che si accompagnerà ad una intensificazione dei controlli sul traffico veicolare di attraversamento del centro urbano. Con l’allerta verde è previsto il blocco della circolazione dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30 per le auto provate a benzina euro 0 - euro1 e per le auto a diesel euro 0, euro 1, euro 2, ed euro 3, le auto commerciali diesel euro 0, euro 1, euro 2 ed euro 3, i ciclomotori e motocicli euro 0 o a due tempi. Con il livello di allerta arancio la limitazione verrà estesa a tutti i giorni (8.30-18.30) comprese auto private a diesel euro 4. Con l’allerta rossa il divieto è esteso ai veicoli commerciali euro 4 (8.30-12.30). Escluse dalle limitazioni: la >redazione@givemotions.it< Malcontenta (Ve) statale Romea, la provinciale 81, l’autostrada Padova-Venezia, la provinciale 22 provenendo da Dolo, in via Sambruson e in via Argine Siuarda al modello finlandese ma di fronte si trova 339 548 20 67 nistro Idrovia, nel tratto compreso tra la rotonda e la Romea. Sono pouna situazione… da terzo mondo. ildipintore@gmail.com sizionati degli appositi cartelli in prossimità dei varchi principaliHa con ereditato un non facile compito il ministro all’Ile indicazioni per i veicoli. Per quanto riguarda gli impianti termici, struzione Fioramonti, chiamato a mettere a posto DimitriSantelloVenezia allo scattare dell’allerta, la temperatura ambiente non deve risultare l’intricata matassa della scuola italiana. #dimitrisantellovenezia superiore a 19 gradi (17 per edifici industriali) e deve essere ridotto di scolastico è iniziato con la paradossale siL’anno 2 ore il tempo di esercizio degli impianti termici rispetto al massimo tuazione di avere gli alunni in classe e non gli inseAlessandro Abbadir consentito. gnanti.
DIMITRI SANTELLO Artigiano Dipintore
La scuola da salvare
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della Riviera del Brenta
In Veneto al 1° settembre si contavano 9.421 posti vacanti per tutti i gradi di scuola. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue recapitato a 206.516 famiglie del Veneto.
Questa edizione raggiunge le zone di Mira, e Dolo per un numero è un marchio registrato di proprietà Srl di
complessivo di 14.881 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia
In queston. numero il nuovo inserto 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<
Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<
Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
consigli preziosi per i nostriChiuso amici a 4 zampe in redazione il 4 ottobre 2019
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Mira
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Stop al traffico sulla regionale 11 Brentana
Via Porto Menai, 25 incidenti in 2 anni
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Il sindaco, per risolvere il problema, convocherà una conferenza dei servizi allargata agli altri comuni del comprensorio
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raffico pesante via dalla Brentana nei prossimi mesi. È l’intenzione del sindaco di Mira Marco Dori. Cittadini e comitati plaudono all’idea, ma invitano il Comune a collocare intanto cartelli chiari, in modo da non indurre i camionisti a sbagliare e a invadere il centro e la Brentana, che con il Naviglio costeggia le ville veneziane costruite nei secoli scorsi. Il sindaco è intenzionato a convocare a breve una conferenza dei servizi allargata agli altri enti e comuni del comprensorio. Per il primo cittadino si potrebbe partire a breve con le limitazioni dalla frazione di Oriago. I mezzi pesanti in arrivo dai caselli autostradali e dalla Romea e anche dalle strade provinciali verso il centro di Mira sono centinaia ogni gior-
no. Nelle scorse settimane una quindicina di tir sono piombati nella piazzetta settecentesca di Mira Porte, e per manovrare e tornare indietro, dopo aver preso la meritata sanzione, han dovuto fare retromarcia per oltre un chilometro mandando in tilt il traffico e tenendo impegnata per ore la polizia locale. “Il problema - sottolinea Dori - non è chi usa i mezzi pesanti per lavorare o raggiungere un sito industriale all’interno del Comune, questi i percorsi corretti li conoscono e spesso sono autorizzati, ma solo allontanare chi potrebbe usare altre strade e non passare per il nostro centro e sopra i ponti sul Naviglio”. Nel mirino pure i trasporti eccezionali sulla Brentana non autorizzati. “I camion invadono la Brentana
perchè non esiste una cartellonistica adeguata che indichi loro come arrivare ai siti industriali seguendo strade alternative alla regionale 11“. A dire questo sono invece esercenti, e comitati ed esponenti politici. “Al mio distributore – spiega il titolare di un’area di servizio sulla regionale 11 - arrivano ogni mattina decine di tir diretti alla Reckitt. Escono al casello di Marano –
Mirano e il navigatore indica la Brentana come strada utile per raggiungere i depositi della multinazionale del detersivo a Mira. I camion invece di uscire a Marano dalla A4, dovrebbero invece o fermarsi prima o se provenienti da Milano per capirci, prendere la Romea e da lì l’apposita bretella per loro creata”. Alessandro Abbadir
ia Porto Menai nel tratto fra Piazza Vecchia e l’incrocio con il Novissimo è una strada pericolosa. Per questo il Comune di Mira chiederà alla Città Metropolitana di approntare delle soluzioni per ridurre il traffico il temimi di volumi e soprattutto anche la velocità con controlli ad hoc. A portare l’istanza nell’ultimo consiglio comunale è stata la consigliera di maggioranza del Pd Morena Muraro. “In questo tratto di strada – sottolinea la Muraro – che è stretta e costeggiata da un grosso fossato i cittadini hanno segnalato decine di incidenti (25) anche gravi in due anni. Il tratto da mettere in sicurezza prioritariamente è quello fra Piazza Vecchia e il Novissimo, ma anche quello fra la località di Porto Menai e il confine con il Comune di Dolo, non è sicuro. Va detto che circolano troppi mezzi, sia auto ma anche tantissimi camion“. La giunta si è presa l’impegno portare avanti le istanze dei cittadini di Porto Menai e di Piazza Vecchia con la Città Metropolitana di Venezia. (A.A.)
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hiede l’urgente costituzione di un tavolo di lavoro intercomunale e insieme alla Regione Veneto, il sindaco di Mira, rispetto alla questione della gestione dei rifiuti lungo le rive dei corsi d’acqua e galleggianti sulle acque superficiali. “Il Comune di Mira - spiega il sindaco Dori - si trova alla confluenza di diversi canali e corsi d’acqua. Qui passano e si concentrano anche i rifiuti provenienti da altri territori, ma il costo per la pulizia è interamente a carico dell’amministrazione mirese, e quindi della nostra cittadinanza. I criteri vanno ripensati”. In base ad una delibera regionale del 2009 i costi della pulizia dei navigli nel territorio comunale sono di competenza dei comuni. Da allora il Comune provvede alla manutenzione delle rive e della pulizia delle superfici d’acqua, ma con interventi frequenti e importanti, che gravano pesantemente sulle casse. “Siamo costretti a fare circa 8/10 interventi l’anno - spiega l’assessore all’ambiente Maurizio Barberini - per un costo di circa 10mila euro. Raccogliamo oltre 10/15 tonnellate di rifiuti l’anno. Al di là del costo, si tratta anche di un disagio per la cittadinanza che, soprattutto nella stagione estiva, rischia di imbattersi in odori molesti. Nelle scorse settimane il ritrovamento della carcassa di una capra. Tempo fa abbiamo raccolto un materasso proprio davanti alla Villa Malcontenta. Questa amministrazione si è da sempre impegnata molto per il contrasto all’abbandono dei rifiuti. Abbiamo anche installato delle telecamere per identificare i colpevoli di quelli che riteniamo essere dei crimini contro l’ambiente e la collettività. Vogliamo tutelare il nostro territorio e salvaguardare non solo l’ambiente ma anche il nostro patrimonio artistico”. (A.A.)
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Mira
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Economia Siglato in municipio a Mira un importante accordo
Al Distretto del Commercio “Mira in Progress” aderisce Confindustria I
l Distretto del Commercio di altre realtà aderenti all’iniziativa. Mira denominato “Mira in Pro- “Ho subito accettato l’invito del gress“ si allarga con l’adesione di sindaco Marco Dori e dell’assesConfindustria. A presentare l’a- sore Vanna Baldan – ha dichiaradesione al distretto è stato nelle to Marinese – perché dobbiamo scorse settimane il sindaco Marco scommettere sulle capacità proDori insieme all’assessore alle atgettuali. Riportare i bambini e i tività produttive Vanna Baldan e il genitori a vivere il centro storico presidente di Confindustria Vene- è fondamentale, considerando zia Vincenzo Marinese. Il distretto che uno degli aspetti valutati dalle del Commercio di Mira, nei mesi aziende, soprattutto nell’indiviscorsi si è allargato dal capoluogo duazione degli insediamenti indi Mira e Oriago anche Gambara- dustriali, è proprio la qualità della re, e Marano e Bobiago. vita. Oggi questo tema riguarda È un’area che raccoglie oltre tutti i cittadini e porta al centro 300 negozi. Per contrastare il fe- il modo di abitare la nostra Città nomeno dei negozi sfitti il Comu- Metropolitana. “Mira In Progress ne riproporrà anche quest’anno “unisce i diversi attori coinvolti un voucher da 300 o nella consapevo400 euro a chi riaprilezza del valore del rà un negozio sfitto territorio, per queVincenzo con attività di temsto ho deciso di firporary shop. Cioè mare l’accordo”. “La Marinese: negozi temporanei Riviera del Brenta, “Uno degli aperti per qualche un tempo terra delmese con attività a aspetti valutati la grande residenza rotazione. Nei mesi dei nobili veneziani, dalle aziende scorsi con Confeserè un luogo straordiper scegliere centi della Riviera, nario – ha aggiunto e Metropolitana è gli insediamenti Marinese. L’idea di nata la “mappa delle rimettere al centro è la qualità stazioni del gusto” le persone attraveruna iniziativa turiso il commercio e il della vita” stico gastronomica contatto umano è per rilanciare l’area. intelligente e va perSi tratta nello speciseguita con tutte le fico di 39 ristoranti e realtà legaforze. Oggi aderiamo a “Mira In te da sette eccellenze enogastroProgress” con lo spirito di esserne nomiche, dal pesce al miele fino parte integrante, perché ci crediaall’asparago. Intanto il Presidenmo. In particolare, saremo attivi in te di Confindustria Venezia Area tre ambiti: innanzitutto ci impeMetropolitana di Venezia e Rovi- gniamo a comunicare il progetto go Vincenzo Marinese ha firmato e quanto emergerà dal confronto. l’accordo di partenariato “Mira In Collaboreremo anche in termini Progress”. di risorse, infine consegneremo il Con la sottoscrizione del docu- nostro apporto, come membri del mento, avvenuta in municipio, a tavolo di partenariato, ad una coMira Confindustria Venezia si im- esione di visione”. “Il nostro – ha pegna a sostenere politiche attive sottolineato – sarà un contributo di sviluppo delle vendite e delle per, non contro”. Alessandro Abbadir attività produttive, insieme alle
Aprono sempre più negozi legati alla fornitura di servizi, mentre chiudono abbigliamento o piccoli alimentari
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prono sempre di più negozi che forniscono assistenza come calzolai, laboratori di sistemazione di vestiti, riparazione di cellulari. Non manca poi la nascita di risto – bar o trattorie legate alle specialità culinarie della zona. A fare l’analisi della situazione è Enrico Zarotti presidente di Confesercenti della Riviera del Brenta che recentemente ha aperto anche una sede a “Piazza Mira Sole” uno dei centri commerciali storici di Mira. “Negli ultimi 12 mesi – dice Zarotti - si è rafforzato - un fenomeno che con il passare del tempo si rafforzerà. Chiudono negozi di abbigliamento o elettrodomestici o anche i negozietti di vicinato di alimentari, e aprono spesso gestiti da cittadini cinesi e non solo, negozi per
la riparazione dei cellulari, negozi di calzolai, ma anche di sartoria o sistemazione di vestiti comprati da accorciare o mettere a misura”. Su una ventina di nuove aperture in un anno a Mira, le nuove tipologie sono oltre la metà. Per quanto riguarda il fenomeno dei nuovi negozi, Zarotti osserva come sempre più i commercianti vadano ad intercettare le esigenze della popolazione che punta cioè a non gettare via vestiti o cellulari nuovi solo perchè indotti dalle politiche commerciali dei grandi marchi che inducono a comprare. Insomma sembra cambiato lo stile del consumo e oltre ai piccoli e medi negozi sono in difficoltà anche quelli grandi con il commercio on line. (A.A.)
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Mira
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Cimice asiatica, danni ingenti in Riviera del Brenta
“Legge sugli affitti Ater da rivedere”
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Nel territorio l’insetto provoca danni alle produzioni. Sono colpiti frutteti, peri, meli, soia, mais e verdure
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a cimice asiatica è un flagello per le colture della Riviera del Brenta e provoca danni in termini produttivi del 20- 30 %. Sono colpiti in particolar modo: frutteti (peri, meli, nettarine, noccioli), soia, ortaggi, mais, verdure. La cimice si è diffusa con estrema rapidità negli ultimi decenni. Ha un antagonista: la vespa samurai che Coldiretti vuole introdurre per fermarla. Per sensibilizzare le amministrazioni comunali del comprensorio nelle scorse settimane Coldiretti ha inviato una relazione sui danni e l’invasione di cimici asiatiche nel territorio, agli enti locali. Il Comune di Mira ha raccolto il grido d’allarme dei coltivatori e ha fatto una deliberazione di giunta. “Si è ritenuto di sostenere le azioni volte - spiega l’assessore alle attività produttive
Vanna Baldan - a sensibilizzare le istituzioni a realizzare un piano d’azione per contrastare la diffusione della cimice cui debbono corrispondere adeguate coperture finanziare al pari della altre calamità che hanno colpito il paese”. Ma come agisce la cimice asiatica? L’insetto danneggia il frutto o la coltura (si pensi al mais) succhiandone la linfa e rigurgitandone all’interno un liquido organico che la altera. Le coltivazioni in Riviera a rischio si trovano prevalentemente nell’area sud (Camponogara, Campagna Lupia, Campolongo) perchè più agricola, ma anche nelle frazioni di Giare, Gambarare e Dogaletto di Mira, e a Sambruson di Dolo. “I frutticoltori denunciano che - spiega il referente di Coldiretti in Riviera Fabio Livieri - pur avendo condotto la lotta fitosa-
Per fermare l’invasione è stata individuata una specie antagonista: la vespa samurai
nitaria per contenere la cimice asiatica si è notato come, si sono manifestati attacchi massicci che hanno comportato deformazioni e l’arresto della crescita del frutto. Alcune varietà di pere sono state completamente devastate dall’insetto, così come le varietà di mele precoci. Danni anche a pesche e nettarine e ai kiwi e ai noccioli”. Alessandro Abbadir
a legge regionale sugli affitti degli alloggi popolari sia rivista e modificata per evitare che possano verificarsi problemi legati alla determinazione di canoni ritenuti insostenibili da decine e decine di famiglie assegnatarie nel territorio comunale. Questo il senso dell’ordine del giorno che è passato all’unanimità in consiglio a Mira nelle scorse settimane. Ad assistere alla seduta del parlamentino, un comitato di inquilini Ater di una ventina di persone, che in queste settimane hanno cercato di sensibilizzare le istituzioni sulla questione. Il problema abitativo a Mira è da sempre molto sentito. Una situazione rilevante, lo è anche se con numeri diversi, pure nel secondo comune per popolazione della Riviera, cioè quello di Dolo. A Mira sono circa 400 le famiglie assegnatarie di alloggi Ater. Alloggi collocati prevalentemente a Mira Vecchia, Mira Porte, Gambarare, e anche a Oriago. Nell’ultima graduatoria Ater le richieste di una casa sono state quasi 100 a fronte di appena una decina di alloggi disponibili. (A.A.)
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Ambiente A Fusina la denuncia di Opzione Zero
“Il riavvio dell’ inceneritore è un progetto pericoloso” Parte dalla Riviera del Brenta la mobilitazione contro il riavvio dei forni dell’inceneritore di rifiuti urbani di Fusina Ad annunciare la battaglia è stato nelle scorse settimane Mattia Donadel che con la sua associazione Opzione Zero ha presentato una trentina di osservazioni critiche che sono state raccolte in 56 pagine e consegnate alla commissione regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale. La Regione avrà 60 - 90 giorni per rispondere. Si punta alla mobilitazione anche dei Comuni dell’area in primis di quello di Mira. Il Comitato è pronto anche a ricorsi e proteste se il progetto dovesse continuare. “Dietro al progetto di ‘’aggiornamento tecnologico del Polo impiantistico di Fusina’’ proposto da Ecoprogetto srl – ha detto Mattia Donadel - si nasconde un vero e proprio mostro, un inceneritore più grande di quello di Padova, che potrà bruciare 360.000 tonnellate all’anno di Css (combustibile solido secondario) ottenuto dal secco residuo, rifiuti urbani e speciali di origine organica, fanghi di depurazione civile e percolati essiccati da discarica. Per noi c’è l’intenzione di riaprire l’inceneritore chiuso nel 2014”. A preoccupare Opzione Zero è il sovradimensionamento dell’impianto. Si organizzerà intanto un incontro pubblico a Dolo a fine mese con esperti. ”Le nostre osservazioni - ha sottolineato Donadel - mettono in luce irregolarità, omissioni e incoerenze: dal non rispetto delle procedure per l’informazione e la partecipazione del pubblico, a carenze e ritardi nella presentazione delle integrazioni necessarie, a lacune e inadeguatezze rispetto ai contenuti ai fini dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, alla mancata valutazione degli impatti ambientali. Non viene approfondito il tema della dispersione dei fumi. Si sa ad esempio che la ricaduta dei fumi colpisce prevalentemente le zone della Riviera del Brenta”. Intanto Veritas prende posizione dopo che altre tre associazioni ambien-
Mattia Donadel
taliste avevano criticato il progetto prima di Opzione Zero. “A Fusina - spiega Veritas - non è prevista la realizzazione del più grande termovalorizzatore del Veneto. È prevista la possibilità di raggiun-
gere l’autosufficienza nel recupero energetico del Css, che entro cinque anni non sarà più possibile cedere ad Enel perché lo trasformi in energia elettrica insieme al carbone. Già adesso Enel ha ridot-
to l’utilizzo di Css nella centrale termoelettrica Andrea Palladio e le previsioni sono di un’ulteriore diminuzione. Il progetto sottoposto a Via riguarda la possibilità di rimpiazzare con il Css il legno non riciclabile (quindi, una biomassa), già adesso utilizzato per produrre energia per l’autofunzionamento dell’impianto. Ci saranno benefici per l’ambiente in termini di emissioni di anidride carbonica: non sarà più bruciato un milione di tonnellate di carbone all’anno”. Alessandro Abbadir
In arrivo sul territorio colonnine elettriche per le auto Mobilità, si cambia.È in arrivo una vera e propria rivoluzione verde a Mira a partire dal 2020. L’ente locale punta a far sorgere 6- 7 nuove stazioni per le ricariche delle automobili elettriche. Ad annunciarlo è l’assessore all’ambiente Maurizio Barberini. “In queste settimane stiamo prendendo contatti – spiega Barberini – con precise compagnie del settore per poter attivare nel territorio comunale 6 - 7 stazioni di ricarica per le auto elettriche. È un segnale che il Comune da sempre impegnato nel campo della sostenibilità ambientale vuole dare. Il punto che è già stato individuato è quello del parcheggio di via Mocenigo a Mira Porte”. Fra gli altri punti a cui si sta pensando di collocare le colonnina per le ricariche delle auto elettriche c’è l’area a ridosso dei caselli dell’autostrada A 4 di Borbiago e MaranoVetrego, e una anche a Gambarare e Malcontenta. È importante per il Comune di Mira che i cittadini sappiano che è possibile cambiare tipo di alimentazione (diesel o benzina) per le auto o i mezzi
pesanti in quello elettrico. La collocazione delle nuove stazioni terrà conto di diversi fattori. “Certamente – dice l’assessore Barberini – queste colonnine di ricarica delle auto elettriche saranno piazzate in punti in cui ci sia un bar o un’area ristoro”. “Nostra intenzione sottolinea infine l’assessore è dare una forte copertura su tutto il territorio comunale in termini di punti di approvvigionamento per le auto a energia elettrica“. Va detto però che in altre realtà in cui questo è stato fatto, ad esempio in alcune aree del miranese, poi per problemi tecnici intercorsi, le aree di ricarica individuate non sono risultate efficienti. (A.A.)
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Dolo
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Ripartono i lavori del Pronto Soccorso L’opera sarà costruita ex novo con una metratura in ampliamento pari a circa 1830 metri quadrati, oltre alla ristrutturazione di 180 metri quadrati esistenti. Il costo complessivo sarà di 2 milioni 628mila euro
C
on l’aggiudicazione alla ditta vincitrice del bando, sono ripartiti i lavori per la realizzazione del nuovo Pronto Soccorso dell’ospedale di Dolo. Un’attesa che si è protratta quasi un anno e mezzo dopo che la ditta incaricata nel 2018 è fallita e il cantiere, già partito, è stato bloccato dal maggio dello scorso anno sino alle scorse settimane quando finalmente sono ripartiti i lavori per completare la realizzazione del Pronto Soccorso che da anni si trova ospitato in un luogo inospitale, con le ambulanze sotto un tendone, penalizzato fortemente nonostante i circa 40.000 accessi annui. Per velocizzare le procedure, non appena vi è stata la scadenza del bando, l’azienda sanitaria aveva immediatamente avviato l’iter per la valutazione delle offerte: aperte le buste di ciascuna ditta, aveva poi verificato l’idoneità dei concorrenti al prerequisito amministrativo. Una commissione tecnica, ha avuto il compito di va-
Sotto il rendering del nuovo Pronto Soccorso (fonte Ulss 3)
lutare le offerte rispetto al rapporto qualità-prezzo, per procedere poi all’aggiudicazione della ditta vincitrice. Va evidenziato che, dalla rescissione del contratto con la ditta inizialmente individuata per la realizzazione del Pronto Soccorso, l’Ulss 3 Serenissima si è subito attivata per riattivare l’appalto secondo le normative. Il progetto è stato aggiornato alle normative vigenti e, nel frattempo, è stato completato il collaudo statico delle fondazioni, attraverso il quale sono stati verificati 205 pali. L’opera sarà in gran parte costruita ex novo con una metratura in ampliamento pari a circa 1830 metri quadrati, oltre la ristrutturazione di circa 180 metri quadrati dell’esistente. Sorgerà nell’area dove, dieci anni fa, era ubicato il vecchio Pronto Soccorso (poi spostato dove si trova ora), ovvero ad est del monoblocco ospedaliero. Un progetto che ha tenuto conto della umanizzazione dei luoghi di assistenza e cura: corridoi con am-
pie vetrate, luce naturale per ogni ambiente e ampie prospettive su giardini interni, stanze molto accoglienti con arredi moderni e dotate di tecnologie all’avanguardia. Il Pronto Soccorso, su cui è prevista la realizzazione dei gruppi scale-ascensori funzionali alla stessa e, in futuro, la sopraelevazione di
Trasporto scolastico, i costi restano invariati
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a scuola comporta varie incombenze e costi per le famiglie. Fra queste anche quella legata al servizio del trasporto scolastico. Il costo per l’anno scolastico 2019/20 è rimasto invariato a Dolo e si distingue in tre fasce. Le famiglie pagheranno 178 euro (156 per il secondo e terzo figlio) per gli alunni non residenti a Dolo o con Isee superiore 12.500 euro, 160 euro (145 per il secondo e terzo figlio) per gli alunni residenti a Dolo e aventi Isee compreso tra 6.000 e 12.500 euro e 150 euro (135 per il secondo e terzo figlio) per gli alunni residenti a Dolo e aventi Isee compreso tra zero e 6.000 euro. Una decisione acclarata dal sindaco Alberto Polo che l’ha così commentata. “Una scelta di attenzione nei confronti delle famiglie’alle prese - come sappiamo - con tante spese da sostenere nel corso dell’anno scolastico. Abbiamo voluto agevolare quanti usufruiscono di un servizio essenziale”. Per chi non l’avesse ancora fatto, le iscrizioni al servizio si potranno effettuare nelle giornate di lunedì e venerdì, dalle 9 alle 12, e il giovedì dalle 14.30 alle 17.15 presso l’Ufficio Pubblica istruzione che si trova al primo piano del palazzo municipale di via Cairoli. Il pagamento può essere fatto in due rate: la prima con ricevuta da esibire all’atto dell’iscrizione e la seconda da saldare entro e non oltre il 31 gennaio 2020 e si dovrà effettuare o con bollettino postale intestato a Comune di Dolo - servizio Tesoreria o con bonifico bancario (Tesoreria del Comune di Dolo), indicando nella causale il nome del bambino beneficiario del servizio. L’iscrizione si effettua su apposito modulo di richiesta ed è necessario produrre copia del documento d’identità. (L.P.)
Nuova illuminazione pubblica Il Comune investe in interventi di efficientamento energetico. L’amministrazione dolese è risultata assegnataria di un contributo per la realizzazione di investimenti nel settore energetico e lo sviluppo territoriale sostenibile per l’anno 2019 e beneficia dell’importo di 90.000 euro, per la realizzazione delle opere pubbliche inizino entro il 31 ottobre 2019. Il settore lavori pubblici è
stato incarico della progettazione definitiva-esecutiva di un intervento relativo al relamping dell’illuminazione esterna di via Arino di fronte Piazza Mercato, all’adeguamento dell’accessibilità dei percorsi ciclopedonali e all’installazione di una postazione di sosta per la ciclabilità in Piazzetta degli Storti. Il costo dei vari interventi è stato valutato per un importo di 99.940 euro. Il progetto dell’intervento è stato approvato in sede di giunta comunale e l’importo complessivo sarà finanziato per 90.000 euro con le somme inerenti
ulteriori tre piani (Terapia Intensiva e Reparti di Lungodegenza), sarà organizzato in un’ampia sala di attesa pre e post triage con postazione per l’assistente di sala. L’importo contrattuale dell’appalto per l’esecuzione dei lavori risulta essere di 2.628.139,78 euro (Iva esclusa). Lino Perini
il contributo ricevuto e per la differenza di 9.940 euro con somme a carico del bilancio comunale. Non sarà il solo intervento previsto in quanto, sempre il settore lavori pubblici, ha assegnato l’incarico della progettazione definitiva, esecutiva, e della direzione dei lavori dell’intervento di adeguamento di alcuni punti luce e la realizzazione di nuovi impianti di pubblica illuminazione, nelle vie Galileo Galilei, Marinelle e Brentoni, nella frazione di Sambruson. Per questo incarico il Comune riconoscerà al professionista un corrispettivo complessivo di 41.738,14 euro, dei quali 32.895,76 euro quale onorario. Per la realizzazione dei nuovi impianti di pubblica illuminazione nelle tre strade della frazione dolese il costo complessivo previsto ammonta a 310.000 euro ed è ritenuto indispensabile, considerate le richieste che da anni sono state avanzate al Comune dai residenti che lamentano l’inadeguatezza dei pochi punti luce presenti, e la totale mancanza lungo ampi tratti delle strade. Il sindaco Alberto Polo ha evidenziato: ”Con questo intervento rispondiamo ad un’esigenza attesa ormai da qualche decennio, quella di garantire sicurezza e decoro ad alcune vie che sino ad oggi non hanno mai potuto contare su un sistema di illuminazione stradale”. (L.P.)
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Dolo
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Sambruson, lavori alla elementare Manin, sbloccato l’impasse I cantieri ripartiranno entro la fine del mese e termineranno a primavera inoltrata. Sono stati affidati ad una ditta trevigiana
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ipartiranno, a fine ottobre, i lavori di riqualificazione della scuola elementare Daniele Manin di Sambruson che, secondo il programma stabilito dall’amministrazione comunale di Dolo avrebbero dovuto iniziare il 17 giugno e si sarebbero dovuti concludere il 15 novembre, permettendo, il ritorno degli alunni e degli insegnanti nella loro scuola, subito dopo le vacanze di Natale. Il ritardo ha creato non poco disagio per gli alunni e il personale docente, a sostegno dei genitori è intervenuta la consigliera dolese del Gruppo Misto Carlotta Vazzoler che ha evidenziato il malessere. “La scuola Manin di Sambruson non vedrà la fine dei lavori entro quest’anno, nonostante le numerose, ripetute e sbandierate promesse fatte dall’amministrazione comunale. Il progetto esecutivo per la scuola Manin data agosto 2018 ma non è bastato un anno per preparare i documenti e ci troviamo con una scuola chiusa, un cantiere aperto e poi sospeso. Un intervento di 799 mila euro che avrebbe dovuto iniziare il 17 giugno e si sarebbe dovuto concludere il 15 novembre permettendo il ritorno degli alunni e degli insegnanti nella loro scuola elementare, prima di Natale. Ma non sarà così.”. L’iter per la ristrutturazione era stato avviato nell’agosto del 2018 quando l’amministrazione comunale di Dolo aveva approvato il progetto esecutivo per l’adeguamento sismico ed energetico del plesso, per un importo di poco inferiore a 800.000 euro. Espletata la conseguente gara d’appalto, i lavori furono affidati, nel rispetto del codice degli appalti, a un raggruppamento temporaneo di imprese, operatore economico che aveva offerto il minor prezzo. Ma, ad aggiudicazione avvenuta, il consorzio si è sciolto creando non pochi problemi in quanto l’amministrazione aveva già provveduto a trasportare gli arredi ed il mobilio dell’intera scuola presso l’adiacente struttura della scuola Gandhi, ed era stata organizzata, con la direzione didattica, una
convivenza delle due scuole in un unico plesso. Bloccati i lavori, l’amministrazione ha dovuto ridefinire l’iter per la loro assegnazione e tale procedura è stata completata a fine settembre con la revoca dell’aggiudicazione all’operatore inadempiente (con escussione anche della garanzia) e l’assegnazione al secondo clas-
sificato, un impresa trevigiana, di cui sono in corso le verifiche dei requisiti, allo scopo di far ripartire il cantiere, appunto entro la fine di questo mese. L’assessore ai Lavori Pubblici Giorgia Maschera spiega l’accaduto. “Abbiamo fatto fronte a un serio problema operativo, naturalmente imprevisto e non voluto, nel più
breve tempo possibile. Adesso si darà continuità al progetto di sistemazione della scuola, con l’auspicio, entro primavera, di vedere tutti i lavori conclusi”. Lino Perini
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Contributi alle paritarie Aiuti economici sono stati riconosciuti dall’amministrazione comunale dolese a favore delle scuole per l’infanzia, paritarie autonome, presenti nel territorio. Il contributo, ammonta a quasi 68.000 euro del bilancio comunale. Il sussidio e contributo alle scuole materne non statali che verrà riconosciuto risulta in base al numero di alunni con handicap e di quelli normali. Per i bambini portatori di handicap il contributo unitario è di 3.220 euro mentre per gli alunni normodotati il contributo riconosciuto è di 178, 95 euro per ciascuno. In conseguenza di questa ripartizione, e tenendo conto degli alunni presenti nelle tre scuole del comune, la cifra a carico del bilancio comunale verrà così ripartita: 25.048,60 euro andranno a favore della scuola materna “Immacolata Maria di Lourdes” di Dolo in virtù della presenza di 4 quote riconosciute per handicap (12.880 euro) e di 68 quote per alunni normali (12.168,60). Alla scuola materna “Santa Bernardetta” di Sambruson saranno assegnati 19.323,30 in virtù di tre quote per handicap (9.660 euro) e la presenza di 54 alunni normodotati ((9.663,30 euro). Infine alla scuola materna “Santa Maria Goretti” della frazione di Arino, verrà riconosciuto un contributo totale di 23.617 euro in virtù di 4 quote per bimbi con handicap (12.880 euro) e altri 60 alunni (10.737 euro). L’importo complessivo assegnato sarà, quindi, di 67.988,90 euro.
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Dolo
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Villa Ferretti, fucina Enaip di manager dell’Agroalimentare Ci saranno 1800 ore complessive che alterneranno lezioni in aula a esercitazioni di laboratorio
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’istruzione tecnica superiore sbarca in Riviera del Brenta: a Dolo a Villa Ferretti Angeli parte il corso biennale per “AgriBusiness Manager” rivolto ai giovani dopo il diploma di scuola media superiore. È una iniziativa della Fondazione Its Agroalimentare e di Enaip Veneto che è stata presentata in municipio a Dolo, e punta a formare i “super tecnici” più richiesti del settore: i tecnici superiori per la valorizzazione dei prodotti tipici e delle produzioni territoriali. Ci saranno1.800 ore complessive. Alterneranno lezioni in aula ad esercitazioni di laboratorio, con stage in aziende primarie del settore che si occupano della produzione, trasformazione e vendita dei prodotti agroalimentari tipici e del “Made in Italy”. La specializzazione ver-
tirà sul controllo qualità del processo produttivo agroalimentare, nel marketing dei prodotti tipici e gestione agronomica delle produzioni, nella legislazione di settore, nella logistica, nell’economia e gestione delle aziende tipiche. “La scelta di avviare il percorso biennale a Dolo presso Villa Ferretti Angeli, in Riviera del Brenta, non nasce a caso - ha spiegato Enaip.- È un territorio centrale per il Veneto, lungo i corridoi logistici e portuali, con un importante bacino di prodotti tipici e denominazioni, che dispone degli elementi essenziali per la valorizzazione del Made in Italy: beni storico-architettonici come le ville venete, autentico prodotto turistico, una tradizione gastronomica d’eccellenza, una potenzialità di filiera per
proporre il trinomio arte-cultura-gastronomia in proposte uniche nel loro genere”. Insomma, una opportunità da non perdere per gli studenti che desiderano continuare il percorso formativo e professionale specializzandosi e diventando i super tecnici
SAONARA
Alessandro Abbadir
Da settembre, l’orario di apertura delle sale studio della biblioteca è stato prolungato, ed il giovedì e il martedì è possibile accedervi sino alle 23 mentre il sabato pomeriggio resterà aperta fino alle 18. Si arricchisce l’offerta di un servizio che trova molto gradimento anche per la possibilità di studiare nella tranquillità. “In questi anni – ha evidenziato l’assessore Matteo Bellomo – siamo riusciti a centrare un obiettivo che non era, all’inizio del nostro mandato, per nulla scontato: rendere Villa Concina un punto di riferimento culturale, sociale e aggregativo. Oggi in biblioteca, si contano circa 1000 accessi al mese; studenti, ma non solo”. “Dopo aver ampliato gli orari di apertura negli anni passati – ha aggiunto Bellomo – è stato compiuto un passo in più grazie alla bella collaborazione che si è creata con un gruppo di studenti universitari.” I nuovi orari delle sale studio della biblioteca, quindi, sono: lunedì, mercoledì e venerdì 9 - 19; martedì e giovedì 9 - 13.30 e 15 - 23; sabato 9 - 12.30 e 15 - 18 (L.P.)
Nuova palestra per il polo scolastico dolese A DU
LTI
❱ Lunedì e giovedì ore 17:30-18:30 e 18:30-19:30 presso Palazzetto dello Sport Via XI Febbraio - Villatora
richiestissimi dal mercato del lavoro e di cui le aziende sono “a caccia”. L’appuntamento è quindi con le iscrizioni al corso rivolte ad un numero limitato di studenti (20 posti). Info : itsagro. veneto@gmail.com
La biblioteca amplia i suoi orari
❱ Lunedì e giovedì ore 18:30-19:30 presso Palestra Scuole V. Bachelet - Saonara ❱ Martedì e venerdì ore 19:30-20:30 presso Palazzetto dello Sport Via XI Febbraio - Villatora
❱ Lunedì e giovedì ore 15:00-16:00 (antalgica) presso Patronato - Saonara
IANI
A NZ
Attività rivolte ai soci dei comuni di:
❱ Martedì e venerdì ore 8:30-9:30 e 9:30-10:30 (over 60) presso Palazzetto dello Sport Via XI Febbraio - Villatora
A DU
LTI
❱ Martedì e venerdì ore 17:30-18:30 presso Palazzetto dello Sport Via XI Febbraio - Villatora ❱ Martedì e venerdì ore 18:30-19:30 presso Palazzetto dello Sport Via XI Febbraio - Villatora ❱ Mercoledì ore 20:00-21:00 presso la palestra delle Scuole Via Bachelet - Saonara
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La Città Metropolitana ha pubblicato il bando per l’aggiudicazione del progetto relativo alla costruzione ad una nuova palestra. La struttura sportiva avrà un costo di 2 milioni di euro e sarà edificata con un sistema modulare che prevede l’utilizzo del legno come materia prima. Al costo di costruzione vanno aggiunti 285.000 euro per gli interventi di adeguamento urbanistico delle aree esterne. La palestra a Dolo verrà costruita nell’area del distretto scolastico di via Curzio Frasio. Alla scadenza della presentazione delle offerte per partecipare al bando, la Città metropolitana conta di aggiudicare i lavori entro la fine di ottobre per ,poi, veder partire il cantiere entro la fine del 2019. Per l’intervento sono 320 i giorni naturali consecutivi previsti per l’esecuzione dell’appalto, decorrenti dalla data del verbale di consegna e quindi entro il mese di settembre. La nuova palestra dovrebbe, quindi, essere usufruibile con l’inizio dell’anno scolastico 2020-21. (L.P.)
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Provincia
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Innocultour Una nuova collaborazione tra musei
Visita al museo con guida hi-tech a Chioggia e Rovigo La visita al museo diventa hi-tech grazie alla tecnologia Bluetooth, consentendo così ai visitatori di essere costantemente informati, in tempo reale, sulla sala o l’opera che stanno osservando. E’ questa una delle interessanti novità digitali che per la prima volta al Museo civico della laguna sud di Chioggia stata presentata ufficialmente lo scorso 10 settembre con l’attivazione dei dispositivi, i beacon, in grado di riconoscere la posizione del visitatore ed inviargli - tramite tablet ricevu-
nale e transfrontaliero Innocultour, nato come collaborazione tra partner istituzionali e operatori turistici del Veneto e della Croazia per promuovere 8 tra musei e località della costa adriatica che possano offrire un
turismo di nicchia. Una collaborazione che ha aperto anche un’altra interessante prospettiva con la promozione di itinerari compresi tra la laguna di Venezia e il Polesine, un’area ricca di testimo-
nianze archelogiche, storicoartistiche e naturalistiche. Proprio lo scorso 10 settembre, alla presenza del direttore del Polo Museale del Veneto, il dottor Daniele Ferrara, è avvenuta la sottoscrizione dell’im-
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L’assessore Tovo di Rovigo, la collega Penzo di Chioggia e il direttore del Polo Museale del Veneto Ferrara sottoscrivono l’accordo
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Alcuni momenti della conferenza stampa di presentazione del progetto di Innocultour
to in dotazione - notizie sulla postazione che si è fermato ad osservare. Analoghi dispositivi sono disponibili anche nel Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo che, insieme a quello di Chioggia, è parte del progetto transregio-
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portante accordo tra i Comuni di Chioggia e di Rovigo con il Polo Museale del Veneto. Una rete di musei collegati tra di loro nei contenuti e in costante dialogo con il territorio circostante: è questo lo spirito dell’accordo, come emerge anche dai contenuti del video, realizzato nell’ambito del progetto che promuove il legame tra i due musei. Insomma un viaggio meraviglioso dove l’uomo, la natura e la storia si incontrano. “Ringraziamo la Regione Veneto che ha individuato i nostri due musei per metterci in connessione attraverso il progetto Innocultour - ha commentato l’assessore alla Cultura e al Turismo di Chioggia, Isabella Penzo - Il turismo del futuro è slow e in questa ottica realizziamo questo progetto che mette in rete i territori vicini per offrire il meglio ai cittadini e ai turisti”. “L’accordo con il Polo museale del Veneto che valorizza anche il Museo dei Grandi Fiumi - ha osservato il vicesindaco e assessore alla Cultura di Rovigo Roberto Tovo - non è soltanto uno stimolo culturale per i turisti che vogliano conoscere i nostri territori, ma è anche una riflessione sulla nostra identità culturale legata al rapporto con l’acqua e l’Adriatico”. Ornella Jovane
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Territorio .
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Ambiente Un gruppo di giovani di Santa Maria di Sala
I ragazzi che puliscono il paese diventeranno associazione S
ono usciti in agosto, sotto la canicola, per pulire un piazzale, un luogo di ritrovo, dietro la palestra del capoluogo. A un mese di distanza stanno per diventare associazione, hanno contagiato altri coetanei, pronti a fare lo stesso o che hanno già iniziato a farlo. Il sogno di Fagun, Alessia e Aurora è realtà: a Santa Maria di Sala e frazioni escono una volta a settimana, per pulire parchi, marciapiedi, piazze, quartieri residenziali e ogni volta riescono a raccogliere interi sacchi pieni di carte, bottiglie, plastiche, mozziconi. Da tre sono diventati 10, poi 18, adesso sono diverse decine i cittadini che ogni settimana si uniscono a loro per cercare di dare il loro piccolo contributo a cambiare il pianeta. All’inizio qualcuno li aveva chiamati i “ragazzi del muretto” perché le prime uscite erano dietro la palestra, dove si trova un muretto, tradizionale luogo di ritrovo dei ragazzi. E anche di sporcizia, lasciata dopo ogni serata. Hanno iniziato a pulire proprio quel luogo-simbolo, poi si sono allargati al resto del centro, quindi a Veternigo, poi Caselle. Li hanno copiati alcuni coetanei, partiti con la stessa
Rotary contro la poliomelite Saranno stampate le magliette del gruppo che si chiamerà C4U, “City for you”
iniziativa anche a Borgoricco. Qualcuno vorrebbe fare lo stesso a Noale, Mirano, Scorzè. Il sindaco Nicola Fragomeni li ha ricevuti in municipio, poi in giunta, li ha premiati per lo spirito di iniziativa e sensibilità ambientale e si è fatto portavoce presso Veritas affinché i ragazzi fossero dotati di sacchetti, guanti monouso e pinze per raccogliere i rifiuti. Alcune associazioni hanno donato loro piccoli contributi, alcuni si sono proposti di stampare le magliette dell’associazione, che si chiamerà C4u, “City for you”. “Ho trascorso
i miei primi 8 anni di vita in campagna in Bangladesh – spiega Fagun, 22 anni dove la natura verde e incontaminata ti abbracciava fin dal risveglio, potevi fare il bagno nei canali, giocare nel fango e vivere accanto agli animali selvatici. Quando noi giovani un domani avremo una famiglia, vorrei che potessero vedere la natura come me, non solo attraverso la tv”. “Ciò che mi spinge a lottare -aggiunge Alessia, 17 anni- è l’idea che i miei figli rischiano di non poter mai vedere il mare come l’ho Filippo De Gaspari visto io”.
Una campagna per sconfiggere la poliomelite in tutti i posti del mondo. Questa l’iniziativa promossa dai Rotary Club del veneziano in occasione di importanti iniziative collegate allo sport ai giovani e alle famiglie. “Il distretto Veneto – Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia - spiega il Rotary illustrando l’iniziativa - ha stretto una collaborazione con l’organizzazione di Venice Marathon grazie alla quale i runner che corrono con i pettorali rossi End Polio Now raccolgono fondi per la vaccinazione anti polio”. Per la prima volta il Rotary sarà coinvolto direttamente a sostegno delle 4 Family Rin ovvero le 4 corse non competitive rivolte alle scolaresche di San Donà di Piave, Dolo Venezia- Mestre. 18 mila ragazzi indosseranno la maglietta rossa. Le Family Run si terranno il 12 ottobre a San Donà, il 19 ottobre a Dolo, il 26 ottobre a Mestre. A Chioggia si è tenuta lo scorso 5 ottobre. Un gazebo informativo sull’iniziativa e quello che provoca la malattia sarà allestito alla partenza delle corse.
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Cultura .
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La storia di Chioggia dalle origini ad oggi Fatti e personaggi che hanno caratterizzato le sue millenarie vicende, i grandi eventi che si incontrano con la storia locale raccontati dal giornalista Pierluigi Rizziato
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na “Storia di Chioggia” raccontata attraverso fatti e personaggi che ne hanno caratterizzato le sue millenarie vicende in un ordine cronologico che parte dalle leggendarie origini ai tempi della guerra di Troia, tredici secoli prima di Cristo, e che giunge fino ai più recenti eventi: il Mose e il Baby Mose, la riapertura del canale del Perotolo, la Bandiera blu per Sottomarina, il problema della ZTL (zona a traffico limitato) in centro storico a Chioggia, il porto di Val da Rio, lo squalo Olivia nel museo di Zoologia Adriatica a palazzo Grassi, il nuovo Pronto Soccorso dell’Ospedale di Chioggia, i no GPL, la passione per la vela e la motonautica, il mercato ittico e quello ortofrutticolo di Brondolo, ma anche la quasi miss Italia Arian-
na Marchetti, il cabaret di Pippo Zaccaria e quello de Le Bambole, il Palio de la Marciliana… I grandi eventi si intrecciano con la storia locale: le rivalità tra le repubbliche marinare di Genova e Venezia sfociano nella guerra di Chioggia, sui bragozzi chioggiotti troviamo Garibaldi in fuga dagli Austriaci e il più giovane dei famosi Mille era il chioggiotto Giuseppe Marchetti, le profonde ferite della Prima e Seconda Guerra Mondiale, la tragedia del Grande Torino che coinvolge i due fratelli chioggiotti Aldo e Dino Ballarin, l’acqua alta del ’66… L’autore è Pierluigi Rizziato, per trent’anni nelle redazioni di Mestre e di Rovigo de “Il Gazzettino”, ma prima ancora a “Radio Venezia”, “Il Diario”, “La Nuova
Venezia” ed anche a “Il Giornale di Vicenza”. A Chioggia veniva con la sua Fiat 500 acquistata nel 1967 e con una macchina fotografica passeggiando per il centro e le calli di Chioggia, a Sottomarina per lo più fuori stagione oppure ad incontrare gli amici in spiaggia nelle domeniche estive e dove ancor oggi ci torna frequentemente apprezzando la buona cucina dei ristoranti locali o per abbronzarsi al sole sfogliando con tranquillità un giornale o leggere un libro. Per le “Edizioni Biblioteca dell’Immagine”, di cui fa parte questo volume dedicato a Chioggia, Rizziato ha già pubblicato “La spiaggia di Mestre” e “Storia di Mestre”. L’Ultima fatica letteraria del giornalista Pierluigi Rizziato
Eugenio Ferrarese
Spinea, da novembre via alla rassegna del teatro comico
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l 10 novembre parte la XX edizione del teatro comico d’autore e…a Spinea. La stagione teatrale è organizzata dal Centro di ascolto Attilio Scocco e con il patrocinio del Comune. La precedente edizione ha riscosso grande successo di pubblico, molto apprezzata la varietà della proposta: non solo comicità ma anche temi sociali toccati. I quindici spettacoli di quest’anno puntano nuovamente al divertimento in famiglia e a teatro. Il vero protagonista della stagione e, dopo ogni spettacolo, potrà votare i preferiti determinando i finalisti del concorso. Il primo premio è una targa d’oro e il secondo una d’argento, saranno assegnati altri sei riconoscimenti a interpreti e compagnia teatrale. Ci sarà il concorso fotografico dedicato ai commercianti: vota il manifesto; il tema di quest’anno sarà il cappello. Le votazioni saranno fatte tramite fecebook. “La novità della ventesima edizione è la proposta per la famiglia – dice Giorgio Corò presidente del Centro di ascolto – puntiamo a un teatro come luogo di svago per tutta la famiglia”. Domenica 10 il primo spettacolo: C’era Cenerentola, la fiaba comica di Giovanna Digito è adatta ad adulti e bambini. Domenica 17: Betoneghe se nasse no se deventa, un altro spettacolo della Digito. Domenica 24: Le impiegate di Antonio Zanetti e il primo dicembre: La vedova di Renato Simoni. Domenica 8: Guada che luna! di Fabio Caon e il 12: dal Nord est col furgone, discesa di una cultura in ascesa, di L. Lombardini e F. Bottero. Domenica 19: Tramonto di Renato Simoni e il 26: Cercando Totò di Roccò Sestito. Il 2 febbraio La casa di Fernando Alba di Federico Garcia Lorca e il 9: Allontanarsi dalla linea gialla di Francesca Mignemi. Il 16 febbraio Filumena Marturano di Eduardo De Filippo e il 23: I Lazzaroni di Eugenio Ferdinando Palmieri. Il primo marzo Nemici come prima di Gianni Clementi e sabato 7 il musical: Jesus Christ Superstar di A. L. Webber e domenica 8: Il sogno di “Andrew” di Webber Gran Varietà. Tutti gli spettacoli si terranno di domenica Roberta Pasqualetto alle 16, in sala Bersaglieri a Spinea.
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Sport
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Venice Marathon, in migliaia alla partenza
Calcio dilettanti, nuove regole
La corsa, con partenza da Stra e arrivo in Riva Sette Martiri, si terrà domenica 27 ottobre. Visite in villa Pisani gratuite
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o sport veneziano a ottobre è sinonimo di Venice Marathon, l’evento sportivo più coinvolgente dell’anno. Saranno ancora una volta in migliaia coloro che percorreranno le strade, partenza da Stra ed arrivo a Venezia, domenica 27 ottobre, per la 34a edizione della manifestazione. Campioni o semplici appassionati che si sfideranno, l’uno contro l’altro. I top-runners, contro il tempo, e contro la fatica gli altri. A prescindere dagli obiettivi personali, correre la Huawei Venicemarathon significa entrare nell’arte, nella storia ma soprattutto nella bellezza di un territorio straordinario come Venezia e la Riviera del Brenta, capace di offrire un percorso unico al mondo. Una corsa sicura come poche con un servizi di altissima qualità
forniti agli atleti prima, durante e dopo la gara con circa 200 volontari impegnati. Ed a tutti gli iscritti verrà consegnato un pacco gara contenente una maglia appositamente realizzata dal brand italiano di abbigliamento funzionale Uyn mentre gli iscritti alla 10 chilometri riceveranno una t-shirt tecnica firmata dal brand finlandese Karhu. E, grazie ad un’accordo con la direzione di Villa Pisani, tutti gli iscritti avranno la possibilità di visitare la villa gratuitamente. Dal punto di vista agonistico il Venicemarathon Pacing Team, guidato e coordinato dalla allenatrice, giornalista e scrittrice Julia Jones, aiuterà gli atleti, sia per la 42 chilometri che per la 10 chilometri, a correre a ritmo cadenzato per consentire a tutti di arrivare a per-
C correre i 42,195 chilometri della corsa e tagliare il traguardo di Riva Sette Martiri. E accanto alla parte agonistica vera e propria, nel programma della Huawei Venicemarathon, oltre alla 10K, c’è spazio anche per le famiglie e per gli amici a 4 zampe con le Alì Family Run: le corse a carattere solidale di circa 4 chilometri che si svolgono nei 4 sabato di ottobre nelle città di Chioggia (5 ottobre), San Donà (12 ottobre), Dolo (19 ottobre) e Mestre. L’ultima tappa è in programma sabato 26 ottobre al Parco San Giuliano di Mestre, dove sorge anche l’Exposport Venicemarathon Villa-
ge. Due importanti e significative iniziative contribuiscono a rendere la festa sportiva anche un momento sociale ed umanitario. Il Venicemarathon Charity Program, di cui il campione Alex Zanardi è ancora una volta testimonial, offre la possibilità di scegliere una associazione no profit aderente all’iniziativa, sostenerne il progetto e aiutarlo a crescere con le donazioni. Inoltre, la Maratona di Venezia è stata inserita nel progetto “Zero Waste Blue”, che ha l’obiettivo di eliminare il rifiuto e valorizzare il riciclo, recuperando la plastica. Lino Perini
ol l’avvio della stagione calcistica, molte novità regolamentari. Le gare sospese per motivi che possono derivare da condizioni metereologiche (neve, vento, nebbia) o a causa dell’infortunio dell’arbitro, in ogni caso in tutte quelle situazioni indipendenti da situazioni di gioco, riprenderanno esattamente dalla situazione di gioco che era in corso al momento dell’interruzione. La quantificazione dei minuti da giocare sarà determinata, con decisione inappellabile, dal direttore di gara e nella prosecuzione potranno essere schierati tutti i giocatori tesserati dalle due società, indipendentemente o meno che fossero nella distinta al momento della sospensione . Nel corso della prosecuzione della partita saranno ammesse solo le sostituzioni non ancora effettuate. (Li.Pe.)
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iparte il campionato di hockey in carrozzina con i Lions Black di Venezia, che fanno parte della Polisportiva Terraglio, intenzionati a continuare a vincere dopo i tre scudetti consecutivi conseguiti. Sauro Corò, allenatore-giocatore, osserva. “Per il Black Lion sarà una stagione molto dura -dice Coròperché tutte le squadre si sono rinforzate moltissimo. Per noi sarà un’annata importante e faticosa perché saremmo impegnati in vari fronti e dovremmo affrontare più competizioni, tornei internazionali, la Coppa Italia e cinque nostri atleti fanno parte in pianta stabile della nazionale italiana che in primavera parteciperà ai campionati europei in Finlandia. Il nostro è uno sport che cresce a dismisura anno ogni anno, un sport che è motivo di vita e di riscatto utile per il corpo ma, soprattutto per la mente“. Sorta nel 2011 la società mestrina è diventata un motivo di vanto per la collettività e quest’estate, dopo la conquista del terzo scudetto è stata premiata a Ca’ Farsetti dal sindaco Brugnaro per l’importanza rivestita sotto l’aspetto umano, sportivo e sociale. In primavera un’altra grossa soddisfazione la società quando, presente il premier Giuseppe Conte, sono intervenuti al convegno tenutosi a Firenze sul tema “Persone capaci di colpi di testa”, al festival dell’Economia civile svoltosi a Palazzo Vecchio. La rappresentanza era composta dal presidente Davide Giorgi, dal team manager Andrea Piccillo, dall’allenatoregiocatore Sauro Corò e dagli atleti Ion Jignea, capitano, e Manuel Giuge. Al termine del convegno il presidente del Consiglio Conte ha incontrato la delegazione mestrina che al premier ha parlato del Li.Pe. progetto 3S (Sport, Sanità e Sociale).
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#Politica
Autonomia, il traguardo si allontana Il ministro Boccia frena le regioni: prima definiamo i livelli essenziali delle prestazioni. Il politologo Feltrin: anche Salvini sapeva che gli avrebbe fatto perdere milioni di voti al sud
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adesso che è cambiato il governo e la Lega è finita all’opposizione, che cosa accadrà delle richieste di autonomia del Veneto e delle altre regioni? La sensazione, specie dopo l’incontro tra il governatore Zaia e il ministro Boccia, è che siano destinate a finire nel cassetto. O quantomeno che dovranno aspettare un bel po’, sempre che alle parole seguano i fatti. Il neo ministro, pugliese, è arrivato a Venezia promettendo ascolto ma con le idee chiare: l’autonomia differenziata va bene, ma “c’è bisogno di dire che tra Sud e Nord non c’è una competizione aperta. Bisogna rimettere insieme il Paese, non dobbiamo far diventare l’autonomia un tema divisivo né uno strumento di lotta politica”. E dunque, spiega Boccia, prima bisogna definire i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep). In altre parole, bisogna scrivere nero su bianco quali sono i diritti e i servizi che vanno garantiti a tutti i cittadini, indipendentemente da dove abitino e da quanto guadagnino. Giustissimo, in teoria. Il fatto è che la definizione dei Lep, così come è stato per quella dei famosi “costi standard”, rischia di trasformarsi in una storia infinita. E con tutte le urgenze che un governo comunque fragile si troverà ad affrontare nei prossimi mesi, è facile prevedere che di passi in avanti non se ne faranno molti né troppo in fretta. Uno scenario che difficilmente aiuterà a rasserenare i rapporti tra Regioni e governo, specie considerando che tutto il fronte del Nord a guida centrodestra ha appena depositato la richiesta di referen-
Foto tratta dal sito www.regione.veneto.it
Luca Zaia, Francesco Boccia e Paolo Feltrin
dum abrogativo della parte proporzionale dell’attuale legge elettorale, ultimo atto di forza voluto da Salvini dopo il passaggio all’opposizione e prima della grande manifestazione organizzata a metà ottobre a Roma. Ma che l’autonomia non veda la luce per “colpa” del nuovo esecutivo, possono affermarlo solo i più convinti soste-
nitori del Capitano. In realtà basta scorrere l’anno e mezzo di governo giallo-verde per verificare come proprio questo tema sia tra quelli che hanno accumulato più rinvii, proclami e rimpalli, con buona pace del famoso “Contratto di governo” e delle promesse di Salvini. A frenare in maniera palese sono
stati i 5 Stelle, che al sud hanno trovato il loro più importante bacino elettorale. Ma forse, sotto sotto, lo stesso leader della Lega ha capito strada facendo che l’autonomia delle regioni del nord gli avrebbe procurato più fastidi che vantaggi. Una conferma di quelle che a lungo sono state considerate poco più che illazioni è venuta a fine settembre da Paolo Feltrin, docente all’università di Trieste, tra i più conosciuti politologi, “mente” dell’Osservatorio elettorale della Regione Veneto, che in una intervista ai quotidiani del gruppo Gedi ha scoperchiato il vaso di Pandora. “ Un sondaggio attendibile e riservato – ha spiegato Feltrin – ha avvertito Salvini che il via libera alla riforma autonomista al nord avrebbe comportato un crollo di consensi nel Mezzogiorno stimato tra i quattro e i cinque milioni di voti”. Un salasso che avrebbe cancellato ogni speranza della Lega di sfondare oltre il Po diventando un vero partito nazionale. E così, rimanda oggi rimanda domani, quando Salvini ha capito che Veneto e Lombardia non erano più disposte a stare ferme e con una manovra finanziaria pesante di fronte, avrebbe preferito aprire la crisi. Interpretazione fermamente smentita da Zaia, ricordando anche numeri alla mano il successo della Lega alle europee nelle regioni del sud. Eppure, il dubbio resta. Aspettando i Lep, i costi standard e una maggioranza in parlamento che finora nessuno ha trovato, quale che fosse il colore del governo.
Sant’Antonio, Sinigaglia rilancia il “no” dei sindaci “Il Tavolo tecnico, istituito per pianificare il passaggio dell’ospedale Sant’Antonio all’Azienda ospedaliera di Padova, ha concluso la prima fase di lavori individuando e approvando un Piano attuativo che prevede che il Sant’Antonio cambi gestione il 1° gennaio 2020. Per quanto di interesse pubblico viene garantita in toto la prosecuzione delle attività in essere, secondo le precise volontà della Regione del Veneto, quindi per i cittadini / utenti non vi sarà alcun cambiamento: la collettività potrà continuare a fare affidamento sull’ospedale Sant’Antonio, come in precedenza e senza eccezioni”. La nota ufficiale dell’Ulss Euganea cerca di stemperare la tensione, che però in
città sta crescendo man mano che si avvicina un “cambio di casacca” annunciato da tempo ma a cui finora non era stata evidentemente prestata la necessaria attenzione. Dall’Ulss rassicurazioni, oltre che agli utenti, anche al personale sulla continuità dei rapporti di lavoro. Ma che le cose non siano così lisce e scontate lo dimostra l’ultima turbolenta riunione della Conferenza dei sindaci: pur in mancanza del numero legale, i primi cittadini hanno espresso a maggioranza il loro “no” al passaggio. E in Consiglio regionale Claudio Sinigaglia, consigliere del Partito democratico tra i più attenti conoscitori della materia, ha rilanciato le loro preoccupazioni chie-
dendo alla giunta di fermare l’operazione e rivedere le schede sanitarie della provincia. “Il documento votato dai sindaci — sottolinea Sinigaglia — chiede di rinviare ogni decisione a quando sarà completato il nuovo Polo della salute e riqualificato il Giustinianeo. Non è un no aprioristico, insomma, ma legato alle tempistiche fissate dalla Regione. Per ora non c’è alcun motivo a favore della decisione della Giunta, né in termini di risparmi né, ancora peggio, per tutelare la salute dei cittadini. Invito perciò, nuovamente a fare proprie le istanze dei sindaci e fermare l’intera operazione: è una penalizzazione immotivata di un intero territorio”.
Claudio Sinigaglia
L’Ulss tranquillizza, ma la Conferenza dei sindaci vota contro il passaggio all’Azienda ospedaliera e chiede di attendere la nascita del nuovo ospedale
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Politica
Civica per il Veneto Franco Ferrari
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Partito Democratico Piero Ruzzante
Serve un grande progetto: “Ambiente, sanità pubblica correre insieme per scalzare e mobilità: serve un Veneto gli avversari non lo è a misura d’uomo” F
ranco Ferrari 64 anni imprenditore, residente a Camponogara, in Riviera del Brenta, e capogruppo in Regione della lista “Civica per il Veneto” traccia un bilancio della sua attività di consigliere regionale e delle prospettive per le prossime elezioni. Consigliere Ferrari come valuta il lavoro svolto in questi 4 anni e mezzo da consigliere regionale? “Mi sono sempre impegnato a livello regionale in un lavoro che punta a dare risposte ai cittadini, operando in una situazione economica difficile. Ho cercato di dare risposte concrete nello spirito che contraddistingue la mia azione politica, che non è mai legata a schemi di partito o di schieramento, ma punta alla soluzione concreta dei problemi. Fin da subito ho aperto a Camponogara un ufficio al pubblico nel quale durante la settimana ricevo i cittadini e le istituzioni, ascolto le richieste e cerco di trovare soluzioni”. Di quali risultati è più orgoglioso? Qualche delusione o rimpianto? “Mi sono impegnato per ridurre i tagli nel settore sanità, per l’ospedale di Dolo con le schede ospedaliere poi approvate in Regione, mantenendo quasi interamente primariati e posti letto e ottenendo fondi per il rilancio. E’ agli atti l’incisività della mia azione. Sempre per l’ospedale di Dolo ho lavorato per la ripartenza dei lavori al Pronto Soccorso e per attrarre decine di milioni di euro per lo sviluppo del presidio. Fra le altre battaglie affrontate c’è stata quella, andata a buon fine, dell’interramento dell’elettrodotto Dolo- Camin, e lo sblocco del Pat di Camponogara e Fossò, fermo da 10 anni. Ho sempre puntato sull’aiuto ai giovani meritevoli: a titolo personale ho creato decine di
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ina vita a sinistra: Piero Ruzzante, 56 anni, Consigliere Regionale dal 2010, sta concludendo la sua seconda legislatura a Palazzo Ferro Fini. Eletto nelle fila del PD, dal 2017 è Presidente del Gruppo Misto per Liberi e Uguali, all’opposizione della Giunta Zaia. Che bilancio può fare di questi 5 anni in Regione? “Purtroppo è un bilancio negativo, una cifra su tutte: 2551. Sono gli ettari di suolo consumati tra il 2015 e il 2018, l’equivalente di 6.300 campi da calcio, coperti di cemento in soli tre anni. È un dato impressionante: il Veneto è la seconda regione italiana per consumo di suolo. Quando ci fermeremo?”. A cosa si è dedicato maggiormente nel corso del suo mandato? “Innanzitutto alla sicurezza sul lavoro, sempre con un confronto positivo con il sindacato, dal quale è nato un filone di atti presentati in Consiglio, spesso accolti anche dalla maggioranza. Ora dalle parole bisogna passare ai fatti: la Giunta deve assume i tecnici Spisal che ha promesso. Ogni giorno in Veneto ci sono 200 incidenti sul lavoro, uno ogni 4 giorni è mortale”. Che giudizio da di questi 5 anni di Giunta Zaia? “Chi l’ha mai visto? È stato presente a poco più del 10% delle sedute e al 2,7% delle votazioni. Si è occupato sempre e solo di autonomia. Eppure la Lega ha governato l’Italia per 10 anni con Berlusconi, per 25 anni il Veneto con Galan e Zaia: continuano a parlare di autonomia, ma quando potevano non l’hanno mai data”. Cosa la preoccupa di più? “La situazione della sanità pubblica, dove i numeri parlano chiaro: taglio del 20% dei posti letto negli ospedali pubblici e aumento del 16% dei posti letto privati. La spesa a favore dei privati è aumentata del 28% nel comparto ambulatoriale e 24% nei ricoveri, le strutture private sono aumentate
pi nazionali? “Sono stato eletto all’interno della lista Alessandra Moretti Presidente, e sono rimasto fedele agli elettori svolgendo il mio mandato nel gruppo di minoranza, votando secondo coscienza per risolvere i problemi. Non credo che votare per partito preso porti soluzioni per il territorio. Nel 2017 ho ideato “Civica per il Veneto” e di strada la lista ne ha fatta parecchia. Alle comunali di Camponogara è arrivata seconda e sfiorando la vittoria per qualche decina di voti. Sono stato eletto in consiglio comunale: continuerò con scrupolo questo impegno”. Si ricandiderà a consigliere regionale? “In questo momento non ho ancora deciso se ricandidarmi. Spero che il Movimento 5 Stelle, Leu e il Pd non corrano tutti insieme solo nello spirito di scalzare chi amministra la regione. Io per partito preso non aderisco per ora a nessuno degli schieramenti in campo. Valuterò con attenzione i programmi delle formazioni e le coalizioni facendo attenzione ai programmi e alle risposte che questi danno alle istanze dei cittadini. Se nessuno rispondesse a queste caratteristiche continuerò a dedicarmi ad amministrare la mia azienda di Marghera che opera nel settore della metalmeccanica, che ha oltre 100 dipendenti”. Alessandro Abbadir
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borse di studio in collaborazione con le scuole. Fra le delusioni di questi anni, c’è la constatazione purtroppo che anche il ruolo di consigliere regionale nonostante sia espressione del territorio, a livello nazionale non è tenuto nella dovuta considerazione”. Come si colloca politicamente alla luce anche degli ultimi svilup-
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del 8,84%, quelle pubbliche sono diminuite del 6,39%. In silenzio stanno privatizzando la sanità e chi vive in Veneto se n’è accorto: nel 2016 un veneto su 7 ha rinunciato a curarsi. Quali sono le potenzialità del Veneto? Quali invece le criticità su cui intervenire? “La più grande scommessa è quella di rendere il turismo e la manifattura compatibili tra loro, con l’ambiente e con la salute umana. Viviamo in una terra tra le più belle e ricche del mondo, ma una minoranza la sta letteralmente devastando. In questo senso, sono due le linee di intervento su cui la politica deve agire: la ricerca e la mobilità. O il Veneto diventa una regione a misura d’uomo, oppure continuerà l’emorragia di 12 mila giovani all’anno”. Qual è la battaglia politica di cui è più orgoglioso? “Sono due: la prima è la legge per i centri antiviolenza È un ottimo strumento, che però va finanziato maggiormente: un contributo regionale di 92 centesimi per ogni donna presa in carico non è assolutamente sufficiente. La seconda è l’approvazione da parte del Consiglio Regionale di una mia mozione per il mantenimento dell’archivio del Vajont a Belluno: una sorta di risarcimento morale, seppur minuscolo, per le popolazioni colpite” Intende proseguire il suo mandato ricandidandosi alle elezioni regionali del 2020? “Lavorerò perché si realizzi il progetto di una grande lista civica e di sinistra, che possa allearsi con il M5S e il PD. L’obiettivo è costruire una vera alternativa alla Lega, che metta al centro l’ambiente e gli interessi generali e non le speculazioni private, edilizie e finanziarie. Per quel che mi riguarda, lavorerò per un rinnovamento di persone e di idee. Piero Ruzzante potrà continuare a dare il suo contributo in mille altre forme e modi.esa del concorso per enEnrico Beda trare in ruolo”.
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Politica
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“Tante battaglie vinte con impegno” Intervista al consigliere regionale del Pd, Graziano Azzalin, che stila un bilancio del suo mandato tra le fila dell’opposizione, tra dure lotte e numerose soddisfazioni
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n vista delle elezioni regionali della primavera 2020, il consigliere rodigino del Pd, Graziano Azzalin, fa il punto sui cinque anni passati a palazzo Balbi. Mancano pochi mesi a fine legislatura. Qual è il suo bilancio? “È stato un mandato intenso e complicato: la prima battaglia ha riguardato un tema nazionale, il referendum contro le trivellazioni, un impegno portato avanti in opposizione alle scelte del governo Renzi, schierato per l’astensione. Una scelta sbagliata, perché il nostro territorio ha già sperimentato gli effetti delle estrazioni di metano e ne sta pagando ancora le conseguenze, in termini di abbassamento del suolo e dissesto idrogeologico. E sempre in tema di referendum, ho combattuto un’altra lotta contro la consultazione truffa sull’autonomia voluta da Zaia. Mai detto di essere contrario, ma era evidente che la chiamata alle armi del governatore non servisse a niente, se non alla sua propagan-
da. L’Emilia Romagna, per esempio, ha avviato la trattativa senza spendere un euro. Il ‘sì critico’ del Pd Veneto è stato un errore, ha permesso a Zaia di raggiungere il quorum e di far partire una nuova campagna su Roma che tradisce la volontà dei veneti. Senza mai dire che il primo a tradire è stato il suo ‘capitano’ Salvini, folgorato sulla via del sovranismo”. Quali sono stati gli atti più significativi di questi quattro anni e mezzo e gli obiettivi raggiunti? “Non è semplice rapportarsi a una maggioranza che, dati i rapporti di forza, non è molto disponibile ad ascoltare le nostre proposte. Quando accade, perciò, la soddisfazione è doppia: penso ai fondi per Casa Matteotti, un Progetto di legge che ha trovato unanimità in aula e con cui la Regione garantirà 105mila euro nel triennio per manutenzione, conservazione e valorizzazione dell’immobile di Fratta Polesine e del giardino. Per quanto riguarda le lotte di questi
Graziano Azzalin
anni ricordo la legge per il contenimento del consumo di suolo, svilita poi dalla maggioranza che ha bocciato molte nostre proposte, infarcendo il provvedimento di deroghe e rendendolo praticamente inutile. Con specifico riferimento al Polesine, invece, penso al Piano sociosanitario e alle schede ospedaliere per garantire alla provincia di Rovigo, una specificità vera. O
ancora i fondi, 200mila euro, a sostegno dell’aziende agricole colpite dalla cimice asiatica, con il mio emendamento approvato nell’ultimo assestato di bilancio, gli interventi (da incrementare) al porto di Pila e sulle lagune dopo una mobilitazione del territorio e l’impegno per modificare la legge regionale sugli alloggi Ater”. Per il futuro: come si possono
battere la Lega e Zaia? “A prima vista sembrerebbe una missione impossibile, ma i fallimenti della giunta Zaia, mascherati con le armi della propaganda, sono tanti e non dobbiamo stancarci di parlarne: dal caso Pfas, alla gestione post emergenziale dei danni della tempesta Vaia o alle legge sull’edilizia popolare. Occorre lavorare però per creare un’alternativa credibile e non un cartello di nomi. Il Pd deve mettersi al servizio di questo progetto. Sconfiggere la destra non è impossibile, a Padova e Rovigo abbiamo dimostrato che si può fare allargando la coalizione. Credo che, anche per quanto accaduto a livello nazionale, sia indispensabile dialogare con Cinque Stelle e LeU, partendo dalle lotte comuni fatte in consiglio a cominciare dalla difesa dell’ambiente e della sanità pubblica”. Marco Scarazzatti
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e pensiamo a un possibile linguaggio dei cani, la prima cosa che ci viene in mente è l’abbaio. In effetti, si tratta sicuramente di uno strumento di comunicazione molto efficace, almeno in termini di percettibilità: difficile non accorgersi che il nostro amico sta abbaiando, anche se non è molto vicino a noi. Questo perché i suoni emessi con l’abbaio sono molto forti e arrivano lontano. Ma i cani hanno anche altri strumenti di comunicazione: ci sono i movimenti della coda, quelli delle orecchie e delle zampe, le posizioni, o meglio posture, che il loro corpo assume quando vogliono comunicare qualcosa. E poi ancora la mimica facciale, cioè i movimenti dei muscoli del muso e della testa, e pure della bocca, usati anch’essi per lanciare messaggi. Insomma, anche se non parlano come noi, ne hanno di cose da dire e lo fanno costantemente, sia verso di noi sia verso i loro simili e anche altri animali. E non è l’abbaio il loro più importante mezzo di comunicazione. Spesso, però, noi non capiamo cosa intendono dirci ed è un peccato: ecco allora qualc h e utile chiave di lettura del... “canese”!
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I nostri cani ci parlano! Impariamo a capirli Il linguaggio canino è complesso, e solo in minima parte basato sui suoni: molti messaggi, infatti, vengono trasmessi senza fare alcun rumore. Ecco come comunicano i cani e come interpretare i loro segnali Tutto di questo cane comunica chiaramente il suo stato: è pronto ad agire e sta solo aspettando l’indicazione del suo partner umano.
E loro capiscono noi?
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cani ci capiscono molto bene e sanno leggerci con grande abilità, sappiamo tutti che è così, perché ce lo dimostrano quotidianamente, per esempio anticipando le nostre intenzioni quasi prima di qualsiasi nostra mossa. C’è una ragione profonda per questo. Nel soddisfare l’esigenza di comunicare con il suo branco umano, il cane può contare su una eccellente capacità di associare causa a effetto, cioè un segnale di qualunque genere alla relativa conseguenza. L’abilità di associare causa-effetto, rende il cane maestro assoluto della “premonizione”. Ma, dietro, c’è un lavoro di “studio” che dura tutta la vita!
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Quando un cane ha la bocca leggermente aperta e la lingua che fuoriesce un poco, non ci sono suoni particolari e il respiro è normale, questa espressione indica una situazione di tranquillità e serenità emotiva, il cane non ha alcun motivo di agitarsi o di entrare in attenzione e si sente del tutto a suo agio. La lingua è visibile e poggia sui primi denti inferiori. La canna nasale è normale, senza tensioni né pieghe, e così le labbra, rilassate. In questa condizione non dobbiamo aspettarci nulla di particolare dal nostro amico, almeno finché uno stimolo di qualunque genere, esterno o proveniente dal cane stesso, non lo indurrà a modificare la sua situazione di quiete.
Osserviamo la loro bocca A
bbiamo anticipato che i suoni, pur avendo una discreta importanza per le capacità comunicative, non sono la parte più vasta del linguaggio canino: infatti, i nostri amici si esprimono molto di più con il corpo e con le sue varie parti. Cominciamo proprio da queste ultime e nello specifico con il muso, molto espressivo, se sappiamo “leggerlo” correttamente. Quando è tranquillo, per esempio, il cane tende a tenere la bocca leggermente aperta. Quando la chiude bene e non riusciamo più a vedere nulla dell’interno, di solito significa che sta esaminando qualcosa e, di norma, si tratta di uno stimolo visibile o che provoca un rumore che attira l’attenzione del nostro amico. La canna nasale è rigida, tesa ma non
arricciata. In questi casi, il cane appare ben concentrato sullo stimolo e lo esamina (come nella foto grande a destra), con la vista se è a tiro di sguardo, con l’udito se non lo è, con entrambi se oltre a essere visibile provoca rumore. In genere questa condizione è di breve durata: se lo stimolo non è davvero interessante, il cane smette di concentrarsi e si rilassa, riaprendo la bocca e distogliendo l’attenzione; se invece la faccenda impone una reazione o un avvicinamento per approfondire la cosa, il cane riaprirà ugualmente la bocca e andrà a investigare oppure abbaierà, se lo ritiene necessario. Se, però, si trattasse di una possibile preda, il cane potrà anche partire all’inseguimento, in silenzio, da buon “lupo” quale è rimasto da questo punto di vista.
Lo sbadiglio ha più significati: come per noi, può indicare sonno o fame, certo, ma spesso è invece indice di stress e, sempre come accade a noi, è contagioso!
Un muso rilassato è facile da “leggere” ed è l’espressione più serena dei nostri amici. La potenza di questo messaggio, all’apparenza tanto banale, è invece tale da indurre relax anche in chi lo osservi da vicino.
Se le labbra si sollevano...
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il primo segnale evidente che qualcosa turba il nostro amico. Non ha ancora deciso, in realtà, cosa fare ma è infastidito e lo segnala mostrando una piccola porzione della sua dentatura, come monito verso ciò che lo preoccupa. Può essere accompagnata da un ringhio leggero o una specie di “borbottio”. La canna nasale non è arricciata. In genere questa espressione compare quando, per esempio, un estraneo a due o quattro zampe si sta avvicinando e il cane non apprezza questa probabile invasione del suo spazio personale, la cui ampiezza può variare molto da soggetto a soggetto. Ma non è detto che la situazione debba peggiorare: può darsi che il cane, una volta che lo stimolo sia più vicino, lo riconosca, per esempio se ha già incontrato la persona o il cane in arrivo, e sia contento di rivederlo. Ovviamente, può accadere anche l’opposto. In sostanza, si tratta di un’espressione ancora interlocutoria ma attivata da una certa diffidenza di fondo. Gli sviluppi sono ancora incerti. Se le labbra si sollevano a scoprire tutti gli incisivi e il naso si “arriccia”, il cane si sta arrabbiando, quindi espone una porzione più ampia della dentatura per intimidire l’invasore in arrivo, di solito accompagnando il gesto con un ringhio più forte e cupo mentre anche la canna nasale si arriccia in conseguenza del maggiore sollevamento delle labbra. Se ciò che preoccupa il cane continuerà ad avvicinarsi, ci sarà una reazione, in genere attacco ma è possibile anche la fuga.
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Serve una visione d’insieme
Il loro corpo comunica È importante osservare ogni singolo segnale con attenzione
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parte situazioni particolari, per esempio quando del cane riusciamo a cogliere solo una “sezione”, non è mai bene soffermarsi su un solo dettaglio del suo corpo per riuscire a capire ciò che sta dicendo. Infatti, i nostri amici quasi mai affidano a una sola gestualità (o a un singolo suono) il loro messaggio. Quasi sempre si tratta di combinazioni, di un insieme di segnali che coinvolgono molte o anche tutte le parti del corpo, a volte con l’ausilio aggiuntivo della voce. Per esempio, per capire cosa sta cercando di dirci un cane che sta fermo, immobile, e ci fissa negli occhi mentre agita la coda a scatti, è molto importante osservare anche le zampe: se le anteriori sono parallele o una delle due è avanzata e il posteriore ap-
pare pronto a spingere in avanti, ci sono molte probabilità che attacchi, se non mutiamo l’atteggiamento che lo sta innervosendo. Limitandoci a osservare la coda, per esempio, in questo caso avremmo un’indicazione insufficiente. E così è quasi sempre per quanto riguarda il linguaggio del corpo, che esprime spesso concetti complessi. Per “leggere” questi messaggi serve però una certa esperienza.
Sicurezza evidente
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ella foto possiamo ammirare un Rottweiler in posa “plastica”. Tutto il suo corpo esprime grande sicurezza e determinazione, e la coda portata alta sottolinea tale atteggiamento in modo inequivocabile. Le zampe posteriori sono solidamente piantate al suolo e la muscolatura è tesa, pronta a spingere il cane in avanti. Il petto
si spinge in fuori e tutta la mimica facciale esprime forte determinazione e mancanza di timore. Si tratta di una postura molto “assertiva” che indica grande sicurezza nei propri mezzi ma non è necessariamente un messaggio rivolto a “dominare” qualcuno, piuttosto una chiara affermazione di questo tipo: “Non ho paura di nessuno e non sono intimorito da nulla. Non sono qui per lottare ma non mi tirerò indietro, se verrò aggredito”. Quella coda che sporge verso l’alto (foto a sinistra) è un chiaro segnale di sicurezza e determinazione.
Raramente il cane parla con una sola parte del corpo, dunque bisogna saper controllare ogni movimento in maniera attenta
PANCIA ALL’ARIA Un gesto di grande importanza e segnale di fiducia totale
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ettersi a pancia all’aria è una postura che tutti conosciamo perfettamente, perché molti cani la utilizzano quando gli facciamo le coccole, ma il suo significato principale non ha nulla a che fare con questa situazione. Come possiamo vedere nella foto in alto che ritrae un lupo adulto mentre mostra i denti a un cucciolo, la posizione di quest’ultimo ha lo scopo di segnalare all’adulto l’assoluta non belligeranza del piccolo. Il significato, nello specifico, è questo: “Sono piccolo e indifeso e sono alla tua mercé. Se volessi potresti uccidermi ma non lo farai perché sai che sono innocuo e non ho nessuna intenzione di lottare con te”. E in effetti, mostrando il ventre e la gola, il piccolo espone tutte le sue zone più delicate, quelle dove un morso dell’adulto sarebbe letale. La stessa postura viene utilizzata spesso anche dai nostri cani, cuccioli e adulti, quando interagiscono con noi. Come il lupacchiotto, i nostri cani ci stanno comunicando la loro totale assenza di volontà di conflitto e, esponendo ventre e gola, mostrano di avere la massima fiducia nei nostri confronti. Un gesto di grande coraggio, in realtà.
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Quando cambiare atteggiamento Abbracci poco affettuosi e posture che devono mettere in guardia. Ecco quando dobbiamo stare attenti ai segnali che i nostri amici a quattro zampe ci mandano, per evitare spiacevoli incidenti... Questo gesto (a sinistra) può esprimere volontà di dominare l’altro e, in tal caso, non è legato alla sfera sessuale.
N
ella immagine a destra, troviamo una postura che, a volte, viene equivocata con quella che esprime sicurezza, con conseguenze non sempre gradevoli. Rispetto al cane “sicuro”, infatti, qui ci sono differenze significative: il corpo è ugualmente teso ma, osservando bene, si nota che spinge già in avanti e la zampa anteriore destra è oltre la sinistra, pronta ad assecondare lo slancio che sta per arrivare dalla posteriore sinistra, già in movimento e in procinto di spingere il cane in avanti. La femmina di Dogo Argentino nella foto, inoltre, ha le orecchie rivolte in avanti e gli occhi sono fermamente puntati su ciò che ha di fronte e che non le piace affatto. Il pelo sulla parte iniziale della schiena, subito dietro il collo, è sollevato, la coda sta per alzarsi e le mascelle sono ben serrate con i muscoli tesi. Se avessimo il sonoro, probabilmente avvertirem-
A dispetto di quanto potrebbe sembrare, le capacità di interazione dei cani sono molto evolute e spesso superiori anche alle nostre
mo un ringhio sordo... la ragione, nello specifico, è il cucciolo che si nasconde spaventato dietro la madre, svezzato da poco, come ci rivelano le mammelle ingrossate. Mamma Dogo è pronta a lottare per difendere il suo piccolo e chi le sta di fronte farà bene a capirlo e a interrompere la sua avanzata, se non vuole scoprire quanto può
essere pericolosa una femmina di cane che teme per suo figlio! C’è anche un altro gesto che non deve trarre in inganno. Quando due cani si incontrano e, dopo reciproche ispezioni olfattive, uno dei due si pone lateralmente all’altro e gli appoggia una zampa sulla parte posteriore del collo, il messaggio è chiarissimo:
“Il più forte sono io e te lo dimostro”. La situazione è critica, da un certo punto di vista, ma non necessariamente. Il cane che viene “toccato” ha probabilmente già comunicato all’altro che non si sente alla sua altezza e, perciò, il gesto suggella un patto già scritto poco prima e potremmo assistere a rituali di gioco nei quali il “dominante” vince fisicamente sull’altro. Ma se i due non si sono ben intesi, invece, la cosa facilmente evolverà in modo conflittuale e potremmo assistere a una ribellione, con il cane “toccato” che si svincola dalla presa e assume un atteggiamento minaccioso. Quanto i due siano decisi a confrontarsi lo sapremo in pochi istanti ma non sarebbe strano se uno dei due decidesse di lasciare il campo oppure esprimere volontà di pacificazione voltando la testa dall’altra parte.
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Terra di Orsanti e osterie del Gutturnio C
’è una Food Valley in Emilia meno famosa e più appartata delle altre, discreta e amante dell’intimità per sua natura. Capace di declinare i suoi straordinari tesori del gusto con le atmosfere oniriche che generano certi suoi borghi e certi suoi castelli, nascosti in suggestivi angoli dell’Appennino. E’ la provincia di Piacenza. Nelle sue vallate nascono tesori gastronomici rari e preziosi come la coppa, la pancetta e il sala-
di Renato Malaman
me (salumi locali protetti da una triplice Dop) e si producono vini tradizionali e schietti come il Gutturnio o il Vin Santo di Vigoleno. Food Valley appartata ma capace di dare ali ai sogni, si diceva. Basta entrare al Museo degli Orsanti di Vigoleno per averne un’idea, dedicato a quegli artisti di strada che già nel XVIII secolo giravano di paese in paese con i loro spettacoli da circo, allestiti per sbarcare il lunario. Erano cantastorie,
ammaestratori di animali e regalavano emozioni a chi conduceva una vita misera e il mondo non lo avrebbe girato mai. Il Museo degli Orsanti, memoria viva di quella irripetibile epopea dello spettacolo popolare, è nato dalla passione di Maria Teresa Alpi, che nel secolo scorso ha dedicato la vita per rimettere insieme, come in un mosaico, le tessere di quel mondo onirico fatto di ammaestratori di scimmie e domatori di orsi. continua alla pag. seguente
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Terra di Orsanti e osterie del Gutturnio
Viaggio nell’altra Food Valley, quella dei Colli Piacentini, fra Castell’Arquato, Vigoleno e Gropparello, dove all’ombra di borghi turriti e castelli si scoprono tante gustose tipicità di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente
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sembra uscito da una commedia fantasy anche il castello di Gropparello, trasformato con il suo immenso parco - da Rita e Gianfranco Gibelli - in un villaggio di fiaba, teatro di attività didattiche di ogni genere. Proposte a ritmo continuo. Un maniero ancora vivo, con tanto di storie di fantasmi e una cornice ambientale che avrebbe suggestionato anche Walt Disney. Piacenza e le sue valli, Piacenza e i suoi borghi. Un piccolo universo di cose buone e belle da scoprire, oggi capace di diventare volano di un marketing turistico dal volto nuovo, fresco, inedito. Dove l’intreccio fra enogastronomia di qualità alta, seppur semplice nei suoi valori tradizionali, e un sistema costituito da gemme turistico-culturali di primordine è elemento distintivo. Vedi il borgo di Castell’Arquato, a pieno titolo fra i Borghi più belli d’Italia e Bandiera arancione del Tci per la qualità dei suoi servizi, dove sono osterie e taverne a far da contorno gustoso al centro medievale, alla piazza, al palazzo Ducale e a quello del Podestà, alla Collegiata e alla Rocca Viscontea. Osterie e taverne che propongono anche i salumi piacentini tradizionali e i formaggi della zona, accanto alla pasta fresca, fra cui i caratteristici pisarei’ e fasö, e a tanti altri gustosi prodotti di fattura artigianale. Come la batarö, caratteristiche focaccine da farcire con i salumi, o la chisöla, focaccia con i ciccioli di maiale. Da queste parti lo gnocco fritto si chiama chisulén ed è prodotto De.Co. da ricordare anche gli anolini, lo stracotto di asinina, la pìcula ‘d cavall a base di carne equina tritata finemente e la tasca di vitello. Fra i dolci la torta sbisigona, fatta con ingredienti semplici e i farsö, frittelle tipiche della festa di San Giuseppe. Oppure il latte in piedi, versione locale del crème caramel.
Le tre stelle del territorio sono le Dop dei salumi: coppa, pancetta e salame. Dalle cantine arriva il profumo dolce e antico del Vin Santo. Da Piacenza tanti tour per un turismo culturale nuovo
Anche il borgo di Vigoleno, frazione di Vernasca, si fregia degli stessi marchi di qualità turistica e sorprenderà per la ricchezza del suo corredo architettonico e artistico-culturale, stretto com’è nelle sue fortificazioni, intervallate da possenti torri, da cui si possono godere dei bellissimi panorami sulle valli dell’Ongina
e dello Stirone, fiumi che scorrono su ampi letti di ciotoli verso la pianura. La Pieve di San Giorgio esprime bene il carattere austero e solenne della storia di questo piccolo borgo turrito, dove poi si scoprono sorprese come il Museo degli Orsanti, luoghi di una memoria rara, tramandata (fino alla creazione del museo) dalla
pura trasmissione orale. Negli oggetti esposti rivive un mondo che ci ricorda quello di Pinocchio. Le escursioni del gusto portano anche a visitare le tante cantine della zona, dove accanto al Gutturnio (la cui briosità è nota agli appassionati del genere: c’è contiguità peraltro con
l’area della ‘cugina’ Bonarda) è in vetrina il Vin Santo di Vigoleno, Doc dal 1996, frutto di uve Santa Maria, Melara, Bervedino o Ortrugo e Trebbiano e frutto di un processo di affinamento che dura ben 60 mesi, di cui 48 in botte. Sono ben 21 i vini della Doc “Colli Piacentini” E poi c’è Piacenza città, dominata dall’angelo di rame che svetta sul campanile del duomo, capoluogo riservato e tranquillo, seppur di nobile lignaggio come testimoniano il Palazzo Gotico e l’aristocratica Piazza Cavalli. Piacenza da cui è partita la riscossa turistica di tutta la provincia, espressa anche da iniziative come quelle promosse dal Consorzio Turistico Promo Piacenza Emilia o da piacenzawinecastletour.com Esperienze consigliate. A Castell’Arquato: B&B di charme Dimora del Podestà e ristorante Stradivarius; a Cadeo il Relais (con ristorante) Cascina Scottina; a Vigoleno le cantine Lusignani e Visconti, oltre naturalmente al Museo degli Orsanti. A Gropparello il castello della famiglia Gibelli con relativa Taverna. Per gli amanti dello shopping in grande stile c’è il Fidenza Outlet Village, poco lontano dall’uscita dell’autostrada di Fidenza. Un parco commerciale anche bello da vedere oltreché ricco di proposte. Anche gastronomiche, perché il Piacentino… piace sempre.
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Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi
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li esperti attendono meno malati ma virus più insidiosi. Ogni anno 8 mila morti sono riconducibili alle complicanze influenzali. Bambini e anziani i più esposti Meno malati, più rischio di complicanze per chi incapperà nell’influenza quest’anno. Gli esperti sono pressoché concordi, e dall’incontro annuale promosso da Assosalute a Milano sono giunte indicazioni precise su cosa dobbiamo aspettarci e come prepararci all’ormai prossimo “picco” dell’influenza. Nel complesso i numeri, per quanto leggermente sotto la media delle ultime stagioni, sono comunque imponenti: circa 15 milioni di italiani saranno obbligati a trascorrere qualche giorno a letto, o per una vera influenza (6 milioni) o per virus “cugini” ma non per questo meno fastidiosi. Capire se si è stati attaccati dalla prima o dai secondi non è sempre facile, ma l’influenza si distingue da tutte le altre forme per tre caratteristiche che devono essere contemporaneamente presenti: brusca della febbre oltre i 38 gradi, dolori muscolari/articolari e presenza di un sintomo respiratorio come tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale, mal di gola.
La prevenzione non ha età Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi
a pag 38
Una nuova formula per il turismo termale, albergo aperto al territorio a pag 39
Mancano La Tac dentale i medici, leCone Regioni Beam in pressing (ricostruzione sul Governo 3d) a pag 40
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Un ricco calendario di iniziative per sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione. Casi in leggero aumento, ma diminuisce la mortalità in darsena via delle Macchine (10-12.30, 15.30-17.30), il 21 ottobre a Mestre, Hotel NH Laguna Palace (10-12.30, 15.3017.30) e si conclude lunedì 28 ottobre al Lido di Venezia, a Santa Maria Elisabetta (10-12.30) e a Pellestrina, Sestier Zennari (15.30-17.30). Le visite senologiche vengono effettuate solo su prenotazione telefonando, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle ore 12, alla segreteria Lilt (041958443). PADOVA Il “mese rosa” si è aperto sabato 5 ottobre, dalle 10 alle 18, col Tour della prevenzione che ha visto l’equipe medica e i volontari della Lilt sul Liston con un ambulatorio mobile. Il 6 ottobre ha fatto tappa a Montegrotto Terme con la 2° edizione della “Biciclettata in Rosa”. Sabato 12 ottobre, la Lilt sarà presen-
Autunno
Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi
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Tumore al seno, l’Ottobre rosa in Veneto ’iniziativa più conosciuta è forse il “vaporetto rosa” che dal 30 settembre viaggia ogni lunedì per il Veneziano, ma l’Ottobre rosa — il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno — è un susseguirsi di proposte in ogni angolo del Veneto pensate per sensibilizzare le donne e invitarle alla prevenzione precoce, che rimane il modo migliore di affrontare quella che rimane la neoplasia con la maggiore incidenza nella popolazione femminile, con quasi 53 mila diagnosi stimate nel 2018, ma anche quella con le più elevate percentuali di guarigione (l’87%) se presa in tempo. I dati, infatti, non possono lasciare nessuna donna tranquilla: il tumore della mammella rappresenta il 29% delle neoplasie femminili, seguito dai tumori del colon-retto (13%), del polmone (8%), della tiroide (6%) e del corpo dell’utero (5%). Numeri assoluti a parte, anche percentualmente il trend dei tumori al seno negli ultimi quindici anni non è diminuito, anzi appare in leggero aumento (+0,3% per anno) anche se per fortuna continua a calare, in maniera significativa, la mortalità (-0,8% per anno). Complessivamente, si stima che una donna su 8 in Italia si ammali di tumore al seno nel corso della sua vita. Ecco allora una breve mappa per “orientarsi” nelle proposte, dal Veneziano al Padovano fino al Rodigino. VENEZIA Il vaporetto rosa, iniziativa promossa dal Comune in collaborazione con Alilaguna e Ulss 3, offre tutti i lunedì screening gratuiti. Dopo la prima tappa a Ca’ Farsetti lo scorso 30 settembre, e quella del 7 ottobre a Murano e Burano, il mese prosegue lunedì 14 ottobre a Marghera,
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te con un Info point dalle 16 alle 19 a Sant’Agostino di Albignasego, dove alle 17 gli specialisti della Lega offrono informazioni sulla prevenzione e corretta diagnosi precoce in ambito senologico e ginecologico. Sabato 19 ottobre, dalle 10 alle 16, si replica a Montagnana con informazioni e visite senologiche gratuite presso l’ambulatorio mobile posizionato di fronte al Municipio. Alle 16.30 parte la quarta edizione dell’Urban trail di Montagnana, marcia ludico motoria il cui ricavato sarà devoluto alla Lilt. ROVIGO Tutto il Rodigino è interessato dal progetto “Donne… il seno di poi”, realizzato dalla Provincia, dalla Commissione pari opportunità e dall’Andos con la collaborazione dei 50 Comuni, che hanno sottoscritto già nel 2008 un Patto di alleanza per il comune impegno nella lotta al tumore al seno. L’azienda Ulss 5 Polesana mette a disposizione i propri specialisti, a cui si affiancano i volontari di diverse altre associazioni. Dopo Rovigo il 28 settembre, gli incontri di approfondimento sono previsti a Frassinelle Polesine il 3 ottobre, a Rosolina il 4, a Bosaro il 7, ad Adria il 10, a Corbola l’11, a Loreo il 17, a Porto Viro il 18, a Stienta il 24 e a Canaro il 25.
quella che si prospetta rischia di essere un’influenza più “pesante” del solito, a detta degli esperti. “Registriamo la diffusione di due nuove varianti dei virus H3N2 e H1N1 – ha spiegato a Milano Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’Irccs ortopedico Galeazzi di Milano – che sono responsabili di forme influenzali con un più alto rischio di complicanze, soprattutto l’H1N1 nei bambini piccoli e l’H3N2 nei soggetti anziani e fragili”. Ai primi sintomi, cosa fare? Il consiglio degli esperti è, innanzitutto, quello di non precipitarsi al pronto soccorso. Il rischio, infatti, è quello di intasare il servizio, finendo per trascorrere ore in attesa e magari per infettare altri cittadini. Meglio, per prima cosa, un’automedicazione responsabile evitando però gli antibiotici, che vanno assunti solo su prescrizione del medico di base. E poi i buoni “consigli della nonna”: riposare molto ed evitare i cambi improvvisi e frequenti di temperatura. La strada maestra, però, specialmente per i soggetti più fragili e a rischio di complicanze, rimane quella della vaccinazione, che non mette al riparo da tutti i virus ma contribuisce alla copertura generale della popolazione. E se il tema non ha mai suscitato le stesse accanite reazioni riscontrate per le vaccinazioni dei bambini in età scolare, i dati indicano comunque un calo delle vaccinazioni. “Ma così facendo – ricorda ancora Pregliasco – si sottostimano i rischi di una patologia che, se mal gestita, può invece creare guai e mortalità nei soggetti a rischio, specialmente quando l’età avanza. Per fortuna nei soggetti a rischio, come gli anziani, c’è un trend in crescita, con una buona metà di soggetti ormai abituati alla vaccinazione, mentre a livello generale meno del 15% di italiani si vaccina”. Il periodo migliore per vaccinarsi è quello tra metà ottobre e fine dicembre, considerando che la copertura inizia dopo due settimane e rimane attiva per più di sei mesi. Anche in Veneto le Aziende sanitarie stanno predisponendo le loro campagne informative e di vaccinazione, con l’Ulss 3 Serenissima che per prima ha definito il suo programma annunciando la diffusione di quasi 120 mila dosi di vaccino: si prevede di utilizzarne 69.500 per persone in età adulta, mentre 20.440 sono le dosi destinate agli utenti al di sopra dei 75 anni d’età, e più di un migliaio sono le dosi pronte per i bambini d’età compresa tra 6 mesi e 9 anni. La distribuzione avverrà prevalentemente presso i medici di famiglia, mentre una parte molto minore dell’attività si svolgerà negli ambulatori vaccinali dell’Ulss 3. “La vaccinazione – sottolinea Vittorio Selle, direttore del Servizio igiene e sanità pubblica – è un gesto di condivisione, perché vaccinandoci proteggiamo noi stessi, e allo stesso tempo, tutti insieme, creiamo una barriera verso la malattia. Non dimentichiamoci che ogni anno circa 8 mila decessi sono ricollegabili all’influenza, sia per polmonite sia perché si aggravano e complicano patologie già esistenti, quali il diabete e le cardiopatie”.
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“Una nuova formula per il turismo termale, albergo aperto al territorio” A sessant’anni dall’apertura la svolta dell’Hotel Sollievo di Montegrotto. Il manager Matteo Moretti: “Accanto all’offerta per il benessere ospitiamo incontri formativi e culturali, meeting aziendali, guardiamo ai giovani, con orari flessibili e nuove proposte”
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essant’anni fa, correva l’anno 1959, fu nientemeno che Padre Pio a suggerire il nome per il nuovo albergo che stava aprendo i battenti in centro a Montegrotto: “Sollievo dalla sofferenza”. Da decenni l’Hotel Sollievo, con il suo centro benessere e le sue piscine, con gli ampi spazi per l’accoglienza, è un punto di riferimento nell’offerta turistica dell’area termale e ora è pronto ad affrontare le sfide del cambiamento grazie all’impulso impresso in quest’ultimo anno dalla nuova gestione, in capo alla Solgest. Proprio in questi giorni si stanno definendo anche gli aspetti che riguardano la proprietà della struttura. Ne parliamo con Matteo Moretti, amministratore e proprietario della
società, in modo da proseguire il lavoro avviato lo scorso anno, quando siamo entrati all’Hotel Sollievo”. In questi mesi il nuovo corso ha già portato ad alcune novità, a partire da una maggiore flessibilità, dalle aperture “daily” con diverse formule, compresa quella fortunata della fascia “pausa pranzo”, alle sempre più numerose partecipazioni ad eventi, sia formativi che culturali. “Abbiamo adottato un nuovo approccio - continua Moretti - che coinvolge l’intera struttura aziendale. Ai nostri dipendenti abbiamo chiesto di uscire dai vecchi schemi che per decenni hanno caratterizzato il turismo termale e iniziare a ragionare in termini di maggiore interazione e integrazione tra le diverse realtà che compongono
d’eccezione, il mitico Dan Peterson e ci impegneremo anche sul fronte del welfare aziendale. L’Hotel Sollievo si apre così al territorio e diventa luogo di opportunità nuove, teatro di eventi, oltre che confermarsi come rinomato centro di soggiorno all’insegna del benessere”. Moretti sottolinea la particolarità dell’offerta termale. “Torniamo alle
origini, riaprendo le antiche grotte termali, grazie alle quali esaltare le virtù e le proprietà dell’acqua termale per la cura e il benessere del corpo. Altro nostro obiettivo è quello di insegnare ai giovani come curarsi con le terme, andando così a coprire un “gap generazionale” che finora ha tenuto lontano dalle nostre terme un’intera
fascia d’età. Noi invece vogliamo comunicare che le terme sono per tutti e alla portata di tutti, in grado di garantire un servizio di qualità ad un prezzo concorrenziale. Dalla nostra abbiamo una lunga e consolidata esperienza unite alle potenzialità di una struttura che vogliamo rendere ancor più interessante e competitiva”.
Mancano i medici, le Regioni in pressing sul governo Solgest, impegnato da mesi in questa operazione cruciale. “La proprietà sarà acquisita da una cordata di investitori russi - spiega Moretti - con i quali abbiamo avviato da tempo un dialogo che sta portando i suoi risultati positivi. Si tratta di persone pronte ad investire risorse in questa attività, animati dello stesso spirito imprenditoriale che l’Italia ha conosciuto nel dopoguerra. Sono pronti a cogliere con entusiasmo le opportunità positive che vengono dalla nostra area termale, una delle più celebri in Europa, tanto da voler rilevare anche il vicino hotel Montecarlo, chiuso da tempo, e ricostruirlo riportando alla luce l’anfiteatro romano. Il punto fermo sarà proprio sulla gestione con un contratto pluriennale alla nostra
l’offerta del nostro albergo. Ecco allora l’apertura delle piscine e della nostra Spa a chi non soggiorna in albergo, con offerte giornaliere a prezzi interessanti, anche per fasce orarie, una formula subito accolta con favore. Anche il ristorante ora è aperto all’esterno, così come la nostra area convegni è a disposizione per eventi pubblici e privati. Ospitiamo importanti incontri con autori e personaggi della cultura ed eventi anziani. Con l’Università di Padova stiamo mettendo a punto un progetto di formazione per aiutare le aziende e i loro dipendenti ad essere al passo con i tempi. Unire la ricerca all’impresa, ecco la formula per trovare un nuovo slancio. Ospiteremo inoltre il “team building” tenuto da un coach
Dati e servizi L’Hotel Sollievo conta 48 dipendenti, 110 stanze, un centro wellness, quattro piscine, di cui due all’aperto. Non mancano le aree giochi per i bambini e la possibilità di partecipare ai corsi di nuoto. Sul sito internet www.hotelsollievoterme.it sono riportati tutti i dettagli sia dell’offerta alberghiera che quelli della “daily spa”, insieme a tutte le altre iniziative organizzate e aperte a tutta la cittadinanza.
Approvato un documento che chiede di ripensare formazione e reclutamento nella sanità pubblica. In Italia servirebbero almeno 56 mila medici per coprire i vuoti in organico
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bbiamo un pacchetto di proposte concreto, organico e condiviso. La questione è nazionale e urgente, perché mancano 56.000 medici in Italia, dei quali 1.300 in Veneto. Mi auguro che il nostro documento venga preso in ampia considerazione dal Ministro della Salute. Lo scopo è ottenere l’inserimento delle proposte delle Regioni nei primi provvedimenti utili”. Così il Presidente della Regione Luca Zaia, reduce dalla riunione della Conferenza delle Regioni a Roma, ennesima tappa della “battaglia” ingaggiata per rispondere al problema della carenza di medici, che ha visto questa estate la giunta far sedere allo stesso tavolo le università venete e gli Ordini dei medici, oltre a investire molti milioni di euro per avviare alla professione i giovani medici già laureati creando una apposita scuola regionale, mentre diverse Ulss sono dovute ricorrere a cooperative private per garantire la funzionalità dei reparti più sguarniti. Il Documento approvato dalle Regioni si compone di una premessa e di sedici
punti, relativi a cinque diversi ambiti d’intervento: l’accesso al lavoro nel servizio sanitario nazionale, le nuove esigenze di formazione, la programmazione futura del numero di professionisti necessari alla sanità italiana, le strategie per rendere più attrattivo il lavoro nella sanità pubblica e gli interventi necessari a raggiungere gli standard europei in materia di tempi e funzioni. “Tutte le Regioni – ha aggiunto Zaia – sono state colpite dagli effetti della mancanza di una corretta programmazione
nazionale e adesso occorre intervenire su tutto il sistema della formazione e del reclutamento con misure urgenti, come abbiamo già iniziato a fare in Veneto. Quelle che proponiamo sono tutte cose che si possono fare presto e bene. Penso ad esempio al tema dell’inserimento negli ospedali dei medici laureati e abilitati ma non ancora specializzati e a quello di poter trattenere i tanti bravi ed efficienti medici che devono per forza andare in pensione a 65 anni dal pubblico, e vanno a lavorare nel privato”.
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Tre doni “speciali” per la sanità veneziana U
na buona sanità dipende da molti fattori, non ultima la capacità del territorio e dei suoi abitanti di sostenere lo sforzo delle istituzioni. E tre storie che arrivano dal Veneziano aiutano a comprendere perché il Veneto continua a essere un’eccellenza in campo non solo nazionale. La prima buona notizia arriva da Dolo, dove la Pediatria può ora contare su nuovi arredi donati da un imprenditore locale, Graziano Scantamburlo, che già in passato aveva dimostrato la sua generosità. Questa volta ha regalato al reparto un televisore e quattro tavolini con sedie, tutto a misura di bambino, per rendere ancor più accogliente la sala di attesa che ogni giorno accoglie tanti bambini coi loro genitori. Dietro la donazione, c’è però più dell’impegno di un singolo. “Il signor Graziano – ha raccontato il Primario della Pediatria, il dottor Vecchiato – da qualche anno invita i suoi clienti a lasciare un’offerta prima di uscire dal negozio: un modo concreto per far partecipare la comunità ad un bene superiore che è quello comune” Mirano, invece, deve ringraziare Omar Rosa, di Maerne, e gli amici che hanno
Grazie alla generosità di imprenditori, ex dipendenti e familiari dei pazienti Dolo, Mirano e Mestre sono oggi più funzionali e attrezzati a rispondere ai bisogni dell’utenza
partecipato alla colletta raccogliendo 1.600 euro utilizzati per l’acquisto di ausilio e dispositivi utili all’attività del reparto di Neurologia. Una scelta nata dal desiderio della moglie Caterina, scomparsa a soli 43 anni dopo essere stata curata con dedizione, competenza e gentilezza proprio nel reparto neurologico dell’ospedale veneziano. “Si tratta di una donazione che per noi assume un doppio valore – ha sottolineato il primario di Neurologia, Luigi Bartolomei – perché contribuisce certamente ad aumentare la qualità del nostro servizio assistenziale, ma soprattutto evidenzia come ci sono cittadini che danno merito al lavoro che svolgiamo, lo riconoscono. Un lavoro delicato, che necessita di attenzione verso il prossimo, dove si cerca di dare le risposte che vengono attese, sia per l’assistenza specificatamente sanitaria, ma anche per l’aspetto relazionale”. L’ultimo dono è arrivato invece al pronto soccorso dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre: dieci carrozzine “su misura” sono il regalo che Francesco Sorato ha voluto lasciare a suggello di quarant’anni di lavoro come infermiere, consegnandole al direttore generale
La Tac dentale Cone Beam (ricostruzioni 3D) V Quasi sette milioni di euro per la sanità padovana dalla Regione
ia libera dalla Giunta regionale ad altri 9 milioni di euro di finanziamenti in edilizia e macchinari per resso il centroUllss Uni-Xvenete: la 1 Dotre importanti Medica attivo ile la 9 Scaligera. lomiti, la è6 Euganea servizio di TC DENTALE I finanziamenti sonoestati approvati, STUDIO ORL chedell’assessore si avvasu proposta alla Sanile dità,un’apparecchiatura Manuela Lanzarin, dopo che si è dedicata MAXISCAN l’iter di valuta- 350 mila euro) e in attrezzature sanitaconcluso positivamente NEWTOM con teczione deiVGi progetti da parte della Com- rie (3 milioni 507 mila euro). nologia CONERegionale. BEAM che missione «Tenere i conti in ordine, come si permette la diagnosi All’Ulss 1 Dolomitidisono stati asse- fa nella sanità veneta – sottolinea patologie anomalie gnati 360 emila euro per lavori di ristrut- l’assessore Lanzarin – ci consente di strutturali condiuna preciturazione alcune stanze del reparto proseguire con continuità in una posionedi senza precedenti. Medicina dell’Ospedale di Pieve di litica di investimenti alla quale, ogni LaCadore. nuovaL’Ulss strumenta9 Scaligera ha ottenuto anno, riusciamo a destinare almeno zione1 milioni è un valido 754 sup70 milioni di portomila allaeuro. chirurgia Sa- degli Tre Ulss venete si spartiscono euro. Ognuno ottavi inclusi, per la piaranno utilizzati 9 milioni per attrezzature e di questi euro nificazione di interventi per l’acquisto viene anche in edilizia. di rialzo del seno, perinvestimenti lo studio nell’infanzia di eventualiAltri ele- base alle dimensioni del paziente. di attrezzature utilizzato al 11 progetti menti inclusi e/o disoprannumerari, per presto lo studiofinanziati delle articolaLa tecnologia all’Ospedale meglio, per- controlla automaticamente e costantemente le zioniSan temporo-mandibolari eper nelle13 pianificazioni operazioni Bonifacio, ché ogni del pro-sistema, eliminando così la possibilità di dosaggi milioni ecefalometriche mezzo ortodontiche. Le ricostruzioni 3D e le immagini assiali DICOM sovrastimati e ciò ha particolare importanza nello studio in età per accessori getto, prima ad alta risoluzione permettono rilevazioni per valutazioin quanto il piccolo paziente riceve fino al 40% in relativi ad attrezzature giàprecise realizzate di essere finanziato, èpediatrica, valutato con ni dinell’Ulss implantologia, il chirurgo della meno di radiazioni. Il tempo di scansione è brevissimo, va dai e per i aiutando relativi lavori di ade- nell’accuratezza attenzione dalla Commissione regiodiagnosi e nell’analisi E’ uno 20 ai 30 quindi, secondi. guamento edilizio. pre-chirurgica dei trattamenti. nale. Nemmeno un centesimo, strumento molto utilizzato anche nelle delle vie E’ assolutamente indolore, il paziente può rimanere in piedi L’investimento maggiore riguar-problematiche rischia di essere sprecato». respiratorie e dei seni paranasali: ricostruzioni o seduto, aumentandone così confort e accessibilità, anche a da però l’Ulss 6 Euganea. Alla le sanità Convolumetriche la stessa delibera, la Giunta re3D permettono di filtrare la componente lasciando in ri- altri pazienti in sedia a rotelle. padovana vanno 6 milioni e 857 mila ossea gionale ha autorizzato 11 progetti lievoeuro, solo le aeree per un’immediata da Le immagini chevieserviranno a copertura fi-visione per delle circa stesse 13,5 milioni, che saranno Maxiscan Newtom vengono prodotte in formato partenanziaria del chirurgo. DICOM provvecompatibile con tutti i più recenti software per implanper investimenti in conto ca- finanziati con un successivo Integrata alla 2019 TC MAXISCAN NEWTOM vi è la TECNO- tologia guidata, Ortodonzia 3D e simulazione di interventi di pitale anno in edilizia (3 milioni VGi, dimento. LOGIA SafebeamTM che adatta automaticamente la dose in chirurgia Maxillo-Facciale.
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dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben, e al personale. «Sono lieto di fare questo dono – ha spiegato Francesco Sorato, ora in pensione ma sempre attivo nel volontariato – e ancor di più sono lieto del lavoro che abbiamo fatto per pensare e consegnare delle carrozzine particolarmente adatte a quest’area particolare: con la loro dotazione che consente di sollevare, in qualunque posizione necessaria, gli arti di una persona, permetteranno ai pazienti in attesa di sostare in condizioni migliori rispetto a una normale sedia». Con le nuove carrozzine anche la movimentazione dei pazienti negli spazi del Pronto Soccorso e all’interno dell’Ospedale potrà essere fatta al meglio, come ha ricordato nel ringraziarlo il direttore generale: “Oggi con questo dono rendiamo più ricca la dotazione di strumentazioni del Pronto Soccorso; ma credo conti ancora di più il fatto che ci sentiamo più ricchi quanto a sostegno e attenzione: il signor Sorato rappresenta, con la sua opera di volontariato svolta all’Angelo, tutto quel mondo fatto di volontari e di associazioni che non si stanca di partecipare alla vita dell’Ospedale, e a cui va il nostro sincero ringraziamento”.
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Ingresso alle piscine termali a partire da € 20. Orario: 9.00 - 22.30
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Appuntamenti
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Venice Fashion Week 2019 Dal 17 al 26 ottobre 2019
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filate, mostre, eventi dedicati alla moda sostenibile a Venezia: un evento che si svolgerà dal 17 al 26 ottobre 2019. Arrivata alla sua 9^ edizione la manifestazione è un evento di cultura della moda rivolto a designer e marchi nazionali e internazionali che ha nel programma tra palazzi, hotel e boutique; sfilate, mostre, eventi dedicati alla moda sostenibile, sartoriale, artigianale, etica e slow. Made in Italy e arte contemporanea, palazzi e atelier artigiani aperti con sfilate e mostre, giovani creativi, alto artigianato, moda sostenibile e ospiti internazionali: Venice Fashion Week è una manifestazione nata per promuovere il potenziale della città di Venezia e del Veneto come luogo produttivo, creativo e di ispirazione.
Padova, concerto Jethro Tull Gran teatro Geox
Venezia, grandi concerti
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l 3 novembre la mitica band dei Jethro Tull sarà al Gran teatro Geox. I Jethro Tull sono una leggenda vivente della musica internazionale. Hanno all’attivo più di 60 milioni di album venduti in tutto il mondo. Era il 2 febbraio del 1968 nel famoso Marquee Club di Wardour Street, quando i Jethro Tull si esibirono per la prima volta sotto questo nome. Per celebrare questo anniversario, Ian Anderson porta in tutto il mondo il Jethro Tull 50 Anniversary Tour. Tra le band più importanti e influenti di tutti i tempi nel progressive rock, l’immenso catalogo di opere dei Jethro Tull comprende folk, blues, musica classica e heavy rock. Ogni concerto del tour cinquantennale sarà un ampio mix degli album storici della band, da This Was fino ai giorni nostri.
Teatro Toniolo
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enerdì 18 ottobre alle 21 al Teatro Toniolo di Venezia c’è Antonella Ruggiero in concerto con La vita imprevedibile delle canzoni, live dell’omonimo album del 2016 (Sony Music Classical), con il maestro Andrea Bacchetti a dirigere un ensemble d’archi sulle celebri canzoni dei Matia Bazar. Qui si possono acquistare i biglietti per il concerto di Antonella Ruggiero. Ancora al Teatro Toniolo, sabato 19 ottobre, alle 21, va in scena Francesco Renga, in concerto con L’altra metà tour. Qui è possibile acquistare i biglietti per il concerto di Francesco Renga. Prodotto da Michele Canova Iorfida e composto da 12 brani dal sound e dal linguaggio contemporaneo, il nuovo album rappresenta l’altra metà della vita, della storia, della musica di Francesco Renga: un altro capitolo, caratterizzato da nuove consapevolezze e forme, sonore e linguistiche. Sabato 2 novembre, al Teatro Goldoni di Venezia, ci sono Stefano Bollani e Chucho Valdés in concerto, nell’ambito del Venezia Jazz Festival Fall Edition. L’estro musicale e la fantasia versatile di Bollani e l’energia afro-cubana e il ritmo latino di Valdés danno vita a uno spettacolo musicale di fortissimo impatto. Qui si possono acquistare i biglietti per il concerto di Stefano Bollani e Chucho Valdés.
Giornate FAI d’Autunno a Treviso e provincia In 260 città
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abato 12 e domenica 13 ottobre 2019 torna in 260 città il weekend dedicato alla bellezza. 700 luoghi del nostro Paeseinaccessibili o poco valorizzati da scoprire attraverso occhi nuovi e prospettive insolite. Sarà l’occasione per visitare l’abbazia di Follina aperta sabato, 14:00 – 18:00 e domenica 10:00 – 12:30 / 14:00 – 18:30. O Il Lanificio Poletti, sempre a Folina. La mattina di domenica 13 ci sarà la possibilità di visitare il Lanificio con i macchinari in funzione, per poter meglio apprezzare questo magnifico esempio di manifattura tessile avente oltre duecento anni di storia, ancora oggi in funzione. Queste visite speciali saranno riservate agli iscritti FAI (per chi non lo fosse ci sarà la possibilità di iscriversi in loco). Partenza visite ore 10:00, 10:30, 11:00 e 11:30. Prenotazione obbligatoria. Alla fine di queste visite verrà offerto un buffet durante la pausa pranzo.
Rovigo, Il Giapponismo in Europa Palazzo Roverella
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a mostra è dedicata all’influenza che l’arte giapponese ha avuto sulla cultura figurativa europea tra Otto e Novecento. Quella del Giapponismo è stata una tendenza che ha influenzato le nuove generazioni di artisti, letterati, musicisti e architetti, dalla Germania all’Olanda, al Belgio, dalla Francia all’Austria, alla Boemia, fino all’Italia. Sono numerosi gli autori che si sono lasciati sedurre dalle composizioni grafiche, dalle linee e dai colori tipici dell’arte giapponese. Qualche esempio? Paul Gauguin, Herri de TouluseLautrec, Vincent van Gogh, Gustav Klimt, Kolo Moser, James Ensor, Alphonse Mucha.
SOLIDALI SI NASCE. E POI TI LAUREI, TI SPOSI... Per fermare la sclerosi multipla ogni occasione è buona.
Matrimonio, nozze d’oro e d’argento, battesimo, prima comunione, laurea, momenti speciali che possono essere resi unici e indimenticabili AISM Associazione Italiana Sclerosi Multipla con un gesto di solidarietà. www.aism.it - bomboniere@aism.it - Tel. 010 27131
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Tavola
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Crema di cavolfiore
Polpette di cuscus ai funghi
Crostata esotica
Ingredienti: 1 cavolfiore medio - 5 scalogni - 1 spicchio d’aglio 100 g di fiocchi di cereali a scelta 1 pizzico di maggiorana - 1 pizzico di curry - 2 foglie di alloro - brodo vegetale e sale q. b.
Ingredienti: 300 g di cuscus - 200 g di funghi - 2 spicchi d’aglio - 2 C d’olio - una manciata di curry - 1 uovo - 1 C di parmigiano grattugiato - pane grattugiato q. b.
Ingredienti: 300 g di farina tipo 2 - 100 g di burro - 100 g di zucchero - 2 tuorli - 1 C di succo di mela la scorza grattugiata di un limone - 1 pizzico di sale - marmellata di frutta esotica (o altro tipo).
Preparazione: cuocere il cavolfiore nel brodo vegetale (indicativamente una ciotolina a persona). Intanto in una padella oliata fare rosolare gli scalogni e l’aglio, quindi aggiungerli al cavolfiore, unire la maggiorana, il curry, il sale e i fiocchi; passare con il frullatore ad immersione in modo da ottenere una crema della giusta densità. Servire in coppette e guarnire a fantasia.
Preparazione: cuocere il cuscus come da ricetta base. A parte preparare i funghi, scolarli e farli cuocere in una pentola con un po’ d’olio e l’aglio schiacciato. Salare e, a fuoco spento, unire il prezzemolo tritato. Quando sia il cuscus, sia i funghi sono cotti, amalgamare il tutto, unire il curry, l’uovo, il parmigiano e formare delle polpette. Passarle quindi nel pane grattugiato e disporle in una placca da forno precedentemente oliata. Metterle in forno a dorare e servirle ben calde su fette di pane grigliato.
Preparazione: lavorare la farina con il burro, aggiungere lo zucchero e i tuorli. Amalgamare tutti gli ingredienti e formare una palla. Lasciarla riposare per circa mezz’ora in luogo fresco. Quindi lavorare ulteriormente l’impasto, infarinare una tortiera e stenderlo in questa (tenendo da parte un po’ di pasta per il bordo e la guarnizione). Bucherellare con una forchetta, stendervi la marmellata e guarnire a scelta. Infornare per 25 minuti circa. Sfornare e servire sia tiepida che a temperatura ambiente.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Note
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
I L T U O B E N E S S E R E V I S TA M A R E 3 6 5 G I O R N I L’ A N N O
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Pesci Le spese subiranno un’impennata e questo vi renderà ansiosi. State tranquilli, si tratterà di una situazione temporanea