Sport p.18
NOVEMBRE 2019
Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.168
Cultura p.17
p.27
p.37
della Riviera del Brenta
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Motori
MIRA
Un numero verde per segnalare i dissesti stradali
on-line: Al voto, senza autonomia Germana Urbani >direttore@givemotions.it<
Mettiamoci poi il disastro dell’Umbria, persa www.servizilucarda.com con un umiliante ORIAGO distacco ·diMIRA venti· punti, metMESTRE CARPENEDO · FAVARO tiamoci la fatica quotidiana del governo con i 5 stelle, e il cammino annunciato dal segretario PAOLO 335 7082317 regionale dem Bisato, fatto di cantieri progettuali CHRISTIAN 333 2320219 e apertura ai movimenti civici, non si annuncia certo facile. E tuttavia sulle prossime regionali pesa quantomeno un fallimento conclamato di Zaia e della Lega, che le colline del Prosecco diventate patrimonio Unesco non bastano a cancellare. A due anni abbondanti dal trionfale referendum, infatti, dell’annunciata autonomia non vi è traccia. E almeno di questo non si può dare la colpa alla sinistra, che l’intera partita la ha vissuta da spettatore in panchina. Se il dossier tanto caro al governatore non ha fatto alcun sostanziale passo in avanti, le responsabilità sono tutte del govera pag 11 no Conte 1, quello di cui la Lega era servizio componente fondamentale. Un immobilismo dettato dai 5 stelle, certo, ma che perfino il politologo Paolo Feltrin ha in parte addossato nelle sue analisi alla Lega. Perché impegnarsi in un braccio di ferro per dare il “via libera” alle regioni del Nord avrebbe finito per incrinare la luna di miele di Salvini col Meridione, affossando il sogno di trasformare il Carroccio in partito nazionale capace di sfondare il muro del 40 per cento e governare da solo. Sia come sia, il sogno è rimasto tale. E oggi che la Lega sta all’opposizione, è facile prevedere che altrettanto succederà nel prossimo futuro. Basterà a far cambiare idea ai veneti? Difficile da dirsi, ma forse proprio da un ragionamento sull’identità della regione e sul rapporto tra Venezia e Roma il centrosinistra dovrebbe far partire la sua riflessione. Magari ricordandosi, come l’Umbria insegna, che anche la migliore candidatura non ha speranze se manca un lungo lavoro di semina. I cantieri, in Italia, per essere conclusi hanno sempre bisogno di anni, mai di mesi.
Elezioni a Dolo, Alberto Polo si ricandida a sindaco Il centrosinistra rompe gli indugi e ripropone per le comunali del prossimo anno il primo cittadino in carica. La sfida principale nel centrodestra arriverà dalla Lega
MIRA
Stagione teatrale, spettacoli per tutti i gusti MIRA
Presenza di nitrati e batteri sul Naviglio e sul Brenta DOLO
Don Luciano nuovo parrocco a Sambruson DOLO
Il “Ponte dei Cavai” sarà pronto entro l’anno
Al voto, senza autonomia Germana Urbani >direttore@givemotions.it<
S
ulla carta non c’è storia, e in fondo non ce n’è mai stata. Basti pensare che il divario minore il centrosinistra lo ottenne quando candidò nel 1995 Ettore Bentsik contro il “primo” Galan (38 a 32), ma stiamo parlando di un’altra era geologica, e il risultato percentualmente migliore lo raggiunse Massimo Carraro dieci anni dopo issandosi fino al 42 per cento. Da allora è stata una impietosa discesa, fino ai minimi raggiunti con segue a pag 3 Alessandra Moretti cinque anni fa.
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Facciamo. il punto
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Polo scolastico, aree differenziate per i bus
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Nell’area delle scuole superiori a Dolo, Actv vuole crearne tre
Mettiamoci poi il disastro dell’Umbria, persa con un umiliante distacco di venti punti, mettiamoci la fatica quotidiana del governo con i 5 stelle, e il cammino annunciato dal segretario regionale dem Bisato, fatto di cantieri progettuali e apertura ai movimenti civici, non si annuncia certo facile. E tuttavia sulle prossime regionali pesa quantomeno un fallimento conclamato di Zaia e della Lega, che le colline del Prosecco diventate patrimonio Unesco non bastano a cancellare. A due anni abbondanti dal trionfale referendum, infatti, dell’annunciata autonomia non vi è traccia. E almeno di questo non si può dare la colpa alla sinistra, che l’intera partita la ha vissuta da spettatore in panchina. Se il dossier tanto caro al governatore non ha fatto alcun sostanziale passo in avanti, le responsabilità sono tutte del governo Conte 1, quello di cui la Lega era componente fondamentale. Un immobilismo dettato dai 5 stelle, certo, ma che perfino il politologo Paolo Feltrin ha in parte addossato nelle sue analisi alla Lega. Perché impegnarsi in un braccio di ferro per dare il “via libera” alle regioni del Nord avrebbe finito per incrinare la luna di miele di Salvini col Meridione, affossando il sogno di trasformare il Carroccio in partito nazionale capace di sfondare il muro del 40 per cento e governare da solo. Sia come sia, il sogno è rimasto tale. E oggi che la Lega sta all’opposizione, è facile prevedere che altrettanto succederà nel prossimo futuro. Basterà a far cambiare idea ai veneti? Difficile da dirsi, ma forse proprio da un ragionamento sull’identità della regione e sul rapporto tra Venezia e Roma il centrosinistra dovrebbe far partire la sua riflessione. Magari ricordandosi, come l’Umbria insegna, che anche la migliore candidatura non ha speranze se manca un lungo lavoro di semina. I cantieri, in Italia, per essere conclusi hanno sempre bisogno di anni, mai di mesi.
ree diversificate per le fermate dei bus scolastici nella cittadella degli istituti superiori a Dolo, con l’avvio del prossimo anno scolastico, cioè da settembre 2020. A puntare questa soluzione è il presidente dell’Actv Luca Scalabrin. Una soluzione che funziona bene già a Mirano, che l’ha adottata da tempo. Il Comune di Dolo si dice d’accordo. Ma ecco la proposta: “in queste settimane – spiega Scalabrin – dopo l’avvio dell’anno scolastico abbiamo affrontato con grande impegno i problemi legati al trasporto in Riviera del Brenta, contattando gli istituti superiori chiedendo gli orari provvisori e definitivi delle scuole e destinazioni dei ragazzi. Dopo un periodo di assestamento, i problemi si sono affrontanti in modo efficace e i disagi sono scemati”. Actv punta nello specifico a creare tre aree di sosta differenziate dei bus alla partenza dalle scuole, a seconda delle destinazioni dei ragazzi. Nel dettaglio: un’area di destinazione dei bus in direzione est cioè verso il territorio del comune di Mira. La seconda verso l’area sud della Riviera e cioè i comuni di Camponogara, Campagna Lupia, Campolongo Maggiore. La terza in direzione ovest o nord (verso Padova, cioè Fossò, Fiesso, Stra o Vigonovo e l’area di Pianiga e del Miranese). Sono soluzioni che ovviamente potranno essere variate. “Si tratterebbe di smistare le corse e posizionarle in punti diversi - spiega Scalabrin - in base Malcontenta (Ve) alle località a cui i ragazzi devono tornare dopo la scuola. Una soluzione che a Mirano, nel polo scolastico delle superiori di quel paese, staGermana Urbani >direttore@givemotions.it< 339 548 20 67 funzionando bene. Per il sindaco Alberto Polo i progetti di Actv sono ildipintore@gmail.com ulla carta non c’è storia, e in fondo non ce n’è mai condivisibili. “Stiamo definendo in questi mesi- dice Polo - il passagstata. Basti pensare che il divario minore il cengio delle strada, via Velluti nell’area urbanistica ex Ormenese, ad area DimitriSantelloVenezia trosinistra lo ottenne quando candidò nel 1995 Ettore pubblica. Dopo questa trasformazione faremo partire l’operazione #dimitrisantellovenezia Bentsik contro il “primo” Galan (38 a 32), ma stiamo per la differenziazione delle aree di destinazione dei bus”. Insomma parlando di un’altra era geologica, e il risultato percenAlessandro Abbadir meno disagi per gli studenti dal prossimo anno. tualmente migliore lo raggiunse Massimo Carraro dieci anni dopo issandosi fino al 42 per cento. Da allora è stata una impietosa discesa, fino ai minimi raggiunti con È un periodico formato da 16 edizioni localiAlessandra mensilmente Moretti cinque Direzione, e a pag 3 Redazione: Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin segue anni Amministrazione fa.
DIMITRI SANTELLO Artigiano Dipintore
Al voto, senza autonomia
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della Riviera del Brenta
recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Mira, e Dolo per un numero
è un marchio registrato di proprietà Srl di
complessivo di 14.881 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia
In questo numero il nuovo inserto n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<
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Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
consigli preziosi per gli amanti delle 4 ruote Chiuso in redazione il 4 novembre 2019
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Mira
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Un numero verde per segnalare i dissesti stradali
L
All’800.86.42.84 la cittadinanza può rivolgersi per chiedere il pronto intervento. I residenti vogliono celerità nei lavori
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ovità per i cittadini miresi, è stato attivato il servizio Global Service Strade per l’emergenza dissesti. Il numero verde è lo 800.86.42.84 al quale la cittadinanza può rivolgersi per richiedere il pronto intervento in materia di manutenzione stradale. “I cittadini - dice il sindaco Marco Dori - potranno segnalare: buche stradali, pavimentazione dissestata su marciapiedi, piazze e suolo pubblico, problemi su cartellonistica stradale e segnaletica orizzontale, necessità di sistemazione post sinistri stradali e, a partire dal prossimo primo gennaio, guasti relativi a impianti semaforici. Il numero di telefono, gratuito da rete fissa e mobile, è attivo continuativamente 24 ore al giorno, festivi compresi”.Global Service Strade è attivo per la durata di 36 mesi (fino al 30
Gambarare, i nomadi se ne vanno
settembre 2022). In base alla segnalazione fornito sarà valutato il grado di emergenza e priorità che determinerà i relativi tempi d’intervento per effettuare la manutenzione o la riparazione.“Il numero verde – continua il sindaco Dori – migliora l’offerta di servizi al cittadino. Potremmo definirlo un “pronto soccorso” per le strade. Un modo concreto, per l’amministrazione, per farsi ulteriormente vicina ai cittadini ai quali chiediamo la collaborazione: aspettiamo le loro segnalazioni per rendere insieme migliore la nostra città”. Il servizio potrà essere d’aiuto nelle tante frazioni dove nel corso del tempo le segnalazioni di strade dissestate si sono moltiplicate. La rete stradale locale del comune di Mira infatti è molto estesa e spesso sono state segnalate vere e proprie
voragini. I comitati esprimono soddisfazione per i risultati ma chiedono interventi rapidi quando le segnalazioni sono state fatte. “È importante - spiega Guerrino Manente dei comitati cittadini di Piazza Mercato ad Oriago – che non passino settimane o mesi perchè le strade vengano riparate. Ora con questo numero verde tutti potranno chiamare per segnalare i disagi.
È anche vero però che nel corso del tempo spesso ci si è sentiti dire una data di intervento e poi son passati mesi. Speriamo non sia più così”. Oltre alla rete delle strade comunali ci sono anche le ex provinciali, la regionale 11 e la statale Romea che spesso hanno tratti dissestati. Per per queste ovviamente bisognerà rivolgersi agli enti preposti. Alessandro Abbadir
’insediamento nomade di via Maestri del Lavoro nella frazione di Gambarare a Mira di fatto ha cessato di esistere. Il piccolo gruppo di persone che nel corso del tempo si era stanziato nell’area industriale della frazione mirese aveva raggiunto in termini di stanzialità anche i 20 abitanti circa una decina di anni fa. Erano sorte anche tante polemiche sulla loro presenza che via via si è affievolita sempre più. A ridosso dell’area in cui alcune famiglie si erano collocate, è sorto anche il canile e gattile gestito dall’ Enpa. Quell’area doveva comunque essere liberata. Attualmente ufficialmente vi risiederebbero del gruppo originario, 2 persone, ma da diverse settimane di fatto non c’è più nessuno. Nelle scorse settimane i nomadi hanno anche cominciato, su invito dell’ente locale liberare l’area dai rifiuti che avevano lasciato sull’appezzamento di terreno. Insomma per quella zona di territorio si volta pagina. (A.A.)
Oriago, aprono due negozi lungo la Brentana
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SI EFFETTUA CONSEGNA A DOMICILIO
l centro della frazione di Oriago lungo la Brentana si abbellisce con due locali, fra quelli che erano rimasti sfitti che verranno così ora riutilizzati. Saranno occupati da due negozi che, si trovavano finora in una zona marginale e ora ravviveranno con le loro attività, il centro della frazione più popolosa di Mira. Avranno ampie e luminose vetrine creando proprio lungo la via principale la Brentana, una serie di positivi segnali per il commercio di vicinato. “Sono segnali di fiducia e di ripresa - spiega Maurizio Franceschi, direttore Confesercenti Venezia Rovigo - che vengono dal lavoro di squadra che stiamo facendo con i distretti del commercio e che mettono insieme, in piena sinergia con l’amministrazione comunale, strategie che possono rilanciare le attività commerciali, e con queste, l’intera vita sociale e culturale dei nostri centri urbani”. Parole che sono state condivise anche dall’assessore al commercio del Comune di Mira, Vanna Baldan, che non a caso, ha confermato di aver coinvolto nei progetti di distretto per la rigenerazione urbana, anche le altre frazioni del comune, ovvero Gambarare, Marano e Borbiago e Malcontenta. Gli ambienti in cui si troveranno ora lungo la Brentana sono di proprietà di Marco Zorzetto che ha investito per dare contributo alla comunità. Gli ambienti che si liberano e che si trovano su un’area laterale (per lo spostamento delle attività lungo la Brentana) verranno in parte occupati. Stessa operazione sarà portata avanti sempre sulla strada regionale 11 nel capoluogo, dove a breve dovrebbe aprire un altro A.A. negozio di quelli che erano rimasti sfitti.
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Mira
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Cultura Presentata la stagione con le rassegne “Mira il teatro Fa centro“, “Famiglie a Teatro” e “Present Tense”
Teatro Villa dei Leoni, spettacoli per tutti i gusti fino a primavera T
eatro Villa dei Leoni per tut- co Paolini “Filò Filò“ per la regia ti i gusti quest’anno con 14 di Silvia Busato. Tutti gli spettaspettacoli fra la stagione di prosa coli inizieranno alle 21, e per la “Mira il teatro Fa centro“ (8 spet- prosa costeranno: intero 16 euro, tacoli), “Famiglie a Teatro” (4 ridotto 14 con diritto di prelaziospettacoli) e “Present Tense” una ne per i residenti. Riduzioni sono anteprima della stagione teatrale previste per under 30, over 65 e a novembre con due spettacoli associazioni del territorio. Info legati alla società in evoluzione. tel 041- 4266545, www.teatrovilA presentare le rassegne nelle ladeileonimira.it, www.arteven. scorse settimane c’erano il diret- it Per la rassegna “Famiglie a Tetore di Arteven Pierluca Donin, il atro” sono in programma quatsindaco di Mira Marco Dori. tro appuntamenti da novembre I n ordine cronologico: si 2019 a marzo 2020, spazieranno parte con gli spettacoli di “Pre- da nuove drammaturgie a riprese sent Tense” questo mese. Il 15 di fiabe classiche, messi in scedi questi mese infatti va in scena na da compagnie di tutta Italia “Piccola Società Disoccupata” di e pluripremiate. Domenica 24 “Acti Teatri Indipendenti”, il 21 novembre “Cappuccetto Rosso novembre Maria Amelia Monti e altre storie”, uno spettacolo di presenterà la “La laCarlo Presotto. Il 12 vatrice del cuore“. Il gennaio “La Regina Il programma delle nevi - Battabiglietto unico alla mini rassegna coglia finale” di Giallo “Teatro sterà 8 euro. Mare Minimal TeScuola” vede L a rassegna uffiatro. Il 2 febbraio ciale invece prende l’adesione agli la compagnia “La il via il 6 dicembre Luna nel Letto”, spettacoli già presenterà “Cenecon Natalino Balasso e Marta dalla Via di 4800 alunni rentola across the con la commedia universe”. Infine da tutto “Bancarotta”. Il 21 domenica 8 marzo il veneziano dicembre va in sce“Aria Teatro” chiuna “Fame Mia”con derà la stagione doAnnagaia Marchiomenicale per bamro, mirese. Il nuovo anno si aprirà bini con “Il piccolo clown”. Gli l’11 gennaio poi con lo spettacolo spettacoli inizieranno tutti alle “Il giardino dei Ciliegi, trent’an- 16. Si conferma una fortissima ni di felicità in comodato d’uso” adesione poi per il programma del gruppo Kepler 452 e Ludovico “Teatro Scuola” anche quest’anGuenzi. Il 25 “Animali da bar” del no. L’offerta è suddivisa per fasce gruppo “Carrozzeria Orfeo”. Il 6 d’età dalla scuola dell’infanzia febbraio sul palcoscenico mirese fino alla secondaria di primo gra“La scimmia” di Giuliana Musso, do, e ad oggi sono già più di 4800 mentre a fine mese, il 28, andrà gli alunni prenotati per gli spettain scena “In nome del padre“ coli previsti, provenienti da tutta di Mario Perotta. Comincerà il la provincia di Venezia. Info tel mese di marzo, il 13, lo spettaco- 041- 4266545, www.teatrovillalo del gruppo “Cranpi”, “La clas- deileonimira.it, www.arteven.it se”. Concluderà la stagione il 20 Alessandro Abbadir marzo 2020 lo spettacolo di Mar-
Marco Paolini e Maria Amelia Monti
Al via i lavori per il rifacimento del muro perimetrale di villa Levi Morenos a Mira Taglio
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l via in queste settimane alla riparazione del muro crollato di Villa Levi Morenos. Il muro era crollato parzialmente un anno fa, il perimetro verrà recuperato e restaurato, con un consolidamento dello stesso e la pulizia e manutenzione del giardino. L’intervento è stato finanziato alla fine dello scorso luglio grazie ai fondi statali messi a disposizione con il cosiddetto Decreto Crescita, che prevede, tra i campi di utilizzo, proprio la messa in sicurezza del patrimonio comunale. L’importo è di130 mila euro e il cantiere è già stato affidato. Una volta ultimato il restauro, via Gramsci non sarà più interessata dall’area di cantiere e verrà liberato il percorso pedonale
che corre lungo il perimetro del muro della villa comunale. ”Con questo intervento si rimargina una ferita nel nostro centro città - aggiunge il sindaco Marco Dori - e mettiamo in sicurezza non solo il muro della villa, ma anche via Gramsci”. Oltre a questo intervento, si sono nel frattempo conclusi i lavori di ristrutturazione al tetto del teatro e di Villa dei Leoni. Il teatro è rimasto chiuso un paio di mesi per permettere i lavori di rifacimento e manutenzione della copertura e del rivestimento interno e poi del palco, mentre in Villa Contarini dei Leoni sono state eseguite delle manutenzioni contro alcune infiltrazioni. A.A.
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Mira
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Parcheggi, si punta a 400 soste regolamentate
Solidarietà, una mirese ad Amman
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I tempi di sosta per la maggior parte hanno il limite di un’ora. In arrivo 100 posti a Marano, Gambarare e Borbiago
P
iano parcheggi, il Comune di Mira accelera e punta a realizzare entro la fine del mandato amministrativo 400 soste regolamentate a tempo, da un’ora o da mezz’ora (in poche decine di casi). A spiegare come si intende procedere è l’assessore Vanna Baldan. La Baldan sottolinea come a Mira non ci siano da anni più soste a pagamento cioè le cosiddette strisce blu che erano state introdotte dall’amministrazione guidata dal sindaco Michele Carpinetti, e non c’è nemmeno l’intenzione di ripristinarle. “Abbiamo regolamento finora circa 300 posti tra Mira, Oriago e, le altre frazioni - dice la Baldan - con soste con strisce bianche e cartelli che ne determinano il limite orario”. A Mira Taglio le soste orarie
sono a ridosso della brentana, nell’area delle poste in Piazza Gallina nella zona dell’agenzia ippica, vicino al distretto sanitario e al Naviglio. Su richiesta dei commercianti a Mira Taglio e Oriago ci sono anche soste di mezz’ora. Queste si trovano nel capoluogo sulla brentana poco distante dall’incrocio con via Gramsci e a Oriago nel Borgo Matteotti. Soste orarie anche a Piazza Vecchia in centro e Mira Porte davanti e dietro in municipio in Piazza IX Martiri. Altri parcheggi a tempo (un ora) sono in via Risato e Bellin ad Oriago e in Riviera San Pietro. Sempre a Mira Porte sono stati aperti parcheggi senza limite di orario per la sosta (una novantina) all’incrocio di via Mocenigo e un altro poco distante in
una laterale della Brentana in direzione Oriago con altre 60 soste per le auto. Sono pensati prevalentemente per l’utenza, spesso pendolari, che si recano al lavoro a Padova e Venezia e lasciano l’auto lì parecchie ore. Ma non finisce qui. È intenzione del Comune, assicura Vanna Baldan, regolamentare in accordo anche con le categorie e
i residenti pure i posteggi nelle frazioni più piccole come Marano, Malcontenta e Gambarare e Borbiago. Arriveranno così, altri 100 posteggi. L’importante insomma è che Mira e le sue frazioni abbiano un numero sufficiente di soste regolamentate per evitare i fenomeni presenti di sosta selvaggia. Alessandro Abbadir
a solidarietà internazionale fatta concretamente da una operatrice umanitaria di Mira. Questa la serata organizzata al Circolo Acli di Mirano nelle scorse settimane, dove è intervenuta da Amman in Giordania Valentina Bacchin. Valentina Bacchin è laureata all’Università di Trieste in Scienze internazionali e diplomatiche, ha conseguito un master europeo in assistenza umanitaria con una specializzazione in diritti umani presso l’università di Groningen, in Olanda. Ha lavorato con le organizzazioni umanitarie in Sud Sudan, Congo, Birmania, Cambogia e Libano e ora è in Giordania. Collegata via Skype ha raccontato le difficoltà di ogni giorno in questi territori martoriati. “Questo paese – ha spiegato – ospita centinaia di migliaia di rifugiati. Persone che scappano dalla guerra. Sono tantissimi i bambini e le bambine che vivono in aree che si sono trasformate in cittadelle, villaggi. Ora il conflitto nel nord est della Siria rischia di aumentare il flusso di profughi “. In Giordania sono ben 670 mila i rifugiati e profughi, il paese ha complessivamente 10 milioni di abitanti. (A.A.)
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Ambiente Progetto drinkable rivers
Presenza di nitrati e batteri sul Naviglio e sul Brenta S
ul Naviglio fra Stra e Fusina, e sul fiume Brenta si è rilevata la presenza del batterio dell’Escherichia coli, e di nitrati anche se in percentuali non superiori al limite della pericolosità. A spiegarlo è l’associazione Brenta Sicuro che promuove il progetto, drinkable rivers dell’Università di Delft e dalla rete mondiale #Unesco del #WaterMuseum, partendo dal presupposto che, fino a pochi decenni fa le acque dei fiumi erano la primaria fonte di approvvigionamento dell’acqua da bere. “Per monitore le acque dei fiumi europei complessivamente - spiega Marino Zamboni dell’associazione Brenta Sicuro in 15 nazioni, si sono formati 32 i gruppi di lavoro (4 in Italia: 2 a Brescia, uno sul Marzenego (vicino a Mestre) ed il nostro, formato dall’associazione Brenta Sicuro e dal Museo della navigazione fluviale di Battaglia Terme, uno straordinario gruppo di lavoro di oltre 1.000 persone” Ma andiamo nel dettaglio. ”La nostra azione - dice Zamboni - ha portato alla partecipazione di circa 100 persone, 15 punti di prelievo, 4 mattinate di impegno (più molte ore per organizzare e raccogliere i dati), condivisioni eccezionali con le amministrazioni di Limena, Battaglia Terme, Stra, Fossò, la partecipazione di Legambiente, con i circoli Medio Brenta e Riviera del Brenta, dell’associazione dei Pescatori, la partnership con Vittorio Riondato e la sua particolare, fantasiosa e stravagante Arcaluna”. Quindi i dati emersi. “Dai rilevamenti effettuati lungo il corso del Brenta, da Limena Brondolo di Chioggia, sul Naviglio fino a Fusina ed anche lungo il Canale Battaglia a Battaglia Terme - continua - è emerso che i nostri fiumi (perlomeno quelli fin qui rilevati) non sono in “perfetta” salute. Come da aspettative, si sono rilevate tracce di contaminazione da nitrati e presenza di colonie di batteri Escherichia coli, seppure tutti all’interno dei parametri fissati dalla legge e verificati da Arpav sulla potabilità
delle acque. In qualsiasi caso è presto per pronunciarsi sui dati; sarà di fondamentale importanza confrontarli con quelli delle altre rilevazioni fatte negli stessi giorni su altri fiumi europei”. Solo così si potrà capire se i livelli di contaminazione sono in linea con quelli
degli altri fiumi, oppure se si è in presenza di situazioni da tenere sotto stretto controllo. Brenta Sicuro comunque intende fare delle precisazioni. “I prelievi svolti non intendono - conclude Zamboni in alcun modo sostituirsi a quelli con carattere scientifico che ven-
gono effettuati da Arpav od altri importanti enti riconosciuti ma vogliono, anzi, essere di supporto, aiuto e confronto con ogni ente ed i cittadini, nello spirito di collaborazione che contraddistingue, da sempre, le attività di Brenta SiAlessandro Abbadir curo”.
Cavanisti, ricorso al Consiglio di Stato Le associazioni dei cavanisti di Mira, realtà con oltre 1500 iscritti, ricorreranno al Consiglio di Stato contro la sentenza, che ha dato loro torto. Avevano fatto ricorso negli anni scorsi contro il pagamento della tassa dei rifiuti Tari, istituita nel 2014 dal Comune di Mira allora guidato dal sindaco grillino Alvise Maniero. Il Tar ha condannato i cavanisti miresi a pagare 60 mila euro. Le associazioni dei proprietari delle rimesse per le imbarcazioni, faranno poi un’azione comune per bloccare l’accatastamento delle cavane chiesta dall’Agenzia del Demanio. Nelle scorse settimane è stata indetta una riunione sui temi del ricorso al Consiglio di Stato e lo stop all’accatastamento. È emersa rabbia e delusione fra i partecipanti. “Abbiamo deciso – spiega Giorgio Marchiori presidente dei cavanisti - che prepareremo il ricorso al Consiglio di Stato, una azione legale collettiva su cui sono d’accordo tutte le associazioni. La stiamo predisponendo con l’avvocato di nostra fiducia. È una tassa ingiusta”. Per i cavanisti è chiaro che i ricoveri per le barche non producono rifiuti. I cavanisti faranno poi fronte comune contro l’accatastamento delle cavane, una richiesta arrivata dall’Agenzia del Demanio. Se passa il principio dell’accatastamento si rischiano tasse secondo Marchiori come l’Imu. Una volta che il principio passasse si creerebbe un precedente e la decisione verrebbe così estesa a tutto il Nord Est. (A.A.)
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Sambruson, arriva il nuovo parroco Se ne va dopo 13 anni di apostolato l’arciprete don Amelio Brusegan, a sostituirlo nelle scorse settimane è arrivato don Luciano Baccarin, trasferito dalla parrocchia di Due Carrare
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randi novità hanno interessato, nelle scorse settimane, la parrocchia di sant’Ambrogio vescovo di Sambruson. Dopo 13 anni di apostolato l’arciprete don Amelio Brusegan, 78 anni, ha lasciato domenica 6 ottobre la parrocchia ambrosiana e gli è stato conferito dal Vescovo di Padova Claudio Cipolla. l’incarico di “Penitenziere e Collaboratore a disposizione del Vicariato di Dolo”. È stato salutato, in una chiesa gremita, durante una messa solenne a cui erano presenti il sindaco Alberto Polo, i comandanti dei Carabinieri, Francesco Ferrara, e della Polizia dell’Unione, Alberto Baratto, i presidenti delle associazioni con cui don Amelio ha collaborato (Cavalieri di San Marco, Cavalieri della Repubblica, Rotary, Protezione civile), la funzione è stata accompagnato dalla corale. Nell’omelia ha ricordato i grandi avvenimenti che l’hanno coinvolto come il tornado, il cambio
delle suore e la venuta di una nuova congregazione nell’ asilo parrocchiale, l’elezione e gli incarichi in diverse associazioni e i numerosi lavori fatti eseguire in parrocchia, con notevole impegno finanziario. Nell’accomiatarsi ha osservato. “Molte cose abbiamo fatto insieme. Pagato debiti ingenti, costruito gli spogliatoi nel campo sportivo, mantenuto l’asilo in adeguata e decorosa funzione. Con “Noi Associazione” abbiamo curato il centro parrocchiale, rinnovandolo nella sua struttura e nella animazione di tante attività. Da tempo il gruppo”‘Insieme si può”, anima e tiene viva la sala dell’ex cinema nell’attesa che si possa concretizzare il rifacimento e la messa a norma dell’intero complesso, di cui sono in fase avanzata i progetti e il reperimento dei fondi. È iniziata la ristrutturazione-restauro-rifacimento della statua di S.
In alto a sinistra Don Amelio, di seguito il nuovo parrocco Luciano Baccarin e sopra la chiesa di Sambruson
Ambrogio, che abbiamo dovuto collocare a terra per evidenti situazioni di degrado. La grande opera di restauro dell’organo”. La settimana successiva si è insediato il nuovo parroco don Luciano Baccarin, originario di Torreglia di 68 anni, trasferito dalla
parrocchia di Duecarrare-Unità Pastorale. Anche il neo parroco è stato accolto con grande affetto dai parrocchiani e, in particolare dal vicesindaco di Dolo Gianluigi Naletto che ha osservato. “É un momento di grande e significativa festa; segno di una Comunità
Un giro d’Italia contro la sclerosi multipla
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a fatto tappa anche a Dolo Marco Togni, l’ingegnere ligure di 37 anni che dal 17 marzo sta facendo il giro d’Italia a piedi per consegnare nei vari comuni la carta dei diritti dei malati di sclerosi multipla. Una media di 25 chilometri al giorno, con punte massime di 40, per sensibilizzare e far conoscere il documento sottoscritto dall’Aism nel 2014 nel quale sono espressamente richiesti i diritti alla ricerca, alla salute, al lavoro, all’inclusione, all’informazione e alla partecipazione attiva per i malati di sclerosi. Ad attendere Marco Togni in sala consiliare l’assessora dolese Marina Coin che ha firmato il documento e ricordato come il comune di Dolo “sia sensibile a qualsiasi forma d’inclusione sociale e abbia già attuato il progetto di “disability friends”. “ Togni è partito da sotto il ponte Morandi di Genova nel giorno dell’Unità d’Italia e si è diretto al sud prima di risalire la penisola e terminerà il suo pellegrinaggio il 30 novembre ancora a Genova dopo 6.000 km. Gli abbiamo chiesto com’è nata questa idea?“ E un sogno che coltivo da 10 anni, rimasto a lungo nel cassetto, ed è stata un’amica a suggerirmi di dedicare la camminare a favore di chi ha difficoltà a farlo. La SM non è solo una malattia, ma una condizione di vita, che rappresenta una vera e propria emergenza per le persone e per la società”. Un obiettivo futuro? “Riuscire a parlarne ai giovani. Vorrei riuscire a far capire il valore della vita e come affrontare il male ai ragazzi universitari e per riuscire a coinvolgerli sarebbe importante che venissi assistito da un giovane malato che portasse la sua esperienza.” All’incontro erano presenti anche Adriano Favaretto, presidente provinciale Aism, e per il gruppo operativo di Martellago L.P. Francesco Bertoldo e Maicol Gatto.
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Festival letterario, un successo È stato un successo, sia per la qualità degli autori presenti che per il pubblico che ha risposto, la seconda edizione di “I Do_LoveFestival letterario”
Seguita da oltre 400 spettatori e da migliaia di visualizzazioni e condivisioni sui social, ad aggiungere valore al festival le due nuove opere di streetart di Ioan Pilat e Bon-Ta che ora colorano le pareti delle palestra della scuola primaria Giotto. Della manifestazione hanno parlato il sindaco Alberto Polo e l’assessore alla Cultura Matteo Bellomo: “Dolo si conferma
civile e parrocchiale, viva e protagonista di questo tempo”. E la domenica seguente si è svolta la cerimonia d’inaugurazione del restauro e l’ampliamento dell’organo con un concerto diretto dal maestro Alvise Mason. Lino Perini
un luogo nel quale fare cultura può e deve essere naturale, perché insieme alla cultura si fanno promozione, turismo, economia in uno scenario che, a detta dei numerosi ospiti intervenuti, è tra i più suggestivi. Questo è stato un”anno zero” e siamo soddisfatti di come siano andate le cose, ma al tempo stesso consapevoli che, per compiere un concreto salto di qualità, ci sono alcuni aspetti da correggere e un budget che, magari con il coinvolgimento dell’imprenditoria locale, dovrà crescere. Streetart, cultura, mostre, conferenze, letteratura, musica, buona cucina costituiscono un veicolo essenziale per la nostra comunità”. L’evento si è svolto con il contributo dell’associazione Spazio Back Up, della libreria Ubik Mestre diretta da Alessandro Tridello, delle presentazioni della giornalista Sara Zanferrari, del Corpo Filarmonico Città di Noale, dell’associazione musicale “Il Pentagramma” e dei ristoranti Villa Goetzen e Do Mori. Insomma una bella iniziativa di valorizzazione del territorio che è stata moto apprezata in termini di partecipazione e critica. Con queste premesse non si esclude che questo evento si ripeta il prossimo anno. L.P.
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Dolo
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Il centrosinistra ricandida a sindaco di Dolo Alberto Polo Il primo cittadino in carica è pronto a sfidare gli avversari politici, soprattutto la Lega che alle ultime elezioni ha registrato un gran consenso
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i comincia a respirare il clima delle elezioni amministrative nel comune di Dolo. Non è ancora fissata la data di svolgimento, è ipotizzabile nella primavera del prossimo anno, e già si muovono le forze politiche per definire i candidati sindaco e la squadra da presentare. Il primo a scendere in piazza è stato il sindaco uscente Alberto Polo che ha ribadito la volontà di ricandidarsi, decisione che non era così scontata a causa dei problemi di salute che l’hanno colpito ad inizio estate. Nelle scorse settimane il sindaco Alberto Polo ha fugato ogni dubbio ed ha dichiarato. “Ho sempre interpretato il mio impegno politico e amministrativo ispirato da un concetto molto chiaro: ricoprire un incarico pubblico è un onore e soprattutto un patto di fiducia e di trasparenza con tutti i cittadini, non soltanto con quelli che ti hanno votato. Ed è a tutti i dolesi che intendo parlare quando dico che quanto mi è personalmente accaduto all’inizio della scorsa estate mi ha posto molti interrogativi. Mi ha spinto a chiedermi se, proprio per quel patto di fiducia e di trasparenza con tutti i miei concittadini, io in tutta coscienza potessi essere certo di avere la forza e la salute di assumermi l’impegno di rappresentarli anche per i prossimi cinque anni. Bene. Dopo quattro mesi, confortato dalle mie condizioni e dal parere dei miei cari e dei medici, posso accettare, con la certezza di affrontare nel migliore dei modi questo impegno. La richiesta di ricandidarmi giunta dalla mia squadra, da tanti cittadini, forze sociali e associazioni”. Si candiderà con la lista civica “Alberto Polo sindaco” Polo cercherà di bissare l’attuale mandato, cosa che non è capitata nelle ultime due elezioni. Prima Antonio Gaspari e poi Maddalena Gottardo, non sono riusciti ad essere rieletti. Nel 2015 Alberto Polo si è impostato con poche centinai di voti di vantaggio sul candidato della Lega Antonio Di Luzio e proprio la Lega sembra l’avversario politico più ostico per l’attuale maggioranza, anche alla luce dei risultati delle elezioni europee di domenica 26 maggio che hanno
visto a Dolo il netto successo della lista del premier Salvini che ha ottenuto il 41,42% dei voti davanti al Partito Democratico che ha chiuso con il 24,59%, terzo il Movimento 5 Stelle che si è fermato all’11,29% mentre Forza Italia ha chiuso con il 6,23% ed ha preceduto Fratelli d’Italia che ha conquistato il 5,16% dei voti. Una votazione che
Lavori allo stadio
ha coinvolto il 63% degli aventi diritto (7.616 su 12.089 elettori). Le europee del 25 maggio 2014, con una percentuale di votanti simile, il 62,57%, aveva fatto registrare il successo del Partito Democratico con il 43,45% del voti davanti al
Movimento 5 Stelle (21,73%) ed a Forza Italia che aveva chiuso con il 12,51% mentre la Lega aveva conquistato solo il 9,41%. Si sa che le comunali sono votazioni diverse ma si annunciano elezioni molto Lino Perini incerte.
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Interessa centinaia di sportivi e le loro famiglia la decisione assunta dal Comune di prorogare sino al primo maggio 2020 la concessione della gestione dello stadio Walter Martire alla Società Sportiva c.d. Dolo 1909 – Riviera del Brenta sottoscritta il 30 agosto 2018. Tale decisione è maturata anche in considerazione del fatto che l’impianto sportivo sarà interessato dai lavori per la realizzazione della copertura delle tribune e che tali lavori avranno inizio il 2 maggio 2020. Pertanto, a partire da tale data l’impianto non sarà più utilizzabile. È stata, così, accolta dall’amministrazione comunale la richiesta del presidente del “Calcio Dolo 1909” Moreno Volpe che aveva manifestato l’interesse a utilizzare l’impianto per la stagione agonistica 2019-2020, con una proroga della convenzione già in essere e assicurando che dal 2 maggio 2020 e fino alla conclusione dei lavori le attività e le manifestazioni sportive nonché gli incontri di calcio programmati per i vari campionati, si svolgeranno su altri impianti sportivi della zona. L’impianto di viale dello Sport, 8 è utilizzato anche dalla società “Asd Atletica Riviera del Brenta” che contribuisce in forma forfettaria alle spese di gestione. In virtù del rinnovo della concessione sono stati rideterminati, in rapporto al periodo di rinnovo della concessione di 8 mesi e non di un anno, il canone dovuto dal concessionario che ammonta a 666,67 euro ed il contributo comunale a sostegno della gestione dell’impianto di 6.218,67 euro, tariffa forfettaria a carico dell’Asd Atletica Riviera del Brenta di 5.333,33. (L.P.)
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Dolo
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Il Ponte de Cavai sarà pronto per fine anno
Elezioni, la sinistra si organizza
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Nelle scorse settimane la passarella è stata prelevata e portata in uno stabilimento per il restauro
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l “Ponte dei Cavai” che da un anno e mezzo è in attesa di risistemazione, per fine anno dovrebbe tornare essere calpestabile. Sono in corso, infatti i lavori per il recupero del ponte e come evidenziano il sindaco Alberto Polo e l’assessore ai Lavori Pubblici Giorgia Maschera. “Finalmente sarà ripristinato un passaggio storico, che consentirà ai cittadini dolesi di ritrovare il gusto di vivere e frequentare uno spazio unico in tutti i sensi, a fianco degli antichi Molini. Nelle scorse settimane la passerella è stata prelevata e portata in uno stabilimento per il restauro. Sarà eseguito un intervento di adeguamento strutturale per un nuovo piano di calpestio e dotazione di luci di arredo ed il nuovo ponte sarà riposizionato, come
nuovo, entro fine anno. Per l’intervento di ripristino della passerella pedonale l’amministrazione comunale ha impegnato l’importo complessivo di 99.900 euro”. La vicenda del “Ponte dei cavai” si protrae da un paio d’anni quando, dopo alcuni cedimenti verificati nel corso del 2017, il problema della passerella che collega il Foro Boario al lungargine intitolato al capitano Riccardo Bucci si manifestò in tutta la sua urgenza nel luglio del 2018 in occasione di un cedimento strutturale del manufatto idraulico posto in corrispondenza dello scaricatore. L’intervento, eseguito per conto del Genio Civile, era consistito nella rimozione delle griglie “ferma erbe” che ostruivano il libero deflusso delle acque, dopo che la strut-
tura si era deformata a seguito del cedimento. Un intervento di totale ricostruzione dell’opera, a causa della sua vetustà, che ha determinato la sostituzione della vecchia griglia metallica e del manufatto di sostegno con altro avente tipologia e struttura simile, un completo rifacimento della platea di fondazione e la realizzazione di un nuovo sistema di eliminazione delle infiltrazioni di fondo, e laterali mediante infissione di una
elle elezioni del 2010 era riuscito a portare il candidato sindaco, Giorgio Gei, in consiglio comunale, ma nel 2015, per pochi voti, non è riuscito a ripetersi ed è rimasto fuori dal consiglio, ora il gruppo politico di sinistra Il “Ponte del Dolo” ci riprova. E lo fa impegnandosi fin d’ora e sentire la gente e capire quali sono le problematiche e le necessità che ii cittadini valutano preminenti. Per questo, accanto al portavoce Andrea De Lorenzi, si affiancano anche Arianna De Monte per la frazione di Sambruson e Simone Nicolè per la frazione di Arino. Il coordinatore de “Il Ponte del Dolo”, Andrea De Lorenzi, osserva, “ In vista delle elezioni del prossimo anno vogliamo infatti, pur con i nostri limiti, far pesare di più la voce delle frazioni, sia per recepire dalla gente le problematiche aperte, sia per raccogliere nuove proposte. Abbiamo quindi ritenuto opportuno individuare tra di noi due possibili punti di riferimento per la cittadinanza e le associazioni”. (L.P.)
linea di palancole al fine delle predisposizioni per la posa della passerella ciclopedonale e per un futuro sistema di pulizia automatizzato delle griglie “ferma erba”. Durato alcuni mesi l’intervento ha portato alla sistemazione del flusso acqueo per un costo per l’ ente di 200.000 euro. A completamento dell’intervento manca ora la passerella, per la quale si sta provvedendo al reLino Perini stauro.
Controlli alle caldaie, l’appello degli artigiani
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in corso la stagione dei controlli alle caldaie, ma come ogni anno c’è anche in Riviera del Brenta, chi non fa fare i controlli, o chi si affida a personale improvvisato che non garantisce professionalità e competenza e mettono a repentaglio la sicurezza di abitazioni e famiglie. Per questo parte un appello dell’Associazione Artigiani e Piccola Impresa “Città della Riviera del Brenta”. A lanciarlo sono Andrea Bernardi vicepresidente e capo categoria degli impiantisti dell’Associazione insieme al presidente Luca Vanzan e al segretario Giorgio Chinellato. “La stagione termica - spiega Bernardi - sta per iniziare, e una caldaia con una non corretta manutenzione e pulizia è fonte rilevante di inquinamento e di pericolosità. Chi non interviene eseguendo i controlli periodici, mette sì a rischio la salute di tutti, ma attenta anche alla propria salute, sia a causa delle emissioni, sia per via delle esalazioni e malfunzionamenti che può avere l’impianto di riscaldamento. Un rischio più elevato con caldaie che hanno più di 10 anni. La gente però a volte non fa fare i controlli, o li fa fare a personale non preparato ritenendolo un costo oneroso”. “Le ripetute segnalazioni -spiegano Chinellato e Vanzan- non sono un pretesto per un ritorno economico. Un impianto pulito rende maggiormente con un evidente risparmio economico”. Va ricordato infine come nell’ultimo quinquennio, ci sia stata la revisione delle principali norme Uni, che disciplinano la progettazione e l’installazione degli impianti gas ad uso civile. “Da quest’anno - conclude Bernardi - chi fa i controlli agli impianti di riscaldamento, deve fare pure, e certificare la tenuta delle condotte del gas di tutta la casa ad esempio per la cucina. Spesso incidenti con esplosioni si sono verificati a E.Cal. causa di perdite dell’impianto del gas della cucina.
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Provincia
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Infrastrutture Linea ferroviaria Adria-Mestre
“Vaca mora”, la vecchia littorina ha i giorni contati, si va verso la modernizzazione L
’orizzonte temporale ipotizzato è quello della fine del 2022. Ancora qualche anno e i pendolari della linea Adria-Mestre di Sistemi Territoriali potranno finalmente entrare nella nuova era del trasporto ferroviario regionale, fatta di convogli nuovi e linee elettrificate. Molti, non senza ironia, sperano a questo punto di riuscire a resistere fino a quella data, visto il logorio provocato dai noti disagi quotidiani che sono costretti a patire. I giorni per la “Vaca Mora”, la storica littorina a gasolio su binario unico a scartamento standard, in ogni caso sembrano quindi contanti. Ne ha macinati fino ad ora di chilometri dal 1916, quando fu inaugurato il tratto da Adria a Piove di Sacco, poi prolungato tra il 1929 e il 1931 fino a Mestre. Certamente non accadrà domani, e questo è il lato meno positivo della vicenda, ma la svolta pare proprio che arriverà. “Ci sarà da portare ancora un po’ di pazienza ma siamo di fronte a un vero e proprio passaggio epocale. Su questa linea alla fine saranno investiti qualcosa come 80 milioni di euro. Si può dire tutto ma non che non ci sia la volontà di migliorare il servizio” esordisce Gian Michele Gambato, direttore generale di Sistemi Territoriali, nel fare il punto sulla situazione della tratta in questione. Non è stata, quella appena trascorsa, però un’estate facile per la regolarità del servizio visti i lavori, sui quali sono stati spesi circa 1,5 milioni di euro, per la manutenzione e l’ammodernamento dell’infrastruttura con la sostituzione di porzioni di vecchia rotaia con altre più moderne e sicure. Con i treni parzialmente impossibilitati a transitare, è stato organizzato un servizio sostitutivo con gli autobus, con tutte le declinazioni negative che si possono immaginare. “I lavori estivi - continua Gambato - sono stati completamente terminati. Ora procederemo con delle piccole manutenzioni. Stiamo programmando per fine mese un intervento di “rincalzatura” dell’armamento della linea. Sarà effettuato di domenica e non comporterà conseguenze sul normale funzionamento”. Che dire però dei contrattempi quotidiani, come ritardi e corse cancellate? “Capitano ancora, ma negli ultimi tempi sono decisamente dimiAlessandro Cesarato nuiti”.
La vera rivoluzione: l’elettrificazione della linea
P Il direttore generale di Sistemi Territoriali Gian Michele Gambato
assando agli interventi strutturali, il direttore generale è ottimista, visto che sono già stati finanziati e si sta procedendo spediti nelle varie fasi procedurali che porteranno agli appalti. “Per quanto riguarda gli standard di sicurezza - prosegue il direttore - è già stato appaltato il nuovo “Sistema controllo marcia treno” che porterà maggiore tecnologia sulla tratta. Stiamo vedendo anche di andare a sostituire il cosiddetto Bca, il “Blocco conta assi” che risale alla fine degli anni Novanta. Si tratta di una delle tecnologie più vecchie ancora in funzione che presto sarà dismessa. Le conseguenze saranno positive per quanto riguarda il sistema dei numerosi passaggi a livello”. La vera rivoluzione, come si diceva, sarà però quella legata alla elettrificazione della linea. “Come annunciato nei mesi scorsi - conclude Gambato - i 22 milioni di euro necessari sono già stati finanziati. Entro fine anno,
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conclusa la fase di ingegnerizzazione, si procederà agli appalti. Contestualmente stiamo preparando i bandi per l’acquisto dei nuovi treni, per i quali è già previsto un investimento da 40 milioni di euro. Stiamo lavorando per realizzare tutto nei tre anni previsti dai cronoprogrammi. E’ necessario non perdere tempo perché i tempi sono comunque ristretti”. A.C.
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L’elettrodotto interrato non si farà sul sedime dell’Idrovia Fra Camin e Vigonovo il tracciato passerà attraverso i campi. Fra Vigonovo e Dolo, nelle aree espropriate per il completamento dell’Idrovia
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alla Regione arriva un no: l’elettrodotto interrato Dolo- Camin non sarà posizionato sul sedime dell’idrovia Padova come era stato chiesto dai sindaci della Riviera del Brenta e del padovano. E’ emerso nelle scorse settimane in una conferenza dei servizi che si è tenuta a Venezia. Per la realizzazione dell’elettrodotto interrato è previsto un investimento di 400 milioni. Terna si è impegnata ad eliminare i basamenti, costruiti sulla base del vecchio progetto ora ritirato. A riferire cosa è successo, sono il sindaco di Vigonovo Andrea Danieletto e la sindaca di Fossò Federica Boscaro presidente della Conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta. La Regione interviene con l’assessore all’ambiente Roberto Marcato per il quale, l’opera contribuirà allo svilup-
po economico sostenibile in Veneto. I tempi per la realizzazione sono di fatto definiti. Entro aprile 2020 per l’elettrodotto interrato Dolo-Camin sarà presentato il progetto di fattibilità al Ministero, e in 5 anni l’opera sarà realizzata. Fra Malcontenta e Dolo come previsto il tracciato sarà aereo. “In queste settimane - spiegano il sindaco di Vigonovo Andrea Danieletto e la sindaca- abbiamo aspettato di sapere dalla Regione e dai tecnici Terna, se la nostra ipotesi di far passare l’elettrodotto sul fondo dell’Idrovia fosse fattibile. Ci è stato spiegato che a causa di tempi diversi di realizzazione delle opere, questo non potrà accadere. Per il completamento dell’idrovia tutto è in alto mare mentre per quanto riguarda l’elettrodotto interrato, si è pronti a partire. Verranno eliminati una
cinquantina di grandi tralicci aerei nell’area una volta realizzata l’opera”. Le soluzioni praticabili per Terna e la Regione, puntano nel primo tratto dell’elettrodotto interrato da Camin a Vigonovo, passando per il Comune di Saonara a far passare i cavidotti attraverso i campi, nel secondo tratto cioè da Vigonovo fino a Dolo passando per Stra e Fossò attraverso le aree espropriate per il completamento dell’idrovia. Non si potranno far passare i cavidotti neanche sugli argini dell’idrovia già realizzata. “Terna conferma- spiega in una nota l’azienda- il proprio impegno a fianco della Regione del Veneto e dei comuni interessati dal nuovo elettrodotto Dolo-Camin per studiare insieme, in un percorso di dialogo e progettazione partecipata, le migliori soluzioni realizzative dell’opera”. E’ stato
spiegato che se ci saranno dei punti critici a ridosso di case o in casi di ritrovamento di reperti archeologici, non mancherà la possibilità di fare delle deviazioni del percorso in accordo con i tecnici.“L’interramento dell’elettrodotto Dolo-Camin è una delle sfide della pianificazione in campo energetico della Regione, in cui la crescita economica si coniuga con la sostenibilità ambientale – spiega l’assessore regionale Roberto Marcato. Ho ritenuto fondamentale incontrare i primi cittadini dei comuni interessati, a perchè sia garantita la massima partecipazione”. “Nello specifico- continua Marcatostiamo parlando di un cavo di conduzione di energia elettrica a 380 kv che fino ad oggi è stato aereo e presto sarà sotterraneo, riducendo l’impatto paesaggistico e aumentando efficienza
e di sicurezza. L’incontro con i sindaci dei comuni attraversati dalla linea a cavallo delle province di Padova e Venezia ha avuto proprio lo scopo di mettere le basi per la condivisione e la definizione del tracciato ottimale, dando sostanza a quel modello di progettazione partecipata che abbiamo inserito nello stesso protocollo. In esso, infatti, è previsto, che la definizione degli interventi avvenga in stretta e piena partecipazione delle amministrazioni locali e della popolazione”. Non mancheranno in queste settimane infatti assemblee sul territorio. Alessandro Abbadir
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Il Concerto di Natale dell’orchestra sinfonica e del coro Tullio Serafin Serata di grande musica il prossimo 21 dicembre nel Duomo di S. Mauro di Cavarzere, dedicata al 30° anniversario della fondazione del Coro
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i svolgerà sabato 21 dicembre, nel Duomo di S. Mauro di Cavarzere, la 30° edizione del Concerto di Natale dell’Orchestra Sinfonica e Coro T. Serafin diretti dal M° Renzo Banzato: un appuntamento molto atteso che da molti anni prepara la città alle festività natalizie e che quest’anno si inserisce all’interno delle celebrazioni dedicate al 30° anniversario della fondazione del Coro Tullio Serafin di Cavarzere. Il programma, che sarà illustrato dal Prof. Paolo Fontolan, si aprirà con il delicato Intermezzo dall’oratorio Venite pueri di L. Donorà e proseguirà con il maestoso Te Deum per coro, organo e orchestra, composto da F. J. Haydn fra il fra il
1799 e il 1800 per l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria. Ampia parte del concerto sarà dedicato ai più celebri brani legati alla Natività composti da Schubert, Gruber, Berlin, Couperin, Wade e Adam, elaborati nella coinvolgente versione sinfonica per orchestra, soli e coro. Durante la serata, che prevede la presenza del soprano Miranda Bovolenta, sarà inoltre ricordato G. F. Händel, nel 260° anniversario della morte: il tutto sotto l’attenta direzione del M° Renzo Banzato, laureato in direzione d’orchestra, composizione, pianoforte, musica corale, direzione di coro, fondatore e direttore dei due prestigiosi complessi musicali, nonché della Serafin Youth
L’orchestra sinfonica, il coro e il maestro Renzo Banzato
Symphony Orchestra e docente di ruolo presso il Conservatorio di Adria, dove è anche direttore del Coro di Voci Bianche “A. Buzzolla”. Date tali premesse il concerto si preannuncia come uno dei principali eventi musicali dell’anno e sicuramente non
deluderà le aspettative del numerosissimo pubblico che ogni anno attende con entusiasmo questo imperdibile appuntamento con la grande musica. La serata, che gode del Patrocinio della Regione Veneto, è realizzata dall’Assessorato alla Cultura e all’Istruzione della Città di Ca-
varzere, in collaborazione con la Parrocchia di San Mauro, la Pro Loco, il Gruppo Solidarietà S. Giuseppe, il Gruppo Culturale S. Mauro, l’Unitalsi e si avvale del sostegno della Ditta Turatti di Cavarzere. L’orario d’inizio è fissato alle ore 21.15; l’ingresso è libero.
Premio Settembrini: Marco Marrucci vince la 56° edizione PA SS
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E’ Marco Marrucci, toscano di San Miniato, classe 1985, con il racconto “Ovunque sulla terra gli uomini” (Racconti Edizioni) il vincitore dell’edizione 2019 del Premio Settembrini, la prestigiosa selezione di novelle e racconti nel panorama dei premi letterari ed editoriali italiani, ‘inventata’ nel 1959 da Arnaldo Settembrini e da trent’anni promossa dalla Regione Veneto. Lo scorso 25 ottobre al teatro Toniolo di Mestre, la proclamazione del vincitore, scelto dagli studenti delle scuole superiori di Mestre e Venezia nell’ambito della terna dei 33 autori valutati dalla giuria ‘tecnica’, presieduta da Giancarlo Marinelli, scrittore e regista teatrale. Il racconto di Marco Marcucci, laureato in Estetica, polistrumentista e cantante, alla sua prima prova editoriale, ha avuto la meglio su Beatrice Masini, autrice di “Più grande la paura”, Marsilio Editori e sul racconto “Con passi giapponesi” di Patrizia Cavalli nel giudizio espresso con scrutinio in diretta dagli studenti dei cinque istituti superiori veneziani, “G.B. Benedetti – N. Tommaseo”, “G. Bruno - R. Franchetti”, “Marco Polo”, liceo scientifico “Ugo Morin” e liceo classico “Marco Foscarini”. La premiazione, dedicata allo scrittore trevigiano Giovani Comisso a 50 anni dalla scomparsa, ha animato una serataevento, presentata dall’attrice Debora Caprioglio, che ha proposto – per la regìa di Giancarlo Marinelli – brani musicali eseguiti dagli allievi del conservatorio Benedetto Marcello, le multivisioni dell’artista Francesco Lopergolo e i booktrailer realizzati dagli studenti delle scuole superiori sui libri dei tre finalisti.
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Sport
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Venicemarathon, trionfano gli atleti africani
Gara di bocce, vince l’Associazione Sorriso
Alla gara si sono iscritte 13 mila persone, 5000 le donne (il 40%) e 3000 gli stranieri provenienti da 57 nazioni
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avorita da una splendida giornata di sole, la trentaquattresima edizione della Venicemarathon è stata disputata da oltre 13.000 runners. Un lungo serpentone colorato che è partito da Stra, ed ha percorso la Riviera del Brenta prima di arrivare a Mestre e, quindi, concludersi in Riva Sette Martiri a Venezia, traguardo unico per le corse di 42.195 metri e dei dieci chilometri. Due dati molto interessanti sonopro emersi: il numero delle donne iscritte, circa 5.000 (40%) e i 3.000 stranieri provenienti da 57 nazioni. Ma a trionfare, ancora una volta è stato il continente nero. Il dominio africano è stato sancito dall’etiope Lencho Tesfaye Anbesa e dalla keniana Judith Korir che hanno infatti tagliato per primi il traguardo di Riva Sette Martiri, rispettivamente in 2h10’49” e 2h29’20”. La gara maschile, sin dall’inizio, ha visto prendere la testa un gruppetto di 8 atleti africani che, dopo essere passato a metà gara in1h04’55”, ha marciato compatto sino
al 35° chilometro. Anbesa è stato molto bravo a rintuzzare i primi attacchi, risparmiando molte energie per i chilometri finali dove è riuscito a piazzare l’allungo vincente. Nonostante un po’ di difficoltà sui ponti, l’atleta etiope è riuscito a chiudere in 2h10’49” che rappresenta il suo nuovo personal best ed il terzo tempo di sempre per un atleta etiope alla Venicemarathon. Dietro di lui si sono piazzati i due atleti keniani Henry Kiprop, autore di un bel finale che, con 2h10’55” l’ha visto migliorare il suo record di oltre un minuto, e Andrew Ben Kimtai (2h11’58”). Primo degli italiani Said Boudalia (Cagliari Marathon) che, con 2h26’56”, ha stabilito il nuovo primato nazionale M50. “E’ stata una bella gara – ha raccontato in conferenza stampa Lencho Tesfaye Anbesa – ho gestito al meglio le mie energie per quasi tutta la gara ed ho accusato la fatica solo dopo il 40° km, sui ponti. Però sono riuscito a tenere duro ed a portare a casa questa pre-
stigiosissima vittoria”. Tra le donne, grande prestazione della keniana Judith Korir che ha saputo gestire al meglio la gara, staccando sul passo tutte le altre atlete più quotate, e chiudendo in un ottimo 2h29’20”. Risultati uomini: 1. Lencho Tesfaye Anbesa (Eth) in 2h10’48”, 2. Henry Kiprop (Ken) in 2h10’55” 3. Andrew Ben Kimtai (Ken) in 2h11’58”. Donne 1. Judith Korir (Ken) in 2h29’20”, 2. Cynthia Jerop (Ken) in 2h31’33” 3. Wake Meka Washo (Eth) in 2h34’36”. Lino Perini
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li atleti dell’Associazione Sorriso di Mira ad ottobre hanno trionfato al primo Memorial Roberto Dal Mina, gara di bocce a coppie, organizzata dalla Associazione Oltre Onlus di Montebelluna, cui hanno partecipato 5 società, tra cui Trieste e Gorizia. Il risultato finale ha visto l’affermazione delle ragazze dell’Associazione Sorriso Stefania Borgato e Michela Martignon sui compagni di squadra Alessio Perisinotto e Simone Vanin. Al terzo e quarto posto, rispettivamente, le formazioni dell’Usb. Zelarino e della Onlus Oltre di Montebelluna composte da Stella Tessari e Alessandro Bussolin e da Cinzia Cecchel e Matteo Florian. Ai ragazzi di Mira è andato anche il trofeo come prima società classificata. (A.A.)
L’eccellenza del Ju Jutsu ospite a Dolo
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na tre giorni con i grandi maestri del Hakkoryu Ju Jutsu, ha caratterizzato ad ottobre un week end a Dolo, cittadina della Riviera del Brenta che ha ospitato il prestigioso seminario internazionale di questa antica disciplina marziale. La straordinaria presenza di Shihan internazionali, i capi scuola dell’Hakkoryu giapponese ed il responsabile per l’Europa e Nord America Shihan Joesph Miller, hanno dato lustro ad un evento unico in Italia. Gli Shihan, sono rimasti favorevolmente colpiti, dalla qualità e capacità di insegnamento, in particolare la propedeutica marziale per i piccoli atleti, del maestro Shihan Mario Spillere, “padrone di casa” e responsabile dell’Hakkoryu per l’Italia. Lo stesso Spillere, visti gli anni di dedizione alla pratica della disciplina, ad una vita dedicata alla promozione dell’Hakkoryu Ju Jutsu e ai risultati raggiunti con i propri allievi, è stato insignito del VI° Dan della prestigiosa scuola, consegnato dal Shihan Masaki Kamijo, in rappresentanza del Nidai Soke Okuyama Ryuho. Allo stage a fare gli onori sportivi e di casa, hanno partecipato anche il vicesindaco ed assessore allo sport Gianluigi Naletto ed il fiducario Coni e segretario nazionale Csa, Diego Baldan.”Il maestro Spillere, si conferma un’eccellenza sportiva del territorio, grazie alla dedizione, alla compentenza e all’aggiornamento che ogni giorno mette nello sviluppare le proprie attività”- precisa Diego Baldan. Credo che questo evento e questo riconoscimento siano un bel traguardo per il maestro, anche se conoscendolo, lo considererà l’ennesimo punto di partenza per migliorare ulteriormente le proprie competenze, che sono già vastissime nel mondo marziale”. (A.A.)
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#Politica
Regionali 2020, la corsa è partita
Dopo il voto umbro, i 5 stelle chiudono ad eventuali alleanze. Il Pd guarda ai movimenti civici per l’alternativa, Lega e Fratelli d’Italia si godono il successo e pregustano l’ennesima vittoria
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l risultato dell’Umbria, con l’alleanza Pd-5 stelle travolta dal centrodestra, ha immediatamente provocato i suoi effetti. E qualche riflesso si riverbera anche sul Veneto, dove pure le condizioni di partenza e le prospettive sono ben diverse. Ma se qualcuno poteva ipotizzare un’alleanza “giallorossa” anche per tentare di strappare Palazzo Balbi al governatore Zaia, pare non ci sarà bisogno nemmeno di attendere gli esiti delle prossime regionali in Emilia-Romagna e Calabria. A caldo, infatti, la chiusura dei 5 stelle è netta, affidata a un comunicato lapidario: «Rispetto alla questione politica e alle prospettive in Veneto, ribadiamo quanto già emerso nel corso dell’assemblea regionale tenutasi a Mestre sabato scorso: in vista del prossimo voto regionale, non è in campo alcuna ipotesi di alleanze elettorali con alcun partito. È invece già da tempo avviato un dialogo costruttivo con gruppi, liste civiche, movimenti sul territorio le cui istanze convergano sui principi e programmi del Movimento 5 Stelle. Si tratta di un confronto sui temi e non su liste o poltrone». Non che, per la verità, dal Partito democratico fossero arrivate aperture chiare, nel percorso iniziato verso le regionali.
Piuttosto, afferma il segretario regionale Alessandro Bisato, «il Partito democratico sarà il perno della coalizione» e intende avviare una collaborazione con tutti i movimenti civici e politici che abbiano a cuore un Veneto solidale, più forte, concreto, orgoglioso, meno “chiacchierone” e che sappia trattenere e dare prospettiva ai giovani che fuggono all’estero e in altre regioni italiane. Nelle prossime settimane incontreremo e ci confronteremo apertamente con tutti i soggetti che condividono agenda politica e priorità». Poi una stoccata a Renzi e a chi ha deciso di seguirlo: le divisioni «non aiutano a costruire un fronte unitario alternativo. Defezioni, distinguo e divisioni, alcune delle quali evidentemente sorte più per tattica elettorale che per sensibilità politica, fanno il gioco di Zaia che, a dispetto degli sforzi, proprio negli ultimi giorni sta dimostrando di non essere poi così diverso da Salvini». Umori ben diversi nella Lega, naturalmente, che anche in Umbria ha sfiorato il 37%, molto più di Pd e 5 stelle insieme. Un risultato frutto, secondo il capogruppo in Consiglio regionale Nicola Finco, del “buongoverno” e della concretezza: “I cittadini hanno capito che la Lega è il partito della buona amministrazione, e non degli
estremisti come la propaganda di sinistra si sforza di dipingerlo, ormai inutilmente”. E questa, con ogni probabilità, sarà anche la chiave di una campagna elettorale che si annuncia tutta in discesa vista anche l’incapacità del centrosinistra in questi cinque anni di costruire un’alternativa visibile. Ma a brindare all’indomani del primo appuntamento elettorale nelle regioni è soprattutto Fratelli d’Italia, che anche in Veneto lo scorso anno si era messa in mostra con una ambiziosa “campagna acquisti” in particolare tra le fila di Forza Italia,
sempre più partner debole della coalizione. “Il voto umbro dà respiro e suffraga un quadro politico da noi annunciato da mesi”, commenta in una nota il consigliere regionale Sergio Berlato, sicuro che il suo partito “Confermerà e supererà questo risultato anche alle regionali del Veneto vincendo la scommessa fatta con il nostro presidente Giorgia Meloni”. E se così fosse, Berlato la prossima volta potrebbe non essere più l’unico esponente della vecchia-nuova destra a palazzo Ferro Fini.
Italia Viva, partenza col botto in Veneto Non saranno le folle che lo attendevano nel 2014, quando alle Europee anche il Veneto si scoprì tutto d’un tratto “renziano” e non è nemmeno detto che un domani si tradurranno in voti, ma certo il battesimo di Italia Viva ha dimostrato che esiste un pezzo di apparato e di militanti che al Matteo fiorentino continuano a guardare con lo stesso entusiasmo di allora. La controprova si è avuta, a pochi giorni di distanza, prima al battesimo ufficiale alla Leopolda e poi all’assemblea regionale organizzata a Mestre. Il 25 ottobre all’hotel Bologna sono arrivati in tanti per ascoltare Ettore Rosato, che della nuova creatura di Renzi è il coordinatore nazionale, e le due parlamentari
venete Sara Moretto e Daniela Sbrollini. di centro. Una strategia che pare già aver In più di 500 si sono iscritti, costruendo il fatto breccia, raccogliendo adesioni signiprimo zoccolo duro di quella che sarà l’or- ficative come quella di Franca Porto, già ganizzazione a livello territoriale. segretaria regionale della Cisl, Sante BresObiettivo, come più san, vicesindaco di Vivolte dichiarato, è ag500 iscritti, assemblea cenza e poi assessore gregare mondi diversi e regionale, il sindaco regionale gremita. fin qui su posizioni opdi Torri di Quartesolo Via alla “campagna poste, ma che guardano Diego Marchioro, l’ex con la stessa preoccupasocialista e poi in Foracquisti” assieme zione allo spostamento za Italia Mario Dalla al tour nelle province verso le estreme dei due Tor, i sindaci di San poli: dirigenti e militanMartino di Venezze e ti del Pd, in prima battuta, ma anche pezzi Polesella dal rodigino. di una Forza Italia ormai ridotta ai miniAlla Leopolda c’era anche la consigliera mi termini e volti nuovi capaci di parlaregionale del Pd Orietta Salemi, e la cosa re all’elettorato tradizionalmente definito non è passata inosservata, ma la lista delle
Matteo Renzi
adesioni promette di ingrossarsi settimana dopo settimana, magari utilizzando per gli annunci il tour nelle province venete in programma da qui a Natale. Poi, con le elezioni regionali alle porte, si faranno i conti.
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Politica
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Claudio Sinigaglia Consigliere Regionale Partito Democratico
Alberto Semenzato Consigliere Regionale della Lega
“Sanità e politiche sociali, gli errori di Zaia pagati dai veneti più deboli”
“Con l’autonomia arriveranno le adeguate coperture a tanti progetti”
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laudio Sinigaglia, 61 anni, Consigliere Regionale dal 2010, sta concludendo la sua seconda legislatura a Palazzo Ferro Fini nel Gruppo PD, all’opposizione della Giunta Zaia. A cosa si è dedicato maggiormente nel corso del suo mandato? “Sicuramente all’area socio - sanitaria. In particolare, ho seguito con attenzione la nuova legge regionale 19 del 2016, che ha riformato le Aziende Sanitarie e ha istituito l’Azienda Zero. Ma anche l’approvazione del nuovo Piano socio sanitario 2019 – 2023. È stato un lavoro enorme e penso di aver dato numerosi e qualificati contributi in entrambi i provvedimenti”. Oltre a questo? “Da un paio d’anni sono vicepresidente della 1° commissione, che si occupa soprattutto della stesura del bilancio e di tutti gli atti ad esso collegati. È un ruolo importante, che consente di entrare nel merito delle principali disposizioni delle entrate, ma soprattutto delle spese del consiglio e della giunta Zaia”. A proposito di Zaia, che giudizio da di questi 5 anni? “Fortemente negativo: sono davvero numerosi i suoi fallimenti, nascosti troppo spesso da abili capacità comunicative”. Qualche esempio? “Ce ne sono tantissimi. La realizzazione della Pedemontana è stata un bagno di sangue per le casse della Regione e chissà quando terminerà. La gestione dei parchi è un vero disastro, con commissariamenti che durano da più di tre anni. La nuova legge sulle politiche abitative e gli alloggi popolari è da ritirare, perché colpisce la popolazione più debole. Siamo l’unica regione in Italia a non aver ancora fatto la riforma delle case di riposo e la gente
paga rette proibitive: da 1880 a 2500 euro al mese”. Cosa la preoccupa maggiormente? “Il sistema sociosanitario pubblico, fortemente penalizzato da una riforma che abbiamo criticato e respinto. Mancano medici, manca personale per i servizi territoriali, le liste d’attesa aumentano, eppure continuano a spostare i finanziamenti ai privati”. Quali sono i punti di forza e le potenzialità del Veneto? “Siamo una regione bellissima, che eccelle per le sue piccole e medie imprese e per la rete sociale, fatta di tantissime persone e associazioni che appartengono al mondo del volontariato. La Regione dovrebbe supportare entrambe queste realtà, più e meglio di come ha fatto finora”. Quali invece le criticità, sui cui la Regione dovrebbe investire in futuro? “Sviluppo tecnologico e mobilità su tutte. Dobbiamo investire sulla banda ultra larga e su molte nuove infrastrutture: sul raccordo ferroviario con l’aeroporto di Tessera, sull’alta velocità tra Verona e Padova, solo per fare qualche esempio”. Qual è l’atto politico di cui va più orgoglioso? “Sono due: il primo è il libro bianco di denuncia sulla situazione delle case di riposo del Veneto. Il secondo è la legge su “Veneto terra di Pace”, in occasione delle celebrazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale”. Intende proseguire il suo mandato ricandidandosi alle elezioni regionali del 2020? “Ancora non lo so, dipenderà innanzitutto dalle decisione del Partito Democratico a cui appartengo, così come è sempre successo in questi anni”. Enrico Beda
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Di quali risultati è più orgoglioso? Qualche delusione o rimpianto? “Sono orgoglioso di aver fatto parte della squadra che ha portato i veneti ad esprimersi sull’Autonomia, di aver sostenuto convintamente ed esser riusciti a dar seguito al 90% del programma che il presidente Luca Zaia aveva fatto sottoscrivere ai veneti con il voto del maggio 2015, di aver fatto approvare dall’aula il mio Pdls, progetto di legge statale, cioè il progetto su “videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole d’infanzia nonché presso le strutture socio assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio” e di aver contribuito a far chiarezza sulla spiacevole vicenda della “gestione liste di attesa adottate” dall’ex Ulss13 Dolo – Mirano. Rimpianti per non aver potuto proporre qualche progetto di legge per mancanza di coperture, che auspico arriveranno molto presto con l’Autonomia. Come valuta gli ultimi sviluppi politici anche a livello nazionale? “E’ una situazione che questo paese purtroppo vive da oltre settant’anni, causa la mancanza di un sistema elettorale maggioritario simile a quello della più antica democrazia parlamentare d’Europa, l’Inghilterra, che consenta cioè, a chi vince anche solo con un voto in più, di poter governare”. Si ricandiderà a consigliere regionale a primavera del 2020? “Questo dipende dalla valutazione che daranno sul mio operato la Lega e il presidente del Veneto Luca Zaia”.
n vista delle elezioni regionali del Veneto previste per la primavera del prossimo anno, abbiamo intervistato Alberto Semenzato consigliere eletto nelle fila della Lega, al suo primo mandato. Semenzato è nato a Mirano, ha 58 anni ed è diplomato perito commerciale. Per anni ha gestito l’attività commerciale della famiglia (un locale in centro a Mirano). E’ entrato nella Lega Nord nel 1991 e si è impegnato nella politica del suo paese, diventando prima segretario di sezione per due mandati e poi membro dei probiviri nazionali e poi si è candidato a consigliere comunale ed è diventato vicesindaco di Mirano. E’ stato anche assessore alla sicurezza e politiche sociali del suo territorio comunale. Fino al 2015 è stato segretario della Lega Veneta – Lega Nord poi è stato eletto in consiglio regionale per la circoscrizione di Venezia. E’ componente della quarta e quinta commissione del Consiglio Regionale del Veneto. Fra i temi di interesse di cui si occupa specificamente in consiglio Semenzato, c’è la vigilanza su finanziamenti ed appalti e le politiche sociali e sanitarieConsigliere Semenzato come valuta il lavoro svolto in questi 4 anni e mezzo da consigliere regionale? “Con la mia presenza a 6.747 votazioni effettuate in aula ad oggi su 6.844, pari al 98,58% ed una sola giustificazione in commissione, sono al primo posto nella classifica del Consiglio Regionale del Veneto; credo che i numeri parlino da soli”.
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Politica
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Cristiano Corazzari: “Il mio impegno per il territorio in Regione” L’assessore traccia il bilancio del suo mandato per la gestione del patrimonio veneto
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’assessore regionale Cristiano Corazzari, che ha le deleghe a Pianificazione territoriale e urbanistica, Parchi e aree protette, Sicurezza, Sport, Cultura e identità veneta, racconta la sua esperienza, iniziata nel 2015, che si concluderà a maggio 2020. “Queste competenze sono molto importanti in un territorio come il Veneto, che si attraversa in 3-4 ore di auto e dove si trovano borghi e città d’arte di straordinaria bellezza, oltre 100 chilometri di spiagge, montagne magnifiche, parchi naturali, laghi e sistemi termali. Un Veneto che continua a registrare record storici, anche in ambito turistico e culturale, terra nella quale importanti scrittori e poeti di ogni tempo si sono ispirati”. Tante le eccellenze che hanno
Cristiano Corazzari
portato anche quest’anno ad essere il territorio italiano più visitato: “Venezia e la sua Laguna, l’orto botanico di Padova, Vicenza e le ville palladiane, Verona, le Dolomiti, i siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino, le opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo al quale recentemente si sono aggiunge le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, sono siti che l’Unesco ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale, oltre al Delta del Po come Riserva di Biosfera MaB. Nella consapevolezza di questo e altro immenso patrimonio, negli ultimi due anni, abbiamo tracciato, in maniera decisa, un innovativo percorso nelle politiche territoriali, provvedendo all’emanazione di due specifici provvedimenti di leggi regionali
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di straordinaria importanza: la 14/2017 sul contenimento del consumo di suolo e la 14/2019 Veneto 2050”. Corazzari è stato impegnato anche a livello di cultura: “La giunta ha fortemente voluto lo stanziamento di circa 16 milioni di euro, dedicati ad imprese culturali e cinematografiche. In questo senso è stato avviato il processo di costruzione di una nuova governance del sistema,
con la costituzione della Veneto Film Commission”. A livello sportivo, le gioie più grandi sono state quelle di avere ottenuto i campionati del mondo di sci alpino 2021 e i giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026: “Sono importanti risultati, conquistati grazie ad uno straordinario lavoro di squadra, condotto dal presidente Luca Zaia. In Veneto operano 45 federazioni sportive, con 19 le discipline
sportive associate. Si tratta di tutte quelle riconosciute dal Coni. Abbiamo 5.549 società sportive, che corrispondono all’8,7% di tutte quelle italiane. Siamo la terza regione per numero di società. In tutte le nostre azioni ci accompagna la Carta etica dello sport veneto, con la quale riconosciamo il valore sociale, formativo ed educativo dell’attività motoria e sportiva”. Infine un pensiero alle prossime elezioni regionali. “E’ prematuro parlare di candidature, ma quel che è certo è che resto a disposizione e ringrazio per l’opportunità che il presidente Zaia mi ha dato. Continuerò ad impegnarmi al massimo, anche sui i temi del Polesine. Continuerà ad esserci la mia massima disponibilità per risolvere le problematiche a tutti i tavoli regionali e non solo, per affrontare insieme le nuove sfide”. Marco Scarazzatti
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iciamolo subito: scegliere un’auto elettrica non è l’affare del secolo. La batteria è ancora troppo cara e incide molto nel prezzo d’acquisto. Inoltre, l’autonomia è limitata e ci sono anche diversi e noti problemi per la ricarica. Però, chi utilizza l’automobile in città, se sceglie un’auto elettrica, può ottenere vantaggi anche economici. Prendiamo come esempio la Smart, auto “cittadina” per eccellenza. Il maggior costo d’acquisto si ammortizza, anche senza incentivi. La Smart elettrica più economica a listino costa intorno ai 24.200 euro. L’equivalente a benzina di euro ne costa 16.100. La differenza è di 8.100 euro, quanto costa la sola batteria. Eppure si può risparmiare. Come? Lavorando sulle condizioni di noleggio a lungo termine o leasing, con un anticipo alto e mantenendo una rata bassa, intorno ai 100 euro al mese. Così, con una percorrenza di circa 15.000 chilometri l’anno, si possono arrivare a risparmiare intorno ai 70 euro al mese. Nell’acquisto dell’elettrica ci sono poi altri vantaggi: ha diritto al bollo gratis per 5 anni. Nella RCA, molte Compagnie praticano sconti di circa 80 euro/mese. Tirando le somme, il risparmio totale può arrivare intorno ai 180 euro al mese. Il tutto a patto che siano sufficienti 150 km di autonomia al giorno, si percorrano almeno 15.000 km all’anno e si abbia la possibilità di ricaricare l’auto in casa o presso una colonnina nelle vicinanze.
Auto elettrica: risparmiare? Si può. In città soprattutto
Con alcuni accorgimenti, chi vive in un centro cittadino può arrivare a spendere 180 euro in meno al mese. Nonostante i maggiori costi iniziali
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er chi vive e lavora nei centri urbani, anche la E-Bike è un mezzo comodo. All’inizio ci si fa un po’ di domande: come si carica? Devo attaccare la bici alla presa di corrente? Naturalmente no: basta sfilare la batteria e portarla a casa. Con un caricatore la si lascia in carica per qualche ora. L’autonomia dipende dall’uso che se ne fa, ma si può arrivare, per certi modelli, fino a cinque giorni. Secondo la normativa vigente inoltre il costo per l’acquisto di una bicicletta a pedalata assistita a può essere dedotto dal reddito per il 50 o addirittura il 100%.
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Vacanze invernali in SUV in Baviera: nel regno dei giocattoli U
na grande SUV ben si presta a viaggiare con tutta la famiglia verso le destinazioni delle vacanze invernali. Tra queste il Sud della Germania, la Baviera in particolare, dove si possono trovare mete apprezzabili e apprezzate da grandi e piccini. Accompagnati dall’idea di prendersela comoda, a dispetto delle Autobahn tedesche prive di limiti di velocità. A seconda della regione d’Italia da cui si proviene l’itinerario può
prevedere l’arrivo in Germania dal Brennero e dall’Austria (via Bolzano, Brennero, Innsbruck, Rosenheim, Monaco di Baviera) o dalla Svizzera (via Chiasso, San Bernardino, Bregenz, Lindau). Due zone meritano il soggiorno più di altre, nell’ottica di un weekend lungo o di una settimana intera di vacanza: quella di Norimberga e quella di Regensburg-Passau. Il capoluogo della Franconia offre numerose possibilità di svago, tra
Una grande SUV ben si presta a viaggiare con tutta la famiglia verso il Sud della Germania, la Baviera in particolare, meta apprezzata da grandi e piccoli
cui uno zoo dove vivono ben tutelate numerose specie animali (anche orsi e delfini ammaestrati!), diversi musei del giocattolo e, nella vicina Zirndorf, il celebre Playmobil Funpark (con factory store annesso, per lo shopping natalizio di bimbe e bimbi). Senza dimenticare il centro storico della città, che merita unavisita al pari della vicina Fuerth, dove ha sede oggi il colosso del giocattolo Dickie-Simba, proprietario
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di numerosi marchi tra cui Schuco, Solido e Majorette nel settore delle auto in miniatura, Eichholz nel campo dei giocattoli in legno, Nico Toys per i peluche e Steffy Love per quanto concerne le bambole. Nel 1850, quando fu introdotta la prima macchina per stampare i metalli, tra Norimberga e Fuerth operavano più di trecento industrie che producevano prevalentemente giochi di latta e di legno. Tra le prime a realizzare trenini in miniatura fu la Fleischmann, mentre la Schuco divenne celebre nel secondo dopoguerra per le sue prestigiose automobiline in scala ridotta. È ancora forte e radicata la loro tradizione, così come quella degli orsetti di peluche, creati oggi come allora dalla Steiff. Spostandosi in auto in direzione di Regensburg e Passau ci si può piacevolmente “perdere” nelle colline delle prealpi bavaresi, al confine con la Repubblica Ceca. Ogni villaggio è un mondo a sé, l’uno diverso dall’altro: tutti comunque offrono l’opportunità di passeggiate nei boschi fin verso i mille metri di altitudine. Sankt Englmar è una delle località più gradevoli di questa Baviera al confine con quella che era un tempo la “Cortina di Ferro”.
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n’indagine realizzata nel 2017 dal Servizio Polizia Stradale in collaborazione con Assogomma e Federpneus, tra aprile e giugno, ha fornito risultati preoccupanti: nei 12.910 controlli eseguiti in Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia) sono emerse irregolarità relative ai pneumatici per il 15,26% delle auto controllate. Ben 4.821 vetture verificate erano equipaggiate con pneumatici M+S (il 37,34% del campione di cui 24,08% solo M+S e 13,26% M+S con pittogramma alpino) e 1.024 presentavano un equipaggiamento non omogeneo (il 7,93% del campione). Un quadro certamente non ideale e confortante. Per circolare nelle migliori condizioni di sicurezza possibili è opportuno montare pneumatici di tipo estivo (“standard”) nella stagione calda e coperture di tipo invernale (M+S con o senza pittogramma alpino) nella stagione fredda, uguali tra loro sulle 4 ruote o almeno sui singoli assi. Con pneumatici invernali in periodo freddo gli spazi di frenata si riducono rispetto a un equipaggiamento estivo del 20% con suolo asciutto e fino al 50% nel caso della presenza di un manto di neve sul terreno.
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Autotrasportatori e tecnologia 5G: troppo sorvegliati?
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l 5G è la rete mobile di quinta generazione che sarà lanciata più o meno l’anno prossimo e che aumenterà in modo impressionante la velocità di connessione mobile. Detta così, sembra una simpatica opportunità per la quale avremo smartphone con maggiore copertura e internet velocissimo (un giga al secondo). Ma questa rapidità consentirà di raggiungere grandi traguardi. Per esempio, sarà possibile una chirurgia a distanza per cui un medico americano potrà operare un paziente in Svizzera. Oppure crescerà quello che viene definito lo IoT, l’internet delle cose. Finora abbiamo lavorato sempre sulle comunicazioni tra noi e le macchine, e adesso cominciamo a curare la comunicazione tra macchina e macchina. È il passaggio verso l’intelligenza artificiale e verso la guida autonoma, che funziona in sicurezza a patto che i veicoli comunichino tra loro in tempi velocissimi. Solo il 5G permette di gestire l’enorme mole di traffico sulle strade e l’enorme traffico di dati senza provocare incidenti. Fin qui tutto bene. Ci sono contestazioni dal punto di vista della salute (perché il 5G richiede un gran numero di antenne molto potenti) e anche dal punto di vista della riservatezza. Gli Stati Uniti ce l’hanno con Huawei, perché secondo loro, attraverso le tecnologie del 5G, i cinesi sono in grado di spiarci. E qui comincia la questione. Se prima il manager di una flotta sapeva dove si trovavano un furgone e il suo autista, con il 5G potrà conoscere tutti i dettagli della sua vita. Ma-
gari non sarà interessato a sapere se un dipendente si ferma al bar per prendere un caffè, ma quello che conta è che lo saprà. E che la nostra libertà avrà spazi ancora più ridotti. Insomma, il progresso porta mille opportunità positive, ma ha anche un rovescio della medaglia che, per un autotrasportatore che ama la libertà, diventa un boccone amaro da mandar giù.
Se prima il manager di una flotta sapeva dove si trovavano un furgone e il suo autista, con il 5G potrà conoscere praticamente tutti i dettagli della sua vita.
VEICOLI INDUSTRIALI: in Italia il 63% sono ante Euro 4
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econdo i dati UNRAE, i 663.500 veicoli industriali che viaggiano nel nostro Paese hanno in media 13,5 anni e il 63% di questi sono anche ante Euro 4. Insomma, il nostro parco circolante è tra i più vecchi d’Europa. E questo significa che molti mezzi viaggiano senza quei sistemi di sicurezza che oggi consideriamo indispensabili. E non basta, i camion vecchi consumano di più. E dunque costano all’autotrasportatore e inquinano. Insomma, le ragioni per rinnovare il parco circolante ci sono tutte. Ma c’è un ma… Come fa un padroncino strangolato dalla concorrenza estera a trovare i soldi per comprare un camion nuovo? Non li trova e basta. Ed è proprio qui che dovrebbe intervenire lo Stato. Ma gli incentivi, ad oggi, non sono strutturali. E invece un’azienda dovrebbe contare su finanziamenti protratti nel tempo. Sarebbe utile, per esempio, modulare la tassa di possesso di un camion. Più è nuovo, meno si paga. Chi ha un camion vecchio può lavorare, ma a costi più alti. Lo stesso vale per i pedaggi in autostrada. Chi inquina di più paga di più. E lo stesso vale per i premi assicurativi. Più un mezzo è vecchio e meno è sicuro e, per questo, deve pagare di più. Stesso discorso vale per le accise sul carburante Insomma, lo Stato dovrebbe schierarsi al fianco degli autotrasportatori con incentivi e facilitazioni, ma anche con una politica a favore dell’autotrasporto italiano.
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Camionisti: dire no al diesel fa male?
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i recente, un importante quotidiano economico nazionale ha dato qualche cifra sull’inquinamento da diesel: nell’articolo si avanzava il sospetto che metterlo al bando (per il momento solo per le auto), invece che far bene all’ambiente, potrebbe addirittura fare male. Secondo alcuni esperti, infatti, meno diesel circolano e meno inquinamento da polveri sottili (PM) e ossidi di azoto (NOx) si registra. In realtà questa idea sarebbe giusta se fossimo nel 1993 e circolassero mezzi Euro 1, ma oggi, con l’Euro 6d, i livelli di inquinamento di un camion sono scesi del 95% e se svecchiassimo il parco circolante, l’inquinamento scenderebbe in modo sensibile. C’è, però, un altro problema, che riguarda il rilevamento delle sostanze inquinanti. Se andiamo a vedere i dati che riguardano le PM (il particolato), i dati dell’ADAC (l’Automobile Club tedesco), dimostrano che le
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La campagna contro i diesel può mettere in ginocchio un settore: chi comprerebbe un camion con il rischio di vederselo mettere fuori legge?
emissioni delle polveri sottili dovute alle auto e all’autotrasporto diesel sono appena il 4% del totale. Perché le PM vengono dalle abitazioni (il 46%) e dall’industria (il 44%). I produttori dell’automotive hanno investito fior di miliardi di euro per migliorare l’ecosostenibilità dei loro mezzi, ma il vero problema è che ci sono
cause di inquinamento come i riscaldamenti nelle città o i fumi delle aziende che non vengono aggrediti, mentre si preferisce parlare di ambiente spingendo su mezzi non inquinanti come quelli elettrici, che per ora sembrano solo un sogno che si potrà avverare tra molti anni. La campagna anti-diesel, infatti, rischia di mettere in crisi l’intero settore e il risultato potrebbe essere una stasi del mercato e potrebbe portare alla paralisi e allo stop del processo di svecchiamento del parco circolante, con il risultato di vedere sulle strade veicoli industriali sempre più vecchi. Perché, d’altronde, chi potrebbe mai pensare di comprare un camion diesel con, in prospettiva, il rischio che, prima o poi, anche il diesel per l’autotrasporto possa venire messo fuori legge?
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Maya e Rum E gli spiriti del Guatemala
’ la patria del Rum il Guatemala. Rum che da quelle parti chiamano Ron: distillazione sublime della canna da zucchero, invecchiamento “sopra le nuvole” e spirito raffinato. Vai a Quetzaltenango, a Casa Botran, e nel museo della famiglia Botran, produttore simbolo di un determinato modo di fare Rum (con oltre 80 anni di storia alle spalle) e cogli un segreto in più dell’orgoglio nazionale guatemalteco. Il Rum, appunto. Rum qui ottenuto dalla distillazione del succo di varietà pregiate di canna da zucchero, non dalla melassa. E poi affinato su legni “tostati” ad arte, secondo regole antiche e sapienti. Il Rum è uno dei sim-
di Renato Malaman
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boli di questo paese, che è il cuore pulsante del Centro America e della civiltà Maya. Paese che ha sempre difeso con tenacia le proprie tradizioni, la propria identità e la propria libertà. E’ successo dal XVI al XVIII secolo quando gli Spagnoli arrivarono come colonizzatori, attratti dalle sue mirabili ricchezze naturali, sia quando - in tempi più recenti - furono gli Stati Uniti d’America a cercare di mettere pesantemente sotto il proprio tallone l’economia (prevalentemente agricola) del Guatemala, condizionando attraverso le proprie avide compagnie commerciali - con le buone o (molto più spesso) con le cattive - le sorti del paese. continua alla pag. seguente
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Maya e Rum, gli spiriti del Guatemala
Il paese è il cuore pulsante del Centro America e quest’anno con la fiera CATM è stato vetrina del turismo nell’area. Il parco archeologico di Tikal immerso nella foresta svela - nel mistero delle sue piramidi - l’anima segreta di un popolo millenario di Renato Malaman s e g u e dal l a pag. pr ec ed ente
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rgoglio, appunto. Oggi il Guatemala si mostra con orgoglio, perché oggi è un paese che fa da formidabile vetrina internazionale a quanto di bello c’è in tutta l’area centroamericana. Città del Guatemala quest’anno a giugno ha ospitato il “Centro America Travel Market”, fiera e workshop del turismo centroamericano, occasione straordinaria per far conoscere i valori di questo paese. A cominciare dalle testimonianze della civiltà Maya, così lontana nel tempo eppure ancora così presente nello spirito fiero della gente. Tikal con i suoi templi è la celebrazione della grandezza di quel popolo antenato e dei suoi valori ancestrali. E’ immersa nella foresta Tikal, bisogna conquistarsela salendo sulla montagna e poi fin sulla sommità del tempio del Giaguaro, il più alto di tutti con i suoi 74 metri di pietre posate in un equilibrio perfetto. Lì, nel silenzio, sembra di vederli ancora all’opera i sacerdoti del fuoco intenti nei loro riti misteriosi. Ma per cogliere in una cornice ancora più profonda e suggestiva il genio di quel popolo basta allungarsi fino a Yaxha, l’ultimo dei siti archeologici scoperti in Guatemala, dove tutto è ancora “vergine”. Come se le rovine in realtà fossero una città abbandonata all’improvviso ieri. Dove ogni cosa è ancora al suo posto, all’ombra delle grandi piramidi Maya. Quando si scende nella graziosa Flores, crocevia turistico del Petén che si rispecchia nel suo lago, sembra di uscire dalla scena di un film. Ma non è avventura o fantasy, è realtà. Realtà in parte ancora avvolta nel mistero. Paese di grandi vulcani il Guatemala, vulcani dall’umore instabile. Incombenti anche sulle città, come ad Antigua dove i pennacchi di fumo del vulcano Fuego promettono sempre… fuoco. Quello che lo scorso anno ha prodotto un’ esplosione di cenere simile a quella del Vesuvio a Pompei nell’anno 79 d.C. e che - proprio come a
NELLA FOTO COPERTINA IL TEMPIO DEL GIAGUARO, SIMBOLO DI TIKAL. SOTTO: IL PARCO ARCHEOLOGICO FRA LE NUVOLE, TESSUTI TRADIZIONALI E PREPARAZIONI TIPICHE CON CARNE E FAGIOLI. IN QUESTA PAGINA: SOPRA IL TITOLO UN’ALTRA IMMAGINE DI TIKAL, UNA SPETTACOLARE VEDUTA AEREA DI YAXHA E UNO SCORCIO DI ANTIGUA CON IL VULCANO FUEGO SULLO SFONDO. PIÙ SOTTO: IL CENTRO STORICO DI ANTIGUA, UN PADIGLIONE DELLA FIERA INTERNAZIONALE CATM A CITTÀ DEL GUATEMALA, IL RUM DI CASA BOTRAN, IL MERCATO DI CHICHICASTENANGO E MASCHERE TRADIZIONALI GUATEMALTECHE
Pompei - ha sepolto interi villaggi facendo zioni locali lo hanno scelto come piazza di migliaia di vittime. Ad Antigua lo temono scambio per un’infinita tipologia di merci quel gigante dalla forma di cono nero che e per raggiungerlo in molti casi affrontano ormai fa parte del paesaggio della città, che lunghi percorsi a piedi. Immergersi in quene rafforza l’icona. Antigua, la coloniale, sto cosmo non è folclore, non è “fare shopcittà spagnola dove tutto ricorda “el Siglo ping”, ma è immergersi nell’anima vera del de Oro”, i Gesuiti e gli altri ordini monasti- popolo guatemalteco. Guatemala che due anni è stato privato ci mandati dalla corona di Spagna per “ammansire” lo spirito ribelle del popolo gua- del servizio postale (un primato singolatemalteco, è in fondo anche il simbolo del re anche se non certo invidiabile!) ma che ciò nonostante lancia al sincretismo religioso e mondo il suo messaggio culturale prodotto da Ad Antigua, città di stile di amicizia e di pace, con questa sovrapposizione coloniale spagnolo tanta voglia di farsi codi valori, di stili e di riti. su cui incombe minaccioso noscere. Anche attraverSincretismo che è il vero il vulcano Fuego, si coglie so i sapori della sua cufascino di questa anima profonda del Guatemala. l’essenza di quel sincretismo cina, tuttora così intrisa delle tradizioni Maya Il Lago Atitlan ha acreligioso e culturale (carne cotta in più modi, que color smeraldo e tanche pervade l’intero paese. pollo, fagioli e mais gli te montagne a fargli da corona. I Maya lo consi- Nei villaggi affacciati sul lago ingredienti principali), e deravano l’ombelico del Atitlan sopravvivono attività soprattutto attraverso lo spirito raffinato e soave mondo e gli hippy lo scelartigianali tradizionali del suo Rum. Il migliore sero negli anni ’60 come del mondo, assicurano i luogo di pace per vivere in comunità, lontano dalle sirene del mondo guatemaltechi. Di sicuro il più originale. contemporaneo. Nei villaggi intorno al lago Provare per credere. sorgono ancora oggi dei laboratori - in parIl Guatemala è raggiungibile comodaticolare tessili – gestiti da cooperative, che mente dall’aeroporto di Venezia, con voli sono figlie di quella cultura di solidarietà. Chichicastenango è il mercato più fa- Iberia che fanno scalo (in genere breve) a moso e colorito del Guatemala. Le popola- Madrid.
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Food & Drink ITALIAN CHEESE AWARDS: TRA I MIGLIORI FORMAGGI ANCHE L’ASIAGO!
PATATE AMERICANE, IL PIACERE IN TAVOLA
Premio “Donne del latte” è stato assegnato a Linda Del Ben della Latteria di Aviano, in Friuli Venezia Giulia. Il “Cheese Bar dell’anno” è “Sogni di Latte” di Napoli e invece Pira Carmelo, della Fattoria Radichino in Lazio, ha ritirato il “premio alla carriera”. A vincere poi gli ambiti premi di “Caseificio dell’anno” e “formaggio dell’anno” sono stati, rispettivamente, il caseificio Valsamoggia in Emilia Romagna e il Fiore Sardo DOP , prodotto in Sardegna da Salvatore Bussu Debbene. Quali sono i migliori formaggi italiani? A deciderlo sono stati gli Italian Cheese Awards 2019, che hanno premiato, a Verona il 27 ottobre, i formaggi vincitori in ciascuna categoria. Per la categoria “Freschissimo” vince il Crema di Rugiada del Caseificio Artigiana, in Puglia. Nella categoria “Fresco” viene premiato l’Asiago fresco DOP prodotto dal caseificio San Rocco in Veneto, a Tezze sul Brenta. Come formaggio a pasta molle vince lo Steiner di Eggemoa, nell’Alto Adige, e come formaggio a pasta filata torna un prodotto del caseificio Artigiana, in Puglia: la sua burrata. Vince nella categoria “pasta filata stagionata” il Caciocavallo di Agnone stagionato del caseificio Di Nucci, in Molise; mentre il semistagionato premiato dalla giuria è il Don Carlo prodotto dal caseificio inMasseria in Puglia. Passando agli stagionati troviamo il Pecorino Gran Riserva del caseificio toscano Cugusi, mentre andando oltre i 24 mesi c’è il Parmigiano Reggiano 48 mesi del caseificio Gennari in Emilia Romagna. Per quanto riguarda i formaggi aromatizzati, a trionfare è la veneta Latteria Perenzin con il suo Anniversary Bianco; mentre per i formaggi erborinati vince il caseificio lombardo Arrigoni Battista con il suo Berghem Blu. Oltre alle diverse categorie di formaggio premiate, sono stati assegnati anche alcuni premi speciali, come il “Premio al miglior derivato del latte”, andato alla Ricotta di Bufala Campana DOP del caseificio Il Casolare di Alvingano, in Campania. Il “Pemio al miglior formaggio di montagna” è invece andato al San Martin del Caseificio San Lorenzo, in Piemonte; mentre il
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La Patata americana è uno dei prodotti tipici di Novembre. Cotta in forno o lessa è davvero una bontà da non far mancare sulle nostre tavole. Si tratta di un prodotto di grandissima qualità che da sempre qualifica un territorio compreso tra le province di Padova, Rovigo e Vicenza, votato alla produzione della batata americana bio. Normalmente chiamata “patata americana” la batata bio è un alimento dalle proprietà alimentari riconosciute ed è opinione consolidata che sia in grado di aiutare a prevenire diverse patologie su tutte ad esempio il diabete, se integrata nell’alimentazione quotidiana. Nel nostro Paese la coltivazione della batata bio ha una lunga tradizione ed ha trovato, in particolare, nella bassa padovana, ad Anguillara Veneta e Stroppare il luogo ideale per la sua coltivazione. Importata dalle americhe con la scoperta di Colombo, inizialmente non venne impiegata per scopi alimentari quanto piuttosto quale curiosità botanica. L’affermazione della sua coltivazione per scopi alimentari avvenne agli inizi del ‘900, quando venne reimportata da emigranti di ritorno dal Brasile e prese la denominazione di americana proprio in virtù della sua provenienza. Al giorno d’oggi la batata americana non viene impiegata come alimento alternativo ai carboidrati e povero di grassi, ma viene utilizzato in ambito alimentare per la sue proprietà anti ossidanti e e per la naturale proprietà anti diabetica.
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Il Veneto di corsa contro il cancro
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e atlete di Run for Iov si preparano alla Maratona di New York, ma è tutta la regione che “corre” grazie alle politiche di prevenzione e a una rete di strutture specializzate. Il prossimo appuntamento è a New York, esattamente tra un anno, per la maratona più famosa al mondo. E c’è da scommettere che, ancora una volta, le ragazze di “Run for Iov” si faranno trovare pronte, con tutto il loro carico di entusiasmo e la forza con cui hanno già affrontato una sfida ben più difficile: quella contro il tumore al seno. Dopo Valencia, Londra e tante altre sfide in Italia e all’estero, New York è un po’ la ciliegina sulla torta di un progetto nato quasi per sfida e diventato col tempo uno dei fiori all’occhiello di Ryla Onlus e dell’Istituto oncologico veneto. La squadra è composta da 32 atlete, tutte unite dall’esperienza della malattia e dalla voglia di non arrendersi che le accompagna nei lunghi allenamenti necessari ad affrontare l’impresa. Senza l’obiettivo di vincere, ma con la voglia di testimoniare al mondo che dal cancro, dalla chemio, dalla radioterapia si può uscire per tornare a vivere appieno. Anzi, da vere e proprie testimonial dello Iov con le loro imprese sportive raccolgono fondi per la ricerca e la cura del tumore al seno. Un impegno che ha già superato quota 100 mila euro, dando un ulteriore, prezioso contributo al lavoro di medici e ricercatori di uno dei centri d’eccellenza della sanità veneta. Segue alla pag. seguente
La rete Run for Iov promuove la prevenzione Il diabete non si cura, ma si può tenere a bada
a pag 38
Il bando regionale fa il pieno di candidati
a pag 39
Un Chenuovo cos’è ambulatorio la ginnastica aKangatraining Chioggia
a pag 40
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Il diabete non si cura, ma si può tenere a bada
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a data non è certo scelta a caso. Il 14 novembre del 1891 nasceva infatti il fisiologo canadese Frederick Grant Banting, che insieme a Charles Herbert Best nel 1921 scoprì l’insulina, trasformando quella che era una malattia mortale in una malattia controllabile. Dal 1991 l’Organizzazione mondiale della sanità dedica il 14 novembre alla lotta al diabete, e sono ormai più di 60 i paesi che aderiscono a questa campagna con iniziative di sensibilizzazione, presidi medici e un gesto simbolico ma di alto impatto: illuminare in blu i più famosi monumenti nel mondo, come un segno di speranza per i malati. Perché non va mai dimenticato che, a un secolo ormai di distanza dalla scoperta dell’insulina, il diabete continua a essere un nemico temibile e, purtroppo, privo di una cura definitiva. Si stima che attualmente nel mondo ne soffrano circa 350 milioni di persone e che ogni anno più di 3 milioni di persone che vivono con il diabete muoiano per malattie correlate. Un dramma a cui si può tentare di ovviare in un solo modo: investendo sulla diagnosi precoce e su tutte le buone pratiche di gestione del diabete. Anche l’Italia non fa eccezione al continuo aumento di casi: si stima che negli ultimi 10 anni i malati, nella popolazione generale, siano passati dal 4 al 6%. E si tratta solo dei casi noti, a cui le stime più realistiche tendono ad aggiungere un altro buon 2 per cento di malati che non sanno neppure di esserlo, salvo poi scoprirlo in caso ad esempio di infarto. Secondo la Società Italiana di diabetologia, quasi il 65% dei malati ha più di 65 anni ed è quindi nella fascia maggiormente a rischio. Ci sono però
Il 14 novembre è la Giornata mondiale dedicata alla sensibilizzazione su una malattia che colpisce 350 milioni di persone nel mondo. Ma pochi accorgimenti possono aiutare a gestirla nel modo più corretto anche pazienti giovani (il 2% ha meno di vent’anni e si calcola che ogni anno circa 1500 bambini presentino l’esordio della malattia) e quasi un terzo dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni). La prevalenza fra i 20 e i 49 anni è maggiore nelle femmine mentre fra i 50 e gli 80 anni è superiore nei maschi. La prevalenza complessiva è maggiore nei maschi. Ma come accorgersi di un possibile problema? Il diabete si presenta in genere con tre sintomi principali: il paziente beve di più, urina di più e tende a perdere peso. Proprio la diagnosi precoce rimane fondamentale per ridurre il rischio delle complicanze acute del diabete. Da qui l’importanza della Giornata mondiale del diabete, organizzata ogni anno da Diabete Italia con la sua rete di coordinatori regionali che fungono da riferimento per tutti coloro che, lo-
calmente, hanno intenzione di organizzare eventi collegati. Un impegno che le è valso nel 2017 la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica, e che si ripete anche quest’anno attorno al tema “Famiglia e diabete”. Dal 4 al 17 novembre migliaia di volontari saranno impegnati a organizzare eventi in oltre 500 città. Oltre a conferenze stampa, convegni, spettacoli e manifestazioni sportive, nelle centinaia di punti di attività allestiti nel Paese sarà possibile valutare il rischio di sviluppare il diabete nei prossimi anni e ricevere suggerimenti e materiale informativo. Tra i molti appuntamenti in programma in Veneto, va segnalata l’opportunità di screening del rischio diabete attraverso la misurazione gratuita della glicemia martedì 12 novembre, dalle 9 alle 12.30, in via Laurenti a Rovigo.
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Il Veneto di corsa contro il cancro
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erché, anche se non tutti lo sanno, proprio la prevenzione del tumore alla mammella - il più diffuso oggi tra le donne - è uno dei settori in cui la nostra regione può vantare un indiscusso primato nazionale. Con un’estensione degli inviti pari al 91% contro l’84% in Italia, e un’adesione delle donne invitate del 78,6% rispetto al 59,6% nazionale, il sistema veneto di prevenzione ha sottoposto a screening in un anno 194.973 donne, con 10.346 approfondimenti resisi necessari, che hanno portato a 1.076 diagnosi di carcinoma e ad alzare di almeno 20 punti la percentuale di donne che hanno avuto salva la vita. Un impegno che ha consentito anche di individuare meglio l’età giusta per lo screening: al di sotto dei 45 anni la mammografia risulta generalmente inutile, tra i 45 e i 50 anni si può fare ma non è consigliata, mentre è assolutamente efficace tra 50 e 74 anni. Ma non basta, perché in Veneto si sta già lavorando a un’evoluzione che prevede di realizzare uno screening personalizzato su donne con caratteristiche genetiche a rischio. Il Progetto sperimentale, a cura proprio dello Iov, sta per coinvolgere 11.000 donne anche giovani e giovanissime residenti nelle Ulss 5 e 6, ed è il primo al mondo per ampiezza e velocità. “Un vestito su misura per ogni donna, perché ogni successo ci spinge a cercarne degli altri”, come l’ha definito il Presidente della Regione Luca Zaia, presentando lo stato dell’arte della prevenzione contro il tumore e le prospettive future della lotta al cancro, in occasione del Mese Rosa della Prevenzione che come ogni anno si è celebrato a ottobre con un ricco calendario di iniziative. “Le statistiche ci premiano – ha detto Zaia – ma sono il punto di partenza per nuovi passi avanti, perché lo studio dello Iov ci porterà a costruire uno screening personalizzato mai visto al mondo. Un altro grande passo avanti, dopo la scelta vincente di realizzare le Breast Unit (già 21 in Veneto) e di concentrare gli interventi chirurgici in sedi iperspecializzate e con casistiche elevate. Anche grazie a questa decisione, oggi in Veneto il tasso di sopravvivenza dopo il percorso di cura è arrivato al 95%”. Accanto al programma di screening della mammella, vi sono altri due grandi screening antitumore su cui si sta investendo con decisione: quelli per la cervice dell’utero e per il colon retto. Il primo, rivolto alle donne tra 25 e 64 anni, che vengono invitate a eseguire un Pap Test o un test Hpv, ha un’estensione corretta delle donne invitate del 100% e un’adesione delle donne agli inviti del 62,8%, oltre 22 punti in più della media nazionale, ferma al 39,9%. In un solo anno, grazie alla prevenzione, sono state diagnosticate 461 lesioni precancerose. Lo screening colorettale, rivolto a uomini e donne tra 50 e 69 anni con la ricerca biennale delle feci occulte, presenta un’estensione corretta degli inviti pari all’89,3% e un tasso di adesione al 63,9%, il che ha permesso, in un anno, di diagnosticare e poi curare 376 carcinomi e 3.401 adenomi avanzati. All’apparenza solo un freddo elenco di statistiche e percentuali, ma che in realtà ricordano un dato di fatto ormai assodato: la prevenzione rimane l’arma migliore contro i tumori, a maggior ragione considerando il progressivo invecchiamento della popolazione del Veneto. E acquisire una “cultura della prevenzione” rappresenta l’unica strada per poter garantire anche in futuro una sanità d’eccellenza, fatta di alta tecnologia e grande professionalità ma anche di consapevole partecipazione dei cittadini.
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Forze fresche in corsia. Il bando regionale fa il pieno di candidati S
e lo dice Repubblica, che con la Lega e col Veneto in particolare non è mai tenera, c’è da crederci. Dati alla mano, la nostra regione risulta la prima in Italia per la capacità di assicurare i livelli essenziali di assistenza (Lea) ai propri cittadini. Il quotidiano ha analizzato decine di indicatori ministeriali e di dati forniti dalle regioni stesse nelle tre aree di indagine (ospedale, distretto e prevenzione), assegnando al Veneto 222 punti su un massimo raggiungibile di 225. Sul podio anche Toscana ed Emilia Romagna (con 220 punti), seguite da Piemonte (218) e Lombardia (215 punti), mentre a chiudere la classifica sono Campania (170), Sicilia (165) e Calabria (146 punti, 14 sotto la soglia minima richiesta). Il problema è che garantire un futuro in linea con i risultati di oggi non sarà facile. E tra gli ostacoli il più impegnativo è rappresentato dalla mancanza di medici. Qualcosa però inizia a muoversi: dopo un’estate segnata dalle polemiche per i vuoti negli organici, e in attesa di qualche segnale da parte del Ministero, in corsia arriveranno presto alcune centinaia di giovani medici, laureati e abilitati ma non ancora specializzati, grazie
rettori. «Un incontro proficuo e costruttivo – sottolinea il Rettore di Padova, Rosario Rizzuto – nel quale abbiamo riconfermato l’impegno forte dei nostri due Atenei a sostegno della sanità veneta con le nostre attività di ricerca, formazione e assistenza. Sulla carenza di medici abbiamo riscontrato la volontà comune di collaborare per dare in tempi rapidi una soluzione all’emergenza che si è creata». Di “un incontro storico”parla anche il Rettore di Verona Nocini, «nel quale – ha detto – abbiamo gettato le basi per colmare il gap creatosi nella sanità veneta sul fronte dei medici. Le Università di Padova e Verona sono pronte a lavorare direttamente alla formazione dei giovani che la Regione sta reclutando. Ed è significativa anche la collaborazione avviata sulla possibilità di coinvolgere nell’operazione gli specializzandi dal terzo al quinto anno».
Il Veneto miglior regione italiana per Livelli essenziali di assistenza, ma rimane il problema dei vuoti in organico
ai bandi promossi dalla Regione. Il primo, per l’inserimento nei Pronto soccorso, ha visto arrivare ben 224 domande che sono ora al vaglio per dare poi il via alla formazione accademica affiancata dal tirocinio pratico in corsia. «L’adesione è stata importante – commenta il presidente Zaia – il che
Un nuovo ambulatorio a Chioggia
dimostra quanta voglia di lavorare e di mettersi alla prova ci sia tra i nostri giovani medici, imprigionati nell’assurdità nazionale delle borse di specialità: obbligatorie ma previste in numero largamente inferiore ai laureati in medicina. Parte da qui la carenza di medici, ormai diventata un’emergenza in tutta Italia
Linfedema, Vaccinazione antinfluenzale: prevenzione adesso c’èprimaria una cura
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(ne mancano 53.000) e in Veneto (almeno 1.300). In attesa che da Roma arrivino fatti concreti e non teorie, abbiamo deciso di percorrere questa strada, certamente inedita, certamente coraggiosa, ma altrettanto certamente non campata in aria. Non butteremo mai allo sbaraglio questi ragazzi ma li inseriremo gradatamente, vicino ai colleghi strutturati, e a occuparsi delle situazioni più semplici, non certo di codici rossi. Abbiamo fiducia nelle nostre Università e siamo certi che, con la preparazione ottenuta, i giovani medici saranno preziosi occupandosi, ad esempio, di codici bianchi o, al massimo, verdi». Intanto è partito il secondo bando, che prevede 150 posti per l’area internistica. E nel frattempo proseguono gli incontri tra la Regione e le Università di Padova e Verona per definire una strategia comune. L’ultimo ha visto alla stesso tavolo il presidente della Regione e i due
’Ospedale di Chioggia della Ulss circa 8.000 prestazioni all’anno per 3 Serenissima si potenzia con questa disciplina, mentre a Venezia l’attivazione di un nuovo servizio: ne registriamo circa 4000. Credo che l’ambulatorio di Odontostomato- anche Chioggia si attesterà su quallogia e Maxillofacciale. Finora gli che migliaio di prestazioni, probabilabitanti di Chioggia dovevano per mente superando Venezia stessa». forza rivolgersi all’Ospedale di MeIl nuovo servizio ha come refestre o a quello di Venezia, un disagio rente il dottor Daniele Ferro, visto finalmente risolto grazie all’integra- la sua lunga esperienza di lavoro zione tra ospedali e professionisti presso l’Ospedale hub di Mestre: nella Ulss 3 Serenissima. Si accede medico specialista in chirurgia maal servizio tramite xillofacciale è di impegnativa del origine romano, Attivo il servizio di medico curante ma mestrino di e prenotazione al Odontostomatologia adozione. È giunCup, ma anche to all’Ospedale di e Maxillofacciale, attraverso consuMestre nel 2007 e basta “trasferte” lenze richieste dai dal 2011 si occupa fino a Mestre vari reparti ospedi chirurgia orale dalieri. «Ci si può e maxillofacciarivolgere all’ambulatorio – ha spie- le, interessandosi particolarmente gato il Primario Michele Franzinel- ai disturbi articolari temporomanli – per prime visite, per controlli e dibolari. All’attivazione del nuovo chirurgia ambulatoriale: ad esempio servizio hanno collaborato anche la per estrazioni, lesioni ossee, disturbi coordinatrice del Poliambulatorio articolari temporomandibolari e la Fabiana Veronese e l’infermiera prochirurgia orale. A Mestre si contano fessionale Monica Boscolo Capon.
ue prestigiosi riconoscimenti pervirus la che provocano infezioni nire l’influenza un rimedio effi’influenza è una malattia causata da Vascolare dell’ospedale diChirurgia vario genere e grado alle vie aeree e quindi naso, bocca, pol- cace è il vaccino anti influenzale all’Angelo di Mestre. congressi spemoni. Tali infezioni sono Ai molte contagiose per cui la trasmissione del che può essere somministrato cialistici di Bruxelles e Buenos Aires virus da persona a persona è molto facile la e veloce. Basta infatti che dal proprio medico dalla fine di comunità ha un soggettoscientifica sano entri ainternazionale contatto con le goccioline di muco e saliva ottobre alla fine di dicembre. inteso così premiare l’attività di chirurgia di una persona influenzata per sviluppare dopo pochi giorni i sintomi L’azione protettiva parte già linfatica a Mestre perdallo la predel virus, effettuata la cui gravità dipenderà stato di salute del soggetto dopo 2 settimane dalla vaccivenzione e dall’aggressività il trattamento dei linfedemi colpito e poi e virulenza della malattia. Generalmen- nazione e prosegue fino a 6/ 8 Dott. Francesco Sacco degli arti. si manifesta dopo la metà di dicembre e raggiunge il mesi. Va da sè che è importante te l’influenza linfedema – tra spiega il dottor Ales- con strascichi anche in il tempismo, ai fini di trovarsi Medico di Medicina Generale suo«Ilmassimo picco dicembre e gennaio sandro Busetto, primavera. La causamicrochirurgo dell’aumento dellinfatico rischio contagio in questo perio- già protetti all’arrivo dell’ ondata virale. Il vaccino è acquistabile in – èè ildato ristagno di linfa chevariabili provoca il rido dalle temperature freddo-caldo improvvisi. Il virus farmacia, mentre è gratuito per le persone al alto rischio come: gli ulgonfiamento in un arto. Si manifesta influenzale di quest’anno a detta degli puresperti, rischia di provocare trasessantacinquenni, i bambini sopra i sei mesi, i ragazzi affetti da patroppo con frequenza un intervento un’influenza più pesantedopo del solito e, considerando che le persone che tologie croniche , le donne in gravidanza anche dal primo mese stesso, ma può ogni comparire a distanza di muoiono anno peranche complicazioni da influenza sono circa 8000 tra i pazienti ricoverati in ospedale, gli adulti affetti da patologie croniche, anni dall’operazione risultandoaffetti spesso anziani, bambini e immunodepressi da patologie croniche come i medici ed il personale para sanitario addetto all’assistenza, gli addetti Di solito èsiaffrontato ilinvalidante». diabete e le cardiopatie, deduce checon la vaccinazione diventa una al servizio pubblico, i familiari dei soggetti a rischio e gli allevatori. La massaggi, linfodrenaggi A a monteL’Ospedale premiato a Bruxelles scelta importante focalizzataeadfasciature. evitare o ridurre l’insorgenza doseall’Angelo del vaccino è singola per tutti dai 10 anni in poi. I bambini dai sei invece, specialisti ChieMestre, lo sviluppo dellagli malattia. Con ladella vaccinazione non solo proteggia- mesi ai 9 anni assumono invece due dosi. I consigli per evitare il cone Buenos Aires per la sua innovativa tecnica rurgia messo in attosida mo noi Vascolare stessi ma, hanno nello stesso tempo, proteggono anche le altre tagio sono: coprirsi il naso e la bocca con fazzolettini di carta quando in grado risolvere alcuni anni iter terapeutico chedell’influenza cura e persone che un ci circondano. I sintomi sonochirurgica rappresentati raffreddati, lavare di molto spesso le maniun con problema acqua e sapone e non addirittura previene il formarsi del linfeda rinite con muco, congiuntivite, febbre dai 38° in su, brividi e dolori portarsele a viso, occhi e bocca. In caso di contagio è indispensabile altamente invalidante dema con la realizzazione veri e propri articolari e muscolari e ancoradicongestione delle prime vie respiratorie il riposo e bere liquidi ed infusi per evitare la disidratazione in caso di che “evitano” vaso,disturbi linfatico tro ospedaliero in grado nonassumere solo perantipiretici il territorio provinciale, ,bypass, malessere generale, mal diil testa gastrointestinali e inappe-del Nordest gastroenterite. Si possono in caso di febbrema ed ostruito costruendo chirurgicamente dei oggi di offrire il trattamento microchiruranche quello extra-regionale, tenza. Come complicanze si possono presentare bronchiti, sinusiti e altri farmaci solo se prescritti dalper proprio medico di famiglia. grazie percorsi Gli studidiclinici pregico del linfedema. alle sinergie sviluppate con altri cenotiti, oltre alternativi. ad un aggravamento malattie croniche preesistenti come L’intera attività, sia sentati ai due congressi sono frutto dellaGeneralmente diagnostica che terapeutica chirurgica, tri specialistici oncologici. A gennaio il le patologie cardiache, il diabete e l’asma. l’influenza collaborazione il Centro riferimenDott.pubblica, Francescotema Sacco offerta ma in regime sarà al centro del “Lymphedema ha una durata dicon 7 giorni neglidiadulti e di 10 neiè bambini molto di sanità to oncologico di Aviano e con l’ospedale Medico dideMedicina Generale anche attraverso UpDate”, all’Ospedale Civile di Venezia, dipende dallo stato di salute della persona colpita dal virus e dalla un ambulatorio di Udine, grazie un progetto Via F.vengono Borrominiche 11, vedrà Mira numerosi scienziati discutere nel quale aggressività dello astesso. Il periodoculminato, di incubazionedicato della malattia, ossiaattualmente 2016, creazione di una rete tel. 041 421836 seguiti più sintomi di 300 pazienti affetti da su come migliorare i trattamenti, sia meilnel tempo chenella trascorre tra il contagio e la tra comparsa dei primi frasamed@libero.it le eccellenze trivenete. conUna problematiche chirurgidici che chirurgici, di questa patologia influenzali è variabile ma, comunque, può andare linfedema dai 3 ai 7 giorni. L’Ospedale è l’unico cenche. Rappresenta ad alto impatto sociale. persona è infettadell’Angelo anche durante il periodo di incubazione. Per preve- un polo d’attrazione
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Dalle Medicine di gruppo ai Team di assistenza primaria Prosegue la riorganizzazione della rete di medici di base. Oggi sono 76 le Medicine di gruppo per quasi un milione di veneti, ma la Regione è pronta al prossimo passo
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’è il problema della carenza di medici, anche di quelli di base. Ma non è l’unico a rendere difficile la vita delle famiglie, che si debba chiedere una ricetta o magari si abbia bisogno di una visita a domicilio, e questo soprattutto nelle aree più periferiche. Il fatto è che gli orari di ambulatorio mal si conciliano con i mille impegni della vita quotidiana, e che seguire una popolazione sempre più anziana e afflitta da malanni cronici moltiplica le incombenze. Ecco perché già da alcuni anni il Veneto ha deciso di sperimentare con decisione un nuovo modello, e i dati sembrano dare ragione della bontà della scelta. Oggi sono 76 le Medicine di Gruppo attivate: funzionano come “squadre” di medici di medicina generale che condividono lo spazio di lavoro, la segreteria e garantiscono la presenza costante di un professionista per tutte le urgenze. Un servizio migliore, dunque, e al tempo stesso più economico grazie alle economie di scala che garan-
tisce: negli ultimi due anni hanno consentito di risparmiare 4 milioni di euro, di evitare un ulteriore 6% di spesa, di diminuire del 3% le prestazioni specialistiche valutabili come “improprie”, pari a 52.000. Sono stati anche attivati 540 nuovi posti di lavoro tra collaboratori di studio (300) e infermieri (240). Questi e altri inediti dati hanno fatto da punto di partenza per un confronto a tutto campo tra passato, presente e futuro tra la Regione e i suoi medici di medicina generale, organizzata a Montecchio Precalcino a cura di Azienda Zero. In discussione anche l’annunciata evoluzione del modello, con la nascita di quello che è stato ribattezzato Team di assistenza primaria. Ogni team sarà composto da almeno quattro medici di medicina generale per un bacino di riferimento indicativo di ottomila assistiti, prevedendo per ciascun medico componente la possibilità di incrementare il proprio massimale fino a duemila assistiti in carico.
«Il modello si è rivelato vincente – ha sottolineato l’assessore alla sanità Manuela Lanzarin – soprattutto per la gestione delle cronicità, che è, e diverrà sempre di più fondamentale, anche a fronte del previsto aumento dell’età media della popolazione. Ma i servizi garantiti dalla medicina territoriale sono assolutamente insostituibili per avvicinare la buona sanità alla gente ed evitare faticosi e complessi accessi impropri ai Pronto Soccorso». Le 76 Medicine di gruppo integrate oggi coinvolgono 638 medici di medicina generale e coprono 921.361 assistiti, quasi un quinto della popolazione. In 15 realtà viene garantita anche l’attività di prelievo del sangue. Nel 2018, i costi sono stati di 46 milioni 280 mila euro, dei quali il 31% dedicati all’assistenza dei malati cronici, il 10% alle attività di prevenzione, il 21% alla partecipazione alla governance generale, il 21% all’accessibilità degli studi per i pazienti, il 10% per la tenuta delle schede-paziente informatizzate, il 7% per
la formazione e l’audit. Complessivamente nel triennio 2015-18, la Regione ha investito nel settore 102 milioni 575 mila euro. «L’organizzazione va testata, un po’ come i farmaci prima di darli alle persone – ha ricordato il direttore generale della sanità veneta Domenico Mantoan – ed è
questo che la Regione sta opportunamente facendo. Ma in un quadro nazionale dove a lungo non ci sono state idee chiare e si sono sviluppate esperienze diverse, il Veneto ha un suo preciso modello e oggi possiamo dire che è sicuramente un punto di riferimento per tutto il Paese».
Una vita dedicata Cos’è il Kangatraining a far sbocciare la vita I Mezzo milione a sostegno dei viaggi solidali
l Kangatraining è una ginnastica per la mamma che può essere nel i chiama “Stacco”, ed èsvolta l’iniziatipost parto 5-7 settinane parto va di(dalle trasporto solidale esegratuspontaneo, 10-12settimane se cesareo) ito per persone non autosufficienti, finoanziani ai 18 mesi di età oggi del bambino, ese disabili attivo nelle sendo un province allenamento alternato dedicinque di Belluno, Treviso, catoVerona, al RECUPERO PAVIMENTO Vicenza eDEL Venezia che la PELVICO DELLA ZONA RegioneINDEBOLITO, ha appena rifinanziato con ADDOMINALE E DI di TUTTI I MUSCOLI un investimento mezzo milione DEIdiVARI DISTRETTI euro. Ma più CORPOREI. dei soldi, in que- ni mezzi, tutto il resto lo mettono i Ilsto BABYWEARING, la musica le dei ap- volontari e le loro associazioni. Procaso vale il coinvolgimento portano numerosi benefici, tra cuiga-la prio per questo, per l’anno 2019-20 volontari, ben 1.200, che hanno prevenzione aiuto nel caso di depresrantito une passaggio a loro concit- i fondi sono stati ripartiti tenendo sione postin partum e al miglioramento tadini difficoltà conto del numero del nel bonding con il proprio bimbo. raggiungere di volontari, con Grazie al progetto Inoltre il fatto didel poter prendersi cura l’ambulatorio 115 mila euro “Stacco” 1.200 di sé stessa senza dover preoccuparsi a medico, l’ospedestinati al coorvolontari chi dale lasciare il proprio o un ufficiobimbo e l’aggregadinamento delle zione fra mamme che porta aaccompagnano momenti pubblico per visite associazioni di di confronto conforto permette alla momento che per lui diventa un gioco..) mediche, eterapie, volontariato della chi ne ha bisogno madre il raggiungimento del benessere - aerobica (il bimbo messo “adpratiche burocraCittà viene metropolitaper visite mediche, psico fisico. dosso” alla madre ad una Al fascia tiche. Non solo un nagrazie di Venezia. terapie, Ilpassaggio, BIMBO riceve stimoli pratiche o un marsupio ergonomico a ritmo di ancheimportanti momento erimanperse lo sviluppo in alcu- province musica si eseguono di aerobica si trattapsico-motorio, pur gonopassi fuori dal proin ecinque ni momenti del sistesempre dirilassandosi qualco- si addormenta che permettono l’allenamento getto le province della regione grazie al contatto fisico con la madre e ma cardiocircolatorio anchee attraverso sa come 700 mila di Padova Roviallachilometri danza. percorsi in decine di mi- go, l’insegnamento semplicifinanziacoreografie che grazie al di sostegno E’gliaia necessario il benesta- rio , preservando sempre la sicurezza di viaggi,comunque ma un accompagnadella Fondazione Cariparo hannodella re del ginecologo. madre e un del modello piccolo non effettuandoemento che spesso si trasforma in adottato organizzativo La lezioneeèrelazioni strutturata varie fasi: sercizi pericolosi o dièscuotimento. amicizia cheindurano nel alternativo, ma non escluso che -tempo, riscaldamento a terra - tonificazione muscolare attraverso rendendo(con piùesercizi solida la rete possano in futuro inserirsi anch’esdurante i quali madre compie attività se i repeaters che sono deglivisto esercizi sociale dellelacomunità. nel progetto Stacco, cheripedi preparazione vari distretti muscotuti secondoetempi specifici si lavora sui La Regionedei contribuisce alle spe- metodologia servizio sono sovraplarise anche il gioco con il pro- ponibili vari distretti muscolari che devono rivive attraverso di carburante e manutenzioa quello regionale. prio bimbo ,rendendolo partecipe del prendere tonicità, preservando sempre
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Dopo 42 anni di lavoro Gabriella Bagatella lascia l’ospedale in cui ha lavorato come infermiera e poi come ostetrica. Accompagnando migliaia di donne nel momento più importante della loro vita
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anni e 2 mesi trascorsi sempre nello stesso ospedale, anche se nel frattempo la sede è cambiata e anche l’Ulss ha cambiato di numero: prima era la 23, poi è diventata la 17 e infine è confluita nella nuova Ulss 6 Euganea. Ma questi sono solo dettagli, aspetti formali che non mutano il senso e il valore di una intera vita professionale spesa a far nascere bambini e seguire le loro mamme. Gabriella Bagatella ha iniziato a farlo appena maggiorenne e adesso, a 60 anni, è pronta a lasciare l’ospedale di Schiavonia ma non con le corrette posture il pavimento quella che stata addominale e rimane la vocazione pelvico, la èparete e la lasdi una vita: essere d’aiuto agli altri. sità deiintera legamenti di spalle caviglie etc.. amato tantissimo il mio lavoro, più -«Ho stretching e rilassamento si esedi ogni esercizi altra cosa», racconta Gabriella, che guono di respirazione e consanella sua lunga carriera ha cambiato 40 pevolezza del pavimento pelvico. primari. In la principio infermieraforniproDurante sedutaera l’istruttrice fessionale ma il suo sogno diventare sce anche contenuti teoriciera e partici per Ci è riuscita, studiando la notte ilostetrica. miglioramento posturale. suCosa fotocopie, su sacrifici. deve facendo portaresacrifici una mamma? «Mio papàcomodi voleva che andassi lavorare, a Vestiti , scarpe da aginnastica, casa mia c’era tantoergonomico bisogno. Per(se realizzafascia o marsupio ne è re possesso la mia passione sono anche di in altrimenti glienescappata verrà forcasauno e oggi sono molto felice di aver fatto nito dall’insegnante) il lavoro che mi piaceva, con unSPORTIVO trasporto CERTIFICATO MEDICO e un amore per me grandi. Ho fatto nasceNON AGONISTICO.
re cinquemila bambini, partorire le donne che ho visto nascere negli anni Ottanta: seguendo il travaglio che dura anche parecchie ore, diventi la madre delle più giovani o la sorella maggiore, raccogli confidenze, dai consigli, ti metti sul loro stesso piano, ascolti storie belle e meno belle». Adesso Bagatella è pronta AffideaGabriella Uni x Medica per -voltare pagina. La pensione è solo un P.zza G. Dossetti, 1 nuovo puntodi di Sacco partenza, - Piove PDcon destinazione Lima, la capitale del Perù, per un mese - 049/9708666 da dedicare alla Caritas: «Lavorerò nei di- info.unixmedica@affi dea.it stretti, negli ospedali, nelle abitazioni. Ho
tantissimi ricordi, difficili da raccontare: ogni paziente mi ha lasciato qualcosa, in quarant’anni la professione è cambiata, le donne sono diventate giustamente più esigenti, adesso affrontano la gravidanza e il parto a un’età diversa, dopo aver pianificato anche la loro attività lavorativa. I bambini no, loro sono rimasti uguali». Ride Gabriella, e ha proprio ragione. I bambini sono sempre uguali, oggi come ieri, qui come altrove. E uguale è l’amore che serve per accompagnarli quando si affacciano alla vita.
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Tavola
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Insalata con mais
Medaglioni alla salsa di funghi
Ingredienti: ½ cavolo cappuccio - 2 carote - ½ caspo di lattuga - 4 C di mais in chicco - 1 C di gomasio - olio, sale, limone q. b.
Ingredienti per i medaglioni: acqua - sale - farina di mais q. b. Per la salsa di funghi: 300 g di funghi - 1 cipolla - 1 carota - 1 gambo di sedano 100 g di pomodoro - 1 rametto rosmarino - 2 C d’olio - sale q. b.
Focaccia di mais Ingredienti: ½ di latte - 2 C di olio - 5 C di zucchero di canna - 1 uovo - 100 g di farina di mais - 1 pizzico di vaniglia - 100 g di uvetta - 2 mele - 2 mandaranci spremuti - 8 fichi - 1 pizzico di sale.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Preparazione: lavare le verdure, tagliare il cavolo cappuccio il più sottile possibile, grattugiare le carote, spezzettare la lattuga, condire separatamente. Porre il mais al centro del piatto.
Preparazione: preparare una polentina della giusta consistenza, stenderla su un piano oliato, livellarla con un cucchiaio di legno bagnato (deve essere circa 1 cm e ½ di spessore). Con un bicchiere formare dei dischi. Passare in forno calcolando il tempo in cui saranno serviti (devono essere bollenti), disporre su ogni disco la salsa di funghi (vedi salsa di funghi). Salsa di funghi: tritare la cipolla, la carota e il sedano, mettere in una casseruola oliata, far saltare qualche minuto, unire i funghi, il pomodoro, il sale e il rosmarino, cuocere il tutto circa 10 minuti. Togliere il rosmarino e frullare il tutto.
Preparazione: bollire il latte, versare la farina a pioggia fino a formare una polentina consistente, cuocere per 2-3 minuti e spegnere. Mettere in una terrina, aggiungere la spremuta, il sale, lo zucchero, la vaniglia, l’uovo e l’olio; mescolare gli ingredienti, aggiungere l’uvetta, i fichi, le mele, amalgamare molto bene. Versare in una tortiera oliata e passata con il pan grattato, mettere in forno già caldo a 180° per circa 40 minuti. Servire tiepido.
Note
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
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Oroscopo
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Ariete Arriva una svolta significativa per la vostra carriera ma frenate l’impulsività evitando situazioni poco piacevoli
Toro Tensioni in vista e difficoltà con il partner. Avrete la possibilità di decidere del vostro futuro e comunque sarete felici
Gemelli Evitate le nuove avventure, non è tempo. Guardate al passato con fiducia, è la chiave per avere le gratificazioni cercate
Cancro Una discussione accesa con il partner farà emergere problemi irrisolti. Confrontarsi approfondirà la vostra unione
Leone Le persone che amate vi chiederanno di trascorrere più tempo con loro: non trascuratele o saranno guai
Vergine Concedetevi una pausa di riflessione per decidere con calma come muovervi nei mesi a venire. Rispolverate vecchi progetti
Novembre Le foglie gialle portate dal vento ricordano a tutti noi che si avvicina l’inverno. Godetevi gli ultimi giorni di sole ancora caldi e piacevoli E TATIONE T I OF AZ PRDETRE AL P A A L LL ISCA E F D
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