Sport p.18
MAGGIO 2019
Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.72
Cultura p.17
p.33
Salute p.27
della Riviera del Brenta
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Mira, il distretto SCOPRI DI PIÙ del commercio a pag. 6 si allarga21
Bellunese, Colceresa, Lusiana Conco e Valbrenta nel Vicentino, Pieve del Grappa nel Trevigiano – si tratterà delle prime elezioni in assoluto dopo la fusione deliberata dalla Regione nei mesi scorsi. Per altri, invece, la novità è di tutt’altro segno: cresce infatti il numero di comuni in cui i cittadini troveranno un solo candidato sindaco sulla scheda elettorale, ennesimo segnale di una disaffezione per la politica acuita dall’idea che fare il sindaco, in tempi di bilanci risicati e problemi che si ingigantiscono, sia più un’impresa disperata che una ragione d’orgoglio o il trampolino per una carriera politica. servizio a pag 4 Un’altra “assenza” dalla scheda elettorale sarà quella dei simboli di partito: con l’eccezione della Lega, se non sono del tutto scomparsi hanno però ceduto il passo da tempo e in maniera sempre più rilevante alle liste civiche. Non è necessariamente un male: votare un sindaco sulla base della credibilità e delle competenze, invece che per l’appartenenza al proprio partito, di solito è una buona scelta. E all’ombra di un simbolo civico è più facile mettere assieme le persone per un progetto concreto, andando oltre le ideologie. Per la scelta politica, c’è sempre la scheda delle Europee, che in passato sono state spesso considerate elezioni “in libera uscita”, riservando non poche sorprese, ma che mai come quest’anno rappresenteranno invece un test sulla salute del governo e dell’opposizione a un anno di distanza dal voto che ha rivoluzionato l’Italia. Ci attendono insomma due voti altrettanto importanti: scegliere con la testa significa, per prima cosa, non rimanere a casa.
Mira, sbloccati 5 milioni per venti nuovi cantieri
Approvato il rendiconto di gestione. La diminuzione dell’indebitamento cala di 2,4 milioni di euro nell’ultimo biennio senza pregiudicare gli investimenti
MIRA
7 prime alle medie di Gambarare, è protesta MIRA
Quasi 500 assistiti dall’Emporio San Martino DOLO
Un neurologo per i bambini in Pediatria DOLO
Al via i cantieri per la frazione di Sambruson
I nostri ricordi e gli avvenimenti più importanti li trovi sulla fotogallery sulla piazzaweb
Comuni al voto: in Veneto oltre 300 Germana Urbani >direttore@givemotions.it<
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e europee, certo. Ma per oltre la metà dei comuni veneti il 2019 è anche anno di amministrative, e le sfide che ci attendono il 26 maggio non sono di poco conto. Torna al voto in anticipo Rovigo, innanzitutto, e poi sono chiamate a scegliere il loro nuovo sindaco città del calibro di Bassano del Grappa, Vittorio Veneto, Spinea, Monselice, Cadoneghe, Valdagno, Mogliano solo per citare alcuni tra i 20 comuni oltre i 15 mila abitanti in cui la sfida si potrebbe risolvere al ballottaggio. segue a pag 3
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Mira, il distretto del commercio si allarga
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Lanciata anche la “mappa delle stazioni del gusto”
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E ancora le urne si aprono in 300 comuni di piccole dimensioni, che rappresentano un termometro ideale della politica veneta. Per cinque di essi – Borgo Valbelluna nel Bellunese, Colceresa, Lusiana Conco e Valbrenta nel Vicentino, Pieve del Grappa nel Trevigiano – si tratterà delle prime elezioni in assoluto dopo la fusione deliberata dalla Regione nei mesi scorsi. Per altri, invece, la novità è di tutt’altro segno: cresce infatti il numero di comuni in cui i cittadini troveranno un solo candidato sindaco sulla scheda elettorale, ennesimo segnale di una disaffezione per la politica acuita dall’idea che fare il sindaco, in tempi di bilanci risicati e problemi che si ingigantiscono, sia più un’impresa disperata che una ragione d’orgoglio o il trampolino per una carriera politica. Un’altra “assenza” dalla scheda elettorale sarà quella dei simboli di partito: con l’eccezione della Lega, se non sono del tutto scomparsi hanno però ceduto il passo da tempo e in maniera sempre più rilevante alle liste civiche. Non è necessariamente un male: votare un sindaco sulla base della credibilità e delle competenze, invece che per l’appartenenza al proprio partito, di solito è una buona scelta. E all’ombra di un simbolo civico è più facile mettere assieme le persone per un progetto concreto, andando oltre le ideologie. Per la scelta politica, c’è sempre la scheda delle Europee, che in passato sono state spesso considerate elezioni “in libera uscita”, riservando non poche sorprese, ma che mai come quest’anno rappresenteranno invece un test sulla salute del governo e dell’opposizione a un anno di distanza dal voto che ha rivoluzionato l’Italia. Ci attendono insomma due voti altrettanto importanti: scegliere con la testa significa, per prima cosa, non rimanere a casa.
ommercio, sostegno e iniziative al territorio e all’imprenditorialità. Nelle scorse settimane le novità non sono mancate. Il Comune di Mira infatti ha intenzione di allargare il distretto del commercio dalle due frazioni principali di Mira Taglio e Oriago in cui è stato lanciato nei mesi scorsi, con assemblee fra gli esercenti, alle altre frazioni, e cioè a quelle di Borbiago, Marano, Gambarare. Questo porterà ad una rete di negozi presenti sul territorio, di oltre 300. “Abbiamo deciso - ha spiegato l’assessore al commercio del Comune di Mira Vanna Baldan - che tutto il territorio comunale di Mira debba essere incluso nella realtà del distretto del commercio in modo Poltrone Relax da poter offrire anche ai negozi con frazioni più piccole i vantaggi MOBILI Casalinghi Materassi dell’adesione ad un progetto che mette a disposizione fondi regionali e servizi per rilanciare il settore”. Anche nelle frazioni più periferiche saranno fatte così assemblee con i negozianti per spiegare i vantaggi delle adesioni. Intanto con Confesercenti della Riviera, e Metropolitana è nata la “mappa delle stazioni del gusto” una iniziativa turistico gastronomica per rilanciare l’area.“Le specialità enogastronomiche della Riviera e del Miranese - hanno detto Enrico Zarotti e Maurizio Franceschi di Confesercenti - si possono gustare solo in loco. La “mappa delle stazioni del gusto” è stata realizzata con la Fiab e associazioni di nordwalking, pensata per muoversi in bici o a piedi alla scoperta dei tesori del gusto, delle oasi ambientali e dei beni culturali.Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Insomma una buona sinergia per ottenere dei risultati rilevanti nella e europee, certo. Ma per oltre la metà dei comuni vepromozione del territorio”. Si tratta nello specifico di 39 ristoranti e il 2019 è anche anno di amministrative, e le sfide neti realtà legate da sette eccellenze enogastronomiche, dal pesce alche miele ci attendono il 26 maggio non sono di poco conto. fino all’asparago. La mappa da questo mese sarà on line, propone Torna al voto in anticipo Rovigo, innanzitutto, e poi non solo ristoranti, osterie e trattorie, ma anche aziende agricole e sono chiamate a scegliere il Via loro nuovo città del Onaro, 58 sindaco - Rio San Martino di Scorzè (VE) | info@scattolinluigi.com | Alessandro Abbadir allevamenti di pesci e crostacei. calibro di Bassano del Grappa, Vittorio Veneto, Spinea, scattolinluigi.com
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Comuni al voto: in Veneto oltre 300
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della Riviera del Brenta
Monselice, Cadoneghe, Valdagno, Mogliano solo per citare alcuni tra i 20 comuni oltre i 15 mila abitanti in cui la sfida si potrebbe risolvere al ballottaggio. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente recapitato Direzione, Amministrazione e Redazione: segue a pag 3 Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile (ad interim) a oltre 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Mira, e Dolo per un numero
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Chiuso in redazione il 6 maggio 2019
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Mira
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Gestione finanziaria, opere pubbliche per 5 milioni di euro
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La diminuzione dell’indebitamento cala di 2,4 milioni di euro nell’ultimo biennio senza pregiudicare gli investimenti
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l consiglio comunale di Mira ha approvato nelle scorse settimane il rendiconto della gestione finanziaria 2018, l’atto con cui viene fotografata l’attività effettivamente svolta nell’anno trascorso. L’approvazione del rendiconto entro i termini di legge consentirà un trattamento normativo più favorevole con la disapplicazione di alcuni vincoli di spesa nel corso del 2019 rendendola, di fatto, più flessibile. Sono sbloccate risorse per opere pubbliche per circa 5 milioni di euro. Soldi che potranno far partire una ventina di cantieri. Ma andiamo nel dettaglio. Tre sono gli elementi che caratterizzano, secondo la maggioranza di centrosinistra e la giunta, la struttura del consuntivo: la diminuzione dell’indebitamento che cala di
2,4 milioni di euro nell’ultimo biennio senza pregiudicare gli investimenti ma alleggerendo il peso delle “rate” dei mutui, la correttezza della previsione delle entrate che coincidono sostanzialmente con quelle consuntivate. 5 milioni di opere pubbliche finanziate potranno essere realizzate durante il 2019 con l’avvio di una ventina di cantieri, alcuni già operativi. Indicatori considerati di salute finanziaria e virtuosità del Comune di Mira che nel corso del 2018, tra investimenti e spesa corrente, ha destinato 4 milioni di euro per il sociale, 1,5 milioni per cultura e lo sport, 2,6 milioni per l’istruzione, 720 mila euro per la tutela ambientale e 3,5 milioni per investimenti vari. Il Comune sottolinea come l’avanzo di amministrazione, al
West Nile, parte la prevenzione in Riviera
netto degli accantonamenti obbligatori, è di 1,8 milioni di euro ma non si è proceduto, in questa fase, alla sua destinazione ad opere e servizi, in quanto sui conti pubblici grava l’incognita in merito all’aumento delle aliquote dell’Iva, il cui impatto graverebbe non poco sui servizi
erogati dall’amministrazione alla collettività. “Ci siamo rimboccati le maniche - spiega il sindaco Marco Dori - e abbiamo messo in cantiere molte cose per la città. Abbiamo ancora molto lavoro davanti a noi e lo faremo sempre con questo spirito di servizio per i nostri concittadini”.”Abbiamo ridotto il debito, ma contemporaneamente rilanciato gli investimenti - spiega l’assessore al Bilancio Fabio Zaccarin (nella foto) - grazie ad una attenta programmazione siamo riusciti a sbloccare cantieri attesi da anni”. Alessandro Abbadir
arte la campagna contro il virus West Nile nei 2 principali comuni della Riviera del Brenta fin da queste settimane. Nei giorni scorsi contro il virus West Nile si è mosso il Comune di Mira. Nel sito dell’ente locale sono state pubblicate le raccomandazioni necessarie per evitare infestazioni di zanzare. Mira nel 2018, ha avuto 4 casi di febbre del Nilo. Il Comune mette a disposizione 700 pastiglie larvicide. 400 erano state distribuite tra luglio e agosto del 2018. I siti più a rischio sono i depositi d’acqua, le cantine sottovasi e caditoie. Attenzione va posta anche ad allevamenti di animali che sono spesso dei veri e propri serbatoi per la diffusione del virus, che poi si propaga all’uomo. A Dolo il Comune ha programmato 6 interventi di trattamento larvale. Alcuni di questi sono già partiti. Ci saranno inoltre iniziative di sensibilizzazione e costante informazione della cittadinanza. Fra gli accorgimenti vi è quello di ridurre i ristagni d’acqua. (A.A.)
Mira aderisce al tavolo intercomunale della pace
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stato istituito con un protocollo d’intesa il “Tavolo Intercomunale per la Pace” tra i comuni di Mirano, Mira, Noale e Spinea. Un tavolo di lavoro tra istituzioni e associazioni dei vari territori che permetterà di poter realizzare e coordinare iniziative educative, spettacoli ed eventi finalizzati allo sviluppo di politiche per la promozione di una cultura di pace e dei diritti umani. Negli ultimi due anni sono state realizzate diverse iniziative che hanno visto il coinvolgimento dei vari Comuni e delle associazioni come “La Marcia per la Pace Perugia-Assisi”, il ricordo dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki e la distribuzione delle copie dalla Dichiarazione dei Diritti Umani nel suo 70 anniversario lo scorso 10 dicembre. Nei comuni di Noale, Mirano e Spinea sono attivi i “Tavoli per la Pace” mentre per Mira è la prima esperienza che permette di aprire e portare queste tematiche anche nella Riviera del Brenta. Un tavolo intercomunale attivo tra i vari Comuni dal 2015 che ha visto l’ingresso del Comune di Mira dal 2018, e la necessità in questi anni di poter formalizzarsi con un protocollo intercomunale sulla pace.” “Strutturare e istituzionalizzare questo tavolo - spiega l’assessore alla pace e diritti umani Chiara Poppi - significa impegnare concretamente le istituzioni e i vari territori ad una cultura di pace e ad un dialogo aperto con le associazioni e la cittadinanza sui temi della non violenza, dei diritti umani e della convivenza civile. Una necessità quanto mai urgente e di attualità, anche nel nostro territorio”. Per il progetto si sono particolarmente spesi i consiglieri comunali di Noale Francesco Grespan e Davide Boschin, di Spinea il consigliere Giovanni Litt e l’assessore Loredana Mainardi, di Mirano il consigliere Francesco Venturini e di Mira Daniele Bisson. (A.A.)
MESSAGGIO POLITICO ELETTORALE
26 MAGGIO 2019 ELEZIONI EUROPEE
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Mira
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Istruzione La presidente del consiglio d’istituto Barbara Favarin porta alla ribalta un problema
Media di Gambarare, le classi prime restano sette, scatta la protesta P
roteste sul versante scuola. zione del territorio di Mira, e in Nelle scorse settimane è arri- assenza, peraltro, di un servizio vata la brutta notizia che l’ufficio di trasporto ad hoc”. Ma non solo. scolastico regionale Veneto del “Per i ragazzi coinvolti- sottoliMiur, non ha assegnato nononea la Favarin nella nota- verrebstante l’aumento delle iscrizioni be meno la continuità scolastica che si è registrato, l’ottava classe territoriale. Inoltre, la decisione prima, alle medie di Gambarare dell’ufficio scolastico regionale, (scuola secondaria di primo grapotrebbe comportare il formarsi do) e un numero rilevante i nuovi di classi con più di 25 alunni. Ciò iscritti, circa una quindicina sa- intaccherebbe l’efficacia della diranno costretti dalla frazione mi- dattica”. Per discutere di questi rese a recarsi al capoluogo Mira problemi, si è tenuto nel momenTaglio, per frequentare le scuole to in cui andiamo in stampa, un medie. Questo senza però un ade- consiglio d’istituto straordinario. guato servizio di trasporto ad hoc Il Comune con l’assessore alla e lungo strade considerate peri- pubblica istruzione Elena Tessari colose. A portare le la vicenda alla condivide le perplessità espresse ribalta è stata la presidente consi- dai genitori, ma fa capire che sarà glio d’istituto Luigi Nono di Mira, difficile spuntarla. “Si tratta di una l’avvocato Barbara decisione - spiega Favarin. “Con rifel’assessore comuCirca una rimento alla recendi Mira Tessari quindicina di nale te comunicazione - che sembra basaalunni saranno ta più sui meri nudell’ufficio scolastico regionale del Vemeri che sulla reale costretti neto del Miur- spieconoscenza del tera recarsi nel ga la Favarin in una ritorio. Per questo nota - risultano asci schieriamo dalla capoluogo, segnate, all’istituto parte delle famiper andare comprensivo Luigi glie e della scuola. Nono Mira 1, per la Nel nostro comune a lezione scuola secondaria sono già stati fatti di primo grado, per il 2019/2020, lo scorso anno dei pesanti tagli al solo sette prime, al posto delle personale che poi non sono stati otto richieste. Chiediamo perciò recuperati. Da anni denunciamo il superamento di questa decisio- i problemi a cui le nostre scuole ne che porterà inevitabili gravi medie ed elementari e dell’infandisagi per le famiglie e i ragazzi zia con quasi 2000 alunni si troiscritti al plesso “Galileo Galilei” vano a dover affrontare. Staremo che si trova invece a Gambarare. a fianco di genitori ed insegnanti La scuola è anche punto di rifeanche negli incontri che eventualrimento civico, da molti anni, mente avranno con i responsabili per l’intera comunità”. I ragazzi, dell’Ufficio Scolastico Regionale. denuncia la presidente del con- Istituire una eventuale corsa di siglio d’istituto saranno costretti scuolabus per i ragazzini che doquotidianamente, “ad emigrare vranno andare a Mira da Gambaverso il plesso centrale, distante rare, non sarà certo facile se sarà diversi chilometri, con un per- a carico del Comune”. Insomma corso stradale non agevole nè si annuncia una lunga battaglia. sicuro, a causa della conforma- Alessandro Abbadir
Al via una petizione per ottenere la riapertura del campo da calcio di Gambarare. Il Comune: “misura necessaria”
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na petizione per riaprire il campo da calcio di Gambarare di Mira chiuso da 8 mesi.Questa l’iniziativa partita nelle scorse settimane. A spiegarla è Davide Bacchin presidente della società di Calcio “Città di Mira”. Bacchin si schiera con i genitori dopo aver constatato che da circa otto mesi il campo da calcio è stato chiuso dal Comune di Mira. Il campo di Gambarare fino allo scorso anno, era frequentato da un centinaio tra bambini e ragazzi delle squadre miresi ”Città di Mira”, Marano e Borbiago. L’impianto è stato chiuso per gravi carenze, soprattutto per quanto riguarda l’illuminazione e la sistemazione della recinzione che compromettevano la sicurezza dei bambini e dei ragazzi e la
precarietà della tribuna. “I genitori del centinaio di ragazzini che quest’anno ha dovuto peregrinare in tutti i campi da calcio del territorio comunale ora chiedono però che almeno per la prossima stagione, il campo da calcio venga riaperto“. Dal Comune di Mira arriva una pronta replica alle richieste di società e genitori. “La chiusura dell campo da calcio di Gambarare – spiega l’ente locale - si è resa necessaria a seguito di gravi carenze strutturali confermate da nuove perizie disposte dal Comune di Mira e i suoi uffici. Una decisione non facile, vista la stagione sportiva già avviata, ma obbligata per garantire la sicurezza dei ragazzi”. Se ne riparlerà in queste A.A. settimane.
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Mira
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Emporio di San Martino, quasi 500 gli assistiti
Proteste per black out e allagamenti
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Nelle struttura a Mira Porte sono già state rilasciate 125 tessere per un totale di 447 assistiti, che si possono recare il venerdì pomeriggio a fare la spesa
L
’Emporio San Martino di Mira Porte, inaugurato lo scorso novembre proprio in occasione della festa di San Martino, ha assistito in questi mesi già quasi 500 persone. L’Emporio è stato pensato per contrastare la povertà e funziona grazie al contributo delle parrocchie, della Caritas di Mira, del Comune di Mira e della Regione Veneto. Nelle scorse settimane una commissione consigliare comunale è andata a far visita alla struttura che si trova all’interno della parrocchia di San Marco Evangelista a Mira Porte. Oltre al direttore del Ponte Solidale, Fabio Schirru, erano presenti l’assessore alle Politiche sociali Chiara Poppi del Comune di Mira e l’assessore al Commercio
e alle Attività produttive Vanna Baldan. “Nell’arco di questi pochi mesi – sottolinea Fabio Schirru – sono già state rilasciate 125 tessere per un totale di 447 assistiti che si possono recare il venerdì pomeriggio a fare la spesa. Ringrazio la visita della quarta commissione e mi ritengo soddisfatto di questo rapporto di collaborazione con il Comune e con il territorio che sta portando ai risultati sperati”. “Questi primi mesi di attività hanno dato risultati più che positivi – dichiara l’assessore Poppi. Sono in corso incontri con gli assistenti sociali per valutare la situazione delle persone iscritte. Vogliamo capire insieme quali possono essere i soggetti che si trovano, in diffi-
coltà, vanno all’emporio ma con difficoltà si rivolgono ai servizi sociali e viceversa; intercettare le nuove fragilità e supportare quanti prestano servizio nella struttura. Sono stati inseriti con progetti di inclusione attiva delle persone che aiutano nelle pulizie. Il numero di volontari è fortemente aumentato, segno incoraggiante della volontà di aiutare il prossimo e la propria
comunità”. Ma anche le attività commerciali del tessuto economico mirese si sono attivate in questi mesi. “Dopo aver firmato il protocollo con il Comune di Mira - aggiunge l’assessore Vanna Baldan - si sono attivate delle importanti collaborazioni con realtà commerciali che utilizzano generi alimentari. Il riscontro è più che positivo”. Alessandro Abbadir
iove e va in tilt il sistema di illuminazione di mezza Mira. È successo nelle scorse settimane quando black out diffusi hanno mandato in tilt la rete elettrica. Una rete elettrica obsoleta con oltre 6000 lampioni che nel 2020 il Comune punta a cambiare. Sono piombate nel buio la piazzetta settecentesca a Mira Porte, la centrale via Gramsci a Mira Taglio, via Oberdan, a Mira Taglio una decina di strade ad Oriago e altre a Gambarare e Piazza Vecchia. I problemi poi riguardano anche gli allagamenti sulle strade. Via Valmarana a Mira Porte va infatti costantemente sott’acqua, bastano poche gocce di pioggia e tutto si allaga e i residenti protestano. Si tratta della strada che si trova poco distante dalle due barchesse Valmarana, realizzate dal Palladio e che costeggia lo stadio comunale intitolato ad “Ennio Gazzetta”. In quel punto i fossi sono stati tombati nel corso del tempo, e mancano pure le caditoie. Il Comune sta studiando delle soluzioni. (A.A.)
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Mira
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Sanità Centro medico di Mira Taglio, parla il dottor Stefano Rigo
Medicina Integrata di Gruppo, meno accessi al Pronto Soccorso La medicina sul territorio funziona. A fare il punto dopo dodici anni di attività del centro medico che si trova nell’areaMirasole è il coordinatore, il dottor Stefano Rigo. L’assistenza che qui viene data, si sottolinea, riduce sul parco assistiti di 11 mila pazienti, del 20 % gli accessi al Pronto Soccorso. La struttura si trova in via Dante Alighieri (accanto alla quale c’è la farmacia comunale) e ha preso avvio nel 2006 come Medicina di Gruppo ed è stata attivata nel 2007 come Utap, cioè come Unità Territoriale di Assistenza Primaria ed è stata definita infine con delibera regionale nel 2015 come Medicina di Gruppo Integrata. All’interno vi lavorano tre infermieri e cinque segretarie per coprire un servizio che viene fornito per un arco di 12 ore nell’arco della giornata. I medici sono: Roberto Bedon, Liliana Ballestrazzi, Dario Ballarin, Fiorenzo Zabeo, Ornella Greguolo, Stefano Rigo e Anna Maria Carraro dopo il pensionamento del dottor Alberto Suppa. Vi sono servizi di specializzazione medica che con altre forme di servizio non integrate difficilmente possono venire offerti. Sono in cura 151 pazienti in Tao. Si tratta della terapia anticoagulante orale a un trattamento medico per il rallentamento della coagulazione del sangue, praticata nei pazienti con pregressi episodi di trombotici. A questi viene fatta la valutazione periodica del livello di discoagulazione per dosaggio di farmaci, direttamente in ambulatorio. La media delle prestazioni infermieristiche è di 180 al mese. Il numero di pazienti ipertesi seguiti finora è di 1800. “La nostra Medicina di Gruppo integrata - spiega il coordinatore il dottor Stefano Rigo - ha in cura con percorsi diagnostico terapeutici assistenziali, 843 pazienti diabetici”. Qui viene fatta la stadiazione della malattia, gli accertamenti periodici, la gestione dei presidi. Sono in cura poi 246 pazienti con bronco pneumopatia cronico ostruttiva. Viene fatta loro la stadiazione della malattia con spirometria, e valutazione clinica periodica. “Siamo collegati con i ripart di Cardiologia e Pneulomogia di Dolo - spiega il dottor Rigo - per consulti on line, valutando insieme gli esami che qui vengono
Opzione Zero: “No alla Romea Commerciale”
fatti”. Vengono fatti ogni mese 10 - 15 elettrocardiogrammi con il 60 % di riscontri patologici. La media delle spirometrie è di 20 al mese. “Con la nostra attività - sottolinea Rigo - generiamo una riduzione di accessi al Pronto Soccorso, sui
nostri 11 mila pazienti, del 20 %”. Infine lancia un appello alle autorità regionali. “L’esperienza che il gruppo dei medici ha maturato in tutti questi anni e che ci ha portato a essere Medicina di Gruppo integrata, evidenzia se mai ce ne
fosse la necessità come sia necessario che di strutture come la nostra autorizzate dalla Regione ve ne siano di più. Sarebbero più utili per i pazienti e garantirebbero risparmi”. Alessandro Abbadir
“Sulla Romea indietro non si torna: Anas deve concludere in fretta i lavori di messa in sicurezza della SS 309 e dissuadere in tutti i modi il transito dei Tir di lunga percorrenza, solo così si possono risolvere in tempi rapidi i problemi della statale più pericolosa d’Italia. Opzione Zero e gli altri comitati della Rete “Stop Orte-Mestre” continuano a monitorare le mosse del Governo, e sono pronti in ogni momento a riprendere la lotta per contrastare qualsiasi ipotesi di autostrada, opera inutile, distruttiva e antistorica”. Questa la presa di posizione dell’associazione Opzione Zero alle recenti aperture di vari esponenti politici e istituzionali a favore dell’autostrada Orte-Mestre o della sua versione ridotta Mestre-Ravenna. Opzione Zero vuol “contrastare le tentazioni di esponenti della Regione per i quali la famigerata autostrada dovrebbe tornare ad essere in cima alle priorità del Governo. C’è pure chi addirittura rilancia, proponendo il completamento della A27 fino a Monaco e l’autostrada del mare”. Opzione Zero promette battaglia. “Siamo una delle regioni più inquinate, più cementificate, più dissestate di tutto il paese - spiega il presidente Mattia Donadel una delle regioni che per prima ha sperimentato cosa significa il “sistema delle grandi opere”, dal Mose al Passante, alla Pedemontana. Eppure per alcuni amministratori le priorità e la soluzione dei problemi stanno ancora nel cemento e nell’asfalto”. Per Opzione Zero, di fronte a questo quadro, di fronte alla gravissima emergenza dei cambiamenti climatici che dovrebbe imporre a tutti, e in particolare ai decisori politici, un cambio totale di rotta, chi propone ancora cemento va contrastato in ogni modo. (A.A.)
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Autostrasporto, servono più controlli Gli autotrasportatori artigiani denunciano concorrenza sleale da parte di lavoratori dell’est europeo: “dormono in camion e vivono per mesi dentro le cabine”
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li autotrasportatori della Riviera del Brenta mettono le cose in chiaro. “Il settore dell’autotrasporto artigiano anche in Riviera del Brenta, deve far fronte ad una pesante concorrenza sleale sulle tappe dei medi e lunghi tragitti da parte nella maggioranza dei casi di lavoratori dell’est europeo sottopagati. Chiediamo più controlli e il rispetto delle regole da parte di tutti gli operatori”. Lo spiegano Francesco Brambilla referente della categoria autrotrasporto dell’Associazione Artigiani “Citta Riviera del Brenta“e il segretario dell’Associazione Giorgio Chinellato. “Il comparto conta una trentina di iscritti, e ha subito i duri colpi della crisi economica che dura da 11 anni. “In questi 11 anni - spiega Brambilla - gli autotrasportatori artigiani della Riviera, cioè i classici padroncini, o con una azienda con pochi dipendenti, si sono riorganizzati sui tratti brevi o medi. I lunghi tratti quasi sempre sono serviti
da grandi aziende logistiche che si servono di flotte di camion. In tantissimi casi i lunghi tragitti sono coperti da lavoratori dell’est che non rispettano pause e soprattutto l’obbligo di ferie a casa. Dormono in camion e vivono per mesi dentro le cabine. Le ferie devono essere fatte a casa e su questo servono controlli più efficaci a livello europeo”. “Quello che manca - sottolineano Chinellato e Brambilla - è un controllo capillare alle aziende che non vogliono comprendere che i tempi di attesa di carico scarico e consegna della merce vanno rispettati alla lettera, altrimenti si crea un danno alla ditta di autotrasporto sempre più messa di fronte ad una forte concorrenzialità proveniente dall’estero”. Le recenti novità introdotte dal Codice della Strada e dalla legislazione in materia contrattuale, sottolinea Brambilla impongono alle imprese una sempre maggiore attenzione e programmazione della propria attività. Una ade-
Serata di solidarietà per il Bellunese
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olo e la Riviera del Brenta hanno voluto manifestare la loro vicinanza ai territori bellunesi colpiti dal maltempo del mese di ottobre 2018 con una serata di solidarietà e di amicizia svoltasi nel duomo di San Rocco. Alla serata era presente anche il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, e il presidente dell’Unione Montana Comelico, Alessandra Buzzo, ospiti d’onore nella chiesa dolese per assistere ad un concerto di solidarietà organizzato dall’associazione don Milani. Dopo la magistrale interpretazione dello Stabat Mater di Gioachino Rossini da parte del coro del Teatro Verdi di Padova, diretto da Roberto Rossetto, con l’accompagnamento all’organo di Ivan Furlanis e che ha avuto come voci solisti la soprano Sabrina Tortora, la mezzosoprano Isabella Comand, il tenore Nicolò Dal Ben e il basso Maurizio Franceschettia, la serata è proseguita con i saluti ufficiali dell’amministrazione comunale portati dal vicesindaco di Dolo Gianluigi Naletto. Si è svolta, quindi, la consegna dei fondi derivanti da alcune iniziative realizzate nei mesi scorsi sul territorio dolese, da parte del presidente della Pro loco Giuliano Salvagnini e dal parroco di Dolo don Francesco Mascotto. Rivolgendosi agli ospiti bellunesi, il vicesindaco Naletto ha ricordato come “la Riviera del Brenta ed il bellunese siano due comunità storicamente amiche, legate da un rapporto di sentimenti umani e di sostegno reciproco che trova concreta sintesi nella parola solidarietà. Infatti, attraverso l’opera volontaria e benemerita delle rispettive protezioni civili, nel luglio 2015, all’indomani del tornado che ha colpito la nostra terra, voi eravate al nostro fianco, come noi lo eravamo al vostro, dopo il maltempo dello scorso ottobre”. A presentare Lino Perini la serata Marina Bonacina.
Giorgio Chinellato
guata conoscenza del Codice della Strada, delle norme sui tempi di guida e di riposo, degli aspetti contrattuali, con la formazione che costantemente l’associazione Artigiani fornisce, aiuta l’impresa ad organizzarsi al meglio e
ciò la rende più efficiente e competitiva. Per questo è importante, sottolinea infine Brambilla “che sempre più vengano create e fornite aree sosta attrezzate su tutta la rete stradale locale e nazionaElena Callegaro le”.
Un neurologo per i bambini Una nuova importante figura è presente da qualche settimana nel reparto di Pediatria dell’ospedale di Dolo, quella di un neurologo pediatrico
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umentano le patologie pediatriche legate al troppo tempo trascorso dai bambini davanti a smartphone e tablet, ma anche dai ritmi e dagli impegni quotidiani che sono sempre più pressanti, mentre si riduce il tempo dello stare insieme ai genitori ed ai compagni o di sviluppare quella tipologia di gioco che richiede l’inventiva del bambino. “Anche nei bambini - ha detto il primario di Pediatria, il dottor Luca Vecchiato - influisce molto, nello star bene, lo stile di vita. I buoni comportamenti, anche in tenera età, fanno sì che un bambino cresca in salute evitandogli, ad esempio, alcuni inconvenienti, come possono essere, ad esempio, le cefalee, problema frequentissimo ormai nei nostri piccoli pazienti”. Nella Pediatria di Dolo, da circa un mese e mezzo, è stato potenziato il servizio con l’attivazione di un ambulatorio diretto dal dottor Enrico Ravagnan, neurologo pediatrico. “Una novità, questa, ha detto il direttore generale Giuseppe Dal Ben - che, in realtà, sta coinvolgendo tutte le Pediatrie della Ulss 3: grazie alla unificazione delle ex Aziende sanitarie”. Il dottor Ravagnan, è un neurologo pediatrico che lavora all’ospedale dell’Angelo di Mestre, ma da qualche settimana ha iniziato a fornire “in loco” a
Dolo la sua consulenza. Quali sono le problematiche più frequenti, di natura neurologica, per cui viene richiesta la consulenza del neurologo-pediatrico? “In età pediatrica - ha spiegato il medico - sono molto frequenti le convulsioni da febbre. Problema che, solitamente, sparisce man mano che il bambino cresce, ma che spaventa molto i genitori. In questi casi, si forniscono dei consigli di comportamento, anche per affrontare meglio il momento della convulsione, e ci sono dei farmaci specifici. Caso frequente - ha continuato - è quello dell’epilessia che, se diagnosticata in tenera età, può anche poi scomparire quando il bambino cresce: quindi, non è detto che rimanga un problema permanente. Infine ci sono le cefalee e i tic nervosi. Queste problematiche sono le assai più frequenti e, nella maggior parte dei casi, sono il frutto dei tempi di oggi dove i bambini sono super impegnati, stanno troppo tempo davanti a dispositivi elettronici e giocano poco con gli altri bambini, soprattutto all’aperto. Consiglio un rallentamento dei ritmi quotidiani”. (L.P.)
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Isola Bassa, teatro di schiamazzi e atti vandalici nei weekend Il sindaco di Dolo Alberto Polo ha convocato con una riunione d’urgenza gli esercenti della zona. La Lega chiede più servizi di vigilanza a qualche tempo il fine settimana è diventato un momento teatro di vandalismi e di degrado nel centro del paese ed, in particolare, nella zona dell’Isola Bassa dove si è concentrato il maggior numero di locali aperti durante le ore notturne. I residenti si sono spesso lamentati perché i vandalismi causano danni e, soprattutto, portano disturbo alla tranquillità della zona. Il sindaco Alberto Polo non si nasconde la gravità della situazione, lui stesso in alcuni occasioni è stato chiamato ed ha riscontrato il forte disturbo alla quiete pubblica e lo sfregio al decoro ad opera di alcuni frequentatori dei locali pubblici. “Il nostro centro storico non è terra di confine per nessuno. - ha ribadito Polo - Ho verificato personalmente e, devo dire, che quanto segnalato era esattamente quello che stava accadendo: disturbo della quiete pubblica, schiamazzi e sporcizia, in particolare, nella zona di via Garibaldi, Rizzo e Fondamenta. Visto l’approssimarsi della bella stagione, con la crescita sempre più attrattiva del centro storico non possiamo permetterci che la situazione sfugga di mano; ecco perché ho convocato una riunione d’urgenza in municipio per un confronto diretto e franco rivolto agli esercenti e alle attività di somministrazione alimenti e bevande, e pubblico spettacolo dell’area di piazza Cantiere ed “Isola Bassa”. Come sindaco sono rispettoso del libero esercizio delle attività economiche e sono pure orgoglioso che Dolo sia vitale e attiri persone nel proprio centro, debbo però ricordare, richiamando uno spirito di massima collaborazione con i soggetti interessati, la necessità di veder concretamente messe in atto tutte le forme di prevenzione, controllo e supporto collaborativo per poter garantire una rispettosa convivenza con i residenti.” Sulla situazione è intervenuto anche il segretario della Lega Mario Vescovi. “La situazione è oramai fuori controllo per gli schiamazzi ad opera di maleducati frequentatori di locali notturni a cui si aggiungono i problemi dei parcheggi selvaggi e del degrado generale dell’area Isola Bassa”. “Ricordo al sindaco - evidenzia Vescovi -
che su questo tema sono già intervenuto più volte in consiglio comunale manifestando le nostre rimostranze alle situazione di degrado con delle proposte e mi aveva garantito maggiore sicurezza e controlli, ma le problematiche rimangono, anzi la situazione sembra precipitata. Come gruppo Lega, abbiamo più volte chiesto l’installazione di telecamere per video-controllare le zone sensibili del paese, telecamere che potrebbero essere collegate con
la centrale operativa dei vigili, garantendo una maggior sicurezza. Sono inoltre fermamente convinto che si dovrebbe attivare un servizio di vigilanza serale ad opera
della polizia comunale, come già avviene in molte città con forte attrattiva notturna, quantomeno nei week-end.” Lino Perini MESSAGGIO POLITICO ELETTORALE
ELEZIONI EUROPEE 26 maggio 2019, dalle 7.00 alle 23.00.
PIÙ VENETO IN EUROPA, CON TONI DA RE
Mandatario Elettorale: Roberto Zava
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Slitta la Tarip È slittata a fine giugno la scadenza della prima rata della Tarip che doveva essere pagata entro il mese di aprile. La modifica è stata disposta dalla giunta comunale dolese che ha stabilito come lo slittamento della prima rata avvenga entro il 30 giugno (domenica e, quindi, slitterà al lunedì) mentre resteranno invariate le scadenze delle successive rate, per la seconda il pagamento resta fissato entro il 31 ottobre e la terza rata sarà da pagare entro il 31 dicembre. Alla base del provvedimento, secondo quanto ricordato da Veritas spa, l’applicazione dell’art. 10 del D.M. 20 aprile 2017 che stabilisce che i comuni che hanno adottato la Tarip (la tariffa a corrispettivo, con misurazione puntuale degli svuotamenti del contenitore del secco e delle altre frazioni differenziate) devono adeguare i loro regolamenti entro 24 mesi dall’entrata in vigore del decreto, quindi a decorrere da giugno 2019. L’adeguamento, che dovrebbe concludersi entro maggio, riguarda il sistema di calcolo e fatturazione della tariffa che non sarà più euro/litro ma euro/chilogrammi. Dopo un serie di approfondimenti giuridici e di confronti anche con l’Autorità di Bacino, Veritas ha deciso, di non emettere le fatture del primo ciclo in acconto sulla base delle tariffe 2018, ma di attendere l’approvazione delle nuove tariffe 2019 da parte della stessa autorità, proprio per effettuare il calcolo utilizzando il nuovo metodo. Di conseguenza, l’emissione della prima fattura di acconto inerente il primo ciclo del 2019 sarà fatta all’inizio di giugno e avrà scadenza a fine mese. (L.P.)
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Nuovi percorsi ciclopedonali per la frazione di Sambruson
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L’intervento avrà un costo di 390.000 euro e interesserà il tratto di via Cimitero tra ufficio postale e gli impianti sportivi
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ntro maggio inizieranno i lavori in via Cimitero a Sambruson per i nuovi percorsi ciclopedonali che collegheranno i principali punti di aggregazione del centro della frazione (ufficio postale, scuola materna parrocchiale, cimitero, campi sportivi, piazza Brusaura), nuovi percorsi privilegiati per pedoni e biciclette. L’intervento avrà un costo complessivo di 390.000 euro e interesserà il tratto di via Cimitero compreso tra ufficio postale e strada laterale di accesso agli impianti sportivi. I lavori consisteranno nella completa demolizione dei marciapiedi esistenti e la realizzazione di un nuovo percorso pedonale e ciclabile bidirezionale sul lato nord della via Cimitero, immerso nel verde e separato dalla strada da un’aiuola alberata, con
nuova rete di raccolta delle acque meteoriche e impianto di illuminazione pubblica a Led. Saranno messi in sicurezza gli attraversamenti pedonali con dossi rialzati e illuminazione adeguata oltre alla segnaletica orizzontale e verticale. La pavimentazione sarà di tipo inorganico, ecocompatibile e drenante. Il tratto compreso tra ufficio postale e scuola materna parrocchiale Santa Bernardetta - in corrispondenza della curva - avrà le caratteristiche degli ‘shared spaces’ (spazi condivisi): una soluzione ampiamente adottata nel nord Europa per risolvere la condivisione degli spazi tra pedoni, biciclette e automobili, dando priorità ai primi due e costringendo il traffico veicolare a rallentare e transitare molto lentamente in una sorta di nuova piazza caratte-
Giornata dedicata all’inventore dello smielatore
Giorgia Maschera
rizzata dalla presenza di aiuole e panchine. Ed è anche in via di ultimazione un primo intervento di riqualificazione della via con la nuova recinzione del deposito comunale adiacente il cimitero. Questi lavori comunali vanno ad aggiungersi a quelli di messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali nel centro di Dolo. Interventi consistiti, lungo la strada regionale 11, nel tratto compreso tra via Vittorio Veneto e Riviera XXIX
Aprile, che hanno reso gli attraversamenti meno pericolosi, visibili durante le ore notturne. Intervento eseguito dalla ditta La Semaforica S.r.l. e la cui spesa è stata di circa 13.000 euro. Ha commentato l’assessore ai Lavori Pubblici Giorgia Maschera: “Un altro tassello all’interno della cura complessiva verso la viabilità urbana, per rendere la nostra cittadina sempre più sicura e vivibile”. Lino Perini
abato 18 maggio l’associazione culturale “La Pentola dei Nodi” renderà omaggio ad un personaggio molto conosciuto in tutto il mondo e poco noto a Dolo dove ha soggiornato a lungo e dove ha inventato lo smielatore, uno strumento che ha rivoluzionato la produzione del miele: Frantisek Hruska. Nato a Vienna il 13 marzo 1819, in occasione del suo duecentesimo anniversario dalla nascita, Hruska trascorse l’infanzia in Boemia prima d’intraprendere la carriera militare, e quando venne messo a riposo decise di vivere a Dolo. Dolo e Mira all’epoca erano luoghi importanti per l’apicoltura e questo lo portò a studiare nuove forme di raccolta del miele. In occasione della “Giornata mondiali delle api e dell’apicoltura” che le Nazioni Unite celebrano il 20 maggio, “La pentola dei Nodi” ha organizzato questo evento che si terrà a Villa Ferretti Angeli e vedrà la collaborazione di diverse associazioni e che si snoderà, con l’aiuto dell’Enaip, in vari momenti rievocativi storici e culinari. (L.P.)
Rinnovato lo “Spaccio del contadino”alla Cantina Sociale
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distanza di vent’anni da quanto è stato aperto nel 1999, lo Spaccio del contadino, che si trova all’interno della Cantina Sociale di Dolo, è stato rinnovato nelle scorse settimane. Lo spaccio è nato a seguito dell’unione di importanti produttori del Veneto che condividono la stessa filosofia di qualità del prodotto,di organizzazione moderna ed efficiente e di rapporto diretto con i consumatori a chilometro zero. “L’intento con il quale era nato - ha spiegato il direttore della Cantina Sociale di Dolo, Pierantonio Angeli - era di mettere insieme aziende diverse, operanti nel mondo della produzione agricola, per offrire ai consumatori una alternativa di tipicità. E possiamo considerare raggiunto l’obiettivo. L’aggregazione di imprese ha consentito di mantenere nel territorio un punto di riferimento per i soci e i clienti. Per i consumatori, il risultato è triplice: prodotti di qualità, salvaguardia di un paesaggio rurale che fa parte della nostra storia, convenienza economica”. Nella vendida al detaglio dello Spaccio del Contadino dolese si trovano sopratutto alimentari, quali i prodotti lattiero-caseari come latte e latticini, formaggi freschi, formaggi semistagionati. I formaggi stagionati e gelati sono tutti prodotti in Veneto. Per quanto riguarda la carne, i clienti hanno la possibilità di acquistare prodotti che provengono da piccoli allevamenti locali. Infine si trovano vini: sia sfusi che imbottigliati dalla cantina sociale, ma anche un’enoteca con una ricca L. P. selezione di vini di tutte le regioni.
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Trasporti Novità per il tratto ferroviario a binario unico
La linea Mestre-Adria chiuderà per lavori almeno un mese E
state di cantieri per la linea ferroviaria Mestre-Adria che chiuderà per lavori un intero mese. A spiegare cosa succederà è Gian Michele Gambato il direttore generale di Sistemi Territoriali, la società che gestisce la linea. Sono previsti cantieri per 1,5 milioni di euro. La chiusura, per la società che gestisce la ferrovia della linea è necessaria perchè per fare i lavori, saranno tolti direttamente dei binari. I lavori comprenderanno la sistemazione di alcune curve nella zona di Correzzola e poi il rifacimento di alcuni scambi stazione nella zona di Mira e il rifacimento e sistemazione di alcuni punti nell’area di Cavarzere. Questi lavori verranno fatti nel periodo centrale dell’estate, ma saranno tenute in considerazione anche delle necessità di spostamento delle persone nella settimana di Ferragosto, e in quel periodo non vi sarà la chiusura della linea. Si tratta nello specifico del periodo che va dall’11 agosto al 18 agosto. La tratta resterà chiusa dal 28 luglio all’11 agosto e dal 18 agosto al 2 settembre. Gambato sottolinea come questi lavori siano stati programmati da tempo, e per questo siano necessari per ammodernare la linea e porteranno alla fine, anche ad una riduzione dei ritardi di 4-5 minuti sul monte accumulato per ogni corsa, con l’introduzione del nuovo sistema di gestione della linea a binario unico. La linea sarà riaperta per una settimana, perchè i lavori della rimozione dei binari saranno conclusi per il periodo centrale di agosto. Gambato poi parla dei rimborsi agli utenti per i disagi patiti nello scorso mese di gennaio. Va detto comunque che con il nuovo sistema di gestione a binario unico, un viaggio da Mestre ad Adria di fatto è lungo un ora e 35 minuti. Prima il viaggio invece era un ora e 20. La riduzione delle fermate, che sono 16 da Mestre ad Adria, e dei passaggi a livello potrebbe portare ad un risparmio dei tempi di percorrenza dei convogli. Su questo versante la società che gestisce la linea e i Comuni da cui è attraversata, per alcuni passaggi a livello stanno valutando delle soluzioni. Intanto procedono anche i rimborsi di chi ha patito disagi nei mesi scorsi. Sono rimborsi che sono stati fatti ai rinnovi degli abbonamenti. Il comitato pendolari della linea
Mestre- Adria intanto questo mese si riunirà per discutere il da farsi. Secondo il Comitato infatti, nonostante le promesse fatte finora, per la Mestre – Adria i disagi non sono diminuiti. Ci sono in continuazione lamentano i pendolari, treni sporchi e pure in ritardo. Se la gente rinnova l’abbonamento, fanno capire gli esponenti del Comitati, è perchè non hanno alternative al treno in queste zone, o servizi bus adeguati per raggiungere Padova Mestre, Adria o Venezia. Alessandro Abbadir
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Piste ciclabili in Riviera del Brenta
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na pista ciclabile che va da Malcontenta a Noventa Padovana e che costeggia il Naviglio del Brenta. E’ questo il progetto che portano avanti i sindaci della Riviera del Brenta che potrà essere realizzato nei prossimi anni. Si tratta di un obbiettivo importante, sul quale c’è già l’accordo di tutti i 10 comuni del comprensorio. Sarebbe un bel biglietto da visita per promuovere la Riviera del Brenta. Fondi per la mobilità sostinibile del Ministero dell’ Ambiente hanno fianziato invece recentemente, la costruzione del parcheggio attrezzato di via Mocenigo a Mira Porte in cui saranno installate anche colonnine per la ricarica di auto elettriche. Intanto però il Comune di Mira con il sindaco Marco Dori annuncia che è arrivato lo stanziamento di 160 mila euro dalla Città Metropolitana per completare la pista ciclabile che porta a Forte Poerio fra Mira Porte ed Oriago. La struttura è un vecchio forte costruito prima della 1°guerra mondiale (nel 1912) e circondato da 7 ettari di terra. C’è un’area
pic-nic con barbecue e chiosco per aperitivi. In estate c’è la possibilità di fare tiro con l’arco, campo da beach-volley ed orti sociali e nei weekand è perto con grigliate a chilometro zero. Mira ha complessivamente sul suo territorio circa una trentina di chilometri di piste ciclabili. In questo modo, con la ciclabile completata, un bene come pubblico come Forte Poerio, area in cui in estate e autunno si tengono tanti eventi aggregativi potrà essere raggiunto dagli escursionisti in piena tranquillità quando i lavori per il completamento della pista saranno conclusi. (A.A.)
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Provincia .
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Sventola la Bandiera blu nelle spiagge veneziane Consegnato lo scorso 3 maggio il prestigioso riconoscimento che vuole essere un’attestazione della qualità delle acque, della gestione dei rifiuti e dei servizi in spiaggia. Venezia è presente con tutto il suo litorale
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nche quest’anno sventola su tutte le spiagge veneziane la Bandiera blu. Il riconoscimento è stato consegnato lo scorso 3 maggio a Roma, presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), agli amministratori di Caorle, Cavallino Treporti, Chioggia, Eraclea, Jesolo, San Michele al Tagliamento, Venezia oltre, per il Veneto, a quelli di Rosolina. “Sono molti i criteri che ogni anno concorrono all’assegnazione della Bandiera Blu il più importante è senza dubbio quello della qualità delle acque di balneazione, ma tra gli altri parametri presi in esame dalla Fee (Foundation for Environmental Education) si trovano anche: la depurazione delle acque reflue, la gestione dei rifiuti, la regolamentazione del traffico veicolare, la sicurezza ed i servizi in spiaggia. Non ultimi, l’educazione ambientale e l’informazione sulle iniziative ambientali messe in atto: mi sento di dire che su questi
Le otto spiagge venete che anche quest’anno sosno state insignite di questo importante riconscimento. Il vicesindaco Marco Veronese e il presidente del Consiglio comunale Endri Bullo a rappresentanza del Comune di Chioggia esibiscono con soddisfazione la Bandiera blu, edizione 2019
temi la nostra città sia molto attiva, ad esempio con le giornate di raccolta dei rifiuti, ma ogni anno sapremo migliorarci per preservare non solo il riconoscimento, ma soprattutto l’ambiente che ci circonda” ha spiegato con soddisfazione il vicesindaco e assessore all’Ambiente del Comune di Chioggia, Marco Veronese che con soddisfazione compie per la
sesta volta questa trasferta. Il riconoscimento internazionale - come riporta il portale del Programma Bandiera Blu – è stato istituito nel 1987 Anno europeo dell’Ambiente. Viene assegnato ogni anno in 49 paesi, inizialmente solo europei, più recentemente anche extra-europei, con il supporto e la partecipazione delle due agenzie dell’Onu: Unep
(Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e Unwto (Organizzazione Mondiale del Turismo) con cui la Fee (Foundation for Environmental Education) ha sottoscritto un Protocollo di partnership globale e riconosciuta dall’Unesco come leader mondiale per l’educazione ambientale e l’educazione allo sviluppo sostenibile. Bandiera Blu è
un eco-label volontario assegnato alle località turistiche balneari che rispettano criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio. Obiettivo principale di questo programma è quello di indirizzare la politica di gestione locale di numerose località rivierasche, verso un processo di sostenibilità ambientale. Giovanni Giovetti
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Cultura .
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La Mostra che propone di osservare la realtà da più punti di vista Da sabato 11 maggio e fino al 24 novembre sarà aperta al pubblico la 58esima Esposizione Internazionale d’Arte a Venezia dal titolo “May you live in interesting times” che quest’anno è curata da Ralph Rugoff
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l titolo di questa Mostra può essere letto come una sorta di maledizione nella quale l’espressione “interesting times” evoca l’idea di tempi sfidanti e persino minacciosi. Ma può anche essere un invito a vedere e considerare sempre il corso degli eventi umani nella loro complessità, un invito pertanto che ci appare particolarmente importante in tempi nei quali troppo spesso prevale un eccesso di semplificazione , generato da conformismo o da paura”. Sono queste le parole che il presidente Paolo Baratta della Biennale di Venezia sceglie per presentare la 58esima Esposizione Internazionale d’Arte che, da sabato 11 maggio, sarà aperta al pubblico fino al prossimo 24 novembre. “May you live in interesting times” dunque vuole essere un
Il curatore Ralph Rugoff della 58° edizione e Paolo Baretta, presidente della Biennale
invito a guardare oltre la semplificazione di ciò che appare. “Io credo - continua il presidente Baratta - che una mostra d’arte valga la pena di esistere, in primo luogo, se intende condurci davanti all’arte e agli artisti come una decisiva sfida a tutte le inclinazioni alla sovrasemplificazione”. Se l’arte non esercita le sue
funzioni nell’ambito della politica, è tuttavia pensabile che, “in modo indiretto forse può offrire una guida che ci aiuti a vivere e pensare in questi tempi interessanti” osserva Ralph Rugoff, il curatore della Mostra che spiega: “La Biennale Arte 2019 non avrà un tema di per sè, ma metterà in evidenza un approccio generale al fare arte e una visio-
ne della funzione sociale dell’arte che includa sia il piacere che il pensiero critico”. In primo piano dunque sarà il “lavoro degli artisti - continua Rugoff - che mettono in discussione le categorie di pensiero esistenti e ci aprono a una nuova lettura di oggetti e immagini, gesti e situazioni” con un invito a “considerare alternative e punti
di vista sconosciuti, e a capire che l’ordine è ormai diventato presenza simultanea di diversi ordini”. La Mostra si articolerà tra il Padiglione centrale ai Giardini e l’Arsenale, includendo 79 artisti provenienti da tutto il mondo, sarà affiancata da 90 partecipazioni nazionali ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia. Sono inoltre 4 i Paesi presenti per la prima volta: Ghana, Madagascar, Malesia e Pakistan. Il Padiglione Italia, allestito alle Tese delle Vergini in Arsenale, sostenuto e promosso dal Ministero per i Beni Cultiurali, sarà a cura di Milovan Farronato. Infine sono 21 gli eventi collaterali organizzati in numerose sedi della città di Venezia. Ornella Jovane
Il maggio dei Celibri, tre incontri con l’autore a Chioggia il tuo viaggio su misura www.kiaoraviaggi.it
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crittori dal vivo alla Biblioteca Civica “Cristoforo Sabbadino” di Chioggia. In un calendario di tre incontri che si svolge a maggio l’appuntamento, dopo quello con Paolo Colagrande lo scorso sabato 4, è in programma per il 18 e il 25 del mese. E’ il maggio dei “Celibri” , kermesse cultrale promossa dal Comune di Chioggia in collaborazione con Pro loco Chioggia e Sottomarina, organizzata in occasione de Il maggio dei libri. Il prossimo incontro dunque si terrà il 18 maggio. Interverrà Francesco Targhetta, insegnante delle scuole superiori, autore di due libri di poesie (Fiaschi, ExCogita, 2009; Le cose sono due, Valigie Rosse, 2014) e un romanzo in prosa (Le vite potenziali, 2018, vincitore del premio Berto, finalista al Campiello e al Bergamo). Il 25 maggio invece l’incontro sarà con Cinzia Dezi, una dei venti autori del Repertorio dei matti della città di Bologna, a cura di Paolo Nori (Marcos y Marcos, 2015). Nello stesso anno ha frequentato Bottega Finzioni, la scuola di scrittura creativa fondata da Carlo Lucarelli. La smania è il suo primo romanzo, pubblicato da MUP, vincitore del Premio Malerba per l’inedito. Gli incontri a ingresso gratuito si terranno nel giardino di Palazzo Grassi (Fondamenta Canal Vena, 1282) a Chioggia alle ore 18.
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Sport
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Il Rio San Martino sale in Prima categoria
Atletica, il calendario degli eventi
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Festa grande nella frazione di Scorzè, obiettivo centrato dopo 25 anni. Atteso il derby con lo Sporting ScorzèPeseggia
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on poteva festeggiare meglio il quarantesimo anno di attività l’Asd Rio calcio, costituita nella stagione 1978/79, che ha sbaragliato il campo nel girone N di seconda categoria riuscendo a conquistare la promozione in Prima categoria da dove manca dalla stagione 1994/95. Dopo venticinque anni il calcio a Rio torna protagonista e ne parliamo col vicepresidente Claudio Danesin. “Dopo essere arrivati a conquistare, la scorsa stagione, i play-off, quest’anno siamo partiti subito bene e siamo sempre rimasti nelle prime posizioni chiudendo l’andata al primo posto, posizione che siamo stati bravi a conservare sino alla fine. “Quali i rivali più insidiosi? “A turno ci hanno provato a starci in scia il sant’Erasmo, La
Gazzerachirignago, il Nettuno Lido ed il Città di Mirano, ma nessuno è stato capace di superarci”. Ora che siete arrivati in prima categoria, quali programmi avete per il prossimo campionato? “ L’obiettivo è confermarci. 25 anni fa retrocedemmo subito, stavolta vogliamo restarci”. A livello di rosa? “Abbiamo una rosa giovane e nell’ultima stagione abbiamo inserito un paio di elementi del vivaio. Per il prossimo anno punteremo ancora ad inserire qualche giovane e confermare la rosa attuale con l’inserimento di un giocatore per reparto. Un attaccante, in primis, poi un difensore ed un centrocampista, gente di categoria”.”Giocherete il derby con lo Sporting ScorzèPeseggia? “C’è un buon rapporto. Ci han-
no chiamato subito per farci i complimenti. Poi in campo sarà, ovviamente, tutt’altra cosa”. Questa la rosa dell’Asd Rio San Martino (in ordine alfabetico): Giacomo Bergamo, Francesco Biasutti, Cristian Carraro, Marco Casarin, Nicolò Doro, Nicola Durante, Drilon Elshani, Andrea Fabris, Marco Favaretto, Gianluca Florian, Luca Giordano, Francesco Gobbo, Marco Gobbo, Davide Levorin, Thomas Levorin, Daniel Lorenzon, Nicolò Luise, Matteo Pastrello, Davide Pavanetto, Michael Pesce, Ro-
berto Scattolin e Davide Vianello. Lo staff tecnico è composto dall’allenatore Stefano Diego Milanesi, dal viceallenatore Giovanni Basso e dal preparatore dei portieri Lino Simionato. L’organigramma societario è costituito dal presidente Lucio Michielan, dal vicepresidente Claudio Danesin, dal direttore sportivo Sergio Danesin e dai dirigenti Gianni Pastrello, Piergiovanni Michielan e Marino Pesce, responsabile anche del settore giovanile. Lino Perin
on l’arrivo della bella stagione s’intensifica il programma di gare di atletica leggera, sia a livello di manifestazioni che di gare su strada. Dopo la disputa della 21° edizione della “Dogi’s half marathon” svoltasi in Riviera del Brenta il 7 aprile scorso , il prossimo appuntamento di rilievo si terrà sabato 25 maggio quando si disputerà la suggestiva nona edizione della “Moonlight half marathon – 5° Garmin tour” sulla distanza di 10 chilometri con attraversamento di via Bafile di Lido di Jesolo, gara che abbina il fascino della corsa a quello del disputarsi in notturna. La manifestazione è organizzata in collaborazione con Venicemarathon club. Da ricordare anche il campionato provinciale individuale per la categoria cadetti, sia maschile e femminile, che si disputerà a Marcon l’11 e 12 giugno organizzato dall’atletica Biotekna Marcon. Infine segnaliamo il 29 giugno a Murano, la 3a gara open di mezzofondo “Murano” organizzata da Venezia runners atletica Murano. (L.P.)
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l 22 e 23 maggio la zona degli impianti sportivi di Dolo ospiterà una nuova edizione di Dolympics, originale festa dello sport comunale, che coinvolgerà scuole, associazioni sportive e mondo del volontariato del territorio. L’organizzazione è curata dall’assessore allo sport Gianluigi Naletto assieme ai fiduciari del Coni della Riviera del Brenta Diego Baldan e Ivano Sacchetto, del professore Stefano Borgo del Liceo Sportivo Galilei e del presidente della Pro loco di Dolo Giuliano Salvagnini. L’evento viene presentato dall’assessore allo sport e vicesindaco dolese Gianluigi Naletto. “La propostaspiega- è quella di coinvolgere oltre un migliaio di studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado, in un percorso di approccio guidato a numerose e diverse discipline atletiche da parte istruttori e tecnici delle nostre associazioni sportive. L’area atletica formativa è quella comunale di viale dello Sport, compresa tra l’impianto calcistico e atletico, la piscina, il palasport e i campi da tennis. In un clima di festa, all’insegna di una sana e guidata competizione, tutti gli studenti avranno modo di misurarsi con prove fisiche multidisciplinari, a livelli e tempi funzionali all’età e alle caratteristiche psico-fisiche delle giovani persone”. “Un’occasione educativa unica per tutti i partecipanti che, insieme ai loro insegnati, il Comune e il Coni, - ha concluso Naletto - potranno contare sull’esperienza umana e atletica di decine di associazioni sportive che, negli impianti dolesi, contribuiscono a formare ogni giorno con amorevolezza e generosità, L.P. dei campioni di vita a tutto tondo”.
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#Politica
Il quadro
17 liste per un posto in Europa
Sono 219 i candidati nella circoscrizione Nordest, dove sono 14 gli europarlamentari da eleggere. Accanto ai partiti storici, tante sigle inedite
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a storia lo insegna, quando si vota col proporzionale è tutto un fiorire di liste. E poco importa che le speranze di ottenere un seggio siano quantomeno risicate: quel che conta è esserci, esprimere un’identità, magari puntando a costruire per il futuro. Le prossime elezioni europee non fanno eccezione, e la scheda elettorale che ci ritroveremo tra le mani assomiglierà ancora una volta al classico “lenzuolo”. Meglio prepararsi bene a casa, quindi, per evitare incertezze e confusioni in cabina. Nella circoscrizione nord-orientale si erano presentate addirittura 20 liste. Tre sono saltate una volta iniziati i controlli di rito: non potremo dunque votare per “Gilet arancioni”, “Ora-rispetto per tutti gli animali” e “Parlamentare indipendente”. Poco male, la scelta comunque non manca. Ci sono tutti i partiti classici (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia su un versante; Partito democratico, Più Europa, La sinistra sull’altro versante, Movimento 5 stelle come sempre per i fatti suoi e la Svp in Alto Adige) ma non mancano ritorni significativi almeno dal punto di vista simbolico (Europa Verde, Partito comunista, Popolari per l’Italia), sigle già conosciute anche se residuali (da Forza Nuova a Casa Pound a destra, fino al Popolo della Famiglia) e assolute novità, quantomeno dalle nostre parti: chi proprio non riesce a trovare nulla di buono nella “vecchia politica”, può sempre dare fiducia al Partito Pirata, o al Partito Animalista o
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al Ppa-Popolo partite iva. Rispetto al 2014 sono 5 in più, segno di una ulteriore frammentazione del sistema politico. Alcuni nomi nel frattempo sono spariti: la galassia di sinistra che si era ritrovata sotto le insegne della Lista Tsipras ha scelto altre soluzioni, il Nuovo Centro destra e Scelta civica sono evaporati, così come l’Italia dei Valori di Di Pietro. In totale le 17 liste schierano 219 candidati, col caso limite dei “Pirati” che si sono visti sì accogliere la lista ma accorciata a soli 8 candidati per una serie di irregolarità. Anche Casa Pound in un primo momento sembrava fosse stata esclusa, ma alla fine è stata regolarmente ammessa. Nomi e simboli li ritroveremo sulla scheda secondo l’ordine di estrazione: Europa Verde, Lega-Salvini Premier, Giorgia Meloni-Fratelli d’Italia, Partito
uello di Alessandra Moretti, 230 mila preferenze, con ogni probabilità rimarrà un record imbattibile, almeno a questa tornata elettorale e almeno da noi. E non solo perché la campagna elettorale procede stancamente e di soldi da investire ce ne sono pochi in giro. Il fatto è che questa volta i partiti hanno scelto di riservare il primo posto in lista ai big nazionali, penalizzando fortemente il Veneto. E sul capolista, si sa, si riversano quasi naturalmente una gran parte delle preferenze.
Pirata, Il Popolo della Famiglia, Partito Animalista, Partito Democratico, La Sinistra, Ppa-Popolo Partite Iva, Più Europa, Movimento 5 Stelle, Popolari per l’Italia, Forza Nuova, BerlusconiForza Italia, Partito Comunista, Casa Pound-Destre Unite. Lo stesso giorno in oltre 300 comuni del Veneto si voterà anche per eleggere il sindaco e rinnovare l’amministrazione. La concomitanza potrebbe favorire la partecipazione, ma difficilmente modificherà gli equilibri, almeno a sentire il politologo Paolo Feltrin, che coordina l’Osservatorio elettorale della Regione e che si dice convinto che il 26 maggio “vedremo dappertutto un voto difforme tra europee e comunali. La gente ormai si è abituata a dare un voto politico per le europee e un voto amministrativo per le comuGermana Urbani nali”.
Volti noti, conferme, ritorni e novità nelle liste
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hi c’è in lista? E chi può ambire a uno dei seggi che andranno al Veneto? Il meglio “piazzato”, almeno a scorrere le liste dall’alto in basso e poi a decidere saranno gli elettori, è certamente il vicentino Sergio Berlato che in Europa c’è già stato per conto di Forza Italia e quest’anno conta di tornarci sotto le insegne di Fratelli d’Italia, posizionato subito dietro Giorgia Meloni. All’ottavo e al penultimo posto altri due europarlamentari uscenti (e fuoriusciti dal partito) di Forza Italia: la padovana Elisabetta Gardini e il trevigiano Remo Sernagiotto. Secondo posto anche per Marco Zullo, veronese, europarlamentare uscente del Movimento 5 Stelle, che precede la trevigiana Viviana Dal Cin. Nella Lega, subito alle spalle di Matteo Salvini si incontra Alessandra Basso, trevigiana, che precede l’europarlamentare uscente Mara Bizzotto. Al sesto Rosanna Conte di Caorle e al settimo il segretario regionale Gianantonio Da Re. Il primo esponente veneto della lista di Forza Italia è invece Roberta Toffanin, padovana, inserita al Molti parlamentari quarto posto. uscenti, ma anche In c asa P d quarta posizio- amministratori locali ne per l’ex sine qualche nome daco di Vicenza Achille Variati. “eccellente” Da tenere d’occhio il deby berico con Alessandra Moretti, undicesima in una lista che viene chiusa dalla trevigiana Laura Puppato. Europa Verde, frutto dell’accordo tra Verdi e Possibile di Civati, candida al primo posto la bolognese Silvia Zamboni e al secondo il romano Angelo Bonelli. Addirittura al nono posto si incontra il primo veneto, il padovano Giorgio Andrian, nella lista di Più Europa che candida anche l’europarlamentare grillino uscente David Borrelli (undicesimo in lista) e il critico d’arte Philippe Daverio, ben conosciuto al pubblico televisivo e già assessore a Milano, in terza posizione. Tra i nomi noti almeno altre due citazioni. La Sinistra ha per capolista Prodi: non l’ex premier e presidente della Commissione europea Romano ma la nipote Silvia. Con Forza Italia ricompare la prima presidente della Camera dell’era Berlusconi: l’allora leghista e ultracattolica Irene Pivetti.
Capolista, il Veneto non c’è più A guidare i partiti tanti leader nazionali, così la battaglia delle preferenze si fa più difficile Per la Lega il primo posto spetta a Matteo Salvini, nell’ennesima sfida personale con Silvio Berlusconi che invece apre la lista di Forza Italia e con Giorgia Meloni, capolista di Fratelli d’Italia. Difficile immaginare che li vedremo insieme in un comizio finale della cam-
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pagna elettorale, considerando anche il clima che si respira a Roma… Il Movimento 5 Stelle ha scelto invece Sabrina Pignedoli, giornalista impegnata in inchieste sulla criminalità organizzata, che quantomeno è nata a Reggio Emilia e dunque si candida nella sua circoscrizione
naturale a differenza di tutti gli altri. Quanto al Partito democratico, il capolista è Carlo Calenda, romano, già ministro dello sviluppo economico con Renzi e Gentiloni. Infine Più Europa, che affida le sue chance di superare la soglia del 4% all’alleanza col movimento Italia in comune fondato da Federico Pizzarotti, che in un primo momento sembrava dovesse andare al voto insieme ai Verdi. Proprio l’ex sindaco grillino di Parma è il capolista nella circoscrizione Nordest.
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Politica
Numeri
Com’è cambiato il Veneto in cinque anni
Come si vota Una scheda, un partito, tre preferenze
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ono passati appena cinque anni, ma sembra trascorsa una intera era geologica a guardare lo scenario politico. Il 2014 era l’anno dell’inarrestabile ascesa del Pd di Matteo Renzi, capace di contagiare col suo entusiasmo e la sua voglia di cambiamento anche un Veneto che ai democratici ha sempre guardato con malcelata sfiducia. Le europee furono l’apice di una stagione che faceva sognare l’autosufficienza e che si era aperta appena tre mesi prima con la nomina di Renzi a presidente del consiglio, dopo la “non vittoria” di Bersani alle politiche del 2013 e il governo di Enrico Letta. Anche in Veneto fu un trionfo: nella circoscrizione Nordest il Pd prese il 43,5% e 6 seggi all’europarlamento, eleggendo la vicentina Alessandra Moretti con 230 mila preferenze e il padovano Zanonato con quasi 100 mila. Tre seggi andarono ai 5 stelle col 19%, solo 2 a testa a Forza Italia e Lega, col Carroccio sotto il 10%. Un seggio al Nuovo centrodestra e all’Svp. L’anno dopo, alle regionali, il clima era già cambiato bruscamente. Tramontato l’”effetto Renzi”, il Partito democratico si ferma al 16% e l’intera alleanza che sostiene Alessandra Moretti non arriva al 23%. Meglio dei 5 Stelle, che superano a fatica il 10%, ma abissalmente distante dal centrodestra che garantisce a Zaia il 50% dei voti nonostante l’ex leghista Tosi si presenti da solo sfiorando il 12%. Alle elezioni politiche del 2018 Matteo Renzi c’è ancora, non a capo del governo ma a segretario di un partito che vede evaporare più della metà del consenso ottenuto quattro anni prima scendendo sotto il 20%. Un risultato
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così negativo da spingere l’ex seconda gamba del centrodestra, rottamatore a dimettersi, restan- come esplicitamente dichiarato do in Parlamento come senatore in queste settimane, potrebbementre nasce la nuova era giallo- ro anche trovare una clamorosa verde. conferma nelle urne. Non meno impressionante è Quanto ai 5 Stelle, nel 2014 la parabola di Forza Italia: dal erano reduci dal successo alle 13% che il partito di Berlusconi politiche dell’anno precedente era ancora riuscito a ottenere alle e ottennere 3 europarlamentari europee del 2014, dopo aver go- con il trevigiano David Borrelli vernato per vent’anni la regione primo per preferenze. Le regiocon il “doge” nali non li hanGalan, al 6% delno premiati, ma Dal trionfo di Renzi le regionali per il 24,4% ottenuall’eclisse del Pd, risalire al 10 alle to in Veneto lo scorse politiche. scorso anno ha dal testa a testa Ma più che i voti dimostrato ancon Forza Italia al cora una volta assoluti conta il rapporto dominio della Lega la differenza tra con quelli della voto amminisul centrodestra Lega, un tempo strativo e politialleata e ormai co. Tutti gli altri vero motore del centrodestra: sembrano già esclusi in partenza anche tralasciando le regionali, dalla conquista di un seggio: alviziate dal credito personale del meno sulla carta, ma basta rileggovernatore Zaia, lo scorso anno gere i saliscendi di questi ultimi in Veneto il rapporto è stato di 3 5 anni per capire quanto l’elettoa 1, 32,2% a 10,6%. E le ambizioni rato veneto sia volubile e spesso M.P. di Fratelli d’Italia di diventare la imprevedibile.
e elezioni europee si svolgono in tutti gli stati dell’Unione dal 23 al 26 maggio. In Italia si vota domenica 26, dalle 7 del mattino alle 11 di sera. Il nostro Paese è suddiviso in cinque circoscrizioni elettorali: il Veneto appartiene alla circoscrizione nord-orientale con Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna. L’assegnazione dei seggi tra le varie circoscrizioni dipende dai risultati dell’ultimo censimento generale della popolazione effettuato dall’Istat. Al Nordest spettano questa volta 14 seggi all’europarlamento, che potrebbero diventare 15 se la Gran Bretagna decidesse di abbandonare l’Unione europea prima delle elezioni. La legge elettorale che regola le europee è del 1979. Si tratta di un proporzionale puro al quale, nel 2009, è stata aggiunta una soglia di sbarramento del 4% a livello nazionale. Anche il numero di seggi che spettano a ciascuna lista si calcola a livello Urne aperte dalle 7 nazionale, e quindi vengono distribuiti nelle singole circo- alle 23, sbarramento scrizioni, al 4 per cento da Possono votare tutti i cittadini italiani maggiorenni superare per i partiti, iscritti nelle liste elettorali del alternanza di genere proprio comune e anche i cittra i candidati tadini degli altri stati membri dell’Unione che abbiano fatto richiesta e siano iscritti nelle liste elettorali del comune di residenza. Se si è smarrita la tessera elettorale o se si è deteriorata o ancora se non vi sono altri spazi per il timbro dell’avvenuto voto, è sempre possibile ottenerne una nuova all’ufficio elettorale del comune di residenza. Si esprime il proprio voto tracciando una X sul simbolo del partito scelto. Si possono anche esprimere fino a tre preferenze, regolate dal principio dell’alternanza di genere: se il primo candidato indicato è uomo, ad esempio, la seconda preferenza dovrà obbligatoriamente andare a una donna e viceversa. Non è previsto il voto disgiunto tra partito e candidato. Il voto di preferenza si esprime scrivendo nelle righe a fianco del simbolo del partito il cognome o il nome e cognome del candidato.
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Politica
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Volti e storie
Il valzer infinito su e giù da Strasburgo Gli europarlamentari veneti tra dimissioni e cambi di partito. Così è cambiata la fisionomia della nostra rappresentanza
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a bene l’europarlamento, ma vuoi mettere un posto a Roma, a Venezia o perfino una poltrona da sindaco? Lontani da casa i nostri politici sentono nostalgia, anche perché a Bruxelles lo stipendio è ottimo ma il contatto con la base fatalmente si raffredda. E poi cinque anni sono lunghi, talmente lunghi per i tempi frenetici della politica italiana che si entra con una casacca e sempre più spesso si esce con un’altra. Così anche l’ultima legislatura è stata segnata da un valzer irrefrenabile di spostamenti, dimissioni, subentri, cambi di gruppo che hanno interessato quasi tutti i veneti che si erano conquistati un seggio a Bruxelles e Strasburgo. L’unica eccezione è quella di Mara Bizzotto, la leghista eletta grazie alla rinuncia di Matteo Salvini che del Carroccio è stata anche capodelegazione al parlamento europeo e si ricandida quest’anno con ottime possibi-
lità. Velocissimo è stato invece il passaggio in Europa di Alessandra Moretti. Eletta nel 2014 facendo il pieno di preferenze come capolista del Pd, l’anno dopo è già di ritorno come candidata alle regionali. Ma il sogno di diventare la prima governa-
trice del Veneto si infrange sulla dura realtà, e nemmeno il ruolo di leader dell’opposizione dura a lungo. Glielo ha ricordato con la ferocia abituale in campagna elettorale il collega Achille Variati: “Alessandra Moretti ha preso una valangata di voti in Europa
per poi lasciarla dopo sei mesi e provare a fare il presidente di Regione. Chiamiamolo spirito di servizio, ma io non l’avrei mai fatto”. Con lei il Pd aveva eletto anche l’ex sindaco di Padova Flavio Zanonato, che il mandato lo ha sì concluso ma nel frattempo ha traslocato in Leu assieme a Bersani e che questa volta non si ricandida. Storia analoga è quella del grillino David Borrelli, primo consigliere comunale del Movimento, la cui lunga militanza si conclude quando nel 2017 è l’artefice del progetto di adesione al gruppo parlamentare Alde, che però all’ultimo chiude le sue porte agli italiani. Il 13 febbraio 2018 ufficializza la sua uscita dal Movimento 5 Stelle, e quest’anno si ricandida con Più Europa. Ancor più tormentata è la storia degli europarlamentari di Forza Italia. La più votata è la padovana Elisabetta Gardini, che nelle scorse settimane ha annunciato
di non riconoscersi più nel partito di Berlusconi ed è traslocata a Fratelli d’Italia con cui si ricandida. Per ironia della sorte la stessa scelta la ha compiuta anche l’altro europarlamentare azzurro veneto, Remo Sernagiotto, che però da Berlusconi aveva preso le distanze già nel 2015, un anno dopo essere stato eletto, passando ai Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto. Infine, Flavio Tosi, il sindaco di Verona che sfiora nel 2014 le 100 mila preferenze con la Lega. Nemmeno due mesi e già a luglio si dimette scegliendo di restare sindaco, finendo poi nel giro di un paio d’anni in rotta di collisione con Zaia e Salvini, fino all’uscita dal partito. Gli subentra Lorenzo Fontana, che però si dimette nel 2018, si candida alle politiche e diventa ministro del governo Conte. E così a finire il mandato è un terzo leghista, Giancarlo Scottà: un anno in Europa, è sempre meglio di niente.
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Il commento
Cosa prevede il Piano Socio Sanitario Regionale 2019- 2023 di Fabrizio Boron, Presidente della Commissione consiliare Sanità
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uattro anni fa, ho assunto la carica di Presidente della Commissione Sanità e oggi posso affermare, con grande orgoglio, da padovano, che la mia città è tornata a essere al centro del sistema sanitario veneto, grazie a investimenti importanti che riguardano in primis il nuovo Polo ospedaliero, ormai una certezza; il nuovo Policlinico Universitario sorgerà a Padova Est e sarà di alta specializzazione. E’ più o meno dal 1995, da quando muovevo i primi passi in politica, che si parlava di un nuovo ospedale nella città del Santo e ora è stata finalmente messa la parola fine, grazie soprattutto al lavoro e all’impegno del Governatore Zaia, dell’ex Assessore alla Sanità Coletto e dell’attuale Assessore, Lanzarin. Il nuovo Policlinico Universitario trasformerà la sanità padovana: l’Azienda Ospedaliera potrà programmare meglio il suo sviluppo, l’Ulss 6 Euganea, la più grande del Veneto, da Piove di Sacco a Schiavonia, da Cittadella a Camposampiero, potrà specializzarsi e rafforzarsi nei suoi presidi ospedalieri sul territorio provinciale, mentre lo IOV, centro di eccellenza assoluta per qualità delle cure erogate e per l’attività di ricerca all’avanguardia, si svilupperà ulteriormente. Padova è quindi sempre più al centro della sanità veneta, ospitando la sede di Azienda Zero, la centrale aggregativa del sistema sanitario dal punto di vista amministrativo. L’approvazione delle nuove Schede, spero entro Pasqua, segnerà la fine di un percorso iniziato nel 2016, con la Legge 19 di riforma della sanità veneta, e proseguito con l’approvazione, a dicembre 2018, del PSSR 2019-2023. Le Schede Ospedaliere indicheranno quanti posti letto e quante apicalità ci dovranno essere, nel rispetto del DM 70/2015, che pone limiti precisi e che definisce le caratteristiche degli ospedali Hub e Spoke, e della programmazione sanitaria regionale”.
Allarme Oms: già a sei mesi i bambini usano il cellulare I pediatri: “Tutelate i bambini dagli schermi almeno fino ai due anni” a pag 28
La Un chirurgia ambulatorio per protesica la prevenzione della malattia dell’anca mentale mini
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Dott. Filippo Brocadello - medico specialista in scienza della alimentazione - P.zza G. Dossetti, 1 -Piove di Sacco (PD) - tel. 049/9708688 - info.unixpoliambulatorio@affidea.it MEDICINA Dott. Francesco Sacco - Medico Chirurgo Specialista in Ostetricia e Ginecologia Via F. Borromini 11 Mira tel. 041 421836 - frasamed@libero.it
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I pediatri raccomandano: “Tutelate i bambini dagli schermi almeno fino ai due anni”
“I
l Piano Socio Sanitario 2019- 2023, approvato a dicembre dall’aula consiliare, dopo essere stato licenziato dalla Commissione Sanità, si pone in continuazione con la precedente programmazione sanitaria regionale, dato che non va a modificare le reti ospedaliere, gli Hub e gli Spoke, le reti cliniche e i centri di riferimento regionale, ma cerca di raccogliere le nuove sfide per la sanità, ovvero rispondere adeguatamente ai nuovi bisogni assistenziali. Innanzitutto, la presa in carico della cronicità: viviamo più a lungo ma anche con più patologie e quindi è necessario investire in questo campo. Poi, la non autosufficienza, che ha numeri importanti e che richiede un maggiore impegno. Ma la nuova programmazione sanitaria regionale è attenta a rafforzare il collegamento con il territorio, e già con la Legge n. 19/2016, che ha riformato la sanità veneta, abbiamo attribuito ai 26 Distretti che ci sono oggi in Veneto un ruolo importante e strategico sul territorio, di raccordo tra la parte sanitaria e quella territoriale”. “Quanto al nuovo ospedale di Padova le Schede Ospedaliere evidenziano come il percorso sia stato ormai avviato e che porterà alla costruzione, a Padova Est, di un Polo della Salute ad alta direzione universitaria e di forte specializzazione, all’avanguardia, che sarà punto di riferimento per la sanità anche oltre i confini regionali. E il Giustinianeo continuerà a essere l’ospedale cittadino; voglio rassicurare i padovani: non perderanno il loro ospedale di riferimento e il Sant’Antonio continuerà ad avere le stesse fun-
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Il commento
Cosa prevede il Piano Socio Sanitario Regionale 2019- 2023 di Fabrizio Boron, Presidente della Commissione consiliare Sanità
“E
voglio ribadire a chiare lettere che l’ospedale Sant’Antonio non chiuderà dopo l’approvazione delle nuove Schede Ospedaliere. Mi impegno, il giorno dopo il voto delle Schede, a recarmi al Sant’Antonio per sottopormi a una visita in reparto, dimostrando così che nulla cambierà e che l’ospedale di via Facciolati continuerà a garantire ai cittadini padovani le stesse ottime risposte in termini di cure sanitarie. Ci sarà solo una trasformazione organizzativa dello stesso, che passerà in gestione all’Azienda Ospedaliera, e si rafforzerà grazie al connubio con l’Azienda, tramite i rapporti con l’Università e alla luce del nuovo Policlinico. Raccogliamo così la sfida di rispondere ai rinnovati bisogni assistenziali dei padovani per i prossimi 8-10 anni, sviluppando al meglio i servizi sanitari nella città euganea. Il Giustiniani rimarrà l’ospedale dei padovani, con il suo Pronto Soccorso. Le nuove Schede Ospedaliere rappresentano in modo unitario quelli che sono i posti letto e le apicalità che prima facevano parte del Giustinianeo e del Sant’Antonio. Proporrò pertanto, per fugare ulteriormente ogni dubbio, il nuovo nome di ‘Polo di via Giustiniani – Sant’Antonio’”. “Quanto all’autonomia il Veneto ha chiesto una delega importante in materia sanitaria e ciò è fondamentale per la salute dei cittadini veneti. Dico che i costi standard applicati in sanità potrebbero determinare per il nostro Paese un risparmio di circa 30 miliardi e che il Veneto avrebbe a disposizione oltre 1 miliardo di euro in più da destinare ai servizi sanitari sul territorio”. Segue dalla prima pagina dell’inserto
Un piano che va in continuità con ciò che è stato fatto
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zioni, almeno fino alla costruzione del nuovo ospedale”. “E l’autonomia porterà più assunzione di responsabilità e una maggiore possibilità di gestire, in modo diverso e più flessibile, le risorse che oggi abbiamo e i finanziamenti che arriveranno da Roma, per calibrare meglio investimenti e interventi sulle reali esigenze sanitarie espresse dai territori. Quando parliamo di autonomia pensiamo soprattutto al personale
medico e infermieristico; oggi, di fronte alla drammatica carenza di medici, ben vengano tutti gli accorgimenti per reclutare più personale e che potranno rientrare nel pacchetto dell’autonomia rafforzata. La sanità veneta continuerà ad essere di eccellenza, forte della sua peculiarità, ovvero la forte integrazione tra parte sanitaria e sociale e la nuova programmazione rafforzerà questo felice connubio”.
l Piano Socio Sanitario 2019- 2023, approvato a dicembre dall’aula consiliare, dopo essere stato licenziato dalla Commissione Sanità, si pone in continuazione con la precedente programmazione sanitaria regionale, dato che non va a modificare le reti ospedaliere, gli Hub e gli Spoke, le reti cliniche e i centri di riferimento regionale, ma cerca di raccogliere le nuove sfide per la sanità, ovvero rispondere adeguatamente ai nuovi bisogni assistenziali. Innanzitutto, la presa in carico della cronicità: viviamo più a lungo ma anche con più patologie e quindi è necessario investire in questo campo. Poi, la non autosufficienza, che ha numeri importanti e che richiede un maggiore impegno. Ma la nuova programmazione sanitaria regionale è attenta a rafforzare il collegamento con il territorio, e già con la Legge n. 19/2016, che ha riformato la sanità veneta, abbiamo attribuito ai 26 Distretti che ci sono oggi in Veneto un ruolo importante e strategico sul territorio, di raccordo tra la parte sanitaria e quella territoriale”. “Quanto al nuovo ospedale di Padova le Schede Ospedaliere evidenziano come il percorso sia stato ormai avviato e che porterà alla costruzione, a Padova Est, di un Polo della Salute ad alta direzione univer-
sitaria e di forte specializzazione, all’avanguardia, che sarà punto di riferimento per la sanità anche oltre i confini regionali. E il Giustinianeo continuerà a essere l’ospedale cittadino; voglio rassicurare i padovani: non perderanno il loro ospedale di riferimento e il Sant’Antonio continuerà ad avere le stesse funzioni, almeno fino alla costruzione del nuovo ospedale”. “E l’autonomia porterà più assunzione di responsabilità e una maggiore possibilità di gestire, in modo diverso e più flessibile, le risorse che oggi abbiamo e i finanziamenti che arriveranno da Roma, per calibrare meglio investimenti e interventi sulle reali esigenze sanitarie espresse dai territori. Quando parliamo di autonomia pensiamo soprattutto al personale medico e infermieristico; oggi, di fronte alla drammatica carenza di medici, ben vengano tutti gli accorgimenti per reclutare più personale e che potranno rientrare nel pacchetto dell’autonomia rafforzata. La sanità veneta continuerà ad essere di eccellenza, forte della sua peculiarità, ovvero la forte integrazione tra parte sanitaria e sociale e la nuova programmazione rafforzerà questo felice connubio”. Manuela Lanzarin, Assessore regionale alla Sanità e al Sociale
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Un ambulatorio per la prevenzione della malattia mentale in adolescenti e giovani adulti L
a letteratura internazionale sostiene che oltremodo strategica per ridurre l’influenza circa il 75% di tutti i disturbi mentali negativa dello stigma che nonostante la buona insorge prima dei 24 anni ma di questi solo volontà, è ancora attivo nel rendere difficoltoso una minima percentuale arriva all’osservazione l’accesso dei giovani ai servizi di salute mentale. professionale, soprattutto nel caso della psicosi L’Ambulatorio di prevenzione malattia in cui una sintomatologia spesso poco visibile mentale, di cui è Responsabile la Dr.ssa Carla rende difficile la prevenzione, la diagnosi e Cremonese, offre un rapido accesso ai molti l’intervento precoce. giovani che attraversano momenti difficili Dopo circa un anno di sperimentazione, parte della loro vita o che presentano diverti tipi di quest’anno l’ambulatorio stress, ansia, depressione di Prevenzione in Malattia o altro, e non sanno a chi La valutazione Mentale rivolto ad rivolgersi. L’Ambulatorio, tempestiva per adolescenti e giovani adulti pensato per dare una per i quali si sospetti uno valutazione tempestiva ai i giovani tra i 15 stato mentale a rischio giovani tra i 15 e i 24 anni di disturbo psichiatrico che si dovessero trovare e i 24 anni è per maggiore. in situazioni di particolare il loro futuro L’Azienda Ospedaliera di complessità, permette di Padova ha aperto una nuova programmare un progetto strada con la proposta della Clinica Psichiatrica terapeutico e psicoterapeutico integrato e di aprire un innovativo Ambulatorio, uno tra i personalizzato, che coinvolge sia il paziente che primi in Italia, che si rivolge ad adolescenti e i suoi familiari. giovani adulti in uno spazio a loro dedicato. Uno dei primi segnali a cui prestare attenzione Tale scelta permette di accedere a valutazioni in questi casi, è un blocco del funzionamento e trattamenti specialistici in tempi brevi e risulta nella vita quotidiana come, per esempio,
Nuova cura contro il cancro: a inventarlo un italiano
difficoltà scolastiche non presenti prima, rifiuto di uscire o di vedere gli amici, un cambiamento del carattere o l’impossibilità di continuare un’attività lavorativa senza apparenti motivi. Questi cambiamenti repentini rendono ancora più evidente la necessità di fornire ad adolescenti e giovani adulti delle risposte che siano oltremodo rapide e specifiche. L’accesso all’Ambulatorio dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova avviene tramite richiesta di prima visita prescritta dal medico di base e con la successiva prenotazione dell’appuntamento alla segreteria della Clinica al numero 049/8213800 o e-mail: psichiatria3@ aopd.veneto.it. Costo previsto il ticket per visita ambulatoriale. Il percorso di valutazione prevede una prima visita con il giovane e almeno uno dei familiari (la presenza dei familiari è obbligatoria per i minori di 18 anni). Possono essere programmati successivi 3-4 incontri che si concludono con una relazione di restituzione sulla presenza o meno di uno stato a rischio e dell’eventuale proposta di progetto terapeutico integrato e personalizzato.
Veneto: troppi infortuni sul lavoro È
S
i chiama Gabriele Grittani, ed è lo scienziato italiano che ha messo a punto un sistema che brucia i tumori in un solo secondo da diverse angolazioni e a distanza millimetrica. Originario di Bari, oggi lavora nel Centro di ricerca ELI-Beamlines di Dolni Brezany, a pochi chilometri da Praga e la sua invenzione potrebbe rivoluzionare il modo di curare i tumori. Si tratta di una nuova specie di radioterapia con cui si brucerà letteralmente un cancro in un secondo grazie all’uso di fasci di elettroni generati via laser. Per ora si parla di un prototipo, mentre prende il via la fase sperimentale soprattutto nella cura delle neoplasie al polmone e alla prostata. La tecnica si basa sull’utilizzo di fasci di elettroni generati da un raggio laser e, se sviluppata con i dovuti test, potrebbe portare a delle svolte importanti in campo medico. Come? Attraverso una sorta di terapia basata sull’irraggiamento delle
masse tumorali in pochi secondi, effettuato con diverse sorgenti di elettroni ultra-energetici. In questo modo si parlerà di cure più rapide, meno invasive e più economiche. Il macchinario ideato al centro è già stato brevettato. Utilizza una tecnologia basata sugli elettron. Vengono coinvolte diverse sorgenti di elettroni ultra-energetici, disposti intorno alla zona tumorale. Ogni fascio di radiazione, così facendo, è orientabile secondo un angolo specifico, irraggiando il tumore in pochi secondi e in una dose inferiore di raggi per il paziente. Una terapia basata sugli elettroni, secondo i ricercatori, è migliore visto che sono più veloci e più leggeri; è sicuramente più rapida e porta vantaggi al paziente, perché è meno invasiva e più economica. Ora il prototipo sarà testato e, se i test saranno positivi come si aspettano i ricercatori, sarà possibile immetterlo sul mercato e iniziarne l’uso vero e proprio.
il Veneto, secondo il rapporto presentato a fine 2018 dall’Inail, la regione dove si registra il maggior incremento di incidenti mortali sul lavoro rispetto all’anno precedente. Nei primi 10 mesi del 2018 in regione sono state presentate all’istituto 100 denunce di morti sul lavoro, contro le 75 del 2017, con una crescita del 33,3%. Assai più che a livello nazionale dove il pur consistente incremento si attesta al 9,4%. La provincia più colpita è Verona (25 casi) seguita da Padova e Treviso (17), quindi Venezia (15), Vicenza (13), Belluno (7) e Rovigo (6). In crescita anche il numero complessivo degli infortuni sul lavoro che passano dai 62.423 del 2017 ai 63.755 del 2018, con un aumento del 2,13% (il dato nazionale registra un +0,2%). A livello provinciale, questa triste classifica è guidata da Verona (13.449), seguita da Vicenza (12.180), Padova (11.921), Treviso (11.264), Venezia (10.622), Belluno (2.305), Rovigo (2.014). Si riconferma dunque la particolare criticità del Veneto sul piano della sicurezza sul lavoro, Un tema su cui il sindacato si è mobilitato, a partire dalla straordinaria manifestazione di Padova dopo l’incidente ad Acciaierie venete, fino ad ottenere un tavolo e la successiva intesa
Da l gio 12 al 19 Mag I A T O MED S C O N T O I M su de l 1 0 % a. tutta la spes La nostra regione ha il triste primato degli incidenti mortali sul lavoro con la Regione. Si tratta ora di dare quanto prima attuazione a quegli impegni (a partire dal potenziamento degli Spisal) perché la drammaticità della situazione non concede spazi ad ulteriori dilazioni. Così come nelle imprese vanno rafforzate, anche attraverso la contrattazione, le misure di sicurezza e di prevenzione.
Come sottolinea il segretario della Cgil veneta, Christian Ferrari, “per la CGIL la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro rappresentano la priorità delle priorità”. E tali resteranno nell’iniziativa del sindacato veneto fino a quando non si sarà “cancellata definitivamente la vergogna di essere la prima Regione italiana per morti sul lavoro”.
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Salute
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Fisiomedic Srl - Con il Dott. Luca Londei parliamo della Chirurgia protesica dell’anca mini - invasiva S
iamo ritornati ad Oriago di Mira, al Poliambulatorio Fisiomedic Srl, struttura sanitaria privata certificata ISO 9001: 2015 operante da oltre 20 anni nel territorio e diretta dal dott. Moreno Torzoni, da alcuni anni stretto collaboratore del fondatore e amministratore del Poliambulatorio: Marco Tuzzato. Il direttore sanitario, che per Fisiomedic si occupa del servizio di ecografia e dell’ambulatorio specialistico di medicina dello sport di 1° livello, ci ha presentato il dott. Luca Londei specialista in ortopedia e traumatologia che si occupa anche di Chirurgia protesica dell’anca. Laureato in Medicina e Chirurgia a Padova e specializzato in Ortopedia e Traumatologia sempre a Padova, il dott. Londei è stato per circa 20 anni uno dei primi collaboratori del Dott. Sergio Candiotto, impegnato nella chirurgia protesica delle grandi articolazioni. Il dott. Londei, che per la chirurgia protesica dell’anca è in grado di adottare la tecnica mini invasiva con accesso anteriore, ci ha spiegato le peculiarità del tipo di intervento che si rende necessario quando l’articolazione non permette le più comuni attività quotidiane (ad es. indossare le calze) o quando non è più possibile controllare la sintomatologia dolorosa con
Il dott. Luca Londei
i farmaci o con la fisioterapia. Dott. Londei, perché adottare la tecnica mini invasiva per la protesi dell’anca? “La tecnica mini invasiva, oltre a permettere di ottenere una ridotta cicatrice cutanea, non va ad intaccare l’apparato muscolare. Con la via di accesso anteriore l’azione chirurgica si svolge infatti nell’intervallo tra i fasci muscolari che vengono quindi solamente spostati e non staccati. Questo permette un recupero post operatorio precoce ed indolore, nonchè una ridotta perdita di sangue, dimostrandosi quindi nettamente meno invasivo della tecnica tradizionale”.
E’ un intervento in anestesia generale? “L’intervento si esegue in anestesia spinale, interessando solo l’arto da operare. Dura circa 50-60 minuti e lascia una cicatrice alla radice della coscia di soli di 6-7 cm”. Quando il paziente può ritornare alle sue attività quotidiane? “Grazie alla tecnica mini invasiva si può avere un rapido ritorno alla vita normale ed eliminare antidolorifici con i loro potenziali effetti collaterali. Di solito rimuovo il drenaggio in 1° giornata e faccio iniziare la riabilitazione il giorno successivo con tecniche passive assistite; tra gli aspetti da segnalare c’è che la deambulazione è immediata e con carico completo. Possiamo dire che in 15/20 giorni il paziente ritorna alle sue attività quotidiane”. Si accorciano i tempi anche per la riabilitazione? “Naturalmente dipende dall’età e dallo stato generale del paziente, ma dopo un breve periodo di riabilitazione in regime di ricovero il paziente operato di protesi d’anca una volta a casa, prosegue la fisioterapia in regime ambulatoriale nei centri di fiducia. Io consiglio un protocollo precoce, da seguire a giorni alterni sotto stretto controllo fisioterapico. I pazienti seguiti in fisioterapia dal poliambulatorio Fisiomedic
Il dott. Moreno Torzoni
hanno il vantaggio di poter essere da me monitorati settimanalmente”. Per chi è indicato l’intervento con tecnica mini invasiva? “Tutti i pazienti possono trarre beneficio dall’accesso anteriore, in particolar modo il
Fisiomedic S.r.l. Dir. Sanitario Dott. Moreno Torzoni Medico Chirurgo Via Risorgimento 121/d 30034 Oriago di Mira VE Tel. 041429370 - www.fisiomedictuzzato.it
Alimentazione: stili di vita I
l termine dieta viene utilizzato per indicare un regime alimentare particolare ma significa anche attenersi ad uno stile di vita sano, caratterizzato da una nutrizione bilanciata alle esigenze biologiche del proprio organismo, dall’esercizio fisico quotidiano e da comportamenti adeguati, quali l’astensione dal fumo ed un utilizzo moderato dell’ alcool. Nel corso dei secoli l’alimentazione ha subito dei cambiamenti, in relazione alla disponibilità degli alimenti, alla conservazione ed alla trasformazione degli stessi ed alle esigenze nutrizionali. Si è passati da uno stato di necessità alla soddisfazione delle esigenze edonistiche, legate ad influenze genetiche, familiari e ad abitudini acquisite. Accanto alla riduzione della mortalità e dei casi di malnutrizione, in epoca odierna, risultano in crescente aumento l’obesità, l’ipertensione, le dislipidemie e soprattutto l’iperinsulinismo. I processi alimentari nelle primissima infanzia sono influenzati da fattori biologici e da specifici substrati costituzionali. L’influenza del latte materno, nella prevenzione del sovrappeso è in relazione a fattori ambientali e biologici; in seguito altre componenti, anche familiari, intervengono nel modulare le scelte del cibo. L’età prescolare, 3-5 aa, è molto importante per l’alimentazione; il bambino libero di servirsi la porzione da solo, in media, consuma meno cibo del coetaneo servito dal genitore. Caratteristica è la tendenza alla selettività, al rifiuto alimentare ed alla neofobia, ossia il timore o la ritrosia nei confronti dei cibi nuovi. Più avanti, 5-11 aa, hanno maggior rilevanza i fattori ambientali esterni, come la scuola e gli amici. Poi, 11-18 aa, la ricerca della propria identità induce i ragazzi al confronto e spesso allo scontro, con i modelli assimilati all interno del nucleo familiare. Da ciò si evince l’importanza dello sviluppo della crescita sino alla fase adulta e la conseguente capacità di saper invecchiare. Questo percorso di vita pone le basi, sin dalla nascita, alla prevenzione primaria e secondaria, per ottimizzare lo stato di salute, inteso come habitus fisico e mentale. Secondo l’O.M.S, circa 1/3 delle malattie cardiovascolari e cronico-degenerative e dei tumori (stomaco, colon-retto, mammella, fegato ecc.) potrebbe essere ridotto, in relazione ad una equilibrata e sana alimentazione composta da cereali, frutta e ortaggi, da carne, pesce, uova e legumi, da latte e derivati e dall’acqua.
1)I cereali: il grano, il mais, l’orzo, il farro, il riso e gli alimenti loro derivati, quali il pane la pasta, preferibilmente integrali. Questi apportano, oltre all’energia necessaria al nostro organismo, anche vitamine del complesso B, minerali e piccole quantità di proteine. 2) La frutta e gli ortaggi: ricchi di fibre, importanti per la digestione, ricchi di vitamine e minerali, essenziali per i processi fisiologici ed antiossidanti, responsabili dell’ azione protettiva. 3) La carne, il pesce, le uova ed i legumi: assolvono al compito di fornire le proteine responsabili di molteplici funzioni biochimiche tra le quali l’ immunità, l’assorbimento di alcune vitamine e di alcuni antiossidanti. Un insufficiente apporto di proteine, può compromettere queste funzioni oltre a ridurre la massa muscolare. Un eccesso, invece, viene trasformato in grasso i cui metaboliti finali, possono provocare problematiche renali ed epatiche. Le carni rosse, contenendo una maggiore quantità di grassi saturi e di colesterolo, devono essere consumate con moderazione, 1-2 volte alla settimana, Il pesce, ricco di omega 3, risulta protettivo nei confronti di tutto il sistema cardio-vascolare e l’assunzione consigliata è di 2-3 volte alla settimana. I legumi, ricchi di fibre e di proteine vegetali, associati ai carboidrati sopperiscono ad un primo e ad un secondo piatto. 4) Il latte ed i derivati, ricchi di calcio, risultano importanti nella costituzione delle ossa. Sono consigliati il latte scremato ed i latticini a basso contenuto di grassi. 5) L’acqua, meglio il “ bilancio idrico”, è fondamentale in uno stato di buona salute sia a breve, medio che a lungo termine e se ne consigliano 2 litri al giorno, salvo altre indicazioni). Da tutto ciò consegue che l’interazione sinergica tra gli stili di vita, l’informazione e l’educazione alimentare, possono assolvere ad un’attenta e consapevole prevenzione nei confronti di molti processi patologici. Dott. Francesco Sacco - Medico Chirurgo Specialista in Ostetricia e Ginecologia Via F. Borromini 11 - Mira tel. 041 421836 - frasamed@libero.it
paziente obeso, in quanto la zona anteriore dell’anca non ha particolari accumuli di adipe e risulta quindi più semplice eseguire la sostituzione protesica”. Dott. Londei, come vede il futuro della chirurgia dell’anca? “Il futuro prossimo è la tecnica mini invasiva robot assistita dove, grazie alla TAC tridimensionale e ad una complessa elaborazione tramite computer, il chirurgo andrà ad impiantare la protesi praticamente fatta su misura per il paziente”. Noi della redazione de La Piazza siamo stati molto lieti di avervi potuto presentare un eccellente centro medico polispecialistico ormai punto di riferimento per i pazienti e per i medici di medicina generale del comprensorio e ringraziamo il titolare Marco Tuzzato di averci permesso un amichevole incontro con alcuni degli apprezzati medici specialisti operanti nella struttura.
Veneto: troppi infortuni sul lavoro
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il Veneto, secondo il rapporto presentato a fine 2018 dall’Inail, la regione dove si registra il maggior incremento di incidenti mortali sul lavoro rispetto all’anno precedente. Nei primi 10 mesi del 2018 in regione sono state presentate all’istituto 100 denunce di morti sul lavoro, contro le 75 del 2017, con una crescita del 33,3%. Assai più che a livello nazionale dove il pur consistente incremento si attesta al 9,4%. La provincia più colpita è Verona (25 casi) seguita da Padova e Treviso (17), quindi Venezia (15), Vicenza (13), Belluno (7) e Rovigo (6). In crescita anche il numero complessivo degli infortuni sul lavoro che passano dai 62.423 del 2017 ai 63.755 del 2018, con un aumento del 2,13% (il dato nazionale registra un +0,2%). A livello provinciale, questa triste classifica è guidata da Verona (13.449), seguita da Vicenza (12.180), Padova (11.921), Treviso (11.264), Venezia (10.622), Belluno (2.305), Rovigo (2.014). Si riconferma dunque la particolare criticità del Veneto sul piano della sicurezza sul lavoro, Un tema su cui il sindacato si è mobilitato, a partire dalla straordinaria manifestazione
di Padova dopo l’incidente ad Acciaierie venete, fino ad ottenere un tavolo e la successiva intesa con la Regione. Si tratta ora di dare quanto prima attuazione a quegli impegni (a partire dal potenziamento degli Spisal) perché la drammaticità della situazione non concede spazi ad ulteriori dilazioni. Così come nelle imprese vanno rafforzate, anche attraverso la contrattazione, le misure di sicurezza e di prevenzione. Come sottolinea il segretario della Cgil veneta, Christian Ferrari, “per la CGIL la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro rappresentano la priorità delle priorità”. E tali resteranno nell’iniziativa del sindacato veneto fino a quando non si sarà “cancellata definitivamente la vergogna di essere la prima Regione italiana per morti sul lavoro”.
La novità per la chirurgia della cataratta, cos’è la ZEPTO-CATARATTA? N
onostante la cataratta abbia raggiunto ormai una maturità chirurgica e tecnologica, la ricerca prosegue sempre ed affianca novità che migliorano le prospettive visive del paziente e la sicurezza dell’atto chirurgico. L’intervento di cataratta consiste nella sostituzione del cristallino naturale che si è opacizzato con il passare del tempo. Durante l’intervento viene conservato il contenitore del cristallino (Capsula) che viene solamente svuotato e per realizzare questo, viene creato un foro nella capsula anteriore del cristallino per poi entrare con uno speciale ago ad ultrasuoni ed aspirare il contenuto opaco (vedi immagini a fianco). È proprio l’apertura del cristallino il passaggio più delicato dell’intervento: noi dobbiamo infatti essere sicuri che il foro creato sia rotondo, centrato sulla pupilla, regolare e del diametro voluto. Purtroppo, manualmente non è sempre possibile rispettare queste condizioni. L’ultima novità in tal senso giunge dalla California e si chiama ZEPTO (dispositivo per la capsulotomia di precisione ad impulsi). Presso il centro Sekal Microchirurgia Rovigo abbiamo effettuato il primo intervento chirurgico in Italia con tale strumento. Zepto è un dispositivo chirurgico di ultima generazione che permette di effet-
tuare un’apertura rotonda e ma soprattutto resistente in soli 4 millisecondi. Infatti, a differenza del noto laser a femtosecondi, il taglio generato con lo Zepto è estremamente più resistente, garantendo un profilo di sicurezza maggiore per questo intervento chirurgico.
Immagine 2: Strumento Zepto all’interno dell’occhio, la punta circolare di tale strumento genera un taglio perfettamente circolare e resistente.
Immagine 1: Fasi chirurgiche dell’intervento convenzionale di cataratta
Lo strumento è stato creato per essere posizionato nella parte anteriore interna dell’occhio a contatto del cristallino (vedi immagine) mediante una piccola apertura di circa 2mm venendo inserito e sfilato una volta terminata la procedura. Il vantaggio
di avere un foro rotondo e centrale nel sacco capsulare, è quello di migliorare la stabilità del cristallino artificiale (o lente intraoculare) che verrà inserito, aumentando la sicurezza dell’intervento e la qualità della visione che ne risulta. Lo strumento è composto da Nitilon una lega metallica
di ultima generazione usato in ingegneria areonautica che sfrutta le qualità elastiche e conduttive di Nichel e Titanio. IL Nitilon permette dunque di trasmettere corrente alla punta dello strumento che vaporizzando le molecole di acqua crea un taglio netto e circolare della parte anteriore del cristallino. Non solo, ciò che è stato osservato è che il bordo di questo taglio è ispessito. Questo fa si che si riducano i rischi di eventuali complicanze intraoperatorie che possono penalizzare l’intervento chirurgico ed il risultato postopertatorio. L’avanzare delle nuove tecnologie regala piacevoli sorprese di giorno in giorno, è importante ricordare però che l’intervento di cataratta non deve essere in alcun modo sottovalutato ma affrontato con raziocinio e serietà.
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Scegliere come mangiare: incontri gratuiti per chi vuole imparare a farsi del bene Ciclo di appuntamenti gratuiti ad Affidea Poliambulatorio Morgagni, che avranno l’obiettivo di fornire, in modo semplice e diretto, le conoscenze necessarie e gli strumenti pratici per dare una svolta alla nostra personale prospettiva di salute
I
l Relatore degli incontri sarà il dott. Filippo Brocadello, medico, specialista in scienza dell’alimentazione e fitoterapeuta, che da diversi anni promuove programmi di educazione alimentare dedicati anche a insegnanti, genitori e alunni della scuola primaria. L’obiettivo è quello di promuovere uno stile di vita sano, caratterizzato da una corretta alimentazione, fornendo le competenze che consentono di mettere in atto anche vere e proprie strategie di prevenzione, nei confronti delle principali patologie cronico-degenerative. Le riunioni inizieranno nel mese di maggio e affronteranno tematiche d’attualità legate al mondo dell’alimentazione (veganesimo, vegetarianesimo, intolleranze), con uno spazio dedicato a domande e dubbi, che potranno essere chiariti nel tempo dedicato al dibattito. Il primo incontro dal titolo: ”Dieta vegetariana e vegana: non solo moda” si terrà il 9 maggio dalle ore 18.30 -20. Il medico spiegherà come gestirsi in modo equilibrato tra motivi di salute, eti-
co-ambientali e rispetto per gli animali; come acquisire tutte le informazioni corrette, per governare le proprie decisioni e mantenere fede alle proprie idee, ma senza correre il rischio di farsi del male. Il secondo si terrà il 30 Maggio (ore 18.30- 20) ed affronterà il tema delle intolleranze alimentari. L’intolleranza alimentare è la tendenza a sviluppare ipersensibilità verso una sostanza o un alimento. Può insorgere a qualunque età, oppure si può essere intolleranti da sempre, o solo in alcuni periodi della vita. Questo può accadere anche senza che una vera e propria sintomatologia sia manifesta. I sintomi dipendono dalla quantità e dalla frequenza con cui si assume l’alimento e compaiono quando si raggiunge una soglia critica. Questo tipo di reazione può essere mediata da meccanismi immunologici con produzione di immunoglobuline di tipo IgG e rispetto alle allergie si sviluppa più lentamente. L’allergia, a differenza dell’intolleranza, è una reazione rapida e violenta che si scatena in poco tempo (minuti o ore).
Appena l’antigene alimentare entra in contatto con il sistema immunitario, si attiva la cascata immunologica che culmina con la produzione di immunoglobuline di tipo IgE, che determinano la fuoruscita di istamina e di altri mediatori chimici dell’infiammazione, che possono causare i loro effetti a livello di mucosa intestinale, oppure diffondendosi in altri distretti corporei. Il 20% della popolazione generale ritiene di essere affetto da un’allergia o da un’intolleranza alimentare, spesso però la diagnosi viene confermata solo in un decimo di questi soggetti. È importante fare chiarezza per saper distinguere le une dalle altre. Il Dott. Brocadello durante l’incontro ci aiuterà a capire quali sono i metodi davvero efficaci per diagnosticare un’intolleranza per evitare inutili diete restrittive o di esclusione e meglio capire cosa significa davvero essere intolleranti. Gli incontri sono gratuiti, ma a numero chiuso. È necessario iscriversi: Poliambulatorio Morgagni - T. 049 8787479 - info.morgagni@affidea.it
Dott. Filippo Brocadello - medico specialista in scienza della alimentazione Unix Poliambulatorio - P.zza G. Dossetti, 1 - Piove di Sacco PD - tel. 049/9708688 - info.unixpoliambulatorio@affidea.it
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V Nepal, sul tetto del mondo
olare sull’Everest accarezzandone con lo sguardolaà vetta, fino a quel momento metafora dell’impossibile. E invece eccola lì, oltre l’oblò dell’aereo, la montagna più alta del mondo: l’Everest, regina dell’Himalaya… bella e possibile, fianchi immacolati e postura altera. “Conquistata” dall’alto e non dal basso, arrivando dal cielo e non dai faticosi sentieri di roccia su cui rischiano la vita gli alpinisti. Non è la stessa cosa, ma andare in Nepal senza poter contemplare da vicino la bellezza ammaliante di uno o più di questi giganti sarebbe un controsenso. Il Nepal racchiude nel suo piccolo territorio (che è la metà di quello dell’Italia) otto dei 14 “ottomila” della Terra, quelli che Reynold Messner ha conquistato uno alla volta senza l’ausilio del respirato-
di Renato Malaman
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re. L’Everest, con i suoi 8.848 metri, sorprende per le sue forme armoniche. Sembra una piramide bianca attorniata da tanti altri templi di ghiaccio che sfidano l’eternità. Una visione maestosa. Volare sull’Everest costa dai 150 ai 200 euro, dipende da dove si parte e con quale compagnia aerea. E’ un volo assolutamente “bello e possibile” – nonché sicuro - perché effettuato con aeromobili che in genere vengono utilizzati anche per i voli di linea. L’Everest è la ciliegina sulla torta del volo, ma durante il tragitto lo sguardo è catalizzato dalle tante altre vette che fanno da corona alla regina, conquistata – ricordiamo - per la prima volta nel 1953 dal neozelandese Edmund Hillary e dallo sherpa nepalese Norgay Tenzing. continua alla pag. seguente
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Nepal, sul tetto del mondo
In volo sull’Everest e sui templi dalle grandi cupole, dove lo spirito allarga i propri orizzonti seguendo l’onda emotiva di una ritualità antica. L’Himalaya e Kathmandu: due anime di uno stesso mondo, sospeso tra profondità e mistero di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente
Q
uello sull’Everest è uno dei tanti voli che tentano il visitatore in Nepal. Talvolta non servono le ali di un aeroplano, ma semplicemente quelle dello spirito. L’anima del Nepal è soprattutto nei suoi templi. Tanti e grandi, buddhisti e induisti, luoghi che avviluppano lo spirito e suscitano interrogativi esistenziali… Lo stupa candido di Boudhanat (patrimonio Unesco) domina lo skyline di Kathmandu dall’alto dei suoi 36 metri: l’immensa cupola, da cui si dipanano nastri di bandierine e su cui vegliano i grandi occhi di Buddha, sembra abbracciare la città. Un gigantesco Mandala capace di catturare l’attenzione anche dei visitatori più distratti. L’arrivo in Nepal di molti profughi del vicino Tibet ha contribuito alla costruzione di una cinquantina di monasteri intorno al tempio. E a tanti altri in tutto il Nepal. Anche il complesso di Swayambhunath, o Tempio delle Scimmie, esercita un forte magnetismo nel visitatore: è una delle principali mete di pellegrinaggio del Nepal. In alcuni di questi templi il compianto Bernardo Bertolucci ha girato alcune scene del suo film “Il piccolo Buddha”. Ma il luogo che più rimane marchiato a fuoco nella memoria è Pashupatinath, l’area rituale in riva al fiume Bagmati dove da secoli avvengono le cremazioni dei defunti. Le pire ardono una accanto all’altra, 24 ore su 24 dopo una lunga preparazione della salma. Solo il crepitare del fuoco rompe il silenzio. Il Nepal è ancora un paese povero. Restano aperte le ferite del devastante terremoto che lo ha messo in ginocchio quattro anni fa. La capitale Kathmandu, esclusa la parte monumentale, sembra vivere in un caos indistinto. Un girone infernale dove le strade sono alvei di un flusso continuo e disordinato di persone e cose, di speranze e frustrazioni. Un moto perpetuo dove il degrado è accentuato dai danni del terremoto. Eppure nell’insieme tutto ciò esprime vita, colore, emozioni forti. Un altro Nepal è quello di montagna, quello di Pokhara soprattutto, la città – che ormai si può definire turistica – da dove partono tutte le
Il paese si sta lentamente riprendendo dai danni del terremoto del 2015 A Pokhara il turismo escursionistico ha trovato la sua capitale. Al Chitwan National Park la natura si è presa la rivincita sugli errori del passato
NELLA FOTO COPERTINA UNA VEDUTA DELL’EVEREST VISTO DALL’ULTIMO CAMPO BASE, CON IN PRIMO PIANO LA BANDIERA NEPALESE E I SIMBOLI DEL BUDDHISMO TIBETANO. SOTTO: BARCHE SUL LAGO DI POKHARA, UN PICCOLO MONACO IN UN MONASTERO SEMPRE A POKHARA E IL RARO RINOCERONTE BIANCO AL CHITWAN NATIONAL PARK. IN QUESTA PAGINA, NELLA FASCIA ALTA: UNO SCORCIO DI KATHMANDU, L’EVEREST, IL TEMPIO DI PASHUPATINATH CON LE PIRE DELLE CREMAZIONI DEI DEFUNTI, UN’ALTRA IMMAGINE DEL PARCO DI CHITWAN E IL TEMPIO DELLE SCIMMIE A KATHMANDU. SOTTO: UNA DIVINITÀ IN UN TEMPIO INDU, UN COLORATISSIMO MANDALA TIBETATO E LA GRANDE CUPOLA DEL TEMPIO BOUDHANAT A KATHMANDU, LA PIÙ ALTA DEL MONDO. SOTTO UN ALTRO TEMPIO NELLA CAPITALE E STEFANO GENTILE, RISTORATORE VENEZIANO CHE HA APERTO DUE LOCALI A POKHARA.
escursioni dirette sull’Annapurna, un’altra vetta-monumento dell’Himalaya nepalese. Pokhara ha un dinamismo tutto suo, tanto da attirare anche investitori stranieri. Stefano Gentile, veneziano, 52 anni, è uno di loro. Aveva un ristorante famoso agli Alberoni del Lido di Venezia, ora ne ha due in questa città nepalese: il Med5 e il Caffè Concerto. Sta dimostrando – incredibile ma vero – che la pizza e la pasta piacciono anche a queste latitudini, spezzando la monotonia dei cibi speziati che solitamente caratterizzano la cucina nepalese. Cucina che ha tuttavia il merito di essere molto ‘vegan’ e quindi anche leggera. Alcuni tour operator italiani stanno pure investendo sulla destinazione Nepal. I Viaggi dell’Elefante, ad esempio, vi ha già costituito una rete di servizi capillare. Le presenze italiane sono in aumento. Un’altra faccia del Nepal è quella tropicale. Quella che non ti aspetteresti ai piedi delle grandi montagne. Il Parco Nazionale di Chitwan ha trasformato un’ex riserva di caccia (dove gli inglesi negli anni ’30 hanno commesso delle esecrabili carneficine di ani-
mali rari) in un eden protetto di quasi mille chilometri quadrati, Patrimonio dell’Umanità dal 1983. Regno di colonie di animali a rischio di estinzione, come il rinoceronte indiano a corno unico, l’orso labiato o la famosa tigre del Bengala. Vi hanno trovato il loro habitat elefanti e ippopotami, cervi e antilopi. Ben 43 specie di mammiferi e 450 di uccelli. Nepal difficile da decifrare dunque, sembra tanti paesi in uno. Eppure nel macrocosmo del sub continente indiano questo paese - che da sempre soffre la pressione di Cina e India, per opposti interessi geostrategici – difende con orgoglio la propria identità e la propria autonomia, culturale e politica. Non solo, ma ha contribuito non poco a difendere anche quella tibetana, dopo la diaspora causata dall’occupazione cinese del Tibet. Un paese dal cuore antico che ancora deve trovare la propria strada per il futuro e le soluzioni giuste per sconfiggere una povertà endemica, ma che sa trasmettere un messaggio di pace universale, attraverso i suoi templi e le sue grandi montagne. Le più alte del pianeta.
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Food & Drink DOC GARDA, UN BACINO DI 10 ECCELLENZE CHE SI SPECCHIANO SUL LAGO
I CJARSÒNS, LA TRADIZIONE DELLA CARNIA Domenica 9 giugno 2019, a Sutrio, festa golosa fra i monti del Friuli per conoscere gusti, forme ed ingredienti di questo gustoso raviolo carnico che vanta oltre 50 variazioni Hanno radici lontane ed esotiche i Cjarsòns, sorta di golosi ravioli, piatto simbolo della Carnia, intatte montagne friulane le cui valli sono state solcate da tempo immemorabile da commerci, passaggi di persone, culture ed idee dal mare Adriatico ad Oltralpe, verso le attuali Carinzia e Baviera. La loro origine è legata ai cramârs, i venditori ambulanti di spezie che, dal ‘700, attraversavano a piedi le Alpi per vendere nei paesi germanici la loro preziosa ed esotica mercanzia acquistata a Venezia e riposta nella crassigne, una sorta di piccola cassettiera di legno che portavano a mo’ di zaino sulle spalle. Quando tornavano a casa, era festa grande e le donne preparavano i Cjarsòns, agnolotti di pasta di patate con ripieno a base di ricotta impastata con una ricchissima varietà di ingredienti: spezie, frutta secca, uva sultanina, aromi orientali, erbe aromatiche... quanto insomma rimaneva sul fondo dei cassetti della crassigne. Ancora oggi in Carnia moltissime sono le ricette dei Cjarsòns, il cui ripieno varia non solo da paese a paese ma anche da famiglia a famiglia;
se ne contano oltre 50 variazioni. Ogni massaia, ogni ristorante ne ha la propria, utilizzando al meglio la dispensa e abbinando alle spezie ingredienti freschissimi quali mele, patate, spinaci, uvetta, mentuccia, erbe primaverili. Tocco finale, il condimento: una semplice spolverata di scuete fumade (ricotta affumicata) e ont (burro fuso). A questa golosità è dedicata in giugno ogni anno a Sutrio (incantevole borgo ai piedi del monte Zoncolan) la festa “I Cjarsòns, la tradi-
zione della Carnia”. Quest’anno l’appuntamento è per domenica 9 giugno. Passeggiando fra le 10 isole di degustazione allestite negli angoli più caratteristici del paese, si potranno gustare i sapori inconsueti di questa pietanza e conoscere le diverse anime che caratterizzano un cibo d’origine sicuramente povera, ma complesso e ricco d’ingredienti quanto un piatto di alta ristorazione. 10 paesi, in rappresen-
tanza di tutte le vallate della Carnia, proporranno ciascuno la propria ricetta tradizionale. Si potranno così degustare cjarsòns salati o dolci, insaporiti da erbe primaverili o da piccole scaglie di cioccolato, con melissa e cipolla oppure con pere secche e carrube, accompagnati ai più pregiati vini di grandi aziende friulane, selezionati per l’occasione.
Per vivere a pieno la festa, si può alloggiare a Sutrio a Borgo Soandri, l’albergo diffuso con le stanze (o meglio mini appartamenti con cucina arredati di tutto punto) ricavate dalla ristrutturazione di antiche case del paese. Per l’occasione, è stato messo a punto un Pacchetto weekend Festa dei Cjarsòns (info: www.albergodiffuso.org).
Da qualunque punto lo si guardi, il lago di Garda appare lo specchio di una storia millenaria, di cultura e sapiente trasformazione e valorizzazione di materie prime di altissima qualità. Questo bacino, il più grande d’Italia, è il fulcro di denominazioni d’eccellenza, che si susseguono tra castelli, piccoli pittoreschi porticcioli e borghi in cui il tempo sembra essersi fermato. In questi declivi ricamati di vigneti, in un entroterra che regala suggestioni uniche, ha le sue radici la Doc Garda, un’area di produzione che si estende dalla Valtènesi alla Valpolicella, dalle rive del Mincio al capoluogo Scaligero; un territorio prevalentemente collinare attorno al lago. Riconosciuta nel 1996, la Doc Garda è nata con lo scopo di valorizzare i vini varietali provenienti dalle produzioni di 10 denominazioni dell’area gardesana, tra la Lombardia e il Veneto. La superficie vitata di questa denominazione è pari a 31.000 ettari, la maggior parte dei quali coltivati in provincia di Verona (27.889) mentre i rimanenti 3.211 ettari si dividono tra le province di Mantova e Brescia. In questo grande anfiteatro naturale, trovano terreno fertile tutti i vitigni coltivati nell’areale veronese, dell’alto mantovano e del benaco bresciano con particolare rappresentatività per le cultivar Garganega, Chardonnay, Pinot grigio, Corvina e Merlot. Nella produzione delle tipologie bianco, rosso e rosè, oltre ai cinque vitigni più rappresentativi è possibile utilizzare le varietà tradizionalmente coltivate nelle dieci denominazioni. Tra questi lo spumante come tipologia centrale della denominazione che va a riunire come denominatore comune, quei sette milioni di bottiglie che sono già spumantizzate in zona sotto vario nome. Un territorio con una storia così importante ha saputo maturare nei secoli la capacità di interpretare i gusti del suo tempo. Non lo dimostrano solo castelli e pievi di grande valore architettonico, ma anche un’enogastronomia che dall’olio al pesce di lago - è riuscita a conservare la sua identità ed autenticità. Oggi è altissima l’attenzione alle bollicine da degustare a tutto pasto o in un momento come l’aperitivo, icona contemporanea dell’Italian Style. Questo nuovo orizzonte, maturato in un contesto di attenzione all’ambiente e valorizzazione del patrimonio paesaggistico locale, è una delle sfide più importanti del Consorzio di Tutela che ha portato a termine la modifica del disciplinare di produzione con l’inserimento della tipologia spumante bianco che per decreto deve riportare in etichetta il solo nome della denominazione “GARDA”.
Appuntamenti
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Biennale danza, 10 giorni di festival a Venezia
Verona, Etiopia: un viaggio oltre il mito
Treviso, Da Vinci Experience
Dal 21 al 30 giugno
Fino al 30 giugno
Fino al 4 agosto
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l 13° Festival Internazionale di Danza Contemporanea, diretto da Marie Chouinard, si svolgerà dal 21 al 30 giugno 2019 con numerosi appuntamenti quotidiani. Dieci giorni con 29 spettacoli di 22 coreografi e compagnie da tutto. Cinque le prime assolute, 9 quelle nazionali e 8 gli interventi inediti creati per il teatro all’aperto nel cuore della città; numerosi incontri con gli artisti; un ciclo di film: tutto negli spazi dell’Arsenale –Teatro alle Tese, Teatro Piccolo Arsenale, Sale d’Armi, Giardino Marceglia – ma anche al Teatro Malibran e in Via Garibaldi. Sono i Leoni, artisti che condividono strategie compositive originali e un approccio multidisciplinare alla danza, alfieri di un’idea estesa e “permeabile” di questa disciplina, a dare il via il 21 giugno al Festival e a marcarne la fisionomia. Alessandro Sciarroni, Leone d’Oro alla carriera, artista di formazione “mista” tra arte, teatro e coreografia è a Venezia con Your Girl, spettacolo-rivelazione, e
Augusto, dove la pratica fisica e vocale attraverso la quale viene concesso agli interpreti di esprimersi è esclusivamente quella della risata a oltranza. Anche Steven Michel – con studi di mimo, danza, percussioni – e Théo Mercier – formato alle arti visive e alla regia – Leoni d’Argento, si incontrano nell’intersezione tra arte e coreografia, frutto di processi di costruzione simili ma con strumenti diversi: da una parte il corpo e dall’altra gli oggetti. L’intero programma su: https://www. labiennale.org/it/danza/2019
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’Etiopia, abitata dai primi uomini apparsi sul pianeta custodisce siti archeologici di ammaliante bellezza, come le chiese cristiane del XII-XIII secolo scavate nella roccia a Lalibela o gli obelischi dell’antica città in rovina di Aksum. Secoli e secoli da allora il Museo di Storia Naturale di Verona riprende il filo di quella narrazione fantastica, ripercorrendone i passi attraverso il potere evocativo degli oggetti della sua collezione etnoantropologica, le testimonianze librarie conservate presso la Biblioteca della Società Geografica lasciate nei secoli da audaci esploratori che dalle infinite meraviglie di quelle terre sono stati ammaliati, insieme alle suggestive fotografie e ai video di Carlo e Marcella Franchini (Caluma), che nell’Etiopia di oggi hanno saputo cogliere vivida e onnipresente l’antica bellezza.
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ell’ambito delle celebrazioni del 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci, la città di Treviso ospita Da Vinci Experience, il più celebre e visitato percorso multimediale immersivo dedicato al grande genio rinascimentale. La mostra, prodotta da Crossmedia Group, sarà in programma nella Sala Borsa della Camera di Commercio di Treviso fino al 4 agosto 2019. L’evento, propone un format innovativo che guida il pubblico in un itinerario emotivo dentro alle opere, ai progetti, alle visioni, dell’uomo che più di ogni altro ha saputo farsi interprete delle ambizioni antropocentriche dell’umanesimo, applicando il suo genio in innumerevoli ambiti: Leonardo fu in vita pittore, poeta, anatomista, architetto, musicista, ingegnere civile e militare, filosofo, studioso di botanica, nonché cultore di altre e più disparate materie. Cuore del percorso sensoriale presentato al Palazzo della Camera di Commercio è l’area immersiva. Qui si
dispiega, a 360 gradi e sul pavimento della sala, un inedito racconto di 35 minuti circa con immagini proiettate continuativamente in loop, integrato dalla diffusione circolare della trascinante colonna sonora originale. Arricchiscono il percorso della mostra infografiche e installazioni video, l’esposizione di dieci modelli di macchine leonardesche. Inoltre, al Palazzo della Camera di Commercio sono allestite otto postazioni per l’esperienza di realtà virtuale 3D con gli Oculus della durata di 7 minuti c.a.
Informazione pubbliredazionale a cura di Azienda sant’Ilario
ECONOMIA CIRCOLARE: BIOMETANO DALLA FRAZIONE ORGANICA In crescita del 9% la domanda di biocarburanti entro il 2040 anni Ottanta? Nella scena finale ‘Doc’, il geniale inventore della macchina del tempo cerca tra i rifiuti per rifornire la sua DeLorean. Quello che nel 1985 anno di uscita del film nelle sale cinematografiche - sembrava pura fantascienza, oggi è diventato realtà.
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a oggi al 2040 la quota di vetture alimentate con biocarburanti crescerà del 9% a livello mondiale. In Italia negli ultimi 10 anni, 1.200 aziende hanno investito oltre 4,5 miliardi di euro nel biometano. Grazie alla crescente sensibilità dei cittadini nei confronti della raccolta differenziata, in Veneto un’azienda è già riuscita nell’impresa di ricavare biometano dai rifiuti organici. Il tema, quanto mai attuale, traina una rivoluzione green che ci
dice che il trend nei prossimi anni sarà questo: diminuirà la richiesta di auto che si muovono a benzina o diesel. Aumenteranno i veicoli che si muovono con i biocarburanti tra cui il biometano. E’ un inarrestabile processo trainato da due concetti chiave: “economia circolare” e “sviluppo sostenibile”. Ricordate il film “Ritorno al futuro”, primo episodio di una trilogia fantascientifica che ottenne un enorme successo a livello mondiale e divenne un’icona degli
Chi fa già il biometano a partire dal rifiuto organico
Già S.e.s.a., azienda estense all’avanguardia nella creazione di energia pulita, è riuscita nell’impresa ricavando biometano dagli scarti di cucina da raccolta differenziata. Questo importante traguardo è stato raggiunto nel 2016 e da allora la tecnologia ha permesso un costante miglioramento, al punto che nel 2018 il biometano prodotto nello sta-
bilimento ha garantito un risparmio di utilizzo pari a 3 milioni di litri di gasolio, con importanti vantaggi sotto il profilo ambientale. La creazione di biometano avviene attraverso un procedimento naturale che pone S.e.s.a. all’avanguardia in Europa e nel mondo, al punto che gli stabilimenti della società di Este sono stati meta di numerose visite di delegazioni provenienti da
tutte le parti del mondo per studiare questo modello.
Non solo rifiuto organico ma anche scarto agricolo Recentemente Piero Gattoni, presidente del Cib (Consorzio italiano biogas) ha dichiarato che «l'attuale Governo è sensibile ai nostri valori ma, purtroppo, dob-
biamo segnalare l'esistenza di cortocircuiti burocratici che continuano a bloccare lo sviluppo del nostro settore, imponendo, ad esempio, delle restrizioni assurde sul fronte dell'alimentazione dei biodigestori e impedendo, di fatto, le riconversioni degli impianti esistenti dalla produzione di biogas per la produzione elettrica a quella di biometano per i trasporti».
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Grandi eventi Autodromo di Adria
Hashtag Music Festival Student Edition Una grande festa studentesca inaugura l’estate dei giovani l’8 giugno presso la Music Arena di Adria International Raceway
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ontinua la stagione dei grandi eventi musicali all’Autodromo di Adria, già leader in Italia nell’attività motoristica nazionale ed internazionale. Dopo i recenti successi riscossi con gli eventi di ottobre e di marzo scorso, continua e si consolida la collaborazione tra Adria International Raceway – Autodromo di Adria e Give Emotions, agenzia titolare del marchio Hashtag Music Festival e promoter di altri format musicali. In occasione della prima data estiva del Tour di Hashtag Music Festival, l’8 giugno 2019 presso la Music Arena di Adria International Raceway si terrà una grande festa studentesca, nel giorno della fine delle scuole per le vacanze estive. Hashtag Music Festival Student Edition porterà un’importante offerta artistica pensata ad hoc per questo tipo di pubblico e renderà l’evento dell’8 giugno un appuntamento imperdibile, per festeggiare al meglio la fine della scuola nella bellissima location all’interno dell’Autodromo di Adria! Una grande area giochi estiva immersa nel verde accoglierà gli studenti dal primo pomeriggio, con tanti gonfiabili a disposizione
per tutta la durata dell’evento. E sempre dal pomeriggio avrà inizio la lunga festa musicale, con tre format di rilevanza nazionale, per la prima volta assieme proprio ad Adria: Holi Color Explosion, ScuolaZoo e Hashtag Music Festival creano infatti un’offerta musicale del tutto inedita. Tre format molto apprezzati dunque dal pubblico giovane e celebri per la grande animazione ed il grande coinvolgimento che portano con la loro musica. Per tutto l’evento inoltre si alterneranno giovani musicisti, dj, performer e ballerini in un contest che vedrà poi un vincitore per categoria. Momento clou della serata sarà di certo l’esibizione di Edmmaro, importante musicista e produttore, che darà il via ad Hashtag Music Festival nella Music Arena di Adria International Raceway. Sarà un week end di emozioni e passioni all’Autodromo, che in contemporanea ospiterà la XV edizione di Fashion and Tuning, il più grande evento e raduno di auto tuning a livello nazionale. Saranno presenti i migliori prototipi a livello europeo di auto tuning, si
terranno le gare di accelerazione ed il Trofeo Polini. Hashtag Music Festival, importante festival musicale in auge in Veneto da molti anni e di richiamo per il pubblico della zona, continua a far ballare, cantare e divertire il pubblico, con le esibizioni live dei suoi resident dj, delle coreografie di ballerini professionisti e dei performer. Forte dei grandi successi invernali proprio all’Autodromo ed anche grazie alla nascita della sua declinazione “Hashtag In The Club”, questo importante festival apre il suo tour estivo proprio l’8 giugno ad Adria, per continuare poi l’estate musicale a Montegrotto a luglio, a Cavarzere i primi di Agosto, a Caorle a Ferragosto, a
Porto Tolle a fine agosto e a Padova i primi di settembre. E la data dell’8 giugno non sarà solo la prima tappa del Tour, ma darà inizio anche ad un importante progetto solidale, per il quale Hashtag si impegna a raccogliere quanti più fondi possibili. Hashtag Music Festival Tour 2019 appoggia e vuole finanziare la costruzione ed il mantenimento di un pozzo di acqua in Costa d’Avorio, a sostegno di un progetto delle Associazioni Bakanklò e I Calabroni. Per questo ad ogni data Hashtag Music Festival raccoglierà il contributo di quante più persone possibili, per dare il via al più presto alla realizzazione di pozzi di acqua, un piccolo grande sogno che accomuna lo staff organizzativo del festival.
Giardini Aperti al Castello di Spessa a Capriva del Friuli
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opo il successo di Castelli Aperti, il Castello di Spessa di Capriva del Friuli apre al pubblico il suo parco secolare e i suoi giardini all’italiana. L’appuntamento è per domenica 19 maggio, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 19.30, in occasione di Giardini Aperti 2019, che vedrà oltre 60 giardini privati del Friuli Venezia Giulia accogliere per visite gratuite il pubblico di appassionati del verde, di fiori e giardinaggio. L’evento si svolgerà anche in caso di maltempo. Di antica origine, il parco del Castello di Spessa è passato nella storia attraverso le moltissime vicissitudini che hanno interessato il maniero. Più volte rimaneggiato e rifatto nei secoli, ha attualmente un impianto all’italiana, datogli nell’800 dall’allora proprietario, il barone triestino Demetrio Economo di San Serff. Un vero e proprio Arboretum, che ricopre tutta la cima dell’altura su cui si trova il Castello, dove spiccano querce, cipressi italici, lecci, aceri, farnie, tigli, platani, safore, gelsi, photinie e catalpe, ma anche specie esotiche come lo Spino di Giuda. In onore di Giacomo Casanova, che fu ospite del maniero nel 1773, è stata tracciata nel parco una romantica Passeggiata letteraria, che i visitatori potranno fare seguendo il percorso delle 10 frasi del celebre personaggio sull’amore, le donne, l’amicizia, la vita, incise su artistiche tabelle in ferro battuto. Tutt’intorno, abbracciano parco e maniero distese geometriche di vigneti, da cui provengono i pregiati vini che si possono trovare nel Wine shop all’entrata del Castello: i visitatori vi troveranno l’ultima annata, rivestita con le nuove, romantiche etichette.
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La storia supera sempre l’immaginario Vittime, colpevoli, carnefici: nessuno è davvero senza una colpa? Chi sono i veri antagonisti dell’eroe contemporaneo? Lorenzo Moretto
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Michele Serra
Alessandro Bertante
Lorenzo, studente ventenne
Uomini e donne contemporanei
Attilio Campi, un cinquantenne
Alessio, giovane eroe
Alter Ego
Il padre
Il destino
Ettore Mirabolani, giornalista
I devastatori
Location
Milano
Italia
Roccapane
La pianura padana
Madre, fratello, inquirenti
La carnalità dell’essere umano
Il testimone di Geova
Zara, la compagna
Intrigo
11 giugno 1994: sei uomini della Guardia di Finanza di Milano bussano alla porta dei Moretto e hanno un mandato di perquisizione e un ordine di cattura e custodia cautelare per il padre. Gravi le ipotesi di reato legate ai fatti di Tangentopoli
27 racconti, storie e momenti che potrebbero essere letti anche come capitoli di un libro. Alcuni personaggi, come capitava in Carver, ritornano più volte, creando una certa coesione nonostante i vari registri toccati
Attilio Campi è un cinquantenne che si è ritirato a vivere in campagna. Alle spalle ha una brillante carriera politica distrutta sul più bello dalla sua stravagante proposta di legge per la reintroduzione dell’uniforme obbligatoria nelle scuole
Il giovane Alessio, il Figlio dei lupi, deve partire dal villaggio montano di Piedimulo per adempiere a una misteriosa missione, affrontando la pianura in cui le tracce della passata civiltà emergono dalla foresta come idoli e fantasmi senza memoria
Finale
Lorenzo smette di essere un ragazzo e cerca di comprendere cosa abbia fatto suo padre: non può essere colpevole di quanto l’accusano, ma è del tutto innocente? Per lui e la sua famiglia la vita normale non tornerà più
La mancanza di sensibilità in questi nostri tempi bui è forse la denuncia letteraria che sottende l’intera raccolta. La voce narrante appare smarrita di fronte a certe azioni della società, così come alcuni protagonisti dei racconti
Si ritira nella solitudine della campagna, in confidente simbiosi con la natura. Si occupa di legna e di irrigazione, e rimugina contro vecchi e nuovi nemici. Aspira all’umiltà e inciampa continuamente ma l’importante è il percorso
Insieme alla compagna di strada Zara, circondato da bestie selvagge e da una natura feroce e incantata, Alessio andrà incontro al suo destino di figlio saldando i conti con il passato, in un’avventura iniziatica intessuta di immaginario
Cosa dire del libro
Un esordio molto forte che affronta una pagina scomoda della nostra storia. L’autore insegue una risposta importante: chi è la vittima e chi il carnefice?
Una raccolta di racconti in cui l’autore cerca di mettere a fuoco l’essere umano con grazia, interrogandosi sui sentimenti che prova
Un romanzo che ben descrive il desiderio di annullamento e di rivalsa, la ricerca dell’umiltà e l’impossibilità di placare un animo agguerrito
In questo nuovo capitolo della saga di Piedimulo, l’autore recupera la vena utopica, l’ambientazione e alcuni personaggi di Nina dei lupi
Eroe/Eroina
Co-protagonisti
Leggere
Lorenzo Moretto Una volta ladro, sempre ladro Minimum fax pp. 203 € 16.00
Paolo Zardi La gente non esiste Neo edizioni, pp. 207 € 14.00
Michele Serra Le cose che bruciano Feltrinellii, pp. 176 € 15.00
Alessandro Bertante Pietra nera Nottetempo, pp. 278 € 18.50 A cura di Germana Urbani
Consulenza, assistenza amministrativa, commerciale e tecnica per la Casa e la Famiglia, la Piccola e Media Impresa, lo Studio, il Negozio, le Grandi Aziende, il Condominio
Via A. Vivaldi, 3 35012 Camposampiero (PD) Tel. 049 9303342 - Fax 049 9316084 info@milaniservizi.it - www.milaniservizi.it
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Tavola
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Crostini alla salsa di asparagi Ingredienti: 400 g di asparagi – 1 pizzico di paprika – sale e olio q.b. – 1 cipolla – 80 g di ricotta.
Mazzetti di asparagi Ingredienti: 3 o 4 asparagi a persona - sale - olio q. b. - aceto di mele - 1 peperone rosso al forno.
Gelatina di fragole Ingredienti: 1 kg di fragole mature – 2 C. di agar-agar in polvere – il succo di mezzo limone – 60 g di zucchero di canna.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura.
Preparazione: sbucciare gli asparagi, tenere da parte le punte (che si cuoceranno a vapore), tritare la cipolla, metterla in una pentola con gli asparagi tagliati a pezzetti, il sale, la paprika e un po’ d’olio. A fine cottura aggiungere la ricotta, frullare bene il tutto e guarnire con le punte degli asparagi.
Preparazione: pulire e lavare gli asparagi, sbollentarli in acqua bollente per venti minuti, nel frattempo cuocere al forno il peperone, togliere la buccia, tagliarla a listarelle, condire quindi gli asparagi e legarli con uno o più filetti di peperone.
Preparazione: lavare velocemente le fragole, tenerle da parte 4 o 5 per decorare e frullare il resto fino ad ottenere una purea omogenea. Si può anche filtrare il succo con un colino, per eliminare i semi ed avere una gelatina più raffinata. Metterlo in una casseruola, aggiungere il succo di limone e dolcificare con lo zucchero. Sciogliere nel succo freddo l’agar-agar, quindi mettere sul fuoco a fiamma bassa e portare a ebollizione mescolando. Cuocere per un paio di minuti, quindi spegnere. Bagnare uno stampo adatto e versarvi il composto caldo. Lasciare raffreddare, quindi mettere in frigorifero per un paio d’ore. Al momento di servire, sformare su un piatto da portata e decorare con le fragole tenute da parte, tagliate a metà e un ciuffetto di menta.
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Note
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
IL RIUTILIZZO DELLE ACQUE GRIGIE Il sistema di recupero e riutilizzo acque grigie IDROCELL può ridurre il consumo di acqua potabile …
DEPURAZIONE ACQUE REFLUE CIVILI ACQUE DI PRIMA PIOGGIA RECUPERO E RIUTILIZZO ACQUA ACQUE PRIMARIE E POTABILIZZAZIONE Le acque pluviali che dilavano le superfici asfaltate quali parcheggi o aree di manovra rappresentano una fonte importante di inquinamento dei corpi idrici ricettori. Nell’attraversare l’atmosfera le gocce di pioggia assorbono le sostanze inquinanti ivi presenti e una volta raggiunto il terreno le gocce acquisiscono ulteriori contaminazioni a contatto con strade, rifiuti, vegetazione e superfici pavimentate. Oggi, in tutti i paesi, sono state introdotte normative specifiche atte ad accumulare o trattare le acque di prima pioggia che possono provocare inquinamento elevato nei corpi ricettori. Il problema delle acque di prima pioggia è stato studiato da IDRODEPURAZIONE che ha messo a punto diverse tipologie di impianti per piccole, medie e grandi superfici.
Adatto per superfici scolanti fino a 150 mq. È un sistema di raccolta acqua piovana destinata ad uso domestico per scarico WC, lavaggio pavimenti, lavaggio macchine, alimentazione lavatrice e irrigazione giardino. L’acqua piovana raccolta del tetto fluisce all’interno della grondaia e viene inviata alla vasca di accumulo, previa adeguata filtrazione tramite il filtro a cartuccia integrato nella vasca stessa; successivamente verrà convogliata alle utenze mediante una speciale unità di aspirazione.
Durante i periodi di maggiore siccità o nel caso in cui l’acqua all’interno del serbatoio venisse meno, un apposito sistema permetterà il reintegro automatico con acqua potabile proveniente dall’acquedotto. Al fine di garantire un’alta qualità dell’acqua è possibile installare, dopo la vasca di accumulo, un sistema di filtrazione e debatterizzazione UV.
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Oroscopo
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l’
Ariete Energia, grinta e sicurezza sono le doti che vi aiuteranno a riflettere e ad agire, dunque a concretizzare le intenzioni
Toro Tutto muta e prima lo accetterete prima coglierete le opportunità che questo cielo vi offre. Affrontate i cambiamenti
Maggio Il mese inizierà come una vera e propria boccata di ossigeno: godetevelo, attenti a non essere troppo presi dalla routine e dagli impicci quotidiani
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Bilancia Il mese si snoderà tra continue sollecitazioni, tra situazioni positive e altre invece che richiederanno pazienza
Scorpione Nonostante tutto troverete l’abilità necessaria per capire come muovervi impegnarvi nella direzione più congeniale
Gemelli
Sagittario
Se dovete mettere a punto progetti importanti, puntate tutto su inizio e fine mese. Combattete la pigrizia
Le stelle vi suggeriscono di fermarvi un attimo per riflettere profondamente su di voi stessi e quello davvero vorreste
Cancro
Capricorno
Tenete duro i primi tempi, già dopo i primi sette giorni la mente si metterà in moto e troverete soluzioni a tutto
Se ci fossero dubbi, situazioni sul filo del rasoio, vecchie ruggini mai risolte, il caso vi porterà ad affrontarle
Leone
Acquario
E’ tempo di sorriso: buone notizie in arrivo, tempo libero, vita sociale e viaggi all’orizzonte. Sempre incoraggianti
Vi aspettano grandi cambiamenti e situazioni complicate: tirate fuori doti nuove che non sapete di avere
Vergine
Pesci
Munitevi di pazienza e soprattutto di tanta fiducia: perché anche se non sembra metterete le ali per volare via
Tra un dubbio e l’altro, anche a maggio troverai il modo di arginare problemi e di sorridere alla vita
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