Sport p.18
Salute p.27
GENNAIO 2018
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della Riviera del Brenta
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CASO DALAN
Chiuse le indagini, si va verso il processo MIRA
Comitatone, pioggia di milioni di euro in arrivo
Profughi a Mira, verso il dimezzamento con lo Sprar Il numero di richiedenti asilo politico diminuirà da 160 del 2017 o a 96 nel 2018 nei 5 siti che li ospitano. servizio a pag 7 A Dolo una quarantina di migranti è a villa Spica, un’altra ventina alla Casa a Colori
MIRA
Valanga di multe dagli autovelox sulla Romea MIRA
Casa di riposo, accrediti entro febbraio DOLO
Rotonda Pasteur, ok dalla Regione DOLO
Artigiani: recessione finita, ripresa da consolidare DOLO
“Servono più servizi all’ex Tribunale” POLITICA
Il 4 marzo si vota: le nuove regole
Sanità veneta: liste d’attesa scandalose!
I AS NE ITT ESTIO F F G A
Germana Urbani >direttore@givemotions.it<
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l Ministero ha promosso l’ultimo Bilancio sanitario del Veneto a pieni voti. Zaia, giustamente, ha cantato vittoria parlando di un modello virtuoso. Negli stessi giorni, però, andava in onda sulla Rai la trasmissione Petrolio con un’inchiesta che denunciava alcuni comportamenti inammissibili. In particolare un primario di ginecologia proponeva ad una paziente di saltare le liste d’attesa per un intervento pagnado, a lui, 2000 euro. segue a pag 3
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Periodico d’informazione locale - Anno XXV n. 8
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Facciamo. il punto
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Sanità veneta: liste d’attesa scandalose! Germana Urbani >direttore@givemotions.it<
Caso Dalan, si va verso il processo N
on è morto per una caduta, ma stritolato dai “denti” di una benna manovrata dal padre del suo titolare: così ha perso la vita Andrea Dalan. E’ la terribile dinamica del tragico incidente sul lavoro, costato la vita un anno fa, al 40enne di Oriago di Mira, all’interno dell’autodemolizione Vivian di Mirano, dove lavorava da tempo ricostruita dalla magistratura con l’avviso di conclusione x delle indagini preliminari, redatto dal PM titolare del procedimento penale per omicidio colposo. Un atto notificato agli indagati, entrambi di Mira, per i quali si va verso una richiesta di rinvio a giudizio. Un caso che aveva sconvolto Mira. I familiari, colpiti dalla perdita del proprio caro e da questo inquietante “giallo”, per fare piena luce sui fatti si sono rivolti, a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini. Inizialmente era stato riferito che l’operaio sarebbe caduto da solo da uno scaffale dall’altezza di tre metri, ma fin da subito i rilievi degli ispettori dello Spisal, avevano evidenziato delle incongruenze rispetto a questa ricostruzione, ed era trapelata un’altra verità: Andrea Dalan sarebbe stato colpito da un macchinario in movimento condotto da altri, il cosiddetto “ragno”, e peraltro in una zona dell’azienda diversa rispetto a quella dov’è stato trovato il corpo. Il sostituto procuratore Carlotta Franceschetti ha dunque comunicato la chiusura delle indagini preliminari, un documento fondamentale in particolare perché specifica nel dettaglio i fatti per i quali si intende procedere a carico dei due indagati. I due indagati si legge nell’atto della Procura: “omettevano: di effettuare la valutazione dei rischi connessi alle operazioni di immagazzinamento e di movimentazione dei motori; di formare ed addestrare il personale in relazione alle condizioni di impiego delle attrezzature ed alle situazioni anormali prevedibili; di mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature adeguate alle mansioni da svolgere”. Nelle scorse settimane, una affollata messa di suffragio in ricordo di Andrea, si è tenuta nella chiesa di Oriago. Alessandro Abbadir
della Riviera del Brenta
Il sostituto procuratore Carlotta Franceschetti ha comunicato la chiusura delle indagini preliminari
Verso le Elezioni 2018 elezioni
ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le prossime Elezioni messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).
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È un periodico formato da 15 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Mira, e Dolo per un numero
è un marchio registrato di proprietà Srl di
complessivo di 16.165 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120
Il nostro Governatore non è certo stato a guardare e ha subito presentato un esposto-denuncia alla magistratura sui fatti in questione, rubricando, però, la faccenda sotto la voce “mele marce”. Sarà. La realtà però è che i tempi d’attesa per le principali prestazioni sanitarie sono davvero lunghissime. Oltre un anno per fare una visita oculistica, addirittura di più per qualche piccolo intervento definito di routine. E potremmo andare avanti a lungo con un elenco davvero scoraggiante per i pazienti e i contribuenti veneti. Il problema è un bubbone pronto ad esplodere, se ne parla costantemente da oltre dieci anni e sembra non ci sia modo di risolvere la questione dignitosamente. A questo proposito il Veneto a fine 2016 si è dotato di una legge per il contenimento dei tempi che intercorrono fra la prescrizione del medico di base e l’erogazione della prestazione specialistica. L’obiettivo: dimezzare i giorni d’attesa per visite ed esami che, pur non essendo urgenti, registrano lunghe code nell’accesso. Addirittura si annunciava in quel frangente che i direttori generali che non avessero mantenuto questi obiettivi avrebbero potuto essere rimossi dal governatore Zaia. L’opposizione consiliare e i sindacati sanitari erano critici nei confronti del provvedimento, in quanto a corollario della legge non era stato previsto un nuovo aumento di risorse. L’assessore alla sanità Luca Coletto aveva promesso l’apertura degli ospedali fino alle 23 per almeno tre giorni alla settimana e dalle 8 alle 12 alla domenica e nei festivi. Ma aumentando l’orario d’apertura occorreva aumentare il numero di medici e infermieri. Per farlo occorreva stanziare nuove risorse. Probabilmente non è stato fatto. Ormai la gente è rassegnata: chi ha bisogno di una visita urgente e può permetterselo consulta uno specialista privatamente. Chi non può aspetta affidandosi alla buona sorte. E’ questa la sanità d’eccellenza di cui si vantano i nostri politici?
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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
Chiuso in redazione il 18 gennaio 2018
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Mira .
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Laguna Emendamento nella Legge di Stabilità
Comitatone, pioggia di milioni di euro per Mira U
n risultato storico: una pioggia di milioni di euro arriveranno da quest’ anno fino al 2024, per Mira e i comuni della gronda lagunare che, per la prima volta nella loro storia potranno contare dei fondi legati alla Legge Speciale per Venezia. Arriveranno complessivamente 65 milioni di euro di cui 30 per il solo Comune di Mira. Soldi che, assicura il sindaco Marco Dori, saranno utilizzati al meglio. Si punta a rifare completamente le fognature del paese, saranno sistemati gli argini delle Seriole e sistemati i 9 ponti sul Naviglio, creato un sito turistico archeologico nell’area dei resti dell’ex abbazia di San Ilario a Malcontenta, una abbazia del X secolo. I fondi arriveranno a Mira, Jesolo, Codevigo, Campagna Lupia e Quarto d’Altino grazie all’inserimento nella Legge di Stabilità un emendamento voluto con forza e chiesto proprio dal sindaco in sede di Comitatone, al ministro
Graziano Delrio e al leader del Pd Matteo Renzi poi. Fino ad ora infatti, gli unici comuni che percepivano soldi con la Legge Speciale erano Venezia, Cavallino-Treporti e Chioggia. Per la prima volta l’elenco è stato allargato. Il sindaco stima che nel 2018 arriveranno nelle casse del Comune 2 milioni di euro mentre poco meno di 5 all’anno a partire dal 2019. “ Pensiamo – dice il sindaco- al riammoderneremo completo della rete fognaria di intere frazioni, e del centro del paese. Sistemeremo mettendoli in sicurezza tutti i nove ponti sul Naviglio da quelli di Mira Taglio a Fusina sia veicolari che pedonali. Creeremo un sito turistico di richiamo nell’area dell’Abbazia di san Ilario fra Dogaletto e Malcontenta. Il Comune punta a sistemare le rive del Naviglio che crollano, mentre saranno realizzate anche piste ciclopedonali in direzione della laguna. Parte dei soldi, verranno utilizzati
Marco Dori
fino al 2024 arriveranno complessivamente 65 milioni di euro di cui 30 per il solo comune rivierasco. Si punta a rifare completamente le fognature e a valorizzare il territorio
per risistemare e pulire i fossati per evitare allagamenti e dissesti idrogeologici come quelli che si sono verificati negli ultimi anni. Ovviamente non mancheranno interventi di sistemazione e riordino delle casse di colmata e dei canali lagunari a Giare, Malcontenta e Dogaletto. Mira sarà anche punto di riferimento in sede di Comitatone, per gli altri due comuni della laguna sud e cioè Codevigo e Campagna Lupia. Gli uffici stanno già predisponendo una serie di progetti per utilizzare i soldi che arriveranno. Alessandro Abbadir
Vivian: ”No alle grandi navi”
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ira in Comune” accoglie con favore il fatto che, nella Legge di Stabilità, siano state stanziate per la prima volta risorse significative per Mira e gli altri comuni minori della gronda lagunare nell’ambito della Legge Speciale per Venezia. La capogruppo Lavinia Vivian commenta: “Questi soldi possono rappresentare una boccata di ossigeno per i bilanci del Comune per fare finalmente molte opere importanti per la comunità. Però allo stesso tempo osserviamo una tempistica quanto meno curiosa: lo stanziamento avviene a pochi mesi dalle nuove elezioni politiche, e soprattutto dopo che appena un mese fa il sindaco Marco Dori ha dato il suo avvallo alla soluzione Porto Marghera per le grandi navi. Una posizione questa mai discussa in Consiglio Comunale che come “Mira in Comune” contestiamo apertamente, visto che lo scavo e l’allargamento del “canale dei petroli” avrà gravissime conseguenze sull’equilibrio geomorfologico e ambientale, con impatti significativi sia sul territorio di Mira che sulla salute dei cittadini. Su come decidere di spendere questi soldi il sindaco discuta di ciò con la cittadinanza”. (a.a.)
Confesercenti: eventi ok, ora puntiamo sul Distretto
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li eventi al Mirasole che si sono tenuti durante le ultime settimane sono stati un vero successo tanto che si punta a potenziarli già quest’anno. A tracciare il bilancio della manifestazione è il presidente Confesercenti della Riviera del Enrico Zarotti Brenta Enrico Zarotti, e i negozianti dello stesso centro commerciale Mirasole. Il bilancio della manifestazione è positivo, sono state coinvolte varie attività lavorative anche del territorio che si sono impegnate per far funzionare tutta la macchina organizzatrice. Sono stati 30 giorni di 300 metri quadrati di pista di pattinaggio con ghiaccio vero, trenino per bambini, giostra di cavalli e varie casette tipiche natalizie, con una buona risposta di pubblico soprattutto nei weekend. “Siamo molto contenti dell’iniziativa – spiegano i negozianti- soprattutto rivolta alle famiglie che hanno dato un’ottima risposta a livello di presenza sia nel villaggio ma soprattutto all’interno del centro dove siamo in fase di profondo rinnovo” . Sulla stessa linea Zarotti. ”Un plauso- diceva ai negozianti del Centro Commerciale Mirasole per l’impegno dimostrato sia economico che di lavoro per far funzionare una organizzazione simile per 30 giorni. Questo impegno va premiato ed aiutato, mi auguro che quest’anno il nuovo Distretto del Commercio “Mira in Progress” insieme al Comune di Mira prendano spunto dal lavoro fatto dal Centro Commerciale Mirasole ed insieme a loro coinvolgano anche i negozianti di tutta Mira per realizzare magari nel Natale 2018 un “Mira Christmas Village” in modo tale da creare un unico grande villaggio distribuito in tutta la città, cosi da coinvolgere tutte le attività di Mira in un unico evento di rilievo. Questo progetto sarebbe un buon punto di rilancio di tutta la città di Mira sia a livello di immagine e soprattutto a livello economico cercando di attirare cosi anche turisti da fuori comune”. (a.a.)
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Istituto “A. EINSTEIN” - Piove di Sacco “Imparare e’ un’esperienza, tutto il resto e’ solo informazione” (A.Einstein)
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’istituto ‘A. Einstein’ con i suoi indirizzi liceali (classico, scientifico tradizionale e a opzione scienze applicate, scienze umane a opzione economico-sociale, linguistico), unitamente agli indirizzi tecnici (elettronica, elettrotecnica, automazione e informatica) si propone al territorio come una realtà integrata e si impegna decisamente in un processo educativo nel quale i ragazzi apprendano al meglio ad introiettarsi con spirito critico nel vivere d’oggi. Secondo i dati di Eduscopio (Organo della Fondazione Agnelli che compara scuole di pari indirizzo del medesimo territorio) la realtà dei nostri licei, nel confronto con le scuole della città di Padova, è valutata appena sotto il primo gradino di un virtuale podio per lo Scientifico e le Scienze umane, e con largo margine siamo primissimi con
confronto con provincia, regione e nazione, la classe articolata classico primeggia in italiano e si trova nelle prime posizioni per matematica. Riteniamo realistico immaginare, per analogia con gli standard dei nostri allievi degli altri indirizzi, almeno pari risultati universitari. Ai ragazzi dell’indirizzo classico, a partire dal prossimo a.s., sarà offerta l’opportunità di frequentare la materia opzionale Conversazione di francese fin dal primo biennio, mentre Diritto diventa materia curricolare dal triennio, in compresenza con la disciplina di Storia. Le nostre analisi ci portano a considerare decisive le scelte educativo-didattiche adottate, caratterizzate da un’attenzione alla crescita integrale della persona. La preparazione dei docenti, la continuità didattica negli anni unitamente ad un approccio dialogico, appaiono
il Linguistico. Gli indirizzi del Tecnico mostrano un’ottima predisposizione per la corrispondenza tra titolo di studio e mansioni ricoperte nel mondo del lavoro. Purtroppo dovremo attendere ancora due anni accademici per poter vedere comparata anche la realtà del liceo classico. Dato che i primi diplomati sono dell’a.s. 14/15, non sarà possibile vedere i dati prima del 2019/20. Nel frattempo nell’analisi valutativa della preparazione dei nostri allievi in uscita siamo comunque orientati dai risultati che questi stanno avendo p.e., nelle prove INVALSI. Anche solo considerando l’andamento dell’a. s. 16/17, visto che l’Istituto nel suo complesso si pone in posizione di eccellenza nel
fattori decisivi del successo dei nostri allievi. Si sono rivelate vincenti la spinta nell’innovazione didattica e, a titolo esemplificativo, la scelta di puntare molto sul progetto Virgilio (peer to peer; studente tutor-studente allievo) per non lasciare indietro nessuno. La crescita poi nell’inclusione dei ragazzi diversamente abili ha favorito lo sviluppo identitario dell’istituto oltre che una maggiore attenzione all’humanitas per tutti noi. Frequentare il nostro istituto da visitatori potrebbe indurre, giustamente, a cogliere una realtà assimilabile ad un Campus in progress: ai ragazzi viene data la possibilità di vivere la scuola tra lezioni mattutine teoriche o
laboratoriali e attività pomeridiane come musica, teatro, conferenze, preparazione per certificazioni linguistiche, sempre protese tra teoria e pratica, aspirazione ed esperienza. Sono molteplici le opportunità ed i successi nelle esperienze sportive e nelle attività culturali. La Notte dell’Einstein vissuta il 12 gennaio, in cui la scuola è aperta alla cittadinanza e al territorio, soprattutto alle famiglie e ai genitori di scuola media, è l’esempio più immediato di quelle abilità combinate con il desiderio di mettersi in gioco dei nostri studenti. Incontri come quello con il prof. Nicola Gardini, ricercatore e docente presso l’Università di
Oxford, il 20 gennaio sull’importanza dello studio delle lingue classiche, o col dott. Gian Antonio Stella, giornalista che negli ultimi anni ci ha più volte dilettato con la sua visione della vita e del mondo, o con scrittori sensibili al mondo degli adolescenti, come Fabio Geda, che si terrà in aprile, sono anch’essi tra le chiavi interpretative del vivere la nostra scuola. L’ ”Einstein” ama porsi l’obiettivo di educare gli studenti alla conoscenza, attraverso cui imparano l’amore per la verità che rende liberi: liberi di pensare, cimentandosi con il saper vivere nella complessità del presente, consapevoli delle proprie potenzialità.
IISS ALBERT EINSTEIN PIOVE DI SACCO
- Piove di Sacco (PD) Via Parini 10 - Tel. 049 5840195 - 049 5840094 - Fax: 049 9701108 Web: http://www.istitutoeinstein.net Email: pdis00200d@istruzione.it PEC: pdis00200d@pec.istruzione.it
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Viabilità Il comandante Mauro Rizzi e l’assessore alla sicurezza Fabio Zaccarin fanno il punto dell’attività della polizia locale
Multe per oltre 3 milioni di euro dagli autovelox posti sulla statale Romea G
li autovelox fruttano milioni evidente . Gli automobilisti hanno di euro al Comune di Mira. imparato a rispettare i limiti con Una valanga di multe infatti è arri- grande attenzione sulla Romea”. vata nel corso degli ultimi 12 mesi Ci sono poi altri dati che fanno dagli impianti sulla Romea di Do- riflettere. Gli incidenti complessigaletto. Il dato emerge dal bilan- vamente nel 2017 rispetto all’anno cio fatto dell’attività della polizia precedente, sono diminuiti. Sono locale del 2017. L’ente locale assi- passati da 92 ad 84, ma sono quasi cura che ora sono in calo rispetto tutti diventati più gravi “Quest’anall’inizio del 2017, e l’azione in- no quasi tutti gli incidenti rilevati – trapresa è di tipo preventivo. Ma spiega il comandante della polizia andiamo nel dettaglio. Sono state locale Mauro Rizzi- hanno avuto date infatti complessivamente nel dei feriti . C’è stato un incidente 2017, 34 536 sanzioni delle quali mortale e 5 incidenti con feriti in 29192 arrivano da multe date dagli prognosi riservata. L’anno preceautovelox che sono stati collocati dente nessun mortale e 2 prognosulla Romea. Nel corso del 2016 si riservate”. Aumentano anche le multe complessivamente erano le multe e il taglio di punti a chi state 21203, di cui 17830 che arri- guida con il telefonino. Erano 46 vavano dagli autovelox. A Mira gli quelle comminate nel 2016 sono autovelox sulla Romea sono collo- 64 quelle date nel 2017. Intanto cati in direzione per gli autoChioggia all’almobilisti, altre aumentano anche tezza dei supernovità in arrivo le sanzioni e il taglio n e l l e p r o s s i mercati Lando a Dogaletto e me settimane. dei punti per chi in direzione Il Comune di guida con il Venezia all’alMira ha collotezza dell’entelefonino. Erano 46 cato otto telecatrata dell’ex mere su quattro nel 2016, sono 64 Pansac. Di fatvarchi del terriquelle date negli to quest’anno torio comunale, sono state acper un costo di ultimi 12 mesi certate sanzioni 70 mila euro. per un importo Le telecamere complessivo di oltre 3 milioni e sono state piazzate in coppia, due 100 mila euro, mentre nel 2016 alla volta a Mira Taglio all’altezza erano state accertate sanzioni per dell’intersezione fra la Brentana 2,2 milioni di euro. Il Comune sul- e in via Miranese, e sulla provinle multe vuol dire la sua, per eviciale 81, la camionabile fra le due tare le polemiche. “Va detto - af- rotonde di Oriago e Ca’Sabbioni ferma l’assessore Fabio Zaccarin a ridosso del passaggio pedona- che non tutte le multe accertate le. Un terzo varco è a ridosso di vengono riscosse. Un 30 % non si via Sabbiona, sul ponte cioè che recupera nemmeno a distanza di attraversa il Naviglio a Oriago e il anni. Va chiarito comunque che, quarto a Marano lungo via Caltanon è nostra intenzione fare cas- na vicino alla farmacia del paese. sa. Queste multe devono avere Servono per la prevenzione di reun effetto deterrente. Il calo delle ati e a controllare chi viaggia con multe da autovelox sulla Romea auto rubate o senza assicurazione. Alessandro Abbadir negli ultimi mesi del 2017 è già
Fabio Zaccarin
Boom di patenti sospese e di auto fermate perché sulla strada senza assicurazione o con la revisione obbligatoria scaduta
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ltre alle tantissime multe comminate dagli autovelox sulla Romea a Mira, il 2017 è stato il boom di conducenti pizzicati alla guida di veicoli senza la revisione in ordine, o scaduta, e senza essere coperti da assicurazione. Le patenti di guida, sospese in seguito ai controlli effettuati, sia di sera che di giorno, e alle sanzioni date sulle strade del territorio, erano state 36 nel 2015, 196 nel 2016, e nel 2017 sono ben 266 quelle sospese. Siamo di fronte ad un vero e proprio boom, dovuto anche ai continui controlli sullo stato psicofisico di chi è alla guida. I ritiri e le revoche delle patenti che sono atti amministrativi più gravi che presuppongono che si debba rifare l’esame per riavere il documento di guida, per ora
sono in linea con quelli degli anni scorsi. I ritiri delle patenti erano stati 21 nel 2016, sono 20 nel 2017. Le revoche, nessuna nel 2016, una nel 2017. Aumentano le auto che circolano senza revisione e senza assicurazione. Sono state fermate nel 2016, 40 auto in cui nel libretto di circolazione era assente la revisione del mezzo da fare di regola ogni due anni. Nel 2017 le auto fermate a Mira non in regola con la revisione, sono state 62. Quelle senza copertura assicurativa erano 23 nel 2016 sono invece 32 nel 2017. Sono diminuiti invece i sequestri penali del veicolo in seguito a incidenti mortali o gravissimi. Erano stati 9 nel 2015, sono passati a 5 nel 2016 e nel 2017 sono 3. (a.a.)
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Numero di profughi dimezzato grazie allo Sprar Il numero di richiedenti asilo politico diminuirà nel 2018 passando da 160 a 96. A Dolo una quarantina di donne si trova a villa Spica, mentre un’altra ventina di migranti è alla Casa a Colori, sulla strada che porta a Camponogara
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profughi a Mira? destinati a dimezzarsi nel giro di un anno. Il Comune infatti ha avviato ufficialmente nelle scorse settimane con un provvedimento adottato in giunta, l’adesione al sistema di accoglienza Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Grazie a questo sistema, il numero di richiedenti asilo politico a Mira nel 2018 diminuirà passando da 160 a 96. Mira è il primo comune della Riviera ad aderire a Sprar. Il sindaco Marco Dori e l’ assessore alle politiche sociali Chiara Poppi chiariscono il punto della questione. “Con l’adesione al sistema di convenzionamento Sprar che si avvia con l’atto di indirizzo approvato in giunta- spiega l’assessore Poppi- saranno fatte rispettare
dalla Prefettura le percentuali di quote migranti previste. Si tratta cioè per il Comune di Mira del 2,5 per mille mentre ora si è oltre il 3.8 per mille. Di fatto il numero di richiedenti asilo politico diminuirà da poco meno di 160 del 2017 o a 96 nel 2018. La diminuzione del numero di richiedenti asilo nel territorio comunale mirese dipenderà dal fatto che, con l’adesione a Spar e alla sua procedura non ci saranno ricambi dei profughi che otterranno il permesso di soggiorno o a cui il permesso di soggiorno richiesto sarà respinto dalle apposite commissioni giudicatrici. I richiedenti asilo a Mira, sono ospitati all’ostello della gioventù di Giare, alla casa alloggio della Caritas San Raffaele a Mira Porte, alla Cooperativa
Chiara Poppi
Olivotti, agli ex ristoranti Byron e “Bepi el Ciosoto” a Malcontenta. “Di fatto il nostro- aggiunge il sindaco Marco Dori- è il primo Comune dell’area, ad aderire a questo sistema di accoglienza, e speriamo che altri ne seguano l’esempio”. In Riviera anche il Comune di Dolo, è interessato all’adesione a Sprar. A Dolo di richiedenti asilo ce ne sono una sessantina. Una quarantina di donne si trova a
villa Spica, mentre un’altra ventina di migranti è alla Casa a Colori sulla strada che da Dolo porta a Camponogara. In Riviera del Brenta gli altri comuni che ospitano i richiedenti asilo sono Camponogara, Campolongo Maggiore, Fiesso, Stra, Pianiga e Campagna Luipia, in misura minore comunque di quelli presenti a Mira e Dolo. Alessandro Abbadir
“Sanzioni a chi degrada i parchi”
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coppia la protesta a Mira e nelle frazioni per l’inciviltà di alcuni residenti che non raccolgono le deiezioni dei cani in aree verdi utilizzate anche da anziani e bambini. A farsi carico del problema la consigliera del Movimento 5 Stelle Sabrina Cervi che ha presentato una interrogazione in consiglio. “Abbiamo raccolto le innumerevoli proteste da parte dei cittadini e varie associazioni di residenti nel Comune di Mira- spiega la Cervistanchi di tutti gli escrementi abbandonati nei vialetti e nei parchi; luoghi prevalentemente frequentati da bambini e persone a passeggio, che si trovano nella condizione di assistere agli episodi di inciviltà. Il gruppo M5s ha perciò presentato al consiglio comunale un’interpellanza, affinché venga: implementata la sorveglianza nei luoghi pubblici, sollecitata l’introduzione di ammende per coloro i quali non rispettino basilari norme di senso civico, incrementare l’uso dei cestini dei rifiuti canini”.
Ristorante
Alla Fornace
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Sociale Intervento dell’assessore regionale Lanzarin
Casa di riposo, accreditamenti in arrivo entro febbraio D
alla Regione arriva una promessa quasi solenne: “siamo pronti a fare la nostra parte. Entro i primi due mesi al massimo del 2018, saranno sbloccati gli accreditamenti anche alla casa di riposo di riposo di Mira e poi potrà partire il convenzionamento con l’Usl di riferimento”. A dirlo è stata nelle scorse settimane l’assessore regionale alle politiche sanitarie Manuela Lanzarin durante l’inaugurazione della nuova casa di riposo di Mira Porte che si trova in via Boldani. Il complesso sociosanitario comprende due residenze: la prima, denominata “Adele Zara” può accogliere 120 persone anziane in un edificio composto da 4 nuclei di 30 posti letto, ciascuno suddiviso in 15 stanze. La seconda, struttura invece è denominata “Suor Armanda”, può ospitare 20 persone disabili gravi in un unico nucleo organizzato in 10 camere doppie. Il sindaco di Mira Marco Dori nel celebrare l’inaugurazione della struttura ha anche ricordato la figura di suon Armanda di cui lui stesso è stato allievo. L’intervento dell’assessore regionale Lanzarin era molto atteso dal territorio. Di fatto l’intervento dell’assessore regionale dà il via libera ad un ribasso delle tariffe di accesso alla modernissima struttura sanitaria. Chi entra nella nuova casa di riposo di Mira, già conclusa da qualche mese, ora paga circa 2 mila euro al mese di retta, 77 euro al giorno cioè un prezzo difficilmente accessibile senza una convenzione ad hoc alle tasche della maggior parte delle famiglie miresi e della Riviera del Brenta. Con gli accreditamenti e successivamente il convenzionamento si arriva invece a poco più di 50. E l’assessore Lanzarin ha confermato questo fatto. “Il decreto di blocco degli accreditamenti per tutta la regione e cioè la possibilità di chiedere un numero preciso di posti letto poi convenzionati – ha detto la Lanzarin- scade il 31 dicembre di quest’anno. Sono fiduciosa a nella soluzione dei problemi in tempi rapidi. Prima ci sarà un passaggio in quinta commissione. Entro febbraio al
massimo, la questione dovrebbe essere risolta. Poi si passerà al convenzionamento della struttura. “Questo nuovo servizio – ha spiegato il presidente della cooperativa Socio culturale Paolo Dalla Bella che gestisce la struttura – per la cittadinanza è atteso da anni. Siamo fiduciosi che il blocco de-
gli accreditamenti finisca con quest’anno”. E sui tempi rapidi del convenzionamento della struttura è stato chiaro il direttore dei servizi socio sanitari dell’Usl 3 Paolo Pozzobon. ”Appena dalla regione saranno dati gli accreditamentiha detto- procederemo in poche settimane al convenzionamen-
malcontenta, ponte chiuso caos in romea
Manuela Lanzarin
to della struttura. Una struttura che offre un servizio ad altissimi standard”. Erano presenti poi i consiglieri regionali Bruno Pigozzo, Franco Ferrari e l’ex sindaco di Mira Michele Carpinetti che nel 2012 posò la prima pietra per la costruzione della casa di riposo. Alessandro Abbadir
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I lavori sul ponte a Malcontenta di Mira che ne hanno determinato la chiusura, provocano da qualche settimana code chilometriche sulla statale 309. Il disagio è causato dal fatto che, essendo il paese tagliato a metà all’altezza del Naviglio, dove il ponte resterà in riparazione fino al 20 febbraio, i cittadini per recarsi dall’altra parte del paese sono costretti ad utilizzare la Romea . Molti spesso anziani utilizzano il semaforo a chiamata pedonale. Scendono dall’auto, e premono il pulsante riservato ai pedoni anche se per immettersi sulla strada c’è una precisa corsia di immissione. Il risultato?. Il rosso scatta più spesso per chi percorre la Romea e si creano soprattutto nelle ore di punta ingorghi con code chilometriche in entrambe le direzioni di marcia. I lavori di manutenzione e miglioramento per il ponte mobile di Malcontenta, sono iniziati a inizio gennaio. L’intervento, per il quale l’amministrazione comunale ha destinato oltre 200 mila euro, è diventato urgente per via delle pessime condizioni in cui versa il meccanismo di apertura del manufatto. Verranno abbattute le barriere architettoniche e messo in sicurezza l’attraversamento per i pedoni. “Per attraversare con l’auto il paese – spiega il sindaco Marco Dori - con l’auto, è necessario seguire le deviazioni che passano per la Romea e che portano in via Malcanton. Senza questo intervento c’era il rischio concreto che il ponte restasse bloccato per molti più mesi. Abbiamo fatto di tutto per lasciarlo aperto durante il periodo festivo ora qualche disagio sarà inevitabile”. C’è però chi fra i pendolari, chiede che i vigili controllino con più attenzione chi abusa del semaforo pedonale a chiamata essendo magari in auto”. Insomma bisogna portare pazienza per qualche settimana. (a.a.)
È avvenuto quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire. P. Levi “I sommersi e i salvati”
Da tempo, ora in maniera più frequente, si verificano nel nostro paese episodi di marca nazifascista, sia per la loro dichiarata appartenenza a formazioni fasciste, Forza Nuova, Ordine Nuovo e altri, molti altri, sia per i metodi violenti, pericolosi, aggressivi con cui si manifestano. Dopo le scritte e i simboli sui muri, dopo le minacce sugli striscioni, vengono ora attaccate le sedi sindacali, a partire da quelle dello SPI CGIL, e gli stessi sindacalisti, dall’aggressione al Segretario della FIOM e alla minaccia di morte per il Segretario nazionale della FIM, che lo costringe a vivere sotto scorta. Nelle scuole cominciano a circolare volantini fascisti che infettano anche lo spazio più vitale e formativo rappresentato dalla scuola, dalla formazione, dalla convivenza, dall’integrazione. Se la manifestazione di Como è stata una prima importante risposta a quei fatti, è necessario fare di più. La parte propositiva della comunità e la parte democratica della nostra società, sembrano troppo ferite dai tradimenti della politica per riconquistare un ruolo forte di contrasto alla destra fascista. Gli episodi che avvengono ovunque stanno costruendo una rete pericolosa su cui corre una ideologia fatta di parole di odio, violenza, ostilità, razzismo e attraverso la quale si estende e si rafforza una destra politica fascista e populista che alterna minacce ai pacchi di pasta regalati ai quartieri poveri. Ancora una volta il territorio è chiamato a reagire con immediatezza, perché è l’occupazione del consenso popolare la posta in gioco. La reazione deve essere pronta, immediata, con la risposta ferma, pacifica e plurale, con tutte le Associazioni, le Organizzazioni, i cittadini e le cittadine antifascisti che tengono ad una convivenza civile, a un presente democratico, a un clima elettorale svelenito il più possibile in cui si possa discutere e confrontare programmi e proposte e non di leader e minacce.
19 dicembre 2017
Il nostro impegno nelle scuole coi giovani, già ben avviato, deve essere intensificato per raggiungere quanti più ragazzi possibili con interventi, letture, manifestazioni, presidi comuni, ricongiungendo l’antifascismo e tutti i suoi difensori, talvolta ignari. SPI CGIL METROPOLITANO VENEZIA
Non arretreremo, non abbiamo paura.
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Ok dalla Regione alla rotonda Pasteur Passa l’ordine del giorno voluto e presentato dalla consigliera Francesca Zottis. L’accordo tra Veneto Strade e Comune di Dolo, risale al 2008. E’ indispensabile per migliorare l’accesso all’ospedale di Dolo
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l progetto di costruzione della rotonda di via Pasteur, rientra nella programmazione regionale. Durante la seduta del consiglio regionale sul bilancio infatti è stato approvato l’ordine del giorno presentato dalla consigliera Francesca Zottis e sottoscritto dal vicepresidente Bruno Pigozzo e dal consigliere Franco Ferrari, che prevede l’inserimento, nel piano delle opere, della realizzazione della rotatoria per la regolamentazione del traffico veicolare all’incrocio tra la Brentana e via Pasteur. “Si tratta - spiega la consigliera Francesca Zottis - di un’opera già dotata di progetto definitivo redatto da parte di Veneto Strade e indispensabile per migliorare l’accesso all’ospedale di Dolo e per mettere in sicurezza l’intersezione con la regionale 11 Brentana. Qualcuno potrà obiettare che si tratta solo di un ordine del giorno, ma si tratta di un passo in avanti e per questo ringraziamo l’assessore De Berti”.
Da sinistra Francesca Zottis, e Alberto Polo
L’accordo tra Veneto Strade e amministrazione di Dolo, risale al 2008 e prevedeva la realizzazione completamente a carico della società regionale. “Per la Riviera - continua Zottis - questo rappresenterebbe un risultato storico e indispensabile per garantire il consolidamento e il rafforzamento dell’ospedale di Dolo in piena serenità. L’amministrazione comunale lo scorso dicembre ha approvato a maggioranza, un ordine del giorno in cui si impegna a dialogare con le istituzioni competenti, anche, attraverso la compartecipazione di spesa e ciò, a nostro avviso, dovrebbe consentire a Regione Veneto, e Veneto Strade di provvedere, già nel 2018, all’avvio di questa importante infrastruttura. Dieci anni di attesa e le tante polemiche, consumate anche nelle ultime settimane, sono più che sufficienti: ora è il momento di realizzare un’opera fondamentale”. La decisione è commentata po-
sitivamente dalla giunta di Dolo. “Questo risultato - commenta la giunta dolese - costituisce un passaggio storico per la Riviera perché restituisce al nostro territorio un’infrastruttura determinante per lo sviluppo del nostro ospedale e per sgravare, definitivamente, il traffico dal centro cittadino”. Giacomo Piran
Opzione zero: ok alla nuova viabilità, ma non basta “Per Opzione Zero è positivo l’ordine del giorno approvato in Regione per ottenere il finanziamento pubblico della rotonda tra Brentana e via Pasteur come richiesto dall’amministrazione di Dolo. Se venissero infatti ripristinate le risorse regionali che consentirebbero a Veneto Strade di dare attuazione Mattia Donadel al progetto già approvato, verrebbe di fatto a mancare il presupposto per l’accordo di programma con i proponenti privati”. Questo il pensiero espresso dal comitato “Opzione Zero” dopo l’inserimento della costruzione della rotatoria sulla Brentana nella programmazione regionale. Il comitato, presieduto da Mattia Donadel, chiede un’altra azione all’amministrazione comunale di Dolo. “Sindaco e giunta ora vadano fino in fondo - dice il comitato - e ritirino la delibera di giunta con la quale si chiedeva alla Regione Veneto l’attivazione dell’accordo di programma”. Si parla poi della viabilità. “Opzione Zero – spiega Donadel- fa comunque notare che una spesa di 800 mila euro per una nuova rotonda pensata oltre 10 anni fa andrebbe quanto meno approfondita e discussa con la cittadinanza. La gestione dei flussi di traffico e più in generale della mobilità andrebbe infatti meglio valutata sia a livello di Comune che a livello di area, tenendo in considerazione le nuove opere che sono state realizzate, le mutate condizioni del contesto sociale e economico. Su questo argomento il comitato, che da anni contrasta le grandi opere in Riviera, è pronto a dare il suo contributo, ma nel frattempo continuerà a vigilare sull’evolversi della situazione”. (g.p.)
Nasce il distretto del Commercio L’Unione dei Comuni della Riviera ha inviato alla Regione Veneto la proposta di individuazione del distretto del commercio “Città della Riviera del Brenta”.
A promuovere l’iniziativa è stato il Comune di Dolo. “Si tratta della richiesta alla Regione Veneto di un riconoscimento - spiega Alberto Polo, sindaco di Dolo - fondamentale per individuare e attuare politiche per uno sviluppo continuativo e coordinato del sistema commerciale, e più in generale economico, nella Riviera del Brenta. L’ambito d’intervento è quello di aerea vasta, che rispet-
to a prima, prevede l’individuazione di zone urbane per precise, tra loro collegate, nelle quali favorire la dinamicità degli attori economici operanti, prevedendo anche particolari itinerari di attrattività”. Sono previsti vari progetti e attività dalla formazione dei commercianti, alle agevolazioni fiscali, alle politiche di contrasto dei negozi sfitti, agli incentivi per l’apertura di nuove attività oltre allo sviluppo di una mobilità sostenibile e alla riqualificazione del contesto urbano (arredo, verde pubblico, pulizia e sicurezza). Su queste linee di intervento è stato costituito un accordo di partenariato, che vede presenti i Comuni di Dolo, Fiesso, Fossò e Campagna Lupia, la Camera di Commercio, la Confcommercio, la Confesercenti, l’associazione Artigiani della Riviera, la Coldiretti, la Cia, la Confagricoltura, e le Pro Loco di Dolo, Fiesso, Fossò e Campagna Lupia. “Si tratta di un importante cambio di passo - specifica Alberto Polo - che segna una modalità innovativa di visione e azione condivisa di un sistema territoriale rivierasco non più soltanto verbale e di facciata, ma di sostanza, soprattutto verso possibili misure di finanziamento regionale ed europeo”. (g.p.)
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Artigiani: recessione finita, ripresa da consolidare L’associazione ha circa 900 imprese affiliate, metà delle quali della filiera casa, per 4 mila addetti. Aumentano le aziende iscritte e le assunzioni a tempo determinato
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opo anni di recessione, si vedono i primi spiragli di ripresa economica che però ancora non è consolidata. Sono questi i segnali che arrivano dai dati presentati dall’associazione Artigiani “Città della Riviera del Brenta” che fa un bilancio degli ultimi 12 mesi. L’associazione ha circa 900 imprese affiliate, metà delle quali della filiera casa, per un totale di circa 4 mila addetti. Sul fronte delle imprese affiliate iscritte e cessate, arrivano segnali incoraggianti. “Nel 2016 - spiegano il presidente Luca Vanzan e il segretario Giorgio Chinellato - le nuove imprese iscritte all’associazione erano 18, quelle che avevano cessato l’attività 23. Il 2016 si era concluso con un saldo negativo di 5 imprese. Nel 2017 le cose vanno meglio: le nuove imprese iscritte sono 25, quelle che hanno cessato l’attività 20. L’anno si chiude con un saldo positivo di 5”. Sul fronte occupazione, aumentano le assunzioni a tempo determinato con un + 10% mentre calano quelle a tempo indeterminato soprattutto per il venir meno delle agevolazioni legate al job act. “Si assiste ad una lenta ma costante stabilizzazione del lavoro anche giovanile - spiega Chinellato - nelle imprese artigiane della Riviera, e questo è un obiettivo su cui punteremo, insieme all’aumento del numero delle imprese”. Si analizzano i vari settori. Il settore edile in Riviera, segue l’andamento della Città Metropolitana di Venezia, dove le imprese iscritte nel comparto edile, sono 648 di cui 505 italiane (77,93%) e 143 straniere (22,07%), la più alta percentuale in Veneto. “In Riviera - spiega il presidente Luca Vanzan - in questo comparto permangono ancora difficoltà. Non si può più parlare di flessione, ma certo siamo ancora in un periodo di stagnazione, con timidi segnali di ripresa”. Lo stesso vale per le attività che vivono di mercato locale come autoriparatori, servizi alla persona, panificatori e pasticcieri. “Anche il settore dei trasporti ha vissuto stagioni delicate - commentano gli Artigiani - con una perdita significativa di imprese a causa di una caduta del Pil del Paese, ma anche alla tanta concorrenza sleale”. Altro tema caldo è infatti l’abusivismo. ”Continuia-
mo a registrare segnalazioni circa le attività riconducibili all’abusivismo e all’illegalità - dice Vanzan - per questo ci impegneremo con costanti campagne di sensibilizzazione ad hoc”. L’associazione Artigiani offre vari servizi e lo scorso anno ha avuto importanti accorpamenti di sedi, nuovi orari e servizi. “Un processo riorganizzativo - conclude Chinellato - che ci ha permesso di ottimizzare i servizi rendendoli fruibili in un’u-
Da sinistra Giorgio Chinellato e Luca Vanzan
nica sede. A processo terminato possiamo affermare di aver centrato appieno gli obiettivi prefissati. I risultati ottenuti ci hanno permesso di essere più efficienti,
più puntuali nelle risposte, più celeri nell’erogazione dei servizi e più vicini alle istanze e ai bisogni delle imprese associate”. Giacomo Piran
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30 milioni per l’ospedale
Trenta milioni di euro per sistemare l’ospedale di Dolo. Questa la richiesta che ha fatto la Regione Veneto al governo e allo Stato, per gli interventi di adeguamento sismico e normativo, la con sostituzione dei volumi esistenti con nuovi volumi e che sono in arrivo fin dai prossimi mesi. Soldi che serviranno per una vera e propria ristrutturazione e riqualificazione dell’ospedale della Riviera del Brenta. Ad annunciarlo è stato il consigliere regionale Franco Ferrari, referente del movimento “Civica per il Veneto” che ha espresso grande soddisfazione per l’atto. “Un altro passo in avanti molto importante - spiega Ferrari- è stato avviato con la richiesta di finanziamento di qualche settimana fa, inerente la legge per il “Programma di investimenti in sanità per opere di edilizia sanitaria per la programmazione regionale 2018-2023”. Si tratta della delibera di giunta regionale dello scorso 22 novembre, con la quale si richiede al Ministero della Salute ed al Ministero dell’Economia, l’inserimento nelle proposte di riparto del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) per il finanziamento dei lavori inerenti: gli interventi di adeguamento sismico e normativo, la con sostituzione dei volumi esistenti con nuovi volumi; e una vera e propria ristrutturazione e riqualificazione dell’Ospedale di Dolo per un importo pari a 30 milioni di euro. Un richiesta che dà pari “dignità” all’Ospedale di Dolo e alle sue eccellenze, rispetto agli altri presidi ospedalieri”. Ferrari spiega come questo risultato, sia il frutto di un importante lavoro. “Questo non nasce per caso- conclude. E’ il frutto di un lavoro, che va aldilà delle appartenenze politiche per la sanità della Riviera. Un lavoro che porta un grande riconoscimento all’Ospedale di Dolo”.
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“Servono più servizi all’ex Tribunale”
Croce Serenissima della Riviera
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L’avvocato Stefano Marrone, presidente dell’Associazione avvocati della Riviera e Miranese chiede lo spostamento a Dolo dell’ufficio della volontaria giurisdizione e teleconferenze per i processi più importanti
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li avvocati della Riviera del Brenta e del Miranese, guidati dall’avvocato Stefano Marrone, chiedono che a Dolo, venga trasferito l’ufficio della Volontaria Giurisdizione, e possano essere fatte delle teleconferenze nel caso dei processi più importanti. La richiesta parte dopo una constatazione fatta dallo stesso Marrone: la chiusura della sezione distaccata del Tribunale di Dolo per tre anni, ha comportato disagi e ritardi per quasi 120 cause civili e una pesante ricaduta sul tessuto sociale e imprenditoriale del comprensorio. Le cause finite al Tribunale di Venezia, impiegheranno tantissimi mesi ancora, prima di arrivare a sentenza. Si tratta a volte di cause non rilevantissime dal punto di vista pecuniario o giuridico, ma comunque in grado di inceppare meccanismi aziendali o patrimoniali di grande importanza. Gli avvocati della Riviera del Brenta, mettono in
risalto come la situazione sia migliorata con l’arrivo dal 2017, del Giudice di pace a Dolo. “Le cose afferma l’avvocato Marrone presidente dell’associazione - ora vanno meglio. Per ottenere un decreto di ingiunzione di pagamento, ci si mette a Dolo solo qualche settimana. Così le sentenze delle cause civili e penali, potrebbero risolversi nel giro di qualche mese, sicuramente con tempi più celeri di quelli previsti per il passaggio al Tribunale di Venezia di tutto il procedimento”. Questo per gli avvocati della Riviera, insieme al potenziamento delle attribuzioni al Giudice di pace nei prossimi anni, fungerebbe da volano alla stessa economia del comprensorio. “È importante poi - aggiunge Marrone- che i processi, di una certa rilevanza, possano essere seguiti dagli avvocati di Dolo e del resto della Riviera del Brenta, dagli uffici dell’ex Tribunale in teleconferenza. Anche gli uffi-
Sopra il tribunale di Dolo, a fianco Stefano Marrone
ci della volontaria giurisdizione dovranno essere portati qui. Imprese e professionisti in questo caso eviterebbero di dover andare a Venezia, per atti spesso non certo rilevantissimi. L’aula delle udienze potrebbe essere utilizzata benissimo a questo scopo, visto che per le cause penali è utilizzata due volte al mese”. Per lo sportello della volontaria giurisdizione, sottolineano infine gli avvocati, basterebbe un cancelliere una o due volte alla settimana a Dolo. Alessandro Abbadir
l via all’attività dell’associazione “Croce Serenissima della Riviera del Brenta”. L’associazione si è formata tre anni fa con l’obiettivo di fornire servizi di volontariato sociale ed assistenza alle persone bisognose tra cui servizio di trasporto infermi, trasporto nazionale ed estero, assistenza sanitaria, corsi di primo soccorso per volontari e corsi per la popolazione. I volontari dell’associazione hanno svolto numerosi corsi di formazione e, appena completato l’iter burocratico e ricevuta l’autorizzazione da parte della Regione, inizieranno la loro attività con l’ambulanza che è stata donata da un imprenditore locale. Il gruppo è composto da 14 volontari di cui 9 abilitati alla guida dell’ambulanza e al primo soccorso. Giuliano Salvagnini, presidente di “Croce Serenissima”, ha fatto sapere che sono giunte all’associazione già molte richieste di aiuto da parte di persone bisognose. A gennaio partirà un corso per la formazione di nuovi volontari. Info web: www. croceserenissima.it. (g.p.)
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n anno da incubo sotto il profilo delle pratiche commerciali aggressive, e delle truffe porta a porta che sono raddoppiate nell’area della Riviera del Brenta e del Miranese, mentre pratiche commerciali aggressive e raggiri telefonici in termini percentuali dall’inizio del 2017 sono lievitati del 65%. I paesi più colpiti: Alfeo Babato Martellago e Scorzè, Dolo, Mirano, Spinea e Mira. A dirlo è Alfeo Babato, referente dell’associazione Federconsumatori del comprensorio. Intanto le forze dell’ordine hanno compiuto arresti a Mira e a Scorzè proprio nelle ultime settimane. “Nel 2017 - spiega Babato (nella foto) - ci sono stati segnalati oltre 310 casi fra pratiche commerciali aggressive e raggiri telefonici da parte di operatori dell’energia, della telefonia mobile, e anche da parte di venditori di servizi on line e di prodotti per la casa, e pacchetti vacanze. Le vere e proprie truffe o tentate truffe porta a porta sono passate da 30 a 55”. I casi di truffe porta a porta arrivate a Federconsumatori e poi segnalate dalle vittime in tanti casi alle forze dell’ordine sono quelle per lo più della finta cauzione (cioè del falso carabiniere o avvocato) e dell’abbraccio. La tecnica è consolidata: un finto carabiniere chiama a casa di anziani parlando di un familiare che fa finta di conoscere, che a suo dire sarebbe finito nei guai con la legge. Per aiutarlo suggerisce di rivolgersi a un finto avvocato, e depositare sul conto corrente una somma anche di 3-4 mila euro. A Scorzè e Mira i carabinieri sono entrati in azione e sono scattate le manette nei confronti degli sciacalli. Con la tecnica del finto abbraccio o della vecchia conoscenza, ad agire sono per lo più delle donne, che fanno finta di conoscere le persone che “agganciano”. (a.a.)
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Conetta La risposta del sottosegretario alla deputata Murer
L’ex base militare non chiude L’ex base missilistica di Conetta non chiuderà. Lo ha ribadito nel corso del mese di dicembre il sottosegretario Domenico Manzione, nella risposta all’interrogazione presentata dalla deputata Delia Murer (Liberi e Uguali)
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nterrogazione che Murer ha presentato con i colleghi Michele Mognato e Davide Zoggia, a seguito della “marcia per la dignità” che vide oltre duecento migranti in fuga dalla struttura, esasperati dai tempi di attesa per la richiesta di asilo e dalle condizioni di vita all’interno. “Negli ultimi mesi – ha fatto sapere Manzione - il centro di Conetta ha registrato un significativo decremento delle presenze, passando dalle 1.407 del 5 luglio scorso, alle circa 800 attuali, misura inferiore alla capienza teorica certificata dalla Asl. Il centro è stato sottoposto a numerose ispezioni da parte della Prefettura e, da ultimo, anche dal competente Dipartimento del ministero dell’Interno, all’esito delle quali non sono emersi elementi per giustificare la sospensione del servizio o la chiusura del centro medesimo”.
Alcune immagini di archivio della ex base militare di Conetta
Secca la replica di Murer: “Siamo in totale disaccordo e profondamente delusi da questa scelta – è il commento della deputata veneziana -. Il sottosegretario Manzione ritiene che Cona possa restare aperto considerando adeguato il numero dei migranti ma ignorando sia che rimane un centro troppo grande sia che le condizioni strutturali sono disastrose, come appurato di recente da una visita di una delegazione di deputati del-
la sinistra. Noi siamo favorevoli all’accoglienza diffusa, e agli Sprar ma, su Cona, l’unica soluzione possibile è la chiusura”. “I migranti richiedenti asilo lamentano i lunghissimi tempi di attesa per ottenere una risposta – ha ricordato Murer -. A volte
passano anche 14-16 mesi. Un tempo trascorso nel Centro a non far nulla, in condizioni psicologiche difficili e anche in una situazione di disagio per la qualità della struttura, che presenta carenze più volte denunciate. Tutto questo si scarica sulle persone, sia sui richiedenti asilo, che sono esasperati, sia sulla comunità locale che paga la ricaduta di una forte tensione sociale”. Manzione dal canto suo ha fatto sapere che il Prefetto di Venezia Carlo Boffi ha disposto lo spostamento di 30 migranti in provincia di Verona, altrettanti in quella di Vicenza, 32 nel Padovano, 35 a Treviso e dintorni, 30 nel circondario di Belluno, 26 a Rovigo e provincia, 69 in tutto il Veneziano: “Tale soluzione è conforme alla strategia più volte affermata dal ministro dell’Interno Minniti, intesa al graduale superamento dei grandi centri, con l’obiettivo di realizzare un sistema di accoglienza diffusa sul territorio, in grado di contemperare i diritti di chi accoglie e di chi è accolto, secondo il piano concordato con l’Associazione Nazionale Comuni d’Italia”. Giorgia Gay
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Trasporti Interviene il presidente di Sistemi Territoriali Gianmichele Gambato
Linea Mestre-Adria, i disagi finiranno a giugno Sono stati investiti oltre 9 milioni di euro per lavori di adeguamento normativo. Si è dovuta ridurre la velocità dei convogli a 70 chilometri orari, dilatati i tempi di percorrenza di alcune delle 32 corse giornaliere
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anti disagi e ritardi sulla linea Mestre- Adria in queste ultime settimane con disservizi e proteste da parte degli utenti. Non sono mancate forti prese di posizione sindacali, che denunciano uno scarso rispetto della carta dei servizi e problemi con il personale. Sulla questione interviene Gianmichele Gambat, il presidente della società che gestisce la linea, Sistemi Territoriali. Gambato assicura che entro giugno di quest’anno, la situazione sarà normalizzata. “I continui disagi sulla linea Mestre Adria- spiega Gambato- sono causati dal necessario intervento di adeguamento
della linea a binario unico sulla quale entro giugno di quest’anno, saranno investiti 9 milioni e 200 mila euro“. Gambato spiega i motivi della necessità di questi interventi. “Dopo l’incidente capitato in Puglia su una linea a binario unico in cui persero la vita 23 persone- afferma-, si è deciso anche l’adeguamento gestionale della linea che va da Mestre ad Adria, con l’apposizione di cavi sensori e boe per evitare che disastri simili possano accadere. Per questo sono stati investiti oltre 9 milioni di euro con lavori partiti dal 2017. Lavori che abbiamo fatto in determinati tratti. In attesa del
Gianmichele Gambato
completamento dell’adeguamento, si è dovuta ridurre la velocità dei convogli a 70chilometri orari e per evitare di cancellare corse, dilatare i tempi di percorrenza di alcune delle 32 corse giornaliere. Quando i lavori saranno ultimati, e cioè prevedibilmente a giugno di quest’anno, si tornerà ad una linea con pochi disagi come quella di tre anni fa i e i treni potranno andare anche a 90 all’ora”. Sulla questione del personale e del rispetto della carta dei servizi sollevato dai sindacati con diversi
volantinaggi, Gambato è chiaro. “Abbiamo creato una carta dei servizi- spiega- in piena conformità ai criteri che si usano a livello nazionale, ed è perfettamente in regola sotto questo punto di vista. Qualche macchinista nel 2017 si è trasferito in aziende private che hanno meno vincoli di quelli che pone il servizio pubblico. Attualmente Sistemi Territoriali ha 252 dipendenti e fra questi 46 macchinisti. Sulla Mestre- Adria, abbiamo 6 treni di cui 5 nuovi”. Non mancheranno grossi disagi anche
questo mese però. “Domenica 28 gennaio- conclude Gambato- la linea Mestre- Adria sarà chiusa per tutta la giornata nel tratto che va da Campagna Lupia Mestre”. Saranno previste comunque delle corse sostitutive dei treni con dei bus che fermeranno a Campagna Lupia, a Calcroci di Camponogara a Casello 11 a Sambruson a Mira Buse a Oriago e a Mestre. Dalla stazione di Mestre, gli utenti della tratta potranno raggiungere Venezia con le corse di Treni Italia utilizzando, un biglietto unico di Sistemi Territoriali”. Insomma ultimi mesi di pazienza e di disagi, per avere da giugno 2018 una linea ferroviaria completamente in ordine e con treni in orario. Una necessità per evitare anche solo la possibilità di conseguenze ben peggiori. Alessandro Abbadir
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Eventi Dal 27 gennaio al 13 febbraio
Carnevale di Venezia 2018: un grande circo P
iù di 150 eventi e oltre 300 artisti e gruppi coinvolti, 30 appuntamenti con la cultura e più di 50 iniziative di intrattenimento per bambini e ragazzi. Questi alcuni numeri del Carnevale di Venezia, edizione 2018, il terzo firmato da Marco Maccapani, che prenderà il via il prossimo 27 gennaio e fino al 13 febbraio sarà tutto dedicato al gioco e al divertimento. Venezia, Mestre e la terraferma, per oltre due settimane, si trasformeranno in una specie di grande circo, muovendosi tra le scenografie che furono del film di Federico Fellini “La strada”. Alcuni degli appuntamenti fanno ormai parte della tradizione, come il 4 febbraio in Piazza san Marco il Volo dell’Angelo, o
quello dell’Asino, in Piazza Ferretto l’11 febbraio, la Festa delle Marie, il 3 febbraio, con il tradizionale corteo dal Castello fino all’area marciana, le sfilate dei carri allegorici di Zelarino (martedì 13 nel pomeriggio) e Marghera (sabato 10) e il Carnevale di Burano (con due appuntamenti, l’8 e il 13 febbraio). Altri eventi invece rappresentano un’assoluta novità, basti pensare alla rievocazione, non solo “figurata”, venerdì 9 febbraio, in piazza san Marco, delle lotte tra Nicolotti e Castellani, le due fazioni in cui era divisa la città ai tempi della Serenissima. Sul Palco di Piazza San Marco un narratore e dei figuranti armati di bastone ricostruiranno una di queste schermaglie coin-
Il mondo in una perla, la collezione in vetro Una straordinaria collezione di perle in vetro veneziano sono in mostra al Museo del vetro di Murano fino al prossimo 15 aprile. La collezione è costituita da 85 cartelle campionarie contenenti 14.182 perle, da tre pannelli di stoffa del 1863, dono della Società delle Fabbriche Unite contenenti 2015 perle e 266 mazzi di conterie , da 91 mazzi di perle a lume, di cui alcuni incompleti, da 8957 perle integre e 274 frammentate e 492 mazzi di conterie. Le perle di vetro costituiscono un mondo unico: oggetti decorativi, ma anche preziosa merce di scambio esportata in grande quantità nel XIX secolo verso le colonie dell’Africa Occidentale, dell’India e delle Americhe; monili tanto ricercati e ambiti, che in cambio di perle di vetro i nativi d’America accettarono di cedere il territorio che oggi conosciamo come Manhattan. Straordinario concentrato di tecnica e inventiva, le perle di vetro veneziano, piccoli e preziosi manufatti di rara bellezza nelle loro molteplici tipologie, accompagnano la storia vetraria veneziana rappresentando anche oggi una produzione viva e importante. La mostra è aperta al pubblico tutti i giorni dalle 10 alle 17. Info www.museovetro.visitmuve.it
I fantasmi di Venezia, un itinerario misterioso in notturna Prosegue fino al 31 marzo prossimo “Fantasmi di Venezia” ovvero passeggiate serali in laguna, tra miti e leggende paurose. Si tratta di un itinerario insolito alla scoperta di leggende sulle apparizioni a Venezia, un’esperienza che farà conoscere la zona di Cannaregio nella sua versione notturna, una esperienza intima della Venezia nascosta , ascoltando storie del lato più oscuro della città, dei suoi fantasmi che continuano a turbare gli animi degli abitanti. L’itinerario dura due ore. Si deve prenotare presso l’agenzia Park View Viaggi di Dorsoduro.
Tra novità e tradizione prende il via il Carnevale di Venezia
oltre 200 eventi tra Venezia, mestre e la terraferma. Per più di due settimane, il gioco e il divertimento saranno i protagonisti di questa edizione
volgendo il pubblico presente. Le tradizioni saranno rievocate con la Festa veneziana sull’acqua, che si svolgerà in due parti, la sera del 27 gennaio e il 28 mattina, promossa dall’Associazione delle Remiere, e ben tre regate, in ognuna delle tre domeniche interessate all’evento: si comincerà il 28, con l’inedita Regata delle Colombine, una gara sprint riservata alle donne, che gareggeranno su gondolini maschili.
E poi molte le manifestazioni pensate per i bambini e per i giovani, gli appuntamenti culturali con la diffusione capillare su tutto il territorio e la diversificazione degli spettacoli per le varie fasce d’età. Inoltre ci saranno eventi che si svolgeranno su tutto il territorio comunale, estendendosi pure, in una sorta di ideale ponte, anche su quello della Città metropolitana. Particolamrmente atteso anche anche per il Volo dell’Aquila, in programma domenica 11 febbraio in piazza San Marco, per il quale Renzo Rosso ha ideato un grande evento a sorpresa. Insomma un’altra, grande, imperdibile edizione.
Professione fotografo: “In ogni scatto c’è una parte di me” Bisogna osare, se ti poni dei limiti rimani sempre e solo dietro a una fotocamera. Oggi chiunque fotografa qualunque cosa della propria vita. Le foto invadono i dispositivi digitali e quasi mai vengono sviluppate. Molti giovani credono che basti questo a costruire un giorno una professione. Ma non è così. Stefano Sturaro, titolare dello studio fotografia gFproduzioni di Conselve, ha iniziato a fotografare a 17 anni, colpito dai colori della natura e dall’intensità emotiva del bianconero. “La pellicola – ricorda il fotografo - è stata una gavetta importante: fino al 2004 ho fotografato solo con 35mm e medio formato. Molti giovani oggi acquistano subito la reflex digitale di fascia alta per sentirsi già al pari di un professionista. La tecnologia aiuta, ma può anche tradire: saper catturare la luce con otturatore, diaframma
e iso è un allenamento mentale. L’analogico è scuola, e anche oggi propongo alcuni servizi a pellicola”. Dalla natura al giornalismo, e poi al settore dei matrimoni, il passo è stato breve: Stefano adora fotografare in mezzo alla gente tanto che i suoi reportage nel sociale hanno prodotto importanti mostre pubbliche. Ma il settore per cui lo studio è ormai un riferimento nella zona sud di Padova sono i matrimoni. “Certo il cuore del nostro lavoro – spiega Sturaro – sono le coppie di futuri sposi. Per loro lavoriamo a 360° con la massima priorità, e ci spostiamo in tutto il Nord Italia, soprattutto in Veneto. Io sviluppo un progetto attorno a ogni una coppia, non corro dietro al singolo scatto. Così per altri progetti: -i clienti apprezzano il metodo di lavoro
e il mio stile artistico. Ma ci occupiamo anche di fotografia di famiglia, riprese sportive anche con service di stampa, riprese di eventi locali con photoshooting e broadcasting video”. In un’era dove il digitale ha invaso la vita quotidiana, affacciarsi al mestiere di fotografo professionista implica una calibrata miscela di capacità tecniche, formazione, creatività e iniziativa. “Ma non basta – ricorda Stefano – è fondamentale essere imprenditori saper gestire un’attività e sviluppare un brand; altrimenti la fotografia rimane una passione. Ma le opportunità ci sono, l’importante è specializzarsi per distinguersi ed emergere. E poi, se lavori bene, sono i clienti a premiarti, con recensioni positive!”. Visitate il sito e vedrete! https://www.grandeeffe.it
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Sport .
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Ciclismo veneto, un anno di grandi successi A Mestre premiati atleti e società. Sono 17.085 tesserati di cui 11.501 atleti e 446 società affiliate
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i è svolta nell’auditorium della Città Metropolitana a Mestre, la “Festa del Ciclismo Veneto”. E’ stata la prima volta che questo importante evento si è tenuto nel territorio della provincia di Venezia. Durante la manifestazione sono stati premiati atleti che hanno conquistato titoli nazionali e internazionali in questa stagione ma anche direttori sportivi, dirigenti, giudici di gara e società organizzatrici. Sono stati poi presentati i numeri del mondo del pedale regionale. Nel 2017 ci sono stati 17085 tesserati di cui 11501 atleti (3653 agonisti e 7848 amatori). In totale le società affiliate sono 446. In questa stagione sono state organizzate 680 gare (626 regionali, 33 nazionali e 21 internazionali) di cui 294 su strada, 217 giovanili, 105 fuoristrada,
50 amatoriali, 10 pista e 4 paralimpiche. A fare gli onori di casa è stato Igino Michieletto, presidente del comitato regionale del Veneto della Federazione Ciclistica Italiana. “Il ciclismo è uno sport con una storia gloriosa - ha detto Michieletto, nel suo intervento costruita da dirigenti, organizzatori, direttori sportivi, giudici di gara e fatta di passione, di sacrifici e da tanta generosità. Sono numeri importanti, testimoni di una grande attività, sia per quantità che qualità. Tutto questo per merito delle società grandi e piccole. Per questo voglio prima di tutto, ringraziare le società che organizzano gare e le componenti che operano affinché le gare si realizzino”. Moltissime le personalità premiate tra cui spiccano gli ex presidenti regionali della
Federciclismo Veneto: Raffaele Carlesso, Bruno Capuzzo, Bruno Coccato. Per la provincia di Venezia sono stati premiati Vanessa Michieletto (Libertas Scorzè) campionessa italiana velocità a coppie su pista della categoria allieve, Beatrice Cal e Giovanna Troldi (Libertas Scorzè), tre titoli italiani nel tandem para-
limpico. E’ stata premiata anche la dottoressa Elisa Michieletto che svolge l’attività di medico di gara in numerose competizioni, Luciano Martellozzo come organizzatore del “Trofeo d’Autunno” di mountain bike, il giudice Benedetto Vettori, e la Libertas Scorzè per l’organizzazione di gare regionali. Giacomo Piran
Ciclocross, vincono Michieletto e Ceolin
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i è svolta nelle scorse settimane a Scorzè la 44esima edizione del “Gran Premio Cartoveneta”, gara di ciclocross, valida come tappa del Trofeo Triveneto di Ciclocross, e che ha assegnato anche le maglie rosse di campione provinciale di Venezia. Questi sono i nuovi campioni provinciali suddivisi per categoria. Donne unica: Giovanna Michieletto (Libertas Scorzè). Juniores: Federico Ceolin (Team Velociraptors). Allievi 1° anno: Jordi Sandrin (Sorgente Pradipozzo). Allievi 2° anno: Andrea Busatto (Libertas Scorzè). Amatori 2a fascia: Michele Mogno (Libertas Scorzè). Esordienti 2° anno: Edoardo Bolzan (Sorgente Pradipozzo). Le gare, che hanno visto alla partenza oltre 350 crossisti provenienti da tutta Italia, si sono disputate su un percorso con fondo sterrato e con ostacoli naturali della lunghezza di 2,5 chilometri e che è stato affrontato varie volte a seconda della categoria dei ciclisti. La manifestazione è stata organizzata dalla società della Libertas Scorzè. (g.p.
Mira, nasce il polo sportivo Valmarana
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n progetto integrato per il polo sportivo di Valmarana. La giunta comunale di Mira ha deliberato nelle scorse settimane l’adesione ad un bando nazionale del Ministero dello Sport e del Coni per la presentazione di interventi tesi alla realizzazione, la rigenerazione urbana e il completamento di impianti sportivi, scegliendo il “polo del Valmarana” e presentando un progetto per complessivi 2.650.000 euro. “La volontà dell’amministrazione comunale, con questo atto- spiega l’assessore Fabio Zaccarin - è quella di migliorare gli standard qualitativi del polo sportivo andando anche nella direzione di superare le condizioni di disagio derivante dalla collocazione periferica della frazione di Mira Taglio. Lo sport, in questo senso, grazie anche ad un’offerta maggiormente competitiva e aperta (inserendo nuove strutture polivalenti), costituirebbe un’importante agente d’inclusione, d’integrazione, di partecipazione alla vita aggregativa”. Nel dettaglio, l’area del Valmarana verrà significativamente rinnovata con la ricostruzione delle tribune oggi chiuse al pubblico, una nuova ricevitoria e un punto di ristoro, il rifacimento della pista di atletica, (in cui si svolgono le gare su pista di atletica leggera, corsa di velocità, di mezzofondo, fondo, salto in alto, salto in lungo, salto triplo, salto con l’asta, marcia e corsa a ostacoli). Inoltre, è prevista la costruzione di una struttura coperta per gli sport di squadra come la pallamano, il basket e la pallavolo, nuovi spogliatoi sia per l’atletica che per la palestra coperta. La struttura comprenderà anche lo spazio dedicato alle attività sportive per le persone diversamente abili. Rimangono inalterati gli impianti e gli spogliatoi per il calcio, recentemente oggetto di lavori per la loro messa a norma. (a.a.)
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#Politica
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Il 4 marzo si vota, ecco come L’indicazione è di barrare solo il simbolo del partito scelto, sostenendo così sia il candidato uninominale sia il partito nella parte proporzionale. Il voto disgiunto viene invalidato
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deputati e 24 senatori. Sono questi i seggi che i candidati veneti dovranno conquistarsi e non sarà semplice. La nuova legge elettorale proporzionale con cui l’Italia voterà il 4 marzo è un sistema di voto misto che prevede un 36 per cento di collegi uninominali e per il resto collegi plurinominali. Non ci sarà un premio di maggioranza ma ci sarà una soglia di sbarramento del 3 per cento sotto la quale una lista – apparentata o non - non ha diritto di accesso in Parlamento. Chi sarà eletto alla Camera dei deputati? “I collegi uninominali per la Camera sono 232. Per questi posti coalizioni e partiti propongono un solo nome. Sarà eletto chi prenderà più voti. Gli
altri 386 seggi verranno assegnati secondo il metodo proporzionale in base ai voti raccolti dalle singole liste nei collegi plurinominali. Per la ripartizione, conterà la percentuale presa dalla lista su scala nazionale. Gli Italiani all’estero potranno eleggere 12 deputati”. Chi sarà eletto al Senato? “Il metodo è più o meno lo stesso della Camera, cambia solamente la ripartizione dei 193 seggi assegnati con metodo proporzionale, che per il Senato, sarà su base regionale. I collegi uninominali saranno 116 per il Senato: un solo candidato per le coalizioni o i partiti che corrono da soli. Il vincitore sarà eletto. Solo 6 i senatori eletti all’Estero”. Come si vota? Invalidato il voto di-
sgiunto “Come sempre verranno consegnate al cittadino elettore due schede, una per la Camera e una per il Senato. Sulla scheda ci saranno solo i candidati al proprio collegio uninominale e i partiti che lo sostengono. Per i collegi plurinominali, invece, ci sarà il simbolo del partito e un listino di pochi nomi dei candidati di quel collegio. La cosa più semplice è quella di barrare solo il simbolo del partito scelto, sostenendo così sia il candidato uninominale sia il partito nella parte proporzionale. Se si barra il nome del candidato uninominale, il voto è valido ma per il proporzionale è assegnato in quota parte alle liste che compongono la coalizione a sostegno del candidato uninominale. Si può anche apporre una doppia X sul
nome del candidato uninominale e su uno dei partiti che lo sostiene. Viene invalidato, invece, il voto disgiunto: non si può cioè votare un candidato uninominale e un partito non collegato a quel nome”.
Facsimile delle scheda elettorale
Gessica Rostellato, Partito Democratico
Debutto in Parlamento tra lavoro e agricoltura: “meno burocrazia e più aiuti alle nostre imprese” E
’ stata una delle new entry in Parlamento di questa legislatura ormai alle battute finali: Gessica Rostellato, padovana di Cartura, venne eletta nel 2013 con il Movimento 5 Stelle per poi approdare, due anni dopo, al Partito Democratico dopo una breve permanenza del gruppo misto. Mamma di due figli ancora piccoli, prima di entrare il Parlamento ha lavorato per molti anni prima come impiegata contabile e poi come impiegata addetta alla gestione del personale sia in azienda che in studi di consulenza del lavoro. Alla Camera ha lavorato ho lavorato per i primi due anni in Commissione lavoro pubblico e privato occupandosi soprattutto di contrattualistica, riduzione della burocrazia per i datori di lavoro, lavoro femminile e conciliazione vita-lavoro. Ha seguito da vicino anche molti temi legati al mondo agricolo. Gessica Rostellato, come è stato è il suo debutto in Parlamento? Come ha trovato l’attività politica a Roma? “Sicuramente complicata, conoscere i regolamenti e la macchina amministrativa non è facile e richiede del tempo. La cosa
più importante è capire in che modo si può incidere ed essere operativi. L’impressione esterna non rende l’idea: arrivare a dei risultati è molto più complicato di quello che sembra e quindi anche la cosa più semplice viene complicata dalla burocrazia. C’è uno scollamento tra i ministeri e gli enti locali, una mancanza di comunicazione che probabilmente è uno dei problemi più gravi del nostro paese”. Ci può elencare i tre risultati più importanti che ha ottenuto per il nostro territorio? “Aver gettato le basi per il nuovo casello di Monselice, da posizionare all’incrocio con la Monselice Mare è sicuramente un punto importante, che avrà valenza strategica per il territorio. In questo senso, è stato bello collaborare con istituzioni ed aziende al di là di appartenenze politiche ma
solo per il bene del cittadino. Poi affrontato varie tematiche nel territorio: le crisi occupazionali, la vicenda della C&C, il finanziamento al Consorzio di Bonifica per l’intervento tra il Gorzone e l’Adige. Infine, con il progetto ‘Bellezza Italia’ siamo riusciti a far avere diversi finanziamenti per il recupero del patrimonio artistico del territorio, tra cui mi piace ricordare la Barchessa Gurian nel comune di Bagnoli”. Qual è stata la situazione più bella che ha vissuto come deputata? “Sicuramente l’esperienza di conoscenza e di avvicinamento al mondo carcere: conoscere i detenuti e il funzionamento delle carceri dall’interno è stato istruttivo, anche toccante. E poi aver avuto la possibilità di visitare e conoscere tante aziende del territorio, specialmente quelle agricole che sono
“A livello locale ho seguito la questione del nuovo casello di Monselice, la vicenda della C&C, le crisi occupazionali e gli interventi idraulici lungo Adige e Gorzone. C’è ancora tanto da fare”
la spina dorsale del nostro paese”. Quale invece quella che ricorda in modo negativo? “Più che un singolo momento, è stata spiacevole la sensazione di sentirsi poco utili e di non riuscire ad aiutare in modo concreto le persone. A volte, mentre si devono affrontare complicate questioni di procedura e di burocrazia, sembra di perdere del tempo quando invece si vorrebbe fare di più per aiutare i cittadini. E’ come sentirsi impotenti, ed è una sensazione brutta”. Su quali progetti vorrebbe seguire in futuro, se ne avrà la possibilità? “Creare opportunità di lavoro per le nostre aziende guardando verso l’estero, mettere in condizioni le nostre imprese per poter ampliare il loro mercato espandendosi in altri mercati perché questo significherebbe aumentate il pil e le occasioni di lavoro per i nostri cittadini”. Sta valutando una sua ricandidatura? “Si, anche se naturalmente non è una cosa che dipende solo da me ma anche dal partito e ovviamente dalle scelte dei cittadini. Io mi sono messa a disposizione”.
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Politica
Antonio De Poli Udc – Noi con l’Italia
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Massimiliano Malaspina Coordinatore di Chioggia
La nostra grande proposta: Grande Nord: una rivoluzione fiscale “In parlamento saremo centrata sulla famiglia il sindacato del Veneto” A
ntonio De Poli, 57 anni, senatore e presidente dell’UDC è stato in prima linea nell’accordo tra Udc - Noi con l’Italia in vista delle elezioni politiche del 4 marzo. L’UDC riporta lo scudocrociato nel centro destra. Cosa vi aspettate? “Abbiamo dato vita a un soggetto politico “ NOI CON L’ITALIA -UDC” che, richiamandosi chiaramente all’identità storica e ai valori dello Scudo crociato, intende essere il partito del buon senso e della responsabilità. Per noi la cosa più importante sono i contenuti. Siamo convinti che il nostro contributo sarà determinante per la vittoria del centrodestra. L’ala democristiana della coalizione porterà al voto milioni di elettori che, in questi anni, si sono rifugiati nell’astensionismo. E saremo il valore aggiunto che porterà il centrodestra ad essere maggioranza nel Paese”. Come sono i rapporti con gli altri alleati della coalizione? “Siamo in buoni rapporti. Da tempo abbiamo scelto una strada ben precisa. Abbiamo compiuto una scelta di campo che è chiara e coerente con la nostra storia. Stiamo nel campo del PPE, nel centrodestra, insieme a chi come noi si riconosce nei valori del popolarismo e del liberalismo cattolico. Chi al nostro interno non si è trovato d’accordo, come Casini, è uscito dal partito e ha preso altre strade”. In questo periodo di grande sfiducia nei confronti della politica, come pensate di attirare gli elettori? “I cittadini si riavvicinano alla politica quando vedono che i politici fanno qualcosa di concreto. Nel mio piccolo, l’ho visto con il mio ruolo istituzionale di Senatore Questore, ovvero colui che si occupa dei bilanci e delle spese di Palazzo Madama. In 5 anni in cui sono stato Senatore Questore abbiamo ottenuto risultati tangibili: 188 milioni di euro di risparmi, tagliate di 37 milioni di euro le indennità a tutti i senatori. E’ la politica del fare.
Ed è quello che chiedono gli elettori”. All’interno del programma del centrodestra quali sono i punti che porterete avanti? “Nel centrodestra “Noi con l’Italia – Udc” farà la differenza: saremo i portavoce di famiglie, piccole medie imprese e fasce più deboli della popolazione come anziani e disabili. Questa è la forza dello Scudo crociato, la forza dei valori. Siamo una forza che punta sulla concretezza: su questo “terreno” possiamo battere i nuovi populismi”. Parliamo allora di contributi concreti. Lavoro, famiglie, politiche sociali: cosa proponete? “Il capitolo più importante per noi è il Lavoro: serve una riduzione strutturale del costo del lavoro a beneficio di imprese e lavoratori. Basta con la politica dei bonus. Se alle aziende costa meno assumere, le aziende assumono di più. Questa è la logica. La nostra proposta: riduciamo di 6 punti percentuali il cuneo fiscale. Ridurre di 1 punto il cuneo fiscale (che oggi in Italia si attesta al 48% contro una media OCSE del 32%) costa 1,7 miliardi. Famiglie: è la nostra battaglia identitaria. La nostra proposta: una rivoluzione fiscale centrata sulla famiglia, introducendo il quoziente familiare. Di che si tratta? Redistribuiamo il carico fiscale sulla base del numero dei componenti della famiglia. In altre parole, facciamo pagare meno tasse alle famiglie mono-reddito e con più figli a carico. Solo così – concependo la famiglia come un’impresa sociale – riusciremo a sostenere il vero e grande ammortizzatore sociale della crisi: la famiglia appunto! Politiche sociali: l’imperativo è invertire la tendenza. Il Fondo nazionale delle Politiche sociali, dal 2008 ad oggi, è crollato da 1,8 mld a 276 milioni. Una proposta fattibile: la detrazione fiscale totale delle rette a favore delle famiglie che pagano le rette per le case di riposo degli anziani”.
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i sono organizzati in una struttura che presuppone un comitato di indirizzo e tanti comitati locali, ciascuno con un proprio coordinatore, per rappresentare la questione settentrionale, quella proposta dagli autonomisti e dagli indipendentisti del Nord. E’ il Grande Nord, il movimento che dallo scorso maggio è sceso ufficialmente in campo con l’intento di portare nelle istituzioni e sostenere gli interessi esclusivamente di questa parte del Paese. Tra i fondatori l’ex “serenissimo” Roberto Bernardelli, gli indipendentisti veneti Franco Roccon e Carmen Gasparini, ma anche l’ex sottosegretario alla Salute, ex assessore regionale, Francesca Martini. Cosa fanno e quali sono i loro obiettivi? Lo abbiamo chiesto a Massimiliano Malaspina, coordinatore del Comitato Grande Nord di Chioggia, composto dall’unione dei movimenti Prima il Veneto e Rinascere, di cui Malaspina era segretario nazionale. Cos’è Grande Nord e cosa rappresenta nell’attuale panorama politico? “Grande Nord, non è una Lega 2 che raccoglie ex leghisti delusi dall’evoluzione nazionalista del Carroccio. E’ un movimento che riunisce esponenti provenienti da varie esperienze politiche, una confederazione di movimenti autonomisti che si sono uniti per avere, insieme, più forza e maggior peso politico, nata con l’obiettivo di dare voce alle esigenze dei territori del Nord”. Perché avete preso le distanze dalla Lega? “La Lega ha tradito il suo mandato. E’ diventato un movimento nazionale, come tanti altri. Il nostro è un movimento macroterritoriale del Grande Nord, così come si deduce dal nostro simbolo, a differenza del Carroccio che lo ha rimosso – il nord - dal suo simbolo, dal suo nome. Noi crediamo nell’autonomia del Nord. Non siamo un movimento secessionista. Siamo un movimento macroregionale che è nato un anno fa dalla confederazione di tanti movimenti autonomisti, in Veneto, Piemonte, Lombardia… e in tutto il Nord”. Come vedete l’alleanza della Lega col
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centrodestra? “Improbabile. Sembra – è evidente – il frutto di un calcolo politico più che di una condivisione di obiettivi e programmi. Le varie anime all’interno della coalizione si smentiscono l’un l’altra nelle proprie dichiarazioni di intenti già in campagna elettorale. Come potranno governare il Paese?” E la Lega di Zaia? Che ha ottenuto il successo del referendum sull’autonomia? “Zaia non è Salvini. Ma noi non siamo alleati di Zaia, siamo altro dalla Lega. Anche noi abbiamo appoggiato con forza le ragioni del referendum sull’autonomia del Veneto, un referendum che ha avviato il suo iter, peraltro, proprio per iniziativa di quella componente indipendentista della Lega veneta…” In quale direzione andrete, una volta eletti al Governo? “Noi appoggiamo chiunque - che sia a destra o a sinistra poco importa - che abbia delle buone idee e delle buone proposte, favorevoli ai cittadini del nord. Noi siamo il sindacato del Nord; il nostro obiettivo è difendere gli interessi del Nord, la nostra battaglia non nasconde altre finalità. Le cariche, le poltrone, il potere non ci interessano. Stiamo in questi giorni frenetici valutando le candidature alle elezioni Politiche, io sono responsabile per la campagna elettorale in Friuli, tra i nostri militanti non ci sono persone che scelgono la politica con l’intento di andare al Governo a rappresentare i propri interessi. Questo modo di fare politica non è più credibile né potrà raccogliere più tanti consensi tra la gente”. Nel mese di dicembre avete presentato il movimento a Chioggia. Come siete stati accolti? “E’ un po’ presto per capire il sentire delle persone, non abbiamo ancora un termometro per avere dei significativi riscontri. Sul piano politico, abbiamo colto però una certa preoccupazione da parte della dirigenza della Lega. Questo ricompattamento delle forze autonomiste mette in allerta la vecchia squadra del Carroccio, che non ha prodotto grossi risultati”.
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Politica
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L’intervista Diego Crivellari
Fatti concreti e risorse per il Polesine Intervista al deputato dem Diego Crivellari: “Posso dirlo con soddisfazione: alcuni risultati per il territorio e per la nostra provincia sono davanti agli occhi di tutti”
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atti concreti e risorse tangibili per il Polesine e i polesani”: così riassume il suo impegno in Parlamento Diego Crivellari, deputato del Partito Democratico, classe 1975. In vista delle elezioni del 4 marzo prossimo abbiamo tracciato con lui un bilancio di questo anno e, in generale, del suo quinquennio a Montecitorio. Si ritiene soddisfatto dell’attività svolta durante il suo incarico per il Polesine? “Posso dirlo con soddisfazione: alcuni risultati per il territorio e per la nostra provincia sono davanti agli occhi di tutti. È stata una legislatura ricca di battaglie e di impegno con l’avvio del progetto delle aree interne,
ma soprattutto una legislatura volta a cercare risultati tangibili, magari poco appariscenti, ma utili per la nostra provincia. Gli stessi amministratori locali hanno confermato che l’azione parlamentare e il lavoro svolto fino a oggi ha permesso di ottenere risorse utili per il territorio e per i polesani. Abbiamo avuto anche soddisfazioni a livello nazionale, mi riferisco ad esempio alla norma sull’omicidio stradale, l’aumento dei trasferimenti alle province e l’Ape social per i lavoratori marittimi. Personalmente io ho voluto rappresentare il Polesine ed essere di raccordo con il territorio”. L’ultima Legge di bilancio che
novità ha portato? “Con l’ultima legge di bilancio, molto del lavoro fatto anche grazie ad altri colleghi si è concretizzato: il piano subsidenza, il fondo anti bracconaggio, il Fondo scuole innovative, la proroga dei mutui per i Comuni colpiti dal sisma, la legge sul parco del Delta del Po con il vincolo dell’intesa regionale, il riconoscimento dello stato di calamità per i danni del maltempo di agosto scorso e la definizioni dei confini dell’Autorità di sistema dei porti del mare adriatico che con Venezia, Chioggia, Porto Levante e oggi anche Mantova, trova basi concrete il processo di miglioramento e sviluppo dell’idrovia Padano-Veneta.
Sulla parte infrastrutturale va ricordato che la possibilità che anche l’asta navigabile polesana sia punto di passaggio per i trasporti e la logistica che guarda al nord Europa nasce da un lavoro lontano iniziato proprio nei primi mesi dell’insediamento delle Camere e delle Commissioni”. Proprio riguardo al tema dei trasporti e delle infrastrutture cosa è stato fatto di preciso? “ Vorrei ricordare il Decreto Porti, la Riforma delle autorità portuali e il Piano strategico dei porti e della logistica, che hanno permesso, assieme a un lungimirante Ministro dei Trasporti, di dare appunto concretezza a uno degli elementi di sviluppo del nostro territorio.
Vorrei ricordare anche il forte impegno sul piano della Romea, di cui un primo progetto per la messa in sicurezza e il miglioramento ad Ariano Polesine è pronto a partire in questi primi mesi del 2018”. Si ricandiderà alle prossime elezioni? Con quali obiettivi da portare avanti per il Polesine? “Ho dato la mia disponibilità a ricandidarmi. Con l’obiettivo di completare e rafforzare il lavoro svolto in questi 5 anni sul territorio e per il territorio. In linea generale, vorrei continuare a lavorare per un Polesine più forte e consapevole delle proprie potenzialità, in campo economico, ambientale, culturale, infrastrutturale”.
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Editoriale
Le visite con il cronometro: “Avanti un altro!”
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e liste di prenotazione per visite specialistiche e accertamenti clinico-diagnostici, sono un fenomeno spesso di lunghe attese, a volte oltre ogni limite di sopportazione, quando non segno di pericolosi ritardi per la diagnosi o la cura di una malattia. Rappresentano inoltre un vero cruccio anche per le amministrazioni regionali e per le locali aziende sanitarie. Ed ecco spuntare dal cilindro la magia per farle scomparire: ben tre Regioni, attualmente Lazio, Lombardia e Sardegna hanno imposto per decreto un “tempario” alle prestazioni dei medici. Ovviamente senza consultarli. Una visita neurologica deve essere eseguita in 20 minuti, altrettanti per una ecografia ginecologica o una mammografia, non più di 50 minuti per una risonanza magnetica, 30 minuti per una gastroscopia, ben 35 se ad essa si associa la biopsia di una o più sedi di esofago, stomaco o duodeno. Così per ogni prestazione viene stabilito il tempo entro cui la stessa deve concludersi.
Anche il tempo d’ascolto è tempo di cura Influenza a rilento in Veneto
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Dire alimentazione è come dire cellule!
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Trattamenti laser refrattivi: Lasek
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L’influenza in Veneto va a rilento, colpiti soprattutto i bambini
inora l’influenza è stata clemente con noi veneti. Lo testimonia il terzo Rapporto elaborato dall’inizio della sorveglianza (partita a ottobre) da parte della Direzione Prevenzione della Regione del Veneto, diffuso oggi dall’Assessore alla Sanità, e relativo alla settimana tra l’1 e il 7 gennaio. In questo lasso di tempo, i dati pervenuti dalla rete di 104 medici “sentinella” sul territorio indicano che sono state colpite da virus 30.181 persone, pari a un’incidenza di 6,15 casi ogni mille assistiti, il che porta a 93.500 il totale dei cittadini veneti che hanno dovuto mettersi a letto dall’inizio della stagione influenzale. Il 6,15 per mille del Veneto, come anche emerso dal rilevamento
l’editoriale
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precedente, costituisce un’incidenza inferiore di più della metà rispetto alla media nazionale, che ha raggiunto 13,24 casi per mille assistiti. Il dato statistico è confermato anche dalla valutazione delle diverse fasce d’età. Il monitoraggio effettuato ha portato a registrare per ora 7 segnalazioni di complicanze legate all’influenza, di cui 6 forme gravi (4 maschi e 2 femmine tra 41 e 82 anni), con 5 ricoveri in terapia intensiva. Secondo gli esperti della Direzione Prevenzione della Regione, “l’andamento di questa stagione in Veneto non differisce sostanzialmente da quello delle annate precedenti, mentre è ancora presto per capire se la curva d’incidenza seguirà l’andamento nazionale, sinora
delineato con valori molto più alti, o se seguirà l’andamento più contenuto delle ultime stagioni”. Tra le fasce d’età, la più colpita è ancora quella dei bimbi da zero a 4 anni con un tasso del 15 per mille (ma a livello nazionale è già a 28,5 per mille), seguita dalla seconda fascia pediatrica (5-14 anni) con un tasso di 6,31 casi per mille, stabile rispetto alla settimana precedente e molto più basso della media nazionale che è del 15,1 per mille. Le classi di età centrali (15-64 anni) segnano incrementi contenuti e raggiungono 6,38 casi per mille (13,37 in Italia), mentre i meno colpiti risultano gli ultrasessantacinquenni con 3,29 casi per mille, poco più di un terzo della media nazionale, attestata a 8,07 per mille.
Metodi da catena di montaggio di una fabbrica di tayleriana memoria da parte di chi, alla ricerca di una facile efficienza, mette a rischio la sicurezza dei pazienti, la tranquillità dei medici, e mette a repentaglio la qualità della relazione fra medico e paziente. Tali decreti sono stati aspramente criticati dai Medici. Gli Ordini Professionali e le Associazioni di Categoria ne hanno richiesto l’immediato ritiro, preoccupati delle possibili dannose conseguenze. E’ pur vero che in regime ambulatoriale è necessario predisporre delle agende di prenotazione che seguano una cadenza temporale, ma queste vengono predisposte con un tempo medio fra una prestazione ed un’ altra, tenendo conto della complessità della stessa, ovvero se si tratta di prima visita o di visita di controllo. Agende utilizzate più come strumento orientativo utile all’organizzazione e non certo per indicare un limite temporale alla prestazione. Si dovrà liquidare in fretta il paziente scaduto il tempo? E se si tratta di comunicare una patologia neoplastica? Se occorre spiegare quale terapia assumere, come eseguirla correttamente, quali eventuali ulteriori accertamenti e i motivi per cui eseguirli?
Ecco cosa potrebbe accadere in un ambulatorio: Medico rivolto al paziente, magari anziano e in periodo invernale, quando si indossano più indumenti: “Per cortesia si può spogliare?” Appena il paziente, dopo diversi minuti è pronto per esser visitato: Medico: “Adesso si può rivestire” Paziente: “Dottore ma..... non le ho ancora riferito i miei disturbi e poi..... non mi ha visitato” Medico: “Mi spiace il suo tempo è scaduto. Avanti un altro!” Il “tempario” adattato alla professione medica è una logica aberrante e pericolosissima, che potrebbe avere effetti devastanti qualora dovesse essere estesa a tutto il sistema. Il Medico non può sottrarsi all’imperativo deontologico che gli impone di dedicare al paziente tutto il tempo di cui necessita: per visitarlo, per dare tutte le informazioni e le spiegazioni richieste e ottenere il consenso informato. Ma prima deve dedicare tempo all’ascoltazione del paziente e alla sua narrazione. Anche il tempo dell’ascolto è “tempo di cura”. Sono le basi per un corretto rapporto medico-paziente e per un “alleanza terapeutica” fra medico e malato che rischiano di naufragare nel mare melmoso del “tempario”.
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Dire alimentazione è come dire cellule! Analisi Lipidomica: la risposta a molti quesiti
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’Analisi Lipidomica di Membrana è una scansione di una piccola quantità di sangue (simile all’analisi della glicemia) prelevata in farmacia ed analizzata dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna) con risultati consultabili in 10 giorni. Questo particolare tipo di analisi consente di verificare la composizione della membrana cellulare che influenza fortemente la capacità delle cellule di scambiare sostanze e informazioni con l’esterno. La composizione della membrana cellulare dipende totalmente dal cibo che ingeriamo: i nutrienti, entrando a far parte della struttura cellulare, sono quindi in grado di influenzare e modificare la capacità delle nostre cellule di rispondere in modo adeguato agli stimoli. Il cibo è responsabile della funzionalità della cellula ed è una grossa leva su cui poggiare in caso di malfunzionamento. L’analisi Lipidomica riesce a determinare lo stato di salute basale delle cellule e quindi del nostro organismo permettendo di programmare l’intervento dietetico adeguato. La Lipidomica può aiutarti perché: - Controlla e potenzia le tue difese immunitarie e rende le cellule più forti nei confronti di batteri, virus e funghi. Controlla se hai carenze di acidi grassi protettivi per il benessere della pelle e verifica il livello di infiammazione cellulare poiché gli squilibri contribuiscono fortemente ai disturbi dermatologici Controlla i livelli di acidi grassi
favorevoli per il corretto funzionamento del sistema nervoso, l’umore e la protezione dallo stress. Livelli bassi di acidi grassi possono renderti poco resistente allo stress e causarti stanchezza costante. Controlla l’affaticamento metabolico che rallenta il tuo metabolismo e condiziona il peso corporeo, colesterolo alto, glicemia alta e altri disturbi metabolici. Controlla se sei povero di elementi protettivi della mucosa gastrica e intestinale e se ti trovi in una condizione d’infiammazione silente causa di disturbi intestinali, difficoltà digestive, gonfiore intestinale e sensibilizzazione ad alcuni alimenti. Controlla il livello di infiammazione che contribuisce al dolore muscolare, osteoarticolare, fibromialgia, rigidità dei movimenti, infiammazione tendinea e ti consente di rafforzare la protezione antiinfiammatoria naturale. La Lipidomica, applicabile a diversi comparti del nostro organismo, comprende quindi diverse aree d’intervento (dimagrimento, digestivo/intestinale, cutaneo, immunitario, cardiaco, stress radicalico/invecchiamento, stanchezza/efficienza sportiva) e consente di stabilire un percorso chiaro e altamente efficace per puntare al recupero del benessere investendo nella prevenzione. “Fa che il cibo sia la tua medicina…” Ippocrate (460 a.C. – 377 a.C.) (Seconda Parte)
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La dotto.ssa Laura Grigoletto, consulente in Lipidomica, Dietetica e Nutrizione
Farmacia Grigoletto - Via Villa, 150 - Bojon di Campolongo Maggiore (Ve) - Tel. 049 5809002 farmaciagrigoletto@gmail.com
Il Ministero promuove la Regione: conti in attivo
Trattamenti laser refrattivi: Lasek
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anta vittoria, Zaia, dopo che il Tavolo del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha promosso il bilancio consuntivo 2016 della Sanità veneta. “La squadra compatta della sanità veneta – ha affermato il Governatore – gestita con la prudenza e la saggezza del buon padre di famiglia, ha vinto ancora, anche sui conti. Non ce li siamo fatti da noi, ma sono stati valutati euro per euro dal Tavolo Ministeriale Adempimenti per l’Istruttoria del Bilancio consuntivo 2016, effettuata nel luglio 2017, che si conclude attestando che ‘La Regione Veneto presenta a conto consuntivo 2016 un avanzo di 13 milioni 729 mila euro’”. “Mentre manovre più politiche che tecniche, e comunque tecnicamente inspiegabili – aggiunge il Governatore – vorrebbero escludere il Veneto dalla Regioni benchmark in sanità, il Veneto mette a segno un’accoppiata storica, abbinando i conti in attivo con il primo posto in Italia, appena riconosciutoci dal Ministero della Salute, per la capacità di erogazione dei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza che, per legge e sulla base della Costituzione, tutte le Regioni sarebbero obbligate a garantire ai loro cittadini”. “Il tutto – fa notare il Governatore – senza tasse, unici in Italia a non aver introdotto, e non lo faremo nemmeno quest’anno, l’addizione regionale Irpef sulla sanità, il che significa che sul podio, con i conti in attivo, la promozione sui LEA, zero tasse, la sanità veneta vince la medaglia d’oro, quella d’argento e anche quella di bronzo”. La promozione è arrivata attraverso diverse linee d’azione, come la redazione di Piani di rientro per le Aziende più in difficoltà, l’attuazione di politiche di
La Regione Veneto presenta a conto consuntivo 2016 un avanzo di 13 milioni 729 mila euro. “Tutto senza aumentare le tasse”, sottolinea Zaia. contenimento dei costi, la razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse impiegate, assegnando ai Direttori Generali obbiettivi e indicatori di performance, utilizzando con prudenza e visione di lungo respiro la quota di Gestione Sanitaria Accentrata che ogni anno il Riparto del Fondo Sanitario Nazionale assegna alla Giunta.
primi trattamenti laser refrattivi risalgono ai primi anni 90. Da allora molta strada è stata fatta soprattutto per quanto riguarda la tecnologia laser. Sostanzialmente i difetti di refrazione sono miopia ed ipermetropia e a questi può sovrapporsi l’astigmatismo. Nella miopia l’occhio è un po’ più lungo del normale (ad ogni mm corrispondono circa 3 diottrie di difetto) e la messa a fuoco è limitata ad una determinata distanza, tanto minore quanto è maggiore la miopia. Per esempio ad una diottria di miopia corrisponde una messa a fuoco di un metro (oltre questa distanza l’immagine si sfuoca progressivamente) mentre a 10 diottrie corrisponde una distanza di soli 10 cm. Pur essendo considerata lieve una miopia di 3 diottrie, questa comporta una forte limitazione funzionale in quanto la messa a fuoco è limitata a 33cm. Nell’ipermetropia invece l’occhio è più corto e generalmente abbiamo a che fare con difetti più modesti (l’ipermetropia generalmente è al di sotto delle 3 diottrie anche se esistono casi con 10 diottrie di ipermetropia). L’astigmatismo è un’anomalia di curvatura della cornea che costituisce la prima lente dell’occhio che invece di essere sferica, risulta fatta come un pallone da rugby. Possiamo quindi avere astigmatismo associato a miopia o ad ipermetropia, mentre ovviamente non possiamo avere miopia associata ad ipermetropia in quanto si tratta di difetti opposti! Con un trattamento laser noi possiamo operare miopia, ipermetropia ed astigmatismo, mentre per la presbiopia la problematica è più complessa. Il Laser ad eccimeri vaporizza il tessuto e quindi permette di modificare la forma della cornea per consentire la messa a fuoco. Questa vaporizzazione non avviene sulla superficie che è ricoperta da una pellicina (epitelio) che si riforma ogni settimana, ma nello strato di collagene che da la forma alla cornea stessa.
Nella PRK (primissima tecnica applicativa) l’epitelio viene eliminato con una spatolina e successivamente al trattamento laser si attende la ricrescita di quest’ultimo (3-4 giorni); in questo periodo l’occhio è infastidito dalla presenza di una abrasione.Nella Lasik la cornea viene tagliata con una lama vibrante o con un laser ed il trattamento effettuato all’interno della cornea. Il flap creato viene poi riposizionato. Lo svantaggio di questa tecnica è l’indebolimento strutturale permanente, mentre il vantaggio è il poco dolore ed il veloce recupero visivo. Nella LASEK (Camellin 1998) l’epitelio viene scollato con una soluzione alcolica e successivamente al trattamento si riposiziona sullo stroma trattato. Il nuovo epitelio crescerà sotto quello vecchio e lo sostituirà progressivamente. I vantaggi sono un minor fastidio postoperatorio ed una minor reazione infiammatoria. Si tratta quindi di una tecnica intermedia tra PRK e Lasik con un basso rischio di complicanze. Entrambe queste tecniche citate sono comunque utilizzate ed ogni chirurgo decide in relazione al caso ed al paziente. Per concludere dunque possiamo affermare che il laser ad eccimeri ha raggiunto una maturità tecnica ed un’esperienza a livello mondiale di assoluto rilievo. Ovviamente si possono operare pazienti che abbiano superato l’età adolescenziale in cui i difetti miopici possono ancora modificarsi. Dott. Massimo Camellin Oftalmologo Via Dunant, 10 - Rovigo tel. 0425 411357 mail: segreteria@sekal.it web: www.lasek.it
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Aumentano i minori che dormono poco per l’utilizzo di tablet e smartphone Troppi bambini dormono molte ore in meno di quello che serve loro per star bene. Andare a letto presto nella propria camera è fondamentale
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l 25% dei bambini a 5 anni dorme meno delle ore raccomandate e già a 1-2 anni di vita il 12-13% dei bambini utilizza i moderni devices elettronici (tablet, smartphone e TV) in fase di addormentamento. E’ quanto emerge da una recente ricerca presentata in anteprima durante un convegno a Chioggia dal dottor Mattia Doria, coordinatore dei Pediatri di Libera Scelta del Distretto clodiense, e coordinatore scientifico nazionale del progetto. Il tema su cui il medico si è soffermato a lungo è quello delle abitudini al sonno e la loro correlazione con i disturbi del comportamento. La ricerca da cui sono statti tratti i dati preliminari si è sviluppata su 11 regioni italiane sotto l’egida della Federazione Italiana Medici Pediatri. Dal quadro generale emerge, anche, quanto i bambini abbiano poca autonomia durante il sonno notturno dal momento che oltre il 34% dei bambini di età 3-5 anni dorme nel lettone o in camera con i genitori. Per quanto attiene ai disturbi del comportamento emerge che essi siano favoriti dall’andare a letto tardi, dall’utilizzo frequente dei devices elettronici e dal dormire meno delle ore raccomandate mentre siano molto
meno presenti nei bambini che vanno a letto presto e si addormentano nel proprio letto con la lettura di un libro da parte di un genitore. Ma il Convegno Pediatrico Clodiense dedicato, quest’anno, alla prevenzione e stili di vita, ha visto protagoniste del dibattito tutte le 8 azioni del progetto della Regione Veneto Genitoripiù (www.genitoripiu.it). Prendersi cura del bambino significa pensare alla sua salute già prima del concepimento e lungo tutto l’arco della vita con particolare attenzione ai suoi primi anni. Per questo motivo il progetto Genitoripiù propone 8 azioni di provata efficacia: 8 azioni con un unico obiettivo, promuovere la salute fisica e psicologica del proprio bambino. Assumere l’acido folico nei tempi e nelle quantità corrette, non fumare in gravidanza e davanti al bambino, non bere in gravidanza e in allattamento, fare tutte le vaccinazioni raccomandate, mettere il bambino a dormire a pancia in su, allattare al seno, proteggerlo dagli incidenti in auto e in casa, leggergli un libro. Gli interventi del dottor Leonardo Speri, responsabile regionale del progetto Genitoripiù e della dottoressa Stefania Porchia dell’Università Ca’ Fo-
Benessere allo zenzero: la nuova star
scari di Venezia hanno presentato le 8 azioni ed hanno messo in evidenza quali siano le azioni per le quali c’è bisogno di sviluppare una maggiore attenzione nel territorio della Ulss 3: la recente rilevazione fatta nel 2016 mette in evidenza che le conoscenze degli operatori del percorso nascita sono sostanzialmente allineate con quelle regionali, hanno la positiva tendenza ad essere maggiormente proattivi con i genitori, hanno un’ottima conoscenza sulla tematica dell’allattamento ma un po’ meno sulla posizione sicura in culla (a pancia in su!) e sulla protezione in casa. Ci sono sempre più conferme scientifiche che queste 8 azioni sono quelle che riescono ad intervenire più efficacemente sia nella prevenzione dei rischi più importanti nei primi anni di vita, sia per garantire ai bambini un vero e proprio capitale di salute per il futuro. Sono molto connesse tra di loro e, attuate insieme, moltiplicano la loro efficacia: una singola azione può essere efficace per prevenire molti problemi e un singolo problema di salute può essere prevenuto con il contribuito sinergico di più azioni. “I pediatri di famiglia – ha commentato il Diretto-
Il Ministero promuove i nostri servizi la Regione: conti in attivo C
anta vittoria, Zaia, dopo che il Tavolo del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha promosso il bilancio consuntivo 2016 della Sanità veneta. “La squadra compatta della sanità veneta – ha affermato il Governatore – gestita con la prudenza e la saggezza del buon padre di famiglia, ha vinto ancora, anche sui conti. Non ce li siamo fatti da noi, ma sono stati valutati euro per euro dal Tavolo Ministeriale Adempimenti per l’Istruttoria del Bilancio consuntivo 2016, effettuata nel luglio 2017, che si conclude attestando el giro di appena un anno il nostro mediche potreste provare ad associare che ‘La Regione Veneto presenta a conto paese ha registrato un vero e lo zenzero. Sembra che i suoi principi consuntivo 2016 un avanzo di 13 milioni proprio boom delle vendite dei prodotti attivi sostengano il sistema immunitario: 729 mila euro’”. in cui è presente lo zenzero (+108,4%). ottimo in caso di raffreddori e mal di “Mentre manovre più politiche che Si tratta di un ingrediente originario ossa. Se si avverte un leggero pizzicorino tecniche, e comunque tecnicamente dell’Estremo Oriente, e già conosciuto alla gola, masticarne qualche pezzetto inspiegabili – aggiunge il Governatore nel Medioevo. Può essere utilizzato nei fresco, evita che il fastidio si possa – vorrebbero escludere il Veneto dalla cibi e, secondo i suoi cultori, avrebbe trasformare in un vero e proprio mal di Regioni benchmark in sanità, il Veneto proprietà terapeutiche. Si dice che la gola. mette a segno un’accoppiata storica, sua radice faciliti la digestione e riduca Volete dimagrire? Anche qui lo zenzero abbinando i conti in attivo con il primo i gas intestinali. vi viene in aiuto: è molto utilizzato nelle posto in Italia, appena riconosciutoci dal Avrebbe proprietà benefiche per diete dimagranti. L’azione benefica Ministero della Salute, per la capacità di il riequilibrio della flora batterica, della frutta infatti, unita alle spezie, fa erogazione dei LEA, i Livelli Essenziali di aiuterebbe a sciogliere i grassi. Pare bruciare calorie, permette di depurare Via Cristoforo Colombo, 16 - 30031 Dolo (VE) Assistenza che, per APERTI legge e sulla base della siaTel. molto041 utilizzato per combattere l’organismo dalle tossine accumulate 5101021 TUTTI Costituzione, tutte le Regioni sarebbero la nausea. Chi ne fa uso assicura che e aiuta il senso di sazietà. Inoltre ORARI: lunedì-sabato 8.00-13.00 / 14.30-19.30 obbligate a garantire ai loro cittadini”. rende più rapida la guarigione del cavo contribuisce allo smaltimento delle I SABATI “Il tutto – fa notare il Governatore – senza orale. tossine, stimolando la diuresi. Viene www.farmaciapinzerato.it tasse, unici inPOMERIGGIO Italia a non aver introdotto, Inosmma, se soffrite malanni consumato anche per combattere la seguici sudeifacebook: farmaciapinzerato e non lo faremo nemmeno quest’anno, tipici di questa stagione, alle cure fame nervosa. l’addizione regionale Irpef sulla sanità, il
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re Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben- sono da sempre impegnati a garantire, attraverso l’istituto dei bilanci di salute, i migliori standard di salute per tutti i bambini e valutano con favore che anche altre figure professionali siano coinvolte attraverso questo progetto regionale a collaborare nel sostenere i migliori principi di prevenzione e stili di vita”. “Fondamentale – ha aggiunto il DG – è diffondere quindi i corretti comportamenti e cercare, inoltre, da adulti, di dare il buon esempio”.
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Tra le vette U innevate col Trenino Rosso del Bernina
n itinerario che sorprende e meraviglia. Un percorso incredibile che seduce grazie ad un paesaggio naturale e incontaminato che muta lento, passando dalle verdi distese di campi ai bianchi e dominanti ghiacciai eterni, il tutto per donarci uno spettacolo fiabesco con paesaggi da quadro ed emozioni da film. Il trenino Rosso del Bernina, conosciuto come il treno più bello del mondo scala la montagna affrontando pendenze del 70 per mille fino a toccare il cielo a oltre 2000 metri di altitudine, il punto più alto raggiunto da un treno in Europa. Partendo da Tirano a 429 metri sul livello del mare, con un percorso di circa 60 km, attraverso tutte le fasce vegetazionali delle Alpi, arriva ai 2253 metri del passo del Bernina per, poi, scendere, in modo più graduale e dolce, ai circa 1800 metri di St. Moritz. Partenza da la stazione di Tirano. Dopo essere passato a fianco del santuario della Madonna di Tirano, il trenino rosso si addentra nella Valle di Poschiavo, in territorio svizzero. Dopo pochi km supera il famoso viadotto di Brusio, simbolo della tratta ferroviaria. Il viadotto elicoidale, un vero gioiello architettonico e ingegneristico, è stato realizzato per permettere al treno di superare il dislivello, allungandone il percorso, come unica alternativa possibile alla cremagliera. Superato il primo tratto della valle si incontra il lago di Poschiavo, a quasi 1000 metri sul livello del mare. Da Poschiavo il trenino si inerpica sulla pendice della montagna seguendo un percorso che permette una vista mozzafiato sulla Valposchiavo e Valtellina. Raggiunta quota circa 1700
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il trenino arriva a Cavaglia, amena conca, ideale per rilassanti passeggiate. La tappa successiva, dove il bosco di abete rosso lascia il posto al bosco di larici, è Alp Grum a 2091 metri da dove si può ammirare il ghiacciaio del Palù. Dopo Alp Grum il trenino lascia il bosco per i pascoli di alta montagna fino ad arrivare al passo del Bernina. Dopo lo sbarramento del lago Bianco inizia la discesa, tra i pascoli di montagna. Qui si incontrano Il lago Nero e il lago Piccolo, due laghetti naturali alpini alimentati da ruscelli e non da acqua di ghiacciaio come avviene per il lago Bianco. Dopo aver lasciato la partenza delle due funivie Lagalb e Diavolezza il trenino, abbassandosi di quota, con un ampio tornante arriva in prossimità del maestoso gruppo del Bernina, la cui cima principale, il pizzo Bernina raggiunge i 4049 metri sul livello del mare. I ghiacciai che rivestono il gruppo montuoso terminano con la lingua glaciale di Morteratsch il cui impressionante ritiro nell’ultimo secolo è ben visibile dalla morena glaciale sulla pendice della montagna. Tappa a Morteratsch alla base del ghiacciaio, nel cuore del gruppo del Bernina. Attraverso bei boschi a prevalenza di pino cembro il percorso continua fino a Pontresina, allo sbocco della val Roseg, dove c’è la coincidenza per i treni che vanno verso la Bassa Engadina o Coira e ritorno a Tirano. Il viaggio verso St. Moritz volge al termine. Dopo aver superato l’Engadina e la caratteristica chiesetta di San Gian dai due campanili (quello più grande senza tetto) il trenino arriva in stazione a St. Moritz a 1775 metri sul livello del mare.
VERONA, 31 GENNAIO - 3 FEBBRAIO 2018
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Due ascensori mozzafiato per la Regina delle Dolomiti Sono stati realizzati a Rocca Penia, a 3.265 metri, sulla stazione a monte della funivia della Marmolada, su una parete a strapiombo. Ampie vetrate permettono la vista di un panorama unico sul ghiacciaio di Renato Malaman
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à dove osano soltanto le aquile una nuova ardita opera dell’uomo sfida lo strapotere dei ghiacci eterni. Sulla sommità della funivia della Marmolada, impianto che sale fino ai 3.265 metri di Punta Rocca e che quest’anno compie mezzo secolo, sono stati costruiti due nuovi ascensori da brivido, panoramici, costruiti a strapiombo su una parete di mille metri, per rendere la Marmolada accessibile a tutti. I due ascensori sono a disposizione degli sciatori e dei turisti: collegano la stazione di Punta Rocca con le piste. Un impianto avveniristico, posto all’arrivo della funivia di Malga Ciapèla, che sale appunto fino a Punta Rocca (metri 3.265), la quota più alta raggiungibile con un impianto di risalita nelle Dolomiti, e collega il piano d’imbarco della funivia con il ghiacciaio, colmando quel dislivello di circa 14 metri che fino ad ora poteva essere superato solo grazie a quattro rampe di scale. Giustificata la soddisfazione di chi li ha costruiti: «Questi due ascensori – sottolinea Mario Vascellari, presidente della società impiantistica Marmolada srl - consentono di rendere la nostra montagna, che è il cuore delle Dolomiti, alla portata di tutti, proprio di tutti. Anche dei diversamente abili. Abbiamo eliminato ogni barriera che poteva frapporsi alla libera fruizione di questo meraviglioso monumento della natura». Un’opera che migliora la proposta turistica di questa bella e appartata area della provincia di Belluno, che ha i suoi must nella suggestiva Rocca Pietore e nel borgo di Sottoguda, paese famoso per i suoi antichi fienili, oltreché per i Serrai, un orrido che in questo periodo è reso più prezioso da fantasmagoriche cascate di ghiaccio, ammirabili passeggiando su un comodo sentiero. Chiamati Rocca e Penia, come le due cime più alte del massiccio della Marmolada, e costati 900 mila euro, gli ascensori hanno una portata di 42 persone ciascuno e, grazie alle porte in vetro e alle ampie vetrate delle cabine, consentono di ammirare le vette dolomitiche che circondano la Marmolada. Come prescrive la normativa, ci sono anche delle scale interne parallele agli ascensori, anche queste panoramiche poiché si sviluppano intorno alle ampie vetrate della struttura. I lavori sono iniziati nel maggio 2016 con la perforazione e il consolidamento delle basi degli ascensori che salgono praticamente a strapiombo sopra i 1000 metri della parete sud della Marmolada. «La realizzazione – spiegano dalla società – è stata impegnativa per l’altitudine e la conformazione del luogo, per il trasporto dei materiali sono stati utilizzati i gatti delle nevi, l’elicottero e la stessa
L’ardita opera, che renderà più agevole l’accesso alle piste e ai sentieri d’estate, completa l’offerta dell’area bellunese già resa preziosa dal borgo di Sottoguda e dallo spettacolare orrido dei Serrai
LA NUOVA TORRE CON I DUE ASCENSORI PANORAMICI. SOTTO: LA FUNIVIA CHE SALE AI 3.265 METRI DI PUNTA ROCCA, LA SOMMITÀ DELL’IMPIANTO CON LE PISTE DA SCI, UN DETTAGLIO DELLA STRUTTURA DOVE SCORRONO GLI ASCENSORI, UNO SCORCIO DI SOTTOGUDA, ALTRA VISTA SU PUNTA ROCCA, I SERRAI DI SOTTOGUDA E LA STAZIONE DI PARTENZA DELLA FUNIVIA A MALGA CIAPÈLA
funivia per gli ingombri minori. Combattendo spesso anche contro il vento che, a 3 mila metri di altitudine, è spesso impetuoso». Vento che il 22 dicembre scorso ha fatto saltare la cerimonia di inaugurazione. Per limitare l’impatto ambientale la struttura riflette i colori della natura nei diversi momenti della giornata grazie all’acciaio e ad ampie vetrate che permettono di ammirare lo spettacolare panorama circostante. «Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti. Siamo orgogliosi – ribadisce Mario Vascellari – dell’apprezzamento ricevuto dai tecnici e dalle autorità competenti che hanno approvato questo progetto, che migliora l’aspetto complessivo della stazione con una struttura architettonicamente innovativa. In vista dei mondiali di sci previsti a Cortina nel 2021 abbiamo altri ambiziosi progetti per collegare i comprensori sciistici della zona. I mondiali sono un treno che non bisogna perdere». Va ricordato che la Marmolada è il gruppo montuoso più imponente dell’intero arco alpino e non a caso viene chiamata la Regina delle Dolomiti. L’accesso alle sue nevi perenni è reso possibile dai tre tronconi della funivia che parte da Malga Ciapèla (1450 metri): il primo tratto è un
muro di roccia verticale in cima al quale si trova la stazione di Banc d’Antermoja (2.350); il secondo tratto conduce alla stazione Serauta a 3 mila metri che ospita il Museo Marmolada Grande Guerra, inaugurato nel 1990 ed ampliato e ristrutturato ex novo nel 2015; mentre l’ultimo tratto attraversa quasi totalmente il ghiacciaio fino a raggiungere la stazione di Punta Rocca (3.265). Il dislivello totale è di 1.810 metri, la lunghezza dell’impianto è di 4.365 metri, la velocità massima 12 metri al secondo, la capacità massima 960 persone all’ora, la durata del viaggio Malga Ciapèla - Punta Rocca di 12 minuti. La costruzione della funivia della Marmolada, 50 anni fa, costituì una vera rivoluzione per la valle Agordina e la comunità di Rocca Pietore; un investimento importante che permise di far arrivare il turismo in aree cronicamente soggette all’emigrazione forzata e fino ad allora periferiche rispetto alle grandi direttrici turistiche. Una scelta lungimirante che oggi viene suggellata da questo ulteriore investimento in tecnologia d’avanguardia, che rende la montagna più accessibile. E permette a chi vuole conoscerla da più vicino di poter realizzare questo sogno.
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Food & Drink GUSTO IN SCENA IL 25 E 26 FEBBRAIO A VENEZIA Torna Gusto in Scena il 25 e 26 febbraio, presso la Scuola Grande si S. Giovanni Evangelista, e per la decima volta propone il format di successo “4 eventi in contemporanea”: il Congresso di Alta Cucina, I Magnifici Vini, Seduzioni di Gola e Fuori di Gusto. Di giorno visitatori, operatori e gourmet possono partecipare al Congresso in sala Badoer, un ambiente del ‘1000, degustare vini ed eccellenze gastronomiche negli splendidi saloni del 1261. La sera possono prendere parte al Fuori di Gusto, un fuori salone che coinvolge il meglio della ristorazione e dei grandi alberghi veneziani. Venezia diventa per qualche giorno la capitale dell’enogastronomia italiana. Le spezie sono da secoli ingredienti che apportano sensazioni gustative intense e caratterizzanti. Per questa loro particolarità, sarà “La Cucina del Senza incontra il mondo delle spezie” il tema dell’edizione numero dieci del congresso aperto agli operatori e al pubblico. Il tema delle spezie è un omaggio a Venezia, città che nei secoli dopo il Mille, assunse il controllo dei commerci di spezie nel Mediterraneo e le diffuse in Europa.
“Fare La Cucina del Senza significa realizzare piatti gustosi e saporiti senza che ci si accorga della mancanza di sale o grassi aggiunti e dessert molto piacevoli senza zucchero aggiunto. Sottolineiamo il termine aggiunto che è essenziale in questo nuovo stile alimentare. Le sensazioni gustative tornano a essere legate esclusivamente alle caratteristiche degli ingredienti. Non vengono alterate dal sale, che copre i sapori, al contrario della convinzione diffusa. Anche i grassi
bili per la nostra vita: quelli contenuti negli alimenti sono sufficienti per una dieta equilibrata, quelli aggiunti invece rappresentano un eccesso; eliminarli o ridurli può essere di aiuto a prevenire l’insorgere di diverse patologie...” racconta Marcello Coronini, ideatore de La Cucina del Senza. La Cucina del Senza è un percorso di sperimentazione aperto in cui Coronini continua a coinvolgere gli chef ed i pasticceri invitati a Gusto in Scena, analizzando anno
in cottura modificano il gusto dei prodotti. Oltre a creare assuefazione, lo zucchero non permette di cogliere le note aromatiche delle materie prime. Si tratta di una cucina gustosa quanto attenta alla salute, con il giusto equilibrio tra benessere fisico e piacere della tavola. Sale, grassi e zucchero sono indispensa-
per anno ingredienti che contribuiscono a rendere i piatti “del Senza” gustosi e salutari. “L’intuizione per me rivoluzionaria – sostiene Coronini – è di togliere in contemporanea l’aggiunta di sale, grassi e zucchero, che se in eccesso, sono fattori infiammatori e negativi per la salute. Nel momento in cui ho
avuto questa intuizione ho capito che ciò avrebbe permesso di equilibrare il metabolismo e bruciare i grassi superflui”. Le linee guida de La Cucina del Senza sono ispirate alla semplicità e consentono di preparare varianti dei piatti che siamo soliti fare in versione “Senza”. Premesso che gli ingredienti possono contenere sale, grassi o zucchero, (basta evitare quelli che ne hanno un eccesso), si possono usare ad esempio nel senza sale aggiunto, acciughe e capperi, basta lavarli con cura in acqua corrente. Anche formaggi e salumi possono essere utilizzati, ma con determinati accorgimenti. Le regole sono molto precise, semplici e facili da attuare e chiunque può avvicinarsi senza problemi a questa straordinaria cucina. Due saloni dedicati: I Magnifici Vini di mare, montagna, pianura e collina
Seduzioni di Gola, le eccellenze gastronomiche. La qualità dei prodotti gastronomici è essenziale per realizzare La Cucina del Senza e con un buon piatto serve un buon vino. “La qualità è sempre pre-requisito – afferma Coronini - poi, tra tante proposte di qualità, cerco di aiutare qualche piccolo produttore sconosciuto, chi propone progetti innovativi e trasmette passione per ciò che produce. Ho creato il concetto di PRODUTTORI DEL SENZA, che non sono senza un qualcosa, ma sono attenti ad evitare in produzione gli interventi che non sono positivi per la nostra salute”. Le cantine sono caratterizzate dalla distinzione in funzione di questi quattro terroir: vini di mare, montagna, pianura, collina. La Comunità Europea ha riconosciuto l’importanza di questa classificazione attraverso l’approvazione di un brevetto europeo.
ANTEPRIMA CHIARETTO: A LAZISE IL ROSÉ DEL GARDA La Dogana Veneta di Lazise si prepara per la decima edizione di Anteprima Chiaretto. Domenica 11 e lunedì 12 marzo 2018 il Consorzio Tutela del Chiaretto e del Bardolino, in collaborazione quest’anno con il Consorzio Valtènesi, porta in riva al lago di Garda più di 80 produttori con circa 140 vini per presentare l’annata 2017 del Chiaretto prodotto sulle due riviere, quella veneta e quella lombarda. La due giorni dedicata ai rosé gardesani prevede l’apertura al pubblico nella giornata di domenica 11 dalle 10 alle 18, mentre il lunedì 12 marzo sarà interamente riservato agli operatori di settore, dalle 14 alle 20. “Insieme, il Chiaretto di Bardolino e il Valtènesi Chiaretto – spiega Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino – sfiorano i 12 milioni di bottiglie, collocando il lago di Garda nel ruolo di leader assoluto nella produzione italiana di rosé a denominazione di origine. Quest’anno abbiamo voluto unire le forze delle due riviere gardesane all’insegna di uno stile territoriale unico nel panorama dei vini rosati italiani. Uno stile che trova fondamento nei suoli morenici che accomunano le due sponde del lago, nel clima mediterraneo del nostro territorio
TREVISO SLOW WINE 2018 e anche nella disponibilità di uve autoctone naturalmente vocate alla vinificazione in rosa, come la corvina veronese per il Chiaretto di Bardolino e il groppello per il Valtènesi Chiaretto. È una collaborazione che i nostri due consorzi intendono rendere sempre più solida, ricercando future alleanze anche con le altre aree italiane storicamente orientate alla produzione di rosati da uve autoctone”. L’orario di apertura al pubblico domenica 11 marzo è dalle 10 alle 18, mentre il lunedì l’Anteprima apre per gli operatori dalle 14 alle 20.
Domenica 28 gennaio 2018, dalle ore 10.30 alle ore 19.00, le sale del Centro Congressi del Best Western Premier BHR Treviso Hotel saranno pronte ad accogliere questo prestigioso appuntamento enogastronomico, che ha registrato nella scorsa edizione la presenza di oltre 70 espositori e più di 1000 visitatori. Quest’anno verranno accolte altrettante rinomate case vinicole del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige presenti nella Guida Slow Wine 2018 di Slow Food Editore e come nelle precedenti edizioni, verrà dedicato spazio alle
eccellenze gastronomiche degli “Artigiani del Cibo” selezionati da Slow Food Treviso, i cui prodotti potranno essere degustati e acquistati dal pubblico. Ospiti speciali di questa edizione una rappresentanza di cantine della Slovenia. Un viaggio che si snoda dal Trentino Alto Adige, a Verona con le aree del Custoza, Bardolino, Valpolicella e Soave, al Vicentino e al Padovano con Breganze e i Colli Berici e Euganei, a Treviso con le Colline del Prosecco, alla zona del Piave e di Pramaggiore, proseguendo attraverso le Terre
di Pianura e Le Colline Orientali del Friuli, il Collio, Isonzo e Carso, per concludersi nella vicina Slovenia. L’area ristoro/degustazione, a cura di BHR Treviso Hotel, proporrà piatti tipici della cucina veneta preparati dallo staff del Ristorante DiVino Osteria Trevigiana, partner dell’iniziativa con la direzione dell’Hotel. Sarà così possibile completare la visita con un genuino pranzo domenicale che coniuga la cultura del vino e la tradizione alimentare all’insegna dei princìpi dettati da Slow Food.
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Tavola
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Crema di patate Ingredienti: 2 cipolle medie - 3 patate - 1 L d’acqua 2 C di olio - 1 pizzico di prezzemolo tritato.
Tortino di miglio
Crocchette di ricotta
Ingredienti: 200 g di miglio - acqua - sale - 1 cipolla - 1 manciata di origano - 200 g di caciota - olio - 1 C di tamari.
Ingredienti: 300 g di ricotta - sale q.b. - 1 pizzico di noce moscata 1 manciata di prezzemolo - pane grattugiato q.b. e gomasio.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Preparazione: ungere una teglia d’olio, tagliare le cipolle a fette sottili e farle dorare, unire le patate tagliate a dadini, saltare il tutto assieme per 5 minuti. Aggiungere l’acqua, il sale e far cuocere per circa 30 minuti. A fiamma spenta frullare il tutto (con il frullatore a immersione) condire con l’olio crudo e il prezzemolo tritato. Deve risultare una crema vellutata. Servire così o con l’aggiunta di crostini.
Preparazione: tostare e cuocere il miglio; nel frattempo tritare la cipolla molto sottilmente, la caciota a dadini, mettere questi ingredienti in una teglia da forno con un pò di origano e quando il miglio sarà pronto versarlo nella teglia, rimestarlo bene agli altri ingredienti e spianarlo bene con un cucchiaio di legno. Cospargere con un pò di pane grattugiato e mettere in forno a temperatura media per 30 minuti circa (deve formarsi una crosticina dorata in superficie). Servire ben caldo.
Note
Preparazione: avorare la ricotta col sale, la noce moscata, il prezzemolo e un po’ di pane grattugiato. Formare delle palline, infornare in una teglia oliata e cuocere per 15-20 minuti avendo cura di girarle. Devono assumere un colore dorato.
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
Oroscopo
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l’
Ariete Voglia di divertimento al massimo, grazie a Mercurio in Sagittario che vi regalerà vacanze divertenti e varie
Toro Vi sentirete bene con voi stessi, certi degli obiettivi da raggiungere, attenzione all’impulsività
Gennaio L’anno inizia con le migliori prospettive, le stelle sono dalla vostra parte!
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Bilancia Separate mente e cuore, assecondate le emozioni positive che nutrite dentro. Saranno la guida migliore per decisioni importanti
Scorpione Da metà mese in poi sarete turbati, negli affetti mostrerete un volto meno accomodante. Non siate precipitosi ma astuti
Gemelli
Sagittario
Vivaci, sereni, innamorati della vita e felici di quello che avete e che sapete già che riuscirete ad ottenere in futuro
Vi aspetta, nel complesso, un ottimo periodo che vi consentirà di chiudere con alcune antipatiche faccende del passato
Cancro
Capricorno
La grinta e la determinazione non vi mancheranno mai. Attenzione alle insoddisfazioni affettive, evitate l’irruenza
Finalmente un periodo che vi porterà risultati concreti, migliorie in famiglia, nella gestione delle finanze, negli affetti
Leone
Acquario
Siete molto facili all’ira, approfittate però delle ottime opportunità per allargare la cerchia delle conoscenze
Assecondate la voglia di divertirvi, di uscire, di conoscere gente e magari anche di viaggiare e concedervi qualche sfizio extra
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Pesci Il settimo cielo è vostro! Il cuore colmo di affetto e gioia vi rende distratti ma va bene, per i single è in arrivo un colpo di fulmine
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