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La Piazza della Riviera del Brenta nov2020 n159

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Motori p.35

NOVEMBRE 2020

Periodico d’informazione locale - Anno XXVII n.159

Regione p.23

Salute p.41

Turismo p.48

della Riviera del Brenta

Questa copia è certificata da

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TERRITORIO, TURISMO

Villa Pisani, i visitatori non mancano

on-line: Informare con buonsenso senza cedere all’allarmismo Valeria Marcato >valeria@givemotions.it<

Inoltre abbiamo continuato ad informare punwww.servizilucarda.com tualmente anche il nostro pubblico web, quaORIAGO · MIRAdel · MESTRE CARPENEDO FAVARO druplicando i nostri utenti in soli 6 ·mesi. Per questo riteniamo opportuno lanciare un messaggio PAOLO 335 7082317 chiaro333 a tutti. Come nel calcio, anche in questa CHRISTIAN 2320219 fase della pandemia c’è chi “gioca” in difesa e chi in attacco. C’è chi pensa che le recenti nuove misure anti contagio siano troppo poco e chi troppo. C’è chi guarda al complotto e chi alla fine del mondo. Bene, noi crediamo che ci voglia la giusta dose di informazione e comprensione del flusso di notizie a cui siamo sottoposti e che, come sempre, ci voglia buonsenso! Informazione che non significa manipolazione né farsi influenzare dalle fake news. Informazione che non significa scegliere solo titoli drammatici per vendere una copia in più del giornale o per avere più visualizzazioni online. servizi sena pag 8 Per questo abbiamo scelto di darvi le notizie za alcuna nostra interferenza, fornendo esclusivamente informazione giornalistica, approfondita e verificata. Serve buonsenso nel rispettare le regole e buonsenso nel nostro vissuto quotidiano, personale e professionale. Difendendoci dal virus, ma attaccando e difendendo strenuamente la nostra libertà nell’ambiente domestico come nel lavoro. Alcuni aspetti vanno rafforzati, come forse solo noi veneti sappiamo fare. Per ciò che compete a noi cittadini, sicuramente è da rafforzare la prevenzione e l’attenzione, ma anche lo spirito di collettività e di prossimità, soprattutto negli acquisti. Evitando perciò inutili e controproducenti allarmismi e continuando ad acquistare quello che ciascuno di noi può permettersi. Che si tratti di un capo di abbigliamento o di una campagna pubblicitaria, perché, cercando di essere concreti, l’economia è circolare ed è per noi opportuno salvaguardare i nostri lettori, i nostri clienti, i nostri Comuni e la nostra Regione. Questo possiamo e dobbiamo fare secondo noi, il resto lo lasciamo a chi di competenza.

Mira, nuove telecamere per il controllo del territorio Il Comune stanzia 50 mila euro per la rete di sorveglianza. 10 videocamere fisse si aggiungono alle 15 esistenti nei luoghi a rischio. Nuova sede della polizia locale ad Oriago

MIRA, ECONOMIA

Un portale per promuovere il commercio CASO AMOLARETTA

Aumentano le famiglie in povertà DOLO

Il sindaco Polo illustra il programma DOLO, SANITA’

“Serve una commissione per l’ospedale”

Informare con buonsenso senza cedere all’allarmismo Valeria Marcato >valeria@givemotions.it<

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a 26 anni portiamo l’informazione locale nelle case di oltre 300.000 famiglie e diffondiamo la comuniPreventivi e sopralluoghi gratuiti cazione pubblicitaria di oltre 250 clienti ogni mese e per • Progettazione • Potature ad alto fusto • Installazione questo riteniamo doveroso rivolgerci a tutti i nostri letto• Realizzazione • Giardini, Parchi, Robot ri. Non ci siamo mai fermati, anzi vi abbiamo recapitato • Pareti Verdi Terrazzi Tagliaerba • Stop alle Talpe • Noleggio Piante per • Irrigazione il nostro giornale anche durante il lockdown. Non solo, a ST U P E N DA S O R P R E SA nel giardino Cerimonie ed Eventi • Manutenzione marzo e ad agosto 2020 abbiamo raggiunto più di 100.000 Via Venezia, 110 · Oriago di Mira (Ve) nuove famiglie con l’apertura delle edizioni di Padova info@vivaibarendi.com · www.vivaibarendi.com · seguici su da 18 edizioni localicittà cell. 327 1372668 · ororiviera@libero.it È un periodico formato mensilmente Direzione, Amministrazione Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin e delle Terme Euganee. seguee a pag 5 Redazione:

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NOVEMBRE 2020

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A fine stagione estiva presenze al 60% rispetto al 2019

illa Pisani a Stra, un bilancio di visitatori più che positivo considerata l’emergenza pandemica in atto nel 2020. A spiegarlo è la direzione del museo nazionale di Villa Pisani a Stra (nel momento in cui scriviamo è previsto resti aperto) che traccia un primo bilancio a poco più di 5 mesi dalla sua riapertura, dopo la chiusura totale da lockdown. I dati assicura la direzione, sono molto confortanti, insomma si temeva di peggio viste le premesse. Ma eccoli i dati: a fine estate inizio autunno, le presenze sono state il 60 % di quelle dello scorso anno. Il mancante 40% coincide con la percentuale di visitatori stranieri generalmente presenti tra il pubblico del museo. Per la direzione insomma si tratta di un traguardo non di poco conto se “si considera il contingentamento obbligato dalle misure di contenimento dell’epidemia che ha imposto di ridurre del 65% l’affollamento giornaliero” e se si valuta “la riduzione dell’orario, con la chiusura di un’ora a metà giornata al sabato e alla domenica, per permettere la sanificazione dei servizi igienici e dei luoghi di maggior contatto”. “Il nostro è stato- conclude la direzione- il primo museo del Veneto a riaprire al pubblico, seppure in prima battuta con il solo parco. Da metà luglio è stato aperto anche il piano nobile della villa”. Gli orari di apertura per ora, al Valeria Marcato >valeria@givemotions.it< momento in cui scriviamo prevedono: sabato e domenica dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, martedì e giovedì dalle 14 alle 18, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13. L’uscita obbligatoria dal parco è a 26 anni portiamo l’informazione locale nelle case entro le 17 e l’ ultimo ingresso alla villa è alle 17. Per novembre, di oltre 300.000 famiglie e diffondiamo la comunipubblicitaria di oltre 250 clienti ogni mese e per al giovedì, apertura straordinaria al mattino dalle 9 alle 13. Ilcazione 27 questo riteniamo doveroso rivolgerci a tutti i nostri lettonovembre apertura pomeridiana dalle 14 e le 18. ri. Non ci siamo mai fermati, anzi vi abbiamo recapitato Alessandro Abbadir scaggianteaffilatura@gmail.com il nostro giornale anche durante il lockdown. Non solo, a marzo e ad agosto 2020 abbiamo raggiunto più di 100.000 nuove famiglie con l’apertura delle edizioni di Padova È un periodico formato da 18 edizioni localicittà mensilmente Direzione, Amministrazione Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin e delle Terme Euganee. seguee a pag 5 Redazione:

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Questa edizione raggiunge le zone di Mira, e Dolo per un numero complessivo di 14.881 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

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Mira

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Attività produttive Iniziativa di Comune e Distretto del Commercio

Un portale per promuovere le attività commerciali in difficoltà U

n portale,una vetrina per sostenere le attività commerciali in difficoltà accusa delle restrizioni legate alla seconda ondata di covid e che proseguirà nei prossimi mesi. A spiegare l’iniziativa sono l’assessore al Commercio del Comune di Mira Vanna Baldan e il manager del Distretto del Commercio “Mira in Progress” “Il Comune di Mira, visto e considerato il periodo di emergenza che tutti stiamo vivendo e che crea difficoltà per gli esercenti tutti- spiega la Baldansostiene le attività economiche mediante l’azione del Distretto del Commercio “Mira in Progress” con un progetto previsto nel piano complessivo presentato mesi fa alla Regione e al quale, nel corso dei mesi estivi dopo il lockdown della scorsa primavera, si è lavorato anche sentendo, a campione e attraverso un sondaggio, i negozianti presenti nelle frazioni di Mira. Questo per conoscere le loro esigenze. Si tratta di un aiuto concreto e innovativo che punta a arginare quelle che sono le difficoltà degli esercenti e imprenditori, soprattutto dopo l’emanazione del dpcm di ottobre, cercando di facilitare il loro lavoro di vendita attraverso un portale che il Comune di Mira ha voluto, e che sarà una grande “vetrina” contenente tutti i negozi di Mira. Una volta completata, questa “vetrina”, visibile anche attraverso i social, consentirà ai cittadini miresi e non solo, di contattare le imprese del commercio, della ristorazione e del turismo. Tale attività una volta attuata potrà essere utile anche

per gli anni futuri”. Il progetto consiste in un’attività prevista all’interno del programma del Distretto del Commercio che vede il cofinanziamento congiunto di Regione Veneto, Comune di Mira e Confesercenti. Il manager del Distretto Alvise Canniello spiega i punti nodali dell’attività prevista dal progetto: “In un periodo di grandi limitazioni personali e per dare un sostegno alle imprese miresi nei mesi difficili che abbiamo davanti- dice Caniello- è stato messo a punto un progetto di digitalizzazione del Distretto del Commercio che vedrà la realizzazione di un portale dedicato per divulgare informazioni e report della struttura distrettuale e per comunicare iservizi al cliente promossi dai singoli commercianti e artigiani. Accanto al portale nasceranno le pagine social del Distretto che rappresenteranno la vetrina digitale per tutte le imprese del commercio, della ristorazione e del turismo del territorio con particolare attenzione a realizzare una comunicazione omogenea e mirata all’offerta locale, i prodotti e le storie degli imprenditori locali. Il Distretto mette assieme tutte le associazioni di categoria la cui capillare presenza sul territorio sarà fondamentale per far crescere il comparto e per raggiungere tutti gli operatori. Nelle prossime settimane i consulenti incaricati inizieranno a raccogliere e a produrre i materiali necessari per la promozione delle attività del Distretto con un impegno che proseguirà per tutto il 2021”. Alessandro Abbadir

Vanna Baldan

“Crolli dei fatturati, servono indennizzi immediati”

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l commercio a Mira e in Riviera con le nuove misure legate alla seconda ondata di covid subisce un crollo verticale. A fare il punto della situazione è Enrico Zarotti presidente di Confesercenti della Riviera del Brenta. “I fatturati-spiega Zarotti- di circa 100 fra bar e ristoranti a Mira e nel resto della Riviera dopo l’avvio delle nuove misure restrittive sono crollati del 70% repentinamente. Già quest’anno erano al 50% dopo il lockdown senza contare tutte le spese fatte per mantenere le distanze fra i tavoli e permettere l’igienizzazione della clientela. Il rischio è che una buona metà dei locali miresi ridotti sul lastrico, con la fine dell’anno non riaprano piu”. Pesante anche la posizione di Alessandro Biasiolo coordinarore di Confcommercio Riviera del Brenta “Con le nuove misure – dice -è in discussione un intero comparto economico, nonostante i forti investimenti in sicurezza , l’osservanza degli adempimenti previsti da linee guida e vari protocolli

di settore e la caparbietà e l’impegno nell’andare avanti. Il senso di responsabilità e il rispetto delle regole dimostrati, evidentemente non bastano. Ci auguriamo che gli indennizzi annunciati siano immediati e proporzionati atrimenti, con questa nuova stretta, per il mondo della somministrazione già in crisi, passata la pandemia le serrande rimarranno abbassate, forse salvi dal Covid-19 ma defunti imprenditorialmente”. (a.a.)


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Sicurezza, nuove telecamere per il controllo del territorio Il Comune stanzia 50mila euro per potenziare la rete di sorveglianza. 10 nuove videocamere fisse si aggiungono alle 15 esistenti nei parchi e luoghi a rischio

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uove telecamere in arrivo per la sicurezza e il controllo del territorio a Mira. Lo spiegano il sindaco di Mira Marco Dori e l’assessore Fabio Zaccarin. Con la recente manovra di bilancio infatti, l’amministrazione comunale ha stanziato 50mila euro per potenziare l’attuale rete di sorveglianza. Occhi elettronici di ultima generazione che verranno collocati in zone strategiche del Comune. E’ stato chiesto anche il supporto della locale tenenza dei Carabinieri, per meglio individuare le zone da controllare. Di fatto saranno 10 le nuove telecamere fisse per la sicurezza e il controllo del territorio: si aggiungono alle 15 esistenti nei parchi e luoghi a rischio e poi, ci sarà il potenziamento dei servizi di controllo notturno

dei cimiteri e lotta a chi sversa ed inquina il territorio mirese con altre tre telecamere mobili. ”E’ un investimento utile - spiega il sindaco Marco Dori - per aumentare la sicurezza della nostra città, ma anche per dare ulteriori strumenti di indagine alle forze dell’ordine”. L’investimento prevede un potenziamento dell’attuale sistema di videosorveglianza, che dispone già di una rete di telecamere inseriti nei parchi e a nei giardini di villa dei Leoni, ma anche con i varchi elettronici, sia fissi che mobili, che presidiano i principali accessi automobilistici della città. “Le attuali tecnologie consentono di avere risoluzioni migliori rispetto al passato - spiega Fabio Zaccarin, assessore alla Polizia locale e alla sicurezza - e così una

telecamera è in grado di coprire una zona ampia centinaia di metri. La nuova sede della Polizia Locale prevede anche una centrale unica per il sistema di videosorveglianza. Stiamo infine disponendo un ulteriore progetto per un finanziamento ministeriale rivolto alla prevenzione nei pressi delle scuole”. Oltre agli investimenti tecnologici, in questi anni l’am-

ministrazione di Mira ha avviato il controllo notturno di cimiteri, impianti sportivi, scuole e piazze con un sistema di vigilanza privata, la convenzione con la Polizia locale di Venezia, da cui sono scaturiti diversi controlli in fascia serale e notturna, ma anche siglato una convenzione con l’associazione dei “Carabinieri in congedo”. Alessandro Abbadir

Nuova sede dei vigili ad Oriago

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ompletato il trasloco della Poliza Locale ad Oriago, nella sede un tempo adibita a Poliambulatorio, in via Lago di Lugano, lungo Riviera San Pietro. La polizia locale di Mira lascia gli uffici di via Livorno per giungere ad Oriago, in accordo con quanto convenuto con Ulss3, proprietaria dell’immobile. “La nuova sede -spiega il sindaco Marco Dori - è più grande, moderna e funzionale rispetto alla precedente di via Livorno. Risolviamo anche alcuni problemi legati agli spazi e alla accessibilità. Oriago avrà così da questo mese un nuovo presidio di sicurezza, dato che da tempo non esiste più il distaccamento dei carabinieri in via Veneto. L’accordo prevede un periodo di affitto con opzione per la prelazione” Fra gli ultimi interventi che sono stati fatti nella nuova sede, di Oriago, c’è l’installazione di ponte radio e la sistemazione del piazzale per una collocazione che sarà più funzionale e più centrale rispetto al territorio mirese considerato nel suo insieme”. (a.a.)


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Mira

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Sociale I dati dell’Emporio San Martino di Mira Porte

Poveri in aumento negli ultimi mesi Sono 550 famiglie che hanno bisogno di aiuto concreto come cibo vestiti o pagamento delle bollette

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a pandemia in atto fa aumentare la povertà o almeno le famiglie che hanno bisogno di aiuti concreti come cibo o vestiti. Nello specifico i poveri nel territorio mirese sono aumentati negli ultimi 8 mesi del 20%. A chiarirlo sono i dati che arrivano dell’Emporio San Martino gestito da Caritas e dall’associazione Ponte Solidale, e che è aperto da due anni. L’Emporio San Martino si trova dietro la parrocchia di San Marco Evangelista a Mira Porte. L’Emporio vede al lavoro 30 volontari. È aperto il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 17 e il mercoledì mattina dalle 9 alle 11 per gli over 65 e le donne incinte. A fare l’analisi della situazione è Fabio Schirru fra i responsabili della struttura. I dati che arrivano sono pesanti: le persone ora assistite sono quasi 550, mentre erano meno di 450 a febbraio di quest’anno. Sono aumentate soprattutto le richieste di aiuti alimentari al punto che i magazzini che raccolgono alimenti dell’emporio in questi ultimi mesi sono stati ampliati in modo evidente. Sono in aumento anche le richieste di pagamento di bollette di servizi essenziali come luce, acqua e gas. Rispetto a circa una quindicina di anni fa la tipologia dei nuovi poveri è cambiata radicalmente. La maggioranza di questi nuovi poveri miresi è composta infatti da italiani residenti e non più da stranieri come un tempo. “ Le persone che ci hanno chiesto aiuto negli ultimi mesi- spiega Schirru- sono aumentate considerevolmente. Le famiglie che complessivamente assistiamo a livello di aiuto alimentare sono 166 e quel-

le nuove che in questi mesi ci hanno chiesto aiuto sono 51. Tante famiglie di Mira ci chiedono di pagargli utenze di luce, acqua o gas e proviamo con i fondi che abbiamo a disposizione a dare una mano anche per questo”. Il Comune din Mira è molto soddisfatto del lavoro fin qui fatto dalla struttura, a sostegno del territorio. “L’Emporio San Martinosottolinea l’assessore comunale di Mira Chiara Poppi- è un modello di sostegno e aiuto alle persone in difficoltà. Come ente locale lavoriamo in sinergia con questa realtà per monitorare il disagio, la povertà, e dare risposte concrete alle nuove esigenze che sorgono dal territorio”. Alessandro Abbadir

“Poligof, no alla delocalizzazione”

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lla Poligof di Mira in queste ultime settimane la tensione è salita a causa della decisione dell’azienda, di procedere ad una riorganizzazione del lavoro nello stabilimento senza poterla concertare con sindacati ed Rsu. L’azienda ( ex Pansac) produce prodotti per l’igiene. I lavoratori sono circa 250. L’aziendal canto suo aveva spiegato in una lettera appesa alla bacheca aziendale a firma dell’Aamministratore delegato Andrea Parolari, di avere la necessità di maggiore flessibilità nel gestire la forza lavoro e la “possibilità di creare figure che operino in tutto lo stabilimento e non solo in un reparto, un jolly flessibile capace di ad operare su tutto il perimetro di Mira. La preoccupazione oltre che per la riorganizzazione che ha fatto scattare gli scioperi, c’è anche secondo i sindacati, per l’intenzione dell’azienda di investire all’estero cioè di portare avanti una vera e propria delocalizzazione. Contro questa

possibilità si sono schierate tutte le forze politiche da destra a sinistra. I consiglieri regionali Francesca Zottis e Jonatan Montanariello chiedono che la Regione convochi ufficialmente le parti. “Chiediamo garanzie per il futuro e stabilità, evitando che- dicono- in un momento di profonda crisi come questo, altri tasselli vadano ad aggiungersi ad una vicenda già così complicata. Chiederemo ufficialmente alla Regione, che vengano convocate le parti e si aprì un tavolo, affinché le garanzie per i lavoratori non vengono a mancare nel rispetto delle legittime visioni aziendali”. Prendono posizione contro le minacce di delocalizzazione poi, Irene Salieri coordinatrice Articolo Uno Mira e Albino Pesce capogruppo di Articolo Uno in Consiglio Comunale. “Spiace - dicono-sentire l’azienda ventilare investimenti all’estero”. (a.a.)

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Elettrodotto interrato, ma non a Mira Terna annuncia un investimento da 140 milioni di euro. Spariranno 123 tralicci e 95 ettari di territorio saranno liberati da linee elettriche

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erna ha inviato al Ministero dello Sviluppo Economico istanza di autorizzazione per l’intervento di razionalizzazione della rete elettrica tra Dolo e Camin, finalizzato a migliorare l’affidabilità e la qualità del servizio elettrico dell’area. Ma l’interramento della linea non interesserà il tratto che va da Malcontenta a Dolo e che passa cioè per i comuni di Mira e Spinea. L’intervento in programma fa parte della più ampia razionalizzazione della rete di alta tensione nelle aree di Venezia e Padova, è una delle opere di sviluppo della rete elettrica regionale inserite nel Protocollo d’Intesa sottoscritto da Terna e Regione del Veneto il 21 gennaio 2019 e frutto di oltre un anno di incontri e sopralluoghi con la Regione del Veneto e i Comuni interessati per individuare la migliore fascia di fattibilità del tracciato. “Con un investimento di 140 milioni di euro- spiega in una nota Terna - il nuovo collegamento in cavo interrato permetterà di favorire lo scambio di energia tra le aree di Venezia e Padova e incrementare la resilienza della rete. L’opera assicurerà, al contempo, la riduzione delle perdite di rete con conseguente efficientamento del servizio di trasmissione. Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo elettrodotto in cavo interrato a 380 kV della lunghezza di circa 16,5 km e la demolizione di quasi 32 km di elettrodotti aerei oggi esistenti. Saranno 123 i tralicci smantellati e circa 95 gli ettari di territorio liberati da infrastrutture elettriche”. A Mira però il tracciato dell’elettrodotto, che vede un tragitto complessivo che andrà da Fusina a Camin, non sarà interrato. “Purtroppospiegano per i Comitati Opzione Zero Mattia Donadel e per l’associazione ambientalista Vas Francesco Vendramin- non si sono fatte le dovute battaglie da parte di diversi soggetti interessati, o almeno non con la forza necessaria per ottenere il passaggio dell’elettrodotto interrato anche a Mira come fra Dolo e Camin”. L’elettodotto infatti complessivamente sarà a spezzatino. Sarà interrato fra Fusina e Malcontenta in virtù dell’accordo sul Vallone Moranzani, in aereo con tralicci in superficie fra Malcontenta e Dolo, e di nuovo interrato fra Dolo e Camin. Alessandro Abbadir

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Il sindaco Polo presenta il programma quinquennale “Saranno determinanti la risoluzione di due asset strategici per il nostro territorio: la riapertura del casello autostradale di Roncoduro e il destino dell’ospedale”

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l sindaco di Dolo Alberto Polo ha elencato quali sono i progetti del suo mandato che durerà sino al 2025. Un progamma che ha presentato anche nel primo consiglio comunale che si è tenuto ad ottobre nella barchessa di Villa Concina. “I prossimi saranno anni cruciali per il nostro paese e per il Comune di Dolo -ha evidenziato il sindaco. La sfida europea è determinata dalla gestione delle ingenti risorse economiche del “Recovery Fund”, impone uno sguardo di medio e lungo periodo orientato ad un riformismo radicale. Ed in questo senso, anche la progettualità dell’amministrazione comunale ha il dovere di concentrarsi su obiettivi innovativi capaci, con coraggio, di mettere al centro la qualità della vita di tutti i cittadini, di creare opportunità, di valorizzare la risorsa ambiente”. “E’ il tempo del coraggio -ha proseguito Polo- delle scelte di prospettiva capaci di andare oltre il riscontro immediato, delle scelte strutturali indispensabili per radicalizzare quella tendenza al cambia-

mento avviata nel corso del primo mandato. Determinanti, in questo scenario, saranno la risoluzione di due asset strategici per il nostro territorio: la riapertura del casello autostradale di Roncoduro e il destino dell’ ospedale. Il primo è vettore essenziale di sviluppo, il secondo garanzia indispensabile della serenità di tutti i cittadini delle Riviera del Brenta che non possono permettersi di sacrificare la piena efficienza di un presidio fondamentale e pubblico sull’altare di quella sorta di strategia politica che nulla ha a che vedere con i bisogni di tutti noi cittadini”. “Le nuove tecnologie, il ricorso alle energie alternative, la mobilità sostenibile, un riordino del sistema del trasporto pubblico locale, la semplificazione della macchina amministrativa e una velocizzazione delle procedure burocratica, dovranno costituire, nel percorso di riforme in essere, delle precondizioni per lo sviluppo del nostro territorio. Il percorso di costruzione della “Città Gentile - ha aggiunto Polo- non soltanto non si

Myra in bici per raccogliere fondi, attraverso la plastica

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na sosta breve ma significativa quella avvenuta poche settimane fa in Piazza Cantiere da parte di una cicloturista olandese, Myra di 35 anni, da anni residente a Torino. La donna sta portando avanti un progetto di raccolta fondi attraverso la plastica, per aiutare le famiglie in crisi economica, o rimaste senza lavoro causa Covid-19. Si tratta di “Cycle 2 Recycle for Italy”. E’ stata accolta dal vicesindaco ed assessore allo sport Gianluigi Naletto e l’incontro è stato organizzato grazie alla mediazione di società locali del settore turistico. Myra ha ricordato i due obiettivi della sua iniziativa, quello ecologico per ripulire dall’abbandono di oggetti di plastica e quello benefico perché il ricavato della raccolta servirà ad aiutare le famiglie in difficoltà. “Dopo che la pandemia Covid-19 mi ha costretto a rimandare il mio grande giro di 4 mesi attraverso l’Europa all’anno prossimo- ha precisato Myra - ho presto capito che volevo comunque fare qualcosa per aiutare e sostenere le persone che sono state colpite duramente dalla crisi. Molte famiglie in tutta Italia lottano ogni giorno per poter dare abbastanza cibo ai propri figli. Sono partita sabato 4 luglio da Torino e lungo il perso sto raccogliendo dei rifiuti di plastica, ho anche lanciato una raccolta fondi per il Banco Alimentare. Sono arrivata in Puglia , ho proseguito per la Sicilia e, quindi, sono risalita sino alle Dolomiti prima di proseguire per far ritorno a Torino”. Dopo oltre tre mesi di pedalate e circa 4.000 di chilometri percorsi la cicloturista ha deciso una sosta in Riviera”.

Sopra un’immagine del primo consiglio Comunale

fermerà, ma potrà contare su di una decisa accelerazione”. Il Green New Deal europeo e italiano troverà spazio anche a Dolo attraverso politiche di decoro, di ulteriore incentivazione della raccolta differenziata, di graduale superamento dell’utilizzo della plastica, di creazione di nuove aree verdi e attraverso la spe-

rimentazione di forme di agricoltura urbana. L’attenzione a chi vive situazioni difficili- ha concluso il sindaco-sarà la più alta in una logica di opportunità sociale, capace cioè di andare incontro a tutti i cittadini, e non soltanto di servizio di risposta a bisogni a domanda indiviLino Perini duale”.

Artigiani: “Un tavolo comune per i problemi del territorio” I

drovia, traffico sulla Brentana e rilancio dell’economia con produzioni made in Riviera del Brenta legate alla promozione del territorio. Sono i temi prioritari che pone sul tavolo l’Associazione Artigiani Piccola e Media Impresa “Città della Riviera del Brenta”, in un confronto con le amministrazioni locali e i consiglieri regionali appena eletti. “Con i nuovi consiglieri regionali e le amministrazioni locali elette - spiegano il presidente Luca Vanzan e il segretario Giorgio Chinellato- siamo intenzionati a portare all’attenzione e risolvere insieme, importanti questioni a partire ad esempio dal completamento dell’Idrovia, un’opera necessaria alla messa in sicurezza idraulica dell’area. Si tratta di un completamento necessario dopo decenni, (e su cui c’è stato un recente voto unanime del Parlamento) seppur dal punto di vista idraulico, su cui prima di procedere però, va fatto un approfondimento anche sulle possibili conseguenze ad esempio dell’impatto ambientale alla foce”. “Un secondo tema che va affrontato e risolto al più presto – spiegano Vanzan e Chinellato - è quello legato al traffico pesante sulla strada regionale 11 Brentana. Siamo dell’idea che la possibilità di limitare i mezzi pesanti di attraversamento, come indicato da tanti primi cittadini, sia giusta, e va nella direzione di un aumento

Luca Vanzan

della sicurezza per pedoni e ciclisti, a patto che siano date tutte le necessarie deroghe al transito dei mezzi verso e da le aziende locali”. Infine le produzioni “Made in Riviera del Brenta”. “Ai consiglieri regionali eletti nel collegio veneziano chiediamo - concludono Vanzan e Chinellato- di rappresentare con forza le istanze della Riviera e delle sue produzioni tipiche in Regione, come quelle della calzatura, legandole alla promozione del territorio con piani di rilancio e sviluppo che vanno delineati in un tavolo di concertazione comune” . (e.cal.)


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Dolo

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“Centrodestra a Dolo? In crisi profonda” Dopo la sconfitta alle elezioni comunali scatta l’analisi impietosa dell’ex consigliere Giovanni Fattoretto, che punto per punto spiega i motivi della debacle

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a netta vittoria della lista capeggiata dal sindaco uscente Alberto Polo e la conseguente pesante débâcle della lista di centro destra, ha alimentato polemiche e malumori specialmente in chi, in passato, si è seduto nei banchi della maggioranza . E’ il caso dell’ex consigliere comunale Giovanni Fattoretto, eletto nelle fila della Lega nel 2010, che non risparmia critiche agli sconfitti. “L’ effetto Zaia a Dolo non c’è stato? Si voleva forse sperare nel lavoro degli altri per vincere le elezioni? Abbiamo assistito a una opposizione che in 5 anni ai consigli comunali ha proposto solo argomenti a cui la maggioranza trovava facile risposta”. “Pure sul piano della propaganda – aggiunge Fattoretto - non abbiamo visto in questi ultimi 5 anni costanza e determinazione con una bacheca comunale spesso priva di necessarie informazioni ai cittadini su argomentazioni di opposizione. E allora si poteva sperare nei miracoli? Se da un lato abbiamo visto una maggioranza avvantaggiata per aver eseguito opere sul territorio con innegabile vantaggio elettorale, dall’ altra vi era una squadra di centrodestra che non poteva ottenere di più, non essendo conosciuta ai cittadini e i risultati sono ora sotto gli occhi di tutti”.”Quello che fa irritare – continua Fattoretto – è una Lega che nel 2015 aveva imputato la sconfitta alle troppe squadre scese in campo, dopo cinque anni si è decisa la costituzione di un gruppo unico ma a farlo si è optato per lasciare spazio a coloro, gli stessi, che hanno portato avanti questa sonora sconfitta. E ogni volta la Lega si arroga la pretesa di un candidato sindaco sbandierando le percentuali nazionali e regionali . A questo punto il partito deve fare una severa analisi interna in quanto ogni 5 anni il centrodestra non può perdere le elezioni perché scende in campo presentando amici che nulla portano alla causa. La crisi nel centrodestra dolese è palese e non si può far finta di niente. E’ arrivata l’ora di dare una spallata a queste logiche dei soliti noti che si presenta-

Mille borracce donate agli alunni di Dolo

no puntualmente ogni cinque anni e poi spariscono per altri cinque anni”.”Avevo fatto delle proposte – conclude Fattoretto – qualche tempo fa, che sono cadute nel nulla. Il centrodestra a Dolo si potrà rialzerà da questa batosta solo se lavorerà su una seria programmazione e opposizione concreta e non con improvvisazioni dell’ultimo minuto” Lino Perini

Giovanni Fattoretto

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l Comune di Dolo ha donato oltre mille borracce agli alunni delle scuole primarie e dell’infanzia di Dolo. La consegna è avvenuta nelle scorse settimane tramite la direzione all’Istituto Comprensivo Statale di Dolo. L’iniziativa, pochi giorni dall’avvio dell’anno scolastico, si è rivelata un contributo importante al rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione del Covid-19, utile in particolare durante il servizio della mensa scolastica. Grazie al sostegno di Coop Alleanza 3.0 e alla collaborazione dell’assessorato allo sport , del Coordinamento sportivo associato di Venezia (Csa) e di Veritas S.p.a., si è potuto donare una colorata borraccia ad ogni alunno della scuola primaria e dell’infanzia. “Si tratta - spiegano il vicesindaco con delega alla pubblica istruzione e allo sport Gianluigi Naletto, il consigliere di amministrazione di Coop Alleanza 3.0 Daniel Tiozzo e il segretario provinciale del Csa Diego Baldan - di un segno d’attenzione e responsabilità verso gli alunni del nostro territorio, oltre che un contributo all’importante servizio educativo svolto dal nostro sistema scolastico”. Particolarmente soddisfatto e grato dell’iniziativa è stato il dirigente scolastico di Dolo Luca Michielon, che ha, nel commentare l’iniziativa ha evidenziato come rappresenti un’altra significativa tappa della feconda collaborazione tra l’istituto comprensivo e l’amministrazione comunale, a beneficio di tutti gli alunni. (l.p.)


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Dolo

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Territorio La richiesta del capogruppo di opposizione Ivano Michelotto

“Una commissione permanente sull’ospedale di Dolo” U

na settima Commissione permanente che si occupi dell’ospedale di Dolo. E’ quanto chiede a gran voce l’opposizione, tramite il capogruppo della lista “Obiettivo Comune” Ivano Michelotto, ma non solo. D’altronde la situazione di emergenza dovuta alla seconda ondata di positività al coronavirus sta generando nuove problematiche sulla funzionalità dei reparti dell’ospedale, una situazione che non può non essere oggetto di approfondita analisi. “Nel simbolo di lista del sindaco erano indicati tre termini importanti e di rilevante spessore tra cui l’ospedale. Proprio dall’ospedale di Dolo e dalla tutela del diritto alla salute dei cittadini parte la proposta di Obiettivo Comune, che auspichiamo possa essere condivisa. “Come centro destra- osserva Michelotto- ribadiamo che l’ospedale di Dolo debba essere salvaguardato in quanto servizio essenziale per la nostra comunità e importante posizione strategica a livello territoriale. Al centro del nostro interesse c’è la salute del cittadino che non ha colore politico, soprattutto in questo periodo emergenziale. Pertanto, per facilitare il dialogo e un percorso che porti al bene della nostra comunità, chiediamo che venga realizzata una commissione consigliare specifica sulla sanità. Noi di “Obiettivo Comune” siamo sin d’ora disponibili all’ascolto, al dialogo, alla condivisone e, soprattutto, sarebbe nostra intenzione creare un collegamento diretto a livello regionale. Inoltre, -ha concluso Michelotto- il lavoro per l’ospedale di Dolo potrà essere arricchito anche dai preziosi contributi professionali e di esperienza di alcuni dei nostri consiglieri, motivo per il quale ne chiederemo anche

Ivano Michelotto

l’eventuale presidenza”. Ad appoggiare la richiesta anche la sinistra attraverso Il Ponte del Dolo. “E’ quanto mai opportuna la richiesta fatta dal capogruppo di minoranza Michelotto- spiega il Ponte- di aggiungere alle sei commissioni consiliari previste una settima da dedicare al nostro ospedale. La proposta a nostro avviso va accolta per diverse ragioni. E’ un segnale politico che dimostrerebbe la volontà di collaborare di maggioranza e opposizione su un tema così importante. Porterebbe il confronto in un canale istituzionale permettendo così interventi più tempestivi sul tema. Il coinvolgimento di chi è minoranza in Comune, ma maggioranza in Regione può rendere più agevole la comunicazione ed il confronto con l’ente superiore”.

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Sangue, l’Avis rinnova l’appello alla donazione

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’ è sempre tanto bisogno di sangue che è una risorsa preziosa, non si può creare in laboratorio e i malati ne hanno bisogno giorno dopo giorno. L’appello dell’Avis Riviera del Brenta è rivolto ai donatori ed è quello di continuare a donare il plasma, anche in questo periodo particolare nel quale, forse anche per vari timori, pochi si avvicinano all’ospedale. E magari ai vecchi donatori potrebbero aggiungersene di nuovi. Ricordiamo che in estate alcuni soci dell’associazione musulmana Il Ponte ha completato il percorso previsto per ottenere l’idoneità e così 24 membri hanno effettuato la prima donazione. “Il centro trasfusionale dell’ospedale di Dolo - ricordano all’Avis- è aperto dal lunedì al sabato per esami di idoneità e donazioni. Chi ha tra i 18 e 60 anni e si trova in buona salute, con un peso superiore a 50 chili, può ri-

volgersi al centro trasfusionale telefonando al numero 041-5133972 dal lunedì al sabato, dalle 9.30 alle 12.30, per prenotare gli esami di idoneità. Donare è un immenso gesto di solidarietà che contribuisce a salvare delle vite umane. Per chi è già donatore si ricorda che è attivo il servizio di prenotazione utile per una programmazione personale ma soprattutto per la gestione dell’accesso contingentato al centro trasfusionale. Per fissare l’appuntamento bisogna chiamare il 348.6156624 nelle mattine di lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 11 alle 13.30, il mercoledì e giovedì dalle 15 alle 18.30, oppure chiamando il numero 041-950892 dalle 9 alle 12. Per accedere in ospedale, ora che è stato riaperto l’ingresso lungo la strada regionale 11, i donatori di sangue devono esibire la tessera associativa e l’Sms di conferma dell’appuntamento. (l.p.)

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Territorio

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Il personaggio Padovano di origine, ha vissuto con la famiglia a Sottomarina

Il mondo del buon cibo, raccontato in punta di penna H

a saputo raccontare come pochi il variegato mondo delle tipicità del nostro territorio, dall’enogastronomia all’agricoltura, dalla grande cucina degli chef stellati agli appuntamenti più popolari, sempre con competenza e leggerezza, con precisione ma allo stresso tempo con abile capacità divulgativa, senza risparmiare, all’occorrenza, qualche frecciatina polemica. Il mondo del giornalismo e della ristorazione ha perso la penna di Mario Stramazzo, scomparso dopo una breve malattia. Avrebbe compiuto 66 anni agli inizi di novembre. Nativo di Piove di Sacco, residente a Sottomarina di Chioggia, ha diviso la sua attività professionale tra il settimanale della Diocesi di Padova “La Difesa del Popolo” e la passione per la cucina che lo ha portato a conoscere e a raccontare con competenza e da dietro le quinte il mondo dei ristoranti e dell’enogastronomia in

Addio a Mario Stramazzo, esperto e appassionato cantore del patrimonio enogastronomico di casa nostra tutte le sue sfaccettature. Dopo la laurea in medicina si era avvicinato all’editoria e all’informazione pubblicitaria. In seguito era approdato a “La Difesa del Popolo”, diventando in pochi anni colonna portante del giornale, di cui si è occupato fino all’ultimo giorno anche dal letto dell’ospedale di Chioggia. E proprio alla sua permanenza in ospedale aveva dedicato sul suo sito “vino e cibo” la sua ultima recensione, un ironico e toccante ritratto e un omaggio ai medici e al personale sanitario che aveva incrociato durante il ricovero. Accademico della Cucina Italiana, Stramazzo, aveva maturato una profonda e tutt’altro che banale conoscenza in campo enogastronomico. Nella sua Chioggia era un cultore del pesce e della tradizione in cucina, di cui conosceva ogni segreto. Con il suo particolare stile, arguto ma mai sopra le righe, ha firmato centinaia di articoli e saggi sulla carta stampata e sul web, ha tenuto lezioni a corsi e convegni offrendo sempre una chiave di lettura inedita e convincente. Con i ristoratori

del padovano e dei Colli Euganei, in particolare, “zio Mario”, come lo chiamavano gli amici, aveva avviato una proficua collaborazione, a partire dai locali delle “Tavole Tauriliane” di Torreglia, promuovendo eventi di successo come le serate con “le Stelle del Nordest”, in compagnia dei migliori chef del momento. Aveva sempre un progetto nuovo, sempre un luogo da scoprire, raccontano i colleghi e gli amici, un personaggio da conoscere, una ricetta da svelare. Stra-

Mario Stramazzo nellas foto di Valentina Gallimberti Ballarin

mazzo lascia l’anziana madre, la moglie Emanuela e la figlia Giulia, che ha avuto la gioia di vedere laureata la scorsa primavera, nonostante il lockdown. In suo onore gli amici e colleghi sono intenzionati a mantenere in attività sia il sito web che alcune delle sue più fortunate intuizioni, anche promuovendo qualche iniziativa di carattere sociale per non dimenticare il suo impegno e la sua attenzione verso chi si trovava in difficoltà. Nicola Stievano

“Il lungo, il corto e quello di mezzo”, i tre racconti di Tonelli

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’ uscito nelle librerie il quarto romanzo dello scrittore dolese Nicola Tonelli (in foto) dal titolo “Il lungo, il corto e quello di mezzo” . Tonelli ha scoperto la scrittura creativa, prima seguendo corsi tenuti da Annalisa Bruni, poi partecipando a concorsi con apprezzabili risultati. Questo nuovo libro è composto da tre racconti che hanno per filo conduttore gli animali. Animali con un’anima e un cuore. Animali che hanno le stesse fragilità umane, ma anche lo stesso egoismo e crudeltà. Nel racconto “La rivolta dei cani bagnati” un paese è messo a soqquadro dai cani fuggiti dalle case e riuniti in un unico grande branco. Il racconto “L’elefante e la formica” è la classica favola dove contro la prepotenza degli animali feroci una piccola formica alza la voce. Infine il racconto “Di un’amicizia” è dedicato a tutti quei cani che scelgono il padrone e lo accudiscono come fosse loro amico: Le illustrazioni e l’immagine di copertina sono acquarelli originali di Valentina Tonelli (l.p.).


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Territorio

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Trasporti Il presidente Actv Luca Scalabrin fa l’analisi della situazione

“Lo Stato finanzi con fondi consistenti le aziende di trasporto” “S

erve che lo Stato finanzi con fondi consistenti ed immediati il trasporto pubblico, se impone come è suo diritto, delle scelte alle aziende per prevenire il contagio. Scelte che poi hanno dei costi di gestione pesantissimi”. Lo spiega senza mezzi termini il presidente dell’Actv Luca Scalabrin. Scalabrin analizza la questione del trasporto pubblico nell’area metropolitana di Venezia nell’era del covid, ora anche con l’arrivo della seconda ondata della pandemia. Tuttociò anche alla luce di frequenti polemiche sull’accalcamento delle persone nei mezzi pubblici veneziani. “L’azienda che presiedo- spiega Scalabrin- ha circa 2800 dipendenti, una flotta di 600 autobus e 200 vaporetti. Le attuali linee normative ci danno la direttiva che i mezzi pubblici possono essere riempiti all’80 % della capienza, in questo momento. Ciò significa che in un pulmann che

ha la capacità di 120 passeggeri, ne possono stare poco meno di 100. L’impressione che gli autobus siano costantemente pieni, c’è per il fatto che, se vogliamo essere corretti ed intellettualmente onesti, è innegabile constatare che in un autobus di medie dimensioni e con quella capienza (120 passeggeri) in un metro quadrato le persone che restano vicine sono 3- 4, fra quelle in piedi e quelle sedute”. Scalabrin ricorda gli sforzi fatti tutta questa estate per arrivare all’appuntamento con l’apertura delle scuole in piena sicurezza. “Abbiamo aumentato di 100 le corse scolastiche in tutta l’area metropolitana”.”Abbiamo anche sentito – continua il presidente Actv- scuole, personale aziendale e famiglie per capire come poter migliorare il servizio. Siamo arrivati all’appuntamento preparati. Quest’anno abbiamo avuto meno problemi con le corse scolastiche

Luca Scalabrin

dello scorso anno. Peccato che però nonostante questo grande sforzo, adesso di fatto le corse per i ragazzi in tanti momenti della giornata, siano vuote. Ciò anche perl’uso massiccio fra gli studenti delle scuole superiori della didattica a distanza. Solo durante l’orario di punta qualche autobus raggiunge la capienza consentita”. Poi sull’utilizzo dei bus privati “Quando ci viene detto - sottolinea Scalabrin- che sarebbe

opportuno utilizzare i bus privati per averne di piu’ e quindi avere meno persone a bordo e più distanziamento, ci si deve rendere conto che in ambito urbano i bus da turismo non sono in questo momento a norma per poter fare quel servizio”. Scalabrin poi affronta il problema delle perdite in bilancio.“Questa azienda regge i suoi bilanci – dice- sia sull’utenza locale che ha visto un calo di abbonamenti, che soprattutto a Ve-

nezia centro storico, sui biglietti nei vaporetti pagati dai turisti. Turisti che quest’anno sono stati di fatto assenti o che erano presenti anche in estate, meno della metà degli anni precedenti”. “Se si fanno delle scelte - mette in evidenza il presidente dell’Actv- sulla limitazione della capienza massima dei mezzi o di altro tipo, dobbiamo fare poi programmazione ad hoc. Non ci si può adattare immediatamente a direttive che cambiano sempre”. Precise le richieste finali.“Sto ancora aspettando dal governo- conclude Scalabrini 13 milioni di euro che spettano ad Actv come contributo e ristoro per i mancati introiti e per la messa in sicurezza dei mezzi. Se lo Stato impone delle scelte specifiche, deve poi dare alle aziende fondi immediati e consistenti per andare avanti, e non rischiare il default“.

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Cultura

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Incontro con l’autore “Ora sto lavorando ad una seconda storia d’amore”

Silvia Chiebao racconta il segreto della magia della scrittura A

l secondo incontro con l’autore, svoltosi sabato 17 ottobre a Palazzo Danielato, è stata ospite la giovane scrittrice cavarzerana Silvia Chiebao. In una Sala Convegni attenta e calorosa, l’autrice ha presentato i suoi due ultimi libri: Primo Amore e Magia di Favole. Silvia, la storia che ci hai raccontata va a risvegliare le parti più recondite delle nostre vite. È il tuo primo libro? “Il racconto Primo Amore, è il primo libro che ho pubblicato; in seguito ho scritto Magia di favole, una raccolta di 10 favole per bambini. Primo Amore parla dell’amore profondo dei due protagonisti che resterà inalterato nel tempo, nonostante gli anni che passano, nonostante la lontananza, nonostante tutti gli ostacoli che si presenteranno davanti e nonostante anche la malattia. Per la protagonista, Victoria, questo è il primo amore, considerata la sua giovane età; grazie ad Edward conoscerà per la prima volta un sentimento nuovo e proverà cose mai provate prima. Il protagonista maschile, nonostante abbia avuto un’altra

donna importante nella sua vita che gli ha dato un figlio, scoprirà il vero amore con Victoria. La storia è ambientata nella città di Londra, ma in più momenti si sposterà in America”. La seconda raccolta di cui ci hai parlato, a quale scopo l’hai scritta? Che cosa viene raccontato? “Magia di favole, come ho detto prima, è una raccolta di 10 favole per bambini, ciascuna con una propria morale: si parla del rapporto tra genitori e figli, di amicizia e di quanto sia importante aiutare gli altri, si parla della capacità di perdonare e di quanto questo sia un gesto nobile e coraggioso; si parla anche della capacità di accettare noi stessi per come siamo e di accettare gli altri senza fermarsi alle apparenze perché ognuno è unico e speciale. Infine, si parla della vera bellezza che non trovi nelle cose preziose e di valore, ma in quelle semplici di tutti i giorni che ci rendono felici”. Scrivere è dare una forma ai propri pensieri, circoscrivere le proprie paure e allineare i ricordi. A te cosa spinge a farlo?

La giovane autrice cavarzerana ha già dato alle stampe due volumi. “In primo amore” è la storia di un sentimento profondo tra due persone molto diverse tra loro, nel secondo si rivolge ai più piccoli e non solo

Silvia Chiebao

“Scrivere è la cosa che più mi piace perché quando scrivo entro in un mondo tutto mio dove niente può farmi del male e dove riesco ad esprimere me stessa fino in fondo”. I tuoi lettori cosa devono aspettarsi in futuro? “Riguardo al futuro, sto preparando un’altra storia d’amore. L’ho appena iniziata e mi ci vorrà un po’ di tempo per scriverla ma prometto che farò di tutto affinché venga pubblicata”.

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Il Circolo Culturale Pittorico “Sergio Pagan” di Chioggia compie 40 anni

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’ uscito Circolo Culturale Pittorico “Sergio Pagan” a.f. 1980. A pochi passi dalla scalinata del ponte di Vigo nella zona nord del centro storico di Chioggia - in calle san Domenico al civico 1193/A - questo Circolo di pittori ha ormai toccato i 40 anni di vita intersecati da numerose iniziative che ne hanno caratterizzato la sua storia. Oltre alle varie collettive di artisti locali, alle personali di artisti ‘foresti’ ospitati in varie occasioni, le attività di questo centro di pittura hanno coinvolto gli associati e gli appassionati in numerosi incontri proprio per “imparare” a dipingere, per lo più in maniera autodidatta, ma anche con la collaborazione di più esperti artisti che tenevano dei corsi di pittura rivolti a tutti e a tutte le età. L’apertura del Circolo Pittorico è tuttora garantita dalla presenza, per tutto il tempo dell’anno, di due pittori chioggiotti, Rodolfo Bullo e Giuseppe Boscolo Bocca - ma che tutti conoscono con il nome ’Fante’ - che vogliono testimoniare attraverso le loro opere la passione per l’arte e per la città di Chioggia. Rodolfo Bullo lavorava all’Actv, ma fin da giovane ha dimostrato grande interesse per il disegno e la pittura anche studiando per corrispondenza e seguendo consigli e insegnamenti di maestri

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già affermati. Nei dipinti di Bullo, che è stato tra i i fondatori del Circolo di calle san Domenico, ritroviamo un accostamento al post impressionismo veneto nelle vele riflesse sui canali, negli scorci della laguna, negli angoli più singolari di Chioggia, atmosfere luminose senza tempo esaltate in disegni e acquerelli che gli hanno permesso di ottenere vari riconoscimenti e lusinghieri apprezzamenti. Una vicenda analoga per Fante. Anch’egli da tempo in pensione - è stato cuoco prima a Milano per poi tornare successivamente a lavorare a Chioggia - esprime la sua voglia di creatività tanto nei suoi elaborati piatti quanto nelle sue opere pittoriche. Dipinge la sua città, Chioggia, ma anche le montagne di Molveno in Trentino, sperimentando anche varie tecniche e con la spatola fissa immagini suggestive e luminose. Eugenio Ferrarese

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Dopo aver conquistato il titolo regionale a Sommacampagna, il professionista dolese, si è poi classificato al secondo posto alla finale nazionale Progetto Sport 2020 a Cattolica

Due immagini di Federico Veneri

... la sella al chiodo per dedicare tutto il mio impegno nella conduzione del mio studio legale. Ho ripreso da circa 1 anno, infatti la passione e l’entusiasmo per questo magnifico sport non mi ha mai abbandonato. Adesso monto in sella a Caraway, una cavallina validissima ma soprattutto di indole molto dolce con la quale mi auguro di poter conseguire altri risultati prestigiosi. Mi piacciono le sfide sia in campo professionale che nello sport.” E sinora i risultati gli danno ragione.

AlessandroPillon.it

’avvocato dolese Federico Veneri sta mietendo successi in serie nell’equitazione. Dopo aver ripreso a gareggiare dopo un lungo periodo di assenza e nell’arco di un breve periodo ha saputo conquistare risultati di assoluto prestigio che lo hanno portato ad ottenere successi di rilievo nel panorama dell’equitazione sia a livello regionale che nazionale. Infatti, dopo aver conquistato nelle scorse settimane il titolo regionale a Sommacampagna, il professionista dolese, alternando l’attività forense alla pratica sportiva con sapiente abilità, si è poi classificato al secondo posto alla finale nazionale - progetto sport 2020, conquistando anche il successo nell’ultima tappa della manifestazione. Per lui, dunque, un doppio successo. A Cattolica, in provincia di Rimini, il cavaliere dolese ha ottenuto un successo nell’ultima tappa del Campionato nazionale Progetto Sport 2020 svoltosi in un contesto di grande prestigio, dove vengono celebrate gare importanti e spettacolari, quali il campo Grand Prix presso il Riviera Horse Resort di Cattolica. In sella alla dolce cavallina Caraway, il professionista dolese ha sbaragliato il campo confermandosi cavaliere in grado di competere ai massimi livelli nazionali. Ha così allungato la serie di affermazioni che l’avevano visto vincere in precedenza il titolo regionale a Sommacampagna, nel veronese, al termine delle varie tappe della competizione veneta dedicata al colonello Lodovico Nava, quasi tutte vinte dal cavaliere dolese, e dove aveva anche ottenuto il successo nell’ultima gara. Un risultato che lo ripaga di tanto impegno come lui stesso ricorda. “La passione per i cavalli e per l’equitazione mi accompagnano dall’età di 8 anni. Da allora, fino al conseguimento della laurea in giurisprudenza, ho praticato questo sport raccogliendo lusinghieri risultati. Successivamente, per circa 15 anni, ho dovuto appendere

Lino Perini

Raimondi, campionessa under16 di giavellotto

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’ atleta veneta Anna Raimondi si è laureata campionessa italiana cadetti Under 16 di lancio del giavellotto. Anna Raimondi, 15 anni compiuti il 9 marzo scorso, di Favaro Veneto, è la nuova campionessa italiana cadetti under 16 di giavellotto e non nasconde la gioia per la conquista del podio allo stadio Gotti di Forlì. 44,67 i metri raggiunti in occasione del quarto lancio di finale che gli sono valsi il titolo tricolore, sufficiente alla vittoria anche se lontano dal recente personale di addirittura 50,07 metri. L’atleta del Gruppo Atletico Aristide Coin Venezia 1949, allenata da Flavio Bardella, è una studentessa del liceo sportivo Stefanini di Mestre. Ricordiamo che il primato italiano assoluto è di 60.47 metri ed è stato conseguito da Carolina Visca nel 2015. Idee chiare e determinazione da vendere, sono alla base del suo importante risultato. Guardando al 2021, per Anna l’obiettivo sono gli europei allievi 500 grammi; ora però l’aspetta una sosta di tre settimane per un intervento programmato, poi di nuovo ad allenarsi, 3 ore di fila, fino anche a 5 volte alla settimana.”Lo sport mi dà modo di mettere a frutto alcuni miei talenti - spiega Anna - così come lo studio mi permetterà di valorizzarne degli altri, diventando in futuro una brava insegnate di educazione fisica. All’atletica leggera -continua la giovane campionessa- mi sono avvicinata a 12 anni con il lancio del vortex (l’attrezzo da lancio propedeutico al giavellotto): mi divertiva e al tempo stesso mi appassionava. Oggi il giavellotto mi aiuta ad esprimermi e ad essere me stessa”. Alla domanda chi sono i suoi più fedeli tifosi, Anna non ha dubbi:“i miei fratelli e i miei genitori”. (l.p.)

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#Regione

Dopo le elezioni Al lavoro la squadra di governo del Veneto

Otto assessori nella nuova Giunta Zaia S

quadra che vince non si cambia, anzi si premia con l’incarico bis nella nuova giunta regionale. Oltre al presidente Luca Zaia sono otto gli assessori, tre donne e cinque uomini. Sette di loro facevano parte della Giunta uscente e sono stati riconfermati, il debuttante è Francesco Calzavara. Vice presidente è Elisa De Berti, che si occuperà anche di affari legali, lavori pubblici, infrastrutture e trasporti), mentre gli assessori sono: Roberto Marcato (sviluppo economico, energia, legge speciale per Venezia), Gianpaolo Bottacin (ambiente, clima, protezione civile, dissesto idrogeologico), Francesco Calzavara (bilancio e patrimonio, affari generali, programmazione, enti locali), Cristiano Corazzari (territorio, cultura,

Confermati in sette, debutta il veneziano Francesco Calzavara, tutte le province sono rappresentate

sicurezza, flussi migratori, caccia e pesca), Elena Donazzan (istruzione, formazione, lavori, pari opportunità), Manuela Lanzarin (sanità, servizi sociali, programmazione

socio sanitaria), All’agricoltura è stato nominato Federico Caner (agricoltura, turismo, fondi Ue e commercio estero). “Questa Giunta nasce in un momento difficilis-

simo per il Paese.- ha detto Zaia - I veneti chiedono risposte e tocca a noi saperle dare. Ho scelto e nominato questi assessori in totale autonomia e di questa possibilità

ringrazio i partiti di maggioranza, che non hanno esercitato nessuna pressione, consentendomi di fare le scelte che ho ritenuto più efficaci nell’interesse dei cittadini”.

I commenti degli assessori

Caner: “autonomia da raggiungere il prima possibile”

Corazzari: “sistema Veneto sempre più forte”

Marcato: “è il momento di pensare fuori dagli schemi”

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on è un momento facile, - commenta Federico Caner - è una situazione che dobbiamo fronteggiare facendo tesoro dell’esperienza maturata nella prima fase della pandemia, durante la quale il Veneto si è segnalato per essere una delle regioni più efficienti. La lotta al Covid oggi sta assorbendo molte delle nostre energie, ma non ci fa certamente perdere di vista gli obiettivi che la Giunta si è posta, né ci impedisce di proseguire la nostra azione su fronti irrinunciabili per il futuro della nostra terra, primo tra tutti l’autonomia. Il Presidente mi ha affidato il compito di dargli supporto stabile nelle diverse sedi di confronto istituzionale a livello nazionale, dalla Conferenza delle Regioni a quella Stato-Regioni: la nostra presenza sarà come sempre di fattiva collaborazione ma anche di forte proposizione per raggiungere il prima possibile l’autonomia che i veneti hanno rivendicato con il referendum del 2017. Dal Presidente raccolgo anche l’eredità della sua esperienza amministrativa di qualche anno fa, quando gestì insieme gli assessorati al turismo e all’agricoltura, due settori fondamentali. Nel segno della continuità, proseguiremo nell’opera di valorizzazione e di promozione di tutti i prodotti regionali, materiali e immateriali, puntando a rendere sempre più vincente quello che è ormai riconosciuto come un unico, straordinario e multiforme brand: Veneto, the land of Venice”.

ono grato al Presidente Zaia per la fiducia che mi ha concesso e sono grato anche ai molti Veneti che mi hanno sostenuto: questa conferma mi permette di proseguire, con rinnovato impegno, il lavoro avviato” dichiara Cristiano Corazzari. “Questa Giunta nasce in un momento difficilissimo e ci sentiamo investiti di una grande responsabilità sia come singoli ma anche come squadra. Le deleghe riguardano molte nuove competenze tra cui flussi migratori, caccia, pesca, acquacoltura, diritti umani, edilizia residenziale pubblica, edilizia di culto, che si aggiungono alle precedenti edilizia sportiva, sport, parchi, urbanistica, sicurezza, cultura e identità veneta. Il momento richiede molta sobrietà e molto impegno ma fondamentale è mantenere stretto il contatto con il territorio. Gli aspetti prioritari sono definiti in continuità con gli obiettivi perseguiti nella precedente legislatura, definiti sulla base dei principi stabiliti nelle leggi regionali di settore, valorizzando sia l’aspetto di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale veneto, sia ponendo l’accento sugli aspetti di potenzialità del veneto per rendere il “sistema veneto” sempre più forte e protagonista. Occorrerà inoltre proseguire nella valorizzazione del ruolo delle nuove generazioni, portatrici di esigenze diverse e protagoniste di un cambiamento vero”.

oberto Marcato è già immerso nel lavoro da fare per sostenere l’economia veneta di fronte all’onda d’urto della pandemia. “Dopo la soddisfazione di essere stato il più votato del Veneto, - afferma l’assessore - arriva questa conferma importante da parte del presidente, che riconosce il lavoro fatto in questi cinque anni e mi offre un importante stimolo a continuare. Sto lavorando con le Università del Veneto per poter immaginare e costruire processi produttivi che convivano con il Covid. Non posso accettare questa visione, di stampo europeo, per cui di fronte ad una recrudescenza l’unico strumento che abbiamo a disposizione siano le chiusure, non voglio arrendermi a questa condizione orami diffusa. E’ il momento di pensare fuori dagli schemi, perché se la chiusura totale è la via veloce e più facile è anche quella con esito mortale per la nostra economia. Ci sono aziende, realtà che offrono posti di lavoro, sane e sicure, basta con la pesca a strascico, facciamo scelte chirurgiche, mettiamo in atto una migliore selezione, che consentano di tenere in moto l’economia. Mi chiedo, ad esempio, per quale motivo deve chiudere il Teatro La Fenice che ha capienza mille persone e al massimo ne tiene 350 in questo periodo? Quali sono le possibilità di contagio? In ogni caso chi è costretto a chiudere va sostenuto adeguamento”.


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Regione

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L’intervista Vanessa Camani, consigliere regionale padovana del Pd

Il giudizio critico dell’opposizione sul programma di governo

“Basta favole Ai veneti dobbiamo dire la verità”

“Misure inadeguate e insufficienti così non ci siamo, al Veneto serve altro”

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anessa Camani, neo do, è il sistema sanitario eletta in Consiglio nazionale che ha retto, Regionale tra le fila del in Veneto come in EmiPartito Democratico, è lia Romagna, in Toscana una delle poche note liete come in Campania. Zaia per il centrosinistra veneha avuto il merito di affito di fronte alla sconfitta darsi a professionisti caelettorale. Già consigliere paci ed è stato abilissimo comunale ad Abano Tera stare sempre al cento me e Parlamentare dal della scena, grazie a con2014 al 2018, con 6098 ferenze stampa quotidiapreferenze raccolte Cane a reti unificate e senza mani è stata l’unica eletta contraddittorio. Eppure Vanessa Camani del PD a Padova, preceora stanno emergendo dendo anche il segretario regionale Ales- anche i suoi errori. sandro Bisato. Tipo? Partiamo dal suo risultato. Si aspettava “Due su tutti. Aver lasciato senza presiquesto consenso? di ospedalieri alcuni territori della nostra “Non è un risultato personale, ma il frutto regione. Ma anche aver ignorato per tropdel lavoro e della passione di tante persone pi mesi il mancato caricamento dei codici che si impegnano nel PD e nella società degli infetti nella app Immuni, rendendo civile. Mi sono candidata per rappresen- di fatto inutile il tentativo di mezzo milione tare coloro che pretendono un Veneto più di veneti di proteggersi anche attraverso giusto, più sostenibile, più attento alle fra- la tecnologia. Quali sono i temi su cui si gilità. Un Veneto che metta al centro dirit- impegnerà? Sono molti. Lavorerò per riti e lavoro. Per me è un onore, ma anche durre le disuguaglianze che, complice la una grande responsabilità, rappresentare pandemia, stanno aumentando anche nelqueste persone a Palazzo Ferro Fini. Per la nostra regione. Si calcola che 750 mila Lorenzoni e il centro sinistra, però, è sta- persone in Veneto siano a rischio di escluta una sconfitta senza appello. Sapevamo sione sociale. I nostri giovani continuano che la partita sarebbe stata difficilissima e a fuggire, le nostre donne troppo spesso voglio ringraziare Arturo per aver messo a vengono rilegate a ruoli marginali. Eppure disposizione la sua candidatura, cercando nessuno ne parla…” . di costruire un progetto ampio ed inclusiPoi? vo. Il dato delle urne è evidente, ma sareb“Dobbiamo combattere per proteggere il be riduttivo relegarlo ai mesi di campagna territorio, dal cemento e dalla criminalità elettorale. È necessaria una riflessione pro- organizzata. Il 12,4% di suolo è comprofonda che ci porti a chiarire con franchezza messo e le conseguenze sono tristemente dove abbiamo sbagliato in questi anni, per note: allagamenti, frane, dissesto idrogerilanciare la nostra proposta politica con ologico. Ma anche sulla legalità c’è una più determinazione e meno subalternità al grande battaglia da fare: sono sempre più “pensiero unico” che da oltre 20 anni go- i reati di stampo mafioso che coinvolgono verna il Veneto. I veneti sembrano aver pre- anche imprenditori e professionisti veneti. miato la gestione Zaia dell’emergenza sani- Su questi due temi, la Regione deve fare taria. Anche su questo mi piacerebbe usare più e meglio di ciò che è stato fatto fino ad parole di verità. Al di là del caso Lombardia, oggi”. Enrico Beda Enrico Beda dove peraltro la magistratura sta indagan-

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consiglieri di minoranza hanno criticato il documento programmatico, definendolo insufficiente e inadeguato a rispondere alle nuove esigenze che i cittadini veneti hanno, soprattutto in questi mesi, insufficiente è anche stata giudicata la risposta all’emergenza sanitaria. Arturo Lorenzoni ha posto l’accento soprattutto “sull’inadeguatezza del documento programmatico presentato da Zaia, troppo autocelebrativo ma soprattutto troppo superficiale, che non offre risposte sufficienti ai bisogni dei veneti. Manca una vera politica per lo sviluppo del territorio, per la digitalizzazione, la decarbonizzazione nella produzione di energia elettrica, per ridurre il consumo della plastica e contrastare i cambiamenti climatici”. Lorenzoni ha anche denunciato come “l’App Immuni non sia stata implementata a sufficienza e che c’è un evidente ritardo nella sua applicazione”. Cristina Guarda ha incentrato il proprio intervento sulla “sostenibilità ambientale: va valorizzato il ruolo di uomo e ambiente, pensato in una visione integrata. Va contrastata l’emergenza climatica e portata avanti una seria politica di prevenzione ambientale e sanitaria. Deve essere appoggiato il lavoro dei nostri agricoltori, soprattutto dei giovani, e il patrimonio agroalimentare. E soprattutto va affrontato il problema della povertà, delle malattie rare, della disabilità”. Guarda ha infine invocato “maggiore collaborazione tra maggioranza e opposizione: quando c’è stata abbiamo confezionato leggi molto utili e significative per i cittadini, penso alle politiche familiari”. Erika Baldin, unico consigliere del Movimento 5 Stelle, ha condiviso “le buone intenzioni contenute nel programma”, ma ha affermato “l’opportunità di mettere al primo posto il benessere dell’uomo per un

Veneto in salute, connesso, sostenibile, carbon free e plastic free. Prioritario è investire sul trasporto pubblico locale senza distinguere tra cittadini di serie A e B, sulla digitalizzazione pensata come nuova frontiera del lavoro”. Francesca Zottis ha parlato di “semplificazione, sburocratizzazione, internazionalizzazione, affinché la regione diventi più attrattiva anche sul piano industriale. Dobbiamo integrare il sistema del trasporto con quello turistico. Prioritario è il sostegno alla disabilità, soprattutto nell’emergenza Covid che stiamo vivendo. Resta il problema delle Case di riposo; è quindi importante la riforma delle Ipab ma va implementata la prevenzione sociosanitaria. Auspico una programmazione triennale e maggiore attenzione per il ruolo delle donne”. Andrea Zanoni ha denunciato che il Veneto “è l’unica regione in cui le persone ricche non sono chiamate a contribuire alla spesa pubblica in modo proporzionale alle loro, ingenti, possibilità. Siamo ben lontani da un Veneto veramente equo e solidale”. Zanoni ha chiesto inoltre un’azione più incisiva “per sostenere l’occupazione, anche utilizzando i Fondi europei, il Green New Deal e il contrasto al consumo di suolo. Vengono aperti troppi centri commerciali. La Legge regionale sul consumo di suolo è inadeguata perché non incide sul commercio”. Il consigliere ha infine invocato un impegno maggiore “per contrastare il radicamento mafioso in Veneto, l’evasione fiscale, per realizzare il trasporto integrato e il biglietto unico, una mobilità sostenibile e il completamento della metropolitana di superficie”. Elena Ostanel ha chiesto di sostenere “la piena inclusione e la parità delle donne, soprattutto delle mamme. Deve essere abbassata la tassa sugli asili e istituito l’Osservatorio per la parità dei salari”.


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Regione

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Davimar, gli artigiani del mare che continuano a crescere La storica azienda ittica Davimar fa la differenza: lavorazioni a mano e sguardo rivolto al futuro, grazie a continue innovazioni

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avimar Srl è una realtà ittica, da 50 anni fiore all’occhiello della comunità chioggiotta, in forte espansione. Con un fatturato di circa 21 milioni di euro e 45 dipendenti, rappresenta un perfetto connubio tra artigianalità ed innovazione. Davide Bonaldo, amministratore unico e rappresentante legale della società, ripercorre la storia e gli obiettivi raggiunti dall’azienda. “Il tutto nasce dal 1966 quando mio padre, Alessio Bonaldo classe 1943, ha deciso di provare a mettersi in proprio. All’epoca aveva 23 anni e, da commerciante di prodotti ittici, ebbe l’intuizione di provare a proporre un prodotto lavorato, dal momento che a Chioggia, all’epoca, era possibile trovarne disponibili quantità davvero ingenti: la seppia. L’obiettivo era quello di differenziarsi rispetto agli altri commercianti, quindi non una semplice rivendita, ma una lavorazione e manipolazione del prodotto”. Nel ’94, infatti, Alessio Bonaldo si è ingrandito e ha acquistato un nuovo stabilimento. “Nel ‘99 sono entrato in azienda anche io – prosegue Davide Bonaldo -. e dopo due anni abbiamo deciso di fondare questa so-

cietà, la Davimar, dall’unione dei nomi Davide e mare, che assorbì la ditta individuale dell’epoca e, da quel momento, ho deciso di specializzarmi nella lavorazione dei cefalopodi, della cui macrofamiglia fa parte anche la seppia. In un secondo momento aumentammo la proposta con la lavorazione anche del polpo e del calamaro. Mio padre rimase in azienda e oggi, ormai in pensione, la segue da supervisore”. Negli anni la Davimar ha aumentato l’assortimento specializzandosi anche nella lavorazione dei crostacei, proponendo anche scampi, mazzancolle, gamberi, astici ed aragoste. I principali clienti sono per il 50% la grande distribuzione, i mercati (grazie alla collaborazione con partner locali, sono presenti in Sardegna, tutti i giorni presso il Mercato Ittico di Venezia, di Chioggia e di Cagliari) e una serie di pescherie e venditori ambulanti. “Ci definiamo “artigiani del mare” – continua, – e la particolarità della nostra produzione sta nel fatto che tutto viene lavorato con l’acqua della laguna, una scelta che portiamo avanti da anni, poiché per molti pesci, tra cui per l’appunto anche

la seppia, la laguna rappresenta una sorta di culla dove è possibile trovare parecchi microrganismi utili nella loro alimentazione. Sono proprio questi microrganismi che rendono l’acqua della laguna unica nel suo genere ed è proprio grazie a questa scelta che riusciamo a mantenere intatto il sapore del prodotto, come se fosse appena pescato”. Ma non solo, tiene a precisare Davide Bonaldo: “tutte le lavorazioni sono eseguite unicamente a mano da personale qualificato con storica esperienza”. “Nel 2014 ci è stata conferita la specifica di “Produzione autoctona artigianale della laguna veneta”, per la quale abbiamo dovuto stilare e depositare un disciplinare. – specifica Bonaldo - Nel 2015 abbiamo eseguito la certificazione Iso 9001 e nel 2016 ci siamo certificati IFS Food, uno standard fissato dalla Comunità europea, sinonimo di alta qualità e sicurezza degli alimenti riconosciuto dalla Grande Distribuzione Organizzata. Nel 2017, poi, siamo stati i primi in Italia nel settore ittico ad avere una certificazione di produzione artigianale Made in Italy. La nostra mission infatti, è quella di garantire ai

Davide Bonaldo

consumatori il rispetto delle normative sanitarie, l’artigianalità e al contempo la sostenibilità del mare che ci ha visti recentemente impegnati all’ottenimento della Certificazione MSC (Marine Stewardship Council) ed ASC (Prodotti Acquacoltura Sostenibili)”. E pensando ai progetti futuri conclude: “Pensando al futuro stiamo elaborando dei prodotti cotti e confezionati, pronti ad essere lanciati nel mercato dalla seconda metà di novembre; usciremo con un brand leggermente rivisitato: il produttore sarà Davimar ma il marchio che uscirà sarà Bonaldo, il nome di famiglia, proprio a differenziare la linea di prodotti pensati direttamente per i consumatori, andando a toccare quindi non solo il territorio veneto, ma anche quello nazionale”.


on-line: NOVEMBRE 2020

Motori Nuova Mokka ecco il Suv Dal 1976 con noi nel tempo …….

che anticipa il futuro di Opel ADR

Cresce progressivamente, l’attesa per Nuovo Opel Mokka, Dal 1976 connel noitempo nel tempo Dal 1976 con noi ……. ……. il SUV che promette di raccogliere ampi consensi

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a seconda generazione di Mokka – dichiara Andrea Leandri, Direttore Marketing Opel Italia - rappresenta per Opel un passaggio fondamentale: l’inizio di un nuovo percorso stilistico per il marchio e, di fatto, un percorso che porta a un posizionamento per il brand sempre più innovativo, moderno e fuori dalle convenzioni. Il nuovo Opel Mokka è chiaramente un SUV, nello stesso tempo, grazie alla linea spiovente del tetto verso il posteriore, si presenta come una vettura dal carattere sportivo e dinamico. Quando guardiamo il design degli interni, riconosciamo quello che è il concetto del Pure Panel, ovvero di portare tutto all’essenzialità. Nuovo Opel Mokka sarà nelle concessionarie Opel da febbraio 2021, è già ordinabile e, per i primi acquirenti online, abbiamo previsto condizioni davvero esclusive, prenotando la vettura su Opel.it” In soli 4,15 metri di lunghezza sono racchiuse le ragioni di aspettative così elevate, sottolineate dalla audacia delle linee che Opel Mokka esprime alla perfezione. Il design esterno, grazie all’inconfondibile Opel Vizor e al profilo atletico, dimostra quella avvincente personalità che il pubblico più esigente chiede a gran voce. Un carattere che la plancia Pure Panel conferma negli interni, grazie agli schermi digitali raccordati che soddisfano minimalismo e completezza di informazioni nello stesso momento. Ma è senza dubbio la gamma motori, con la possibilità di scelta tra benzina, Diesel oppure 100% elettrico, a dimostrare come Nuovo Opel Mokka sia l’autentico portabandiera di un futuro che è già iniziato. Lo dimostrano anche le numerose tecnologie di ultima

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PROBABILE LA PROROGA AL 2024! Diventa sempre più probabile l’ipotesi di una proroga del Superbonus 110% al 2024.

A confermarlo è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro nel corso del convegno “Il superbonus del 110% – Speciale Telefisco”, tenutosi a fine ottobre 2020. La proroga appare necessaria a tutti i soggetti coinvolti: la complessità della norma, rispetto non solo ai lavori trainanti e trainanti, ma anche per tutti i documenti necessari, rendono il Superbonus da un lato molto conveniente e dall’altro molto macchinoso. Come già messo in evidenza dal Ministro Patuanelli, il Superbonus al 110% è una misura che può davvero contribuire a migliorare i nostri edifici nel senso della riqualificazione energetica e degli interventi antisismici. Per farlo, però, non è sicuramente sufficiente l’arco temporale finora previsto, fino al 2021. L’intenzione concreta nostra e del governo è assolutamente quella di prorogare la misura anche sfruttando le risorse messe a disposizione dal Recovery Fund europeo. Nella risoluzione di maggioranza approvata il 13 ottobre alla Camera sulla relazione che contiene le priorità di utilizzo del Recovery Fund abbiamo proposto di stabilizzare per tre anni il Superbonus al 110%,

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puntando quindi a garantire ai cittadini questa possibilità fino al 2024.” Queste le parole del sottosegretario Fraccaro. Il punto focale quindi è la ripartizione delle risorse del Recovery Fund, che secondo quanto anticipato da Riccardo Fraccaro potrebbe arrivare entro fine anno. Per il sottosegretario Fraccaro nelle prossime settimane sarà necessario «un lavoro continuo per mettere a terra la norma». Bisogna, però, considerare che si tratta di una «norma particolare, nuova, che innova radicalmente la situazione esistente». Questa complessità è alla base dei ritardi di queste settimane. Anche se Fraccaro sottolinea come «il mercato sta digerendo la norma».

Ma non c’è solo la proroga. Il governo sta anche lavorando a una piattaforma unica per l’accesso al Superbonus. «Perché il 110% funzioni - dice Fraccaro - è necessario che tutti i soggetti privati collaborino tra di loro, ma questo vale anche per la collaborazione tra Agenzia delle Entrate, Mise, Enea. È naturale, allora, pensare a un unico luogo digitale con tutti questi enti pubblici per avere le risposte».

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FAQ DOMANDE E

LE FAQ DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE Ecco le risposte* del MEF ad alcune delle domande più frequenti poste dai contribuenti

RISPOSTE

IMPIANTO TERMICO Cosa si intende per impianto di riscaldamento? Una stufa a legna o a pellet può essere considerata impianto di riscaldamento? Ai sensi del punto l-tricies del comma 1 dell’art. 2 del D. Lgs. 192/2005, come recentemente modificato dal D. Lgs. 48/2020, per impianto termico si intende: impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate. Grazie alla nuova definizione normativa di impianto termico, le stufe a legna o a pellet - ma anche caminetti e termocamini- sono ora considerati “impianto di riscaldamento”. Di conseguenza sarà possibile accedere al Superbonus, sempre che vi sia il conseguimento di un risparmio energetico (concretamente difficile da raggiungere nella dismissione di impianti a biomassa) e che vi sia un salto di due classi energetiche dell’edificio da prima a dopo gli interventi.

Se decido di cambiare la mia vecchia caldaia con una a condensazione con classe energetica A e in aggiunta sostituisco i serramenti, le detrazioni sono entrambe del 110%? Sì. Se si sostituisce l’impianto di climatizzazione invernale di un condominio, di un edificio unifamiliare, oppure di un’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno, si ha diritto al Superbonus al 110%, trattandosi di un intervento cosiddetto “trainante”. Anche le spese per i serramenti potranno godere della detrazione al 110%

(intervento cosiddetto “trainato”) se realizzato congiuntamente all’intervento trainante e sempreché gli interventi assicurino, nel loro complesso, il miglioramento di due classi energetiche oppure, ove non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta. Come precisato nella circolare n. 24/E del 2020, la maggiore aliquota si applica agli interventi trainati a condizione che gli interventi siano effettivamente conclusi. Gli interventi si considerano effettuati congiuntamente quando le date delle spese sostenute per gli interventi trainati, sono ricomprese nell’intervallo di tempo individuato dalla data di inizio e dalla data di fine dei lavori per la realizzazione degli interventi trainanti ammessi al Superbonus. * Le FAQ sono aggiornate alla disciplina vigente al 24 settembre 2020.

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GUIDA AL SUPERBONUS

FAQ DOMANDE E RISPOSTE

L’AGEVOLAZIONE

LE FAQ DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE Ecco le risposte* del MEF ad alcune delle domande più frequenti poste dai contribuenti di efficientamento energetico rientranti •nell’ecobonus; di infrastrutture per la rica•rical’installazione di veicoli elettrici; l’installazione di impianti solari fotovoltai•ci connessi alla rete elettrica; contestuale o successiva •di l’installazione sistemi di accumulo integrati negli im-

si attuino interventi caratterizzati da requisiti tecnici che consentano di ricondurli astrattamente a due diverse fattispecie agevolabili - essendo stata realizzata, ad esempio, la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale, astrattamente riconducibile sia tra gli interventi “trainati” sia tra quelli “trainanti” - il contribuente potrà applicare una sola agevolazione.

pianti solari fotovoltaici agevolati.

Ai sensi del comma 2 dell’art. 119 i lavori trainati devono essere eseguiti congiuntamente agli interventi trainanti. Cosa significa?

In cosa consiste il Superbonus? È un’agevolazione che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. Le nuove misure si aggiungono alle detrazioni previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, compresi quelli per la riduzione del rischio sismico (c.d. Sismabonus) e di riqualificazione energetica degli edifici (cd. Ecobonus).

Quali sono gli interventi agevolabili? L’agevolazione spetta, a determinate condizioni, per le spese sostenute per interventi effettuati su parti comuni di edifici, su unità immobiliari funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno, site all’interno di edifici plurifamiliari, nonché sulle singole unità immobiliari. In particolare, il Superbonus si applica alle spese sostenute dal 1° luglio al 31 dicembre 2021, per le seguenti tipologie di interventi (c.d. “trainanti).

Quali sono gli interventi trainati? Il Sueprbonus spetta anche per altre tipologie di interventi (c.d. “trainati”), a condizione che siano eseguiti congiuntamente con almeno uno degli interventi trainanti:

La condizione che i lavori siano eseguiti congiuntamente si considera soddisfatta se le date delle spese sostenute per gli interventi trainati sono ricomprese nell’intervallo di tempo individuato dalla data di inizio e dalla data di fine dei lavori per la realizzazione degli interventi trainanti. Ciò implica che, ai fini dell’applicazione del Superbonus, le spese sostenute per gli interventi trainanti devono essere effettuate nell’arco temporale di vigenza dell’agevolazione, mentre le spese per gli interventi trainati devono essere sostenute nel periodo di vigenza dell’agevolazione e nell’intervallo di tempo tra la data di inizio e la data di fine dei lavori per la realizzazione degli interventi trainanti.

Dalla lettura della circolare dell’Agenzia delle entrate si evince che il limite massimo di spesa è dato dalla somma matematica dei singoli interventi, è vero?

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I limiti di spesa ammessi alla detrazione variano in funzione della tipologia di interventi realizzati nonché degli edifici oggetto dei lavori agevolabili. Nel caso in cui sul medesimo immobile siano effettuati più interventi agevolabili, il limite massimo di spesa detraibile sarà costituito dalla somma degli importi previsti per ciascuno degli interventi realizzati. Qualora

* Le FAQ sono aggiornate alla disciplina vigente al 24 settembre 2020.

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Salute

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Tamponi, test antigenici, salivari, sierologici non sono tutti uguali

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I test di laboratorio

Sempre più rapidi ed economici ma non tutti hanno la stessa affidabilità

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amponi o test molecolari, test antigenici, salivari, anche rapidi: sono fondamentali e strategici nel contrasto al Covid 19, soprattutto per la sempre maggiore velocità con cui consentono di verificare un’eventuale positività al virus. E poi ci sono i test sierologici. Eppure non sempre è chiara la differenza tra queste diversi sistemi diagnostici. E così non è raro di imbattersi in qualche errata affermazione relativa ai test. Una recente circolare ministeriale, del 29 settembre scorso, aiuta a chiarire le idee. Il tampone, o test molecolare, rappresenta tuttora l’esame più affidabile per la diagnosi di infezione da Coronavirus, esso viene eseguito su un campione prelevato con un tampone a livello naso/oro-faringeo. L’eventuale presenza di materiale genetico (RNA) del virus, tramite l’analisi in laboratorio del campione biologico prelevato, conferma la positività. Il limite tuttavia di questa procedura consiste nel tempo necessario ad ottenere il risultato che, stando a quanto si legge dalla circolare ministeriale, può variare da due a sei ore dal momento in cui il campione viene avviato alla processazione in laboratorio; di fatto può trascorrere anche qualche giorno.

Le buone pratiche in un video, dieci regole per prevenire il contagio

Prosegue alla pag. seguente

Per limitare i rischi del contagio amiamo a distanza i nostri anziani a pag 42

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Casi positivi sintomatici e asintomatici, come comportarsi a pag 43

La pandemia Covid 19, chi del ha Coronavirus esintomi la medicina nonterritoriale si rechi asse al Pronto portante della soccorso prevenzione a pag 44

Salute una Rubrica autorevole di Educazione Sanitaria


Salute

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Consulenza scientifica MEDICINA Dott. Francesco Sacco Assessore Comune di Mira Politiche Sanitarie, Servizi alla Persona e alla Residenzialità, Programmazione Sanitaria, Distretto Sanitario

Per limitare i rischi del contagio amiamo a distanza i nostri anziani S

arebbe opportuno Foto di anziani che comunicano con i parenti per videoconferenza “In questi giorni è importante mantenere le distanze dalle persone anziane, per limitare il rischio di contagio e di gravi conseguenze sulla loro salute”. Si conclude con questo messaggio il video che la casa di produzione Clevercut ha realizzato insieme all’Ufficio stampa dell’Istituto superiore di Sanità, dal titolo “Amare a distanza”. Se da un lato l’invito rivolto ai più giovani è quello di non lasciare da soli i loro anziani, dall’altro la raccomandazione è di trovare sistemi alternativi alla presenza fisica, che potrebbe rivelarsi un rischio pericoloso in questa fase di crescita della curva dei contagi da Sars Covid-2. “In questi giorni abbiamo bisogno di loro, e loro di noi – sono le parole del messaggio contenuto nel video – In questo tempo così difficile ci manca il loro affetto, la loro esperienza, la loro vicinanza. Vorremmo abbracciarci, stringerci a loro per essere più forti, insieme. Sono le nostre mamme, i nostri papà, i nostri nonni… Sono i bersagli preferiti di questo virus che ci costringe a insegnare e ad imparare nuovi modi di amare, a distanza”. “Proteggiamoli, – è l’invito – senza lasciarli mai, con le parole, con i gesti, con la spesa sulla soglia di casa”.

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I test di laboratorio

Sempre più rapidi ed economici ma non tutti hanno la stessa affidabilità

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l test antigenico, invece, “è basato sulla ricerca, nei campioni respiratori, di proteine virali (antigeni) – si legge sempre nella circolare ministeriale - Le modalità di raccolta del campione sono analoghe a quelle dei test molecolari (tampone naso-faringeo), e i tempi di risposta sono molto brevi (circa 15 minuti), ma la sensibilità e specificità di questo test sembrano essere inferiori a quelle del test molecolare. Ciò comporta la possibilità di risultati falsonegativi in presenza di bassa carica virale, oltre alla necessità di confermare i risultati positivi mediante un tampone molecolare”. “Pur considerando – prosegue la circolare - la possibilità di risultati falsopositivi e di falso-negativi, grazie all’uso di tali test rapidi è stato intercettato comunque un rilevante numero di contagiati, probabilmente con alte cariche virali, che non sarebbero stati individuati in altro modo”. Per questo motivo i test antigenici rapidi su tampone naso-faringeo possono essere utili in determinati contesti, come lo screening rapido di numerose persone. Ed è il motivo per cui questa tipologia di test si utilizza in ambito scolastico, anche considerando i possibili limiti nelle caratteristiche del test, perché potrebbe comunque accelerare la diagnosi di casi sospetti di Covid 19 e consentire una tempestiva diagnosi differenziale nei casi sospetti tra sindrome influenzale e malattia da Sars-CoV2. I test salivari che recentemente sono stati proposti sul mercato, utilizzano la saliva come campione da analizzare. Il prelievo di saliva è più semplice e meno invasivo rispetto al tampone naso-faringeo, quindi questa tipologia di test potrebbe risultare utile per lo screening di grandi numeri di persone. Come per i tamponi, anche per i test salivari esistono test di tipo molecolare e di tipo antigenico. Tuttavia i test antigenici e molecolari su campioni di saliva, allo stato attuale delle conoscenze, difficilmente si prestano allo screening rapido di numerose persone, in quanto richiedono un laboratorio attrezzato. Infine i sierologici, test tradizionali o rapidi (eseguiti su sangue capillare), evidenziano la presenza di anticorpi contro il virus e rilevano l’avvenuta esposizione al virus e, solo in alcuni casi, sono in grado di rilevare la presenza di un’infezione in atto. I test sierologici sono perciò utili nella ricerca e nella valutazione epidemiologica della circolazione virale, in quanto sono uno strumento importante per stimare la diffusione dell’infezione in una comunità.

La campagna dell’Istituto superiore di sanità: Non lasciamo soli i nostri cari ma non esponiamoli a gravi conseguenze per la loro salute L’invito è dunque a stare accanto alle persone anziane in modo nuovo anche durante questa emergenza e, proteggerli, spiegando l’importanza del distanziamento sociale anche per questa fascia particolarmente fragile e bisognosa di cure.

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La musica che accompagna il messaggio video è di Claudio Baglioni, che ha concesso l’utilizzo della parte musicale del brano “I Vecchi”, mentre il giovane pianista Massimo Murri ha dedicato la sua esecuzione alle generazioni che lo hanno preceduto.

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Casi positivi sintomatici e asintomatici, come comportarsi I

solamento e quarantena non sono la stessa cosa, se la prima si applica nei casi di persone che sono risultate positive all’infezione da Sars-Cov-2, nel secondo caso ci si riferisce a persone sane che potrebbero essere state esposte al rischio di infezione. La nuova Circolare del ministero della Salute, quella del 12 ottobre 2020, chiarisce la differenza. L’isolamento dei casi di documentata infezione da SARS-CoV-2 – si legge sul sito del Ministero - si riferisce alla separazione delle persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell’infezione. La quarantena, invece, si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di incubazione, ma che potrebbero essere state esposte ad un agente infettivo o ad una malattia contagiosa, con l’obiettivo di monitorare l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi. Quanto tempo dura l’isolamento e quanto la quarantena? C’è differenza di tempistiche e procedure tra positivi sintomatici e asintomatici? La nuova Circolare aggiorna anche le

indicazioni riguardo la durata e il termine dell’isolamento e della quarantena, in considerazione dell’evoluzione della situazione epidemiologica, delle nuove evidenze scientifiche, delle indicazioni provenienti da alcuni organismi internazionali (OMS ed ECDC) e del parere formulato dal Comitato Tecnico Scientifico l’11 ottobre 2020. CASI POSITIVI ASINTOMATICI: le persone asintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test). Casi positivi sintomatici: le persone sintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia e ageusia/ disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test). CASI POSITIVI A LUNGO TERMINE:

Covid-19: indicazioni per la durata e il termine dell’isolamento e della quarantena

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Liceo classico MARTEDÌ 24 NOVEMBRE ORE 18.00 Liceo delle scienze umane GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE ORE 18.00 Liceo linguistico MERCOLEDÌ 2 DICEMBRE ORE 18.OO Istituto tecnico MARTEDÌ 15 DICEMBRE ORE 18.00

le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per SARS-CoV-2, in caso di assenza di sintomatologia (fatta eccezione per ageusia/disgeusia e anosmia 4 che possono perdurare per diverso tempo dopo la guarigione) da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. Questo criterio potrà essere modulato dalle autorità sanitarie d’intesa con esperti clinici e microbiologi/virologi, tenendo conto dello stato immunitario delle per-

sone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato). CONTATTI STRETTI ASINTOMATICI: i contatti stretti di casi con infezione da SARS-CoV-2 confermati e identificati dalle autorità sanitarie, devono osservare un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso, oppure un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno.

PERCORSI FORMATIVI Tutte le attività riguardanti l’Orientamento si svolgeranno on-line. Il link per collegarsi sarà pubblicato sul sito www.istitutoeinstein.edu.it sezione “Orientamento”. Salvo nuove disposizioni, i laboratori pomeridiani saranno l’unica attività in presenza.

LICEALI

TECNOLOGICI

scientifico_ scienze applicate_ linguistico_ scienze umane_ classico_

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Pandemia e medicina territoriale Covid 19, chi ha sintomi Le indicazioni dell’Ulss 3 Serenissima

S

econdo la LEGGE 833 DEL 1978 “L’Asprestazioni specialistiche di particolare dinamento e d’indirizzo nell’attività delle nali complesse di cure primarie in collegasistenza Primaria Territoriale, deve Unità Speciali di Continuità Assistenziali complessità clinica e tecnologica“. mento con gli ospedali di riferimento. essere intesa come il complesso delle La Medicina Territoriale rappresenta la (USCA) di cui è pur sempre riferimento e Fondamentale ancora in questa panattività e delle prestazioni sanitarie e vera Sanità Pubblica, universale, che non responsabile della cura. demia è la figura del MMG a cui si fa risocio-sanitarie dirette alla promozione, Diventa, poi, fondamentale in queste può avere, per definizione, nessun rendiferimento per informazioni, consigli e vaalla prevenzione, al trattamento delle mamento economico ed è essenzialmente situazioni l’integrazione e la sinergia tra lutazioni cliniche e strumentali e terapie lattie e disabilità ad andamento cronico, riconducibile all’insieme delle prestazioni Ospedale e Medicina del Territorio ottimizdomiciliari, per la richiesta di tamponi e Da sinistra all’assistenza alla capacità rescono neidomiciliare, Pronto Soccorso dell’Ulss ed 3, attività senza di Ben il numero di persone in Pronto Soccorso la gestione sanitaria nel ricorrere al primo- livello di assistenza chechezando per tutte le certificazioni, da quelle di asil direttore del vaccinale, destareaifinConsultori qui (al 28Familiari ottobre) all’Igiepreoccupazione, gliprevalentemente lamenta sintomi che dai potrebbero essere collegati al soccorso e all’Ospedale solo per invengono erogate Me- Pronto senza per malattia a quelle di domanda di 118, dottor Rosi, ne pubblica, quandoche nonlamentano necessitano di Covid-19; accessi di persone sintomi contagio da Covid-19: lo si desume dal fatto che negliche necessitano di un invalidità. specialistici dici di Medicina Generale e dai Pediatri di terventi insieme al Dg Giuseppe Dal Ben per contro calano, anche se in modo non particolarSoccorsospecifico. abbiamo libera scelta.ultimi quindici giorni nei Prontointervento In questo periodo è stato inoltre encomente sensibile, gli accessi per patologie non Covid. un aumento del 21% tamponi positivi. mettere in atto --- tutto ciò servono, Essa deveregistrato essere garantita attraverso i deiPer miabile il lavoro svolto dai MMG che si “Anche i Pronto Soccorso dell’Ulss 3 Serenissima Va però evidenziato che l’accesso di risorse persone però, le edpouna giusta programmaDistretti -che rappresentano le articolazioni sono organizzati per effettuare i vaccini spiega il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben - stanai Pronto di Soccorso resta molto zione. limitato rispetdelle ULSS esitive i poli unificanti tutti i serviantinfluenzali su appuntamento, coadiuno gradualmente riproponendo la situazione che si e socio-sanitari to al totale degli accessi giornalieri: infatti Se risultano da un lato, è bene essere pronti ad zi sanitari territoriali. vati anche dalla Protezione Civile, nei loro era creata con la prima ondata del contagio, a Tutto prima-questo, positive persone ogni cento”. Questi numeri i tempivandifficili della pandemia, oggi,tre è maggiormente av- affrontare ambulatori al di fuori degli orari ed anche vera: si riducono gli accessi per le patologie consuete, no rapportati al totalesopratdei positivi che sibisogna registrano dall’altro ricordare che ci sono anvalorato, anche in considerazione nei giorni di sabato e domenica, per gae contemporaneamente, cresce, anche se in misura nell’Ulsssociale 3 Serenissima la stragrande che tantimaggioranza altri malati non Covid che necestutto del problema dovuto all’inrantire a tutti il servizio vaccinale e per poi fin qui limitata e gestibile senza allarmi, il numero di deiequali sono isolatispettanza a domicilio, sitano con una percentuale ugualmente di cure e di controlli mevecchiamento all’aumentata dedicarsi alla loro attività ambulatoriale. Dott. Francesco Sacco utenti che fa riferimento al Pronto Soccorso per sintodi asintomatici superiore al 95% (secondo i dati del 28 non è bene chiudere dici. Per questi motivi di vita della popolazione. mi che potrebbero essere quelli del Covid-19”. Quello che ottobre). se sono pochi coloro che, fronte di e funzionanti, bensì, i reparti giàa operativi stiamo Anche vivendo in questa “Quanto al primo aspetto, il calo di accessi com- COVID-19 sintomatologia da Covid-19 negli Ospedali, nella malaugurata evenienza, trovare valipandemia è certamente un mo-si recano plessivi, già accennato dall’inizio di ottobre,mento è stato l’Azienda sanitaria veneziana comunque che de alternative e soprattutto ricordarsi che epocale che vede una minaccia im- ricorda sensibile nell’ultima settimana - sottolinea ilpellente Diretto-e dilagante chi presenta sintomatologia che dipende possa essere molto dai nostri comportamenti le cuiuna caratteristiche re Generale - quando abbiamo registrato unepidemiologiche -28% a ricondotta al Coronavirus non edeve recarsi persodall’applicazione delle norme igieniche sono tutt’ora in corso di Mestre, un -20% a Dolo, un -17% a Mirano,studio. con cali nalmente al Pronto Soccorso e raccomandate: deve invece fare ri- della mascherina, il l’uso poi meno sensibili negli altri Pronto Soccorso. La proprio Medicoil di Famiglia, che fornirà mantenimento del distanziamento fisico e Inriduquesta ferimento particolareal fase pandemica, zione si conferma anche confrontando gli accessi di MMG, all’assistito le indicazioni per gestire patologia l’igieneladelle mani. a ruolo del finora medico soprattutto settembre e quelli di ottobre: in questo caso della è il Prondomicilio. Per rafforzare la Medicina Territoriale cronicità, si svolge in prima linea con Crescono nei Pronto soccorso dell’Ulss 3 to Soccorso di Venezia a registrare la diminuzione piùdi primo Solo chi anche presenta sintomi e anche in questo occorre garantire a tutti i medici le stesse funzione filtro nella gestio-gravi, Dott. Francesco Sacco Assessore Comune di Mira sensibile, con un -26%”. casotrattabili sentito quando possibile medico, opportunità nelledeve Medicine Gruppo In- di persone ne delle acuzie a domicilio o in il proprio glidiaccessi che lamentano Politiche Sanitarie, Servizi alla Persona e alla Residenzialità, L’Azienda Sanitaria sta monitorando con atten- dedicate, tegrate, assumendo fare riferimento al Suem118: il Suem118 che,infermieri di base del strutture attuando forme di assi-è infatti sintomi Covid-19 e calano Sanitaria, sensibilmente Programmazione Distretto Sanitario zione anche il dato degli “accessi Covid-19”: “Sale, territorio ed organizzando i servizi territoin presenzaattiva di sintomi gravi, valuta il trasporto in stenza e di sorveglianza e follow-up. accessi anche se in modo contenuto - spiega il Direttore Dal Ospedale con forme associativegli multi professio- per altre patologie sicurezzadie secondo i protocolli Covid-19. Egli ricopre una nuovain funzione coor- riali

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Il reportage

Rotta su Capo Nord, il “viaggio dei viaggi” Un’avventura lunga 10.000 chilometri vissuta a bordo di un camper del 1988, risalendo i fiordi fino all’Artico Tappa d’obbligo alle isole Lofoten, regno del baccalà e dove c’è Reine che per il Times è il villaggio più bello del mondo. Restrizioni Covid? E’ bastata la prudenza di Renato Malaman

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otta su Capo Nord, per rinnovare un sogno. Seguendo l’irresistibile richiamo della sua rupe che da secoli incanta ogni viaggiatore dal cuore intrepido. Fin lassù, dove l’Europa sfuma sull’infinito del Mare Artico, per tornare a respirare a pieni polmoni l’aria e le atmosfere del Grande Nord. Un viaggio che si fa precedere dal suo mito ed è sinonimo stesso di avventura. Ancora di più se lo si compie a bordo di un camper d’epoca, un motorhome Arca Freccia del 1988 (che non è passato inosservato lungo le strade norvegesi, finlandesi e svedesi) e in piena era Covid. Facendo lo slalom fra ansie e restrizioni, che in realtà si sono rivelate tali solo sulla carta, restituendo intatta l’emozione che è giusto provare quando l’orizzonte da superare è quello del Circolo Polare Artico. La leggendaria rupe di Capo Nord, più spelacchiata e solitaria del solito, era là ad attendere gli intrepidi e un po’ incoscienti viaggiatori che hanno pensato a lei anche in un momento così particolare. Rupe spazzata dai venti e dai pochi raggi di luce lasciati filtrare da un cielo continuamente capriccioso, ruggente di nuvole plumbee che sembravano mosse da un invisibile burattinaio.

Hanno fatto da cornice alle foto ricordo scattate davanti al globo che fa da simbolo a Nordkapp, ricordando che il primo viaggiatore a raggiungere la rupe fu il ravennate Francesco Negri nel 1664. Quasi 10.000 i chilometri macinati per arrivare lassù. Rispetto a trent’anni fa (epoca dell’ultimo viaggio in Norvegia) il percorso è diventato più agevole e veloce grazie ai tanti tunnel (scavati dentro le montagne, ma anche sotto il mare) e agli arditi ponti che ora uniscono le isole. Anche Mageroy, dove sorge Capo Nord, ora è collegata al continente da una galleria di 7 chilometri, scavata sotto al mare fino alla profondità di 212 metri. Resta spettacolare questo viaggio, sogno di ogni escursionista romantico. Ai primi di settembre il sole ha ripreso a tramontare, restituendo alla notte qualche ora di buio che permette di riposare meglio. Salvo non doversi imbarcare a Bodo sul traghetto per le Lofoten (come è capitato a noi) all’1 di notte perché non c’erano alternative. L’aurora che ci attendeva a Moskenes alle 4,30 nella baia di Moskenes ha ampiamente ripagato lo sforzo: colori struggenti su profili metafisici.

La strada che, attraversando il Finnmark, porta a Capo Nord. A destra: il sottoscritto, Giancarlo Rigato, Carmelo Miola e Gabriele Schiavon all’arrivo a Capo Nord. Sotto: il team con il camper Arca Freccia del 1988. A destra uno degli arditi ponti costruiti di recente in Norvegia. In basso: renne e pescherecci a Skarsvag, ultimo villaggio prima della rupe. Nella pagina seguente: panorama sull’Heikifiell, l’antica chiesa di Heddal, il villaggio di Reine alle Lofoten, rotonda in galleria e autobus elettrici a Oslo

Prosegue alla pag. seguente

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Il reportage/2

Rotta su Capo Nord, il “viaggio dei viaggi” di Renato Malaman

A 31 anni di distanza da un analogo viaggio, la Norvegia è apparsa un paese proiettato nel futuro, grazie alla mobilità elettrica e a tanti nuovi ponti e tunnel (anche sottomarini), costruiti per sfidare l’impossibile Suggestivo il ritorno attraverso la Lapponia finlandese e svedese, terra dei Sami e delle loro renne

segue dalla pag. prededente

Ed era solo l’inizio di un crescendo di paesaggi e atmosfere uniche: il villaggio di Reine, un grappolo di casette di legno rosse dal fascino fiabesco, molte delle quali su palafitte (sono i rorbur, utilizzati dai pescatori di merluzzo), lo scorso anno si è meritato dal Times il riconoscimento di paese più bello del mondo. Alle Lofoten, arcipelago dove aguzze montagne nere svettano quasi verticali dalle acque artiche, resiste il mito del baccalà. Lo stesso che colpì il viaggiatore veneziano Pietro Querini nel ‘400 e che oggi alimenta un massiccio export di stoccafissso proprio verso il Veneto. In nome anche dello storico gemellaggio fra Sandrigo e l’isola di Rost. Capo Nord non è solo piantare una bandierina sulla rupe, ma compiere un viaggio straordinario lungo le spettacolari strade norvegesi. Alcune strapiombanti sul mare, come la adrenalinica Ocean Road, altre incastonate fra alte montagne come quella che attraversa il parco di Halikifiell (verso Odda) o sale ripida al parco nazionale dello Jostedalsbreen, dove lo sguardo accarezza i ghiacciai. Paesaggi che potrebbero ubriacare un pittore. E poi le antiche chiese in legno, le Stavkirke, con i loro tetti sovrapposti a pagoda. Chiese quasi millenarie come quelle di Heddal e di Lom. Senza dimenticare le città. Oslo è la porta che apre al Nord esibendo i suoi musei dedicati alle grandi esplorazioni: il Kontiki, che documenta le imprese visionarie del grande navigatore Thor Heyerdahl; il Fram, ispirato all’impresa di Roald Amundsen, l’esploratore che con una spedizione durata oltre tre anni ha raggiunto per primo il Polo Sud. E infine il Museo Vichingo che mostra le austere navi dei primi conquistatori dell’America lungo le rotte artiche. Bergen, seconda città della Norvegia e patrimonio Unesco, è strabiliante per le sue architetture tedesche tradizionali. Faceva parte della Lega Anseatica ed era una fra le più ricche (e la più a nord) di questa costellazione di città commerciali affacciate sul mare. Bergen è semplicemente un incanto.

Dopo la meritata sosta a Capo Nord, con tanto di scorpacciata di granchi reali e uscita in barca per la pesca al merluzzo, il viaggio si è meritato una lunga discesa della penisola scandinava fra le dorate foreste di betulle e le renne della Lapponia finlandese (con soste al Museo del popolo Sami di Inari e al villaggio di Babbo Natale a Rovaniemi) e un piccolo cabotaggio fra le cittadine svedesi affacciate sul Golfo di Botnia: Gamelstad, Umea (Capitale europea della Cultura nel 2014), la coccola Bonnstan, l’eremitica Nordingra. L’arditisssimo ponte di Oresund, tra Malmoe e Copenhagen in fondo ha simboleggiato l’addio al Grande Nord. Anzi, un altro arrivederci…


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HOTEL MILLEPINI, IL FANGO È SERVITO! L’unico prodotto termale protetto da brevetto europeo e da marchio D.O.C. è ad un passo da casa

FANGO: UN FARMACO NATURALE RICONOSCIUTO DAL SERVIZIO SANITARIO

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icorda un panificio, la scena che apre la giornata all’Hotel Terme Millepini 4* di Montegrotto Terme. Come all’alba il fornaio estrae il pane lievitato dal forno fumante, allo stesso orario il fangoterapista dell’hotel stende sul lettino il fango caldo, maturato per oltre due mesi nelle vasche ai piedi dei Colli Euganei consentendo la formazione di microalghe uniche al mondo per i loro princìpi antinfiammatori. Sono proprio questi ad essere stati riconosciuti ufficialmente per le loro qualità curative e preventive sulle patologie osteoarticolari, effigiando nel 2013 il Fango Termale Euganeo del 1° Brevetto Europeo ad

un prodotto termale, come già riconosciuto nel 2005 dall’Istituto Mario Negri di Milano, e del marchio di Denominazione di Origine Collettiva dalla Regione Veneto. E se il pane raggiunge ogni casa allietando i momenti di convivio, il fango accoglie l’ospite nella sua di casa, l’elegante camerino del centro termale che tra piscine e grotte scalda la mattinata grazie alle sapienti mani del fangoterapista. www.millepini.it Via Cataio 42, Montegrotto Terme (PD) +39 049 8911766 – info@millepini.it

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L’omaggio Cerimonia a Rimini, all’appuntamento fieristico dedicato al turismo

Vo’ e i Colli Euganei tra i vincitori del premio Gist “Travel Food Award” 2020 Riconoscimento nazionale del Gruppo Italiano Stampa Turistica al Comune e alla Cantina per aver saputo trasformare l’emergenza pandemia in una opportunità di rinascita

NOVITÀ DEL MESE

I

l Gruppo Italiano Stampa Turistica ha premiato i vincitori della 3a edizione del “Travel Food Award” 2020 al TTG Travel Experience, tra i più importanti appuntamenti fieristici internazionali dedicati al turismo. Questa terza edizione del Premio, tematizzata con lo slogan Restart & Reload, ha ottenuto, a partire da quest’anno, il patrocinio dell’ENIT - Agenzia Nazionale del Turismo- ed è stata preceduta dai saluti e da uno speech di Giorgio Palmucci, presidente dell’Ente. Dal palco di Arena Italy del TTG di Rimini il presidente del GIST Sabrina Talarico e il presidente della giuria Vittorio Castellani hanno conferito i riconoscimenti a quattro realtà nazionali selezionate tra decine di candidature, con progetti. Per la categoria Miglior destinazione enogastronomica è stato premiato, a pari merito Vo’, promosso dalla Cantina Colli Euganei per aver trasformato il dramma collettivo di Vò e delle cantine dei Colli Euganei, duramente colpiti dall’emergenza sanitaria, in una grande opportunità. Dall’iniziativa è derivato un consistente aiuto alla ricerca del Professor Andrea Crisanti. Ma non solo: anche un aiuto alla promozione turistica del Comune di Vò, inserito nella magnifica cornice del Parco Regionale dei Colli Euganei. Un progetto che prosegue, con la denominazione vinicola “Vò”, per il rilancio del turismo enogastronomico euganeo. Sempre nella categoria Miglior destinazione enogastronomica si è aggiudicata il premio Green Vallée D’Aoste, promosso da Alpine Green Experience. Per l’alto valore del progetto nel sostenere la tipicità gastronomica valdostana coinvolgendo i piccoli produttori. Ma anche per il forte impegno nel preservare dal turismo poco rispettoso l’ecosistema fragile di una vallata alpina. Un esempio virtuoso di cooperazione fra GAL e piccoli operatori per l’utilizzo del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. Per la categoria Miglior Campagna di Marketing è stata premiato Langhe Monferrato Roero on air, promosso dall’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero. Per aver saputo fare sistema, mettendo insieme ambiti territoriali diversi concepiti finalmente non come competitors, ma complementari, per la loro capacità moltiplicatoria nell’affermare, ancora una volta e con strumenti, concetti e formati innovativi tre eccellenze piemontesi come destinazione di turismo gastronomico, perché uniti si vince. Per la categoria Miglior Iniziativa- Evento ha ricevuto il premio Gran Tour delle Marche, promosso

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da Tipicità. Pochi giorni dopo la fine del divieto agli spostamenti interregionali, gli organizzatori del “Gran tour delle Marche” erano già pronti a partire con il primo evento di una lunga serie, che ha segnato in modo estremamente efficace, e allo stesso tempo sicuro, la ripartenza turistica ed enogastronomica della regione, già duramente provata negli anni scorsi dal terremoto. Il loro ricco programma itinerante, che ha toccato le località sulla costa così come i piccoli borghi dell’entroterra, merita il Travel Food Award 2020 come Migliore Iniziativa o Evento. La giuria del premio Gist “Travel Food Award”, presieduta da Vittorio Castellani, è composta dai giornalisti e soci Gist: Cristina Berbenni, Elena Bianco, Carla Diamanti, Marco Epifani, Bruno Gambacorta, Alessandra Gesuelli, Alberto Lupini, Renato Malaman, Ada Mascheroni, Marina Moioli, Domenico Vita. Il “Travel Food Award” persegue lo scopo di promuovere il turismo enogastronomico come forma di espressione culturale, sempre più ricercata da turisti e viaggiatori, poiché il patrimonio enogastronomico di un territorio può esercitare una forte capacità di attrazione, al pari del paesaggio e dell’heritage di una destinazione. Il premio vuole essere d’incoraggiamento per quelle realtà che dimostrano un impegno per la valorizzazione e la salvaguardia del loro patrimonio gastronomico-culturale attraverso la promozione di un turismo gourmand improntato al rispetto dell’ambiente, delle identità e delle culture locali.

Qui sopra da sinistra: Vittorio Castellani, Sabrina Talarico e Giorgio Palmucci. In alto un momento della premiazione

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Innovatori di natura con idee green da Oscar Premiati i trentenni che hanno scommesso nell’agricoltura e portato una ventata di novità in campagna, alla finale nazionale un padovano e una rodigina

H

a circa 30 anni, un diploma o una laurea, investe in agricoltura ed è un creativo: è questo l’identikit del giovane “innovatore per natura” veneto. Il profilo emerge dallo studio di Coldiretti sulla base dei progetti presentati in occasione della finale veneta del concorso Oscar Green a Villa Contarini a Piazzola sul Brenta. Un centinaio i concorrenti in gara e sei i vincitori, tra i quali due passando alla finale nazionale. Tra i candidati chi coltiva piante carnivore, chi fa la birra al melone, chi ha un agri-circo, una agri-palestra. La gioventù agricola inventa applicazioni, costruisce stalle robotizzate, organizza piattaforme informatiche, migliora la genetica naturalmente, rimette in circolo gli scarti e guarda all’integrazione sociale: “Una generazione impegnata quella dei campi – spiega Alex Vantini delegato regionale di Giovani Impresa – che anche in questa edizione del premio ha portato alla ribalta tutto il potenziale imprenditoriale che, grazie alla multifunzionalità del settore, permette alla genialità under 30 di sviluppare idee, metterle in rete e condividerle con le esigenze della società”. Uno due finalisti nazionali è Giovanni Zuanon che nell’alta padovana ha aperto il primo agri fast food. In pieno Covid nell’agriturismo trasformato in hamburgeria è decollato il servizio take away e l’azienda è diventata anche un agri drive in secondo la migliore tradizione americana. Ha il biglietto

in tasca per la finale a Roma anche Giulia Baldelli di Ecoflora a Rovigo che crede nell’inclusione. Nel suo garden non crescono solo piante e fiori ma anche la speranza di integrazione sociale delle fasce più deboli della società. A consegnare i riconoscimenti il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini che ha rivolto un plauso ai giovani imprenditori . “E’ una occasione importante – ha dichiarato Prandini - per evidenziare alla comunità le potenzialità che l’agricoltura italiana può offrire, grazie ai giovani imprenditori agricoli per la loro genialità, per le capacità e per il rischio che si sanno assumere ma anche per guardare alle sfide future. In questo modo è possibile mettere l’agroalimentare al centro in termini di sistema di sviluppo e di crescita del paese facendo percepire alle nuove generazioni quanti spazi ancora ci possono essere da poter colmare in agricoltura per dare le opportunità che i giovani si meritano”. Fuori programma ed emozionante la telefonata di don Dante Carraro di Cuamm Medici con l’Africa, associazione a cui è rivolta l’iniziativa di Katia Zuanon, menzione speciale di Oscar Green per il suo progetto di agri sartoria sociale tra Padova e Venezia. “L’agricoltura si dimostra trainante e a trainare di più sono i giovani, alla Coldiretti e ai giovani un grande grazie per la loro generosità dimostrata anche durante il lockdown, a supporto della nostra attività negli ospedali in Sud Sudan”.

Giovanni Zuanon (il primo in piedi) nella sua azienda agrituristica con i collaboratori e i salumi fatti in casa

Corso di Arte Terapia

Prendersi cura di sé con l’arte e la creatività, organizza l’associazione culturale “La Biolca” di Battaglia Terme

L

’arte non è solo espressione creativa, è anche manifestazione della sfera emotiva della persona. La Terapeutica Artistica è la pratica di un’arte terapeutica, riabilitativa, rigenerativa, attraverso cui prendersi cura di se stessi, in modo creativo, profondo, unico. Utilizza il mezzo artistico per favorire la libera espressione del mondo interno, universo ricco di emozioni, creatività, moti dell’anima, immagini, ricordi, accompagnando verso la ri-scoperta di se stessi. L’interazione tra colore, materia e suono, permette a chiunque, di esprimere liberamente la propria creatività e il proprio vissuto: dal bambino, all’adulto, nelle situazioni di disagio psichico e fisico. Partendo da queste considerazioni l’associazione culturale “La Biolca” di Battaglia Terme

(Pd) ha ideato il corso di “Arte Terapia”, strutturato in sei incontri domenicali dalle 10 alle 13, a partire da domenica 29 novembre. Il corso mira a potenziare le capacità espressive e creative della persona, liberare e canalizzare energie fisiche ed emotive attraverso la materia artistica, conoscere varie tecniche dell’Arte Visiva, accrescere la libertà espressiva ed immaginativa, aumentare l’autostima e la capacità di mettersi in relazione con se stessi e con gli altri, costituire una condizione di condivisione e permettere una nuova lettura della realtà. Il programma completo sul sito www. labiolca.it. Per info e iscrizioni: 049 9101155 (Biolca) o 345 2758337 (Martina) o info@labiolca.it

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A tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Insalata varia

Pizzoccheri

Budino alla Carrubba

Ingredienti: ½ caspo d’insalata verde - ½ caspo di radicchio variegato - ½ c di senape - 10 olive nere - sale, olio e succo di limone q. b. - 1 C di semi di girasole tostati e tritati.

Ingredienti: 400 g di pizzoccheri - 2 patate - 3 foglie di verza - 4 foglie di bieta - 100 g di formaggio morbido - 2 spicchi d’aglio - 3 ciuffetti di salvia - 2 C di olio - peperoncino.

Ingredienti: ½ L di latte di riso - 2 C di maizena (amido di mais) - 2 C di malto - 1 C di farina di carrube - 1 C di crema di nocciole - 1 C di agar-agar in polvere - 1 pizzico di sale. Per decorare: qualche nocciola tostata o cioccolato di carrube.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura.

Preparazione: pulire, lavare e asciugare le verdure, spezzettare il radicchio e l’insalata, tagliare le olive a rondelle. In una ciotolina amalgamare la senape con l’olio, disporre l’insalata nei piatti di portata, cospargere con la salsa di senape e i semi di girasole.

Preparazione: lavare e tagliare le foglie di verza e di bieta grossolanamente, le patate a cubetti, buttare il tutto nell’acqua bollente salata, cuocere 10 minuti, quindi aggiungere i pizzoccheri e cuocere ulteriormente il tutto per altri 15 minuti circa. Intanto tagliare il formaggio a dadini piccoli, rosolare la salvia e l’aglio (che poi si toglierà) nell’olio e aggiungere il peperoncino. Quando i pizzoccheri sono cotti, scolare insieme alle verdure, passarli in una zuppiera calda, unire il formaggio e l’olio, tenendo da parte la salvia che servirà come guarnizione per i vari piatti.

Preparazione: in un pentolino scaldare il latte con il sale e il malto e portarlo quasi ad ebollizione, mescolando di tanto in tanto perché il malto tende a depositarsi sul fondo. A parte stemperare in una casseruola l’amido di mais, l’agar-agar e la farina di carrube, con un paio di cucchiai di acqua fredda mescolando con un cucchiaio di legno in modo che non si formino grumi. Sempre mescolando, unire al composto ottenuto il latte bollente e portare ad ebollizione a fuoco basso. Lasciar cuocere per 8-10 minuti sempre mescolando, quindi spegnere e incorporare la crema di nocciole. Versare in quattro coppette e lasciare raffreddare. Decorare con le nocciole tostate o con il cioccolato di carrube. Servire tiepido o freddo.

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Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Oroscopo

Ariete I colori autunnali e le giornate più corte vi porteranno un po’ di stanchezza fisica che saprete combattere prontamente con una forte motivazione e tanta forza interiore. Troverete soluzioni nuove a vecchi problemi

Toro Continuate ad essere molto altruisti e disponibili verso gli altri, a volte dimenticando o sacrificando voi stessi. E’ tempo di rilassarsi un po’ e, per una volta, prendetevi cura di voi. Anche gli altri noteranno il vostro benessere ritrovato

Novembre Novembre di attesa e grandi sfide In attesa di tempi migliori, la fiducia può essere un prezioso compagno di viaggio

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Bilancia Forse siete stati troppo precipitosi e questo non giova. Potete comunque ritornare sulle vostre decisioni e concedervi una seconda opportunità. Avete spirito d’iniziativa e originalità

Scorpione Non lasciate andare le persone che per voi sono importanti soltanto perché il momento non è dei più semplici. Concedetevi del tempo, riuscirete a vedere le cose da un punto di vista diverso e più ottimistico

Gemelli

Sagittario

Siete sempre curiosi e volete imparare cose nuove. Non lasciate che qualcuno o qualcosa ostacoli la vostra voglia di esplorare e sperimentare. Siate aperti al confronto ma agite seguendo il vostro intuito

Siete molto aperti verso gli altri e ben disposti ad aiutare chi ne ha bisogno con suggerimenti e sostegno. Riuscirete ad essere un punto di riferimento per la famiglia e gli amici

Cancro

Capricorno

Il momento sembra favorevole, tutto procede secondo i vostri piani. Non fatevi condizionare dallo stato d’animo delle persone che vi circondano ma salvaguardate il vostro equilibrio e la vostra ritrovata serenità

Siete attrezzati per affrontare ogni situazione con sicurezza e buoni risultati. Siate più sereni e concedetevi qualche piccola soddisfazione. Il vostro realismo e lo spirito pratico vi tengono sempre con i piedi per terra.

Leone

Acquario

Siate fiduciosi e non spaventatevi dei cambiamenti, potrebbero essere utili a migliorare la vostra condizione. Siate più disponibili verso gli altri e fate prevalere la leggerezza

Siete molto motivati e determinati anche se si preannuncia un periodo impegnativo. Non fatevi dominare dalle emozioni, riuscirete ad avere le vostre soddisfazioni. Siate prudenti e fiduciosi.

Vergine Da tempo avvertite il bisogno di cambiare marcia, forse è giunto il momento di assecondare questo progetto. Procedete con decisione, se ne siete convinti, e non perdete altro tempo

Pesci Avete grandi progetti da realizzare, che saprete portare a termine. Sarete molto apprezzati per la vostra sensibilità e la generosità. Qualche difficoltà nel prendere una decisione, ma saprete individuare la scelta giusta


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La Piazza della Riviera del Brenta nov2020 n159 by LaPiazza give emotions - Issuu