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La Piazza del Piovese ott2018 n126

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Sport p.18

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OTTOBRE 2018

Periodico d’informazione locale - Anno XXV n. 126

Cultura p.17

on-line: Migranti, la parabola dei centri d’accoglienza Nicola Stievano >redazione@givemotions.it<

Due anni fa queste ex basi militari, riconvertite in centri di prima accoglienza per i richiedenti asilo trasferiti nelle due provincie venete, sono arrivate a contare, insieme, quasi 2.500 presenze, di cui un migliaio a Bagnoli e il resto a Cona. Il tutto su un territorio che, compresa Agna, che si trova nel mezzo, conta circa diecimila abitanti. E’ superfluo ribadire come questa concentrazione di migranti sia stata eccessiva e dannosa tanto per i diretti interessati quanto per le comunità locali. Tutti ricordiamo gli episodi di violenza, addirittura la morte di una ragazza ospite a Conetta, le violenze sessuali lungo la pista ciclabile di Bagnoli, per citare i casi più gravi, ma anche le numerose proteste dei migranti, la “lunga marcia” che lo scorso anno è arrivata in centro a Padova. Vanno ricordati altresì i tentativi di integrazione e gli sforzi per dare dignità a persone fuggite dai loro Paesi d’origine, il ruolo centrale della Diocesi di Padova che pag 6 ha mandato sacerdoti e volontari oltre iservizio cancelli adelle basi e che ha messo in campo iniziative di incontro, di reciproca riflessione, senza nascondere le difficoltà e chiamando i problemi con il loro nome. Concepita per una fase di emergenza la concentrazione di migranti negli hub purtroppo era diventata la soluzione più semplice rispetto alle evidenti difficoltà dell’accoglienza diffusa, oltretutto osteggiata dalla stragrande maggioranza dei sindaci. E proprio per evitare tensioni su tutto il territorio provinciale e non alimentare nuovi “focolai” di protesta che la scelta di concentrare nello stesso luogo centinaia e centinaia di persone era parsa la più facilmente percorribile. Con quali risultati, però, lo abbiamo sperimentato in questi anni, segnati anche dagli scandali e dalle inchieste giudiziarie legate alla gestione dell’accoglienza, alle modalità di assegnazione degli appalti. Scandali e inchieste che hanno travolto, a Padova come a Venezia, anche funzionari della Prefettura e che hanno gettato una pesante ombra su anni di gestione dei due centri. Ora è tempo di voltare pagina, anche a Cona, ma anche di non nascondere la testa sotto la sabbia e pensare che il problema non esista.

S. Anna, la scuola dei sogni diventa una bella realtà

La cerimonia di inaugurazione lo scorso 6 ottobre. Un anno di cantiere per realizzare il plesso “Regina Margherita” che sostituisce il vetusto edificio di piazza Castello

IL PERSONAGGIO

Mattiazzi è il “Codevighese dell’anno” AMMINISTRAZIONE

Deleghe e presidenti di commissione, il quadro è completo IN PARROCCHIA

Accoglienza calorosa per don Massimo ISOLA DELL’ABBÀ

Il Centro civico a nuovo, sede di tante attività CORTE BENEDETTINA

La consegna a Università e Comune POLITICA

La Tav veneta è una priorità

Migranti, la parabola dei centri d’accoglienza Nicola Stievano >redazione@givemotions.it<

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’ durata quasi tre anni l’esperienza della gestione del centro di accoglienza straordinaria per migranti a San Siro di Bagnoli di Sopra mentre nella vicina Conetta l’hub, aperto l’estate 2015 dalla Prefettura di Venezia, è ancora in attività, anche se con numeri decisamente ridotti rispetto al passato. segue a pag 3

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Facciamo. il punto

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Migranti, la parabola dei centri d’accoglienza Nicola Stievano >redazione@givemotions.it<

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Tassinato porta in Europa i dolcetti di Pontelongo A

fine settembre, a Bruxelles, al convegno sullo sviluppo sostenibile e lo stato di attuazione dei 17 obbiettivi per il Terzo Millennio, il piovese Efrem Tassinato ha portato, presentato e fatto degustare due prodotti simbolo di economie virtuose delle comunità locali della Saccisica e dei Colli Euganei. Presidente della rete Wigwam (la sede nazionale è ad Arzerello), ma anche chef e profondo conoscitore delle produzioni tipiche locali, Efrem Tassinato non è nuovo a queste sortite per dimostrare che abbracciare il paradigma della sostenibilità non solo è possibile ma è già in atto e ne va, senz’altro e a tutti i livelli, incoraggiata la pratica e la diffusione. POLITICA Al convegno, organizzato dal parlamentare euroLa peo Tav Marco Zullo, alla presenza di una cinquantina veneta è una del mondo delle imprese e delle di rappresentanti politiche prioritàeconomiche e per l’ambiente, sono stati illustrati e fatti degustare l’olio extravergine di oliva Bio e Dop, prodotto nel territorio del Parco regionale dei Colli Euganei e simbolo di un territorio salvato dalla distruzione delle cave e dei cementifici, e i “Burci”, conosciuti come Dolcetti di Pontelongo. La presenza storica dello zuccherificio può essere anche promotrice di attrattiva turistica e stimolo per nuove attività economiche in un territorio come la Saccisica.

Al convegno che si è tenuto a Bruxelles le migliori produzioni dei Colli Euganei e della Saccisica

Due anni fa queste ex basi militari, riconvertite in centri di prima accoglienza per i richiedenti asilo trasferiti nelle due provincie venete, sono arrivate a contare, insieme, quasi 2.500 presenze, di cui un migliaio a Bagnoli e il resto a Cona. Il tutto su un territorio che, compresa Agna, che si trova nel mezzo, conta circa diecimila abitanti. E’ superfluo ribadire come questa concentrazione di migranti sia stata eccessiva e dannosa tanto per i diretti interessati quanto per le comunità locali. Tutti ricordiamo gli episodi di violenza, addirittura la morte di una ragazza ospite a Conetta, le violenze sessuali lungo la pista ciclabile di Bagnoli, per citare i casi più gravi, ma anche le numerose proteste dei migranti, la “lunga marcia” che lo scorso anno è arrivata in centro a Padova. Vanno ricordati altresì i tentativi di integrazione e gli sforzi per dare dignità a persone fuggite dai loro Paesi d’origine, il ruolo centrale della Diocesi di Padova che ha mandato sacerdoti e volontari oltre i cancelli delle basi e che ha messo in campo iniziative di incontro, di reciproca riflessione, senza nascondere le difficoltà e chiamando i problemi con il loro nome. Concepita per una fase di emergenza la concentrazione di migranti negli hub purtroppo era diventata la soluzione più semplice rispetto alle evidenti difficoltà dell’accoglienza diffusa, oltretutto osteggiata dalla stragrande maggioranza dei sindaci. E proprio per evitare tensioni su tutto il territorio provinciale e non alimentare nuovi “focolai” di protesta che la scelta di concentrare nello stesso luogo centinaia e centinaia di persone era parsa la più facilmente percorribile. Con quali risultati, però, lo abbiamo sperimentato in questi anni, segnati anche dagli scandali e dalle inchieste giudiziarie legate alla gestione dell’accoglienza, alle modalità di assegnazione degli appalti. Scandali e inchieste che hanno travolto, a Padova come a Venezia, anche funzionari della Prefettura e che hanno gettato una pesante ombra su anni di gestione dei due centri. Ora è tempo di voltare pagina, anche a Cona, ma anche di non nascondere la testa sotto la sabbia e pensare che il problema non esista.

Migranti, la parabola dei centri d’accoglienza Nicola Stievano >redazione@givemotions.it<

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’ durata quasi tre anni l’esperienza della gestione del centro di accoglienza straordinaria per migranti a San Siro di Bagnoli di Sopra mentre Alessandro Cesarato nella vicina Conetta l’hub, aperto l’estate 2015 >ale.cesarato@gmail.com< dalla Prefettura di Venezia, è ancora in attività, anche se con numeri decisamente ridotti rispetto al passato.

del Piovese

È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Piove di Sacco, Legnaro, Sant’Angelo di Piove, Arzergrande, Brugine, Codevigo, Pontelongo e Polverara per un numero complessivo di 16.610 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile (ad interim) via Lisbona, 10 · 35127 Padova Germana Urbani tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >direttore@givemotions.it< >redazione@givemotions.it< Ornella Jovane >www.lapiazzaweb.it< >o.jovane@lapiazzaweb.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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Chiuso in redazione il 12 ottobre 2018


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Saccisica

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Infrastrutture Via Porto ad Arzerello

Entro fine novembre il ponte sarà pronto E’ interdetto per motivi di sicurezza da oltre una decina d’anni. Il recupero costa 150mila euro, contribuiranno il Consorzio e il Comune di Piove di Sacco per 60mila euro e Pontelongo per 20mila

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’ interdetto per motivi di sicurezza da oltre una decina di anni e a rimetterci, in termini di disagi, sono stati soprattutto i residenti e le attività agricole della zona. Ora sarà finalmente ristrutturato. Il ponte sullo scolo Schilla, in via Porto ad Arzerello, ai confini tra la città e Pontelongo, è un passaggio sicuramente poco conosciuto ma è stato fondamentale, finché è stato transitabile, per congiungere una vasta area agricola tagliata in due dal canale consortile. Alla fine dell’anno scorso le amministrazioni di Piove di Sacco e Pontelongo, insieme al Consorzio di bonifica Bacchiglione e tre soggetti privati, avevano

sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato a concretizzare un progetto definitivo da 150 mila euro complessivi per il recupero del manufatto. Il Consorzio e il Comune contribuiranno con 60 mila euro ciascuno, Pontelongo con 20 mila euro, mentre i rimanenti 10 mila euro saranno a carico dei privati. “Il Consorzio - spiega il sindaco Davide Gianella - è capofila, dunque oltre alla progettazione, il cui esecutivo è stato approvato anche dai due Comuni, alla direzione lavori, spetta anche l’appalto dell’opera. Il 21 settembre sono scaduti i termini della manifestazione di interesse per l’invito alla gara. Entro inizio novembre partirà il cantiere che, compreso

il collaudo, dovrà essere completato in quattro mesi”. Dopo la firma del protocollo d’intesa si sono dovuti attendere i pareri e le autorizzazioni della Sovrintendenza (il ponte è tutelato al pari di un monumento) che sono arrivati nelle settimane scorse. “Si andrà a realizzare - continua il sindaco - similmente a

quello realizzato lo scorso anno sullo scolo consortile Cavaizza di via Montagnon a Tognana, un impalcato di acciaio e cemento indipendente all’interno del vecchio guscio di pietre facciavista che saranno restaurate. Finalmente abbiamo la data di inizio lavori: si tratta di un altro impegno preso e mantenuto”. “È un’opera - aggiunge soddi-

sfatta la collega di Pontelongo Fiorella Canova - che riteniamo importante, perché consentirà di usufruire di una via secondaria di collegamento utile e sicura soprattutto per la mobilità debole e che permetterà di valorizzare tutto il territorio”. Alessandro Cesarato >ale.cesarato@gmail.com<

Aldo Mattiazzi è il codevighese dell’anno, imprenditore generoso

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Titolare di un’azienda metalmeccanica a Conche, dedica molto tempo e molte energie al suo paese

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’ l’imprenditore Aldo Mattiazzi il “Codevighese dell’anno”. Il tradizionale riconoscimento, che la pro loco attribuisce ad un personaggio o a un’associazione che ha portato prestigio al paese, è stato consegnato in occasione della chiusura della rassegna culturale “Codevigo Settembrino”. Mattiazzi ha 73 anni ed è uno dei titolari della 4 Emme srl, storica azienda metalmeccanica di Conche fondata nel 1977 e che oggi che dà lavoro ad una cinquantina di persone e produce un volume d’affari annuo di 7,5 milioni di euro, tra produzione propria che esporta in tutto il mondo e lavorazioni per conto terzi. La ditta è specializzata nella produzione di quadri e armadi nei quali vengono installati i server. “Ci ha piacevolmente sorpreso - ha spiegato il presidente della pro loco Graziano Bacco al momento della premiazione - il lato umano di Aldo in quanto, oltre a gestire con successo un’industria metalmeccanica, è una persona ben inserita nel tessuto sociale della sua comunità, alla quale dedica tempo e risorse finanziarie personali. Una virtù rara da trovare in questi tempi”. A.C.


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Piove di Sacco

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L’inaugurazione Dopo un anno di cantiere, 300 studenti e 12 classi saranno ospitate nel plesso innovativo

La nuova scuola Regina Margherita apre agli studenti del territorio U

na follia diventata realtà, perché credere nei propri sogni rappresenta il primo mattone per realizzarli. Questi sono stati i concetti espressi dal sindaco Davide Gianella all’inaugurazione ufficiale della nuova scuola media a indirizzo musicale “Regina Margherita” di via Fabrizio De André. Ha sostituito il vetusto plesso di via Castello, un prefabbricato degli anni Settanta, che negli scorsi anni aveva mostrato l’urgenza di una radicale manutenzione. Una spesa totalmente antieconomica, soppiantata definitivamente dall’opportunità di accaparrarsi un finanziamento statale per un nuovo plesso che l’amministrazione non si è lasciata scappare. Una scuola realizzata in tempi record. “Vedere i ragazzi entrare nella nuova scuola - ha commentato soddisfatto il sindaco Gianella - è per noi un sogno che si realizza. Un sogno partito nel 2015 con la nostra partecipazione al bando ministeriale e che ci ha visto aggiudicatari della somma messa a disposizione tra gli oltre 4 mila partecipanti. E’ stata una corsa contro il tempo per portare avanti un progetto ambizioso che abbiamo voluto per i nostri ragazzi che non sono solo i cittadini del futuro ma soprattutto i cittadini del nostro presente”. “Si tratta di un edificio - ha aggiunto raggiante il vicesindaco Lucia Pizzo - in classe A3, altamente performante, confortevole, moderno, soprattutto funzionale alle esigenze di un istituto a indirizzo musicale, con un auditorium e un’aula civica accessibile dall’esterno della scuola per permetterne l’utilizzo per incontri e dibattiti pubblici”. I numeri: tre milioni di euro il costo di realizzazione dell’edificio di cui due messi a disposizione dal Miur veicolandoli da fondi europei e un milione a carico del Co-

mune, oltre ad altri 600 mila euro investiti per la nuova viabilità collegata alla scuola in un’ottica anche di riqualificazione urbanistica del quartiere Sant’Anna. Poco più di un anno la durata del cantiere per una scuola che oggi ospita 12 classi e circa 300 studenti. Presente al taglio del nastro anche tutta la giunta, gli stessi amministratori che nella passata amministrazione avevano sostenuto il progetto della scuola, oltre ai rappresentanti degli uffici comunali che a vario titolo hanno seguito passo passo i lavori e a quelli delle istituzioni, alla dirigente dell’istituto comprensivo e agli artisti che hanno realizzato il murales che campeggia all’ingresso dell’istituto. Dori Ghezzi, moglie del cantautore genovese cui è stata dedicata la strada della scuola, impossibilitata a presenziare, ha voluto comunque mandare un messaggio agli alunni. L’idea di spostare la “Regina Margherita”, è bene ricordarlo, non era piaciuta a tutti. C’era stata anche una raccolta firme, dettata più che altro dalla nostalgia della perdita di un luogo caro, per salvare il vecchio plesso. Anche le minoranze consiliari, pur non mettendosi di traverso, non hanno mai “sostenuto” il progetto di una nuova scuola per la città, prendendo le distanze e astenendosi da tutte le decisioni in merito. A breve il prefabbricato di via Castello sarà abbattuto per lasciare spazio a un ampio parcheggio a servizio del centro storico. Non è finita qui. Durante il suo intervento all’inaugurazione il sindaco ha annunciato un nuovo progetto. “Nello spazio qui limitrofo - ha svelato - abbiamo intenzione di costruire una palestra. Sarà a servizio della scuola ma anche di tutta la comunità”. Alessandro Cesarato

L’edificio e il murales, in alto un momento della cerimonia di inaugurazione

Suca Baruca col mocolo impissà, torna la festa regina dell’autunno

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tmosfere e sapori d’autunno per una delle feste più amate della città. Domenica 21 ottobre torna “Suca Baruca col mocolo impissà”, manifestazione giunta alla sua ventisettesima edizione e organizzata dalla Pro loco con la collaborazione del Comune. Il centro storico per tutta la giornata sarà caratterizzato dalla presenza di zucche, protagoniste assolute della festa. Dalle 9 mostra mercato di zucche, prodotti dell’agricoltura e dell’artigianato locale, fiori e piante. Le piazze e le vie del centro saranno animate da musica e spettacoli con le esibizioni itineranti, tra l’altro, del musicista Andrea Scarso e del gruppo “The Fireplaces”. Di grande interesse le gare di intaglio della zucca

e “Zucc Art”, l’evento riservato ai bambini delle scuole che si cimenteranno nell’arte del disegno. Non mancheranno un ricco stand gastronomico in piazza Vittorio Emanuele II e la mostra di trattori e attrezzature d’epoca. Durante la giornata saranno aperti anche tutti i negozi. “È una delle feste più amate - spiega l’assessore Luca Carnio - che richiama sempre migliaia di persone e che mette al centro il rapporto tra tradizione contadina e quella culinaria”. “Grazie ai tanti volontari - aggiunge il presidente della Pro loco Maria Ginetta Cecconello, - anche in questa edizione riusciremo a proporre molti eventi e tante cose buone da gustare”. A.C.

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Piove di Sacco

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Amministrazione, ora il quadro è completo Definite le deleghe ai consiglieri e individuati i presidenti di commissione della nuova giunta Gianella. “Ciascuno - ha commentato il sindaco - è chiamato a dare il meglio, secondo le proprie professionalità”

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on la definizione di incarichi ai consiglieri e la nomina dei presidenti delle commissioni, si completa il quadro “operativo” della nuova amministrazione del sindaco Davide Gianella. I consiglieri delegati si dedicheranno a specifiche tematiche che richiedono particolare attenzione, competenza e anche dedizione in termini di tempo. Il lavoro preparatorio su particolari argomenti che poi saranno sottoposti al consiglio comunale sarà invece svolto dalla varie Commissioni. I consiglieri di “Piove democratica” Sofia Rodella e Stefano Mancin hanno ricevuto, rispettivamente, la delega per i Gemellaggi e per la medicina del territorio. Mancin, tra l’altro, è stato nominato anche presidente della

Stefano Mancin è presidente della quarta Commissione per la valorizzazzione dell’ospedale e dei servizi socio-sanitari, Laura Trovò invece presiede la prima Commissione

Quarta commissione per la valorizzazione dell’ospedale e dei servizi socio-sanitari. Altre deleghe sono andate ai rappresentati nel parlamentino cittadino di “Piove civica”: Mattia Buggio si occuperà di Innovazione tecnologica, Michela Panizzolo di politiche giovanili e Chiara Molena di pari oppor-

tunità. Lorenzo Cesarato presiederà la Terza commissione (ambiente, urbanistica, territorio). La presidenza della Prima commissione (statuto, regolamenti, affari generali, sicurezza) è andata invece al presidente del consiglio comunale Laura Trovò (Piove democratica). Infine la delega alla comuni-

cazione istituzionale va a Dorotea Rosso, della Lista per Corte, che presiederà anche la Seconda commissione (servizi sociali, culturali, scolastici e ricreativi, famiglia, sport e attività produttive). “In una squadra con tante capacità - commenta il sindaco Gianella - ciascuno è chiamato a dare il meglio secondo le proprie capacità e professionalità”. Infine, i consiglieri Simone Guarnieri e Franco Sartori, entrambi espressione della lista “Piove civica”, entreranno a fare parte del comitato direttivo della locale pro loco, andando a ricoprire due dei tre posti (uno è riservato alle minoranze) la cui nomina spetta proprio al consiglio comunale. Alessandro Cesarato >ale.cesarato@gmail.com<

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Piove di Sacco

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Prima uscita ufficiale di don Massimo La comunità accoglie con calore la sua nuova guida spirituale, nel sagrato il benvenuto del sindaco e poi la messa solenne celebrata dal vescovo Cipolla e il saluto di don Giorgio Checchi

“S

iete splendidi, che io con voi possa ringraziare Dio”. Con queste parole, alla conclusione della messa solenne officiata in duomo dal vescovo Claudio Cipolla, don Massimo Draghi ha voluto, con grande sobrietà e umiltà, rompere il ghiaccio con la sua nuova comunità. La parrocchia di San Martino ha accolto il nuovo arciprete: don Massimo Draghi ha fatto finalmente il suo ingresso ufficiale in una città che ha ritrovato, dopo alcuni mesi, la sua guida spirituale più emblematica. Il nuovo arciprete è padovano e ha 56 anni. È stato chiamato a sostituire il vuoto lasciato da don Gino Temporin che, prima di Pasqua, aveva deciso di fare un passo indietro, dopo solo quattro anni dal suo arrivo, perché non si sentiva più in grado di seguire una realtà così importante e impegnativa. Ordinato sacerdote nel giugno del 1987, don Massimo è stato vicario parrocchiale prima a Santa Teresa di Gesù Bambino a Padova e successivamente a Crespano del Grappa. Nel 1995 è nominato parroco di Cambroso e prima di prendere nel 2007 la guida della parrocchia di Bojon e di Santa Maria Assunta di Campolongo Maggiore, è stato anche assistente del settore adulti di Azione cattolica. Dal 2011 era vicario foraneo del vicariato di Campagna Lupia. Il primo momento dell’accoglienza si è svolto in piazza, davanti al duomo, con il sindaco Davide Gianella che ha portato il benvenuto della società civile. “Con don Massimo - ha detto Gianella - abbiamo subito sottolineato l’importanza di coniugare al plurale verbi come ascoltare, educare e accogliere. Una comunità, civile e religiosa, che cresce e si tiene per mano, entrambe impegnate a lavorare per un fine comune: il bene del prossimo, della città e di ciascuno di noi”. Messaggio condiviso subito dal nuovo arciprete che ha risposto: “E’ bello che questo incontro sia avvenuto in piazza, crocevia delle diversità”. Dopo il momento civile si è passati a quello solenne con la messa celebrata dal vescovo Cipolla. Ad accogliere don Massimo sull’altare c’erano tanti sacerdo-

ti: non solo quelli dell’unità pastorale ma anche alcuni del vicariato e tanti amici ordinati nel suo stesso anno. La cerimonia è stata particolarmente significativa. Soprattutto per le parole del vescovo. Molto apprezzato dai fedeli è stato il suo messaggio di “ripartenza” che, tra le righe, faceva riferimento alle difficoltà legate all’ultimo periodo di don Gino. Il vescovo ha poi chiesto

Et lab inciume rem voluptas et etur? Aborit endist, enis quodi dolupta queXimusam, aut endempossint ulpa sedit faccatia cus

Le prime parole di don Massimo alla sua nuova comunità della parrocchia di San Martino nel corso della messa celebrata dal vescovo Cipolla

espressamente alla comunità di stringersi attorno a don Massimo, a farlo sentire in famiglia e a supportarlo. “Non è più tempo - ha spiegato il vescovo - di preti che possono sorreggere da soli una

comunità. Il rischio è quello che si sentano spiritualmente soli. Voi dovete diventare la sua nuova famiglia”. Un forte ringraziamento è poi andato al giovane vicario Giuliano Piovan che, supportato

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costantemente da don Giorgio De Checchi, ha portato avanti in questi mesi la parrocchia. Alla fine, c’è stato anche un momento conviviale in patronato. Don Massimo ha potuto “tastare” con mano l’affetto dei bambini della scuola materna Santa Capitanio, dei componenti del consiglio pastorale e dei fedeli. “Sarà - ha aggiunto don Giorgio De Checchi - un punto di riferimento non solo per la parrocchia di San Martino e per L’unità pastorale, ma per tutta la realtà territoriale vista la sua espressa volontà di inserirsi in percorsi di collaborazione tra le varie comunità e realtà sociali”. Alessandro Cesarato

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Martina Busato alla guida della direzione medica dell’ospedale Avvicendamento alla direzione medica dell’ospedale “Immacolata Concezione”. Da inizio ottobre a Carla Destro, alla guida del nosocomio piovese dal 2013, è subentrata Martina Busato. La Destro è stata chiamata a ricoprire un incarico più prestigioso: ora è al comando della direzione medica dello Iov, l’istituto oncologico veneto. La dottoressa Martina Busato, 47 anni, è laureata in Medicina e Chirurgia ed ha una lunga esperienza come dirigente medico in diverse realtà sanitarie del Veneto. Proviene dall’Usl 8 Berica dove ricopriva l’incarico di responsabile della direzione medica di Valdagno. Dopo la laurea a Padova ha ottenuto il diploma di specialità in Igiene e medicina preventiva e frequentato un master alla Bocconi in management sanitario. Tra gli incarichi ricoperti in passato c’è anche quello di vice direttore sanitario della casa di cura “Giovanni XXIII” di Monastier (TV). A.C.


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Piove di Sacco

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Alzheimer, la vita non finisce con la diagnosi: una serata per informare Iniziativa di sensibilizzazione e formazione per parlare di una malattia che colpisce una fascia sempre maggiore della popolazione. L’impegno dell’associazione “non dimenticare chi dimentica” perché le famiglie non si sentano sole

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n occasione della venticinquesima Giornata mondiale dell’Alzheimer (21 settembre), l’associazione “Non dimenticare chi dimentica” ha proposto, a teatro Filarmonico, una serata informazione e di convivialità dal titolo “La vita non finisce con la diagnosi”. Nel corso dell’evento, ad ingresso libero, ci sono stati gli interventi della formatrice socio sanitaria Letizia Espanoli e le esibizioni musicali di Sofia Zanta, Alessandra Scalabrin e del tenore Hector Hernandez, oltre a quella del “Coro sollievo” composto da utenti e volontari. “L’iniziativa - ha detto Giusy Molena, responsabile dell’associazione - è stata a scopo benefico e si è posta diversi obiettivi. Da una parte quello di aiutare le famiglie a non sentirsi sole ed isolate e fornire conoscenze per affrontare questa malattia con

più competenza e meno angoscia. Dall’altro quello di sensibilizzare e informare il territorio della presenza del “Centro sollievo” e sul diritto che ha ogni persona alla dignità in ogni fase della propria vita”.

L’Alzheimer colpisce una fascia sempre maggiore della popolazione e inevitabilmente va a stravolgere gli equilibri anche della cerchia familiare del malato, troppo spesso impreparata sia da un punto di vista psicologico

che di cultura medica. Il punto debole del sistema è rappresentato dall’arco temporale che intercorre tra l’insorgere della malattia e la fase degenerativa. È proprio in questo spiraglio che si inserisce l’operato dei vo-

lontari del “Centro sollievo” che da alcuni anni prestano un servizio cuscinetto sia per i malati, sia per i familiari. L’attività, che si svolge in via Alighieri nella casa delle associazioni del quartiere di Sant’Anna, vede la partecipazione di una trentina di anziani da tutto il territorio. “Il Comune - ha aggiunto da parte sua l’assessore al Sociale Paola Ranzato - mette a disposizione gratuitamente le sale perché crede nell’immenso valore che questa proposta, che è aperta a tutta la Saccisica, per le famiglie e i pazienti. Grazie al progetto di reddito di inclusione attiva siamo riusciti a fornire all’associazione altri sei volontari: questo permetterà di consentire di aprire il centro per una mattinata aggiuntiva durante la settimana”. Alessandro Cesarato

Il Coro polifonico ha compiuto 40 anni A inizio ottobre, per i festeggiamenti, si sono riunite oltre settanta persone che hanno fatto la “storia” del coro

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l “Coro polifonico” ha festeggiato ad inizio ottobre il quarantesimo anniversario di attività. Ideatrice ed animatrice del gruppo è stata la musicista Giorgia Herczeg, molto conosciuta in città per essere stata anche insegnante di musica alla scuola media “Regina Margherita”. Dalla fondazione, senza soluzione di continuità, il coro ha continuato l’attività musicale proponendo propri concerti ed organizzando diverse rassegne. Dal 1995 si è costituito in associazione: l’attuale presidente è Luigina Chiggiato mentre la direzione artistica, dal 2001, è stata affidata al maestro Raffaele Biasin. In occasione dei festeggiamenti si sono riuniti oltre settanta persone che nel corso dei decenni si sono alternate nel tenere vivo lo spirito del coro. Ora si sta lavorando per il concerto “Requiem” di Mozart che si terrà in duomo il prossimo 24 novembre in collaborazione con molti coristi dell’associazione Asac di Padova. Il coro è aperto a tutti: le prove si tengono il lunedì e il giovedì sera nella sala musica di via Ortazzi. A.C.

Dopo i lusinghieri risultati della sperimentazione dello scorso anno, si riparte a novembre, in alto Paola Ranzato

Università popolare, ripartono i corsi Tornano, dopo il lusinghiero successo del progetto pilota della scorsa stagione, i corsi dell’Università popolare.

L’iniziativa è promossa dall’Auser “La Torre” in collaborazione con il Comune e il sostegno della Banca Patavina. Si tratta della prosecuzione della felice esperienza iniziata lo scorso autunno e che è stata accolta, in termini di frequentazioni, con numeri ben superiori alle più rosee previsioni. L’anno accademico inizierà a novembre. Quest’anno le lezioni si terranno nell’auditorium co-

munale di via Ortazzi e saranno introdotti nuovi argomenti scientifici a quelli confermati che variano dall’architettura alla filosofia, passando per la psicologia, l’approfondimento della letteratura italiana, il diritto, la religione, la musica e le bellezze artistiche della Saccisica. “Una scommessa - commenta l’assessore alla Cultura Paola Ranzato - che si è rivelata una grande vittoria. Anche quest’anno l’offerta formativa e la qualità dei docenti è di grande rilievo. Possiamo dire che il progetto è diventato parte integrante della proposta culturale della nostra città. Come amministrazione non potevamo che sostenere questa proposta mettendo a disposizione uno spazio adeguato”. Per informazioni ed iscrizioni: piove.latorre@auser.pd.it e 049/2325493. A.C.


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Polverara

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Isola dell’Abbà Sistemati i locali, via ai corsi

Viabilità e sicurezza: rotatoria del centro, presto il via al cantiere

Il Centro civico rimesso a nuovo offre tante attività E’ stato inaugurato il 16 settembre scorso il rinnovato Centro civico di Isola dell’Abbà. Ricca e articolata l’offerta: laboratori di magia e giocoleria, lezioni di cucito, riparazioni sartoriali.

target di pubblico da raggiungere. A guidare il progetto l’associazione “La Casa dei corsi” che, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Polverara, si è occupata anche della

sistemazione dei locali e degli arredi utilizzando materiale di scarto donato gratuitamente dalle aziende del posto. Sono diverse anche le imprese locali che si sono offerte di contribuire al progetto mettendo a disposizio-

ne materiale di recupero come scarti di tessuto, gomme piuma, marmi e mattonelle, pellame, carta e plexiglass da utilizzare per i laboratori di creatività. Martina Maniero >martinamaniero@alice.it<

Ma anche chitarra e fotografia corsi di lingua inglese e attività ludico didattiche per diversamente abili. Sono solo alcune delle attività che riscalderanno l’inverno polverarese. L’iniziativa “L’isola che c’è”, che vede coinvolte diverse realtà locali, è un progetto di gestione e rilancio

Il sindaco Alice Bulgarello annuncia il prossimo avvio al cantiere per la realizzazione di un’opera attesa da anni

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La feste per l’inaugurazione avvenuta lo scorso 16 settembre

del Centro della frazione che ha come obiettivo la rivalutazione dello spazio (perfettamente agibile e accessibile, ma fino a oggi poco utilizzato) attraverso una programmazione di eventi e attività che ne consolidino il ruolo ricreativo, sfruttandone al meglio le potenzialità. Tantissimi i soggetti coinvolti: associazioni, parrocchie ed enti profit che hanno stilato un programma di gestione, diversificando le proposte a seconda del

Potrebbe finalmente essere vicina l’apertura del cantiere per la realizzazione della rotatoria del centro tra le Strade provinciali 30 (via Riviera) e 35 (via Trieste). Fondamentale in questo senso è stato il contributo della Provincia che ha finanziato l’intervento per 150 mila euro a fronte di una spesa complessiva di 326 mila. “Si tratta di un’opera attesa da tempo dai cittadini - ha dichiarato il sindaco Alice Bulgarello - che servirà a mettere in sicurezza non solo l’incrocio tra le due provinciali, interessato da un traffico veicolare di un certo rilievo e scenario di un alto numero di incidenti ma renderà più sicuro anche il transito nella zona di pedoni e ciclisti”. “A breve - ha annunciato - verrà ultimato un livello più dettagliato della progettazione e siamo

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fiduciosi di poter cantierare l’opera con l’inizio del nuovo anno”. “Vi è sicuramente una grande soddisfazione per l’assegnazione di questo contributo – ha aggiunto il primo cittadino - e per questo dobbiamo ringraziare il presidente della Provincia, Enoch Soranzo, per l’attenzione e la sensibilità dimostrata per il nostro territorio e per aver saputo amministrare un ente rendendolo veramente “la casa dei Comuni”. Sono quasi 4 milioni di euro quelli stanziati dalla Provincia in co-finanziamenti per completare rotonde e piste ciclabili, allargare tratti stradali pericolosi e mettere in sicurezza numerosi incroci e ponti. Sono 33 sono i Comuni che beneficeranno dei contributi, per complessivi 3 milioni 820 mila euro. (Ma. Ma.)


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Legnaro - S. Angelo

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Corte Benedettina a Università e Comune La Regione ha concesso in comodato d’uso gratuito per i prossimi trent’anni l’ex sede di Veneto Agricoltura. “Un’operazione di valorizzazione del patrimonio culturale regionale” l’ha definita il vicepresidente della Regione Forcolin

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a Regione ha consegnato all’università di Padova e al Comune di Legnaro le chiavi della Corte Benedettina, complesso monumentale di proprietà ed ex sede di Veneto Agricoltura, che viene dato in comodato d’uso gratuito per i prossimi trent’anni. Il passaggio di consegne il 7 settembre scorso in municipio a Legnaro. Presenti alla cerimonia il vicepresidente della Regione Gianluca Forcolin, il delegato dell’università patavina Giuseppe Olivi, il vicesindaco di Legnaro Cristina Licata e Silvia Rossi per conto di Veneto Agricoltura. “È diventata così operativa ha sottolineato il vicepresidente Forcolin - un’operazione di valorizzazione del patrimonio culturale regionale di rilevanza strategica e di grande impatto per il territorio, frutto di un’intesa tra più amministrazioni pubbliche”. “In soli sei mesi - ha rilevato - il dialogo tra i diversi enti coinvolti (Regione, Veneto Agricoltura,

Alcuni momenti della cerimonia di consegna lo scorso 7 settembre

Università, Comune, Soprintendenza e Ulss) ha permesso di organizzare un’operazione destinata a fare scuola in Veneto”. “Con il passaggio al Comune e all’università – ha aggiunto - la Corte tornerà ad essere un centro vitale non solo per la comunità legnarese ma per l’intero Piovese e il territorio padovano”. La concessione all’ateneo patavino, che a Legnaro ha già le

facoltà di Agricoltura, Veterinaria e Scienze forestali oltre a un campus universitario e il passaggio al Comune di Legnaro, che intende realizzarvi una sede di medicina integrata per l’area Piovese, permette così di dare attuazione a un ambizioso programma di riuso e riqualificazione del complesso quattrocentesco che si estende per circa 2 mila metri quadrati.

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“Dopo un lungo lavoro – il commento del vicesindaco Cristina Licata - si è trovata una soluzione che contempla l’utilizzo degli spazi a uso biblioteca e sede di associazioni e l’uso di altri locali, ricavati nel corpo di fabbrica adibito a foresteria, per realizzare quei servizi necessari alla comunità come l’istituenda medicina di gruppo integrata Piovese nord”. “Gli altri spazi del complesso – ha aggiunto - saranno utilizzati dall’università in modo da avere un impiego efficiente della strut-

tura, che ne permetta il suo ottimale mantenimento. Avremo quindi un insieme di servizi che dalla sanità alla cultura, dall’innovazione allo studio e alla ricerca rappresenteranno il futuro del bene stesso”. “Un bene – ha concluso il vicesindaco - che saprà alimentare risorse economiche per il suo sostentamento e che sarà pienamente utilizzato da tutte le realtà presenti sul territorio per la sua valorizzazione”. Martina Maniero >martinamaniero@alice.it<

A Celeseo la scuola quest’anno è iniziata al Patronato per lavori

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uello iniziato a settembre è un anno scolastico “in trasferta” per i bambini e gli insegnanti della scuola dell’infanzia “Giovanni Falcone” di Celeseo. Sono partiti a metà del mese scorso i lavori di miglioramento strutturale e di efficientamento energetico del plesso scolastico di via Primo Maggio, che lo renderanno inagibile per i prossimi tre mesi. Un intervento che prevede una spesa complessiva di 343 mila euro, 200 mila dei quali finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e altri 143 attraverso un mutuo a tasso agevolato del ministero dell’Ambiente “Fondo Kyoto”. L’apertura del cantiere ha costretto l’amministrazione comunale a riorganizzare le attività della scuola che ha traslocato, in via temporanea, nei locali del vicino patronato “San Giovanni Bosco” della frazione. Saranno limitati dunque i disagi per le famiglie nel tragitto casa-scuola. “I locali del patronato di Celeseo – ha confermato il sindaco Mariano Salmaso - sono risultati i più idonei, sia perché la struttura è stata da poco oggetto di interventi di ristrutturazione, sia dal punto di vista logistico. La scuola è iniziata regolarmente e dobbiamo ringraziare la parrocchia di Celeseo per la disponibilità oltre la dirigenza scolastica, gli insegnati e tutto il personale della scuola”. “Questi interventi – ha concluso Salmaso – ci permetteranno di avere una scuola più bella e confortevole”. Ma.Ma.


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Provincia

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Il futuro del commercio L’analisi di Patrizio Bertin (Ascom)

“Freno alle aperture festive per fermare l’emorragia” S

ono 685 i piccoli negozi che hanno abbassato le serrande a Padova negli ultimi 8 anni, un numero che rende l’idea di come sia cambiata la geografia del commercio anche nel nostro territorio. “Si tratta di una vera e propria emorragia - commenta Patrizio Bertin, presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova, in assoluto una delle associazioni di categoria che più si batte contro la desertificazione dei centri cittadini ed il consumo di suolo -

Negli ultimi otto anni sono quasi 700 i negozi che hanno chiuso, “scontiamo gli effetti negativi di scelte discutibili” e che, in termini percentuali, vale un drammatico 13,4%. A Padova, in un arco di tempo più contenuto (vale a dire dal 2009 al 2017) siamo passati dai 13.989 esercizi commerciali al minuto del 2009 ai 13.304 di fine 2017. Si tratta di un significativo 4,9% (685 esercizi in termini assoluti seppur con variazioni in più e in meno nel corso degli anni) senz’altro rapportabile al dato nazionale su base quasi ventennale e che va ascritto a scelte politiche di cui oggi scontiamo tutti gli effetti negativi”. Bertin ripercorre a ritroso una “via crucis” dove il commercio al minuto è caduto più di una volta. “Il primo colpo mortale ricorda il presidente dell’Ascom Confcommercio padovana - risale al 1998, quando la riforma della disciplina relativa al settore del commercio ha liberalizzato i cosiddetti esercizi di vicinato, ovvero i negozi con superficie inferiore a 250 mq, aprendo contemporaneamente la strada allo sviluppo delle medie e grandi strutture di vendita che, fino a quel momento, era stata fortemente osteggiata”. Non era comunque ancora finita, anzi. Il colpo di grazia ad un sistema già ampiamente sbilanciato, arriverà nel 2011 col decreto Monti che, abolendo orari e giorni di chiusura, favorirà i grossi gruppi e i centri commerciali

dal momento che l’apertura generalizzata e continuativa. “Per questo - aggiunge il presidente dell’Ascom di Padova - stiamo attendendo con favore l’iniziativa del governo (e, su scala regionale, la pari iniziativa dell’assessore regionale Roberto Marcato) per arrivare ad un piano delle aperture domenicali e festive che preveda un numero accettabile di dodici festività lavorative annue per singolo esercizio commerciale”. Basterà per riequilibrare il

Patrizio B ertin, presidente provinciale dell’Ascom di Padova

rapporto commercio di vicinato/grandi strutture di vendita? “Nessuno si nasconde - conclude Bertin - che l’e-commerce abbia fatto il suo ingresso prepotente nello scenario. Però questo dovrebbe far riflettere più sull’inutilità di aprire nuovi grandi centri commerciali piuttosto che nel paventare la fine del piccolo commercio”.

Meccanica ancora positiva cresce del 3%

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’ industria metalmeccanica, asse portante del manifatturiero di Padova e Treviso, continua la sua fase positiva. Anche se il confronto con il 2017 segnala un rallentamento della crescita, confermato nelle previsioni. Nel secondo trimestre 2018 la produzione aumenta su base annua, e in modo omogeneo, del 3,1% (Treviso +3,2%, Padova +3,0%). È il quadro che emerge dall’Indagine sulla Congiuntura dell’Industria metalmeccanica realizzata da Assindustria Venetocentro, in collaborazione con Fondazione Nord Est, su un campione di 225 aziende delle province di Padova e Treviso.Nella media del primo semestre la variazione è del 1,9%, ancora positiva ma meno tonica rispetto alla seconda parte del 2017 (+5,8%). Si conferma tra aprile e giugno il traino delle vendite all’estero, con un aumento tendenziale del 5,3% per l’export della filiera meccanica spinto dall’exploit nei mercati extra-Ue (+10,3%). Positive anche le vendite in Europa (+2,4%). Prosegue e si consolida il recupero della domanda interna (+6,1%). Prosegue il recupero dell’occupazione,

pari al 2,4% (+1,8% nel semestre), ma l’incertezza nell’applicazione delle nuove e più stringenti regole sui rapporti di lavoro, temporanei e stabili, proietta ombre sui prossimi mesi. “L’industria, e la metalmeccanica in particolare è il pilastro dell’economia italiana e veneta - dichiara Mario Ravagnan, vicepresidente di Assindustria Venetocentro e Presidente del Gruppo Metalmeccanico per Padova - ma da sola non può farcela, a fronte di un mondo che corre. Mettere al centro impresa e lavoro è l’unica strada per generare crescita, reddito e occupazione e poter pagare così anche pensioni, debito, welfare.


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Territorio .

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Sociale La ventunesima edizione

Una festa per le “Sinergie” del volontariato Grande successo per la Fiera delle Associazioni: a Piove sono oltre un centinaio, operanti nei diversi settori

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i scrive “Sinergie” ma si legge territorio che vive, partecipa e contribuisce alla crescita di una intera comunità. Una narrazione quotidiana di donne e uomini che con le loro azioni silenziose e gratuitamente si impegnano a tessere relazioni con l’intera cittadinanza. Per tutto questo “Sinergie” è stata la parola chiave della ventunesima edizione della “Fiera delle Associazioni – Festa del Volontariato” che si è tenuta a Piove di Sacco lo scorso 23 settembre. Istituita nel 1998 e organizzata come di consueto dal Comune

con il Centro servizio volontariato di Padova, rappresenta un momento collettivo di pubblico riconoscimento e di festa per tutte le realtà associative e di volontariato operanti, nei più diversi ambiti, nel territorio di Piove di Sacco e della Saccisica. “Sono state oltre ottanta le associazioni - ha spiegato l’assessore Simone Sartori - che hanno allestito un proprio stand informativo e dimostrativo nelle vie e nelle piazze del centro storico. Nel corso della giornata ci sono stati laboratori destinati ai bambini, molteplici attività, esibizio-

Alcuni momenti della festa. Sopra il nuovo mezzo in dotazione della Protezione civile

ni, manifestazioni e il mercatino destinato ai più piccoli”. Tra l’altro l’evento ha di fatto aperto la settimana di “Solidaria”, un fitto calendario di eventi, contaminazioni e suggestioni dedicati alla “Cultura della Solidarietà” che si è tenuto a Padova, candidata a diventare capitale europea della cultura 2020, dal 24 al 30 settembre. “Le associazioni attive sul no-

stro territorio - ha aggiunto Sartori - sono oltre un centinaio, operanti in diversi settori: dallo scoutismo alle tematiche legate al mondo giovanile più in generale, dal tempo libero allo sport, dall’ambito culturale a quello sociale e ospedaliero fino alla cooperazione sociale e all’ambiente”. Nel corso della giornata si è svolta inoltre in tutto il territorio della Saccisica la Staffetta del Donatore organizzata da Avis, che si conclusa in piazza Incoronata. Durante il pomeriggio c’è stato poi un concerto dell’Orchestra Giovanile della Saccisica. “In questo clima di festa e di ampia partecipazione - ha concluso l’assessore - come amministrazione abbiamo avuto il piacere di presentare il nuovo mezzo acquistato da poco e in dotazione ai nostri volontari di protezione civile”. Alessandro Cesarato >ale.cesarato@gmail.com<


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Cultura .

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Impressionismo a Palazzo Zabarella Esposta a Padova fino a gennaio la ricca collezione realizzata un secolo fa dal banchiere danese Hansen Ci sono opere di fama mondiale di Cézanne, Degas, Gauguin, Manet, Monet, Renoir, Matisse e molti altri

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ono quattro le tappe che farà la preziosa Collezione Ordrupgaard prima di rientrare a Copenaghen, nel museo ad essa dedicato in questi mesi chiuso per rinnovo, e tra queste c’è anche Padova. Fino al 27 gennaio sarà in esposizione a Palazzo Zabarella la selezione di capolavori di Cézanne, Degas, Gauguin, Manet, Monet, Berthe Morisot, Renoir, Matisse che il banchiere, assicuratore, Consigliere di Stato e filantropo Wilhelm Hansen acquisì nei primi anni del Novecento, dando vita a una delle più belle raccolte di europee di arte impressionista. Hansen, che sino ad allora aveva collezionato solo pittura danese, fu affascinato dalla nuova pittura francese in occasione del suo primo viaggio d’affari a Parigi nel 1893. Viaggio seguito da metodiche visite al Salon, alle gallerie e ai musei. Da queste frequentazioni maturò, nel 1915, il progetto di creare una collezione

di arte francese all’altezza della sua collezione danese. Alla decisione non fu estranea l’idea che l’arte francese fosse destinata ad un rapido aumento di valore e risultasse quindi un perfetto investimento, purché ad essere acquistate fossero le opere realmente più importanti sul mercato. Scelta che spiega la presenza, in collezione, di una concentrazione così elevata di capolavori. In soli due anni, dal 1916 al 1918, Hansen riuscì a creare, grazie anche agli avveduti consigli di uno dei più importanti critici d’arte del momento, Théodore Duret, una collezione che il suo collega collezionista svedese Klas Fåhræus avrebbe descritto come la “migliore collezione impressionista al mondo”. Per finanziare l’acquisto di opere d’arte, Hansen creò un Consorzio, nel quale coinvolse amici facoltosi, interessati a portare in Danimarca la nuova arte francese e in particolare gli Im-

Andersen sul palcoscenico “L’acciarino magico” è una fiaba di Andersen da riscoprire attraverso la messa in scena di Andrea Lugli e l’accompagnamento musicale di Stefano sardi in scena al Teatro Verdi il 25 novembre. Uno spettacolo sulla speranza verso il futuro, sull’importanza del coraggio ma anche della prudenza. Uno spettacolo per tutta la famiglia, che saprà incantare grandi e piccini.

I capolavori di Ligabue per la prima volta a Padova Per la prima volta a Padova una mostra monografica su Antonio Ligabue: in esposizione fino al 17 febbraio ai Musei Civici Eremitani più di settanta dipinti, dieci opere su carta e sette sculture con un allestimento che offre una lettura storica e critica dell’opera dell’artista italo-svizzero, ancora oggi una delle personalità più interessanti dell’arte del Novecento. Il percorso della mostra è diviso per temi principali entro i quali si sviluppa l’universo creativo di Ligabue: il rapporto con l’autoritratto, gli animali selvaggi e domestici, il lavoro dei campi.

“Sconcerto” al Teatro Verdi Dall’incontro tra Elio, lo scrittore e poeta Franco Marcoaldi e il compositore Giorgio Battistelli torna in scena, dopo una prima versione del 2010, lo spettacolo “Sconcerto. Teatro di musica per attore e orchestra”. Un raffinato intreccio di diversi linguaggi espressivi, di parole e musica, che non può essere etichettato come melologo o come opera lirica, ma rappresenta un esperimento unico nel suo genere. Appuntamento dal 14 al 18 novembre al Teatro Verdi.

Paul Cézanne: “Le Bagnanti”, 1895, olio su tela, foto Anders Sune Berg

pressonisti, gli artisti che li hanno preceduti, i loro due successori, Cézanne e Gauguin. Per la Collezione, Hansen costruì una nuova Galleria dove, una volta la settimana, il pubblico poteva ammirare le sue 156 opere – che spaziavano dalle tele neoclassiche e romantiche, con David e Delacroix, al realismo e all’impressionismo, al post-impressio-

nismo con Cézanne e Gauguin, e infine Matisse come il primo dei fauve. Nel ’22, la Landmandsbanken (la banca danese degli agricoltori), a quel tempo la più grande banca privata del paese, fallì e trascinò nel suo fallimento anche il finanziere e collezionista che, per evitare il tracollo, decide di svendere i suoi quadri francesi. Poi la ripresa e, con essa, la de-

cisione di ricostituire la Collezione. Tra le nuove acquisizioni c’erano il Ritratto di George Sand di Delacroix, una Marina a Le Havre di Monet, Il Lottatore di Daumier. Anche la favolosa interpretazione di Courbet del Capriolo nella neve si unì alla collezione di Hansen, dove avrebbe preso il suo posto come una delle sue opere principali. L’ultimo acquisto fu di un piccolo pastello di Degas, raffigurante una ballerina che si chinava per aggiustarsi la scarpetta. “Ora ho finito con gli acquisti”, affermò Hansen. La raccolta era completa, ma non era più aperta al pubblico. Wilhelm Hansen si sentiva amareggiato. Fu sua moglie a trasmettere la collezione allo stato della Danimarca, rendendola così pubblica. Laura Organte


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Sport

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Il personaggio Stefano Loverro

Stefano Loverro nella foto di Giancarlo Romito ed Enrico Berto

In campo da 31 anni, sfide e vittorie H

a il pallone nel cuore e il cuore lo mette in campo sempre, tutte le domeniche, da quando era un bambino. La storia di Stefano Loverro, 37 anni, difensore, capitano e uomo simbolo del Monselice, è una di quelle da raccontare: “Ho iniziato a giocare a calcio a sei anni con La Rocca e a 12 sono passato al Monselice, percorrendo tutta la trafila del settore giovanile fino a esordire in prima squadra sedicenne, in Eccellenza. Quella attuale è la mia dodicesima stagione a Monselice e mi ha dato la possibilità di raggiungere un record: essere l’unico giocatore nella storia della società ad aver vestito questa maglia in tutte le categorie dilettantistiche dalla Terza alla serie D, superando lo scorso campionato le 200 presenze in biancorosso”. Loverro ha indossato anche altre

casacche (Casalserugo, Este, Due Carrare, Vigodarzere, Saccolongo Carmenta, Boara Pisani, Badia Polesine e Vicenza Est) vincendo in carriera ben sette campionati. Ma molte gioie sono maturate a Monselice: “L’anno della serie D (1998/99) è il traguardo che più mi ha fatto sentire calciatore, però mi sono rimaste impresse anche molte altre esperienze. Come la rinascita del 2014/15, quando abbiamo vinto la Terza categoria al fotofinish. Non è però sempre la conquista di un campionato che coincide con il momento più esaltante. Il ricordo più bello te lo lascia il gruppo che si crea”. Cosa significa per Loverro essere oggi capitano dei biancorossi? “Orgoglio: sono monselicense, nato in questa squadra e da ragazzino tifavo per il Monselice. Poi senso del

dovere: ci vuole un comportamento esemplare. I valori dello sport devono sempre emergere. Bisogna esser bravi ad accettare la sconfitta ma ci vuole stile anche nel vincere, non deridendo l’avversario. Io sono orgoglioso di essere capitano

ma i tifosi devono essere orgogliosi di essere rappresentati da me, come giocatore e come uomo. Bisogna sempre avere un’etica ben precisa. Chi ci segue sa che facciamo parecchia beneficenza per le associazioni cittadine. Il territorio

va sempre aiutato”. L’obiettivo è crescere ancora. “Il Monselice è costruito per garantire un futuro. Abbiamo giocatori giovani e bravi, che hanno fame. L’età li porta a non gestire al meglio alcune situazioni della gara, ma non c’è fretta. Ogni frutto ha la sua stagione. Io farò 38 anni a novembre, ma non si finisce mai di imparare. Assorbo consigli dall’allenatore, ‘rubo’ pregi da qualche mio compagno. Questo mi aiuta a mantenere l’asticella alta”. Il ritiro è un’idea lontanissima nella testa di Loverro. “Ho tanta voglia di calcio. So però che alla mia età, se si vuole continuare a giocare in certe categorie, bisogna dimostrare di poterci stare. Come si fa? Semplice: sacrificio. Sto attento a cosa mangio e sputo sangue durante gli allenamenti per immagazzinare più benzina possibile nelle gambe, faccio i sabati sera sul divano o senza strafare”. E una volta appesi gli scarpini al chiodo? “Continuerò a seguire la strada che ho iniziato dal 2014, quella del direttore sportivo. Poter costruire una squadra da zero mi affascina. Così poi ogni tanto potrò fare qualche allenamento...”. Davide Permunian

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’ Este c’è e ha voglia di fare bene. A dirlo sono le prime tre giornate di serie D, da cui i giallorossi sono usciti con due vittorie e un pareggio, guadagnando sette punti e piazzandosi nei quartieri alti della graduatoria. Sicuramente il campionato è lungo e il girone C è ricco di insidie, ma l’inizio è stato incoraggiante. La squadra (nella foto Photoroom) allenata da Nicola Zanini, ex tecnico del Vicenza, nelle prime partite ha dimostrato di avere un attacco di spessore: a comporre il reparto, fra gli altri, il bomber croato Debeljuh, Cruz Pereira e Giusti. Il compito di innescarli è affidato a De Giorgio, esterno offensivo di grande qualità che in passato ha vestito le maglie di Vicenza, Crotone, Latina, Empoli, Perugia, Cavese, Frosinone e Cittadella. Qualche incertezza in questo avvio di stagione si è vista invece in difesa: la retroguardia giallorossa, formata da elementi molto giovani, ha bisogno di tempo per oliare i propri meccanismi. L’Este ha esordito lo scorso 16 settembre in casa travolgendo per 4-1 il malcapitato Montebelluna. Nel turno successivo è sceso in campo a Tamai e ha messo in saccoccia un successo sofferto, ottenuto grazie al centro di Debeljuh (1-0 il finale). La terza giornata ha visto arrivare al “Nuovo stadio” il forte Campodarsego, una delle formazioni più attrezzate del torneo. I giallorossi sono partiti col botto trovando il gol di Cruz Pereira nei minuti iniziali, ma hanno subito quasi subito il pari di Franciosi e in chiusura di primo tempo si sono ritrovati sotto in virtù della rete di Colman Castro. Nel recupero del secondo tempo il 2-2 definitivo del neoentrato Giusti. (d.p.)


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#Politica

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La Tav del Veneto, opera strategica per tutti tranne che per i grillini Secondo i pentastellati, “la Tav in Veneto costerà fra i 70 e i 100 milioni di euro al chilometro. Il tutto per avere una linea progettata 30 anni fa”

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ll’interno del Documento di Economia e Finanza del Governo, presentato ad inizio ottobre, è stata inserito anche il collegamento tra Brescia e Padova, la famosa Tav veneta, osteggiata dal Movimento cinque stelle in Regione ma evidentemente fattibile per i colleghi che siedono a Roma. “Si tratta di un’opera strategica da portare a compimento - ha commentato Silvia Rizzotto, capogruppo della lista Zaia Presidente -. Voglio pensare che anche l’approvazione della mozione passata in Consiglio regionale del Veneto abbia favorito questo importante passaggio”. Il Consiglio regionale, ha infatti approvato una mozione che impegna la giunta regionale “ad adoperarsi presso il governo nazionale affinché venga assicurato il completamento dei lavori dell’Alta Velocità”. La mozione, votata anche dal Pd, ribadisce la centralità di un’opera che favorisce “la crescita economica e produttiva dell’Italia e in particolare della Val Padana, che da sola produce circa il 70% del Pil nazionale – continua la Rizzotto, prima firmataria del documento – L’intervento della Tav si rende sempre più improcrastinabile anche alla luce del fatto che i lavori di ammodernamento della linea oggi esistente non sono sufficienti a soddisfare il volume di merci che viaggia nell’area. Ora

credo che tutti i tasselli siano posizionati correttamente, e che il Ministro Toninelli non possa far altro che accelerare l’esecuzione dei lavori”. Ma non sarà così, secondo il senatore Udc Antonio De Poli che afferma: “Il ministro delle Infrastrutture Toninelli ci sta girando intorno. Altro che analisi costibenefici sulle grandi opere! La mozione sulla Tav veneta è stata votata in Consiglio regionale con il voto contrario dei Cinque stelle. Questoro ci dimostra che c’è un partito dei NO che rema contro lo sviluppo infrastrutturale della nostra regione. La Lega stia attenta. Sono personalmente convinto che su questi temi così come sulle politiche economiche Lega e Cinque stelle non abbiano nulla a che spartire e presto i nodi verranno al pettine”. Sull’argomento, infatti, Lega e M5S la pensano diversamente. E così la mozione del Veneto ha fatto cozzare i due partiti che hanno firmato il contratto di governo ma restano divisi sulle grandi opere. “Il ministro Toninelli deve uscire dai blog e portare avanti il progetto della Tav, soprattutto nel tratto del Nord-Est – dice Nicola Finco, capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale del Veneto – Ha dichiarato più volte che bisogna valutare bene il rapporto tra costi e benefici, e su questo siamo d’accordo. Ma consigliamo

Silvia Rizzotto, Antonio De Poli e Nicola Finco. In alto il progetto (Immagine tratta dal sito www. consiglioveneto.it)

anche al Ministro dei Trasporti di venire sul territorio, parlare con le categorie economiche e gli amministratori, perché oggi la Tav è un’esigenza”. “Lega e Pd vogliono portare avanti la più grande mangiatoia degli ultimi anni – ribatte il gruppo consiliare veneto del Movimento 5 Stelle – La Tav, così come è concepita e strutturata,

va contro agli interessi del territorio e dei viaggiatori e abbraccia invece interessi economici che con il futuro del Veneto non hanno niente da spartire”. Secondo i pentastellati, “la Tav in Veneto costerà fra i 70 e i 100 milioni di euro al chilometro. Il tutto per avere una linea progettata 30 anni fa”.

M5S: “La Tav va contro agli interessi del territorio e dei viaggiatori” “Lega e Pd vogliono portare avanti la più grande mangiatoia degli ultimi anni: la TAV, così come è concepita e strutturata, va contro agli interessi del territorio e dei viaggiatori e abbraccia invece interessi economici che con il futuro del Veneto non hanno niente da spartire”. L’accusa arriva dal gruppo consiliare veneto del Movimento 5 Stelle nel giorno della doppia mozione sulla Tav votata da Lega e Pd: “Sono due mozioni che vanno contro agli interessi del Veneto e dei cittadini e che spingono sempre più avanti interessi economici legati a quella che potrebbe trasformarsi in una

delle più grandi ‘mangiatoie’ degli ultimi anni. La Tav in Veneto costerà infatti fra i 70 e i 100 milioni di euro al chilometro avvertono i pentastellati - ovvero 10 volte di più rispetto ai costi europei. Il tutto per avere una linea progettata 30 anni fa, che a fronte di una manciata di minuti risparmiati sull’intera tratta regionale ci costerà una valanga di soldi in più”. “Chi propone di portare avanti il progetto promosso da Rfi - spiegano i Consiglieri M5S - semplicemente non vuole vedere realizzata in tempi brevi l’opera di ammodernamento della rete esistente, che porterebbe invece molti

benefici. Prima di tutto aggiornare il corridoio ferroviario padano comporterebbe grandi risparmi e l’abbattimento dei tempi di realizzazione dell’opera. Di recente il Friuli ha appoggiato il quadruplicamento in sede della Venezia-Trieste: Questo intervento è simile a quello che vogliamo apportare sulla TAV veneta. Se davvero vogliamo risolvere i problemi dei pendolari allora si riveda il progetto”. “Noi non siamo contro le grandi opere, non ci stancheremo mai di dirlo - concludono i pentastellati - siamo contro quelle che definiamo ‘mangiatoie’ come rischiano di essere opere come

la Tav e vogliamo progetti moderni, come quelli che vengono realizzati in Europa in questo periodo. Con gli stessi soldi della Tav potremmo avere un progetto in grado di affrontare i prossimi 30 anni, invece ci troviamo con un dinosauro che impedirà qualsiasi altra operazione per chissà quanto tempo”.


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Politica

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Pedemontana: la Corte dei Conti vuol vederci chiaro N

uova doccia fredda sulla Pedemontana. Con una lettera formale firmata dal magistrato delegato della Sezione centrale di controllo della magistratura contabile, dottor Antonio Mezzera, datata 5 ottobre e indirizzata a un folto gruppo di destinatari, ha richiesto alla Regione del Veneto in primis ulteriori chiarimenti con riferimento all’indagine su Pedemontana Veneta. Ulteriori, perché ai primi chiarimenti richiesti pare che Zaia non abbia risposto.Un segnale che, secondo le opposizioni, i conti non tornano. Secondo il consigliere di Liberi e Ugali, Piero Ruzzante, si tratterebbe di “un grande affare per il consorzio SIS, che riceverà 12 miliardi di soldi pubblici. Un pessimo affare per i cittadini veneti, che pagheranno l’opera due volte: prima con le tasse, poi con i pedaggi che saranno tra i più alti d’Italia, per una superstrada col limite dei 110 km/h”. Anche il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Stefano Fracasso rileva che “la Corte dei Conti ribadisce che con il nuovo contratto per la realizzazione dell’opera, il rischio è tutto sulle spalle della Regione, e quindi dei cittadini veneti. Esattamente l’opposto di quello che dovrebbe essere un Project Financing. Se i conti non torneranno, come sosteniamo da tempo, a rimetterci non sarà il concessionario ma il bilancio della Regione. La Pedemontana rischia di essere una strada che i cittadini

pagheranno ben due volte: con i pedaggi, molto alti, e con i debiti di bilancio”. “Le critiche, circostanziate, - spiega Andrea Zanoni del Pd e vicepresidente della commissione Ambiente - vertono su quattro punti che hanno però un unico comune denominatore: il rischio di impresa spostato dal privato al pubblico. Anzitutto - spiega - le modifiche del rapporto di concessione appaiono problematiche in merito al rispetto delle norme europee sulla concorrenza; viene anche chiesto lo stato del contenzioso pendente con Impregilo che ha presentato ricorso dopo il terzo atto firmato con Sis. Il secondo punto riguarda l’esborso per le casse pubbliche: si ricorda che il costo dell’opera è inferiore a tre miliardi, ma con l’ultima convenzione la Regione ne sborserà dodici, sette in meno rispetto all’atto precedente. La Corte però vuole vederci chiaro e chiede quali iniziative ha adottato la Giunta nei confronti dei responsabili del precedente contratto che prevedeva un ingentissimo aggravio economico a carico delle finanze regionali pari a 19 miliardi di euro. Allora a gestire l’intero procedimento c’era il commissario straordinario Vernizzi. Le perplessità dei magistrati - continua Zanoni - riguardano poi la questione della mancanza dei fondi per tutte le opere complementari necessarie a evitare che i Comuni si trovino con

la viabilità locale nel caos più totale e il mancato aggiornamento sui controlli dei cantieri, in particolare sulla collaborazione con il ministero dell’Ambiente, ovvero sulla verifica di ottemperanza allo studio di impatto ambientale che dovrebbe essere stato effettuato dalla commissione Valutazione di impatto ambientale (Via)”. “Se la Regione ha delle precise responsabilità, anche il Governo Di Maio-Salvini non sta certo brillando. Ancora infatti non è stata realizzata la benché minima revisione di questa folle concessione che rischia di mettere a repentaglio le casse del Veneto dal 2020 al 2059. Che fine ha fatto l’impegno del ministro Toninelli in merito alla revisione della convenzione più volte annunciata anche dal Gruppo M5S di Palazzo Ferro Fini? Sulla faccenda Pedemontana dal Movimento Cinque Stelle sono arrivati fiumi di chiacchiere ma zero fatti. Alla fine dei conti gli unici a portare a casa un risultato, seppur minimo, siamo noi del Partito Democratico che con il ministro Delrio abbiamo messo fine alla problematica gestione del commissario straordinario, l’ingegner Vernizzi”.

Azzardo: i veneti spendono più di 6 miliardi l’anno L o scorso anno i veneti hanno speso in giochi e scommesse 6 miliardi e 106 milioni. E’ come se ogni residente, neonati e centenari compresi, avesse giocato 1245 euro. A certificare i volumi delle giocate in Veneto sono le anteprime del ‘Libro blu’ dell’Agenzia nazionale delle Dogane e dei Monopoli. Solo 2017, gli incassi dell’industria del gioco - tra videolottery e sale-bingo, agenzie di scommesse, lotto, Gratta&vinci e Winforlife - superano il costo complessivo per la realizzazione del Mose. La ‘parte del leone’ la fanno le slot e le videolottery, posizionate nei bar, ristoranti, esercizi pubblici di ogni tipo: lo scorso anno le circa 40 mila ‘macchinette’ disseminate in Veneto hanno inghiottito 4,7 miliardi di euro, pari al 77 per cento delle scommesse complessive nel

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è distribuita con il Sistema

territorio regionale. “I dati evidenziano un continuo incremento dei volumi del gioco d’azzardo – segnala l’assessore regionale alle politiche sociali, Manuela Lanzarin – Il Veneto risulta essere la quinta regione in Italia, ma schizza al terzo posto per cifre giocate alle cosiddette ‘macchinette’, Awp (più semplici e a basse giocate) e Vlt (di nuova generazione e con possibilità di vincite più lucrose). Senza rendersene conto, i giocatori abituali si sottopongono ad una sorta di prelievo forzoso, di cui beneficiano l’erario (per il 12 per cento), la filiera dell’industria del gioco e la ‘dea bendata’, che redistribuisce il monte-premi secondo le ‘regole’ dell’azzardo, per cui è il banco a vincere sempre”. “Sono numeri allarmanti, perché slot e videolottery sono

dispositivi elettronici che favoriscono un utilizzo compulsivo, isolano i giocatori e creano una vera e propria dipendenza patologica – prosegue l’assessore – Nel 2016 i giocatori problematici in Veneto risultavano essere 32.500 e i potenziali ‘malati di gioco patologico’ sono stimati tra i 3200 e i 3700. Ma solo la metà di questi si rivolge ai servizi pubblici per chiedere un aiuto a uscire dalla spirale della ludopatia, ormai riconosciuta come vera e propria patologia da prevenire e curare”.

Urbanistica: un nuovo piano casa

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na spinta all’edilizia e una mano tesa ai cittadini che devono ristrutturare casa. Questi, in estrema sintesi, gli obiettivi del progetto di Legge che va sotto il nome di Piano casa, o meglio “politiche per la riqualificazione urbana e l’incentivazione alla rinaturalizzazione del territorio veneto” presentato in Seconda Commissione del Consiglio regionale. Si tratta di uno strumento di pianificazione urbanistica che, tutelando doverosamente il suolo, dovrebbe sostenere e incentivare famiglie e imprese venete a recuperare gli immobili oggi abbandonati. “Il testo normativo – esordisce Francesco Calzavara, Presidente della Seconda Commissione - poggia su pochi ma fondamentali pilastri: incentivazione del sistema del credito edilizio, sostenibilità ambientale, sostegno a famiglie e imprese”. “Per scrivere il nuovo Piano casa dobbiamo quindi partire dall’analisi di ciò che ha funzionato e non ha funzionato in quello vigente”. A dichiararlo sono il Capogruppo del Partito Democratico Stefano Fracasso e i Consiglieri Bruno Pigozzo e Andrea Zanoni che ribadiscono come l’attuale Piano casa abbia risposto alle richiesta dei piccoli ampliamenti per esigenze familiari ma abbia fallito per gli interventi di demolizione e ricostruzione.“Finora abbiamo visto interventi di pura e semplice speculazione immobiliare, fatti utilizzando le maglie larghe della legge vigente. Nel frattempo nascono centri commerciali e piattaforme logistiche in tutto il Veneto, come Zalando, Amazon, Ikea, che trasformano centinaia di migliaia di metri quadrati di suolo. La nuova formulazione del Piano amplia anche all’edilizia, che però non ha nulla a che fare con la casa. Bisogna poi fare attenzione al fatto che si penalizzano ulteriormente i Comuni per mancati introiti da oneri anche per attività che non hanno niente a che vedere con la residenza dei cittadini”. Anche Silvia Rizzotto della lista Zaia Presidente sottolinea che i Comuni devono essere investiti di un ruolo proattivo specie, dice, “in un comparto, come quello urbanistico, dove gli enti locali devono sentirsi coinvolti. Occorre puntate anche ad una semplificazione amministrativa in grado di consentire un lavoro snello e semplice da parte degli operatori”. “Con l’introduzione del doppio canale di premialità sui crediti edilizi, - spiega - dividendo tra imprese e famiglie, la Regione si pone lo strategico obbiettivo di sostenere la ripresa di un settore economico fondamentale senza però con questo venir meno al patto d’onore con il nostro territorio, ovvero quella sostenibilità del consumo ad impatto zero indispensabile per garantire uno sviluppo capace di contrastare il degrado ed anzi, sostenere un nuovo patrimonio edilizio, più moderno ed efficiente”.

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La Cina: opportunità economica o invasione globale? L

a Cina oggi lavora ad un grande progetto salto culturale - continua Selvatici - partendo politico: mira a diventare uno Stato leada una buona comprensione di cos’è la Via der mondiale, attraverso la stipula di accordi della Seta, di cosa i cinesi veramente vogliobilaterali e infrastrutturali con i singoli Stati. no da noi, per poi trattare con loro, da pari e Questa la teoria alla base del nuovo libro di non da subordinati. Venezia, in particolare, Antonio Selvatici, presentato in Consiglio re- è il capolinea della Via della Seta in quanto i gionale del Veneto. Si tratta di “uno studio cinesi vogliono raggiungere l’Alto Adriatico al - spiega l’autore - che cerca di raccontare il minor costo possibile, utilizzando le grandi più grande e importante progetto di espan- navi. Ma la culla della Repubblica Serenissione e di conquista commerciale globale sima non si merita certo un porto offshore, portato avanti dalla Cina, che si articola in perché resta e deve restare una città d’arte e due rami: uno terrestre e di cultura”. “Non nasconCiambetti: “La Via della do – sottolinea Roberto l’altro marittimo”. La politica d’espansione cinese è Ciambetti, Presidente del Seta deve diventare una realtà con cui è necesConsiglio regionale del un’opportunità per noi Veneto - le mie personali sario confrontarsi, comprendendo innanzitutto preoccupazioni per il rie non per i cinesi; che la Cina è destinata ad schio di un espansionismo dobbiamo assumere affermarsi almeno come cinese che avrà delle increuno dei primi due paesi al dibili ripercussioni anche decisioni ponderate” mondo, se non il primo, in negli equilibri geopolitici quanto ha progettualità, risorse economiche dei prossimi decenni. Certo ci sono anche e rapidi livelli decisionali, ovvero ha una ban- delle grandi opportunità visto che c’è chi in ca pubblica che finanzia, un’azienda pubbli- Europa ha lavorato per far passare la nuova ca che costruisce e un’altra, sempre pubblica, Via della Seta a nord delle Alpi, almeno nei che gestisce, questo è il vero modello vincen- collegamenti ferroviari, e ci è riuscito, dimote della Via della Seta. “Dobbiamo fare un strando che non esiste una visione unitaria

Roberto Ciambetti

dell’Europa da parte degli stessi Stati membri”. “A Venezia resta la grande opzione storica del proprio porto, il porto di Marco Polo – conclude Roberto Ciambetti - e questa carta a mio avviso va giocata, pur con l’attenzione di chi deve essere necessariamente prudente”. “La Via della Seta - afferma Pino Musolino, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale - non è un itinerario, bensì un’idea che proietta la Cina come potenza mondiale. Noi, come Europa, dobbiamo acquisire massa critica e portare avanti un livello europeo di contrattazione. Quanto alle grandi opere infrastrutturali, credo che potremmo benissimo finanziarcele da soli, in quanto chi è debitore perde poi fatalmente anche il controllo delle politiche strategiche nei confronti del soggetto con cui ha contratto il debito. Il porto di Venezia e gli investimenti che verranno fatti dovranno essere sostenibili dal punto di vista economico Maria Pavan e ambientale”.

Più Stato per vincere la sfida “La Cina è in forte crescita - afferma Renato Mason, Segretario CGIA di Mestre -attualmente è la seconda potenza economica mondiale ma presto diventerà la prima, con un tasso di crescita, registrato negli ultimi trent’anni, che si attesta intorno al 10%, ed è destinata a recitare presto il ruolo di attore principale nella scena geopolitica mondiale, in quanto ha una governance diversa dalla nostra, sicuramente non democratica ma efficace ed efficiente. E’ quindi profondamente sbagliata la nostra scelta per cui lo Stato deve restare fuori dall’economia, perché dobbiamo comprendere come le Potenze mondiali prevedano tranquillamente gli aiuti di stato e noi, in questo modo, non possiamo giocare ad armi pari. Per affrontare in modo competitivo la sfida cinese, dico quindi: no ai pregiudizi ideologici, no ai inutili barriere (dazi) distorsive del mercato, non dobbiamo puntare sulla quantità dei prodotti, perché perderemo sempre, bensì sulla qualità del Made in Italy, soprattutto nel settore manifatturiero della piccola e media impresa; dico invece si: a introdurre regole di reciprocità e di sviluppo sostenibile, Si a introdurre standard di qualità dei prodotti seriamente controllati, Si all’intervento strategico dello Stato in economia”.

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Editoriale “Obbligo Flessibile” ancora in tema di vaccini

E

’ acclarato come gli italiani siano un popolo dotato di grande inventiva e fantasia. Dalle “convergenze parallele” di Aldo Moro all’ “obbligo flessibile” di alcuni esponenti politici oggi al governo della Nazione. Mentre, però, l’espressione coniata dallo statista ucciso dalle brigate rosse rappresentava una valutazione politica per indicare come due forze politiche, pur avendo una diversa visione della società e della conduzione dello Stato (e quindi viaggiavano su binari paralleli) potessero avere punti di congiunzione per un interesse comune supremo, l’ossimoro di recente introduzione in tema di vaccini supera qualsiasi ardita concezione di irrazionalità. Peraltro, dichiarazioni come quelle del pentastellato consigliere della Regione Lazio Barillari, secondo cui “la politica viene prima della scienza” e “la scienza deve essere democratica” denotano una volontà di supremazia arrogante, basata su opinioni del tutto fuorvianti e pericolose per la salute. Tali affermazioni, di grave superficialità e di chiara ispirazione no vax, hanno accompagnato la proposta di legge regionale di riforma del sistema vaccinale da parte del gruppo pentastellato, la quale proposta prevede: stop ad ogni obbligo; vaccinazioni personalizzate precedute da un completo e mirato protocollo di analisi prevaccinali volto ad accertare la predisposizione genetica alle reazioni autoimmuni e valutazione dello stato immunitario pre-vaccino; vaccini monovalenti con la raccomandazione di un intervallo minimo di 60 giorni fra i diversi tipi di inoculo; valutazione dei dati nutrizionali, tossicologici, psico-comportamentali, nonché le condizioni socio-ambientali di tutti componenti della famiglia del vaccinando. Perle finali: periodi di quarantena di 4-6 settimane per i soggetti vaccinati con virus attenuato (cioè i bambini vaccinati non potranno frequentare la scuola per oltre 1 mese) ed una forma di prevenzione delle malattie basata sulla “nutrizione preventiva” in via quasi sostitutiva alle vaccinazioni.

#viviilrosa: prenota una visita, previeni il cancro al seno Treviso: più efficaci contro il cancro

a pag 28

Chirurgia laser per eliminare gli occhiali: cosa deve sapere il paziente a pag 29

Disfunzione erettile: campanello d’allarme per il cuore a pag 30

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Lotta al cancro: a Treviso un nuovo macchinario per le zone che richiedono alta precisione

E

’ stato inaugurato dal Presidente della Regione Luca Zaia, il terzo acceleratore lineare che entra in funzione in Radioterapia a Treviso per rafforzare il livello tecnologico e quantitativo delle terapie radiologiche anticancro. Acquistato con un investimento di 2 milioni 150.000 euro, consentirà infatti di aumentare del 50% i trattamenti quotidiani sui pazienti oncologici. “Tre acceleratori lineari ultramoderni – ha detto con orgoglio Zaia – sono la dimostrazione di un continuo investi- non è così, come in ogni aspetto della mento in tecnologie, 70 milioni anche vita dove c’è l’ottimo, il buono, il meno quest’anno per la sanità veneta, che buono, il pessimo”. Zaia ha infine posto significa più cure, ancora più efficacia, l’accento sugli effetti che il nuovo accemeno dolore, ricoveri più brevi. Significa leratore lineare di Treviso, e il pacchetto continuare a essere innovativi e iperspe- di tre per un investimento di 7,5 milioni cializzati, che poi sono le caratteristiche di euro, può avere sulla mobilità sanitache mantengono ad alto livello la qualità ria verso est ancora presente tra i padi ogni sistema sanitario”. Allargando il zienti veneti e su una nuova attrattività ragionamento, Zaia ha ribadito che “Il realizzabile da fuori Regione. “Già oggi nuovo Piano Sociosanitario attualmente – ha detto – abbiamo pazienti da molte in discussione in Consiglio non taglierà altre Regioni che scelgono il Veneto per nessun ospedale, ma baderà all’efficien- curarsi ,con un valore di prestazioni erogate di 300 milioni tamento di tutte le strutture”, e ha Zaia: per il 2020 “sarà di euro, ma possiamo, e vogliamo far confermato che per concluso il ‘cuore’ della meglio offrendo moil 2020 “sarà concluso il ‘cuore’ della Cittadella Sanitaria, vero dernità e tecnologie Cittadella Sanitaria e proprio nuovo ospedale al top, come oggi a Treviso”. Il nuovo che è il vero e prodi Treviso acceleratore lineaprio nuovo ospedale re, modello Versa di Treviso. Ci sono voluti dieci anni – ha ricordato, ma que- HD, di ultima generazione, è il terzo sto è il prezzo che si è dovuto pagare alla che entra in servizio all’ospedale treviburocrazia e a un approccio sempre più giano. Va, infatti, ad aggiungersi ai due diffuso e ingiusto verso le opere pubbli- installati rispettivamente nel 2015 e nel che, per il quale dove c’è una carriola, 2016. Si conclude così un rinnovamento deve per forza esserci un ladro, e invece tecnologico che durato tre anni che ora

consentirà alla Radioterapia Oncologica di curare oltre 1800 nuovi pazienti ogni anno con le migliori e più aggiornate tecniche radioterapiche erogate in un’attività quotidiana di 13 ore giornaliere. L’investimento per il costo della nuova apparecchiatura è stato di circa 1 milione 800.000 euro. A questi si aggiungono 350.000 euro per gli interventi impiantistici e le opere edili. Queste ultime hanno compreso anche una risistemazione dei locali destinati ad accogliere l’utenza e delle aree di attesa. L’attività della Radioterapia di Treviso è significativa. Nel 2017 sono state eseguite 1765 prime visite e (con solo 2 attrezzature) 2586 trattamenti radianti (i pazienti ne fanno più d’uno). Oggi i pazienti in trattamento ci sono quasi 100 pazienti al giorno. Con il nuovo acquisto è previsto un aumento dei trattamenti pari al 50 o 60% potendo raggiungere il numero di 150 pazienti al giorno. La nuova attrezzatura è destinata, in particolare, alle patologie che richiedono alta precisione specialmente a livello encefalico e toracico con varianti da patologie mal formative vascolari e tumori primitivi e secondari.

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L’editoriale

“Obbligo Flessibile” ancora in tema di vaccini Dunque, per fare un esempio, se tutti i medici ed operatori sanitari, se tutte le forze di polizia, se tutti i Vigili del fuoco venissero vaccinati con vaccino con virus vivo attenuato, lo scenario potrebbe essere: ospedali e ambulatori chiusi per 45 giorni, nessun agente di Polizia in servizio e incendi liberi di divampare per oltre un mese, e si lascia poi all’immaginazione di chiunque il raffronto con situazioni analoghe con tutte le conseguenze che esse comportano. Per fare un altro esempio, si potrebbe ingenuamente essere indotti a credere che una dieta nutritiva preventiva sia atta a scongiurare il pericolo di contagio di malattie infettive, rendendo inutile la somministrazione dei vaccini. Si arriva così, a seguito delle rimostranze del mondo accademico e scientifico, al cd “obbligo flessibile”, che fa pensare molto alla storiella della madre che, alle richieste delle amiche sullo stato di gravidanza della giovane figlia rispondeva: “sì, è incinta, ma poco poco!” Se la scienza medica è in continuo progresso ed alla continua ricerca di terapie in grado di debellare le malattie, ad oggi i vaccini sono la sola arma che abbiamo per prevenire malattie virali o loro complicazioni anche letali. Sulla loro sicurezza e sulla loro efficacia molto si è detto e scritto, anche su queste pagine, per sfatare le fake news con cui associazioni di no vax hanno ammorbato l’etere. Vedasi a fianco il prospetto redatto dalla Società Scientifica dei Pediatri. E’ di questi giorni la richiesta di archiviazione da parte della Procura di Roma, di una serie di esposti con i quali si richiedeva di verificare l’eventuale tossicità dei vaccini,il loro collegamento con patologie come l’autismo, la correttezza delle condotte dei membri delle commissioni delle Agenzie del farmaco italiane ed europee in relazione ai controlli svolti sui vaccini prodotti dalle case farmaceutiche. I magistrati hanno di fatto bocciato tutte quelle tesi “ sulla base di studi pseudo scientifici facilmente smontati non solo dalla scienza ufficiale ma dal fatto notorio che le vaccinazioni di massa hanno di fatto debellato malattie come la poliomielite, il vaiolo,significa aderire pregiudizialmente ovvero fideisticamente a una tesi rispetto alla quale qualunque argomento risulta inconsistente” Anche se si considerasse la Medicina una scienza non esatta, i medici non possono che applicare pratiche che derivino da evidenze scientifiche dimostrate e validate e non certo basate su opinioni farlocche senza alcuna validazione scientifica magari assunte per alzata di mano da gente incompetente o in malafede. No! La scienza in questo senso non è e non può essere democratica. E scienza e politica sono due mondi distinti, cui però ben potrebbe applicarsi il famoso ossimoro sopra citato delle “convergenze parallele”, perché i punti di convergenza tra le due possono, e debbono, esserci. Il buon utilizzo della scienza, infatti, rende possibile la realizzazione di una buona politica. Curioso notare, però, che questi personaggi politici, che con il loro atteggiamento incoraggiano e danno linfa ai no vax, finiscano poi col dichiarare che i propri figli li hanno comunque vaccinati! Verrebbe da dire che è fin troppo facile fare i no vax con i figli degli altri!

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“Obbligo Flessibile” ancora in tema di vaccini

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le tecniche chirurgichetra ed ospedali, Laggigiorno, collaborazione i laser impiegati in chirurgia refrattiva neonatologi e cardiochirurhi per la correzione dei difetti di vista (miopia, ipermetropia, astigmatismo) hanno di dueunaregioni, salva raggiunto grande maturità. Tuttavia,una vita è bene ricordare che non tutte le tecniche i sono storie buonaa sanità e didiottima I medici di Anna contattano allora la Techirurgiche sonodiadatte tutti i tipi occhi meritano altre rapia Intensiva Neonatale di Padova al fine o a collaborazione tutti i difetti di che vista. Semprepiù piùdispesdi essere raccontate. di attivare il team di trasporto “ECMO Neoso, al giorno d’oggi, i pazienti si presentano Una è la storia di Annadocumentati ( nome fittizio) natale”. Si tratta di una procedura estrema dall’oculista dopo essersi via Laser a Femtosecondi presso nata i primi di settembre a Mantova dopo salva vitaSEKAL che permette di sostituire internet o tramite altri mezzi di comunicaMicrochirurgia Rovigo la funun travaglio difficile. Mentre Anna viene al zione dei polmoni facendo circolare il sanzione; ciò che abbiamo riscontrato è che mondo,ilpurtroppo il da meconio, cioè gue delastigmatismo. neonato al di Queste fuori deltecniche corpo dove pia ed hanspesso paziente èaspira forviato informazioil liquido contenuto nell’intestino del feto viene e quindi re-immesso nella no unossigenato grande profilo di sicurezza a discani incorrette o illusorie. Inoltre, il paziente ed altamente tossicodell’attrezzatura per i polmoni. all’aCosì, circolazione del bambino. pito di un recupero postoperatorio un po’ non è a conoscenza appena nata,e ladell’esperienza piccola non riesce a respidecide che l’assistenza ECMO venpiùSilungo. vanguardia dell’oculista ’ stato inaugurato dal Presidente della rare normalmente e i medici ga Leposizionata prima presso dette la Terapia tecniche più profonde, intranecessaria per questo tipo didiagnosticano chirurgia. È Regione Luca Zaia, il terzo acceleratouna grave insufficienza respiratoria. Intensiva Neonatale di Mantova e dello che, stromali (poiché lavorano all’interno quindi il momento di fare un po’ di Viene chiare lineare che entra in funzione in Radiotrasferita immediatamente in Terapia Insuccessivamente, trasportata in stroma corneale),Anna sonosarà la tecnica LASIK rezza. terapia a Treviso per rafforzare il livello tensiva Neonatale le rimozione viene applicata la assistenza ventilatoria meccanica la e la tecnica SMILE. Nella prima presso vengono La chirurgia atta ealla degli octecnologico e quantitativo delle terapie macchina percorrezione la ventilazione meccanica. struttura così avviene. utilizzati Padovana. entrambi i Elaser: prima il laser a chiali per la dei difetti di vista radiologiche anticancro. Acquistato con Tuttavia condizionirefrattiva. cliniche di Il Servizio dicrea trasporto per sulla l’emergenza femtosecondi un taglio cornea, si chiamalechirurgia In ossigenachirurgia un investimento di 2 milioni 150.000 zione del sangue a peggioraneonatale Ospedalieil chirurgo (STEN) solleva dell’Azienda il tessuto tagliato, poi il refrattiva esistonocontinuavano due tipologie di laser: euro, consentirà infatti di aumentare del re progressivamente tantoa che Anna rischia ra di Padova è operativo tutti i giorni laser ad eccimeri modellaH24 la cornea, infine laser ad eccimeri e laser femtosecondi. 50% i trattamenti quotidiani sui pazienti la vita. I medicidella decidono cheche dovrebbe esdell’anno effettua ilcirca trasporti il chirurgoed riposiziona lembo200 tagliato. La A seconda tecnica il chirurgo oncologici. sere trasferita in unaadottare struttura uno specializzata urgenti SMILE, all’anno. tecnica più recente che utilizza un utilizza è possibile dei due “Tre acceleratori lineari ultramoderni ma le ocondizioni piccola sono talmenEntro poche dalla richiestadella vieneZeiss poparticolare laserore a femtosecondi laser entrambi.della Le tecniche di superficie – ha detto con orgoglio Zaia – sono la te compromesse, nonostante massizionata successo l’assistenza cardio-i (unico al con mondo), permette di correggere (PRK, LASEK) utilizzano il lasersupporti ad eccimeri, dimostrazione di un continuo investi- non è così, come in ogni aspetto della simali,modellando da renderelaintrasferibile la piccola circolatoria tipomantenendo, ECMO pressoquasi l’Ospedale di difetti di vista compleche, cornea in superficie, mento in tecnologie, 70 milioni anche vita dove c’è l’ottimo, il buono, il meno con modalità convenzionali. Mantova la piccoladeipaziente tamente, el’integrità tessuti.viene Comequindi lavora permette di correggere miopia ipermetroquest’anno per la sanità veneta, che buono, il pessimo”. Zaia ha infine posto significa più cure, ancora più efficacia, l’accento sugli effetti che il nuovo accemeno dolore, ricoveri più brevi. Significa leratore lineare di Treviso, e il pacchetto continuare a essere innovativi e iperspe- di tre per un investimento di 7,5 milioni cializzati, che poi sono le caratteristiche di euro, può avere sulla mobilità sanitache mantengono ad alto livello la qualità ria verso est ancora presente tra i padi ogni sistema sanitario”. Allargando il zienti veneti e su una nuova attrattività ragionamento, Zaia ha ribadito che “Il realizzabile da fuori Regione. “Già oggi nuovo Piano Sociosanitario attualmente – ha detto – abbiamo pazienti da molte in discussione in Consiglio non taglierà altre Regioni che scelgono il Veneto per a Campagna Nastro Rosa nessun ospedale, ma baderà all’efficien- curarsi ,con un valore di prestazioni eroLilt For Women è arrivata gate di 300 milioni tamento di tutte alla XXVIma edizione! Pale strutture”, e ha Zaia: per il 2020 “sarà di euro, ma possiatrocinata dalla Presidenza mo, e vogliamo far confermato che per del Consiglio dei Ministriconcluso e il ‘cuore’ della meglio offrendo moil 2020 “sarà condal Ministero della Salute è cluso il ‘cuore’ della Cittadella Sanitaria, vero dernità e tecnologie uno degli eventi più imporCittadella Sanitaria e proprio nuovo ospedale al top, come oggi a tanti della Lilt, sicuramente Treviso”. Il nuovo che è il vero e proil più atteso dalle donne di Treviso acceleratore lineaprio nuovo ospedale che - sempre più numerose re, modello Versa di Treviso. Ci sono - si rivolgono alle 106 Sezioni voluti dieci anni – ha ricordato, ma que- HD, di ultima generazione, è il terzo Provinciali sia per acquisire sto è il prezzo che si è dovuto pagare alla che entra in servizio all’ospedale treviqualificati consigli e suggeriburocrazia e a un approccio sempre più giano. Va, infatti, ad aggiungersi ai due menti in tema di prevenzione diffuso e ingiusto verso le opere pubbli- installati rispettivamente nel 2015 e nel che per prenotare visite senoche, per il quale dove c’è una carriola, 2016. Si conclude così un rinnovamento logiche gratuite. traddistinguerà la comunicazione social deve per forza esserci un ladro, e invece tecnologico che durato tre anni che ora La campagna, già da qualche anno, sia della Sede Centrale che di tutte le ha un suo logo di riferimento che è “Lilt Sezioni Provinciali in modo da potenziaFor Women Campagna Nastro Rosa re la condivisione. 2018”, elemento distintivo rispetto alle Grazie alla consolidata partnership tante altre iniziative su tali tematiche. con l’ANCI (Associazione Nazionale La campagna di sensibilizzazione Comuni Italiani) si rinnova la possibiliquest’anno ha ben due testimonial, le tà di illuminare di rosa i monumenti in conduttrici televisive Federica Panicuc- ogni Comune del territorio nazionale. ci, volto quotidiano di “Mattino Cinque” In particolare, il Colosseo di Roma sarà di Mediaset e Filippa Lagerback del illuminato tutte le domeniche notte del programma Rai “Che Tempo che Fa”. Il prossimo mese di ottobre - con proiezioclaim è “La prevenzione non è un acces- ne del logo Lilt - grazie ad un importante sorio. Vivi il rosa proteggi la tua Vita”. contributo liberale erogato dalla Acea Il nastrino rosa, infatti, non è solo un spa, una delle principali multiutility itasimbolo da indossare, ma una testimo- liane attiva nella gestione e nello svilupnianza dell’importanza del valore della po di reti e servizi riguardanti l’energia prevenzione. L’hasthag #vivilrosa con- e l’ambiente.

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Lotta al cancro: a Treviso un nuovo macchinario questo laser? Prendiamo ad esemper le zone che richiedono altadunque pioprecisione un occhio miope, per correggere questo

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“La prevenzione non è un accessorio. Vivi il rosa proteggi la tua Vita”

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Strumento diagnostico in grado di misurare anche lo spessore dell’epitelio corneale

difetto è necessario rimuovere una porzione di tessuto corneale. Quindi, il laser per trasportata in assistenza ECMO mediante la tecnica SMILE è in grado di tagliare una ambulanza attrezzata della Croceall’interno Verde di piccolissima porzione di tessuto Padova pressodella la Terapia dello spessore cornea. Intensiva Fatto ciò ilpostchioperatoria (TIPO) della Cardiochirurgia rurgo è in grado di asportare, tramite un taPediatrica. il Centro Gallucci, Anna glio di soli 3Presso millimetri, il tessuto pre-tagliaviene presa in cura medici to in precedenza daldai laser. Madella qualiTerapia sono i Intensiva Neonatale e della Cardiochirurgia veri vantaggi? In particolare, questa tecnica i quali, lavorandodella in stretta èPediatrica ideata per la correzione miopiacoled laborazione, riescono dopo drasticamente quattro giorni astigmatismo riducendo di cure intensive piccola dalla complicanze comea svezzare riduzioneladella lacrimaassistenza ECMOpostoperatorio, e, dopo solo due giorni a zione ed il dolore il paziente portarla al respiro spontaneo, senza necesnon avverte dunque alcun fastidio. consentirà alla Radioterapia Oncologica sitàLadinecessità supporto da ventilatorio. parte dell’oculista di ladi curare oltre 1800 nuovi pazienti ogni Solo su a questo mamma e il papà vorare tessutipunto moltolapiccoli (micron) fa anno con le migliori e più aggiornate tecniche radioterapiche erogate in un’attività quotidiana di 13 ore giornaliere. L’investimento per il costo della nuova apparecchiatura è stato di circa 1 milione 800.000 euro. A questi si aggiungono 350.000 euro per gli interventi impiantistici e le opere edili. Queste ultime hanno compreso anche una risistemazione dei locali destinati ad accogliere l’utenza e delle aree di attesa. L’attività della Radioterapia di Treviso è significativa. Nel n Veneto grazie alle nuove terapie per l’e2017 sono state eseguite 1765 prime patite C in questi anni sono state curate visite e (con solo 2 attrezzature) 2586 10.000 persone e 3.000 sono in lista d’attrattamenti radianti (i pazienti ne fanno tesa per ricevere il trattamento. “Restano più d’uno). Oggi i pazienti in trattamento circa 12.000 pazienti ancora da intercettare ci sono quasi 100 pazienti al giorno. Con – ha affermato Alfredo Alberti, professore il nuovo acquisto è previsto un aumento ordinario di Gastroenterologia all’Universidei trattamenti pari al 50 o 60% potendo tà di Padova – Stiamo mettendo in campo raggiungere il numero di 150 pazienti al una serie di strategie per raggiungere quegiorno. La nuova attrezzatura è destista popolazione sul territorio, attraverso nata, in particolare, alle patologie che informazione alla cittadinanza e la sensibirichiedono alta precisione specialmente lizzazione dei medici di medicina generale a livello encefalico e toracico con variane attraverso un capillare intervento nei ti da patologie mal formative vascolari e gruppi a rischio come gli utenti dei SerD e tumori primitivi e secondari. i carcerati”. Il Veneto è la prima Regione ad aver strutturato un programma di eliminazione dell’epatite C: “Vogliamo implementare strategie concrete coordinate da una cabina di regia che coinvolge tutte le componenti che fanno parte della presa in carico del paziente con epatite C – ha spiegato Roberta Rampazzo della Divisione farmaceutico, protesica e dispositivi medici di Regione Veneto – Le fasi in cui il piano è articolato sono cinque: definizione dell’epidemiologia, dell’infezione Hcv, intensificazione della ricerca di pazienti non noti, definizione percorsi di presa in carico attraverso la messa in rete dei centri coinvolti e monitoraggio dei risultati raggiunti” “Nel periodo iniziale - ha aggiunto Ivan

Dunque, per fare un esempio, se tutti i medici ed operatori si che lo studio della morfologia dell’occhio e garantire i risultati migliori. Ad esempio, sanitari, se tutte le forze di polizia, se tutti i Vigili del fuoco e del difetto di vista deve essere il più ac- il nostro laser a femtosecondi (uno dei soli venissero vaccinati conin vaccino con virus 16 vivo attenuato, curato possibile. Ecco che questo campo laser presentiloin Italia) è situato in una scenario potrebbe essere: ospedali e ambulatori per 45 a temperatura e umidila strumentazione diagnostica deve essere stanzachiusi che rimane giorni, nessun di ottenere Polizia inil servizio incendi liberi di all’anno 24 ore su 24. di altissima qualità agente al fine di mi- tàe costanti per 365 all’immaginazione chiunque rafgliordivampare risultato. per oltre un mese, e si lascia poi Concludendo, è sì verodiche oggi la ilchirurgia connoi situazioni analoghe con tutte le refrattiva conseguenze che esseconsolidata comportano. Per Dafronto 30 anni investiamo nella strumenè una realtà e matura fare un altro esempio, si potrebbe ingenuamente essere indotti a credere che una tazione diagnostica e chirurgica al fine di ma non deve essere presa con leggerezza o dieta inutritiva atta a pascongiurare il pericolo di contagio di malattie ottenere migliori preventiva risultati persiai nostri sottovalutata. I difetti visivi possono essere infettive, rendendo inutile la somministrazione dei vaccini. Si arriva così, seguito zienti, il nostro centro SEKAL Microchirur- leggeri (entro 3 diottrie), medi a(da 3 a 8) ed delle rimostranze mondo accademico elevati e scientifico, al 8cddiottrie). “obbligoPer flessibile”, gia Rovigo si avvale didelcirca 24 strumenti (oltre le un pazienche fa pensare molto alla recentemente storiella della madre che,unalle richieste dellefunzionale, amiche sullo diagnostici. Ad esempio, te, da punto di vista anche stato investito di gravidanza giovane figlia è incinta, ma una pocomioperficie poco!” abbiamo su di della uno strumento che rispondeva: un difetto“sì,leggero quale la scienza medica è in continuo progresso ed allasimile continua ricerca di terapie in inè in Se grado di misurare lo spessore dell’epicorneale, ad un pallone da rugby di debellare le malattie, ad oggi la sola arma che abbiamo peralla teliogrado corneale (uno strato di 10 cellule circai vaccini vece sono che sferica) può essere associato virali o Tale loro complicazioni anche oletali. Sulla loro sicurezza e sulla è che prevenire sta sopramalattie alla cornea). strato è miopia all’ipermetropia. L’ipermetropia di Anna hanno potuto riabbracciarla sapenavanzate tecniche sviluppate di assistenza loro efficacia molto si è detto e scritto, anche su queste pagine, per sfatare le fake tanto piccolo quanto importante in questo il contrario della miopia e qui l’occhio è più do che la bambina da allora in poi avrebbe meccanica, può offrire la salvezza a questi news con cui associazioni di no vax hanno ammorbato l’etere. Vedasi a fianco ilè la tipo di chirurgia. A tutto ciò va aggiunto corto. Una preoccupazione dei pazienti respirato da sola. piccoli neonati in condizioni critiche a riprospetto redatto dalla Società Scientifica dei Pediatri. E’ di questi giorni la richiesta che questi laser necessitano di una manu- durata di queste lenti. Il materiale è perfetDopo appena 12 da giorni didella distanza dal di Roma, schio di vita con della di archiviazione parte una serieladitotale esposti con i quali tenzione particolare per lavorare alProcura meglio tamente biocompatibile e laremissione durata eterna! grave acuto, stata ritrasferita pres-tossicità malattia e la prospettiva di una vitacon futura si evento richiedeva di èverificare l’eventuale dei vaccini,il loro collegamento so lapatologie Terapia Intensiva Neonatale del “Carassolutamente normale, grazie alla stretta come l’autismo, la correttezza delle condotte dei membri delle commissiolo Poma” Mantovadelinfarmaco ottime condizioni, collaborazione tra laaiTerapia ni delledi Agenzie italiane ed europee in relazione controlliIntensiva svolti suiNeDott. Camellin senza alcunMassimo esito clinico seguito all’inva- Ionatale e lahanno Cardiochirurgia sia per adulti vaccini prodotti dalleincase farmaceutiche. magistrati di fatto bocciato tutte Oftalmologo sivitàquelle dellatesi procedura. che pediatrica. “ sulla base di studi pseudo scientifici facilmente smontati non solo dalVia Dunant, 10 - Rovigo Nella storia ufficiale di Anna collaborazione Negli ultimi anni il team “ECMO neonala scienza maladal fatto tel. 0425 411357 tra la struttura e quelladi veneta tale” di Padova ha effettuato 6 interventi di notorio che lombarda le vaccinazioni mail: segreteria@sekal.it è stata un elemento e vincente. Così trasporto neonatale in ECMO. Anna è uno massa hanno di vitale fatto debellato web: www.lasek.it comemalattie l’eccellenza padovana: Padova come la poliomielite, il è a di questi e oggi sorride alla vita a pieni poltutt’oggi l’unico Centro in Italia che vaiolo,significa aderire pregiu- con moni. dizialmente ovvero fideisticamente a una tesi rispetto alla quale qualunque argomento risulta inconsistente” Anche se si considerasse la Medicina una scienza non esatta, i medici non possono che applicare pratiche che derivino da evidenze scientifiche dimostrate e validate e non certo basate su opinioni far• locche senza alcuna validazione scientifica magari assunte per alzata di mano • da gente incompetente o in malafede. • in questo senNo! La scienza • può essere democratica. E scienza e politica sono due mondi distinti, so non è e non cui però ben•potrebbe applicarsi il famoso ossimoro sopra citato delle “convergenze parallele”, perché i punti di convergenza tra le due possono, e debbono, esserci. Il buon utilizzo della scienza, infatti, rende possibile la realizzazione di una buona politica. Curioso • notare, però, che questi personaggi politici, che con il loro atteggiamento incoraggiano e danno linfa ai no vax, finiscano poi col dichiarare che i • propri figli li hanno comunque vaccinati! Verrebbe da dire che è fin troppo facile fare i no vax con i figli degli altri!

Epatite C, in Veneto si combatte con efficacia per eradicare il virus

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Le liste d’attesa si stanno assottigliando, tutti saranno curati Gardini, presidente di EpaC Onlus - è stato giusto curare i pazienti più gravi. Come Associazione abbiamo lavorato molto per garantire l’accesso alle terapie per questa tipologia di pazienti. Adesso l’impegno è ri-

volto a curare i pazienti meno gravi e quindi tutti, nessuno escluso. Le liste di attesa si stanno progressivamente assottigliando, ma adesso c’è il problema di andare a cercare i pazienti in quei bacini che non sono stati presi in considerazione e dunque emerge una nuova priorità: costruire percorsi di presa in carico per gruppi di popolazioni cosiddette “speciali”, come le persone in tossicodipendenza attiva o non attiva, seguite presso i Sert, e le persone detenute”.


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laPiazza

Salute

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Consulenza scientifica Disfunzione erettile: “Obbligo Flessibile” in tema di vaccini campanello d’allarmeancora per il cuore L’editoriale

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Dunque, per fare un esempio, se tutti i medici ed operatori screening e la diagnosi della disfunzione a disfunzione erettile è l’incapacità di sanitari, se tutte le forze di polizia, se tutti erettile i Vigili delunfuocomomento di estrema un uomo di raggiungere e/o mantenere venissero vaccinati con vaccino con virus vivo attenuato, lo prevenzione primaria importanza nella un’erezione sufficiente ad una soddisfacente scenario potrebbe essere: ospedali e ambulatori chiusi per 45offrendo un’informazione cardiovascolare attività sessuale. giorni, nessun agente di Polizia in servizio eaddizionale incendi liberi alladipiù classica definizione La disfunzione erettile interessa quasi divampare per oltre un mese, e si lascia poidel all’immaginazione di chiunque il raf- sui rischio cardiovascolare basata il 40% degli uomini di età superiore a 40 fronto con situazioni analoghe con tutte le conseguenze che esse comportano. Per tradizionali fattori di rischio. anni e presenta fattori di rischio comuni fare un altro esempio, si potrebbe ingenuamente essere a credere una Infine unindotti recente studiocheapparso con la malattia cardiovascolare quali dieta nutritiva preventiva sia atta a scongiurare pericolo of di contagio sul ilJournal Americandi malattie Cardiology ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa, infettive, rendendo inutile la somministrazione vaccini. Si arriva seguito ha deidimostrato che così, una a valutazione obesità, fumo, sedentarietà, depressione ed delle rimostranze del mondo accademico eandrologica scientifico, mirata al cd “obbligo flessibile”, al miglioramento della età. che fa pensare molto alla storiella della madre che, alle richieste amiche sullo disfunzione erettile delle e delle comorbidità In letteratura troviamo numerosi studi stato di gravidanza della giovane figlia rispondeva: incinta, ma poco poco!” associate“sì, èalla disfunzione erettile che dimostrano che: 1) la disfunzione Se la scienza medica è in continuo progresso ed alla continua di terapie in ed mediante terapiaricerca farmacologica erettile interessa il 47-75% dei pazienti grado di debellare le malattie, ad oggi i vaccini sono lasullo solastile armadiche interventi vitaabbiamo potrebbeper avere con cardiopatia ischemica nota; 2) più del prevenire malattie virali o loro complicazioni ripercussioni anche letali. Sulla loro sicurezza e sulla sia favorevoli sulla prognosi, 20% dei pazienti con disfunzione erettile ’ stato inaugurato dal Presidente della loro efficacia molto si è detto e scritto, anchein suprevenzione queste pagine, per sfatare le fake primaria che secondaria, hanno una patologia coronarica ancora Regione Luca Zaia, il terzo acceleratonews con cui associazioni di no vax hannoosservando ammorbatouna l’etere. Vedasidiafuturi fiancoeventi il riduzione asintomatica; 3) la disfunzione erettile, in re lineare che entra in funzione in Radioprospetto redatto dalla Società Scientifica deicardiovascolari Pediatri. E’ di questi giorni la richiesta del 32%. soggetti senza nota patologia coronarica, è terapia a Treviso per rafforzare il livello di archiviazione da parte della Procura di Roma, di una serie di esposti con i quali un fattore di rischio per futuri eventi che può tecnologico e quantitativo delle terapie si richiedeva di verificare l’eventuale tossicità dei vaccini,il loro collegamento con precedere l’evento aterosclerotico cardioradiologiche anticancro. Acquistato con patologie come l’autismo, la correttezza delle condotte dei membri delle commissioper qualsiasi causa del 25%. Infine tale cerebro-vascolare di 2-5 anni. La disfunzione erettile interessa quasi un investimento di 2 milioni 150.000 Dott. Nicolaitaliane Caretta del farmaco ed europee in relazione ai controlli svolti sui capacità predittiva della disfunzione erettile In particolare uno studio coinvolgente euro, consentirà infatti di aumentare del il 40% degli uomini di età superiore ni a delle 40 Agenziedalle in andrologia vaccini prodottiSpecialista case farmaceutiche. I magistrati hanno di fatto bocciato tutte risulta maggiore nei soggetti più giovani, quasi 100.000 pazienti con un follow50% i trattamenti quotidiani sui pazienti anni e presenta fattori di rischio comuni Affi deadiUni Poliambulatorio quelle tesi “ sulla base studiXpseudo scientifici facilmente smontati non solo dalidentificando verosimilmente un gruppo di up di circa 6 anni, ha evidenziato che la oncologici. - P.zza 1 piano primo, la scienza ufficiale ma G. dalDossetti, fatto pazienti con una vasculopatia precoce ed presenza di disfunzione erettile aumentava con la malattia cardiovascolare quali “Tre acceleratori lineari ultramoderni di Sacco notorio che lePiove vaccinazioni di PD aggressiva. il rischio di eventi cardiovascolari del 44%, – ha detto con orgoglio Zaia – sono la ipercolesterolemia, ipertensione - tel. 970 8688 massa hanno di fatto049 debellato La precocità con la quale la disfunzione di mortalità cardiovascolare del 19%, di dimostrazione di un continuo investi- non è così, come in ogni aspetto della consentirà alla Radioterapia Oncologica arteriosa, obesità, fumo, sedentarietà, dea.it malattie come -lawww.affi poliomielite, il erettile si manifesta rispetto al primo evento infarto miocardico acuto del 62%, di eventi mento in tecnologie, 70 milioni anche vita dove c’è l’ottimo, il buono, il meno di curare oltre 1800 nuovi pazienti ogni vaiolo,significa aderire pregiuclinico cardio-cerebro-vascolare rende lo cerebrovascolari del 39% e di mortalità depressione ed età quest’anno per la sanità veneta, che buono, il pessimo”. Zaia ha infine posto anno con le migliori e più aggiornate tecdizialmente ovvero fideisticasignifica più cure, ancora più efficacia, l’accento sugli effetti che il nuovo acce- niche radioterapiche erogate in un’attimente a una tesi rispetto alla meno dolore, ricoveri più brevi. Significa leratore lineare di Treviso, e il pacchetto vità quotidiana di 13 ore giornaliere. quale qualunque argomento continuare a essere innovativi e iperspe- di tre per un investimento di 7,5 milioni L’investimento per il costo della nuova risulta inconsistente” Anche se cializzati, che poi sono le caratteristiche di euro, può avere sulla mobilità sanita- apparecchiatura è stato di circa 1 miliosi considerasse la Medicina una che mantengono ad alto livello la qualità ria verso est ancora presente tra i pa- ne 800.000 euro. A questi si aggiungono scienza non esatta, i medici non di ogni sistema sanitario”. Allargando il zienti veneti e su una nuova attrattività 350.000 euro per gli interventi impiantipossono che applicare pratiche ragionamento, Zaia ha ribadito che “Il realizzabile da fuori Regione. “Già oggi stici e le opere edili. Queste ultime hanche derivino da evidenze sciennuovo Piano Sociosanitario attualmente – ha detto – abbiamo pazienti da molte no compreso anche una risistemazione tifiche dimostrate e validate e in discussione in Consiglio non taglierà altre Regioni che scelgono il Veneto per dei locali destinati ad accogliere l’utenza a cataratta è una patologia ocu- non certo basate su opinioni farnessun ospedale, ma baderà all’efficien- curarsi ,con un valore di prestazioni ero- e delle aree di attesa. L’attività della Ralare dovuta alla lenta e progres- locche senza alcuna validazione gate di 300 milioni dioterapia di Treviso è significativa. Nel tamento di tutte siva opacizzazione del cristallino scientifica magari assunte per le strutture”, e ha eseguite 1765 prime Zaia: per il 2020 “sarà di euro, ma possia- 2017 sono state situato all’interno dell’occhio. Tale alzata di mano da gente incommo, e vogliamo far visite e (con solo 2 attrezzature) 2586 confermato che per opacizzazione comporta la graduale petente o in malafede. concluso il ‘cuore’ della meglio offrendo mo- trattamenti radianti il 2020 “sarà con(i pazienti ne fanno No! La scienza in questo sene crescente riduzione della capacità cluso il ‘cuore’ della Cittadella Sanitaria, vero dernità e tecnologie più d’uno). Oggi i pazienti in trattamento visiva. Rappresenta la malattia ocu- so non è e non può essere democratica. E scienza e politica sono due mondi distinti, Cittadella Sanitaria e proprio nuovo ospedale al top, come oggi a ci sono quasi 100 pazienti al giorno. Con lare di più frequente riscontro nel cui però ben potrebbe applicarsi il famoso ossimoro sopra citato delle “convergenze Treviso”. Il nuovo il nuovo acquisto è previsto un aumento che è il vero e proparallele”, perché i punti di convergenza tra le due possono, e debbono, esserci. mondo. di Treviso acceleratore linea- dei trattamenti pari al 50 o 60% potendo prio nuovo ospedale Il buon utilizzo della scienza, infatti, rende possibile la realizzazione di una buona Nei paesi industrializzati determire, modello Versa raggiungere il numero di 150 pazienti al di Treviso. Ci sono na una interruzione dell’attività lavo- politica. Curioso notare, però, che questi personaggi politici, che con il loro attegvoluti dieci anni – ha ricordato, ma que- HD, di ultima generazione, è il terzo giorno. La nuova attrezzatura è destirativa e incapacità nella guida. Nei giamento incoraggiano e danno linfa ai no vax, finiscano poi col dichiarare che i sto è il prezzo che si è dovuto pagare alla che entra in servizio all’ospedale trevi- nata, in particolare, alle patologie che figli lihahanno vaccinati! Verrebbe daindire che è fin troppo paesi del terzo mondo (Asia e Africa) lapropri patologia carat-comunque to chirurgico viene eseguito anestesia locale confacile l’instilburocrazia e a un approccio sempre più giano. Va, infatti, ad aggiungersi ai due richiedono alta precisione specialmente fare i no vaxpersonali con i figli degli altri! di un collirio anestetico. Particolare attenzione va teristiche ben più drammatiche con implicazioni lazione diffuso e ingiusto verso le opere pubbli- installati rispettivamente nel 2015 e nel a livello encefalico e toracico con variane sociali, tanto da rappresentare la principale causa di ce- fatta nel postoperatorio per i rischi legati ad una infezione. che, per il quale dove c’è una carriola, 2016. Si conclude così un rinnovamento ti da patologie mal formative vascolari e cità. Non esiste terapia medica, ma solo chirurgica; questa Vanno scrupolosamente seguite le terapie prescritte dal deve per forza esserci un ladro, e invece tecnologico che durato tre anni che ora tumori primitivi e secondari. consiste nell’asportazione del cristallino opaco e nella sua chirurgo per ridurre al minimo tali rischi. L’occhio è un orsostituzione con uno artificiale. Tale intervento prevede gano complesso, la sua chirurgia ha raggiunto livelli molto l’utilizzo degli ultrasuoni (facoemulsificazione) e impianto raffinati che richiedono professionalità, preparazione, madi una lente artificiale. Ciò implica costi di assistenza me- nualità e …umiltà. Spiace leggere sui giornali o guardare dico-chirurgica notevoli (è la chirurgia del benessere). Nei in TV di gare sui numeri degli interventi, sulla loro facilità, paesi poveri l’intervento della cataratta è molto richiesto in un crescendo che tende a banalizzare il tutto, arrecando data la diffusione della malattia. Per contro, vi è scarsa danno alla nostra professione. Passando a trattare delle offerta legata alle precarietà sanitarie: pochi chirurghi, complicazioni dovute all’intervento si può dire siano rare e tecnologia scadente, costi elevati. La cataratta si manife- spesso gestibili, ma il pericolo esiste sempre. sta con perdita lenta ma progressiva della vista, miopizzazione, i miopi diventano più miopi, gli ipermetropi vedono meglio senza occhiali. Chi per molti anni ha usato occhiali Dott. Valerio Crepaldi per vicino si accorge di riuscire a leggere anche senza. Aldirigente medico ospedale tri sintomi sono: la fotofobia, la lacrimazione, la deformaS.Antonio e Piove di Sacco zione delle immagini, la sensazione soggettiva di vedere Studio: Padova gli oggetti ingialliti, la visione di aloni attorno alle luci. I mailvcrepaldi@libero.it fattori di rischio conosciuti della malattia sono: il diabete, i tel. 049 663855 traumi, le terapie cortisoniche di lunga durata. L’interven-

Lotta al cancro: a Treviso un nuovo macchinario per le zone che richiedono alta precisione

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Che cos’è la cataratta dell’occhio e perché insorge L


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Trenta progetti per la sicurezza sul lavoro. L’Ulss 6 Euganea punta un milione e mezzo di euro sulla roulette della prevenzione

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’Ulss 6 Euganea è in prima linea con il Comitato Provinciale di Coordinamento CPC, composto da Ispettorato territoriale del lavoro Padova, Inps, Inail, Vigili del Fuoco, Ispesl, Arpav, Confindustria, Ance, Confesercenti, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Upa, Cna, Confapi, Cgil, Cisl e Uil, Fillea, Filca, Feneal, Anmil, Camera di Commercio, Ascom, Comitato paritetico territoriale Assessorato al Lavoro Provincia di Padova, Sirvess, Anci. Una strategia che interessa tutti glidella ambiti ’ stato inaugurato dal Presidente occupazionali: dal terziario alla metalmeccaRegione Luca Zaia, il terzo acceleratonica,redall’agricoltura trasporti. lineare che entraall’edilizia, in funzione ai in Radioterapia a Treviso per rafforzare il livello Per approfondimenti tecnologico e quantitativo delle terapie www.aulss6.veneto.it radiologiche anticancro. Acquistato con un investimento di 2 milioni 150.000 euro, consentirà infatti di aumentare del 50% i trattamenti quotidiani sui pazienti oncologici. “Tre acceleratori lineari ultramoderni – ha detto con orgoglio Zaia – sono la dimostrazione di un continuo investi- non è così, come in ogni aspetto della mento in tecnologie, 70 milioni anche vita dove c’è l’ottimo, il buono, il meno quest’anno per la sanità veneta, che buono, il pessimo”. Zaia ha infine posto significa più cure, ancora più efficacia, l’accento sugli effetti che il nuovo accemeno dolore, ricoveri più brevi. Significa leratore lineare di Treviso, e il pacchetto continuare a essere innovativi e iperspe- di tre per un investimento di 7,5 milioni cializzati, che poi sono le caratteristiche di euro, può avere sulla mobilità sanitache mantengono ad alto livello la qualità ria verso est ancora presente tra i padi ogni sistema sanitario”. Allargando il zienti veneti e su una nuova attrattività ragionamento, Zaia ha ribadito che “Il realizzabile da fuori Regione. “Già oggi nuovo Piano Sociosanitario attualmente – ha detto – abbiamo pazienti da molte in discussione in Consiglio non taglierà altre Regioni che scelgono il Veneto per nessun ospedale, ma baderà all’efficien- curarsi ,con un valore di prestazioni erogate di 300 milioni tamento di tutte le strutture”, e ha Zaia: per il 2020 “sarà di euro, ma possiamo, e vogliamo far confermato che per concluso il ‘cuore’ della meglio offrendo moil 2020 “sarà concluso il ‘cuore’ della Cittadella Sanitaria, vero dernità e tecnologie Cittadella Sanitaria e proprio nuovo ospedale al top, come oggi a Treviso”. Il nuovo che è il vero e prodi Treviso acceleratore lineaprio nuovo ospedale re, modello Versa di Treviso. Ci sono voluti dieci anni – ha ricordato, ma que- HD, di ultima generazione, è il terzo sto è il prezzo che si è dovuto pagare alla che entra in servizio all’ospedale treviburocrazia e a un approccio sempre più giano. Va, infatti, ad aggiungersi ai due diffuso e ingiusto verso le opere pubbli- installati rispettivamente nel 2015 e nel che, per il quale dove c’è una carriola, 2016. Si conclude così un rinnovamento deve per forza esserci un ladro, e invece tecnologico che durato tre anni che ora

Lotta al cancro: a Treviso un nuovo macchinario per le zone che richiedono alta precisione

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Azienda ULSS 6 EUGANEA Sede legale: Via E. degli Scrovegni,14 - 35131 Padova Codice Fiscale/Partita Iva: 00349050286 protocollo.aulss6@pecveneto.it

consentirà alla Radioterapia Oncologica di curare oltre 1800 nuovi pazienti ogni anno con le migliori e più aggiornate tecniche radioterapiche erogate in un’attività quotidiana di 13 ore giornaliere. L’investimento per il costo della nuova apparecchiatura è stato di circa 1 milione 800.000 euro. A questi si aggiungono 350.000 euro per gli interventi impiantistici e le opere edili. Queste ultime hanno compreso anche una risistemazione dei locali destinati ad accogliere l’utenza e delle aree di attesa. L’attività della Radioterapia di Treviso è significativa. Nel 2017 sono state eseguite 1765 prime visite e (con solo 2 attrezzature) 2586 trattamenti radianti (i pazienti ne fanno più d’uno). Oggi i pazienti in trattamento ci sono quasi 100 pazienti al giorno. Con il nuovo acquisto è previsto un aumento dei trattamenti pari al 50 o 60% potendo raggiungere il numero di 150 pazienti al giorno. La nuova attrezzatura è destinata, in particolare, alle patologie che richiedono alta precisione specialmente a livello encefalico e toracico con varianti da patologie mal formative vascolari e tumori primitivi e secondari.

31 L’editoriale

“Obbligo Flessibile” ancora in tema di vaccini Dunque, per fare un esempio, se tutti i medici ed operatori sanitari, se tutte le forze di polizia, se tutti i Vigili del fuoco venissero vaccinati con vaccino con virus vivo attenuato, lo scenario potrebbe essere: ospedali e ambulatori chiusi per 45 giorni, nessun agente di Polizia in servizio e incendi liberi di divampare per oltre un mese, e si lascia poi all’immaginazione di chiunque il raffronto con situazioni analoghe con tutte le conseguenze che esse comportano. Per fare un altro esempio, si potrebbe ingenuamente essere indotti a credere che una dieta nutritiva preventiva sia atta a scongiurare il pericolo di contagio di malattie infettive, rendendo inutile la somministrazione dei vaccini. Si arriva così, a seguito delle rimostranze del mondo accademico e scientifico, al cd “obbligo flessibile”, che fa pensare molto alla storiella della madre che, alle richieste delle amiche sullo stato di gravidanza della giovane figlia rispondeva: “sì, è incinta, ma poco poco!” Se la scienza medica è in continuo progresso ed alla continua ricerca di terapie in grado di debellare le malattie, ad oggi i vaccini sono la sola arma che abbiamo per prevenire malattie virali o loro complicazioni anche letali. Sulla loro sicurezza e sulla loro efficacia molto si è detto e scritto, anche su queste pagine, per sfatare le fake news con cui associazioni di no vax hanno ammorbato l’etere. Vedasi a fianco il prospetto redatto dalla Società Scientifica dei Pediatri. E’ di questi giorni la richiesta di archiviazione da parte della Procura di Roma, di una serie di esposti con i quali si richiedeva di verificare l’eventuale tossicità dei vaccini,il loro collegamento con patologie come l’autismo, la correttezza delle condotte dei membri delle commissioni delle Agenzie del farmaco italiane ed europee in relazione ai controlli svolti sui vaccini prodotti dalle case farmaceutiche. I magistrati hanno di fatto bocciato tutte quelle tesi “ sulla base di studi pseudo scientifici facilmente smontati non solo dalla scienza ufficiale ma dal fatto notorio che le vaccinazioni di massa hanno di fatto debellato malattie come la poliomielite, il vaiolo,significa aderire pregiudizialmente ovvero fideisticamente a una tesi rispetto alla quale qualunque argomento risulta inconsistente” Anche se si considerasse la Medicina una scienza non esatta, i medici non possono che applicare pratiche che derivino da evidenze scientifiche dimostrate e validate e non certo basate su opinioni farlocche senza alcuna validazione scientifica magari assunte per alzata di mano da gente incompetente o in malafede. No! La scienza in questo senso non è e non può essere democratica. E scienza e politica sono due mondi distinti, cui però ben potrebbe applicarsi il famoso ossimoro sopra citato delle “convergenze parallele”, perché i punti di convergenza tra le due possono, e debbono, esserci. Il buon utilizzo della scienza, infatti, rende possibile la realizzazione di una buona politica. Curioso notare, però, che questi personaggi politici, che con il loro atteggiamento incoraggiano e danno linfa ai no vax, finiscano poi col dichiarare che i propri figli li hanno comunque vaccinati! Verrebbe da dire che è fin troppo facile fare i no vax con i figli degli altri!


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Moldova, il vino come ambasciatore di Renato Malaman

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’ più nota come Moldavia, ma il suo

nome ufficiale è Moldova. E’ tra le più piccole repubbliche dell’ex Unione Sovietica (fra le 15 solo l’Armenia è meno estesa) e all’estero è conosciuta soprattutto grazie al suo vino. Vino moldavo che ha raggiunto vertici qualitativi notevoli anche per merito dell’apporto di consulenti e tecnologia italiani. La Moldavia è un paese che ha una grande fame di futuro e tanti sogni nel cassetto. Sogni che per una buona parte della popolazione significano adesione all’Unione Europea. Un primo passo in tal senso è stato fatto nel 2014 firmando l’ac-

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cordo di Associazione politica ed economica con l’Ue. Inoltre è stato aperto un ufficio della Nato. Decisioni tutt’altro che gradite alla Russia: dopo la dissoluzione dell’Urss, Putin continua a monitorare preoccupato questo quadrante dell’ex impero, dove anche l’Ucraina guarda più a Strasburgo che a Mosca. Simbolo di queste frizioni fra la Moldova e la Russia è la questione della Transnistria, piccola repubblica separatista non riconosciuta dalla comunità internazionale, dove ancora sventola la bandiera con “falce e martello”, dove le statue di Lenin sono ancora in piedi, dove si parla solo russo e si scrive in cirillico. continua alla pag. seguente


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Moldova, il vino come ambasciatore Dalle cantine di Cricova – le più grandi del mondo – a Purcari – dove il successo è targato Veneto – viaggio in un paese che stimola gli amanti di Bacco. Monasteri, aree archeologiche, parchi e villaggi etnografici sorprendono per la loro inusitata bellezza

s e g u e da l l a p a g . p r e c e de n t e

E dove si stampano persino rubli “transnistri”, utilizzabili solo in loco. Mentre in Moldova, dopo l’indipendenza del 1991, è stata fulminea la scelta del ritorno al rumeno come lingua ufficiale, ai caratteri latini e al Leu come moneta. All’orizzonte, finora, non c’è alcuna soluzione per il futuro di questo paese “che non c’è”. Ciò che sorprende positivamente oggi è la scelta dell’ente del turismo moldavo di proporre questo territorio ribelle fra le destinazioni turistiche più interessanti della Moldova, presentando l’escursione come un nostalgico “Ritorno all’Urss”, con le sue atmosfere e i suoi simboli un po’ appannati. Un modo intelligente - e un tantino ironico - di esorcizzare le paure e disinnescare la tensione fra le parti. Entrare in Transnistria, dopotutto è facile: alla frontiera in uscita dalla Moldova viene consegnato una specie di visto e per 10 ore si può girare tranquilli in questo territorio di 3500 chilometri quadrati, stretto tra il fiume Nistro e il confine ucraino, dove vivono 505.000 persone. La bandiera comunista in realtà è solo di facciata. Basta notare come l’oligarchia economica la faccia da padrona anche qui: tutto è in mano alla società Sheriff, che fa capo al figlio dell’ex presidente della Transnistria. Sheriff è proprietaria del club di calcio più titolato della Moldavia, di una catena di distributori di carburante, di una di supermercati e persino di un allevamento di storioni. Momento gradevolissimo: la degustazione del brandy Kvint, vanto locale. Nostalgie sovietiche in salsa turistica a parte, la Moldova di oggi si presenta come un paese dallo spirito nuovo, decisa a scrollarsi di dosso in fretta l’etichetta di Cenerentola d’Europa che ingiustamente le era stata affibbiata. Il paese, grazie anche all’impulso economico garantito dalle rimesse dei tanti emigrati all’estero (in Italia e Germania soprattutto), ha già sensibilmente migliorato la propria immagine complessiva: edifici storici restaurati, strade pulite e in ordine, servizi urbani che funzionano. Persino parco auto e abbigliamento denotano come quel po’ di benessere arrivato negli ultimi anni stia migliorando la qualità della vita dei moldavi. Chisinau la capitale è città di aspetto gradevole, con palazzi, musei e monasteri da visitare. Alle porte della città c’è una chiesa in legno del 1672. Poco lontano si trova il complesso archeologico di Orheiul Vechi, caratterizzato da uno spettacolare canyon, con tracce della civiltà ancestrale dei Daci. A Butuceni c’è un

La repubblica separatista di Transnistria – staccatasi dal governo di Chisinau già nel 1991 è diventata meta turistica per i nostalgici delle atmosfere Soviet: statue di Lenin, bandiera con falce e martello, cirillico e rubli sono i simboli di questo territorio ribelle e dal futuro incerto

NELLA FOTO DI COPERTINA UNA BELLA IMMAGINE DEL FESTIVAL DEL VINO CHE SI TIENE OGNI ANNO AI PRIMI DI OTTOBRE A CHISINAU. IN QUESTA PAGINA, DA IN ALTO A SINISTRA: UNA PANORAMICA DELL’AREA ARCHEOLOGICA DI ORHEIUL VECHI, IL CASTELLO MIMI, LE CANTINE DI CRICOVA CON VINO DI IERI E DI OGGI, LO CHATEAU PURCARI E UN MOMENTO DELLA VENDEMMIA. A DESTRA: UNO SKYLINE DI CHISINAU CON GUGLIE DI CHIESE E LA PARTE MODERNA DELLA CAPITALE, PIÙ SOTTO UNA CHIESA IN LEGNO DEL 1672. NELLE TRE FOTO SOTTO: ATMOSFERE SOVIET A TIRASPOL, CAPITALE DELLA TRANSNISTRIA

eco-resort dove è stato restaurato un villaggio di vecchie case in legno e si possono assaggiare i piatti della tradizione locale (fra cui la Malaliga, la polenta moldava che pure si taglia col filo). A Clisova Noua c’è la Rustic Art che documenta la recuperata arte del tappeto tradizionale. Anche a Cioborciu c’è un eco-villaggio, costruito da un privato sulle rive del Nistro. Infine sua maestà il vino. A Cricova sorge la cantina più grande del mondo, ospitata in ex cave di argilla: un percorso sotterraneo di 120 chilometri che ha incantato anche molti capi di stato. Vino all’altezza della fama. Ancora di più

a Purcari, azienda del 1827 seguita ultimamente dal trevigiano Federico Giotto, con risultati a dir poco stupefacenti. Anche il Castello di Mimi produce vini di profilo qualitativo internazionale e - come Purcari - ha creato un resort per gli ospiti. Il movimento del vino moldavo, che ai primi di ottobre dà vita al grande festival popolare di Chisinau, è l’emblema di un paese che facendo squadra sta crescendo a vista d’occhio. Segnalandosi anche a livello turistico come una realtà ricca di elementi di interesse e soprattutto di un’anima profonda, sconosciuta ai più.


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Consorzio CEV, al servizio degli enti Riefficientamento energetico, riduzione della spesa, consulenza a favore degli Enti Pubblici: questo e molto altro è il Consorzio CEV, un’aggregazione che attualmente riunisce 1.090 comuni di tutta Italia, la maggior parte al di sotto dei 5.000 abitanti, verso i quali promuove soluzioni efficienti per le attività di Pubblica Amministrazione. Nato nel 2002 ed entrato come gruppo d’acquisto nel libero mercato, in quel momento accessibile solo ai grandi energivori, oggi il Consorzio opera a sostegno dei Soci con un’attività consolidata nell’ambito degli acquisti centralizzati e dell’efficientamento energetico di impianti e strutture. Con il progetto MEL (Municipal Efficiency Light), il CEV offre ai comuni la possibilità di riqualificare il proprio parco illuminotecnico, riducendo significativamente il consumo di energia e, soprattutto, senza anticipare alcuna spesa o gravare in alcun modo sul bilancio dell’en-

te. Grazie al finanziamento a fondo perduto (fondo ELENA) ottenuto nel 2015 dalla Commissione Europa ed erogato dalla Banca Europea degli Investimenti, i costi tecnici, amministrativi e legali - propedeutici al lancio dei bandi di gara per la riqualificazione energetica della pubblica illuminazione dei comuni consorziati - sono interamente coperti dal fondo europeo (90%) e dal CEV (10%). Gli interventi di riqualificazione veri e propri, invece, si ripagheranno con parte del risparmio ottenuto dall’efficientamento energetico dell’impianto (grazie al contratto EPC, Energy Performance Contract). Nel concreto, si sostituiscono lampade obsolete con lampade a LED, si installano regolatori del flusso luminoso e sistemi di controllo a distanza, si rimpiazzano pali o quadri elettrici non più in linea con le normative vigenti. “In materia di efficientamento energetico chi è chiamato a dare il buon esempio sono le pubbliche

in tema di contratti pubblici, che affianca gli Enti nell’attività di redazione degli atti amministrativi di gara, fornisce modelli standard e supporta gli stessi nell’utilizzo dello strumento e-procurement. Dall’entrata in vigore dell’obbligo di utilizzo dei mezzi di comunicazione nello svolgimento delle procedure di aggiudicazione, il 18 ottobre 2018, il Consorzio CEV offre ai propri soci l’utilizzo gratuito della piattaforma per operare in autonomia, oltre al servizio di e-procurement e l’albo fornitori.

amministrazioni, le quali svolgono essenzialmente due ruoli: consumatore e modello. Devono agire in maniera tale non solo da operare con un considerevole risparmio ma fungere da traino per l’adozione di soluzioni tecniche che mirino alla sostenibilità ambientale ed energetica” sottolinea il presidente del Consorzio CEV, Andrea Tasinato, che conclude: “L’obiettivo principale è stabilire anche nella mente dei cittadini una forte coscienza ambientale, far si che iniziare da una piccola realtà come gli enti pubblici possa scaturirne un effetto ancora più grande. Il consorzio CEV in questo si inserisce in modo determinate per far conseguire agli enti associati questo obiettivo”. Sempre nell’ottica del conseguimento di significativi risparmi economici, abbattendo costi e consumi di energia elettrica e combustibile, il

Consorzio propone ai propri Soci i progetti “Efficientamento Calore” ed “Illuminotecnica interna”, che consentono di mettere a norma le centrali termiche dell’Ente - sostituendo caldaie obsolete con generatori di calore più efficienti, sicuri e meno inquinanti - e di riqualificare ed efficientare l’illuminazione interna degli edifici di proprietà e degli impianti sportivi. Anche in questo caso, grazie al contratto EPC (Energy Performance Contract) l’Ente non dovrà anticipare alcuna spesa. Nell’ambito degli acquisti centralizzati, il Consorzio CEV opera come Centrale di Committenza e mette a disposizione dei Consorziati uno strumento telematico di negoziazione per gli acquisti centralizzati di forniture, lavori e servizi, un Albo Fornitori elettronico ed un team dedicato alla consulenza

Un Consorzio, 1090 Comuni, innumerevoli progetti a sostegno dei Soci: aggregando necessità e conoscenze, il CEV permette procedure e metodi semplificati per migliorare le performance dell’Amministrazione ed operare un’efficace riduzione della spesa ed una maggiore sensibilizzazione ambientale.

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Food & Drink CASTAGNE E MARRONI IGP, LA FESTA A COMBAI

LA SFIDA DEI “FORMAGGI DI FATTORIA”

Tutti in festa nel piccolo e suggestivo borgo del trevigiano per la sagra dei marroni che prevede tantissimi appuntamenti che proseguiranno fino al 1 novembre vi aspettano tre settimane di gusto, tradizione e divertimento! Giunta alla sua 74° edizione, la festa delle castagne di Combai è diventata una delle più attese sagre della provincia di Treviso, un evento noto ormai in tutta la regione e in grado di richiamare ogni anno più di 80.000 visitatori. Immerso tra le colline del Prosecco, il piccolo borgo di Combai di Miane offre una cornice davvero incantevole per questa grande festa dedicata all’enogastronomia locale… Il protagonista assoluto è il

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Tutti i giorni: Marrone locale, diventato IGP (Indicazione Geografica Protetta) nel 2010 e prodotto esclusivamente in 11 comuni dell’area pedemontana: Sarmede, Cison di Valmarino, Vittorio Veneto, Cordignano, Segusino, Fregona, Revine Lago, Follina, Tarzo, Valdobbiadene e Miane. Come da tradizione ormai consolidata, a Combai, la Festa dei Marroni 2018 sarà un’occasione per conoscere e gustare questa delizia autunnale: preparate in enormi rostidore, le castagne potranno essere assaporate da sole o abbinate agli ottimi vini locali, primi fra tutti il celebre Prosecco e il Verdisio. Alla Sagra di Combai potrete immergervi nella ricca enogastronomia locale: squisiti dolci, miele, marmellate ed altre prelibatezze a base di marroni saranno disponibili per tutta la durata della manifestazione presso il punto degustazione che ogni giorno della settimana propone un piatto diverso. Oltre al punto degustazione, la festa della castagna di Combai offre moltissimi appuntamenti: ogni sabato pomeriggio, ad esempio, alle 15.00, sarà possibile partecipare alla passeggiata per raccogliere i marroni, simpatica iniziativa aperta soprattutto alle famiglie che potranno trascorrere un pomeriggio diverso dal solito, passeggiando tra i boschi in cerca di castagne! Ma il programma è lungo e vario e val la pena dare un’occhiata al sito www.combai.it. Se pensate di fare un giro a Combai, sagra dei marroni 2018, sabato 20 ottobre non dimenticate di passare al ristorante Biss Badaliss dove si terrà la ‘rostidora d’Oro’ per premiare il miglior cuciniere di castagne!

• Degustazione vini; • Mostra attrezzatura contadina storica; • Degustazione dei prodotti gastronomici tipici del territorio; • Visite guidate ai giardini e statue della villa Widmann (su prenotazione); • Spettacolo delle statue parlanti e cena di gala (sabato 17 su prenotazione);

17|18 NOVEMBRE presso villa Widmann

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Bagnoli di Sopra Per info e prenotazioni cell.: 392.0976603 email: friularofestival@gmail.com

Per la prima volta in Italia, una grande manifestazione di formaggi come Caseus Veneti, giunta alla sua XIV edizione, riconosce la specificità e la qualità dei Formaggi di Fattoria, dedicando un concorso esclusivo a questa categoria. “È un grande risultato - precisa Giancarlo Coghetto, Coordinatore tecnico del gruppo Fattorie dei Sapori Veneti, progetto che promuove la produzione di formaggi di fattoria al naturale - che giunge dopo anni di preparazione per sviluppare nelle fattorie/caseificio la cultura della qualità del latte, le competenze tecnico-professionali e la disponibilità di impianti e attrezzature casearie moderne adatte alle piccoli produzioni”. A Caseus Veneti 2018 sono stati presentati in concorso oltre 130 Formaggi di Fattoria, rappresentativi delle produzioni del Veneto, del Friuli-Venezia Giulia e della Lombardia. Tra i 46 formaggi premiati, ben 8 sono stati presentati dalle aziende de “Le Fattorie dei Sapori Veneti”. Il gruppo ha intrapreso la sfida al naturale, realizzando due nuovi formaggi a latte crudo e fermenti naturali aziendali: AGROS, a breve maturazione, e KALIERA, pronto dopo 40 giorni, ma che può essere stagionato anche per oltre un anno. Quella dei “Formaggi di Fattoria” è una denominazione che designa un formaggio prodotto da un allevatore che trasforma il latte dalla mandria che alleva, e che si differenzia dal formaggio artigianale (l’artigiano compra il latte dagli agricoltori) e dal formaggio industriale (il caseificio acquista il latte dagli agricoltori). Differenziazioni che in Francia sono presenti da tempo, anche all’interno delle DOP. Il Formaggio di Fattoria, un tempo tradizionalmente destinato al consumo familiare, oggi può essere commercializzato perché ottenuto in conformità con le norme di igienico sanitarie vigenti.


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L’evento si terrà il prossimo 10 novembre

Appuntamenti

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Il 27 e il 28 ottobre

Oriago, tutto pronto per Giardinity, Villa Pisani la “Festa della Castagna” a Vescovana Tante le degustazioni e gli spettacoli gratuiti in programma

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esta della Castagna” ad Oriago di Mira il prossimo sabato 10 novembre. Un evento questo che è diventato ormai un appuntamento atteso da tutta la cittadinanza della Riviera del Brenta e del Veneziano. La manifestazione che giunge alla 14a edizione, si terrà davanti al negozio “Ottica Veneta” - Spaccio occhiali”, in via Ghebba all’altezza del civico 67. “Dalle 15,30 in poi- spiegano gli organizzatori- ci saranno vino e marroni gratis per tutti, animazioni e palloncini per i bambini, dolci di San Martino dei quali verrà votato il più bello, pane e soppressa e nutella. Il nostro è un evento che ogni anno ha avuto un successo crescente in termini di partecipazione fino a giungere alla 14a edizione. La festa è anche un momento di aggregazione non solo per le persone ma anche per le attività presenti nel territorio”. Con un concorso di degustazione verrà votato il miglior dolce di San Martino offerto dalle pasticcerie della zona. Parteciperanno così alla gara: la pasticceria Rigon di Dolo, la pasticceria Daniela di Oriago, la pasticceria Veneziana di Oriago il panificio Riatto di Oriago, il panificio al Molino di Oriago, la pasticceria Manarin di Spinea, la pasticceria Palladio di Spinea la pasticceria Bordon di Oriago e la pasticceria Delizie di Marano. Ad allietare la festa ci sarà musica con Dj Set by Tommaso Messina (http://www.esibirsi.it/tommasomessinadj). Ci sarà poi lo spettacolo “L’uomo ha scoperto il fuoco e la donna ha scoperto come giocarci” di Valentina Toffoli artista, flow dancer e live performer che si esibirà con diversi strumenti infuocati per uno spettacolo di giocoleria da non perdere. Come da tradizione vino e marroni gratis per tutti e pane e sopressa offerti dalla salumeria: Agriturismo “La salumeria”di Oriago. Per la speciale occasione e solo durante la giornata dell’evento, Ottica Veneta offre la promozione “scegli la montatura e il prezzo lo decidi tu!” Insomma una occasione da nonperdere e tutti sono invitati alla festa.

AUTUNNO / INVERNO 2018 - 2019

’ oramai una consuetudine: l’ultimo weekend di ottobre, sabato 27 e domenica 28 ottobre, l’antica Villa Pisani Bolognesi Scalabrin di Vescovana (Padova) ospita nei suoi magnifici giardini la mostra laboratorio dedicata al giardinaggio. La sesta edizione avrà come tema il legame tra Arte e Natura e, proprio in virtù di questo interessante e fecondo dialogo, tra le novità di questa nuova edizione autunnale spiccano i “Giardini immaginati, dove riconoscersi o smarrirsi”, installazioni creative di vivaisti, artigiani e designer dedicate all’arte del giardino, della mani e della mente. Non semplici esposizioni di piante, fiori e oggetti decorativi legati mondo del verde, ma vere e proprie ambientazioni e atmosfere che diventano espressioni artistiche e culturali, vive, dinamiche e interdisciplinari. Le installazioni creative offriranno al pubblico la possibilità di approfondire argomenti e conversare con esperti, aggiornarsi sulle ultime tendenze, ricevere sapienti consigli e aneddoti storici, seguire dimostrazioni pratiche, ma soprattutto immergersi in un vero e proprio mondo il cui il lessico artistico diventa strumento di progettazione del vivere e del pensare il verde. Ogni spazio espositivo sarà animato da artisti, pittori, opere e piccole ma preziose mostre, per un risultato di grande interesse per il pubblico, in cui il verde dialogherà con l’arte e viceversa. Il focus sarà naturalmente l’autunno. In autunno infatti si pianta, si pota, si rifanno le siepi e si curano i prati, si interrano i bulbi e si dà avvio al sapiente, amoroso e paziente lavoro che consente di godere una primavera colorata e rigogliosa. Per questo gli amanti e gli appassionati dei fiori e delle piante si danno appuntamento a Giardinity: un’occasione dove trovare, conoscere, scoprire e naturalmente acquistare piante, fiori e frutti ma anche oggetti, arredi e ornamenti con cui creare piccoli giardini o aree verdi durante il periodo autunnale e invernale o in preparazione della stagione primaverile.


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Hashtag Music Festival - Halloween at Autodrome

Il più grande Halloween d’Italia all’Autodromo di Adria! U

na location incredibile, per la prima volta aperta al pubblico dei grandi eventi musicali. L’Autodromo di Adria ospiterà per la serata del 31 ottobre 2018 Hashtag Music Festival, che con il suo format curato ed accattivante da qualche anno attrae il pubblico giovane del Veneto. L’Hashtag Music Festival è un evento che sta vivendo successi senza precedenti. La formula vincente è composta di Dj set a cura di artisti e perfor-

mer di fama nazionale, guest star d’eccezione, uno spettacolo realizzato da ballerini professionisti, coreografie di grande impatto ed effetti speciali. Sull’imponente palco si sussegue la musica dei dj, in un crescendo di ritmo e di coreografie, per coinvolgere il pubblico nei più grandi eventi di musica elettronica del Veneto. C’è già grande fermento, dunque, per l’ Halloween at Autodrome che si candida per il primato quale even-

Angemi Angemi è un top Dj Producer,cantautore e pianista italiano. 22 anni e già sulla vetta dell’olimpo dell’EDM, con un esperienza decennale dietro i decks. Le sue uniche capacità Angemi in studio (e fuori) l’hanno portato a conoscere alcuni dei più grandi dj al mondo, tra cui i suoi mentori, Dimitri Vegas & Like Mike, che non hanno tardato a scritturarlo nella loro casa discografica “Smash The House” dopo aver visto uno dei suoi “What If Videos”. La viralità di questi video ha mostrato nel 2015 la sua versatilità e le sue abilità nel saper produrre qualunque stile di musica. Da 4 anni a questa parte ha visitato tutto il mondo in tour. Attualmente è il secondo italiano ed il più giovane ad essersi esibito con un set completo al Tomorrowland Mainstage; Medusa Sunbeach Festival a Valencia dove ha suonato al mainstage nel 2017 e 2018 ; Medusa Mexico 2018, Bringing The Madness 2017 e 2018, Creamfields 2016 e World Club Dome Winter Edition nel 2016 e World Club Dome Frankfurt nel 2017.

to più grande d’Italia. Numeri da capogiro: 40.000 metri quadri a disposizione, 7 ore di musica, 5 Dj resident, 2 ospiti internazionali. Se da un lato c’è la particolarità della location, dall’altra c’è la scelta degli organizzatori di seguire i gusti musicali più in auge nei giovani, con due Guest Star ai vertici delle classiche musicali del loro genere. A scaldare la serata infatti ci sarà l’attesissima esibizione live di MamboLosco, tra i più importanti rappresentanti della musica rap in Italia. Forte dei suoi successi, sempre ai vertici delle classifiche nazionali, MamboLosco canterà per il pubblico di HMF – Halloween at Autodrome. Nel susseguirsi di Dj resident, coreografie ed effetti speciali, un altro grande artista

solcherà il palco di HMF: Angemi, il giovane prodigio della musica EDM, in assoluto il secondo italiano ed il più giovane ad essersi esibito con un set completo al Tomorrowland Mainstage. Due nomi sensazionali, dunque, che si aggiungono a molti altri nomi importanti del settore che hanno suonato all’HMF: Vinai, Marnik, Merk&Kremont, SDJM, Da Candy, Nari e Milani, Michael Feiner, Rudeejay e Rivaz solo per citarne alcuni, sempre accompagnati dai migliori performer e vocalist. Ma anche la location scelta per Halloween at Autodrome non è da poco visto che si tratta del più grande paddock d’Europa e si ispira ai grandi festival europei. A questo proposito gli organizzatori assicu-

rano di aver prestato particolare attenzione a tutti gli aspetti legati alla sicurezza che sarà garantita da personale specializzato per assicurare a tutti un sano divertimento. Moltissimi i servizi offerti durante la serata, dal food & beverage ed il parcheggio interni, fino alla possibilità esclusiva di utilizzare la Sala Simulatori interna al paddock. Inizia con questo evento la collaborazione tra Adria International Raceway – Autodromo di Adria e Give Emotions, agenzia e titolare del marchio Hashtag Music Festival e di altri format musicali. Da qui infatti comincia una stagione di grandi eventi di pubblico all’Autodromo di Adria, già leader in Italia nell’attività motoristica nazionale ed internazionale.

Dal 1918 tradizione e cultura enogastronomica

MamboLosco MamboLosco è il rapper che ha conquistato il web con “Guarda come flexo”. Originario di Vicenza, parla perfettamente sia l’inglese che l’italiano, una particolarità che ha reso ancora più MamboLosco unica la sua musica. Nato da padre statunitense (militare dell’esercito USA) e madre italiana, è membro del collettivo della Sugo Gang. La sua carriera è iniziata quando ha caricato alcuni video su Youtube, fra cui “Mama I did It Again”, in collaborazione con Luscià e “Come se fosse normale” realizzato con Nashley. L’uso perfetto sia dell’inglese che dell’italiano e il talento di MamboLosco, hanno consentito al cantante di farsi notare, anche grazie al singolo “Giovanotti”. La fama di MamboLosco però è esplosa con altri due singoli: “Me lo sento” feat. Nashley e “Guarda come flexo”. L’enorme successo delle canzoni ha consentito a Mambo di farsi conoscere nell’ambiente trap/rap insieme a Edo Fendi. MamboLosco ha uno stile tutto suo, che unisce la wave americana alla trap italiana, rivisitandole in chiave personale. A settembre 2018 è uscito il suo ultimo successo “Guarda come flexo 2”, da subito ai primi posti delle classifiche Spotify.

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Appuntamenti

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Palazzo Roverella Fascino e mistero

Fino a gennaio la magia in mostra Tra immagini enigmatiche di diavoli, streghe, maghi, apparizioni spiritiche di Psyche, Cosmo, Aura, testi ermetici

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na mostra carica di fascino, mistero e soprattutto mai vista prima d’ora, quella proposta dal 29 settembre al 27 gennaio 2019 a palazzo Roverella e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi. A cura di Francesco Paris, che ha fatto un lavoro certosino per raccogliere prestiti e opere inedite da tutto il mondo, “Arte e Magia. Il fascino dell’esoterismo in Europa” indaga i rapporti tra le correnti esoteriche in voga tra il 1860 e gli anni immediatamente successivi al primo conflitto mondiale, in particolare tra il pensiero

magico-irrazionalista e la sua influenza sulle arti figurative europee. Tra immagini enigmatiche di diavoli, streghe, maghi, apparizioni spiritiche di Psyche, Cosmo, Aura, testi ermetici, architetture magiche, l’esoterismo affascinerà i visitatori di oggi come incantò in passato celebri artisti del calibro di Kandinsky, Redon, Rodin, Munch, Basile, Klee, Russolo, Previati, Balla, Mondrian. Suddivisa per suggestive sezioni tematiche, la mostra dispiega una vasta costellazione di espressioni artistiche che evidenzieranno quanto il pensiero esoterico abbia influenzato sia gli sviluppi del Simboli-

Supereroi a Mestre per i più piccoli I Supereroi con il loro mondo di fumetti e suggestioni sono a Mestre dove, nel corso di una serie di incontri e laboratori, si ritrovano con bambini e ragazzi, dai 10 ai 14 anni, per realizzare tutti insieme il Supereroe della Biblioteca Vez Junior, che sarà la nuova mascotte presente nelle sale di lettura a far compagnia ai lettori più giovani. Gli incontri procedono con l’appuntamento di sabato 10 novembre alle 16,30: guidati da Diego Bonesso, disegnatore di “Dragonero Adventures” e Capitan Venezia”, e da Silvia Amelio, docente dei corsi Junior della MangaSchool di Venezia, i partecipanti lavoreranno alla realizzazione del proprio supereroe. Sono in programma anche delle video-proiezioni all’interno della sala della biblioteca: le prossime sono fissate per il 7 novembre, Iron Man & Hulk, e il 14 novembre, Batman. Infine il 17 novembre l’incontro con l’autore Alessandro Vitti. L’iniziativa è gratuita, occorre prenotarsi 15 giorni prima.

smo europeo sia, in molti casi, la nascita stessa delle avanguardie storiche. Un percorso ricco di suggestioni e molto originale, che in undici sezioni estremamente documentate fa il punto su movimenti e tensioni, culturali e artistiche, che hanno percorso l’intero Novecento e che riaffiorano anche nell’arte e nella coscienza dell’oggi. Melania Ruggini

“Da Kandinsky a Botero. Tutti in un filo”, la mostra di arazzi “Da Kandinsky a Botero. Tutti in un filo”: è il titolo della grande mostra di arazzi che sarà visitabile a Venezia dal prossimo 1 novembre a Palazzo Zaguri in Campo San Maurizio. Vittorio Sgarbi accompagnerà con la sua voce nelle audioguide i visitatori nei percorsi di questa esposizione di respiro internazionale: da Kandinskij a Botero, passando per De Chirico, Mastroianni, Paul Klee, Henri Matisse, Joan Mirò e Andy Wharol, solo per citare alcuni dei grandi maestri presenti alla mostra. Sono cento gli arazzi esposti, la maggior parte proviene da una delle ultime arazzerie italiane, quella fondata nel 1960 da Ugo Scassa, il cui sogno, mai realizzato in vita, era proprio di esporre le proprie opere a Venezia.

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il

Crucilibro

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La verità non è mai quella che sembra Ci sono storie che disegnano itinerari della mente e altre che tracciano i battiti del cuore, a noi cercare di capirne il senso profondo Alessandro Baricco

Rossella Postorino

Carla Fiorentino

Teresa CIabatti

Il Game

Rosa Sauer

Clara

Noemi, una bambina ordinaria

Alter Ego

Un archeologo

Hitler

Porno e Pusher

Andrea, il fratello speciale

Location

Silicon Valley

La tana del lupo

Roma

Nord-Est d’Italia

L’uomo analogico

Altre ragazze prigioniere

Flavia, Clementina, Elettra

Le regole del mercato

Intrigo

Qualsiasi cosa si pensi del Game, è un pensiero inutile se non parte dalla premessa che il Game è la nostra assicurazione contro l’incubo del Novecento. La sua strategia ha funzionato, oggi le condizioni perché una tragedia come quella si ripeta sono state smantellate

La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. Subito dopo aver mangiato prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un’ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato

Un gruppo di trentenni cerca “qualcosa di fondamentale” che li salvi da riunioni insensate, da case precarie, da amori passeggeri, il progetto della vita. Un giorno Clara trova nella soffitta del padre morto da poco un mucchio di dipinti con un unico soggetto: la vagina

Noemi ha un fratello che durante una festa di carnevale scompare. In lei, di appena nove anni, rimangono dentro mille domande: uno sconosciuto, una ladra di figli altrui, un trafficante, un parente, stretto, strettissimo? Ormai grande però, riceve una telefonata

Finale

Viviamo una rivoluzione tecnologica fatta di nuovi oggetti, ma il risultato di un’insurrezione mentale. Chi l’ha innescata - dai pionieri di Internet all’inventore dell’iPhone - voleva annullare confini, élite, caste sacerdotali, politiche, intellettuali

Nella primavera del ’44, in caserma arriva il tenente Ziegler e instaura un clima di terrore. Mentre su tutti, come una sorta di divinità, incombe il Führer, fra Ziegler e Rosa si crea un legame inaudito

Clementina pensa di aver trovato una miniera d’oro da investire, ma per farlo dovrà elaborare un piano, vincere le resistenze di Clara, tirare dalla sua parte gli amici. Vendere i quadri darà una svolta alle loro vite

Torna al paese, là dove tutto è cominciato e dove tutto è finito. Ma al posto della madre sconfitta e ingrigita, trova una donna frivola e bionda che insieme a un giovane amico esce la sera, pianifica viaggi e cambi di casa. Chi è Luca e cosa lo lega a un bambino mai ritrovato?

Cosa dire del libro

Un’opera unica, che sta a metà tra l’essere un saggio sul mondo tecnologico che ci assorbe e un thriller. Un viaggio bellissimo là dove tutto si decide per noi

Una storia unica che, proprio per questo, è stata premiata da critica e pubblico. E’ la storia di una donna in trappola e la sua fragilità di fronte alla violenza della Storia ci interroga profondamente

Il libro racconta senza sconti la vita di un gruppo di Peter Pan terrorizzati dalle responsabilità, arenati sui divani in attesa della grande occasione per sfuggire da se stessi

Un romanzo sui ruoli che non si finisce mai di attribuire: padre, madre, fratello, sorella. Dove la famiglia dispiega tutte le sue ossessioni, manifestandosi prima come rifugio, poi come condanna

Eroe/Eroina

Co-protagonisti

Leggere

Alessandro Baricco The game Einaudi, pp. 336 € 18.00

Rossella Postorino Le assaggiatrici Feltrinelli, pp. 285 € 17.00

Carla Fiorentino Cosa fanno i cucù nelle mezz’ore Fandango, pp. 185 € 15.00

Teresa CIabatti Matrigna Solferino, pp. 204 € 16.50 A cura di Germana Urbani

SOLIDALI SI NASCE. E POI TI LAUREI, TI SPOSI... Per fermare la sclerosi multipla ogni occasione è buona.

Matrimonio, nozze d’oro e d’argento, battesimo, prima comunione, laurea, momenti speciali che possono essere resi unici e indimenticabili AISM Associazione Italiana Sclerosi Multipla con un gesto di solidarietà. www.aism.it - bomboniere@aism.it - Tel. 010 27131


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Insalata al mais Ingredienti: ½ cavolo cappuccio - 2 carote - ½ caspo di lattuga - 4 C di mais in chicco - 1 C di gomasio olio, sale, limone q. b.

Consommè di lattuga e mandorle Ingredienti: 1 cespo di lattuga - 2 scalogni - 30 g di mandorle - ½ L di brodo vegetale - 4 Cdi panna di soia - olio - sale - peperoncino prezzemolo.

Medaglioni alla salsa di funghi Ingredienti: 300 g di funghi - 1 cipolla 1 carota - 1 gambo di sedano - 100 g di pomodoro - 1 rametto rosmarino - 2 C d’olio - sale q. b.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Preparazione: lavare le verdure, tagliare il cavolo cappuccio il più sottile possibile, grattugiare le carote, spezzettare la lattuga, condire separatamente. Porre il mais al centro del piatto.

Preparazione: mondare la lattuga, lavarla, sgocciolarla e tagliarla a striscioline. In una casseruola scaldare l’olio e rosolare gli scalogni tritati. Unire la lattuga e dopo 5 minuti versare il brodo di verdura, salare, aggiungere il peperoncino e cuocere per circa 10 minuti. Frullare la zuppa e rimetterla ancora per qualche minuto sul fuoco. Incorporare la panna. Servire la zuppa ben calda, cospargendola con le mandorle e il prezzemolo tritato.

Preparazione: preparare una polentina della giusta consistenza, stenderla su un piano oliato, livellarla con un cucchiaio di legno bagnato (deve essere circa 1 cm e ½ di spessore). Con un bicchiere formare dei dischi. Passare in forno calcolando il tempo in cui saranno serviti (devono essere bollenti), disporre su ogni disco la salsa di funghi* * Salsa di funghi: tritare la cipolla, la carota e il sedano, mettere in una casseruola oliata, far saltare qualche minuto, unire i funghi, il pomodoro, il sale e il rosmarino, cuocere il tutto circa 10 minuti. Togliere il rosmarino e frullare il tutto.

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Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.


Oroscopo

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l’

Ariete Regalatevi energia e procuratevela in ogni modo che vi viene in mente: ne avete bisogno per uscire dalla stasi in cui vi trovate

Toro Sarà un mese duro per voi: andrete incontro a incomprensioni sul lavoro e nervosismo in amore. Siate forti, passerà

Ottobre Le ragazze dello scorpione godono il favore delle stelle di questo mese che illuminano anche tutti i segni d’acqua

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Bilancia Sarà un mese un po’ tiepido sul fronte sentimentale ma voi siate sempre grintosi, le forti emozioni che attendete arriveranno

Scorpione Vi aspettano moltissime novità, una migliore dell’altra. Sia sul lavoro sia in amore ogni decisione sarà ottima e proficua

Gemelli

Sagittario

Non temporeggiate di fronte a una nuova occasione: coglietela al volo o la perderete. Nuove amicizie in vista!

I pianeti vi invitano a riflettere su quali siano davvero i vostri obiettivi e desideri. Metterli a fuoco vi aiuterà

Cancro

Capricorno

Se sul lavoro qualcosa scricchiola, in amore tutto procede bene e si rafforzano le relazioni. Le complicazioni svaniranno

Le vostre qualità potranno emergere al meglio aiutandovi a ottenere i risultati sperati. Quanto al cuore: godetevi la serenità

Leone

Acquario

Sarete più stanchi del solito, vivrete tensioni col partner e discussioni accese. Abbiate pazienza

Vi attende un mese non facile ma Marte vi aiuterà a superare le difficoltà. In amore, attenti a non criticare troppo

Vergine

Pesci

La serenità vi avvolgerà come un mantello caldo e vivrete l’amore piacevolmente. In arrivo anche una bella novità di lavoro

Vivrete un mese ricco di opportunità ed emozioni e persino la vostra forma fisica se ne gioverà. Godetene appieno


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