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Piovese nov2015 n135

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del Piovese

Economia Chiara Rossetto confermata alla guida degli industriali pag.

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Da s.Angelo fino in kenya per aiutare i bambini a studiare

Si definisce italiano, fiero di essere veneto e padovano. Raffaele Trolese, fondatore della Mary’s school di Mambrui, in Kenya, è profondamente legato alle sue origini. pag. 14

Polverara, parte il consiglio comunale dei ragazzi

Promuovere la partecipazione attiva dei ragazzi alla vita della propria comunità sviluppando la loro coscienza civica, ambientale, sociale e culturale. Con questi obiettivi viene istituito il consiglio comunale dei ragazzi. pag. 16

Le nostre rubriche

alle pagg.

33-37

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violenza: nel 93% Dei casi il mostro È in casa

da pagg.

Gianella: “Pronti a scendere in piazza per il nostro ospedale” Sanità, la legge che ridisegna confini e numeri delle Ulss venete pone delle domande sul ruolo di Piove all’interno della programmazione

“P

uò avere un ruolo l’ospedale di Piove di Sacco all’interno di questa programmazione? Sì, se continuerà a rimanere un ospedale per acuti. Ma se l’intenzione della Regione, come presumo e temo, è quello di trasformarlo in un polo medico riabilitativo per lasciare le specialità a Padova noi siamo pronti scendere nuovamente in piazza”. Parla il sindaco di Piove, Davide Gianella che non nasconde la propria preoccupazione in merito ai

contenuti della proposta di legge “Azienda Zero” che cambierà radicalmente l’attuale assetto del sistema sanitario. Entro fine anno, infatti, le Ulss passeranno da 21 a 7, una per Provincia. Piove e l’Ulss 16 di Padova insieme alla 15 di Cittadella e alla 17 di Este andranno quindi a formare l’Ulss 5 “Euganea” che comprenderà ben 104 Comuni. Il pericolo, più che concreto secondo Gianella, è che la riscrittura delle schede ospedaliere possa nascondere qualche sorpresa

negativa. Il sindaco fa presente che anche in occasioni di precedenti incontri con esponenti della giunta regionale. “Erano stati garantiti una serie di investimenti, in termini strutturali e di assunzioni per l’ospedale di Piove. Si trattava di lavori del secondo stralcio del pronto soccorso , e di una serie di figure mediche e di apicalità, oltre ad una Usd pediatrica da attivarsi in azienda ospedaliera a Padova e dedicata a Piove”. pag. 5

Editoriale

Basterà la misericordia a salvarci dal malaffare?!

I

di germana urbani*

l prossimo 8 dicembre si aprirà il Giubileo straordinario della misericordia in un momento storico davvero difficile, per l’Italia, per Roma capitale – anche del malaffare - ma soprattutto per la Chiesa romana dei principi porporati, dei palazzi, della banca vaticana, degli intrighi. *direttore@lapiazzaweb.it continua a pag. 8

24-25

veneto riciclone, eppure brucerà rifiuti altrui

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intervista al regista anDrea segre

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news da laPiazzaweb 3

In continua crescita i visitatori nuovi e di rirorno

LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUL SITO La notizia più letta sul nostro sito il mese scorso è stata samantha

Muffato, la salzanese che balla per un sogno a seguire sono

stati cliccatissimi i servizi relativi venicemarathon, dodicesimo posto per Leonaro calzavara di pianiga. ricordando Fabio galdiolo, la quarta notizia, invece porto tolle festeggia i due nonni simbolo della città seguici su www.facebook. com/lapiazzaweb

LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUI SOCIAL

Sui social è volata la notizia con La piazza ti informi e... risparmi con i coupin del risparmio!. Subito dopo la notizia più condivisa è stata roberto Favazza giovane agricoltore della provincia di Padova, fornirà le sue patate a Mcdonald’s per il prossimo triennio. Ha interessato molto il popolo dei social la storia del patti territoriali di chioggia, cavarzere e cona entro l’estate il via ai cantieri per sei maxi progetti per oltre 3 milioni e 700 mila euro, L’equipe ospedaliera del reparto di urologia di dolo ha operato tre uomini affetti da tumore alla prostata con il Robot Da Vinci, un sofisticato sistema robotizzato per la chirurgia di avanguardia

Salute: tante informazioni anche su www.Piazzaweb.it Sono sempre di più i pazienti internauti. Un italiano su 4 cerca in rete informazioni legate ai temi della salute. Una tendenza, questa, aumentata in modo consistente negli ultimi dieci anni

L

a salute oggi corre sul web: 1 italiano su 4, infatti, si rivolge alla rete per cercare informazioni legate ai temi della salute. Una tendenza, questa, aumentata in modo consistente negli ultimi dieci anni: in questo lasso di tempo circa l’85% degli utenti ha cercato informazioni relative alla salute sui siti internet, mentre quasi il 30% ha partecipato a discussioni su questo tema su blog, forum e chat. Sono alcuni dei dati emersi da una ricerca condotta da GfK Eurisko (su un campione di 2mila italiani) e presentati nel corso dell’incontro ‘Biotecnologie ed innovazione in medicina sul web 2.0. Fonti di informazione, fruitori, linguaggi’. “Negli ultimi dieci anni- ha detto Stefania Fregosi, direttrice delle ricerche quantitative d Dipartimento Salute GfK Eurisko- e’ cresciuta esponenzialmente la quota degli internauti: dall’11% si e’ passati al 68% degli italiani maggiorenni. Ma ad aumentare in modo consistente e’ stata la percentuale di chi si informa sulla salute nel web: 1 italiano su 4, infatti, cerca informazioni sulla salute sul web”. Internet, insomma, e’ diventato il luogo cruciale per cercare e condividere informazioni ed esperienze. Quanto ai trend, questi mostrano “una crescente sensibilita’ al tema salute - ha proseguito l’esperta - mentre il paziente diventa sempre piu’ attento, sensibile e competente, con una conseguente ‘espansione’ delle pratiche di

salute: aumentano cosi’ i comportamenti ‘preventivi’ e cresce la popolazione attenta”. In questo nuovo contesto, dunque, la ricerca di informazioni appare centrale e sembra ridefinire la tradizionale relazione medicopaziente. “Sempre di piu’ oggi - ha sottolineato ancora Fregosi appare cruciale per chi opera nel settore della salute cogliere la sfida e far fronte ai bisogni del ‘cittadino -paziente internauta’. Si tratta di una sfida a due livelli: da un lato riguarda i servizi al cittadino, dall’altro riguarda la relazione medico-paziente, ovvero come ‘ri-definire’ un nuovo tipo di relazione che legittimi e valorizzi il bisogno di protagonismo e consapevolezza del paziente nella gestione della propria salute, senza mettere in difficolta’ il ruolo del medico - ha concluso - a cui il paziente vuole e continua ad affidarsi”. E’ anche per queste ragioni che noi de La piazza ci teniamo molto alle rubriche curate da medici locali che pubblichiamo anche sul nostro sito web. Crediamo importante divulgare informazioni utili a chi voglia rivolgersi a medici del territorio, conosciuti e apprezzati per la loro professionalità. Visitate la nostra sezione Salute, http://www.lapiazzaweb.it/category/salute/, e fateci sapere cosa ne pensate.

Le edizioni più lette dai lettori della piazzaweb sono state quelle di: piovese, conselvano, Miranese sud e cavarzere seguici su www.lapiazzaweb.it

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IL SONDAGGIO Il report diffuso dalla Iarc di Lione, la massima autorità di studio in materia di agenti cancerogeni dell’Organizzazione mondiale della Sanità, sulla connessione tra consumo di carni rosse, in particolare quelle ‘lavorate’, e insorgenza di tumori al colon e al retto, ha generato sgomento ma anche perplessità. In Veneto Zaia in primis si è lanciato nella difesa della qualità del prodotto veneto. Voi cosa ne pensate. La carne rossa fa davvero male?: La carne rossa fa male? seguici su www.lapiazzaweb.it/ sondaggio/

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L’attenzione verso questa rubrica e i suoi protagonisti è altissima. Questo mese in special modo abbiamo pubblicato le foto di fortunati cagnolini scelti da belle famiglie. continuamo a ricevere tante foto di cuccioli che cercano casa. Segno della sensibilità dei nostri lettori e della bontà del nostro lavoro per gli animali.

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4 Argomento del mese FORBICE SANITÀ Secondo il Governatore Zaia il Veneto, tra il 2015 e il 2016 subirà, per decisioni del Governo, tagli per 450 milioni di euro e dovrà affrontare nuove spese che peseranno sulle regioni per 2 miliardi 650 milioni

Annunciati nuovi tagli alla sani

di elisa dall’aglio

In commissione Sanità presentate le modifiche al testo di legge Azienda Zero

Le minoranze: “Modificato del 75%, servono altre consultazioni. Fermiamoci”

M

entre in regione si sta tentando di scrivere una pagina nuova per la Sanità veneta con una riforma che promette un risparmio tra i 40 e i 60 milioni di euro, dal Governo arrivano nuovi tagli ai trasferimenti. “Il Patto Nazionale per la Salute è oramai carta straccia – commenta l’Assessore alla Sanità veneta Luca Coletto -. Praticamente a solo un anno dalla ‘storica’ firma tra Governo e Regioni, Renzi e la Lorenzin non hanno mantenuto un impegno che sia uno. Di fatto si sta violando il diritto costituzionale alla sanità universale. Senza applicare i costi standard e risparmiare dove si spreca davvero l’insostenibilità è alle porte anche per i virtuosi come il Veneto”. “Dicano ciò che vogliono – incalza Coletto – ma la sanità sta finendo in ginocchio. La realtà è un taglio alle Regioni di 2,3 miliardi già quest’anno, ai quali si aggiungerà un 2016 da paura: rispetto a quanto previsto dal ‘fu’ Patto Nazionale per la Salute (un aumento del Fondo Sanitario di 3 miliardi) ne resta uno. Sulle spalle delle Regioni, alla faccia dei solenni impegni più volte sbandierati, resterà un ulteriore miliardo di spesa aggiuntiva determinata dai maggiori costi per erogare i nuovi farmaci per l’epatite e gli altri farmaci innovativi. Di fatto si tratta di almeno 3 miliardi di tagli”. Il Presidente Zaia, tornato insoddisfatto dell’esito del vertice delle

sperimentazione sanitaria

Med.it: oltre il Cup

Regioni con il Presidente del Consiglio ha evidenziato come i tagli lineari non ci premino affatto, in quanto il Veneto è il più “risparmioso” d’Italia. “I costi del personale – fa notare Zaia - sono tra i più alti in assoluto, e quindi tra quelli dove si può fare meglio in assoluto in tema di costi standard e spending review. Sono perciò felice – aggiunge il Governatore– di quanto certificano i dati dell’Agenas, che ci indicano come i più risparmiosi d’Italia. Il costo medio annuo del personale del servizio sanitario pubblico in Veneto – rileva Zaia – è di 51.571 euro, contro una media nazionale di 56.273 euro e numerosi picchi che arrivano agli 82.384 euro l’anno della Provincia Autonoma di Bolzano, ai 62.439 della Campania, ai 60 mila e più di Lazio, Valle D’Aosta, Sicilia e Calabria. Siamo ultimi in Italia, quindi orgogliosamente primi!”. A fronte di tutto ciò la maggioranza a palazzo Ferro Fini considera sempre più urgente la riforma sanitaria e a fine ottobre ha depositato in Commissione Sanità un maxi-emendamento sul testo di legge Azienda Zero. “Il testo è il risultato di un importante lavoro di ascolto che ha visto coinvolte tutte le realtà della Sanità e del Sociale veneto, con particolare attenzione alle proposte che ci sono arrivate dagli amministratori locali – annunciano i capigruppo di maggioranza, Silvia Rizzotto, Nicola Finco, Massimi-

liano Barison, Sergio Berlato e Antonio Guadagnini -”. Secondo quanto affermato dai capigruppo la programmazione sanitaria resterà in capo al Consiglio regionale e alla Giunta, come previsto dalla carta statutaria del Veneto. “Per i cittadini non cambierà nulla rispetto agli attuali servizi – sottolineano – anzi, i risparmi ottenuti potranno essere investiti per il miglioramento delle prestazioni e per l’abbattimento delle liste di attesa; l’Azienda Zero si occuperà tra l’altro degli acquisti centralizzati, del modello assicurativo del sistema sanitario regionale, dell’autorizzazione e l’accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie e della gestione del contezioso sanitario; resterà inalterato il ruolo della Conferenza dei Sindaci e la figura del Direttore servizi sociali”. Il maxiemendamento non è piaciuto alle minoranze in consiglio. Il Pd, accusa la maggioranaza di aver modificato, il 75% della proposta di legge iniziale. “Per noi una riforma così radicale e strutturale – ha detto Bruno Pigozzo, consigliere Pd - è possibile solo dopo un’ampia consultazione e dopo l’accordo tra le parti protagoniste. Per questo chiediamo che l’iter del Pdl 23 si fermi e ci sia il tempo utile – potrebbe essere una finestra temporale di un anno o due – per sviluppare una proposta concreta, sostenibile, non fantasiosa e realmente condivisa”.

diffida da chi ti offre la luna …

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i chiama Oltre il Cup il progetto sperimentale che partirà a dicembre nell’Ulss 1 di Belluno. Il Progetto, realizzato dal Consorzio per l’Informatizzazione delle Ullss venete Arsenàl.it, prevede la possibilità per il paziente di prenotare direttamente dall’ambulatorio del proprio medico di famiglia le Luca Coletto visite e gli esami necessari, senza più doversi recare personalmente agli sportelli dei Centri Unici di Prenotazione. “Oltre il Cup” è stata una delle principali novità che presentate a MED.it 2015, Fiera dell’Innovazione e delle Tecnologie Sanitarie alla Fiera di Vicenza. “Mentre a Roma tagliano con la mannaia anche i fondi per la digitalizzazione – afferma l’assessore alla sanità Luca Coletto – nel Veneto ci crediamo e investiamo. Prima di tutto lo facciamo sui servizi al cittadino, ma anche guardando alle economie che la tecnologia consente di fare, che poi sono soldi in meno che escono dalle tasche della gente e risorse in più da investire in cure e ricerca”. “Una volta a regìme – fa notare Coletto – ‘Oltre il Cup’ garantirà circa 10 milioni di euro l’anno di economie, che si aggiungeranno ai 19 milioni che si risparmiano già da tempo con la possibilità di scaricare i referti direttamente dal computer o dagli smartphone, e ai 3,3 milioni di minori costi che derivano dall’entrata a regime in tutto il territorio della ricetta digitale. Il conto è pari a 32,3 milioni l’anno di risparmi per l’amministrazione e di minori costi per la gente”.

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Argomento del mese 5 Sanità

ità, a pagare saranno i cittadini Il destino dell’ospedale di Piove Il sindaco Gianella preoccupato

Se la Regione lo trasforma in polo medico riabilitativo, noi scenderemo in piazza di Martina Maniero

“P

uò avere un ruolo l’ospedale di Piove di Sacco all’interno di questa programmazione? Sì, se continuerà a rimanere un ospedale per acuti. Ma se l’intenzione della Regione, come presumo e temo, è quello di trasformarlo in un polo medico riabilitativo per lasciare le specialità a Padova noi siamo pronti scendere nuovamente in piazza”. Parla il sindaco di Piove, Davide Gianella che non nasconde la propria preoccupazione in merito ai contenuti della proposta di legge “Azienda Zero” che cambierà radicalmente l’attuale assetto del sistema sanitario. Entro fine anno, infatti, le Ulss passeranno da 21 a 7, una per Provincia. Piove e l’Ulss 16 di Padova insieme alla 15 di Cittadella e alla 17 di Este andranno quindi a formare l’Ulss 5 “Euganea” che comprenderà ben 104 Comuni. Il pericolo, più che concreto secondo Gianella, è che la riscrittura delle schede ospedaliere possa nascondere qualche sorpresa negativa. Il sindaco fa presente che anche in occasioni di precedenti incontri con esponenti della giunta regionale. “Erano stati garantiti una serie di investimenti, in termini strutturali e di assunzioni per l’ospedale di Piove. Si trattava di lavori del secondo stralcio del pronto soccorso , e di una serie di figure mediche e di apicalità, oltre ad una Usd pediatrica da attivarsi in azienda ospedaliera a Padova e dedicata a Piove”. “Ma ad oggi – rielva - mancano ancora i primari di anestesia-rianimazione, chirurgia e geriatria oltre al personale medico e di comparto. In particolare essendo mancato il primario di geriatria, da scheda previsto “ad esaurimento”, oggi il presidio si trova privo di questa importante figura”. Alla Regione quindi Gianella chiede “che venga autorizzato il bando di selezione per l’apicale di geriatria e che, nella successiva riscrittura delle schede, il presidio piovese mantenga la caratteristica di ospedale per acuti”.

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La legge che ridisegna confini e numeri

Le richieste della Conferenza dei sindaci M

antenere la figura del direttore dei Servizi sociali; garantire un’adeguata rappresentatività degli enti locali all’interno dell’Esecutivo dei sindaci; evitare di accentrare in un unico soggetto le funzioni di gestione e di controllo. Sono queste, in sintesi, le richieste che la Conferenza dei sindaci dell’Ulss 16, riunita a Padova il 27 ottobre scorso, ha inviato in Regione in ordine al progetto di legge 23/2015 che ridefinisce i confini e il numero delle Ulss venete (passerebbero da 21 a 7, su base provinciale) e istituisce l’Azienda Zero, un nuovo soggetto con funzioni gestionali, tecniche e amministrative. Nell’incontro i sindaci hanno stilato un elenco di osservazioni al progetto di legge presentato poi in V commissione regionale Sanità per l’esame. Sono tre i punti principali. Azienda Zero. I sindaci chiedono che i ruoli del Consiglio e della Giunta regionale ma anche quelli della Conferenza e dell’Esecutivo dei sindaci, in ordine agli indirizzi di programmazione sanitaria e sociosanitaria, “siano esplicitati e maggiormente definiti nella legge, ossia - scrivono - che rimanga nelle competenze politiche l’attività programmatoria, così come le funzioni di gestione e di controllo non siano accentrate in un unico soggetto regionale, in ragione del fatto che l’attuale impostazione garantisce un equilibrio tra i poteri”. Azienda Zero in altre parole dovrebbe fungere “da azienda di servizi e da supporto tecnico accentrato”, senza quindi “alcuna funzione di governance e programmazione, ovvero che rientri tra i suo obiettivi, tra gli altri, quello definire con precisione i costi standard, resisi oggi sempre più indispensabili”. Ruolo degli enti locali. I sindaci chiedo di “riflettere sulla numerosità e composizione dell’Esecutivo dei sindaci, in quanto la proposta contenuta nell’attuale versione del progetto di legge sembra restrittiva, considerando impossibile per soli tre sindaci poter rappresentare, raccogliere e interpretare le esigenze dell’intero territorio, nel caso della provincia di Padova, composto da 104 Comuni”. Serve dare “maggiore rappresentatività alle istanze territoriali, prevedendo una adeguata rappresentanza dei sindaci dei Comuni ricadenti nell’ambito territoriale delle future Ulss”. Direttore dei Servizi sociali. È una figura che va mantenuta “per garantire - si legge nel documento - il necessario rapporto con il territorio. I Comuni, infatti, sono la prima interfaccia verso i cittadini che necessitano di sostegno sociale, così che l’eventuale mancanza della figura del direttore dei Servizi sociali farebbe venir meno il necessario punto di coordinamento e riferimento per le medesime funzioni territoriali”. Il provvedimento di legge, concludono, deve tener conto “dell’estrema valenza che il sociale riveste a livello territoriale, in sintonia con l’avveduto disegno del legislatore regionale degli anni Ottanta, allorquando tra le competenze delle Ulss fu prevista l’integrazione socio-sanitaria, peculiarità questa che ci contraddistingue dagli altri sistemi regionali”. M.M.


6 Piove di Sacco Economia Eletta all’unanimità all’assemblea dei soci dello scorso 29 ottobre

Chiara Rossetto confermata alla guida degli industriali La presidente: “Dobbiamo ragionare in termini di area vasta per essere competitivi. Investiremo su formazione e cultura imprenditoriale” di Martina Maniero

C

hiara Rossetto è stata confermata alla presidenza della delegazione Confindustria piovese per il biennio 2015-2017. L’elezione, all’unanimità, è avvenuta nel corso dell’assemblea dei soci del 29 ottobre scorso. Rossetto, 45 anni, moglie e madre è anche amministratore delegato di “Molino Rossetto” di Pontelongo. Durante questo nuovo mandato alla guida di Confindustria piovese verrà affiancata dai vice presidenti Giovanni Cilenti e Filippo Voltazza. L’assemblea ha rinnovato anche il consiglio direttivo di delegazione di cui fanno parte Elena Baretta; Arrigo Barion; Monica Burba; Massimo Crivellaro; Francesco Nalini; Manola Simoni e Caterina Spiandorello. “I segnali di ripresa sono ancora timidi e per consolidarli dobbiamo insistere sul lavoro di squadra tra imprese e istituzioni: serve una grande alleanza tra pubblico e privato che deve tradursi in

progettualità condivise e programmazione delle priorità attraverso i tavoli avviati tra le categorie economiche e l’Ipa, che contiamo di estendere a tutti i Comuni del Piovese” ha dichiarato la presidente Rossetto. “Dobbiamo ragionare in termini di area vasta per rendere attrattivo il territorio e pretendere soluzioni tempestive, al passo con i ritmi della competitività. Da parte nostra – ha annunciato - l’impegno nel sostenere le imprese si concentrerà su più formazione e cultura imprenditoriale, per adottare nuovi modelli organizzativi e di business e aprirsi alle reti d’impresa, strategiche per affacciarsi sui nuovi mercati. Vogliamo estendere i benefici di chi ha saputo captare il cambiamento investendo sull’innovazione e i giovani”. L’attenzione al capitale umano e alle nuove competenze sarà al centro del dialogo con le scuole del territorio. “L’obiettivo – ha evidenziato Rossetto

FOCUS Confindustria piovese. Un po’ di dati

Cento piccole e medie imprese in un territorio ad alta densità di imprenditori

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La confermata presidente di Confidustria piovese Chiara Rossetto - è sensibilizzare sempre più imprese ad aprire le porte agli studenti e contribuire in modo convinto al futuro tavolo permanente sulla scuola con tutti i Comuni della Saccisica”.

a Delegazione Confindustria piovese rappresenta 100 piccole e medie imprese con oltre 4.500 addetti. Le imprese attualmente associate operano in quindici Comuni. Nel Piovese operano 10.190 imprese di tutti i settori economici, una ogni otto abitanti. Industria e costruzioni rappresentano insieme più di un terzo del totale (33,8%), un dato superiore a quello medio provinciale (26,9%). Nell’area sono impiegati 24.250 addetti (dati 2014), pari al 7,8% del totale degli addetti della provincia. Nell’industria manifatturiera è impegnato il 39,4% degli occupati (32% il dato provinciale). Il Piovese mostra una specializzazione diffusa in alcuni settori del manifatturiero: nel condizionamento e refrigerazione industriale, nel sistema moda (industrie tessili, articoli di abbigliamento e in pelle), nei mezzi di trasporto. Nel periodo compreso tra le due crisi (2009-2014) la variazione del numero di imprese è stata nel complesso negativa (-6,4%), mostrando una dinamica più pesante che nel resto della provincia (-3,2%). Al netto dell’agricoltura tuttavia, la variazione negativa è molto più contenuta e pari a -0,8% (+0,3% nella provincia). Ma.Ma.

chiude il gal “antico dogado”, dal 2002 si occupava di sviluppo del territorio

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hiude il Gal “Antico Dogado” e il territorio dice addio allo sviluppo delle aree rurali. Oltre un centinaio i progetti finanziati solo nell’ultima programmazione 20072013, con l’assegnazione di risorse per quasi 5 milioni di euro che hanno movimento oltre 10 milioni di euro di investimento totale. Un volano economico senza pari per questa area geografica. La Corte Benedettina e le scuderie di Correzzola, il Casone Azzurro di Arzergrande, la Villa Foscarini Erizzo e il nuovo museo Gesta di Pontelongo, la Loggetta di Candiana: sono solo alcuni dei beni del patrimonio artistico che solo grazie a questi finanziamenti è stato possibile recuperare. Per non parlare anche dei tanti privati che grazie ai finanziamenti hanno potuto riconvertire fatiscenti casolari e tenute agricole in agriturismi, b&b, fattorie didattiche e aziende biologiche. Insomma si tratta di un brutto colpo per l’economia locale che vede svanire di punto in bianco ciò che di buono era stato seminato in tredici anni di attività. L’ennesima batosta per un territorio già ai margini, ora privato anche dell’unica struttura organizzata e funzionante capace di offrire sviluppo, sostegno e promozione turistica e culturale. Associazione senza fini di lucro, l’Antico Dogado dal 2002 si occupava dello sviluppo rurale del territorio della Laguna Sud veneta e del suo entroterra attraverso il recepimento a livello locale di iniziative comunitarie, nazionali e regionali in materia di Sviluppo Rurale, tradotte

Gal “Antico Dogado”, la sede di Campagna Lupia sino ad ora in decine di misure a favore dei Comuni, delle aziende agricole, dell’ambiente, del turismo rurale e del recupero del patrimonio edilizio rurale. Con i suoi trenta soci (pubblici e privati) rappresentava un’area di 800,55 Kmq (e 148 mila abitanti) distribuita su tredici comuni, sette padovani (Arzergrande, Bovolenta, Candiana, Codevigo, Correzzola, Pontelongo e Terrassa Padovana) e sei veneziani (Chioggia, Cavarzere, Cona, Campolongo Maggiore, campagna Lupia e Mira). Decisiva la scelta della Regione di tagliare il numero dei Gal veneti (ridotti da 14 a 9) e soprattutto di escludere dalla nuova programmazione 2014-2020 quelli a carattere interprovinciale. “Una scelta assurda quella della Regione - esordisce il presidente dell’Antico Dogado, Iacopo Giraldo - che ha fissato sulla carta dei limiti territoriali in un momento in cui ovunque si parla invece di eliminare le provincie e istituire le città metropolitane”. “L’amarezza è grande continua - perché eravamo il Gal da più tempo in attività e il solo interprovinciale, oltre ad essere l’unico con un avanzo di gestione, frutto di una gestione oculata delle risorse assegnate e capace di fare economie di scala”. “Una perdita dovuta anche a una scarsa volontà politica a livello locale - aggiunge polemico, - mi batterò comunque perché in fase di liquidazione almeno le risorse già assegnate rimangano nel territorio”. Alessandro Cesarato


8 Piove di Sacco Primo piano

Editoriale Basterà la misericordia a salvarci dal malaffare?!

Eventi ed economia Dal 17 al 25 ottobre la Fiera della Saccisica

Una vetrina speciale per le attività del territorio

di germana urbani* segue da pag.

di Linda Talato

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aglio del nastro e brindisi di apertura per la 52^ edizione di Saccisica in Mostra. Sabato 17 ottobre, a Piove di Sacco, la Fiera della Saccisica ha ufficialmente aperto i battenti, con la tradizionale sfilata di autorità cittadine, amministratori del Piovese e rappresentanti delle associazioni di categoria. Oltre 40, quest’anno, gli espositori che fino al 25 ottobre hanno fatto bella mostra di sé in quella che è diventata ormai una “vetrina” per le attività economiche che caratterizzano il territorio, ma non solo: Saccisica in Mostra è, infatti, anche eventi, concerti con cover band, tavole rotonde, teatro, sfilate di moda e gare canore. Tutto ciò al servizio del territorio, della sua crescita e dell’implementazione nelle relazioni tra i diversi attori sociali. “Il bello della politica come servizio” ha detto il sindaco, Davide Gianella, nel corso del suo intervento, sottolineando la finalità sociale e di solidarietà verso le attività produttive, perseguita dall’amministrazione comunale, quelle stesse attività messe a dura prova dallo spettro della crisi. Saccisica in Mostra che diventa un incubatore di contenuti, di persone, di sensazioni ma anche di difficoltà, del duro lavoro, dei risultati e delle soddisfazioni che si ottengono quando ci si impegna a fondo per perseguire il proprio obbiettivo. “Se penso a questa edizione della fiera, non riesco a fare a meno di immaginarmi un’istantanea, un fotogramma, che raffigura tutte quelle persone che hanno contribuito a dare vita a questa manifestazione” ha detto Luca Carnio, assessore al Commercio e alle attività produttive, che ha seguito l’organizzazione dell’evento. Hanno partecipato all’inaugurazione, oltre ai sindaci e agli amministratori della Saccisica,

FOCUS

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Oltre 40 quest’anno gli espositori. Il sindaco Gianella ha sottolineato la finalità sociale e di solidarietà dell’amministrazione verso le attività produttive messe a dura prova da anni di crisi

anche l’onorevole Margherita Miotto e i consiglieri regionali Massimiliano Barison e Piero Ruzzante. Dopo i discorsi di apertura, la serata è proseguita con un brindisi e con la presentazione del logo di Piove di Shopping, che ha visto la premiazione dei suoi ideatori, ovvero Davide Canton, Stefania Cavalletto ed Irene Carraro, che si sono aggiudicati un premio di 2500 euro. Non sono mancati i dovuti ringraziamenti agli sponsor principali della manifestazione, tra cui la Banca di Credito Cooperativo, e la benedizione da parte di Don Gino Temporin, parroco del Duomo di Alcuni momenti della cerimonia d’inaugurazione di Saccisica in mostra Piove di Sacco.

1

Anche qui, nel Veneto bianco, nella terra degli scandali del Mose, la gente è davvero scossa dalle notizie emerse nelle ultime inchieste giornalistiche che hanno evidenziato come in questi due anni anche Papa Francesco non sia riuscito a invertire la rotta di prelati che a volte, come ha detto lui, hanno “una doppia vita”. I fedeli sono davvero delusi. Questo Papa ha smosso i cuori del popolo e ha avviato un processo di riforma che nessuno poteva immaginare fino a pochi anni fa. Così, la gente sta con lui, con Francesco, ma senza dimenticare quanto sta accadendo attorno a lui. Nessuno pensa che sia giusto generalizzare ma ciascuno di noi ha conosciuto almeno uno di quei preti chiacchierati che invece di essere pastori sono stati “carrieristi e arrampicatori”. O peggio, palancai. Figure che non hanno fatto il bene delle parrocchie in cui hanno operato. Che hanno chiesto soldi senza usare la giusta trasparenza per spiegare come li spendevano, che hanno impegnato gran parte delle risorse della parrocchia in opere di restauro così impegnative da non aver più sostanze per altro. E solo per metterci una targhetta con il proprio nome. Ma se prima il malcontento serpeggiava solo tra i parrocchiani delusi, oggi non è più così. E’ lo stesso Papa a chiedere con forza ai parroci di essere poveri tra i poveri. Senza mezze parole punta il dito contro i preti ricchi che invece di servire “si servono” intascando per sé. “Vescovi e sacerdoti vincano la tentazione di ‘una doppia vita’, la Chiesa è chiamata a servire, non a diventare ‘affarista’” ha ribadito in una recente omelia che rimarrà nella storia della chiesa. Parole semplici per un appello importante. Il papa sa bene, infatti, che dal comportamento dei preti di fronte al denaro dipende in maniera decisiva la risposta dei fedeli alla loro azione pastorale. I fedeli al loro prete perdonano il carattere difficile, gli sfoghi amari e anche cose più serie, ma non l’attaccamento al denaro. Perciò piace alla gente questo “povero” Papa che è diventato simile ad un eroe. Il suo popolo lo ama tanto da temere per la sua stessa vita; gli atei e i fedeli di altre religioni lo apprezzano, lo stimano. E tutti si preparano a partecipare al Giubileo straordinario della misericordia. Vien da chiedersi però se basterà la misericordia a salvare l’uomo dal malaffare dilagante.

*direttore@lapiazzaweb.it

Il baby festival canoro dei bimbi della elementare Dante Alighieri

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’ stato quasi un “tutto esaurito” per il baby festival canoro portato in scena lo scorso 22 ottobre dai bimbi delle classi seconde, terze, quarte e quinte della scuola elementare Dante Alighieri di Piove di Sacco, sapientemente accompagnati dalla loro insegnante di musica, Manuela Baldo, e seguiti da un nutrito pubblico di adulti in sala. Un vero e proprio concorso, dove i vincitori sono stati i bimbi della classe 3^ B, con la loro “Tarantella della Mozzarella” e della classe 5^ A, con il coinvolgente ritornello di “Attenti alla musica”. “Si è trattato di brani riguardanti prevalentemente il cibo e la musica, dato che la serata era dedicata all’Expo. Tutti i bimbi delle classi coinvolte si sono impegnati con grande costanza e dedizione per esibirsi di fronte al pubblico e ad una giuria che ha

premiato le canzoni “più”: più simpatiche, più coinvolgenti, più spiritose” ha spiegato la Baldo che, complice il suo entusiasmo travolgente, ha saputo coinvolgere e guidare i più piccoli con abile maestria, ottenendo come risultato una serata piena di allegria e positività, in cui, premiati o meno, tutti sono usciti vincitori. Nel corso della manifestazione, hanno trovato spazio anche le tradizionali premiazioni, da parte delle amministrazioni del Piovese, nei confronti di persone che si sono particolarmente contraddistinte all’interno della comunità. Premiazioni che si sono susseguite attraverso i vari appuntamenti che hanno animato le serate della fiera. In quest’occasione, l’ambito riconoscimento è stato consegnato al primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale piovese

La premiazione dei giovani talenti

Immacolata Concezione, il dottor Giuseppe Angeloni, insieme con la capo ostetrica, Marina Semenzato. Nel corso della serata, è stata premiata anche la macelleria equina Zanella, di Sant’Angelo di Piove di Sacco, i cui titolari hanno ricevuto il riconoscimento direttamente dal sindaco santangiolese, Mariano Salmaso. L.T.


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10 Piove di Sacco Il personaggio Saccisica in mostra premia il presidente della Confesercenti da 18 anni

Valter Puoto, il paladino del commercio piovese “Commerciavo frutta e verdura all’ingrosso” racconta ormai in pensione e conferma il proprio impegno verso una categoria a disagio, quella dei commercianti. “Cerchiamo - spiega - di dare vita a tante manifestazioni per tenere vivo il centro cittadino” di Linda Talato

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na serata dedicata al fascino della moda e al commercio, a Saccisica in Mostra. Lo scorso 21 ottobre, tra le magiche uscite della sfilata di Piove è Moda, dove sono state presentate le nuove collezioni autunno-inverno proposte dai negozi del centro storico piovese, ha trovato spazio anche la premiazione di un personaggio che, per il commercio piovese, si impegna da oltre 40 anni. Si tratta di Valter Puato, presidente della Confesercenti piovese, giunto ormai al quarto mandato. Premiato dall’assessore al Commercio e alle attività produttive, Luca Carnio, e dal direttore generale della Confesercenti di Padova, MaurizioFrancescon, Valter è salito sul palco emozionatissimo per ritirare la meritata targa. Targa che si va ad aggiungere ad una nutrita lista di riconoscimenti, che gli sono stati consegnati nella sua lunga carriera da commerciante, prima, e da presidente della

L’assessore Luca Carnio premia Valter Puoto a fianco la conclusione della sfilata di moda che si è svolta lo scorso 21 ottobre nota associazione di categoria, poi. “Sono stato premiato anche nel 2006 e nel 2008 - racconta - e avevo già ricevuto una medaglia della Camera di Commercio di Padova e un’onorificenza dall’amministrazione comunale per i 40 anni della Confesercenti di Piove di Sacco”. La vita, le difficoltà e le soddisfazioni degli esercenti Valter le conosce bene, avendo fatto questo lavoro per tutta la vita.

“Commerciavo frutta e verdura all’ingrosso e al dettaglio e la mia specialità erano le ciliegie - racconta, orgoglioso, Valter, ora pensionato, ricordando la sua attività che, prima di lui, avevano svolto i nonni Sono a capo della Confesercenti piovese da 18 anni, questo è il mio quarto mandato”. Un servizio totalmente volontario, reso ai concittadini, su cui Valter si è speso, sottolineando, però, anche l’importanza di

validi collaboratori. “Le attività che svolgiamo con la Confesercenti piovese sono tante e tutte, ogni volta, si rivelano un successo. Tutto ciò non sarebbe possibile senza la valida collaborazione e le doti organizzative del responsabile dell’ufficio piovese della Confesercenti, ovvero Andrea Ferrara, e senza l’aiuto di tutti coloro che collaborano alla realizzazione delle nostre manifestazioni

- ha voluto sottolineare - Si tratta di un lavoro che viene dal cuore, per il paese e, grazie ai nostri interventi, la moda piovese è riuscita a raggiungere alti livelli, arrivando al suo culmine con il palinsesto di Piove è Moda”. Questo riconoscimento diventa un ulteriore conferma alla validità del lavorosvolto dall’associazione di categoria, in un contesto che sta mettendo a dura prova i commercianti. “Purtroppo il futuro del commercio non è roseo, tanti negozi chiudono - ha concluso - ed è proprio per questo che cerchiamo di dare vita a numerose manifestazioni, per tenere compatto e vivo il centro cittadino. In tutto ciò, è importantissimo anche l’appoggio dell’amministrazione comunale e la collaborazione dei negozi”. Nel corso della serata, è stata chiamata per la premiazione sul palco anche la corale di Arzergrande, che ha ricevuto il riconoscimento dal sindaco Luca Sartori.

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12 Piove di Sacco il nostro territorio che coinvolge le imprese e artigiani e li aiuterà a competere nei mercati internazionali” ha commentato Alessandro Campalto, sindaco di Campolongo. “Mi piace pensare che il FabLab sia un’ideale prosecuzione della lunga storia artigianale del Piovese, che ha visto nascere proprio qui una delle prime stamperie in Veneto” ha aggiunto il sindaco di Piove, Davide Gianella. L’iniziativa è stata cofinanziata dalla Regione nell’ambito del programma dell’Agenda digitale del Veneto. “Affari puliti 3D” è uno dei laboratori digitali vincitori del bando regionale che ha ricevuto un contributo a fondo perduto pari all’80% del costo di realizzazione del FabLab fino a un massimo di 100 mila euro.

L’inaugurazione A Campolongo nella casa che fu di Felice Maniero

Nella ex villa del boss il primo laboratorio in 3D

Fablab, il primo laboratorio per la fabbricazione digitale, è un progetto che ha coinvolto anche il Comune di Piove di Sacco, l’associazione Affari Puliti e il Crazy Lab di Martina Maniero

È

stato inaugurato il 24 ottobre scorso il primo laboratorio per la fabbricazione digitale (FabLab), una realtà che ha trovato casa all’interno un bene confiscato alla mafia: nella villa del boss della Mala del Brenta Felice Maniero, a Campolongo Maggiore (Venezia). Il progetto, sostenuto dalla Regione Veneto che vede coinvolto oltre al Comune veneziano anche il Comune di Piove di Sacco, l’associazione Affari Puliti e il Crazy Lab di Piove, ha l’obiettivo di trasformare il laboratorio in un punto di riferimento per l’apprendimento e la sperimentazione delle nuove tecnologie di fabbricazione digitale. Aperto agli artigiani, ai maker, agli studenti e a tutti gli appassionati dell’area compresa tra la province di Padova e Venezia, questo spazio punta a diventare un nuovo punto di aggregazione per Riviera del Brenta e per il Piovese. Il Laboratorio è dotato di diverse attrezzature e macchinari per la fabbricazione digitale (stampanti 3D, laser cutter, fresa controllo numerico) ed è uno “spazio aperto” per tutti quelli che vogliono sperimentare concretamente le potenzialità del digital manufacturing sviluppando nuove idee progettuali, realizzando prototipi e producendo piccole serie. “Gli ambiti e i settori di interesse di Affari Puliti 3D sono veramente molteplici – ha spiegato Paolo Bordin, presidente di Crazy Lab e direttore di Affari Puliti, – si può spaziare dalla produzione di gioielli, alle biciclette, all’architettura. Inoltre il laboratorio vuole rispondere prima di tutto alle esigenze, ai fabbisogni e alle curiosità che emergeranno dalla comunità locale costruendo con gli imprenditori, gli artigiani, i maker interessati processi di approfondimento e sperimentazione condivisi”. “La Regione – ha spiegato il vicepresidente regionale, Gianluca Forcolin – con FabLab ha inteso creare in Veneto una rete di centri di ricerca e formazione attrezzati per la “fabbricazione digitale” dove imprenditori, cittadini, professionisti possano studiare e realizzare insieme nuovi prodotti o servizi che valorizzino il nostro territorio. L’obiettivo di fondo, infatti, è che i centri siano liberamente e gratuitamente accessibili da tutti coloro che intendano avvicinarsi al mondo della fabbricazione digitale”. “Ringrazio la Regione per aver creduto e investito in questo progetto innovativo per

La cerimonia del taglio del nastro del Fablab

NEWS Amministrazione

Un patto di solidarietà e di amicizia tra piove di sacco e finale emilia

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n patto di amicizia e di collaborazione tra il Comune di Piove di Sacco e quello di Finale Emilia (Modena) perché una tragedia enorme, come quella del terremoto, porta anche qualcosa di positivo: la solidarietà. Il sindaco Davide Gianella e il collega emiliano, Fernando Ferioli, hanno siglato un documento che sancisce l’impegno delle amministrazioni comunali a rendere stabili e duraturi i rapporti tra le due comunità. L’obiettivo è consolidare tutte quelle iniziative messe in atto (anche attraverso la collaborazione dell’istituto superiore piovese, Enrico De Nicola) a favore delle popolazioni colpite dal sisma nel maggio del 2012. Un evento drammatico che ha provocato decine di vittime e migliaia di sfollati ma anche danni ingenti al patrimonio storico e artistico, al sistema scolastico e a quello produttivo, tutt’ora in condizione di forte difficoltà. Con questo accordo i due Comuni si impegnano nello scambio reciproco di informazioni e di esperienze per rilanciare, nei rispettivi territori comunali, il settore educativo, culturale, economico, sociale, sanitario e non ultimo quello amministrativo. Obiettivi da raggiungere anche attraverso gli strumenti e le risorse economiche messe a disposizione dall’Unione europea, a cui si potrà attingere predisponendo progetti di comune interesse. Alla base della collaborazione ci sono le relazioni dirette tra le organizzazioni sociali, economiche e di volontariato. Il documento, composto da pochi ma significativi articoli, ribadisce ancora una volta il sentimento di vicinanza che lega i Comuni di Piove di Sacco e di Finale Emilia. Una unione nata nell’emergenza, in risposta alle drammatiche conseguenze del sisma ma che, nelle intenzioni, continuerà nel segno della collaborazione e della condivisione, arricchendo reciprocamente i due Comuni. Ma.Ma.


Brugine 13 Amministrazione Una bozza di convenzione tra il Comune e i Carabinieri

SOCIALE

Libero accesso alle forze dell’ordine alla banca dati dell’anagrafe S

Il 15 novembre, il 17 e il 24 gennaio prossimi

Assaggi di solidarietà, tre incontri sul tema dell’affido familiare

L’Arma, impegnata in attività di indagini giudiziarie potrà verificare via internet i dati del cittadino di Martina Maniero

L

ibero accesso delle forze dell’ordine alla banca dati dell’anagrafe municipale. Il Comune e l’Arma hanno siglato una bozza di convenzione che permetterà ai carabinieri della compagnia di Piove di Sacco e ai militari del comando di Codevigo la consultazione online dei dati anagrafici ed elettorale dei cittadini di Brugine. L’Arma, impegnata in attività di indagini giudiziarie o per accertamenti di pubblica sicurezza, potrà così verificare via internet, in modo semplice e veloce, i dati relativi alla residenza, alla posizione individuale e familiare del cittadino, riuscendo anche a risalire allo storico degli indirizzi di residenza, personali e dell’intero nucleo familiare. L’obiettivo è semplificare e snellire le procedure di consultazione degli archivi informatici. L’accesso tempestivo e diretto alle informazioni, infatti, farà risparmiare

tempo prezioso ai militari che potranno così evitare il continuo andirivieni in municipio, condizionato peraltro agli orari di apertura degli uffici, recuperando così risorse da impiegare sul altri fronti. Gli effetti dell’accordo avranno ricadute positive anche per il Comune che potrà così ridurre l’emissione di documenti e certificazione, tagliare sulle spese per il disbrigo delle pratiche burocratiche e liberare il personale dei servizi demografici delle

Il municipio di Brugine incombenze relative alla consultazione. Gli archivi informatici saranno pertanto accessibili all’Arma anche al di fuori degli orari di apertura degli uffici comunali e, stando al principio dello scambio di dati tra pubbliche amministrazioni, la consultazione avverrà a titolo gratuito. Per semplificare ulteriormente la comunicazione tra enti pubblici la stessa convenzione, al momento valida per dieci anni, potrà essere estesa anche alle altre amministrazioni che ne faranno richiesta.

i chiama “Assaggi di solidarietà” ed è la nuova iniziativa realizzata dal Comune con il Centro per l’affido di Padova e l’associazione Rete famiglie accoglienti. In tutto tre appuntamenti per approfondire il tema della vicinanza solidale e dell’affido familiare durante i quali i bambini avranno la possibilità di divertirsi in laboratori L’assessore culinari. Il primo incontro è in programma per domenica 15 Sabrina Baldan novembre al centro parrocchiale del capoluogo. Seguirà un appuntamento il 17 gennaio alla fattoria solidale di via Arzerini e l’ultimo il 24 gennaio al centro parrocchiale di Campagnola. Tutti e tre alle 15,30. Per partecipare è necessaria l’iscrizione da effettuare entro il venerdì precedente all’incontro. Basterà mandare un sms con il cognome della famiglia e numero dei partecipanti (grandi e piccoli) al numero 328.0642644. Il programma è sul sito www.comune.brugine.pd.it. Il vicesindaco e assessore alle Politiche sociali, Sabrina Baldin, si è detta entusiasta dell’iniziativa: “Grazie alla collaborazione con il Centro per l’affido di Padova e con l’associazione Rete famiglie accoglienti di Piove di Sacco abbiamo già raggiunto degli ottimi risultati”. “Le convenzioni per avviare le collaborazioni infatti sono state sottoscritte tra le parti ai primi di settembre - ha ricordato Baldin - ma la voglia di portare avanti questo progetto al quale tengo molto e la forte intesa tra tutti gli operatori ha permesso di iniziare subito a lavorare con le realtà del nostro Comune, riuscendo così a programmare in poco più di un mese ben tre eventi che vedranno protagonisti sia i bambini che gli adulti”. “L’iniziativa – ha poi evidenziato – è gratuita e vi possono partecipare anche i non residenti. Credo infatti che non esistano confini quando si parla di tematiche così importanti”. “Questo è solo l’inizio di un percorso che ha già delle ottime premesse - ha concluso – è fondamentale infatti lavorare nell’ottica della prevenzione, per dare un sostegno a 360 gradi ai minori e alle famiglie che magari stanno vivendo un momento passeggero di difficoltà”. Ma.Ma.

La nona edizione del Festival “Ottobre in poesia”

Il bruginese Christian Vettorato vince a sassari la sezione narrativa del premio letterario

A

nche un bruginese tra i vincitori della nona edizione del festival “Ottobre in poesia”. Christian Vettorato si è classificato al primo posto nella sezione narrativa al “Premio letterario internazionale città di Sassari” con l’inedito “Non morire mai”, un’opera che tratta il disturbo della depressione La consegna del premio a Vettorato post partum. Un tema difficile, raccontato senza tabù e da un punto di vista nuovo. “Perché la gravidanza - ha spiegato l’autore - non sempre è il momento più felice della vita di una donna”. La giuria studenti dell’Istituto “Segni di Ozieri” ha deciso di premiare il testo per diverse ragioni. A colpire è stata soprattutto l’originalità del soggetto ovvero aspetti della maternità raramente presentati come la paura e la depressione, ma anche l’efficace utilizzo delle tecniche narrative. “La particolarità del racconto è data innanzitutto dalla verosimiglianza della caratterizzazione psicologica dei personaggi, in particolare della protagonista, che è voce narrante, ma anche dall’uso di un linguaggio crudo e diretto, con similitudini molto efficaci, che si trasforma, in alcuni momenti, creando suggestioni poetiche particolari” ha spiegato la giuria nelle motivazioni del premio. La cerimonia si è svolta il 24 ottobre scorso al teatro civico di Sassari. Anche quest’anno la manifestazione ha raccolto centinaia di scrittori di ogni età e provenienza e ha ricevuto il patrocinio della Presidenza della Repubblica e della Camera, del ministero dei Beni culturali e dell’Unesco. Vettorato, 29 anni, ha studiato elettronica alle scuole superiori e Scienze per l’ambiente all’università ma la formazione scolastica prevalentemente scientifica non gli ha impedito di coltivare con successo la sua vera passione: la narrativa. Suo infatti il primo posto all’ottava edizione del Premio letterario di poesia e narrativa dell’Avis di Capannoli (Pisa); il secondo posto alla prima edizione del Premio letterario figurativo nazionale “Caffè delle arti” (Brescia) e il terzo posto al Premio letterario “La Ma.Ma. montagna Valle Spluga” di Campodolcino (Sondrio).

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14 S. Angelo - Legnaro La storia Raffaele Trolese ha fondato la scuola la Mary’s school di Mambrui

Un santangiolese in Kenya per aiutare i bambini a studiare

Il commercialista di S. Angelo fa parte di una onlus che ha lavorato per creare una scuola primaria, una realtà che esiste dal 2008. All’inizio gli scolari erano 40, oggi sono 260 di Martina Maniero

S

Trolese regala la bandiera del Veneto all’ambasciatore d’Italia a Nairobi, Massoni

Lavori pubblici

i definisce italiano, fiero di essere veneto e padovano. Raffaele Trolese, fondatore della Mary’s school di Mambrui, in Kenya, è profondamente legato alle sue origini. Lo dimostrano le tre bandiere issate all’ingresso della scuola elementare che, con il contributo dell’omonima onlus, ha costruito vicino a Malindi, nella costa sud est dello Stato africano. Qui accanto alla bandiera keniota sventolano il tricolore italiano e lo stendardo della Regione Veneto. Vessillo, quest’ultimo, che Trolese ha voluto regalare anche all’ambasciatore d’Italia a Nairobi, Mauro Massoni. L’incontro si è svolto a settembre. L’occasione è servita al commercialista santangiolese anche per illustrare al diplomatico le attività della scuola primaria. Una realtà che esiste e opera con successo dal 2008. Gli alunni all’inizio erano appena una quarantina. Oggi gli iscritti sono ben 260 (57 dei quali introdotti grazie alla collaborazione con l’associazione del Canton Ticino “Sorrisi africani”). È

Scuola elementare volparo, partito il conto alla rovescia

È

Anche quest’anno la scuola si è distinta per l’alto rendimento dei suoi allievi: la media dei voti agli esami è stata la più alta stato necessario anche l’acquisto di un autobus che quotidianamente percorre 85 chilometri tra andata e ritorno per portare i giovani studenti a scuola al mattino e riaccompagnarli a casa il pomeriggio. Nella struttura, a gestione keniota e supportata nelle attività dalla Mary’s school onlus, operano otto insegnati e un direttore che, alle materie teoriche, affiancano anche lezioni pratiche e l’insegnamento della lingua italiana, vista la numerosa presenza di connazionali in Kenya. La scuola dispone anche di un ambulatorio dove opera un medico per garantire assistenza sanitaria ai bambini. Accanto all’impegno per assicurare l’accesso all’istruzione ad un numero sempre crescente di bambini, la onlus è impegnata anche nel diffondere la cultura della salute per migliorare le condizioni di vita generali e le prospettive per il futuro dei più piccoli. Non mancano nemmeno i successi scolastici. Anche quest’anno, infatti, l’istituto si è distinto per l’alto rendimento dei suoi studenti: la media dei loro voti agli esami statali, infatti, è la più alta tra tutte le 40 scuole del distretto di Magarini.

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a buon punto l’iter burocratico necessario per procedere alle costruzione della nuova scuola elementare di Volparo. L’intervento, pena la possibilità di concluderlo in deroga al patto di stabilità, è stato affidato in via provvisoria entro il 31 ottobre scorso, come disposto dal ministero dell’Istruzione. Il progetto prevede la costruzione del nuovo plesso al posto dell’attuale primaria “Livio Tempesta”. Soluzioni alternative, come l’aggiunta di un secondo piano o l’ampliamento dell’edificio non sono state ritenute convenienti né dal punto di vista economico né da quello edilizio. Impossibile anche recuperare la struttura che presenza diverse carenze e ormai non risponde più ai requisiti di salute, incolumità e salvaguardia di studenti e docenti. I lavori prevedono la realizzazione di cinque nuove classi (un’intera nuova sezione, considerato anche l’aumento demografico di questi ultimi anni) che andranno ad aggiungersi alle dieci esistenti. Verrà realizzato anche un nuovo parcheggio per lo scuolabus e per gli utenti con notevoli vantaggi anche sul piano della sicurezza. In questo modo infatti i bambini e i genitori non saranno più costretti ad attraversare la trafficata Provinciale 35 per raggiungere il portone di ingresso della scuola. La mensa prefabbricata invece verrà mantenuta ma ampliata per rispondere alle nuove esigenze. La spesa complessiva è di 2 milioni 582 mila euro. Il progetto ha ottenuto due importanti finanziamenti regionali: il primo, nel 2009, pari a 831.200 euro (da spendere e quindi da rendicontare alla Regione entro giugno 2016, altrimenti si rischia la revoca del contributo) e un secondo, quest’anno, di 536.700 euro. Il resto, 1 milione 214 mila euro li metterà il Comune attraverso un mutuo da contrarre con la Cassa depositi e prestiti. Soldi che, in parte e in un primo momento, il Comune pensava di incassare attraverso la cessione della farmacia della frazione. Iter che ora ha preso un’altra strada. L’esecutivo locale si dice ottimista e assicura che l’avvio dei Ma.Ma. lavori ormai è imminente.


Codevigo 15 Conche Valentina Agatea illustra la situazione in un incontro pubblico

Ufficio postale, tutto fermo L’intervento della cittadina che si è fatta promotrice della raccolta di firme e del sit-in di protesta lo scorso anno, dopo la chiusura della sede, non fa presagire sviluppi positivi di Alessandro Cesarato

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ulla di nuovo sul fronte della riapertura dell’ufficio postale della frazione di Conche. E’ chiuso da un anno, da quando Poste Italiane ha abbassato le serrande per motivi di inagibilità del vecchio edificio parrocchiale dove da cinquant’anni trova ospitalità. Il punto della situazione è stato fatto in un incontro pubblico organizzato da Valentina Agatea, la cittadina che si è fatta promotrice della raccolta di firme e del sit-in di protesta nei mesi successivi alla chiusura. “Dopo tutti questi mesi, visto che mi sono esposta in prima persona - dice Agatea - ho voluto mettere al corrente i miei concittadini sugli sviluppi della vicenda, anche alla luce di una recente riunione avuta con il sindaco, il parroco di Conche e il rappresentate del comitato dei cittadini di Valli di Chioggia”. Il quadro che ne uscito è a dire poco desolante. “E’ tutto fermo - spiega - perché

Poste, che aveva promesso di iniziare il trasloco nel nuovo ufficio nel secondo semestre del 2015, non ha ancora preso una decisione”. C’è dell’altro. “Ho scoperto che le quasi ottocento firme raccolte - racconta - non sono mai state consegnate alle Poste. Il sindaco Belan si era impegnato in prima persona a portarle direttamente a Roma alla direzione generale di Poste e invece le ha tenute chiuse in un cassetto, spiegandoci solo ora che in un secondo momento ha valutato che

non fosse un’azione opportuna da fare”. Intanto i disagi per i cittadini di Conche, ma anche delle località limitrofe di Valli e Santa Margherita, continuano, visto che sono costretti a spostarsi in auto per chilometri per raggiungere gli uffici di Codevigo e di Chioggia. “Ho avuto mandato - conclude Agatea - di recuperare le firme. Noi cittadini ci muoveremo da soli per cercare di ripristinare un servizio di fondamentale importanza per la nostra comunità”.

NEWS Musica e tradizioni

Il concerto lirico di san zaccaria dedicato al tenore mario del monaco

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ra gli appuntamenti culturali di novembre non è mancato, anche quest’anno, il tradizionale concerto di San Zaccaria a Codevigo. La manifestazione, che prende il nome dal santo protettore, si è svolta lo scorso 7 novembre, nel Palasport comunale di Codevigo, e ha visto la Pro Loco fortemente impegnata nell’organizzazione di quello che è un concerto lirico di primissimo livello, ma ad ingresso libero fino ad esaurimento posti. Quest’anno la manifestazione è stata dedicata al tenore Mario del Monaco, per celebrare i 100 anni dalla sua nascita. Come di consueto, la numerosa presenza da parte del pubblico è stata attirata dall’esibizione di artisti dal comprovato Il tenore Mario del Monaco di cui si sono celebrati talento, a partire dall’ospite d’onore, quest’anno i cento anni il tenore Stefano Secco, recentemente dalla nascita applaudito al Teatro La Fenice di Venezia, in Tosca. Insieme a lui, si sono esibiti anche cantanti di prim’ordine, come la mezzosoprano Sarah Maria Punga, il soprano Daniela Schillaci e il basso Francesco Ellero D’Artegna, che ono stati accompagnati dal violoncellista Giambattista Valdettaro, dal giovane flautista Ludovico Degli Innocenti, dal violinista Davide De Ascaniis, dal pianista Bruno Volpato ed infine dall’ormai collaudato Coro Teatro Verdi di Padova. A partire dalle 20 fino alla tarda serata, gli artisti si sono esibiti interpretando brani tratti dalle opere di Ponchielli, Verdi, Bizet, Puccini, Chabrier, Bellini, Cilea, Rossini e pagine strumentali di Genin e Markov. Non è mancata la canzone classica italiana a firma di Vincenzo De Crescenzo. Linda Talato


16 Arzergrande-Polverara La terza tappa del Seap Alla Venice Marathon

PITTURA

Amministratori maratoneti per aiutare chi è in difficoltà R

Al centro culturale Altinate San Gaetano a Padova

“Roberto pittarello e i suoi allievi di Arzergrande”, in mostra i lavori dei ragazzi delle medie

La prima volta in Veneto: si ricordano i danni del tornado in Riviera di Alessandro Cesarato

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mministratori locali maratoneti lungo le strade del Belpaese per non dimenticare chi è in difficoltà. C’era anche il consigliere comunale Piercarlo Cavalletto alla partenza della terza e penultima tappa del SeAP (campionato italiano di maratona per amministratori comunali) approdato per l’occasione in terra lagunare, alla Venice Marathon. E’ la prima volta che una gara di questo particolare circuito si correva in Veneto. Le attività legate al SeAP, che ha come obiettivo principale la sensibilizzazione dei corretti stili di vita, è anche un momento di ritrovo e confronto tra amministratori di tutta Italia. L’iniziativa ha l’alto patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è gestita operativamente dall’Anci Emilia Romagna. SeAP ha da sempre ricordato il terremoto dell’Emilia Romagna e quest’anno ha utilizzato Venice Marathon

per non fare dimenticare il tremendo tornato che ha colpito la Riviera del Brenta. Lo slogan di questa tappa era proprio “Rialzati Riviera”, come riportato nelle maglie tecniche da gara. “Con la tappa lagunare - sottolinea proprio Cavalletto, che già da qualche anno s’impegna nell’iniziativa - abbiamo

Piercarlo Cavalletto in gara voluto unire una giornata di gioia e di sport al ricordo di un evento meteorico che ha colpito il territorio attraversato dalla maratona. E’ necessario ricordare affinché le popolazioni colpite sentano attivo il piano istituzionale perché il silenzio rischia di essere un ostacolo per la conquista di una nuova tranquillità”.

imarrà aperta sino al 29 novembre, al centro culturale Altinate San Gaetano Pittarello di Padova, la mostra collettiva di e i suoi pittura “Roberto Pittarello e i suoi allievi di giovani Arzergrande”. allievi L’allestimento, organizzato dal Comune al lavoro di Padova, propone i lavori realizzati dai ragazzi della scuola media di Arzergrande nei laboratori curati dal maestro Pittarello. “Questa esposizione - spiega Matteo Cavatton, assessore alla Cultura del capoluogo patavino - è un esempio di come i linguaggi dell’arte possano rappresentare un’occasione di condivisione e confronto: la pittura in classe vive del contributo di tutti”. La pittura collettiva nasce, infatti, con la discussione e la partecipazione attiva dei ragazzi ai progetti. Roberto Pittarello, nato e residente a Sant’Angelo di Piove, ha insegnato fino al 2009 nella scuola secondaria di primo grado. Attualmente tiene i corsi di “Didattica delle arti visive” e “Laboratorio di attività espressive grafiche e plastiche” alla Facoltà di Scienze della Formazione Primaria dell’Ateneo di Padova. Da un trentennio progetta e anima laboratori creativi su linguaggi tattile, visivo e di scrittura interiore con bambini, ragazzi e adulti, anche in collaborazione con enti, istituti pubblici e associazioni culturali. Gli esiti dei progetti educativi legati ai laboratori sono documentati in numerose mostre e pubblicazioni. Accanto a questo impegno pubblico sperimenta le tecniche dei linguaggi artistici nel laboratorio personale di ceramica e pittura. La pittura collettiva è un’attività che non parte da un soggetto, da un titolo, ma da una tecnica che mette in moto le energie di tutti con la condivisione del voler fare. Nel laboratorio del colore, ad esempio, si scopre che usare il pennello non è poi così scontato perché si può utilizzare in diversi modi: può essere tenuto piatto, si può usare di punta oppure di taglio. Inoltre si gioca con la tonalità del colore, con le spugne, le spatole, le macchie. Informazioni e orari della mostra: 049/8204553 A.C.

polverara parte il consiglio comunale dei ragazzi per insegnare la partecipazione attiva

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romuovere la partecipazione attiva dei ragazzi alla vita della propria comunità sviluppando al contempo la loro coscienza civica, ambientale, sociale e culturale. Con questi obiettivi viene istituito, anche a Polverara, il consiglio comunale dei ragazzi. L’iniziativa, partita a giugno di quest’anno, è frutto della sinergia tra il Comune e l’Istituto comprensivo di Legnaro che attraverso questo progetto hanno inteso avviare anche a scuola un primo esperimento di cittadinanza attiva. I ragazzi potranno così intervenire con idee, proposte e progetti nelle questioni che li riguardano in prima persona imparando così anche a conoscere il funzionamento della macchina amministrativa. Il consiglio dei ragazzi, del tutto simile nella forma a quello maggiore, sarà composto dal sindaco e da otto consiglieri, tutti alunni della scuola media, e resterà in carica per due anni. Il debutto avverrà il prossimo 21 novembre

Il sindaco Alice Bulgarello con la nomina del “baby-sindaco”. Cerimonia che, con ogni probabilità, si terrà nella sala consiliare alla presenza del primo cittadino Alice Bulgarello, della giunta municipale e dei consiglieri di maggioranza e di opposizione. Le operazioni di voto si terranno il 14 novembre mentre le liste e i programmi elettorali tra cui sono state affisse a scuola e nell’apposita sezione del sito www. comune.polverara.pd.it. Il regolamento di funzionamento del consiglio “dei piccoli” è stato approvato dall’esecutivo locale che, ogni anno, stanzierà a bilancio un apposito contributo per le iniziative decise dai ragazzi, preventivamente sottoposte all’esame dell’amministrazione in carica. “È un’importante occasione di educazione civica e di cittadinanza attiva ha commentato con soddisfazione il sindaco Bulgarello, - siamo sicuri che sarà anche una bellissima esperienza per tutti i ragazzi del nostro paese”. Ma.Ma.


Pontelongo 17 Economia Dopo soli 75 giorni si è conclusa la campagna saccarifera

Zuccherificio, bilancio positivo con qualche ombra Una campagna condizionata dal gran caldo fa registrare una contrazione in volume di circa il 10 per cento rispetto alla programmazione iniziale e un conseguente accorciamento dei giorni di lavorazione. Gallerani: “Continuiamo a sostenere la necessità di produrre bietole e zucchero in Italia” di Alessandro Cesarato

U

na contrazione in volume di circa il 10% rispetto alla programmazione iniziale e un conseguente accorciamento della durata dei giorni di lavorazione dello zuccherificio. Si è conclusa dopo solo 75 giorni la campagna saccarifera, quest’anno condizionata come non mai dal gran caldo. A fine giugno la coltura presentava, infatti, ottime caratteristiche e lasciava presagire risultati produttivi più elevati, ma il lungo periodo siccitoso e le temperature costantemente superiori alla media hanno parzialmente compromesso il buon raccolto previsto. Tuttavia, nonostante l’andamento climatico sfavorevole, con una produzione pari a circa 240 mila tonnellate di zucchero, Coprob ha ancora una volta superato abbondantemente la propria quota di produzione giuridica. I numeri di questa campagna parlano

Lo zuccherificio di Pontelongo. Il presidente di Corpob, Claudio Gallerani di una produzione media che si è attestata sulle 58,3 tonnellate di bietole per ettaro con una polarizzazione media di 15 gradi e una produzione di saccarosio pari a 8,75 tonnellate per ettaro. In questa campagna sono state poi confermate le performance positive sotto il profilo energetico e le ottime medie giornaliere di lavorazione

bietole, a dimostrazione che gli investimenti effettuati stanno dando i loro frutti a favore della filiera e con benefici evidenti anche per l’ambiente. Risultati positivi sono arrivati anche dal nuovo scarico automezzi adottato nello stabilimento, che ha sensibilmente agevolato e velocizzato le operazioni di

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ricevimento del prodotto, diminuendo nettamente le code degli autoveicoli e riducendo le ore necessarie per lo scarico. “Nella consapevolezza dei sacrifici che abbiamo dovuto sostenere durante la campagna a causa dell’andamento stagionale e per i prezzi bassi dello zucchero e della bietola - afferma Claudio Gallerani,

presidente di Coprob - il cda ha deliberato, per la campagna 2016, un aumento del prezzo della barbabietola, confidando su un incremento delle quotazioni di mercato dello zucchero”. A novembre, tra l’altro, i nuovi bandi regionali del Psr daranno l’opportunità di intercettare ulteriori risorse finanziarie a favore della filiera, in una logica di rispetto dell’ambiente e attraverso lo sviluppo di un’agricoltura sempre più sostenibile. “Continueremo a sostenere con forza la necessità di produrre bietole e zucchero in Italia - aggiunge Gallerani - per garantire la rotazione agraria e l’approvvigionamento di zucchero, valorizzare sempre più il nostro prodotto, strategico per l’economia delle nostre imprese e del territorio. Per questo motivo abbiamo aperto la possibilità di una programmazione triennale anche a quegli agricoltori che non avessero ancora aderito”.

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18 Cultura locale Il personaggio A 20 anni è uno dei flautisti più talentuosi d’Italia

Ludovico Degli Innocenti, una giovane promessa che è già una conferma

In Italia, dopo essersi esibito a Seul, in Corea, ha suonato anche per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di Linda Talato

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erché ho deciso di suonare il flauto traverso? Non lo so, so solo che ho sempre sentito che era giusto così”. Ludovico Degli Innocenti ha solo 20 anni, lo sguardo limpido e i modi pacati, ma anche una forte determinazione. Qualità che, tra le altre, gli ha permesso di contraddistinguersi nel panorama dei giovani talenti musicali, non solo a livello locale, ma anche nazionale e addirittura all’estero. Recentemente tornato in Italia, dopo essersi esibito a Seul, in Corea, il giovane flautista del Piovese ha suonato anche in onore del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed è risultato, nel 2015, il primo idoneo nella graduatoria per la World Youth Orchestra, formata dai migliori allievi di università, accademie e conservatori dei cinque continenti. Definito, nella prestigiosa rivista Falaut, in un’intervista al maestro Montafia, come uno dei giovani flautisti più promettenti in Italia, Ludovico è nato a Padova e cresciuto

Ludovico Degli Innocenti in Corea

nel Piovese. Oggi vive a a Stoccarda, dove frequenta la prestigiosa Staatliche Hochschule fur Musik und Dartellende Kunst, seguito dal Maestro Davide Formisano. “Ho iniziato da giovanissimo con lo studio del flauto traverso e mi sono iscritto al conservatorio di Adria all’età di 11 anni - racconta - In seguito, mi sono trasferito al conservatorio C. Pollini di Padova, dove ho seguito le lezioni del Maestro Claudio Montafia e dove mi sono diplomato a 16 anni, nel 2012, con il massimo dei voti”. Da lì ha preso il via un percorso che

oltre zie oti n 0 0 0 . 12 a: n o z a u della t PIÙ O I V I H L’ARC IO DEL AMP TO! VENE

ha portato Ludovico a vincere numerosissimi concorsi, nazionali ed internazionali, esibendosi pure, in rappresentanza del conservatorio Pollini, in un trio di flauti all’interno della trasmissione Uno Mattina in Famiglia, su Rai Uno. Tante soddisfazioni e riconoscimenti, fino all’esperienza più recente, a Seul, dove ha suonato, lo scorso 16 ottobre, con la GeumCheonSymphony Orchestra, tenendo anche due Masterclasses ed un Recital. “E’ stata un’esperienza estremamente positiva e formativa, non solo dal punto di vista

professionale ed artistico, ma anche umano - racconta - La sala dove mi sono esibito era gremita, le persone che ho incontrato gentili ed entusiaste, tanto che mi hanno proposto di tornare l’anno prossimo, per il festival flautistico”. Ma non c’è solo la musica nella vita di questo giovane artista, che si dimostra anche molto legato alla famiglia. “Per la mia esibizione in Corea mi ha accompagnato mio fratello Edoardo - anche lui musicista ndr - che è anche l’autore delle tantissime foto scattate” ha detto Ludovico, chiedendo

Formazione La scuola santa capitanio si presenta al territorio in due serate

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che nell’articolo pubblicato uscisse anche un ringraziamento alla sua famiglia, che lo ha sempre sostenuto e aiutato. Oltre a studiare e a perfezionarsi all’estero, Ludovico ha anche insegnato all’istituto superiore Einstein e nella scuola media E. C. Davila, entrambi a Piove di Sacco. Fa parte, inoltre, del folto vivaio di talenti musicali che si esibiscono all’interno dell’Orchestra Giovanile della Saccisica e suonerà nel capoluogo del Piovese il prossimo 9 aprile, nell’auditorium Giovanni Paolo II, insieme alla pianista RenataBenvegnù.

era una volta la “scuola delle suore”… Era il 1899 quando venne fondata con la mission di educare i bambini della comunità piovese. L’opera dell’istituto ha accompagnato fino ai giorni d’oggi i primi passi nell’apprendimento e nella formazione di migliaia di scolari e delle loro famiglie. Ogni anno centinaia di famiglie continuano a scegliere la Scuola Santa Capitanio. Non solo, negli ultimi anni la richiesta è sensibilmente aumentata. Tentare di spiegare il perché, ci offre l’occasione per fare delle riflessioni sull’ “essere scuola” e sul “fare scuola” alla Santa Capitanio. Avere una tradizione significa essere in grado di capire le mutevoli esigenze delle famiglie, significa dirigersi verso nuove metodologie di insegnamento, verso un utilizzo intelligente e consapevole anche degli strumenti che le nuove tecnologie offrono, con una filosofia chiara: non tutto ciò che è vecchio è superato e non tutto ciò che è nuovo è necessariamente migliorativo. La lunga esperienza nel campo educativo permette di connettere tutte le componenti e le risorse della scuola in vista della finalità principale: crescere bambini competenti, autonomi, critici e sani… scegliendo come primo alleato la famiglia che è parte attiva e collaborativa, costantemente in dialogo, al punto di essere lei stessa “componente”. Anche una novità come l’attivazione della mensa interna entra a pieno titolo nel sistema educativo, è “un’aula esperienziale” in cui si impara a mangiare, a conoscere il cibo e le sue proprietà. Così si fa scuola anche quando si esce dall’edificio e ci si reca al mercato, dal fruttivendolo, o in una fattoria per conoscere e toccare con mano ciò che ci circonda. Si fa scuola anche quando si esce in parco, a contatto con la natura, quando si gioca e si impara a rispettare e “prendere le

misure” con l’ambiente e con la presenza degli altri. Al termine della scuola, per chi lo desidera, dalle 16 alle 18 con la collaborazione di esperti esterni si sperimentano sport, lingue straniere, teatro e attività manuali in cui i bambini possono mettersi alla prova e confrontarsi con il nuovo o con ciò che li appassiona. La modalità del tempo pieno gestita dall’insegnante prevalente dà la possibilità di gestire l’orario scolastico in modo meno frammentato dando lo spazio necessario ai bambini di apprendere in profondità, esplorando i contenuti, sviluppando e potenziando le proprie competenze. La compresenza di una scuola dell’infanzia e primaria permette di creare un percorso continuativo. Dal lunedì al venerdì, dalle otto di mattina alle sedici del pomeriggio i bambini dai due e mezzo agli undici anni lavorano con l’insegnante prevalente, dedicata alle materie di base e con gli insegnanti specialisti che curano l’insegnamento di arte, educazione fisica, inglese, musica e religione. Gli specialisti sono gli stessi per entrambe le scuole a garanzia di accompagnamento graduale e omogeneo. “Educare il cuore e la mente” non sono soltanto delle belle parole messe in fila per creare uno slogan, è la sintesi tutto ciò che la scuola si propone di fare con e per i bambini. L’invito a tutti i genitori che in questo periodo sono chiamati a fare una scelta per i loro figli ad avvicinarsi con curiosità alla scuola, per informarsi per conoscerla. Sono previste due serate informative e di presentazione della Santa Capitanio che si terranno martedì 24 novembre alle 20.30 per la scuola dell’infanzia e giovedì 26 novembre alle 20.30 per la scuola primaria presso il patronato della Parrocchia del Duomo di Piove di Sacco.


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20 Cultura locale Teatro La Stagione di prosa al Filarmonico di Piove di Sacco

Doppio sguardo tra finzione e realtà, da novembre a marzo 8 appuntamenti

Un cartellone ricco di spettacoli di qualità, con nomi di spicco come quelli di Marco Paolini, Ottavia Piccolo e le Belle Bandiere che si alternano alle eccellenze del panorama veneto contemporaneo Linda Talato

NEWS

D

oppio sguardo è quando la realtà diviene finzione e la finzione realtà, quando spettatore e attore si osservano a vicenda, perdendosi in uno specchio che riflette e racconta la realtà, uguale ma sempre diversa a quella che lo spettatore vive. Ed è proprio sulla sottile trama di questo doppio sguardo che si svolgerà la Stagione di Prosa 2015 - 2016 del Teatro Filarmonico comunale, a Piove di Sacco. Si è aperto il sipario su quella che è la rassegna teatrale fulcro della proposta culturale che prende vita nel suggestivo teatro del centro storico piovese, una proposta che, per questa stagione, prevede otto appuntamenti: dal 19 novembre 2015 all’11 marzo 2016. “Un cartellone ricco di spettacoli di qualità - come hanno spiegato gli organizzatori, attraverso un comunicato stampa e nel corso della presentazione, avvenuta lo scorso 15 ottobre - Nomi come quelli di Marco Paolini, Ottavia Piccolo e le Belle Bandiere si alterneranno a spettacoli caratterizzati dalle eccellenze nel panorama veneto contemporaneo”. La stagione è stata organizzata dall’Associazione Nuova Scena Saccisica, in collaborazione con l’assessorato alla cultura piovese e Arteven, Circuito Teatrale Regionale. La rassegna ha esordito il 19 novembre, con Numero Primo, studio per un nuovo album di Marco Paolini. L’autore e attore veneto ha portato in scena, infatti, il primo studio di uno spettacolo che ha ripreso i fili di un racconto a puntate, cominciato con Adriatico e proseguito con altri importanti titoli, quali Aprile ’74 e 75 e Miserabili. Al centro delle rappresentazioni le memorie, i luoghi, le facce e le esperienze che hanno accompagnato Nicola, il protagonista, insieme a nuovi personaggi alle prese con il nostro presente. Doppio appuntamento, invece, nel mese di dicembre, con Wonder Woman, di e con Antonella Questa, Giuliana Musso e Marta Cuscunà, martedì 2, e Don Chiscotte di Stivalaccio Teatro, il 19 dicembre. Dopo la pausa natalizia, venerdì 15 gennaio 2016, sarà la volta di Ottavia Piccolo e Silvano Piccardi, che porteranno sul palco del Filarmonicolarappresentazione dal titolo Enigma. Tra giochi di intrecci e di parole, prenderanno vita due personaggi, Hilder e Ingrid, e i loro legami complessi con la realtà di una Berlino a vent’anni dopo la caduta del Muro e, soprattutto, con se stessi. Altro appuntamento previsto a gennaio è quello di venerdì 29, con il Teatro Guascone dei Balkanicos, dove il soldato Svejk, interpretato da Andrea Kaemmerle e accompagnato da cinque musicisti kletzmerbalcanici, ovvero  Ras Kornika, Ivo Andreevic, Branca Ceperac, Jan Milo e JvIasha Ivanova, trasporteranno il pubblico in un viaggio musicale e letterario attraverso l’est

Per i più piccoli

BURATTINI IN LIBERTà, QUEST’ANNO ANCHE ITINERANTI

S Alcuni dei nomi che sono in programma nel cartellone degli spettacoli teatrali al Filarmonico di Piove di Sacco Europa. Grande appuntamento musicale il 12 febbraio, con come Il Mago di Oz e Il Giro del Mondo in 80 Giorni, si La Traviata, della compagnia Lirica.Mente. Lo spettacolo, alterneranno a spettacoli di circo teatro e clownerie. Fuori scritto e narrato da Daniele Nuovo insieme ad Anna Zago, abbonamento è previsto uno spettacolo, Un Eroe sul e accompagnato dal canto di Sonia Visentin, Cristiano Sofà, della compagnia Madame Rebinè, cui gli abbonati Langaro, Milo Buson, oltre che dalle note suonate dal avranno diritto al biglietto ridotto speciale di 4 euro. Sei vivo da Gerardo Felisatti, offrirà un percorso teatrale sino gli appuntamenti previsti, invece, con il Teatro Amatoriale, alle famose vicende de la Signora delle Camelie di Dumas, che si svolgeranno dal 28 novembre 2015 al 12 marzo attraversando le celebri arieverdiniane, per arrivare alla 2016, organizzati dalla Compagnia della Torre e da La vera protagonista di questa vicenda: la celebre cortigiana Ribalta, in collaborazione con Nuova Scena Saccisica e parigina Marie Du Plessis. Venerdì 26 febbraio sarà la l’assessorato alla cultura piovese. Tra questi spettacoli, volta de Il nostro Amore fa Schifo, del giovane gruppo spiccano titoli legati alla tradizione dialettale veneta, nato nell’ambiente culturale torinese Maniaci d’Amore. A commedie brillanti ed un importante tributo a Giorgio chiudere la stagione, venerdì 11 marzo, sarà Svenimenti, Gaber. I biglietti per i singoli spettacoli, invece, saranno spettacolo ispirato agli Atti unici, alle lettere ed ai racconti di acquistabili da sabato 7 novembre 2015: l’intero è di 10 Anton Cechov. L’omaggio all’autore, russo creato e messo in euro mentre il ridotto di 9. 15 e 13 euro sono le tariffe scena da Elena Bucci, Marco Sgrosso e Gaetano Colella, è per Numero Primo ed Enigma. Per l’amatoriale, invece, il un racconto appassionato della vita dello scrittore, delle sue costo dei biglietti è di 7 euro e il ridotto di 6, mentre per parole e di alcuni dei suoi personaggi. Basandosi in parte le domeniche a teatro è previsto un biglietto unico di 6 euro. sulla biografia scritta da Irène Némirovskij, lo spettacolo, Per tutti gli spettacoli della rassegna e per le Domeniche a attraverso un colloquio tra personaggi realmente vissuti ed Teatro è prevista una prevendita on line dei biglietti nel sito altri inventati dalla sua penna, mette in luce un uomo ed www.vitaticket.it e, sull’acquisto, verrà applicato il diritto di uno scrittore delicato e spiritoso, complesso e intelligente, prevendita. Sarà, inoltre, possibile acquistare i biglietti rivoluzionario e profondo indagatore dell’essere umano. il giorno stesso dello spettacolo, dalle ore 20.00, per gli Non mancheranno, anche quest’anno, le Domeniche a appuntamenti del serale, e dalle ore 15.00, per i pomeriggi Teatro dedicate ai più piccoli: cinque, per la precisione, che domenicali, nella biglietteria del Teatro Filarmonico, fino ad si svolgeranno dal 22 novembre al 6 marzo. Titoli classici, esaurimento posti.

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econda edizione di Burattini in Libertà, con qualche importante cambiamento. La manifestazione dedicata ai piccini, che ha preso il via lo scorso 11 ottobre, si è arricchita, quest’anno, di una novità: gli spettacoli non si sono svolti più solamente a Piove di Sacco, ma anche nei comuni di Sant’Angelo di Piove e di Arzergrande. Quattro, in totale, gli appuntamenti, in programma a ottobre e novembre l’Arlecchino Innamorato di e con Claudio Valese,il Mostro Mangiacolori, il Teatro del Rimbalzo ed il Contafiabe di Ombretta Zaglio. L’ultimo appuntamento è previsto per il 15 novembre, nell’Auditorium di Piove di Sacco, con Gunteria Street Show, spettacolo organizzato dal mimoclown Gunter Rieber. Gli spettacoli si sono svolti a partire dalle ore 16 e sono stati seguiti, come di consueto, da laboratori in cui i bambini hanno potuto costruire oggetti-giocattolo utilizzando materiali poveri, oltre che da un piccolo rinfresco. La direzione artistica della manifestazione è stata curata dall’Associazione culturale La Casa degli gnomi, che ha organizzato gli spettacoli in collaborazione con gli assessorati alla Cultura dei Comuni di Piove di Sacco, Arzergrande e Sant’Angelo di Piove. L.T.

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Cultura locale 21 La mostra Sarà aperta al pubblico fino al 22 novembre al Centro Arte e Cultura di via Garibaldi

“Una vita a cento all’ora”, prospettiva sulla Pop Art

Una finestra sul movimento artistico emerso nella metà degli anni Cinquanta in Gran Bretagna. “Abbiamo cercato di raccontare - spiega Enrica Feltracco - la “golden age”, un periodo in cui il mondo si apprestava a rinascere” di Linda Talato

E

’ stata inaugurata lo scorso 30 ottobre, nel Centro di Arte e Cultura di via Garibaldi, l’esposizione artistico-culturale che rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 22 novembre. Una finestra sul movimento artistico emerso nella metà degli anni ‘50 in Gran Bretagna e all’inizio degli anni ‘60 negli Stati Uniti, che mira a raccontare, attraverso l’esposizione mirata delle opere degli artisti della scuola di Piazza del Popolo, a Roma, come, dagli anni ‘60 in poi, ci sia stata una vera e propria rivoluzione in campo artistico, che volgeva la propria attenzione verso la cultura popolare, a tutto ciò che era “popular”, inteso come quell’insieme di oggetti, miti e linguaggi tipici della società dei consumi. Quella stessa società che, nel secondo dopoguerra, vede la televisione entrare per la prima volta nelle case, portando i nuovi look legati alla moda, la musica, i film, prodotti ed elettrodomestici che diventano oggetti del desiderio. Mario Schifano,

L’inaugurazione della mostra e alcune delle opere esposte Franco Angeli, Tano Festa, Mimmo Rotella, Renato Mabor, Giosetta Fioroni, Mario Cerolie Concetto Pozzati sono alcuni tra i più importanti artisti di cui sono state esposte le opere. “Con questa mostra abbiamo cercato di raccontare gli anni ‘60, la “golden age”, un periodo in cui il mondo si apprestava a rinascere - ha commentato, durante l’inaugurazione Enrica Feltracco che, insieme con Matteo Vanzan, di MV Eventi, si è occupata dell’organizzazione della

mostra - Parliamo di artisti che si definivano “attenti osservatori della realtà” e che ci hanno offerto un’angolazione del loro modo di vedere gli anni ‘60”. C’è un messaggio dietro ogni opera, hanno voluto sottolineare Enrica e Matteo, la Pop Art racconta la vita di tutti i giorni e non morirà mai. “La Pop Art ci aiuta a comprendere meglio ciò che viviamo ogni giorno, in quanto un oggetto comune viene rielaborato attraverso il filtro artistico - ha commentato

anche il sindaco, Davide Gianella Spero che questa mostra possa diventare un’occasione per favorire la rielaborazione critica”. Ed è, anche, a questo scopo che ogni opera è stata corredata di un pannello esplicativo, proprio per rendere l’esposizione fruibile a tutti, anche ai “non addetti ai lavori” ma, soprattutto, per rivolgersi al pubblico dei giovani e dei giovanissimi, coinvolgendo anche alunni e studenti delle scuole presenti nel territorio, che saranno invitati a visitare la mostra.

Doverosi ringraziamenti sono andati ai numerosi sponsor che, con sensibilità ed entusiasmo, hanno da subito appoggiato il progetto, ovvero la Banca di credito Cooperativo, Chiara Rossetto del Molino Rossetto, Barbara Pigazzi dello Studio 83 Lab, l’Upa di Padova e, naturalmente, l’amministrazione comunale. La mostra, ospitata ai piani superiori del Centro d’Arte e Cultura, rimarrà aperta dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19, ad ingresso libero.


1 Cultura provinciale

Cultura provinciale 23

Al Centro Altinate San Gaetano Fino al 28 febbraio la mostra curata dal chimico Dario Bressanini

La scienza dai semi al piatto

L’ESPOSIZIONE

Debutta “Food”, originale “fuori Expo” padovano che fa conscere la complessità dell’alimentazione Le maschere di Sartori

di Laura Organte

È

aperta fino al 28 febbraio prossimo la mostra “Food | la scienza dai semi al piatto”, in esposizione al Centro Altinate San Gaetano. Un fuori expo tutto padovano dal taglio scientifico, curato dal chimico Dario Bressanini, docente presso l’Università dell’Insubria, divulgatore scientifico, collaboratore di varie testate giornalistiche, radiofoniche e televisive, noto per la semplicità di linguaggio con cui affronta temi gastronomico scientifici o legati alla produzione agricola rendendoli così accessibili al grande pubblico. Con lo stesso approccio divulgativo, il percorso espositivo di “Food” porta il visitatore, attraverso scenografiche immagini al microscopio, video didattici e giochi interattivi, da dove tutto inizia, il seme, al piatto finito. Si scopre così, ad esempio, che il grano che utilizziamo oggi è frutto di un’infinità di modifiche genetiche avvenute nel corso dei secoli, che l’olio di arachidi è uno dei più adatti per friggere, che cosa accade chimicamente e fisicamente quando prepariamo

TEATRO E MUSICA

un gelato o una maionese, a quale temperatura è meglio cuocere una bistecca o più semplicemente il metodo corretto per preparare un buon caffè con la moka, il tutto spiegato scientificamente attraverso chimica e fisica. Una prospettiva inedita sul cibo che mangiamo tutti i giorni: “Se ci pensate la cucina è l’ambiente di casa a più alto contenuto scientifico e tecnologico – spiega Dario Bressanini - quando prepariamo un uovo al tegamino, impastiamo una torta o prepariamo un caffè, inconsapevolmente stiamo eseguendo una serie di esperimenti scientifici, in cui avvengono moltissime reazioni chimiche e trasformazioni fisiche” . Concepita come un cammino dalla terra alla tavola, la mostra è divisa in quattro sezioni – “Tutto nasce dai semi”, “Il viaggio e l’evoluzione degli alimenti”, “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” e “I sensi. Non solo gusto” – distribuite su quattro sale che seguono il percorso del cibo dai semi al piatto. Inizialmente il visitatore sarà coinvolto in un viaggio nel tempo e nello spazio a cura di Laura Organte

SORRISI CON L’ELEFANTE DI GOMMA Al via la settima edizione del “Premio LiNUTILE del Teatro”, quest’anno dedicata al tema del sorriso. Diverse le novità rispetto alle scorse edizioni: per la prima volta sarà la Sala Consiliare di Piazzola sul Brenta ad ospitare la rassegna, che, oltre agli spettacoli in sarà arricchita da quattro spettacoli fuori concorso dedicati ai bambini - domenica 22 novembre 2015, domenica 24 gennaio, domenica 14 febbraio e domenica 21 febbraio 2015. Come sempre spetterà al pubblico il compito di scegliere, attraverso votazione, lo spettacolo vincitore, al quale assegnerà l’“Elefante di Gomma” simbolo della manifestazione realizzato dalla designer Ummagumma.

GUERRA FRA SATIRA E PUBBLICITÀ C’è tempo fino al 31 gennaio per visitare l’esposizione “La guerra, tra satira, pubblicità e comunicazione”, allestita al Piano Nobile dello Stabilimento Pedrocchi. In occasione del centenario della Grande Guerra, saranno presentati giornali, illustrazioni, riviste, cartoline e bolli chiudilettera dell’epoca, materiale in parte recentemente donato al Musei Civici, in parte appartenente a collezione privata e a un archivio storico pubblicitario di Como. Sarà l’occasione per conoscere da vicno ducumenti e testimonianze della Grande Guerra in una originale chiave di lettura.

A DICEMBRE ROMEO E GIULIETTA Arriva a Padova “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo”, consacrata da pubblico e critica come la nuova opera dei record: 45 artisti, un palco di 550mq, 23 cambi scena, oltre 270 costumi, 40 tecnici impiegati ogni sera dietro le quinte, 15 persone di produzione, 6 specialisti della comunicazione, 122 facchini, 1.432 ore e 13 bilici necessari per lo smontaggio ed il trasporto delle imponenti scenografie. Ma soprattutto, 154 repliche e oltre 300.000 spettatori dal debutto, nell’ottobre 2013, ad oggi. Ad ospitare la tappa padovana del tour sarà, il 18, 19 e 20 dicembre, il Gran Teatro Geox.

Le maschere di Amleto Sartori in Galleria Cavour

I

Dal cibo di tutti i giorni alla divulgazione scientifica degli alimenti che caratterizzano la nostra cucina come il riso, il caffè, il cacao e la pasta, per scoprirne le storie e le difficoltà incontrate prima di essere integrati nei nostri ricettari. Al termine di questo viaggio, il visitatore sarà invitato a una ri scoperta sensoriale del cibo e dei molti elementi – dall’ambiente alla psicologia – che ne influenzano il consumo. Ampio spazio sarà dedicato alla

cucina, alle ricette di diverse epoche storiche, al diverso approccio al cibo nel corso dei secoli e infine agli errori più comuni che si compiono in cucina e al modo migliore per evitarli. La mostra si concluderà con una sezione dedicata ai sensi, dove originali exhibit interattivi ci condurranno a scoprire come essi possono influire sulla percezione del gusto. Tutti i dettagli anche per visite guidate e scuole su www.mostrafoodpadova.it.

n occasione del centenario della nascita di Amleto Sartori, scultore, pittore, e poeta, celebre in tutto il mondo come padre della moderna maschera teatrale in cuoio, l’amministrazione padovana e il Centro maschere e Strutture Gestuali di Abano terme dedicano all’artista un’antologica in esposizione dal 7 novembre al 17 gennaio presso la Galleria Cavour. Il percorso espositivo rende conto della poliedrica attività di Sartori, che spazia dai busti (in legno, pietra, marmo, bronzo) alle piccole e grandi sculture, ai bassorilievi decorativi e, più in generale, alle decorazioni integrate alle architetture, alle pitture, ai disegni, alle composizioni a graffito. E, naturalmente, alle maschere teatrali che hanno reso celebre il suo nome nel mondo del teatro internazionale. L.O.

A Palazzo Zabarella Dalla rivoluzione dei “Macchiaioli” alla maturità

Fattori potente interprete dell’Ottocento italiano È il pittore livornese Giovanni Fattori, portavoce di una pittura potente, capace di interpretare, lungo tutta la seconda metà del XIX secolo, le trasformazioni della visione moderna, il protagonista dell’annuale evento espositivo dedicato all’Ottocento italiano della Fondazione Bano. A palazzo Zabarella, fino al 28 marzo 2016, sarà possibile ripercorrere la lunga vicenda creativa di Fattori, ricostruita attraverso altre cento dipinti dai più accreditati esperti del pittore livornese: Francesca Dini, Giuliano Matteucci e Fernando Mazzocca. Si parte così dalla rivoluzione dei Macchiaioli, in cui ha avuto un ruolo di primo piano, affidata ai piccoli formati delle leggendarie tavolette, come La rotonda di Palmieri, fino al raggiungimento, nei grandi formati, di una dimensione epica dove si riflettono i mutamenti storici e sociali che hanno trasformato il nostro Paese, per arrivare infine alla sperimentazione di nuovi territori iconografici e formali che lo ha avvicinato, per i risultati raggiunti, ad altri geni solitari quali Courbet o Cézanne. Nei drammatici capolavori della maturità, come Il muro bianco (In vedetta) o Lo staffato, espressi con un linguaggio che va oltre la dimensione della denuncia per raggiungere una prospettiva universale, Fattori è stato

Sopra: “Piantoni. Il muro bianco (In vedetta)”, 1874 In basso “Garibaldi a Palermo”, 1860-1861 lucido interprete della delusione di una nazione, uscita dal Risorgimento, che non ha saputo realizzare quegli ideali di giustizia sociale in cui le giovani generazioni avevano creduto. Questa è la sua grandezza, che ne ha fatto subito un classico, paragonato ai maestri del Quattrocento, come il Beato Angelico, Paolo Uccello, ma anche a Goya e al contemporaneo Cézanne. All’interno del percorso espositivo si darà conto anche alla sua produzione grafica, con una sezione che presenterà una decina di fogli incisi ad acquaforte su zinco, in grado di dimostrare quanto Fattori, anche in questo campo, abbia toccato vertici assoluti, sia dal punto di vista tecnico che stilistico, nonostante la sua attività sia ini-

ziata solo negli anni ottanta dell’Ottocento. Come per i dipinti, i soggetti ricorrenti sono i protagonisti della vita reale, siano essi contadini o soldati, attorniati da una natura indagata sempre con grande commozione. L.O.


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IL VENETO

in PRIMO PIANO

25 novembre Una giornata di sensibilizzazione perché le vittime siano meno sole

Violenza: nel 93% dei casi il mostro è in casa anche nella nostra regione L’assessore Lanzarin: “Nel 2014 sono stati erogati oltre un milione di fondi pubblici tra finanziamenti statali e fondo regionale per sostenere i centri antiviolenza, le case rifugio e le strutture di secondo livello” di Maria pavan

S

ono 1.496 le donne che nel 2014 si sono rivolte ai Centri antiviolenza del Veneto, numeri che aumentano di anno in anno grazie anche all’incremento dei servizi di ascolto ed accoglienza sul territorio. Più del 50% di queste donne hanno un’età compresa tra i 30 e i 50 anni e vivono relazioni stabili in cui sono presenti nella maggior parte dei casi figli e figlie minori. Del totale delle donne, il 93% (1397) è vittime di violenza che si consuma all’interno delle mura domestiche, mentre il 7% (99) di queste sono state vittime di violenza extrafamiliare. È quindi quasi sempre all’interno della famiglia che avvengono le violenze per mano del marito/compagno, dove i figli e le figlie sono spesso spettatori e spettatrici, quando non coinvolti direttamente, e perciò vittime di violenza assistita. Questi gli ultimi dati veneti che riguardano questa piaga privata, troppo spesso taciuta, li ha diffusi il Coordinamento dei Centri Antiviolenza del Veneto e cioè delle richieste di aiuto arrivate nel 2014 ai Centri Antiviolenza delle città di Padova, Venezia, Belluno, Treviso, Verona e Bassano del Grappa. “Questi numeri – hanno commentato le responsabili dei Centri – non devono lasciare indifferenti e devono farci riflettere anche sulle politiche che la nostra Regione

propone per il contrasto al fenomeno della violenza maschile sulle donne. Politiche che ogni anno vengono ridiscusse e che vedono un taglio drastico dei finanziamenti, non permettendo così una programmazione che possa rispondere in modo efficiente ai bisogni delle donne. Dal canto suo la Regione ha pubblicato il bando per l’assegnazione delle risorse destinate per interventi di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. “Nel 2014 sono stati erogati oltre un milione di fondi pubblici tra finanziamenti statali e fondo regionale per sostenere i centri antiviolenza, le case rifugio e le strutture di secondo livello – specifica Manuela Lanzarin, assessore regionale al sociale – La Regione Veneto, per parte sua, ha confermato l’erogazione anche quest’anno di 400mila euro. Siamo al lavoro per rendere più omogenea e capillare la rete delle strutture, i costi e le modalità di intervento. Attendiamo però di capire se anche lo Stato confermerà anche per il 2015 i 1.440.000 euro destinati al Veneto per i centri antiviolenza: sono fondi indispensabili per dare continuità alle iniziative di accoglienza, protezione e recupero attivati nelle sette province venete dalla collaborazione tra associazionismo, volontariato e istituzioni pubbliche”. Per dare corso ai propositi sopraindicati,

l’assessore Lanzarin ha promosso a Palazzo Balbi un tavolo tecnico di coordinamento per monitorare il fenomeno delle violenze familiari e di genere e fare il punto sullo stato di applicazione della legge. La rappresentanza istituzionale al tavolo di coordinamento dovrà essere rinnovata entro la fine dell’anno, ma intanto l’assessore al sociale, che ne assumerà anche formalmente il coordinamento, ha voluto fare il punto sulle iniziative in corso, le modalità di rilevazione, il grado di copertura del territorio regionale, i progetti in corso, le risorse disponibili. L’incontro ha così fotografato una situazione molto variegata, che tiene conto del lavoro dei Centri anti violenza e di quello di associazioni o altro che si prodigano in quest’ambito. Quel che emerge è che a due anni dall’entrata in vigore della legge regionale di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne la rete veneta delle strutture attivate conta 15 centri antiviolenza, 9 case rifugio e 12 centri di secondo livello. Altri 6 centri antiviolenza sono in via di attivazione nel Padovano, nella Marca e a Chioggia. Complessivamente le strutture che si avvalgono del contributo finanziario della Regione hanno offerto ascolto telefonico a 6 mila persone, incontrato in colloqui di prima accoglienza 1821 donne e ne hanno ospitato 50 (di cui 36 insieme ai loro figli) nelle

Manuela Lanzarin case rifugio e accompagnato in percorsi di reinserimento 77 (di cui 41 con figli minori) attraverso le case di secondo livello. Il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza di genere, saranno ricordate tutte le vittime ma anche il grande impegno di coloro che le aiutano ad uscire dall’incubo in cui vivono loro e, spesso, anche i loro figli. In queste giornate di sensibilizzazione, come

ricordano le volontarie dei Centri antiviolenza, occore “raccogliere l’energia per lavorare tutto il resto dell’anno affinché ogni donna possa esser libera nella propria vita. Libera dalle violenze, ma non solo. Libera di essere Donna, libera di poter esprimere la propria individualità e libera di muoversi in una società dove il rispetto reciproco nelle relazioni intime non sia più messo in discussione”.


Il Veneto in primo piano 25 1 Venezia L’esperienza dal 1994 del Centro Anti violenza del Comune

Oltre 5000 le richieste di aiuto e 100 le donne ospitate Dispone di 2 case rifugio dove la donna può trovare ospitalità temporanea, anche per i propri figli. Attivo il progetto “Punto di ascolto sos violenza” di alessandro abbadir

S

ono più di 5.000 le donne che si sono rivolte nel corso degli anni al Centro Antiviolenza del Comune di Venezia per cercare di uscire da una situazione davvero pesante. La media è di circa 300 donne che ogni anno si rivolgono per la prima volta a questo servizio. Provengono dal veneziano, ma dal resto del Veneto e si rivolgono al Centro autonomamente o inviate da altri servizi, dalle forze dell’ordine, dal Pronto Soccorso o dal proprio medico di base e da associazioni del territorio. Sono oltre un centinaio poi quelle che hanno trovato ospitalità nelle 2 case del Centro o in altre strutture dedicate. Hanno trovato un rifugio temporaneo che ha permesso loro di sottrarsi da una relazione violenta, in cui quasi sempre l’autore di violenza è il partner o l’ex partner. E’ aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15 si trova a Mestre in viale Garibaldi, 155/A all’interno del Centro Donna. Ma chi si rivolge al Centro? “L’età media di chi ha chiesto aiuto all’istituzione di viale Garibaldi a Mestre nel 44% dei casi - spiega la responsabile del

Centro la dottoressa Gabriela Camozzi - è compresa tra i 31 e i 45 anni. Il 68% è di nazionalità italiana, il 29% ha un diploma di scuola superiore, il 19% è laureata, quindi il livello culturale conta poco, ma una particolare incidenza ce l’ha l’aspetto economico, dato che il 50% delle vittime ha un’occupazione part time o a tempo determinato, quindi sicuramente instabile”. Nel

Nella città lagunare l’intero mese è dedicato a iniziative e spettacoli sul tema resto della provincia, tanti comuni si sono impegnati aprendo ad esempio Sportelli Donna come a Mira o centri di ascolto contro la violenza di genere a Noale e Mirano. “Il Centro del Comune di Venezia - illustra Gabriela Camozzi - nasce come manifesta esigenza delle donne del veneziano e delle operatrici del Centro Donna, che pongono all’attenzione degli amministratori locali la

necessità di riconoscere il fenomeno della violenza di genere e di offrire uno spazio di ascolto e accoglienza per le donne che subiscono maltrattamenti e violenza. E’stato per lungo tempo il primo e l’unico esempio in Italia di Centro Antiviolenza istituzionale. Da subito il Centro, ha sentito la necessità di dotarsi di una “Casa ad indirizzo segreto” e nell’aprile del 1995, ha ospitato la prima donna veneziana, per una ospitalità temporanea sicura e segreta. Ancora oggi la casa è aperta e ospita donne e bambini”. Ma non solo. Un’altra casa è a disposizione del Centro dal 2009. Anche questa è sottoposta al vincolo della segretezza. Dispone di dieci posti letto per le donne e per i loro figli minori. Preparatissimo il personale che vi lavora. Lo staff è composto dalla responsabile del servizio “Cittadinanza delle donne e culture delle differenze”, dalla responsabile del Centro Antiviolenza, da 3 operatrici di accoglienza (2 assistenti sociali e una psicologa) e da una educatrice. Con il Centro collabora una cooperativa esterna, per la gestione della casa rifugio e della casa

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di secondo livello e del progetto “Punto di ascolto sos violenza”. Ci sono 3 consulenti legali messi a disposizione dal Comune di Venezia. Per aiuto si può chiamare il 1522 “Numero Verde Antiviolenza” attivo 24 ore per 365 giorni all’anno. Per ulteriori informazioni scrivere a: centro.antiviolenza@comune.venezia. Sempre a Venezia il Comune ha deciso

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di dedicare l’intero mese ad una serie di iniziative e spettacoli per sensibilizzare la cittadinanza su questo fenomeno. Per tutto novembre infine le facciate di Ca’ Farsetti e Ca’ Loredan sul Canal Grande e la fontana di piazzale Giovannacci a Marghera, saranno illuminate di arancione, colore simbolo della “Giornata internazionale contro la violenza alle donne”

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26 4 Il Veneto in primo piano Scuola Il dibattito a Mira organizzato dall’assessorato alle Politiche educative e il 13 novembre il mondo della scuola è in agitazione ancora una volta contro la legge 107/2015

La riforma che non piace al mondo della scuola Civati e i deputati del Movimento 5 Stelle “bocciano” ancora una volta la Buona scuola: non risponde - sostengono - alle esigenze del mondo della scuola e la getta nel caos

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a Buona scuola o la scuola alla buona? Insomma la riforma della scuola, la “legge 107/2015”, anche in queste settimane in cui il piano delle assunzioni dei docenti è arrivato alla cosiddetta fase C, quella che interessa l’organico di potenziamento, continua a non convincere tutti e soprattutto molti insegnanti e addetti ai lavori. Questa posizione critica è emersa chiaramente anche lo scorso 10 ottobre, in occasione della serata di confronto e dibattito, organizzata a Mira, dall’assessorato alle Politiche educative del Comune veneziano, cui hanno preso parte, fra i politici, per il Movimento 5 Stelle i deputati Silvia Chimiento ed Emanuele Cozzolino e la cosigliera regionale del Veneto Erika Baldin, l’assessore comunale Orietta Vanin oltre a Pippo Civati, fuoriuscito dal Pd e ideatore della formazione “Possibile”. La contestazione “politica” alla riforma è sul metodo oltre che nella sostanza, a partire, come ha avuto modo di ribadire anche in questa occasione Silvia Chimiento, dall’atteggiamento di totale chiusura del Governo “che ha rifiutato - so-

stiene - un reale confronto soprattutto con gli addetti ai lavori - gli insegnanti - producendo come risultato finale inaspettato ed evidentemente non voluto un processo di aggregazione nella scuola come da tempo non si vedeva contro la riforma stessa, che viene percepita come un attacco non solo alla scuola ma alla democrazia”. Per chi è stata fatta la riforma? Di fatto, sostiene ancora Chimiento, non risponde a quelle che sono le esigenze del mondo della scuola, a partire dalla stabilizzazione dei tanti docenti precari. “Il piano di assunzione è un bluff - dice -: doveva abolire la supplentite e invece ha catapultato la scuola in un gran caos. Delle 148mila assunzioni sbandierate, di fatto ad oggi se ne contano 36mila, di cui 21mila dai pensionamenti e 15mila posti di sostegno, così come previsto ancora dal precedente ministro. Ci saranno le 55mila assunzioni, previste nella fase C, con cui si collocheranno i docenti stabilizzati in una sorta di limbo, costretti ad uno stravolgimento professionale che li porterà ad insegnare

materie per le quali non sono abilitati. Un piano assunzioni, questo, di cui il Governo si è servito per ricattare il parlamento e la società: l’approvazione della riforma in cambio delle assunzioni sbandierate”. Critiche condivise dallo stesso Civati che sono state fra i motivi, ha spiegato il politico, della sua uscita dal Partito democratico e che hanno ispirato anche uno degli otto referendum per i quali a settembre è partita, senza successo peraltro, la raccolta di firme. Si discute della legittimità della riforma anche in Regione Veneto, ha fatto notare la consigliera regionale Erika Baldin, soprattut-

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to in merito alle competenze - in materia scolastica - che dovrebbero essere di pertinenza delle Regioni e su cui il Governo vuole con la Buona scuola interferire. La Buona scuola non è però solo un terreno di scontro politico ma rappresenta un contesto entro il quale gli stessi insegnanti fanno fatica a ritrovarsi e che continuano a criticare. Sotto accusa l’eccessivo potere discrezionale in mano ai presidi, i limiti delle modalità di reclutamento degli insegnanti, la solitudine in cui sono lasciati i piccoli plessi con le loro oggettive difficoltà, le modalità con cui viene trattata la formazione dei

Alcuni momenti del dibattito sulla cosiddetta Buona Scuola, il tavolo dei relatori e il pubblico intevenuto docenti, tema quest’ultimo su cui ha invitato a riflettere Antonio Giacobbi, presidente dell’Associazione professionale Proteo Fare Sapere Veneto. I genitori presenti si sono lamentati invece delle classi, cosiddette pollaio, e hanno espresso preoccupazione sulla ideologia gender. Preoccupazione su cui in blocco tutti gli intervenuti hanno rassicurato: sulla Buona scuola si può dire di tutto, ma non v’è traccia dell’intenzione di introdurre questa ideologia gender. Si tratta semmai di un equivoco creato ad arte da alcune associazioni cattoliche oscurantiste.

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A novembre esiste il rischio che l’assetto del corpo docente debba essere in parte rivisto

a riforma della scuola varata dal Gover- che quelli ordinari di praticamente tutte le no Renzi rischia di portare con sé una province italiane, con esiti differenti: alcuni profonda spaccatura nel corpo docenti, a magistrati hanno ritenuto di accogliere i ricorlivello regionale e nazionale. Se in provincia si d’urgenza, mentre altri li hanno rigettati. di Rovigo infatti i prof In particolari, a fine che sono ricorsi al giu- I docenti con diploma agosto, è arrivata una dice del Lavoro sono magistrale ottenuto importante pronuncia un centinaio, con varie prima del 2002 chiedono del Consiglio di Stato, tranche di ricorsi, il nu- di essere inseriti nelle Gae; che decidendo su tre ricorsi che riunivano le mero aumenta via via ricorsi in tutta Italia posizioni di circa 1900 che si sale a un ambito docenti ha accolto la richiesta cautelare alla prima veneto poi italiano. La situazione al centro del difficile con- base dei tre ricorsi, fissando poi l’udienza di tenzioso è quella dei docenti che sono in merito al prossimo 1° dicembre. E’ quindi chiaro che già a novembre nella possesso del diploma magistrale, e non della laurea, ottenuto prima dell’anno scolastico scuola esiste il rischio che l’assetto del corpo 2002. Al momento queste figure professio- docente (stabilito a inzio anno scolastico) nali si trovano escluse dalle graduatorie a debba essere in parte rivisto, in modo da conesaurimento dalla quali andare a pescare per siderare, ai fini degli inserimenti in graduatoria, anche quelle posizioni che non erano le stabilizzazioni prestabilite dal Governo. La questione è estremamente comples- comprese nella prima bozza della ondata di sa e ha interessato sia i Tribunali del Lavoro stabilizzazioni.


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28 1 Voci da palazzo L’intervista Dopo una lunga esperienza amministrativa è approdato in Consiglio Regionale nelle fila di Forza Italia

“Lavoro, sicurezza e sociale: parte da qui il nostro impegno” Il padovano Massimiliano Barison ha affrontato da assessore provinciale all’occupazione gli anni duri della crisi. Ha presentato un progetto di legge sulla sicurezza e ha chiesto il completamento dell’Idrovia Padova - mare

Massimiliano Barison, consigliere regionale (Fi) padovano

di Martina celegato

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assimiliano Barison è senza dubbio uno dei nomi più noti della politica locale grazie alle sue esperienze come sindaco di Albignasego, assessore provinciale e, attualmente, membro del Consiglio Regionale. Un’attività molto radicata nel territorio, la sua, che negli ultimi mesi lo ha portato ad affrontare diverse tematiche “calde” a livello Regionale e non solo.  Fra i vari ruoli che ha ricoperto quali maggiormente hanno contribuito a farla diventare il politico e l’amministratore che è ora? “Lavorare e impegnarsi nelle Istituzioni mi ha dato la straordinaria opportunità di entrare a contatto con molte persone e situazioni. Questo insegna ad ascoltare e ad usare sensibilità verso attese e richieste del territorio interpretandole al meglio. Da sindaco è emersa la responsabilità di rappresentare tutta la Comunità, impegnandomi verso le situazioni di sofferenza, emarginazione e difficoltà che rimangono “silenziose”. In Provincia, da assessore al lavoro, ho avuto l’opportunità di impegnarmi su un tema molto caldo. Ho affrontato molte vertenze per crisi aziendali e toccato con mano la disperazione di molti lavoratori ma ho avuto anche molte gratificazioni con situazioni di crisi risolte positivamente, tra

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tutte la Lofra in zona Colli, la Zen ad Albignasego, la Zanardi a Padova, etc. In Regione, facendo tesoro delle esperienze in Comune e Provincia, l’obiettivo è di dare risposte concrete su sociale, lavoro e sicurezza”.  Quali sono le attività che intende portare avanti in tali ambiti? “I cittadini reclamano sicurezza e la cronaca di queste settimane rafforza questa attesa; c’è bisogno di prevenzione e certezza della pena e qui lo Stato è troppo debole e incerto. Presenteremo un Progetto di Legge di riforma delle Polizie Locali per coordinare i vari corpi di Polizia. I cittadini devono sentirsi tranquilli così come è necessario inasprire le pene. Lavoro. E’ indispensabile aiutare le aziende e i lavoratori in difficoltà, attraverso politiche attive per la ricollocazione dei disoccupati. Non possiamo fare affidamento solo sugli ammortizzatori sociali. Sociale. Rafforzare l’integrazione socio-sanitaria con standard di altissimo livello e servizi di aiuto alle fasce più deboli è un obbligo. In questo senso, uno dei primi provvedimenti è stato il finanziamento di 6 milioni di euro per i servizi alla disabilità”.  Secondo lei a che punto siamo in Veneto per sanità e il sociale? “La preoccupazione deriva dai continui tagli

che opera lo Stato, come l’ultima sforbiciata di 250 milioni sulla sanità. La Regione è impegnata con fondi propri e non faremo venire meno il nostro modello positivo. La Riforma della sanità mira a ottimizzare le risorse e migliorare i servizi, riducendo il numero delle Ulss e la burocrazia e applicando uguali standard di qualità in tutto il Veneto. Nei riguardi della realizzazione di un hub per ospitare i migranti presso la base mili-

“Sui profughi dico no alle grandi concentrazioni come l’hub di Bagnoli, creano solo tensioni” tare di Bagnoli di Sopra ha avuto una presa di posizione forte, non semplice in una tematica così delicata. La concentrazione di migranti è un fatto negativo che continuo a denunciare con forza. A Bagnoli si rischia di avere più migranti che cittadini; se si considera poi che a Cona è insediato l’hub della Provincia di Venezia, si comprende la concentrazione che si sta operando nella zona. Questo crea gravi problemi di tenuta sociale; i fatti e le proteste di Este, Padova e altri luoghi testimoniano questo disagio. Per questo ho voluto presentare un provvedimento,

approvato dal Consiglio, che si esprime nettamente contro questo modello di accoglienza. Questa non è accoglienza ma ghettizzazione, e il territorio si è detto pienamente d’accordo. La gestione centralistica attraverso le Prefetture è un metodo intollerabile. Il mio provvedimento mira a lanciare un grido di allarme e sofferenza del territorio a un governo sordo. Per noi accoglienza significa attuare per i veri profughi seri progetti d’integrazione sociale e occupazionale”.  Passiamo alla viabilità, quali sono, secondo lei, le opere che necessitano di un intervento tempestivo? “L’antropizzazione e l’industrializzazione del Veneto necessita di infrastrutture adeguate e potenziate, cose che non sono andate di pari passo e che causano problemi quotidiani come incolonnamenti, traffico, inquinamento. Consapevoli che il periodo non assicura importanti risorse per nuove opere siamo concentrati su dare giusta conclusione alle “incompiute” del territorio (ad esempio la SR10 nella bassa da Carceri a Legnago passando per Montagnana) 2) e sul reperimento di risorse comunitarie per una diversa mobilità rispetto alla gomma (ad esempio l’idrovia Padova-Venezia o la metropolitana di superficie alta-bassa padovana)”.

 Tra le sue proposte di legge c’è anche quella relativa alla Fondazione Museo della Medioevalità a Montagnana. Può darci alcuni dettagli relativi alla proposta? “E’ una proposta che vuole valorizzare le piccole Città e i Borghi. Il Veneto è ricco di arte, storia, cultura e anche le nostre “piccole” Città rappresentano al meglio questa ricchezza. Valorizzare le mura di Montagnana significa ridare pregio e prestigio a tutto il territorio, legando storia, tradizione, cultura alle qualità specifiche del territorio: prodotti tipici, agroalimentare, artigianato. Si creano così nuove opportunità occupazionali ed economiche in un area che ha molto sofferto questo periodo di crisi. Un provvedimento semplice ma concreto e utile per il territorio”.  Quali sono le prossime scadenze relative alla sua attività in Regione? “Oltre al Progetto di Legge sulla Sicurezza, non mancherà il nostro impegno per il completamento dell’idrovia Padova – mare sia in ottica di canale scolmatore, che di tutela ambientale che di canale navigabile. Così potrà essere ripensato tutto il sistema dell’interporto di Padova come retroporto di Venezia nel nuovo modello di sviluppo del sistema portuale offshore – onshore”.

difesa idrogeologica

firmati gli accorDi col governo

l presidente della Regione Luca Zaia ha firmato a palazzo Chigi per il Veneto gli accordi di programma con il governo per l’assegnazione alle Regioni e ai comuni dei 650 milioni previsti dalla prima parte del piano contro il dissesto idrogeologico nelle aree metropolitane e già stanziati dal Cipe. La firma con il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, a cui è intervenuto anche l’assessore regionale alla difesa del suolo Gianpaolo Bottacin, per la parte veneta si riferisce a “Interventi sulla rete idraulica del bacino Lusore” in comune di Venezia (importo 61.858.573,19 euro), alla “Realizzazione di un invaso sul torrente Astico” nei Comuni di Sandrigo e Breganze nel vicentino (importo 31.275.000 eur) e alla “Realizzazione di un’opera di invaso sul Torrente Orolo” in Comune di Costabissara ed Isola Vicentina (importo 11.000.000 euro). Il Presidente

del Consiglio dei Ministri con proprio decreto del 27 maggio 2014 ha istituito la Struttura di Missione Italia Sicura contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, indicando come obiettivi di provvedere alla semplificazione della governance e delle procedure, di attuare un controllo costante del territorio e di collaborare con tutte le strutture e le amministrazioni regionali per dare attuazione agli interventi di difesa idrogeologica. La strategia individuata è stata quella di ammettere a finanziamento interventi immediatamente cantierabili. “Ringrazio il ministro Galletti per il lavoro svolto – ha commento il presidente Zaia – perché è un buon segnale da parte del governo, non risolutivo ma importante per dare avvio ad altri cantieri, oltre ai 925 che in Veneto sono già stati aperti. Questi accordi cadono infatti in un momento in cui torna ancora viva la memoria

dell’alluvione del 2010, ma anche di tanti altri successivi eventi calamitosi che hanno martoriato il territorio della nostra regione”. “Mi è piaciuto il passaggio del ministro – ha aggiunto Zaia – sulla farraginosità burocratica che affligge le procedure per questi interventi. In Veneto abbiamo ancora cantieri aperti dopo cinque anni dalla grande alluvione. Occorre dare poteri speciali ai commissari nominati per le emergenze. E’ importante che si intervenga per modificare l’approccio culturale nei confronti del territorio, abbandonando la cementificazione per sostituirla con una nuova priorità: le opere per la difesa idrogeologica. Noi in Veneto stiamo facendo la nostra parte fino in fondo ed è all’esame del consiglio regionale una nuova legge sul consumo del suolo che si pone come obiettivo di arrivare nel tempo a “cubatura zero”, prevedendo la ristrutturazione e il risanamento delle

Il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, Il governatore Luca Zaia e l’assessore regionale alla difesa del suolo Gianpaolo Bottacin zone degradate nelle periferie cittadine e nelle aree agricole. Si può fare anche a livello nazionale con una buona legge e soprattutto a costo zero”.

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Voci da palazzo 29 1 Regioni sul piede di guerra “Il Governo decide senza tener conto di chi è virtuoso e di chi non lo è”

Veneto riciclone, eppure un suo inceneritore brucerà rifiuti altrui consiglio regionale

approvata la legge Di riorDino Delle funzioni provinciali

I cittadini sono virtuosi in fatto di rifiuti eppure il Governo non li premia con la decisione di trasformare il termovalorizzatore di Ca’ del Bue a San Michele veronese in un impianto strategico a livello nazionale

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di germana urbani

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are quasi una beffa. A fine Ottobre il Veneto ha visto Bottacin ha ribadito la volontà della giunta veneta di opconfermato il suo primato: è la migliore regione italia- porsi fortemente al proposito del Governo: “Non ci faremo na per la gestione dei rifiuti urbani. (E il merito va ai imporre da Renzi – ha sottolineato – un impianto che veneti davvero efficienti e attenti nella raccolta differenzia- brucia rifiuti di altre Regioni. Quella del Governo è una inta.) Nonostante questo, pare che non saranno premiati a gerenza inaccettabile e tutte le Regioni sono sulla nostra dovere, anzi. Il Governo centrale sembrerebbe intenzionato stessa linea”. E’ vero, però, che l’impianto individuato dal a procedere con quanto previsto dal decreto “Sblocca Italia” Governo per far parte della rete nazionale degli inceneritori, circa la realizzazione di 12 nuovi impianti di incenerimento e cioè quello di Cà del Bue in provincia di Verona, esiste dei rifiuti a valenza strategica nazionale in 10 regioni, uno già e rientrerebbe comunque tra i tre previsti dalla Regione dei quali dovrebbe essere nel territorio veneto. per il proprio fabbisogno. L’impianto in questione sarebbe Forte dei risultati della nostra regione il Governatore certamente riqualificato e l’unica differenza vera, rispetto ribadisce il suo no a qualsiasi ipotesi di arrivo di rifiuti indi- ai propositi della giunta Zaia, consisterebbe nel fatto che stinti da altre regioni. “E’ un no chiaro – spiega – netto e l’impianto riceverebbe e smaltirebbe i rifiuti di altre Regioni ampiamente motivato. Lo è stato in passato a fronte di altre meno virtuose della nostra. E la nostra è davvero eccellenanaloghe ipotesi, lo è anche oggi. Questa bella pensata te. L’ultimo rapporto sulla “Produzione e Gestione dei rifiuti – incalza Zaia – sarebbe l’ennesimo urbani nel Veneto”, curato dall’Osserschiaffo ai virtuosi e un immeritatissi- L’impianto di Cà vatorio Regionale Rifiuti istituito presso mo ennesimo regalo a chi non ha sa- del Bue rientrerebbe l’Agenzia regionale per la Prevenzione puto o voluto affrontare con raziocinio comunque tra i tre e Protezione Ambientale del Veneto, un problema come quello dei rifiuti, previsti a tutt’oggi conferma il trend positivo della raccolche non è certo un’emergenza nata dalla Regione ta differenziata che si attesta al 65%, ieri ma, purtroppo, la regola in alcuni quasi due punti percentuali in più rispetterritori del Paese”. to all’anno precedente (+1,8) a fronte di una produzione Fino ad oggi, la legge prevedeva che ogni regione fos- complessiva di rifiuti urbani di circa 2.241.000 tonnellate, se o diventasse via via autonoma in materia di gestione in lieve aumento (+1,3%), per 455 kg di produzione proe smaltimento dei rifiuti. Tanto che in Veneto, man mano capite (+1,2%), valore quest’ultimo tra i più bassi d’Italia che la differenziata migliorava, venivano chiuse alcune li- nonostante il Veneto abbia un PIL elevato e registri oltre 60 nee di inceneritori o termovalorizzatori. Anche per questo milioni di presenze turistiche annue. In totale i rifiuti urbani la maggioranza a Palazzo Balbi è concorde con Zaia. Anche avviati a recupero nel 2014 ammontano a circa 1,5 milioni l’assessore regionale alle politiche ambientali Gianpaolo di tonnellate con un aumento del 4,3% rispetto all’anno

In alto l’nceneritore di Cà del Bue (Verona). Sotto da sinistra Luca Zaia, Gianpaolo Bottacin e Stefano Fracasso precedente. Si registra inoltre la diminuzione dei rifiuti urbani inceneriti negli impianti di incenerimento di Padova e di Schio, pari a 188 mila tonnellate annue (-12,5%), e un leggero aumento (+1,9%) del conferimento nelle 11 discariche attive in Veneto, per complessive 128 mila tonnellate. A fronte di tutto questo il Pd, partito del premier Renzi, fatica qui in Veneto a sostenere la linea del proprio segretario nazionale e auspica un’azione più forte su quelle regioni che non sono virtuose come la nostra. “Il no agli inceneritori in Veneto va bene – afferma Stefano Fracasso consigliere regionale del Pd e vice presidente della Prima commissione – ma a patto però che gli obiettivi contenuti nel piano dei rifiuti, frutto degli emendamenti del Pd (76% di differenziata e 420 kg di produzione procapite all’anno) vengano rispettati”. Fracasso evidenzia, inoltre, come “il 44% dei rifiuti in uscita dagli impianti veneti di trattamento meccanico-biologico finiscono fuori regione: il Veneto – sottolinea – esporta circa 200 mila tonnellate all’anno di combustibile solido secondario”. Ed auspica che “il governo commissari le Regioni che non avviano una raccolta differenziata spinta, cosa che peraltro garantisce maggiore occupazione, basti guardare alle 1.300 aziende venete nelle quali lavorano ben 23 mila addetti”.

ora spetta al consiglio approvarlo

la giunta ha aDottato il piano energetico

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a regione Veneto, dopo anni di attesa, si sta finalmente dotando di un Piano Energetico Regionale. Il Veneto, infatti, deve garantire che nel 2020 il 10,3% dell’energia termica, elettrica e dei trasporti, complessivamente consumata, derivi da fonti rinnovabili. A stabilirlo è il ‘burden sharing’ che fissa la misura con cui ogni singola Regione deve concorrere al raggiungimento dell’obiettivo nazionale in materia di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, che per l’Italia, in base alla Direttiva europea 2009/28/UE, è fissata al 17% del consumo energetico lordo. Per ora il piano è stato adottato dalla giunta veneta e trasmesso al consiglio per l’approvazione il Piano Energetico Regionale. Un passo che, come ha comunicato l’assessore allo sviluppo economico e all’energia Roberto Marcato “segna un momento importante per quanto riguarda l’energia e l’ambiente”. “Un ulteriore motivo di soddisfazione per me – aggiunge – è che da vicepresidente e assessore all’energia nell’amministrazione provinciale di Padova ho presentato il

primo piano energetico del Veneto. Vedo quindi la presentazione del piano regionale come una sorta di continuità operativa in questo settore. Ora finalmente anche il Veneto avrà il suo piano energetico. Si tratta del documento che delinea lo stato dell’arte in campo energetico e fornisce le indicazioni da adottare, con particolare riferimento agli obiettivi che le Regioni devono raggiungere in materia di fonti rinnovabili, il cosiddetto Burden sharing. Il Veneto farà la sua parte”. Il piano è il frutto di un lavoro di squadra che ha visto la partecipazione attiva di tutti gli attori interessati, dal mondo produttivo a quello delle associazioni ambientaliste, agli enti locali. E’ un lavoro di sintesi che ha accolto molte delle osservazioni che sono state formulate nelle fasi finali della sua stesura. Il piano in lunga parte era già stato presentato alla fine della scorsa legislatura grazie al lavoro dell’ex assessore Massimo Giorgetti e dello staff tecnico che lo ha seguito, consentendone l’aggiornamento e ora la presentazione”. “L’iter – conclude l’assessore Marcato – prevede il

L’Assessore regionale allo Sviluppo economico e all’energia Roberto Marcato passaggio in commissione e l’approvazione da parte del consiglio. Mi auguro davvero che la discussione non sia falsata da posizioni ideologiche ma che contribuisca semmai a miglioralo, arrivando a votare un testo condiviso e utile per la crescita del Veneto”. 10,3% dell’energia termica, elettrica e dei trasporti, complessivamente consumata, derivi da fonti rinnovabili.

utti i dipendenti delle provincie continueranno a fare il proprio lavoro nelle sedi in cui l’anno sempre fatto. A pagare i loro stipendi sarà la regione. Questo in soldoni quanto deciso con il Progetto di Legge n. 67 presentato dalla Giunta per il riordino delle funzioni amministrative provinciali e approvato dal Consiglio regionale , come richiesto dalla Legge “Delrio”. Se, infatti, la riforma Delrio ha confermato in capo alle province una serie di funzioni considerate fondamentali, tra le quali la viabilità, i trasporti, il governo del territorio e l’edilizia scolastica, per tutte le altre funzioni, ritenute “non fondamentali”, tra cui figurano anche cultura, difesa del suolo, sport, servizi sociali e formazione professionale, sono state chiamate a legiferare le Regioni. Il Progetto di Legge elaborato dalla Giunta decreta che tutte le funzioni, fondamentali e non, vengono mantenute in capo alle Province, che potranno continuare a svolgerle con il personale che attualmente se ne occupa. Sarà la Regione a sostenere i costi dei dipendenti delle Province, che continueranno a operare nelle attuali sedi di lavoro. Non vi saranno, perciò, esuberi di personale. Con un emendamento presentato dalla stessa Giunta viene stabilito che tra le funzioni oggetto di riorganizzazione rientrano anche quelle di vigilanza e controllo. La polizia provinciale resterà nella dotazione organica provinciale, in tal mondo conservando la qualità di Ufficiale di Polizia Giudiziaria, che avrebbe perduto se trasferita nei ruoli regionali. Sarà peraltro la Regione a garantire la copertura dei costi anche di questi lavoratori. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge, sarà avviato un percorso di riordino delle società, enti strumentali ed agenzie di Province e Città Metropolitane. Particolare attenzione è dedicata sia alla Città metropolitana di Venezia, sia alla Provincia di Belluno, prevedendo che alla neo costituita città metropolitana potranno, successivamente, essere riconosciute ulteriori funzioni, mentre alla Provincia di Belluno, in ragione delle particolari forme e condizioni di autonomia che le sono state attribuite, vengono riconosciute funzioni ulteriori rispetto alle altre province. Delle spese relative alle funzioni, finanziamenti non superiori a 40milioni di euro annui.


30 1 Cultura veneta Grande schermo L’ultima pellicola, I sogni del lago salato, ha ottenuto forte apprezzamento sia di critica che di pubblico

Andrea Segre, un regista veneto che parla al mondo intero “Ho scelto di fare cinema perché ha il grande potere di stimolare la riflessione e la discussione tra le persone. Un confronto dal quale possono nascere nuove strategie d’azione sulla realtà” Maria elena pattaro

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un anno di distanza dall’ultimo documentario Come il peso dell’acqua, il regista Andrea Segre, originario di Dolo, torna al cinema con il nuovo film I sogni del lago salato, ambientato tra l’Italia degli Anni Cinquanta e il Kazakistan di oggi. Il film, uscito a fine settembre, è stato presentato a numerosi festival fra cui quello di Internazionale a Ferrara, quello di Locarno e alle “Giornate degli autori” di Venezia, ottenendo l’apprezzamento sia del pubblico, sia della critica per la sensibilità con cui il regista riesce ad accostarsi ai temi sociali più delicati. Infatti, fin dal suo debutto sul grande schermo, avvenuto nel 1998 con il film Lo sterminio dei popoli zingari, Segre si è dedicato all’emarginazione etnica e culturale. Stavolta l’occhio della sua macchina da presa si è concentrato su luci e ombre di un paese che sta attraversando un rapido sviluppo economico. “In Kazakistan cercavo la voglia di perdermi in una dimensione spazio-temporale priva di punti di riferimento precisi, in modo da seguire il filo dei pensieri e degli interrogativi esistenziali suscitati da uno spazio senza confini. Immergendomi nella vastità dell’orizzonte kazako, ho girato un film costruito attorno ai sogni e alla crescita economica”.  In che cosa si assomigliano l’Italia degli Anni Cinquanta e il Kazakistan di oggi? “La somiglianza sta nella fiducia che entrambi i paesi hanno riposto nella crescita economico, una fiducia talmente cieca da nascondere le possibili conseguenze negative di uno sviluppo che sacrifica la sostenibilità umana al mito del benessere. Un tratto concreto che unisce lo sviluppo economico dei due paesi è la presenza dell’Eni. L’Azienda, che ha contribuito al boom

italiano nel secondo dopoguerra, è attualmente uno dei maggiori protagonisti dell’estrazione di petrolio e gas in Kazakistan. Questo collegamento è sicuramente un aspetto importante, ma l’intento del film va oltre la realtà geografica dei due paesi, proponendo e suscitando riflessioni esistenziali sul senso della vita e sul peso dell’economia: a quali valori dobbiamo dare importanza? Quali sono i costi dello sviluppo? Da che cosa dipende la qualità della vita?”.  Come avviene la distribuzione dei film non di cassetta e come si potrebbe avvicinare il pubblico a questo tipo di opere? “La diffusione dei film non di cassetta avviene attraverso l’impegno di sale coraggiose che fanno la scelta del cine-documentario, a differenza dei grandi mercati di distribuzione che preferiscono invece i film di intrattenimento. Credo che la gente non vada a vedere i documentari perché non è abituata a farlo, ma se conoscesse di più questa realtà, probabilmente la apprezzerebbe. Negli ultimi tempi, però, si sono registrati dei cambiamenti significativi: sta aumentando, infatti, il pubblico dei cine-documentari. Il mio ultimo film, per esempio, è stato proiettato in trenta sale raggiungendo i 10.000 spettatori nell’arco di un mese”.  Quali sono i punti di forza e quali invece gli svantaggi di un film-documentario rispetto ad un film di finzione? “Il cinema documentario è un linguaggio che riesce a creare delle sinergie inaspettate tra la rappresentazione e la realtà, perché fornisce l’occasione di incontrare persone da raccontare. Secondo me offre una libertà maggiore perché si è coautori delle cose che succedono realmente, invece il rischio della finzione è quello di non

essere abbastanza credibile. Io ho sempre lavorato su entrambi i versanti, tentando di intrecciare i due generi, in modo da arricchirli attraverso lo scambio reciproco2.  Perché ha scelto proprio il cinema come forma di espressione e di sensibilizzazione? “Ho scelto il cinema per trasmettere dei valori, attraverso una forma di comunicazione che sento vicina alla mia sensibilità. Sulla scia di questa convinzione ho deciso di intraprendere la strada di regista, con la

La mostra Rivelazione a Pordenone

scoperto un grande artista Montanari. assedio aLLa ForMa

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ualche genio viene scoperto solo dopo la morte, qualche altro solo in tarda età. Questo è il caso di Montanari, un pittore il cui talento è rimasto segreto fino a pochi anni fa e solo perché lui, l’artista, ha voluto che fosse così. Ma oggi gli amanti della grande arte hanno la possibilità di conoscere la sua opera grazie ad una antologica promossa dal Comune di Pordenone, in assoluto la prima organica esposizione in Italia del lavoro di Pordenone Montanari. La mostra, che rimarrà aperta sino al 17 gennaio, si svolge su una doppia sede: la Galleria “Harry Bertoia” dell’Amministrazione comunale e la sede direzionale di FriulAdria, che ha messo a disposizione cinque grandi spazi che si affacciano su piazza XX Settembre, dove sono esposte alcune tele di grande formato a testimoniare la produzione più recente dell’artista. Lui ha quasi ottant’anni e da un quarto di secolo si è totalmente sottratto al mondo. La sua vicenda ricorda quella della fotografa statunitense

Vivian Maier, nei termini analoghi di scoperta tardiva, e per certi versi fortuita, di una attività artistica di grande spessore condotta lungo un’intera esistenza. Nel caso di “Pordenone” Montanari, a scoprirlo e a restare abbagliato dalla sua arte è stato un imprenditore indiano, nel 2007; a proporlo all’attenzione del grande pubblico un ampio ed entusiastico articolo in cui The Observer, annunciando la prima esposizione delle sue opere a Londra (2010), ne ha svelato la storia e ne ha celebrato il lavoro. Quello dell’Observer è stato capofila di tanti successivi pronunciamenti della grande critica internazionale, che non ha lesinato i giudizi molto positivi su un artista sino a pochi mesi prima pressoché ignoto, essendosi ormai persa memoria delle sue mostre in alcune Gallerie milanesi negli anni ottanta. Per Edward Lucie-Smith, il critico intervistato dal grande quotidiano britannico a margine della mostra del pittore da lui curata all’Istituto Italiano di Cultura a Londra, “Montanari è un artista

unico, che scardina la storia convenzionale dell’arte postbellica italiana”. “Le nature morte – aggiunge – fanno venire in mente Cézanne e Braque”, mentre gli elementi picassiani e i tratti riecheggianti Francis Bacon che emergono dalla sua pittura si manifestano con caratteri di forte originalità, “in maniera che ancora non avevamo visto mai”. Molti dei dipinti sono caratterizzati da figure che contengono altre figure e riflessi nello specchio. Lucie-Smith in proposito ha detto: “Il messaggio è chiaro: ciò che sembra la rappresentazione oggettiva della realtà va invece letta come specchio della dimensione mentale dell’artista”.

consapevolezza che non tutti i film si imprimono allo stesso modo sulla realtà contemporanea. Le opere che esprimono le tensioni in corso incidono maggiormente la coscienza del pubblico, offrendogli l’occasione di interrogarsi sul mondo in cui è immerso. Il cinema infatti ha questo grande potere: stimolare la riflessione e la discussione con gli altri, e da tale confronto possono nascere nuove strategie d’azione sulla realtà”.


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L’Editoriale PSICOLOGIA: UNA PROFESSIONE A SERVIZIO DELLA SANITÀ VENETA dott. alessandro de Carlo* modelli sanitari non sono sistemi rigidi e immutabili, ma organizzazioni in evoluzione che variano per provare a rispondere alle esigenze della società. La riforma della Sanità veneta è oggetto del Progetto di Legge Regionale n. 23, una proposta che riduce le attuali Ulss a sette unità provinciali, sopprime la figura del Direttore dei Servizi Sociali e crea un’Azienda Zero che si occuperà di tutta la programmazione. È interessante provare ad analizzare questa riforma con gli occhi degli psicologi, professionisti che lavorano nel Servizio Sanitario Regionale occupandosi di vari ambiti relativi alla Salute. In Veneto il Piano Socio-Sanitario Regionale 2012/2016 ha rappresentato un significativo passo: la definizione delle schede territoriali, un’attenzione all’Umanizzazione delle Cure, l’introduzione delle strutture intermedie, dell’ospedale di comunità e soprattutto l’incentivo alla formazione delle Medicine di Gruppo Integrate sono ottimi strumenti per promuovere un servizio diffuso sul territorio e attento ai bisogni della cittadinanza. Lo spostamento di gran parte delle funzioni di attuazione del Piano Socio-Sanitario ad un’unica Azienda regionale (Azienda Zero), è l’aspetto che, assieme alla soppressione della figura del direttore dei Servizi Sociali, emblema dell’integrazione veneta fra la dimensione sanitaria e l’aspetto sociale dell’assistenza, necessita di essere più monitorato. L’accentramento può portare con sé aspetti positivi in termini di razionalizzazione, ma comporta anche un rischio in termini di vicinanza del servizio. Per questo motivo esistono due proposte che garantirebbero, in maniera innovativa, la tutela della salute psicologica della popolazione. Innanzitutto l’istituzione di uno “Psicologo di Base”, figura complementare al Medico di Base, assicurerebbe alla popolazione la disponibilità di un professionista con le competenze necessarie per dare un supporto scientifico relativo agli aspetti emotivi o relazionali, dimensioni sempre più complesse nella vita delle persone. In secondo luogo esistono degli standard nelle cure chiamati Livelli Essenziali di Assistenza. L’introduzione dei Livelli di Assistenza Psicologici, legati dunque ai servizi minimi a cui la popolazione ha diritto in termini di salute psicologica, sarebbe un’innovazione significativa.

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Decreto zoppo: nuovi costi sanitari in carico ai pazienti Lifting x non chirurgico con i fili Silhouette Soft Continua a pag. 35

xCatarratta: interventi e sintomi

*Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Veneto

Aggressività x e rabbia. Due facce della stessa medaglia

Continua a pag. 35

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L’intervento

Consulenza scientifica Oculista Dr. Cesare Testi - oculista - P.zza Dossetti 1 (via L. Da Vinci, angolo via Montagnon) – Piove di Sacco PD – www.unixpoliambulatorio.it tel. 0499708688 CHIRURGIA ESTETICA Dott.ssa Cristina Rogato Spec. In Chirurgia Plastica Studio Medico – Viale dei Mille 107A Tel. 328 2523160 www.dottoressacristinarogato.com MEdicina estetica Dr. Enzo Predebon Master Medicina Estetica Poliambulatorio S. Martino Via Carrarese 66 - Piove di Sacco (Pd) Tel. 049 9703406 Studio dentistico Dr. Massimiliano Veronese Studio dentistico Via Giacomo Matteotti - Este(Pd) Tel. 0429 601485 studioveronese.m@libero.it

psicologia Dott.ssa Michela Morin Psicologa clinica e di comunità, via Caldevezzo 17/A, 35028 Piove di Sacco (PD) michela.morin@ordinepsicologiveneto.it Sito internet: www.michelamorin.it telefono 3382739648 Studio dentistico Dott. Vezio Bertani - Medicochirurgo specialista in Odontostomatologia - Cortile di San Martino, 12 - Piove di Sacco (PD) tel. 0495842949 www.studiodentisticobertani.it veziobertani@libero.it poliambulatorio Dott.ssa Marta Ciriani – Tecnologo alimentare Dott. Gianluca Rosati – Medico veterinario Poliambulatorio San Martino Via Carrarese 66 – Piove di Sacco (Pd) Tel. 0499703406

L’opinione URGENZA E EMERGENZA IN ODONTOIATRIA

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di dott. Bruno noce*

e emergenze nello studio odontoiatrico possono essere di due tipi: l’urgenza che è la condizione patologica che richiede un trattamento entro le 24 ore ed appunto l’emergenza che richiede un trattamento entro 1 ora. Il dentista deve essere in grado di prevenire, diagnosticare e trattare eventuali urgenze che si possono presentare nella pratica odontoiatrica.Tutti i pazienti devono essere valutati clinicamente, mediante questionario e raccolta anamnestica. Le emergenze mediche più frequenti sono: la sincope, l’ipotensione ortostatica, gli eventi asmatici, gli eventi diabetici, l’attacco anginoso, l’attacco epilettico, l’attacco convulsivo, le reazioni da farmaci, l’ingestione di corpi estranei, le reazioni anafilattiche, l’infarto miocardico, l’arresto cardiorespiratorio.Vista l’entità delle emergenze, in uno studio odontoiatrico devono essere presenti presidi farmacologici e sistemi di resuscitazione per l’utilizzo dei quali l’attuale normativa prevede una formazione specifica per tutto il personale dello studio ( igienista dentale, assistente alla poltrona, segretaria, etc.) che deve essere competente nelle pratiche di BLSD, averele conoscenze teorico pratiche necessarie al riconoscimento di una situazione di emergenza. Gli strumenti dell’emergenza medica dovrebbero essere sempre presenti, in buono stato di conservazione e sempre a portata di mano e sono: bombola di O2 portatile, maschera facciale, cannule orofaringee di tutte le dimensioni, siringhe sterili, misuratori della glicemia, defibrillatore automatico, nitroglicerina compresse, adrenalina, cortisonici, ansiolitici, farmaci anticoagulanti, digitale, apparecchi misuratori di pressione e fonendoscopio. L’insorgenza di una emergenza deve comportare l’attivazione di una procedura standard, a conoscenza di tutto il personale e rodata anche tramite periodiche simulazioni. Ogni studio deve disporre di uno specifico protocollo sulle modalità con cui chiedere l’intervento del 118; in ogni area odontoiatrica gli interventi devono essere pianificati e tutti devono saper comunicare fra loro in modo efficace.Il paziente che incorre in una emergenza deve essere stabilizzato, entro i limiti ragionevoli di competenza, nel più breve tempo possibile prima di essere trasferito in ospedale. Quindi tutti i componenti dell’area odontoiatrica devono: essere preparati a chiedere l’immediata assistenza del 118; controllare il paziente allo scopo soprattutto di riconoscere se sta bene cioè se è sveglio, se risponde a sollecitazioni verbali, agli stimoli dolorosi; saper riconoscere un respiro o colorito della pelle anormali;mantenere la calma ed assicurare livelli elevati di tranquillità e sicurezza nei confronti del personale; saper trattare le situazioni pericolose per la sopravvivenza e mirare a conservare le funzioni vitali del paziente inattesa dei soccorsi; saper valutare gli effetti di ogni sostanza somministrata. Alla luce di tutto ciò, come può una persona che non è un medico intraprendere una attività medica ed allo stesso tempo come possono i pazienti rivolgersi per le cure odontoiatriche a persone non qualificate sapendo che le complicazioni sono sempre dietro l’angolo? *Presidente della Commissione albo Odontoiatri rovigo

Siamo felici davvero se stiamo bene per collaborare all’inserto la piazza salute contattare

DECRETO SULL’APPROPIATEZZA: 208 PRESTAZIONI A RISCHIO UN PROGETTO CHE PARTE DA ROVIGO di Francesco noce*

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er limitare la prescrizione di esami e accertamenti diagnostici ritenuti inutili o quantomeno superflui, al fine di ottenere un risparmio all’ onere economico del Sistema Sanitario Nazionale, sono state individuate dal Ministero della Salute 208 prestazioni diagnostiche a rischio di inappropiatezza,i cui oneri economici, se non prescritte dal medico secondo le indicazioni contenute nel Decreto, saranno direttamente imputati al medico che le ha richieste. L’ intenzione dichiarata da parte del Ministro della Salute è quella di evitare il più possibile il peso economico di quella che viene definita come medicina difensiva che sarebbe attuata dai medici per una eventuale prova del loro operato in caso di contestazioni e denunce che risultano sempre più frequenti nei loro confronti. Se questa è l’ intenzione non si poteva scegliere un modo peggiore per porvi rimedio,dal momento che non farà altro che spostare il costo delle prestazioni dal SSN alle tasche dei pazienti piuttosto che a quelle dei medici . Infatti mentre la non richiesta delle prestazioni previste dal Decreto esporrà sempre più il Medico ad eventuali denunce (la colpa vale tanto nel fare quanto nel non fare), a nulla serviranno le giustificazioni di aver seguito le indicazioni ministeriali in caso di giudizio se non vengono modificate le attuali norme legislative sulla colpa professionale del medico. Nella situazione attuale è facile prevedere che i medici continueranno a prescrivere quegli accertamenti non su ricettario del SSN ma su ricettario personale, assicurandosi così la prova del loro operato, e lasciando ai pazienti la decisione se effettuare o meno l’ esame richiesto nel loro interesse, il cui costo, in questo caso, ricadrà direttamente su questi ultimi. Se l’obiettivo dichiarato non viene raggiunto viene sicuramente ottenuto l’effetto collaterale di porre ulteriori costi della sanità a carico dei pazienti. Non si poteva scegliere modo peggiore perché non si può spacciare l’ appropiatezza clinica come un atto amministrativo finalizzato a risparmi e basato su principi amministrativi attuati da burocrati ministeriali in rapporto ai costi delle prestazioni. Non si poteva scegliere un modo peggiore perché l’ appropiatezza clinica si fonda su basi scientifiche, sull’evidenza e sull’esperienza maturata, tenendo ben presente che che si curano persone e non malattie. Ogni medico, ma anche moltissimi cittadini possono testimoniare di come siano state individuate patologie emerse in conseguenza di accertamenti che secondo le disposizioni ministeriali non si sarebbero dovuti prescrivere. Una ulteriore considerazione: è utile avvantaggiarsi di tecnologie diagnostiche che il progresso scientifico mette a disposizione per rendere accurata una ipotesi diagnostica o si devono lasciar marcire nei sottoscala apparecchi costosi e sottoutilizzati? Ciò detto, mentre contestiamo la metodologia usata che rende ancor più difficoltoso e poco sereno l’operare del medico e può mettere a rischio la salute dei cittadini, ci rendiamo anche conto che eventuali sprechi vanno combattuti per rendere il sistema sanitario più efficiente e più equo. Riteniamo quindi indispensabile condividere sul piano scientifico-culturale le modalità di intervento a tal fine migliorando l’ assistenza sia dal lato sanitario che organizzativo. Un contributo che consideriamo praticabile parte dall’esperienza di un gruppo di medici di Rovigo sulla prescrizione di esami di laboratorio che utilizzarono alcuni anni or sono un programma informatico nato su iniziativa del Responsabile del laboratorio dell’ Ospedale cittadino con la collaborazione di alcuni medici di famiglia, basato sull’evidenza scientifica e sull’esperienza clinica, che alla fine della sperimentazione portò al risultato di una prescrizione di esami inferiore di circa il 20-30%. Il progetto si è ulteriormente sviluppato ed implementato, vi è un bord scientifico per la sua validazione ed è sempre aperto a considerazioni e ulteriori sviluppi in base alle conoscenze scientifiche e alle esperienze cliniche da parte di tutti i medici. Ovviamente riguarda per adesso solo l’aspetto delle prescrizioni diagnostiche di laboratorio, ma è un sistema per perseguire una certa appropiatezza non limitando la libertà e l’ autonomia professionale del medico e non togliendoli la dovuta serenità in una attività così difficile ma così importante per la salute dei cittadini.

*Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di rovigo

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aggressività e rabbia. due facce della Paura e dolore dal dentista? no, grazie! stessa medaglia N

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uando abbiamo veramente a che fare con una persona aggressiva, e non semplicemente iraconda o “nervosa”? L’aggressivo è un individuo che agisce in maniera diretta a provocare danno fisico o psichico all’altro, con conseguente potenziale limitazione della sua libertà o della dignità, al fine di sopraffarlo. La più estrema espressione dell’aggressività è delineata dalla violenza. Se tentiamo di tracciare un identikit di un soggetto con comportamento aggressivo, la prima componente necessaria di cui dobbiamo tener conto è l’INTENZIONALITA’ di quell’individuo ad arrecare danno; in mancanza di questa non ci sarebbe indice di aggressività. Mentre non vale la reciproca: è aggressivo anche chi non ferisce nessuno, ma vorrebbe farlo, basti pensare al fatto che qualcuno potrebbe tentare di tirarmi un sasso addosso, ma senza colpirmi per puro caso. Altra caratteristica del comportamento di tipo aggressivo la possiamo identificare nelle persone che si intromettono nelle scelte altrui (ben più che semplici “impiccioni”), oppure quelli con un temperamento di tipo esplosivo, imprevedibilmente ostile e irato (che impaurisce preventivamente chi li conosce, e tenta costantemente di non farli arrabbiare). Alcuni pensano che aggressivi lo si sia per istinto, per natura, e quindi lo considerano come fattore presente sin dalla nascita. D’altro canto, va considerato che il comportamento aggressivo è nella natura umana, perchè permette un adattamento molto più funzionale alla sopravvivenza della specie nell’ambiente in cui vive, grazie ad una selezione naturale, in cui la trasmissione dei geni alla generazione successiva (tra cui anche quello dell’aggressività) avverrebbe attraverso la trasmissione naturale. Altre scuole di pensiero considerano invece l’aggressività come una risposta emotiva ad un evento frustrante, seppur recentemente sia stata considerata la frustrazione una condi-

Dott.ssa Michela Morin zione necessaria ma non sufficiente per scatenare un comportamento di tipo aggressivo. L’aggressività, da un punto di vista psicologico, può essere trattata come una variante della rabbia. Elementi connotanti condotte aggressive verrebbero ricercati all’interno di tutte quelle situazioni di dolore, malessere e dispiacere a cui un individuo può andare incontro durante il percorso di vita ed evoluzione, creando una sorta di collegamento- spiegazione tra rabbia e vissuti negativi, pur senza mai arrivare alla giustificazione. Ma l’aggressività si può anche apprendere, per esempio in famiglia: gli aggressivi spesso hanno osservato (o vissuto) a lungo la rabbia e l’aggressività altrui, oppure averla introiettata indirettamente, ad esempio attraverso i mass-media; l’apprendimento di questo tipo crea le basi su cui l’aggressivo si appoggia e richiama, in determinati momenti, come degli schemi. I soggetti, quindi, che avrebbero assistito con maggior frequenza ad eventi reali o simulati di violenza, avrebbero una più alta probabilità di utilizzare un copione appartenente al comportamento aggressivo; Resta di fondamentale importanza l’approccio corretto del terapeuta, proprio nell’individuare gli schemi aggressivi appresi nel tempo e farli dismettere nella prassi quotidiana, con ottimi risultati.

dott.ssa Michela Morin - psicologa clinica e di comunità - via Caldevezzo 17/a, 35028 - Piove di sacco (Pd) - sito internet: www.michelamorin.it mail: michela.morin@ordinepsicologiveneto.it telefono 3382739648

lifting non chirurgico con i fili silhouette soft

Il Dr. Enzo Predebon

Un trattamento rapido ed indolore per il rimodellamento del viso ! Dr. Predebon è davvero possibile un litfing NON CHIRURGICO? Certo! I fili di sospensione, che finalmente sono oggi disponibili in versione riassorbibile (acido polilattico), riescono a dare una ridefinizione e ricollocazione ottimale dei tessuti, opponendosi alla forza di gravità e agli anni che passano, senza dover ricorrere all’invasività del bisturi . Vengono infatti inseriti con un ago e quindi non necessitano di punti; la procedura può essere fatta tranquillamente in anestesia locale e quindi rientra tra i trattamenti di medicina estetica, non chirurgici. A fronte di un margine di sicurezza decisamente importante, perché non sono state descritte complicanze degne di nota (ovviamente se il trattamento è ben eseguito), il risultato è assolutamente valido ed efficace ed i fili Solhouette Soft rappresentano oggi un nuovo ed importante pilastro in medicina estetica. Per quali pazienti può essere indicato questo trattamento? Il trattamento è adatto a pazienti, sia donne che uomini, che desiderano restituire tono e compattezza alla pelle del viso, ottenere un risollevamento di guance, zigomi, sopracciglia e collo, ridefinire il profilo mandibolare. I nuovi fili “Silhouette Soft” rispetto ai fili disponibili fino a poco tempo fa hanno il vantaggio di essere completamente riassorbibili e di non richiedere un intervento chirurgico per il loro inserimento, sono adatti perciò a pazienti che desiderano ottenere un risultato importante senza però sottoporsi a procedure invasive. Ma come funzionano questi nuovi fili ? I fili Silhouette Soft consentono di ottenere con un trattamento ambulatoriale rapido e indolore due importanti

azioni di ringiovanimento del volto: - effetto lifting immediato, dovuto alla trazione che i fili esercitano dopo il loro inserimento, fissandosi al tessuto grazie ai coni bidirezionali di cui sono dotati, e consentendo il risollevamento e riposizionamento della cute. - effetto successivo di rigenerazione del collagene, che avviene nei mesi successivi, quando il materiale di cui sono composti i fili si degrada lentamente, agendo come stimolatore di collagene e consolidando il risultato di ringiovanimento per un lungo periodo di tempo. Dr. Predebon parliamo un po’ di costi !...e quanto dura l’effetto di questo trattamento? I costi dipendono ovviamente dal numero di fili che si utilizzano: un filo costa 200 - 300 euro e se ne mettono da 2 a 6 L’effetto del trattamento Silhouette Soft si mantiene per circa due anni. Nel frattempo, l’acido polilattico stimola la formazione di nuovo collagene, e il processo di fibrosi contribuisce a ricompattare e tonificare la pelle, con l’effetto di un miglioramento generale dell’aspetto del viso. Naturalmente l’invecchiamento cutaneo è un processo fisiologico che non può essere fermato; questo significa che, per mantenere la cute elastica e compatta nel tempo sono consigliabili trattamenti di mantenimento, da concordare – caso per caso - con il Medico Estetico. dr. Enzo Predebon Master Medicina Estetica Poliambulatorio s. Martino Via Carrarese 66 - Piove di sacco (Pd) tel. 049 9703406

ell’immaginario collettivo alla parola dentista sono associate le parole ansia e dolore. A quanti è capitato di rimandare la visita di controllo per la paura dell’odontoiatra? Oggi, per fortuna, scienza e tecnologia hanno fatto passi da gigante e ci consentono di avere un ottimo controllo su ansia e dolore. Trattamenti come analgesia e sedazione cosciente, consentono al team odontoiatrico di rendere indolori le terapie effettuate. La sedazione coscienDott. Vezio Bertani te è un metodo relazionale e farmacologico che induce nel paziente ansioso uno stato di profonda distensione e lo aiu- a farmaci, l’ipnosi medica è la chiave di volta. Non è da ta così ad affrontare meglio e più serenamente la terapia. confondere con l’ipnosi dello spettacolo! In questa pratica, Vi sono vari tipi di sedazione cosciente, indotta da farmaci l’operatore sanitario è solo un addestratore. Con l’ipnosi o da uno stato ipnotico. In entrambi i casi, l’ansiolisi pre- otteniamo uno stato di coscienza modificato in cui vengono vede che il paziente sia sveglio e in costante contatto con mantenuti e, anzi, aumentati il controllo del proprio corpo e della propria mente. Non ha nulla l’operatore. Nella sedazione farmacoloa che vedere con il sonno, il paziente gica, il medico può decidere l’utilizzo di rimane sveglio e vigile.Semplicemente farmaci ansiolitici assunti per via orale, l’operatore crea e suggerisce delle imparenterale o per inalazione attraverso Oggi, scienza e tecnologia magini mentali positive che accrescono la somministrazione di una miscela di hanno fatto passi da gigante ossigeno e protossido d’azoto.Il protos- e ci consentono di controllare la calma e la fiducia in se stessi e negli altri. In altre parole, grazie alla guida sido d’azoto è un gas sicuro e utilizzadi personale esperto, il paziente riesce to in medicina da quasi 150 anni. La ansia e dolore a utilizzare in modo migliore le proprie sua funzione è attenuare le percezioni dell’ambiente circostante, portando il paziente ad avere risorse mentali per controllare egli stesso il dolore.L’ipnosi una sensazione di pieno benessere. Riduce ansia, paura, diventa quindi un alleato prezioso, sempre utilizzabile, privo sensibilità al dolore e riflesso del vomito. Si somministra di sostanziali effetti collaterali e con una buona efficacia, attraverso una mascherina inalatoria che viene appoggia- che rende il paziente capace di accrescere le proprie abilità ta al naso e, semplicemente respirando, fa si che dolore nell’affrontare senza paura le sedute dal dentista. e ansia spariscano, lasciando il paziente rilassato e nello dott. Vezio Bertani - Medico-chirurgo stesso tempo cosciente e partecipante. Questo gli consente specialista in Odontostomatologia di essere utilizzato anche nei bambini e di rendere le sedute Cortile di san Martino, 12 meno fastidiose. Essendo un gas che non viene metabolizPiove di sacco (Pd) tel. 0495842949 zato dall’organismo il suo effetto cessa pochi minuti dopo www.studiodentisticobertani.it la rimozione della mascherina, e il paziente può tornare Email: veziobertani@libero.it alle sue normali attività fin da subito. Non volendo ricorrere

Cataratta: intervento e sintomi

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a cataratta è un processo degenerativo del cristallino caratterizzato dalla sua perdita di trasparenza e può insorgere a qualsiasi età, essendo imputabile a vari fattori. Generalmente viene così classificata: 1-senile, ovvero dovuta all’avanzare dell’età; 2-acquisita, causata da agenti interni e/o esterni quali farmaci, radiazioni Rx, radiazioni solari, traumi, diabete, ecc.; 3-congenita, cioè presente alla nascita o nei primi anni di vita per alterazioni genetiche, metaboliche o ereditarie. La sintomatologia è caratterizzata da un progressivo annebbiamento e calo della vista tanto più accentuato quanto più sono dense le opacità. Tali alterazioni possono essere così severe da determinare la perdita della vista. La diagnosi viene effettuata dal Medico Oculista con l’esecuzione di una visita durante la quale si esplora il cristallino valutandone la sua struttura, trasparenza ed eventuali delocalizzazioni. La terapia della cataratta è prevalentemente chirurgica anche se può essere effettuato un tentativo con la terapia medica tramite colliri. L’intervento chirurgico, eseguito in anestesia topica mediante colliri, si avvale della tecnica della facoemulsificazione: il nucleo del cristallino viene frantumato e aspirato con l’utilizzo di ultrasuoni e apposite agocannule lasciando in sede il sacco capsulare al cui

Il Dott. Cesare Testi

interno viene posizionato il cristallino artificiale, la IOL. Il potere della IOL viene calcolato in modo da cercare di eliminare eventuali difetti visivi pregressi. L’operazione viene effettuata in regime ambulatoriale, ovvero senza ricovero, e al termine della prestazione il paziente può ritornare a casa. Trattandosi pur sempre di un intervento chirurgico possono presentarsi alcune complicanze, quali la rottura della capsula (evento raro e comunque gestibile durante l’intervento) o la comparsa di cataratta secondaria (opacità del sacco capsulare residuo che spesso compare a distanza di mesi o anni dall’intervento e si cura con lo yag-laser in attività ambulatoriale). dr. Cesare testi – Oculista. P.zza dossetti 1 (via l. da Vinci, angolo via Montagnon) – Piove di sacco Pd – www.unixpoliambulatorio.it tel. 0499708688


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un alimento funzionale: il tonno rosso

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’alimento funzionale è un alimenlinsaturi: circa il 43% è costituito da to che ha un effetto positivo su acidi grassi della serie Omega n-3, e una o più funzioni dell’organismo tra questi il DHA rappresenta il 32% in maniera tale da essere rilevante per dei grassi totali rispetto alla media il miglioramento dello stato di salute del contenuto di DHA di alcune altre e/o nella riduzione del rischio di maspecie di pesci della stessa famiglia. lattia, indipendentemente dal suo poLe varie parti del tonno rosso vengotere nutrizionale e ciò dev’essere avvano utilizzate per la preparazione di lorato da studi scientifici. Deve inoltre piatti che ne prevedono l’uso crudo, esercitare il suo effetto per consumi come nel sushi o nel sashimi, e cotto. normalmente compresi nella dieta. Il tonno comunemente conservato Un consumo pari circa a due Gli alimenti funzionali si distinguo- porzioni a settimana consente di sott’olio o al naturale, viene generalno in “convenzionali” e “modificati”. assumere con la dieta una quantità mente conservato in scatolette meAlla prima categoria appartengono ad talliche o vasetti di vetro, ma non per esempio i cereali integrali, la frutta sec- di acidi grassi Omega n-3 superiore questo perde le peculiarità legate alla ca, i pomodori e tutti gli alimenti i cui rispetto ai valori consigliati composizione chimica in acidi grassi componenti fisiologicamente attivi (fi- dalle linee guida polinsaturi della serie Omega n-3. Il bre, beta carotene, licopene ecc.) sono tonno rosso è un alimento dalle elenaturalmente presenti nell’alimento stesso. Nella seconda vate proprietà salutistiche, che può venire considerato a categoria rientrano invece i prodotti per i quali la tecnologia tutti gli effetti un alimento funzionale “convenzionale”: un di lavorazione e il processo industriale arricchisce l’alimen- consumo pari circa a due porzioni a settimana consente di to con uno o più componenti benefici (probiotici, vitamine assumere con la dieta una quantità di acidi grassi Omega ecc.) o rimuove dall’alimento una o più componenti che n-3 superiore rispetto ai valori consigliati dalle linee guida possono avere effetti negativi sulla salute (allergizzanti, e capace di esplicare una efficace azione preventiva verso alcool ecc.). Il pesce è considerato per le sue qualità be- patologie cardiovascolari. nefiche e per la composizione in macro e micronutrienti, Da sinistra il un componente essenziale nella Dieta Mediterranea. Il Dott. Gianluca tonno e in particolare il tonno rosso (Thunnus thynnus), Rosati e la noto anche come “pinne blu”, poco conosciuto ma caratteDott.ssa Marta Ciriani ristico pesce del Mediterraneo nelle cui acque si riproduce, costituisce una promettente alternativa agli integratori e dott.ssa Marta Ciriani – tecnologo alimentare alimentari e ai farmaci a base di acidi grassi Omega n-3 per dott. gianluca rosati – Medico veterinario ridurre in maniera significativa, e scientificamente dimoPoliambulatorio san Martino - Via Carrarese strata, l’incidenza di malattie cardiovascolari. Le sue carni 66 – Piove di sacco (Pd) - tel. 0499703406 sono caratterizzate da un alto contenuto di acidi grassi po-

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dal peeling al laser: i trattamenti per ringiovanire la pelle

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na intensa esposizione solare, un periodo stressante, o solo la vita di tutti i giorni causano un ispessimento progressivo dello strato superficiale della pelle, che appare spenta, asfittica e poco tonica. I trattamenti che si possono eseguire in questo caso vanno dal peeling chimico, alla biostimolazione con Dott.ssa Cristina acido ialuronico al laser. Rogato, medico Il peeling chimico (dal verbo inglese to chirurgo specialista peel, pelare) è un trattamento che serve ad ac- in chirurgia plastica pazienti notano i primi cambiamenti e i miglioramenti celerare il normale processo di rinnovamento cellulare: l’applicazione di un agente chimico sulla pelle proseguono nei mesi seguenti. I tempi di recupero e gli effetti collaterali minimi ne stimola l’esfoliazione e la velocità di rigenerazione. fanno di questo laser MOSAIC uno dei più sicuri e affiLa biostimolazione o biorivitalizzazione cutanea è una dabili nel campo del resurfacing. tecnica che prevede l’iniezione meLe aree di applicazione sono: diante ago sottile nel sottocutaneo ringiovanimento globale del volto, di sostanze quali acido ialuronico, vitamine, antiossidanti e fattori Con tempi di recupero e gli effetti trattamenti di cicatrici da acne, cicatrici chirurgiche e traumi, migliodi crescita. Queste permettono di collaterali minimi fanno del ramento della elasticità cutanea, mantenere e/o ripristinare l’idratalaser Mosaic uno dei più sicuri e del melasma e delle discromie zione e il turgore cutaneo. Il laser affi dabili di trattamento cutanee. in particolare il Mosaic sfrutta una Il protocollo prevede 3-4 tecnologia di ultima generazione, trattamenti con cadenza di 4-6 settimane. Non occorre inviando alla pelle dei microscopici raggi laser, che proanestesia locale e la paziente può riprendere immediaducono ravvicinate e omogenee colonne che penetrano tamente le sue normali attività. fino al derma senza danneggiare gli strati sovrastanti. Produce quindi un trattamento naturale e uniforme con dott.ssa Cristina rogato minimi tempi di recupero ed elevati miglioramenti clinispec. in Chirurgia Plastica ci. Questo trattamento, di veloce esecuzione, permette studio Medico – Viale dei Mille 107a di ottenere ottimi risultati quali riduzione nell’ampiezza tel. 328 2523160 dei pori, miglioramento della luminosità e della toniciwww.dottoressacristinarogato.com tà della cute. Immediatamente dopo un trattamento i

Implantologia orale perchè sì è perchè no?!

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egli ultimi 20 anni abbiamo assistito, nel settore odontoiatrico, al ricorso sempre piu’ frequente all’implantologia osteointegrata, per poter risolvere problemi di edentulia(denti mancanti). Questa tecnica che prevede di inserire impianti in titanio direttamente nell’osso mascellare o mandibolare dei nostri pazienti ci ha dato l’opportunita’ di poter riabilitare la funzione masticatoria e spesso anche estetica, delle persone che altrimenti non avrebbero potuto fare altro che ricorrere alla classica protesi mobile(dentiera). Possiamo quindi affermare che ormai l’implantologia e’ entrata a far parte delle discipline che mediamente ogni odontoiatra e’ in grado, o dovrebbe essere in grado, di garantire. In realta’ lo studio del caso di ogni singolo paziente va ben studiato e definito. Perche’ se e’ vero che le metodiche e i materiali sono ormai ampiamente sperimentati e affidabili, e’ sempre pur vero che lo studio delle condizioni cliniche e orali dei nostri pazienti vanno attentamente monitorate. Quanto detto sopra implica che il rapporto medico-paziente diviene fondamentale nell’instaurare quello scambio di informazioni che e’ sempre il presupposto per arrivare poi a buoni risultati. Il medico deve avere tempo e attenzioni da dedicare agli interrogativi del suo paziente e dovra’ essere in grado, di spiegare

quanto meglio possibile, tutte le indicazioni e possibili problematiche inerenti al piano di lavoro che si va a costruire insieme. Ho usato il termine “insieme” proprio a voler sottolineare che non e’ pensabile poter immaginare il rapporto con il nostro paziente, come un qualcosa che cala dall’alto e gli si impone, ma viceversa necessita di un continuo flusso di informazioni tra curante e curato. In processi piu’ impegnativi, quali le riabilitazioni protesiche con impianti non e’ il tipo di impianto che fa la differenza, ma tutto quello che sta a monte nella relazione e organizzazione del rapporto staff medico e paziente. Avvicinarsi con fiducia e consapevolezza alle cure odontoiatriche, in genere, e’ la prima fase del successo. Parlarsi e chiarirsi non e’ tempo sprecato e tolto alla pratica clinica ma e’ tempo investito per ottenere buoni risultati! In definitiva Implantologia Si, se fa parte di un progetto condiviso tra medico e paziente. Implantologia No, se si riduce ad avvitare viti in ossa di quasi ignari pazienti, senza avere una progettualita’ chiara e condivisa. Dr. Massimiliano Veronese Studio dentistico Via Giacomo Matteotti - Este(Pd) Tel. 0429 601485 studioveronese.m@libero.it


creme o gel anche con i principi attivi validi non bastano ,in quanto i principi attivi di queste creme o gel riescono minimamente a penetrare nel tessuto cutaneo

MED LASE-R grazie al raggio rosso e infrarosso aiuta a migliorare la micro circolazione , lo puoi usarlo anche con le tue creme o gel , cosi i loro principi attivi grazie al sistema infrarosso terapia riescono a penetrare nel tessuto cutaneo più in profondità.

MEDLASE-R non èèunun dispositivo medico, non si propone di fare diagnosi di patologie o malattie , è un MEDLASE-R apparecchio che combina laalcuna radiazione del raggio infrarosso

complemento ai fini estetici utilerosso. contro le rughe e gli inestetismi della cellulite ed inoltre è utile per aiutare invisibile e quello visibile ad alleviare i disturbi muscolari e articolari, Con MEDLASE-R stimolando le zone di interesse grazie al masIl raggio rosso e infrarosso trasmessi da MEDLASE-R sono utili per aiutare a saggio con il raggio rosso ed infrarosso si possono ottenere molteplici benefici. migliorare la micro-circolazione. Il segreto di MEDLASE-R è la doppia azione del raggio rosso e infrarosso che è particolarmente utile per aiutare ad aumentare la micro-circolazione e di conseguenza utile per aiutare ad attenuare le rughe e contro gli inestetismi della cellulite è inoltre utile per aiutare ad alleviare i disturbi muscolari e articolari: male alle gambe, alle ginocchia, ai piedi, alle mani, alle braccia, al collo, alla schiena e molti altri.

DOMANDE E RISPOSTE Quando si può usare MED LASE-R? MEDLASE-R si può usare in qualsiasi momento della giornata. Consigliamo di ritagliarsi un momento per potersi dedicare esclusivamente al trattamento, senza doversi occupare di qualsiasi altra cosa. Posso utilizzare MEDLASE-R su tutte le parti del corpo? Certamente è utilissimo contro le rughe e gli inestetismi della cellulite, ma è altrettanto utile per aiutare ad alleviare i disturbi articolari e muscolari: male alle gambe, alle ginocchia, ai piedi, alle mani, alle braccia, alle spalle, al collo, alla schiena e molti altri, prova a massaggiare con il puntale le spalle ed il collo, avvertirai fin da subito una piacevole sensazione di benessere. L’unica avvertenza è quella di non puntare il puntale sugli occhi. In quanto tempo si possono vedere i primi risutati? Già dopo le prime applicazioni, molto dipende dalla

Don Nicola Di Domenico, Caserta Avevo male alla ginocchia, a scendere i gradini per andare a dare la comunione ai fedeli dovevo trovare sempre un punto di appoggio, ho provato questo apparecchio riesco a muovermi facilmente.

Graziella Gaioni, Verona Avevo male alle mani, ora sto bene e sono molto contenta.

Ciamarra Giuseppina, Ravenna Avevo male alla spalla e al collo dopo 10/12 giorni il collo si è sciolto non mi fa male, adesso mi sento veramente bene.

Carlo Adeferro, Rimini Avevo male a una gamba, ho usato questo apparecchio, adesso mi trovo meravigliosamente bene. Adesso faccio le mie passeggiate tranquillamente. Provate per credere.

Angelo Colla, Verona Mi facevano male le mani, dopo 10 giorni ho avuto benefici.

Yelma Stefani, Venezia Avevo male alle ginocchia, ho usato questo apparecchio mi sento davvero bene.

Ofelia Feriotto, Rovigo Avevo male alla testa, ho avuto i risultati che volevo, ho speso bene miei soldi, gli ho proprio spesi volentieri.

Anna Maria Negroni, Padova Mia figlia ha comprato questo apparecchio per le rughe, adesso ha le pelle più giovane e liscia, io avevo male alle mani, ho avuto anche io dei benefici.

MEDLASE-R non è un dispositivo medico, non si propone di fare alcuna diagnosi di patologie o malattie, è un complemento ai fini estetici utile contro le rughe e gli inestetismi della cellulite ed inoltre è utile per aiutare ad alleviare i disturbi muscolari e articolari. Con MEDLASE-R stimolando le zone di interesse grazie al massaggio con il raggio rosso ed infrarosso si possono ottenere molteplici benefici.Tutte le testimonianze sono reali e verificabili e il risultato che si può ottenere varia a seconda della predisposizioni personali.

sensibilità delle zone trattate e dalla costanza delle applicazioni. Si possono fare più trattamenti sulla stessa zona più volte al giorno? Qual’è il tempo massimo di utilizzo giornaliero consigliato? Uno dei pregi di MEDLASE-R è di non avere particolari controindicazioni o limiti di utilizzo. Consigliamo, comunque, un utilizzo massimo di 20 minuti al giorno su ogni zona corporea. Ho un Pace-Maker, posso usare MEDLASE-R? No, è controindicato l’uso di apparecchi elettronici in genere alle persone portatrici di stimolatori cardiaci, è opportuno consultare il medico. È un prodotto italiano? MEDLASE-R è un prodotto interamente italiano.

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