del Piovese
Periodico d’informazione locale. Anno XXI n. 100 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD
Lavori pubblici Mezzo milione di euro per sistemare le strade pag.
Qualità della vita Piove di Sacco, il comune padovano in cui si vive meglio
Commercio Nonostante i saldi non decollano gli affari
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pag.12
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L’editoriale
si fanno “ecoaffari” con la differenziata
La buona scuola per i cittadini di domani di Germana Urbani*
Guadagnare con i propri rifiuti e sostenere il commercio locale. Un miraggio? No, perché a breve per tutti i residenti sarà possibile farlo grazie ad un’iniziativa. pag. 22
Old cinema on vespa, il viaggio di umberto
Oltre duemila chilometri in sella a una Vespa 50 Special del 1972, lungo tutta la Penisola, alla riscoperta del territorio e dei vecchi cinema sconosciuti e disseminati nei borghi italiani. pag. 29
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D
Scuola, si riparte fra progetti formativi e manutenzione di edifici L’assessore Sartori illustra il fitto programma di messa in sicurezza degli istituti, ricca anche l’offerta formativa
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nno scolastico appena partito e gli istituti piovesi si preparano, anche quest’anno, a fornire un’ampia offerta formativa agli iscritti, non solo dal punto di vista curricolare, ma anche con tante iniziative che coinvolgono i giovanissimi, contribuendo ad accrescere la formazione dei futuri cittadini. Le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado sono suddivise tra gli Istituti Comprensivi I e II. Digitalizzazio-
ne, sviluppo delle doti artistiche, approfondimento delle lingue straniere e orientamento sono tra gli argomenti su cui puntano maggiormente questi istituti. “Con il nuovo anno scolastico proseguirà il progetto Scuola 2.0, che mira a potenziare le competenze digitali e alla dematerializzazione, fornendo alcuni servizi come il cosiddetto Registro Elettronico – ha spiegato Franca Milani, dirigente scolastica del Comprensivo I – Anche l’approfondimento
delle lingue straniere è tra le competenze fondamentali, con lo studio della lingua inglese già dalle elementari e l’inserimento del bilinguismo alle medie, con l’inglese e il francese”. “Proseguirà il Progetto Comenius nelle scuole primarie e, nella settimana dal 23 al 27 settembre ospiteremo una delegazione di insegnanti svedesi, inglesi e francesi” ha detto invece Caterina Rigato. pagg. 8-10
a che il Premier Renzi ha presentato agli italiani “non l’ennesima riforma” ma “un nuovo patto educativo” per disegnare tutti insieme la scuola che verrà si è scatenato un dibattito acceso ma da molti punti di vista assai sterile. Un bailame di commenti e commentatori che su Twitter, Facebook, blog e forum esprimono il loro pensiero a riguardo. Peccato, però, che almeno fino ad ora non si sia visto o sentito quasi nulla di quel viaggio intellettuale entusiasmante che aveva dipinto il giovane primo ministro nel suo discorso di presentazione del progetto. In questi giorni tutto vola molto più basso. Tutto si è ridotto a quanti e quali insegnanti saranno assunti. A come si valuterà il merito legato agli scatti d’anzianità. Se saranno assunti i precari o i giovani. Se le graduatorie o i concorsi… Personalmente sono molto delusa. Questa che twitta non è la buona scuola che io spero accolga i miei figli. La buona scuola che vorrei, e dovremmo volere tutti, dovrebbe porsi il problema di quali siano i contenuti e gli strumenti più adatti oggi a formare il cittadino e l’uomo di domani. Dovrebbe individuare i percorsi intellettuali più utili da proporre agli adolescenti che crescono nella fragile società in cui viviamo. *direttore@lapiazzaweb.it redazione@givemotions.it
Intervento
Bombe d’acqua, come difendere il nostro territorio di Giuseppe Gasparetto Stori*
novità 2014 ingressi gratuiti in collaborazione con Mercoledì: speciale DONNE ingresso GRATIS
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a primavera e l’anomala estate di quest’anno sono state contrassegnate da insistenti piogge che hanno funestato il territorio con le cosiddette “bombe d’acqua”. Così vengono definiti discorsivamente i nubifragi che, secondo alcuni climatologi, sono di intensità superiore ai 50 mm/ora, ovvero superiori a 50 litri di pioggia al metro quadrato in un’ora. *Direttore Consorzio di Bonifica Adige Euganeo continua a pag. 8
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L’intervento
segue da pag.
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La buona scuola per i cittadini di domani
Confindustria, bene l’export
industria padovana in lenta ripresa L’industria padovana esorcizza i rischi di nuovo ribasso e manda segnali di graduale, ma lenta ripresa. Dopo un inizio d’anno piatto, la crescita annua della produzione nel secondo trimestre 2014 (+2,1%) conferma l’inversione di tendenza registrata dalla seconda metà 2013, sia pure discontinua. Grazie alla spinta dell’export, specie Ue, spiega Confindustria Padova, ma anche al recupero della domanda interna. Qualche segnale positivo dal lavoro, primo effetto del decreto Poletti. Cauto miglioramento delle prospettive, ma la dispersione dei giudizi è alta. La risalita sarà lenta e selettiva, il risultato va costruito nella seconda metà d’anno.
E ancora, declinare le solite materie noiose per molti in qualcos’altro, modificare le lezioni frontali per riuscire a suscitare ancora curiosità di sapere: quella voracità di conoscenza che orami è rarissimo incontrare tra i banchi di scuola. E tutto questo per riuscire ancora a regalare ai giovani che crescono un sogno, uno solo, una meta da raggiungere con costanza e impegno. La buona scuola dovrebbe avere il coraggio anche di dire che i programmi andrebbero differenziati, che Manzoni e Dante non sono più obbligatori per tutti, che l’obbligo scolastico per chi è in difficoltà o vive nel disagio si può conseguire anche seguendo percorsi originali e non programmi uguali per tutti che altro non sono che “tavole della legge” incise sul bancone del Ministero quasi un secolo fa. So che per certi versi le posizioni che sto esprimendo sono estreme ma credo che per scrivere un vero, nuovo patto educativo sia necessaria una pesante dose di coraggio. So che la scuola è un’Istituzione e, come mi ha detto uno stimabile intellettuale “non può essere ridotta ad un insieme di percorsi e piste ciclabili”, serve una via maestra. Credo però che per disegnarla l’architetto debba avere in mente un’idea reale della società odierna e di quella a venire. Ebbene. Che idea ha il legislatore della società che vuole formare sui banchi di scuola? Io non l’ho capito. Ma una cosa la so. Ho fiducia nella classe insegnante che ogni giorno, nonostante tutto, entra a scuola con passione ed entusiasmo. Sì, qualcuno sarebbe meglio che si dedicasse ad altro. Ma la maggior parte dei “maestri” sa che quando varca la soglia della scuola va a “soffiare sulle ali” del futuro del Paese. Che sono i bambini, i nostri figli, mio figlio. Perciò caro Renzi e cari sindacati tutti, vi prego, mettete al centro di questo nuovo patto per la scuola gli insegnanti e i dirigenti ma non trattateli come numeri sul libro paga del Ministero. Sono materia preziosa, appassionata e intelligente. Ascoltiamoli nel merito, sarà utile al Paese e al futuro. *direttore@lapiazzaweb.it - redazione@givemotions.it
debutta a padova associazione droni
Presentata a Padova la neonata Associazione Italiana Droni. L’Associazione Italiana Droni nasce a livello nazionale, già con più sedi operative: in Veneto, a Padova, ed in Basilicata vicino Potenza, e con l’adesione in corso di altre Regioni con l’intento di costituire un Polo di Competenze e di Collaborazione di alto livello industriale e con la vocazione alla qualità dei sistemi e servizi, tra i vari attori della “filiera industriale”: Produttori di tecnologie e di mezzi di volo, Enti normativi, Enti di Controllo, Operatori, Sviluppatori di software.
Il vice presidente Mirko Patron ha firmato il decreto che posticipa al 12 ottobre le operazioni di voto per eleggere il nuovo presidente e il Consiglio provinciale. Lo spostamento si è reso necessario in applicazione alla recente circolare ministeriale sulla riforma della Pubblica amministrazione. La Provincia diventerà così un ente di area vasta di secondo livello i cui organi non saranno eletti direttamente dai cittadini, ma dagli amministratori locali. Sono chiamati al voto 104 sindaci e 1.252 consiglieri comunali. Le candidature presentate il 21 e 22 settembre.
mezzo milione ai musei civici di padova
“buoni pasto, così ci rimettiamo noi”
Lo scopo è creare una filiera
elezioni provincia il 12 ottobre
Lavori anche agli Scrovegni
Appello degli esercenti Appe
Appello dell’Appe di fronte al caso dei buoni pasto: “in qualità di maggiore Associazione di categoria del settore dei pubblici esercizi della provincia di Padova, riteniamo che gli esercenti meritino il dovuto ascolto da parte delle Autorità, perché sono gli esercenti gli unici a pagare per un meccanismo che, nel tempo, ha subìto delle distorsioni”.
Posticipata la consultazione
Cultura
Piovese Ostetricia a piove Leonardo, Anna e Asia: tre storie di buona sanità
polizia locale
Il personaggio
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Rino Dan, la storia dello scultore del legno
padova
Brugine e Piove rinunciano alla gestione associata
correzzola Veneto strade stanzia i fondi per la Bretella di Villa del Bosco
Buone notizie in arrivo da Roma per Padova: il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismoha stanziato 500.000 euro a favore della Cappella degli Scrovegni e del Complesso dei Musei Civici di Padova. “La sommaspiega Giulia Narduolo, deputata del Pd in commissione cultura -servirà a realizzare lavori indifferibili e urgenti, già concordati con la Soprintendenza”. Nell’ambito di Acquae Venezia
terme euganee ad expo 2015
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Orto botanico: il “gioiello” della biodiversità pag.
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La mostra
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Venezia, “La Divina Marchesa” a Palazzo Fortuny
La salute e il benessere esclusivi del termalismo euganeo, per i quali Abano e Montegrotto sono noti nel mondo, l’esperienza sensoriale delle terme del Veneto saranno parte del contenuto del racconto che l’Italia farà di sé all’Expo 2015 e agli eventi ad esso collegati, come Aquae Venezia 2015, l’evento espositivo internazionale dedicato all’acqua promosso da Expo Venice in programma da maggio a ottobre 2015, collaterale e patrocinato da Expo Milano 2015. Il racconto del wellness e dello star bene offrirà un’esperienza sensoriale delle Terme euganee e del Veneto.
È un periodico formato da 13 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. è un marchio registrato di proprietà di
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Padova, via Lisbona 10 Tel. 049 8704884 Fax 049 6988054 redazione@givemotions.it Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
Questa edizione raggiunge le zone di Piove di Sacco, Legnaro, Sant’Angelo di Piove, Arzergrande, Brugine, Codevigo, Pontelongo, Polverara per un numero complessivo di 16.614 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 15752
Venezia Padova Rovigo Treviso
Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin
REDAZIONE:
Direttore responsabile (ad interim)
Germana Urbani direttore@lapiazzaweb.it Ornella Jovane o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 29 agosto 2014 Centro Stampa: Rotopress International Loreto, via breccia (An)
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4 Argomento del mese dal mondo dell’istruzione Riprende un nuovo anno sui banchi, fra annunci e qualche novità. Ne abbiamo parlato con due dirigenti scolastici di Monselice, Luigi Michielon e Giacomo Zanellato, alla guida di due grandi istituti superiori e alle prese con i problemi quotidiani dell’organico da completare, specie per gli insegnanti di sostegno che scarseggiano, e i magri bilanci da far quadrare, consapevoli della necessità di garantire servizi e opportunità ai propri studenti
Le nuove sfide della scuola a
di Nicola Stievano
Zanellato: “E’ calato di quasi un terzo il fondo di istituto per i progetti, ma l’entusiasmo e la voglia di fare non mancano”
Michielon: “Alle prese con la sfida di un grande istituto su due sedi separate, una scelta che porterà benefici”
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icuramente la ripresa delle lezioni a settembre è il momento in cui la scuola gode di maggiore attenzione. Nel corso dell’anno scolastico poi si tende a preoccuparsi sempre meno di quanto succede in classe, nonostante le implicazioni quotidiane sui gli studenti. Quest’anno, invece, il periodo che ha preceduto il suono della prima campanella, quasi per tutti il 15 settembre, è stato particolarmente ricco di novità, a partire dagli annunci di “riforma epocale” sull’organico degli insegnanti, con la fine del precariato, scandalo tutto italiano, e l’avanzamento in carriera per merito e non più per anzianità. Ma al di là delle promesse, tutte da verificare nei prossimi mesi, come è iniziato l’anno scolastico nel nostro territorio? Quali sono i problemi con cui fare i conti fin dai primi giorni di lezione? Lo abbiamo chiesto a due dirigenti scolastici di Monselice. Giacomo Zanellato guida l’istituto Kennedy che conta oltre 980 iscritti divisi in 43 classi e strutturate in otto indirizzi. Fra le novità il corso enologico vitivinicolo mentre sono una solida e positiva conferma i due corsi serali per ragionieri. “Prima dell’inizio delle lezioni l’organico di base dell’istituto è stato completato con le nomine dell’Ufficio Scolastico - spiega Zanellato - mentre noi dirigenti ci occuperemo delle supplenze
LE INIZIATIVE Al Mattei di Conselve prosegue l’attività teatrale
Un successo il corso di lingua cinese
S
cuola non significa solo lezioni, interrogazioni e compiti in classe, ma anche nuovi progetti, laboratori, stage, sperimentazioni. I migliori istituti della provincia sono una fucina di idee, e spesso contano decine di iniziative realizzate con pochi mezzi e tanto entusiasmo. A Monselice al liceo “Cattaneo” , per fare un esempio, verranno sicuramente riproposte le lezioni pomeridiane di lingua cinese. “L’anno scorso - spiega il dirigente Luigi Michielon - il corso ha avuto un successo incredibile. E’ tenuto da professori, madrelingua, della scuola italo cinese di Padova, una delle poche riconosciute in Italia alla stessa Cina. Oltre una sessantina di studenti si sono cimentati con questa lingua così complessa ma affascinante per una trentina di ore. Hanno imparato i primissimi rudimenti ma è stata una bella soddisfazione. Contiamo di riproporla anche per altri studenti”. A Conselve prosegue con successo l’intensa attività teatrale che ogni anno coinvolge tanti ragazzi con gli insegnanti, così come danno soddisfazioni gli scambi con l’estero, dal comune gemello di Jaszbereny in Ungheria al liceo di Capodistria. Poi ci sono gli stage, momento di raccordo sempre più strategico fra mondo della scuola e del lavoro. «Dalle aziende abbiamo un importante aiuto anche per il nostri laboratori. Anche gli studenti del liceo fanno stage estivi in farmacie, studi professionali, laboratori di analisi. E non vanno certo a fare fotocopie ma imparano a confrontarsi con il mondo del lavoro”. A.A.
rimanenti. Siamo entrati a pieno regime ma purtroppo siamo carenti con l’organico insegnanti di sostegno, insufficiente di fronte al consistente numero di disabili più o meno gravi del nostro istituto. Io ed altri presidi abbiamo chiesto al dirigente regionale una deroga sul numero insegnanti per ottenere posti in più. Il rapporto stabilito quest’anno delle ore di sostegno per ogni studente è nettamente inferiore al passato. Anche le famiglie se ne sono accorte e si stanno mobilitando. Altro capitolo dolente riguarda la gestione delle risorse disponibili. Il fondo d’istituto è calato di quasi un terzo e questo crea non poche difficoltà nella gestione dei progetti delle attività aggiuntive. Solo nella nostra scuola abbiamo oltre un centinaio di iniziative e nonostante la carenza dei fondi cercheremo di conservarli tutti, introducendo una sorta di spending review ma potendo contare sulla disponibilità di chi se ne occupa». Conta ben 1.250 iscritti l’istituto Cattaneo di Monselice, guidato dal dirigente Luigi Michielon, che comprende anche il Mattei di Conselve e il professionale ex Duca D’Aosta. Cinquantuno le classi complessive strutturate in corsi che vanno dal liceo ai corsi professionali. Nel dettaglio a Monselice
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troviamo il liceo scientifico, il liceo di scienze applicate e il nuovo liceo delle scienze umane, il professionale chimico e il professionale dei servizi commerciali. A Conselve il liceo scientifico, il liceo di scienze applicate, il corso di meccanica e meccatronica e quello di finanza e marketing. Novità di quest’anno l’unione formale fra il Cattaneo e il Mattei, adesso un unico istituto a tutti gli effetti. “I due istituti mantengono le loro specificità - spiega Michielon - ma l’unione, dopo l’esperienza dello scorso anno scolastico, permette la sperimentazione trasversale tra le sedi. Ferme restando le singole identità è il momento di pensare ad una scuola unica, come nel nostro territorio sta avvenendo anche per l’ospedale. Per favorire questa visione e questa potenzialità andrebbero però incrementati i servizi di trasporto e collegamento. Sogno un incremento in questo senso, con una sorta di linea “circolare” che dal conselvano porti gli studenti a Monselice e viceversa, passando i due istituti, l’ospedale e la stazione ferroviaria. Probabilmente è solo una mia fantasia ma permetterebbe di realizzare quell’unità di cui il nostro territorio ha bisogno. Pur non disponendo di risorse ingenti e di mezzi enormi riusciamo a fare un buon lavoro, grazie all’impegno di tutti”.
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Argomento del mese 5 La parola agli studenti eccellenti
alle prese con il cambiamento Le misure disciplinari Dalla legge antifumo al divieto dei cellulari
“Regole del gioco” fin dal primo giorno di lezione
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on mancano le novità nemmeno sul fronte disciplinare, a partire dalla necessità di far rispettare, a tutti, il divieto assoluto di fumo, in tutto il perimetro dell’istituto, compresi i cortili. “L’anno scorso il provvedimento era sperimentale - spiega il dirigente Giacomo Zanellato - ora invece è legge nazionale che va applicata per tutti, studenti, insegnanti e personale. Per farla rispettare serve un’adeguata sorveglianza e abbiamo pensato di installare delle telecamere di videosorveglianza e rafforzare il controllo dentro e fuori la scuola da parte dei collaboratori scolastici. Altro tema assai dibattuto è l’uso del cellulare. Prima dell’inizio delle lezioni ne abbiamo parlato a lungo con i docenti ed è innegabile che il telefono crea disturbo in classe perché molti studenti fanno i furbi e cercano di usarlo, in un modo o nell’altro. Così abbiamo deciso di acquistare delle cassettiere da mettere in classe, nelle quali gli studenti lasceranno, sotto la loro responsabilità, i cellulari spenti per riprenderli durante l’intervallo o alla fine delle lezioni”. Al Cattaneo di Monselice e al Mattei di Conselve il dirigente Luigi Michielon ha fatto esporre quelle che definisce le “regole del gioco”. Si tratta di una sintesi del regolamento d’istituto tradotta per gli studenti, anche sul fronte pratico. “In sostanza i ragazzi sapranno subito quali conseguenze avrà il non rispetto di queste regole - spiega Michielon - e come questo influirà sul voto di condotta. E’ tutto scritto, tutto spiegato, senza possibilità di fraintendimenti. Nel complesso comunque posso affermare che la nostra è una bella scuola sana, dove i ragazzi sono rispettosi e tolleranti. I casi di bullismo e situazioni critiche sono in percentuali bassissime, quasi trascurabili, ma l’attenzione non viene mai meno. Sotto il profilo disciplinare adottiamo una certa severità ma sempre con l’intento di educare a certi valori e di condividerli insieme. Come abbiamo deciso di fare esponendo appunto le “regole del gioco”, in modo da responsabilizzare gli stessi ragazzi”.
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Idee chiare e ottimismo
In alto a sinistra: Luca Mastella e Mattia Martin. Sotto da sinistra Niccolò Sturaro e Veronica Capuzzo
“Preferiamo studiare e lavorare in Italia”. All’estero solo per fare esperienza
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agazzi con le idee chiare dopo la maturità, nel segno della concretezza con tanta voglia di fare e di non cedere al pessimismo. Sono alcun degli studenti che hanno concluso brillantemente gli studi superiori e ora si affacciano al mondo dell’università oppure a quello del lavoro. Hanno superato l’esame con un bel 100 al “Mattei” di Conselve ma oltre a studiare si dedicano anche alla musica o allo sport. E i più si augurano di trovare un lavoro qui in Italia e si dicono fiduciosi, ma c’è anche chi conta sulla possibilità di fare un’esperienza significativa all’estero. Mattia Martin ha le idee chiare, ormai da diversi mesi: “Mi sono iscritto ad ingegneria aerospaziale all’Università di Padova. Penso che dopo i cinque anni di liceo l’esame di stato sia il giusto “scalino” per aiutare noi ragazzi a maturare. Porto con me l’esperienza positiva di questi anni al “Mattei”, dove ho trovato insegnanti molto preparati. Adesso speriamo bene per la nuova avventura. Certo sarei disposto a studiare all’estero e anche lavorarci”. Anche Veronica Capuzzo cercherà un lavoro ma ha un progetto ben preciso, con l’obiettivo di indossare la divisa da carabiniere. “E’ da circa tre anni che ci penso - racconta - e anche un mio cugino ha iniziato questa esprienza. Adesso mi metterò a studiare per affrontare i concorsi per l’Arma e se necessario farò anche l’anno di servizio militare. Comunque se ce la farò a diventare carabiniere ho intenzione di iscrivermi all’università, probabilmente a Giurisprudenza. L’esame è una bella esperienza, lo pensavo più difficile. Invece mi sentivo tranquilla, soprattutto con gli scritti. In questi cinque anni mi sono trovata bene con i compagni di classe e i docenti”. Università e conservatorio invece per Luca Mastella: “Farò matematica a Padova e continuerò con lo studio di chitarra classica al conservatorio “Venezze” di Rovigo. Mi aspetto dall’università un ambiente ricco di stimoli e che possa arricchirmi. Il periodo all’estero potrebbe essere bello da questo punto di vista, ma problematico da conciliare col conservatorio che frequento. In futuro non penso ad un lavoro all’estero, mi sentieri un pesce fuor d’acqua. Il corso di matematica, malgrado le personali antipatie di molti, credo sia un indirizzo ricco di stimoli e sfide intellettuali”. Niccolò Sturaro conserverà un buon ricordo degli anni trascorsi al “Mattei”. “Credo che l’università sarà una bella sfida, perchè affronterò un ambiente nuovo e del tutto diverso da quello delle superiori. Mi aspetto tanta serietà, perchè Padova è una delle migliori se non la migliore città universitaria. Dopo un periodo di riflessione ho scelto farmacia e al test sono arrivato secondo. Non penso di dover andare a studiare all’estero, vista l’ottima preparazione fornita nelle nostre università, ma se un giorno, dopo aver conseguito la laurea non potrò fare altrimenti allora per forza proverò l’esperienza lavorativa fuori dall’Italia. Per quanto riguarda il test di ingresso credo che dovrebbe essere data a tutti la possibilità di entrare nel corso desiderato, adottando però poi il metodo francese, in base al quale se non si superano tutti gli esami del primo anno si è automaticamente esclusi”.
6 Piove di Sacco Amministrazione Viabilità e lavori di manutenzione
Mezzo milione di euro per sistemare le strade di centro e frazioni
L’assessore ai Lavori pubblici Simone Sartori elenca gli interventi in programma quest’anno, partiti a settembre e che si concluderanno per l’autunno di Martina Maniero
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uovi lavori di asfaltatura in arrivo per diverse strade del centro e delle frazioni. L’esecutivo locale ha varato un piano degli interventi che partirà nel mese di settembre per concludersi entro l’autunno. “Abbiamo ripreso un programma di asfaltature che da anni era stato tralasciato e lo abbiamo aggiornato con le nuove segnalazioni che abbiamo raccolto in questi mesi - ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici, Simone Sartori – ma non si tratta solo di asfaltature perché contestualmente saranno sistemati anche i marciapiedi, la segnaletica stradale e verranno abbattute le barriere architettoniche ancora presenti in città”. L’elenco degli interventi è lungo e necessariamente si è dovuto fare una scelta. “In questa prima fase – ha spiegato l’assessore abbiamo deciso di dare priorità alle strade maggiormente usurate, anche in relazione al traffico, sia veicolare che pedonale. L’intenzione, nel lungo periodo, è quella di stanziare ogni anno una cifra quanto più vicina ai quattrocentomila euro, da impegnare per garantire un certo turnover nelle manutenzioni. E’ una cifra che, nel corso del mandato, ci permetterà di ripristinare una situazione
L’assessore Simone Sartori quantomeno di decoro nelle strade”. Gli interventi quest’anno verranno eseguiti in due stralci, per un importo complessivo di quasi mezzo milione di euro. Il primo, il più corposo, è da 400 mila euro. Il secondo 90 mila. “In centro – ha elencato Sartori - sono previsti cantieri in via Primo Maggio, in via Roma, via Crociata, via Garibaldi, una zona questa molto frequentata anche per la presenza del mercato e in via Michiel dove andranno segnati a terra i parcheggi e il percorso pedonale. Altri interventi sono previsti in viale degli Alpini, vicino al Polisportello dove, per la particolarità della zona, verrà
realizzato un attraversamento pedonale rialzato”. “Spostandosi dal centro storico – ha proseguito l’assessore – abbiamo programmato una serie di lavori lungo via Carrarese, dove si andrà ad intervenire anche sulla fermata dell’autobus con l’apposizione di alcune transenne per garantire la sicurezza dei ragazzi all’uscita da scuola. Altri interventi sono previsti in Pio X, San Rocco (zona ospedale), Borgo Botteghe, a ridosso delle mura di Villa Polani, dove verrà utilizzato del ghiaino al posto dell’asfalto e IV Novembre. A Sant’Anna invece saranno asfaltate via Scardovara e via Nenni. Inoltre in quartiere sono previsti interventi di abbattimento delle barriere architettoniche per tracciare a terra dei percorsi ciclopedonali”. Parte degli interventi programmati riguardano anche i percorsi pedonali e ciclabili, “che verranno progettati in base al percorso che normalmente pedoni e ciclisti seguono per raggiungere il centro, così da congiungersi con la rete di piste già esistenti” ha confermato Sartori. “Questo piano – ha concluso – va ad integrarsi al progetto Piove sicura, nell’ottica di tutela della viabilità debole”.
FOCUS Andrea Recaldin sul bilancio di previsione
“Aumenta il carico fiscale per i cittadini”
“L
’aliquota Imu è stata portata al massimo. La Tasi, al netto delle detrazioni previste, che riguarderanno solo alcuni specifici casi, anche è stata portata al massimo. Francamente faccio fatica ad immaginare un bilancio più vessatorio per i cittadini piovesi”. È la replica del capogruppo della Lega, Andrea Recaldin, ex vicesindaco e assessore al Bilancio, oggi Capo di gabinetto al Comune di Padova, alla lettura del bilancio di previsione approvato lo scorso luglio dal consiglio comunale. Sale al massimo, al 10,6 per mille, l’imposta sugli immobili (Imu), da cui sono escluse le abitazioni principali. Sono previste esenzioni per anziani e disabili ricoverati in case di cura e per immobili dati in comodato a figli e genitori con Isee inferiore ai 15 mila euro. Per gli immobili strumentali, come negozi e capannoni, l’Imu è deducibile dal reddito d’impresa per il 20 per cento. La Tasi, tassa sui servizi indivisibili come illuminazione pubblica e manutenzione alla viabilità, è stata fissata al 2.5 per mille ed è dovuta solo per l’abitazione principale. Sono previste detrazioni di 50 euro per ogni figlio convivente entro i 26 anni di età, soggetti con disabilità superiore al 74 per cento e per i single con Isee inferiore a 15 mila euro. “Il carico fiscale a danno dei cittadini aumenterà, e non poco – analizza Recaldin - una casa con una rendita catastale di circa 300 euro nel 2012 non pagava nulla di Imu, oggi invece pagherà circa 130 euro di Tasi. O un capannone, con una rendita di mille euro in due anni vedrà crescere di oltre 80 euro il conto Imu. Non so di quale equità parla il sindaco quando approva un bilancio con questi numeri: quello che so, però, è che il panettone per i piovesi (il saldo delle imposte locali è fissato al 16 dicembre) sarà indigesto”. Ma.Ma.
ostetricia a Piove: Leonardo, anna e asia, tre belle storie di buona sanità
C’
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Tabacchi di Andrea
è anche qualcosa che funziona nella sanità piovese. Di certo di questo ne sono fermamente convinte alcune coppie di genitori che in queste settimane d’estate non possono smettere di ringraziare tutta l’équipe del reparto di ostetricia del quinto piano dell’ospedale Immacolata Concezione. Storie di neonati salvati dall’intuizione e dalla professionalità di medici che hanno permesso ai loro genitori di poterli stringere tra le braccia. “Dobbiamo la nascita del nostro Leonardo - raccontano Cristian e Alessandra, giovane coppia di Pontelongo - alla preparazione dei medici che al momento del ricovero notturno d’urgenza, hanno agito senza indugio, compiendo un miracolo di cui gli saremo grati per sempre. Leonardo aveva un giro di cordone ombelicale attorno al collo e il resto sopra la testina ed essendo cefalico, se ci fosse stato il travaglio, il nostro piccolo non ce l’avrebbe fatta”. Un altro caso è quello della piccola Anna. I genitori Eddi e Stefania, che abitano a Codevigo, per tutto il periodo della gravidanza si erano rivolti all’ospedale di Padova. “A Piove di Sacco - spiegano - ci era stato consigliato di non fare nemmeno gli ultimi monitoraggi. Abbiamo invece avuto modo di conoscere l’umanità e la professionalità di tutto il reparto dove la nostra bambina è stata salvata a seguito di una complicazione in fase di travaglio. Dopo la parziale rottura delle acque, con il collo dell’utero chiuso e con la bambina avvolta
Cristian, Alessandra e il piccolo Leonardo da un giro di cordone al collo, si è deciso di passare in sala operatoria per non dilungare i tempi e complicare la situazione. E’ stato fatto il cesareo, salvando così la nostra piccola”. Anche Diego e Manuela di Arzergrande sanno benissimo che se non fosse stato per i medici la loro Asia probabilmente non ce l’avrebbe fatta. “I medici hanno salvato la nostra bambina - dicono con una gioia incontenibile - usando ogni tipo di conoscenza per evitare una tragedia. In occasione di un normale monitoraggio, ci è stato consigliato di eseguire un parto cesareo par metterci tranquilli ed evitare ogni complicazione che i medici hanno fiutato. Asia aveva il cordone ombelicale molto stretto attorno al collo e se il parto fosse stato naturale molto probabilmente non avrebbe retto al soffocamento”. “Un plauso - aggiungono infine tutti - va anche a tutto il reparto nido per la passione e la dedizione mostrata anche nei confronti di noi genitori”. Alessandro Cesarato
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8 Piove di Sacco Intervento
Primo piano Territorio La scuola e l’offerta formativa nel Piovese
Digitalizzazione, lingue straniere, alternanza scuola-lavoro sono le priorità
di Linda Talato
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nno scolastico appena partito e gli istituti piovesi si preparano, anche quest’anno, a fornire un’ampia offerta formativa agli iscritti, non solo dal punto di vista curricolare, ma anche con tante iniziative che coinvolgono i giovanissimi, contribuendo ad accrescere la formazione dei futuri cittadini. Le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado sono suddivise tra gli Istituti Comprensivi I e II. Digitalizzazione, sviluppo delle doti artistiche, approfondimento delle lingue straniere e orientamento sono tra gli argomenti su cui puntano maggiormente questi istituti. “Con il nuovo anno scolastico proseguirà il progetto Scuola 2.0, che mira a potenziare le competenze digitali e alla dematerializzazione, fornendo alcuni servizi come il cosiddetto Registro Elettronico – ha spiegato Franca Milani, dirigente scolastica del Comprensivo I – Anche l’approfondimento delle lingue straniere è tra le competenze fondamentali, con lo studio della lingua inglese già dalle elementari e l’inserimento del bilinguismo alle medie, con l’inglese e il francese”. “Proseguirà il Progetto Comenius nelle scuole primarie e, nella settimana dal 23 al 27 settembre ospiteremo una delegazione di insegnanti svedesi, inglesi e francesi – ha detto invece Caterina Rigato, dirigente scolastico reggente per il Comprensivo II – E’ prevista, inoltre, la prosecuzione della sperimentazione dell’Inglese Potenziato nella scuola media E. C. Davila, con cinque ore la settimana di studio della lingua”. Massima attenzione anche per quanto riguarda i progetti dedicati agli alunni stranieri che, come
FOCUS
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Dalla scuola primaria fino alle superiori l’obiettivo condiviso è quello di formare giovani con mentalità e competenze adeguate al contesto europeo Molti i progetti in programma anche per questo anno scolastico appena iniziato spiegato dalla stessa Rigato, costituiscono una consistente percentuale degli iscritti. Per quanto riguarda gli istituti superiori E. De Nicola ed Einstein, l’offerta formativa è ormai sempre più differenziata e coinvolgente. Educazione alla legalità, cittadinanza consapevole, alternanza scuola-lavoro e approfondimento delle lingue straniere sono le parole d’ordine al De Nicola. “Verranno riproposti i tradizionali progetti di Cittadinanza e Costituzione ed educazione alla legalità, oltre alle iniziative legate al volontariato – ha spiegato Silvia Polato, alla guida dell’istituto di via Parini – e saranno particolarmente curati tutti quei progetti che mirano a potenziare l’area professionale, come l’alternanza scuola-lavoro, con contatti tra
la scuola ed il mondo dell’imprenditoria locale”. Non mancheranno i progetti europei, gli stage linguistici e i partenariati con scuole distribuite in sette paesi dell’Europa. “Tra i nostri obiettivi ci sarà lo sviluppo dell’istituto tecnico Cardano, presente nel territorio da molti anni con gli indirizzi “Elettronica” ed “Elettrotecnica”, a cui si aggiungerà lo sviluppo della parte legata all’automazione – è stato il commento di Simone Meggiolaro, dirigente scolastico dell’Einstein – Avvieremo, inoltre, “l’Impresa simulata” dalle classi terze in poi, avvalendoci di una piattaforma regionale e non mancheranno gli scambi culturali per quanto riguarda il liceo linguistico” ha concluso.
Bombe d’acqua, come difendere il nostro territorio di Giuseppe Gasparetto Stori*
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Quello che più preoccupa è l’elevata frequenza delle “bombe”, dovute alla maggior energia delle perturbazioni per lo “scontro” tra masse atmosferiche sempre piu’ caldo-umide provenienti dal mare e quelle più fredde provenienti dall’entroterra. Diversamente dalle perturbazioni primaverili ed autunnali, a cui si era “abituati” ed attrezzati, la previsione puntuale di queste “bombe d’acqua” così rapide e localizzati per ora può essere prevista talmente a breve, anche pochi minuti, da impedire il preavviso ai cittadini e gestire le manovre idrauliche, se possibili. Il deflusso degli ingenti volumi di acqua piovana precipitati in così breve tempo hanno causato allagamenti di vastissime aree agricole, ma soprattutto di aree urbanizzate, interessando abitazioni, attività produttive, strade anche per alcuni giorni di seguito, e mai prima allagate. Il perché di questi danni, per certi versi è intuitivo: gli insediamenti urbani, di cui è disseminato il territorio, sono stati concepiti e calcolati con fognature comunali per il deflusso rapido delle piogge che hanno caratterizzato la pianura padana fino quasi alla fine del ‘900. Piogge seppur prolungate ma meno violente. Così le reti fognarie bianche comunali non possono espellere le piogge di intensità eccezionale ora divenute paradossalmente “normali” provenienti dalle interminabili superfici impermeabilizzate di tetti, cortili, strade, piazzali, dai troppi seminterrati abitativi, e dai sottopassi stradali non sufficientemente prosciugabili. Inoltre fossi rurali e stradali spesso non sono collegati ai canali demaniali, e non sono sempre regolarmente puliti e riscavati. Tutto questo concorre a rendere sempre più frequenti gli allagamenti, in un territorio dove si alternano periodi siccitosi a periodi piovosi intensi, malgrado i ripetuti allarmi che amministratori e tecnici dei consorzi di bonifica da decenni segnalano a gran voce, proponendo soluzioni che sarebbero in grado di risolvere alcune emergenze ed almeno mitigare i danni. In questi ultimi anni sono in corso e sono stati eseguiti lavori nella rete scolante demaniale, con finanziamenti dei consorzi, della Regione Veneto, dello Stato, creando grandi invasi per le acque di piena dei fiumi e dei canali, rinforzando gli argini e pulendo gli alvei dei fiumi, anche dalla troppa vegetazione, potenziando le idrovore. Moltissimi lavori restano da fare, pur ideati e progettati ma solo alcuni purtroppo finanziati *Direttore Consorzio di Bonifica Adige Euganeo
Anno scolastico 2014-15
Buono libri, c’è tempo fino al 10 ottobre per richiedere il contributo regionale
uono libri, c’è tempo fino al 10 ottobre prossimo, alle ore 12, per presentare richiesta del contributo regionale relativamente all’anno scolastico 2014-15. La procedura è tutta via web e si attua entrando nella pagina internet http://www.regione.veneto.it/istruzione/ buonolibriweb dove si possono trovare tutte le istruzioni per la compilazione della domanda. Una volta effettuate tutte le operazioni previste ci si reca presso il Comune di residenza dello studente per completare l’iter. Il Comune ha tempo
fino al 24 ottobre per inviare alla Regione la domanda. Il contributo regionale rappresenta un sostegno alle famiglie per la copertura parziale dell’acquisto di libri di testo e strumenti didattici (ad esclusione di dizionari, tablet ed ereaders), possono richiederlo le famiglie che hanno studenti residenti nel Veneto che, nell’anno scostico in corso, frequentano le scuole secondarie di I e II grado, statali, paritarie e non paritarie (incluse nell’Albo regionale delle scuole non paritarie) o istituzioni formative accreditate dalla Regione Veneto, che hanno un ISEE, relativo ai redditi dell’anno
2013 dichiarati nel 2014) inferiore o uguale a 10.632,94 euro. L’importo del rimborso è determinato in base alla proporzione tra la spesa complessiva dei richiedenti e le risorse disponibili. Il contributo sarà pagato , dal Comuni, presumibilmente nell’anno 2015, dopo aver ricevuto dallo Stato le risorse necessarie. Ulteriori informazioni si potranno raccogliere nella pagina internet dell’assessorato regionale all’Istruzione http:// www.regione.veneto.it/istruzione/buonolibriweb
L’acquisto dei libri di testo, rimane una spesa impegnativa per le famiglie
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10 Piove di Sacco Scuole Edilizia scolastica: un capitolo urgente
Un fitto programma di messa in sicurezza degli edifici L’assessore Sartori illustra gli interventi che sono stati fatti e quelli in programma per gli istituti del territorio, così com’era stato indicato dal Commissario prefettizio Antonella Reina e poi assimilato nel programma della nuova Giunta di Martina Maniero
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enendo fede a un impegno preso ad inizio legislatura, l’assessore ai Lavori pubblici, Simone Sartori, ha fatto il punto sugli interventi eseguiti nel campo dell’edilizia scolastica. Un quadro completo di ciò che è stato fatto finora nel settore pubblico e di ciò che ci sarà ancora da fare prima della conclusione del mandato. “Siamo partiti da una delibera del commissario prefettizio Antonella Reina (che per quattro mesi, lo scorso anno, ha assunto la guida della città dopo la caduta della giunta dell’allora sindaco Alessandro Marcolin) - ha ricordato Sartori - la quale aveva stabilito di (per una spesa di circa 50 mila euro), senza dirottare parte dei fondi prima destinati ad il quale la struttura non sarebbe agibile. Alla scuola primaria Zanella alcune piste ciclabili di Corte invece è stata alla messa in sicurezza Siamo intervenuti sulle completamente sostitudegli edifici scolastici. scuole di Sant’Anna Una decisione che e primaria Zanella di Corte. ita la pavimentazione, prima in vinilamianto, abbiamo pienamente In programma interventi alle elementari di Arzerello con un materiale più condiviso”. “Al nido a Sant’Anadatto e rispettoso delna – ha spiegato l’assessore - è stato ade- la normativa vigente (costo dell’intervento guato il Certificato di prevenzione incendi circa 30 mila euro)”.
Sartori: “Contiamo di intervenire anche in altri plessi, speriamo nel bando regionale dell’edilizia scolastica” Su indicazione del commissario prefettizio alcune risorse destinate alle piste ciclabili sono state dirottate per la messa in sicurezza degli edifici scolastici “Altri interventi – ha aggiunto - sono stati eseguiti alle elementari Dante Alighieri di Sant’Anna con il rifacimento totale del tetto della scuola, danneggiato da alcune infiltrazioni d’acqua, a cui si sono aggiunti alcuni piccoli interventi di manutenzione (costo 185 mila euro di cui 92 sono fondi ministeriali). Altri finanziamenti statali (circa 103 mila su una spesa complessiva di 154 mila) sono stati impiegati per l’ammodernamento dell’impianto termico e per
la ritinteggiatura dei locali interni alla scuola materna di Sant’Anna”. “Lavori alla copertura della palestra per la rimozione dell’eternit sono stati eseguiti anche alla primaria Umberto I° - ha continuato Sartori - e anche qui sono state ritinteggiate le aule per un costo complessivo circa 40 mila euro. Abbiamo in programma altri lavori alle scuole elementari di Arzerello. Qui abbiamo impiegato circa diecimila euro per un’indagi-
ne strutturale del plesso. Dal controllo non sono emersi particolari problemi alla struttura ma andremo comunque a sostituire gli infissi. Stesso discorso per le scuole di Corte ma qui andremo ad intervenire nel 2015. Il progetto è già pronto”. “Nei prossimi anni contiamo di riuscire ad intervenire anche negli altri plessi scolastici – ha annunciato - allo scopo abbiamo partecipato al bando regionale per l’edilizia scolastica con una serie di richieste per la sostituzione degli infissi in alcune scuole, un intervento che permettere anche di migliorare gli immobili dal punto di vista del risparmio energetico, oltre a quello della sicurezza”. “Nella programmazione futura – ha concluso Sartori - dovremmo confrontarci con il patto di stabilità, ecco perché sarà importante continuare a partecipare a quei bandi che mettono a disposizione delle preziose risorse da impiegare per la scuola che altrimenti il Comune non avrebbe”.
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12 Piove di Sacco certamente favorito la propensione all’acquisto e di questo ne hanno risentito anche i saldi, sospesi tra un’estate “fredda” ed un autunno ancora di là da venire”. E proprio della situazione meteorologica instabile sembra aver beneficiato maggiormente il centro commerciale Piazzagrande che, come spiegato dal direttore, Filippo Lazzarin, ha registrato un’impennata delle presenze, con una media del 14% in più rispetto allo scorso anno. “Nella settimana di Ferragosto abbiamo registrato un picco di presenze che ha toccato il 22% in più – ha spiegato soddisfatto Lazzarin - caratterizzato anche da una consistente presenza di turisti, portando una clientela composta da molti russi, tedeschi e austriaci”.
Commercio Un bilancio di fine estate
Non decollano gli affari con i saldi estivi
Le varie associazioni denunciano un vistoso calo negli acquisti: un trend che neanche gli sconti riescono ad invertire. Più ottimismo dal centro commerciale: aumentano i visitatori da Austria e Russia di Linda Talato
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uella di quest’anno è stata un’estate capricciosa non solo dal punto di vista meteorologico, portando risultati diametralmente quasi opposti per i due tradizionali poli del commercio piovese, ovvero il centro storico ed il centro commerciale Piazzagrande. In quello che è ormai diventato il “salotto” del capoluogo della Saccisica, i saldi estivi non hanno portato quella “boccata d’aria” che tutti speravano. “Anche qui, il trend dei consumi riflette i risultati rilevati dall’ufficio studi di Ascom di Padova: un padovano su due taglia su viaggi e vacanze, quasi due su tre risparmiano sull’abbigliamento, ma è significativo che siano in calo anche alimentari ed elettronica – ha dichiarato Matteo Ferrara, responsabile Ascom per Piove di Sacco - Le abitudini di acquisto sono sicuramente cambiate: si acquistano i prodotti a più basso costo e più di qualcuno non compra proprio. Sicuramente la perdurante stagnazione dei consumi riflette un generale livello di sfiducia che non sembra migliorare”. Non risulta essere molto più ottimista la posizione di Alberto Vitaliani, presidente di Piove Amica che, insieme con il locale presidio della Confesercenti, è tra le associazioni maggiormente attive sul territorio nella valorizzazione del commercio locale. “La situazione locale rispecchia il trend generale – ha detto anche Vitaliani – La crisi e l’incertezza generale verso il futuro hanno mutato le abitudini di consumo, anche durante i saldi. A soffrirne maggiormente sono proprio i settori interessati da questa promozione, ovvero abbigliamento e calzature”. “E’ andata bene solamente nei primi giorni ma poi è subentrata una “calma piatta” – ha commentato Andrea Ferrara, referente per Confesercenti – I negozi che detengono marchi di un certo livello mantengono un trend positivo, ma chi offre marchi generalizzati soffre moltissimo, questo perché è la fascia media della società a risentire maggiormente della crisi”. “L’atteso trasferimento sui consumi degli 80 euro del Presidente del Consiglio non si è verificato e questo perché le famiglie hanno bollette arretrate da pagare e tasse in aumento – ha detto anche Renzo Capitanio, presidente mandamentale per l’Ascom - Non solo: il meteo, che tra giugno e luglio ci ha consegnato una stagione più simile all’autunno che all’estate, non ha
Eventi estivi, bilancio Pro loco
La presidente cecconello: “un’estate di grandi soddisfazioni”
• ODONTOIATRIA GENERALE • IMPLANTOLOGIA ED IMPLANTOLOGIA FUNZIONALE IN GIORNATA • PROTESI MOBILE E FISSA • SBIANCAMENTO AL LASER • RADIOLOGIA DIGITALE IN STUDIO • NUOVO METODO DI ANESTESIA INDOLORE
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uella appena trascorsa è stata un’estate di grandi soddisfazioni per la Pro Loco di Piove di Sacco che, con gli eventi organizzati, ha ottenuto un successo dopo l’altro. “La Pro Loco ha creduto fortemente nelle iniziative ideate e organizzate dall’associazione, ovvero, in ordine cronologico, l’opera in piazza, con Il Barbiere di Siviglia, la Festa Hawaiana e la serata di ballo liscio, con l’orchestra Vegas – ha commentato entusiasta la presidente, Maria Ginetta Cecconello (in foto insieme al suo vice Andrea Ferrara – Ma anche in quelle dove abbiamo dato il nostro contributo, collaborando con altre associazioni, come il concorso canoro Piove è Musica e la Notte Bianca”. Il 20 giugno, con Il Barbiere di Siviglia, Piazza Vittorio Emanuele II si è trasformata in un teatro, ospitando una trentina di professori d’orchestra ed un cast di 15 attori, vestiti con i costumi dell’epoca. “A quella serata, che ha attirato intorno alle tre o quattrocento persone, il pubblico ha risposto in maniera eccezionale e sono arrivate persone anche da lontano” ha spiegato Cecconello. La prima edizione della Festa Hawaiana, il 20 luglio, è stata, invece, un’iniziativa colorata, ricca di intrattenimenti danzanti e in cui sono stati coinvolti anche i bar del centro, con i loro cocktail a base di frutta. Il 3 agosto è stata la volta della serata di ballo liscio con i Vegas e la scuola di ballo di Saonara “Ballando sull’onda”. L’iniziativa ha portato ad esibirsi in piazza maestri di ballo con i loro costumi di scena e le tipiche coreografie, per la gioia degli amanti del ballo liscio. “Sebbene in alcune serate il bollettino meteorologico desse possibilità di maltempo, l’organizzazione della Pro Loco ha deciso che le manifestazioni si svolgessero ugualmente – ha concluso la presidente – e questo coraggio ci ha dato ragione dato che, in tutte le occasioni, siamo stati premiati”. L.T.
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14 Piove di Sacco Qualità della vita Gli esiti dell’indagine del Centro Studi Sintesi pubblicata da Il Sole 24 ore
Piove di Sacco, il comune della provincia di Padova dove si vive meglio In provincia si vive meglio. Nella speciale classifica dei comuni italiani si piazza al 57° posto, Legnaro è 132°. In tutto sono 16 i parametri considerati, tra i quali il reddito, l’ambiente e il Bil, l’indicatore di felicità di Martina Maniero
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n provincia si vive meglio. E se prima a pensarlo erano in molti, adesso a confermarlo c’è anche l’indagine condotta dal Centro studi Sintesi, pubblicata da Il Sole 24 Ore nel mese di agosto, sui borghi più felici d’Italia. Tra i primi cento in classifica anche dieci Comuni padovani di cui due dell’area Piovese. È proprio Piove di Sacco il Comune della Provincia di Padova a conquistare il Piove di Sacco, uno dei comuni italiani dove si vive meglio posto più alto, piazzandosi al cinquantasettesimo posto mentre bisogna scendere rare (143° posto); Santa Giustina in Colle i 176 finalisti attraverso 16 parametri leal centotrentaduesimo per trovare Legnaro (147° posto) e Cittadella (151° posto). Il gati alla qualità della vita, tenendo conto che comunque raggiunge un risultato di tut- podio è riservata a Brunico (in Provincia di non solo reddito (il Pil), ma delle variabili Bolzano), capoluogo collegate al benessere economico e sociale, to rispetto. della Val Pusteria, e quelle legate all’ambiente e degli indicatori In classifica ci Piove di Sacco si Vipiteno (sempre in di felicità (il Bil, benessere interno lordo). sono anche Piazzola distingue dagli altri Successivamente i 176 borghi finalisti sul Brenta (58° po- comuni per la salute Provincia di Bolzano), seguiti al terzo posto sono stati analizzati sulla base di 48 indisto); Borgoricco (75° con un’ottima da Sirmione (in Provin- catori, suddivisi in otto aree tematiche. E posto); Campodarsego 33esima posizione guardando alle classifiche di categoria, non cia di Brescia). (76° posto); Monselice (80° posto); Vigonza (96° posto); La classifica è stata realizzata in due mancano i buoni risultati anche nel locale. San Martino di Lupari (100° posto); Car- fasi. Partendo dagli 8.100 Comuni italiani, Entrando nel dettaglio dei vari aspetti presi mignano di Brenta (125° posto); Due Car- la prima scrematura ha via via selezionato in esame per stilare la classifica (e quindi
condizioni di vita, istruzione e cultura, partecipazione alla vita politica, rapporti sociali, sicurezza, ambiente, attività personali, salute), nel confronto tra le padovane è Piazzola sul Brenta il Comune dove le condizioni di vita sono migliori (26° posto) che risulta anche la città dove la partecipazione alla vita politica è maggiore (37° posto). Monselice ottiene un ottimo piazzamento per attività personali (21° posto)
istruzione e cultura (22° posto). E’ Borgoricco invece il Comune dove i rapporti sociali sono migliori (35° posto) mentre a Campodarsego conquista una buona posizione per quanto riguarda l’ambiente (76° posto). Infine a Piove di Sacco si distingue dagli altri per la salute con un’ottima trentatreesima posizione.
Lavoro e sociale
Due progetti per aiutare chi ha perso il lavoro ed è in difficoltà: sono circa 15 le persone interessate
Gli assessori Paola Ranzato e Luca Carnio
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ue progetti per una sola finalità: offrire opportunità di impiego, seppur temporanee, a persone disoccupate che versino in situazioni di difficoltà economica. Questo l’intento che si è posta l’amministrazione comunale di Piove di Sacco, aderendo a due importanti iniziative che prevedono l’impiego di disoccupati in lavori di pubblica utilità. I progetti, che si propongono di sostenere economicamente persone o famiglie in stato di temporaneo disagio economico a causa della perdita del lavoro e della crisi economica, riguarderanno circa una quindicina di lavoratori in totale, come hanno spiegato gli assessori ai Servizi sociali e al Lavoro, Paola Ranzato e Luca Carnio, che hanno curato insieme la gestione di questa iniziativa. “Il primo progetto, che stiamo portando avanti insieme al Consorzio Padova Sud, è finanziato dalla Regione Veneto e co-finanziato dal Comune e coinvolge anche altre amministrazioni comunali del territorio – ha spiegato l’assessore Ranzato – Mentre l’altro è promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio e anche questo co-finanziato dal Comune”. In totale verranno impiegate circa una quindicina di persone, anche se il numero esatto è ancora da stabilire, in quanto dipende dall’entità dei finanziamenti stanziati, che lavoreranno 16 ore settimanali per un periodo di circa quattro o cinque mesi. “I lavoratori si dedicheranno a tutte quelle mansioni che rientrano nel concetto di pubblica utilità – ha spiegato l’assessore Carnio – tra cui la manutenzione del verde pubblico e l’apertura delle aule studio della biblioteca comunale”. I prescelti sono stati selezionati sulla base di alcuni criteri specifici, come l’indicatore Isee, il fatto di essere privi di qualsiasi sostegno economico e l’età: i progetti riguardano, infatti, gli over trentacinquenni che siano disoccupati e non usufruiscano di ammortizzatori sociali. “Le persone selezionate verranno assunte da cooperative operanti nel territorio, avvalendosi di contratti di lavoro a tempo determinato e dei cosiddetti “Voucher” - ha spiegato Ranzato – ed entreranno in servizio probabilmente a partire dalla seconda metà di settembre, compatibilmente con l’espletamento delle ultime procedure burocratiche”. Due progetti dal forte impatto sociale, dunque, che contribuiranno ad alleviare situazioni di difficoltà ormai sempre più frequenti, contribuendo anche alla realizzazione di un percorso di formazione e orientamento, propedeutico ad un rientro stabile degli interessati nel mondo del lavoro. “L’adesione a progetti di questo tipo è di grande importanza per l’amministrazione – ha concluso Carnio, che ha tra le sue deleghe, oltre a Commercio, sicurezza e attività produttive, anche il lavoro – in quanto vengono scelte persone che versano in situazioni di oggettiva difficoltà, fornendo loro un aiuto che, seppur limitato nel tempo, può contribuire al sostegno economico e al reinserimento lavorativo”. Linda Talato
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Brugine-Legnaro 17 Servizi e territorio Il sindaco Michele Giraldo spiega il motivo della rinuncia
Polizia locale, Brugine e Piove rinunciano alla gestione associata Il sindaco di Brugine: “Il progetto non ha portato i risultati sperati. L’obiettivo è avere più agenti in strada nel pomeriggio e in serata, come chiedono i cittadini” di Martina Maniero
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iove di Sacco e Brugine rinunciano alla gestione in forma associata del servizio di Polizia locale: le due amministrazioni non hanno rinnovato una delle due convenzioni. “Il progetto – ha detto il sindaco Michele Giraldo - non ha portato i risultati sperati”. L’accordo iniziale prevedeva la condivisione del comando di polizia, degli agenti e dei mezzi, con l’obiettivo di garantire una maggiore presenza, anche esterna, del personale in divisa. Ma le problematiche in questi anni sono state parecchie e, in generale, hanno riguardato un po’ tutto l’assetto della convenzione. Tant’è che non è stata rinnovata. A sollevare la questione all’ultimo consiglio comunale era stato l’ex vicesindaco Oddone Zecchin, oggi capogruppo all’opposizione (Progetto comune 2.0) che aveva chiesto spiegazioni circa la presenza della polizia municipale “organizzati in duplici pattuglie e impegnate in appostamenti in orari ad elevato traffico come quello del
“Stiamo lavorando ad una nuova convenzione con Correzzola e Pontelongo” mattino” con l’obiettivo, aveva detto “di rimpinguare le casse del Comune”. “Attualmente – ha spiegato il primo cittadino - abbiamo un comandante a scavalco e con il nostro personale riusciamo a coprire solo l’orario mattutino, ma è una situazione temporanea. Infatti stiamo lavorando per valutare la possibilità di siglare una nuova convenzione che coinvolga i Comuni di Correzzola e Pontelongo. Ogni Comune manterrebbe il decentramento ma il servizio verrebbe unificato”. “Nel dettaglio – ha spiegato Giraldo – ai nostri tre agenti ne verrebbero affiancati altri quattro e avremmo così i numeri per istituire un comando. L’obiettivo è quello di garantire una maggior presenza della polizia locale nel territorio anche in orario serale, così come ci viene chiesto dalla cittadinanza. Sarà quindi prioritario rivedere la turnazione del personale per estendere il servizio anche al pomeriggio ed eventualmente organizzare anche qualche pattugliamento in orario notturno. Un servizio che invece continuiamo a mantenere e, se possibile ampliare, è quello dello sportello attivo in municipio tutti i giorni dalle 10 a mezzogiorno”.
LEGNARO Bilancio
Stop alle spese in conto capitale
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er far quadrare i conti in Comune ed evitare di sforare il patto di stabilità, la Giunta ha bloccato i pagamenti in conto capitale. La scelta di sospendere le spese per investimenti - principalmente opere pubbliche - nasce dalla necessità di far fronte alle scarse entrate nelle casse comunali. Allo scopo è stato messo in vendita un immobile comunale in via Montegrappa (seguirà un terreno in via Rovigo) ed è stata indetta una nuova asta per la farmacia comunale. La decisione di bloccare le spese per investimenti nasce dalla combinazione di alcuni fattori: la diminuzione delle entrate da concessioni edilizie, il ritardo nei pagamenti da parte di altri enti pubblici e la difficoltà per l’ente nel dismettere beni di sua proprietà. “Ecco che se si verificano tutti questi fattori in un Comune come Legnaro che, pur avendo tutti i parametri a posto, pur essendo stato inserito al centotrentaduesimo posto a livello nazionale per la qualità della vita e potendosi definire a ragione virtuoso, si vede costretto ad emanare un provvedimento di questo tipo” il commento dell’ex sindaco Ivano Oregio Catelan (in foto), oggi consigliere di maggioranza con delega al Bilancio. Ma la colpa di questa situazione, sostiene Catelan, è anche se non soprattutto del Governo, “che malgrado tutti i proclami propagandistici non sta facendo nulla per risolvere questa situazione che accomuna la maggior parte dei Comuni italiani”. Due le principali difficoltà con cui devono misurarsi gli enti locali: il Fondo di solidarietà e l’abolizione dell’Imu sulla prima casa. E Catelan non le manda a dire: “Il Fondo è stato introdotto dal governo Monti e i governi successivi Letta e Renzi si sono guardati bene dal rivedere, anzi. Con questo giochetto le casse del Comune di Legnaro sono state rapinate di oltre 423 mila euro in due anni. Si può facilmente immaginare quale terremoto possa provocare un prelievo superiore al 5 per cento del totale delle spese correnti”. “Per sopperire a questi tagli – ha spiegato - abbiamo dovuto portare l’aliquota Imu al 9,9 per mille ma saremo forse costretti ad aumentarla e dovremmo diminuire quei capitoli di spesa più sensibili nel rapporto con i cittadini, come la cultura e il sociale”. “Ciliegina sulla torta – prosegue Catelan - con l’altro giochetto dell’abolizione dell’Imu, che ora si chiama Tasi, il governo ha tagliato gli stanziamenti ai Comuni per circa 4,5 miliardi di euro, con ciò pagando la maggior parte del cosiddetto “bonus” degli 80 euro, che il bravo Renzi ha saputo vendere molto bene ma che è stato pagato quasi interamente dai comuni italiani”. Ma.Ma.
18 Arzergrande Servizi e territorio La nuova convenzione
Un lavoro certosino affidato alla Società Archivisti Veneti
Da agosto la Polizia municipale L’ in gestione associata con Codevigo
L’amministrazione ha stanziato 5mila euro per mettere a posto l’archivio storico
di Alessandro Cesarato
E’
partita con il mese di agosto la nuova convenzione per la gestione del servizio di polizia municipale in forma associata con il Comune di Codevigo. Un sodalizio che durerà inizialmente per quattro anni, anche se i primi dodici mesi saranno di prova e serviranno fondamentalmente per valutare la bontà della scelta che, sulla carta, sembrerebbe comunque portare benefici a entrambe le realtà. La convenzione rientra nel più ampio ambito della riforma degli enti locali che considera l’esercizio in forma associata di funzioni amministrative una delle formule tese a un effettivo miglioramento dei servizi erogati e a un’ottimizzazione delle risorse economiche, finanziarie, umane e strumentali degli enti medesimi. “Si tratta di una decisione naturale vista la contiguità territoriale. Contiamo di ottimizzare il servizio svolto a favore dei cittadini” commenta il sindaco Luca Sartori. La sede del comando sarà ad Arzergrande mentre il servizio di ragioneria sarà svolto a Codevigo. “Da parte nostra abbiamo apprezzato l’apertura politica mostrata dell’amministrazione di Codevigo - aggiunge Sartori ampliando il discorso
Luca Sartori e Annunzio Belan - di arrivare a una condivisione di intenti e obiettivi. Si fa un gran parlare di fusioni e unioni tra comuni quando, nel concreto, spesso è invece difficile trovare accordi anche per la condivisione di singoli servizi”. La convenzione poi, in soldoni, porterà sicuramente benefici alle casse comunali visto che Arzergrande, che dispone oggettivamente di un corpo di agenti molto efficiente, vedrà notevolmente ampliata la rete stradale dove intervenire (la Romea su tutte), sino ad oggi invece limitata a un’unica
strada provinciale con traffico per lo più locale. Da parte sua il sindaco di Codevigo, Annunzio Belan, è invece soddisfatto perché finalmente il servizio, nel suo Comune, riprenderà slancio. “L’anno scorso - spiega il sindaco - il nostro ufficio contava due vigili in pianta organica. Da ottobre uno di loro, per motivi personali, è in aspettativa, quindi il servizio di vigilanza è rimasto praticamente scoperto sull’intero territorio. Sin dal nostro insediamento ci siamo resi conto della situazione e abbiamo iniziato a chiedere rapporti di collaborazione con altri comuni”. La convenzione prevede al momento i tre vigili di Arzergrande (tra cui anche il comandante Maurizio Bellesso) e uno di Codevigo, più due amministrativi che a seguito della riorganizzazione hanno dato la disponibilità a sostegno anche di altri uffici. “Saranno organizzati settimanalmente dei turni di servizio - continua Belan - decisi dal comandante e da noi sindaci, come pure una serie di obiettivi che considereranno anche le proposte e le segnalazioni dei cittadini. L’accordo siglato garantirà una maggiore presenza sul territorio ampliata anche ai pomeriggi e il sabato”.
archivio storico comunale come patrimonio di tutta la comunità. Questa documentazione, insieme ai registri e alle cronistorie conservate nelle parrocchie, rappresenta, infatti, lo strumento principale per conoscere e ricostruire la storia locale e del territorio. “Nonostante il nostro materiale d’archivio - spiega l’assessore alla Cultura Elisabetta Favaron - risulti in buono stato di conservazione, tuttavia non è collocato in maniera ordinata e L’assessore non si conosce il contenuto specifico dei docuElisabetta Favaron menti, che registrano la nostra storia a partire dal 1822”. Una prima stima evidenzia la presenza di circa 2800 pezzi archivistici. “Allo stato attuale - continua l’assessore - è difficile consultare questo patrimonio da parte degli uffici comunali e consentire l’accesso a studiosi e studenti per le ricerche storiche”. C’è da evidenziare che la buona conservazione dell’archivio storico (cioè l’archivio dei documenti relativi ad affari conclusi da oltre quarant’anni) non è solo un proposito auspicabile, ma un obbligo previsto dalla legge. L’amministrazione, per tutti questi motivi, ha così stanziato 5 mila euro che serviranno per il censimento e una prima catalogazione. Il certosino lavoro, che inizierà in settembre, sarà affidato ad archivisti professionisti della Società Archivisti Veneti sas di Rovigo e svolto, per le parti di competenza, sotto il controllo della Soprintendenza Archivistica per il Veneto. Il progetto prevede, nello specifico, una prima fondamentale fase di censimento di tutto il materiale, selezionando quello da mantenere e quello da mandare al macero e scartare, cui seguirà un ordinamento provvisorio delle carte e una conservazione in buste dei documenti sciolti e sfascicolati. “Dal censimento e dai risultati che esso avrà fornito - aggiunge la Favaron - si proseguirà quindi con una seconda fase che prevederà l’ordinamento e l’inventariazione vera e propria dell’archivio storico, auspicando di arrivare in seguito A.C. anche a una valorizzazione di questo patrimonio documentario”.
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Codevigo-Polverara 21 Appuntamenti Un mese di eventi, organizzato da Pro loco insieme col Comune
Ritorna il Codevigo settembrino Cultura, arte, mostre, poesia, musica e incontri con l’autore: una kermesse ricca di proposte di Alessandro Cesarato
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orna l’annuale appuntamento con il “Codevigo Settembrino” organizzato dalla Pro loco con il patrocinio del Comune. Un mese di appuntamenti all’insegna della cultura, dell’approfondimento e dell’arte con eventi, mostre, poesia, musica e incontri con gli autori. Si è iniziato domenica 14 con l’inaugurazione della mostra personale del pittore Renzo Gianella. L’evento, presentato da Giorgia Pollastri, ha visto anche l’intrattenimento coreutico della scuola di danza “A piccoli passi” e della scuola di danza orientale “Sharifa”. Nato proprio a Codevigo nel 1947, il pittore Gianella inizia a dipingere nel 1965, decorando per decenni chiese, ville e abitazioni private. Le sue opere oggi hanno conquistato un grande pubblico di collezionisti ed esperti del settore tanto da essere esposte di continuo in Italia e all’estero. La mostra sarà aperta, a ingresso libero, sino alla fine del mese nei giorni festivi, con orari 10-12 e 16-20. Per visite fuori orario telefonare al 338/5854313. Sabato 20 sarà invece la volta di beneficenza con il coro Monte Venda. La serata, che inizierà alle 20.45, propone un ingresso con un’offerta libera a favore della Caritas. Sarà possibile anche degustare i vini offerti dal Consorzio per la tutela vini doc delle corti benedettine del padovano. Sarà invece un pomeriggio in poesia quello di domenica 21 con gli incontri con i poeti Annalisa Rodeghiero e Antonio Giraldo. Nata ad Asiago ma padovana di adozione, Annalisa Rodeghiero è alla sua seconda raccolta di poesie. Nell’età della tecnica e della razionalità, lei vede nella poesia il contraltare a una condizione sociale, dove il mondo delle
emozioni è stato disertato. Antonio Giraldo, che vive invece ad Arzergrande, collabora con il gruppo Artisti della Saccisica. E’ poeta e scrittore, con alle spalle moltissime pubblicazioni. Dalle 17.45 parola agli autori e alle loro composizioni lette da Rossana Perozzo e Leonardo Zoppei. Intermezzi musicali curati dalla tromba di Fabio Maniero e dalla chitarra di Alessandro Modenese. La canzone più famosa al mondo, “O sole mio!”, sara la protagonista della serata di sabato 27. Grazie alla guida di Paolo Padoan, attraverso dischi e video, il pubblico potrà conoscere la storia di questa canzone e dei suoi autori, scoprire aneddoti e curiosità, apprezzare le interpretazioni date da tanti diversi esecutori. Domenica 28 sarà dedicata alla musica con l’esibizione del mezzosoprano Francesca Sartorato, del sassofonista Zeno Odorizzi e del pianista Maria Rostellato. Il “Codevigo Settembrino” si concluderà, infine, sabato 11 ottobre in sala polivalente, dove il gruppo Interculturale presenterà la seconda edizione della Festa interculturale. Danze popolari, costumi, tradizioni e cibi da ogni parte del mondo.
Fancesco Vessio (La svolta): “un anno all’opposizione, che delusione la maggioranza”
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el maggio dello scorso anno non fu eletto sindaco per un’ottantina di voti, arrivando addirittura terzo con uno scarto di nemmeno due punti percentuali rispetto al vincitore. Francesco Vessio, dopo poco più di un anno dal suo insediamento tra i banchi dell’opposizione come unico rappresenta tante della lista “La svolta”, in virtù della fiducia ricevuta però da quasi un terzo dei votanti, ha voluto organizzare nelle scorse settimane un’assemblea pubblica per relazionare a tutti sulla sua esperienza da consigliere di minoranza, proponendo apertamente il proprio bilancio di un anno di amministrazione Belan. Una maniera trasparente per fare il punto della situazione in corso d’opera, nella consapevolezza che il ruolo di consigliere di minoranza è soprattutto quello di vigilare attentamente sull’operato di chi amministra. “Da un punto di vista personale - ha esordito Vessio durante l’assemblea - l’incarico di consigliere di minoranza è un’esperienza formativa che mi sta molto arricchendo, consentendomi di sviluppare tanti temi di cui non avevo una visione approfondita”. Tutt’altro che lusinghiero, invece, è stato il suo personale resoconto sull’operato della maggioranza e del sindaco Annunzio Belan. “All’inizio, senza pregiudizi, ero curioso e fiducioso - ha detto Vessio - nel vedere all’opera una squadra che mi sembrava ben strutturata e amalgamata, con il giusto mix
POLVERARA Opportunità da cogliere al volo
nuovi progetti per l’inserimento di lavoratori socialmente utili destinati a persone disoccupate
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avoro per otto disoccupati, grazie al sostegno del Comune. L’amministrazione comunale ha aderito a due nuovi progetti per l’inserimento di lavoratori socialmente utili, persone prive di sostegni economici e ammortizzatori sociali. I progetti hanno visto la partecipazione, anche economica, della Regione, del Bacino Padova Sud, della Marta Melina Caritas, della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e non ultimo del Comune. Con il primo progetto l’amministrazione andrà ad assumere in via temporanea cinque persone. Due verranno impiegate in attività di accompagnamento e supporto agli anziani e alle persone con disagi fisici e sociali, una nella sistemazione degli edifici comunali, una quarta nella manutenzione del verde pubblico e una nella mappatura delle rete idrica secondaria del territorio comunale. Un secondo progetto prevede l’assunzione a tempo determinato per 6 mesi a 16 ore la settimana di altre due persone, una da impiegare in municipio all’ufficio tecnico e un’altra in attività di manutenzione della rete viaria locale. Una terza persona verrà assunta invece per 250 ore durante le quali sarà impegnata nella realizzazione di una guida completa di tutte le informazioni delle aziende e delle associazioni del territorio. Il terzo progetto, per cui si attende la pubblicazione delle graduatoria, è quello del servizio civile per anziani che poterà all’assunzione temporanea di due over 60 da impiegare nella gestione, custodia e vigilanza degli edifici pubblici comunali. Tutti i progetti sono destinati a cittadini disoccupati, lavoratori svantaggiati in situazioni di disagio, giovani non ancora entrati nel mondo del lavoro. “Questi bandi sono delle opportunità da cogliere al volo - ha commentato l’assessore ai Servizi sociali, Marta Melina (in foto) – perché ci permetteranno di aiutare concretamente e sostenere chi si trova in difficoltà”. “Ovviamente non abbiamo la pretesa di risolvere il problema - ha concluso il sindaco Alice Bulgarello - ma è un piccolo aiuto in un momento delicato”. A.C.
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di Mazzucato Enea Francesco Vessio fra esperienza e forze nuove e giovani. A un anno di distanza il sentimento è invece di profonda delusione e imbarazzo”. Vessio ha quindi passato in rassegna una serie di punti su cui l’amministrazione, dal suo punto di vista, avrebbe fatto meglio a essere più parsimoniosa. Vedi le indennità ritenute troppo alte rispetto a quelle dei comuni limitrofi e l’acquisto immediato di una decina di telefonini nuovi a spese del Comune. E’ passato poi agli imbarazzi politici, come l’immediata estromissione del consigliere Sergio Bacco, che da potenziale vicesindaco e uomo forte della maggioranza ne è diventato il primo oppositore. E per finire si è soffermato sulle scelte amministrative. “Le tasse - ha argomentato Vessio sono sempre e solo aumentate. Si stanno poi delegando ed esternalizzando tutti i servizi, con l’ente comunale che sta perdendo qualsiasi potere di garantire le scelte migliori per il proprio territorio e i propri cittadini. Abbiamo in definitiva a che fare con un’amministrazione che agisce senza buon senso e lungimiranza e con un sindaco il cui A.C. contributo è pressoché nullo”.
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22 Pontelongo Rifiuti e commercio Una originale iniziativa promossa dal Comune con l’associazione “Botteghe per Pontelongo” in collaborazione col Consorzio Padova Sud
Si faranno... “ecoaffari” con la raccolta differenziata Un corretto conferimento dei rifiuti verrà incoraggiato con la distribuzione di “ecosconti” da utilizzare nei negozi del territorio che aderiscono all’iniziativa di Alessandro Cesarato
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uadagnare con i propri rifiuti e sostenere il commercio locale. Un miraggio? No, perché a breve per tutti i residenti sarà possibile farlo grazie ad un’iniziativa promossa dal Comune e dall’associazione “Botteghe per Pontelongo”, in collaborazione con il consorzio Padova Sud. Una maniera diversa per incoraggiare la raccolta differenziata e allo stesso tempo fare in modo che i benefici ricadano in loco. In pratica, in cambio del conferimento di certe tipologie di rifiuti all’ecocentro, si otterranno dei buoni sconto da spendere nei negozi del paese. “In base a un regolamento in fase di ultimazione - spiega il vice sindaco Enzo Battisti - a tutti i residenti saranno assegnati dei punti che potranno incrementare aderendo alla pratica del compostaggio domestico e conferendo all’ecocentro comunale materiale ingombrante come mobilio, grandi elettrodomestici, vetro bianco, sughero e oli e grassi vegetali”.
Una volta che il cittadino deciderà di utilizzarli, potrà recarsi in biblioteca per scambiarli con i cosiddetti “ecosconti” che potranno essere presentati a tutti i negozi aderenti all’iniziativa. I negozianti, per aderire, dovranno compilare un modulo in distribuzione in questi giorni. Per i cittadini invece sarà sufficiente recarsi con le consuete modalità all’ecocentro di via Dante Alighieri e richiedere gli ecopunti che saranno caricati e attribuiti secondo il codice fiscale. “Si tratta di un’iniziativa che coniuga i comportamenti ambientalmente sostenibili
dei cittadini con le realtà commerciali del territorio - continua Battisti - attivando una filiera virtuosa”. Importante il contributo e la disponibilità di “Botteghe per Pontelongo”, associazione di commercianti, artigiani e imprenditori pontelongani che negli ultimi anni si è fortemente spesa per creare un clima partecipativo per tutta la comunità e per sostenere e rilanciare le attività commerciali e artigianali del paese. Tutte le informazioni sono disponibili in municipio e sul portale www.pontelongo. ecopunti.it.
ZUCCHERIFICIO
Alloggi
sono in vendita gli immobili di edilizia residenziale pubblica
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ono in vendita gli immobili di edilizia residenziale pubblica. Il Comune ha pubblicato in queste settimane un bando per dare l’opportunità a chi risiede da tempo in una cosiddetta casa popolare di diventarne proprietario. L’opportunità è riservata, infatti, agli inquilini assegnatari di alloggi Erp di proprietà comunale, che vi abitano da più di cinque anni, con assegnazione definitiva e ovviamente in regola con il pagamento Il municipio di Pontelongo del canone e degli oneri accessori. A chi possiede i requisiti sarà concessa, nello specifico, la possibilità sia di acquistare l’immobile assegnato ma anche di optare per un’altra casa libera. In ogni caso è previsto che ogni assegnatario, con il suo nucleo familiare, possa presentare una o più manifestazioni di interesse ma non possa acquistare più di un appartamento. Nel caso poi di acquisto di un alloggio diverso da quello assegnato, l’assegnatario, con il suo nucleo familiare, dovrà lasciare il vecchio alloggio Erp di proprietà comunale entro centoventi giorni dalla sottoscrizione del contratto di compravendita. Chi fosse interessato all’opportunità può presentare, entro e non oltre le 12.30 del 30 settembre, una manifestazione d’interesse compilando il modulo scaricabile dal sito comunale (www.comune.pontelongo.pd.it). Il prezzo di vendita sarà comunicato dopo l’approvazione del piano vendita. Ulteriori informazioni sulla modalità di acquisto saranno A.C. disponibili sul sito comunale e negli uffici comunali.
Scuola parrocchiale Antonio Galvan, dell’infanzia e primaria
Sei nuove lavagne multimediali interattive e la scuola diventa multimediale
Economia e territorio
Ottanta giorni della campagna saccarifera: buone aspettative per una stimata produzione di zucchero da record
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urerà almeno ottanta giorni la campagna saccarifera che è iniziata con il mese di agosto. Lo storico zuccherificio, in funzione oramai da più di un secolo, ha iniziato in queste settimane a ricevere le barbabietole da tutto il Veneto e non solo. Secondo i dati della Coprob, la Cooperativa Produttori Bieticoli, oltre 4.300 (di cui 3.230 rappresentate da soci della cooperativa) aziende agricole emiliano - romagnole e venete conferiranno agli stabilimenti di Minerbio (Bo) e Pontelongo oltre 2 milioni di tonnellate di bietole, coltivate su più di 33 mila ettari. “I soci bieticoltori hanno risposto molto bene - afferma Claudio Gallerani, presi- una coltura fondamentale per la rotazione dente di Coprob, - confermando ancora una agraria come la bietola”. volta la propria fiducia nella cooperativa. A questo proposito Coprob ha avviato Siamo convinti che la produttività agrico- proprio in prossimità della campagna la la attesa garantirà proposta di una nuonuovamente la piena Confermati i tagli va programmazione soddisfazione dei no- per i 34 lavoratori triennale di coltivazioavventizi paventati stri agricoltori”. ne di bietole. “Le buone pre- alla vigilia dell’apertura “Intendiamo messe climatiche della campagna difendere quello che consentono - continua abbiamo costruito in Gallerani - di stimare una produzione di questi anni - conclude - per salvaguardare zucchero record in un anno che si delinea la bietola nelle nostre aziende. Programdecisivo per le prospettive della filiera na- mare adesso per il prossimo triennio la zionale e per la permanenza in Italia di coltivazione dei nostri 33-35 mila ettari
Una classe della scuola con la lavagna Lim
Lo zuccherificio di Pontelongo di bietole significa dare certezza di stabilità ai nostri zuccherifici, ai collaboratori e all’indotto nonché ai clienti che utilizzano il nostro zucchero”. Una programmazione del futuro che passa attraverso anche a una dolorosa riorganizzazione aziendale. Sono stati, infatti, confermati i tagli per i trentaquattro lavoratori avventizi paventati alla vigilia dell’apertura della campagna. Nessun ripensamento di Coprob, nonostante la presa di posizione dei sindacati e l’interessamento dell’amministrazione comunale. A.C.
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a scuola parrocchiale Antonio Galvan diventa multimediale. Per il nuovo anno scolastico, infatti, saranno installate, a servizio della scuola dell’infanzia e di quella primaria, sei nuove lavagne multimediali interattive. Gli insegnanti potranno così presentare le materie scolastiche ai bambini anche in modo interattivo. La direzione della Galvan, una realtà attiva in paese dal 1920 sotto la guida prima delle suore Canossiane e fino al 2002 di quelle dell’ordine alle Pie Operaie dell’Immacolata Concezione, cerca così di ampliare la sua offerta, già molto variegata dal punto di vista della programmazione e degli orari. La scuola prevede, infatti, già molte opportunità, tra cui i laboratori di chitarra e di lingua spagnola, un esame accreditato del Trinity College di lingua inglese, oltre ad progetto annuale specifico. L’orario scolastico, creato per age-
volare le famiglie, è fissato dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 16, con possibilità dell’accoglienza anticipata alle ore 7.30 e il servizio di sorveglianza post-scuola fino alle 18, con un servizio mensa fornito dall’attigua casa di riposo. Gli alunni inoltre svolgono i compiti durante i pomeriggi assistiti dai loro insegnanti, alleggerendo notevolmente il lavoro da svolgere a casa. Tutto ciò ovviamente senza tralasciare l’ispirazione cattolica della scuola, che ha come missione particolare l’educazione dei bambini. Punto di forza poi è sicuramente la forte intesa tra insegnati e genitori che partecipano attivamente con entusiasmo ai progetti, all’organizzazione di eventi e feste, oltre a mettersi a disposizione per piccoli lavori di manutenzione delle aule. Per informazioni: facebook.com/ scuolamaterna.elementaregalvan e 049/9775039. A.C.
24 Correzzola Viabilità Il progetto prevede di creare un collegamento tra strade regionali
Veneto Strade stanzia i fondi per la Bretella di Villa del Bosco La realizzazione di un’opera da 2 milioni di euro di cui si parla dal 2006 dovrebbe presto diventare realtà Alessandro Cesarato
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eneto Strade stanzia i fondi per la bretella di Villa del Bosco. A fine luglio sono stati approvati, infatti, i budget previsionali per la programmazione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dei circa duemila chilometri di strade che Veneto Strade gestisce e cui assicura la manutenzione. Contestualmente è stato dato il via libera al programma dei lavori 2014-15. Fondamentali sono stati i contributi messi a disposizione dalla Regione: 16,5 milioni di euro per il funzionamento della Società e altri 11,3 milioni di euro per il ripristino dei danni conseguenti al maltempo. Nella provincia padovana Veneto Strade ha inserito nel programma annuale tre interventi, tra cui appunto la realizzazione di un primo stralcio dell’opera complessiva che prevede un tratto di viabilità tangenziale all’abitato di Villa del Bosco. La realizzazione di un’opera da due milioni di euro, di cui si parla già dal 2006 e il cui iter ammi-
La frazione di Villa del Bosco, oggi attraversata dal traffico pesante nistrativo è già in stato avanzato, dovrebbe quindi diventare presto realtà. Il progetto, nello specifico, riguarda la realizzazione di un tracciato stradale che, partendo dall’intersezione tra la Sr 516 Piovese e la Sp 14 di Pontecasale, passi all’esterno del centro urbano della frazione, andando a collegarsi direttamente alla Sr 104 Monselice Mare e quindi alla Sp 54 di
Cona Vecchia. Prevista anche la realizzazione di tre rotatorie nei punti di confluenza. Lo scopo è di drenare l’intenso traffico pesante che viaggia sulle direttrici Piove di Sacco, Adria e Monselice, creando un collegamento diretto tra le strade regionali, in modo tale che il centro della frazione rimanga così interessato solo dal traffico locale e dal movimento ciclabile e pedonale. A oggi invece camion e trattori sfiorano letteralmente le abitazioni, i negozi, la scuola e la chiesa. Il transito, già continuo tutto l’anno, raggiunge poi dei picchi durante i mesi della stagione bieticola del vicino zuccherificio di Pontelongo. “La scelta di Veneto Strade di inserire questo raccordo tra le nuove opere da finanziare e realizzare - commenta il sindaco Mauro Fecchio - è senza dubbio un fatto positivo. E’ necessario togliere pressione al centro di Villa del Bosco, in funzione di una maggiore sicurezza e qualità della vita di chi vi risiede”.
SCUOLE Manutenzione di edifici
I lavori estivi alla media “Alessandro Manzoni”
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avori estivi alla scuola media statale “Alessandro Manzoni” di viale Melzi. Una manutenzione necessaria e non più procrastinabile per un edificio costruito nei primi anni Settanta e che oggi accoglie circa centocinquanta alunni provenienti dal capoluogo e da tutte le frazioni. Nelle ultime settimane estive, in particolare, si sta procedendo all’adeguamento dell’impianto antincendio e alla bonifica di vecchio materiale presente nei magazzini sotterranei del plesso. Un intervento da circa 200 mila euro, realizzabile grazie a 140 mila euro resi disponibili dal piano edilizio scolastico varato dal Governo. Da parte sua il Comune integrerà con fondi propri gli altri 60 mila euro necessari per completare i lavori. “L’adeguamento dell’impianto antincendio - spiega l’assessore ai Lavori pubblici Filippo Franzolin che ha pianificato e seguito le fasi di intervento - consiste nel prevedere all’interno dei locali le manichette antincendio, le luci di sicurezza per l’evacuazione e la compartimentazione con la posa di tutta una serie di porte tagliafuoco completate da pareti in cartongesso”. “Riguardo alla bonifica di vecchio materiale - continua - si tratta di eliminare definitivamente e senza rischi la coibentazione dei tubi dell’impianto di riscaldamento, presenti all’interno dei magazzini sotterranei inaccessibili in ogni caso agli alunni, che un tempo era fatta in amianto”. I lavori stanno procedendo a pieno ritmo e sono stati ultimati in tempo per l’inizio del nuovo anno scolastico a metà di settembre. Al loro rientro gli alunni hanno trovato così ad accoglierli una scuola con ambienti più sicuri e in regola con le normative vigenti. A.C.
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26 Correzzola Urbanistica Pianificazione del territorio
Si tracciano le linee del nuovo Pat Da riconsiderare le aree produttive di Concadalbero e Brenta D’Abba mai decollate, ma anche i centri abitati
Percorsi occupazionali per aiutare famiglie in difficoltà
di Alessandro Cesarato
Tre progetti di lavori di pubblica utilità, formazione e riqualificazione professionale
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iesaminare e correggere la pianificazione urbanistica per adeguarla alle nuove esigenze dettate dalle mutate situazioni economiche e sociali. Tra i primi impegni sul tavolo dell’amministrazione, dopo la pausa estiva, c’è quello di tracciare le linee per la definizione di un nuovo Piano di assetto del territorio. “Nonostante l’ultimo Piano regolatore risalga a meno di una decina di anni fa esordisce sull’argomento il sindaco Mauro Fecchio - è subentrata l’opportunità di modificarlo perché diventi uno strumento adeguato a rispondere a diverse situazioni che negli ultimi anni sono cambiate e sono subentrate”. Da considerare innanzitutto le aree produttive mai decollate di Concadalbero e di Brenta d’Abbà. Duecento mila metri quadrati a disposizione dove capannoni e attività artigianali però non si sono mai insediati, complice uno scenario economico tutt’altro che favorevole rispetto alle aspettative di qualche anno fa.
Il sindaco Mauro Fecchio Il nuovo Pat dovrà poi fare i conti anche con i centri abitati, in particolare con quelli di Correzzola e Civè. In questi paesi ci sono, infatti, zone residenziali bloccate perché non sono ancora stati trovati gli accordi tra i vari proprietari dei terreni. E’ necessario pertanto accelerare le procedure per vedere finalmente muoversi qualcosa. C’è infine tutta la questione concernente i rustici agricoli e le vecchie corti disseminate in tutto il territorio, molte delle quali in disuso e abbandonate al loro destino.
“Si tratta di edifici con una grande potenzialità - spiega Fecchio - che devono essere valorizzati perché, come hanno dimostrato alcuni esempi di ristrutturazioni, possono rappresentare il vero volano per lo sviluppo di una forma di turismo locale capace di attrarre visitatori da tutta l’Europa”. “Confidiamo già a settembre di dare l’avvio all’iter per il Pat - conclude il sindaco - che sarà portato avanti in stretta collaborazione con la Provincia e discusso con i cittadini”.
rogetti che mirano ad aiutare famiglie in difficoltà economica, promuovendo l’indipendenza delle persone. Piccoli aiuti che possono tuttavia alleviare difficili situazioni familiari inattese e impensabili sino a qualche tempo fa. Sono tre i differenti percorsi occupazionali che vedono il Comune impegnato in prima linea per il coinvolgimento lavorativo di persone in difficoltà residenti nel proprio territorio. Un primo progetto è quello per Lavori di pubblica utilità, finanziato dal Consorzio Padova Sud e in parte dall’ente comunale e indirizzato all’inserimento di persone svantaggiate. Nel periodo 2013/14 le persone coinvolte sono state quattro e altrettante vi parteciperanno nel periodo 2014/15. Completamente a carico delle casse comunali sono invece i voucher destinati a fornire aiuto a disoccupati in difficoltà. Nel 2013 sono stati messi a disposizione 8 mila euro per sei persone, mentre nel 2014, a fronte di uno stanziamento di 5 mila euro, sono stati nove i soggetti a trarne beneficio. Un terzo progetto mira invece a favorire, con stage e tirocini, la riqualificazione professione di disoccupati e inoccupati. E’ il cosiddetto Fondo straordinario di solidarietà, promosso dalla Fondazione Cariparo, dalla Provincia, dalla Diocesi e dal Comune. Nel 2013/14 ha interessato nove persone e sarà riproposto per altre sette nel periodo 2014/15. Le attività svolte in questi progetti riguardano in particolare attività di giardinaggio, supporto dei servizi scolastici e manutenzione del patrimonio pubblico. “Queste opportunità - commenta Sonia Marcato, nuovo assessore ai Servizi sociali - servono a sostenere anche da un punto di vista emotivo persone che, perdendo la loro occupazione, quotidianamente vivono in condizioni di continua ansia e preoccupazione per il futuro. Da parte nostra cerchiamo di fare tutto il possibile, sfruttando al massimo le nostre A.C. risorse a disposizione e attivando progetti con altri enti”.
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Cultura locale 29 La storia Uno studente di 23 anni a bordo di una Vespa 50 special del 72 ha percorso tutta l’Italia
Old cinema on Vespa, il singolare viaggio di Umberto Giupponi di Alessandro Cesarato
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ltre duemila chilometri in sella a una Vespa 50 Special del 1972, lungo tutta la Penisola, alla riscoperta del territorio e dei vecchi cinema sconosciuti e disseminati nei borghi italiani. E’ stata un’indimenticabile estate “on the road” quella di Umberto Giupponi, partito da Codevigo armato solo di zaino e sacco a pelo, animato però da un grande sogno coltivato sin da ragazzino che l’ha portato a scendere in solitaria sino a Lecce e ritornare a inizio settembre dopo oltre un mese e mezzo di viaggio. Ventitré anni, studente di architettura delle costruzioni al Politecnico di Milano, Umberto Giupponi l’idea del viaggio sulle due ruote vintage la stava sviluppando per conto suo fino a quando la sua strada non ha incrociato quella del progetto “Old cinema”, una startup milanese sostenuto da esponenti illustri della cinematografia nazionale, che vorrebbe riportare alla luce e valorizzare i vecchi cinema di un tempo con le loro atmosfere e magie. Ne è nata così una collaborazione, con Umberto che ha deciso di trasformarsi in un documentarista sul campo, seguendo con la sua Vespa una linea immaginifica tra i cinematografi della profonda provincia italiana, raccogliendo di tappa in tappa materiale d’archivio e fotografico. Ne è uscita una raccolta di spazi dal grande potenziale sociale, attorno ai quali ancora intere comunità si raccolgono. Un viaggio, patrocinato anche dal Comune, in parte autofinanziato e in parte reso possibile grazie al supporto tecnico del club “Vespe padane” di Montegrotto Terme e ai contributi messi a disposizione dalla Bcc, dalla startup Vubi.co e da alcuni anonimi sostenitori da tutto il mondo che Umberto ha raggiunto grazie alla strategia del “crowdfounding” utilizzando il sito Trevolta.
FOCUS
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Le tappe del suo percorso sono state segnate dai vecchi cinema sconosciuti e disseminati nei borghi italiani L’arrivo di Umberto a Codevigo, da dov’è partito un mese e mezzo prima, con il sindaco Belan a fare gli onori di casa Lungo il percorso è stato accolto e ospitato non solo da amici ma anche da chi nei paesini si vedeva spuntare dal nulla questo insolito e simpatico viaggiatore. La sua Vespa, che la sera prima della partenza sembrava improvvisamente di non volerne sapere di mettersi in moto, non l’ha mai tradito, nonostante le salite e le strade sterrate. Anche il tempo è stato clemente, con le nuvole sempre lasciate alle sue spalle. “Ho viaggiato in tutto il mondo - racconta il protagonista - ma questa è stata una delle più belle e avventurose esperienze che ho vissuto. La bassa velocità e la scelta di strade secondarie mi hanno permesso di rendermi conto della varietà del nostro Paese. A pochi chilometri è possibile trovare colori,
gusti e dialetti totalmente differenti. Il tratto comune ovunque è stata l’affettuosa accoglienza”. A dirla tutta il ragazzo ha unito anche l’utile al dilettevole. Una volta arrivato a Lecce ha, infatti, partecipato per una settimana al workshop “International Architecture Holiday” promosso dall’associazione Archistart che ha visto coinvolti un centinaio di studenti e neolaureati provenienti da tutto il mondo. Tra l’altro Umberto e il suo gruppo hanno presentato il progetto che alla fine ha vinto, aggiudicandosi anche uno stage a Londra. Il progetto “Old cinema on Vespa” è raccontato nei dettagli nell’omonima pagina evento di Facebook.
Correzzola
Corte benedettina, corsa contro il tempo per non perdere i finanziamenti per il recupero delle scuderie
i sono importanti finanziamenti pronti per la Corte Benedettina ma è necessaria una corsa contro il tempo per non perderli. E così una delle priorità dell’amministrazione è perciò legata alla presentazione del progetto definitivo per il recupero della scuderia adiacente al complesso benedettino. Un intervento delicato e che vede impegnate cifre importanti, tutt’altro che semplice anche da un punto di vista degli obblighi e degli ostacoli contabili imposti dal Patto di stabilità. Tuttavia deve necessariamente essere completato entro il
2015, pena, appunto, la perdita di tutte le risorse finanziarie che sono già state messe a disposizione dai vari enti sovracomunali che si sono impegnati a sostenerne l’onere delle spese. Le vecchie scuderie della Corte Benedettina, che risalgono al 1600, sono state acquisite al patrimonio comunale alla fine del 2011 con l’obiettivo di salvaguardare un patrimonio storico architettonico di grande valore che rischiava altrimenti di ridursi a una rovina. Il degrado dell’edificio e del tetto in particolare è iniziato nel dopoguerra,
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quando è stato usato come magazzino per l’essiccazione del tabacco. Il progetto pensato dall’amministrazione, nello specifico, prevede di procedere con due stralci operativi. Un primo intervento, da 450 mila euro (cofinanziati da Regione e Provincia) riguarderà un recupero complessivo della struttura dell’enorme edificio, con il consolidamento statico e del tetto. Il secondo stralcio, realizzabile grazie a 300 mila euro messi a disposizione dal Gal “Antico Dogado”, consentirà invece di ricavare nella ex scuderia degli spazi didattici da
dedicare alla biblioteca di storia locale e al museo della Bonifica. Sempre il Gal, con altri 100 mila euro, finanzierà degli interventi per dei lavori di sistemazione del tetto e dell’ingresso dell’hotel della Corte. A.C.
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Cultura locale 31 Sculture Dalle rappresentazioni sacre alla natura, dalle figure zodiacali alle figure umane
Rino Dan, la storia dello scultore del legno Ha scoperto di avere talento per caso. Dopo un grave lutto si è messo ad intagliare un pezzo di legno destinato alla stufa. Da quel momento ha realizzato molte sculture che sono state esposte in varie mostre. A maggio ha portato una sua opera al Papa: si tratta di una colomba della pace di Linda Talato
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uando la nostra vita viene segnata da un evento triste, le possibili reazioni sono imprevedibili, ma raramente arriviamo ad immaginare che, dopo un grave lutto, possano emergere in noi addirittura delle doti e degli aspetti della nostra personalità che mai avremo sospettato di possedere. Così sembra essere stato per Rino Dan, classe 1929 ed ex dipendente in pensione della banca Antoniana che, dopo la tragica perdita di due persone care, la moglie ed un figlio, ha scoperto improvvisamente di possedere doti artistiche di tutto rispetto, che lo hanno portato a creare scultore di legno con una maestria che lascia davvero senza parole. La sua casa di Arzerello, frazione nel comune di Piove di Sacco, col tempo, si è trasformata in un vero e proprio laboratorio, racchiudendo innumerevoli opere intagliate nel legno che rappresentano i soggetti più
Lo scultore Rino Dan, il suo laboratorio, la colomba della pace disparati: dalle rappresentazioni sacre, alla natura, dai segni zodiacali alle figure umane. “Iniziai ad intagliare il legno nel 1992, dopo la perdita di mia moglie – ha raccontato Rino, che già aveva sofferto un terribile lutto, nel 1976, quando mancò improvvisamente uno dei suoi figli – Inizialmente era quasi uno sfogo, un modo per tenere la mente impegnata” ha ricordato con trasporto, come se si trattasse del giorno prima. “Era l’inverno del ’93 quando ultimai la mia prima statua – continua - una Madonnina intagliata nel legno di olivo. Ricordo che
quell’anno ci fu un inverno tanto freddo e quel legno, inizialmente, lo avevo comprato proprio per bruciarlo, vista la temperatura rigida”. Ma da allora, Rino, il legno non lo acquistò più solamente per riscaldare la sua abitazione, ma anche per dare libero sfogo alla propria creatività. “Dal 2002 capii che l’arte di intagliare il legno faceva ormai parte della mia vita e non ho più smesso, riempiendo la casa di sculture, fino a ricrearmi anche un piccolo laboratorio con tutti gli attrezzi del mestiere,
come scalpelli e sgorbie, che mi hanno permesso di lavorare su 10 diversi tipi di legno – ha spiegato – tra cui noce, olivo, melo, pero, tiglio, ciliegio, frassino e carpano”. Le realizzazioni dello scultore piovese non sono rimaste, però, chiuse nella sua casa di Arzerello ma sono state esposte anche in occasione di alcune mostre nella biblioteca di Piove di Sacco, nella chiesa del Cristo di Arzerello, ad Arzergrande, e persino nel presepe della Torre Carrarese del Duomo, qualche anno fa. “A maggio di quest’anno ho deciso di
portare direttamente al Papa una delle mie opere, una colomba della pace” ha spiegato, mostrando soddisfatto tutti i suoi lavori, tra cui “L’arca di Noè”, “Gli antichi mestieri”, i “Segni zodiacali”, la riproduzione di un campanile con l’orologio e varie statue raffiguranti figure umane e rappresentazioni sacre. Oggi lo scultore piovese ha quattro figli e sette nipoti, ma non si accontenta di essere soltanto un padre ed un nonno amorevole, continuando a coltivare le proprie doti artistiche e cimentandosi anche nella lavorazione della pietra e del marmo.
Novità per l’assicurazione auto
IN BANCA LA POLIZZA OFFRE PIU’ SERVIZI E SI PAGA IN 12 RATE
ViaggiaConMe di Intesa Sanpaolo comprende il dispositivo satellitare per chiedere assistenza e consente di rateizzare il premio L’assicurazione auto è necessaria, oltre che obbligatoria, ma spesso il guidatore sente di avere poca scelta. Ora sul mercato c’è una novità che la trasforma in un vero e proprio servizio di assistenza su strada e che il cliente, volendo, paga un poco alla volta. “ViaggiaConMe” di Intesa Sanpaolo punta infatti sulla sicurezza ed offre la possibilità di rateizzare mese per mese il premio annuo. Quando ci si mette alla guida può capitare di trovarsi in situazioni di emergenza. “ViaggiaconMe” consente di chiedere aiuto premendo semplicemente un pulsante. Come? Attraverso la “ViaggiaConMe Box”, una “scato-
lina” poco ingombrante, che viene fornita gratuitamente e che si installa sul parabrezza della vettura. La box è un ricevitore satellitare dotato di pulsante di emergenza, in grado di dialogare con una centrale operativa attiva 24 ore su 24. Non solo, se il conducente in caso di incidente grave non è in grado di attivare il pulsante, il dispositivo rileva comunque la collisione, localizza l’auto e segnala autonomamente la richiesta di soccorso. Per l’installazione della “ViaggiaConMe Box” è disponibile un’estesa rete di strutture convenzionate: è un
intervento che richiede meno di un’ora di tempo e non comporta alcuna spesa per l’assicurato. Se poi si decide di non rinnovare la polizza, anche la disinstallazione del dispositivo è gratuita. Ma quali sono i vantaggi offerti da “ViaggiaConMe” rispetto ad una polizza tradizionale? Oltre agli innovativi servizi di assistenza legati alla box, c’è la possibilità di pagare il premio in 12 rate mensili chiedendo un finanziamento a tasso zero. Si può infine ridurre il costo complessivo della polizza accettando una franchigia di 500 euro sugli eventuali indennizzi RC Auto. Quest’ultima opzione è facolta-
tiva, da valutare caso per caso, e particolarmente interessante per i guidatori più prudenti. Inoltre, il cliente può sempre contare sulla consulenza prestata dalla capillare rete di filiali Intesa Sanpaolo presente in tutte le regioni italiane. All’estero, in molti paesi la cosiddetta “scatola nera” è da tempo una realtà molto apprezzata, che ha introdotto maggiore sicurezza sulle strade e che non di rado ha contribuito ad una corretta ricostruzione dei fatti in caso di incidente. “ViaggiaConMe” di Intesa Sanpaolo colma anche questo gap tecnologico con una box satellitare di ultima generazione.
AUTUNNO/INVERNO/2014/15
Cultura 33 L’inaugurazione Conta quasi 500 anni di storia e ora si rinnova con un grande e avvenieristico padiglione
Il “gioiello” della biodiversità
Allo Zuckermann
L’Orto Botanico, il più antico del mondo, apre le serre dedicate alle specie vegetali rarissime
Gustavo Millozzi
di Laura Organte
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el 1997 il World Heritage Committee ha ammesso l’Orto Botanico patavino della prestigiosa lista dell’Unesco in quanto “origine di tutti gli orti botanici del mondo”, “culla della scienza, degli scambi scientifici e della comprensione delle relazioni tra la natura e la cultura”. Oggi l’antica – la sua fondazione risale al 1545 – e illustre istituzione torna alla ribalta con l’inaugurazione, lo scorso 16 settembre, di nuova innovativa sezione dedicata alla biodiversità, a ribadire la sua millenaria vocazione. Dalla sua nascita sono passate dentro le mura dell’Orto patavino semi di piante all’epoca sconosciute in Italia e in Europa e poi da qui diffuse nel continente sino a diventare comuni: la patata, il sesamo, il girasole, tra le molte. Ancora oggi nello storico sito prosperano rigogliose specie rare, minacciate dall’estinzione, in alcuni casi tra i pochissimi esemplari ancora esistenti al mondo. Si stima che ogni giorno siano centinaia le specie vegetali che si estinguono sena essere state neppure conosciute dall’uomo,
d’altra parte solo il 10% di quelle presenti sulla terra è noto ai botanici. La necessità di salvaguardare le biodiversità nel mondo vegetale attraverso la loro conoscenza è il messaggio alla base dell’avveniristico progetto firmato dall’architetto Giorgio Strappazzon (studio Vs Associati). In un’area di 15mila metri quadrati sono state costruite cinque serre, inserite in una galleria di vetro e acciaio, che riproducono altrettanti biomi, zone della Terra caratterizzate da uniformità climatica e vegetale. Seguendo un percorso nord- sud, a rappresentare l’itinerario lungo un meridiano terrestre, il visitatore attraversa i principali ecosistemi del pianeta, dai tropicali ai subartici, per terminare con le condizioni estreme: la vita vegetale nello spazio, dove la tecnologia può sopperire all’assenza dei requisiti minimi per la sopravvivenza. Accanto alla relazione tra pianta e ambiente, verrà evidenziata anche quella tra pianta e uomo: l’utilizzo economico dei vegetali nei diversi ambiti storici e geografici sarà illustrato in
eventi e mostre
a cura di Laura Organte
“nessun luogo e’ lontano” Fino al 5 ottobre il suggestivo spazio espositivo dell’Ex Macello di via Cornaro ospita la mostra “Nessun luogo è lontano” con opere di veronica de Giovannelli, Andrea Grotto, Cristiano Menchini, Stefano Moras. I quattro giovani artisti da diversi anni si occupano di approfondire il senso del paesaggio e dell’immaginario paesaggistico, osservando il quotidiano attraverso l’arte. I quadri e le installazioni, realizzati appositamente per questa mostra, trattano il paesaggio come qualcosa che non è mai così come lo si vede, ma al contempo come dimensione relazionale frutto della mediazione tra stato di natura ed esigenze umane.
concorso lirico corradetti Sabato 11 ottobre il Teatro Verdi di Padova ospiterà la serata finale della XXVII edizione del Concorso Lirico Internazionale dedicato alla figura del grande soprano milanese ma padovana di adozione Iris Adami Corradetti. I finalisti si esibiranno accompagnati dall’Orchestra da Camera di Padova e del Veneto e al termine della serata avverrà la proclamazione dei vincitori..
gli scatti di mainardi Alla Galleria Cavour la mostra personale di Claudio Mainardi conduce alla scoperta dell’Avana attraverso 150 fotografie in bianco e nero realizzate dal 2002 al 2013, che raccontano con stile realistico l’affascinante e fragile città caraibica. Frutto di un progetto iniziato nel 2002 questa esposizione propone un’inedita riscoperta della capitale cubana su e giù per i quattro luoghi cardinali dell’Avana, i suoi quattro fantasmi tenuti insieme dal Malecón: il porto, la città coloniale, il centro e il Vedado.
Neorealismo italiano firmato da Millozzi in mostra a Padova
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Uno scorcio delle nuove serre dell’Orto Botanico di Padova un percorso specifico. Al di là della ricchezza e spettacolarità delle collezioni botaniche che vi si possono conoscere, il nuovo Giardino della Biodiversità si presenta unico al mondo per l’innovazione dell’impianto, per la totale autosufficienza di acque e energia, per e soluzioni tecnologiche qui sperimentate anche con il
concorso della Nasa. In riconoscimento di questo progetto e della lunga storia che l’Ateneo di Padova vanta nella diversa conoscenza delle biodiversità nel mondo vegetale, è nata anche una partnership con Expo 2015 che ha offerto uno spazio espositivo all’ateneo e all’Orto botanico nel Padiglione Italia.
al 12 settembre al 2 novembre una mostra a Palazzo Zuckermann ripercorre il percorso artistico di Gustavo Millozzi, uno dei più significativi autori del Neorealismo italiano, attivo dal 1957 a Venezia e nella nostra città dal 1961, ideatore e già presidente del Fotoclub Padova e del Gruppo Fotografico Antenore e Vicepresidente onorario della FIAP (Fédération Internationale de l’Art Photographique). Primo fotografo italiano a ricevere la distinzione di Maitre FIAP per i suoi meriti artistici fotografici, è ancora oggi tra i “top 100” della fotografia italiana per le premiazioni e segnalazioni a concorsi fotografici nazionali ed internazionali. La mostra presenta la sua attività in più di ottanta scatti in bianco e nero suddivisi tra suggestivi vintage dagli anni Cinquanta e nuove stampe digitali realizzate a partire da inediti negativi d’epoca riscoperti dall’autore. L.O.
Il riconoscimento Assegnato il certificato di eccellenza di Trip Advisor
Casa del Petrarca di Arquà premiata dagli internauti N
on sarà come un’elezione a Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco, ma il certificato di eccellenza di Trip Advisor, il noto sito di viaggi in cui si possono trovare le recensioni dei visitatori a strutture e siti turistici, è al giorno d’oggi un riconoscimento più che ambito. Ad ottenerlo, tra le attrazioni del padovano, è stata quest’anno la Casa del Petrarca ad Aquà, sui Colli Euganei. Il certificato di eccellenza, si legge nel sito, «premia una selezione di alloggi, attrazioni turistiche e ristoranti che dimostrano con costanza il proprio impegno nell’eccellenza del servizio» e per ottenerlo bisogna mantenere un punteggio complessivo di almeno quattro su cinque, ed avere un certo numero di recensioni da parte dei viaggiatori. Una bella soddisfazione per il buen retiro del sommo poeta, che qui trascorse gli ultimi giorni della sua vita dedicandosi alla conclusione della sua monumentale opera De viris illustri bus - che non riuscì a finire - e al giardinaggio, suo grande hobby, circondato dall’affetto dei suoi cari, la figlia Francesca, il genero Francescuolo, la nipotina Eletta. In queste stanze Petrarca esalò l’ultimo respiro, la notte tra il 18 e il 19 luglio 1374, e fu sepolto come da sue
La Casa del Petrarca, simbolo del borgo medievale di Arquà volontà nella chiesa di Santa Maria Assunta ad Arquà. Sei anni dopo la sua morte venne realizzata per volere dei familiari l’arca monumentale che ancora oggi si vede davanti alla chiesa. La struttura originale, già modificata dal poeta, è stata ulteriormente manipolata nel cinquecento, quando ne divenne proprietario il nobile padovano Pietro Paolo Valdezocco: è lui a far dipingere le pareti con tempere rappresentati scene ispirate al Canzoniere, ai Trionfi e all’Africa, tutte opere petrarchesche, che rendono oggi il sito ancora più evocativo. Restaurato nel corso
del secolo scorso, conserva lo studiolo con la sua libreria e la sedia (pare) originali, e la curiosa gatta imbalsamata in una nicchia all’esterno, che secondo la leggenda avrebbe tenuto compagnia al poeta durante i giorni sereni della sua vecchiaia euganea. Certo,oltre al fascino “letterario” del luogo avrà agito sui viaggiatori il fascino che da sempre emana il bellissimo borgo medievale di Arquà, che d’altra parte vanta un riconoscimento forse meno alla moda del certificato TripAdvisor ma certamente di grande prestigio, la Bandiera arancione del Touring Club Italiano. Laura Organte
34 Cultura veneta Venezia Dal 3 ottobre esposizione dedicata a Luisa Casati Stampa protagonista della Bella Epoque
La “Divina Marchesa” a Palazzo Fortuny
TEATRO e MUSEI Una convenzione per la cultura
Sui tre piani dell’edificio, oltre un centinaio di opere tra dipinti, disegni, gioielli, sculture, fotografie e abiti da collezioni private e musei internazionali di Alessandro Abbadir
U
n tuffo all’inizio del secolo scorso con una delle più note protagoniste della vita mondana ed artistica dell’epoca. Venezia rievoca la figura e il mito di Luisa Casati Stampa, la donna che affascinò d’Annunzio e con le sue follie divenne la musa dei più grandi artisti del tempo da Boldini a Bakst, da Marinetti a Balla, da Man Ray ad Alberto Martini, da Van Dongen a Romain e Brooks. La mostra che ha un titolo chiarissimo ed esplicativo “La Divina Marchesa. Arte e vita di Luisa Casati dalla Belle Époque agli anni folli”, sarà ospitata a Palazzo Fortuny a Venezia, uno dei luoghi più amati dalla “Divina Marchesa”, che diventerà la sede della prima straordinaria mostra interamente a lei dedicata. Tre piani di Palazzo Fortuny “immergeranno” il visitatore nell’atmosfera in cui visse la “Divina Marchesa” che, per mezzo secolo, fu una leggenda vivente, una dark lady, un’importante collezionista d’arte e mecenate, musa di simbolisti, fauves, futuristi e surrealisti: un mito che ispira ancora oggi gli artisti e le grandi maison dell’alta moda. La mostra sarà aperta il 3 ottobre 2014 e terminerà l’8 marzo 2015. “Questa donna – spiegano i curatori della mostra- a inizio Novecento, con il trucco esagerato, le trasgressive ed eccentriche performance e una vita sopra le righe, fu capace di trasformare se stessa in opera d’arte, leggenda vivente, conturbante e sorprendente rappresentazione di modernità e avanguardia” . L’esposizione, ideata da Daniela Ferretti, curata da Fabio Benzi e Gioia Mori, è coprodotta dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e da” 24ore
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Ritratti e fotografie dell’esposizione
Cultura – Gruppo 24 Ore”, conta oltre un centinaio opere tra dipinti, disegni, gioielli, sculture, fotografie e abiti provenienti da collezioni private e da musei internazionali. Della straordinaria collezione di opere d’arte e di ritratti che le furono dedicati o da lei commissionati, in mostra saranno esposti pezzi provenienti da collezioni private : la testa di ceramica policroma opera di Renato Bertelli, “La Marchesa Casati”di Romain e Brooks, e la scultura di Paolo Troubetzkoy “Ritratto della marchesa Casati con un levriero”. Si affiancano poi capolavori assoluti provenienti da musei di tutto il mondo come “Ritratto della marchesa Casati” di Giovanni Boldini della Gnam di Roma, “Marchesa Casati” di Augustus Edwin John dell’Art Gallery of Ontario, i molti ritratti che le dedicò Alberto Martini, “Linee di forza di paesaggio maiolicato” di Giacomo Balla e i gioielli di Cartier a lei ispirati. Poi
la sezione fotografica ricchissima anch’essa: gli scatti di Adolphe Gayne de Meyer, Man Ray e Mariano Fortuny, a quelli rubati, quando viveva in miseria a Londra, di Cecil Beaton. “Il percorso della mostra- continuano i curatori - attraverso continui rimandi, ricostruisce le relazioni sociali e artistiche che attraversarono la vita di Luisa Casati Stampa: dalla gabbia dorata dell’alta società all’incontro con Gabriele d’Annunzio. Un incontro che la cambiò per sempre e che divenne un legame d’amore e amicizia che durò tutta la vita, dalle stravaganze ai travestimenti, alla pratica dell’occulto per arrivare al periodo “futurista” in cui incontra Filippo Tommaso Marinetti e sposa la causa del movimento artistico, promuovendone gli artisti e collezionando le loro opere, per concludersi con la rovina economica e l’esilio nella capitale britannica dove muore nel luglio 1957”.
Iscriviti
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eatro Stabile del Veneto e Fondazione Musei Civici di Venezia inaugurano l’attività autunnale con una nuova convenzione, a vantaggio di visitatori e spettatori. Secondo il nuovo accordo gli abbonati alla stagione di Prosa 2014-2015 di Teatro Goldoni e Teatro Verdi possono, infatti, acquistare la Muve Friend Card a tariffa ridotta presso le biglietterie di tutte le sedi museali, mentre i possessori della Muve Friend Card hanno diritto alla tariffa di ingresso ridotta per gli spettacoli della stagione 2014-2015 di entrambi i teatri. Si tratta di un’ulteriore strategia di co-marketing che si inserisce nello spirito di una crescente collaborazione tra le istituzioni cittadine, rivolgendosi al pubblico degli spettatori e dei visitatori, sia residenti che turisti, con l’obiettivo di incentivare la conoscenza e la frequentazione del patrimonio culturale della città, di cui il teatro e il sistema museale civico rappresentano due componenti fondamentali. A.A.
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36 Cultura veneta Cinema Il terzo lungometraggio di Antonioni
“La signora senza camelie” in una Venezia sospesa tra sogno e illusione Venezia è rappresentata come un mondo parallelo tra verità (la vita della protagonista Clara) e la finzione del Cinema di Massimiliano Granato
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enezia come sogno, come possibile punto di arrivo ma anche in questo caso come illusione. Il terzo lungometraggio di Antonioni (pochissimo tempo dopo “I Vinti“) racconta, come fa Luchino Visconti nel suo “Bellissima“ (1951), di come il cinema possa essere una macchina che attiri i sogni ma che anche sia lesta nello spegnerli e inghiottire la persona, a distruggerla. E’ forse l’Antonioni più efficace, più affascinante, che è in bianco e nero ed in debito sia della lezione neorealistica, sia del melodramma vero e proprio: è un’opera più vicina a quella di esordio e il cerchio si chiude se si pensa che vi si trova ancora Lucia Bosè. Il mondo della celluloide è passionale ma è anche e soprattutto artefatto: Clara si muove non solo in mezzo a fondali finti, ma anche in situazioni finte e costruite. Questi atteggiamenti sono chiari fin dall’inizio, quando vediamo lei passeggiare al cinema Fiamma dove proiettano il suo ultimo film. Così com’è il cinema che attornia la protagonista, così è lei nella realtà: i dialoghi tra lei e il marito sembrano il prosieguo di un film che sta girando. Antonioni sente questa progressiva mercificazione della macchina cinema e lo analizza, interrogandosi sulla sua funzione e sul suo fine.
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Il film racconta di come il cinema possa essere una macchina che attira i sogni ma anche è lesta a spegnerli In questo caso il Veneto è rappresentato da Venezia che è protagonista di un montaggio parallelo tra verità (la vita stessa di Clara) e la finzione del Cinema: si alternano quindi le reazioni del pubblico al fallimentare “Giovanna D’Arco“ e le reazioni della stessa protagonista, che diserta la prima del film. Abbiamo quindi una Venezia che dapprima illude con la sua confezione sontuosa come si confà ad un festival, ma anche una Venezia che sa essere crudele e distruggere i sogni di una giovane che si trova a tornare al punto di partenza: vive una sconfitta dopo aver tentato la scalata al successo. A questo proposito Antonioni sembra volerci dire che “è così il mondo dello spettacolo:
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bello ma anche crudele“. La ventiduenne Lucia Bosè incarna ottimamente il ruolo dell’attrice e, come detto, è alla seconda partecipazione per Antonioni dopo la pellicola d’esordio del regista ferrarese “Cronaca di un amore“, datata 1950. Nel cast anche il veterano Andrea Checchi nel ruolo del marito di Clara e Gino Cervi nel ruolo del produttore. Al film partecipano anche due veneziani: Pier Maria Pasinetti, che collabora alla sceneggiatura, ed Enzio Serafin alla fotografia.
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38 Sport memorial il maserà vince e ricorda gianluca servadio
Monselice 1926 La squadra rinasce dopo la crisi finanziaria di due anni fa
Batte il cuore biancorosso
di Walter Lotto
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il capitano Keità con il presidente carrarese e i genitori di Gianluca
I
biancorossi del Maserà si sono imposti, su Azzurra Due Carrare e Albignasego nel triangolare dedicato alla memoria di Gianluca Servadio, atleta scomparso dopo un incidente stradale e che nella sua giovane carriera aveva indossato le maglie dei tre club. Era la 5. edizione dell’evento, andato in scena come di consueto al comunale di via Pontemanco a Due Carrare, con la formula dei tre tempi di 45 minuti. I ragazzi di mister Brocca, apparsi già pimpanti sul piano fisico, ma soprattutto convincenti nella coralità della manovra, dopo aver impattato (0-0) soccombendo ai calci di rigore contro l’Albignasego di Pippo Maniero, hanno operato lo scatto decisivo battendo (2-0) i locali dell’Azzurra, con gol di Leustan e Keità. Al secondo posto i locali di mister Alessandro Garbin che nell’ultimo incontro hanno auto la meglio (2-1) sull’Albignasego grazie ai gol realizzati da Andrea Bergamasco e Enrico Rigoni, per i granata in gol all’ultimo minuto Simone Lotto. Attimi di commozione alle premiazioni operate dal presidente di casa Massimo Carraro alla presenza dei genitori e sorella dell’ atleta ricordato. Walter Lotto
orna a battere l’indomito cuore biancorosso e lo fa in maniera entusiasmante nel centro della città invasa da una folla festante e appassionata. Il Monselice 1926 era sparito due anni fa travolto da una crisi finanziaria insanabile, ma la fede di alcuni irriducibili, su tutti Stefano Loverro, hanno operato il miracolo sportivo costruendo una compagine che partirà dalla terza categoria con il chiaro proposito di ritornare in pochi anni ai fasti di un tempo. La presentazione avvenuta in un palco allestito in piazza Mazzini ha vissuto momenti di esaltante entusiasmo: ha aperto la banda cittadina eseguendo l’inno nazionale, poi dopo l’esibizione delle majorette le parole del sindaco Stefano Lunghi, accompagnato dall’assessore allo sport Andrea Tasinato: ”dopo due anni di sofferenza sono felice della rinascita di questa società che parte con uno spirito nuovo nel nome dello sport che resta un elemento fondamentale per la nostra comunità, auspico che tutti i cittadini diano supporto a questa bella nuova realtà”. E’ stato poi il momento dell’amarcord quando sono saliti sul palco alcuni giocatori protagonisti a fine anni 70 dell’approdo in C2, tra loro il mister Mauro Gatti, indimenti-
Gli atleti schierati la sera della presentazione della squadra cato terzino biancoscudato, alla guida della storica compagine: “i ricordi sono lontani nel tempo ma l’entusiasmo che trovo qui è sempre lo stesso, in bocca al lupo a questi ragazzi”. L’entusiasmo dei 400 presenti ha raggiunto l’apice quando in contatto telefonico gli autoparlanti hanno diffuso il vocione di Edy Reja, tecnico friulano che proprio in quelli anni cominciò a Monselice la carriera di allenatore: “saluto con affetto augurando grandi successi il battesimo di questa nuova avventura”. E’ stata poi la volta della presentazione
dei giocatori, quasi tutti monselicensi, saliti uno alla volta sul palco chiamati dallo spiker tra gli olè degli ultras e lo sventolio delle bandiere biancorosse cosi capitan Loverro: “una serata così mi era apparsa in sogno, ma la realtà è ancora più bella grazie a tutti. ”Presentate anche le maglie rigorosamente bianche con strisce verticali rosse, mentre la maglia di riserva sarà blù, il perché è spiegato da un vecchio tifoso: “ai tempi della C2 ci toccò un girone di coppa con Padova e Lanerossi Vicenza, entrambe biancorosse, dovemmo inventarci un’altra maglia, portò bene”.
SECONDA CATEGORIA. L’ex grande bomber al posto di Magni
bortoli sulla panchina dell’asd cartura
A
l via la preparazione per l’Asd Cartura iscritto al prossimo campionato di 2. Categoria. La novità più rilevante è l’arrivo in panchina di Fabrizio Bortoli, ex grande bomber di un recente passato che prende il posto di Claudio Magni passato a ruoli dirigenziali. “E’ una destinazione che mi soddisfa pienamente – ha detto il neo tecnico- personalmente coltivo l’ambizione di diventare un buon allenatore, qui ho trovato un ambiente tranquillo e soprattutto persone genuine, per quel che concerne la rosa che avrò a disposizione, fermo restando lo zoccolo duro dello scorso campionato sono stati fatti degli innesti che ne migliorano la qualità, l’obiettivo è quello di gravitare vicino alle parti nobili della classifica”. Sono otto le facce nuove: Marco Tramarin e Piergiorgio Pupi ex Conselve 1926, Emanuele Cortese arrivato dal Due Monti; Eugenio Bronzato prelevato dal Galzignano;
Fabrizio Bortoli Marco Masin ex Pernumia; Mattia Minelle arrivato dall’Atletico Terrassa; Simone Boccardo e Matteo Di Luccia rispettivamente ex Trebaseleghe e S.Agostino. Questo per quel che riguarda la prima squadra, per il settore giovanile continua la collaborazione con l’Atletico Conselve e Canossa per la categoria Juniores, le altre categorie fino ai piccoli amici verranno gestiti autonomamente. Confermata anche la squadra a 5- serie D che sotto la guida di mister Marco Bordin tenterà la conquista dei play off sfiorati lo scorso campionato. W.L.
più di 300 bikers al motoraduno dell’assunta
G
rande soddisfazione, per il Moto club del Conselvano per l’ottima riuscita del 34. Motoraduno dell’Assunta . Partecipazione record con oltre 300 motociclisti che hanno invaso il piazzale del municipio di Cartura, per uno spettacolo davvero unico. Non solo moto, ma anche tante auto d’epoca in bella vista per la felicità degli appassionati. Dopo il raduno dove tutti hanno potuto ammirare, fotografare motori e carrozzerie luccicanti bikers, il classico giro turistico attraverso i colli Euganei, sposalizio perfetto tra sport e turismo, la passione per i motori e la valorizzazione del territorio. La manifestazioneha avuto il suo felice epilogo con una conviviale al ristorante Distillerie Clandestine di Cagnola, con le premiazioni di gruppi e auto più vecchie, premi speciali per i gruppi giunti da più lontano (Bergamo). Alla fine i ringraziamenti del presidente del Motoclub Conselvano Alfredo Bazzacco. W.L.
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Su Pierino...
• Un ragazzo chiede ad un altro: “Com’è il tuo maestro?” “Un gran bugiardo!” “Davvero’?” “Parola mia. Ieri ha detto a mio padre: suo figlio è una disperazione, mi fa continuamente mettere le mani nei capelli.” “E invece non è vero?” “Certo che no! E’ completamente calvo!” • Un figlio di carabiniere torna a casa con la pagella piena di voti pessimi. Battendo i pugni sul tavolo (knock, knock) il padre dice: “Ma sei proprio duro, non devi aver preso sicuramente da me.” Al che il figlio: “Papa’ hanno bussato alla porta.” “Tu aspetta qui: apro io.” • Un bambino scrive una lettera a Gesù Bambino: “Per quest’anno voglio la playstation e la pista polisti” A Natale gli arrivano tanti regali tranne quelli richiesti. L’anno successivo torna a scrivere la lettera: “Quest’anno, visto che sono stato bravo, voglio
la playstation e la pista polisti!” Anche quest’anno niente. L’anno successivo i genitori, passando davanti al presepe, si accorgono che Gesù Bambino non c’è più e al suo posto c’è una lettera. Aprendola trovano scritto: “Cari Giuseppe e Maria, se volete riavere sano e salvo vostro figlio mi dovete portare la playstation e la pista polisti!” • Pierino, non sapendo svolgere il tema d’esame, pensa di fare lo spiritoso e consegna il compito con queste parole scritte: “Dio solo conosce la risposta. Buona giornata!” Otto giorni dopo riceve la risposta: “Dio è stato promosso e tu no. Buon anno!” • La maestra dice a Pierino: “Se metto nello zaino 5 libri di italiano, 7 di matematica e 2 di storia, quanti libri avrò?” E Pierino risponde: “Abbastanza per rovinarmi le vacanze.”
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Sanità Eterologa, in Veneto si parte a ottobre
pag. 8
Intervista Lucio Tiozzo: "Boccio Zaia, prmuovo il consiglio”
L’atto d’accusa del tutore: “Minori dimenticati dalla politica e dalla società”
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Salute La fiducia nel proprio medico è il primo passo verso la guarigione
Aurea Dissegna, Pubblico tutore dei minori del Veneto, denuncia una realtà preoccupante e chiede alla politica un’inversione di rotta con interventi strutturali e di sistema
alle pagg. 3-4
pagg. 29-32
Sì, viaggiare
Carnia, scrigno di sorprese
R
di Renato Malaman
enato Gortani e la sua famiglia salgono in malga a primavera inoltrata e tornano a Palmanova solo in autunno. Praticano ancora la transumanza, anche se oggi l’andar per tratturi di dannunziana memoria è un rito sostituito per necessità da un più comodo trasporto del bestiame con moderni autotreni. Le mucche di razza bruna alpina dei Gortani pascolano sui prati del Monte Zoncolan, il nuovo tempio del ciclismo nazionale, più volte Cima Coppi del Giro d’Italia grazie alle sue pendenze da brivido. Continua a pag. 16-18-19
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L’atto d’accusa del tutore: “Minori dimenticati dalla politica e dalla società” Aurea Dissegna, Pubblico tutore dei minori del Veneto, denuncia una realtà preoccupante e chiede alla politica un’inversione di rotta con interventi strutturali e di sistema di Germana Urbani
“B
ambini e adolescenti sono finiti nel cono Numeri dietro ai quali stanno volti segnati da stod’ombra della politica e degli investimenti rie dense di sofferenza. E sarà per questo che Aurea istituzionali”. Sono durissime le parole che Dissegna ha voluto offrire ai politici anche una valutail Pubblico tutore dei minori del Veneto Aurea Dissegna zione sullo stato dei servizi per l’infanzia. ha pronunciato in consiglio regionale durante la pre“Non solo si riscontra un limitato investimento per sentazione della relazione annuale sull’attività dell’uf- i minori e le famiglie a livello istituzionale nazionale, ficio regionale garante dell’infanzia conclusasi con un regionale e locale – ha sottolineato Aurea Dissegna appello al presidente del Consiglio regionale Clodoval- ma si può parlare di un vero e proprio disinvestimento. do Ruffato perché l’assemblea legislativa del Veneto Si sta assistendo, infatti, ad una generale e drastica individui politiche che mettano al centro l’infanzia e riduzione di risorse economiche e di capitale umano in l’adolescenza “come investimento sul futuro”. ambito scolastico, sociale e sociosanitario”. “Conto sulla sua sensibilità e collaborazione – ha “Nel dettaglio – ha spiegato Dissegna - la scuola scritto il tutore a nome degli 828 mila minori del Ve- sta investendo meno per i suoi alunni (vedi precariato, neto – perché i bambini, le bambine e gli adolescenti impoverimento della ricerca, riduzione delle ore di sosiano presenti nell’agenda politica di questa Regione e stegno) contribuendo così ad aumentare la dispersione perché siano promosse le condizioni di ascolto e par- scolastica; i Comuni e i servizi sociali investono semtecipazione effettiva nelle questioni e decisioni che ri- pre meno nella prevenzione primaria e secondaria, guardano”. “I dati demografici dimostrano il continuo riducendo o eliminando servizi e azioni di supporto ai calo della natalità in Italia e nella nostra Regione e in minori e alle famiglie più vulnerabili, e la sanità appaparallelo l’aumento delle fasce di popolazione anziana re privilegiare gli interventi di diagnosi e cura, mentre con età sempre più avanzate. É uno dei segnali a cui riduce gli interventi di presa in carico terapeutica o di la politica dovrebbe prestaaccompagnamento dei miInvece di investire re attenzione – è stato il nori e delle loro famiglie, in richiamo del Pubblico Tutore particolare nelle situazioni si taglia là dove - favorendo in tutti i modi di abuso, maltrattamento le famiglie hanno più la natalità e i servizi per la o di semplice carenza delle bisogno di essere seguite funzioni genitoriali”. prima infanzia a supporto delle famiglie, superando Parole dure come maslogiche di interventi spot, ma con interventi strutturali si che il Pubblico tutore pronuncia con grande coraggio, e di sistema”. facendosi paladina di un mondo ai margini che solo nel Solo nel 2013 l’ufficio del Pubblico Tutore ha se- momento della disgrazia o dello scandalo conquista le guito 422 minori, formato 274 tutori legali volontari prime pagine dei quotidiani nazionali. e fornito tutela legale a 131 minori stranieri non acInvece, chi lavora e vive con i minori sa bene che compagnati. sostenerli a dovere nel periodo di crescita è essenziale
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A fianco, Aurea Dissegna, Pubblico tutore dei minori del Veneto per la loro formazione e realizzazione futura. nità (in totale sono 3145, dei quali 1573 in comunità, “Non intervenire in modo appropriato nel suppor- la maggior parte adolescenti ultraquindicenni) e un pato alle famiglie più fragili e ai minori – ha dichiarato il rallelo aumento delle segnalazioni all’autorità giudiziaria Pubblico tutore – comporterà la necessità di interventi “che hanno determinato, di fatto – ha puntualizzato il ben più radicali in futuro, con maggiori costi in termini di Tutore -l’ingresso di tanti bambini e ragazzi (1017 nel sicurezza, salute, benessere sociale”. 2012) in percorsi giudiziari senza che vi sia possibilità, La società che cambia necessita di visioni politiche da parte dei servizi sociali, di una loro effettiva presa e scelte di lunga gittata. Se in carico per la realizzazione La sanità privilegia così non è, allora il futuro dei necessari percorsi di protezione e cura”. Il Pubblico sarà problematico. Bastano gli interventi di diagnosi pochi dati esposti sempre dal e cura, riducendo la presa tutore richiama l’attenzione, infine, sull’alta percentuale Pubblico Tutore Aurea Dissein carico terapeutica (circa il 25 per cento) degli gna a dipingere uno scenario adolescenti (15-17enni) che per nulla roseo che riguarda rimangono in comunità per oltre tre anni, ultima tappa proprio le nuove generazioni. L’incremento delle separazioni altamente conflittua- di un percorso di allontanamento dalla famiglia d’origine li, la crescente vulnerabilità delle famiglie “aggredite spesso accidentato e sfortunato: sono un segnale dei e aggredibili dal fenomeno della povertà economica” “fallimenti dell’affido” – ha sottolineato Aurea Dissegna stanno determinando un aumento dei minori allontanati - che dovrebbe interpellare istituzioni e rete dei servizi. dalla loro famiglia e affidati a nuclei affidatari o a comu-
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Attualità
>> Sotto la lente I nuovi piani aziendali delle Ulss
“Lacunosa l’intera rete dei servizi” Sono sempre di più le separazioni conflittuali in cui i bambini sono “strattonati” e soffrono. Aumentano anche le famiglie che devono fare i conti con la povertà economica di Germana Urbani
E
proprio sulla rete di servizi l’autorità di garanzia dei minori ha dato un giudizio fortemente negativo. Secondo Dissegna l’intera rete dei servizi appare lacunosa, “insufficiente”, “disomogenea”, addirittura poco strutturata come si evince dai nuovi piani aziendali delle Ulss. La condizione sociale dei bambini e degli adolescenti in Veneto, invece – secondo l’osservatorio del Pubblico Tutore – richiederebbe più attenzione e reti di protezione più efficaci. Non sono mancate le repliche a quest’intervento ricco di spunti e particolarmente duro per la realtà descritta nella rendicontazione dell’attività 2013 dell’organo di garanzia istituito nel 1988 (prima regione in Italia) per tutelare i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e che dallo scorso anno ha assunto anche le funzioni di Garante dei detenuti, in vista dell’istituzione (dal 2015) della figura unica del Garante regionale dei diritti alla persona. Certo è che ciò che ha detto in Consiglio il Tutore non è tutto. “Il Tutore dei minori – spiega Claudio Sinigaglia consigliere Pd e vicepresidente della commissione Sanità e sociale - e Garante della popolazione carceraria, da metà ottobre si troverà senza personale e senza risorse per espletare le sue importanti funzioni”. “Dall’incontro con Aurea Dissegna – continua Sinigaglia – è emerso che a settembre 2014 l’ufficio non ha ancora ricevuto lo stanziamento per l’anno in corso e che la dotazione organica dell’uf-
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ficio, già ridotta al minimo, è del tutto insufficiente per occuparsi anche della popolazione carceraria del Veneto. Inoltre – prosegue Sinigaglia – l’ufficio del Garante continua a dipendere dalla Giunta regionale, mentre le altre figure con ruoli istituzionali di garanzia, come il Difensore Civico o il Corecom, sono più correttamente incardinate presso il Consiglio regionale, massimo organo democratico della Regione”. “Evidentemente – conclude Sinigaglia – i presidenti Zaia e Ruffato condividono la medesima insensibilità verso il sociale”.
Le associazioni dei malati sono preoccupate dei tagli
“LA rEgionE MAnTEngA LE cUrE riAbiLiTATivE dEi MALATi di pArKinSon”
I
malati di Parkinson fanno appello alla Regione Veneto perché continui a finanziare le attività riabilitative continuative offerte dai fisiatri delle Ulss. Cure che alleviano e rallentano tremori, rigidità e difficoltà di movimento causati dalla malattia degenerativa del sistema nervoso centrale che interessa il 3 per cento della popolazione, circa 300 mila persone in Italia, di cui il 25 per cento con meno di 50 anni. A portare in viva voce la richiesta di rivedere le linee guida del Veneto per la cura del morbo di Parkinson è stata Maria Origano, presidente dell’Unione parkinsoniani di Verona, che ha incontrato – a nome anche delle altre associazioni provinciali dei malati di Parkinson – la commissione Sanità del Consiglio veneto. “Le associazioni dei malati di Parkinson del Veneto – ha spiegato – ritengono insufficienti gli interventi previsti dalla normativa attuale e richiamano l’attenzione del legislatore regionale sull’esigenza di affiancare alle cure farmacologiche anche l’attività motoria rieducativa e riabilitativa. La riabilitazione precoce e continuativa permette al malato di conservare le abilità residue più a lungo, evitando il rapido aggravamento della propria condizione psico-fisica”. L’Unione parkinsoniani di Verona denuncia in particolare la soppressione dei corsi di attività motoria e riabilitativa gestiti dai fisiatri dell’Ulss 20 a Verona e Illasi e il progressivo disinvestimento, anche da parte delle altre Ulss del Veneto, nelle attività riabilitative per i malati nella fase iniziale o intermedia: proprio quando l’attività motoria di gruppo, sottolineano i rappresentanti dei parkinsoniani, sarebbe più necessaria ed efficace.
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Attualità
Attualità
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>> Marghera. Lavori a ritmo serrato per consegnare le strutture entro dicembre
Expo Venice punta su acqua e cibo Previsti, nel 2015, 800mila visitatori in arrivo da tutto il mondo. Le aziende espositrici nazionali e estere saranno circa 500 di Alessandro Abbadir
A
cquae è questo il nome del padiglione veneziano dell’Expo di Milano che sorgerà nell’area del parco tecnologico e scientifico di Marghera Vega 2. Insomma l’Expo Venice punta tutto sul rapporto fra acqua e cibo e acqua e ambiente, in una perfetta sinergia armonica con la città lagunare che emerge dalle barene poco distanti, dopo il ponte della Libertà. Expo Venice avrà perciò una grande “area food” in cui si proporranno piatti di pesce di tutti i tipi e origini, dalle “sarde in saor” e il baccalà mantecato, fino alle infinite varianti gastronomiche con cui il pesce viene cucinato e mangiato nel resto del mondo. Nell’area del Vega 2, tra il ponte della Libertà e la laguna, il padiglione espositivo principale sarà circondato da altre strutture più piccole, destinate a uso ricettivo e commerciale, il tutto su un’area di 40 mila metri quadri bonificata e riedificata con un progetto che ha richiesto un investimento dal valore complessivo di 30 milioni sui 50mila metri quadri complessivi. Il tutto nel
segno della riqualificazione e senza ulteriore sfruttamento del territorio. Va ricordato infatti che il padiglione sorgerà proprio in una zona in cui un tempo c’erano terreni che ospitavano le industrie chimiche di Porto Marghera. ”Expo Venice 2015 - spiega Bruno Polesel vicepresidente e delegato alle attività produttive della Municipalità di Marghera - sarà un’altra occasione per riqualificare un territorio nel tempo da sempre segnato da inquinamento e problemi legati alla crisi del Petrolchimico. Speriamo che
Nell’area del Vega 2 il padiglione espositivo “Aquae” su un’area di 40 mila metri quadrati i prossimi amministratori che saranno eletti a Venezia, puntino su questi temi che in questi tempi offrono più opportunità occupazionali che i classici stabilimenti che tante brutte
conseguenze hanno avuto sulla nostra salute. Stavolta non si tratterà del solito capannone, ma di una sorta di moderna cattedrale che continuerà ad essere una grande area espositiva di qualità e di grande respiro. Una struttura che resterà in eredità a Venezia e Marghera per i decenni a venire”. E i numeri importanti non mancheranno davvero in questo progetto. Secondo le stime degli esperti a Venezia in arrivo sono previsti 800mila visitatori da tutto il mondo, mentre le aziende espositrici (nazionali e internazionali) saranno circa 500. L’apertura del padiglione è fissata per i il 1° maggio 2015 quando prenderà ufficialmente il via l’Expo 2015 di Milano. Da ottobre, una volta esaurita l’esposizione, nell’area sarà possibile organizzare convegni o spettacoli per 3.500 posti a sedere e 7mila persone in piedi. Nelle dettaglio: ci saranno tre percorsi connotati da altrettanti colori. Ci sarà il blu per “Acqua da bere”, verde per “Acqua e alimentazione”, bianco “Acqua e lavoro”. Non mancheranno
così le aziende che operano nell’ambito delle bonifiche, delle depurazioni e, più in generale, del trattamento delle acque. Ci sarà anche il percorso “Pianeta Aquae”, dedicato alle tematiche ambientali. Nei sei mesi di esposizione al Vega 2 si terranno inoltre eventi specifici dedicati al wellness, all’uso dell’acqua in ambiente domestico, al tempo libero, all’economia e alla finanza. E’ in programma anche un evento di carattere prettamente culturale dedicato alle religioni e alle culture sorte sulle rive dei grandi fiumi. Nel dettaglio i numeri della struttura: il padiglione di Expo Venice che al centro avrà una struttura avveniristica di zinco e titanio, sospesa a un’altezza di 14 metri per una superfici di circa un ettaro, sostenuta solo da quattro pilastri, con l’immagine tridimensionale dell’acqua che sembra cadere a cascata dal cielo. Il progetto è stato messo a punto dagli architetti veneziani Giovanni Caprioglio e
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IL DIRITTO DI CAMBIARE
Michele De Lucchi e prevede anche una porta d’accesso da terra ma anche una dall’acqua, per creare collegamenti acquei con Venezia e l’aeroporto. Qualche timore comunque c’è. “Speriamo - spiega il delegato alla viabilità di Marghera Valdino Marangon - tutto sia monitorato con estrema attenzione dal punto di vista viabilistico, in modo da non arrecare disagi con ingorghi e rallentamenti al territorio. Disagi provocati dall’afflusso imponente dei visitatori a Marghera”. Dal punto di vista ambientale sono previste vasche e specchi d’acqua, gruppi di betulle, macchie vegetali, prati fioriti e pergolati, mentre gli spazi coperti ospiteranno esposizioni, attività esperienziali e convegni, opportunità di business e workshop. L’impegno degli organizzatori è quello di concludere la realizzazione delle strutture per il prossimo 23 dicembre, alla vigilia di Natale. Insomma sarà proprio un bel regalo per Venezia.
I
l connubio tra cibo e natura insegnato ai bambini. E’ questo il senso di “Sgulp! La città del gioco” l’appuntamento in programma che dal 7 al 10 novembre torna alla Fiera di Padova. Di cosa si tratta? L’iniziativa si rivolge ai bambini dai 3 agli 11 anni, sotto forma di una grande città del gioco: una vasta area sarà allestita in Fiera per stimolare l’estro infantile, per coinvolgere nel gioco anche i genitori, per invitare a scoprire il magico ed entusiasmante mondo del gioco. I temi saranno precisi. Questa seconda edizione, sarà dedicata al riciclo, all’agricoltura biologica, alla riscoperta della cultura dell’orto, del mangiare sano e del vivere all’aria aperta attraverso attività ludiche, ricreative e di socializzazione. Per
coinvolgere di più le associazioni e le cooperative del territorio Sgulp! ha lanciato una “call for proposal” con la richiesta di presentare le proprie proposte di partecipazione all’edizione 2014. C’è stata una buona risposta. E’ stato un modo efficace per coinvolgere tutto il mondo del volontariato e delle associazioni legate all’infanzia che su questi temi hanno esperienze decennali . Gli organizzatori si aspettano da questo evento un buon riscontro in termini di pubblico. Sempre più infatti sono i genitori interessati ad educare i figli ad una alimentazione corretta slegata dai modelli indotti dalle pubblicità che i bambini subiscono da tv ed internet
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assolutamente disturbato dagli inquilini accanto. Un’offerta, quella di Danio Vangelista, da valutare bene sotto tutti i suoi aspetti prima di essere attratti da altre soluzioni, magari vantaggiose sotto l’aspetto economico ma che poi si potrebbero rivelare assai poco convenienti per i vari motivi che abbiamo citato. Ed è proprio Danio Vangelista che ci parla dei suoi alloggi. Quante sono le villette di via Aldo Moro? “Attualmente edificate sono 16, ma il progetto ne prevede una ventina”. Con quali criteri costruttivi ha edificate queste villette? “Prima di tutto le ho fornite della massima sicurezza, sono infatti antisismiche ed ho messo la massima attenzione al consumo energetico, a questo proposito posso contare sulle testimonianze di coloro che già vi abitano. Non ho trascurato anche il problema dei rumori, tant’è che all’atto di vendita posso esibire il certificato energetico e di insonorizzazione”. Si può dire che non ha lesinato nella fase di costruzione?
“Di questo si può stare certi, ho scelto sempre i migliori materiali e i migliori tecnici per assicurare ai clienti un prodotto di grande qualità” Adesso parliamo di prezzi, con queste caratteristiche una villetta verrà a costare molto. “Sono pronto a confrontarmi con altri prodotti. Posso fare un esempio: una villetta delle mie di 232mq dotata di tre camere da letto, ampio salone, zona cottura, tre bagni, doppio garage di 40mq, ripostiglio e scoperto la vendo a 248.000 euro, poco più di 1.000 euro al mq. Con le caratteristiche di costruzioni e di materiali impiegati posso assicurare che la spesa è ampliamente giustificata”. Cosa vuole dire a quanti hanno intenzione di acquistare una casa? “Che mi contattino senza alcun impegno. Farò visitare il quartiere ma soprattutto la villette in tutti i suoi particolari, posso esibire le fotografie scattate nelle varie fasi di costruzioni cosi da rendersi conto della qualità del prodotto che offro”.
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Attualità
>> Sanità Ora le coppie infertili troveranno risposte anche in regione
Eterologa, in Veneto si parte a ottobre Le Regioni hanno approvato all’unanimità le linee guida, la giunta regionale del Veneto le ha recepite. Zaia: “Partiremo, a prescindere da Roma, nei 36 centri già accreditati per l’omologa” di Ornella Jovane
“Q
uesta è una decisione per la vita, non per la morte; per dare una possibilità alle persone che desiderano generare una nuova vita; per evitare costosi e purtroppo a volte truffaldini viaggi della speranza verso l’estero. Diamo un colpo decisivo ad un business sempre più diffuso, che sfrutta la sofferenza delle coppie”. Sono le parole di soddisfazione, rivolte anche a quei settori del mondo cattolico che si sono espressi criticamente, che il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha pronunciato nell’annunciare l’approvazione da parte della Conferenza dei Presidenti di Regione e delle Province Autonome, lo scorso 4 settembre, delle linee guida per l’erogazione da parte delle strutture pubbliche della fecondazione eterologa. Linee guida che la Giunta regionale del Veneto, nella seduta del 9 settembre, ha recepito per partire subito nei 36 centri veneti
accreditati dove si pratica già l’omologa. “In Veneto - ha quindi annunciato Zaia - partiremo il primo ottobre, dopo aver concordato con le altre Regioni il costo del ticket, che vorremmo fosse assolutamente popolare e che naturalmente dev’essere uguale in tutta Italia”. A metà settembre i direttori generali delle Regioni procederanno alla definizione del ticket e per il 24 è prevista una riunione del Coordinamento degli assessori che dovrebbe ufficializzare il costo della compartecipazione”. “Saranno applicate - ha detto il Governatore veneto - le linee guida più attente ed equilibrate del mondo, con un esplicito no all’eugenetica, la totale gratuità della donazione per evitare l’indecoroso business che si verifica in tanti Paesi esteri, la garanzia dell’anonimato del donatore, il ragionevole limite di età tenendo anche conto delle infertilità causate da svariate patologie o da
cure impattanti come la chemioterapia”. “Per simmetria giuridica con la fecondazione omologa - ha commentato l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, coordinatore degli assessori colleghi italiani - l’eterologa dovrà assolutamente essere inserita nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), perché è divenuta diritto costituzionalmente riconosciuto, e finanziata dallo Stato all’interno del Fondo Sanitario Nazionale”. “Di fronte ad una infertilità incurabile
l’eterologa è un fatto di civiltà” ha osservato l’assessore auspicando che le linee guida come quelle messe a punto dalle Regioni italiane “possano essere una vera e propria buona pratica adottabile anche a livello europeo” considerato che “più le regole saranno omogenee a livello internazionale, meglio sarà per tutti, a cominciare dai pazienti”. Nel Veneto, questa è la stima della Regione, l’incidenza della nuova terapia dovrebbe attestarsi attorno ai 500 casi l’anno.
Il governatore del Veneto Luca Zaia e l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto
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10 7 Attualità >> Parola di specialista. Lo psicologo e psicoterapeuta Lino Busato
Le delicate questioni del cuore e dell’anima nelle coppie che decidono di avere un figlio con la fecondazione eterologa di Ornella Jovane
E
merge anche dalla delibera con cui la Giunta regionale del Veneto ha recepito le linee guida sulla fecondazione eterologa. “In Veneto - ha detto il Governatore Luca Zaia - forniremo anche un accompagnamento psicologico per le coppie che decideranno di farla perché vogliamo che l’assistenza sanitaria non si fermi all’aspetto meramente tecnico-scientifico, ma si occupi anche della persona”. L’implicazione psicologica di una scelta così complicata per la coppia - che matura peraltro dopo un percorso sofferto di presa di coscienza e quindi di metabolizzazione di una “sentenza” così severa, com’è quella di infertilità incurabile - rappresenta un aspetto non secondario della questione. “Il primo punto da prendere in considerazione è di carattere sociale e psicologico del giudizio o meglio del pre-giudizio che dall’esterno può essere espresso nei confronti della coppia che decide di ricorrere alla fecondazione eterologa per avere un figlio” spiega lo psicologo e psicoterapeuta Lino Busato facendo riferimento a quella pratica di emettere
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sentenze, del tipo “perché forzare la natura se vi sono anche altri modi per diventare genitori come ad esempio l’adozione?”, “senza avere coscienza delle ferite profonde – fa osservare - che una coppia vive sulla propria pelle prima di arrivare alla decisione di sottoporsi ad un percorso di procreazione medicalmente assistita”. “Ci sono - spiega lo psicoterapeuta - diversi modi di reagire delle coppie nel momento in cui prendono coscienza del fatto di non poter avere figli: c’è chi non si preoccupa di approfondire la problematica dal punto di vista medico, per capire se si tratti di infertilità transitoria o di sterilità, e ricorre all’adozione che è un modo bellissimo di diventare genitore. Altri invece sentono il bisogno di approfondire. Decidono di ricorrere alla medicina avvalendosi dei progressi nel campo della scienza”. “Una società che evolve deve aiutare chi è in difficoltà e deve consentire all’individuo la libertà, ovviamente regolamentata, - osserva lo specialista - di poter diventare genitore se ci sono i mezzi scientifici per farlo. Avere un figlio è una scelta intima della coppia che va compiuta, in ogni caso, in piena libertà”.
“Dal punto di vista psicologico - prosegue il dottor Busato - la fecondazione eterologa, più che una cura all’infertilità, rappresenta una scelta profonda e consapevole di affrontare un percorso impegnativo, stressante e non sempre di sicuro successo. Una scelta non semplice che necessariamente presuppone una grande motivazione a diventare genitori”. “L’approccio psicologico, una volta che la coppia ha deciso di ricorrere alla fecondazione eterologa, - spiega - serve come momento propedeutico utile a far emergere tutto quello che c’è sotto pelle: i fantasmi, le paure, le convinzioni e le pressioni sociali. Aiuta la coppia a confrontarsi sulla scelta, ad affinare complicità e intesa necessarie in una così forte esperienza emotiva, con picchi di felicità alternati a momenti di paura e disagio”. C’è un altro punto cruciale con il quale i genitori che ricorrono alla fecondazione eterologa si devono confrontare ed è quello relativo alle informazioni da dare ai figli. Va detta o no ai figli nati da fecondazione eterologa, la verità? E se sì, quando e come? “La paura più ricorrente dei genitori -
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Lino Busato
spiega lo psicoterapeuta - è che la verità possa riflettersi negativamente e quindi compromettere il rapporto con il figlio. In un rapporto basato sulla fiducia e sulla sincerità tuttavia è opportuno dire al proprio figlio com’è stato concepito. Qual è il momento giusto? E’ soggettivo. Ciascun genitore capisce qual è il momento opportuno e da sè trova le parole. Se il compito non dovesse essere così naturale, allora è bene ricorrere ad un aiuto e farsi consigliare su come gestire al meglio la situazione. E’ innata nell’essere umano la necessità di conoscere le proprie radici, le origini: un’esigenza che può manifestare il figlio che è adottato e che può essere anche del figlio nato dalla fecondazione
eterologa. Si tratta di un passaggio che viene vissuto con grande emozione nella famiglia ma che può essere condiviso e “assorbito” se il rapporto di coppia dei genitori è forte e quello con i figli è sano. L’importante è che il figlio non arrivi ad idealizzare il genitore biologico, considerandolo come qualcuno che avrebbe potuto cambiare in meglio la propria esistenza. Un rischio che può verificarsi nei soggetti in difficoltà”. “Detto questo - conclude - per qualsiasi padre e madre, essere genitori è una missione impossibile e comunque meravigliosa, a prescindere da come lo si diventa”.
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12 8 L’intervista >> Bilancio Cinque anni di lavoro in Regione tra mediazioni difficili, proclami e qualche scandolo
La pagella di Lucio Tiozzo: “Boccio Zaia, promuovo il consiglio” “Il Pd ha bisogno di un candidato presidente interno al Pd e che sia rapidamente in grado di parlare ai veneti, meglio se donna. La Moretti, secondo me, è sicuramente una candidata in campo” di Germana Urbani
A
marzo i veneti tornano alle urne per votare la nuova Giunta del Veneto. Che voto date voi del Pd al lavoro del presidente Zaia? “Mi è capitato in questi giorni di chiedere ad alcuni cittadini se ricordavano un provvedimento importante varato della giunta Zaia. Qualcuno non ha saputo rispondere, qualcun altro si è ricordato la questione dell’indipendenza. Questo per dire che è stata una stagione in cui grandi interventi, grandi opere, grandi progetti di cambiamento per la nostra regione non ci sono stati. Zaia è stato il continuatore della vecchia politica, ha gestito la coda degli interventi messi in campo da Galan. E’ stato un commentatore capace di intervenire su tutto e polemizzare col Governo centrale su ogni provvedimento. Ma è mancato totalmente di visone sui grandi temi della trasformazione della nostra regione”. Il Consiglio regionale ha lavorato meglio? “C’è stato un discreto lavoro su alcuni temi che reputo importanti e dove il Pd ha giocato la sua parte all’interno del Consiglio Regionale. Usciamo con l’approvazione di una nuova legge elettorale e uno Statuto equilibrato e frutto di una mediazione politica importante tra le forze di maggioranza e opposizione. Anche se, proprio per colpa della Lega, il Veneto è stata l’ultima regione d’Italia a darsi uno statuto. Importantissimo è stato anche licenziare il Piano socio sanitario dopo tantissimi anni d’attesa. E nel merito il Pd ha avuto un ruolo molto importante perché per la prima volta non si è parlato solo di ospedali ma anche di strutture territoriali diffuse e dei servizi ad esse connessi. Importantissima e sempre varata dal Consiglio, è la legge sul turismo nata da un lavoro di concertazione e dialogo con le categorie del mondo turistico, un comparto
strategico per il futuro. Se riuscissimo a mettere in rete il nostro patrimonio naturale, culturale ed enogastronomico, è mia convinzione che i 100mila posti di lavoro che abbiamo perso nel settore industriale e manifatturiero dall’inizio della crisi ad oggi, potremmo recuperarli in altri cinque anni, rilanciando proprio il comparto turistico”. Dove ha fallito davvero Zaia? “Zaia è stato il presidente delle polemiche. Parole invece che fatti. Sembra che lui goda quando può dire che il potere romano si dimentica del Veneto perché gli permette di far polemica. Invece dovrebbe cercare di avere un potere di interlocuzione e dialogo col potere centrale a tutto vantaggio dei cittadini veneti. Il grande fallimento di Zaia è il federalismo e l’autonomia. Va detto che Zaia mentre sollecita l’ipotesi del referendum indipendentista, bocciato dal governo perché palesemente incostituzionale come avevamo denunciato noi del Pd, non utilizza l’unica vera leva prevista dalla nostra Costituzione, cioè l’articolo 116-117 sull’autonomia differenziata”. Veniamo al Pd che si prepara alle elezioni con qualche acciacco dopo l’inchiesta Mose. Galan e Chisso sono sicuramente i grande protagonisti della tangentopoli del Mose ma anche il Pd non ci ha fatto una bella figura. “I reati sono reati, e vanno perseguiti in qualsiasi caso. E nessuno si deve nascondere dietro immunità di sorta. Attenzione però. Per quanto riguarda il Pd siamo di fronte a dei casi isolati di illecito finanziamento ai partiti. Comportamenti sicuramente da sanzionare senza difesa, infatti Marchese è uscito da tempo dal Pd e si è anche dimesso. Ben più complessa, se sarà dimostrata, tutta la vicenda legata alla gestione del potere del centro destra e del precedente presi-
dente della nostra regione, Giancarlo Galan. Ma queste vicende ci pongono il tema sempre più urgente della costruzione dei gruppi dirigenti futuri. Quando non c’è ricambio e alternanza sia per chi governa che per chi resta all’opposizione prevale una logica consociativa che può produrre anche i risultati che abbiamo visto”. La cifra vincente per rinnovare il Veneto e la società sta, dunque, nel cambiamento. “Sono dell’idea che si debba cambiare spesso. I Veneti, stavolta, dovrebbero scegliere con il voto di dare una svolta. Zaia è il continuatore delle vecchie giunte di centrodestra. La Lega è lì dal 2000. Zaia, già vicepresidente di Galan, una volta divenuto presidente ha confermato Chisso in conti-
“I veneti questa volta con il loro voto dovrebbero scegliere di dare una svolta” nuità con lo stesso assessorato che aveva prima. Inoltre, non ho ancora visto nessun provvedimento di proget sugli ospedali o sulle infrastrutture bloccato da Zaia. Eppure si cominciano già a vedere gli effetti negativi di queste scelte. Solo sull’ospedale di Padova (grazie ad un emendamento presentato dal Pd) era passata la linea di finanziarlo con i soldi pubblici: 50 milioni per tre anni”. Quali saranno i temi su cui il Pd cercherà di conquistare i veneti? “Primo: Sanità. Come attrezziamo il territorio oltre agli ospedali per acuti. Dove mandiamo l’anziano che esce dall’ospedale, dove collochiamo la lungodegenza e strutturiamo i servizi territoriali. Su questo riteniamo ci sia molto da proporre vista l’assenza totale dell’attuale assessore, inte-
ressato solamente agli ospedali di Verona. Secondo: Organizzazione, valorizzazione e tutela del territorio. Le emergenze e i danni causati dai fenomeni atmosferici sono i frutti della massiccia cementificazione. Crediamo che dire no al consumo ulteriore di suolo sia il grande teme su cui la classe politica dovrà misurarsi nei prossimi anni. Noi su questo abbiamo già fatto battaglia presentando proposta di legge che sarà presto dibattuta in sede di commissione e poi in consiglio. Terzo: Lavoro. Per far ripartire l’economia serve una strategia più organica e strutturata. Accanto a turismo e cultura occorre investire sulla logistica. Il Veneto è la piattaforma logistica per eccellenza italiana e europea. Qui sta uno dei porti più importanti d’Italia, c’è il terzo scalo aereo italiano e arriva l’alta velocità ferroviaria. Peccato che i tre sistemi non siano per nulla interconnessi. Ripensando la logistica potremmo diventare una piattaforma straordinaria di arrivi e partenze di merci e persone e far decollare così un altro pezzo di sviluppo occupazionale importante. Quanto alle nostre aziende. Alcune, straordinarie, sono cresciute da sole a livello internazionale ma adesso dobbiamo aiutarle a restare sui mercati mondiali. La sfida sarà mettere in campo una rete di servizi che le supportino sul tema dell’innovazione del prodotto e della qualità per essere più competitive sul piano internazionale”. Fatto il programma vi serve un leader. Lo sceglierete nel Pd o ancora fuori… “Il prossimo candidato Presidente dev’essere del Pd! Anche se perdiamo io devo avere un leader che sta lì all’opposizione. Se no ogni volta diamo l’impressione di non avere un gruppo dirigente che lavora per costruire un’alternanza vera per il futuro. Uno che non abbandona il campo ma sta
Lucio Tiozzo lì dimostrando che ha un progetto politico da realizzare”. Primarie sì o primarie no? “Sono per fare le primarie se servono. Non sempre a tutti i costi. Se ci fosse un candidato condiviso a tutti i livelli, frutto di una partecipazione di tutti gli organi dirigenti e lo avessimo già subito, oggi, si partirebbe. Con le primarie regaliamo tre mesi a Zaia sui giornali che sarebbe l’unico candidato in campo che parla ai veneti”. Ciò significa che un candidato ce l’ha in mente! “Il candidato migliore oggi è quello che ha capacità di entrare velocemente in empatia con i veneti. Il nodo è che Zaia pur avendo fatto quasi niente ha un indice di popolarità molto alto”. Allora le primarie del Pd i veneti le hanno già fatte e la Moretti è il candidato in pectore. “Non a caso io quando ho visto il suo risultato alle Europee ho pensato che quei voti fossero indice di una verifica che il Pd ha fatto su una possibile candidata a presidente. Soprattutto perché la campagna elettorale sarà corta abbiamo bisogno di qualcuno che sia già conosciuto e apprezzato. E lei lo è. Inoltre è una donna e visto che dobbiamo impegnarci per aumentare la rappresentanza femminile in Regione, magari con una modifica alle legge elettorale per introdurre la doppia preferenza di genere, non sarebbe male come candidato presidente”.
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Luoghi da scoprire 13
>> Grandi mostre. Un itinerario in 32 luoghi che testimoniano la maestria del pittore veneto
Sulle vie dell’arte di Paolo Veronese
Fu un grande maestro del Rinascimento che ebbe un ruolo di primo piano nelle più belle località vente: Bassano del Grappa, Vicenza, Verona e Padova
L
di Germana Urbani
’inaugurazione della mostra “Veronese e Padova: l’artista, la committenza e la sua fortuna”, ai Musei Civici agli Eremitani, apre un autunno ricchissimo d’arte ed eventi che coinvolgerà tutto il Veneto con l’obiettivo di far conoscere al grande pubblico uno dei protagonisti della pittura veneziana del Cinquecento: Paolo Caliari, detto il Veronese (Verona, 1528-Venezia, 19 aprile 1588). Egli fu un artista di primissimo piano che si formò nella Verona di Giovanni Caroto, Antonio Badile e soprattutto Michele Sanmicheli, per poi trasferirsi e svolgere la parte centrale della sua carriera a Venezia, della cui scena artistica fu uno dei principali protagonisti insieme a Tiziano Vecellio e Jacopo Tintoretto. Guidò un’operosa bottega, assistito, tra gli altri, dal fratello Benedetto e dai figli Carlo e Gabriele, che portarono avanti l’attività dopo la sua morte. Ma quella padovana è solo una delle 5 grandi mostre sul Veronese messe in rete dalla Regione nell’ambito del progetto “Scopri il Veneto di Paolo Veronese” e che prevede la realizzazione di diversi eventi espositivi e un itinerario in 32 luoghi che testimoniano l’arte o l’influenza del grande pittore. Il ricco programma espositivo si è aperto a Luglio con l’inaugurazione delle mostre di Verona e Vicenza e continuerà nelle prossime stagioni coinvolgendo Padova, Bassano e Castelfranco Veneto. A Verona l’esposizione, allestita nel monumentale Palazzo della Gran Guardia, ospita circa 100 opere, fra dipinti e disegni, provenienti dai più prestigiosi musei italiani ed internazionali. E’ una monografica che presenta Paolo Veronese attraverso sei sezioni espositive: la formazione a Verona, i fondamentali rapporti dell’artista con l’architettura e gli architetti (da
iTinErArio vEronESE nEL TrEvigiAno
L
a Marca Trevigiana propone un itinerario che, da Castelfranco Veneto (patria del Giorgione), vi porterà nella Possagno di Antonio Canova, passando attraverso le migliori espressioni delle Ville Venete del territorio: Villa Chiminelli e le palladiane Villa Emo e Villa di Maser. Ecco, dunque, una nuova, occasione per visitare la provincia di Treviso, scoprirne i borghi storici, i paesaggi, l’arte e l’architettura! Dal 12 settembre 2014 al 11 gennaio 2015, Museo Casa Giorgione a Castelfranco Veneto.
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Michele Sanmicheli a Jacopo Sansovino a Andrea Palladio), la committenza, i temi allegorici e mitologici, la religiosità, e infine le collaborazioni e la bottega, importanti fin dall’inizio del suo lavoro. Oltre ad un’ampia scelta di capolavori dell’artista, la mostra comprende numerosi disegni di eccezionale qualità e varietà tematica e tecnica, con l’obiettivo di testimoniare il ruolo della progettazione e riflessione grafica non solo nel percorso creativo di Paolo ma anche nella dinamica produttiva del suo atelier. Imperdibile, per l’eccezionalità dei ritrovamenti, la mostra Vicentina che chiuderà il 5 ottobre: “Quattro Veronese venuti da lontano. Le allegorie ritrovate”, presso il Palladio Museum di Vicenza, mostra realizzata in collaborazione con l’Università di Padova e il Consorzio La Venaria Reale di Torino. In questa occasione vengono presentate quattro opere di Veronese appartenute probabilmente a un palazzo pubblico veneziano e disperse già in epoca antica. I dipinti, presubilmente realizzati intorno al 1553, facevano parte di un ciclo documentato da varie copie, tra cui le quattro oggi conservate al Musée des BeauxArts di Chartres. Nel 1974 due delle quattro tele originali, emerse nel frattempo sul mercato antiquario, furono acquistate dal Los Angeles County Museum of Art. Le due ancora mancanti all’appello (l’allegoria della Scultura e quella dell’Astronomia) sono state scoperte nei mesi scorsi in una villa del Lago Maggiore, a Verbania Pallanza, da una studentessa universitaria. Gli itinerari e le mostre in corso sono davvero molti e interessanti, ogni informazione generale è sul sito www.mostraveronese.it con filmati, date e richieste turistiche per visitare le esposizioni.
ZorZATo: “LA SinErgiA È UnA ScELTA vincEnTE”
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a Regione del Veneto – ha sottolineato Marino Zorzato, Vicepresidente della Regione - ha voluto mettere in campo un progetto articolato, nell’ambito di una cornice unitaria, per condividere l’emozione della scoperta di un grande maestro del Rinascimento. Il progetto coinvolge davvero tutto il Veneto in una vera e propria rete virtuosa che valorizzi l’arte e la qualifichi sempre di più anche come elemento fondamentale dell’attrazione turistica. Ogni città deve vivere queste iniziative con la forte convinzione che la sinergia è una scelta vincente”.
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Carnia, scrigno di sorprese UNA REGIONE APPARTATA FIERA DELLE SUE TRADIZIONI E DELLA SUA NATURA INCONTAMINATA OGNI BORGO RIVELA UN PICCOLO TESORO: SUTRIO LE SUE MAGIE DI LEGNO PESARIIS I SUOI GRANDI OROLOGI TOLMEZZO E PAULARO LA LORO STORIA LEGATA AI TESSUTI SAURIS IL PROSCIUTTO E IL CARNEVALE TIMAU DI PALUZZA I SUOI ITINERARI LEGATI ALLA GRANDE GUERRA NELL’IMMAGINE GRANDE SUTRIO E LA VALLATA CHE FA DA CORNICE AL BORGO. SOTTO: MALGA POZOF SULLO ZONCOLAN. IN ALTO A DESTRA TRINCEE SUL PAL PICCOLO. NEL FOCUS: I CJARSONS E UNA DELLE CASE DELL’ALBERGO DIFFUSO DI OVARO. SOTTO, NELLE ALTRE PAGINE: MASCHERE DEL CARNEVALE DI SAURIS, PRATO FIORITO VICINO A RAVASCLETTO, IL GIRO D’ITALIA SUL MONTE ZONCOLAN, JACOPO LINUSSIO E UNO SCORCIO DI PESARIIS, IL PAESE DEGLI OROLOGI
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enato Gortani e la sua famiglia salgono in malga a primavera inoltrata e tornano a Palmanova solo in autunno. Praticano ancora la transumanza, anche se oggi l’andar per tratturi di dannunziana memoria è un rito sostituito per necessità da un più comodo trasporto del bestiame con moderni autotreni. Le mucche di razza bruna alpina dei Gortani pascolano sui prati del Monte Zoncolan, il nuovo tempio del ciclismo nazionale, più volte Cima Coppi del Giro d’Italia grazie alle sue pendenze da brivido. I Gortani gestiscono Malga Pozof, ci lavorano anche i figli con titolo di studio in tasca ben felici però di portare avanti l’attività di famiglia. Producono burro e formaggi genuini, amano fare le cose per bene. Sono entrati anche nel mondo Slow Food perchè ne condividono i principi etici. Gli stessi con cui gestiscono il piccolo agriturismo ricavato nella malga. E’ grazie a gente come questa famiglia di Palmanova che la montagna della Carnia si
mantiene viva e continua ad alimentare una piccola economia. L’esempio di Malga Pozof è emblematico dello spirito di questa regione appartata, ma dolce e accogliente come poche. Dove la natura sa esprimersi senza contaminazioni. E dove sopravvivono tradizioni dalle radici antiche. “Perchè la Carnia ne va fiera e ne è anche gelosa custode” dice Massimo Peresson, presidente di Carnia Welcome “questa terra sa essere anche ribelle e manifestare uno spirito anarchico. Durante il periodo fascista molti oppositori di qua per i loro ideali di libertà furono inviati al confino a Ponza”. E allo stesso tempo alla fine della guerra furono accolti bene anche i cosacchi anticomunisti in fuga dalla Russia, tanto che quando se ne andarono in Austria lasciarono per riconoscenza ai carnici tutto il loro tesoro. Quello utilizzato per edificare in loro ricordo la chiesa di Timau. La Carnia è un piccolo mondo a sè stante, fiera della propria diversità. Nei secoli scorsi, in tempi di vacche magre, erano tanti
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16 18 Sì, viaggiare FRIULI VENEZIA GIULIA
Carnia, scrigno di sorprese segue dalla pagina precedente
i carnici che per sbarcare il lunario facevano i “cramars”: i venditori ambulanti. Partivano a piedi con le loro cassette e le loro gerle sulle spalle per andare a vendere in Austria o addirittura in Boemia i tessuti fatti in casa e altri generi di mercanzia. Ma c’era anche qualche zona ricca: Paularo, e pure Tolmezzo. Tutto ciò grazie a Jacopo Linussio. Dopo un periodo di apprendistato a Villaco, in Austria, decise di mettersi in proprio e nel 1717 creò un opificio a Moggio. Successivamente tra il 1738 e il 1741 aprì una fabbrica a Tolmezzo. Linussio, grazie alle sue doti, riuscì a legare la grande industria all’artigianato domestico, fino ad avere più di 1200 telai sparsi nei vari centri abitativi della regione che lavoravano per lui. Egli ottenne dalla Repubblica di Venezia numerosi privilegi e le sue stoffe erano famose in tutta Europa, in America e in Asia. Dopo la sua morte la fabbrica conobbe alterne vicende, sino al fallimento nel 1815. Della sua epopea rimangono testimonianze nel Museo carnico delle arti popolari di Tolmezzo. A Paularo rimangono i palazzi signorili a più piani costruiti dalle famiglie che godettero di
questa ricchezza. Ogni paese in Carnia ha una propria tradizione. Sutrio ad esempio ha costruito la sua fama sul legno. Lungo le vie del borgo si trovano sculture realizzate dagli artigiani del posto e a settembre il paese si anima con la manifestazione “Magia del legno”, a cui aderiscono sultori provenienti da ogni dove che operano “open air”. Una testimonianza dell’amore e della maestria dei maestri intagliatori di Sutrio viene anche dal presepe animato di Teno, uno dei più grandi del mondo. Lo ha costruito in trent’anni di lavoro
Gaudenzio Straulino. La vicina Ravascletto, sede di partenza delle attività sciistiche sul Monte Zoncolan, deve la sua fama ad una manifestazione dedicata alle erbette. Mentre Pesariis, pittoresco borgo della Val Pesarina, è famosa per i suoi orologi. Macchine del tempo piccole e grandi, meridiane e carillon, sono diventati oggetti di arredo e urbano e abbelliscono molti angoli del borgo, vie e piazzette. Imperdibile la visita al museo dedicato agli orologi che rircordano come in questo paese, CONTINUA ALLA PAGINA SEGUENTE
Sì, viaggiare 17 19 segue dalla pagina precedente
DAI CJARSONS AL FRICO, AGLI ALBERGHI DIFFUSI
L
a gastronomia è senza dubbio uno dei must del turismo in Carnia. La regione, come poche altre, ha saputo difendere le proprie tradizioni culinarie. Alcune di origine ancestrale. Ristoranti, trattorie, agriturismi e “frasche” propongono con orgoglio il meglio di questa cultura materiale. Il piatto simbolo è costituito dai cjarsons, mezzelune fatte di pasta di patate, ripiene di vari ingredienti poveri, fra cui alcune spezie come la cannella. C’è pure una variante alle erbette. E poi c’è il frico, a base di formaggio di malga, sia nella versione “cestino di formaggio fritto”, che preparato con le patate. E poi ci sono i radicchietti di montagna, il prosciutto di Sauris e altre prelibatezze. Per l’ospitalità una delle formule più originali è costituita dagli alberghi diffusi. Ce ne sono a Ovaro, a Sauris, a Comeglians e a Sutrio. Si tratta di vecchie case recuperate per l’ospitalità. Alcune sono esempi di architettura carnica tradizionale, costruite con il legno e con la pietra.
frazione di Prato Carnico, siano nati i Fratelli Solari, quelli dell’omonima ditta che ancora oggi opera nel settore, costruendo i grandi orologi e i tabelloni digitali degli aeroporti. Sauris, che è raggiungibile solo attraverso una rete stradale realizzata fra le montragne, deve la sua notorietà alla sua singolare cultura: in paese si parla tutt’oggi una lingua vetero tedesca, un dialetto di origine bavarese. Mantenutosi vivo per le poche contaminazioni linguistiche subite dalla popolazione locale, rimasta a lungo isolata dal resto della Carnia. Sauris è famosa per i suoi prosciutti crudi stagionati e affumicati e per la sua birra artigianale. Vi si tiene anche uno dei più belli carnevali dell’arco alpino, con maschere
di legno intagliate che, indossate dai giovani del paese, sfilano fra le case del borgo, bussando alle porte delle case e sostando nelle osterie, prima di dare vita al grande falò che viene allestito in una radura nel bosco. Oggi, nel centenario della Grande Guerra, tornano d’attualità anche i percorsi realizzati sul fronte di Monte Croce Carnico, ai piedi del Pal Piccolo e del Pal Grande, dove fra gli altri con la divisa dell’impero austroungarico combattè anche il padre di Papa Wojtyla (memorabile il volo in elicottero del pontefice sui luoghi dove il genitore visse la dura realtà della trincea). Restaurati, questi itinerari di guerra, congiuntamente da italiani e austriaci. Un appassionato locale, Lindo Hufer, ha
dedicato la sua vita alla raccolta di reperti, creando il Museo della Grande Guerra di Timau di Paluzza. A Paluzza stessa ha vissuta l’unica donna insignita di medaglia d’oro al valor militare: Maria Plozner Mentil, portatrice carnica. Diede la vita per rifornire le truppe al fronte. Insomma, ci sono tanti buoni motivi per visitare la Carnia. Una regione apparentemente aspra, sempre pronta però ad aprirsi e a mostrare i suoi tesori a quanti si accostano alla sua scoperta con interesse vero. Regione dove la natura per fortuna è stata preservata integra e dove ancora si può trovare un turismo a misura d’uomo. www.carnia.it mail: info@carniawelcome.it Tel. 0433 466220.
Milioni di bambini nel Sud del mondo crescono malnutriti e senza diritti. Ma chissà cosa potrebbero fare se potessero avere cibo, acqua potabile, cure mediche e un’istruzione. Adotta un bambino a distanza, aiuterai lui e la sua comunità a costruirsi un futuro migliore. Oggi cambiare il mondo dipende da te. Un giorno, dipenderà da lui!
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20 Cultura >> Sociale Un “diario di viaggio”, scherzoso, della sua avventura africana
Pippo Zaccaria torna in scena per aiutare le Missioni in Kenya di Eugenio Ferrarese
G
iunto alla soglia dei 60 anni Tiziano Marchesan aveva deciso di attaccare le scarpe al chiodo e di chiudere con l’attività agonistica... Raccontata così, sembra la storia di un noto atleta che, raggiunti i risultati prefissati e dopo un’onorabile carriera, si gode il meritato “riposo del guerriero” dopo tante fatiche. Ma se il nome di Tiziano Marchesan potrebbe significare il nome di una persona ai più sconosciuta o quasi, meglio allora ricordare il nome con cui è assai più noto: Pippo Zaccaria, da più di 40 anni cabarettista per passione, che ha allietato con le sue battute e barzellette generazioni di spettatori di ogni età, intenzionato a non proseguire la ormai consueta attività di spettacoli e stampa di fascicoletti con le sue battute che trovavi nei negozi di Chioggia e dintorni. Invece “a febbraio di quest’anno, fortunatamente – ci spiega Tiziano/Pippo Zaccaria - ho accettato l’invito di Vincenzo Cali di andare con lui in Kenya a visitare, oltre al Centro S.h.e.r.p. a cui da qualche anno mando il mio sostegno economico, anche altre Missioni, Centri, Comunità che si occupano di persone disagiate, in particolare bambini. La somma di 12.000 euro inviata grazie alle nostre piccole iniziative, alla nostra esigua popolarità, da noi in Italia è una cifra irrisoria, ma per loro rappresenta un piccolo miracolo”. Si è trattato di una vacanza alternativa, lontana dai villaggi all-inclusive, fatta di spostamenti in fuoristrada a noleggio, sulle strade talvolta sterrate della savana, fuori dai consueti itinerari turistici, che ha permesso di vedere, di conoscere, di assaporare personalmente quanto è stato realizzato. Vincenzo Cali è un amico milanese, che da oltre 20 anni si reca in Kenia e che ha visto “nascere” nel 2000 davanti ad una missione di Maralal il centro Sherp, fondato e tuttora diretto da Grace Seneiya, che ospita un numero sempre più crescente di bambini e ragazzi bisognosi di assistenza. Il centro Sherp è noto al pubblico televisivo grazie ai servizi di “Striscia la notizia” in seguito alle vicende di fondi che avrebbero dovuto sostenere le iniziative del centro africano e che invece andavano a finire in altre tasche… Questa nuova forte esperienza ha fatto scattare in Tiziano un nuovo stimolo, la “voglia di metterci ancora la faccia, di promuovere e sostenere iniziative atte a raccogliere aiuti economici da inviare a chi ha più bisogno di noi”. Se come Tiziano Marchesan forse non avrebbe potuto fare molto, come “Pippo Zaccaria” può ancora giocare delle buone carte per sostenere queste iniziative di solidarietà, confidando sul consueto ed importante aiuto dei collaboratori e, soprattutto, su quello economico degli sponsorsostenitori.
Lo spettacolo di cabaret sta girando per contribuire al sostegno del Rescue Center Mission
Il viaggio in Africa di Tiziano Marchesan che ha ispirato il nuovo spettacolo
Da questa esperienza africana è nato poi un simpatico “diario di viaggio” che descrive, in maniera scherzosa, la sua avventura in Kenya, mettendo però in luce soprattutto i risvolti umani, i disagi e le difficoltà di quella realtà. E ora questo nuovo spettacolo del cabarettista chioggiotto sta girando per teatri, feste e sagre accompagnato dalla tradizionale vendita dei libri per contribuire economicamente al sostegno del RESCUE CENTER MISSION di Suguta Marmar (Kenya), gestito dalle Suore missionarie di Maria Immacolata che accoglie giovani ragazze in fuga dalle famiglie per sottrarsi a matrimoni combinati, forzati, o alla violenza dell’infibulazione.
SALUTE Il progetto sperimentale
Movimento, cibi sani e lotta al fumo: la strategia per combattere le malattie cardiovascolari
Smettere di fumare. Prende il via il 24 settembre il gruppo di lavoro
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artirà mercoledì 24 settembre l’ultimo step del percorso di prevenzione cardiovascolare realizzato dalla Medicina Integrata della Cittadella Socio Sanitaria di Cavarzere, in collaborazione con l’Ulss 14 (Riccardo Ranzato, direttore del Distretto sociosanitario, e Roberto Valle, primario di Cardiologia) e Cuore Amico. Si tratta di un percorso a 360 gradi strutturato in tre gruppi di lavoro, ciascuno focalizzato su un fronte specifico: il movimento, l’alimentazione e il fumo. Al progetto hanno aderito una sessantina di persone circa, tutte reclutate dai medici di famiglia, che già dall’inizio di settembre, si sono cimentate in questa sperimentazione. Partito, lo scorso 2 settembre, il gruppo cammino e il 3 quello nutrizionale, prenderà avvio il 24 settembre il gruppo per smettere di fumare. Il gruppo è seguito dalla psicologa Lisa Salvagno. Il trattamento di gruppo sarà organizzato seguendo le linee guida e il manuale operativo prodotto dalla Regione Veneto, ossia secondo il modello “TGFumo”. Il progetto si articola in nove incontri di due ore ciascuno. I risultati del progetto sperimentale verranno presentati sabato 8 novembre, a Cavarzere, in occasione della Festa del Medico. La partecipazione ai corsi è gratuita grazie al sostegno di Cuore Amico. Il medico di famiglia potrà fornire ulteriori informazioni a chi è interessato a saperne di più sul progetto.
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Entro l’estate i lavori per la messa in sicurezza di via provinciale
Dopo anni di promesse potrebbero venire esaudite le richieste dei res 14-04-2014 | Un 2014 di lavori per migliorare la sicurezza stradale di via Provinciale, il lungo rettilineo che unisce la città alla frazione di Corte. Il cantiere tanto atteso, secondo i programmi, dovrebbe aprire entro l’estate, di tre nuovi “piagni” (ovvero i ponticelli che collegano via Provinciale alla
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Cultura 23 >> Palazzo Roverella. A San Valentino parte la nuova mostra
Dopo l’Ossessione arrivano Angeli e Demoni Opere di un iconoclasta Ottocento per la prima volta assieme e a Ottobre torna la rassegna “I colori del Sacro” di Melania Ruggini
D
opo il grandissimo successo de “L’ossessione Nordica”, conclusasi con il numero record di 55.000 visitatori, il prossimo San Valentino coinciderà con l’inaugurazione di un’altra mostra da non perdere: “Il Demone della Modernità. Pittori visionari all’alba del secolo breve”. Come ha svelato il professore Giandomenico Romanelli il pubblico sarà coinvolto grazie a tematiche artistiche “border line” in grado di svelare il profondo della psiche. In questa mostra si riveleranno il potere del sogno e dell’inconscio, il fascino della trasgressione, così come situazioni di ansia, angoscia, toccando la tematica della morte e l’aldilà. Saranno gli Angeli e i Demoni a irrompere nelle opere di famosi pittori, moderni e visionari, di fine Ottocento, esposti per la prima volta insieme nella splendida cornice di palazzo Roverella. La mostra farà leva sul brivido delle forti emozioni, accostando vitalismi sfrenati e ambigui, eterei straniamenti, incubi esogni. Si preannuncia una mostra unica nel suo genere che descrive una modernità che si muove tra inquieto e ineffabile, conscio ed inconscio. “An-
Leo Putz la lumachina maliziosa geli e Demoni” mette in scena l’irruzione di una modernità tempestosa, che rinnova i linguaggi dell’arte, infrange gli schemi rigidi della classicità, introduce il movimento, le sonorità estreme, le contaminazioni tra i generi. “Sotto il segno di Lucifero”, “Le meduse”, “Le metamorfosi incompiute”, “Il trionfo delle tenebre”, “Vizi e peccati” e le serie delle “Salomé”, sono emblemi di questo mondo nuovo in bilico tra un destino di luce e le tenebre dell’ Ade. A raccontare, interpretare e vivere nelle loro opere queste emozioni sono grandi artisti europei e italiani, tra i quali: James
Ensor, Franz Von Stuck, Leo Putz, Odillon Redon, Arnold Böcklin, M. Kostantinas Ciurlionis, Max Klinger, Gustav Moreau, Mario De Maria, Guido Cadorin, Alberto Martini. Nel frattempo riprende la collaborazione tra il Roverella e il Museo diocesano di Padova, famoso per la rassegna internazionale di illustrazione denominata “I colori del sacro”. Giunta alla VII edizione, la rassegna inaugurerà l’11 ottobre coinvolgendo il pubblico fino all’11 novembre grazie al fascino del “Viaggio”, con 140 opere di 68 illustratori di tutto il mondo. “Il viaggio è metafora della vita - ha spiegato il curatore, nonché direttore del Museo diocesano di Padova - Si può viaggiare in tanti modi, anche solo con la fantasia. Gli illustratori, provenienti da tutto il mondo, indagano emozioni e sentimenti, cercano di dare risposte alla domanda ‘Where are we going?’. Ciascuno di noi, sulla terra, compie un viaggio: in cerca di speranza, per fuggire dalla guerra, per riscoprire le proprie origini o se stesso. Noi lo faremo con le nostre emozioni ed inquietudini, intrecciando le nostre vite con quelle di chi ci sta accanto o ci ha preceduto”.
il premio Città di Rovigo, prorogate le iscrizioni
U
na bella notizia per tutti gli aspiranti scrittori. O anche per tutti coloro che, senza particolari ambizioni, amano mettere nero su bianco nel tempo libero pensieri, sogni, emozioni. Il Gruppo Autori Polesani segnala infatti che il termine per partecipare alla edizione numero 17 del prestigioso Premio biennale nazionale di poesia e prosa in italiano e dialetto “Città di Rovigo” è stato prorogato sino al prossimo 30 settembre. Chi aveva già gettato la spugna e rinunciato o semplicemente si era mosso in ritardo ha quindi ancora tutto il tempo di ripensarci. Di seguito, qualche indicazione sul bando: sono ammesse opere in italiano o in dialetto veneto, per la sezione poesia una o due poesie a tema libero di 50 versi al massimo; per la sezione prosa un racconto al massimo di 8mila battute. Dovranno essere inviate 5 copie dattiloscritte: una copia con dichiarazione che il testo è originale e inedito, firmata e con recapiti (indirizzo, telefono, email); le copie dovranno essere inviate a Gruppo Autori Polesani c/o Aurora Gardin, via Vittorio Veneto 7, 45100 Rovigo; il contributo per le spese organizzative è pari a 10 euro. I premi per i primi tre posti saranno monili ispirati ad antichi gioielli conservati al Museo dei Grandi Fiumi. La giuria sarà presieduta dal professore Claudio Garbato. La premiazione è prevista sabato 25 ottobre alla sala della Gran Guardia. M.D.P.
24 Cultura >> Mostre ed esposizioni Museo di Storia del Tessuto e Costume a Palazzo Mocenigo fino al 6 gennaio
Oltre 6 mila anni di storia raccontati dai flaconcini dei profumi “Little Big Things”, la selezione dei capolavori della collezione Storp che narrano i segreti di un’arte antichissima e raffinata
Alcuni dei rari pezzi in esposizione alla mostra del Museo di Palazzo Mocenigo
di Ornella Jovane
P
iù di sei millenni di storia vengono raccontati in una singolare quanto accattivante mostra che, inaugurata il 6 settembre scorso, sarà aperta al pubblico fino al prossimo 6 gennaio a Palazzo Mocenigo, nelle sale del Museo di Storia del Tessuto e Costume. In esposizione una selezione degli oltre tremila flaconi e contenitori per profumi della rarissima collezione della famiglia Storp, fondatrice nel 1911 a Monaco di Baviera della Drom Fragrances. Raccolte con competenza e passione, per generazioni, i flaconi e i contenitori esposti rappresentano vere e proprie opere d’arte, esclusive, che celebrano un’arte antichissima - quella dei profumi - diffusa in Medio Oriente in Grecia e a Roma per poi arrivare a Venezia al tempo delle Crociate. “Little Big Things”, questo il titolo della
mostra, vuole mettere al centro dell’attenzione e valorizzare una produzione manufatturiera di alto significato storico. Nella magica cornice di Palazzo Mocenigo, infatti, le 4 sezioni tematiche della Collezione, che sono rappresentative di tutte le epoche, spaziano dai rarissimi pezzi antichi, come il vaso portaolio in terracotta egiziano del III/II secolo a.C., ai flaconi e scrigni in vetro, porcellana e biscuits datati dal XVI al XIX secolo, fino allo straordinario flacone in vetro satinato realizzato su design di Salvador Dalì e alle più note creazioni delle maggiori case di essenze e di profumo moderne. La mostra è presentata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, con la collaborazione di Mavive e della casa essenziera tedesca Drom e trova collocazione in una nuova sezione del centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume, dedicata proprio al profumo, a testimonianza del ruolo fondamentale di Venezia nella tradizione estetica ed imprenditoriale di questo prezioso e
raffinato settore. L’orario di visita fino al 31 ottobre prossimo è programmato dalle 10 alle 17.00, da novembre la chiusura sarà anticipata di un’ora. Info: mocenigo.visitmuve.it
Letteratura
Il tema: “Fotografie dalla Laguna”
S
cade il prossimo 31 ottobre il bando di concorso per partecipare alla VI Edizione del Premio Letterario “Città di Chioggia”, edizione 2014. Le sezioni presenti sono Poesia, Narrativa e, novità di questa edizione, l’aggiunta di una nuova sezione dedicata ad elaborati inediti a tema libero. Il Tema del concorso di quest’anno è: “Fotografie dalla Laguna: Chioggia come incontro di luoghi e di tempi”. Le opere devono essere presentate in forma dattiloscritta o stampata, in lingua italiana o, se contenenti parti dialettali, completate da legenda o glossario. I documenti dovranno essere recapitati alla Segreteria del Premio Letterario “Città di Chioggia”, VI edizione 2014, c/o Pro Loco di Chioggia e Sottomarina, via Felice Cavallotti n° 410., 30015 Chioggia (VE).
Cultura 25 >> Musica. Il 18 ottobre la musicologa Nicla Sguotti presenta a Cavarzere il volume
La presentazione ufficiale del libro sulla carriera del maestro Tullio Serafin S
arà sabato 18 ottobre alle 21, presso il Teatro Tullio Serafin, la serata di presentazione ufficiale del libro “Tullio Serafin, il custode del bel canto” di Nicla Sguotti, edito da Armelin Musica di Padova. Un evento che concentrerà idealmente nel teatro che porta il suo nome, e che lo vide esibirsi nel suo primo concerto giovanile, le varie realtà che promuovono la figura di Tullio Serafin e la sua Arte. A rendere possibile la serata di presentazione, nel corso della quale non mancherà la grande musica, è stata la significativa sinergia creatasi tra l’assessorato alla Cultura di Cavarzere, il Circolo “Amici del maestro T. Serafin”, l’Associazione Culturale Concetto Armonico, l’Orchestra e Coro “T. Serafin”, che hanno unito le forze per rendere omaggio all’illustre direttore e al lavoro di ricerca di Nicla Sguotti, molto apprezzato dai lettori e anche dalla critica specializzata. La pubblicazione ripercorre la carriera di Tullio Serafin, la sua biografia artistica, ricostruita dall’autrice con la cronologia completa delle direzioni, appare ancor più straordinaria se analizzata alla luce degli scritti inediti contenuti in nel libro. Si tratta per la maggior parte di lettere di musicisti che scrivono a Serafin per accordarsi sull’esecuzione di nuove opere o chiedono l’inserimento di propri lavori nei cartelloni dei teatri in cui egli dirige. Particolare pregio hanno gli scritti di Franco Alfano, Alfredo Casella, Gian Francesco Malipiero, Gino Marinuzzi, Pietro Mascagni, Italo Montemezzi, Ildebrando Pizzetti, Richard Strauss ed Ermanno Wolf Ferrari. Vi sono anche lettere che arrivarono a Serafin da personaggi illustri della cultura, come Gabriele
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D’Annunzio, e da istituzioni che gli conferiscono onorificenze. Di notevole interesse sono anche le due lettere indirizzate al maestro da Maria Callas, molto legata a Serafin, che la fece debuttare in Italia, aprendole di fatto le porte della celebrità. Nel libro è contenuto anche un estratto dell’intervista, raccolta dall’autrice a Bussetto nel febbraio 2009, a Carlo Bergonzi, che più volte si trovò a collaborare con Serafin e al quale era particolarmente legato. La premessa dell’opera è stata realizzata con la collaborazione del maestro Nello Santi, che testimonia la propria stima per Serafin e la sua arte di concertatore. Tullio Serafin, il custode del bel canto è già disponibile in libreria, per informazioni è possibile consultare la pagina facebook dedicata al libro o il sito www.niclasguotti.it. La presentazione del 18 ottobre si inserisce nell’appuntamento annuale del concerto Omaggio a Tullio Serafin, promosso dal Circolo ad egli intitolato e giunto quest’anno alla sua edizione numero trentasei. Grazie alla presenza dell’Orchestra e Coro “Tullio Serafin”, diretti dal maestro Renzo Banzato, sarà un vero e proprio viaggio nella gloriosa carriera di Serafin, tra le note delle più suggestive opere da lui dirette e reso ancor più significativo dalle testimonianze e dalla lettura di brani dal libro di Nicla Sguotti, capaci di far comprendere appieno la grandezza del celebre maestro. L a conduzione della serata è affidata alla professoressa Fanny Quagliato e l’ingresso è gratuito, per informazioni e prenotazioni è possibile rivolgersi all’Ufficio Cultura del Comune di Cavarzere (0426317190).
eventi e mostre a cura di Ornella Jovane
Il nuovo campus scientifico Sarà inaugurato il prossimo 26 ottobre il nuovo Campus scientifico a Mestre. La cerimonia inizierà alle 12,30 in via Torino 155. A fare gli onori di casa il Rettore dell’Università Ca’ Foscari Venezia Carlo Carraro. Il nuovo campus scientifico di Mestre è un moderno complesso edilizio composto attualmente da quattro edifici, situato a dieci minuti a piedi dalla stazione ferroviaria di Porto Marghera. Le attività didattiche potranno contare su 8 aule collocate nell’edificio Delta (per una capienza complessiva di 641 posti), 9 laboratori didattici (edificio Beta), un Auditorium (edificio Alfa) da 240 posti e sulla Biblioteca di Area Scientifica (edificio Alfa) da 134 posti distribuiti su 4 piani: tutti i libri a scaffale aperto, tavoli cablati, wi-fi, 4 salette riservabili per studi di gruppo o attività di ricerca, con servizi di consultazione, prestito, document delivery, ricerche bibliografiche, riproduzione, prestito anche e-reader e Netbook.
la festa della zucca a salzano
In alto il libro “Tullio Serafin, il custode del bel canto”, sopra l’autrice Nicla Sguotti
Iscriviti
Con l’autunno torna a Salzano, nel Miranese, la Festa della Zucca, giunta quest’anno alla 21esima edizione. La manifestazione si terrà dal 17 ottobre al 2 novembre prossimi. Fra le tante iniziative in programma il concorso a premi per le miglior zucche, gastronomia a tema, fiera dell’artigianato con mercatini, e intrattenimenti vari. Info 041-5709789
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Concerti e e non non solo solo 26 40 Concerti
Mille e ancora mille...
1133
pagina a cura di graziano Edi corazza
in vEnETo Padova
Un invErno di concErTi Counting Crows 22 novembre 2014 Gran Teatro Geox Padova Fabi Silvestri Gazzè Tour 2014 22 novembre 2014 PalaFabris Padova Cesare Cremonini 27 novembre 2014 Gran Teatro Geox Padova
EvEnTi
Glenn Miller Orchestra 13 dicembre 2014 Gran Teatro Geox Padova Umberto Tozzi 20 dicembre 2014 Gran Teatro Geox Padova Balletto di Mosca “La Classique” in “Lo Schiaccianoci” 26 dicembre 2014 Gran Teatro Geox Padova Gran Concerto di Natale 27 dicembre 2014 Gran Teatro Geox Padova
Raf 29 novembre 2014 Gran Teatro Geox Padova Circo de Los Horrores 7, 6, dicembre 2014 Gran Teatro Geox Padova
tutte le info: www.ecoveneto.it - www.picklook.com
iL gALA’ Lirico 2014
Piove di Sacco
LAKE fESTivAL dAL 12 AL 14 SETTEMbrE
I
l Lake Festival 2014 è la prima edizione di un evento che in realtà inaugura quella che sarà una fitta programmazione musicale live. Il Festival e tutte le altre iniziative si terranno nella nuovissima location “La Corte al Lago” a Piove di Sacco. “La Corte al Lago” si compone di un locale dalla capienza di circa 300 persone ed un parco di circa 17000 mq. Il Lake Festival propone una line up di tutto rilievo: 12/9 REZOPHONIC + Cinema Bianchini 13/9 EX LIVE GIANCARLO ONORATO E CRISTIANO GODANO (cantante Marlene Kuntz) + Facciascura 14/9 YAVANNA + LUPO (ROMINA SALVADORI) + Out of Time L’intento della Direzione Artistica e di tutto lo staff della Corte al Lago è quello di offrire finalmente al pubblico un polo sicuro e qualitativamente elevato per la musica live e per le iniziative culturali in genere.
L’opErA È… LA grAndE bELLEZZA ALL’ArEnA di vEronA Le star del Bel Canto mondiale Il tenore José Cura Il soprano Maria Guleghina Il baritono Carlo Guelfi Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini Massimo Zanetti, direttore Presenta Michele Mirabella Regia Enrico Stinchelli Coro Teatro Regio di Parma – Maestro Salvo Sgrò Coro Università degli Studi di Perugia – Maestri Franco Andreucci e Marta Alunni Pini Coro Università di Parma e Reggio Emilia – Maestro Antonella Coppi Corpo di Ballo Modulo Factory – Coreografie Modulo Project
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e più famose e melodiche arie dell’Opera verranno interpretate da tre grandi star internazionali del Bel Canto all’apice della loro carriera mondiale in un contesto architettonico mozzafiato restituito ai fasti dell’antico splendore e al contempo esaltato dalle più innovative tecnologie: le luci e le proiezioni della Mav – Mad About Video, giochi prospettici per garantire sempre, a tutti gli spettatori, una visione a 360° dell’azione scenica, un palco contemporaneo ma perfettamente inserito nel contesto antico. Anche i momenti più legati alla tradizionale grandiosità dell’Opera in Arena, come le grandi masse sceniche, avranno soluzioni di grande impatto e grande scioltezza: lo spettatore verrà sorpreso da un intero reggimento di Carabinieri a Cavallo, ma in modo nuovo, inatteso. La novità assoluta de L’Opera è la Grande Bellezza nasce dal vulcanico Enrico Stinchelli, star assoluta tra i melomani italiani. Enrico Stinchelli ha deciso di fare il grande passo e affrontare con l’amico produttore Massimo Cappelli, il tempio popolare della lirica: l’Arena. Ma ovviamente, dopo tanti anni trascorsi ai microfoni e sui palchi, non sarà certo con uno spettacolo prevedibile...
SgUArdo A nordEST pATTi SMiTH “THE (pATTi) SMiTHS” vEnErdÌ 5 dicEMbrE 2014, orE 21:00 UdinE, TEATro nUovo giovAnni dA UdinE
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on l’estate concertistica quasi terminata si iniziano a delineare già quelli che saranno alcuni degli spettacoli più importanti della stagione autunnale e invernale. Il 2014 - 2015 vede in questo senso rinsaldata la sinergia fra Teatro Nuovo Giovanni da Udine e Azalea Promotion, che ufficializzano oggi un primo grande evento musicale con protagonista un grande nome della scena musicale internazionale. Sarà la sacerdotessa del rock PATTI SMITH a salire sul palco del Teatrone il prossimo venerdì 5 dicembre per lo spettacolo organizzato dallo stesso Teatro e Azalea Promotion, in collaborazione con il Comune di Udine e inserito nel pacchetto “Music&Live” dell’Agenzia TurismoFVG. Dopo il successo della stagione concertistica
la nuova programmazione riparte da un nome simbolo, PATTI SMITH. La sacerdotessa del rock è pronta a tornare a grande richiesta in Italia con un nuovo spettacolo e tour che vedrà a Udine l’unica data in Friuli Venezia Giulia, a 4 anni dall’ultima emozionante esibizione al Grado Festival Ospiti d’Autore. “THE (PATTI) SMITHS”, questo il titolo del nuovo tour, che vedrà per la prima volta sul palco insieme, in un live acustico, la famiglia Smith al gran completo: Patti, i figli Jesse Paris e Jackson, oltre al fidato Tony Shanahan. Uno spettacolo che si annuncia già come uno dei più attesi della stagione, che vedrà in scaletta tutti i più grandi classici dell’artista newyorkese, eseguiti quindi in un’inedita formazione a quattro. Erano gli anni ‘60 quando la
giovanissima Patti Smith, poco più che ventenne, si trasferì nella vibrante New York per trovare la sua strada. Il resto è storia: dalle primissime esibizioni nello storico CBGB’s, fino al contratto con la Arista e la pubblicazione di “Horses”. Senza dubbio tra gli artisti più influenti di sempre, cantautrice e poetessa di enorme talento, Patti viene spesso citata da illustri colleghi come grande fonte di ispirazione. Brani come “People Have The Power”, “Gloria” (cover del brano dei Them di Van Morrison), “Dancing Barefoot” e “Because The Night” (di Bruce Springsteen) sono vere e proprie pietre miliari della musica. Al Teatro Nuovo Giovanni da Udine Patti Smith sarà protagonista di un concerto acustico, che stupirà i suoi affezionati fans.
“50 Anni di rocK”, LA pASSionE di grAZiAno Edi corAZZA divEnTA Un Libro di 700 pAginE
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’ in libreria da pochi giorni “50 anni di rock! 1964/2014” il nuovo libro di Graziano Edi Corazza. Il nostro musicologo giornalista ha iniziato dieci anni fa a scrivere il “suo” libro di rock di 700 pagine (650 pagine scritte e 50 pagine di foto vintage). Dopo avere ascoltato 15 mila dischi circa e letto decine di libri sul rock, ha terminato il libro (giusto giusto) in occasione del cinquantesimo compleanno del rock. Il libro, pubblicato dalla AltroMondo Editore di Vicenza, è nelle librerie italiane dal..., che corrisponde ad una data importantissima per il rock! La spiegazione sta nel libro... Graziano Edi elenca ed analizza minuziosamente, in oltre 35 capitoli, tutti i generi e sottogeneri della famiglia del rock. Quello che ha voluto scrivere è in effetti il Libro del Rock e dei Vari Stili del Rock (blues rock, country rock, soul rock, funky rock, folk rock, rock acido, rock psichedelico, rock romantico, rock progressivo, hard rock, heavy metal,
reggae, punk, new wave, grunge, jazz rock, jazz elettrico, rock sperimentale, rock indie, rock alternativo, rap metal, eccetera) nel modo più dettagliato possibile. Dice Edi: “In 50 anni di rock ho poi cercato di scegliere, credo, il meglio dei Dischi del Rock. Li ho recensiti facendo attenzione anche alla particolarità di un LP quando ha determinato un nuovo genere musicale. Ho voluto classificare i LP’s dal 1964 al 2014, catalogando o citando i dischi più belli e quelli fondamentali trattando diffusamente gli anni 60’, 70’ 80’, 90’, ecc. In effetti ogni disco viene presentato nel libro con la copertina; il titolo del disco; il nome del gruppo e/o artista, e/o entrambi; l’anno di uscita; la casa discografica; i titoli delle songs; il voto; il nome dei musicisti della band e/o dell’artista e gli strumenti suonati; gli ospiti (se ci sono) che hanno suonato nel disco e gli strumenti suonati; una breve introduzione del disco e della band e/o artista; la recensione: song per song del disco; la conclusione-recensione.
Ci sono inoltre dichiarazioni di chi il Rock lo ha inventato”. All’uscita del libro sono già numerosi i giornali che lo hanno recensito. “Cinquant’anni di storia del rock, visti con gli occhi di un appassionato nel vero senso della parola, dato che ascoltare 15mila dischi ed assistere a 1200 concerti denota una passione non comune per questo tipo di musica.” “Mai nessuno aveva recensito un lavoro di così ampio respiro, e che questo primato spetti a Graziano Edi Corazza, un veneziano, crea un ulteriore valore aggiunto.” “Un lavoro che riassume, ma dettagliatamente 50 anni di rock fatti da uno che chiaramente (lo si capisce sfogliando le 700 pagine) lo conosce bene.” Queste sono alcune delle frasi estrapolate dalle varie recensioni e commenti. Nelle ultime pagine del libro un glossario spiega i termini musicali espressi nell’opera. Ora Graziano è in giro per librerie, radio e tv.
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i nostri Esperti aFFari Di FaMiGLia
A cura dell’AVVOCATO FULVIA FOIS
Maltrattamento ed uccisione di animali (animalicidio) investimento di animale e omissione di soccorso
Cari lettrici e lettori, in questo numero affronto la delicata questione inerente il maltrattamento e l’uccisione di animali, che, si sa, con l’arrivo dell’estate aumentano notevolmente con vanto, in molti casi anche pubblico su Facebook, di queste spregievoli e gravissime condotte da parte degli autori. Quale la disciplina applicabile in questi casi? di quale reato rispondono gli autori del fatto? Con la legge n. 189/2004 è stato introdotto nel codice penale il Titolo IX bis rubricato “Dei delitti contro il sentimento degli animali”. Con tale titolo si vogliono punire tutte quelle condotte che, con intensità diversa, offendono la sensibilità degli esseri umani nei confronti degli animali cagionando lesioni o financo la morte di questi. Le fattispecie di reato introdotte dalla legge n. 189/2004 sono, rispettivamente: 1) Uccisione di animali ex art. 544 bis c.p. 2) Maltrattamento di animali ex art. 544 ter c.p. 3) Spettacoli e manifestazioni vietati ex art. 544 quater c.p. 4) Combattimenti tra animali ex art. 544 quinquies c.p. Quali sono gli atti che costituiscono maltrattamento di animali? Essenzialmente il reato di maltrattamento previsto e punito dall’art. 544 ter c.p. si ritiene integrato ogni
qual volta l’animale viene sottoposto, per crudeltà o senza necessità e con coscienza e volontà da parte del soggetto agente, a sevizie (intese come comportamenti che procurano una lesione all’animale) o comportamenti o fatiche o lavori insopportabili per le sue caratteristiche, quando gli vengono somministrate sostanze stupefacenti o vietate (es. sostanze dopanti o eccitanti) o sottoposto a trattamenti che procurino un danno per la sua salute. Questo reato è punito con la reclusione da 3 mesi a 1 anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. Se da tali condotte segue la morte non voluta dell’animale, della quale cioè l’agente neppure ha accettato il rischio, il colpevole risponderà anche dell’aggravante ad effetto speciale prevista dall’art. 544 ter comma III c.p. con un aumento della pena della metà. Diversamente, ovvero se la morte dell’animale era voluta dal soggetto agente, si configura il reato di uccisione di animali di cui all’art. 544 bis c.p. che cos’è l’animalicidio? L’animalicidio altro non è che l’uccisione volontaria di animali; condotta che può essere posta in essere da un soggetto agente con qualsiasi modalità per crudeltà o senza necessità nei confronti di un animale cagionandone la morte e che integra la fattispecie di reato p. e p. (p. e p= prevista e punita) dall’art. 544 bis del codice penale. La pena per chi si rende responsabile di tale reato,
procedibile di ufficio, è della reclusione da da quattro mesi a due anni. La ratio evidente di questa norma è quella di tutelare l’esistenza in vita di qualsiasi animale domestico, selvatico o addomesticato, ponendolo al riparo da atti di crudeltà o senza necessità che l’essere umano possa porre nei suoi confronti. Come poc’anzi esposto l’uccisione dell’animale deve avvenire per crudeltà o senza necessità. Evidente quindi che non rientra nel delitto in esame l’uccisione di animali per la macellazione o per la sperimentazione. cosa si intende per “crudeltà” e “senza di necessità”? I menzionati concetti sono stati individuati dalla Corte di Cassazione. Per crudeltà si intende una condotta “di per sé caratterizzata dalla spinta di un motivo abbietto o futile”. Rientrano nella fattispecie le condotte che si rivelino espressione di particolare compiacimento o di insensibilità» (così Cass. Pen. n. 9668/1999). In altre parole gli atti di crudeltà consistono nell’inflizione di gravi sofferenze fisiche senza giustificato motivo. Per assenza di necessità si fa riferimento a tutte quelle condotte di uccisione che sono poste in essere e non sono giustificate dalla necessità dii evitare un pericolo imminente o un danno giuridicamente apprezzabile (così Cass. Pen. n. 1010/1997). Si evidenzia alla Vs attenzione di come l’uccisione di un animale può essere causata tanto da un’azione
quanto da un’omissione. E’ ininfluente, al fine della rilevanza penale dell’atto, il mezzo impiegato per cagionare il decesso. L’uccisione da parte di un altro animale sfuggito a chi ne aveva la custodia, quale responsabilità penale genera? Non rientra nella fattispecie in esame l’uccisione di un animale da parte di un altro animale sfuggito al custode, trattandosi di evento colposo, che può generare solo una forma di responsabilità civile ai sensi dell’art. 2052 c.c. Diverso il caso di uccisione di un animale a seguito di un combattimento con altro animale. In tal caso vi sarà concorso tra i reati di cui agli artt. 544 bis (uccisione di animali) e 544 quinquies c.p. (divieto di combattimenti tra animali). Concludo esortando ciascuno di VOI a segnalare, anche tramite la sottoscritta ogni caso di maltrattamento di animali cui sia seguita o meno la morte degli stessi onde poter procedere alla giusta denuncia avanti l’Autorità competente nei confronti di chi si è reso responsabile di una siffatta ignobile, vergognosa e criminale condotta. Se lo desiderate segnalatemi i Vs casi e/o le Vs questioni di maggiore interesse all’indirizzo mail: studiolegalefois.segreteria@gmail.com autorizzandomi espressamente anche alla riproduzione parziale del testo da Voi inviatomi.
iL Diritto Per iL cittaDiNo
Dott. Avv. Notaio Matteo Ceolin
Le detrazioni IRPEF per le ristrutturazioni edilizie
La l. 22 dicembre 2011, n. 214 ha reso definitive una volta per tutte le agevolazioni IRPEF relativamente agli interventi di recupero edilizio già previste per la prima volta con la l. n. 449/1997 e successivamente più volte prorogate. In linea generale hanno diritto alla detrazione il proprietario dell’immobile (compreso anche il comproprietario) e coloro che ne hanno in qualche modo la disponibilità (es. comodatario, inquilino), oltreché il familiare convivente del possessore a condizione che sostenga le spese e le fatture ed i bonifici bancari o postali siano a lui intestati. La detrazione è ammessa per una serie di interventi molto ampia: manutenzione ordinaria e straordinaria,
restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, ricostruzione o ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, interventi di realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, cablatura degli edifici, interventi per il contenimento dell’inquinamento acustico, per la realizzazione di opere finalizzate al risparmio energetico, per gli interventi di bonifica dell’amianto e per quelli volti all’adozione di misure antisismiche. La detrazione spetta nella misura del 36% delle spese sostenute; l’importo massimo di spesa sul quale calcolare la detrazione di imposta è fissato in via generale in 48.000,00 euro; la detrazione va poi ripartita in dieci rate annuali di pari importo. In concreto
questo significa che il contribuente potrà “scontare” (detrarre appunto) annualmente la quota spettante nei limiti dell’imposta dovuta per l’anno in questione. Se ad esempio la quota annua detraibile per le opere effettuate è di 1.000 euro in 10 anni e l’IRPEF nell’anno in questione ammonta a 3.000 euro, l’importo (residuo) da pagare sarà di 2.000 euro. Di grande interesse è la possibilità di prevedere, in caso di trasferimento dell’unità immobiliare per la quale ci si è avvalsi della detrazione IRPEF, che l’acquirente subentri nelle quote annue di detrazione, non ancora utilizzate al momento del trasferimento; chi compra, quindi, potrà usufruire della detrazione non ancora “consumata” da
chi vende. Le parti possono ovviamente accordarsi nel senso di evitare tale subentro, con conseguente riserva a favore dell’alienante della detrazione non ancora “consumata”. Infine va ricordato che, in via transitoria, si è previsto che per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2014, la detrazione spetti nella maggior misura del 50%,
fino ad un ammontare massimo di 96.000 euro; per le spese sostenute dal 1.1.2015 e fino al 31.12.2015, la detrazione spetterà nella maggior misura del 40%, fino ad un ammontare massimo di 96.000 euro. Dal 1.1.2016 si dovrebbe tornare alla misura ordinaria del 36% su un importo massimo di 48.000 euro.
DOTT. AVV. NOTAIO MATTEO CEOLIN mceolin@notariato.it
28 I nostri esperti L’architetto
Le agevolazioni fiscali per i lavori di ristrutturazione (parte terza)
Rubrica a cura di Renzo Carturan, architetto
Gli adempimenti del contribuente per beneficiare delle detrazioni. La detrazione per l’acquisto di abitazioni ristrutturate, dei mobili e degli elettrodomestici. Per beneficiare delle detrazioni per i lavori di ristrutturazione il contribuente deve indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali dell’abitazione; se è soltanto detentore (ad esempio locatario) anche i dati di registrazione dell’atto relativo. Dovrà conservare le fatture o le ricevute dei costi sostenuti, le ricevute dei bonifici di pagamento ovvero, per le spese che non possono essere pagate con bonifico, la documentazione attestante l’avvenuto pagamento; dovrà inoltre essere in possesso: dell’accatastamento del fabbricato, delle ricevute di pagamento delle imposte sui fabbricati, della delibera dell’assemblea condominiale nel caso di lavori sulle parti comuni del fabbricato, la dichiarazione del possessore dell’immobile, se gli interventi sono eseguiti dal detentore, e le autorizzazioni edilizie. Qualora l’abitazione per la quale si è beneficiato delle detrazioni sia venduta prima dei dieci anni previsti per scontare l’intera detrazione, i diritti passano
all’acquirente, salvo diverso accordo tra le parti da riportare esplicitamente nell’atto di compravendita; in caso di decesso la detrazione è riconosciuta all’erede che conserva la detenzione dell’immobile. Nel caso in cui la detrazione spetti all’inquilino o al comodatario (colui che ha in uso gratuito l’immobile), qualora cessi il contratto di locazione o di comodato, la detrazione continuerà ad essere riconosciuta agli stessi. La detrazione IRPEF è prevista anche per l’acquisto o l’assegnazione di abitazioni che fanno parte di fabbricati
per i quali l’impresa di costruzione, o la cooperativa edilizia, abbia effettuato i lavori di ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo a condizione che detti lavori abbiano interessato l’intero edificio. L’acquisto o l’assegnazione devono avvenire entro sei mesi dalla data di ultimazione dei lavori. Le percentuali applicabili ed i limiti delle detrazioni sono gli stessi già indicati per l’esecuzione dei lavori; la percentuale della detrazione, invece, va calcolata sull’importo forfettario del 25% del prezzo di vendita, indipendentemente
dal costo dei lavori eseguiti. Facendo un esempio: un contribuente acquista nel 2014, entro sei mesi dalla data di ultimazione dei lavori, un appartamento al prezzo di €. 150.000; il costo forfettario di ristrutturazione è pari al 25% e, quindi, di €. 37.500; la detrazione sarà del 50%, ovvero di €. 18.750 da ripartire in dieci rate annuali di pari importo. In questo caso non è necessario il pagamento con bonifico. Dal 6 giugno 2013 e fino al 31 dicembre 2014 è ammessa la detrazione del 50% anche per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici (frigoriferi, congelatori, lavatrici, stufe elettriche, forni a microonde, apparecchi per il condizionamento ecc.). Sono ammesse in detrazione anche le spese di trasporto e di montaggio. L’importo massimo detraibile è di 10.000 euro in dieci rate annue. Il pagamento può avvenire con bonifico, carte di credito o di debito; non sono ammessi pagamenti con assegni bancari, contanti o altre modalità di pagamento. Anche in questo caso il contribuente dovrà conservare la documentazione attestante il pagamento e la fattura di acquisto completa dei dati necessari per identificare qualità e quantità dei beni e servizi acquistati.
Per quesiti sugli argomenti trattati in questa rubrica il Lettore può inviare una mail a carturenzo@studiocarturan.it
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Informazione a pagamento a cura degli esperti del settore
L’Editoriale
Occorre ristabilire una forte alleanza medico-paziente di Francesco Noce*
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La fiducia nel proprio medico è il primo passo verso la guarigione L’udito e la sordità: al centro il valore della persona Continua a pag. 31
Ritrova il piacere di sentire bene.
Quanto conta l’(in)fedeltà? Continua a pag. 31
’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri ha come fine istituzionale la tutela della salute dei cittadini garantendo l’ indipendenza,l’ autonomia, la dignità ed il decoro dei professionisti. Proprio perché la nostra professione coinvolge la vita delle persone, riteniamo sia impensabile non avvalerci di un Codice deontologico che per noi medici risale al V° secolo a.c. quando Ippocrate di Cos trasformò di fatto la professione medica avvicinandola alla natura delle cose e dei corpi, allontanandola vieppiù da una visione ieratica secondo cui le malattie provenivano dalla collera delle divinità, e dettando le prime regole per i Medici nell’esercizio della loro professione. Il nostro Codice deontologico infatti indica al Medico i principi etici cui deve ispirarsi la sua condotta e detta le regole di comportamento da quei principi derivate. Aspetti, questi, fondamentali anche per il medico stesso la cui professionalità vive soprattutto della considerazione e della fiducia di chi si rivolge a lui. Quest’anno gli Ordini dei Medici hanno licenziato un nuovo Codice, inserendovi delle novità come la medicina potenziativa degli atleti e la medicina in pace e in guerra. Nel nostro Ordine il Codice viene consegnato a tutti i nuovi medici rodigini che si affacciano alla professione nel corso di una cerimonia in cui sono chiamati a pronunciare solenne giuramento alla professione Medica davanti alla società e alle autorità ma soprattutto davanti alla propria coscienza.
*Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo Continua a pag.
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L’importanza dello screening nella prevenzione oncologica Continua a pag. 32
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L’Editoriale Segue da pag.
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Occorre ristabilire una forte alleanza medico-paziente
di Francesco Noce* E’ una cerimonia pubblica in cui questi giovani si prendono un impegno morale per la vita. Vorrei che i cittadini ci pensassero e riconsiderassero l’importanza di questi gesti e impegni e che tornassero a darci fiducia come fino a non molto tempo fa. Purtroppo i tempi in cui viviamo sono particolarmente complessi. In campo medico, poi, si verifica un fenomeno nuovo e non del tutto positivo,tale da indurre molte persone,sempre più informate attraverso Internet o giornali e televisioni, (e questo è positivo), a contrattare con il medico una diagnosi o un percorso diagnostico-terapeutico senza avere le basi per poter decodificare i messaggi ricevuti ponendosi in un clima di diffidenza,(e questo è negativo) e, risulta spesso se non di danno, certamente non utile allo stesso paziente. Ecco perché l’Ordine lavora seriamente per rifondare quel rapporto di fiducia finalizzato a creare quell’ alleanza terapeutica che unisce il medico ed il paziente nella lotta alla malattia. Oggigiorno questo settore è in continua evoluzione e, purtroppo, risente molto anche delle scelte economiche di Governo e Regione. I continui tagli ai finanziamenti, i ritardi nella riorganizzazione dei servizi territoriali…rallentano e, a volte, ostacolano le scelte puramente mediche. In tutto questo, per il buon funzionamento della sanità, anche il cittadino deve esser chiamato a fare la sua parte utilizzando bene il sistema, evitando di appesantire il bilancio sanitario con richieste inappropiate, generando così un dispendio di risorse che potrebbero, invece, mancare quando ne avesse davvero bisogno. Come Ordine di Rovigo abbiamo deciso da tempo di favorire il colloquio con i cittadini al fine di agevolare la tutela della salute. Per questo abbiamo istituito lo “Sportello del Cittadino” dove vengono ricevuti coloro che ritengono di esporre situazioni che certo non vanno nella direzione di tutela della loro salute. Spesso,per fortuna, si tratta di incomprensioni o di lamentele di comportamenti, e ancor più spesso di problematiche legate all’ organizzazione di una sanità complessa e malata di troppa burocrazia. Tutti ricevono ascolto e ci si prende cura delle problematiche esposte e a tutti viene assicurata una risposta che , e lo dico con orgoglio,fino ad oggi è risultata quasi sempre positiva. Ritengo sia indispensabile che cittadino torni ad aver fiducia nel medico che sceglie spezzando così quel circolo vizioso che può costringere i medici ad attuare una medicina difensiva prescrivendo esami inutili per mettersi al riparo da eventuali ripercussioni future. Questa spirale di sfiducia, da un lato, e tutela preventiva, dall’altro, va interrotta per il bene di tutti. Occorre sapere che all’Ordine è stato affidato il compito di certificare il percorso formativo dei propri iscritti attraverso un processo di aggiornamento e formazione continua con cui viene garantita la professionalità ed il continuo studio che per il medico dura tutta la vita. Ogni medico, infatti, deve adempiere ad obblighi formativi che avranno sempre più peso per il loro rapporto di lavoro, senza sottovalutare un riscontro economico sui premi assicurativi ed un possibile riflesso in ambito giudiziario in cui,il mancato adempimento potrebbe costituire un aggravante. Ma devo dire che chi ha scelto questa professione con lo spirito ippocratico ha nel suo DNA i cromosomi rivolti allo studio continuo ed al suo paziente; e, ricordo con commozione che alla fine della cerimonia del giuramento solenne da parte dei giovani colleghi mi rivolgo loro con questo auspicio:” che se alla fine della loro vita professionale riusciranno a rileggere il giuramento che hanno appena pronunciato senza dover mai abbassare lo sguardo,allora e solo allora potranno dire di essere stati dei buoni medici. Sono certo che per la maggior parte, per fortuna, è così. *Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo
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L’udito e la sordità Dimensione Udire, al centro il valore della persona!
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orse pochi sanno che l’ipoacusia, ossia la riduzione più o meno grave dell’udito, è uno dei problemi più diffusi al mondo. Più del 10% degli italiani ne soffre e la causa è da attribuire a vari fattori quali l’invecchiamento, esposizione a forti rumori e infezioni. La sordità se non affrontata in tempo si accompagna ad un veloce ed irreversibile decadimento delle funzioni cognitive e mnemoniche. Per le persone anziane la modificazione dell’umore e dell’affettività che si accompagna a difficoltà di comunicazione e ritiro sociale, sono da affrontare con un semplice controllo dell’udito per escludere o accertare l’eventuale esistenza di un deficit uditivo. I Centri Dimensione Udire offrono un servizio professionale con la presenza di Audioprotesisti qualificati, per risolvere ogni problema di udito, mettendo al primo posto la centralità del paziente/utente, il suo stato di salute e la qualità nell’erogazione delle prestazioni. Attraverso un colloquio con l’Audioprotesista sarà semplice capire le necessità della persona, tenendo conto della sua storia passata e dello stile di vita del presente, per trovare la soluzione più adeguata alla propria perdita uditiva. Dimensione Udire si prende cura della persona in un vero e proprio percorso programmato per il recupero della perdita dell’udito, fatto di: - tempestività nel servizio e controllo dell’udito gratuito - tecnologie avanzate per la prova audiologica, con stanze silenti insonorizzate, per determinare la funzionalità uditiva - scelta della protesi acustica digitale wireless, con design quasi invisibile
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Quanto conta l’(in)fedeltà? Galimberti: “La fedeltà, di per sé, non è un valore. Il valore è l’amore ad essa collegato”
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- prova di 30 giorni per trovare l’adattamento ideale - un servizio di assistenza continuo di post-vendita - apparecchi acustici tramite ASL INAIL (per aventi diritto la protesi è gratuita) - un servizio a domicilio per chi ha difficoltà a recarsi nelle varie sedi I Centri Dimensione Udire offrono, competenza ed esperienza, un rapporto con il paziente votato all’ascolto e all’instaurarsi di una relazione di fiducia. Ma soprattutto offrono la straordinaria possibilità di tornare a sentire e ritrovare, fin da subito, un po’ di felicità! Dimensione Udire Monselice: Via Zanellato, 17 Tel. 0429 700091
E non è raro che una delle ragioni l rientro dopo il periodo estivo comporta principali riguardi l’ultima opzione, ossia un sempre momenti di disorientamento. tradimento svolto a favore della coppia. E’ Dall’estate ci aspettiamo tutti molto: come se, l’azione infedele, non sia altro che spensieratezza, legami, amicizie, gioco, diun tentativo estremo e “violento” di esprivertimento e perché no, sesso. Ed è proprio in mere un messaggio di disagio che per troppo questa stagione calda, in un clima di maggiotempo è rimasto inascoltato o non compreso. re senso di libertà che molte coppie entrano Certamente nella costruzione del train crisi e s’interrogano su quale sia il reale Dott. Alessia dimento concorrono anche l’attrazione, la confine fra fedeltà, infedeltà e tradimento. Marcato fisicità e l’emotività che sono gli aspetti più Tra i sostenitori di “la scappatella può capitare” e quelli di “no, la scappatella è reale tradimento visibili e consci, ma il fattore principale alla base di tutto e rompe il patto della coppia” cerchiamo di capire cosa la è che in tante coppie, l’uno o l’altra non conoscono la grammatica dei sentimenti. E’ in questa ignoranza che letteratura e gli esperti esprimono a riguardo. “L’infedeltà innanzitutto è una sbandata, il tra- va cercata la vera radice del tradimento, in quell’analfadimento è la messa in crisi di un rapporto. La fedeltà, betismo sentimentale e comunicativo che è una costante di per sé, non è un valore. Il valore è l’amore ad essa presente sia nei colloqui terapeutici che in molte lettere inviate alle rubriche giornalistiche. collegato.” (U. Galimberti) C’è molto amore che si perde, per l’incapacità di Al di là della scissione tra amore e sessualità, che porta a definire come l’uomo traditore abbia un investi- trovare le parole giuste. Quando si comunica davvero, il mento ed una motivazione più sessuale, mentre la don- Noi nato dalla coppia non si lascia travolgere! na traditrice più emotiva, il vero problema dell’infedele Per ulteriori informazioni o appuntamenti la dott.ssa sta nel fatto che non tradisce il me. L’infedele tradisce il Marcato è disponibile al 349 3610094. Noi, l’entità della coppia, un Noi che, forse, gli impedisce di evolversi. dr.ssa Alessia Marcato Psicologa-PsiA tal ragione, una delle domande basilari che spesso coterapeuta specializzata in terapie di rivolgo alle coppie che si presentano in terapia a seguito coppia/famigliari ed individuali di un tradimento, riguarda il definire quanto, in percenstudio Atma via Pozzuoli 13/b spinea tuale, il tradimento sia stato commesso per se stesso, (Ve) - Cell. 3493610094 quanto contro l’altro e quanto per la coppia.
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a protesi Avvitata su 4 ( ALL ON FOUR ) 0 6 ( ALL ON SIX ) Impianti, è un tipo di dispositivo che negli ultimi tempi ha spopolato tra gli studi Odontoiatrici riscuotendo un discreto successo nelle riabilitazioni IMPLANTO-PROTESICHE. Vediamo più da vicino di cosa si tratta. In primo luogo è necessario inserire gli impianti, il medico creerà gli alloggiamenti per le viti implantari nell’osso mandibolare o mascellare a seconda che la riabilitazione sia inferiore o superiore, verrà poi posizionato un provvisorio, che rimarrà per il tempo necessario affinché le viti implantari si integrino nell’osso, una volta avvenuta l’integrazione si procederà con la presa dell’impronta per costruire la protesi definitiva che potrà essere fatta con diversi materiali, metallo ceramica, zirconia, resina, composito.Di seguito sono riportate le foto con i rispettivi materiali, la prima a dx metallo ceramica, sotto a dx zirconia, la prima a sx resina, sotto a sx composito. Tutte queste protesi sono ben tollerate dai pazienti e se ben fatte hanno una durata che va molto
avanti nel tempo soprattutto per quanto riguarda quelle in zirconia e metallo ceramica, anche l’aspetto economico è vantaggioso, con una modesta spesa, in particolare per la protesi avvitata su 4 impianti, il paziente si assicura una riabilitazione funzionale, estetica e duratura. E’ sempre comunque indispensabile affidarsi a medici esperti e personale qualificato che indirizzino il paziente verso la riabilitazione di cui ha più bisogno, non si può infatti proporre estrazioni di tutti gli elementi dentali naturali per sostituirli con degli impianti, a meno che non
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L’importanza dello screening nella prevenzione oncologica Il cancro della cervice uterina, della mamella, e del colon-retto sono i tre principali tumori che colpiscono la popolazione. Se diagnosticati in fase precoce possono essere trattati tempestivamenete aumentando la percentuale di guarigione
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er screening oncologico si intende un intervento di Sanita’ Pubblica che consiste in un percorso organizzato di diagnosi precoce rivolto ad una popolazione asintomatica che aderisce volontariamente, con l’obbiettivo di individuare il tumore, se presente, in fase iniziale, o i suoi precursori. Tale procedimento è garantito gratuitamente cosi’ pure l’eventuale percorso diagnostico e terapeutico successivo in tutte le sue fasi. La diagnosi precoce è una delle modalità di prevenzione che ha lo scopo di individuare le malattie nelle sue fasi iniziali grazie agli esami clinici consigliati per età e sesso. Da molti anni sono attivi programmi di prevenzione organizzati dalle Regioni e dai Comuni in tutta Italia che tramite lettere, invitano i cittadini ad aderire per effettuare il test. Il cancro della cervice uterina, della mammella, e del colon-retto sono i tre principali tu-
mori che colpiscono la popolazione italiana e se vengono diagnosticati in fase precoce possono essere trattati adeguatamente e tempestivamente aumentando così in maniera tangibile la percentuale di guarigione. Grazie a questi screening ed alla sensibilizzazione della popolazione per merito anche del lavoro dei Medici di Medicina Generale, degli operatori dei Distretti Sanitari, delle Associazioni e degli organi di informazione, in Italia vengono individuati allo stato iniziale 3.500-4000 nuovi casi di tumore al collo dell’utero, 36.000 di tumore del seno e di 40.000 circa di tumore del colon-retto. Il Pap test , che prende il nome dal medico greco-americano Georgios Papanicolau è un esame semplice, non doloroso che consiste nel prelevare una piccola quantità di materiale presente nel collo dell’utero che verrà poi analizzato in laboratorio. Viene eseguito nelle donne tra i 25 ed i 64
anni ogni tre anni. La mammografia, per il tumore della mammella, viene eseguito nelle donne fra i 50 ed i 69-74 anni una volta ogni due anni . L’esame delle feci, per la ricerca del sangue occulto (SO), per il tumore del colon-retto si esegue nella popolazione di ambo i sessi di età tra i i 50 ed i 69 anni. Il tumore del colon-retto è la seconda causa di morte per tumori sia per gli uomini che per le donne e, lo screening si è dimostrato in grado di ridurre la mortalità per tale neoplasia del 25%. Gli screening oncologici rappresentano pertanto, un complesso investimento per la salute ed hanno come risultato una diagnosi precoce e di conseguenza una riduzione della mortalità. Occorre, pertanto, che l’autorità Politica Regionale individui i programmi di screening come sistema di programmazione, intervento e valutazione della realtà sanitaria.
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l’ecografia 3d e 4d
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Uno strumento puntuale per approfondire eventuali problemi ginecologici. E Per i futuri genitori è emozionate notare come il nascituro all’interno del grembo possa sorridere o sbadigliare
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Permettono inoltre, in ambito ginecologico, di individuare eventuali malformazioni uterine. La quarta dimensione dell’ecografia in 3D è rappresentata dal tempo in cui vengono acquisiti i volumi in cui si definiscono le strutture in movimento. Attraverso il 4D è quindi possibile visualizzare i movimenti degli arti o le espressioni del volto, ed è sorprendente, quanto emozionate per i genitori, notare come il nascituro all’interno del grembo possa sorridere o sbadigliare. Questa metodologia innovativa di concepire l’ecografia permette alla futura mamma, ma anche al papà, di rafforzare il bonding prenatale, ovvero il rapporto genitore-nascituro che pare già essere positivamente influenzato dall’ecografia e che, a maggior ragione, sarà ancora più intenso nel caso dell’ecografia tridimensionale e quadrimensionale. Poliambulatorio Medica Porto Viro s.n.c. Corso Risorgimento 154 45014 Porto Viro (Ro) tel: 0426 32 10 70
Dott. Francesco Sacco -Medico Chirurgo Specialista in Ostetricia e Ginecologia Via F. Borromini, 11 - Mira (Ve) tel. 041 421836 - frasamed@libero.it
il punto sull’ipertensione arteriosa
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La cura della pressione dev’essere fatta in modo cronoterapico e il cardiologo ha a sua disposizione gli strumenti giusti per diagnosi e valutazioni della cura più adatta al paziente
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om’ è noto, l’ipertensione arteriosa è uno dei più importanti problemi di salute pubblica in tutto il mondo. L’impatto dell’ipertensione arteriosa è destinato a crescere ulteriormente a seguito di vari fattori tra i quali l’aumento della vita media e la riduzione della mortalità infantile in vari paesi del mondo. Le linee guida nord-americane ed europee raccomandano di ridurre la P.A. al di sotto dei valori di 140\90 mmhg con obiettivi più ambiziosi(<130\80) nei pazienti diabetici ed in quelli con insufficienza renale cronica. Il Cardiologo oggi ha come aiuto efficace per far diagnosi di ipertensione arteriosa uno strumento importante che si chiama: Monitoraggio Ambulatoriale della pressione arteriosa (Holter pressorio). Oggi con l’uso di questo esame abbiamo la possibilità di far diagnosi nei soggetti di ipertensione arteriosa e di verificare se la terapia dia copertura sulla pressione per 24.h. Attualmente quindi è importante conoscere la cronobiologia della pressione arteriosa determinando in tal modo la terapia più appropriata ad ogni soggetto. Il corretto approccio quindi alla cura dell’ipertensione non può non avvalersi di tale test ove è possibile conoscere l’ampiezza dei valori pressori circadiani identificando la terapia ad hoc in ogni soggetto. Cosi con l’identifi-
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’ecografa in 3D e in 4D permette ai futuri genitori di avere una visione completa e tridimensionale del feto. Nello specifico si tratta di una procedura che permette, attraverso l’uso di ultrasuoni, di rilevare in un secondo momento il volume attraverso l’elaborazione di più piani bidimensionali. L’esame viene effettuato attraverso delle sonde esterne che permettono di acquisire prima e di studiare poi, attraverso il pc, il volume del feto scomponendolo nei tre piani dello spazio, attraverso un processo che prende il nome di rendering ed evidenzia la superficie fetale, le strutture ossee o la vascolarizzazione di alcuni organi facendo venire alla luce alcune sezioni che non sarebbero altrimenti visibili con la sola ecografia tradizionale. Oltre all’elaborazione 3D che scatta una foto tridimensionale del feto, è inoltre possibile osservare il nascituro in 4D ottenendo quindi l’effetto del movimento all’interno del grembo nel tempo, come avviene per i video. Si tratta di strumenti che permettono di andare ad osservare in modo più puntuale e con maggior precisione le malformazioni venute alla luce con l’ecografia bidimensionale.
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Dott. Francesco Sacco
cazione e quantificazione di quelle modificazioni della pressione arteriosa in senso temporale, è possibile l’applicazione di una prevenzione e più corretti criteri di cura; oggi possiamo quindi definire che la cura della pressione deve essere fatta in modo cronoterapico. dott. Roberto Alfiero – Medico Chirurgo con specializzazione in Cardiologia Medica Porto Viro s.n.c. Piazza Repubblica, 154 45014 Porto Viro (Ro) 0426/321070 medica@gruppomas.com
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