Sport p.18
p.33
Salute p.27
on-line: “La Piazza, il mio sogno”
FEBBRAIO 2019
Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.21
Cultura p.17
del Piovese
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LA STATISTICA
La popolazione di Piove di Sacco continua a crescere
Giuseppe Bergantin*
Questo mi permise di pensare a quelle che sono oggi le 16 edizioni de La Piazza, intravedendo fin da subito la possibilità di essere utili ai cittadini ed anche alle attività dei vari territori. I primi anni furono davvero eroici, come del resto lo sono gli esordi di ogni impresa innovativa. Per fare un esempio, 25 anni fa il contatto con i lettori avveniva attraverso le lettere spedite in redazione; i computer non erano accessibili ai più, quindi tutti gli articoli erano scritti a mano e ribattuti a macchina; le foto dovevano essere sviluppate e poi, come in un collage tra testo e foto, si costruivano le pagine. Tutto il processo produttivo e distributivo non era pronto per questo tipo di impresa. servizianche a pag 6 Sì perché il mio sogno 25 anni fa prevedeva la possibilità che il più alto numero di persone di quella comunità potesse accedere all’informazione in modo gratuito. 25 anni fa il fenomeno free press non esisteva, tanto meno il gratuito consegnato a casa… questa era davvero un’utopia! In questi 25 anni La Piazza è passata da essere il mio sogno - un esperimento editoriale in una piccola città del Veneto - ad essere oggi in Italia il più diffuso periodico d’informazione distribuito gratuitamente alle famiglie. Questo sistema di comunicazione si chiama oggi in modo altisonante “free to home”, rappresentato in Italia da La Piazza, mentre in Europa è realizzato dai grandi editori nazionali, con numeri straordinari di diffusione e redditività. Ci apprestiamo a vivere questo grande traguardo dei 25 anni con lo stesso entusiasmo e la stessa consapevolezza di quell’aprile del 1994. Oggi voglio ringraziare tutte le persone che, a vario titolo, hanno collaborato e collaborano alla realizzazione di questo mio sogno, tutti assieme e accomunati dalla certezza che “una comunità informata è una comunità migliore”. *fondatore de La Piazza
Tratta Adria-Venezia, i pendolari si organizzano in un Comitato Lavoratori e studenti che utilizzano quotidianamente la linea ferroviaria si sono organizzati in un soggetto unitario per monitorare Regione e Sistemi Territoriali
TERRITORIO
Carnevale, gli appuntamenti della Saccisica IL CASO
Verde pubblico, la manutenzione con polemica PRIMATI
L’Einstein è il miglior liceo scientifico della provincia di Padova LEGNARO
Si scaldano i motori per le amministrative
Ad Aprile il nostro giornale compie 25 anni. Nei prossimi mesi vi racconteremo da dove veniamo e soprattutto dove vogliamo andare. Con voi e per Voi, com’è sempre stato!
“La Piazza, il mio sogno” Giuseppe Bergantin >redazione@givemotions.it<
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anni fa il mio sogno era quello di creare uno strumento che desse voce alla mia città, Cavarzere, che sui mezzi di comunicazione di allora, ma anche adesso con il digitale, non trovava spazio. Nei primi anni capii subito che questa esigenza non era solo della mia città, ma anche della maggior parte dei comuni e delle comunità del Veneto. La Piazza divenne ben presto anche uno strumento utilissimo per promuovere le attività commerciali di prossimità che, per motivi di budget e di territorialità, non trovavano spazio nei segue a pag 3 media tradizionali.
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Piove di Sacco: cresce ancora la popolazione C
Confermato dai primi dati del 2019 il trend positivo: gli abitanti sono ora 20.132 i nuclei familiari 8.413
Questo mi permise di pensare a quelle che sono oggi le 16 edizioni de La Piazza, intravedendo fin da subito la possibilità di essere utili ai cittadini ed anche alle attività dei vari territori. I primi anni furono davvero eroici, come del resto lo sono gli esordi di ogni impresa innovativa. Per fare un esempio, 25 anni fa il contatto con i lettori avveniva attraverso le lettere spedite in redazione; i computer non erano accessibili ai più, quindi tutti gli articoli erano scritti a mano e ribattuti a macchina; le foto dovevano essere sviluppate e poi, come in un collage tra testo e foto, si costruivano le pagine. Tutto il processo produttivo e distributivo non era pronto per questo tipo di impresa. Sì perché il mio sogno 25 anni fa prevedeva anche la possibilità che il più alto numero di persone di quella comunità potesse accedere all’informazione in modo gratuito. 25 anni fa il fenomeno free press non esisteva, tanto meno il gratuito consegnato a casa… questa era davvero un’utopia! In questi 25 anni La Piazza è passata da essere il mio sogno - un esperimento editoriale in una piccola città del Veneto - ad essere oggi in Italia il più diffuso periodico d’informazione distribuito gratuitamente alle famiglie. Questo sistema di comunicazione si chiama oggi in modo altisonante “free to home”, rappresentato in Italia da La Piazza, mentre in Europa è realizzato dai grandi editori nazionali, con numeri straordinari di diffusione e redditività. Ci apprestiamo a vivere questo grande traguardo dei 25 anni con lo stesso entusiasmo e la stessa consapevolezza di quell’aprile del 1994. Oggi voglio ringraziare tutte le persone che, a vario titolo, hanno collaborato e collaborano alla realizzazione di questo mio sogno, tutti assieme e accomunati dalla certezza che “una comunità informata è una comunità migliore”. *fondatore de La Piazza
ontinua a crescere la popolazione cittadina. Dopo avere superato a metà dello scorso anno quota 20 mila unità, i dati aggiornati a inizio 2019 parlano di 20.132 abitanti, con un saldo positivo di 152 persone rispetto alla situazione di 12 mesi prima. Una crescita lenta (ci sono voluti dieci anni per passare da 19 a 20 mila abitanti) ma costante visto un trend che non ha conosciuto mai inversioni di tendenza. Nell’ultimo anno sono incrementati (+ 162) anche i nuclei familiari che ora sono, complessivamente, 8.413. Stabile ormai da tempo la presenza di cittadini stranieri che hanno sono scelto di vivere a Piove: oggi sono 2.387. “Sta cominciando a dare i propri frutti - commenta il sindaco Davide Gianella - una pianificazione impostata sul principio di città pubblica. L’obiettivo che ci siamo proposti da subito è stato quello di fare ritornare le famiglie a Piove di Sacco. Invece di immaginare le aree prive di edificazione come spazi da riempire, abbiamo scelto di investire sulla creazione e sul potenziamento di spazi pubblici: edifici, scuole, strutture, strade e opere, con un occhio di riguardo alle piste ciclabili. Costruire una nuova scuola con una propria viabilità, fare investimenti massicci e continui sui plessi esistenti, avere portato avanti l’idea di un polo della cultura in via Garibaldi servito da un parcheggio per il centro storico: sono tutte idee che stanno portando i risultati sperati”. Chi sono i nuovi residenti? Giuseppe Bergantin >redazione@givemotions.it< “Tra i nuovi piovesi - dice Gianella - c’è molta varietà. Ci anni fa il mio sogno era quello di creare uno sono persone che arrivano anche da fuori provincia e qualstrumento che desse voce alla mia città, Cavarcuno anche da fuori regione. Chi si è spostato per lavoro in zona sceglie di vivere a Piove di Sacco per la presenzazere, di che sui mezzi di comunicazione di allora, ma antanti servizi. Ci sono poi strutture sportive, l’ospedale,che la adesso con il digitale, non trovava spazio. Nei primi anni casa riposo e un centro storico vivo e animato da continue capii subito che questa esigenza non era solo della mia città, ma anche della maggior parte dei comuni e iniziative”. delle Alessandro Cesarato>ale.cesarato@gmail.com < comunità del Veneto. La Piazza divenne ben presto anche uno strumento utilissimo per promuovere le attività commerciali di prossimità che, per motivi budget erecapitato di territorialità, non trovavano espazio neiRedazione: È un periodico formato da 16 edizioni localidimensilmente Direzione, Amministrazione del Piovese segue a pag 3 Direttore responsabile (ad interim) a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questamedia edizionetradizionali. raggiunge le Concessionaria di Pubblicità Locale:
“La Piazza, il mio sogno”
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zone di Piove di Sacco, Legnaro, Sant’Angelo di Piove, Arzergrande, Brugine, Codevigo, Pontelongo e Polverara per un numero complessivo di 16.610 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<
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Chiuso in redazione l’8 febbraio 2019
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Piove di Sacco
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I contributi del Comune alle associazioni
Eventi Le tante proposte delle Pro loco
Carnevale, le feste della Saccisica
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A Piove di Sacco, il prossimo 17 marzo la 37esima sfilata dei carri. Festa anche il 5 per i più piccoli. Suggestivo il Carnevale dei Millecampi il 9 in serata
E
’ in programma domenica 17 marzo la 37esima edizione del Carnevale della Saccisica. La manifestazione è organizzata dalla Pro loco in collaborazione con il Comune di Piove di Sacco. Il carnevale è una delle feste più longeve e ricche di tradizione della città, dedicata ai bambini e anche ai grandi, sinonimo di gioia, allegria e divertimento. La sfilata dei carri partirà alle 14.30 da piazzale Serenissima per continuare, in maniera circolare, su via Roma, via Mazzini, viale Europa, via Da Molin, con il gran finale in piazza Vittorio Emanue-
le dove la giuria premierà l’allestimento migliore. Aprirà la manifestazione la Augusta Contrada Merendole. Attrazioni anche per i più piccoli con giostrine e gonfiabili. Le vie del centro saranno inoltre animate da tante bancarelle con frittelle, prodotti a tema e dolciumi. La Pro loco sarà impegnata anche ad animare il 5 marzo, per il calendario l’ultimo giorno di Carnevale prima dell’inizio della Quaresima. Per tutti i bambini, rigorosamente in maschera, ci sarà una festa, alle 14.30, nella sala polivalente del patronato del
Duomo. Ci saranno animazione, musica e tante sorprese. A Codevigo, invece, la locale Pro loco, con la collaborazione del Comune, ripropone per il quinto anno consecutivo il Carnevale dei Millecampi, suggestivo evento in notturna che si terrà nella serata di sabato 9 marzo a partire dalle 21. In un paese addobbato a festa, sfileranno i carri mascherati e alla fine ci sarà l’estrazione della lotteria con ricchi premi. La locandina della manifestazione di Piove di Sacco
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Alessandro Cesarato
l Comune anche quest’anno ha sostenuto con dei contributi delle associazioni impegnate nell’ambito del sociale, promotrici di attività spesso magari poco note ai più ma che svolgono un ruolo fondamentale nel sostegno delle fasce più deboli della popolazione. L’amministrazione, per prima cosa, ha deciso di devolvere la quota raccolta con il 5 per mille (4.500 euro relativi all’anno fiscale 2015) al Centro per l’ascolto vicariale cittadino, impegnato a fronteggiare i rischi di marginalità socio economici nel territorio. Il Centro, che ha sede in via Petrarca, nel 2018 è intervenuto economicamente in favore di ben 76 famiglie residenti in città, sostenendole nel pagamento delle bollette, degli affitti, nell’acquisto di medicinali e nel fare la spesa. Altri 1.000 euro a testa sono stati riconosciuti anche al “Banco alimentare del Veneto onlus” e a ai Volontari ospedalieri impegnati all’ Immacolata Concezione. (A.C.)
Idrovia, ormai necessaria per la sicurezza idraulica
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’idrovia Padova-mare è necessaria anche per la Saccisica. È il pensiero del comitato intercomunale Brenta Sicuro che da mesi sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione in tanti Comuni padovani e veneziani. “La Saccisica - spiega Marino Zamboni del comitato - è una terra che ha dimostrato molti momenti di fragilità idrauliche che richiedono costanti ed attente manutenzione dei corsi d’acqua, oltre che la realizzazione di bacini di contenimento. Tutto questo però non è sufficiente a evitare i possibili disastri originati dal deficit di portata in contemporanea dei due maggior fiumi: il Brenta e il Bacchiglione. L’unica soluzione credibile è stata individuata nel completamento dell’idrovia. Progettata e già parzialmente realizzata per usi trasportistici, dopo i gravi danni del 2010, è stata ripensata, con appositi studi e progetti, per la salvaguardia idraulica, la ricomposizione ambientale, anche della laguna oltre che per i trasporti commerciali con apposite e moderne chiatte”. E’ quindi il momento di completarla. “La richiesta di completamento - ricorda Zamboni - è vastissima. Molte sono le mozioni, i voti d’impegno nazionale e regionale e provinciale. Importantissimi, per la loro valenza territoriale, sono i voti positivi espressi da ben 30 consigli comunali, del padovano e veneziano, che rappresentano circa 500 mila persone. La Saccisica, con i sui oltre 70 mila abitanti, ha pienamente condiviso le preoccupazioni. Se si eccettua Correzzola, che non ha mai risposto ai nostri appelli, tutti gli altri Comuni hanno condiviso le preoccuA.C. pazioni e sottoscritto la mozione di completamento”.
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Piove di Sacco
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Servizi Adria-Venezia, sale la protesta
I pendolari si organizzano in un Comitato per chiedere un servizio migliore S
i è costituito ufficialmente il futuro chiaro per questa linea che comitato dei pendolari della è l’unica a essere in attivo ma che tratta ferroviaria Adria-Venezia. nell’ultimo anno ha registrato, Lavoratori e studenti, stanchi del- a causa dei disastrosi disservizi, la quotidiana odissea in littorina, un crollo vertiginoso di abbonati hanno deciso di unirsi e proporsi visto che tanti stanno cercando come soggetto unitario nelle ri- soluzioni alternative per essere vendicazioni nei confronti di Sisicuri di arrivare a scuola e al lastemi Territoriali spa e Regione. voro. Non si possono impiegare “Si tratterà di un comitato inquasi tre ore per percorrere i 29 clusivo - ha esordito il vicesindaco chilometri che da Piove portano Lucia Pizzo, nella circostanza nel a Venezia”. ruolo di pendolare di lungo corIl comitato ha anche già dei suoi so - sempre aperto a tutti i nuo- canali comunicativi. È stato già vi abbonati che vogliono sentirsi costituito un gruppo Wp tra i penparte attiva per chiedere il miglio- dolari per gestire le informazioni ramento del servizio. Ci sarà un di servizio viste le continue cagruppo più ristretto di lavoro, con renze dei tabelloni nelle stazioni rappresentati di ciascuna fermata e i malfunzionamenti della App di della tratta, e tutti Sistemi Territoriagli incarichi saranli. La pagina Fb “Il Lavoratori e no a titolo gratuito”. disagio dei Sistemi studenti si Il comitato si è già Territoriali” servirà posto degli obiettisono costituiti poi non solo come vi a breve termine, spazio di dialogo in un soggetto con gli utenti ma che trovano spunto dalle promesse anche con una plaunitario per fatte dall’assessotea più ampia che è monitorare re regionale Elisa quella formata dagli De Berti nel tavolo automobilisti fermi Regione e di lavoro di Arzerai passaggi a livello Sistemi grande con i sindao dei residenti lungo territoriali ci. “Monitoreremo il binario. - ha continuato la “Siamo soddiPizzo - che siano istituiti i tavoli sfatti - ha concluso la Pizzo - di tecnici in ogni Comune per la ri- questo primo risultato. Si tratta soluzione dei problemi immediati di un nuovo inizio per noi penlegati alla viabilità dei passaggi a dolari che ora potremmo essere livello. Controlleremo poi se, in protagonisti nel monitoraggio e vista del nuovo orario di giugno, nella pianificazione di un servisaranno nel frattempo stati fatti i zio per un territorio molto vasto lavori di straordinaria manuten- che rischia di essere abbandozione in alcuni tratti del binario nato a se stesso”. Il comitato sta (specie tra Adria e Cavarzere) che approfondendo anche altri temi il direttore generale Gin Michele operativi come l’azione collettiva Gambato ha annunciato essere in per chiedere i risarcimenti per ore fase di appalto”. A medio termine di lavoro perse e disagi subiti dai il comitato si è prefissato invece pendolari. di potere partecipare ai tavoli di Alessandro Cesarato pianificazione di Regione e Siste>ale.cesarato@gmail.com< mi Territoriali. “Ci deve essere un
La vicesindaco di PIove di Sacco Lucia Pizzo
I sindaci a confronto con Sistemi territoriali chiedono di ridurre i ritardi e rendere il servizio più efficiente
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ontinuano i problemi per i pendolari della linea Mestre-Adria: disservizi che riguardano più aree e diverse province, ma che sono comuni a tutti gli utenti. Di questo si è parlato anche in un recente incontro che ha riunito tutti i sindaci dei comuni coinvolti, con Sistemi Territoriali e Regione. “Il problema della lungaggine del percorso è cronico, - ha spiegato il sindaco di Cavarzere Henri Tommasi - ma oltre a questo i pendolari sono sul piede di guerra, perchè praticamente ogni giorno succede qualche evento eccezionale che complica ancora di più la loro vita, facendo lievitare di molto il già lunghissimo tempo di percorrenza “. I disagi maggiori sono dovuti all’adeguamento necessario al sistema di sicurezza e a problemi sul binario unico, che hanno causato ritardi di almeno 30 minuti rispetto al tempo di percorrenza previsto, impiegando quindi 2 ore per un viaggio di appena 57 chilometri. “Abbiamo fatto presente come Comuni che se ci sono interventi per rendere il trasporto più sicuro i viaggiatori possono anche accettare il maggior disagio per qualche tempo, a patto però che ne siano adeguatamente informati. Tuttavia, eventi eccezionali continui non sono più tollerabili.
Stiamo quindi ragionando su quali interventi siano possibili per ridurre i tempi di percorrenza”. Il problema del nuovo sistema di sicurezza, sarebbe da imputare, da quanto emerso in riunione, al rallentamento se non fermata del treno in prossimità delle stazioni e dei passaggi a livello, ben 67: di fatto una criticità da affrontare celermente insieme alle amministrazioni coinvolte. “Sistemi territoriali, in una riunione a metà gennaio, ha risposto che con la sistemazione di alcuni problemi il tragitto sarà assicurato con una maggiore durata per 15 minuti mantenendo gli orari di arrivo e sopprimendo un paio di corse dove ci sono pochi utenti, e non quindi negli orari di punta” fa sapere il sindaco di Adria Omar Barbierato. Intanto a inizio febbraio a Piove di Sacco si sono svolte nuove audiozioni dei sindaci da parte di Sistemi Territoriali. Sul tema è tornata anche la consigliera regionale di Italia in Comune Patrizia Bartelle, che attacca: “Stiamo parlando di altri disservizi che si sommano a quelli già sopportati in questi anni dai cittadini -spiega - per i quali molti utenti sono stati costretti a scegliere di viaggiare privatamente con il proprio mezzo di trasporto”. Giorgia Gay
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Piove di Sacco
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Verde pubblico, manutenzione con qualche polemica L’assessore Sartori illustra gli interventi e si sofferma sull’abbattimento degli alberi malati, rispondendo a chi mette in discussione le perizie effettuate
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’ in corso in queste settimane in città un massiccio intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria al verde pubblico. “Si tratta - spiega l’assessore Simone Sartori - di un primo intervento cui ne seguirà un altro. A bilancio quest’anno è stata stanziata una cifra maggiore per permettere una manutenzione continuativa del verde. Questo perché, oltre all’interesse nel salvaguardare l’ambiente in cui vive la nostra comunità, in un contesto globale di rapidi e sempre più forti mutamenti climatici, non deve mancare anche un inderogabile dovere a garantire a tutti la sicurezza degli spazi pubblici, siano essi strade comunali, aree verdi e parchi gioco”. Gli alberi da potare e abbattere sono tutti stati oggetto di perizia
strumentale effettuata da un tecnico autorizzato e abilitato. “Ogni singolo abbattimento - precisa l’assessore - è stato preceduto da almeno un’analisi strumentale e non solo visiva della pianta che ne ha decretato il declassamento a essenza da eliminare poiché malata o compromessa o indebolita strutturalmente e di conseguenza pericolosa. Come sempre, ogni abbattimento sarà seguito da nuove piantumazioni che negli ultimi anni, in termini di saldo, sono state maggiori”. L’impatto visivo di un albero abbattuto ovviamente è sempre però fonte di qualche polemica. Era accaduto già con le manutenzioni passate, come quella ai tigli di viale Madonna delle Grazie. Se Legambiente da anni pro-
Sartori: “E’ già successo che fossero emersi dubbi sulle perizie ma a seguito di confronto con le associazioni, nuovi studi hanno confermato le precedenti indagini”
pone controperizie e interventi più mirati, ora anche la Lega cittadina si è sintonizzata sulla stessa frequenza. “Le perizie - ribadisce Sartori - sono pubbliche, è sufficiente richiederle. E’ già successo che a seguito di perizie effettuate siano emersi dubbi circa le stesse e di conseguenza abbiamo proceduto, a seguito di confronto e di richiesta da parte di associazioni,
a nuovi studi che, di fatto, hanno poi confermato le precedenti indagini. Constato, mio malgrado, un atteggiamento pregiudiziale del tutto ingiustificato, specie alla luce delle azioni positive in termini ambientali intraprese da questa amministrazione sotto molteplici punti di vista. Mai un commento positivo, solo attacchi, spesso preventivi. Chi amministra ha la responsabilità di assumere delle decisioni che possono non piacere, ma se sono necessarie per garantire l’incolumità pubblica anche in prospettiva sono necessarie. La crescita di una comunità dovrebbe passare anche per il reciproco riconoscimento oltre che attraverso un confronto, possibilmente costruttivo. Penso che polemizzare con il solo scopo di fomentare un’assurda cultura del sospetto arrechi solo danni alla civile e serena convivenza”. Alessandro Cesarato >ale.cesarato@gmail.com<
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Piove di Sacco
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Eccellenze I risultati di Eduscopio 2018
L’Einstein è il miglior liceo scientifico del Padovano Davanti a lui solo il paritario “Romano Bruni” di Padova. A confermarlo è stato l’annuale analisi di Eduscopio, progetto della Fondazione Agnelli che valuta le scuole italiane. Valutazione che avviene sulla base dei risultati accademici conseguiti nel primo anno di università dai loro diplomati. Il concetto alla base è semplice: per capire se un istituto fornisce delle basi solide, si analizza il percorso post diploma di chi ha frequentato proprio quella scuola e si è poi iscritto all’università. All’interno della ricerca vengono analizzate solamente le scuole che hanno come principale obiettivo quello di formare per l’università, ragion per cui gli istituti professionali non rientrano nella lente della ricerca di Eduscopio. Un tempo c’era il tamtam fra genitori, basato sul passaparola, su molti luoghi comuni e
qualche pregiudizio. Da qualche anno però, a sgombrare il campo da tanti falsi miti, sono arrivati dati oggettivi del progetto della Fondazione Agnelli. “L’Einstein ha spiegato il dirigente scolastico Alessandra Buvoli - risulta essere una scuola inclusiva. Gli ottimi piazzamenti di questi anni non
sono avvenuti a prezzo di elevati tassi di bocciatura, ma portando avanti con regolarità il maggiore numero di studenti anche grazie alle numerose attività di recupero, di sostegno e di tutoraggio.
Da un lato c’è il lavoro di un team di docenti motivati, dall’altro l’impegno e la dedizione degli studenti”. “Un vanto per la nostra città e tutto il territorio - ha commentato il sindaco Davide
Gianella - frutto di un duro lavoro di moltissime persone: professori e dirigente in primis! Sono molto orgoglioso”. Alessandro Cesarato >ale.cesarato gmail.com<
“Cinema d’argento” un nuovo progetto per la terza età Over 65 tutti al cinema di mattina. È nato “Cinema d’argento”, nuovo progetto per la terza età promosso dall’assessorato ai Servizi sociali in collaborazione con l’associazione “Nuova scena” e i centri residenziali per anziani “Umberto I” e il “Galvan” di Pontelongo. Si tratta di una proposta di cinque mattine al cinema, con le proiezioni che saranno riservate agli ospiti delle Rsa e a tutti gli over 65 residenti in città. L’ingresso è gratuito. “L’idea - spiega Paola Ranzato, assessore al Sociale - è quella di fare rivivere alle persone l’emozione e la magia del grande schermo e
di dare un’occasione a tanti di uscire di casa e ritrovarsi in un contesto speciale. I titoli saranno comunicati ogni settimana e scelti con l’ausilio degli educatori delle Rsa. Inoltre, il progetto intende sottolineare la collaborazione che esiste tra le due strutture per anziani del territorio”. L’appuntamento è al giovedì, alle 10, al cinema Politeama di via Cavour. A.C.
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Piove di Sacco
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“Un sorriso speciale” un progetto per aiutare i genitori di bambini disabili in cura Serata di beneficenza per sostenere l’associazione che affianca Odontoiatria di Comunità con interventi a sostegno dei pazienti disabili
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om’è ormai consuetudine i piovesi (e per primo Giulio Balasso che ha curato l’organizzazione dell’incontro) si sono stretti attorno all’associazione “Un Sorriso Speciale”. Lo hanno fatto nel corso di una riunione conviviale durante la quale è stata fatta una sottoscrizione che ha raccolto una bella sommetta destinata al potenziamento del reparto di Odontoiatria di Comunità di Piove di Sacco, perla all’occhiello dell’Ospedale Immacolata Concezione di Piove di Sacco. Medici e infermieri, guidati dal primario Claudio Gallo, ogni giorno con competenza e preparazione lavorano con grande professionalità e impegno. Il bacino di utenza che ha l’Odontoiatria di Comunità è di circa 3400 pazienti, di cui 860
bambini con disabilità che sono seguiti con visite semestrali continuative ed oltre 100 interventi in anestesia generale. I bambini disabili e le loro famiglie provengono da tutto il Veneto e da fuori Regione. “Siamo molto soddisfatti della serata - commenta la presidente Lorella Valentina Varotto - sapere che tante persone sono consapevoli che una realtà come l’Odontoiatria di Comunità funziona in modo eccellente. E’ giusto riconoscerle il meritato valore, sostenendo anche le Associazioni che la appoggiano nelle loro iniziative per migliorare un servizio che già dal punto di vista medico è all’avanguardia. Noi, come associazione, vogliamo complementare il lavoro dei medici dando voce ai bisogni e alle necessità
Quindici ragazzi Piovesi alla Giornata mondiale della Gioventù
La presidente dell’associazione “Un sorriso speciale” Lorella Valentina Varotto
dei pazienti, soprattutto i pazienti disabili. Crediamo molto nella sensibilizzazione nelle scuole al tema della disabilità e nel sostegno alle famiglie creando momenti di incontro e condivisione. Il tema che ispira questa serata è infatti la creazione di un gruppo di sostegno da inserire in Odontoiatria di Comunità nella giornata del mercoledì, in occasione
delle degenze day hospital per gli interventi in anestesia generale. Pensate ad un genitore in attesa fuori dalla sala operatoria mentre aspetta che il proprio figlio sia sottoposto ad un intervento odontoiatrico. Provate a capire l’ansia, la preoccupazione e lo stress al quale anche il genitore è sottoposto in quei momenti. E che poi, una volta terminato l’in-
Ci sarà tempo, anche quest’anno, fino a fine marzo, per chiedere al Comune la riclassificazione di aree edificabili affinché siano riconvertite in aree verdi. Il Comune valuterà le istanze pervenute e, qualora ritenga le stesse coerenti con le finalità di contenimento del consumo del suolo, le accoglierà mediante l’approvazione di un’apposita variante allo strumento urbanistico generale. Le richieste dovranno essere prodotte in forma scritta e depositate al Polisportello di viale degli Alpini oppure inviate via Pec a: polisportello@pec.comune.piove.pd.it. L’ufficio Urbanistica è a disposizione per eventuali informazioni negli orari di apertura al pubblico (martedì 15.30-18, mercoledì e venerdì 11.30-13) (a.c.).
Gianni Patella
La donazione delle TV Led alla cooperativa Magnolia
Sono stati 15 ragazzi del gruppo dell’Unità pastorale di Piove di Sacco che hanno fatto parte della spedizione diocesana alla Giornata Mondiale della Gioventù a Panama. Guidati dal giovane vicario parrocchiale don Giuliano Piovan, i ragazzi, tutti nati nel 2001, dopo l’incontro con papa Francesco hanno vissuto un’esperienza di volontariato nella baraccopoli della diocesi di Chitré (a.c.).
Riclassificazione aree edificabili, c’è tempo fino a marzo
tervento, dovrà avere la forza per assistere il proprio figlio a riprendersi dall’anestesia ed aiutarlo nella convalescenza. Noi di “Un Sorriso Speciale” vogliamo aiutare i genitori nei momenti dell’attesa fuori dalla sala operatoria, con genitori e psicologi volontari”. Il nome Un Sorriso Speciale, infatti, non è stato scelto a caso in quanto il paziente è inteso come singola persona con tutte le sue caratteristiche e particolarità, e non come un numero. “Sorriso” perché, al di là del benessere fisico e dell’estetica, una buona dentatura fa sì che la persona stessa dia un’immagine di sé positiva. Speciale perché le persone disabili, hanno tanto da dare, infatti sono “speciali”.
Alcuni momenti dello scambio di doni tra Federico Rampazzo dell’omonimo mobilificio e gli ospiti del centro Magnolia
Un semplice gesto nel periodo “più giusto” dell’anno, lo scorso Natale, ha reso felici tutti gli ospiti della cooperativa sociale Magnolia. Non solo! Ha rallegrato tutti gli educatori del centro. “Tutto è nato da un concorso indetto in uno dei nostri punti vendita, in cui avevamo messo in palio delle TV Led, ma molte non sono state vinte e non mi è per niente dispiaciuto. Sicuramente verranno apprezzate di più dagli ospiti della cooperativa”. Nessun dubbio da parte di Federico Rampazzo, uno dei titolari del gruppo, così come non ne ha avuti, racconta, quando ha consegnato i premi agli ospiti del centro durante le feste di Natale.
“E’ stata una serie di coincidenze, una più azzeccata dell’altra, che ha combinato la scelta di devolvere le TV Led alla cooperativa Magnolia in caso di non assegnazione e il desiderio degli ospiti di ricevere una TV da Babbo Natale”. Il 20 dicembre scorso, presso la Comunità Alloggio Maria Giuliana Basso di Piove di Sacco, sono stati scartati i regali in pieno stile natalizio. Il Gruppo Mobilifici Rampazzo ha donato le TV e ha ricevuto un vassoio di ceramica decorato a mano dagli ospiti della struttura. “E’ stata una grande emozione aver contribuito alla felicità di tutto il centro, ma lo è stato ancor di più ricevere uno dei prodotti creati dalle mani dei ragazzi nei laboratori di decorazione della cooperativa: il prossimo Natale nelle ceste aziendali dei Mobilifici Rampazzo non mancherà uno dei tanti prodotti creati dal centro Magnolia”.
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Codevigo
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Sicurezza, più controlli sulle strade del territorio con T-Red e autovelox Un primo dispositivo dovrebbe essere installato lungo la Sp 53 Arzaron per monitorare gli automobilisti che non rispettano il limite di velocità
queste soluzioni rappresenteranno un efficace deterrente per ridurre le infrazioni. Si tratta in realtà dell’unica soluzione per effettuare i controlli visto che non esistono gli spazi necessari per permettere eventualmente agli agenti della Polizia locale di effettuare in sicurezza l’arresto e il controllo dei mezzi senza recare pregiudizio alla circolazione, alla fluidità del traffico e all’incolumità degli agenti operanti e degli automobilisti controllati.
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perazione strade sicure: in arrivo autovelox fissi e T-Red. L’amministrazione ha in animo di aumentare in controlli sulle strade più pericolose del territorio. Per questo, con una delibera di Giunta delle scorse settimane, ha espresso l’indirizzo politico per l’avvio dell’iter burocratico necessario per l’installazione di sistemi di controllo della velocità e di rilevatori di infrazioni semaforiche. Un primo autovelox fisso dovrebbe essere istallato lungo la Sp 53 Arzaron, lungo la strada arginale del fiume Brenta, in corrispondenza dell’ingresso dell’abitato della frazione di Rosara. Il traffico lungo questa direttri-
Una recente delibera di Giunta dà il via all’operazione del Comune strade sicure
Alessandro Cesarato
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Un altro autovelox dovrebbe implementare la postazione già presente sulla Statale 309, in direzione contraria ce è molto sostenuto, specie nel periodo estivo, e sono molti gli automobilisti che non rispettano il limite dei 60 Km/h. L’alta velocità è la causa principale degli incidenti che spesso si verificano in corrispondenza degli incroci con le rampe di entrata e uscita dalla frazione. Un altro autovelox dovrebbe implementare invece la postazione già presente sulla Ss 309 Romea e che monitora il traffico proveniente da Venezia in direzione di Chioggia. L’intenzione è ora quella di installare un dispositivo che sanzioni anche i trasgressori che viaggiano in direzione opposta. I frequenti incidenti, questa volta per mancato rispetto delle precedenze, sono invece all’origine della scelta di piazzare un dispositivo T-Red sull’incrocio semaforico di Santa Margherita, dove la Sp 53 si interseca con la Sr 105 Cavarzerana. Secondo l’amministrazione
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Servizi, il Comune cerca volontari L’amministrazione del sindaco Francesco Vessio cerca volontari da impiegare nei servizi comunali. I cittadini, nei limiti del proprio tempo e delle proprie capacità, avranno la possibilità di dare un contributo concreto alla causa civica del proprio paese. Diverse le possibilità di impegno. Sarà possibile fare il “nonno vigile”, l’accompagnatore negli scuolabus, fare assistenza alla mensa scolastica, distribuire e affiggere materiale in occasione di eventi pubblici, curare il verde e gli spazi comuni, fare da custode a impianti e sale comunali. Previste anche mansioni più particolari come il supporto agli uffici tecnici e amministrativi per la sistemazione degli archivi e il disbrigo di piccole pratiche. In un momento in cui i piccoli comuni vedono ridursi sempre di più le piante organiche, si cerca quando la via della collaborazione effettiva della cittadinanza. È possibile presentare la domanda compilando il modulo scaricabile dal sito (www. comune.codevigo.pd.it) oppure recandosi direttamente in municipio (a.c.).
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Brugine
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Scuola Referendum a gennaio
Settimana corta, vincono i sì ma non basta I genitori favorevoli sono stati 166 (il 57,44 % dei votanti) contro le 123 preferenze per il no. Ma non si raggiunge il quorum
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iente da fare per il referendum sull’introduzione della settimana corta alle scuole elementari “Goldoni” e “Marco Polo” di Brugine e Campagnola. La consultazione, richiesta dai genitori con duecento firme a favore, ha visto vincere i “sì” con 166 voti (57,44%) contro le 123 preferenza per il “no” (42,56%) ma non ha raggiunto il quorum del 60% per la sua validità, come stabilito dal consiglio di istituto per garantire una larga maggioranza. Venerdì 17 e sabato 18 gennaio hanno votato 289 famiglie sulle
405 aventi diritto. Per far passare le modifiche al calendario scolastico (cinque giorni di lezione anziché sei, un rientro pomeridiano e il sabato libero) erano necessari 243 voti favorevoli. Il quorum quindi non è stato raggiunto. E’ la seconda volta che i genitori delle scuole dell’infanzia e delle primarie di Brugine vengono chiamati ai seggi. In precedenza si è votato a maggio dello scorso anno. Anche in quell’occasione vinse il “sì” con appena due voti di scarto (151 pro, 149 contro): troppo pochi secondo il consiglio di istituto per garantire un’am-
Il sindaco Michele Giraldo
pia condivisione su una proposta che avrebbe rivoluzionato l’intera organizzazione scolastica. “Sicuramente il risultato è di spunto per un’importante riflessione sulla voglia di cambiamento da parte delle nostre scuole. Invieremo il risultato della consultazione all’istituto comprensivo per le opportune considerazioni e valutazioni” il commento del sindaco Michele Giraldo. “Questa amministrazione - ha aggiunto - come sempre fatto, ha
garantito ai cittadini il diritto di scelta, in una valutazione fondamentale per il futuro della scuola, offrendo la massima disponibilità al dialogo con tutti i rappresentanti di tutti gli organi”. Un ringraziamento infine “ai dipendenti comunali che hanno collaborato, le mamme che sono state presenti ai seggi e agli spogli e tutti coloro che con senso civico hanno espresso democraticamente il loro parere”. Martina Maniero
Contributi alle associazioni per corsi di formazione L’iniziativa del Comune per dare una mano alle associazioni che organizzano eventi in condizioni sempre più impegnative
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e normative più severe rendono difficile l’organizzazione di eventi. E Brugine interviene per dare una mano alle associazioni finanziando un corso di formazione per gli operatori di sicurezza e antincendio. “Una decisione presa alla luce delle nuove disposizioni in materia di sicurezza e manifestazioni” ha spiegato il sindaco Michele Giraldo. In tutto sono stati stanziati 1.320 euro che andranno alla Pro loco di Brugine e Campagnola e all’associazione “Ea Faraona” impegnate a vario titolo nell’organizzazione di sagre, feste paesane e manifestazioni pubbliche. Un altro corso finanziato dall’amministrazione comunale è quello per l’utilizzo dei defibrillatori negli impianti sportivi: 712 euro che andranno alla Polisportiva Due Stelle per formare il personale sull’utilizzo dei dispositivi semiautomatici e sulle manovre salvavita in caso di arresto cardiaco. Il contributo più importante è andato alla Bocciofila: 21 mila euro per un impianto di riscaldamento e raffreddamento nella struttura comunale di via Palù Inferiore. Ma.Ma.
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Legnaro- Arzergrande
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Elezioni amministrative La minoranza consiliare scalda i motori
“Per Legnaro” e “Movimento Legnaro Nuova”, c’è sintonia È
la minoranza consigliare a dare inizio alla campagna elettorale per le elezioni amministrative di primavera. Le liste “Per Legnaro” e “Movimento Legnaro nuova”, divisi alle scorse elezioni, dopo la sconfitta del 2014 si sono riavvicinati e stanno valutando concretamente la possibilità di presentarsi al voto con un unico gruppo. Da gennaio i consiglieri all’opposizione Elia Bozzolan e Claudio Borsetto (Per Legnaro), Davide Bianchini (candidato sindaco MLN alle precedenti elezioni) e il collega di lista Roberto Pescarolo lavorano alla definizione di un programma elettorale condiviso. Per ora è ancora presto azzardare il nome del candidato sindaco ma c’è sicura convergenza su alcuni punti. Tra questi una nuova pianificazione urbanistica che non consegni il territorio alla speculazione edilizia; la necessità di riallacciare il dialogo con l’università di Padova presente ad Agripolis; la volontà di ridurre lo scollamento tra la classe politica e i cittadini; un ragionamento serio sulla fusione dei Comuni che dovrà passare per una capillare informazione dei cittadini e attraverso un referendum (già 850 firme lo chiedono); l’intenzione di rilanciare il ruolo della Corte Benedettina e della nuova piazza, che si vorrebbe costruire nelle immediate vicinanze dell’edificio storico con parco annesso. E ancora: maggiore attenzione alla mobilità lenta con un occhio al progetto per l’estensione della linea del tram da Padova fino a Legnaro; al verde che va scomparendo e agli anziani, ai quali serve una struttura residenziale in paese oltre a servizi assistenziali primari. Il tutto in un’ottica a medio e lungo temine. Tra i temi sentiti, anche dall’opinione pubblica nazionale, la sicurezza, che passa dall’implementazione del sistema di video sorveglianza a favore di esercizi commerciali e unità abitative, l’estensione della rete di pubblica illuminazione e l’installazione di un sistema di riconoscimento targhe. Ampio spazio nel program-
ma all’urbanistica e al territorio. Tra le proposte una nuova pianificazione attenta alle reali esigenze abitative, al recupero dell’esistente e alla tutela del suolo agricolo. In previsione incentivi per il recupero degli edifici dismessi, la rivalutazione e la riqualificazione della zona industriale come distretto legato alle attività dell’università e dell’Istituto nazionale di fisica nucleare.
Il municipio di Legnaro
La bozza di programma sarà definita nel corso del prossimi incontri con l’obiettivo di arrivare a metà marzo all’annuncio del nome del candida-
to sindaco per questa lista, al momento l’unica in corsa per sfidare i “Moderati” al governo di Legnaro da un ventennio. Martina Maniero
Arzergrande, nuovo sportello postamat
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aglio del nastro ad inizio febbraio per il nuovo sportello automatico Postamat installato all’esterno dell’ufficio postale di via Roma. All’inaugurazione hanno partecipato anche il sindaco Filippo Lazzarin, e la responsabile provinciale di Poste Italiane, Stefania Tomain, che ha confermato la capillarità della presenza di Poste Italiane sul territorio e l’attenzione che l’azienda riserva sempre più per le realtà locali, in particolare quelle meno densamente abitate, come già evidenziato dall’ad Matteo Del Fante durante l’incontro con i “Sindaci d’Italia” dello scorso novembre a Roma. Oltre per il prelievo dei contanti, lo sportello è abilitato per il pa-
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gamento di utenze e bollettini. Lo sportello presenta inoltre moderni dispositivi di sicurezza, tra cui il macchiatore di banconote, che rende inutilizzabile il denaro sottratto in caso di atto vandalico. A maggior tutela della clientela è presente anche il nuovo sistema elettronico “antiskimming”, per impedire la clonazione delle carte di credito. “Ringrazio Poste Italiane - ha detto il sindaco - per la collaborazione e gli impegni presi a Roma a novembre. Siamo entusiasti di essere il primo Comune a beneficiare dell’intervento”. Alessandro Cesarato
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Provincia .
Padova Urbs Picta candidata Unesco: il verdetto nel 2020 Padova rappresenterà l’Italia nel 2020 per essere iscritta nel Patrimonio Unesco. Il 24 gennaio si è infatti riunita Lo ha decretato la Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, che ha valutato positivamente la candidatura padovana, così il dossier e il piano di gestione in lingua inglese su Urbs Picta sono per Parigi, dove l’ambasciatore italiano Massimo Riccardo consegnerà tutta la documentazione al World Heritage Centre. Oltre 500 pagine corredate da più di 100 immagini compongono il dossier di candidatura, che illustra nel dettaglio l’”eccezionale valore universale” degli affreschi trecenteschi padovani, dalla Cappella degli Scrovegni di Giotto ai cicli pittorici. Ormai è entratovero percorso di valutazione: l’analisi della documentazione da parte di trenta esperti internazionali, il sopralluogo di un valutatore in
città per constatare la veridicità di quanto è stato scritto nel corso dell’autunno, in attesa della decisione finale che sarà pronunciata nel luglio 2020. “Se il percorso verso l’inserimento nella Lista del Patrimonio Mondiale è ancora lungo, quello di questi giorni è certamente un passo decisivo e storico per la città di Padova” dichiara l’Assessore alla Cultura Andrea Colasio “Sento di dover ringraziare i rappresentanti dell’Accademia Galileiana, della Basilica del Santo e della Diocesi di Padova, che con noi stanno lavorando alla candidatura, e in modo particolare il MiBAC e l’Università che hanno fornito il supporto delle loro competenze scientifiche anche nella delicata fase di traduzione”. “Questo è uno straordinario risultato che premia non noi ma la città di Padova che si conferma una eccellenza a livello mondiale nel campo dell’arte e della cultura- sottolinea il sindaco Sergio Giordani – E’ il frutto di un grande lavoro di squadra che adesso proseguirà, con ancora maggiore impegno e convinzione nella fase di valutazione”.
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Grande arte in città con Van Gogh P
rima Van Gogh e i colori della sua vita integralmente riletta e poi la suggestione dei cieli dipinti. Sono i due temi del progetto espositivo “Padova. La meraviglia del colore” che l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e Linea d’ombra hanno messo a punto, sottoscrivendo un rapporto di collaborazione destinato a svilupparsi tra il 2020 e il 2022. Ad annunciarlo il sindaco Sergio Giordani e l’Assessore alla cultura, Andrea Colasio con Marco Goldin, ideatore e curatore del progetto. Sergio Giordani, nel presentare l’accordo, ha voluto ribadire come “investire in cultura, a partire dalla tutela e dalla valorizzazione del nostro patrimonio, significhi scommettere sulle potenzialità di Padova come grande realtà metropolitana, in grado di svolgere una vera e propria funzione di magnete, di attrattore di energie creative. Significa pensare Padova come luogo dell’innovazione e della ricerca, ma anche della sperimentazione dei linguaggi artistici e dell’inclusione sociale”. Da parte sua, l’Assessore alla Cultura Andrea Colasio ha aggiunto che “nel definire il palinsesto degli eventi si è lavorato con Marco Goldin per ancorare le mostre
all’eccezionalità e all’unicità del percorso che ha visto Padova ottenere la candidatura italiana Unesco per il 2020. Con queste mostre si apre pertanto un dialogo serrato tra l’identità profonda della città e gli eventi da essa ospitati. Un percorso e un progetto, questo della Urbs picta, incentrato proprio sulla meraviglia del colore suscitata, sin dal Trecento, dall’opera di Giotto e dei grandi artisti che ne hanno seguito le orme nella citta antenorea: una eccezionalità del ciclo pittorico già sottolineata nelle cronache dell’epoca che rappresentavano la città come maravejosa”.
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Cultura .
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Premio Galileo, nominata la giuria Presidente è Elena Cattaneo, farmacologa, biologa e senatrice a vita, tra le scienziate in prima linea nella ricerca sulle cellule staminali. Insieme a lei giornalisti scientifici e docenti universitari del nostro Ateneo
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l Premio Galileo per la divulgazione scientifica, arrivato quest’anno alla sua XIII edizione, torna nel 2019 con una importante conferma rispetto allo scorso anno - la partnership con il Galileo Festival dell’Innovazione - e una altrettanto importante novità: l’ampliamento della platea degli editori che hanno risposto al bando di partecipazione, praticamente raddoppiata rispetto all’edizione 2018, composta da nomi di case editrici note e meno note. Questa grande attenzione nei confronti del Premio ha portato di conseguenza a far crescere il numero di volumi candidati, aumentati di circa il 50% rispetto all’edizione dello scorso anno. Un aumento che l’Amministrazione premierà con un supporto pubblicitario e una copertura mediatica potenziata rispetto alle passate edizioni. La Giuria che sceglierà i cinque libri finalisti avrà quest’anno come Presidente Elena Cattaneo,
farmacologa, biologa e senatrice a vita, tra le principali scienziate impegnate nella ricerca sulle cellule staminali, con oltre cento pubblicazioni scientifiche in riviste internazionali. A lei si affiancano cinque autorevoli giornalisti specialisti della divulgazione scientifica e rappresentanti dei principali gruppi editoriali italiani: Gabriele Beccaria, firma de La Stampa e dell’inserto Tutto Scienze; Luca De Biase, giornalista de Il Sole 24 Ore e fondatore della sezione Nòva dedicata all’innovazione; Luca Fraioli, caporedattore del settore Scienze, ambiente e tecnologia de La Repubblica; Anna Meldolesi, firma del Corriere della Sera, cofondatrice della rivista Darwin, collaboratrice di Nature Biotechnology e tra i finalisti dell’edizione 2018 del Premio Galileo con il libro “E l’uomo creò l’uomo. CRISPR e la rivoluzione dell’editing genomico” (Bollati Boringhieri, 2017); e infine Rossella Panarese,
La senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo, presidente della giuria del premio
autrice e conduttrice di Radio3Scienza, il quotidiano scientifico di Rai Radio 3. Oltre ai giornalisti scientifici, grazie alla collaborazione con l’Università di Padova la Giuria vedrà la partecipazione di cinque docenti universitari in grado di rappresentare la comunità scientifica dell’Ateneo: Giovanna Capizzi, professoressa associata del Dipartimento di Scienze Statistiche; Rodolfo Costa, professore ordinario di Genetica; Piero Martin, professore di fisica spe-
rimentale al Dipartimento di Fisica e Astronomia “G.Galilei” e tra i finalisti del Premio Galileo 2018 insieme ad Alessandra Viola con “Trash. Tutto quello che dovreste sapere sui rifiuti” (Codice Edizioni, 2017); Giulia Treu, professoressa associata presso il Dipartimento di Matematica “Tullio Levi Civita”; Maria Elena Valcher, professoressa ordinaria di Ingegneria elettronica. L’ultima parola toccherà però alla giuria popolare, che sceglierà, con voto segreto, l’opera vin-
citrice nell’ambito della cinquina finalista. A farne parte saranno studenti universitari e studenti delle scuole secondarie di secondo grado, cinque della provincia di Padova e altre cinque di altre province d’Italia. L’esito della XIII edizione del Premio Galileo sarà svelato il 10 maggio 2019 presso l’Aula Magna dell’Università: “La cerimonia di premiazione del Premio letterario sarà parte integrante del Galileo Festival e rappresenterà la punta di diamante di questa manifestazione, che coinvolgerà studenti universitari provenienti da tutta Italia. - afferma Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune di Padova - Investire sui giovani e far conoscere Padova come meta di turismo scientifico e culturale è per noi di vitale importanza». Laura Organte
Gioele Dix sul palco del Verdi Gioele Dix sarà sul palco del Teatro Verdi nell’ambito della Stagione di Prosa con “Vorrei essere figlio di un uomo felice” il 30 e 31 marzo. Nato da un progetto di Rai 5 sull’Odissea, lo spettacolo è diventato con il tempo una sorta di magico deposito delle immagini e delle storie più amate dal comico. Per informazioni consultare il sito internet del teatro. (l.o.)
Le opere con i fiammiferi firmate da Bernard Aubertin Arte gratuita e accessibile, come a Parigi, Londra e New York. È questo l’obiettivo di “Le vetrine dell’Arte” che ha trasformato le vetrine di Sala Samonà di via Roma in uno spazio espositivo. Fino al 3 marzo e aperta personale dell’artista Bernard Aubertin. La particolarissima tecnica del maestro francese prevedeva la preparazione del supporto con l’applicazione di un disegno realizzato con fiammiferi di varie dimensioni; i fiammiferi venivano poi accesi ed immediatamente spenti con un getto d’acqua così da creare un effetto pittorico che imprimeva la sua grafia sulla tela/tavola utilizzate.
The Beatles Musical Ritorna sui palcoscenici dei più prestigiosi teatri italiani ed europei lo show che ha già ottenuto un successo strepitoso di critica e pubblico: “Revolution The Beatles Musical”, la storia dei Beatles descritta ed impersonata da una delle Tribute Band più famose in Europa “The Beatbox”, uno spettacolo multimediale pieno di ricordi e canzoni intramontabili. Appuntamento al Gran Teatro Geox di Padova giovedì 28 marzo con un evento che avrà una vasta eco. (l.o.)
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Sport
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Basket Come vanno le padovane
Buona annata sotto canestro a casa nostra C
ome sta il basket padovano? L’annata è sicuramente delle più positive. La squadra di punta del movimento cestistico padovano è sicuramente il Fila San Martino di Lupari, società che vanta una prima squadra nella serie A/1 femminile ma anche in A/2 e in serie B. Il Fila allenato da coach Larry Abignente è diventato un nome di punta della massima serie italiana di palla a spicchi rosa: attualmente le “lupe” viaggiavano al quinto posto, in corsa per una posizione che possa garantire i playoff anche per questa stagione. Non sono mancati i momenti neri per la formazione padovana, a partire dal gravissimo infortunio occorso al play Caterina Dotto, che ha dovuto interrompere la
stagione già a novembre. Con l’inizio di febbraio in casa giallonera si è aggregato un nome di tutto rispetto per il basket femminile italiano, Chiara Pastore, rimasta senza squadra per la rinuncia al campionato di Napoli. L’altra formazione di San Martino impegnata in un campionato nazionale, quello di A/2, si difende con i denti e occupa attualmente il dodicesimo posto. Punta di diamante della pallacanestro maschile, invece, è la Virtus Padova (quest’anno targata Antenore Energia), impegnata in serie B: dopo un inizio a rilento, il quintetto di coach Daniele Rubini ha aperto l’anno con una serie entusiasmante di vittorie. Sei sono quelle che gli sono valse il primo posto del girone assie-
Le “lupe” del Fila San Martino di Lupari che militano in serie A/1 con ottimi risultati
me a Cesena, aprendo scenari importanti per il futuro virtussino: parlare di promozione in A/2 non è più solamente un sogno e l’ambizione e la prospettiva, purtroppo, a Padova mancavano da moltissimi anni. Le altre formazioni padovane militano tutte in campionati regionali. Il Guerriero Padova affronta la serie C Gold e si è presentato a febbraio con un ruolino da 7 vittorie e 10 sconfitte per il dodicesimo posto del girone unico. Nella serie C Silver va sicuramente meglio per il Basket Abano Montegrotto, primo a pari punti con Roncade, ma anche per il Felmac Limena che è tra le prime
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sei formazioni in classifica. E’ invece estremamente negativa la stagione del Cittadella, ultimo con tre soli successi stagionali. In serie D le padovane sono state raggruppate tutte in unico girone: Roncaglia domina il pool Verde con un ruolino invidiabile che è ancora immacolato in quanto a sconfitte, seguito da un terzetto tutto padovano: Solesino, Usmi (che gioca in via Lucca a Padova) e Mestrino. Più staccate le altre: Vigonza, Redentore Este, Vigodarzere e Arcella. Le ultime due sembrano condannate alla retrocessione, le prime due lottano per strappare un posto nei playoff.
E’ invece tutto padovano (pur con qualche formazione rodigina) il campionato di Promozione, che vede un bel testa a testa tra un quartetto composto da Cus Padova, Pro Pace, Fulgor San Bellino e I Frogs di Ponte San Nicolò. Nella Prima Divisione, i quattro gironi vedono primeggiare Cus Padova, Limena King, Conselve e Abano Orange. Molte sono le formazioni della provincia impegnate nel campionato interprovinciale amatoriale della Uisp: tra le padovane che quasi sicuramente andranno ai playoff compaiono l’Euganea, il Due Stelle Brugine e i Boars BaoNicola Cesaro ne.
Este Calcio apre il 2019 con alcuni passi falsi
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on è iniziato benissimo il nuovo anno per l’Este Calcio, che nel mese di gennaio ha inanellato una vittoria e tre sconfitte. Dopo il ko di misura patito nella prima giornata di ritorno contro il Montebelluna, squadra battuta 4-1 nel trionfale esordio di campionato a settembre, i giallorossi sono tornati alla vittoria nel secondo turno in casa con il Tamai. Non è stata una prestazione entusiasmante: Pozza e compagni hanno trovato il vantaggio nel primo tempo in una delle rare occasioni degne di nota grazie a una conclusione di prima di Pizzolato, venendo poi raggiunti a metà della ripresa dagli ospiti, ultimi in classifica ma proprio per questo determinati a fare punti. Nel finale lo strappo decisivo: prima la zampata di Giusti e poi il contropiede magistralmente condotto da De Giorgio, abile a superare due avversari e a servire Debeljuh per il 3-1 che ha chiuso i conti. Un successo sofferto che però era importante da ottenere per gli atestini, a secco di vittorie da metà novembre (3-2 contro il Sandonà). Nella terza giornata si è assistito al derby padovano contro il Campodarsego, autentica corazzata del girone C di serie D. Sfida che all’andata, al Nuovo Stadio di Este, aveva regalato spettacolo: un 2-2 agguantato da Pozza e compagni in pieno recupero con Giusti. Diverso l’andamento della gara di ritorno, dalla quale la squadra di mister Zanini è uscita sconfitta per 2-0. Contro il Belluno il 27 gennaio in casa è maturato un altro ko, stavolta per 1-0. De Giorgio e compagni sono andati sotto in avvio, non riuscendo mai a creare vere e proprie occasioni da gol nonostante il possesso palla favorevole nel secondo tempo. In casa Este la speranza è che la squadra ritrovi presto la brillantezza e l’entusiasmo di inizio stagione. Davide Permunian
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’Istituto Tecnico-Professionale “G. Marconi” di Cavarzere si presenta nel territorio con due corsi Tecnici, un corso Professionale e un corso di Istruzione e Formazione, un percorso di Istruzione per gli Adulti (serale). ISTRUZIONE TECNICA - indirizzi quinquennali • CHIMICA e BIOTECNOLOGIE articolazione BIOTECNOLOGIE SANITARIE • ELETTRONICA ed ELETTROTECNICA articolazione ELETTROTECNICA • Corso Serale: CHIMICA e BIOTECNOLOGIE articolazione BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI ISTRUZIONE PROFESSIONALE - indirizzi quinquennali • MANUTENZIONE E ASSISTENZA TECNICA FORMAZIONE PROFESSIONALE - indirizzo triennale • OPERATORE ALLA RIPARAZIONE DI VEICOLI A MOTORE Tra il terzo e il quinto anno sono previste esperienze di Stage, Tirocinio e Alternanza scuola lavoro: strumenti formativi che hanno in comune la concezione del luogo di lavoro come luogo di apprendimento complementare a quello dell’aula e del laboratorio. Il percorso di studi più indicato, oltre all’Università (nel campo medico - sanitario, ingegneria, sicurezza…) per i corsi quinquennali è la libera professione, l’impiego in aziende pubbliche e/o private. L’offerta formativa triennale di Istruzione e Formazione Professionale si articola in - un’area di istruzione generale, che integra i saperi tecnico-
professionali e i saperi linguistici e storico sociali, utili nell’ambito professionale e per una valida cittadinanza attiva; - un’area di indirizzo, POTENZIATA NELLE ORE DI LABORATORIO (portate a 10 per anno) che fornisce le competenze spendibili in vari contesti di vita e di lavoro, mettendo i qualificati in grado di collaborare e operare autonomamente nei processi produttivi e di servizio. LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO In tutte le attività del nostro Istituto la precedenza assoluta è data
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#Politica
Quota 100 potrebbe mettere in ginocchio comuni e sanità
Sicurezza Polizia locale più efficiente e vicina ai cittadini
Negli ospedali mancano medici, 118 solo nel trevigiano ma la cifra è destinata ad aumentare
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Il Primo a lanciare l’allarme, in occasione di un’audizione in commissione Lavoro del Senato, è stata Anci, l’associazione dei comuni Italiani che ha sottolineato come con quota 100 “si rischia un esodo anticipato e massiccio di personale, soprattutto dirigenziale, che si è nell’impossibilità di sostituire”. Dal canto suo, la presidente veneta di Anci, Mariarosa Pavanello, ha rincarato la dose spiegando che in moltissimi comuni veneti ci sono dirigenti alla soglia dei 60 anni che potrebbero far richiesta di pensionamento ma che non ci sarebbero i tempi tecnici sufficienti ad indire concorsi per sostituirli. L’associazione dei comuni ha stimato in circa 50.000 dipendenti la platea dei probabili aventi diritto alla pensione quota cento. “La nostra stima ovviamente - hanno detto i rappresentanti dei Comuni - è fatta sui dati delle classi di età, ma non sull’anzianità contributiva”, certo è che il rischio è reale e senza procedure d’emergenza l’apparato pubblico comunale potrebbe fermarsi. La stessa situazione potrebbe verificarsi anche in campo medico, come ha sottolineato di recente anche in Consiglio regionale il consigliere del Partito Democratico, Andrea Zanoni. “I medici non si trovano - ha denunciato - e la situazione si aggraverà nei prossimi mesi. Ma quella che stiamo vivendo non è certo un’emergenza
improvvisa e le responsabilità sono sia del Governo che della Regione. Zaia non si può autoassolvere. Nel Piano Socio Sanitario (PSSR) mancano adeguate risposte, anche se non avrebbero risolto del tutto il problema”. A denunciare “la carenza di ‘camici bianchi’ sono stati i Direttori Generali delle Ulss. In particolare, negli ospedali trevigiani ne mancano oggi 118, ma la cifra è destinata ad aumentare”. “Quota 100 rischia di provocare un vero e proprio terremoto – denuncia l’esponente Dem - sarebbero 142 i medici con i requisiti per andare in pensione anticipatamente. È inquietante questo sdoppiamento di Zaia, versione Doctor Jekyll e mister Hyde, che da un lato propone di allungare l’età pensionabile per i professionisti, dall’altro però accetta sull’attenti tutte le decisioni del Governo”. “Non solo Quota 100, ma anche il taglio dei Fondi sanitari per il 2019 e il mancato sblocco del tetto di spesa per il personale – aggiunge il consi-
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gliere Dem - Per non parlare del Reddito di Cittadinanza: con una parte minima di quelle risorse si poteva fare un piano di assunzioni e rinnovare il contratto, fermo da dieci anni. Pensare che i problemi si possano risolvere con l’autonomia, è l’ennesima favola. Anche perché la Regione ha responsabilità precise”. “Sempre più medici ‘scappano’ dal Pubblico per passare al Privato per i turni massacranti e non solo – sottolinea Zanoni - aumentano i professionisti che non vogliono lavorare nelle strutture periferiche. Tutta colpa della mancata autonomia? Nel PSSR potevamo dare alcune risposte, come Partito Democratico avevamo chiesto un Piano straordinario di assunzioni che è stato bocciato senza motivazioni convincenti”. “E così, come già successo per altre leggi, sarà l’ennesimo provvedimento ‘delle buone intenzioni’ – conclude Andrea Zanoni - con tanti obiettivi che rimarranno solo sulla carta”.
Riorganizzare i corpi di polizia locale per rafforzare il controllo del territorio e garantire maggior sicurezza ai cittadini. Questi gli obiettivi con cui la Giunta veneta ha stilato il disegno di legge in materia di polizia locale e politiche di sicurezza. “Il Veneto intende diventare una regione pilota nella riorganizzazione dei corpi di polizia locale – ha premesso l’assessore Corazzari, dettagliando i contenuti del nuovo ‘testo-quadro – e persegue l’obiettivo ambizioso di arrivare ad un sistema integrato tra le diverse forze dell’ordine, che assicuri in modo più efficiente la sicurezza urbana e il contrasto alla criminalità diffusa”. Il ‘perno’ del nuovo testo, che ora dovrà affrontare l’esame della commissione e del Consiglio regionale – sono i 3850 agenti di polizia urbana attualmente in servizio negli enti locali del Veneto . “Un contingente importante, ma sottodimensionato – ha avvertito Corazzari – perché il Veneto è storicamente sotto il parametro convenzionale di un agente ogni mille abitanti. Uno degli obiettivi sarà proprio quello di implementare le unità di polizia locale e i suoi corpi speciali, non appena sarà operativo lo sblocco del turn-over per i personale degli enti locali”. Il disegno di legge intende riorganizzare su scala territoriale e funzionale la polizia locale, attraverso gestioni associate su base distrettuale, e mira a mettere in dialogo operativo i diversi apparati di polizia, investendo su formazione degli agenti, messa in rete dei servizi informativi e condivisione dei presidi tecnico-operativi. “Ci interessa avere una polizia locale efficiente e moderna nel territorio, a servizio dei bisogni di sicurezza e protezione dei cittadini, qualificata per affrontare e contrastare i nuovi volti della criminalità, dalle contraffazioni allo spaccio agli assalti predatori delle bande organizzate – spiega Corazzari – Per migliorare la presenza e l’operatività dei corpi municipali è necessario aggiornare le normative regionali e adeguarle alla riforma degli enti locali in corso e al trasferimento di maggiori competenze che derivano dal decreto nazionale sulla sicurezza che porta il nome del ministro Salvini”.
Maria Pavan
Valdegamberi contro la campagna WWF, “A San Valentino adotta un lupo” “Chi non si è imbattuto su Facebook nella campagna raccolta fondi del WWF ‘A San Valentino fai un gesto d’amore: adotta un lupo per chi ami’. La pubblicità è senz’altro ingannevole, in quanto il lupo non è una specie in via d’estinzione, come viene descritto nel sito, e non ha certo bisogno delle adozioni del WWF per proliferare fino ad alterare l’ecosistema di alcuni territori”. In una sua nota il consigliere regionale del Veneto, Stefano Valdegamberi del Gruppo Misto stigmatizza l’iniziativa del WWf. “Strumentalizzare gli animali e il sentimentalismo attorno alla festa di San Valentino per far cassa appare
alquanto deplorevole - continua Valdegamberi - Di certo questi soldi serviranno a mantenere qualcuno dell’apparato del WWF che ha trasformato la natura in un business personale, disinteressandosi del tutto di coloro, anche degli stessi animali che per causa di una diffusione incontrollata del lupo stanno subendo danni quotidiani, coem vediamo in particolare per la pastorizia. La natura è fatta di equilibro che le posizioni dell’ambientalismo ideologico, e non di certo disinteressato del WWF, stanno alterando. Il loro interesse a senso unico sta portando al progressivo abbandono della montagna che
vede, anche a causa della presenza fuori controllo del lupo che fa da padrone indisturbato, sempre meno animali per l’alpeggio. I danni che questo abbandono comporterà all’ecosistema ambientale saranno notevoli per l’intera collettività. Ma di questo il WWF non pare per nulla preoccupato: l’importante che entrino soldi nelle casse dell’associazione. Per il prossimo San Valentino, un’associazione ambientalista seria, che ci tenga veramente all’ambiente, dovrebbe fare un’altra campagna: ‘A San Valentino fai un gesto d’Amore: adotta un pastorello’. Oggi sono proprio questi in via d’estinzione, non certo i lupi.”
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Politica
Economia
La frutta veneta a Berlino Fruit Logistica “L
La Regione Veneto è stata la prima ad investire nella qualificazione del settore ortofrutta e a creare, d’intesa con le associazione dei produttori, linee guida per lo sviluppo di un comparto iperspecializzato che rappresenta uno dei fiori all’occhiello del primario veneto”. E’ quanto ricordano gli assessori regionali all’agricoltura, Giuseppe Pan e alla promozione e commercio estero, Federico Caner, nel salutare l’avvio a Berlino di Fruit Logistica, la manifestazione fieristica più importante per gli operatori del settore nel panorama europeo. Nel quartiere fieristico della capitale tedesca l’Italia è stata presente fino a venerdì 8 febbraio con oltre 500 produttori, la rappresentanza più folta tra i paesi europei. Lo stand del veneto ha dato ospitalità a nove associazioni di produttori, tra consorzi di tutela di prodotti a denominazione di origine (radicchio di Treviso, di Chioggia, di Castelfranco e di Verona, funghi di Treviso, aglio polesano,) e organizzazioni di produttori, come il Consorzio orticolo padano e Treviso Mercati. “Con circa 12.000 produttori e 46.016 ettari l’ortofrutticoltura veneta rappresenta il 16% del valore della produzione agricola regionale – sottolinea Pan – e vanta autentiche eccellenze come le colture Igp (dal radicchio all’asparago, dalla ciliegia ai frutti di bosco) che hanno legato in maniera indissolubile territorio, identità di prodotto e qualità intrinseca. I produttori veneti e la Regione hanno investito nella specialità e della denominazione di origine di frutta e verdura, conquistando la fiducia dei consumatori e l’attenzione dei mercati
nazionali e internazionali, come duzioni e a renderle ancor più conferma la crescita del fattura- competitive nei mercati internato complessivo del settore, salito zionali – proseguono i due assesdagli 860 milioni del 2017 ai 970 sori – Tre le linee guida adottate del 2018”. dalle associazioni dei produttori Pan ricorda che la Regione di frutta e verdura del Veneto: riVeneto ha fatto da apripista nel cerca e produzione sperimentale 2014 investendo importanti riper l’innovazione; salvaguardia sorse (1.300.000 euro) in un pro- dell’ambiente per tutelare e valogetto di ricerca che ha caratteriz- rizzare la biodiversità; promoziozato le produzioni ortofrutticole ne e comunicazione per valorize i loro ambienti zare il ‘made in di coltivazione Veneto’”. Una vetrina di e si è tradotto “Queste tre in una infor- presitgio per 12mila direttrici di lamazione diret- produttori veneti che voro e di svita e capillare al luppo, unite sanno investire consumatore su alla compattezqualità e saluza associativa in qualità e brità della frutta tra produttori innovazione e della verdura. – concludono “Dal 1° genna– aiuteranno il io di quest’anno i produttori ve- comparto ortofrutticolo veneto neti di ortofrutta hanno fatto un a guadagnare ulteriori posizioni ulteriore salto di qualità, adotnel mercato nazionale e nell’extando una strategia unica, che si port e a superare anche le critideclina in programmi operativi cità determinate da incertezze poliennali dedicati a incremen- internazionali, prima tra tutte tare il valore aggiunto delle pro- l’incognita Brexit”.
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Imprese Multiutilities in rete: competitività e sviluppo
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lVeneto brilla da tempo per la sua produttività, le sue aziende e i suoi prodotti. Deve continuare a farlo rispondendo in maniera competitiva alla sfida su energia e ambiente. E’ necessario fare sistema come territorio veneto, con le nostre intelligenze e le nostre indiscusse capacità imprenditoriali, sfidando con lungimiranza il mercato”. Queste le parole con cui il Presidente Luca Zaia ha aperto la tavola rotonda da titolo What role is pleyed by public utilities in the european energy transition? Italy’s Nort East – A case history’ svoltasi a Bruxelles. Un’occasione di confronto tra aziende e istituzioni, in cui è stata presentata TUNE. TUNE, acronimo di Territory Utilities Network – Veneto, è una rete di imprese tra Utilities delle provincie di Treviso e Belluno nata nel febbraio 2018 che si pone lo scopo di rispondere al quesito riguardo a quale sia il ruolo rivestito dalle Public Utilities nella transizione energetica in Europa. Domanda certamente non di facile risposta, viste le particolari e per ogni luogo differenti caratteristiche del territorio italiano, sia dal punto di vista meramente territoriale, sia per quanto riguarda l’innovazione urbana. TUNE è stata recentemente riconosciuta come membro partecipante alla rete innovativa regionale ICT4SSL (ICT for smart and sustainable living) nell’ambito delle reti innovative locali. I partner di ICT4SSL sono coinvolti in progetti europei e nella definizione della partecipazione della rete a cluster internazionali come previsto negli indirizzi della commissione sulle Smart Specialisation regionali. Durante la tavola rotonda è stato presentato l’approccio del Nord-Est italiano e discusso il valore di queste aree per l’Europa. Tra i relatori, oltre al presidente Zaia, Yolanda Garcia Mezquita, Dg Energy B4 International Market/ Security of Supply, Gergana Milandinove Team Leader ‘Sustainable Growth’, European Commission, Dg Regional and Urban Policy Unit, Bianca Maria Scalet, consigliere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha moderato la tavola rotonda Enrico Tibuzzi, responsabile Ansa per la Sede di Bruxelles. TUNE (Territory Utilities Network – Veneto), costituita il 28 febbraio 2018, rappresenta un modello italiano pressoché unico, mettendo in rapporto diverse utilities dello stesso territorio unite dalla volontà di “fare sistema” in modo concreto ed efficiente, recependo e sviluppando i temi oggetto di investimenti e promozione da parte dell’Unione Europea, ma anche a livello nazionale e regionale. Firmatarie del contratto di rete, otto realtà del territorio che, per la prima volta, mettono insieme le proprie esperienze affiancate dalle municipalità (IPA – PAES). TUNE Veneto opera, in particolare, su tre filoni di azioni comuni per la costruzione di un progetto sinergico a livello locale, nazionale ed europeo: Digital Platform – Big Data, Building Retrofit e Smart Mobility. Vengono dunque affrontati temi come l’economia circolare, il “waste to energy”, la digitalizzazione dei servizi, l’efficientamento energetico degli edifici (retrofitting) e, infine, l’e-mobility, con particolare riferimento alla creazione di quelle infrastrutture necessarie per lo sviluppo della mobilità sostenibile. Argomenti su cui ognuna delle aziende coinvolte porta la propria esperienza e progettualità, allo scopo di dare risposte adeguate alle esigenze del territorio e guardando con lungimiranza allo sviluppo di programmi comuni.
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Politica
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Opere pubbliche
Centrale unica di progettazione: torna lo statalismo “Un carrozzone destinato a creare un imbuto tecnicoamministrativo che ostacolerà sia la programmazione che l’esecuzione delle opere pubbliche”
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rchitetti, ingegneri edili e geometri si occupino d’altro! Ora alle opere pubbliche ci penserà la Centrale unica per la progettazione delle opere pubbliche: 300 persone ancora da assumere per risolvere i problemi di tutta Italia! Dopo il voto di fiducia alla Camera, il disegno di legge di Bilancio per il 2019 è passato all’esame di Palazzo Madama che ha già presentato una serie di emendamenti ma la centrale unica per la progettazione delle opere pubbliche si farà e definirà denominazione, allocazione, modalità di organizzazione e funzioni. “La Centrale di Progettazione Unica produrrà sicuramente il blocco di quasi tutti i lavori pubblici - commenta allarmato Pasqualino Boschetto, presidente della Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto per bocca gettando nel caos le pubbliche amministrazioni.
“Nel migliore dei casi - continua - sarà un carrozzone destinato a creare un imbuto tecnico-amministrativo che ostacolerà sia la programmazione che l’esecuzione delle opere pubbliche e drenerà risorse importanti che chiaramente potrebbero essere impiegate meglio. Una struttura che va contro gli stessi principi ispiratori del Codice dei contratti. Cerchiamo di esser seri e razionali: questa Centrale non s’ha da fare.” La nuova struttura è prevista dalla Legge di bilancio 2019 e per diventare realtà richiede un Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, atteso entro 30 giorni dall’approvazione della legge. “Questa Centrale rappresenterebbe, se attuata, un balzo indietro di molti anni. - avverte Boschetto- Innanzitutto, verrebbe totalmente a mancare il contatto con il territorio, che nella attività di
progettazione in oggetto è imprescindibile. Ogni progetto richiede un contatto diretto e continuativo con il committente, un’interlocuzione attenta, un lavoro di mediazione e frequenti incontri. Come sarebbe conciliabile tutto questo con una gestione unica Romacentrica?”. Boschetto lo spiega con un esempio: “La provincia di Vicenza ha 120 comuni con storie, piani urbanistici, regolamenti edilizi diversi: come si può pensare che una unica centrale nazionale possa seguire in maniera adeguata i lavori pubblici dei quasi 8000 comuni italiani?”. Inoltre, preoccupa l’incertezza sui numeri e le professionalità che convergerebbero in questa Centrale. “Si parla di 500 persone, forse anche meno, che dovrebbero avere in mano tutti gli appalti di tutta Italia. Non è pensabile. Mate-
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rialmente impossibile. E di queste 500 persone quanti avranno le competenze, l’esperienza e le indiscutibili e ampie capacità professionali per governare il tutto? E’ difficile pensare che queste 500 persone siano arruolate fra le nostre eccellenze professionali nazionali. Probabilmente molte di queste 500 persone saranno giovani ingegneri e architetti, con esperienze professionali giocoforza limitate. Certamente non è questo il modo migliore di creare lavoro per i nostri giovani colleghi professionisti. Ancora una volta solo propaganda, purtroppo in questo caso anche molto pericolosa: non oso immaginare le risorse e il tempo necessari per recuperare i sicuri danni che la Centrale di Progettazione Unica produrrebbe. Maria Pavan
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L’ntervento
Pfas: per la Regione “non c’è aumento del rischio tumore”
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Tornare a correre la propria vita Run your life again: l’esperienza diventa un film tv
Polisonnografia, Droga a scuola, il“Test test per in classe diagnosticare iper disturbi tutti”del sonno
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n merito a quanto recentemente affermato dai rappresentati di ISDE, in particolare dal Dott. Vincenzo Cordiano, Presidente di ISDE Veneto, sul quotidiano L’Arena di Verona, nell’edizione di mercoledì 6 febbraio 2019, l’Area sanità e sociale della Regione Veneto puntualizza che a tutela del benessere fisico e psicologico delle popolazioni esposte, occorre innanzitutto ribadire l’assoluta priorità della trasparente divulgazione dei dati disponibili. Non è ammissibile, infatti, come fa l’ISDE, attribuire a “caso” l’aumento di patologie quali l’incrementato rischio di tumori ematologici (leucemie) che, allo stato attuale, non risultano correlate a tale sostanze. In ottemperanza a tale principio, la Regione del Veneto assicura la più ampia diffusione dei dati disponibili in occasioni pubbliche o dedicate al tema dell’inquinamento. È scientificamente corretto attenersi a quanto fornito dai flussi corretti di dati provenienti dalle strutture istituzionali preposte sui temi che, come in questo caso, sconfessano le affermazioni recenti e passate di rappresentanti dell’ISDE sulle malattie di cui le sostanze perfuoroalchiliche sarebbero causa di qualsiasi tipologia di patologia quali le leucemie, linfomi non Hodgkin, ecc. Di Area sanità e sociale della Regione Veneto
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Run your life again: l’esperienza diventa un film tv
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pochi giorni dalla Giornata mondiale per la lotta contro il Cancro (4 febbraio) le donne-maratonete di Run For Iov sono state protagoniste di una Conferenza stampa presso l’Aula Magna dello IOV-IRCCS in cui hanno consegnato il maxi assegno di 42.698 euro raccolti dalla Onlus RYLA (Run Your Life Again) con l’edizione 2017-2018 del progetto e durante la quale è stato presentato il film che ne racconta l’esperienza. “E’ stato molto più che correre una maratona: è stato accaparrarsi un altro pezzetto di vita, condividerlo e cominciare a pensare che ce ne può essere anche un altro subito dopo”: le parole pronunciate nel film da Marina – una delle donne del team di runners – condensa perfettamente il senso di questa esperienza unica in Italia e nel mondo. Nata nel 2015 a Padova grazie alla spinta coraggiosa di una paziente IOV, Sandra Callegarin, RYLA nel giro di tre anni ha coinvolto circa venti pazienti che hanno affrontato una diagnosi di carcinoma mammario, insieme a medici e operatori dell’Istituto, che affiancati da medici dello sport e allenatori hanno trasformato l’esperienza del tumore al seno in un’esperienza di rivincita e rinascita attraverso la partecipazione, come squadra, ad alcune celebri maratone internazionali. La storia di coraggio e di solidarietà delle donne di Run For Iov è diventata a fine 2018 un film, RUN YOUR LIFE AGAIN, lungometraggio firmato da Nicola Berti che è andato in onda su TV2000 il 4 febbraio, la giornata dedicata alla lotta Contro il cancro. “Questa storia di runners l’ho incrociata attraverso l’esperienza di mia moglie, a cui è stato diagnosticato un
Consegnato un maxi assegno di 42mila euro destinato alla ricerca senologica carcinoma mammario poi curato presso l’Istituto Oncologico Veneto”, ha raccontato il regista Nicola Berti. “Il documentario è quindi il risultato dell’incontro tra questa mia voglia di dare un senso diverso a quello che era successo e la voglia di ritornare a correre la propria vita di un gruppo straordinario di donne. Io ho condiviso con loro alcuni mesi della loro preparazione, fino alla maratona di Londra 2018. Il risultato lo vedremo sugli schermi: un documentario fatto con pochi mezzi, ma con tanto cuore”.
Durante la conferenza stampa di presentazione del film il Direttore Generale dell’Istituto, Giorgio Roberti, ha affermato che “L’esperienza sviluppata in questi anni da RYLA Onlus è simbolo dei risultato che può raggiungere una virtuosa e vissuta collaborazione tra mondo medico e mondo dei pazienti. Il team di Run for Iov è riuscito a far si che medici ed operatori facessero fronte comune con le pazienti, affrontando insieme un periodo di ‘ritorno alla vita’ dove oltre al coraggio personale ed alla qualità ed efficienza delle strutture sanitarie, è importante sapere di essere accompagnati, ritrovando nella condivisione e vicinanza degli altri un autentico supporto per vivere di nuovo pienamente la propria esistenza”. Al termine della conferenza stampa le runners della squadra Run For Iov hanno consegnato allo IOV-IRCCS un maxiassegno per la ricerca di 42.698 euro, frutto della raccolta legata alle attività dell’edizione 2017-2018 del progetto e comprendenti le Maratone di Valencia e di Londra.
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L’intervento
Pfas: per la Regione “non c’è aumento del rischio tumore”
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a Regione del Veneto è attivamente impegnata nella sorveglianza clinicoepidemiologica della popolazione esposta a PFAS avvalendosi delle strutture competenti, quali il Servizio Epidemiologico Regionale e il Registro Tumori del Veneto. Da quando si è venuti a conoscenza del problema, la sanità regionale ha condotto studi epidemiologici sulla popolazione dell’Area Rossa, recentemente aggiornati. Tali studi hanno rilevato quanto già affermato in precedenti report per patologie correlate all’esposizione a tali sostanze, secondo quanto riportato in letteratura, ed evidenziano che la popolazione dell’Area Rossa presenta un modesto ma statisticamente significativo eccesso di prevalenza per alcune condizioni e malattie di tipo cardiovascolare e presenta per entrambi i sessi un aumento moderato ma significativo della prevalenza standardizzata di dislipidemie (ipercolesterolemie e/o ipertrigliceridemie). Per quanto riguarda la mortalità si rileva un modesto ma significativo eccesso di mortalità per cardiopatie ischemiche, per malattie cerebrovascolari e, limitatamente al sesso femminile, per diabete. L’incidenza di patologia neoplastica (recentemente aggiornata al 31 12 2015 e comparata con la restante popolazione regionale) per gli organi “target” (rene, testicolo) non documenta incidenze significativamente diverse da quelle della popolazione generale. Per tumori non segnalati come connessi all’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche, si osservano alcuni scostamenti dei tassi incidenza in difetto o in eccesso (tumori con eziologia prevalentemente associata a fattori comportamentali o alla pressione diagnostica locale). Come noto, è in corso il Piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta che prevede la chiamata attiva dei soggetti eleggibili e la determinazione di vari parametri antropometrici e bioumorali. I soggetti con PFAS elevati e parametri anomali vengono presi in carico da un ambulatorio specialistico di secondo livello (DGRV n. 2133/2016 e 851/2017). La Regione inoltre, nel corso della gestione dell’emergenza, ha affrontato approfondimenti specifici su sottogruppi di popolazione considerati dal punto di vista sanitario più fragili rispetto alla popolazione generale dell’area di interesse. In particolare, sui lavoratori ed ex-lavoratori della ditta Miteni è stato incentrato un progetto di ricerca “Valutazione della biopersistenza e dell’associazione con indicatori dello stato di salute di sostanze fluorurate (benzotrifloruri, perfluorurati, fluoroammine) in addetti alla loro produzione” (DGR Veneto n. 1191 del 01.08.2017). Da tale relazione emerge che i lavoratori della Ditta Miteni risultano avere concentrazioni sieriche di PFOA molto elevate, anche in confronto con altri contesti di esposizione occupazionale documentati nella letteratura scientifica (concentrazione di molti ordini di grandezza rispetto alla popolazione generale). Si osserva che le concentrazioni sieriche di PFOA e PFOS raggiungono i valori più elevati tra gli addetti alla produzione di fluoropolimeri. Si evince dalla relazione che la popolazione dei lavoratori indagata ha subito un bioaccumulo molto significativo di composti PFAS nell’arco degli anni. E’ stata documentata una aumentata mortalità connessa a neoplasie epatiche, diabete mellito e ipertensione arteriosa. Per quanto attiene agli alimenti, alla luce della recente scientific opinion (EFSA Journal 2018;16(12):5194), la Regione del Veneto ha richiesto all’Istituto Superiore di Sanità di rivalutare criticamente i dati emersi dal monitoraggio degli alimenti in argomento, al fine ottenere una second opinion ritenuta cautelativa della salute e della informazione dei cittadini. Tutta la documentazione citata è pubblicata sul sito della Regione del Veneto ed è stata oggetto di presentazione in occasioni pubbliche o appositamente organizzate. Di Area sanità e sociale della Regione Veneto
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Polisonnografia, il test per diagnosticare i disturbi del sonno P
resso il centro Uni x Poliambulatorio è attivo il servizio di monitoraggio sulle apnee notturne (OSAS) tramite lo strumento Polisonnografia La sindrome delle apnee notturne colpisce prevalentemente pazienti con storia di russamento, con problemi di peso, e può manifestarsi con sintomi molto differenti (stanchezza diurna, sensazione di sonno notturno poco ristoratore, mal di testa mattutino, tendenza ad addormen-
tarsi durante il giorno). Questa patologia può essere individuata facilmente con un esame semplice e non doloroso, della durata di alcune ore (monitoraggio notturno cardiorespiratorio/polisonnografia), alla luce del quale si definisce un mirato programma terapeutico e di controllo personalizzato per ciascun Paziente. L’applicazione dello strumento può essere fatta in ambulatorio o a domicilio
in base alla valutazione medico/paziente. Cosa si intende per apnea e per OSAS? Apnea è l’arresto del flusso respiratorio oro-nasale la cui durata dipende dalla gravità della ostruzione presente nelle prime vie aeree; si parla di OSAS,ovvero di sindrome delle apnee ostruttive del sonno,quando il numero degli episodi di apnea per ora di sonno è patologico.
Affidea Uni x Poliambulatorio - P.zza G. Dossetti, 1 Piove di Sacco PD - tel. 049/9708688 - info.unixpoliambulatorio@affidea.it
Le Congiuntiviti allergiche
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on l’ avvicinarsi della primavera, per chi soffre di allergia, comincia la stagione del naso che gocciola e degli occhi gonfi. Si tratta di una risposta esagerata del sistema immunitario ad una sostanza innocua ma riconosciuta come dannosa detta “allergene”. Si parla genericamente di congiuntivite allergica ma, in realtà, si tratta di forme cliniche ben distinte, spesso non diagnosticate correttamente, essenzialmente a causa di due fattori: il primo perché nella maggior parte dei casi le congiuntiviti allergiche si associano ad altra patologia importante (quale asma o rinite) più grave di pertinenza dell’allergologo; il secondo si basa sulla considerazione che le allergie congiuntivali non costituiscono mai un problema invalidante ai fini della funzione visiva, per cui c’è spesso l’autoprescrizione di colliri a volte inutili o dannosi . E’ necessario quindi, porre una diagnosi precisa perché ogni forma clinica richiede un trattamento specifico. Cercherò di semplificare al massimo per riuscire ad aiutare i pazienti a districarsi su questa patologia che un po’ tutti sintetizziamo con l’espressione “occhio rosso”che tutto include. RINOCONGIUNTIVITE ALLERGICA: è la più diffusa, detta anche pollinosi. I primi pollini sono quelli degli alberi (nocciolo, olmo, pioppo, betulla, cipresso e altri), dell’erba invisibile all’occhio ma percepita dal naso allergico, delle graminacee, delle muffe o delle polveri di casa. Inizia a maggio e ha il suo apice a luglio. Questa forma ha andamento stagionale e c’è sempre sintomatologia nasale, il prurito oculare è lieve. In tali casi è utile la consulenza dell’allergologo che, attraverso esami mirati, potrà porre la giusta diagnosi. Va ricordato che nel 94% dei casi (non è poco) si associa in ordine di frequenza oltre alla rinite, asma, orticaria e dermatite. Non bisogna inoltre dimenticare l’importanza del fattore “familiarità”. La prognosi è buona ai fini della funzione visiva, i sintomi tendono a diminuire, sino a scomparire spontaneamente in età avanzata. COGIUNTIVITE PRIMAVERILE: rispetto alla precedente ha andamento cronico, con peggioramenti stagionali nel periodo primaverile. Sono generalmente colpiti i bambini ed è rara sopra
i 30 anni. L’ associazione con altre patologie già menzionate scende al 60%, può comparire senza antecedenti familiari. I sintomi sono più forti in primavera ed il principale è un prurito forte, intenso, continuo, a volte esasperante che costringe i pazienti a stropicciare continuamente gli occhi nel tentativo di ottenere giovamento peggiorando il quadro con comparsa di fotofobia e “fili di muco” che sono dovuti alla spremitura meccanica causata dallo strofinamento degli occhi. L’oculista fa diagnosi certa semplicemente con il rovesciamento della palpebra superiore che evidenzierà “papille” giganti, che nel nostro gergo definiamo a “ciottolato romano”, le quali, a contatto della cornea producono abrasioni a volte molto gravi e difficili da curare per la scarsa collaborazione dei piccoli pazienti. Si può avere calo della vista e grave compromissione della cornea .In questa forma clinica, l’oculista deve sempre essere molto vigile per improntare immediata e potente terapia antinfiammatoria. CONGIUNTIVITE ATOPICA: con questo termine s’intende una congiuntivite allergica, spesso cronica, associata ad eczema cutaneo, con forte familiarità. Le manifestazioni cliniche ci sono già nel primo anno di vita, ma possono presentarsi anche successivamente. Si hanno principalmente aree di eczema al viso, dietro le orecchie, sulle mani. A livello oculare non vi è stagionalità ed i sintomi sono: bruciore, lacrimazione, prurito, ma la complicazione più grave è l’interessamento corneale che porta ad opacità cicatriziali permanenti con conseguente perdita della capacità visiva. Spesso si riscontra cheratocono ed elevata incidenza di cataratta. E’ la forma più difficile da trattare, la più grave per le citate complicazioni.
Dott. Valerio Crepaldi dirigente medico ospedale S.Antonio e Piove di Sacco Studio: Padova mailvcrepaldi@libero.it tel. 049 663855
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Chirurgia laser per eliminare gli occhiali: cosa deve sapere il paziente O
Laser a Femtosecondi presso SEKAL Microchirurgia Rovigo
Strumento diagnostico in grado di misurare anche lo spessore dell’epitelio corneale
pia ed astigmatismo. Queste tecniche hanno un grande profilo di sicurezza a discapito di un recupero postoperatorio un po’ più lungo. Le tecniche più profonde, dette intrastromali (poiché lavorano all’interno dello stroma corneale), sono la tecnica LASIK e la tecnica SMILE. Nella prima vengono utilizzati entrambi i laser: prima il laser a femtosecondi crea un taglio sulla cornea, il chirurgo solleva il tessuto tagliato, poi il laser ad eccimeri modella la cornea, infine il chirurgo riposiziona il lembo tagliato. La SMILE, tecnica più recente che utilizza un particolare laser a femtosecondi della Zeiss (unico al mondo), permette di correggere i difetti di vista mantenendo, quasi completamente, l’integrità dei tessuti. Come lavora
dunque questo laser? Prendiamo ad esempio un occhio miope, per correggere questo difetto è necessario rimuovere una porzione di tessuto corneale. Quindi, il laser per la tecnica SMILE è in grado di tagliare una piccolissima porzione di tessuto all’interno dello spessore della cornea. Fatto ciò il chirurgo è in grado di asportare, tramite un taglio di soli 3 millimetri, il tessuto pre-tagliato in precedenza dal laser. Ma quali sono i veri vantaggi? In particolare, questa tecnica è ideata per la correzione della miopia ed astigmatismo riducendo drasticamente complicanze come riduzione della lacrimazione ed il dolore postoperatorio, il paziente non avverte dunque alcun fastidio. La necessità da parte dell’oculista di lavorare su tessuti molto piccoli (micron) fa
si che lo studio della morfologia dell’occhio e del difetto di vista deve essere il più accurato possibile. Ecco che in questo campo la strumentazione diagnostica deve essere di altissima qualità al fine di ottenere il miglior risultato. Da 30 anni noi investiamo nella strumentazione diagnostica e chirurgica al fine di ottenere i migliori risultati per i nostri pazienti, il nostro centro SEKAL Microchirurgia Rovigo si avvale di circa 24 strumenti diagnostici. Ad esempio, recentemente abbiamo investito su di uno strumento che è in grado di misurare lo spessore dell’epitelio corneale (uno strato di 10 cellule circa che sta sopra alla cornea). Tale strato è tanto piccolo quanto importante in questo tipo di chirurgia. A tutto ciò va aggiunto che questi laser necessitano di una manutenzione particolare per lavorare al meglio
e garantire i risultati migliori. Ad esempio, il nostro laser a femtosecondi (uno dei soli 16 laser presenti in Italia) è situato in una stanza che rimane a temperatura e umidità costanti per 365 all’anno 24 ore su 24. Concludendo, è sì vero che oggi la chirurgia refrattiva è una realtà consolidata e matura ma non deve essere presa con leggerezza o sottovalutata. I difetti visivi possono essere leggeri (entro 3 diottrie), medi (da 3 a 8) ed elevati (oltre le 8 diottrie). Per un paziente, da un punto di vista funzionale, anche un difetto leggero quale una mioperficie corneale, simile ad un pallone da rugby invece che sferica) può essere associato alla miopia o all’ipermetropia. L’ipermetropia è il contrario della miopia e qui l’occhio è più corto. Una preoccupazione dei pazienti è la durata di queste lenti. Il materiale è perfettamente biocompatibile e la durata eterna!
Dott. Massimo Camellin Oftalmologo Via Dunant, 10 - Rovigo tel. 0425 411357 mail: segreteria@sekal.it web: www.lasek.it
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ggigiorno, le tecniche chirurgiche ed i laser impiegati in chirurgia refrattiva per la correzione dei difetti di vista (miopia, ipermetropia, astigmatismo) hanno raggiunto una grande maturità. Tuttavia, è bene ricordare che non tutte le tecniche chirurgiche sono adatte a tutti i tipi di occhi o a tutti i difetti di vista. Sempre più spesso, al giorno d’oggi, i pazienti si presentano dall’oculista dopo essersi documentati via internet o tramite altri mezzi di comunicazione; ciò che abbiamo riscontrato è che spesso il paziente è forviato da informazioni incorrette o illusorie. Inoltre, il paziente non è a conoscenza dell’attrezzatura all’avanguardia e dell’esperienza dell’oculista necessaria per questo tipo di chirurgia. È quindi il momento di fare un po’ di chiarezza. La chirurgia atta alla rimozione degli occhiali per la correzione dei difetti di vista si chiama chirurgia refrattiva. In chirurgia refrattiva esistono due tipologie di laser: laser ad eccimeri e laser a femtosecondi. A seconda della tecnica che il chirurgo utilizza è possibile adottare uno dei due laser o entrambi. Le tecniche di superficie (PRK, LASEK) utilizzano il laser ad eccimeri, che, modellando la cornea in superficie, permette di correggere miopia ipermetro-
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Droga a scuola, “Test in classe per tutti” L’assessore regionale all’istruzione, Elena Donazzan, propone una misura che fa discutere
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e uno studente su 5 ammette in consumare sostanze stupefacenti e se uno su 2 ammette candidamente di veder girare droga a scuola, significa che siamo in piena emergenza educativa. I dati diffusi dal Punto d’ascolto dell’Ufficio scolastico provinciale di Verona, in collaborazione con il Servizio Dipendenze dell’Ulss 9 Scaligera, ci impongono non solo una riflessione sull’impatto che la droga sta avendo sui giovani, ma richiedono un’azione di contrasto la più efficace possibile”. L’assessore regionale all’istruzione, Elena Donazzan, prende posizione in merito all’indagine svolta, tramite questionario anonimo, tra 1647 adolescenti veronesi tra i 13 e i 19 anni. Stando alle risposte raccolte dagli psicologi del Punto di ascolto
sul disagio giovanile, il 18 per cento degli “Le risposte dei ragazzi intervistati sono studenti ammette di consumare sostanze, inquietanti – prosegue l’assessore – e il 37 per cento dichiara di avere amici che indirettamente chiamano in causa tutti noi. utilizzano droghe. La motivazione principale Credo che ciò che accade a scuola, agenzia risulterebbe essere la noia, il 21 per cento alla quale tutti noi affidiamo la costruzione lo fa per scelta, meno del 12 per cento in della capacità critica e di giudizio dei ragazzi seguito ad una crisi nonché il loro futuro o per placare l’ansia. professionale, 2 euro a persona per L’età della prima rispetto all’uso di assunzione scende droghe, ci imponga individuare l’uso di a 13 anni, negli di affrontare anfetamine, cocaina, anni delle medie. in maniera più L’83 per cento ecstasy, oppiacei, morfina, rigorosa il tema degli intervistati delle dipendenze. cannabinoidi ritengono che sui Non è tollerabile banchi di scuola si che nella ‘palestra’ dovrebbe affrontare di più e meglio il tema dei cervelli si utilizzino sostanze che della droga e delle dipendenze. alterano le funzioni cerebrali, e purtroppo
Autismo: in rete con altre regioni per la ricerca
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l Centro di riferimento regionale per l’autismo, diretto da Leonardo Zoccante, entra nel progetto interregionale, promosso dal Ministero della Salute, dedicato ad approfondire la conoscenza dei disturbi dello spettro autistico e la messa a punto di buone pratiche terapeutiche ed educative, con particolare riguardo al passaggio dall’età evolutiva all’età adulta e all’inserimento occupazionale. “Il centro di Verona è una eccellenza nel panorama regionale e nazionale – conferma l’assessore regionale Lanzarin – Il coinvolgimento nel progetto varato dal Ministero, in accordo con l’Istituto Superiore della Sanità e nell’ambito dell’Osservatorio nazionale per il
monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico lo conferma”. Per la realizzazione del progetto di ricerca il ministero ha stanziato un milione di euro, suddivisi tra le cinque regioni partner: Liguria (capofila), Veneto, Marche, Umbria e Campania. Al Veneto, e in particolare al centro di riferimento veronese, sono stati assegnati 240 mila euro. Il progetto, che dovrà concludersi nell’ottobre del 2020, punta a identificare e sperimentare interventi di continuità per accompagnare i percorsi di crescita dei ragazzi affetti da sindromi dello spettro autistico, dall’istruzione al lavoro, valutando anche le migliori soluzioni residenziali e semiresidenziali.
Cinque illustri clinici veneti consulenti al ministero
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inque illustri clinici della sanità veneta sono entrati a far parte del nuovo Consiglio Superiore di Sanità. “Sono orgoglioso di loro - ha affermato il governatore Zaia - che portano il lavoro eccellente svolto in Veneto, il loro patrimonio scientifico, al servizio dell’Italia intera. Con orgoglio auguro dunque loro buon lavoro. Sono il simbolo di un sistema sanitario veneto che esprime qualità
nelle cure e negli ospedali, ma anche a livello universitario, con gli Atenei di Padova e Verona”. “I professori Claudio Cobelli, Domenico De Leo, Carlo Foresta, Paolo Pederzoli e Massimo Rugge - aggiunge Zaia - sono ai vertici nazionali e internazionali in discipline estremamente qualificate nel panorama sanitario e il loro sapere sarà prezioso in un contesto scientifico elevato come il Css”.
in maniera irreversibile, data la giovane età dei consumatori”. Da qui la proposta dell’assessore Donazzan: rendere obbligatorio il test antidroga in tutte le scuole secondarie. “Ho fatto fare una stima di quanto costerebbe un test rapido e facile da eseguire, non invasivo, da fare nelle scuole, a sorpresa –ragiona l’assessore - Il costo è di 2 euro a persona per un test completo che consenta di individuare il possibile uso di anfetamine, cocaina, ecstasy, oppiacei, morfina, cannabinoidi ( marijuana, hashish, cannabis). Quindi – tira le somme Donazzan - con 400 mila euro di spesa è possibile coprire tutti gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, ovvero circa 200 mila adolescenti in Veneto”.
Elena Donazzan
“I costi sono più che sostenibili – conclude l’assessore - si tratta solo di volontà: introdurre controlli sistematici e a tappeto significa dare un preciso segnale, in termini di valori sociali e di responsabilità personale”.
Raccolta farmaci a favore dei più bisognosi “P
erché nessuno debba più scegliere se mangiare o curarsi”. È lo slogan della XIX Giornata Raccolta del Farmaco che si è svolta sabato 9 febbraio in tutta Italia. Anche nel Veneto, nelle farmacie che hanno esposto la locandina, sono stati acquistate una o più confezioni di medicinali che andranno in dono alle persone indigenti grazie ai consigli dei farmacisti e alla collaborazione di 20.000 volontari. Anche quest’anno si è confermata la tradizionalmente importante risposta veneta all’iniziativa con un’adesione di oltre 450 farmacie e di 135 organizzazioni assistenziali che si faranno carico della distribuzione. Nell’edizione dell’anno scorso, in tutta la regione si è contato il 10% delle farmacie aderenti in tutta Italia con una raccolta di 32.230 (8,6% del totale nazionale) confezioni di farmaci (8,6% del totale nazionale). Dati che gli organizzatori traducono in circa 50.000 persone e migliaia di famiglie venete aiutate. “In Veneto - ha sottolineato l’assessore Lanzarin - il livello di povertà, con il suo 6% circa, ci segnala una situazione meno grave rispetto al 10% della media nazionale. Con questa giornata si testimonia un’attenzione alle fasce in difficoltà rispetto all’accesso ai farmaci e quindi alla salute.”.
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“L’anno scorso uno su due dei veneti entrati in farmacia ha donato almeno un farmaco” - ha dichiarato Matteo Vanzan, responsabile di Banco Farmaceutico per il Veneto -. Il dono di un medicinale da banco è il primo anello di una grande catena di solidarietà fatta da farmacisti, volontari, donatori ed enti assistenziali, che permette di far giungere quel medicinale ad una persona ammalata che non è in grado di poterlo acquistare. Ogni anno, confidiamo nella generosità della gente e non ne siamo mai delusi”.
Una solidarietà che vede coinvolti in prima persona gli stessi titolari di farmacia. “I farmacisti – ha sottolineato Alberto Fontanesi, presidente di Federfarma Veneto – non sono solo promotori ma i primi coinvolti in questa operazione benefica. In questo sabato mettono a disposizione gratuitamente loro stessi ed il personale delle farmacie e non guadagnano nulla. Per aderire all’iniziativa, solo nella nostra regione versano complessivamente circa 70.000 euro”.
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Sri Lanka, bello e possibile di Renato Malaman
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gni tanto cambia capitale, quella attuale si chiama Sri Jayawardenapura Kotte, un nome impronunciabile. Si trova vicino a Colombo, che per i più rimane la vera capitale, il cui nome non c’entra nulla con Cristoforo Colombo. Il paese cambia spesso anche nome: prima del 1972 era Ceylon, il nome che gli avevano dato gli inglesi, oggi si chiama Sri Lanka: ovvero “l’isola risplendente”. In passato è stato anche Tabropana, poi Serendib e – sotto i portoghesi – dal 1605 Ceilão. La definizione più bella di quest’isola del sub continente indiano rimane “la lacrima dell’India”
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perché è questa l’immagine suggestiva che richiama nel planisfero. E di lacrime ne ha strappate tante a tutto il mondo lo Sri Lanka quando il giorno di Santo Stefano di cinque anni fa venne colpito a morte dallo Tsunami. Quell’onda assassina si portò via oltre 40.000 vite umane e intere città. Non fossero bastati i lutti generati dalla guerra civile, quella che dal 1983 oppose i ribelli Tamil del nord alla maggioranza singalese. Questioni etniche, religiose (indu i primi, buddhisti i secondi), forse anche economiche… continua alla pag. seguente
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Sri Lanka, bello e possibile
L’antica Ceylon si riaffaccia al turismo dopo le devastazioni dello Tsunami proponendo il suo vasto patrimonio Unesco di templi religiosi e fortezze, chiese coloniali e parchi naturalistici, dove l’elefante convive con il giaguaro di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente
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o Sri Lanka è partito da quel doppio reset con la propria storia per un balzo in avanti senza precedenti. Oggi l’isola (che in realtà è un arcipelago) mostra al mondo un volto nuovo, evoluto, accattivante. Il primo dato sorprendente è un’alfabetizzazione che supera il 90 per cento, condizioni economiche nettamente migliorate rispetto al passato - rispetto soprattutto alla vicina India – e un decoro all’inglese evidente nelle città e nell’ambiente. Si vede quanto i singalesi amino la propria terra e quanto ne abbiano cura. Il timido risveglio del turismo - anche di quello italiano (come confermano i dati forniti dal tour operator Explore Vacations, uno dei più accreditati), che prima della catastrofe assicurava numeri da capogiro – è un segnale di speranza per questo paese col sorriso stampato addosso, stampato negli sguardi della gente e nella bellezza del paesaggio, così cangiante fra la costa in larga parte ancora aspra e selvaggia e la montagna terrazzata all’infinito per coltivare il tè. Già, il tè, prodotto nazionale di cui gli inglesi introdussero il culto e l’economia, al punto da far coincidere il nome Ceylon con i germogli della piantina da cui si ricava l’infuso più famoso al mondo. Per assicurare queste coltivazioni nell’isola sono state realizzate opere idriche imponenti, quasi da far invidia agli olandesi, che qui – dopo i portoghesi – lasciarono la propria traccia coloniale prima degli inglesi. Un viaggio in Sri Lanka si giustifica per tanti motivi. Il mare, certo, anche se non siamo ai Caraibi. Mare che regala scorci straordinari, come in quell’immagine icona - celebrata anche dalla copertina di un disco dei Duran Duran e dalla guida della Lonely Planet – dei pescatori sul trespolo di Waligama. Oggi sono più elementi di folclore più che eredi veri della secolare
N E L L A FOTO CO PERTIN A I CEL EB RI P E S C A TO RI D I WEL IG A MA . IN Q U ES TA PA G IN A : U N T REN O TU RIS TICO , RA CCO LTA D EL TÈ, L A F O RTEZZA D I S IG IRIY A , U N A G RA N D E S TA TU A A PO LO N N A RU WA , L E G ROTTE A F F RES CA TE D I D A MB U L L A , . PIÙ S OTTO : U N A S PIA G G IA S U L L’ O CEA N O IN D IA N O , U N O D E I TA N TI TEMPL I B U D D H IS TI, U N ’ A LTRA I M M A G IN E D I S IG IRIY A , EL EFA N TI IN L IB ERTÀ E I L TEMPIO D I PO LO N N A RU WA
tradizione dello stilt fishing così abilmen- lontano, è uno dei siti archeologici meglio te tramandatoci dalla foto di Steve Mc- conservati dello Sri Lanka. A Kandy, terCurry Nonostante tutto Waligama resta za capitale del regno singalese, sorge il una sosta obbligata e lungo quel tratto di Tempio del Dente che ospita rituali e funcosta è bello vedere anche il pesce messo zioni religiose sulla reliquia del canino di ad essiccare, come fossimo in Scandinavia Buddha. Poco fuori la città si respira un’atmosfera da romanticismo inglese nei giaro sul lago Titicaca. I templi invece sono un patrimonio an- dini botanici di Peradeniya prima di intracora autentico, perché autentica è a livello prendere il suggestivo percorso montano, popolare l’adesione al pensiero filosofico che si snoda fra ardite coltivazioni da tè, di Buddha di scuola Theravada e – per gli con destinazione Nuwara Eliya, stazione induisti – il culto delle proprie divinità, di montagna dal fascino coloniale Old British. Infine il parco spesso rappresentate in modo näif L’isola del sub continente indiano di Yala dove, poco eppure così piene è il simbolo stesso della coltivazione lontano dal mare, si estende una di significato. Ad del tè, che connota dolcemente zona umida dove Anuradhapura, privivono in libertà ma capitale singail paesaggio. La curiosità dei lese, imperdibili i pescatori sul trespolo immortalati gazzelle, elefanti e ghepardi. Avvitempli di Dambulla da Steve McCurry e “cantati” cinabili grazie ad scavati nella roccia dai Duran Duran auto attrezzate per e affrescati sul sofil safari. Colombo, fitto. Ogni grotta lascia a bocca aperta per le bellezze che infine, città piena di contraddizioni, ma svela, è come si entrasse in tante Cappelle pulita, ordinata e – nella parte nuova – avSistina dalle pareti di pietra. A Sigirya, al- veniristica. E’ il simbolo di un paese che tro bene tutelato dall’Unesco, c’è la famosa guarda avanti, forte di grandi civiltà alle fortezza dei “mille gradini”, all’apice di un spalle e di una grande fame di futuro. Che è già iniziato… percorso da vertigine. Polonnaruwa, poco
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HOTEL TERME MILLEPINI, il luogo perfetto in cui ritrovare salute e relax Acque e fanghi termali, gli ingredienti naturali per assicurarsi un inverno di benessere! I PRODIGI DELLA NATURA CONFERMATI DALLA SCIENZA Una storia millenaria che ha tratti quasi fiabeschi, quella del fango delle Thermae Abano Montegrotto, se non fosse che ogni aspetto relativo all’efficacia è confermato da decenni di ricerca scientifica. L’argilla, ovvero il fango vergine, inizia il suo percorso grazie all’estrazione dai laghetti di Arquà Petrarca e Lispida, nel comprensorio del Bacino Termale Euganeo, in tempi e quantità stabiliti secondo legge regionale, e viene fatta maturare per 60 giorni in vasche di acqua termale collocate all’interno di ogni stabilimento e monitorate periodicamente. FANGO TERMALE EUGANEO: DALLA PREVENZIONE ALLA CURA Il fango di Abano Montegrotto assume, così, caratteristiche chimico-fisicobiologiche uniche, tali da renderlo un preparato terapeutico ad elevata azione antinfiammatoria e, una volta maturato, costituisce un insieme di elementi naturali, solidi, liquidi e biologici che lo rendono unico al mondo e ne consentono l’utilizzo a fini terapeutici nello stabilimento termale stesso (autorizzato all’esercizio ai sensi della LR 22/02 dalla
Regione Veneto) di cui gli alberghi di Abano e Montegrotto sono dotati. I fanghi hanno numerose applicazioni che vanno dall’ambito più tradizionalmente curativo a quello preventivo. La fangoterapia termale allevia, infatti, in modo significativo la tipica sintomatologia dolorosa che accompagna alcune malattie dell’apparato osteoarticolare, in particolare reumatismi, artrosi e osteoporosi, ma è altrettanto fondamentale per prevenire queste problematiche e rinforzare le articolazioni. UN FARMACO NATURALE RICONOSCIUTO DAL SERVIZIO SANITARIO Le caratteristiche farmaco-biologiche del fango termale, permettono di garantire risultati terapeutici che incidono positivamente sulla salute del paziente, fino a ridurre l’assunzione di farmaci antinfiammatori e antidolorifici, motivo per cui la fangoterapia praticata allo stabilimento termale dell’Hotel Terme Millepini, è convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale. Una pratica facile e piacevole come scendere dalla propria stanza in accappatoio accedendo direttamente al centro benessere o recarvisi giorno per giorno nel periodo di tempo stabilito, presentando l’impegnativa medica.
ARCHIVIO CONSORZIO TERME EUGANEE
IL 1° BREVETTO EUROPEO AD UN PRODOTTO TERMALE: I PRINCIPI ANTINFIAMMATORI DEL FANGO EUGANEO Già nel 2005 uno studio condotto con l’Istituto Mario Negri di Milano ha dimostrato la pari efficacia nella riduzione dell’infiammazione tra la fangoterapia a base di fango maturo di Abano Montegrotto e le terapie a base di FANS. Il trattamento a base di fanghi, inoltre, non genera effetti collaterali a danno dell’apparato gastrointestinale, come può accadere con l’utilizzo continuativo di farmaci. La capacità antinfiammatoria del fango di Abano Montegrotto è dovuta alla presenza di particolari microrganismi che colonizzano il fango, tra cui il ciano batterio Phormidium SP ETS 05 (Euganean Thermal Spring) - depositato all’Isti-
tuto Pasteur di Parigi - che ha consentito di classificare il fango termale di Abano Montegrotto come farmaco naturale. Proprio grazie alla sua evidente efficacia nell’applicazione sul corpo umano, il fango di Abano Montegrotto ha incuriosito centri di ricerca ed esperti di medicina fin dall’antichità, motivando indagini scien-
tifiche condotte dall’Università di Padova e dal Centro Studi Termali Veneto Pietro D’Abano che hanno consentito di arrivare alla registrazione ultimata nel 2013 di un brevetto Europeo, unico nel suo genere, sull’attività antinfiammatoria del fango termale Euganeo “Anti-inflammatory active principles in Euganean thermal mud”, andando ad estendere ad oltre 30 paesi Europei analoga protezione ottenuta in Italia già nel 2010. Un motivo in più per provare i benefici di un prodotto a chilometro zero, trasformando la cura in una vacanza! www.MILLEPINI.it Via Cataio 42, Montegrotto Terme (PD) +39 049 8911766 – info@millepini.it
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laPiazza
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Delta è Gusto. Una rete di sapori Delta del Po - Riserva di Biosfera MaB UNESCO “Delta è Gusto. Una rete di sapori” è un progetto dell’Ente parco Regionale Veneto del Delta del Po nell’ambito del progetto PO FEAMP 2014/2020 (progetto 07/ MCO/2017 misura 5.68 con priorità n. 5) sulla valorizzazione e promozione di prodotti di qualità del settore ittico che si prefigge di mettere in rete le eccellenze ed i produttori del territorio. Il FEAMP (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca) è uno dei cinque fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) che si integrano a vicenda e mirano a promuovere una ripresa basata sulla crescita e l’occupazione in Europa. Il fondo, tra i suoi obiettivi, aiuta le comunità costiere a diversificare le loro economie, finanzia i progetti che creano nuovi posti di lavoro e migliorano la qualità della vita nelle regioni costiere europee. L’Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po, nell’ambito delle finalità espresse dalla Misura 5.68 del Reg. (UE) n. 508/2014, art.68, “Misure connesse alla commercializzazione e alla trasformazione” e con il raggiungimento dell’Obiettivo Tematico 3 “Promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, il settore agricolo e il settore della pesca e dell’acquacoltura”, intende realizzare azioni che accrescano la competitività del settore pesca.
Il progetto Delta è Gusto vede coinvolti, oltre il Parco Regionale, i nove Comuni del Delta del Po Veneto: Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina, Taglio di Po. Le azioni previste sono finalizzate ad accrescere la competitività delle imprese che operano nel comparto della lavorazione, trasformazione e commercializzazione di prodotti ittici. Il progetto prevede la partecipazione a fiere (Fiera Cavalli, Verona; Itinerando Show, Padova; Cosmobike, Verona); l’organizzazione di incontri tra gli operatori economici del territorio e gli studenti dell’istituto Alberghiero IPSEOA G. Cipriani di Adria al fine di favorire un dialogo intergenerazionale, promuovere le produzioni ittiche tra i giovani, offrire loro un panorama della realtà economica del Delta del Po e rafforzare il valore dell’appartenenza alla Riserva di Biosfera UNESCO; l’organizzazione di un eductour dedicato a giornalisti nazionali (blogger, giornalisti, influencer,…); una serie di show cooking e degustazioni da tenersi nell’ambito degli eventi e delle fiere; la realizzazione di videotutorial di alcune ricette locali con il coinvolgimento degli alunni dell’Istituto Alberghiero di Adria; stampa e realizzazione di materiale informativo e promozionale vario.
Delta è Gusto è su Facebook e Instagram #deltaegusto
La ricetta INGREDIENTI PER 4 PERSONE: Filetti di sarde 600 g, Olio d’oliva per friggere 1 dl Scalogni 100 g, Erba cipollina 10 g, Olio oliva extra vergine 5 cl, Vino bianco 1 dl, Patate 300 g, Sale e pepe di mulinello, pecorino grattugiato, pane grattugiato, uvetta, pinoli, alloro
Le Sarde innamorate PREPARAZIONE: Decapitare e diliscare le sarde aprendole a libretto. Lavarle bene e porle a marinare per almeno 3 ore nel vino bianco. Tritare abbondantemente prezzemolo mescolarvi una parte di pecorino grattugiato e due di pangrattato l’uvetta ammollata in precedenza nell’acqua ed i pinoli. Togliere le sarde dal vino. Arrotolare trasversalmente in modo che la coda rimanga all’esterno, fissarle con uno stecchino dividendole con una foglia d’alloro e una fetta di scalogno. Cuocere in una pirofila leggermente oliata a 200°. Servirle calde accompagnate da un letto di patate cotte al vapore o saltate in padella.
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ANGUILLA L’anguilla è un pesce che cresce bene in acqua dolce e in acqua di mare, l’unico pesce allevato di cui non è ancora possibile la riproduzione controllata, per questo il ciclo parte da anguille selvatiche di 5-50 g pescate in ambiente naturale. L’Italia è il primo produttore di anguille allevate in Europa e molti siti di produzione si trovano nelle valli del Delta del Po Veneto. La stagionalità di questo pesce è da gennaio a marzo e da ottobre a dicembre. Dal punto di vista nutrizionale l'anguilla ha un buon contenuto di vitamine E, retinolo (vitamina A), proteine e calcio. La sua carne è molto saporita.
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Tavola
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Vellutata di legumi
Torta salata e finocchi
Fagottini di mele
Ingredienti: 200 g di cannellini 100 g di lenticchie rosse decorticate - 3 cm. di alga kombu - un pizzico di peperoncino - 2 foglie d’alloro - acqua - sale - 2 spicchi d’aglio - 1 bustina di zafferano - prezzemolo tritato - una spruzzata di limone.
Ingredienti: 200 g di spinaci - 400 g di cavolfiore - 400 g di zucca - 1 cipolla - 3 spicchi d’aglio - un pizzico di zenzero e paprika - 1 c di origano - olio e sale q. b.
Ingredienti per la pasta: 250 g di farina di frumento - 1 uovo - 2 C di olio - ½ bichiere d’acqua -1 pizzico di sale. Ingredienti per il ripieno: uvetta - mele - noci - miele - cannella - pinoli - buccia di limone.
Preparazione: cuocere i cannellini nell’acqua con l’alga kombu e le foglie di alloro. Aggiungere le lenticchie rosse decorticate e far bollire altri 15 minuti. Spegnere, togliere le foglie di alloro, aggiungere il sale, un pizzico di peperoncino e frullare il tutto, deve risultare una crema fluida. Insaporire con il prezzemolo tritato, lo zafferano e il succo di limone.
Preparazione: pulire, lavare e cuocere gli spinaci a vapore. Quindi tagliarli grossolanamente e farli insaporire in una padella oliata con l’aglio schiacciato. Cuocere a vapore pure il cavolfiore, farlo insaporire in una teglia con l’aglio schiacciato, regolare di sale e origano. Pulire e tagliare la zucca a dadini, questa invece, farla rosolare con la cipolla e l’aglio tritati. Tenere i tre ingredienti separati. Oliare una tortiera, cospargere con il pane grattugiato, formare il primo strato con il cavolfiore, il secondo con gli spinaci e il terzo con la zucca. Livellare bene, cospargere con un pizzico di parmigiano e pangrattato mescolati assieme. Infornare fino a formare una crosticina dorata.
Preparazione: setacciare la farina, mescolarla con il sale e disporla a fontana. Mettere nell’incavo l’uovo e l’olio e incominciare ad impastare aggiungendo poco a poco acqua quanto basta per dare alla pasta la giusta consistenza. Lavorarla vigorosamente finchè sarà liscia ed elastica e formare una palla che si ungerà con un po’ d’olio e si lascerà riposare mezz’ora. Nel frattempo mettere in ammollo l’uvetta, sbucciare le mele, tagliarle a fettine e tritare le noci. Versare tutti questi ingredienti in una terrina, aggiungervi il miele, la cannella, i pinoli e la buccia di limone grattugiata, mescolare bene e lasciare macerare. Trascorso il tempo necessario, spianare la sfoglia con il mattarello abbastanza sottile. Tagliarla quindi in quadrati di 10 cm. circa. Aiutandosi con un cucchiaio, disporre su questi quadrati dei mucchietti di ripieno, sbriciolando sopra a ciascuno un po’ di biscotti. Inumidire con acqua i bordi della pasta, quindi chiudere i fagottini congiungendo i quattro angoli. Circa 10 minuti prima della fine della cottura spennellarli con del malto diluito in un po’ d’acqua.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Note
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
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Oroscopo
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l’
Ariete Non spendete troppo e non fatevi prendere dall’ansia. Alcuni problemi si sistemeranno entro la metà del mese.
Toro Recupererete fiducia in voi stessi grazie a nuovi incontri, positivi anche per risolvere tensioni familiari.
Febbraio Sognanti e rapiti quasi sempre in altre dimensioni affrontate il carnevale con brio
Bilancia Finalmente trovate la via per staccarvi da amori folli e imprese disperate. Avete conquistato la saggezza del domani e dunque è tempo di costruire.
Scorpione Cogliete facilmente l’essenza degli animi di chi avete davanti. Solo chi saprà guardarvi negli occhi con sfrontatezza potrà essere preso dal vostro incanto
Gemelli
Sagittario
Sarete più riflessivi e astuti. Riuscirete finalmente a far decollare i vostri progetti. Comunicate di più.
Le opposizioni che incontrerete saranno marginali rispetto al resto delle opportunità. anche in amore dovrete affrontare qualche tensione difficile da superare. Ma sappiate che tutto passa
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Capricorno
Gratificatevi con un po’ di svago, dopo un periodo pieno di impegni. E’ il momento perfetto per conoscere l’anima gemella.
La gelosia è un malanno che non si placa anche se l’eros in questo periodo potrebbe essere davvero effervescente. Non rovinate tutto, tenete gli impulsi stretti a guinzaglio.
Leone
Acquario
Sistemate le questioni in sospeso e godetevi un po’ di relax, con un viaggio e magari nuove amicizie. Dedicatevi allo sport.
Apparite più giovani di quel che siete come in un incantesimo d’amore e restano finalmente sul campo tutta una serie di rimpianti che vi facevano da zavorra. Spiccate il volo finché potete
Vergine Ravvivate gli incontri galanti con la vostra capacità di imporre il dolce e il salato. Per alcuni, però, è anche tempo di attese. Siate pazienti e mai nervosi
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