Sport p.18
on-line:
p.33
Salute p.27
NOVEMBRE 2018
Periodico d’informazione locale - Anno n.149
Cultura p.17
Dissesto idrogeologico, l’arma della prevenzione
di Padova Nord
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Ci viene in aiuto la presidente dell’Ordine dei Geologi del Veneto, Tatiana Bartolomei, che senza giri di parole parla LA FONTE IMMOBILIARE di Solin Alessandro di “mancanze accumulate nella gestione del territorio per via Cavour, 2 · 35010 Vigonza (Pd) · tel/fax 049 8096713 decenni” che in presenza di eventi meteorologici eccezioinfo@lafonteimmobiliare.it · La Fonte Immobiliare nali fanno www.lafonteimmobiliare.it emergere potentemente tutte le criticità e presentano il conto di un territorio estremamente fragile di cui non ci siamo presi sufficientemente cura, con scarso impegno anche di spesa. Una inchiesta multimediale, realizzata dai giornalisti di Next New Media con la partecipazione di Ance, architetti, geologi e Legambiente, del 2014 calcolava che dal 1944 al 2012 riparare i danni del dissesto idrogeologico è costato allo Stato 61,5 miliardi di euro. Per prevenire tali tipi di danni servirebbe, invece, un decimo della spesa. E ancora nel 2014 la somma destinata nei precedenti 10 anni agli interventi previsti dal Piano di assetto idrogeologico era soltanto di 2 miliardi. Le catastrofi sono sempre più ricorrenti, sembrerebbe impossibile dimenticare i fatti eppure la prevenzione rimane un tema lontano dalla nostra sensibiservizio a pag lità, anche se, assieme all’informazione, rappresenta forse11 la sola arma che abbiamo a disposizione per combattere il dissesto idrogeologico. “Ancora una volta è necessario ricordare che è fondamentale non abbassare l’attenzione e soprattutto iniziare sin da ora a pianificare le prossime mosse, le professionalità non mancano, i geologi professionisti e quelli presenti all’interno della Pubblica Amministrazione possono giocare un ruolo fondamentale nel supportare le politiche e le successive fasi pianificatorie che la Regione vorrà mettere in atto” sostiene ancora Tatiana Bartolomei, facendo riferimento alla realtà veneta. “Molto importante – sono le sue indicazioni- sarà in futuro mantenere viva la montagna che significa ripopolare la montagna bellunese, così come quella vicentina dell’Altopiano di Asiago anch’esso tanto duramente provato. Garantire il turismo e le attività ma soprattutto riprendersi cura dei boschi, dei torrenti, vivere e manutenere un bene, come il patrimonio boschivo, che spesso non viene percepito come tale”. L’auspicio è che, come diceva il buon Maurizio Crozza in uno dei suoi più recenti spettacoli, la lotta contro il dissesto idrogeologico rimanga una priorità per il Paese per un tempo sufficiente a poter pianificare e magari realizzare sul medio e lungo temine una strategia.
Limena verso le elezioni Tonazzo candidato sindaco L’attuale assessore rompe gli indugi e batte tutti sul tempo per raccogliere il testimone da Costa con il sostegno di Limena Civica
CADONEGHE, IL DANNO
Il capitello demolito sarà ricostruito VIGODARZERE, AMBIENTE
Volonari a decine per ripulire gli spazi pubblici CURTAROLO, IL RESTAURO
Rimessa a nuovo la parte attrezzata per arrampicate CURTAROLO, SOCIALE
I ragazzi dello Sprar ripuliscono la ciclo pedonale LIMENA, INAUGURAZIONE
Nuovi spazi per la primaria “Manzoni” MALTEMPO
La montagna è in ginocchio, molti danni anche in pianura
Dissesto idrogeologico, l’arma della prevenzione
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“Adesso servono gli argini” S
A Curtarolo il sindaco chiede interventi per la sicurezza idraulica
Ci viene in aiuto la presidente dell’Ordine dei Geologi del Veneto, Tatiana Bartolomei, che senza giri di parole parla di “mancanze accumulate nella gestione del territorio per decenni” che in presenza di eventi meteorologici eccezionali fanno emergere potentemente tutte le criticità e presentano il conto di un territorio estremamente fragile di cui non ci siamo presi sufficientemente cura, con scarso impegno anche di spesa. Una inchiesta multimediale, realizzata dai giornalisti di Next New Media con la partecipazione di Ance, architetti, geologi e Legambiente, del 2014 calcolava che dal 1944 al 2012 riparare i danni del dissesto idrogeologico è costato allo Stato 61,5 miliardi di euro. Per prevenire tali tipi di danni servirebbe, invece, un decimo della spesa. E ancora nel 2014 la somma destinata nei precedenti 10 anni agli interventi previsti dal Piano di assetto idrogeologico era soltanto di 2 miliardi. Le catastrofi sono sempre più ricorrenti, sembrerebbe impossibile dimenticare i fatti eppure la prevenzione rimane un tema lontano dalla nostra sensibilità, anche se, assieme all’informazione, rappresenta forse la sola arma che abbiamo a disposizione per combattere il dissesto idrogeologico. “Ancora una volta è necessario ricordare che è fondamentale non abbassare l’attenzione e soprattutto iniziare sin da ora a pianificare le prossime mosse, le professionalità non mancano, i geologi professionisti e quelli presenti all’interno della Pubblica Amministrazione possono giocare un ruolo fondamentale nel supportare le politiche e le successive fasi pianificatorie che la Regione vorrà mettere in atto” sostiene ancora Tatiana Bartolomei, facendo riferimento alla realtà veneta. “Molto importante – sono le sue indicazioni- sarà in futuro mantenere viva la montagna che significa ripopolare la montagna bellunese, così come quella vicentina dell’Altopiano di Asiago anch’esso tanto duramente provato. Garantire il turismo e le attività ma soprattutto riprendersi cura dei boschi, dei torrenti, vivere e manutenere un bene, come il patrimonio boschivo, che spesso non viene percepito come tale”. L’auspicio è che, come diceva il buon Maurizio Crozza in uno dei suoi più recenti spettacoli, la lotta contro il dissesto idrogeologico rimanga una priorità per il Paese per un tempo sufficiente a poter pianificare e magari realizzare sul medio e lungo temine una strategia.
i è trattato di uno stato di allerta importante, perché la potenziale esondazione del fiume Brenta (foto di Carlo Rigon da Facebook), negli ultimi giorni di novembre, avrebbe interessato circa duemila persone. Duemila cittadini che non hanno dovuto lasciare le proprie case perché il fiume non è esondato, ma il comune di Curtarolo si era preparato fin dalle prime ore dell’emergenza maltempo ad accogliere gli eventuali sfollati nella Sala Forum e negli spazi della scuola media. L’amministrazione comunale, insieme alla Protezione Civile e a numerosi volontari, si era messa all’opera lavorando ininterrottamente fino a martedì sera, quando l’allerta meteo era passata. “Sono orgoglioso del lavoro svolto in questa particolare siMALTEMPO tuazione di emergenza e della buona volontà dimostrata da montagna è in tanti La cittadini. – commenta il sindaco di Curtarolo Fernando ginocchio, molti danni Zaramella – Tuttavia, non possiamo permettere che, una volta anche in pianura superata l’allerta, il problema venga dimenticato. Abbiamo inviato una precisa richiesta al Genio Civile affinché realizzi al più presto gli argini lungo il Brenta, perché la sicurezza del nostro viale Austria, 4 comune è legata proprio alla presenza o meno di argini. Dopo l’alluvione del 1966, a Curtarolo sono stati attuati interventi e San Nicolò, nt o P sulla rete scolante soltanto da parte del comune, che ha speso 3 Ornella Jovane >redazione@givemotions.it< milioni di euro in 10 anni. ZA Roncajette (Pd) Curtarolo è uno dei comuni veneti con il maggior numero di tel. 049 896 2910 imprese, che danno lavoro a centinaia di persone e mantengo-i fa poca manutenzione del territorio, non si investe i.it no vivo il territorio. Non possiamo lasciare imprese e abitazionipiù in prevenzione. E’ l’osservazione ricorrente che ha www.outlet-occhial accompagnato nelle settimane scorse i commenti alle imin balìa degli eventi. È necessario intervenire rapidamente per Outlet Occhiali magini dei danni causati dal maltempo in Italia, e in modo garantire a tutti la sicurezza”. a particolare nel Veneto. Abbiamo sentito parlare in più outletocchialipadov Cristina Griggio contesti e occasioni in questi giorni di dissesto idrogeologico, senza forse sapere bene cosa esattamente significhi, ma sappiamo che, di fronte a tanto sfacelo, ora il doverci È un periodico formato da 16 edizioni localifare mensilmente recapitato Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Direzione, Amministrazione e Redazione: i conti rappresenta una priorità per il Paese. di Padova Nord Centro Stampa: Rotopress International a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile (ad interim) segue a pag 3
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Chiuso in redazione il 9 novembre 2018
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Cadoneghe
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Il caso Piano di recupero ex macello
“Sulla Grosoli attenzione ai piccoli negozi” Il sindaco detta le condizioni sull’accordo fra pubblico e privato: “Non vogliamo cattedrali nel deserto”
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accia a faccia sul destino dell’ex Grosoli. Un’occasione per confrontarsi su migliorie alla convenzione tra pubblico, Comune, e privato, Alì. Il Comune doveva inviare ad Ali Spa una risposta in merito al piano di recupero dell’area ex macello dopo la presentazione da parte della società di Canella della variante al piano. Una storia lunga dieci anni che arriva ora ad una possibile conclusione. “Il riuso del territorio ex Grosoli – spiega il sindaco Michele Schiavo - è sempre stato sia per il privato (Alì e altri piccoli proprietari) che per le amministrazioni comunali
un obiettivo importante e di generale interesse, ci sono alcuni concetti chiave e imprescindibili che dovranno essere seguiti nella realizzazione del piano e sui quali ci batteremo. In particolare, l’importanza di limitare l’area commerciale di grande distribuzione concertando con il proprietario primario il minimo impatto di una struttura di vendita. Bisogna poi favorire il più possibile una piazza commerciale di attività medio piccole che ben si integrino al tessuto urbano; è necessario collocare il mercato settimanale , spostandolo dalla sede attuale di Via Gramsci;
Nelle foto due dettagli del progetto di recupero dell’area ex Grosoli.
fare scelte di destinazioni d’uso che promuovano soluzioni miste : residenziale, direzionale/terziario, commerciale”. “Non vanno, poi, dimenticate viabilità e mobilità – prosegue Schiavo - evitando congestioni e attraversamenti automobilistici est –ovest; bisogna completare un percorso ciclo-pedonale tra gli impianti sportivi di Mejaniga con quelli di Castagnara/Bragni e realizzare ampi spazi (verdi e attrezzati) per tempo libero, cultura,
sport e relazioni civiche”. Su tale base condizioni il Comune con i cittadini ha risposto puntando sulla forte rilevanza d’interesse pubblico. “Non sussiste nessun asservimento al privato – conclude Schiavo - e nessuno stravolgimento delle originarie indicazioni urbanistiche. Con pieno rispetto , anche civico , contiamo di proseguire con buon senso nella vivacità di un progetto che non dovrà mai tradursi in “cattedrale nel deserto”.(n.m.)
Dalla prima variante alle riduzioni di cubatura
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a prima variante del Piano Interventi è del 2012 . Prevede un preventivo accordo pubblico/privato e un conseguente Piano di Recupero da convenzionare con una reciproca sottoscrizione. Accordo e Piano sono del maggio 2014. Il Piano viene approvato e convenzionato dal Comune nel 2015. Da gennaio 2016 a maggio 2017 gli interventi riguardano: progettazione con demolizione degli edifici esistenti; bonifica dell’area di proprietà; fornitura delle garanzie previste dall’accordo pubblico-privato; pagamenti degli acconti previsti; presentazione e realizzazione del progetto di rettifica dello scolo Cadoneghe; ampliamento del vicolo Franco con sostituzione della condotta interrata; presentazione del progetto delle opere di urbanizzazione. A luglio 2017 arriva però una richiesta di sospensione per poter variare l’accordo ritenuto “meno sostenibile dal punto di vista di opportunità e di responsabilità”. A novembre 2017 viene archiviata la progettazione delle opere di urbanizzazione e viene inviata una nota in cui si attende una nuova proposta di proseguimento lavori e rispetto degli accordi. A febbraio 2018 viene protocollata la richiesta di accordo integrativo da parte di Alì. Il Comune, a maggio, risponde con una convenzione alternativa e integrativa che lascia inalterati concetti , criteri e numeri dell’accordo in attesa di definitiva “planimetria della variante pensata da Alì”. Non arrivando alcuna risposta il Comune invia formale diffida a presentare quanto richiesto. Alì, che aveva tempo fino al 10 settembre scorso per dare una risposta,arriva con una proposta che prevede significative riduzioni di cubatura soprattutto in abito commerciale. (N.M.)
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Cadoneghe
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Dopo l’abbattimento La struttura vantava oltre un secolo di vita, distrutta dopo un incidente
“Il capitello di Sant’Antonio tornerà al suo posto, è un nostro simbolo” C
aeperchit “Il capitello di sant’Antonio sarà ricostruito”. Ad assicurarlo il sindaco di Cadoneghe, Michele Schiavo. Avrà, dunque, presto una casa la piccola edicola dedicata al Santo di Padova, che sorgeva da più di cento anni tra via Bagnoli e via Ca’Ponte, abbattuto nella notte il mese scorso, a seguito di uno scontro tra due auto. “A malincuore, ma abbiamo dovuto abbatterlo. È stata una decisione davvero sofferta – ha sottolineato il primo cittadino, recatosi sul posto sul posto con gli assessori Nania e Giacomini assieme e i carabinieri della locale stazione -, ma necessaria per l’incolumità dei cittadini. Siamo tutti affezionati al capitello che risale agli inizi del ‘900 e provvederemo a ricollocarlo altrove il prima possibile”. Nel frattempo la statua di S. Antonio, cjhe si trovava all’internod el manufatto, è stata portata nella parrocchia di Mejaniga dove verrà restaurata da un gruppo di volontari visto che sono stati rilevati alcuni problemi alle mani del Santo. L’amministrazione si farà forte dell’assicurazione dei veicolo che ha causato il danno per pagare le spese dell’intervento complessivo. Il capitello rappresenta un luogo simbolo per la storia per Cadoneghe e i per suoi cittadini. Molti i commenti e i ricordi anche sui social legati al ca- deve rientrare, con l’apporto del buon pitello che per l’incolumità della zona senso comune, in una logica di sicusi è dovuto, purtroppo, abbattere, Con rezza ambientale”. Il capitello era stato l’intento però di ricostruirlo, come ha restaurato nel 2010 insieme ad un’asassicurato il sindaco, a stretto giro. sociazione del posto e ad alcune famiA questo proposito sono stati sentiti glie. Un progetto portato avanti anche con la parrocchia di tutti gli interessati Messa in salvo Mejaniga dopo vari all’edicola religiosa incontri, sopralche “offre da più a Mejaniga la statua luoghi e sondaggi di cento anni una del Santo, ora sarà che alla fine hanno fede tradizionale resturata da un espresso la volontà (di mattoni) e una di mantenerlo esatemozionale genegruppo di volontari tamente sul posto ratrice di buoni propositi – aggiunge il sindaco Schiavo nel quale era stato eretto nel 1906. Insieme ad architetti del luogo , ar–. Il valore del “capitello” si riassume anche in una presenza storica che però chitetti comunali e anche all’ ingegner
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Il mondo del calcio si mobilita per solidarietà e dona mille euro a tre associazioni locali
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Giuridica si è giunti poi alla nuova inaugurazione con doppia processione (insieme hanno sfilato in preghiera i fedeli delle due parrocchie di sant’Antonino di Mejaniga e sant’Andrea di Cadoneghe) il 13 Ottobre 2013. Cinque anni dopo il capitello è stato irrimediabilmente colpito alla base delle quattro colonne... e,”forse con un miracolo del Santo” non ha, di conseguenza, colpito gravemente le persone colpevoli di un incidente stradale. L’ultimo incidente, però, ha dato il cosiddetto colpo definitivo al capitello che ora dovrà trovare un luogo consono che i cittadini di Cadoneghe, di sicuro, potranno amare quanto il precedente. (n.m.)
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olidarietà del mondo del calcio di cadoneghe e mille euro donati alle associazioni del territorio, per l’esattezza oltre 500 euro all’associazione Progetto Mattia Rigon Onlus, 250 a Mano Amica e sempre 250 euro al Gruppo Missionario. È la solidarietà che il mondo del alcio a Cadoneghe ha espresso al termine di un pranzo conviviale all’Antica Trattoria al Gambero, al quale erano presenti oltre 250 persone. L’iniziativa nasce ancora a dicembre del 2017 quando gli appassionati del territorio di questo sport nazionale decidono di dare vita ad un Comitato di 6 persone e 3 società rappresentate: U.S. Cadoneghe, U.S Juvenilia e A.C Volpi. Ben presto il comitato si allarga a 18 persone e ad altre tre realtà sportive: Delta 4, Assi Calcio Cadoneghe ed Elmo G.S.A. Durante l’incontro conviviale il sindaco Michele Schiavo e il vice Mirco Gastaldon hanno consegnato, assieme alle più alte autorità del calcio dilettantistico locale, attestati di riconoscenza a dirigenti, allenatori e giocatori che si sono particolarmente distinti. “Quella del Comitato del calcio a Cadoneghe – commenta il sindaco Michele Schiavo – è ottima iniziativa nata dalla buona e ricca volontà di persone con valori. Non solo sport, non solo amicizia, veramente un patrimonio di solidarietà. Per questo gli facciamo un applauso “cordiale” che nasce dal cuore”. (n.m.)
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Vigodarzere
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Decine di volontari in azione per ripulire aree pubbliche
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Almeno 160 le persone coinvolte, la metà a Terraglione, un record, tra cui molti bambini, “i sacchi calano ogni anno”
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uccesso per la Domenica ecologica che ha visto decine di volontari al lavoro per pulire il territorio. Questa volta sono state coinvolte solo le frazioni: Tavo, Terraglione e Saletto. Circa 160 le persone coinvolte (di cui almeno 80 a Terraglione, numero da record), tra loro anche tanti bambini. Diciotto i sacchi di rifiuti raccolti. Il rifiuto più abbandonato? Il mozzicone di sigaretta a seguire, seguito da carte di caramelle, bottiglie e lattine in plastica. Il rifiuto più insolito e particolare ritrovato? Il ripiano di una cucina in marmo e un paio di jeans. “Il numero dei sacchi sta diminuendo di anno in anno – spiega l’assessore all’ambiente Elisa Cavinato -, questo significa che è cresciuto il rispetto per l’ambiente. Ai bambini è stato consegnato un attestato di partecipazione. Sono
Odori acri, fioccano le segnalazioni
stata molto colpita dall’entusiasmo dei volontari e dei bambini, prima della domenica ecologica l’associazione “Aiutiamoci a Tenere Pulito Vigodarzere” ha incontrato nelle classi i ragazzi e ha spiegato loro cosa si andava a fare nelle vie e nei parchi, con molto interesse da parte dei ragazzi”. Sempre l’associazione “Aiutiamoci a Tenere Pulito Vigodarzere” assieme all’assessorato all’ambiente ed a Etra, ha realizzato. attraverso la mano della bravissima Sofia Calzavara (iscritta all’associazione), ragazza poco più che ventenne con la passione per il disegno, un fumetto in cui è stato rappresentato un simbolo per ogni paese di Vigodarzere, il luogo dove si trova il contenitore dell’olio esausto, come viene impiegato l’olio in famiglia e che cosa se ne trae dal corretto
smaltimento e lavorazione dello stesso. Il fumetto è stato inviato nelle scuole e alcune copie saranno a disposizione in Comune, è stato accompagnato da una lettera: “Sono entusiasta di questa iniziativa –conclude l’assessore Cavinato - il risultato è ottimo, i volontari sono sempre propositivi, Sofia è stata bravissima, anche Etra ha apprezzato molto l’iniziativa e ci ha appoggiato da subito”. (n.m.)
nche se a volte intermittenti degli odori non se ne può davvero più. Stiamo parlando della puzza che in molti avvertono a Vigodarzere nell’area compresa tra la stazione ferroviaria e l’ex deposito dell’Aeronautica. Non sono mancate le segnalazioni, sempre con un nulla di fatto. “Vigili e carabinieri escono a ogni segnalazione, ma non riusciamo a scoprire la fonte”, ha detto il sindaco di Vigodarzere, Adolfo Zordan. Senza contare altre segnalazioni giunte, ad esempio, da via Manzoni dove qualcuno ha impestato l’aria bruciando rifiuti. E da puzze e odori di varia provenienza non è esente nemmeno il limitrofo territorio di Cadoneghe. Qui addirittura un intero quartiere si è lamentato di puzza e aria irrespirabile causate da plastica bruciata. Qualche residente non ci ha visto più ed è andato dritto dai Carabinieri. Il fenomeno, è stato segnalato anche di mattina, sempre a Mejaniga. La puzza è stata avvertita, a più riprese, nel centro del paese. (n.m.)
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Curtarolo
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Il restauro Iniziativa di alcuni volontari
Torna a nuova vita la parete attrezzata per le arrampicate La parete attrezzata per l’arrampicata sportiva nella palestra della scuola media P. B. Longo è più in forma che mai. Era il 1999 quando il comune di Curtarolo decise di allestire una parete attrezzata per l’arrampicata sportiva nella palestra della scuola: con l’aiuto di un paio di scalatori professionisti, furono fissati i pannelli e tracciate le vie di arrampicata con finti spuntoni di roccia, dando vita a una delle prime pareti attrezzate montate su palestre comunali. A distanza di 19 anni, dopo numerosi corsi serali e altrettante iniziative rivolte ai ragazzi delle scuole, un gruppo di volontari ha restaurato la parete per riportarla a nuova vita,
Due immagini della parete attrezzata dopo il recente restauro
in accordo con l’amministrazione comunale. Grazie al ricavato dei corsi tenuti durante l’inverno nella stessa palestra, il gruppo di «Forza 5» con il suo presidente Davide Zaniolo, l’istruttore di arrampicata Valerio Ranzato e alcuni volontari, si sono rimboccati le maniche e a proprie spese hanno svuotato i pannelli di tutti gli spuntoni, ritinteggiato le pareti con nuovi colori, hanno aggiunto nuovi pannelli e tracciato nuove vie per scalare la parete della
scuola di Curtarolo. Zaniolo e Ranzato spiegano come il lavoro più difficile sia stato il tracciamento delle nuove vie, di diversa difficoltà, studiate a tavolino. Per completare l’opera sono stati necessari alcuni mesi,
ma il risultato è spettacolare. «L’amministrazione di Curtarolo li ringrazia per il lavoro svolto, che dona una nuova luce alla palestra del nostro capoluogo. È una conferma di quanto le associazioni di Curtarolo riescano a essere un
valore aggiunto per la comunità – afferma Claudio Quartiero, assessore allo sport. Il gruppo «Forza 5» si ritrova nei giorni di martedì e giovedì dalle 21 alle 23 per i corsi di arrampicata sportiva. Cristina Griggio
Appuntamenti con la cultura in biblioteca tra cinema d’autore e letture animate I prossimi appuntamenti con la cultura a Curtarolo spazieranno da temi impegnati a carattere sociale, alle letture animate. Giovedì 22 novembre alle 20.30, in sala Forum, dopo il dialogo sul tema «Flussi migratori: realtà o leggenda?», un dibattito sull’accoglienza e sull’esperienza del modello Sprar dei comuni di Piazzola sul Brenta e Curtarolo sarà proiettato il film documentario «Fuocoammare». Alla serata sono invitati tutti i cittadini. L’ingresso è libero. A partire dal 22 novembre, alle 16.30, inizieranno gli appuntamenti con le letture animate in biblioteca. Le
date successive per il 2018, sempre di giovedì, saranno il 6 e il 20 dicembre; ultimo appuntamento il 17 gennaio. Gli ultimi due incontri prevedono delle letture animate in inglese. Le letture sono organizzate dalla cooperativa «La bottega dei ragazzi», tranne quella del 20 dicembre, tenuta dalla dottoressa Anna Barbato. Ulteriori dettagli saranno visibili nel sito internet del comune di Curtarolo.. (c.g.)
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Favero Pavimenti L’impresa di tradizione familiare, nata 60 anni fa dal padre Gianfranco Favero e oggi portata avanti dai figli Claudio e Maurizio, si occupa della posa in opera e restauro, oltre che vendita di qualsiasi tipologia di pavimento in legno, per privati, imprese ed enti pubblici. Passione ed esperienza sono i fili conduttori di un’impresa che ascolta il cliente seguendone le esigenze personali, dalla fase di progettazione fino alla realizzazione finale del progetto, utilizzando materie esclusivamente “Made in Italy” certificate e garantite. Favero Pavimenti utilizza diversi tipi di legno, dal parquet al massello, attraverso un ampio ventaglio di lavorazioni: ripristino di pavimenti esistenti, restauro di pavimenti antichi posati su sabbia, manutenzione dei pavimenti in legno esterni ed interni, taglio di porte interne, esterne e blindate con ripristino sottofondi, trattamenti di levigatura, raschiatura, verniciatura e rivestimento di scale in vari materiali. Favero Pavimenti si trova a Reschigliano di Campodarsego a Padova. Nello show room si potrà scoprire la soluzione più adatta ad ogni esigenza, mentre nel punto vendita il personale accoglierà la clientela fornendole qualsiasi informazione o consiglio, anche per la realizzazione di preventivi gratuiti con ottimi rapporti qualità-prezzo.
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I ragazzi Spar sistemano la ciclabile Manutenzione del tratto della Treviso - Ostiglia a cura di un gruppo di volontari insieme all’Auser La coordinatrice Sara Campagnaro: “Dopo la formazione i giovani sono passati alla fase operativa”
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i interromperà nei mesi invernali, per riprendere in primavera, il prezioso lavoro di manutenzione del percorso ciclopedonale Treviso-Ostiglia che un gruppo di 12 ragazzi inseriti nel programma Sprar sta facendo, a titolo di volontariato, in collaborazione con l’Auser di Campo San Martino e Curtarolo, e con l’ente gestore Il Villaggio Globale di Piazzola sul Brenta. Il progetto, nato in via sperimentale la scorsa primavera, si è concretizzato nei mesi estivi. Ne parliamo con Sara Campagnaro, coordinatrice Sprar di Piazzola. Come si è svolto il progetto? “Il percorso è iniziato con una serie di incontri formativi che hanno trattato diversi argomenti come nozioni di botanica, tutela della sicurezza, ma anche la cultura del territorio. In particolare, i volontari più anziani dell’Auser hanno illustrato ai nuovi arrivati il contesto storico e culturale nel quale si inseriscono le vicende del
percorso della vecchia linea ferroviaria Treviso-Ostiglia, recentemente riqualificato dopo un lungo periodo di disuso. Un secondo momento di formazione riguardava invece il corretto utilizzo degli strumenti messi a disposizione per la manutenzione del verde. E poi… al lavoro, per due giorni al mese, perché il periodo di maggiore sviluppo della vegetazione richiede una presenza costante sul territorio per il riordino e la pulizia dell’ambiente, lo sfalcio dell’erba, la manutenzione della flora, peraltro molto interessante per le sue varietà botaniche”. Qual è lo scopo di questo progetto? “Questa iniziativa ha un duplice scopo: da un lato favorire il dialogo culturale e intergenerazionale, dall’altro promuovere la cultura di una cittadinanza attiva e solidale”. Quali sono state le reazioni degli utenti? “Abbiamo registrato con piace-
A fianco il gilet usato dai volontari, sotto durante i lavori lungo la ciclabile
re risposte molto positive da parte della gente, che in questi mesi si fermava a esprimere apprezzamenti e a dare consigli sul lavoro svolto”. Ci sono altri progetti in cantiere per il futuro riguardanti il percorso Treviso-Ostiglia? “C’è, da parte nostra ma anche
La sala è stata dedicata a Peppino Impastato, giovane ucciso dalla mafia
Prevenzione della corruzione È stata avviata la procedura finalizzata all’aggiornamento del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza per l’aggiornamento del Piano per il triennio 2019/2021. I soggetti interessati dovranno presentare eventuali proposte entro le 12 del 28 dicembre 2018. La documentazione è consultabile nella sito del comune.
Attività sportiva per bambini e anche per gli adulti Inizia l’attività sportiva per bambini e adulti organizzata da gruppi e associazioni nelle palestre comunali di Curtarolo per l’anno scolastico 2018/2019. La palestra P. B. Longo, la sala Daolio della scuola primaria di Santa Maria di Non e la sala De Andrè della scuola primaria di Pieve ospiteranno corsi di ginnastica, arti marziali e molto altro. Per informazioni su costi e modalità di adesioni, rivolgersi ai referenti delle associazioni consultando il sito del comune o alla biblioteca al numero 0499699945.
Aiuti alle famiglie numerose Le famiglie numerose, composte dai genitori e almeno 4 figli, o da un solo genitore e almeno 4 figli, residenti nella provincia di Padova, e con una situazione economica ISEE fino a 40 mila euro l’anno, possono ottenere il rimborso, fino a un massimo del 40%, del costo dell’abbonamento annuale extraurbano. Le domande devono pervenire entro il 31 dicembre 2018 alla Nuova Provincia di Padova. Per informazioni: Settore trasporti, 0498201487. (c.g.)
da parte dei volontari più anziani dell’Auser, il sogno di istituire delle vere e proprie guide turistiche, in grado di condurre utenti e visitatori in un “viaggio” alla scoperta della bellezza e della cultura di questo tratto della TrevisoOstiglia che ricade nel comune di Cristina Griggio Curtarolo”.
Aula studio, uno spazio per tutti Chiamarla aula studio è riduttivo, questo spazio è molto di più che un semplice luogo di ritrovo per gli studenti e per i giovani. È un vero e proprio punto di riferimento per i cittadini di Curta-
rolo e non solo: lo spazio pensato per gli studenti e realizzato nella vecchia sede delle poste, in via Kennedy 5, è frequentato quotidianamente anche da ragazzi dei paesi limitrofi, che lo scelgono per la sua tranquillità e i suoi spazi accoglienti, soprattutto a ridosso delle sessioni d’esame all’università. Uno spazio luminoso, con grandi tavoli e un’allegra imma-
gine alle pareti per far sorridere tra una pagina e l’altra. «L’aula è dotata anche del servizio wi-fi. Vi si può accedere gratuitamente effettuando la registrazione in biblioteca e richiedendo l’apposita tessera per navigare liberamente. Tuttavia, un altro aspetto positivo di questo spazio sono gli orari d’apertura, accessibile tutti i giorni anche in pausa pranzo» – spiega Maila Bellotto, consigliere delegato alle politiche giovanili. Negli orari serali, l’aula è utilizzata prevalentemente da associazioni locali, che chiedono di utilizzarla per le loro riunioni periodiche. «Abbiamo scelto di dedicare questa aula studio a Peppino Impastato, un giovane giornalista siciliano che pagò con la propria vita la sua denuncia alla mafia, perché fosse un’ispirazione e un esempio di correttezza e di coerenza morale per tutte le persone, in particolare i giovani, che frequentano questi spazi» – conclude Bellotto. Cristina Griggio
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Limena
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Stefano Tonazzo batte tutti sul tempo e annuncia la candidatura a sindaco L’assessore si presenta alle elezioni comunali di maggio con l’appoggio della lista “Limena Civica”, della Lega e di altre forze politiche di centrodestra
“E
bbene sì, mi candido alla guida del mio meraviglioso paese”. Esordisce così l’assessore Stefano Tonazzo nella sua pagina Facebook e, con l’invio nelle abitazioni di un volantino, si apre ufficialmente la campagna elettorale, dopo 10 anni di amministrazione del sindaco Giuseppe Costa. Tonazzo, assessore all’Istruzione, Urbanistica e Lavori pubblici, si presenta alle amministrative di maggio con l’appoggio della lista “Limena Civica”, della Lega e di forze politiche del centro destra. “Voglio ringraziare Giuseppe Costa di cui ho una stima incondizionata, Jody Barichello, Maurizio Martinello, Federica Bonin, Nicoletta Magro, Cristina Turetta e Daniela Favaro. – afferma Tonazzo – L’attuale squadra è il punto di partenza per gettare le basi della prossima lista. Ringrazio i nuovi compagni di avventura della Lega, Roberto Vitali, Michele Corso e Eleonora Paccagnella con cui stiamo già collaborando, ringrazio per la fiducia gli amici dell’UDC Renzo Duregon, gli amici di Forza Italia Sandro Bertorelle, Luca Lovison e Fabrizio Zaramella, gli amici di FDI Giovanni Faccin e ringrazio il mio gruppo “Limena Civica” che darà il nome alla Lista”. In questo primo numero del volantino è stato inserito l’intervento della lista di maggioranza del sindaco Costa, del candidato Tonazzo e della Lega, nel prossimo numero, invece, si troveranno gli interventi delle altre forze del centro destra che fanno parte del progetto, Fratelli d’Italia, Udc e parte di Forza Italia. “Passione, buona amministrazione e vicinanza a tutti i limenesi, queste sono le caratteristiche del mio lungo impegno per Limena di cui vado fiero. – aggiunge Tonazzo – Non ho tessere, mi considero un civico con un’idea romantica di destra, credo nella Patria, credo nelle infinite capacità degli italiani, amo l’Italia e amo Limena. La buona amministrazione è fatta di azioni concrete, costanti, pertinenti e si realizza quando il Comune, che si è chiamati ad amministrare, è
Srefano Tonazzo è assessore all’istruzione, all’urbanistica e ai lavori pubblici
ai primi posti per quanto riguarda la sicurezza e la qualità degli edifici e dei servizi scolastici, quando è annoverato tra i primi per la raccolta differenziata, è tra i migliori nel rapporto servizitassazione, è uno dei 144 Comuni virtuosi su più di 8mila in Italia. Mi permetto già da ora di evidenziare un punto irrinunciabile per il mio programma: la difesa ad oltranza del nostro Comune, Limena resterà Limena e nessun progetto di fusione con altri Comuni sarà da me avallato”. Fanny Xhajanka
“Parliamo di donne” Venerdì 23 novembre nella Sala Teatro Falcone e Borsellino alle 21 il Teatro Insieme presenta lo spettacolo “Parliamo di donne” testi tratti da Franca Rame e Dario Fo e la regia di Tonia Avellano e Andrea Nao. Cinque divertenti atti unici che mettono in scena il ruolo della donna in tutte le sue condizioni.Per info www.ilcast.it .
Venerdì a teatro Il 30 novembre nella Sala Teatro Falcone e Borsellino alle 21 La Maschera Teatro rappresenta la brillante commedia “Saponette & Baobab” di Poutcho e la regia di Andrea de Manincor e il 7 dicembre “Il Prigioniero della Seconda Strada” di Neil Simon e la regia di Renzo Pagliaroto, della Compagnia Non solo Note. (f.x.)
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Limena
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Mezzo milione per la scuola Manzoni Taglio del nastro per l’ampliamento della Primaria di via Garolla: la nuova ala si estende su 450 metri quadri dove hanno trovato posto tre aule e un atrio, sala insegnanti e servizi per oltre 250 scolari Nelle foto il momento dell’inaugurazione della nuova ala della scuola Manzoni.
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’ stato inaugurato l’ampliamento della scuola elementare “A. Manzoni”. Al taglio del nastro con il Sindaco di Limena Giuseppe Costa e l’Assessore Stefano Tonazzo, erano presenti anche l’Assessore Regionale all’Istruzione Elena Donazzan, il Presidente della Provincia di Padova Enoch Soranzo, i Consiglieri Provinciali Vincenzo Gottardo e Luciano Salvò e i colleghi dell’Amministrazione Comunale di Limena Federica Bonin, Nicoletta Magro, Daniela Favaro, Maurizio Martinello, Jody Barichello, il Vice Sindaco Cristina Turetta, il Presidente del Consiglio d’Istituto Daniele Sabbadin e il Dirigente Scolastico Vincenzo Amato. La nuova ala della scuola di via Garolla occupa una superficie di 450 metri quadrati dove sono state realizzate tre aule e un atrio, bagni nuovi e una nuova aula insegnanti. Dopo un’estate di cantieri e di
E’ stata anche scoperta una targa in memoria di Francesco Piva, dal 1945 maestro elementare che fece molto per i giovani
lavori nelle scuole di Limena, già dall’inizio dell’anno scolastico due classi quarte hanno trovato posto nelle nuove aule. L’intervento ha interessato l’area che si trova sul retro dell’edificio, dal lato del campo sportivo. “Con grande soddisfazione siamo riusciti a completare i lavori nelle tempistiche che ci eravamo prefissati. Un ono-
re poter dire quindi che le scuole a Limena rappresentano un’eccellenza veneta. Con l’ampliamento consegniamo agli oltre 250 ragazzi della “Manzoni” una scuola sicura, spaziosa, con tre nuove classi e con aule dedicate ai laboratori. Sottolineo inoltre che si sono spesi oltre 500 mila euro, esclusivamente con risorse comunali – ha spie-
gato l’Assessore all’Istruzione e ai Lavori Pubblici del Comune di Limena Stefano Tonazzo – Con l’occasione è stata anche scoperta una targa dedicata al maestro elementare dal 1945 Francesco Piva che non smise mai di aiutare i giovani a cui è stato dedicato lo spazio comune della nuova ala della scuola”. Francesco Piva è stato anche Sindaco dal 1972 al 1974 e dopo la pensione non ha mai smesso il suo impegno di educatore continuando ad organizzare corsi di alfabetizzazione serali. “Questa amministrazione ha a cuore la sicurezza ed il benessere dei nostri alunni. Per questo abbiamo investito tanto in tutti i plessi scolastici e continueremo ad investire per poter offrire ai nostri ragazzi le migliori condizioni sia sotto il profilo tecnologico sia per la loro salute” ha concluso il Sindaco Giuseppe Costa. Fanny Xhajanka
“Scatta contro la violenza” alla Marcia del Tavello
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catta contro la violenza” è questo il messaggio della quinta edizione della Marcia del Tavello, che si svolgerà a Limena proprio domenica 25 novembre per celebrare la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Le Associazioni Podistiche del territorio Limena Run, Piè Veloce Curtarolo, Brenta Runners, Amici del Brenta e Libere di Correre in collaborazione con le Amministrazioni Comunali di Limena, Piazzola sul Brenta e Curtarolo organizzano una marcia di 6,12 e 18 chilometri con lo scopo di sensibilizzare sul tema del femminicidio e della discriminazione in generale. “Quest’anno la quinta edizione si terrà a Limena – spiega il Vice Sindaco Cristina Turetta – con partenza dalla “casa comunale” dove per mesi è stato esposto lo striscione con la scritta “questo Comune dice no alla violenza contro le donne”. L’aspetto che voglio sottolineare è la collaborazione tra Comuni e gruppi podisti che si crea, è bello vedere come vari gruppi collaborano tra di loro e l’unico traguardo è quello di trasmettere un messaggio così importante contro la violenza sulle donne”. “Un’occasione di fare sport, ma anche di riflessione. – aggiunge il Consigliere delegato allo Sport Federica Bonin – L’obiettivo è quello di sensibilizzare sul tema del femminicidio e della discriminazione di genere attraverso la promozione del benessere psicofisico”. Per info 340 56 53 543. (f.x)
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Provincia
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L’analisi Terzo rapporto annuale dell’Osservatorio della Cna di Padova
Il terziario avanzato cresce sono mille le aziende smart P
adova è sempre più capitale del terziario avanzato del Nordest, con oltre 6.300 imprese nel 2017 (+2,4% sull’anno precedente), 8 imprese su 100 del totale del tessuto economico, ed oltre mille imprese “Hi-Tech” in crescita più elevata della media veneta. Eppure il nostro Paese rimane agli ultimi posti in Europa per livello di digitalizzazione: sta sicuramente evolvendo in senso positivo, ma a ritmi molto lenti, trainato nel 2018 solo dai servizi
Nonostante l’Italia sia agli ultimi posti in Europa per digitalizzazione il Veneto e la nostra provincia guidano il settore e anche la banda larga si sta diffondendo rapidamente pubblici digitali. “In questo contesto Veneto e provincia di Padova si distinguono per virtuosità, - spiega Luca Montagnin, vide presidente della Cna di Padova e presidente della commissione innovazione dalla Camera di Commercio di Padova - con una consistenza di imprese del terziario avanzato al top nel Nordest e con una visione futura proiettata al continuo investimento ed orientamento alla digitalizzazione”. La conferma arriva dai dati dell’osservatorio sul terziario avanzato in provincia di Padova, promosso dalla Cna per il terzo anno. Sotto i riflettori proprio l’evoluzione delle imprese padovane in tema di digitalizzazione e processi Industria 4.0: imprese sempre più connesse, orientate ad un uso professionale dei “social”, in espansione nel mercato dell’acquisto e vendita on-line. Se il “digital divide” appare in riduzione, la strada per colmare il gap con le aree europee più innovative è ancora lunga, ma il sentiero intrapreso sembra essere quello giusto. In un Paese come il nostro ancora agli agli ultimi posti in Euro-
pa per livello di digitalizzazione (al venticinquesimo, davanti solo aGrecia, Bulgaria e Romania) il Veneto, assieme al Piemonte, ha la più elevata percentuale di imprese con tecnologie 4.0 (circa 12%) ed è leader per le imprese tradizionali che hanno già programmato interventi 4.0 (8%). Circa il 16% delle imprese investirà inoltre nel prossimo triennio in queste tecnologie. Attenzione particolare alle infrastrutture: in provincia di Padova la banda
ultralarga si sta diffondendo rapidamente: sono già esecutivi 11 dei 37 progetti comunali di sviluppo. Non può dunque essere un caso, sottolinea la Cna, se la provincia di Padova è territorio fertile per il terziario: ci sono oltre 1.000 aziende operative, in continua crescita (+6% rispetto allo scorso anno) e più rapida che nel resto della regione, con anche una capacità maggiore di creare occupazione (più addetti e in maggiore sviluppo).
Imprese sempre più connesse e “social”
I
nternet e i social ormai fanno parte della vita delle imprese padovane, lo certifica anche l’indagine condotta dalla Cna sul territorio da cui emerge una situazione ancor più rosea rispetto ai dati regionali. Il 42% delle aziende ormai è connesso ad una rete internet veloce (+10% sul 2017); oltre il 70% è “social” (8% in più dello scorso anno), con i profili aziendali “professionali” in forte crescita (Linkedin ed Instagram su tutti) ed il 74% delle imprese che ha conosciuto nuovi clienti e fornitori tramite i social; una su quattro vende on-line (+7% sul 2017) ed oltre la metà vuole farlo in prospettiva; cresce l’utilizzo di cloud computing, Crm e cybersecurity (20% ed oltre delle aziende coinvolte), tutte tecnologie sostenute dai percorsi del piano Industria 4.0. “Siamo di fronte ad imprese sempre più connesse - commenta Cédric Boniolo, presidente di categoria del terziario avanzato di CNA Padova – ocial e web-oriented, dunque,che in molti casi si sono già attrezzate con strumenti digitali d’avanguardia ma che necessitano di essere accompagnate nella loro evoluzione da consulenti preparati e supportate da un sistema creditizio e da strumenti di finanziamento adeguati. “
Sono in aumento anche le aziende che hanno introdotto innovazioni nei sistemi produttivi (45% nel 2018 contro il 33% nel 2017), con spesa media annua superiore al 5% del fatturato (23% contro il 12%), percezione di importanza dell’innovazione digitale per lo sviluppo dell’impresa (54% contro il 49%), previsioni di investimento futuro per il sito aziendale, social network ed e-commerce . Gli ostacoli all’innovazione digitale per il futuro rimangono focalizzati prioritariamente su questioni economiche e di finanziamento ma anche sugli aspetti “tecnici”, ovvero competenze e infrastrutture.
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Provincia .
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“Sicurezza dei fiumi: Nuova Provincia attenzione costante staffetta Soranzo Bui per evitare disastri” D “Manteniamo alta l’attenzione alle problematiche idrauliche per evitare di intervenire in situazioni di emergenza”. Dopo l’allerta meteo e l’emergenza di fine ottobre a lanciare l’appello è Massimo Coccato, Presidente dell’Ordine Ingegneri Padova, specializzato proprio nel settore dell’ingegneria idraulica per la mitigazione del rischio idraulico e geologico. Di fronte alle emergenze e alle difficoltà della recente ondata di maltempo coglie l’occasione per ribadire agli organi competenti quanto sia necessario mantenete la massima attenzioni a tali problematiche sia che riguardino i grandi fiumi che la rete idrografica minore. “Il supporto nella pianificazione e realizzazione delle misure di mitigazione dei rischi idraulici e geologici, e nelle mi-
sure di prevenzione per il miglioramento - dichiara Massimo Coccato - è un tema prioritario per la nostra categoria. La Regione del Veneto a valle dell’alluvione del 2010 si è dotata di uno strumento di pianificazione degli interventi prioritari da realizzare nei bacini idrografici maggiormente interessati da quell’evento che ha consentito l’avvio di opere di mitigazione del rischio idraulico di fondamentale importanza per la difesa del territorio e che, opportunamente esteso a tutti i bacini, consentirà di operare su solide basi programmatorie. Vanno pensate sia soluzioni strutturali, ognuna organicamente funzionale alle altre, che non strutturali, come ad esempio il monitoraggio costante delle reti per consentire la massima efficienza gestionale. Intervenire in emergenza è chiaramente molto meno efficiente di un lavoro strategico e costante. Alle autorità competenti – conclude Coccato – chiediamo di mantenere alto il livello di attenzione su tali problematiche attuando delle politiche di prevenzione”.
opo Soranzo è Fabio Bui il nuovo presidente della Provincia di Padova, eletto dal 49 per cento degli amministratori dei 102 Comuni del territorio. Un’elezione che ha visto la convergenza della maggioranza dei sindaci e degli amministratori della provincia di Padova, che hanno premiato il ruolo e l’impegno di Fabio Bui in questi 4 anni, da Vice Presidente. “Ho accolto la candidatura con grande soddisfazione – ha detto il neo presidente - vista l’indicazione così ampia e trasversale di tanti colleghi amministratori dei Comuni della provincia di Padova e credo abbiano intravisto nella mia persona una figura adatta a fare sintesi rispetto alle diverse sensibilità, idee e identità territoriali. In questi anni abbiamo maturato la consapevolezza che oggi la Provincia ha necessariamente un ruolo di servizio e coordinamento verso le municipalità. Guardo con attenzione e interesse al dibattito parlamentare in corso sulle Province e mi auguro che quanto prima venga rivista la norma che ha depotenziato la capacità di intervento. Le cose cambiano se le cambiamo assieme, ed è necessaria una riflessione approfondita sulla frammentazione del nostro
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Stretta di mano tra Fabio Bui e Enoch Soranzo
territorio. Solo mettendo insieme le singole esperienze e disponibilità potremo raggiungere gli obiettivi e soddisfare le esigenze dei cittadini”. Con la riforma Delrio le Province sono diventati enti di secondo livello, ma secondo il neopresidente si dovrà ripensare a ridare una capacità strutturale di governo ad un Ente che, pur tra mille difficoltà, ha dimostrato di sapere dare risposte nelle materie di competenza. Nell’ente Provincia, i Comuni hanno bisogno di trovare un luogo di raccordo per materie come la viabilità, le scuole superiori, l’ambiente, la pianificazione urbanistica, la protezione civile.
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Cultura .
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A Padova sipario sulla Grande Guerra Al Centro Culturale San Gaetano “Tavoli di guerra e di pace” ripropone le vicende del comando insediato in città dalla disfatta di Caporetto alla fine del conflitto. Al Musme l’avvicente ricostruzione medica
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’è tempo fino al 6 gennaio per visitare le due mostre che Padova dedica alla Grande Guerra, in occasione della ricorrenza del centenario. In esposizione al Centro Culturale Altinate San Gaetano, “Tavoli di guerra e di pace. 1918. Padova capitale al fronte da Caporetto a Villa Giusti” ripropone l’ultimo, fondamentale anno di guerra e lo fa da dietro le quinte, conducendo il visitatore dentro le stanze del comando. Per un intero anno, dalla disfatta di Caporetto nell’autunno 1917 fino ai giorni dell’armistizio di Villa Giusti nel novembre 1918, Padova fu la capitale della guerra e della pace in Italia. Ospitò il Comando Supremo, che poi si trasferì ad Abano, e il re Vittorio Emanuele III si stabilì nei suoi dintorni. Dalla stazione di Padova passavano i soldati in marcia verso il fronte e a Padova tornavano i feriti, diretti ai molti ospedali disseminati in città, dove de-
cine di migliaia furono salvati e curati grazie anche ai professori e ai giovanissimi medici appena usciti dalle sue aule universitarie. L’esposizione è un viaggio nelle emozioni dei contemporanei: dal panico successivo a Caporetto, all’atmosfera delle trattative di pace attraverso i ritratti e le voci dei protagonisti. Il racconto si snoda tra oggetti evocativi - armi e uniformi dei soldati, ma anche tessere per il pane, rare fotografie d’epoca e manifesti di propaganda - e il racconto di eventi simbolici. È invece dedicata al ruolo fondamentale che la città rivestí quale centro medico, in particolare nell’assistenza sanitaria prestata ai soldati e nella didattica medica, la mostra “Combattere, curare, istruire”, allestita al Museo di Storia della Medicina di Padova. L’esposizione, in perfetta linea con la natura del MUSME a metà tra storia e tecnologia, propone una ricostruzione del percorso
Pezzo di artigliera semovente, Archivio della Terza Armata
dei feriti al fronte, dai primi punti di assistenza fino agli ospedali territoriali, attraverso un’enorme mappa della cosiddetta “catena di soccorso”, exhibit interattivi, tavoli touch che descrivono i luoghi padovani adibiti a ospedali, video, foto e documenti d’epoca, reperti storici, tra cui alcuni presidii medici del periodo, alcuni giochi (quali strumenti erano
presenti nella dotazione del medico al fronte?) e una pinacoteca virtuale con foto d’epoca di alcuni ospedali militari. Padova – definita “Capitale al Fronte” per il ruolo svolto nella Prima Guerra Mondiale – deve essere ricordata anche per la funzione eccezionale che ebbe nell’assistenza sanitaria prestata ai soldati e nella didattica medi-
ca impartita agli aspiranti medici militari. Le nuove caratteristiche distintive del primo conflitto mondiale – che si connotò, tra l’altro, per il largo impiego di armi moderne e devastanti – imposero problemi di difficilissima soluzione, anche da un punto di vista medico. Già nell’estate del 1916, l’elevatissimo numero di uomini feriti, ai quali si aggiungevano quelli malati, rese necessario un numero sempre maggiore di medici al fronte. Al fine di reclutare nuovi medici, il Comando della Terza Armata realizzò un interessante esperimento di corsi accelerati a San Giorgio di Nogaro (UD), noto come “Università Castrense”. Tuttavia, le lauree potevano essere concesse solo da un’Università: per questo motivo gli studenti vennero iscritti presso l’Ateneo patavino. (l.o.)
Alberto Bortolozzi racconta l’eredità dello sguardo
“L’eredità dello sguardo”, esposizione di Alberto Bortoluzzi, aperta fino al 13 gennaio in Galleria Cavour a Padova, propone un confronto tra tre generazioni di pittori padovani riuniti sotto l’egida del paesaggio veneto. Nel solco di una pittura classica e rigorosa, Alberto Bortoluzzi, trentenne artista padovano, trova però la sua cifra stilistica personale e ci consegna una visione assolutamente contemporanea del paesaggio. In mostra una trentina di opere di varie dimensioni dell’artista Alberto Bortoluzzi; sono inoltre proposte opere di Millo Bortoluzzi senior, bisnonno dell’artista e dello zio, Millo Bortoluzzi junior, che fu anche maestro di Alberto. Un confronto intergenerazionale reso possibile anche grazie a importanti prestiti: la galleria Nuova Arcadia di Luciano Franchi per l’occasione presterà due opere di Millo Bortoluzzi senior, “La vecchia villa” esposta alla Biennale di Venezia del 1914 e “L’Abbandonata”, che ha partecipato alla esposizione internazionale d’arte a Roma nel 1911; grazie al contributo di Patrizia Romanin Jacur saranno invece presenti alcune opere del maestro Millo Bortoluzzi junior provenienti dalla collezione privata della madre, la contessa Luisella Oniga Farra, ricercatrice appassionata di opere d’arte.
NUMERO VERDE
800 598 006
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Sport
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L’istruttore Fabio Belcaro si racconta
Fabio Belcaro, apprezzato sportivo con la passione per la formazione dei giovani
“La passione per lo sport è un valore” U
na vita dedicata a trasmettere alle nuove generazioni i valori dello sport. Flavio Belcaro, 49 anni, è un insegnante di educazione fisica, istruttore minibasket e allenatore di calcio a livello giovanile: negli anni ha contribuito alla crescita di tantissimi ragazzi della Bassa Padovana. “Il denominatore comune di tutto quello che faccio è sicuramente la passione. Mi piace insegnare sport e vedere i progressi dei bambini nel tempo, lavorando per creare dei ragazzini autonomi. Mi piace dare loro opportunità di relazione e soprattutto emozioni, creare e plasmare un gruppo, trasmettere valori etici e comportamentali” racconta Belcaro. Il ruolo di un istruttore sportivo oggi è particolarmente difficile. “I ragazzi una volta erano nettamen-
te più dinamici. Sono cambiati gli hobby e le abitudini: per esempio Internet e i videogiochi ora rappresentano uno dei passatempi principali e alcune scuole hanno il tempo prolungato. Questo impedisce ai bambini di sviluppare il gioco spontaneo e libero che una volta si attuava ininterrottamente nei patronati, nelle strade e cortili. Inoltre l’avvento di auto e mezzi di trasporto di ogni genere, gli ascensori e la paura di lasciare solo il proprio figlio hanno favorito la pigrizia e la riduzione di attività come la camminata e il muoversi in bicicletta. Mettiamoci pure l’alimentazione scorretta e arriviamo a un indice di obesità infantile sempre più in crescita” sottolinea l’insegnante. Invece lo sport è molto utile: “Praticarlo consente di rin-
Allenatore di calcio e minibasket con esperienze in altre discipline, invita i genitori a far praticare sport ai propri figli: “è una occasione di crescita e di divertimento”
forzare la socialità, oltre che l’autonomia e la sicurezza del ragazzo. Lo sport dà stimoli nuovi e insegna a mettersi in gioco, contribuendo a uno sviluppo armonico del proprio corpo”. Belcaro è stato ed è tuttora uno sportivo. “Ho giocato a calcio fin da piccolo con l’Este, per poi passare dai 17 ai 27 anni con gli Amatori Csi del Patronato Redentore. Nel frattempo al campetto del Patronato avevo cominciato a conoscere la pallacanestro, e ho
praticato anche questa fino al 2010 in Promozione, a Este e a Rovigo. A 38 anni, malgrado non arrivi nemmeno a un metro e novanta, riuscivo ancora a schiacciare a canestro. Mi sono cimentato infine in altre discipline, tra cui tennis, podismo e sci”. Un amore, quello per lo sport, che continua tuttora. “Cerco di mantenermi in forma attraverso il fitness e da poco ho scoperto il crossfit. Non fumo e sono astemio. Insegno attività fisica in varie scuole del territorio e d’estate lavoro come istruttore in diversi camp estivi. Da 30 anni sono un allenatore di basket a Este, dove ora seguo i piccoli 2008, e di calcio a Solesino, dove al momento mi occupo degli atleti classe 2007 e 2010. Sono fiero del fatto che alcuni ragazzi che ho fatto crescere ora militino nelle squadre giovanili di realtà blasonate come Padova, Cittadella, Spal, Vicenza e Venezia”. Belcaro chiude invitando le famiglie a dare ai propri figli l’opportunità di fare del sano movimento: “Lo sport per i ragazzi è un’occasione di crescita e divertimento, e tutti hanno diritto di praticarlo, non solo i campioni”. Davide Permunian
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rosegue il buon cammino dell’Este nel girone C del campionato di serie D. Dopo la settima giornata, disputata domenica 28 ottobre, gli uomini di mister Nicola Zanini condividono la vetta della classifica con l’Adriese a quota 15 punti, frutto di quattro vittorie e tre pareggi. Dopo l’emozionante 2-2 raggiunto al fotofinish contro il forte Campodarsego, nel quarto turno i giallorossi sono andati a vincere 4-3 in rimonta sul difficile campo del Belluno, grazie alle doppiette di Giusti e De Giorgio. Una prova di carattere e personalità che ha dimostrato come l’Este sia una squadra coraggiosa e decisa a giocarsi ogni partita fino in fondo. La domenica successiva è arrivata invece la prima prestazione così così: contro la neopromossa Cartigliano capitan Lorello e compagni sono andati in vantaggio nel primo tempo con Pozza, ma non hanno saputo chiudere il match e nell’unica occasione vera e propria concessa hanno subito il pari nella ripresa. Stesso risultato a Trento, formazione accreditata dagli addetti ai lavori tra le big del girone, ma protagonista di un avvio di stagione complicato. I padroni di casa sono passati in vantaggio, ma l’Este ha confermato ancora una volta il proprio spirito coriaceo e a una decina di minuti dal termine Viscomi ha agguantato l’1-1 sugli sviluppi di un corner. Nella settima giornata gli atestini hanno invece ospitato tra le mura amiche il Cjarlins Muzane, vincendo meritatamente per 2-1 grazie alla doppietta del bomber croato Debeljuh. Si è assistito a una sfida vivace, soprattutto nel secondo tempo, con l’Este che ha costruito diverse occasioni da gol ma non è riuscito chiudere definitivamente i conti, rischiando qualcosa nel finale. Dopo il triplice fischio la squadra è stata salutata dall’entusiasmo dei propri tifosi. (d.p.)
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#Politica
Maltempo: la montagna è in ginocchio, molti danni anche in pianura S
olo ora, dopo aver visto le foto del disastro, i boschi divelti, le frane in montagna e i livelli raggiunti dai fiumi, si può dare adito al fatto che poteva andare molto peggio e bene hanno fatto i nostri amministratori a lanciare per tempo un allarme nazionale, a chiudere le scuole e a consigliare a tutti prudenza massima. Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato al Presidente Zaia dicendo di essere rimasto molto impressionato e addolorato dalle immagini della devastazione delle valli del Bellunese e di tante altre zone del Veneto. Esprimendo la propria vicinanza e solidarietà alla Regione e alle popolazioni colpite dalla violenza del maltempo, il Presidente Mattarella ha assicurato che seguirà personalmente la vicenda, affinché venga avviato rapidamente un piano di interventi per il recupero infrastrutturale, edilizio e ambientale ed evitare il fenomeno dello spopolamento delle valli montane. L’onda di maltempo che ha colpito il Veneto è stata la peggiore in Italia ed è stata definita “di eccellenza” dal Dipartimento nazionale con dati pluviometrici che sono stati i peggiori degli ultimi 100 anni. Peggio del ’66. L’assessore alla protezione civile e coordinatore dell’Unità di Crisi Gianpaolo Bottacin ha segnalato che il Piave ha toccato i 2500 mc. di acqua al secondo, il valore massimo che il fiume può accogliere. In alcune località sono stati sfiorati i 700 mm di pioggia. Ma tutti gli argini nei
giorni di emergenza sono stati monitorati dalle squadre della protezione civile regionale che hanno operato anche sugli altri fronti, soprattutto nel bellunese. Alle nostre si sono aggiunte anche quelle delle altre regioni, dell’ANA e delle esercito. La provincia di Belluno è certamente l’area più martoriata: 160 mila le utenze non alimentate dall’energia elettrica. Solo nella provincia di Belluno, nelle varie aree colpite sono stati impiegati oltre tremila volontari di protezione civile, a cui vanno ad aggiungersi centinaia Vigili del Fuoco. Qui sono intervenuti anche 110 uomini dell’Esercito e 520 del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Sono stati otto i paesi completamente isolati dove si arrivava solo a piedi. Sono state soccorse molte persone bloccate in auto e 400 persone sono state evacuate dalle loro case, di cui tuttora ancora 150 con case al momento completamente inagibili. Monitorate in modo speciale anche le frane del Tessina, della Busa del Cristo e del Rotolon. Ammontano invece a 497 i km di strade statali, provinciali e regionali chiuse, senza contare quelle comunali di cui mancano i dati in quanto i comuni, soprattutto i più colpiti, non sono ancora in grado di quantificare i danni sulla rete di loro competenza. Sono poi centinaia i metri di acquedotti divelti e centinaia di migliaia gli alberi totalmente rasi al suolo. In ginocchio anche l’Altopiano di Asiago. Ora, dice l’assessore regionale all’agricoltura
Zaia “Rinforzare gli argini ci ha salvato”
“A del Veneto, Giuseppe Pan, “sarà l’Agenzia regionale per i pagamenti in agricoltura, utilizzando anche droni e satelliti, a censire, con precisione scientifica, i danni subiti dai boschi di larici e abeti dell’Altopiano di Asiago. Le prime stime dicono che la tempesta di fine ottobre che si è abbattuta sul Veneto abbia lasciato a terra dai 300 ai 400 mila metri cubi di legname”. Il mal tempo e le eccezionali piene dei fiumi hanno causato forti disagi anche in Polesine. A seguito della piena del fiume Adige per diversi giorni è stato sospeso il servizio idrico e circa 75000 persone si sono trovate senza acqua potabile. E’ successo a Arquà Polesine (2691 abitanti), Bosaro (1467 abitanti), Ceregnano (3590 abitanti), Costa di Rovigo (2594 abitanti), Pontecchio Polesine (2213 abitanti), Rovigo (51625 abitanti), San Martino di Venezze (3930 abitanti), Villadose (5041 abitanti) e Villamarzana (1961abitanti). Germana Urbani
bbiamo cercato di gestire al meglio l’emergenza – ha detto Bottacin – e fa piace che attestati di stima in questo senso siano arrivati da più parti, come da Luigi D’Angelo della Protezione Civile nazionale e dal prof. Giuseppe Maschio componente della Commissione nazionale Grandi Rischi”. “Se non avessimo realizzato i lavori per il rafforzamento degli argini dei corsi d’acqua - ha sottolineato Luca Zaia - che nel 2010 avevano fatto registrare 32 sfondamenti arginali, il bilancio poteva essere molto più grave. Abbiamo salvato vite”. Per il consolidamento degli argini il Veneto ha speso 411 milioni e i risultati ora si vedono. Anche il capo della protezione civile nazionale Borrelli ha evidenziato l’importanza dei bacini di laminazione e ha confermato che si è trattato di un evento eccezionale a cui, però, si è arrivati preparati. “Bene ha fatto il Veneto – ha detto – a chiedere la mobilitazione in sede nazionale”. Dopo aver, Borrelli ha detto che occorre investire molto di più in prevenzione, operando scelte importanti, e intervenire anche sotto il profilo normativo per favorire la pulizia degli alvei dei corsi d’acqua.
Provvedimento speciale per salvare Venezia “L
a messa in sicurezza di Venezia e della laguna non può più attendere, i lavori del Mose vanno completati il prima possibile. Il Partito Democratico ha predisposto una Mozione per impegnare la Giunta in tal senso”. Così affermavano, all’indomani del nubifragio che ha colpito il Veneto, i consiglieri regionali del Partito Democratico Bruno Pigozzo, primo firmatario della Mozione, il Capogruppo Stefano Fracasso e la collega Francesca Zottis, sottoscrittori del provvedimento. “Il disastro provocato dal maltempo nei giorni scorsi – sottolineavano i consiglieri Democratici - ha riportato alla ribalta un problema che da troppo tempo attende una soluzione, quello della salvaguardia del patrimonio storico e ambientale di una città
unica al mondo. La Giunta si faccia parte attiva presso Governo e Parlamento affinché si sblocchi questo stallo”. “Come hanno ricordato sia il Primo Procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin, sia Pierpaolo Campostrini, Procuratore di San Marco con delega ai Servizi tecnici – ricordano gli esponenti dei Democratici - per la seconda volta dal 2000, l’acqua della laguna è entrata nella Basilica, bagnando il pavimento a mosaico marmoreo, ha inondato completamente il Battistero e la Cappella Zen ed è arrivata quasi un metro sopra il pavimento mosaicato del Nartece. Non possiamo permettere la compromissione di un patrimonio inestimabile, soprattutto pensando che i mezzi per evitare tutto
ciò ci sarebbero. Senza dimenticare, poi, i danni provocati anche agli edifici privati e alle attività commerciali”. Quanto accaduto a Venezia ha spinto il consiglio regionale ad approvare nell’immediato un provvedimento che consente di riallocare rilevanti risorse finanziarie, a valere sui finanziamenti della Legge Speciale per Venezia, derivanti da economie delle spese accertate. “Si tratta di un grande risultato che consente di procedere sulla strada del risanamento della laguna, che resta una nostra priorità” ha evidenziato l’assessore regionale alla legge speciale per Venezia Roberto Marcato a seguito dell’approvazione in Consiglio del provvedimento che finanzia e rimodula un programma di interventi nell’ambito della Legge Speciale
per Venezia e della tutela del bacino scolante nella laguna, grazie alla riallocazione di risorse finanziarie. “Grazie a questa manovra - conclude Marcato – sarà possibile dar corso o completare un ampio pacchetto di azioni a cui corrispondono specifiche urgenze e aspettative e che, nel quadro delle politiche perseguite dall’Amministrazione regionale, intende indirizzare l’entroterra veneziano, Porto Marghera e l’area lagunare verso una ripresa all’insegna della sostenibilità ambientale e della riqualificazione territoriale”.
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Politica
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Economia
Serbia terra di opportunità per le imprese venete
L’export regionale continua a salire
“Serbia, porta dei Balcani, nuove opportunità economiche per le imprese venete”, questo il titolo di un convegno di studi promosso dalla Regione del Veneto, dalla Camera di Commercio e dell’Industria di Serbia e da Unioncamere Veneto. Un focus su una parte d’Europa di grande interesse
“È
un buon momento per la promozione delle relazioni istituzionali, economiche e commerciali tra il Veneto e la Serbia – ha detto l’assessore regionale ai Fondi Ue, turismo, commercio estero e internazionalizzazione, Federico Caner –. La nostra Regione, infatti, intrattiene ottimi rapporti di amicizia e collaborazione con il Paese balcanico, rafforzatisi negli ultimi anni costantemente attraverso scambi di visite tra delegazioni istituzionali ai massimi livelli, a cominciare dalla visita dell’allora Primo Ministro e oggi Presidente della Repubblica di Serbia, Alexandar Vucic, a Palazzo Balbi nel dicembre 2016. La nostra intenzione è quella di sviluppare ulteriormente le collaborazioni tra le rispettive realtà produttive, che presentano molti aspetti complementari e hanno reciproco interesse alla crescita dei rapporti” “L’economia serba è al centro del mercato balcanico – ha sottolineato Branimir Stojanovic, Segretario di Stato del Ministero dell’Economia della Repubblica di Serbia – e nei primi sei mesi di quest’anno ha registrato un aumento delle esportazioni del 7,7%. La nostra macroeconomia è stabile, di grande interesse per gli investitori, una destinazione interessante dove le aziende possono crescere, che si propone a nuovi mercati anche forte di esperienze nel campo dell’innovazione di prodotti e di servizi”. “La possibilità di avviare nuovi
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didascalia
accordi di libero scambio – ha aggiunto Milan Vranic, direttore in Italia della Camera di Commercio e Industria Serba – rappresenta un’opportunità per ridurre il rischio e i costi del business. L’obiettivo è quello di creare un nuovo modello di business più agile, che favorisca l’internazionalizzazione delle aziende italiane verso il mercato serbo, svilup-
pando entrambe le economie”. “Tutto ciò – ha rilevato Caner – è oggi possibile grazie al periodo assolutamente positivo che la Serbia sta attraversando nell’evoluzione delle sue istituzioni, della sua posizione europea e internazionale, per la crescita economica e lo sviluppo complessivo della società. Questo Paese ha infrastrutture di buon
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livello, una forza lavoro formata e competente, stabilità politica, economica e sociale e presenta quindi tutte le condizioni perché le imprese venete, che già sono numerose in questa terra, possano incrementare la loro presenza e rafforzare le collaborazioni con quelle serbe e da qui muoversi più ampiamente in tutta l’area dei Balcani e verso l’est Europa”.
ei primi sei mesi del 2018 le vendite estere delle imprese venete sono state pari a 31,6 miliardi di euro, facendo registrare un buon incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (+3,3%, ossia 1 miliardo in più). I dati, forniti dal Sistema Statistico della Regione, fotografano una crescita anche del numero delle imprese nel secondo semestre del 2018 rispetto al primo (+0,4). Segnali positivi arrivano pure dal mercato del lavoro dove nel secondo trimestre 2018 il tasso di occupazione si attesta al 67,2%, in aumento rispetto al valore del primo trimestre (66,4%), mentre il tasso di disoccupazione scende al 5,9 % contro il 7,0 % del primo trimestre. Il dato migliore è sicuramente quello relativo all’export, trainato dai settori della meccanica, della moda e dei metalli. Tra i mercati di destinazione, si conferma il sensibile aumento delle vendite verso la Germania, la Francia e la Spagna.
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Politica
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Anniversari Centenario Grande Guerra
“Veneto terra di pace” firmata la dichiarazione a Villa Giusti di Padova D
ove cent’anni fa fu firmato l’armistizio con cui si concluse la Grande Guerra la Regione del Veneto, il 3 novembre 2018, ha voluto sottoscrivere un documento che dichiara il Veneto “Terra di Pace” alla presenza di numerose autorità nonché del ministro per gli affari regionali e le autonomie, Erika Stefani. Si è data così concretezza alla Legge 35 che ha avuto come primo firmatario e relatore il consigliere del Pd Claudio Senigaglia ma votata da tutto il Consiglio Regionale. Si è trattato di una firma dal valore simbolico che ha ribadito però la forze consapevolezza di un popolo che rifiuta la guerra. La pace del 1918 fu firmata a Padova e oggi si mantiene salda su un prezioso documento d’archivio conservato in una teca, ma quelle stesse pagine ingiallite dal tempo, sulle quali è scritto uno dei momenti cruciali della storia del nostro Paese e del nostro continente, esattamente un secolo fa poggiavano sulla medesima tovaglia macchiata che ancor
oggi avvolge il tavolo rotondo attorno al quale uomini potenti sedettero per discutere le condizioni che portarono alla fine del primo drammatico, sanguinoso e inumano conflitto mondiale. Provoca emozione vedere da vicino l’originale di quel trattato, uscito per la prima volta dall’Archivio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, grazie alla collaborazione del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, proprio nel luogo dove fu firmato, il 3 novembre 1918, alle ore 18.39, nella sala del primo piano di Villa Giusti a Padova, rimasta praticamente la stessa di un secolo fa e chiamata da allora la “Sala dell’Armistizio”. Nel documento, firmato oggi dalle Università venete, dall’ANCI, dai Comuni capoluogo di Provincia e dalla Conferenza Episcopale Triveneto, e che sarà inviato agli Stati che hanno combattuto nella prima guerra mondiale, si “dichiara solennemente il Veneto ‘Terra di Pace’, per l’alto valore simbolico conferito al territo-
rio veneto dalle testimonianze storiche della Grande Guerra, che fu il primo conflitto di dimensioni mondiali, e fra i più atroci subiti dall’intera umanità”. “Una dichiarazione che vuole essere soprattutto un messaggio di convivenza tra i popoli, indirizzato a tutto il mondo, da tramandare alle future generazioni – ha spiegato l’assessore regionale alla cultura, Cristiano Corazzari – che nasce dalla sensibilità dell’intero Consiglio regionale del Veneto che con legge regionale dello scorso ottobre ne ha disposto l’adozione”. “Il ricordo della Grande Guerra è ancora presente e vivo nelle nostre genti e quel tragico conflitto ha lasciato nel Veneto segni indelebili – ha sottolineato l’assessore, dopo aver ringraziato tutti coloro i quali hanno reso possibile l’iniziativa che ha coinvolto numerosi Enti e Istituzioni –. I luoghi della memoria sono sparsi in tutto il territorio regionale e noi abbiamo cercato di recuperarli
e valorizzarli: i percorsi che abbiamo creato tra trincee, sacrari, monumenti, musei e altre testimonianze, consentono di comprendere le tragiche vicende di quel conflitto. Questo è il modo più corretto per ricordare la Grande Guerra: nel fango delle trincee si è formata la sofferta unità del nostro Paese e quell’immane sacrificio di vite umane ha fatto emergere valori, come quello della pace, che rappresentano un patrimonio inestimabile”. “Oggi ricordiamo una guerra ma parliamo di pace – ha evidenziato nell’intervento di chiusura il ministro Stefani –. La guerra viene spesso evocata attraverso episodi di eroismo, ma è soprattutto morte e distruzione e credo sia più giusto raccontarla senza retorica, per quello che davvero ha significato dal punto di vista umano vivere quel dramma. Non perdere la memoria significa non solo ricordare cos’è stato quel conflitto, ma riflettere sul valore della pace, come la Regione ha fatto”.
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Editoriale 11 Novembre “Estate di San Martino”, giornata nazionale delle cure palliative
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a ricorrenza è dovuta al ricordo di Martino, quando giovane soldato, 1700 anni fa, impietosito da un mendicante seminudo, esposto al freddo ed esaurito di forze, non esitò a tagliare a metà il suo mantello per porgerlo allo sciagurato. In quel momento l’aria si rasserenò e la temperatura da gelida divenne improvvisamente mite. Da qui l’“estate di San Martino”. Santo eletto al giorno d’oggi a patrono delle cure palliative, termine derivato da pallium (mantello), a significare un senso di copertura, di protezione, di difesa. Le cure palliative in quanto tali spesso vengono interpretate come un significato di abbandono, quando la malattia è in fase terminale e non esiste nessuna terapia efficace per contrastarla; rappresentano invece il significato di prendersi cura della persona nella sua globalità fisica, psichica e spirituale. E non sempre sono legate ad una fase di una terminalità prossima, ma anche a situazioni di cronicità, tanto che le cure palliative risultano appropriate in tutti gli stadi della malattia e non soltanto quando “non c’è più nulla da fare” come spesso vengono identificate.
La violenza anche se non si vede si sente Chiama: 800 814681 - 25 novembre giornata nazionale Violenza contro le donne: quasi un milione di euro per nuovi progetti a pag 28
Il nuovo approccio dell’ecografia in ostetricia
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La novità per la chirurgia della cataratta, cos’è la Zepto-Cataratta? a pag 29
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Violenza contro le donne: quasi un milione di euro per centri d’ascolto, case rifugio e nuovi progetti
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100, questo il numero delle vittime di violenza che solo lo scorso anno sono state accolte nei centri pubblici e privati della nostra Regione. I centri attendevano i finanziamenti da tempo e finalmente ora è in arrivo quasi un milione di euro di fondi pubblici destinati alle strutture che si occupano di prevenire e contrastare la violenza contro le donne e i loro figli. “Un terzo dei finanziamenti è destinato ad istituire nuove strutture – informa Manuela Lanzarin, assessore al sociale - per ampliare la rete delle 43 strutture attualmente attive in Veneto, tra centri antiviolenza e case rifugio. Circa il 10 per cento dei fondi è riservato invece a percorsi educativi nelle scuole, per sviluppare la conoscenza e l’educazione all’affettività e promuovere una cultura del rispetto della persona, anche in ottica di genere. Infine la parte più rilevante dei contributi nazionali, cioè oltre 600 mila euro, sono destinati a finanziare i centri antiviolenza e le case rifugio esistenti nel territorio veneto”. “I centri pubblici e privati del Veneto, che lo scorso anno hanno accolto oltre 3100 vittime di violenza, attendevano da tempo le risorse promesse – prosegue l’Assessore – Purtroppo i tempi di trasferimento alle Regioni dei 12,7 milioni stanziati dal Fondo nazionale di contrasto alla violenza contro le donne si sono pro-
tratti superando le aspettative. Ora, comunque, la Regione, grazie al lavoro di concertazione svolto con il Tavolo di coordinamento regionale, provvede a ripartire subito i contributi in arrivo”. Per nuovi centri antiviolenza e nuove case rifugio sono quindi disponibili 305.454 euro, metà dei quali destinati a finanziare nuovi sportelli sul territorio dei centri antiviolenza esistenti, in modo di migliorare la capillarità del servizio. Per dare continuità al lavoro e ai servizi dei 22 centri antiviolenza e delle 21 case rifugio attivi in Veneto sono disponibili rispettivamente 293.443 euro e 311.514 euro.
Infine 62 mila euro andranno a finanziare, a partire dal prossimo anno scolastico, ‘voucher’ educativi, cioè percorsi educativi tematici svolti da enti del terzo settore in collaborazione con dirigenti e docenti scolastici. Tra le iniziative educative in cantiere ci sarà anche un concorso rivolto agli studenti per sensibilizzare alle tematiche della parità di genere, dell’educazione all’affettività e del rispetto tra uomo e donna. Al milione del Fondo nazionale si aggiungono gli oltre 400 mila euro che la Regione Veneto ha destinato nel proprio bilancio 2018 alle iniziative per prevenire e contrastare la violenza di genere.
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L’editoriale
11 Novembre “Estate di San Martino”, giornata nazionale delle cure palliative Chiunque può ammalarsi di una malattia grave, e questo cambia la vita del malato e delle persone che gli sono vicine in tutte le sfaccettature della loro esistenza, comportando difficoltà psicologiche, sociali, ambientali, e spesso anche economiche. Nel concetto della medicina moderna la medicina curativa e la medicina palliativa tendono a complementarsi il più precocemente possibile, l’una per prolungare la sopravvivenza avendo come punto di attacco la malattia, l’altra per prendersi cura della persona nella sua globalità fisica e psichica, in particolar modo quando la cura della malattia non è più ritenuta possibile e non costituisce più l’obiettivo primario. L’ OMS definisce le cure palliative come cure che corrispondono a una condotta e un trattamento che dovrebbe migliorare la qualità della vita dei malati e dei loro familiari in presenza di una grave malattia. Essa ottiene ciò ricercando attivamente e precocemente, rilevando ripetutamente e trattando adeguatamente i dolori ed i problemi fisici, psicosociali e spirituali. La stessa OMS ricorda in un documento dello scorso anno che la necessità delle cure palliative non è mai stata così grande, in relazione all’invecchiamento della popolazione e all’ aumento delle malattie croniche e degenerative. Le malattie purtroppo possono colpire a qualsiasi età e le cure palliative fanno parte sia della pediatria che della medicina degli adulti che della geriatria e rilevano nelle patologie più diverse: nei bambini e adulti con tumori, nelle patologie neurologiche gravi, nelle gravi malattie organiche, negli anziani con pluripatologie, nei malati psicologici, nelle persone in rianimazione, nei portatori di handicap. Con l’obiettivo di personalizzare e ottimizzare le cure secondo le esigenze di ciascuno, come un “pallium” su misura. L’accesso alle cure palliative in Italia è regolato dalla legge 38 del 2010 che all’art. 1 recita “la legge tutela il diritto dei cittadini ad accedere alle cure palliative” e questo obiettivo da poco tempo è rientrato anche nelle priorità delle Regioni. Ciò nonostante molto resta ancora da fare, innanzitutto per una cultura delle cure palliative (in Italia non fanno parte del percorso formativo del medico), poi per una organizzazione di rete multiprofessionale formata da medici, infermieri, operatori socio-sanitari, fisiatri e fisioterapisti, psicologi, associazioni di volontariato. La Regione Veneto comunque è avanti nel progetto e da tempo è possibile poter curare al proprio domicilio, che rappresenta il luogo ideale per il malato, attraverso una adeguata presa in carico. La qual cosa è ancor più avvantaggiata per la disponibilità dei Medici di famiglia che si fanno carico dei problemi dei propri assistiti attivando l’intero percorso e costituendone il punto di riferimento; ancor più da quando la Regione Veneto aveva costituito le Medicine di gruppo Integrate, progetto che inspiegabilmente, a discapito degli ammalati, la Regione vuole abbandonare, stante le recenti disposizioni emanate. Disposizioni che ci auguriamo possano essere riviste, considerata la positiva esperienza di assistenza ai malati e al gradimento della popolazione.
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West Nile, in Veneto il confronto internazionale su presente e futuro Coletto: “Nel 2019 una disinfestazione larvicida e due adulticide. Coordinamento con altre regioni e revisione linee guida nazionali”
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l virus West Nile, trasmesso all’uomo dalla zanzara culex pipiens, ha tenuto in apprensione quest’estate pressochè tutto il nord Italia (Emilia Romagna e Veneto le Regioni più colpite), ma si è presentato in forma tanto massiccia quanto imprevista, in buona parte dell’Europa balcanica, in Portogallo, in Grecia e in Corsica. In Veneto ha colpito 257 persone, 64 in forma grave, neuroinvasiva, con 18 decessi. Si trattava di persone anziane, con gravi patologie pregresse o gravi deficit immunitari. In Emilia Romagna, invece, i casi accertati sono stati 253, con 21 decessi. Un fenomeno da studiare, per come si è palesato per la prima volta in maniera così estesa, e da mettere al centro di un’attenta programmazione per la prossima stagione estiva. Per questo, la Regione Veneto ha messo a confronto esperti del mondo scientifico, del Ministero della Salute, delle diverse Regioni interessate, delle Ullss, dell’Istituto Zooprofilattico
delle Venezie, della Regione portoghese di Madeira e della Contea rumena di Daly. “L’esperienza fatta dal Veneto e dall’Emilia Romagna – ha riconosciuto il Direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità Giovanni Rezza – è stata esemplare, per organizzazione e intensità d’azione. Ora sarebbe importante venisse diffusa a tutte le altre Regioni, perché non possiamo certamente escludere una ulteriore diffusione nel 2019 e vanno messe in atto tutte le possibili misure di monitoraggio e prevenzione”. A questo penserà un tavolo tecnico nazionale, condotto da Veneto ed Emilia Romagna, chiamato a elaborare nuove linee guida per aggiornare lo specifico Piano per tutto il territorio italiano; a creare un coordinamento interregionale che vada oltre quello già in atto tra le due Regioni padane ci penserà invece un tavolo tecnico attivato in seno alla Commissione Salute, che riunisce
tutti gli assessori alla sanità delle Regioni italiane, e presieduto dalla dirigente della Prevenzione del Veneto, Francesca Russo. “Come Veneto – ha anticipato Luca Coletto, Assessore alla Sanità – stiamo già programmando le azioni per il prossimo anno, che potranno contare su un finanziamento base di 1,5 milioni di euro da dedicare principalmente al monitoraggio e alle iniziative di prevenzione, ma la questione va ben oltre la nostra Regione, per cui sarebbe opportuno valutare un intervento di sostegno nazionale. Posso comunque già anticipare – ha detto – che nel 2019 verrà realizzata un campagna larvicida a marzo, mirando a ridurre al minimo la schiusa delle larve. In estate, invece, ci saranno due campagne adulticide, i cui tempi saranno decisi dai tecnici sulla base dell’andamento della stagione e delle
indicazioni che arriveranno dalle trappole disseminate in tutte le aree a rischio. Dovremo fare i conti con le bizze del clima, per cui, oggi, non si può entrare maggiormente nei particolari, se non per annunciare che la campagna di monitoraggio che avrebbe dovuto chiudersi a ottobre è stata prolungata per tutto novembre, visto l’andamento ancora caldo e umido del clima. Da ottobre, comunque, le trappole non hanno rilevato nuove zanzare positive, né si sono registrati altri casi umani. Come Regione – ha aggiunto – stiamo creando un coordinamento a tutto campo che, partendo da una pianificazione regionale, coinvolgerà tutte le Ullss, gli ospedali per la parte diagnostica, i Comuni, i Consorzi di Bonifica, l‘Istituto Zooprofilattico delle Venezie e arriverà fino ai cittadini, i cui comportamenti preventivi,
come l’installazione di zanzariere, la manutenzione di giardini e caditoie, l’uso di repellenti cutanei, sono molto importanti, stante che il 70% del territorio si trova in proprietà private, dove il pubblico non può arrivare. Peraltro gli esperti garantiscono che una disinfestazione in un giardino con appositi pastiglioni non costa più di cinque euro a stagione”. Dal punto di vista statistico, il Bollettino West Nile Estate 2018, elaborato dalla Direzione Prevenzione, indica 257 casi accertati, ai quali aggiungere 98 casi probabili, 32 casi di positività in donatori di sangue, 21 casi di infezioni asintomatiche non classificate, per un totale di 408. 18 sono stati i decessi: 8 nel territorio dell’Ulss 6 Euganea, 5 nell’Ulss 5 Polesana, 2 nell’Ulss 3 Serenissima, 2 nell’Ulss 9 Scaligera, 1 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana.
Influenza, partita La novità per la chirurgia della la campagna di vaccinazioni L cataratta, cos’è la ZEPTO-CATARATTA? Minori: 573 abusati o maltrattati lo scorso anno
o scorso anno 573 bambini e ragazzi hanno vissuto situazioni di abuso sessuale o di grave maltrattamento: di questi, 328 erano bambine o ragazonostante cataratta abbia sessuale raggiunze. I minorilavittime di abuso to ormai chirurgica e sono state una 313; maturità per altri 60 agli abusi tecnologica, ricerca prosegue sessuali silasommavano anche sempre a gravi ed maltrattamenti; affianca novità che181 migliorano le prodenunciavano spettive visive del paziente e la sicurezza maltrattamenti, in famiglia o per fenodell’atto cataratmeni chirurgico. di bullismo;L’intervento 19 gli autoridi di reato. ta consiste sostituzione cristallino Sono nella questi i dati deldel 2017 messi naturale chebianco si è opacizzato con il passare neri su dalle cinque équipes del territoriali tempo. Durante l’intervento condel Veneto che siviene occupano servato il contenitore delminori cristallino (Capdi presa in carico di maltrattasula)ti, che viene solamente svuotato e per vittime o autori di abusi sessuali. Si realizzare viene creato un foromultinella tratta questo, di equipe interprovinciali capsula anteriorecoordinate del cristallino poi endisciplinari dallaperRegione trareVeneto con uno speciale ago ad ultrasuoni ed che ha trasformato un progetaspirare il contenuto opacoin(vedi to-pilota sperimentale una immagini struttura a fianco). l’aperturagarantita del cristallistabile Èeproprio permanente, dai no illivelli passaggio più delicato dell’intervento: essenziali di assistenza sociale. noi dobbiamo infatti di essere sicuri il “L’esperienza questi anniche conferforo sia rotondo, centrato sulla ma lacreato necessità e la validità del servizio pupilla, regolareofferto e del dalle diametro specialistico cinquevoluto. équiPurtroppo, manualmente attive non è sempre pes interprovinciali nelle Ulss possibile rispettare queste condizioni. di Padova, Venezia, Treviso, Vicenza, L’ultima in taldell’intero senso giunge dalla Verona novità a beneficio territorio California e si– chiama ZEPTO (dispositivo regionale ha sottolineato l’assessore per Lanzarin la capsulotomia precisione ad cariim- Dei 573diminori presi in pulsi). centro Microchico loPresso scorso ilanno, 423Sekal sono stati nuovi rurgia Rovigo il primo accessi. Neiabbiamo primi seieffettuato mesi di quest’anintervento chirurgico in Italia tale équistruno i casi affrontati dalle con cinque mento. Zepto è un dispositivo chirurgico di pes sono stati 499, di cui 290 di primo ultima generazione che permette di effet-
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accesso. Anche questo è un indicatore della consistenza del fenomeno e del bisogno di attivare su scala regionale percorsi organizzati di ascolto, protezione, accompagnamento e terapia”. I 25 professionisti delle cinque équipes (psicologi-psicoterapeuti coadiuvati dalla consulenza di neuropsichiatri infantili e da altre figure tecniche come gli esperti di psicomotricità) lo scorso anno hanno incontrato e valutato 573 bambini e ragazzi che hanno vissuto situazioni di abuso sessuale o di grave maltrattamento: di questi, 328 erano bambine o ragazze. I minori vittime di abuso sessuale sono state 313; per altri 60 gli abusi sessuali si sommavano anche a gravi maltrattamenti; 181 denunciavano maltrattamenti, in famiglia o per fenomeni di bullismo; 19 gli autori di reato. Le prestazioni erogate sono state quasi 13 mila tra ascolto giudiziario (1480), consulenza (1897), valutazione diagnostica (5052) e presa in carico terapeutica (4376). “L’assistenza delle équipes – conclude l’assessore – multidisciplinari a bambini e ragazzi vittime o testimoni di violenze e/o maltrattamenti è un percorso garantito, qualificato ed efficace al quale servizi territoriali, autorità giudiziaria, famiglie e singoli possono accedere senza oneri”. Immagine 1: Fasi chirurgiche dell’intervento convenzionale di cataratta
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revedendo l’influenza in arrivo è partita tuare un’apertura rotonda e ma soprattutto anche la campagna antinfluenzale resistente soli 4 dalla millisecondi. a 2018-2019 ingestita RegioneInfatti, Veneto differenza nototerritoriali laser a femtosecondi, attraverso del le Ullss e la rete dei ilMedici tagliodigenerato lo Zeptoe dei è estremaMedicinacon Generale Pediatri mente piùScelta. resistente, garantendo un profilo di Libera di sicurezza maggiore per questo intervento– “Sulla base dei dati epidemiologici chirurgico. riferisce l’Assessore – abbiamo preventivato l’acquisto di 860 mila dosi, una quantità più che sufficiente per rispondere alle necessità, anche se l’auspicio sarebbe quello di doverne acquistare ancora, e non sarebbe un problema, per un’adesione al vaccino che sarebbe quanto mai importante fosse massiccia. Anche quest’anno – fa notare – avremo a che fare con un’epidemia piuttosto aggressiva, e per questo rivolgo un appello a tutti i cittadini perché scelgano di vaccinarsi. E’ importante per tutti, ma fondamentale per gli ultrasessantacinquenni in generale e per tutti coloro che soffrono di patologie a rischioZepto come il diabete, le Immagine 2: Strumento all’interno dell’ocmalattie immunitarie, cardiovascolari chio, la punta circolare di tale strumento generae un taglio perfettamente respiratorie croniche. circolare E’ infattie resistente. in queste categorie di persone che, annualmente, si Lo strumento è stato creato verificano la maggioranza dei per casi essere gravi, posizionato nella parte anteriore interna con complicazioni che portano al ricovero del cristallino (vedi edell’occhio purtroppo,a acontatto volte, anche a perdere la immagine) unaesempio, piccola apertura vita. L’annomediante scorso, per abbiamo di circa 2mm inserito e sfilato registrato 124venendo ricoveri, con 64 casi gravi euna 10 volta terminata la procedura. Il vantaggio decessi. Si possono evitare, almeno in gran
di avere un foro rotondo e centrale nel sacco capsulare, è quello di migliorare la stabilità del cristallino artificiale (o lente intraoculare) che verrà inserito, aumentando la sicurezza dell’intervento e la qualità della visione che ne risulta. Lo strumento è composto da Nitilon una lega metallica
parte – è l’appello di Coletto – e per farlo è sufficiente aderire al vaccino che, come ogni anno, è stato studiato e definito al massimo livello scientifico ed è assolutamente sicuro”. Le categorie a cui la vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente sono molte, basta informarsi presso la propria Massimo Camellin Ulss.Dott. Tra questi, in particolare, ci sono donne Oftalmologo che all’inizio della stagione epidemica si Vianel Dunant, Rovigo trovino secondo10e - terzo trimestre di tel. 0425 411357 gravidanza; soggetti dai 6 mesi ai 65 anni di etàmail: affettisegreteria@sekal.it da patologie che aumentano il web: www.lasek.it rischio di complicanze da influenza; soggetti di età pari o superiore a 65 anni; bambini
di ultima generazione usato in ingegneria areonautica che sfrutta le qualità elastiche e conduttive di Nichel e Titanio. IL Nitilon permette dunque di trasmettere corrente alla punta dello strumento che vaporizzando le molecole di acqua crea un taglio netto e circolare della parte anteriore del cristallino. Non solo, ciò che è stato osservato è che il bordo di questo taglio è ispessito. Questo fa si che si riducano i rischi di eventuali complicanze intraoperatorie che possono penalizzare l’intervento chirurgico ed il risultato postopertatorio. L’avanzare delle nuove tecnologie regasorprese di giorno in giorno, ela piacevoli adolescenti in trattamento a lungoè importante però che l’intervento termine conricordare acido acetilsalicilico, a rischio deve essere alcun modo di cataratta Sindromenon di Reye in casoin di infezione sottovalutatoricoverati ma affrontato raziocinio influenzale; pressocon strutture per e serietà. lungodegenti. La vaccinazione antinfluenzale è fortemente raccomandata a tutti gli operatori sanitari, in particolare a quelli che prestano assistenza a pazienti con maggior rischio di complicanze e che lavorano nei reparti a più elevato rischio di acquisizione e trasmissione dell’infezione, quali pronto soccorso, terapie intensive, oncologie, ematologie, cardiologie, chirurgie, residenze sanitarie assistenziali.
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L’editoriale Consulenza scientifica L’ecografia in ostetricia
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’ecografia è entrata prepotentemente nel mondo dell’ostetrica e della gravidanza, tanto da rivoluzionarne tutto l’approccio, passando da un’arte ad un approccio medico scientifico creando una nuova branca, ovvero quella della medicina fetale. La medicina fetale attraverso l’uso degli ultrasuoni ha permesso lo studio particolareggiato del comparto uterino e fetale, sia dal punto di vista funzionale che strutturale, dando anche la possibilità di effettuare procedure diagnostiche e terapeutiche invasive. In particolare, l’ecografia, nelle diverse settimane di gravidanza permette di monitorare il benessere fetale e di realizzare uno studio particolareggiato della struttura, valutarne l’accrescimento, con la possibilità attraverso complesse formule matematiche di determinare una stima del peso fetale. 100, questo il numero trimestre, delle vittiL’ecografia del secondo di violenza che solo lo scorso meglio me conosciuta come ecografia moranno èsono state accolte nei centri fologica, il massimo concentrato delpubblici e privati della nostra Regiole potenzialità dello studio ecografico: ne. èI l’epoca centri attendevano finanziaquesta gestazione inicui si ha mentirapporto da tempo il miglior traelefinalmente dimensioniora delè arrivoequasi un milionedell’appadi euro di feto instesso la risoluzione fondialpubblici strutture recchio, fine didestinati eseguirealle un’analisi che si occupano di prevenire e conmorfostrutturale. la violenza contro le donne Sitrastare possono investigare estensivae i loro figli. della crescita e del mente parametri “Un terzo dei implementando finanziamenti è debenessere fetale, lo stinato ad istituire nuove strutture – informa Manuela Lanzarin, assessore al sociale - per ampliare la rete delle 43 strutture attualmente attive in Veneto, tra centri antiviolenza e case rifugio. Circa il 10 per cento dei fondi è riservato invece a percorsi educativi nelle scuole, per sviluppare la conoscenza e l’educazione all’af- tratti superando le aspettative. Ora, Infine 62 mila euro andranno a fiL’influenza è una una cosa seria.comunque, La soluzione il vaccino. Unaascelta fettività e promuovere cultura la Regione,ègrazie al la- nanziare, partire dalconsapevole prossimo anno del rispetto della persona, anche in voro di concertazione svolto con il scolastico, ‘voucher’ educativi, cioè ottica di genere. Infine la parte più ri- Tavolo di coordinamento regionale, percorsi educativi tematici svolti da levante dei contributi nazionali, cioè provvede a ripartire subito i contribu- enti del terzo settore in collaboraziooltre 600 mila euro, sono destinati a ti in arrivo”. ne con dirigenti e docenti scolastici. finanziare i centri antiviolenza e le Per nuovi centri antiviolenza e Tra le iniziative educative in cantiere case rifugio esistenti nel territorio nuove case rifugio sono quindi di- ci sarà anche un concorso rivolto agli veneto”. sponibili 305.454 euro, metà dei qua- studenti per sensibilizzare alle tema“I centri pubblici e privati del li destinati a finanziare nuovi sportel- tiche della parità di genere, dell’eduVeneto, che lo scorso anno hanno li sul territorio dei centri antiviolenza cazione all’affettività e del rispetto accolto oltre 3100 vittime di violen- esistenti, in modo di migliorare la tra uomo e donna. za, attendevano da tempo le risorse capillarità del servizio. Al milione del Fondo nazionale si promesse – prosegue l’Assessore – Per dare continuità al lavoro e ai aggiungono gli oltre 400 mila euro Purtroppo i tempi di trasferimento servizi dei 22 centri antiviolenza e che la Regione Veneto ha destinato alle Regioni dei 12,7 milioni stanziati delle 21 case rifugio attivi in Vene- nel proprio bilancio 2018 alle iniziadal Fondo nazionale di contrasto alla to sono disponibili rispettivamente tive per prevenire e contrastare la violenza contro le donne si sono pro- 293.443 euro e 311.514 euro. violenza di genere.
Violenza contro le donne: quasi un milione di euro per centri d’ascolto, case rifugio e nuovi progetti
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11 Novembre “Estate di San Martino”, studio con la visualizzazione e valuta- anche l’insostituibile ruolo di presentagiornata nazionale delle cure palliative zione della vascolarizzazione fetale ed re ai futuri genitori il loro figlio, così da uterina. aumentarne la consapevolezza durante Una profonda conoscenza dell’ana- la gravidanza. tomia Chiunque fetale permette inoltre di una realizin genere, ma soprattutto può ammalarsi malattia L’ecografia grave, e questo zarecambia un’ecografia quella morfolola vita del malato e delle persone che gli sono vicine genetica, gica è infatti anin tutte levalusfaccettature della loro esistenza, comportando L’ecografia è epassata tando il rischio che un momento difficoltà psicologiche, sociali, ambientali, spesso anche di patologie croin cui i genitori economiche. da un’arte ad un mosomiche. I rassicuNel concetto della medicina moderna la medicina curativa trovano e la medicina approccioil medico moderni apparati razioni e risposte palliativa tendono a complementarsi più precocemente possibile, l’una consentono inol- la sopravvivenza ai molti dubbi e per prolungare avendocreando come punto di attacco la malattia, scientifico tre l’altra di arricchire per prendersi cura della persona nella sua globalità fisicadomande. e psichica, inPer branca, la normale mamma, particolarindamodo quandouna la curanuova della malattia non è più ritenuta una possibile e nonpoginecostituisce ecografica ter vedere il bampiù l’obiettivo primario. ovvero quella della bidimensionale bino cheaporta L’ OMS definisce le cure palliative come cure che corrispondono una in medicina con condotta ricostruzioni e un trattamento che dovrebbe fetale migliorare la qualitàgrembo, della vita essere dei tridimensionali rassicurata sulla malati e dei eloro familiari in presenza di una grave malattia. Essa ottiene ciò più ricercando recentemenpropria salute e attivamente e precocemente, rilevando ripetutamente e trattando te anche quadridimensionali, ovvero fisici, su quella del proprio figlio, La ha stessa un effetadeguatamente i dolori ed i problemi psicosociali e spirituali. con OMS una modellazione solida in real-tito positivo generale che influisce sulla ricorda in un documento dello scorso anno che la necessità delle cure me. palliative L’ecografia ha quindi un percezione il buon andamento della nonostetrica è mai stata così grande, in relazioneedall’invecchiamento della inestimabile valore mamalattie ha gravidanza popolazione e all’diagnostico aumento delle croniche e stessa. degenerative. Le malattie purtroppo possono colpire a qualsiasi età e le cure palliative fanno parte sia della pediatria che della medicina degli adulti che della geriatria e rilevano nelle patologie più diverse: nei bambini Prof. Donato D’Antona e adulti con tumori, nelle Specialista inneurologiche Ginecologia e Ostetricia patologie Affi dea – Poliambulatorio gravi, nelle gravi malattie Morgagni Via Cavazzana 39, Padova organiche, negli anziani con - Tel. 049 8787479 e-mail: info.morgagni@affi dea.it pluripatologie, nei malati www.affi dea.it psicologici, nelle persone in
rianimazione, nei portatori di handicap. Con l’obiettivo di personalizzare e ottimizzare le cure secondo le esigenze di ciascuno, come un “pallium” su misura. L’accesso alle cure palliative in Italia è regolato dalla legge 38 del 2010 che all’art. 1 recita “la legge tutela il diritto dei cittadini ad accedere alle cure palliative” e questo obiettivo da poco tempo è rientrato anche nelle priorità delle Regioni. Ciò nonostante molto resta ancora da fare, innanzitutto per una cultura delle cure palliative (in Italia non fanno parte del percorso formativo del medico), poi per tepereuna le organizzazione persone adite vicine rete multiprofessionale formata da medici, infermieri, operatori socio-sanitari, fisiatri e fisioterapisti, psicologi, associazioni di volontariato. LAVARSI SPESSO LE MANI. IN ASSENZA DI La Regione Veneto comunque è avanti nel progetto e da tempo è possibile ACQUA E SAPONE, È CONSIGLIABILE L’USO poter curare al proprio domicilio, che rappresenta il luogo ideale per il malato, DI GEL ALCOLICI. PARTICOLARE attraverso unaIN adeguata presa in DOPO carico.AVER La qual cosa è ancor più avvantaggiata per la disponibilità di famiglia che si fanno carico dei problemi dei STARNUTITO E TOSSITOdeiO Medici FREQUENTATO propri assistitiPUBBLICI attivando l’intero percorso e costituendone il punto di riferimento; LUOGHI E MEZZI ancor più da quando la Regione Veneto aveva costituito le Medicine di gruppo Integrate, progetto che inspiegabilmente, a discapito degli ammalati, la Regione vuole abbandonare, stante le recenti disposizioni emanate. Disposizioni che COPRIRE BOCCA E NASO ci auguriamo possano essere riviste, considerata la positiva esperienza di QUANDO SI STARNUTISCE assistenza ai malati e al gradimento della popolazione.
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RESTARE IN CASA, GIÀ DAI PRIMI ACCENNI DI INFLUENZA (PROBLEMI RESPIRATORI, FEBBRE, ECC.) *Fonte: Ministero della Salute
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Moravia, avanguardie ritrovate di Renato Malaman
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vanguardia, anzi avanguardie. Moravia, cuore della Mitteleuropa, terra di avanguardie culturali, artistiche, sociali e industriali. Dopo la caduta del Muro di Berlino questa regione storica della Repubblica Ceca sembra aver riannodato i fili della storia, lacerati e poi strappati negli anni dell’occupazione prima nazista e poi sovietica. Un nome su tutti, quello di Tomáš Bat’a (sì, si scrive così, con l’apostrofo). Bat’a, per semplicità Bata, figlio di un calzolaio, a cavallo del XIX e XX secolo, si impose all’attenzione europea e poi mondiale per aver trasformato un’attività
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artigianale (avviata nel 1894 a Zlin) in un sistema industriale modello. Il tutto semplicemente per vedere coronato il proprio sogno di produrre scarpe belle per tutti, ovvero per tutte le tasche. Portando democraticamente la qualità alla portata di ogni famiglia. Simbolo dell’epopea produttiva di Tomaz Bat’a – e della sua forza innovativa - è il suo vasto stabilimento, città-fabbrica divenuta un’ icona dell’architettura industriale dell’epoca e oggi trasformata in un centro culturale con annesso museo della calzatura, spazi espositivi, bar, ristoranti. continua alla pag. seguente
AUTUNNO / INVERNO 2018-2019
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Moravia, avanguardie ritrovate
La regione ceca conserva simboli del pensiero architettonico funzionalista che negli anni ’30 rivoluzionò il modo di costruire e di concepire gli spazi abitativi e di lavoro a livello europeo. Massimi esempi di questo stile innovativo sono Villa Tugendhat a Brno e l’ex stabilimento Bata di Zlin di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente
Dall’edificio 21, alto 77 metri, allora il grattacielo più alto d’Europa e sede dei futuristici uffici amministrativi, si ammira il cuore di questo impero industriale firmato da Vladimìr Karfik realizzato in rigoroso stile funzionalista, seguendo i canoni di un’urbanistica a misura di persona, con le case degli operai, l’albergo, il cinema, i servizi costruiti intorno alla fabbrica delle più famose (già allora) calzature del mondo. Un sogno interrotto dalla prematura scomparsa di Bat’a in un incidente aereo nel 1932 e dalla requisizione nazista del complesso, poi utilizzato per produrre calzature per gli internati dei lager tedeschi. Bat’a, industriale visionario, nel concepire il suo complesso trasse ispirazione da alcune visite in stabilimenti di scarpe americani agli inizi del secolo scorso. Il figlio illuminato del calzolaio di Zlin – a cui è dedicata anche l’Università locale concepì anche quell’opera ardita che è il Bat’a Canal, creato per sfruttare l’ecologica via d’acqua per il trasporto delle merci. Oggi la navigazione fluviale nel canale è anche un’attrazione turistica. La Zlin di Bat’a (che in epoca comunista venne ribattezzata Gottwaldov) fu anche sede degli studi dove Karel Zeman, maestro degli effetti speciali nel cinema, Palma d’oro a Cannes nel 1946 con il film “Il sogno di Natale”, tradusse in arte cinematografica la sua sconfinata fantasia. E prima che a Zlin quel visionario di Zeman lavorò a Brno. La summa del funzionalismo, sempre in Moravia, la troviamo proprio a Brno, a Villa Tugendhat, da pochi anni inserita nel Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco per il suo essere sentesi perfetta tra razionalità e gusto estetico. La progettò l’architetto Mies Van der Rohe su commis-
sione dell’industriale del tessile Alfred Löw Beer che volle farne dono alla figlia Greta in occasione delle nozze con Friz Tugendhat. Erano gli ultimi anni in cui Brno era la Manchester della Mitteleuropa. La villa sorge su una collina da cui si ammirano la fortezza dello Spielberg (chi non ricorda “Le mie prigioni” di Silvio Pellico) e le guglie della cattedrale. L’edificio stupisce per la pulizia delle sue linee architettoniche, per l’eleganza semplice delle sue strutture di acciaio, per le sue grandi vetrate che danno aria e luce a interni che anticipano
IN COPERTINA QUATTRO IMMAGINI DI VILLA TUGENDHAT A BRNO, UNO DEI MASSIMI SIMBOLI DEL FUNZIONALISMO (DALLA VETRATA DELLA FOTO GRANDE SI NOTA LA FORTEZZA DELLO SPIELBERG). NELLE FOTO SOTTO IL TITOLO L’EX STABILIMENTO BATA (ORA CENTRO CULTURALE E MUSEO) DI ZLIN, TOMAS BAT’A, IL MUSEO DELLA CALZATURA E UN DETTAGLIO DELL’UFFICIO DEL FONDATORE. A CENTRO PAGINA: DUE IMMAGINI DEL CENTRO TERMALE DI LUHACOVICE E TRE VEDUTE DI KROMERIZ
Anche il barocco ha lasciato tracce di grande valore artistico, soprattutto in piccoli centri come Kromerìz e Olomuc. Nell’elegante centro termale di Luhacovice rivive il fascino discreto delle Belle Epoque
gusti e stili dei decenni successivi, arricchiti da mobili su misura anch’essi di tendenza moderna. I Tugendhat si godettero la villa per pochi anni perché poi, in quanto ebrei, dovettero riparare in Svizzera e poi in Venezuela per sfuggire ai nazisti. Il luogo colpisce per la sua armonia e per la pace che riesce a trasmettere. Stupisce ancora oggi che il pensiero che originò il progetto risalga al 1928-30. La Moravia è scrigno anche di gioielli architettonici barocchi. La vicinanza con Vienna (a Brno il tedesco ai tempi dell’Impero era parlato quanto il ceco) produsse una contaminazione culturale forte. Il barocco, simbolo in arte della Controriforma, brilla in chiese e palazzi di Brno. Ma anche nelle altre città della regione, con espressioni di particolare bellezza a Olomuc e soprattutto a Kromĕřìz. Il Palazzo Vescovile, una delle più alte espressioni dello stile caro agli Asburgo, venne costruito alla fine della Guerra dei Trent’anni insieme ai suoi celebrati giardini. L’intero complesso gode della tutela Unesco dal 1998 e ha costituito
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il set dove è stato girato il film “Amadeus”. Anche la bella cittadina termale di Luhačovice risplende di gusto barocco condito di atmosfere della Belle Epoque. Le sue 17 sorgenti curative, che si trovano nella riserva della biosfera dei Carpazi Bianchi, tutelata dall’Unesco, sono una meta molto cara ai moravi, resa molto attraente dall’opera di architetti di fama. La zona è famosa anche per le sue distillerie di Slivovica, il tipico liquore a base di prugna. La Jirinek organizza delle visite guidate che permettono di conoscere anche la storia di questo originalissimo prodotto, vanto della tradizione morava.
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Food & Drink DOPPIETTA ASIAGO DOP AI WORLD CHEESE AWARDS La specialità veneto-trentina al top dei formaggi mondiali Doppio riconoscimento ai World Cheese Awards, la più grande competizione al mondo dedicata ai formaggi, svoltasi quest’anno in Norvegia, per Asiago Dop Fresco, che conquista il prestigioso titolo “Super Gold” e Asiago Dop Stagionato Vecchio che si fregia del titolo Il riconoscimento internazionale conferma l’efficacia dell’azione dei caseifici e del Consorzio che credono in una produzione di alta qualità unita ad una valorizzazione basata sugli elementi unici e identitari del prodotto e ha portato, ai World Cheese Awards 2018, ad un doppio riconoscimento, sia per l’Asiago Fresco di 30 giorni che per l’Asiago
PANETTONE AL TORCOLATO: UN NUOVO PASTICCERE! La Cantina Maculan si prepara alle prossime feste natalizie con un nuovo Panettone al Torcolato. A realizzarlo per la prima volta sarà la Pasticceria Filippi di Zané, a pochi passi dalla sede dell’azienda, a Breganze (Vicenza). Prodotto sin dal Natale del 2000, il Panettone Maculan coniuga la fragranza della lievitazione naturale con i profumi del vino Torcolato, che si tuffa nella ricetta del Panettone classico attraverso la bagna con cui viene reidratata l’uvetta sultanina. Sono 46 le ore di lavorazione, a partire dalle 35 ore di lievitazione, a cui segue un’ora di cottura in forno e 10 di raffreddamento non condizionato. La lievitazione è rigorosamente naturale, con una pasta madre di più di quarant’anni, vanto della famiglia Filippi. La selezione degli ingredienti è attentissima: uvetta sultanina australiana 6 corone, latte di montagna consegnato in giornata, uova di galline allevate a terra, miele biologico dei Colli Euganei, Vaniglia del Madagascar. E naturalmente il Torcolato, vino passito prodotto con uva autoctona di varietà Vespaiola unicamente sulle colline di Breganze. Per ogni chilo di Panettone vengono usati 50 ml di vino Torcolato con cui viene reidratata l’uvetta attraverso una bagna che dura almeno quattro giorni. Gli aromi del Torcolato restano così imprigionati nell’uvetta e rimangono intatti anche dopo il passaggio nelle alte temperature del forno. Per la preparazione del Panettone è stata scelta l’annata 2013, frutto di un’estate calda che ha regalato un Torcolato ricco e profumato, perfetto sia nell’impasto che come accompagnamento goloso.
Stagionato Vecchio di 13 mesi. I World Cheese Awards sono la più prestigiosa competizione annuale che ha visto, nell’edizione 2018, sfidarsi 3500 formaggi giudicati da una giuria internazionale composta da 230 esperti provenienti da 29 nazioni diverse. “I World Cheese Awards – afferma Fiorenzo Rigoni, presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, - sono un’ottima vetrina per mostrare il livello raggiunto dalla nostra produzione casearia e, allo stesso tempo, un evento capace di puntare i riflettori su un territorio richiamando visitatori appassionati di formaggio nel nostro Paese.
Quest’anno, la presenza crescente dei nostri soci e l’ottimo risultato ottenuto lancia un positivo messaggio di fiducia verso il futuro della specialità”. In attesa di ospitare, per la prima volta nella sua storia, l’edizione 2019 dei World Cheese Awards in Italia, il paese europeo col maggior numero di Dop casearie, ben cinquanta, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago prosegue la sua attività di divulgazione del valore della produzione d’origine di qualità e della sua ricca varietà di specialità che vanno dall’Asiago Fresco, all’Asiago Stagionato nelle tre stagionature: Mezzano, Vecchio e
Stravecchio e vedono valorizzare le sfumature di produzioni di Asiago biologico, Prodotto della Montagna, Asiago prodotto da latte di
SOLIDALI SI NASCE.
vacche di razza bruna o burlina capaci di incontrare sempre più l’apprezzamento dei consumatori italiani ed esteri.
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Consorzio Vini Alto Adige si prepara al prossimo appuntamento dedicato alle eccellenze enologiche locali, che sarà questa volta poco distante da casa. Il 30 novembre: dalle 14 alle 21, il Kurhaus di Merano ospiterà Top of Vini Alto Adige, la vetrina delle etichette altoatesine che si sono aggiudicate i riconoscimenti più prestigiosi nelle edizioni 2019 delle principali guide del vino nazionali. Saranno più di un centinaio i vini protagonisti. Un’occasione imperdibile per degustare il meglio della produzione enologica altoatesina, così come l’hanno vista e recensita i più importanti nomi della critica del vino nazionale. “Con Top of Vini Alto Adige offriremo a wine lover e operatori del settore una chiave di lettura differente” commenta Eduard Bernhart, direttore del Consorzio. “Si tratta di un appuntamento ormai consolidato della nostra agenda annuale, in cui è possibile scoprire in un’unica cornice le etichette premiate dalla critica. Il fatto che questo evento abbia luogo sul territorio non è casuale: ci piace pensare che Top of Vini Alto Adige possa rappresentare un punto di partenza per chi desiderasse approfondire e ampliare, con visite dirette alle aziende di interesse, la propria personale panoramica delle cantine e dei vini locali” ha concluso.
Appuntamenti
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Villa del Conte, incontri su Dante Dal 25 novembre fino a marzo 2019
O Trebaseleghe teatro, la Divina Commedia di Colangeli Auditorium comunale - 22 dicembre
“E
quindi uscimmo a riveder le Stelle...”. Giorgio Colangeli recita Dante. Per l’esattezza i primi sei canti del Purgatorio. Un evento eccezionale dal titolo evocativo, tra luce e stelle, proprio in periodo natalizio. La serata si colloca all’interno del calendario dedicato alle Festività Natalizie del Comune di Trebaseleghe. L’appuntamento è il 22 dicembre. Colangeli reciterà a memoria alcuni Canti della Divina Commedia di Dante accompagnato dal suono melodioso di chitarra. Uno spettacolo più che adatto allo spirito del Natale organizzato dall’associazione culturale “Bottega dell’Arte”.
Piove di Sacco, in mostra le opere di Davide Paglia Piove di Sacco - dal 24 novembre al 9 dicembre
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avide Paglia, artista milanese, utilizza una tecnica insolita di pittura: usa la carta fotografica come base per esprimere le sue emozioni. L’effetto è travolgente, trovando nella gestualità istintiva la miglior forma di interpretazione personale. “Energie Esplosive” è il titolo della mostra che sarà esposta a Piove di Sacco dal 24 novembre al 9 dicembre prossimo presso il Centro d’Arte e Cultura.
Treviso: Da Tiziano a Van Dyck: il volto del 500
gni lunedì dunque, a Villa del Conte si parlerà in terzine con gli incontri che, iniziati il 5 novembre, proseguiranno fino a lunedì 25 marzo 2019, nella biblioteca comunale dalle ore 20.30. Verranno affrontate numerose tematiche a partire dalla lettura delle 3 cantiche: Dante Politico, confronto con Virgilio e la letteratura del ‘900, il rapporto con Firenze, Chiesa e Impero, la figura di Beatrice, Ulisse confrontato con Primo Levi sono solo alcune degli spunti che emergeranno.
Camposampiero, la rassegna sulla Grande Guerra
50 opere, 50 storie, 50 emozioni per rivivere il fascino del ‘500.
Dal 25 novembre fino a marzo 2019
“D
M
a Tiziano a Van Dyck. Il volto del ‘500” è la mostra in corso a Casa dei Carraresi fino al 3 febbraio 2019. Ospitata da Fondazione Cassamarca, l’esposizione è organizzata da ARTIKA ed è curata da Ettore Merkel. “Da Tiziano a Van Dyck. Il volto del ‘500” attinge integralmente a una delle maggiori collezioni private del Veneto, quella creata già a partire dal secondo dopoguerra da Giuseppe Alessandra. I dipinti qui selezionati propongono un affascinante percorso che dal Rinascimento giunge al Manierismo fino a lambire i confini del Barocco. La suddivisione delle opere mira a mettere in risalto l’evoluzione della pittura veneta a partire dalla tradizione belliniana e dalla rivoluzione giorgionesca, per illustrare la maniera delle grandi botte
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Limena, “Parliamo di donne” Teatro Falcone e Borsellino 23 novembre
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Limena, Venerdì a teatro Teatro Falcone e Borsellino 30 novembre
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enerdì 23 novembre nella Sala Teatro Falcone e Borsellino alle 21 il Teatro Insieme presenta lo spettacolo “Parliamo di donne” testi tratti da Franca Rame e Dario Fo e la regia di Tonia Avellano e Andrea Nao. Cinque divertenti atti unici che mettono in scena il ruolo della donna in tutte le sue condizioni.Per info www.ilcast.it.
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artedì 20 novembre, alle 20.45, nella chiesa della Madonna della Salute, in piazza Castello si terrà il Concerto Festa della Madonna della Salute. L’Ensemble amici di A. Vivaldi eseguirà musiche di G. Caccini, A. Vivaldi, F. Schubert, a cura dell’Agimus, sezione Camposampiero. Venerdì 23 novembre invece, alle 16, presso la Biblioteca, il Gruppo di lettura discuterà sul romanzo La casa dei Krull di George Simenon. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, fissata per domenica 25 novembre alle 17, in sala Filarmonica, piazza Vittoria si terrà la presentazione del libro “La Malastriscia, Sonetti Dark sui Femminicidi”, di Adriana Ferrarini. Voce recitante sarà Mariuccia Rostellato. La chiusura della rassegna è stata fissata per giovedì 29 novembre con i Giochi in Biblioteca, dalle 15 alle 18 e con la Serata CAI, in programma in sala Filarmonica, alle 20.45, dedicata al reportage di viaggio. Maurizio Oviglia alpinista e scrittore presenterà il film “Blu Trad”, scalate sulle ripide scogliere di calcare di Capo Pecora in Sardegna.
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l 30 novembre nella Sala Teatro Falcone e Borsellino alle 21 La Maschera Teatro rappresenta la brillante commedia “Saponette & Baobab” di Poutcho e la regia di Andrea de Manincor e il 7 dicembre “Il Prigioniero della Seconda Strada” di Neil Simon e la regia di Renzo Pagliaroto, della Compagnia Non solo Note.
Appuntamenti
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Treviso, Herstory is Ourstory
Treviso, Quartetto di Venezia in concerto
Spazi Bomben della Fondazione Benetton - 25 novembre
Domenica 9 dicembre
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n occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, domenica 25 novembre alle ore 18, negli spazi Bomben, sarà inaugurata Herstory is Ourstory, la mostra che raccoglie i 140 lavori realizzati dagli studenti delle Accademie di Belle Arti italiane coinvolti in un progetto di sensibilizzazione contro cybercrime e violenza di genere. Herstory is Ourstory – La violenza di genere e il femminicidio ma anche il confronto fra sfera pubblico-privato, le libertà di espressione delle donne, la pornografia e il gender gap, sono stati i soggetti interpretati con maggiore intensità e frequenza nei lavori dei ragazzi delle Accademie di Belle Arti che, da tutta Italia, hanno accolto l’invito di Imago Mundi: la realizzazione di un’opera 10 per 12 centimetri per indagare e soprattutto riflettere sui reati e gli abusi commessi online. Le piccole tele di sorprendente forza evocativa ed emotiva e qualità critica, iconografica e compositiva – disegni, pitture, collage, bassorilievi, fotografie, persino un’opera sonora, tutti nella consueta dimensione delle opere delle collezioni Imago Mundi – saranno esposte negli spazi Bomben della Fondazione Benetton sino a domenica 6 gennaio 2019.
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omenica 9 dicembre alle ore 18:00 presso la chiesa di San Teonisto, il concerto conclusivo del ciclo dedicato alla storia del quartetto. L’esecuzione prevede una delle pagine più celebri del catalogo di Franz Joseph Haydn, il famoso Quartetto in Do maggiore op.76 n.3, conosciuto come Imperatore. Ultimo grande omaggio al genere del quartetto di cui Haydn viene considerato giustamente il padre, fu composto nel 1796 a Vienna e deve il suo nome all’utilizzo nel Poco Adagio della melodia dell’inno austriaco Gott erhalte den Kaiser composto da Haydn stesso su testo di Lorenz Hascka ed eseguito per la prima volta il 12 febbraio 1797, in occasione del compleanno dell’Imperatore. La composizione di Haydn, forse la più elaborata e complessa del ciclo di questi ultimi sei quartetti op. 76 del periodo viennese del compositore, si colloca come un caposaldo del genere, quasi una quintessenza della forma realizzata proprio da colui che con le sue composizioni ha contribuito, lungo il corso della storia della musica, allo sviluppo proprio della forma del quartetto. Il Quartetto veneziano eseguirà la Serena Italiana di Hugo Wolf, scritta nel maggio del 1887, si ispira direttamente, per il suo carattere disteso e sereno, alla tradizione dei movimenti lenti e moderati della forma. Lo stesso Max Reger riconosceva la grandezza di questa pagina, tanto da profetizzarne un naturale riconoscimento di successo da parte del pubblico e degli esecutori.
Riese Pio X, Cortometraggi sulla Pedemontana Mercoledì 5 dicembre
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l cantiere della Superstrada Pedemontana Veneta attraversa le province di Vicenza e Treviso. Quasi 95 chilometri di asfalto stanno per coprire migliaia di ettari di campagna in 36 comuni, tra cui quello di Riese Pio X. Oltre a provocare effetti di carattere viabilistico e ambientale, la realizzazione dell’opera incide anche su tante storie private. I tre cortometraggi, presentati mercoledì 5 dicembre 2018, ore 21:00, che compongono la trilogia Asfalto, raccontano altrettante storie personali legate al passaggio della nuova infrastruttura sul territorio trevigiano, tralasciando gli aspetti economici e ambientali per concentrarsi, per una volta, su quelli definibili come i suoi “costi umani”, raramente presi in considerazione, a partire dal rapporto reciso tra le persone, protagoniste del documentario, e i luoghi che hanno fatto da scenario alle loro esistenze. Intervengono alla serata il regista, Dimitri Feltrin, il sindaco di Riese Pio X, Matteo Guidolin, e l’ideatore del progetto, Dario Antonini (collettivo Fotosocial).
Salzano, appuntamenti con la musica Da novembre a gennaio
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opo il successo del “Mirano Summer Festival 2018”, l’associazione Volare propone per il periodo invernale il “Salzano Winter Festival”. I sabato sera saranno all’insegna dei tributi a Ligabue (24 novembre), ai Modà (1 dicembre), ai Dire Straits (8 dicembre), a Michael Jackson (15 dicembre), agli AC/DC (22 dicembre), a Tiziano Ferro (29 dicembre) e ai Negramaro (5 gennaio). Nelle domeniche invece si alterneranno gruppi rock, musica anni ‘70/80/90, musiche italiane e colonne sonore di film. Tutte le informazioni sugli spettacoli del festival salzanese, che iniziano alle 22, sono disponibili nella pagina facebook dell’associazione: https://www.facebook.com/ associazionevolare/
Spinea e Mestre, Festival letterario del thriller Dal 6 al 25 novembre
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novembre 3° edizione di Mesthriller. Dal 6 al 25 novembre le città di Mestre e Spinea s’illumineranno di giallo e diventeranno il palcoscenico su cui saliranno i più amati protagonisti del genere, confermando Mesthriller Festival letterario di riferimento a livello nazionale. 40 eventi animeranno gli appassionati del genere, oltre ai incontri con gli scrittori, il programma propone spettacoli teatrali, cinema, performance e attività per bambini. Tutti gli eventi hanno ingresso libero fino a esaurimento dei posti, per informazioni contattare la biblioteca allo 041-5071369.
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Crucilibro
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Leggere significa mettersi in ascolto del sé Le anime tormentate dei romanzi ci conducono lungo labirinti oscuri che noi stessi percorriamo nella vita vera ma senza rendercene conto Francesca Diotallevi
Karin Slaughter
Carola Susani
Ben Pastor
Vivian Maier, tata fotografa
Laura, la madre
Irene
Martin von Bora, investigatore
Alter Ego
Un arcipelago di persone
Andy, la figlia di 31 anni
Orlando
Ben/Verbena
Location
New York e Chicago
Belle Isle, Georgia
Sicilia
Berlino 1944
La sua famiglia e i bimbi che ha allevato
Jonah Lee, un ragazzo che vuol fare una strage
Gli abitanti del paese
I congiurati contro Hitler
Intrigo
E’ una delle più grandi fotografe del Novecento ma è stata scoperta solo una decina di anni fa. Nella vita ha svolto il lavoro di tata in America e, durante le passeggiate con i bambini che accudiva, fotografava la gente, il mondo
Laura e Andy sono in un centro commerciale quando incontrano Betsy, un’amica di Laura, e Shelly, sua figlia. Le due vecchie amiche si mettono a chiacchierare ma proprio in quel momento arriva Jonah che apre il fuoco contro di loro
E’ il giugno 1957 quando, in una tenuta della zona orientale dell’isola dove la famiglia di Irene trascorre tre mesi, viene ritrovato un ragazzo senza niente addosso che nulla riferisce del posto da cui arriva
Luglio 1944. Martin Bora, il colto, aristocratico e malinconico ufficiale della Wehrmacht, viene convocato a Berlino per indagare sull’assassinio di un sedicente mago; sullo sfondo l’operazione Valkiria, il fallito complotto contro Hitler
Finale
La sua è un’anima tormentata che, forse, cerca di capirsi nelle vite degli altri, gli estranei che incontra per strada, salvando quelle storie che “le persone non sanno di vivere” probabilmente anche Vivian sperava di salvarsi
Il ragazzo è stato lasciato da Shelly e vuol fare una strage di lei e della sua famiglia ma quel giorno lì con loro c’è molta altra gente. Laura, che ad un certo punto si offre come vittima al posto di sua figlia, riesce a uccidere Jonah mostrando la sua parte oscura
La famiglia di Irene lo accoglie in casa e lo chiamano Italo, perché, scoprono, potrebbe essere il figlio dell’avvocato Orlando di Marsala che una notte ha perso il senno. L’arrivo del ragazzo rompe gli equilibri di un mondo in via di cambiamento
Per Martin Bora l’indagine si trasforma progressivamente in un angoscioso dilemma morale, come soldato e come tedesco. Il complotto del 20 luglio del colonnello Claus von Stauffenberg e i suoi drammatici retroscena come non sono stati mai raccontati
Cosa dire del libro
La storia davvero eccezionale di questa donna viene ricostruita attraverso le foto mai sviluppate e scoperte dopo la sua morte
Un triller ad alta tensione, scritto da una maestra del genere, che narra il male da cui proviamo a difenderci ogni giorno
Il romanzo, ricco di toni e atmosfere da realismo magico, è particolarmente intenso e ricco di storia. E’ il primo di una trilogia imperdibile
Ben Pastor merita un posto d’onore tra i grandi narratori del nostro tempo e Martin Bora è un Ulisse senza patria che porta il lettore sempre al limite del possibile
Eroe/Eroina
Co-protagonisti
Leggere
Francesca Diotallevi, Dai tuoi occhi solamente Neri Pozza, pp. 208 € 16.00
Karin Slaughter Frammenti di lei Harpercollins Italia, pp. 488 € 19.00
Carola Susani La prima volta di Italo Orlando Minimun Fax, pp. 144 € 15.00
Ben Pastor La notte delle stelle cadenti Sellerio, pp. 547 € 15.00 A cura di Germana Urbani
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Tavola
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Tartine al radicchio Ingredienti: 2 fette di pane a cassetta - 1 spicchio d’aglio - 1 C di crema di radicchio. Preparazione: tagliare le fette di pane in 4 parti e formare dei rombi; farli tostare, passare con lo spicchio d’aglio e spalmarvi la crema di radicchio.
Carciofi ripieni Ingredienti: 4 carciofi - 50 g di fontina (o altro formaggio morbido) - 1 spicchio d’aglio - 1 C di pane grattugiato - 1 pizzico di curry - 1 pizzico di maggiorana - 1 manciata di prezzemolo - olio e sale q. b.
Pasticcio al radicchio Ingredienti: 400 g di radicchio di Treviso 400 g di cipolla - sale e olio q. b. - 100 g di parmigiano - 2 uova - 1 pallina di spinaci lessati della misura di una noce - 300 g di farina. Per la besciamella: 2 C di olio - 2 C circa di farina - ½ L di brodo vegetale. Preparazione: tritare una cipolla e due spicchi d’aglio, metterli in una padella antiaderente spennellata d’olio. Tagliare il radicchio, lavato e scolato, a listarelle abbastanza sottili, aggiungerlo alla cipolla e all’aglio e far saltare il tutto scoperto. Sbucciare e tagliare la cipolla a fettine molto sottili e, in un’altra padella oliata, farla rosolare bene. Preparare la sfoglia, impastando le uova con la farina e gli spinaci, lavorare bene, lasciare riposare coperta con una ciotola per almeno un quarto d’ora, quindi tirare i pezzi di pasta e formare delle tagliatelle della misura della teglia da forno che si userà. Passare ora alla preparazione della besciamella vegetale. In un pentolino mettere l’olio e mescolando unire la farina; quando questa avrà assorbito tutto l’olio, aggiungere il brodo vegetale fino ad ottenere una crema morbida. Procedere alla formazione del pasticcio. In una teglia da forno mettere uno strato di tagliatelle, uno strato di cipolla, spalmare con la besciamella, cospargere di parmigiano grattugiato, quindi stendere un altro strato di sfoglia, disporvi sopra il radicchio, la besciamella e il parmigiano. Procedere in questo modo fino ad esaurimento degli ingredienti o al completamento della teglia. Coprire il tutto con un ultimo strato di tagliatella e far cuocere in forno medio per circa 40 minuti.
Preparazione: togliere ai carciofi le foglie esterne, scavare la peluria interna e lavarli in acqua acidulata con il limone. Tagliare il formaggio a dadini molto piccoli, mescolarlo con il pane grattugiato e le erbe aromatiche. Con questo composto, riempire le “ciotoline” di carciofo. Porli in una teglia antiaderente, mettere un po’ d’acqua sul fondo, coprire e far cuocere una ventina di minuti. Dopo questo tempo scoprire e portare a termine la cottura. Deve rimanere un sughetto denso.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Note
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
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Oroscopo
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Ariete Lasciate perdere obiettivi ambiziosi in cui non vi riconoscete più: non sarà una sconfitta ma un’evoluzione
Toro Verificate ogni dettaglio e prendete una decisione ricordando che la famiglia è sempre il porto sicuro a cui tornare
Novembre Le giornate si fanno corte e la luce che manca potrebbe pesare sull’umore ma le stelle ci assistono e non ci mancherà la loro luce
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Bilancia Vi basteranno piccoli sacrifici per arrivare alla forma desiderata e al benessere di cui sentite l’esigenza: forza!
Scorpione Siete in sintonia con la natura e vorreste fare di più per chi vi circonda. E’ il momento giusto di provare
Gemelli
Sagittario
E’ tempo di buttare tutto ciò che non serve e far ordine in casa senza dimenticare di sognare ad occhi aperti
Uscite dai vostri percorsi abituali, potreste davvero sorprendervi ma fate attenzione: tenete al riparo i sentimenti
Cancro
Capricorno
E’ in arrivo per voi nuova luce che porterà con sé gioie inaspettate. Vantaggi nelle amicizie e nella vita di coppia
Non mescolate l’amicizia con le questioni economiche. Per il resto regalatevi cose colorate, ne avete un gran bisogno
Leone
Acquario
Prima di voltare pagina dovrete fare i conti con il vostro passato. Il distacco può far male ma è curativo
Dovrete mantenere l’equilibrio tra gli impegni lavorativi e famigliari e le vostre aspirazioni: usate creatività
Vergine
Pesci
Ricordate che ogni difficoltà è meglio affrontarla con un sorriso. Su messaggi poco chiari affidatevi al buon senso
Avrete bisogno di spazio per riflettere, fidatevi di un’amicizia importante e della vostra voglia di imparare
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