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Padova nord nov2016 n152

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Salute p.28

NOVEMBRE 2016

Periodico d’informazione locale - Anno XXIII n. 152 • Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 nº 46) Art. 1, Comma 1, NE/PD

Cultura p.17 Sport p.18 Politica p.25

Turismo p.30

di Padova Nord

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CADONEGHE

Unione Medio Brenta, due dimissioni SANITA’ A PADOVA NORD

Riforma delle Uls, Zordan plaude alla Regione

Lavoro e famiglie in crisi aumenta il disagio sociale Il Comune di Curtarolo chiede un’assistente sociale a tempo pieno, intanto aumenta la quota sociale pro capite per i Comuni

servizio a pag 8

CURTAROLO, IL CASO

Tutti pazzi per il calcio, ben sei società in campo LIMENA, POLEMICA

Scambio di accuse nella minoranza VIGODARZERE

L’11 dicembre è già Natale con i mercatini attualità

Scuole venete: solo uno su tre antisismiche economia

400 milioni per la Tav, Pedemontana al palo Cultura

Francis Bacon alla Casa dei Carraresi

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Referendum, “santificare” la Storia o riformare lo Stato?

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on si tratta per niente di mandare a casa Renzi oppure no. Si tratta di cambiare una parte della Carta Costituzionale, pensata così com’è oggi dalle madri e dai padri “nobili” della nostra Repubblica, forse i parlamentari più saggi e onesti che abbiamo avuto dal ‘46 in poi. Certo, il 4 dicembre, con il Referendum Costituzionale il Premier si gioca tutto o quasi. Ma credo che la posta sia alta anche per noi cittadini e per il nostro futuro. segue a pag 3

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Facciamo il punto

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Referendum, “santificare” la Storia o riformare lo Stato? Germana Urbani >givemotions.it<

Oggi come ieri il territorio va difeso C

inquant’anni fa la disastrosa alluvione del 6 novembrex mise in ginocchio buona parte del territorio a nord di Padova con vasti allagamenti e danni ingenti. Ancora oggi il ricordo di quei giorni drammatici è vivo ed è tenuto giustamente vivo come monito per il futuro attraverso serate, incontri, mostre fotografiche. Anche perché la lezione è sempre attuale, ieri come oggi. Da allora questo territorio ha dovuto affrontare numerose emergenze idrauliche più o meno gravi ed estese e fare i conti con la progressiva e massiccia urbanizzazione del territorio. Il tessuto urbano a nord di Padova si è completamente trasformato nell’ultimo mezzo secolo e la campagna ha lasciato posto a quartieri, zone produttive, infrastrutture viarie. Tutte opere che rendono impermeabile il terreno e sbarrano il deflusso dell’acqua. C’è bisogno perciò di “strade per l’acqua” ancora più efficienti, di canali e opere idrauliche in grado di gestire le piene improvvise ed evitare allagamenti. Ma c’è bisogno anche di un maggiore senso civico e di responsabilità non solo da parte degli amministratori ma anche dei privati: nel momento in cui si progettano nuove opere gli interventi per la sicurezza idraulica dovrebbero essere tenuti in maggiore considerazione proprio per evitare di ritrovarsi anni dopo a pagare un conto molto salato per errori o leggerezze che si potevano evitare. La rete di scolo è fragile, basti pensare alla situazione del Muson dei Sassi, he ha bisogno di continue manutenzioni e interventi, quindi di risorse che però tendono a scarseggiare. Gli esperti però ricordano che quanto speso adesso in prevenzione consente un notevole risparmio sui danni, il cui conto è sempre assai più elevato.

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A cinquant’anni dall’alluvione c’è ancora tanto da fare

Occorre, dunque, valutare bene i due atteggiamenti che si scontrano e si confrontano in questo periodo di campagna referendaria. Molta parte di chi voterà sì lo farà per il desiderio di riformare finalmente lo Stato o almeno col desiderio di provarci; allo stesso modo chi voterà no lo farà anche per conservare la Costituzione così com’è, quasi fosse sacra, perché frutto del lungo e ponderato lavoro delle madri e padri costituenti. Uno dei punti centrali della riforma che andremo a votare, riguarda la modifica dell’articolo 55 della Costituzione, ovvero la norma che definisce la composizione e il ruolo del Parlamento diviso tra Camera e Senato. Il “nuovo” articolo 55 previsto dalla Riforma si amplia, rispetto a com’è ora, affermando che le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza. Ribadisce che ciascun membro della Camera dei deputati rappresenta la Nazione, è titolare del rapporto di fiducia con il Governo, esercita la funzione di indirizzo politico, legislativa e di controllo dell’operato del Governo. Da ultimo dice che Il Senato della repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri Enti costitutivi della Repubblica e spiega le nuove funzioni. Chi vota sì vede favorevolmente il fatto che si dia rappresentanza agli enti territoriali in Parlamento dando loro un potere diretto più forte di quello di cui godono oggi le Conferenze Stato-Regioni. Inoltre si esprime la parità di genere come principio costituzionale. Chi sostiene le ragioni del no pensa che, se un Senato rimane, deve essere eletto dai cittadini e il testo della riforma non specifica come saranno nominati i futuri senatori. Inoltre si tira in ballo il tempo e ci si chiede ma come possa fare un sindaco o un consigliere regionale a Sedere in Senato e a seguire ben l’Ente in cui è stato eletto. Credo che a noi cittadini sia richiesta serietà e che il nocciolo della questione si possa ridurre a: restiamo come siamo, ci va bene, o proviamo a cambiare qualcosa?

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Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

Redazione: Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >o.jovane@lapiazzaweb.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) uesto periodico è associato alla Q Unione Stampa Periodica Italiana

Chiuso in redazione il 7 Novembre 2016


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Cadoneghe .

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L’opposizione: ”Lo stadio è in condizioni pietose”

Il caso Spazio alle quote rosa

Dimissioni nell’Unione Medio Brenta Bazzan e Gastaldon superano l’impasse e lasciano: “I cittadini non hanno bisogno di una struttura ingessata”

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ontinua il confronto sulle Unioni di più enti, in particolare dei Comuni. Una formula che, alla luce delle recenti discussioni nonché vicissitudini di alcune di essere, richiede forse un ripensamento o una ricalibratura di obiettivi e finalità. Di recente l’Unione Medio Brenta ha dovuto occuparsi delle dimissioni di due assessori e di alcuni consiglieri di Cadoneghe, che hanno scelto di rinunciare al proprio incarico per dare una sorta di scossa alla situazione praticamente di stallo in cui l’Unione si trova bloccata da cinque mesi, con particolare riferimento alla nomina delle quote rosa all’interno della giunta. A inviare, di recente, le

proprie dimissioni i consiglieri Mirco Gastaldon e Eddy Bazzan. Dimissioni rassegnate per lasciar posto alle colleghe. “I cittadini cercano nella macchina amministrativa efficienza e riposte, non una struttura ingessata”, hanno scritto i due consiglieri . Il riferimento è alle recentivicissitudini: dal bilancio al confronto con i dipendenti, alla partita sui servizi da trasferire. Sul fronte istituzionali le razioni sono prudenti e orientate a non aprire ulteriori fratture. “Sono dimissioni di sicuro “nobili”. – ha sottolineato il sindaco di Cadoneghe, Michele Schiavo - È altrettanto chiaro che l’Unione si fonda sull’attività delle amministrazioni comunali e Gastaldon

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Da sopra Mirco Gastaldon e Eddy Bazzan

e Bazzan rimangono saldamente e con ottima competenza nei loro ruoli”. Critico Moreno Boschello, consigliere di minoranza di Vigodarzere. “Il nostro Comune è andato al voto a giugno ma manca ancora la nomina dei suoi assessori in seno all’Unione. Anche da questo si nota che l’ente è in difficoltà, da mesi privo di guida e dell’indirizzo politico delle funzioni che i tre Comuni vi hanno trasferito. E per un ente nato per trovare efficienza e operatività non è il massimo. Credo sia il momento di aprire un serio confronto per valutarne efficacia, efficienza e prospettive future”. Nicoletta Masetto

uova levata di scudi da parte della minoranza di Cadoneghe che chiede spiegazioni sulle condizioni dello stadio Martin Luther King. La struttura, situata in viale della Costituzione, dietro le scuole medie e a pochissimi passi dal Comune, è stato affidato in gestione alla polisportiva Sphera. Oggetto delle attenzioni del gruppo di opposizione è soprattutto il manto erboso, oggi profondamente in difficoltà e incapace di ospitare un qualsivoglia evento sportivo che richieda uno standard minimo di qualità. Colpevole di questa situazione, secondo la minoranza, sarebbe l’eccesivo stress che il terreno subisce da quando la squadra di football americano Padova Saints ha iniziato il campionato utilizzando proprio lo stadio di Cadoneghe come nuova casa dopo aver lasciato il Plebiscito. “Lungi da noi l’idea di favorire uno sport rispetto ad un altro – commentano con una nota congiunta due gruppi di opposizione – siamo contentissimi infatti che una grande società sportiva abbia scelto Cadoneghe per svolgere le partite in casa ma ci chiediamo anche come possano le altre società sportive del territorio utilizzare lo stadio se il manto è in queste condizioni. Esistono realtà storiche nel nostro panorama che utilizzano frequentemente lo stadio e, a fronte degli investimenti di privati, appassionati e sponsor, e del peso sociale che lo sport ha e sempre ha avuto a Cadoneghe, l’offerta non può essere questa”.

Servizio Civile Nazionale Cadoneghe firma la Carta

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ervizio Civile, e ancora solidarietà e attenzione ai giovani, biglietto da visita del Comune. Cadoneghe ha, infatti, deciso di attivare la procedura di accreditamento all’albo degli enti di Servizio Civile. A deciderlo la giunta che, con una delibera, ha stabilito anche la sottoscrizione integrale della Carta Etica emanata dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. In sostanza la Carta impegna gli enti che partecipano ai progetti del Servizio Civile Nazionale a promuovere progetti di utilità sociale finalizzati a rendere coesa la società civile e vitali le relazioni all’interno delle comunità, nonché ad allargare alle categorie più deboli e svantaggiate la partecipazione alla vita sociale attraverso azioni di solidarietà, di inclusione e di partecipazione. “Da sempre il Comune di Cadoneghe sostiene e promuove la pratica della solidarietà, con particolare riguardo alle fasce più deboli della popolazione – afferma il sindaco Michele Schiavo –. Altro tema importante è il supporto alle giovani generazioni attraverso occasioni di crescita civile e sociale: ci sembra che entrambe queste tematiche siano tipicamente al centro delle iniziative sviluppabili attraverso il Servizio Civile Nazionale. In questo quadro la Giunta ha stabilito alcune aree di progettazione prioritarie, che sono l’Assistenza, l’Educazione e la promozione culturale, l’Ambiente, il Patrimonio artistico e culturale e la Protezione Civile”. (n.m.)


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Cadoneghe .

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A Cadoneghe colpo di scena in Consiglio: il sindaco Schiavo finisce in minoranza “Il commento”

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indaco di Cadoneghe finisce in minoranza nell’ultima seduta di consiglio comunale di fine ottobre. Il primo cittadino è stato messo in minoranza dalla sua stessa compagine, che ha votato il rinvio della nomina dei consiglieri dimissionari all’interno dell’Unione Medio Brenta. Michele Schiavo ha votato contro, trovandosi da solo con il presidente del consiglio Daniele Toniolo e la capogruppo Lucia Vettore: tutto il resto della maggioranza e le minoranze hanno votato per il rinvio. Un vero e proprio colpo di scena: nessuno ricorda, almeno negli ultimi quindici anni, che un primo cittadino sia finito in minoranza. In

pratica quanto accaduto in seguito alle dimissioni di parte della giunta e del consiglio dell’Unione è arrivato fino al consiglio comunale di Cadoneghe. Enrico Scacco aveva proposto il rinvio della nomina dei tre consiglieri che si erano dimessi dall’Unione (Facco, Garato e Lacava), per avere più tempo di parlare anche del destino del Medio Brenta, come chiesto da più parti, anche dal Movimento 5 Stelle, per valutare costi e benefici di questo ente. Al momento di votare, tutti sono stato concordi con Scacco (astenuta Giulia Baccan). Gli unici ad alzare la mano per il “no”: Toniolo, Vettore e il sindaco Schiavo. (n.m.)

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a razionalizzazione, in particolare quella della spesa, non può che portare benefici. Non ci sono preoccupazioni riguardo al piano di riforma delle Ulss se non quella legata ai risvolti sul sociale. Penso alle tante situazioni che, da primo cittadino, ho potuto toccare, subito e con mano, nei primi cento giorni di governo”. Sono parole di Adolfo Zordan, sindaco di Vigodarzere, Comune “cuscinetto” fra l’Ulss 16 di Padova e l’Ulss 15 di Cittadella. Il primo cittadino si attende solo novità positive, in linea con lo spirito della riforma voluto dal Governatore veneto Luca Zaia, Nessuna riserva e nessuna preoccupazione, dunque, nei confronti del Piano. “Gli obiettivi – spiega Zordan – vanno nel senso di un’unificazione e centralizzazio-

sentire gli esperti e gli storici di politica locale, quello accaduto nel penultimo consiglio comunale non si vedeva da decenni. L’amministrazione guidata da Michele Schiavo si potrà vantare di aver raggiunto un traguardo che pochi Sindaci di Cadoneghe prima di lui avevano tagliato. Dopo le dimissioni dei tre consiglieri (Lacava, Facco e Garato) il Consiglio Comunale era chiamato, nella sua espressione di maggioranza, a definire le surroghe dei dimissionari che avrebbero dovuto sedersi nell’assemblea consiliare dell’Unione del Medio Brenta. Una discussione, quella avvenuta all’interno del gruppo del Partito Democratico e de La Lista Civica, evidentemente non condotta nel migliore dei modi vista la richiesta di alcuni consiglieri di posticipare la votazione, per guadagnare così tempo utile per valutare al meglio la situazione e porre l’attenzione su un tema delicato come il futuro dell’Unione. Nessun po-

Sanità, Zordan plaude alla riforma delle Uls “Ciò che mi preoccupa è il sociale” ne in capo a un solo soggetto delle funzioni di programmazione, attuazione sanitaria e socio-sanitaria, nonché coordinamento e governance del sistema sanitario regionale, riconducendo a esso le attività di gestione tecnico-amministrativa su scala regionale. Da questo punto di vista il Comune di Vigodarzere può aspettarsi solo buoni risultati sotto il profilo della razionalizzazione della spesa e della destinazione delle quote nei confronti di bisogni

emergenti”. È, infatti, più l’aspetto sociale che quello sanitario al centro delle preoccupazioni di Zordan, “In questo periodo – aggiunge – ho avuto modo di confrontarmi con situazioni difficili soprattutto in termini di disagio sociale e famigliare connesse a casi di nuove povertà, legati a contesti di cattiva integrazione. I primi a pagare questo disagio sono i minori tanto che in alcuni casi ho dovuto intervenire per assicurare il corretto adempimento

dell’obbligo scolastico. L’attenzione dell’Ulss 15 di Cittadella sotto questo profilo, finora è stata eccellente, in termini collaborazione con le strutture comunali e con la scuola. L’Ulss è stata anche partner in progetti di prevenzione che hanno dato positivi risultati. C’è ovviamente anche il notevole lavoro compiuto dal nostro distretto socio sanitario a beneficio dell’utenza adulta, nell’ambito di un programma di assistenza fortemente condiviso. Sarebbe

sticipo e votazione confermata, questa la linea di Schiavo, del Presidente del Consiglio Comunale Daniele Toniolo e del capogruppo del PD Lucia Vettore: posizione ribadita anche in Consiglio comunale quando per una seconda volta era stato chiesto un rinvio. Le tre figure di spicco dell’Amministrazione però hanno dovuto fare i conti con il voto dei consiglieri: sono stati infatti solo loro tre a votare negativamente alla posticipazione del punto, mentre il resto del consiglio ha votato a favore (si conta anche un astenuto). Dopo questo episodio, dai banchi della minoranza sono giunte sibilline frasi che puntano il dito sulla tenuta del Sindaco:”Sembra ormai chiaro che la maggioranza oggi sia formata da gruppi distinti e che Schiavo tentenni. Di sicuro non verrà più in consiglio a prendere in giro i consiglieri con la sua bambola Maretta. Quello che ci chiediamo è: Michele Schiavo ha ancora una maggioranza che lo sostiene?”. davvero preoccupante se tutta questa ricchezza fosse dispersa”. Proprio per garantire spessore agli interventi sociali, il Comune di Vigodarzere, così come tanti altri Comuni della Conferenza dei Sindaci del territorio, ha accettato l’aumento della quota sociale corrisposta ogni anno, di un euro per abitante. Per Vigodarzere il maggior costo nel conferimento dei servizi sociali sarà, dal 2016, di oltre 13 mila euro. “Crediamo – conclude Zordan – nella qualità dei servizi. E vogliamo mantenerla. Sarebbe difficile spiegare ai miei cittadini che la ristrutturazione delle Ulss, pensata per ammortizzare i costi, debba portare, invece, maggiori oneri e servizi più approssimativi”. Nicoletta Masetto >nicoletta.masetto@gmail.com<

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Genitori soli o separati disagio sociale da vincere

Dopo lo sfratto il progetto di reinserimento

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A Cadoneghe è possibile richiedere l’accesso agli aiuti del bando a sostegno di famiglie monoparentali in difficoltà

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rriva, in questi giorni, un bando per il sostegno delle famiglie monoparentali e dei genitori separati o divorziati in situazione di difficoltà. Un modo per dare una mano venendo incontro con un piccolo sostegno, assegnato a seconda del reddito, alle tante famiglie che vivono situazioni sempre più frequenti di disagio, di difficoltà spesso economiche dalle quali poi ne conseguono altre anche a livello sociale. La Regione Veneto ha varato un programma di interventi economici a sostegno delle famiglie monoparentali e dei genitori separati o divorziati in situazione di difficoltà. L’obiettivo dell’intervento è quello di fronteggiare le situazioni di difficoltà economica, sia dei nuclei familiari

composti da un solo genitore, sia dei coniugi in caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, con uno o più figli minori. I contributi saranno assegnati in base a graduatorie Isee. Il contributo, di natura forfettaria, per un importo massimo di 400 euro per ciascun nucleo monoparentale, viene concesso in un’unica soluzione sulla base di un piano personalizzato, per i canoni di locazione sostenuti e/o da sostenere nell’arco temporale 1 gennaio-31 dicembre 2016. Il cittadino richiedente, può fare domanda al proprio Comune di residenza, chiedendo informazioni se ne ha necessità e presentando la documentazione richei-

Nell’aera urbana a nord di Padova aumentano i casi di genitori divorziati che non riescono a sostenere le spese quotidiane

sta, entro il termine perentorio delle ore 12 del 6 dicembre 2016, deve: compilare la Domanda di contributo tramite procedura informatica oppure in formato cartaceo; recarsi presso il Comune di residenza e consegnare i documenti richiesti dal bando oppure inviare i documenti richiesti dal bando al Comune di residenza. Nicoletta Masetto

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rriva la soluzione per uno sfratto che aveva creato qualche apprensione. Dopo un lungo colloquio, l’inquilino si è impegnato a lasciare libero l’alloggio. “Sono felice che si sia giunti a una soluzione condivisa – ha detto il sindaco Michele Schiavo –. Questa situazione di abuso e di illegalità, che si protraeva da 21 anni, non poteva più essere accettata. Tengo a dire che naturalmente l’inquilino, nonostante la legge non si presti a equivoci, non verrà certo abbandonato per strada. I nostri Servizi sociali si sono già attivati per individuare una prima soluzione abitativa di emergenza. Ma soprattutto questa persona verrà accompagnata in un percorso di reinserimento socio lavorativo, finalizzato a restituirlo a una vita attiva e soddisfacente. Ringrazio il personale comunale che ha preso in carico la questione, dimostrando anche apprezzabili capacità di empatia” (n.m.)


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Curtarolo .

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L’appello Il sindaco Zaramella preoccupato

“Da troppi anni chiediamo invano l’assistente sociale unica” Il sociale resta un tema caldo, per la carenza cronica di certe figure professionali e le trasformazioni politicoorganizzative del settore Il pensiero è in primis alla questione dell’assistente sociale, perché la disponibilità di questa figura professionale viene condivisa con la vicina Campo San Martino. “Da anni chiediamo un assistente che operi a tempo pieno con noi. –protesta il sindaco Fernando Zaramella- Con l’incombere della crisi la sua presenza è necessaria più che mai, in virtù delle molteplici mansioni che ricopre: oltre ai singoli casi difficili,

Zaramella si mostra attendista: «Non sono contrario a priori, solo il tempo verificherà il risparmio annunciato dalla Regione (che coordina gli accorpamenti). Piuttosto sono preoccupato per la sorte del nuovo ospedale di Pa-

dova. La collocazione a Padova Ovest avrebbe risolto i noti problemi di accessibilità, che riguardano anche i miei concittadini, e permesso la creazione di un campus per la ricerca. Con il batti e ribatti e le poche idee attuali,

tuttavia, si rischia di perdere un treno importantissimo”. Intanto si tiene stretto il centro di sollievo per l’Alzheimer nella frazione Santa Maria di Non e rilancia la proposta di nuove strutture. Roberto Turetta

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Curtarolo perde tre protagonisti del volontariato e della protezione civile Il 2016 si è portato via tre persone molto apprezzate in paese, per il loro impegno nel volontariato e in particolare nella protezione civile. Prima il coordinatore del distretto Mariano Breda, per un male contro cui lottava da tempo. Poi Tiziano Tellatin, per un incidente sul lavoro. Infine Francesco Lovison. Hanno lasciato un vuoto non da poco nel tessuto associativo locale e nell’affetto di parenti e amici. E verranno ricordati anche per le capacità e la disponibilità. “Dispiace davvero, anche per quello che sapevano fare. –commenta il sindaco di Limena Giuseppe Costa, attuale presidente

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Qui sopra il sidnaco di Curtarolo Fernando Zaramella

figurano i senza lavoro, le famiglie straniere da inserire e molte altre situazioni. A fronte di questi maggiori bisogni, l’Ulss ci ha sempre risposto che mancavano i fondi. Adesso però che in conferenza dei sindaci è stato votato l’aumento del contributo per abitante a un euro, non ci sono più scusanti”. La speranza è che la richiesta non slitti troppo in là, fagocitata nel cambiamento epocale in atto dovuto alla creazione di Ulss provinciali. Su questo

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del Distretto Medio Brenta a cui fa capo Curtarolo, che si è unito al cordoglio del comune- Anche se abbiamo trovato il nuovo coordinatore in Andrea Mattiuzzi, sarà difficile rimpiazzare uno come Francesco. Era specializzato nel soccorso acquatico fluviale ed era sempre pronto a imparare, esercitandosi anche quando non era in servizio”. Il suo decesso è avvenuto proprio un’immersione. (r.t.)


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Scendono in campo ben sei società E’ più che mai frammentato il mondo calcistico di Curtarolo. L’assessore Quartiero intende mettere ordine e pensa all’eventualità di fusioni anche se certe divisioni a questo punto appaiono insanabili

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oco più di 7200 abitanti e ben sei diverse realtà calcistiche. Una densità (o se si preferisce una frammentazione) pallonara che costituisce per Curtarolo, se non un primato, una caratteristica insolita. Dovuta in parte all’organizzazione spontanea di gruppi di amici, in parte a divergenze non più colmatesi all’interno di alcuni gruppi di dirigenti e tra alcuni dirigenti e il comune. Proprio quest’ultimo, con in testa l’assessore allo sport Claudio Quartiero, cerca di mettere ordine nella vicenda. “In effetti sei società sono troppe, anche se tutte contribuiscono a numerose iniziative nel territorio -precisa Quartiero-. Pensiamo a possibili fusioni tra di loro”. Di queste sei, metà disputa campionati amatoriali, nella fattispecie Vulcania, Greenwich Pub e Amici di Curtarolo (per gli Over 40). E l’altra metà -tra prime squadre e giovanili- gioca regolarmente nei campionati della F.i.g.c., la fe-

derazione ufficiale: si tratta della Rambla (attualmente in terza categoria), della Curtarolese 97 (in seconda, ma pronta a tornare in prima, e con settori giovanili) e della Curtarolo Calcio solo con le giovanili; il tutto in mezzo a uno strappo da ricucire, perché proprio la Curtarolo Calcio è nata tre anni fa da una massiccia defezione di tecnici e iscritti dalla Curtarolese. “Si voleva dare più spazio a bambini e ragazzi, con una particolare attenzione ai valori educativi –continua Quartiero-. Mentre per la vecchia dirigenza della Curtarolese erano importanti soprattutto i risultati della prima squadra”. Che contano anche per l’assessore allo sport. Ma forse non quanto la crescita atletica e personale dei più piccoli. E così, con un convinto supporto della stessa amministrazione municipale, è stata creata la Curtarolo Calcio: attualmente vi milita un’ottantina di tesserati, a stretto contatto con società professioni-

A fianco l’assessore Claudio Quartiero, sotto i ragazzi della Asd Curtarolo Calcio

stiche come il Chievo Verona. Dal canto suo anche la Curtarolese conta tre squadre giovanili, con la possibilità di iscriversi gratuitamente in ciascuna di essa. Tanto che il suo presidente Giancarlo Gentilin ribatte categorico: “Ex preparatori e dirigenti mi accusa-

Ritiro rifiuti inerti a domicilio Anche a Curtarolo gli inerti possono essere ritirati a domicilio. Il servizio è valido per tutte le utenze che si sono registrate con Etra, è gratuito per una chiamata all’anno e fino a un massimo di 150 litri da conferire (circa 10 secchi). Per prenotazioni occorre chiamare il numero verde 800247842, disponibile da lunedì a venerdì dalle 8 alle 20.

“A spasso con arte e teatro” Laboratori per i ragazzi Sono partiti anche quest’anno i laboratori “A spasso con l’arte” e di teatro per ragazzi, rispettivamente alla seconda e alla terza edizione. Nel primo corso, per i bambini delle scuola primaria, gli iscritti imparano a conoscere artisti, a esplorare materiali e tecniche pittoriche; nel secondo, aperto anche a chi frequenta le secondarie, si punta alla lettura, alla gestualità e all’espressività corporea, all’uso corretto della voce. Per altre info su entrambe le iniziative, va contattata la cooperativa sociale Stile al numero 342 5812084.

Cena solidale pro terremotati La cena di solidarietà per i terremotati del Centro Italia, organizzata durante la sagra di Tessara dall’amministrazione comunale, ha fruttato 4500 euro complessivi. Cifra raggiunta grazie alle 450 presenze registrate durante i tre giorni della manifestazione e alla collaborazione con le associazioni e gli esercizi del territorio curtarolese. Dal comune ricordano inoltre che è stato aperto un conto corrente per chi volesse contribuire alle vittime del sisma. (r.t.)

Dall’album della Spartum alcune delle ragazze premiate a Pesaro (foto Fabrizio Longhin)

Sport a 360 gradi Curtarolo brilla Non solo calcio: Curtarolo guarda con soddisfazione anche ai settori giovanili di altri sport A partire dalla filiale locale del Cus per l’atletica leggera, che ha

mandato quattro dei suoi atleti ai campionati nazionali under 16 l’8 e il 9 ottobre a Cles (Tn): si tratta di Harley Bance, Matteo Trevellin, Eleonora Morbin e Jacopo Longhin, che si allenano agli impianti sportivi San Francesco del capoluogo, tutti nella rappresentativa veneta. L’altra è la ginnastica, con la Spartum per la ritmica/artistica

vano di pensare troppo alla prima squadra. Ma se sale di categoria è comunque un prestigio per il nostro paese, a cui non intendo rinunciare. E poi ho sempre dovuto tirare io fuori soldi e cercare sponsor!” Roberto Turetta

(con le allieve Alice Meneghetti, Gloria Nicoletti e Beatrice Magarotto vittoriose alle finali italiane di Pesaro) e la Patavium con i suoi corsi di parkour. Non mancano le arti marziali, con l’O-ryu Karate del pluripremiato Walter Battiston (vedi La Piazza del mese scorso) e il sinovietnamita Chuong Quan Khi Dao. Non mancano neppure le associazioni che hanno per scopo principale la preparazione atletica generale dei più piccoli, come la Molle Cariche, o in generale la preparazione in palestra come il gruppo sportivo Sant’Andrea. E poi ci sono le realtà con l’obiettivo di insegnare la danza, nella fattispecie la Time to dance e la Come & Dance. Senza dimenticare i successi dei singoli che sono residenti in territorio comunale. Il riferimento è ai tre ori e all’argento (e ai buoni piazzamenti individuali) ottenuti dal nuotatore 15enne Stefano Nicetto nelle staffette dei campionati italiani di categoria, per questo premiato al consiglio comunale del 27 ottobre. Il comune, dal canto proprio, dichiara di non aver aumentato gli affitti per un altro anno proprio per venire incontro alle associazioni. Roberto Turetta


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Limena .

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Eleonora Paccagnella all’attacco del suo gruppo: “Accuse infondate” La giovane consigliere di “Limen - Oltre i confini” criticata dalla pagina social del gruppo. “Siedo in consiglio perché eletta e rappresento la nostra lista”

sa creare invidie per chi non ci è mai riuscito , ma non permetto a nessuno di rimbalzare i propri insuccessi e le proprie frustrazioni sulla mia persona” – infine “Vorrei ricordare che chi scrive, con tutta probabilità, visto che si firma Limen e gestisce la pagina Facebook, è proprio la Signora Rossetto, la quale alle scorse elezioni Regionali si è presentata e candidata con Indipendenza Veneta. Io continuo a rappresentare Limen per non sottostare a tutto ciò”.

E

leonora Paccagnella, seduta in consiglio comunale in rappresentanza di Limen – Oltre i confini, attaccata dal suo stesso gruppo politico o da alcuni membri di esso, lancia un messaggio chiaro: “Io continuo a rappresentare Limen per non sottostare a tutto ciò”. “Tutto ciò” nasce da alcuni malesseri interni al gruppo ed emerge in seguito ad un post pubblicato sulla pagina Facebook di Limen a firma del gruppo stesso. Il post riporta: “La nostra linea di condotta e di programma elettorale è sempre stata, in modo unanime, di opposizione non ideologica, ma ferma ed attenta, all’amministrazione Costa. Ora, proprio i membri del gruppo: Paccagnella Gianni e Paccagnella Eleonora, che in modo più accanito si erano operati per ottenere le dimissioni del nostro candidato sindaco, una volta ottenuto il seggio in consiglio comunale sono passati alla piena sintonia ed affinità politica con la maggioranza”. E conclude: “Sarà comunicato in modo ufficiale al Sindaco, al Consiglio comunale ed ai Capigruppo, che Paccagnella Eleonora non rappresenta più Limen oltre i Confini, pertanto ogni suo prossimo intervento istituzionale sarà unicamente a titolo personale”. Ecco la risposta di Eleonora: “Mi dissocio completamente da quanto asserito da alcuni che, peraltro, non si sono voluti firmare. Sono stata diffamata e accostata a un immagine di persona che non mi rappresenta affatto, dalle stesse persone che grazie a me hanno un posto in alcune commissioni. Le stesse persone che mi hanno voluta nella loro lista perché la mia età, i miei studi, le mie idee rappresentavano un valore aggiunto per il gruppo. Queste stesse persone, a onor del vero, poi, mi hanno fortemente ostacolata e intimidita affinché non accettassi l’incarico per quella mia stessa età divenuta poi un difetto a priori. Il ruolo di Consigliera mi spettava per le preferenze ricevute a seguito delle elezioni comunali – e continua - Mi rendo conto che questo pos-

Foto di gruppo dei candidati della lista “Limen - Oltre i confini”

Nicol Stefani

Rimpasto in Giunta Con le remissioni delle deleghe del consigliere Toubaì, che rimane nella maggioranza, queste ultime sono passate al sindaco Costa (associazioni), al vicesindaco Turetta (pari opportunità e innovazione) e a Daniela Favaro (cultura e biblioteca). Al consigliere Barichello va l’edilizia popolare, alla consigliera Bonin sport e grandi eventi.

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“Lo schifo – Omicidio non casuale di Ilaria Alpi nella nostra ventunesima regione” del Teatro Bresci, compagnia di 3 giovani teatranti veneti sarà in scena al teatro Falcone Borsellino venerdì 2 dicembre. E’ il racconto della tremenda semplicità con cui la Somalia rivelò tutti i segreti che nascondeva, causa della morte della giornalista.


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Limena .

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Assemblea e poi viaggio in Trentino La proposta del Centro Anziani di Limena, un punto di riferimento per il territorio con iniziative e tante occasioni di incontro per i “sempreverdi” e i loro amici. Il 10 dicembre il punto delle attività associative A sinistra la cerimonia in occasione dei vent’anni del Centro Anziani di Limena

H

anno festeggiato a suon di risotto alla zucca e porcini, taglieri di carne e polenta, buon vino e dolci all’agriturismo La Penisola a Campo San Martino, per il ritrovo annuale dei collaboratori del Centro Anziani di Limena. Un punto di riferimento per il territorio ricco di iniziative per allietare le giornate dei sempreverdi e dei loro amici. Ecco alcuni dei prossimi appuntamenti. Domenica 11 dicembre, subito dopo l’Assemblea Generale dei soci (prevista per il giorno precedente), con la presentazione e la discussione del Bilancio di previsione per il 2017 e la rappresentazione teatrale della compagnia I Sempre Giovani, è in programma la gita a Levico Terme e Pergine Valsugana per visitare i Mercatini di Natale. L’intenzione è quella di rivivere i momenti legati alla tradizione e della spensieratezza come riporta la locandina: “Du-

L’11dicembre la trasferta del folto gruppo a Levico Terme e Pergine Valsugana per i mercatini di Natale

rante il Mercatino si faceva festa con Cori, Musici e Giocolieri, Spettacoli, Luce e Colori per le vie del Centro. Gli Artigiani realizzavano oggetti sul posto, in piccoli laboratori improvvisati. Si organizzavano mostre e degustazioni di prodotti locali e si facevano gite in Valle dei Mòcheni, si visitavano le miniere di Vignola

Falesina, si cercava l’oro setacciando l’acqua, e di notte al chiaro di luna si “Ciaspolava” nella neve, si pattinava sui laghi ghiacciati e si inventavano fiabe da raccontare attorno al fuoco... Era un tempo semplice e felice, fatto di momenti allegri, ma anche di attimi commoventi. A distanza di Milleduecento anni vogliamo

continuare a ripeterlo”. Per pranzo una degustazione di specialità trentine solleticherà il palato degli astanti che poi procederanno la gita verso Levico Terme alla volta di altri mercatini, immersi in un luogo così descritto: “Un’oasi naturale che nel periodo natalizio abbraccia con calore le tradizionali casette di legno nascoste tra gli alberi secolari tinti di bianco dai fiocchi di neve. Le luci soffuse che ricoprono come un mantello gli alberi del parco vi faranno da guida lungo i vialetti che vi condurranno a scoprire questo luogo incantato”. Mens sana in corpore sano, lo dicevano i latini e lo sostengono anche al Centro anziani. In partenza da dicembre il corso di acqua gym, della durata di 16 lezioni. Per informazioni è possibile telefonare al numero 049-8841451. NIcol Stefani

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Le due aziende intraprenderanno un percorso di certificazione per accertare che non vi siano rischi

L

e vicissitudini dei residenti dei quartieri Arcobaleno, Porra, Breda 2, in balia degli odori molesti emessi da due impianti a biogas situati nel territorio, potrebbero finire o, comunque, si può ben sperare che la soluzione sia vicina. Una mozione, discussa e approvata all’unanimità nel consiglio comunale di fine ottobre, potrebbe essere la chiave di volta. Il documento inviato a numerose autorità regionali e locali impegna il Comune a operarsi con ogni risorsa per eliminare le emissioni odorigene e, inoltre, chiede alla Regione di adottare le linee guida che disciplinino questa materia. “Le due aziende a biogas inizieranno un iter di certificazione. Il CIB - Consorzio italiano biogas accerterà, attraverso analisi ed esami, che non ci siano rischi sulla salute dei cittadini, sia a livello di prodotti impiegati che di odori. Adesso le finestre delle case rimangono chiuse per il freddo, ma voglio che la situazione si chiarisca prima della primavera”, spiega il Sindaco Costa, soddisfatto dell’accordo trovato con la maggioranza e della collaborazione che stanno dimostrando le aziende che, va ricordato, non sono obbligate a sottoporsi all’iter. (n.s.)


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L’evento L’11 dicembre l’appuntamento su iniziativa di Comune e Pro Loco

Vigodarzere si prepara per il Mercatino di Natale T

orna a Vigodarzere il mercatino di Natale. L’appuntamento è l’ 11 dicembre. Nella tradizione si svolgerà questo evento organizzato dal Comune, in particolare dall’assessore al sociale e associazionismo/volontariato, Monica Cesaro, dall’assessore al commercio Federico Cesarin con la collaborazione della Pro loco e il sindaco Adolfo Zordan. “Si svolgerà sul solco della tradizione, ma in un rinnovato contesto di bancarelle dove associa-

e con nessuna spesa a carico degli hobbisti, creativi, negozianti e associazioni di volontariato. La lunghezza del percorso è di 700 metri lungo via Roma con spazio per almeno 70/80 bancarelle. La strada verrà chiusa al transito dalle 6:30 alle 21:00. Il mercatino inizierà alle 9 e si concluderà alle 18. Ci saranno moltissime attrazioni: gonfiabili, giostre, ballo latino e Zimbabwe. Non mancherà la tradizionale casetta di legno con Babbo Natale dalle 15:30 che

L’assessore al volontariato e all’associazionismo Monica Cesaro

riceverà le lettere dei bambini. Da non perdere il passaggio della carrozza di Babbo Natale, alla mattina, lungo tutto il tragitto del mercatino. Alle 12 Guinness di paese con tavolata lunga 80 metri dove i negozianti offriranno un bicchiere di prosecco. Gli Alpini della locale sezione, a offerta libera, serviranno brulé, cioccolata calda e panini. (n.m.)

L’assessore Monica Cesaro: “Sarà una giornata ricca di appuntamenti e proposte per ogni

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età, dove associazioni e commercianti saranno protagonisti assoluti” zioni di volontariato, negozianti del territorio e hobbisti potranno davvero “sbizzarirsi” nel proporre articoli di tutti i generi. – spiega l’assessore al volontariato e all’associazionismo, Monica Cesaro – I negozianti hanno deciso di collaborare attivandosi personalmente nella promozione dei loro articoli e quant’altro. Le promozioni dureranno per tutto il periodo natalizio. Molti saranno gli intrattenimenti durante tutta la giornata: da Babbo Natale per i più piccini al truccabimbi e tanto altro ancora. Preziosa, per la buona riuscita dell’iniziativa del Comune, la collaborazione della Pro Loco”. Assessorato, uffici e associazioni hanno lavorato insieme, nelle scorse settimane, perché il mercatino riesca al meglio e “sia di buon auspicio per un Natale gioioso per la nostra comunità: Vigodarzere sarà più spumeggiante che mai e illuminato a festa per ridare vita e gioia in prossimità delle festività natalizie” è l’augurio del sindaco Zordan, degli assessori Cesarin e Cesaro e di tutti i commercianti e ambulanti. Lo spazio occupato è pubblico

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Vigodarzere .- Cadoneghe

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Adolescenti in tempo di guerra: scuola premiata

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lunni e insegnanti del Comune di Cadoneghe protagonisti a livello nazionale. Sedici alunni della scuola media Don Milani hanno vinto infatti un concorso nazionale dedicato al tema della vita degli adolescenti in tempo di guerra. Nei giorni scorsi si è svolta la cerimonia di premiazione dell’associazione Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra che ha voluto dare un riconoscimento ai vincitori. Sono ben 16 gli alunni e 2 gli insegnanti della terza A della scuola Don Milani, che lo scorso anno si sono aggiudicati il primo premio assoluto del concorso nazionale “I ragazzi del primo Novecento nel centenario della Grande Guerra”, promosso dall’associazione con il patrocinio della Presidenza della Camera dei Deputati. Il concorso era rivolto alle scuole secondarie di secondo grado e consisteva nel “riflettere e commentare le condizioni di vita dei coetanei prima, durante e dopo la Prima Guerra Mondiale”. I molti materiali reperiti dai ragazzi di Cadoneghe, che attraverso lettere, fotografie, pagelle e

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altri testimonianze documentano la vita quotidiana degli adolescenti nati dopo il 1900, saranno esposti in occasione della cerimonia. Il premio consiste in una somma di 500 euro consegnata alla scuola, oltre a una targa della Presidenza della Camera dei Deputati. Gli alunni e i loro insegnanti riceveranno poi un attestato di partecipazione. A consegnare i riconoscimenti è stato Adriano Baldin, presidente provinciale e regionale – nonché della sezione di Cadoneghe – dell’Associazione Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra, alla presenza del sindaco, Michele Schiavo, dell’assessore all’Istruzione Paola Venturato e delle autorità scolastiche. (n.m.)


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Vigodarzere .

“Trasferiamo alcuni servizi dell’Unione nell’ex caserma” Moreno Boschello, consigliere dell’Unione Medio Brenta, ha rivolto un’interpellanza al presidente Zaramella. L’amministrazione di Vigodarzere, spiega Boschello, sta concretizzando l’acquisizione di gran parte dell’ex compendio militare “ex Deposito Missilistico”. Si tratta dei locali denominati “magazzini”, attuale sede della protezione civile, in proprietà “piena”, attraverso una permuta con la caserma dei carabinieri e altre strutture attraverso il federalismo demaniale che prevede una concessione d’uso per il riutilizzo attraverso una riqualificazione e una predefinita destinazione d’uso. “Nella domanda del federalismo demaniale devono essere specificate le finalità di utilizzo e indicate le eventuali risorse finanziarie preordinate a tale utilizzo. – sottolinea il consigliere - È previsto che,

ogni tre anni, l’Agenzia del Demanio faccia una verifica dell’utilizzo del bene secondo la destinazione d’uso dichiarata e concordata; se la verifica non ha buon esito, l’Agenzia del Demanio si reimpossessa dei beni non riqualificati e non utilizzati secondo gli accordi. Il bando del federalismo demaniale è in corso e scade il 31 dicembre 2016. Le strutture interne all’ex compendio militare per essere riqualificate, messe a norma e riutilizzate hanno bisogno di investimenti in alcuni casi importanti. L’ex compendio Militare è sicuramente in posizione più baricentrica per i tre comuni dell’Unione (Vigodarzere, Cadoneghe e Curtarolo) soprattutto rispetto all’attuale sede di Cadoneghe e il trasferimento di servizi dell’Unione nell’ex caserma, in particolar modo quelli che hanno necessità di “contatto” con il territorio come ad esempio la Polizia Locale, potrebbe essere un impegno e una forma di garanzia per il futuro della stessa Unione”. Nicoletta Masetto

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Da base missilistica a luogo pubblico L

’anno scorso era spuntata persino l’ipotesi che l’ex caserma potesse diventare un centro di accoglienza per i profughi, come poi invece è successo a Bagnoli di Sopra, nella Bassa Padovana. Vi fu una sollevazione generale e l’ipotesi venne poi accantonata. In seguito è stato avviato il percorso per l’acquisizione dell’ex base da parte del Comune che dovrebbe riutilizzarla per finalità pubbliche. Questi i quesiti posti dal consigliere dell’Unione dei Comuni del Medio Brenta, Moreno Boschello sulla vicenda dell’ex deposito missilistico con un’interpellanza al presidente dell’Unione, Fernando Zaramella. “È confermata l’intenzione e la volontà dell’ente Unione del Medio Brenta di trasferire servizi nell’ex compendio Militare? E nel caso affermativo, quali? Con che tempistiche? Dopo la scadenza del 31 dicembre 2016, già ai primi mesi del prossimo anno, l’Agenzia del Demanio potrà assegnare le strutture dell’ex deposito missilistico col federalismo demaniale e da subito potrebbero essere possibili le opere di riqualificazione per ricavare la sede di uno o più servizi dell’Unione: quando, quali

L’ex caserma dell’Aeronautica Militare

e quante risorse metterà a disposizione l’Unione dei Comuni del Medio Brenta? La legge sul federalismo demaniale art. 56 bis Legge n. 98/2013 (decreto del fare) - prevede che Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni possano chiedere il trasferimento del bene demaniale; anche se non espressamente citato nel testo di legge, è stata verificata all’Agenzia del Demanio la possibilità che l’ente Unione dei Comuni possa fare domanda direttamente attraverso il federalismo demaniale per avere in concessione d’uso una o più strutture dell’ex deposito missilistico dove trasferire parte dei propri uffici/servizi?”. (n.m.)

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Cultura •

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aprono le “stanze della fotografia” Un nuovo spazio a Palazzo Angeli in Prato della Valle a Padova, sede del museo del Precinema: fino a gennaio la mostra “Imago Oculi” con le suggestioni della camera ottica e delle foto stereoscopiche

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Padova un nuovo spazio dedicato all’arte della fotografia: a Palazzo Angeli di Prato della Valle, sede del Museo del Precinema, aprono al pubblico Le Stanze della Fotografia, uno spazio espositivo il cui progetto è stato affidato al professor Carlo Alberto Zotti Minici, docente di Storia della Fotografia all’Università degli Studi di Padova, che verrà utilizzato per mostre temporanee organizzate dal Comune di Padova in collaborazione con il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova. Le Stanze della Fotografia inaugurano con la mostra “Imago Oculi. Canaletto e la visione fotografica di Prato della Valle”, a cura di Carlo Alberto Zotti Minici e Gian Piero Brunetta, in esposizione fino al 15 gennaio. Alla metà del Settecento, il grande vedutista veneziano Antonio Canal detto il Canaletto (1697-1768), collocando la sua Camera Ottica

all’altezza di Palazzo Angeli, realizza due disegni di Prato della Valle conservati presso la Royal Collection di Windsor. L’impiego della Camera Ottica e ciò che in termini fotografici potremmo definire “visione obiettiva” inaugurano una nuova stagione visiva. Palazzo Angeli è l’occhio di Canaletto, luogo delle sue vedute prospettiche. Il Palazzo assurge a “luogo di ogni vedere” (Imago oculi). Le Stanze accolgono la Camera Ottica “A. Canal” conservata al Museo Correr di Venezia, i due disegni originali Veduta di Padova con la chiesa di San Francesco e il Palazzo della Ragione e Veduta veneziana: edifici religiosi e case e la ricostruzione digitale del Quaderno Cagnola delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. I meccanismi ottico-prospettici per la raffigurazione della veduta di Prato della Valle vengono analizzati in una ricostruzione digitale realizzata da Dario Maran.

Il Prato della Valle “visto” dalla camera ottica usata dal vedutista veneziano Canaletto

La fotografia documenta eventi storici e momenti del vivere sociale dal XIX secolo ad oggi, che trovano in Prato della Valle una peculiare forma di attrattiva. Sono esposte inoltre ventotto fotografie stereoscopiche originali dell’Ottocento, un video in 3D e un panorama a 360° che ripropone l’immagine attuale della Piazza. Infine, il contributo cine-

matografico che vede in Prato della Valle una cornice sia per il cinema documentario che per il cinema di finzione viene ospitato nell’ultima stanza. Per l’occasione l’artista-fotografo francese Claude MartinRainaud ha realizzato un’installazione che si ispira alla visione canalettiana della Camera Ottica e che, rovesciando Prato della

Valle, avvolge completamente i visitatori in una suggestiva Camera Obscura. I visitatori apprezzeranno le fotografie stereoscopiche originali dell’Ottocento, un video in 3D e un panorama a 360° che ripropone l’immagine attuale della Piazza. Un viaggio originale e insolito che riporta ad un passato in cui, senza elaborazioni computerizzate, l’ingegno e l’arte umana erano in grado di produrre delle opere in grado di stupire ed emozionare lo spettatore, sfruttando le tecniche in voga all’epoca. Insomma anche un viaggio nel tempo. La mostra è ad ingresso gratuito ed è sempre aperta dalle 10 alle 18 tranne il martedì. Per informazioni: Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche, tel. 049 8204529. Laura Organte

Sgarbi presenta “caravaggio” Vittorio Sgarbi il 13 gennaio sarà al Gran Teatro Geox con “Caravaggio”. Il critico conduce il pubblico attraverso la vita e la pittura rivoluzionaria di Michelangelo Merisi in uno spettacolo teatrale arricchito dalla musica di Valentino Corvino e dalle immagini delle opere più rappresentative del pittore lombardo curate dal visual artist Tommaso Arosio. (l.o.)

il volto di Padova disegnato da cerato nel Settecento L’opera di Domenico Cerato, architetto vicentino ma attivo soprattutto a Padova, ha segnato in modo decisivo l’aspetto della città. A lui si devono infatti i progetti delle principali opere architettoniche del Settecento, come la sistemazione della Specola, la realizzazione del Prato della Valle e dell’Ospedale Giustinianeo. In esposizione fino al 26 febbraio a Palazzo Zuckermann numerosi disegni originali, alcuni inediti, conservati presso la Biblioteca Civica, che illustrano la sua attività di progettista e studioso di architettura. (l.o.)

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Sport

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La società Attiva a Este, Carceri e Arquà

Molti gli atleti di spicco usciti d alla società Archea di Este

Ginnastica archea che passione T

ra le attività sportive più praticate nell’estense c’è anche la ginnastica. Questo grazie all’ASD Archea, realtà nata nel marzo del 1991 dall’idea di alcuni appassionati. “Siamo partiti quasi dal nulla, con l’aiuto di poche persone” racconta il coordinatore Mario Zordan, che allora aveva alle spalle un’esperienza da responsabile tecnico a Castelfranco. “Facevamo attività nella palestra dell’ex scuola media Zanchi. Ricordo il primo allenamento: c’erano solo cinque bambini e qualche attrezzo che avevamo recuperato”. L’impegno, però, nel tempo ha dato i suoi frutti. “Un anno dopo, grazie al passaparola dei genitori, siamo arrivati a più di cento iscritti. E oggi solo a Este ne contiamo qua-

si duecento tra ginnastica artistica e ginnastica ritmica”. Anche lo staff tecnico è cresciuto e al momento si compone di una decina di istruttori. Ad alzare ulteriormente l’asticella è senza dubbio la prestigiosa collaborazione con Valentina Spongia, ex nazionale italiana considerata una delle migliori allenatrici in Italia. Ma i nomi illustri della ginnastica che Archea ha portato a esibirsi nella bassa padovana negli anni sono parecchi: dal “signore degli anelli” Jury Chechi a Igor Cassina (oro nella sbarra ad Atene 2004), passando per Andrea Coppolino, Matteo Morandi, la rumena Maria Olaru e tanti altri. “Abbiamo sempre cercato di dare ai ragazzi l’opportunità di conoscere da vicino i campioni del nostro sport,

La società ha portato ad esibirsi nella Bassa Padovana anche atleti di fama come Jury Chechi e Igor Cassina, ottimi e lusinghieri i risultati

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se possibile abbinando a questi eventi iniziative benefiche” spiega Zordan. Oltre che a Este (palestra dell’Istituto Duca D’Aosta), la società è presente a Montagnana, a Carceri e ad Arquà Petrarca, sebbene le difficoltà non manchino. “Il problema principale è che non abbiamo un impianto ad uso esclusivo e quindi ogni giorno siamo costretti a montare e smontare gli attrezzi. Alcuni fra i nostri migliori atleti si sono

trasferiti in realtà più blasonate, le sponsorizzazioni sono rare e la gran parte del lavoro è svolta a titolo volontario”. L’impegno è notevole anche per i ragazzi: la ginnastica infatti richiede, a livello agonistico, almeno tre ore di allenamento al giorno. “Un mio vecchio maestro diceva che per praticare questo sport servono tutte le qualità più una. Un buon ginnasta deve avere molte doti tra cui forza, mobilità, rapidità, equilibrio, costanza, coraggio. E soprattutto deve essere disposto a fare sacrifici: per raggiungere risultati importanti occorrono almeno dieci anni di duri allenamenti. Stiamo parlando di discipline a rischio traumatico elevato”. A proposito di risultati, l’attività di Archea ha dato frutti interessanti. Nel 2012 Zordan è riuscito a portare ben otto giovani atleti alle rispettive finali nazionali mentre nel 2015 la squadra maschile si è classificata al secondo posto nel campionato regionale di serie C, chiudendo tredicesima la finale nazionale. Diverse soddisfazioni sono arrivate anche dal settore femminile. Davide Permunian

Biciverde monselice quarta alla “maglia nera”

“L

a maglia nera” negli anni eroici del ciclismo era indossata dal corridore ultimo classificato al giro d’Italia, non un’onta ma un privilegio a quei tempi, per chi l’indossava, che consentiva al possessore, oltre che incassare una consistente somma in denaro, anche una passarella finale degna del vincitore della maglia rosa come toccò a Giovanni “Nani” Pinarello, maglia nera nel 1951 che sfilò al Vigorelli al fianco di Fiorenzo Magni il vincitore di quell’edizione della corsa rosa. Pinarello fondò poi l’omonima impresa produttrice di biciclette uno dei marchi più prestigiosi del Made in Italy tuttora più che mai in voga dai professionisti agli amatori. Nel nome del popolare costruttore , scomparso nel 2014, da due stagioni si corre “il circuito della maglia nera” una competizione riservata alla categoria degli amatori composta da cinque delle più famose Gran fondo italiane su strada: la Felice Gimondi Bergamo, la Fi’Zi: K di Marostica, quella del Centenario a Montebelluna, la Sportul dolomiti Race di Falzè e La Pina di Treviso, più una cronometro, a chiusura del circuito denominata 6perAndrea in omaggio al figlio di Nani scomparso prematuramente due anni fa. A far brillare gli occhi agli appassionati padovani è il 4. posto assoluto della Biciverde di Monselice che ha portato sul podio Sandro Cagnin terzo nella categoria Master 7. « Un podio di squadra sfiorato che tenteremo di prenderci nella prossima edizione, sono comunque molto soddisfatto». Queste le parole di Paolo Bernardini, presidente del club nato nel 1994. (w.l.)


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ilVeneto Attualità •

Edilizia Ricostruire l’Italia e mettere in sicurezza le scuole

antisismico, l’economia potrebbe ripartire da qui R

icostruire per il futuro. Da qui potrebbe prendere forma l’occasione per far tornare a girare l’economia nazionale e quella regionale. Non si tratta di una scommessa sul settore edilizio tout court ma una riflessione più mirata alla soluzione di un problema che ormai è lampante e che, di emergenza in emergenza, negli ultimi anni è diventato cronico nel nostro Paese: la fragilità dei nostri vecchi e vetusti edifici, pubblici e privati, spesso insicuri e, nello specifico, inadeguati a difendersi dagli attacchi violenti e indiscriminati dei terremoti. Ricostruire l’Italia, dopo l’ennesimo terremoto che ha sbriciolato gli edifici di interi paesi, è una visione che il presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, ha consegnato al celebre architetto Renzo Piano, affinché con la sua consulenza si possa imbastire, al di là dell’immediata emergnza, a lungo termine uno scenario possibile di ciò che potrebbe significare appunto la ricostruzione. Quest’ultimo ha parlato di un cantiere lungo 50 anni e due generazioni per sistemare, da Nord a Sud, l’Italia in chiave antisismica. E se per i privati la soluzione potrebbe trovarsi negli incentivi fiscali e magari in una legge che preveda l’obbligo di rendere antisismici gli edifici in cui abitiamo, per il settore pubblico la questione diventa molto più complessa. In primo luogo si pone la “que-

Scuole venete: antisismiche solo il 2,1% stione europea” che in queste settimane è tornata in primo piano, quella del braccio di ferro tra il presidente della Commissione europea Jean-Claude Junker e il premeier italiano Matteo Renzi che chiede di collocare tutte le spese e gli interventi contro il rischio sismico e per la sicurezza degli edifici al di fuori del patto di stabilità. Sulla base del principio per cui tutto ciò che rientra nel contesto degli eventi eccezionali va valutato con un “metro” differente. Per ricostruire l’Italia in chiave antisismica dunque sarà necessario un cantiere lungo 50 anni, dieci dei quali potrebbero e dovrebbero essere riservati alle scuole, intese come edifici pubblici, che rappresentano una priorità, fra le altre, in tema di sicurezza. “Purtroppo non siamo ancora fuori dal tunnel dell’emergenza” denunciava Adriana Bizzarri, re-

sponsabile scuola di Cittadinanzattiva, lo scorso settembre, in occasione della presentazione ufficiale del rapporto sulla sicurezza, la qualità e l’accessibilità a scuola, con un particlare occhio di riguardo sul rischio sismico. I dati resi noti dall’associazione sono significativi: negli ultimi tre anni scolastici si sono registrati 112 incidenti con conseguenti 18 feriti. Il Veneto, in questa dolorosa graduatoria, con 12 incidenti si trova in una posizione di preoccupante primato, dietro soltanto a Lombardia (16) e immediatamente prima di Sicilia (11) e Toscana (10). L’antisismico può diventare dunque la nuova frontiera della filiera edilizia e dintorni. Un orizzonte che le imprese venete hanno già individuato e su cui evidentemente hanno intenzione di puntare se molte imprese hanno deciso di specializzarsi sull’antisismico. Per ora è partita la formazione anche in Veneto per poter evidentemente rispondere all’appello nel momento in cui partirà questo cantiere lungo 50 anni.

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edilizia scolastica: 2 edifici su 3 non a norma

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ule sicure e confortevoli spesso un miraggio o per lo meno un obiettivo, stando allo stato attuale delle cose e considerati anche gli ultimi epidsodi di cronaca in Veneto. Crollano solai, controsoffitti, tetti, intonaci... A ottobre, forse, il culmine, con i quattro episodi in una settimana. Dal distacco dell’intonaco alla scuola primaria “Dante Alighieri” di Mirano, al cedimento di un soffitto dell’Istituto tecnico superiore “Fermi” di Treviso, e ancora il crollo del controsoffitto della scuola primaria “Merlin” di Sottomarina fino al clamoroso crollo del soffitto alla primaria “De Amicis” di Padova. Tutte tragedie evitate, per fortuna, ma tutte inequivocabili segnali del cedimento strutturale degli edifici scolastici anche nella nostra regione. In termini numerici e di percentuali è il XVII Rapporto di Legambiente “Ecosistema Scuola” a disegnare il quadro della situazione regionale, un’indagine sulla qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi. Ed eccoli i numeri: le scuole venete realizzate nel rispetto dei criteri antisismici sono il 2,1 per cento; quelle che possiedono il certificato di idoneità statica sono il 22,3 per cento. Bisogenrebbe avviare interventi di manutenzione urgente nel 13,5 per cento delle scuole, di cui solo il 2,4 per cento è stato sottoposto a indagini diagnostiche dei solai. Il 33,1 per cento delle strutture è in possesso della certificazione igienico sanitaria, la media italiana è del 71,4 per cento. Il 53,5 per cento degli istituti scolastici ha la certificazione di agibilità. In più di due terzi degli edifici scolastici non ci sono stati interventi di manutenzione straordinaria negli ultimi cinque anni. “Su 3800 plessi scolastici in Veneto, ben 1884 necessitano di interventi di messa a norma, messa in sicurezza e manutenzione. In pratica due scuole su tre”, dichiara da un ulteriore osservatorio l’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan, attingendo ai dati dell’anagrafe scolastica regionale. Il Veneto è stato infatti una delle prime regioni in Italia a censire nel 2010 i propri edifici scolastici e a catalogarne lo stato di salute e le necessità strutturali. “Sono gli enti locali, i più vicini territorialmente alle proprie scuole, i primi ad occupare delle condizioni strutturali dei plessi scolastici, per sensibilità e attenzione verso la proprie comunità – prosegue l’assessore - Ma da anni i Comuni hanno i bilanci sempre più strangolati dal patto di stabilità, e le Province, con la riforma Delrio, hanno subito la beffa di dover far fronte a competenze fondamentali come l’edilizia scolastica senza ricevere più trasferimenti”. Da parte sua la Regione ha stanziato 1,5 milioni per le scuole pubbliche e 150 mila per le paritarie per rispondere alle criticità più gravi, segnalate dai dirigenti scolastici e dagli enti locali.

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Attualità •

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edifici più leggeri per resistere ai terremoti Intervista all’ingegner Marco Brisighella, padovano, esperto nella realizzazione di costruzioni anti sismiche

L

a messa in sicurezza del patrimonio edilizio, scolastico ed architettonico è una priorità dal punto di vista degli impegni da realizzar, anche in Veneto. Le imprese venete sempre più inoltre, si stanno specializzando in questo comparto che diventa volano per un rilancio dell’intero settore”. A dirlo è Marco Brisighella ingegnere civile, specializzato nell’edilizia antisismica. E’ stato consulente per gli enti locali in Abruzzo per il censimento degli edifici danneggiati dal disastroso terremoto dell’Aquila. L’ingegner Brisighella, padovano, mette in chiaro subito che per quanto riguarda l’edilizia pubblica il Veneto non se la passa bene. “Da stime fatte - spiega - nel territorio della nostra regione, da enti locali e ordini professionali, solo 10 scuole su 100 sono in regola con

le recenti normative anti sismiche. Per gli ospedali, va meglio. In questo caso per la loro sicurezza, anche antisismica sono stati fatti ingenti investimenti e adesso il 60% delle strutture è a norma”. La nuova normativa, spiega Brisighella, prevede che gli edifici strategici, cioè quelli pubblici o a funzione pubblica, come i municipi, le scuole , gli ospedali appunto o le caserme, devono resistere all’urto del sisma e restare in piedi. Il problema è che il censimento di questi edifici strategici e le loro reali condizioni di anti sismicità, è partito nel 2003 e ad ora non si è concluso. In Italia si è a poco più della metà degli edifici controllati. Le scuole sono quelle meno a norma perché costruite per la maggior parte dei casi negli anni Cinquanta e Sessanta, quando cioè le regole anti sismiche non erano normate. Ma c’è

un modo per rendere gli edifici meno pericolosi in caso di terremoto? “Il principio base da seguire - spiega Brisighella-è quello di realizzare case con materiali leggeri, più in grado per natura di assorbire l’urto della scossa. Più pesante è la strutture più avrà come caratteristica la rigidità. Per quello l’ideale sarebbe realizzare case in legno nelle zone ad alto rischio, ma una soluzione del genere non è certamente possibile in ogni parte del territorio italiano. Un territorio che però è stato dichiarato tutto, da una legge nazionale, sismico anche se alcune zone come il Friuli o l’area dell’Appennino hanno un rischio maggiore che si verifichino eventi gravi o catastrofici. Un discorso a parte secondo l’esperto di edilizia anti sismica lo merita il patrimonio architettonico cul-

L’ingegnere Marco Brisighella

turale ed artistico italiano. “Per questi edifici che sono vecchi di secoli – spiega – purtroppo non sono possibili adeguamenti anti sismici, cioè la totale messa in sicurezza, ma solo de miglioramenti. Degli accorgimenti che ad esempio a Norcia avevano fatto resistere bene l’area del centro storico alla scossa dl terremoto di agosto, ma che poi però non hanno potuto nulla ad ottobre, di fronte alle ultime della potenza di 6.6 della scala Richter”. Infine l’opportunità per le imprese

venete. “Le imprese edili venete da anni si stanno specializzando - conclude Brisighella – nel comparto delle costruzioni anti sismiche e le associazioni di categoria in tutta la regione chiamano esperti ed ingegneri a fare formazione agli imprenditori. Formazione che permette alle aziende venete di concorrere con una alta preparazione specifica, riconosciuta su tutto il territorio nazionale, agli appalti legati alla ricostruzione”. Alessandro Abbadir


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Società •

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Cooperazione internazionale Da oltre mezzo secolo l’attività del Cuamm Medici con l’Africa

il plauso di mattarella: “la solidarietà sconfigge il terrorismo” “A

iutiamoli a casa loro”: un’affermazione mai sentita pronunciare così tanto, e non di rado a sproposito, quando si affrontano i temi della cooperazione internazionale, degli aiuti umanitari e via dicendo. C’è chi invece alle parole preferisce i fatti, e i fatti parlano per loro da oltre mezzo secolo. E’ il caso dei volontari del Cuamm, Medici con l’Africa, l’organizzazione che da sessant’anni, per l’appunto, si occupa di portare un aiuto concreto, visibile e verificabile nei angoli più poveri del continente africano. Progetto dopo progetto, passo dopo passo il Cuamm continua a fare la differenza, a salvare vite umane, spesso dei bambini, a portare una speranza in luoghi dove sembrava ormai perduta. Solidarietà, impegno, preparazione: è questa la merce che l’Italia è orgogliosa di “esportare” nel pianeta grazie a donne e uomini di buona volontà. Lo ha riconosciuto anche

dal 1979!

il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha scelto proprio il convegno annuale del Cuamm per la sua prima visita a Padova. Seduto in prima fila, accanto al Segretario di Stato Vaticano, il vicentino Pietro Parolin, Mattarella ha seguito tutti gli interventi della giornata e non è certo rimasto indifferente alle parole di chi in Africa ad “aiutarli a casa loro” ci va per davvero e che per questi mesi ha un progetto che parla da solo, già dal titolo: “Prima le mamme e i bambini”. Dal palco, poi, il Presidente della Repubblica ha messo l’accento sul valore aggiunto della cooperazione, fattore di pace, stabilità e sicurezza, ma anche occasione di sviluppo, non a senso unico, ma reciproco. “Giorni fa ero a Gerusalemme - ha esordito - e da lì sono andato a Gerico per una iniziativa importante della nostra Cooperazione. Scendendo mi è venuta in mente la parabola: un uomo scen-

deva da Gerusalemme a Gerico e per sua fortuna dopo i ladroni incontrò il Buon Samaritano e lì ho pensato al Cuamm. Migliorare la qualità della vita nei Paesi africani, combattervi malnutrizione e malattie, offrire prospettive di lavoro e di futuro è anzitutto giusto e doveroso. Inoltre, in un’ epoca contrassegnata dalla globalizzazione, significa sottrarre consenso al fondamentalismo e al terrorismo internazionale, contribuire a

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contenere il fenomeno migratorio, creare per tutti opportunità di conoscenza, dialogo e sviluppo. Tenere tanti milioni di persone in condizioni di povertà, chiudere gli occhi di fronte alle guerre e alle catastrofi naturali, significa sottrarsi a un dovere storico. Inoltre ha per noi un costo non solo umano, sociale e politico, ma anche economico, dalle proporzioni difficilmente calcolabili. Ogni euro ben speso in cooperazione, in aiuti allo sviluppo, in integrazione con i Paesi africani comporta, in realtà, anche un investimento per il nostro futuro e per il futuro dei nostri giovani”. Pertanto, ha continuato Mattarella, risponde pienamente a questa logica il programma “Prima le mamme e i bambini”, che si propone di

migliorare, attraverso il sostegno alle donne partorienti e ai loro figli, lo standard complessivo di vita di numerosi Paesi africani. “Con il vostro lavoro sul suolo africano - ha concluso il Presidente - non avete soltanto contribuito al miglioramento delle condizioni di vita e di sviluppo di quei popoli. Ma avete formato generazioni di medici e di cittadini capaci di portare con sé, nell’attività quotidiana, in Italia o all’estero, quell’irripetibile bagaglio di umanità, di solidarietà, di competenza appreso sul campo. E’ una rete preziosa di impegno, di altruismo, di gratuità. Un fenomeno contagioso che sensibilizza politica e pubblica opinione, che attrae e moltiplica generosità, che interroga e orienta le coscienze”.

“avevamo un grande progetto ma zero risorse”

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a testimonianza dei volontari di un “viaggio lungo cinque anni”. L’impegno a mettere al sicuro le mamme che stanno partorendo L e storie e i volti dell’impegno in Africa, per i bambini, per le mamme da salvare. E’ senz’altro questa la parte più intensa del convegno padovano del Cuamm nel grande spazio del Palageox gremito in ogni angolo. Il racconto di un “viaggio lungo cinque anni” come è stata chiamata l’esperienza concretizzata in questo frangente, lo hanno fatto direttamente i protagonisti: Fabio Manenti, responsabile dei progetti, insieme ad Anna Berti, la pediatra che ha operato nei Paesi di intervento, e all’ostetrica ugandese Magdalen Awor. “Per far nascere un bambino a volte non basta un semplice atto d’amore. - ricordano i volontari - Ancora oggi in Africa troppe mamme non hanno la possibilità di dare alla luce il proprio bambino in modo sicuro, mettendo a repentaglio la loro vita e quella dei loro piccoli. Servono i mezzi e gli strumenti giusti, serve l’impegno di tutti”. “Quando siamo partiti nel 2010 - aggiunge don Dante Carraro, direttore del Cuamm - avevamo un grande progetto, ma zero risorse. Quattro Fondazioni bancarie hanno raccolto per prime la sfida, seguite poi da tante istituzioni, gruppi e persone comuni. Ci abbiamo creduto fortemente e grazie ai tanti che si sono coinvolti possiamo dire di “aver fatto la differenza”, anche grazie ai tanti compagni di strada di questi anni”.


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Economia •

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Infrastrutture

400 milioni per la tav veneta Pedemontana incagliata in regione Favorire la crescita per l’Italia sostenendo l’economia di una delle regioni che può trascinare il Pil verso l’alto Queste le intenzioni dichiarate dal Ministro Graziano Delrio che a inizio novembre è stato a Tessera (Venezia) per l’inaugurazione del tappeto mobile e della darsena dell’aeroporto Marco Polo, opere che collegheranno lo scalo alla laguna. “Sull’alta velocità – ha ricordato Delrio - abbiamo stanziato 15 milioni per il Veneto in vista di un investimento totale di 400 milioni per creare un sistema di connessione che permetta ai

Il ministro Graziano Delrio durante l’inagurazione delle infrastrutture a Tessera. Accanto a lui Alessandra Moretti

viaggiatori di raggiungere le principali città in due ore”. Un capitale importante investito nell’ottica di realizzare un sistema di infrastrutture che permetta a Venezia di essere vivibile e accessibile via terra, aria, strada ed acqua. “L’alta velocità – ha aggiunto il Ministro - a fine anno, chiuderà il cantiere Milano-Brescia, di conseguenza apriremo quello per Verona e a seguire quello per Vicenza”. Il nuovo tappeto mobile del Marco Polo,

è solo un primo passo per Venezia, infatti Delrio ha ribadito che sono previsti altri 500 milioni di investimenti guidati dall’idea di condividere i progetti con una filosofia di collaborazione per una strategia Paese, “perché Venezia da sola – ha sottolineato - non si salva se non c’è un sistema” che la colleghi al resto d’Italia e d’Europa. E nel fare i complimenti per i lavori fatti a Tessera il Ministro non si è sottratto ad un commento pungente riferito alla gestione

delle opere pubbliche veneziane :“bisogna fare le cose per bene ha detto -, togliendo il pubblico e i politici riciclati dalla gestione perché il meccanismo di tariffe e investimenti funzionano se c’è imprenditorialità manageriale”. Per la Pedemontana veneta però è tutta un’altra storia, e l’importanza di riaprire il cantiere è stata al centro dell’incontro tra le associazioni economiche e il Ministro che ha chiarito quanto fin qui è stato fatto dal governo,

ribadendo la volontà di portare a termine l’opera. “Tutto però adesso è nelle mani della Regione – ha dichiarato Alessandra Moretti, capogruppo Pd in Consiglio - che deve proporre, insieme al costruttore con cui ha sottoscritto un contratto, una soluzione che sia praticabile”. “L’appello delle associazioni imprenditoriali vicentine e venete – continua Moretti - e dei sindacati rivolto al ministro Delrio è chiaro: la Pedemontana è un’opera necessaria per l’economia della Regione ed è fortemente sentita la necessità di modernizzare le infrastrutture per renderci sempre più competitivi con il resto d’Europa. Si tratta ora di chiudere in tempi brevi sul nuovo accordo e riaprire un cantiere che vale centinaia di posti di lavoro, immediati e futuri”.

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Politica •

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Bilancio Facciamo quadrare i conti a modo nostro

Zaia, toti e maroni sfidano renzi sulla legge di Stabilità L

a legge di stabilita’’ 2017 è “insostenibile, perchè anticipa i contenuti di un referendum su cui i cittadini non si sono ancora espressi”. Lo afferma il governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, al terzo incontro trilaterale con i governatori di Veneto e Lombardia, Luca Zaia e Roberto Maroni, oggi a H-Farm, Roncade, in provincia di Treviso. Dopo i due appuntamenti di Genova e Milano, in cui i tre governatori hanno parlato rispettivamente di migranti e di referendum costituzionale, l’appuntamento di oggi serve ufficialmente a presentare il “bilancio dei virtuosi”, ovvero la proposta di una serie di norme da inserire nella Legge di stabilita’’ per incentivare “lo sviluppo dei territori”. Siamo in piena “stagione finanziaria” - spiega Zaia - ma a Roma pensano in maniera sconnessa ai territori che producono”. Per questo i tre governatori insistono su alcuni punti. “L’applicazione dei costi standard a sanità e alla spesa pubblica in genere permetterebbe un risparmio di 30 miliardi l’anno, ovvero un terzo del debito pubblico” - sottolinea Zaia, che chiede inoltre una maggiore autonomia per le Regioni che la meritano. “Se uno ha i conti a posto non capiamo per quale motivo non debba essere ascoltato”, continua il governatore del Veneto, secondo cui il debito pubblico dovrebbe essere “regionalizzato”. C’è poi il tema della semplificazione, perché in Italia investire é troppo complesso e anche chi attira investitori finisce per perdere fondi per la mancanza di percorsi e tempi certi. Eliminare le Conferenze dei servizi, trasferire alle Regioni le funzioni svolte

MANOVRA 2017

MANOVRA 2017

Interventi di variazione legislazione Maggiore spesa 19,5 Mld

Coperture alla manovra

Riduzione di entrate 16,2 Mld

Maggiori entrate 10,7Mld

Deficit 15Mld

Derivanti da RECUPERO DELLA BASE IMPONIBILI e LOTTA ALL’EVASIONE

Altro 7% Spesa capitale 4 Mld

Disattivazione clausole salvaguardia 93%

Spesa corrente 15,5 Mld

MANOVRA 2017

Minori spese 10Mld A valere sui fondi

MANOVRA 2017

PAREGGIO DI BILANCIO

MISURE A SOSTEGNO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE 2015

2015

2019

La Relazione Tecnica alla Legge di Stabilità indica una riduzione, nel triennio, di 6,6 Miliardi di Euro

OBBLIGO DEL PAREGGIO DI BILANCIO SLIDE GOVERNO

SPESA IN INVESTIMENTI REGIONI

STATO

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Riduzione della spesa in conto capitale per 3,3 Mld di Euro (-8%)

Per il comparto delle Regioni dal 2015 vige l’obbligo del pareggio di Bilancio mentre per lo Stato questo entrerà in vigore solo nel 2019

Previsione 2016: 39,957 Mld€ Assestato 2016: 40,880 Mld€ Previsione 2017: 37,545 Mld€

40 39 38 37 36 35

MLD€

2016 - Previsione

2016 - Assestato

2017 - Previsione

La trilaterale: “Servono costi standard per la pubblica amministrazione investimenti fuori dal vincolo di bilancio”

Luca Zaia, Giovanni Toti e Roberto Maroni

da Agenzia del Demanio, dalla Sovrintendenza per i Beni culturali, e dal Corpo dello Stato, oltre a regionalizzare completamente la Via (commissione Valutazione impatto ambientale), sarebbero dei passi importanti per sburocratizzare e semplificare, sostengono i tre governatori. Inoltre, “le spese di investimento non vanno incluse nei vincoli di pareggio di bilancio” in modo da permettere maggiori investimenti pubblici, chiede Maroni. I tributi dovrebbero poi essere “federalizzati”,

continua il presidente della Lombardia, ricordando che “il pareggio di bilancio è obbligatorio per le Regioni dal 2015, e noi lo rispettiamo. Ma il Governo se l’é trasportato al 2019”. Qui “stiamo costruendo un esempio di confronto tra Regioni che hanno interessi comuni”, conclude il governatore della Liguria, e “lo spirito non é polemico ma costruttivo”, a dimostrazione che “ieri Renzi ha provato a descrivere il paese che costruira’’.

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Politica •

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Blue e green economy, il futuro di italia e croazia E’ il più importante programma transfrontaliero europeo con 238 milioni di euro di budget

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en 25 province italiane, 8 contee croate sono chiamate a dar vita a una cooperazione nel programma ItaliaCroazia finanziato per 238 milioni di euro e che si inserisce nel più vasto scenario della strategia della macro-regione adriatico ionica, una delle quattro strategie su cui punta l’Europa, Baltica, Danubiana, Alpina e appunto Adriatico-Ionica, l’unica che investe il Mediterraneo e che unisce il Mediterraneo al cuore del continente europeo”. Il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, ha presentato il programma transfrontaliero Italia-Croazia. “Le sfide marittime e la blue economy che affrontiamo nella regione adriatica – ha proseguito Ciambetti - non sono specifiche a un singolo paese: sfruttamento eccessivo della pesca, inquinamento, mutamenti climatici, sicurezza, congestione del traffico, collegamenti di trasporto e turismo stagionale: dal momento che esiste un potenziale di crescita in molti di questi settori, il piano d’azione del programma Italia-Croazia

può diventare la cornice ideale per affrontare in maniera organica questioni strategiche per i nostri due Paesi proiettandoli al centro della strategia europea della macroregione Adriatico-Ionica. Proprio a inizio novembre la città di Dubrovnick ha salutato per la prima volta il suo primo milionesimo visitatore in un anno e per capire questo dato basti pensare che i turisti in questa città sono raddoppiati dal 2008. Anche Dubrovnick come Venezia soffre della congestione dei flussi turistici, tema che si potrebbe per altro ampliare anche a buona parte della costa Dalmata come Emiliana, romagnola. Cito questi casi emblematici per spiegare quanto sia necessario riuscire a dare delle risposte eco-sostenibili senza con ciò penalizzare la risorsa turistica che in molte realtà, italiane come croate, sono trainanti”. L’area su cui insiste il Programma si estende su una superficie di 85.562 km² con una popolazione totale di oltre 12 milioni e mezzo di abitanti e riguarda le provincie italiane di Udine, Gorizia, Trieste, Pordenone,

Il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti

Venezia, Padova, Rovigo, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Pesaro e Urbino, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Teramo, Pescara, Chieti, Campobasso, Brindisi, Lecce, Foggia, Bari, Barletta-Andria-Trani a cui si affiancano le 8 contee croate, Istria, Fiume e la regione litoranea montana con le isole del Quarnaro, la Regione di Lica e Segna, Zara, Sebenicco, Spalato, Dubrovnick, Karlovac, “I temi prioritari riguardano la blue e green-eco-

nomy – ha spiegato Ciambetti – la sicurezza e l’adattamento ai mutamenti climatici, il trasporto e il patrimonio culturale. Mi auguro che questo programma possa far sì che le 25 province italiane e le 8 contee croate si mobilitino consci del ruolo che è stato affidato loro dall’Unione Europea, che non a caso ha voluto riservare a questo programma il maggior finanziamento, 237 milioni di euro, previsto per tutti i programmi transfrontalieri”. Messaggio publiredaziionale

Addio a Gianni Camuffo, grande uomo, volto storico della pesca R

osolina è in lutto. Dopo una lunga malattia si è spento nella serata di martedì 11 ottobre l’amministratore della cooperativa e presidente del Consorzio Foce Po di Maistra Gianni Camuffo. Aveva 63 anni. Lascia la moglie e i figli. Camuffo era sempre stato un grande appassionato di pesca ed era impegnato come imprenditore nel settore da oltre 47 anni. Lo piange anche la comunità e il sindaco di Rosolina Franco Vitale. “Il settore della pesca e

Rosolina - ricorda Vitale ha perso un grande uomo, una personalità di spicco e sempre pronto ad aiutare chi si trovava in difficoltà, con grande animo umano. Con lui l’amministrazione ha condiviso diversi traguardi come il tavolo della pesca, in cui Camuffo come rappresentante del consorzio Foce Po di Maistra ha sempre collaborato”. “Una persona,- conclu-

de il sindaco - prima di un grande imprenditore, innamorato della sua terra, ma soprattutto del suo mare e della laguna che lo ha visto protagonista fin da giovane, in modo intraprendente, per trovare soluzioni ai tanti problemi che questo settore vive. In questo momento io e tutta la città di Rosolina siamo vicini alla famiglia per la perdita di Gianni”.

“Una grande persona e un grande imprenditore, innamorato della sua terra, ma soprattutto del suo mare”


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Cultura •

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La mostra Treviso, Casa dei Carraresi, fino al 1 maggio 2017

“Francis Bacon. un viaggio nei mille volti dell’uomo moderno” S

criveva Luigi Pirandello che impareremo a nostre spese che nella vita si incontrano “tante maschere e pochi volti”. Un’intuizione che trova spesso conferma e che il genio di uno dei più grandi pittori contemporanei ha indagato con efficacia e successo. Si tratta di Francis Bacon, artista di origini irlandesi, nato a Dublino nel 1909, a cui Treviso dedica in questi mesi una grande mostra presso la Casa dei Carraresi. L’esposizione cercherà di focalizzarsi soprattutto sulla produzione italiana delle sue opere, in quanto rappresentazione della “maledizione del corpo e dell’anima” che attanagliò l’individuo moderno, interpretabile alla luce della psicanalisi, della filosofia e della psicologia. Un’opportunità unica di “entrare nella mente” dell’artista, di comprenderne

i dubbi, le angosce e le ragioni che lo spinsero a scegliere i suoi soggetti, attraverso l’analisi della Francis Bacon Collection of the Drawings Donated to Cristiano Lovatelli Ravarino, delineata all’interno di relazioni e vita privata che si intrecciano nella storia. Il percorso si soffermerà sull’analisi delle diverse tematiche care all’artista: dai Papi alle crocifissioni, dai ritratti agli autoritratti, declinati nelle diverse modalità espressive nel corso degli anni. Le opere esposte comprenderanno la collezione italiana delle opere dell’artista irlandese: disegni, pastelli e collages donati da Bacon ad un intimo amico italiano tra il 1977 ed il 1992. In esse sono evidenti gli influssi dei maestri del passato, punti di riferimento per l’artista. Proprio per sottolineare come Bacon sia

Le opere rappresentano quella “maledizione del corpo e dell’anima” che attanagliò l’individuo moderno

stato interprete della maledizione del corpo e dell’anima dell’individuo moderno, è prevista la collaborazione con il Sigmund Freud Museum di Vienna, con la presenza di opere e testi per un viaggio tra arte, colore, filosofia e psicanalisi. Saranno inoltre presenti opere di confronto di artisti del calibro di Burri, Manzoni, Fontana, che inviteranno il visitatore alla riflessione sulla coscienza e sull’esistenza. Citazioni di pensatori, scrittori,

Venezia, la Stagione teatrale della Fenice

La nuova grande stagione teatrale della fenice si è aperta il 4 novembre con la prima assoluta di Aquagranda, un’opera dedicata al cinquantesimo anniversario dell’alluvione, tratta dal libro Acqua Granda di Roberto Bianchin, musica di Filippo Perocco e Libretto Roberto Bianchin e Luigi Cerantola. Il 4 novembre 1966 una terribile alluvione colpì Venezia. Quel giorno si verificò la più elevata acqua alta mai registrata da quando iniziarono le rilevazioni sistematiche del fenomeno: alle ore 18 il mareografo di Punta della Salute segnò quota 194 cm. L’alluvione provocò disastrose conseguenze. Soprattutto fu colpita Pellestrina, l’isola nella quale è ambientata la nuova opera di Filippo Perocco che inaugura la Stagione. Ernesto Ballarin, il protagonista, all’epoca aveva venticinque anni e il mare che aveva travolto i Murazzi gli entrò dentro casa arrivando fino al tetto e costringendolo a evacuare la sua casa e la sua isola insieme ad altre tremila persone. I prossimi appuntamenti della stagione lirica della Fenice sono Attila di Giuseppe Verdi in programma dal 9 al 12 dicembre e Tannhauser di Richard Wagner dal 20 gennaio al 5 febbraio.

Dinosauri, non solo la mostra anche tanti film E’ partita in grande stile la rassegna cinematografica organizzata al Centro culturale Altinate San Gaetano nell’ambito della mostra “Dinosauri. Giganti dall’Argentina”. Un nuova iniziativa per dare al pubblico la possibilità di passare un pomeriggio in compagnia dei dinosauri all’insegna del divertimento, tra svago e stimoli scientifico-educativi, offrendo un intrattenimento di qualità”. Domenica 27 novembre sarà

proiettato il film “The Lost World” (1925) di Harry Hoyt: si tratta della prima trasposizione cinematografica del romanzo omonimo di Arthur Conan Doyle scritto nel 1912. Il film mostrò per la prima volta al grande pubblico dei dinosauri “in carne e ossa” (fino ad allora si erano visti solamente gli scheletri) ed è considerato il capostipite di un fortunato filone cinematografico. Domenica 18 dicembre sarà la volta di un divertente film d’animazione par-

poeti, artisti saranno i punti di riferimento di questo viaggio in un mondo incerto e sospeso, nel quale ogni forma d’arte prova a disvelare la realtà, con suggestioni provenienti da diversi linguaggi, sempre con il medesimo fine, quello di indagare il mistero più affascinante di tutti: l’uomo. A curare l’esposizione è Edward Lucie-Smith, poeta, critico e storico dell’arte, autore di oltre 200 tra libri, cataloghi e saggi, affiancato da Giulia Zandonadi, giovane scrittrice e storica dell’arte.

ticolarmente amato da grandi e piccini, “L’Era Glaciale 3 - L’alba dei Dinosauri” (2009) di Carlos Saldanha. Domenica 29 gennaio sarà presentato “L’impero dei dinosauri”, un documentario sull’evoluzione di questi temutissimi predatori, con le scoperte scientifiche più recenti su come vissero e perché scomparvero. Un programma ricco di animazioni di grande spettacolarità, che offre un’ipotesi estremamente realistica di come potevano apparire la Terra e i suoi abitanti milioni di anni fa. Si continua domenica 12 febbraio con un film all’insegna della suspence “The Lost Dinosaurs I Dinosauri perduti” (2012) di Sid Bennet alla ricerca di un mostro discendente dai dinosauri, una specie di Lock Ness africano. La rassegna si chiude domenica 26 febbraio con il film d’animazione “A spasso con i dinosauri” (2013) di Barry Cook e Neil Nightingale. Ambientato 70 milioni di anni fa al tempo in cui i dinosauri dominavano la Terra, racconta le avventure di Patchi, un cucciolo di pachirinosauro. Le proiezioni si terranno alle ore 17 nell’auditorium del Centro Altinate (unica proiezione; ingresso con il biglietto della mostra fino ad esaurimento dei posti).


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Salute •

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Run for Iov Pazienti e oncologhe alla maratona di New York

Run for Iov Pazienti e oncologhe alla maratona di New

cancro al seno: si guarisce e si torna a correre

cancro al seno: si guarisce e si torna a correre

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’avventura del team Run for Iov, composto da dodici pazienti guarite dal cancro al seno e da quattro specialiste dell’Istituto Oncologico Veneto, si è conclusa nel migliore dei modi. Partite da Padova verso New York, domenica 6 novembre hanno partecipato alla Maratona più famosa del mondo. Le runners hanno sconfitto il cancro al seno, curate e seguite dagli specialisti dell’Istituto Oncologico Veneto – IRCCS. Alessandra, 34 anni; Sabrina 44 anni; Patrizia 43 anni; Alberta 49 anni; Susanna, 30 anni; Martina, 38 anni; Paola, 63 anni; Ornella, 53 anni; Daniela 50 anni; Caroline, 49 anni; Donatella, 53 anni, Sandra, 47 anni (fondatrice della Onlus Ryla, Run for Your Life Again). Con loro sono partite anche quattro

specialisti dello IOV (clinici che hanno seguito da vicino le donne durante e dopo il periodo di cura) e che parteciperanno alla maratona newyorkese: Silvia Michieletto e Tania Saibene (chirurghi oncologi della Breast Unit dello IOV); Stefania Zovato (endocrinologa U.O. Tumori EreditariIOV); Samantha Serpentini (psiconcologa, IOV). “Il rapporto che si instaura allo IOV – afferma Patrizia Simionato, direttore generale dello IOV tra pazienti e clinici è tale da generare iniziative forti, autentiche e coinvolgenti. All’Istituto i pazienti sono prima di tutto persone, e proprio per questo in un rapporto di profonda attenzione nascono momenti di aggregazione e si sviluppano attività importanti, che durano nel tempo”.

’avventura del team Run for Iov, composto da dodici pazienti guarite dal cancro al seno e da quattro specialiste dell’Istituto Oncologico Veneto, si è conclusa nel migliore dei modi. Partite da Padova verso New York, domenica 6 novembre hanno partecipato alla Maratona più famosa del mondo. Le runners hanno sconfitto il cancro al seno, curate e seguite dagli specialisti dell’Istituto Oncologico Veneto – IRCCS. Alessandra, 34 anni; Sabrina 44 anni; Patrizia 43 anni; Alberta 49 anni; Susanna, 30 anni; Martina, 38 anni; Paola, 63 anni; Ornella, 53 anni; Daniela 50 anni; Caroline, 49 anni; Donatella, 53 anni, Sandra, 47 anni (fondatrice della Onlus Ryla, Run for Your Life Again). Con loro sono partite anche quattro

specialisti dello IOV (clinici che ha guito da vicino le donne durante e periodo di cura) e che partecipera maratona newyorkese: Silvia Mic e Tania Saibene (chirurghi oncol la Breast Unit dello IOV); Stefania (endocrinologa U.O. Tumori E IOV); Samantha Serpentini (psicon IOV). “Il rapporto ch staura allo IOV – Patrizia Simionat tore generale del tra pazienti e clin da generare inizia ti, autentiche e genti. All’Istituto i pazienti sono p tutto persone, e proprio per ques rapporto di profonda attenzione n momenti di aggregazione e si svil attività importanti, che durano n po”.

chi si ammala, chi guarisce?

chi si ammala, chi guarisce?

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gni anno, in Italia, si ammalano di tumore al seno circa 48 mila donne (e 300 uomini). Si tratta infatti della neoplasia più frequente in assoluto per incidenza nella popolazione femminile. In media, in assenza di condizioni particolari (come la mutazione genetica), il rischio di ciascuna donna di ammalarsi è del 10-12%. Questa percentuale, però, varia molto con l’età. Secondo i dati dell’Associazione Italiana Registri Tumori è del 2,3% fino all’età 49 anni (1 donna su 45), del 5,2% tra i 50 e i 69 anni (1 donna su 19) e del 4,4% tra i 70 e gli 84 anni (1 donna su 23). Complessivamente, emerge che 1 donna su 9 in Italia si ammalerà di tumore al seno

nel corso della sua vita. Consola però sapere che la mortalità è in continuo calo: ogni anno diminuisce dell’1,4%, e questo si deve sia all’efficacia delle nuove terapie sia alla diagnosi precoce, che permette di individuare il tumore in una fase iniziale. Oggi la sopravvivenza media dopo 5 anni dalla diagnosi è di circa l’87%. Certo sono ancora troppe le donne che muoiono a causa di questa malattia, che si conferma la prima causa di decesso per patologia oncologica nella popolazione femminile. Il cancro al seno è la causa del 29% dei decessi nelle donne prima dei 50 anni, il 23% di quelle tra 50 e 69 anni e il 16% di chi ha oltre 70 anni.

gni anno, in Italia, si ammalano di tumore al seno circa 48 mila donne (e 300 uomini). Si tratta infatti della neoplasia più frequente in assoluto per incidenza nella popolazione femminile. In media, in assenza di condizioni particolari (come la mutazione genetica), il rischio di ciascuna donna di ammalarsi è del 10-12%. Questa percentuale, però, varia molto con l’età. Secondo i dati dell’Associazione Italiana Registri Tumori è del 2,3% fino all’età 49 anni (1 donna su 45), del 5,2% tra i 50 e i 69 anni (1 donna su 19) e del 4,4% tra i 70 e gli 84 anni (1 donna su 23). Complessivamente, emerge che 1 donna su 9 in Italia si ammalerà di tumore al seno

nel corso della sua vita. Consola però sapere che la mortalità è in continuo calo: ogni anno diminuisce dell’1,4%, e questo si deve sia all’efficacia delle nuove terapie sia alla diagnosi precoce, che permette di individuare il tumore in una fase iniziale. Oggi la sopravvivenza media dopo 5 anni dalla diagnosi è di circa l’87%. Certo sono ancora troppe le donne che muoiono a causa di questa malattia, che si conferma la prima causa di decesso per patologia oncologica nella popolazione femminile. Il cancro al seno è la causa del 29% dei decessi nelle donne prima dei 50 anni, il 23% di quelle tra 50 e 69 anni e il 16% di chi ha oltre 70 anni.


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Turismo •

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Estremo Oriente

Vietnam e cambogia, il futuro ha un cuore antico Viaggio nei due paesi dell’Indocina che nella pace, dopo tanti anni di guerra, hanno trovato il volano per una crescita vertiginosa. Anche sul piano turistico, mettendo in mostra i tesori di una cultura millenaria

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uarant’anni di pace valgono anni luce quelle di Oriana Fallaci) ai grattacieli abbadi progresso. Liberano energie posi- glianti di luci e di colori della City. E proprio tive. Rimettono in moto e fanno rinascere a Saigon la memoria del conflitto è ancora la speranza anche in un paese, quale era il viva nel Museo della guerra che documenta Vietnam del 1975, dilaniato da trent’anni di le atrocità commesse dagli americani e le guerra sanguinosa e brutale. Prima quella conseguenze dell’utilizzo di armi chimiche. per uscire dal giogo del colonialismo fran- Quella pagina di storia è ancora viva anche cese (conclusasi nel 1954) e poi quella civile nel Palazzo della Riunificazione, l’ex sede del fraw il Nord comunista e il Sud filo america- primo ministro del Sud, dove sono visitabili no (1960-1975) che sconvolse il mondo per anche i bunker sotterranei. Chi vuole approle sue atrocità. Oggi il Vietnam è un paese fondire il tema della guerra trova pane per giovane e dinamico, proiettato verso la crei suoi denti a Cu Chi, visitando il sistema di scita economica e desideroso di mostrare tunnel sotterranei che ebbero una funzione al mondo i suoi vistosi passi in avanti. Un fondamentale nella strategia di guerra dei paese che vive di futuro, che è quello che Vietcong. La Saigon più occidentale la si rihanno nel cuore i suoi milioni di giovani. trova nel quartiere della cattedrale di Notre Una generazione on the road che sfreccia Dame e del monumentale Palazzo delle Posorridente a tutte le ore in sella ad altrettanti ste. Quella più tradizionale nella Pagoda di milioni di motorini lungo le strade di Saigon Ngoc Hoang e nel mercato popolare di Ben (la chiamano tutti ancora così, nonostante il Thanh. suo nome oggi sia Ho Chi Minh) in una sorta Il modo migliore per apprezzare il delta del di stordente moto perpetuo. Mekong è la navigazione fluviale, spingenIl Vietnam (territorio poco più grande dosi poi con piccole imbarcazioni a scoprire dell’Italia dove vivono 90 milioni di abitanla rete di canali e di stagni che, avvolti da ti) oggi è un paese che ha cancellato le fe- un vegetazione lussureggiante, costituiscorite e le devastazioni dei no l’habitat ideale per una Dalla vivace e cosmopolita variegata avifauna. Straortanti conflitti patiti nel dopoguerra e che vuole dinaria l’escursione in picSaigon (oggi Ho Chi Minh) mettere in vetrina anche cole barche nella foresta alla natura avvolgente del le sue straordinarie beldelta del Mekong, dalla regale pluviale di melaleuca a Tra lezze naturali e artistiche. Su. A Can Tho, vivace città Phnom Penh ai templi A partire dalla capitale di un milione di abitanti, di Angkor, Patrimonio Hanoi, ricca di templi e pulsa di vita il mercato galdell’Umanità Unesco. di palazzi, oppure dalla leggiante di Cai Rang con spettacolare baia di Ha- Un viaggio ricco di sorprese, i sampan carichi di merci long (situata all’estremità seguendo il filo della storia di ogni genere, soprattutto settentrionale del paese, riso e frutta, mentre la sera al confine con la Cina) con i suoi monumen- è piacevole perdersi tra la folla di giovani che tali “faraglioni” da ammirare in navigazione animano l’area pedonale dominata dalla gilenta, o l’antica capitale imperiale Hue dove gantesca statua di Ho Chi Minh. Lungo la ancora si colgono i fasti della vita di corte. E strada per Chau Doc è “visitabile” anche un poi Da Nang con il suo museo ricco di scul- allevamento di… coccodrilli, utilizzati come ture antiche e misteriose, Cham famosa per carne e nella confezione di borsette. le sue incantevoli spiagge di sabbia bianca, Chi ha tempo, da Chau Doc può vivere l’eBuon Me Thuot e Pleiku interessanti per le mozione di raggiungere la Cambogia risaloro piantagioni di caffè e i loro elefanti. E lendo il Mekong (sei ore di navigazione) e ancora spiagge da sogno, scendendo, a Nha concedersi un’appendice di viaggio a Phnom Trang e Phan Tiet. Per arrivare infine a Sai- Penh e nella zona dei templi di Angkor, una gon – Ho Chi Minh e nel delta del Mekong, delle sette meraviglie del mondo moderno. il cuore pulsante del paese a livello econo- La capitale della Cambogia è oggi una città mico dove il Vietnam vive già proiettato nel con tanta voglia di lasciarsi alle spalle i terfuturo. Saigon si ammira tutta dalla Bitexco ribili ricordi legati alla feroce dittatura dei Tower, dall’alto dei suoi 262 metri, seconda Khmer Rossi. Le atrocità compiute dal regine solo alla Keangnam di Hanoi (336 metri). La di Pol Pot nel periodo 1975 – 79 sono docuvecchia capitale del Sud, metropoli che sfiora mentate soprattutto nel Lager S21, l’ex liceo ormai i 10 milioni di abitanti, è un contrasto dove furono detenuti e torturati migliaia di avvincente fra vecchio e nuovo: dai quartieri internati, colpevoli solo di essere intellettuacoloniali che evocano pagine di letteratura e li, borghesi o commercianti e quindi “inutidi corrispondenze di guerra (indimenticabili li” alla folle costruzione dell’utopistico stato

Una splendida ragazza cambogiana lungo il viale che porta al tempio di Angkor Wat. A sinistra dall’alto: esercito di scooter a Saigon (oggi Ho Chi Minh City) e un allevamento di coccodrilli nel sud del Vietnam. Sopra uno dei grattacieli simbolo di Saigon e la statua di Ho Chi Minh, il “grande padre”, a Can Tho. Sotto: un’immagine di Angkor Wat al tramonto, un tempio buddista, elefante fra i templi di Angkor, il palazzo reale di Phnom Penh, navigazione nel delta del Mekong, sposi a Saigon davanti alla cattedrale cattolica di Notre Dame e le grandi statue del tempio di Bayon (Angkor) in Cambogia

comunista rurale. Furono quasi due milioni i cambogiani sterminati dal regime da Pol Pot, un terzo della popolazione. I fasti della dinastia tornata alla guida del paese (dopo la liberazione dai Khmer Rossi da parte delle truppe vietnamite) sono ammirabili nel Palazzo Reale. Infine Angkor: servono almeno tre giorni per rendersi conto della preziosità dei suoi templi, raggiungibili a bordo dei tuk tuk, le pittoresche motocarrozzette locali. Il più celebre, Angkor Wat, Patrimonio dell’Umanità Unesco, richiede da solo mezza giornata. Imperdibile la vista con i colori morbidi e caldi del tramonto, con il tempio che si specchia nell’acqua. Atmosfere uniche, pietre che “parlano” attraverso i bassorilievi dell’antica cultura Khmer usciti intatti il secolo scorso dall’abbraccio ultrasecolare della foresta. Le Thi Thu Phuong, laureatasi in Italia e ora responsabile marketing di Asiatica Travel, tour operator di Hanoi molto attivo nel

nostro paese, collaborando anche con il Centro Studi Vietnamiti (il 25 settembre scorso a Torino ha organizzato l’evento culturale “Vietnam da scoprire”), propone interessanti viaggi su misura in Indocina, organizzati anche on line, viaggi con assistenza in italiano 24 ore su 24. Pacchetti tagliati sulle esigenze dei viaggiatori, singoli o di gruppo, caratterizzati da qualità nei servizi, buon prezzo e spessore culturale. “Vogliamo far apprezzare il nostro bellissimo paese” dice Le Thi Thu Phuong “che negli ultimi anni sta intensificando il rapporto di amicizia con l’Italia, come testimonia anche la recente visita del vostro Presidente della Repubblica Mattarella e le molteplici sinergie in campo commerciale e culturale”. � Pagina a cura di

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Turismo •

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Friuli Venezia Giulia

collio e carso, terre di solisti del gusto Cinque protagonisti dell’enogastromia locale raccontano questi territori di confine ricchi di storia e di contaminazioni etniche e culturali: Josko Sirk, Augustin Devetak, Giorgio Suraci, Adriana Rizzotti e Giovanni Puiatti

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ante anime, un cuore unico. Quello di un territorio schietto, spigoloso anche, ma indiscutibilmente generoso di cose buone. Prodotti frutto di contaminazioni plurisecolari che rispecchiano il carattere multietnico di questa microregione. Parliamo dell’estremo lembo del Friuli Venezia Giulia, laddove l’asprezza del Carso si confonde e si mitiga fra i declivi dolci del Collio. Terre di genti diverse, di culture che la storia ha spesso contrapposto, ma che nella pluralità hanno trovato anche la loro ricchezza. Carso triestino e Collio goriziano, territori ancora divisi al proprio interno da un confine (ieri quello “ferreo” jugoslavo, oggi quello - quasi impercettibile - sloveno) ma che grazie all’Europa sembrano aver ritrovato un’unità particolare, capace di valorizzare il prezioso patrimonio di tradizioni locali: friulane, giuliane, slovene e austriache, in una parola mitteleuropee. Terre di vini soprattutto, dai celebrati bianchi del Collio (Ribolla, i vari Pinot, Friulano, Sauvignon) agli indomiti rossi del Carso (Terrano soprattutto, accanto al bianco Vitovska). Ma anche di formaggi frutto di sapienza artigianale e di prosciutti e salumi di eccellente fattura che trovano in una ristorazione evoluta e colta una vetrina adeguata.

Prosegue alla pag. seguente

Il nostro viaggio in queste terre di confine si sviluppa lungo gli itinerari della Via dei Sapori (un consorzio fra operatori selezionati del Friuli Venezia Giulia, con un sito davvero interessante e ricco di notizie e curiosità: www. friuliviadeisapori.it) e si sostanzia nell’incontro con alcuni protagonisti della scena enogastronomica locale. Attraverso le loro esperienze si “legge” e si capisce un territorio. Josko Sirk di Cormons è tra i solisti più conosciuti del Collio. Un visionario capace di aprire nuovi orizzonti. E’ stato tra i

pionieri del turismo in questa zona addossata al confine, basti pensare allo storico ristorante Al Cacciatore, agli appartamentini immersi nel verde, all’Osteria, alla cantina storica e alla straordinaria acetaia. Immaginifico al punto che nel suo resort “verde” immerso nel bosco della Subida Sirk oggi ha aggiunto un minuscolo monolocale plein air con le pareti vetrate pronte a spalancarsi tra querce e felci per permettere all’ospite di respirare gli umori della natura. E poi ha creato la possibilità di dormire in un fienile su un letto

“felliniano” tra i veli di un baldacchino candido. “Non bisogna mai smettere di guardare avanti” dice Sirk “Qualcuno mi ha dato per matto, ma io credo nella forza delle idee nuove, capaci di intercettare nuovi turismi”. Augustin Devetak di San Michele del Carso ha sulle spalle, senza sentirne il peso, i 146 anni di storia della locanda di famiglia. Questa sorge poco lontano dalle trincee del primo conflitto mondiale, le stesse dove il poeta Giuseppe Ungaretti, a contatto con la tragedia della guerra, scrisse i versi scarni diventati manife-

sto del suo ermetismo e che oggi ritroviamo ispiratori del vicino parco letterario che vale certamente una visita. Devetak in questi giorni ha avuto la soddisfazione di trovarsi a pranzo due Capi di Stato: il presidente Mattarella e il suo collega sloveno Pahor trovando il modo di far loro apprezzare i ravioli di ricotta e menta della moglie Gabriella e soprattutto le tradizioni di famiglia. Ovvero un’ospitalità sincera e tante cose buone fatte in casa: agli ortaggi sott’olio, ai distillati. La sua bella casa in pietra è un punto di riferimento per la zona, le figlie si ....


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Turismo

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collio e carso, terre di solisti del gusto Nei piatti e nelle cantine si colgono ancora la pluralità e i valori della vecchia Mitteleuropa, fondendo le tradizioni friulane, giuliane, slovene e austriache. La “Via dei sapori” è una bussola per conoscere gli itinerari giusti da seguire

Nelle immagini di copertina: un paesaggio del Carso triestino affacciato sul golfo e un panorama dolce del Collio goriziano. Qui a lato, da sopra: Adriana Rizzotti nel suo locale “Al Ponte”, Giovanni Puiatti (con la sorella Elisabetta), Josko Sirk, Giorgio Suraci con la moglie Annamaria e, in basso a destra, Augustin Devetak

sono già affiancate nella gestione. “Il nostro futuro sta nella valorizzazione della tradizione” dice “e noi stiamo cercando di interpretare questo concetto in più modi senza mai perdere di vista la sempicità”. Giorgio Suraci ha trasformato il suo ristorante in un tempio della cucina. Al Lido di Muggia, locale al piano terra dell’omonimo albergo, è rimasto tutto com’era negli anni ’70, in uno stile piacevolmente fané, dagli arredi alle atmosfere, con quei piatti del Buon Ricordo che ricordano gli anni d’oro di una ristorazione che voleva rompere gli schemi e affermare il verbo della qualità. Ecco, Giorgio Suraci è ancora lì a spiegare perché i suoi piatti di pesce non seguano le mode e alle salsine fuorvianti preferiscano la qualità schietta della materia prima. Perché il pescato che finisce in tavola è quasi tutto di cattura e lo si sente. La vicinanza con l’Istria (anche la moglie di Giorgio, Annamaria, è istriana: di Pinguente) permette forniture ittiche di eccellenza. E non oc-

ESPURGO POZZI NERI

Segue dalla pag. precedente

corre essere triestini per capirlo. “La clientela si fidelizza con la continuità” dice Giorgio “Muggia è la perla veneziana del golfo di Trieste, qui c’è un pesce talmente buono che basta presentarlo al naturale”. Porta d’ingresso di questa micro regione è Gradisca d’Isonzo, con il suo nobile teatro e la sua enoteca regionale. Il ristorante Al Ponte, oggi anche albergo, ha la funzione delle antiche stazioni di posta. La famiglia Rizzotti è al timone da 32 anni. Viene dalla Carnia e lo si coglie anche nella cucina di territorio che propone, ovvero una felice sintesi dei sapori del Friuli e dei grandi vini dell’Isontino e dei Colli Orientali. Caminetto sempre acceso e una cifra stilistica di classe. Armando Plett e Adriana Rizzotti sono gli anfitrioni del locale, amano i piatti che presentano e te li fanno amare. “Un tocco creativo ci vuole” dice Adriana “ma è sempre l’anima della tradizione che alla fine deve emergere. I clienti cercano questa”. E per finire Giovanni Puiatti, uno dei produttori di vino storici della zona. Uno che ha sempre portato all’estremo la ricerca per dare finezza ed eleganza ai suoi prodotti. Tra i primi a pensare in grande nell’export. In America è di casa. Oggi la sua piccola Villa Parens è un’azienda boutique che propone gioielli enologici. “La nostra zona” dice “ si è affermata una ventina di anni fa per la qualità dei suoi vini. Oggi la sfida continua, in cantina come nell’arte del ricevere. Questo territorio è così ricco di valori che basta solo comunicarli nel modo giusto, anche a livello internazionale”. Renato Malaman

VIDEOISPEZIONI

• Disintasamento e pulizia tubazioni di qualsiasi genere e diametro

• Video ispezioni televisive in condotte fognarie di qualsiasi diametro (da 50 mm a 2000 mm)

• Prosciugamento acqua • Pulizia vasche condensa grassi, vasche biologiche e depuratori • Bonifica cisterne gasolio • Pulizia impianti di autolavaggio

• Collaudi ad acqua o aria su tubazioni della rete fognaria di qualsiasi diametro • Ugello speciale tagliaradici

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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Tartine radicchio

Carciofi farciti

Ingredienti: 2 fette di pane a cassetta - 1 spicchio d’aglio - 1 C di crema di radicchio*. Preparazione: tagliare le fette di pane in 4 parti e formare dei rombi; farli tostare, passare con lo spicchio d’aglio e spalmarvi la crema di radicchio*.

Ingredienti: 4 carciofi - 50 g di fontina (o altro formaggio morbido) - 1 spicchio d’aglio - 1 C di pane grattugiato - 1 pizzico di curry - 1 pizzico di maggiorana - 1 manciata di prezzemolo - olio e sale q. b.

Ingredienti: 300 g di farina - 2 uova - 3 C di zucchero di canna - latte di riso quanto serve - 1 pizzico di sale - 1 c di vanillina - 1 c di lievito naturale - 100 g di noci tritate - 1 C di zucchero a velo.

Preparazione: togliere ai carciofi le foglie esterne, scavare la peluria interna e lavarli in acqua acidulata con il limone. Tagliare il formaggio a dadini molto piccoli, mescolarlo con il pane grattugiato e le erbe aromatiche. Con questo composto, riempire le “ciotoline” di carciofo. Porli in una teglia antiaderente, mettere un po’ d’acqua sul fondo, coprire e far cuocere una ventina di minuti. Dopo questo tempo scoprire e portare a termine la cottura. Deve rimanere un sughetto denso.

Preparazione: in una ciotola mettere la farina, i rossi d’uovo, lo zucchero di canna, la vanillina, il lievito, il latte di riso quanto serve per ottenere una consistenza cremosa e una parte delle noci tritate. Mescolare bene il tutto, unire i bianchi montati a neve, amalgamare delicatamente e passare in uno stampo infarinato. Mettere in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti. Lasciare intiepidire, cospargere con lo zucchero a velo. Per una miglior presentazione servire con un cucchiaio di composta di frutta a scelta e un pizzico di noci tritate.

Crema di radicchio Ingredienti: 1 decina di foglie di radicchio varie - 2 spicchi d’aglio - 2 C di panna di riso - un pizzico di zenzero - un pizzico di curry - olio e sale q. b. Preparazione: lavare, scolare il radicchio e farlo saltare con l’aglio tritato, regolare di sale. A fine cottura unire lo zenzero, il curry e la panna di riso. Frullare il tutto per ottenere una crema vellutata da usare sia per condire cereali e pasta, ma anche su crostini e tartine. Questo inoltre è un ottimo modo per riciclare le foglie di radicchio più grandi o resti di radicchio di vari tipi.

Ristorante Alla Fornace Via Padana, 198 Statale 11 Riviera del Brenta Malcontenta Ca’ Sabbioni (Ve) seguici su Facebook La prenotazione avviene presso il Ristorante info 041 932127 cell. 335 5294045 luigifornace@libero.it www-ristorantealla fornace.com

Focaccia della nonna

Pranzo di Natale

Il Ristorante Alla Fornace Vi propone di Festeggiare il Natale a tavola accompagnati dal seguente Menù di Pesce: Aperitivo della casa con salatini Schiette fritte con polenta Antipasto Fornace di gamberetti Polipi con sedano e insalata di mare Latticini di Seppia 1/2 Astice al Prosecco Pennette con Salmone e Gamberi Gnocchetti di Natale con Scampetti alla Busara Grigliata di: Orata, Coda di Rospo, Scampo più Fritto Misto con Polenta Insalatine Miste di Stagione Ananas Fresco Gelato Tartufato al Liquore Pandoro con Vino Moscato Sorbetto al Limone Caffé corretto Pinot, Prosecco, Acqua Minerale € a Persona Un augurio sincero di Buon Natale da parte di tutto lo staff del Ristorante Alla Fornace

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Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Nota La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

Cenone di San Silvestro 31 Dicembre 2016, inizio ore 21.00 Il Ristorante Alla Fornace Vi propone di Festeggiare il Capodanno a tavola accompagnati dal seguente Menù di Pesce: Aperitivo della casa con salatini Schiette fritte con polenta Antipasto Fornace di gamberetti Polipi con sedano e insalata di mare Latticini di Seppia 1/2 Astice al Prosecco Pennette con Salmone e Gamberi Gnocchetti di S. Silvestro con Scampetti alla Busara Grigliata di: Orata, Coda di Rospo, Scampo più Fritto Misto con Polenta Insalatine Miste di Stagione Ananas Fresco al Liquore Gelato Tartufato al Liquore Pandoro con Vino Moscato Sorbetto al Limone Caffé e Grappe della casa Pinot, Prosecco, Acqua Minerale € a Persona La serata sarà allietata da musica dal vivo Ci sarà la Lotteria ed estrazioni di magnifici premi di Capodanno Brinderemo al Nuovo Anno con Spumante per un augurio sincero di Buon 2017 da parte di tutto lo staff del Ristorante Alla Fornace

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Oroscopo

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l’

Ariete Attenzione ad alcune contraddizioni affettive che spesso appesantiranno il vostro umore

Toro Il vostro cuore sarà sempre caldo e disponibile ma gaffe, equivoci e tensioni sono dietro l’angolo

Novembre Avanti tutta e se incontrerete degli ostacoli trattenete il fiato e girate l’angolo. Supererete tutto

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Bilancia Tensioni affettive causeranno alti e bassi in famiglia o con le persone alle quali volete bene

Scorpione Nonostante le tensioni, ammorbidite le lamentele e mostrate il vostro volto più affettuoso

Gemelli

Sagittario

Attenti a non assecondare l’ira, correte il rischio di dire anche quello che non pensate

Novità sul piano privato, ma anche divertimento, amici e famiglia: trascorrerete momenti esaltanti

Cancro

Capricorno

Tensioni e insoddisfazioni di natura affettiva potrebbero creare intoppi nei rapporti familiari

Periodo ottimo per concedervi una meritata pausa, e magari fare un viaggio per ritemprarvi

Leone

Acquario

Date spazio alle emozioni, che, in questo periodo, saranno profonde e stabili. Spazio al cuore

Novembre vi offrirà tante situazioni piacevoli e divertenti. Molto positiva la vita sociale

A U T U N N O / I N V E R N O / 2 0 1 6 / 1 7

Vergine

Pesci

Nuove conoscenze molto interessanti che attireranno la vostra attenzione. Fuggite lo stress

La vita sociale sarà rallegrata da inviti che vi faranno tornare il sorriso sulle labbra


Pesce fresco Da noi potrete trovare prodotti ittici polesani di qualità garantita. • Vongole veraci, cozze • Seppie, calamari • Gamberetti di laguna • Branzini

Pesce cotto Il nostro pesce cotto è preparato utilizzando solamente pesce fresco. • Spaghetti alle vongole • Frittura mista con polenta • Grigliata mista • Insalata di mare

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Via dei Dogi, 10 45010 Rosolina (Ro) Italy Cell. (+39) 340 7653158 info@coopandromeda.com www.coopandromeda.com

Specialità Il nostro menu è ricco di specialità venete a base di pesce fresco. • Sarde in saor • Seppie in tecia con polenta • Spadellata vongole veraci e cozze


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Padova nord nov2016 n152 by LaPiazza give emotions - Issuu