di Padova Nord
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Periodico d’informazione locale. Anno XXII n.143 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD
Vigonza Rassicurazioni sulla potabilità dell’acquedotto pag.
Limena Verde “relativo” quando il semaforo accende la polemica
Vigodarzere Lavori anti allagamenti per affrontare le piogge
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rifiuti speciali e sanitari in arrivo a cadoneghe
violenZa: nel 93% dei casi il mostro è in casa
Al via una nuova attività di trasporto, stoccaggio e smaltimento di rifiuti speciali. A breve farmaci, siringhe, gessi, liquidi medicinali, saranno conferiti nell’area di stoccaggio di rifiuti speciali del gruppo Eco Eridania. pag. 9
lotta alle nutrie scintille a cadoneghe Scavano gli argini e provocano frane che con il tempo possono indebolire i corsi d’acqua, gli agricoltori da anni denunciano i danni subiti, eppure sulle nutrie il dibattito è ancora acceso, in particolore con gli animalisti. pag. 10
Le nostre rubriche
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veneto riciclone, eppure brucerÀ rifiuti altrui
Accoglienza e timori all’arrivo dei profughi
A Noventa oltre sessanta alloggiati in un albergo e subito messi al lavoro, a Vigonza sono stati accolti in un’abitazione privata, opinioni discordanti tra la gente
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ar di necessità virtù - con questo spirito l’amministrazione Bisato risponde alla esigenze di un territorio che sta accogliendo 63 richiedenti asilo, ospitati presso la struttura dell’Hotel Paradiso in zona Oltre Brenta. Così una trentina del gruppo di migranti ha imbracciato badili e rastrelli dando il via alla pulizia di via Montello. “Una residente della zona è scesa portando dell’acqua ai ragazzi che stavano lavorando
in strada – racconta Roberto Luisetto, consigliere di maggioranza - è stata una bella immagine di accoglienza ”. L’amministrazione noventana ha recentemente firmato il protocollo d’intesa che, in accordo con la Prefettura e la Cooperativa Sociale Sarah, consente ai migranti di svolgereattività di volontariato con finalità sociale. Le tensioni però non mancano. Marcello Bano, consigliere di minoranza della Lega
Nord, ha annunciato l’apertura della nuova sede noventana del Carroccio inaugurata con una fiaccolata il 5 novembre. Secondo il Consigliere la situazione Oltre Brenta è esplosiva e basta davvero poco per innescare uno scontro sociale. Anche Vigonza fa i conti con l’arrivo di un gruppo di profughi ospitati in una abitazione privata. Il paese si divide sulla pag. 14 loro presenza.
Editoriale
Basterà la misericordia a salvarci dal malaffare?!
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di Germana urbani*
l prossimo 8 dicembre si aprirà il Giubileo straordinario della misericordia in un momento storico davvero difficile, per l’Italia, per Roma capitale – anche del malaffare - ma soprattutto per la Chiesa romana dei principi porporati, dei palazzi, della banca vaticana, degli intrighi. *direttore@lapiazzaweb.it continua a pag. 8
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intervista al regista andrea segre
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news da laPiazzaweb 3
In continua crescita i visitatori nuovi e di rirorno
LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUL SITO La notizia più letta sul nostro sito il mese scorso è stata Samantha
Muffato, la salzanese che balla per un sogno a seguire sono
stati cliccatissimi i servizi relativi Venicemarathon, dodicesimo posto per Leonaro calzavara di pianiga. ricordando fabio Galdiolo, la quarta notizia, invece porto tolle festeggia i due nonni simbolo della città seguici su www.facebook. com/lapiazzaweb
LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUI SOCIAL
Sui social è volata la notizia con La piazza ti informi e... risparmi con i coupin del risparmio!. Subito dopo la notizia più condivisa è stata roberto favazza giovane agricoltore della provincia di Padova, fornirà le sue patate a Mcdonald’s per il prossimo triennio. Ha interessato molto il popolo dei social la storia del patti territoriali di chioggia, cavarzere e cona entro l’estate il via ai cantieri per sei maxi progetti per oltre 3 milioni e 700 mila euro, L’equipe ospedaliera del reparto di urologia di dolo ha operato tre uomini affetti da tumore alla prostata con il Robot Da Vinci, un sofisticato sistema robotizzato per la chirurgia di avanguardia
Salute: tante informazioni anche su www.Piazzaweb.it Sono sempre di più i pazienti internauti. Un italiano su 4 cerca in rete informazioni legate ai temi della salute. Una tendenza, questa, aumentata in modo consistente negli ultimi dieci anni
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a salute oggi corre sul web: 1 italiano su 4, infatti, si rivolge alla rete per cercare informazioni legate ai temi della salute. Una tendenza, questa, aumentata in modo consistente negli ultimi dieci anni: in questo lasso di tempo circa l’85% degli utenti ha cercato informazioni relative alla salute sui siti internet, mentre quasi il 30% ha partecipato a discussioni su questo tema su blog, forum e chat. Sono alcuni dei dati emersi da una ricerca condotta da GfK Eurisko (su un campione di 2mila italiani) e presentati nel corso dell’incontro ‘Biotecnologie ed innovazione in medicina sul web 2.0. Fonti di informazione, fruitori, linguaggi’. “Negli ultimi dieci anni- ha detto Stefania Fregosi, direttrice delle ricerche quantitative d Dipartimento Salute GfK Eurisko- e’ cresciuta esponenzialmente la quota degli internauti: dall’11% si e’ passati al 68% degli italiani maggiorenni. Ma ad aumentare in modo consistente e’ stata la percentuale di chi si informa sulla salute nel web: 1 italiano su 4, infatti, cerca informazioni sulla salute sul web”. Internet, insomma, e’ diventato il luogo cruciale per cercare e condividere informazioni ed esperienze. Quanto ai trend, questi mostrano “una crescente sensibilita’ al tema salute - ha proseguito l’esperta - mentre il paziente diventa sempre piu’ attento, sensibile e competente, con una conseguente ‘espansione’ delle pratiche di
salute: aumentano cosi’ i comportamenti ‘preventivi’ e cresce la popolazione attenta”. In questo nuovo contesto, dunque, la ricerca di informazioni appare centrale e sembra ridefinire la tradizionale relazione medicopaziente. “Sempre di piu’ oggi - ha sottolineato ancora Fregosi appare cruciale per chi opera nel settore della salute cogliere la sfida e far fronte ai bisogni del ‘cittadino -paziente internauta’. Si tratta di una sfida a due livelli: da un lato riguarda i servizi al cittadino, dall’altro riguarda la relazione medico-paziente, ovvero come ‘ri-definire’ un nuovo tipo di relazione che legittimi e valorizzi il bisogno di protagonismo e consapevolezza del paziente nella gestione della propria salute, senza mettere in difficolta’ il ruolo del medico - ha concluso - a cui il paziente vuole e continua ad affidarsi”. E’ anche per queste ragioni che noi de La piazza ci teniamo molto alle rubriche curate da medici locali che pubblichiamo anche sul nostro sito web. Crediamo importante divulgare informazioni utili a chi voglia rivolgersi a medici del territorio, conosciuti e apprezzati per la loro professionalità. Visitate la nostra sezione Salute, http://www.lapiazzaweb.it/category/salute/, e fateci sapere cosa ne pensate.
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Il BLOG DEL DIRETTORE Il 25 novembre si celebra in tutto il mondo la giornata contro la violenza alle donne, un fenomeno che colpisce anche il Veneto con numeri importanti. Complessivamente le strutture che si avvalgono del contributo finanziario della Regione hanno offerto ascolto telefonico a 6 mila persone, incontrato in colloqui di prima accoglienza 1821 donne e ne hanno ospitato 50 (di cui 36 insieme ai loro figli) nelle case rifugio e accompagnato in percorsi di reinserimento 77 (di cui 41 con figli minori) attraverso le case di secondo livello. Occorre, però, spingere ancora sulla prevenzione e sulla cultura del rispetto reciproco. seguici su www.lapiazzaweb.it/category/ilblog-del-direttore/
IL SONDAGGIO Il report diffuso dalla Iarc di Lione, la massima autorità di studio in materia di agenti cancerogeni dell’Organizzazione mondiale della Sanità, sulla connessione tra consumo di carni rosse, in particolare quelle ‘lavorate’, e insorgenza di tumori al colon e al retto, ha generato sgomento ma anche perplessità. In Veneto Zaia in primis si è lanciato nella difesa della qualità del prodotto veneto. Voi cosa ne pensate. La carne rossa fa davvero male?: La carne rossa fa male? seguici su www.lapiazzaweb.it/ sondaggio/
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L’attenzione verso questa rubrica e i suoi protagonisti è altissima. Questo mese in special modo abbiamo pubblicato le foto di fortunati cagnolini scelti da belle famiglie. continuamo a ricevere tante foto di cuccioli che cercano casa. Segno della sensibilità dei nostri lettori e della bontà del nostro lavoro per gli animali.
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Le edizioni più lette dai lettori della piazzaweb sono state quelle di: piovese, conselvano, Miranese Sud e cavarzere
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4 Argomento del mese FORBICE SANITÀ Secondo il Governatore Zaia il Veneto, tra il 2015 e il 2016 subirà, per decisioni del Governo, tagli per 450 milioni di euro e dovrà affrontare nuove spese che peseranno sulle regioni per 2 miliardi 650 milioni
Annunciati nuovi tagli alla sani
di elisa dall’aglio
In commissione Sanità presentate le modifiche al testo di legge Azienda Zero
Le minoranze: “Modificato del 75%, servono altre consultazioni. Fermiamoci”
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entre in regione si sta tentando di scrivere una pagina nuova per la Sanità veneta con una riforma che promette un risparmio tra i 40 e i 60 milioni di euro, dal Governo arrivano nuovi tagli ai trasferimenti. “Il Patto Nazionale per la Salute è oramai carta straccia – commenta l’Assessore alla Sanità veneta Luca Coletto -. Praticamente a solo un anno dalla ‘storica’ firma tra Governo e Regioni, Renzi e la Lorenzin non hanno mantenuto un impegno che sia uno. Di fatto si sta violando il diritto costituzionale alla sanità universale. Senza applicare i costi standard e risparmiare dove si spreca davvero l’insostenibilità è alle porte anche per i virtuosi come il Veneto”. “Dicano ciò che vogliono – incalza Coletto – ma la sanità sta finendo in ginocchio. La realtà è un taglio alle Regioni di 2,3 miliardi già quest’anno, ai quali si aggiungerà un 2016 da paura: rispetto a quanto previsto dal ‘fu’ Patto Nazionale per la Salute (un aumento del Fondo Sanitario di 3 miliardi) ne resta uno. Sulle spalle delle Regioni, alla faccia dei solenni impegni più volte sbandierati, resterà un ulteriore miliardo di spesa aggiuntiva determinata dai maggiori costi per erogare i nuovi farmaci per l’epatite e gli altri farmaci innovativi. Di fatto si tratta di almeno 3 miliardi di tagli”. Il Presidente Zaia, tornato insoddisfatto dell’esito del vertice delle
sperimentaZione sanitaria
Med.it: oltre il Cup
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i chiama Oltre il Cup il progetto sperimentale che partirà a dicembre nell’Ulss 1 di Belluno. Il Progetto, realizzato dal Consorzio per l’Informatizzazione delle Ullss venete Arsenàl.it, prevede la possibilità per il paziente di prenotare direttamente dall’ambulatorio del proprio medico di famiglia le Luca Coletto visite e gli esami necessari, senza più doversi recare personalmente agli sportelli dei Centri Unici di Prenotazione. “Oltre il Cup” è stata una delle principali novità che presentate a MED.it 2015, Fiera dell’Innovazione e delle Tecnologie Sanitarie alla Fiera di Vicenza. “Mentre a Roma tagliano con la mannaia anche i fondi per la digitalizzazione – afferma l’assessore alla sanità Luca Coletto – nel Veneto ci crediamo e investiamo. Prima di tutto lo facciamo sui servizi al cittadino, ma anche guardando alle economie che la tecnologia consente di fare, che poi sono soldi in meno che escono dalle tasche della gente e risorse in più da investire in cure e ricerca”. “Una volta a regìme – fa notare Coletto – ‘Oltre il Cup’ garantirà circa 10 milioni di euro l’anno di economie, che si aggiungeranno ai 19 milioni che si risparmiano già da tempo con la possibilità di scaricare i referti direttamente dal computer o dagli smartphone, e ai 3,3 milioni di minori costi che derivano dall’entrata a regime in tutto il territorio della ricetta digitale. Il conto è pari a 32,3 milioni l’anno di risparmi per l’amministrazione e di minori costi per la gente”.
Regioni con il Presidente del Consiglio ha evidenziato come i tagli lineari non ci premino affatto, in quanto il Veneto è il più “risparmioso” d’Italia. “I costi del personale – fa notare Zaia - sono tra i più alti in assoluto, e quindi tra quelli dove si può fare meglio in assoluto in tema di costi standard e spending review. Sono perciò felice – aggiunge il Governatore– di quanto certificano i dati dell’Agenas, che ci indicano come i più risparmiosi d’Italia. Il costo medio annuo del personale del servizio sanitario pubblico in Veneto – rileva Zaia – è di 51.571 euro, contro una media nazionale di 56.273 euro e numerosi picchi che arrivano agli 82.384 euro l’anno della Provincia Autonoma di Bolzano, ai 62.439 della Campania, ai 60 mila e più di Lazio, Valle D’Aosta, Sicilia e Calabria. Siamo ultimi in Italia, quindi orgogliosamente primi!”. A fronte di tutto ciò la maggioranza a palazzo Ferro Fini considera sempre più urgente la riforma sanitaria e a fine ottobre ha depositato in Commissione Sanità un maxi-emendamento sul testo di legge Azienda Zero. “Il testo è il risultato di un importante lavoro di ascolto che ha visto coinvolte tutte le realtà della Sanità e del Sociale veneto, con particolare attenzione alle proposte che ci sono arrivate dagli amministratori locali – annunciano i capigruppo di maggioranza, Silvia Rizzotto, Nicola Finco, Massimi-
liano Barison, Sergio Berlato e Antonio Guadagnini -”. Secondo quanto affermato dai capigruppo la programmazione sanitaria resterà in capo al Consiglio regionale e alla Giunta, come previsto dalla carta statutaria del Veneto. “Per i cittadini non cambierà nulla rispetto agli attuali servizi – sottolineano – anzi, i risparmi ottenuti potranno essere investiti per il miglioramento delle prestazioni e per l’abbattimento delle liste di attesa; l’Azienda Zero si occuperà tra l’altro degli acquisti centralizzati, del modello assicurativo del sistema sanitario regionale, dell’autorizzazione e l’accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie e della gestione del contezioso sanitario; resterà inalterato il ruolo della Conferenza dei Sindaci e la figura del Direttore servizi sociali”. Il maxiemendamento non è piaciuto alle minoranze in consiglio. Il Pd, accusa la maggioranaza di aver modificato, il 75% della proposta di legge iniziale. “Per noi una riforma così radicale e strutturale – ha detto Bruno Pigozzo, consigliere Pd - è possibile solo dopo un’ampia consultazione e dopo l’accordo tra le parti protagoniste. Per questo chiediamo che l’iter del Pdl 23 si fermi e ci sia il tempo utile – potrebbe essere una finestra temporale di un anno o due – per sviluppare una proposta concreta, sostenibile, non fantasiosa e realmente condivisa”.
Argomento del mese 5 Vertice in Regione fra Comune, Università, Provincia e Azienda Ospedaliera
ità, a pagare saranno i cittadini L’iniziativa A Padova attiva una delle due equipe venete, la Regione conferma il servizio
Abusi e maltrattamenti sui minori, esperti al lavoro per la prevenzione di Nicola Stievano
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e cronache purtroppo riportano con inquietante frequenza notizie di maltrattamenti, o peggio, abusi sui minori. Veri e propri delitti che spesso si consumano fra le mura domestiche e che possono essere contrastati solo con una attenta attività di prevenzione. A Padova, nel territorio dell’Uls 16 è attiva una delle équipes specialistiche attivate in via sperimentale nella nostra regione (l’altra si trova nell’Ulss 9 di Treviso) proprio per prevenire e contrastare abusi e maltrattamenti su minori. Ora dopo una prima fare il lavoro degli specialisti proseguirà e sarà ulteriormente esteso nel territorio. Lo assicura l’assessore alle politiche sociali della Regione Veneto Manuela Lanzarin, che ha portato all’approvazione della Giunta il rifinanziamento del servizio per l’anno in corso con 350 mila euro. “Il progetto pilota avviato in Veneto, e previsto dal piano sociosanitario vigente, si è dimostrato efficace in termini di prevenzione, protezione e cura dei minori, vittime e o autori di abuso sessuale e grave maltrattamento - spiega l’assessore - Gli specialisti delle équipes interprovinciali integrano e collaborano con i servizi sociosanitari e sociali del territorio, per accogliere e prendere in carico minori abusati o vittime di maltrattamenti. Ogni 100 casi, 4 risultano vittime di abuso sessuale, 7 di maltrattamento fisico, 14 di maltrattamento psicologico e 47 di trascuratezza materiale e affettiva. Di fronte all’aumento dei casi segnalati e all’efficacia del modello sperimentato per il 2016 prevediamo di potenziare la rete con un maggior numero di équipes inter-provinciali”. L’indagine nazionale su maltrattamenti e abusi presentata dal Garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza a maggio 2015 ha registrato 91 mila minorenni in Italia vittime di abusi e violenze materiali e/o psicologiche. “In Veneto è in cantiere, grazie anche al lavoro delle due équipes interprovinciali di Padova e Treviso, un monitoraggio capillare del fenomeno e delle sue evoluzioni - conclude l’assessore – e su questa base andremo a definire anche la nuova organizzazione del servizio”.
Il rettore invita a non perdere altro tempo
Ospedale, un passo avanti, disponibile l’area di Padova Est P
er il nuovo ospedale di Padova si fa sempre più concreta la scelta dell’area di Padova Est- San Lazzaro e probabilmente l’opera verrà costruita con il ricorso al project financing. Dall’Università di Padova nessuna preclusione sull’area, a patto però che non si perda altro tempo e che l’Ateneo possa entrare nel merito delle scelte relative alla ricerca, alla didattica e all’assistenza. Resta aperta la questione della sentenza del Tar sull’area di Padova Ovest ma entro Natale la partita dovrebbe chiudersi definitivamente. Pertanto subito dopo la metà di dicembre tornerà a riunirsi il tavolo regionale convocato da Zaia per procedere con il progetto. E’ quanto deciso in un vertice a Palazzo Balbi alla fine di ottobre, al quale hanno partecipato, oltre a Zaia e ai tecnici, il sindaco di Padova Massimo Bitonci, il rettore dell’Università Rosario Rizzuto, il presidente della Provincia Enoch Sorzano. Bitonci ha ricordato il lavoro della commissione che ha individuato due aree compatibili con la realizzazione del nuovo polo ospedaliero. In pole position c’è il quadrante di Padova est – San Lazzaro. “Si tratta 430 mila metri quadri, già disponibili, - ha spiegato Bitonci - 280 mila in proprietà al Comune e ben altri 150 mila che sono in disponibilità in base ad un accordo già fatto con i proprietari. Questa è un’area che è priva di qualsiasi problema di carattere idrogeologico, è un’area abbastanza ampia che non ha problemi di urbanizzazione rispetto all’area di Padova ovest che invece, come è noto, doveva essere urbanizzata, espropriata ed aveva anche dei problemi molto seri di carattere idrogeologico. L’altra area individuata è quella dell’Aeroporto dell’Allegri, che al Comune di Padova risulta non disponibile, in quanto abbiamo effettuato una verifica che questa è zona di interesse strategico militare. Ricordo che un anno fa non esisteva la proprietà o la possibilità di realizzare il polo ospedaliero nell’area di Padova ovest, dovevano essere effettuati gli espropri e per giunta la stessa Commissione tecnica ha rilevato che i lavori di urbanizzazione e i lavori legati al problema di carattere idraulico idrogeologico erano quantificabili in un importo pari a 100 milioni, quindi un importo estremamente importante. Ora invece a Padova Est abbiamo a disposizione un’area di 430 mila metri che può arrivare a 470 mila metri, con una convenzione sottoscritta in cui le società proprietarie mettono a disposizione l’area da subito”. Il rettore Rizzuto ha chiarito le rispettive competenze e sottolineato la necessità di non perdere altro tempo. “La mia preoccupazione è il fatto che ci troviamo con l’orologio a tempo zero, in una situazione di grande difficoltà operativa. Abbiamo un ospedale che sicuramente non è all’altezza delle potenzialità di un policlinico universitario e di questo siamo preoccupati. Quindi, noi sulle scelte della sede, sulle argomentazioni abbiamo un ruolo subordinato. Dove non abbiamo un ruolo subordinato è la discussione piena di che cosa deve essere il nuovo ospedale, ed è quello che chiediamo. Dobbiamo usare bene il tempo a disposizione perché se non avremo dato una struttura adeguata alla nostra sanità regionale credo che avremo delle precise responsabilità”. Zaia fissa il prossimo incontro operativo a metà dicembre, proprio per non lasciare passare troppo tempo, e incarica il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Padova Claudio Dario a verificare alcuni temi legati alla valutazione comparativa delle aree, all’idraulica e al contenzioso legale. “Dobbiamo fare in modo di non perdere i finanziamenti N.S. da Roma dando una risposta definitiva sul nuovo ospedale di Padova”.
6 Vigonza Il caso Al via le iniziative per sensibilizzare al consumo dell’acqua “del rubinetto”
“Acqua buona e sicura”
Etra: ogni anno vengono eseguiti 20 mila controlli Il sindaco: “Possiamo ridurre il consumo di plastica” di Manuel Glauco Matetich
“L
’acqua del rubinetto di Vigonza è buona e sicura”. E’ con queste parole che l’Assessorato all’Ambiente del comune di Vigonza, in collaborazione con Etra S.p.A., ha voluto dare il via a numerose iniziative per invitare i cittadini al buon consumo d’acqua del acquedotto del territorio vigontino ed al risparmio idrico. Il principale obbiettivo della campagna “Acqua ti voglio bere!” è sensibilizzare le famiglie, con particolare attenzione ai giovani, ad un consumo responsabile della risorsa acqua, promuovendo una più ampia conoscenza del problema, con informazioni su: buona qualità dell’acqua del nostro acquedotto, risparmio economico rispetto all’acquisto dell’acqua in bottiglia, riduzione dell’utilizzo della plastica, diffondendo alcuni consigli per non sprecare un bene preziosissimo. Ogni anno vengono eseguiti circa 20 mila controlli sull’acqua del rubinetto di Bassano del Grappa, erogata dall’azienda padovana
Dal rubinetto sgorga acqua perfettamente potabile Etra. Etra preleva l’acqua potabile da falde acquifere nella zona padovana, da falde e da sorgenti nella zona bassanese, da sorgenti nelle zone di Asiago. “Vorremmo contribuire a sensibilizzare le famiglie sulla gestione dell’acqua che scorre dai rubinetti domestici del territorio vigontino. – afferma il sindaco Nunzio Tacchetto – Ridurre il consumo dell’acqua in bottiglia significa ridurre drasticamente l’utilizzo della plastica. Gli italiani, infatti, sono i primi consumatori di acqua minerale
al mondo. L’acqua del nostro acquedotto è davvero buona oltre che incomparabilmente più economica, e non c’è quindi bisogno di comperarne ancora”. Continua Tacchetto: “Ritengo in secondo luogo importante diffondere le “buone pratiche” quotidiane che comportano un maggior risparmio per non sprecare un bene preziosissimo. Anche a casa nostra si può mettere in tavola una caraffa con l’acqua del rubinetto…e chiudere sempre il rubinetto quando ci si lava i denti!”
SOCIALE Il 2 dicembre a Vigonza l’incontro sui “caregivers”
prendersi cura dei familiari, c’è un corso
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’Azienda U.L.S.S. 15, in collaborazione con l’INPS, il comune di Vigonza e altri comuni della provincia di Padova, organizza dei percorsi per “Caregivers”, ossia per coloro che assistono in prima persona, o con l’aiuto di un assistente familiare, un proprio caro malato, disabile o comunque non autosufficiente. Lo scopo dei percorsi formativi è quello di fornire al Caregiver alcuni Assistenza in famiglia strumenti utili per poter affrontare un compito difficile e, inevitabilmente, gravoso. Il percorso si propone di fornire al caregiver tutti gli strumenti tecnico-pratici per prestare la sua opera di cura in sicurezza e qualità, ad esempio: l’aiuto quotidiano ad una persona malata o non autosufficiente; il conoscere la rete dei servizi socio sanitari; il gestire le dinamiche familiari e le relazioni extra familiari; il prendere coscienza dei rischi dello stress da assistenza; la tutela della persona malata; il primo soccorso; il conoscere le agevolazioni ed i contributi previsti dalla legge italiana. Il percorso è strutturato in diversi incontri che si terranno ogni settimana in tutti i comuni aderenti all’iniziativa. Vigonza ospiterà mercoledì 2 dicembre uno degli incontri del percorso Caregiver riguardante le tecniche di immobilizzazione della persona anziana. Le aree tematiche riguardano gli aspetti legislativi, la tutela del Caregiver e dell’assistito, la sicurezza della persona malata e la gestione di particolari situazioni di emergenza. Il corso è rivolto a tutti coloro che si prestano ad assistere un proprio caro in prima persona o con l’ausilio di un’assistente familiare. Per ottenere maggiori informazioni e per le iscrizioni agli incontri è possibile contattare la segreteria organizzativa, scrivendo una mail a: percorsi@caregiveritalia.info M.G.M. oppure telefonando al numero 049/5912272.
spazio bambino, imparare giocando
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’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Vigonza ha voluto riproporre anche per quest’anno scolastico 2015/2016 il progetto Spazio Bambino, presente nelle frazioni di Busa, Peraga, Perarolo, Pionca e Vigonza con attività pomeridiane rivolte a tutti i bambini che frequentano le Scuole Primarie del territorio comunale. Il progetto Spazio Bambino è nato dal desiderio, condiviso dall’Assessorato, di creare uno spazio extrascolastico in cui i bambini possano giocare in libertà con i propri coetanei, partecipare ad alcuni laboratori creativi, ricevere un piccolo aiuto nello svolgimento dei compiti. Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione delle Parrocchie, delle Istituzioni Scolastiche, e soprattutto dei volontari, che con entusiasmo e dedizione rinnovano di anno in anno il proprio impegno con i bambini. Mantenendo come capisaldi il gioco libero e, ove possibile, l’aiuto compiti, i volontari e le volontarie di Spazio Bambino
hanno in programma per l’anno 2015-2016 anche dei laboratori di acquerello, di mosaico, di musica, oltre ai laboratori di decoupage, riciclo, colori su stoffa realizzati anche negli anni precedenti. È prevista una quota di partecipazione mensile di 15 euro per la presenza di una volta alla settimana, e di 25 euro per due volte alla settimana. Il periodo dedicato al progetto spazio bimbo è già partito le scorse settimane e prosegue fino a maggio 2016. Nel caso si fosse interessati ad iscrivere il proprio figlio/a allo spazio bimbo, ci si può rivolgere direttamente alle referenti delle quattro sedi presenti nei diversi giorni di attività. Per maggiori informazioni si può contattare direttamente i referenti del progetto, tra cui la signora Anna al numero telefonico 348/6954870, la signora Rossella al 345/0634601, la signora Marina al 340/6897812, oppure chiamando il Settore Servizi Sociali del comune di Vigonza allo 049/8090321. M.G.M.
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8 Vigonza Accoglienza si o no? Il mese scorso l’arrivo di 18 migranti in una abitazione privata
Sui profughi Vigonza si divide di Manuel Glauco Matetich
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Alcuni residenti del quartiere hanno accolto i giovani africani, altri invece li guardano con sospetto e timore
rofughi sì o profughi no? E’ questa la domanda che negli ultimi giorni ha diviso profondamente l’intera cittadinanza del comune di Vigonza. Un paese letteralmente spaccato a metà da una questione che vede da una parte un folto numero di cittadini favorevole nell’accogliere gli immigrati nel territorio vigontino. Invece, una fetta della popolazione ribadisce il proprio no all’accoglienza dei migranti nordafricani. Il fatto che ha fatto scattare la scintilla della rabbia cittadina contro l’immigrazione, è accaduto pochi giorni fa con l’accoglienza data ad alcuni profughi nel comune di Vigonza. Diciotto ragazzi africani sono stati portati e ospitati a casa della famiglia Sarto, villa privata appartenente a Luigi Sarto, che gli eredi hanno gentilmente deciso di mettere a disposizione della cooperativa Orizzonti. L’abitazione si trova in via Luganega, nella zona rurale tra Vigonza e Barbariga. L’arrivo dei profughi è stato celebrato in pompa magna con la presenza e gli onori del sindaco di Vigonza, Nunzio Tacchetto, e alcuni residenti del quartiere che hanno voluto incontrare e conoscere i loro nuovi vicini di casa. I ragazzi africani con il supporto e il sostegno della cooperativa sociale saranno impegnati ogni giorno in diverse attività, in modo tale da riuscire ad integrarli montato alle stelle. pian piano nel tessuto sociale del comune vigontino. “Questo è un vero e proprio razzismo al “Se si comportano bene e rispettano le altre contrario. – afferma Roberto, residente di Vigonza persone, – ci racconta una delle signore accorsa a pochi isolati dal quartiere di via Luganega – Noi all’incontro con i profughi – italiani non abbiamo ormai per me possono benissimo Polemiche anche nessun diritto ma solo doveri restare qui senza problemi. Io sulle parole e tasse salatissime, mentre ormai ho una certa età e vedo del parroco che chi arriva qui irregolarmente, questi poveri ragazzi come dei aveva invitato senza un permesso di miei possibili figli. E’ giusto ad aprire le porte soggiorno e senza aver mai che anche loro possano avere pagato un euro di tasse è il una vita dignitosa e trovare la felicità che stanno benvenuto e addirittura gli diamo anche una casa”. cercando da anni, scappando dai loro paesi”. Continua Roberto: “Ho partecipato alla raccolta La protesta di gran parte della cittadinanza firme che si stava organizzando per impedire non si è fatta attendere e lo sdegno contro il gesto l’assegnazione di questa casa ai migranti, ma caritatevole compiuto verso i ragazzi africani è evidentemente non è servita a niente. Sia chiaro che
FRAZIONI
L’arrivo di alcuni profughi. Anche Vigonza ha accolto un gruppo di migranti, ma in paese sono numerosi i cittadini contrari
qui nessuno è razzista, ma desireremmo venissero aiutati prima gli italiani e gli onesti lavoratori che si spaccano la schiena ogni giorno, e poi gli altri, diciamo i “non residenti”. E poi il sindaco Tacchetto non era di destra? – conclude il residente - Non capisco come abbia potuto accettare una situazione del genere. Mi auguro solo che le persone alle quali stiamo dando ora aiuto, siano davvero dei bravi ragazzi, per non pentircene in futuro”. Come si può ben notare, non tutti a Vigonza hanno infatti condiviso le parole di don Cornelio Boesso riguardanti l’aprire le proprie porte di casa al prossimo e allo straniero. La vicenda continuerà nelle prossime settimane con un annuncio di un probabile sit-in da parte del gruppo di cittadini di Vigonza contrari a quest’accoglienza.
Basterà la misericordia a salvarci dal malaffare?! di Germana urbani* segue da pag.
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Anche qui, nel Veneto bianco, nella terra degli scandali del Mose, la gente è davvero scossa dalle notizie emerse nelle ultime inchieste giornalistiche che hanno evidenziato come in questi due anni anche Papa Francesco non sia riuscito a invertire la rotta di prelati che a volte, come ha detto lui, hanno “una doppia vita”. I fedeli sono davvero delusi. Questo Papa ha smosso i cuori del popolo e ha avviato un processo di riforma che nessuno poteva immaginare fino a pochi anni fa. Così, la gente sta con lui, con Francesco, ma senza dimenticare quanto sta accadendo attorno a lui. Nessuno pensa che sia giusto generalizzare ma ciascuno di noi ha conosciuto almeno uno di quei preti chiacchierati che invece di essere pastori sono stati “carrieristi e arrampicatori”. O peggio, palancai. Figure che non hanno fatto il bene delle parrocchie in cui hanno operato. Che hanno chiesto soldi senza usare la giusta trasparenza per spiegare come li spendevano, che hanno impegnato gran parte delle risorse della parrocchia in opere di restauro così impegnative da non aver più sostanze per altro. E solo per metterci una targhetta con il proprio nome. Ma se prima il malcontento serpeggiava solo tra i parrocchiani delusi, oggi non è più così. E’ lo stesso Papa a chiedere con forza ai parroci di essere poveri tra i poveri. Senza mezze parole punta il dito contro i preti ricchi che invece di servire “si servono” intascando per sé. “Vescovi e sacerdoti vincano la tentazione di ‘una doppia vita’, la Chiesa è chiamata a servire, non a diventare ‘affarista’” ha ribadito in una recente omelia che rimarrà nella storia della chiesa. Parole semplici per un appello importante. Il papa sa bene, infatti, che dal comportamento dei preti di fronte al denaro dipende in maniera decisiva la risposta dei fedeli alla loro azione pastorale. I fedeli al loro prete perdonano il carattere difficile, gli sfoghi amari e anche cose più serie, ma non l’attaccamento al denaro. Perciò piace alla gente questo “povero” Papa che è diventato simile ad un eroe. Il suo popolo lo ama tanto da temere per la sua stessa vita; gli atei e i fedeli di altre religioni lo apprezzano, lo stimano. E tutti si preparano a partecipare al Giubileo straordinario della misericordia. Vien da chiedersi però se basterà la misericordia a salvare l’uomo dal malaffare dilagante.
*direttore@lapiazzaweb.it
La scuola “Il Bosco incantato” potrà contare su una struttura efficiente e funzionale
RINNOVATA LA MATERNA DI SAN VITO, NEL SEGNO DEL RISPARMIO
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rande festa a San Vito per la tanto attesa apertura degli ultimi nuovi locali della materna. Finalmente l’ampliamento della scuola materna è giunto a termine, ed ha riguardato la costruzione di due nuove capienti aule con superfici a vetrate e nuovi servizi igienici. L’amministrazione ha invitato le famiglie dei bambini frequentanti e tutta la cittadinanza alla cerimonia di inaugurazione della nuova struttura della scuola “Il Bosco Incantato”.
La giornata di festa per i bambini si è aperta con il saluto e l’intervento del sindaco Tacchetto, e del dirigente scolastico Francesca Mazzocco. Oltre al successivo e consueto taglio del nastro e benedizione della nuova struttura da parte del parroco Paolo Benetello, è stata allestita una piccola mostra con l’esposizione ed illustrazione dei lavori eseguiti da parte del Dirigente Tecnico Leopoldo Battistoni per la nuova struttura della scuola materna, realizzata
utilizzando materiali di legno multistrato coibentato. I nuovi spazi dell’asilo sono stati costruiti con la migliore tecnologia presente sul mercato, al fine di assicurare una maggiore efficienza energetica e termica. “Siamo davvero contenti dell’apertura del nuovo spazio per i nostri bimbi. – afferma una mamma – Ora con i nuovi ambienti la scuola materna è diventata un posto molto più accogliente e colorato sia per gli alunni che per gli insegnanti”. M.G.M. Spazi accoglienti alla scuola dell’infanzia
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Cadoneghe 9 In zona industriale Annunciata l’apertura di uno stabilimento dell’Eco Eridania
Rifiuti speciali in arrivo Centro di stoccaggio del materiale sanitario il sindaco spiega: “Non ci sarà l’inceneritore” di Nicoletta Masetto
A
l via una nuova attività di trasporto, stoccaggio e smaltimento di rifiuti speciali, in particolare di tipo sanitario. A breve farmaci, siringhe, gessi, liquidi medicinali, per fare qualche esempio, saranno conferiti nell’area di stoccaggio di rifiuti speciali che il gruppo Eco Eridania ha chiesto di poter aprire in via Edison, nella zona industriale di Cadoneghe. Non mancano, ovviamente, le preoccupazioni. In molti temono i possibili pericoli derivanti, anche solo un semlice incidente, da un’attività come questa che tratta rifiuti
Identikit
speciali. A questi legittimi timori risponde il sindaco, Michele Schiavo, rassicurando i propri cittadini. “Eco Eridania spa è certificata in tutti i suoi impianti secondo gli standard internazionali Iso 9001 e Iso 14001 - spiega il primo cittadino -, tali standard verrebbero estesi anche all’impianto di Cadoneghe, destinato solo a stoccaggio e trasporto, non al trattamento dei rifiuti. Questa tipologia di scarti e rifiuti viene distrutta tramite combustione, ma qui non è previsto alcun tipo di impianto di incenerimento. In ogni caso sarà il Comune
a valutare l’opportunità di concedere o meno all’azienda la possibilità di insediarsi nel territorio”. Il progetto, presentato al Comune, è stato illustrato alla cittadinanza dalla stessa società che intende aprire il centro di stoccaggio, la Eco Eridania spa, che ha sede legale ad Arenzano (Genova), ma conta aree e stabilimenti sparsi per l’ltalia. Al centro potranno essere conferiti anche rifiuti provenienti dalle sale operatorie e farmaci o lastre potenzialmente radioattivi: per questo i camion che arriveranno al deposito saranno
nessun tipo di trattamento solo un’area di stoccaggio
Il
gruppo Eco Eridania è leader in Italia nel settore dello smaltimento di rifiuti speciali con un fatturato di 77 milioni l’anno e oltre 400 dipendenti. Recentemente si è interessato all’acquisizione dello stabilimento di termovalorizzazione (inceneritore) di Spilimbergo in provincia
L’ultima parola spetta alla Regione ma anche il Comune sta valutando controllati all’ingresso da un rilevatore di radioattività. Tra le altre preoccupazioni espresse, anche nel corso dell’incontro, quelle di numerosi cittadini che hanno espresso perplessità sull’ubicazione del centro di conferimento e stoccaggio ritenuto troppo a ridosso di case abitate. Un paio si
di Pordenone. A Cadoneghe sarà aperta un’area di stoccaggio, in cui quotidianamente raccogliere i rifiuti provenienti dai vari clienti della zona (ospedali, ambulatori veterinari, poliambulatori e cliniche private, medici di base, dentisti e anche fotografi), prima di venire trasportati alle strutture di smaltimento o sterilizzazione o agli inceneritori. Nessun tipo di trattamento sarà eseguito pertanto sui rifiuti: questi saranno soltanto raccolti giornalmente dalle cliniche e dagli ambulatori
trovano a meno di cento metri di distanza. Rifiuti speciali, ma anche pericolosi. L’ultima parola spetta alla Regione che dovrà rilasciare l’autorizzazione. Il progetto è stato in fatti presentato all’amministrazione regionale, mentre al Comune spetteranno solo le autorizzazioni ai lavori edili. Per la verità non ci saranno grandi modifiche nel capannone che ospiterà l’area di stoccaggio. Inoltre, nel piazzale, verrà realizzata una cisterna per il gasolio con cui rifornire autocarri e camion.
e trasportati nel magazzino, in attesa del viaggio verso gli impianti di smaltimento. Oltre ai rifiuti sanitari (il 90 per cento del materiale raccolto), ci potrebbero essere anche rifiuti tipici di un ufficio come toner di stampanti, neon, carta e cartone, imballaggi di plastica. Nella nuova struttura saranno trasferiti i cinque autisti e i tre impiegati amministrativi che si trovano in un impianto a Loreggia e che si avvicineranno così alla cittàdov l’aziende auspica di poter ampliare la propria attività. N.M.
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10 Cadoneghe Ambiente Il ministero della salute ha trasferito la competenza ai Comuni
Sulle nutrie ancora polemiche Ordinanza per mettere fine alla proliferazione e ai numerosi danni, blitz degli animalisti di Nicoletta Masetto
S
cavano gli argini e provocano frane che con il tempo possono indebolire i corsi d’acqua, gli agricoltori da anni denunciano i danni subiti, eppure sulle nutrie il dibattito è ancora acceso, soprattutto da quando alcuni comuni hanno messo a punto le ordinanze per contrastare la diffusione di questi animali. Fra questi anche Cadoneghe. Non ci sta l’associazione Centopercentoanimalisti che con un blitz ha preso di mira di mira, con locandine affisse sia in municipio che sottocasa e persino sulla cancellata dell’azienda dove lavora il sindaco, l’ordinanza emanata dal Comune di Cadoneghe sulle modalità da seguire per contenere, e vale a dire catturare e sopprimere, le nutrie. “L’argomento che il sindaco porta a sostegno dell’ordinanza è che le nutrie sarebbero veicolo di malattie, leptospirosi e altre terribili infezioni ‒ ha scritto l’associazione in un comunicato in cui sono state spiegate le ragioni del blitz ‒, ignorando che alcune Usl veterinarie hanno condotto esami specifici, su nutrie
catturate vive, uccise e trovate morte per cause varie. Ebbene, la quantità e la tipologia di virus trovati è esattamente la stessa presente in qualsiasi animale che viva all’aperto, tanto selvatici quanto pecore e mucche, cani e gatti. Inoltre non è mai stato segnalato un caso di malattia infettiva (zoonosi) trasmesso dalla nutria agli umani. Dietro queste iniziative c’è la pressione della lobby dei cacciatori. In realtà la nutria è un animale del tutto innocuo, che si trova in Italia per l’incoscienza criminale degli allevatori. Centopercentoanimalisti da sempre si oppone con forza allo sterminio delle nutrie”. Dal canto suo il Comune ribadisce, anche con l’ordinanza emanata, che l’elevata presenza della nutria nel territorio, segnalata tra l’altro da molti cittadini, ha carattere invasivo e rappresenta una minaccia per la conservazione della biodiversità locale e di molte specie faunistiche autoctone. Inoltre, questo roditore può portare epidemie (Leptospirosi) e mettere in serio pericolo
La diffusione delle nutrie ormai è fuori controllo l’incolumità di cose e persone a causa dello scavo di gallerie utilizzate come siti di sosta e riproduzione, che provocano la progressiva erosione delle arginature con conseguenti gravi rischi idraulici. Pertanto, chiunque fosse interessato può richiedere al Comune la concessione in comodato gratuito di gabbie-trappola per la cattura delle nutrie (fino ad esaurimento scorte). La nutria (Myocàstor coypus) è un roditore di grande taglia originario del
Sud America importato in Italia nel 1929 a scopo di allevamento commerciale. La diffusione e la riproduzione incontrollate di questo animale, sfuggita completamente all’uomo, gli ha fatto guadagnare lo status di “specie nociva”, infestante e dannosa. La circolare del Ministero della Salute e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha trasferito la competenza sulla gestione delle nutrie dalle Regioni e dalle Province ai Comuni.
LAVORI Collegamento tra due scoli
NUOVO CANALE ANTI ALLAGAMENTI
A
l via i lavori di riabilitazione idraulica denominata “C1”, che prevede la realizzazione di un canale di collegamento a cielo aperto tra gli scoli consortili Bragni sud e Bagnoli (da via Bragni a via Marconi). “Obiettivo dell’opera – spiega l’assessore ai lavori pubblici Mirco Gastaldon – è quello di realizzare un recapito alternativo alle acque provenienti dallo scolo Bragni in modo da sgravare idraulicamente lo scolo Cadoneghe e quindi mettere in sicurezza idraulica una vasta area. Il nuovo canale sarà collegato alla condotta di acque bianche di via Vecellio in modo da funzionare, grazie ai notevoli volumi di invaso, da recapito di emergenza per la rete di fognatura del quartiere Bragni”. Il canale avrà una lunghezza di circa 600 metri e una larghezza variabile da 4 a 5 metri. Lungo il percorso del nuovo fossato saranno anche realizzati due bacini di laminazione con una capacità rispettivamente di 3.500 e 830 mc ciascuno. Il volume di invaso complessivo sarà di 5.500 mc. L’opera ha un costo di 330mila euro, di cui 40mila euro a carico del Consorzio di Bonifica Acque Risorgive. N.M.
cadoneghe firma il patto dei sindaci
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i chiama Patto dei Sindaci per il clima e l’energia ed è di fatto l’integrazione tra il Patto dei Sindaci e il Piano dei Cambiamenti Climatici. Proseguendo nel percorso intrapreso, anche l’amministrazione comunale di Cadoneghe ha aderito all’accordo, sottoscritto di recente a Bruxelles anche dal sindaco Michele Schiavo. “Gli obiettivi di questo nuovo fondamentale strumento per la tutela dell’ambiente possono essere così riassunti – spiega l’assessore Enrico Nania –: riduzione delle emissioni di CO2 di almeno il 40 per cento entro il 2030, inclusione in un unico strumento concreto degli aspetti di mitigazione e adattamento, estensione del campo di applicazione del Patto al di là dei confini dell’Unione Europea. Faremo tesoro degli spunti riflessivi e delle nuove idee nate dal confronto e dall’ascolto delle esperienze di altre realtà locali come Firenze, Ghent, Heidelberg, Valka, Cork, Nantes, nonché di importanti autorità europee. La strada da seguire è ormai chiara e tutti, le metropoli come i piccoli Comuni, possono contribuire a raggiungere gli obiettivi di ecosostenibilità”. Il Patto dei Sindaci è il principale movimento europeo che vede coinvolte le autorità locali e regionali impegnate ad aumentare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili nei loro territori. Attraverso il loro impegno i firmatari del Patto intendono raggiungere e superare l’obiettivo europeo di riduzione del 20 per cento delle emissioni di CO2 entro il 2020. Al fine di tradurre il loro impegno politico in misure e progetti concreti, i firmatari del Patto si sono
L’assessore Enrico Nania impegnati a preparare un Piano d’azione per l’energia sostenibile in cui sono delineate le azioni principali che essi intendono avviare. Al di là del risparmio energetico, i risultati delle azioni dei firmatari sono molteplici: la creazione di posti di lavoro stabili e qualificati non subordinati alla delocalizzazione; un ambiente e una qualità della vita più sani; un’accresciuta competitività economica e una maggiore indipendenza energetica. Queste azioni vogliono essere esemplari per gli altri, in modo particolare con riferimento agli “Esempi di eccellenza”, una banca dati di buone prassi creata dai firmatari del Patto. Il Catalogo dei Piani d’azione per l’energia sostenibile è un’altra eccezionale fonte d’ispirazione, in quanto mostra a colpo d’occhio gli ambiziosi obiettivi fissati dagli altri firmatari e le misure chiave che questi hanno identificato per il loro raggiungimento. N.M.
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12 Vigodarzere Salvaguardia del territorio Nel bel mezzo dell’autunno aumenta il rischio di emergenze allagamenti
“Obiettivo sicurezza idraulica” Portati a termine alcuni interventi per migliorare il delflusso della acque in caso di piena, fondamentale la pulizia dei fossati di Nicoletta Masetto
L’
autunno è la stagione in cui arrivano piogge e conseguenti rischi idrogeologici. È tempo allora di un bilancio sulla situazione ambientale nel territorio comunale. Alcuni effetti positivi arrivano dalla messa in atto di alcuni interventi. Tra questi l’ impermeabilizzazione dei quasi 700 metri di condotta che ha permesso il ripristino, dalla scorsa primavera, dell’impianto di sollevamento del Padova 3 (quello che dalla zona artigianale di Saletto porta l’acqua nel fiume Brenta); e ancora, l’espurgo eseguito sui fossi lungo le strade comunali, in particolare nelle zone più di frequente allagate, come le vie Manzoni, Ca’ Zusto, San Rocco, Tito Livio, Boito, Giotto, Sant’Antonio. L’amministrazione comunale, come sottolinea il vicesindaco e assessore all’ambiente Moreno Boschello, vuole “continuare” con questa attenzione così da limitare al massimo gli episodi di allagamenti. Non è un caso che siano già stati stanziati altri 20 mila euro per l’espurgo fossi lungo le strade comunali e «da novembre - sottolinea l’assessore Boschello - continueremo il lavoro a partire da dove è stato interrotto la scorsa primavera”. Inoltre il Comune ha ottenuto dalla Regione, attraverso il Consorzio di Bonifica, un contributo di 50 mila euro e con
una compartecipazione da parte dell’amministrazione comunale di circa 36 mila euro. L’importo complessivo sarà destinato ad interventi secondo le priorità stabilite dal Piano delle acque. Sono, inoltre, in corso anche incontri e verifiche con il Consorzio di bonifica per definire quali interventi fare auspicando, faremo il massimo affinché possano essere realizzati entro il prossimo inverno. Altro importante lavoro è quello eseguito dai i privati nei loro fossi di competenza. “La scorsa primavera sono stati fatti diversi incontri per piccoli ambiti o tratti di fosso, invitando i confinati proprietari a pulire l’alveo del fosso da cespugli, alberature, ceppaie e ramaglie e se necessario fare un espurgo per ripristinare le condizioni
Una strada allagata dopo un nubifragio iniziali del fosso. In diversi hanno provveduto, altri lo hanno in programma per questo autunno - conclude Boschello -. Convinti che questa sia la strada giusta, dal prossimo ottobre riprenderanno i sopralluoghi e gli incontri “fosso per fosso”, con nuovi tratti e riprendendo quelli ancora non realizzati. Oramai gli incontri e sopralluoghi vengono chiesti dagli stessi cittadini per trovare un punto di accordo e di condivisione e magari per superare storici attriti tra confinanti. Tutti assieme, cittadini e amministrazione, collaborando come stiamo facendo in questa fase, abbiamo la possibilità se non di risolvere definitivamente, ma di attenuare e limitare di molto gli allagamenti”.
Distribuiti i nuovi contenitori
raccolta differenziata novita’ per la carta
È
partita, a metà ottobre, nella sede della protezione civile nella caserma dell’ex deposito missilistico di via Roma, la distribuzione dei nuovi contenitori per carta e cartone. Date e orari sono stati inviati con una comunicazione ad ogni utente. Chi non l’avesse ricevuta può contattare Etra al numero verde 800247842. Tra i punti di distribuzione, oltre alla caserma (che sarà la base operativa), uno Tavo e un altro a Terraglione; a Saletto non è stato possibile individuare nessuna giornata perché nei siti ipotizzati non c’era la copertura della linea dati per accedere ad internet e fare la registrazione dell’utenza. Non sono previsti ne oneri, ne spese aggiuntive. Il bidone carrellato per la carta e il cartone è una ulteriore miglioria del porta a porta “spinto” che oltre rendere agevoli e in sicurezza le manovre per gli addetti alla raccolta, può essere spostato più facilmente dall’utente. Sono poi stati consegnati diversi questionari per la sperimentazione del sacchetto in carta Sumus, progetto innovativo per la raccolta dell’umido, già diffuso in molte regioni Italiane. Per info scrivere a: ambiente@vigodarzerenet.it o rivolgersi allo sportello punto cittadino. Il sacchetto è resistente, non dovrebbe permettere la putrefazione e quindi creare odori e portare in evaporazione il rifiuto umido, riducendo del 20% l’apporto in peso del materiale conferito. I dati elaborati e le relative considerazioni verranno poi resi pubblici. In base ai dati della sperimentazione il Comune valuterà se e come introdurre l’utilizzo del sacchetto in carta Sumus per la raccolta dell’umido organico. N.M.
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Bano: “poiché non ci lasciano manifestare apriamo una sezione e facciamo sentire il disagio e la forte tensione sociale” di Nicol Stefani
“P
er dare un segnale chiaro, soprattutto a chi vive nella frazione di Oltre Brenta, per dire che siamo vicini ai cittadini e contrari a come il Sindaco sta gestendo la questione dei clandestini, non li chiamo rifugiati politici appositamente, abbiamo deciso di aprire la sezione di Noventa Padovana della Lega Nord di fianco l’Hotel Paradiso. Non ci lasciano fare nessun banchetto di fronte alla struttura ed è vergognoso”. Con queste parole Marcello Bano, consigliere di minoranza della Lega Nord, annuncia l’apertura della nuova sede noventana del Carroccio inaugurata con una fiaccolata il 5 novembre. All’apertura sono stati annunciati Massimo Bitonci, Sindaco di Padova, l’Assessore Regionale Roberto Marcato, e Matteo Salvini, leader del partito. “Il 29 ottobre sono stato in Prefettura per concordare il percorso, Un momento dell’incontro pubblico “Basta migranti” in quanto non vogliono che ci avviciniamo all’Hotel – al quale hanno partecipato, tra gli altri, Massimo Bitonci utili e corsi di italiano, e di non mettere “i bastoni tra le spiega Bano – cosa difficile visto che ci insedieremo e Rosella Olivo, Sindaco di Romano d’Ezzelino. “Anche i ruote a chi cerca di impegnarsi e collaborare”, seguendo i proprio lì, a 10 metri dal Paradiso”. Secondo il Consigliere Carabinieri hanno confermato l’alta partecipazione della dettami della fede cristiana di sostegno verso il prossimo e cittadinanza all’evento. I cittadini gli insegnamenti di Papa Francesco. “Io sono un cattolico la situazione Oltre Brenta è esplosiva sono preoccupati, in quella zona praticante – afferma Bano - Chiedere di accogliere il e basta davvero poco per innescare “Nella stessa c’è già un gruppo di nigeriani dediti prossimo in maniera dignitosa va bene, ma quello che uno scontro sociale: “Il rapporto zona c’è già un fiduciario tra i cittadini e il Sindaco gruppo di nigeriani allo spaccio e si verificano molti non accetto è richiedere una moratoria su decisioni prese si è interrotto. Bisato ha disatteso le dediti allo spaccio, furti”. Non è mancata nemmeno dall’alto. E’ un assist al Sindaco. Bisogna essere chiari, se promesse di riqualificazione di quella tanti anche i furti” la polemica con il Parroco, scaturita il Parroco vuole fare politica si tolga la tonaca – e continua zona, azione che rappresentava dalla pubblicazione inserita sul – Il Parroco ha dichiarato che alcune famiglie in contatto uno dei punti del programma in campagna elettorale”. notiziario della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, con lui hanno dato la propria disponibilità ad accogliere i Per questo stesso motivo il 15 ottobre il gruppo della riguardante il tema dell’accoglienza. Don Raffaele, profughi, ma se non fossero previsti i 35 euro giornalieri il Lega ha organizzato al ristorante self-service Mirale Parroco di Noventa, suggerisce di aiutare i rifugiati politici, loro atteggiamento sarebbe il medesimo? Nessuno mi ha l’incontro pubblico “Basta migranti a Noventa e Stra”, integrandoli nella comunità attraverso lavori socialmente ancora risposto”.
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must della vita moderni sembrano essere fretta e stress. Correre (senza ansie) ai rimedi si può! Sette incontri di gruppo a cadenza settimanale della durata di un’ora e mezza ciascuno per ridurre le tensioni e scaricare l’ansia, rigenerare corpo e mente, entrare in contatto con se stesse e imparare a rilassarsi. Sembra promettente il corso gratuito basato sul training autogeno, tecnica di rilassamento usata sia in ambito clinico per il controllo dello stress e nella gestione delle emozioni, che in altri ambiti quali lo sport o quelle situazioni che richiedono il raggiungimento di un alto livello di concentrazione. Si terrà a Ponte San Nicolò, al centro Rigoni Stern, ex Municipio, a partire da giovedì 5 novembre. Gli incontri sono gratuiti, a numero chiuso e rivolti a tutte le donne residenti nei comuni di Noventa Padovana, Ponte San Nicolò e Sant’Angelo di Piove di Sacco. Il corso è organizzato dallo Sportello Donna di Ponte San Nicolò ed è tenuto dalla Dott.ssa Fabiana Micheluzzi, Psicologa e Psicoterapeuta. N.S.
Accoglienza e integrazione Metà dei migranti al lavoro
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ar di necessità virtù - con questo spirito l’amministrazione Bisato le amministrazioni locali. “Sono convenzioni standard disponibili in risponde alla esigenze di un territorio che sta accogliendo 63 tutto il territorio nazionale che le Prefetture mettono a disposizione richiedenti asilo, ospitati presso la struttura dell’Hotel Paradiso degli Enti locali – spiega Luisetto – ma in pochi ne usufruiscono, in zona Oltre Brenta. Così una trentina del probabilmente c’è la paura che attivandole gruppo di migranti ha imbracciato badili e Ripulita dai rifiuti i rifugiati rimangano a tempo indefinito nel rastrelli dando il via alla pulizia di via Montello. via Montello, territorio. Noi abbiamo fatto di necessità virtù. La “Una residente della zona è scesa portando Luisetto: “Abbiamo convenzione prevede la possibilità di effettuare dell’acqua ai ragazzi che stavano lavorando in fatto di necessità qualche ora di lavoro di manutenzione come la strada – racconta Roberto Luisetto, consigliere virtù” pulizia delle strade o lo stralcio dell’erba. Il tutto di maggioranza - è stata una bella immagine sotto la supervisione degli uffici tecnici e di un di accoglienza ”. L’amministrazione noventana ha recentemente tutor”. Traspare la volontà di dare una mano da parte di chi è ospitato firmato il protocollo d’intesa che, in accordo con la Prefettura e la per essere accettato e integrarsi nella comunità che temporaneamente Cooperativa Sociale Sarah, consente ai migranti di svolgere, in attesa li accoglie ma pure l’esigenza di vincere la noia e di impiegare il proprio della definizione della procedura per il riconoscimento del diritto di tempo in maniera costruttiva. Il Sindaco afferma che via Mondello è asilo, in forma libera e gratuita, attività di volontariato con finalità l’inizio di un’attività che si estenderà su tutto il territorio, con la pulizia sociale, civile e culturale, sulla base di specifici progetti condivisi con di aiuole, marciapiedi e giardini. N.S.
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I migranti al lavoro incontrano il sindaco Bisato
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16 Noventa Padovana L’evento Le favorevoli condizioni meteo sono state un toccasana
Bagno di folla alla Fiera d’Autunno di Nicol Stefani
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ha dato spazio alle attività aderenti al progetto del “Distretto Commerciale Stile & Qualità, Noventa e Stra”, un’iniziativa regionale che punta sul lavoro sinergico tra i due Comuni per valorizzare le peculiarità del territorio locale, offrendo un’idea di shopping alternativa e originale. “Una parte importante del progetto è la risposta che i cittadini dei due comuni e delle aree vicine possono dare - spiega l’Ing. Paolo Giacon, manager del Distretto Riscoprendo botteghe, prodotti, colori, sapori, stili. Realizzando esperienze di acquisto uniche, facendosi accogliere e coccolare da negozi storici, ma anche da nuove attività che in questi mesi sono nate, in contro tendenza rispetto ad altre aree della provincia di Padova dove molti negozi sono costretti a chiudere”. Per accogliere i sempre più numerosi visitatori è stato offerto un nuovo servizio di bus gratuito che ha fatto la spola tra Stra e Noventa nelle giornate di Domenica e Lunedì.
A Villa Grimani Valmarana
NOVENTA E I SUOI CORSI D’ACQUA
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Cinque giorni tra divertimento e sapori d’autunno, un’edizione ricca di novità e soddisfazioni inque giorni dedicati al divertimento, ai sapori dell’autunno e alla tradizione. E’ stata un’edizione ricca di novità l’Antica Fiera d’Autunno, meglio conosciuta come la celebre Sagra del Folpo di Noventa. Nella mattina di domenica le presenze conteggiate avevano già superato quota 100 mila, complice il bel tempo che ha accompagnato tutto il week end. Dal 23 al 27 ottobre una cinquantina di attrazioni e giostre hanno regnato in tutta la lunghezza di via Roma, insieme ad innumerevoli bancarelle nelle quale i visitatori hanno potuto immergersi per poi decidere di riprender fiato assaporando le delizie offerte dalle tante bettole e bettoline o concludendo la passeggiata al villaggio Trentino di Piazza Europa, un percorso tra sapori, profumi e peculiarità tipiche del Trentino. La novità principe dell’edizione 2015 è stato il “Padiglione Expo Stile & Qualità” che, ricalcando la più ampia esposizione di Milano,
LA MOSTRA
La folla tra le bancarelle della Fiera di Noventa, per tutti conosciuta come la tradizionale “Fiera del folpo” Il programma è stato un susseguirsi di eventi, concerti e balli. Non sono mancate la pesca di beneficenza, il ballo liscio, il coro alpino e il consueto spettacolo pirotecnico finale. Gli Amissi del Piovego hanno organizzato la 9^ Regata del Folpo, disputata con voga alla veneta su mascarete per equipaggi a due vogatori, con allestimento al pontile prospiciente Villa Giovanelli del campo regata e la parata di imbarcazioni tipiche della tradizione. Interesse anche per la “corte dei sapori”. Le aziende agricole hanno offerto i propri prodotti direttamente ai consumatori,
all’insegna della tipicità e della qualità, con una particolare attenzione alla stagionalità e all’origine. In particolare: latte fresco, latticini e olio d’oliva, piccoli frutti, mozzarelle di bufala, miele, tisane, mais marano, fiori e piante, patate americane, frutta e verdura di stagione, marmellate, salse, rose artigianali per beneficenza e molto altro ancora. Le migliaia di ospiti della “Fiera d’Autunno” hanno potuto conoscere da vicino i produttori, molti dei quali già impegnati da anni nella vendita diretta attraverso i mercati di Campagna Amica allestiti con successo in tutta la provincia.
a sontuosa ed elegante Villa Grimani Vendramin Calergi Valmarana, fiore all’occhiello del territorio noventano, sarà la cornice di “Noventa e i suoi corsi d’acqua. Dal Costa al Cherubini: immagini storiche del paesaggio di Noventa lungo il Piovego e la Brenta”. Una mostra che intende celebrare la bellezza di un territorio solcato da due corsi d’acqua che, oltre ad averne impreziosito il paesaggio, hanno rappresentato vie importanti per il commercio e il suo sviluppo. Un percorso di mappe, stampe, cartoline e quadri che aiutano il visitatore a comprendere l’evoluzione urbanistica di un luogo che si è via via modificato per rispondere a nuove esigenze. Un’occasione unica per tutti coloro che intendono scoprire più a fondo il proprio territorio. L’iter inizia con le storiche mappe del 1444, passa attraverso le interessanti incisioni del 1750 di Francesco Maria Costa, propone cartoline di inizio secolo e, infine, termina con le immagini crepuscolari dei quadri di Carlo Cherubini. La mostra è aperta al pubblico con ingresso libero tutte le domeniche di novembre dalle 10 fino alle 19.30. N.S.
Il Bite per tutti: Atleti e Pazienti disfunzionali A PA RT I R E DA 3 5 0 E U R O I dolori muscolari al viso al collo, alle spalle, sono spesso causati da una chiusura sbagliata della mandibola. Masticare sempre dallo stesso lato provoca nel tempo delle asimmetrie della bocca non sempre visibili o di cui non ci si rende conto da soli. Un dentista esperto deve poter valutare la situazione e trovare il Bite adatto a ridurre i fastidi e migliorare la propria forza. Il Bite deve essere progettato e realizzato in relazione alla funzione mandibolare individuale per ottenere il massimo confort e la massima capacità di prestazione.
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Limena 19 Il caso Sotto accusa il semaforo vicino al ponte della Libertà verso Saletto
Con il rosso scatta la polemica
Giornata per i ragazzi
alla scoperta dei sapori locali dell’autunno
Proteste sui social network per i tempi del giallo e del verde il sindaco: “le multe sono una percentuale irrisoria” di Nicol Stefani
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opo quanto tempo dovrebbe scattare il rosso in un semaforo? A Limena, oltre al rosso, è scattata la polemica. Un video, comparso nell’edizione online del Mattino di Padova, riporta la ripresa del semaforo che s’incontra percorrendo il Ponte della Libertà di Vigodarzere, provenendo da Saletto. Nel filmato la durata del giallo è di 5 secondi, mentre il tempo cronometrato per il verde è di 15 secondi. Sui Social Network si è innescata la polemica e gli utenti infastiditi hanno definito il semaforo uno strumento per “far cassa” e “spenna automobilisti”. Pronta la risposta dell’amministrazione che, tramite un comunicato stampa a firma del primo cittadino, Giuseppe Costa, ha precisato: “Il semaforo ha due sistemi di funzionamento. Quando non ha i tempi impostati (sistema utilizzato nelle fasce orarie di maggior traffico) funziona con dei sensori di passaggio. Se le prime macchine non partono in un tempo “accettabile” il sistema legge la non presenza di autovetture e scatta il giallo. La luce verde resta accesa per 7 secondi quando il sensore non legge passaggi di autovetture”. Costa sottolinea che durante le ore di punta il verde dura 60 sec. e che il codice della strada consente, comunque, di poter abbassare la durata del giallo a 3 secondi. Il comunicato riporta altri dati: “Durante il giorno,
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mediamente, passano in quel punto 15.000 macchine. Le multe comminate dal sistema “Vista red” rappresentano lo 0,0004%. Una percentuale irrisoria (fonte Comando della Polizia Locale) che dimostra da un lato il comportamento civile della quasi totalità dell’utenza e dall’altro che il sistema non serve a fare cassa. A tutela dell’utenza provvederemo comunque ad effettuare un controllo della tarature e dei sensori. Si ribadisce che il “Vista red” è a tutela di tutti noi”. Installate due nuove telecamere lungo la SP 47 via del Santo, in prossimità della stazione dei Carabinieri, per un costo di 30 mila euro + IVA. “Si tratta di 2 varchi doppi, con telecamere lettura targhe OCR e telecamera di contesto, che abbiamo
Il giallo scatta quando i sensori non rilevano auto deciso di posizionare nella strada con maggior traffico veicolare – spiega il Sindaco. Una strumentazione in grado di riprendere tutti i veicoli in transito e di verificarne la copertura assicurativa e la regolarità della revisione. “ “Il fenomeno delle auto sprovviste d’assicurazione – conclude l’Assessore Stefano Tonazzo - è un problema di notevoli proporzioni che crea non solo un danno economico ma anche sociale e che coinvolge negativamente tutti i cittadini, le compagnie assicurative, l’immagine delle forze dell’ordine incoraggiando la fuga e l’omissione di soccorso in caso di incidente. L’apparecchiatura rivela il transito di veicoli rubati e consente alle forze dell’ordine di creare delle black list’”.
iscoprire i sapori dell’autunno, in particolare quello della zucca, e festeggiare l’arrivo della stagione fredda con “Sapori d’autunno”, manifestazione tenutasi il 4 ottobre, organizzata dall’assessorato all’agricoltura del Comune in collaborazione con la Pro Loco di Limena, la cooperativa Experimenta e Fidas – donatori di sangue di Limena. La cornice della Barchessa Fini ha fatto da sfondo alle bancarelle del Mercato a km zero e quelle di Limenantiqua. La giornata è trascorsa all’insegna della buona cucina, con le degustazioni di prelibati risotti. In tanti sono giunti per ammirare curiosi esemplari di zucche e per visitare l’esposizione di animali da cortile e fattoria, a cura dell’Azienda Agricola La Fazenda. Nel pomeriggio si è tenuta una gara di intaglio rivolta ai ragazzi delle scuole elementari e medie. Premiati con alcuni biglietti del cinema e un contributo per la realizzazione di un progetto scolastico i ragazzi della 2a delle scuole medie e due ragazzi delle elementari della classe V, Emanuela e Mattia. N.S.
a caccia di talenti e ugole d’oro Gianni Errera, produttore discografico e musicistacompositore
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osa significa essere artisti nell’era dei Talent Show, nell’epoca in cui la notorietà precede la preparazione e talvolta preclude la fama? Limena si prepara a confrontarsi con un percorso didattico per la preparazione di futuri artisti intenzionati a lavorare nell’ambito musicale. L’associazione Daigo Music School, realtà presente a Limena dal 1998, si propone quest’anno come vera accademia musicale, organizzando, con il Patrocinio del Comune di Limena, che ha messo a disposizione alcune sale della Barchessa e il teatro Falcone Borsellino, una serie di workshop rivolti a giovani talenti, cantanti e compositori. I corsi, tenuti da importanti professionisti dell’ambiente discografico e televisivo, potranno fornire ai ragazzi informazioni preziose sul mondo che ruota attorno al lavoro del musicista. L’obiettivo è quello di fornire la guida di docenti di chiara fama e comprovata esperienza, innescando una ricerca di talenti nel territorio e istruendo professionalmente, attraverso una metodologia didattica “sana” e lontana dalle lusinghe del “subito famosi” senza sforzo e fatica, i ragazzi.
Ha inaugurato la stagione dei workshop Monica Magnani, vocal coach da “Ti lascio una canzone” e “The Voice of Italy”, con il workshop “Intense Vocal Workout”, lezione incentrata sull’utilizzo dello strumento vocale attraverso l’esercizio fisico per il potenziamento del fiato. La Magnani ha recentemente iniziato una collaborazione con la scuola di DVA (Daigo Vocal Academy), divisione dedicata alla voce con programmi e didattiche ad hoc, organizzati e gestiti da professionisti del settore. All’esperienza del workshop è seguito uno stage, collegato al Festival di Castrocaro, nel Centro Residenziale Universitario di Bertinoro (FC). Prossimo appuntamento da segnare in agenda, con focus sulla produzione discografica, si svolgerà presso la Daigo Music School il 15 novembre e vedrà la partecipazione di Umberto Labozzetta (noto promoter radiofonico che collabora con i principali network quali Deejay, 105, Rtl, Radio Rai e molti altri) e Alberto Rapetti, produttore e compositore autore di importanti progetti discografici (883, DJ Francesco, e altri). Per info consultare il sito www.daigomusicschool.it N.S.
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20 1 Cultura provinciale Al Centro Altinate San Gaetano Fino al 28 febbraio la mostra curata dal chimico Dario Bressanini
La scienza dai semi al piatto
L’ESPOSIZIONE
Debutta “Food”, originale “fuori Expo” padovano che fa conscere la complessità dell’alimentazione Le maschere di Sartori
di Laura Organte
È
aperta fino al 28 febbraio prossimo la mostra “Food | la scienza dai semi al piatto”, in esposizione al Centro Altinate San Gaetano. Un fuori expo tutto padovano dal taglio scientifico, curato dal chimico Dario Bressanini, docente presso l’Università dell’Insubria, divulgatore scientifico, collaboratore di varie testate giornalistiche, radiofoniche e televisive, noto per la semplicità di linguaggio con cui affronta temi gastronomico scientifici o legati alla produzione agricola rendendoli così accessibili al grande pubblico. Con lo stesso approccio divulgativo, il percorso espositivo di “Food” porta il visitatore, attraverso scenografiche immagini al microscopio, video didattici e giochi interattivi, da dove tutto inizia, il seme, al piatto finito. Si scopre così, ad esempio, che il grano che utilizziamo oggi è frutto di un’infinità di modifiche genetiche avvenute nel corso dei secoli, che l’olio di arachidi è uno dei più adatti per friggere, che cosa accade chimicamente e fisicamente quando prepariamo
TEATRO E MUSICA
un gelato o una maionese, a quale temperatura è meglio cuocere una bistecca o più semplicemente il metodo corretto per preparare un buon caffè con la moka, il tutto spiegato scientificamente attraverso chimica e fisica. Una prospettiva inedita sul cibo che mangiamo tutti i giorni: “Se ci pensate la cucina è l’ambiente di casa a più alto contenuto scientifico e tecnologico – spiega Dario Bressanini - quando prepariamo un uovo al tegamino, impastiamo una torta o prepariamo un caffè, inconsapevolmente stiamo eseguendo una serie di esperimenti scientifici, in cui avvengono moltissime reazioni chimiche e trasformazioni fisiche” . Concepita come un cammino dalla terra alla tavola, la mostra è divisa in quattro sezioni – “Tutto nasce dai semi”, “Il viaggio e l’evoluzione degli alimenti”, “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” e “I sensi. Non solo gusto” – distribuite su quattro sale che seguono il percorso del cibo dai semi al piatto. Inizialmente il visitatore sarà coinvolto in un viaggio nel tempo e nello spazio a cura di Laura Organte
SORRISI CON L’ELEFANTE DI GOMMA Al via la settima edizione del “Premio LiNUTILE del Teatro”, quest’anno dedicata al tema del sorriso. Diverse le novità rispetto alle scorse edizioni: per la prima volta sarà la Sala Consiliare di Piazzola sul Brenta ad ospitare la rassegna, che, oltre agli spettacoli in sarà arricchita da quattro spettacoli fuori concorso dedicati ai bambini - domenica 22 novembre 2015, domenica 24 gennaio, domenica 14 febbraio e domenica 21 febbraio 2015. Come sempre spetterà al pubblico il compito di scegliere, attraverso votazione, lo spettacolo vincitore, al quale assegnerà l’“Elefante di Gomma” simbolo della manifestazione realizzato dalla designer Ummagumma.
GUERRA FRA SATIRA E PUBBLICITÀ C’è tempo fino al 31 gennaio per visitare l’esposizione “La guerra, tra satira, pubblicità e comunicazione”, allestita al Piano Nobile dello Stabilimento Pedrocchi. In occasione del centenario della Grande Guerra, saranno presentati giornali, illustrazioni, riviste, cartoline e bolli chiudilettera dell’epoca, materiale in parte recentemente donato al Musei Civici, in parte appartenente a collezione privata e a un archivio storico pubblicitario di Como. Sarà l’occasione per conoscere da vicno ducumenti e testimonianze della Grande Guerra in una originale chiave di lettura.
A DICEMBRE ROMEO E GIULIETTA Arriva a Padova “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo”, consacrata da pubblico e critica come la nuova opera dei record: 45 artisti, un palco di 550mq, 23 cambi scena, oltre 270 costumi, 40 tecnici impiegati ogni sera dietro le quinte, 15 persone di produzione, 6 specialisti della comunicazione, 122 facchini, 1.432 ore e 13 bilici necessari per lo smontaggio ed il trasporto delle imponenti scenografie. Ma soprattutto, 154 repliche e oltre 300.000 spettatori dal debutto, nell’ottobre 2013, ad oggi. Ad ospitare la tappa padovana del tour sarà, il 18, 19 e 20 dicembre, il Gran Teatro Geox.
Le maschere di Amleto Sartori in Galleria Cavour
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Dal cibo di tutti i giorni alla divulgazione scientifica degli alimenti che caratterizzano la nostra cucina come il riso, il caffè, il cacao e la pasta, per scoprirne le storie e le difficoltà incontrate prima di essere integrati nei nostri ricettari. Al termine di questo viaggio, il visitatore sarà invitato a una ri scoperta sensoriale del cibo e dei molti elementi – dall’ambiente alla psicologia – che ne influenzano il consumo. Ampio spazio sarà dedicato alla
cucina, alle ricette di diverse epoche storiche, al diverso approccio al cibo nel corso dei secoli e infine agli errori più comuni che si compiono in cucina e al modo migliore per evitarli. La mostra si concluderà con una sezione dedicata ai sensi, dove originali exhibit interattivi ci condurranno a scoprire come essi possono influire sulla percezione del gusto. Tutti i dettagli anche per visite guidate e scuole su www.mostrafoodpadova.it.
n occasione del centenario della nascita di Amleto Sartori, scultore, pittore, e poeta, celebre in tutto il mondo come padre della moderna maschera teatrale in cuoio, l’amministrazione padovana e il Centro maschere e Strutture Gestuali di Abano terme dedicano all’artista un’antologica in esposizione dal 7 novembre al 17 gennaio presso la Galleria Cavour. Il percorso espositivo rende conto della poliedrica attività di Sartori, che spazia dai busti (in legno, pietra, marmo, bronzo) alle piccole e grandi sculture, ai bassorilievi decorativi e, più in generale, alle decorazioni integrate alle architetture, alle pitture, ai disegni, alle composizioni a graffito. E, naturalmente, alle maschere teatrali che hanno reso celebre il suo nome nel mondo del teatro internazionale. L.O.
A Palazzo Zabarella Dalla rivoluzione dei “Macchiaioli” alla maturità
Fattori potente interprete dell’Ottocento italiano È il pittore livornese Giovanni Fattori, portavoce di una pittura potente, capace di interpretare, lungo tutta la seconda metà del XIX secolo, le trasformazioni della visione moderna, il protagonista dell’annuale evento espositivo dedicato all’Ottocento italiano della Fondazione Bano. A palazzo Zabarella, fino al 28 marzo 2016, sarà possibile ripercorrere la lunga vicenda creativa di Fattori, ricostruita attraverso altre cento dipinti dai più accreditati esperti del pittore livornese: Francesca Dini, Giuliano Matteucci e Fernando Mazzocca. Si parte così dalla rivoluzione dei Macchiaioli, in cui ha avuto un ruolo di primo piano, affidata ai piccoli formati delle leggendarie tavolette, come La rotonda di Palmieri, fino al raggiungimento, nei grandi formati, di una dimensione epica dove si riflettono i mutamenti storici e sociali che hanno trasformato il nostro Paese, per arrivare infine alla sperimentazione di nuovi territori iconografici e formali che lo ha avvicinato, per i risultati raggiunti, ad altri geni solitari quali Courbet o Cézanne. Nei drammatici capolavori della maturità, come Il muro bianco (In vedetta) o Lo staffato, espressi con un linguaggio che va oltre la dimensione della denuncia per raggiungere una prospettiva universale, Fattori è stato
Sopra: “Piantoni. Il muro bianco (In vedetta)”, 1874 In basso “Garibaldi a Palermo”, 1860-1861 lucido interprete della delusione di una nazione, uscita dal Risorgimento, che non ha saputo realizzare quegli ideali di giustizia sociale in cui le giovani generazioni avevano creduto. Questa è la sua grandezza, che ne ha fatto subito un classico, paragonato ai maestri del Quattrocento, come il Beato Angelico, Paolo Uccello, ma anche a Goya e al contemporaneo Cézanne. All’interno del percorso espositivo si darà conto anche alla sua produzione grafica, con una sezione che presenterà una decina di fogli incisi ad acquaforte su zinco, in grado di dimostrare quanto Fattori, anche in questo campo, abbia toccato vertici assoluti, sia dal punto di vista tecnico che stilistico, nonostante la sua attività sia ini-
ziata solo negli anni ottanta dell’Ottocento. Come per i dipinti, i soggetti ricorrenti sono i protagonisti della vita reale, siano essi contadini o soldati, attorniati da una natura indagata sempre con grande commozione. L.O.
Sport 21 Sport provinciale 2 Ciclismo Padovano Il punto sui risultati degli atleti di casa nostra. Carletto: “Dobbiamo migliorare organizzazione e preparazione”
Allievi sui pedali, bilancio positivo di Walter Lotto
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ala il sipario sulla stagione degli allievi è tempo di riavvolgere il film delle sue fasi e attraverso i risultati ottenuti tracciare un bilancio di atleti e team padovani. La categoria allievi è l’ultimo gradino prima di entrare tra gli Juniores, un passaggio molto esigente, dove i giovani atleti saranno chiamati a confrontarsi con distanze e percorsi molto impegnativi, dove per emergere non basteranno le doti fisiche e il duro allenamento, indispensabile sarà lo stile di vita, l’alimentazione e il sacrificio. Nella stagione appena passata agli archivi il nostro portabandiera, tra i secondi anni è Fabio Mazzucco, tempra di attaccante l’atleta di Conselve, già nelle categorie minori vinceva staccando tutti, ha continuato così, in questa stagione ha colto 6 vittorie, più il secondo posto nella Scandolara- Pianezze e a Col San Martino, il suo pane è la salita ma il terzo posto nella crono individuale che assegnava il titolo italiano e la vittoria del titolo regionale di inseguimento su pista, depongono anche per notevoli doti di passista. Ha difeso i colori dell’Uc Mirano, il suo futuro da Juniores sarà con Borgo Mulino Rinascita Ormelle, con lui al team trevigiano anche il compagno Enrico Molena, atleta di Piove di Sacco
Una volata vincente di Davide Boscaro, atleta di Saonara che con Mazzucco ha colto l’argento nella crono a squadre di Cavarzere che assegnava il tricolore. Ha esordito con un secondo posto, rimontato dal bellunese Lira sul traguardo di Conselve, ma poi si è rifatto prepotentemente con 5 vittorie e altrettanti secondi posti, questo il bottino di Davide Boscaro al primo anno nella categoria “senza qualche mio errore le vittorie potevano essere di più ma sono soddisfatto” ha detto l’atleta di Villatora, fisico da granatiere in possesso di una progressione devastante Davide che corre con i colori della Zanon cicli Bonin ha le idee chiare anche per il futuro: “l’obiettivo è migliorare le prestazioni in salita, senza sna-
turare le doti di velocista che mi consentono di vincere spesso”. Solo la notturna di Este nel carniere di Giovanni Sergiano velocista di Due Carrare in forza alla Cartura Nalin, attesissimo dopo la messe di vittorie colte tra gli esordienti “un’annata storta - ha detto il diesse papà Stefano - Giovanni ha messo tante energie nella scuola e poi c’è stata qualche divergenza con il club tanto che l’anno prossimo potremo cambiare maglia”. Sono molte le possibilità di vederlo con l’Uc Mirano. Il Gs Fiumicello si aggrappa ai piazzamenti di Matteo Marin, ben 11 volte nella top tean, con i secondi posti a Scorzè e Martellago, “sono parzialmente soddisfatto,
è mancata la vittoria” ha detto il passista veloce di Villanova di Campodarsego che anche la prossima stagione gareggerà con il sodalizio del presidente Giancarlo Ruffato. Tanti i piazzamenti anche per la Scuola ciclismo di Vò, del vulcanico presidente Graziano Lovo, si sono distinti in particolare i primi anni, Jacopo Bortolan, secondo nella piccola Roubaix di Casalguidi in Toscana e 11 alla coppa d’oro, e Geremia Barattin, entrambi confermati, più volte piazzato anche il vicentino Matteo Paiola ingaggiato per il 2016 dalla Padovani. E’ Nicola Graziato la freccia del Cc Este, il suo secondo posto in una gara a Pordenone è il miglior risultato della truppa giallorossa del diesse Maurizio Degli Stefani, che cede il suo secondo anno Filippo Bottin alla Padovani. A dare lustro al marchio Guadense Rotogal è il vicentino Alex Tolio più volte piazzato, nella squadra di San Pietro in Gu ha esordito anche il padovano di Camazzole Andrea Rizzetto che in questa stagione si è imposto nella notturna di Piovene Rocchette. Ha brillato soprattutto dal punto di vista organizzativo l’Asd Monselice con la realizzazione di due corse tra cui il campionato regionale, sul piano dei risultati piazzamenti per
le ruote veloci Ivan Berto e Gabriel Venco, l’anno prossimo alla Padovani, mentre Enrico Pinato verrà ancora tesserato in società in attesa di una collocazione tra gli Juniores. Abbiamo chiesto a Stefano Carletto, presidente del comitato provinciale lo stato di salute della categoria: “siamo in crisi soprattutto dal punto di vista organizzativo, sette corse realizzate nel nostro territorio sono davvero poche”. Dal punto di vista numerico di squadre e atleti? “I corridori ci sono ma le squadre sono sempre le stesse, bisogna fare un monumento ai vecchi dirigenti che continuano ad andare avanti con passione ma sarebbe necessario un cambio generazionale e soprattutto bisogna reperire nuove risorse e creare nuove realtà, avevo sentito parlare di un nuovo sodalizio che starebbe per partire a Piazzola su Brenta, ma a oggi non ho notizie a riguardo”. E sulla qualità dei nostri atleti? “C’è qualche buon corridore, ma sono ragazzi che nascono già con doti proprie, non sono frutto di un lavoro di crescita attraverso l’addestramento da vivaio, dobbiamo migliorare anche su questo”.
A MONSELICE. Riedizione in chiave storica con gli studenti
ORIENTEERING, UNA PASSIONE CHE CRESCE
A
caccia di tesori per rilanciare un turismo a misura di giovani. Il mese scorso la città di Monselice ha ospitato il primo “Orienteering storico Città di Monselice”, evento a cui hanno partecipato quasi 300 studenti di 12 classi degli istituti superiori Cattaneo e Kennedy di Monselice. Abilità, velocità, dinamismo, curiosità e conoscenza della storia sono le armi utilizzate dai ragazzi in questa disciplina che sta prendendo piede in numerosi angoli della penisola, in particolare nelle città d’arte. La caccia al tesoro è il culmine del percorso “A scuola di turismo” avviato a Monselice dal Centro Turistico Giovanile La Torre, che tra le varie tappe ha previsto anche una decina di incontri con esperti e sei uscite guidate. Obiettivo del progetto è stato far conoscere ai più giovani la storia locale. Spiega Andrea Ferrante, consigliere nazionale del Ctg: “Il programma iniziato nel tempo scolastico ordinario, e proseguito anche durante le vacanze, ha proposto la pratica del turismo come attività interdisciplinare per la
formazione integrale dell’individuo. I gruppi hanno partecipato a due viaggi, uno in luglio a Milano per Expo e l’altro in agosto in Ungheria per ripercorrere, dal lago di Balaton passando per Cividale del Friuli e quindi giungendo a Monselice, il percorso storico dei Longobardi verso l’Italia al seguito di Re Alboino. Il progetto è terminato con il primo orienteering storico dello scorso 10 ottobre”. Nella gara gli studenti hanno dato vita ad una rincorsa ai monumenti e punti di interesse storico di Monselice, seguendo una “bussola storica” e guadagnando punti per ogni tappa svelata. In palio c’erano buoni viaggio per Lucca Comics, libri e guide turistiche. Per la cronaca, a trionfare – su 46 squadre totali – è stata la classe 5Asc del Catteno, il cui team era composto da Silvia Anselmi, Claretta Zanettin, Eleonora Callegaro, Lisa Sturaro e Giulia Polonio. La gara ha raccolto anche la curiosità dei residenti e dei visitatori della città, oltre che dei numerosi ragazzi che hanno partecipato al riuscito evento. Nicola Cesaro
il sapore del buon caffè all’italiana
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IL VENETO
in PRIMO PIANO
25 novembre Una giornata di sensibilizzazione perché le vittime siano meno sole
Violenza: nel 93% dei casi il mostro è in casa anche nella nostra regione L’assessore Lanzarin: “Nel 2014 sono stati erogati oltre un milione di fondi pubblici tra finanziamenti statali e fondo regionale per sostenere i centri antiviolenza, le case rifugio e le strutture di secondo livello” di Maria pavan
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ono 1.496 le donne che nel 2014 si sono rivolte ai Centri antiviolenza del Veneto, numeri che aumentano di anno in anno grazie anche all’incremento dei servizi di ascolto ed accoglienza sul territorio. Più del 50% di queste donne hanno un’età compresa tra i 30 e i 50 anni e vivono relazioni stabili in cui sono presenti nella maggior parte dei casi figli e figlie minori. Del totale delle donne, il 93% (1397) è vittime di violenza che si consuma all’interno delle mura domestiche, mentre il 7% (99) di queste sono state vittime di violenza extrafamiliare. È quindi quasi sempre all’interno della famiglia che avvengono le violenze per mano del marito/compagno, dove i figli e le figlie sono spesso spettatori e spettatrici, quando non coinvolti direttamente, e perciò vittime di violenza assistita. Questi gli ultimi dati veneti che riguardano questa piaga privata, troppo spesso taciuta, li ha diffusi il Coordinamento dei Centri Antiviolenza del Veneto e cioè delle richieste di aiuto arrivate nel 2014 ai Centri Antiviolenza delle città di Padova, Venezia, Belluno, Treviso, Verona e Bassano del Grappa. “Questi numeri – hanno commentato le responsabili dei Centri – non devono lasciare indifferenti e devono farci riflettere anche sulle politiche che la nostra Regione
propone per il contrasto al fenomeno della violenza maschile sulle donne. Politiche che ogni anno vengono ridiscusse e che vedono un taglio drastico dei finanziamenti, non permettendo così una programmazione che possa rispondere in modo efficiente ai bisogni delle donne. Dal canto suo la Regione ha pubblicato il bando per l’assegnazione delle risorse destinate per interventi di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. “Nel 2014 sono stati erogati oltre un milione di fondi pubblici tra finanziamenti statali e fondo regionale per sostenere i centri antiviolenza, le case rifugio e le strutture di secondo livello – specifica Manuela Lanzarin, assessore regionale al sociale – La Regione Veneto, per parte sua, ha confermato l’erogazione anche quest’anno di 400mila euro. Siamo al lavoro per rendere più omogenea e capillare la rete delle strutture, i costi e le modalità di intervento. Attendiamo però di capire se anche lo Stato confermerà anche per il 2015 i 1.440.000 euro destinati al Veneto per i centri antiviolenza: sono fondi indispensabili per dare continuità alle iniziative di accoglienza, protezione e recupero attivati nelle sette province venete dalla collaborazione tra associazionismo, volontariato e istituzioni pubbliche”. Per dare corso ai propositi sopraindicati,
l’assessore Lanzarin ha promosso a Palazzo Balbi un tavolo tecnico di coordinamento per monitorare il fenomeno delle violenze familiari e di genere e fare il punto sullo stato di applicazione della legge. La rappresentanza istituzionale al tavolo di coordinamento dovrà essere rinnovata entro la fine dell’anno, ma intanto l’assessore al sociale, che ne assumerà anche formalmente il coordinamento, ha voluto fare il punto sulle iniziative in corso, le modalità di rilevazione, il grado di copertura del territorio regionale, i progetti in corso, le risorse disponibili. L’incontro ha così fotografato una situazione molto variegata, che tiene conto del lavoro dei Centri anti violenza e di quello di associazioni o altro che si prodigano in quest’ambito. Quel che emerge è che a due anni dall’entrata in vigore della legge regionale di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne la rete veneta delle strutture attivate conta 15 centri antiviolenza, 9 case rifugio e 12 centri di secondo livello. Altri 6 centri antiviolenza sono in via di attivazione nel Padovano, nella Marca e a Chioggia. Complessivamente le strutture che si avvalgono del contributo finanziario della Regione hanno offerto ascolto telefonico a 6 mila persone, incontrato in colloqui di prima accoglienza 1821 donne e ne hanno ospitato 50 (di cui 36 insieme ai loro figli) nelle
Manuela Lanzarin case rifugio e accompagnato in percorsi di reinserimento 77 (di cui 41 con figli minori) attraverso le case di secondo livello. Il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza di genere, saranno ricordate tutte le vittime ma anche il grande impegno di coloro che le aiutano ad uscire dall’incubo in cui vivono loro e, spesso, anche i loro figli. In queste giornate di sensibilizzazione, come
ricordano le volontarie dei Centri antiviolenza, occore “raccogliere l’energia per lavorare tutto il resto dell’anno affinché ogni donna possa esser libera nella propria vita. Libera dalle violenze, ma non solo. Libera di essere Donna, libera di poter esprimere la propria individualità e libera di muoversi in una società dove il rispetto reciproco nelle relazioni intime non sia più messo in discussione”.
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IL DIRITTO DI CAMBIARE
Il Veneto in primo piano 23 1 Venezia L’esperienza dal 1994 del Centro Anti violenza del Comune
Oltre 5000 le richieste di aiuto e 100 le donne ospitate Dispone di 2 case rifugio dove la donna può trovare ospitalità temporanea, anche per i propri figli. Attivo il progetto “Punto di ascolto sos violenza” di alessandro abbadir
S
ono più di 5.000 le donne che si sono rivolte nel corso degli anni al Centro Antiviolenza del Comune di Venezia per cercare di uscire da una situazione davvero pesante. La media è di circa 300 donne che ogni anno si rivolgono per la prima volta a questo servizio. Provengono dal veneziano, ma dal resto del Veneto e si rivolgono al Centro autonomamente o inviate da altri servizi, dalle forze dell’ordine, dal Pronto Soccorso o dal proprio medico di base e da associazioni del territorio. Sono oltre un centinaio poi quelle che hanno trovato ospitalità nelle 2 case del Centro o in altre strutture dedicate. Hanno trovato un rifugio temporaneo che ha permesso loro di sottrarsi da una relazione violenta, in cui quasi sempre l’autore di violenza è il partner o l’ex partner. E’ aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15 si trova a Mestre in viale Garibaldi, 155/A all’interno del Centro Donna. Ma chi si rivolge al Centro? “L’età media di chi ha chiesto aiuto all’istituzione di viale Garibaldi a Mestre nel 44% dei casi - spiega la responsabile del
Centro la dottoressa Gabriela Camozzi - è compresa tra i 31 e i 45 anni. Il 68% è di nazionalità italiana, il 29% ha un diploma di scuola superiore, il 19% è laureata, quindi il livello culturale conta poco, ma una particolare incidenza ce l’ha l’aspetto economico, dato che il 50% delle vittime ha un’occupazione part time o a tempo determinato, quindi sicuramente instabile”. Nel
Nella città lagunare l’intero mese è dedicato a iniziative e spettacoli sul tema resto della provincia, tanti comuni si sono impegnati aprendo ad esempio Sportelli Donna come a Mira o centri di ascolto contro la violenza di genere a Noale e Mirano. “Il Centro del Comune di Venezia - illustra Gabriela Camozzi - nasce come manifesta esigenza delle donne del veneziano e delle operatrici del Centro Donna, che pongono all’attenzione degli amministratori locali la
necessità di riconoscere il fenomeno della violenza di genere e di offrire uno spazio di ascolto e accoglienza per le donne che subiscono maltrattamenti e violenza. E’stato per lungo tempo il primo e l’unico esempio in Italia di Centro Antiviolenza istituzionale. Da subito il Centro, ha sentito la necessità di dotarsi di una “Casa ad indirizzo segreto” e nell’aprile del 1995, ha ospitato la prima donna veneziana, per una ospitalità temporanea sicura e segreta. Ancora oggi la casa è aperta e ospita donne e bambini”. Ma non solo. Un’altra casa è a disposizione del Centro dal 2009. Anche questa è sottoposta al vincolo della segretezza. Dispone di dieci posti letto per le donne e per i loro figli minori. Preparatissimo il personale che vi lavora. Lo staff è composto dalla responsabile del servizio “Cittadinanza delle donne e culture delle differenze”, dalla responsabile del Centro Antiviolenza, da 3 operatrici di accoglienza (2 assistenti sociali e una psicologa) e da una educatrice. Con il Centro collabora una cooperativa esterna, per la gestione della casa rifugio e della casa
di secondo livello e del progetto “Punto di ascolto sos violenza”. Ci sono 3 consulenti legali messi a disposizione dal Comune di Venezia. Per aiuto si può chiamare il 1522 “Numero Verde Antiviolenza” attivo 24 ore per 365 giorni all’anno. Per ulteriori informazioni scrivere a: centro.antiviolenza@comune.venezia. Sempre a Venezia il Comune ha deciso
di dedicare l’intero mese ad una serie di iniziative e spettacoli per sensibilizzare la cittadinanza su questo fenomeno. Per tutto novembre infine le facciate di Ca’ Farsetti e Ca’ Loredan sul Canal Grande e la fontana di piazzale Giovannacci a Marghera, saranno illuminate di arancione, colore simbolo della “Giornata internazionale contro la violenza alle donne”
24 4 Il Veneto in primo piano Scuola Il dibattito a Mira organizzato dall’assessorato alle Politiche educative e il 13 novembre il mondo della scuola è in agitazione ancora una volta contro la legge 107/2015
La riforma che non piace al mondo della scuola Civati e i deputati del Movimento 5 Stelle “bocciano” ancora una volta la Buona scuola: non risponde - sostengono - alle esigenze del mondo della scuola e la getta nel caos
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a Buona scuola o la scuola alla buona? Insomma la riforma della scuola, la “legge 107/2015”, anche in queste settimane in cui il piano delle assunzioni dei docenti è arrivato alla cosiddetta fase C, quella che interessa l’organico di potenziamento, continua a non convincere tutti e soprattutto molti insegnanti e addetti ai lavori. Questa posizione critica è emersa chiaramente anche lo scorso 10 ottobre, in occasione della serata di confronto e dibattito, organizzata a Mira, dall’assessorato alle Politiche educative del Comune veneziano, cui hanno preso parte, fra i politici, per il Movimento 5 Stelle i deputati Silvia Chimiento ed Emanuele Cozzolino e la cosigliera regionale del Veneto Erika Baldin, l’assessore comunale Orietta Vanin oltre a Pippo Civati, fuoriuscito dal Pd e ideatore della formazione “Possibile”. La contestazione “politica” alla riforma è sul metodo oltre che nella sostanza, a partire, come ha avuto modo di ribadire anche in questa occasione Silvia Chimiento, dall’atteggiamento di totale chiusura del Governo “che ha rifiutato - so-
stiene - un reale confronto soprattutto con gli addetti ai lavori - gli insegnanti - producendo come risultato finale inaspettato ed evidentemente non voluto un processo di aggregazione nella scuola come da tempo non si vedeva contro la riforma stessa, che viene percepita come un attacco non solo alla scuola ma alla democrazia”. Per chi è stata fatta la riforma? Di fatto, sostiene ancora Chimiento, non risponde a quelle che sono le esigenze del mondo della scuola, a partire dalla stabilizzazione dei tanti docenti precari. “Il piano di assunzione è un bluff - dice -: doveva abolire la supplentite e invece ha catapultato la scuola in un gran caos. Delle 148mila assunzioni sbandierate, di fatto ad oggi se ne contano 36mila, di cui 21mila dai pensionamenti e 15mila posti di sostegno, così come previsto ancora dal precedente ministro. Ci saranno le 55mila assunzioni, previste nella fase C, con cui si collocheranno i docenti stabilizzati in una sorta di limbo, costretti ad uno stravolgimento professionale che li porterà ad insegnare
materie per le quali non sono abilitati. Un piano assunzioni, questo, di cui il Governo si è servito per ricattare il parlamento e la società: l’approvazione della riforma in cambio delle assunzioni sbandierate”. Critiche condivise dallo stesso Civati che sono state fra i motivi, ha spiegato il politico, della sua uscita dal Partito democratico e che hanno ispirato anche uno degli otto referendum per i quali a settembre è partita, senza successo peraltro, la raccolta di firme. Si discute della legittimità della riforma anche in Regione Veneto, ha fatto notare la consigliera regionale Erika Baldin, soprattut-
to in merito alle competenze - in materia scolastica - che dovrebbero essere di pertinenza delle Regioni e su cui il Governo vuole con la Buona scuola interferire. La Buona scuola non è però solo un terreno di scontro politico ma rappresenta un contesto entro il quale gli stessi insegnanti fanno fatica a ritrovarsi e che continuano a criticare. Sotto accusa l’eccessivo potere discrezionale in mano ai presidi, i limiti delle modalità di reclutamento degli insegnanti, la solitudine in cui sono lasciati i piccoli plessi con le loro oggettive difficoltà, le modalità con cui viene trattata la formazione dei
Alcuni momenti del dibattito sulla cosiddetta Buona Scuola, il tavolo dei relatori e il pubblico intevenuto docenti, tema quest’ultimo su cui ha invitato a riflettere Antonio Giacobbi, presidente dell’Associazione professionale Proteo Fare Sapere Veneto. I genitori presenti si sono lamentati invece delle classi, cosiddette pollaio, e hanno espresso preoccupazione sulla ideologia gender. Preoccupazione su cui in blocco tutti gli intervenuti hanno rassicurato: sulla Buona scuola si può dire di tutto, ma non v’è traccia dell’intenzione di introdurre questa ideologia gender. Si tratta semmai di un equivoco creato ad arte da alcune associazioni cattoliche oscurantiste.
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A novembre esiste il rischio che l’assetto del corpo docente debba essere in parte rivisto
a riforma della scuola varata dal Gover- che quelli ordinari di praticamente tutte le no Renzi rischia di portare con sé una province italiane, con esiti differenti: alcuni profonda spaccatura nel corpo docenti, a magistrati hanno ritenuto di accogliere i ricorlivello regionale e nazionale. Se in provincia si d’urgenza, mentre altri li hanno rigettati. di Rovigo infatti i prof In particolari, a fine che sono ricorsi al giu- I docenti con diploma agosto, è arrivata una dice del Lavoro sono magistrale ottenuto importante pronuncia un centinaio, con varie prima del 2002 chiedono del Consiglio di Stato, tranche di ricorsi, il nu- di essere inseriti nelle Gae; che decidendo su tre ricorsi che riunivano le mero aumenta via via ricorsi in tutta Italia posizioni di circa 1900 che si sale a un ambito docenti ha accolto la richiesta cautelare alla prima veneto poi italiano. La situazione al centro del difficile con- base dei tre ricorsi, fissando poi l’udienza di tenzioso è quella dei docenti che sono in merito al prossimo 1° dicembre. E’ quindi chiaro che già a novembre nella possesso del diploma magistrale, e non della laurea, ottenuto prima dell’anno scolastico scuola esiste il rischio che l’assetto del corpo 2002. Al momento queste figure professio- docente (stabilito a inzio anno scolastico) nali si trovano escluse dalle graduatorie a debba essere in parte rivisto, in modo da conesaurimento dalla quali andare a pescare per siderare, ai fini degli inserimenti in graduatoria, anche quelle posizioni che non erano le stabilizzazioni prestabilite dal Governo. La questione è estremamente comples- comprese nella prima bozza della ondata di sa e ha interessato sia i Tribunali del Lavoro stabilizzazioni.
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26 Voci da palazzo
Voci da palazzo 1
Regioni sul piede di guerra “Il Governo decide senza tener conto di chi è virtuoso e di chi non lo è”
Veneto riciclone, eppure un suo inceneritore brucerà rifiuti altrui consiglio regionale
approvata la legge di riordino delle funZioni provinciali
I cittadini sono virtuosi in fatto di rifiuti eppure il Governo non li premia con la decisione di trasformare il termovalorizzatore di Ca’ del Bue a San Michele veronese in un impianto strategico a livello nazionale
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di Germana urbani
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are quasi una beffa. A fine Ottobre il Veneto ha visto Bottacin ha ribadito la volontà della giunta veneta di opconfermato il suo primato: è la migliore regione italia- porsi fortemente al proposito del Governo: “Non ci faremo na per la gestione dei rifiuti urbani. (E il merito va ai imporre da Renzi – ha sottolineato – un impianto che veneti davvero efficienti e attenti nella raccolta differenzia- brucia rifiuti di altre Regioni. Quella del Governo è una inta.) Nonostante questo, pare che non saranno premiati a gerenza inaccettabile e tutte le Regioni sono sulla nostra dovere, anzi. Il Governo centrale sembrerebbe intenzionato stessa linea”. E’ vero, però, che l’impianto individuato dal a procedere con quanto previsto dal decreto “Sblocca Italia” Governo per far parte della rete nazionale degli inceneritori, circa la realizzazione di 12 nuovi impianti di incenerimento e cioè quello di Cà del Bue in provincia di Verona, esiste dei rifiuti a valenza strategica nazionale in 10 regioni, uno già e rientrerebbe comunque tra i tre previsti dalla Regione dei quali dovrebbe essere nel territorio veneto. per il proprio fabbisogno. L’impianto in questione sarebbe Forte dei risultati della nostra regione il Governatore certamente riqualificato e l’unica differenza vera, rispetto ribadisce il suo no a qualsiasi ipotesi di arrivo di rifiuti indi- ai propositi della giunta Zaia, consisterebbe nel fatto che stinti da altre regioni. “E’ un no chiaro – spiega – netto e l’impianto riceverebbe e smaltirebbe i rifiuti di altre Regioni ampiamente motivato. Lo è stato in passato a fronte di altre meno virtuose della nostra. E la nostra è davvero eccellenanaloghe ipotesi, lo è anche oggi. Questa bella pensata te. L’ultimo rapporto sulla “Produzione e Gestione dei rifiuti – incalza Zaia – sarebbe l’ennesimo urbani nel Veneto”, curato dall’Osserschiaffo ai virtuosi e un immeritatissi- L’impianto di Cà vatorio Regionale Rifiuti istituito presso mo ennesimo regalo a chi non ha sa- del Bue rientrerebbe l’Agenzia regionale per la Prevenzione puto o voluto affrontare con raziocinio comunque tra i tre e Protezione Ambientale del Veneto, un problema come quello dei rifiuti, previsti a tutt’oggi conferma il trend positivo della raccolche non è certo un’emergenza nata dalla Regione ta differenziata che si attesta al 65%, ieri ma, purtroppo, la regola in alcuni quasi due punti percentuali in più rispetterritori del Paese”. to all’anno precedente (+1,8) a fronte di una produzione Fino ad oggi, la legge prevedeva che ogni regione fos- complessiva di rifiuti urbani di circa 2.241.000 tonnellate, se o diventasse via via autonoma in materia di gestione in lieve aumento (+1,3%), per 455 kg di produzione proe smaltimento dei rifiuti. Tanto che in Veneto, man mano capite (+1,2%), valore quest’ultimo tra i più bassi d’Italia che la differenziata migliorava, venivano chiuse alcune li- nonostante il Veneto abbia un PIL elevato e registri oltre 60 nee di inceneritori o termovalorizzatori. Anche per questo milioni di presenze turistiche annue. In totale i rifiuti urbani la maggioranza a Palazzo Balbi è concorde con Zaia. Anche avviati a recupero nel 2014 ammontano a circa 1,5 milioni l’assessore regionale alle politiche ambientali Gianpaolo di tonnellate con un aumento del 4,3% rispetto all’anno
In alto l’nceneritore di Cà del Bue (Verona). Sotto da sinistra Luca Zaia, Gianpaolo Bottacin e Stefano Fracasso precedente. Si registra inoltre la diminuzione dei rifiuti urbani inceneriti negli impianti di incenerimento di Padova e di Schio, pari a 188 mila tonnellate annue (-12,5%), e un leggero aumento (+1,9%) del conferimento nelle 11 discariche attive in Veneto, per complessive 128 mila tonnellate. A fronte di tutto questo il Pd, partito del premier Renzi, fatica qui in Veneto a sostenere la linea del proprio segretario nazionale e auspica un’azione più forte su quelle regioni che non sono virtuose come la nostra. “Il no agli inceneritori in Veneto va bene – afferma Stefano Fracasso consigliere regionale del Pd e vice presidente della Prima commissione – ma a patto però che gli obiettivi contenuti nel piano dei rifiuti, frutto degli emendamenti del Pd (76% di differenziata e 420 kg di produzione procapite all’anno) vengano rispettati”. Fracasso evidenzia, inoltre, come “il 44% dei rifiuti in uscita dagli impianti veneti di trattamento meccanico-biologico finiscono fuori regione: il Veneto – sottolinea – esporta circa 200 mila tonnellate all’anno di combustibile solido secondario”. Ed auspica che “il governo commissari le Regioni che non avviano una raccolta differenziata spinta, cosa che peraltro garantisce maggiore occupazione, basti guardare alle 1.300 aziende venete nelle quali lavorano ben 23 mila addetti”.
ora spetta al consiglio approvarlo
la giunta ha adottato il piano energetico
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a regione Veneto, dopo anni di attesa, si sta finalmente dotando di un Piano Energetico Regionale. Il Veneto, infatti, deve garantire che nel 2020 il 10,3% dell’energia termica, elettrica e dei trasporti, complessivamente consumata, derivi da fonti rinnovabili. A stabilirlo è il ‘burden sharing’ che fissa la misura con cui ogni singola Regione deve concorrere al raggiungimento dell’obiettivo nazionale in materia di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, che per l’Italia, in base alla Direttiva europea 2009/28/UE, è fissata al 17% del consumo energetico lordo. Per ora il piano è stato adottato dalla giunta veneta e trasmesso al consiglio per l’approvazione il Piano Energetico Regionale. Un passo che, come ha comunicato l’assessore allo sviluppo economico e all’energia Roberto Marcato “segna un momento importante per quanto riguarda l’energia e l’ambiente”. “Un ulteriore motivo di soddisfazione per me – aggiunge – è che da vicepresidente e assessore all’energia nell’amministrazione provinciale di Padova ho presentato il
primo piano energetico del Veneto. Vedo quindi la presentazione del piano regionale come una sorta di continuità operativa in questo settore. Ora finalmente anche il Veneto avrà il suo piano energetico. Si tratta del documento che delinea lo stato dell’arte in campo energetico e fornisce le indicazioni da adottare, con particolare riferimento agli obiettivi che le Regioni devono raggiungere in materia di fonti rinnovabili, il cosiddetto Burden sharing. Il Veneto farà la sua parte”. Il piano è il frutto di un lavoro di squadra che ha visto la partecipazione attiva di tutti gli attori interessati, dal mondo produttivo a quello delle associazioni ambientaliste, agli enti locali. E’ un lavoro di sintesi che ha accolto molte delle osservazioni che sono state formulate nelle fasi finali della sua stesura. Il piano in lunga parte era già stato presentato alla fine della scorsa legislatura grazie al lavoro dell’ex assessore Massimo Giorgetti e dello staff tecnico che lo ha seguito, consentendone l’aggiornamento e ora la presentazione”. “L’iter – conclude l’assessore Marcato – prevede il
L’Assessore regionale allo Sviluppo economico e all’energia Roberto Marcato passaggio in commissione e l’approvazione da parte del consiglio. Mi auguro davvero che la discussione non sia falsata da posizioni ideologiche ma che contribuisca semmai a miglioralo, arrivando a votare un testo condiviso e utile per la crescita del Veneto”. 10,3% dell’energia termica, elettrica e dei trasporti, complessivamente consumata, derivi da fonti rinnovabili.
utti i dipendenti delle provincie continueranno a fare il proprio lavoro nelle sedi in cui l’anno sempre fatto. A pagare i loro stipendi sarà la regione. Questo in soldoni quanto deciso con il Progetto di Legge n. 67 presentato dalla Giunta per il riordino delle funzioni amministrative provinciali e approvato dal Consiglio regionale , come richiesto dalla Legge “Delrio”. Se, infatti, la riforma Delrio ha confermato in capo alle province una serie di funzioni considerate fondamentali, tra le quali la viabilità, i trasporti, il governo del territorio e l’edilizia scolastica, per tutte le altre funzioni, ritenute “non fondamentali”, tra cui figurano anche cultura, difesa del suolo, sport, servizi sociali e formazione professionale, sono state chiamate a legiferare le Regioni. Il Progetto di Legge elaborato dalla Giunta decreta che tutte le funzioni, fondamentali e non, vengono mantenute in capo alle Province, che potranno continuare a svolgerle con il personale che attualmente se ne occupa. Sarà la Regione a sostenere i costi dei dipendenti delle Province, che continueranno a operare nelle attuali sedi di lavoro. Non vi saranno, perciò, esuberi di personale. Con un emendamento presentato dalla stessa Giunta viene stabilito che tra le funzioni oggetto di riorganizzazione rientrano anche quelle di vigilanza e controllo. La polizia provinciale resterà nella dotazione organica provinciale, in tal mondo conservando la qualità di Ufficiale di Polizia Giudiziaria, che avrebbe perduto se trasferita nei ruoli regionali. Sarà peraltro la Regione a garantire la copertura dei costi anche di questi lavoratori. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge, sarà avviato un percorso di riordino delle società, enti strumentali ed agenzie di Province e Città Metropolitane. Particolare attenzione è dedicata sia alla Città metropolitana di Venezia, sia alla Provincia di Belluno, prevedendo che alla neo costituita città metropolitana potranno, successivamente, essere riconosciute ulteriori funzioni, mentre alla Provincia di Belluno, in ragione delle particolari forme e condizioni di autonomia che le sono state attribuite, vengono riconosciute funzioni ulteriori rispetto alle altre province. Delle spese relative alle funzioni, finanziamenti non superiori a 40milioni di euro annui.
28 1 Cultura veneta Grande schermo L’ultima pellicola, I sogni del lago salato, ha ottenuto forte apprezzamento sia di critica che di pubblico
Andrea Segre, un regista veneto che parla al mondo intero “Ho scelto di fare cinema perché ha il grande potere di stimolare la riflessione e la discussione tra le persone. Un confronto dal quale possono nascere nuove strategie d’azione sulla realtà” Maria elena pattaro
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un anno di distanza dall’ultimo documentario Come il peso dell’acqua, il regista Andrea Segre, originario di Dolo, torna al cinema con il nuovo film I sogni del lago salato, ambientato tra l’Italia degli Anni Cinquanta e il Kazakistan di oggi. Il film, uscito a fine settembre, è stato presentato a numerosi festival fra cui quello di Internazionale a Ferrara, quello di Locarno e alle “Giornate degli autori” di Venezia, ottenendo l’apprezzamento sia del pubblico, sia della critica per la sensibilità con cui il regista riesce ad accostarsi ai temi sociali più delicati. Infatti, fin dal suo debutto sul grande schermo, avvenuto nel 1998 con il film Lo sterminio dei popoli zingari, Segre si è dedicato all’emarginazione etnica e culturale. Stavolta l’occhio della sua macchina da presa si è concentrato su luci e ombre di un paese che sta attraversando un rapido sviluppo economico. “In Kazakistan cercavo la voglia di perdermi in una dimensione spazio-temporale priva di punti di riferimento precisi, in modo da seguire il filo dei pensieri e degli interrogativi esistenziali suscitati da uno spazio senza confini. Immergendomi nella vastità dell’orizzonte kazako, ho girato un film costruito attorno ai sogni e alla crescita economica”. In che cosa si assomigliano l’Italia degli Anni Cinquanta e il Kazakistan di oggi? “La somiglianza sta nella fiducia che entrambi i paesi hanno riposto nella crescita economico, una fiducia talmente cieca da nascondere le possibili conseguenze negative di uno sviluppo che sacrifica la sostenibilità umana al mito del benessere. Un tratto concreto che unisce lo sviluppo economico dei due paesi è la presenza dell’Eni. L’Azienda, che ha contribuito al boom
italiano nel secondo dopoguerra, è attualmente uno dei maggiori protagonisti dell’estrazione di petrolio e gas in Kazakistan. Questo collegamento è sicuramente un aspetto importante, ma l’intento del film va oltre la realtà geografica dei due paesi, proponendo e suscitando riflessioni esistenziali sul senso della vita e sul peso dell’economia: a quali valori dobbiamo dare importanza? Quali sono i costi dello sviluppo? Da che cosa dipende la qualità della vita?”. Come avviene la distribuzione dei film non di cassetta e come si potrebbe avvicinare il pubblico a questo tipo di opere? “La diffusione dei film non di cassetta avviene attraverso l’impegno di sale coraggiose che fanno la scelta del cine-documentario, a differenza dei grandi mercati di distribuzione che preferiscono invece i film di intrattenimento. Credo che la gente non vada a vedere i documentari perché non è abituata a farlo, ma se conoscesse di più questa realtà, probabilmente la apprezzerebbe. Negli ultimi tempi, però, si sono registrati dei cambiamenti significativi: sta aumentando, infatti, il pubblico dei cine-documentari. Il mio ultimo film, per esempio, è stato proiettato in trenta sale raggiungendo i 10.000 spettatori nell’arco di un mese”. Quali sono i punti di forza e quali invece gli svantaggi di un film-documentario rispetto ad un film di finzione? “Il cinema documentario è un linguaggio che riesce a creare delle sinergie inaspettate tra la rappresentazione e la realtà, perché fornisce l’occasione di incontrare persone da raccontare. Secondo me offre una libertà maggiore perché si è coautori delle cose che succedono realmente, invece il rischio della finzione è quello di non
essere abbastanza credibile. Io ho sempre lavorato su entrambi i versanti, tentando di intrecciare i due generi, in modo da arricchirli attraverso lo scambio reciproco2. Perché ha scelto proprio il cinema come forma di espressione e di sensibilizzazione? “Ho scelto il cinema per trasmettere dei valori, attraverso una forma di comunicazione che sento vicina alla mia sensibilità. Sulla scia di questa convinzione ho deciso di intraprendere la strada di regista, con la
La mostra Rivelazione a Pordenone
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ualche genio viene scoperto solo dopo la morte, qualche altro solo in tarda età. Questo è il caso di Montanari, un pittore il cui talento è rimasto segreto fino a pochi anni fa e solo perché lui, l’artista, ha voluto che fosse così. Ma oggi gli amanti della grande arte hanno la possibilità di conoscere la sua opera grazie ad una antologica promossa dal Comune di Pordenone, in assoluto la prima organica esposizione in Italia del lavoro di Pordenone Montanari. La mostra, che rimarrà aperta sino al 17 gennaio, si svolge su una doppia sede: la Galleria “Harry Bertoia” dell’Amministrazione comunale e la sede direzionale di FriulAdria, che ha messo a disposizione cinque grandi spazi che si affacciano su piazza XX Settembre, dove sono esposte alcune tele di grande formato a testimoniare la produzione più recente dell’artista. Lui ha quasi ottant’anni e da un quarto di secolo si è totalmente sottratto al mondo. La sua vicenda ricorda quella della fotografa statunitense
Vivian Maier, nei termini analoghi di scoperta tardiva, e per certi versi fortuita, di una attività artistica di grande spessore condotta lungo un’intera esistenza. Nel caso di “Pordenone” Montanari, a scoprirlo e a restare abbagliato dalla sua arte è stato un imprenditore indiano, nel 2007; a proporlo all’attenzione del grande pubblico un ampio ed entusiastico articolo in cui The Observer, annunciando la prima esposizione delle sue opere a Londra (2010), ne ha svelato la storia e ne ha celebrato il lavoro. Quello dell’Observer è stato capofila di tanti successivi pronunciamenti della grande critica internazionale, che non ha lesinato i giudizi molto positivi su un artista sino a pochi mesi prima pressoché ignoto, essendosi ormai persa memoria delle sue mostre in alcune Gallerie milanesi negli anni ottanta. Per Edward Lucie-Smith, il critico intervistato dal grande quotidiano britannico a margine della mostra del pittore da lui curata all’Istituto Italiano di Cultura a Londra, “Montanari è un artista
unico, che scardina la storia convenzionale dell’arte postbellica italiana”. “Le nature morte – aggiunge – fanno venire in mente Cézanne e Braque”, mentre gli elementi picassiani e i tratti riecheggianti Francis Bacon che emergono dalla sua pittura si manifestano con caratteri di forte originalità, “in maniera che ancora non avevamo visto mai”. Molti dei dipinti sono caratterizzati da figure che contengono altre figure e riflessi nello specchio. Lucie-Smith in proposito ha detto: “Il messaggio è chiaro: ciò che sembra la rappresentazione oggettiva della realtà va invece letta come specchio della dimensione mentale dell’artista”.
consapevolezza che non tutti i film si imprimono allo stesso modo sulla realtà contemporanea. Le opere che esprimono le tensioni in corso incidono maggiormente la coscienza del pubblico, offrendogli l’occasione di interrogarsi sul mondo in cui è immerso. Il cinema infatti ha questo grande potere: stimolare la riflessione e la discussione con gli altri, e da tale confronto possono nascere nuove strategie d’azione sulla realtà”.
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terinari. Un classico esempio è la manipolazione, se vediamo il nostro quattro zampe più schivo o addirittura aggressivo mentre lo coccoliamo e prima d’ora non lo era mai stato, poniamoci qualche domanda e proviamo a capire se questo comportamento può essere indice di dolore, riferendolo anche al veterinario di fiducia. Come detto, è importantissimo stimolare il cane anziano anche dal punto di vista cerebrale facendogli fare attività cognitive, lente passeggiate esplorative, giochi di apprendimento e memoria. Pertanto, non trascurate il vostro migliore amico lasciandolo invecchiare solo, ma interagite spesso con lui, sollecitatelo e prendetevene cura più di quando era giovane, così avrete modo di vederlo più allegro, appagato e ne beneficerà senza dubbio sia a livello fisico che mentale.
*Educatrice cinofila che collabora con il Rifugio Cipa
A cura della Dottoressa Giulia Albarello - Veterinario
La Trachemys scripta scripta (la tartaruga dalle orecchie gialle)
Attività con il cane anziano La vecchiaia nel cane varia a seconda di una serie di fattori tra cui la taglia, il peso, eventuali malattie che ha avuto in passato, lo stile di vita etc pertanto invecchierà più lentamente un cane ben curato, accudito ed in salute. Anche a livello comportamentale non dobbiamo trascurare il nostro migliore amico ormai non più giovane, perché nonostante il graduale deterioramento fisico è fondamentale mantenere attiva la sua mente motivandolo, facendolo giocare e stimolandolo al movimento. Naturalmente le attività di un cane anziano sono diverse rispetto a quelle che possiamo far svolgere ad un cane giovane tuttavia è giusto sfatare il luogo comune secondo cui non si possono fare attività con un cane anziano. Attività praticate con tempi adatti al suo stato di salute lo aiutano a rimanere attivo e giovane mentalmente e dunque lo supportano anche fisicamente. E’ importante tenere in considerazione il fatto che in un cane anziano si possono riscontrare alterazioni a livello fisico che possono avere effetti anche sul comportamento, pertanto è fondamentale sottoporlo a più frequenti controlli ve-
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IL VETERINARIO
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La Trachemys scripta scripta è una specie di tartaruga d’acqua dolce originaria della Florida. Le dimensioni raggiunte dall’esemplare adulto sono di circa 15-18 cm per i maschi e 20-30 cm per le femmine. Oltre alle dimensioni, esistono differenze fenotipiche tra maschi e femmine: il maschio sviluppa unghie molto lunghe negli arti anteriori e possiede una coda sottile con apertura cloacale oltre il margine del carapace; la femmina invece ha una coda più corta e tozza e ha l’apertura cloacale posizionata tra il margine del piastrone e il margine del carapace. Il modo più semplice di tenere una tartaruga trachemys è in un laghetto esterno, di almeno 2 x 3 m e profondo almeno 1 metro; tale profondità permette il letargo ad una temperatura costate (circa 4° C) durante il periodo invernale. L’allevamento in un acquaterrario necessita di una struttura abbastanza grande (100x60x60 con un profondità dell’acqua pari ad almeno una volta e mezza la lunghezza del carapace) con una zona emersa che occupi circa un terzo della superficie completata da una lampada riscaldante e una lampada ad emissione di raggi ultravioletti; sono inoltre necessari un riscaldatore e un filtro per l’acqua.
Le tartarughe del genere trachemys sono prevalentemente carnivore da giovani, mentre da adulte diventano onnivore. In cattività i giovani vanno alimentati tutti i giorni, gli adulti 3 volte alla settimana Gli alimenti assolutamente vietati sono quelli troppo grassi e oleosi; la carne sia rossa che bianca e il pesce sfilettato vanno usati con moderazione perchè troppo ricchi di fosforo e proteine e poveri di calcio, così come i gamberetti essiccati. Vano utilizzati quindi piccoli pesci, girini, invertebrati, crostacei, verdure e mangimi estrusi (25% della razione) variando il più possibile e a rotazione. Soprattutto per gli animali giovani e durante il mantenimento indoor è necessario utilizzare integratori di calcio da spolverizzare sulla razione. Le principali patologie derivano spesso dalle scadenti condizioni di mantenimento in cattività. Ne sono un esempio l’assenza di lampade ad emissione di raggi ultravioletti e l’alimentazione non correttamente integrata e variata che provocano una malattia da carenza di calcio chiamata malattia ossea metabolica e L’alimentazione esclusiva con gamberetti essiccati che porta ad una carenza di vitamina A con conseguenti congiuntiviti ed edema palpebrale.
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Gli obblighi fondamentali dei lavoratori nell’ambito della sicurezza nel lavoro
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’ stabilito chiaramente dalla legge che ogni lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza e salute e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui possono ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni , conformemente alla sua formazione e alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro. I lavoratori devono osservare scrupolosamente le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro,o da suoi preposti, ai fini della protezione collettiva e individuale, devono utilizzare correttamente i macchinari, le apparecchiature, gli utensili e le sostanze pericolose, i mezzi di trasporto e le altre attrezzature di lavoro, nonché i dispositivi di sicurezza adoperando in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione i DPI (occhiali, mascherine.,scarpe,guanti.....) e in caso di usura segnalare immediatamente al datore di lavoro o al preposto le deficienze dei mezzi e dispositivi nonché le altre eventuali condizioni di pericolo di cui vengano a conoscenza, hanno l’obbligo di adoperandosi direttamente in caso di urgenza per eliminare o ridurre tali deficienze o
pericoli . Un altro obbligo previsto dalla legge che prevede anche delle sanzioni disciplinari (sino al licenziamento) è quello di sottoporsi ai controlli sanitari previsti nei loro confronti e ai corsi di formazione e addestramento per la sicurezza. Concludendo al di là delle sanzioni anche penali previste in alcuni casi è fondamentale che nelle imprese si crei un team unico tra lavoratori e datore-dirigenti, per favorire un ciclo di miglioramento continuo sulle tematiche salute e sicurezza, un vantaggio competitivo di successo imprenditoriale. Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a diritti@lapiazzaweb.it
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entre prosegue la discussione parlamentare che dovrebbe portare alla abolizione dal 2016 della tassazione sulla “prima casa” non di lusso, è in scadenza al 16 dicembre 2015 il termine per il versamento a saldo per il 2015 di IMU e TASI. Per eseguire il calcolo delle imposte da versare è necessario procurarsi una serie di dati: tra questi la rendita catastale degli immobili posseduti (è utile in questo caso una visura del “Catasto”), compresi i terreni agricoli, che sono sicuramente esenti solo se ubicati in zone riconosciute per legge “di montagna”; le aliquote e le detrazioni deliberate dal Comune; il periodo di possesso nel corso dell’anno, tenendo conto di eventuali acquisti e vendite; l’uso che si è fatto dell’immobile (abitazione principale, sfitto, locato a terzi ecc.); l’importo versato in acconto nel corso del 2015. Nel caso di aree fabbricabili, è necessario determinare un valore “di mercato” sul quale calcolare le imposte, eventualmente affidandosi a un esperto per la valutazione, al fine di evitare accertamenti e sanzioni da parte del Comune. Obbligato al pagamento è il proprietario, oppure chi è titolare del diritto di concessione, usufrutto, uso, enfiteusi, superficie o abitazione (ad esempio il coniuge rimasto vedovo oppure il coniuge che si è visto
assegnare in sede di separazione la casa coniugale), nonché l’utilizzatore in caso di leasing. La sola TASI va pagata anche da chi occupa per più di sei mesi un immobile con un contratto di locazione: in questo caso bisognerà verificare quale sia la quota a carico dell’inquilino stabilita dal Comune. Tra le varie situazioni particolari, ne segnaliamo alcune: a) nel caso in cui la casa sia intestata a un anziano che è stato ricoverato in casa di riposo, è necessario verificare se il Comune ha previsto una qualche agevolazione per tale situazione; b) in caso di coniugi non separati e in presenza di residenze distinte in due unità immobiliari ubicate nello stesso Comune, solo una delle due potrà essere considerata abitazione principale; c) in caso di immobili inagibili oppure locati a terzi con contratto agevolato, che possono godere di una riduzione delle imposte, spesso i regolamenti comunali chiedono che venga presentata entro una determinata scadenza una comunicazione di richiesta della riduzione; d) i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano locati, sono esenti da IMU.inerenti a questo argomento? Hai delle domande scrivi a diritti@lapiazzaweb.it
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fiscalita’, norme e tributi
diritto stradale
a cura di A.P.I.V.
I controlli stradali per eccesso di velocità I nuovi reati tributari 2015 Studio Trevisan art. 142 cds sono tutti illegittimi di trevisan susanna fine Ottobre è entrato in vigore il nuovo D.lgs. e 6 mesi a un massimo di 4 anni di reclusione) e alzata la
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a sentenza della Corte Costituzionale n° 113/2015, documento di approvazione delle singole apparecchiature ha constatato chiaramente che tutti gli strumenti di utilizzate, NON ESISTE, come previsto dall’art. 345 comma controllo, sulla velocità dei veicoli attualmente in 2 del Reg. di esecuzione del CDS. Quindi non esiste alcun possesso degli organi di Polizia Giudiziaria Italiani sono certificato di approvazione di ogni singola macchina, fuori Legge. Le apparecchiature per la rilevazione dei dal momento che manca a monte l’omologazione del limiti di velocità, sono prive di omologazione da parte del modello, e così di fatto viene delegittimato l’uso delle Ministero dello Sviluppo Economico, come espressamente singole apparecchiature messe in commercio, dovendosi ribadito nella sentenza della Corte Costituzionale n° necessariamente considerare NULLO l’atto derivato dal 113/2015. Per esempio lo “ Scout Speed” della ditta rilevamento degli eccessi di velocità attraverso apparati Sintel Italia Spa che nel Nostro Territorio ha fatto migliaia sprovvisti di omologazione e di singola approvazione”. di vittime con sanzioni salatissime a carico dei Cittadini, La Corte dei Conti , Sez. Giurisdizionale della Toscana è non è mai stato omologato dal Ministero competente. la prima che ha già condannato un Funzionario della Tutto questo perché il Ministero delle Infrastrutture e dei Polizia Locale di un Comune della Toscana (Sentenza N° Trasporti, si ostina a voler ritenere che l’omologazione 508/2008). Quindi questi strumenti dovrebbero essere e l’approvazione sono termini sinonimi, come ha più ritirati dal mercato. Inoltre, gli Agenti accertatori, che volte smentito la Suprema Corte di Cass. con sentenza sottoscrivono i verbali prodotti usando questi apparecchi N° 15042/2011. Riporto in sintetico alcune sentenze irregolari, potrebbero essere deferiti alla Autorità Giudiziaria del Giudice delle Indagini Preliminari di Torino le N° a norma dell’ art. 476 C.P. e si potrebbe configurare a 4021/2015 e la N° 6170/2015: “E’ stato accertato tutti gli effetti il reato molto grave previsto dall’art. 640 C.P. Hai delle domande inerenti a questo argomento? presso il Ministero delle Infrastrutture e trasporti a scrivi a diritti@lapiazzaweb.it seguito di richiesta dello stesso Tribunale di Torino, che il Studio Trevisan di Trevisan Susanna. Recupero Danni - Infortunistica Stradale Este (PD) - Tel:0429603778 - Via Atheste, 44/F - info.trevisan@libero.it
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158/2015 che modifica significativamente il sistema soglia di punibilità da 30 a 50.000 euro di imposta evasa. dei reati tributari riformulando alcune fattispecie e Stessa pena e stessa soglia di punibilità nel caso di omessa presentazione delmod. 770 (sostituti d’imposta). introducendone di nuove. Non si considerano omesse le dichiarazioni presentate Per quanto riguarda i delitti di Dichiarazione Fraudolenta, la condotta tipica viene allargata anche ai soggetti non entro 90 giorni dalla scadenza del termine. Ma non vi sono solo “dolenti note” nel Decreto appena obbligati alla tenuta delle scritture contabili, sono descritte in maniera più dettagliata le possibili modalità esecutive entrato in vigore. Significativi sono, infatti, gli innalzamenti del delitto, viene precisato che le sottofatturazioni non delle soglie di punibilità previste per l’omesso versamento costituiscono un mezzo fraudolento e sono innalzate le delle Ritenute (la soglia passa da 50 a 150.000 euro) e per l’omesso versamento Iva (che passa da 50.000 a soglie di punibilità riferite agli elementi attivi non dichiarati. Ampiamente modificata e’ anche l’ipotesi di 250.000 euro). Non saranno punibili le ipotesi di omesso Dichiarazione infedele, in cui, oltre ad un innalzamento versamento e di compensazione con crediti non spettanti in sensibile delle soglie di punibilità (da 50.000 euro a caso di pagamento integrale dei debiti tributari prima della 150.000 euro per singola imposta e da 2 a 3 milioni di dichiarazione di apertura del dibattimento e non saranno elementi attivi sottratti all’imposizione), si escludono punibili le ipotesi di dichiarazioni infedele e di omessa da rilievo penale i costi indeducibili o non inerenti se presentazione nel caso in cui il pagamento avvenga entro realmente sostenuti, la violazione dei criteri di competenza il termine di presentazione della dichiarazione relativa al e le valutazioni di elementi attivi e passivi oggettivamente periodo di imposta successivo. Approfondiremo il tutto esistenti se inferiori al 10% rispetto a quelle ritenute corrette. nell’articolo del mese prossimo. Viene innalzata la pena per la Omessa dichiarazione Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a diritti@lapiazzaweb.it relativa ad Imposte Dirette ed IVA (da un minimo di 1 anno A.P.I.V. – Associazione Piccoli Imprenditori, artigiani e lavoratori autonomi delle Venezie Centro CAF - Consulenza Commerciale, Tributaria, Contabile e Creditizia - Amministrazione del Personale – Successioni Sede: 30030 Martellago (Ve), P.zza Vittoria 97 - Info: apivtrieste-confesercentipartner@yahoo.it - Cell: 348.3161877
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L’Editoriale PSICOLOGIA: UNA PROFESSIONE A SERVIZIO DELLA SANITÀ VENETA dott. alessandro De Carlo* modelli sanitari non sono sistemi rigidi e immutabili, ma organizzazioni in evoluzione che variano per provare a rispondere alle esigenze della società. La riforma della Sanità veneta è oggetto del Progetto di Legge Regionale n. 23, una proposta che riduce le attuali Ulss a sette unità provinciali, sopprime la figura del Direttore dei Servizi Sociali e crea un’Azienda Zero che si occuperà di tutta la programmazione. È interessante provare ad analizzare questa riforma con gli occhi degli psicologi, professionisti che lavorano nel Servizio Sanitario Regionale occupandosi di vari ambiti relativi alla Salute. In Veneto il Piano Socio-Sanitario Regionale 2012/2016 ha rappresentato un significativo passo: la definizione delle schede territoriali, un’attenzione all’Umanizzazione delle Cure, l’introduzione delle strutture intermedie, dell’ospedale di comunità e soprattutto l’incentivo alla formazione delle Medicine di Gruppo Integrate sono ottimi strumenti per promuovere un servizio diffuso sul territorio e attento ai bisogni della cittadinanza. Lo spostamento di gran parte delle funzioni di attuazione del Piano Socio-Sanitario ad un’unica Azienda regionale (Azienda Zero), è l’aspetto che, assieme alla soppressione della figura del direttore dei Servizi Sociali, emblema dell’integrazione veneta fra la dimensione sanitaria e l’aspetto sociale dell’assistenza, necessita di essere più monitorato. L’accentramento può portare con sé aspetti positivi in termini di razionalizzazione, ma comporta anche un rischio in termini di vicinanza del servizio. Per questo motivo esistono due proposte che garantirebbero, in maniera innovativa, la tutela della salute psicologica della popolazione. Innanzitutto l’istituzione di uno “Psicologo di Base”, figura complementare al Medico di Base, assicurerebbe alla popolazione la disponibilità di un professionista con le competenze necessarie per dare un supporto scientifico relativo agli aspetti emotivi o relazionali, dimensioni sempre più complesse nella vita delle persone. In secondo luogo esistono degli standard nelle cure chiamati Livelli Essenziali di Assistenza. L’introduzione dei Livelli di Assistenza Psicologici, legati dunque ai servizi minimi a cui la popolazione ha diritto in termini di salute psicologica, sarebbe un’innovazione significativa.
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Decreto zoppo: nuovi costi sanitari in carico ai pazienti La x Retinopatia diabetica Continua a pag. 40
xChi dorme tanto è un genio
*Presidente dell’ordine degli Psicologi del Veneto
Cataratta x e Lenti Bifocali: novità! Continua a pag. 40
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di Dott. Bruno Noce*
e emergenze nello studio odontoiatrico possono essere di due tipi: l’urgenza che è la condizione patologica che richiede un trattamento entro le 24 ore ed appunto l’emergenza che richiede un trattamento entro 1 ora. Il dentista deve essere in grado di prevenire, diagnosticare e trattare eventuali urgenze che si possono presentare nella pratica odontoiatrica.Tutti i pazienti devono essere valutati clinicamente, mediante questionario e raccolta anamnestica. Le emergenze mediche più frequenti sono: la sincope, l’ipotensione ortostatica, gli eventi asmatici, gli eventi diabetici, l’attacco anginoso, l’attacco epilettico, l’attacco convulsivo, le reazioni da farmaci, l’ingestione di corpi estranei, le reazioni anafilattiche, l’infarto miocardico, l’arresto cardiorespiratorio.Vista l’entità delle emergenze, in uno studio odontoiatrico devono essere presenti presidi farmacologici e sistemi di resuscitazione per l’utilizzo dei quali l’attuale normativa prevede una formazione specifica per tutto il personale dello studio ( igienista dentale, assistente alla poltrona, segretaria, etc.) che deve essere competente nelle pratiche di BLSD, averele conoscenze teorico pratiche necessarie al riconoscimento di una situazione di emergenza. Gli strumenti dell’emergenza medica dovrebbero essere sempre presenti, in buono stato di conservazione e sempre a portata di mano e sono: bombola di O2 portatile, maschera facciale, cannule orofaringee di tutte le dimensioni, siringhe sterili, misuratori della glicemia, defibrillatore automatico, nitroglicerina compresse, adrenalina, cortisonici, ansiolitici, farmaci anticoagulanti, digitale, apparecchi misuratori di pressione e fonendoscopio. L’insorgenza di una emergenza deve comportare l’attivazione di una procedura standard, a conoscenza di tutto il personale e rodata anche tramite periodiche simulazioni. Ogni studio deve disporre di uno specifico protocollo sulle modalità con cui chiedere l’intervento del 118; in ogni area odontoiatrica gli interventi devono essere pianificati e tutti devono saper comunicare fra loro in modo efficace.Il paziente che incorre in una emergenza deve essere stabilizzato, entro i limiti ragionevoli di competenza, nel più breve tempo possibile prima di essere trasferito in ospedale. Quindi tutti i componenti dell’area odontoiatrica devono: essere preparati a chiedere l’immediata assistenza del 118; controllare il paziente allo scopo soprattutto di riconoscere se sta bene cioè se è sveglio, se risponde a sollecitazioni verbali, agli stimoli dolorosi; saper riconoscere un respiro o colorito della pelle anormali;mantenere la calma ed assicurare livelli elevati di tranquillità e sicurezza nei confronti del personale; saper trattare le situazioni pericolose per la sopravvivenza e mirare a conservare le funzioni vitali del paziente inattesa dei soccorsi; saper valutare gli effetti di ogni sostanza somministrata. Alla luce di tutto ciò, come può una persona che non è un medico intraprendere una attività medica ed allo stesso tempo come possono i pazienti rivolgersi per le cure odontoiatriche a persone non qualificate sapendo che le complicazioni sono sempre dietro l’angolo? *Presidente della Commissione albo odontoiatri rovigo
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DECRETO SULL’APPROPIATEZZA: 208 PRESTAZIONI A RISCHIO UN PROGETTO CHE PARTE DA ROVIGO di francesco Noce*
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er limitare la prescrizione di esami e accertamenti diagnostici ritenuti inutili o quantomeno superflui, al fine di ottenere un risparmio all’ onere economico del Sistema Sanitario Nazionale, sono state individuate dal Ministero della Salute 208 prestazioni diagnostiche a rischio di inappropiatezza,i cui oneri economici, se non prescritte dal medico secondo le indicazioni contenute nel Decreto, saranno direttamente imputati al medico che le ha richieste. L’ intenzione dichiarata da parte del Ministro della Salute è quella di evitare il più possibile il peso economico di quella che viene definita come medicina difensiva che sarebbe attuata dai medici per una eventuale prova del loro operato in caso di contestazioni e denunce che risultano sempre più frequenti nei loro confronti. Se questa è l’ intenzione non si poteva scegliere un modo peggiore per porvi rimedio,dal momento che non farà altro che spostare il costo delle prestazioni dal SSN alle tasche dei pazienti piuttosto che a quelle dei medici . Infatti mentre la non richiesta delle prestazioni previste dal Decreto esporrà sempre più il Medico ad eventuali denunce (la colpa vale tanto nel fare quanto nel non fare), a nulla serviranno le giustificazioni di aver seguito le indicazioni ministeriali in caso di giudizio se non vengono modificate le attuali norme legislative sulla colpa professionale del medico. Nella situazione attuale è facile prevedere che i medici continueranno a prescrivere quegli accertamenti non su ricettario del SSN ma su ricettario personale, assicurandosi così la prova del loro operato, e lasciando ai pazienti la decisione se effettuare o meno l’ esame richiesto nel loro interesse, il cui costo, in questo caso, ricadrà direttamente su questi ultimi. Se l’obiettivo dichiarato non viene raggiunto viene sicuramente ottenuto l’effetto collaterale di porre ulteriori costi della sanità a carico dei pazienti. Non si poteva scegliere modo peggiore perché non si può spacciare l’ appropiatezza clinica come un atto amministrativo finalizzato a risparmi e basato su principi amministrativi attuati da burocrati ministeriali in rapporto ai costi delle prestazioni. Non si poteva scegliere un modo peggiore perché l’ appropiatezza clinica si fonda su basi scientifiche, sull’evidenza e sull’esperienza maturata, tenendo ben presente che che si curano persone e non malattie. Ogni medico, ma anche moltissimi cittadini possono testimoniare di come siano state individuate patologie emerse in conseguenza di accertamenti che secondo le disposizioni ministeriali non si sarebbero dovuti prescrivere. Una ulteriore considerazione: è utile avvantaggiarsi di tecnologie diagnostiche che il progresso scientifico mette a disposizione per rendere accurata una ipotesi diagnostica o si devono lasciar marcire nei sottoscala apparecchi costosi e sottoutilizzati? Ciò detto, mentre contestiamo la metodologia usata che rende ancor più difficoltoso e poco sereno l’operare del medico e può mettere a rischio la salute dei cittadini, ci rendiamo anche conto che eventuali sprechi vanno combattuti per rendere il sistema sanitario più efficiente e più equo. Riteniamo quindi indispensabile condividere sul piano scientifico-culturale le modalità di intervento a tal fine migliorando l’ assistenza sia dal lato sanitario che organizzativo. Un contributo che consideriamo praticabile parte dall’esperienza di un gruppo di medici di Rovigo sulla prescrizione di esami di laboratorio che utilizzarono alcuni anni or sono un programma informatico nato su iniziativa del Responsabile del laboratorio dell’ Ospedale cittadino con la collaborazione di alcuni medici di famiglia, basato sull’evidenza scientifica e sull’esperienza clinica, che alla fine della sperimentazione portò al risultato di una prescrizione di esami inferiore di circa il 20-30%. Il progetto si è ulteriormente sviluppato ed implementato, vi è un bord scientifico per la sua validazione ed è sempre aperto a considerazioni e ulteriori sviluppi in base alle conoscenze scientifiche e alle esperienze cliniche da parte di tutti i medici. Ovviamente riguarda per adesso solo l’aspetto delle prescrizioni diagnostiche di laboratorio, ma è un sistema per perseguire una certa appropiatezza non limitando la libertà e l’ autonomia professionale del medico e non togliendoli la dovuta serenità in una attività così difficile ma così importante per la salute dei cittadini.
*Presidente dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di rovigo
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sensibilità delle zone trattate e dalla costanza delle applicazioni. Si possono fare più trattamenti sulla stessa zona più volte al giorno? Qual’è il tempo massimo di utilizzo giornaliero consigliato? Uno dei pregi di MEDLASE-R è di non avere particolari controindicazioni o limiti di utilizzo. Consigliamo, comunque, un utilizzo massimo di 20 minuti al giorno su ogni zona corporea. Ho un Pace-Maker, posso usare MEDLASE-R? No, è controindicato l’uso di apparecchi elettronici in genere alle persone portatrici di stimolatori cardiaci, è opportuno consultare il medico. È un prodotto italiano? MEDLASE-R è un prodotto interamente italiano.
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la retinopatia diabetica
Causa un’alterazione dei vasi sanguigni in tutto il corpo, con una particolare predilezione per i vasi capillari
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l diabete è una malattia in cui il valore della glicemia (ossia la concentrazione nel sangue di uno zucchero chiamato glucosio) è superiore alla norma e necessita quotidianamente di essere ridotto con una dieta o speciali terapie. Queste si basano sull’uso di iniezioni di insulina o di sostanze, dette ipoglicemizzanti, in pastiglie. Il diabete causa un’alterazione dei vasi sanguigni in tutto il corpo, con una particolare predilezione per i vasi capillari, vale a dire i vasi più piccoli del nostro sistema arterioso. I vasi capillari sono importanti, in quanto portano il sangue ai tessuti scambiando con essi ossigeno e nutrimenti. Il danno che subiscono con il diabete è determinato dall’interazione fra i costituenti della loro parete e lo zucchero circolante in eccesso nel sangue. La retinopatia diabetica è perciò una manifestazione localizzata, oculare, della malattia diabetica. La retinopatia diabetica è la vasculopatia dei capillari retinici e si sviluppa attraverso varie fasi. Inizialmente nelle pareti dei capillari si creano delle zone di indebolimento, alternate a zone di ispessimento. Quando i vasi capillari hanno la parete indebolita possono dilatarsi localmente, formando dei microaneurismi, possono far trasudare la parte liquida del sangue formando un ispessimento della retina detto edema, oppure possono lasciare fuoriuscire delle sostanze grasse che si accumulano nella retina sotto forma di chiazze giallastre dette essudati duri. In altri casi possono rompersi causando emorragie nella retina o nel corpo vitreo, all’interno del globo oculare. La retinopatia diabetica può essere suddivisa
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in due tipi principali. 1 - Retinopatia diabetica non proliferativa: si verifica quando sono presenti perdite di sostanze dai capillari, anche sufficienti a causare edema maculare, piccole emorragie e zone di capillari occlusi. 2 - Retinopatia diabetica proliferativa: è caratterizzata nello stadio iniziale da occlusione dei capillari con macchie retiniche a fiocco di cotone. Nella fase proliferativa vera e propria i capillari anormali si sviluppano, stimolati dalla occlusione dei piccoli vasi retinici. A questo punto si possono verificare emorragie, anche gravi, per rottura dei capillari neoformati, e la formazione di tessuto fibroso che contraendosi può esercitare una trazione sulla retina fino a distaccarla. In questa fase può formarsi un’emorragia vitreale. ottico optometrista Barbara Micaglio ottica optometria Barbiero Via Montello 2 30033 Noale (Ve) - tel. 041-440485 - 041-440484 - e-mail: otticabarbiero@libero.it - www.otticheriunite.com
un alimento funzionale: il tonno rosso
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’alimento funzionale è un alimenlinsaturi: circa il 43% è costituito da to che ha un effetto positivo su acidi grassi della serie Omega n-3, e una o più funzioni dell’organismo tra questi il DHA rappresenta il 32% in maniera tale da essere rilevante per dei grassi totali rispetto alla media il miglioramento dello stato di salute del contenuto di DHA di alcune altre e/o nella riduzione del rischio di maspecie di pesci della stessa famiglia. lattia, indipendentemente dal suo poLe varie parti del tonno rosso vengotere nutrizionale e ciò dev’essere avvano utilizzate per la preparazione di lorato da studi scientifici. Deve inoltre piatti che ne prevedono l’uso crudo, esercitare il suo effetto per consumi come nel sushi o nel sashimi, e cotto. normalmente compresi nella dieta. Il tonno comunemente conservato Un consumo pari circa a due Gli alimenti funzionali si distinguo- porzioni a settimana consente di sott’olio o al naturale, viene generalno in “convenzionali” e “modificati”. assumere con la dieta una quantità mente conservato in scatolette meAlla prima categoria appartengono ad talliche o vasetti di vetro, ma non per esempio i cereali integrali, la frutta sec- di acidi grassi Omega n-3 superiore questo perde le peculiarità legate alla ca, i pomodori e tutti gli alimenti i cui rispetto ai valori consigliati composizione chimica in acidi grassi componenti fisiologicamente attivi (fi- dalle linee guida polinsaturi della serie Omega n-3. Il bre, beta carotene, licopene ecc.) sono tonno rosso è un alimento dalle elenaturalmente presenti nell’alimento stesso. Nella seconda vate proprietà salutistiche, che può venire considerato a categoria rientrano invece i prodotti per i quali la tecnologia tutti gli effetti un alimento funzionale “convenzionale”: un di lavorazione e il processo industriale arricchisce l’alimen- consumo pari circa a due porzioni a settimana consente di to con uno o più componenti benefici (probiotici, vitamine assumere con la dieta una quantità di acidi grassi Omega ecc.) o rimuove dall’alimento una o più componenti che n-3 superiore rispetto ai valori consigliati dalle linee guida possono avere effetti negativi sulla salute (allergizzanti, e capace di esplicare una efficace azione preventiva verso alcool ecc.). Il pesce è considerato per le sue qualità be- patologie cardiovascolari. nefiche e per la composizione in macro e micronutrienti, Da sinistra il un componente essenziale nella Dieta Mediterranea. Il Dott. Gianluca tonno e in particolare il tonno rosso (Thunnus thynnus), Rosati e la noto anche come “pinne blu”, poco conosciuto ma caratteDott.ssa Marta Ciriani ristico pesce del Mediterraneo nelle cui acque si riproduce, costituisce una promettente alternativa agli integratori e Dott.ssa Marta Ciriani – tecnologo alimentare alimentari e ai farmaci a base di acidi grassi Omega n-3 per Dott. gianluca rosati – Medico veterinario ridurre in maniera significativa, e scientificamente dimoPoliambulatorio san Martino - Via Carrarese strata, l’incidenza di malattie cardiovascolari. Le sue carni 66 – Piove di sacco (Pd) - tel. 0499703406 sono caratterizzate da un alto contenuto di acidi grassi po-
Cataratta e lenti Bifocali: Novità!
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onostante la cataratta abbia raggiunto ormai una nell’impiantare una lente nel sacco per correggere il potere maturità chirurgica e tecnologica, la ricerca prosegue del vecchio cristallino ed una lente nel solco con il solo potere sempre ed affianca novità che migliorano le prospet- bifocale. Le lenti istallate nel solco non contraggono aderentive visive del paziente. Le lenti intraoculari bifocali, ormai ze e quindi possono essere espiantate con estrema facilità. utilizzate da oltre 10 anni, hanno subito progressive mo- In sintesi al paziente vengono impiantati due cristallini, uno difiche al fine di migliorare la visione alla media distanza e nel sacco ed uno nel solco ( zona anatomica anteriore al di ridurre i possibili aloni notturni. Esistono diverse tecniche sacco) e quello nel solco (bifocale) può essere facilmente costruttive che permettono ad una lente di mettere a fuoco rimosso anche dopo un anno! Quindi negli interventi di contemporaneamente per lontano e per vicino, ma qualun- cataratta, non più un cristallino artificiale ma 1+1 di cui il que sia la caratteristica ottica, siamo sempre di fronte ad un secondo con la sola ottica bifocale. Con questa soluzione, compromesso. Il cristallino naturale ha la capacità di modi- che consideriamo una vera innovazione nel campo di questa ficare la propria forma e quindi chirurgia, abbiamo la possibilidi mettere a fuoco in relazione tà di proporre ad ogni paziente alla distanza dell’oggetto che Una nuova lente intraoculare un impianto bifocale con la viene fissato. Il cristallino articertezza di poterlo togliere ficiale invece non modifica la “Premium” ideata dal facilmente in caso di disturbi. propria forma ma mette a fuo- Dott. Camellin rivoluziona i risultati Dallo studio e dalla passione co contemporaneamente due dell’intervento di cataratta per questa chirurgia sono distanze, una per lontano ed state qui ideate una formula una per vicino. Molti pazienti si esclusiva per il calcolo della adattano benissimo a questa visione che comunque differi- lente intraoculare dopo chirurgia refrattiva (Camelli - Calossi sce da quella naturale, altri invece riferiscono aloni notturni 1998), un sistema di controllo digitale della posizione della e comunque una diminuita sensibilità in condizioni di bassa lente nella correzione degli astigmatismi (Camellin 2013) e luminosità. Purtroppo non esistono dei test che permettono recentemente la nuova piattaforma basata sulla doppia lendi capire a priori come si troverà il paziente con un impianto te intraoculare Camellens (Camellin 2015). L’intervento di multifocale ed a volte comunque è necessario qualche mese cataratta non va comunque mai banalizzato ma possiamo di adattamento. Pertanto ogni paziente a cui viene proposto dire che un altro passo avanti è stato fatto! questo impianto, è informato circa la possibilità di rimuoIl Dr. Massimo Camellin verlo in caso di disturbi. Il problema però è che sostituire una lente intraoculare nel sacco capsulare (contenitore del Dott. Massimo Camellin: cristallino naturale), è facile solo nei primi 15 giorni, dopo si Via Dunant, 10 - rovigo creano della aderenze che rendono l’intervento più indaginotel. 0425 411357 so. Sapendo però che un paziente potrebbe adattarsi ad una mail: segreteria@sekal.it lente bifocale nel giro di qualche mese, a volte si è in difficolweb: www.lasek.it tà nel consigliare un espianto. La soluzione nuova, consiste
Chi dorme tanto è un genio
Da Leonardo a Einstein, gli artisti non perdono sonno. Valentino Rossi riesce a riposare per dodici ore
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ormire o non dormire? Questo è il problema. Fa bene riposare lunghe ore oppure no? In media l’essere umano dorme dalle sei alle otto ore al giorno, che significa non vivere un terzo o un quarto della vita. Ma come si fa a non riposare? Prendiamo a esempio i vip. Soggetti a uno stress maggiore rispetto ai comuni mortali. Così dicono. Bah! I capi di Stato dormono assai poco. È risaputo. Margaret Thatcher dormiva solo 3-4 ore a notte, Winston Churchill riposava poco di notte ma poi dopo pranzo faceva sempre un pisolino di un’ora e mezza. Silvio Berlusconi dorme appena due ore (magari passa il resto della notte a fare altre cose…). Negli Stati Uniti è diverso. I presidenti non fanno le alzatacce. Barack Obama ha rispettato la tradizione di Bill Clinton. Non quella di frequentare le stagiste – che avete capito? – ma quella di non svegliarsi prima delle sei ore. IL PISOLINO DEI FENOMENI Chi dorme non piglia pesci. Mah, è solo un luogo comune. Non sempre infatti è così. Perché due geni come Albert Einstein e Leonardo da Vinci adoravano dormire a lungo. Non meno di dieci ore a notte. Dei contemporanei Bill Gates è uno di quelli che riposa di più, con minimo sette ore di sonno. Quindi si deduce che i geni per essere tali debbano dormire molto? Ecco pronta la smentita. Sapete quante ore dormiva Michelangelo Buonarroti? Quattro. E Thomas Edison?
Ancora meno: tre ore di sonno e poi accendeva le sue idee luminose. I DORMIGLIONI Ma torniamo ai figli di Morfeo. Niente sveglia all’alba neanche per Franz Kafka che non si alzava mai prima delle nove ore di sonno. Pure Marilyn Monroe dormiva almeno dieci ore. Mai come due dormiglioni doc del calibro di Valentino Rossi (12 ore a notte) e di Mariah Carey (addirittura 15). Pensate come è corta la giornata per questi eroi del nostro tempo. A proposito di eroi e di grandi condottieri. A Napoleone Bonaparte bastavano 4 ore di sonno per vederlo in grande spolvero. Ad Alessandro Magno addirittura tre. Ma lì c’era da combattere. E poi dormire dentro una tenda non è poi che sia il massimo. Chi dorme poco pensa molto. Soprattutto ai debiti. Ma c’è pure chi pensa ai soldi. Come il miliardario americano Donald Trump che dorme solo tre ore e passa il resto della giornata a contare i dollari. Questa è senza dubbio la migliore patologia per l’insonnia. O no? gmflex - via del Commercio,12 località Borsea rovigo tel.0425474954 - angolo via Modena n°2 (ex autogamma) Mira (Ve) - tel 0414266455
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