Sport p.18
Attualità p.21
DICEMBRE 2016
Periodico d’informazione locale - Anno XXIII n. 166 • Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 nº 46) Art. 1, Comma 1, NE/PD
Cultura p.17
Salute p.31
di Padova Nord
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CADONEGHE “AL VOTO”
Alle urne per scegliere il nome di parco e campo CADONEGHE, IL CASO
Chilometraggio da record per le auto comunali
on-line: Il NO vince, il SI’ perde. Forse… Germana Urbani >direttore@givemotions.it< ONORANZE FUNEBRI
CHIESANUOVA
Ma insieme a lui anche il centrodestra e soprattutto Forza Italia sventolano la bandiera dei vincitori e in molti riconoscono fondamentale l’apporto di un redivivo BerluViasconi Chiesanuova, - 35136 la Padova - Tel. in 049 8561320 che ha già 241 annunciato sua discesa campo per le Faxprossime 049 8561320 - onoranzefunebrichiesanuova@virgilio.it elezioni. E perché no! Se riuscisse a ricucire con parte dei compagni vincitori, Fratelli d’Italia e Salvini, potrebbe anche tornare a governare il nostro Paese. Va detto però che, all’indomani del voto, il M5S per primo si è detto pronto a prendere in mano le redini dell’Italia, intestandosi per buona parte l’esito del referendum. E pare che Grillo stia pensando a larghe intese destrorse pur di vincere le prossime elezioni. Tra i vincitori non dimentichiamo che ci sono però anche l’Anpi, la Cgil e D’Alema che ritengono di aver fatto la loro parte per difendere la Costituzione e che faranno pesare la loro vittoria nelle sedi opportune. Il problema vero è sotto gli occhi di tutti: se il gruppo dei vincitori ha raccolto 19 milioni e mezzo di no, quanto pesa politicamente ognuno di essi davvero? E quanto, invece, servizio a pag 4 pesa il profondo disagio sociale espresso da questi no? Il no dei giovani che non trovano lavoro e non vedono futuro, il no di chi non riesce a sbarcare il lunario ed è furibondo con la politica tutta? Se andassimo a elezioni domani, tutti questi no si trasformerebbero in consenso elettorale per una forza di governo maggioritaria? No. Perciò la grancassa ha già cominciato a suonare caldeggiando una nuova legge elettorale di tipo proporzionale: così si vince tutti e si governa tutti… Come al tempo di Craxi. Tra tutti i vincitori, però, c’è anche Renzi. Ha perso ma il sì, il suo sì, ha raccolto 13 milioni e mezzo di consensi. Tutti per lui e le sue riforme? Forse no, ma in buona parte sì. E questo è certo. Ora due cose sono prioritarie: varare la legge di bilancio e approvare una legge elettorale per poi andare al voto. Ma chissà se sta bene a tutti sbrigarsi. A chi siede in parlamento, tutti, non conviene forse tirarla per le lunghe e votare nel 2018? Conviene, certo che conviene. Cosa è cambiato dunque rispetto al 3 dicembre? Che fare? Non ci resta che festeggiare. Buon Natale e Buon anno nuovo, dunque, sia al popolo del sì che a quello del no!
A Natale bambini all’opera per un gesto di solidarietà L’associazione Botteghe di Cadoneghe ha coinvolto gli alunni delle Primarie per preparare gli addobbi da inviare alle popolazioni terremotate
CURTAROLO, LA NOVITA’
Dal 9 gennaio apre l’asilo nido comunale LIMENA, LA POLEMICA
Asta pubblica del terreno, tra accuse e repliche VIGODARZERE
Sindaco 007 in sopralluogo alle fermate bus x
attualità
Zaia dopo il referendum: “Ora l’autonomia” treni
La Regione proroga il contratto a Trenitalia cultura
A Verona il genio artistico di Picasso
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Il NO vince, il SI’ perde. Forse…
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rne chiuse. 19 milioni e mezzo di italiani hanno detto no, 13 milioni e mezzo hanno detto sì. Da qui si parte per analizzare un voto che sembra chiaro ma non lo è. “Abbiamo vinto” dicono tutti i protagonisti della campagna per il no. Zaia in primis, che non perde tempo e rilancia con forza il proprio referendum per l’autonomia del Veneto che, rispetto a tutte le altre regioni italiane, si è distinta per affluenza alle urne e per i no che hanno bocciato la Riforma. segue a pag 3
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Facciamo il punto
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DICEMBRE 2016
Il NO vince, il SI’ perde. Forse… Germana Urbani >direttore@givemotions.it<
Boschello rompe con il suo gruppo I
l consigliere di opposizione Moreno Boschello presenta x un emendamento bocciato dalla maggioranza e rompe col suo gruppo. Sul tappeto il progetto di navigabilità del Brenta. “Dopo lo studio di prefattibilità del 2011 - spiega Boschello -, interamente finanziato dalla Regione si è detto che lo strumento più idoneo fosse il “contratto di fiume per il Brenta” che, per molteplicità di soggetti interessati e consultazioni previste, ha bisogno di molto tempo per arrivare alla costituzione. Il percorso si sta chiudendo: il 13 dicembre a Venezia si tiene l’assemblea plenaria con la bozza di contratto da sottoscrivere”. Da quanto riferito in consiglio: nei 15 mila euro stanziati, 5 mila sono per “ecoscandagliare” il fondale da Vigodarzere al nodo idraulico di Stra; 10 mila per piantare dei pali (bricole) per l’attracco e per sistemare lo scivolo di via Carducci. “Nel 1999 la giunta leghista aveva speso 150 milioni di vecchie lire - aggiunge Boschello -per lo scivolo della maresana a nord della briglia di Limena. Scivolo completamente distrutto dalle prime “brentane” importanti. Per questo e altri motivi, scritti in emendamento, la navigabilità non va promossa dal singolo Comune. I soldi stanziati dalla giunta Zordan per la navigabilità è una spesa inutile: sarebbe stato molto più logico e di buon senso investirli sulla scuola di Terraglione come previsto nell’emendamento. Emendamento bocciato dalla maggioranza e con l’astensione (senza motivazione) della “mia” consigliera Maschio, col voto favorevole invece dei 5 Stelle. Per questo e altri motivi dal prossimo consiglio comunale uscirò dal gruppo consigliare Uniti per Vigodarzere e creerò il gruppo misto”. Nicoletta Masetto
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Passa al “misto” dopo l’emendamento sulla navigabilità del Brenta
Ma insieme a lui anche il centrodestra e soprattutto Forza Italia sventolano la bandiera dei vincitori e in molti riconoscono fondamentale l’apporto di un redivivo Berlusconi che ha già annunciato la sua discesa in campo per le prossime elezioni. E perché no! Se riuscisse a ricucire con parte dei compagni vincitori, Fratelli d’Italia e Salvini, potrebbe anche tornare a governare il nostro Paese. Va detto però che, all’indomani del voto, il M5S per primo si è detto pronto a prendere in mano le redini dell’Italia, intestandosi per buona parte l’esito del referendum. E pare che Grillo stia pensando a larghe intese destrorse pur di vincere le prossime elezioni. Tra i vincitori non dimentichiamo che ci sono però anche l’Anpi, la Cgil e D’Alema che ritengono di aver fatto la loro parte per difendere la Costituzione e che faranno pesare la loro vittoria nelle sedi opportune. Il problema vero è sotto gli occhi di tutti: se il gruppo dei vincitori ha raccolto 19 milioni e mezzo di no, quanto pesa politicamente ognuno di essi davvero? E quanto, invece, pesa il profondo disagio sociale espresso da questi no? Il no dei giovani che non trovano lavoro e non vedono futuro, il no di chi non riesce a sbarcare il lunario ed è furibondo con la politica tutta? Se andassimo a elezioni domani, tutti questi no si trasformerebbero in consenso elettorale per una forza di governo maggioritaria? No. Perciò la grancassa ha già cominciato a suonare caldeggiando una nuova legge elettorale di tipo proporzionale: così si vince tutti e si governa tutti… Come al tempo di Craxi. Tra tutti i vincitori, però, c’è anche Renzi. Ha perso ma il sì, il suo sì, ha raccolto 13 milioni e mezzo di consensi. Tutti per lui e le sue riforme? Forse no, ma in buona parte sì. E questo è certo. Ora due cose sono prioritarie: varare la legge di bilancio e approvare una legge elettorale per poi andare al voto. Ma chissà se sta bene a tutti sbrigarsi. A chi siede in parlamento, tutti, non conviene forse tirarla per le lunghe e votare nel 2018? Conviene, certo che conviene. Cosa è cambiato dunque rispetto al 3 dicembre? Che fare? Non ci resta che festeggiare. Buon Natale e Buon anno nuovo, dunque, sia al popolo del sì che a quello del no!
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Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<
Redazione: Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >o.jovane@lapiazzaweb.it<
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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) uesto periodico è associato alla Q Unione Stampa Periodica Italiana
Chiuso in redazione il 5 DICEMBRE 2016
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Cadoneghe .
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Gli eventi Mobilitate le associazioni
Natale insieme tra Presepi e mercatini L’associazione Botteghe di Cadoneghe ha coinvolto le scuole primarie in un progetto di solidarietà con gli addobbi
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ornano i Mercatini di Natale. Domenica 18 dicembre dalle 9 alle 18 nella piazza Sant’Andrea a Cadoneghe, di fronte alla Chiesa. I visitatori potranno trovare hobbystica, sapori, profumi per tutti i gusti e tanta solidarietà. La proposta sarà, inoltre, animata da tutta una ricca e variegata serie di manifestazione in calendario per tutto il periodo natalizio. Tra queste, da segnalare al mattino il laboratorio di Dolci Natalizi con Nonna Valeria. Al pomeriggio, dalle 14.30 il Giro in slitta a Cavallo, le Foto con Babbo Natale, la Cioccolata ...calda
e il Vin Brulé, il Panino di Nutella da record, le premiazioni del Concorso di Poesia e del Concorso “I Presepi di Cadoneghe”. L’iniziativa è organizzata da NOICadoneghe Insieme e dalla Parrocchia di Sant’Andrea Apostolo, con il patrocinio del Comune di Cadoneghe e la collaborazione di: Associazione nazionale Carabinieri, Pro Loco Cadoneghe, Botteghe di Cadoneghe e Gruppo Agricoltori Bagnoli. Inoltre altre iniziative saranno allestite, ad esempio, dal Gruppo agricoltori di Bagnoli (G.A.B), associazione molto attiva sul ter-
Dalla pagina delle Botteghe di Cadoneghe la consegna degli addobbi e un allestimento
ritorio di Cadoneghe dal 1982. Nel 2017 il Gruppo Agricoltori di Bagnoli taglierà un traguardo importante: il prossimo anno il Gruppo festeggerà il trentacinquesimo anniversario di attività. L’appuntamento è previsto, com’è nella tradizione per la serata del 5 gennaio, all’incrocio di via Augusta a Bagnoli, con lo storico Falò della Befana accompagnato da cioccolata calda e vin brulè. Per rendere ancora più magica l’atmosfera del natale an-
che quest’anno è impegnata con varie iniziative ed eventi l’Associazione delle Botteghe di Cadoneghe. In particolare, quest’anno l’associazione Botteghe di Cadoneghe ha coinvolto le scuole primarie del territorio in un progetto di solidarietà con addobbi natalizi creati dai nostri bambini per le scuole di Acquasanta Terme colpiti dal terremoto. Per Natale l’associazione ha preparato delle sorprese per tutti i clienti. Nicoletta Masetto
Un ponte di amicizia e scambio con il Senegal
U
n lungo ponte di amicizia tra Italia e Africa, in particolare tra il Comune di Cadoneghe e la cittadina di Keur Massar che si trova in Senegal. Di recenete il sindaco Michele Schiavo, in rappresentanza della giunta e dell’amministrazione comunali, ha ricevuto la visita informale di Mustapha Mbengue, sindaco di Keur Massar. La località del Senegal si trova a circa una cinquantina di chilometri a nord della capitale Dakar. Il primo cittadino di Keur Massar, Mbengue ha effettuato un tour che lo ha portato a incontrare numerose amministrazioni locali della provincia padovana. Uno scambio di informazioni e una prima conoscenza voluti per favorire, in primo luogo, l’incontro con il mondo dell’imprenditoria oltre alla possibilità di stimolare e far crescere la nascita di rapporti culturali con la sua terra d’origine. “Intanto abbiamo gettato un seme di amicizia con una realtà che, per estensione e numero di abitanti, è molto simile a quella padovana – ha commentato il sindaco Schiavo –. C’è stata subito una istintiva “simpatia”, se nel prossimo futuro ci sarà la possibilità di approfondire i nostri rapporti magari per favorire contatti fra le associazioni di varie categorie del nostro territorio e quelle senegalesi saremo ben felici di fare da ambasciatori”. Dall’incontro informale, dunque, sono state gettate le basi per verificare la possibilità di contatti e scambi proprio tra imprenditori attraverso le varie associazioni di categoria locali e quelle della cittadina senegalese. (n.m.)
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Cadoneghe .
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La novità Il sindaco: “Si tratta di una consultazione non vincolante ma ne terremo conto”
Ancora un mese per votare il nome per il parco pubblico di via Vasari L
’amministrazione comu- e ben motivate, vedremo come nale ha deciso di prorogare saranno accolte – spiega il sinal prossimo 13 gennaio la condaco Michele Schiavo –. In base sultazione popolare indetta per allo Statuto, le risultanze della conoscere l’orientamento dei consultazione non hanno caratcittadini in merito all’intitolazio- tere vincolante, ma le preferenne del Parco di via Vasari e dei ze espresse dalla maggioranza campi da hockey e da rugby di dei partecipanti costituiranno via Pisana. Possono partecipare un orientamento e un indirizzo alla consultazione tutti i cittadini preciso per la Giunta Comunamaggiorenni residenti a Cadone- le. Quest’ultima, con un appoghe e iscritti nelle liste elettorali sito provvedimento, prenderà del Comune; i votanti possono poi atto dell’esito della consultaesprimere la propria preferenza zione entro sessanta giorni dalla per una delle proposte di inti- pubblicazione dei risultati”. tolazione formulate dalla Prima Per saperne di più alcune inCommissione Consiliare Perma- formazioni e conoscenze utili per nente. Per il Parco di via Vasari: capire il significato delle intito1) Martiri delle Foibe; 2) Elena lazioni. Queste per il Parco di via Lucrezia Cornaro; 3) Gianni Ro- Vasari:Vittime delle Foibe: per dari. Per i campi di ricordare l’eccidio via Pisana :1) Ivan C’è tempo fino di italiani in Istria, Francescato; 2) Dalmazia e nelle al 13 gennaio province dell’attuaNelson Mandela; 3) Albert Bruce Sabin. le confine orientanel “seggio” Si può votare le dall’8 settembre allo sportello 1943 al 10 febbraio presso lo Sportello del Cittadino, 1947 per mano dei del cittadino durante l’orario di nazionalisti jugoin Municipio apertura al pubblislavi. Il 10 febbraio co (dal lunedì al veè la data in cui si cenerdì dalle 9.00 alle 13.00; lunedì lebra la giornata del ricordo per e mercoledì anche dalle 15.30 non dimenticare la storia delle alle 18.30): le apposite schede per Foibe. esprimere la preferenza saranno Elena Lucrezia Cornaro erudiconsegnate a tutti coloro che si ta italiana vissuta nella Repubpresenteranno muniti di docu- blica di Venezia ed è ricordata mento d’identità in corso di va- come la prima donna laureata al lidità. Le schede saranno quindi mondo, oltretutto all’Università deposte in un’urna e il personale di Padova, dove è conservata una dello Sportello annoterà in un re- sua immagine. gistro i nomi dei partecipanti alla Gianni Rodari (1920-1980): consultazione, raccogliendone la scrittore, pedagogista, giornalifirma. sta e poeta italiano. La popolaLo spoglio delle schede si svol- rità come scrittore per l’infanzia gerà in seduta pubblica il 16 gen- arrivò nel 1960 quando pubblica naio alle 15.30 nella Sala Giunta con Einaudi le “Filastrocche in del Comune, con la partecipazio- cielo e in terra”, l’opera che lo ne di tre funzionari comunali. porterà alla notorietà non solo in «Le proposte formulate dalla Italia ma presto anche all’estero. Commissione sono interessanti (n.m.)
Campi da rugby e da hockey, la scelta fra sportivi, premi Nobel e scienziati filantropi
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er quanto riguarda il campo da rugby queste le altre tre proposte di intitolazioni ad altrettanti personaggi famosi. Ivan Francescato (Treviso, 10 febbraio 1967 – 19 gennaio 1999) è stato un rugbista italiano. Tre quarti centro, vinse quattro titoli italiani con il Benetton Treviso e un titolo di campione d’Europa con la Nazionale italiana; morì prematuramente nel 1999 a 32 anni ancora da compiere. Dopo la sua morte il Benetton Treviso decise il ritiro della maglia numero 13 del club e la sua sostituzione con la 18. Nelson Mandela (Mvezo, 18 luglio 1918– Johannesburg, 5 dicembre 2013) è stato un politico sudafricano, primo presidente a essere eletto dopo
la fine dell’apartheid nel suo Paese e premio Nobel per la pace nel 1993 insieme al suo predecessore Frederik Willem de Klerk. Nel 1995, durante la Presidenza di Mandela, il Sudafrica venne scelto come paese ospitante della Coppa del Mondo di rugby. Albert Bruce Sabin (Białystok, 26 agosto 1906 – Washington, 3 marzo 1993), medico e virologo polacco naturalizzato statunitense, famoso per aver sviluppato il più diffuso vaccino contro la poliomielite. Per la realizzazione del vaccino non ha mai voluto guadagnare un dollaro. Infatti si è rifiutato di brevettare il vaccino, per contenerne così il prezzo e far sì che potesse giungere a chiunque. (n.m.)
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Chilometraggi da record per le autovetture comunali
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L’opposizione chiede una verifica puntuale sui documenti dopo aver riscontrato omissioni e discrepanze
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ettecento chilometri in un giorno e, qualche volta, persino 2400. A percorrere così tanti chilometri ma le autovetture di proprietà del Comune. Come mai tanti chilometri di percorrenza? A volerci capire qualcosa sono i consiglieri Devis Vigolo e Silvio Borella. I due consiglieri hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti, alla Procura e alla Guardia di Finanza. Il sovra chilometraggio può forse essere dovuto da un errore nella rendicontazione o, ad esempio, anche a una dimenticanza nel segnare alcuni viaggi cosicché siano venuti a crearsi dei “buchi” tra un chilometraggio e l’altro. Può essere, appunto. Ma per far luce su questa anomalia Vigolo e Borella hanno pensato di prende-
Energia, via al nuovo gruppo di acquisto
re carta e penna e chiedere a chi di competenza di far luce. “Per saperne di più abbiamo pensato fosse giusto interessare gli enti preposti alle indagini - dicono i consiglieri - così da verificare se non siano stati commessi reati o addebiti di spese non dovute ai cittadini”. Il Comune di Cadoneghe possiede quattro auto, che vengono utilizzate per i sopralluoghi dell’ufficio tecnico, oppure dal personale o per delle commissioni (due Fiat Punto e un Panda) e in uso ai Servizi sociali (una Panda a metano). “Abbiamo verificato omissioni nella compilazione dei libretti delle auto - proseguono i due consiglieri nell’esposto presentato - e mancanze che necessitano di approfondimenti: sono assen-
Devis Vigolo e Silvio Borella hanno prsentato un esposto e chiedono chiarimenti sugli eventuali errori di rendicontazione
ti, ad esempio, ordini di servizio e autorizzazioni dirigenziali per l’uso delle auto. Abbiamo pure scoperto un guinness da primato: risulta, infatti, che in un giorno (ma per ben tre volte), la Punto abbia percorso circa 700 chilometri nel territorio di Cadoneghe. Attendiamo fiduciosi l’esito delle indagini e valutazioni di merito, nell’interesse dei cittadini”. (n.m.)
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o Sportello Energia di Cadoneghe, che coinvolge Legambiente e Comune all’interno delle azioni previste dal Patto dei Sindaci, promuove il nuovo Gruppo di Acquisto Solare collettivo “G.A.S. Cadoneghe 2016/17”. Il nuovo bando riguarda: impianti solari termici, impianti fotovoltaici, scaldacqua a pompa di calore. climatizzatori a pompa di calore. Le aziende interessate possono formulare un’offerta per ciascuna delle quattro tecnologie; l’azienda vincitrice (singola o associata in un Ati) dovrà essere in grado di realizzare tutti i lavori del G.A.S.. Il termine di consegna delle domande è stato fissato per le ore 12 di giovedì 15 dicembre. L e offerte dovranno pervenire esclusivamente alla mail sportello.energia.cadoneghe@ gmail.com, specificando nell’oggetto “Offerta G.A.S. Cadoneghe 2016/17”. (n.m.)
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Curtarolo .
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Le iniziative Il via con il pranzo per 300 anziani
Natale solidale con associazioni, gran concerto finale all’Epifania Entrano nel vivo le festività natalizie ed ecco a Curtarolo gli appuntamenti dedicati Dopo il tradizionale pranzo con gli anziani del 4 dicembre, che nel corso degli anni registra una media di 300 partecipanti e viene finanziata in parte dal comune, sabato 10 l’Auser ha organizzato lo spettacolo di chiusura con gli alunni delle medie. L’altro evento clou si è tenuto la giornata successiva, per il tradizionale allestimento del grande albero di Natale di fronte al municipio, su iniziativa del gruppo Amici di Curtarolo e del comune. A seguire con il supporto di Rambla, il concerto gospel/blues dell’apprezzata cantante americana Shanna Waterstown (con chitarra, organo hammond e batteria). La settimana successi-
per un’esibizione che abbraccia più generi (classica, pop, rock) seppure con un’ovvia predilezione per i canti natalizi. Il 18 è previsto un altro appuntamento riproposto da anni, la cena delle associazioni presenti in territorio
comunale. Si rinnova così un’occaisone per trascorrere una giornata di festa insieme e scambiarsi gli auguri in un clima sereno. E in mezzo alle diverse iniziative di beneficenza, organizzate spontaneamente dalle tante realtà
associative curtarolesi, si va dritti al 6 gennaio con un’ulteriore esibizione canora, quelli dei cori locali riuniti in concomitanza dell’Epifania per l’vento di chiusura delle festività natalizie. Roberto Turetta
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Valutazione Opencivitas, Curtarolo si merita un bel 8+ A Curtarolo è stato assegnato un giudizio di 8,2 su 10 per l’erogazione dei servizi, in base agli ultimi aggiornamenti del 2013. La valutazione proviene da Opencivitas, piattaforma informatica del Ministero dell’economia e delle finanze e dalla società pubblica Sose (Soluzioni per il Sistema Economico), vengono messe a confronto le cifre dei fabbisogni standard, cioè quanto il comune può spendere per dare quel servizio ai cittadini, e quelle della spesa storica, quanto il comune ha effettivamente speso; quanto più quest’ultima risulta inferiore
CARRARE SPURGHI di
Qui sopra Shanna Waterstown, in alto con la sua band
va ha visto due appuntamenti in Sala Forum. Il primo si è tenuto lunedì 12 ed è stato un evento a metà strada tra la conferenza e la degustazione, pure ad opera dell’Auser, sul tema “Il pranzo di Natale nella degustazione”. Il secondo è stato fissato il 15 e consiste nello spettacolo per bambini “La cena di Natale” dalle 16 in poi, con tanto di festa finale. Il 17 invece altro concerto, stavolta organizzato dalla locale Avis e dall’accademia Volavoce,
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al fabbisogno, allora tanto più il voto è positivo. A livello complessivo, i fabbisogni ammontano a 3.637.803 euro e la spesa storica a 2.670.504. Per le singole voci si va al picco massimo per l’istruzione, in virtù dei quasi 520mila di fabbisogno e dei poco più dei 175mila spesi, e a quello minimo della polizia locale, con un fabbisogno stimato in 176mila euro e quasi 200mila spesi. Roberto Turetta
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Curtarolo .
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Il 9 gennaio apre il nido comunale Ci sarà posto per 48 bambini, contributo annuo di 40 mila euro dal Comune per contenere le rette Al via le verifiche per rendere a prova di sisma le scuole elementari di Pieve e Santa Maria di Non
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uesti ultimi mesi del 2016 hanno portato novità di rilievo nel mondo scolastico curtarolese. Da una parte la data definitiva di apertura del tanto atteso e discusso asilo nido comunale, fissata al 9 gennaio dopo i rinvii precedenti. Dall’altro le verifiche e il progetto per rendere a prova di sisma due scuole comunali, nella fattispecie le elementari di Santa Maria di Non e Pieve. Per il nido è stata approvata al consiglio comunale del 27 ottobre la convenzione definitiva con la società Spes di Padova, che oltre ad aver realizzato l’immobile provvederà alla sua gestione per i prossimi 30 anni. Tra i vari punti inseriti nella delibera, figura la possibilità di ospitare fino a 48 bimbi complessivi, la scelta della famiglia tra tre opzioni di affido (part time fino alle 12.30, tempo pieno fino alle 16.30 e prolungato fino alle 18.30) e soprattutto l’erogazione di un contributo annuo da parte del comune di
40mila euro per i prossimi tre anni. “Il finanziamento servirà a mantenere i costi della retta tra i 370 e i 410 euro mensili” ha precisato per l’occasione l’assessore delegato al sociale e alla famiglia Fiorella Moretti, in risposta alle interrogazioni dei consiglieri d’opposizione. I quali continuano a sollevare dubbi sul progetto di per sé e sui relativi risvolti futuri, dopo averne discusso a più riprese nell’ultima campagna elettorale. Quanto alle operazioni nelle scuole, verranno impegnati 98mila euro per il progetto con cui individuare nello specifico e poi risolvere i problemi dei due plessi. “Sono due edifici abbastanza vecchi e che perciò hanno bisogno di un adeguamento –precisa l’assessore ai lavori pubblici Fabio Tellatin-. Grazie al progetto possiamo accedere al contributo regionale per la messa in sicurezza delle elementari di Santa Maria, che verrà erogato una volta divenuto esecutivo. Si
A fianco l’assessore Fiorela Moretti, in basso la scuola elementare di Santa Maria di Non.
tratta di 390mila euro, che si aggiungeranno ai 510mila messi da parte nostra come comune e dal bando “La buona scuola”: serviranno per un consolidamento generale della struttura, tra il rinforzo della muratura e altri interventi. Presto ci muoveremo per
Centro Aggregazione Ragazzi E’ aperto il Centro di Aggregazione Ragazzi (C.a.r.), servizio per i ragazzi dagli 11 ai 15 anni e offerto gratuitamente dal comune. Tutti i lunedì dalle 15 alle 18, nella Piazzetta Curte Rodulo 7. Chi partecipa ha l’occasione di stare con i propri coetanei e cimentarsi con giochi in scatola, ascoltare musica, giocare a ping pong e molto altro.
Associazione Rambla: rinnovo del direttivo rinviato al 2017 E’ rinviato al 2017 il rinnovo del direttivo di Rambla, associazione curtarolese con oltre 600 tesserati. Nel frattempo però si è già iniziato a discutere del nuovo piano triennale delle attività e del maggiore evento da essa organizzato, il Curtarock, per cui ci potrebbero essere novità organizzative. Inoltre, a fine dicembre, verrà fatto il bilancio del primo anno di gestione degli impianti sportivi; l’avanzo economico contribuirà all’acquisto di una lavagna multimediale interattiva (Lim) per le scuole medie.
Confronti sul referendum A Curtarolo non sono mancati i confronti sul referendum costituzionale. Prima l’incontro del 9 novembre, organizzato dal locale centrodestra con la partecipazione di tanti pezzi grossi della Lega Nord e di un esponente del comitato per il Sì. Poi il 28 novembre quello di Iniziativa democratica il 28 novembre, moderato dal vicesindaco Eddy Bazzan, che ha riunito un avvocato vicino al centrosinistra per il Sì e un docente di diritto pubblico per il No. (r.t.)
“Scuole, bene gli interventi” “Siamo indubbiamente contenti che si intervenga nelle scuole per la messa in sicurezza. Finalmente c’è qualcosa che vada oltre la manutenzione stra-
ordinaria. Basta che si sbrighino, altrimenti non saranno più a disposizione i fondi previsti”. Mirco Savio, consigliere del gruppo di minoranza “Il popolo di Curtarolo” ripercorre la vicenda dalle prime esperienze da consigliere comunale. “Tuttavia da anni insistiamo su questo tema. C’erano stati altri bandi nel passato a cui accedere,
cercare contributi anche per Pieve, il progetto da poco redatto ci garantisce i requisiti per fare domanda”. Pollice alzato dall’opposizione, che però rimprovera la maggioranza di essersi mossa in ritardo. Roberto Turetta
aperti dalla Regione Veneto verso la fine del mandato precedente (terminato nel 2014 ndr), ma sono andati persi perché mancava la documentazione necessaria e la domanda era stata presentata male. Mi riferisco al certificato di staticità, presupposto fondamentale”. E al già citato consiglio comunale del 27 ottobre per nulla lo ha convinto la risposta del sindaco Fernando Zaramella, e cioè che Curtarolo sia stato di fatto ignorato per la diversità di colore politico della giunta regionale. Come neppure la spiegazione dell’assessore Fabio Tellatin, cioè che il bando della Buona scuola fosse più consistente e più serio anche per le maggiori tempistiche concesse. “Tutti i finanziamenti si possono ottenere se si hanno le carte in regola –insiste Savio-. Ritengo che per anni questa amministrazione abbia avuto altre priorità e che solo adesso sia rientrata nei binari giusti”. E nel frattempo attacca nuovamente l’asilo nido integrato, vecchio pallino della campagna elettorale, che per lui e gli altri del centrodestra costerà alla fine molto più della ristrutturazione e dell’adeguamento delle materne esistenti. Roberto Turetta
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Limena .
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Il “cammino” festoso del Natale lungo la “strada dei Presepi” Ricco calendario di proposte per oltre un mese in occasione delle festività: dalle serate più impegnate ai mercatini fino alla esposizione dei presepi più belli
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n mese ricco di eventi culturali e all’insegna dell’atmosfera natalizia. Il dicembre a Limena è magico e si è aperto con uno spettacolo teatrale importante e socialmente impegnato. Al teatro “Falcone-Borsellino” è andato in scena “Lo schifo (omicidio non casuale di Ilaria Alpi nella nostra ventunesima regione)”, a cura dell’associazione Teatro Bresci, con la regia di Giorgio Sangati. Un’opera intensa, a 12 anni dalla scomparsa della giornalista e fotoreporter del TG3, assassinata insieme al suo cineoperatore in un attentato in Somalia. Il giorno seguente è stata la volta del cortometraggio di Amedeo Gagliardi (regia di Antonio Pisu) “Mamma non vuole”, film che racconta la P.A.S., ovvero la sindrome da alienazione genitoriale. Via Roma e la Barchessa hanno ospitato Limenantiqua, mostra mercato sul modernariato, antiquariato e prodotti a km 0 messi a disposizione dalle aziende agricole di Coldiretti Campagna Amica Padova che ogni mese portano a Limena i prodotti freschi e di stagione dell’agricoltura padovana. L’atmosfera natalizia ha aperto le danze con i mercatini di “Natale con noi”, domenica 11 dicembre sotto i portici della Barchessa e rincarerà la propria dose di allegria con l’appuntamento canoro “Costa & Friends”, concerto di beneficenza organizzato dall’Amministrazione Comunale, sabato 17 dicembre ore 21.00. Sarà possibile scambiarsi gli auguri di Natale sulle note di Chopin e Schumann, durante il concerto di pianoforte del maestro Alessandro Cesaro lunedì 26 Dicembre alle ore 21 in sala “Falcone-Borsellino”. “La strada dei presepi” si snoderà lungo tutto il periodo di festività. Da sabato 24 dicembre fino a domenica 8 gennaio sarà possibile ammirare la mostra all’Oratorio della Beata Vergine del Rosario in via Roma e immergersi nei mondi proposti dai presepi in esposizione. Come sempre ac-
Un presepio allestito davanti alla Barchessa di Limena
cade l’Epifania che tutte le feste porta via chiuderà la chermesse. Xe brusa la vecia alle 16 davanti alla Barchessa, brindando con la cioccolata o il vin brulé e, per i bambini delle scuole materna e primaria di Limena, si potrà festeggiare con i dolci della la calza in regalo dalla Befane. Sarà un Natale perciò all’insegna della socialità e della voglia di condividere le Feste in compagnia, magari aprofittando di qualche iniziativa o spettacolo per grandi e piccoli. Nicol Stefani
Casa Gorlin bonifica ok Conclusi i lavori di bonifica dell’area a verde che circonda la cosiddetta Casa Golin. Lo spazio, di possesso del Comune, si trova tra le due barchesse ed è ben visibile, perciò andava ripristinato. Nelle prossime settimane la Giunta stabilirà che cosa fare dell’edificio che fa parte del paesaggio urbanistico del territorio. (n.s.)
Via Braghetta e i “bolidi” In via Braghetta si corre troppo. Il comando di Polizia locale, a metà novembre, ha elevato 25 multe per eccesso di velocità. Tra i sanzionati alcuni residenti ed è stata anche ritirata una patente. L’amministrazione fa sapere che è stato affidato l’incarico per la progettazione di interventi per la moderazione del traffico. (n.s.)
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Limena .
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Asta pubblica, scoppia la polemica Il gruppo di opposizione LimenAttiva e Democratica contesta all’amministrazione di aver “svenduto” il terreno. La replica: “Accuse infamanti, prezzo rivisto in linea con le quotazioni dei terreni” Nella foto grande il terreno oggetto dell’asta pubblica.
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’ online, sul sito del Comune, la documentazione per partecipare all’asta pubblica dei lotti B,C e D nel “Quartiere delle rane”, tra le vie P.Kolbe, Della Resistenza e S.D’Acquisto. La vendita del lotto A, avvenuta quest’estate, è oggetto di non poche polemiche. Il gruppo LimenAttiva e Democratica contesta all’Amministrazione di aver “svenduto” un terreno, sul quale “si doveva costruire una scuola” e dichiara: “Questa operazione politicamente così discutibile, non avrà nulla di illegale ma non la condividiamo non solo per lo sconto concesso ai compratori, in primis Costa jr, ma perché è stata data la precedenza all’interesse di un privato anziché pensare all’interesse pubblico”. L’Amministrazione chiarisce che il ricavato del lotto A è stato destinato interamente al finanziamento dell’ampliamento della
Il ricavato del lotto è stato destinato per intero a finanziare l’ampliamento della scuola primaria Manzoni
scuola primaria Manzoni e fa sapere: “Tutte le polemiche seguite alla vendita del primo lotto sono state pretestuose e infamanti, l’Amministrazione ha provveduto a una rimodulazione del valore dell’area in linea con il crollo dei prezzi dei terreni. Anzi il valore di vendita, è assolutamente fuori-mercato in quanto a Lime-
na si trovano terreni di pregio residenziali con valori al mq più bassi di un buon 20%. La legge non impedisce ai famigliari di chi amministra di esercitare i fondamentali diritti di cittadini; l’asta fatta a giugno è stata pubblica e chiunque poteva acquistare il terreno. Urbanisticamente la possibilità di fare la scuola è ri-
masta perché l’amministrazione nel 2010 ha individuato un’altra area in prossimità del Prà del Donatore”. Per quanto riguarda l’asta degli attuali tre lotti (asta che mantiene le stesse condizioni economiche della precedente), a cui è possibile partecipare non oltre il 31 Gennaio 2017: “Nel caso fosse venduto un altro lotto dei tre messi all’asta, il ricavato andrà a finanziare le opere previste dal piano triennale dei lavori pubblici approvato dalla giunta nel mese di ottobre. In particolare nel 2017, l’Amministrazione prevede di continuare l’opera di sistemazione, manutenzione e ammodernamento delle strade comunali ed è previsto l’inizio dell’iter per la realizzazione della nuova piazza. Non sono previsti ulteriori ribassi da parte dell’amministrazione anche a seguito all’eventualità che questa asta andasse deserta”. (n.s.)
Concorso Progetto Giovani “crea tu il tuo logo” Aperta la competizione per creare la grafica di riconoscimento del servizio attivo da circa tre mesi
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rea tu il tuo logo” è il concorso per proporre la grafica di riconoscimento di Progetto Giovani, rivolto ai ragazzi dai 13 ai 30 anni del territorio. “A breve partiranno le lettere per spiegare come partecipare”, spiega Daniela Favaro, Assessore alle politiche giovanili. Il Progetto Giovani è stato inaugurato sabato 17 settembre scorso alla presenza del Sindaco Costa, degli Assessori Favaro, Tonazzo e Martinello e di Don Mattia Callegaro. II servizio è rivolto ai giovani limenesi e promuove attività culturali e ricreative, offrendo assistenza nella preparazione del curriculum vitae in formato europeo e nella fase di ricerca e collocamento lavorativo nelle aziende del territorio. Lunedì 19 e venerdì 23 dicembre è previsto un corso di cucina nei locali del patronato dalle ore 15.30 alle ore 18.30, mentre è in fase di organizzazione, con date ancora da stabilirsi un corso di giocoleria, che si svolgerà all’interno della palestra. “C’è la forte volontà di aprire un servizio di euro-desk in collaborazione con la comunità economica europea, ed offrire informazioni relative alla mobilità internazionale, stage, volontariato, attività di tirocinio, periodi di stage culturale o periodi di collocamento lavorativo vero e proprio all’estero”, spiega Favaro. (n.s.)
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La polemica Dopo le proteste apparse sul web l’intervento del primo cittadino
Sindaco 007 alla fermata verifica gli orari dei bus D
opo aver ricevuto una serie di segnalazioni riguardo a disagi e disservizi sui bus dei pendolari, il primo cittadino di Vigodarzere non ci ha pensato due volte. Ed è diventato anche lui un pendolare come i tanti che, tutti i giorni, usufruiscono dei mezzi di trasporto che pubblico. Il sindaco Adolfo Zordan ha deciso che, tra i vari modi per verificare di persona la situazione, questo era decisamente il più attendibile. Sveglia di primo
Un martedì mattina Zordan ha verificato per due ore il
screditare l’amministrazione ha le gambe corte”. La questione legata alle disfunzioni del servizio di collegamento fra le frazioni, Vigodarzere e Padova non è nuova. “Ma c’è chi ci specula – ha spiegato il sindaco – come se il disagio l’avessimo creato noi. Dimenticando che la passata amministrazione esattamente un anno fa aveva addirittura incaricato degli addetti a controllare il flusso e la capienza dei mezzi. E che sono agli atti
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Il sindaco di Vigodarzere Adolfo Zordan ha verificato i passaggi degli autobus.
numerose mail fra il Comune e Busitalia che confermano tanti disagi lamentati dall’utenza. Noi abbiamo riportato a correre i bus nei giorni pre festivi e festivi. Facendo in modo che i mezzi viaggiassero in condizioni di piena disponibilità per i nostri pendolari”. Nicoletta Masetto
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passaggi delle corse. “Nessuno è rimasto a terra e nessun mezzo era stipato. Abbiamo documentato e fotografato tutto” mattino, dunque, per cercare delle prove alle accuse e delle risposte affidabili. Adolfo Zordan, primo cittadino di Vigodarzere, ha voluto verificare di persona che tutti i bus corressero regolarmente. Questo per smentire, a ragion veduta, le proteste via web apparse sul sito “Passione per Vigodarzere” che accusavano l’amministrazione di non dare adeguato supporto alle necessità dei pendolari di Tavo e Saletto che troverebbero i bus per Padova strapieni. Adolfo Zordan ha verificato di persona, un martedì mattina dalle 6.30 alle 8.30, il passaggio dei bus. Confermando che nessuno studente a terra e che nessun bus era stipato all’inverosimile. Il sindaco è stato coadiuvato nel controllo dall’asssessore alla Mobilità, Elisa Cavinato e da due tecnici Aps. “L’unico bus che non si è fermato – ha precisato il sindaco Zordan – è stato quello passato alle 7.15. Ma è stato seguito dopo tre minuti da un altro mezzo che ha raccolto sino all’ultimo viaggiatore. Ogni passaggio è stato debitamente fotografato e monitorato. Le bugie di chi vuole
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l via le tre corse aggiuntive del 19 per favorire il rientro a casa degli studenti, che altrimenti erano costretti ad attendere oltre mezz’ora o a farsi venire a prendere in auto dai genitori. Sono state, poi, attivate delle corse domenicali per il periodo natalizio. Da ricordare la mobilitazione popolare, con tanto di raccolta firme (circa 360 adesioni) per chiedere un aumento delle corse destinate agli studenti che rientrano dalle scuole superiori. Gli studenti possono contare su due nuove corse che partono dal capolinea nord del tram: una alle 13.15 (che arriva a Saletto) e una alle 14 (che arriva a Vigodarzere e che prosegue poi per Terraglione tramite il bus navetta). È stata attivata anche una corsa in partenza da Saletto alle 13.40: queste nuove corse funzionano dal lunedì al venerdì e saranno sospese nel ponte dell’Immacolata e durante le vacanze di Natale. “Sono state attivate in via sperimentale fino a dicembre ha spiegato l’assessore Elisa Cavinato e nel caso la verifica sul loro
utilizzo sia positiva, proseguiranno fino a fine anno scolastico. Preghiamo quindi gli utenti di segnalare eventuali osservazioni all’indirizzo lavoripubblici@ vigodarzerenet.it”. E almeno per il periodo natalizio sarà possibile raggiungere il capolinea del tram e quindi la città anche di domenica (il 19, normalmente, non presta servizio festivo): il capolinea sarà a Saletto e le corse saranno attive nei giorni 8, 11, 18, 26 dicembre e poi 6 e 8 gennaio. L’autobus patirà da Saletto verso il tram alle 14.30, 15.10, 15.50, 16.30, 17.10, 17.50, 18.30, 19.10 e 19.50. Torna invece a Saletto partendo dal capolinea del tram a Pontevigodarzere alle 14.10, 14.50, 15.30, 16.10, 16.50, 17.30, 18.10, 18.50 e 19.30. Nicoletta Masetto
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Vigodarzere .
La sanità padovana si trasforma e sbarca sui social Con il nuovo anno la sanità padovana, come quella veneta del resto, cambia aspetto. E non sarà una semplice formalità. Vanno in soffitta le tre attuali Uls (Padova, Bassa e Alta) e nasce l’Azienda Ulss 6 Euganea che corrisponde con il territorio provinciale. Una novità tutt’altro che formale che nei prossimi mesi porterà a cambiamenti sostanziali e, si spera, a semplificazioni nella complessa gestione sanitaria padovana. In attesa di questo passo importante Domenico Scibetta, direttore generale dell’Uls 16 e commissario delle altre due, lancia una “piattaforma social” per comunicare ai cittadini la nuova organizzazione sanitaria. E lo fa sfruttando gli strumenti ormai entrati nella vita quotidiana: i social, la messaggistica istantanea, le
mai. Ecco allora la pagina Facebook (da personaggio pubblico) del direttore generale Domenico Scibetta, l’ account Twitter @Ulss_Euganea, il numero Whatsapp 337 1694439 al quale scrivere per richieste direttamente al direttore generale, l’indirizzo email ildirettoretiascolta@aulss6. veneto.it per inviare segnalazioni e/o chiedere informazioni direttamente al direttore generale sulle tre Uls. “I servizi sociosanitari devono andare incontro alle esigenze dei cittadini e in questo è fondamentale porsi in ascolto – sottolinea il dr. Scibetta – ritengo pertanto che aprire dei canali social sia di essenziale importanza al fine di favorire un dialogo franco e diretto con gli utenti. Va detto che l’apertura dei social non preclude l’utilizzo dei normali strumenti di comunicazione delle nostre aziende, come ad esempio l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, ma rappresenta un ulteriore possibilità di dialogo e ascolto dei nostri assistiti al fine di supportare il percorso di continuo miglioramento dei servizi che ci vede tutti impegnati nel quotidiano”.
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Differenziata al top una nuova conquista B
el successo per il Comune di Vigodarzere. È stato eletto il Comune più “organico” d’Italia: Vigodarzere si conferma ancora una volta all’avanguardia nella differenziazione dei rifiuti. Non è la prima volta che Vigodarzere si conferma ai vertici delle periodiche classifiche fatte per verificare l’attenzione dei cittadini nei confronti della raccolta differenziata. “L’attestazione ci è stata conferita lo scorso 10 novembre - ha detto con grande soddisfazione l’assessore all’ambiente, Elisa Cavinato - nel corso delle assegnazioni nell’ambito del premio “La città per il verde”, che si sono svolte alla fiera “Ecomondo” di Rimini. Ho voluto partecipare al concorso visto che i cittadini di Vigodarzere si sono altre volte contraddistinti per la bravura nel differenziare i rifiuti”. Delle 5.100 utenze familiari presenti nel territorio, 906 praticano il compostaggio domestico ed Etra - che gestisce la raccolta differenziata - ha eseguito l’analisi merceologica della frazione organica del Comune. Ne è emersa una percentuale di rifiuto non compostabile pari all’1,6 per cento: l’impurità cioè nel rifiuto umido è molto bassa (nel 2014 era del 3,21 per
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cento). “Un contributo al dimezzamento dell’impurità – ha concluso l’assessore Cavinato - è stato dato dalla sperimentazione del sacchetto in carta “Sumus” (che è biodegradabile, non permette la putrefazione e non crea odori), eseguita da cento famiglie”. Una soluzione che a quanto pare funzione e sta dando i primi risultati concreti e verificati. Ancora un passo avanti dunque sulla strada della virtuosità dei Comuni padovani, tra i quali spicca per l’appunto Vigodarzere, anche se poi il successo della differenziata è sempre legato alla risposta e al senso civico dei cittadini. Nicoletta Masetto
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Cultura .
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Presepi magici nella città del Santo Alla Gran Guardia di Padova l’esposizione di “diorami”, rappresentazioni tridimensionali in scala ridotta e racchiusi dentro una scatola visibili da un’unica finestra, chiamata “boccascena”
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’è tempo fino al 15 gennaio per visitare la mostra “La Natività a Palazzo. Scene di Presepi nella città del Santo”, organizzata presso la Sala della Gran Guardia dal settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche - con il supporto dell’associazione Cammino ad Oriente. Non la solita mostra di presepi: saranno infatti esposti 15 diorami legati al tema della Natività, ovvero rappresentazioni tridimensionali e in scala ridotta racchiuse all’interno di una scatola e visibile da un’unica finestra posta anteriormente, detta boccascena, che attraverso particolari espedienti di luce, colore e prospettiva porta l’osservatore davanti ad un paesaggio quasi reale. A realizzarli gli artisti che fanno parte dell’associazione Cammino ad Oriente, nata nel 2008, che accoglie al suo interno Presepisti del Veneto, della Lombardia e dell’Emilia Romagna e si ispira ai principi e ai valori dell’asso-
ciazione Italiana Amici del Presepio. La principale attività dell’associazione è la realizzazione di diorami e di presepi di varie dimensioni e tipologie, realizzati interamente a mano. Nell’ambito della mostra, il visitatore sarà accompagnato ad ammirare e contemplare il tema del Natale e della Sacra Famiglia attraverso la visione di quadri tridimensionali, in cui ogni artista ha riprodotto l’evento della Natività secondo la propria sensibilità e il proprio stile. Saranno esposti diorami che riproducono gli ambienti storici della Palestina al tempo degli episodi narrati dai Vangeli, ma anche scene di di carattere popolare che faranno rivivere nel presente i luoghi e gli antichi borghi del tempo passato. Accanto al tema classico della Natività, sarà proposto quello della Maternità di Maria, l’Adorazione dei Pastori e i Primi Passi di Gesù. Per creare le scenografie e gli
Uno dei presepi esposti nella mostra alla Gran Guardia di Padova
edifici in primo piano vengono utilizzati il polistirolo e il polistirene, che riproducono le pietre e i sassi di una vecchia casa, i portali e le travature in legno di una stalla, i coppi e le tegole che ricoprono i tetti delle abitazioni. Per il paesaggio e le montagne di fondo si utilizza, di solito, la Tecnica Catalana del gesso che prevede l’impiego del polistirolo il
quale, opportunamente lavorato ed inciso, subisce un trattamento di gessatura. A questi elementi si affiancano anche prodotti naturali tra cui cortecce di sughero e di larice, adatte per simulare le rocce, spugnette frullate e muschio per riprodurre i boschi in lontananza. Anche la colorazione delle scenografie è ottenuta impiegando colori in polvere di
derivazione naturale. Altro elemento fondamentale è l’illuminazione della scena, che propone paesaggi notturni o illuminati da una calda luce solare. Tutte le scene sono arricchite da figure in terracotta, in legno e resina, realizzate su commissione dai più valenti scultori del settore, italiani e spagnoli. La mostra è ad ingresso libero e sarà aperta anche il 26 dicembre. Una scelta azzeccata per portare visitatori anche il giorno di festa dopo Natale, quando ormai con sempre maggiore frequenza le famiglie e non solo scelgono anche una visita culturale dopo la Festività trascorsa a casa o con i propri cari. Quindi la scelta di visitare l’esposizione dei presepi potrebbe rivelarsi azzeccata. Laura Organte
>laura.organte@gmail.com<
Presepe vivente a Cittadella Oltre 30 figuranti in abito d’epoca romana e la magia del camminamento di ronda delle mura di Cittadella: dopo il debutto durante il ponte dell’Immacolata il presepe vivente torna in scena il 6 gennaio dalle 10 alle 16. Saranno presenti pastori, guardie, soldati, popolani, i Re Magi e la Natività. Ingresso al camminamento senza maggiorazioni, 5 euro intero e 3 ridotto..
Ai Musei Civici le “Vedute di Padova nell’Ottocento” In esposizione ai Musei Civici eremitani fino al 26 febbraio le “Vedute di Padova e del Veneto nell’Ottocento” di Pietro Chevalier, disegnatore, incisore e scrittore nato a Corfù da padre di origine francese. Formatosi a Venezia, lavorò a Trieste, ma soprattutto a Padova, dove morì nel 1864. Le civiche collezioni conservano un ricco fondo di disegni e di stampe dell’artista, il cui nucleo fondamentale è costituito da vedute di Padova, di Venezia e di altre città del Nord Italia. Questi fogli sono anche vivaci espressioni della vita dell’Ottocento.
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Sport .
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Rugby I successi del C’è l’Este
Una azione di gioco degli Arieti, la prima squadra che milita in serie C
Da 45 anni una passione che cresce U
na storia lunga ormai quarantacinque anni. quella targata C’è l’Este Rugby, realtà sportiva della bassa padovana che conta attualmente la bellezza di quasi quattrocento tesserati. Il presidente è Fabrizio Ferro e a fare gli onori di casa ci pensa l’anima della formazione senior, il capitano Michele Nicoletti. “Di recente, grazie ai progetti con le scuole, il numero di iscritti è cresciuto. Oggi abbiamo diverse squadre, dall’under 6 all’under 18 passando per la categoria Old, che pratica il touch rugby”. Uno sport per soli uomini? Macché. “Dall’anno scorso c’è anche una squadra femminile. Abbiamo raggiunto un accordo con altre società del territorio per creare una franchigia, sempre femmi-
nile, che parteciperà alla Coppa Italia”. Insomma, le cose sembrano andare piuttosto bene anche se, in realtà, le difficoltà ci sono. “Ci sarebbe voglia di fare ancora di più, ma le risorse sono poche: pur avendo alcuni sponsor, qui lavoriamo a titolo volontario e ci sosteniamo principalmente con le quote associative. Abbiamo strutture molto vecchie e il campo di gioco, che è occupato tutti i giorni dal tardo pomeriggio fino a sera inoltrata, è profondamente deteriorato”. Quanto alla prima squadra, gli Arieti Rugby Este, che milita in serie C, a guidarla in panchina c’è coach Paolo Baratella: un ex giocatore, in possesso del patentino necessario per allenare persino nella massima categoria nazionale, l’Eccellenza.
“Ci sarebbe voglia di fare ancora di più ma le risorse sono poche e lavoriamo a titolo di volontariao. Adesso puntiamo a costruire un gruppo solido, destinato a durare nel tempo”
“Non è stato facile portarlo qui – ammette Nicoletti – anche perché aveva varie richieste: dove ha lavorato, ha sempre ottenuto risultati”. Nella rosa ci sono tanti elementi provenienti dalle giovanili, ma i veterani non mancano. Tra questi Simone Boscolo, che è arrivato in serie A (la serie B del calcio) con le maglie di Vicenza e Badia. Il campionato non è facile: in C non è raro trovarsi ad affrontare avversarie blasonate,
tra big cadute in disgrazia e seconde squadre di grandi società. Ma la voglia di fare bene c’è. “Da quest’anno abbiamo impostato il lavoro molto più seriamente, ponendo le basi per un progetto triennale che punta a costruire un gruppo solido”. Il capitano ci racconta il suo inizio di carriera. “La passione ce l’avevo sin da ragazzo, me l’ha trasmessa mio padre. Ma a Montagnana, dove abitavo, il rugby non esisteva. Allora ho cominciato a Lendinara, a 24 anni. La prima gara di campionato mi hanno mandato in ospedale, ma l’infortunio non ha spento la passione. Poi mi sono trasferito a Este e oggi, a 33 anni, gioco ancora con lo stesso entusiasmo di nove anni fa”. Ma che cos’ha di così speciale questa disciplina? “Se il corpo è importante, la testa lo è di più. In campo devi coordinare i tuoi movimenti con quelli di quattordici compagni. Allenamento dopo allenamento conosci la fatica, il sacrificio, il fango, il freddo, il contatto fisico. Cresci e impari a rispettare le regole. Il rugby non è solo sport, ma anche una filosofia di vita”. Davide Permunian
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ei partite e cinque sconfitte. Non sorride al Petra1BP Team questo avvio di campionato di serie C: le ragazze guidate in panchina da coach Armando Marchetto e dal vice Andrea Ghibaudi, dopo essere state eliminate dalla Coppa Veneto, si trovano, in data 19 novembre, al terz’ultimo posto del Girone A con cinque punti in classifica. L’unica gioia finora è arrivata lo scorso 22 ottobre in casa contro la matricola Leali Padova Project: un 3-0 netto che, alla seconda giornata, riscattava il 3-2 subito il turno precedente dal New Volley Vicenza Est e lasciava ben sperare per il futuro. Poi, invece, sono arrivate tre docce fredde: il 3-1 dalla Gps San Vito, il pesante 0-3 con la capolista Giorgione, squadra che punta decisa al passaggio in serie B2, e la sfida persa al tie-break contro il Laguna Volley. Una striscia di risultati negativi proseguita il 19 novembre contro l’Arcella Volley. Il match, disputato nella palestra del nuovo Liceo Ferrari di Este, ha visto le atestine soccombere 3-1. Nonostante un inizio di gara incoraggiante (primo set messo in cassaforte per 25-19), le ospiti sono rientrate dominando la seconda frazione di gioco (1525) e facendo propri anche i due set successivi (25-27 e 23-25). Un ko che fa male, anche perché maturato contro una potenziale rivale nella corsa alla salvezza. Ma il tempo è dalla parte del BP Team. La società infatti ha puntato sulla “linea verde”: la rosa è molto giovane, composta in massima parte da atlete classe 1998, e coach Marchetto avrà sicuramente modo di apportare i necessari correttivi tecnico-tattici per far crescere la squadra.. (d.p.)
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ilVeneto Attualità .
Riforma Costituzionale Record di affluenza e di no
Zaia batte cassa: “Ora l’autonomia”!
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ciambetti: “il voto ci invita a proseguire verso l’autonomia” “E’ evidente il dato della partecipazione come della difesa della Regione deve spingerci tutti a rilanciare con forza il problema dell’autonomia della nostra terra che, non dimentichiamo, ha un residuo fiscale, cioè versa allo stato più di quanto non riceva, pari all’11 per cento del Pil prodotto. Penso che il voto e la partecipazione al voto di domenica 4 sia un’ ‘ulteriore indicazione a proseguire verso la strada dell’autonomia nel solco di quanto disposto dall’articolo 116 della nostra Costituzione”
M5S: “Vince il no perchè i veneti attribuiscono i problemi del Paese chi aci governa “
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he ai veneti non piaccia votare non si può certo dire. Al referendum sulla riforma costituzionale del 4 dicembre ha votato il 76,66% degli aventi diritto, la maggior parte per dire no alla riforma: il 61,9% contro il 38,1% di Sì. Un risultato annunciato, dicono in molti, che confermerebbe, secondo una facile lettura, l’anima leghista del nostro territorio. La pensa certo così governatore del Veneto Luca Zaia che ha salutato i risultati del voto referendario come “un risultato strepitoso”. “Una grande lezione di democrazia è venuta dal Veneto – ha detto - vista la partecipazione. E’ la fine del grande fratello e i cittadini dimostrano autonomia nell’ascoltare e poi decidere”. È il commento del governatore del Veneto Luca Zaia agli esiti del referendum. “La grande affluenza e il risultato - dice Zaia - è la dimostrazione che la stabilita’ tanto decantata i cittadini la vedono solo con una vera tornata elettorale. Con le annunciate dimissioni di Renzi e il voto si avrà un governo democraticamente eletto, ovvero un presidente del consiglio eletto e non nominato, come non accade in questo Paese dal maggio 2008”. Secondo il Governatore i veneti, con il loro voto, hanno mandato a Renzi un messaggio concreto che lui incassa per ribadire che ora è il tempo di preparare un altro referendum, quello per l’autonomia che si svolgerà in primavera. Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, a palazzo Ferro Fini ha ringraziato “i veneti per l’alto senso civico nella partecipazione al voto: i cittadini hanno compreso l’importanza del momento.
Per la classe politica questa elevata affluenza è anche un segnale inequivocabile: quando la cittadinanza è coinvolta e informata non esita a far sentire la sua voce. L’astensionismo è figlio del distacco tra forze politiche e società ed è chiaro che dopo questo referendum tutti gli attori politico-sociali devono riflettere attentamente sulle loro strategie di informazione ma anche di ascolto della cittadinanza e dei suoi veri problemi che, per la stragrande maggioranza dei cittadini, non trovavano risposta di certo nella Riforma costituzionale: disoccupazione, sicurezza, questione ambientale, pensioni”. “Che il dato sia storico – affermano i consiglieri del Gruppo di Forza Italia Massimiliano Barison, Massimo Giorgetti ed Elena Donazzan - lo dimostra il confronto con l’affluenza alle altre consultazioni referendarie: ad esempio con i precedenti due referendum costituzionali del 2001 (34,1%) e del 2006 (52,5%). I Veneti non si sono fatti condizionare dalla potenza mediatica messa in campo dal governo, o dai recenti viaggi con annessi firme di ‘Patti’, o dalle regalie dell’ultimo momento, come lo sblocco di contratti fermi da molti anni. In Veneto - puntualizzano - i cittadini reclamano più autonomia e la risposta al neo centralismo di Renzi è stato plebiscitario. Non solo non devono essere spogliate le Regioni delle loro funzioni, ma la richiesta è che il Veneto ne abbia di maggiori. Questo è il voto di un Veneto che vuole contare di più. Continuare ad ignorare questa attesa è sbagliato e pericoloso, perché l’onda di protesta si leverà sempre più forte”.
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“Il nostro comitato del No ha lavorato compatto contro lo strapotere del Pd, che ha investito 6 milioni di euro in questa campagna referendaria ed ha potuto contare sulle principali tv e i principali giornali. Questo voto e le immediate dimissioni di Renzi proiettano il M5S al governo del Paese. Siamo già al lavoro per formare una squadra di governo ed un programma che saranno composti, come è nel nostro stile, sulla rete, insieme ai nostri iscritti”. “In Veneto abbiamo ora il dovere di portare alti i valori di democrazia e di difesa della sovranità popolare che i cittadini hanno confermato ritenere prioritari con questo voto. È nella nostra natura farlo, come abbiamo mostrato in questi mesi, quindi chiunque abbia dato fiducia al nostro ideale di cambiamento non sarà deluso”.
Finozzi: “confindustria, coldiretti, artigiani che fanno ora?” Marino Finozzi: “I vertici confindustriali o degli artigiani come di alcuni sindacati che si sono schierati apertamente per il sì e che nei fatti sono stati sfiduciati dai loro stessi iscritti, non rappresentano migliaia di imprenditori, di artigiani, di lavoratori. Renzi ha fatto un gesto corretto nel preannunciare le dimissioni ma i vertici di Confindustria? E quelli della Coldiretti? E gli artigiani? Chissà cosa risponderanno agli iscritti delle loro associazioni che escono da questo referendum impoverite di certo in prestigio, peso politico e credibilità”.
tosi: “ temo per l’economia, Brexit docet”! Che le nostre imprese. La maggioranza giustamente vince, ma non è detto abbia sempre ragione, Brexit docet”. Il Sindaco di Verona aveva fatto una campagna convinta per il sì, dunque si ritrova sconfitto. “Da uomo di centrodestra, complimenti a Renzi per la dignità e la coerenza, merce rara in politica. Noi abbiamo perso l’occasione per cambiare”
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Attualità .
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Pd veneto: “13milioni di Sì alla riforma non sono pochi” Moretti: “Volevamo diminuire il numero delle poltrone e gli enti inutili. Alla fine, a lasciare la poltrona è l’unico che meritava di restare”
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l giorno dopo la vittoria del No al referendum costituzionale gli esponenti veneti del Pd che sostenevano il sì hanno espresso la loro vicinanza al Premier Renzi, dimissionario, riconoscendo come risultato indiscutibile che i veneti hanno respinto la Riforma. “La sconfitta del sì è netta, in Italia e in Veneto, - ha affermato Il Sottosegretario Pier Paolo Baretta - accentuata dall’alta affluenza al voto degli italiani che sono tornati alle urne, sono tornati a votare riscoprendo il valore profondo di una democrazia chiamata a decidere sulla Carta costituzionale, nodo strategico
della partecipazione alla vita civile del Paese. Da un punto di vista politico, è stata un’occasione persa, una messa in discussione del percorso di riforme avviato con questa legislatura. Da un punto di vista sociale, non bisogna ignorare la richiesta di ascolto che arriva dai cittadini”. Meno governativa e più passionale, Alessandra Moretti su Fb, dice di essere “fiera di Matteo Renzi e gli sono grata per come ha condotto questa grande battaglia e per come ha ammesso la sconfitta. Volevamo diminuire il numero delle poltrone e gli enti inutili. Alla fine, a lasciare la pol-
trona è l’unico che meritava di restare. Abbiamo conquistato, da soli e contro una parte del PD, il 40% dei consensi. Ripartiamo da qui con una leadership autorevole. Perché dalle sconfitte ci si rialza più forti di prima e noi siamo già in piedi a guardare al futuro senza paura”. E anche la Senatrice Laura Puppato guarda al futuro propositiva, proprio a partire da quei 13 milioni di di italiani che hanno votato sì alla Riforma. “13 milioni di voti non sono pochi, ma nella vita accade di perdere – dice –son convinta che abbiamo lavorato per un’idea-
le più grande, anche se magari ci sarebbe convenuto schierarci contro. Ripartiamo assieme, siamo già di nuovo in piedi”. E sulla necessità di rifondare il Pd ha le idee chiare: “Rivedere come funziona il partito è necessario, dando più spazio ai circoli e facendo sì che possa emergere una classe dirigente per il futuro e non solo conservarsi quanto abbiamo già visto. Credo però che, ogni rifondazione, debba ripartire da quanto fatto in questi due anni,
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che hanno visto, per la prima volta, una politica intenta a riformare se stessa, a scegliere le risorse migliori, a dare risposte ai cittadini”. “Oggi serve senso di responsabilità – ha concluso il Sottosegretario Baretta - bisogna, innanzitutto, completare la legge di bilancio, evitando l’esercizio provvisorio che bloccherebbe il Paese in un’avvilente gestione dell’ordinario senza prospettive e senza programmazione per il futuro”.
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Economia .
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Dopo il tirocinio, la firma di un contratto di lavoro in due casi su tre Nel 28% dei casi al tirocinio è seguito un contratto a tempo determinato o di apprendistato, 26%. Solo il 9% di contratti a tempo indeterminato
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aIn due casi su tre il tirocinio non rappresenta un’isolata esperienza di lavoro ma uno strumento per un inserimento stabile nel mercato del lavoro. I tirocini avviati e conclusi in Veneto tra il 2013 e il 2015 sono circa 70 mila e al 69% di essi ha fatto seguito un rapporto di lavoro più stabile o un altro tirocinio, spesso presso la stessa azienda in cui si è svolto lo stage. Poco meno di 22 mila, invece, i lavoratori per i quali il tirocinio ha rappresentato l’ultima o l’unica opportunità di impiego. Lo rileva l’Osservatorio & Ricerca di Veneto Lavoro, che ha pubblicato la seconda parte di un report di approfondimento dedicato a quella che negli ultimi anni si è rivelata una misura di politica attiva sempre più diffusa per l’inserimento lavorativo di soggetti disoccupati e inoccu-
pati e per far entrare in contatto con il mondo del lavoro studenti e giovani in uscita dai percorsi di istruzione e formazione. Complessivamente i tirocini attivati in regione a partire da inizio 2013 sono oltre 90 mila: prevalgono quelli di inserimento o reinserimento lavorativo rivolti a persone in cerca di lavoro (66%), seguiti dai tirocini formativi e di orientamento (14%) e dai tirocini estivi per studenti (8%). Sempre di più i tirocini strettamente connessi a specifiche misure di politica per il lavoro messe in campo dalla Regione del Veneto: oltre 7.000 nel solo 2015, di cui il 90% attivati nell’ambito di Garanzia Giovani Veneto. I tirocinanti, complessivamente più di 80 mila nell’arco dei tre anni, sono prevalentemente giovani italiani under 25 diplomati o laureati e nella metà dei casi si
tratta di persone disoccupate o alla ricerca del primo impiego. “Il tirocinio - commenta l’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan - si rivela sempre più strumento importante per l’inserimento nel mondo del lavoro veneto, non solo per i giovani alla ricerca del primo impiego,
e il fatto di averli inseriti tra le misure di Garanzia Giovani lo dimostra, ma anche per quella platea di disoccupati over 30 cui bisognerà porre sempre maggior attenzione e sui quali la Regione è intervenuta e sta intervenendo con specifiche misure di politica attiva.
Il crescente ricorso da parte delle aziende, anche di grandi dimensioni, a questo strumento ci conforta - osserva Donazzan - a patto che si riveli altresì il mezzo per un inserimento stabile nel mercato del lavoro e non solo una isolata, per quanto utile, esperienza lavorativa”.
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Fotovoltaico, Soladria si guadagna la stima della provincia di Padova È
entusiasta e orgoglioso per il risultato raggiunto del risparmio energetico e delle energie rinnovabili con dalla sua azienda Nicola Gennari, titolare di Sola- un occhio di riguardo per gli impianti fotovoltaici chiavi dria, che ha vinto quest’anno un importante bando di in mano per i quali si occupa di tutte le fasi, dalla proLegambiente nel settore del risparmio energetico per l’a- gettazione al post vendita, mettendo al primo posto la rea della provincia di Padova. L’azienda adriese ha scon- soddisfazione del cliente. Fino a oggi l’azienda ha installato ben più di 1200 imfitto infatti la concorrenza di diverse imprese del settore, guadagnandosi il bando come azienda più titolata pianti e la sua rete commerciale copre il Friuli Venezia in quanto a certificazioni. “Già l’anno scorso avevamo Giulia, il Veneto e dal nuovo anno anche l’Emilia Rovinto il bando per l’area della Bassa Padovana – ricorda magna. Ha saputo rialzarsi e diventare ancora più forte Gennari - : quest’anno invece siamo risultati vincitori per dopo un periodo non facile nel 2014, cui ha fatto seguito una buona ripresa nei due anni l’intera provincia di Padova. Questo successivi. Tanto che si appresta a comporta che Soladria sarà il forniFino a oggi l’azienda ha tore di tutti gli aderenti al “gruppo di installato ben più di 1.200 chiudere il 2016 con +12% sul 2015 e +90% rispetto al 2014. acquisto Padova 2016” per impianti impianti e la sua rete Gennari può contare su una orgafotovoltaici, batterie di accumulo, climatizzazione e pompe di calore. commerciale copre il Friuli nizzazione aziendale che oggi può Venezia Giulia, il Veneto vantare anche la divisione assistenza Questo non è che una conferma del su impianti costruiti da terzi, attività valore di Soladria: il bando ha ricoe dal nuovo anno anche molto importante sulla quale puntanosciuto ancora una volta la granl’Emilia Romagna re forte nel 2017. Lo staff è composto de professionalità e l’eccellenza nel campo delle energie rinnovabili. “Questa è una medaglia di 15 dipendenti, giovani e dinamici ai quali è molto ricoche ci attacchiamo volentieri al petto – afferma il titolare noscente: “Sono stato fortunato – ammette – ho trovato – siamo un’azienda di Adria e andare a vincere questo brave persone ed è grazie a loro che siamo ancora in pietipo di bando “fuori”, in un’area come quella di Padova di”. E’ talmente evidente l’attaccamento all’azienda che dove c’è tantissima concorrenza, è un orgoglio davvero dimostrano questi ragazzi che l’impressione è quella di grande”. Soladria nasce nel 2010 per operare nel campo lavorare al fianco di 15 titolari di Soladria.
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Politica .
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La proroga A Trenitalia la gestione delle nostre ferrovie fino al 2023
Maggiori investimenti e 23 treni in più O
gni giorno disservizi. Ogni giorno proteste dei pendolari. Eppure, a quanto pare, cambiare non si può. La Giunta regionale del Veneto ha confermato la proroga del contratto di servizio con Trenitalia sino al 31 dicembre del 2023. Certo ne ha aggiornato i termini: entro il 2017 la società che gestisce il servizio ferroviario nazionale dovrà garantire l’entrata in servizio nella rete regionale di 5 nuovi treni Vivalto e di 9 treni Swing; e a partire dal 2020 verranno consegnati 9 nuovi elettrotreni (tipo ‘Caravaggio’). Nei prossimi otto anni Trenitalia dovrà inoltre provvedere al ‘revamping’ (cioè l’integrale rimessa a nuovo) dei convogli Taf e ulteriori investimenti tecnologici sulla flotta e sulla manutenzione del materiale rotabile. “A seguito delle segnalazioni dei comitati dei pendolari – ha spiegato l’assessore alle Infrastrutture Elisa De Berti - e delle criticità evidenziate nelle diverse tratte del Veneto –abbiamo rinegoziato con Trenitalia termini e condizioni per la prosecuzione del contratto. In attesa dei tempi tecnici per bandire ed espletare la gara europea abbiamo utilizzato la possibilità di estendere la proroga del servizio al gestore attuale per sei anni più tre, in cambio dell’impegno di Trenitalia di raddoppiare gli investimenti inizialmente programmati: dagli 86 milioni dell’offerta iniziale, agli attuali 170 per acquistare nuovi treni, in aggiunta ai 56 milioni programmati per adeguamenti tecnologici e manutenzioni, con l’obiettivo di migliorare e razionalizzare l’offerta agli utenti”. Nel dettaglio, la nuova proroga impegna la Regione Veneto a corrispondere a Trenitalia un miliardo e 279 milioni per gli anni 2015-2023. In cambio Trenitalia migliora i servizi e la flotta secondo un preciso calendario di
impegni scandito dal contratto stesso: più treni festivi ed estivi, introduzione dei treni notte, intensificazione dei servizi negli orari di punta e aumento delle percorrenze nelle tratte meno servite. “Con l’investimento in nuovi treni elettrici e nell’efficientamento della flotta e dei servizi abbiamo creato le premesse - prospetta l’assessore De Berti perchè Rfi, la società che gestisce la rete ferroviaria infrastrutturale, possa tener fede all’impegno preso di completare l’elettrificazione delle tratte ferroviarie Conegliano-Vittorio Veneto, Castelfranco-Montebelluna, Camposampiero-Cittadella-Bassano anche con l’’anello’ bellunese Vittorio Veneto-Ponte nelle AlpiBelluno-Feltre-Montebelluna e con la linea Vicenza-Schio. Rinegoziando i termini del contratto di proroga con Trenitalia entrano in circolazione nella rete ferroviaria regionale 23 treni in più, di cui 18 elettrici. Mi auguro che anche la società infrastrutturale delle Ferrovie dello Stato tenga il medesimo passo e possa garantire l’elettrificazione dell’intero anello sub-dolomitico, secondo i tempi concordati”.
una “teen Zone” per lo studio e il gioco dei piccoli malati di cancro
“L
a nuova Pediatria a Padova si farà, e va sizione della sanità dei padovani”. anche fatta al più presto. Ci sono 18 milio“Teen Zone” sarà realizzata nelle adiacenze del ni stanziati dalla Regione e c’è il progetto, ora si reparto. Si rivolge principalmente a quel circa deve passare alla fase realizzativa nei tempi più 30% dei mille e più pazienti di Oncoematologia brevi possibile”. Pediatrica che hanno un’età tra i 14 e i 18 anni e La conferma viene direttache provengono per il 27%, come mente dal presidente Luca Zaia Oltre mille piccoli tutti i pazienti, anche più piccoalla presentazione di un nuoli, da tutta Italia e dall’estero. pazienti in vo progetto, denominato “Teen Sarà un vero e proprio “ambienZone”, che metterà a disposiziote” (170 metri quadri) a disposioncoematologia ne dei bimbi, ma in particolare dei ragazzi, attrezzato con a Padova potranno zione degli adolescenti in cura presso postazioni internet, consolle viusufruire l’oncoematologia pediatrica, deogame, impianti audio e anspazi dove poter svolgere attiche una piccola palestra. di questi spazi vità di studio, svago e relax nel Ai responsabili di Team For corso della degenza. Children, che hanno annuncia“La nuova Pediatria nascerà qui – ha precisato to la partenza di una raccolta di fondi per coprire il Governatore dall’aula magna del Dipartimen- i circa 150 mila euro per l’allestimento interno to di Pediatria dell’Azienda Ospedaliera di Pado- della struttura una volta completata la parte va – quando sarà pronto il nuovo Policlinico si muraria, Zaia, a sorpresa, ha detto che “una partrasferirà lì, perché non è immaginabile un Po- te la metterà la Regione: dovunque possiamo, con liclinico di valenza internazionale senza Pedia- quel che possiamo – ha aggiunto – noi ci siamo tria, e quanto realizzato prima rimarrà a dispo- sempre”.
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Cultura .
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Anteprime A Verona 90 opere che ne illustrano il talento
Picasso, genio artistico in continua evoluzione C
hi conosce l’opera completa di Pablo Picasso sa che l’evoluzione artistica di questo pittore è molto varia e, spesso, anche sorprendente. Sicuramente Picasso, con i suoi dipinti, le sue sculture, le ceramiche e altro, è uno dei protagonisti assoluti del XX secolo e meglio di altri incarna il dinamismo di un’epoca storica davvero unica. Conoscere l’artista e la sua parabola intellettuale è oggi possibile grazie ad una mostra di oltre novanta capolavori esposti a Verona all’Amo di Palazzo Forti fino al 12 marzo 2017. La mostra “Picasso. Figure (1895-1972)” è ideata dal Museo Nazionale Picasso di Parigi – uno dei numerosi musei dedicati al prolifico ed inesauribile genio della pittura, che però detiene il maggior numero delle sue opere – e sarà esposta in anteprima a Verona, prima di raggiungere almeno un altro museo
internazionale, ancora non identificato. L’esposizione è curata da Emilie Bouvard, conservatrice del Museo parigino, promossa dal Comune di Verona e organizzata da Arthemisia Group. La retrospettiva presenta le opere più significative quali “Nudo sedut0”, da Les Demoiselles d’Avignon, “Il Baciò”, piccola e struggente tela del 1931, “La Femme qui pleure” e il “Portrait de MarieThèrèse”, che si susseguono in un percorso capace di raccontare la metamorfosi a cui Picasso ha sottoposto la rappresentazione del corpo umano, mentre la sua arte attraversava le fasi del precubismo, del Cubismo, dell’età Classica e del Surrealismo, fino a giungere negli anni del dopoguerra a un nuovo concetto di figura. la retrospettiva presenta le opere più significative quali ’Nudo sedutò, da Les Demoiselles d’Avignon, ’Il Baciò, piccola e strug-
gente tela del 1931, ’La Femme qui pleurè e il ’Portrait de MarieThèrèsè, che si susseguono in un percorso capace di raccontare la metamorfosi a cui Picasso ha sottoposto la rappresentazione
L’esposizione propone un focus specifico che riguarda lo sviluppo dell’interpretazione della figura da parte del pittore
Venezia, Guggenheim tancredi. una retrospettiva Con oltre novanta opere, si apre un’attesa retrospettiva che sancisce il grande ritorno a Venezia di Tancredi Parmeggiani (Feltre 1927 – Roma 1964), tra gli interpreti più originali e intensi della scena artistica italiana della seconda metà del Novecento. Tancredi è stato l’unico artista, dopo Jackson Pollock, con il quale Peggy Guggenheim stringe un contratto, promuovendone l’opera, facendola conoscere ai grandi musei e collezionisti d’oltreoceano e organizzando alcune mostre, come quella del 1954 proprio a Palazzo Venier dei Leoni. Dopo oltre sessant’anni, dunque, l’artista ritorna protagonista indiscusso alla Collezione Guggenheim con una straordinaria selezione di lavori, che ricostruiscono in modo intimo e capillare, tra produzione creativa ed emotività prorompente, la parabola breve, ma folgorante, di questo grande interprete dell’arte del secondo dopoguerra. L’esposizione rappresenta inoltre il ritorno in Italia di una preziosissima selezione di opere donate dalla mecenate ad alcuni celebri musei americani: per la prima volta, dai tempi di Peggy, sono esposti capolavori come la Primavera, proveniente dal MoMA di New York e Spazio, Acqua, Natura, Spettacolo, oggi al Brooklyn Museum. La grande retro-
del corpo umano, mentre la sua arte attraversava le fasi del precubismo, del Cubismo, dell’età Classica e del Surrealismo, fino a giungere negli anni del dopoguerra a un nuovo concetto di figura.
spettiva non manca di documentare la produzione artistica degli anni ‘60, momento di crisi e di completa revisione della propria pittura, a cui Tancredi vuole dare un senso esistenziale e politico. Ed è così che la vena della polemica e della tensione di quegli anni di guerra fredda emergono nel titolo della mostra “La mia arma contro l’atomica è un filo d’erba”, frase con cui Tancredi risponde agli innumerevoli conflitti dell’epoca, dal Vietnam alla guerra in Algeria, alla tensione tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Di questo momento fondamentale nel suo percorso artistico, sono esposti i tre dipinti della serie Hiroshima (1962). La parte conclusiva dell’esposizione è dedicata ai collage-dipinti, eseguiti tra il 1962 e il 1963, i cosiddetti Diari paesani e i Fiori dipinti da me e da altri al 101%, che a ragione possono essere definiti la vera rivelazione di questa retrospettiva e che sono da considerarsi esempi di eccezionale vigore creativo e drammatica euforia. Sono queste opere a chiudere lo straordinario percorso, geniale e sregolato, della pittura di Tancredi dedicata alla natura e all’uomo. Tancredi muore nel 1964 a soli 37 anni, giovanissimo e pronto a entrare, come scrive Dino Buzzati, nel “mito di Tancredi”.
a christmas carol, vivi la favola del natale
Imperdibile, a Cervarese Santa Croce, lo spettacolo “A Christmas Carol”, basato sulla più bella e rappresentativa favola di Natale Un testo scritto agli inizi dell’800 dallo scrittore Charles Dickens, e nonostante tutto lancia un messaggio attuale che rispecchia tutt’ora la società moderna. Il titolo viene sottotitolato con “Vivi la favola” perché questo non è uno spettacolo dove vi è il classico punto di vista dallo spettatore verso il palcoscenico, ma è lo stesso spettatore a far parte della scena, in quanto la storia è sviluppata in un itinerario studiato all’interno del castello dove ogni stanza è un set che rappresenta un pezzo della favola e gli attori interagiranno con lo spettatore su di uno stesso piano rendendolo, così, a sua
volta parte della favola stessa. L’itinerario all’interno della suggestiva cornice del castello di San Martino della Vaneza a Cervarese Santa Croce, sarà condotto da un attore guida che a sua volta sarà anche colui che scandirà i tempi dei gruppi che si susseguiranno uno ogni ora. La produzione sarà curata da Flash Dance Academy, Xenia Spettacoli e Scenografie snc ed è patrocinata dai comuni di Cervarese Santa Croce e Teolo oltre che dalla Provincia di Padova, i Musei di Padova e Provincia e Butterfly Arc. Nel cast moltissimi attori, comparse e cantanti con partecipazioni di prim’ordine, partendo dalla regia di Maurizio Pizzato, alle coreografie di Giorgia Chiurato con la sua crew Jam Session, il coro gospel/pop University Choir. La manifestazione sosterrà il coordinamento nazionale Alluvionati e Terremotati italiani che gestirà il piccolo mercatino di natale difronte al castello di San Martino.
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India
Spirituale Kerala incantò anche gli hippy Viaggio nello stato più meridionale della penisola indiana, il primo ad essere stato colonizzato dagli europei dopo lo sbarco di Vasco De Gama nel 1498 a Cochin Poi arrivarono gli olandesi, quindi gli inglesi Mezzo secolo fa è stato la meta preferita dai “figli dei fiori”
E
ra la meta preferita dai “figli dei fiori”, dai giovani che a cavallo degli anni ’60 e ‘70 sognavano un mondo migliore. Una sorta di “terra promessa” il Kerala, con le sue spiagge dai colori cangianti e i suoi richiami spirituali forti e misteriosi. Per tanti anni hippy di tutto il mondo intrapresero avventurosi viaggi, alcuni anche via terra dall’Europa a bordo dei leggendari pullmini Volkswagen, per raggiungere Goa, Cochin, Trivandrum… Il viaggio in India dei Beatles non fece che lievitare l’interesse verso questi luoghi fino ad allora sconosciuti. E ancor oggi nei baretti del lungomare di Kovalam, pittoresco borgo di pescatori a sud di Trivandrum adagiato su una baia dominata da un piccolo promontorio, capita di incontrare qualche hippy solitario in cerca di ricordi e di emozioni mistiche. E dopo il tramonto, sulla sabbia vulcanica della spiaggetta all’ombra del grande faro, è suggestivo assistere a qualche improvvisato concerto di questi giovani dalle camice a fiori e i capelli lunghi che girano il mondo con zaino e chitarra al seguito. Il Kerala oggi è noto agli italiani soprattutto per la vicenda dei due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, arrestati a Cochin per la controversa vicenda dei due pescatori indiani uccisi da colpi sparati (pare) dalla petroliera Enrica Lexie il 15 febbraio 2012. Un caso ben noto anche all’opinione pubblica locale di cui ora si sta occupando un tribunale internazionale. Echi di cronaca a parte, questo stato meridionale della federazione indiana è una realtà singolare. E’ lo stato più “europeo” dell’India, e lo è per un fatto storico importante: è il luogo del primo sbarco europeo in India, datato 1498. Fu il navigatore portoghese Vasco De Gama ad approdarvi e furono i portoghesi i primi a colonizzare la regione intorno a Cochin. Lo stesso De Gama vi morì nel 1524 e venne sepolto nella chiesa di San Francesco, per essere poi riportato dal figlio a Lisbona. Dopo i portoghesi arrivarono gli olandesi. Quindi, nell’800, gli inglesi. Ognuna di
Imperdibile la rappresentazione del Kathakali, una combinazione di teatro e danza dalle origini antichissime citato anche da Battiato in una delle sue canzoni Da vedere anche il parco Peryar e il lago Vembanadu visitabile a bordo di house boat tradizionali. Nella regione è nato l’Ayurveda: una filosofia, non semplici massaggi
La mitica spiaggia di Kovalam che fu uno dei luoghi di ritrovo preferiti dagli hippy provenienti da tutto il mondo. A sinistra la scena di una rappresentazione di Kathakali a Cochin; sotto un carro dedicato a una coppia di bovini durante una festa tradizionale e un tempio indù. A destra: navigazione sul lago Vembanadu su house boat che si ispirano a imbarcazioni tipiche della zona; una rete da pesca tradizionale e una manifestazione di arti marziali (foto di Renato Malaman)
queste presenze europee ha lasciato traccia nel Kerala, tanto che oggi i quartieri storici delle città conservano degli edifici in stile coloniale davvero interessanti. In particolare quello olandese di Cochin. Un’altra conferma dell’anima multietnica del Kerala arriva dal culto religioso: i cristiani (protestanti e cattolici) sono un quarto della popolazione, un altro quarto è musulmano e la metà è dedita ai culti induisti. Nasce in Kerala il famoso Kathakali, una forma espressiva di teatro-danza indiano (peraltro citato in una delle più celebri canzoni di Franco Battiato) ancora oggi molto viva, con tanto di scuole che ne tramandano la complessa ritualità, a cominciare dal trucco degli attori che impersonano i personaggi epi-
ci e popolari di questa spettacolare combinazione di teatro, danza, musica e rituali. A Cochin c’è una scuola di straordinario valore che ogni giorno propone questo spettacolo imperdibile, la cui prima parte consente di assistere dal vivo al trucco degli attori. Tutti maschi secondo tradizione, anche quelli che impersonano figure femminili. Un attore di Kathakali, per prepararsi alla rappresentazione, usa particolari tecniche di concentrazione, accompagnate da abilità e attitudine fisica. I percussionisti, i cantanti, gli artisti del trucco e i costumisti completano l’insieme. In Kerala è nato anche l’Ayurveda, che non è solo una tecnica di massaggi ma una vera e propria filosofia di vita finalizzata al raggiungimento
di un benessere fisico e spirituale. Tra le cose imperdibili del Kerala figura anche la crociera sul lago (che in realtà è una laguna) Vembanadu a bordo delle house boat tradizionali in partenza da Kumarakom. L’escursione dura circa una giornata, notte compresa, regalando emozioni uniche per effetto di un paesaggio lacustre particolarmente suggestivo e di villaggi tradizionali immersi nella vegetazione tropicale. Scompare anche il wi-fi da quelle parti e per un momento restare connessi solo con il proprio cuore fa davvero bene. Il momento del tramonto vissuto a bordo della house boat è indimenticabile. Un acquerello di colori. Molto bello anche il parco naturale di Peryar, il cui piatto forte è il giro
in battello che consente di osservare sulle rive molte specie animali. Non è raro imbattersi anche in branchi di elefanti che raggiungono le sponde per abbeverarsi. Un santuario della natura che comprende anche alcuni templi. Numerose (e dispettose) le scimmiette che si incontrano all’ingresso del parco. Il pernottamento consigliato è al Mountain Courtyard Hotel che sorge sulle alture circostanti, in un’area dove ci sono tantissime coltivazioni di the, pepe e spezie varie. Lo si percepisce anche dal particolare profumo dell’aria. Infine vale una visita anche Trivandrum, capitale del Kerala, altra città coloniale posta vicino all’estremità sud della penisola indiana. In lingua locale si chiama Thiruvananthapuram, ma tutti preferiscono chiamarla ancora Trivandrum, come durante l’età coloniale. Il Mahatma Gandhi amava chiamarla invece “la città sempre verde”. Oggi Trivandrum è una piccola metropoli di 800.000 abitanti, nel cui centro storico ci sono due perle da non perdere: il Padmanabha Swamy Temple con la sua caratteristica cupola (visibile purtroppo solo dall’esterno dai non induisti) e il palazzo del maraja, ricco di opere d’arte straordinarie, molte delle quali dono di capi di stato al marajà nel corso dei secoli. In Kerala il clima è migliore rispetto ad altre regioni dell’India. Fa caldo tutto l’anno, ma l’umidità è più sopportabile che altrove. Air India ed Emirates assicurano buoni collegamenti aerei, con scalo intermedio, dall’Italia. Quindi la regione è facile da raggiungere. Un piccolo tour operator di Bergamo, Viaggindia, propone anche dei viaggi su misura. Il titolare, l’indiano Kesar Singh, risponde alla mail kesar@ viaggindia.it Informazioni sul sito www.viaggindia.it
Pagina a cura di
>Renato Malaman<
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Editoriale
Umberto Veronesi, il rifiuto delle cure “fra accanimento terapeutico e eutanasia”
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“Credere nella scienza significa credere nel futuro” Vaccini obbligatori, il protocollo veneto
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I genitori percepiscono poco il rischio
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i avevano già presentati in occasioni istituzionali, ma ho conosciuto veramente Umberto Veronesi alcuni mesi prima della sua nomina a ministro della Sanità in un soggiorno montano durante le vacanze natalizie in Val d’Aosta. Era giunto per trovare alcuni comuni amici a La Thuile nell’albergo dove alloggiavo e ho avuto l’occasione di averlo come commensale seduto a tavola proprio di fronte a me. La conversazione, iniziata a pranzo, sempre di estremo interesse e di spessore davvero notevole quando si ha a che fare con personaggi di quel calibro, è proseguita per l’intero pomeriggio e poi a cena in una baita di alta montagna raggiunta in funivia in una serata limpida rischiarata da una luna particolarmente splendente. Gli argomenti della conversazione si sono ben presto spostati da argomenti scientifici, ineluttabili quando ci si incontra fra medici, ad interessi di politica sanitaria, (dopo pochi mesi sarebbe diventato ministro della Sanità), alle condizioni della salute e delle offerte dei servizi sanitari nel nostro paese,alle opportunità delle cure e all’equità di accesso alle stesse da parte dei malati nelle diverse aree geografiche, agli stili di vita, lui convinto vegetariano, unico quella sera in un contesto di colleghi che facevano onore ai prodotti valdostani compresi la carne e i formaggi, per concentrarsi poi sui grandi temi della bioetica, oggetto di particolari approfondimenti da parte della classe medica e profondamente sentiti dall’illustre personaggio. Umberto, (mi aveva chiesto di chiamarlo per nome e di dargli del tu come si conviene fra colleghi), da sempre favorevole all’aborto, all’eutanasia, alla liberalizzazione delle sostanze stupefacenti,sosteneva con pacatezza, ma con la forza che deriva da convinzioni radicate nella ragione laica (si professava decisamente ateo), i suoi convincimenti in un confronto che per la maggior parte vedeva su posizioni diverse i suoi commensali. Ancor oggi mi chiedo se le nostre posizioni fossero poi così distanti. A parte la liberalizzazione delle droghe,argomento che mi vedeva e mi vede assolutamente contrario per le mie esperienze professionali anche come responsabile scientifico del progetto Epicuro nella Regione Veneto sull’uso delle sostanze di abuso nei giovani, (esperienze che Umberto non poteva avere essendo il suo interesse rivolto quasi esclusivamente alle patologie oncologiche), per quanto riguarda l’aborto e l’eutanasia molte argomentazioni seppur apparentemente contrarie sembravano sfiorasi e quasi andare insieme, tanto da farlo sorridere dichiarando “siamo nelle più classiche convergenze parallele!”. Tutti quella sera convenimmo sulla drammaticità dell’aborto e sulle conseguenze fisico-psicologiche sulle donne e sul fatto che la legge 194/78 che ha di fatto depenalizzato l’atto abortivo in Italia è invero una legge sulla maternità responsabile per cui l’aborto in ogni caso diventa aborto terapeutico in rapporto alle condizioni di salute o alle condizioni economiche o sociali o familiari o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito e non può essere certo considerato come metodo contraccettivo.
Aids: fondamentale informare e prevenire a pag 34
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Salute L’editoriale
L’intervento
Umberto Veronesi, il rifiuto delle cure “fra accanimento terapeutico e eutanasia”
Alba al termine della notte
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entile Direttore, la vita professionale del medico consta di definitiva è meglio se ti arrangi. La terapia da prescrivere, se 24 ore al giorno. La notte di guardia si declina in vari modi, ricoverare, se fare i raggi, se chiamare un consulente, se attivare da quella in guardia medica a quella del reparto universitario, la sala operatoria che vuol dire mettere in moto una macchina da quella in pronto soccorso a quella in sala operatoria. Ma che prevede almeno 6 persone di cui almeno 3 a casa (2 chirurghi vedere l’alba in pronto soccorso è una costante. Si percepisce ed un infermiere strumentista) nella formazione tipo. Sta tutto a sullo sfondo, dal cambio di luminosità delle finestre, mentre si te. Certo puoi chiedere al chirurgo responsabile dell’équipe di passa dall’edema polmonare del mattino all’incidente in itinere assumersene la responsabilità, ma non va tanto bene. E’ una di quelli che vanno al lavoro in motorino con le strade ghiacciate questione di affidabilità. d’inverno. Ed al mattino seguente dovrai rendere conto di tutto, al A volte te ne accorgi quando la luminosità è già evidente e primario o all’aiuto “anziano” ma in particolare a te stesso, potrai ne sei quasi sorpreso, altre volte hai il tempo di scrutare fuori essere messo di fronte al fatto che non hai fatto abbastanza il nuovo giorno che avanza in mezzo all’aroma del caffè. Non o hai addirittura fatto troppo. Sei condannato a fare “il giusto”. è detto che sia tu a berlo, perché ne hai già buttati giù troppi Sei messo di fronte alla tua prova di professionalità, un esame e lo stomaco si ribella, ma è il classico profumo del mattino, quotidiano per giovani e meno giovani, davanti ai colleghi ed agli che si mescola a quello dei prodotti di pulizia delle sale. Anche infermieri, da cui ad un certo punto ti separerai, e riprenderai questo turno sta per finire ma sembra appena cominciato, sono i vestiti borghesi, ma in testa ti resteranno i pazienti che hai le gambe e gli occhi che te lo ricordano, le prime sono pesanti curato e che si sono affidati a te perché tu sei stato il loro dottore, come la pietra, gli occhi ti bruciano perché in pratica sei in anche se non li hai mai visti prima, ma il vissuto di quella notte piedi da 24 ore, visto che è residuale il tempo che hai dormito vi ha uniti per un tempo limitato in modo diretto ed inscindibile. al pomeriggio prima di andare al lavoro. In sala operatoria se tiri Siamo tutti fatti così noi medici, con piccole variazioni, lo vedo, lo l’alba, chiamato in reperibilità, il tempo è scandito dal cambio percepisco dai discorsi delle 3 di notte chiamato in consulenza al turno: prima gli infermieri, poi gli anestesisti, i chirurghi no, mai, PS, quando ho finito e mi fermo un po’ a parlare prima di tornare quelli restano sempre “lavati“ fino alla fine dell’intervento che in reparto o quando incontro alle 5 il collega della medicina che hanno iniziato. viene in chirurgia a vedersi l’ultimo suo ricovero “in appoggio” E’ una tradizione, una regola non da noi perché ha finito i letti, seguito dal scritta, non detta, si impara fin dall’inizio, Questi medici hanno bisogno corteo dei parenti del malato stravolti da quando si fa ancora in tempo a cambiare una notte da dimenticare. Gli urgentisti della solidarietà strada. Certo se uno ha un problema realmente e costantemente operativi dei loro colleghi, può sempre chiedere il cambio, ma non sono tanti in realtà, statistiche alla in particolare di quelli che non succede praticamente mai, sarà un mano sono in minoranza in ospedale caso. La vita riprende bruscamente al e meno ancora se paragonati alla hanno scelto altre strade, blocco operatorio, comincia alle 7.00 globalità della medicina del territorio perché in un contesto tutta la preparazione per gli interventi o dei distretti, alla odontoiatria ed alla di blocco del turnover che partono dopo le 8.00 nelle altre libera professione. Per questo hanno e delle assunzioni, sale, ortopedia, urologia, oculistica, bisogno della solidarietà di tutti i loro otorinolaringoiatria, e tutte le altre colleghi, in particolare di quelli che loro hanno un’attività chirurgie specialistiche. La chirurgia hanno scelto altre strade, perché in un più usurante generale molo spesso no, quella magari contesto di blocco del turnover e delle è già operativa dalla notte, o stanno ancora pulendo perché assunzioni, loro hanno un’attività più usurante ed esposta ad l’intervento è finito da poco, e può essere un problema per gli errori, questo maggiore impegno dovuto ad una particolare interventi di elezione già programmati in quella sala al mattino. predisposizione d’animo non deve tramutarsi in una condanna, Tu esci stranito e l’adrenalina ti terrà in piedi ancora per un bel deve essere riconosciuto ed adeguatamente considerato, non po’, ma per tutti gli altri sta cominciando una giornata come le solo dalla politica e dalle direzioni, ma anche dagli altri colleghi, altre, ricomincia la vita, le voci, il rumore delle barelle, è il popolo e da tutti i cittadini perché di “quelli della notte” possiamo aver del blocco operatorio. Ti senti un pò distaccato, ed anche quando bisogno tutti e devono essere messi nelle condizioni di lavorare al la gente ti parla ti senti diverso dal solito, poi trovi in spogliatoio meglio delle loro possibilità nell’interesse globale. un collega di un altro reparto che inizia in quel momento e ben Questa solidarietà loro non ve la chiederanno mai, ma io non presto questo conclude il discorso con un: ma và a dormire. Alla mi vergogno a chiederla a voi per loro, ho accettato questo fine dopo le consegne si smonta ma moltissimi vanno a fare prestigioso incarico di presidente apposta. Forse risulterò un un ultimo giro per controllare quello che hanno fatto di notte, pò ripetitivo su certi concetti e me ne assumo la responsabilità magari già in borghese si guardano i primi esami del mattino. ma mi rendo conto che abbiamo a che fare con degli ipoacusici Il distacco è difficile, a volte invece è quasi una fuga, mai un (quelli che ci sentono poco) e quindi continuo su questa strada, passaggio indifferente. La notte è finita, il momento supremo visto che non abbiamo neanche fatto sciopero. della responsabilità, di fare o non fare. E sopratutto cosa. Di notte L’importante è ritrovarsi fra compagni di viaggio, in vite devi decidere da solo, tutto. Certo puoi chiedere a qualcuno, separate ma con le stesse affinità elettive, ed andare tutti nella c’è sempre un telefono che risponde da qualche parte ma in medesima, giusta, direzione.
In ogni caso comunque è previsto un iter procedurale per verificare i disposti legislativi e l’atto dell’interruzione volontaria di gravidanza deve esser eseguito in strutture adeguate e autorizzate e solo su esplicita richiesta della donna. Le considerazioni poi sulla perdita della dignità umana, sull’alleviare il dolore fisico insopportabile, sull’accompagnamento fino all’ultimo respiro, sui casi clinici e sulle esperienze professionali riguardanti i momenti di fine vita ci trovarono in sintonia sulla libertà di scelta in piena coscienza di poter anticipare, in rapporto al proprio vissuto, alle proprie convinzioni e al proprio credo religioso le decisioni sul trattamento di fine vita fino al rifiuto di qualsiasi cura o terapia. Umberto però era oltre, era favorevole a praticare “la buona morte” non considerando l’atto eutanasico come atto a sé stante ma ritenendolo compreso in tutte quelle cure e terapie che devono riguardare non solo la vita ma anche l’accompagnamento alla morte ed era un accanito sostenitore per una legge sulle dichiarazioni anticipate di fine vita. In questo modo il prof. Veronesi ha deciso di andarsene, rifiutando cure che non avrebbero fatto altro che prolungare la sua agonia, accompagnato dall’affetto dei suoi cari che non hanno osato opporsi alle sue volontà. Il tempo cambiò improvvisamente quella notte, cominciò a nevicare in modo così abbondante che ci riportarono alla base della funivia con i gatti delle nevi e dove facemmo fatica a riconoscere le macchine, che avevamo laggiù lasciate, coperte come erano da un manto di neve fresca. Accompagnai il prof. con la mia macchina, dotata di quattro ruote motrici, fino a Courmayer, dove alloggiava, e durante il tragitto ci fu una piacevolissima conversazione sulla natura e sulle bellezze delle nostre montagne. Quando ho appreso che Umberto aveva deciso di “andarsene” rifiutando ogni terapia, rifiutando il cibo e l’idratazione ho ripensato a quella sera, alle sue convinzioni e alla sua coerenza esercitata sia in vita che in prossimità della morte. Non c’è dubbio che la scelta del modo di morire di Umberto Veronesi riaprirà il confronto sulle dichiarazioni anticipate di fine vita e sull’eutanasia non solo nel mondo medico e scientifico ma nelle coscienze e nella morale pubblica dell’intera comunità. Al riguardo sottolineo che il Codice Deontologico Medico nell’affrontare queste tematiche di bioetica sollecita il Medico a non intraprendere accanimenti terapeutici che non hanno più alcun effetto curativo, ma per lo più protraggono sofferenze inutili e, nel respingere il concetto di eutanasia come atto finalizzato a procurare la morte diretta impone a non abbandonare,”perchè non c’è più niente da fare”, ma ad accompagnare all’ exitus i malati terminali con il proprio conforto e con tutte le cure palliative di cui la scienza oggi dispone per alleviare le sofferenze fisiche. Anche se consapevoli che queste come effetto collaterale, a volte, possono anche accorciare i momenti di vita. Ho incontrato altre volte il prof. Veronesi in occasioni istituzionali quando era ministro o professionali come medico e scienziato ma quella giornata è ancora impressa nei miei ricordi, ricordi di un Uomo che non si dimentica!
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Torna l’obbligo delle vaccinazioni ma non in Veneto, per ora Se l’astensione cresce, i bimbi non vaccinati saranno allontanati da nidi e scuole
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econdo i tecnici del Veneto, per le Aziende Ulss dove Si ritiene importante, inoltre, attivare una campagna le coperture vaccinali sono inferiori al 90%, limite di informativa straordinaria per la popolazione generale al attenzione e/o all’85% limite di allarme per il vaccino fine di sensibilizzare sull’importanza delle vaccinazioni esavalente ed il vaccino anti morbillo-parotite e rosolia per la tutela della salute del singolo e della collettività. (MPR), i bambini non vaccinati possono rappresentare Promuovere nei professionisti sanitari la cultura delle un rischio per la salute collettiva, specie all’interno di un vaccinazioni mediante un’adeguata informazione e nido o una scuola dell’infanzia. Così la Regione Veneto formazione. ha deciso che al verificarsi di particolari situazioni Ma soprattuto, la cosa che fa più discutere le persone epidemiologiche il Servizio Igiene e Sanità Pubblica che in questi anni non hanno vaccinato i proprii figli fornirà parere all’Autorità Sanitaria Locale per disporne è il fatto che il nido o la scuola richiederanno all’atto il temporaneo allontanamento o la non ammissione alla dell’iscrizione la documentazione sulle avvenute frequenza ai sensi di quanto vaccinazioni. Tale documentazione previsto dall’art. 117 del D.Lgs n. verrà sottoposta alla valutazione Per iscrivere 112/1998. dell’Azienda Ulss. Toccherà infine i bambini a scuola La delibera regionale indica al Sindaco assumere la decisione una serie di azioni in cinque occorrerà dimostrare di allontanare temporaneamente il punti, che sono state condivise bimbo in questione dalla struttura o di aver vaccinato con la Commissione Regionale di non ammetterlo. Vaccini e sono state presentate Si richiederà, inoltre, la ai Direttori Sanitari e ai Direttori dei Dipartimenti di collaborazione con tutti gli attori del percorso nascita e Prevenzione di tutte le Aziende Ulss. con i Pediatri di Libera Scelta, inserendo il percorso del Sarà importante predisporre accordi di collaborazione recupero dei rifiuti nei Patti Aziendali. tra la Regione del Veneto e gli Ordini Professionali e Queste misure straordinarie si associano ad un le Associazioni Sindacali di categoria maggiormente percorso di gestione di tutto il processo vaccinale con rappresentative per la gestione delle segnalazione di la predisposizione di procedure comuni a tutti i servizi controinformazione da parte degli operatori sanitari. presenti sul territorio.
cOPerture Vaccinali aGGiuState a 24 MeSi Di Vita Per 1° DOSe Di MOrBillO - Varicella Per PrOVince; cOOrte 2013
I genitori percepiscono poco il rischio per i loro figli
La vaccinazione contro morbillo, rosolia, parotite, varicella e meningococco
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I
e ultime rilevazioni nazionali sulle coperture rilevano un trend in diminuzione in tutte le regioni determinato dalla scarsa percezione del rischio da parte dei genitori. I dati dicono chiaramente che non influisce la non obbligatorietà introdotta in Veneto nel 2007, ma una sorta di sottovalutazione generale del rischio dovuto al possibile ritorno di malattie che proprio dai vaccini erano state debellate. Per questo il Veneto ha scelto la strada di stretti controlli sul territorio e della valutazione sanitaria caso per caso di fronte a bimbi non vaccinati. L’anagrafe vaccinale regionale è completamente informatizzata e consente di tenere sotto controllo la situazione, consentendo all’Autorità sanitaria Locale, cioè il sindaco, di intervenire con propria ordinanza di allontanamento temporaneo o di esclusione del non vaccinato dove la situazione del singolo nido o della scuola d’infanzia scenda sotto la copertura del 90%. I vaccini hanno sconfitto malattie gravi e salvato milioni di vite e paradossalmente è stata proprio la scomparsa delle malattie, grazie ai vaccini, che ha allentato l’attenzione delle giovani coppie al problema. Ora, secondo gli esperti, occorre incentivare l’informazione corretta, la scelta consapevole, la presa d’atto che la libertà di ogni individuo finisce dove comincia quella dell’altro e che non vaccinare i propri figli può mettere a repentaglio la salute pubblica in generale, ma soprattutto quella di questi bambini che, non vaccinati, sono più esposti ai rischi.
ntorno alla metà degli anni novanta i livelli medi regionali di copertura contro il morbillo erano circa pari all’80%. In seguito all’attuazione del Programma Regionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita il tasso vaccinale si è stabilizzato, pur con ampie variazioni locali, e ha raggiunto il 93,0% per la coorte del 2009 calando poi per la coorte 2011 al 91%(dato aggiustato). Per quest’ultima coorte la copertura per la prima dose di vaccino per morbillo è dell’87,1%, indicando un ulteriore calo di 1,5 punti. Nel corso dell’ultimo anno si è rilevato un calo per quasi tutte le Aziende Ulss rispetto alla coorte 2012 ad eccezione delle sole Ulss 4, 12, 20 e 21, con quest’ultima che ha rilevato un aumento di 1,8 punti percentuali. Il calo maggiore lo ha riscontrato l’Azienda Ulss 14 di circa 6 punti percentuali. Solo l’Azienda Ulss 21 ha superato la soglia del 95%, le restanti sono tutte al di sotto del 91%. Per quanto riguarda la parotite e la rosolia valgono gli stessi discorsi fatti per il morbillo dato che la differenza è minima. La copertura regionale a 24 mesi per la Varicella è dell’84% (un calo di 1,6 punti percentuali rispetto alla copertura per la coorte 2012 e di 3,8 punti rispetto alla coorte 2011 che avevano registrato, rispettivamente, coperture a 24 mesi dell’85,6% e dell’87,8%) con un minimo del 70,7% registrato nell’Ulss 3 ed un massimo del 96,2% dell’Ulss 21. La rilevazione per il meningococco C a 24 mesi indica una copertura del 90,5% considerando che tale percentuale è data dalla copertura fornita dal vaccino monovalente coniugato e da quella de tetravalente ACWY. Per il pneumococco la copertura per la coorte 2013 è del 84,6% con il minimo dell’Ulss 22 del 76,1% ed un massimo del 94,5% dell’Ulss 1. Complessivamente, il calo registrato per queste vaccinazione è proporzionale a quello descritto per il morbillo, anche in termini di massimi e minimi, indicando un calo generale di circa due punti percentuali.
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L’Aids è ancora tra noi. Fondamentali informazione e prevenzione Occorre informare i giovani riguardo a comportamenti a rischio, promuovere corretti stili di vita
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’Aids l’abbiamo quasi dimenticata ma continua ad esistere. In Veneto solo quest’anno si sono registrati 320 nuovi casi di positività all’Hiv, una dato che dimostra che il rischio di contrarre la malattia è tutt’altro che scomparso. I Rapporti della Sanità regionale indicano che il 77,5% dei casi di Aids si è verificato nei maschi, con un’età media passata dai 33 anni del 1990 ai 47 del 2015. Per le femmine l’aumento dell’età media è stato altalenante, crescendo progressivamente dal 2010 e raggiungendo il massimo di 46 anni nel 2015. Oggi, però, la medicina riesce a combattere il virus e la mortalità nella nostra regione è quasi nulla. “La mortalità a zero negli ultimi due anni – fa notare l’assessore regionale alla sanità Coletto – dimostra come questa malattia, tutt’altro che scomparsa, venga curata al meglio dalle nostre strutture sanitarie che utilizzano le terapie più avanzate a disposizione della comunità scientifica. Curiamo, direi piuttosto bene visto lo stop della mortalità, ma la guardia non va abbassata”. La prevenzione è importante oggi come lo era negli anni del boom di questa malattia. Occorre informare i giovani riguardo a comportamenti a rischio, promuovere corretti stili di vita anche alla luce delle modifiche avvenute negli anni della caratteristiche comportamentali di chi ha contratto il virus. Nel Veneto, all’interno del Piano Regionale di Prevenzione 2014-2018 vigente è attivo un Programma Specifico per i comportamenti a rischio Hiv, ma anche per l’uso di alcol, tabacco e sostanze psicoattive illegali, basato sulla metodologia innovativa delle “peer education”, che si fonda sulla capacità dei ragazzi, opportunamente formati, di trasmettere le conoscenze acquisite a quelli di qualche anno più piccoli.
Allarme dell’Unicef: ogni 2 minuti un giovane si contagia
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gni 2 minuti un adolescente, con molte probabilità una ragazza, contrae l’HIV’’. E’ quanto afferma l’Unicef. Secondo un nuovo rapporto, diffuso nella giornata mondiale per la lotta all’Aids, se entro il 2030 non verranno effettuati ulteriori progressi per raggiungere e informare gli adolescenti, i nuovi casi di contagio da HIV per questa fascia di età aumenteranno fino a 400.000 ogni anno, rispetto ai 250.000 del 2015 in tutto il mondo. L’Aids rimane una delle cause principali di morte fra gli adolescenti: nel 2015 ha causato 41.000 vittime fra i ragazzi tra i 10 e i 19 anni, secondo il settimo rapporto sui bambini e l’AIDS ‘For Every Child: End AIDS’. Il mondo “ha fatto enormi progressi per porre fine all’AIDS, ma la battaglia è ancora lontana dall’essere conclusa, soprattutto per quanto riguarda i bambini e gli adolescenti”, ha dichiarato il direttore generale Unicef Anthony Lake. Nel rapporto viene sottolineato che sono stati fatti considerevoli progressi nella prevenzione della trasmissione materno infantile dell’HIV. Nel mondo, fra il 2000 e il 2015, sono stati evitati 1,6 milioni di nuovi contagi fra i bambini. Nel 2015 sono state colpite 1,1 milioni di persone fra bambini, adolescenti e donne. I bambini fra 0 e 4 anni che convivono con l’Hiv, rispetto a tutti gli altri gruppi di età, avverte l’Unicef, vanno incontro ai maggiori rischi di morte causata dall’Aids, e questi casi sono spesso diagnosticati e curati troppo tardi. Solo alla metà dei bambini nati da madri sieropositive viene effettuato un test per l’hiv nei primi due mesi di vita, e in Africa Subsahariana l’età media dei bambini, che cominciano a ricevere cure e ai quali le madri hanno trasmesso il virus dell’HIV, è di circa 4 anni. Nel 2015 nel mondo erano circa 2 milioni gli adolescenti fra i 10 e i 19 anni che convivevano con l’Hiv. Nell’Africa Subsahariana, la regione maggiormente colpita, 3 nuovi casi su 4 registrati fra gli adolescenti dai 15 ai 19 anni hanno colpito le ragazze.
i Dati Del VenetO Dal 1988 a fine 2015 in Veneto sono state segnalate 12.991 nuove diagnosi da Hiv, con circa 320 nuovi casi l’anno. Dal 1984 a dicembre 2015 i casi di AIDS in Veneto sono stati 3.753, 2.540 dei quali deceduti, pari al 67,7%. Si stima che a dicembre 2015 i casi prevalenti siano 1.200, stante che negli ultimi due anni non sono stati segnalati decessi.
Modalità di trasmissione
Sesso non protetto, fattore di rischio principale
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razie alla prevenzione e al monitoraggio costante negli anni sono andate ad esaurirsi categorie come i soggetti trasfusi, gli emofilici e i bambini, mentre è progressivamente aumentata la trasmissione sessuale che, dal 2011 al 2015 è risultato il fattore di rischio principale. Nei maschi, il rapporto omosessuale ha determinato il 41% delle positività, il rapporto eterosessuale il 27%, l’uso iniettivo di droghe il 3%. Le motivazioni non note sono il restante 29%. Diverso il quadro tra le femmine, il 73% delle quali ha contratto il virus attraverso rapporti eterosessuali, il 3% con l’uso iniettivo di droghe, l’1% attraverso rapporti omosessuali. Il rimanente 28% riguarda le cause non note. Nel totale tra maschi e femmine, i rapporti etero raggiungono il 37% di causalità, i rapporti omosessuali il 32%, l’uso iniettivo di droghe il 3%. Le cause non note sono complessivamente il 28%. Rispetto alla nazionalità dei pazienti, tra il 2000 e il 2015 la quota di stranieri è stata del 30%, con un picco massimo del 46,8% nel 2010. Nel 2015, il 24% delle nuove diagnosi di Adis ha riguardato stranieri. L’assistenza ai pazienti con infezione da HIV in Veneto è affidata ai Centri di Malattie Infettive, dislocati nei capoluoghi di provincia (Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia-Mestre, Verona, Vicenza) e in due altri centri locali (Santorso in provincia di Vicenza e Legnago in provincia di Verona). In questi centri è possibile fare il test per HIV in modo anonimo e gratuito e senza impegnativa del Medico di Medicina Generale, inoltre vengono presi in carico i pazienti con infezione documentata. La privacy dei pazienti è assicurata secondo quanto previsto dalle normativa nazionale (legge 135/90) e regionale e una volta documentata l’infezione, è prevista una esenzione della quota di partecipazione (ticket) che rende le procedure diagnostiche e terapeutiche esenti da pagamento.
Il virus
Non si muore né si guarisce
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e terapie messe a disposizione non sono in grado di eliminare l’infezione e portare a guarigione ma sono in grado di sopprimere completamente la replicazione del virus assicurando la sopravvivenza dei pazienti e la loro qualità di vita comparabile ai pari età non infetti da HIV. Affinché questo avvenga è però necessaria una diagnosi precoce, essendo le diagnosi tardive gravate da un notevole eccesso di mortalità e morbilità. Purtroppo ancora più del 50% delle diagnosi viene effettuata tardivamente influendo negativamente nel raggiungimento degli obiettivi terapeutici; un problema che è legato principalmente alla sottostima individuale del rischio di trasmissione: sottostimando la probabilità di essere state infettate, le persone non si sottopongono al test e giungono alla diagnosi solo in presenza di sintomi severi, che compaiono quando le difese immunitarie sono già molto depresse.
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Crucilibro
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Un libro sotto l’albero E’ sempre una buona idea regalare un romanzo per Natale. Tra le pagine rimangono sogni, promesse e viaggi che coccolano l’anima Lauren Groff
Paolo Cognetti
William Boyd
Giulia Alberico
Lotto, testardo e sognatore
Pietro, un ragazzino in formazione
Amory Clay, primogenita di una famiglia benestante
Lea, maestra quarantenne
Alter Ego
Matilde, sua moglie, bella e austera
Bruno, un ragazzino conosciuto in montagna
Greville Reade-Hill, suo zio e fotografo del bel mondo
Marco, coetaneo che incontra per caso
Location
Un matrimonio perfetto
Le Dolomiti
Inghilterra di inizio Novecento
Roma
I segreti
I genitori di Pietro
I suoi familiari
Stefano, il quasi marito
Intrigo
Per alcuni la vita è sogno. Lotto e Mathilde, il ragazzo d’oro e la principessa di ghiaccio, si conoscono alla fine dell’università e si sposano subito: giovani, bellissimi e innamorati, si avviano verso un destino di felicità
Pietro e i suoi genitori vivono a Milano, dove il papà fa il chimico in “una fabbrica di diecimila operai” mentre la mamma lavora come assistente sanitaria. Appena possibile partono per le montagne. E qui lui conosce Bruno
Amory impara a fotografare dallo zio, un omosessuale londinese ed eccentrico che ha molta influenza su di lei. Suo padre, invece, è un uomo depresso, fallito, che tenta il suicidio in auto mentre lei, ancora giovane, è a bordo
Lea vive da anni con Stefano, che ha incontrato dieci anni prima agli esami di maturità, lui professore universitario e capace letterato, lei laureata ma desiderosa di insegnare ai bambini delle elementari e di dedicarsi alla loro formazione e crescita
Finale
Lotto depone senza troppo dolore le ambizioni da attore e diventa un celebre autore teatrale, e Mathilde è la moglie ideale, la musa silenziosa. Ma basta cambiare punto di vista e la maschera cade. Il fato cala senza pietà e Mathilde è la furia che libera un carico di rivelazioni
Ai piedi del Monte Rosa, dove sembra quasi di toccare il cielo azzurro, avvengono accadimenti i cui temi sono l’amicizia, la montagna con il suo silenzio e la sua natura incontaminata e la necessità di venire a patti con il passato che ancora turba
Amori, amicizie, un matrimonio, molti viaggi, sogni, passioni e tradimenti, fughe, ritorni e rimpianti: fili che si intersecano formando una rete, tanti destini all’interno dell’unica storia collettiva del XX secolo
Insoddisfatta del rapporto con Stefano ad un corso incontra Marco un coetaneo affascinante di cui si innamora ma lui nasconde un segreto. Tutto si spezza per poi ricomporsi diverso e migliore
Cosa dire del libro
Un romanzo di successo con cui l’autrice ha voluto affrontare l’essenziale ambiguità che è sottesa a tutti i rapporti umani
Un libro rivelazione dal respiro dei grandi classici che affronta un tema difficile, quello dell’amicizia tra maschi
Questo romanzo è un carezza, perché Boyd riesce a trattare temi impegnativi con grandissima leggerezza e intelligenza
Una storia intrigante, densa di emozioni e di personaggi a tutto tondo, uomini e donne del nostro tempo
Eroe/Eroina
Co-protagonisti
Leggere
Lauren Groff Fato e furia Bompiani, pp. 459 € 19.00
Paolo Cognetti Otto montagne Einaudi, pp. 208 € 18.50
William Boyd Una dolce carezza Neri Pozza, pp. 463 € 15.30
Giulia Alberico Un amore sbagliato Sonzogno, pp. 476 € 18.00 A cura di Germana Urbani
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Sformatino al radicchio
Brasato di Seitan
Ingredienti per la pasta: 1 uovo - 1 etto di farina. Per il ripieno: 1 cipolla - 2 spicchi d’aglio - 4 cespi di radicchio - un pizzico di: origano, maggiorana, paprika, curry - 100 g di parmigiano.
Ingredienti: ½ cipolla - 1 carota piccola - 1 pezzo di sedano - 200 g di seitan - 100 g di farina bianca di mais - 100 g di farina gialla di mais - 2 C di passata di pomodoro - 2-3 funghi porcini secchi - olio e sale q. b.
Preparazione: preparare la sfoglia, tagliarla a quadrati di cm.18x18. Sbollentarla in abbondante acqua salata e porla ad asciugare su una tovaglia. Lavare il radicchio, tagliarlo a spicchi in verticale, lasciarlo scolare dall’acqua, quindi ungere una teglia con l’olio, porvi l’aglio tagliato a listarelle, le bacche di ginepro, e gli spicchi di radicchio, unire il sale, le spezie e un filo d’olio. Mettere in forno scoperto a temperatura medio alta per circa 40 minuti avendo cura di rigirare 2-3 volte. Quindi frullare. Procedere alla preparazione degli sformatini in questo modo: oliare lo stampino con un pennello, rivestire con il quadrato di sfoglia, sopra a questo stendervi la foglia di radicchio, dentro riempire con la purea di radicchio. Chiudere il fagottino. In una teglia bassa da forno porre gli sformatini, aggiungere acqua quanto basta per poterli scaldare a bagnomaria. Servire rovesciando il fagottino su una salsa di radicchio*. Servire ben caldo. *salsa di radicchio: frullare tre dei cespi di radicchio già cotti, aggiungere panna di soia quanto basta per ottenere una salsina cremosa.
Broccoletti alla fonduta Ingredienti: 2 broccoletti - 100 g di formaggio morbido - 2 C di panna di soia - 1 pizzico di curry - olio e sale q. b.
3 antipasti con astice al prosecco 2 primi piatti con scampati alla busara grigliata e fritto di pesce contorno di stagione
Preparazione: fare ammollare i funghi secchi, pulire, lavare e tagliare tutte le verdure e anche i funghi sottili, fare rosolare in una teglia oliata, unire il seitan, rosolare anche questo da entrambi i lati, quindi aggiungere il pomodoro e lasciare insaporire 5-10 minuti. Tagliare il brasato a fettine, frullare le verdure. Disporre sul piatto la purea di verdure, adagiarvi sopra il seitan e guarnire con le knel di polenta bianca e gialla.
Preparazione: pulire e lavare i broccoletti, sbollentarli per 5-6 minuti in acqua bollente e salata, quindi scolarli, passarli nel piatto da portata, sciogliere il formaggio tagliato a dadini con la panna di soia. Decorare con questa fonduta i broccoletti uno ad uno. Servire ben caldo.
alla Fornace
3 dessert con tartufo gelato 1/4 di ananas fesco pandoro e vino moscato caffè e liquore La serata sarà allietata da Musica dal Vivo, ci sarà la Lotteria ed Estrazioni di Magnifici premi di Capodanno La cena è aperta a tutte le famiglie i bambini a metà prezzo
Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
La Trattoria alla Fornace organizza Grande Cena dell’Ultimo dell’Anno a base di pesce il Menù della serata si compone di:
Carmen Bellin
Via Padana, 198 Statale 11 Riviera del Brenta Malcontenta - Ca’ Sabbioni (Ve) seguici su Facebook La prenotazione avviene presso il Ristorante info 041 932127 cell. 335 5294045 luigifornace@libero.it www.ristoranteallafornace.com
Nota La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
Oroscopo
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Ariete Vi sentirete dinamici, pieni di voglia di fare, di agire, di mettere in cantiere progetti e iniziative. Attenzione però: riflettete!
Toro Sarete un po’ irruenti, e forse gelosi dei vostri affetti. Se ci tenete a qualcuno non pretendere che faccia sempre come dite
Gemelli Dicembre sarà un buon mese per ripristinare la fiducia in voi stessi, per concludere progetti personali e dialogare in famiglia
Dicembre Coccole, riposo, viaggi di relax…Fatevi un regalo che vi restituisca ciò che la via di tutti i giorni vi ruba. E ridete, ridete tanto oltre zie oti n 0 0 0 . 18 na: o z a u t della IVIO PIÙ L’ARCHIO DEL AMP TO! VENE
Bilancia Qualche equivoco complicherà le relazioni interpersonali il mese, però, vi promette anche emozioni intense e speciali
Scorpione Dicembre sarà un mese contradditorio, positivo per certi versi e insidioso per altri, ma nel complesso buono
Sagittario Vi attendono emozioni calde, avvolgenti, che vi faranno sentire come se indossaste un capo morbido, fatto su misura per voi
Cancro
Capricorno
Clima frenetico in questo dicembre che vi offrirà un po’ di grinta solo alle soglie delle festività, godetevi un po’ di meritato riposo
E’ il momento ideale per fare nuove amicizie, oppure per regalarvi una vacanza in giro per il mondo
Leone Bene l’iniziativa ma non si può dire altrettanto delle vicende affettive, sollecitate da alti e bassi e da emozioni rabbiose
Vergine Se desiderate conoscere persone nuove e fare qualcosa di diverso avrete spunti interessanti e occasioni uniche
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Acquario Avrete uno stile meditativo, ma senza dimenticare l’azione, specie in ambito affettivo, dove godrete di magnifici transiti
Pesci Prima delle feste Marte passerà nel vostro segno e vi darà una bella carica di forza e fiducia