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Padova est gen2018 n13

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Sport p.18

p.33

Salute p.27

GENNAIO 2017

Periodico d’informazione locale - Anno XXV n. 13

Cultura p.17

on-line:

di Padova Est

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PONTE SAN NICOLÒ

Internet veloce in tutto il territorio comunale PONTE SAN NICOLÒ

Nuovi rappresentanti per l’istituto comprensivo

Il percorso del tram scatena polemiche tra i comuni Padova ha celebrato lo sblocco di 56 milioni di euro per il finanziamento della linea del tram fino a Voltabarozzo. Perplessità a Ponte San Nicolò servizio a pag 4

VIGONZA

“Vigorun”, esempio di sport e aggregazione VIGONZA

Sicurezza privata e più vigili contro i ladri NOVENTA PADOVANA

Casa di riposo, eccellenza del settore sociale SAONARA

Terna, altri 6 mesi per il progetto dell’elettrodotto SANITÀ

Due ospedali nel futuro del padovano POLITICA

Il 4 marzo si vota: le nuove regole

Sanità veneta: liste d’attesa scandalose! Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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l Ministero ha promosso l’ultimo Bilancio sanitario del Veneto a pieni voti. Zaia, giustamente, ha cantato vittoria parlando di un modello virtuoso. Negli stessi giorni, però, andava in onda sulla Rai la trasmissione Petrolio con un’inchiesta che denunciava alcuni comportamenti inammissibili. In particolare un primario di ginecologia proponeva ad una paziente di saltare le liste d’attesa per un intervento pagnado, a lui, 2000 euro. segue a pag 3

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Videosorveglianza nel territorio di tre comuni L

’ironia vuole che proprio nelle settimane in cui a Ponte San Nix colò, Legnaro e Polverara si celebra il funerale della fusione tra i Comuni, la collaborazione tra i tre paesi a sud-est di Padova porti un inaspettato regalo ai cittadini che si tradurrà in più telecamere per la videosorveglianza nei loro territori già entro la fine del 2018. È di metà dicembre la notizia della conquista di un bando indetto dalla Regione Veneto in materia di sicurezza, alla quale i tre Comuni hanno potuto partecipare in virtù della gestione associata del servizio di Polizia locale, una realtà iniziata nel 2015 e che da allora si è stabilizzata. Il bando, infatti, che va a finanziare l’acquisto di attrezzature di sicurezza, etilometri, autovelox e impianti di videosorveglianza, enunciava tra i requisiti e tra i motivi di innalzamento dei punteggi, proprio il far parte di un’unione di Comuni, di un consorzio tra polizie locali e di convenzioni della gestione associata, proprio come nel caso di Ponte San Nicolò, Legnaro e Polverara programmate per una durata di almeno cinque anni. Inizialmente la durata concordata per l’accordo, sempre rinnovabile, era inferiore, ma è stata innalzata in un secondo momento proprio per sfruttare occasioni di finanziamento come queste. Il progetto presentato per la partecipazione al bando prevede l’installazione, nel territorio dei tre Comuni, di 19 telecamere di contesto da posizionare nei luoghi sensibili. La “regia” delle telecamere sarà posizionata nel Municipio di Ponte San Nicolò, ente capofila, ma si interfaccerà e andrà ad arricchire i sistemi già presenti, compresi i varchi per la lettura targhe lungo la Statale Piovese, tra Roncaglia e San Nicolò, già attivi dal luglio scorso. Il costo complessivo dei nuovi occhi elettronici è di 138 mila euro. Il contributo della Regione si attesta su 50 mila euro, il massimo complessivo previsto dal bando, mentre la quota restante, che ammonta a 88 mila euro, sarà fornita proporzioAndrea Canton nalmente dalle casse dei tre Comuni.

di Padova Est

è un marchio registrato di proprietà Srl di

È prevista l’installazione di 19 telecamere

È un periodico formato da 15 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Ponte San Nicolò, Noventa Padovana, Vigonza e Saonara per un numero complessivo di 14.750 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

Il nostro Governatore non è certo stato a guardare e ha subito presentato un esposto-denuncia alla magistratura sui fatti in questione, rubricando, però, la faccenda sotto la voce “mele marce”. Sarà. La realtà però è che i tempi d’attesa per le principali prestazioni sanitarie sono davvero lunghissime. Oltre un anno per fare una visita oculistica, addirittura di più per qualche piccolo intervento definito di routine. E potremmo andare avanti a lungo con un elenco davvero scoraggiante per i pazienti e i contribuenti veneti. Il problema è un bubbone pronto ad esplodere, se ne parla costantemente da oltre dieci anni e sembra non ci sia modo di risolvere la questione dignitosamente. A questo proposito il Veneto a fine 2016 si è dotato di una legge per il contenimento dei tempi che intercorrono fra la prescrizione del medico di base e l’erogazione della prestazione specialistica. L’obiettivo: dimezzare i giorni d’attesa per visite ed esami che, pur non essendo urgenti, registrano lunghe code nell’accesso. Addirittura si annunciava in quel frangente che i direttori generali che non avessero mantenuto questi obiettivi avrebbero potuto essere rimossi dal governatore Zaia. L’opposizione consiliare e i sindacati sanitari erano critici nei confronti del provvedimento, in quanto a corollario della legge non era stato previsto un nuovo aumento di risorse. L’assessore alla sanità Luca Coletto aveva promesso l’apertura degli ospedali fino alle 23 per almeno tre giorni alla settimana e dalle 8 alle 12 alla domenica e nei festivi. Ma aumentando l’orario d’apertura occorreva aumentare il numero di medici e infermieri. Per farlo occorreva stanziare nuove risorse. Probabilmente non è stato fatto. Ormai la gente è rassegnata: chi ha bisogno di una visita urgente e può permetterselo consulta uno specialista privatamente. Chi non può aspetta affidandosi alla buona sorte. E’ questa la sanità d’eccellenza di cui si vantano i nostri politici?

Redazione: Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >o.jovane@lapiazzaweb.it<

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

Chiuso in redazione il 18 gennaio 2018


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Ponte San . Nicolò

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Trasporti Ricadute nel hinterland patavino

L’arrivo del tram scatena le polemiche Padova ha celebrato lo sblocco di 56 milioni di euro per il finanziamento della linea del tram fino a Voltabarozzo

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’amministrazione comunale di Padova ha celebrato nelle scorse settimane, lo sblocco da parte del Ministero delle Infrastrutture di 56 milioni di euro per il finanziamento della linea Sir 3 del tram di Padova, dalla Stazione a Voltabarozzo. A Ponte San Nicolò, invece, sia la maggioranza che le minoranze hanno accolto la notizia con viva preoccupazione. Ad allarmare non è il tram in sé, quanto la scelta del capolinea, a pochi metri dai confini comunali. Il timore è che si venga a replicare lo scenario di Albignasego, dopo la Guizza, con un aumento del traffico dei pendolari che ogni mattina si recherebbero con

i loro mezzi a prendere il tram per andare a lavorare o a studiare a Padova. La Statale Piovese, che dopo gli anni della crisi sta tornando a registrare un traffico superiore ai 30 mila veicoli giornalieri, rischierebbe un tracollo che neppure le rotonde o altri interventi stradali riuscirebbero a mitigare. Pochi giorni prima di Natale il consiglio comunale ha approvato la mozione a firma di Hussein Bazzi (Ponte San Nicolò Democratico) che chiede all’amministrazione di impegnarsi con ogni mezzo e in ogni sede competente per richiedere che il nuovo tram non fermi la sua corsa a Voltabarozzo, ma prosegua fino

a Legnaro. Si calcola infatti che ogni giorno siano quattromila i veicoli che da Padova si dirigano ad Agripolis, all’Istituto zooprofilattico, all’Istituto di Fisica Nucleare e a Veneto Agricoltura: la prosecuzione del tram toglierebbe dunque un buon numero di auto dalle strade. Anche l’amministrazione comunale di Legnaro si è detta favorevole all’opera, anzi: la richiesta di una modifica al progetto del Sir3 era già stata inoltrata ai tempi della reggenza di Ivo Rossi, nel lontano 2013. Contro la mozione ha votato solo il centrodestra di “Per Cambiare Ponte San Nicolò”, a motivo però di una complessiva avversione al progetto: i consiglieri Marco

Verso le Elezioni 2018 elezioni

ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le prossime Elezioni messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000). PER INFORMAZIONI: tel. 049

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Enrico Rinuncini

Schiavon e Gianluca Zaramella si sono comunque accodati nel sottolineare i rischi per il traffico del capolinea a Voltabarozzo. Il primo cittadino di Ponte San Nicolò, Enrico Rinuncini, invita Padova a continuare la riflessione, aiutato dal fatto che, dopo la caduta di Bitonci e l’arrivo di Sergio Giordani alla guida di Palazzo Moroni, sia ripreso il dialogo tra i due municipi. “Abbiamo già avuto modo di fare le nostre osservazioni nel contesto del Pums, il piano urbano per la mobilità sostenibile. Pensiamo che ormai non si possa più ragionare dentro il solo contesto urbano, delineato dalla circonvallazione delle tangenzia-

li, ma che tali progetti debbano per forza guardare al di fuori, oltre le direttrici delle autostrade. Il tram, anche se ricadesse interamente nel territorio di Padova, avrebbe un impatto molto forte per i Comuni della cintura, per questo è giusto estendere il ragionamento”. Per Rinuncini c’è ancora possibilità di intervenire: “Sarebbe importante riflettere anche sulla tipologia di macchina da impiegare: non è detto che si debba per forza ricorrere alle rotaie, esistono altre soluzioni. Anche per il tragitto di un’eventuale prosecuzione fino a Legnaro c’è modo di selezionare il tracciato più adatto”. Andrea Canton

Internet veloce in quasi tutto il comune

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elle case, e soprattutto nei posti di lavoro del terzo millennio, è ormai importante quasi come luce, acqua e gas. Lo stato di salute di Internet, e dell’Internet ad altissima velocità, nel territorio di Ponte San Nicolò, è costellato da molte luci e da qualche ombra. A metà 2016, dopo alcuni primi passi falsi da parte di altri operatori, venne firmata una convenzione tra l’amministrazione comunale e Tim-Telecom per la cablatura della fibra ottica di tutto il territorio comunale. Già all’inizio del 2017, le centraline della fibra costellavano le vie di Ponte San Nicolò e risolvendo il “digital divide” che interessava soprattutto la frazione di Roncajette e la zona artigianale; la prima ancora sprovvista persino di Adsl, la seconda con connessioni precarie che lasciavano spesso senza linea le aziende. A distanza di quasi un anno, però, ancora alcune strade di Ponte San Nicolò sono provviste di accesso ad Internet veloce. “Sono poche, per fortuna - ammette l’assessore alle nuove tecnologie Marco Bortolazzi - ma abbiamo scoperto che le linee di queste abitazioni transitano ancora per vecchi segmenti di “rete rigida” e non si collegano ai nuovi armadi per la fibra“. Sono interessate, tra le altre, via Antonio da Rio e via Giorgio la Pira. “L’amministrazione, che non è responsabile di questi disservizi, sta facendo ciò che le è possibile per stimolare Tim-Telecom a eseguire ciò che è necessario per far sì che tutti possano avere lo stesso servizio“. A non scontare più problemi di assenza di linea, sono le scuole del territorio: “Prima non funzionavano nemmeno i registri elettronici - osserva Bortolazzi - negli anni del nostro mandato abbiamo cablato con impianti di alta velocità tutte le scuole: mancano solo le elementari di Rio, su A.C. cui interverremo nel corso del 2018“.


Committente Responsabile Antonio De Poli


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Ponte San . Nicolò

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Scuole Elezioni nelle scorse settimane per le rappresentanze alle materne, primarie e medie

Nuovi rappresentanti per l’istituto comprensivo del Comune C

ambio al vertice nel Consi- dei “tavoli di concertazione”, nei glio d’Istituto dell’Istituto quali la scuola, il consiglio d’istiComprensivo di Ponte San Nicotuto e l’amministrazione comulò, realtà che comprende la scuola nale dialogano sui temi di edilizia materna di Roncajette, le primarie e sicurezza, di programmazione e (le vecchie elementari) di San Ni- di questioni socio-ambientali. “Il colò, Roncaglia e Rio, e le due sedi lavoro che ci attende - annuncia della scuola secondaria inferiore Michele Boscaro - è molto impor(le vecchie medie) di San Nicolò tante. A Ponte San Nicolò infatti e di Roncaglia. Le elezioni si sono il consiglio d’istituto è un organo svolte nelle scorse settimane, per molto importante. Rispetto alle un organo che, negli ultimi anni, passate elezioni sono aumentati i ha incrementato le sue funzio- genitori che hanno voluto esprimeni e la sua rappresentatività tra le re il proprio voto. Sono convinto centinaia di genitori con ragazzi che la rappresentanza dei genitori nelle scuole. Eletti consiglieri tra darà un contributo determinate, i genitori Michele Boscaro, Ros- facilitato dal dialogo che già il mio sana Ruzza, Lorenzo Pipinato, predecessore ha sviluppato con gli Alessandro Menon, insegnanti e con il fra le priorità Riccardo Stefani, dirigente scolastico, Massimo Dal Sanil professor Claudio c’è la to e i riconfermati Segato”. “L’attuale realizzazione Francesco Pellicano livello delle nostre e Mihaela Chiorcea scuole, sia per l’ofdi una nuova Ippolito. In quota ferta didattica che mensa alla docenti sono state per la sicurezza delle elette Susi Miazzi, strutture - prosegue elementare Felicia Liguori, LuBoscaro - è di com“guglielmo cia Marchi, Maria provata e assoluta Luccisano, Marileefficienza. Ponte San marconi” na Rizzato, Michela Nicolò è visto, anche di roncaglia Maniero, Simona da fuori, come un otCazzato e Tiziana Quaggiato. Con- timo polo. Per questo, sarebbe belfermato infine Andrea Bassan per lo lavorare per attrarre iscrizioni la rappresentanza del personale anche dai Comuni vicini, lavoranAta. All’interno del consiglio è sta- do per incrementare ulteriormente to eletto come presidente Michele l’offerta che già c’è”. Ci sono anBoscaro, che era stato il più votato che degli spunti sui quali lavorare: tra i consiglieri con ben 133 prefe- “All’elementare Marconi di Roncarenze tra gli 858 voti espressi. Bo- glia manca uno spazio più grande scaro, 43 anni, lavora nel settore per la mensa, mentre la scuola di degli impianti elettrici industriali Rio sarà oggetto di altri lavori aned è padre di tre bambini che fre- nunciati già nel corso dell’anno. La quentano le scuole a San Nicolò. priorità più grande è però quella di Succede così a Marco Cazzin, pre- garantire il medesimo trattamento sidente per due mandati, nel mese per gli studenti di tutte le nostre di dicembre ringraziato per l’im- scuole: dovremo far sì che vengano pegno con una targa che l’ammini- applicati gli stessi modelli procestrazione comunale ha voluto con- durali e impiegate le stesse risorse ferirgli. In questi anni sono stati per tutti i plessi”. Andrea Canton creati in seno al consiglio d’istituto

I NE S A T TIO T I S AFF GE

Sopra Michele Boscaro

Spettacoli teatrali per tutti i gusti alla sala civica, con la rassegna “PonTeatro”

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i anno in anno cresce la rassegna di spettacoli teatrali “PonTeatro”, organizzato in sala civica “Unione Europea” dalla locale compagnia “La Torre”, che coinvolge gruppi teatrali da tutto il Veneto e persino da fuori regione. Due le importanti novità per l’edizione 2018: la prima riguarda un nuovo palco rialzato, che renderà più visibili gli attori in platea; la seconda, invece, è la trasformazione della rassegna in un vero e proprio concorso, con tanto di serata finale e di assegnazione dei premi. Gli spettacoli di quest’anno sono infatti stati selezionati da un ventaglio di 68 compagnie che hanno inviato i video delle loro pièce a “La Torre”. Le cinque com-

pagnie “vincitrici” si esibiranno così dal vivo, il sabato sera, dalle 20.45. Si comincia il 13 gennaio con “La cena dei cretini” portata in scena dal Teatro di Mezzanotte di Pistoia, si continua sabato 27 gennaio con “I promessi sposi” della Compagnia delle Arance di Musile di Piave. “Fila fila, filandera” il titolo dello spettacolo del 10 febbraio con il “Collettivo ricerca teatralea” di Vittorio Veneto. “Cosi è… se vi pare” il 24 febbraio con il teatro Armathan di Verona e infine, il 10 marzo, “La guerra da tre soldi” con la Compagnia Gino Franzi di Verona. Il 23 marzo, ad ingresso libero, uno spettacolo a sorpresa, con la proclamazione A.C. dei vincitori della rassegna.

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Vigonza .

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Vigorun, sport e aggregazione per le strade del paese Nel giro di 4 anni il gruppo è passato da 4-5 amici, a 60 persone

alla fine di ogni martedì i partecipanti si ritrovano per un ristoro finale nel bar del patronatato vicino alla chiesa

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a corsa è la più bella metafora della vita! Ed è questa la frase che racchiude il messaggio dell’associazione sportiva “Vigorun” di Vigonza. Come ci racconta Ivana Perazzin, co-fondatrice: “Sono sempre di più le persone che si avvicinano al mondo della corsa, e ci sono almeno tre buoni motivi per farlo: è salutare, si può correre ovunque ed è uno sport economico.” ivana, ma come si è formata Vigorun? “Il nostro gruppo è nato nella primavera del 2014. Tutto è partito dalla condivisione delle mie esperienze su un social network. Mi ero appena trasferita a Vigonza e postavo sulla mia pagina foto e racconti delle mie corse e tramite una rete di passaparola abbiamo allargato il gruppo, composto inizialmente da 4/5 amici, a circa 60 persone”. Quindi siete tutti degli appassionati del mondo della corsa? “Sì ma non solo. Il nostro gruppo è formato da persone che condividono la passione per la corsa, ma abbiamo diverse tipologie di sporti-

vi: dai camminatori amatoriali ai maratoneti e a chi fa trail e ultra trail running (discipline podistiche molto impegnative)”. Quando vi allenate e dove? “Ci alleniamo tutto l’anno e il giorno ufficiale del gruppo è il martedì alle 20 con ritrovo davanti alla chiesa di Vigonza. Inoltre ci troviamo il giovedì sera con la corsa libera e alcuni di noi, specialmente chi prepara le competitive, partecipa alle marce podistiche anche la domenica. Nei mesi invernali ci alleniamo su 4-5 percorsi, che riteniamo più sicuri perché ben illuminati, invece nei mesi estivi utilizziamo diversi percorsi, ad esempio argine e piste ciclabili. A proposito, abbiamo chiesto al Comu-

ne la possibilità di avere uno spazio coperto, ad esempio l’arcostruttura, che ci permetta di allenarci tranquillamente durante l’inverno”. accettate nuovi iscritti al gruppo Vigorun? “Certo, e siamo ben felici di avere nuovi compagni di corsa. Vigorun non è solo un’associazione sportiva, ma è soprattutto un gruppo di amici che hanno il piacere di praticare dello sport sano assieme. Alla fine di ogni allenamento del martedì ci ritroviamo per un ristoro finale nel bar del patronato. Chiunque voglia unirsi è invitato a iscriversi alla nostra pagina Facebook “Vigorun correre a Vigonza” oppure a venire direttamente a uno dei nostri allenamenti il martedì sera”. Manuel Matetich

In biblioteca alla scoperta della lettura

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bambini conquistano la biblioteca comunale. L’assessorato alla cultura, in collaborazione con l’associazione “Dire Fare Fantasticare”, promuove un calendario di appuntamenti a tema in biblioteca tutti dedicati al piacere della lettura ai bambini. L’iniziativa verrà proposta fino al 12 maggio con diversi appuntamenti in biblioteca in cui gli adulti potranno leggere ad alta voce le storie a bambine e bambini dai 4 ai 7 anni, accompagnati dai genitori. La biblioteca invita chiunque voglia provare a leggere storie ai bambini a proporsi durante gli appuntamenti agli altri lettori volontari. Tutti gli appuntamenti si terranno nelle giornate di venerdì dalle 17 alle 18 e di sabato dalle 10.30 alle 11.30. Le giornate dedicate saranno: venerdì 26 e sabato 27 gennaio, venerdì 23 e sabato 24 febbraio, venerdì 23 e sabato 24 marzo, venerdì 13 e sabato 14 aprile, venerdì 11 e sabato 12 maggio. Per informazioni contattare la biblioteca: 049/8090372 - 328/4236771 - biblioteca@comune.vigonza.pd.it. (m.m.)

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Vigonza .

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Sicurezza Parla l’assessore comunale Rosario Agricola

“Vigilanza privata e più agenti sul territorio contro i ladri” “Vigonza è in balia dei ladri”, “è ora di farci giustizia da soli”, “tanto alla fine i malviventi la fanno sempre franca”

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ono queste le frasi piene di rabbia scritte dai cittadini su Facebook dopo la nuova ondata di furti a raffica che ha travolto l’intero comune. Il continuo susseguirsi di furti non sta creando soltanto gravi danni alle proprietà, ma sta diffondendo un forte clima di disagio, rassegnazione e paura nella cittadinanza. Tra le diverse parti politiche di minoranza, il Partito Democratico ha deciso di andare oltre ai sit-in di protesta e ha chiesto con un comunicato ufficiale 6 domande al sindaco Stefano Marangon, tramite la giovane portavoce Arianna Toniolo. Le domande del PD riassumono le preoccupazioni della cittadinanza che s’interroga sulle strategie che l’amministrazione intenderà adottare per rispondere a questo nuovo “Sacco di Vigonza”. Abbiamo voluto dare la parola direttamente alla persona più qualificata e preparata all’interno del municipio sulla questione furti, cioè Rosario Agricola, assessore alla sicurezza ed ex maresciallo dei carabinieri di Padova. assessore, quali sono le mosse che l’amministrazione ha deciso di adottare per fermare questa man bassa nelle abitazioni? “Devo innanzitutto dire che la nostra amministrazione in 4 mesi è riuscita a rivoluzionare l’attività operativa della sicurezza nel territorio e della vigilanza. Come giunta abbiamo aumentato i vigili da 10 a 11 con l’assunzione di 1 vigile quest’anno, e prevediamo l’assunzione di un’altra persona nel corso del prossimo anno. Riteniamo di fondamentale importanza l’implementazione di “occhi elettronici avanzati”, ovvero di telecamere di videosorveglianza che riescano a vigilare più punti del territorio contemporaneamente. Stiamo preparando un bando comunale per trovare delle ditte competenti che possano aiutarci con questo progetto che prevede il collegamento con l’arma dei carabinieri”. ma crede davvero che queste idee bastino a fermare nuove on-

date di furti? “Per questo che stiamo valutando diverse proposte, come la collaborazione con alcune società di vigilanza privata per sorvegliare edifici pubblici, vie di interes-

se pubblico e zone più sensibili. Abbiamo istituito dallo scorso novembre la figura del vigile di quartiere che sorveglia a rotazione giornaliera tutte le frazioni”. i continui furti fanno monta-

re la rabbia tra la popolazione e molte persone affermano di essere pronte a farsi giustizia da sole. cosa ne pensa? “Credo che la proprietà privata sia personale e il reato predatorio è il più brutto di tutti. Capisco chi cerca di proteggersi con un’arma, ma non condivido questo comportamento. Suggerisco di chiudersi dentro casa la notte, segnalare persone sospette ai carabinieri e dialogare con l’amministrazione comunale sul tema della sicurezManuel Matetich za”.

tutte le misure adottate contro l’inquinamento Torna l’allerta inquinamento nel comune di Vigonza. L’amministrazione si mobilita urgentemente per combattere anche l’inquinamento atmosferico a colpi di ordinanze comunali. Sono già state adottate le misure di contrasto dell’inquinamento atmosferico riguardanti la stagione invernale 20172018. Il provvedimento è scaturito a seguito delle risultanze dei dati della qualità dell’aria rilevati dalla stazione di monitoraggio di Padova Arcella, che ha rilevato il superamento del valore limite per la protezione della salute umana dell’inquinante PM10. L’ordinanza adottata dal sindaco Stefano Marangon prevede le seguenti restrizioni: Il blocco dei veicoli alimentati a benzina “No-Kat” (Euro 0), dei veicoli a gasolio Euro 0, Euro 1 e Euro 2, dei motoveicoli e ciclomotori a 2 tempi immatricolati prima del gennaio 2000 o non omologati ai sensi della direttiva 97/24/EC, esclusivamente nelle strade comunali nelle giornate dal lunedì al venerdì dalle ore 8:30 alle 12 e dalle 15:30 alle 18. Eccezione fatta per: i veicoli alimentati a gpl o gas metano; autobus adibiti al servizio pubblico di linea o turistici, scuolabus, taxi ed autovetture in servizio di noleggio con conducente. E poi: veicoli di trasporto di pasti confezionati per le mense; veicoli al servizio di portatori di handicap, di soccorso, di pubblica amministrazione o che trasportano farmaci, prodotti per uso medico e prodotti deperibili; veicoli con targa estera. Ci sarà inoltre un limite di 19° C (con tolleranza di 2° C) per le temperature medie delle abitazioni e spazi ed esercizi commerciali, ad esclusione di case di cura o riabilitazione, ospedali e case di riposo. Un divieto per tutti i veicoli di sostare con motore acceso, e il divieto di combustione ramaglie. (m.m.)


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Noventa Padovana .

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Nuovi servizi per favorire la natalità Il Comune ha puntato a potenziare l’offerta fornita, con l’ampliamento dell’orario dell’asilo nido e l’avvio di percorsi di welfare aziendale con enti pubblici e società private

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o dicono le statistiche: nel nostro paese si fanno sempre meno figli. Fenomeno che ha la sua ripercussione sulle strutture che si occupano di infanzia. È così per l’asilo nido comunale “Il Giardino” che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con il calo delle iscrizioni. L’amministrazione ha messo in campo una serie di misure per migliorare l’offerta, puntando soprattutto sulla qualità delle proposte educative. Una prima novità riguarda l’ampliamento dell’orario di uscita dei bambini che passa, senza variazione di tariffa, dalle 16:30 alle 18. È stato avviato poi, un percorso di welfare aziendale con realtà attive nel territorio. In sostanza, i lavoratori di aziende convenzionate e i dipendenti comunali potranno usufruire delle fasce di reddito Isee e scegliere il nido come conciliazione ideale delle loro esigenze. Tale beneficio sarà a favore anche delle famiglie non

residenti a Noventa Padovana. A ciò si è aggiunta una campagna di promozione con l’invio di lettere ai genitori dei bambini nati nell’ultimo anno, nelle quali vengono presentate le caratteristiche principali del nido. Le preiscrizioni all’asilo sono aperte fino a metà febbraio prossimo ma sarà possibile iscrivere i piccoli anche in corso d’anno. Così spiega l’assessore alle politiche scolastiche Sofia Tisato: “All’interno del nido ogni azione quotidiana è inserita in un preciso progetto. Le esperienze vengono monitorate, valutate nei risultati e trasformate in occasione di confronto tra le operatrici, i genitori ed il Comune. Il clima è improntato alla massima positività, serenità, collaboratività, solidarietà e tutela del bambino. Le programmazioni sono flessibili e personalizzate, tenendo conto delle diversità sociali e culturali e delle diverse abilità di ciascuno”. Va ricordato che genitori ed educatori si sono

L’assessore Sofia Tisato e l’asilo nido “il Giardino”

impegnati insieme al Comune per salvaguardare il patrimonio di esperienze educative maturato negli anni nell’asilo “Il Giardino”. A queste figure si è aggiunto l’entusiasmo di due giovani educatrici che stanno contribuendo a rendere ancora più piacevole

Il gruppo della Protezione Civile Con decreto del sindaco è stato nominato il nuovo gruppo comunale volontario di Protezione Civile di Noventa Padovana. Le figure individuate sono Nicola Brugnolo, coordinatore del gruppo e Francesco Levorato,vicecoordinatore. Gli altri componenti del direttivo sono Natalino Allegro, Maurizio Celin e Roberto Granziero.

Tanti oggetti smarriti a disposizione dei proprietari L’amministrazione ha pubblicato sul sito internet del Comune l’elenco degli oggetti ritrovati abbandonati sul territorio noventano. Figurano tre telefoni cellulari, un occhiale da vista da uomo di colore nero, una valigetta in tessuto nero contenente un videoproiettore, tre biciclette da donna, un pallone da calcio azzurro in pelle, due scatole con meccano e trenino in legno. Chi fosse interessato può rivolgersi al comando di polizia locale con i documenti comprovanti la proprietà e copia dell’eventuale denuncia di furto o smarrimento fatta all’autorità giudiziaria.

Ordine al Merito a Ingegneri Si è tenuta fine dicembre nella sala dei Giganti del palazzo Liviano a Padova, la consegna dei diplomi dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferiti dal capo dello Stato il 2 giugno 2017. Tra i premiati anche il noventano Vittorino Ingegneri per il prolungato impegno nella difesa e diffusione della cultura veneta. La cerimonia si è svolta alla presenza del prefetto Franceschelli insieme ai sindaci della provincia e alle massime autorità cittadine.

Una laica alla guida del Villaggio Si chiama Lucia Vettore ed è la nuova direttrice del Villaggio Sant’Antonio Già responsabile amministrativo dal 2003, ha assunto il nuovo incarico dallo scorso dicembre. Padovana, cinquantenne, coniu-

gata con due figli, è il primo laico che ricopre tale ruolo, affidato fino ad oggi a figure religiose. L’incarico le è stato conferito dai padri francescani conventuali, responsabili del Villaggio. La decisione è frutto delle riflessioni maturate nel tempo dai francescani, orientate ad attualizzare sempre meglio progetti di corresponsabilità e mutualità con tutte le componenti che credono e

l’ambiente e interessante l’offerta formativa. L’amministrazione sta valutando inoltre l’abbellimento della facciata che dà sulla strada principale, con un progetto di street art in linea con i colori e le forme dell’interno dell’edificio. Eliana Camporese

collaborano alle attività fondate sui valori francescani. La nuova direttrice raccoglie il testimone lasciato da fra Giancarlo Capitanio, da qualche mese economo provinciale, che ha diretto l’opera negli ultimi 11 anni. Lucia Vettore ha conseguito la laurea in Economia e Commercio all’Università Ca’ Foscari di Venezia e, dopo aver esercitato alcuni anni come commercialista e curatore fallimentare, è arrivata al Villaggio S. Antonio dove ha maturato un’esperienza ventennale con crescenti e diversificate responsabilità, fino a diventare responsabile amministrativo. Nel conferire a Vettore l’incarico, il ministro provinciale frà Giovanni Voltan le ha espresso il ringraziamento per il prezioso e competente lavoro svolto da diversi anni e per la disponibilità al nuovo ruolo, che segna un momento decisivo nel rinnovamento del progetto caritativo e gestionale del Villaggio. Il Villaggio S. Antonio è un ente senza scopo di lucro che conta un centinaio di ospiti e una sessantina di dipendenti, oltre a numerosissimi volontari. Si avvale del contributo umano dei frati francescani e delle suore francescane missionarie di Assisi, entrambi presenti nel complesso antoniano con la loro comunità religiosa. (e.c.)


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Noventa Padovana .

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Casa di riposo, fiore all’occhiello del territorio noventano Cambio al vertice dell’Ipab che accoglie 90 anziani non autosufficienti e dispone anche di un centro diurno

P

rosegue il dibattito all’interno dell’amministrazione comunale sull’avvicendamento della presidenza alla casa di riposo di Noventa Padovana. È scaduto qualche settimana fa il secondo mandato del presidente Gilberto Mezzaro. Per l’esponente della Lega Nord Marcello Bano, l’amministrazione non sarebbe orientata a riconfermare il presidente uscente che, secondo il consigliere “ha svolto un lavoro egregio nei due mandati e insieme a tutto il consiglio di amministrazione, ha riportato i conti in attivo”. Bano e il gruppo consiliare di cui fa parte, temono che l’incarico venga assegnato a personalità che non sono in possesso delle competenze necessarie per gestire la struttura per anziani. “Ho chiesto al sindaco un tavolo su cui confrontarci, per parlare del progetto che c’è sulla casa di riposo prima ancora che di nominativi. Non pretendiamo ad ogni costo di mantenere il presidente uscente Mezzaro, ma chiediamo di prendere in considerazione figure che abbiano professionalità e competenze specifiche”. Anche Riccardo Celin, esponente del Movimento 5 Stelle, elogia il lavoro di Mezzaro e la gestione portata avanti in questi anni: “la casa di riposo è un vero fiore all’occhiello di Noventa, ma anche a livello regionale. Si presenta in utile, ha fatto molti investimenti tecnologici e nel digitale, utilizza pc e tablet. Tra le ultime innovazioni figura l’installazione di carri ponte trasportatori sul soffitto, per sollevare gli anziani e movimentarli, dando un importante supporto agli operatori e diminuendone gli infortuni”. Il sindaco Luigi Bisato dal canto suo riferisce che i nominativi per la scelta del nuovo presidente, saranno proposti anche dalle minoranze e che sarà necessaria qualche settimana per arrivare alla decisione finale. Altro nodo da sciogliere riguarda gli spazi, nel complesso della casa di riposo, a disposizione da trent’anni dell’associazione scout. Secondo alcuni, la casa di riposo rivendicherebbe quella porzione di stabile per poterne disporre, in caso di bisogno, a favore della struttura stessa. Il Comune invece sarebbe orientato, dopo la sistemazione, a rendere i

locali nuovamente disponibili per gli scout. La casa di riposo, che è una Ipab - Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza, è stata rinnovata, e oggi si presenta come un moderno centro servizi. La struttura è in grado di accogliere 90 anziani non autosufficienti e dispone di un centro diurno, sempre per non autosufficienti, per un’ospitalità giornaliera di 20 anziani con servizio di trasporto

Profughi, è allarme alcol

a domicilio. La nomina del nuovo presidente, come quella dei 5 consiglieri che compongono il consiglio di amministrazione spetta al Comune. Gilberto Mezzaro, 72

anni è al suo secondo mandato. Ha responsabilità all’interno dal 2004, prima come consigliere e dal 2008 come presidente. Eliana Camporese

Continuano, secondo il consigliere esponente della Lega Nord, Marcello Bano, le segnalazioni di alcuni cittadini sul consumo di alcolici da parte degli ospiti dell’hotel Paradiso nel parco di via Salata, quartiere Oltrebrenta. Per questo il gruppo consiliare di cui fa parte, “Noventa in Buone Mani”, ha proposto una mozione per vietare l’utilizzo e il consumo di alcolici e superalcolici all’interno del parco. La mozione è stata approvata, con alcuni emendamenti, anche dal gruppo di maggioranza “Bisato Sindaco - con Noventa”, che ha puntualizzato come, relativamente al decoro ed alla sicurezza urbana del parco, manchino riscontri oggettivi rispetto al quadro dipinto dalla minoranza. Secondo Bano, che ha chiesto al sindaco un’ordinanza, le pene pecuniarie nei confronti di chi assume un atteggiamento non consono in un’area frequentata anche da bambini e anziani, sono misure inadatte in quanto le persone multate non avrebbero possibilità di pagare. Sarebbero indispensabili 3 provvedimenti: l’affissione di cartelli in più lingue, riportando il divieto di consumare alcolici; la distribuzione, da parte della cooperativa che gestisce l’accoglienza, di volantini con regole e modalità della ‘convivenza civica’. Infine, nei casi di infrazioni, l’introduzione del provvedimento di allontanamento, cosiddetto Daspo urbano. Questa misura è considerata percorribile anche dalla maggioranza, che ha sottolineato come spetti al sindaco e non al consiglio decidere se emettere un’ordinanza su tali aspetti. (e.c.)


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Saonara .

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Elettrodotto, altri sei mesi per presentare il progetto La richiesta di proroga di Terna, nasce con l’obiettivo di accogliere le richieste pervenute da parte di enti ed amministrazioni

T

erna ha chiesto tempo al Ministero dell’Ambiente: per la precisione altri centottanta giorni, vale a dire sei mesi. La società incaricata di elaborare e portare a termine il progetto del nuovo elettrodotto areo tra le stazioni elettriche di Dolo e Camin, il cui percorso dovrebbe passare a fianco dell’Idrovia, intende utilizzare questa proroga, prevista dal normale iter procedurale dell’opera, per produrre nuova documentazione utile allo studio di impatto ambientale. La società ha affidato le spiegazioni sulla sua nuova richiesta ad un comunicato ufficiale: “L’istanza di proroga nasce con l’obiettivo di meglio rispondere alle richieste di integrazioni e alle osservazioni pervenute nell’ambito del procedimento di Valutazione di

Impatto Ambientale da parte degli enti e delle amministrazioni coinvolte dall’iter autorizzativo” vi si legge tra l’altro “I sei mesi di tempo richiesti consentiranno inoltre di effettuare le dovute analisi e, conseguentemente, ottimizzare la compatibilità ambientale e territoriale dell’opera. Questo conferma la volontà dell’azienda di procedere nella progettazione e realizzazione delle proprie opere con un approccio di dialogo, ascolto e confronto con il territorio”. La novità è stata accolta con favore e speranza da amministrazioni locali e comitati civici, che da anni caldeggiano un nuovo progetto dove i cavi corrano sotto terra, e non sui tralicci. Anche la Regione Veneto ha chiesto a Terna di valutare

i comitati civici non sono intenzionati a mollare. Sono già partiti ricorsi contro le installazioni aeree previste

l’“alternativa interrata”; in questo momento però è ancora presto per capire se l’intervallo di tempo richiesto da Terna porterà alla elaborazione del progetto alternativo”. Intanto i comitati non si fermano e iorganizzano sia in riviera del Brenta che nel padovano ricorsi contro il progetto aereo dell’elettrodottto che da Fusina porta a Camin. Patrizia Rossetti

Una palestra lungo l’idrovia

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’ è una nuova palestra in paese, non al chiuso ma tra il verde; e accanto le scorre l’Idrovia. 12 nuovi apparecchi per il fitness sono stati collocati sull’argine, lungo il “percorso vita”: sono tutti in acciaio inossidabile, quindi resistenti alle intemperie, e completi di schede che contengono le istruzioni per eseguire correttamente gli esercizi, indicando inoltre quali muscoli sono interessati da ogni particolare tipo di allenamento. Chi desideri allenarsi quindi può farlo all’aria aperta e tra il verde. Il progetto è frutto della collaborazione tra gli assessori Alessandro Toninato e Simone Bettin. I nuovi attrezzi da palestra sostituiscono i vecchi strumenti in allenamento di legno, collocati lungo l’argine ormai una decina di anni or sono e deteriorati dallo scorrere del tempo, dall’esposizione alla pioggia e al sole, e purtroppo anche da qualche atto vandalico. Il costo totale dell’impianto ammonta a 29.000 euro, coperti per il 70% da un contributo regionale e per il restante 30% da risorse comunali. Tutto il percorso per gli allenamenti è inoltre illuminato, risultando così fruibile anche nelle ore serali.(p.r.)

Un nuovo club degli scacchi in biblioteca

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ona alla mente capacità logiche, potenzia la memoria, sviluppa persino la creatività: il gioco degli scacchi, che forse sarebbe più appropriato chiamare arte, è approdato per la prima volta a Saonara con l’apertura di un circolo scacchistico presso la sede della biblioteca civica “Marco Polo” di via Roma. Il nuovo club rappresenta una sede distaccata del gruppo scacchistico “Guido Cortuso” di Padova, attivo da moltissimi anni in città, e l’idea di “trapiantarlo” nel paese dei vivai appartiene al vicesindaco e assessore alla Cultura Elisabetta Maso. L’iniziativa ha coinvolto anche i giovanissimi: l’istruttore e vicepresidente del circolo scacchistico di Padova, Giancarlo Sanavio, nelle scorse settimane ha infatti svolto alcune presentazioni agli alunni delle scuole elementari e medie di Saonara e Villatora. Sempre ai ragazzi tra i 7 e i 14 anni, è stato rivolto il primo corso per apprendere le dinamiche del gioco, iniziato in biblioteca alla fine di gennaio. “L’attività nelle scuole è stata capillare, e l’iniziativa molto apprezzata” spiega Giancarlo Sanavio. “Il gioco degli scacchi è utilissimo in età formativa, tanto che nel 2012 l’Unione Europea ne ha raccomandato l’insegnamento nelle scuole, e in Spagna ad esempio viene insegnato alla pari con le altre materie scolastiche”. “Già da qualche anno avevo in animo di realizzare questo progetto - dichiara Elisabetta Maso - e ora ho trovato la possibilità di farlo concretamente. Il nuovo circolo scacchistico ha intenzione in futuro di organizzare delle competizioni, magari anche a livello internazionale, che potrebbero svolgersi nella nostra nuova sala civica, particolarmente adatta a questi scopi”. Il neonato circolo saonarese conta già alcuni iscritti, ma ovviamente punta alla crescita: chi fosse interessato ad entrarvi può rivolgersi per informazioni alla biblioteca di Saonara. (p.r.)


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Provincia .

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Il personaggio L’ottantenne di Este Francesca Verdolin si racconta

Domatrice di elefanti e orsi “la mia vita straordinaria” U

na vita segnata da mille peripezie eppure sempre vissuta fino in fondo. Tanto dolore ma anche il coraggio di ripartire e ricominciare. La storia di Francesca Verdolin, 80 anni, atestina, è una di quelle che vale la pena raccontare. “Nel 1956 conobbi un domatore danese che lavorava nel circo di Orlando Orfei e me ne innamorai. Dopo un mese ci sposammo: all’inizio solo civilmente, perché lui era di religione protestante e per il matrimonio dovevamo attendere il permesso

non ancora ventenne si innamorò di un domatore danese e iniziò a girare il mondo con il circo, nel 1968 donò alla sua città due orsi. ripartì da zero dopo la morte del marito, ucciso da un leone dal Vaticano. Non avevo nemmeno vent’anni, ma Este mi stava stretta. Lasciai tutto e iniziai a girare il mondo con mio marito”. Nel 1968 il circo, all’epoca in Brasile, fa arrivare dalla Danimarca due cuccioli di orso per un nuovo numero. Gli animali, però, restano bloccati alla frontiera per una ventina di giorni e quando vengono consegnati è troppo tardi per addestrarli. “Non sapevamo cosa farne, così ho deciso di donarli alla mia città natale” spiega Francesca. E’ il 1968 e nella parte superiore del castello carrarese viene allestita una gabbia attrezzata per accogliere i due orsi, che diventano una delle attrazioni principali del parco. Finché qualcuno comincia a temere che la collocazione non sia delle migliori per il loro benessere e opta per il trasferimento in Trentino. “Facevano cuccioli ogni anno, segno che non soffrivano affatto, ma hanno deciso così. Io ho adottato uno di questi cuccioli, Lisa, e l’ho cresciuta con me in Brasile. Mi voleva un bene dell’anima, la notte la chiudevo in bagno ma lei si liberava e veniva ad accucciarsi ai piedi del mio letto. Purtroppo, quando è diventata troppo grande, ho dovuto regalarla”. Il 2 giugno 1969 a Ceci-

na, in provincia di Livorno, durante le prove di un numero, un leone azzanna il marito di Francesca alla gola, uccidendolo. A 32 anni lei rimane sola con due figli da mantenere, ma non si perde d’animo. Si adatta a svolgere diversi lavori, trova un nuovo compagno e impara ad ammaestrare gli elefanti del circo. Nel 1978 subisce un arresto cardiaco. Trascorre molti giorni in ospedale e si salva, ma ha bisogno di una sistemazione più stabile e tranquilla. Torna dunque a Este e inizia

La giovane Francesca Verdolin durante uno spettacolo con l’orso al circo

a lavorare come donna di servizio presso la casa di una famiglia facoltosa. Nuovi lutti la colpiscono negli anni: vengono a mancare due dei tre figli e l’amato nipote, ma Francesca ancora oggi, mentre mostra le sue tante foto ricordo, non perde il sorriso. “Il bilancio della mia vita è comunque positivo” dice. Davide Perrmunian

Due ospedali da 900 posti nel futuro di Padova

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adova avrà un nuovo ospedale. Anzi, due. Finalmente, dopo un decennio di proclami e false partenze, arriva l’intesa tra Regione e Comune di Padova sulla costruzione del “Nuovo Policlinico” nell’area di Padova Est e alla riqualificazione dell’attuale ospedale di via Giustiniani. Un’operazione valutabile in circa 700 milioni di euro complessivi d’investimento (circa 500 per il nuovo ospedale e circa 200 per il Giustinianeo), che porterà a realizzare novecento posti letto ad altissima specializzazione nel nuovo Policlinico a Padova Est e altri novecento, con funzioni diverse e non sovrapposte, all’attuale nosocomio, opportunamente riqualificato. Tra i particolari dell’accordo sottoscritto da Zaia e Giordani, spicca la cessione gratuita delle aree di Padova Est dal Comune di Padova alla Regione, l’impegno della Regione alla riqualificazione del Giustinianeo con la cessione al Comune di Padova delle aree che verranno liberate e bonificate per realizzare il Parco cittadino delle Mura, il mantenimento della qualificazione di

struttura pubblica dell’attuale sede dell’Istituto Oncologico Veneto, che eviterà così eventuali manovre speculative, l’impegno condiviso a non realizzare strutture con funzioni sanitarie sovrapposte. Salvo imprevisti, il nuovo Policlinico di Padova sarà realizzato in circa otto anni, dei quali circa 3 di pratiche burocratiche e di progettazione. Poi toccherà alle ruspe. L’accordo specifica anche che “i contenuti sanitari dei due ospedali saranno complessivamente destinati a soddisfare i bisogni dei cittadini padovani e del restante territorio sia regionale, che nazionale, che internazionale, e saranno definiti dalla Regione, evitando sovrapposizioni e duplicazioni non funzionali all’assistenza”.


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Provincia .

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Più colore e più vita dietro le sbarre Ricreati gli spazi in carcere a Padova: “Abitare Ristretti” coinvolge studenti e fa lavorare i detenuti

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no spazio rinnovato, ripensato, colorato, questo e molto di più è il progetto Abitare Ristretti, presentato alla Casa di Reclusione di Padova dalla Cooperativa sociale AltraCittà, che gestisce laboratori di lavoro per 27 persone detenute e la biblioteca d’istituto, una realtà attiva da 20 anni accanto a Ristretti Orizzonti/Granello di Senape, che invece segue la redazione della rivista Ristretti Orizzonti, il Centro di documentazione Due Palazzi e il TG Due Palazzi. Abitare Ristretti nasce come un progetto condiviso e concreto, pensato per trasformare una parte del luogo di pena in uno spazio multifunzionale, dove coesistono attività culturali, attività di lavoro, di informazione e formazione. Un modello nel quale i diversi elementi della rieducazione e del recupero si integrano. Un’esigenza conseguente all’aumento delle persone detenute impegnate nel lavoro, in pochi mesi si è passati da 12 a 27 detenuti, per questo AltraCittà ha pensato

Due immagini dei lavori eseguiti all’interno del carcere Due Palazzi con “Abitare Ristretti”

di creare un workshop che coinvolgesse anche gli studenti universitari, che hanno ascoltato le esigenze di chi questi spazi li vive ogni giorno, li utilizza. A guidare i ragazzi in questo confronto e studio progettuale Marella Santangelo, docente di architettura all’Università di Napoli, poi la sociologa Viviana Ballini, con la collaborazione del progetto Gangcity dell’Università

e il Politecnico di Torino. Dalla carta si è passati nel giro di pochi mesi ai fatti. Sono caduti 15 muri, sono state tinteggiate sbarre e finestre con colori vivi come il giallo e il bluette, costruiti mobili per la biblioteca, ampliato le zone dedicate al lavoro. I cambiamenti più importanti hanno interessato in particolare il laboratorio, dove si confezionano ed assemblano materiali per la Fischer Italia, che

collabora con AltraCittà dal 2014. I detenuti, che hanno scelto di impegnarsi nelle attività, sono entusiasti “Passiamo qui 4 ore e mezza al giorno – spiegano – facciamo tutto manualmente, i prodotti di rilegatura e cartoleria vanno poi venduti, questi invece sono parte delle bottiglie di maraschino, che realizziamo manualmente: arriviamo fino a 1600 pezzi al giorno”. I detenuti

si dividono in turni, ognuno di loro si sta specializzando in un settore, che potrebbe diventare una risorsa a pena compiuta. Ma per il momento è un modo per impegnare il tempo, imparare, sentirsi utili. Oltre alla Fisher Italia a questo progetto ha dato un contributo il Colorificio Ard-Fratelli Raccanello spa, come sponsor tecnico e supporto nella fase di ristrutturazione. Il progetto AbitareRistretti non finisce con questo primo ampliamento e ristrutturazione, sono altri i passi necessari. La Polizia Penitenziaria ha proposto la progettazione di un “padiglione autonomo” sul modello dell’esperienza delle carceri spagnole, con un padiglione autonomo per le persone detenute che lavorano e sono attive nell’area, con un sistema di videosorveglianza. Tutto il progetto è un work in progress che si può seguire sul sito www.abitareristretti.it, dove si possono vedere le fasi dei lavori e leggere i contenuti scritti nel blog da detenuti e volontari.

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Cultura .

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La luminosa “anima” del porfido Oltre 2.500 visite alla mostra personale al centro culturale San Gaetano dello scultore Francesco Rampin che ha dedicato il suo lavoro artistico all’incontro fra la pietra, il colore, la luce e l’interazione coi metalli

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uaranta sculture in porfido portano un tocco inedito di colore e luce al centro culturale San Gaetano a Padova hanno richiamato ben 2.500 persone. Un risultato più che lusinghiero per la mostra “La pelle del porfido” con le opere dello scultore Francesco Rampin, artista di Casalserugo. Nell’ampio e luminoso atrio del centro Altinate l’esposizione ha portato all’attenzione del grande pubblico le sculture realizzate negli ultimi sette anni da Rampin ed è arricchita da un’installazione che ricrea l’atmosfera dello studio dell’artista. Rampin, classe 1948, inizia la sua carriera artistica con la pittura, in cui si distingue per l’uso sapiente del colore. Per le sculture usa il porfido e il ferro, materiali che conferiscono iridescenze enigmatiche, invitando lo spettatore a guardare le opere da vicino, girandovi intorno, per cogliere i giochi di luce e le diverse sfumature di colore. E’ una scultura

dal forte impatto visivo, nel solco dell’artista rumeno Costantin Brancusi. In alcuni casi il ferro penetra la struttura del monolito creando un amalgama armonioso. In altri invece l’intelaiatura in ferro e la pietra danno origine a due strutture diverse, quasi una scultura nella scultura: è il caso di “Lancia” in cui l’armatura è un’opera a sé stante che vive di vita propria. In altre opere il legno e il marmo si compenetrano, si ´feriscono`, si toccano sensualmente o sono in equilibrio, come in Giocoliere dell’universo e in Giocoliere del Mare. Nel suo Albero della Vita le grandi foglie sono ancorate ai rami da esilissimi fili, facendo acquistare alla composizione una leggerezza e poeticità non comuni. «E’ stata una grande emozione esporre al San Gaetano e raccogliere le impressioni dei visitatori. - afferma Rampin - Rivolgo un speciale ringraziamento a mio figlio Matteo che, in qualità di architetto, ha

Le leggi razziali a Padova Per le “Giorno della Memoria” il Comune di Padova propone alle Scuderie di Palazzo Moroni la mostra “Padova. Le leggi razziali. Lo sterminio”, ideata da Giuliano Pisani e curata da Giorgio Biasco e Mario Jona. L’esposizione è aperta fino al 4 febbraio e ricorda il dramma della discriminazione antiebraica, preludio delle persecuzioni e dello sterminio.

Mannarino sperimenta sul palco con “L’impero crollerà” Dopo un tour legato all’uscita di un album, Mannarino si ritaglia uno spazio live di sperimentazione. “L’impero crollerà”. Mannarino, torna sul palco con un nuovo lavoro pensato per una dimensione “più intima” e per offrire uno spettacolo inedito al pubblico che continua a seguire la sua evoluzione. La parola impero è presente in varie canzoni. È un simbolo ma anche una metafora, è anche quel luogo immaginario che fa da sfondo a molte delle sue storie. Appuntamento a Padova al Gran Teatro Geox il 29 marzo.

Venditti a Padova l’8 marzo Sul palco del Geox Antonello Venditti verrà affiancato da una vera e propria Superband di musicisti. Appuntamento a giovedì 8 marzo 2018. In occasione della Giornata Internazionale della Donna e del proprio compleanno, Venditti terrà al Gran Teatro Geox di Padova uno speciale concerto dal titolo “Viva le Donne”, con gli storici successi del suo repertorio. Sul palco per l’occasione, unica nel suo genere, Venditti verrà affiancato da una vera e propria Superband di musicisti.

L’artista Francesco Rampin al centro Altinate a Padova con una sua opera

saputo creare una installazione che ha dato risalto alle opere e ha conquistato lo spazio immenso (900 mq) del Centro Culturale San Gaetano creando una atmosfera museale. Questa mostra per soddisfazione e gratificazione conquista il secondo posto de-

gli eventi più belli della mia vita, ovviamente dopo la nascita dei miei figli. La riuscita della mostra era palese nello sguardo emozionato, dove si vedeva la luce brillare negli occhi dei visitatori quando incrociavano la luce dei colori e delle forme. Grazie anche

agli altri miei figli Luca, Marco, Elisa, Alice, mio nipote Alessandro e sopratutto mia moglie che mi hanno aiutato a realizzare la mostra. Un’esperienza che mi ha arricchito molto e che porterò sempre nel cuore. Sono rimasto molto colpito anche dalle testimonianze lasciate dai visitatori, che ringrazio uno ad uno». Ad esempio uno di loro ha scritto: “solo uno spirito nobile, un animo aperto, un cuore grande può coniugare con sapienza materiali così diversi e donare forme, immagini, sensazioni e visioni che si avvicinano alla natura e alle sue forme. La ricerca è profonda e l’esperienza dell’artista permette al visitatore di coglierla e di assaporarne gli aspetti più intimi ed umani fusi in un tutt’uno con la materia elaborata scientemente e coscientemente”.

Professione fotografo: “In ogni scatto c’è una parte di me” Bisogna osare, se ti poni dei limiti rimani sempre e solo dietro a una fotocamera. Oggi chiunque fotografa qualunque cosa della propria vita. Le foto invadono i dispositivi digitali e quasi mai vengono sviluppate. Molti giovani credono che basti questo a costruire un giorno una professione. Ma non è così. Stefano Sturaro, titolare dello studio fotografia gFproduzioni di Conselve, ha iniziato a fotografare a 17 anni, colpito dai colori della natura e dall’intensità emotiva del bianconero. “La pellicola – ricorda il fotografo - è stata una gavetta importante: fino al 2004 ho fotografato solo con 35mm e medio formato. Molti giovani oggi acquistano subito la reflex digitale di fascia alta per sentirsi già al pari di un professionista. La tecnologia aiuta, ma può anche tradire: saper catturare la luce con otturatore, diaframma

e iso è un allenamento mentale. L’analogico è scuola, e anche oggi propongo alcuni servizi a pellicola”. Dalla natura al giornalismo, e poi al settore dei matrimoni, il passo è stato breve: Stefano adora fotografare in mezzo alla gente tanto che i suoi reportage nel sociale hanno prodotto importanti mostre pubbliche. Ma il settore per cui lo studio è ormai un riferimento nella zona sud di Padova sono i matrimoni. “Certo il cuore del nostro lavoro – spiega Sturaro – sono le coppie di futuri sposi. Per loro lavoriamo a 360° con la massima priorità, e ci spostiamo in tutto il Nord Italia, soprattutto in Veneto. Io sviluppo un progetto attorno a ogni una coppia, non corro dietro al singolo scatto. Così per altri progetti: -i clienti apprezzano il metodo di lavoro

e il mio stile artistico. Ma ci occupiamo anche di fotografia di famiglia, riprese sportive anche con service di stampa, riprese di eventi locali con photoshooting e broadcasting video”. In un’era dove il digitale ha invaso la vita quotidiana, affacciarsi al mestiere di fotografo professionista implica una calibrata miscela di capacità tecniche, formazione, creatività e iniziativa. “Ma non basta – ricorda Stefano – è fondamentale essere imprenditori saper gestire un’attività e sviluppare un brand; altrimenti la fotografia rimane una passione. Ma le opportunità ci sono, l’importante è specializzarsi per distinguersi ed emergere. E poi, se lavori bene, sono i clienti a premiarti, con recensioni positive!”. Visitate il sito e vedrete! https://www.grandeeffe.it


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Sport .

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Pallanuoto A febbraio in vasca

I giocatori del Team Euganeo da febbraio impegnati nel campionato in serie D

Sogna ancora la C il Team Euganeo R

iparte dalla serie D l’avventura del Team Euganeo. La squadra atestina di pallanuoto, retrocessa dalla C, tornerà in vasca a febbraio. “Questo sarà un anno di transizione: stiamo lavorando per ricostruire un gruppo che rispetto alla scorsa stagione ha perso pedine importanti” spiega il dirigente Giuseppe Guarini. Per motivi di studio o di lavoro, infatti, alcuni ragazzi si sono ritirati. Il regolamento, inoltre, impone di dare largo spazio alla linea verde: di conseguenza a scendere in acqua sarà una compagine ampiamente composta da giovani, compresi quelli dell’under 20, con qualche veterano a fungere da collante e guida dello spogliatoio. Tra questi Alvise Ferro, confermato nel ruolo di capitano, e l’allenatore-gioca-

tore Alberto Turra. “Non abbiamo grandissime aspettative, nel senso che sarà molto difficile per il momento ambire a una nuova promozione. Per poter puntare al ritorno in C credo ci vorranno almeno due o tre anni. Adesso vogliamo far crescere i nostri giocatori e piano piano migliorare l’alchimia della squadra”. Ciò ovviamente non si tradurrà in una resa incondizionata agli avversari: “Cercheremo sempre di dare il massimo. Ci stiamo allenando duramente per farci trovare pronti già dall’inizio del campionato”. Viene spontaneo chiedersi cosa non abbia funzionato lo scorso anno, quando il Team Euganeo non è riuscito a evitare l’ultimo posto in classifica con una sola vittoria all’attivo. “Abbiamo forse pagato la preparazione non

L’allenatore turra: “intanto pensiamo a fare bene in serie D, per poter puntare alla promzione servirà un impegno di qualche anno, intanto facciamo crescere gli atleti”

ottimale. La pallanuoto è uno sport dove anche nelle categorie inferiori è necessario essere al top della forma fisica, altrimenti è difficile restare lucidi durante le fasi di gioco. Poi in trasferta disputavamo le partite su campi grandi, a cui non eravamo abituati. Abbiamo incontrato squadre blasonate formate anche da giocatori con un passato nei maggiori campionati nazionali e società che hanno bacini d’utenza di centinaia di atleti” è l’analisi

di Guarini. “Il girone d’andata ci ha visti andare in grande difficoltà. Abbiamo lottato di più nella seconda parte, riuscendo a far soffrire in casa nostra avversari contro cui in precedenza avevamo perso malamente, ma non è bastato per raggiungere la salvezza”. La prima squadra si allena due volte a settimana per due ore ciascuna: una è dedicata al nuoto puro e semplice, una alla tecnica. Ferro e compagni hanno già avuto modo di testare la propria condizione in alcune amichevoli. Lo scorso dicembre il Team Euganeo ha organizzato la prima edizione del memorial “Antonio Crivellaro”, dedicato al giovane pallanuotista scomparso nel 2005 per un tragico incidente. Nel corso del torneo la compagine atestina ha affrontato sfide di livello conquistando il quarto posto e mettendo in evidenza un discreto stato di forma. A differenza della scorsa stagione, quando le partite casalinghe erano ospitate nella piscina di Sant’Urbano, dotata della profondità richiesta dalla serie C, quest’anno i “leoni” potranno giocare di nuovo a Este. Davide Permunian

Pallacanestro Redentore le vittorie danno la carica

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rosegue in modo positivo il cammino della Pallacanestro Redentore nel campionato regionale di serie D. La squadra allenata da coach Fabio Baù (in foto) è arrivata alla sosta natalizia con un bilancio complessivo di sette vittorie e sei sconfitte, che ha fruttato un totale di 14 punti: quanto basta per restare in piena corsa per ottenere un posto ai playoff. Analizzando più da vicino l’andamento della compagine atestina si nota come capitan Roin e compagni abbiano perso quasi sempre contro avversari che li precedono in classifica (eccezion fatta per l’impresa compiuta superando 73-57 il Peschiera del Garda secondo nella nona giornata) e abbiano allo stesso modo battuto quasi sempre formazioni che occupano posizioni inferiori (tranne la Scuola Basket Polesine, contro la quale è arrivato nella terza giornata un brutto ko esterno per 78-74). Buona parte dei successi è giunta in volata, segno che i biancorossi sanno soffrire e sono maturati molto rispetto alla passata stagione nella gestione dei finali di partita. D’altro canto per dare corpo all’obiettivo playoff è necessaria una crescita sul piano del gioco che permetta agli uomini di Baù di portare a casa i risultati con più tranquillità e magari riuscire a mettere in difficoltà anche le squadre maggiormente attrezzate. Nelle ultime quattro gare prima della sosta il Redentore ha conquistato tre vittorie: il 65-58 contro il Vigodarzere, il 71-77 contro Malo e il 47-53 contro Schio. Nulla da fare invece contro l’Araceli Vicenza, che ha espugnato Este senza problemi (62-79). In casa biancorossa il clima è comunque positivo: c’è la consapevolezza di come al gruppo non manchino entusiasmo e voglia di fare bene. (d.p.)


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La scuola di oggi

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Istituto “A. EINSTEIN” - Piove di Sacco “Imparare e’ un’esperienza, tutto il resto e’ solo informazione” (A.Einstein)

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’istituto ‘A. Einstein’ con i suoi indirizzi liceali (classico, scientifico tradizionale e a opzione scienze applicate, scienze umane a opzione economico-sociale, linguistico), unitamente agli indirizzi tecnici (elettronica, elettrotecnica, automazione e informatica) si propone al territorio come una realtà integrata e si impegna decisamente in un processo educativo nel quale i ragazzi apprendano al meglio ad introiettarsi con spirito critico nel vivere d’oggi. Secondo i dati di Eduscopio (Organo della Fondazione Agnelli che compara scuole di pari indirizzo del medesimo territorio) la realtà dei nostri licei, nel confronto con le scuole della città di Padova, è valutata appena sotto il primo gradino di un virtuale podio per lo Scientifico e le Scienze umane, e con largo margine siamo primissimi con

confronto con provincia, regione e nazione, la classe articolata classico primeggia in italiano e si trova nelle prime posizioni per matematica. Riteniamo realistico immaginare, per analogia con gli standard dei nostri allievi degli altri indirizzi, almeno pari risultati universitari. Ai ragazzi dell’indirizzo classico, a partire dal prossimo a.s., sarà offerta l’opportunità di frequentare la materia opzionale Conversazione di francese fin dal primo biennio, mentre Diritto diventa materia curricolare dal triennio, in compresenza con la disciplina di Storia. Le nostre analisi ci portano a considerare decisive le scelte educativo-didattiche adottate, caratterizzate da un’attenzione alla crescita integrale della persona. La preparazione dei docenti, la continuità didattica negli anni unitamente ad un approccio dialogico, appaiono

il Linguistico. Gli indirizzi del Tecnico mostrano un’ottima predisposizione per la corrispondenza tra titolo di studio e mansioni ricoperte nel mondo del lavoro. Purtroppo dovremo attendere ancora due anni accademici per poter vedere comparata anche la realtà del liceo classico. Dato che i primi diplomati sono dell’a.s. 14/15, non sarà possibile vedere i dati prima del 2019/20. Nel frattempo nell’analisi valutativa della preparazione dei nostri allievi in uscita siamo comunque orientati dai risultati che questi stanno avendo p.e., nelle prove INVALSI. Anche solo considerando l’andamento dell’a. s. 16/17, visto che l’Istituto nel suo complesso si pone in posizione di eccellenza nel

fattori decisivi del successo dei nostri allievi. Si sono rivelate vincenti la spinta nell’innovazione didattica e, a titolo esemplificativo, la scelta di puntare molto sul progetto Virgilio (peer to peer; studente tutor-studente allievo) per non lasciare indietro nessuno. La crescita poi nell’inclusione dei ragazzi diversamente abili ha favorito lo sviluppo identitario dell’istituto oltre che una maggiore attenzione all’humanitas per tutti noi. Frequentare il nostro istituto da visitatori potrebbe indurre, giustamente, a cogliere una realtà assimilabile ad un Campus in progress: ai ragazzi viene data la possibilità di vivere la scuola tra lezioni mattutine teoriche o

laboratoriali e attività pomeridiane come musica, teatro, conferenze, preparazione per certificazioni linguistiche, sempre protese tra teoria e pratica, aspirazione ed esperienza. Sono molteplici le opportunità ed i successi nelle esperienze sportive e nelle attività culturali. La Notte dell’Einstein vissuta il 12 gennaio, in cui la scuola è aperta alla cittadinanza e al territorio, soprattutto alle famiglie e ai genitori di scuola media, è l’esempio più immediato di quelle abilità combinate con il desiderio di mettersi in gioco dei nostri studenti. Incontri come quello con il prof. Nicola Gardini, ricercatore e docente presso l’Università di

Oxford, il 20 gennaio sull’importanza dello studio delle lingue classiche, o col dott. Gian Antonio Stella, giornalista che negli ultimi anni ci ha più volte dilettato con la sua visione della vita e del mondo, o con scrittori sensibili al mondo degli adolescenti, come Fabio Geda, che si terrà in aprile, sono anch’essi tra le chiavi interpretative del vivere la nostra scuola. L’ ”Einstein” ama porsi l’obiettivo di educare gli studenti alla conoscenza, attraverso cui imparano l’amore per la verità che rende liberi: liberi di pensare, cimentandosi con il saper vivere nella complessità del presente, consapevoli delle proprie potenzialità.

IISS ALBERT EINSTEIN PIOVE DI SACCO

- Piove di Sacco (PD) Via Parini 10 - Tel. 049 5840195 - 049 5840094 - Fax: 049 9701108 Web: http://www.istitutoeinstein.net Email: pdis00200d@istruzione.it PEC: pdis00200d@pec.istruzione.it


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#Politica

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Il 4 marzo si vota, ecco come L’indicazione è di barrare solo il simbolo del partito scelto, sostenendo così sia il candidato uninominale sia il partito nella parte proporzionale. Il voto disgiunto viene invalidato

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deputati e 24 senatori. Sono questi i seggi che i candidati veneti dovranno conquistarsi e non sarà semplice. La nuova legge elettorale proporzionale con cui l’Italia voterà il 4 marzo è un sistema di voto misto che prevede un 36 per cento di collegi uninominali e per il resto collegi plurinominali. Non ci sarà un premio di maggioranza ma ci sarà una soglia di sbarramento del 3 per cento sotto la quale una lista – apparentata o non - non ha diritto di accesso in Parlamento. Chi sarà eletto alla Camera dei deputati? “I collegi uninominali per la Camera sono 232. Per questi posti coalizioni e partiti propongono un solo nome. Sarà eletto chi prenderà più voti. Gli

altri 386 seggi verranno assegnati secondo il metodo proporzionale in base ai voti raccolti dalle singole liste nei collegi plurinominali. Per la ripartizione, conterà la percentuale presa dalla lista su scala nazionale. Gli Italiani all’estero potranno eleggere 12 deputati”. Chi sarà eletto al Senato? “Il metodo è più o meno lo stesso della Camera, cambia solamente la ripartizione dei 193 seggi assegnati con metodo proporzionale, che per il Senato, sarà su base regionale. I collegi uninominali saranno 116 per il Senato: un solo candidato per le coalizioni o i partiti che corrono da soli. Il vincitore sarà eletto. Solo 6 i senatori eletti all’Estero”. Come si vota? Invalidato il voto di-

sgiunto “Come sempre verranno consegnate al cittadino elettore due schede, una per la Camera e una per il Senato. Sulla scheda ci saranno solo i candidati al proprio collegio uninominale e i partiti che lo sostengono. Per i collegi plurinominali, invece, ci sarà il simbolo del partito e un listino di pochi nomi dei candidati di quel collegio. La cosa più semplice è quella di barrare solo il simbolo del partito scelto, sostenendo così sia il candidato uninominale sia il partito nella parte proporzionale. Se si barra il nome del candidato uninominale, il voto è valido ma per il proporzionale è assegnato in quota parte alle liste che compongono la coalizione a sostegno del candidato uninominale. Si può anche apporre una doppia X sul

nome del candidato uninominale e su uno dei partiti che lo sostiene. Viene invalidato, invece, il voto disgiunto: non si può cioè votare un candidato uninominale e un partito non collegato a quel nome”.

Facsimile delle scheda elettorale

Gessica Rostellato, Partito Democratico

Debutto in Parlamento tra lavoro e agricoltura: “meno burocrazia e più aiuti alle nostre imprese” E

’ stata una delle new entry in Parlamento di questa legislatura ormai alle battute finali: Gessica Rostellato, padovana di Cartura, venne eletta nel 2013 con il Movimento 5 Stelle per poi approdare, due anni dopo, al Partito Democratico dopo una breve permanenza del gruppo misto. Mamma di due figli ancora piccoli, prima di entrare il Parlamento ha lavorato per molti anni prima come impiegata contabile e poi come impiegata addetta alla gestione del personale sia in azienda che in studi di consulenza del lavoro. Alla Camera ha lavorato ho lavorato per i primi due anni in Commissione lavoro pubblico e privato occupandosi soprattutto di contrattualistica, riduzione della burocrazia per i datori di lavoro, lavoro femminile e conciliazione vita-lavoro. Ha seguito da vicino anche molti temi legati al mondo agricolo. Gessica Rostellato, come è stato è il suo debutto in Parlamento? Come ha trovato l’attività politica a Roma? “Sicuramente complicata, conoscere i regolamenti e la macchina amministrativa non è facile e richiede del tempo. La cosa

più importante è capire in che modo si può incidere ed essere operativi. L’impressione esterna non rende l’idea: arrivare a dei risultati è molto più complicato di quello che sembra e quindi anche la cosa più semplice viene complicata dalla burocrazia. C’è uno scollamento tra i ministeri e gli enti locali, una mancanza di comunicazione che probabilmente è uno dei problemi più gravi del nostro paese”. Ci può elencare i tre risultati più importanti che ha ottenuto per il nostro territorio? “Aver gettato le basi per il nuovo casello di Monselice, da posizionare all’incrocio con la Monselice Mare è sicuramente un punto importante, che avrà valenza strategica per il territorio. In questo senso, è stato bello collaborare con istituzioni ed aziende al di là di appartenenze politiche ma

solo per il bene del cittadino. Poi affrontato varie tematiche nel territorio: le crisi occupazionali, la vicenda della C&C, il finanziamento al Consorzio di Bonifica per l’intervento tra il Gorzone e l’Adige. Infine, con il progetto ‘Bellezza Italia’ siamo riusciti a far avere diversi finanziamenti per il recupero del patrimonio artistico del territorio, tra cui mi piace ricordare la Barchessa Gurian nel comune di Bagnoli”. Qual è stata la situazione più bella che ha vissuto come deputata? “Sicuramente l’esperienza di conoscenza e di avvicinamento al mondo carcere: conoscere i detenuti e il funzionamento delle carceri dall’interno è stato istruttivo, anche toccante. E poi aver avuto la possibilità di visitare e conoscere tante aziende del territorio, specialmente quelle agricole che sono

“A livello locale ho seguito la questione del nuovo casello di Monselice, la vicenda della C&C, le crisi occupazionali e gli interventi idraulici lungo Adige e Gorzone. C’è ancora tanto da fare”

la spina dorsale del nostro paese”. Quale invece quella che ricorda in modo negativo? “Più che un singolo momento, è stata spiacevole la sensazione di sentirsi poco utili e di non riuscire ad aiutare in modo concreto le persone. A volte, mentre si devono affrontare complicate questioni di procedura e di burocrazia, sembra di perdere del tempo quando invece si vorrebbe fare di più per aiutare i cittadini. E’ come sentirsi impotenti, ed è una sensazione brutta”. Su quali progetti vorrebbe seguire in futuro, se ne avrà la possibilità? “Creare opportunità di lavoro per le nostre aziende guardando verso l’estero, mettere in condizioni le nostre imprese per poter ampliare il loro mercato espandendosi in altri mercati perché questo significherebbe aumentate il pil e le occasioni di lavoro per i nostri cittadini”. Sta valutando una sua ricandidatura? “Si, anche se naturalmente non è una cosa che dipende solo da me ma anche dal partito e ovviamente dalle scelte dei cittadini. Io mi sono messa a disposizione”.


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Politica

Antonio De Poli Udc – Noi con l’Italia

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Massimiliano Malaspina Coordinatore di Chioggia

La nostra grande proposta: Grande Nord: una rivoluzione fiscale “In parlamento saremo centrata sulla famiglia il sindacato del Veneto” A

ntonio De Poli, 57 anni, senatore e presidente dell’UDC è stato in prima linea nell’accordo tra Udc - Noi con l’Italia in vista delle elezioni politiche del 4 marzo. L’UDC riporta lo scudocrociato nel centro destra. Cosa vi aspettate? “Abbiamo dato vita a un soggetto politico “ NOI CON L’ITALIA -UDC” che, richiamandosi chiaramente all’identità storica e ai valori dello Scudo crociato, intende essere il partito del buon senso e della responsabilità. Per noi la cosa più importante sono i contenuti. Siamo convinti che il nostro contributo sarà determinante per la vittoria del centrodestra. L’ala democristiana della coalizione porterà al voto milioni di elettori che, in questi anni, si sono rifugiati nell’astensionismo. E saremo il valore aggiunto che porterà il centrodestra ad essere maggioranza nel Paese”. Come sono i rapporti con gli altri alleati della coalizione? “Siamo in buoni rapporti. Da tempo abbiamo scelto una strada ben precisa. Abbiamo compiuto una scelta di campo che è chiara e coerente con la nostra storia. Stiamo nel campo del PPE, nel centrodestra, insieme a chi come noi si riconosce nei valori del popolarismo e del liberalismo cattolico. Chi al nostro interno non si è trovato d’accordo, come Casini, è uscito dal partito e ha preso altre strade”. In questo periodo di grande sfiducia nei confronti della politica, come pensate di attirare gli elettori? “I cittadini si riavvicinano alla politica quando vedono che i politici fanno qualcosa di concreto. Nel mio piccolo, l’ho visto con il mio ruolo istituzionale di Senatore Questore, ovvero colui che si occupa dei bilanci e delle spese di Palazzo Madama. In 5 anni in cui sono stato Senatore Questore abbiamo ottenuto risultati tangibili: 188 milioni di euro di risparmi, tagliate di 37 milioni di euro le indennità a tutti i senatori. E’ la politica del fare.

Ed è quello che chiedono gli elettori”. All’interno del programma del centrodestra quali sono i punti che porterete avanti? “Nel centrodestra “Noi con l’Italia – Udc” farà la differenza: saremo i portavoce di famiglie, piccole medie imprese e fasce più deboli della popolazione come anziani e disabili. Questa è la forza dello Scudo crociato, la forza dei valori. Siamo una forza che punta sulla concretezza: su questo “terreno” possiamo battere i nuovi populismi”. Parliamo allora di contributi concreti. Lavoro, famiglie, politiche sociali: cosa proponete? “Il capitolo più importante per noi è il Lavoro: serve una riduzione strutturale del costo del lavoro a beneficio di imprese e lavoratori. Basta con la politica dei bonus. Se alle aziende costa meno assumere, le aziende assumono di più. Questa è la logica. La nostra proposta: riduciamo di 6 punti percentuali il cuneo fiscale. Ridurre di 1 punto il cuneo fiscale (che oggi in Italia si attesta al 48% contro una media OCSE del 32%) costa 1,7 miliardi. Famiglie: è la nostra battaglia identitaria. La nostra proposta: una rivoluzione fiscale centrata sulla famiglia, introducendo il quoziente familiare. Di che si tratta? Redistribuiamo il carico fiscale sulla base del numero dei componenti della famiglia. In altre parole, facciamo pagare meno tasse alle famiglie mono-reddito e con più figli a carico. Solo così – concependo la famiglia come un’impresa sociale – riusciremo a sostenere il vero e grande ammortizzatore sociale della crisi: la famiglia appunto! Politiche sociali: l’imperativo è invertire la tendenza. Il Fondo nazionale delle Politiche sociali, dal 2008 ad oggi, è crollato da 1,8 mld a 276 milioni. Una proposta fattibile: la detrazione fiscale totale delle rette a favore delle famiglie che pagano le rette per le case di riposo degli anziani”.

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i sono organizzati in una struttura che presuppone un comitato di indirizzo e tanti comitati locali, ciascuno con un proprio coordinatore, per rappresentare la questione settentrionale, quella proposta dagli autonomisti e dagli indipendentisti del Nord. E’ il Grande Nord, il movimento che dallo scorso maggio è sceso ufficialmente in campo con l’intento di portare nelle istituzioni e sostenere gli interessi esclusivamente di questa parte del Paese. Tra i fondatori l’ex “serenissimo” Roberto Bernardelli, gli indipendentisti veneti Franco Roccon e Carmen Gasparini, ma anche l’ex sottosegretario alla Salute, ex assessore regionale, Francesca Martini. Cosa fanno e quali sono i loro obiettivi? Lo abbiamo chiesto a Massimiliano Malaspina, coordinatore del Comitato Grande Nord di Chioggia, composto dall’unione dei movimenti Prima il Veneto e Rinascere, di cui Malaspina era segretario nazionale. Cos’è Grande Nord e cosa rappresenta nell’attuale panorama politico? “Grande Nord, non è una Lega 2 che raccoglie ex leghisti delusi dall’evoluzione nazionalista del Carroccio. E’ un movimento che riunisce esponenti provenienti da varie esperienze politiche, una confederazione di movimenti autonomisti che si sono uniti per avere, insieme, più forza e maggior peso politico, nata con l’obiettivo di dare voce alle esigenze dei territori del Nord”. Perché avete preso le distanze dalla Lega? “La Lega ha tradito il suo mandato. E’ diventato un movimento nazionale, come tanti altri. Il nostro è un movimento macroterritoriale del Grande Nord, così come si deduce dal nostro simbolo, a differenza del Carroccio che lo ha rimosso – il nord - dal suo simbolo, dal suo nome. Noi crediamo nell’autonomia del Nord. Non siamo un movimento secessionista. Siamo un movimento macroregionale che è nato un anno fa dalla confederazione di tanti movimenti autonomisti, in Veneto, Piemonte, Lombardia… e in tutto il Nord”. Come vedete l’alleanza della Lega col

centrodestra? “Improbabile. Sembra – è evidente – il frutto di un calcolo politico più che di una condivisione di obiettivi e programmi. Le varie anime all’interno della coalizione si smentiscono l’un l’altra nelle proprie dichiarazioni di intenti già in campagna elettorale. Come potranno governare il Paese?” E la Lega di Zaia? Che ha ottenuto il successo del referendum sull’autonomia? “Zaia non è Salvini. Ma noi non siamo alleati di Zaia, siamo altro dalla Lega. Anche noi abbiamo appoggiato con forza le ragioni del referendum sull’autonomia del Veneto, un referendum che ha avviato il suo iter, peraltro, proprio per iniziativa di quella componente indipendentista della Lega veneta…” In quale direzione andrete, una volta eletti al Governo? “Noi appoggiamo chiunque - che sia a destra o a sinistra poco importa - che abbia delle buone idee e delle buone proposte, favorevoli ai cittadini del nord. Noi siamo il sindacato del Nord; il nostro obiettivo è difendere gli interessi del Nord, la nostra battaglia non nasconde altre finalità. Le cariche, le poltrone, il potere non ci interessano. Stiamo in questi giorni frenetici valutando le candidature alle elezioni Politiche, io sono responsabile per la campagna elettorale in Friuli, tra i nostri militanti non ci sono persone che scelgono la politica con l’intento di andare al Governo a rappresentare i propri interessi. Questo modo di fare politica non è più credibile né potrà raccogliere più tanti consensi tra la gente”. Nel mese di dicembre avete presentato il movimento a Chioggia. Come siete stati accolti? “E’ un po’ presto per capire il sentire delle persone, non abbiamo ancora un termometro per avere dei significativi riscontri. Sul piano politico, abbiamo colto però una certa preoccupazione da parte della dirigenza della Lega. Questo ricompattamento delle forze autonomiste mette in allerta la vecchia squadra del Carroccio, che non ha prodotto grossi risultati”.


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Politica

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L’intervista Diego Crivellari

Fatti concreti e risorse per il Polesine Intervista al deputato dem Diego Crivellari: “Posso dirlo con soddisfazione: alcuni risultati per il territorio e per la nostra provincia sono davanti agli occhi di tutti”

“F

atti concreti e risorse tangibili per il Polesine e i polesani”: così riassume il suo impegno in Parlamento Diego Crivellari, deputato del Partito Democratico, classe 1975. In vista delle elezioni del 4 marzo prossimo abbiamo tracciato con lui un bilancio di questo anno e, in generale, del suo quinquennio a Montecitorio. Si ritiene soddisfatto dell’attività svolta durante il suo incarico per il Polesine? “Posso dirlo con soddisfazione: alcuni risultati per il territorio e per la nostra provincia sono davanti agli occhi di tutti. È stata una legislatura ricca di battaglie e di impegno con l’avvio del progetto delle aree interne,

ma soprattutto una legislatura volta a cercare risultati tangibili, magari poco appariscenti, ma utili per la nostra provincia. Gli stessi amministratori locali hanno confermato che l’azione parlamentare e il lavoro svolto fino a oggi ha permesso di ottenere risorse utili per il territorio e per i polesani. Abbiamo avuto anche soddisfazioni a livello nazionale, mi riferisco ad esempio alla norma sull’omicidio stradale, l’aumento dei trasferimenti alle province e l’Ape social per i lavoratori marittimi. Personalmente io ho voluto rappresentare il Polesine ed essere di raccordo con il territorio”. L’ultima Legge di bilancio che

novità ha portato? “Con l’ultima legge di bilancio, molto del lavoro fatto anche grazie ad altri colleghi si è concretizzato: il piano subsidenza, il fondo anti bracconaggio, il Fondo scuole innovative, la proroga dei mutui per i Comuni colpiti dal sisma, la legge sul parco del Delta del Po con il vincolo dell’intesa regionale, il riconoscimento dello stato di calamità per i danni del maltempo di agosto scorso e la definizioni dei confini dell’Autorità di sistema dei porti del mare adriatico che con Venezia, Chioggia, Porto Levante e oggi anche Mantova, trova basi concrete il processo di miglioramento e sviluppo dell’idrovia Padano-Veneta.

Sulla parte infrastrutturale va ricordato che la possibilità che anche l’asta navigabile polesana sia punto di passaggio per i trasporti e la logistica che guarda al nord Europa nasce da un lavoro lontano iniziato proprio nei primi mesi dell’insediamento delle Camere e delle Commissioni”. Proprio riguardo al tema dei trasporti e delle infrastrutture cosa è stato fatto di preciso? “ Vorrei ricordare il Decreto Porti, la Riforma delle autorità portuali e il Piano strategico dei porti e della logistica, che hanno permesso, assieme a un lungimirante Ministro dei Trasporti, di dare appunto concretezza a uno degli elementi di sviluppo del nostro territorio.

Vorrei ricordare anche il forte impegno sul piano della Romea, di cui un primo progetto per la messa in sicurezza e il miglioramento ad Ariano Polesine è pronto a partire in questi primi mesi del 2018”. Si ricandiderà alle prossime elezioni? Con quali obiettivi da portare avanti per il Polesine? “Ho dato la mia disponibilità a ricandidarmi. Con l’obiettivo di completare e rafforzare il lavoro svolto in questi 5 anni sul territorio e per il territorio. In linea generale, vorrei continuare a lavorare per un Polesine più forte e consapevole delle proprie potenzialità, in campo economico, ambientale, culturale, infrastrutturale”.

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ISTITUTO ROGAZIONISTI: la Scuola che conviene! L’Istituto educativo dei Rogazionisti di Padova, offre un servizio per il percorso scolastico della Secondaria di I grado e Secondaria di II grado (Liceo Scientifico e Scienze applicate); inoltre è presente il servizio educativo del Micronido (1-3 anni) La nostra mission consiste nella promozione di un’azione educativa volta al riconoscimento e al soddisfacimento dei bisogni individuali, relazionali e formativi culturali dell’alunno attraverso la valorizzazione dell’individualità e della diversità, della cultura e dei saperi. La finalità prioritaria è lo stare bene a scuola, che si concretizza attraverso progetti ed attività specifiche che mirano al successo scolastico. La proposta formativa ed educativa della nostra scuola prevede le seguenti attività: • accoglienza e inserimento, • inclusione e integrazione, • continuità didattica, • orientamento, • potenziamento e recupero, • cittadinanza per accompagnare gli alunni ad elaborare il senso del proprio progetto di vita, • sostegno allo studio, • acquisizione di un metodo di studio personale efficace ed efficiente. Il Progetto educativo della nostra scuola, che accoglie, istruisce ed educa attraverso l’autonomia organizzativa e didattica, in un ambiente educativo caratterizzato dalla serenità e dalla professionalità per favorire la crescita culturale ed umana di ogni studente, ha le seguenti finalità: • sviluppo della persona; • attenzione alle difficoltà; • valorizzazione dei talenti di ciascun alunno favorendo con ogni mezzo il miglioramento della qualità di istruzione per il successo formativo; • attenzione verso la persona. Il servizio di doposcuola per la Secondaria di 1 grado è parte integrante del Progetto Educativo Rogazionista e del Piano dell’offerta formativa. Il personale scolastico è selezionato con attenzione valutando la professionalità nella didattica e le capacità relazionali. L’ambiente scolastico è caratterizzato dall’ampiezza degli spazi, ogni gruppo classe ha a disposizione aule spaziose, luminose, accoglienti, ben arredate con supporti multimediali. Alla riuscita del processo formativo concorre anche l’attenta pianificazione del tempo-scuola, che permette ai docenti ed agli alunni di instaurare un confronto continuo. Il Tempo scuola si articola in cinque giorni settimanali: dal lunedì al venerdì. Nella giornata di sabato la scuola rimane aperta per consentire ai docenti e agli studenti di utilizzare gli spazi per effettuare approfondimenti, recuperi, potenziamenti ed attività didattico-educative programmate (teatro, musica, interventi di recupero, ecc.). La qualità dell’offerta formativa della Scuola Rogazionisti consente di ottenere buoni risultati negli studi, un orientamento scolastico idoneo alle scelte da compiere e valide opportunità di inserimento universitario.

SCUOLE ROGAZIONISTI • Settimana corta (lunedì-venerdì) • Secondaria di I Grado con servizio doposcuola - Proposte varie di attività extrascolastiche e laboratoriali • Secondaria di II Grado: Liceo Scientifico-Scienze applicate - Attività laboratoriali - Viaggio Istruzione annuale per tutte le classi - Esperienze significative di alternanza scuola-lavoro • Servizio mensa interna • Possibili riduzioni presentando il modello ISEE

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ISCRIZIONI anno 2017-2018

PORTE APERTE GENNAIO 2018 SABATO 13 dalle 15.00 alle 18.00 DOMENICA 14 dalle 9.30 alle 12.30 SABATO 27 dalle 15.00 alle 18.00 DOMENICA 28 dalle 9.30 alle 12.30

Scuole Paritarie Rogazionisti via T. Minio, 15 · Padova tel. 049 960 5200 · info@scuolerogazionisti.it www.scuolerogazionisti.it


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Editoriale

Le visite con il cronometro: “Avanti un altro!”

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e liste di prenotazione per visite specialistiche e accertamenti clinico-diagnostici, sono un fenomeno spesso di lunghe attese, a volte oltre ogni limite di sopportazione, quando non segno di pericolosi ritardi per la diagnosi o la cura di una malattia. Rappresentano inoltre un vero cruccio anche per le amministrazioni regionali e per le locali aziende sanitarie. Ed ecco spuntare dal cilindro la magia per farle scomparire: ben tre Regioni, attualmente Lazio, Lombardia e Sardegna hanno imposto per decreto un “tempario” alle prestazioni dei medici. Ovviamente senza consultarli. Una visita neurologica deve essere eseguita in 20 minuti, altrettanti per una ecografia ginecologica o una mammografia, non più di 50 minuti per una risonanza magnetica, 30 minuti per una gastroscopia, ben 35 se ad essa si associa la biopsia di una o più sedi di esofago, stomaco o duodeno. Così per ogni prestazione viene stabilito il tempo entro cui la stessa deve concludersi.

Anche il tempo d’ascolto è tempo di cura Il ruolo attivo del paziente nella riabilitazione

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Trattamenti laser refrattivi: Lasek

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Dire alimentazione è come dire cellule!

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Salute

Consulenza Consulenza scientifica scientifica poliambulatorio

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Dott.ssa Paola Sirena Fisioterapista Uni-X Poliambulatorio - 35028 Piove di Sacco (PD) - P.zza G. Dossetti, 1 Tel. 049 9708688 web: www.affidea.it mail: Info.unixpoliambulatorio@affidea.it

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L’influenza in Veneto va a rilento, colpiti soprattutto i bambini

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inora l’influenza è stata clemente con noi veneti. Lo testimonia il terzo Rapporto elaborato dall’inizio della sorveglianza (partita a ottobre) da parte della Direzione Prevenzione della Regione del Veneto, diffuso oggi dall’Assessore alla Sanità, e relativo alla settimana tra l’1 e il 7 gennaio. In questo lasso di tempo, i dati pervenuti dalla rete di 104 medici “sentinella” sul territorio indicano che sono state colpite da virus 30.181 persone, pari a un’incidenza di 6,15 casi ogni mille assistiti, il che porta a 93.500 il totale dei cittadini veneti che hanno dovuto mettersi a letto dall’inizio della stagione influenzale. Il 6,15 per mille del Veneto, come anche emerso dal rilevamento precedente, costituisce un’incidenza inferiore di più della metà rispetto alla media nazionale, che ha raggiunto 13,24 casi per mille assistiti. Il dato statistico è confermato anche dalla valutazione delle diverse fasce d’età. Il monitoraggio effettuato ha portato a registrare per ora 7 segnalazioni di complicanze legate all’influenza, di cui 6 forme gravi (4 maschi e 2 femmine tra 41 e 82 anni), con 5 ricoveri in terapia intensiva.

Secondo gli esperti della Direzione Prevenzione della Regione, “l’andamento di questa stagione in Veneto non differisce sostanzialmente da quello delle annate precedenti, mentre è ancora presto per capire se la curva d’incidenza seguirà l’andamento nazionale, sinora delineato con valori molto più alti, o se seguirà l’andamento più contenuto delle ultime stagioni”. Tra le fasce d’età, la più colpita è ancora quella dei bimbi da zero a 4 anni con un tasso del 15 per mille (ma a livello nazionale è già a 28,5 per mille), seguita dalla seconda fascia pediatrica (5-14 anni) con un tasso di 6,31 casi per mille, stabile rispetto alla settimana precedente e molto più basso della media nazionale che è del 15,1 per mille. Le classi di età centrali (15-64 anni) segnano incrementi contenuti e raggiungono 6,38 casi per mille (13,37 in Italia), mentre i meno colpiti risultano gli ultrasessantacinquenni con 3,29 casi per mille, poco più di un terzo della media nazionale, attestata a 8,07 per mille.

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L’editoriale

Le visite con il cronometro: “Avanti un altro!” Metodi da catena di montaggio di una fabbrica di tayleriana memoria da parte di chi, alla ricerca di una facile efficienza, mette a rischio la sicurezza dei pazienti, la tranquillità dei medici, e mette a repentaglio la qualità della relazione fra medico e paziente. Tali decreti sono stati aspramente criticati dai Medici. Gli Ordini Professionali e le Associazioni di Categoria ne hanno richiesto l’immediato ritiro, preoccupati delle possibili dannose conseguenze. E’ pur vero che in regime ambulatoriale è necessario predisporre delle agende di prenotazione che seguano una cadenza temporale, ma queste vengono predisposte con un tempo medio fra una prestazione ed un’ altra, tenendo conto della complessità della stessa, ovvero se si tratta di prima visita o di visita di controllo. Agende utilizzate più come strumento orientativo utile all’organizzazione e non certo per indicare un limite temporale alla prestazione. Si dovrà liquidare in fretta il paziente scaduto il tempo? E se si tratta di comunicare una patologia neoplastica? Se occorre spiegare quale terapia assumere, come eseguirla correttamente, quali eventuali ulteriori accertamenti e i motivi per cui eseguirli?

Ecco cosa potrebbe accadere in un ambulatorio: Medico rivolto al paziente, magari anziano e in periodo invernale, quando si indossano più indumenti: “Per cortesia si può spogliare?” Appena il paziente, dopo diversi minuti è pronto per esser visitato: Medico: “Adesso si può rivestire” Paziente: “Dottore ma..... non le ho ancora riferito i miei disturbi e poi..... non mi ha visitato” Medico: “Mi spiace il suo tempo è scaduto. Avanti un altro!” Il “tempario” adattato alla professione medica è una logica aberrante e pericolosissima, che potrebbe avere effetti devastanti qualora dovesse essere estesa a tutto il sistema. Il Medico non può sottrarsi all’imperativo deontologico che gli impone di dedicare al paziente tutto il tempo di cui necessita: per visitarlo, per dare tutte le informazioni e le spiegazioni richieste e ottenere il consenso informato. Ma prima deve dedicare tempo all’ascoltazione del paziente e alla sua narrazione. Anche il tempo dell’ascolto è “tempo di cura”. Sono le basi per un corretto rapporto medico-paziente e per un “alleanza terapeutica” fra medico e malato che rischiano di naufragare nel mare melmoso del “tempario”.

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Il ruolo attivo del paziente nella riabilitazione tecnologica Il Centro diagnostico accreditato Affidea Uni-X Medica di Piove di Sacco è un riferimento nel campo della riabilitazione tecnologica e della posturologia. Ne parliamo con la dottoressa Paola Sirena, responsabile dei fisioterapisti che operano presso la struttura

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na riflessione sui gesti quotidiani della nostra vita ci dà molte informazioni su parti del corpo che per abitudini posturali, caratteristiche scheletriche, aspetti psicologici sono sovraccaricate e altre che invece sono quasi “dimenticate”. Approfondire come stiamo in piedi oppure come camminiamo è un’opportunità che la tecnologia ci offre per cercare le cause di asimmetrie/deviazioni corporee che in maniera silente a lungo termine portano ad artrosi, dolori da sovraccarico e riduzione di movimento a carico di alcuni distretti. Inoltre ci dà preziose indicazioni riguardo a possibili alterazioni motorie che precedenti interventi e traumi hanno comportato e quali meccanismi di compenso il nostro corpo ha messo in atto, anche se non sempre ergonomici. Ne parliamo con la dottoressa Paola Sirena, responsabile dei fisioterapisti che operano presso il Centro diagnostico accreditato Affidea UniX Medica di Piove di Sacco. Dottoressa Sirena, è esatto dire che in UniX Medica il paziente diventa protagonista del proprio percorso terapeutico? “Sì. Presso il nostro Centro sono le sue abitudini motorie in statica e in dinamica ad essere studiate e analizzate, modificate nelle sue alterazioni tramite la riabilitazione, e rivalutate in tempo reale secondo parametri oggettivi (oscillazione del baricentro, controllo degli appoggi, oscillazioni del tronco eccetera)”. Come inizia il rapporto con il paziente che si rivolge al Vostro Centro? “Il paziente viene accolto in struttura previo inquadramento medico, durante il quale il medico raccoglie l’anamnesi, svolge gli opportuni test ed accertamenti, anche per

via ecografica se lo ritiene opportuno, in seguito lo invia al fisioterapista per svolgere test stabilometrici, test dinamici, gait analysis e, su richiesta, run analysis, e con i report stampati viene formulato il percorso terapeutico personalizzato”. Dottoressa, entriamo nel dettaglio della riabilitazione moderna… “Sempre di più la riabilitazione moderna si avvale di supporti tecnologici, che rendono più veloce ed efficace il recupero biologico e quello funzionale, a cui oggi bisogna aggiungere anche un mantenimento/miglioramento di performance, chiamato Health fitness. Quindi il percorso di cura, che in passato era ripartito per l’80% circa all’acuto e il 20% per il recupero di funzione, oggi si articola in aree più complesse. E cioè: 50% per la rieducazione funzionale con tecar, Hiltherapia e pedane computerizzate; 30% acuto con terapie strumentali, mobilizzazioni e massaggi; 20% mantenimento (Health fitness)”. Cosa si intende per riabilitazione tecnologica? “S’intende un percorso di recupero della funzione lesa che parte da una valutazione oggettiva iniziale con l’uso di pedane elettroniche, ricorre a strumentazioni modulabili per patologia, struttura corporea e fase di recupero del paziente, ad effetto antinfiammatorio (antiedemigeno) biocellulare per ridurre il dolore, velocizzare e migliorare la rigenerazione tissutale (esempio: Tecar, Hiltherapia applicate in modalità statica o dinamica), e procede attraverso l’esercizio terapeutico non solo a corpo libero, ma anche svolto con supporti elettronici che regolano l’apprendimento neurofisiologico del gesto motorio richiedendo un controllo propriocettivo sia segmentario che globale (de-

primi trattamenti laser refrattivi risalgono ai primi anni 90. Da allora molta strada è stata fatta soprattutto per quanto riguarda la tecnologia laser. Sostanzialmente i difetti di refrazione sono miopia ed ipermetropia e a questi può sovrapporsi l’astigmatismo. Nella miopia l’occhio è un po’ più lungo del normale (ad ogni mm corrispondono circa 3 diottrie di difetto) e la messa a fuoco è limitata ad una determinata distanza, tanto minore quanto è maggiore la miopia. Per esempio ad una diottria di miopia corrisponde una messa a fuoco di un metro (oltre questa distanza l’immagine si sfuoca progressivamente) mentre a 10 diottrie corrisponde una distanza di soli 10 cm. Pur essendo considerata lieve una miopia di 3 diottrie, questa comporta una forte limitazione funzionale in quanto la messa a fuoco è limitata a 33cm. Nell’ipermetropia invece l’occhio è più corto e generalmente abbiamo a che fare con difetti più modesti (l’ipermetropia generalmente è al di sotto delle 3 diottrie anche se esistono casi con 10 diottrie di ipermetropia). L’astigmatismo è un’anomalia di curvatura della cornea che costituisce la prima lente dell’occhio che invece di essere sferica, risulta fatta come un pallone da rugby. Possiamo quindi avere astigmatismo associato a miopia o ad ipermetropia, mentre ovviamente non possiamo avere miopia associata ad ipermetropia in quanto si tratta di difetti opposti! Con un trattamento laser noi possiamo operare miopia, ipermetropia ed astigmatismo, mentre per la presbiopia la problematica è più complessa. Il Laser ad eccimeri vaporizza il tessuto e quindi permette di modificare la forma della cornea per consentire la messa a fuoco. Questa vaporizzazione non avviene sulla superficie che è ricoperta da una pellicina (epitelio) che si riforma ogni settimana, ma nello strato di collagene che da la forma alla cornea stessa.

corpo nello spazio, di svolgere i gesti quotidiani in maniera corretta ed ergonomica, ricostruendoli dai più basici reclutamenti muscolari e sensoriali. Per raggiungere questa consapevolizzazione si avvale della sapiente mano del fisioterapista che guida, ascolta e fa ascoltare il movimento da apprendere, con l’aiuto di strumenti e feedback visivi ormai insostituibili per la loro efficacia ed immediatezza. Il movimento corretto è più efficace di un farmaco, un bagaglio somatosensoriale che resta con noi nel tempo e che riduce il rischio di recidive, una forma di educazione al cambiamento di abitudini scorrette come incentivo per la nostra salute”.

gennaio 2018

Trattamenti laser refrattivi: Lasek I

stabilizzazione posturale). In corso di trattamento, nonché alla fine, viene effettuata una rivalutazione oggettiva su pedane per visualizzare i cambiamenti ottenuti, nonché per formulare un piano di mantenimento e/o ritorno all’attività prevista”. Quali test vengono prevalentemente svolti con le pedane elettroniche? “Il primo test è quello stabilometrico, ovvero del controllo posturale in situazione statica, dove si rilevano asimmetrie di carico tra gli arti inferiori, nonché in senso anteroposteriore, in relazione a oscillazioni di tronco. Altri test si svolgono in dinamica, ovvero con pedane ad instabilità modulabili, con appoggi bipodalici per valutare il controllo propriocettivo di tipo globale, e appoggi monopodalici per valutare il controllo motorio periferico, specialmente in seguito a traumi e interventi. E’ possibile, inoltre, effettuare test di mobilità controllata del tronco a paziente seduto su supporto mobile per valutare la quantità e la qualità del movimento pelvico. I test che si effettuano su treadmill (tapis roulant) computerizzato sono l’analisi del passo (gait analysis) e l’analisi della corsa (run analysis), dove un nastro sensorizzato registra gli appoggi e una telecamera 3D restituisce la nostra immagine come un grande specchio digitalizzato, consentendo la quantificazione del movimento dei principali distretti coinvolti (tronco, anche, ginocchia, piedi). Dottoressa Sirena la riabilitazione nel suo complessivo presso il Centro diagnostico accreditato Affidea UniX Medica di Piove di Sacco? “La riabilitazione, come molte altre “discipline”, si pone l’obiettivo di aiutarci a conoscerci, di percepire il nostro

Nella PRK (primissima tecnica applicativa) l’epitelio viene eliminato con una spatolina e successivamente al trattamento laser si attende la ricrescita di quest’ultimo (3-4 giorni); in questo periodo l’occhio è infastidito dalla presenza di una abrasione.Nella Lasik la cornea viene tagliata con una lama vibrante o con un laser ed il trattamento effettuato all’interno della cornea. Il flap creato viene poi riposizionato. Lo svantaggio di questa tecnica è l’indebolimento strutturale permanente, mentre il vantaggio è il poco dolore ed il veloce recupero visivo. Nella LASEK (Camellin 1998) l’epitelio viene scollato con una soluzione alcolica e successivamente al trattamento si riposiziona sullo stroma trattato. Il nuovo epitelio crescerà sotto quello vecchio e lo sostituirà progressivamente. I vantaggi sono un minor fastidio postoperatorio ed una minor reazione infiammatoria. Si tratta quindi di una tecnica intermedia tra PRK e Lasik con un basso rischio di complicanze. Entrambe queste tecniche citate sono comunque utilizzate ed ogni chirurgo decide in relazione al caso ed al paziente. Per concludere dunque possiamo affermare che il laser ad eccimeri ha raggiunto una maturità tecnica ed un’esperienza a livello mondiale di assoluto rilievo. Ovviamente si possono operare pazienti che abbiano superato l’età adolescenziale in cui i difetti miopici possono ancora modificarsi. Dott. Massimo Camellin Oftalmologo Via Dunant, 10 - Rovigo tel. 0425 411357 mail: segreteria@sekal.it web: www.lasek.it

Dott.ssa Paola Sirena - Fisioterapista Uni-X Poliambulatorio Piove di Sacco (PD) P.zza G. Dossetti, 1 Tel. 049 9708688 www.affidea.it Info.unixpoliambulatorio@affidea.it

Il Programma Baby Signs: i Segni... aspettando le parole dei nostri bimbi (6-24 mesi)

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amme e papa, quante volte ci capita di trovarci con il nostro bimbo in lacrime tra le braccia senza riuscire a capire il motivo del suo malessere? Ci sentiamo frustrati e impotenti per non riuscire a capire le sue esigenze. E lui? Probabilmente le sensazioni che prova sono le stesse: frustrazione e impotenza nel non riuscire a comunicare efficacemente con la mamma e il papà. Quando le parole arriveranno sarà tutto più facile, ma nel frattempo genitori e bambini possono affidarsi ad un altro canale, naturale ed immediato: la gestualità. Con la stessa facilità con cui i nostri bimbi salutano facendo “ciao ciao” con la manina, possono “dirci” se hanno male all’orecchio o se la pappa è troppo calda. E tante, tante altre cose. Il Programma Baby Sign, comunicazione gestuale sempre in accompagnamento al linguaggio verbale, permette a tutti i bambini dai 6 ai 24 mesi di comunicare a chi si prende cura di loro, i bisogni, gli interessi e gli stati d’animo prima di aver imparato a parlare. Un programma con più di 25 anni di storia, nato negli Stati Uniti da due ricercatrici di psicologia infantile, e diffuso in 40 Paesi nel mondo. Riduce la frustrazione, accresce l’autostima dei bim-

bi e rafforza il legame tra genitore e bambino. Questi sono alcuni dei benefici riportati con entusiasmo dai genitori che scelgono di arricchire la comunicazione con i segni. Il potenziamento del linguaggio verbale e dello sviluppo cognitivo sono i benefici rilevati dalla ricerca ventennale sull’argomento. A Padova e a Venezia genitori, nonni, educatori, pediatri (e chiunque sia interessato a scoprire come potenziare la comunicazione con i bambini molto piccoli) sono invitati a partecipare ad incontri informativi gratuiti o a “Workshop Baby Signs”, per individuare e familiarizzare con i segni più utili per ogni bambino e scoprire poi come inserirli, con semplicità e divertimento, nella vita di ogni giorno. Informazioni e calendario degli incontri disponibili su www.babysignsitalia.com, o su Facebook “Baby Signs Italia” Baby Signs Italia Tel 392 6282909 www.babysignsitalia.com info@babysignsitalia.com Facebook/babysignsitalia


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Dire alimentazione è come dire cellule! Analisi Lipidomica: la risposta a molti quesiti

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’Analisi Lipidomica di Membrana è una scansione di una piccola quantità di sangue (simile all’analisi della glicemia) prelevata in farmacia ed analizzata dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna) con risultati consultabili in 10 giorni. Questo particolare tipo di analisi consente di verificare la composizione della membrana cellulare che influenza fortemente la capacità delle cellule di scambiare sostanze e informazioni con l’esterno. La composizione della membrana cellulare dipende totalmente dal cibo che ingeriamo: i nutrienti, entrando a far parte della struttura cellulare, sono quindi in grado di influenzare e modificare la capacità delle nostre cellule di rispondere in modo adeguato agli stimoli. Il cibo è responsabile della funzionalità della cellula ed è una grossa leva su cui poggiare in caso di malfunzionamento. L’analisi Lipidomica riesce a determinare lo stato di salute basale delle cellule e quindi del nostro organismo permettendo di programmare l’intervento dietetico adeguato. La Lipidomica può aiutarti perché: - Controlla e potenzia le tue difese immunitarie e rende le cellule più forti nei confronti di batteri, virus e funghi. Controlla se hai carenze di acidi grassi protettivi per il benessere della pelle e verifica il livello di infiammazione cellulare poiché gli squilibri contribuiscono fortemente ai disturbi dermatologici Controlla i livelli di acidi grassi

favorevoli per il corretto funzionamento del sistema nervoso, l’umore e la protezione dallo stress. Livelli bassi di acidi grassi possono renderti poco resistente allo stress e causarti stanchezza costante. Controlla l’affaticamento metabolico che rallenta il tuo metabolismo e condiziona il peso corporeo, colesterolo alto, glicemia alta e altri disturbi metabolici. Controlla se sei povero di elementi protettivi della mucosa gastrica e intestinale e se ti trovi in una condizione d’infiammazione silente causa di disturbi intestinali, difficoltà digestive, gonfiore intestinale e sensibilizzazione ad alcuni alimenti. Controlla il livello di infiammazione che contribuisce al dolore muscolare, osteoarticolare, fibromialgia, rigidità dei movimenti, infiammazione tendinea e ti consente di rafforzare la protezione antiinfiammatoria naturale. La Lipidomica, applicabile a diversi comparti del nostro organismo, comprende quindi diverse aree d’intervento (dimagrimento, digestivo/intestinale, cutaneo, immunitario, cardiaco, stress radicalico/invecchiamento, stanchezza/efficienza sportiva) e consente di stabilire un percorso chiaro e altamente efficace per puntare al recupero del benessere investendo nella prevenzione. “Fa che il cibo sia la tua medicina…” Ippocrate (460 a.C. – 377 a.C.) (Seconda Parte)

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La dotto.ssa Laura Grigoletto, consulente in Lipidomica, Dietetica e Nutrizione

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Farmacia Grigoletto - Via Villa, 150 - Bojon di Campolongo Maggiore (Ve) - Tel. 049 5809002 farmaciagrigoletto@gmail.com

Aumentano i minori che dormono poco per l’utilizzo di tablet e smartphone Troppi bambini dormono molte ore in meno di quello che serve loro per star bene. Andare a letto presto nella propria camera è fondamentale

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l 25% dei bambini a 5 anni dorme meno delle ore raccomandate e già a 1-2 anni di vita il 12-13% dei bambini utilizza i moderni devices elettronici (tablet, smartphone e TV) in fase di addormentamento. E’ quanto emerge da una recente ricerca presentata in anteprima durante un convegno a Chioggia dal dottor Mattia Doria, coordinatore dei Pediatri di Libera Scelta del Distretto clodiense, e coordinatore scientifico nazionale del progetto. Il tema su cui il medico si è soffermato a lungo è quello delle abitudini al sonno e la loro correlazione con i disturbi del comportamento. La ricerca da cui sono statti tratti i dati preliminari si è sviluppata su 11 regioni italiane sotto l’egida della Federazione Italiana Medici Pediatri. Dal quadro generale emerge, anche, quanto i bambini abbiano poca autonomia durante il sonno notturno dal momento che oltre il 34% dei bambini di età 3-5 anni dorme nel lettone o in camera con i genitori. Per quanto attiene ai disturbi del comportamento emerge che essi siano favoriti dall’andare a letto tardi, dall’utilizzo frequente dei devices elettronici e dal dormire meno delle ore raccomandate mentre siano molto

meno presenti nei bambini che vanno a letto presto e si addormentano nel proprio letto con la lettura di un libro da parte di un genitore. Ma il Convegno Pediatrico Clodiense dedicato, quest’anno, alla prevenzione e stili di vita, ha visto protagoniste del dibattito tutte le 8 azioni del progetto della Regione Veneto Genitoripiù (www.genitoripiu.it). Prendersi cura del bambino significa pensare alla sua salute già prima del concepimento e lungo tutto l’arco della vita con particolare attenzione ai suoi primi anni. Per questo motivo il progetto Genitoripiù propone 8 azioni di provata efficacia: 8 azioni con un unico obiettivo, promuovere la salute fisica e psicologica del proprio bambino. Assumere l’acido folico nei tempi e nelle quantità corrette, non fumare in gravidanza e davanti al bambino, non bere in gravidanza e in allattamento, fare tutte le vaccinazioni raccomandate, mettere il bambino a dormire a pancia in su, allattare al seno, proteggerlo dagli incidenti in auto e in casa, leggergli un libro. Gli interventi del dottor Leonardo Speri, responsabile regionale del progetto Genitoripiù e della dottoressa Stefania Porchia dell’Università Ca’ Fo-

scari di Venezia hanno presentato le 8 azioni ed hanno messo in evidenza quali siano le azioni per le quali c’è bisogno di sviluppare una maggiore attenzione nel territorio della Ulss 3: la recente rilevazione fatta nel 2016 mette in evidenza che le conoscenze degli operatori del percorso nascita sono sostanzialmente allineate con quelle regionali, hanno la positiva tendenza ad essere maggiormente proattivi con i genitori, hanno un’ottima conoscenza sulla tematica dell’allattamento ma un po’ meno sulla posizione sicura in culla (a pancia in su!) e sulla protezione in casa. Ci sono sempre più conferme scientifiche che queste 8 azioni sono quelle che riescono ad intervenire più efficacemente sia nella prevenzione dei rischi più importanti nei primi anni di vita, sia per garantire ai bambini un vero e proprio capitale di salute per il futuro. Sono molto connesse tra di loro e, attuate insieme, moltiplicano la loro efficacia: una singola azione può essere efficace per prevenire molti problemi e un singolo problema di salute può essere prevenuto con il contribuito sinergico di più azioni. “I pediatri di famiglia – ha commentato il Diretto-

re Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben- sono da sempre impegnati a garantire, attraverso l’istituto dei bilanci di salute, i migliori standard di salute per tutti i bambini e valutano con favore che anche altre figure professionali siano coinvolte attraverso questo progetto regionale a collaborare nel sostenere i migliori principi di prevenzione e stili di vita”. “Fondamentale – ha aggiunto il DG – è diffondere quindi i corretti comportamenti e cercare, inoltre, da adulti, di dare il buon esempio”.


VERONA, 31 GENNAIO - 3 FEBBRAIO 2018


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Tra le vette U innevate col Trenino Rosso del Bernina

n itinerario che sorprende e meraviglia. Un percorso incredibile che seduce grazie ad un paesaggio naturale e incontaminato che muta lento, passando dalle verdi distese di campi ai bianchi e dominanti ghiacciai eterni, il tutto per donarci uno spettacolo fiabesco con paesaggi da quadro ed emozioni da film. Il trenino Rosso del Bernina, conosciuto come il treno più bello del mondo scala la montagna affrontando pendenze del 70 per mille fino a toccare il cielo a oltre 2000 metri di altitudine, il punto più alto raggiunto da un treno in Europa. Partendo da Tirano a 429 metri sul livello del mare, con un percorso di circa 60 km, attraverso tutte le fasce vegetazionali delle Alpi, arriva ai 2253 metri del passo del Bernina per, poi, scendere, in modo più graduale e dolce, ai circa 1800 metri di St. Moritz. Partenza da la stazione di Tirano. Dopo essere passato a fianco del santuario della Madonna di Tirano, il trenino rosso si addentra nella Valle di Poschiavo, in territorio svizzero. Dopo pochi km supera il famoso viadotto di Brusio, simbolo della tratta ferroviaria. Il viadotto elicoidale, un vero gioiello architettonico e ingegneristico, è stato realizzato per permettere al treno di superare il dislivello, allungandone il percorso, come unica alternativa possibile alla cremagliera. Superato il primo tratto della valle si incontra il lago di Poschiavo, a quasi 1000 metri sul livello del mare. Da Poschiavo il trenino si inerpica sulla pendice della montagna seguendo un percorso che permette una vista mozzafiato sulla Valposchiavo e Valtellina. Raggiunta quota circa 1700

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il trenino arriva a Cavaglia, amena conca, ideale per rilassanti passeggiate. La tappa successiva, dove il bosco di abete rosso lascia il posto al bosco di larici, è Alp Grum a 2091 metri da dove si può ammirare il ghiacciaio del Palù. Dopo Alp Grum il trenino lascia il bosco per i pascoli di alta montagna fino ad arrivare al passo del Bernina. Dopo lo sbarramento del lago Bianco inizia la discesa, tra i pascoli di montagna. Qui si incontrano Il lago Nero e il lago Piccolo, due laghetti naturali alpini alimentati da ruscelli e non da acqua di ghiacciaio come avviene per il lago Bianco. Dopo aver lasciato la partenza delle due funivie Lagalb e Diavolezza il trenino, abbassandosi di quota, con un ampio tornante arriva in prossimità del maestoso gruppo del Bernina, la cui cima principale, il pizzo Bernina raggiunge i 4049 metri sul livello del mare. I ghiacciai che rivestono il gruppo montuoso terminano con la lingua glaciale di Morteratsch il cui impressionante ritiro nell’ultimo secolo è ben visibile dalla morena glaciale sulla pendice della montagna. Tappa a Morteratsch alla base del ghiacciaio, nel cuore del gruppo del Bernina. Attraverso bei boschi a prevalenza di pino cembro il percorso continua fino a Pontresina, allo sbocco della val Roseg, dove c’è la coincidenza per i treni che vanno verso la Bassa Engadina o Coira e ritorno a Tirano. Il viaggio verso St. Moritz volge al termine. Dopo aver superato l’Engadina e la caratteristica chiesetta di San Gian dai due campanili (quello più grande senza tetto) il trenino arriva in stazione a St. Moritz a 1775 metri sul livello del mare.


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Due ascensori mozzafiato per la Regina delle Dolomiti Sono stati realizzati a Rocca Penia, a 3.265 metri, sulla stazione a monte della funivia della Marmolada, su una parete a strapiombo. Ampie vetrate permettono la vista di un panorama unico sul ghiacciaio di Renato Malaman

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à dove osano soltanto le aquile una nuova ardita opera dell’uomo sfida lo strapotere dei ghiacci eterni. Sulla sommità della funivia della Marmolada, impianto che sale fino ai 3.265 metri di Punta Rocca e che quest’anno compie mezzo secolo, sono stati costruiti due nuovi ascensori da brivido, panoramici, costruiti a strapiombo su una parete di mille metri, per rendere la Marmolada accessibile a tutti. I due ascensori sono a disposizione degli sciatori e dei turisti: collegano la stazione di Punta Rocca con le piste. Un impianto avveniristico, posto all’arrivo della funivia di Malga Ciapèla, che sale appunto fino a Punta Rocca (metri 3.265), la quota più alta raggiungibile con un impianto di risalita nelle Dolomiti, e collega il piano d’imbarco della funivia con il ghiacciaio, colmando quel dislivello di circa 14 metri che fino ad ora poteva essere superato solo grazie a quattro rampe di scale. Giustificata la soddisfazione di chi li ha costruiti: «Questi due ascensori – sottolinea Mario Vascellari, presidente della società impiantistica Marmolada srl - consentono di rendere la nostra montagna, che è il cuore delle Dolomiti, alla portata di tutti, proprio di tutti. Anche dei diversamente abili. Abbiamo eliminato ogni barriera che poteva frapporsi alla libera fruizione di questo meraviglioso monumento della natura». Un’opera che migliora la proposta turistica di questa bella e appartata area della provincia di Belluno, che ha i suoi must nella suggestiva Rocca Pietore e nel borgo di Sottoguda, paese famoso per i suoi antichi fienili, oltreché per i Serrai, un orrido che in questo periodo è reso più prezioso da fantasmagoriche cascate di ghiaccio, ammirabili passeggiando su un comodo sentiero. Chiamati Rocca e Penia, come le due cime più alte del massiccio della Marmolada, e costati 900 mila euro, gli ascensori hanno una portata di 42 persone ciascuno e, grazie alle porte in vetro e alle ampie vetrate delle cabine, consentono di ammirare le vette dolomitiche che circondano la Marmolada. Come prescrive la normativa, ci sono anche delle scale interne parallele agli ascensori, anche queste panoramiche poiché si sviluppano intorno alle ampie vetrate della struttura. I lavori sono iniziati nel maggio 2016 con la perforazione e il consolidamento delle basi degli ascensori che salgono praticamente a strapiombo sopra i 1000 metri della parete sud della Marmolada. «La realizzazione – spiegano dalla società – è stata impegnativa per l’altitudine e la conformazione del luogo, per il trasporto dei materiali sono stati utilizzati i gatti delle nevi, l’elicottero e la stessa

L’ardita opera, che renderà più agevole l’accesso alle piste e ai sentieri d’estate, completa l’offerta dell’area bellunese già resa preziosa dal borgo di Sottoguda e dallo spettacolare orrido dei Serrai

LA NUOVA TORRE CON I DUE ASCENSORI PANORAMICI. SOTTO: LA FUNIVIA CHE SALE AI 3.265 METRI DI PUNTA ROCCA, LA SOMMITÀ DELL’IMPIANTO CON LE PISTE DA SCI, UN DETTAGLIO DELLA STRUTTURA DOVE SCORRONO GLI ASCENSORI, UNO SCORCIO DI SOTTOGUDA, ALTRA VISTA SU PUNTA ROCCA, I SERRAI DI SOTTOGUDA E LA STAZIONE DI PARTENZA DELLA FUNIVIA A MALGA CIAPÈLA

funivia per gli ingombri minori. Combattendo spesso anche contro il vento che, a 3 mila metri di altitudine, è spesso impetuoso». Vento che il 22 dicembre scorso ha fatto saltare la cerimonia di inaugurazione. Per limitare l’impatto ambientale la struttura riflette i colori della natura nei diversi momenti della giornata grazie all’acciaio e ad ampie vetrate che permettono di ammirare lo spettacolare panorama circostante. «Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti. Siamo orgogliosi – ribadisce Mario Vascellari – dell’apprezzamento ricevuto dai tecnici e dalle autorità competenti che hanno approvato questo progetto, che migliora l’aspetto complessivo della stazione con una struttura architettonicamente innovativa. In vista dei mondiali di sci previsti a Cortina nel 2021 abbiamo altri ambiziosi progetti per collegare i comprensori sciistici della zona. I mondiali sono un treno che non bisogna perdere». Va ricordato che la Marmolada è il gruppo montuoso più imponente dell’intero arco alpino e non a caso viene chiamata la Regina delle Dolomiti. L’accesso alle sue nevi perenni è reso possibile dai tre tronconi della funivia che parte da Malga Ciapèla (1450 metri): il primo tratto è un

muro di roccia verticale in cima al quale si trova la stazione di Banc d’Antermoja (2.350); il secondo tratto conduce alla stazione Serauta a 3 mila metri che ospita il Museo Marmolada Grande Guerra, inaugurato nel 1990 ed ampliato e ristrutturato ex novo nel 2015; mentre l’ultimo tratto attraversa quasi totalmente il ghiacciaio fino a raggiungere la stazione di Punta Rocca (3.265). Il dislivello totale è di 1.810 metri, la lunghezza dell’impianto è di 4.365 metri, la velocità massima 12 metri al secondo, la capacità massima 960 persone all’ora, la durata del viaggio Malga Ciapèla - Punta Rocca di 12 minuti. La costruzione della funivia della Marmolada, 50 anni fa, costituì una vera rivoluzione per la valle Agordina e la comunità di Rocca Pietore; un investimento importante che permise di far arrivare il turismo in aree cronicamente soggette all’emigrazione forzata e fino ad allora periferiche rispetto alle grandi direttrici turistiche. Una scelta lungimirante che oggi viene suggellata da questo ulteriore investimento in tecnologia d’avanguardia, che rende la montagna più accessibile. E permette a chi vuole conoscerla da più vicino di poter realizzare questo sogno.


Oroscopo

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Ariete Voglia di divertimento al massimo, grazie a Mercurio in Sagittario che vi regalerà vacanze divertenti e varie

Toro Vi sentirete bene con voi stessi, certi degli obiettivi da raggiungere, attenzione all’impulsività

Gemelli Vivaci, sereni, innamorati della vita e felici di quello che avete e che sapete già che riuscirete ad ottenere in futuro

Gennaio L’anno inizia con le migliori prospettive, le stelle sono dalla vostra parte!

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Bilancia Separate mente e cuore, assecondate le emozioni positive che nutrite dentro. Saranno la guida migliore per decisioni importanti

Scorpione Da metà mese in poi sarete turbati, negli affetti mostrerete un volto meno accomodante. Non siate precipitosi ma astuti

Sagittario Vi aspetta, nel complesso, un ottimo periodo che vi consentirà di chiudere con alcune antipatiche faccende del passato

Per fermare la sclerosi multipla ogni occasione è buona. Cancro

Capricorno

La grinta e la determinazione non vi mancheranno mai. Attenzione alle insoddisfazioni affettive, evitate l’irruenza

Finalmente un periodo che vi porterà risultati concreti, migliorie in famiglia, nella gestione delle finanze, negli affetti

Leone

Acquario

Siete molto facili all’ira, approfittate però delle ottime opportunità per allargare la cerchia delle conoscenze

Assecondate la voglia di divertirvi, di uscire, di conoscere gente e magari anche di viaggiare e concedervi qualche sfizio extra

Matrimonio, nozze d’oro e d’argento, battesimo, prima comunione, laurea, momenti speciali che possono essere resi unici e indimenticabili con un gesto di solidarietà. Vergine Il vostro cuore sarà riscaldato da emozioni forti e finalmente serene. Gli imprevisti passeggeri non lasceranno traccia

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