Nell’ultimo biennio la mobilità nel nostro Veneto è tornata, a pieno regime, ai ritmi frenetici del periodo pre-pandemico. Spostamenti per lavoro, studio e un turismo sempre più pervasivo hanno riportato il traffico a livelli massimi. Ma cosa ci dicono i numeri dell’ultimo rapporto Istat sulla sicurezza stradale? Il quadro che emerge è in chiaroscuro, ma con un raggio di luce che merita la nostra attenzione. Il dato più incoraggiante riguarda gli incidenti mortali: la prima metà del 2025 ha mostrato una riduzione degli incidenti con lesioni (-1,3%) e delle vittime, in linea con un calo generale. Nel 2024, le vittime sulle nostre strade furono 269. Numeri ancora tragicamente alti, ma che raccontano un calo un calo significativo. L’indice di mortalità in Veneto è calato da 2,4 a 2,1 decessi ogni 100 incidenti. Si tratta di un risultato d’eccellenza se confrontato con la sostanziale stagnazione del dato nazionale. Guardando lontano, dal 2010 a oggi, la nostra regione ha ridotto la mortalità stradale di oltre il 32%, superando la media italiana. Tuttavia, non è il momento di brindare. Se le “croci” diminuiscono, il numero complessivo di incidenti e di feriti è in lieve aumento, rispettivamente dello 0,7% e dell’1,3%. Questo scollamento ci suggerisce che, sebbene la sicurezza dei veicoli e la tempestività dei soccorsi riescano a salvare più vite, la frequenza degli impatti resta legata a distrazioni e volumi di traffico critici. Il Veneto, inoltre, è tra le regioni più colpite per mortalità ciclistica, con 27 ciclisti deceduti registrati nel 2025. Ogni incidente rappresenta un costo umano e sociale immenso e non possiamo abbassare la guardia.
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di Padova Est
I manager della sanità padovana: Fortuna in Azienda Ospedale, Benini all’Ulss 6
SICUREZZA STRADALE,
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DI PIU’
Viabilità sicura e mobilità lenta: pioggia di interventi in tre anni a Vigonza. A Noventa Padovana e Saonara, la Polizia Locale ha rilevato un aumento degli incidenti
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Bilancio regionale ultimi ritocchi prima del varo definitivo: parla l’assessore Giacinti
L’assessore regionale: stanziati subito 18 milioni per le borse studio, attenzione al disagio giovanile
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DLiceo classico, scelta da eroi
Giampiero Beltotto
ite la verità: non mandate i vostri figli al classico perché avete paura del loro fallimento, quindi, non scommettendo sulla loro intelligenza, sulla loro capacità di abnegazione, di sacrificio, di volontà ferrea, scegliete per loro un percorso agevole. Quanti dei lettori di questo giornale hanno frequentato il glorioso liceo classico? Ricorderanno le ore trascorse sui Promessi Sposi, sull’aoristo passivo, su Tacito (intraducibile tanto quanto Quintiliano) o su Platone, che mi toccò alla maturità.
VALERIA MANTOVAN: “LA CULTURA IN VENETO
“Quello di Lupin III”: Davide Zanella, artista punto di riferimento per la comunità pop
Le richieste saranno valutate dall’amministrazione, e gli apparati dovranno rispettare standard di compatibilità TELECAMERE DI QUARTIERE:
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Un percorso per conoscere
Un’occasione per avvicinarsi al mondo dell’accoglienza e conoscere più da vicino l’affido familiare. Il Comune di Saonara promuove un percorso di formazione rivolto a cittadini, coppie e singoli interessati ad approfondire questo importante strumento di sostegno per i minori in difficoltà. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di far conoscere meglio il significato dell’affido familiare, una forma di accoglienza temporanea che permette a bambini e ragazzi di vivere in un contesto sereno quando la loro famiglia attraversa un periodo di fragilità. Non si tratta di un’adozione, ma di un percorso di aiuto e accompagnamento che coinvolge sia il minore sia la famiglia di origine, con il supporto dei servizi sociali del territorio. Il percorso formativo sarà articolato in una serie di incontri durante i quali operatori ed esperti del settore illustreranno le caratteristiche dell’affido, gli aspetti normativi e il ruolo delle famiglie affidatarie. Spazio anche al confronto diretto con chi ha già vissuto questa esperienza, attraverso testimonianze e momenti di dialogo con i partecipanti. L’iniziativa è aperta a coppie sposate o conviventi, famiglie con o senza figli e anche a persone singole. Non sono richieste competenze particolari, ma la disponibilità a mettersi in gioco e a conoscere più da vicino un’esperienza che può rappresentare una grande opportunità di crescita umana e sociale. Attraverso questo percorso il Comune intende promuovere una cultura dell’accoglienza e rafforzare la rete di solidarietà del territorio. L’affido familiare, infatti, non è solo un gesto di generosità, ma un vero progetto educativo e di comunità, capace di offrire ai bambini nuove opportunità e punti di riferimento importanti nel loro percorso di crescita.
Manuel Glauco Matetich
Saonara mette in campo incontri, testimonianze e informazioni pratiche
Liceo classico, scelta da eroi Giampiero Beltotto
Sapete che cosa diceva la mia insegnante nel liceo milanese di cui lei era Papessa riconosciuta e riverita? Che lì per lì avremmo trovato i Promessi Sposi noiosi, ma quando saremmo diventati vecchi o nei giorni della malinconia, proprio quelle pagine dell’eterno don Lisander ci avrebbero ristorato l’anima. La Papessa (unico arbitro della nostra esistenza in quegli anni) ci insegnò anche a leggere, nel senso di articolare le parole a voce alta in modo tale che gli altri capiscano perché “non leggi per te e basta, ma per tutto il mondo e devi leggere ad alta voce e lentamente per capire, per gustare le parole e per trasmetterle”. Leggo che al classico, proprio quello del 1923 pensato dal fascistissimo Giovanni Gentile, grazie al quale abbiamo la più bella scuola del mondo, ci va il cinque per cento dei nostri ragazzi. Credo che la percentuale corrisponda al numero di italiani che si entusiasmano per il bello in sé, cioè per ciò che ci rende umani. A casa mia anche figli e nipoti considerano il classico la scuola dell’obbligo perché non possiamo concepirci senza quelle cose inutili che sono la letteratura, il greco e il latino, la filosofia. Ho scoperto con orrore che il legislatore ha tolto la magnifica differenza con tutte le altre scuole, l’avere cioè la quarta e la quinta ginnasio. Tutti uguali ci vogliono. Nelle infinite porcherie commesse a danno della scuola, questa la considero tra le peggiori, come la fine del riassunto e la lallazione che insulta i nostri ragazzi perché li vuole incapaci di reggere allo stress del risultato, quasi che la vita sia una noiosa passeggiata sull’olio scivoloso della parità. Ah certo, dovete considerare i vostri figli un po’ eroi per iscriverli al classico, dei magnifici figli di Sparta e di Atene. Vostro figlio come Leonida che ci salvò con anche meno del cinque per cento dalle invasioni e che quando l’imperatore nemico gli ingiunse di abbassare lo scudo perché erano troppo pochi per salvare la pelle, rispose “vieni a prenderlo”. O vostra figlia come Aspasia di Atene compagna di Pericle e con lui all’origine di quella che noi poveracci chiamiamo democrazia: la ragazza potrebbe lavorare con onore nella comunicazione. Saranno gli unici, i vostri figli, che quando il telecronista dice “naiki” avvertiranno un brivido d’orrore lungo la schiena, ma saranno quelli che dopo cinque anni non rinunceranno a pensare con la propria testa e a concludere che “uno vale uno lo dici a tua sorella”. Se li volete forti i figli e se scommettete su di loro chiedete la sezione aspra e dura dove c’è il professore di filosofia che insegna Platone e Sant’Agostino e non comizia di politicamente corretto. Pure qualche scappellotto farebbe bene a chi decide per il classico ma so che questo finale potrebbe alzare un polverone. Rinuncio allo scappellotto, ma per favore ritorniamo al vecchio ma sempre giovanissimo ginnasio. Quarta e quinta, s’intende. Astenersi perditempo e perdigiorno. E poi come dice il Maestro Arbore, “meno siamo, meglio stiamo”. continua da pag. 1
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Regionale Piovese, 14 anni di stallo “Sviluppo rallentato e bilanci a rischio”
L a regionalizzazione della Ss 516 “Piovese” torna al centro del dibattito, con Ponte San Nicolò tra i Comuni che più direttamente subiscono le conseguenze di una situazione ferma da tre lustri. A riaccendere i riflettori è un’interrogazione presentata in Consiglio regionale dal capogruppo di “Riformisti veneti in Azione”, Nicolò Rocco, che chiede alla Giunta di chiarire tempi e modalità per sbloccare un iter avviato nel 2012 e mai portato a compimento. “La Piovese andava regionalizzata integralmente quattordici anni fa” afferma Rocco “accogliendo la proposta di Anas rimasta invece chiusa in un cassetto. Questo stallo ha rallentato lo sviluppo del territorio e oggi mette a rischio i bilanci dei Comuni coinvolti”. Era infatti il 2012 quando la Regione si impegnava a procedere alla permuta della tratta Padova –Piove di Sacco della Ss 516 con la Sp 40 “dei Vivai”, secondo un accordo
con Anas confermato anche da un voto del Consiglio regionale. Da allora, però, il progetto non ha più avuto seguito, lasciando la Piovese nella sua attuale classificazione di strada statale, con tutte le limitazioni operative che ne derivano. Una situazione che a Ponte San Nicolò ha effetti particolarmente pesanti. La statale attraversa il centro abitato dividendo di fatto il paese in due, con volumi di traffico in costante crescita. “Parliamo di flussi che hanno ormai superato i 50 mila passaggi al giorno” spiega l’assessore alla viabilità Nicolò Pegoraro “con una pressione che incide sulla sicurezza stradale e sulla qualità della vita dei residenti”.
Secondo Pegoraro, il nodo non riguarda solo il progetto di prolungamento della linea Sir3 del tram fino all’Agripolis di Legnaro, incompatibile con una strada statale, ma anche la possibilità di intervenire sulla sicurezza. “Abbia-
mo la necessità di realizzare isole spartitraffico per proteggere gli attraversamenti pedonali, cordoli per gestire gli incroci e regolare il traffico, oltre ad altri interventi che oggi non possono essere eseguiti su una statale. Il declassamento è quindi un tema centrale anche per la sicurezza e la gestione della viabilità”. Di fronte al protrarsi del silenzio regionale, la nuova amministrazione comunale sannicolese si è mossa fin dall’insediamento nel 2024. “Nel settembre di quell’anno abbiamo incontrato l’allora vicepresidente regionale Elisa De Berti” ricorda Pegoraro “senza però ottenere un impegno concreto sullo scambio di competenze. Da qui la scelta di avviare un percorso con Anas, con il supporto di Regione e Provincia, per valutare anche un declassamento a strada comunale”. Un’ipotesi che presenta tuttavia criticità rilevanti. “Nel tratto urbano della Piovese insiste lo storico
Al via ai lavori stradali da 150mila euro
E’ iniziata l’attività della ditta vincitrice dell’appalto triennale per i lavori stradali nel territorio comunale sannicolese. Si tratta di un incarico del valore complessivo di 150 mila euro, affidato per consentire interventi puntuali nelle situazioni di criticità e per realizzare piccole opere di manutenzione straordinaria su strade e marciapiedi. “Si tratta di un appalto molto importante per il nostro territorio che ci permette di intervenire tempestivamente in situazioni di criticità” spiega l’assessore ai lavori pubblici Nicolò Pegoraro. La ditta incaricata sta operando sulla base di una lista di interventi predisposta dal Comune, intervenendo progressivamente in diverse zone del
territorio. I primi lavori hanno riguardato i marciapiedi di via Giorato e via Dante, dove sono in corso operazioni di rimozione dei ceppi degli alberi che avevano compromesso alcuni tratti del percorso pedonale, con la conseguente sistemazione delle parti danneggiate.
Successivamente l’attenzione si sposterà su via Don Orione con la riqualificazione di una porzione di marciapiede particolarmente deteriorata, mentre all’incrocio con via Vespucci sarà effettuato un intervento di asfaltatura. “Saranno eseguiti piccoli ma importanti interventi stradali in attesa delle asfaltature di fine estate” aggiunge Pegoraro, “è fondamentale avere a disposizione
ponte sul Bacchiglione” sottolinea l’assessore “che è un’infrastruttura di 113 anni. È impensabile che una realtà di 13 mila abitanti possa farsi carico della manutenzione di un ponte ultracentenario senza ade-
una ditta che possa intervenire con tempestività perché è difficile pensare di affidarsi esclusivamente agli operai comunali che comunque continuano a svolgere numerosi lavori sul territorio”. A questo appalto si affiancheranno altre attività previste nei prossimi mesi. Tra queste una nuova tracciatura della segnaletica orizzontale programmata per la fine della primavera e un ulteriore appalto triennale, sempre da 150 mila euro, destinato ai lavori edili sugli edifici pubblici comunali. Per la fine dell’estate è inoltre previsto l’avvio di un piano di asfaltature del valore superiore al milione di euro. “Siamo consapevoli della necessità di intervenire” aggiunge il sindaco Gabriele
guate garanzie economiche. Siamo disposti ad assumerci la gestione della strada, ma servono certezze sui fondi per la manutenzione del ponte”.
De Boni, “questo sarà un anno di cantieri e rappresenta un passo importante nel percorso di riqualificazione del territorio”. (a.c.)
Alessandro Cesarato
NIcolò Pegoraro
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Sicurezza stradale/2. Dopo le tante richieste dei residenti qualcosasi muove, al via i progetti
Il grido d’allarme di pedoni e ciclisti, a Vigonza mobilità lenta da tutelare
Piste ciclabili e messa in sicurezza delle strade più pericolose: sono tanti gli interventi in tema di viabilità sicura che il Comune di Vigonza ha messo in campo negli ultimi tre anni. A ricordarlo è il sindaco Gianmaria Boscaro. “Nei primi tre anni dell’amministrazione – dice il sindaco - abbiamo realizzato il record di progetti in esecuzione e l’avvio per ciclabili e mobilità lenta con oltre 14 interventi. Non era mai successo che in un periodo così breve a Vigonza si sviluppassero progetti dedicati alla mobilità lenta”. Questo è stato possibile grazie ai finanziamenti sovracomunali ricevuti e all’adozione, da parte dell’amministrazione, del Piano urbano del traffico, che non veniva aggiornato da quasi 20 anni, e del Biciplan: il primo piano di sviluppo delle piste ciclabili, che a Vigonza non era mai stato realizzato. Nel dettaglio, sono già in esecuzione o in fase di appalto la pista ciclabile di via Consorti, tratto nord, e la pista ciclabile Trevisan, finanziata e attualmente in
fase di affidamento d’appalto ed esecuzione. Come anche la pista ciclabile di via Arrigoni lato sud, la pista ciclabile di via Padova e il tratto ciclopedonale di via Zanon. A Peraga, per la pista ciclabile nell’area ex ruderi in prossimità di Villa Pavanello, i lavori cominceranno a settembre. La giunta comunale ha poi approvato un altro pacchetto di interventi per la messa in sicurezza di pedoni e ciclisti: il completamento del tratto ciclabile di Barbariga in via Carpane, il completamento del tratto ciclabile di via Diaz e la pista ciclabile di via Paradisi, per la quale è stato predisposto lo studio di fattibilità. Sono stati affrontati inoltre due progetti strategici mai affrontati prima: la pista ciclabile di via Caltana e quella della tratta PeragaPionca. “In questi tre anni – sottolinea il sindaco - abbiamo avviato un lavoro strategico che ci ha permesso di intercettare fondi europei, 700.000 euro ad esempio per la Peraga Busa, e fondi provinciali. Abbiamo deciso di dare un segnale e una visione complessiva, non
a spizzichi e bocconi, prendendo in mano anche la progettazione della Pionca-Peraga, mai fatta, e di via Caltana in condivisione con i Comuni di Campodarsego e Villanova. Su questi due progetti la prima richiesta di finanziamento non è andata a buon fine, ma era prevedibile visto che la Regione finanziava solo i primi 40 progetti sugli oltre 400 presentati dai Comuni. Abbiamo anche approva-
to sistemazioni viabilistiche per mettere in sicurezza pedoni e ciclisti: la famosa incompiuta di via Carpane, un tratto pericolosissimo e con molto afflusso verso la stazione; via Paradisi, dove da decenni i residenti avevano chiesto al Comune una soluzione, ma non era mai stato fatto nemmeno un progetto; via Diaz, dove manca un ultimo pezzo dopo le sistemazioni fatte nel sottopasso; e via Ca-
Paolo Battistini (Aifvs): “Urge riattivare gli autovelox per salvare vite”
“In 20 anni il numero di giovani morti in sinistri stradali in età compresa tra 20 e 29 anni è diminuito, dalle 1700 vittime del 2004 alle 1100 del 2011, fino alle 700 attuali. Resta alto il numero di pedoni uccisi: 500. Il Ministero dei Trasporti autorizzi i lavori di adeguamento degli autovelox”. A dirlo è Paolo Battistini, presidente dell’Associazione Italiana Famigliari Vittime della Strada per le province di Padova e Venezia e Treviso, da anni impegnato nella promozione dell’educazione stradale e nel sollecitare le
istituzioni a rafforzare gli strumenti per la sicurezza sulle strade. “In queste settimane faremo incontri nelle scuole dell’area di Cittadella, nel Padovano, e a Borgoriccospiega - ma anche a Mirano, nel Veneziano, nel mese di aprile. Nei mesi scorsi abbiamo organizzato iniziative di sensibilizzazione a Martellago e a Piove di Sacco”. Nel 2024 rispetto al 2023 in Veneto si è registrato un aumento dei sinistri stradali gravi o mortali, una tendenza che (pur senza dati ad ora ufficiali) sembrerebbe proseguire anche nel
2025. “Per far diminuire gli incidenti mortali o gravi – sottolinea – una strada è obbligata: ridurre la velocità di auto, camion e moto. Si spera che gli autovelox spenti possano essere riaccesi al più presto con il via libera del Ministero dei Trasporti. Vanno nella giusta direzione le strade con limite a 30 chilometri all’ora”. Infine l’attenzione va all’età dei conducenti: “Servono controlli precisi sulle condizioni psicofisiche di chi magari a 75 o 80 anni si mette alla guida dell’auto”. (a.a.)
priccio, dove anche in quel caso le richieste dei residenti sono sempre rimaste lettera morta”. “Ricordando il lavoro già completato su via Martiri della Libertà a San Vito – conclude – possiamo dire che in tre anni siamo intervenuti o interverremo entro l’anno in tutte le frazioni. Un ringraziamento va all’assessore Massimiliano Cacco e al suo ufficio”. Alessandro Abbadir
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Il sindaco Boscaro
Sicurezza stradale/3. La situazione sul territorio a Noventa Padovana e Saonara
Più che raddoppiati gli incidenti interventi sempre più complessi
Il Distretto integrato della Polizia Locale dei Comuni di Noventa Padovana, Saonara Stra e Vigonovo ha celebrato nelle scorse settimane la festa di San Sebastiano, un’ occasione durante la quale sono stati presentati i dati dell’attività svolta sul territorio. Dopo la fase di rodaggio del 2024, nel 2025 è entrato pienamente a regime il modello di gestione associata del comando di Polizia Locale tra i 4 Comuni, confermandone l’efficacia e il carattere innovativo. I risultati numerici, pur non rappresentando nella loro totalità l’impegno quotidiano del servizio, offrono un quadro significativo dell’attività svolta. Il Numero Unico Operativo (049 8952190), punto di riferimento per richieste di intervento e segnalazioni, ha gestito oltre 2.700 richieste, con un incremento del 13,3%, e 451 interventi rapidi del Pronto intervento territoriale (+14,5%). Particolarmente intensa l’attività di infortunistica stradale, che ha fatto registrare un nuovo massimo con 122 incidenti rilevati. A titolo comparativo, nel 2023 gli incidenti complessivamente rilevati dalle polizie locali dei quattro
Comuni erano stati 52. Questa attività, che evidenzia l’elevata professionalità della Polizia Locale, rientra nella volontà delle amministrazioni di alleggerire le altre forze di polizia, in primis l’Arma dei Carabinieri, da tali incombenze, consentendo loro di concentrare le risorse sulla prevenzione e repressione dei reati, tra cui i furti in abitazione. Sempre in ambito di polizia stradale, i veicoli fermati e i conducenti controllati sono più che raddoppiati, passando da 1.271 a 2.620 (+106,1%), con un aumento dell’83% delle sanzioni elevate. Per quanto riguarda la polizia amministrativa, sono stati elevati 144 verbali per violazioni a norme
Strade sicure e competitività: le imprese chiedono nuove opere
Alta velocità ferroviaria, ma non solo. Accanto alle grandi opere resta l’urgenza di rafforzare anche quelle considerate minori, ma decisive per la competitività di uno dei territori quello più dinamici d’Italia. Tra le priorità indicate da Confindustria figurano il potenziamento della nuova Strada del Santo (Sr 308) in direzione Padova Est con il collegamento diretto alla Pedemontana, l’adeguamento della 47 Valsugana da Limena a Cittadella, la realizzazione della variante da Cittadella a Bassano e gli interventi sulla Sr 10 Padana Inferiore. “Anni di appelli, tavoli istituzionali, protocolli - dice Francesco Nalini, vicepresidente per il Territorio di Padova di Confindustria Veneto Est - sono caduti nel vuoto. Oggi il territorio deve scegliere: competere o declinare. È tempo di compiere passi avanti decisivi sugli investimenti nella rete viaria,
evitando ulteriori ritardi. Solo così potremo rafforzare la resilienza delle imprese e scongiurare il rischio di deindustrializzazione del quadrante Nord della provincia, un’area che vale circa il 40% della produzione industriale e del fatturato provinciali”. “Padova è un motore economico fondamentale per tutta l’area metropolitana e per il Veneto – sottolinea Nalini. La forza delle sue imprese, in larga parte manifatturiere, rende quest’area un’eccellenza capace di realizzare 13,3 miliardi di export nel 2024, un valore mai registrato prima”. Secondo un’elaborazione di InfoCamere per Confindustria Veneto Est, nel corridoio che si sviluppa lungo il tracciato della Sr 308 e della Valsugana (da Padova Est verso Castelfranco e tra Limena e Cittadella) si concentrano oltre 7.000 imprese manifatturiere (industria e costruzioni) con 78mila
commerciali, igienico-sanitarie e regolamentari, tra cui l’abbandono dei rifiuti e la mancata manutenzione delle aree verdi, con un incremento del 30,9% e un totale di 53.300 euro accertati. “Aver ospitato la Festa del Patrono della Polizia Locale, San Sebastiano – ha detto per i sindaci dei quattro Comuni Andrea Salmaso, sindaco di Stra – è stato per noi un grande onore. Desidero ringraziare le amministrazioni con cui condividiamo questo progetto e tutti gli operatori della Polizia Locale dei Comuni di Stra, Vigonovo, Saonara e Noventa Padovana, con i quali collaboriamo quotidianamente. Al di là degli eccellenti risultati raggiunti nel 2025, sono pienamente consapevole di quanto il servizio svolto ogni giorno a favore della comunità sia diventato sempre più complesso e impegnativo. Li ringrazio per la costante disponibilità dimostrata, a qualsiasi ora, nei giorni feriali come in quelli festivi e domenicali, per far fronte con professionalità a tutte le esigenze ordinarie e straordinarie”.
Alessandro Abbadir
addetti, aumentati dell’83% dal 2019. Realtà che generano un valore della produzione di 13 miliardi di euro nel 2024 (+47% dal periodo pre-Covid), pari al 38,2% dell’output industriale padovano e 18,3 miliardi di ricchezza prodotta ogni anno (28,5% del totale). “Per continuare a crescere e competereconclude Nalini - è prioritario che tutti gli attori del territorio, dalla Regione alle Province, ai Comuni e alle forze sociali, giochino ‘di sistema’ partite chiave anche verso il Ministero competente e l’Anas, senza ritardi o divisioni”. (a.a.)
I sinistri nel 2025 sono stati 122. Nel 2023 nei quattro Comuni, erano stati 52
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Francesco Nalini
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Un piazzale per Lucia Guarnieri
Èstato intitolato a Lucia Guarnieri il piazzale antistante il centro sociale Pino Verde, uno spazio fino ad oggi privo di denominazione ufficiale che da ora porta il nome della prima donna eletta nel consiglio comunale di Ponte San Nicolò. Una cerimonia partecipata e sentita, alla presenza dei familiari, delle autorità civili, delle associazioni del territorio e di numerosi cittadini, che ha voluto rendere omaggio a una figura centrale nella storia istituzionale e civile sannicolese. Lucia Guarnieri fu eletta consigliera comunale nel 1956, in un periodo ancora segnato dalle difficoltà del dopoguerra, restando in carica fino al 1958. Insegnante elementare, svolse il proprio mandato con senso di responsabilità e attenzione al bene collettivo, distinguendosi per uno stile improntato all’ascolto e al confronto. Nel corso dell’esperienza amministrativa ricoprì anche il ruolo di assessore supplente con delega all’Ente comunale di assistenza, incarico che la mise a diretto contatto con le condizioni di fragilità sociale di quegli anni. Una responsabilità che la portò, due anni dopo, a rassegnare le dimissioni, ritenendo insufficienti le
risorse disponibili per rispondere in modo adeguato ai bisogni delle persone più fragili. Una scelta che è stata ricordata come testimonianza di coerenza e rigore morale, oltre che di attenzione concreta verso la comunità. L’intitolazione del piazzale rappresenta un atto di riconoscimento del contributo delle donne alla vita amministrativa locale e un momento di memoria civile, volto a valorizzare una figura che ha interpretato la politica come servizio e responsabilità. Nel corso degli interventi è stato sottolineato come il percorso di Lucia Guarnieri abbia contribuito ad aprire la strada alla partecipazione femminile nelle istituzioni locali, in un contesto storico tutt’altro
che semplice. “Intitolare uno spazio pubblico a Lucia Guarnieri” ha dichiarato il sindaco Gabriele De Boni “significa rendere visibile una storia di partecipazione e responsabilità che appartiene a tutta la nostra comunità. È un gesto che non guarda solo al passato, ma parla al presente e alle nuove generazioni, richiamando il valore dell’impegno per il bene comune e del confronto rispettoso”.
Lucia Guarnieri, vedova di Danilo Nicoletto, scomparsa nell’aprile del 2013 all’età di 92 anni, è stata per decenni maestra elementare a Piovega di Piove di Sacco, ma era particolarmente conosciuta anche a Roncaglia, dove risiedeva. Fin dal 1945 mise al servizio della parrocchia i suoi studi di pianoforte e canto, contribuendo nel 1992 alla nascita del coro “Jubilate Deo”. Negli anni Novanta raccontò, attraverso una serie di fascicoli, la storia della parrocchia nei primi anni del secondo dopoguerra, lasciando una preziosa testimonianza di memoria locale. All’intitolazione erano presenti il figlio Gino, la nuora e i due nipoti, a rappresentare il legame tra la memoria familiare e quella della comunità. Alessandro Cesarato
Le manovre salvavita e il Dae arrivano nei quartieri
Diffondere tra i cittadini la conoscenza delle manovre salvavita e dell’uso del defibrillatore. E’ questo l’obiettivo della campagna “Ponte San Nicolò Cardioprotetto – Le manovre salvavita”, promossa dal locale Gruppo Alpini con il contributo del Comune e la collaborazione della Croce Verde Padova. L’iniziativa è pensata come un percorso itinerante che attraversa tutte le località del territorio comunale, portando momenti informativi e dimostrativi direttamente nei quartieri. Durante le serate i volontari e gli operatori sanitari mostreranno in modo pratico come intervenire in caso di emergenza, illustrando le tecniche di rianimazione cardiopolmonare e il corretto utilizzo del defibrillatore automatico esterno (Dae). L’obiettivo è fornire ai partecipanti indicazioni semplici e concrete, utili per riconoscere una situazione critica e attivarsi rapidamente in attesa dei soccorsi. Il progetto rientra nel più ampio percorso che negli ultimi anni ha portato il Comune a investire sulla diffusione dei defibrillatori e sulla formazione della popolazione. “Ringrazio di cuore il Gruppo Alpini per l’impegno costante e generoso che da anni dedica al progetto” sottolinea il sindaco Gabriele De Boni, “grazie anche al loro contributo sono già stati installati tre defibrillatori sul territorio comunale e il lavoro continua con l’obiettivo di posizionarne almeno altri tre nei prossimi mesi”. Per il primo cittadino la prevenzione passa anche dalla partecipazione attiva della comunità. “La cultura della prevenzione e della salute passa attraverso la partecipazione attiva dei cittadini. Iniziative come questa, realizzate in sinergia con Croce Verde Padova, rafforzano il senso di comunità e dimostrano quanto il volontariato sia una risorsa preziosa per il nostro territorio”. “Essere un Comune cardioprotetto” conclude De Boni “significa non solo dotarsi di strumenti, ma costruire una rete di persone formate e pronte ad aiutare. È questo il vero valore aggiunto del progetto”. (a.c.)
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Il servizio storico. L’associazione “Amici del Mondo” lascia la gestione dopo 25 anni
Chiude il bar del Parco Vita
Un servizio storico, cresciuto negli anni fino a diventare un presidio sociale per l’intera comunità, si ferma all’improvviso. Il bar del Parco Vita di via Volturno chiude con effetto immediato.
Non era solo un punto di ristoro, ma un vero punto di riferimento, soprattutto nel periodo estivo, per attività all’aperto, ritrovi serali, piccoli spettacoli e momenti di intrattenimento, sempre all’insegna della partecipazione e della comunità. A comunicare la decisione al Comune è stata l’associazione “Amici del Mondo”, realtà sannicolese attiva da lungo tempo a favore delle persone con disabilità e gestore del chiosco per 25 anni. La comunicazione scritta, firmata dal presidente Guido Marcato e
dai componenti del direttivo, specifica che l’associazione ha deciso di recedere anticipatamente dalla convenzione sottoscritta con effetto immediato.
Nella lettera si evidenziano oggettive difficoltà sopravvenute che rendono impossibile la prosecuzione del rapporto in modo coerente con gli impegni assunti. In particolare, si segnala “una significativa e progressiva carenza di volontari e personale idoneo, che non consente di garantire la continuità del servizio né il rispetto degli obblighi organizzativi e delle finalità sociali previste dalla proposta progettuale”. Viene inoltre indicata “una non sostenibilità economica dell’attività, dovuta all’insufficienza dei ricavi rispetto ai costi
di gestione, tale da non permettere una prosecuzione responsabile e conforme ai principi di correttezza e buona amministrazione”. Infine, la lettera sottolinea “la sempre più difficile gestione di ripetute situazioni di atti vandalici e di danneggiamenti a beni comuni, nonché comportamenti poco rispettosi e di maleducazione rivolti ai volontari”. L’associazione conclude dichiarandosi disponibile “a concordare le modalità operative per una ordinata cessazione della gestione, ivi incluse la riconsegna dei locali, delle chiavi e ogni ulteriore adempimento necessario, precisando che la comunicazione viene effettuata “in un’ottica di leale collaborazione istituzionale”. L’amministrazione del sindaco
130 mila euro per la palestra di via Don Orione
Ammontano a 130 mila euro le risorse complessivamente destinate dal Comune alla riqualificazione della palestra comunale di via Don Orione, nel capoluogo. Si tratta di un intervento inserito nel programma di manutenzioni straordinarie sugli impianti sportivi comunali, con l’obiettivo di mantenere adeguati standard strutturali e funzionali. La struttura, utilizzata dall’Istituto scolastico, dalle associazioni sportive e dalla cittadinanza, è interessata da due interventi distinti, uno di carattere strutturale e uno impiantistico. Il primo, del valore di 100 mila euro, riguarda la risoluzione delle infiltrazioni dal tetto lungo le pareti finestrate dei lati est e
ovest, criticità segnalate nel tempo durante l’utilizzo dell’impianto. L’intervento prevede inoltre il miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio, con la sostituzione degli infissi, delle porte di ingresso sul lato nord e dell’uscita di emergenza sul lato sud. “Oltre a risolvere un problema contingente” afferma l’assessore ai lavori pubblici Nicolò
Sostegno alle famiglie per pre- e doposcuola
Gabriele De Boni esprime dispiacere per la chiusura, ricordando come il bar fosse diventato uno spazio di incontro, relazione e comunità, offrendo un contesto concreto di partecipazione attiva, dignità e valorizzazione delle capa-
Pegoraro “investiamo sulla qualità strutturale e sull’efficientamento energetico dell’edificio. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è garantire maggiore funzionalità e una migliore conservazione dell’immobile nel tempo. Il secondo progetto riguarda l’impianto di illuminazione del campo da gioco. L’attuale sistema sarà sostituito con nuovi corpi illuminanti a tecnologia più efficiente, in grado di assicurare una migliore distribuzione della luce e tempi di accensione più rapidi”. L’intervento ha un costo complessivo di circa 35 mila euro, di cui 27 mila finanziati dalla Fondazione Cariparo attraverso il bando “Work in Sport 2025”.
Il Comune sostiene le famiglie con figli tra i 3 e i 14 anni che nel 2025 hanno frequentato servizi di pre-scuola e doposcuola. L’intervento rientra nel progetto “+ spazio per adolescenti e preadolescenti e + sostegno alle famiglie”, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo attraverso il bando “Oltre la campanella”, pensato per rafforzare le opportunità educative e ricreative fuori dall’orario scolastico. Il contributo viene assegnato in base alla situazione economica dei nuclei familiari. Il sostegno più consistente è destinato alle famiglie con Isee inferiore a 15 mila euro, mentre resta previsto anche per chi supera i 25 mila euro, con una quota ridotta. Per questa misura il Comune ha mes-
cità. Il Comune si attiverà a breve per individuare soluzioni alternative e predisporre un nuovo bando pubblico, al fine di mantenere la vocazione inclusiva del Parco Vita in vista dell’estate.
Alessandro Cesarato
L’operazione consentirà, secondo quanto previsto, una riduzione dei consumi energetici e dei costi di manutenzione, con benefici anche sul piano gestionale. “La palestra di via Don Orione è uno spazio utilizzato quotidianamente da studenti e associazioni” dichiara l’assessore allo sport Davide Giacometti, “migliorare illuminazione e comfort significa garantire condizioni più adeguate alla pratica sportiva e all’attività didattica”. I lavori saranno eseguiti nei periodi di minor utilizzo dell’impianto, in accordo con le scuole e con le associazioni sportive, così da limitare i disagi e assicurare la continuità delle attività programmate. (a.c.)
so a disposizione 7 mila euro complessivi. Una prima quota di 4.700 euro era già stata impegnata, a cui si aggiungono ora ulteriori 2.300 euro per completare il fondo destinato al sostegno delle famiglie. Le 21 domande sono state esaminate dall’ufficio comunale competente che provvederà anche all’erogazione dei contributi ai beneficiari. (a.c.)
Noventa Padovana
Partono i lavori per il nuovo capolinea per gli autobus da e verso Padova
R uspe in azione in via Tazzoli a Oltrebrenta. È stato aperto recentemente il cantiere del futuro capolinea per la tratta E073 (Padova Autostazione - Stra) del trasporto pubblico locale. I lavori, finanziati dal comune di Noventa Padovana per un importo di oltre 270mila euro, dovrebbero concludersi entro l’estate.
“Si tratta di un’opera strategica – spiega il sindaco Marcello Bano – che consentirà di correggere alcune criticità nell’attuale servizio di autobus verso Padova: lo spostamento del capolinea non risolverà tutti i problemi, ma se non altro garantirà orari certi di partenza dei mezzi, evitando gli attuali ritardi che affliggono la linea nei giorni di traffico intenso, soprattutto in coincidenza con il mercato di Stra”. Il progetto prevede un’area di sosta in grado di ospitare fino a tre autobus, un’ampia banchina pedonale per l’attesa, pannelli informativi digitali e una pensi-
lina coperta di 6x2 metri quadri, chiusa su tre lati e dotata di posti a sedere. La larghezza della corsia di sosta sarà di 3,55 metri, la sicurezza potenziata grazie a una nuova illuminazione. Gli attraversamenti pedonali e gli accessi alla banchina saranno provvisti di rampe di raccordo al servizio delle persone disabili.
Prevista inoltre la realizzazione di percorsi con fondo a rilievo (L.O.G.E.S.) per i non vedenti. Le biciclette in arrivo saranno accolte da comode rastrelliere per parcheggiare in modo ordinato e sicuro. L’informazione sarà garantita da un pannello digitale a messaggio variabile che fornirà aggiornamenti in tempo reale.
L’area verde tra via Tazzoli e via Monte Grappa verrà inoltre riqualificata con l’arrivo di nuovi alberi ad alto fusto e la sistemazione di tutti i marciapiedi.
Resterà invariato l’attuale numero di parcheggi gratuiti al servizio dei residenti.
“La frazione di Oltrebrenta –osserva ancora il sindaco – è una zona che più di altre merita attenzione e investimenti, essendo stata trascurata per decenni dalle passate amministrazioni: stiamo facendo del nostro meglio per recuperare il tempo perduto e garantire pari dignità a tutti i nostri quartieri”.
Nadia Zorzan
Riconoscimenti a persone che “hanno reso servizio”
Sono stati consegnati riconoscimenti a tre persone che più di altre hanno contribuito al bene della comunità di Noventa Padovana. Luisa Gallo, già responsabile dei settori cultura, sport e istruzione del comune, ha ricevuto dalle mani del sindaco Marcello Bano una targa di ringraziamento “con profonda considerazione per lo straordinario servizio reso in 42 anni di lavoro instancabile, per l’attenzione e la cura mai mancate, per l’amore donato, per esserci sempre stata”. Notissima in paese, ma anche fuori paese, per la disponibilità e la passione con le quali, per lunghi decenni, ha lavorato a stretto contatto con scuole, associazioni del territorio e sempre disponibile per genitori alla ricerca di un consiglio o di una informazione, Luisa Gallo è in pensione dal 1 gennaio di quest’anno. Il 31 dicembre ha concluso la sua esperienza di dipendente comunale anche Maria Ragusa, a sua volta premiata “per il prezioso servizio reso alla cittadinanza in oltre 35 anni di onorato lavoro presso la casa comunale”. Terzo riconoscimento allo storico fondatore e animatore del Gruppo Ciclistico Noventana, Ottaviano Destro, per aver dedicato la sua intera, lunga vita allo sport e all’educazione, aiutando a crescere almeno 5 generazioni di ragazzi. A 90 anni suonati, Ottaviano continua a lavorare dietro il bancone della Bettola dei Ciclisti, sovrintendendo alla preparazione di quelli che secondo molti restano i migliori folpi della tradizionale Fiera d’ottobre. “Aver incrociato il cammino di queste persone straordinarie, e aver avuto la possibilità di collaborare con loro, è un privilegio di cui sono grato alla vita” ha commentato il sindaco Marcello Bano. “Di fronte all’immensità del bene fatto alla nostra comunità da Luisa, Maria e Ottaviano, questo ringraziamento è davvero un piccolo gesto”. (n.z.)
Antonino Calabrò Medico LILT Padova
Giulia Torni Tecnico LILT Padova
Da sinistra Maria Ragusa, Assessore Flora Tibo’, Sandra Giolo, Luisa Gallo, Sindaco Marcello Bano
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Aperto il portale per il Contributo di accesso 2026 a Venezia Sintoniz zati
ne e al pagamento del Contributo di accesso
Il provvedimento introduce anche per il 2026 un sistema articolato su due fasce di pagamen-
anticipata e migliorare la capacità di governo
ventuale applicazione a regime. Anche nel corso del 2026 il contributo non sarà applicato alle
isole minori individuate dal Regolamento comunale. L’orario di applicazione sarà dalle ore
nuta tramite il portale cda.ve.it, seguita dalle biglietterie Vela e da altri canali online.
La sperimentazione per il 2026 prevede complessivamente 60 giornate, secondo il seguente calendario.
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Sicurezza. Telecamere dei residenti integrate nella rete comunale
In città finalmente diventa realtà la videosorveglianza partecipata
La giunta di Noventa Padovana ha approvato lo schema di convenzione per consentire a privati cittadini di collaborare col comune nell’installazione di telecamere a vigilanza dei quartieri, con l’obiettivo di prevenire possibili furti o altre attività criminali. Il provvedimento si rifà ai principi della videosorveglianza partecipata introdotti dal decreto Minniti del 2017. “Abbiamo deciso di prevedere questa possibilità – spiega il vicesindaco con delega alla sicurezza Nicola Cannistraci – in seguito alla richiesta di alcuni residenti, che ci avevano manifestato la volontà di fare la propria parte per un paese più sicuro. La nostra rete di videosorveglianza, collegata con la centrale operativa della Polizia Locale, è una delle più complete a livello nazionale, e stiamo continuando a implementarla aggiungendo progressivamente nuove telecamere. Far fronte immediatamente a tutte le richieste con le sole risorse del comune non è però possibile. Perciò abbiamo risposto positivamente alla proposta di questi nostri concittadini”. Le immagini delle telecamere finanziate o cofinanziate dai privati entreranno a far parte del sistema comunale e potranno essere visualizzate solo
dalle forze dell’ordine. Sarà compito del comune valutare la rilevanza pubblica delle richieste che arriveranno dai cittadini, stabilire l’esatto posizionamento di ogni impianto, individuare le ditte che procederanno alla collocazione delle telecamere ed effettuare la manutenzione ordinaria degli stessi. Ai privati i compiti di progettazione, installazione, connessione alla rete comunale, collocazione della segnaletica prevista dalla legge e manutenzione straordinaria. Gli apparati di videosorveglianza dovranno essere compatibili con il sistema già operativo e saranno preventivamente sottoposti all’ap-
405 loculi cinerari per il cimitero
L’amministrazione comunale ha affidato i lavori per la realizzazione, all’interno del cimitero di Noventa Padovana, di un nuovo blocco di celle destinato a ospitare le ceneri dei defunti che hanno scelto di essere cremati, oltre ai resti ossei provenienti dalle esumazioni effettuate a scadenza delle concessioni più antiche. Il nuovo blocco sarà composto da 9 file di 45 loculi ciascuna, per un totale di 405 spazi che troveranno posto tra due ali già esistenti del camposanto, in una zona oggi destinata a ricovero attrezzi. Ossari e cinerari saranno rivestiti da lapidi in marmo bianco di Carrara, attraversate da fasce più scure in bardiglio. L’accesso alla nuova area sarà garantito a tutti, prestando attenzione a garantire gli spazi di percorrenza e rotazione per le persone in carrozzina. Sul
camminamento principale dal viale centrale verrà mantenuto il porfido, mentre parte dell’attuale percorso in ghiaia sarà convertita
a verde, con la realizzazione di due nuove aiuole con piante rampicanti. Il costo dell’intervento, in partenza nelle prossime settimane, sarà di circa 170mila euro.
“Un investimento importante
provazione dell’amministrazione comunale. Il richiedente non godrà di alcun privilegio nella modalità di accesso alle immagini.
“Ringrazio il comandante della Polizia Locale Luca Meneghini –conclude il vicesindaco – per aver studiato nel dettaglio gli aspetti giuridici, non semplici, di questa iniziativa. Ma soprattutto ringrazio fin d’ora tutti i cittadini intenzionati a partecipare, con generosità e senso civico, a uno sforzo collettivo per aumentare il livello di sicurezza nella nostra Noventa, che ci vede da tempo impegnati al fianco delle forze dell’ordine”.
Nadia Zorzan
L’iniziativa mira a rafforzare la sicurezza e integrare le risorse comunali con la partecipazione dei cittadini
– commenta il sindaco Marcello
Bano – a coronamento di un lungo percorso di sistemazione e riqualificazione del nostro cimitero. Abbiamo da poco terminato le esumazioni dai campi in prossimità dell’ingresso, oggi trasformato in un grande prato verde con l’intenzione di infondere un senso di pace e serenità in chi viene a visitare i propri cari. Questo ha reso necessario ricavare nuovi spazi per chi riposava in quella zona. Ma soprattutto le abitudini dei nostri concittadini sono profondamente cambiate: sempre di più sono le persone che scelgono la cremazione per il loro ultimo viaggio, con un trend previsto in ulteriore aumento per il futuro. Perciò gli spazi del cimitero andavano adeguati ai nuovi bisogni della popolazione”. (n.z.)
Sintoniz
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta
e ministeriali
Cantieri prima dell’estate per rifare 12 tetti comunali
P artiranno, entro l’estate, i cantieri per la sistemazione dei tetti degli edifici comunali danneggiati dalla grandine del 2023. Complessivamente sono 12 gli interventi previsti su altrettanti edifici per una spesa complessiva che supera 1 milione e 700 mila euro. Si tratta di interventi programmati per risolvere gli annosi problemi dovuti alle infiltrazioni meteoriche, che la grandine del 2023 ha in buona parte aggravato, perché molti edifici già da anni sono in stato di sofferenza. Tanti di questi edifici, infatti, non erano mai stati manutentati nel corso degli ultimi vent’anni. La fase progettuale si è conclusa con l’affidamento dei lavori avvenuto entro il termine previsto del 31 dicembre 2025. A questo punto i lavori sono prossimi ad iniziare e prima dell’estate cominceranno i cantieri veri e propri. Anche il territorio comunale di Vigonza, ed in particolare il patrimonio pubblico di proprietà del Comune, è stato pesantemente investito dai fortunali che nelle giornate del 19 e 22 luglio 2023 hanno causato ingenti danni agli edifici ed alle infrastrutture pubbliche. La grave situazione ha spinto il Presidente della Giunta regionale a dichiarare lo “stato di emergenza regionale” per le eccezionali avversità atmosferiche avvenute. A copertura dei danni per gli eventi, il Comune ha presentato richiesta di risarcimento alla compagnia assicurativa ITAS Mutua che ha riconosciuto gli indennizzi. Successivamente, ulteriori risorse a copertura delle spese per la riparazione dei tetti sono arrivate da rimborsi ministeriali.
“Tra i lavori programmati, merita evidenza l’intervento a favore della Scuola Elementare di Busa per 280.000 euro dove andremo a bonificare e sostituire il tetto esistente, ripristinare gli spazi interni e con l’occasione abbiamo previsto anche di sistemare e mettere in sicurezza l’area d’ingresso che risulta dissestata - ha commentato l’Assessore ai Lavori Pubblici e Manutenzioni, Massimiliano Cacco -. Interventi analoghi riguardano la scuola primaria di Codiverno per 162.000 euro, gli edifici comunali del Parco Castel-
lo per 282.000 euro dove si trovano la sede dei servizi sociali, della cultura, delle aule studio per i ragazzi e della biblioteca. Inoltre, tutti gli edifici Comunali in centro a Vigonza, in particolare lo storico Municipio, l’ufficio Postale, l’anagrafe, la sede della Polizia Locale, gli uffici Edilizia privata ed urbanistica, la direzione didattica beneficeranno di interventi per oltre 600 mila euro. Anche il magazzino comunale sarà oggetto di un importante intervento di ristrutturazione per complessivi 250 mila euro”.
Manuel Glauco Matetich
La comunicazione istituzionale che cambia per servire i cittadini
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spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi: Ponte S. Nicolò, Via Papa Giovanni XXIII, 16/18; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Noventa Padovana, Via Marconi, 176; il lunedì dalle 9.30 alle 12.00 - il martedì dalle 15.00 alle 18.00 Vigonza, Via Sant’Antonio, 67; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00
Negli ultimi anni, a seguito dei finanziamenti PNRR, è stato rinnovato il sito istituzionale del comune di Vigonza che, grazie alla spinta sulla digitalizzazione, ha determinato l’avvio di una riflessione per un integrale evoluzione della comunicazione istituzionale in termini qualitativi. Quando è stata avviata nel 2024 la revisione e ristrutturazione della Comunicazione istituzionale, con l’affidamento di un servizio di comunicazione integrata alla ditta Wmind srl, la presenza digitale del Comune sui vari canali non era strutturata. Il social “Facebook” contava circa 4.000 follower, “Instagram” era sostanzialmente inattivo, l’interazione media era attorno ai 150 utenti per post e, soprattutto, non esisteva una linea editoriale coordinata e realmente istituzionale. I canali non dialogavano tra loro e mancava una visione integrata. Da qui la scelta di intervenire non per fare “più comunicazione”, ma per fare vera comunicazione “istituzionale”. Si tratta di una distinzione fondamentale: la comunicazione politica riguarda il consenso mentre quella istituzionale si focalizza sul servizio. Quello che si è realizzato è un cambiamento di metodo e, parallelamente, l’evoluzione digitale ha prodotto effetti concreti. Un esempio è lo sportello telematico dell’anagrafe che ha registrato un aumento significativo delle pratiche online, la riduzione degli accessi fisici con un alleggerimento del carico agli uffici, un risparmio di tempo per i cittadini. E, a questo proposito, a breve sarà modificato l’orario di apertura al pubblico dei servizi demografici chiudendo il martedì mattina per consentire di elaborare le numerose pratiche digitali, a fronte di un ridotto afflusso di pubblico agli sportelli. “Abbiamo fatto una scelta precisa e ambiziosa: affidarci a professionisti capaci per costruire un sistema di comunicazione moderno, capace di raccontare davvero la nostra città a 360 gradi - ha dichiarato il Sindaco Gianmaria Boscaro -. Non solo comunicazione istituzionale, ma anche promozione e valorizzazione del territorio, perché ogni angolo del nostro Comune merita di essere conosciuto e vissuto appieno”. (m.g.m.)
ed successo -
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Nasce a Padova il “Negozio delle Idee”: inaugurazione il 18 aprile
Un appuntamento centrale sarà il realizzato in coll’Istituto di Istruzione
Superiore Giovanni Valle
UVene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
. Il concorso, aperto a tutti i cittadini dai 14 ai 99 anni, intende valorizzare e reinterpretare il patrimonio urbano, artistico e architettonico della , dai murales alle Ville Liberty, passando per le trasformazioni urbane e le relazioni sociali che caratterizzano i quartieri di Borgomagno, Isola di Torre, Mortise, Sacro Cuore, Ar-
il mosso dal va, pensato per rivitalizzare una zona urbana oggi poco valorizzata e offrire alla comunità un punto di incontro, scambio culturale e confronto creativo.
Ogni partecipante può inviare fino a tre fotografie, sia in formato cartaceo (30x40 cm) sia digitale (JPEG), con l’indicazione del nome dell’autore e della localizzazione dello scatto. Le opere saranno valutate da una giuria di esperti tre esposte in mostra pubblica presso il creduto nel progetto e nella sua capacità
Uno spazio creativo e culturale all’Arcella per valorizzare il quartiere, coinvolgere cittadini, artisti e associazioni locali
L’idea nasce dall’esperienza diretta del fondatore, tato come l’iniziativa sia stata motivata dal desiderio di ridare vita alla San Carlo, merciale ormai parzialmente dismesso.
“L’obiettivo re gli spazi sfitti e degradati, trasformandoli in un punto di riferimento culturale per il quartiere. Vogliamo creare un centro socio-culturale aperto a tutti, dove cittadini, associazioni e artisti possano sperimentare, esporre e confrontarsi”.
L’APP
Il progetto del Negozio delle Idee prevede non solo uno spazio espositivo, ma anche un calendario di iniziative culturali e artistiche: mostre di pittura, lavori di ceramisti e vetrai locali, presentazioni di libri, incontri scientifici e astronomici. Una particolare attenzione sarà dedicata ai giovani e alle nuove generazioni, con laboratori e attività volte a stimolare creatività, partecipazione e senso civico.
LABORATORIO ECOURBANO PADOVA
Galleria San Carlo - Arcella Padova
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Oltre 50mila euro per la riqualificazione della palestra comunale di via Molino
U n contributo di oltre 50 mila euro dalla Fondazione Cariparo per la riqualificazione dell’arcostruttura comunale di via Molino. Il comune di Vigonza ha annunciato con soddisfazione l’ottenimento di un contributo pari all’80% della spesa complessiva prevista di 62.500 euro, per l’intervento di riqualificazione della palestra comunale. Il finanziamento è stato assegnato a seguito della partecipazione al bando promosso dalla Fondazione Cariparo dal titolo “Work in Sport”, che ha riconosciuto la validità e la rilevanza strategica del progetto presentato dall’Amministrazione. La palestra comunale di via Molino rappresenta uno dei principali poli sportivi del territorio e un punto di riferimento costante per la popolazione, in particolare per i giovani. La struttura ospita, infatti, regolarmente le attività delle associazioni sportive locali e si configura come uno spazio di aggregazione, crescita e formazione, caratterizzato da un’elevata in-
tensità d’uso durante tutto l’anno. L’arcostruttura, di proprietà del Comune di Vigonza, è affidata in gestione alla A.S.D. Polisportiva Union Vigonza (PUV), storica realtà sportiva fondata nel 1986 e attiva nella promozione dello sport e dell’aggregazione sociale. Il piano di riqualificazione nasce dalla necessità di adeguare l’impianto ad elevato utilizzo agli standard funzionali e prestazionali oggi richiesti per le strutture sportive indoor. Non solo. La palestra, oltre ad essere utilizzata quotidianamente dalla PUV e dalle scuole del territorio, ospita competizioni ufficiali di basket e pallavolo, attività motorie specialistiche e percor-
si di inclusione rivolti a persone con disabilità. “Grazie al contributo assegnato dalla Fondazione - commenta l’assessore ai Lavori Pubblici Massimiliano Caccosarà possibile migliorare sensibilmente la qualità e la fruibilità degli spazi, offrendo agli utenti e agli sportivi un ambiente più sicuro, moderno e accogliente. Attraverso l’intervento di riqualificazione non solo restituiamo uno spazio più sicuro e moderno alle scuole, alle associazioni sportive e a tutti coloro che lo utilizzano, ma investiamo nell’efficientamento energetico della struttura, riducendo i costi futuri di gestione e l’impatto ambientale. I lavori riguarderanno l’adeguamento dell’illuminazione e l’efficientamento energetico, la riqualificazione degli spazi esterni, con particolare attenzione all’accessibilità e all’abbattimento delle barriere architettoniche. Non si tratta soltanto di un intervento sulla struttura, ma di un investimento per la collettività”.
Manuel Glauco Matetich
Controlli notturni estesi fino all’una
Estesa la presenza degli agenti della Polizia Locale di Vigonza sul territorio, con più controlli e servizi nelle ore notturne. L’Amministrazione comunale di Vigonza ha approvato il progetto predisposto dal Comando della Polizia Locale denominato “Prevenzione e Sicurezza a Vigonza 2026”. Tra le azioni contemplate nel progetto, spicca la programmazione dell’estensione dell’orario di presenza sul territorio degli agenti della Polizia Locale con una copertura aggiuntiva nella fascia oraria attualmente non servita, dalle ore 19 all’una di notte. Si tratta di una misura pensata per rafforzare il controllo del territorio e aumentare i livelli di sicurezza: l’iniziativa, infatti, nasce dalla necessità di garantire una maggiore vigilanza nelle ore serali e notturne, considerate particolarmente sensibili sotto il profilo della sicurezza urbana e della circolazione stradale. L’estensione dell’orario consentirà, così, una presenza più costante degli agenti, con attività mirate di prevenzione, controllo e pronto intervento. Il Sindaco Gianmaria Boscaro ha dichiarato che “questa misura rappresenta una risposta concreta alle esigenze emerse dal territorio e un segnale di attenzione verso la sicurezza collettiva per la nostra comunità. Rafforzare la presenza della Polizia Locale nelle ore serali e notturne significa investire sulla sicurezza dei cittadini, sulla prevenzione degli incidenti stradali e sul rispetto delle regole. È un intervento temporaneo ma necessario, pensato per tutelare la vivibilità e la tranquillità del nostro territorio. L’estensione dell’orario di servizio sarà organizzata attraverso una programmazione specifica, finalizzata a garantire efficacia operativa e continuità del presidio per prevenire comportamenti pericolosi alla guida e offrire un maggiore senso di sicurezza ai cittadini”. (m.g.m.)
Il
presidente
Racconta ricerca, nuove sfide terapeutiche e valore della donazione.
Sintoniz zati
La Banca degli Occhi del Veneto tra innovazione e futuro: ricerca, donazione e nuove terapie.
È una fase di profondo rinnovamento
l’approccio a numerose patologie oculari, consentendo in alcuni casi di intervenire non più con tessuti, ma con cellule appositamente selezionate e preparate per svolgere funzioni
Un progresso che non prescinde mai da un principio fondamentale: la sicurezza. Il lavoro della Banca degli Occhi si fonda su criteri rigorosi e non negoziabili. Da un lato vi sono protocolli stringenti per garantire che non vi sia alcun rischio di trasmissione di patologie dal donatore al ricevente; dall’altro, una selezione biologica estremamente attenta dei tessuti, affinché questi possano assicurare qualità e durata nel tempo. Il trapianto deve essere non solo efficace, ma anche sicuro e sostenibile per tutta la vita del paziente. Alla base di questo sistema resta però il valore fondante della donazione. Il trapianto è
nella comunicazione, convinta che parlare di
Ncome esercizio di libertà creativa, affrontando con disincanto e leggerezza un tema complesso come quello della morte, presenza costante nella quotidianità di chi opera nel mondo dei trapianti. Racconti che diventano tentativi di risposta, di rielaborazione, di sguardo umano su un’esperienza universale.
Parallelamente proseguiranno le iniziative a livello regionale per rafforzare il messaggio della donazione. Un ambito in cui il Veneto rappresenta da anni un modello di riferimento, ma che richiede un impegno costante per mantenere alta la consapevolezza dei cittadini. Perché è proprio dal dono che nasce la possibilità di cura, di ricerca e di futuro. In questo contesto, il ruolo della Fondazione si conferma anche culturale e civile, capace di unire rigore scientifico, visione etica e responsabilità sociale. Un lavoro quotidiano che coinvolge professionisti, ricercatori e cittadini, con l’obiettivo di trasformare il progresso medico in beneficio concreto per le persone e per l’intera comunità. Un impegno Con continuità, traspa-
che oggi permettono di compiere un salto di qualità significativo. Tecnologie sviluppate nel corso dei primi decenni del nuovo secolo stanno ora producendo effetti concreti, migliorando l’efficacia dei trapianti e ampliando le possibilità di intervento. All’orizzonte si affaccia inoltre la terapia cellulare, un ambito destinato a cambiare profondamente
Diego Ponzin.
Il presidente Diego Ponzin
La riqualificazione. Accessibilità e sport inclusivo a Villatora
50mila euro per il palazzetto Silvia Salmaso
S
aonara ottiene 50 mila euro per il Palazzetto Silvia Salmaso. Importante risultato per il Comune di Saonara che si è aggiudicato un finanziamento di 50 mila euro attraverso il bando “Work In Sport 2025” promosso dalla Fondazione Cariparo. Il contributo sarà destinato alla riqualificazione del Palazzetto dello Sport “Silvia Salmaso” di Villatora, una delle principali strutture sportive del territorio, frequentata quotidianamente da associazioni, famiglie e giovani atleti. Il progetto, dal valore complessivo di circa 62.500 euro, prevede una serie di interventi di ammodernamento e miglioramento della sicurezza degli spazi interni, con particolare attenzione all’accessibilità e allo sviluppo dello sport inclusivo. Tra le opere principali è prevista la trasformazione dell’attuale sala riscaldamento in una nuova palestra dedicata ad attività motorie specifiche e percorsi riabilitativi. Lo spazio sarà dotato di una
nuova pavimentazione, rivestimenti protettivi in gomma lungo le pareti e attrezzature dedicate allo sviluppo della coordinazione motoria.
La struttura sarà utilizzata anche dall’associazione sportiva locale per attività rivolte a persone con disabilità, con percorsi propedeutici al basket, al minibasket e al baskin, disciplina che consente a ragazzi con e senza disabilità di praticare sport insieme favorendo inclusione e socializzazione.
Il progetto comprende inoltre la sistemazione della sala destinata alle attività motorie leggere, con la sostituzione degli specchi esistenti, e la riqualificazione della palestra principale con l’installazione di protezioni in gomma lungo le pareti e la sostituzione dei canestri per adeguarli ai regolamenti delle diverse discipline sportive. Previsto anche un intervento di messa in sicurezza del corridoio della tribuna, con l’installazione di pannelli in ple-
xiglass infrangibile per migliorare la sicurezza e la visibilità verso il campo di gioco. Soddisfazione viene espressa dal sindaco di Saonara, Michela Lazzaro: “Questo importante contributo di 50.000 euro ci permette di realizzare opere significative a servizio dei cittadini che frequentano ogni giorno il Palazzetto Silvia Salmaso. Il mot-
Il comune dà il benvenuto ai 51 nuovi nati del 2025
Un gesto simbolico ma importante, che rappresenta il segno di una comunità viva e accogliente. L’amministrazione comunale ha dato il benvenuto ai nuovi nati dell’anno 2025.
A testimoniare il valore di questa iniziativa è stata anche la partecipazione delle scuole dell’infanzia del territorio, presidio educativo fondamentale per la crescita armoniosa dei più piccoli, dei parroci delle nostre comunità, che con attenzione e spirito di servizio contribuiscono a rafforzare il tessuto umano e relazionale del paese, e delle dottoresse Chiara Pagnin e Greta Coccia, pedagogiste che, attraverso lo sportello dedicato, accompagnano le
famiglie con professionalità, competenza e sensibilità in un percorso tanto delicato quanto straordinario. Ciascuno degli ospiti ha offerto il proprio contributo a questo incontro, nella consapevolezza che ogni bambino e ogni bambina rappresentano una promessa, una speranza e un segno concreto di fiducia nel futuro. Proprio per questo le istituzioni sono chiamate a fare del loro meglio per sostenere e accompagnare le famiglie nel loro percorso di crescita. Durante la cerimonia l’assessore Lisa Bado ha illustrato alcune informazioni utili sulle opportunità e sui servizi che il territorio mette a disposizione delle famiglie: un’offerta pensata per essere concreta, vi-
to della nostra amministrazione è continuare a investire nelle strutture sportive del territorio perché riteniamo che lo sport sia fondamentale per le famiglie, ma soprattutto per i ragazzi. Colgo inoltre l’occasione per ringraziare il quotidiano lavoro capillare che svolgono tutte le associazioni sportive”. La riqualificazione del palaz-
cina e attenta ai bisogni di tutti. Negli ultimi anni Saonara ha registrato un progressivo aumento dei residenti, superando i 10.900 abitanti. Grazie ai numerosi servizi rivolti alle famiglie, il comune è diventato un luogo sempre più attrattivo in cui vivere. L’offerta formativa, con scuole per tutte le fasce d’età, i servizi sanitari, i collegamenti con il trasporto pubblico e gli spazi dedicati alle attività sportive rappresentano garanzie importanti per la qualità della vita delle famiglie. Il numero delle nuove nascite segue un trend in linea con la media nazionale: nel 2025 i nuovi nati nel comune di Saonara sono stati 51. (m.g.m.)
zetto rappresenta dunque un passo concreto per rendere la struttura sempre più moderna, sicura e accessibile, confermando lo sport come elemento centrale per la crescita della comunità e per la promozione di valori di inclusione, partecipazione e benessere sociale.
zati
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Manuel Glauco Matetich
La presentazione di Meridiani Paralleli Festival
La sfida del “lavoro povero”: erosione salariale
ed emergenza abitativa pesano sulle famiglie
Il tessuto economico e sociale di Padova e della sua provincia sta attraversando una mutazione profonda e silenziosa, una trasformazione che mette a nudo una realtà drammatica in cui la povertà non è più sinonimo di esclusione dal mercato del lavoro, ma colpisce con forza crescente anche chi un’occupazione ce l’ha già stabilmente. L’analisi degli indicatori economici locali evidenzia con chiarezza l’emergere dei cosiddetti “nuovi poveri”, ovvero quella vasta platea di lavoratori a basso reddito la cui integrazione sociale appare oggi estremamente fragile e instabile a causa di una erosione costante delle basi materiali del vivere quotidiano, un quadro reso ancora più allarmante dai dati recenti sul potere d’acquisto dei cittadini padovani che, negli ultimi cinque anni, hanno visto i salari reali subire una contrazione media dell’8%.
Questo dato diventa ancora più critico nel comparto del terziario e dei servizi, dove le perdite del
valore reale degli stipendi raggiungono punte del 10%, alimentate dall’assenza di un rinnovo puntuale dei contratti collettivi nazionali e da un sistema fiscale che non tiene adeguatamente conto dell’inflazione accumulata, finendo per tutelare le rendite di posizione a discapito del lavoro dipendente.
In questo scenario, l’integrazione dei lavoratori è resa ancor più precaria dall’emergenza casa, che rappresenta oggi il principale punto di rottura sociale nel territorio poiché l’accesso a un alloggio dignitoso a costi sostenibili è diventato un miraggio per migliaia di famiglie. Proprio in risposta a questo disagio, nel gennaio 2025 è stato lanciato un appello fondamentale per la costituzione di un Fondo specifico per l’Abitare, volto a dare risposte concrete a un’emergenza che non è più solo congiunturale ma strutturale.
L’iniziativa si è tradotta in un progetto concreto che vede la collaborazione sinergica di più
La Fondazione Moscon rafforza il welfarea
La Fondazione Moscon Gazza Luigi Fidenzio continua a rappresentare una realtà importante per il territorio di Saonara, con attività e progetti che uniscono assistenza sociale, sostegno alle famiglie e iniziative rivolte alla comunità. Durante un incontro pubblico tenutosi il 19 febbraio 2026, il Consiglio di Amministrazione ha illustrato ai cittadini il bilancio delle attività svolte negli ultimi anni e le prospettive future dell’ente. La Fondazione, istituzione pubblica di assistenza e beneficenza, opera secondo le finalità stabilite dal suo fondatore, con l’obiettivo di promuovere interventi a favore delle persone più fragili del territorio. Tra le principali attività rientrano il sostegno economico a famiglie in difficoltà, il supporto alle iniziative educative e sociali e la realizzazione di servizi dedicati ad anziani e persone con
attori istituzionali coordinati dal Comune di Padova, con l’obiettivo prioritario di intercettare le fragilità sociali prima che sfocino in una esclusione totale e irreversibile, correggendo con urgenza uno squilibrio profondo che vede la rendita erodere il valore reale del reddito da lavoro e rendendo l’abitazione un ostacolo insormontabile.
Per rispondere a questa sfida, le linee guida per il futuro devono puntare a una riforma strutturale del valore del lavoro e della protezione sociale attraverso pilastri fondamentali quali la giustizia salariale, garantita da un salario minimo legale e dal rinnovo dei contratti, una rinnovata responsabilità sociale d’impresa per la creazione di valore condiviso e un welfare aziendale e territoriale inteso come modello sussidiario per supplire alle carenze del settore pubblico, supportando le famiglie e intercettando il disagio giovanile. In conclusione, la visione per una Padova più equa
lega indissolubilmente la coesione sociale alla sicurezza economica, nella consapevolezza che una comunità è realmente sicura non solo attraverso il controllo dell’ordine pubblico, ma soprattutto quando riduce le disuguaglianze,
disabilità. Tra i servizi già attivi spiccano gli otto mini-alloggi concessi in locazione agevolata a cittadini che attraversano momenti di difficoltà economica o abitativa. La Fondazione gestisce inoltre 38 orti sociali messi a disposizione dei residenti, un’iniziativa che favorisce la socialità e promuove uno stile di vita attivo tra i cittadini. Le rendite provenienti dagli affitti dei terreni agricoli e degli immobili consentono di sostenere queste attività e di finanziare nuove iniziative. Negli ultimi anni l’ente ha inoltre contribuito concretamente alla vita della comunità saonarese. Tra le azioni più significative vi è il sostegno alla realizzazione dell’asilo parrocchiale e la collaborazione con il Comune per la creazione di un bosco urbano, progetto volto a valorizzare l’ambiente e a promuovere attività educative rivolte ai più giovani. Guardando al
offre un lavoro dignitoso e non lascia indietro nessuno, poiché senza una base solida di giustizia sociale non può esistere alcuna sicurezza duratura per il territorio padovano.
Vincenzo Gottardo
futuro, uno dei progetti più rilevanti riguarda la realizzazione di un nuovo centro diurno per anziani non autosufficienti da 30 posti. La struttura potrebbe sorgere su un’area di proprietà della Fondazione e offrire un servizio socio-assistenziale importante per il territorio, anche in considerazione del progressivo invecchiamento della popolazione. Il progetto sarà sottoposto alla valutazione della Regione Veneto e coinvolgerà anche la ULSS 6 Euganea. Nel complesso, le attività e i progetti della Fondazione Moscon confermano il ruolo centrale dell’ente nel tessuto sociale di Saonara. Attraverso iniziative concrete e collaborazioni con istituzioni e realtà locali, la Fondazione continua a perseguire la missione originaria del fondatore: mettere il proprio patrimonio e le proprie risorse al servizio della comunità saonarese. (m.g.m.)
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Bilancio 2026 tra il “modello Stefani” e le barricate delle opposizioni
Il dibattito sul bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Veneto si è aperto in un clima di forte contrapposizione politica. La manovra, che muove complessivamente 18,95 miliardi di euro, è stata presentata dall’assessore Filippo Giacinti come un atto di “stabilità e coraggio”, ma ha subito innescato una pioggia di critiche dalle minoranze, che accusano la Giunta di muoversi tra “giochi di prestigio contabili” e tagli occulti. Il cuore finanziario della Regione resta la sanità, con uno stanziamento record di oltre 11 miliardi di euro. Il Presidente Stefani ha confermato il mantenimento dell’IRPEF zero, un pilastro identitario che la maggioranza difende come
scudo per il potere d’acquisto delle famiglie. Tuttavia, il capogruppo del PD, Giovanni Manildo, ha ribaltato il racconto: per l’opposizione, la scelta di non toccare la leva fiscale è una “bandiera ideologica” pagata a caro prezzo dai cittadini. Il riferimento è ai 42 milioni di euro pubblici utilizzati per ripianare i mancati incassi della Pedemontana e alle liste d’attesa nelle RSA, dove oltre 11mila veneti restano esclusi dal supporto pubblico. Se da un lato la Giunta rivendica investimenti importanti (69 milioni per il sociale e 18 milioni per le borse di studio), le minoranze parlano di “fumo”. La critica principale riguarda la riallocazione di fondi già esistenti
L’intervista. Valeria Mantovan, assessore regionale alla cultura e formazione
”La
presentati come nuove risorse, specialmente per le aree montane e le piccole imprese. Sul fronte infrastrutture, lo scontro è totale: mentre la maggioranza stanzia oltre 140 milioni per la rete viaria, il centrosinistra e i movimenti ambientalisti chiedono “meno asfalto e più ferro”, invocando il rilancio del Sistema Ferroviario Metropolitano. In questo scenario, il bilancio 2026 non è solo un documento di numeri, ma il terreno di scontro su cui si misurerà la tenuta del Veneto post-zaiano, tra la promessa di un’amministrazione “tax-free” e l’urgenza di servizi che molti territori fragili sentono ormai come insufficienti.
cultura in Veneto? Non più per pochi, ma risorsa viva e feconda per il territorio”
Dal nuovo approccio alla gestione del patrimonio, fino all’impegno per i giovani e la sfida del disagio sociale
Valeria Mantovan, già sindaco di Porto Viro, è oggi alla guida di uno dei comparti più prestigiosi e complessi della Regione del Veneto: l’assessorato alla Cultura, all’Istruzione e alla Formazione. Una sfida che raccoglie con la grinta di chi viene dalla “trincea” dei Comuni e la visione di chi vuole svecchiare l’idea stessa di cultura. L’abbiamo incontrata negli studi di Veneto24 per fare il punto sulle priorità del suo mandato.
Assessore Mantovan, il Veneto vanta un patrimonio storico e artistico unico al mondo. Quali sono le linee guida della sua gestione?
Il nostro patrimonio architettonico e artistico è una ricchezza riconosciuta internazionalmente, ma non possiamo limitarci a contemplarlo. La parola d’ordine è tutela, certo, ma con una prospettiva innovativa. Questo significa far nascere le politiche culturali dal confronto costante con il territorio, con le fondazioni e con tutti quei soggetti che pro-
muovono la cosiddetta “cultura diffusa”. La mia è una visione di squadra: voglio scardinare l’idea che la cultura sia un bene d’élite, un lusso per pochi. Deve diventare un valore accessibile a ogni fascia sociale e generazionale.
In che modo questo settore può dialogare con l’economia reale?
Cultura significa impresa, occupazione e creazione di valore economico. Proprio in questi giorni, insieme a Confartigianato, abbiamo affrontato il tema delle nuove competenze. Non stiamo parlando di teoria, ma di formare figure altamente qualificate. Penso ai restauratori: negli ultimi dieci anni il Veneto ha investito oltre 25 milioni di euro, unici a livello nazionale, formando circa 600 esperti. Investire nel capitale umano significa rendere il nostro patrimonio un volano di sviluppo concreto.
A settembre ci sarà la Mostra del Cinema di Venezia, la sua prima da assessore. Che impronta vuole dare a questa vetrina inter-
nazionale?
La Regione confermerà e rafforzerà la sua presenza storica. Tuttavia, stiamo introducendo un approccio diverso: attraverso il Fondo Sociale Europeo (FSE), abbiamo deciso di investire pesantemente nella formazione specifica per il settore cinematografico. Non vogliamo solo ospitare le grandi produzioni, ma formare in Veneto le maestranze e i professionisti che quelle produzioni le rendono possibili.
Lei ha alle spalle un’esperienza da sindaco a Porto Viro. È più difficile amministrare una città o gestire un assessorato regionale?
Sono ruoli completamente differenti. Fare il sindaco significa essere il “front office” dei cittadini, spesso dovendo gestire emergenze con mezzi del tutto inadeguati. In Regione ci occupiamo di macro-temi e i tempi di reazione devono essere rapidissimi, ma posso contare su una struttura tecnica e organizzativa straordinaria. Dico sempre che i sindaci sono dei veri eroi: avendo vissuto entrambe le realtà, vedo chiaramente la differenza di risorse tra una macchina comunale e quella regionale.
Lei fa parte di una nuova generazione di amministratori. Non
teme che la sua giovane età e una visione diversa possano attirare critiche?
Ho imparato che la critica è il minimo comune denominatore di chiunque faccia amministrazione attiva. Ho iniziato dieci anni fa, passando per il Comune e la Provincia prima di arrivare qui. Un tempo ero più sensibile, oggi ascolto tutti ma vado avanti con le mie idee. Se per raggiungere un obiettivo strategico per i veneti dovrò accettare delle critiche, ne sarò ben lieta. Quello che conta è la strada che intento percorrere.
Sul fronte del diritto allo studio, ci sono novità importanti per le borse di studio. Com’è stato possibile recuperare i fondi necessari?
È stato fatto un lavoro enorme. Il Veneto, per scelta politica, non applica l’addizionale IRPEF, a differenza di altre regioni. Questo significa che non abbiamo “tasse extra” da cui attingere, quindi ogni investimento richiede sacrifici e una gestione oculata. Quest’anno, grazie allo sforzo del Presidente e dei colleghi in giunta, siamo riusciti a trovare subito 18 milioni di euro per coprire le borse di studio. È una risposta concreta alle necessità delle famiglie.
Chiudiamo con un tema delicato: il disagio giovanile. La formazione può essere un argine a questo fenomeno?
Assolutamente sì. Il disagio giovanile è ormai un’emergenza, alimentata anche da un uso smodato dei social media che propone modelli frustranti e tossici per i ragazzi. Non si può rispondere solo con le sospensioni o la repressione: abbiamo capito che non funziona. Stiamo studiando un protocollo coordinato tra Regione, Ufficio Scolastico Regionale, Ministero e ASL. Serve un approccio scientifico, ma soprattutto umano, per intercettare il malessere prima che esploda. Dobbiamo adattarci a questa nuova realtà con strumenti nuovi.
Valeria Mantovan
Bilancio veneto. Facciamo il punto con l’assessore regionale Giacinti: “Approvazione ad inizio aprile”
“Più risorse per assistenza e sanità territoriale, per le scuole e la manutenzione delle strade”
“Maratona” per uscire dall’esercizio provvisorio e nuovo piano di investimenti, razionalizzazione dei costi e priorità al territorio. “Siamo una squadra di ex sindaci, sappiamo cosa serve ai cittadini”
I
n queste settimane i corridoi di Palazzo Balbi sono il teatro di una vera e propria maratona burocratica. Filippo Giacinti, assessore regionale al Bilancio, impegnato a far quadrare i conti di una regione che punta a uscire dall’esercizio provvisorio entro Pasqua. Lo abbiamo incontrato per capire dove andranno le risorse dei veneti.
Assessore Giacinti, quali sono le novità principali di questo bilancio?
Abbiamo puntato sulla razionalizzazione della spesa. Non si tratta di semplici tagli, ma di recuperare risorse intervenendo sui costi di funzionamento della macchina amministrativa e potenziando la lotta all’evasione fiscale. È un
principio di equità: non è giusto che qualcuno paghi sempre per gli altri. Sebbene gran parte del bilancio sia vincolato a sanità e trasporti, abbiamo trovato margini per dare segnali importanti. La sanità territoriale resta una priorità. In che modo sosterrete i medici di medicina generale?
Siamo intervenuti su due fronti. Da un lato, abbiamo reperito i fondi per coprire gli aumenti previsti dal rinnovo del contratto nazionale per il personale delle medicine integrate. Dall’altro, abbiamo equiparato le borse di studio per la specializzazione in medicina generale alle altre specializzazioni. È una questione di dignità: non deve esserci una “serie B” nel percorso di studi medi-
ci, specialmente quando abbiamo bisogno di figure sul territorio.
Scuole e infrastrutture: cosa troveranno i cittadini nel nuovo documento?
Per la prima volta abbiamo messo a bilancio subito tutte le risorse per il sostegno alle scuole dell’infanzia paritarie. Sul fronte sociale, abbiamo stanziato fondi per i carichi assistenziali degli anziani, sia nelle case di riposo che a domicilio. Per quanto riguarda le infrastrutture, abbiamo più che raddoppiato i fondi per la manutenzione delle strade regionali, passando da 9 a 20 milioni, e previsto oltre 60 milioni complessivi per la sicurezza idraulica.
E per la Pedemontana? Il peso economico per la Regione spaventa ancora?
I costi a carico della Regione sono in diminuzione. È fisiologico che le grandi infrastrutture abbiano un carico maggiore all’inizio, ma con l’aumento delle entrate da pedaggio ci stiamo avviando
L’assessore regionale Filippo Giacinti
verso la sostenibilità dell’opera. Quando vedremo l’approvazione definitiva del bilancio?
Il Consiglio sta lavorando alacremente, maggioranza e minoranza incluse. L’obiettivo è approvare tutto entro Pasqua o la settimana successiva. È una sfida entusiasmante e sono convinto che daremo al Veneto le risposte che attende.
Lei è stato a lungo sindaco di Albignasego. Cosa si porta dietro di quell’esperienza nel suo nuovo ruolo?
Il capogruppo dem Manildo: “Bilancio, scelte ideologiche, fondi già stanziati spacciati per nuovi e servizi essenziali
“Dietro i quasi 1 9 miliardi di euro del bilancio di previsione 2026-2028 si nasconde un’eredità pesante che ricade sui cittadini e sulle imprese venete”. Così il capogruppo del Partito Democratico, Giovanni Manildo, commenta l’illustrazione delle leggi di stabilità e bilancio avvenuta in Prima commissione a Palazzo Ferro Fini.Secondo Manildo, la giunta Stefani conferma una continuità preoccupante con la stagione Zaia, adottando “scelte puramente ideologiche”, come il mancato intervento sull’addizionale Irpef. “Rinunciare a una fiscalità progressiva significa tagliare
servizi essenziali – sottolinea -. È inaccettabile che le famiglie e le imprese paghino il prezzo di decisioni che dovrebbero garantire equità e investimenti sul territorio”.
Il capogruppo Pd evidenzia inoltre l’impatto sull’economia: “Mentre si celebra l’assenza di nuove tasse, resta intatta l’Irap, penalizzando le aziende che creano ricchezza e occupazione. Le attività produttive continuano a fungere da bancomat per ripianare i debiti della Pedemontana, un’opera che ipoteca il futuro della Regione”.
Manildo critica anche la comunicazione
a rischio
della giunta: “Si dà risalto a fondi già stanziati, come i 30 milioni destinati alle aree interne, spacciandoli per nuove risorse. Le zone più fragili del Veneto avrebbero bisogno di investimenti strutturali e non di restyling contabili”. Il Partito Democratico annuncia proposte puntuali per garantire trasparenza e una riforma dei servizi: “Il Veneto merita una programmazione che guardi al futuro, non una gestione che si limita a tappare i buchi del passato. Sanità territoriale, sociale e diritto allo studio devono tornare al centro dell’agenda politica”.
Il legame con la propria città resta nel cuore, ma l’esperienza da sindaco è fondamentale per capire le esigenze reali dei cittadini. Il Presidente Stefani ha voluto una giunta composta quasi interamente da ex sindaci: parliamo la stessa lingua, a prescindere dall’appartenenza politica. Sappiamo che la buona amministrazione si misura sui servizi alla persona, come le piazze o gli auditorium che abbiamo creato ad Albignasego, rendendola una città a misura di famiglia.
Ambiente. L’assessore Elisa Venturini annuncia un piano da 63 milioni di euro nel triennio
Sicurezza idraulica e difesa del suolo, nuove risorse contro il rischio alluvioni
Il Veneto accelera sulla sicurezza idraulica e la difesa del suolo, confermando la tutela del territorio come una priorità dell’azione amministrativa. L’assessore all’Ambiente Elisa Venturini illustra i nuovi stanziamenti previsti nel bilancio di previsione 2026-2028, sottolineando come gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni abbiano reso indispensabile un rafforzamento degli interventi strutturali.
“La tutela del territorio e la sicurezza delle comunità restano priorità assolute dell’azione amministrativa”, dichiara l’assessore, evidenziando come il nuovo bilancio rafforzi gli interventi strategici per proteggere cittadini, imprese e infrastrutture. La strategia regionale si poggia su un solido piano finanziario: per il triennio a venire sono stati stanziati 9 milioni di euro che si sommano ai 25,6 milioni di mutui già contratti e ai 28 milioni ottenuti attraverso i fondi comunitari FESR. Secondo Venturini, “si tratta di un’operazione importante con cui riusciremo a impegnare su-
bito importanti risorse per la resilienza idrica e la messa in sicurezza del territorio dal rischio alluvioni”.
Un pilastro centrale di questa difesa è rappresentato dai bacini di laminazione. Il programma complessivo prevede 23 invasi, con un investimento superiore ai 550 milioni di euro: a oggi 10 strutture sono operative, 3 in fase di realizzazione e 10 in progettazione. L’assessore ha definito tali opere come “una delle principali strategie di mitigazione del rischio idraulico dal momento che hanno scongiurato danni di enorme gravità durante le ondate di maltempo”.
Oltre ai grandi invasi, l’azione regionale si concentra sulla manutenzione di circa 8.000 chilometri di argini tra rete principale e secondaria. “La sicurezza del territorioaggiunge l’assessore - passa attraverso una visione di lungo periodo e investimenti costanti nella prevenzione. I risultati ottenuti finora dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta”.
Infine, il piano conferma il sup-
porto alla Protezione Civile con nuovi bandi per l’adeguamento dei piani comunali e il miglioramento delle attrezzature dei volontari. L’impegno della Regione proseguirà nei prossimi anni con il monitoraggio costante della rete e il completamento delle opere programmate per una resilienza sempre maggiore.
Veneto al voto, 38 Comuni alle urne il 24 e 25 maggio
Il Veneto si prepara ad un appuntamento elettorale decisivo per il futuro di diverse comunità locali. Il 24 e 25 maggio prossimi i cittadini di 38 Comuni della regione saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Gli occhi sono puntati soprattutto sulla Città Metropolitana di Venezia, unico capoluogo di provincia coinvolto in questa tornata amministrativa, dove l’attuale amministrazione guidata da Luigi Brugnaro si sottoporrà al giudizio degli elettori. Oltre alla sfida in laguna la competizione elettorale riguarda sei centri urbani con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, che rappresentano snodi politici e demografici fondamentali per il territorio regionale. Tra questi figurano Albignasego e Monselice nella provincia di Padova, Castelfranco Veneto in quella di Treviso, San Bonifacio nel veronese, Arzignano e Lonigo nel vicentino. Nelle diverse aree della regione il voto interesserà realtà eterogenee. In provincia di Padova si voterà, tra gli altri, in centri come Campodarsego e Due Carrare, mentre nel veneziano saranno coinvolti anche i comuni di Cavallino-Treporti e Torre di Mosto. La Marca Trevigiana vedrà alle urne anche gli abitanti di Spresiano e Silea, mentre nel rodigino si voterà a Villadose. Nel vicentino, oltre ai poli maggiori, la tornata elettorale toccherà tra gli altri Malo e Recoaro Terme. L’eventuale turno di ballottaggio per i comuni sopra i 15.000 abitanti è fissati nei giorni 7 e 8 giugno.
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Elisa Venturini
Regione
Non solo Lupin, Davide Zanella si racconta: “Ho trasformato la passione in professione”
“Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro”
P er molti Davide Zanella, fondatore e titolare di Arte Zeta Studio, “è quello di Lupin”. Da anni infatti Davide è il titolare della licenza esclusiva per l’Italia per riprodurre Lupin III e la sua banda. Punto di riferimento per la comunità pop italiana, Davide però è andato oltre, esponendo a Lugano, Parigi, Miami, Milano e affermandosi a livello internazionale come artista che ha saputo reinventare l’immaginario pop contemporaneo con uno stile personalissimo e subito riconoscibile. Il critico d’arte Giorgio Chinea Canale lo definirebbe neopop probabilmente, dato che la sua visione artistica riesce a parlare a tutti in maniera diretta ed emozionale. Ho incontrato Davide nel suo studio a Vigonza e insieme abbiamo fatto il punto sulle sue attività e sul suo percorso artistico e professionale.
Ciao Davide, sei riuscito a trasformare una tua passione nel tuo lavoro: quando hai capito che la pittura, l’arte e la creatività erano ormai diventate una “cosa seria”?
Credo che il momento preciso non sia stato romantico, ma molto concreto. Non è stato “mi sento artista”, è stato “ok, ora devo far quadrare i conti con quello che creo”. Quando ho iniziato a fare preventivi, a gestire clienti, materiali, scadenze, a ragionare in termini di progettazione e non solo di ispirazione… lì ho capito che non
era più solo passione. Era una professione. La pittura è diventata una cosa seria quando qualcuno ha iniziato a fidarsi di me non solo per un disegno, ma per trasformare uno spazio, un locale, una scuola, una casa. Quando ho capito che il mio lavoro cambiava l’ambiente in cui le persone vivevano, allora ho sentito il peso – e la bellezza – della parola “professionista”.
A livello italiano sei associato a Lupin III da molti anni. Ci vuoi raccontare come è nata questa liaison con uno dei personaggi più iconici della pop culture contemporanea?
La mia storia con Lupin III è nata da una passione autentica. Lupin non è solo un personaggio: è stile, ironia, eleganza, movimento. È un equilibrio perfetto tra leggerezza e genialità. Negli anni ho iniziato a studiarne il tratto, i vari stili, la costruzione del personaggio. Non era copia, era comprensione. Questo mi ha portato a collaborazioni ufficiali in Italia come disegnatore autorizzato. Quello che mi ha sempre affascinato di Lupin e la sua banda è che sono in continuo movimento. Cambiano i disegnatori, i character designer, passano i decenni ma restano sempre unici. E in fondo mi rivedo in questa cosa: evolvere senza perdere identità. Negli ultimi anni con il tuo lavoro di artista hai fatto un salto di qualità verso produzioni più “ma-
ture”: hai aperto una temporary gallery a Milano, hai partecipato a importanti fiere internazionali in Svizzera, a Miami, a Parigi… com’è cambiato il tuo lavoro? È cambiato il livello di consapevolezza. Quando porti le tue opere in contesti internazionali, non puoi più lavorare solo di pancia. Devi avere una visione, una coerenza, una linea riconoscibile. Aprire una temporary gallery a Milano mi ha fatto capire quanto sia importante controllare l’esperienza dello spettatore. Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro. Il mio linguaggio si è fatto più stratificato. Meno decorativo fine a sé stesso, più concettuale. Più attenzione ai materiali, alle superfici, alla serialità ragionata. E soprattutto è cambiato il mio modo di pensare: oggi progetto una collezione, non solo un quadro.
Che consiglio daresti al giovane Davide di 30 anni fa? E che consiglio daresti a un ragazzo o a una ragazza che si approccia a questo
mondo?
Al Davide di 30 anni fa direi: “Non aspettare di sentirti pronto. Non succederà mai. Esponiti prima.” Investi di più sulla formazione. Costruisci una rete con altri professionisti-artisti. L’unione fa la forza. A un ragazzo o una ragazza direi una cosa molto chiara: il talento non basta. Servono disciplina, capacità relazionale e competenze imprenditoriali. Studiate l’arte, ma studiate anche contratti, marketing, comunicazione. E soprattutto costruite uno stile che vi appartenga davvero, non quello che funziona su Instagram per tre mesi.
Qual è stata la richiesta più bizzarra che hai ricevuto per un’opera su commissione? (se si può dire)
Sì, ma senza fare nomi! Una volta mi è stato chiesto di costruire un manichino di Lupin a grandezza naturale, con tutte le parti mobili. Quando il committente è venuto a ritirarlo l’ha seduto sul sedile del passeggero, gli ha messo la cintura di sicurezza e se n’è andato… Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Esperienza e aggiornamento continuo per impianti civili, industriali e pubblicici
Nel mondo dell’impiantistica non esistono scorciatoie, e chi lavomolte cose, ma non quando si tratta di impianti che devono garantire sicurezza, effi cienza e durata nel tempo. Un impianto mal progettato o mal installato non è solo un problema tecnico che prima o poi si presenterà il conto, ma un rischio concreto per chi vive o lavora in quegli spazi. NG Termoservice S.r.l., con sede a Saonara, nasce uffi cialmente come società nel 2021, ma sarebbe sbagliato pensare che sia un’azienda giovane. La sua storia parte dal 2014, quando Nicola Geron decide di mettersi in proprio dopo aver macinato oltre trent’anni di esperienza all’interno di alcune tra le più importanti realtà termo-idrauliche del padovano. Trent’anni non sono pochi: sono il tempo che serve per vedere di tutto, per imparare dagli errori, per capire come si lavora davvero bene e come invece si tagliano gli angoli rischiando di combinare guai. Nel 2021 arriva il passaggio a società a responsabilità limitata e con esso entrano uffi cialmente Marco Bissacco e Matteo Cassetta, che in realtà erano già parte integrante dell’azienda da tempo e che oggi ne guidano la parte operativa. Non
tentori specializzati che sanno cosa fare e come farlo, una figura amministrativa che tiene in ordine pratiche e documentazione, un RSPP esterno per la sicurezza, e una rete di ingegneri e professionisti esterni che permette di affrontare anche i progetti più complessi senza dover improvvisare.
una struttura snella ma ben organizzata: due soci con responsabilità tecnica e amministrativa che seguono direttamente il lavoro, manu-
L’aggiornamento è continuo e riguarda tutto: abilitazioni per la conduzione impianti, lavori in quota, interventi in spazi confinati, sanifi cazione pompe di calore, sicurezza sul lavoro, primo soccorso. Perché l’impiantistica moderna non è più quella di vent’anni fa, le tecnologie cambiano, le normative si aggiornano, e chi non sta dietro a questi cambiamenti si trova prima o poi a non saper rispondere alle richieste dei clienti. Le referenze dell’azienda sono in ambito pubblico e privato, clienti che non scelgono a caso, che pretendono garanzie e che tornano quando il lavoro è fatto bene. Tra i servizi più richiesti ci sono i contratti di manutenzione programmata, il pronto intervento e la reperibilità, perché un impianto non finisce di essere una responsabilità il giorno in cui viene collaudato: deve continuare a funzionare, a essere sicuro, a mantenere le performance negli anni. Ed è proprio lì, nella manutenzione e nell’assistenza nel tempo, che si misura davvero la qualità di un’azienda. NG Termoservice non si presenta con slogan o promesse generiche, ma con certifi cazioni, cantieri realizzati e clienti che si fi dano. A Saonara c’è una realtà che ha scelto di crescere investendo su competenze vere e responsa-
Il percorso di Despar Nord per condividere valore con il territorio
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coinvolgendo l’intera filiera. Grazie a certificazioni energia rinnovabile, economia circolare e mobilità
“SVene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
la sintesi della visione di Despar Nord, azienda che ha scelto di fare della sostenibilità ambientale un pilastro strategico del proprio sviluppo, intraprendendo da oltre un decennio un percorso strutturato e in continua evoluzione. Il Marchio dell’Abete ha costruito negli anni un sistema di gestione ambientale capace di generare un miglioramento costante delle performance, coinvolgendo l’intera catena del valore: fornitori, collaboratori e clienti. Un impegno trasversale che si traduce in progetti concreti e risultati misurabili, anche in ambito di economia circolare. Un passaggio fondamentale è stata la certificazione UNI EN ISO 14001 che Despar Nord, prima realtà della grande distribuzione organizzata in Italia, ha ottenuto ancora nel 2013 e confermata nel 2025 per il tredicesimo anno consecutivo. Nel 2025 è salito a 90 il numero dei siti certificati tra punti vendita, sedi, piattaforme logistiche e polo agroalimentare Agrologic. Un risultato non scontato
che è frutto di oltre un decennio di investimenti in soluzioni tecniche sostenibili e di una strategia complessiva che ha incrementato, attraverso l’adozione di tecnologie innovative, sia l’efficienza energetica che la riduzione delle emissioni di gas effetto serra della rete di vendita e logistica in tutte le cinque regioni in cui è presente l’azienda. Nei punti vendita di nuova costruzione o ristrutturazione trovano spazio illuminazione full LED, impianti fotovoltaici, pompe di calore, sistemi di recupero del calore dagli impianti del freddo alimentare e soluzioni per l’ottimizzazione delle centrali frigorifere. A questo si aggiunge
Il percorso di Despar Nord tra certificazione ambientale e innovazione sostenibile
Wecity, Despar Nord ha promosso una challenge rivolta ai collaboraha permesso di incrementare e sviluppare il percorso di crescita sostenibile di Despar Nord, che ora più che mai rivolge lo sguardo a obiettivi importanti che mirano a rafforzare un percorso orientato alla creazione di valore condiviso,
Despar Nord, la tutela del territorio passa anche attraverso la riforestazione
protezione del territorio e tutela della biodiversità. Per questo Despar Nord è attiva anche sul fronte della riforestazione, con interventi che negli ultimi anni hanno portato alla piantumazione di migliaia di alberi in diverse aree d’Italia.
Già nel 2021, con il “Progetto Natura”, l’azienda ha collaborato con Etifor (spin-off dell’Università di Padova) e con l’iniziativa WOWnature, promuovendo un piano di riforestazione collegato alla vendita delle linee a marchio Verde Vera ed Econvivo riuscendo così a piantare, dal 2021 a oggi, quasi 4.000 alberi.
Dal 2023 questo impegno si è rafforzato anche grazie al progetto nazionale “Bosco Diffuso Despar”, promosso in collaborazione con Despar Italia e gli altri soci del con-
Emilia-Romagna, raggiungendo quota 650 alberi complessivi nelle aree interessate dal Bosco Diffuso nelle regioni di operatività.
A questo si aggiungono le attività finalizzate alla prevenzione e alla rigenerazione dei territori colpiti da calamità ambientali, con l’obiettivo di favorire il recupero delle aree danneggiate e di rafforzare la resilienza dei territori più esposti ai rischi climatici, come il caso dell’iniziativa in partnership con PlanBee e con il coinvolgimento attivo delle scuole dei territori selezionati, che ha permesso di piantare 250 nuovi alberi a Colle Umberto in provincia di Treviso presso i terreni di Feeducia, una microazienda agricola che segue pratiche di agricoltura rigenerativa.
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Undici mosse per risollevare la sanità veneta: Stefani presenta a Palazzo Balbi i nuovi Direttori Generali delle Ulss
Inuovi Direttori Generali della sanità regionale hanno sottoscritto formalmente il proprio impegno per il prossimo quinquennio.
Il Presidente della Regione Alberto Stefani, infatti, ha presentato quella che vuole essere una squadra solida e unita, undici curricula di grande prestigio che hanno saputo dimostrare le proprie capacità agli occhi della giunta. Tra volti già noti e nuovi entrati, andiamo a scoprire chi sono da oggi i “sindaci della sanità”, come li ha chiamati lo stesso Stefani.
All’Ulss 1, che coordina Belluno e tutta l’area dolomitica, sbarca Giuseppe Dal Ben, già direttore dell’Azienda Ospedaliera a Padova, dove, con il suo operato, si è confermato un “top manager” in ambito sanitario. Dal Ben ha seguito personalmente le fasi iniziali per la creazione del nuovo ospedale e l’apertura del nuovo reparto di pediatria. A differenza dei colleghi, resterà alla guida dell’Ulss dolomitica solo fino al 30 giugno, quando scadrà il suo incarico da commissario temporaneo. Sarà invece Giancarlo Bizzarri a prendere le redini della sanità nella Marca Trevigiana. Dopo aver coordinato servizi sociosanitari del Veneziano e con una carriera maturata in Liguria, sua terra d’origine, Bizzarri porta esperienza tecnica e logistica. Ha anche ricoperto prestigiosi incarichi nell’ambito della formazione, che testimoniano le sue eccellenti capacità comunicative, fondamentali per mettere in relazione le istituzioni e il cittadino.
Alla guida dell’Ulss 3 Serenissima arriva Massimo Zuin, già direttore dei Servizi Sociosanitari per il medesimo territorio. Docente allo IUAV e laureato in scienze politiche, rappresenta un profilo di prestigio sul piano logistico-organizzativo e conosce già molto bene il territorio e i suoi bisogni.
Spostandoci a nord nella medesima provincia, il Veneto Orientale sarà di competenza di Carlo Bramezza, che lascia quindi l’Ulss 7 per tornare a ricoprire un incarico già suo in passato. Con una lunga esperienza alla guida della sanità territoriale, si tratta di una delle scelte più solide a disposizione e su di lui viene riposta la massi-
ma fiducia della Giunta regionale per questo ritorno in Veneto Orientale.
Ed è proprio dalla guida dell’Ulss 4 che proviene Mauro Filippi, il nuovo Direttore Generale del Rodigino. Il 63enne vanta un curriculum completamente incentrato sulla sanità, che lo ha visto diventare il primo infermiere promosso a DG di una Ulss.
Patrizia Benini lascia invece Verona per assumere la guida di una differente Ulss, quella di Padova. Laureata in medicina e chirurgia con master conseguito proprio nel capoluogo euganeo, intende sfruttare la centralità della città del Santo per estendere la rete di servizi e formazione locale, puntando molto proprio sulla formazione di nuovi operatori sociosanitari.
A Vicenza arrivano invece Giovanni Carretta (Ulss 7 Pedemontana) e Peter Assembergs (Ulss 8 Berica). Il primo, padovano, ha recentemente diretto l’Ulss 3 Serenissima, che ha visto l’Ospedale dell’Angelo di Mestre eletto miglior ospedale d’Italia. Oltre a questo importante traguardo, ha avuto anche un incarico nella Commissione Regionale Vaccini. Assembergs, invece, è svedese
di nascita e lombardo d’adozione. Pur essendo un profilo di carattere più manageriale, è stato anche Direttore Generale dell’Asst Bergamo Ovest. Ultimo, ma non certo per importanza, è Pietro Girardi, che torna a dirigere l’Ulss 9 Scaligera dopo prestigiosi incarichi in altre province della regione, tra i quali quello di Direttore Amministrativo dello IOV. Fino a pochi giorni fa dirigeva l’Ulss 5 Polesana.
A questi nove Direttori Generali si affiancano altri quattro volti: Paolo Fortuna, ex DG della provincia di Padova, raccoglie l’eredità di Dal Ben alla giuda dell’Azienda Ospedale Università di Padova, mentre quella di Verona va a Paolo Petralia. Lo IOV e Azienda Zero, invece, passano invece sotto la responsabilità, rispettivamente, di Patrizia Simionato e Paolo Fattori. Anche in questo caso stiamo parlando di professionisti che hanno maturato grande competenza nell’ambito sociosanitario e amministrativo. Simionato è stata alla guida dell’Ulss 5 e ha appena concluso il mandato come DG dell’Ulss 8, mentre Fattori è stato membro della task force regionale per il contenimento della pandemia da Covid19.
L’evento non è stato, però, solo un elenco di nomi e curricula, infatti il Governatore Stefani ha presentato anche undici punti che faranno da filo conduttore per il prossimo quinquennio della sanità regionale, un “patto con i cittadini” per affrontare le più grandi sfide della salute e della vita dei Veneti. Vediamolo con ordine:
1. Promozione, rafforzamento e valorizzazione dei progetti di telemedicina e teleconsulto, per una sanità sempre più vicina a una popolazione che fa sempre più fatica a spostarsi per accedere alle cure;
2. Miglioramento dei tempi d’erogazione delle prestazioni specialistiche, per far fronte a quello che da anni è uno dei principali problemi della nostra sanità;
3. Potenziamento del rapporto ospedale-territorio, per garantire che il paziente sia seguito con approccio globale dalla presa in carico fino alla dimissione;
4. Monitoraggio delle Case di Comunità, presidi fondamentali per garantire capillarità sul territorio, specialmente nelle zone periferiche;
5. Monitoraggio del progetto PNRR “Casa come primo luogo di cura”, un piano che si integra strettamente con quello delle Case di Comunità e della telemedicina;
6. Gestione dei casi di cronicità e promozione di screening e stili di vita sani attraverso la formazione del cittadino;
7. Campagne di informazione territoriale sul funzionamento della telemedicina;
8. Valorizzazione di progetti volti all’umanizzazione delle cure, in modo particolare per quanto riguarda pazienti oncologici e malati terminali, con un focus sulle cure palliative;
9. Promozione della conciliazione vita-lavoro per il personale sanitario, attualmente oberato da ritmi insostenibili; 10. Attivazione di programmi di deblistering, per ridurre il costo dei farmaci, in particolare se di nuova generazione, 11. Dialogo col cittadino.
L’ultimo punto, un’aggiunta dell’ultimo secondo voluta fortemente dal Presidente Stefani, è un impegno solenne ad ascoltare la popolazione per capire le difficoltà e i bisogni con cui i Veneti devono fare i conti ogni giorno.
L’intervento. Sarà sempre più stretto il rapporto tra le due realtà sanitarie della provincia
Il nuovo DG Paolo Fortuna: «L’Azienda Ospedaliera rafforzerà la collaborazione con territorio e Università»
Ai nostri microfoni il nuovo direttore generale dell’Azienda Ospedale–Università di Padova sottolinea il ruolo formativo e strategico della sanità padovana ella rete regionale
La centralità di Padova nel sistema sanitario veneto, il ruolo della formazione universitaria e il rafforzamento delle collaborazioni con il territorio. Sono questi i temi al centro della prima dichiarazione rilasciata ai microfoni di Radio Veneto24 da Paolo Fortuna, nuovo direttore generale dell’Azienda Ospedale–Università di Padova. Partendo dal ruolo geografico e strategico del capoluogo euganeo, Fortuna evidenzia come Padova rappresenti prima di tutto un grande polo formativo per il sistema sanitario.
«Padova è innanzitutto una realtà formativa – spiega –. Qui si formano non solo i medici e gli specialisti, ma anche
molte altre figure sanitarie che poi andranno a lavorare sul territorio. Questo aspetto è fondamentale perché significa contribuire direttamente alla crescita e al rafforzamento del sistema sanitario regionale».
La presenza dell’Università e della scuola di specializzazione rende infatti la città un punto di riferimento per la formazione di nuove professionalità, che successivamente saranno chiamate a operare nelle strutture ospedaliere e territoriali del Veneto.
Un altro elemento centrale riguarda il ruolo dell’Azienda Ospedale–Università di Padova all’interno della rete assistenziale locale. «Oggi l’azienda ospedaliera è
l’unico grande ospedale della città – sottolinea Fortuna – e fornisce assistenza anche a molti cittadini che rientrano nel territorio dell’Ulss 6 Euganea».
Per questo motivo il rapporto tra le due realtà sanitarie è destinato a essere sempre più stretto. «L’interazione con l’Ulss è fondamentale – spiega –. Si tratta soprattutto di rafforzare percorsi di collaborazione che in realtà esistono già, ma che possono essere ulteriormente sviluppati per migliorare l’organizzazione dell’assistenza».
Padova, inoltre, ospita importanti istituzioni sanitarie regionali che contribuiscono a rafforzare la rete della ricerca e della cura. Tra queste anche lo Iov – Istituto Oncologico Veneto, realtà di riferimento a livello regionale e nazionale. «La vicinanza dei cittadini a queste strutture le rende naturalmente più frequentate – osserva Fortuna – ma questo non significa che l’Azienda ospedaliera universitaria non sia aperta a tutto il territorio del Veneto e anche oltre».
Patrizia Benini nuova direttrice generale dell’Ulss 6 Euganea
«Un ritorno a casa, con grande responsabilità»
Un ritorno alle origini, ma anche una nuova sfida per la sanità padovana. Patrizia Benini, appena nominata direttrice generale dell’Ulss 6 Euganea, ha commentato ai microfoni di Radio Veneto24 l’avvio del suo nuovo incarico, definendolo prima di tutto «un ritorno a casa».
«È un ritorno a casa – spiega – che affronto con molta soddisfazione e con molta gioia. Soddisfazione per il riconoscimento e per la conferma, ma anche gioia perché tornare in un ambiente che si conosce significa poter contare su interlocutori con cui si è già lavorato».
Un contesto familiare, dunque, ma che non riduce la complessità delle sfide da affrontare. «Quando si torna a casa è sempre un rischio – aggiunge – perché le aspettative sono alte. Tuttavia conoscere il territorio e le persone con cui si lavora rappresenta sicuramente un vantaggio nel momento in cui bisogna affrontare i problemi».
Tra i dossier più importanti sul tavolo della nuova direzione generale c’è il processo di riorganizzazione della sanità territoriale, un percorso che coinvolge tutte le aziende sanitarie del Veneto e che è legato anche agli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
«Le tempistiche per la riorganizzazione del territorio sono le stesse per tutte le Ulss – chiarisce Benini – e riguardano in particolare l’attivazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità, molti dei quali finanziati con il Pnrr».
Un passaggio chiave sarà quello del rafforzamento degli organici. «Stiamo lavorando molto sul reclutamento del personale – sottolinea – che rappresenta uno dei punti nodali, soprattutto per garantire la presenza medica all’interno delle Case della Comunità nelle ore diurne. A questo si affianca tutto il lavoro di integrazione con il territorio e con le altre strutture della rete sanitaria».
L’ospedale padovano rappresenta infatti una delle più grandi realtà sanitarie del Paese e continua ad attrarre pazienti da tutta la regione e da molte altre aree d’Italia. «Siamo una delle più grandi aziende ospedaliere italiane – conclude il di-
Per quanto riguarda invece il progetto del nuovo ospedale di Padova Est, la direttrice generale precisa che si tratta di una competenza dell’Azienda ospedaliera universitaria di Padova. «È un tema che affronterà il collega – osserva – perché riguarda direttamente quell’azienda». Padova, però, riveste un ruolo particolare all’interno del sistema sanitario regionale. «È una realtà molto centrale dal punto di vista geografico e ha una grande fortuna: la presenza dell’Università e della facoltà di Medicina, che può rappresentare un vantaggio anche in termini di reclutamento delle risorse professionali».
Le criticità, tuttavia, sono simili a quelle che interessano molte altre aziende sanitarie italiane. «I problemi sono un po’ ovunque gli stessi – conclude Benini – e riguardano la riorganizzazione della rete ospedaliera, che deve essere sempre più qualificata, distribuita sul territorio ma anche efficiente».
In questo contesto sarà fondamentale il lavoro di rete con tutti gli attori del sistema sanitario locale.
rettore generale – e il nostro compito è continuare a garantire un servizio di alto livello non solo ai cittadini di Padova, ma a tutto il territorio regionale e nazionale».
Paola Bigon
«A Padova abbiamo l’Azienda ospedaliera universitaria e sono certa che i rapporti saranno ottimi. Conosco già il collega e abbiamo lavorato insieme in passato. Inoltre esiste una rete molto importante di privato accreditato, soprattutto per la specialistica, oltre alle quattro strutture ospedaliere presenti. Con tutti loro dovremo costruire una vera partnership».
L’obiettivo, conclude la nuova direttrice generale, resta uno solo: «dare risposte ai cittadini. È questo il compito principale della sanità pubblica».
Il taglio del nastro. A Padova inaugurato il cantiere del nuovo edificio destinato a ospitare laboratori avanzati
La Seconda Torre prende forma: al via i lavori dell’“Orizzonte della Ricerca”
Si è tenuta a Padova la posa della prima pietra della Seconda Torre dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza, nuovo ampliamento destinato a diventare il cuore delle future attività scientifiche. La struttura, battezzata “Orizzonte della Ricerca”, ospiterà una Cell Factory di nuova concezione dedicata allo studio delle cellule RNA, delle CAR T e delle tecnologie di medicina personalizzata.
Alla cerimonia, svoltasi nel piazzale adiacente all’IRP in Corso Stati Uniti, hanno partecipato alcune centinaia di persone tra volontari, ricercatori e sostenitori. La benedizione della prima pietra è stata impartita da don Luca Facco, Vicario Episcopale della Diocesi di Padova. L’evento è stato anche l’occasione per la firma dell’Accordo Quadro che unisce Regione Veneto, Università di Padova, IOV, Azienda Ospedale-Università, Fondazione Cariparo, Fondazione Centro Nazionale Ricerca e Sviluppo terapia genica e Fondazione Città della Speranza per accelerare lo sviluppo di terapie avanzate.
Il fondatore e presidente IRP Franco Masello ha sottolineato che la Seconda Torre rappresenta «il prosieguo dell’impegno tra pubblico e privato per far sì che la ricerca diventi più velocemente farmaco». Masello ha ricordato il valore simbolico della nuova costruzione, definita «l’Orizzonte della Ricerca, verso il quale salperemo tutti insie-
me».
Il presidente della Fondazione Città della Speranza, Marino Finozzi, ha evidenziato che la nuova struttura «non è solo un cantiere, ma il simbolo della nostra nuova statura», ribadendo l’obiettivo di trasformare la parola “incurabile” in un ricordo del passato. Per l’Istituto di Ricerca Pediatrica, l’amministratore delegato Stefano Lupi ha rimarcato la crescita dell’attività scientifica e la necessità di nuovi spazi. Andrea Camporese, vicepresidente IRP e responsabile del progetto Cell Factory, ha indicato sostenibilità e rapidità come i due cardini del nuovo investimento, ricordando che le nuove terapie dovranno essere non solo efficaci, ma anche accessibili.
Il direttore scientifico dell’IRP, prof. Eugenio Baraldi, ha definito la Cell Factory «un patrimonio importante per la sanità veneta» e un esempio virtuoso di collaborazione strutturata tra pubblico e privato.
Il sindaco di Padova Sergio Giordani ha richiamato il valore simbolico della giornata, ricordando che «da soli si va veloci, ma assieme si va lontano» e ribadendo l’obiettivo di non lasciare che «una malattia precluda il futuro a nessun bambino».
Il prorettore vicario dell’Università di Padova, Antonio Parbonetti, ha parlato di «investimento concreto nelle terapie avanzate» che rafforza il ruolo del Veneto nell’innova-
zione biomedica.
Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha definito la nuova torre «la prova concreta che una scommessa ambiziosa può continuare a essere vinta», riconoscendo il contributo della comunità scientifica e dei volontari.
La nuova costruzione sarà collegata all’attuale sede dell’Istituto per ottimizzare costi e spazi comuni, tra cui reception, area accoglienza e direzione tecnica. L’edificio, articolato su tre piani più un livello destinato a parcheggio, coprirà circa 11mila metri quadrati complessivi. Il costo dell’intervento è
stimato in 21 milioni di euro. Il progetto architettonico punta alla massima sostenibilità: sono previste tecnologie impiantistiche a energia rinnovabile e una copertura piana destinata al fotovoltaico.
Nei nuovi laboratori troveranno posto unità di ricerca dedicate all’oncoematologia pediatrica, tra cui attività dell’Università di Padova e gruppi già operativi nell’Istituto, come Euroimmun e R&I.
Con l’avvio del cantiere partirà anche la campagna “Costruiamo insieme il futuro della ricerca”, finalizzata a sostenere economicamente la Seconda Torre. Il nome di ogni
benefattore sarà riportato negli ambienti del nuovo edificio e nell’Albo d’Oro della Fondazione.
La Fondazione Città della Speranza ha espresso gratitudine all’amministrazione comunale di Padova, alla Regione Veneto, all’Arma dei Carabinieri, ai Vigili del Fuoco, all’Interporto e ai professionisti coinvolti nella progettazione e nella direzione lavori. Un ringraziamento particolare va alle aziende che hanno già offerto materiali e supporto tecnico, oltre a Coldiretti per il buffet e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della giornata.
La proposta. Sotto la lente App finanziarie, sfide social e abuso di farmaci tra i più giovani
Pasqualon (UDC): “Una mozione per proteggere il Veneto dai rischi del trading online”
Non più soltanto slot machine e sale scommesse. In Veneto le dipendenze cambiano volto e corrono sugli smartphone. App di compravendita finanziaria, sfide sui social e un uso scorretto di farmaci tra i giovanissimi sono al centro della mozione depositata in Consiglio regionale da Eric Pasqualon (UDC).
A darne notizia è lo stesso consigliere, che parla di un fenomeno in rapida evoluzione anche nel territorio veneto. «Non più solo slot, ma App di trading e sfide social: le dipendenze in Veneto cambiano volto. Ho depositato una mozione per aggiornare le strategie regionali di prevenzione, puntando i riflettori sui rischi del guadagno facile online e sull’abuso di farmaci tra i giovanissimi», afferma Pasqualon.
L’iniziativa, spiega, nasce anche dall’esperienza maturata nel suo ruolo di vicepresidente nazionale di Avviso Pubblico, realtà impegnata nel contrasto alle dipendenze e nella promozione della legalità. A preoccupare sono i numeri raccolti dai Servizi per le Dipendenze (Ser.D.) del Veneto: a Treviso, nell’area dell’Ulss 2, nel 2025 si è registrato un forte aumento dei casi di trading compulsivo, ovvero l’ossessione per le operazioni finanziarie online vissute come una scorciatoia per guadagnare.
Secondo i dati citati nella mozione, il 45% degli studenti veneti ha giocato d’azzardo almeno una volta. Un dato che, secondo Pasqualon, va letto alla luce di un contesto in cui il rischio è “a portata di smartphone”, tra investimenti finanziari ad alto rischio scambiati per opportunità di lavoro e pericolose sfide digitali che si diffondono sui social.
«Servono risposte immediate: dobbiamo portare l’educazione finanziaria e civica nelle scuole per smontare l’illusione del profitto immediato», sottolinea il consigliere.
Nel dettaglio, la mozione chiede alla Regione Veneto una strategia coordinata che parta da un nuovo accordo con l’Ufficio scolastico regionale per introdurre nelle scuole moduli dedicati ai rischi del tra-
ding compulsivo e delle truffe online. La proposta prevede anche di inserire formalmente le cosiddette “dipendenze finanziarie digitali” tra le priorità del prossimo Piano sanitario triennale e di rafforzare le risorse alle Ulss per controllare e seguire i casi legati a gioco online e acquisti compulsivi.
Infine, il documento punta a sollecitare il Governo nazionale affinché intervenga sulla pubblicità nascosta di prodotti finanziari ad alto rischio che circola sui social media, con particolare attenzione alla tutela dei minori dai messaggi ingannevoli.
«Il Veneto è un modello nel contrasto al gioco fisico, ma ora la battaglia si sposta sul digitale – conclude Pasqualon –. Proteggere le famiglie dal sovraindebitamento e i giovani dalle insidie del web deve essere una priorità assoluta per la nostra Regione».
PADOVA
Al via la quarta edizione di “Cambio Gioco”
Dal 9 al 13 marzo si è svolta la quarta edizione di “Cambio Gioco”, la settimana dedicata alla prevenzione e al contrasto del gioco d’azzardo patologico, promossa dal Dipartimento Dipendenze dell’Ulss 6 Euganea. L’iniziativa puntava a rafforzare il lavoro condiviso con istituzioni, operatori e cittadini, investendo su tempo e conoscenza per incrementare le strategie di prevenzione.
Il tema di quest’anno, “giocare d’anticipo”, invitava a intervenire precocemente attraverso strumenti educativi innovativi e strategie che consolidino fattori protettivi sia a livello individuale sia sociale. Durante la settimana sono stati organizzati incontri, laboratori e momenti di confronto che integrano l’esperienza clinica degli ambulatori del Dipartimento con contributi multidisciplinari, con l’obiettivo di offrire alla comunità strumenti concreti per la riflessione e la sensibilizzazione, in particolare tra i giovani.
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