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padnord feb2019 n28

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Sport p.18

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Salute p.27

on-line: “La Piazza, il mio sogno”

FEBBRAIO 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.28

Cultura p.17

di Padova Nord

Questo mi permise di pensare a quelle che sono oggi le 16 edizioni de La Piazza, LA FONTE IMMOBILIARE di Solin Alessandro intravedendo fin da subito via Cavour, 2 · 35010 Vigonza (Pd) · tel/fax 049 8096713 lainfo@lafonteimmobiliare.it possibilità di essere utili · ai La Fonte Immobiliare cittadini ed anche alle attiviwww.lafonteimmobiliare.it tà dei vari territori. I primi anni furono davvero eroici, come del resto lo sono gli esordi di ogni impresa innovativa. Per fare un esempio, 25 anni fa il contatto con i lettori avveniva attraverso le lettere spedite in redazione; i computer non erano accessibili ai più, quindi tutti gli articoli erano scritti a mano e ribattuti a macchina; le foto dovevano essere sviluppate e poi, come in un collage tra testo e foto, si costruivano le pagine. Tutto il processo produttivo e distributivo non era pronto per questo tipo di impresa. servizi alle pagg anche 4, 7 e 12 Sì perché il mio sogno 25 anni fa prevedeva la possibilità che il più alto numero di persone di quella comunità potesse accedere all’informazione in modo gratuito. 25 anni fa il fenomeno free press non esisteva, tanto meno il gratuito consegnato a casa… questa era davvero un’utopia! In questi 25 anni La Piazza è passata da essere il mio sogno - un esperimento editoriale in una piccola città del Veneto - ad essere oggi in Italia il più diffuso periodico d’informazione distribuito gratuitamente alle famiglie. Questo sistema di comunicazione si chiama oggi in modo altisonante “free to home”, rappresentato in Italia da La Piazza, mentre in Europa è realizzato dai grandi editori nazionali, con numeri straordinari di diffusione e redditività. Ci apprestiamo a vivere questo grande traguardo dei 25 anni con lo stesso entusiasmo e la stessa consapevolezza di quell’aprile del 1994. Oggi voglio ringraziare tutte le persone che, a vario titolo, hanno collaborato e collaborano alla realizzazione di questo mio sogno, tutti assieme e accomunati dalla certezza che “una comunità informata è una comunità migliore”. *fondatore de La Piazza

Cadoneghe e Limena verso l’appuntamento elettorale

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Giuseppe Bergantin*

CADONEGHE

Inaugurata la nuova mensa scolastica

Si avvicinano le amministrative e i primi schieramenti scendono in campo presentando candidati, idee e proposte per amministrare

CADONEGHE, INTERVISTA

Raphael Raduzzi “il mio impegno in Parlamento” CADONEGHE, L’EVENTO

Carnevale con la sfilata nottura dei carri mascherati CURTAROLO, IL PREMIO

Guido Nalesso, 97 anni, una vita per i diritti LIMENA, LA RASSEGNA

Primavera a teatro con proposte per tutti

Ad Aprile il nostro giornale compie 25 anni. Nei prossimi mesi vi racconteremo da dove veniamo e soprattutto dove vogliamo andare. Con voi e per Voi, com’è sempre stato!

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“La Piazza, il mio sogno” Giuseppe Bergantin >redazione@givemotions.it<

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anni fa il mio sogno era quello di creare uno strumento che desse voce alla mia città, Cavarzere, che sui mezzi di comunicazione di allora, ma anche adesso con il digitale, non trovava spazio. Nei primi anni capii subito che questa esigenza non era solo della mia città, ma anche della maggior parte dei comuni e delle comunità del Veneto. La Piazza divenne ben presto anche uno strumento utilissimo per promuovere le attività commerciali di prossimità che, per motivi di budget e di territorialità, non trovavano spazio nei segue a pag 3 media tradizionali.

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“La Piazza, il mio sogno” Giuseppe Bergantin*

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La nuova mensa è realtà E

Con l’apertura si archiviano le polemiche sul servizio

’ realtà la nuova mensa alla scuola primaria Falcone e Borsellino di Cadoneghe. Le scelte costruttive e cromatiche progettuali hanno voluto essere in linea con l’ambiente interno ed esterno mettendo in primo piano i bisogni dei più piccoli. La mensa fornisce ogni giorno 130 pasti per 125 bambini e 5 insegnanti. La nuova costruzione può ospitare tutti i bambini in un unico turno, migliorando notevolmente la qualità dello spazio dedicato alla ristorazione ed anche il funzionamento del servizio. Venendo al progetto, lo spazio si apre a sud verso il giardino con una parete completamente vetrata, privilegiando in questo modo anche il contatto visivo con la natura. Natura ed esterno si possono dunque, “respirare” in qualche modo anche all’interno del locale, con la parete di fondo dipinta con variazioni cromatiche verdi. Il costo complessivo dell’intervento è stato di 603.896,00 con un contributo regionale di 16.746,25 euro. “Siamo felici di poter consegnare alla cittadinanza e alle famiglie dei locali nuovi e accoglienti dove far pranzare i bambini alla Falcone e Borsellino – commenta il sindaco Michele Schiavo – soprattutto in un momento in cui è salita agli onori delle Giuseppe Bergantin >redazione@givemotions.it< cronache proprio questa scuola per un fatto singolo e sul quale sono stati fatti tutti gli approfondimenti del caso. Per fortuna anni fa il mio sogno era quello di creare uno tutto era in regola e anzi questo spiacevole evento ha portato strumento che desse voce alla mia città, Cavardi Stefano Pasquettin ancora di più l’attenzione sulla qualità del cibo e del servizio zere, che sui mezzi di comunicazione di allora, ma an- 51 Via A. Gramsci, offerto ai piccoli alunni”. “ Oggi ancor di più la scuola deve che adesso con il digitale, non trovava spazio. Nei primi 35010 Mejaniga di Cadoneghe (Pd) essere un luogo ospitale e “di casa” - conclude l’assessore alle anni capii subito che questa esigenza non era solo della Tel.dei 049 70 0e610 politiche scolastiche Paola Venturato – e la nuova mensa vuole mia città, ma anche della maggior parte comuni rispondere proprio a questa esigenza”.( n.m.) alpescherecciopd@gmail.com delle comunità del Veneto. La Piazza divenne ben pre-

Questo mi permise di pensare a quelle che sono oggi le 16 edizioni de La Piazza, intravedendo fin da subito la possibilità di essere utili ai cittadini ed anche alle attività dei vari territori. I primi anni furono davvero eroici, come del resto lo sono gli esordi di ogni impresa innovativa. Per fare un esempio, 25 anni fa il contatto con i lettori avveniva attraverso le lettere spedite in redazione; i computer non erano accessibili ai più, quindi tutti gli articoli erano scritti a mano e ribattuti a macchina; le foto dovevano essere sviluppate e poi, come in un collage tra testo e foto, si costruivano le pagine. Tutto il processo produttivo e distributivo non era pronto per questo tipo di impresa. Sì perché il mio sogno 25 anni fa prevedeva anche la possibilità che il più alto numero di persone di quella comunità potesse accedere all’informazione in modo gratuito. 25 anni fa il fenomeno free press non esisteva, tanto meno il gratuito consegnato a casa… questa era davvero un’utopia! In questi 25 anni La Piazza è passata da essere il mio sogno - un esperimento editoriale in una piccola città del Veneto - ad essere oggi in Italia il più diffuso periodico d’informazione distribuito gratuitamente alle famiglie. Questo sistema di comunicazione si chiama oggi in modo altisonante “free to home”, rappresentato in Italia da La Piazza, mentre in Europa è realizzato dai grandi editori nazionali, con numeri straordinari di diffusione e redditività. Ci apprestiamo a vivere questo grande traguardo dei 25 anni con lo stesso entusiasmo e la stessa consapevolezza di quell’aprile del 1994. Oggi voglio ringraziare tutte le persone che, a vario titolo, hanno collaborato e collaborano alla realizzazione di questo mio sogno, tutti assieme e accomunati dalla certezza che “una comunità informata è una comunità migliore”. *fondatore de La Piazza

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di Padova Nord

sto anche uno strumento utilissimo per promuovere le attività commerciali di prossimità che, per motivi budget erecapitato di territorialità, non trovavano espazio neiRedazione: È un periodico formato da 16 edizioni localidimensilmente Direzione, Amministrazione segue a pag 3 Direttore responsabile (ad interim) media tradizionali. a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Concessionaria di Pubblicità Locale: Questa edizione raggiunge le zone di Cadoneghe, Curtarolo, Limena e Vigodarzere per un numero complessivo di 16.750 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

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Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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Chiuso in redazione l’8 febbraio 2019


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Cadoneghe

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Politica Dopo il caso Gastaldon

“Ora voltiamo pagina con le primarie” Nel centrosinistra scende in campo Enrico Scacco invocando consultazioni civiche aperte e “senza steccati ideologici”

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e dimissioni dell’ormai ex vicesindaco Mirco Gastaldon hanno evidenziato tutta la crisi interna al centrosinistra, ma anche la volontà di uscire quanto prima dall’empasse, a cominciare con le primarie. A scendere in campo Enrico Scacco, consigliere comunale del Pd e papabile candidato a sindaco alle prossime amministrative di maggio. “Vista la drammatica situazione politica è necessario un atto di apertura e generosità, dobbiamo ricomporre la compagine del centrosinistra e allargarla a tutti i movimenti civici che intendono candidarsi ad

amministrare il Comune – afferma Scacco –. Serve un nuovo ciclo amministrativo che dia nuova linfa e una nuova prospettiva di almeno 10 anni di nuova amministrazione locale. Lo strumento può essere quello di primarie civiche aperte e coinvolgenti, senza steccati ideologici, basate non solo su candidati alla carica di sindaco, ma su programmi concreti e fattibili che qualifichino il nostro territorio. Temi vicini ai cittadini che aspettano risposte concrete ai loro problemi quotidiani. Cadoneghe ha una lunga tradizione di buona amministrazione e le forze politiche

Enrico Scacco, consigliere comunale del Partito Democratico

che si candidano ad amministrarla devono essere all’altezza della sfida con candidati e programmi credibili e radicati nel territorio. Ci sono forze civiche vecchie e nuove che si stanno muovendo, penso a La Lista Civica che ha già una storia amministrativa alle spalle, e alle nuove formazioni come Coalizione Civica e Progetto Cadoneghe; oltre a queste ci sono altre liste in gestazione. Le primarie civiche devono coinvolgere anche il Partito Democratico che deve far parte di un’ampia coalizione se vuole continuare a essere protagonista a Cadoneghe, così come fece nel 2014

con Lista Civica e SEL. Allora le primarie e la coalizione ampia evitarono il ballottaggio. Andare da soli o con liste civetta di scarso appeal con una legge elettorale che impone il doppio turno sarebbe un suicidio politico. Il nostro compito come amministratori è fare in modo che tutte le forze locali convergano in un progetto civico comune con un candidato sindaco che faccia sintesi e sia la scelta migliore. Le primarie di coalizione e un unico candidato possono essere la soluzione ideale per compattare il fronte”. Nicoletta Masetto

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asta con i furbetti dei rifiuti. Troppe le criticità tanto che il sindaco Schiavo ha deciso di passare alle maniere forti.La prima in via Manin nell’area vicino al mercato, dove sembra sia uno sport nuovo quello di gettare i rifiuti di qualsiasi genere non dentro ma sopra il press container del secco. Almeno una volta alla settimana questo costringe Etra a far letteralmente arrampicare un proprio operatore sopra i container per sistemare la raccolta. Oltre agli abbandoni di sacchetti e materiale accanto ai container che ormai quasi non si contano. “Un malcostume – commenta Schiavo – che non ci piace e che, nella maggior parte dei casi, porta a disservizi che ovviamente poi pagano in tutti i sensi gli utenti, ossia i cittadini. Per questo abbiamo deciso di agire con immediatezza e con una risposta decisa”.Da fine gennaio è stato definitivamente rimosso il press container del secco in via Manin. I cittadini della zona dovranno così portare i loro rifiuti secchi nelle isole vicine di via Bordin e Marconi. La seconda criticità riguarda via Guerzoni dove attualmente c’è un press container per il secco e buche attrezzare per il riciclabile, plastica, carta e vetro. Qui il conferimento del riciclabile continua ed essere sopra la norma e superiore alla capacità delle buche attrezzate. Per questo il sindaco ha deciso di utilizzare anche il press container del secco per il riciclabile, oltre alle buche. E di spostare anche qui il conferimento dei rifiuti secchi nelle vicine via Rigotti e Garibaldi. (n.m.)


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Cadoneghe

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L’intervista Raphael Raduzzi, giovane parlamentare del Movimento 5 Stelle, vive a Cadoneghe

“Maggiore attenzione ai giovani, alla ricerca e alle nostre eccellenze” F

accia a faccia con Raphael Ra- sulle responsabilità di chi ha porduzzi, parlamentare del M5S e tato al fallimento Veneto Banca e membro della Commissione V Bi- Popolare di Vicenza mandando sul lancio e VI Finanze. Nato a Bressa- lastrico imprese e famiglie. Ora è none il 28 aprile 1991, è cresciuto giusto che chi deve pagare inizi a a Cadoneghe dove vive. Si è diplo- farlo”. mato allo scientifico Curiel, laurea Come mantiene il contatto con triennale in Economics and Mana- il territorio? gement a Ca’ Foscari a Venezia e “Torno a Cadoneghe quasi ogni magistrale in Economia e Politiche week end, incontro i cittadini, Pubbliche all’ Università di Mode- continuo a frequentare piazze e na e Reggio Emilia. i mercati. Mi trovo regolarmente Come sono andati questi primi con i consiglieri comunali del Momesi di legislatura? vimento della provincia, insieme “Molto bene, sono stati un’occa- seguiamo i problemi del territorio, sione unica di crescita personale e dall’Iva non dovuta a Etra alle esapolitica. Nonostante la frenesia dei lazioni della ditta Sir a Piazzola sul palazzi romani, le mille trasferte Brenta”. su e giù con i treni, ho conosciuto A maggio molti Comuni anpersone fantastiche. Assieme stia- dranno al voto… mo portando avanti “Sarà un’ottima progetti concreti che “Mi piacerebbe occasione per dire i cittadini ci chieabbiamo fatto e far parte della cosa devano da anni. Di cosa faremo, smencommissione tendo alcune bufale recente ho avuto l’onore di poter fare da d’inchiesta sul come l’intervento relatore, in commissull’indicizzazione sistema sione e in aula, della delle pensioni (che legge di bilancio, un bancario e fare in realtà è superiore compito assegnatoal regime che vigepiena luce” mi nonostante fossi va lo scorso anno) il deputato più gioe, soprattutto, per vane della commissione. Oltre alle ascoltare le esigenze dei cittadini”. misure per riportare un minimo di Come si sta a Roma? equità sociale come il superamen“Nonostante alcuni luoghi coto della legge Fornero e il reddito muni mi trovo bene. Il centro è più di cittadinanza, sono orgoglioso a misura d’uomo di quanto non si dei maggiori fondi che vengono possa credere, a ogni angolo della assegnati all’istruzione, alle uni- città c’è qualche meraviglia storiversità, alla ricerca ed alle borse ca da ammirare. L’unico “probledi studio: finalmente maggiore at- ma” è …la cucina romana: troppo tenzione ai giovani ed alle eccelbuona per non prendere qualche lenze del nostro paese, da questi chilo”. possiamo ripartire”. Cosa farà …”da grande”? Progetti a breve? “Per ora mi concentro sul por“Mi piacerebbe far parte del- tare la voce dei tanti cittadini che la commissione di inchiesta sul per anni non sono stati ascoltati sistema bancario. La scorsa legidalla classe politica. Per il futuro… slatura era presieduta da una ca- si vedrà. Si può fare politica anche riatide della politica ed è durata al di fuori dei palazzi”. Nicoletta Masetto troppo poco per fare piena luce

Sfilata notturna dei carri illuminati al Carnevale proposto da “Le maschere”

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iflettori puntati su Cadoneghe il 9 marzo prossimo per un inedito Carnevale che sicuramente non mancherà di attrarre centinaia di persone. L’ Associazione Le Maschere patrocinata e sostenuta dall’ Amministrazione Comunalequest0anno propone infatti l’inedito e oridinale Carnevale by night di Cadoneghe. Dalle ore 17.30 al via un ricco programma che coinvolge soprattutto i bambini, ma non solo, con giochi di bolle, laboratori di giocoleria e coriandoli in Piazza Insurrezione per i piccoli, ma anche per la gioia dei genitori che potranno godersi una sera di puro diverimento all’insegna dell’allegria dello stare insieme.

Dalle ore 19.30 prenderà il via la tradizionale sfilata di carri allegorici che stavolta si svolgerà in “nottura”, in un’atmosfera nuova ed emozionante. I variopinti canni provenienti da tutto il Veneto su niziativa di numerosi gruppi sfileranno illuminati e con un frizzante accompagnamento musicale lungo via Gramsci e fronte Municipio. Ad accompagnare l’evento ci saranno anche gli elaborati e soprendenti giochi di luce, con la possibilità di concedersi uno spuntino grazie alle proposte dello street food e lounge bar. Musica per tutti con il dj set e le soprendenti magie di fuoco faranno da cornice a questo momento di folklore e divertimento!

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L’intervista Luigi Sposato, tra economia e politica

Sposato è pronto a scendere in campo? C

on le elezioni alle porte la campagna per le amministrative di Cadoneghe si fa sempre più interessante. Alcuni voci parlano di una discesa in campo anche di Luigi Sposato, volto noto dell’imprenditoria e della politica padovana. Noi abbiamo chiesto direttamente a lui se le voci dicono il vero. Buongiorno Dott. Sposato come sta? “Benissimo grazie!”. Che esperienza è stata la sua candidatura a sindaco di Padova? “E’ stata una esperienza faticosa e impegnativa ma molto gratificante, mi ha consentito di conoscere meglio le dinamiche politiche di una città grande e difficile come Padova”. La rifarebbe? “Certamente si!”. In primavera si voterà a Cadoneghe, la città dove vive da parecchi anni e dove è conosciuto e stimato come persona e imprenditore, si dice con insistenza che lei si candiderà a sindaco, è vero? “Non le nascondo che sto avendo richieste da più parti in tal senso. Naturalmente mi fa piacere che mi chiedano di candidarmi, significa per me aver dimostrato di es-

sere una persona che, negli anni, ha dato qualcosa alla collettività”. Chi in particolare glielo chiede? “Le richieste pervengono sia da alcuni partiti politici, sia da cittadini comuni”. Come vede la situazione politica di Cadoneghe? “In questi cinque anni, abbiamo potuto assistere a una lacerazione dei rapporti all’interno della sinistra che da sempre amministra la città. Queste divisioni sono una novità assoluta per la sinistra stessa, che ha avuto ed avrà riflessi negativi sulla leadership dell’attuale sindaco, che mi sembra intenda ricandidarsi”. E il centro destra invece? “E’ stato fatto qualche nome sul potenziale candidato sindaco, anche se per il momento non ne risulta nessuno ufficialmente. A mio avviso dovrà essere una persona nota, che conosca bene la città e capace di migliorarla, in grado di rappresentare tutte le anime della coalizione. Certo questa volta vi è la concreta possibilità di un ballottaggio, anche in virtù della situazione politica nazionale”. Secondo lei quali sono le priorità di Ca-

Luigi Sposato

doneghe? “A Cadoneghe si vive bene, quello che la prossima amministrazione comunale dovrà fare è avere una visione su quello che potrà essere la città tra vent’anni, non limitandosi più solamente a una buona gestione. Alcune potenzialità represse hanno bisogno di avere vita e opportunità, mi riferisco per esempio ai giovani e alla mancanza di opportunità per sviluppare i propri talenti e le proprie idee. Il Comune non crea lavoro, però può creare le condizioni per attrarre investimenti imprenditoriali e commerciali, vi sono molti finanziamenti comunitari che non vengono sfruttati. Bisogna porre attenzione all’ambiente con maggiore cura degli spazi e del verde cittadino, con un occhio allo smaltimento dei rifiuti, che oggi non è performante a fronte del costo per la collet-

tività. C’è bisogno di maggiore trasparenza nella gestione dei soldi pubblici e bisogna migliorare la viabilità soprattutto in alcune aree cittadine. La sicurezza poi deve essere una priorità per tutti, troppo spesso ci sono furti nelle abitazioni. Si devono realizzare nuovi impianti sportivi per dare spazio a tutte le numerose associazioni del territorio. E’ inoltre necessario un ufficio postale ulteriore a quello esistente. Il cardine principale di tutti gli interventi deve essere il nucleo familiare, che va sostenuto con maggiori risorse economiche; bisogna partire dalla famiglia”. Parla da candidato sindaco! “Parlo come un cittadino che ha cuore la propria città e il futuro dei propri figli. Non ho intenzione di candidarmi anche se, così come nella vita, anche in politica tutto è possibile”.

Boom per i corsi di nuoto riservati agli “over 50”

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Il Comune ha deciso di finanziare in proprio l’attività nelle piscine termali con la possibilità del trasporto in bus

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orsi di nuoto termale destinati agli over 50 sostenuti dal Comune. Visto che la Provincia di Padova ha tagliato i fondi, il Comune ha pensato bene, visti l’indice di gradimento ricevuto dall’iniziativa e le numerose richieste di partecipazione pervenute, di organizzarsele in proprio. Circa una cinquantina le persone hanno iniziato l’attività in due alberghi di Abano Terme. “Grazie alle tante domande siamo riusciti a organizzare un paio di gruppi – spiega l’assessore ai Servizi Sociali, Monica Cesaro –, uno automunito e un secondo che utilizza il pullmino messo a disposizione dall’associazione Sport Solidale di Padova, l’unico soggetto ad aver risposto al nostro bando di affidamento per il servizio. Il pulmino attualmente effettua quattro fer-

mate; precisamente a Vigodarzere capoluogo, Saletto, Tavo e Terraglione. La partenza è fissata per le 7.50 e il rientro intorno alle 11. Le persone che hanno aderito a questa iniziativa, come mi hanno riportato e come ho visto, sono veramente entusiaste. Mi hanno riferito che si divertono molto oltre a fare una sana attività motoria”. Sono quindici le lezioni in programma. Vi partecipano trentadue persone (di cui trentuno residenti nel territorio comunale di Vigodarzere) che utilizzano il pullman e 14 (tutti residenti in Comune) che raggiungono le piscine termali di Abano in maniera autonoma. “Alla visita medica, alla quale si sono sottoposti prima di partecipare al corso, che si è svolta in municipio – prosegue l’assessore

Preoccupazione per il malore di Zordan

Da due anni la Provincia ha tagliato i fondi così l’amministrazione ha deciso di proseguire organizzando un paio di gruppi

Cesaro – i nostri “nonni” erano tutti entusiasti di ricominciare e di non perdersi una lezione. Per molti di loro riuscire a partecipare a questa iniziativa, uscendo così due volte la settimana è importante per socializzare e sentirsi meno soli. Grazie all’associazione Anteas ogni martedì andiamo a prendere una decina di persone direttamente a casa e le portiamo in patronato a giocare a tombola”.

reoccupazione per Adolfo Zordan, primo cittadino e parlamentare di Vigodarzere. A metà gennaio è stato ricoverato d’urgenza in ospedale dopo aver accusato un improvviso malore, mentre stava presiedendo una seduta di giunta comunale.Nei giorni precedenti Zordan aveva voluto sottoporsi a una serie di esami e accertamenti perché non si sentiva bene. Due giorni dopo il ricovero era stato immediatamente sottoposto a un intervento chirurgico al cuore all’ospedale di Padova. Si è trattato di un intervento di angioplastica con conseguente inserimento di due stent allo scopo di riaprire le arterie ostruite. A causare l’affaticamento, e il conseguente malore, potrebbe essere stato anche lo stress. Il sindaco, appena gli è stato possibile, ha cercato di rassicurare tutti rispondendo ai messaggi delle tante persone che gli hanno scritto augurandogli una pronta guarigione. (n.m.)


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Curtarolo

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La rassegna Tra marzo e aprile gli appuntamenti

“Curtarolo a teatro”, sipario su commedie e altri spettacoli Inizierà a breve la settima edizione della rassegna “Curtarolo a teatro”, organizzata dalla compagnia amatoriale di Padova “Camerini con Vista”. Il 9 marzo il gruppo Teatro Vecchio Veneto di Bresega di Ponso presenta “Barufe de fameja”, una commedia sulla rivalità tra due coniugi entrambi candidatisi a sindaco del paese; il 16 marzo, la compagnia Teatro Veneto “Città di Este” presenterà la commedia “Nudo alla meta”, un’opera vivace incentrata sulla volontà dello spilorcio Gervasio di accasare decentemente la figlia Bice. Il 23 marzo, l’associazione Teatro dei

Qui sopra, “Uomini con la valigia”, in alto, “Queo che resta dei sette nani”

Curiosi di Vigonza propone “Uomini con la valigia”, un atto unico nel quale si intrecciano le storie di sei persone che sembrano avere in comune soltanto una valigia, “per ridere fino alle lacrime ed emozionarsi fino ai brividi”. Il 30 marzo, l’associazione culturale teatrale Tuttinscena di Camponogara recita in “Una sberla della fortuna”, una intrigante vicenda sullo scambio di una borsa e il ritrovamento, in essa, di una somma considerevole di denaro.

Il 6 aprile, la compagnia teatrale Amici del Teatro di Pianiga presenta “Ancora sei ore”, le sei ore che Dio concede allo spirito del burbero Antonio per scendere sulla terra e sistemare certi affari legati alla sua eredità: infine,

il 13 aprile, concluderà la rassegna la compagnia Asolo Teatro di Asolo, con “Queo che resta dei sette nani”, insidiati dagli ospiti dell’agriturismo che il sior Carlo è costretto ad avviare per accontentare la moglie.

Tutti gli spettacoli si svolgeranno in sala Forum, presso gli impianti sportivi di Curtarolo, a partire dalle 21. Biglietti interi 6 euro, ridotti 4. Informazioni: teatro@cameriniconvista.it. (c.g.)

Letture animate e laboratori in biblioteca con la “Bottega dei Ragazzi” Ha ripreso a febbraio il ciclo di letture e laboratori dedicati ai bambini dai 4 agli 8 anni, organizzato con la collaborazione della cooperativa sociale “La bottega dei ragazzi” che si svolgerà in biblioteca il giovedì dalle 16.30 alle 18. Giovedì 21 febbraio si leggerà “Alice nelle figure” di Gianni Rodari e Anna Cantone, e “A sbagliare le storie” di Gianni Rodari e Alessandro Sanna. Giovedì 21 marzo tocca invece all’avvincente e originale storia “Il mistero delle fiabe divorate” di Carolina d’Angelo. Martedì 5 marzo in sala Forum alle 15, i bambini sono attesi

alla festa di Carnevale con la recitazione del testo “Il carnevale degli animali”, una sfilata non competitiva in costume, danze e buffet. Inoltre, dal 25 aprile all’1 maggio, in sala Forum sarà allestita la mostra del libro; il 30 aprile e il 9 maggio, la sala ospiterà due letture animate rispettivamente una in italiano e una in inglese con Anna Barbato. biblioteca@ comune.curtarolo.pd.it. (n.m.)


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Premio a Guido Nalesso, 97 anni Al decano degli agricoltori, antifascista e prigioniero di guerra, il premio Francesco Sarzo per la sua lunghissima attività a favore del riscatto e del riconoscimento dei diritti di chi lavora la terra

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urtarolo ha portato in scena, ancora una volta, un grande spettacolo, coniugando il piacere per la buona musica con l’attenzione ai propri cittadini più meritevoli. Il concerto, dal titolo «Musica ribelle», è stato presentato in sala Forum, dove il gruppo Infeltrio ha interpretato musiche di Battiato, Venditti, De Andrè, e altri artisti che hanno cantato un’Italia migliore. Nel corso della serata, si è svolta la quarta edizione del premio Francesco Sarzo, organizzata da Associazione Iniziativa Democratica, Auser e Circolo Partito Democratico. A riceverlo è stato il concittadino novantassettenne Guido Nalesso, che nel ricevere il premio ha potuto dire soltanto, visibilmente commosso, «Non so come ringraziarvi». Nato il 12 novembre 1921 in contrada sant’Andrea, in una casa di corte agricola dove risiede tuttora, Nalesso è testimone di un mondo oramai confinato

nell’album dei ricordi. Le origini contadine della famiglia e i principi antifascisti del padre sono stati l’imprinting che ha connotato la sua vita. Nalesso lasciò la scuola in terza elementare per lavorare nei campi; in età adulta conseguì la licenza elementare alle scuole serali. Nel 1941, fu chiamato alla armi e inviato in Africa, a Tobruk; dopo sei mesi al fronte, dove svolgeva le mansioni di staffetta portaordini, in moto attraverso il deserto, venne fatto prigioniero. Nalesso tornò a casa alla fine della guerra, riprendendo il lavoro e iscrivendosi al PSI di Nenni. In quel periodo, incontrò Adele Marangoni, la sua futura sposa. Ebbero due figli: Paola e Renzo. Dall’attività contadina, Nalesso trasse spunto per l’impegno nella promozione dell’Alleanza dei Contadini, divenuta l’attuale CIA, attuando iniziative mirate alla cooperazione e al rafforzamento del territorio dell’Alta

Padovana dell’Alleanza, fino ad assumerne la presidenza. L’11 novembre 2011, in occasione del suo novantesimo compleanno, il senatore Emilio Pegoraro, già presidente provinciale della CIA e dell’Anpi di Padova, rese omaggio al suo operato con una lettera pubblica che ripercorreva tutte le tappe della sua vita, dalla passione per il mondo agricolo, all’impegno in favore dei poveri. Negli

anni ’70, Nalesso fu consigliere di minoranza col sindaco Michielon. Nel 1973, dopo la scomparsa del PSIUP, al quale aveva aderito dopo la scissione nel PSI, aderì al PCI. «Rendere omaggio a Guido nel nome di Francesco, significativo esponente della militanza e dell’impegno sociale, significa dare riconoscenza a una rappresentanza di generazioni e

I ragazzi di quarta e quinta elementare in municipio Le classi quarte e quinte delle primarie «Umberto I» e «Cappellari» hanno visitato il municipio di Curtarolo e incontrato il vicesindaco Eddy Bazzan. Gli alunni di quinta hanno presentato un progetto per rendere fruibile il giardino della scuola nei mesi invernali. Al termine dell’incontro, gli studenti hanno proseguito la loro visita in biblioteca dove Giuliana, la bibliotecaria, ha illustrato loro le modalità di accesso alla biblioteca e le numerose attività che vi si svolgono. Anche le classi quarta e quinta della scuola primaria hanno incontrato il vicesindaco, concludendo un percorso svolto dalla classe quinta sugli enti locali.

La finale della precedente edizione di “Una voce dal Livenza”

Gara europea per cantanti Ha fatto tappa a Curtarolo a fine gennaio il prestigioso concorso europeo “Una voce dal Livenza”

Sono infatti iniziate le selezioni che porteranno i cantanti i migliori alla semifinale nazionale prevista per la prossima estate a Sacile, dove una giuria di addetti ai lavori sceglierà i 32 finalisti. Al Greenwich Risto Pub di via Sant’Andrea di Curtarolo, l’associazione VolaVoce diretta dal Maestro Dino Vighesso ha ascoltato tutti coloro che desideravano, è il

comunità che hanno saputo attraversare la guerra, la miseria, le difficoltà per rendere migliore la vita dei più bisognosi rendendo questo territorio e questa comunità migliori di com’erano alla loro nascita», dichiara il documento sottoscritto dagli organizzatori del premio insieme al comune di Curtarolo. Cristina Griggio

caso di dire, far sentire la propria voce, chi con un sogno importante nel cassetto, chi per provare una nuova esperienza divertendosi. Attualmente sono giunte circa 160 iscrizioni da tutta Italia, ma c’è ancora tempo fino a maggio per iscriversi gratuitamente alle selezioni. Nel frattempo, sono partite le selezioni: il 19 gennaio a Montebelluna, il 27 gennaio a Curtarolo, il 9 febbraio a Fontanafredda (PN), e così via, seguendo un lungo calendario di eventi di appuntamenti musicali. Non ci sono limiti di partecipazione al concorso: l’età minima per accedervi è di 8 anni; per la propria esibizione si possono scegliere brani editi o inediti. Soddisfatti sia il direttore artistico di «Una voce dal Livenza», il Maestro Mario Zanette, sia il Maestro Dino Vighesso, che, dopo la crisi economica che aveva imposto una pausa a questo evento canoro,è ripartito alla grande nel 2018 portando alle finali di Sacile 5 mila spettatori. «Senza sponsor queste creature sono impossibili da realizzare, ma la gente ha dimostrato di saper riconoscere la qualità dell’evento», commenta il Maestro Zanette. Per iscriversi alle selezioni, inviare una mail iscrizionivmc2018@gmail.com. Cristina Griggio


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Limena

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Primavera generosa di proposte teatrali con il cartellone di “Limenamente”

Comida si racconta

E’ ricco di spettacoli il programma messo a punto dal direttore artistico Simone Toffanin, anche i prezzi dei biglietti sono alla portata di tutti

A

l via la nuova edizione di “Limenamente – Teatro Primavera 2019” dal 8 febbraio al 10 maggio 2019 che si terrà nella Sala Teatro Falcone e Borsellino con la direzione artistica di Simone Toffanin. “Uscenti da un’ottima stagione autunnale, – afferma l’Assessore alla Cultura Daniela Favaro – apriamo questa stagione teatrale emozionati e con orgoglio. Anche questa volta abbiamo preparato una rassegna ricca di spunti culturali che siamo sicuri sarà in grado di soddisfare i gusti dei più. L’ottima direzione artistica di Simone Toffanin del resto è una garanzia. Tengo molto al teatro per la capacità di essere nel contempo luogo di svago, crescita, sviluppo e condivisione culturale. Riesce a trasmettere messaggi ed emozioni come nessun’altra forma, in quanto senza tecniche virtuali

lo spettatore si sente “protagonista”, fa esperienza. Questa è una grande opportunità, per altro economicamente alla portata di tutti, non lasciatela sfuggire e venite a teatro”. Un ricco programma che prosegue venerdì 1 marzo con gli Allegri Spiriti e lo spettacolo “Otto donne e un mistero” di Robert Thomas e la regia di Paolo Franciosi, venerdì 15 marzo Tarassaco Teatro presenta “Il giuocatore” di Carlo Goldoni e la regia di Silvio Barbiero e sabato 16 marzo Malidà ragazzi a teatro con lo spettacolo “Una scommessa a 360°”. Venerdì 29 marzo in occasione della Giornata Mondiale del Teatro gli Inesistenti con lo spettacolo “Corna e jella e cecè” di Luigi Pirandello e la regia di Mario Simonato, il 5 aprile le Teste Toste presentano “Condominio Castigamatti” di Raffaella Santon

V Il pubblico sempre numeroso durante uno spettacolo della rassegna Limenamente che torna anche quest’anno

e il 26 aprile il Teatro Prova con “Rose rosse per…” di Massimo Meneghini e la regia di Michele Teatin. Il 3 maggio il Teatro dei Pazzi con “Hemingway tra le lagune venete e Cuba” di Giovanni Giusto e il 10 maggio I Rumoristici con “Rumors” di Neil Simon e la regia di Elisa Meneghetti. “Sempre uguale, sempre diversa, – sottolinea il direttore artistico della rassegna Simone Toffanin – ecco ai nastri di par-

tenza un’altra edizione di Limenamente Teatro, sempre uguale nel format, nel periodo, nei prezzi popolari, e nella volontà di dare spazio e visibilità alle novità teatrali del panorama regionale veneto. Sempre diversa perché quest’anno abbiamo in cartellone per la prima volta uno spettacolo su Luigi Pirandello e su Ernest Hemingway”. Per info www. ilcast.it - info@ilcast.it. Fanny Xhajanka

enerdi’ 22 febbraio nella Sala Consiliare appuntamento di “Storie e Pagine” con l’autrice Rossana Comida che racconta il suo libro “Resurrexit Dominus. Andrea Mantegna e la storia di Zarlino”. Un romanzo con i protagonisti della grande stagione rinascimentale padovana. Presenta Simone Toffanin. Ingresso gratuito. (f.x.)

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l 23 febbraio alle 21 si esibiranno in concerto i Polifonia con “The Pop Show” diretti da Barbara Capaccioli al Teatro Falcone Borsellino. Uno spettacolo che raccoglie i brani del pop più raffinato nell’interpretazione polifonica e con le venature jazzate tipiche di questo ensemble corale. Info:info@polifoniachoir.it. (f.x.)

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“Una Limena migliore” in campo Debutto per la lista civica che si presenta come “fuori da logiche partitiche” e ha scelto parole chiave come “servizi, qualità, ambiente e partecipazione”: al via gli incontri pubblici in vista delle elezioni

“U

na Limena migliore” si propone come nuova compagine alle prossime elezioni amministrative. Il gruppo, che ha dato vita a questa coalizione, nasce dalla sinergia tra persone di provenienze eterogenee e fuori dalle logiche partitiche e ha scelto come parole chiave proprio “servizi, qualità, ambiente e partecipazione” messe in risalto anche nel simbolo che rappresenta la lista civica. I promotori sono: Leopoldo Agostini, Stefano Bassan, Adriano Cesaro, Jacopo De Rossi, Stefano De Rossi, Natascia Marzoli, Barbara Rossetto, Antonella Rossi, Leonardo Scanferla, Gabriella Toffanin. “Siamo orgogliosi di aver dato vita a questo progetto, convinti che stile, metodo e idee che ci contraddistinguono siano la vera novità di questa tornata elettorale. – spiegano i promotori della lista “Una Limena migliore” – Non siamo una lista identificabile secondo le vecchie logiche partitiche, qualcuno di noi viene già da precedenti esperienze di politica locale, altri si stanno impegnando per la prima volta in questo tipo di avventura, ci caratterizziamo per un profondo rispetto reciproco e per aver saputo trovare in questa

Sopra il simbolo della lista e un momento della presentazione del gruppo

diversità una concreta ricchezza, che utilizzeremo per fare proposte amministrative serie al fine di rendere migliore la qualità di vita di tutti i limenesi. La qualità di vita dei nostri cittadini è il faro che guida il progetto e il nostro manifesto ci fornisce gli strumenti irrinunciabili per poter condividere le idee e formulare il programma per realizzare “Una Limena migliore”. La serata di presentazione è stata una partenza positiva, ci siamo fatti conoscere,

abbiamo cominciato ad ascoltare i cittadini intervenuti e ci siamo ulteriormente convinti che abbiamo imboccato la strada giusta. È attiva la nostra pagina Facebook e possiamo raccogliere adesioni e comunicazioni all’indirizzo mail limenamigliore@ gmail.com. Invitiamo inoltre tutti i cittadini a partecipare ai nostri incontri pubblici, sulle cui date daremo informazione puntuale attraverso i canali social e la rete di

contatti che stiamo creando”. Nel programma tra i loro obiettivi figurano inoltre la qualità dei servizi, l’aria “più respirabile”, la sicurezza, le strutture scolastiche nuove e migliori, spazi per i giovani e lo sport, la manutenzione degli impianti pubblici, la valorizzazione delle eccellenze del territorio sia sociali che produttive, i temi da cui partire per dialogare con i cittadini. Fanny Xhajanka

Lezioni di inglese anche per i bimbi del micronido Al via alla Andersen un innovativo percorso di bilinguismo inserito nella routine quotidiana

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i bambini del micronido Andersen verrà insegnata anche la lingua inglese. Prende il via un percorso innovativo di bilinguismo, italiano-inglese, che consiste in un progetto sperimentale in cui l’insegnante incaricata, durante alcuni momenti della routine del nido, potrà coinvolgere i bimbi dialogando con loro in inglese. “L’attenzione per le famiglie e i loro bimbi, l’offerta qualitativa e quantitativa per la primissima infanzia del nostro nido ci distingue per le numerose iniziative – spiega il vicesindaco e assessore ai Servizi Sociali Cristina Turetta –. Dopo il tempo prolungato, un servizio finalizzato a garantire un aiuto concreto per le famiglie che devono conciliare i tempi di vita e lavoro, arriva un progetto innovativo in via sperimentale del bilinguismo italianoinglese, sempre per mantenere una qualità alta di offerte da parte del nostro nido. I bambini sono spugne apprendono con facilità qualsiasi lingua ed è stato dimostrato che una seconda lingua ha effetti positivi sullo sviluppo cerebrale ossia per tenere in allenamento la mente”. Mercoledì 17 aprile dalle 16.30 alle 18.30 e mercoledì 22 maggio dalle 17.00 alle 19.00 nella sede del micronido in via Ponterotto sono in programma delle giornate aperte durante le quali la pedagogista e l’insegnante di inglese spiegheranno il metodo applicato attraverso video e laboratori. (f.x.)


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Provincia

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Ambiente e imprese L’allarme degli imprenditori di Assindustria

“Capannoni pieni di rifiuti le aziende sono al collasso” “O

rmai siamo al collasso: aziende dei settori meccanica, tessile-calzature, gomma-plastica, legno e cartario sono in affanno per la carenza di impianti in cui smaltire gli scarti di lavorazione, cioè i rifiuti speciali, classificati come “non pericolosi”. E per le regole che paralizzano sia gli impianti sia il mercato, i rifiuti e i materiali da rigenerare non trovano destinazione e si accumulano nei capannoni”. A lanciare l’allarme è

causa del prevalere della politica del “no”, gli impianti presenti nel Veneto e destinati alla gestione, smaltimento e recupero dei rifiuti prodotti dalle aziende sono insufficienti. Fino a poco tempo fa, a questa carenza si è posto rimedio ricorrendo in larga parte al conferimento dei rifiuti in altre regioni o all’estero. Adesso, purtroppo anche gli impianti nazionali sono insufficienti e le soluzioni estere sono diventate sempre più difficili, anche a se-

Finco: “molti settori sono in affanno perché non possono smaltire i rifiuti speciali né i materiali da rigenerare, con un grave contraccolpo sulle attività per almeno due terzi delle nostre imprese” Assindustria Venetocentro, che descrive una situazione che nel nostro territorio sta assumendo le dimensioni di una vera e propria emergenza, che incide sulla competitività dell’intero comparto manifatturiero della regione e assume proporzioni ogni giorno più gravi. Il problema riguarda i rifiuti prodotti dalle imprese, 14,6 milioni di tonnellate l’anno (18,8% della produzione totale delle regioni settentrionali). Negli ultimi mesi sono state centinaia le segnalazioni delle aziende associate, inizialmente relative a incrementi dei costi, che per alcune tipologie di rifiuti sono raddoppiati. E poi con ancora maggiore preoccupazione per i ritardi, e in alcuni casi addirittura i blocchi, nel normale servizio di ritiro dei rifiuti, da parte dei soggetti terzi autorizzati. Difficoltà segnalate dal 62,9% degli imprenditori, secondo un’indagine a campione svolta dall’Associazione degli imprenditori di Padova e Treviso. «La situazione ha varie concause - dichiara Massimo Finco, Presidente di Assindustria Venetocentro -. La prima è che, a

A fianco, Massimo Finco, presidente di Assindustria Venetocentro

guito di scelte operate da paesi come Germania, Austria, Francia, Olanda che hanno limitato i conferimenti. A questo si aggiungono una burocrazia e normative sempre più complesse che rendono più difficile la gestione dei rifiuti. C’è il rischio di finire nell’illegalità se si superano le soglie previste per il “deposito temporaneo”.

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“Inaccettabile la bocciatura dell’Idrovia”

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on è ammissibile che la manovra finanziaria vada in controcorrente rispetto al completamento dell’Idrovia Padova-Venezia, per altro dopo che il ministro Toninelli si è espresso in maniera favorevole al completamento dell’opera. La richiesta è trasversale ed è espressa da associazioni, consigli comunali, consiglieri regionali, parlamentari, nonché dalla stessa Giunta Regionale nei suoi programmi, oltre che da Gizip.” Queste le parole con cui il presidente Gizip, Gruppo Imprenditori della Zona Industriale di Padova, Roberto Rovoletto ha commentato il respingimento dell’ordine del giorno del deputato Roberto Caon che impegnava il Governo a completare l’Idrovia Padova-Venezia con 250mila euro attraverso la manovra finanziaria. “Dopo un primo incontro, mi sono nuovamente visto con il sindaco di Vigonovo Andrea Danieletto” continua Rovoletto “per consegnargli ufficialmente il documento che esprime, all’unanimità, la posizione ufficiale Gizip relativamente al completamento dell’Idrovia Padova-Venezia

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e aderisce ai contenuti della recente delibera del suo Comune. La delibera, in particolare richiede ‘di portare immediatamente il progetto dell’idrovia a livelli di progetto definitivo cogliendo tutte le opportunità di finanziamento che la Comunità Europea ed il Governo Italiano mettono a disposizione’. Richiede inoltre di conservare il perseguimento dei tre obiettivi: canale scolmatore delle piene, via d’acqua per il trasporto merci, corridoio ecologico e di ricomposizione ambientale. E come se non bastasse, queste posizioni ora espresse anche da Gizip, coincidono con quelle espresse da altri ben 30 Comuni e almeno quattro parlamentari oltre a Caon”.


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Provincia .

Padova Urbs Picta candidata Unesco: il verdetto nel 2020 Padova rappresenterà l’Italia nel 2020 per essere iscritta nel Patrimonio Unesco. Il 24 gennaio si è infatti riunita Lo ha decretato la Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, che ha valutato positivamente la candidatura padovana, così il dossier e il piano di gestione in lingua inglese su Urbs Picta sono per Parigi, dove l’ambasciatore italiano Massimo Riccardo consegnerà tutta la documentazione al World Heritage Centre. Oltre 500 pagine corredate da più di 100 immagini compongono il dossier di candidatura, che illustra nel dettaglio l’”eccezionale valore universale” degli affreschi trecenteschi padovani, dalla Cappella degli Scrovegni di Giotto ai cicli pittorici. Ormai è entratovero percorso di valutazione: l’analisi della documentazione da parte di trenta esperti internazionali, il sopralluogo di un valutatore in

città per constatare la veridicità di quanto è stato scritto nel corso dell’autunno, in attesa della decisione finale che sarà pronunciata nel luglio 2020. “Se il percorso verso l’inserimento nella Lista del Patrimonio Mondiale è ancora lungo, quello di questi giorni è certamente un passo decisivo e storico per la città di Padova” dichiara l’Assessore alla Cultura Andrea Colasio “Sento di dover ringraziare i rappresentanti dell’Accademia Galileiana, della Basilica del Santo e della Diocesi di Padova, che con noi stanno lavorando alla candidatura, e in modo particolare il MiBAC e l’Università che hanno fornito il supporto delle loro competenze scientifiche anche nella delicata fase di traduzione”. “Questo è uno straordinario risultato che premia non noi ma la città di Padova che si conferma una eccellenza a livello mondiale nel campo dell’arte e della cultura- sottolinea il sindaco Sergio Giordani – E’ il frutto di un grande lavoro di squadra che adesso proseguirà, con ancora maggiore impegno e convinzione nella fase di valutazione”.

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Grande arte in città con Van Gogh P

rima Van Gogh e i colori della sua vita integralmente riletta e poi la suggestione dei cieli dipinti. Sono i due temi del progetto espositivo “Padova. La meraviglia del colore” che l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e Linea d’ombra hanno messo a punto, sottoscrivendo un rapporto di collaborazione destinato a svilupparsi tra il 2020 e il 2022. Ad annunciarlo il sindaco Sergio Giordani e l’Assessore alla cultura, Andrea Colasio con Marco Goldin, ideatore e curatore del progetto. Sergio Giordani, nel presentare l’accordo, ha voluto ribadire come “investire in cultura, a partire dalla tutela e dalla valorizzazione del nostro patrimonio, significhi scommettere sulle potenzialità di Padova come grande realtà metropolitana, in grado di svolgere una vera e propria funzione di magnete, di attrattore di energie creative. Significa pensare Padova come luogo dell’innovazione e della ricerca, ma anche della sperimentazione dei linguaggi artistici e dell’inclusione sociale”. Da parte sua, l’Assessore alla Cultura Andrea Colasio ha aggiunto che “nel definire il palinsesto degli eventi si è lavorato con Marco Goldin per ancorare le mostre

all’eccezionalità e all’unicità del percorso che ha visto Padova ottenere la candidatura italiana Unesco per il 2020. Con queste mostre si apre pertanto un dialogo serrato tra l’identità profonda della città e gli eventi da essa ospitati. Un percorso e un progetto, questo della Urbs picta, incentrato proprio sulla meraviglia del colore suscitata, sin dal Trecento, dall’opera di Giotto e dei grandi artisti che ne hanno seguito le orme nella citta antenorea: una eccezionalità del ciclo pittorico già sottolineata nelle cronache dell’epoca che rappresentavano la città come maravejosa”.


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Cultura .

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Premio Galileo, nominata la giuria Presidente è Elena Cattaneo, farmacologa, biologa e senatrice a vita, tra le scienziate in prima linea nella ricerca sulle cellule staminali. Insieme a lei giornalisti scientifici e docenti universitari del nostro Ateneo

I

l Premio Galileo per la divulgazione scientifica, arrivato quest’anno alla sua XIII edizione, torna nel 2019 con una importante conferma rispetto allo scorso anno - la partnership con il Galileo Festival dell’Innovazione - e una altrettanto importante novità: l’ampliamento della platea degli editori che hanno risposto al bando di partecipazione, praticamente raddoppiata rispetto all’edizione 2018, composta da nomi di case editrici note e meno note. Questa grande attenzione nei confronti del Premio ha portato di conseguenza a far crescere il numero di volumi candidati, aumentati di circa il 50% rispetto all’edizione dello scorso anno. Un aumento che l’Amministrazione premierà con un supporto pubblicitario e una copertura mediatica potenziata rispetto alle passate edizioni. La Giuria che sceglierà i cinque libri finalisti avrà quest’anno come Presidente Elena Cattaneo,

farmacologa, biologa e senatrice a vita, tra le principali scienziate impegnate nella ricerca sulle cellule staminali, con oltre cento pubblicazioni scientifiche in riviste internazionali. A lei si affiancano cinque autorevoli giornalisti specialisti della divulgazione scientifica e rappresentanti dei principali gruppi editoriali italiani: Gabriele Beccaria, firma de La Stampa e dell’inserto Tutto Scienze; Luca De Biase, giornalista de Il Sole 24 Ore e fondatore della sezione Nòva dedicata all’innovazione; Luca Fraioli, caporedattore del settore Scienze, ambiente e tecnologia de La Repubblica; Anna Meldolesi, firma del Corriere della Sera, cofondatrice della rivista Darwin, collaboratrice di Nature Biotechnology e tra i finalisti dell’edizione 2018 del Premio Galileo con il libro “E l’uomo creò l’uomo. CRISPR e la rivoluzione dell’editing genomico” (Bollati Boringhieri, 2017); e infine Rossella Panarese,

La senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo, presidente della giuria del premio

autrice e conduttrice di Radio3Scienza, il quotidiano scientifico di Rai Radio 3. Oltre ai giornalisti scientifici, grazie alla collaborazione con l’Università di Padova la Giuria vedrà la partecipazione di cinque docenti universitari in grado di rappresentare la comunità scientifica dell’Ateneo: Giovanna Capizzi, professoressa associata del Dipartimento di Scienze Statistiche; Rodolfo Costa, professore ordinario di Genetica; Piero Martin, professore di fisica spe-

rimentale al Dipartimento di Fisica e Astronomia “G.Galilei” e tra i finalisti del Premio Galileo 2018 insieme ad Alessandra Viola con “Trash. Tutto quello che dovreste sapere sui rifiuti” (Codice Edizioni, 2017); Giulia Treu, professoressa associata presso il Dipartimento di Matematica “Tullio Levi Civita”; Maria Elena Valcher, professoressa ordinaria di Ingegneria elettronica. L’ultima parola toccherà però alla giuria popolare, che sceglierà, con voto segreto, l’opera vin-

citrice nell’ambito della cinquina finalista. A farne parte saranno studenti universitari e studenti delle scuole secondarie di secondo grado, cinque della provincia di Padova e altre cinque di altre province d’Italia. L’esito della XIII edizione del Premio Galileo sarà svelato il 10 maggio 2019 presso l’Aula Magna dell’Università: “La cerimonia di premiazione del Premio letterario sarà parte integrante del Galileo Festival e rappresenterà la punta di diamante di questa manifestazione, che coinvolgerà studenti universitari provenienti da tutta Italia. - afferma Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune di Padova - Investire sui giovani e far conoscere Padova come meta di turismo scientifico e culturale è per noi di vitale importanza».

Gioele Dix sul palco del Verdi Gioele Dix sarà sul palco del Teatro Verdi nell’ambito della Stagione di Prosa con “Vorrei essere figlio di un uomo felice” il 30 e 31 marzo. Nato da un progetto di Rai 5 sull’Odissea, lo spettacolo è diventato con il tempo una sorta di magico deposito delle immagini e delle storie più amate dal comico. Per informazioni consultare il sito internet del teatro. (l.o.)

Le opere con i fiammiferi firmate da Bernard Aubertin Arte gratuita e accessibile, come a Parigi, Londra e New York. È questo l’obiettivo di “Le vetrine dell’Arte” che ha trasformato le vetrine di Sala Samonà di via Roma in uno spazio espositivo. Fino al 3 marzo e aperta personale dell’artista Bernard Aubertin. La particolarissima tecnica del maestro francese prevedeva la preparazione del supporto con l’applicazione di un disegno realizzato con fiammiferi di varie dimensioni; i fiammiferi venivano poi accesi ed immediatamente spenti con un getto d’acqua così da creare un effetto pittorico che imprimeva la sua grafia sulla tela/tavola utilizzate.

The Beatles Musical Ritorna sui palcoscenici dei più prestigiosi teatri italiani ed europei lo show che ha già ottenuto un successo strepitoso di critica e pubblico: “Revolution The Beatles Musical”, la storia dei Beatles descritta ed impersonata da una delle Tribute Band più famose in Europa “The Beatbox”, uno spettacolo multimediale pieno di ricordi e canzoni intramontabili. Appuntamento al Gran Teatro Geox di Padova giovedì 28 marzo con un evento che avrà una vasta eco. (l.o.)

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Sport

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Basket Come vanno le padovane

Buona annata sotto canestro a casa nostra C

ome sta il basket padovano? L’annata è sicuramente delle più positive. La squadra di punta del movimento cestistico padovano è sicuramente il Fila San Martino di Lupari, società che vanta una prima squadra nella serie A/1 femminile ma anche in A/2 e in serie B. Il Fila allenato da coach Larry Abignente è diventato un nome di punta della massima serie italiana di palla a spicchi rosa: attualmente le “lupe” viaggiavano al quinto posto, in corsa per una posizione che possa garantire i playoff anche per questa stagione. Non sono mancati i momenti neri per la formazione padovana, a partire dal gravissimo infortunio occorso al play Caterina Dotto, che ha dovuto interrompere la

stagione già a novembre. Con l’inizio di febbraio in casa giallonera si è aggregato un nome di tutto rispetto per il basket femminile italiano, Chiara Pastore, rimasta senza squadra per la rinuncia al campionato di Napoli. L’altra formazione di San Martino impegnata in un campionato nazionale, quello di A/2, si difende con i denti e occupa attualmente il dodicesimo posto. Punta di diamante della pallacanestro maschile, invece, è la Virtus Padova (quest’anno targata Antenore Energia), impegnata in serie B: dopo un inizio a rilento, il quintetto di coach Daniele Rubini ha aperto l’anno con una serie entusiasmante di vittorie. Sei sono quelle che gli sono valse il primo posto del girone assie-

Le “lupe” del Fila San Martino di Lupari che militano in serie A/1 con ottimi risultati

me a Cesena, aprendo scenari importanti per il futuro virtussino: parlare di promozione in A/2 non è più solamente un sogno e l’ambizione e la prospettiva, purtroppo, a Padova mancavano da moltissimi anni. Le altre formazioni padovane militano tutte in campionati regionali. Il Guerriero Padova affronta la serie C Gold e si è presentato a febbraio con un ruolino da 7 vittorie e 10 sconfitte per il dodicesimo posto del girone unico. Nella serie C Silver va sicuramente meglio per il Basket Abano Montegrotto, primo a pari punti con Roncade, ma anche per il Felmac Limena che è tra le prime

sei formazioni in classifica. E’ invece estremamente negativa la stagione del Cittadella, ultimo con tre soli successi stagionali. In serie D le padovane sono state raggruppate tutte in unico girone: Roncaglia domina il pool Verde con un ruolino invidiabile che è ancora immacolato in quanto a sconfitte, seguito da un terzetto tutto padovano: Solesino, Usmi (che gioca in via Lucca a Padova) e Mestrino. Più staccate le altre: Vigonza, Redentore Este, Vigodarzere e Arcella. Le ultime due sembrano condannate alla retrocessione, le prime due lottano per strappare un posto nei playoff.

E’ invece tutto padovano (pur con qualche formazione rodigina) il campionato di Promozione, che vede un bel testa a testa tra un quartetto composto da Cus Padova, Pro Pace, Fulgor San Bellino e I Frogs di Ponte San Nicolò. Nella Prima Divisione, i quattro gironi vedono primeggiare Cus Padova, Limena King, Conselve e Abano Orange. Molte sono le formazioni della provincia impegnate nel campionato interprovinciale amatoriale della Uisp: tra le padovane che quasi sicuramente andranno ai playoff compaiono l’Euganea, il Due Stelle Brugine e i Boars BaoNicola Cesaro ne.

Este Calcio apre il 2019 con alcuni passi falsi

N

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C O N S U L E N Z A G R AT U I TA

on è iniziato benissimo il nuovo anno per l’Este Calcio, che nel mese di gennaio ha inanellato una vittoria e tre sconfitte. Dopo il ko di misura patito nella prima giornata di ritorno contro il Montebelluna, squadra battuta 4-1 nel trionfale esordio di campionato a settembre, i giallorossi sono tornati alla vittoria nel secondo turno in casa con il Tamai. Non è stata una prestazione entusiasmante: Pozza e compagni hanno trovato il vantaggio nel primo tempo in una delle rare occasioni degne di nota grazie a una conclusione di prima di Pizzolato, venendo poi raggiunti a metà della ripresa dagli ospiti, ultimi in classifica ma proprio per questo determinati a fare punti. Nel finale lo strappo decisivo: prima la zampata di Giusti e poi il contropiede magistralmente condotto da De Giorgio, abile a superare due avversari e a servire Debeljuh per il 3-1 che ha chiuso i conti. Un successo sofferto che però era importante da ottenere per gli atestini, a secco di vittorie da metà novembre (3-2 contro il Sandonà). Nella terza giornata si è assistito al derby padovano contro il Campodarsego, autentica corazzata del girone C di serie D. Sfida che all’andata, al Nuovo Stadio di Este, aveva regalato spettacolo: un 2-2 agguantato da Pozza e compagni in pieno recupero con Giusti. Diverso l’andamento della gara di ritorno, dalla quale la squadra di mister Zanini è uscita sconfitta per 2-0. Contro il Belluno il 27 gennaio in casa è maturato un altro ko, stavolta per 1-0. De Giorgio e compagni sono andati sotto in avvio, non riuscendo mai a creare vere e proprie occasioni da gol nonostante il possesso palla favorevole nel secondo tempo. In casa Este la speranza è che la squadra ritrovi presto la brillantezza e l’entusiasmo di inizio stagione. Davide Permunian


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Quota 100 potrebbe mettere in ginocchio comuni e sanità

Sicurezza Polizia locale più efficiente e vicina ai cittadini

Negli ospedali mancano medici, 118 solo nel trevigiano ma la cifra è destinata ad aumentare

A

Il Primo a lanciare l’allarme, in occasione di un’audizione in commissione Lavoro del Senato, è stata Anci, l’associazione dei comuni Italiani che ha sottolineato come con quota 100 “si rischia un esodo anticipato e massiccio di personale, soprattutto dirigenziale, che si è nell’impossibilità di sostituire”. Dal canto suo, la presidente veneta di Anci, Mariarosa Pavanello, ha rincarato la dose spiegando che in moltissimi comuni veneti ci sono dirigenti alla soglia dei 60 anni che potrebbero far richiesta di pensionamento ma che non ci sarebbero i tempi tecnici sufficienti ad indire concorsi per sostituirli. L’associazione dei comuni ha stimato in circa 50.000 dipendenti la platea dei probabili aventi diritto alla pensione quota cento. “La nostra stima ovviamente - hanno detto i rappresentanti dei Comuni - è fatta sui dati delle classi di età, ma non sull’anzianità contributiva”, certo è che il rischio è reale e senza procedure d’emergenza l’apparato pubblico comunale potrebbe fermarsi. La stessa situazione potrebbe verificarsi anche in campo medico, come ha sottolineato di recente anche in Consiglio regionale il consigliere del Partito Democratico, Andrea Zanoni. “I medici non si trovano - ha denunciato - e la situazione si aggraverà nei prossimi mesi. Ma quella che stiamo vivendo non è certo un’emergenza

improvvisa e le responsabilità sono sia del Governo che della Regione. Zaia non si può autoassolvere. Nel Piano Socio Sanitario (PSSR) mancano adeguate risposte, anche se non avrebbero risolto del tutto il problema”. A denunciare “la carenza di ‘camici bianchi’ sono stati i Direttori Generali delle Ulss. In particolare, negli ospedali trevigiani ne mancano oggi 118, ma la cifra è destinata ad aumentare”. “Quota 100 rischia di provocare un vero e proprio terremoto – denuncia l’esponente Dem - sarebbero 142 i medici con i requisiti per andare in pensione anticipatamente. È inquietante questo sdoppiamento di Zaia, versione Doctor Jekyll e mister Hyde, che da un lato propone di allungare l’età pensionabile per i professionisti, dall’altro però accetta sull’attenti tutte le decisioni del Governo”. “Non solo Quota 100, ma anche il taglio dei Fondi sanitari per il 2019 e il mancato sblocco del tetto di spesa per il personale – aggiunge il consi-

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gliere Dem - Per non parlare del Reddito di Cittadinanza: con una parte minima di quelle risorse si poteva fare un piano di assunzioni e rinnovare il contratto, fermo da dieci anni. Pensare che i problemi si possano risolvere con l’autonomia, è l’ennesima favola. Anche perché la Regione ha responsabilità precise”. “Sempre più medici ‘scappano’ dal Pubblico per passare al Privato per i turni massacranti e non solo – sottolinea Zanoni - aumentano i professionisti che non vogliono lavorare nelle strutture periferiche. Tutta colpa della mancata autonomia? Nel PSSR potevamo dare alcune risposte, come Partito Democratico avevamo chiesto un Piano straordinario di assunzioni che è stato bocciato senza motivazioni convincenti”. “E così, come già successo per altre leggi, sarà l’ennesimo provvedimento ‘delle buone intenzioni’ – conclude Andrea Zanoni - con tanti obiettivi che rimarranno solo sulla carta”.

Riorganizzare i corpi di polizia locale per rafforzare il controllo del territorio e garantire maggior sicurezza ai cittadini. Questi gli obiettivi con cui la Giunta veneta ha stilato il disegno di legge in materia di polizia locale e politiche di sicurezza. “Il Veneto intende diventare una regione pilota nella riorganizzazione dei corpi di polizia locale – ha premesso l’assessore Corazzari, dettagliando i contenuti del nuovo ‘testo-quadro – e persegue l’obiettivo ambizioso di arrivare ad un sistema integrato tra le diverse forze dell’ordine, che assicuri in modo più efficiente la sicurezza urbana e il contrasto alla criminalità diffusa”. Il ‘perno’ del nuovo testo, che ora dovrà affrontare l’esame della commissione e del Consiglio regionale – sono i 3850 agenti di polizia urbana attualmente in servizio negli enti locali del Veneto . “Un contingente importante, ma sottodimensionato – ha avvertito Corazzari – perché il Veneto è storicamente sotto il parametro convenzionale di un agente ogni mille abitanti. Uno degli obiettivi sarà proprio quello di implementare le unità di polizia locale e i suoi corpi speciali, non appena sarà operativo lo sblocco del turn-over per i personale degli enti locali”. Il disegno di legge intende riorganizzare su scala territoriale e funzionale la polizia locale, attraverso gestioni associate su base distrettuale, e mira a mettere in dialogo operativo i diversi apparati di polizia, investendo su formazione degli agenti, messa in rete dei servizi informativi e condivisione dei presidi tecnico-operativi. “Ci interessa avere una polizia locale efficiente e moderna nel territorio, a servizio dei bisogni di sicurezza e protezione dei cittadini, qualificata per affrontare e contrastare i nuovi volti della criminalità, dalle contraffazioni allo spaccio agli assalti predatori delle bande organizzate – spiega Corazzari – Per migliorare la presenza e l’operatività dei corpi municipali è necessario aggiornare le normative regionali e adeguarle alla riforma degli enti locali in corso e al trasferimento di maggiori competenze che derivano dal decreto nazionale sulla sicurezza che porta il nome del ministro Salvini”.

Maria Pavan

Valdegamberi contro la campagna WWF, “A San Valentino adotta un lupo” CENTRO REVISIONE AUTO

“Chi non si è imbattuto su Facebook nella campagna raccolta fondi del WWF ‘A San Valentino fai un gesto d’amore: adotta un lupo per chi ami’. La pubblicità è senz’altro ingannevole, in quanto il lupo non è una specie in via d’estinzione, come viene descritto nel sito, e non ha certo bisogno delle adozioni del WWF per proliferare fino ad alterare l’ecosistema di alcuni territori”. In una sua nota il consigliere regionale del Veneto, Stefano Valdegamberi del Gruppo Misto stigmatizza l’iniziativa del WWf. “Strumentalizzare gli animali e il sentimentalismo attorno alla festa di San Valentino per far cassa appare

alquanto deplorevole - continua Valdegamberi - Di certo questi soldi serviranno a mantenere qualcuno dell’apparato del WWF che ha trasformato la natura in un business personale, disinteressandosi del tutto di coloro, anche degli stessi animali Autofficina che per causa di una diffusione incontrollata del lupo stanno subendo danni quotidiani, coem vediamo in particolare per la pastorizia. La natura è fatta di equilibro che le posizioni dell’ambientalismo ideologico, e non di certo disinteressato del WWF, stanno alterando. Il loro interesse a senso unico sta portando al progressivo abbandono della montagna che

STOCCO RENZO

vede, anche a causa della presenza fuori controllo del lupo che via Caltana, 123 fa da padrone indisturbato, sempre meno animali per l’alpeg35011 Sant’Andrea gio. I danni che questo abbandono comporterà all’ecosistema di Campodarsego (Pd) Ma di ambientale saranno notevoli per l’intera collettività. 556 583 tel/fax questo il WWF non pare per 049 nulla preoccupato: l’importante 340 060 01Per09 cell. che entrino soldi nelle casse dell’associazione. il prossimo stoccorenzo@virgilio.it San Valentino, un’associazione ambientalista seria, che ci tenga veramente all’ambiente, dovrebbe fare un’altra campagna: ‘A San Valentino fai un gesto d’Amore: adotta un pastorello’. Oggi sono proprio questi in via d’estinzione, non certo i lupi.”


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Politica

Economia

La frutta veneta a Berlino Fruit Logistica “L

La Regione Veneto è stata la prima ad investire nella qualificazione del settore ortofrutta e a creare, d’intesa con le associazione dei produttori, linee guida per lo sviluppo di un comparto iperspecializzato che rappresenta uno dei fiori all’occhiello del primario veneto”. E’ quanto ricordano gli assessori regionali all’agricoltura, Giuseppe Pan e alla promozione e commercio estero, Federico Caner, nel salutare l’avvio a Berlino di Fruit Logistica, la manifestazione fieristica più importante per gli operatori del settore nel panorama europeo. Nel quartiere fieristico della capitale tedesca l’Italia è stata presente fino a venerdì 8 febbraio con oltre 500 produttori, la rappresentanza più folta tra i paesi europei. Lo stand del veneto ha dato ospitalità a nove associazioni di produttori, tra consorzi di tutela di prodotti a denominazione di origine (radicchio di Treviso, di Chioggia, di Castelfranco e di Verona, funghi di Treviso, aglio polesano,) e organizzazioni di produttori, come il Consorzio orticolo padano e Treviso Mercati. “Con circa 12.000 produttori e 46.016 ettari l’ortofrutticoltura veneta rappresenta il 16% del valore della produzione agricola regionale – sottolinea Pan – e vanta autentiche eccellenze come le colture Igp (dal radicchio all’asparago, dalla ciliegia ai frutti di bosco) che hanno legato in maniera indissolubile territorio, identità di prodotto e qualità intrinseca. I produttori veneti e la Regione hanno investito nella specialità e della denominazione di origine di frutta e verdura, conquistando la fiducia dei consumatori e l’attenzione dei mercati

nazionali e internazionali, come duzioni e a renderle ancor più conferma la crescita del fattura- competitive nei mercati internato complessivo del settore, salito zionali – proseguono i due assesdagli 860 milioni del 2017 ai 970 sori – Tre le linee guida adottate del 2018”. dalle associazioni dei produttori Pan ricorda che la Regione di frutta e verdura del Veneto: riVeneto ha fatto da apripista nel cerca e produzione sperimentale 2014 investendo importanti riper l’innovazione; salvaguardia sorse (1.300.000 euro) in un pro- dell’ambiente per tutelare e valogetto di ricerca che ha caratteriz- rizzare la biodiversità; promoziozato le produzioni ortofrutticole ne e comunicazione per valorize i loro ambienti zare il ‘made in di coltivazione Veneto’”. Una vetrina di e si è tradotto “Queste tre in una infor- presitgio per 12mila direttrici di lamazione diret- produttori veneti che voro e di svita e capillare al luppo, unite sanno investire consumatore su alla compattezqualità e saluza associativa in qualità e brità della frutta tra produttori innovazione e della verdura. – concludono “Dal 1° genna– aiuteranno il io di quest’anno i produttori ve- comparto ortofrutticolo veneto neti di ortofrutta hanno fatto un a guadagnare ulteriori posizioni ulteriore salto di qualità, adotnel mercato nazionale e nell’extando una strategia unica, che si port e a superare anche le critideclina in programmi operativi cità determinate da incertezze poliennali dedicati a incremen- internazionali, prima tra tutte tare il valore aggiunto delle pro- l’incognita Brexit”.

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Imprese Multiutilities in rete: competitività e sviluppo

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lVeneto brilla da tempo per la sua produttività, le sue aziende e i suoi prodotti. Deve continuare a farlo rispondendo in maniera competitiva alla sfida su energia e ambiente. E’ necessario fare sistema come territorio veneto, con le nostre intelligenze e le nostre indiscusse capacità imprenditoriali, sfidando con lungimiranza il mercato”. Queste le parole con cui il Presidente Luca Zaia ha aperto la tavola rotonda da titolo What role is pleyed by public utilities in the european energy transition? Italy’s Nort East – A case history’ svoltasi a Bruxelles. Un’occasione di confronto tra aziende e istituzioni, in cui è stata presentata TUNE. TUNE, acronimo di Territory Utilities Network – Veneto, è una rete di imprese tra Utilities delle provincie di Treviso e Belluno nata nel febbraio 2018 che si pone lo scopo di rispondere al quesito riguardo a quale sia il ruolo rivestito dalle Public Utilities nella transizione energetica in Europa. Domanda certamente non di facile risposta, viste le particolari e per ogni luogo differenti caratteristiche del territorio italiano, sia dal punto di vista meramente territoriale, sia per quanto riguarda l’innovazione urbana. TUNE è stata recentemente riconosciuta come membro partecipante alla rete innovativa regionale ICT4SSL (ICT for smart and sustainable living) nell’ambito delle reti innovative locali. I partner di ICT4SSL sono coinvolti in progetti europei e nella definizione della partecipazione della rete a cluster internazionali come previsto negli indirizzi della commissione sulle Smart Specialisation regionali. Durante la tavola rotonda è stato presentato l’approccio del Nord-Est italiano e discusso il valore di queste aree per l’Europa. Tra i relatori, oltre al presidente Zaia, Yolanda Garcia Mezquita, Dg Energy B4 International Market/ Security of Supply, Gergana Milandinove Team Leader ‘Sustainable Growth’, European Commission, Dg Regional and Urban Policy Unit, Bianca Maria Scalet, consigliere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha moderato la tavola rotonda Enrico Tibuzzi, responsabile Ansa per la Sede di Bruxelles. TUNE (Territory Utilities Network – Veneto), costituita il 28 febbraio 2018, rappresenta un modello italiano pressoché unico, mettendo in rapporto diverse utilities dello stesso territorio unite dalla volontà di “fare sistema” in modo concreto ed efficiente, recependo e sviluppando i temi oggetto di investimenti e promozione da parte dell’Unione Europea, ma anche a livello nazionale e regionale. Firmatarie del contratto di rete, otto realtà del territorio che, per la prima volta, mettono insieme le proprie esperienze affiancate dalle municipalità (IPA – PAES). TUNE Veneto opera, in particolare, su tre filoni di azioni comuni per la costruzione di un progetto sinergico a livello locale, nazionale ed europeo: Digital Platform – Big Data, Building Retrofit e Smart Mobility. Vengono dunque affrontati temi come l’economia circolare, il “waste to energy”, la digitalizzazione dei servizi, l’efficientamento energetico degli edifici (retrofitting) e, infine, l’e-mobility, con particolare riferimento alla creazione di quelle infrastrutture necessarie per lo sviluppo della mobilità sostenibile. Argomenti su cui ognuna delle aziende coinvolte porta la propria esperienza e progettualità, allo scopo di dare risposte adeguate alle esigenze del territorio e guardando con lungimiranza allo sviluppo di programmi comuni.

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Politica

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Opere pubbliche

Centrale unica di progettazione: torna lo statalismo “Un carrozzone destinato a creare un imbuto tecnicoamministrativo che ostacolerà sia la programmazione che l’esecuzione delle opere pubbliche”

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rchitetti, ingegneri edili e geometri si occupino d’altro! Ora alle opere pubbliche ci penserà la Centrale unica per la progettazione delle opere pubbliche: 300 persone ancora da assumere per risolvere i problemi di tutta Italia! Dopo il voto di fiducia alla Camera, il disegno di legge di Bilancio per il 2019 è passato all’esame di Palazzo Madama che ha già presentato una serie di emendamenti ma la centrale unica per la progettazione delle opere pubbliche si farà e definirà denominazione, allocazione, modalità di organizzazione e funzioni. “La Centrale di Progettazione Unica produrrà sicuramente il blocco di quasi tutti i lavori pubblici - commenta allarmato Pasqualino Boschetto, presidente della Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto per bocca gettando nel caos le pubbliche amministrazioni.

“Nel migliore dei casi - continua - sarà un carrozzone destinato a creare un imbuto tecnico-amministrativo che ostacolerà sia la programmazione che l’esecuzione delle opere pubbliche e drenerà risorse importanti che chiaramente potrebbero essere impiegate meglio. Una struttura che va contro gli stessi principi ispiratori del Codice dei contratti. Cerchiamo di esser seri e razionali: questa Centrale non s’ha da fare.” La nuova struttura è prevista dalla Legge di bilancio 2019 e per diventare realtà richiede un Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, atteso entro 30 giorni dall’approvazione della legge. “Questa Centrale rappresenterebbe, se attuata, un balzo indietro di molti anni. - avverte Boschetto- Innanzitutto, verrebbe totalmente a mancare il contatto con il territorio, che nella attività di

progettazione in oggetto è imprescindibile. Ogni progetto richiede un contatto diretto e continuativo con il committente, un’interlocuzione attenta, un lavoro di mediazione e frequenti incontri. Come sarebbe conciliabile tutto questo con una gestione unica Romacentrica?”. Boschetto lo spiega con un esempio: “La provincia di Vicenza ha 120 comuni con storie, piani urbanistici, regolamenti edilizi diversi: come si può pensare che una unica centrale nazionale possa seguire in maniera adeguata i lavori pubblici dei quasi 8000 comuni italiani?”. Inoltre, preoccupa l’incertezza sui numeri e le professionalità che convergerebbero in questa Centrale. “Si parla di 500 persone, forse anche meno, che dovrebbero avere in mano tutti gli appalti di tutta Italia. Non è pensabile. Mate-

rialmente impossibile. E di queste 500 persone quanti avranno le competenze, l’esperienza e le indiscutibili e ampie capacità professionali per governare il tutto? E’ difficile pensare che queste 500 persone siano arruolate fra le nostre eccellenze professionali nazionali. Probabilmente molte di queste 500 persone saranno giovani ingegneri e architetti, con esperienze professionali giocoforza limitate. Certamente non è questo il modo migliore di creare lavoro per i nostri giovani colleghi professionisti. Ancora una volta solo propaganda, purtroppo in questo caso anche molto pericolosa: non oso immaginare le risorse e il tempo necessari per recuperare i sicuri danni che la Centrale di Progettazione Unica produrrebbe. Maria Pavan


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Pfas: per la Regione “non c’è aumento del rischio tumore”

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n merito a quanto recentemente affermato dai rappresentati di ISDE, in particolare dal Dott. Vincenzo Cordiano, Presidente di ISDE Veneto, sul quotidiano L’Arena di Verona, nell’edizione di mercoledì 6 febbraio 2019, l’Area sanità e sociale della Regione Veneto puntualizza che a tutela del benessere fisico e psicologico delle popolazioni esposte, occorre innanzitutto ribadire l’assoluta priorità della trasparente divulgazione dei dati disponibili. Non è ammissibile, infatti, come fa l’ISDE, attribuire a “caso” l’aumento di patologie quali l’incrementato rischio di tumori ematologici (leucemie) che, allo stato attuale, non risultano correlate a tale sostanze. In ottemperanza a tale principio, la Regione del Veneto assicura la più ampia diffusione dei dati disponibili in occasioni pubbliche o dedicate al tema dell’inquinamento. È scientificamente corretto attenersi a quanto fornito dai flussi corretti di dati provenienti dalle strutture istituzionali preposte sui temi che, come in questo caso, sconfessano le affermazioni recenti e passate di rappresentanti dell’ISDE sulle malattie di cui le sostanze perfuoroalchiliche sarebbero causa di qualsiasi tipologia di patologia quali le leucemie, linfomi non Hodgkin, ecc.

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Run your life again: l’esperienza diventa un film tv

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pochi giorni dalla Giornata mondiale per la lotta contro il Cancro (4 febbraio) le donne-maratonete di Run For Iov sono state protagoniste di una Conferenza stampa presso l’Aula Magna dello IOV-IRCCS in cui hanno consegnato il maxi assegno di 42.698 euro raccolti dalla Onlus RYLA (Run Your Life Again) con l’edizione 2017-2018 del progetto e durante la quale è stato presentato il film che ne racconta l’esperienza. “E’ stato molto più che correre una maratona: è stato accaparrarsi un altro pezzetto di vita, condividerlo e cominciare a pensare che ce ne può essere anche un altro subito dopo”: le parole pronunciate nel film da Marina – una delle donne del team di runners – condensa perfettamente il senso di questa esperienza unica in Italia e nel mondo. Nata nel 2015 a Padova grazie alla spinta coraggiosa di una paziente IOV, Sandra Callegarin, RYLA nel giro di tre anni ha coinvolto circa venti pazienti che hanno affrontato una diagnosi di carcinoma mammario, insieme a medici e operatori dell’Istituto, che affiancati da medici dello sport e allenatori hanno trasformato l’esperienza del tumore al seno in un’esperienza di rivincita e rinascita attraverso la partecipazione, come squadra, ad alcune celebri maratone internazionali. La storia di coraggio e di solidarietà delle donne di Run For Iov è diventata a fine 2018 un film, RUN YOUR LIFE AGAIN, lungometraggio firmato da Nicola Berti che è andato in onda su TV2000 il 4 febbraio, la giornata dedicata alla lotta Contro il cancro. “Questa storia di runners l’ho incrociata attraverso l’esperienza di mia moglie, a cui è stato diagnosticato un

Consegnato un maxi assegno di 42mila euro destinato alla ricerca senologica carcinoma mammario poi curato presso l’Istituto Oncologico Veneto”, ha raccontato il regista Nicola Berti. “Il documentario è quindi il risultato dell’incontro tra questa mia voglia di dare un senso diverso a quello che era successo e la voglia di ritornare a correre la propria vita di un gruppo straordinario di donne. Io ho condiviso con loro alcuni mesi della loro preparazione, fino alla maratona di Londra 2018. Il risultato lo vedremo sugli schermi: un documentario fatto con pochi mezzi, ma con tanto cuore”.

Durante la conferenza stampa di presentazione del film il Direttore Generale dell’Istituto, Giorgio Roberti, ha affermato che “L’esperienza sviluppata in questi anni da RYLA Onlus è simbolo dei risultato che può raggiungere una virtuosa e vissuta collaborazione tra mondo medico e mondo dei pazienti. Il team di Run for Iov è riuscito a far si che medici ed operatori facessero fronte comune con le pazienti, affrontando insieme un periodo di ‘ritorno alla vita’ dove oltre al coraggio personale ed alla qualità ed efficienza delle strutture sanitarie, è importante sapere di essere accompagnati, ritrovando nella condivisione e vicinanza degli altri un autentico supporto per vivere di nuovo pienamente la propria esistenza”. Al termine della conferenza stampa le runners della squadra Run For Iov hanno consegnato allo IOV-IRCCS un maxiassegno per la ricerca di 42.698 euro, frutto della raccolta legata alle attività dell’edizione 2017-2018 del progetto e comprendenti le Maratone di Valencia e di Londra.

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L’intervento

Pfas: per la Regione “non c’è aumento del rischio tumore”

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a Regione del Veneto è attivamente impegnata nella sorveglianza clinicoepidemiologica della popolazione esposta a PFAS avvalendosi delle strutture competenti, quali il Servizio Epidemiologico Regionale e il Registro Tumori del Veneto. Da quando si è venuti a conoscenza del problema, la sanità regionale ha condotto studi epidemiologici sulla popolazione dell’Area Rossa, recentemente aggiornati. Tali studi hanno rilevato quanto già affermato in precedenti report per patologie correlate all’esposizione a tali sostanze, secondo quanto riportato in letteratura, ed evidenziano che la popolazione dell’Area Rossa presenta un modesto ma statisticamente significativo eccesso di prevalenza per alcune condizioni e malattie di tipo cardiovascolare e presenta per entrambi i sessi un aumento moderato ma significativo della prevalenza standardizzata di dislipidemie (ipercolesterolemie e/o ipertrigliceridemie). Per quanto riguarda la mortalità si rileva un modesto ma significativo eccesso di mortalità per cardiopatie ischemiche, per malattie cerebrovascolari e, limitatamente al sesso femminile, per diabete. L’incidenza di patologia neoplastica (recentemente aggiornata al 31 12 2015 e comparata con la restante popolazione regionale) per gli organi “target” (rene, testicolo) non documenta incidenze significativamente diverse da quelle della popolazione generale. Per tumori non segnalati come connessi all’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche, si osservano alcuni scostamenti dei tassi incidenza in difetto o in eccesso (tumori con eziologia prevalentemente associata a fattori comportamentali o alla pressione diagnostica locale). Come noto, è in corso il Piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta che prevede la chiamata attiva dei soggetti eleggibili e la determinazione di vari parametri antropometrici e bioumorali. I soggetti con PFAS elevati e parametri anomali vengono presi in carico da un ambulatorio specialistico di secondo livello (DGRV n. 2133/2016 e 851/2017). La Regione inoltre, nel corso della gestione dell’emergenza, ha affrontato approfondimenti specifici su sottogruppi di popolazione considerati dal punto di vista sanitario più fragili rispetto alla popolazione generale dell’area di interesse. In particolare, sui lavoratori ed ex-lavoratori della ditta Miteni è stato incentrato un progetto di ricerca “Valutazione della biopersistenza e dell’associazione con indicatori dello stato di salute di sostanze fluorurate (benzotrifloruri, perfluorurati, fluoroammine) in addetti alla loro produzione” (DGR Veneto n. 1191 del 01.08.2017). Da tale relazione emerge che i lavoratori della Ditta Miteni risultano avere concentrazioni sieriche di PFOA molto elevate, anche in confronto con altri contesti di esposizione occupazionale documentati nella letteratura scientifica (concentrazione di molti ordini di grandezza rispetto alla popolazione generale). Si osserva che le concentrazioni sieriche di PFOA e PFOS raggiungono i valori più elevati tra gli addetti alla produzione di fluoropolimeri. Si evince dalla relazione che la popolazione dei lavoratori indagata ha subito un bioaccumulo molto significativo di composti PFAS nell’arco degli anni. E’ stata documentata una aumentata mortalità connessa a neoplasie epatiche, diabete mellito e ipertensione arteriosa. Per quanto attiene agli alimenti, alla luce della recente scientific opinion (EFSA Journal 2018;16(12):5194), la Regione del Veneto ha richiesto all’Istituto Superiore di Sanità di rivalutare criticamente i dati emersi dal monitoraggio degli alimenti in argomento, al fine ottenere una second opinion ritenuta cautelativa della salute e della informazione dei cittadini. Tutta la documentazione citata è pubblicata sul sito della Regione del Veneto ed è stata oggetto di presentazione in occasioni pubbliche o appositamente organizzate. Di Area sanità e sociale della Regione Veneto

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Droga a scuola, “Test in classe per tutti” L’assessore regionale all’istruzione, Elena Donazzan, propone una misura che fa discutere e uno studente su 5 ammette in consumare sostanze stupefacenti e se uno su 2 ammette candidamente di veder girare droga a scuola, significa che siamo in piena emergenza educativa. I dati diffusi dal Punto d’ascolto dell’Ufficio scolastico provinciale di Verona, in collaborazione con il Servizio Dipendenze dell’Ulss 9 Scaligera, ci impongono non solo una riflessione sull’impatto che la droga sta avendo sui giovani, ma richiedono un’azione di contrasto la più efficace possibile”. L’assessore regionale all’istruzione, Elena Donazzan, prende posizione in merito all’indagine svolta, tramite questionario anonimo, tra 1647 adolescenti veronesi tra i 13 e i 19 anni. Stando alle risposte raccolte dagli psicologi del Punto di ascolto

sul disagio giovanile, il 18 per cento degli “Le risposte dei ragazzi intervistati sono studenti ammette di consumare sostanze, inquietanti – prosegue l’assessore – e il 37 per cento dichiara di avere amici che indirettamente chiamano in causa tutti noi. utilizzano droghe. La motivazione principale Credo che ciò che accade a scuola, agenzia risulterebbe essere la noia, il 21 per cento alla quale tutti noi affidiamo la costruzione lo fa per scelta, meno del 12 per cento in della capacità critica e di giudizio dei ragazzi seguito ad una crisi nonché il loro futuro o per placare l’ansia. professionale, 2 euro a persona per L’età della prima rispetto all’uso di assunzione scende droghe, ci imponga individuare l’uso di a 13 anni, negli di affrontare anfetamine, cocaina, anni delle medie. in maniera più L’83 per cento ecstasy, oppiacei, morfina, rigorosa il tema degli intervistati delle dipendenze. cannabinoidi ritengono che sui Non è tollerabile banchi di scuola si che nella ‘palestra’ dovrebbe affrontare di più e meglio il tema dei cervelli si utilizzino sostanze che della droga e delle dipendenze. alterano le funzioni cerebrali, e purtroppo

in maniera irreversibile, data la giovane età dei consumatori”. Da qui la proposta dell’assessore Donazzan: rendere obbligatorio il test antidroga in tutte le scuole secondarie. “Ho fatto fare una stima di quanto costerebbe un test rapido e facile da eseguire, non invasivo, da fare nelle scuole, a sorpresa –ragiona l’assessore - Il costo è di 2 euro a persona per un test completo che consenta di individuare il possibile uso di anfetamine, cocaina, ecstasy, oppiacei, morfina, cannabinoidi ( marijuana, hashish, cannabis). Quindi – tira le somme Donazzan - con 400 mila euro di spesa è possibile coprire tutti gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, ovvero circa 200 mila adolescenti in Veneto”.

l Centro di riferimento regionale per l’autismo, diretto da Leonardo Zoccante, entra nel progetto interregionale, promosso dal Ministero della Salute, dedicato ad approfondire la conoscenza dei disturbi dello spettro autistico e la messa a punto di buone pratiche terapeutiche ed educative, con particolare riguardo al passaggio dall’età evolutiva all’età adulta e all’inserimento occupazionale. “Il centro di Verona è una eccellenza nel panorama regionale e nazionale – conferma l’assessore regionale Lanzarin – Il coinvolgimento nel progetto varato dal Ministero, in accordo con l’Istituto Superiore della Sanità e nell’ambito dell’Osservatorio nazionale per il

dei più bisognosi NOSTRO SITO E’ MONDIALE ILIL IL NOSTRO NOSTRO SITO SITO E’ E’ MONDIALE MONDIALE IL NOSTRO SITO E’ MONDIALE La La tua tua Salute Salute in in tutte tutte le le lingue lingue IL NOSTRO SITO E’ MONDIALE La tua Salute in tutte le lingue “P

monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico lo conferma”. Per la realizzazione del progetto di ricerca il ministero ha stanziato un milione di euro, suddivisi tra le cinque regioni partner: Liguria (capofila), Veneto, Marche, Umbria e Campania. Al Veneto, e in particolare al centro di riferimento veronese, sono stati assegnati 240 mila euro. Il progetto, che dovrà concludersi nell’ottobre del 2020, punta a identificare e sperimentare interventi di continuità per accompagnare i percorsi di crescita dei ragazzi affetti da sindromi dello spettro autistico, dall’istruzione al lavoro, valutando anche le migliori soluzioni residenziali e semiresidenziali.

erché nessuno debba più scegliere se mangiare o curarsi”. È lo slogan della XIX Giornata Raccolta del Farmaco che si è svolta sabato 9 febbraio in tutta Italia. Anche nel Veneto, nelle farmacie che hanno esposto la locandina, sono stati acquistate una o più confezioni di medicinali che andranno in dono alle persone indigenti grazie ai consigli dei farmacisti e alla collaborazione di 20.000 volontari. Anche quest’anno si è confermata la tradizionalmente importante risposta veneta all’iniziativa con un’adesione di oltre 450 farmacie e di 135 organizzazioni assistenziali che si faranno carico della distribuzione. Nell’edizione dell’anno scorso, in tutta la regione si è contato il 10% delle farmacie aderenti in tutta Italia con una raccolta di 32.230 (8,6% del totale nazionale) confezioni di farmaci (8,6% del totale nazionale). Dati che gli organizzatori traducono in circa 50.000 persone e migliaia di famiglie venete aiutate. “In Veneto - ha sottolineato l’assessore Lanzarin - il livello di povertà, con il suo 6% circa, ci segnala una situazione meno grave rispetto al 10% della media nazionale. Con questa giornata si testimonia un’attenzione alle fasce in difficoltà rispetto all’accesso ai farmaci e quindi alla salute.”.

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“I costi sono più che sostenibili – conclude l’assessore - si tratta solo di volontà: introdurre controlli sistematici e a tappeto significa dare un preciso segnale, in termini di valori sociali e di responsabilità personale”.

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Autismo: in rete con altre regioni per la ricerca

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catena di solidarietà fatta da farmacisti, багатомовний багатомовний веб-сайт веб-сайт volontari, donatori ed enti assistenziali, багатомовний веб-сайт che permette di far giungere quel багатомовний веб-сайт

giunge Zaia - sono ai vertici nazionali e internazionali in discipline estremamente qualificate nel panorama sanitario e il loro sapere sarà prezioso in un contesto scientifico elevato come il Css”.

medicinale ad una persona ammalata www.aulss6.veneto.it www.aulss6.veneto.it che non è in grado di poterlo acquistare. www.aulss6.veneto.it Ogni anno, confidiamo nella generosità www.aulss6.veneto.it www.aulss6.veneto.it www.aulss6.veneto.it della gente e non ne siamo mai delusi”. www.aulss6.veneto.it

Una solidarietà che vede coinvolti in prima persona gli stessi titolari di farmacia. “I farmacisti – ha sottolineato Alberto Fontanesi, presidente di Federfarma Veneto – non sono solo promotori ma i primi coinvolti in questa operazione benefica. In questo sabato mettono a disposizione gratuitamente loro stessi ed il personale delle farmacie e non guadagnano nulla. Per aderire all’iniziativa, solo nella nostra regione versano complessivamente circa 70.000 euro”.


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Diagnosi e trattamento delle cefalee in età evolutiva

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Parte 1: Epidemiologia e diagnosi differenziale Le cefalee costituiscono un disturbo con elevata prevalenza in età evolutiva, rappresentando il sintomo neurologico piu’ frequente e la piu’ comune manifestazione di dolore da parte del bambino: in circa l’1% dei casi sono la causa di accesso in Pronto Soccorso. Spesso determinano un marcato impatto sulla qualità di vita e richiedono, quindi, un approccio diagnostico differenziale accurato e tempestivo. L’odierna classificazione (ICHD III 2018) suddivide le forme primarie di cefalea da quelle secondarie a svariate condizioni morbose: le prime rappresentano la grande maggioranza (es emicrania, cefalea di tipo tensivo, cefalea a grappolo, ecc.) ma le forme secondarie possono essere determinate da patologie anche gravi che quindi devono essere tempestivamente diagnosticate. Iter Diagnostico a) Anamnesi L’inquadramento diagnostico della cefalea in età evolutiva si basa su un’anamnesi personale mirata, che analizzi il pattern cefalalgico (modalità di esordio, frequenza, intensità e durata della cefalea, sintomi di accompagnamento, eventuali fattori allevianti e scatenanti, ecc.), un’attenta anamnesi familiare e il rilievo di un’eventuale comorbilita’.

b) Esame obbiettivo Segue poi un attento esame obiettivo e neurologico comprensivo del fundus oculi,degli indici auxologici e della pressione arteriosa. L’anamnesi e l’esame obiettivo consentono, per lo piu’, di formulare una diagnosi corretta nella maggior parte dei casi. (TABELLA 1) Gli accertamenti strumentali vanno richiesti se il pattern della cefalea è sospetto, cioè se vi siano sintomi e/o segni di allarme, se l’esame neurologico risulta positivo o se la cefalea è di recente insorgenza (< 3 mesi) e ingravescente. c)Esami Strumentali L’elettroencefalogramma(EEG) non è in dicato di routine nel bambino con cefalea ricorrente, ma è utile in caso di dubbie crisi epilettiche, aura emicranica atipica o sospet- ta encefalite. Le indicazioni alla Risonanza Magnetica cerebrale (RMN) includono i casi con esame neurologico alterato, o quelli con esame neurologico normale, ma con fattori di rischio (attacchi notturni, vomiti ripetuti associati, eta’ prescolare, crisi epilettiche) La rachicentesi è indicata solo in casi selezionati (sospetto di meningo-encefalite, emorragia subaracnoidea o pseudotumor cerebri). d) Segni di allarme NEL SOGGETTO IN ETA’ EVOLUTIVA CON CEFALEA, DEVONO DESTARE ATTENZIONE

Emicrania: prevalenza in età evolutiva.

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(Lewis, Neurology 2002)

Se l’esameϮϬϬϴ neurologico è negativo ed il Nei 2 capitoli successivi (Parte 2 e Parte <ĂŶ ϮϬϬϬ͖ >ĞǁŝƐ ϮϬϬϬ͖ DĞĚŝŶĂ ϮϬϬϭ͖ ^ĐĂŐŶŝ E POSSONO RICHIEDERE UN IMMEDIATO pattern della cefalea è benigno, la diagnosi 3) verrà trattata terapia dell’emicrania (sinCONTROLLO MEDICO I SEGUENTI SINTOMI: deve orientarsi verso una forma primaria e tomatica e profilattica),costituendo tale ce-Il dolore sveglia il bambino di notte pertanto la strategia migliore risulta quella falea primaria la forma clinica più importante -Vi è stato un recente trauma cranico -Mutamento della personalità e/o nel com- di instaurare un trattamento personalizzato e meglio conosciuta anche nel corso dell’ età portamento del bambino (astenia, depressio- sul singolo paziente e prevedere un adegua- evolutiva. Essa presenta un trend crescente nel corso dell’età (TABELLA 2) ne, calo del rendimento scolastico, irritabilità, to follow-up. sonnolenza, disappetenza) Emicrania: -Vomito specie se indipendentemente dal prevalenza in età evolutiva. Emicrania: mal di testa Prof. Pier Antonio Battistella - Specialista in prevalenza in età evolutiva. -Cefalea ad esordio esplosivo Neuropsichiatria Infantile e Neurologia anni beneficio dall’utilizzo % di analgesici sesso -Scarso Affidea – Poliambulatorio Morgagni -Alterazioni dello stato di coscienza, rigidiVia Cavazzana 39, Padova - Tel. 049 8787479 anni % sesso tà nucale info.morgagni@affidea.it 3-7 o comunque presenza 3% di altri sin- ♂ >e-mail: ♀ tomi oltre al mal di testa (come, ad esempio, www.affidea.it 3-7 3% febbre) 7-11 4-11% ♂♂ >> ♀♀

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Chirurgia laser per eliminare gli occhiali: cosa deve sapere il paziente (Lewis, Neurology 2002)

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ggigiorno, le tecniche chirurgiche ed i laser impiegati in chirurgia refrattiva per la correzione dei difetti di vista (miopia, ipermetropia, astigmatismo) hanno raggiunto una grande maturità. Tuttavia, è bene ricordare che non tutte le tecniche chirurgiche sono adatte a tutti i tipi di occhi o a tutti i difetti di vista. Sempre più spesso, al giorno d’oggi, i pazienti si presentano dall’oculista dopo essersi documentati via internet o tramite altri mezzi di comunicazione; ciò che abbiamo riscontrato è che spesso il paziente è forviato da informazioni incorrette o illusorie. Inoltre, il paziente non è a conoscenza dell’attrezzatura all’avanguardia e dell’esperienza dell’oculista necessaria per questo tipo di chirurgia. È quindi il momento di fare un po’ di chiarezza. La chirurgia atta alla rimozione degli occhiali per la correzione dei difetti di vista si chiama chirurgia refrattiva. In chirurgia refrattiva esistono due tipologie di laser: laser ad eccimeri e laser a femtosecondi. A seconda della tecnica che il chirurgo utilizza è possibile adottare uno dei due laser o entrambi. Le tecniche di superficie (PRK, LASEK) utilizzano il laser ad eccimeri, che, modellando la cornea in superficie, permette di correggere miopia ipermetro-

Laser a Femtosecondi presso SEKAL Microchirurgia Rovigo

Strumento diagnostico in grado di misurare anche lo spessore dell’epitelio corneale

pia ed astigmatismo. Queste tecniche hanno un grande profilo di sicurezza a discapito di un recupero postoperatorio un po’ più lungo. Le tecniche più profonde, dette intrastromali (poiché lavorano all’interno dello stroma corneale), sono la tecnica LASIK e la tecnica SMILE. Nella prima vengono utilizzati entrambi i laser: prima il laser a femtosecondi crea un taglio sulla cornea, il chirurgo solleva il tessuto tagliato, poi il laser ad eccimeri modella la cornea, infine il chirurgo riposiziona il lembo tagliato. La SMILE, tecnica più recente che utilizza un particolare laser a femtosecondi della Zeiss (unico al mondo), permette di correggere i difetti di vista mantenendo, quasi completamente, l’integrità dei tessuti. Come lavora

dunque questo laser? Prendiamo ad esempio un occhio miope, per correggere questo difetto è necessario rimuovere una porzione di tessuto corneale. Quindi, il laser per la tecnica SMILE è in grado di tagliare una piccolissima porzione di tessuto all’interno dello spessore della cornea. Fatto ciò il chirurgo è in grado di asportare, tramite un taglio di soli 3 millimetri, il tessuto pre-tagliato in precedenza dal laser. Ma quali sono i veri vantaggi? In particolare, questa tecnica è ideata per la correzione della miopia ed astigmatismo riducendo drasticamente complicanze come riduzione della lacrimazione ed il dolore postoperatorio, il paziente non avverte dunque alcun fastidio. La necessità da parte dell’oculista di lavorare su tessuti molto piccoli (micron) fa

si che lo studio della morfologia dell’occhio e del difetto di vista deve essere il più accurato possibile. Ecco che in questo campo la strumentazione diagnostica deve essere di altissima qualità al fine di ottenere il miglior risultato. Da 30 anni noi investiamo nella strumentazione diagnostica e chirurgica al fine di ottenere i migliori risultati per i nostri pazienti, il nostro centro SEKAL Microchirurgia Rovigo si avvale di circa 24 strumenti diagnostici. Ad esempio, recentemente abbiamo investito su di uno strumento che è in grado di misurare lo spessore dell’epitelio corneale (uno strato di 10 cellule circa che sta sopra alla cornea). Tale strato è tanto piccolo quanto importante in questo tipo di chirurgia. A tutto ciò va aggiunto che questi laser necessitano di una manutenzione particolare per lavorare al meglio

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e garantire i risultati migliori. Ad esempio, il nostro laser a femtosecondi (uno dei soli 16 laser presenti in Italia) è situato in una stanza che rimane a temperatura e umidità costanti per 365 all’anno 24 ore su 24. Concludendo, è sì vero che oggi la chirurgia refrattiva è una realtà consolidata e matura ma non deve essere presa con leggerezza o sottovalutata. I difetti visivi possono essere leggeri (entro 3 diottrie), medi (da 3 a 8) ed elevati (oltre le 8 diottrie). Per un paziente, da un punto di vista funzionale, anche un difetto leggero quale una mioperficie corneale, simile ad un pallone da rugby invece che sferica) può essere associato alla miopia o all’ipermetropia. L’ipermetropia è il contrario della miopia e qui l’occhio è più corto. Una preoccupazione dei pazienti è la durata di queste lenti. Il materiale è perfettamente biocompatibile e la durata eterna!


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Sri Lanka, bello e possibile di Renato Malaman

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gni tanto cambia capitale, quella attuale si chiama Sri Jayawardenapura Kotte, un nome impronunciabile. Si trova vicino a Colombo, che per i più rimane la vera capitale, il cui nome non c’entra nulla con Cristoforo Colombo. Il paese cambia spesso anche nome: prima del 1972 era Ceylon, il nome che gli avevano dato gli inglesi, oggi si chiama Sri Lanka: ovvero “l’isola risplendente”. In passato è stato anche Tabropana, poi Serendib e – sotto i portoghesi – dal 1605 Ceilão. La definizione più bella di quest’isola del sub continente indiano rimane “la lacrima dell’India”

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perché è questa l’immagine suggestiva che richiama nel planisfero. E di lacrime ne ha strappate tante a tutto il mondo lo Sri Lanka quando il giorno di Santo Stefano di cinque anni fa venne colpito a morte dallo Tsunami. Quell’onda assassina si portò via oltre 40.000 vite umane e intere città. Non fossero bastati i lutti generati dalla guerra civile, quella che dal 1983 oppose i ribelli Tamil del nord alla maggioranza singalese. Questioni etniche, religiose (indu i primi, buddhisti i secondi), forse anche economiche… continua alla pag. seguente


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Sri Lanka, bello e possibile

L’antica Ceylon si riaffaccia al turismo dopo le devastazioni dello Tsunami proponendo il suo vasto patrimonio Unesco di templi religiosi e fortezze, chiese coloniali e parchi naturalistici, dove l’elefante convive con il giaguaro di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

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o Sri Lanka è partito da quel doppio reset con la propria storia per un balzo in avanti senza precedenti. Oggi l’isola (che in realtà è un arcipelago) mostra al mondo un volto nuovo, evoluto, accattivante. Il primo dato sorprendente è un’alfabetizzazione che supera il 90 per cento, condizioni economiche nettamente migliorate rispetto al passato - rispetto soprattutto alla vicina India – e un decoro all’inglese evidente nelle città e nell’ambiente. Si vede quanto i singalesi amino la propria terra e quanto ne abbiano cura. Il timido risveglio del turismo - anche di quello italiano (come confermano i dati forniti dal tour operator Explore Vacations, uno dei più accreditati), che prima della catastrofe assicurava numeri da capogiro – è un segnale di speranza per questo paese col

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sorriso stampato addosso, stampato negli sguardi della gente e nella bellezza del paesaggio, così cangiante fra la costa in larga parte ancora aspra e selvaggia e la montagna terrazzata all’infinito per coltivare il tè. Già, il tè, prodotto nazionale di cui gli inglesi introdussero il culto e l’economia, al punto da far coincidere il nome Ceylon con i germogli della piantina da cui si ricava l’infuso più famoso al mondo. Per assicurare queste coltivazioni nell’isola sono state realizzate opere idriche imponenti, quasi da far invidia agli olandesi, che qui – dopo i portoghesi – lasciarono la propria traccia coloniale prima degli inglesi. Un viaggio in Sri Lanka si giustifica per tanti motivi. Il mare, certo, anche se non siamo ai Caraibi. Mare che regala scorci straordinari, come in quell’immagine icona - celebrata anche dalla copertina di un disco dei Duran Duran e dalla guida della Lonely Planet – dei pescatori sul trespolo di Waligama. Oggi sono più elementi di folclore più che eredi veri della secolare tradizione dello stilt fishing così abilmente tramandatoci dalla foto di Steve McCurry Nonostante tutto Waligama resta una sosta obbligata e lungo quel tratto di costa è bello vedere anche il pesce messo ad essiccare, come fossimo in Scandinavia o sul lago Titicaca. I templi invece sono un patrimonio ancora autentico, perché autentica è a livello popolare l’adesione al pensiero filosofico di Buddha di scuola Theravada

e – per gli induisti – il culto delle proprie divinità, spesso rappresentate in modo näif eppure così piene di significato. Ad Anuradhapura, prima capitale singalese, imperdibili i templi di Dambulla scavati nella roccia e affrescati sul soffitto. Ogni grotta lascia a bocca aperta per le bellezze che svela, è come si entrasse in tante Cappelle Sistina dalle pareti di pietra. A Sigirya, altro bene tutelato dall’Unesco, c’è la famosa fortezza dei “mille gradini”, all’apice di un percorso da vertigine. Polonnaruwa, poco lontano, è uno dei siti archeologici meglio conservati dello Sri Lanka. A Kandy, terza capitale del regno singalese, sorge il Tempio del Dente che ospita rituali e funzioni religiose sulla reliquia del canino di Buddha. Poco fuori la città si respira un’atmosfera da romanticismo inglese nei giardini botanici di Peradeniya prima di intraprendere il suggestivo percorso montano, che si snoda fra ardite coltivazioni da tè, con destinazione Nuwara Eliya, stazione di montagna dal fascino coloniale Old British. Infine il parco di Yala dove, poco lontano dal mare, si estende una zona umida dove vivono in libertà gazzelle, elefanti e ghepardi. Avvicinabili grazie ad auto attrezzate per il safari. Colombo, infine, città piena di contraddizioni, ma pulita, ordinata e – nella parte nuova – avveniristica. E’ il simbolo di un paese che guarda avanti, forte di grandi civiltà alle spalle e di una grande fame di futuro. Che è già iniziato…


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Delta è Gusto. Una rete di sapori Delta del Po - Riserva di Biosfera MaB UNESCO “Delta è Gusto. Una rete di sapori” è un progetto dell’Ente parco Regionale Veneto del Delta del Po nell’ambito del progetto PO FEAMP 2014/2020 (progetto 07/ MCO/2017 misura 5.68 con priorità n. 5) sulla valorizzazione e promozione di prodotti di qualità del settore ittico che si prefigge di mettere in rete le eccellenze ed i produttori del territorio. Il FEAMP (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca) è uno dei cinque fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) che si integrano a vicenda e mirano a promuovere una ripresa basata sulla crescita e l’occupazione in Europa. Il fondo, tra i suoi obiettivi, aiuta le comunità costiere a diversificare le loro economie, finanzia i progetti che creano nuovi posti di lavoro e migliorano la qualità della vita nelle regioni costiere europee. L’Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po, nell’ambito delle finalità espresse dalla Misura 5.68 del Reg. (UE) n. 508/2014, art.68, “Misure connesse alla commercializzazione e alla trasformazione” e con il raggiungimento dell’Obiettivo Tematico 3 “Promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, il settore agricolo e il settore della pesca e dell’acquacoltura”, intende realizzare azioni che accrescano la competitività del settore pesca.

Il progetto Delta è Gusto vede coinvolti, oltre il Parco Regionale, i nove Comuni del Delta del Po Veneto: Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina, Taglio di Po. Le azioni previste sono finalizzate ad accrescere la competitività delle imprese che operano nel comparto della lavorazione, trasformazione e commercializzazione di prodotti ittici. Il progetto prevede la partecipazione a fiere (Fiera Cavalli, Verona; Itinerando Show, Padova; Cosmobike, Verona); l’organizzazione di incontri tra gli operatori economici del territorio e gli studenti dell’istituto Alberghiero IPSEOA G. Cipriani di Adria al fine di favorire un dialogo intergenerazionale, promuovere le produzioni ittiche tra i giovani, offrire loro un panorama della realtà economica del Delta del Po e rafforzare il valore dell’appartenenza alla Riserva di Biosfera UNESCO; l’organizzazione di un eductour dedicato a giornalisti nazionali (blogger, giornalisti, influencer,…); una serie di show cooking e degustazioni da tenersi nell’ambito degli eventi e delle fiere; la realizzazione di videotutorial di alcune ricette locali con il coinvolgimento degli alunni dell’Istituto Alberghiero di Adria; stampa e realizzazione di materiale informativo e promozionale vario.

Delta è Gusto è su Facebook e Instagram #deltaegusto

La ricetta INGREDIENTI PER 4 PERSONE: Filetti di sarde 600 g, Olio d’oliva per friggere 1 dl Scalogni 100 g, Erba cipollina 10 g, Olio oliva extra vergine 5 cl, Vino bianco 1 dl, Patate 300 g, Sale e pepe di mulinello, pecorino grattugiato, pane grattugiato, uvetta, pinoli, alloro

Le Sarde innamorate PREPARAZIONE: Decapitare e diliscare le sarde aprendole a libretto. Lavarle bene e porle a marinare per almeno 3 ore nel vino bianco. Tritare abbondantemente prezzemolo mescolarvi una parte di pecorino grattugiato e due di pangrattato l’uvetta ammollata in precedenza nell’acqua ed i pinoli. Togliere le sarde dal vino. Arrotolare trasversalmente in modo che la coda rimanga all’esterno, fissarle con uno stecchino dividendole con una foglia d’alloro e una fetta di scalogno. Cuocere in una pirofila leggermente oliata a 200°. Servirle calde accompagnate da un letto di patate cotte al vapore o saltate in padella.

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ANGUILLA L’anguilla è un pesce che cresce bene in acqua dolce e in acqua di mare, l’unico pesce allevato di cui non è ancora possibile la riproduzione controllata, per questo il ciclo parte da anguille selvatiche di 5-50 g pescate in ambiente naturale. L’Italia è il primo produttore di anguille allevate in Europa e molti siti di produzione si trovano nelle valli del Delta del Po Veneto. La stagionalità di questo pesce è da gennaio a marzo e da ottobre a dicembre. Dal punto di vista nutrizionale l'anguilla ha un buon contenuto di vitamine E, retinolo (vitamina A), proteine e calcio. La sua carne è molto saporita.

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HOTEL TERME MILLEPINI, il luogo perfetto in cui ritrovare salute e relax Acque e fanghi termali, gli ingredienti naturali per assicurarsi un inverno di benessere! I PRODIGI DELLA NATURA CONFERMATI DALLA SCIENZA Una storia millenaria che ha tratti quasi fiabeschi, quella del fango delle Thermae Abano Montegrotto, se non fosse che ogni aspetto relativo all’efficacia è confermato da decenni di ricerca scientifica. L’argilla, ovvero il fango vergine, inizia il suo percorso grazie all’estrazione dai laghetti di Arquà Petrarca e Lispida, nel comprensorio del Bacino Termale Euganeo, in tempi e quantità stabiliti secondo legge regionale, e viene fatta maturare per 60 giorni in vasche di acqua termale collocate all’interno di ogni stabilimento e monitorate periodicamente. FANGO TERMALE EUGANEO: DALLA PREVENZIONE ALLA CURA Il fango di Abano Montegrotto assume, così, caratteristiche chimico-fisicobiologiche uniche, tali da renderlo un preparato terapeutico ad elevata azione antinfiammatoria e, una volta maturato, costituisce un insieme di elementi naturali, solidi, liquidi e biologici che lo rendono unico al mondo e ne consentono l’utilizzo a fini terapeutici nello stabilimento termale stesso (autorizzato all’esercizio ai sensi della LR 22/02 dalla

Regione Veneto) di cui gli alberghi di Abano e Montegrotto sono dotati. I fanghi hanno numerose applicazioni che vanno dall’ambito più tradizionalmente curativo a quello preventivo. La fangoterapia termale allevia, infatti, in modo significativo la tipica sintomatologia dolorosa che accompagna alcune malattie dell’apparato osteoarticolare, in particolare reumatismi, artrosi e osteoporosi, ma è altrettanto fondamentale per prevenire queste problematiche e rinforzare le articolazioni. UN FARMACO NATURALE RICONOSCIUTO DAL SERVIZIO SANITARIO Le caratteristiche farmaco-biologiche del fango termale, permettono di garantire risultati terapeutici che incidono positivamente sulla salute del paziente, fino a ridurre l’assunzione di farmaci antinfiammatori e antidolorifici, motivo per cui la fangoterapia praticata allo stabilimento termale dell’Hotel Terme Millepini, è convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale. Una pratica facile e piacevole come scendere dalla propria stanza in accappatoio accedendo direttamente al centro benessere o recarvisi giorno per giorno nel periodo di tempo stabilito, presentando l’impegnativa medica.

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IL 1° BREVETTO EUROPEO AD UN PRODOTTO TERMALE: I PRINCIPI ANTINFIAMMATORI DEL FANGO EUGANEO Già nel 2005 uno studio condotto con l’Istituto Mario Negri di Milano ha dimostrato la pari efficacia nella riduzione dell’infiammazione tra la fangoterapia a base di fango maturo di Abano Montegrotto e le terapie a base di FANS. Il trattamento a base di fanghi, inoltre, non genera effetti collaterali a danno dell’apparato gastrointestinale, come può accadere con l’utilizzo continuativo di farmaci. La capacità antinfiammatoria del fango di Abano Montegrotto è dovuta alla presenza di particolari microrganismi che colonizzano il fango, tra cui il ciano batterio Phormidium SP ETS 05 (Euganean Thermal Spring) - depositato all’Isti-

tuto Pasteur di Parigi - che ha consentito di classificare il fango termale di Abano Montegrotto come farmaco naturale. Proprio grazie alla sua evidente efficacia nell’applicazione sul corpo umano, il fango di Abano Montegrotto ha incuriosito centri di ricerca ed esperti di medicina fin dall’antichità, motivando indagini scien-

tifiche condotte dall’Università di Padova e dal Centro Studi Termali Veneto Pietro D’Abano che hanno consentito di arrivare alla registrazione ultimata nel 2013 di un brevetto Europeo, unico nel suo genere, sull’attività antinfiammatoria del fango termale Euganeo “Anti-inflammatory active principles in Euganean thermal mud”, andando ad estendere ad oltre 30 paesi Europei analoga protezione ottenuta in Italia già nel 2010. Un motivo in più per provare i benefici di un prodotto a chilometro zero, trasformando la cura in una vacanza! www.MILLEPINI.it Via Cataio 42, Montegrotto Terme (PD) +39 049 8911766 – info@millepini.it


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Vellutata di legumi

Torta salata e finocchi

Fagottini di mele

Ingredienti: 200 g di cannellini 100 g di lenticchie rosse decorticate - 3 cm. di alga kombu - un pizzico di peperoncino - 2 foglie d’alloro - acqua - sale - 2 spicchi d’aglio - 1 bustina di zafferano - prezzemolo tritato - una spruzzata di limone.

Ingredienti: 200 g di spinaci - 400 g di cavolfiore - 400 g di zucca - 1 cipolla - 3 spicchi d’aglio - un pizzico di zenzero e paprika - 1 c di origano - olio e sale q. b.

Ingredienti per la pasta: 250 g di farina di frumento - 1 uovo - 2 C di olio - ½ bichiere d’acqua -1 pizzico di sale. Ingredienti per il ripieno: uvetta - mele - noci - miele - cannella - pinoli - buccia di limone.

Preparazione: cuocere i cannellini nell’acqua con l’alga kombu e le foglie di alloro. Aggiungere le lenticchie rosse decorticate e far bollire altri 15 minuti. Spegnere, togliere le foglie di alloro, aggiungere il sale, un pizzico di peperoncino e frullare il tutto, deve risultare una crema fluida. Insaporire con il prezzemolo tritato, lo zafferano e il succo di limone.

Preparazione: pulire, lavare e cuocere gli spinaci a vapore. Quindi tagliarli grossolanamente e farli insaporire in una padella oliata con l’aglio schiacciato. Cuocere a vapore pure il cavolfiore, farlo insaporire in una teglia con l’aglio schiacciato, regolare di sale e origano. Pulire e tagliare la zucca a dadini, questa invece, farla rosolare con la cipolla e l’aglio tritati. Tenere i tre ingredienti separati. Oliare una tortiera, cospargere con il pane grattugiato, formare il primo strato con il cavolfiore, il secondo con gli spinaci e il terzo con la zucca. Livellare bene, cospargere con un pizzico di parmigiano e pangrattato mescolati assieme. Infornare fino a formare una crosticina dorata.

Preparazione: setacciare la farina, mescolarla con il sale e disporla a fontana. Mettere nell’incavo l’uovo e l’olio e incominciare ad impastare aggiungendo poco a poco acqua quanto basta per dare alla pasta la giusta consistenza. Lavorarla vigorosamente finchè sarà liscia ed elastica e formare una palla che si ungerà con un po’ d’olio e si lascerà riposare mezz’ora. Nel frattempo mettere in ammollo l’uvetta, sbucciare le mele, tagliarle a fettine e tritare le noci. Versare tutti questi ingredienti in una terrina, aggiungervi il miele, la cannella, i pinoli e la buccia di limone grattugiata, mescolare bene e lasciare macerare. Trascorso il tempo necessario, spianare la sfoglia con il mattarello abbastanza sottile. Tagliarla quindi in quadrati di 10 cm. circa. Aiutandosi con un cucchiaio, disporre su questi quadrati dei mucchietti di ripieno, sbriciolando sopra a ciascuno un po’ di biscotti. Inumidire con acqua i bordi della pasta, quindi chiudere i fagottini congiungendo i quattro angoli. Circa 10 minuti prima della fine della cottura spennellarli con del malto diluito in un po’ d’acqua.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Oroscopo

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l’

Ariete Non spendete troppo e non fatevi prendere dall’ansia. Alcuni problemi si sistemeranno entro la metà del mese.

Toro Recupererete fiducia in voi stessi grazie a nuovi incontri, positivi anche per risolvere tensioni familiari.

Febbraio Sognanti e rapiti quasi sempre in altre dimensioni affrontate il carnevale con brio

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Bilancia Finalmente trovate la via per staccarvi da amori folli e imprese disperate. Avete conquistato la saggezza del domani e dunque è tempo di costruire.

Scorpione Cogliete facilmente l’essenza degli animi di chi avete davanti. Solo chi saprà guardarvi negli occhi con sfrontatezza potrà essere preso dal vostro incanto

Gemelli

Sagittario

Sarete più riflessivi e astuti. Riuscirete finalmente a far decollare i vostri progetti. Comunicate di più.

Le opposizioni che incontrerete saranno marginali rispetto al resto delle opportunità. anche in amore dovrete affrontare qualche tensione difficile da superare. Ma sappiate che tutto passa

Cancro

Capricorno

Gratificatevi con un po’ di svago, dopo un periodo pieno di impegni. E’ il momento perfetto per conoscere l’anima gemella.

La gelosia è un malanno che non si placa anche se l’eros in questo periodo potrebbe essere davvero effervescente. Non rovinate tutto, tenete gli impulsi stretti a guinzaglio.

Leone

Acquario

Sistemate le questioni in sospeso e godetevi un po’ di relax, con un viaggio e magari nuove amicizie. Dedicatevi allo sport.

Apparite più giovani di quel che siete come in un incantesimo d’amore e restano finalmente sul campo tutta una serie di rimpianti che vi facevano da zavorra. Spiccate il volo finché potete

Vergine

Pesci

Ravvivate gli incontri galanti con la vostra capacità di imporre il dolce e il salato. Per alcuni, però, è anche tempo di attese. Siate pazienti e mai nervosi

Vi piacciono le originalità di chi incontrate, perciò siete sempre innovative e fuori dal comune. In una parola affascinanti e capaci di ammaliare chiunque


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