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La Piazza di padova nord apr2019 n60

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Sport p.18

di Padova Nord

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APRILE 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.60

Cultura p.17

CADONEGHE

Chiusa la

SCOPRI DI PIÙ passerella sul a pag.28 Muson dei Sassi

on-line: Comunali: un voto di testa e non di pancia Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Il Veneto sta per rinnovare più della metà dei suoi sindaci, con 321 comuni e quasi due milioni di citLA FONTE IMMOBILIARE di Solin Alessandro tadini chiamati al voto. Ci sono città importanti e via Cavour, 2 · 35010 Vigonza (Pd) · tel/fax 049 8096713 piccoli municipi, ci sono i nuovi comuni nati dalle info@lafonteimmobiliare.it · La Fonte Immobiliare fusioni degli scorsi mesi e c’è un capoluogo come www.lafonteimmobiliare.it Rovigo che torna al voto dopo la caduta dell’ex sindaco Bergamin. Per tutti i comuni, sappiamo già che ci sono all’orizzonte sfide cruciali. Una su tutte, la capacità di mantenere la qualità dei servizi offerti in un momento in cui “quota 100” rischia di svuotare gli uffici di una intera generazione di dipendenti. E poi rimane sullo sfondo la questione ancora inevasa di come ridefinire l’assetto del territorio – dalle province cancellate solo per finta ai processi di unione e fusione tra municipi – per non dire dell’accidentato percorso di autonomia regionale da cui tanto ci si aspettava in termini di migliore efficienza e maggiori risorse. a pag 6 Insomma, al voto amministrativo èservizio importante arrivare preparati. La campagna elettorale, partita un po’ in sordina, in queste settimane sta entrando nel vivo con la presentazione dei candidati e delle liste. Da qui al voto i nostri giornali aiuteranno a conoscerli, a capire quali sono i grandi temi sul tappeto e le proposte di chi si candida a rappresentare la propria comunità. Perché scegliere il sindaco migliore non è come votare per il governo o per un seggio a Bruxelles: più la politica è vicina alla gente e alla sua vita quotidiana, più conta la credibilità delle persone, il loro radicamento, il rapporto con il territorio e la società civile. Anche al di là dell’appartenenza a un partito. Proprio per questo, è bene votare, al primo turno e soprattutto all’eventuale ballottaggio. Se con l’astensione alle politiche possiamo mandare un segnale forte di protesta, quando è in gioco il nostro sindaco significa solo lasciar decidere agli altri quanto pagheremo di tasse sulla casa e per i rifiuti, quali lavori pubblici saranno fatti, cosa succederà alle nostre scuole... a conti fatti, non ne vale davvero la pena.

Cadoneghe verso il voto il clima è già bollente

Polemiche e tensioni in consiglio comunale: il bilancio passa in seconda battuta accompagnato da colpi di scena e scambi di accuse

VIGODARZERE

Il sindaco deputato batte cassa a Roma CURTAROLO, ELEZIONI

Eddy Bazzan candidato sindaco CURTAROLO, IL CASO

Ponte sul Brenta la limitazione preoccupa LIMENA, ELEZIONI

I primi gruppi scaldano i motori in vista del voto

Comunali: un voto di testa e non di pancia Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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e elezioni europee, certo. La sfida tra i due alleati di governo sempre più litigiosi per capire fino a che punto salirà la Lega e fino a che punto scenderà il M5S rispetto alle politiche. La competizione interna al centrodestra con Berlusconi nuovamente candidato. Le fibrillazioni di un centrosinistra alla ricerca di un nuovo assetto “largo” dopo la stagione renziana. Tutto vero, e tutto importante. Ma il 26 maggio si voterà anche per i nostri sindaci, e sarebbe un grave errore dimenticarsene. segue a pag 3

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Comunali: un voto di testa e non di pancia Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Passerella interdetta sul Muson P

Parapetto deteriorato e diverse fessurazioni cause della chiusura

Il Veneto sta per rinnovare più della metà dei suoi sindaci, con 321 comuni e quasi due milioni di cittadini chiamati al voto. Ci sono città importanti e piccoli municipi, ci sono i nuovi comuni nati dalle fusioni degli scorsi mesi e c’è un capoluogo come Rovigo che torna al voto dopo la caduta dell’ex sindaco Bergamin. Per tutti i comuni, sappiamo già che ci sono all’orizzonte sfide cruciali. Una su tutte, la capacità di mantenere la qualità dei servizi offerti in un momento in cui “quota 100” rischia di svuotare gli uffici di una intera generazione di dipendenti. E poi rimane sullo sfondo la questione ancora inevasa di come ridefinire l’assetto del territorio – dalle province cancellate solo per finta ai processi di unione e fusione tra municipi – per non dire dell’accidentato percorso di autonomia regionale da cui tanto ci si aspettava in termini di migliore efficienza e maggiori risorse. Insomma, al voto amministrativo è importante arrivare preparati. La campagna elettorale, partita un po’ in sordina, in queste settimane sta entrando nel vivo con la presentazione dei candidati e delle liste. Da qui al voto i nostri giornali aiuteranno a conoscerli, a capire quali sono i grandi temi sul tappeto e le proposte di chi si candida a rappresentare la propria comunità. Perché scegliere il sindaco migliore non è come votare per il governo o per un seggio a Bruxelles: più la politica è vicina alla gente e alla sua vita quotidiana, più conta la credibilità delle persone, il loro radicamento, il rapporto con il territorio e la società civile. Anche al di là dell’appartenenza a un partito. Proprio per questo, è bene votare, al primo turno e soprattutto all’eventuale ballottaggio. Se con l’astensione alle politiche possiamo mandare un segnale forte di protesta, quando è in gioco il nostro sindaco significa solo lasciar decidere agli altri quanto pagheremo di tasse sulla casa e per i rifiuti, quali lavori pubblici saranno fatti, cosa succederà alle nostre scuole... a conti fatti, non ne vale davvero la pena.

onte sul Muson dei Sassi non sicuro. Infatti è vietato il transito sia ciclabile che pedonale per verifica ed eventuale risanamento del ponte-passerella ciclopedonale Steiner” sul corso d’acqua. Il parapetto risulta deteriorato tanto che ci sono numerose fessurazioni e i ferri dell’armatura risultano scoperti in buona parte della struttura. Il manufatto risale al 1915 quando venne realizzato un ponte passerella lungo la strada regionale del Santo tagliata dal torrente Muson Dei Sassi che collegasse i Comuni di Cadoneghe e Vigodarzere. Poco più di un mese fa i tecnici di entrambe le amministrazioni, dopo un sopralluogo, hanno rilevato che il ponte si presenta in cattive condizioni di conservazione, con fessurazioni in ogni sua parte lasciando i ferri dell’armatura scoperti in molte parti della struttura. Si è resa, dunque, necessaria una perizia statica per approfondire lo stato di salute della struttura anche se non si è avvertita la somma urgenza che avrebbe comportato l’immediato intervento di messa in sicurezza. Con un’ordinanza comunale è stata sospesa la circolazione per effettuare le necessarie verifiche sulla passerella. Qui sul lato destro del fiume, dove si trova la passerella il fiume Muson dei Sassi confluisce nel Brenta nei pressi della chiesa di San Michele Arcangelo. In questo luogo si incontrano i fiumi e nasce Germana Urbani >direttore@givemotions.it< uno scenografico ambiente naturalistico con alberi e cespugli di Stefano Pasquettin sulla riva, a tratti sabbiosa. La passerella fa parte dell’itinerario e elezioni europee, certo. La sfida tra i due alleaVia Gramsci, perA. capire fino a 51 ciclabile inaugurato nel 2009 che parte da Cadoneghe e riper- ti di governo sempre più litigiosi che punto salirà la Lega e fino a che punto scenderà 35010 Mejaniga di Cadoneghe il(Pd) corre il “Cammino di Sant’Antonio” fino a Camposampiero. M5S rispetto alle politiche. La competizione interna Tel. 049 70 0al610 centrodestra con Berlusconi nuovamente candidato. Le Nicoletta Masetto alpescherecciopd@gmail.com fibrillazioni di un centrosinistra alla ricerca di un nuovo assetto “largo” dopo la stagione renziana. Tutto vero, e tutto importante. Ma il 26 maggio si voterà anche per i È un periodico formato da 16 edizioni localinostri mensilmente recapitato e Redazione: sindaci, e sarebbe Direzione, un graveAmministrazione errore dimenticarsene. di Padova Nord a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Concessionaria di Pubblicità Locale: segue a pag 3 Direttore responsabile (ad interim)

Comunali: un voto di testa e non di pancia

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Questa edizione raggiunge le zone di Cadoneghe, Curtarolo, Limena e Vigodarzere per un numero complessivo di 16.750 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

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Chiuso in redazione il 5 aprile 2019


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Cadoneghe

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Verso il voto La parola ai candidati

La Rosa guida la lista civica “trasversale” D

opo Nicola Longo per il M5S e il sindaco uscente Michele Schiavo, altri due candidati per le elezioni amministrative del 26 maggio: Giuseppe La Rosa per la civica “Cadoneghe per tutti” e Marco Schiesaro per la Lega Nord. La Rosa, 48 anni, sposato con un figlio, è laureato in Scienze politiche e lavora in Banca d’Italia. Segretario della Pro loco di Cadoneghe, è stato promotore di numerose petizioni popolari tra i cittadini. La sua è una civica che si vanta di non appartenere ad alcun partito ed essere realmente trasversale. “Le elezioni sono un appuntamento molto importante e, vista la situazione a Cadoneghe, richiede persone dotate di competenza, ascolto, realismo

e concretezza – spiega La Rosa -. In queste ultime settimane mi sono fatto persuaso che non ci si può sempre lamentare della politica, dei politici e dei politicanti; bisogna assumersi la responsabilità di agire assumendosi anche le relative conseguenze se si vuole veramente cambiare. Cadoneghe deve tornare ad essere il punto di riferimento non solo per i servizi che nel tempo l’hanno resa importante ma anche per l’etica e la morale che il tessuto sociale esprime. Bisogna aver il coraggio di prendere atto di un progressivo decadimento della politica e del fare politica a Cadoneghe; non si è stati capaci di adeguarsi ai tempi e modificare le “cose” a beneficio dei cittadini. Secondo noi è mancato

In alto, il municipio di Cadoneghe, qui sopra Giuseppe La Rosa

il buon senso. I troppi silenzi, i troppi pregiudizi, le troppe pregiudiziali e le troppe competenze lacunose non hanno fatto bene a Cadoneghe. Quindi, basta con le aride parole: bisogna passare ai fatti! Questi i punti cardine del programma: condivisione e partecipazione attiva con i cittadini; rispetto dell’ambiente; sicurezza sociale; legalità; sociale, solidarietà e mutualità; cultura e tradizioni; giovani. Tanti gli impegni tra cui: attivazione di un numero

di whatsapp per le segnalazioni interventi di manutenzione; Realizzazione della vera consulta dei giovani e consulta dei quartieri; banca del tempo e assistenza agli anziani; trasporto Pubblico Locale: rivisitazione del contratto e tavolo di concertazione con i comuni limitotrofi; viabilità locale e zone a ZTL; piste ciclabili e ciclovie; car sharing e bike sharing; valorizzazione del patrimonio rurale e fluviale”. Nicoletta Masetto

“Dillo a Marco”, la Lega scommette su Schiesaro

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i definisce un “sindaco libero”. Così ha invitato i cittadini a contattarlo per fornire suggerimenti, segnalazioni, richieste. “Qualcosa non va? Dillo a Marco” è lo slogan. L’annuncio della candidatura è stato al tradizionale mercato del sabato mattina. Correrà insieme alla Lega e con la sua civica “Marco Schiesaro sindaco”, con l’appoggio del Partito dei pensionati e del Popolo della famiglia. Trentadue anni, Schiesaro è nato e cresciuto a Cadoneghe. In tasca una laurea in Scienze politiche con indirizzo in Storia delle relazioni internazionali, si è specializzato poi con un master sulla gestione dei fondi europei alle imprese venete e alle pubbliche amministrazioni, è imprenditore nel campo alimentare. “Il programma non lo scriverò io – afferma -, ma sarà il frutto di un lavoro collettivo, una parte del quale costruita su decine di segnalazioni. Tra i temi: tasse e sicurezza. Tra imposte dirette ed indirette, qui si pagano le tasse più alte di tutta la provincia oltre a cattiva gestione dei rifiuti e del verde pubblico, degrado urbano, blocco delle opere, criminalità e mobilità insufficiente. Come non bastasse il sindaco Schiavo ha completamente sbagliato l’approccio con i cittadini, dimostrandosi lontano e incapace di risolvere i problemi quotidiani. Tanti annunci e zero fatti”. Per l’”imprimatur” ufficiale del Carroccio, Schiesaro ha invitato i sindaci Adolfo Zordan (Vigodarzere), Luca Pierobon (Cittadella), Roberto Miatello (San Giorgio in Bosco), Modesto Lazzarin (Terrassa Padovana) e Tiberio Businaro (Carceri) oltre a Mariella Mazzetto e Luisa Serato. (n.m.)


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Cadoneghe

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La polemica La maggioranza torna in aula ed evita il commissariamento per un voto e alcune assenze

Ultimo scontro prima delle elezioni dopo lo stop ok sofferto al bilancio I

l rischio era quello di un com- tenzione di dimettersi in segno di missariamento ma, alla fine, protesta. “La pagina peggiore della la maggioranza pur in bilico (pe- storia di Cadoneghe – ha affermato santi le precedenti bocciature sia il consigliere Devis Vigolo (Futuro del bilancio che della variante comune) -. Cinque anni di immoex Grosoli), è riuscita a portare a bilismo per un sindaco chiuso nel casa l’approvazione del bilancio. suo ufficio o nelle stanze di partito Il documento di programmazione a causa della sua arroganza”. è passato con 8 voti a favore e 7 Ha gridato allo scandalo anche il contrari. M5S attraverso l’onorevole RaphaQualcuno ha subito parla- el Raduzzi. “Come in Parlamento to di patto del Patto del Nazare- anche negli enti locali assistiamo no. Mancava, infatti, un voto per all’ennesimo inciucio tra Fi e Pd: arrivare allo stallo. Assenti i due la cristallizzazione di un patto del consiglieri di Forza Italia, Alessan- Nazareno che non è mai morto. dro Gobbo e Andrea Benato, che Fi rimane a casa nell’unica seduta avevano annunciato la loro manin cui avrebbe potuto realmente cata partecipazione tramite una mandare a casa la giunta Schiavo e lettera, letta poco prima del voto bocciare definitivamente un pesdal presidente del Consiglio, Dasimo bilancio. Un comportamenniele Toniolo. Nella to scandaloso. Tra nota annunciavano L’opposizione rinvii tattici e rimedi non poter partecistamenti nell’ordispara a zero e ne del giorno senza pare alla seduta per motivi di lavoro e, parla di patto alcuna spiegazione, oltre, se fossero stati la giunta ha permesdel Nazareno so a Fi di entrare in presenti, avrebbero bocciato il bilancio. in salsa locale, consiglio comunale E, in effetti, i concinque minuti dopo Forza Italia siglieri non si sono aver approvato il presentati. Il bilandifende i suoi bilancio, giusto in cio è stato votato e, tempo per poter resubito dopo è entrato in consiglio clamare il gettone di presenza”. Andrea Benato. Un’apparizioForza Italia ha rispedito gli atne accompagnata dai fischi del tacchi al mittente: “La sezione lopubblico tanto che il presidente cale Fi è vicina ai due consiglieri, Toniolo ha dovuto sospendere la che hanno subito attacchi ingiuseduta per qualche minuto. Di fat- stificabili e ingiusti. A tutti erano to, approfittando dell’assenza, il noti i loro impegni di lavoro. VePd, attraverso la capogruppo Lu- nuti a sapere dell’inversione dei cia Vettore, ha fatto modificare punti all’ordine del giorno, abbial’ordine del giorno, anticipando il mo chiesto che i consiglieri di mibilancio. noranza presenti facessero manSul piede di guerra le opposizio- care il numero legale in aula, ma ni. “Quello che è andato in scena questi non hanno voluto prendere è stato il momento più basso della in considerazione la nostra propopolitica di Cadoneghe”, ha detto sta. Altri hanno la responsabilità il consigliere Edoardo Lacava che di quanto accaduto, dimostrando ha annunciato, con altri due con- ingenuità e bassa capacità stratesiglieri de “La lista civica” (Virginia gica”. Nicoletta Masetto Garato e Andrea Rozzato), l’in-

Coalizione Civica punta su Roberto Mairo: “Il nostro è il metodo di lavoro partecipato”

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oberto Mairo, 32 anni, è il candidato sindaco di Coalizione Civica per Cadoneghe. Laureato in Psicologia del lavoro e delle organizzazioni, coordinatore delle politiche attive in un’agenzia del lavoro, Mairo è sostenuto dal gruppo di lavoro di Coalizione Civica. “Ho accettato questa candidatura – afferma a caldo - perché ho fiducia nelle persone che hanno fondato e mettono l’anima nel gruppo”. “La scelta di Mairo è frutto di un metodo di lavoro partecipato e condiviso, che ci vede impegnati da mesi – spiegano i firmatari del manifesto di Coalizione Civica-. Roberto rappresenta uno stile nuovo di Coalizione, basato su trasparenza,

dialogo, ascolto e confronto. Il suo nome è uscito dopo cinque assemblee pubbliche e molte riunioni dei gruppi di lavoro e coordinamento politico. Coalizione ha poi deciso di intraprendere un percorso libero e autonomo”. Mairo aggiunge: “Coalizione Civica ha sviluppato un lavoro di riflessione e di progettazione attraverso quattro gruppi di lavoro: sociale, giovani, scuola, cultura; urbanistica, ambiente, mobilità; lavoro, impresa, commercio. Ho accettato anche perché credo fermamente in una “Buona Politica”, lontana da logiche di conoscenze, amicizie e favoritismi e basata su buoni principi (qualità, contatto con le persone, efficacia, ascolto, benessere)”. (n.m.)

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Cadoneghe

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“Per Cadoneghe” “Cadoneghe Unisce” alla prova delle urne sostiene Schiavo con Virginia Garato V

irginia Garato è il candidato sindaco della civica “Per Cadoneghe”. La realtà politica creata nel 2014 da Edoardo Lacava scende così in campo per le prossime amministrative. Mamma di Giovanni e Alessandro, compagna di Enrico, Virginia risiede da sempre a Cadoneghe. Negli ultimi cinque ha coltivato esperienza politica e amministrativa come consigliere comunale. Laurea in Lettere moderne, Virginia lavora in una multitility del territorio. “Questi anni – spiega Garato -mi hanno fatto maturare la convinzione che il territorio abbia bisogno di un cambio di passo. Cadoneghe ha sofferto l’immobilità di un’amministrazione che ha ridotto gli investimenti e la competitività. Dobbiamo ripartire dal cittadino, spesso inascoltato nelle richieste più semplici: dalla manutenzione del marciapiede davanti a casa ai servizi alle fasce più deboli della nostra comunità. La promessa è quella di avviare una campagna che parta dal basso, dall’ascolto. Incontreremo la gente al mercato, casa per casa, via per via,

L quartiere per quartiere. Mi impegno a visitare ogni settimana una zona diversa del territorio per ascoltare tutti i nostri concittadini. La politica deve uscire dal palazzo e riprendere a dialogare per le strade di Cadoneghe. In questo modo scriveremo il programma: nessun copia/ incolla, ma temi veri, sentiti”. “Virginia ha dimostrato di possedere le qualità che servono a Cadoneghe per riprendere la strada interrotta - affermano Edoardo Lacava e Andrea Rozzato -.Una candidatura innovatrice, una speranza dopo cinque anni di buio pesto!”. (n.m.)

a Lista Civica “Cadoneghe Unisce”, che sostiene Michele Schiavo Sindaco, illustra i punti salienti del programma elettorale. A farlo Paola Venturato, attuale assessore all’Istruzione e alla Cultura, Luca Pinzerato, Ilaria Baracco, Simone Ambrosio, Rosanna Cantelli, Cristina Beis, Emilio Schirru e Silvio Riolfato. Presente anche Daniele Toniolo, Presidente del Consiglio Comunale, in qualità di sostenitore di Cadoneghe Unisce. La lista è nata con l’idea di realizzare una politica di servizio verso la comunità di Cadoneghe. Il programma politico, spiegano i componenti, “sarà frutto di un’analisi attenta delle iniziative già realizzate dall’attuale amministrazione in modo da poter proporre progetti sia

innovativi che in continuità con quelli già realizzati”. Questi i punti cardine del programma: prendersi cura del nostro ambiente, del sociale e della salute, del commercio di zona, dello sport e della cultura, dell’arredo urbano con la riqualificazione di edifici come la ex Breda, la scuola Ex Bragni e la scuola Maretto. “Un occhio sempre attento sarà al tema della viabilità proponendo tavoli aperti di confronto con i Comuni limitrofi, anche in vista della costruzione del nuovo ospedale di Padova. Tutto questo attraverso la cooperazione e condivisione con i cittadini, istituendo comitati di frazione per ascoltare le necessità delle diverse realtà che compongono il nostro territorio”. (n.m.)


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Vigodarzere

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Viabilità Tra Padova, Cadonghe e Vigodarzere

Zordan batte cassa e chiede sessanta milioni di euro a Roma Sessanta milioni di euro per sistemare la viabilità tra Vigodarzere, Cadoneghe e Padova.

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uesto quanto chiesto in maniera ufficiale al govermo da Adolfo Zordan, sindaco di Vigodarzere e deputato alla Camera per la Lega Nord. “La stima della cifra è stata fatta su un calcolo di massima in quanto i progetti non sono ancora stati redatti, lo saranno però quanto prima – afferma Zordan – e dovranno corrispondere alle esigenze di tutti i Comuni. In qualsiasi caso va aperto il dialogo verso Limena, poiché uno dei due unici sbocchi del nostro territorio in direzione della città è verso quel Comune”. Sulla questione Zordan ha interessato subito Marcello Bano, vicepresidente della Provincia, con delega alla Viabilità. Zordan e Bano hanno, quindi, effettuato un sopralluogo per mo-

Qui sopra il sindaco di Vigodarzere Adolfo Zordan

nitorare i cosiddetti “punti neri” della viabilità compresi tra Vigodarzere, Cadoneghe, Padova e Limena. Il sindaco Zordan interviene, anche, sull’annosa questione di un nuovo ponte sul fiume Brenta che, da via Volta a Limena, arrivi in via Vittorio Veneto a Vigodarzere. “L’unica mia perplessità è questa: una volta arrivate a Saletto, dove si dirigeranno i veicoli visto che rimaniamo incuneati tra due fiumi con sbocchi verso Padova stretti e congestionati? Sono comunque

aperto a qualsiasi soluzione si prospetti. Inoltre, con Limena, torneremo a discuterne dopo le elezioni amministrative”. In merito al ponte sulla ferrovia che il Genio civile vuole abbattere, una volta dismesso, in quanto di

difficile manutenzione -, poiché i piloni risultano piantati sul letto del Brenta, il sindaco Zordan ha chiesto che esso possa essere, in qualche modo, mantenuto e non dismesso per essere trasformato in pista ciclopedonale attraverso

la quale poter raggiungere il capolinea del tram. E su quest’ultimo intento, anche se finora le risposte sembrano non accoglierne la nuova destinazione prospettata, Zordan di sicuro non si tira indietro. Nicoletta Masetto

Sicurezza stradale, un evento per invitare alla prudenza Prevenzione e sicurezza stradale. A promuovere l’evento varie associazioni e, in particolare, quella dei famigliari delle vittime della strada del Camposampierese e l’associazione Noi di Vigodarzere. A fare da capofila, Ettore Fornea. Ettore e la moglie, alcuni anni fa, hanno perso un figlio in un incidente stradale. Un dolore che hanno cercato di elaborare anche impegnandosi in prima linea con varie iniziative sui social, sulla necessità di fare prevenzione. Oltre a Fornea, che ha proposto l’incontro, sono intervenuti Fabio Vivian che ha gestito tutta la parte

di spiegazione ed esposizione anche multimediale con Jadaan Vivian e Filippo Stievano . Com’ è stato scritto sui social in segno di apprezzamento per la serata: “un argomento che dovrebbe toccare tutti, perché tutti siamo autisti, pedoni e ciclisti. Tutti passiamo in strada una buona parte della giornata, anche da piccolissimi. Molta gente ignora di non essere da sola in strada”. (n.m.).


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Curtarolo

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“Curtarolo Civica” per Eddy Bazzan Il vice sindaco uscente sostenuto dal nuovo schieramento “nato dall’esigenza di fare sintesi delle energie positive del territorio che hanno deciso di correre unite per la crescita e lo sviluppo del nostro paese”

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i sarà una novità alle prossime elezioni amministrative di Curtarolo: è stata da poco costituita la lista “Curtarolo Civica”, con candidato sindaco Eddy Bazzan, attuale vicesindaco di Iniziativa Democratica. “Il nuovo gruppo – spiega Eddy Bazzan – nasce dall’esigenza di fare sintesi di tutte le energie positive del territorio che hanno deciso di correre unite per un obiettivo comune: la crescita e lo sviluppo del paese di Curtarolo”. Si tratta di una lista senza simboli di partito, che ha alla base la precedente esperienza di amministrazione dell’attuale vicesindaco e che unisce per la prima volta più anime politiche, alcune delle quali appartenenti all’attuale minoranza. “Curtarolo Civica” è quindi espressione di un nuovo percorso civico, nel quale cammineranno insieme le forze moderate sia di centro sinistra, sia di centrodestra. L’idea di fondo è quella

di rinunciare a correre per conto proprio per dare vita a una sorta di “casa comune” in grado di raccogliere persone con ideologie politiche e punti di vista diversi, ma indirizzate verso lo stesso obiettivo: far crescere il comune di Curtarolo attraverso un progetto unitario, lungimirante, in grado di tener conto e di fare sintesi di prospettiove e pareri diversi. Il simbolo scelto dalla nuova lista è il Ponte sull’Ostiglia, che idealmente unisce realtà ed esperienze differenti: il Brenta, che rappresenta il territorio dell’Alta Padovana in genere, e di Curtarolo in particolare, e la bandiera tricolore, perché i valori fondamentali della Costituzione devono essere il punto di riferimento di ogni movimento politico. “Siamo già al lavoro per stendere il nostro programma” – precisa Bazzan. “Stiamo coinvolgendo numerose persone, suddivise in quattro commissioni distinte,

A fianco, Eddy Bazzan, candidato sindaco con “Curtarolo Civica”

per delineare insieme le priorità del nostro territorio e le esigenze dei cittadini. Abbiamo tutti un grande entusiasmo, e tanta voglia di partecipare alla realizzazione del bene comune”. Prossimamente verranno presentati alla cittadinanza tutti i

Mobilitazione generosa per il piccolo Giovanni In fatto di solidarietà il comune di Curtarolo la sa lunga. Lo dimostrano da sempre le iniziative come quella che propone per aiutare il piccolo Giovanni, un bimbetto vivace di due anni, affetto da emimelia tibiale, una malattia rara che comporta l’assenza di una tibia. Il piccolo, che vive con la sua famiglia a Piazzola sul Brenta, deve affrontare una serie di interventi che potrebbero portarlo prima in America, poi in Australia, per poter finalmente camminare e correre liberamente come tutti i bambini della sua età. “Dopo lo spettacolo dello scorso 24 marzo, che si è svolto a Curtarolo con il patrocinio gratuito della sala Forum, il 14 aprile ci sarà un pranzo per contribuire a raggiungere la somma necessari a curare Giovanni, dai 100 ai 250 mila euro. Di fronte a queste forme di solidarietà non ci sono confini geografici e Curtarolo è ben felice di concedere gratuitamente la propria sala”, commenta Fiorella Moretti, assessore alle politiche sociali. (c.g.)

70 mila euro per le strade Al via interventi di manutenzione straordinaria per la messa in sicurezza stradale a Pieve di Curtarolo di un tratto di via Monte Pasubio e di via Monte Ortigara e di via Sant’Andrea in prossimità dell’incrocio con via Papa Giovanni XXIIII. Verrà ripristinato il manto stradale piuttosto usurato anche a causa dei continui interventi sulla rete dei sottoservizi. Il costo dell’intervento è di 70 mila euro e si utilizzano i fondi previsti nell’ultima finanziaria e immediatamente inseriti nel bilancio preventivo approvato lo scorso febbraio in Consiglio Comunale. Inoltre si sta procedendo al rifacimento della segnaletica orizzontale (stop e strisce pedonali) nei centri abitati delle tre frazioni. (c.g.)

Un tratto del doppio ponte sul fiume Brenta della Strada Regionale 47

Ponte sul Brenta “rischio paralisi” Ormai è una questione che non riguarda solo Curtarolo ma tutta l’Alta Padovana. Il rischio è quello del collasso dell’economia, a meno che non si intervenga al più presto sul ponte

sul Brenta a Curtarolo. La struttura, un ponte doppio lungo la SR 47 Valsugana, necessita infatti di un intervento urgente di consolidamento strutturale in modo da poter supportare una mole di traffico pesante notevole, legata alla presenza di migliaia di imprese nella zona del Cittadellese. Attualmente, dopo la limitazione del traffico pesante, che si è ri-

candidati di «Curtarolo Civica». Sono già aperte le sedi elettorali a Pieve, in via Monte Ortigara n. 16 (vicino al Circolo Noi) e a Santa Maria di Non, in via Santa Maria di Non n. 82 (di fronte alla Chiesa). Cristina Griggio

velata necessaria dopo le ispezioni strutturali del ponte, il transito è vietato ai mezzi di portata superiore alle 44 tonnellate da Padova e Cittadella e a quelli con più di 18 tonnellate da Cittadella a Padova. Questi divieti e il limite di velocità di 30km/h a tutti i veicoli, stanno spostando il traffico verso la SR 308 e la strada Contarina, costringendo molte aziende ad allungare i tragitti anche per più di 40 km. L’appello a intervenire urgentemente giunge da parte del Coordinamento Categorie economiche del Cittadellese (Assindustria Venetocentro, Ascom, Confartigianato-Upa, Cna, Cia, Coldiretti), alla Regione Veneto, alla quale viene chiesto un cofinanziamento di 2 milioni di euro su un costo totale di 4 milioni per il consolidamento strutturale del ponte. “Senza la compartecipazione finanziaria della Regione Veneto - sottolinea Oddone Sartore, portavoce del Coordinamento delle Categorie Economiche - i lavori di consolidamento non potranno essere avviati. Uno stallo che questo territorio con 114mila abitanti e 13mila imprese, di cui il 32% manifatturiere e delle costruzioni, non può permettersi”. Da qui l’invito pressante di non perdere altro tempo prezioso. Cristina Griggio


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Limena

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Costa, un decennio da sindaco “Limena è migliorata, avanti così” Fra i traguardi raggiunti i quattro nuovi ambulatori e la sede della Croce Verde, la ristrutturazione della caserma dei Carabinieri e lo stralcio del Grap Tavello

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a più bella emozione dopo dieci anni da sindaco di Limena? “L’emozione più bella e gratificante è stato il rinnovo per il secondo mandato. Significava per me e per la mia squadra aver governato bene il paese e non ci può essere maggiore gratificazione della stima e della riconoscenza dei cittadini”. Quali sono i suoi progetti futuri? “Finito il mandato a maggio mi prenderò sei mesi sabbatici per stare insieme alla mia famiglia e ai miei nipoti e in quel tempo avrò modo di pensare a cosa dedicarmi”. Quali sono i più importanti traguardi raggiunti come sindaco? “Sono molti i traguardi che insieme al mio gruppo abbiamo raggiunto e realizzato. Fra questi la ristrutturazione della Caserma dei Carabinieri che ci ha consentito di mantenerla attiva ed anzi di poterne aumentare la dotazione dell’organico per una maggiore sicurezza del nostro territorio. Approfitto di questa opportunità per inviare un ringraziamento al Comandante e a tutti i suoi commilitoni per il servizio prestato al nostro territorio. Un altro importantissimo traguardo è stato quello di vedere definitivamente stralciato il tracciato del GRAP nel Tavello e un altro importante intervento, che trova il gradimento di tutti i cittadini, è stata la ristrutturazione con l’ampliamento di quattro nuovi ambulatori e la nuova sede della Croce Verde. Oggi, grazie a questo intervento, si è potuta realizzare la medicina di gruppo composta da otto medici, infermieri, assistenti e un punto prelievi che funziona cinque giorni la settimana”. Cosa augura al futuro sindaco? “Auguro di poter governare in continuità e con serenità questo nostro bel paese e proprio per questo abbiamo scelto l’assessore Stefano Tonazzo perché con la sua esperienza e la sua capacità maturate in anni al servizio dei cittadini possa dare ai nostri

Il sindaco Giuseppe Costa tira le somme del suo mandato dopo dieci anni a capo dell’amministrazione

cittadini le risposte alle domande che verranno chieste”. Cosa spera di aver lasciato ai cittadini di Limena? “Spero di aver lasciato il ricordo di un sindaco che ha dato ascolto a tutti indifferentemente dal colore politico di appartenenza”. Dopo due mandati da sindaco cosa si porterà dentro? “L’importanza della politica intesa come servizio e l’affetto e la stima che ho ricevuto dai miei cittadini”. Fanny Xhajanka

Hemingway a teatro Venerdì 3 maggio, alle 21, nella Sala Teatro, appuntamento con il Teatro dei Pazzi “Hemingway tra le lagune venete e Cuba” di e con Giovanni Giusto. Uno spettacolo di avventura e letteratura, a metà tra racconto e teatro-canzone, con riferimenti all’opera di Hemingway e alla sua vita ricca di incontri straordinari. (f.x.)

“Rose rosse per...” Ottica Belli Vi invita a provare le nuove lenti progressive con visione laterale abbinate a BluProtek: il trattamento che protegge i tuoi occhi dalla luce blu dei computer e dei tablet.

“Limenamente – Teatro Primavera 2019” presenta venerdì 26 aprile il Teatro Prova “Rose rosse per…” di Massimo Meneghini e la regia di Michele Teatin e venerdì 10 maggio I Rumoristici con “Rumors” di Neil Simon e la regia di Elisa Meneghetti nella Sala Teatro Falcone e Borsellino alle 21. Direzione artistica di Simone Toffanin. (f.x.)


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Limena

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Zaramella per il Movimento 5 Stelle Funzionario del credito, impegnato nel mondo del teatro e della cultura, si candida a sindaco per portare una svolta nella vita pubblica sui temi cari al Movimento: ambiente, trasporti, servizi e connettività Michele Zaramella ha 58 anni, per un breve periodo è stato coordinatore del Pd locale

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ichele Zaramella, 58 anni, bancario, è il candidato a sindaco alle amministrative di Limena per il Movimento 5 Stelle. Come mai questa scelta? “Si tratta di una scelta condivisa con il Gruppo 5 Stelle di Limena e si è evoluta in maniera molto semplice e naturale”. Di che cosa si occupa nella sua quotidianità? “Sono un funzionario del credito come professione ma mi sono occupato molto di teatro e cultura, seguo con interesse da sempre la politica, amo scrivere e viaggiare”. Come si descriverebbe per presentarsi ai cittadini che non la conoscono? “Trasversale in senso politico, buon ascoltatore, apprezzo la mediazione e trovare equilibri condivisi, ma anche deciso e progettuale”.

“Stiamo lavorando su un programma essenziale, centrato su pochi temi basilari, avvertiti dai cittadini come priorità per Limena”

E’ la sua prima esperienza in politica? “Provengo dal centro sinistra e dieci anni fa, per un breve periodo, sono stato coordinatore del circolo limenese del PD”. Cosa si aspetta da questa nuova avventura? “L’interesse dei cittadini per una proposta nuova e diversa,

che presentiamo a Limena per la prima volta”. Chi l’ha coinvolto in questo progetto? “Un po’ mi sono autocoinvolto , un po’ sono amico da tanti anni di Stefania Sartore che è l’attività storica di Limena del Movimento 5 Stelle”. Quali sono i suoi obiettivi e dove focalizzerà la sua attenzione? “Sui temi cari al Movimento 5 Stelle: ambiente, trasporti, connettività, servizi al cittadino e poi individueremo alcuni obiettivi specifici per il nostro Comune. Affronteremo anche il tema del traffico che con la tangenziale si è liberato di quello pesante e di transito, ma rimane comunque intenso per la zona industriale, l’area del divertimento (cinema, ristoranti, stores) e l’innesco dalla direttiva nord est. Cureremo

molto il verde delle aree a disposizione dei cittadini e studieremo installazioni mobili di fontane che tra le altre, hanno una funzione anche di abbassare l’inquinamento. Saremo inoltre molto accorti ed incisivi sulla scuola, il sociale, i servizi per i giovani, gli anziani, la salute, lo sport e nuove iniziative di cultura. Per quanto riguarda il commercio sono allo studio dei progetti di rilancio del settore con studi di marketing attualizzati”. Su quali aspetti vuole concentrarsi in particolare il Movimento 5 Stelle a Limena? “Sull’essenziale, cioè non un elenco infinito di promesse ma un programma snello su pochi temi ma basilari, importanti e avvertiti dai cittadini come priorità”. Fanny Xhajanka

“Tutti per Limena” corre con Diego Scarsato

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i è presentata alla cittadinanza anche una nuova lista, la civica trasversale “Tutti per Limena”, che candidat a sidnaco Diego Scarsato. Consulente aziendale, 37 anni, Scarsato ha anche coordinato i lavori per la costituzione del gruppo. “Abbiamo superato le differenze di partito, abbiamo saputo unire forze di centro e forze di sinistra, per Limena abbiamo chiesto loro di condividere tutte le conoscenze ed i progetti” spiegano nella loro pagina Facebook. Ambiente, integrazione, cultura e lavoro sono alla base del loro programma, coniugando con equilibrio le funzioni fondamentali dell’amministrazione: servizi alla persona, tutela del territorio e sviluppo economico, con progetti politici per lasciare così un paese migliore ai nostri figli. Tra i loro obiettivi è stata evidenziata anche la valorizzazione delle risorse paesaggistiche e rurali ad un passo dalla città lungo il Brenta e propongono una diversa proposta per quanto riguarda l’ambiente, lo sviluppo economico, il Tavello e la Zona Industriale. Per tenere informata la cittadinanza sono in programma varie iniziative, tra le quali una serata culturale sull’arte del territorio e anche una sulle risorse del lavoro, per Pmi e lavoratori. Ora il passo sucessivo con la formazione della lista dei candidati. (f.x.)


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Provincia

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La manifestazione L’associazione quest’anno ha scelto la città di Padova

Studenti Enaip con Libera in marcia contro le mafie I

ragazzi della scuola di formazione professionale Enaip Veneto delle sedi di Padova e Piove di Sacco, hanno partecipato alla XXIV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle Mafie, accompagnati dai formatori e assieme ai 50.000 partecipanti che hanno aderito all’iniziativa. All’interno del percorso di formazione ed educazione sono stati coinvolti 4.000 scuole, 5.000 docenti e 60.000 studenti.

I ragazzi delle sedi di Padova e di Piove di Sacco hanno aderito numerosi e ora stanno lavorando in classe sulla storia di una vittima di mafia ricordata in Prato della Valle al termine della marcia Libera, associazione di promozione sociale presieduta da don Luigi Ciotti, fondata nel 1995 con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alla criminalità organizzata e di favorire la creazione di una comunità alternativa alle mafie stesse, promotrice della manifestazione, ha scegliendo per la prima volta il Nord-Est essendo presente. La manifestazione si è svolta in contemporanea nelle principali piazze del Triveneto e in numerose città italiane e internazionali. I nostri ragazzi hanno detto “no” alle mafie e “sì”alla legalità e al rispetto dei diritti umani, per liberare le società dalle mafie con impegno e piena coscienza nelle responsabilità di cittadini. L’impegno non è finalizzato alla sola marcia in piazza, ma si estende nei gesti e nelle scelte di tutti i giorni, impegnandosi per la realizzazione di una società responsabile. Per la Scuola di Formazione Professionale Sede Enaip di Padova ha partecipato un corso di primo anno del settore Meccanica Industriale. Il gruppo di 18 allievi è stato accompagnato dal

Tutor Area Giovani Nicola Ceron e da un formatore di area professionale. La classe ha aderito ad un progetto con altre scuole che prevedeva un torneo di calcio (sempre organizzato da Libera), arrivando primi e aggiudicandosi la coppa del torneo. Attualmente stanno lavorando in classe sulla storia di una vittima di mafia che Libera ha chiesto alla classe aderente, di adottare. Gli allievi della Sede Enaip di Piove di Sacco erano circa 170 e

Gli studenti dell’Enaip alla partenza del corteo con Libera per le vittime della mafia

sono stati accompagnati dai formatori. Tutte le classi sono state preparate dai docenti attraverso percorsi educativi distribuiti da Libera in preparazione alla giornata. Gli allievi del 2° anno in Operatore ai Servizi di Vendita, in particolare, hanno preparato dei cartelloni che hanno fatto sfilare durante la marcia.

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Le cheerleaders di Este vincono e incantano

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restigiosa partecipazione, qualche settimana fa, dell’Asd Cheer School Click di Este alla Cheer Open Venice Cup a Dolo (Venezia): in terra lagunare il gruppo atestino ha portato in gara una delegazione composta da oltre 40 atleti. La Cheer School Click (Csc) ha gareggiato nella categoria team peewee con i piccoli Panda, per la prima volta nella storia di Csc una squadra di bambini mista, e nella gara team femminile junior con la squadra Roller Coaster. La gara dei giovani Panda, formazione composta da venti atleti, è valsa un secondo posto nella classifica regular (dedicata alle squadre senza deroghe di età) e un terzo posto nella classifica open. La squadra Roller Coaster, ringiovanita e composta da 22 atlete, è risultata il team più numeroso di tutta la competizione. L’obiettivo per questa formazione era fare esperienza nelle competizioni, motivo per cui le stesse atlete hanno gareggiato anche nella categoria group stunt femminile junior (suddivise per gruppi) tentando di fare del loro meglio di fronte a formazioni più esperte che però hanno dominato, lasciando ben poche

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speranze ai gruppi atestini: Oblivion, Space Vertigo, Katoon e Blue Tornado. Ma la vera sorpresa è arrivata nella categoria group stunt misto senior dove la Csc ha gareggiato con due gruppi: Magga (secondo posto classifica regular) e Raptors, proprio quest’ultimo gruppo ha portato a casa un insperato primo posto ottenendo dai giudici un punteggio di 220 (tra i più alti di tutta la manifestazione) che ha consentito di staccare di 12 punti i secondi classificati. Il gruppo Raptors è composto per i tre quarti da atlete confermate: le sorelle Helena e Asia Saorin (basi) e da Marta Pirocca (flyer) e, da quest’anno, Andrea Pavan (backspot). Le tre ragazze si confermano vincenti poiché lo scorso anno furono protagoniste di uno storico terzo posto nella categoria femminile. (n.c.)


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Territorio .

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Le novità È partita la campagna fiscale 2019, i consigli del Caf Acli di Padova

Cosa c’è di nuovo da sapere per la compilazione del modello 730 I

l modello 730 rimane il modello dichiarativo più comodo e vantaggioso per i contribuenti, anche alla luce delle recenti novità introdotte dal legislatore ed è possibile compilarlo e inviarlo entro il 23 luglio 2019. Ci sono diverse novità inerenti il modello 730/2019, relativo ai redditi 2018: è stato prorogato anche per il 2019 il Bonus Ristrutturazioni, la cui formula rimane identica a quella dello scorso anno sia per quanto riguarda la percentuale di detrazione (50%), sia per l’importo massimo detraibile (96.000 euro per singola unità immobiliare), con l’obbligo, per alcune tipologie di intervento, della trasmissione della pratica all’Enea. Sono state anche prorogate le detrazioni del cosidetto Ecobonus per gli interventi finalizzati al risparmio energetico. Confermato il Bonus Mobili

per l’arredo di immobili su cui sono stati effettuati interventi di ristrutturazione edilizia a decorrere dall’1 gennaio 2017. Come da precedente Legge di Bilancio, l’importo su cui calcolare, per ogni alunno o studente, la detrazione relativa alle spese per la frequenza di scuole dell’infanzia e della scuola secondaria passa da 717 euro a 786 euro (il prossimo anno dovrebbe passare a 800 euro). In questa cifra sono previste le spese per la mensa, per lo scuolabus e per le offerte liberali per l’ampiamento dell’offerta formative. Quest’anno è stato introdotto il Bonus Verde, che prevede per la “sistemazione a verde di aree scoperte private di edifice esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi” e per la “realizzazione di coperture a verde e di giardini pensi-

li” fino ad una spesa massima di 5.000 euro, una detrazione pari al 36% da recuperare in 10 anni, a condizione che il pagamento sia tracciabile (bonifici parlanti con medesima causale del bonus 50%, bonifici ordinari, carte di credito, bancomat). Un’altra novità è stata l’introduzione della detrazione Irpef del 19% per le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamen-

ti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, su un costo annuo massimo di 250 euro: l’agevolazione riguarda sia le spese sostenute direttamente dal contribuente per l’acquisto di un abbonamento del trasporto pubblico, sia quelle affrontate per conto dei familiari fiscalmente a carico, purché vengano conservati il titolo di viaggio e la documentazione relativa

al pagamento. È stata inoltre estesa la cedolare secca a negozi e botteghe oltre che per gli appartamenti. Gli operatori dei Caf Acli della provincia di Padova sono i consulenti fiscali dei contribuenti, e possono consigliare, indirizzare, aiutare ad affrontare le incombenze. Affidandosi al Caf Acli gli utenti possono avere la certezza che ogni documento sarà a disposizione per eventuali controlli da parte degli organi preposti e potranno, comunicando un indirizzo e-mail valido, accedere direttamente al portale MyCaf dov’è possibile consultare e stampare una copia di ogni pratica elaborata presso gli uffici Caf Acli (modello 730, Redditi-ex Unico, Red, Isee, etc.). Per fissare un appuntamento è necessario chiamare il centro unico prenotazioni al numero 049601290.


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Cultura .

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Quando la foto diventa giornalismo A maggio Padova ospita il primo festival italiano interamente dedicato all’attualità raccontata con la potenza delle immagini, grazie ai maestri della fotografia che documentano grandi fatti internazionali

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na immersione totale nel mondo del fotogiornalismo con 20 esposizioni principali in 8 sedi espositive tra le più prestigiose in città, come oltre 30 talk e conferenze, una rassegna cinematografica dedicata ai protagonisti del fotogiornalismo oltre a aperitivi, proiezioni e concerti serali. Sono i numeri dell’IMP Festival Padova - International Month of Photojournalism, il primo Festival in Italia interamente dedicato al mondo del Fotogiornalismo, che si svolgerà dal dal 10 al 26 maggio Una preziosa occasione per la città di Padova per indagare le storie, i metodi e gli approcci della miglior fotografia internazionale; un’esperienza di “immersione totale” nel mondo dell’attualità e del fotogiornalismo; un ponte tra il grande pubblico, i professionisti dell’editoria e della stampa, e i maestri della fotografia da tutto il mondo. Tra le esposizioni principali il Festival ospiterà la

mostra monografica dell’acclamato fotografo americano Alex Webb, l’esibizione del presidente di Magnum Photos Thomas Dworzak, ma anche le mostre di Patrick Brown in collaborazione con FotoEvidence New York e World Press Photo, Mads Nissen, Peter Bauza, Mario Dondero, Giles Duley, Francesco Cito, Pietro Masturzo, Giulia Nausicaa Bianchi, Francesco Giusti, Massimo Sciacca, André Liohn, Scott Typaldos, Erik Messori, Alessandro Vincenzi, Claudia Gori e Ciro Battiloro. A queste si aggiungeranno altri 10 eventi espositivi minori a corollario, tre workshop con alcuni dei più affermati autori sulla scena internazionale, letture portfolio con i photoeditor dei maggiori giornali e magazine italiani e altre occasioni di approfondimento e confronto. Durante il periodo del Festival, la città di Padova avrà infatti l’onore di ospitare i più grandi fotogiornalisti del mondo, acclamati

“Conflitti” di Francesco Cito

reporter che, attraverso il mezzo fotografico, hanno testimoniato guerre, denunciato violazioni di diritti umani, influenzato l’opinione pubblica contribuendo attivamente a mutare il corso della storia. Dall’Iraq all’Afghanistan, dai Balcani alla Guerra del Golfo, fino alle storie più attuali e controverse della storia recente, la città di Padova sarà al centro del

dibattito internazionale sui temi e le storie del miglior reportage internazionale. «L’idea che sta alla base della nascita di IMP Festival - afferma Riccardo Bononi, Direttore dell’associazione Irfoss e Direttore Artistico del Festival - è la convinzione che il fotogiornalismo oggi sia il più rapido accesso alle storie e ai dibattiti internazionali

in grado di connettere i quattro angoli del Mondo, una modalità per rendere ciascuno partecipe e consapevole del proprio ruolo fondamentale anche nelle questioni più controverse e geograficamente lontane.» L’evento è realizzato con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e l’Università degli Studi di Padova, in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti del Veneto, l’agenzia fotogiornalistica Magnum Photo, Prospekt Photographers, CAPTA, Emergency, FotoEvidence with World Press Photo, Premio Voglino, il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando Culturalmente 2018 e Despar Aspiag Service, con il patrocinio della Regione Veneto e la Provincia di Padova.

Omaggio a Federico Fellini In preparazione al centenario della nascita di Federico Fellini, che ricorrerà nel 2020, una grande mostra internazionale, in esposizione fino al 1 settembre ai Musei Civici Eremitani, voluta dagli eredi e curata da Vincenzo Mollica e Alessandro Nicosia, ripercorre le opere del maestro, rivivendo i testi, le scene, i personaggi dei suoi film e la sua storia personale. (l.o.)

Mondo vaccino, al Musme la mostra interattiva Un viaggio nell’universo delle conoscenze legate ai vaccini e al ruolo che hanno avuto e hanno questi farmaci nella salute pubblica: è questo il senso della mostra ideata dall’Istituto Superiore di Sanità di Roma e ospitata al Musme, visitabile fino al 30 giugno. Una selezione di articoli di giornale, francobolli, manifesti e foto ricorda quanto il tema della vaccinazione abbia da sempre animato il dibattito pubblico durante le varie campagne vaccinali effettuate in passato. I contenuti sono proposti in un percorso multimediale e multimodale. (l.o.)

italgua@hotmail.com

Cent’anni di Campionaria Sarà un’edizione speciale quella della Fiera Campionaria di Padova, in programma dal 25 maggio al 2 giugno. Nel 2019 l’evento festeggia infatti i cento anni dalla sua prima edizione, avvenuta nel 1919 in una città danneggiata dalla guerra che distribuì l’esposizione tra il Foro Boario di Prato della Valle, il Salone del Palazzo della Ragione e la scuola Pietro Selvatico. I padiglioni permanenti di via Tommaseo vennero edificati in seguito, nel 1921. (l.o.)

C O N S U L E N Z A G R AT U I TA

Laura Organte


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Sport

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Arrampicata Giada Zerbetto, 22 anni

La giovande Giada Zerbetto, arrampicatrice per passione

“Sulla parete ritrovo le mie sicurezze” U

na passione che è diventata, per certi versi, una ragione di vita. Giada Zerbetto, 22 anni, di Monselice, dedica una parte importante del proprio tempo libero all’arrampicata. “La scintilla è scattata quasi due anni fa, quando nel mio gruppo di amici è entrato un ragazzo che da tempo praticava l’attività e ci ha incoraggiato a provare. Così mi sono innamorata di questo sport” spiega Giada. Da allora, infatti, l’arrampicata si è trasformata in qualcosa a cui è impossibile rinunciare: armata di scarpette, corda, imbrago e delle altre attrezzature specifiche, la ventiduenne va ad allenarsi almeno una volta alla settimana. I luoghi cambiano: tra i più frequentati c’è Rocca Pendice, a Teolo. “Se potessi praticherei questa disciplina tutti i giorni: mi permette

di stare a contatto con la natura e di respirare aria pulita. È una sorta di meditazione, un modo per estraniarmi dal resto del mondo e trovare la serenità. Quando arrampico ogni problema o tensione che ho avuto durante la settimana si cancella automaticamente: lo stress mi scivola addosso. Inoltre mi aiuta ad avere sempre nuovi obiettivi e a lavorare su me stessa e sui miei limiti”. Cosa serve per svolgere questa attività? “Credo sia uno sport molto più vicino a noi di quanto immaginiamo. Non occorrono particolari doti fisiche, basti pensare che da piccoli tutti noi ci issavamo su qualche albero o sulle giostrine dei parchi. Però insegna molto: quando arrampichi devi attuare particolari tecniche, vincere le tue paure. E per riuscire a completare il percorso devi

compiere i movimenti giusti, in modo tale da risparmiare le forze. Pian piano aumenta la fiducia in te stesso e quello che impari lo metti poi in pratica nella vita quotidiana”. È quindi una disciplina alla portata di tutti? “Sì. Per terminare una ‘via’ ci vogliono forza fisica, caratteristica propria dell’uomo, ma pure l’equilibrio, la scioltezza e l’astuzia della donna, oltre alla creatività e alla fantasia dei bambini. Nonostante la percentuale di rischio sia

maggiore rispetto ad altre, non la definirei un’attività eccessivamente pericolosa. Chiaro che l’attenzione è fondamentale. Devi controllare le tue emozioni e non puoi fermarti al primo ostacolo. Un ruolo importante, poi, lo riveste chi ‘ti fa sicura’, cioè la persona che ha il compito di reggerti nel caso dovessi cadere: è necessario ci siano conoscenza e fiducia reciproche”. La passione per l’arrampicata è associata a quella per la montagna. “Amo questo ambiente e sto provando diverse discipline a esso legate: ad esempio arrampicare su cascate di ghiaccio o cimentarmi in ciaspolate. Su una cima, in mezzo alla neve, appesa a una parete: ogni volta mi sento a casa. Ma la montagna non va mai sottovalutata: non ti regala niente”. Chiude Giada: “Un altro aspetto che amo dell’arrampicata è la sfida continua. C’è sempre un limite da superare: io ora sto cercando di mettermi in gioco su percorsi più difficili. Chi volesse avvicinarsi a questo sport, può muovere i primi passi nelle palestre artificiali indoor e seguire i corsi organizzati dalle associazioni di settore”. Davide Permunian

Este, segnali di ripresa la squadra si risolleva

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ositivi segnali di ripresa dell’Este, che nel mese di marzo è riuscito a conquistare punti importanti per la classifica. Dopo il pesantissimo capitombolo interno contro il Bolzano lo scorso 24 febbraio, frutto di una prova decisamente sottotono che aveva scatenato l’ira del presidente Renzo Lucchiari, la squadra di mister Nicola Zanini ha rialzato la testa nella nona giornata di ritorno a Porto Tolle: Pozza e compagni hanno infatti espugnato il campo del Delta in virtù di un super gol di Chajari nei minuti finali. Un successo di misura (1-0) che ha restituito un po’ di fiducia all’ambiente, allontanando lo spettro dei playout. Al rientro dalla sosta, i giallorossi hanno impattato 0-0 in casa contro il Sandonà. In questo caso la prestazione non è stata esaltante, tutt’altro: gli atestini non si sono mai resi pericolosi. La solidità difensiva acquisita anche grazie a una novità tattica (l’arretramento del veterano Pozza, centrocampista, a ridosso della retroguardia) ha consentito però di assicurare una migliore copertura alla porta di Lorello, pur con qualche brivido. Il ritorno alla vittoria tra le mura amiche, vittoria che mancava da metà gennaio (3-1 al Tamai), è maturato il 24 marzo: a farne le spese il malcapitato Chions. L’Este ha trovato il vantaggio al quarto d’ora del primo tempo con De Giorgio, lesto a ribadire in rete un rigore da lui stesso calciato e respinto dal portiere. Nel secondo tempo i padroni di casa hanno dilagato: a timbrare il cartellino sono stati prima Debeljuh e poi Giusti. Nella dodicesima di ritorno contro il Feltre terzo in classifica è maturata una sconfitta per 2-1: la prova offerta dagli uomini di Zanini, a segno ancora con De Giorgio dal dischetto, è stata però positiva. (d.p.)


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#Politica

Il dibattito in aula

Ingrandire, demolire, ricostruire: ecco come cambiano le norme edilizie

Approvata la legge che riduce i volumi edificatori e punta a migliorare l’efficienza energetica e tutelare il paesaggio veneto. Molto critiche le opposizioni: così il Veneto non si salva dalla speculazione

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l Veneto del futuro sarà una regione “verde”, attenta al territorio e al risparmio energetico, o continuerà a essere sommersa da colate di cemento utili solo agli speculatori? Il nuovo Piano casa della regione, il quarto della serie, divide la politica non meno di quelli precedenti. Per la maggioranza è un passaggio fondamentale verso il “Veneto 2050”, lo slogan con cui la Lega ne ha sintetizzato i contenuti. Per le opposizioni, nonostante gli emendamenti approvati, il Progetto di legge intitolato “Politiche per la riqualificazione urbana e l’incentivazione alla rinaturalizzazione del territorio veneto” rimane poco più di una “verniciata green” troppo ricca di deroghe e norme transitorie per rispondere a quell’esigenza di tutela del territorio che tutti, a parole, condividono. Alla fine, comunque, dopo un lungo iter e la proroga al 31 marzo del vecchio Piano casa, il progetto di legge è stato approvato dal consiglio regionale con 28 voti a favore, 12 contrari e un astenuto. Si inserisce in uno scenario complesso: secondo i dati Arpav il consumo del suolo sul totale della superficie del Veneto è pari al 12,35 per cento e la cementificazione non

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si è fermata nemmeno negli anni della crisi, nonostante il numero impressionante di case sfitte, capannoni vuoti e zone industriali rimaste a metà. La legge interviene a normare le possibilità di ampliamento, demolizione e ricostruzione degli immobili, ponendo una serie di limiti legati anche all’efficienza energetica degli edifici. I vincoli più strigenti sono quelli che riguardano gli ampliamenti: col nuovo Piano casa si passa dall’80 per cento della passata normativa a un massimo del 40 per cento o del 50 per cento per chi porta l’edificio in classe energetica A4, ovvero la più alta. Le demolizioni con ricostruzione, interventi che per la gran parte

sono realizzati dalle imprese e non dalle famiglie che hanno bisogno di più spazio, scendono al 60 per cento di volume in più ma potranno salire nuovamente all’80 per cento per tutto il 2020 se il nuovo edificio è ad alta efficienza energetica. Un’ulteriore aumento è possibile in entrambi i casi ricorrendo ai crediti edilizi. Infine, la legge impedisce di cumulare i bonus con altre agevolazioni e semplifica le procedure consentendo di aprire il cantiere senza ulteriore burocrazia per gli interventi meno impattanti. Se l’obiettivo iniziale della giunta era quello di bloccare a medio termine il consumo di suolo in Veneto, che oggi è con la Lombardia la regione più cementificata d’Italia, strada facendo il Piano casa ha dovuto però fare i conti sia con la necessità di rendere appetibili gli interventi di riqualificazione dell’attuale patrimonio edilizio sia con le richieste di un settore caduto in una profonda crisi, a cui i Piani casa hanno dato una boccata d’ossigeno fondamentale: secondo Confartigianato in dieci anni sono state centomila le domande presentate, per un volume d’affari complessivo di cinque miliardi di euro. Maria Pavan

Veneto 2050, ora la palla passa ai comuni

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on un semplice Piano casa, ma una legge che scommette sull’efficienza energetica e sulla bellezza del paesaggio, specialmente quello della campagna veneta che può diventare la nuova carta da giocare per far crescere ancora di più i flussi turistici. Ne è convinto Francesco Calzavara (Lista Zaia presidente) che della legge è stato relatore: “Ma questa – ha ricordato in aula – è una sfida che può essere vinta solo dalle amministrazioni comunali, chiamate a interpretare nel migliore dei modi questi nuovi crediti edilizi, ripensando al proprio costruito e al proprio tessuto urbano”. Anche per l’assessore Corazzari la legge “riafferma la rigenerazione urbana e il recupero di ciò che oggi rappresenta solo degrado e abbandono. Rappresenta un cambio di passo, di mentalità, fortemente voluto in primis dal presidente Zaia, per tornare a dare valore a un patrimonio immobiliare e a un paesaggio unici nel nostro territorio”. Ben diverso il giudizio delle opposizioni. Per Stefano Fracasso (Pd) “l’obiettivo “zero emissioni” di anidride carbonica si allontana. Questa legge bada più a dare ossigeno al settore edilizio piuttosto che all’efficientamento energetico”. Durissimo Piero Ruzzante di LeU: “così continuerà a imperare la “Lega del cemento”. È stato cancellato il rispetto per le aree verdi e non sono salvaguardati neppure i Centri storici, mentre quei capannoni che dovevano essere abbattuti sono destinati a trasformarsi in nuovo cemento con un forte impatto sull’ambiente”.

Accordo bipartisan

Cultura, via libera alla legge quadro

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e il cemento divide, la cultura unisce. Arriva così a larga maggioranza e dopo sole tre sedute in Sesta commissione il via libera alla Legge quadro sulla cultura, che vuole individuare una linea strategica unica, d’insieme, equilibrata e omogenea, per valorizzare l’identità culturale veneta nel suo insieme. “Il punto di forza di questa nuova legge – sottolinea il presidente della Commissione Alberto Villanova (Lista Zaia presidente) è senza dubbio la semplificazione. Trovo particolarmente positivo, infatti, che siano state abrogate decine di leggi che gestivano la materia, mentre questa nuova legge quadro disciplina in modo organico tutti gli aspetti legati alla Cultura, rendendo più semplice e snella la procedura amministrativa e quindi la capacità di intervento della Giunta regionale”. Soddisfatta anche la vicepresidente Francesca Zottis del Partito democratico: “L’aspetto peculiare della legge quadro è quello di avere riunito assieme i diversi mondi afferenti la cultura, creando una importante rete che, da una parte può assicurare una maggiore capacità di programmazione e di indirizzo, dall’altra fa sì che gli stanziamenti siano fatti in modo più chiaro, ordinato e programmatico. Finalmente, dopo anni in cui la cultura è stata relegata in secondo piano, ora possiamo rilanciarla e farla tornare a essere un motivo di vanto e di orgoglio, una priorità per la nostra regione”.

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ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le prossime Elezioni messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).

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Politica

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Gioco d’azzardo, la Regione tenta una nuova stretta Prosegue il lavoro sul nuovo disegno di legge. Previste distanze minime e orari ridotti, ma il nodo rimane il rapporto con l’industria del gioco. E in Veneto crescono i malati di ludopatia

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on c’è settore dell’economia nazionale che conosca uguale crescita, e non è un bene per la società. L’azzardo ci è entrato nel sangue sotto forma di innocui (all’apparenza) Gratta e vinci, è diventato parte con caffè e brioche della colazione di un numero impressionante di persone che fin dalla prima mattina si siedono alle slot machine dei bar, ha finito per dilagare anche su computer e smartphone grazie alle nuove piattaforme online. Risultato: nel 2016, e il dato è in continua crescita, in Veneto si stimavano 32.500 giocatori problematici e almeno 3.500 malati di ludopatia. La nuova sindrome è tanto pericolosa quanto subdola: ancor più dell’alcool e della droga, chi ne soffre non accetta quasi mai di considerarsi un malato e infatti meno di uno su cinque si rivolge ai servizi pubblici per tentare di

uscire da una spirale che travolge inesorabilmente patrimoni, lavoro, affetti. Il Consiglio regionale è da tempo al lavoro per licenziare una legge che affronti il rischio dipendenze da gioco d’azzardo, e anche in queste settimane sono proseguite le audizioni in commissione. La Regione ha attivato già dal 2017 il piano regionale di prevenzione e contrasto in collaborazione con le Ulss, i Serd e le associazioni del territorio, finanziato con 5,3 milioni di euro, per realizzare campagne di sensibilizzazione, formazione per gli operatori, interventi di cura, esperienze di mutuo-auto-aiuto e percorsi residenziali. “Ma oltre che curare ci interessa prevenire – sottolinea l’assessore alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin – Per questo la Giunta regionale ha predisposto un intervento legislativo che abbina gli impe-

gni di diagnosi, cura e reinserimento dei giocatori patologici a interventi normativi volti a tutelare le categorie più a rischio e la fasce più deboli adottando precauzioni che possono scoraggiare l’insorgere di comportamenti compulsivi»”. I 15 articoli della legge-quadro proposta dalla Giunta prevedono distanze minime dei “punti gioco” dai luoghi di aggregazione sociale (300 metri nei comuni con meno di 5 mila abitanti, 500 in quelli con oltre 5 mila abitanti), stop alle aperture ininterrotte delle sale gioco e niente pubblicità di vincite, obbligo di vetrine trasparenti per le sale e le agenzie di scommesse, Irap maggiorata dello 0,92 per cento per gli esercenti che ospitano slot e apparecchiature da gioco. In materia urbanistica e di regolamentazione amministrativa il disegno di legge

rimanda ai Comuni, che possono individuare criteri per la dislocazione territoriale dei punti gioco e prevedere incentivi e forme premiali per gli esercenti che disinstallano ‘macchinette’, slot machines e apparecchiature varie da gioco. Le sanzioni previste per violazioni o mancata osservanza della legge potranno arrivare a 6 mila euro. Proprio sulle distanze minime e sui limiti alle aperture tutti i tentativi hanno fin qui trovato la decisa opposizione dei gestori, con ripetuti ricorsi al Tar. L’auspicio per il futuro è di arrivare a un maggiore coinvolgimento, anche attraverso codici di autoregolamentazione. Nel frattempo, meglio tenere sempre a mente che l’azzardo non è un buon affare. Se non per chi svuota la sera le macchinette e porta l’incasso in banca.

Veneto Sviluppo Piccole imprese, donne, giovani. Così investe la finanziaria della Regione

I dati del 2018 Turismo, Veneto leader ma il futuro chiede la capacità di rinnovarsi

1 miliardo e 330 milioni di euro erogati in tre anni, più di 20 mila operazioni andate quasi tutte a sostegno di piccole e microimprese, metà delle quali artigiane. 260 milioni di euro destinati a sostenere l’imprenditoria femminile e quella giovanile. Sono i numeri di Veneto Sviluppo, la società finanziaria della regione, uscita da una forte ristrutturazione che l’ha trasformata in partner investitore in progetti di sviluppo di medie e grandi aziende, braccio operativo della Regione attraverso misure anti-crisi e supporto finanziario diretto per le Pmi colpite da eventi e calamità naturali. “Siamo una Regione virtuosa – ha ricordato il presidente Zaia – ritenuta dalla Germania come uno dei primi dieci partner commerciali alla stregua di uno stato nazionale, un territorio dove la disoccupazione è al 6,6 per cento ma in cui non sono mancate in questi anni le aziende che chiedevano aiuto. Attraverso Veneto Sviluppo abbiamo dato risposte e supporto concreto. Non siamo una banca, ma una finanziaria e coltiviamo un sogno: vogliamo convincere i Veneti ad investire, rendendoli consapevoli che, facendolo attraverso Veneto Sviluppo, hanno l’opportunità di supportare direttamente lo sviluppo economico della propria regione”. Tra gli altri filoni d’intervento di Veneto Sviluppo, c’è quello della ricerca e innovazione con investimenti che hanno sfiorato i 150 euro, particolarmente importanti visto che il tessuto aziendale del Veneto è fatto per la quasi totalità di imprese con meno di dieci dipendenti, che rischiano di essere tagliate fuori dall’innovazione. Infine, l’accesso al credito in un momento di difficoltà per il settore bancario specie per la crisi delle Popolari.

Il turismo veneto cresce ancora, anche se in maniera meno vigorosa del passato: 0,2 per cento di presenze in più, 2,2 per cento di arrivi nel 2018 dopo un 2017 da record. I dati raccolti ed elaborati dall’ufficio di Statistica regionale confermano insomma il Veneto come prima regione turistica d’Italia con quasi 20 milioni di visitatori, anche se qualche ombra inizia a manifestarsi: calano leggermente gli stranieri (-0,4%) e cala in maniera più marcata il mare (-1,8% di arrivi e -3,8% di presenze). Un dato, quest’ultimo, che mostra quanto sia diventata agguerrita la concorrenza nel Mediterraneo. “Proprio per questo – sottolinea l’assessore veneto al turismo, Federico Caner – bisogna continuare a investire in termini di idee e creatività, di innalzamento qualitativo delle strutture e dei servizi, soprattutto negli ambiti più maturi della nostra offerta come il mare e la montagna. Sta a noi saperci rinnovare con continuità se vogliamo mantenere i livelli raggiunti”. La vera sfida si gioca su due versanti: da un lato il mercato internazionale, che vale ormai quasi il 70 per cento delle presenze totali, dall’altro la capacità di intercettare un turismo sempre più “mordi e fuggi” ampliando l’offerta. Valorizzare le città d’arte, i viaggi culturali, gli itinerari enogastronomici, offrire pacchetti che coniughino l’una e l’altra cosa diventa insomma indispensabile. Il Veneto ha tanto da offrire, ma è “obbligatorio – conclude Caner – non stare fermi e non accontentarsi, ma continuare a indagare i modi attraverso i quali gran parte degli uomini intende soddisfare i bisogni atavici di viaggiare e di conoscere”.

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Politica

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Terme Colli Marketing, promozione del turismo e del territorio Entusiasmo in villa Bassi Ratgheb ad Abano all’assemblea dell’ente presieduto da Umberto Carraro. Si punta al centinaio di adesioni. Tanti i progetti in cantiere

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erme Colli Marketing, l’ente territoriale per la promozione e lo sviluppo turistico della destinazione, va a gonfie vele. Alla sua prima assemblea destinata alle iscrizioni che si è tenuta in villa Bassi Ratgheb ad Abano Terme, hanno partecipato oltre150 operatori turistici dell’area di Abano e Montegrotto. “Si è trattato di un momento per presentare il nuovo ente - ha spiegato il presidente Umberto Carraro- ma anche un momento di obbiettivi e progettualità future per ridare slancio al sistema economico turistico di destinazione. Complessivamente ad ora hanno aderito una cinquantina di operatori del settore. Il Terme Colli Markerting punta a raccogliere un centinaio di operatori”. “L’ente di marketing non è rivolto solo agli albergatori - spiega Gianni Gottardo del direttivo transitorio - ma ad esempio

Umberto Carraro

anche agli operatori dei Bed and Breakfast. L’intenzione è quella di rappresentare il più possibile la nostra realtà territoriale con una promozione a 360 gradi”. Insieme per la promozione del territorio ci sarano perciò stavolta, albergatori, commercianti, aziende agricole. L’ente si è costituito lo scorso dicembre ma diventerà operativo questo mese, al massimo con l’inizio di maggio a seguito dell’insediamento del primo consiglio direttivo che guiderà l’attività nei prossimi tre anni. Le quote di iscrizione variano così da poco più di

un centinaio di euro per i commercianti e agricoltori, a 4- 5 mila euro per gli alberghi con un grande numerro di presenze. La destinazione Terme e Colli raccoglie 16 Comuni con il Parco naturale dei Colli Euganei. “L’obbiettivo è proporre progettazione - continua il presidente Umberto Carraro- turistica per utilizzare i quasi 4 milioni di euro che arrivano dalla tassa di soggiorno, per un’area che unisce il settore termale a quello dell’enogastronomia dei B&B delle passeggiate naturalistiche. Puntiamo ad una valorizzazione

turistica del territorio, fatta insiene alla Organizzazione della gestione della Destinazione, che non sia fatta solo a spot, ma sia invece organica. Favoriremo lo scambio tra associazioni, operatori e strutture ricettive con sostegno concreto. In particolare con l’integrazione dei servizi e lo sviluppo dei prodotti. Coinvolgeremo in maniera piena la parte pubblica, in questi progetti”. Infine un augurio. “Con questa assemblea - ha concluso Carraro abbiamo potuto toccare con mano la forte volontà di fare squadra e la viva speranza di riuscire a lavora-

re assieme per creare un territorio vincente di cui esserne orgogliosi cittadini, lavoratori e imprenditori. Il Terme Colli Marketing vuole e deve poter essere questa opportunità. Ci dobbiamo rimboccare le maniche perché ora, il destino turistico è tutto nelle nostre mani”. Fra i progetti in cantiere, ci sono quelli fra gli altri che riguardano la comunicazione con la stampa estera di area tedesca, il portale web, web cam turistiche, gestione dello Iat di Montegrotto, indagini di mercato. Alessandro Abbadir


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Il confronto

Via alla discussione consigliare sulle schede ospedaliere del Veneto

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A come Autismo: non lasciamo sole queste famiglie

on l’illustrazione complessiva da parte dell’Assessore regionale alla Sanità, affiancata dal Direttore Generale Domenico Mantoan, è iniziato in Quinta Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Fabrizio Boron, il confronto con i Gruppi Consigliari e i singoli Consiglieri sulle schede ospedaliere adottate dalla Giunta regionale a fine marzo. Facendo riferimento ai commenti e alle polemiche seguite al varo in Giunta, l’assessore ha esordito precisando che i confronti non possono essere fatti con le schede precedenti, che risalgono al 2013, e sono state riviste nel 2016, alla luce dell’entrata in vigore a livello nazionale del DM 70 (meglio noto come “Balduzzi” ndr.) che ha rideterminato i parametri di riferimento da rispettare nelle strutture ospedaliere, a partire dai posti letto per mille abitanti. “Rispetto alla delibera regionale ricognitiva sui posti letto non attivi del 2016 – ha rivelato l’Assessore - i posti letto complessivi sono diminuiti in tutto di sole nove unità, rispettando il parametro nazionale del 3 per mille per acuti, dello 0,5 per mille riabilitativi e dello 0,2 per mille per la mobilità extraregionale, con un ulteriore più 0,2 per mille per le aree disagiate della montagna e del Polesine. Sempre il DM 70 – ha aggiunto – ha determinato la classificazione degli ospedali, che la normativa nazionale indica “di base” con un bacino d’utenza tra 80 e 150 mila abitanti; “spoke” tra 150 e 300 mila abitanti; “”hub” da 600 mila abitanti in su”. Continua alla pag. seguente

Autismo, dalla Regione un sostegno alle famiglie a pag 28

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Piccole metastasi a fegato e polmone “seccate” con il calore a microonde a pag 29

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Autismo, dalla Regione un sostegno alle famiglie per affrontare la patologia invisibile

Manuela Lanzarin

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n occasione della giornata mondiale dedicata alla consapevolezza sull’autismo, l’assessore regionale alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin ha confermato l’impegno della Regione Veneto ad intensificare l’organizzazione dei servizi per i disturbi dello spettro autistico e a potenziare le esperienze di sostegno alle famiglie. “La Giornata mondiale sull’autismo - ha sottolineato l’assessore – è occasione per affrontare in modo più diretto e consapevole una patologia ancora invisibile, e per certi versi misteriosa, ma in crescita costante. Siamo tutti consapevoli che sul tema c’è ancora molta strada da fare, dalla diagnosi precoce ai percorsi di presa in carico e inserimento lavorativo.

Ma l’attenzione specifica garantita dalla Regione Veneto, che ha istituito due centri regionali di riferimento per infanzia/adolescenza ed età adulta e un tavolo regionale di confronto e progettazione e che sostiene il Coordinamento Autismo Veneto e le iniziative spontanee del terzo settore, indica la prospettiva di lavoro: fare ancor più rete tra i servizi e far sentire le famiglie meno sole nell’affrontare le mille difficoltà di una disabilità invisibile che isola e crea barriere, anche nelle relazioni primarie”. Al mattino a Verona, nell’auditorium della Gran Guardia, l’assessore ha partecipato al convegno “Autismi, un problema di transizione o una prospettiva per l’intero arco della vita?” promosso dall’Azienda ospedaliera

universitaria integrata di Verona e coordinato dal dottor Leonardo Zoccante, responsabile del Centro regionale per l’autismo. Nell’ambito della giornata di studio e formazione, una tavola rotonda è stata dedicata all’organizzazione dei servizi per i disturbi dello spettro autistico - dall’adolescenza all’età adulta - e alle buone prassi sperimentate nella scuola e nel territorio . Nel pomeriggio, invece, l’assessore regionale ha inaugurato a Castione di Loria (Treviso) la casa “La farfalla”, B&B sociale realizzato dalla cooperativa sociale Agorà per offrire esperienze residenziali prolungate e percorsi di turismo sociale a ragazzi con autismo, nonché un’occasione di sollievo alle famiglie.

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L’

Assessore ha anche specificato che il tasso di occupazione dei posti letto è stato monitorato nei singoli ospedali e che, dall’esito delle verifiche e delle necessità terapeutiche emerse, è scaturita la scelta di aumentare i posti letto di area medica, diminuendo quelli di area materno infantile e chirurgica. “Una scelta dettata dall’evoluzione della realtà sociale e delle tecnologie interventistiche – ha precisato. Da un lato, infatti, negli anni abbiamo assistito a una progressiva diminuzione delle nascite (aspetto che andrà rivisto nel nuovo Patto Nazionale per la Salute in relazione ai tetti minimi di attività dei centri nascita); dall’altro, le elevate tecnologie chirurgiche, delle quali il Veneto è molto ben dotato, hanno ampiamente ridotto la necessità di ricovero per tutta una serie di interventi che possono essere effettuati con le tecniche mininvasive e in day surgery”. Tra le novità, l’Assessore ha indicato il potenziamento delle reti cliniche e dei centri di riferimento regionali, che favoriscono la massima diffusione della qualità elevata, e lo sviluppo della centralizzazione di servizi di supporto alle terapie, come il laboratorio di analisi e l’anatomia patologica. “Le schede contengono altre scelte significative – ha fatto notare l’assessore - come l’inserimento di un reparto di neuropsichiatria infantile con posti letto e primario in ognuno degli ospedali hub; la conferma di tutti i punti nascita, anche dei tre che non hanno ottenuto la deroga nazionale, proprio in considerazione della necessità di rivedere i parametri nazionali alla luce del calo delle nascite; l’eliminazione delle lungodegenze, che determinavano ricoveri lunghi e spesso inappropriati, sostituite dal rafforzamento delle Strutture Intermedie e degli ospedali di Comunità che, rispetto al passato, assumono una natura più sanitaria; il potenziamento della riabilitazione con l’indicazione di un centro a valenza provinciale in ogni Ullss; l’accesso diretto dal Pronto Soccorso al Reparto per psichiatria, pediatria, ostetricia e oculistica; la visione di prospettiva sulla sanità padovana alla luce del nuovo Polo di Padova Est con la garanzia che l’Ospedale Sant’Antonio rimarrà con tutti i suoi servizi a disposizione dei padovani fino a che non sarà completata l’operazione Padova Est-Giustinianeo; il forte sviluppo dell’oncologia con la nascita di un importante polo dell’Istituto Oncologico Veneto di Padova all’Ospedale di Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, e la collocazione di attività ambulatoriali all’ospedale di Portogruaro”. Il direttore Generale della Sanità veneta, da parte sua, ha evidenziato il rilievo dell’obbligatorietà di normative nazionali come il DM 70 sulle dotazioni ospedaliere e il Piano Nazionale “Esiti”, che valuta l’attività di ogni singolo reparto, indicando un volume di lavoro sotto il quale la struttura va chiusa. Importante anche la necessità di riportare all’interno del sistema veneto molti pazienti che scelgono di riabilitarsi altrove (in Trentino, Lombardia ed Emilia Romagna) pur in presenza, in generale, di un cospicuo saldo attivo a favore del Veneto per quanto riguarda la mobilità extraregionale. Segue dalla prima pag. dell’inserto


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Piccole metastasi a fegato e polmone “seccate” con il calore a microonde I

medici dell’Istituto di Radiologia Interventistica dell’Azienda Ospedaliera di Padova hanno neutralizzato due metastasi tumorali in una paziente di 84 anni senza intervento chirurgico, senza anestesia totale, con un ricovero di sole 48 ore prima di dimettere la paziente senza che si sia presentata nessuna complicanza. Questo è stato possibile grazie ad una tecnica che si chiama ablazione termica a microonde. Il calore ha distrutto le cellule tumorali in modo totalmente mininvasivo, infatti l’operazione è stata eseguita per via percutanea, arrivando direttamente all’organo malato in modo rapido, grazie alla guida dell’imaging strumentale (TAC, ecografia) che ha permesso di mirare e centrare il bersaglio con precisione attraverso la cute con l’inserimento di un semplice ago. La paziente aveva metastasi al fegato di circa 4 cm e metastasi al polmone di circa 1 cm originate da un tumore al colon, curato. Prima, in anestesia locale, sono state trattate le metastasi al fegato, poi le metastasi al polmone. Il trattamento delle due fasi, durato complessivamente circa 1 ora e mezza, si è concluso con

un controllo TAC con mezzo di contrasto che ha constatato la devitalizzazione delle metastasi in entrambi gli organi.

In questo modo si sono potuti necrotizzare i noduli metastatici che normalmente sarebbero stati invece affrontati

Le microonde sono in grado di “bruciare” piccole masse tumorali solide di diversi tipi, dimensioni e localizzazione, evitando al paziente chemio e radio terapia

Carenza di medici: i pensionati tornano a lavoro

con la chemio o con la radioterapia, cure comunque molto più pesanti e difficili da sopportare per la paziente di 84 anni, già provata dalla malattia e dal primo ciclo di chemioterapia. In 48 ore è stata dimessa dal ricovero presso la Clinica Chirurgica 1^ diretta dal Prof. Salvatore Pucciarelli. Con questo intervento ben si evidenzia l’ultima evoluzione della termoablazione: l’impiego delle microonde. Le microonde sono in grado di “bruciare” masse tumorali solide di diversi tipi, dimensioni e localizzazione: una sottilissima antenna alloggiata all’interno di un ago introduttore viene inserita nel paziente, generalmente sotto guida TAC o ecografica; l’antenna irradia nel tessuto-bersaglio l’energia fornita da uno speciale generatore di microonde, in grado di monitorare costantemente l’avanzamento del trattamento. Il campo a microonde sviluppa calore agendo sulle cariche elettriche presenti al livello atomico nei tessuti e l’innalzamento locale della temperatura porta alla distruzione della massa tumorale per coagulazione. Questa metodica è ben tollerabile con bassi rischi e minima traumaticità per il paziente.

Diverse sono inoltre le vie di applicazione della termoablazione a microonde (percutanea, laparoscopica e a cielo aperto). L’appropriatezza terapeutica sta nel capire il paziente più idoneo e il momento più giusto per la procedura. Dimostrano inoltre vantaggi in termini di invasività, degenza e costi per il sistema sanitario a dimostrazione che le strade da percorrere nella lotta contro il tumore si integrano. I benefici di questa procedura diretta al paziente emergono per la poca invasività dell’intervento, meno doloroso, rapido, ripetibile in caso di recidive, che riduce i giorni di degenza e il periodo di malattia con diminuzione di costi diretti e indiretti anche a vantaggio del Sistema Sanitario Nazionale. Gli interventi realizzati a Padova in un’unica seduta su duplice organo, si propongono di essere sostitutivi o complementari alla chirurgia tradizionale e ai trattamenti medici in base alle lesioni tumorali. Si presentano quale valida alternativa proprio grazie alla tecnica mininvasiva adottata e mostrano un chiaro vantaggio per l’offerta terapeutica.

Un piano per salvare dal caldo i cittadini più deboli L

L

a Giunta regionale ha approvato una delibera che assegna ai direttori generali delle Ullss la possibilità di conferire incarichi di lavoro autonomo ai medici in pensione per fronteggiare la carenza di organici che, nel solo Veneto, è calcolata in 1.300 camici bianchi. “Di parole ne sono state dette tante. E’ il momento di agire – ha detto Zaia – e noi cominciamo a farlo con questa delibera con cui apriamo in concreto alla possibilità di riportare in ospedale professionisti sicuramente capaci che, magari, avevano lasciato con dispiacere il loro lavoro. Con questo atto, che qualcuno potrebbe ritenere estremo – ha aggiunto il Governatore – in realtà rispondiamo alla priorità numero uno, che è quella di curare al meglio i malati, basandoci su un presupposto anche giuridicamente solido: rispettare la Costituzione erogando tutti i Livelli Essenziali di Assistenza e evitare il configurarsi dell’interruzione di pubblico servizio”.

“Sia chiaro – ha tenuto a sottolineare Zaia – che prima di tutto diciamo largo ai giovani ma se, come in questo caso, non ce ne sono abbastanza, le cure vanno garantite lo stesso, con ogni mezzo, perché questa è una crisi epocale, causata da una programmazione nazionale sbagliata in più parti”. La delicatezza della situazione è dimostrata dai dati elaborati a tutto il 15 marzo da Azienda Zero: a fronte di 246 posti messi a concorso da ottobre, i candidati in graduatoria sono risultati soltanto 118, con una differenza in negativo di 128. A questi, vanno aggiunti altri 86 posti il cui concorso è in fase di espletamento, ulteriori 19 i cui concorsi sono in fase di pubblicazione in Gazzetta, altri 301 con i concorsi in fase d’indizione. “Ciò significa – fa notare Zaia – che, se vi fosse una sufficiente adesione ai concorsi, in questo momento, la Regione Veneto sarebbe pronta a contrattualizzare in breve tempo 652 medici”.

a Giunta regionale del Veneto ha approvato il Protocollo Operativo che la Regione intende attivare per il 2019, da giugno a settembre, per fronteggiare il disagio fisico determinato dalle temperature elevate, specialmente nelle persone anziane e nei malati cronici. Il “Piano Caldo”, mette in rete diverse strutture regionali: dagli assessorati alla Sanità e al Sociale e all’Ambiente all’Arpav, dalla Sala di Coordinamento Regionale in Emergenza-Corem al Sistema regionale della Prevenzione, dai Distretti sanitari ai Medici di Medicina Generale, dalle azioni dei Servizi Sociali territoriali ai Comuni. Per facilitare l’accesso alle informazioni sulle risorse e sulle opportunità offerte dal territorio, sarà attivato anche il numero verde 800-462340, in collaborazione con il servizio di telesoccorso-telecontrollo. “E’ un servizio che affiniamo di anno in anno – fa presente l’Assessore alla Sanità e Sociale - e che comprende sia iniziative di tipo prettamente sanitario, come una diversa lettura dei dispatch che arrivano ai Pronto Soccorso, sia di tipo socio assistenziale con interventi dei Servizi di Assistenza Domiciliare e di Assistenza Domiciliare Integrata, con la frequenza nei Centri Diurni e l’accoglienza, se necessario, nelle strutture residenziali”. Operativamente sarà l’Arpav a emettere un bollettino quotidiano sullo stato climatico. Qualora il bollettino indichi

una previsione di disagio intenso prolungato, la Sala Operativa del Corem, sentito il medico reperibile, invierà in tempo reale l’avviso di allarme climatico alle strutture pronte a rispondere ai bisogni socio sanitari delle persone. La popolazione considerata a rischio comprende gli anziani, i bambini da zero a 4 anni, i diabetici, gli ipertesi, chi soffre di malattie venose, le persone non autosuffi-

cienti, chi ha patologie renali e chi è sottoposto a trattamenti farmacologici. Nell’estate 2018, le giornate con condizioni climatiche pericolose per la salute (indice humidex superiore a 40) sono state 14; quelle con disagio ambientale elevato (humidex tra 35 e 40) sono state 36; quelle con disagio moderato (humidex fra 30 e 35) sono state 33; quelle con disagio assente (humidex fino a 30) sono state 9.


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Salute

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Lenti Fachiche per Miopie, Ipermetropie, Astigmatismi I

difetti visivi possono essere leggeri (entro 3 diottrie), medi (da 3 a 8) ed elevati (oltre le 8 diottrie). Per un paziente, da un punto di vista funzionale, anche un difetto leggero quale una miopia di sole 3 diottrie, è fortemente invalidante. La distanza di messa a fuoco è infatti in questo caso limitata a circa 33 cm. In relazione all’entità del difetto, possono essere utilizzate tecniche chirurgiche differenti ed in particolare per difetti leggeri-medi, si può usare un trattamento laser, mentre questo non è indicato se il difetto è elevato in quanto il tessuto da asportare con il laser sarebbe eccessivo ed il processo di guarigione potenzialmente più turbolento. Per eliminare quindi una miopia, per esempio, di 15 diottrie, non potendo effettuare un trattamento laser, possiamo agire inserendo una lente all’interno dell’occhio. Queste lenti sono state utilizzate in diverse foggie e materiali, ma il migliore ed ormai collaudato è un collamero brevettato da una ditta americana. La mia esperienza personale con questi impianti data da oltre 20 anni e le migliorie introdotte in questo lungo periodo hanno visto modificare la forma di queste piccole lenti che, essendo inserite dietro all’iride, sono posizionate davanti al cristallino

(piccola lente dietro la pupilla). Le migliorie di forma hanno permesso al giorno d’oggi di correggere anche ipermetropie ed astigmatismi di grado elevato con una

qualità ottica difficilmente raggiungibile con altre chirurgie. In sintesi, possiamo immaginare che, come una lente a contatto esterna rimane appoggiata sulla

Le migliorie di forma hanno permesso al giorno d’oggi di correggere anche ipermetropie ed astigmatismi di grado elevato con una qualità ottica difficilmente raggiungibile con altre chirurgie

cornea, così una lente fachica (significa che è presente assieme al cristallino naturale) viene appoggiata, all’interno dell’occhio, sul cristallino. Uno dei pregi di questa chirurgia è la reversibilità ossia la possibilità di rimuovere la lente. Se nel corso della vita dovesse manifestarsi per esempio una cataratta o qualunque altra malattia, è possibile rimuovere la protesi ottica in quanto questa con comporta alcuna aderenza con i tessuti oculari. L’intervento si esegue in anestesia locale (una piccola infiltrazione di anestetico sotto alla palpebra addormenta l’occhio) od in anestesia topica (gocce di anestetico che addormentano la superficie). La scelta dell’anestesia è legata alla collaborazione del paziente e può essere decisa anche all’ultimo momento. Si effettua un piccolissimo taglio di 3mm alla periferia

superiore della cornea ed attraverso questo taglio la lente viene iniettata arrotolata su se stessa. Una volta all’interno dell’occhio questa si svolge e viene posizionata al di sotto dell’iride. L’intervento dura mediamente cinque minuti ed il paziente rimane bendato due giorni. Il recupero visivo è veloce e già in seconda giornata la visione è ottima. Abbiamo parlato di difetti miopici ma esiste anche l’astigmatismo e l’ipermetropia. L’astigmatismo (legato alla non sfericità della superficie corneale, simile ad un pallone da rugby invece che sferica) può essere associato alla miopia o all’ipermetropia. L’ipermetropia è il contrario della miopia e qui l’occhio è più corto. Una preoccupazione dei pazienti è la durata di queste lenti. Il materiale è perfettamente biocompatibile e la durata eterna!

Dott. Massimo Camellin Oftalmologo Via Dunant, 10 - Rovigo tel. 0425 411357 mail: segreteria@sekal.it web: www.lasek.it

Autismo: in rete con altre regioni per la ricerca

I

l Centro di riferimento regionale per l’autismo, diretto da Leonardo Zoccante, entra nel progetto interregionale, promosso dal Ministero della Salute, dedicato ad approfondire la conoscenza dei disturbi dello spettro autistico e la messa a punto di buone pratiche terapeutiche ed educative, con particolare riguardo al passaggio dall’età evolutiva all’età adulta e all’inserimento occupazionale. “Il centro di Verona è una eccellenza nel panorama regionale e nazionale – conferma l’assessore regionale Lanzarin – Il coinvolgimento nel progetto varato dal Ministero, in accordo con l’Istituto Superiore della Sanità e nell’ambito dell’Osservatorio nazionale per il

monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico lo conferma”. Per la realizzazione del progetto di ricerca il ministero ha stanziato un milione di euro, suddivisi tra le cinque regioni partner: Liguria (capofila), Veneto, Marche, Umbria e Campania. Al Veneto, e in particolare al centro di riferimento veronese, sono stati assegnati 240 mila euro. Il progetto, che dovrà concludersi nell’ottobre del 2020, punta a identificare e sperimentare interventi di continuità per accompagnare i percorsi di crescita dei ragazzi affetti da sindromi dello spettro autistico, dall’istruzione al lavoro, valutando anche le migliori soluzioni residenziali e semiresidenziali.

Cinque illustri clinici veneti consulenti al ministero

C

inque illustri clinici della sanità veneta sono entrati a far parte del nuovo Consiglio Superiore di Sanità. “Sono orgoglioso di loro - ha affermato il governatore Zaia - che portano il lavoro eccellente svolto in Veneto, il loro patrimonio scientifico, al servizio dell’Italia intera. Con orgoglio auguro dunque loro buon lavoro. Sono il simbolo di un sistema sanitario veneto che esprime qualità

nelle cure e negli ospedali, ma anche a livello universitario, con gli Atenei di Padova e Verona”. “I professori Claudio Cobelli, Domenico De Leo, Carlo Foresta, Paolo Pederzoli e Massimo Rugge - aggiunge Zaia - sono ai vertici nazionali e internazionali in discipline estremamente qualificate nel panorama sanitario e il loro sapere sarà prezioso in un contesto scientifico elevato come il Css”.


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Salute

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Diagnosi e trattamento delle cefalee in età evolutiva

Terza parte

Parte 3: Emicrania: terapia di profilassi Per la terapia di profilassi dell’ emicrania, al fine di impostare un corretto bilancio terapeutico, va tenuto conto da una parte della valutazione del grado di disabilità, dall’altra della piu’ idonea strategia, “ritagliata” sul singolo caso e basata su approcci sia di tipo farmacologico che non farmacologico (biofeedback, stress management training, rilassamento ecc),oltre che su misure bio-comportamentali (es. modifiche dello stile di vita, evitamento dei fattori trigger). L’indicazione ad intraprendere una profilassi si basa sulla frequenza elevata di attacchi intensi (> 3 / mese) e/o su una scarsa risposta al trattamento sintomatico. Va,infine,tenuto presente che se per la profilassi farmacologica i placebo-responders nell’adulto dimostrano percentuali del 15-35% , in età evolutiva raggiungono il 15-55%. a) Approccio farmacologico I principali farmaci profilattici utilizzati in letteratura appartengono a 5 classi: a) anti-ipertensivi, b) antidepressivi; c) modulatori della serotonina; d) calcio antagonisti; e) antiepilettici. a) Tra gli anti-ipertensivi il propranololo (60-120 mg /die), e’ risultato efficace in uno studio controllato ,ma ormai datato e non confermato da due trials successivi. b) Nell’ ambito dei farmaci antidepressivi, il trazodone (1mg/kg/die) ha mostrato una discreta efficacia e buona tollerabilita’ in uno studio controllato ,mentre i rari studi ,anche controllati, con l’amitriptilina (0.5-1 mg/kg/die) hanno dimostrato risultati contraddittori, con i noti effetti collaterali di tipo anticolinergico.

c) Con i farmaci antiserotoninergici gli studi sono solo in aperto, dimostrando una buona efficacia della ciproeptadina (4 mg/die) , ma risultati controversi con il pizotifene (1-1.5 mg/ die),farmaco ,tuttavia, non piu’ in commercio in Italia. d) Relativamente ai calcio-antagonisti, gli studi concordano tutti su efficacia e buona tollerabilita’della flunarizina (5mg/die). e) Analizzando, infine, gli antiepilettici, il divalproato di sodio (15 - 45 mg/kg/die) è risultato efficace negli studi in aperto,ma non superiore al placebo in un ampio studio multicentrico a varie posologie. Anche il topiramato a varie posologie (1-3 mg/kg/die) e’risultato superiore al placebo e ben tollerato,anche se un recente trial multicentrico ha rilevato una non superiorita’ rispetto al placebo e discreti effetti collaterali. b) Approccio non farmacologico Nell’ambito delle terapie non farmacologiche per l’emicrania giovanile sono stati impiegati trattamenti di tipo comportamentale, quali le tecniche di rilassamento, il biofeedback, le terapie cognitivo-comportamentali da sole o anche in associazione tra le stesse , con risultati per lo più positivi , anche se ottenuti da trials condotti prevalentemente in aperto. b1) I Nutraceutici Il termine nutraceutico indica sostanze che sono contenute negli alimenti. Magnesio. Gli studi condotti in età evolutiva hanno evidenziato una significativa riduzione degli attacchi, del consumo di analgesici e della disabilità, sia nell’emicrania che nella cefalea

La sofferenza di un famigliare assistito a casa ricade su tutta la famiglia

I

l numero dei Centri Sollievo in Veneto continua ad espandersi e aumentano le risorse finanziarie che la Regione Veneto dedica a queste esperienze di sostegno alle persone affette da decadimento cognitivo o patologie come Parkinson e Alzheimer e di affiancamento alle famiglie, attive in quasi la metà dei comuni del Veneto. La delibera di fine anno, approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore al sociale Manuela Lanzarin, assegna un milione e mezzo di euro dei fondi della sanità regionale ai 141 Centri Sollievo attualmente attivi in Veneto. “Il progetto iniziale, avviato a Vedelago nei primi anni del Duemila su iniziativa degli amministratori e del volontariato locale, si è rapidamente diffuso ed esteso al territorio regionale – sottolinea l’assessore - Nell’ultimo biennio i Centri sono aumentati dai 106 del 2016 agli oltre 140 del 2018. Assistono oltre 1500 persone e impegnano circa 1400 volontari, con l’apporto di medici di medicina generale, specialisti e sanitari dei centri per il decadimento cognitivo, dei servizi distrettuali e comunali e del volontariato organizzato. I Centri Sollievo, espressamente previsti dal piano sociosanitario del Veneto, sono uno dei perni di supporto delle politiche di domiciliarità. Di pari passo è andato aumentando anche il sostegno finanziario della Regione, passato dal milione e 115

mila euro del 2016 al milione e 500 mila euro messo a bilancio per il 2018”. La risorse, confermate con la delibera di fine anno, saranno assegnate alle Ulss in proporzione al numero di abitanti ultrasessantacinquenni e al numero delle persone in carico ai Centri. I territori più finanziati risultano essere la Marca trevigiana (293.900 per l’Ulss 2), il Veronese (280.900 euro per l’Ulss 9) e il Padovano (232.900 euro per l’Ulss 6 Euganea). Seguono l’Ulss 3 Serenissima (216.900 euro), l’Ulss Pedemontana (116.600 euro), l’Ulss Berica (113.600 euro), l’Ulss Dolomiti (93.600 euro), l’Ulss Polesana (90.600 euro) e l’Ulss del Veneto Orientale (61.000 euro). “L’evidenza scientifica di questi anni di sperimentazione – commenta l’assessore – conferma che i Centri Sollievo aiutano la permanenza della persona anziana il più a lungo possibile a casa propria, ritardano il processo involutivo sostenendo e rinforzano le abilità residue. Sono un punto di incontro e di socializzazione per le persone anziane, ma costituiscono anche un servizio significativo per i famigliari che, nelle figure specializzate e nei volontari dei centri, trovano appoggio, consulenza e supporto. Si tratta appunto di un servizio di ‘sollievo’, che alleggerisce i carichi di assistenza e cura e rompe il cerchio di isolamento che circonda questi nuclei familiari”.

Tabella 3. Terapia profilattica per l’emicrania in età evolutiva: farmaci preventivi

tensiva. Riboflavina (vitamina B2). Gli studi in eta’ evolutiva hanno dimostrato risultati cotraddittori a diverse posologie (40-200-400 mg/die) Coenzima Q10. Tale composto è risultato efficace nella profilassi dell’emicrania pediatrica in un ampio studio multicentrico : la supplementazione di CoQ10 ha determinato una riduzione sia della frequenza degli attacchi che del grado di disabilità. Acido alfa lipoico. Non sono risultate differenze significative verso il placebo con 600 mg di acido alfa lipoico al giorno per 3 mesi,. Melatonina. Gli studi in aperto in soggetti in età evolutiva (6-16 anni) con emicrania e cefalea tensiva cronica hanno evidenziato una riduzione di frequenza e durata degli attacchi,con buona tollerabilita’ (0.3 mg/kg/die) 5-idrossitriptofano (5-HTP). Precursore diretto della serotonina, si trova in grande quantità nei semi di griffonia. Uno studio controllato su giovani emicranici non ha evidenziato differenze significative tra il gruppo trattato con 5-HTP e quello trattato con placebo. b2) Fitoterapici Petasites hibridus (farfaraccio; butterbur). Un ampio studio multicentrico prospettico, condotto

in aperto su giovani emicranici, ha rilevato una riduzione degli attacchi del 50%. Tanacetum parthenium (partenio; feverfew). In adulti emicranici una metanalisi non ha evidenziato efficacia del partenio superiore rispetto al placebo ma un recente studio multicentrico ha dimostrato ,invece, una buona efficacia. Mancano, invece ,dati relativi all’età evolutiva. Ginkgo biloba. La combinazione di Ginkgolide B, coenzima Q10, vitamina B2 e magnesio ha determinato una significativa riduzione delle crisi di cefalea e del consumo di analgesici. b3) Terapie fisiche Agopuntura. Come si è visto, molti farmaci utilizzati nella terapia delle cefalee primarie in età evolutiva sono “off-label” e i dati sulla loro farmacodinamica e sul profilo di sicurezza sono tuttora carenti. L’utilizzo dell’agopuntura può, quindi, rappresentare una valida opzione, essendo l’ efficacia nell’età adulta risultata sovrapponibile alle terapie farmacologiche Gli ancora isolati studi in eta’ evolutiva hanno dimostrato una maggiore efficacia dell’ agopuntura “vera”, rispetto alla “sham” agopuntura. Più recentemente uno studio randomizzato ,doppio cieco verso placebo, ha confermato la maggiore efficacia del trattamento con laser attivo verso il laser placebo

Conclusioni Gran parte degli studi sui farmaci antiemicranici sono stati eseguiti in aperto e/o su casistiche ristrette e, pertanto, i risultati vanno considerati con prudenza, specie per la profilassi, che prevede una somministrazione giornaliera per più mesi. L’elevata risposta al placebo e le ancora incerte conoscenze sulla farmacodinamica dei diversi prodotti in età evolutiva accentuano le problematiche medico-legali correlate all’uso spesso “off-label” di molti farmaci, specie nell’ambito della profilassi. Il ricorso alle terapie complementari e alternative, pur rappresentando un’ opzione particolarmente indicata in eta’ evolutiva, non ha ancora fornito una mole di dati scientificamente validati per poter essere inserita tra i presidi disponibili, pur meritando una particolare attenzione, dato il buon profilo di tollerabilità. Uno sforzo maggiore va condotto, quindi, per avviare studi multicentrici in grado di reclutare più ampi campioni clinici rispondenti a criteri rigorosi di selezione. Un approccio diagnostico accurato e precoce ed un adeguato trattamento del giovane emicranico, oltre a ridurre la disabilità e migliorare la qualità di vita, possono concorrere a modificare la storia naturale di un disturbo che tende a cronicizzare e a persistere fino all’età adulta in circa in oltre il 30% dei casi.

Prof. Pier Antonio Battistella - Specialista in Neuropsichiatria Infantile e Neurologia Affidea – Poliambulatorio Morgagni Via Cavazzana 39, Padova - Tel. 049 8787479 e-mail: info.morgagni@affidea.it - www.affidea.it


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Salute

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Raccolta farmaci a favore dei più bisognosi “P

erché nessuno debba più scegliere se mangiare o curarsi”. È lo slogan della XIX Giornata Raccolta del Farmaco che si è svolta sabato 9 febbraio in tutta Italia. Anche nel Veneto, nelle farmacie che hanno esposto la locandina, sono stati acquistate una o più confezioni di medicinali che andranno in dono alle persone indigenti grazie ai consigli dei farmacisti e alla collaborazione di 20.000 volontari. Anche quest’anno si è confermata la tradizionalmente importante risposta veneta all’iniziativa con un’adesione di oltre 450 farmacie e di 135 organizzazioni assistenziali che si faranno carico della distribuzione. Nell’edizione dell’anno scorso, in tutta la regione si è contato il 10% delle farmacie aderenti in tutta Italia con una raccolta di 32.230 (8,6% del totale nazionale) confezioni di farmaci (8,6% del totale nazionale). Dati che gli organizzatori traducono in circa 50.000 persone e migliaia di famiglie venete aiutate. “In Veneto - ha sottolineato l’assessore Lanzarin - il livello di povertà, con il suo 6% circa, ci segnala una situazione meno grave rispetto al 10% della media nazionale. Con questa giornata si

testimonia un’attenzione alle fasce in difficoltà rispetto all’accesso ai farmaci e quindi alla salute.”. “L’anno scorso uno su due dei veneti entrati in farmacia ha donato almeno un farmaco” - ha dichiarato Matteo Vanzan, responsabile di Banco Farmaceutico per il Veneto -. Il dono di un medicinale da banco è il primo anello di una grande catena di solidarietà fatta da farmacisti, volontari, donatori ed enti assistenziali, che permette di far giungere quel medicinale ad una persona ammalata che non è in grado di poterlo acquistare. Ogni anno, confidiamo nella generosità della gente e non ne siamo mai delusi”. Una solidarietà che vede coinvolti in prima persona gli stessi titolari di farmacia. “I farmacisti – ha sottolineato Alberto Fontanesi, presidente di Federfarma Veneto – non sono solo promotori ma i primi coinvolti in questa operazione benefica. In questo sabato mettono a disposizione gratuitamente loro stessi ed il personale delle farmacie e non guadagnano nulla. Per aderire all’iniziativa, solo nella nostra regione versano complessivamente circa 70.000 euro”.

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il Veneto la prima regione italiana a raggiungere la soglia si sicurezza che garantisce l’immunità di gregge. Il dato è dei primi di marzo e arriva in contemporanea all’inaugurazione della mostra “Mondo Vaccini”. Un evento mirato a promuovere una corretta informazione con obbiettivo la prevenzione delle malattie infettive attraverso la vaccinazione. Realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità, grazie all’adesione della Regione del Veneto è stata inaugurata a Padova venerdì 1 marzo, al Museo di Storia della Medicina (MUSME) nei locali dell’antico Ospedale San Francesco Grande. Sarà visitabile fino al 31 agosto prossimo. “Mondo Vaccini” rende fruibile alla popolazione un percorso conoscitivo, studiato con particolare attenzione per le scuole e le famiglie al fine di ribadire l’elevata valenza scientifica e sociale dell’azione vaccinale. I contenuti, proposti con modalità avanzate e sistemi interattivi organizzati in un percorso multimediale e multimodale con infografiche, video e postazioni interattive, permetteranno al visitatore di approfondire le conoscenze sulle malattie infettive ed i loro agenti patogeni oltre

che attraversare le tappe fondamentali che hanno portato allo sviluppo delle vaccinazioni e grazie a queste a salvare milioni di vite umane. Una sezione dedicata, corredata da dati epidemiologici e di farmacovigilanza, affronterà inoltre gli aspetti legati all’efficacia e alla sicurezza nelle fasi di produzione, somministrazione e monitoraggio dei vaccini. Una selezione di articoli di giornale, francobolli e manifesti metterà in luce, poi, quanto il tema della vaccinazione abbia da sempre animato il dibattito pubblico durante le varie campagne vaccinali in passato. La mostra è visitabile dal martedì al venerdì dalle 14:30 alle 19:00 e nel weekend e nei giorni festivi dalle 9:30 alle 19.00 (la mattina aperto solo su prenotazione).


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Bretagna, onde corsare

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Jesolo, nel

lla finestra dell’Hotel Ambassadeurs le onde bussano rabbiose, scuotono gli scuri, annunciate da un ruggito che poi le accompagnerà per tutta la notte, fino a trasformarsi in un’eco senza fine. Nel frangersi danno vita a gigantesche volute di schiuma. Onde alte, che si divorano la spiaggia in un baleno e, quando c’è l’alta marea, 12 metri più in alto, arrivano a minacciare anche le finestre del piccolo albergo, bomboniera affacciata sul quel mare irruento. Pensi a quel verso ‘urla e biancheggia il mar’ di carduc-

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dell

ciana memoria e ne hai davanti la rappresentazione. Siamo a Saint Malo, la città dei corsari e delle loro scorrerie: nel Seicento depredavano le navi con bandiera nemica su ordine del re. C’era la guerra dei Trent’anni e non si andava tanto per il sottile. I corsari sapevano come affrontare il mare, con ardimento e perizia. Uno spirito che è entrato nel dna della gente di qui. Marinai dentro, bretoni veri. Loro al mare non si arrendono anche se le facciate delle proprie case devono rattopparle un anno sì e uno no.

di Renato Malaman

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Bretagna, onde corsare

Saint Malo battuta dai venti e dalla storia conserva la sua anima intrepida Quella di Jacques Cartier, navigatore che raggiunse per primo il Canada A Dinard suggestioni architettoniche Liberty di Renato Malaman segue d alla pag. prec ed ente

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aint Malo è città che ti conquista e ti mette anche un po’ in soggezione per questa sua fierezza. Che è stata una città forte, inespugnabile e inespugnata, lo si vede dall’integrità e dalla possanza dei suoi bastioni e del suo castello. Intatti. Inespugnati lo sono - ma questa è tutta un’altra storia, certamente non bella da ricordare - anche tutti i bunker in cemento armato costruiti dai tedeschi durante l’occupazione della Francia nella seconda guerra mondiale. Inespugnati perché lo sbarco delle truppe alleate - il 6 giugno di quel 1944, anno della riconquistata libertà per i francesi - è avvenuto più a nord, verso Dunquerque, laddove lo sbarco non era aspettato. È sinistra la presenza di quei bunker fra gli scogli di Cap La Varde, ma la fantasia della graffiti art li ha trasformati in soggetti buffi di un paesaggio surreale. Saint Malo conserva molte delle sue case dalle facciate di graticcio. Una ospita la storica bottega delle spezie, un’altra la fabbrica artigianale del burro, altre sono diventate ambite dimore per i turisti. La sontuosa e austera cattedrale, bombardata durante la guerra, è stata ricostruita pietra su pietra. Una questione d’orgoglio per la gente di qui. Saint Malo ha l’anima proiettata nel mare. Nacque qui Jacques Cartier, spirito intrepido, il cui gioiello fu la scoperta del Canada nel XVI secolo: la sua casa natale, immersa nella brughiera battuta dai venti, oggi è un piccolo museo. Oltre il porto di Saint Malo, che ospita anche un grande deposito per i legnami che ogni settimana arrivano dalla Russia, si snoda la strada costiera che porta a Dinard, la più inglese delle città bretoni, scelta come dimora alla fine dell’Ottocento, da aristocratiche famiglie britanniche. Quell’epoca - nel quartiere di Saint Briac - ci ha lasciato deliziosi palazzetti in stile neoclassico, neogotico e Liberty. Affacciati su spettacolari rupi. Il castello di Nessay è stato trasformato in un albergo di charme. Sorge su un istmo ed è circondato da una baia che, con la bassa marea, si prosciuga completamente lasciando a secco una moltitudine di barche, piccole e grandi, da pesca a da diporto, che in pochi minuti si trasformano come per effetto di un prodigio (e qui le maree lo sono), in relitti incagliati nel fango. Come in un’opera iper realista. Poco lontano c’è Cap Frehel, il cui faro - a dire il vero di un pesante stile Art Nouveau - è velleitario avamposto di un ambiente naturale selvaggio e aspro. Perennemente battuto dai venti. Scogliere di bellezza austera da cui si gode una vista spettacolare su tutto l’intorno.

Cancale è la capitale delle ostriche: le bancarelle del molo un’attrazione irresistibile A Dol de Bretagne c’è il menhir dei record Rennes, l’universitaria che corre veloce

N ELLA FOTO CO P ER TIN A U N ’O N D A IMP ETU O S A A S A IN T MA LO . P IÙ S OTTO : A LTR E IMMA GIN I D ELLA CITTÀ E D ELL’H OTEL A MB A S S A D EU R . IN QU ES TA P A GIN A : U N ‘A R TIS TICO ’ B U N K ER TED ES CO , LA CA S A D I J A CQU ES CA R TIER , VA R I TIP I D I B U R R O E IL FA R O D I CA P FR EH EL. P IÙ S OTTO : IL CA S TELLO D I N ES S A Y E LA B A IA CO N LA B A S S A MA R EA ; IL MEN H IR D I CH A MP D O LEN T, O S TR ICH E E S CO R CIO P A N O R A MICO D I CA N CA LE; IN FIN E D U E IMMA GIN I D EL CEN TR O D I R EN N ES

A Dol de Bretagne, borgo medievale con una storia di blasone, soggiornarono alcuni membri della famiglia ‘reale’ degli Stewart, compresa la famosa Maria Stuarda, sfortunata e tragica regina cattolica scozzese sul trono inglese, finita sul patibolo nel 1657. Pittoresche le case a graticcio del centro, animate da caratteristiche botteghe. Poco fuori dall’abitato si innalza con i suoi 9 metri e mezzo di pietra il Menhir di Champ Dolent. Il verde dell’erba e l’azzurro del cielo (quando non è coperto da plumbee nuvole) ne esaltano la maestosità. La sua storia è avvolta nel mistero dei primi abitatori di questo territorio, agli albori della civiltà. Cancale è la tappa più gustosa della Bretagna , è il regno delle ostriche. Quelle più pregiate del mondo. Un’estensione senza fine del suo mare è la ‘culla’ del prezioso mollusco, oggi di resistente genetica giapponese. Il seme di ostrica qui viene introdotto in mare, cresce alimentandosi del ricco plancton dell’oceano, si purifica con le maree e poi diventa la squisitezza che sappiamo. Celebrata in ogni dove. A Cancale sono l’autentica attrazione della città. E’ bello vederli raccogliere i sacchi di ostriche e poi godere del loro frutto lì sul posto. Costano poco: la dozzina oscilla fra i 5 e gli 8 euro. Vengono aperte al momento dagli ostricari nelle pittoresche bancarelle del molo. Tutto a Cancale, città di mare che sembra uscita da un film, gira intorno alle ostriche. I ristorantini, i bar, le pescherie... l’aria stessa è pregna del suo inconfondibile sapore di mare. Da Cancale alla capitale Rennes c’è solo un’ora ma si cambia completamente scenario. Rennes è la capitale della Bretagna , città dotta, animata da una vita studentesco dallo spirito cosmopolita. Rennes storicamente è fiera rivale di Nantes e dal punto di vista economico corre veloce. Il palazzo del Parlamento regionale di stile neoclassico è il cuore della città accanto alla cattedrale, ai quartieri medievali con le case tipo Hansel e Gretel, ai tanti localini della movida serale e notturna. Rennes dove fervono i cantieri per portare in luce i più recenti ritrovamenti archeologici. Un bel fuori programma è Vitrè, famosa per il suo castello da cappa e spada e per i suoi vicoli medievali. Una piccola perla che dà luce alla Bretagna minore, patrimonio di tesoro da scoprire. Possibilmente al riparo dalle onde corsare... Info: www.tourismebretagne.com La Bretagna è comodamente raggiungibile dall’aeroporto di Venezia, con economici voli Air France a Rennes, via Parigi.

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Food & Drink RENATO RIZZARDI È IL RE DEL BACCALÀ

OPPION CAFFÈ, DA TREVISO A VIENNA

È Renato Rizzardi de La Locanda di Piero di Montecchio Precalcino (VI) con il suo piatto “100%Stoccafisso: Tortelli allo stoccafisso, brodetto e trippa di baccalà, alga wakame e cappuccio viola” a conquistare la nona edizione del Festival triveneto del Baccalà. Con questa kermesse è andato in scena un vero e proprio tributo allo stoccafisso, ovvero al merluzzo nordico conservato per essicazione, che nel nord Italia, ed in particolare nelle aree a dominazione veneziana, viene chiamato bacalà o baccalà. Il Festival triveneto del Baccalà è una competizione itinerante, organizzata dalla Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato, la Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina e dalla Vulnerabile Confraternita dello Stofiss dei Frati, che da quasi dieci anni coinvolge i più importanti ristoranti del Triveneto: gli chef delle regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige possono infatti partecipare proponendo le ricette più creative a base di stoccafisso. L’azienda Tagliapietra di Mestre (VE), tra le leader in Italia nell’importazione, lavorazione

La storica torrefazione trevigiana, Goppion Caffè, apre la sua prima filiale all’estero: nasce a Vienna la Goppion Kaffee GmbH. L’inaugurazione ufficiale della società avverrà a maggio, anche se la sede sulla Liechtensteinstraße, a pochi passi dal centro della città, è già operativa da alcune settimane. “Da tempo desideravamo mettere radici oltre i confini nazionali – spiega Paola Goppion, responsabile marketing e comunicazione di Goppion Caffé – per avere la possibilità di conoscere e farci conoscere nel mondo. D’altra parte, la storia della nostra azienda ha inizio a Treviso, continua in Etiopia e in Venezuela per poi tornare alle origini. Così abbiamo deciso di fare il primo passo proprio a Vienna, una città multiculturale e dalla storia antica. Senza dubbio la capitale austriaca rappresenta il nostro porto per l’estero. Oggi cominciamo da qui, con lo sguardo sempre aperto sul mondo e rivolto al prossimo passo”.

e commercio di prodotti ittici ed in particolare del merluzzo, assegna così alla migliore ricetta assoluta il Trofeo Tagliapietra: un premio che è stato consegnato ieri nelle mani dello chef Rizzardi e che rimarrà suo per un anno intero. Rizzardi avrà inoltre la possibilità di viaggiare, accompagnato, in Norvegia per scoprire le Isole Lofoten, patria dello stoccafisso. Da inizio ottobre a fine febbraio gli chef iscritti al festival hanno proposto ai clienti e a una delegazione della giuria tre piatti (un antipasto, un primo e un secondo) a base di stoccafisso. I clienti hanno votato il piatto preferito della serata, mentre la delegazione ha preso atto della scelta. Tutte le ricette più votate sono state valutate poi da una giuria tecnica, composta da soli chef, che ne ha selezionati dieci e nella serata finale i piatti sono stati nuovamente presentati e valutati, sulla base di ben cinque parametri, da una giuria tecnica composta da 7 membri coordinati dallo chef Franco Favaretto che ne ha decretato il vincitore assoluto. “Il bello di questo Festival - ha concluso Franco

VINITALY, IL PREMIO MACULAN 2019 A SIMONE GOTTARDELLO Simone Gottardello, chef del ristorante Evo di Bardolino, ha vinto la seconda edizione del Premio Maculan per il migliore piatto salato abbinato ad un vino dolce. Nella prima giornata di Vinitaly, domenica 7 aprile, il piatto vincitore è stato servito in pompa magna. La ricetta, una Composizione di gambero rosso, maialino e agrumi abbinato al passito I Capitelli 2015 della Cantina Anselmi ha messo d’accordo sia la giuria tecnica, formata da 13 esperti e presieduta da Nicola Portinari, chef del bistellato La Peca di Lonigo, che la giuria popolare formata da 20 appassionati di enogastronomia. Il contest è stato indetto per il secondo anno dalla cantina Maculan

di Breganze con l’intento di valorizzare l’utilizzo dei vini dolci negli abbinamenti enogastronomici. Ha raccolto 52 ricette inedite tra cui un comitato tecnico ha selezionato quattro proposte che sono state realizzate dagli autori davanti alle giurie. Ha avuto la meglio Gottardello, padovano di nascita e approdato nel 2014 all’Aqualux hotel Suite & Spa di Bardolino di cui nel 2016 è diventato Chef del ristorante Evo. Il suo è un piatto certamente elaborato e complesso che ha convinto per originalità e abilità di esecuzione. Al vincitore è stato consegnato il Premio Maculan, un’opera creata dall’artista friulano Giulio Menossi, celebre per i suoi mosaici realizzati a partire delle doghe esauste delle botti di vino. La stessa ricetta sarà proposta nella prima giornata di Vinitaly, domenica 7 aprile, agli ospiti della Cantina Maculan tra le ore 13 e le 14 al padiglione 7, stand B3.

Favaretto, chef e patron del ristorante Baccalàdivino di Mestre - è che viene richiesto ogni anno agli chef che partecipano di elaborare un ingrediente, lo stoccafisso, in modo creativo dimenticandosi, per un attimo, della tradizione. Al tempo stesso però non vogliamo che l’innovazione venga confusa con l’esasperazione delle tecniche di cottura e trattamento delle materie prime. In poche parole: la sfida non è facile”.

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Y-40® THE DEEP JOY: DOVE DIVENTARE SUBACQUEI ANCHE D’INVERNO! Il luogo ideale in cui imparare ad immergersi in ogni stagione è l’acqua termale della piscina più profonda del mondo, a Montegrotto Terme

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’ diventato in meno di 5 anni il diving center più frequentato in Europa, eppure non è al mare, anzi ai piedi dei Colli Euganei! Si tratta di Y-40® The Deep Joy, la piscina più profonda del mondo, uno spazio sommerso riempito da 4.300.000 litri d’acqua termale, che scende fino alla profondità di 42 metri, a Montegrotto Terme (PD). Il luogo ideale per effettuare immersioni in apnea o con le bombole durante tutto l’inverno, proprio in virtù della temperatura dell’acqua salsobromoiodica tra i 32° e 34°C. “Si tratta di uno spazio che ho ideato e progettato con le caratteristiche adatte alla didattica, concepito come una vera e propria scuola di subacquea ed apnea – spiega l’architetto Emanuele Boaretto, ideatore e progettista di Y-40, appassionato fin dalla più giovane età a queste discipline. - Un sogno di gioventù che è da subito entrato nel Guinness dei Record per profondità, conquistando presto anche il primato di

ingressi e brevetti emessi! Questo perché la piscina è stata progettata per la didattica, grazie ad otto piattaforme a diverse profondità (-1.3, -5, -6, -8, -10, -12, -15, -42,15 metri) per imparare gradualmente ad immergersi, dalla prima esperienza al training per diventare istruttori, ad un percorso di 60 metri di grotte artificiali per l’addestramento alla speleosubacquea, ad un team di istruttori multilingue di fama internazionale, alla migliore attrezzatura fornitaci anche in via sperimentale da aziende leader di settore. In questi primi 5 anni, subacquei provenienti da quasi 100 Paesi vi hanno svolto immersioni e corsi, soprattutto in inverno e primavera, approfittando dell’acqua calda e della possibilità di immergersi senza muta, per arrivare preparati alle vacanze estive, con un brevetto riconosciuto in tutto il mondo”. www.Y-40.com Via Cataio 42, Montegrotto Terme (PD) +39 049 8910416 – info@y-40.com

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Y-40 è aperta al pubblico e visitabile tutto l’anno, il lunedì dalle 18 alle 22, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 21. La caffetteria e cocktail bar alla profondità di -5 metri consentono di assistere alle immersioni di subacquei ed apneisti attraverso alcune grandi finestre e dal tunnel trasparente che attraversa la struttura. L’entrata è sempre accessibile a tutti e ogni venerdì dalle 17:00 si può essere accompagnati gratuitamente dalla guida alla scoperta di questo grande acquario umano.

Dal battesimo dell’acqua, ovvero la prima esperienza in immersione con o senza bombole accompagnati fino ad un massimo di -12 metri da un istruttore, ai corsi per ottenere tutti i brevetti di apnea e subacquea ricreativa, Y-40 è diventata la scuola di riferimento per chi voglia approfittare dell’inverno imparando ad immergersi nel relax dell’acqua termale. Per tutti coloro che già avessero il brevetto, invece, il divertimento è solo all’inizio!


Appuntamenti

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Inge Morath, La vita. La fotografia

Montecchio Maggiore, Vicenza Alla corte di Giulietta e Romeo

Casa dei Carraresi di Treviso, fino al 9 giugno

Castelli Scaligeri - dal 30 aprile al 1° maggio

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asa dei Carraresi di Treviso accoglie, dopo il successo della mostra su Elliott Erwitt ed i suoi cani, la prima grande retrospettiva italiana di Inge Morath, la prima donna ad essere inserita nel cenacolo, all’epoca tutto maschile, della celebra agenzia fotografica Magnum Photos. Impropriamente nota alle cronache più per aver sostituito la mitica Marilyn Monroe nel cuore dello scrittore Arthur Miller, divenendone moglie e compagna di vita, è stata in realtà soprattutto una straordinaria fotografa ed una fine intellettuale. Il suo rapporto con la fotografia è stato un crescendo graduale: dopo aver lavorato come traduttrice e scrittrice in Austria, inizia a scattare nel 1952, e dall’anno successivo, grazie ad Ernst Haas inizia a lavorare per Magnum Photos a Parigi. Limitarsi a considerarla una fotografa di questa celebre agenzia è riduttivo. Le celebri fotografie realizza-

te durante i suoi viaggi, o gli intesi ritratti in grado di catturare le intimità più profonde dei suoi soggetti, si accompagnano ad un’intensa attività intellettuale che si alimentava di amicizie con celebri scrittori, artisti, grafici e musicisti. Come dichiara Marco Minuz: “È un progetto espositivo che vuole descrivere, nel dettaglio e per la prima volta in Italia, la straordinaria vita di questa fotografa; una donna dalle scelte coraggiose, emancipata, che ha saputo nella fotografia inserirci la sua sensibilità verso l’essere umano”.La mostra rimarrà aperta fino al 9 giugno.

Treviso, 11 maggio I giardini del tè di Dazhangshan Auditorium comunale Treviso - 22 dicembre

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i “giardini del tè di Dazhangshan”, situati nella contea di Wuyuan, provincia del Jiangxi, Cina meridionale, il Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche dedica la trentesima edizione del Premio Internazionale Carlo Scar-

Peschiera del Garda, Verona “Bentornato `900: l`arte del XX secolo” Fino al 1° maggio

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’esposizione, curata da Matteo Vanzan, sarà un viaggio nella storia dell`arte del Novecento attraverso le opere di Bueno, Crippa, De Chirico, Dorazio, Guidi, Guttuso, Licata, Pizzinato, Rosai, Sassu, Schifano e molti altri artisti. Una sintesi di oltre 40 opere che indaga le principali correnti artistiche del Novecento per capire come il pensiero dell’uomo si sia sempre fatto portavoce di una necessità intrinseca dell’artista: quella di comunicare lo stato d’essere di un inconscio in perenne movimento. La mostra, ad ingresso gratuito, sarà aperta al pubblico fino al primo giugno nei locali espositivi siti nel lato sinistro della Palazzina Storica di Peschiera del Garda.

al 30 Aprile al 01 Maggio in via Castelli 4 Martiri, presso i Castelli Scaligeri si vivrà la ricostruzione di un borgo quattrocentesco in un’area naturale quasi priva di elementi moderni; il luogo ideale per rinnovare l’appuntamento con la storia tornando ai fasti di un tempo in cui dame, cavalieri, musici, giocolieri, mercanti ed artigiani animavano i nostri luoghi. Riscoprendo così un glorioso passato che troppe volte è rimasto avvolto nell’oscurità e nel pregiudizio, ma che ha lasciato le sue tracce ben visibili nel territorio. Il 30 Aprile, al Castello della Villa, l’ Antica notte di corte. Un convivio al chiaro di luna varcando le porte del tempo in un’atmosfera magica. Gli ospiti di Giulietta e Romeo, allietati da musici, giocolieri, ancelle e scalchi assaporeranno pietanze dal gusto antico. Un momento conviviale in cui i gesti e i sapori sono parte dello spettacolo.

pa per il Giardino. Il Premio, che ogni anno si configura come una campagna di studi e ricerche volta ad accendere lo sguardo su un luogo denso di valori di natura, memoria e invenzione, riconosce nelle coltivazioni del tè di Dazhangshan un insieme di contenuti e insegnamenti utili a una riflessione collettiva e propositiva sul paesaggio rurale storico e contemporaneo, oltre a una speciale ricchezza di sollecitazioni per una cultura attenta alle emergenze di carattere ambientale e sociale del nostro pianeta. Cerimonia pubblica del Premio Carlo Scarpa 2019, sabato 11 maggio 2019, ore 17:00, Teatro Comunale di Treviso.

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Ore 21 – Spettacolo teatrale “Io, Luigi Da Porto SHADOWS REFLECTING – Ombre e origini di Giulietta e Romeo” Il Primo maggio, invece, la giornata sarà incentrata sulla faida intestina fra Montecchi e Capuleti, si avvicenderanno i giochi cortesi tra le due casate per la conquista dell’ambito Palio, spettacoli di falconeria, combattimenti in arme e prove di tiro con arco e balestra gotico manesca. Prenotazioni: info@faida.it


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CADONEGHE, SPOSATO SOSTIENE SCHIESARO: “NELLA SUA LISTA C’È ANCHE MIA FIGLIA”

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i avvicinano le elezioni amministrative a Cadoneghe, e ormai si conoscono i nomi dei principali candidati sindaci. Tra loro non ci sarà Luigi Sposato, che smentisce le voci della vigilia (ma qualcuno sostiene che correrà alle Europee) e annuncia il suo sostegno a Marco Schiesaro. Ci sono già in campo sei candidati sindaci, cosa ne pensa? “Conosco personalmente quasi tutti i candidati, persone con capacità e competenze generalmente riconosciute, e che nel tempo hanno dimostrato il loro attaccamento alla collettività. Vi saranno molte liste di sinistra, di centro e di destra: sarà una campagna elettorale intensa, che mi auguro ricca di proposte interessanti e utili per la città”. Il numero elevato di liste porterà un frazionamento del voto degli elettori? “Avere tante liste significa avere tanti candidati consiglieri, un bel momento di democrazia, e testimonia un grande senso civico e di servizio verso gli altri: è davvero bello. Tuttavia credo che il voto andrà a polarizzarsi principalmente su due nomi”. A quali candidati si riferisce? “Sicuramente Michele Schiavo, sindaco uscente sostenuto dal PD, su cui convergeranno al ballottaggio altre liste che per

loro natura e composizione sposteranno la coalizione verso sinistra. L’altro candidato su cui si concentrerà il voto sarà Marco Schiesaro, sostenuto dai tradizionali partiti di centrodestra, ma anche dal Popolo della Famiglia, dal Partito dei Pensionati e da alcune liste civiche moderate di centro”. Secondo lei chi la spunterà? “Sono convinto che in virtù del quadro poli-

tico generale e di quello prettamente locale, che ha visto la coalizione di centro sinistra che governa “spaccarsi”, si andrà al ballottaggio. Se così sarà, credo che la spunterà Schiesaro. D’altronde, dopo tantissimi anni di sinistra, è opportuna un’alternanza alla guida di Cadoneghe”. Marco Schiesaro ha l’esperienza e le competenze adeguate per governare

una città importante come Cadoneghe? “Ho avuto modo di conoscere Schiesaro nella mia recente campagna elettorale a sindaco di Padova. E’ una persona istruita, per titoli accademici e cultura personale, e molto competente, come dimostrato delle sue esperienze professionali. Ha lavorato con successo anche all’estero. E’ un giovane che sa ascoltare, profondamente motivato a dare il meglio di sé al servizio della comunità: sono sicuro che farà bene”. Se Schiesaro vincesse e le chiedesse di sostenerlo con la sua esperienza, sarebbe disponibile? “Marco Schiesaro non ha certo bisogno del mio aiuto, come dicevo è competente e attento, ha un’attività commerciale e l’esperienza adeguata per far fronte a qualsiasi problema. Comunque se c’è bisogno sono a disposizione, nel limite delle mie capacità e competenze. Marco non ha convinto soltanto me, ma anche mia figlia Laura, che ha scelto di candidarsi nella sua lista. C’è bisogno di dare spazio e voce alle nuove generazioni. Laura coi suoi 20 anni sarà probabilmente la candidata al consiglio più giovane, e ha già in mente diverse iniziative a favore dei suoi coetanei di Cadoneghe”.


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Venezia, Casa dei tre oci Letizia Battaglia, fotografa come scelta di vita

Padova, Gran teatro Geox Jack Savoretti + Afra Kane Padova - 16 aprile

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al 20 marzo al 18 agosto 2019, la Casa dei Tre Oci di Venezia ospita una grande antologica di Letizia Battaglia (Palermo, 1935), una delle protagoniste più significative della fotografia italiana, che ne ripercorre l’intera carriera. La mostra, curata da Francesca Alfano Miglietti, organizzata da Civita Tre Venezie, promossa da Fondazione di Venezia con la partecipazione di Tendercapital, presenta 300 fotografie, molte delle quali inedite, che rivelano il contesto sociale e politico nel quale sono state scattate. La scelta delle fotografie, svolta in collaborazione con l’archivio

di Letizia Battaglia, si è avvalsa inizialmente del contributo di Marta Sollima e, per la ricerca delle successive selezioni, di Maria Chiara Di Trapani. Il percorso espositivo, ordinato tematicamente, si focalizza su quegli argomenti che hanno costru-

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ito la cifra espressiva più caratteristica di Letizia Battaglia, che l’ha portata a fare una profonda e continua critica sociale, evitando i luoghi comuni e mettendo in discussione i presupposti visivi della cultura contemporanea. I ritratti di donne, di uomini o di animali, o di bimbi, sono solo alcuni capitoli che compongono la rassegna; a questi si aggiungono quelli sulle città

come Palermo, e quindi sulla politica, sulla vita, sulla morte, sull’amore e due filmati che approfondiscono la sua vicenda umana e artistica. Quello che ne risulta è il vero ritratto di Letizia Battaglia, una intellettuale controcorrente, ma anche una fotografa poetica e politica, una donna che si è interessata di ciò che la circondava e di quello che, lontano da lei, la incuriosiva.

opo il successo di “Sleep no More” e del tour che lo ha visto protagonista nei principali teatri d’Italia con un gran finale al Teatro della Fenice di Venezia insieme all’artista internazionale Kyle Minogue, Jack Savoretti torna con un nuovo progetto discografico “Singing To Strangers” (BMG), in uscita il 22 marzo 2019. Il disco, prodotto da Cam Blackwood (George Ezra), è stato registrato a Roma durante l’estate, nello studio di Ennio Morricone. Savoretti ha inciso le tracce del disco insieme alla sua band: i chitarristi Pedro Vito e Sam Lewis, il bassista Sam Davies, il batterista Jesper Lind e il direttore musicale Nikolai Torp. Il disco vanta una collaborazione d’eccellenza sul brano “Touchy Situation” scritto insieme al grande artista Bob Dylan. Il suo nuovo Tour farà tappa in Italia con 3 date. Il primo appuntamento a Padova il 16 aprile.

Rovigo, nelle piazze “Rovigo racconta”

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al 3 al 6 maggio nel capoluogo polesano si svolge il festiva letterario Rovigoracconta. Un’opportunità per viaggiare nel mondo delle idee e delle storie attraverso i libri e la musica, con scrittori, giornalisti e artisti di fama nazionale e grandi nuove scoperte. Si svolge a Rovigo la prima settimana di maggio, tra la suggestione dei palazzi storici e le più belle piazze della città. Artisti e intellettuali di fama nazionale,

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Campodarsego, Padova - “Fiera dell’Angelo” 22 aprile

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a “Fiera dell’Angelo” si svolgerà in data 22 aprile, dalle ore 8 alle ore 18, in Piazza Europa e lungo Via Caltana e Via Antoniana. Al suo interno troverà spazio la 60^ Fiera degli Uccelli, manifestazione che si svolge nei locali della Palestra delle Scuole Medie e organizzata dal Comitato Fiera degli Uccelli. Fiera degli Uccelli 2019 a Campodarsego il 22 aprile 2019 Eventi a Padova. Questo il programma: ore 6 apertura iscrizione canarini e animali da cortile; ore 7 apertura mostra uccelli e animali da cortile; ore 8 concorso e mostre: equini, bancarelle; ore 13 iscrizioni cani; ore 14.30 53esima rassegna cinofila amatoriale per soggetti da pastore, da difesa, guardia, utilità, compagnia e bastardini.

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Ingredienti: 6 zucchine - 1 cipolla 2 spicchi d’aglio – 7/8 asparagi - 1 pizzico di peperoncino - 1 C di parmigiano - 2 C di pane grattugiato - olio e sale q. b.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Preparazione: pulire, lavare e cuocere gli asparagi al vapore, tagliare i ravanelli a fettine sottili e condirli con sale, olio e limone in una ciotola a parte. Una volta cotti condire gli asparagi. Cuocere anche l’uovo sodo e tagliarlo a spicchi. Servire ponendo nel piatto 2 asparagi verdi e uno bianco con gli spicchi d’uovo e i ravanelli a fantasia.

Preparazione: cuocere il riso e, a parte, fare stufare la cipolla, l’aglio e gli asparagi tagliati a rondelle. Quando sia il riso, sia gli asparagi sono pronti, unire il tutto, mescolare bene e lasciare insaporire almeno 10 minuti con l’aggiunta di un filo d’olio o tamari* e il prezzemolo tritato. * Tamari: salsa di soya fermentata

Preparazione: lavare le zucchine e dividerle a metà, con un cucchiaino togliere la parte interna. Tritare questa polpa con gli asparagi precedentemente cotti con la cipolla e l’aglio e far rosolare il tutto in una padella con un po’ d’olio; aggiustare di sale e peperoncino e riempire le zucchine con questo composto. Adagiarle in una teglia da forno oliata, cospargere con parmigiano e pane grattugiati. Coprire la teglia e metterla in forno a temperatura media per 15-20 minuti. Passato questo tempo scoprire e terminare la cottura.

Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.


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