MAGGIO 2022
Periodico d’informazione locale - Anno XXIX n.92
di Padova Est
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Elezioni a Vigonza e Saonara, la corsa dei candidati In entrambi i Comuni il sindaco uscente non si ricandiderà. A Vigonza sono tre per il dopo servizi a pag 10 e pag 16 Marangon. Tre in lizza anche a Saonara per il successore di Stefan
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TERRITORIO
Padova est, nuova viabilità in arrivo PONTE SAN NICOLO’
Opposizioni all’attacco del sindaco Schiavon PONTE SAN NICOLO’
“Pino Verde” il centro anziani finalmente riparte VIGONZA
Arrivano i primi ospiti alla casa di riposo NOVENTA PADOVANA
Consenso bipartisan sulla gestione dei rifiuti
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li ambulatori e le corsie si svuotano: mancano medici di base, negli ospedali le carenze di organico sono sempre più evidenti. I numeri che girano sono preoccupanti e restituiscono le dimensioni di un fenomeno che parte da lontano che ora, nel Veneto delle eccellenze sanitarie, si concretizza con ampi vuoti, sia sul fronte della medicina territoriale che di quella ospedaliera. Il tutto ovviamente a scapito dei Co nta pazienti, soprattutto dei più fragili.
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Padova Est, nuova viabilità in arrivo
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l via lo studio per il ripensamento della viabilità di Padova Est. Con l’inizio delle fasi progettuali del nuovo ospedale a San Lazzaro, l’amministrazione comunale di Padova ha deciso di rivedere tutte le arterie stradali che passano per il quadrante est padovano. Poche settimane fa, infatti, è stato approvato dalla giunta lo schema di accordo di collaborazione con la Provincia e l’autorizzazione al conferimento degli incarichi per la realizzazione di studi di approfondimento sui flussi di traffico che riguardano il nuovo polo della salute a Padova Est. In particolare, sono previsti tre studi: il primo sullo sviluppo della rete viaria su scala regionale e sulla stima della domanda di mobilità riferita all’insediamento del “Nuovo Ospedale di Padova”; il secondo studio prevede simulazioni di traffico in funzione dell’evoluzione del sistema viario su scala regionale; il terzo prevede una analisi sintetica di costi e benefici del raddoppio della Sr 308 del Santo in base ai risultati delle prime due analisi. Il sindaco uscente di Padova, Sergio Giordani, sottolinea: “parallelamente alla progettazione del “Nuovo Ospedale” a Padova Est, come Comune e Provincia fin da adesso ci siamo posti l’obiettivo di studiare e predisporre un articolato ed efficiente sistema di viabilità a servizio della nuova struttura sanitaria. Vogliamo capire anche come la realizzazione della Pedemontana, sposterà le direttrici di traffico verso il nuovo ospedale e come la strada regionale 308 del Santo, che già adesso è molto trafficata, possa essere adeguata ai nuovi flussi. Una volta realizzato, metteremo questo studio a disposizione della Regione a cui spetta ovviamente la competenza. Ovviamente lo studio ci permetterà anche di avere informazioni per gli spostamenti in ambito urbano, abbiamo già previsto che l’ospedale sia raggiunto dalla nuova linea del tram Vigonza - Rubano”. Conclude Giordani: “lo studio si avvarrà della collaborazione di Anas, Cav, delle aziende di trasporto pubblico per avere una mappatura realistica degli spostamenti come sono oggi in quell’area, e poter immaginare quali saranno a ospedale in attività. L’amministrazione non si può far cogliere impreparata sul fronte della mobilità, quando l’ospedale sarà realizzato: i trasporti nell’area non dovranno diventare un problema né per gli utenti e i lavoratori dell’ospedale, né per gli abitanti dei quartieri limitrofi”.
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Sono previsti tre studi sui flussi del traffico in tutto il quadrante
I numeri, dicevamo. Partiamo dai medici di famiglia. Attualmente le sedi vacanti in Veneto sono circa 570. Ma nel giro di tre anni, stando alle proiezioni dei pensionamenti, mancheranno all’appello altri 800 medici. Lo sappiamo bene noi che seguiamo e raccontiamo le vicende dei territorio, che ci occupiamo delle province. Sono sempre più numerosi i piccoli Comuni che ormai si trovano a fare i conti con la mancanza di quello che un tempo si chiamava medico di famiglia e che era un’istituzione irrinunciabile. Oggi invece sono sempre più numerosi gli assistiti che devono spostarsi, anche di parecchi chilometri e con non pochi disagi, per raggiungere l’ambulatorio del medico di base. E’ un problema soprattutto per gli anziani soli, per le persone fragili, per chi non può contare su una rete di protezione familiare. Stiamo parlando di migliaia di persone per le quali l’accesso alla medicina territoriale, la prima linea fra il sistema sanitario e il paziente, sarà sempre più difficile e problematico. Ora si sta correndo ai ripari con la scuola di Sanità pubblica della Regione, che entro il 2025 preparerà 713 medici di base. Ma intano c’è da gestire un presente sempre più incerto e ricco di disagi, al quale si farà fronte con l’innalzamento del numero degli assistititi assegnati ai medici in formazione. I dettagli sono oggetto di un impegnativo confronto in seconda commissione regionale, anche con i rappresentanti sindacali. Anche per far fronte alla carenza di medici negli ospedali, dove mancano più di 1.100 professionisti, la strategia è quella di ingrossare le fila degli specializzandi, soprattutto nei pronto soccorso, direttamente in prima linea. Già con la pandemia abbiamo assistito all’incremento del ricorso agli specializzandi per far fronte all’emergenza. D’altra parte, però, questi giovani medici non possono essere mandati allo sbaraglio, dovranno essere adeguatamente seguiti e messi nelle condizioni di poter lavorare con tutte le necessarie tutele, sia per i pazienti che per sé stessi. Una soluzione va trovata, ma bisogna fare attenzione alle scorciatoie.
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Carta, Web, Audio: dentro il territorio nel cuore della gente
Manuel Glauco Matetich
di Padova Est
è un marchio proprietà di
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È un periodico formato da 23 edizioni locali mensilmente recapitato a 506.187 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Ponte San Nicolò, Noventa Padovana, Vigonza e Saonara per un numero complessivo di 11.505 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<
Redazione: Direttore responsabile Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< Redazione >redazione@givemotions.it<
Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Brecce · Loreto (An) Chiuso in redazione il 13 maggio 2022
Ponte San Nicolò
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Politica. Il giudizio del gruppo “ Facciamo Ponte” sull’operato della maggioranza
“Frazioni dimenticate, territorio isolato, viabilità da migliorare: è un bilancio negativo” “A
tre anni dall’insediamento dell’amministrazione di Martino Schiavon, il giudizio sul bilancio fino a questo punto del suo mandato non può che essere negativo”. E’ decisamente duro il commento di Leonardo Volpin, consigliere comunale di “Facciamo Ponte - Progetto Civico”, lista di minoranza vicina al Partito Democratico, che propone il proprio punto di vista sulla gestione politica locale e fa una dettagliata analisi delle cose che non vanno a suo parere. “Numerosi cittadini che incontriamo - esordisce Volpin - non sono affatto soddisfatti di com’è amministrato il paese. Nonostante che a Ponte San Nicolò si possa dire di vivere bene per la sua posizione strategica, il Comune in questi anni, anziché evolvere
“Nei parchi attrezzature sportive obsolete e pericolose e una confusionaria gestione della raccolta dei rifiuti” e migliorare come altre realtà limitrofe, ha subito invece un’involuzione, soprattutto per un isolamento che l’ha portato a essere meno attrattivo dal punto di vista sociale, economico ed anche culturale”. Secondo il consigliere molti nodi rimangono irrisolti. “Le frazioni come Roncajette e Rio - dice - sono dimenticate e si portano dietro problematiche e mancanze da molti anni. Lo stesso vale per alcune zone di Roncaglia e dello stesso capoluogo”. Entrando nello specifico, Volpin individua alcune priorità che vanno seguite con attenzione.
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“La viabilità, con il conseguente congestionamento del traffico e l’inquinamento ambientale che ne deriva, è un problema sentito e urgente - sottolinea - che paralizza il territorio negli orari di punta da ormai troppi anni. Serve maggiore impegno nel trovare una soluzione risolutiva con gli altri soggetti interessati, anche a livello sovracomunale. Per non parlare dei parchi con attrezzature sportive obsolete e pericolose, della confusionaria nuova gestione della raccolta dei rifiuti senza una corretta e capillare informazione dei cittadini e la carenza di iniziative culturali per valorizzare le singole frazioni. Poco, se non nullo, è il coinvolgimento e l’ascolto delle giovani generazioni sannicolesi che invece dovrebbe essere una priorità”. Di cosa ci sarebbe bisogno secondo la lista “Facciamo Ponte”? “Bisogna creare le condizioni affinché i cittadini possano tornare a vivere il loro paese - conclude - che non può essere solo un dormitorio. La colpa è di un’amministrazione poco attenta che non riesce a dare le giuste soluzioni migliorative e lungimiranti. Per fortuna ci sono le associazioni che tengono vivo il nostro tessuto sociale con le loro preziose iniziative progettualità. La maggioranza pecca nella mancanza di ascolto e condivisione delle scelte con i cittadini, con le attività economiche e con le realtà associative. Le poche scelte fatte non hanno più di tanto inciso sull’immobilismo in cui si versa da anni”. Insomma una dura critica all’operato del sindaco Martino Schiavon. Alessandro Cesarato
Leonardo Volpin
La raccolta del secco diventa bisettimanale Con il mese di maggio la raccolta del secco passa a cadenza bisettimanale. Entra così progressivamente a regime la nuova modalità di raccolta dei rifiuti urbani che il Comune, insieme con Albignasego e Casalserugo, ha contrattualizzato nei mesi scorsi, dopo gara d’appalto, con Acegas Aps Amga spa. “Per la nostra amministrazione l’obiettivo è aumentare la raccolta differenziata - spiega l’assessore all’ambiente Alessia Ziglio - quindi diminuire la raccolta del secco indifferenziato. La raccolta di questo rifiuto ogni 15 giorni, se gli utenti effettuano la raccolta differenziata in maniera adeguata, vedrà dei benefici in termini di diminuzione di quantità, tempo e costi. I materiali non riciclabili sono sempre meno presenti sul mercato. Di conseguenza ne diminuisce anche il quantitativo da destinare a rifiuto”. L’assessore chiarisce anche due specificità che si sono presentate con l’introduzione del
nuovo servizio, come la suddivisione di due differenti zone di raccolta. ”Le raccolte delle zone A e B- dice la Ziglio- sono state gestite secondo una logica precisa e concordate con il fornitore, per ottimizzare i passaggi sul territorio, con una maggiore garanzia di passaggi di raccolta. Nel caso riscontrassimo numerose lamentele in merito – cosa che fino ad ora non è accaduta -nel calendario del prossimo anno sarà tenuta in considerazione la variazione dei giorni”. C’è poi la questione dei condomini con più di cinque unità. “ Per ora non è stata attivata la tariffa puntuale dei rifiuti- conclude l’assessore “pertanto la sua applicazione, per le unità domestiche condominiali sopra le cinque unità, sarà oggetto di condivisione con i diretti interessati, per potere collaborare al massimo con i cittadini e accompagnarli in questa futura transizione, che sarà gestita con l’aiuto di esperti in materia”. ( a.c.)
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Ponte San Nicolò
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Sociale. Sul territorio “Time to care”, un progetto sperimentale che coinvolge gli under 35
Centro Pino Verde, ripartire dopo la pandemia
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l centro anziani “Pino Verde” è una delle realtà coinvolte in “Time to care”, un progetto sperimentale a carattere nazionale che sta coinvolgendo tanti giovani under 35 chiamati a impegnarsi attivamente in iniziative di “welfare leggero” per le persone anziane, che saranno poi realizzate da enti del Terzo Settore già attivi sui territori e con pregressa esperienza in questo ambito. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Forum Nazionale del Terzo Settore, il Dipartimento per le politiche giovanili e Servizio civile universale e il Dipartimento per le politiche della famiglia. All’iniziativa ha aderito anche l’Anceescao (Associazione Nazionale Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti) a cui il “Pino Verde” aderisce e che ha scelto di includerlo nella rosa delle 11 realtà italiane (l’unica in Veneto) scelte come osservatorio privilegiato. “Time to care” è stato pensato per alleviare le conseguenze che l’emergenza sanitaria Covid-19 ha riversato sulla popolazione anziana ed è teso a favorire lo scambio tra vecchie e nuove generazioni attraverso una partecipazione alla vita della comunità, con una particolare attenzione alla ricostruzione di un tessuto sociale inclusivo in grado di sviluppare fattori di benessere individuali come la coesione e la crescita culturale. Il progetto, per quanto riguarda la realtà
Cimiteri, gli interventi continuano
Negli anziani persiste la paura, il disorientamento sociale, la difficoltà a riprendere le abitudini di una volta locale, è portato avanti, nello specifico, da tre giovani volontarie impegnate in questo momento a raccogliere una serie di dati attraverso un semplice questionario. “Ci piacerebbe cogliere la realtà vissuta e desiderata degli over 65 di Ponte San Nicolò- spiegano Cristina, Valentina e Maria Elena- perciò stiamo raccogliendo delle informazioni per capire quali possano essere i bisogni inascoltati della popolazione e per valutare e proporre l’attivazione di
eventuali supporti e servizi a chi appartiene a questa fascia d’età. Dopo mesi di isolamento forzato, le conseguenze dell’emergenza sanitaria sono ancora presenti. Negli anziani persiste la paura, il disorientamento sociale, la difficoltà a riprendere le abitudini di una volta e fra queste la quotidiana frequentazione del centro sociale. Il progetto vuole aiutare gli anziani in questa fase critica, supportarli anche se sono ancora relegati a casa e accompagnarli verso la riconquista della quotidianità e della socialità”. Il questionario, oltre che online e nella sede del centro sociale, è disponibile anche in formato cartaceo in biblioteca e in municipio. Alessandro Cesarato
I cimiteri continuano ad avere l’attenzione dell’azione amministrativa. A Roncaglia, nelle ultime settimane, è stata portata a termine la messa in sicurezza della copertura di altri due blocchi della struttura. Un progetto iniziato già l’anno scorso e realizzato a stralci, per un valore complessivo di 200 mila euro, reso possibile da un sostanziale finanziamento dello Stato integrato da fondi propri. Nel camposanto del capoluogo sono invece previste a breve oltre trenta tra esumazioni e estumulazioni straordinarie. “Fanno parte di un continuo piano di programmazione per evitare di andare in emergenza con gli spazidichiara l’assessore Enrico Rinuncini- in maniera tale che i cimiteri siano sempre in grado di accogliere in modo dignitosa i nostri defunti. Le operazioni, concordate con i familiari, saranno effettuate con la massima discrezione e limitando le chiusure, in maniera da creare particolari disagi a chi deve fare visita alle tombe dei propri cari”. (a.c.)
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Ponte San Nicolò
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Territorio. Nelle scorse settimane dopo decenni una importante attività ha abbassato le saracinesche
Chiude lo storico panificio Fornasiero L
ei al bancone con i clienti, lui in laboratorio a impastare e infornare. Tutti i giorni, inseparabili, per una favola durata 57 anni. Adesso Ivana ed Emilio hanno deciso di dire basta e godersi la merita pensione. Nel capoluogo a fine mese ha chiuso lo storico panificio Fornasiero di via Roma, situato a due passi dal ponte sul Bacchiglione. Emilio Fornasiero, che ha 89 anni ed è originario di Corte di Piove di Sacco, impara l’arte del pane iniziando come garzone, insieme al fratello Zaccaria e poi anche a Galileo, nella bottega dello zio Giuseppe, a Vigonovo (Venezia). Panificio che i fratelli prendono in affitto nel 1951 per poi restituirlo allo zio e ai cugini nel 1954 quando insieme acquistano un proprio negozio in paese, nella frazione di Roncaglia. Sono gli anni della ripresa economica dopo la fine della guerra ma l’economia locale è ancora di tipo agricolo. Così le famiglie contadine pagano il pane non con i soldi ma con la farina che portano al mulino. Il pane che si produce è semplice, con poche varietà di forme fatte a mano. Semplice ma buono perché la regola, fatta poi propria da Emilio, è quella di puntare sulla qualità delle materie prime. Si lavora sempre e, dopo la cura del negozio, si salta in sella alla bicicletta per consegnare il pane a domicilio. Nel gennaio del 1961 Emilio incontra Ivana Barzon, una allora diciannovenne sarta del paese, che sposa alla fine di aprile del 1964. L’anno successivo iniziano così la nuova avventura trasferendosi insieme nel proprio negozio adia-
Il negozio negli anni ha partecipato a esposizioni di pane artistico e fiere. Ha accolto classi delle scuole locali per vedere come si fa il pane
cente all’ex municipio, ora centro civico “Rigoni Stern”. Una coppia che diventa indissolubile, nella vita e nel lavoro. Dal loro amore nascono Mariagabriella, Luca (che aveva intrapreso l’attività di famiglia ma è improvvisamente mancato nel 2013), Giorgio e Barbara. Emilio è sempre stato al passo con i tempi, impegnandosi nell’ammodernamento del laboratorio, aprendosi nel tempo alla pasticceria. Ivana, dal canto suo, ha sempre curato l’esposizione del pane, dei prodotti del negozio e l’allestimento delle vetrine. Ivana e d Emilio, con
la loro genuinità, alla fine hanno stretto un rapporto di familiarità con generazioni di clienti che ne sentiranno la mancanza. Il panificio, negli anni, ha partecipato a esposizioni di pane artistico e fiere. Hanno accolto classi delle scuole locali per vedere come si fa il pane. Il sindaco Martino Schiavon, con il consigliere delegato alle Attività produttive Alessandro Bassan, ha voluto fare visita al negozio per consegnare alla coppia di panettieri un attestato di merito e gratitudine a nome di tutta la comunità.
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Ciao Venezia
Alessandro Cesarato
Pro Loco, premiazioni alle scuole del paese In occasione dell’evento “Marcia del Ponte” si sono tenute anche le premiazioni del concorso che la locale Pro loco ha dedicato alle scuole del paese in occasione del Carnevale. L’istituto comprensivo di Ponte San Nicolò ha partecipato proponendo un lavoro complessivo dal titolo “Uniti alla scoperta di Padova”. Ogni plesso ha realizzato delle opere. La scuola elementare “Giuliani” ha realizzato un’intervista, l’elementare “Battisti” un modellino di “Prato della Valle in maschera”, l’elementare “Marconi” ha sviluppato “Il Carnevale degli animali di Giotto” e la scuola media “Doria” si è concentrata su “I tesori di Urbs Picta”. A tutto l’istituto comprensivo è andato il premio di categoria, con le scuole “Battisti” e “Marconi” che hanno
ricevuto anche una menzione speciale per aver utilizzato il tema carnevalesco. Per quanto riguardagli asili nido e le scuole dell’infanzia, i premi sono andati ai bambini della scuola dell’infanzia “San Gregorio Barbarigo” (che hanno realizzato una valigia “magica” con i tesori dell’arte di Padova) e a quelli scuola dell’infanzia “S.S. Angeli Custodi” con la creazione dal titolo “Imparo questo dai coriandoli: anche a pezzi servi a qualcuno.
Anche a terra colori qualcosa” (un divertente e colorato puzzle che la giuria si è divertita a costruire). Un riconoscimento è andato anche ai piccoli partecipanti della scuola dell’infanzia “Maria Immacolata” hanno realizzato un libro molto particolare con tanti simpatici e buffi mostriciattoli. “Ringraziamo l’associazione Boomerang Runners e lo staff organizzativo della marcia podistica- hanno detto i volontari del comitato “Carnevale in piazza” - per avere ospitato questo piccolo momento di premiazione dei ragazzi. Poi anche l’amministrazione comunale e la giuria che hanno valutato gli elaborati. Arrivederci al prossimo anno quando torneremo a sfilare finalmente in strada dopo lo stop forzato causa pandemia”. (a.c.)
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Vigonza
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Elezioni. Scendono in campo Arianna Toniolo, Gianmaria Boscolo e Massimiliano Celin
Tre in gara per conquistare il Comune È
iniziato il countdown nel comune di Vigonza per sapere chi sarà il nuovo sindaco. Domenica 12 giugno 18.361 elettori saranno chiamati a scegliere il nuovo primo cittadino. L’elezione di chi prenderà il posto del sindaco uscente Stefano Innocente Marangon potrebbe essere posticipata a domenica 26 giugno. Avendo Vigonza, infatti, più di 15.000 abitanti (23.080 a dicembre 2021), qualora nessuno dei candidati abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi (senza contare, dunque, le schede bianche e nulle), ci sarà un secondo turno di votazione mediante ballottaggio fra i due candidati più votati al primo turno. Il ballottaggio si tenne anche nel 2017 quando Marangon vinse contro lo sfidante Cesare Paggiaro. Per queste elezioni amministrative 2022 a Vigonza si sfidano 3 candidati sindaci: Arianna Toniolo, Gianmaria Boscaro e Massimiliano Celin. Conosciamoli meglio allora. ARIANNA TONIOLO Giurista di 34 anni, è la candidata sindaco del Partito Democratico di Vigonza, e vanta il sostegno di 2 liste civiche, “Democratici per Vigonza” e “Vigonza Protagonista con Arianna Toniolo”. Con il motto “Vigonza su misura, una Vigonza che può essere”, Toniolo si impegna a cambiare il Comune di Vigonza partendo dalle piccole cose: sistema di telecamere diffuse. Senza sicurezza non c’è comunità. E poi: “potenziamento e recupero architettonico del Castello dei Da Peraga, della biblioteca, del Borgo di Vigonza, delle ville storiche, delle chiese e dei Battisteri che sono patrimonio del nostro territorio di cui si parla da 15 anni”. Si punta a sistemare le fognature ad aumentare la sicurezza idrica in tutte le frazioni. Fra i punti programmatici: un sistema della viabilità sostenibile soprattutto per le località che più hanno pagato in questi anni l’insediamento
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Da sinistra Arianna Toniolo, Gianmaria Boscolo e Massimiliano Celin
di multinazionali e strutture commerciali di media grande dimensioni. E ancora: il miglioramento della segnaletica stradale e illuminazione garantita anche a favore dell’installazione di telecamere; supporto all’insediamento di nuovi servizi e piccolo commercio nei centri frazionali che non hanno più a disposizione i servizi minimi a portata di mano. Stop alla costruzione sfrenata di edifici. GIANMARIA BOSCOLO 31enne avvocato amministrativista candidato sindaco sostenuto da “Prima Vigonza - Boscaro sindaco”, Lega, Fratelli d’Italia, “Noi con Boscaro” (Forza Italia - Udc), “Io voto Boscaro”, “Frazioni al centro”. “In questi anni- dice - Vigonza ha perso molte occasioni. Vigonza ha bisogno di un sindaco di tutti, in grado di rappresentare le esigenze di ogni realtà. La lista Prima Vigonza, con cui è nato il percorso che oggi unisce tutto il centrodestra, sarà composta da vigontini che vivono e lavorano a Vigonza e risiedono in ciascuna frazione. La nostra città merita di uscire dall’isolamento politico e
amministrativo in cui è rimasta per troppi anni. Solo grazie al confronto e alla collaborazione con i comuni vicini, l’ente provinciale e la Regione Veneto, potremo risolvere i problemi di traffico, mobilità e sicurezza che sono rimasti irrisolti per molti anni. Penso alla necessità di collegare Peraga e Perarolo con il servizio di trasporto pubblico e di decongestionare il centro di Vigonza. Anche il tema della sicurezza merita di essere affrontato con una visione più ampia: vanno installate più telecamere. Molte altre idee e proposte sono nel programma elettorale. Rimango in ascolto dei vigontini, che invito a telefonarmi o scrivermi utilizzando il numero “Dillo a Boscaro”, che resterà attivo anche se sarò eletto sindaco: 351 8775169”. MASSIMILIANO CELIN 48 anni, insegnante e libero professionista, attualmente assessore ai lavori pubblici con la giunta Marangon da dicembre 2020. Celin è il candidato sindaco della lista civica “Vigonza Viva”, che ha governato Vigonza negli ultimi 15 anni, ed è appoggiato dalla lista “Nun-
zio Tacchetto” e dalla lista “Celin Sindaco”.“Sono onorato – spiega- di aver dato la mia disponibilità a candidarmi come sindaco per Vigonza Viva per tre motivi: credo nei valori che questa lista civica promuove con coerenza da 20 anni. Il territorio di Vigonza deve essere protetto, valorizzato. Posso affrontare questa avventura come candidato sindaco perché so che “Vigonza Viva” è una squadra di persone abitate dalla passione e dallo spirito di servizio. Sono convinto dell’importanza di condividere un metodo di lavoro (il costante confronto, l’ascolto e la vicinanza ai cittadini), obiettivi qualificanti (la mobilità sostenibile attraverso i percorsi ciclabili, la priorità alla sistemazione delle scuole, l’innovazione tecnologica) e soprattutto una visione comune. Un programma che vede il Comune protagonista di azioni importanti e necessarie, che garantisce presenza, vicinanza continua ai cittadini, capacità reale di ascolto delle esigenze di tutti, tempestività e concretezza di intervento. Con lo scopo di dare vita al bello che già esiste”. Manuel Glauco Matetich
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Vigonza
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Sociale. A Peraga di Vigonza debutta la struttura con 120 posti a disposizione
Residenza per Anziani Giorgione, già accolti i primi ospiti H
a aperto i battenti a metà maggio la Residenza per Anziani Giorgione a Peraga di Vigonza. Sono iniziati così i primi ingressi al nuovo centro servizi anziani dedicato alla terza e quarta età. Si tratta di 120 posti letto in una struttura dotata dei migliori servizi, per offrire ai propri ospiti il massimo benessere psicofisico e un’assistenza di qualità. Dopo l’inaugurazione avvenuta ad inizio aprile alla presenza delle principali cariche dell’amministrazione locale e del Gruppo Gheron, la struttura di via Paradisi 4 potrà iniziare a svolgere le attività per cui è stata pensata: offrire agli anziani del territorio e alle loro famiglie un’assistenza di elevato standard qualitativo, sia in termini di professionalità che di servizi alberghieri, garantendo il massimo rispetto dell’ambiente. Il centro dispo-
il giornalista, scrittore e gastronomo Edoardo Raspelli, che ha apposto la sua firma sul primo menù per gli ospiti della residenza”. Nel centro non mancano attività ludiche e ricreative pensate per favorire la socializzazione e mantenere attive le capacità cognitive di ogni singolo ospite. Per informazioni sui servizi e le modalità di ingresso e per le visite alla struttura: 049 8592602 o csagiorgione@gruppogheron.it.
La struttura è organizzata in quattro nuclei residenziali, ciascuno di 30 posti letto suddivisi in camere doppie e singole, climatizzate, con Tv e bagno privato ne di un impianto fotovoltaico, di climatizzazione con ricambio costante dell’aria e di tecnologie impiantistiche ed energetiche di ultima generazione e un comfort ideale agli ospiti. “Organizzata in quattro nuclei residenziali, ciascuno di 30 posti letto suddivisi in camere doppie e singole, climatizzate, con Tv e bagno privato, la Rsa Giorgione offre servizi di assistenza sanitaria, medica e infermieristica integrati con progetti personalizzati per pazienti cronici, soggetti con demenza senile e malati di alzheimer- spiega Silvia Morsoletto, responsabile delle start-up venete di Gruppo Gheron. All’interno della struttura possiamo contare, inoltre, sul supporto di una psicologa e di un assistente sociale. Anche la sfera psicologica, oltre a quella della salute fisica, è infatti fondamentale per garantire ai nostri ospiti il massimo benessere. I servizi alberghieri sono di altissimo livello, così come la cucina, interna, come ha testimoniato anche, in occasione dell’inaugurazione,
Solidarietà al Castello dei Da Peraga Ritorna il 17 e 18 giugno 2022 il tradizionale appuntamento annuale con la solidarietà al Castello di Peraga, in via Arrigoni 1 a Peraga di Vigonza, nato da un’idea ed una forte motivazione personale di Massimo Barbato musicista in vari gruppi musicali e colpito da leucemia mieloide acuta nel 2008; a partire dal 2015 in questa splendida cornice si sono esibiti centinaia di musicisti, provenienti da varie regioni italiane, per raccogliere fondi a favore della ricerca e all’assistenza delle persone colpite dalle malattie onco ematologiche. Come negli scorsi anni si è scelto di realizzare il concerto in queste giornate per la ricorrenza il 21 giugno della “Giornata Nazionale della Lotta alla Leucemia promossa dall’Ail – (Associazione Italiana contro le Leucemie-Linfomi e Mieloma) e la concomitante “Festa Europea della Musica”. Un appuntamento quest’ultimo che da un ulteriore stimolo all’evento sperando sia un piccolo ma im-
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portante segnale di ripartenza per il settore che ha più patito durante questo difficile periodo della pandemia. L’evento è organizzato dalla Asd Polisportiva Tergola di Vigonza (Pd) in collaborazione con l’assessorato alla Cultura della Città di Vigonza, il gruppo Ail “Andrea Petrin” CamposampieroCittadella e l’Asd Basket Campodarsego. La serata di venerdì 17 giugno, avrà un sound rock e blues con la band Evolution 80, gruppo ufficiale artisti anni 80, e J. J. & Blues. Un animo pop & rock contraddistinguerà la serata di sabato 18 giugno con la musica dei Philmania, band tributo a Phil Collins, e gli Esagono. Il programma di queste due serate è davvero effervescente, e propone un appuntamento imperdibile per divertirsi e stare in compagnia. Info cel 338-7924415 o 3486757965. (m.m.)
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Noventa Padovana
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Politica. Dopo un complesso consiglio comunale nelle scorse settimane
Villa Valmarana, abbattuti 12 alberi
Sui rifiuti è fronte unico fra maggioranza e opposizione
U
n mandato per trattare con la Regione Veneto il passaggio a Padova Centro senza cambiare gestore, l’obiettivo è quello della riduzione del costo per l’asporto rifiuti. Per questo il sindaco Marcello Bano ha ringraziato la minoranza (anche con un messaggio social) in quanto la decisione è stata presa all’unanimità nel corso di uno degli ultimi consigli Comunali ad aprile. Il sindaco Bano infatti ha il mandato per gestire il passaggio dal bacino Brenta Rifiuti (attualmente costituito da 67 comuni con territorialità che si estendono sino ad Asiago) per entrare nel bacino Padova Centro costituito da Padova e comuni contermini in quanto è in divenire un passaggio di gestore da Hera a Etra. Il sindaco è dell’idea di procedere con gara ad evidenza pubblica per il servizio di asporto rifiuti nel Comune, l’obiettivo è cercare di risparmiare: un milione e mezzo di euro è la massa economica in gioco. Maggiore omogeneità con Padova, ma anche maggiore efficienza organizzativa sono gli obiettivi. Luigi Bisato dai banchi dell’opposizione è chiaro: “siamo con il Bacino Brenta Rifiuti perché non potevamo fare diversamente nel 2014. Etra è la conse-
guenza di una serie di consorzi, tipo il consorzio Tergola, che si sono fusi con vari ambiti territoriali anche dell’Alta Padovana per la gestione dei servizi acqua e la Regione poi ha attribuito anche la gestione rifiuti. La nostra proposta e di sottoporre la questione del cambio di ambito a Comepa (Conferenza dei comuni metropolitani della cintura di Padova) che raggruppa i 200.00 abitanti della città di Padova e 200.000 abitanti della cintura. Dobbiamo muoverci in un ambito di area vasta in quanto Noventa Padovana è inserita in un contesto (come quello della Grande Padova) caratterizzato da un comune carattere insediativo e chiedendo anche il supporto alla Regione. Siamo disponibili a ragionare se si procede in un ambito più ampio”. Il sindaco di Noventa Bano è chiaro: “nessun problema a coinvolgere Comepa. In ogni caso se non dovesse essere efficace io utilizzerò tutti gli strumenti per procedere con la Regione con il passaggio in Consiglio. E’ un progetto complesso e complessivo con Padova, in una ottica di ambito omogeneo con la gestione di una procedura di gara. L’obiettivo per i cittadini del Comune di Noventa Padovana – con
questo atto di indirizzo - è quello di aver il miglior servizio al minor costo”. Fabio Borina il gruppo consigliare “Per Noventa” propone che l’ambito di Comepa rappresenti il perimetro ottimale per omogeneità insediativa, produttiva e commerciale per la gestione dei rifiuti, e autorizza il sindaco ad interessare Comepa per la proposta di modifica dei bacini per la gestione dei rifiuti. Il Consiglio ha votato all’unanimità. Il sindaco Bano ha ringraziato per la fiducia e per l’emendamento presentato dall’opposizione e sottolineando che “l’azione è importante per i cittadini di Noventa Padovana”. La decisione adottata ha comportato ben due sospensioni di Consiglio.
Da sinistra Fabio Borina, Luigi Bisato, di seguito Marcello Bano
Nadia Zorzan
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Sono stati abbattuti nelle scorse settimane per evitare che crollassero sulle case adiacenti, 12 aceri che erano posizionati nel parco della Villa Valmarana. Saranno immediatamente sostituiti da sei betulle, due faggi, due aceri, due noccioli. “Il tronco - ha commentato nell’occasione il sindaco Marcello Bano - era assolutamente compromesso, non c’era altra scelta che abbatterli. E’ sempre un dispiacere quando si abbattono degli alberi ma è stato necessario per evitare problemi peggiori”. Il tema della cura del verde pubblico è molto sentito dai cittadini, che anche nello spazio che la giunta ha organizzato nel mercato, si è capito essere uno degli argomenti più sentiti. Il Comune infatti ha deciso che, ogni primo martedì del mese, la giunta sarà a disposizione dei cittadini per ascoltare le loro rimostranze e sentire quelle che sono osservazioni, segnalazioni e suggerimenti. (n.z.)
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Noventa Padovana
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Territorio. A causa delle bollette stratosferiche in arrivo all’ente locale
Lampade spente di notte a Noventa
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a aprile 2022 fino a dicembre 2022 ci sarà lo spegnimento complessivo dell’illuminazione pubblica sul territorio del Comune di Noventa dall’una di notte alle 5 del mattino, fatti salvi i punti di maggiore criticità come le rotatorie e gli attraversamenti pedonali. Il caro bollette si fa sentire anche in Comune. A fine febbraio infatti l’ente si è visto recapitare infatti una nota ufficiale con cui si comunica l’aumento stimato della spesa per circa 40.000 euro. Il Comune è corso ai ripari incaricando il settore lavori pubblici di porre in essere con la ditta affidataria del servizio, un controllo del funzionamento degli impianti di illuminazione pubblica, per valutare le strategie e le possibili opzioni per contenere i consumi. Questo allo scopo di ottenere delle economie di gestione che rendano possibile il rientro della spesa nei limiti di compatibilità dell’attuale bilancio, cercando comunque di perseguire il programma di riqualificazione della pubblica illuminazione in un ottica di risparmio. Effettuati i sopralluoghi e dopo alcuni incontri, il Comune ha chiesto alla società affidataria del servizio una previsione di spesa con le seguenti opzioni: una stima del canone con spegnimento di tutti i punti luce, a partire dall’ una di notte e una stima del canone con spegnimento di tutti i punti luce, dall’una alle 5. Il Comune così, alla fine, ha deciso di procedere con lo spegnimento completo dell’impianto di illuminazione pubblica, dall’ una alle 5 nella fascia oraria cioè in cui vi è un minor traffico veicolare. L’obiettivo del medio termine è quello di revisionare gli impianti esistenti con l’istallazione di nuove tecnologie. Al momento, il Comune non dispone di risorse finanziarie per attuare una riqualificazione energetica degli impianti.
Il Comune ha deciso di procedere con lo spegnimento completo dell’impianto di illuminazione pubblica, dall’una alle 5 del mattino, nella fascia oraria cioè in cui vi è un minor traffico veicolare
Polemiche ci sono state infine sul fatto che si potrebbero effettuare risparmi su altri fronti, ad esempio il riscaldamento in Villa Valmarana ove il sindaco effettua incontri, giunta e riceve i cittadini. Il sindaco Marcello Bano nell’ultimo consiglio ha affermato che il riscaldamento in alcuni locali della Villa, è acceso per garantire la conservazione dei manufatti pittorici, per il resto il riscaldamento dei locali utilizzati dal sindaco e dalla giunta è spento. Ha anticipato che le sedute di consiglio Comunale dal prossimo anno si terranno a riscaldamento spento in Villa Valmarana: ha invitato i presenti a munirsi di guanti e piumini per riscaldarsi. Nadia Zorzan
I 15 anni dell’associazione “Noventa Culturale” Il 20 marzo 2022 l’associazione Noventa Culturale “Renato Nalesso” ha compiuto 15 anni di attività. Verso la fine del 2006 un gruppo di amici, un po’ stanchi della politica, ma desiderosi di fare qualcosa di utile per la comunità pensò di creare un’associazione culturale. C’era parecchia riluttanza e scetticismo, vista la scarsa partecipazione della popolazione alle attività culturali promosse dal Comune. Nel gruppo però qualcuno che, conoscendo altre realtà di molto successo, come ad esempio l’Università della Terza Età di Dolo, propose di prendere lo spunto da quella esperienza utilizzando la seguente formula: “Conferenze culturali di vario tipo a 360 gradi della durata di un’ora e mezza con orario alle 15.30 alle 17”. Il 20 marzo 2007 venne firmato l’atto costitutivo dell’associazione. L’attività partì a novembre 2007: in Villa Valmarana ebbe luogo la prima conferenza tenuta dal professor Donato Gallo con argomento la storia di Noventa, in seguito le conferenze sono proseguite prima nella canonica, successivamente nella sala ex-cinema ed ora all’auditorium della Scuola Media Santini. L’associazione, utilizzando solo
il passaparola, è cresciuta continuamente ed ora vanta 105 soci anche fuori comune. Anche con un calo dovuto alla pandemia, le conferenze vedono una partecipazione media di 60 persone. Gli argomenti trattati sono molto vari e vanno dalla storia di Padova a quella di Venezia, dalla medicina alla musica, dalla pittura alla scultura, dal giardinaggio alle peculiarità del territorio. Oltre alle conferenze vengono organizzate visite a mostre, ville e musei. (n.z.)
Saonara
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Politica. A giugno le consultazioni comunali per decidere il nuovo sindaco
Elezioni, corsa a tre per il municipio I candidati sono Michela Lazzaro (Saonara Domani), Elisabetta Maso (Saonara Felice), e Alessandro Toninato (Uniti per Saonara)
S
aonara è pronta a votare! Manca meno di un mese ormai alle prossime elezioni comunali che si terranno domenica 12 giugno a Saonara per scegliere il nuovo sindaco. Saranno chiamati alle urne circa 7.850 saonaresi su oltre 10.430 cittadini, divisi in ben 8 sezioni, per votare il successore del primo cittadino uscente Walter Stefan. Sono tre i candidati sindaci che si sfideranno a colpi di voti di matita ai seggi elettorali con l’obiettivo di amministrare il territorio di Saonara. I candidati sono Michela Lazzaro (Saonara Domani), Elisabetta Maso (Saonara Felice), e Alessandro Toninato (Uniti per Saonara). MICHELA LAZZARO Michela Lazzaro, 52anni, già vicesindaco e assessore all’ambiente, cultura e vivaismo, con l’amministrazione uscente Stefan, è candidata sindaco con la lista civica Saonara Domani. Come 5 anni fa, Saonara Domani ha deciso di presentarsi agli elettori correndo da sola, senza l’appoggio di partiti politici o di coalizioni. “Si tratta- spiega – di un progetto quinquennale concreto e sostenibile con una squadra di candidati composta da alcuni assessori e consiglieri uscenti, tra cui Silvia Alibardi, Alberto Carones, Simone Bettin, Pietro Rigato, Marta Badon, Tommaso Musner, Luca Bassani, e da persone nuove, molte già attive in diverse realtà del territorio. Saonara Domani è riconosciuta dai cittadini in quanto ha realizzato molte opere, ha dedicato particolare attenzione alla cura delle aree verdi, alla manutenzione delle strade, rendendo Saonara uno dei Comuni meglio amministrati della cintura urbana di Padova. La nostra attenzione sarà rivolta a tutti i cittadini. In particolare, dedicheremo ampio spazio ai giovani, aumenteremo l’attenzione per le fasce più deboli e gli anziani, oltre ad occuparci del problema energetico e della sicurezza del nostro Comune. La nostra parola chiave è continuità amministrativa per proseguire quanto iniziato già da Saonara Domani negli ultimi anni nel territorio”. ELISABETTA MASO Elisabetta Maso, 54 anni, imprenditrice, ex consigliere ed assessore con delega all’ambiente, cultura, innovazione tecnologi-
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ca, si presenta come candidata sindaco a queste elezioni con la sua lista civica “Saonara Felice”, non legata a partiti politici, con l’obiettivo di portare una ventata di aria nuova nel territorio di Saonara, proponendo uno stile di politica non basata sull’autoreferenzialità, ma concretamente attenta all’umanità delle persone. “Tutte le nostre attività- dice- saranno volte alla crescita sociale della popolazione, all’offrire nuove opportunità di benessere, di soluzione dei problemi concreti, di ricostruzione di un tessuto aggregativo e di condivisione che negli ultimi anni purtroppo è mancato. Vogliamo creare un circolo virtuoso dove la politica sia vicina e davvero al servizio delle persone. Il nostro programma verte su 8 macro-punti che riguardano: giovani, benessere e sport; ambiente ed energie rinnovabili; viabilità e opere pubbliche; sicurezza; scuola; storia, arte e cultura; sociale e pari opportunità; commercio”. ALESSANDRO TONINATO 48 anni, consulente assicurativo, ex assessore, vicesindaco e attuale consigliere comunale. Con la sua lista civica Uniti per Saonara, il candidato sindaco Toninato è sostenuto da molte persone di Saonara che sostengono e che condividono le stesse idee, passioni, interessi e impegno sia sociale che politico. “I 16 candidati consiglieri di lista che mi accompagnano in questa sfida elettorale- spiega Toninato- sono donne e uomini che hanno a cuore l’ambiente in cui viviamo e vogliono partecipare attivamente a migliorarlo sia da un punto di vista dei servizi offerti che di relazione tra le persone. Abbiamo molte idee da attuare per creare nuovi spazi di aggregazione per famiglie, giovani e meno giovani andando a utilizzare, opportunamente riqualificato, sia l’edificio ex “bocciofila” ora chiuso, che l’ex asilo di Villatora, attualmente destinato ad essere abbattuto, ma che potrebbe essere destinatario di importanti contributi statali per profondi interventi strutturali. Siamo inoltre convinti che il raddoppio del municipio attuale non sia necessario e vorremmo invece destinare quei soldi ad altri usi: interventi di sicurezza idraulica su tutto il territorio, sistemazione di piazza Maria Borgato Soti, e molto altro ancora”. Manuel Glauco Matetich
Saonara
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Politica. Intervista al sindaco uscente Walter Stefan, dopo 52 anni di politica
“Non sparirò, resterò sulla scena” U
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Veniamo ai giorni nostri. 10 anni da Sindaco di un Comune importante della cintura urbana come Saonara, non dev’essere stata una passeggiata. “Ma guardi, è un’esperienza completamente diversa da quelle precedenti. Fare il Sindaco di un Comune, oggi, è un’attività insieme esaltante e totalizzante. Oggi tutto finisce nella scrivania del Sindaco, che ha la responsabilità delle decisioni ed il dovere di dare risposte ai bisogni della propria gente”. Cosa lascia invece al paese in termini di opere realizzate? “La sala civica “Sandro Pertini” con la relativa nuova piazza antistante è l’opera più impor-
de con all’interno la tanto attesa area cani. In totale oltre 11 milioni di euro di opere, realizzate con risorse comunali, senza fare neanche un euro di debito”. Ha già pensato cosa farà da giugno in poi? “Non intendo certamente sparire, anche perché questa è la grande passione della mia vita. Aiuterò con grande convinzione e determinazione la rinnovata squadra che potrà sempre contare sulla mia presenza”. Manuel Matetich
Terzo settore, sono 50 le realtà associative
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“Fare il sindaco oggi è un’attività insieme esaltate e totalizzante. Hai il dovere di dare delle risposte ai bisogni della gente”
tante dei primi 5 anni, assieme al chilometro delle rose e all’arredo delle 3 grandi rotonde nella strada dei Vivai, senza dimenticare la realizzazione di nuove piste ciclopedonali. Invece negli ultimi 5 anni abbiamo provveduto a riasfaltare quasi tutte le strade comunali, la cura dei parchi pubblici e gli interventi di salvaguarda idraulica, per finire con l’inizio del cantiere della nuova palestra di Saonara ed all’apertura, il prossimo 29 maggio, del grande Parco dell’Olivo a Villatora, oltre 20.000 metri quadri di ver-
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na vita dedicata alla passione per la politica. Da quel lontano 1970 in cui diventa giovanissimo segretario della Democrazia Cristiana della sezione di Villatora, alla imminente conclusione dell’impegno pubblico, a 70 anni, da Sindaco del Comune di Saonara, ruolo ricoperto per 10 anni, si appresta ad “appendere le scarpe al chiodo” Walter Stefan. Sindaco Stefan, 52 anni di ribalta pubblica se non è un record, poco ci manca. Come vive il momento del definitivo distacco? Con molta serenità e con la soddisfazione di essere riuscito a realizzare, con l’aiuto di tanti amici, diverse iniziative che mi stavano a cuore, talvolta innovative e difficili da concretizzare come il servizio di Cityporto, la consegna delle merci in città con mezzi ecologici, attiva nell’Interporto di Padova dal 2004”. Dal 2004 al 2009, la troviamo Consigliere Provinciale di maggioranza. Cosa le è rimasto di questa esperienza? “Sono stati 5 anni straordinari, che mi hanno consentito di sviluppare rapporti e conoscenze con le varie realtà socioeconomiche di Padova e affianco ad un grande Presidente come Vittorio Casarin. Con il suo aiuto e con l’impegno degli amici dell’associazione Antenore, è nato il dibattito per il nuovo ospedale di Padova”.
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Terzo settore: una vera sfida per il nuovo sindaco. Nonostante nel Comune di Saonara abitino poco più di 10 mila persone, il territorio è davvero ricco di associazioni locali. Infatti, il terzo settore a Saonara conta circa 50 realtà associative che si identificano sotto diverse categorie (sociale, culturale, sportiva). Una delle prove che dovrà affrontare il primo cittadino che verrà eletto nelle prossime settimane è quella di riuscire a mantenere lo status quo di queste belle associazioni territoriali oltre a supportare lo sviluppo di nuovi progetti, eventi e magari nuove associazioni. Nella definizione di terzo settore rientrano tutti gli enti di carattere privato che agiscono in diversi ambiti, dall’assistenza alle persone con disabilità alla tutela dell’ambiente, dai servizi sanitari e socio assistenziali all’animazione culturale. In queste associazioni, che a Saonara sono il fulcro della vita sociale della cittadinanza, si esprime l’attitudine delle persone a promuovere soluzioni di benessere mediante un concreto impegno civile e solidale in diversi ambiti, quali la tutela dei diritti e la promozione dei diritti umani e della pace; la promozione di pari opportunità tra uomini e donne; la creazione di sbocchi professionali nell’ambito dell’economia sociale: la promozione dello sviluppo umano, la lotta all’esclusione sociale e alle tradizionali forme di povertà attraverso la rimozione degli ostacoli che le determinano. (m.m.)
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Provincia
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Volontariato. Intervista a Elena Gianello, referente Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica
“Malattia non ancora riconosciuta come invalidante, vicini ai pazienti” L
a referente di Aisf Odv sezione Padova, Elena Gianello, spiega la nascita, le attività, gli obiettivi dell’Associazione che è attiva a livello territoriale per essere il più vicina possibile ai malati e a livello istituzionale per dare dignità e riconoscimento ai pazienti fibromialgici. Come è nata la vostra Associazione? “L’Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica, è nata come Onlus nel 2005 a Milano, divenuta Odv con la riforma del terzo settore. Nel corso degli anni sono sorte numerose sezioni locali a carattere provinciale, come la sezione di Padova avviata nel marzo 2018, per portare anche in questo territorio visibilità e sostegno ai malati di Fibromialgia. AISF vuole rendere possibile un adeguato approccio diagnostico, terapeutico e assistenziale, offrendo informazioni per conoscere la malattia, gestirla e migliorare le condizioni di vita dei pazienti. L’Associazione assume un ruolo fondamentale in un paese come l’Italia, uno dei pochissimi in Europa e nel mondo, in cui il Ministero della Sanità non ha ancora riconosciuto la fibromialgia come malattia cronica e invalidante”. La sindrome fibromialgica colpisce circa 2 milioni di italiani di qualunque età e sesso. Cos’è e quali sono i sintomi? “La fibromialgia è una pato-
La fibromialgia colpisce due milioni di italiani ed è caratterizzata da dolore cronico e diffuso in tutto il corpo e molti altri disturbi che riducono la qualità della vita, “Sosteniamo gli ammalati di fronte all’incomprensione”
Fotografa il QR code e ascolta l’ultimo Notiziario Le volontarie della sezione padovana di Aisf Odv, attiva dal 2018
logia caratterizzata da dolore cronico, diffuso in tutte le parti del corpo, rigidità, importante stanchezza, disturbi del sonno con frequenti risvegli notturni e sonno non riposante, altri vari sintomi corporei, disturbi cognitivi, a volte ansia e depressione, e una riduzione delle capacità nello svolgimento delle attività della vita quotidiana, fino a sperimentare un rallentamento delle funzioni esecutive e cognitive, impattando fortemente la qualità di vita”. Quali sono le vostre più importanti attività? “Ascoltare il paziente che spesso si trova in un isolamento sociale e relazionale dovuto
all’incomprensione di questa malattia. Lo sportello telefonico fornisce le prime indicazioni per una corretta diagnosi e aiutano il paziente a comprendere come porsi nei riguardi della malattia e della terapia. L’attività più importante poi è quella dell’educazione alla gestione dei sintomi, attraverso incontri con specialisti e proposte di attività di gruppo. Dal 2021 a Padova, AISF è all’interno della “Rete Utenti Per Caso” per dare, dove possibile, risposte a chi ha bisogno, trovando soluzioni in collaborazione con altre realtà di volontariato del territorio”. Fanny Xhajanka
Dal Pnrr ampliamento e ristrutturazione per 6 milioni al Duca degli Abruzzi e San Benedetto da Norcia Un intervento complessivo di 5milioni 850mila euro programmato dalla Provincia di Padova, grazie alle risorse PNRR, permetterà di costruire delle nuove serre all’Istituto agrario Duca degli Abruzzi, di ampliare e ristrutturare il Convitto San Benedetto a Padova, con la realizzazione della nuova mensa. “Procederemo alla realizzazione delle nuove serre al San Benedetto da Norcia - ha ricordato il consigliere provinciale Luigi Alessandro Bisato, con delega all’edilizia scolastica - per un importo previsto di 2milioni 350mila euro e l’ampliamento e la ristrutturazione del Convitto San Benedetto da
Norcia con la realizzazione della nuova mensa per complessivi 3milioni e 500mila euro. Dopo il rifacimento della cantina al Duca degli Abruzzi vanno programmati interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico dello splendido chiostro nell’ex
convento appartenente ai monaci benedettini ed interventi di messa in sicurezza su altri edifici degli istituti.”. “I 1200 iscritti tra il Duca degli Abruzzi e il San Benedetto da Norcia – ha concluso Bisato - indicano che l’indirizzo agrario è ancora molto richiesto e questo fa ben sperare perché solo tornando alle origini potremo affrontare le sfide future. I giovani, riescono a inserirsi facilmente nel mondo del lavoro. Le nuove idee non mancano e spesso le aziende giovani imprenditori agricoli rappresentano la componente più dinamica dell’agricoltura”.
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Sociale. Mobilitazione per l’accoglienza in città di alcuni profughi dalle aree più colpite
“Giocaconilcuore” in prima linea per dare ospitalità agli ucraini L
’Associazione “giocaconilcuore”, da sempre attenta a portare sostegno ed aiuto ai più deboli, soprattutto se si tratta di bambini, da subito si è messa in campo per raccogliere beni di prima necessità, dai medicinali agli alimenti, giochi e molto altro, da inviare e portare direttamente ai confini con l’Ucraina. Si stanno inoltre occupando della parte ludica dei piccoli orfani che sono ospiti al Seminario con una serie di incontri per portare loro qualche sorriso e un po’ di serenità perchè “ridere è una cosa seria”. Giorgio Silvestrin, fondatore e presidente dell’Associazione “giocaconilcuore” racconta la sua esperienza. “Ho ricevuto una telefonata dal Presidente dell’Associazione Medici in Strada che mi ha
Tra i rifugiati anche una mamma poco più che ventenne con un bimbo di 15 mesi, arrivati dopo un lungo viaggio informato di come si stavano adoperando per far giungere al Conservatorio Pollini di Padova alcune giovani studentesse di musica per permettere loro una giusta accoglienza e un proseguio degli studi. Questi giovani ragazze provengono da CharKiv una delle città più colpite dalle bombe russe e sono musiciste e cantanti del locale conservatorio, costrette alla fuga con quel poco che, in quei concitati minuti, possono trasportare con loro. Fuggono a Leopoli e dopo un interminabile viaggio giungono scaglionate a Padova,
tra loro c’è anche una giovane mamma poco più che ventenne Boghdana con un piccolino di 15 mesi. L’Associazione Medici in Strada mi contatta con molta preoccupazione perché questa giovane mamma non ha un luogo dove poter essere accolta, così in pochi istanti, pur consapevole che la decisione è una di quelle importanti, ho messo a disposizione la mia casa e di fatto la mia famiglia per accogliere i due. Ovviamente la prima accoglienza è la più semplice, un letto, una doccia calda e un po’ di buon cibo fanno miracoli sia per il bimbo che per la mamma. La casa è accogliente, la famiglia premurosa, persino i gatti di casa accettano bene i nuovi arrivati, ma poi ci si deve confrontare con la realtà quotidiana, ci sono i tamponi da fare, le denunce in questura e prefettura, l’assistenza sanitaria per un problema ad un occhio, il bimbo da sistemare, la paura della mamma, i contatti con l’Ucraina, la burocrazia e molto altro, ma l’amore deve sempre prevalere sul male ed è con questa convinzione che provvederemo a mettere in completa sicurezza mamma e bambino affinché non vengano separati e possano ricostruirsi una vita. Sono state avviate tutte le pratiche legali legate al giusto inserimento ma noi continueremo a dare la doverosa assistenza e provvederò in prima persona ad ogni esigenza affinché questa mamma e questo bimbo possano ritrovare sorriso e serenità persi sotto le bombe di Charkiv”. Fanny Xhajanka
La giovane mamma e il suo bimbo hanno trovato ospitalità in una famiglia padovana
L’omaggio del sottosegretario Costa ai medici ed operatori sanitari di Schiavonia in prima linea Il sottosegretario di Stato alla salute Andrea Costa in visita all’ospedale di Schiavonia di Monselice per portare il suo sostegno e la sua vicinanza ai medici ed operatori che per primi hanno conosciuto le difficoltà della pandemia. Il sottosegretario ha visitato la struttura ospedaliera accompagnato dal direttore generale Ulss 6 Euganea Paolo Fortuna, dal direttore sanitario Aldo Mariotto, dalla direttrice dell’amministrazione Michela Barbiero e da alcuni medici e primari. “Un grande grazie a tutte le figure che in questi due anni hanno svolto un ruolo essenziale per i cittadini- ha commentato il sottosegretario Costa - una pandemia che ha portato fatiche e dolore e per questo è giusto che le istituzioni vengano direttamente nel territorio a portare il loro sostegno e a testimoniare la vicinanza a chi è in prima linea”. Il sottosegretario ha voluto accogliere le istanze del personale medico per condividere assieme dei percorsi che possano dare risposte concrete ai cittadini: “Ho visitato tante strutture e non è semplice trovare ospedali come questo, con strumentazione all’avanguardia, personale preparato e spazi giusti - ha continuato Costa - Un ospedale che ha dato tanto alla comunità e l’obiettivo è quello di arrivare alla convivenza con il virus per permettere a tutti gli ospedali italiani di garantire e proseguire l’attività ordinaria, è questo
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l’obiettivo che stiamo cercando di perseguire”. Alla visita era presente anche Giorgia Bedin, sindaca di Monselice e presidente della Conferenza dei sindaci della Uls 6 che dopo i ringraziamenti per la visita del sottosegretario ha spiegato l’importanza che l’ospedale che serve 180 mila cittadini della Bassa padovana continui il suo servizio anche per emergenze ed acuti: “L’ospedale serve un territorio vasto ed il nostro auspicio, come rappresentante dei sindaci, è quello che la struttura di eccellenza di cura a cui ci possiamo appoggiare possa rimanere a disposizione di tutta la popolazione e di tutti i tipi di patologie” conclude Bedin. (g.z.)
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Cultura
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La rassegna. Uno dei luoghi storici della città ospita fino al prossimo autunno numerosi eventi
“Porta Aperta”: ricco calendario sullo sfondo di Porta San Giovanni
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Per il decimo anniversario del progetto la mostra “Ordine & Caos” aperta fino al prossimo autunno, dal 15 giugno “Linguaggi creativi a confronto”, a luglio “Forma e Colore” e la retrospettiva “Geografie interiori”, a settembre altre esposizioni
Un’esposizione a Porta San Giovanni
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Budapest
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ri, dedicata al percorso pittorico dell’artista fra gli anni Sessanta e gli anni Novanta. Dopo una pausa nel mese di agosto, gli appuntamenti riprenderanno il primo settembre con la mostra di pittura Segni, di Giovanni Omodeo, Alessandro Punzo e Viviana Zorzato (fino al 15 del mese), seguita da Riflessi dell’anima di Maria Grazia Petrone, artista padovana con una predilezione per la raffigurazione del mondo femminile (dal 17 al 30 settembre). Prima dell’evento conclusivo, ancora spazio per la pittura con la mostra collettiva di pittura astratta Tempus Agendi (dal primo al 16 ottobre) a cura di Nicoletta Furlan. Verranno esposte opere di Teresa Bellini, Maria Furlan, Giovanni Galiazzo, Chiara Grigoletto, Paolo Schiavon, Linda Verani.
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Prima di arrivare all’evento conclusivo, Porta San Giovanni ospiterà numerose altre mostre. Il 15 giugno verrà inaugurata la mostra di pittura e scultura Linguaggi creativi a confronto, nella quale gli acquarelli di Mariarosa Beltrame Craighero dialogheranno con le sculture di Pierantonio Bellotto. La mostra, in programma fino al 29 giungo, sarà seguita dal primo al 14 luglio da Forma e Colore, esposizione delle opere di Tatiana Bartsova, artista laureata in arte e scultura e specializzata in lavorazione della ceramica, e Mairosl Colombara, diplomata in pittura presto l’Accademia i Belle Arti di Venezia e attiva soprattutto nei campi della pittura e dell’illustrazione. Sempre a luglio, dal 16 al 31, la rassegna si focalizzerà sulle opere di Ubellino Cecchinato con la retrospettiva Geografie interio-
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na delle porte storiche di Padova, per secoli punto di accesso alla città e luogo di passaggio, da dieci anni la Porta Monumentale San Giovanni è diventata anche location d’eccezione di eventi culturali, mostre, installazioni, laboratori, conferenze e molto altro, grazie al Progetto Porta Aperta, curato dall’Associazione Xearte. Una rassegna nata allo scopo di donare un valore aggiunto a Porta San Giovanni e di farla conoscere sia ai turisti, sia ai cittadini, Porta Aperta taglia quest’anno un importante traguardo e festeggia i suoi primi dieci anni. Un decennio in cui la splendida Porta realizzata dall’architetto, pittore e scenografo Giovanni Maira Falconetto ha fatto da cornice a eventi di vario genere riaffermando il proprio ruolo di luogo ricco di storia e d’arte e inserendosi nei percorsi di Padova Patrimonio Unesco. Nell’anno del suo decimo anniversario, Porta Aperta propone a cittadini e turisti un ricco calendario di appuntamenti a coprire le stagioni primaverile, estiva e autunnale. Inaugurata lo scorso marzo dalla mostra Ordine&Caos di Riccardo Passuello, la rassegna proseguirà fino alla fine di ottobre, con l’evento conclusivo (la mostra di pittura Genesi - percorso d’arte di Luigi Marano) in programma fra il 17 e il 30 ottobre 2022.
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Essenziale il suo contributo, nel secondo dopoguerra, alla svolta radicale del linguaggio del gioiello: non più solo un ornamento, ma un vero e proprio manufatto artistico. Un’arte, quella di Pinton, che ha saputo mutare e evolversi nel tempo, attraversando varie fasi, dal classicismo degli anni Cinquanta all’astrat-
tismo degli anni Sessanta, dalla sobria delicatezza delle numerose spille realizzate negli anni Settanta agli originali anelli degli anni Ottanta. La mostra, a cura di Luisa Attardi e Mirella Cisotto Nalon, si propone di presentare la “nuova gioielleria” creata dall’artista padovano, pioniere nel suo campo e iniziatore della Scuola orafa padovana, divenuta poi celebre a livello internazionale. Un viaggio attraverso oltre cento opere che permetteranno ai visitatori di ammirare non solo i gioielli realizzati da Pinton, ma anche i suoi disegni, bozzetti e scritti teorici, e di conoscere altri nomi importanti della “nuova gioielleria” internazionale. (f. t.)
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Un viaggio nell’arte orafa e nelle innovazioni apportate al settore da Mario Pinton: è questo che si propone di offrire ai visitatori Mario Pinton. Gioelli, sculture e poesia, la mostra dedicata all’artista padovano ospitata fino al prossimo 3 luglio nelle sale del Museo Eremitani di Padova. Nato a Padova nel 1919, Mario Pinton cominciò a lavorare i metalli molto presto grazie agli insegnamenti del padre, incisore di oreficerie. Dopo aver frequentato le scuole d’arte di Padova, Venezia e Milano, si dedicò all’arte orafa del gioiello e della medaglista, ma anche all’arte sacra e celebrativa, portando avanti una parallela attività di insegnamento e ricerca.
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Mario Pinton. Gioelli, sculture e poesia ai Musei Eremitani
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Sport
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Basket. Non ha ancora 17 anni ma ha già attirato l’attenzione di grandi squadre di serie A/1
Nel cielo della Virtus brilla la stella di Marangon: “può crescere ancora” U
na nuova giovane stella brilla nel cielo della Virtus Basket: è Leonardo Marangon, un ragazzone classe 2005 che fa delle sue doti fisiche e tecniche il plus che lo ha spinto verso la selezione Next Generation team, che raccoglie i migliori giocatori delle giovanili di tutte le squadre a livello europeo, e con la nazionale italiana Under 18. Classe 2005 (compirà 17 anni il prossimo novembre), 195 centimetri di altezza per 85 chili di peso, Leonardo è cresciuto cestisticamente nella Pallacanestro Vigodarzere, gemellata con la Virtus, e da due anni ha esordito in maglia nero verde con la Virtus, dove ha avuto modo di fare esperienza, tanto da attirare l’attenzione di grandi squadre della serie A1, Varese e Reggiana in primis.
“Leonardo è un ragazzo con notevoli margini di crescita”, dice di lui il coach della Virtus Riccardo De Nicolao. “Gioca da esterno, è un atleta dalla fisicità molto importante, dotato di un grandissimo uno contro uno che è la sua arma principale. È un ragazzo con la testa giusta che ha capito come inserirsi in squadra;
Il coach De Nicolao: “La sua arma principale è un grandissimo uno contro uno, sta lavorando molto, vedo un grande futuro” sta lavorando molto e migliorando anche nella pericolosità al tiro, per lui vedo un grande futuro”. Su Marangon ci sono anche voci di mercato di importanti interessamenti.
Quali sono i consigli del suo coach? “Ne abbiamo parlato e io mi sono sentito di consigliargli solo di prendere una decisione e porsi degli obbiettivi e fare di tutto per perseguirli. Alla sua età
non è sempre facile prendere una scelta giusta ma credo che abbia tutte le carte in regola per raggiungere un domani gli obbiettivi che vorrà prefissarsi”. I successi di Leonardo Ma-
rangon dimostrano che Virtus si conferma una rampa di lancio per talenti importanti. “Questo è uno dei nostri obbiettivi societari”, dice ancora Riccardo De Nicolao, “Marangon è un ragazzo di Padova e noi possiamo offrire un percorso di alto livello ai ragazzi del territorio. Dopo Niccolò Pellicano e Beniamino Basso, Leonardo è il terzo indizio che fa una prova: siamo una rampa di lancio per giovani talenti che qui trovano spazio e fiducia. Molti meriti vanno a lui perché è un ragazzo con un talento importante ma che ha anche la testa giusta nel lavoro quotidiano per poter emergere: ha tutte le potenzialità per togliersi grandi soddisfazioni”. Diego Buonocore
Pallanuoto: le atlete di Antenore Plebiscito alla sfida dei playoff, a caccia di un altro titolo L’Antenore Plebiscito Padova ha chiuso al primo posto della classifica la regular season del campionato di pallanuoto A1; il settebello delle biancorosse entra così direttamente nelle semifinali dei playoff dove affronterà, al meglio delle due partite su tre, la vincente tra CSS Vetrocar Verona e RN Florentia. Si avvicina così, per le pallanuotiste padovane, un altro importante traguardo, dopo il secondo posto in Coppa Italia e soprattutto il bronzo conquistato ad Atene in Coppa Len, nella Final Four di Euro League, il miglior risultato nella storia del club patavino. Una grande soddisfazione per la società, per le atlete e per l’allenatore Stefano Posterivo, al suo settimo anno
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alla guida del Plebiscito Padova, e da sette anni al vertice della pallanuoto italiana ed europea, recentemente insignito della Palma di Bronzo, l’onorificenza CONI al merito tecnico destinata ai migliori allenatori italiani. Un palmares da primato, quello conquistato negli ultimi anni dall’allenatore del Plebiscito Padova: quattro titoli italiani consecutivi, due Coppa Italia (più il secondo posto conquistato in quest’ultima stagione), piazzamenti importanti nelle competizioni internazionali ed infine il bronzo in Coppa Len, conquistato ai primi di Aprile 2022. Successi che hanno proiettato Posterivo ai massimi livelli, tanto da richiamare l’attenzione della nazionale femminile canadese, che lo
ha voluto nel ruolo di Assistant Coach. “Quando mi hanno chiesto la disponibilità”, racconta mister Posterivo, “ho chiesto: ma posso continuare a Padova? Nel momento in cui ho saputo che potevo mantenere il doppio ruolo di allenatore nel Plebiscito e nella nazionale canadese ho accettato immediatamente. Alla fine del campionato dovrò volare in Canada, a Montreal. Il periodo sarà molto intenso perché ci saranno i Mondiali e subito dopo si terranno le SuperFinal di World League. Poi verso fine luglio dovrei tornare in Italia. Potranno esserci delle situazioni in cui sarà necessaria la mia presenza in Canada, ma in linea di massima sarò quasi sempre a Padova”. (d.b.)
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Se la schermaglia è finita presto, con qualche battuta nel giro di un paio di giorni, andare a scavare dietro quelle affermazioni potrebbe portare a interessanti riflessioni. Il riferimento è alle frasi di Enrico Letta pronunciate di recente quando è giunto nel Veneto a sostenere le candidature del centrosinistra alle elezioni amministrative: “L’èra Zaia volge al termine – ha spiegato Letta – Lui ha interpretato il suo ruolo come governatore-uomo solo al comando. Una scelta che gli sarà anche servita in questi anni, ma credo lascerà per il centrodestra in Veneto un punto interrogativo enorme per il futuro e un vuoto che noi abbiamo intenzione di colmare”. Queste le frasi riportate nell’intervista a “La Piazza”, che potete leggere nella pagina successiva. Legittimo, naturalmente, che un esponente po-
#Regione Il Punto
Dopo di lui... di Antonio Di Lorenzo
litico veda per sé e il suo schieramento un futuro roseo e altrettanto comprensibile che lavori per raggiungere questo obiettivo. A rispondere al segretario del Pd è stato il giorno dopo Roberto Ciambetti, che lo ha ironicamente rassicurato: “Caro Enrico, non ti preoccupare, ci siamo noi a governare il Veneto”. Come dire: non ci sarà nessun vuoto da colmare nel 2025, quando Zaia lascerà palazzo Balbi. E dal punto di vista dei numeri le sue ragioni le ha. Alle elezioni il governatore ha ottenuto il 77% di gradimento. È stato lo stesso
Massimo Cacciari a ricordare che perfino suoi amici di sinistra, non sospettabili di simpatie leghiste, lo avevano votato. Potenza dell’immagine di buongoverno che Zaia s’è costruito in questi anni e ormai sono 17 che è in Regione. Ma davvero senza Zaia il bottino elettorale del centrodestra si sgonfierà come un soufflè? Davvero dopo di lui sarà il diluvio? Certamente il governatore ha un appeal personale ben maggiore dei partiti che lo sostengono. Ma vale la pena di ricordare che la Lega dal 1992,
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quando vinse a sorpresa le elezioni, e poi assieme a Forza Italia dal 1994, ha fatto man bassa di consensi in quel “centro” che era cresciuto per decenni alla scuola dei dorotei della Democrazia Cristiana e che, tanto per restare in tema regionale, aveva espresso alla presidenza prima il veronese Angelo Tomelleri e quindi Carlo Bernini. Davvero questi voti di centrodestra sono pronti a spostarsi in massa verso un faro di centrosinistra al punto da garantire al Pd veneto una vittoria elettorale tale da ribaltare l’andamento di trent’anni di votazioni? Lo scopriremo solo vivendo. Certamente l’elettorato veneto è moderato e il Pd da qui al 2025 dovrà ispirare a questi ceti, da sempre distanti dalla sua filosofia, tanta fiducia per intercettarli. Ma tanta.
L’intervista. Federico Caner, assessore regionale al turismo, agricoltura, commercio estero e fondi UE
“Torniamo alla normalità, ora serve stabilità” Assessore Caner, per il turismo possiamo finalmente parlare di ritorno alla normalità? “Il turismo in Veneto in epoca pre Covid segnava 18 miliardi di fatturato annui con 72 milioni di presenze turistiche, dimostrandosi di fatto la prima industria regionale, e permettendoci di arrivare al primo posto tra le regioni italiane per attrazione turistica. È chiaro pertanto che il settore merita ogni attenzione possibile ed è all’ordine del giorno di ogni sforzo per la ripresa economica. Il grande lavoro di squadra tra istituzioni e operatori ha permesso di rispondere alla sfida della pandemia offrendo servizi in linea con le rinnovate esigenze di sicurezza: gli indicatori hanno confermato, infatti, che i flussi del 2021 sono più che raddoppiati, con un +51,6% di presenze nei primi dieci mesi dell’anno rispetto al 2020”. Dal suo osservatorio come valuta questi mesi di decisa ripresa? “L’Osservatorio del Turismo Regionale Federato del Veneto (https://osservatorioturismoveneto.it/) è nato per monitorare l’andamento e valutare i dati relativi al movimento turistico delle destinazioni turistiche regionali. L’esperienza dell’Osservatorio è stata resa possibile grazie al maestoso lavoro di
squadra tra diversi stakeholders del mondo delle istituzioni e delle imprese e ci permette di avere in tempo reale non solo dati previsionali sulle prenotazioni ma anche la loro ricaduta economica e il sentiment del turista. La vera sfida è dare valore ai dati per costruire un’offerta sempre più in linea con le richieste del momento”. Ha affermato che la sostenibilità è la chiave per lo sviluppo consapevole del turismo, cosa intende? “Il turista vuole godere di un’esperienza naturale, a misura d’uomo, più accessibile e sicura, ed è disposto a spendere per averla. La sostenibilità rappresenta dunque l’elemento chiave per uno sviluppo consapevole del turismo. La sfida è proporre al turista nuove esperienze di fruizione del territorio che da un lato soddisfino queste nuove esigenze e che allo stesso tempo siano capaci di valorizzare tutti quei luoghi meno noti del territorio regionale, al di fuori delle mete più ricercate”. La stagione balneare apre con gli interrogativi sulla direttiva Bolkestein, cosa devono aspettarsi gli operatori del settore? “Alla scadenza mancano meno di due anni e il nemico, non solo per coloro che fanno
impresa ma anche per i Comuni chiamati di fatto a bandire le gare, resta ancora l’incertezza. È necessario intervenire con una normativa unica in grado, da un lato di tutelare le imprese di un comparto fondamentale per l’economia turistica nazionale e regionale e dall’altro di spingere a un continuo miglioramento del servizio offerto.
Sono sempre più convinto che tutti i Comuni balneari devono essere messi nelle condizioni di riconoscere ai concessionari uscenti gli investimenti fatti e di introdurre una premialità alle imprese che intendano investire in interventi di tutela e sicurezza delle aree costiere. Il Governo, in aperto confronto con l’UE, dovrebbe fare in modo che que-
sta transizione avvenga senza arrecare danno ai nostri gestori. In Veneto esistono già esempi virtuosi di consorzi e operatori locali che attraverso progetti di investimenti infrastrutturali hanno ottenuto concessioni con durata anche ventennale”. Da assessore all’agricoltura, di cosa ha bisogno il settore primario oggi? “Dopo le turbolenze c’è bisogno soprattutto di stabilità, per consentire ai nostri imprenditori di fare bene il loro lavoro. Il settore primario è sì più resiliente di altri in caso di crisi generalizzata ma è anche quello che ha tempi di ritorno degli investimenti più lunghi. In questo quadro va dato il giusto peso a due questioni fondamentali: l’innovazione da un lato e l’adattamento/contrasto agli effetti del cambiamento climatico dall’altro. Ritengo inoltre che serve urgentemente una legge che protegga le nostre eccellenze agroalimentari dalle falsificazioni”. Agricoltura e turismo, il binomio è vincente? “Certo che lo è! Dove si mangia e si beve bene ci si torna volentieri. Il Veneto offre solo l’imbarazzo della scelta in questo senso. Agricoltura e turismo significa anche slow tourism, un modello di fruizione del territorio a misura d’uomo”.
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Centrosinistra. Il segretario del Pd Enrico Letta
Centrodestra. Raffaele Speranzon, Fratelli d’Italia
Segretario Letta, quali sono le previsioni per il voto alle amministrative in Veneto? “Sono molto fiducioso per Padova, Sergio Giordani è stato un grande Sindaco in questi cinque anni, ha dato stabilità, tranquillità e molti investimenti alla città. Non ho mai dovuto mettermi a sanare conflitti interni, questo è merito di Sergio Giordani. Un ottimo candidato con un fortissimo profilo civico, che noi vogliamo rilanciare e rendere ancora più evidente. Padova è nella parte felice della mia Moleskine. Ci sono le città per le quali tocca ogni volta cercare di mettere insieme le persone. Poi, c’è una pagina con tante città nelle quali, invece, si lavora bene. Ecco, Padova è una di queste.” Quali sono le prospettive e il ruolo del Partito Democratico in vista delle regionali 2025? “Il nostro giudizio sulle sue amministrazioni è noto per il lavoro che facciamo in consiglio regionale. I cittadini veneti hanno dato negli anni un giudizio diverso e più positivo del nostro. Ma il tempo di Zaia come governatore e come Presidente del Veneto è un tempo che sta per terminare. Zaia ha interpretato il ruolo di un governatore un uomo solo al comando, insostituibile. Una scelta che gli sarà anche servita in questi anni ma credo lascerà per il centrodestra in Veneto un punto interrogativo enorme per il futuro e un vuoto che noi abbiamo intenzione di colmare. Se non si è protagonisti in Veneto non si può ambire a governare il Paese”. Come affrontare la crisi economica innescata dal conflitto ucraino? “Ci aspettiamo dal governo interventi sulle bollette elettriche, sul costo dell’energia, sui carburanti e sulle bollette per le famiglie. La nostra proposta è un assegno energia che sia in grado di compensare sia le imprese sia le famiglie e crediamo sia necessario pagarlo con una tassa pesante sugli extraprofitti che le aziende petrolifere
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“Il Veneto è centrale per il nostro Paese”
“Noi impegnati a costruire l’alternativa di governo”
ed energetiche hanno fatto in questo periodo. Accanto a questo insistiamo molto per un intervento a sostegno dei salari. i salari italiani sono tra i più bassi d’Europa, se il costo della vita cresce a dismisura, con quei salari non si regge il costo della vita. Questa è l’equazione su cui c’è bisogno di intervenire: o si abbassano i salari o si abbassa il costo della vita o si fanno entrambe le cose. Sono convinto che il governo saprà cogliere questo grido di dolore dal Paese e sia in grado di intervenire per far sì che non esploda la recessione. Non si può intervenire a incendio divampato, perché i costi sarebbero dieci volte superiori”. Gli eventi delle ultime settimane hanno reso più evidente come Giorgia Meloni si sia chiaramente candidata a premier. Qual è la vostra posizione? “Abbiamo una grande responsabilità. Non vorrei che il nostro Paese si mettesse in scia con i paesi dei premier che l’hanno sostenuta a Milano: quelli di Polonia e Repubblica Ceca. L’Italia è un paese che pensa ad altro. Deve andare in un’altra direzione che non è la direzione della destra Euroscettica, ma di un pese che lavora per un’Europa forte, integrata solidale, per la pace. Lavoriamo per essere all’altezza della sfida che Giorgia meloni ha lanciato a Milano e per batterla nelle urne”. In che modo? “Lo facciamo con un partito più unito possibile rilanciando il lavoro di democrazia partecipativa che attraverso l’Agorà democratica sta dando degli ottimi risultati. L’unità interna del nostro partito è uno dei risultati di cui sono più soddisfatto di questo anno di segreteria. Ma l’obiettivo più importante è quello di convincere i giovani che il nostro partito è il partito che si occuperà di loro. Il partito del futuro dei giovani che cerca di dare all’Italia un futuro europeista, solidale, democratico e progressista”. Sara Busato
entrodestra unito, per governare le città venete e affrontare le elezioni politiche del 2013. Raffaele Speranzon, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, delinea la strategia del partito. Cosa vi aspettate dal voto nelle città venete? “Anzitutto dobbiamo constatare che in questi anni Fratelli d’Italia ha registrato un trend di costante crescita, anche per questo abbiamo anche abbiamo alcun candidati sindaci più. Ci aspettano le sfide importanti nelle grandi città, a partire da Verona dove ci presentiamo con un nostro candidato, sostenendo la rielezione del sindaco uscente Federico Sboarina. Con la stessa determinazione e con la volontà di ottenere risultati importanti sosterremo Peghin a Padova e De Pellegrin a Belluno con le nostre liste. Nel veneziano attenzione anche a Jesolo dove corre il nostro candidato De Zotti. L’unità del centrodestra è sempre il nostro obiettivo di governo. Fratelli d’Italia non tradirà mai il patto con i propri elettori e si porrà sempre come alternativa al Pd e al Movimento 5 Stelle. Dobbiamo creare le condizioni affinché i nostri alleati naturali concorrano con noi a costruire un’alternativa vincente”. Quale il vostro ruolo nella maggioranza in Regione? “In consiglio e in giunta abbiamo cercato di portare la voce delle imprese e delle famiglie, non solo a spingere l’amministrazione regionale a fare quanto nelle sue possibilità ma anche a pretendere dal governo nazionale delle risposte su temi come il caro bollette, sul quale ancora non vediamo scelte rassicuranti rispetto nei confronti di imprese e famiglie. Non otterremo nulla di buono finché buttiamo 8,8 miliardi di euro l’anno nel reddito di cittadinanza. L’unico mondo per combattere la povertà è creare lavoro”. Come va con la Lega in Veneto? “Con la Lega c’è un rapporto leale, che si sta anche evolvendo nel tempo, il nostro
obiettivo è di accrescere la nostra rappresentanza anche a livello parlamentare, oltre che nei consigli regionali. I parlamentari veneti devono fare interessi dei veneti, come hanno dimostrato in occasione delle elezioni per il presidente della Repubblica, votando per il trevigiano Carlo Nordio”. Come vi preparate alle elezioni politiche del 2023? “Fra un anno i cittadini dovranno avere la possibilità di scegliere un governo senza ministri e sottosegretari di Pd e 5 Stelle. C’è bisogno di un fronte unito che comprenda le forze di centrodestra, la nostra è una condivisione di valori alternativi. I governi che ci sono stati in questi anni non saranno rimpianti dal popolo italiano perché non avevano un indirizzo politico chiaro e non hanno prodotto grandi risultati e scelte utili per la comunità. Un governo tra forze affini che hanno molti punti in comune diventa più efficace per realizzare le richieste degli elettori. Chi vota per un partito di centrodestra non credo sia contento di vedere ministri del Pd. L’elettore di centrodestra che sceglie Fratelli d’Italia mette il voto in cassaforte”. Cosa aspettarci sul fronte Covid? “Noi diciamo basta alla sottrazione di diritti costituzionali, basta al Green pass. Abbiamo adottato le misure più restrittive in Europa ma questo non ha portato ad un risultato migliore di altri Paesi”. Infine, che dire della guerra in Ucraina? “Dobbiamo agire a livello europeo, rafforzare il peso dell’Europa all’interno della Nato, dove invece oggi conta ancora troppo poco. Un’Europa più forte sulla scena internazionale va anche a beneficio dell’Italia. Intanto i danni provocati dalle sanzioni alla nostra economia dovranno essere compensati finanziariamente. E’ giusto mettere le sanzioni ma è altrettanto giusto che non siano gli italiani a pagarne le conseguenze”. Nicola Stievano
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L’anniversario. Il Presidente della Repubblica Mattarella: “La presenza sul territorio è un capitale prezioso”
Poste Italiane, 160 anni di storia per costruire il futuro T
aglia il traguardo dei 160 anni Poste Italiane la cui storia va a braccetto con quella dell’Italia unita. Un compleanno speciale, celebrato insieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sottolineato il percorso compiuto in più di un secolo e mezzo di storia accompagnando la crescita del Paese con spirito di servizio, slancio innovativo, vicinanza al territorio e inclusione di tutte le comunità. Una vocazione sociale confermata anche durante la pandemia, quando Poste Italiane ha garantito i servizi essenziali ai cittadini ed ha contribuito alla campagna di vaccinazione nazionale con la distribuzione di più di 30 milioni di dosi di vaccino e la realizzazione di una piattaforma informatica a disposizione delle Regioni per le prenotazioni. Quello della presenza capillare sul territorio italiano “è un capitale prezioso per il quale va ringraziato Poste Italiane: l’azienda ha accompagnato
la trasformazione economica e sociale del paese, queste trasformazioni le ha vissute e fatte proprie” ha detto Mattarella, in occasione dell’evento per i 160 anni, ringraziando con riconoscenza “pubblica tutte le donne e gli uomini di Poste Italiane che ogni giorno sono al servizio del Paese”.
In Veneto sono attivi oltre mille uffici postali con 9.200 dipendenti, 1.100 neo assunti negli ultimi due anni In Veneto Poste Italiane conta 1035 uffici postali, 577 sportelli Postamat; 154 centri di recapito; 9.200 dipendenti in maggioranza (58%) donne; oltre 1.1000 assunzioni a tempo indeterminato dal 2020 ad oggi; 3 milioni di vaccini consegnati in Veneto durante la pandemia. In 160 anni Poste Italiane si è evoluta anche così: se prima erano
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solo lettere e telegrammi oggi ci sono i pacchi dell’e-commerce, il wi-fi gratis in 500 uffici postali, e le 2,7 milioni di carte Postepay. Nel prossimo futuro della azienda c’è il progetto Polis che porterà i servizi digitali della pubblica amministrazione nei Comuni più piccoli e coinvolgerà 4.800 uffici postali in Italia, 368 in Veneto. “È un progetto molto ambizioso, il Governo ha allocato 800 milioni di euro, è partito con l’approvazione del fondo complementare al Pnrr, sono già partiti i bandi e le gare di appalto,- ha detto l’Amministratore Delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante. - L’azienda ha trasformato i suoi asset logistici e la sua rete di prossimità per rispondere con successo ai cambiamenti globali, ha sviluppato i servizi digitali di pagamento e comunicazione, conservando il suo ruolo di tutore del risparmio degli italiani”. Grazie alla sua infrastruttura capillare e unica, e ben prima dell’av-
vento di internet e delle comunicazioni digitali, Poste Italiane ha saputo mettere in rete l’Italia intera, grandi città, piccoli Comuni, borghi montani e isole. Ha favorito la coesione sociale aiutando gli italiani a parlare la stessa lingua e ha legato il Paese con un filo lungo e robusto che passava dai suoi uffici postali, i suoi portalettere, i suoi servizi logistici e di telecomunicazione. “Credo di poter affermare che nessuna azienda conosce e vive il Paese come noi – ha aggiunto la Presidente di Poste Italiane, Maria Bianca Farina – e posso confermare che continueremo ad
essere vicini agli italiani. Poste ha coniugato tradizione e innovazione, adeguando continuamente la sua missione ai tempi, ed ha saputo modernizzarsi per rispondere al meglio al suo compito”. “Ringrazio e rivolgo il mio augurio a tutte le 121.000 persone di Poste che ogni giorno mettono la loro professionalità e la loro esperienza al servizio degli italiani – ha concluso Giuseppe Lasco, Condirettore Generale di Poste Italiane – Stiamo parlando di donne e uomini che rappresentano un inestimabile patrimonio di umanità e competenza”.
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Il protocollo d’intesa. Sinergia fra Confindustria Venezia, Hydrogen Park e Stazione sperimentale
Il vetro di Murano punta sull’idrogeno verde Al via il progetto per la conversione dei forni L’impennata dei costi del gas metano e la delicata situazione geopolitica attuale hanno accelerato la transizione energetica delle aziende artistiche dell’isola
L
e vetrerie di Murano si stanno preparando alla transizione energetica e puntano ad alimentare le proprie fornaci con miscele variabili di idrogeno e gas metano. Solo una sperimentazione, per ora, ma la tutela del Pianeta, i costi del gas e il conflitto in Ucraina stanno accelerando l’urgenza di un cambiamento anche in quella che è una delle produzioni artistiche più conosciute e apprezzate al mondo. A fine aprile è stato dato il via al progetto, siglato con un protocollo d’intesa fra la sezione Vetro di Confindustria Venezia, Hydrogen Park di Porto Marghera e la Stazione sperimentale del vetro. “L’impennata dei costi dell’energia e l’incertezza dettata dai nuovi scenari geopolitici stanno portando le aziende del vetro a individuare e utilizzare combustibili da fonti rinnovabili come l’idrogeno verde. La firma del protocollo d’intesa rappresenta un importante passo in questo senso”, ha affermato Martina Semenzato, presidente della sezione Vetro degli industriali veneziani, che ha spiegato come lo studio in fase di avvio permetterà di valutare la fattibilità di una transizione tecnologica ed energetica all’interno delle fornaci muranesi, “per poter tornare a guardare il futuro con fiducia”. Una fiducia che nei mesi scorsi era stata minata dall’impennata del prezzo del gas metano: il Governo è intervenuto – grazie
all’approvazione in Parlamento di un emendamento con il deputato veneziano dem Nicola Pellicani come primo firmatario – calmierando il prezzo, oltre che per le imprese fortemente energivore, anche alle piccole realtà come le vetrerie di Murano. L’obiettivo del progetto è la conversione dei forni fusori. La collaborazione prevede il testing e lo sviluppo su scala industriale di tecnologie che portino al passaggio dall’utilizzo di idrocarburi all’idrogeno verde. A tal fine saranno eseguiti dei test qualitativi sui prodotti in vetro artistico realizzati durante la sperimentazione. Alla Stazione sperimentale del vetro il compito di condurre lo studio del prototipo e di seguire l’intero percorso di trasferimento tecnologico sul piano industriale: dovrà essere costruito e messo in opera un forno di prova e successivamente verificare quantitativamente le performance di un forno a scala produttiva. L’individuazione di un’impresa disponibile alla prima fase del progetto spetta a Confindustria Venezia. I test sul campo a scala produttiva saranno effettuati su una o più imprese. La gestione della materia prima, ovvero l’idrogeno verde, è affidata a Hydrogen Park, pronto a mettere a disposizione le proprie conoscenze e competenze nell’implementazione del vettore energetico nei processi e il supporto tecnologico dei propri
partner nella gestione, nella consegna e nell’esercizio industriale dell’idrogeno verde, totalmente derivante cioè da fonti rinnovabili e a impatto ambientale zero. Per Andrea Bos, presidente di Hydrogen Park, con quest’intesa “si valorizza la capacità produttiva e artistica di Venezia, applicando la strategia energetica europea e mettendo a frutto il know-how del Consorzio per l’idrogeno”. Un cammino verso la trasformazione del tessuto economico locale che “al tem-
po stesso preserva la specificità dei processi industriali e l’antica tradizione vetraia veneziana, favorendo la decarbonizzazione e la sostenibilità del settore”. Secondo il direttore generale della Stazione sperimentale del vetro, Stefano Manoli, “la produzione di vetro artistico muranese si trova oggi di fronte a una sfida di portata epocale: gli elevati costi dell’energia, l’attuale congiuntura economica e geopolitica e, non ultimi, gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione e di neu-
tralità climatica assunti a livello europeo stanno portando le fornaci dell’isola verso un bivio competitivo ed evolutivo cruciale”. Ecco che traghettare le vetrerie artistiche di Murano verso un futuro pienamente sostenibile “sarà possibile solo attraverso uno sforzo congiunto tra realtà produttive, istituzioni del territorio e centri di ricerca, volto a promuovere l’adozione di tecnologie green, come la combustione di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili”. (s.s.)
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La fondazione. Il nuovo ente partecipato sarà aperto a partenariati pubblico-privati senza scopo di lucro
Comune di Treviso, Unipd e Ca’ Foscari insieme per le buone pratiche ambientali
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na fondazione per sviluppare le buone pratiche ambientali della città. Nasce a Treviso e ha come partner fondatori il Comune e i due atenei che danni hanno le proprie sedi distaccate nel capoluogo della Marca, le Università di Padova e di Ca’ Foscari. Il consiglio comunale ha già espresso parere favorevole alle linee guida approvate dalla giunta guidata dal sindaco Mario Conte e ipoteticamente per l’estate – dopo che i due senati accademici avranno deliberato – sarà redatto lo statuto, sarà deciso il nome e si inizieranno ad aprire le porte ai soggetti economici e istituzionali che vorranno farne parte. L’obiettivo è la costituzione di un ente capace di favorire percorsi partecipati che, da qualunque angolazione si ragioni, abbiano al centro la sostenibilità. Ambiente, natura e paesaggio, ma non solo. Tutto deve convergere: urbanistica, edilizia, economia. E tutto deve avere una visione che parte dall’ambito locale, ma si sviluppa a livello nazionale e internazionale. L’idea è nata quando alla fine della scorsa estate Treviso ha partecipato a Lahti, in Finlandia, all’European Green Leaf 2022, premio per la sostenibilità ambientale promosso dalla Commissione Europea che valuta i risultati raggiunti dai comuni fra i 20mila e i 100mila abitanti basandosi su una serie di dodici indicatori ambientali e sulle progettualità che vengono messe in campo dalle amministrazioni locali. Le città più verdi
Alessandro Manera (assessore all’ambiente): “Fare squadra con il mondo accademico può portare nuovi elementi di visione”. Le linee guida sono già state approvate dal consiglio comunale Quando i senati dei due atenei avranno deliberato si passerà alla redazione dello Statuto
Alessandro Manera
d’Europa sono risultate l’olandese Winterswijk e la portoghese Valongo, ma Treviso è arrivata comunque sul podio delle cinque più virtuose ed era la prima volta per un’italiana. “Durante quell’esperienza, grazie al confronto con gli amministratori e i tecnici delle più importanti città europee, abbiamo compreso come anche in campo ambientale sia tanto importante quanto necessario fare squadra con il mondo accademico, che può portare ulteriori elementi di visione”, spiega Alessandro Manera, assessore trevigiano all’ambiente. “La nuova fondazione – continua l’amministratore – ci permetterà di essere ancora più efficaci nella condivisione delle buone pratiche che uniranno non solo l’ambiente ma anche la mobilità e le politiche comunitarie”. La città ha già deciso di partecipare all’edizione 2023 dell’iniziativa, che si terrà a Grenoble, e la fondazione sarà utile a riunire progettualità, opportunità di ricerca e buone pratiche
per mettersi nuovamente in gioco. Soprattutto, però, sarà il punto di partenza per un nuovo modo di pensare al presente e al futuro del territorio. La parola d’ordine della fondazione sarà “partecipazione”. Quindi apertura totale verso il partenariato pubblico-privato senza scopo di lucro e un patrimonio destinato al raggiungimento di un obiettivo predefinito e invariabile fissato nell’atto costitutivo. Una struttura aperta a tutti i soggetti che ne condividano gli scopi nella ricerca scientifica, nella raccolta di dati, informazioni e conoscenze nel campo ambientale, nella produzione di energie rinnovabili, nel monitoraggio e nella salvaguardia delle risorse naturali, nei processi di gestione e pianificazione del territorio e le misure da adottare in relazione alla presenza di agenti inquinanti, oltre che per l’informazione e la sensibilizzazione delle varie componenti sociali.
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La trevigiana Da Ros nuova vicepresidente di Confindustria con delega ad ambiente e sostenibilità Katia Da Ros è la nuova vicepresidente di Confindustria, con delega ad ambiente, sostenibilità e cultura. Trevigiana, ad dell’azienda Irinox di Corbanese di Tarzo, Da Ros è una dei tre nuovi vice del presidente dell’associazione degli industriali Carlo Bonomi per il biennio 2022-2024 e succede a un’altra trevigiana, l’ex presidente di Assindustria Venetocentro Maria Cristina Piovesana, che si è dimessa dalla carica. “Il Veneto è ben rappresentato nella nuova squadra dirigente ed è in buone mani. Da Ros – ha commentato il presidente della Regione Luca Zaia – è una grande esponente dell’orgoglio ve-
neto, che realizza 180 miliardi di Pil con le sue 600mila imprese primeggiando nell’export. Con questa nomina è stato riconosciuto il ruolo importante che gli spetta”. Il presidente degli industriali di
Padova e Treviso, Leopoldo Destro, ha voluto ricordare che l’esperienza di Katia Da Ros è iniziata in Unindustria Treviso: “Il suo percorso associativo e la sua attiva presenza nell’educazione e la cultura rappresentano una risorsa significativa per tutto il nostro sistema d’impresa ed è garanzia di continuità”. Destro, a nome di tutti gli associati, ha voluto ringraziare Piovesana “per la forza e convinzione nel suo impegno in questo biennio in Confindustria, punto di arrivo in una storia di rappresentanza per le imprese e il territorio che rimarrà di esempio anche per il futuro”. (s.s.)
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MAGGIO 2022
Salute Il vademecum
Di tutti i tipi e di tutti i colori: un carico di salute e benessere
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Frutta e verdura, il decalogo per vivere meglio Vuoi mettere in evidenza il tuo Studio o la tua Attività Sanitaria? Fallo con laPiazza Salute Contattaci su commerciale@givemotions.it
i avvicina la bella stagione e si moltiplicano le varietà di frutta e verdura che consentono di realizzare piatti appetitosi e insieme sani per aumentare così il carico salute di una corretta alimentazione. Consumare ogni giorno almeno 5 porzioni di frutta e verdura migliora infatti sensibilmente la qualità della vita, contribuendo anche alla riduzione della mortalità di alcune malattie croniche come ictus, diabete, tumori e tantissime malattie cardiovascolari Il Ministero della Salute ha messo a punto un decalogo proposto proprio per il consumo di frutta e verdura, un vademecum che l’Ulss 2 Marca Trevigiana ha ripreso e riproposto nella sua pagina Facebook per sensibilizzare gli utenti. Il primo punto è forse tra i più noti, ma non sempre messo in atto. Si tratta del numero di porzioni di frutta e verdura da consumare al giorno, almeno 5 sono le indicazioni, compresa quella pronta al consumo, senza sale e/o zuccheri aggiunti.
Prosegue alla pag. seguente
Salute una Rubrica autorevole di Educazione Sanitaria
Salute
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Una corretta igienizzazione è indispensabile per evitare gravi infezioni, ce lo porta la pandemia negli ultimi due anni
L’importanza delle…mani pulite
Il consumo abituale previene e riduce la mortalità di malattie croniche
Di tutti i tipi e di tutti i colori: un carico di salute e benessere E’ consigliabile variare anche la scelta dei colori e orientarsi nella scelta verso la stagionalità dei prodotti. Il consiglio numero 2, invece, è quello di avere sempre una scorta, ben in vista in frigo e nel surgelatore, di frutta e verdura, in modo da poter tenere sempre a portata di mano ciò che serve. E’ da sfatare, e questo è il terzo punto, il luogo comune che vuole le verdure solo come contorno, in realtà finocchi, carote, sedano, pomodorini e tanti altri ortaggi possono essere consumati come snack, validissimi per mettere a posto la sensazione di fame in modo salutare. Il quarto punto ribadisce l’apporto in termini di energia che deriva dal consumo di frutta fresca che consente a chi lavora o studia di ripartire con la giusta carica. Le verdure come condimento per un bel primo è il quinto punto del decalogo. Si possono realizzare gustosi piatti e consumare così una delle due o tre pozioni giornaliere di verdure consigliate. Sì ai peccati di gola, anche se con Dall’Uls 2 Marca moderazione, e soprattutto, perché Trevigiana alcuni utili no, con il ricorso alla frutta. Un bel dolce fatto in casa con aggiunta di consigli per le abitudini alla preparazione di frutta sarà più quotidiane, è importante gustoso e saziante. Punto numero 7: non si butta via poi dare il buon esempio niente! Il consiglio è di usare ogni ai più giovani parte dei prodotti vegetali. Con i gambi della verdura si possono cucinare saporite zuppe o anche il brodo. Dal frullatore o dall’estrattore si possono recuperare i residui della frutta o della verdura e aggiungerli alla bevanda preparata, consentiranno di assorbire non solo vitamine ma anche le fibre della verdura. Un piatto unico, proposto un paio di volte a settimana, è l’ottavo suggerimento utile per stare in forma mangiando sano. Una zuppa a base di cereali e legumi rappresenta un’ottima proposta. La verdura non va cotta troppo, croccante dà il meglio di sé, perché mantiene i suoi nutrienti e aumenta la sensazione di sazietà. Il buon esempio, infine, rappresenta sempre la carta vincente per educare i più piccoli alle buone pratiche in modo credibile e convincente.
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na corretta igienizzazione delle mani, oltre a garantire un’adeguata igiene personale, serve ad impedire la quotidiana trasmissione di germi. Un gesto semplice e veloce, basta un minuto, che ci permette di essere protetti e sicuri. Negli ultimi due anni la pandemia ce lo ha insegnato: si tratta di una pratica semplice ma fondamentale nella prevenzione delle infezioni trasmissibili. Un concetto ribadito più volte anche nel corso della Giornata Mondiale dedicata all’igiene delle mani, celebrata lo scorso 5 maggio. E’ importante lavarsi le mani, prima e dopo aver mangiato, prima e dopo aver avuto un contatto con un malato, prima di toccare le zone più sensibili del proprio corpo (occhi, naso e bocca) e dopo essere stati in luoghi pubblici. L’utilizzo delle soluzioni alcoliche, frizionando il palmo con il dorso della mano per almeno 30 secondi, è utile se le mani non sono visibilmente sporche, altrimenti è indispensabile lavarle con acqua e sapone. Attraverso le mani passa dunque anche la salute, lo ha voluto ricordare ai più piccoli il Servizio Controllo e Prevenzione Infezioni dell’Ospedale di Camposampiero (Ulss 6 Euganea) che, grazie alla sinergia e al supporto delle educatrici e del personale della pediatria, ha coinvolto – attraverso il progetto “L’igiene delle mani comincia da piccoli” - i giovani e i giovanissimi pazienti dell’Unità
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Operativa di Pediatria e i bambini frequentanti il nido aziendale. L’obiettivo è quello di far capire fin dai primi anni di vita, attraverso l’approccio sensoriale, stimolo importante per l’apprendimento, quanto sia importante il lavarsi correttamente le mani. Lo scorso 5 maggio, all’asilo i bambini durante il gioco si sono “contaminati” le mani di colore e di terra e sono stati invitati a descrivere la sensazione di “sporco” e successivamente è stato chiesto loro di lavarle, vedere come “cambiavano” e descrivere la sensazione del “pulito”. Ai bambini della Pediatria, ricoverati, è stato chiesto di creare un disegno che richiami l’igiene delle mani. Tutti i bimbi coinvolti hanno ricevuto, da parte della Direzione Medica, un attestato di partecipazione e un simpatico “Manopoli”.
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L’iniziativa dell’Ospedale di Camposampiero
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Abuso di alcol. I dati dell’Ulss 3 Serenissima fotografano una situazione allarmante
Saliti dal 25 al 37 per cento i consumi problematici di alcolici H
anno tra i 18 e i 24 anni, una scolarità avanzata e non presentano evidenti difficoltà sociali o economiche: sono i soggetti che, secondo il Servizio Dipendenze dell’Ulss 3 Serenissima, risultano più esposti alla sempre maggior diffusione di modalità di consumo di alcool esagerate o comunque problematiche. Il SerD, che ha fatto il punto in occasione del’”Alcohol Prevention Day” che si è svolto lo scorso 6 maggio all’Ospedale dell’Angelo a Mestre, evidenzia come il fenomeno sia preoccupante anche nelle nostre città. “I dati dell’indagine ‘Passi’ sugli stili di vita – ha sottolineato la dottoressa Laura Suardi, responsabile scientifico dell’evento - hanno evidenziato anche nel nostro territorio un significativo incremento del consumo problematico di alcool, specie tra i giovani: dal 25,1% nel 2019 al 36,91% nel 2020. E riguarda una percentuale maggiore di maschi, in età 18-24 anni, con una scolarità elevata, senza evidenza significativa di problematiche sociali o economiche”. “Il consumo dannoso e rischioso di alcol – ha spiegato - rappresenta un importante problema di sanità pubblica, responsabile
in Europa di circa il 4% di tutte le morti e di circa il 5% degli anni di vita persi per disabilità. E in Italia circa 800.000 minorenni e 2.600.000 ultra sessantacinquenni sono da considerare a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate. Ciononostante, il consumo di bevande alcoliche viene spesso percepito come una normale e sana consuetudine e i problemi legati al bere non sono debitamente percepiti e vengono decisamente sottovalutati”. Nel 2020, l’anno segnato dalla pandemia e dal lookdown, hanno evidenziato gli operatori del SerD, i notevoli cambiamenti nelle abitudini e nello stile di vita degli Italiani ha portato alla luce molteplici criticità. “Una di queste ha riguardato il consumo rischioso e dannoso di alcol. L’isolamento ha incrementato il consumo incontrollato di bevande alcoliche, il mercato ha rafforzato nuovi canali alternativi e meno controllati anche rispetto al divieto di vendita a minori. I dati Istat riferiti al 2020 confermano la tendenza negli ultimi anni dell’aumento dei consumi di bevande alcoliche fuori dai pasti. Si è registrato negli ultimi dieci anni un progressivo incremento della quota di don-
ne consumatrici”. Tra i più a rischio, ci sono i giovani. “Il consumo di bevande alcoliche tra i giovani – ha sottolineato la dottoressa Annarosa Pettenò, psicologa del SerD e organizzatrice scientifica dell’evento -permane una criticità, e i comportamenti a rischio sul consumo di alcol nella popolazione giovanile sono particolarmente diffusi nella fascia di età compresa tra i 18 e i 24 anni: tra queste il binge drinking, ossia il consumo di cinque o più drink alcoolici in pochissime ore, rappresenta l’abitudine più diffusa e consolidata, in progressivo aumento. Nel 2019 infatti riguardava il 16% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni di età, cioè il 20,6% dei maschi e l’11% delle femmine. Nel 2020 il fenomeno ha riguardato il 18,4% dei giovani tra i 18 e i 24 anni di età, nel dettaglio il 22,1% dei maschi e il 14,3% delle femmine. A fronte di tali evidenze epidemiologiche e in occasione del Mese della Prevenzione Alcologica, lo scorso aprile, la Rete Alcologica Territoriale ha realizzato diverse iniziative finalizzate a sensibilizzare sulla tematica le istituzioni/agenzie, pubbliche e private, deputate al benessere della popolazione, come pure i singoli cittadini. Sono
stati offerti momenti di informazione/formazione e di conoscenza dei programmi alcologici territoriali in essere sia nell’ambito della prevenzione come del prendersi cura delle persone e famiglie con una sofferenza legata al consumo di alcol. “L’Alcohol Prevention Day - sottolinea il Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 3 Serenissima - non rappresenta l’evento conclusivo del Mese della Prevenzione Alcologica, ma intende sottolineare che è necessario continuare a prestare attenzione al fenomeno dell’alcol per promuovere scelte di salute responsabili e stili di vita sani. L’obiettivo è diffondere una fotografia del fenomeno del consumo di bevande alcoliche e dei problemi alcol-
correlati da diverse angolature, offerte dal Dipartimento Prevenzione, l’UOSD Laboratorio di Tossicologia Clinica e Forense, dal Dipartimento Dipendenze dell’Ulss 3 e dalla Polizia Stradale di Venezia. E’ stato ed è importante dare conto delle progettualità e degli interventi territoriali utili a garantire livelli elevati di tutela della salute e di sicurezza, individuali e collettive, e dare conto dell’integrazione e della sinergia tra soggetti pubblici: Azienda sanitaria, Scuola, Enti Locali, uniti al privato, come le autoscuole, al privato sociale e al mondo del volontariato, in una progettazione trasversale che possa efficacemente affrontare la complessità di una problematica così impattante sulla salute pubblica”.
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Azienda Ospedale Università di Padova. I dati da gennaio ad aprile sul fenomeno
In aumento i casi di epatite acuta nei bambini La professoressa Patrizia Burra ha spiegato i sintomi e le possibili cause dell’infezione che sta colpendo soprattutto il Regno Unito, in Italia la situazione è sotto controllo
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al mese di gennaio si sono registrate, a livello internazionale, alcuni casi di epatite acuta nei bambini, in special modo nella fascia sotto i cinque anni. Il Paese più colpito finora è il Regno Unito dove sono stati registrati 114 episodi (da gennaio 2022 al 25 aprile 2022) su un totale di 169 a livello globale. L’epatite è un’infiammazione del fegato causata spesso da un virus, che coinvolge il sistema immunitario. Il primo segnale che evidenza la presenza dell’infezione è l’aumento di circa 10-15 volte il valore delle transaminasi nel sangue. Dal punto di vista della sintomatologia, l’epatite acuta si manifesta generalmente con sintomi gastrointestinali, dolori addominali, e in alcuni casi con colorito giallastro della cute, nausea e febbre. L’aumento più grande è avvenuto nelle prime tre settimane di aprile. Si è visto che più del 50% dei casi guarisce spontaneamente, ma in altri casi è stato necessario il
trapianto di fegato. In Azienda Ospedale Università di Padova sono stati affrontati due casi di epatite acuta: un bambino di due mesi e un ragazzo di dieci anni. Entrambi curati e guariti dall’infezione. “Dobbiamo ricordare che per quasi due anni i bambini sono rimasti chiusi a casa a causa della pandemia, meno esposti a nessun virus o possibile infezione. Adesso che stanno riprendendo la loro vita normale, non è da escludere che siano diventati più suscettibili ai virus. Questa è solo una delle ipotesi che si stanno studiando. – ha spiegato la profesorressa Patrizia Burra, direttrice dell’Unità per il Trapianto Multivescerale dell’Azienda Ospedale-Università di Padova - L’aumento dei casi a livello internazionale per ora non sembra riguardare l’Italia. Allarma invece, guardando all’estero, il numero dei piccoli costretti al trapianto: dieci bambini inglesi sono stati costretti a fare il
trapianto, in linea con i trapianti internazionali che sono stati 17 su 169. Il trapianto di fegato nei bambini è davvero molto raro perché si tratta di un organo capace di rigenerarsi da solo” . La professoressa Burra è in contatto con il Queen Elizabeth Hospital di Birmingham, dove ha lavorato e dove attualmente si stanno conducendo degli studi sul fenomeno in corso. “Le indagini inglesi hanno visto che il 40% dei bambini aveva l’Adenovirus, solo in 10% il Covid e in percentuali più basse altri virus. Dunque hanno diviso le settimane dal primo gennaio ad aprile e si è edotto che è accaduto qualcosa nelle prime tre settimane di aprile”. “La conclusione degli inglesi, - aggiunge - dice che non si sa esattamente cosa abbia causato l’infezione. Ci troviamo, come spesso accade in scienza, di fronte ad ipotesi: può essere che i bambini per due anni siano stati isolati a casa per la pandemia, non
sono andati all’asilo, in alcuni casi hanno tenuto sempre la mascherina, dunque potrebbero essere rimasti a tal punto isolati da non avere avuto infezioni e, adesso che si riespongono, lo stesso Adenovirus può causare questa malattia. In ultima analisi la prima ipotesi degli inglesi è che i bambini siano diventati più suscettibili. La seconda ipotesi è che si tratti di pazienti che sono stati prima contagiati dal Covid e che l’infezione epatica sia un effetto secondario o che sia l’ennesima variante del Coronavirus. La terza ipotesi è che siamo di fronte alla combinazione esplosiva dei due virus insieme (Adenovirus e Covid) che hanno questo effetto esplosivo”.
Un invito all’attenzione, per quanto riguarda i cittadini del nostro Paese, arriva dal direttore generale dell’Azienda Ospedale-Università di Padova, Giuseppe Dal Ben: “L’invito è di stare attenti e non trascurare i piccoli segnali, che potrebbero essere il campanello d’allarme dell’infenzione che si sta sviluppando. Noi, come Ospedale, facciamo il nostro lavoro di cura e ricerca, cercando di monitorare la situazione epidemologica territoriale. Ricordiamo che nei primi 81 casi il 50% dei pazienti inglesi è guarito spontaneamente, il 47% era ancora in ospedale, solo 10 sono stati trapiantati, comunque un numero molto elevato rispetto alle statistiche tradizionali”.
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Turismo
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Tesori d’Oltre Adriatico
Montenegro, lontano eppur vicino E così “veneziano” di Renato Malaman
La piccola repubblica balcanica conserva tracce vive della Serenissima, come le città fortificate di Cattaro, Perasto (dove nel 1797 venne ammainato l’ultimo vessillo di San Marco) e Budva. A Herceg Novi nacque San Leopoldo, a Cettigne la Regina Elena. Meta turistica da scoprire, con perle come il monastero di Ostrog e il Monte Lovćen
M
ontenegro, così lontano eppure così vicino. Così legato anche all’Italia e all’altra sponda dell’Adriatico. Lo dice il nome, che deriva dal toponimo Montagna Nera, quello con cui era indicato nelle mappe della Serenissima il monte Lovćen. I veneziani, che avevano fortificato in modo formidabile Cattaro, rendendo inespugnabile la cittadina in fondo alle famose “Bocche”, nutrivano una sorta di rispetto reverenziale nei confronti di quella grande montagna, cupa e incombente ma anche ‘protettiva’. Montenegro che per quattro secoli (dal 1420 al 1797) funo dei caposaldi dei territori “da mar” della Repubblica di Venezia, tanto che le attrazioni turistiche oggi più interessanti sono le cittadelle fortificate a più riprese dai Dogi. Oltre a Cattaro, che da sola per la sua imponenza e le sue bellezze artistiche merita il viaggio nel paese balcanico, c’è Perasto, anch’esso affacciato sul lungo fiordo delle Bocche di Cattaro e famoso perché fu l’ultimo presidio militare della Serenissima ad ammainare il vessillo di San Marco. Avvenne il 12 agosto 1797, tre mesi dopo la caduta di Venezia stessa. La guarnigione prima dell’arrivo dei napoleonici ebbe il tempo di nascondere sotto l’altare il vessillo con il Leone di San Marco, al motto “Ti con nu e nu con ti”. Evoca l’epopea adriatica della Serenissima anche Castelnuovo di Cattaro, all’ingresso delle Bocche, altra cittadella fortificata che oggi si chiama Herceg Novi ed è famosa anche perché nel 1866 ha dato i natali a San Leopoldo Mandic, all’anagrafe Bogdan Mandic, il frate cappuccino confessore che si guadagnò fama (e santità) dal confessionale del Santuario di Santa Croce a Padova. Peccato che sulla facciata della sua casa natale, prospiciente il porticciolo di Herceg Novi, non sia mai stata posta una targa commemorativa che ricordi l’evento. Di San Leopoldo si trova traccia in una chiesetta a lui dedicata, corredata di alcuni ex voto. Il più grande e curioso di questi è stato portato da un padovano, Alvise Breda, che nel 1983 si salvò da un incidente in Vespa. Il quadro è firmato “G. Mainardi - 1984”, ed è opera del monselicense Gigi Mainardi. Tracce veneziane anche a Budva, definita non a torto “la perla del Montenegro”. Lo è. Cittadella protesa sul mare, protetta da poderose mura di pietra, al cui interno si trovano ben conservati palazzi
Dall’alto: una spettacolare vista di Cattaro e delle sue famose Bocche, un fiordo lungo oltre 27 km che parte dall’Adriatico. Sotto: una veduta di Budva (con in primo piano la cittadella veneziana) e il monastero ortodosso di Ostrog. Sotto: San Leopoldo Mandic e le isole di San Giorgio e dello Scalpello che sorgono di fronte a Perasto. Sullo sfondo il monte Lovćen
dell’epoca veneziana, chiese, calli e tesori d’arte. Budva è meta di un turismo internazionale, con il risultato che la città si è allargata e la parte nuova è piuttosto anonima. Poco lontano sorge l’isola di Santo Stefano, collegata alla terraferma da un ponte che sembra un piccolo istmo. L’isola, ahimè, è privata e non vi si può accedere, ma la sua vista dall’alto compensa ampiamente della strada fatta per raggiungerla. Altre vestigia veneziane si trovano nei paesini lungo la costa delle Bocche di cattaro. Borghi un po’ decadenti che fuori stagione sembrano quasi deserti, eppure sempre così affascinanti. Tante piccole barche sonnecchiano nei porticcioli. Per trovare quelle più grandi basta spingersi a Tivat, dove è stata costruita la marina di Porto Montenegro, una delle più lussuose d’Europa. Alimenta un turismo elitario, che porta molti capitali alla giovane repubblica, a dalla Serbia nel 2006, per entrare a
far parte della Nato appena l’anno seguente. Nel frattempo si è candidata per entrare nell’Unione Europea. Per trovare la nascita del Montenegro bisogna risalire al 1878, al Congresso di Berlino. Allora la capitale era la piccola Cettigne, un nido d’aquila. I palazzi del Re Nicola I e delle ambasciate di allora fanno ancora la loro bella figura. A Cettigne nacque l’allore principesa Elena, che, sposando Re Vittorio Emanuele III, divenne poi Regina d’Italia. Una regina amata, colta, autorevole. Che seppe sempre difendere la propria onorabilità, anche nei momenti in cui i Savoia caddero in disgrazia. Sopra Cettigne c’è il Monte Lovćen: una strada ardita raggiunge la vetta fra boschi di faggio, distese sassose e ampie viste, che arrivano fino al lago di Scutari a sud e al parco nazionale del Durmitor a nord. In cima c’è il gigantesco mausoleo dedicato al principe-vescovo Petar II Petrović Njegoš, considerato il
“padre” del Montenegro. Maestoso il panorama. Imperdibile il “pellegrinaggio” al monastero ortodosso di Ostrog, che sorge abbarbicato su una parete di nuda roccia, affacciato su una gola di impressionante suggestione. E’ un luogo dello spirito, di quelli forti, che lasciano il segno per i loro silenzi profondi e le loro bellezze artistiche. Poco lontano dalla capitale Podgorica (l’ex Titograd jugoslava), di cui vale la pena di vedere la parte ottomana, ovvero le due moschee e un pittoresco ponte di pietra, sorge la più grande tenuta vinicola d’Europa: si chiama Plantaže ed è di proprietà dello Stato. La degustazione dei suoi eccellenti vini, conosciuti ben oltre i confini nazionali, viene proposta in un ex hangar. Una specie di bunker, realizzato nel cuore di una montagna. Stupiscono alcune varietà autoctone, come il Vranac. Un’azienda che guarda al mercato internazionale, come del resto fa il Montenegro, desideroso di condividere le proprie bellezze con il mondo. L’Italia è sull’altra sponda dell’Adriatico, all’altezza della Puglia: una vicinanza invitante. Colmata, per chi proprio non volesse scendere in auto lungo la spettacolare costa croata dell’Adriatico, da numerose linee di traghetti… Montenegro, bello e possibile.
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Film e serie tv visti da vicino
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a cura di Paolo Di Lorenzo
Bangla, l’amore dei ragazzi Diavoli, thriller con Dempsey che non bruciano l’attimo sul lato oscuro della finanza S
u RaiPlay è arrivato “Bangla”, prosecuzione in otto episodi del film omonimo premiato come miglior commedia ai “Nastri d’Argento” nel 2019 e per il miglior regista esordiente ai “David di Donatello” del 2020. Ideata e diretta dal ventiseienne Phaim Bhuiyan che ne è anche co-protagonista insieme a Carlotta Antonelli, la serie di Bangla riprende la storia esattamente da dove si è concluso il film. In sintesi, Phaim e Asia rappresentano due mondi lontani e, a prima vista, incompatibili. Musulmano lui, atea e figlia di genitori separati lei. Eppure, si amano. Il film dà così un seguito alle vicende di Phaim, ventenne italiano nato e cresciuto a Torpignattara, in costante tensione tra la propria identità, i retaggi culturali delle sue origini bengalesi e la sua religione musulmana. Dopo averlo lasciato nella sua stanzetta insieme ad Asia (Carlotta Antonelli), la sua fidanzata anticonformista e ribelle, “Bangla” si accinge a rivelare cosa succede dopo il lieto fine del film. Spiega il regista attore durante una mia intervista a Tv serial: “L’idea per la serie nasce prima ancora del film, che abbiamo realizzato come biglietto da visita per dimostrare il potenziale narrativo di questa storia”. Ha avuto paura di non farcela a dare un seguito a un film così amato? “Certo, ho avvertito questo timore, ma per sconfiggerlo mi sono buttato sul set” risponde Bhuiyan, che aggiunge: “Sicuramente c’è chi ci potrà criticare, ma il nostro obiettivo con questa serie non è quello di offrire soluzioni per l’integrazione, ma di dare spunti di riflessione a chi, magari, la realtà di questa gioventù italiana non la conosce per niente”. “Il segreto di questa storia è la semplicità con cui affronta le vite di Phaim e Asia” sostiene Camilla Antonelli: “La loro storia d’amore è atipica perché sono due giovani che hanno imparato ad aspettare. L’amore al giorno d’oggi può bruciarsi in un istante. Non capisco chi vede tutta questa diversità in loro, perché è soltanto così, cioè senza la retorica, che si può davvero rendere universale e efficace un racconto come il nostro”.
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ornano più spregiudicati che mai i “Diavoli” di Sky. Siamo alla seconda stagione, che si può seguire anche su Now. Alessandro Borghi e Patrick Dempsey sono nuovamente i protagonisti del thriller sul lato oscuro della finanza targato Sky e Lux Vide. Dopo la prima stagione – venduta in oltre 160 Paesi, fanno sapere da Sky, inclusi gli Stati Uniti dove è stata trasmessa dalla rete The CW – incentrata sulle ripercussioni del crac economico del 2008, “Diavoli” riparte con un salto in avanti che sposta il baricentro sulla Brexit, sulle speculazioni dell’economia cinese e sull’elezione di Donald Trump. “Per il mio personaggio, Dominic, questa seconda stagione è un po’ come “L’impero colpisce ancora” scherza Patrick Dempsey, prendendo in prestito l’immaginario di “Star wars”. Attualmente Dempsey è impegnato a New York sul set del sequel della fiaba “Come d’incanto”, ma sono riuscito a intervistarlo in video per Tv serial. “Dominic Morgan – prosegue Dempsey – è convinto di essere dalla parte della giustizia, non crede minimamente di essere il cattivo di questa storia”. L’attore aggiunge poi una riflessione sull’attualità più terribile, con un riferimento alla situazione dell’Ucraina: “Stiamo vedendo in questi giorni cosa succede quando chi è in posizioni di potere rifiuta qualsiasi compromesso. Non possiamo più permetterci di ragionare come singoli, è giunto il momento di agire come un unico popolo per proteggere le democrazie”. “Massimo Ruggero era convinto di essere finalmente un uomo libero, eppure Dominic riappare nella sua vita” anticipa Alessandro Borghi, che insieme a Guido Brera – autore del romanzo da cui la serie è tratta e produttore dello show – ha recentemente fondato Newness, società di produzione audiovisiva che ambisce a scovare nuovi talenti per la televisione e il cinema. “Il mio personaggio è affannosamente alla ricerca di una pace interiore che si illude di poter trovare sulla vetta della finanza globale, e questo motiva la sua costante irrequietezza. Piuttosto che fare i conti con i propri demoni interiori, Massimo continuerà a preferire essere un agente del caos” rivela l’attore.
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A tavola
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Idee in cucina, tra gusto, sapori del territorio e creatività
Rubrica a cura di
Sara Busato
Con il mese di maggio le nostre abitudini alimentari iniziano a cambiare: i piatti caldi e impegnativi si trasformano in ricette leggere e semplici da preparare Risotto al pesto di gamberi Il pesto è spesso associato alla pasta, in modo particolare alle trofie. In questa ricetta il riso dimostra di essere un alimento estremamente versatile capace di adattarsi a qualsiasi abbinamento. Un piatto semplice ma molto appetitoso e invitante. Ingredienti: 350 gr Riso Carnaroli; 500 gr Gamberi; 3 cucchiai Pesto alla Genovese; 1 Scalogno; Vino bianco secco; Brodo vegetale; Olio extravergine d’oliva; Sale e Pepe nero Preparazione: Spuntare e lessare i fagiolini e tagliarli a pezzetti. Frullare le foglie di basilico con i pinoli, uno spicchio di aglio e un pizzico di sale e l’olio, poi trasferire il composto in una ciotola e mescolatelo con la grana. Scaldate sul fuoco una casseruola versate il riso e tostatelo per un minuto; proseguite la cottura con il brodo vegetale bollente, versandone poco alla volta. Il risotto sarà pronto al dente in 16-17 minuti. Nel frattempo, sgusciate le code di gambero, dividetele in due per il lungo, saltatele in padella con un filo d’olio. Aggiungete i fagiolini e le code di gambero, tagliandone alcune a pezzetti; completate con una macinata di pepe.
Quiche alle zucchine, fiori di zucca e mozzarella Una ricetta dai sapori delicati e facile da preparare. Perfetta in questa stagione con l’arrivo delle prime zucchine e i fiori di zucca. Ottima soluzione come antipasto o come piatto unico. Per un sapore un po’ più intenso utilizzate la mozzarella di bufala. Ingredienti: 1 rotolo di pasta sfoglia rotonda; 500 g di zucchine scure; 250 g di mozzarella; 100 g di parmigiano reggiano grattugiato; 2 uova; 6 fiori di zucca; spicchio d’aglio; olio extravergine di oliva; sale e pepe Preparazione: Affettare le zucchine a rondelle sottili. In una padella antiaderente spadellate per dieci minuti con olio e spicchio d’aglio. Aggiungete sale, pepe e fate raffreddare. Nel frattempo, in una ciotola con una frusta sbattere le uova insieme al parmigiano. Aggiungere le zucchine cotte e mescolare fino ad amalgamare il composto appena ottenuto. Prendere la pasta sfoglia e versate il composto con le zucchine. Aggiungere la mozzarella tagliata a fette e i fiori di zucca privati di pistillo e gambo. Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 30 minuti.
Pancake ai frutti di bosco Le tradizionali frittelle dolci di tradizione americana sono la perfetta colazione della domenica ma anche per il brunch o come merenda dei bambini. Il gusto dolce del pancake si sposa bene con il sapore acidulo dei frutti di bosco. Ingredienti: per circa 8 pancake: 220 gr farina 00 per dolci; 200 gr Latte; 30 gr, Zucchero; 6 gr di lievito 2 Uova; pizzico di Sale; Olio di semi | Ingredienti per fare la salsa ai frutti di bosco: 250 grammi di Frutti di bosco vari; 2 cucchiai di Zucchero a velo e succo di mezzo limone Preparazione: Per la salsa ai frutti di bosco, in una pentola con i bordi alti inserire i frutti scelti e fateli cucinare a fiamma bassa. Aggiungere lo zucchero e mescolare in modo deciso con la frusta fino a far diventare una cremina omogenea. Spegnere la fiamma e setacciare la crema ottenendo una salsa senza semi. Per la preparazione dei pancake: in una ciotola rompere le uova, aggiungere zucchero, latte, farina e lievito, mescolare fino ad ottenere un impasto non troppo liquido, omogeneo e senza grumi. In una pentola antiaderente versare un mestolo di composto e cuocetelo a fiamma non troppo alta. Quando il fondo sarà ben dorato e in superficie si formeranno delle bollicine servendovi di una spatola, giratelo sull’altro lato e cuocete finché anche questo lato non si sarà ben colorito.
Oroscopo
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Maggio
Ariete Vi serve un po’ di grinta e determinazione per affrontare gli impegni che vi aspettano. La motivazione vi guida
Toro Maggio sarà il mese delle sorprese e delle soddisfazioni. Vivete all’insegna del dinamismo e del buon umore
Gemelli Allegria ed una buona dose di energia vi consentiranno di affrontare il mese in modo propositivo e costruttivo
Cancro
Bilancia Siete sotto pressione a causa di alcuni significativi cambiamenti, ma riuscirete a gestire con sapienza le nuove sfide. Ne uscirete vincenti
Scorpione
Maggio, fioriscono novità e buon umore Raggiungi i tuoi potenziali clienti con noi: da oggi con i nostri notiziari audio in streaming sul web e in FM sulle migliori Emittenti Radio del Veneto
Siete proiettati nel futuro e rischiate di perdere le occasioni che il presente vi presenta. Programmate meno e qualche volta provate ad improvvisare
Sagittario Fotografa il QR code e ascolta l’ultimo Notiziario
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Giocatevi la carta della simpatia. E’ vincente se saprete gestire le vostre emozioni. Avrete tutti i riflettori puntati su di voi, siate disinvolti e convincenti
Siete frettolosi e avete poca pazienza. A volte bisogna saper aspettare con cura che i frutti dei semi piantati nel tempo arrivino a giusta maturazione
Capricorno Energia e voglia di cambiamento vanno di pari passo. Siete pronti ad intraprendere una nuova strada. La fortuna vi assisterà
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Leone Guardare oltre e cominciare a costruire un nuovo capitolo della vostra storia: è l’obiettivo che vi siete dati per i prossimi mesi. A maggio si parte
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Acquario Mettete ordine nelle vostre cose. E’ il presupposto necessario per quel profondo rinnovamento che cercate da tempo
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Pesci
Avete cominciato il mese con una certa stanchezza. Prendetevi una pausa, vi attendono periodi intensi: dovrete essere al top delle vostre energie
E’ tempo di concretezza e di tirare le somme. Cominciano a vedersi i risultati dei vostri sforzi. Non siate distratti. Le cose stanno cambiando in meglio
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