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Tornano i lampioni accesi di notte a S. Maria di sala
violenZa: nel 93% dei casi il mosTro È in casa
Luci accese anche di notte nelle vie di Santa Maria di Sala e delle frazioni. Finalmente è realtà la promessa della giunta, che in questo modo torna sui suoi passi, abolendo lo spegnimento notturno dei lampioni. pag. 16
territorio. Edo Ronchi e la sfida a “conservare il creato” L’ambiente è uno dei temi centrali nelle attività dell’amministrazione comunale di Spinea. L’attenzione è rivolta alla gestione della raccolta differenziata dei rifiuti che quest’anno ha raggiunto una media dell’80% pag. 19
All’interno del giornale
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Migranti ospitati nelle case, la proposta fa discutere Il Cism di Spinea propone che lo Stato versi ai volontari che accolgono i richiedenti asilo i 32 euro previsti. A Mirano il Comune impiegherà i migranti in lavori socialmente utili
A
ccoglienza profughi in città, il Cism (Coordinamento immigrati sud del mondo), va oltre e lancia una proposta che fa discutere: ospitare i migranti in casa. Case di italiani, volontari, che dall’accoglienza trarrebbero anche un beneficio economico. A lanciare la proposta, è il presidente del Cism, Mirco Casarin. “Finora abbiamo assistito alle peggiori chiacchiere contro chi scappa da fame e guerre - spiega - adesso
pensiamo a favorire l’integrazione vera. Con un accordo tra Comune e Prefettura si può dare la possibilità a queste persone di trovare ospitalità a casa di famiglie italiane che si rendano disponibili, dando loro anche vantaggi statali”. L’Europa paga 30-32 euro al giorno un profugo: il Cism chiede che vengano dati ai cittadini volontari, invece che hotel o altre comunità. Sulla proposta infuria la polemica. Per il consigliere di opposizione
a Spinea, Mauro Armelao. “La proposta del Cism - dice - è irricevibile: degli stranieri che arrivano in Italia si sa nulla o poco, per cui è pericoloso ospitare a casa chi non si conosce, tanto più da anziani soli”. Alberto Semenzato, consigliere regionale della Lega è contrario. “Quale dialogo potrà esserci tra un anziano ospitante e queste persone se non parlano nemmeno la stessa lingua?”. pagg. 8, 12
Editoriale
Basterà la misericordia a salvarci dal malaffare?!
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di Germana urbani*
l prossimo 8 dicembre si aprirà il Giubileo straordinario della misericordia in un momento storico davvero difficile, per l’Italia, per Roma capitale – anche del malaffare - ma soprattutto per la Chiesa romana dei principi porporati, dei palazzi, della banca vaticana, degli intrighi. *direttore@lapiazzaweb.it continua a pag. 8
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news da laPiazzaweb 3
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LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUL SITO La notizia più letta sul nostro sito il mese scorso è stata samantha
Muffato, la salzanese che balla per un sogno a seguire sono
stati cliccatissimi i servizi relativi venicemarathon, dodicesimo posto per leonaro Calzavara di pianiga. Ricordando fabio Galdiolo, la quarta notizia, invece porto Tolle festeggia i due nonni simbolo della città seguici su www.facebook. com/lapiazzaweb
LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUI SOCIAL
Sui social è volata la notizia con la piazza ti informi e... risparmi con i Coupin del Risparmio!. Subito dopo la notizia più condivisa è stata Roberto favazza giovane agricoltore della provincia di Padova, fornirà le sue patate a McDonald’s per il prossimo triennio. Ha interessato molto il popolo dei social la storia del patti Territoriali di Chioggia, Cavarzere e Cona entro l’estate il via ai cantieri per sei maxi progetti per oltre 3 milioni e 700 mila euro, l’equipe ospedaliera del reparto di urologia di Dolo ha operato tre uomini affetti da tumore alla prostata con il Robot Da Vinci, un sofisticato sistema robotizzato per la chirurgia di avanguardia www.facebook.com/ lapiazzaweb
EDIZIONI PIÙ VISTE SUL SITO: Le edizioni più lette dai lettori della piazzaweb sono state quelle di: piovese, Conselvano, Miranese sud e Cavarzere seguici su www.lapiazzaweb.it
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Salute: tante informazioni anche su www.Piazzaweb.it Sono sempre di più i pazienti internauti. Un italiano su 4 cerca in rete informazioni legate ai temi della salute. Una tendenza, questa, aumentata in modo consistente negli ultimi dieci anni
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a salute oggi corre sul web: 1 italiano su 4, infatti, si rivolge alla rete per cercare informazioni legate ai temi della salute. Una tendenza, questa, aumentata in modo consistente negli ultimi dieci anni: in questo lasso di tempo circa l’85% degli utenti ha cercato informazioni relative alla salute sui siti internet, mentre quasi il 30% ha partecipato a discussioni su questo tema su blog, forum e chat. Sono alcuni dei dati emersi da una ricerca condotta da GfK Eurisko (su un campione di 2mila italiani) e presentati nel corso dell’incontro ‘Biotecnologie ed innovazione in medicina sul web 2.0. Fonti di informazione, fruitori, linguaggi’. “Negli ultimi dieci anni- ha detto Stefania Fregosi, direttrice delle ricerche quantitative d Dipartimento Salute GfK Eurisko- e’ cresciuta esponenzialmente la quota degli internauti: dall’11% si e’ passati al 68% degli italiani maggiorenni. Ma ad aumentare in modo consistente e’ stata la percentuale di chi si informa sulla salute nel web: 1 italiano su 4, infatti, cerca informazioni sulla salute sul web”. Internet, insomma, e’ diventato il luogo cruciale per cercare e condividere informazioni ed esperienze. Quanto ai trend, questi mostrano “una crescente sensibilita’ al tema salute - ha proseguito l’esperta - mentre il paziente diventa sempre piu’ attento, sensibile e competente, con una conseguente ‘espansione’ delle pratiche di
salute: aumentano cosi’ i comportamenti ‘preventivi’ e cresce la popolazione attenta”. In questo nuovo contesto, dunque, la ricerca di informazioni appare centrale e sembra ridefinire la tradizionale relazione medicopaziente. “Sempre di piu’ oggi - ha sottolineato ancora Fregosi appare cruciale per chi opera nel settore della salute cogliere la sfida e far fronte ai bisogni del ‘cittadino -paziente internauta’. Si tratta di una sfida a due livelli: da un lato riguarda i servizi al cittadino, dall’altro riguarda la relazione medico-paziente, ovvero come ‘ri-definire’ un nuovo tipo di relazione che legittimi e valorizzi il bisogno di protagonismo e consapevolezza del paziente nella gestione della propria salute, senza mettere in difficolta’ il ruolo del medico - ha concluso - a cui il paziente vuole e continua ad affidarsi”. E’ anche per queste ragioni che noi de La piazza ci teniamo molto alle rubriche curate da medici locali che pubblichiamo anche sul nostro sito web. Crediamo importante divulgare informazioni utili a chi voglia rivolgersi a medici del territorio, conosciuti e apprezzati per la loro professionalità. Visitate la nostra sezione Salute, http://www.lapiazzaweb.it/category/salute/, e fateci sapere cosa ne pensate.
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Il BLOG DEL DIRETTORE Il 25 novembre si celebra in tutto il mondo la giornata contro la violenza alle donne, un fenomeno che colpisce anche il Veneto con numeri importanti. Complessivamente le strutture che si avvalgono del contributo finanziario della Regione hanno offerto ascolto telefonico a 6 mila persone, incontrato in colloqui di prima accoglienza 1821 donne e ne hanno ospitato 50 (di cui 36 insieme ai loro figli) nelle case rifugio e accompagnato in percorsi di reinserimento 77 (di cui 41 con figli minori) attraverso le case di secondo livello. Occorre, però, spingere ancora sulla prevenzione e sulla cultura del rispetto reciproco. seguici su www.lapiazzaweb.it/category/ilblog-del-direttore/
IL SONDAGGIO Il report diffuso dalla Iarc di Lione, la massima autorità di studio in materia di agenti cancerogeni dell’Organizzazione mondiale della Sanità, sulla connessione tra consumo di carni rosse, in particolare quelle ‘lavorate’, e insorgenza di tumori al colon e al retto, ha generato sgomento ma anche perplessità. In Veneto Zaia in primis si è lanciato nella difesa della qualità del prodotto veneto. Voi cosa ne pensate. La carne rossa fa davvero male?: la carne rossa fa male? seguici su www.lapiazzaweb.it/ sondaggio/
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L’attenzione verso questa rubrica e i suoi protagonisti è altissima. Questo mese in special modo abbiamo pubblicato le foto di fortunati cagnolini scelti da belle famiglie. Continuamo a ricevere tante foto di cuccioli che cercano casa. Segno della sensibilità dei nostri lettori e della bontà del nostro lavoro per gli animali. seguici su www.lapiazzaweb.it/ category/animali/ 10€
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4 Argomento del mese FORBICE SANITÀ Secondo il Governatore Zaia il Veneto, tra il 2015 e il 2016 subirà, per decisioni del Governo, tagli per 450 milioni di euro e dovrà affrontare nuove spese che peseranno sulle regioni per 2 miliardi 650 milioni
Annunciati nuovi tagli alla sani
di elisa Dall’Aglio
In commissione Sanità presentate le modifiche al testo di legge Azienda Zero
Le minoranze: “Modificato del 75%, servono altre consultazioni. Fermiamoci”
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entre in regione si sta tentando di scrivere una pagina nuova per la Sanità veneta con una riforma che promette un risparmio tra i 40 e i 60 milioni di euro, dal Governo arrivano nuovi tagli ai trasferimenti. “Il Patto Nazionale per la Salute è oramai carta straccia – commenta l’Assessore alla Sanità veneta Luca Coletto -. Praticamente a solo un anno dalla ‘storica’ firma tra Governo e Regioni, Renzi e la Lorenzin non hanno mantenuto un impegno che sia uno. Di fatto si sta violando il diritto costituzionale alla sanità universale. Senza applicare i costi standard e risparmiare dove si spreca davvero l’insostenibilità è alle porte anche per i virtuosi come il Veneto”. “Dicano ciò che vogliono – incalza Coletto – ma la sanità sta finendo in ginocchio. La realtà è un taglio alle Regioni di 2,3 miliardi già quest’anno, ai quali si aggiungerà un 2016 da paura: rispetto a quanto previsto dal ‘fu’ Patto Nazionale per la Salute (un aumento del Fondo Sanitario di 3 miliardi) ne resta uno. Sulle spalle delle Regioni, alla faccia dei solenni impegni più volte sbandierati, resterà un ulteriore miliardo di spesa aggiuntiva determinata dai maggiori costi per erogare i nuovi farmaci per l’epatite e gli altri farmaci innovativi. Di fatto si tratta di almeno 3 miliardi di tagli”. Il Presidente Zaia, tornato insoddisfatto dell’esito del vertice delle
sperimenTaZione saniTaria
Med.it: oltre il Cup
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i chiama Oltre il Cup il progetto sperimentale che partirà a dicembre nell’Ulss 1 di Belluno. Il Progetto, realizzato dal Consorzio per l’Informatizzazione delle Ullss venete Arsenàl.it, prevede la possibilità per il paziente di prenotare direttamente dall’ambulatorio del proprio medico di famiglia le Luca Coletto visite e gli esami necessari, senza più doversi recare personalmente agli sportelli dei Centri Unici di Prenotazione. “Oltre il Cup” è stata una delle principali novità che presentate a MED.it 2015, Fiera dell’Innovazione e delle Tecnologie Sanitarie alla Fiera di Vicenza. “Mentre a Roma tagliano con la mannaia anche i fondi per la digitalizzazione – afferma l’assessore alla sanità Luca Coletto – nel Veneto ci crediamo e investiamo. Prima di tutto lo facciamo sui servizi al cittadino, ma anche guardando alle economie che la tecnologia consente di fare, che poi sono soldi in meno che escono dalle tasche della gente e risorse in più da investire in cure e ricerca”. “Una volta a regìme – fa notare Coletto – ‘Oltre il Cup’ garantirà circa 10 milioni di euro l’anno di economie, che si aggiungeranno ai 19 milioni che si risparmiano già da tempo con la possibilità di scaricare i referti direttamente dal computer o dagli smartphone, e ai 3,3 milioni di minori costi che derivano dall’entrata a regime in tutto il territorio della ricetta digitale. Il conto è pari a 32,3 milioni l’anno di risparmi per l’amministrazione e di minori costi per la gente”.
Regioni con il Presidente del Consiglio ha evidenziato come i tagli lineari non ci premino affatto, in quanto il Veneto è il più “risparmioso” d’Italia. “I costi del personale – fa notare Zaia - sono tra i più alti in assoluto, e quindi tra quelli dove si può fare meglio in assoluto in tema di costi standard e spending review. Sono perciò felice – aggiunge il Governatore– di quanto certificano i dati dell’Agenas, che ci indicano come i più risparmiosi d’Italia. Il costo medio annuo del personale del servizio sanitario pubblico in Veneto – rileva Zaia – è di 51.571 euro, contro una media nazionale di 56.273 euro e numerosi picchi che arrivano agli 82.384 euro l’anno della Provincia Autonoma di Bolzano, ai 62.439 della Campania, ai 60 mila e più di Lazio, Valle D’Aosta, Sicilia e Calabria. Siamo ultimi in Italia, quindi orgogliosamente primi!”. A fronte di tutto ciò la maggioranza a palazzo Ferro Fini considera sempre più urgente la riforma sanitaria e a fine ottobre ha depositato in Commissione Sanità un maxi-emendamento sul testo di legge Azienda Zero. “Il testo è il risultato di un importante lavoro di ascolto che ha visto coinvolte tutte le realtà della Sanità e del Sociale veneto, con particolare attenzione alle proposte che ci sono arrivate dagli amministratori locali – annunciano i capigruppo di maggioranza, Silvia Rizzotto, Nicola Finco, Massimi-
liano Barison, Sergio Berlato e Antonio Guadagnini -”. Secondo quanto affermato dai capigruppo la programmazione sanitaria resterà in capo al Consiglio regionale e alla Giunta, come previsto dalla carta statutaria del Veneto. “Per i cittadini non cambierà nulla rispetto agli attuali servizi – sottolineano – anzi, i risparmi ottenuti potranno essere investiti per il miglioramento delle prestazioni e per l’abbattimento delle liste di attesa; l’Azienda Zero si occuperà tra l’altro degli acquisti centralizzati, del modello assicurativo del sistema sanitario regionale, dell’autorizzazione e l’accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie e della gestione del contezioso sanitario; resterà inalterato il ruolo della Conferenza dei Sindaci e la figura del Direttore servizi sociali”. Il maxiemendamento non è piaciuto alle minoranze in consiglio. Il Pd, accusa la maggioranaza di aver modificato, il 75% della proposta di legge iniziale. “Per noi una riforma così radicale e strutturale – ha detto Bruno Pigozzo, consigliere Pd - è possibile solo dopo un’ampia consultazione e dopo l’accordo tra le parti protagoniste. Per questo chiediamo che l’iter del Pdl 23 si fermi e ci sia il tempo utile – potrebbe essere una finestra temporale di un anno o due – per sviluppare una proposta concreta, sostenibile, non fantasiosa e realmente condivisa”.
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Argomento del mese 5 Atto aziendale
ità, a pagare saranno i cittadini La Regione
Ospedali di Dolo e Mirano
Servizi I direttori di distretto annunciano novità per Riviera e Miranese
Arrivano le “Medicine di gruppo integrate” di Alessandro Abbadir
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rentasei medici di famiglia hanno firmato l’accordo con l’Ulss 13 per dare il via a cinque “Medicine di gruppo integrate”. Questa l’innovativa organizzazione della medicina generale partita a novembre in Riviera e Miranese. Le “Medicine di gruppo integrate” si trovano a Mira (via Dante 6/19), a Martellago (via Fapanni 85), Noale (Largo S. Giorgio 3), Spinea (viale Viareggio 3/A) e Vigonovo (via De Gasperi 2). Nel frattempo si sta lavorando per attivarne altre sei a partire dal 2016. “Ciascuna di esse – hanno dichiarato i due direttori di distretto, Gabriele Angiolelli e Stefano Vianello – assisterà circa 10 mila utenti. Ogni aggregazione è costituita da circa sei-sette medici più tre infermieri (per le medicazioni, counseling) e quattro amministrativi (che avranno il compito di prendere gli appuntamenti, stampare le ricette, rispondere al telefono, richiamare gli utenti)”.“La novità – hanno evidenziato – sta nel potenziamento del personale e nella fascia oraria di apertura del servizio, ben dodici ore continuative, a garanzia di un servizio efficace e di qualità”. Nel dettaglio, le “Medicine di gruppo integrate” dovranno garantire: il servizio attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, mentre il sabato e i prefestivi dalle 8 alle 10. E poi: la presenza del medico e dell’infermiere; la presenza almeno di uno studio aperto il sabato e i giorni prefestivi dalle 8 alle 10. La programmazione degli accessi in studio prevalentemente su prenotazione.
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non sospende la riorganizzazione L
a promessa era di quelle che tutta la Riviera del Brenta si aspettava soprattutto per l’ospedale di Dolo, ma alla fine, il risultato non è stato per sindaci e comitati quello atteso. E’ stata bocciata nelle scorse settimane, infatti, in consiglio regionale la mozione del centrosinistra che chiedeva la sospensione delle schede ospedaliere dell’Ulss13. La mozione che aveva come firmatari i consiglieri di centrosinistra Bruno Pigozzo, Franco Ferrari, e Francesca Zottis e aveva trovato anche l’appoggio dei consiglieri del Movimento 5 Stelle. Ma facciamo un passo indietro. La bocciatura della mozione è una doccia fredda, perché arriva dopo che lo stesso assessore Luca Coletto e il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, avevano promesso al consigliere Franco Ferrari della lista “Alessandra Moretti presidente”, una sospensione del riordino fra i reparti degli ospedali di Dolo e Mirano. In una riunione, per l’ospedale di Dolo avevano annunciato a Ferrari la sospensione della divisione dell’attuale ortopedia in una ortopedia con 10 posti letto a Dolo e una traumatologia con 25 posti letto a Mirano. I vertici della Regione avevano pure promesso la sospensione dell’unificazione della chirurgia generale con urologia a Dolo, e la sospensione dello spostamento di Urologia a Mirano, attuale servizio di eccellenza. La sospensione delle schede sarebbe stata operativa fino a fine anno. Ferrari per cercare di sensibilizzare la Regione sul tema, aveva precedentemente organizzato in municipio a Camponogara, una riunione con i sindaci della Riviera, a cui aveva partecipato anche il direttore generale della sanità veneta Domenico Mantoan. Ora torniamo in Regione. Nel bocciare la mozione del centrosinistra l’assessore alla Sanità della Regione Luca Coletto per la maggioranza, ha spiegato che votarla sarebbe stato ultroneo, fuori luogo, in quanto la mozione è superata dagli eventi. Fra i consiglieri del Pd c’è stato sconcerto per la condotta della maggioranza di centrodestra. “Non si capisce – ha detto a caldo Bruno Pigozzo per il Pd – in che modo questa sospensione verrà attuata, se di fatto non c’è alcun atto che la prevede. Possiamo intuire che dietro questa bocciatura, ci sia la volontà di avere una paternità politica su questa operazione. Invito l’assessore Coletto o lo stesso Zaia a presentare una delibera di giunta in cui questo atto venga varato. Altrimenti si tratta solo di chiacchere e nel frattempo gli accorpamenti di reparti come Urologia e Chirurgia fra Dolo e Mirano, non vengono bloccati. Apprezziamo la posizione del Movimento 5 Stelle“. Per il consigliere regionale Franco Ferrari invece non tutto è perduto. “Penso – ha detto – che questo non sia uno stop alla sospensione delle azioni introdotte dall’atto aziendale predisposto dal direttore generale Ulss 13 Gino Gumirato. Io mi fido di quello che mi è stato detto da Zaia e Coletto e credo che faranno seguire i fatti alle parole. Ci sarà la possibilità in queste settimane di ripensare tutti insieme e riprogettare il futuro della sanità in Riviera“. La sospensione delle schede ospedaliere, oltre che dai consiglieri di centrosinistra, è stata chiesta a gran voce dai sindaci della Conferenza dell’Ulss13 e anche dal comitato a difesa dell’ospedale di Dolo Bruno Marcato. “Le richieste – ha detto il presidente della conferenza dei sindaci di Riviera e Miranese Silvano Checchin – sono state disattese da parte della Regione. Ora vediamo in che modo si procederà in attesa di un riordino generale, che porti A.A. alla realizzazione della cosiddetta Azienda Zero”.
6 Approfondimento Economia Pesante situazione nell’azienda di Scorzè dopo la contrazione del mercato dei laminati
Ilnor, l’azienda verso il trasferimento in Lombardia
Nell’azienda attiva dagli anni ‘60 nel settore dei semilavorati in rame e leghe dello stesso materiale, sono impiegati 132 dipendenti. Il taglio previsto è di circa 50 unità di Alesandro Ragazzo
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a una parte l’azienda, dall’altra i lavoratori. In totale 132, mica pochi, per uno stabilimento storico di Scorzè del Miranese. Parliamo della Ilnor, operante dagli anni Sessanta nel settore dei semilavorati in rame e leghe dello stesso materiale. Dal 23 settembre 2010 è di proprietà della Eredi Gnutti Metalli di Brescia: ora si parla di portare parte della produzione proprio nella città lombarda. Si tratta di parte delle linee di colata continua per la produzione delle bandelle di bronzo e un forno di ricottura statica, e accorpare alcune funzioni amministrative, tra cui i settori acquisti, vendite, programmazione e ingegneria. Questo dovrebbe portare i dipendenti a 80 unità, riducendone una cinquantina rispetto all’attuale. E qui c’è lo scontro con i sindacati Fiom Cgil e Fim Cisl, che chiedono di non toccare alcun addetto e trovare altre forme per riequilibrare i costi e i ricavi, oggi squilibrati per i manager di Ilnor. “Dopo la contrazione del mercato dei laminati che si è progressivamente riscontrata nel 2009 – si legge in una nota aziendale – e dopo il concretizzarsi, nel 2012, di una ulteriore pesante riduzione di richiesta che interessa non solo l’Italia, ma tutte le economie industriali europee, ad oggi non esistono fattori capaci di indicare una possibile ripresa dei volumi di vendita né nel breve né nel
medio periodo. Sono state efficientate la produzione ed ottimizzati i processi gestionali per recuperare margini di lavorazione. Al tempo stesso, la quota di mercato di Ilnor è cresciuta (del 5% lo scorso esercizio) ma, a causa di un generale ridimensionamento della domanda europea, non ha portato ad un conseguente aumento dei volumi che sono rimasti stabili. La situazione, quindi, rimane complessa e, per preservare la società Ilnor dandole una prospettiva di continuità, l’unica leva possibile per far fronte alle ingenti perdite societarie è rappresentata da un processo di riduzione dei costi. A tal proposito, Ilnor ha ritenuto indispensabile chiedere alla Società controllante di studiare congiuntamente e mettere in atto le necessarie sinergie per arginare le inevitabili perdite. I risparmi di costi conseguenti a queste sinergie potranno permettere, in un non lontano futuro, di ripartire con gli indispensabili investimenti in Ilnor nei reparti di laminazione e di finitura”. Questa la situazione vista dalla parte della Eredi Gnutti, mentre dall’altra ci sono i lavoratori, che chiedono di scongiurare un ridimensionamento della fabbrica e temono una chiusura della ditta in un futuro prossimo. In ballo ci sono molte famiglie del comprensorio che rischiano di doversi trovare un nuovo impiego a 50 anni, o giù di lì, perché la forza-lavoro è piuttosto giovane e
Proteste davanti all’azienda a Scorzè ancora lontana dal poter pensare di andare in pensione in tempi rapidi. Ne sono nati scioperi, agitazioni, proteste, rallentamenti del traffico fuori dai cancelli della fabbrica in via Moglianese, sit-in anche a Venezia durante le riunioni prima in consiglio regionale e del colloquio con il suo presidente Roberto Ciambetti e poi nell’incontro con l’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan. La politica locale, a partire dal sindaco di Scorzè Giovanni
Battista Mestriner, si è schierata proprio con i dipendenti, chiedendo a Ilnor di rivedere il suo piano e cercare di non impoverire il territorio. Dall’altro canto, Eredi Gnutti ha spiegato di non voler chiudere Ilnor e per darle continuità, si deve concentrare qualcosa proprio su Brescia. E queste settimane sono decisive per scongiurare gli esuberi di Scorzè e permettere il rilancio di uno storico marchio, salvaguardando i posti di lavoro.
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busivi in ogni professione, ma nel comparto edile la situazione si fa davvero difficile. Artigiani improvvisati, dipintori della domenica, concorrenza sleale ai danni di chi combatte ogni giorno contro tasse e burocrazia. “Noi siamo sommersi da controlli di ogni tipo, loro fanno ciò che vogliono: non versano contributi, non pagano l’Inps e non sono iscritti alla Camera di Commercio. Questa è concorrenza sleale”. A prendere posizione sono gli artigiani edili del Miranese, sempre più stufi di combattere con tasse e documenti mentre chiunque può fare concorrenza improvvisando dipinture, restauri e manutenzioni casalinghe. Una vera e propria levata di scudi la loro, contro i lavoratori in nero. E’ l’Associazione Artigiani e Piccole Imprese del Miranese a farsi sentire: “Il lavoro in nero penalizza moltissimi imprenditori – ha spiegato più di una volta Nicola Bettin, capo della categoria “edilizia” per l’associazione. In fondo chiediamo solo la presenza di una qualifica, da ottenere dopo un preciso percorso professionale. Per lavorare servirebbero dei requisiti minimi”. Ad essere infuriato è soprattutto chi lavora da decenni in questo settore: “Il lavoro in nero continua ad aumentare, in tempi di crisi il committente guarda solo al risparmio a scapito della qualità – dice un impresario di Salzano. Spesso il privato non conosce i rischi in caso di infortuni. Manca un’efficiente rete di controlli specifici”. Andrea Dal Corso, funzionario dell’associazione, pensa anche ai costruttori: “Quello edile è un settore troppo libero. Nel Miranese tra il 2000 e il 2006 c’è stato un boom di nuove lottizzazioni: molti
si sono improvvisati impresari, sfruttando un vuoto normativo e accedendo a mutui e finanziamenti con troppa libertà. Il sistema è stato gonfiato, dopo il boom è arrivato il collasso”. Nel comprensorio dal 2008 ad oggi il lavoro edile è diminuito del 30%, il calo dei ricavi si attesta oltre il 40%. “Tasse e costi delle materie prime sono aumentati – proseguono gli impresari dell’associazione. Per un normale lavoro un’impresa guadagna il 5% quando va bene. Investire su attrezzature e personale è impossibile, ormai si lavora solo per stare a galla e mantenere in piedi strutture ridotte all’osso. Per ripartire bisogna tutelare chi lavora regolarmente”. E aggiunge ancora Dal Corso: “Nel nostro settore quello del lavoro nero è un problema sempre più pressante, adesso non si può più tacere – sottolinea il funzionario dell’associazione. Non si tratta di attività sporadiche, stiamo monitorando da tempo la situazione e riteniamo che non sia più sostenibile: contiamo decine di casi di F.D.G. abusivismo in tutto il Miranese”.
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Il sacerdote sostituisce monsignor Lino Regazzo, che dopo 15 anni lascia per raggiunti limiti d’età
irano accoglie don Artemio Favaro, nuovo parroco del duomo di San Michele Arcangelo. Sostituisce monsignor Lino Regazzo, che dopo 15 anni lascia per raggiunti limiti d’età. Ora collabora con le vicine parrocchie di Santa Maria di Sala e Veternigo. Don Artemio ha fatto il suo ingresso in duomo domenica 4 ottobre, accompagnato dal vescovo di Treviso Gianfranco Agostino Gardin, dal vicario per la pastorale, monsignor Mario Salviato e da un seguito di prelati provenienti da tutta la diocesi. Una celebrazione solenne e partecipata, anche da autorità civili e militari, in una chiesa gremita a sottolineare l’importanza dell’avvicendamento soprattutto nell’ottica della nascente collaborazione pastorale miranese. Il turnover di preti a Mirano, infatti, è senza precedenti: tra capoluogo e frazioni, su sette parroci ben cinque sono stati sostituiti, ma solamente tre sono i nuovi arrivati. Tra questi l’ingresso a Mirano di don Artemio, 67 anni, finora parroco a Quinto di Treviso e Santa Cristina, è l’ultimo atto degli avvicendamenti decisi dal Vescovo e fondamentale per la guida di una delle parrocchie più importanti della diocesi. Nell’omelia, Gardin ha presentato il nuovo parroco ai miranesi, marcando in particolare l’attenzione che sarà rivolta alle periferie. Per la prima volta, infatti, la guida della chiesa principale di Mirano sarà anche parroco di una frazione, Vetrego, dove dopo 45 anche in ottica territoriale e laica, delle nuove anni lascia l’anziano parroco don Pietro Mozzato. collaborazioni tra parrocchie. Solo una settimana E a proposito di “don Piero”: al prima, la comunità del duomo parroco-istituzione Vetrego ha Il nuovo parroco aveva salutato don Lino dopo regalato una grande foto ricordo di Ballò e 15 anni. Arrivato nel 2000, con tutti i parrocchiani, quasi Scaltenigo sara dopo essere stato parroco 500 persone, da appendere don Luciano della cattedrale di Treviso, per nella stanza in cui andrà a Minetto lui, 78 anni, è arrivato ora il vivere, nella casa del clero a tempo della “pensione”. “Non Treviso. Ad accogliere il nuovo pastore di Mirano e siamo né piccole società, né aziende, ma una unità Vetrego anche il sindaco Maria Rosa Pavanello, che – ha detto don Lino, prima del saluto, parlando ha dato il benvenuto a don Artemio, augurandosi delle parrocchie – il cambio di parroci metterà in collaborazione proficua e sottolineando l’importanza, crisi qualcuno, ma le comunità rimangono, i pastori
Il caso
A
Il duomo di San Michele Arcangelo e don Artemio Favaro
passano e la stabilità è garantita dal Buon Pastore”. Lo stesso giorno Mirano aveva salutato l’ingresso anche dell’altro parroco, quello di San Leopoldo Mandic: si tratta del giovane don Mario Da Ros, conosciuto in città per essere insegnante di religione negli istituti superiori miranesi e già vicario in duomo: sostituisce don Egidio Baldassa, anche lui cessato dall’incarico per raggiunti limiti d’età. Completano il mosaico della collaborazione miranese il nuovo parroco di Ballò e Scaltenigo don Luciano Minetto (al posto, rispettivamente, di don Sergio Busato e don Marino Zaratin) e il parroco di Zianigo, don Ruggero Gallo, che ora seguirà anche Campocroce.
segue da pag.
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Anche qui, nel Veneto bianco, nella terra degli scandali del Mose, la gente è davvero scossa dalle notizie emerse nelle ultime inchieste giornalistiche che hanno evidenziato come in questi due anni anche Papa Francesco non sia riuscito a invertire la rotta di prelati che a volte, come ha detto lui, hanno “una doppia vita”. I fedeli sono davvero delusi. Questo Papa ha smosso i cuori del popolo e ha avviato un processo di riforma che nessuno poteva immaginare fino a pochi anni fa. Così, la gente sta con lui, con Francesco, ma senza dimenticare quanto sta accadendo attorno a lui. Nessuno pensa che sia giusto generalizzare ma ciascuno di noi ha conosciuto almeno uno di quei preti chiacchierati che invece di essere pastori sono stati “carrieristi e arrampicatori”. O peggio, palancai. Figure che non hanno fatto il bene delle parrocchie in cui hanno operato. Che hanno chiesto soldi senza usare la giusta trasparenza per spiegare come li spendevano, che hanno impegnato gran parte delle risorse della parrocchia in opere di restauro così impegnative da non aver più sostanze per altro. E solo per metterci una targhetta con il proprio nome. Ma se prima il malcontento serpeggiava solo tra i parrocchiani delusi, oggi non è più così. E’ lo stesso Papa a chiedere con forza ai parroci di essere poveri tra i poveri. Senza mezze parole punta il dito contro i preti ricchi che invece di servire “si servono” intascando per sé. “Vescovi e sacerdoti vincano la tentazione di ‘una doppia vita’, la Chiesa è chiamata a servire, non a diventare ‘affarista’” ha ribadito in una recente omelia che rimarrà nella storia della chiesa. Parole semplici per un appello importante. Il papa sa bene, infatti, che dal comportamento dei preti di fronte al denaro dipende in maniera decisiva la risposta dei fedeli alla loro azione pastorale. I fedeli al loro prete perdonano il carattere difficile, gli sfoghi amari e anche cose più serie, ma non l’attaccamento al denaro. Perciò piace alla gente questo “povero” Papa che è diventato simile ad un eroe. Il suo popolo lo ama tanto da temere per la sua stessa vita; gli atei e i fedeli di altre religioni lo apprezzano, lo stimano. E tutti si preparano a partecipare al Giubileo straordinario della misericordia. Vien da chiedersi però se basterà la misericordia a salvare l’uomo dal malaffare dilagante.
*direttore@lapiazzaweb.it
Sociale
Accordo con il prefetto, migranti impiegati come volontari
rriva il prefetto, firmato il primo protocollo per impiegare i profughi ospiti a Mirano come volontari. E’ il primo caso in provincia: da ospiti, i profughi diventano manutentori e si occuperanno di sistemare panchine, curare aiuole, pulire i parchi e realizzare piccoli lavori di artigianato. Il protocollo, sottoscritto dal sindaco Maria Rosa Pavanello e dal prefetto di Venezia Domenico Cuttaia con operatori economici, associazioni di volontariato, culturali e il gruppo di cooperative Solidalia, prevede l’impiego dei migranti
delle operazioni Mare Nostrum e Triton in lavori di pubblica utilità. Lo scopo è duplice: da un lato, come si legge nella delibera comunale, “superare la condizione di passività dei migranti ospitati e dare modo agli stranieri coinvolti, di integrarsi meglio nel tessuto sociale”, dall’altro “superare le criticità connesse all’accoglienza, derivanti soprattutto dall’inattività dei migranti”. Il Comune insomma darà da fare ai profughi, trasformando l’ospitalità in un piccolo beneficio per la comunità e creando le condizioni perché
oltre zie noti 0 0 0 . 2 1 na: o z a u t della PIÙ O I V I H L’ARC IO DEL AMP TO! VENE
gli stranieri ospitati possano essere meglio accettati dai miranesi. I compiti saranno tra i più disparati e riguardano piccoli lavori manuali che saranno via via definiti dai servizi sociali. Tra i primi interventi ci sarà, ad esempio, la sistemazione degli infissi della storica Villa Bianchini a Zianigo. A svolgere volontariato sociale potranno essere però solo i migranti richiedenti asilo e che sceglieranno di aderire a un’associazione di volontariato. Avranno diritto a formazione e assicurazione. “E’ importante essere partiti –
afferma Pavanello. E’ un progetto in cui crediamo molto, che ci consentirà sia di ottenere piccoli interventi di decoro a costo zero per il Comune, sia impiegare praticamente queste persone, insegnando loro anche una manualità”. F.D.G.
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Mirano 9 Sicurezza Il Comune ha messo in funzione i “Velo Ok” e subito si sono scatenati i vandali
Nuovi autovelox per evitare gli incidenti I dispositivi sono stati installati il mese scorso in via Bollati, via Accopè Fratte e via Luneo, verso Spinea di Filippo De Gaspari
A
utunno di multe a Mirano e frazioni. Attenzione perché entrano in funzione i “Velo Ok”. Non solo quelli presenti da tempo: il Comune ne ha infatti posizionati altri tre, portando a dieci i punti di rilevamento della velocità sulle strade del territorio. I tre nuovi dispositivi sono stati installati (e subito imbrattati dai vandali in due casi su tre) il mese scorso in via Bollati, via Accopè Fratte e via Luneo, verso Spinea. La rete ora è completa secondo il progetto originario, anche se ancora suscettibile di implementazione: l’obiettivo è ridurre la velocità in strade in cui si è riscontrata la sistematica violazione dei limiti e da questo punto di vista i primi sette “Velo Ok” installati a Mirano sono
Servizi
serviti come deterrente, riducendo la velocità dei veicoli in transito. Eppure non sono quasi mai entrati in funzione: il loro utilizzo è stato sporadico e solo pochi rilevamenti, appena posizionati i primi piloncini, erano stati effettuati all’inizio in via Scaltenigo. Poi una sentenza della Cassazione ha imposto al Comune di tarare tutti gli apparecchi. Adesso, si parla già da questo mese, i controlli potrebbero partire a tappeto in tutte le strade presidiate. Acquistano un senso (e un avvertimento) dunque anche i tre “Velo ok” appena installati per implementare quelli esistenti. Da questo autunno occhio a sforare i limiti di velocità: dov’è presente una colonnina arancione, potrebbe nascondersi
Dopo un anno di sospensione il Comune rilancia il Pedibus
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opo un anno di sospensione, il Comune prova a rilanciare il Pedibus. Dalle esperienze giudicate positive negli anni precedenti, la giunta ripropone il servizio di trasporto casa-scuola a piedi, con accompagnatore, in modo ecologico e in sicurezza. Come in passato, la realizzazione
una pattuglia della polizia locale, pronta a contestare subito l’infrazione in caso l’apparecchio posizionato all’interno indichi che l’auto corre a velocità troppo elevata. Nel dubbio dunque, in prossimità dei piloncini arancioni, sarà sempre meglio rallentare. Secondo la polizia locale anche i vandalismi sono stati inutili. Gli apparecchi imbrattati sono infatti solo i contenitori del sistema di rilevamento e nessun dispositivo è mai stato danneggiato, proprio perché non inserito. E tra l’altro le colonnine possono assolvere al loro scopo anche se oscurate: quello che conta è la presenza degli agenti. Ecco dunque dove alzare il piede dall’acceleratore conviene per non incorrere in sanzioni, oltre che per la
del progetto coinvolgerebbe scuole, Comune, associazioni che definiranno le iniziative da assumere, e il Comune garantirebbe la copertura assicurativa per i genitori-volontari partecipanti, ma servono volontari e soprattutto la disponibilità dei genitori. Se sarà possibile, l’intenzione è di riproporre le linee già sperimentate in passato, la blu, la rossa, la verde e l’arancione, ma ci sono volontà e disponibilità a introdurne anche di nuove, dedicate alle varie scuole primarie di Mirano (Azzolini, Dante
L’autovelox in via Luneo propria sicurezza: i tre installati di recente in via Bollati, via Accopè Fratte e via Luneo, si aggiungo a quelli di Zianigo in via Varotara, a Campocroce in via Chiesa, in via Vetrego a Vetrego e in via Vittoria a Mirano. Due si trovano in via Scaltenigo (a Mirano e alle porte di Scaltenigo) e uno nel tratto centrale di via Luneo, che va dunque ad aggiungersi all’altro appena installato nella stessa via. Ovunque il limite è di 50 chilometri orari.
e Petrarca), come a quelle delle frazioni (Alfieri, Carducci, Manzoni, Pellico). “La buona riuscita dell’iniziativa dipende dall’interesse e dalla disponibilità di genitori, volontari e scuole – spiegano dal Comune – infatti solo ottenendo un significativo numero di adesioni, sarà possibile riproporre il servizio”. Per questo gli interessati sono invitati a comunicare la propria disponibilità scrivendo a piazzaidee@comune. mirano.ve.it, info: 041.5798326. F.D.G.
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Mirano 11 Pubblica Istruzione Si rivolge a 110 studenti delle classi quarte degli istituti partecipanti
Superiori, percorsi europei per una scuola del futuro di Filippo De Gaspari
Il progetto permetterà agli studenti di svolgere un tirocinio professionale di 5 settimane studenti, per renderli più competitivi nel mercato del lavoro e sviluppare maggiore consapevolezza sul significato dell’Europa e della cittadinanza europea. Si potrà così fornire agli studenti un’opportunità di crescita nel loro percorso formativo in una dimensione più europea. Obiettivi che acquistano rilievo soprattutto in questa fase di difficile congiuntura economica, che ha colpito in particolare le imprese. Appare infatti ancor più forte il bisogno di allargare l’orizzonte delle esperienze personali dei giovani coinvolti, fornendo loro strumenti e capacità per rispondere alle nuove sfide del mercato. Gli organismi di accoglienza scelti per questa iniziativa vantano anni di esperienza nel settore della mobilità in tutti gli ambiti (linguistico, professionale e umano). Le partenze dei flussi sono previste a giugno e la struttura del progetto prevede una lunga fase di preparazione in Italia e
Coinvolti l’Iis “Levi-Ponti”, il liceo “Majorana-Corner” e l’Iis “8 Marzo”
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stituti superiori in gran spolvero a Mirano, capofila di progetti europei per orientare la scuola verso il futuro. L’Iis “Levi-Ponti” guida infatti la rete Mi.For.Mo., con partner gli altri istituti superiori miranesi come il liceo “Majorana-Corner” e l’Iis “8 Marzo”, oltre l’Iis “Valle” di Padova. La rete ha presentato per l’anno scolastico 20152016 un progetto di mobilità individuale per l’apprendimento, già approvato e finanziato con contributo comunitario di 322.637 euro. Grazie a questo finanziamento verranno assegnate agli studenti degli istituti della rete che frequentano le classi quarte in questo anno scolastico, 110 borse di mobilità transnazionale per svolgere stage di cinque settimane all’estero in Gran Bretagna, Spagna, Germania e Francia. Anche il Comune di Mirano, che mantiene una collaborazione con gli istituti del distretto scolastico in diversi ambiti, si è congratulato per l’importante risultato, che contribuirà ad ampliare in modo significativo le opportunità di formazione all’estero che le scuole sperimentano già da alcuni anni. Il progetto si rivolge a 110 studenti delle classi quarte degli istituti partecipanti al progetto, che insieme raggruppano oltre 4800 studenti. Mi.For.Mo. permetterà a questi 110 giovani di svolgere un tirocinio professionale all’estero di cinque settimane nei settori della meccanica, elettrotecnica, chimica, costruzioni, agro-tecnico, business e amministrazione, elettronica, informatica e turismo. L’obiettivo è migliorare le competenze professionali e personali degli
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cinque settimane di soggiorno all’estero, nei quattro paesi coinvolti. Il progetto verrà seguito da otto docenti appartenenti alla rete che avranno il compito di preparare, accompagnare e monitorare i partecipanti e ovviamente, gran parte di loro, insegnano a Mirano. Essendo la prima esperienza all’estero per gli studenti e per meglio valutare le azioni programmate, i professori svolgeranno il ruolo di accompagnatori in grado di favorire il processo di adattamento iniziale e seguire l’attività. Insomma, una buona opportunità per i giovani per confrontarsi con i loro coetani europei.
NEWS L’iniziativa
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ue serate con docenti giovani neolaureati. Doppio appuntamento a fine ottobre con “Freschi di laurea”, l’iniziativa di approfondimento delle Acli di Mirano realizzata all’interno di “Cultura Km Zero”. Spazio a due neolaureate che hanno potuto così raccontare e descrivere i risultati del loro lavoro di tesi e riportare le esperienze maturate durante il percorso di studio. Carolina Olivi ha parlato di immigrazione nel Miranese, esponendo i dati raccolti durante il periodo di preparazione della sua tesi al Cism (Coordinamento Immigrati Sud del Mondo) di Spinea. Carolina ha ottenuto la laurea magistrale in Politica Internazionale e Diplomazia a Padova con 110 e lode. E’ stata segnalata a Fondazione Italia Usa che fornirà una borsa di studio per seguire il master in “Global Marketing, Comunicazione e Made in Italy”. Una settimana dopo è toccato a Sara Comelato, che ha suggerito possibili strategie di valorizzazione del nostro territorio, a partire anche dalle preziose opere che i Tiepolo ci hanno lasciato. Sara ha ottenuto la laurea triennale in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali a Venezia con 110 e lode e sta completando il suo percorso di studi a Roma. Nel 2014 è stata selezionata per seguire dei corsi a Parigi e ha potuto svolgere il tirocinio a Bruxelles, in Belgio. F.D.G.
12 Spinea Sociale Una proposta del Coordinamento immigrati sud del mondo
“I migranti? Ospitiamoli nelle nostre case” di Filippo De Gaspari
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ccoglienza profughi in città, il Cism (Coordinamento immigrati sud del mondo) di Spinea va oltre e lancia una proposta che fa discutere: ospitare i migranti in casa. Casa di italiani, volontari, che dall’accoglienza trarrebbero anche un beneficio economico. A lanciare la proposta, che per ora pare comunque di difficile attuazione, ma che ha soprattutto lo scopo di instaurare un dibattito in merito, è il presidente del Cism, Mirco Casarin. “Finora abbiamo assistito alle peggiori chiacchiere contro chi scappa da fame e guerre - spiega - adesso pensiamo a favorire l’integrazione vera. Con un semplice accordo tra Comune e Prefettura si può dare la possibilità a queste persone di trovare ospitalità a casa di famiglie italiane che si rendano disponibili, dando loro la possibilità anche di ricevere qualche vantaggio statale”. Oggi l’Europa paga 30-32 euro al giorno un profugo: il Cism chiede solo che vengano dati ai cittadini volontari invece che hotel o altre comunità. “Si tratta di decentrare il flusso di questa migrazione - prosegue Casarin invece che ghettizzarla in siti di raccolta ed esclusione, con il rischio di creare situazioni di emarginazione e pericolo. Cose già viste, facile manodopera per caporali e mafie locali”. Per il Cism, insomma, è prima di tutto una questione di sicurezza sociale, oltre che di opportunità per quei cittadini che non riescono ad arrivare a fine mese, ma hanno spazio e possibilità per accogliere una famiglia di profughi in casa. Anziani soli in casa che cercano aiuto nelle faccende domestiche, famiglie con un piano abitabile non utilizzato, nuclei con
Mirco Casarin: ”I 32 euro al giorno? Siano dati ai cittadini che si rendono disponibili ad accoglierli”
Un incontro del Cism
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Le reazioni
“E’ una proposta irricevibile”
“L
Per il Cism si tratta di evitare una ghettizzazione dei nuovi arrivati sul nostro territorio necessità di arrotondare. L’associazione di Spinea andrà a parlarne con il sindaco Silvano Checchin, ma intanto si sta già muovendo su altri fronti: aprendo la propria sede e mettendo a disposizione i computer e internet per permettere ai profughi di contattare la famiglia in Siria o in Libia, attraverso internet, chiamando via Skype o mandando e-mail. “Ma ci siamo anche attivati per garantire ad alcuni ospiti assistenza legale, cure mediche e la possibilità, soprattutto, di trovare un alloggio o un lavoro. Insomma di integrarsi”, fa sapere Casarin. L’obiettivo ora è l’accoglienza realmente diffusa, fuori da caserme o strutture di accoglienza, ma nel particolare di famiglie italiane, ovviamente dopo tutti gli accertamenti del caso e con il costante appoggio delle associazioni. Riflette ancora Casarin: “Questi migranti continueranno ad arrivare. Prima di pensare a come per rimpatriarli, proviamo a conoscere le loro storie e realtà. Organizziamoci
per dare loro un concreto supporto, una degna accoglienza, creando una rete di solidarietà che li aiuti a conoscere il territorio in cui arrivano, provando a dare una possibilità di integrazione sul territorio. Magari con gli enti locali e le cooperative sociali attive sul territorio possiamo promuovere attività di incontro e relazione. Dare l’opportunità ai cittadini di conoscere i migranti e le loro storie, oltre i pregiudizi. Un giorno forse riusciremo davvero a ospitare i migranti nelle nostre case”.
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a proposta del Cism è irricevibile: degli stranieri che arrivano in Italia si sa nulla o poco, per cui è pericoloso ospitare a casa chi non si conosce, tanto più da anziani soli”. Lo afferma il consigliere di opposizione a Spinea, Mauro Armelao: “Ben 6 profughi su 10 non avranno mai diritto all’asilo politico, quindi se questi non ottemperano all’ordine del questore di lasciare il territorio nazionale sono clandestini – continua Armelao. Mi fa sorridere come questa emergenza profughi sia considerata da tutti un business: che si parli invece di aiutare i disoccupati e le famiglie italiane in difficoltà economiche”. Anche Alberto Semenzato, consigliere regionale della Lega è contrario, ma afferma: “Vorrei capire: di che profughi parliamo? E quale dialogo potrà esserci tra un anziano ospitante e queste persone se non parlano nemmeno la stessa lingua? Ancora: verrebbero inseriti soltanto dopo essere stati sottoposti a tutti i controlli sanitari? E i cittadini sono consapevoli che nel momento in cui queste persone acquisteranno la residenza ricadranno sulle loro spalle? Comunque, se lo scopo è evitare di ingrassare, come sta accadendo, cooperative e Chiesa, parliamone”. R.P.
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Pagina a cura Servizi Informativi Comunicazione Supporto Organi di Governo
www.spinea.gov.it - Posta Certificata: protocollo.comune.spinea.ve@pecveneto.it
ASSICURAZIONE CONTRO I FURTI IN CASA Campagna di raccolta di adesioni alla copertura assicurativa per nuclei familiari contro furto, rapina e atti vandalici IL COMUNE offre la possibilità di copertura assicurativa contro i danni causati da FURTI, RAPINE ed ATTI VANDALICI presso le abitazioni per il periodo 2015-2016, proponendo la sottoscrizione all’offerta assicurativa. COME FARE? Dal 20 NOVEMBRE 2015 sino al 21 DICEMBRE 2015 è aperta la campagna di adesione alla polizza assicurativa, che avrà decorrenza a partire dall’1 GENNAIO 2016. Il costo di adesione per ogni famiglia residente è di 25,00 Euro annui. Il modulo di adesione scaricabile su www.spinea. gov.it o presso lo Sportello Polifunzionale (piano terra del Municipio). Il modulo di adesione ed il modulo di adeguatezza dovranno essere consegnati presso lo Sportello Polifunzionale nei giorni sopraindicati unitamente alla fotocopia del documento di identità e della ricevuta di versamento di € 25,00 effettuato presso gli sportelli di Poste Italiane; lo Sportello dispone di bollettini di c.c.p. pre-compilati Info: Sportello Polifunzionale telefonicamente al numero 800 0001822 o personalmente tutti i giorni dal Lunedì al Venerdì dalle ore 8.30 alle ore 13.30 ed inoltre il martedì e giovedì pomeriggio dalle ore 15.00 alle ore 17.00. Rischi assicurati La Società si obbliga a risarcire i seguenti danni e/o le perdite degli enti assicurati, anche se di proprietà di terzi: 1) Furto – 2) Furto con destrezza – 3) Rapina – 4) Estorsione – 5) Danni verificatisi in occasione di eventi socio – politici Si dà atto che l’assicurazione comprende i danni da furto, rapina, estorsione, verificatisi anche in occasione di atti di terrorismo o di sabotaggio organizzato, tumulti popolari, scioperi, sommosse. 6) Guasti dei ladri: l’Assicurazione comprende i guasti cagionati dai ladri nell’effettuare o nel tentare il furto e/o la rapina ai locali contenenti le cose assicurate, ai fissi ed agli infissi. Sono parificati ai danni del furto quelli causati alle cose assicurate per commettere il furto o per tentare di commetterlo. 7) Atti vandalici: l’Assicurazione comprende i danni materiali e diretti alle cose assicurate cagionati da atti vandalici, commessi dagli autori del furto, della rapina, dell’estorsione, consumati o tentati. 8) Colpa grave: le garanzie di cui alla presente polizza sono operanti anche in caso di sinistro avvenuto per colpa grave dell’Assicurato o delle persone delle quali esso debba rispondere. Rischi esclusi Sono esclusi dall’assicurazione i danni: a) verificatesi in occasione di incendi, esplosioni anche nucleari, scoppi, contaminazioni radioat-
tive, terremoti, eruzioni vulcaniche, inondazioni, alluvioni ed altri sconvolgimenti della natura, atti di guerra anche civile, invasione, occupazione militare, ostilità (con o senza dichiarazione di guerra),rivolta, insurrezione, esercizio di potere usurpato, confische, requisizioni, distruzione o danneggiamenti per ordine di qualsiasi Governo od Autorità di fatto o di diritto, a meno che l’Assicurato provi che il sinistro non ha avuto alcun rapporto con tali eventi; b) i danni commessi od agevolati con dolo dall’Assicurato o dal Contraente o: • da persone che abitano con l’Assicurato o con il Contraente od occupano i locali contenenti le cose assicurate o locali con questi comunicanti • da persone del fatto delle quali l’Assicurato ed il Contraente deve rispondere • da incaricati della sorveglianza delle cose stesse o dei locali che le contengono • da persone legate all’Assicurato o al Contraente da vincoli di parentela o affinità che rientrino nella previsione dell’art. 649 del C.P. (n. 1,2,3) anche se non coabitanti Cose di terzi – assicurazione per conto di chi spetta La presente polizza è stipulata dal Contraente Comune di SPINEA (VE) in nome e nell’interesse di chi spetta. Le azioni, le ragioni ed i diritti nascenti dalla polizza non possono essere esercitati che dal Contraente e dalla Società. Spetta in particolare al Contraente compiere gli atti necessari all’accertamento e alla liquidazione dei danni. L’accertamento e la liquidazione dei danni così effettuati sono vincolanti anche per l’Assicurato, restando esclusa ogni sua facoltà di impugnativa. L’indennizzo liquidato a termini di polizza non può tuttavia essere pagato se non nei confronti e con consenso dei titolari dell’interesse assicurato. Info: www.spinea.gov.it Tel. 041/5071355 - Fax 0415071102 Numero verde: 80000 1822 Email: baldovino.angiolelli@comune.spinea.ve.it
ATTIVITA’ COMMERCIALI DI SUCCESSO: MOMI’ E LA PULILAMPO
Quest’anno Spinea celebra due traguardi importanti per due attività commerciali molto note in città. LA PULILAMPO compie 60 anni di attività e Momì centralissimo negozio di calzature festeggia i 50 anni dalla sua apertura. Conosciamo meglio questi due esempi di successo impenditoriale. La Pulilampo è stata fondata nel 1955 da Aldo Pellizzaro, classe 1926. Aldo, uno dei sette figli di una famiglia semplice, dopo aver completato la scuola elementare, a 14 anni ha cominciato a lavorare e da allora non si è più fermato. Nel 1955 ha aperto il lavasecco che tutt’oggi si trova dietro la Chiesa di San Vito e Modesto e che risulta essere una delle attività commerciali più longeve del territorio. Simbolo di imprenditorialità e operosità, Aldo ha rivelato i segreti dei suoi 60 di attività: attenzione per il cliente, passione, esperienza, senso della responsabilità. Il lavasecco è sempre stato a gestione famigliare, infatti anche
la moglie, con la quale festeggia proprio quest’anno 60 anni di matrimonio, e i figli lavorano in questa attività. Per Momì tutto comincia nel 1965. Un contratto d’affitto per il negozio di poche righe e una stretta di mano. Inizia così l’avventura del negozio di scarpe Meggetto in via Roma a Spinea. Da 50 anni punto di riferimento per il commercio nella nostra città che ora vive nel sorriso di Monica e Michela, le titolari. E’ una storia italiana: prima il nonno nei mercati all’aperto subito dopo la fine della guerra, poi il salto di qualità con l’apertura di un negozio realizzato dal padre Luigi e dalla madre Flora. Oggi Monica e Michela Meggetto portano avanti l’attività di famiglia con professionalità e cortesia. Questi due anniversari sono stati celebrati in Municipio dal Sindaco e tutta la Giunta, che in questo modo vogliono valorizzare le attività commerciali ed imprenditoriali che rendono Spinea una città viva e intraprendente.
14 Spinea Social Sono ripresi gli incontri al centro “Anziani insieme” di via Cici 25
Caffe’ Alzheimer, insieme contro la malattia L’amministrazione comunale ha iniziato nel 2007 a investire risorse nel settore, è stato aperto anche lo “sportello demenze” di Roberta Pasqualetto
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ottobre sono ripresi gli incontri Caffè Alzheimer che termineranno a maggio. Il Caffè Alzheimer è un luogo d’incontro informale rivolto alle persone affette da demenza, ai loro familiari, ai caregivers e ai volontari. Durante questi incontri settimanali, le persone anziane verranno coinvolte in attività di musicoterapia, arte terapia e yoga della risata. Nello stesso spazio i familiari potranno socializzare fra loro, confrontarsi sulle loro esperienze e condividere con esperti le loro difficoltà per rafforzare la loro efficacia di cura. Gli incontri di novembre sono quattro: il 6 “Sostenere chi sostiene: strategie di aiuto”; il 13 “Interventi non farmacologici per le demenze”; il 20 “La memoria: come gestire i ‘non ricordi’”e il 27 “I disturbi del comportamento, come riconoscerli”. Gli incontri di dicembre sono tre: il 4 “I problemi del sonno: strategie comportamentali”; l’11 “L’ansia e l’agitazione: come ‘porsi’” e il 18 “Il momento del pasto: l’evolvere della malattia”. “Caffè Alzheimer - spiega
l’assessore ai Servizi Sociali Laura Rosanova - ha sempre riscosso un grande successo perché permette ai famigliari di incontrarsi, scambiare esperienze e rafforzare le proprie competenze emotive e pratiche per vivere meglio la propria condizione”. L’amministrazione di Spinea, ha iniziato nel 2007 a investire risorse nel settore delle demenze. Con il supporto dell’associazione Alzheimer Venezia (www.alzve.it ), i servizi sociali hanno avviato un primo Caffè Alzheimer, come luogo socializzante per malati senza distinzione di gravità e per i loro relativi familiari. Dall’incontro, poi, nel 2011 con la dottoressa Basso si è sviluppata una collaborazione attiva e proficua che ha portato l’amministrazione a strutturare in maniera specializzata le attività proposte. Questo determinando la creazione di progetti mirati in grado di dare maggiore valenza scientifica con specificità propria, in base al grado di malattia ed alla tipologia di bisogno da soddisfare. Contemporaneamente,
da quel gruppo di familiari che nel 2007 iniziava a partecipare ai Caffè Alzheimer, a cui nel tempo sono state erogate, oltre che mutuo-aiuto e sostegno, anche formazione, è sorto un gruppo di volontari che, nel 2011, ha aperto quello che è definito “sportello demenze”. Sportello che da allora è ancora attivo e svolge in maniera sempre più proficua e capillare sostegno ai familiari dei malati, ora divenuta associazione “Lontana’Mente”. “Il lavoro professionale all’interno dell’area anziani è stato orientato in questi anni ad una sempre maggiore integrazione tra l’area della cura e della prevenzione, cercando di riservare un’attenzione particolare alla fascia degli anziani “fragili” – continua Rosanova. Si è altresì investito nell’allestimento di una progettualità ampia e strutturata nell’ambito delle demenze, sia per la sempre maggior incidenza di questa problematica tra l’utenza che afferisce ai servizi sociali, sia per la sua peculiarità, in quanto patologia che coinvolge non solo la persona malata, ma la sua intera
rete di appartenenza, mettendone a dura prova le relazioni e gli equilibri per il pesante carico assistenziale ed il forte coinvolgimento emotivo”. Il lavoro è stato orientato in tre direzioni: costruzione della rete formata da professionisti della Ulss (geriatra territoriale), dell’ente locale (assistente sociale, psicologa e oss) e del terzo settore (psicologi ed educatori), nonché da volontari (volontari sportello demenze, associazione “Gaia” e croce gialla), che collaborano in modo
sinergico attraverso l’integrazione dei differenti ruoli e funzioni. La seconda lavora sulla triade malato-famiglia-comunità, e il terzo l’appropriatezza: poiché ogni fase di malattia pone bisogni differenti, che vanno riconosciuti nella loro specificità. Gli incontri si tengono nel centro “Anziani Insieme” in via Cici 25 per maggiori informazioni si può scrivere a servizi.sociali@comune.spinea. ve.it.
NEWS A Crea
Iniziativa di Denis Frison
Riparte il progetto Teatrino Zero
Corsi di cinema per ragazzi delle medie
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nche quest’anno torna l’attività di formazione teatrale di Teatrino Zero, con il patrocinio della Regione Veneto e della Citta Metropolitana. Gli incontri esplorano le possibilità fisiche ed emotive e sviluppano le capacità di ascolto, di osservazione e di espressione provando la particolare e coinvolgente esperienza del linguaggio teatrale. Partendo dallo studio dei diversi metodi che fanno parte della formazione attoriale ciascuno dei partecipanti sarà accompagnato dal docente nella ricerca del “proprio” metodo, nella convinzione che parte da se stessi e dalla propria verità, nel teatro così come nella vita. I corsi per adulti saranno tenuti da Renzo Pagliaroto, attore e regista siciliano che dopo un decennio di collaborazioni in tutta Italia con enti teatrali pubblici e privati, dal 2012 ha intrapreso un’intensa collaborazione con alcune delle più importanti realtà teatrali del Veneto. I corsi vanno da novembre a maggio, e prevedono una lezione settimanale di tre ore per un totale di circa novanta ore. La prima parte del corso (da novembre a gennaio) sarà dedicata alla fase prettamente “laboratoriale” in cui tutti i partecipanti potranno “mettersi in gioco”. Nella seconda fase “pratica”, i partecipanti si cimenteranno nel grande gioco della messa in scena finale. Punto di forza dei corsi del Teatrino Zero sono gli spettacoli che si preparano al termine di ogni percorso formativo. Negli ultimi anni i corsisti sono riusciti a cimentarsi con sicurezza e successo in importanti testi della drammaturgia mondiale. A maggio, al termine dei corsi, si terrà uno spettacolo di drammaturgia nella sede del Teatrino Zero. L’iscrizione ai corsi è aperta fino a dicembre, le lezioni si tengono nella sede di teatrino Zero in via Don Egidio Carraro 6 a Crea. Per informazioni si può chiamare il numero: 3283066387 o scrivere a info@ teatrinozero.it R.P.
dicembre, nelle scuole medie di Spinea, entrerà l’affascinante mondo del cinema e dello spettacolo. In altre scuole del miranese si sono già tenute delle lezioni dal filmaker, regista, attore Denis Frison di Spinea. Frison è noto per aver realizzato e partecipato ad alcuni film e cortometraggi nel mondo del web; in particolare per il film “Dylan Dog la morte puttana” dove interpreta il famoso personaggio del fumetto bonelliano. Denis in questo periodo sta realizzando il suo ultimo film “Evil Night” e tiene degli incontri con i ragazzi delle scuole medie per parlare del mondo del cinema. Gli incontri sono due per un totale di quattro ore a scuola, generalmente si tengono nell’aula magna di fronte ad un centinaio di ragazzi. “I ragazzi sono affascinati dal mondo del cinema e trovano interessanti questi incontri – dice Denis Frison. C’è poca conoscenza di questo settore, ed io spiego come si può entrare nel mondo dello spettacolo, quali sono le scuole, e informo i ragazzi su alcune cose tecniche e su cosa comporterà scegliere di fare questo lavoro”. I primi incontri sono stati fatti a Scorzè nel mese di ottobre, a dicembre sarà la volta delle medie di Spinea. Questi incontri si sono tenuti anche l’anno scorso, e a gennaio si terranno con lo scopo di proporre il mondo del cinema come possibile carriera dopo la scuola dell’obbligo. “I miei obiettivi sono tanti – conclude Frison – per prima cosa la carriera di attore e, l’estate prossima, termineremo il film “Evil Night” con la partecipazione di nomi importanti quali l’attore Roberto D’Antona e le musiche di Stefano Gargiulo dirette dal Maestro Gianni Ephrikian”. Frison punta in alto: con Evil Night parteciperà a dei concorsi negli Stati Uniti e con i tre cortometraggi, che sta realizzando, pensa di partecipare al Festival del Cinema di Venezia e a Cannes. Un altro ambizioso progetto è la realizzazione di una scuola di fotografia e recitazione cinematografica, sceneggiatura e regia. R.P.
Ambiente
Al via la settimana europea per la riduzione dei rifiuti
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pinea aderisce alla Serr (settimana europea per la riduzione dei rifiuti) che si terrà da sabato 21 a domenica 29 novembre. Sabato 21 si faranno i laboratori didattici a cura del WWF con 2 appuntamenti: troppi rifiuti attorno a noi, ricicliamoli con fantasia e visita guidata all’oasi del parco Nuove Gemme, esempio di riqualificazione ambientale di un’area degradata. Domenica 22 si terrà la terza edizione della “festa delle 4R riduco-riuso-riciclo-recupero” che avrà luogo nella piazza del municipio, dalle 10 alle 16, e nel viale pedonale di via Roma fino alla piazza Donatori di Sangue. La manifestazione sarà caratterizzata dal mercatino degli hobbisti e dei prodotti a chilometro zero, nonché dei cittadini che vogliano barattare i propri oggetti. Le modalità saranno le medesime della domenica ecologica del 19 aprile organizzata dalla Pro Loco. Inoltre sarà presente lo sportello energia con la possibilità di prenotare consulenze o indagini termografiche ed il movimento Decrescita Felice con il progetto Riuso a cui il comune ha recentemente aderito. L’amministrazione sta anche organizzando con la collaborazione di Veritas una raccolta straordinaria di piccoli Raee. Venerdì 27, si terrà una conferenza di Edo Ronchi presidente della fondazione per lo sviluppo sostenibile e Ministro dell’Ambiente dal 1996 al 2000. Durante la serata sarà illustrato anche il progetto Riuso. “Domenica 22 si terrà il mercatino del riciclo, baratto, hobbisti e artigiani – dice Franco Massimo presidente Pro Loco – il mercatino del riuso propone degli oggetti molto singolari e artistici, tanto per fare qualche esempio ci sarà un artista che crea delle borsette con degli scontrini e un altro con delle buste del caffè. In aprile abbiamo avuto più di cento espositori per un migliaio di presenze speriamo di bissare il successo”. Per informazioni scrivere a prolocospinea@libero.it o visitare il sito www.prolocospinea.it. R.P.
Spinea 15 Emergenza criminalità Il sindacato di polizia Ugl si mette a disposizione dei gruppi di vicinato
Poliziotti per formare i volontari della sicurezza
L’associazione Controllo del Vicinato conta 153 famiglie per 5 gruppi attivi. Lavorano in rete e comunicano con WhatsApp
di Roberta Pasqualetto
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l sindacato della polizia di Stato è pronto a sostenere e formare i cittadini volontari dell’associazione Cdv (Controllo del vicinato). L’Ugl sostiene che il sindaco Checchin ha creato un doppione del servizio già esistente nel territorio del controllo del vicinato. L’associazione “Controllo del Vicinato di Spinea” ha 153 famiglie iscritte per 5 gruppi attivi. I volontari lavorano tutti in rete e comunicano tra loro con whatsApp coordinandosi con il gruppo. Di recente, il Comune di Spinea, ha emanato una delibera di giunta con la quale ha attivato un modulo di “vicinato attivo decoro e sicurezza”, ignorando la proposta di collaborazione del gruppo Cdv di Spinea, creando così dissapori con l’associazione che continua a impegnarsi nel servizio. “Noi abbiamo mandato una mail al sindaco per invitarlo ad aderire al controllo del vicinato come hanno già fatto moltissimi altri comuni d’Italia, ma lui preferisce portare avanti la sua linea – dice Alberto Gatti del coordinamento Cdv. Nel frattempo abbiamo attivato il sesto gruppo di Crea ed entro dicembre attiveremo il settimo a Fornase e l’ottavo nel quartiere Dante, senza tralasciare le recenti criticità di via Capitanio”. Il
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sindacato di polizia è favorevole ad aumentare la sicurezza dei cittadini, proponendo alle istituzioni valide idee e progetti. Di fronte alla situazione attuale sta valutando di proporre e sottoscrivere un protocollo d’intesa a livello regionale con l’associazione del “Controllo del Vicinato”, che vede risiedere a Spinea una responsabile per ben tre province del Veneto, Antonella Chiavalin. “Non avevamo dubbi che la politica dimostrasse, ancora una volta, di essere ottusa nelle scelte. Tempo fa si è costituito il “Controllo di Vicinato”, una forma di vigilanza fatta da comuni cittadini che hanno a cuore la sicurezza della propria casa, ma anche della propria città o almeno della propria zona di residenza – dice il vice segretario nazionale Ugl Mauro Armelao. L’amministrazione comunale, invece di iniziare a collaborare con una realtà che è presente in moltissimi comuni d’Italia, ed è strutturata a livello nazionale e che ha ottenuto anche il consenso di prefetti, questori, comandanti dei carabinieri e sindaci, ha pensato di creare una sorta di doppione istituzionale”. Il progetto dovrà prevedere un modello organizzativo di supporto alle attività dell’associazione, in base
Il cartello dell’associazione al quale i cittadini che aderiranno ai cosiddetti ‘Gruppi di Controllo del Vicinato’ potranno svolgere un’attività di osservazione riguardo fatti e circostanze che accadano nella propria zona di residenza. Ad esempio: passaggi sospetti di macchine o di persone, allarmi, rumori. Il sindaco Silvano Checchin dice che il modulo “vicinato attivo decoro e sicurezza” del progetto Mi Prendo Cura è complementare con il lavoro che svolge l’associazione Cdv e che l’intenzione dell’amministrazione è di collaborare.
Cultura Ricorrenza
L’Universita’ popolare compie 24 anni
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’Università Popolare di Spinea festeggia il suo ventiquattresimo anno di attività. I numeri dell’anno scorso sono stati importanti: 414 soci per trentatré corsi divisi in quattro settori. Dei quattro settori, quello che ha più iscritti è stato lingue straniere. L’anno scorso si sono tenuti ben dodici corsi d’inglese. Molto apprezzate anche i corsi del settore artistico, cultura generale e cultura enogastronomica. “Due eventi importanti sono il concorso di poesia (quest’anno alla ventiduesima edizione) e i mercoledì letterari – dice il presidente Roberto Trevisan – quest’ultimo appuntamento si tiene una volta al mese fino a marzo 2016, scegliamo quasi sempre scrittori del territorio. Questi incontri sono un’occasione per conoscere e approfondire svariati autori e generi letterari”. Il concorso di poesia “Università Popolare Città di Spinea” è nazionale, la partecipazione è gratuita, gli interessati possono iscriversi fino al 20 gennaio 2016; le poesie sono a tema libero. All’edizione dell’anno scorso, hanno partecipato 630 poesie divise in sei sezioni diverse. Tra le altre iniziative organizzate dall’università popolare ci sono: l’“Angolo della Poesia” e “Giornata del Volontariato: aiutiamo i medici con l’Africa Cuamm”. Quest’ultimo progetto coinvolge l’università popolare da due anni. L’offerta formativa è iniziata a ottobre e continuerà fino a maggio 2016. La sede dell’università popolare è in via Paolo Veronese, 54 ex scuola materna Grimm località Graspo d’Uva, per informazioni si può contattare lo 041-994162. R.P.
il progetto “Noi e gli Alberi”
pinea lancia “Noi e gli alberi”, un progetto innovativo rivolto ai bambini della scuola materna Collodi e i nonni. Ci sarà l’albero degli abbracci, l’albero soffiato e l’albero della vita per dare spazio alla creatività e a relazioni significative, un’iniziativa che consolida la collaborazione tra il centro “Anziani Insieme” e la scuola dell’infanzia Collodi. Il progetto coinvolgerà ben 23 bambini della terza sezione e un gruppo di 14 anziani per una serie di 8 incontri che si terranno a ottobre e novembre. Gli appuntanti si tengono tutti i mercoledì, quelli di novembre il 4, 11, 18 e 25. Lo scopo del progetto è di mettere in relazione la creatività dei bambini e degli anziani. Il bambino, durante il progetto, scopre il paesaggio che lo circonda e sa esprimerlo attraverso il disegno, la pittura e altre attività manipolative. Utilizza materiali e tecniche espressive diverse; sviluppa interesse per le opere d’arte; esplora le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, ma soprattutto instaura relazioni efficaci con l’anziano. I nonni che parteciperanno al progetto sono 14, divisi in 4 uomini e 10 donne, tutti del centro aggregativo “Anziani Insieme”. I nonni leggeranno delle storie e delle poesie che avranno come protagonisti gli alberi. Gli anziani usciranno nel quartiere insieme ai bambini per osservare alcuni tipi di alberi, scattare foto e raccogliere materiale. Cos’è l’albero? Dove vive? Com’è fatto? Perché è fatto cosi? Quanti tipi di alberi conosci? Sono queste le principali domande chiave del percorso. Si ricercheranno similitudini fra l’albero, il nonno e il bambino e si osserveranno opere d’arte sugli alberi. L’idea
gazzera centrale
è nata tra alcune insegnanti della scuola Collodi e l’assessorato ai servizi sociali e politiche per la terza età, che hanno pensato a un progetto per condividere un percorso comune fra un gruppo di nonni e di bambini di cinque anni alla scoperta dell’albero, sia nel suo aspetto scientifico sia nelle infinite possibilità di poterlo rappresentare artisticamente. “La collaborazione tra la scuola dell’infanzia Collodi e il centro aggregativo “Anziani insieme è cresciuta negli anni – dice l’assessore Laura Rosanova – sia dal punto di vista qualitativo”. Il progetto si basa sull’idea che ogni individuo, a qualsiasi età, ha in sé la capacità di esprimersi mediante la propria creatività, di socializzare e di sperimentarsi in ruoli nuovi, di essere persona dotata d’interessi e curiosità. Durante gli incontri verranno anche realizzati dei quadri, utilizzando varie tecniche creative ed espressive, presso l’atelier di pittura allestito nel centro di aggregazione “Anziani Insieme” di via Cici. Il progetto è curato dall’assessorato ai servizi sociali. Per maggiori informazioni R.P. servizisociali@comune.spinea.ve.it
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16 Santa Maria di Sala Amministrazione Dopo due anni, fra malumori e proteste, la giunta torna sui suoi passi
Illuminazione pubblica, riecco i lampioni accesi di notte Il costo dell’intervento è stato di 200 mila euro, finanziati dall’ente locale. Entro fine anno lavori per altri 210 mila euro, in 23 strade fra capoluogo e frazioni di Filippo De Gaspari
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uci accese anche di notte nelle vie di Santa Maria di Sala e delle frazioni. Finalmente è realtà la promessa della giunta, che in questo modo torna sui suoi passi, abolendo lo spegnimento notturno dei lampioni decretato due anni fa per risparmiare sulla bolletta: merito soprattutto dei lavori di efficientamento energetico conclusi in tutto il territorio nei mesi scorsi. “Nel 2013 per risparmiare sul conto energetico ci siamo visti costretti a spegnere le lampade dell’illuminazione pubblica dall’una di notte alle cinque del mattino, salvi naturalmente i punti critici nella viabilità – spiega il sindaco Nicola Fragomeni. Ora, grazie ai risparmi derivati dagli interventi di sostituzione della vecchie lampade con nuovi punti luce a led, possiamo ripristinare l’illuminazione notturna”. Una buona notizia soprattutto per i molti residenti che erano rimasti con le luci spente in strada, proprio fuori la porta di casa e che avevano lamentato, per questo, anche problemi di sicurezza oltre che di praticità.
“In questi giorni stiamo completando il primo stralcio dei lavori di sostituzione delle lampade – puntualizza l’assessore ai Lavori pubblici Fabio Semenzato – che ha compreso la sostituzione di vecchie lampade ai vapori di mercurio oramai non più a norma e ad alto consumo principalmente nella viabilità periferica. Il costo dell’intervento è stato di 200 mila euro, finanziati dal nostro bilancio. Entro la fine dell’anno verrà messo a sistema il secondo stralcio che vedrà interessati i punti luce nei centri delle frazioni, quelli ornamentali a palla per intenderci, anche questi ad alto consumo e che non osservano la legge regionale sull’inquinamento luminoso. Un ulteriore investimento da 210 mila euro”. Il risparmio atteso dall’intervento di efficientamento energetico sull’illuminazione pubblica è complessivamente di 40 mila euro l’anno. Il primo stralcio da poco concluso ha visto l’intervento in 23 strade, tre nel capoluogo, tre a Stigliano, una a Sant’Angelo, cinque a Caselle, due a Veternigo, otto a
Caltana e una nella zona industriale, con la sostituzione in totale di 250 punti luce, che assorbivano una potenza complessiva di 33.866 watt. Il risparmio di energia alla fine di questo stralcio è valutato nel 77,8%, con un taglio dei costi per il conto energetico di circa 24 mila euro l’anno. A seconda delle necessità, si è provveduto a sostituire solo le vecchie lampade a vapori di mercurio o quelle non a norma, oppure anche i sostegni. Sono stati inseriti nuovi punti luce a integrazione di quelli esistenti e predisposto un sistema di telecontrollo e telegestione per gestire funzionalità di Smart City, la città intelligente che oggi guida molti comuni dei progetti di efficientamento energetico e tecnologico. “Apparecchi led consentono ora di regolare il flusso luminoso automaticamente, adeguando la quantità di luce emessa a seconda dell’ora della notte, quando cioè le strade sono meno utilizzate e il traffico si riduce – continua Semenzato. Grazie a questa tecnologia, gli apparecchi rimangono comunque sempre
Le strade illuminate di notte accesi, garantendo però un’illuminazione più o meno intensa a seconda delle necessità, con un forte risparmio. Inoltre, sono stati predisposti per essere in un prossimo futuro accessoriabili mediante un dispositivo per il telecontrollo dei punti luce. Questo consentirà
di gestire gli orari di riduzione della luce in funzione degli studi sul flusso del traffico e non più in base a orari predefiniti, ma anche di ottenere in tempo reale segnalazione di guasti ai singoli apparecchi”.
NEWS Sicurezza
L’evento
In oltre 200 si assicurano contro i furti
Il Giro d’Italia passera’ nel salese
I
L
n più di 200 aderiscono alla polizza collettiva contro furti in casa e rapine. Insieme a Martellago, con cui l’esperimento è partito anche nel Miranese, sono oltre 450 i cittadini ad aver sottoscritto un premio assicurativo per un anno, tutelandosi contro i malviventi. Dal 1 ottobre, dunque, per un anno intero, alcuni salesi saranno coperti contro eventuali danni della microcriminalità ai beni e al patrimonio. Alla scadenza delle adesioni, il 30 settembre, erano 189 i salesi aderenti all’assicurazione proposta dal Comune, nei giorni successivi però altri se ne sono aggiunti, portando a superare la soglia dei 200 che la giunta si era prefissata come termine minimo per parlare di bilancio positivo dell’iniziativa. Non è boom, ma il Comune è ugualmente soddisfatto: “Ci eravamo posti un obiettivo di 200 adesioni per questo primo anno di prova –spiega il sindaco Nicola Fragomeni – e lo abbiamo raggiunto. Abbiamo deciso di accettare ancora adesioni per la prima settimana di ottobre, perché sappiamo di molti cittadini che non sapevano della novità o semplicemente si sono presi in ritardo”. I duecento salesi assicurati, sono coperti contro furti in casa, rapine e atti vandalici fino al 30 settembre 2016. Per farlo hanno pagato un premio assicurativo di 25 euro, che copre i danni causati dai ladri nelle rispettive abitazioni. La polizza, possibile grazie a un accordo tra il Comune e la società Intermedia LB, copre i beni di proprietà dei componenti dei nuclei familiari residenti che abbiano sottoscritto il contratto e in particolare tutelano eventuali danni arrecati da ladri e malviventi all’arredamento, attrezzature, macchine, macchinari elettrici ed elettronici, vestiario, oggetti di valore artistico, libri e merci varie fino a un massimo per anno assicurativo di 1500 euro ad assicurato. In pratica saranno risarciti i danni derivanti da reati come furto, furto con destrezza, rapina, estorsione e danni causati da eventi sociopolitici, F.D.G. come manifestazioni e tumulti.
a colorata carovana del Giro d’Italia passerà ancora per Santa Maria di Sala. Più unico che raro, eccetto alcuni casi che riguardano soprattutto grandi città, che la più grande corsa ciclistica italiana, una delle più seguite al mondo, con un incredibile seguito di iniziative ed entusiasmo, transiti per la seconda volta in due anni nello stesso comune. Succede grazie al fatto che una partenza di tappa, il prossimo maggio, sarà nella vicina Noale. Dalla città dei Tempesta, la corsa rosa scenderà verso la Riviera del Brenta, attraversando le zone colpite dal tornado, per poi risalire verso nord e tagliare il traguardo di tappa a Bibione. La frazione in questione è la numero dodici del prossimo Giro, la data da segnare in rosso sul calendario è il 19 maggio. Che la partenza di tappa fosse a Noale era ormai noto da dopo l’estate, il nuovo passaggio a Santa Maria di Sala è invece una gradita sorpresa. I corridori calcheranno, tra l’altro, un tratto di strada già interessato dal passaggio della scorsa edizione. Ovvero: i corridori partiti da Noale arriveranno per la strada Noalese, toccando Stigliano, Tre Ponti, svoltando alla curva Becante, come nell’ultima edizione, quindi attraversando il centro e imboccando via Marconi-Gorgo-Marinoni verso Caltana, direzione Pianiga e la Riviera. In paese, terra di grandi campioni del ciclismo, l’entusiasmo è già alle stelle e ci si prepara ad accogliere al meglio la carovana che avrà, solo pochi chilometri più a nord, il via ufficiale. Non ci sarà la diretta tv internazionale (che copre solo la seconda parte di tappa), ma Santa Maria di Sala avrà il chilometro zero, ovvero la partenza “volante” della frazione che nelle grandi corse a tappe avviene alcuni chilometri dopo lo start effettivo. Potrebbe essere nella zona di Villa Farsetti. “Abbiamo fatto talmente bene lo scorso anno – afferma orgoglioso il sindaco Nicola Fragomeni – che hanno pensato di riproporci, grazie soprattutto agli sforzi F.D.G. del nostro cavalier Bruno Carraro”.
Politica
Fragomeni presidente dell’ Unione dei Comuni
N
icola Fragomeni è il nuovo presidente dell’Unione dei comuni del Miranese. Cambio della guardia alla guida del ente sovra-comunale che riunisce Mirano, Spinea, Noale, Martellago, S. M. di Sala e Salzano. Il sindaco salese riceve il testimone dal primo cittadino salzanese, Alessandro Quaresimin, che ha guidato l’Unione per il primo anno. Fase ancora di rodaggio e delicata quella che si troverà a gestire Fragomeni, che si prefigge un obiettivo: coinvolgere nell’Unione anche Scorzè, che di entrare nel nuovo ente, finora, non ne ha voluto sentir parlare. Dalla sua Fragomeni può far valere buoni rapporti di amicizia e stima, oltre che vicinanza politica, con il sindaco Mestriner. Ma sotto la presidenza Fragomeni dovrà soprattutto prendere forma il comando unico di polizia locale. Fragomeni seguirà personalmente la questione: “Anzitutto – spiega – renderemo operativa la sede unica di Villa Belvedere, ma faccio notare che già aver creato 3 sottodistretti a Mirano, Spinea e S.M. di Sala, in vigore dal 2 novembre, è un’operazione nuova, che consente di raggruppare funzioni prima divise tra i diversi comandi. L’obiettivo poi è istituire il terzo turno: ci permetterà di avere agenti in strada anche la sera, fino alle 22.30 e dare così risposte alle istanze di maggior sicurezza e controllo che arrivano dai cittadini”. Vice di Fragomeni per il prossimo anno sarà Maria Rosa Pavanello, sindaco di Mirano, che ha accettato di occuparsi dell’altra funzione associata, la protezione civile. Con il presidente cambia anche il segretario, lo stesso che segue gli affari per conto dei comuni dove il presidente è sindaco. L’ultimo pensiero di Fragomeni è per il suo predecessore: “Quaresimin ha avuto il merito di gettare le fondamenta con un lavoro egregio: sta a noi, ora, costruire un progetto serio e valido per F.D.G. realizzare l’ente e dare risposte ai cittadini”.
Territorio 19 Ambiente L’impegno del Comune di Spinea con l’iniziativa del prossimo 27 novembre in municipio
Edo Ronchi e la sfida a “conservare il creato”
L’esponente ambientalista: “Per aprire nuove strade, è necessario rottamare le vecchie idee di sviluppo”
Sopra Edo Ronchi e l’assessore Stefania Busatta
di Roberta Pasqualetto
L
’ambiente è uno dei temi centrali nelle attività dell’amministrazione comunale di Spinea. L’attenzione è rivolta alla gestione della raccolta differenziata dei rifiuti che quest’anno ha raggiunto una media dell’80%. L’obiettivo è di produrre sempre meno rifiuti e di gestirli in modo corretto. In tale direzione l’assessorato all’ambiente, ha deciso di aderire alla Serr (settimana europea per la riduzione dei rifiuti) prevista dal 21 al 29 novembre con l’organizzazione di una serie di eventi: una conferenza e alcune iniziative. Nella serata del 27 novembre, in municipio a Spinea, si terrà la conferenza con l’ex Ministro dell’Ambiente professor Edo Ronchi, che parlerà di economia circolare, green economy e città intelligente. Domenica 22 novembre la terza edizione della festa delle 4 Erre Riduco-Riuso-Riciclo-Recupero e, nella
stessa giornata, una raccolta straordinaria di piccoli Raee ovvero rifiuti elettronici come vecchi cellulari, radio, giocattoli, ecc, e laboratori didattici sul riutilizzo. Il professor Ronchi, presidente della fondazione sviluppo sostenibile e del consiglio nazionale della green economy, è da sempre promotore di innovativi approcci ambientali. Alla recente chiusura degli stati generali della green economy nell’ambito di EcomondoKey Energy-Cooperambiente ha dichiarato: “Gli stati generali del 2014 lanciano un messaggio al Governo: la green economy è la via maestra per uscire dalla crisi. Attenzione a non subire solo le emergenze, ma occorre alzare la testa, guardare cosa fanno i paesi più avanzati. Per aprire nuove strade, è necessario rottamare le vecchie idee di sviluppo”. Spinea vuole aderire al progetto riuso,
assieme al “Movimento di decrescita felice” e con il Comune di Mirano punta a creare una rete di scambio per il riutilizzo dei materiali. L’installazione di casette dell’acqua in via Matteotti e in viale Sanremo, contribuiscono a evitare la produzione di rifiuti con circa 9 tonnellate di bottiglie di plastica risparmiate. Tutto questo rientra nel programma generale del Paes, ossia dello strumento di cui il Comune si è dotato, aderendo al patto dei sindaci e che si pone come obiettivo quello di ridurre la produzione di Co2 (anidride carbonica) del 20% entro il 2020. Spinea è il primo comune a presentare alla Comunità Europea l’aggiornamento biennale del Paes facendo il punto su cosa è stato fatto dalla sua adozione nel 2012 e fino al 2014. Un’altra iniziativa “sostenibile” è Ecopunti: che consente ai residenti di risparmiare sulla spesa
utilizzando degli sconti cartacei guadagnati con i loro comportamenti sostenibili. Altre promozioni ambientali e sociali riguardano il contrasto allo spreco alimentare e l’utilizzo dei composter per i rifiuti domestici umidi e verdi. Dopo aver firmato nel 2011 il protocollo promosso dal Comune di Trieste contro lo spreco alimentare, il Comune di Spinea, nell’ambito del Patto dei Sindaci 202020 per la riduzione della Co2 del 20% entro il 2020, ha aderito alla Carta di Bologna “Stop food waist, Feed the planet”. Nelle scuole è stato promosso un concorso “Zero Emissioni” dedicato al contrasto dello spreco alimentare nelle mense scolastiche e in famiglia. Spinea ha avuto un riconoscimento nell’ambito del premio “vivere a spreco zero” edizione 2015 e una menzione speciale tra tutte le amministrazioni pubbliche che hanno
sottoscritto la Carta Spreco Zero. “Occuparsi di ambiente è una sfida continua e richiede una visione trasversale e multidisciplinare - dice l’assessore all’ambiente Stefania Busatta - sino a quando le politiche ambientali e la corretta gestione delle risorse primarie, non saranno prioritarie, nelle scelte fondamentali della vita quotidiana di ogni cittadino, si inseguiranno continuamente emergenze ambientali, sociali ed economiche. Non possiamo dimenticare che, in modo semplice e costruttivo, Papa Francesco in “Laudato Sì”, richiama alla responsabilità il singolo, la collettività e le istituzioni nel conservare il Creato”.
Il Bite per tutti: Atleti e Pazienti disfunzionali A PA RT I R E DA 3 5 0 E U R O I dolori muscolari al viso al collo, alle spalle, sono spesso causati da una chiusura sbagliata della mandibola. Masticare sempre dallo stesso lato provoca nel tempo delle asimmetrie della bocca non sempre visibili o di cui non ci si rende conto da soli. Un dentista esperto deve poter valutare la situazione e trovare il Bite adatto a ridurre i fastidi e migliorare la propria forza. Il Bite deve essere progettato e realizzato in relazione alla funzione mandibolare individuale per ottenere il massimo confort e la massima capacità di prestazione.
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20 1 Cultura provinciale Scultura Le opere del chioggiotto Achille Grandis esposte in ottobre ad “Abano arte”
Lo scultore che coglie l’anima dai tronchi di legno Quando il materiale di recupero diventa arte. Realizza sculture da tronchi abbandonati lungo la battigia o in qualche bosco. “Se mi parla - racconta - traggo da quel pezzo di legno qualcosa di espressivo” di eugenio ferrarese
Q
uando il materiale di recupero diven- zarre che tutti possono vedere esposte nella ta arte. Basta partire da un tronco ‘mostra’ del suo giardino. Un tempo si dedicava a forme di piccodi qualsiasi tipo, magari raccolto da qualche parte, abbandonato lungo la batti- la, piccolissima misura – con metalli preziosi e pietre pregiate – ora questi tronchi di gia o in qualche boscaglia. “Se mi ‘parla’, traggo da quel pezzo di dimensioni decisamente più grandi. “Mi piace lavorare il legno, studiarne legno qualcosa di espressivo che può essere le sue venature per poi realizzare queste comico, tragico, ironico, grottesco”. ‘figure’…”. Così spiega AchilAll’inizio di otle Grandis, con alle Grandis non è tobre ha partecipato spalle una lunga espe- interessato alla rienza di artigiano ora- qualità del legno, vuole quasi per caso all’iniziativa “Abano Arte” fo: “40 anni di lavoro riportarlo in “vita” ed è stato subito un prima nel laboratorio sotto altra forma inaspettato successo di calle San Giacomo e poi nel negozio di Corso del Popolo a con la gente che chiedeva informazioni su Chioggia dopo aver svolto praticantato in queste curiose sculture in legno. Le ‘passioni’ di Grandis comprendono gioventù in vari altri laboratori e numerosi anche la scrittura di racconti e poesie, le corsi su metalli e pietre preziose…”. Ed ora la passione per il legno. Grandis lezioni su metalli e pietre preziose tenute non è interessato alla qualità, gli interessa all’Università Popolare di Chioggia, ma anriportarlo in ‘vita’ sotto un’altra forma. Così che il tiro con l’arco – ha partecipato a tre queste nuove ‘creazioni’ assumono talvolta campionati italiani -; collabora inoltre con espressione strani, un po’ inconsuete e biz- quanti hanno realizzato la copia in legno
Lo scultore chioggiotto Achille Grandis con alcune opere in legno del famoso orologio trecentesco di Dondi che è già stata presentata agli studenti delle scuole primarie di Chioggia e che sarà infine montata permanentemente al Museo Civico di Chioggia. “Ho anche realizzato ‘casette’ in legno per uccellini. A volte è qualche ami-
piTTura
co che mi porta il materiale quando taglia qualche albero nel giardino o lo trova in spiaggia o lungo l’argine del fiume…”. Nel futuro Grandis è già intenzionato a partecipare ad altre esposizioni per presentare le sue opere.
“Mi piacerebbe anche coinvolgere altri “artisti” di Chioggia magari per una esposizione al Museo Civico… Ci sono molte persone che hanno queste originali passioni artistiche, ma nella maggior parte dei casi rimane relegata solo al proprio laboratorio”.
fotografia
la mosTra curaTa dal fai di gianni berengo gardin sulle grandi navi È sTaTa allesTiTa al negoZio oliveTTi
Museo Correr, dal 28 novembre al 10 aprile
splendori del rinascimenTo a veneZia. andrea schiavone Tra parmigiano, TinToreTTo e TiZiano
A
ndrea Schiavone, un artista “fuori da coro”, affascinante e moderno, sul quale si fa finbalmente il punto dopo decenni di studi e ricerche. E’ questo l’orientamento della mostra “Splendori del Rinascimento a Venezia. Andrea Schiavone tra Parmigiano, Tintoretto e Tiziano” in programma al Museo Correr a Venezia che, dal 28 novembre prossimo e fino al 10 aprile dell’anno venturo, sarà aperta al pubblico. Promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, in collaborazione con 24 Ore Cultura e curata da Enrico Maria Dal Pozzolo insieme con Lionello Puppi, la mostra si propone come un’esposizione spettacolare, per numero e quantità delle opere esposte (oltre 140 tra dipinti, disegni, stampe e un ricco nucleo di libri e documenti storici, e 80 lavori del maestro mai riuniti prima) spesso dalle prestigiosissime provenienze. Si tratta della prima mostra dedicata ad Andrea Schiavone, inventore di uno stile nuovo, con la sua pittura dirompente, ammirato da Tintoretto, Carracci e da El Greco. Nello straordinario scenario della pittura rinascimentale veneziana, in quel concerto plifonico che vedeva eccezionali personalità èrimeggiare e sgominare in laguna, e da qui in Europa, la figura e il “suono” di Andrea Meldolla detto Schiavone (1510c.-1563) s’imposero fin da subito come novità dirompenti, scardinanti ein un certo modo enigmatiche. Un linguaggio pittorico, il suo, assolutamente nuovo e spregiudicato, tanto che Schiavone già pochi anni dopo l’arrivo a Venezia (avvenuto intorno al 1535 forse) spaccò l’opinione pubblica e divise la critica. La mostra rappresenta dunque la prima grande
Una delle foto che fanno parte della mostra “Venezia e le grandi navi” allestita al Negozio Olivetti in piazza San Marco
C Andrea Meldolla, detto Schiavone “Vergine e Bambino, San Giovannino e Santi Zaccaria, Elisabetta, Giuseppe, Caterina e una santa” Olio su tela monografia dedicata all’artista dalmata e la prima reale occasione per il pubblico di scoprire il ruolo centrale che Schiavone ebbe nella pittura del secolo d’oro della Serenissima. Oltre ad essere una mostra di ricerca, essa diventerà un punto di riferimento imprescindibile negli studi del Cinquecento italiano. La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni, dalle 10 alle 17.
’è tempo fino al priossimo 6 gennaio per visitare la mostra fotografica organizzata dal Fai, Fondo Ambiente Italiano, in collaborazione con Fondazione Forma per la Fotografia e contrasto su “Venezia e le grandi navi”. La mostra, allestita al Negozio Olivetti in Piazza San Marco, si compone di 27 fotografie di Gianni Berengo Gardin realizzatae tra il 2012 eil 2014, che ritraggono il quotidiano passaggio delle Grandi Navi da crociera nella laguna di Venezia. La mostra, curata da Alessandro Mauro di Fondazione Forma e già ospitata dal Fai a Villa Necchi Campiglio a Milano nel 2014, ripropone alcuni dei celebri scatti con l’aggiunta in catalogo di alcune fotografie meno recenti, comunque dedicate a Venezia, che appartengono al repertorio del maestro, legato alla città lagunare da una lunga e affettuosa frequentazione, che risale all’infanzia e che ha ispirato alcuni suoi importanti lavori. “Venezia e le grandi navi” approda così al Negozio Olivetti ponendo fine ad un dibattito mediatico, che ne ha messo in discussione la sede e la stessa
realizzazione. “Scopo di questa mostra - dice Andrea Carandini, presidente Fai, - è quello di aprire una fase nuova per Venezia, anche con gli avversari, basata su una ricerca il più possibile condivisa riguardante il miracoloso, complicato e fragile sistema naturale, sociale e culturale della città lagunare conseiderata nel suo meravilgioso complesso”. L’esposizione delle fotografie, anche nelle intenzioni dell’autore, intende documentare il passaggio delle Grandi Navi senza suggerire alternative. Gianni Berengo Gardin non ha mai voluto essere definito un artista, la sua missione è sempre stata quella di documentare, di essere un testimone del proprio tempo. “Ero turbato - spiega così le foto sulle grandi navi - soprattutto dall’inquinamento visivo. Vedere la mia Venezia distrutta nelle proporzioni e trasformata in un giocattolo, uno dei suoi cloni in cartapesta come a Las Vegas mi turbava profondamente”. L’allestimento della mostra è curato dall’architetto Alessandro Scandurra. La mostra è aperta al pubblico da maertedì a doomenica, dalle 10 alle 18,30.
Sport provinciale Sport 21 2 Ciclismo Concluse nelle scorse settimane le due kermesse provinciali
Giovanissimi, su strada si impone l’Uc Mirano di Giacomo piran
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S
i sono conclusi nelle scorse settimane i due meeting provinciali di ciclismo riservati alle società della categoria Giovanissimi. Le due kermesse erano riservate alle gare sia su strada che fuoristradaoffroad. Le manifestazioni, che sono a carattere promozionale, sono organizzate dal comitato provinciale di Venezia della Federazione ciclistica italiana, presieduto da Gianpietro Bonato, con lo scopo di avvicinare i giovani allo sport del ciclismo e di permettere loro di cimentarsi in ogni tipo di specialità sempre con l’obiettivo e la pratica educativa e di gioco. Il meeting su strada si è svolto in sei tappe: 1 maggio Pramaggiore (multiprova) a cura del Gs Sorgente Pradipozzo, 3 maggio Lova di Campagna Lupia (strada) a cura della Fausto Coppi Gazzera, 21 giugno Croce di Musile di Piave (strada) a cura del Gs Lagunare, 26 luglio Cavarzere (strada) a cura del Lions D. Cavarzere, Olmo di Martellago (strada) a cura del Gc Maerne Olmo e 27 settembre Marcon (strada) a cura del Gc Marcon. Alla fine delle sei manifestazioni, sommando i punti generali e il bonus partecipazione, a primeggiare è stato l’Uc Mirano con 211 punti davanti alla Libertas
A Chirignago
“asd i cinQue sensi”, le aTTiviTÀ di novembre
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Scorzè con 209 punti, ai Lions D. Cavarzere con 189 punti, al Gc Robegano con 111 punti, all’Uc Martellago con 97 punti, al Gc Maerne Olmo con 78 punti, alla Polisportiva Musile con 69 punti, al Gs Lagunare con 54 punti, al Gs Sorgente Pradipozzo con 29 punti e all’Uc Daina Mira con 22 punti. Il meeting fuoristrada si è svolto in cinque prove tutte con la tipologia offroad: 12 aprile a Caorle a cura dell’Asd Olimpicaorle, 2 giugno a Salzano a cura del Gc Robegano, 5 settembre Torre di Mosto a cura del Team Velociraptors, 12 settembre a Peseggia di Scorzè a cura del Team Bellato e il 20 settembre ad Ottava Presa di San Stino di Livenza a cura dell’Asd Sportyland.
A Marcon il 12 dicembre
veneTo move, evenTo sporTivo e coreografico
A
Marcon, il 12 dicembre, si terrà la seconda edizione dell’evento sportivo coreografico Veneto Move 2. La rassegna coreografica è organizzata dalla lega regionale “Le Ginnastiche” Uisp Veneto supportata per quest’anno dalla lega nazionale ‘Le Ginnastiche’, all’interno del settore regionale coreografie. Nasce con l’intento di far conoscere le possibilità dell’espressione corporea e del movimento non convenzionale. L’intera giornata di sabato sarà dedicata alle coreografie con un fitto calendario di esibizioni. “Coreografie non è solo un nome ma uno stile, un pensiero, quest’anno vogliamo dare grande risalto alla possibilità di partecipare come parte attiva a un progetto che ha nobili obiettivi – dice Roberto Loreggia presidente le ginnastiche Uisp Veneto. Uisp ritiene che la formazione, l’inclusione e la lotta al drop-out (abbandono delle palestre) siano alla base dello sviluppo e sostegno di un tessuto sociale ormai colpito da ogni genere di contraddizione”. Su questo pensiero è nata la manifestazione, evoluzione della precedente manifestazione Ginnasticando. Oltre alle coreografie di ginnastica e danza grande attenzione va alla “dance ability”: una danza eseguita da persone portatrici di handicap. Le scuole che partecipano sono moltissime alcune dalla provincia di Venezia e altre anche da fuori. Musica, corpo, spazi e movimento, guidano i protagonisti per diffondere il concetto di sana abitudine di vita legato all’attività motoria. In questa edizio-
ne ci saranno due importanti momenti formativi, in quanto, diventa centrale il pensiero che la formazione sia fondamentale per lo sviluppo evolutivo delle persone e dei tecnici. I due momenti sono: settore coreografico working party di coreografie con Giulia Staccioli responsabile dell’Accademia Kataklò, seguito dal concorso BSide Experience per le squadre che desiderano confrontarsi tra loro e dance ability condotto dalla docente Antonella Tomasutti, dove si potrà sperimentare una danza di contatto con una struttura ginnica dedicata a tutti. Obiettivo della manifestazione è far prendere coscienza che è un percorso inclusivo per tutti e per tutta la vita, attraverso la condivisione con un gruppo, favorendo la relazione tra le persone mantenendole così popolazione attiva nello sport, riducendo conseguentemente il dop-out. La rassegna si svolgerà al palazzetto dello Sport di Marcon in via dello Sport 12. La partecipazione alla rassegna prevede l’iscrizione che dovrà pervenire entro il 30 novembre tramite mail a ginnastiche.veneto@uisp.it, coreografie.venetouisp@ gmail.com utilizzando i moduli. R.P.
A vincere, contando i punti generali e il bonus partecipazione, è stato il Team Velociraptors di Torre di Mosto con 175 punti seguito dalla Libertas Scorzè con 70 punti, dal Gc Maerne Olmo con 65 punti, dal Gc Robegano con 61 punti, dall’Uc Martellago con 57 punti, dai Lions D. Cavarzere con 56 punti, dalla Polisportiva Musile con 23 punti, dall’Uc Mirano con 21 punti, dal Team Bellato di Peseggia con 19 punti e dall’Asd Sorgente Pradipozzo con 13 punti. Le premiazioni si svolgeranno il 13 dicembre prossimo durante la “Festa provinciale del ciclismo” organizzata dal comitato provinciale di Venezia della Federazione ciclistica italiana.
’associazione “I Cinque Sensi” il 25 novembre propone un evento dedicato al cioccolato. L’associazione sportiva dilettantistica di Chirignago, ha come obiettivi quelli di sviluppare e mantenere nel tempo, il benessere psicofisico della persona. I progetti coinvolgono il benessere a tutte le età e per tutte le esigenze. I corsi per le donne puntano a sostenerla in tutte le fasi della sua crescita personale: accompagnamento alla nascita, per aiutarla a prepararsi nella maternità, post parto, favorire il rapporto mamma–bimbo, mantenere la tonicità del perineo, affrontare spontaneamente la menopausa e aiutare a risolvere in modo naturale i disturbi pelvici. Tra gli altri corsi ci sono quelli di ginnastica preventiva e di mantenimento, di training autogeno, gestione delle emozioni, crescita spirituale, nordic walking, immaginazione creativa e tai ji. Ai corsi si aggiungono i trattamenti individuali e i vari seminari con gli esperti (nutrizione, comunicazione sana, ortopedia, ecc). Sabato 28 novembre l’associazione organizza un incontro dedicato al “cibo degli dei”: un’esperienza dove risvegliare i propri sensi alla scoperta del cioccolato. Durante l’incontro, la dottoressa Marta Romanelli parlerà dei benefici di questo alimento. La dottoressa Clara Carletti e la signora Anna Lugnan guideranno i partecipanti in un percorso di esperienza sensoriale, visiva, olfattiva e gustativa; con la partecipazione della Coccolateria di Mirano. Per maggiori informazioni si può contattare l’associazione al numero 349 4078076. R.P.
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IL VENETO
in PRIMO PIANO
25 novembre Una giornata di sensibilizzazione perché le vittime siano meno sole
Violenza: nel 93% dei casi il mostro è in casa anche nella nostra regione L’assessore Lanzarin: “Nel 2014 sono stati erogati oltre un milione di fondi pubblici tra finanziamenti statali e fondo regionale per sostenere i centri antiviolenza, le case rifugio e le strutture di secondo livello” di Maria pavan
S
ono 1.496 le donne che nel 2014 si sono rivolte ai Centri antiviolenza del Veneto, numeri che aumentano di anno in anno grazie anche all’incremento dei servizi di ascolto ed accoglienza sul territorio. Più del 50% di queste donne hanno un’età compresa tra i 30 e i 50 anni e vivono relazioni stabili in cui sono presenti nella maggior parte dei casi figli e figlie minori. Del totale delle donne, il 93% (1397) è vittime di violenza che si consuma all’interno delle mura domestiche, mentre il 7% (99) di queste sono state vittime di violenza extrafamiliare. È quindi quasi sempre all’interno della famiglia che avvengono le violenze per mano del marito/compagno, dove i figli e le figlie sono spesso spettatori e spettatrici, quando non coinvolti direttamente, e perciò vittime di violenza assistita. Questi gli ultimi dati veneti che riguardano questa piaga privata, troppo spesso taciuta, li ha diffusi il Coordinamento dei Centri Antiviolenza del Veneto e cioè delle richieste di aiuto arrivate nel 2014 ai Centri Antiviolenza delle città di Padova, Venezia, Belluno, Treviso, Verona e Bassano del Grappa. “Questi numeri – hanno commentato le responsabili dei Centri – non devono lasciare indifferenti e devono farci riflettere anche sulle politiche che la nostra Regione
propone per il contrasto al fenomeno della violenza maschile sulle donne. Politiche che ogni anno vengono ridiscusse e che vedono un taglio drastico dei finanziamenti, non permettendo così una programmazione che possa rispondere in modo efficiente ai bisogni delle donne. Dal canto suo la Regione ha pubblicato il bando per l’assegnazione delle risorse destinate per interventi di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. “Nel 2014 sono stati erogati oltre un milione di fondi pubblici tra finanziamenti statali e fondo regionale per sostenere i centri antiviolenza, le case rifugio e le strutture di secondo livello – specifica Manuela Lanzarin, assessore regionale al sociale – La Regione Veneto, per parte sua, ha confermato l’erogazione anche quest’anno di 400mila euro. Siamo al lavoro per rendere più omogenea e capillare la rete delle strutture, i costi e le modalità di intervento. Attendiamo però di capire se anche lo Stato confermerà anche per il 2015 i 1.440.000 euro destinati al Veneto per i centri antiviolenza: sono fondi indispensabili per dare continuità alle iniziative di accoglienza, protezione e recupero attivati nelle sette province venete dalla collaborazione tra associazionismo, volontariato e istituzioni pubbliche”. Per dare corso ai propositi sopraindicati,
l’assessore Lanzarin ha promosso a Palazzo Balbi un tavolo tecnico di coordinamento per monitorare il fenomeno delle violenze familiari e di genere e fare il punto sullo stato di applicazione della legge. La rappresentanza istituzionale al tavolo di coordinamento dovrà essere rinnovata entro la fine dell’anno, ma intanto l’assessore al sociale, che ne assumerà anche formalmente il coordinamento, ha voluto fare il punto sulle iniziative in corso, le modalità di rilevazione, il grado di copertura del territorio regionale, i progetti in corso, le risorse disponibili. L’incontro ha così fotografato una situazione molto variegata, che tiene conto del lavoro dei Centri anti violenza e di quello di associazioni o altro che si prodigano in quest’ambito. Quel che emerge è che a due anni dall’entrata in vigore della legge regionale di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne la rete veneta delle strutture attivate conta 15 centri antiviolenza, 9 case rifugio e 12 centri di secondo livello. Altri 6 centri antiviolenza sono in via di attivazione nel Padovano, nella Marca e a Chioggia. Complessivamente le strutture che si avvalgono del contributo finanziario della Regione hanno offerto ascolto telefonico a 6 mila persone, incontrato in colloqui di prima accoglienza 1821 donne e ne hanno ospitato 50 (di cui 36 insieme ai loro figli) nelle
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Manuela Lanzarin case rifugio e accompagnato in percorsi di reinserimento 77 (di cui 41 con figli minori) attraverso le case di secondo livello. Il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza di genere, saranno ricordate tutte le vittime ma anche il grande impegno di coloro che le aiutano ad uscire dall’incubo in cui vivono loro e, spesso, anche i loro figli. In queste giornate di sensibilizzazione, come
ricordano le volontarie dei Centri antiviolenza, occore “raccogliere l’energia per lavorare tutto il resto dell’anno affinché ogni donna possa esser libera nella propria vita. Libera dalle violenze, ma non solo. Libera di essere Donna, libera di poter esprimere la propria individualità e libera di muoversi in una società dove il rispetto reciproco nelle relazioni intime non sia più messo in discussione”.
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Il Veneto in primo piano 23 1 ACLI MARTELLAGO
Venezia L’esperienza dal 1994 del Centro Anti violenza del Comune
Patrocinio Comune di Martellago
Oltre 5000 le richieste di aiuto e 100 le donne ospitate Patrocinio
del Radicchio Dispone di 2 case rifugio dove Consorzio la donna può trovare ospitalità temporanea, anche per i propri figli. Attivo il progetto “Punto di ascolto sos violenza”
di Alessandro Abbadir
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ª 2 7 MOSTRA 27 MOSTRA de dell
RADICCHIO RADICCHIO T ARDIVO TARDIVO 2 7 ª MOSTRA 27 MOSTRA de dell
ono più di 5.000 le donne che si sono rivolte nel corso degli anni al Centro Antiviolenza del Comune di Venezia per cercare di uscire da una situazione davvero pesante. La media è di circa 300 donne che ogni anno si rivolgono per la prima volta a questo servizio. Provengono dal veneziano, ma dal resto del Veneto e si rivolgono al Centro autonomamente o inviate da altri servizi, dalle forze dell’ordine, dal Pronto Soccorso o dal proprio medico di base e da associazioni del territorio. Sono oltre un centinaio poi quelle che hanno trovato ospitalità nelle 2 case del Centro o in altre strutture dedicate. Hanno trovato un rifugio temporaneo che ha permesso loro di sottrarsi da una relazione violenta, in cui quasi sempre l’autore di violenza è il partner o l’ex partner. E’ aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15 si trova a Mestre in viale Garibaldi, 155/A all’interno del Centro Donna. Ma chi si rivolge al Centro? “L’età media di chi ha chiesto aiuto all’istituzione di viale Garibaldi a Mestre nel 44% dei casi - spiega la responsabile del
Centro la dottoressa Gabriela Camozzi - è compresa tra i 31 e i 45 anni. Il 68% è di nazionalità italiana, il 29% ha un diploma di scuola superiore, il 19% è laureata, quindi il livello culturale conta poco, ma una particolare incidenza ce l’ha l’aspetto economico, dato che il 50% delle vittime ha un’occupazione part time o a tempo determinato, quindi sicuramente instabile”. Nel
Nella città lagunare l’intero mese è dedicato a iniziative e spettacoli sul tema
necessità di riconoscere il fenomeno della violenza di genere e di offrire uno spazio ACLI di ascolto e accoglienza per MARTELLAGO le donne che subiscono maltrattamenti e violenza. E’stato per lungo tempo il primo e l’unico esempio in Italia di Centro Antiviolenza istituzionale. Da subito il Centro, ha sentito la necessità di dotarsi di una “Casa ad indirizzo segreto” e nell’aprile del 1995, ha ospitato la prima donna veneziana, per una ospitalità temporanea sicura e segreta. Ancora oggi la casa è aperta e ospita donne e bambini”. Ma non solo. Un’altra casa è a disposizione del Centro dal 2009. Anche questa è sottoposta al vincolo della segretezza. Dispone di dieci posti letto per le donne e per i loro figli minori. Preparatissimo il personale che vi lavora. Lo staff è composto dalla responsabile del servizio “Cittadinanza delle donne e culture delle differenze”, dalla responsabile del Centro Antiviolenza, da 3 operatrici di accoglienza (2 assistenti sociali e una psicologa) e da una educatrice. Con il Centro collabora una cooperativa esterna, per la gestione della casa rifugio e della casa
Patrocinio Comune di Martellago
Patrocinio Consorzio del Radicchio
4 • 15 DICEMBRE 2014
RADICCHIO RADICCHIO T ARDIVO TARDIVO
Domenica 7 Dicembre Mostra del Radicchio Tardivo resto della provincia, tanti comuni si sono impegnati aprendo ad esempio Sportelli Donna come a Mira o centri di ascolto contro la violenza di genere a Noale e Mirano. “Il Centro del Comune di Venezia - illustra Gabriela Camozzi - nasce come manifesta esigenza delle donne del veneziano e delle operatrici del Centro Donna, che pongono all’attenzione degli amministratori locali la
ACLI ACLI MARTELLAGO MARTELLAGO
di secondo livello e del progetto “Punto di ascolto sos violenza”. Ci sono 3 consulenti legali messi a disposizione dal Comune di Venezia. Per aiuto si può chiamare il 1522 “Numero Verde Antiviolenza” attivo 24 ore per 365 giorni all’anno. Per ulteriori informazioni scrivere a: centro.antiviolenza@comune.venezia. Sempre a Venezia il Comune ha deciso
di dedicare l’intero mese ad una serie di iniziative e spettacoli per sensibilizzare la cittadinanza su questo fenomeno. Per tutto novembre infine le facciate di Ca’ Farsetti e Ca’ Loredan sul Canal Grande e la fontana di piazzale Giovannacci a Marghera, saranno illuminate di arancione, colore simbolo della “Giornata internazionale contro la violenza alle donne”
4 • 15 DICEMBRE 2014 Domenica 7 Dicembre Mostra del Radicchio Tardivo
Patrocinio Patrocinio Comune Comune di di Martellago Martellago
Patrocinio Patrocinio Consorzio Consorzio deldel Radicchio Radicchio
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Via Trento - impianti sportivi DICEMBRE 2015 44•4• ·14 15 15DURANTE DICEMBRE 2014 2014 LA MANIFESTAZIONE SI POTRANNO DEGUSTARE LE MIGLIORI SPECIALITÀ AL RADICCHIO E LE OTTIME PIZZE. L’o rga nizza zio ne de clina o g ni re s po ns a bilità pe r da nni a co s e o pe rs o ne du ra nte la m a nife s ta zio ne
L’o rga nizza zio ne de clina o g ni re s po ns a bilità pe r da nni a co s e o pe rs o ne du ra nte la m a nife s ta zio ne
Domenica Domenica Dicembre DURANTE LA MANIFESTAZIONE SI POTRANNO DEGUSTARE LE MIGLIORI SPECIALITÀ AL RADICCHIO E LE OTTIME PIZZE. Domenica77TUTTE 6Dicembre Dicembre LE SERATE SARANNO AD INGRESSO LIBERO TUTTE LE SERATE SARANNO AD INGRESSO LIBERO Mostra Mostra del del Radicchio Radicchio Tardivo Tardivo Mostra del Radicchio Tardivo ALL’INTERNO MOSTRA DELL’ARTIGIANATO - POSSIBILITÀ DI CENE ALL’INTERNO SU PRENOTAZIONE - INFO 338.4241177 MOSTRA DELL’ARTIGIANATO - POSSIBILITÀ DI CENE SU PRENOTAZIONE - INFO 338.4241177 www.promartellago.it www.promartellago.it www.promartellago.it · info@promartellago.it info@promartellago.it info@promartellago.it
Protagonisti a Nordest
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L’intervista a LUCA VIAN IMPRENDITORE PER PASSIONE, LEADER PER VOCAZIONE: “I SUCCESSI SI CONQUISTANO A PICCOLI PASSI, GIORNO DOPO GIORNO”
LUCA VIAN
Giovane, entusiasta, ambizioso, motivato e con una lungimiranza che raramente si possiede alla sua età. LucaVian nel parlare di se stesso e dell’azienda si sofferma su quella che in definitiva ritiene la sua forza: la passione per il suo lavoro. Luca Vian, 33 anni, da sempre lavora nel settore edile e ha sempre avuto la passione per le costruzioni, fin da piccolo osservava e viveva da vicino i cantieri degli zii, inizia proprio lì la sua prima esperienza lavorativa a 20 anni. Dopo soli 5 anni, a 25 anni, ha aperto la sua prima società nel settore delle costruzioni. Luca ritiene fondamentale l’esperienza avuta da dipendente, che gli ha permesso di capire tutta la filiera produttiva, ma soprattutto di vivere la squadra dal suo interno, sviluppando una forte sensibilità per le esigenze del gruppo. Qual è la tua giornata tipo? La prima cosa che faccio di mattina è visitare i nostri cantieri, per un confronto con le squadre di lavoro e con i capi-cantiere. Poi mi occupo dell’azienda in senso stretto, quindi in ufficio verifico le esigenze dei miei collaboratori. Nel primo pomeriggio mi occupo della progettazione di nuove iniziative immobiliari e nel tardo pomeriggio fino a sera incontro i clienti.
E nella tua vita personale come incide il tuo lavoro? Un’azienda è come un figlio, solo che non cresce mai. E quindi anche il sabato e la domenica, quando sei a casa, magari con la tua fidanzata, la tua famiglia o i tuoi amici, sei spesso lì con il pensiero… perché lui stà dormendo, ma si può sempre svegliare, può sempre succedere qualcosa. Come motivi il tuo team di lavoro? I miei collaboratori, sono i miei clienti interni, i miei primi clienti. Sanno che siamo un’unica squadra in campo, io studio le strategie, studio gli avversari e cioé il mondo del lavoro in cui ci muoviamo, che oggi è un continuo campo di battaglia. Cerco di condividere l’impegno, le scelte e i progetti perché solo insieme possiamo realizzarli con successo. Sono tutte persone fondamentali, uomini e donne in cui credo fermamente e con i quali quotidianamente sono impegnato a far crescere un clima di fiducia reciproca. Cos’è per te lo “spirito imprenditoriale”? insomma si nasce o lo si diventa? Non tutti lo hanno. Devi essere predisposto, è una passione, una cosa che ti nasce da dentro. Uno lo può anche diventare, se sei nel posto giusto al momento giusto. Poi però il vero imprenditore lo vedi nel momento delle difficoltà come quest’ultima crisi economica. Che consiglio daresti, soprattutto ai giovani che sognano di gestire una propria attività da imprenditori? Innanzitutto è indispensabile avere un progetto di vita e sapere “chi si vuole essere”. Al mattino ci si deve svegliare e chiedersi “Io sono un opportunità per la mia squadra? ‘ È la prima domanda che uno deve farsi. Io credo e cerco di esserlo per loro. Avere le idee chiare è fondamentale per migliorarsi e avere risultati, il primo passo per chi ambisce a diventare imprenditore. E poi non temere di affrontare ostacoli sempre più alti!!
ML Costruzioni: nell associato alla qualità
Luca Vian e Mattia Campagnaro: la storia di s hanno puntato a dare il meglio nel mercato d ML Costruzioni è la storia di un incontro tra due giovani ragazzi, brillanti, ambiziosi e intraprendenti, visionari ma con i piedi per terra, concreti e determinati che sono stati capaci di creare in poco tempo, ma a piccoli passi e con fatica, giorno dopo giorno, una realtà di successo nel mondo dell’edilizia e in quello immobiliare. Provenienti da storie diverse ed ambienti differenti, si sono trovati un giorno a condividere un sogno e da allora non hanno mai smesso di crescere, conquistandosi meritatamente una ottima fama nel loro settore, con riconosciute credenziali negli ambienti in cui si muovono. Incontriamo Luca Vian e Mattia Campagnaro nella sede di ML Costruzioni, a Spinea e da subito traspare la loro grinta e la loro determinazione. Sono due imprenditori giovani, questo è certo, ma con una visione molto chiara del loro percorso professionale, passato, presente e futuro. I telefoni squillano, i ritmi di lavoro, mi confermano, sono incessanti ed incalzanti. Tipico segnale del momento“magico”in cui l’offerta incontra la domanda! I soci Luca Vian e Mattia Campagnaro, con ML Costruzioni, sono particolarmente attivi nel Miranese: Spinea, Salzano, Scorzè, Noale, Martellago, Olmo, Maerne, Mirano e Mestre, ma hanno cantieri aperti anche a Montegrotto Terme e Jesolo. ML Costruzioni è un’impresa moderna, specializzata nella progettazione, costruzione e ristrutturazione di opere civili ed industriali. Realizza inoltre opere di urbanizzazione. Sono in grado infatti di soddisfare le più diverse esigenze di intervento, dal piccolo al grande cantiere. Ed è proprio la sede di Spinea il luogo da cui parte tutto, da cui inizia la progettazione di complessi residenziali dallo stile inconfondibile, quasi lo stile rappresentasse il marchio di fabbrica aziendale. “Il nostro è uno stile rustico
rivisto in chiave moderna - spiega Luca Vian che si occupa personalmente della progettazione - perché questo è lo stile che soddisfa maggiormente il mercato e perché questa è la caratteristica che vogliamo dare al nostro tappeto urbano, nel rispetto dello stesso”. Immobili di design dunque, ma con un occhio sempre molto attento alla comodità ed alla vivibilità. Perché l’aspetto fondamentale oggi è capire bene le esigenze della clientela e tradurle dalla carta del progetto alla realtà dell’immobile. “Il cliente va seguito - continua Luca Vian - ma soprattutto vanno comprese le sue esigenze e le stesse devono essere soddisfatte senza compromessi, perché il cliente capisce bene le differenze costruttive che proponiamo e per questo è ancora più esigente. Seguo personalmente la progettazione, per far sì che tutto sia in linea con le promesse fatte su carta. A distanza di anni riceviamo ancora attestazioni di stima e di apprezzamento da parte di chi ci ha commissionato la costruzione della propria abitazione. Con i nostri clienti - prosegue - parliamo molto, perché siano perfettamente coscienti di quello che vanno ad acquistare, con estrema trasparenza e la massima disponibilità in un rapporto personalizzato”. Altro segnale inequivocabile di serietà e responsabilità è dato dall’esito sempre favorevole dei controlli nei cantieri. “Ci vantiamo - precisa Mattia Campagnaro - di non aver mai avuto sanzioni da parte degli enti preposti alla vigilanza degli stessi”. ML Costruzioni sembra essere quasi una rarità in un mercato immobiliare ritenuto in grande difficoltà. Perché i loro immobili non rimangono invenduti. E ne abbiamo avuto una prova concreta dell’andamento delle loro vendite proprio nell’attesa del nostro incontro, quando Mattia Campagnaro riceveva una telefonata dal socio Luca Vian, che annuncia un ritardo per il protrarsi di una trattativa conclu-
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L’intervista a MATTIA CAMPAGNARO DALL’AZIENDA DI FAMIGLIA ALLA PROPRIA IMPRESA: “L’IMPRENDITORE VINCENTE È COLUI CHE CREDE NELLE SUE IDEE”
l’edilizia ha à il miglior prezzo
successo di due giovani imprenditori che delle costruzioni, design e convenienza. sa con una proposta di acquisto da parte del cliente. “E siamo solo alle 10 del mattino! Il mio socio sa trasferire sicurezza al cliente - unico!!”, scherza Mattia. Ma la realtà è proprio questa, un’impresa che da quando è nata ha sempre aumentato i volumi di fatturato e che, pur con investimenti importanti in fase di start-up, è prossima al break even, con un percorso di crescita “studiato”, fatto di centimetri guadagnati giorno dopo giorno e di successi riscossi grazie anche ai dettagli. È chiaro fin da subito quanto ML sia un’impresa fatta, prima di tutto, di persone, motivate e competenti, in grado di supportare i professionisti e la committenza nelle scelte relative alla realizzazione della loro costruzione. ML è una squadra, nella quale ognuno ha la propria funzione nel raggiungimento dell’obiettivo condiviso. Entrambi i soci concordano nell’identificare nella chiave del loro successo proprio la squadra che hanno creato e sulla quale continuano ad investire. “Quando ci si abitua a lavorare in gruppo con l’obiettivo comune di crescere - spiega Luca Vian - e di “vincere”, si cerca sempre di dare il massimo, in ogni momento della propria giornata. Ed è questa la nostra forza, la forza della nostra squadra, dove tutti siamo coinvolti e dove tutti abbiamo soddisfazioni dal nostro lavoro!”. Quali sono dunque i punti di forza della ML Costruzioni? Una struttura produttiva con personale diretto e moderne attrezzature di proprietà; un’ampia gamma di soluzioni, dalla progettazione alla realizzazione; impegno, affidabilità e riservatezza per ogni iniziativa; monitoraggio dei processi di lavorazione e ottimizzazione dei risultati. In sintesi: specializzazione, organizzazione e controllo. L’azienda in questi anni, nonostante la forte recessione del mercato, è cresciuta anche dal punto di vista del personale e conta oggi
trenta dipendenti. “In questi anni in cui, per ridurre i costi, le imprese tagliano sull’organico preferendo subappaltare le opere, a discapito della qualità e della professionalità, noi, in controtendenza, abbiamo investito nel personale - ci tiene a sottolineare LucaVian - assumendo persone, investendo nella loro formazione e qualificazione professionale. La manovalanza a basso costo non c’interessa. Ci avvaliamo esclusivamente di manodopera specializzata, che proviene dai paesi vicini dove la tradizione del lavoro nell’edilizia è ancora forte e radicata”. “Costruiamo per offrire valore”, dice Mattia Campagnaro. “ML Costruzioni - prosegue si pone come protagonista dello sviluppo urbanistico. Costruiamo per contribuire attivamente allo sviluppo degli standard qualitativi del mercato immobiliare. Costruiamo mettendo le persone al centro dei nostri progetti e le soluzioni intorno alle loro esigenze. Costruiamo grazie alla professionalità dei nostri collaboratori e a maestranze capaci di combinare sapienze antiche e moderne visioni dello spazio”. L’obiettivo di ML Costruzioni è quello di portare nel mercato solo il meglio, ogni giorno, e di renderlo accessibile e conveniente. Sì, perché la qualità in questo caso non è a discapito della convenienza, grazie alla sapiente conduzione delle trattative con i fornitori dei due soci, che contrattualizzano alti volumi di forniture a favore di prezzi vantaggiosi per prodotti della più alta qualità, forniti direttamente dai produttori. “Abbiamo associato - concludono i due soci Luca e Mattia - la qualità dei materiali, delle finiture ed in generale dell’immobile alla convenienza, intesa come miglior prezzo per il tipo di abitazione offerta. Perché vogliamo offrire la massima qualità al miglior prezzo, con lo scopo di dare il meglio nel mercato al giusto prezzo”.
MATTIA CAMPAGNARO
Giovane, intraprendente e rampante, Mattia Campagnaro è cresciuto in un ambiente di imprenditori che operano nel settore Agroalimentare; leader nell’attività di import-export. Nello specifico “Commercio all’ingrosso” dalla grande distribuzione, al grossista nazionale ed estero. Pur continuando nel solco paterno Mattia ha sentito, dopo gli studi, l’esigenza di cimentarsi in altre strade. Ha scelto il campo dell’immobiliare. E poi l’incontro con Luca Vian, dal quale è nata la passione comune di costruire qualcosa assieme, sotto tutti i punti di vista! Perché hai scelto di fare l’imprenditore? Sono cresciuto fra imprenditori, è stata un’eredità acquisita. Non avrei potuto fare altro, direi. Però, pur avendo il mio“posticino”assicurato nell’azienda di famiglia, ho deciso di metterci la faccia in prima persona e ho deciso di rischiare per conto mio. Il modo di gestire l’azienda e di lavorare col mio staff è tutto personale. Non potevo essere una copia di ciò che già esisteva. Com’è lavorare nella società che condividi
con Luca? Non siamo amici d’infanzia. Ci siamo conosciuti un po’ per caso e ben presto abbiamo capito di condividere le stesse ambizioni, gli stessi sogni. E così dopo meno di sei mesi che ci eravamo conosciuti siamo diventati soci in affari. Lavoriamo bene insieme, procediamo con lo stesso passo, in sinergia. Come scegli i tuoi collaboratori? Valutando le qualità personali, non solo le conoscenze e le competenze. Chi ha spiccate qualità può incidere molto e modificare in positivo le dinamiche aziendali. Non mi innamoro dei “guru”del nostro settore, preferisco le persone disponibili e motivate. Fuori dalla tua azienda come sei? Dicono che sei un trascinatore! (sorride) … È sempre pericoloso trascinare o farmi trascinare dagli amici. Diciamo che organizzo le uscite, prendo l’iniziativa. Ai tempi delle scuole si usciva certamente di più. Ora il tempo a disposizione è limitato, così ci troviamo più che altro il fine settimana. È quello il nostro momento di condivisione. E per finire, che consiglio daresti a chi desidera fare l’imprenditore? Innanzitutto di cominciare da un’idea, un obiettivo chiaro in testa. Condividerlo con la famiglia - di solito è così che si comincia - e perseguirlo, credendoci fino in fondo. Chi si ferma, di solito, è perché non ha le idee chiare. Qual è“l’alchimia”di ML? “Fare squadra”, questo è il cuore di ML Costruzioni, investe su fiducia, sulla responsabilizzazione e l’affiatamento, per crescere, migliorarsi e produrre nuove energie.
26 4 Il Veneto in primo piano Scuola Il dibattito a Mira organizzato dall’assessorato alle Politiche educative e il 13 novembre il mondo della scuola è in agitazione ancora una volta contro la legge 107/2015
La riforma che non piace al mondo della scuola Civati e i deputati del Movimento 5 Stelle “bocciano” ancora una volta la Buona scuola: non risponde - sostengono - alle esigenze del mondo della scuola e la getta nel caos
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a Buona scuola o la scuola alla buona? Insomma la riforma della scuola, la “legge 107/2015”, anche in queste settimane in cui il piano delle assunzioni dei docenti è arrivato alla cosiddetta fase C, quella che interessa l’organico di potenziamento, continua a non convincere tutti e soprattutto molti insegnanti e addetti ai lavori. Questa posizione critica è emersa chiaramente anche lo scorso 10 ottobre, in occasione della serata di confronto e dibattito, organizzata a Mira, dall’assessorato alle Politiche educative del Comune veneziano, cui hanno preso parte, fra i politici, per il Movimento 5 Stelle i deputati Silvia Chimiento ed Emanuele Cozzolino e la cosigliera regionale del Veneto Erika Baldin, l’assessore comunale Orietta Vanin oltre a Pippo Civati, fuoriuscito dal Pd e ideatore della formazione “Possibile”. La contestazione “politica” alla riforma è sul metodo oltre che nella sostanza, a partire, come ha avuto modo di ribadire anche in questa occasione Silvia Chimiento, dall’atteggiamento di totale chiusura del Governo “che ha rifiutato - so-
stiene - un reale confronto soprattutto con gli addetti ai lavori - gli insegnanti - producendo come risultato finale inaspettato ed evidentemente non voluto un processo di aggregazione nella scuola come da tempo non si vedeva contro la riforma stessa, che viene percepita come un attacco non solo alla scuola ma alla democrazia”. Per chi è stata fatta la riforma? Di fatto, sostiene ancora Chimiento, non risponde a quelle che sono le esigenze del mondo della scuola, a partire dalla stabilizzazione dei tanti docenti precari. “Il piano di assunzione è un bluff - dice -: doveva abolire la supplentite e invece ha catapultato la scuola in un gran caos. Delle 148mila assunzioni sbandierate, di fatto ad oggi se ne contano 36mila, di cui 21mila dai pensionamenti e 15mila posti di sostegno, così come previsto ancora dal precedente ministro. Ci saranno le 55mila assunzioni, previste nella fase C, con cui si collocheranno i docenti stabilizzati in una sorta di limbo, costretti ad uno stravolgimento professionale che li porterà ad insegnare
materie per le quali non sono abilitati. Un piano assunzioni, questo, di cui il Governo si è servito per ricattare il parlamento e la società: l’approvazione della riforma in cambio delle assunzioni sbandierate”. Critiche condivise dallo stesso Civati che sono state fra i motivi, ha spiegato il politico, della sua uscita dal Partito democratico e che hanno ispirato anche uno degli otto referendum per i quali a settembre è partita, senza successo peraltro, la raccolta di firme. Si discute della legittimità della riforma anche in Regione Veneto, ha fatto notare la consigliera regionale Erika Baldin, soprattut-
Cucina Italiana
to in merito alle competenze - in materia scolastica - che dovrebbero essere di pertinenza delle Regioni e su cui il Governo vuole con la Buona scuola interferire. La Buona scuola non è però solo un terreno di scontro politico ma rappresenta un contesto entro il quale gli stessi insegnanti fanno fatica a ritrovarsi e che continuano a criticare. Sotto accusa l’eccessivo potere discrezionale in mano ai presidi, i limiti delle modalità di reclutamento degli insegnanti, la solitudine in cui sono lasciati i piccoli plessi con le loro oggettive difficoltà, le modalità con cui viene trattata la formazione dei
Alcuni momenti del dibattito sulla cosiddetta Buona Scuola, il tavolo dei relatori e il pubblico intevenuto docenti, tema quest’ultimo su cui ha invitato a riflettere Antonio Giacobbi, presidente dell’Associazione professionale Proteo Fare Sapere Veneto. I genitori presenti si sono lamentati invece delle classi, cosiddette pollaio, e hanno espresso preoccupazione sulla ideologia gender. Preoccupazione su cui in blocco tutti gli intervenuti hanno rassicurato: sulla Buona scuola si può dire di tutto, ma non v’è traccia dell’intenzione di introdurre questa ideologia gender. Si tratta semmai di un equivoco creato ad arte da alcune associazioni cattoliche oscurantiste.
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A novembre esiste il rischio che l’assetto del corpo docente debba essere in parte rivisto
a riforma della scuola varata dal Gover- che quelli ordinari di praticamente tutte le no Renzi rischia di portare con sé una province italiane, con esiti differenti: alcuni profonda spaccatura nel corpo docenti, a magistrati hanno ritenuto di accogliere i ricorlivello regionale e nazionale. Se in provincia si d’urgenza, mentre altri li hanno rigettati. di Rovigo infatti i prof In particolari, a fine che sono ricorsi al giu- I docenti con diploma agosto, è arrivata una dice del Lavoro sono magistrale ottenuto importante pronuncia un centinaio, con varie prima del 2002 chiedono del Consiglio di Stato, tranche di ricorsi, il nu- di essere inseriti nelle Gae; che decidendo su tre ricorsi che riunivano le mero aumenta via via ricorsi in tutta Italia posizioni di circa 1900 che si sale a un ambito docenti ha accolto la richiesta cautelare alla prima veneto poi italiano. La situazione al centro del difficile con- base dei tre ricorsi, fissando poi l’udienza di tenzioso è quella dei docenti che sono in merito al prossimo 1° dicembre. E’ quindi chiaro che già a novembre nella possesso del diploma magistrale, e non della laurea, ottenuto prima dell’anno scolastico scuola esiste il rischio che l’assetto del corpo 2002. Al momento queste figure professio- docente (stabilito a inzio anno scolastico) nali si trovano escluse dalle graduatorie a debba essere in parte rivisto, in modo da conesaurimento dalla quali andare a pescare per siderare, ai fini degli inserimenti in graduatoria, anche quelle posizioni che non erano le stabilizzazioni prestabilite dal Governo. La questione è estremamente comples- comprese nella prima bozza della ondata di sa e ha interessato sia i Tribunali del Lavoro stabilizzazioni.
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28 1 Voci da palazzo L’intervista Dopo una lunga esperienza amministrativa è approdato in Consiglio Regionale nelle fila di Forza Italia
“Lavoro, sicurezza e sociale: parte da qui il nostro impegno” Il padovano Massimiliano Barison ha affrontato da assessore provinciale all’occupazione gli anni duri della crisi. Ha presentato un progetto di legge sulla sicurezza e ha chiesto il completamento dell’Idrovia Padova - mare
Massimiliano Barison, consigliere regionale (Fi) padovano
di Martina Celegato
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assimiliano Barison è senza dubbio uno dei nomi più noti della politica locale grazie alle sue esperienze come sindaco di Albignasego, assessore provinciale e, attualmente, membro del Consiglio Regionale. Un’attività molto radicata nel territorio, la sua, che negli ultimi mesi lo ha portato ad affrontare diverse tematiche “calde” a livello Regionale e non solo. Fra i vari ruoli che ha ricoperto quali maggiormente hanno contribuito a farla diventare il politico e l’amministratore che è ora? “Lavorare e impegnarsi nelle Istituzioni mi ha dato la straordinaria opportunità di entrare a contatto con molte persone e situazioni. Questo insegna ad ascoltare e ad usare sensibilità verso attese e richieste del territorio interpretandole al meglio. Da sindaco è emersa la responsabilità di rappresentare tutta la Comunità, impegnandomi verso le situazioni di sofferenza, emarginazione e difficoltà che rimangono “silenziose”. In Provincia, da assessore al lavoro, ho avuto l’opportunità di impegnarmi su un tema molto caldo. Ho affrontato molte vertenze per crisi aziendali e toccato con mano la disperazione di molti lavoratori ma ho avuto anche molte gratificazioni con situazioni di crisi risolte positivamente, tra
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tutte la Lofra in zona Colli, la Zen ad Albignasego, la Zanardi a Padova, etc. In Regione, facendo tesoro delle esperienze in Comune e Provincia, l’obiettivo è di dare risposte concrete su sociale, lavoro e sicurezza”. Quali sono le attività che intende portare avanti in tali ambiti? “I cittadini reclamano sicurezza e la cronaca di queste settimane rafforza questa attesa; c’è bisogno di prevenzione e certezza della pena e qui lo Stato è troppo debole e incerto. Presenteremo un Progetto di Legge di riforma delle Polizie Locali per coordinare i vari corpi di Polizia. I cittadini devono sentirsi tranquilli così come è necessario inasprire le pene. Lavoro. E’ indispensabile aiutare le aziende e i lavoratori in difficoltà, attraverso politiche attive per la ricollocazione dei disoccupati. Non possiamo fare affidamento solo sugli ammortizzatori sociali. Sociale. Rafforzare l’integrazione socio-sanitaria con standard di altissimo livello e servizi di aiuto alle fasce più deboli è un obbligo. In questo senso, uno dei primi provvedimenti è stato il finanziamento di 6 milioni di euro per i servizi alla disabilità”. Secondo lei a che punto siamo in Veneto per sanità e il sociale? “La preoccupazione deriva dai continui tagli
che opera lo Stato, come l’ultima sforbiciata di 250 milioni sulla sanità. La Regione è impegnata con fondi propri e non faremo venire meno il nostro modello positivo. La Riforma della sanità mira a ottimizzare le risorse e migliorare i servizi, riducendo il numero delle Ulss e la burocrazia e applicando uguali standard di qualità in tutto il Veneto. Nei riguardi della realizzazione di un hub per ospitare i migranti presso la base mili-
“Sui profughi dico no alle grandi concentrazioni come l’hub di Bagnoli, creano solo tensioni” tare di Bagnoli di Sopra ha avuto una presa di posizione forte, non semplice in una tematica così delicata. La concentrazione di migranti è un fatto negativo che continuo a denunciare con forza. A Bagnoli si rischia di avere più migranti che cittadini; se si considera poi che a Cona è insediato l’hub della Provincia di Venezia, si comprende la concentrazione che si sta operando nella zona. Questo crea gravi problemi di tenuta sociale; i fatti e le proteste di Este, Padova e altri luoghi testimoniano questo disagio. Per questo ho voluto presentare un provvedimento,
approvato dal Consiglio, che si esprime nettamente contro questo modello di accoglienza. Questa non è accoglienza ma ghettizzazione, e il territorio si è detto pienamente d’accordo. La gestione centralistica attraverso le Prefetture è un metodo intollerabile. Il mio provvedimento mira a lanciare un grido di allarme e sofferenza del territorio a un governo sordo. Per noi accoglienza significa attuare per i veri profughi seri progetti d’integrazione sociale e occupazionale”. Passiamo alla viabilità, quali sono, secondo lei, le opere che necessitano di un intervento tempestivo? “L’antropizzazione e l’industrializzazione del Veneto necessita di infrastrutture adeguate e potenziate, cose che non sono andate di pari passo e che causano problemi quotidiani come incolonnamenti, traffico, inquinamento. Consapevoli che il periodo non assicura importanti risorse per nuove opere siamo concentrati su dare giusta conclusione alle “incompiute” del territorio (ad esempio la SR10 nella bassa da Carceri a Legnago passando per Montagnana) 2) e sul reperimento di risorse comunitarie per una diversa mobilità rispetto alla gomma (ad esempio l’idrovia Padova-Venezia o la metropolitana di superficie alta-bassa padovana)”.
Tra le sue proposte di legge c’è anche quella relativa alla Fondazione Museo della Medioevalità a Montagnana. Può darci alcuni dettagli relativi alla proposta? “E’ una proposta che vuole valorizzare le piccole Città e i Borghi. Il Veneto è ricco di arte, storia, cultura e anche le nostre “piccole” Città rappresentano al meglio questa ricchezza. Valorizzare le mura di Montagnana significa ridare pregio e prestigio a tutto il territorio, legando storia, tradizione, cultura alle qualità specifiche del territorio: prodotti tipici, agroalimentare, artigianato. Si creano così nuove opportunità occupazionali ed economiche in un area che ha molto sofferto questo periodo di crisi. Un provvedimento semplice ma concreto e utile per il territorio”. Quali sono le prossime scadenze relative alla sua attività in Regione? “Oltre al Progetto di Legge sulla Sicurezza, non mancherà il nostro impegno per il completamento dell’idrovia Padova – mare sia in ottica di canale scolmatore, che di tutela ambientale che di canale navigabile. Così potrà essere ripensato tutto il sistema dell’interporto di Padova come retroporto di Venezia nel nuovo modello di sviluppo del sistema portuale offshore – onshore”.
Difesa idrogeologica
firmaTi gli accordi col governo
l presidente della Regione Luca Zaia ha firmato a palazzo Chigi per il Veneto gli accordi di programma con il governo per l’assegnazione alle Regioni e ai comuni dei 650 milioni previsti dalla prima parte del piano contro il dissesto idrogeologico nelle aree metropolitane e già stanziati dal Cipe. La firma con il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, a cui è intervenuto anche l’assessore regionale alla difesa del suolo Gianpaolo Bottacin, per la parte veneta si riferisce a “Interventi sulla rete idraulica del bacino Lusore” in comune di Venezia (importo 61.858.573,19 euro), alla “Realizzazione di un invaso sul torrente Astico” nei Comuni di Sandrigo e Breganze nel vicentino (importo 31.275.000 eur) e alla “Realizzazione di un’opera di invaso sul Torrente Orolo” in Comune di Costabissara ed Isola Vicentina (importo 11.000.000 euro). Il Presidente
del Consiglio dei Ministri con proprio decreto del 27 maggio 2014 ha istituito la Struttura di Missione Italia Sicura contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, indicando come obiettivi di provvedere alla semplificazione della governance e delle procedure, di attuare un controllo costante del territorio e di collaborare con tutte le strutture e le amministrazioni regionali per dare attuazione agli interventi di difesa idrogeologica. La strategia individuata è stata quella di ammettere a finanziamento interventi immediatamente cantierabili. “Ringrazio il ministro Galletti per il lavoro svolto – ha commento il presidente Zaia – perché è un buon segnale da parte del governo, non risolutivo ma importante per dare avvio ad altri cantieri, oltre ai 925 che in Veneto sono già stati aperti. Questi accordi cadono infatti in un momento in cui torna ancora viva la memoria
dell’alluvione del 2010, ma anche di tanti altri successivi eventi calamitosi che hanno martoriato il territorio della nostra regione”. “Mi è piaciuto il passaggio del ministro – ha aggiunto Zaia – sulla farraginosità burocratica che affligge le procedure per questi interventi. In Veneto abbiamo ancora cantieri aperti dopo cinque anni dalla grande alluvione. Occorre dare poteri speciali ai commissari nominati per le emergenze. E’ importante che si intervenga per modificare l’approccio culturale nei confronti del territorio, abbandonando la cementificazione per sostituirla con una nuova priorità: le opere per la difesa idrogeologica. Noi in Veneto stiamo facendo la nostra parte fino in fondo ed è all’esame del consiglio regionale una nuova legge sul consumo del suolo che si pone come obiettivo di arrivare nel tempo a “cubatura zero”, prevedendo la ristrutturazione e il risanamento delle
Il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, Il governatore Luca Zaia e l’assessore regionale alla difesa del suolo Gianpaolo Bottacin zone degradate nelle periferie cittadine e nelle aree agricole. Si può fare anche a livello nazionale con una buona legge e soprattutto a costo zero”.
Voci da palazzo 29 1 Regioni sul piede di guerra “Il Governo decide senza tener conto di chi è virtuoso e di chi non lo è”
Veneto riciclone, eppure un suo inceneritore brucerà rifiuti altrui Consiglio regionale
approvaTa la legge di riordino delle funZioni provinciali
I cittadini sono virtuosi in fatto di rifiuti eppure il Governo non li premia con la decisione di trasformare il termovalorizzatore di Ca’ del Bue a San Michele veronese in un impianto strategico a livello nazionale
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di Germana urbani
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are quasi una beffa. A fine Ottobre il Veneto ha visto Bottacin ha ribadito la volontà della giunta veneta di opconfermato il suo primato: è la migliore regione italia- porsi fortemente al proposito del Governo: “Non ci faremo na per la gestione dei rifiuti urbani. (E il merito va ai imporre da Renzi – ha sottolineato – un impianto che veneti davvero efficienti e attenti nella raccolta differenzia- brucia rifiuti di altre Regioni. Quella del Governo è una inta.) Nonostante questo, pare che non saranno premiati a gerenza inaccettabile e tutte le Regioni sono sulla nostra dovere, anzi. Il Governo centrale sembrerebbe intenzionato stessa linea”. E’ vero, però, che l’impianto individuato dal a procedere con quanto previsto dal decreto “Sblocca Italia” Governo per far parte della rete nazionale degli inceneritori, circa la realizzazione di 12 nuovi impianti di incenerimento e cioè quello di Cà del Bue in provincia di Verona, esiste dei rifiuti a valenza strategica nazionale in 10 regioni, uno già e rientrerebbe comunque tra i tre previsti dalla Regione dei quali dovrebbe essere nel territorio veneto. per il proprio fabbisogno. L’impianto in questione sarebbe Forte dei risultati della nostra regione il Governatore certamente riqualificato e l’unica differenza vera, rispetto ribadisce il suo no a qualsiasi ipotesi di arrivo di rifiuti indi- ai propositi della giunta Zaia, consisterebbe nel fatto che stinti da altre regioni. “E’ un no chiaro – spiega – netto e l’impianto riceverebbe e smaltirebbe i rifiuti di altre Regioni ampiamente motivato. Lo è stato in passato a fronte di altre meno virtuose della nostra. E la nostra è davvero eccellenanaloghe ipotesi, lo è anche oggi. Questa bella pensata te. L’ultimo rapporto sulla “Produzione e Gestione dei rifiuti – incalza Zaia – sarebbe l’ennesimo urbani nel Veneto”, curato dall’Osserschiaffo ai virtuosi e un immeritatissi- L’impianto di Cà vatorio Regionale Rifiuti istituito presso mo ennesimo regalo a chi non ha sa- del Bue rientrerebbe l’Agenzia regionale per la Prevenzione puto o voluto affrontare con raziocinio comunque tra i tre e Protezione Ambientale del Veneto, un problema come quello dei rifiuti, previsti a tutt’oggi conferma il trend positivo della raccolche non è certo un’emergenza nata dalla Regione ta differenziata che si attesta al 65%, ieri ma, purtroppo, la regola in alcuni quasi due punti percentuali in più rispetterritori del Paese”. to all’anno precedente (+1,8) a fronte di una produzione Fino ad oggi, la legge prevedeva che ogni regione fos- complessiva di rifiuti urbani di circa 2.241.000 tonnellate, se o diventasse via via autonoma in materia di gestione in lieve aumento (+1,3%), per 455 kg di produzione proe smaltimento dei rifiuti. Tanto che in Veneto, man mano capite (+1,2%), valore quest’ultimo tra i più bassi d’Italia che la differenziata migliorava, venivano chiuse alcune li- nonostante il Veneto abbia un PIL elevato e registri oltre 60 nee di inceneritori o termovalorizzatori. Anche per questo milioni di presenze turistiche annue. In totale i rifiuti urbani la maggioranza a Palazzo Balbi è concorde con Zaia. Anche avviati a recupero nel 2014 ammontano a circa 1,5 milioni l’assessore regionale alle politiche ambientali Gianpaolo di tonnellate con un aumento del 4,3% rispetto all’anno
In alto l’nceneritore di Cà del Bue (Verona). Sotto da sinistra Luca Zaia, Gianpaolo Bottacin e Stefano Fracasso precedente. Si registra inoltre la diminuzione dei rifiuti urbani inceneriti negli impianti di incenerimento di Padova e di Schio, pari a 188 mila tonnellate annue (-12,5%), e un leggero aumento (+1,9%) del conferimento nelle 11 discariche attive in Veneto, per complessive 128 mila tonnellate. A fronte di tutto questo il Pd, partito del premier Renzi, fatica qui in Veneto a sostenere la linea del proprio segretario nazionale e auspica un’azione più forte su quelle regioni che non sono virtuose come la nostra. “Il no agli inceneritori in Veneto va bene – afferma Stefano Fracasso consigliere regionale del Pd e vice presidente della Prima commissione – ma a patto però che gli obiettivi contenuti nel piano dei rifiuti, frutto degli emendamenti del Pd (76% di differenziata e 420 kg di produzione procapite all’anno) vengano rispettati”. Fracasso evidenzia, inoltre, come “il 44% dei rifiuti in uscita dagli impianti veneti di trattamento meccanico-biologico finiscono fuori regione: il Veneto – sottolinea – esporta circa 200 mila tonnellate all’anno di combustibile solido secondario”. Ed auspica che “il governo commissari le Regioni che non avviano una raccolta differenziata spinta, cosa che peraltro garantisce maggiore occupazione, basti guardare alle 1.300 aziende venete nelle quali lavorano ben 23 mila addetti”.
Ora spetta al Consiglio approvarlo
la giunTa ha adoTTaTo il piano energeTico
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a regione Veneto, dopo anni di attesa, si sta finalmente dotando di un Piano Energetico Regionale. Il Veneto, infatti, deve garantire che nel 2020 il 10,3% dell’energia termica, elettrica e dei trasporti, complessivamente consumata, derivi da fonti rinnovabili. A stabilirlo è il ‘burden sharing’ che fissa la misura con cui ogni singola Regione deve concorrere al raggiungimento dell’obiettivo nazionale in materia di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, che per l’Italia, in base alla Direttiva europea 2009/28/UE, è fissata al 17% del consumo energetico lordo. Per ora il piano è stato adottato dalla giunta veneta e trasmesso al consiglio per l’approvazione il Piano Energetico Regionale. Un passo che, come ha comunicato l’assessore allo sviluppo economico e all’energia Roberto Marcato “segna un momento importante per quanto riguarda l’energia e l’ambiente”. “Un ulteriore motivo di soddisfazione per me – aggiunge – è che da vicepresidente e assessore all’energia nell’amministrazione provinciale di Padova ho presentato il
primo piano energetico del Veneto. Vedo quindi la presentazione del piano regionale come una sorta di continuità operativa in questo settore. Ora finalmente anche il Veneto avrà il suo piano energetico. Si tratta del documento che delinea lo stato dell’arte in campo energetico e fornisce le indicazioni da adottare, con particolare riferimento agli obiettivi che le Regioni devono raggiungere in materia di fonti rinnovabili, il cosiddetto Burden sharing. Il Veneto farà la sua parte”. Il piano è il frutto di un lavoro di squadra che ha visto la partecipazione attiva di tutti gli attori interessati, dal mondo produttivo a quello delle associazioni ambientaliste, agli enti locali. E’ un lavoro di sintesi che ha accolto molte delle osservazioni che sono state formulate nelle fasi finali della sua stesura. Il piano in lunga parte era già stato presentato alla fine della scorsa legislatura grazie al lavoro dell’ex assessore Massimo Giorgetti e dello staff tecnico che lo ha seguito, consentendone l’aggiornamento e ora la presentazione”. “L’iter – conclude l’assessore Marcato – prevede il
L’Assessore regionale allo Sviluppo economico e all’energia Roberto Marcato passaggio in commissione e l’approvazione da parte del consiglio. Mi auguro davvero che la discussione non sia falsata da posizioni ideologiche ma che contribuisca semmai a miglioralo, arrivando a votare un testo condiviso e utile per la crescita del Veneto”. 10,3% dell’energia termica, elettrica e dei trasporti, complessivamente consumata, derivi da fonti rinnovabili.
utti i dipendenti delle provincie continueranno a fare il proprio lavoro nelle sedi in cui l’anno sempre fatto. A pagare i loro stipendi sarà la regione. Questo in soldoni quanto deciso con il Progetto di Legge n. 67 presentato dalla Giunta per il riordino delle funzioni amministrative provinciali e approvato dal Consiglio regionale , come richiesto dalla Legge “Delrio”. Se, infatti, la riforma Delrio ha confermato in capo alle province una serie di funzioni considerate fondamentali, tra le quali la viabilità, i trasporti, il governo del territorio e l’edilizia scolastica, per tutte le altre funzioni, ritenute “non fondamentali”, tra cui figurano anche cultura, difesa del suolo, sport, servizi sociali e formazione professionale, sono state chiamate a legiferare le Regioni. Il Progetto di Legge elaborato dalla Giunta decreta che tutte le funzioni, fondamentali e non, vengono mantenute in capo alle Province, che potranno continuare a svolgerle con il personale che attualmente se ne occupa. Sarà la Regione a sostenere i costi dei dipendenti delle Province, che continueranno a operare nelle attuali sedi di lavoro. Non vi saranno, perciò, esuberi di personale. Con un emendamento presentato dalla stessa Giunta viene stabilito che tra le funzioni oggetto di riorganizzazione rientrano anche quelle di vigilanza e controllo. La polizia provinciale resterà nella dotazione organica provinciale, in tal mondo conservando la qualità di Ufficiale di Polizia Giudiziaria, che avrebbe perduto se trasferita nei ruoli regionali. Sarà peraltro la Regione a garantire la copertura dei costi anche di questi lavoratori. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge, sarà avviato un percorso di riordino delle società, enti strumentali ed agenzie di Province e Città Metropolitane. Particolare attenzione è dedicata sia alla Città metropolitana di Venezia, sia alla Provincia di Belluno, prevedendo che alla neo costituita città metropolitana potranno, successivamente, essere riconosciute ulteriori funzioni, mentre alla Provincia di Belluno, in ragione delle particolari forme e condizioni di autonomia che le sono state attribuite, vengono riconosciute funzioni ulteriori rispetto alle altre province. Delle spese relative alle funzioni, finanziamenti non superiori a 40milioni di euro annui.
30 1 Cultura veneta Grande schermo L’ultima pellicola, I sogni del lago salato, ha ottenuto forte apprezzamento sia di critica che di pubblico
Andrea Segre, un regista veneto che parla al mondo intero “Ho scelto di fare cinema perché ha il grande potere di stimolare la riflessione e la discussione tra le persone. Un confronto dal quale possono nascere nuove strategie d’azione sulla realtà” Maria elena pattaro
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un anno di distanza dall’ultimo documentario Come il peso dell’acqua, il regista Andrea Segre, originario di Dolo, torna al cinema con il nuovo film I sogni del lago salato, ambientato tra l’Italia degli Anni Cinquanta e il Kazakistan di oggi. Il film, uscito a fine settembre, è stato presentato a numerosi festival fra cui quello di Internazionale a Ferrara, quello di Locarno e alle “Giornate degli autori” di Venezia, ottenendo l’apprezzamento sia del pubblico, sia della critica per la sensibilità con cui il regista riesce ad accostarsi ai temi sociali più delicati. Infatti, fin dal suo debutto sul grande schermo, avvenuto nel 1998 con il film Lo sterminio dei popoli zingari, Segre si è dedicato all’emarginazione etnica e culturale. Stavolta l’occhio della sua macchina da presa si è concentrato su luci e ombre di un paese che sta attraversando un rapido sviluppo economico. “In Kazakistan cercavo la voglia di perdermi in una dimensione spazio-temporale priva di punti di riferimento precisi, in modo da seguire il filo dei pensieri e degli interrogativi esistenziali suscitati da uno spazio senza confini. Immergendomi nella vastità dell’orizzonte kazako, ho girato un film costruito attorno ai sogni e alla crescita economica”. In che cosa si assomigliano l’Italia degli Anni Cinquanta e il Kazakistan di oggi? “La somiglianza sta nella fiducia che entrambi i paesi hanno riposto nella crescita economico, una fiducia talmente cieca da nascondere le possibili conseguenze negative di uno sviluppo che sacrifica la sostenibilità umana al mito del benessere. Un tratto concreto che unisce lo sviluppo economico dei due paesi è la presenza dell’Eni. L’Azienda, che ha contribuito al boom
italiano nel secondo dopoguerra, è attualmente uno dei maggiori protagonisti dell’estrazione di petrolio e gas in Kazakistan. Questo collegamento è sicuramente un aspetto importante, ma l’intento del film va oltre la realtà geografica dei due paesi, proponendo e suscitando riflessioni esistenziali sul senso della vita e sul peso dell’economia: a quali valori dobbiamo dare importanza? Quali sono i costi dello sviluppo? Da che cosa dipende la qualità della vita?”. Come avviene la distribuzione dei film non di cassetta e come si potrebbe avvicinare il pubblico a questo tipo di opere? “La diffusione dei film non di cassetta avviene attraverso l’impegno di sale coraggiose che fanno la scelta del cine-documentario, a differenza dei grandi mercati di distribuzione che preferiscono invece i film di intrattenimento. Credo che la gente non vada a vedere i documentari perché non è abituata a farlo, ma se conoscesse di più questa realtà, probabilmente la apprezzerebbe. Negli ultimi tempi, però, si sono registrati dei cambiamenti significativi: sta aumentando, infatti, il pubblico dei cine-documentari. Il mio ultimo film, per esempio, è stato proiettato in trenta sale raggiungendo i 10.000 spettatori nell’arco di un mese”. Quali sono i punti di forza e quali invece gli svantaggi di un film-documentario rispetto ad un film di finzione? “Il cinema documentario è un linguaggio che riesce a creare delle sinergie inaspettate tra la rappresentazione e la realtà, perché fornisce l’occasione di incontrare persone da raccontare. Secondo me offre una libertà maggiore perché si è coautori delle cose che succedono realmente, invece il rischio della finzione è quello di non
essere abbastanza credibile. Io ho sempre lavorato su entrambi i versanti, tentando di intrecciare i due generi, in modo da arricchirli attraverso lo scambio reciproco2. Perché ha scelto proprio il cinema come forma di espressione e di sensibilizzazione? “Ho scelto il cinema per trasmettere dei valori, attraverso una forma di comunicazione che sento vicina alla mia sensibilità. Sulla scia di questa convinzione ho deciso di intraprendere la strada di regista, con la
La mostra Rivelazione a Pordenone
sCOpeRTO un GRAnDe ARTisTA MOnTAnARi. AsseDiO AllA fORMA
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ualche genio viene scoperto solo dopo la morte, qualche altro solo in tarda età. Questo è il caso di Montanari, un pittore il cui talento è rimasto segreto fino a pochi anni fa e solo perché lui, l’artista, ha voluto che fosse così. Ma oggi gli amanti della grande arte hanno la possibilità di conoscere la sua opera grazie ad una antologica promossa dal Comune di Pordenone, in assoluto la prima organica esposizione in Italia del lavoro di Pordenone Montanari. La mostra, che rimarrà aperta sino al 17 gennaio, si svolge su una doppia sede: la Galleria “Harry Bertoia” dell’Amministrazione comunale e la sede direzionale di FriulAdria, che ha messo a disposizione cinque grandi spazi che si affacciano su piazza XX Settembre, dove sono esposte alcune tele di grande formato a testimoniare la produzione più recente dell’artista. Lui ha quasi ottant’anni e da un quarto di secolo si è totalmente sottratto al mondo. La sua vicenda ricorda quella della fotografa statunitense
Vivian Maier, nei termini analoghi di scoperta tardiva, e per certi versi fortuita, di una attività artistica di grande spessore condotta lungo un’intera esistenza. Nel caso di “Pordenone” Montanari, a scoprirlo e a restare abbagliato dalla sua arte è stato un imprenditore indiano, nel 2007; a proporlo all’attenzione del grande pubblico un ampio ed entusiastico articolo in cui The Observer, annunciando la prima esposizione delle sue opere a Londra (2010), ne ha svelato la storia e ne ha celebrato il lavoro. Quello dell’Observer è stato capofila di tanti successivi pronunciamenti della grande critica internazionale, che non ha lesinato i giudizi molto positivi su un artista sino a pochi mesi prima pressoché ignoto, essendosi ormai persa memoria delle sue mostre in alcune Gallerie milanesi negli anni ottanta. Per Edward Lucie-Smith, il critico intervistato dal grande quotidiano britannico a margine della mostra del pittore da lui curata all’Istituto Italiano di Cultura a Londra, “Montanari è un artista
unico, che scardina la storia convenzionale dell’arte postbellica italiana”. “Le nature morte – aggiunge – fanno venire in mente Cézanne e Braque”, mentre gli elementi picassiani e i tratti riecheggianti Francis Bacon che emergono dalla sua pittura si manifestano con caratteri di forte originalità, “in maniera che ancora non avevamo visto mai”. Molti dei dipinti sono caratterizzati da figure che contengono altre figure e riflessi nello specchio. Lucie-Smith in proposito ha detto: “Il messaggio è chiaro: ciò che sembra la rappresentazione oggettiva della realtà va invece letta come specchio della dimensione mentale dell’artista”.
consapevolezza che non tutti i film si imprimono allo stesso modo sulla realtà contemporanea. Le opere che esprimono le tensioni in corso incidono maggiormente la coscienza del pubblico, offrendogli l’occasione di interrogarsi sul mondo in cui è immerso. Il cinema infatti ha questo grande potere: stimolare la riflessione e la discussione con gli altri, e da tale confronto possono nascere nuove strategie d’azione sulla realtà”.
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terinari. Un classico esempio è la manipolazione, se vediamo il nostro quattro zampe più schivo o addirittura aggressivo mentre lo coccoliamo e prima d’ora non lo era mai stato, poniamoci qualche domanda e proviamo a capire se questo comportamento può essere indice di dolore, riferendolo anche al veterinario di fiducia. Come detto, è importantissimo stimolare il cane anziano anche dal punto di vista cerebrale facendogli fare attività cognitive, lente passeggiate esplorative, giochi di apprendimento e memoria. Pertanto, non trascurate il vostro migliore amico lasciandolo invecchiare solo, ma interagite spesso con lui, sollecitatelo e prendetevene cura più di quando era giovane, così avrete modo di vederlo più allegro, appagato e ne beneficerà senza dubbio sia a livello fisico che mentale.
*Educatrice cinofila che collabora con il Rifugio Cipa
A cura della Dottoressa Giulia Albarello - Veterinario
La Trachemys scripta scripta (la tartaruga dalle orecchie gialle)
Attività con il cane anziano La vecchiaia nel cane varia a seconda di una serie di fattori tra cui la taglia, il peso, eventuali malattie che ha avuto in passato, lo stile di vita etc pertanto invecchierà più lentamente un cane ben curato, accudito ed in salute. Anche a livello comportamentale non dobbiamo trascurare il nostro migliore amico ormai non più giovane, perché nonostante il graduale deterioramento fisico è fondamentale mantenere attiva la sua mente motivandolo, facendolo giocare e stimolandolo al movimento. Naturalmente le attività di un cane anziano sono diverse rispetto a quelle che possiamo far svolgere ad un cane giovane tuttavia è giusto sfatare il luogo comune secondo cui non si possono fare attività con un cane anziano. Attività praticate con tempi adatti al suo stato di salute lo aiutano a rimanere attivo e giovane mentalmente e dunque lo supportano anche fisicamente. E’ importante tenere in considerazione il fatto che in un cane anziano si possono riscontrare alterazioni a livello fisico che possono avere effetti anche sul comportamento, pertanto è fondamentale sottoporlo a più frequenti controlli ve-
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La Trachemys scripta scripta è una specie di tartaruga d’acqua dolce originaria della Florida. Le dimensioni raggiunte dall’esemplare adulto sono di circa 15-18 cm per i maschi e 20-30 cm per le femmine. Oltre alle dimensioni, esistono differenze fenotipiche tra maschi e femmine: il maschio sviluppa unghie molto lunghe negli arti anteriori e possiede una coda sottile con apertura cloacale oltre il margine del carapace; la femmina invece ha una coda più corta e tozza e ha l’apertura cloacale posizionata tra il margine del piastrone e il margine del carapace. Il modo più semplice di tenere una tartaruga trachemys è in un laghetto esterno, di almeno 2 x 3 m e profondo almeno 1 metro; tale profondità permette il letargo ad una temperatura costate (circa 4° C) durante il periodo invernale. L’allevamento in un acquaterrario necessita di una struttura abbastanza grande (100x60x60 con un profondità dell’acqua pari ad almeno una volta e mezza la lunghezza del carapace) con una zona emersa che occupi circa un terzo della superficie completata da una lampada riscaldante e una lampada ad emissione di raggi ultravioletti; sono inoltre necessari un riscaldatore e un filtro per l’acqua.
Le tartarughe del genere trachemys sono prevalentemente carnivore da giovani, mentre da adulte diventano onnivore. In cattività i giovani vanno alimentati tutti i giorni, gli adulti 3 volte alla settimana Gli alimenti assolutamente vietati sono quelli troppo grassi e oleosi; la carne sia rossa che bianca e il pesce sfilettato vanno usati con moderazione perchè troppo ricchi di fosforo e proteine e poveri di calcio, così come i gamberetti essiccati. Vano utilizzati quindi piccoli pesci, girini, invertebrati, crostacei, verdure e mangimi estrusi (25% della razione) variando il più possibile e a rotazione. Soprattutto per gli animali giovani e durante il mantenimento indoor è necessario utilizzare integratori di calcio da spolverizzare sulla razione. Le principali patologie derivano spesso dalle scadenti condizioni di mantenimento in cattività. Ne sono un esempio l’assenza di lampade ad emissione di raggi ultravioletti e l’alimentazione non correttamente integrata e variata che provocano una malattia da carenza di calcio chiamata malattia ossea metabolica e L’alimentazione esclusiva con gamberetti essiccati che porta ad una carenza di vitamina A con conseguenti congiuntiviti ed edema palpebrale.
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pericoli . Un altro obbligo previsto dalla legge che prevede anche delle sanzioni disciplinari (sino al licenziamento) è quello di sottoporsi ai controlli sanitari previsti nei loro confronti e ai corsi di formazione e addestramento per la sicurezza. Concludendo al di là delle sanzioni anche penali previste in alcuni casi è fondamentale che nelle imprese si crei un team unico tra lavoratori e datore-dirigenti, per favorire un ciclo di miglioramento continuo sulle tematiche salute e sicurezza, un vantaggio competitivo di successo imprenditoriale. Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a diritti@lapiazzaweb.it
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si è visto assegnare in sede di separazione la casa coniugale), nonché l’utilizzatore in caso di leasing. La sola TASI va pagata anche da chi occupa per più di sei mesi un immobile con un contratto di locazione: in questo caso bisognerà verificare quale sia la quota a carico dell’inquilino stabilita dal Comune. Tra le varie situazioni particolari, ne segnaliamo alcune: a) nel caso in cui la casa sia intestata a un anziano che è stato ricoverato in casa di riposo, è necessario verificare se il Comune ha previsto una qualche agevolazione per tale situazione; b) in caso di coniugi non separati e in presenza di residenze distinte in due unità immobiliari ubicate nello stesso Comune, solo una delle due potrà essere considerata abitazione principale; c) in caso di immobili inagibili oppure locati a terzi con contratto agevolato, che possono godere di una riduzione delle imposte, spesso i regolamenti comunali chiedono che venga presentata entro una determinata scadenza una comunicazione di richiesta della riduzione; d) i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano locati, sono esenti da IMU. Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a diritti@lapiazzaweb.it
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entre prosegue la discussione parlamentare che dovrebbe portare alla abolizione dal 2016 della tassazione sulla “prima casa” non di lusso, è in scadenza al 16 dicembre 2015 il termine per il versamento a saldo per il 2015 di IMU e TASI. Per eseguire il calcolo delle imposte da versare è necessario procurarsi una serie di dati: tra questi la rendita catastale degli immobili posseduti (è utile in questo caso una visura del “Catasto”), compresi i terreni agricoli, che sono sicuramente esenti solo se ubicati in zone riconosciute per legge “di montagna”; le aliquote e le detrazioni deliberate dal Comune; il periodo di possesso nel corso dell’anno, tenendo conto di eventuali acquisti e vendite; l’uso che si è fatto dell’immobile (abitazione principale, sfitto, locato a terzi ecc.); l’importo versato in acconto nel corso del 2015. Nel caso di aree fabbricabili, è necessario determinare un valore “di mercato” sul quale calcolare le imposte, eventualmente affidandosi a un esperto per la valutazione, al fine di evitare accertamenti e sanzioni da parte del Comune. Obbligato al pagamento è il proprietario, oppure chi è titolare del diritto di concessione, usufrutto, uso, enfiteusi, superficie o abitazione (ad esempio il coniuge rimasto vedovo oppure il coniuge che
fiscalita’, norme e tributi
a cura di A.P.I.V.
La mediazione e la conciliazione fiscale
I nuovi reati tributari 2015
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fine Ottobre è entrato in vigore il nuovo D.lgs. e 6 mesi a un massimo di 4 anni di reclusione) e alzata la 158/2015 che modifica significativamente il sistema soglia di punibilità da 30 a 50.000 euro di imposta evasa. dei reati tributari riformulando alcune fattispecie e Stessa pena e stessa soglia di punibilità nel caso di omessa presentazione delmod. 770 (sostituti d’imposta). introducendone di nuove. Non si considerano omesse le dichiarazioni presentate Per quanto riguarda i delitti di Dichiarazione Fraudolenta, la condotta tipica viene allargata anche ai soggetti non entro 90 giorni dalla scadenza del termine. Ma non vi sono solo “dolenti note” nel Decreto appena obbligati alla tenuta delle scritture contabili, sono descritte in maniera più dettagliata le possibili modalità esecutive entrato in vigore. Significativi sono, infatti, gli innalzamenti del delitto, viene precisato che le sottofatturazioni non delle soglie di punibilità previste per l’omesso versamento costituiscono un mezzo fraudolento e sono innalzate le delle Ritenute (la soglia passa da 50 a 150.000 euro) e per l’omesso versamento Iva (che passa da 50.000 a soglie di punibilità riferite agli elementi attivi non dichiarati. Ampiamente modificata e’ anche l’ipotesi di 250.000 euro). Non saranno punibili le ipotesi di omesso Dichiarazione infedele, in cui, oltre ad un innalzamento versamento e di compensazione con crediti non spettanti in sensibile delle soglie di punibilità (da 50.000 euro a caso di pagamento integrale dei debiti tributari prima della 150.000 euro per singola imposta e da 2 a 3 milioni di dichiarazione di apertura del dibattimento e non saranno elementi attivi sottratti all’imposizione), si escludono punibili le ipotesi di dichiarazioni infedele e di omessa da rilievo penale i costi indeducibili o non inerenti se presentazione nel caso in cui il pagamento avvenga entro realmente sostenuti, la violazione dei criteri di competenza il termine di presentazione della dichiarazione relativa al e le valutazioni di elementi attivi e passivi oggettivamente periodo di imposta successivo. Approfondiremo il tutto esistenti se inferiori al 10% rispetto a quelle ritenute corrette. nell’articolo del mese prossimo. Viene innalzata la pena per la Omessa dichiarazione Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a diritti@lapiazzaweb.it relativa ad Imposte Dirette ed IVA (da un minimo di 1 anno A.P.I.V. – Associazione Piccoli Imprenditori, artigiani e lavoratori autonomi delle Venezie Centro CAF - Consulenza Commerciale, Tributaria, Contabile e Creditizia - Amministrazione del Personale – Successioni Sede: 30030 Martellago (Ve), P.zza Vittoria 97 - Info: apivtrieste-confesercentipartner@yahoo.it - Cell: 348.3161877
Avv. Alberto FErri
’avviso di accertamento è l’atto con cui il Dal punto di vista burocratico, la domanda di fisco notificata formalmente la contestazione mediazione va effettuata insieme al ricorso al giudice al contribuente. Una volta ricevuto l’avviso il tributario e notificata all’ufficio competente: in questo contribuente se ritiene infondata la contestazione può modo, se la mediazione non dovesse andare a buon chiedere di accedere alla mediazione oppure fare ricorso fine, si procede con il giudicio. Ricorrere alla mediazione al giudice tributario; si può addirittura pagare le somme può rivelarsi una mossa utile per il contribuente, perché richieste beneficiando di una riduzione delle sanzioni ad viene applicata in automatico una riduzione della un terzo riducibili ulteriormente ad un sesto del minimo sanzione del 60%. Inoltre, l’esito della mediazione a determinate condizioni. potrebbe anche prevedere uno “sconto” sulla somma Nelle controversie con il fisco vale un principio da pagare a saldo dell’imposta dovuta al fisco. generale: se il valore della lite non supera i 20.000 Se la mediazione non va a buon fine, la parte che euro, prima di finire davanti al giudice, è comunque poi perde la causa davanti al giudice sarà condannata obbligatorio tentare la cosiddetta mediazione tributaria. a pagare il 50% in più delle spese, come rimborso Ciò per tutti gli atti notificato a partire dal 1° aprile delle precedenti spese di mediazione. A processo in 2012, tra cui: avvisi di accertamento, avvisi di corso, si può comunque tentare la conciliazione, quale liquidazione, provvedimenti che comportano sanzioni, ultima spiaggia per la risoluzione bonaria della lite. iscrizione a ruolo delle somme. Non possono, invece, Quest’ultima può essere avviata sia su iniziativa delle essere oggetto di mediazione, tra gli altri, le liti di valore parti sia dallo stesso giudice. In caso la conciliazione superiore a 20.000 euro e di valore indeterminabile, gli vada a buon fine, il pagamento del debito da parte del atti che non sono stati emessi dall’Agenzia delle entrate contribuente deve avvenire entro 20 giorni dalla data e quelli notificati prima del 1° aprile 2012, le cartelle del verbale di conciliazione, con una diminuzione del 60% delle sanzioni previste. esattoriali e gli atti degli agenti della riscossione. Studio legale Avv. Alberto Ferri - Tel. 041 540 2655 – avv.ferri@gmail.com Piazza Vittoria, 97 – Martellago (Ve)
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L’Editoriale BREVI RIFLESSIONI SUL RAPPORTO MEDICO PAZIENTE dott. giovanni leoni* nizia con questo articolo la collaborazione dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Venezia con “la Piazza” il giornale free press più diffuso del Veneto , un mensile d’informazione locale, recapitato – per primo in Italia – attraverso una distribuzione dedicata e poste italiane a oltre 260.000 nuclei familiari e attività commerciali, nelle sue 15 edizioni venete. Il tutto nell’adeguamento della comunicazione medico-paziente, utente, cittadino, che, pur nel rispetto dei differenti ruoli è la forma più intima e delicata della comunicazione fra persone, quella più segreta e sofferta. In fondo a nessuno fa piacere di dover dimostrare di aver bisogno, di dover ammettere la propria debolezza, la propria necessità, peggio ancora se ad essere malato è un bambino, un anziano, un “diversamente abile”. Mi riferisco al primo incontro fra sconosciuti in un ambulatorio o in un pronto soccorso, in una corsia di ospedale. La pressione del bisogno del dolore da una parte la risposta del medico dall’altra , in mezzo il fattore tempo e la comunione del linguaggio. al momento non più così scontata - mi riferisco alla percentuale di stranieri - ricchi e poveri - turisti con l’assicurazione e immigrati con l’amico che fa da interprete in un inglese o italiano improbabili, con cui ci si rapporta sempre più di frequente. Già, i medici, che vanno sui giornali o in televisione, perchè fanno il grande intervento o perchè fanno il morto, mentre la quotidianità che è fatta di innumerevoli piccole realtà risolte positivamente differenti per storia ed importanza non fa notizia lo so, ma appartengono alla reale vita vissuta. Così se mi fermo un attimo ed osservo con sguardo distaccato la vita dei miei colleghi e degli infermieri in un ambulatorio gremito di voci e persone, se vado in Pronto Soccorso per una consulenza e cerco il paziente che mi sembra più grave tra quelli in attesa sulle barelle con il parente sfinito in piedi a lato che aspetta da chissà quanto, se osservo il piccolo corteo in avvicinamento che contraddistingue il nuovo ricovero in una corsia di ospedale, i più distinti col trolley ma molti ancora con “i sacchetti”, mi ritrovo a pensare a come è progressivamente cambiata l’interazione fra questi due universi pazienti e parenti da una parte, medici ed infermieri dall’altra, ed al primo posto metto il fattore tempo. Continua nella pagina seguente *Presidente oMCeo Provincia di Venezia
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Un buon rapporto fra medico e paziente rende più efficace la terapia La x Retinopatia diabetica Continua a pag. 40
xChi dorme tanto è un genio
Cataratta x e Lenti Bifocali: novità! Continua a pag. 40
Continua a pag. 40
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L’opinione BREVI RIFLESSIONI SUL RAPPORTO MEDICO PAZIENTE segue dalla prima pagina dell’inserto salute
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di Dott. giovanni leoni*
ull’ importanza del tempo nella relazione di cura troverete svariate pubblicazioni , ma io mil limiterò all’ assunto che il tempo è “tiranno” ma anche “galantuomo”. Il tempo di attesa per una visita, aumentato anche per la diminuzione degli specialisti disponibili a farle visto che i medici continuano ad andare in pensione ma vengono sostituiti con il contagocce e sono assunti anche in proporzione ai letti ospedalieri da seguire , che vengono progressivamente sempre ridotti. E’ vero che il progresso della medicina ha spostato molte prestazioni in attività ambulatoriale o di Day Hospital o di Day Surgery ma esistono degli incarichi fissi come servizio di guardia o reperibilità per le urgenze che restano ineludibili e finiscono divise sempre per meno sanitari e la loro qualità di vita precipita. L’attività del medico di medicina generale in questi ultimi anni è legato a doppio filo con il progresso informatico , ma la condivisione dei programmi resta lontana e le linee sono spesso inadeguate al carico sempre crescente di flussi di dati da e per lo studio del professionista ed il tutto si tramuta per il paziente nell’attesa a guardare un medico che guarda un monitor, perchè la maggior parte dei processi avviene in remoto collegandosi ad altri computer centrali che devono dare le adeguate risposte. Il tempo è galantuomo perchè l’intimità del medico resta quella di un ragazzo di scuola che ha deciso per la sua vita di studiare e lottare per arrivare a curare il prossimo , di mettersi a contatto con la sofferenza ed il dolore fisico e psichico dello sconosciuto di turno o di far parte per la vita di una famiglia o di esserne il dentista di fiducia. Qualsiasi sia il ruolo medico per fortuna nella stragrande maggioranza dei casi la gente capisce ed apprezza ed i casi isolati di inadeguatezza alla professione feriscono la categoria subendo l’amplificazione dei media tipica dei tempi, ma non possono scalfire quello che resta alla fine un rapporto di fiducia far persone che può consumarsi in un incontro in corsia per un ricovero d’urgenza in una notte di guardia o in un rapporto di una vita con il proprio medico di fiducia. Mai come in questi momenti i medici hanno bisogno dell’apprezzamento e della riconoscenza dei pazienti, certo devono sapersela meritare ogni giorno, ma è sempre stata e sempre sarà la loro loro più grande motivazione e consolazione per resistere alle pressioni burocratiche economiche e legali che li assediano sempre più da vicino e cercano di condizionarli nel loro lavoro. Cari saluti a tutti *Presidente oMCeo Provincia di Venezia
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DECRETO SULL’APPROPIATEZZA: 208 PRESTAZIONI A RISCHIO UN PROGETTO CHE PARTE DA ROVIGO di francesco Noce*
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er limitare la prescrizione di esami e accertamenti diagnostici ritenuti inutili o quantomeno superflui, al fine di ottenere un risparmio all’ onere economico del Sistema Sanitario Nazionale, sono state individuate dal Ministero della Salute 208 prestazioni diagnostiche a rischio di inappropiatezza,i cui oneri economici, se non prescritte dal medico secondo le indicazioni contenute nel Decreto, saranno direttamente imputati al medico che le ha richieste. L’ intenzione dichiarata da parte del Ministro della Salute è quella di evitare il più possibile il peso economico di quella che viene definita come medicina difensiva che sarebbe attuata dai medici per una eventuale prova del loro operato in caso di contestazioni e denunce che risultano sempre più frequenti nei loro confronti. Se questa è l’ intenzione non si poteva scegliere un modo peggiore per porvi rimedio,dal momento che non farà altro che spostare il costo delle prestazioni dal SSN alle tasche dei pazienti piuttosto che a quelle dei medici . Infatti mentre la non richiesta delle prestazioni previste dal Decreto esporrà sempre più il Medico ad eventuali denunce (la colpa vale tanto nel fare quanto nel non fare), a nulla serviranno le giustificazioni di aver seguito le indicazioni ministeriali in caso di giudizio se non vengono modificate le attuali norme legislative sulla colpa professionale del medico. Nella situazione attuale è facile prevedere che i medici continueranno a prescrivere quegli accertamenti non su ricettario del SSN ma su ricettario personale, assicurandosi così la prova del loro operato, e lasciando ai pazienti la decisione se effettuare o meno l’ esame richiesto nel loro interesse, il cui costo, in questo caso, ricadrà direttamente su questi ultimi. Se l’obiettivo dichiarato non viene raggiunto viene sicuramente ottenuto l’effetto collaterale di porre ulteriori costi della sanità a carico dei pazienti. Non si poteva scegliere modo peggiore perché non si può spacciare l’ appropiatezza clinica come un atto amministrativo finalizzato a risparmi e basato su principi amministrativi attuati da burocrati ministeriali in rapporto ai costi delle prestazioni. Non si poteva scegliere un modo peggiore perché l’ appropiatezza clinica si fonda su basi scientifiche, sull’evidenza e sull’esperienza maturata, tenendo ben presente che che si curano persone e non malattie. Ogni medico, ma anche moltissimi cittadini possono testimoniare di come siano state individuate patologie emerse in conseguenza di accertamenti che secondo le disposizioni ministeriali non si sarebbero dovuti prescrivere. Una ulteriore considerazione: è utile avvantaggiarsi di tecnologie diagnostiche che il progresso scientifico mette a disposizione per rendere accurata una ipotesi diagnostica o si devono lasciar marcire nei sottoscala apparecchi costosi e sottoutilizzati? Ciò detto, mentre contestiamo la metodologia usata che rende ancor più difficoltoso e poco sereno l’operare del medico e può mettere a rischio la salute dei cittadini, ci rendiamo anche conto che eventuali sprechi vanno combattuti per rendere il sistema sanitario più efficiente e più equo. Riteniamo quindi indispensabile condividere sul piano scientifico-culturale le modalità di intervento a tal fine migliorando l’ assistenza sia dal lato sanitario che organizzativo. Un contributo che consideriamo praticabile parte dall’esperienza di un gruppo di medici di Rovigo sulla prescrizione di esami di laboratorio che utilizzarono alcuni anni or sono un programma informatico nato su iniziativa del Responsabile del laboratorio dell’ Ospedale cittadino con la collaborazione di alcuni medici di famiglia, basato sull’evidenza scientifica e sull’esperienza clinica, che alla fine della sperimentazione portò al risultato di una prescrizione di esami inferiore di circa il 20-30%. Il progetto si è ulteriormente sviluppato ed implementato, vi è un bord scientifico per la sua validazione ed è sempre aperto a considerazioni e ulteriori sviluppi in base alle conoscenze scientifiche e alle esperienze cliniche da parte di tutti i medici. Ovviamente riguarda per adesso solo l’aspetto delle prescrizioni diagnostiche di laboratorio, ma è un sistema per perseguire una certa appropiatezza non limitando la libertà e l’ autonomia professionale del medico e non togliendoli la dovuta serenità in una attività così difficile ma così importante per la salute dei cittadini.
*Presidente dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di rovigo
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la retinopatia diabetica
Causa un’alterazione dei vasi sanguigni in tutto il corpo, con una particolare predilezione per i vasi capillari
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l diabete è una malattia in cui il valore della glicemia (ossia la concentrazione nel sangue di uno zucchero chiamato glucosio) è superiore alla norma e necessita quotidianamente di essere ridotto con una dieta o speciali terapie. Queste si basano sull’uso di iniezioni di insulina o di sostanze, dette ipoglicemizzanti, in pastiglie. Il diabete causa un’alterazione dei vasi sanguigni in tutto il corpo, con una particolare predilezione per i vasi capillari, vale a dire i vasi più piccoli del nostro sistema arterioso. I vasi capillari sono importanti, in quanto portano il sangue ai tessuti scambiando con essi ossigeno e nutrimenti. Il danno che subiscono con il diabete è determinato dall’interazione fra i costituenti della loro parete e lo zucchero circolante in eccesso nel sangue. La retinopatia diabetica è perciò una manifestazione localizzata, oculare, della malattia diabetica. La retinopatia diabetica è la vasculopatia dei capillari retinici e si sviluppa attraverso varie fasi. Inizialmente nelle pareti dei capillari si creano delle zone di indebolimento, alternate a zone di ispessimento. Quando i vasi capillari hanno la parete indebolita possono dilatarsi localmente, formando dei microaneurismi, possono far trasudare la parte liquida del sangue formando un ispessimento della retina detto edema, oppure possono lasciare fuoriuscire delle sostanze grasse che si accumulano nella retina sotto forma di chiazze giallastre dette essudati duri. In altri casi possono rompersi causando emorragie nella retina o nel corpo vitreo, all’interno del globo oculare. La retinopatia diabetica può essere suddivisa
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in due tipi principali. 1 - Retinopatia diabetica non proliferativa: si verifica quando sono presenti perdite di sostanze dai capillari, anche sufficienti a causare edema maculare, piccole emorragie e zone di capillari occlusi. 2 - Retinopatia diabetica proliferativa: è caratterizzata nello stadio iniziale da occlusione dei capillari con macchie retiniche a fiocco di cotone. Nella fase proliferativa vera e propria i capillari anormali si sviluppano, stimolati dalla occlusione dei piccoli vasi retinici. A questo punto si possono verificare emorragie, anche gravi, per rottura dei capillari neoformati, e la formazione di tessuto fibroso che contraendosi può esercitare una trazione sulla retina fino a distaccarla. In questa fase può formarsi un’emorragia vitreale. ottico optometrista Barbara Micaglio ottica optometria Barbiero Via Montello 2 30033 Noale (Ve) - tel. 041-440485 - 041-440484 - e-mail: otticabarbiero@libero.it - www.otticheriunite.com
Cataratta e lenti Bifocali: Novità!
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onostante la cataratta abbia raggiunto ormai una nell’impiantare una lente nel sacco per correggere il potere maturità chirurgica e tecnologica, la ricerca prosegue del vecchio cristallino ed una lente nel solco con il solo potere sempre ed affianca novità che migliorano le prospet- bifocale. Le lenti istallate nel solco non contraggono aderentive visive del paziente. Le lenti intraoculari bifocali, ormai ze e quindi possono essere espiantate con estrema facilità. utilizzate da oltre 10 anni, hanno subito progressive mo- In sintesi al paziente vengono impiantati due cristallini, uno difiche al fine di migliorare la visione alla media distanza e nel sacco ed uno nel solco ( zona anatomica anteriore al di ridurre i possibili aloni notturni. Esistono diverse tecniche sacco) e quello nel solco (bifocale) può essere facilmente costruttive che permettono ad una lente di mettere a fuoco rimosso anche dopo un anno! Quindi negli interventi di contemporaneamente per lontano e per vicino, ma qualun- cataratta, non più un cristallino artificiale ma 1+1 di cui il que sia la caratteristica ottica, siamo sempre di fronte ad un secondo con la sola ottica bifocale. Con questa soluzione, compromesso. Il cristallino naturale ha la capacità di modi- che consideriamo una vera innovazione nel campo di questa ficare la propria forma e quindi chirurgia, abbiamo la possibilidi mettere a fuoco in relazione tà di proporre ad ogni paziente alla distanza dell’oggetto che Una nuova lente intraoculare un impianto bifocale con la viene fissato. Il cristallino articertezza di poterlo togliere ficiale invece non modifica la “Premium” ideata dal facilmente in caso di disturbi. propria forma ma mette a fuo- Dott. Camellin rivoluziona i risultati Dallo studio e dalla passione co contemporaneamente due dell’intervento di cataratta per questa chirurgia sono distanze, una per lontano ed state qui ideate una formula una per vicino. Molti pazienti si esclusiva per il calcolo della adattano benissimo a questa visione che comunque differi- lente intraoculare dopo chirurgia refrattiva (Camelli - Calossi sce da quella naturale, altri invece riferiscono aloni notturni 1998), un sistema di controllo digitale della posizione della e comunque una diminuita sensibilità in condizioni di bassa lente nella correzione degli astigmatismi (Camellin 2013) e luminosità. Purtroppo non esistono dei test che permettono recentemente la nuova piattaforma basata sulla doppia lendi capire a priori come si troverà il paziente con un impianto te intraoculare Camellens (Camellin 2015). L’intervento di multifocale ed a volte comunque è necessario qualche mese cataratta non va comunque mai banalizzato ma possiamo di adattamento. Pertanto ogni paziente a cui viene proposto dire che un altro passo avanti è stato fatto! questo impianto, è informato circa la possibilità di rimuoIl Dr. Massimo Camellin verlo in caso di disturbi. Il problema però è che sostituire una lente intraoculare nel sacco capsulare (contenitore del Dott. Massimo Camellin: cristallino naturale), è facile solo nei primi 15 giorni, dopo si Via Dunant, 10 - rovigo creano della aderenze che rendono l’intervento più indaginotel. 0425 411357 so. Sapendo però che un paziente potrebbe adattarsi ad una mail: segreteria@sekal.it lente bifocale nel giro di qualche mese, a volte si è in difficolweb: www.lasek.it tà nel consigliare un espianto. La soluzione nuova, consiste
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ormire o non dormire? Questo è il problema. Fa bene riposare lunghe ore oppure no? In media l’essere umano dorme dalle sei alle otto ore al giorno, che significa non vivere un terzo o un quarto della vita. Ma come si fa a non riposare? Prendiamo a esempio i vip. Soggetti a uno stress maggiore rispetto ai comuni mortali. Così dicono. Bah! I capi di Stato dormono assai poco. È risaputo. Margaret Thatcher dormiva solo 3-4 ore a notte, Winston Churchill riposava poco di notte ma poi dopo pranzo faceva sempre un pisolino di un’ora e mezza. Silvio Berlusconi dorme appena due ore (magari passa il resto della notte a fare altre cose…). Negli Stati Uniti è diverso. I presidenti non fanno le alzatacce. Barack Obama ha rispettato la tradizione di Bill Clinton. Non quella di frequentare le stagiste – che avete capito? – ma quella di non svegliarsi prima delle sei ore. IL PISOLINO DEI FENOMENI Chi dorme non piglia pesci. Mah, è solo un luogo comune. Non sempre infatti è così. Perché due geni come Albert Einstein e Leonardo da Vinci adoravano dormire a lungo. Non meno di dieci ore a notte. Dei contemporanei Bill Gates è uno di quelli che riposa di più, con minimo sette ore di sonno. Quindi si deduce che i geni per essere tali debbano dormire molto? Ecco pronta la smentita. Sapete quante ore dormiva Michelangelo Buonarroti? Quattro. E Thomas Edison? Ancora meno: tre ore di sonno e poi accendeva le sue idee luminose.
I DORMIGLIONI Ma torniamo ai figli di Morfeo. Niente sveglia all’alba neanche per Franz Kafka che non si alzava mai prima delle nove ore di sonno. Pure Marilyn Monroe dormiva almeno dieci ore. Mai come due dormiglioni doc del calibro di Valentino Rossi (12 ore a notte) e di Mariah Carey (addirittura 15). Pensate come è corta la giornata per questi eroi del nostro tempo. A proposito di eroi e di grandi condottieri. A Napoleone Bonaparte bastavano 4 ore di sonno per vederlo in grande spolvero. Ad Alessandro Magno addirittura tre. Ma lì c’era da combattere. E poi dormire dentro una tenda non è poi che sia il massimo. Chi dorme poco pensa molto. Soprattutto ai debiti. Ma c’è pure chi pensa ai soldi. Come il miliardario americano Donald Trump che dorme solo tre ore e passa il resto della giornata a contare i dollari. Questa è senza dubbio la migliore patologia per l’insonnia. O no? Gmflex - via del Commercio,12 località Borsea Rovigo tel.0425474954 - angolo via modena n°2 (ex autogamma) Mira (Ve) - tel 0414266455
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Sformatini al radicchio
Ingredienti per la pasta: 1 uovo - 1 etto di farina . Per il ripieno: 1 cipolla - 2 spicchi d’aglio - 4 cespi di radicchio - un pizzico di: origano, maggiorana, paprika, curry 100 g di parmigiano. Preparazione: preparare la sfoglia, tagliarla a quadrati di cm. 18x18. Sbollentarla in abbondante acqua salata e porla ad asciugare su una tovaglia.
Lavare il radicchio, tagliarlo a spicchi in verticale, lasciarlo scolare dall’acqua, quindi ungere una teglia con l’olio, porvi l’aglio tagliato a listarelle, le bacche di ginepro, e gli spicchi di radicchio, unire il sale, le spezie e un filo d’olio. Mettere in forno scoperto a temperatura medio alta per circa 40 minuti avendo cura di rigirare 2-3 volte. Quindi frullare. Procedere alla preparazione degli sformatini in questo modo: oliare lo stampino con un pennello, rivestire con il quadrato di sfoglia, sopra a questo stendervi la foglia di radicchio, dentro riempire con la purea di radicchio. Chiudere il fagottino. In una teglia bassa da forno porre gli sformatini, aggiungere acqua quanto basta per poterli scaldare a bagnomaria. Servire rovesciando il fagottino su una salsa di radicchio*. Servire ben caldo. * salsa di radicchio: frullare tre dei cespi di radicchio già cotti, aggiungere panna di soia quanto basta per ottenere una salsina cremosa.
Carmen Bellin Carmen Bellin, Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato “Metti una sera a cena” libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura.
Nota Nota: La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. C sta per cucchiaio – c sta per cucchiaino – g sta per grammo – kg sta per chilogrammo – L sta per litro – olio (quando non è specificato altro) sta per olio extra vergine di oliva – q.b. sta per quanto basta.
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