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miranese sud giu2019 n84

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Sport p.18

p.33

Salute p.27

GIUGNO 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.84

Cultura p.17

del Miranese Sud

Questa copia è certificata da

3 4 8 11 12

TERRITORIO

Artigianato, mancano i giovani

on-line: L’Europa resiste, ma deve cambiare Germana >direttore@givemotions.it < diUrbani Zabeo Samuele

Dal punto di vista politico, il dato più significativo non è la crescita del fronte sovranista, che si afferma in Italia, in Francia, in Polonia e Un… la convenienza del Cadore sotto casa … gheria, Repubblica Ceca e Slovacchia ma non Viale Sanremo, 42/d · eSpinea · Tel. 041 Il997018 sfonda in Olanda arretra(Ve) in Germania. dato più importante è rappresentato dal fatto che le due grandi famiglie politiche del continente, i popolari e i socialisti, non sono più gli arbitri del parlamento. Nel 2009 avevano ottenuto assieme 470 dei 766 seggi, nel 2014 erano scesi a 412 su 751, quest’anno per la prima volta con 332 europarlamentari sono lontani dalla maggioranza. Se gli euroscettici resteranno comunque all’opposizione, insomma, il futuro governo dell’Europa non potrà fare a meno di altri gruppi: i liberaldemocratici, ad esempio, oppure i verdi che sono i grandi vincitori di questa tornata grazie soprattutto al voto giovanile. Sapranno servizio a pag 10 dare quell’energia, quella forza innovativa di cui l’Europa ha disperatamente bisogno? Forse il messaggio che tanti elettori hanno mandato è proprio questo: crediamo ancora nell’Unione europea, ma vogliamo che cambi. Altrimenti la prossima volta guarderemo ancora più in là… E l’Italia? Una cosa è certa: siamo stati i campioni del voto euroscettico, Salvini e Marine Le Pen sono le star della destra radicale, ma rischiamo ora una dolorosa emarginazione. Perché in Europa stare nella famiglia politica giusta conta, eccome. Lo ha spiegato bene il premier ungherese Orban a Salvini, rifiutandosi dopo tanti comizi insieme di unire le forze in un unico gruppo. Così quella della Lega rischia di essere una vittoria di Pirro: primi, ma fuori dei giochi e guardati di traverso. La lettera con cui la Commissione europea ha richiamato l’Italia al rispetto degli impegni presi sui conti pubblici è il primo segnale che la tregua elettorale è finita. Speriamo di non dover pagare un prezzo troppo alto.

Martina Vesnaver è il nuovo sindaco di Spinea Al ballottaggio il centrodestra ha prevalso con 56 voti in più, in percentuale il 50,25% contro il 49,75% di Emanuele Ditadi, che rappresentava il centrosinistra

MIRANO

Una app per contrastare il bullismo MIRANO

Pedibus è stato un successo, coivolti 130 bambini SPINEA

Tante feste per vivacizzare l’estate SANTA MARIA DI SALA

Arpav, dati pessimi per la qualità dell’aria

I nostri ricordi e gli avvenimenti più importanti li trovi sulla fotogallery sulla piazzaweb

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C

he non sarebbero state elezioni come tutte le altre si sapeva, e non solo per via della Brexit. Che il “fronte europeista” avrebbe retto molti lo davano per probabile, ma senza grandi entusiasmi. Alla fine il voto non ha prodotto terremoti: ha indicato però chiaramente che stiamo vivendo un cambio di stagione, e non soltanto in Italia. segue a pag 3

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TERRITORIO

Artigianato, mancano i giovani

on-line: L’Europa resiste, ma deve cambiare Germana >direttore@givemotions.it < diUrbani Zabeo Samuele

Dal punto di vista politico, il dato più significativo non è la crescita del fronte sovranista, che si afferma in Italia, in Francia, in Polonia e Un… la convenienza del Cadore sotto casa … gheria, Repubblica Ceca e Slovacchia ma non Viale Sanremo, 42/d · eSpinea · Tel. 041 Il997018 sfonda in Olanda arretra(Ve) in Germania. dato più importante è rappresentato dal fatto che le due grandi famiglie politiche del continente, i popolari e i socialisti, non sono più gli arbitri del parlamento. Nel 2009 avevano ottenuto assieme 470 dei 766 seggi, nel 2014 erano scesi a 412 su 751, quest’anno per la prima volta con 332 europarlamentari sono lontani dalla maggioranza. Se gli euroscettici resteranno comunque all’opposizione, insomma, il futuro governo dell’Europa non potrà fare a meno di altri gruppi: i liberaldemocratici, ad esempio, oppure i verdi che sono i grandi vincitori di questa tornata grazie soprattutto al voto giovanile. Sapranno servizio a pag 10 dare quell’energia, quella forza innovativa di cui l’Europa ha disperatamente bisogno? Forse il messaggio che tanti elettori hanno mandato è proprio questo: crediamo ancora nell’Unione europea, ma vogliamo che cambi. Altrimenti la prossima volta guarderemo ancora più in là… E l’Italia? Una cosa è certa: siamo stati i campioni del voto euroscettico, Salvini e Marine Le Pen sono le star della destra radicale, ma rischiamo ora una dolorosa emarginazione. Perché in Europa stare nella famiglia politica giusta conta, eccome. Lo ha spiegato bene il premier ungherese Orban a Salvini, rifiutandosi dopo tanti comizi insieme di unire le forze in un unico gruppo. Così quella della Lega rischia di essere una vittoria di Pirro: primi, ma fuori dei giochi e guardati di traverso. La lettera con cui la Commissione europea ha richiamato l’Italia al rispetto degli impegni presi sui conti pubblici è il primo segnale che la tregua elettorale è finita. Speriamo di non dover pagare un prezzo troppo alto.

Martina Vesnaver è il nuovo sindaco di Spinea Al ballottaggio il centrodestra ha prevalso con 56 voti in più, in percentuale il 50,25% contro il 49,75% di Emanuele Ditadi, che rappresentava il centrosinistra

MIRANO

Una app per contrastare il bullismo MIRANO

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MACULOPATIA cos’è e come riconoscerla

Per degenerazione maculare si intende un’alterazione e una perdita della funzionalità della parte centrale della retina (chiamata “macula”) dovuta alla progressiva morte delle cellule fotorecettori (in questo caso coni retinici). Cosa succede? La degenerazione maculare è causa di irreversibile riduzione della funzione visiva, con perdita della visione centrale. Anche nei casi più gravi non provoca una cecità totale ma si sviluppa una macchia (scotoma) nel punto di fissazione, restando funzionale la visione periferica. La forma secca o atrofica (85-90% dei casi) è caratterizzata da un assottigliamento progressivo della retina centrale, che risulta scarsamente nutrita dai capillari e si atrofizza, la più grave e a più rapida evoluzione, è detta umida o essudativa (10-15% dei casi) ed è complicata dalla formazione di nuovi capillari con una parete molto fragile. L’impatto può essere fortemente invalidante sul piano psicologico e sulle autonomie della persona. Come si vede con la Degenerazione Maculare? I primi sintomi si evidenziano nella distorsione delle immagini al centro del campo visivo (punto di sguardo), minor brillantezza dei colori percepiti e difficoltà nella visione di piccoli dettagli e nella lettura da vicino. L’area centrale di non visione, detta scotoma, può

essere percepita come assenza di visione o come una macchia. Spesso la fissazione centrale viene compromessa, dovendo ricorrere ad un punto di osservazione periferico della retina, con minore dettaglio e difficoltà a stabilizzare l’immagine.

Cosa fare? Fondamentale è la diagnosi precoce della Degenerazione Maculare Senile osservando i primi sintomi: eventuali distorsioni delle immagini e offuscamenti delle zone centrali. Dopo i 50 anni è importante sottoporsi periodicamente a un controllo medico oculistico per l’esame del fondo oculare ed eventuali accertamenti per una diagnosi precisa.

In Italia la forma umida (essudativa) può essere trattata con le iniezioni intravitreali che bloccano o rallentano l’avanzare della malattia, attraverso il Sistema Sanitario Nazionale, o con terapia fotodinamica, attuata mediante un tipo particolare di laser. Si raccomanda l’intervento precoce e tempestivo per chi ha un residuo visivo maggiore di 2/10 e Chi colpisce? la compensazione tramite apposite lenti che La degenerazione maculare legata all’età (AMD o stabilizzano la fissazione eccentrica. DMLE) è attualmente considerata la prima causa Noi di Ottica Veneta possiamo fornirti tutto di cecità nei Paesi di maggior benessere e la terza il supporto e gli ausili per riconoscere e in assoluto. contrastare questa patologia. L’incidenza dell’AMD è rara prima dei 55 anni, ma Uno stile di vita attivo ed all’aria aperta, significativa dopo i 75 anni. In Italia, si calcola che proteggendosi dai raggi solari, assieme ad una siano affette da AMD circa un milione di persone (tra corretta alimentazione ricca di antiossidanti diagnosticate e non), quota destinata a crescere possono aiutare a rallentare e in certi casi in ragione dell’invecchiamento demografico prevenire lo sviluppo dell’AMD. mondiale. La forma più grave della malattia, detta ‘umida’, è meno frequente e con più rapida Siamo associati con evoluzione. È dimostrata la familiarità genetica della malattia ma anche la forte correlazioni con gli stili di vita, alimentazione, fumo e alcool, sedentarietà, esposizione eccessiva ai raggi solari.

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Facciamo. il punto

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Artigianato, mancano i giovani Meno del 4 % delle

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Dal punto di vista politico, il dato più significativo non è la crescita del fronte sovranista, che si afferma in Italia, in Francia, in Polonia e Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia ma non sfonda in Olanda e arretra in Germania. Il dato più importante è rappresentato dal fatto che le due grandi famiglie politiche del continente, i popolari e i socialisti, non sono più gli arbitri del parlamento. Nel 2009 avevano ottenuto assieme 470 dei 766 seggi, nel 2014 erano scesi a 412 su 751, quest’anno per la prima volta con 332 europarlamentari sono lontani dalla maggioranza. Se gli euroscettici resteranno comunque all’opposizione, insomma, il futuro governo dell’Europa non potrà fare a meno di altri gruppi: i liberaldemocratici, ad esempio, oppure i verdi che sono i grandi vincitori di questa tornata grazie soprattutto al voto giovanile. Sapranno dare quell’energia, quella forza innovativa di cui l’Europa ha disperatamente bisogno? Forse il messaggio che tanti elettori hanno mandato è proprio questo: crediamo ancora nell’Unione europea, ma vogliamo che cambi. Altrimenti la prossima volta guarderemo ancora più in là… E l’Italia? Una cosa è certa: siamo stati i campioni del voto euroscettico, Salvini e Marine Le Pen sono le star della destra radicale, ma rischiamo ora una dolorosa emarginazione. Perché in Europa stare nella famiglia politica giusta conta, eccome. Lo ha spiegato bene il premier ungherese Orban a Salvini, rifiutandosi dopo tanti comizi insieme di unire le forze in un unico gruppo. Così quella della Lega rischia di essere una vittoria di Pirro: primi, ma fuori dei giochi e guardati di traverso. La lettera con cui la Commissione europea ha richiamato l’Italia al rispetto degli impegni presi sui conti pubblici è il primo segnale che la tregua elettorale è finita. Speriamo di non dover pagare un prezzo troppo alto.

na volta che le saracinesche delle attività oggi nelle mani di artigiane e artigiani vicini alla pensione scenderanno per l’ultima volta, che ne sarà dei loro mestieri? Già oggi gli imprenditori delle nostre zone faticano a trovare tra i giovani un carpentiere, un fornaio, una sarta. Come faremo tra qualche anno se non ci sarà nessuno a cui passare il testimone?”. A lanciare il nuovo allarme è Andrea Dal Corso, funzionario sindacale dell’Associazione Artigiani Piccole Imprese e Professioni del Miranese. “Basti pensare - continua - che al 2018 quasi la metà delle imprese artigiane presenti nel Miranese è riconducibile ad imprenditori tra i 50 e i 69 anni (il 48,24 % di 4.198 aziende). Neanche il 4 % vede al timone giovani con meno di 30 anni. Ragazzi coraggiosi, che con passione ci provano, ma che per una serie di motivi spesso sono costretti a rinunciare: dal 2015 all’anno scorso la perdita di attività guidate da ragazzi tra i 18 e i 29 anni ha sfiorato quota 17 % ed è andato in fumo il 15 % di attività gestite da donne e uomini tra i 30 e i 49 anni mentre resistono, e anzi aumentano, quelle nelle mani di ultra 50enni. È necessario che le nuove generazioni riscoprano l’artigianato, un mondo ormai lontano dai vecchi stereotipi, continuamente in cerca di forza lavoro competente, ma ai loro occhi purtroppo poco appetibile”. Con questo obiettivo anche per quest’anno scolastico l’Associazione ha promosso nelle scuole medie dei 7 comuni il concorso “Conoscere l’Artigianato: sporchiamoci Malcontenta (Ve) le mani”, che ha coinvolto oltre 1.300 alunni iscritti alle classi terze di 12 istituti comprensivi. “Abbiamo voluto rinnovare il Germana Urbani >direttore@givemotions.it< 339 548 20 67 nostro impegno tra i banchi di scuola - racconta il fabbro Luigi he non sarebbero state elezioni come tutte ildipintore@gmail.com le Cervesato - immaginando di piantare un seme con l’auspicio altre si sapeva, e non solo per via della Brexit. DimitriSantinelloVenezia che se ne possano presto raccogliere i frutti. Quello dell’artiChe il “fronte europeista” avrebbe retto molti lo gianato è un patrimonio di saperi e conoscenze preziosissimo, #dimitrisantellovenezia davano per probabile, ma senza grandi entusiache non possiamo permetterci di perdere. Ai giovani dico: non smi. Filippo De Gaspari l’abbandonate”. Alla fine il voto non ha prodotto terremoti: ha indicato però chiaramente che stiamo vivendo un cambio di stagione, e non soltanto in Italia. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Direzione, Amministrazione seguee a pag 3 Redazione:

imprese è diretto da under 30

DIMITRI SANTELLO Artigiano Dipintore

L’Europa resiste, ma deve cambiare

C

del Miranese Sud

recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Mirano, Spinea e Santa Maria di Sala per un numero complessivo di 17.157 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

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Chiuso in redazione il 7 giugno 2019


4

Mirano

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Una app della Polizia contro illegalità e bullismo La lezione delle forze dell’ordine, con la presenza del vice questore Enrico Aragona, ha coinvolto 120 studenti tra i 16 e i 18 anni

B

attesimo nel Miranese di You Pol, la app della Polizia che offre ai ragazzi la possibilità di denunciare situazioni di illegalità con lo smartphone. Comune, Questura di Venezia e Sert hanno lanciato l’iniziativa all’Engim dell’istituto Costantino di Mirano, primo dell’ex Ulss 13 a diffondere la app tra i propri studenti per contrastare bullismo e spaccio di droga. Ai ragazzi la sfida lanciata dal vice questore Enrico Aragona è “distinguetevi, non siate passivi, non subite”. Effettivamente la app dà loro la possibilità, anche in maniera anonima, di essere protagonisti della loro vita e di fare la loro parte per contribuire a creare quella sicurezza partecipata che secondo istituzioni e forze dell’ordine è fondamentale per tutelare i più deboli. Il telefonino diventa

strumento per segnalare violenze e spaccio tra i muri di scuola o nella cerchia degli amici, senza temere ritorsioni. L’obiettivo non è creare studenti spioni, ma responsabilizzare i giovani a non voltarsi dall’altra parte. Sono stati 120 studenti, tra i 16 e i 18 anni i primi destinatari della lezione del dirigente della Polizia di Stato, che ha coinvolto anche Sert, Comune ed educatori di strada. “È il primo intervento - ha detto l’assessore al Sociale di Mirano Gabriele Petrolito - per promuovere la cultura della legalità e della responsabilità verso sé stessi e gli altri, smuovendo il clima culturale inquinato che fa percepire come accettabile l’uso di stupefacenti e alcool e la violazione delle regole della vita sociale”. Per Massimiliano Cacco, dirigente dell’Engim: “Oggi ai

giovani non bastano conoscenze tecniche e professionali, dobbiamo aiutarli nel percorso di crescita per diventare cittadini consapevoli di diritti e doveri, in grado di assumersi le proprie responsabilità”. “Per noi - ha detto Aragona - è importante entrare in rapporto diretto con gli attori che interagiscono nel territorio per potere conoscere tutti gli aspetti della realtà so-

ciale e promuovere la sicurezza partecipata coinvolgendo tutti”. Dai ragazzi, commenti positivi: “Non è stata la solita lezione hanno detto - abbiamo capito quanto è importante essere noi stessi, e non schiavi delle masse. Le istituzioni sono molto più vicine di quello che pensavamo e si occupano di noi giovani. Questo ci dà sicurezza”. Filippo De Gapari

Alla scoperta delle giostre di un tempo

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l fascino della giostre in gita: viaggio speciale per i bambini della primaria Manzoni di Ballò, che hanno potuto vivere grazie a un gruppo di residenti della frazione miranese una giornata di scoperta dei luna park di ieri e di oggi al museo della giostra di Bergantino, in provincia di Rovigo. Un rapporto, quello di Mirano con Bergantino, nato in occasione dell’ultimo Zogo de l’Oca de Miran, che ci ha dedicato una mostra collaterale. E proprio dalle iniziative della Pro Loco e dal fortunato “I zoghi de quando gerimo putei”, che anima ogni anno le frazioni miranesi proponendo i giochi di una volta, è nata l’idea di questo gruppo di famiglie di Ballò, che da tempo lavorano per mantenere viva la frazione e in particolare la sua scuola, indispensabile per garantire un futuro di vivacità al paese, altrimenti condannato all’isolamento: hanno proposto l’iniziativa alla dirigente scolastica, che ha accettato di buon grado e così i bambini hanno potuto scoprire come nasce una giostra e com’erano le prime attrazioni, fino ai più moderni luna park. (F.D.G.)

Un secolo per il don Orione di Campocroce

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l don Orione di Campocroce compie 100 anni e festeggia con i sacerdoti e gli studenti che per generazioni hanno animato lo spazio intitolato a Marco Soranzo. Festa grande con circa 150 allievi, una ventina di sacerdoti e la sindaca Maria Rosa Pavanello, oltre agli ospiti del “Seminario della vita” inaugurato 10 anni fa: la celebrazione nella storica casa della congregazione è stata presieduta lo scorso mese da don Tarcisio Vieira, superiore generale. Assieme a lui hanno portato il saluto della famiglia Orionina Mauro Sala e Gianni De Vivo, presidente centrale e territoriale degli ex allievi, Armanda Sano, responsabile del Movimento Laicale Orionino in Italia e don Giovanni Carollo, consigliere della Provincia religiosa Madre della Divina Provvidenza. Durante l’incontro di rievocazione del centenario, don Flavio Peloso, superiore generale emerito ed ex allievo, ha presentato il libro “Istituto Marco Soranzo. Don Orione nel Veneto”, che racconta vicende, sentimenti e foto della lunga storia di questa casa, con testimonianze dirette di alcuni allievi. Alle origini della casa di Campocroce ci fu la collaborazione di quattro santi: don Luigi Orione, il venerabile don Carlo Sterpi, il servo di Dio Pietro La Fontaine, patriarca di Venezia, e il conte Marco Soranzo. Aperta nel 1919, la villa ospitò dapprima orfani provenienti dal terremoto della Marsica, poi trasformata in un piccolo seminario per ragazzi. Dalla casa di Campocroce mossero i primi passi circa 120 religiosi, fino agli anni Novanta, quando lasciò il posto a una comunità terapeutica (1997-2004), all’Orione Musical Group con attività di spettacolo e volontariato e al seminario della vita che, dal 2008, accoglie mamme e bimbi in difficoltà. (F.D.G.)


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Mirano

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Ambiente Il Comune cerca di mediare dopo la protesta di 300 cittadini che vogliono l’ingrandimento del polmone verde

Ampliamento del Bosco del Parauro, il Mariutto congela la vendita del terreno L

’ente Mariutto “congela” se la vendita dei terreni, aprenla vendita del terreno dove do così la strada all’acquisizione alcune associazioni ambientali- pubblica e all’ampliamento del ste e diversi gruppi di cittadini bosco, già previsto dagli struvorrebbero ampliare il Bosco del menti urbanistici, non ultimo il Parauro: il Comune annuncia di Pat recentemente adottato. In aver avviato subito le trattative realtà il Comune ha anche ribaper stabilire un percorso condi- dito l’impossibilità di acquistare viso che ne eviti l’alienazione e il terreno in proprio, anche in porti all’acquisizione, che però caso di ribasso della base d’anon sarà facile, né immediata. sta, perchè impegnato finanziaStrada spianata per il progetto riamente in progetti più urgenti di espansione dell’area verde come l’adeguamento antisismidunque, anche se i tempi non co delle scuole. Ma l’idea è quella saranno brevi e i modi tutti da di avviare comunque un percorinventare. Il percorso insomma so per individuare un fronte coè tracciato, anche se appare in mune di soggetti, che si facciano salita: la novità della sospensicarico di realizzare il progetto e va è stata anticipata durante il una possibile forma per acquiconfronto, davanti sire il terreno. Una a circa 90 persone, strada, ad esempio, L’asta per la tra le associaziopotrebbe essere ni promotrici del vendita dei 12 quella del finanprogetto di ampliaziamento collettivo ettari che mento del bosco (crowdfunding). hanno un (Italia Nostra, LeLe associazioni ingambiente, WWF e tanto perorano la valore di Valore Ambiente) causa, ricordando 780mila euro, l’importante fune gli enti territoriali interessati, dopo zione del Bosco è andata che quasi 300 cittadel Parauro per il deserta dini erano scesi in miglioramento delstrada per chiedela qualità dell’aria, re di allargare il polmone verde con l’abbattimento delle polveri di Mirano. A dare l’annuncio è sottili e di anidride carbonica, stato il presidente del Mariut- per la regimazione idraulica, per to Paolo Zanardi, che prima ha la salvaguardia di flora e fauufficializzato lo stop alla proce- na, fornendo così un contribudura di vendita dei 12 ettari di to concreto al miglioramento proprietà a nord dell’ospedale di ambientale del territorio. “Per Mirano, la cui asta è già anda- contrastare il cambiamento clita deserta e che attualmente ha matico e l’inquinamento - ribaun valore di 780mila euro e poi discono i rappresentanti delle 4 ha fatto approvare in consiglio associazioni - sono sempre più di amministrazione la delibera richiesti atti concreti. L’ampliache sospende le procedure di mento del bosco è un atto convendita dei cespiti fino al 2 setcreto che vede una grande adetembre. Non è molto. Il Comune sione dei cittadini. Ci siamo resi nel frattempo aveva intrapreso disponibili a dare il loro contrile trattative con il Mariutto per buto per la realizzazione della Filippo De Gaspari stabilire un percorso che evitasproposta”.

Centri di accoglienza per migranti, scatta lo sciopero dei lavoratori de “Il Villaggio Globale”

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avoratori de “Il Villaggio Globale” in sciopero, stato di agitazione nella cooperativa sociale che gestisce i centri di accoglienza per migranti sul territorio, tra cui, i Cas-Centri di accoglienza straordinaria e gli Sprar-Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Da tre mesi chi si occupa dei servizi connessi all’accoglienza degli stranieri è senza stipendio e il 6 maggio la protesta è sfociata in uno sciopero, con presidio davanti alla sede della cooperativa in via Marconi, che proseguirà a oltranza, mettendo così a rischio tutto il sistema di accoglienza territoriale. A proclamare lo sciopero è stata la sigla USB Lavoro Privato Veneto, che si schiera a fianco di una quarantina di lavoratori senza stipendio e che nelle scorse settimane ha

incontrato i rappresentanti di alcuni dei comuni committenti e delle Prefetture di Padova e Venezia che organizzano i Cas. “Per tutti questi lavoratori - spiega il delegato Gino Bortolozzo - che hanno figli, asilo, mutuo e tasse da pagare, il mancato stipendio significa il venir meno di una condizione materiale”. A detta del sindacato, la direzione aziendale ha negato un tavolo di confronto con i dipendenti su alcuni punti fondamentali. “Non solo il mancato pagamento degli stipendi - spiegano i delegati - mancano risposte anche su un piano di ricollocazione dei dipendenti alla luce dei tagli del Decreto sicurezza: a oggi i lavoratori sono all’oscuro del piano aziendale e hanno solo subito F.D.G. il mancato ricevimento dei salari”.


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Mirano

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Sbarca a Mirano “Foodracers”, il cibo a domicilio

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Arriva in paese dopo Mestre, Mogliano e San Donà. Hanno aderito otto ristoranti del territorio comunale

Foodracers è una realtà che ha stretto accordi con società di livello nazionale ed estero

di 600mila euro e l’ingresso di nuovi soci al 10 per cento, portando la valutazione della società a 6 milioni di euro in meno di 3 anni e già grandi catene come Roadhouse Grill, Old Wild West o Grom hanno stretto con la società rapporti di collaborazione a livello nazionale. Mirano è il 14mo comune veneto dove viene esteso il servizio, scelto per il bacino di utenza e la richiesta dei cittadini.

AZIENDA AGRICOLA SANT’ILARIO: COLTIVIAMO RISPETTANDO LA NATURA

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Il progetto Operation Impollinator per la salvaguardia della biodiversità Sant’Ilario ha adottato una soluzione praticabile: laddove, da custodi della natura, le aziende agricole sono diventate le principali imputate dell’inquinamento degli habitat degli impollinatori, la nostra sfida resta nutrire tutta la popolazione mondiale prestando massima attenzione alla qualità dei prodotti agricoli e al rispetto della Natura.

comuni e selvatiche, bombi, farfalle mediante la selezione e la semina del mix di sementi idoneo a garantire il loro nutrimento; • i fiori da sementi selezionate che crescono ai Bordi del campo e in zone marginali offrono nutrimento agli impollinatori e, aumentando la popolazione e l’attività della fauna nel terreno, contrastano anche la desertificazione del suolo.

Come funziona il progetto Operation Impollinator • garantisce la Tutela degli habitat di api

• Tutela del paesaggio La gestione mirata dei margini del campo lungo le

capezzagne contribuisce allo sviluppo di un sistema agricolo rispettoso ed equilibrato, ottenendo anche un miglioramento del paesaggio. Le stradine dal bordo fiorito diventano così la firma dell’impegno ambientale di Sant’Ilario regalando a tutti la bellezza dei colori. • Tutela dell’acqua e dell’aria Operation Impollinator tutela anche i corsi d’acqua e il suolo e, attraverso la creazione di nuove aree verdi, contribuisce anche a sottrarre CO2 all’atmosfera.

Informazione pubbliredazionale a cura di AZ. AGR. SANT’ILARIO

BIO è Logico

Ridu zi CO2 one

Progetto Operation Impollinator

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el 1962 la biologa Rachel Carson metteva al bando i prodotti delle grandi multinazionali americane, denunciando nel suo libro “Primavera silenziosa”: “la distruzione diretta di insetti, uccelli mammiferi e altre forme di vita selvatica per mezzo degli insetticidi chimici cosparsi [...] sul suolo”. L’Azienda Agricola Sant’Ilario ha fatto propria la lezione preparandosi ad affrontare la sfida per preservare la biodiversità: dalla parte degli uomini e della Natura.

Filippo De Gaspari

al 1.maggio sono riprese le aperture domenicali e festive del Castelletto e delle grotte del Belvedere, all’interno del parco comunale. La suggestiva struttura architettonica sarà aperta al pubblico fino a ottobre: domenica e festivi dalle ore 16 alle 18 senza prenotazione, negli altri giorni solo gruppi scolastici e turistici previa prenotazione allo 041.5798475. In caso di pioggia non si effettuerà l’apertura. Sono consentite solo visite guidate. La visita dura circa 35 minuti e per la discesa nelle grotte è richiesta la calzatura di idonee scarpe nonché del caschetto che verrà fornito dal personale di accompagnamento. Ingresso 3 euro adulti, 2 bambini sotto i 10 anni. Il complesso architettonico fu voluto da Vincenzo Paolo Barzizza che aveva sposato l’ultima erede della nobile famiglia degli Erizzo con lo scopo di creare un luogo appartato e privilegiato ove raccogliersi in se stesso, o in compagnia di amici intellettuali con i quali amava sovente intrattenersi. (F.D.G.)

Difesa delle acque

la zona di consegna sul sito foodracers.com o dall’app, si può scegliere dal menu online dei ristoranti serviti ed effettuare l’ordine, tramite smartphone, tablet o pc. L’ordine viene notificato all’istante ai “racers” in quel momento disponibili: si tratta di addetti alle consegne, che operano in bici, scooter o auto a seconda della zona e che mettono a disposizione il loro tempo libero senza vincoli di orario o reperibilità, nella piena logica della “sharing economy”. Il vantaggio, per loro, è il costo di consegna in base alla distanza, che parte da un minimo di 2,50 euro e viene trattenuto direttamente dal racer. In soli 3 anni, Foodracers è diventata una realtà solida e strutturata tanto che nel corso del 2018 ha chiuso con un aumento di capitale

pa V es alo ag re gi sti co

P

ranzi e cene a domicilio anche a Mirano, in città sbarca “Foodracers”, la nuova frontiera del food delivery, il cibo su spedizione. La startup, con oltre 300mila ordini consegnati in 3 anni, è già attiva in 37 città italiane, 13 in Veneto e dopo Mestre, Mogliano e San Donà, approda ora a Mirano: sono già 8 i ristoranti miranesi dai quali, si può ordinare: ristorante Le Moeche, Pizza Flash, gastronomia Gallo, gelateria Calle Ghirardi, pizzeria “C’era una volta”, Humi Sushi, gelateria Chocolat e bowling Iguazù. Dai primi piatti alla carne alla griglia, dalla pizza ai club sandwich, passando per la cucina giapponese e il gelato: ai primi locali convenzionati se ne aggiungeranno presto altri. Funziona così: una volta selezionata

Castelletto, aperture domenicali

Sant’Ilario: lavora per nutrire la popolazione mondiale in crescita, proteggendo la Terra, la Natura, gli Habitat e le Specie stenibile

so Agricoltura


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Mirano

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Scuole Coinvolti capoluogo e frazioni

Pedibus, è stato un successo, hanno partecipato 130 bambini e 39 volontari viviamo, inteso come luogo di relazioni e di comunità. Con il progetto Pedibus i bambini hanno l’opportunità di orientarsi nella viabilità e di conoscere l’ambiente e i suoi valori paesaggistici. Andare a scuola a piedi in compagnia, inoltre, è una ginnastica a costo zero che migliora l’umore e aiuta i bambini a socializzare meglio e a crescere in modo più autonomo. In più, riducendo l’impiego di automobili, il progetto aiuta l’ambiente”.

A Mirano è ripartito il Pedibus, l’allegra carovana che copre i tragitti casascuola, inquadrata nel progetto “Sicuri a scuola e a piedi” L’iniziativa, sviluppata dal Comune di Mirano in collaborazione con Legambiente e la dirigenza degli istituti comprensivi miranesi, prevede che gli alunni delle scuole primarie, partendo da un punto comune di ritrovo, coprano a piedi e in sicurezza il percorso fino a scuola, camminando in gruppo accompagnati da adulti volontari (almeno due per gruppo). Per ogni gruppo c’è un adulto referente che, attraverso una chat di WhatsApp, gestisce i turni dei volontari. Il servizio è attivo per le scuole “Dante Alighieri” (due itinerari), “Petrarca”, “Azzolini” nel capoluogo, “Alfieri” a Zianigo e “Manzoni” a Ballò. Ogni percorso è stato deciso in accordo con i genitori e verificato dalla polizia locale. Attualmente usufruiscono del servizio 130 bambini, accompagnati da 39 volontari, ma l’obiettivo all’inizio del prossimo anno scolastico è quello di allargare ulteriormente l’iniziativa. Oltre ai bambini, anche gli adulti possono dare la propria disponibilità ad accompagnare i gruppi. Può diventare accompagnatore chiunque voglia mettersi a disposizione della comunità, non solo genitori o parenti degli alunni. Per aderire, è sufficiente compilare i moduli disponibili sul sito web del Comune, o rivolgersi all’Ufficio Pubblica Istruzione in barchessa di Villa 25 Aprile, telefono 0415798475/484. Durante il percorso i bambini sono coperti dall’assicurazione scolastica, mentre per gli adulti è prevista un’apposita copertura assicurativa stipulata dal Comune. “Va sottolineata – spiega l’assessora alla scuola Anna Gnata – la forte valenza educativa del progetto, che stimola la riappropriazione della città da parte di bambini e bambine, attraverso la conoscenza dell’ambiente nel quale

Filippo De Gaspari

Piscine Riviera Nuoto Dolo sono aperte le iscrizioni ai CENTRI

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Istituto Boschello, crescono nuovi talenti musicali Grande soddisfazione per l’istituto musicale BoschelloFancelli, le cui classi continuano a primeggiare in numerosi concorsi italiani. Già nutrito di importanti successi internazionali, europei e nazionali, il palmares del maestro Alessio Somovigo, docente di chitarra classica, ha riportato anche quest’anno nuovi importanti riconoscimenti: i suoi allievi Andrea Trevisan (8 anni) e Matilde De Lorenzi (9 anni), entrambi di Mirano, Marco Perniola (10 anni) di Lissaro di Mestrino e Pietro Gioso (12 anni) di Villafranca Padovana: Andrea è stato primo classificato in assoluto con altri tre titoli da prima classificata per Matilde, un primo assoluto e due primi classificato per Marco e titoli di secondo classificato (con menzione) per Pietro. I concorsi si sono svolti in Veneto con l’Internazionale di Occhiobello, il “Città di Belluno”, il “Musica Insieme” di Musile di Piave, l’Internazionale di Villorba, il Nazionale di Piove di Sacco ed il “Città di Bardolino”. Poi in Toscana al rinomato concorso chitarristico nazionale “Rospigliosi” di Lamporecchio e a giugno in Friuli con l’Internazionale di Povoletto. Le giurie, composte da docenti di conservatorio, concertisti, direttori d’orchestra e nomi illustri del panorama musicale, hanno premiato il grande lavoro svolto. Per quanto riguarda gli altri risultati in altri strumenti: primo posto per Natalye Barrera al concorso Pianistico di Piazzola sul Brenta, 2. e 3. classificata Vittoria Artusi al concorso “Città di Belluno”, rispettivamente in canto moderno e pianoforte e un altro 2. posto a Piazzola sul Brenta. Secondo classificato con menzione artistica speciale per Matteo Dolcetti, al “Città di Belluno” nella categoria cantautori e seconda anche la violinista Eleonora Cavagnis al Nazionale di Piove di Sacco. (F.D.G.)


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Spinea

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Spinea, Martina Vesnaver è il nuovo sindaco Al ballottaggio la candidata del centrodestra ha prevalso con 56 voti in più, in percentuale il 50,25% contro il 49,75% di Emanuele Ditadi, vicesindaco della giunta Checchin che correva con il centrosinistra

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opo 10 anni di centrosinistra, cambio di maggioranza in Comune. Martina Vesnaver è il nuovo sindaco di Spinea. A confermare la sua vittoria, nel secondo turno, sono bastati 56 voti, in percentuale il 50,25 contro il 49,75% di Emanuele Ditadi. La vittoria del centro destra ha riconfermato il risultato di preferenze del ballottaggio. Al primo turno i votanti sono stati 15.021 (68,13%) al secondo molti si sono astenuti e hanno votato 10.864 (il 49,27%) quindi meno del 50 per cento. Sei le liste che hanno sostenuto la Vesnaver: “SiAmo Spinea”, “Lega Salvini”, “Lista Tessari”, “Forza Italia”, “Fratelli d’Italia” e “Progetto civico Spinea”. “La politica deve tornare a tutti i cittadini – queste le prime parole da sindaco di Marina Vesnaver – dobbiamo riappassionare i giovani. C’è tanto da lavorare, anche per chi non avrà ruoli. Sarò il sindaco di tutti ”. Vesnaver ha 46 anni, ed è nata a Mestre. E’ lau-

reata in Architettura e Urbanistica ed esercita la libera professione in uno studio a Pianiga. Sposata e mamma di due figli di 8 e 13 anni, è impegnata con le associazioni e le iniziative promosse nelle realtà parrocchiali; tra le molte l’esperienza con gli scout ed il sostegno ad attività sanitarie in Burkina Faso, di aiuto ai centri di rieducazione nutrizionale (Cren) ed alle adozioni a distanza. Nel ballottaggio Emanuele Ditadi aveva sei liste nella coalizione: “Noi Spinea 2030”, “E’ tempo”, “Impegno e Solidarietà”, Pd, “Spine@ con Ditadi sindaco” e, dopo l’uscita al primo turno, si è aggiunto il sostegno di Massimo De Pieri (candidato sindaco con la sua civica Progetto Spinea). L’ex vicesindaco Emanuele Ditadi, per poco più di una cinquantina di voti, non è riuscito a dare continuità al lavoro della precedente amministrazione guidata da Silvano Checchin, (eletto per ben due volte). Ditadi si dimostra comunque

contento del risultato ed è pronto a continuare con il suo impegno. “Riteniamo che il risultato ottenuto sia strepitoso – dice Emanuele Ditadi - perché conferma il lavoro fatto, molto importante sul fronte civico. Continueremo a lavorare assieme sempre più uniti con l’obbiettivo di porre in primo piano i temi a noi cari quali l’ambiente e il benessere dei cittadini. Si preannuncia comunque un bel mach e volgiamo fare un’opposizione costruttiva per il territorio. Sapremo tenere testa sui temi importanti quali: l’urbanistica, l’ambiente, il sociale e il bilancio”. Roberta Pasqualetto

Nel nuovo parlamentino cittadino siederanno 16 consiglieri

Emanuele Ditadi

I

l nuovo consiglio comunale di Spinea con sindaco Martina Vesnaver è in carica. I sedici membri che compongono il consiglio sono: Claudio Tessari , Vera Semenzato, Pietro Curelli, Marcello Gavagnin, Guerrino Marini, Marco Boldini, Chiara Perozzo, Bertilla Mason, Elia Bettin, Edmondo Piazzi, Emanuele Ditadi, Giovanni Litt, Paolo Barbiero, Davide Rossato, Gianpier Chinellato e Massimo De Pieri. Le donne presenti nel consiglio, oltre ovviamente alla sindaco Vesnaver sono solo in tre: Vera Semenzato, Chiara Perozzo e Bertilla Mason. Molti i nomi già conosciuti nel rinnovato parlamentino cittadino, tra questi: Claudio Tessari , ex sindaco di Spinea dal 1999 al 2009 (il più votato dai cittadini di Spinea), Gianpier Chinellato ex assessore lavori pubblici, Emanuele Ditadi ex vicesindaco giunta Checchin, l’ex consigliere Giovanni Litt (tra i più giovani del consiglio e il più votato dell’opposizione) e Massimo De Pieri ex 5Stelle e candidato lista civica.Dieci sono i nomi del centro destra, la maggioranza è composta da una base leghista e da una componente di centrodestras Sempre della coalizione di centro destra. Per quanto riguarda l’opposizione di invece ci sono sei sedie. Il centrosinistra più Massimo De Pieri con il quale si era apparenR.P. tato al secondo turno.

Massimo De Pieri e Lorenzo Agim Danaj

Delusione per M5S e Progetto Spinea

Nell’iniziale partita a quattro, dove nel ballottaggio si sono confrontate le coalizioni di centro sinistra e centro destra, gli esclusi sono stati la lista civica Progetto Spinea e il Movimento 5 Stelle

Massimo De Pieri, il candidato sindaco della civica Progetto Spinea, ha avuto 867 voti con una percentuale di votanti del 5,93. L’ex consigliere comunale ha dichiarato che il risultato era prevedibile perché la lista è partita tardi rispetto alle due coalizioni. “Ovviamente avremmo preferito avere un risultato migliore, ma tutto sommato non è andata male. La lista è composta da persone nuove ma molto valide, a parte me e Stefania Mazzotta, ma comunque, tutti hanno avuto voti di preferenza. La sfida non era sicuramente

semplice ma in tanti ci hanno fatto i complimenti e ci sentiamo di aver gareggiato bene. Molti voti sono andati ai 5 Stelle, che si sono presentati all’ultimo minuto con un programma non definito, e si sono fatti attori del lavoro fatto da me e Stefania Mazzotta”. Il gruppo della lista conferma la volontà di continuare a lavorare sul territorio e portare avanti le proposte per migliorare Spinea. Il candidato del Movimento 5 Stelle, Lorenzo Agim Danaj, ha avuto 1.020 voti con una percentuale di 6,9. La lista è stata presentata a sorpresa nell’ultimo giorno utile. Il gruppo è soddisfatto per il buon risultato, considerando di essere partiti per ultimi. “Siamo partiti molto tardi rispetto agli altri e questo svantaggio ci ha costretti a inseguire gli altri di quanto avevano già fatto. Per promuoverci abbiamo utilizzato pochissime risorse economiche e abbiamo preferito comunicare con gli elettori attraverso dei video pubblicati sui social. Non abbiamo raggiunto il massimo, ma l’obbiettivo di dare continuità al gruppo e di avere una presenza in consiglio comunale è andato a buon fine”. La lista ha già annunciato che intende portare avanti alcuni punti del suo programma come ad esempio intervenire sulle discariche in via Prati e via Luneo. R.P.


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Spinea

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Festa di Primavera e Redentore, estate in piazza a Spinea Il 22 e il 23 giugno via Roma sarà chiusa al traffico. Ci saranno 120 espositori tra hobbisti e fioristi. Sabato 2o luglio sarà la volta della tradizionale festa veneziana.

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abato 22 e domenica 23 giugno, si terrà la “Festa di primavera”, l’evento è stato rinviato di alcune settimane a causa del maltempo. La manifestazione, che da quest’anno è diventata una due giorni, sostituisce la precedente “Festa dei fiori” e, l’anno scorso, ha portato 20 mila persone a Spinea. Via Roma sarà chiusa al traffico per l’occasione, e ospiterà: 120 espositori, tra hobbisti vari e fioristi, un raduno di auto storiche nella giornata di domenica, l’esibizioni di una scuola di danza, i gonfiabili, i laboratori truccabili e lo stand gastronomico con piatti tipici della cucina veneta. “La novità di quest’anno è il coinvolgimento del quartiere Rosselli - dice Franco Massimo presidente Pro Loco - quest’area nuova e insolita sarà utilizzata per manifestazioni. Ci sarà un palco dove si esibiranno dei giovani musicisti del territorio. Anche le attività della zona saranno coinvolte con una sfilata di moda realizzata da una negoziante di Spinea. Un altro palco sarà allestito davanti al municipio”. Sabato 20 luglio, nel parco adiacente a piazza Rosselli, si festeggerà il Redentore. Per l’occasione sarà allestito uno stand gastronomico che proporrà i piatti tipici della festa: sarde in saor, anitra, bovoetti, pasta e fagioli, frittura, contorni, anguria, il panin onto e le mozzarelle in carrozza. Questa seconda edizione della festa propone canti e balli tipici di Venezia e si conclude con i fuochi d’artificio. Nell’edizione dell’anno scorso, era stato raggiunto il tutto esaurito, ma poi alle 22 la festa è stata rovinata a causa del maltempo perché è caduta una bomba d’acqua. Per cenare alla Festa del Redentore si deve prenotare, è possibile asportare. La Festa del Redentore è tra le festività più sentite dai veneziani, è composta dall’aspetto religioso e da quello spettacolare, con lo spettacolo pirotecnico che, la notte del sabato, attrae migliaia di visitatori. La Pro Loco vuole assecondare la sua venezianità festeggiando l’evento nel territorio. “L’anno scorso la festa spinetense del Redentore

fu rovinata dal maltempo - dice Massimo Franco presidente Pro Loco - alle 22 iniziò a piovere e cadde una bomba d’acqua. Lo stand gastronomico aveva fatto il tutto esaurito e questo ci fa capire quanto i cittadini avevano apprezzano l’evento”. La Pro Loco di Spinea e attiva nella beneficenza e, lo scorso 25 maggio,

“Più libri più estate”

ha consegnato 800 euro alla Lilt (lega italiana per la lotta contro i tumori) la somma è stata raccolta dalla vendita di piantine di gerbere durante la Festa della mamma. Nell’arco dell’anno diverse iniziative a scopo benefico, la più

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recente terminata qualche giorno fa, e organizzata con il Lions Club, è una mostra di quadri di un artista affetto da autismo, che dimostra quale grande sensibilità possa scaturire da una situazione Roberta Pasqualetto disagiata.

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La biblioteca comunale lancia “Più libri più estate”, un gioco per i ragazzi delle scuole primarie e medie. Il progetto, iniziato con la fine delle scuole, terminerà a settembre e ha lo scopo di invogliare i bambini alla lettura. I partecipanti, utilizzando il sistema di prestito della biblioteca, dovranno leggere più libri possibile. Avranno una tessera e per ogni libro letto un timbro. I ragazzi delle scuole elementari dovranno leggere almeno 10 libri che abbiano questi indizi: storie di animali, storie di mostri, storie con personaggi che volano, storie ambientate in una foresta, storie di alberi, storie di nuvole, storie di amicizia, storie di cibo, storie di mare e storie di automobili. Per i ragazzi della scuola media i libri da leggere sono almeno 5, del genere letterario che preferiscono. La sfida di lettura terminerà il 7 settembre e poi, sabato 14 settembre, alle 16, (in caso di pioggia rinviato al 21 settembre) si terrà il book game in biblioteca. Durante la giornata, per tutti che avranno completato almeno una scheda del gioco dei libri, ci sarà l’estrazione a sorte dei premi a sorpresa. L’iniziativa gratuita avvicina i ragazzi alla biblioteca e, durante l’estate, propone un’iniziativa per favorire la lettura nel tempo libero dagli impegni scolastici. Sempre in tema di lettura, continua l’iniziativa dedicata ai bambini che però dal 5 giugno, si sposta all’aperto. Le letture per i bimbi si trasferiranno al parco Nuove Gemme: dalle ore 17.30 alle 18. In caso di brutto tempo l’appuntamento è in biblioteca alla medesima ora. (R.P.)


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Santa Maria di Sala

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Giro d’Italia, un trionfo per tutto il Salese

Un progetto dell’istituto Cordenons

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La tappa che ha visto vincere Damiano Cima, resterà nella storia per il successo organizzativo

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rriva il Giro d’Italia e Santa Maria di Sala entra nella storia. 30 maggio indimenticabile per i salesi e non solo: mai così bello il paese, vestito a festa e colorato di rosa, invaso da decine di eventi e decine di migliaia di persone per accogliere la volata che ha visto trionfare Damiano Cima e premiare l’orga- è stato tutto un chiedere di realizzare ancora qualcosa, perchè come si è visto giovedì il panizzazione per aver messo in piedi una delle più belle tappe del Giro 102. “É stata una ese è bellissimo e in molti vogliono replicagiornata meravigliosa - traccia un bilancio il re le sensazioni di questo storico 30 maggio patron Bruno Carraro, l’artefice del Giro nel 2019. Che Santa Maria di Sala non sia più la Salese - con un pubblico eccezionale, anche stessa dopo la sontuosa parata della carovala sicurezza è andata bene. Una soddisfazio- na rosa sono in molti a sottolinearlo. “È stato ne enorme, attesa da tanti anni, che il territo- - commenta il sindaco Nicola Fragomeni - il rio meritava e che rimarrà alla storia. E nono- risultato non facile di un intenso lavoro dustante tutto ci provo ancora: adesso abbiamo rato un anno. Tantissime sere insieme con il “Comitato tappa” per cercare di organizzare un nome, abbiamo fatto vedere di cosa siamo capaci, puntiamo a portare ancora il Giro scrupolosamente questo evento straordinaa Santa Maria di Sala, non con un traguardo rio di portata internazionale. Tutto è stato ovviamente, ma un passaggio nei prossimi studiato, programmato, organizzato e voluto anni ci sta tutto”. È quello che i salesi vole- dallo straordinario “Comitato tappa” e dalla VIP 2019 aprile_giugno_stampa.pdf 1 04/06/19 14:18 collaborazione di tutti i cittadini. Quando si vano sentire: in piazza, nei negozi, sui social

fa squadra si vince sempre”. I ringraziamenti del sindaco si sono sprecati: da Carraro al “Comitato di tappa”, dalla polizia locale comandata da Aldo Pagnin alla protezione civile, dalla Città metropolitana che ha supportato l’evento con 80 agenti. al personale del Comune e ancora vigili del fuoco, Croce rossa, Ulss 3, associazioni locali, aziende e parrocchia. Tutto ha funzionato: dalla viabilità al piano parcheggi, dalla ristorazione alla ricettività. E adesso Santa Maria di Sala vuole essere diversa, a cominciare da chi chiede un paese vivo, anche di sera, come si è visto in quest’occasione, con giovani, musica, locali, una piazza vivace e attrattiva. Filippo De Gaspari

n centro anti-bullismo, come esiste quello contro la violenza sulle donne. A lanciare l’idea a Santa Maria di Sala, in occasione dell’incontro conclusivo del progetto “Frena il bullo”, avviato a gennaio con i ragazzi dell’istituto comprensivo Cordenons, sono stati la Fondazione Asso.Safe, in collaborazione con il SIAP (Sindacato Italiano Polizia di Stato), l’associazione Passaggi a Nordest e Adli (Associazione Datori di Lavoro Italiani), che dopo aver incontrato in un primo momento i ragazzi, hanno parlato del problema alla comunità adulta: genitori, educatori, istituzioni. “L’idea - ha spiegato Mattia Mingardo, presidente della Fondazione Asso.Safe - è far sì che, come esistono i centri antiviolenza per il contrasto alla violenza di genere, siano istituiti anche centri anti bullismo: luoghi in cui chiunque possa trovare l’appoggio e la consulenza di professionisti, in maniera del tutto gratuita”. Al convegno anche i genitori di Michele Ruffino, suicidatosi lo scorso anno a soli 17 anni a causa del bullismo. (F.D.G.)

Analisi Arpav, 51 giorni di sforamento da Pm 10

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olveri sottili a Santa Maria di Sala, l’effetto campagna non c’è. Si respira male come nelle grandi città, forse di più. A dirlo è Margherita Hack, la centralina indipendente installata a Sant’Angelo di Sala e i dati sono stati presentati da Possibile Salese, il gruppo che ha adottato “Margherita”, in un incontro pubblico promosso insieme al Forum dell’aria: nei 120 giorni presi in esame per l’elaborazione statistica (da gennaio ad aprile), in ben 51 sono stati superati i limiti di media giornaliera previsti dalla normativa per le polveri Pm 10, con la legge che prevede un massimo di 35 sforamenti annui: soglia che, in pratica, Santa Maria di Sala ha sforato già nei primi 4 mesi. Da dire che non solo i dati appartengono a una rete indipendente, ma non si discostano poi tanto da quelli dei territori vicini, rivelando una situazione disastrosa dal punto di vista della qualità dell’aria che non ha confini e riguarda tutto il bacino padano. Ma l’indagine di Possibile Salese ha comunque messo l’accento su un aspetto: anche fuori dal cosiddetto agglomerato urbano si respira aria malsana e dunque le limitazioni previste, per esempio, solo fino a Spinea, non hanno ragione d’esistere. Per il 42,5% dei giorni monitorati l’aria a Santa Maria di Sala è stata scadente o pessima (in 22 giorni, addirittura, con valori superiori al doppio dei limiti di legge) e solo in 22 giorni (il 18,33%) è stata classificata come buona. Dati allarmanti che portano Possibile Salese a chiedere, ancora una volta: “Che Santa Maria di Sala - conclude il portavoce Stefano Artusi - aderisca volontariamente all’accordo di Bacino Padano, di cui fanno già parte gli agglomeF.D.G. rati urbani e i comuni sopra i 30mila abitanti”.


di Zabeo Samuele

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Provincia

Ulss 3 Le nuove schede ospedaliere: il direttore generale Dal Ben presenta i contenuti

59 posti letto in più per l’area ospedaliera e153 per le strutture intermedie L

o scorso 15 maggio 2019 i Direttori generali delle Ulss hanno spiegato quale evoluzione comporta l’approvazione delle nuove schede ospedaliere, documento integrante del nuovo Piano Socio Sanitario Regionale 20192023. Il Direttore generale Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben, ha evidenziato come le nuove schede recepiscono la classificazione degli ospedali prevista dal Decreto ministeriale n.70, confermano

Potenziati soprattutto i territori di Dolo Mirano e Chioggia con posti letto e nuove apicalità nella Ulss 3 Serenissima Ospedale di Mestre, struttura ospedaliera di secondo livello, mentre Venezia, Dolo, Mirano e Chioggia come strutture ospedaliere di primo livello. Il dg ha spiegato quali siano le scelte che hanno ridisegnato la sanità veneta. “Le nuove schede ospedaliere - ha detto - hanno tenuto conto della evoluzione demografica (meno nascite e aumento della popolazione anziana) ed epidemiologica (più malati cronici e fragili). Vanno lette pari passo col nuovo Piano Socio Sanitario dove, rispetto al passato, viene accorciato il percorso tra ospedale e territorio: gli ospedali, con le cure sanitarie, non sono realtà a sé stanti, ma vanno considerati insieme alle cure intermedie, alle cure territoriali e alle cure residenziali. Infine, il confronto con la situazione precedente va fatta tenendo conto della nuova programmazione con quanto effettivamente è presente negli ospedali”. Dal Ben ha presentato una panoramica generale sull’assegnazione dei posti letto nell’Ulss 3 Serenissima, precisando che sono previsti 2213 posti letto, un aumento di ben 59 unità rispetto ad oggi. Di questi 2213 posti, 1681 sono pubblici, mentre 532 sono privati convenzionati. L’aumento dei posti letto è previsto nell’area chirurgica e della riabilitazione, mentre diminuiranno quelli dell’area materno-infantile (scelta legata alla analisi demografica che

evidenzia una diminuzione delle nascite, basti pensare che a Dolo c’è un tasso di occupazione nella Ginecologia e Ostetricia del 33%). Sono previsti inoltre 266 posti letto di strutture intermedie (ovvero 153 in più rispetto alla situazione attuale). I posti letto delle strutture intermedie previsti a gestione diretta Ulss 3, evidenziano 139 posti letto (118 in più): 100 assegnati all’ Ospedale di Comunità, 24 di Unità Riabilitativa Territoriale e 15 di Hospice. Previsti inoltre 97 posti per le apicalità.Entrando nello specifico nel Distretto di Chioggia sono previsti 183 posti letto. Particolare attenzione è stata data all’area riabilitativa, che conquista una apicalità, e l’introduzione del nuovo Servizio di Procreazione medicalmente assistita. A questi posti letto ospedalieri vanno aggiunti anche quelli delle strutture intermedie: 20 di Ospedale di Comunità e 5 di Hospice. Nel Distretto di Mirano Dolo sono previsti 591 posti letto: 258 a Mirano (rispetto agli attuali, 37 posti letto in più) e 333 a Dolo (rispetto agli attuali, 13 posti letto in più). Il saldo finale è quindi di 50 posti letto in più. Ai posti letto ospedalieri va comunque ricordato che, con la nuova programmazione, vanno sommati i posti letto delle strutture intermedie, sempre più integrate nella assistenza e nella cura all’ospedale. A Mirano sono previsti 12 posti letto di Ospedale di Comunità, a Dolo 24 posti letto di Ospedale di Comunità e nella struttura sanitaria di Noale 54 posti letto (20 di Ospedale di Comunità, 24 di Unità Riabilitativa Territoriale e 10 di Hospice). Altri 20 posti letto di Ospedale di Comunità a Noale sono previsti nella struttura privata Relaxxi in attesa di accreditamento. In questo Distretto sono previste anche delle nuove apicalità. A Dolo quella di Pronto Soccorso, di Terapia Intensiva e Rianimazione e di Medicina Fisica e Riabilitazione. A Mirano di Ginecologia e Ostetricia. Va sottolineato, infine, che il potenziamento di questo territorio da parte della Regione Veneto è stato confermato in più occasioni, anche di recente, con il finanziamento di 40 milioni, che permetteranno di mettere in sicurezza l’Ospedale di Dolo, di ristrutturarlo e di realizzare un nuovo Pronto Soccorso. Luca Rapacciuolo


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Provincia .

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Economia I dati del comparto e le analisi della Filctem Cgil

Il calzaturiero della Riviera del Brenta, sempre più legato alle grandi griffe C

alzaturiero della Riviera del ecco il problema sottolineato dai Brenta? Sempre più dipen- sindacati. ”Se guardiamo a ritrodente dalle grandi griffe. Questo so nel tempo - spiega Michele il fenomeno che emerge dalle Pettenò della segreteria Filctem analisi della Cgil, mentre il com- Cgil metropolitana di Venezia - le parto registra complessivamente aziende calzaturiere della Riviera un andamento positivo sia a li- del Brenta fino ad una ventina di vello di distretto, che nazionale. anni fa, avevano marchi autoctoI dati del distretto calzaturiero ni che stavano sul mercato e condella Riviera del Brenta sono di correvano da soli senza problemi. tutto rispetto: 551 aziende, 10.587 Purtroppo si deve ammettere che addetti, oltre 20 quelli che ora milioni di paia Il distretto produce sono davvero da di scarpe prosoli, e lavorano oltre 20 milioni dotte, di cui il senza alcun col92% destinato al legamento con di paia di scarpe mercato interle grandi griffe di cui il 92%, nazionale. Gli (in Riviera ad addetti del setesempio ci sono destinato tore sono passaLuis Vuitton, al mercato ti dai 10.389 del Gucci e molti 2016 ai 10.587 (+ internazionale altri) sono in dif2%) nel 2017. Un ficoltà. Diverse patrimonio in continua espanaziende qualche anno fa per voler sione che ha necessità di attirare concorrere sul mercato in modo talenti e curare la formazione. Ma autonomo, hanno dovuto chiu-

dere i battenti o delocalizzare“. Attualmente la Filctem Cgil stima che il 70 % della produzione di scarpe del distretto della Riviera del Brenta, sia ormai legata ai grandi marchi internazionali. Il rischio rappresentato dalle grandi griffe per la Cgil, è quello che, se da un lato garantiscono il lavoro, da un altro sono soggetti in grado di prendere decisioni repentine basate solo sull’utile economico. E così un territorio interessante, può anche non diventarlo più

nel giro di poco tempo. Intanto proprio a livello nazionale i dati Istat elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici registrano un finale dello scorso anno (2018) caratterizzato da una nuova accelerazione per le vendite estero di calzature e componentistica che, dopo un terzo trimestre fiacco (+0,9%), segnano un +7,4% tendenziale in valore nell’ultima frazione. Tra le otto principali regioni a vocazione calzaturiera in Italia, c’è

un sensibile incremento per la Lombardia (+19,4% su ottobredicembre 2017) e crescite nell’ordine del 9%, superiori quindi alla media nazionale, per Toscana ed Emilia Romagna (che inverte la rotta dopo i risultati deludenti dei trimestri precedenti). Il Veneto si porta ad un buon +4%; debole l’aumento per la Puglia, +1,8%; trend nuovamente negativi per Campania (-8,6%) e Marche (-5,5%). Bene infine le “altre regioni” (che coprono assieme circa il 5% dei flussi in valore), che registrano la performance migliore, +23,2%, trainate dalla crescita dell’Abruzzo. Considerando l’intero 2018, l’export di calzature finite e componentistica ha superato i 9,85 miliardi di euro (erano 9,51 miliardi l’anno precedente), con un incremento complessivo del 3,6%, nonostante la frenata attorno al 3% della componentiAlessandro Abbadir stica.

IL RIUTILIZZO DELLE ACQUE GRIGIE Il sistema di recupero e riutilizzo acque grigie IDROCELL può ridurre il consumo di acqua potabile …

DEPURAZIONE ACQUE REFLUE CIVILI ACQUE DI PRIMA PIOGGIA RECUPERO E RIUTILIZZO ACQUA ACQUE PRIMARIE E POTABILIZZAZIONE Le acque pluviali che dilavano le superfici asfaltate quali parcheggi o aree di manovra rappresentano una fonte importante di inquinamento dei corpi idrici ricettori. Nell’attraversare l’atmosfera le gocce di pioggia assorbono le sostanze inquinanti ivi presenti e una volta raggiunto il terreno le gocce acquisiscono ulteriori contaminazioni a contatto con strade, rifiuti, vegetazione e superfici pavimentate. Oggi, in tutti i paesi, sono state introdotte normative specifiche atte ad accumulare o trattare le acque di prima pioggia che possono provocare inquinamento elevato nei corpi ricettori. Il problema delle acque di prima pioggia è stato studiato da IDRODEPURAZIONE che ha messo a punto diverse tipologie di impianti per piccole, medie e grandi superfici.

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Cultura .

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Torna a Cavarzere la “Grande lirica sotto le stelle” Sabato 13 Luglio la Piazza del Municipio ospiterà l’ottava edizione del Concerto dell’Orchestra Sinfonica e Coro “T. Serafin” diretti dal Maestro Renzo Banzato

S

arà la tripla ricorrenza legata al 30° anniversario della fondazione del Coro T. Serafin, e al Centenario della morte di Leoncavallo e Luigi Illica (apprezzato librettista delle opere più celebri di Puccini) il tema conduttore dell’ottava edizione del Concerto Lirico Sinfonico che l’Orchestra Sinfonica e Coro “T. Serafin”, sotto la direzione del Maestro Renzo Banzato, terranno sabato 13 luglio nella suggestiva cornice di Piazza Vittorio Emanuele II a Cavarzere, che diverrà così un teatro a cielo aperto dove si svolgerà un vero e proprio “Gran Galà dell’Opera”. Il concerto, realizzato dall’assessorato alla Cultura della Città di Cavarzere, è stato reso possibile grazie alla generosità ed alla disponibilità di alcune importanti realtà economico-produttive che operano nel territorio: Adriatic Lng e la Ditta Turatti, di cui ricorre il 150° anniversario della fondazione. Il concerto rientra poi nell’ambito degli eventi culturali

promossi da Bancadria Colli Euganei. Nel corso della serata, che sarà presentata dalla giornalista di Rete Veneta Vanessa Banzato, risuoneranno le pagine selezionate dalle opere più amate e conosciute di Verdi, Leoncavallo, Mascagni, Mozart e del compositore inglese E. Elgar, del quale l’orchestra e il coro eseguiranno la maestosa marcia Pomp and Circustamce op. 39. Ampia parte della serata sarà dedicata a La Bohème, opera composta da Puccini su libretto di G. Giacosa e L. Illica, della quale sarà proposto, otre ad altre arie, l’intero Finale del I Atto. Per l’evento il M° Banzato ha inoltre selezionato alcune interessanti pagine verdiane che raramente vengono proposte in ambito concertistico: è il caso del suggestivo Preludio da Ernani e del grandioso concertato che conclude il IV Atto de I Lombardi alla prima crociata. La Piazza del Municipio, do-

L’Orchestra Sinfonica e Coro “Tullio Serafin” e il direttore Maestro Renzo Banzato

minata dalle linee di Palazzo Barbiani, ospiterà pertanto una produzione musicale di notevole spessore artistico, che prevede il coinvolgimento dei qualificati professori dell’Orchestra Sinfonica T. Serafin, affiancati dai componenti dell’omonimo Coro, ai quali si aggiungeranno tre solisti vocali di primo piano nel panorama della lirica internazionale, per un totale di oltre cento esecutori: il tutto sotto la direzione del Maestro Renzo

Banzato, docente di ruolo presso il Conservatorio di Adria, laureato in composizione, direzione d’orchestra, pianoforte, musica corale, direzione di coro e fondatore dei due prestigiosi complessi musicali. Il Maestro si avvarrà della presenza del soprano Chiara Milini, del tenore Domenico Menini e del basso Luca Gallo. La manifestazione, che gode del Patrocinio della Regione Veneto, si avvale del proficuo sup-

porto di numerose realtà culturali e associative del territorio: Pro Loco, Comitato Cittadino di Grignella, Gruppo Comunale Protezione Civile, Parrocchia di S. Mauro, Gruppo Solidarietà S. Giuseppe, Gruppo Culturale S. Mauro, Unitalsi. L’orario d’inizio è fissato alle ore 21.00; in caso di sfavorevoli condizioni meteorologiche il concerto si svolgerà Domenica 14 Luglio. L’ingresso è libero, ma su prenotazione.

A Jesolo le sculture di sabbia dedicate a Leonardo Da Vinci Si è aperto lo scorso 2 giugno e proseguirà fino al prossimo 15 settembre il 22° Festival Internazionale delle sculture di sabbia di Jesolo, quest’anno dedicato a Leonardo Da Vinci, in occasione dei 500 anni dalla morte del genio fiorentino. Gli artisti hanno completato le 5 sculture monumentali che esaltano la creatività e l’ingegno di Leonardo Da Vinci, creando un piccolo museo all’aria aperta che gli ospiti della località balneare e i cittadini potranno ammirare in piazza Brescia.

La Festa del Redentore a Venezia Da Sabato 20 a domenica 21 luglio si celebra a Venezia la festa del Redentore, tra grandi eventi e lo spettacolo dei fuochi d’artificio. Si inizia il 20 luglio alle 19.00 con l’apertura del ponte votivo che collega le Zattere con la Chiesa del Redentore all’isola della Giudecca. Alle ore 23.30 lo spettacolo pirotecnico in Bacino di San Marco. Domenica 21 luglio, le Regate del Redentore nel Canale della Giudecca. Alle 19, nell’Isola della Giudecca, presso la Chiesa del Redentore la Santa Messa Votiva.

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Sport

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La Robeganese Fulgor Salzano sale in Eccellenza

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L’obiettivo della società calcistica è restare in Eccellenza. Già si pensa ai derby con squadre come il Calvi Noale o il Real Martellago

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a Robeganese Fulgor Salzano ha vinto la Coppa Veneto di Promozione e conquistato il passaggio di categoria. La prossima stagione giocherà in Eccellenza come prima classificata nella graduatoria dei ripescaggi. L’obiettivo, dopo una stagione di alti e bassi in campionato, è stato ottenuto dai ragazzi allenati da mister Alessandro Tamai grazie al successo nella finale dell’ottava edizione del trofeo col punteggio di 3-2 contro i rodigini del Porto Viro (doppietta di Moretto e gol decisivo di Bettio). Euforico il presidente Roberto Piccoli che è al suo secondo successo da massimo dirigente dopo la promozione dalla prima categoria alla Promozione. “Grande emozione e grande soddisfazione”. Ed assieme al trofeo è arrivata anche la promozione

nel campionato di Eccellenza. Al massimo dirigente rossoblù chiediamo cosa prova. “Sono contentissimo - spiega. E’ una grande soddisfazione perché, anche se avevamo allestito una rosa per far bene, il cammino in campionato è stato molto travagliato.” Come vi preparerete ad affrontare un campionato così impegnativo? “Nel nostro staff c’è chi, come il direttore sportivo Corrado Del Bianco- continua- conosce già la categoria e ci sarà d’aiuto per consentirci di muoverci con attenzione. Ma tutto lo staff è preparato e attento e confido che altri che amano i nostri colori, ci diano una mano per affrontare al meglio la nuova avventura.” Che affronterete con quale obiettivo?

A Martellago il premio Top Trivengas

“Restarci sarebbe come vincere il campionato anche perché ci troveremo di fronte a squadre di assoluto livello. Pregusto già i derby con le altre veneziane come Calvi Noale, Real Martellago, San Donà e Portogruaro. Senza dimenticare tutte le altre e non sarà facile perché la prossima stagione sono previste quattro retrocessioni, a complicare ulteriormente la corsa alla salvezza”. State già lavorando per la rosa del prossimo anno? “Sì. Pen-

siamo ad allestire una squadra che abbia fame, con giovani che vengono a Salzano per emergere, con la consapevolezza che si giocano una notevole opportunità, perché l’Eccellenza è una grande vetrina per loro. Vogliamo giocatori motivati”. E la guida tecnica ? “Rimarrà il nostro mister Alessandro Tamai. Ha dato anima e corpo per i nostri colori e riteniamo sia giusto confermarlo”. Lino Perini

l Golf club Ca’ della Nave ha ospitato la 31esima edizione del premio Top Trivengas 2019 “Memorial Aldo ed Ennio Frasson” che premia società, calciatori, arbitri, giornalisti e sportivi distintisi nel calcio dilettantistico e promossa dal presidente del calcio Spinea Mario Scopece con il coordinamento di Francesco Confalone, Ferruccio Scarpa, Luigi Menin, Piero Fantin, Tiziano Menegaldo e Paolo Antigo. Premiati i dirigenti Armando Franzoi (delegato Figc Venezia), Maurizio Gallo (Cazzago), Paola Marcato (Stra Riviera del Brenta), fra gli arbitri Livio Cassese, Antonio Carmelo Cammarata e Lenny Carisi. Fra i giornalisti Alessandro Pezzin de Il Gazzettino e Michele Contessa de La Nuova Venezia. Fra i giocatori: Francesco Bertellini (Fossò), Marco Favaretto (Rio), Ilaria Celegato (Venezia femminile), Michele Nassivera (Spinea). Fra gli sportivi premi a Umberto Visentin, Alberto Casarin, Alessandro Pomarè. Riconoscimento per i 100 anni di attività alla Miranese.

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romozione e vittoria del titolo triveneto. Stagione da incorniciare per le ragazze del “Volley Dolo” che con un doppio successo per 2-1 contro le padrone di casa friulane del Buja Udine e contro il Trento, che avevano dominato la stagione con appena due sconfitte stagionali. Le pallavoliste del Pittarello Legnaro&Dolo hanno conquistato il titolo di campionesse del Triveneto. Dopo aver conquistato la promozione in serie B2 con tre turni di anticipo, la terza in cinque anni, la formazione dolese che gareggia assieme al Legnaro, per ragioni logistiche ed economiche, ha vinto anche il titolo fra le squadre di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige ed ora si appresta a gareggiare, a giugno, per la Coppa delle Alpi, manifestazioni che coinvolge le vincitrice di Triveneto, Lombardia, Piemonte e Liguria. La formazione allenata da Falvio Rocchi e che ha come team manager Davide Guerriero, conta su un’ossatura base di atlete dolesi come Giorgia Benin, Francesca Donolato, Nicole Carraro, Veronica Cacco, Irene Calore e la quindicenne centrale Giulia Felicioli. L’ex presidente Davide Guerriero, ci tiene a sottolineare. “Sancito il sodalizio con Pgs Legnaro voglio comunque confermare l’impegno per il prossimo anno a costruire una squadra competitiva anche nella categoria nazionale. E anticipo che per il prossimo, a Dolo si svolgeranno anche un allenamento settimanale ed alcune gare” . L’assessore allo sport dolese Gianluigi Naletto ha aggiunto. “Tanti complimenti alle atlete e al volley Dolo. L’appassionata e gratuita dedizione dei dirigenti e tecnici rappresenta un valore aggiunto di nobile distinzione per Li.Pe. la nostra comunità”.


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#Politica

Elezioni europee Tutti gli eletti e il voto ai partiti in regione

Il Veneto incorona la Lega. A un soffio dalla maggioranza assoluta N

on che ci fossero grandi dubbi sull’esito finale, specie se il candidato sarà ancora Zaia, ma le regionali del 2020 già si presentano come una marcia trionfale per la Lega. Quest’anno alle europee sarebbe bastata solo una manciata di voti in più per raggiungere una clamorosa maggioranza assoluta. Il Carroccio, trainato dal voto di preferenza a Matteo Salvini (550 mila nella circoscrizione Nordest), in Veneto tocca il 49,9 per cento, vette che rimandano ad altre stagioni della vita politica regionale. Ma più ancora delle percentuali, legate a doppio filo alla partecipazione al voto, contano i numeri assoluti: dopo un anno di governo gialloverde che pure non ha prodotto l’attesa autonomia, la Lega si innalza fino a 1 milione e 234 mila voti, vale a dire 300 mila in più del 2018. E lo fa, particolare non da poco, senza il “traino” di parlamentari, consiglieri regionali e sindaci in lista. Si vota il simbolo, insomma, e si vota “il capitano”. S u 14 eurodeputati eletti, 6 sono del Carroccio. Dietro a Salvini, che dovrebbe optare per un’altra circoscrizione lasciando il posto alla settima in lista Rosanna Conte, ecco l’exploit della bassanese Mara Bizzotto, riconfermata con 95 mila preferenze. E poi il segretario regionale Da Re, Paolo Borchia, Alessandra Basso, Elena Lizzi e Paolo Dreosto. A sinistra i numeri sono quelli che sono, ma il Partito democratico per una volta può vedere il bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto. Certo, in Veneto vale meno del 20 per cento e in numeri assoluti siamo a quota 469 mila, ancora meno delle politiche. Ma supera nettamente il Movimento 5 Stelle, soddisfazione non di poco conto, e riesce comunque a mandare a Strasburgo 4 rappresentanti: passano Carlo Calenda, Elisabetta Gualmini e Paolo De Castro. All’ultimo posto utile ecco la vittoria al fotofinish di Alessandra Moretti, che non è più la regina delle preferenze di cinque anni fa ma ne raggranella abbastanza in Trentino, Emilia e Friuli per superare

Tanti nomi nuovi a rappresentare il Veneto in Europa, e due ritorni al termine di una dura lotta in famiglia per conquistare le preferenze necessarie a volare a Strasburgo. Il primo è quello di Alessandra Moretti, astro splendente del Pd di Renzi che pareva caduta nel dimenticatoio dopo il brutto risultato alle regionali. E invece la vicentina ha mostrato mestiere e spregiudicatezza, mescolando passaggi televisivi e presenza sul territorio con più di 150 date nella lunga tournée elettorale. In Veneto il candidato “ufficiale” del partito e del segretario Zin-

Achille Variati e Laura Puppato. E i 5 Stelle? Alle scorse europee sfiorarono il 20 per cento, oggi in Veneto valgono meno del 9. Eleggono Marco Zullo e Sabrina Pignedoli, ma sanno di avere smarrito la presa sul Nordest, al punto che l’ex candidato alla presidenza della Regione Jacopo Berti ha chiesto un cambio di passo sull’autonomia: se il Movimento si mette di traverso e punta tutte le sue carte sul reddito di cittadinanza, è chiaro che qui difficilmente troverà spazio in futuro. Gli ultimi due seggi sono appannaggio di Sergio Berlato di Fratelli d’Italia e di Herbert Dorfmann della Svp, che aveva stretto un accordo con Forza Italia e che è stata premiata dalle regole a tutela delle minoranze lasciando Berlusconi senza eletti a Nordest. Un’ulteriore boccone amaro da mandare giù per un partito che pare allo sbando, superato in Veneto anche dalla Meloni grazie all’attivismo di Berlato, che da coordinatore regionale ha fatto campagna acquisti recuperando alla causa l’ex assessore Sernagiotto e l’ex eurodeputata Elisabetta Gardini. Che dopo vent’anni non è stata rieletta, ma che pare avere le idee chiare: «La nuova casa dei moderati siamo noi, e presto supereremo il 10 per cento». Roba da non crederci, ma i “moderati” ormai valgono questo. E nel Veneto della Lega pigliatutto rischiano fra un anno di non servire a nulla.

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Amministrative Il Pd conserva pochi centri, aspettando i ballottaggi

Anche nei Comuni Lega pigliatutto

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empo qualche mese, e gli eurodeputati della Lega potrebbero salire addirittura a sette. Ci sono infatti tre seggi che ancora “ballano”, legati alla possibile uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Se alla fine Londra e Bruxelles troveranno un accordo, all’Italia spetteranno tre eurodeputati in più e uno verrebbe assegnato proprio alla Lega nella circoscrizione Nordest. Intanto il Carroccio fa la conta di un altro voto importante, quello per le amministrative in 321 comuni del Veneto. A livello locale, si sa, spesso la lista assume colori e simboli civici, ma mai come questa volta è forte l’impronta leghista anche dove non dichiarata esplicitamente. Domenica 9 giugno i ballottaggi offriranno gli ultimi verdetti di una campagna per le comunali comunque già trionfale. Ci sono ancora in ballo Rovigo (Lega e centrodestra con Monica Gambardella al 38 per cento contro Edoardo Gaffeo fermo al 25), e una manciata di comuni oltre i 15 mila abitanti: Monselice (sfida Lega-centrodestra), Cadoneghe (Lega-centrosinistra), Spinea e Noale nel Veneziano con centrodestra contro centrosinistra. Per il resto, il primo turno è stato sufficiente a garantire la vittoria anche nei municipi più importanti che andavano al voto. La Marca trevigiana, “feudo” di Zaia, regala alla Lega Vittorio Veneto con Antonio Miatto. La Bassa Veronese le regala invece Legnago con Graziano Lorenzetti alla guida di un’alleanza con Fratelli d’Italia. Il Vicentino premia la Lega a Bassano con Elena Pavan e il centrosinistra unito ad Arzignano, Montecchio Maggiore, Schio. Nel Padovano vittoria al primo turno a Selvazzano con Giovanna Rossi, Qualche vittoria anche per il centrosinistra, a dimostrazione di come la qualità dei candidati e una buona amministrazione a volte riescano a emergere pur nelle condizioni più difficili: è il caso di Roncade e Preganziol nel Trevigiano, di Rubano e Camposampiero nel Padovano. Due aspetti particolari hanno segnato questa tornata di amministrative. La prima era rappresentata dal voto nei cinque nuovi comuni nati nei mesi scorsi dopo i referendum sulle fusioni. Accanto a Colceresa, Lusiana Conco e Valbrenta nel Vicentino, e Pieve del Grappa nel Trevigiano, il più significativo era Borgo Valbelluna, 14 mila abitanti nel Bellunese, dove è stato eletto Stefano Cesa. E poi il “caso” dei comuni con un solo candidato: ben 56 in Veneto, dove la lotta era solo per il raggiungimento del quorum. Ce l’hanno fatta tutti tranne Chiarano, nel Trevigiano, che dunque è stato commissariato. Un segnale preoccupante, che però ha avuto se non altro il merito di richiamare i cittadini all’importanza della partecipazione. Altrove, peraltro, va anche peggio. In Lombardia i comuni con un solo candidato sono stati quest’anno 188, vale a dire uno su cinque. Come non bastasse, ci sono cinque comuni in cui nemmeno si è votato per… mancanza di candidati. Peggio di così, cos’altro possiamo aspettarci?

I ritorni Partito democratico e Fratelli d’Italia Moretti e Berlato, due vicentini per l’Europa garetti era l’ex sindaco di Vicenza Achille Variati che la ha staccata di oltre 10 mila preferenze. Ma alla fine hanno pesato i voti arrivati dalle altre regioni, innalzando la Moretti fino a quota 51.043. Sergio Berlato l’europarlamento l’ha frequentato sotto le insegne prima di Alleanza Nazionale e poi del Popolo delle libertà. Escluso dalle candidature nel 2014, è tran-

sitato in Fratelli d’Italia e in questi cinque anni ha costruito la sua personale rivincita: prima entrando in consiglio regionale, poi diventando coordinatore regionale e mettendosi a fare campagna acquisti tra le fila dei berlusconiani, dalla base ai nomi di spicco come Elisabetta Gardini e Remo Sernagiotto, che quest’anno hanno impreziosito la squadra della Meloni senza però

centrare l’obiettivo: con le sue 19.450 preferenze, apertamente sostenuto dal mondo dei cacciatori, Berlato non ha lasciato spazio a nessuno. Ed è pronto a salire per la terza volta sulla giostra europea.


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Politica

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Grandi opere Taglio del nastro per i sette chilometri che collegano la Valdastico sud a Breganze.

Pedemontana Veneta, aperto il primo tratto I

l 3 giugno è un giorno destinato a passare alla storia, nel bene o nel male dipende da come si giudica la superstrada Pedemontana veneta, il nastro d’asfalto lungo 94 chilometri destinato a collegare Vicentino e Trevigiano, ovvero due delle aree più intensamente popolate e ricche d’industrie della regione. Il primo passo, col taglio del nastro che ha visto il presidente Zaia affiancato dal ministro Salvini, non è solo un atto simbolico: i sette chilometri aperti, dall’autostrada Valdastico a Breganze, promettono di liberare il centro di Dueville dal traffico diretto verso il Bassanese, riducendo sensibilmente i tempi di percorrenza e l’inquinamento atmosferico. Certo però se la Regione ha fortemente insistito per la messa in esercizio anticipata, che non era prevista contrattualmente, è stato anche per lanciare un segnale alle categorie economiche della zona e allo stesso governo, che ancora nelle scorse settimane ha visto voci discordi sull’opportunità di realizzare

una delle poche Grandi opere che coinvolgono il Veneto. «Non abbiamo l’ossessione di buttare calcestruzzo ovunque – ha sottolineato Zaia all’inaugurazione – ma abbiamo il dovere di portare a compimento un’opera strategica nazionale, di concludere quello che oggi è il

L’opera sarà completata entro la fine del 2020. Zaia: “Questo oggi è il più grande cantiere aperto in Italia e vale un punto e mezzo del Pil del Veneto. Ci aspettiamo 27 mila veicoli al giorno”. più grande cantiere aperto in Italia e che vale un punto e mezzo del Pil del Veneto, impegna nei cantieri 1.860 uomini e oltre mille mezzi d’opera. È l’unica opera in Italia della quale l’Ente pub-

Agenda 2030, il grande progetto approvato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per garantire la sostenibilità del pianeta attraverso 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, almeno in Veneto non è solo un sogno rimasto sulla carta. Anzi, ben 11 registrano in regione livelli migliori rispetto alla media italiana. Nello specifico, come ricorda l’ultimo numero del bollettino statistico regionale, dal 2010 si registrano miglioramenti significativi in tanti campi. Facendo 100 il valore nazionale di nove anni fa, il Veneto avanza nell’ottica di una maggiore inclusione sociale (da

blico incasserà i pedaggi e quindi dobbiamo incentivarne l’utilizzo. Ci aspettiamo un transito di 27 mila veicoli al giorno quando la superstrada sarà terminata. Tutti i 36 sindaci dei Comuni attraversati dal percorso hanno detto sì alla Pedemontana e sono certo che se facessimo un referendum chiedendo alla gente se vuole quest’opera, si arrabbierebbe perché glielo chiediamo ancora». Il completamento dell’intera Superstrada, che collegherà Montecchio Maggiore (Vi) a Spresiano (Tv), passando per il distretto industriale di ThieneSchio, per Bassano del Grappa e a nord di Treviso, interconnettendosi a tre autostrade (l’A4, l’A31 e l’A27) è previsto per la fine del 2020. L’arteria si sviluppa per complessivi 162 chilometri di cui, 94 di viabilità principale e 68 di viabilità secondaria, interessa 114 Comuni, 36 dei quali sono attraversati dal tracciato, 22 nella Provincia di Vicenza e 14 nella Provincia di Treviso. Nel giorno del taglio del nastro,

da Zaia non è mancato una replica alle accuse relative all’impatto ambientale dell’opera. «Non siamo una “Banda Bassotti” che fa le cose di nascosto, né siamo criminali che vanno a interrare e nascondere nottetempo i rifiuti nei cantieri. Anzi, mano a mano che procedono i cantieri, si provvede a bonificare le discariche, vecchie anche di sessant’anni, che vengono scoperte, come a Trissino e a Montecchio Maggiore». Questo primo tratto, percorribile in un tempo tra i 5 e i 7 minuti, è stato realizzato con una spesa di circa 120 milioni di euro. La piattaforma stradale è

Statistiche I numeri di una crescita attenta alla qualità della vita

Il Veneto è sempre più sostenibile 105,7 a 108,5) e di equa distribuzione, riducendo povertà (da 104,0 a 110,3) e diseguaglianze (da 108,6 a 113,6). Migliora l’accesso e la qualità dei percorsi di istruzione (da 101,0 a 113,3) oltre a riportare una più ampia parità di genere nei vari ambiti della vita sociale (da 102,4 a 112,6). Anche il mondo imprenditoriale veneto ha investito nella sostenibilità (da 102,2 a 116,4) e nella garanzia di pari

modelli di produzione e di consumo (da 109,4 a 113,9). Un dato che si accompagna a una situazione del mercato del lavoro che si conferma migliore della media nazionale (105,7), nonostante una leggera flessione di due punti che non nasconde la fatica nel tornare ai livelli precedenti alla crisi. Ulteriore affermazione si registra nel ricorso alle energie rinnovabili (da 102,5 a 105,1) mentre alla voce “Salute e benessere”, l’eccellen-

costituita da due corsie (ognuna larga almeno 3,75 metri) e una di emergenza per senso di marcia, suddivise da uno spartitraffico centrale di 3 metri. La tratta è stata costruita in trincea profonda, per attenuare l’impatto territoriale e ambientale sull’area circostante. La continuità della ferrovia, delle viabilità secondarie e della rete idraulica in superficie viene mantenuta mediante la realizzazione di manufatti. Il pedaggio risulta pari a 1.10 euro per i mezzi di classe A, a 1.20 euro per i mezzi di classe B, rispettivamente a 1.50, 2.40 e 2.80 euro per i mezzi pesanti, suddivisi in tre classi.

za della sanità veneta si conferma con indicatore da 103,9 a 104,1. A partire da questi risultati, il vicepresidente della giunta Regionale del Veneto Gianluca Forcolin ha dato avvio al processo di costruzione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile ambientale, economico e sociale. “Siamo una regione molto sviluppata – ha ricordato a un’ampia platea di rappresentanti del mondo economico e sociale del Veneto – e, proprio per questo, abbiamo la responsabilità di diventare modello di benessere non solo per noi e per le generazioni future ma anche per gli altri territori e le altre comunità”.

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Politica

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La crisi Quattro punti vendita, 150 dipendenti e un largo indotto senza risposte

Mercatone Uno, anche il Veneto trema U

na crisi senza fine, in un susseguirsi di docce fredde. Quella di Mercatone Uno, la catena della grande distribuzione nel settore dell’arredo casa e degli elettrodomestici dichiarata fallita dal Tribunale di Milano con la chiusura improvvisa di tutti i 55 punti vendita, è una crisi che coinvolge pesantemente anche il Veneto, dove il marchio reso celebre da Pantani conta circa 150 dipendenti nei punti vendita di Legnago, Noventa Padovana, Carrè nel Vicentino e Occhiobello in Polesine, rilevati lo scorso anno da Shernon Holding. La situazione dell’ormai ex colosso, che ha lasciato a casa 1.800 dipendenti comunicando loro la chiusura via internet, è ancora più grave se nel computo delle maestranze si aggiunge l’indotto: qualcosa come 10 mila persone coinvolge tra fornitori, padroncini, clienti che già avevano pagato gli acquisti ora sigillati all’interno dei magazzini. Per tentare di individuare possibili risposte a tutela dei dipendenti e dell’indotto, la

Il fallimento, con la chiusura dei punti vendita, è seguito con attenzione dalla Regione. Nei giorni scorsi la riunione del tavolo di crisi con sindacati, fornitori, consumatori e sindaci

Regione Veneto è stata tra i primi enti a muoversi, con una serie di riunioni culminate nell’incontro del tavolo di crisi a cui hanno partecipato le organizzazioni sindacali, le rappresentanze dei fornitori, le associazioni dei consumatori e i sindaci dei quattro comuni. L’incontro ha avuto la funzione principale di strutturare un coordinamento regionale e di fare pressione sul Ministero per garantire il rispetto degli impegni assunti nel corso del tavolo del 27 maggio scorso, in particolare per quanto riguarda le tempistiche del Tribunale di Bologna da

cui dipende l’eventuale prosecuzione delle attività aziendali. Oltre a ciò si è provveduto a verificare con le istituzioni locali l’attivazione di iniziative di tutela degli immobili e delle merci dei punti vendita attualmente chiusi, al fine di prevenire fenomeni di sciacallaggio già avvenuti in altre regioni, e di assistere, per il tramite delle associazioni dei consumatori presenti, quei clienti che si sono impegnati in acquisti non consegnati. “Siamo stati tra i primi ad attivarci per conoscere e fronteggiare questa emergenza – sottolinea l’assessore al lavoro Elena Donazzan – e vogliamo coinvolgere tutte le parti territoriali per individuare insieme le soluzioni al fine rendere meno traumatica possibile la situazione. Ci sono troppe zone d’ombra in questa vicenda e i segnali che ci erano pervenuti da alcune aziende venete creditrici di Mercatone Uno si sono poi, purtroppo, confermati”. Shernon Holding, a leggere le

cronache, non avrebbe neppure pagato i locatori per 6 milioni di euro oltre ad essere moroso di altri 15 milioni verso l’amministrazione straordinaria. A farne le spese, oltre ai creditori, anche i clienti che hanno versato 20 mila acconti per 3,8 milioni di euro senza mai ricevere i mobili ordinati. Inoltre nei mesi di gestione la Shernon avrebbe accumulato 10 milioni di debiti verso l’erario, con 60 milioni di debiti verso fornitori. Non sarebbe stata versata l’Iva, come le ritenute d’acconto sui lavoratori. Ma quale potrebbe essere ora il futuro del gruppo? I sindacati confederali hanno chiesto con forza di esplorare la strada di una possibile vendita ad altri grandi operatori del settore, certo resa difficile sia dall’inchiesta sia dalla stagnazione dei consumi. Altrimenti, potrebbe rimanere la strada della vendita “a spezzatino”, punto vendita per punto vendita. Con quali garanzie di veder tutelati i posti di lavoro e i crediti per i dipendenti, è facile immaginarlo.


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La Regione finanzia 90 specializzandi

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Lo studio

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ono 90 i contratti di specializzazione medica aggiuntivi deliberati, per l’anno accademico 2018-2019, dalla Giunta Regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. Un’operazione che, con un finanziamento di 9.795.000 euro conferma un impegno della forte. Le borse di studio vanno ad accrescere sensibilmente le circa 400 assegnate con finanziamento statale dal MIUR. I giovani professionisti (che dovranno essere residenti in Veneto da almeno tre anni consecutivi) è previsto si formino nelle scuole di specializzazione delle università venete di Padova e Verona, favorendo la loro permanenza nelle aziende sanitarie della Regione. “Il numero di specializzandi che riusciamo così a sostenere nel percorso formativo è considerevole – sottolinea l’assessore Lanzarin – e non è un impegno solo di oggi, visto che negli ultimi anni lo abbiamo portato avanti con determinazione. Alla carenza di medici rispondiamo con un atto che va oltre la contingenza e le necessità

Sanità veneta promossa a pieni voti

immediate. Si tratta di un vero e proprio investimento sul futuro della nostra sanità. I medici, infatti, non solo si formeranno presso le scuole presenti nella nostra regione ma anche avranno l’obbligo di ruotare nel loro percorso professionale nelle strutture delle aziende sanitarie e, in particolare, presso gli ospedali Hub e Spoke del Veneto”. “Siamo di fronte alla necessità di fronteggiare la carenza di camici bianchi – prosegue l’Assessore -. Nel Veneto, mancano all’appello circa 1300 professionisti, e a noi è richiesto impegno nel mantenimento degli organici. Si è sempre detto che è non è il momento delle parole ma quello di agire; questo provvedimento dimostra l’attenzione e la determinazione che la Regione ha verso il problema. Il numero dei posti presso le scuole di specializzazione, infatti, nel rispetto della quota complessiva avverrà limitatamente a quelle specializzazioni per le quali presso il sistema sanitario regionale si è verificata una più significativa carenza di professionisti”.

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Hai una sola pelle, abbi cura di lei. Di melanoma si muore Quindici anni per il nuovo ospedale di Padova

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Crema solare per la pelle: prevenzione indispensabile contro il melanoma a pag 29

romosso, e a pieni voti. Il sistema sanitario veneto passa anche quest’anno la prova dei dati, confermandosi come punto d’eccellenza a livello europeo. L’analisi è della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che dal 2008 ha sviluppato il “Sistema di valutazione dei Sistemi sanitari regionali”, oggi condiviso da dieci regioni italiane (Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto) e dalle due province autonome di Trento e Bolzano. Il progetto ha permesso negli anni la condivisione e l’evoluzione di un sistema di valutazione delle “performance” dei Sistemi sanitari regionali, che oggi si compone di quasi 400 indicatori, per monitorare la capacità di miglioramento nella gestione dei servizi sanitari. Queste informazioni supportano le Regioni italiane nel disegnare le proprie strategie, modulare gli investimenti e rendere conto ai propri cittadini dei risultati conseguiti. Dei 292 indicatori di valutazione relativi al 2018 analizzati, quasi la metà (48,5%) presenta un trend di miglioramento mentre il 19,6 % è stazionario. Sostanzialmente il 70% degli indicatori è quindi in miglioramento o con un trend stabile. Continua alla pag. seguente

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I dati del Network coordinato dalla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa

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Quindici anni per il nuovo ospedale di Padova

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ncora quindici anni, sperando che tutto fili per il verso giusto. È questa la prospettiva per il nuovo ospedale di Padova, il cui progetto ha già alle spalle un buon decennio di discussioni e due campagne elettorali vinte anche sull’onda dello slogan “l’ospedale nuovo al posto di quello vecchio”. Invece alla fine il cuore della sanità padovana è destinato a lasciare via Giustiniani, producendo un effetto a catena anche sul Sant’Antonio e su tutta l’area contigua alle mura, per trovare casa a Padova est, soluzione scelta dopo un infinito tira e molla con le altre ipotesi di Padova ovest vicino lo stadio e l’area dell’attuale aeroporto Allegri. Ma per poter assistere al taglio del nastro ci vorranno, appunto, non meno di quindici anni. Il conto esatto è stato snocciolato nel corso di un convegno nell’aula magna del Bo e ribadito dal governatore Zaia all’inaugurazione della nuova patologia neonatale. Un anno servirà agli enti coinvolti (Regione, Comune, Università) per definire nei dettagli e sottoscrivere l’Accordo di programma, ovvero il testo che mette nero su bianco localizzazione della struttura, interventi, fonti di finanziamento. Gli altri quattordici saranno impegnati dal mega cantiere che ridisegnerà un quadrante strategico della città, a ridosso del casello autostradale di Padova est. Ora che una prima partita decisiva è stata conclusa, con la cessione dei terreni a San Lazzaro dal Comune alla Regione, rimane lo scoglio più impegnativo: dove e come trovare gli 800 milioni che si stimano necessari? La Regione da quattro anni a questa parte ne ha stanziati a bilancio 50 alla

Annunciato il cronoprogramma, si spera nel finanziamento dell’Inail per garantire la piena copertura economica all’opera volta, creando un primo “tesoretto” di 200 milioni. Il resto dovrà essere reperito scegliendo fra tre possibili strade, ribadite nel convegno padovano dal direttore generale dell’area sanità Domenico Mantoan: utilizzo di fondi regionali, accompagnati dall’accensione di un mutuo; utilizzo di fondi regionali, accompagnati dalla compartecipazione di privati (il cosiddetto project financing); investimento nella struttura da parte dell’Inail. Proprio quest’ultima è la strada a cui si guarda oggi con fondata speranza. L’Istituto nazionale ha annunciato il suo interesse a partecipare alla costruzione con un impegno importante, valutato attorno ai 450 milioni di euro. Chiaro che se dovesse concretizzarsi, sarebbe la soluzione ideale e consentirebbe di procedere con più serenità alla stesura dell’Accordo di programma. La soluzione del project financing è stata ampiamente utilizzata in passato, anche per strutture importanti come il

nuovo ospedale All’angelo di Mestre: potrebbe consentire secondo gli esperti di chiudere il cantiere con un paio d’anni di anticipo, ma il costo per le casse pubbliche non sarebbe irrilevante. Quale che sia la strada che verrà intrapresa, è chiaro che i prossimi mesi saranno decisivi per le sorti della sanità padovana, un settore fondamentale anche per la vita economica della città che oggi sconta strutture inadeguate: “Una punta di diamante – ha sottolineato Mantoan – che dal punto di vista edilizio è una catapecchia”, mentre negli ultimi anni nuovi ospedali sono stati costruiti a Verona, Mestre, Treviso, Santorso, Castelfranco, Asiago, Schiavonia. Colpa di una città che non ha saputo elaborare un progetto condiviso in tempi rapidi, e che oggi deve fare i conti con due problemi paralleli: i tempi di attesa per il nuovo ospedale, e il futuro da ridisegnare dell’attuale struttura in pieno centro storico.

una vera e propria promozione – commenta il Presidente della Regione Luca Zaia – che dedico all’impegno quotidiano di tutta la squadra della sanità veneta, senza la cui dedizione non si raggiungerebbero certi risultati di qualità. È anche, peraltro, il risultato di scelte difficili, a volte difficilissime, che però vanno nella direzione di una sanità più efficiente. I bei voti come questi li dobbiamo considerare la base di partenza per fare ancora meglio e dare alla nostra gente la sanità che si merita”. Tra i risultati positivi conseguiti, spicca in particolare la riduzione dei ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza: il Veneto è in assoluto la migliore regione (“best practice”) del Network, con un tasso che cala ulteriormente dai 111 ricoveri (per 10.000 residenti) del 2017 ai 104 del 2018. Eccezionale è il risultato sui tempi di attesa per chirurgia oncologica, che va a migliorare ulteriormente il dato già buono del 2017: da 23,99 a 20,24 giorni di attesa media per ricovero per tumore, mammella 15,83, colon 14,41, retto 16,92, polmone 18,64, utero 18,41. Performance ottime anche per quanto riguarda i Lea medici e le patologie sensibili alle cure ambulatoriali, il tasso di ospedalizzazione pediatrico per asma, la copertura vaccinale per varicella, lo screening mammografico e della cervice uterina, il consumo di antibiotici in età pediatrica, gli ultra 75enni dimessi con accesso domiciliare entro i 2 giorni. Valutato positivamente anche l’impegno nell’ambito della ricerca. Insomma, la sanità veneta non sarà perfetta ma è in grado di offrire risposte di altissimo standard, e a contribuire al quadro sono anche le politiche di sensibilizzazione e di educazione rivolte alla popolazione per incentivare l’adesione a stili di vita sani. “L’ulteriore miglioramento dei servizi offerti dal nostro servizio sanitario nazionale nasce dalla sinergia tra innovazione organizzativa, valorizzazione dei professionisti e una nuova alleanza con gli utenti – ha commentato Sabina Nuti, da quest’anno Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – La nostra scuola rilancia nuovamente il proprio impegno a supportare quelle Regioni che hanno accolto la sfida di aderire al Network, per rispondere con trasparenza ai bisogni dei propri cittadini e investire sulla ricerca anche in campo gestionale come volano dello sviluppo del sistema paese”.

In regione continuano a migliore gli indicatori e l’investimento sugli stili di vita sani sta dando i suoi frutti. Ottimi risultati nella gestione dei ricoveri e in campo oncologico

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Crema solare per la pelle: prevenzione indispensabile contro il melanoma La tintarella non è proibita ma l’esposizione al sole senza protezione mette a rischio la salute

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raggi solari piacciono molto a chi ama l’abbronzatura intensa ma fanno male. Ogni anno si fa sempre più intensa la comunicazione su quest’argomento perché è sempre più importante prevenire i tumori della pelle. Quando ci si espone al sole per abbronzarsi c’è sempre un rischio che la pelle si scotti e subisca danni da cui può avere origine, anche anni dopo, un tumore. Ridurre al minimo queste probabilità è possibile, rispettando alcune semplici regole, la prima, ricorda la Fondazione Umberto Veronesi, è l’utilizzo della protezione solare. Chi la applica a partire dai primi anni di vita, riduce in maniera signifiicativa il rischio di avere un melanoma, che è il più diffuso tumore della pelle. La conferma giunge da uno studio australiano pubblicato sulla rivista Jama Dermatology, in cui i ricercatori hanno voluto misurare l’associazione tra l’uso di creme solari e la probabilità di ammalarsi di melanoma nei giovani con meno di quarant’anni. Lo studio ha analizzato i

dati raccolti da quasi 1700 persone: tra pazienti di (603) e altri individui sani (1088) arruolati come “controlli”. A tutti è stato chiesto di fornire informazioni relativamente alla frequenza d’uso della protezione fin dai primi anni di vita, del fattore di protezione utilizzato (da 8 in su) e del tempo mediamente trascorso esponendosi al sole. La probabilità di ammalarsi di melanoma è risultata inversamente associata al maggior uso di creme solari fino ai 17 anni di età: dunque nel corso di tutta l’infanzia e l’adolescenza, a dimostrazione di come il rispetto delle regole della prevenzione sia importante a partire dai primi anni di vita. Il rischio non è invece risultato dipendere (soltanto) dal tempo trascorso esponendosi al sole: a riprova del fatto che la tintarella non è proibita, a patto però di prenderla con cura. Da qui la differenza, rimarcata più volte nello studio, tra “esposizione al sole” ed “esposizione al sole senza protezione”: con quest’ultima a fare la differenza. L’associazione, a parità di utilizzo di

Polizia di stato e Centro trapianti insieme, di corsa per salvare più vite possibile

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l passaggio del Giro d’Italia per le strade del Veneto, gremite come ogni anno di appassionati, è stato anche una preziosa occasione per rilanciare l’attenzione sulla donazione di organi e il trapianto. Protagonisti dell’iniziativa, con un corner promozionale allestito a Treviso e a Valdobbiadene in occasione della partenza delle tappe della corsa rosa e del giro “E” per bici elettriche, è stata una squadra già abituata a lavorare in stretta sinergia e composta da Polizia Stradale, Centro nazionale e Centro regionale trapianti del Veneto, volontari dell’Aido. Nello stand era possibile registrare la propria volontà di donazione di organi e conoscere il lavoro straordinario composto da staffette stradali, personale sanitario e medici. “Con questa iniziativa – ha sottolineato il presidente Zaia - lo sport e la sanità lanciano un messaggio fortissimo di speranza e fiducia. Potrebbe trattarsi di una bella squadra a cronometro, dato che con la Lamborghini della Stradale si rubano anche i minuti per portare organi donati a chi li deve ricevere”. Dal 2016 la Polizia di Stato supporta il Centro nazionale trapianti per il trasporto di organi e tessuti in condizioni di estrema urgenza, una sinergia che lo scorso febbraio è stata anche formalizzata

creme protettive, è risultata più alta per le di schermare o bloccare i raggi del sole viene persone di pelle più chiara, con un fototipo definita fattore di protezione solare: è il basso. Oltre che tra coloro che avevano numerino con valori in genere compresi tra più nevi cutanei, poiché questi nascono 6 e 50 che si può trovare sui prodotti solari. dall’accumulo di melanociti. Questo indicatore si riferisce I raggi E dal momento che il nello specifico alla capacità ultravioletti melanoma altro non è che di bloccare i raggi ultravioletti un tumore che ha origine da di tipo B sono di tipo B: considerati un queste cellule, deputate alla cancerogeno certo per considerati un l’uomo, al pari di quelli A produzione della melanina, cancerogeno pigmento responsabile e di quelli C (raramente del colore della pelle e certo per l’uomo raggiungono la Terra). Creme dell’abbronzatura, “una con un «Spf» pari a 15 sono parte di essi può degenerare e dare vita a in grado di bloccare il 93 per cento dei un melanoma”, come si legge sul Manuale raggi UVB, mentre solari con «Spf» pari Pelle. Fondamentale, dunque, è l’utilizzo a 30 arrivano a bloccarne il 97 per cento. delle creme solari. La capacità di una crema Nessun prodotto - nemmeno quello con

fattore di protezione superiori a 50 - è in grado di bloccare tutti i raggi UVB. La scelta della crema solare non è semplice. Il primo fattore da tenere conto è il tipo di pelle: più sono chiare, più alto deve essere il fattore di protezione. Per fototipi più scuri è indicato un fattore di protezione intorno a 15, per quelli intermedi (biondo scuro e castani) fattori tra 15 e 30, per quelli molto chiari (biondo o rossi e pelle molto chiara) fattori da 30 in su. È importante che resta al sudore e all’acqua e va applicata in maniera abbondante: 2-3 cucchiai da tavola di crema (circa 25-30 grammi) per proteggere tutto il corpo. È quindi bene ripetere l’applicazione almeno ogni due ore e dopo ogni bagno.

Padova, rinforzata la Patologia ASSISTENZA E neonatale, 20 nuovi posti letto GESTIONE AMMINISTRATIVA per i neonati prematuri anziani, disabili e famiglie SERVIZI OFFERTI di Dal Corso Paola

ufficialmente con la sottoscrizione del protocollo d’intesa. L’attività operativa della Polizia scatta quando la distanza delle strutture sanitarie interessate e la particolarità dei trapianti da eseguire rischierebbero di compromettere il buon esito dell’intervento. Protagonista dello spazio espositivo è stata la Lamborghini Huracàn della Polstrada: un’auto capace di raggiungere i 325 km orari, provvista delle più avanzate dotazioni tecnologiche e attrezzata nel cofano anteriore con un frigobox appositamente adibito al trasporto degli organi. Nel 2018 la Polizia Stradale ha effettuato 4 trasporti a supporto di trapianti incrociati di rene da donatore vivente (i cosiddetti “crossover”): di questi, ben 3 hanno coinvolto strutture della Regione Veneto, ovvero gli ospedali di Padova e Vicenza.

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gode un altro tassello di assoluto prestigio nella sua offerta sanitaria. La nuova terapia intensiva neonatale è la frontiera della scienza applicata alla salvaguardia delle vite più fragili: quelle dei bambini prematuri, anche nelle condizioni più problematiche e persino sotto il chilo di peso. Diretta da Eugenio Baraldi, la terapia intensiva neonatale è punto di riferimento per l’intera regione e grazie ai nuovi 20 posti letto può contare su 30 posti tra terapia intensiva e semi-intensiva, a disposizione di un bacino d’utenza di 10 mila nati che ogni anno vede affluire qui 400 bambini, un quarto dei quali di meno di un chilo e mezzo alla nascita.

numero di neonati prematuri curati, con progetto di fattibilità per la nuova pediatria, • Baby-sitter una sopravvivenza superiore alla media una delle strutture più attese dalla sanità certificata dagli standard internazionali, la padovana. Grazie a un investimento di 61 • Animazione per feste di compleanno patologia neonatale può contare su una milioni di euro, ulteriormente lievitato di dotazione tecnologica di livello assoluto, 7 milioni per rispondere alle modifiche • Elaborazione buste paghe che comprende anche l’Ecmo neonatale approvate in corso d’opera, la Casa della tra gli strumenti di assistenza ventilatoria Mamma e del Bambino si estenderà per e di monitoraggio delle funzioni vitali. quasi 20 mila metri quadrati suddivisi in otto Ospita inoltre il coordinamento del Servizio piani più gli ambienti seminterrati. Per questo regionale di trasporto neonatale critico, che polo il nuovo ospedale non rappresenta il ogni anno gestisce oltre 200 trasporti tra i 20 futuro: pediatria e l’intera area materno ospedali della Regione in rete, lavorando h24 infantile, compresa ostetricia, resterà infatti tutti i giorni dell’anno. al Giustinianeo e potrà approfittare dei nuovi Ma il rilancio della terapia neonatale spazi che si apriranno col trasferimento della non è l’ultimo intervento in programma. Di gran parte dei reparti a Padova est.

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Un laser “micropulsato” per trattare la retina infiammata L

a retina costituisce il tessuto retinico più nobile dell’occhio. E’ la superficie sulla quale si proietta l’immagine ed è costituita da uno strato di cellule, fotorecettori, capaci di trasformare la luce in impulso elettrico. Ovviamente questa semplificazione non rende ragione della complessità del fenomeno da un punto di vista biochimico; dobbiamo infatti pensare che l’energia luminosa, colpendo le cellule, fa si che queste consumino alcune sostanze chimiche presenti al loro interno e quindi determinino l’eccitazione di determinate fibre nervose. La grande complessità dell’occhio è resa ancora più evidente se pensiamo che è collegato a circa il 40% del cervello! Ad ogni modo, questa breve introduzione è riportata solo per far capire che se in questa catena di eventi vi sono delle interruzioni, la visione non è più buona. Uno dei processi morbosi con cui abbiamo a che fare frequentemente è l’edema retinico. La parola edema rappresenta semplicemente un infarcimento di liquido negli spazi retinici. Se noi prendiamo ad esempio un colpo in una

parte del corpo, questa si gonfia, basti pensare ad una distorsione articolare o ad un trauma. A livello oculare esistono equilibri molto delicati che permettono

ai liquidi fisiologicamente presenti nei tessuti, di rimanere al loro posto. Se però abbiamo dei processi infiammatori successivi ad interventi chirurgici quali

Una seduta laser dura pochi secondi, si effettua dopo aver dilatato la pupilla e non comporta alcuna sensazione di dolore per il paziente

anche una cataratta o disturbi generali quali il diabete o ad altre patologie oculari o generali, ci possono essere delle raccolte di liquido all’interno degli strati retinici. Ovviamente in questi casi la retina non funziona più bene! Per agevolare il riassorbimento di questo liquido patologico esistono terapie farmacologiche, farmaci iniettati all’interno del bulbo, e più recentemente un particolare tipo di laser. Una particolare lunghezza d’onda (Giallo) è in grado di stimolare le cellule retiniche senza danneggiarle permettendo così a queste di riassorbire il liquido patologico. Questo trattamento è chiamato “Laser giallo micro pulsato” e si effettua in pochi secondi senza alcun dolore per il paziente. Costituisce

una vera innovazione ed un’arma straordinaria per gli edemi cronici spontanei (retinite sierosa centrale), post diabete o post trombosi. Una seduta laser dura pochi secondi, si effettua dopo aver dilatato la pupilla e non comporta alcuna sensazione di dolore per il paziente. E’ inoltre possibile ripetere questi trattamenti in caso di recidiva della raccolta di liquido. Questo laser ha un’efficacia straordinaria anche nei comuni trattamenti laser per la saldatura delle lesioni retiniche (distacco di retina) o nei trattamenti panretinici nei pazienti diabetici. Il grosso vantaggio per il paziente è l’assenza di dolore dovuta alla estrema brevità dellìimpulso (20 msec). Ancora una volta la tecnologia ci offre soluzioni, sta a noi usarla con intelligenza!

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Padova, rinforzata la Patologia neonatale, 20 nuovi posti letto per i neonati prematuri

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n attesa del nuovo ospedale, Padova si gode un altro tassello di assoluto prestigio nella sua offerta sanitaria. La nuova terapia intensiva neonatale è la frontiera della scienza applicata alla salvaguardia delle vite più fragili: quelle dei bambini prematuri, anche nelle condizioni più problematiche e persino sotto il chilo di peso. Diretta da Eugenio Baraldi, la terapia intensiva neonatale è punto di riferimento per l’intera regione e grazie ai nuovi 20 posti letto può contare su 30 posti tra terapia intensiva e semi-intensiva, a disposizione di un bacino d’utenza di 10 mila nati che ogni anno vede affluire qui 400 bambini, un quarto dei quali di meno di un chilo e mezzo alla nascita. Terza in Italia dopo Torino e Milano per numero di neonati prematuri curati, con una sopravvivenza superiore alla media certificata dagli standard internazionali, la patologia neonatale può contare su una dotazione tecnologica di livello assoluto, che comprende anche l’Ecmo neonatale tra gli strumenti di assistenza ventilatoria e di monitoraggio delle funzioni vitali. Ospita inoltre il coordinamento del Servizio regionale di trasporto neonatale critico, che ogni anno gestisce oltre 200 trasporti tra i 20 ospedali della Regione in rete, lavorando h24 tutti i

giorni dell’anno. Ma il rilancio della terapia neonatale non è l’ultimo intervento in programma. Di queste settimane è infatti l’approvazione del progetto di fattibilità per la nuova pediatria, una delle strutture più attese dalla sanità padovana. Grazie a un investimento di 61 milioni di euro, ulteriormente lievitato di 7 milioni per rispondere alle modifiche approvate in corso d’opera, la Casa della Mamma e del Bambino si estenderà per quasi 20 mila metri quadrati suddivisi in otto piani più gli ambienti seminterrati. Per questo polo il nuovo ospedale non rappresenta il futuro: pediatria e l’intera area materno infantile, compresa ostetricia, resterà infatti al Giustinianeo e potrà approfittare dei nuovi spazi che si apriranno col trasferimento della gran parte dei reparti a Padova est.

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Grado, isola di sole. Fra miti e lagune F

iglia di Aquileia, madre di Venezia. Si sa, i detti popolari non amano le sfumature della storia, semplificano di brutto, ma Grado è un po’ così. Isola sospesa nel suo mito, come nel dedalo delle sue lagune. Indefinita, eppure così decisiva nel definire un confine fra Oriente e Occidente, fra le rotte del Nord e il mare. Perché il confine è essa stessa, Grado.

di Renato Malaman

Cosmopolita dentro, con quell’anima un po’ giuliano-veneta (come la sua parlata) e un po’ mitteleuropea. Grado è la proiezione sull’Adriatico di Aquileia, la città romana che illuminava la X Regio Venetia et Histria, quarta città più grande dell’Impero al tempo di Augusto, ancor oggi celebrata dagli splendori archeologici di cui è ricca. continua alla pag. seguente


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Grado, isola di sole. Fra miti e lagune

Il suo passato romano e bizantino, la lega ad Aquileia, a cui oggi è collegata attraverso un lungo ponte. Fu sotto gli Asburgo - ai primi del ‘900 che la città si aprì al turismo, con le sue spiagge dalla sabbia”miracolosa” e le sue ville di gusto liberty di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

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ici Grado e pensi al mare e alla spiaggia, ai tempi d’oro delle sabbiature sull’arenile che facevano miracoli per le ossa. Anche calciatori allora di chiara fama, “sabbiati” dopo un infortunio, ne confermarono gli indubbi benefici. Però la Grado balneare è solo una parte dell’identità complessa che la città ha ereditato nel corso dei secoli. E neanche la parte più bella, anzi decisamente la meno attraente sotto il profilo urbano, tanto che ci vorrà del tempo per mascherare le architetture anonime degli anni ’60-’70 che si affacciano sul lungomare. Più intima e suadente è la Grado delle calli e dei campielli, del capriccioso intreccio di canali e specchi d’acqua lagunari disegnati dalle correnti, dei pescherecci e del mercato del pesce, delle piste ciclabili e dei sentieri naturalistici, delle chiese orientaleggianti impreziosite da mosaici e affreschi che ancor oggi destano stupore. Grado è tante città in una. Il suo centro storico più intimo è costituito dalle case di epoca veneziana - alcune ben restaurate come la Casa della Musica che ospita importanti mostre d’arte - e, più verso il mare, dalle ville di epoca asburgica che ricordano la Belle Epoque quando Grado era ancora Graus e gli austriaci alla fine del XIX secolo scoprirono il piacere di soggiornarvi. Ma Grado è fatta anche di casoni, tenuti come reliquie nelle isole della sua laguna, retaggio di una civiltà rurale e lagunare che ha lasciato il segno nel Dna dei gradesi. Vivere Grado oggi è visitare le sue chiese antiche, la Basilica di Santa Eufemia prima fra tutte: l’antica cattedrale del soppresso patriarcato, di cui è continuatore quello attuale di Venezia. Il suo pavimento è interamente mosaicato. Brilla d’arte bizantina anche il vicino Battistero. In laguna, nell’isola di Barbana, sorge il santuario meta da secoli di un pellegrinaggio votivo che si svolge in barca la prima domenica di luglio, rinnovando il rito del Perdon.

NELLA FOTO COPERTINA UNA SUGGESTIVA IMMAGINE DELLA LAGUNA DI GRADO. SOTTO: LA FESTA DEL PERDON CON IL CORTEO DELLE BARCHE DIRETTO ALL’ISOLA DI BARBANA, LA BASILICA DI SANT’EUFEMIA, RELAX NELLA PISCINA DI UN HOTEL IN CENTRO. IN QUESTA PAGINA: ALTRA VEDUTA DI GRADO, L’INTERNO DELLA BASILICA, LA STATUA DELLA VERGINE PORTATA IN PROCESSIONE A BARBANA, PESCHERECCI SUL MOLO, LA SPIAGGIA, CAVALLI IN LIBERTÀ ALL’ISOLA DI CONA. QUI A LATO: IL SANTUARIO DELL’ISOLA DI BARBANA E ALTRE IMMAGINI DI GRADO E DELLE SUE LAGUNE.

Nelle sue osterie si incontra l’anima giuliano-veneta della città, mentre lungo il molo si possono degustare i prodotti del mare e delle valli salmastre. La bicicletta aiuta a scoprire meglio le sue numerose oasi naturalistiche

Vivere Grado è perdersi la sera in calli e piazzette, cercando l’osteria giusta per concedersi un’ “ombra” per l’aperitivo. Un modo per apprezzare la convivialità, ma anche gli straordinari prodotti di cui il territorio è ricco. I vini friulani e del Carso, quelli del Collio e dei Colli Orientali. Il prosciutto crudo, i salumi tradizionali, i formaggi… E poi i prodotti del mare, in quest’area dell’Adriatico particolarmente prelibati, come i “dondoli” (i cosiddetti tartufi di mare) e gli altri mitili, le seppie e le seppioline, le alici e i “sardoni”. Un patrimonio ittico che la locale Cooperativa di Pescatori valorizza anche attraverso un proprio ristorante, affacciato sul molo dei pescherecci. A Grado si svolge una delle più importanti aste del pesce dell’Alto Adriatico. L’attuale proposta alberghiera punto molto sul benessere. La sabbia dalle riconosciute proprietà curative antiartrosiche e antireumatiche si accompagna all’attività delle Spa degli hotel e alle acque termali delle Terme. Grado è diventato anche il paradiso dei cicloturisti. Tantissimi i percorsi delle vie ciclabili, molti dei quali lambiscono le lagune e il

loro suggestivo mondo. In bici – attraverso un lungo ponte lagunare, si può facilmente raggiungere Aquileia, città archeologica che anche da sola potrebbe valere il soggiorno a Grado, tante sono le testimonianze storico-artistiche e culturali che la connotano. A cominciare dalla Basilica, crocevia di storia e di civiltà. Capitale politica e religiosa per secoli (a partire dal periodo romano), con influenza in ampi territori circostanti, fino all’Istria. Chi ama la natura può scegliere fra tanti orizzonti. Le vicine isole della laguna, come pure la Riserva naturale dell’Isola della Cona, alla foce dell’Isonzo, dove galoppano in libertà una decina di cavalli bianchi e dove nidificano rare specie dell’avifauna locale e di quella migratoria. Scegliere Grado anche per loro è stato facile, visto che in un piccolo paradiso si sta proprio bene. Il sito del Consorzio Grado Turismo (www. grado.it) e la pagina FB consorziogradoturismo meritano una visita per la varietà di proposte e dicombinazioni che offrono per conoscere Grado e il suo piccolo universo.

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Food & Drink FESTA O SAGRA: LA RANA È CELEBRATA IN MOLTE PIAZZE DEL VENETO

VALDOBBIADENE, CANEVANDO IL 30 GIUGNO

Sono davvero tante le feste o sagre dedicate alla regina dei nostri fossi: la rana. Nel risotto o fritta è una vera protagonista dell’arte culinaria veneta. Cona, Pernumia, Grossa di Gazzo padovano, Arquà Polesine, Santa Lucia di Piave. Se nel piatto c’è la rana, la gente arriva. Lo confermano le presenze alla più grande manifestazione enogastronomica italiana a base di rana, quella di Santa Lucia di Piave. L’evento che richiama ogni anno intenditori da tutte le regioni del Nord Italia e anche dall’estero, in particolare da Austria e Slovenia. Solo a Santa Lucia di Piave, infatti, si possono degustare alcune specialità le cui ricette sono il frutto di anni di sperimentazioni in cucina da parte di chef locali, cultori della carne di rana, come la “Rana imperiale”, al forno con guazzetto di pomodoro e polentina, o il risotto alla

Domenica 30 giugno 2019 avrà luogo Canevando, giunta alla sua 21a edizione. Essa, è una festa per la promozione del territorio valdobbiadenese, del vino Valdobbiadene Prosecco Docg e della gastronomia locale. Si tratta di una camminata guidata attraverso i vigneti e le colline alla scoperta delle cantine (le “caneve” in dialetto) dove è possibile degustare il Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. di ciascun produttore, in abbinamento ai diversi piatti tipici della cucina trevigiana, curati da ristoratori e pasticceri di Valdobbiadene e dai Consorzi di tutela dei prodotti tipici. Canevando parte da San Pietro di Barbozza, frazione di Valdobbiadene, lungo la strada del Prosecco e vini dei Colli Conegliano – Valdobbiadene e si snoda percorsi di ca. 10 Km ciascuno, attraverso le frazioni di San Pietro di Barbozza, Saccol e Santo Stefano, per un totale di circa 30 cantine del Comune di Valdobbiadene. La camminata procede lungo sentieri, strade sterrate e filari. Alla partenza ogni partecipante riceverà una maglietta, un calice da degustazione, una mappa e il tradizionale “pignatel” (pentolino). Verranno formati gruppi di 30 persone, guidati da esperti del territorio in uno dei percorsi

polpa di rana e i tortelli di rana conditi con burro e salvia. Non manca dal menù la rana fritta, quella che si consuma di più. E anche quella che va per la maggiore nelle sagre venete che si svolgono in questo mese di giugno. Feste analoghe ci sono a Ferrara, Perugia, Teramo. Feste nate spesso dallo spirito goliardico di gruppi di amici, desiderosi di riassaporare quel piatto della loro infanzia, che smuoveva dentro i ricordi mai sbiaditi di quando la fame li spingeva, insieme ai papà e ai nonni, a dare la caccia agli anfibi, di notte, nei fossati ricchi d’acqua delle nostre campagne. Oggi la fame è passata e si è estinto anche l’oggetto del desiderio, quella rana verde che gracida sempre più di rado nei nostri fossati per via di inquinamento e antropizzazione.

con visita a circa 6 cantine, sostando in ognuna per degustare i vini, abbinati ad un piatto tipico diverso per ogni tappa. I cantinieri sono a disposizione dei visitatori per spiegare le tecniche enologiche e di viticoltura. Un’occasione unica per conoscere questa terra anche attraverso il dialogo con gli abitanti e i viticoltori.

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zione su terreni altamente permeabili e dalla tecnica di produzione in tunnel che produce particolari condizioni di temperatura e umidità. Ricchissimo in acqua e povero in zuccheri, il melone è particolarmente ricco di vitamine A, C e B e di potassio. Trova indicazione nelle anemie, nella stipsi, nella gotta e nel diabete. Possiede proprietà lassative e diuretiche.

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Verona, estate a teatro

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Lio Piccolo, Cavallino Treporti, tutto da scoprire

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l 15 e il 29 giugno è possibile immergersi in uno degli angoli più affascinanti della Laguna di Venezia. Un’escursione guidata vi permetterà di immergervi in una vera e propria oasi di pace, un mondo fatto di specchi d’acqua, canali, barene, campi coltivati. Lio Piccolo, splendido borgo rurale situato a pochi passi dalle spiagge di Cavallino Traporti e Jesolo, rappresenta un vero e proprio spaccato di vita della laguna. Saranno ripercorse le antiche origini del borgo: una realtà fatta di agricoltura e valli da pesca, in cui la quotidianità è scandita dai soli ritmi della natura. Si scopriranno i sistemi adottati da secoli dalla popolazione locale per adoperare al meglio le risorse a disposizione e riuscire a vivere in ambienti ritenuti ostili. Si vedrà come queste condizioni abbiano portato alla produzione di specialità molto apprezzate e ricercate dal punto di vista gastronomico. La prenotazione è obbligatoria. https://www.beescover. com/dove/la-vita-a-lio-piccolo-e-nelle-valli-da-pesca/;

a 71ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese prevede, dal 15 giugno al 28 settembre, cinquantasei serate, trentasette al Teatro Romano e diciannove, nel mese di settembre, nello spazio alternativo del Teatro Camploy. Organizzata dal Comune di Verona, l’Estate Teatrale Veronese 2019 ha come sponsor BANCO BPM, Cattolica Assicurazioni, la casa vinicola Santi e Agsm. TEATRO ROMANO Le sezioni in cui si articola l’edizione 2019 sono come di consueto tre: prosa, danza e musica. Per la prosa (pietra angolare della manifestazione fin dalla sua nascita nel 1948) gli spettacoli in cartellone sono cinque, tre dei quali inseriti nel 71° Festival Shakespeariano: La Tempesta, con adattamento e regia di Luca De Fusco con Eros Pagni e Gaia Aprea, Romeo & Giulietta, nati sotto contraria stella con drammaturgia e regia a firma di Leo Muscato e sul palco Ale e Franz, Eugenio Allegri, Marco Zannoni e Teodosio Barresi, ed Il mercante di Venezia con adattamento e regia di Giancarlo Marinelli con Mariano Rigillo, Romina Mondello, Fabio Sartor e Francesco Maccarinelli. Gli altri due spettacoli sono l’adattamento di Franco Branciaroli del Moby Dick di Herman Melville, con lo stesso Branciaroli protagonista assieme a Luca Lazzareschi (anche regista dell’opera) e Gianluca Gobbi, oltre a Elena di Euripide, con Laura Marinoni diretta da

Davide Livermore, il regista che ha inaugurato la stagione operistica del teatro Alla Scala di Milano con ‘Attila’ di Verdi. L’atteso cartellone della danza porterà al Teatro Romano i Momix con ‘Alice’, nuovo lavoro del direttore artistico Moses Pendleton ispirato all’universo fantastico che Lewis Carrol ha racchiuso in Alice nel Paese delle Meraviglie, e la prestigiosa compagnia di modern dance internazionale Nederlands Dans Theater 2, al suo ritorno al Romano dopo quattordici anni. Per la musica sono cinque le serate di Rumors, festival nato nel 2013 che prosegue il suo viaggio attraverso la “voce cantata, la voce come significato, la voce come strumento musicale”. Quattro le serate per Verona Jazz, manifestazione che da sempre unisce sonorità ricercate e “mostri sacri” del jazz. TEATRO CAMPLOY Completano il cartellone gli undici spettacoli (sei di prosa e cinque di danza) nello spazio alternativo del Camploy dal 2 al 28 settembre.

Rovigo, ‘Giostre! Storie, immagini, giochi’

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ompletamente dedicata alla fantasiosa iconografia delle giostre, la mostra ‘Giostre! Storie, immagini, giochi’ a Palazzo Roverella, fino al 30 giugno 2019. L’esposizione sfaccettata e divertente, è anche pensosa, e vuole suscitare nel pubblico un vero e proprio effetto-giostra, tra il gioco più semplice e genuino che rimanda all’infanzia e la riflessione sulla vita, sul tempo che passa, sul mondo che gira, sul destino. L’ampia sezione di fotografie comprende opere di più di sessanta importanti fotografi dall’Ottocento a oggi. Tra

questi, le immagini ottocentesche di Celestino Degoix e di Arnoux; quella della Parigi dell’inizio del Novecento di Eugène Atget e dei Frères Seeberger; le fotografie degli anni Quaranta-Sessanta di Henri Cartier Bresson e molti altri grandi. La mostra è arricchita da una selezione di importanti opere pittoriche e da manifesti di fiere di paese e sagre popolari. Importante l’installazione dell’artista contemporanea Stephen Wilks “Donkey Roundabout” e il film di Adriano Sforza “Jodi delle giostre”, vincitore del David di Donatello 2011.

Noale, infiorata il 23 giugno

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alle prime ore della mattina, sulla strada che sta tra le due torri medioevali di Noale, migliaia di fiori ed essenze arboree raccolte nei giorni precedenti daranno corpo ad un grandissimo quadro floreale composto da sette tappeti raffiguranti scene a soggetto religioso. All’imbrunire, il corteo religioso che porterà in trionfo l’Eucarestia e percorrerà il tappeto per tutta la sua lunghezza. Inoltre, nei due giorni precedenti saranno organizzate cene, presentazione di libri e molti altri eventi collaterali.

Portobuffolè, rassegna Gaiajazz

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gni sabato di giugno, la rassegna Gaiajazz, presenta un programma di altissimo valore musicale, quest’anno firmato dalla direzione artistica del prestigioso pianista Antonio Faraò. Dalle ore 19 alle ore 21:30, un ristoratore diverso per ogni sera, prepara un menù con piatti tipici del territorio, partner Consorzio Vini Venezia. L’Associazione Culturale Dotmob in collaborazione con il Comune, la Proloco di Portobuffolè ed importanti aziende del territorio, allestisce un palcoscenico unico, unendo musica di alta qualità, degustazione e conoscenza delle imprese del territorio. Il 22 giugno sul palcoscenico Carlo Atti Quartet con Carlo Atti, Danilo Memoli, Stefano Senni, Enzo Carpentieri presentano un repertorio dell’America Song Book e brani rappresentativi dell’evoluzione del linguaggio jazzistico. Il 29 giugno, ultimo appuntamento con Luca Jurman - Essential soul trio. Serata guidata dall’artista eclettico e fondatore di un metodo professionale di canto Luca Jurman, accompagnato da musicisti di grande rilievo come Federico Malaman e Gabriele “Lele” Melotti. Inoltre, in occasione degli eventi è possibile visitare i vari siti storici del Borgo dalle ore 17 alle ore 20.

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Biennale di Venezia “May you live in interesting times”

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partecipazioni nazionali e 21 eventi espositivi collaterali ufficiali. Questi i numeri della Biennale 2019. Gli artisti provenienti da tutto il mondo e invitati da Ralph Rugoff sono 79, il tema : “May you live in interesting times”. Interessante l’opera dell’artista svizzero Christoph Büchel propone all’Arsenale Barca No-

stra ovvero il relitto, ripescato dal fondale marino, del peschereccio nel quale trovarono la morte più di 700 migranti nel canale di Sicilia il 18 aprile del 2015. Il Leone d’Oro, assegnato da una giuria presieduta da Stephanie Rosenthal, è andato alla Lituania per l’opera Sun & Sea dove è stata ricreata una

spiaggia con tanto di bagnanti, apparentemente gente comune, in un momento di relax. Una menzione speciale è stata assegnata al duo Mondocane del Belgio dove automi si muovono improvvisamente simulando azioni umane e letteralmente spaventando i visitatori. Meritatissimo il premio alla Carriera a Jimmi Durham

(1940) e Miglior artista Arthur Jaca con il video The white album anch’egli attento alle tematiche dei nostri tempi mai disposti ad accettare l’ignoranza del razzismo. Il Padiglione Italia, all’Arsenale e curato da Milovan Farronato, è un’unica opera d’arte, una vera e propria mostra del curatore che si fa artista scegliendo

tre grandi interpreti della sua visione Neither Nor/ Né altra né questa: Liliana Moro (1961), Enrico David (1966) e Chiara Fumai (1978-2017). Un labirinto in cui il visitatore, camminando senza indicazioni, fa la sua mostra. Le opere si alternano, compaiono, vanno cercate sotto una tenda, esplodono in suoni e in visioni sopra la testa.

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Alla Galleria Franchetti alla Ca’ D’Oro la mostra Dysfunctional raccoglie 18 opere di altrettanti artisti e con interessanti linguaggi. Fragile Future di Studio Drift, stupisce con l’istallazione di centinaia di veri fiori di tarassaco trasformati in piccole ed eleganti luci. Alle Gallerie dell’Accademia Baselitz Academy una mostra capolavoro, una retrospettiva che ripercorre tutte le tappe dell’evoluzione creativa del grande Georg Baselitz, la prima, in questa sede, dedicata ad un artista vivente. Nel ricchissimo programma di Muve Contemporaner Al Muve Contemporanero dei Musei Civici veneziani si contano ben 12 mostre di rilievo. Da non perdere Yun Hyong-keun. A Palazzo Fortuni c’è una retrospettiva I Fortuny. Una storia di famiglia, mentre Cà Rezzonico propone Flavio Favelli. Il bello inverso. l’artista ha posizionato 15 opere poi allestite in tutti e tre i piani del grande palazzo sul Canal Grande. A Palazzo Mocenigo Brigitte Niedermair. Me and fashion

1996-2018 e un percorso di rime e rimandi: la fotografa di Dior crea una percepibile e strettissima sintonia con le cromie dei tessuti nelle sale e i suoi scatti. Più di trenta opere che, pur provenendo dalla moda, diventano piccole nature morte e racconti di momenti vissuti. A Ca’ Corner della regina, Fondazione Prada propone una mostra che unica: Jannis Kounellis a cura di Germano Celant, con 60 lavori dell’artista scomparso nel 2017 che occupano tutte le sale. Dall’altra parte del canale della Giudecca la Fondazione Giorgio Cini ospita la mostra Burri, la pittura, irriducibile presenza davvero imperdibile. Grandi opere tutte da contemplare nel silenzio.


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Ingredienti: 320 g di farfalle - 10 olive nere - 5 olive verdi - ½ limone - 10 pomodorini piccoli - 1 pizzico di prezzemolo e di erba limoncina 30 g di olio - sale - peperoncino.

Ingredienti: 250 g di yogurt naturale - 250 g di frutti di bosco maturi - 4 C di zucchero di canna - ½ limone.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

Preparazione: mondare e lavare il sedano, strofinarlo con il mezzo limone per evitare che annerisca. Tagliarlo a fette e cuocerlo al vapore per un quarto d’ora circa. Lasciare raffreddare. Frullare il sedano assieme agli altri ingredienti fino a ottenere una consistenza soffice e omogenea. Servire la mousse fredda o a temperatura ambiente.

Preparazione: lessare in abbondante acqua salata le farfalle. Scolare la pasta, condire con un filo d’olio, le olive tagliate a rondelle, l’erba limoncina, il prezzemolo tritati e i pomodorini tagliati a metà. Aggiustare di sale e peperoncino e servire con qualche spicchio di limone.

Preparazione: lavare rapidamente i frutti di bosco (tenerne da parte qualcuno per guarnire) e asciugarli delicatamente. Frullarli assieme allo zucchero e al succo di mezzo limone. Porli nella gelatiera, aggiungere lo yogurt e metterla in funzione. Dopo 30 minuti il gelato sarà pronto.

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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miranese sud giu2019 n84 by LaPiazza give emotions - Issuu