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miranese nord nov2019 n163

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Sport p.18

Motori

NOVEMBRE 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.163

Cultura p.17

p.39

del Miranese Nord

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TERRITORIO

Cimice asiatica, flagello nel Miranese

on-line: Al voto, senza autonomia Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Mettiamoci poi il disastro dell’Umbria, persa con un umiliante distacco di venti punti, mettiamoci la fatica quotidiana del governo con i 5 stelle,041 e il482420 cammino annunciato dal segretario www.2m-invest.it 333 330 1395 regionale dem Bisato, fatto di cantieri progettuali e apertura ai movimenti civici, non si annuncia certo facile. E tuttavia sulle prossime regionali pesa quantomeno un fallimento conclamato di Zaia e della Lega, che le colline del Prosecco diventate patrimonio Unesco non bastano a cancellare. A due anni abbondanti dal trionfale referendum, infatti, dell’annunciata autonomia non vi è traccia. E almeno di questo non si può dare la colpa alla sinistra, che l’intera partita la ha vissuta da spettatore in panchina. Se il dossier tanto caro al governatore non ha fatto alcun sostanziale passo in avanti, le responsabilità sono tutte del goverservizi a pagg 7,11e 12 no Conte 1, quello di cui la Lega era componente fondamentale. Un immobilismo dettato dai 5 stelle, certo, ma che perfino il politologo Paolo Feltrin ha in parte addossato nelle sue analisi alla Lega. Perché impegnarsi in un braccio di ferro per dare il “via libera” alle regioni del Nord avrebbe finito per incrinare la luna di miele di Salvini col Meridione, affossando il sogno di trasformare il Carroccio in partito nazionale capace di sfondare il muro del 40 per cento e governare da solo. Sia come sia, il sogno è rimasto tale. E oggi che la Lega sta all’opposizione, è facile prevedere che altrettanto succederà nel prossimo futuro. Basterà a far cambiare idea ai veneti? Difficile da dirsi, ma forse proprio da un ragionamento sull’identità della regione e sul rapporto tra Venezia e Roma il centrosinistra dovrebbe far partire la sua riflessione. Magari ricordandosi, come l’Umbria insegna, che anche la migliore candidatura non ha speranze se manca un lungo lavoro di semina. I cantieri, in Italia, per essere conclusi hanno sempre bisogno di anni, mai di mesi.

Ambiente, priorità dei Comuni del comprensorio

A Noale misure restrittive contro l’inquinamento dell’aria. A Salzano colonnine per la ricarica delle auto elettriche. Scorzè risparmia con l’illuminazione a Led

NOALE

Accordo per la manutenzione dei corsi d’acqua NOALE

Area ospedaliera, è confronto fra le forze politiche MARTELLAGO

Videogiochi, il Comune corre ai ripari SCORZÈ

Nuova elementare, arrivano i soldi per iniziare i lavori

Al voto, senza autonomia Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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ulla carta non c’è storia, e in fondo non ce n’è mai stata. Basti pensare che il divario minore il centrosinistra lo ottenne quando candidò nel 1995 Ettore Bentsik contro il “primo” Galan (38 a 32), ma stiamo parlando di un’altra era geologica, e il risultato percentualmente migliore lo raggiunse Massimo Carraro dieci anni dopo issandosi fino al 42 per cento. Da allora è stata una impietosa discesa, fino ai minimi raggiunti con segue a pag 3 Alessandra Moretti cinque anni fa.

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Facciamo. il punto

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Cimice asiatica, flagello nel Miranese S

Nel veneziano la stima dei danni ammonta a 5 milioni di euro

Mettiamoci poi il disastro dell’Umbria, persa con un umiliante distacco di venti punti, mettiamoci la fatica quotidiana del governo con i 5 stelle, e il cammino annunciato dal segretario regionale dem Bisato, fatto di cantieri progettuali e apertura ai movimenti civici, non si annuncia certo facile. E tuttavia sulle prossime regionali pesa quantomeno un fallimento conclamato di Zaia e della Lega, che le colline del Prosecco diventate patrimonio Unesco non bastano a cancellare. A due anni abbondanti dal trionfale referendum, infatti, dell’annunciata autonomia non vi è traccia. E almeno di questo non si può dare la colpa alla sinistra, che l’intera partita la ha vissuta da spettatore in panchina. Se il dossier tanto caro al governatore non ha fatto alcun sostanziale passo in avanti, le responsabilità sono tutte del governo Conte 1, quello di cui la Lega era componente fondamentale. Un immobilismo dettato dai 5 stelle, certo, ma che perfino il politologo Paolo Feltrin ha in parte addossato nelle sue analisi alla Lega. Perché impegnarsi in un braccio di ferro per dare il “via libera” alle regioni del Nord avrebbe finito per incrinare la luna di miele di Salvini col Meridione, affossando il sogno di trasformare il Carroccio in partito nazionale capace di sfondare il muro del 40 per cento e governare da solo. Sia come sia, il sogno è rimasto tale. E oggi che la Lega sta all’opposizione, è facile prevedere che altrettanto succederà nel prossimo futuro. Basterà a far cambiare idea ai veneti? Difficile da dirsi, ma forse proprio da un ragionamento sull’identità della regione e sul rapporto tra Venezia e Roma il centrosinistra dovrebbe far partire la sua riflessione. Magari ricordandosi, come l’Umbria insegna, che anche la migliore candidatura non ha speranze se manca un lungo lavoro di semina. I cantieri, in Italia, per essere conclusi hanno sempre bisogno di anni, mai di mesi.

i cerca di correre ai ripari contro la diffusione della cimice asiatica, una vera e propria calamità che quest’anno ha devastato frutteti e piantagioni mettendo in ginocchio tante piccole e grandi aziende, anche nel Miranese. È arrivata dal consiglio comunale di Salzano la prima delibera “per avviare e sostenere azioni volte a sensibilizzare le istituzioni a realizzare un serio piano d’azione per contrastare l’insetto”. In provincia di Venezia la stima è infatti 5 milioni di euro di danni, che salgono minimo a 100 per tutto il Veneto. Alcune varietà di pere sono state completamente sterminate, ma anche le mele, le pesche, i kiwi. Un frutto attaccato dalla cimice asiatica, detta anche marmorata, Poltrone Relax Elettrodomestici non può più essere venduto: in sostanza è da buttare. Sono stati regiMOBILI Casalinghi Stufe Materassi Arredobagno strati pesanti danni anche alle coltivazioni di mais e soia. “Invitiamo tutti i Comuni ad approvare delibere simili per chiedere lo stato di calamità alla Regione - dice Antonio Tessari, segretario di zona MestreMirano di Coldiretti. Salzano è uno dei territori più colpiti ma un po’ ovunque ci sono imprese che hanno perso l’intero raccolto”. Primo passo dell’offensiva dunque: che venga riconosciuta ufficialmente l’emergenza in modo da dare sostegno economico per affrontare la crisi. “E poi bisogna lavorare sul fronte degli agrofarmaci, al momento non esistono elementi chimici autorizzati per debellare la cimice asiatica - prosegue Tessari - e sugli insetti cosiddetti antagonisti, come ad esempio la vespa samurai”. Tra le soluzioni più veloci ci sarebberoGermana Urbani >direttore@givemotions.it< le reti di protezione: ma se da un lato i costi per l’installazione sono ulla carta non c’è storia, e in fondo non ce n’è mai notevoli, dall’altro non è detto che siano efficaci, se nel frutteto ci sono stata. Basti pensare che il divario minore il cengià le uova a poco servono le difese. “Andiamo verso l’inverno e adesso trosinistra lo ottenne quando candidò nel 1995 Ettore le cimici vanno a proteggersi nei fabbricati di campagna, nei porticati, Bentsik contro il “primo” Galan (38 a 32), ma stiamo nelle caseCimi - conclude il rappresentante di Coldiretti. Come se non Via Onaro, 58 - Rio San Martino di Scorzè (VE) | info@scattolinluigi.com | T. 041 445 149 parlando di un’altra era geologica, e il risultato percenElena Callegaro bastasse, il problema ora si sta anche spostando”. scattolinluigi.com tualmente migliore lo raggiunse Massimo Carraro dieci anni dopo issandosi fino al 42 per cento. Da allora è stata una impietosa discesa, fino ai minimi raggiunti con È un periodico formato da 16 edizioni localiAlessandra mensilmente Moretti cinque Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Direzione, e a pag 3 Redazione: segue anni Amministrazione fa.

Al voto, senza autonomia

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del Miranese Nord

è un marchio registrato di proprietà Srl di

recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Noale, Martellago, Salzano e Scorzè per un numero complessivo di 16.608 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

In questo numero il nuovo inserto

Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An)

Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

consigli preziosi per gli amanti delle 4 ruote Chiuso in redazione il 4 novembre 2019


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Noale

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Manutenzione sui corsi d’acqua nel territorio comunale

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Un protocollo d’intesa è stato siglato tra l’ente locale e il Consorzio di bonifica Acque Risorgive

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Noale è stato approvato il protocollo d’intesa tra Consorzio Acque Risorgive e l’amministrazine comunale per interventi di manutenzione sui corsi d’acqua. Il primo intervento è iniziato ad ottobre lungo il lato sud di via Cerva. A fine settembre si era tenuto un primo sopralluogo con i tecnici del Comune e del Consorzio per verificare lo stato dell’area di via Cerva, da via Vecellio fino allo scolmatore posto sul corso del Draganziolo. Tre ore di sopralluogo per verificare la criticità della rete idrica dell’area che è stata interessata dalla recente esondazione dei canali presenti in zona. A tal proposito, e in seguito all’incontro tenutosi subito dopo l’allagamento avvenuto per il

maltempo straordinario del 27 maggio, il Consorzio è stato incaricato di eseguire con urgenza la pulizia del fossato lungo il lato sud di via Cerva. Un area ricompresa tra viale dei Cipressi e via Montello, in cui è stata fatta la verifica delle quote e il controllo dei tombinamenti. “I lavori sui corsi d’acqua – spiega Alessandra Dini assessore all’ambiente – saranno concordati periodicamente sulla base di un programma annuale condiviso tra i due enti e per il quale verrà anche individuato un quadro economico di spesa”. Sarà eseguito anche un controllo sui due fossi nell’area del parco di via Vecellio. Saranno verificati i fossati di alcuni campi privati che raggiungono lo scolmatore e il fiume Dragan-

dell’accordo di tutte le parti. La soluzione che è stata individuata prevede, per un tratto, il posizionamento di un tubo fino alla strada principale. Il progetto definitivo è già pronto e, a breve, riprenderanno gli interventi, con l’occasione è previsto il consolidamento delle scarpate dal lato delle case in via Ronchi. Roberta Pasqualetto

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ziolo, dove è già stato chiesto di fare un intervento di pulizia così che, in caso di emergenza, possano funzionare da valvola di sfogo. L’amministrazione ha ottenuto i consensi di privati per alcuni terreni confinanti con via Ronchi laddove, tempo addietro, il Consorzio aveva iniziato lo scavo di un fossato importante poi interrotto in attesa

Noale sono state inaugurate due nuove strade dedicate agli artisti noalesi: Gino Bertelloni e Tino Piazza. A ottobre sono terminate le attività dedicate a Tino Piazza, iniziate lo scorso anno, e che hanno visto partecipare e collaborare la famiglia Piazza, collezionisti e amici noalesi, l’Istituto comprensivo di Noale e associazioni locali. Noale ha ricevuto in dono dai figli Monica, Giansimona e Martino e dal fratello Giuliano Piazza, due opere dell’artista che sono state collocate nella sala espositiva di Palazzo della Loggia. Le opere sono: monumento al bosco e il piatto san Giorgio e il drago. Gino Bertelloni è stato uno scultore noalese della prima metà del 900, di lui non si hanno molte notizie, ma si conosce il suo rapporto con l’artista noalese Tino Piazza (1935 – 1981) che frequentò il suo studio. Piazza, incoraggiato dal maestro, studiò arte a Venezia e si diplomò in pittura murale, in seguito fu insegnante e artista eclettico che sperimentò diverse tecniche artistiche. (R.P.)

A novembre: spettacoli di mistero e paura a Noale

Due strade dedicate ad artisti noalesi

abato 16 e domenica 17 novembre: Storie di paure e di misteri a Noale. Nell’ambito del festival “Veneto, spettacoli di Mistero 2019” la Pro Loco promuove due spettacoli per bambini e adulti. Sabato sera, “Nella torre delle campane”, uno spettacolo liberamente tratto da racconti popolari della campagna veneta ispirato al tema del fantastico e del sovrannaturale realizzato dall’associazione culturale “Il Portico” e dai musici del Lusore. Lo spettacolo titolato: “La torre delle streghe. Strigonessi e misteriosi incantamenti”, si terrà in tre turni (19.30, 20.45 e 22). Le musiche e i canti sono proposti dal vivo per rievocare la surreale atmosfera delle streghe. La lingua usata è quella veneta che riesce ad afferrare l’attenzione del pubblico grazie alla sua genuinità e spontaneità. All’uscita della torre gli spettatori potranno degustare un cartoccio di caldarroste e un calice di vino offerto dai volontari della Pro Loco. Nel pomeriggio di domenica altre tre repliche dello spettacolo “Nella torre delle campane” (orario 15, 16.30 e 18) dedicato ad un pubblico più adulto. Mentre per i bambini l’appuntamento è in piazza Castello all’interno della grande struttura gonfiabile a forma di zucca. Qui si terrà: “Barba sucon e altre storie di misteri nella zucca dei desideri”, spettacolo proposto in collaborazione con l’associazione “Il molino Rosenkranz”. I bambini potranno ascoltare un attore raccontare storie di paura, con l’ausilio di maschere, oggetti e ombre cinesi. All’esterno un animatore gestisce il pubblico impegnato a scrivere e poi, “spedire” desideri e paure, imbucando le lettere in una sorta di cassa-totem che ha la forma di un volto. Quattro i turni di spettacolo: ore 15.30, 16, 17 e 17.30. Per partecipare agli spettacoli si può prenotando tramite mail a: prenotazioni@ R.P. proloconoale.it; la quota di adesione è 5 euro.


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Noale

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Servizi Il consigliere del Pd Fabrizio Stevanato presenta un’interrogazione ad hoc in consiglio comunale

Confronto fra sindaco e opposizione sulla destinazione dell’area ospedaliera L

o scorso settembre l’opposizio- conto delle prescrizioni del Pat, che ne ha presentato un’interro- prevede in quell’area, di assicurare gazione riguardante la valutazione la prevalenza delle funzioni pubbliprogettuale dell’area ospedaliera di che: sanitarie, di assistenza e cura Noale. L’opposizione dice che tra- della persona, del benessere. A tal mite accesso agli atti, sono venuti a proposito il Pd, tramite il consiglieconoscenza, che nei mesi di luglio e re regionale Bruno Pigozzo, ha preagosto 2019, sono cominciate del- sentato una mozione in consiglio le interlocuzioni del Comune con regionale, e tramite il consigliere l’Ulss a proposito dell’area ex-ospe- comunale, Fabrizio Stevanato, ha daliera. “Troviamo un po’ inusuale formulato una richiesta di consiglio la richiesta di documenti così al fine comunale straordinario al fine di di iniziare a fare una valutazione discutere pubblicamente dell’atprogettuale dell’area - dice Fabrizio tuale situazione dei servizi sanitari Stevanato consigliere di opposizio- dalla struttura sanitaria noalese e di ne. Come del tutto strano appare riproporre le domande alla sindaanche l’invasione di campo da par- ca in merito agli incontri in essere te di un ente che non è proprietario con il direttore generale. “Poco pridell’area e che, stando all’attuale si- ma delle elezioni avevo promesso tuazione, ha un mero al direttore generale compito d’indirizzo della nostra Ulss che, Il sindaco urbanistico. Anche se fossi stata rieletAndreotti: “Ho ta, avrei aperto con perché in campagna elettorale, noi del chiesto all’Ulss lui un dialogo sulla Pd e Novalis Terra destinazione dell’adocumenti Fertile, siamo stati rea dell’ospedale gli unici a proporre risponde il sindaco per capire la una destinazione per Patrizia Andreotti. situazione quell’area, con l’idea Come primo cittadiconcreta di avviare no ho il compito di urbanistica” lì un’esperienza di rappresentare i miei cohousing, menconcittadini non solo tre l’attuale maggioranza non si è sul piano formale ma anche inmai espressa in merito a proposte terpretando il sentire del paese su concrete”. Tra le domande dell’in- un’area che molti ritengono ancora terrogazione: chi erano le persone dei noalesi. In campagna elettorale che hanno partecipato agli inconho promesso che mi sarei interestri? Vi sono stati altri incontri con sata all’area, e questo ho iniziato a autorità sanitarie o regionali a cui fare chiedendo un semplice elenmembri dell’amministrazione co- co di documenti che mi permetta munale hanno partecipato? In che di conoscere la situazione effettiva cosa consiste la valutazione pro- in termini edilizi, urbanistici e di gettuale citata nella missiva? A chi vincolo. È inutile sognare soluzioni sarà assegnata la citata valutazione senza avere contezza della situazioprogettuale? L’amministrazione co- ne. Posso comunque assicurare che munale è stata informata da sogget- altri passi non sono stati fatti e nesti, pubblici o privati, che abbiano sun progetto è stato attivato. Posso manifestato un interesse per l’area anche garantire che, per quanto mi in oggetto? Quali sono le intenzioriguarda, quell’area è e rimarrà deni della giunta sull’area? L’opposidicata a servizi”. Roberta Pasqualetto zione dice anche che si deve tener

Frutta, Verdura e Prodotti Tipici Pugliesi Artigianali

L’università del tempo libero festeggia i dieci anni di attività ricordando la figura di Leonardo da Vinci

L

’università del tempo libero di Noale compie dieci anni. Nelle scorse settimane, l’associazione culturale dell’Università del tempo libero ha presentato il ricco programma di attività che spazia da Leonardo Da Vinci, alla conquista della luna, all’ambiente, agli itinerari d’arte fino alla musica. Tra i prossimi appuntamenti: venerdì 22 novembre, “Perché la luna?”, rendering-concerto che ricorda l’allunaggio del primo uomo sulla luna e il 13 dicembre il concerto spettacolo: “Non buttate via mai niente, anzi… Suonatelo!”. Per l’anniversario dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, due conferenze e il 29 novembre un incontro dedicato all’ambiente “C’era una volta il bosco: le Dolomiti dopo

la tempesta Vaia”. Durante l’anno di attività si terranno cinque visite guidate in luoghi d’arte e di storia del Veneto. “Per 10 anni e più, l’attività dell’associazione è stata un’esperienza stimolante dal punto di vista culturale e coinvolgente sotto l’aspetto sociale - ha dichiarato la presidentessa Germana Piovesan. Il successo dell’iniziativa ha favorito anche la crescita del direttivo, sotto il profilo della competenza e della motivazione personale, creando così un allargamento degli orizzonti delle nostre scelte culturali e un arricchimento reciproco. Grazie a quanti vorranno scegliere e apprezzare le nostre attività”. Insomma tanti appuntamenti nel segno della cultura.

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Noale

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Misure restrittive per migliorare la qualità dell’aria Resterà in vigore fino al 31 marzo 2020 l’ordinanza per evitare sforamenti delle polveri sottili

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Noale partono le misure per il miglioramento della qualità dell’aria e il contrasto all’inquinamento locale da Pm 10. A seguito delle indicazioni del tavolo tecnico zonale, l’amministrazione sta lavorando per attuare i provvedimenti dell’Accordo del bacino padano. Come già avvenuto lo scorso anno, è stata adottata un’ordinanza più restrittiva, rispetto a quanto richiesto al comune che non rientra tra i paesi dell’agglomerato e non è un comune sopra i 30 mila abitanti. Nel semestre autunno e inverno 2019/2020, come di prassi ogni anno, entrano in vigore i provvedimenti per la limitazione della circolazione per alcuni veicoli, assieme ad altre disposizioni finalizzate alla riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera e

al miglioramento della qualità dell’aria. L’ordinanza approvata in giunta lo scorso ottobre ha come obiettivo quello di limitare gli sforamenti dei livelli di polveri sottili e resterà in vigore tutti i giorni fino al 31 marzo 2020. “È già il secondo anno che il nostro assessorato all’ambiente di Noale, sceglie di adottare un’ordinanza molto restrittiva rispetto a quanto definito dal Tavolo zonale della Città Metropolitana dichiara l’assessore Alessandra Dini. Noale, infatti, non rientra tra i Comuni dell’agglomerato e dovrebbe applicare i divieti solo quando l’allerta sale a livello rosso, ovvero con 10 giorni consecutivi di superamento del valore limite consentito per il Pm10 (50 µg/m3). Tuttavia la città di Noale ha deciso di applicare gli

stessi livelli di allerta dei comuni della Città Metropolitana, prevedendo limitazioni anche per i livelli d’inquinamento verde e arancione, quest’ultimo attivato con almeno 4 giorni consecutivi di superamento del valore limite consentito per il Pm10”. Restano inoltre confermati i limiti di 19° C (+ 2 di tolleranza) per il riscaldamento domestico con i divieti di combustioni

all’aperto. Per le stufe a biomassa sono autorizzate solo quelle classificate da due stelle in su, mentre le stufe a legna restano vietate a qualsiasi livello di allerta. Noale ha anche deciso di accogliere l’obbligo di spegnimento dei motori dei veicoli in corrispondenza di semafori, passaggi a livello e nelle fasi di carico e scarico. Roberta Pasqualetto

Marzenego, un fiume da tutelare

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ottobre, gli studenti dell’Istituto comprensivo di Noale hanno installato la targa con il nome “Fiume Marzenego” sul nuovo ponte vicino al campo sportivo. Il progetto di cittadinanza attiva, ha avuto la durata dell’intero anno scolastico e come principale finalità la sensibilizzazione verso il fiume Marzenego. Questo è avvenuto attraverso lo studio della morfologia del fiume, del suo stato di “salute”, dell’insediamento di attività economiche che hanno favorito lo sviluppo industriale e abitativo di Noale. Gli alunni sono stati coinvolti in un compito autentico che li ha portati a incontrare l’amministrazione comunale e a proporre azioni concrete per migliorare le condizioni di questo fiume, oltre che dei corsi d’acqua minori. Una di queste proposte è stata quella di dare importanza al fiume e ai fossi minori attraverso l’installazione di targhe che ne riportino il nome. Le attuali classi quarte, nel corso dell’anno, proseguiranno il progetto con altre iniziative e altre targhe, nel concetto di aiutare a tutelare al meglio i corsi d’acqua territoriali e far sviluppare nei bambini un responsabile senso civico. (R.P.)


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Martellago

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Sociale La delegata Benzoni denuncia il fenomeno fra i giovanissimi

Primo passo della giunta verso la casa di riposo

Abuso dei videogiochi, il Comune corre ai ripari P

iù del 90% gioca regolar- c’è anche un’altra novità in arrimente on line al pomerig- vo con il 2020, a grande richiesta gio, dopo i compiti, quasi l’80% tra gli utenti (oltre il 70% aveva È stato uno dei temi di ha in casa una connessione inter- infatti espresso preferenza in tal punta dell’ultima campanet sempre attiva, lo strumento senso): l’orario continuato dal gna elettorale, l’amminiutilizzato di più in assoluto è il lunedì al venerdì. “Un servizio strazione ci lavora già da cellulare, subito dopo la PlaySta- in più che abbiamo ritenuto opmolti mesi, anche sollecition. Più della metà dichiara di portuno dare per venire incontro tata dalla raccolta di oltre giocare da solo. In molti giocano alle diverse esigenze di studio e 2500 firme da parte dei con gli amici on line, non nellavoro, - conclude la consigliere cittadini: il bando per la la stessa stanza. Quasi nessuno delegata Benzoni. Già da metà luogo di incontro e socializzazio- già due visite guidate per i più casa di riposo è in dirittura gioca mai con gli adulti. È il qua- settembre siamo ripartiti con l’a- ne, scambio culturale, accresci- piccoli al museo di Storia Naturad’arrivo. Dopo una serie di dro che emerge dal questionario pertura fino alle 22 il martedì e il mento personale e anche diver- le di Venezia e alla cappella degli incontri in Regione, è stata fatto distribuire, attraverso le giovedì. Così la nostra biblioteca timento”. Scrovegni a Padova. approvata la delibera nella Elena Callegaro scuole, ad oltre 600 studenti tra si pone sempre più anche come In programma ci sono anche quale la giunta definisce le i 10 e i 15 anni dalla consigliera direttive in base alle quali delegata alle Politiche Giovanili dovrà essere redatto l’avviso del Comune, Elisa Benzoni per pubblico per le manifestaaffrontare di petto il problema zioni di interesse dei soggetdell’abuso da gioco nei giovanisti intenzionati a proporre il simi. “Purtroppo ci sono ragazzi progetto e gestire la struttuche al mattino arrivano in classe ra. Nelle intenzioni del Cogià stanchi perché hanno giocato mune c’è un centro servizi EDERICOper anziani ECCHINATO tutta la notte con il telefonino che dovrà avere EDERICO ECCHINATO EDERICO ECCHINATO dice Elisa Benzoni. È importante una capienza tra i 90 e i EDERICO ECCHINATO insegnare un corretto uso di que120 posti, in grado di offrire EDERICO ECCHINATO sti strumenti, come anche dei Solivelli assistenziali di primo cial, altrimenti non si riesce più a e secondo livello. Almeno il staccarsi”. Con questo obiettivo 40% dei posti dovrà essere EDERICO ECCHINATO sono stati appunto organizzati riservato ai residenti nel Co• MISURAZIONI DIRETTAMENTE due incontri in auditorium San mune di Martellago, mentre AsiCASA VOSTRA Salvatore, il primo dedicato solo dovranno prevedere age• MISURAZIONI DIRETTAMENTE agli studenti delle medie, il se• PREVENTIVI volazioni per • MISURAZIONI DIRETTAMENTE leEsituazioni • MISURAZIONI DIRETTAMENTE condo ai genitori, con don Giodi comprovata indigenza, PROGETTAZIONE GRATUITI CASA VOSTRA A CASA VOSTRA • MISURAZIONI DIRETTAMENTE AACASA VOSTRA vanni Fasoli, psicologo clinico e seguite dai Servizi Sociali. • LAVORI DI SARTORIA • PREVENTIVI E • PREVENTIVI E A CASA VOSTRA dell’educazione. “Si parla tanto Dovrà essere contemplata • PREVENTIVI E PROGETTAZIONE GRATUITI • SOLUZIONI MISURA PROGETTAZIONE GRATUITI di ludopatia e come affrontarla inoltre ancheSU la possibili• PREVENTIVI E PROGETTAZIONE GRATUITI • LAVORI DI SARTORIA tà di abbinare un centro - dice ancora la delegata alle Po• LAVORI DI SARTORIA • MISURAZIONI DIRETTAMENTE PROGETTAZIONE GRATUITI litiche Giovanili - ma per lo più diurno per gli anziani. •A LAVORI DI SARTORIA• SOLUZIONI SU MISURA“L’operatore CASA VOSTRA ci si riferisce agli adulti o anziache realizzerà • SOLUZIONI SU MISURA CI TROVI NEI MERCATI DI: • LAVORI DI SARTORIA ni che giocano con le slot. Prima il progetto si legge nella SOLUZIONI SU Mirano Lunedì •• PREVENTIVI E MISURA ancora però c’è tutto un mondo delibera dovrà comprovaLido di Venezia • SOLUZIONI Martedì SU MISURA CIPROGETTAZIONE TROVI NEI MERCATI DI:Mercoledì al quale deve andare la nostra atre di aver maturato un’eGRATUITI Agordo Conegliano Mirano Venerdì Lunedì tenzione come amministratori e sperienza nella gestione di CI TROVI NEI MERCATI DI: •Martedì LAVORI SARTORIA Prato della Valle (PD) Lido DI di Venezia Sabato come formatori”. I videogiochi strutture analoghe, almeno Mirano Lunedì Mercoledì Agordo vanno usati dunque non vanno CI TROVI NEI MERCATI DI: quinquennale”. L’ambiente • SOLUZIONI Conegliano SU MISURA Venerdì Lido di Venezia DI: Martedì PROMOZIONE PER I VENEZIANI: € al metro - tenda su mi CI TROVI NEI MERCATI certo demonizzati, ma bisogna Lunedì dovrà37 essere “funzionale, Mirano Prato della Valle (PD) Sabato Agordo Mercoledì E N usarli con consapevolezza. Ma- Martedì familiare, dotato di idonea OVenezia Idi OZConegliano Mirano Lunedì NUOVO SHOWROOM a Robegano di Salzano Venerdì ROMLido P gari alternando anche qualche area su verde e parcheggio”. PROMOZIONE PER I VENEZIANI: 37 € al metro tenda misura Agordo Mercoledì Lido di Venezia Martedì Prato della Valle (PD) Sabato Via XXV Aprile, 65 A R U T attività ludica che sviluppi invece Viene specificato inoltre R “Noi ci mettiamo PE Conegliano AMercoledì Venerdì Agordo DI: il Cuore” Cell. 347 5835777 www.tendaggicecchinato.it la capacitàCI e il piacere di stare inCI TROVI NEI MERCATI che la casa di riposo dovrà NUOVO SHOWROOM a Robegano di Salzano TROVI NEI MERCATI DI: O Conegliano della Valle (PD)I VENEZIANI: 37 € al metro - tenda su misura Venerdì UOVPrato PROMOZIONE PER N sieme agli altri: “Anche per que- Sabato essere costruita in zone Via XXV Aprile, 65 LunedìSabatoMirano “Noi ci mettiamo Prato M: della Valle (PD) Mirano Lunedìstraordinaria O sto c’è l’apertura urbanizzate o facilmente O R W il Cuore” ONUOVO Cell. 347di 5835777 - www.tendaggicecchinato.it H S Lido di Venezia Martedì SHOWROOM a Robegano Salzano della biblioteca sabato 9 novemurbanizzabili, dovrà essere Lido di Venezia iù sarta Martedì op bre dalle 15 alle 18 con l’Inter-Mercoledì adeguatamente collegata tessutAgordo Via XXV Aprile, 65 Agordo Mercoledì “Noi ci mettiamo Conegliano national games week - raccontaVenerdì al sistema viario, e dovrà ire dadella il Cuore” 347 5835777 Conegliano Venerdì a partCell. 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Martellago

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Cattivi odori, chiesti controlli all’Arpav La preoccupazione dei cittadini montata sui social arriva in consiglio comunale. È stata fatta una raccolta di firme. L’opposizione è preoccupata, il sindaco Andrea Saccarola: “il problema non c’è”

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ipetute segnalazioni di cattivi e forti odori, non si sa da dove vengano né da cosa siano provocati: i cittadini raccolgono firme per chiedere all’Arpav e alla Regione verifiche sulla qualità dell’aria, mentre dai social le lamentele sono arrivate in consiglio comunale con un’interrogazione presentata dai consiglieri di Unione Civica e Impegno Comune per sollecitare chiarimenti sui controlli, già effettuati o meno. Certo, quello che succede nelle chat virtuali (nelle quali si parla di via Sinopoli, via Liguria, via Cimarosa e della zona Est di Martellago) deve essere sempre preso con le pinze, ed è anche fisiologico che in campagna si sparga il letame sui campi: “Il motivo per cui abbiamo ritenuto di intervenire in consiglio - spiega però Alessio Boscolo consigliere di Unione Civica - è che in molti dicono di sentire, in orari diversi della giornata e non sempre uguali, odori acri e irritanti per gola e mucose.

Andrea Saccarola e aree agricole

Tutto ciò ha destato parecchio allarme o comunque apprensione per la difficile identificazione della provenienza, e quindi di una potenziale pericolosità”. Stando però a quanto rilevato dall’assessore all’Ambiente, Laura Tozzato, agli uffici sarebbe arrivata solo una segnalazione, ancora in luglio, riguardante via Liguria. Da ciò l’invito ai cittadini di rivolgersi in maniera puntuale all’ufficio Ambiente, in modo che anche i controlli possano essere mirati e tempestivi. Verifiche che comunque erano state fatte l’ultima volta nel 2018 in particolare sugli effluvi prodotti da una lavorazione specifica, per fare cerotti, della Kelemata. Non è però il caso odierno perché si tratta di una produzione che avviene solo poche volte nel corso dell’anno e non durante il periodo a cui risalgono le ultime segnalazioni. Secondo il sindaco Andrea Saccarola: “Il problema non c’è”, eppure in tanti non dormono

sonni tranquilli nel timore che possa trattarsi di sostanze nocive. L’opposizione si è dichiarata per nulla soddisfatta della risposta fornita dall’amministrazione: “Le perplessità restano - dice ancora Alessio Boscolo. L’assessore non ha risposto alle nostre domande”. Vale a dire: “Se effettivamente

Lidl a Maerne: asta per i terreni del Comune

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upermercato Lidl in via Stazione a Maerne, la resa dei conti sarà il 20 novembre alle 9. Pronto infatti il bando d’asta per vendere i terreni del Comune, una superficie di 1.050 metri quadri una capacità edificatoria di 1.031 metri cubi sulla quale la catena di discount tedesca ha messo ormai gli occhi da tempo, nonostante le proteste dei commercianti locali e delle associazioni. Ad iniziare da Acque Nove che intende partecipare alla gara per bloccare il progetto facendo colletta tra i cittadini, e ha già promesso anche un ricorso al Tar. Da un lato l’amministrazione ha ritenuto mettere a frutto la proprietà per ricavarne così la disponibilità per finanziare altre opere pubbliche sul territorio o altri investimenti, dall’altro lato non sono però mancate le polemiche per la possibilità, contemplata dallo stesso bando, di poter fare rilanci a buste già aperte. È comunque un dato di fatto che la catena discount parteciperà, base d’asta 90mila euro, prezzo derivato dalla perizia redatta dall’architetto Silvia Tasso: termine per la presentazione delle offerte il 18 novembre a mezzogiorno. Secondo l’amministrazione la costruzione del discount incentiverebbe le attività di tutta la zona, i commercianti invece vedono nel supermercato una minaccia che potrebbe mettere ancor più a rischio la loro sopravvivenza. Acque Nove ha inoltre incontrato i vertici di Lidl Italia che “hanno dimostrato grande sensibilità e attenzione verso le legittime preoccupazioni dei cittadini”, ha E.Cal. spiegato l’associazione.

Isole ecologiche, dubbi sui costi Isole ecologiche interrate per eliminare parte dei cassonetti stradali e servizio del verde a chiamata entro il 2021, Unione Civica e Impegno Comune chiedono un’analisi di costi e benefici per “verificare quanto dichiarato dall’attuale servizio fornitore, Veritas, ma anche per confrontare altri metodi

di raccolta, compresa la forma mista, vista la disomogeneità dichiarata del nostro territorio”. E se da un lato le isole ecologiche interrate paiono comunque una soluzione all’avanguardia, dal punto di vista igienico ed estetico, sono adatte però soprattutto ai centri storici. Dall’altro lato il consigliere di Unione Civica pone l’accento sui costi: “Non ci è chiaro a carico di chi sarebbero i costi per la predisposizione di tali sistemi.

sono state fatte verifiche, da chi e dove, se non fosse quantomeno dovuto alla cittadinanza dare riscontro di tali controlli, e cosa intenda fare l’amministrazione per limitare o abbattere questi odori”. Replica Laura Tozzato: “Non sapete interpretare le mie parole”. Elena Callegaro

Pagherà Veritas o il Comune? Una domanda che noi riteniamo quantomeno legittima dal momento che il nostro Comune già paga 1.6 milioni all’anno per l’igiene urbana”. In consiglio comunale l’assessore Laura Tozzato ha chiarito che la soluzione porta a porta comporterebbe un costo del 35% in più rispetto al sistema multi-cassonetto: “I pro e i contro ci sono comunque, il nostro Comune è già virtuoso per quanto riguarda la percentuale di differenziata, dobbiamo però migliorare la qualità”, ha detto infatti l’assessore. “Lo studio sul porta a porta è stato fatto sempre da Veritas - ha replicato però Boscolo - Non si chiede mai all’oste se il suo vino è buono”. Nei progetti del Comune anche la sostituzione delle campane per la raccolta di plastica, vetro e lattine con contenitori che consentano un maggior contenimento dei costi. Per quanto riguarda infine il verde si andrebbe verso il servizio a chiamata con numero verde: risponderà un operatore indicherà il giorno del ritiro. Il vantaggio in questo caso sarebbe che paga soltanto chi ha materiale da smaltire. Insomma un cambio di sistema in arrivo che fa discutere. E.Cal.


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Salzano

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Arrivano le colonnine per la ricarica delle auto elettriche Fra le altre novità delle ultime settimane portate avanti dal Comune c’è l’attivazione del servizio del doposcuola alla elementare di Robegano

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’amministrazione comunale di Salzano ha aderito nel mese di ottobre al ‘Protocollo d’Intesa’ proposto da Enel X Mobility Srl per la realizzazione di una rete di ricarica elettrica in ambito urbano di 4 colonnine. “Abbiamo approvato il progetto definitivo - ha affermato con soddisfazione il sindaco Luciano Betteto - che prevede una prima installazione, in via sperimentale, di due colonnine di ricarica per veicoli alimentati ad energia elettrica. Le colonnine verranno installate in via Sicilia nel parcheggio attiguo al supermercato Coop a Salzano e nel parcheggio di via Perosi a Robegano dove alcuni posti auto verranno riservati ad uso esclusivo dei veicoli che devono effettuare la ricarica elettrica”. Ha aggiunto il consigliere delegato all’ambiente Alessio Vian. “Con l’approvazione del progetto per l’installazione delle colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici anche a Salzano, si compie un passo importante per favorire la tutela della qualità dell’aria, incentivando la mobilità elettrica ad emissioni zero in grado di ridurre l’inquinamento. Si attiva così un servizio utile al mercato dei veicoli elettrici, in fase di decisa espansione”. Un’altra importante decisone è stata la conferma dei servizi scolastici avvenuta dopo un incontro tra l’amministrazione comunale e i genitori degli alunni delle scuole interessate. “È stata l’occasione per fare il punto sui servizi offerti dall’amministrazione a favore degli alunni - spiega l’assessore alla Pubblica Istruzione Luna Vergerio - Novità di questo anno scolastico è il servizio doposcuola nella fascia che va dalle 16 alle 17.30 per il plesso della scuola elementare di Robegano. Dopo aver ricevuto diverse richieste ci siamo subito attivati con le varie cooperative e associazioni del territorio, individuando nella Cooperativa Agorà l’interlocutore idoneo per l’attivazione del doposcuola. “Confermato per gli alunni della scuola primaria di Salzano - ha continuato l’assessore - un’iniziativa di sostegno alla genitorialità in orario pomeridiano extra scolastico denominato “Spazio Gioco Scuola” e

un servizio mattutino di pre-scuola. Entrambi i servizi, compresa la mensa, saranno realizzati dalla Cooperativa Aclicoop nei locali di via Colombo, 10 che garantirà lo svolgimento dell’attività mediante operatori qualificati. In particolare lo “Spazio Gioco Scuola” si propone come momento aggregativo al di fuori del normale ambito scola-

Sviluppo urbanistico

stico con lo scopo di far incontrare i bambini e far vivere loro positivamente l’esperienza dell’apprendimento e della cura delle relazioni interpersonali. Si svolgerà nei pomeriggi di lunedì, martedì, giovedì

dalle 13 alle 16 e comprende anche il tempo mensa. Il servizio di prescuola si svolgerà sia a Salzano sia a Robegano tutte le mattine (dal lunedì al venerdì), dalle 7.25 alle Lino Perini 7.55.

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Cambia lo sviluppo urbanistico di Salzano dopo che è stata approvata la variante al Pat che detta nuove disposizioni sul consumo di suolo. “Con questa variante - spiega l’assessore Claudio Bottacin - si va ad assolvere ad un adempimento normativo che avrà riflessi molto importanti sull’urbanistica del nostro territorio. La Regione Veneto, con questa legge, si è data come obiettivo di azzerare il consumo di suolo entro il 2050 e, ridurre in maniera considerevole nuove trasformazioni urbanistiche a favore di ristrutturazioni, riconversioni e recupero urbano di parti di città attualmente degradate e in disuso. La Regione ha stabilito che, da adesso al 2050, Salzano potrà consumare al massimo 13,65 ettari (ca. 130.000 metri quadrati) di terreno e pertanto questa variante non farà altro che recepire nella pianificazione territoriale comunale questo limite. È ovvio che da oggi in avanti dovremmo fare i conti con questo numero fisso e pertanto effettuare, in maniera prudente e responsabile, le future scelte urbanistiche”. È un chiaro segno dei tempi, se si pensa che solo 10 anni fa la pianificazione di un territorio era quasi interamente incentrata su logiche legata alle espansioni urbane fatte di nuove lottizzazioni edilizie periferiche, rendite immobiliari molto elevate e consumo di territorio agrario. Oggi tutto questo è il passato: la nuova prospettiva urbanistica che sta venendo avanti porterà le amministrazioni a ragionare su come migliorare l’esistente. (L.P.)


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Scorzè

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Nuova elementare, mutuo da 1,3 milioni per iniziare i lavori

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Soddisfatta il sindaco Nais Marcon: “Risponderà alle esigenze di una didattica che è cambiata nel tempo”

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n milione e 300mila euro per la nuova scuola elementare Guglielmo Marconi in via Aosta, ad ovest del centro del paese. L’inaugurazione è prevista per il 2021. La Cassa depositi e prestiti ha infatti concesso il mutuo al Comune per iniziare a costruire il plesso che sostituirà il vecchio edificio in funzione dal 1964, nella determina che riporta i dettagli dell’operazione è comunque specificato che l’ente pubblico dovrà rientrare del debito entro un ventennio. Il progetto della nuova elementare è decollato già in una delle ultime sedute del consiglio guidate dall’ex sindaco Giovanni Battista Mestriner, durante la quale è stato sbloccato il finanziamento da 4 milioni e 800 mila euro che serviranno a realizzare il blocco

con 20 classi, laboratori e mensa. Si tratta di spazi che ospiteranno nel complesso dai 430 ai 450 studenti. Una volta terminata questa prima fase toccherà alla palestra e all’auditorium, ma serviranno, si stima, almeno altri 5 milioni. Che ancora non ci sono. Contrario fin dall’inizio il Pd che ha contestato l’ubicazione della nuova struttura, il sindaco Nais Marcon difende la scelta della precedente amministrazione, di cui lei comunque era vice: “La progettazione del nuovo plesso scolastico muove innanzitutto da criteri atti a garantire il soddisfacimento delle prestazioni sismiche, della sostenibilità ambientale, delle prestazioni energetiche dell’involucro, del comfort ambientale e acustico, dell’abbattimento dei

Rivoluzione luci a led, risparmio da 100mila euro

costi energetici attraverso l’esclusivo utilizzo di fonti di energie rinnovabili, della durabilità delle finiture, della facilità di manutenzione, della funzionalità didattica, della flessibilità e vivibilità, e della espandibilità”, ha spiegato infatti il sindaco. “È un progetto importantissimo per il nostro Comune - ha commentato invece dai social l’ex primo cittadino Giovanni Battista Mestriner. Il luogo scelto consente ottima viabilità, con più strade di accesso e vasti parcheggi, tranquillità assoluta rispetto al

traffico e ai rumori del centro, vicinanza alla biblioteca e al centro sportivo parrocchiale. Sarà una scuola moderna, con i vetri al posto delle pareti nei corridoi, improntata al risparmio energetico e con le moderne tecniche di costruzione”. “È un grosso impegno portare avanti questo cantiere, il più importante degli ultimi 30 anni - ha annunciato Mestriner. Tra poco comincia la gara e il bando”. Il progetto è dello studio locale di architettura e ingegneria Cazzin-MognaElena Callegaro to-Niero.

uovo passo in avanti verso una Scorzè ancora più green, la giunta ha infatti approvato il progetto definitivo per convertire a led le lampadine dei punti luce pubblici, del capoluogo, delle frazioni e delle strade secondarie per un totale di 2.800 pali dell’illuminazione. L’intervento, se non ci saranno intoppi strada facendo, potrebbe essere ultimato già per la prossima estate. Una piccola rivoluzione nel segno della sostenibilità che garantirà non solo maggiore efficienza ma anche un certo risparmio economico, stimato in circa 100mila euro annui che potrebbero essere investiti in altre opere o servizi (oggi per l’illuminazione pubblica a Scorzè si spendono circa 300mila euro l’anno). I lavori che interesseranno tutto il territorio comunale costeranno circa 1.3 milioni, di cui 950mila saranno recuperati grazie a un mutuo, i restanti usciranno direttamente dalle casse del municipio. Presto la gara d’appalto, l’aggiudicazione del cantiere è prevista tra la fine e l’inizio del 2020. (E.Cal.)

Rifiuti illeciti, il Pd chiede controlli nei capannoni

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perazione “Penelope”: i consiglieri del Partito democratico di Scorzè vogliono vederci chiaro sulla questione dei rifiuti illeciti ritrovati a Gardigiano e chiedono un monitoraggio accurato dei capannoni presenti sul territorio per evitare il verificarsi di altre brutte sorprese. Con un’interrogazione presentata al consiglio comunale il gruppo consiliare del Pd ha infatti chiesto al sindaco Nais Marcon di dare spiegazioni rispetto ad alcuni aspetti relativi alla vicenda dei rifiuti tessili ritrovati nel capannone posto sotto sequestro a Gardigiano nell’ambito dell’operazione dei carabinieri forestali denominata “Penelope”, che ha bloccato un vasto giro illecito di stoccaggio di rifiuti nel Nord Italia e portato all’arresto di due persone. All’interno del capannone di via Campocroce sono infatti stati trovati ben 900 metri cubi di scarti di lavorazione tessile, probabilmente provenienti da manifatture di Prato, analogamente a quanto si è verificato in altre località del Veneto e dell’Emilia Romagna. “Si tratta di una vicenda preoccupante sulla quale bisogna mantenere la massima attenzione - dichiarano Dario Zugno, Giannina Manente, Daniele Pizzolato e Mery Moretto - anche alla luce del fatto che nella zona del capannone ci sono molte abitazioni, e che vari depositi illeciti di rifiuti speciali, simili a quello scoperto a Gardigiano, sono stati nel recente passato oggetto di incendi dolosi. Auspichiamo che l’amministrazione comunale metta in campo azioni di monitoraggio per verificare la situazione dei capannoni presenti nel territorio. È necessario mantenere alta la guardia contro questi comportamenti criminali e al tempo stesso E.Cal. tutelare l’ambiente e la salute dei residenti”.


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Provincia

Infrastrutture Linea ferroviaria Adria-Mestre

“Vaca mora”, la vecchia littorina ha i giorni contati, si va verso la modernizzazione L

’orizzonte temporale ipotizzato è quello della fine del 2022. Ancora qualche anno e i pendolari della linea Adria-Mestre di Sistemi Territoriali potranno finalmente entrare nella nuova era del trasporto ferroviario regionale, fatta di convogli nuovi e linee elettrificate. Molti, non senza ironia, sperano a questo punto di riuscire a resistere fino a quella data, visto il logorio provocato dai noti disagi quotidiani che sono costretti a patire. I giorni per la “Vaca Mora”, la storica littorina a gasolio su binario unico a scartamento standard, in ogni caso sembrano quindi contanti. Ne ha macinati fino ad ora di chilometri dal 1916, quando fu inaugurato il tratto da Adria a Piove di Sacco, poi prolungato tra il 1929 e il 1931 fino a Mestre. Certamente non accadrà domani, e questo è il lato meno positivo della vicenda, ma la svolta pare proprio che arriverà. “Ci sarà da portare ancora un po’ di pazienza ma siamo di fronte a un vero e proprio passaggio epocale. Su questa linea alla fine saranno investiti qualcosa come 80 milioni di euro. Si può dire tutto ma non che non ci sia la volontà di migliorare il servizio” esordisce Gian Michele Gambato, direttore generale di Sistemi Territoriali, nel fare il punto sulla situazione della tratta in questione. Non è stata, quella appena trascorsa, però un’estate facile per la regolarità del servizio visti i lavori, sui quali sono stati spesi circa 1,5 milioni di euro, per la manutenzione e l’ammodernamento dell’infrastruttura con la sostituzione di porzioni di vecchia rotaia con altre più moderne e sicure. Con i treni parzialmente impossibilitati a transitare, è stato organizzato un servizio sostitutivo con gli autobus, con tutte le declinazioni negative che si possono immaginare. “I lavori estivi - continua Gambato - sono stati completamente terminati. Ora procederemo con delle piccole manutenzioni. Stiamo programmando per fine mese un intervento di “rincalzatura” dell’armamento della linea. Sarà effettuato di domenica e non comporterà conseguenze sul normale funzionamento”. Che dire però dei contrattempi quotidiani, come ritardi e corse cancellate? “Capitano ancora, ma negli ultimi tempi sono decisamente dimiAlessandro Cesarato nuiti”.

La vera rivoluzione: l’elettrificazione della linea

P Il direttore generale di Sistemi Territoriali Gian Michele Gambato

assando agli interventi strutturali, il direttore generale è ottimista, visto che sono già stati finanziati e si sta procedendo spediti nelle varie fasi procedurali che porteranno agli appalti. “Per quanto riguarda gli standard di sicurezza - prosegue il direttore - è già stato appaltato il nuovo “Sistema controllo marcia treno” che porterà maggiore tecnologia sulla tratta. Stiamo vedendo anche di andare a sostituire il cosiddetto Bca, il “Blocco conta assi” che risale alla fine degli anni Novanta. Si tratta di una delle tecnologie più vecchie ancora in funzione che presto sarà dismessa. Le conseguenze saranno positive per quanto riguarda il sistema dei numerosi passaggi a livello”. La vera rivoluzione, come si diceva, sarà però quella legata alla elettrificazione della linea. “Come annunciato nei mesi scorsi - conclude Gambato - i 22 milioni di euro necessari sono già stati finanziati. Entro fine anno,

conclusa la fase di ingegnerizzazione, si procederà agli appalti. Contestualmente stiamo preparando i bandi per l’acquisto dei nuovi treni, per i quali è già previsto un investimento da 40 milioni di euro. Stiamo lavorando per realizzare tutto nei tre anni previsti dai cronoprogrammi. E’ necessario non perdere tempo perché i tempi sono comunque ristretti”. A.C.


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Provincia .

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L’elettrodotto interrato non si farà sul sedime dell’Idrovia Fra Camin e Vigonovo il tracciato passerà attraverso i campi. Fra Vigonovo e Dolo, nelle aree espropriate per il completamento dell’Idrovia

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alla Regione arriva un no: l’elettrodotto interrato Dolo- Camin non sarà posizionato sul sedime dell’idrovia Padova come era stato chiesto dai sindaci della Riviera del Brenta e del padovano. E’ emerso nelle scorse settimane in una conferenza dei servizi che si è tenuta a Venezia. Per la realizzazione dell’elettrodotto interrato è previsto un investimento di 400 milioni. Terna si è impegnata ad eliminare i basamenti, costruiti sulla base del vecchio progetto ora ritirato. A riferire cosa è successo, sono il sindaco di Vigonovo Andrea Danieletto e la sindaca di Fossò Federica Boscaro presidente della Conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta. La Regione interviene con l’assessore all’ambiente Roberto Marcato per il quale, l’opera contribuirà allo svilup-

po economico sostenibile in Veneto. I tempi per la realizzazione sono di fatto definiti. Entro aprile 2020 per l’elettrodotto interrato Dolo-Camin sarà presentato il progetto di fattibilità al Ministero, e in 5 anni l’opera sarà realizzata. Fra Malcontenta e Dolo come previsto il tracciato sarà aereo. “In queste settimane - spiegano il sindaco di Vigonovo Andrea Danieletto e la sindaca- abbiamo aspettato di sapere dalla Regione e dai tecnici Terna, se la nostra ipotesi di far passare l’elettrodotto sul fondo dell’Idrovia fosse fattibile. Ci è stato spiegato che a causa di tempi diversi di realizzazione delle opere, questo non potrà accadere. Per il completamento dell’idrovia tutto è in alto mare mentre per quanto riguarda l’elettrodotto interrato, si è pronti a partire. Verranno eliminati una

cinquantina di grandi tralicci aerei nell’area una volta realizzata l’opera”. Le soluzioni praticabili per Terna e la Regione, puntano nel primo tratto dell’elettrodotto interrato da Camin a Vigonovo, passando per il Comune di Saonara a far passare i cavidotti attraverso i campi, nel secondo tratto cioè da Vigonovo fino a Dolo passando per Stra e Fossò attraverso le aree espropriate per il completamento dell’idrovia. Non si potranno far passare i cavidotti neanche sugli argini dell’idrovia già realizzata. “Terna conferma- spiega in una nota l’azienda- il proprio impegno a fianco della Regione del Veneto e dei comuni interessati dal nuovo elettrodotto Dolo-Camin per studiare insieme, in un percorso di dialogo e progettazione partecipata, le migliori soluzioni realizzative dell’opera”. E’ stato

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spiegato che se ci saranno dei punti critici a ridosso di case o in casi di ritrovamento di reperti archeologici, non mancherà la possibilità di fare delle deviazioni del percorso in accordo con i tecnici.“L’interramento dell’elettrodotto Dolo-Camin è una delle sfide della pianificazione in campo energetico della Regione, in cui la crescita economica si coniuga con la sostenibilità ambientale – spiega l’assessore regionale Roberto Marcato. Ho ritenuto fondamentale incontrare i primi cittadini dei comuni interessati, a perchè sia garantita la massima partecipazione”. “Nello specifico- continua Marcatostiamo parlando di un cavo di conduzione di energia elettrica a 380 kv che fino ad oggi è stato aereo e presto sarà sotterraneo, riducendo l’impatto paesaggistico e aumentando efficienza

e di sicurezza. L’incontro con i sindaci dei comuni attraversati dalla linea a cavallo delle province di Padova e Venezia ha avuto proprio lo scopo di mettere le basi per la condivisione e la definizione del tracciato ottimale, dando sostanza a quel modello di progettazione partecipata che abbiamo inserito nello stesso protocollo. In esso, infatti, è previsto, che la definizione degli interventi avvenga in stretta e piena partecipazione delle amministrazioni locali e della popolazione”. Non mancheranno in queste settimane infatti assemblee sul territorio. Alessandro Abbadir

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Il Concerto di Natale dell’orchestra sinfonica e del coro Tullio Serafin Serata di grande musica il prossimo 21 dicembre nel Duomo di S. Mauro di Cavarzere, dedicata al 30° anniversario della fondazione del Coro

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i svolgerà sabato 21 dicembre, nel Duomo di S. Mauro di Cavarzere, la 30° edizione del Concerto di Natale dell’Orchestra Sinfonica e Coro T. Serafin diretti dal M° Renzo Banzato: un appuntamento molto atteso che da molti anni prepara la città alle festività natalizie e che quest’anno si inserisce all’interno delle celebrazioni dedicate al 30° anniversario della fondazione del Coro Tullio Serafin di Cavarzere. Il programma, che sarà illustrato dal Prof. Paolo Fontolan, si aprirà con il delicato Intermezzo dall’oratorio Venite pueri di L. Donorà e proseguirà con il maestoso Te Deum per coro, organo e orchestra, composto da F. J. Haydn fra il fra il

1799 e il 1800 per l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria. Ampia parte del concerto sarà dedicato ai più celebri brani legati alla Natività composti da Schubert, Gruber, Berlin, Couperin, Wade e Adam, elaborati nella coinvolgente versione sinfonica per orchestra, soli e coro. Durante la serata, che prevede la presenza del soprano Miranda Bovolenta, sarà inoltre ricordato G. F. Händel, nel 260° anniversario della morte: il tutto sotto l’attenta direzione del M° Renzo Banzato, laureato in direzione d’orchestra, composizione, pianoforte, musica corale, direzione di coro, fondatore e direttore dei due prestigiosi complessi musicali, nonché della Serafin Youth

L’orchestra sinfonica, il coro e il maestro Renzo Banzato

Symphony Orchestra e docente di ruolo presso il Conservatorio di Adria, dove è anche direttore del Coro di Voci Bianche “A. Buzzolla”. Date tali premesse il concerto si preannuncia come uno dei principali eventi musicali dell’anno e sicuramente non

deluderà le aspettative del numerosissimo pubblico che ogni anno attende con entusiasmo questo imperdibile appuntamento con la grande musica. La serata, che gode del Patrocinio della Regione Veneto, è realizzata dall’Assessorato alla Cultura e all’Istruzione della Città di Ca-

varzere, in collaborazione con la Parrocchia di San Mauro, la Pro Loco, il Gruppo Solidarietà S. Giuseppe, il Gruppo Culturale S. Mauro, l’Unitalsi e si avvale del sostegno della Ditta Turatti di Cavarzere. L’orario d’inizio è fissato alle ore 21.15; l’ingresso è libero.

Premio Settembrini: Marco Marrucci vince la 56° edizione E’ Marco Marrucci, toscano di San Miniato, classe 1985, con il racconto “Ovunque sulla terra gli uomini” (Racconti Edizioni) il vincitore dell’edizione 2019 del Premio Settembrini, la prestigiosa selezione di novelle e racconti nel panorama dei premi letterari ed editoriali italiani, ‘inventata’ nel 1959 da Arnaldo Settembrini e da trent’anni promossa dalla Regione Veneto. Lo scorso 25 ottobre al teatro Toniolo di Mestre, la proclamazione del vincitore, scelto dagli studenti delle scuole superiori di Mestre e Venezia nell’ambito della terna dei 33 autori valutati dalla giuria ‘tecnica’, presieduta da Giancarlo Marinelli, scrittore e regista teatrale. Il racconto di Marco Marcucci, laureato in Estetica, polistrumentista e cantante, alla sua prima prova editoriale, ha avuto la meglio su Beatrice Masini, autrice di “Più grande la paura”, Marsilio Editori e sul racconto “Con passi giapponesi” di Patrizia Cavalli nel giudizio espresso con scrutinio in diretta dagli studenti dei cinque istituti superiori veneziani, “G.B. Benedetti – N. Tommaseo”, “G. Bruno - R. Franchetti”, “Marco Polo”, liceo scientifico “Ugo Morin” e liceo classico “Marco Foscarini”. La premiazione, dedicata allo scrittore trevigiano Giovani Comisso a 50 anni dalla scomparsa, ha animato una serataevento, presentata dall’attrice Debora Caprioglio, che ha proposto – per la regìa di Giancarlo Marinelli – brani musicali eseguiti dagli allievi del conservatorio Benedetto Marcello, le multivisioni dell’artista Francesco Lopergolo e i booktrailer realizzati dagli studenti delle scuole superiori sui libri dei tre finalisti.

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Sport

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Venicemarathon, trionfano gli atleti africani

Gara di bocce, vince l’Associazione Sorriso

Alla gara si sono iscritte 13 mila persone, 5000 le donne (il 40%) e 3000 gli stranieri provenienti da 57 nazioni

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avorita da una splendida giornata di sole, la trentaquattresima edizione della Venicemarathon è stata disputata da oltre 13.000 runners. Un lungo serpentone colorato che è partito da Stra, ed ha percorso la Riviera del Brenta prima di arrivare a Mestre e, quindi, concludersi in Riva Sette Martiri a Venezia, traguardo unico per le corse di 42.195 metri e dei dieci chilometri. Due dati molto interessanti sonopro emersi: il numero delle donne iscritte, circa 5.000 (40%) e i 3.000 stranieri provenienti da 57 nazioni. Ma a trionfare, ancora una volta è stato il continente nero. Il dominio africano è stato sancito dall’etiope Lencho Tesfaye Anbesa e dalla keniana Judith Korir che hanno infatti tagliato per primi il traguardo di Riva Sette Martiri, rispettivamente in 2h10’49” e 2h29’20”. La gara maschile, sin dall’inizio, ha visto prendere la testa un gruppetto di 8 atleti africani che, dopo essere passato a metà gara in1h04’55”, ha marciato compatto sino

al 35° chilometro. Anbesa è stato molto bravo a rintuzzare i primi attacchi, risparmiando molte energie per i chilometri finali dove è riuscito a piazzare l’allungo vincente. Nonostante un po’ di difficoltà sui ponti, l’atleta etiope è riuscito a chiudere in 2h10’49” che rappresenta il suo nuovo personal best ed il terzo tempo di sempre per un atleta etiope alla Venicemarathon. Dietro di lui si sono piazzati i due atleti keniani Henry Kiprop, autore di un bel finale che, con 2h10’55” l’ha visto migliorare il suo record di oltre un minuto, e Andrew Ben Kimtai (2h11’58”). Primo degli italiani Said Boudalia (Cagliari Marathon) che, con 2h26’56”, ha stabilito il nuovo primato nazionale M50. “E’ stata una bella gara – ha raccontato in conferenza stampa Lencho Tesfaye Anbesa – ho gestito al meglio le mie energie per quasi tutta la gara ed ho accusato la fatica solo dopo il 40° km, sui ponti. Però sono riuscito a tenere duro ed a portare a casa questa pre-

stigiosissima vittoria”. Tra le donne, grande prestazione della keniana Judith Korir che ha saputo gestire al meglio la gara, staccando sul passo tutte le altre atlete più quotate, e chiudendo in un ottimo 2h29’20”. Risultati uomini: 1. Lencho Tesfaye Anbesa (Eth) in 2h10’48”, 2. Henry Kiprop (Ken) in 2h10’55” 3. Andrew Ben Kimtai (Ken) in 2h11’58”. Donne 1. Judith Korir (Ken) in 2h29’20”, 2. Cynthia Jerop (Ken) in 2h31’33” 3. Wake Meka Washo (Eth) in 2h34’36”. Lino Perini

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li atleti dell’Associazione Sorriso di Mira ad ottobre hanno trionfato al primo Memorial Roberto Dal Mina, gara di bocce a coppie, organizzata dalla Associazione Oltre Onlus di Montebelluna, cui hanno partecipato 5 società, tra cui Trieste e Gorizia. Il risultato finale ha visto l’affermazione delle ragazze dell’Associazione Sorriso Stefania Borgato e Michela Martignon sui compagni di squadra Alessio Perisinotto e Simone Vanin. Al terzo e quarto posto, rispettivamente, le formazioni dell’Usb. Zelarino e della Onlus Oltre di Montebelluna composte da Stella Tessari e Alessandro Bussolin e da Cinzia Cecchel e Matteo Florian. Ai ragazzi di Mira è andato anche il trofeo come prima società classificata. (A.A.)

L’eccellenza del Ju Jutsu ospite a Dolo

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na tre giorni con i grandi maestri del Hakkoryu Ju Jutsu, ha caratterizzato ad ottobre un week end a Dolo, cittadina della Riviera del Brenta che ha ospitato il prestigioso seminario internazionale di questa antica disciplina marziale. La straordinaria presenza di Shihan internazionali, i capi scuola dell’Hakkoryu giapponese ed il responsabile per l’Europa e Nord America Shihan Joesph Miller, hanno dato lustro ad un evento unico in Italia. Gli Shihan, sono rimasti favorevolmente colpiti, dalla qualità e capacità di insegnamento, in particolare la propedeutica marziale per i piccoli atleti, del maestro Shihan Mario Spillere, “padrone di casa” e responsabile dell’Hakkoryu per l’Italia. Lo stesso Spillere, visti gli anni di dedizione alla pratica della disciplina, ad una vita dedicata alla promozione dell’Hakkoryu Ju Jutsu e ai risultati raggiunti con i propri allievi, è stato insignito del VI° Dan della prestigiosa scuola, consegnato dal Shihan Masaki Kamijo, in rappresentanza del Nidai Soke Okuyama Ryuho. Allo stage a fare gli onori sportivi e di casa, hanno partecipato anche il vicesindaco ed assessore allo sport Gianluigi Naletto ed il fiducario Coni e segretario nazionale Csa, Diego Baldan.”Il maestro Spillere, si conferma un’eccellenza sportiva del territorio, grazie alla dedizione, alla compentenza e all’aggiornamento che ogni giorno mette nello sviluppare le proprie attività”- precisa Diego Baldan. Credo che questo evento e questo riconoscimento siano un bel traguardo per il maestro, anche se conoscendolo, lo considererà l’ennesimo punto di partenza per migliorare ulteriormente le proprie competenze, che sono già vastissime nel mondo marziale”. (A.A.)


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#Politica

Regionali 2020, la corsa è partita

Dopo il voto umbro, i 5 stelle chiudono ad eventuali alleanze. Il Pd guarda ai movimenti civici per l’alternativa, Lega e Fratelli d’Italia si godono il successo e pregustano l’ennesima vittoria

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l risultato dell’Umbria, con l’alleanza Pd-5 stelle travolta dal centrodestra, ha immediatamente provocato i suoi effetti. E qualche riflesso si riverbera anche sul Veneto, dove pure le condizioni di partenza e le prospettive sono ben diverse. Ma se qualcuno poteva ipotizzare un’alleanza “giallorossa” anche per tentare di strappare Palazzo Balbi al governatore Zaia, pare non ci sarà bisogno nemmeno di attendere gli esiti delle prossime regionali in Emilia-Romagna e Calabria. A caldo, infatti, la chiusura dei 5 stelle è netta, affidata a un comunicato lapidario: «Rispetto alla questione politica e alle prospettive in Veneto, ribadiamo quanto già emerso nel corso dell’assemblea regionale tenutasi a Mestre sabato scorso: in vista del prossimo voto regionale, non è in campo alcuna ipotesi di alleanze elettorali con alcun partito. È invece già da tempo avviato un dialogo costruttivo con gruppi, liste civiche, movimenti sul territorio le cui istanze convergano sui principi e programmi del Movimento 5 Stelle. Si tratta di un confronto sui temi e non su liste o poltrone». Non che, per la verità, dal Partito democratico fossero arrivate aperture chiare, nel percorso iniziato verso le regionali.

Piuttosto, afferma il segretario regionale Alessandro Bisato, «il Partito democratico sarà il perno della coalizione» e intende avviare una collaborazione con tutti i movimenti civici e politici che abbiano a cuore un Veneto solidale, più forte, concreto, orgoglioso, meno “chiacchierone” e che sappia trattenere e dare prospettiva ai giovani che fuggono all’estero e in altre regioni italiane. Nelle prossime settimane incontreremo e ci confronteremo apertamente con tutti i soggetti che condividono agenda politica e priorità». Poi una stoccata a Renzi e a chi ha deciso di seguirlo: le divisioni «non aiutano a costruire un fronte unitario alternativo. Defezioni, distinguo e divisioni, alcune delle quali evidentemente sorte più per tattica elettorale che per sensibilità politica, fanno il gioco di Zaia che, a dispetto degli sforzi, proprio negli ultimi giorni sta dimostrando di non essere poi così diverso da Salvini». Umori ben diversi nella Lega, naturalmente, che anche in Umbria ha sfiorato il 37%, molto più di Pd e 5 stelle insieme. Un risultato frutto, secondo il capogruppo in Consiglio regionale Nicola Finco, del “buongoverno” e della concretezza: “I cittadini hanno capito che la Lega è il partito della buona amministrazione, e non degli

estremisti come la propaganda di sinistra si sforza di dipingerlo, ormai inutilmente”. E questa, con ogni probabilità, sarà anche la chiave di una campagna elettorale che si annuncia tutta in discesa vista anche l’incapacità del centrosinistra in questi cinque anni di costruire un’alternativa visibile. Ma a brindare all’indomani del primo appuntamento elettorale nelle regioni è soprattutto Fratelli d’Italia, che anche in Veneto lo scorso anno si era messa in mostra con una ambiziosa “campagna acquisti” in particolare tra le fila di Forza Italia,

sempre più partner debole della coalizione. “Il voto umbro dà respiro e suffraga un quadro politico da noi annunciato da mesi”, commenta in una nota il consigliere regionale Sergio Berlato, sicuro che il suo partito “Confermerà e supererà questo risultato anche alle regionali del Veneto vincendo la scommessa fatta con il nostro presidente Giorgia Meloni”. E se così fosse, Berlato la prossima volta potrebbe non essere più l’unico esponente della vecchia-nuova destra a palazzo Ferro Fini.

Italia Viva, partenza col botto in Veneto Non saranno le folle che lo attendevano nel 2014, quando alle Europee anche il Veneto si scoprì tutto d’un tratto “renziano” e non è nemmeno detto che un domani si tradurranno in voti, ma certo il battesimo di Italia Viva ha dimostrato che esiste un pezzo di apparato e di militanti che al Matteo fiorentino continuano a guardare con lo stesso entusiasmo di allora. La controprova si è avuta, a pochi giorni di distanza, prima al battesimo ufficiale alla Leopolda e poi all’assemblea regionale organizzata a Mestre. Il 25 ottobre all’hotel Bologna sono arrivati in tanti per ascoltare Ettore Rosato, che della nuova creatura di Renzi è il coordinatore nazionale, e le due parlamentari

venete Sara Moretto e Daniela Sbrollini. di centro. Una strategia che pare già aver In più di 500 si sono iscritti, costruendo il fatto breccia, raccogliendo adesioni signiprimo zoccolo duro di quella che sarà l’or- ficative come quella di Franca Porto, già ganizzazione a livello territoriale. segretaria regionale della Cisl, Sante BresObiettivo, come più san, vicesindaco di Vivolte dichiarato, è ag500 iscritti, assemblea cenza e poi assessore gregare mondi diversi e regionale, il sindaco regionale gremita. fin qui su posizioni opdi Torri di Quartesolo Via alla “campagna poste, ma che guardano Diego Marchioro, l’ex con la stessa preoccupasocialista e poi in Foracquisti” assieme zione allo spostamento za Italia Mario Dalla al tour nelle province verso le estreme dei due Tor, i sindaci di San poli: dirigenti e militanMartino di Venezze e ti del Pd, in prima battuta, ma anche pezzi Polesella dal rodigino. di una Forza Italia ormai ridotta ai miniAlla Leopolda c’era anche la consigliera mi termini e volti nuovi capaci di parlaregionale del Pd Orietta Salemi, e la cosa re all’elettorato tradizionalmente definito non è passata inosservata, ma la lista delle

Matteo Renzi

adesioni promette di ingrossarsi settimana dopo settimana, magari utilizzando per gli annunci il tour nelle province venete in programma da qui a Natale. Poi, con le elezioni regionali alle porte, si faranno i conti.


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Politica

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Claudio Sinigaglia Consigliere Regionale Partito Democratico

Alberto Semenzato Consigliere Regionale della Lega

“Sanità e politiche sociali, gli errori di Zaia pagati dai veneti più deboli”

“Con l’autonomia arriveranno le adeguate coperture a tanti progetti”

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laudio Sinigaglia, 61 anni, Consigliere Regionale dal 2010, sta concludendo la sua seconda legislatura a Palazzo Ferro Fini nel Gruppo PD, all’opposizione della Giunta Zaia. A cosa si è dedicato maggiormente nel corso del suo mandato? “Sicuramente all’area socio - sanitaria. In particolare, ho seguito con attenzione la nuova legge regionale 19 del 2016, che ha riformato le Aziende Sanitarie e ha istituito l’Azienda Zero. Ma anche l’approvazione del nuovo Piano socio sanitario 2019 – 2023. È stato un lavoro enorme e penso di aver dato numerosi e qualificati contributi in entrambi i provvedimenti”. Oltre a questo? “Da un paio d’anni sono vicepresidente della 1° commissione, che si occupa soprattutto della stesura del bilancio e di tutti gli atti ad esso collegati. È un ruolo importante, che consente di entrare nel merito delle principali disposizioni delle entrate, ma soprattutto delle spese del consiglio e della giunta Zaia”. A proposito di Zaia, che giudizio da di questi 5 anni? “Fortemente negativo: sono davvero numerosi i suoi fallimenti, nascosti troppo spesso da abili capacità comunicative”. Qualche esempio? “Ce ne sono tantissimi. La realizzazione della Pedemontana è stata un bagno di sangue per le casse della Regione e chissà quando terminerà. La gestione dei parchi è un vero disastro, con commissariamenti che durano da più di tre anni. La nuova legge sulle politiche abitative e gli alloggi popolari è da ritirare, perché colpisce la popolazione più debole. Siamo l’unica regione in Italia a non aver ancora fatto la riforma delle case di riposo e la gente

paga rette proibitive: da 1880 a 2500 euro al mese”. Cosa la preoccupa maggiormente? “Il sistema sociosanitario pubblico, fortemente penalizzato da una riforma che abbiamo criticato e respinto. Mancano medici, manca personale per i servizi territoriali, le liste d’attesa aumentano, eppure continuano a spostare i finanziamenti ai privati”. Quali sono i punti di forza e le potenzialità del Veneto? “Siamo una regione bellissima, che eccelle per le sue piccole e medie imprese e per la rete sociale, fatta di tantissime persone e associazioni che appartengono al mondo del volontariato. La Regione dovrebbe supportare entrambe queste realtà, più e meglio di come ha fatto finora”. Quali invece le criticità, sui cui la Regione dovrebbe investire in futuro? “Sviluppo tecnologico e mobilità su tutte. Dobbiamo investire sulla banda ultra larga e su molte nuove infrastrutture: sul raccordo ferroviario con l’aeroporto di Tessera, sull’alta velocità tra Verona e Padova, solo per fare qualche esempio”. Qual è l’atto politico di cui va più orgoglioso? “Sono due: il primo è il libro bianco di denuncia sulla situazione delle case di riposo del Veneto. Il secondo è la legge su “Veneto terra di Pace”, in occasione delle celebrazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale”. Intende proseguire il suo mandato ricandidandosi alle elezioni regionali del 2020? “Ancora non lo so, dipenderà innanzitutto dalle decisione del Partito Democratico a cui appartengo, così come è sempre successo in questi anni”. Enrico Beda

n vista delle elezioni regionali del Veneto previste per la primavera del prossimo anno, abbiamo intervistato Alberto Semenzato consigliere eletto nelle fila della Lega, al suo primo mandato. Semenzato è nato a Mirano, ha 58 anni ed è diplomato perito commerciale. Per anni ha gestito l’attività commerciale della famiglia (un locale in centro a Mirano). E’ entrato nella Lega Nord nel 1991 e si è impegnato nella politica del suo paese, diventando prima segretario di sezione per due mandati e poi membro dei probiviri nazionali e poi si è candidato a consigliere comunale ed è diventato vicesindaco di Mirano. E’ stato anche assessore alla sicurezza e politiche sociali del suo territorio comunale. Fino al 2015 è stato segretario della Lega Veneta – Lega Nord poi è stato eletto in consiglio regionale per la circoscrizione di Venezia. E’ componente della quarta e quinta commissione del Consiglio Regionale del Veneto. Fra i temi di interesse di cui si occupa specificamente in consiglio Semenzato, c’è la vigilanza su finanziamenti ed appalti e le politiche sociali e sanitarieConsigliere Semenzato come valuta il lavoro svolto in questi 4 anni e mezzo da consigliere regionale? “Con la mia presenza a 6.747 votazioni effettuate in aula ad oggi su 6.844, pari al 98,58% ed una sola giustificazione in commissione, sono al primo posto nella classifica del Consiglio Regionale del Veneto; credo che i numeri parlino da soli”.

CHINELLATO PAOLO S C AV I E M O V I M E N T O T E R R A A L L A C C I A M E N T O F O G N AT U R E

Di quali risultati è più orgoglioso? Qualche delusione o rimpianto? “Sono orgoglioso di aver fatto parte della squadra che ha portato i veneti ad esprimersi sull’Autonomia, di aver sostenuto convintamente ed esser riusciti a dar seguito al 90% del programma che il presidente Luca Zaia aveva fatto sottoscrivere ai veneti con il voto del maggio 2015, di aver fatto approvare dall’aula il mio Pdls, progetto di legge statale, cioè il progetto su “videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole d’infanzia nonché presso le strutture socio assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio” e di aver contribuito a far chiarezza sulla spiacevole vicenda della “gestione liste di attesa adottate” dall’ex Ulss13 Dolo – Mirano. Rimpianti per non aver potuto proporre qualche progetto di legge per mancanza di coperture, che auspico arriveranno molto presto con l’Autonomia. Come valuta gli ultimi sviluppi politici anche a livello nazionale? “E’ una situazione che questo paese purtroppo vive da oltre settant’anni, causa la mancanza di un sistema elettorale maggioritario simile a quello della più antica democrazia parlamentare d’Europa, l’Inghilterra, che consenta cioè, a chi vince anche solo con un voto in più, di poter governare”. Si ricandiderà a consigliere regionale a primavera del 2020? “Questo dipende dalla valutazione che daranno sul mio operato la Lega e il presidente del Veneto Luca Zaia”. Alessandro Abbadir

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Politica

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Cristiano Corazzari: “Il mio impegno per il territorio in Regione” L’assessore traccia il bilancio del suo mandato per la gestione del patrimonio veneto

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’assessore regionale Cristiano Corazzari, che ha le deleghe a Pianificazione territoriale e urbanistica, Parchi e aree protette, Sicurezza, Sport, Cultura e identità veneta, racconta la sua esperienza, iniziata nel 2015, che si concluderà a maggio 2020. “Queste competenze sono molto importanti in un territorio come il Veneto, che si attraversa in 3-4 ore di auto e dove si trovano borghi e città d’arte di straordinaria bellezza, oltre 100 chilometri di spiagge, montagne magnifiche, parchi naturali, laghi e sistemi termali. Un Veneto che continua a registrare record storici, anche in ambito turistico e culturale, terra nella quale importanti scrittori e poeti di ogni tempo si sono ispirati”. Tante le eccellenze che hanno

portato anche quest’anno ad essere il territorio italiano più visitato: “Venezia e la sua Laguna, l’orto botanico di Padova, Vicenza e le ville palladiane, Verona, le Dolomiti, i siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino, le opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo al quale recentemente si sono aggiunge le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, sono siti che l’Unesco ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale, oltre al Delta del Po come Riserva di Biosfera MaB. Nella consapevolezza di questo e altro immenso patrimonio, negli ultimi due anni, abbiamo tracciato, in maniera decisa, un innovativo percorso nelle politiche territoriali, provvedendo all’emanazione di due specifici provvedimenti di leggi regionali

Cristiano Corazzari

di straordinaria importanza: la 14/2017 sul contenimento del consumo di suolo e la 14/2019 Veneto 2050”. Corazzari è stato impegnato anche a livello di cultura: “La giunta ha fortemente voluto lo stanziamento di circa 16 milioni di euro, dedicati ad imprese culturali e cinematografiche. In questo senso è stato avviato il processo di costruzione di una nuova governance del sistema,

con la costituzione della Veneto Film Commission”. A livello sportivo, le gioie più grandi sono state quelle di avere ottenuto i campionati del mondo di sci alpino 2021 e i giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026: “Sono importanti risultati, conquistati grazie ad uno straordinario lavoro di squadra, condotto dal presidente Luca Zaia. In Veneto operano 45 federazioni sportive, con 19 le discipline

sportive associate. Si tratta di tutte quelle riconosciute dal Coni. Abbiamo 5.549 società sportive, che corrispondono all’8,7% di tutte quelle italiane. Siamo la terza regione per numero di società. In tutte le nostre azioni ci accompagna la Carta etica dello sport veneto, con la quale riconosciamo il valore sociale, formativo ed educativo dell’attività motoria e sportiva”. Infine un pensiero alle prossime elezioni regionali. “E’ prematuro parlare di candidature, ma quel che è certo è che resto a disposizione e ringrazio per l’opportunità che il presidente Zaia mi ha dato. Continuerò ad impegnarmi al massimo, anche sui i temi del Polesine. Continuerà ad esserci la mia massima disponibilità per risolvere le problematiche a tutti i tavoli regionali e non solo, per affrontare insieme le nuove sfide”. Marco Scarazzatti


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Vacanze invernali in SUV in Baviera: nel regno dei giocattoli U

na grande SUV ben si presta a viaggiare con tutta la famiglia verso le destinazioni delle vacanze invernali. Tra queste il Sud della Germania, la Baviera in particolare, dove si possono trovare mete apprezzabili e apprezzate da grandi e piccini. Accompagnati dall’idea di prendersela comoda, a dispetto delle Autobahn tedesche prive di limiti di velocità. A seconda della regione d’Italia da cui si proviene l’itinerario può

prevedere l’arrivo in Germania dal Brennero e dall’Austria (via Bolzano, Brennero, Innsbruck, Rosenheim, Monaco di Baviera) o dalla Svizzera (via Chiasso, San Bernardino, Bregenz, Lindau). Due zone meritano il soggiorno più di altre, nell’ottica di un weekend lungo o di una settimana intera di vacanza: quella di Norimberga e quella di Regensburg-Passau. Il capoluogo della Franconia offre numerose possibilità di svago, tra

Una grande SUV ben si presta a viaggiare con tutta la famiglia verso il Sud della Germania, la Baviera in particolare, meta apprezzata da grandi e piccoli

cui uno zoo dove vivono ben tutelate numerose specie animali (anche orsi e delfini ammaestrati!), diversi musei del giocattolo e, nella vicina Zirndorf, il celebre Playmobil Funpark (con factory store annesso, per lo shopping natalizio di bimbe e bimbi). Senza dimenticare il centro storico della città, che merita unavisita al pari della vicina Fuerth, dove ha sede oggi il colosso del giocattolo Dickie-Simba, proprietario

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di numerosi marchi tra cui Schuco, Solido e Majorette nel settore delle auto in miniatura, Eichholz nel campo dei giocattoli in legno, Nico Toys per i peluche e Steffy Love per quanto concerne le bambole. Nel 1850, quando fu introdotta la prima macchina per stampare i metalli, tra Norimberga e Fuerth operavano più di trecento industrie che producevano prevalentemente giochi di latta e di legno. Tra le prime a realizzare trenini in miniatura fu la Fleischmann, mentre la Schuco divenne celebre nel secondo dopoguerra per le sue prestigiose automobiline in scala ridotta. È ancora forte e radicata la loro tradizione, così come quella degli orsetti di peluche, creati oggi come allora dalla Steiff. Spostandosi in auto in direzione di Regensburg e Passau ci si può piacevolmente “perdere” nelle colline delle prealpi bavaresi, al confine con la Repubblica Ceca. Ogni villaggio è un mondo a sé, l’uno diverso dall’altro: tutti comunque offrono l’opportunità di passeggiate nei boschi fin verso i mille metri di altitudine. Sankt Englmar è una delle località più gradevoli di questa Baviera al confine con quella che era un tempo la “Cortina di Ferro”.

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n’indagine realizzata nel 2017 dal Servizio Polizia Stradale in collaborazione con Assogomma e Federpneus, tra aprile e giugno, ha fornito risultati preoccupanti: nei 12.910 controlli eseguiti in Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia) sono emerse irregolarità relative ai pneumatici per il 15,26% delle auto controllate. Ben 4.821 vetture verificate erano equipaggiate con pneumatici M+S (il 37,34% del campione di cui 24,08% solo M+S e 13,26% M+S con pittogramma alpino) e 1.024 presentavano un equipaggiamento non omogeneo (il 7,93% del campione). Un quadro certamente non ideale e confortante. Per circolare nelle migliori condizioni di sicurezza possibili è opportuno montare pneumatici di tipo estivo (“standard”) nella stagione calda e coperture di tipo invernale (M+S con o senza pittogramma alpino) nella stagione fredda, uguali tra loro sulle 4 ruote o almeno sui singoli assi. Con pneumatici invernali in periodo freddo gli spazi di frenata si riducono rispetto a un equipaggiamento estivo del 20% con suolo asciutto e fino al 50% nel caso della presenza di un manto di neve sul terreno.


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Autotrasportatori e tecnologia 5G: troppo sorvegliati?

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l 5G è la rete mobile di quinta generazione che sarà lanciata più o meno l’anno prossimo e che aumenterà in modo impressionante la velocità di connessione mobile. Detta così, sembra una simpatica opportunità per la quale avremo smartphone con maggiore copertura e internet velocissimo (un giga al secondo). Ma questa rapidità consentirà di raggiungere grandi traguardi. Per esempio, sarà possibile una chirurgia a distanza per cui un medico americano potrà operare un paziente in Svizzera. Oppure crescerà quello che viene definito lo IoT, l’internet delle cose. Finora abbiamo lavorato sempre sulle comunicazioni tra noi e le macchine, e adesso cominciamo a curare la comunicazione tra macchina e macchina. È il passaggio verso l’intelligenza artificiale e verso la guida autonoma, che funziona in sicurezza a patto che i veicoli comunichino tra loro in tempi velocissimi. Solo il 5G permette di gestire l’enorme mole di traffico sulle strade e l’enorme traffico di dati senza provocare incidenti. Fin qui tutto bene. Ci sono contestazioni dal punto di vista della salute (perché il 5G richiede un gran numero di antenne molto potenti) e anche dal punto di vista della riservatezza. Gli Stati Uniti ce l’hanno con Huawei, perché secondo loro, attraverso le tecnologie del 5G, i cinesi sono in grado di spiarci. E qui comincia la questione. Se prima il manager di una flotta sapeva dove si trovavano un furgone e il suo autista, con il 5G potrà conoscere tutti i dettagli della sua vita. Ma-

gari non sarà interessato a sapere se un dipendente si ferma al bar per prendere un caffè, ma quello che conta è che lo saprà. E che la nostra libertà avrà spazi ancora più ridotti. Insomma, il progresso porta mille opportunità positive, ma ha anche un rovescio della medaglia che, per un autotrasportatore che ama la libertà, diventa un boccone amaro da mandar giù.

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Se prima il manager di una flotta sapeva dove si trovavano un furgone e il suo autista, con il 5G potrà conoscere praticamente tutti i dettagli della sua vita.

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VEICOLI INDUSTRIALI: in Italia il 63% sono ante Euro 4

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econdo i dati UNRAE, i 663.500 veicoli industriali che viaggiano nel nostro Paese hanno in media 13,5 anni e il 63% di questi sono anche ante Euro 4. Insomma, il nostro parco circolante è tra i più vecchi d’Europa. E questo significa che molti mezzi viaggiano senza quei sistemi di sicurezza che oggi consideriamo indispensabili. E non basta, i camion vecchi consumano di più. E dunque costano all’autotrasportatore e inquinano. Insomma, le ragioni per rinnovare il parco circolante ci sono tutte. Ma c’è un ma… Come fa un padroncino strangolato dalla concorrenza estera a trovare i soldi per comprare un camion nuovo? Non li trova e basta. Ed è proprio qui che dovrebbe intervenire lo Stato. Ma gli incentivi, ad oggi, non sono strutturali. E invece un’azienda dovrebbe contare su finanziamenti protratti nel tempo. Sarebbe utile, per esempio, modulare la tassa di possesso di un camion. Più è nuovo, meno si paga. Chi ha un camion vecchio può lavorare, ma a costi più alti. Lo stesso vale per i pedaggi in autostrada. Chi inquina di più paga di più. E lo stesso vale per i premi assicurativi. Più un mezzo è vecchio e meno è sicuro e, per questo, deve pagare di più. Stesso discorso vale per le accise sul carburante Insomma, lo Stato dovrebbe schierarsi al fianco degli autotrasportatori con incentivi e facilitazioni, ma anche con una politica a favore dell’autotrasporto italiano.

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Camionisti: dire no al diesel fa male?

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i recente, un importante quotidiano economico nazionale ha dato qualche cifra sull’inquinamento da diesel: nell’articolo si avanzava il sospetto che metterlo al bando (per il momento solo per le auto), invece che far bene all’ambiente, potrebbe addirittura fare male. Secondo alcuni esperti, infatti, meno diesel circolano e meno inquinamento da polveri sottili (PM) e ossidi di azoto (NOx) si registra. In realtà questa idea sarebbe giusta se fossimo nel 1993 e circolassero mezzi Euro 1, ma oggi, con l’Euro 6d, i livelli di inquinamento di un camion sono scesi del 95% e se svecchiassimo il parco circolante, l’inquinamento scenderebbe in modo sensibile. C’è, però, un altro problema, che riguarda il rilevamento delle sostanze inquinanti. Se andiamo a vedere i dati che riguardano le PM (il particolato), i dati dell’ADAC (l’Automobile Club tedesco), dimostrano che le

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La campagna contro i diesel può mettere in ginocchio un settore: chi comprerebbe un camion con il rischio di vederselo mettere fuori legge?

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emissioni delle polveri sottili dovute alle auto e all’autotrasporto diesel sono appena il 4% del totale. Perché le PM vengono dalle abitazioni (il 46%) e dall’industria (il 44%). I produttori dell’automotive hanno investito fior di miliardi di euro per migliorare l’ecosostenibilità dei loro mezzi, ma il vero problema è che ci sono

cause di inquinamento come i riscaldamenti nelle città o i fumi delle aziende che non vengono aggrediti, mentre si preferisce parlare di ambiente spingendo su mezzi non inquinanti come quelli elettrici, che per ora sembrano solo un sogno che si potrà avverare tra molti anni. La campagna anti-diesel, infatti, rischia di mettere in crisi l’intero settore e il risultato potrebbe essere una stasi del mercato e potrebbe portare alla paralisi e allo stop del processo di svecchiamento del parco circolante, con il risultato di vedere sulle strade veicoli industriali sempre più vecchi. Perché, d’altronde, chi potrebbe mai pensare di comprare un camion diesel con, in prospettiva, il rischio che, prima o poi, anche il diesel per l’autotrasporto possa venire messo fuori legge?

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Maya e Rum E gli spiriti del Guatemala

’ la patria del Rum il Guatemala. Rum che da quelle parti chiamano Ron: distillazione sublime della canna da zucchero, invecchiamento “sopra le nuvole” e spirito raffinato. Vai a Quetzaltenango, a Casa Botran, e nel museo della famiglia Botran, produttore simbolo di un determinato modo di fare Rum (con oltre 80 anni di storia alle spalle) e cogli un segreto in più dell’orgoglio nazionale guatemalteco. Il Rum, appunto. Rum qui ottenuto dalla distillazione del succo di varietà pregiate di canna da zucchero, non dalla melassa. E poi affinato su legni “tostati” ad arte, secondo regole antiche e sapienti. Il Rum è uno dei sim-

di Renato Malaman

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boli di questo paese, che è il cuore pulsante del Centro America e della civiltà Maya. Paese che ha sempre difeso con tenacia le proprie tradizioni, la propria identità e la propria libertà. E’ successo dal XVI al XVIII secolo quando gli Spagnoli arrivarono come colonizzatori, attratti dalle sue mirabili ricchezze naturali, sia quando - in tempi più recenti - furono gli Stati Uniti d’America a cercare di mettere pesantemente sotto il proprio tallone l’economia (prevalentemente agricola) del Guatemala, condizionando attraverso le proprie avide compagnie commerciali - con le buone o (molto più spesso) con le cattive - le sorti del paese. continua alla pag. seguente


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Maya e Rum, gli spiriti del Guatemala

Il paese è il cuore pulsante del Centro America e quest’anno con la fiera CATM è stato vetrina del turismo nell’area. Il parco archeologico di Tikal immerso nella foresta svela - nel mistero delle sue piramidi - l’anima segreta di un popolo millenario di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

O

rgoglio, appunto. Oggi il Guatemala si mostra con orgoglio, perché oggi è un paese che fa da formidabile vetrina internazionale a quanto di bello c’è in tutta l’area centroamericana. Città del Guatemala quest’anno a giugno ha ospitato il “Centro America Travel Market”, fiera e workshop del turismo centroamericano, occasione straordinaria per far conoscere i valori di questo paese. A cominciare dalle testimonianze della civiltà Maya, così lontana nel tempo eppure ancora così presente nello spirito fiero della gente. Tikal con i suoi templi è la celebrazione della grandezza di quel popolo antenato e dei suoi valori ancestrali. E’ immersa nella foresta Tikal, bisogna conquistarsela salendo sulla montagna e poi fin sulla sommità del tempio del Giaguaro, il più alto di tutti con i suoi 74 metri di pietre posate in un equilibrio perfetto. Lì, nel silenzio, sembra di vederli ancora all’opera i sacerdoti del fuoco intenti nei loro riti misteriosi. Ma per cogliere in una cornice ancora più profonda e suggestiva il genio di quel popolo basta allungarsi fino a Yaxha, l’ultimo dei siti archeologici scoperti in Guatemala, dove tutto è ancora “vergine”. Come se le rovine in realtà fossero una città abbandonata all’improvviso ieri. Dove ogni cosa è ancora al suo posto, all’ombra delle grandi piramidi Maya. Quando si scende nella graziosa Flores, crocevia turistico del Petén che si rispecchia nel suo lago, sembra di uscire dalla scena di un film. Ma non è avventura o fantasy, è realtà. Realtà in parte ancora avvolta nel mistero. Paese di grandi vulcani il Guatemala, vulcani dall’umore instabile. Incombenti anche sulle città, come ad Antigua dove i pennacchi di fumo del vulcano Fuego promettono sempre… fuoco. Quello che lo scorso anno ha prodotto un’ esplosione di cenere simile a quella del Vesuvio a Pompei nell’anno 79 d.C. e che - proprio come a

NELLA FOTO COPERTINA IL TEMPIO DEL GIAGUARO, SIMBOLO DI TIKAL. SOTTO: IL PARCO ARCHEOLOGICO FRA LE NUVOLE, TESSUTI TRADIZIONALI E PREPARAZIONI TIPICHE CON CARNE E FAGIOLI. IN QUESTA PAGINA: SOPRA IL TITOLO UN’ALTRA IMMAGINE DI TIKAL, UNA SPETTACOLARE VEDUTA AEREA DI YAXHA E UNO SCORCIO DI ANTIGUA CON IL VULCANO FUEGO SULLO SFONDO. PIÙ SOTTO: IL CENTRO STORICO DI ANTIGUA, UN PADIGLIONE DELLA FIERA INTERNAZIONALE CATM A CITTÀ DEL GUATEMALA, IL RUM DI CASA BOTRAN, IL MERCATO DI CHICHICASTENANGO E MASCHERE TRADIZIONALI GUATEMALTECHE FEBBRAIO

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Pompei - ha sepolto interi villaggi facendo zioni locali lo hanno scelto come piazza di migliaia di vittime. Ad Antigua lo temono scambio per un’infinita tipologia di merci quel gigante dalla forma di cono nero che e per raggiungerlo in molti casi affrontano ormai fa parte del paesaggio della città, che lunghi percorsi a piedi. Immergersi in quene rafforza l’icona. Antigua, la coloniale, sto cosmo non è folclore, non è “fare shopcittà spagnola dove tutto ricorda “el Siglo ping”, ma è immergersi nell’anima vera del de Oro”, i Gesuiti e gli altri ordini monasti- popolo guatemalteco. Guatemala che due anni è stato privato ci mandati dalla corona di Spagna per “ammansire” lo spirito ribelle del popolo gua- del servizio postale (un primato singolatemalteco, è in fondo anche il simbolo del re anche se non certo invidiabile!) ma che ciò nonostante lancia al sincretismo religioso e mondo il suo messaggio culturale prodotto da Ad Antigua, città di stile di amicizia e di pace, con questa sovrapposizione coloniale spagnolo tanta voglia di farsi codi valori, di stili e di riti. su cui incombe minaccioso noscere. Anche attraverSincretismo che è il vero il vulcano Fuego, si coglie so i sapori della sua cufascino di questa anima profonda del Guatemala. l’essenza di quel sincretismo cina, tuttora così intrisa delle tradizioni Maya Il Lago Atitlan ha acreligioso e culturale (carne cotta in più modi, que color smeraldo e tanche pervade l’intero paese. pollo, fagioli e mais gli te montagne a fargli da corona. I Maya lo consi- Nei villaggi affacciati sul lago ingredienti principali), e deravano l’ombelico del Atitlan sopravvivono attività soprattutto attraverso lo spirito raffinato e soave mondo e gli hippy lo scelartigianali tradizionali del suo Rum. Il migliore sero negli anni ’60 come del mondo, assicurano i luogo di pace per vivere in comunità, lontano dalle sirene del mondo guatemaltechi. Di sicuro il più originale. contemporaneo. Nei villaggi intorno al lago Provare per credere. sorgono ancora oggi dei laboratori - in parIl Guatemala è raggiungibile comodaticolare tessili – gestiti da cooperative, che mente dall’aeroporto di Venezia, con voli sono figlie di quella cultura di solidarietà. Chichicastenango è il mercato più fa- Iberia che fanno scalo (in genere breve) a moso e colorito del Guatemala. Le popola- Madrid. Q U OTA I N

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Premio “Donne del latte” è stato assegnato a Linda Del Ben della Latteria di Aviano, in Friuli Venezia Giulia. Il “Cheese Bar dell’anno” è “Sogni di Latte” di Napoli e invece Pira Carmelo, della Fattoria Radichino in Lazio, ha ritirato il “premio alla carriera”. A vincere poi gli ambiti premi di “Caseificio dell’anno” e “formaggio dell’anno” sono stati, rispettivamente, il caseificio Valsamoggia in Emilia Romagna e il Fiore Sardo DOP , prodotto in Sardegna da Salvatore Bussu Debbene. Quali sono i migliori formaggi italiani? A deciderlo sono stati gli Italian Cheese Awards 2019, che hanno premiato, a Verona il 27 ottobre, i formaggi vincitori in ciascuna categoria. Per la categoria “Freschissimo” vince il Crema di Rugiada del Caseificio Artigiana, in Puglia. Nella categoria “Fresco” viene premiato l’Asiago fresco DOP prodotto dal caseificio San Rocco in Veneto, a Tezze sul Brenta. Come formaggio a pasta molle vince lo Steiner di Eggemoa, nell’Alto Adige, e come formaggio a pasta filata torna un prodotto del caseificio Artigiana, in Puglia: la sua burrata. Vince nella categoria “pasta filata stagionata” il Caciocavallo di Agnone stagionato del caseificio Di Nucci, in Molise; mentre il semistagionato premiato dalla giuria è il Don Carlo prodotto dal caseificio inMasseria in Puglia. Passando agli stagionati troviamo il Pecorino Gran Riserva del caseificio toscano Cugusi, mentre andando oltre i 24 mesi c’è il Parmigiano Reggiano 48 mesi del caseificio Gennari in Emilia Romagna. Per quanto riguarda i formaggi aromatizzati, a trionfare è la veneta Latteria Perenzin con il suo Anniversary Bianco; mentre per i formaggi erborinati vince il caseificio lombardo Arrigoni Battista con il suo Berghem Blu. Oltre alle diverse categorie di formaggio premiate, sono stati assegnati anche alcuni premi speciali, come il “Premio al miglior derivato del latte”, andato alla Ricotta di Bufala Campana DOP del caseificio Il Casolare di Alvingano, in Campania. Il “Pemio al miglior formaggio di montagna” è invece andato al San Martin del Caseificio San Lorenzo, in Piemonte; mentre il

La Patata americana è uno dei prodotti tipici di Novembre. Cotta in forno o lessa è davvero una bontà da non far mancare sulle nostre tavole. Si tratta di un prodotto di grandissima qualità che da sempre qualifica un territorio compreso tra le province di Padova, Rovigo e Vicenza, votato alla produzione della batata americana bio. Normalmente chiamata “patata americana” la batata bio è un alimento dalle proprietà alimentari riconosciute ed è opinione consolidata che sia in grado di aiutare a prevenire diverse patologie su tutte ad esempio il diabete, se integrata nell’alimentazione quotidiana. Nel nostro Paese la coltivazione della batata bio ha una lunga tradizione ed ha trovato, in particolare, nella bassa padovana, ad Anguillara Veneta e Stroppare il luogo ideale per la sua coltivazione. Importata dalle americhe con la scoperta di Colombo, inizialmente non venne impiegata per scopi alimentari quanto piuttosto quale curiosità botanica. L’affermazione della sua coltivazione per scopi alimentari avvenne agli inizi del ‘900, quando venne reimportata da emigranti di ritorno dal Brasile e prese la denominazione di americana proprio in virtù della sua provenienza. Al giorno d’oggi la batata americana non viene impiegata come alimento alternativo ai carboidrati e povero di grassi, ma viene utilizzato in ambito alimentare per la sue proprietà anti ossidanti e e per la naturale proprietà anti diabetica.


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L’iniziativa

Il Veneto di corsa contro il cancro

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e atlete di Run for Iov si preparano alla Maratona di New York, ma è tutta la regione che “corre” grazie alle politiche di prevenzione e a una rete di strutture specializzate. Il prossimo appuntamento è a New York, esattamente tra un anno, per la maratona più famosa al mondo. E c’è da scommettere che, ancora una volta, le ragazze di “Run for Iov” si faranno trovare pronte, con tutto il loro carico di entusiasmo e la forza con cui hanno già affrontato una sfida ben più difficile: quella contro il tumore al seno. Dopo Valencia, Londra e tante altre sfide in Italia e all’estero, New York è un po’ la ciliegina sulla torta di un progetto nato quasi per sfida e diventato col tempo uno dei fiori all’occhiello di Ryla Onlus e dell’Istituto oncologico veneto. La squadra è composta da 32 atlete, tutte unite dall’esperienza della malattia e dalla voglia di non arrendersi che le accompagna nei lunghi allenamenti necessari ad affrontare l’impresa. Senza l’obiettivo di vincere, ma con la voglia di testimoniare al mondo che dal cancro, dalla chemio, dalla radioterapia si può uscire per tornare a vivere appieno. Anzi, da vere e proprie testimonial dello Iov con le loro imprese sportive raccolgono fondi per la ricerca e la cura del tumore al seno. Un impegno che ha già superato quota 100 mila euro, dando un ulteriore, prezioso contributo al lavoro di medici e ricercatori di uno dei centri d’eccellenza della sanità veneta. Segue alla pag. seguente

La rete Run for Iov promuove la prevenzione Il diabete non si cura, ma si può tenere a bada

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Il bando regionale fa il pieno di candidati

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Un nuovo ambulatorio a Chioggia

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Salute

Consulenza scientifica

Il diabete non si cura, ma si può tenere a bada

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Il 14 novembre è la Giornata mondiale dedicata alla sensibilizzazione su una malattia che colpisce 350 milioni di persone nel mondo. Ma pochi accorgimenti possono aiutare a gestirla nel modo più corretto anche pazienti giovani (il 2% ha meno di vent’anni e si calcola che ogni anno circa 1500 bambini presentino l’esordio della malattia) e quasi un terzo dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni). La prevalenza fra i 20 e i 49 anni è maggiore nelle femmine mentre fra i 50 e gli 80 anni è superiore nei maschi. La prevalenza complessiva è maggiore nei maschi. Ma come accorgersi di un possibile problema? Il diabete si presenta in genere con tre sintomi principali: il paziente beve di più, urina di più e tende a perdere peso. Proprio la diagnosi precoce rimane fondamentale per ridurre il rischio delle complicanze acute del diabete. Da qui l’importanza della Giornata mondiale del diabete, organizzata ogni anno da Diabete Italia con la sua rete di coordinatori regionali che fungono da riferimento per tutti coloro che, lo-

L’iniziativa

Il Veneto di corsa contro il cancro

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NATUROPATIA Dott.ssa Lorena Bonato Naturopata - consulenze naturopatiche Riceve per appuntamento a Camposampiero (Pd) via S.Anna n.4 - tel. 3887292880 web: www.lorena-bonato-naturopata.it mail: bonato_lorena@libero.it

a data non è certo scelta a caso. Il 14 novembre del 1891 nasceva infatti il fisiologo canadese Frederick Grant Banting, che insieme a Charles Herbert Best nel 1921 scoprì l’insulina, trasformando quella che era una malattia mortale in una malattia controllabile. Dal 1991 l’Organizzazione mondiale della sanità dedica il 14 novembre alla lotta al diabete, e sono ormai più di 60 i paesi che aderiscono a questa campagna con iniziative di sensibilizzazione, presidi medici e un gesto simbolico ma di alto impatto: illuminare in blu i più famosi monumenti nel mondo, come un segno di speranza per i malati. Perché non va mai dimenticato che, a un secolo ormai di distanza dalla scoperta dell’insulina, il diabete continua a essere un nemico temibile e, purtroppo, privo di una cura definitiva. Si stima che attualmente nel mondo ne soffrano circa 350 milioni di persone e che ogni anno più di 3 milioni di persone che vivono con il diabete muoiano per malattie correlate. Un dramma a cui si può tentare di ovviare in un solo modo: investendo sulla diagnosi precoce e su tutte le buone pratiche di gestione del diabete. Anche l’Italia non fa eccezione al continuo aumento di casi: si stima che negli ultimi 10 anni i malati, nella popolazione generale, siano passati dal 4 al 6%. E si tratta solo dei casi noti, a cui le stime più realistiche tendono ad aggiungere un altro buon 2 per cento di malati che non sanno neppure di esserlo, salvo poi scoprirlo in caso ad esempio di infarto. Secondo la Società Italiana di diabetologia, quasi il 65% dei malati ha più di 65 anni ed è quindi nella fascia maggiormente a rischio. Ci sono però

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calmente, hanno intenzione di organizzare eventi collegati. Un impegno che le è valso nel 2017 la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica, e che si ripete anche quest’anno attorno al tema “Famiglia e diabete”. Dal 4 al 17 novembre migliaia di volontari saranno impegnati a organizzare eventi in oltre 500 città. Oltre a conferenze stampa, convegni, spettacoli e manifestazioni sportive, nelle centinaia di punti di attività allestiti nel Paese sarà possibile valutare il rischio di sviluppare il diabete nei prossimi anni e ricevere suggerimenti e materiale informativo. Tra i molti appuntamenti in programma in Veneto, va segnalata l’opportunità di screening del rischio diabete attraverso la misurazione gratuita della glicemia martedì 12 novembre, dalle 9 alle 12.30, in via Laurenti a Rovigo.

erché, anche se non tutti lo sanno, proprio la prevenzione del tumore alla mammella - il più diffuso oggi tra le donne - è uno dei settori in cui la nostra regione può vantare un indiscusso primato nazionale. Con un’estensione degli inviti pari al 91% contro l’84% in Italia, e un’adesione delle donne invitate del 78,6% rispetto al 59,6% nazionale, il sistema veneto di prevenzione ha sottoposto a screening in un anno 194.973 donne, con 10.346 approfondimenti resisi necessari, che hanno portato a 1.076 diagnosi di carcinoma e ad alzare di almeno 20 punti la percentuale di donne che hanno avuto salva la vita. Un impegno che ha consentito anche di individuare meglio l’età giusta per lo screening: al di sotto dei 45 anni la mammografia risulta generalmente inutile, tra i 45 e i 50 anni si può fare ma non è consigliata, mentre è assolutamente efficace tra 50 e 74 anni. Ma non basta, perché in Veneto si sta già lavorando a un’evoluzione che prevede di realizzare uno screening personalizzato su donne con caratteristiche genetiche a rischio. Il Progetto sperimentale, a cura proprio dello Iov, sta per coinvolgere 11.000 donne anche giovani e giovanissime residenti nelle Ulss 5 e 6, ed è il primo al mondo per ampiezza e velocità. “Un vestito su misura per ogni donna, perché ogni successo ci spinge a cercarne degli altri”, come l’ha definito il Presidente della Regione Luca Zaia, presentando lo stato dell’arte della prevenzione contro il tumore e le prospettive future della lotta al cancro, in occasione del Mese Rosa della Prevenzione che come ogni anno si è celebrato a ottobre con un ricco calendario di iniziative. “Le statistiche ci premiano – ha detto Zaia – ma sono il punto di partenza per nuovi passi avanti, perché lo studio dello Iov ci porterà a costruire uno screening personalizzato mai visto al mondo. Un altro grande passo avanti, dopo la scelta vincente di realizzare le Breast Unit (già 21 in Veneto) e di concentrare gli interventi chirurgici in sedi iperspecializzate e con casistiche elevate. Anche grazie a questa decisione, oggi in Veneto il tasso di sopravvivenza dopo il percorso di cura è arrivato al 95%”. Accanto al programma di screening della mammella, vi sono altri due grandi screening antitumore su cui si sta investendo con decisione: quelli per la cervice dell’utero e per il colon retto. Il primo, rivolto alle donne tra 25 e 64 anni, che vengono invitate a eseguire un Pap Test o un test Hpv, ha un’estensione corretta delle donne invitate del 100% e un’adesione delle donne agli inviti del 62,8%, oltre 22 punti in più della media nazionale, ferma al 39,9%. In un solo anno, grazie alla prevenzione, sono state diagnosticate 461 lesioni precancerose. Lo screening colorettale, rivolto a uomini e donne tra 50 e 69 anni con la ricerca biennale delle feci occulte, presenta un’estensione corretta degli inviti pari all’89,3% e un tasso di adesione al 63,9%, il che ha permesso, in un anno, di diagnosticare e poi curare 376 carcinomi e 3.401 adenomi avanzati. All’apparenza solo un freddo elenco di statistiche e percentuali, ma che in realtà ricordano un dato di fatto ormai assodato: la prevenzione rimane l’arma migliore contro i tumori, a maggior ragione considerando il progressivo invecchiamento della popolazione del Veneto. E acquisire una “cultura della prevenzione” rappresenta l’unica strada per poter garantire anche in futuro una sanità d’eccellenza, fatta di alta tecnologia e grande professionalità ma anche di consapevole partecipazione dei cittadini.

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Forze fresche in corsia. Il bando regionale fa il pieno di candidati S

e lo dice Repubblica, che con la Lega e col Veneto in particolare non è mai tenera, c’è da crederci. Dati alla mano, la nostra regione risulta la prima in Italia per la capacità di assicurare i livelli essenziali di assistenza (Lea) ai propri cittadini. Il quotidiano ha analizzato decine di indicatori ministeriali e di dati forniti dalle regioni stesse nelle tre aree di indagine (ospedale, distretto e prevenzione), assegnando al Veneto 222 punti su un massimo raggiungibile di 225. Sul podio anche Toscana ed Emilia Romagna (con 220 punti), seguite da Piemonte (218) e Lombardia (215 punti), mentre a chiudere la classifica sono Campania (170), Sicilia (165) e Calabria (146 punti, 14 sotto la soglia minima richiesta). Il problema è che garantire un futuro in linea con i risultati di oggi non sarà facile. E tra gli ostacoli il più impegnativo è rappresentato dalla mancanza di medici. Qualcosa però inizia a muoversi: dopo un’estate segnata dalle polemiche per i vuoti negli organici, e in attesa di qualche segnale da parte del Ministero, in corsia arriveranno presto alcune centinaia di giovani medici, laureati e abilitati ma non ancora specializzati, grazie

(ne mancano 53.000) e in Veneto (almeno 1.300). In attesa che da Roma arrivino fatti concreti e non teorie, abbiamo deciso di percorrere questa strada, certamente inedita, certamente coraggiosa, ma altrettanto certamente non campata in aria. Non butteremo mai allo sbaraglio questi ragazzi ma li inseriremo gradatamente, vicino ai colleghi strutturati, e a occuparsi delle situazioni più semplici, non certo di codici rossi. Abbiamo fiducia nelle nostre Università e siamo certi che, con la preparazione ottenuta, i giovani medici saranno preziosi occupandosi, ad esempio, di codici bianchi o, al massimo, verdi». Intanto è partito il secondo bando, che prevede 150 posti per l’area internistica. E nel frattempo proseguono gli incontri tra la Regione e le Università di Padova e Verona per definire una strategia comune. L’ultimo ha visto alla stesso tavolo il presidente della Regione e i due

rettori. «Un incontro proficuo e costruttivo – sottolinea il Rettore di Padova, Rosario Rizzuto – nel quale abbiamo riconfermato l’impegno forte dei nostri due Atenei a sostegno della sanità veneta con le nostre attività di ricerca, formazione e assistenza. Sulla carenza di medici abbiamo riscontrato la volontà comune di collaborare per dare in tempi rapidi una soluzione all’emergenza che si è creata». Di “un incontro storico”parla anche il Rettore di Verona Nocini, «nel quale – ha detto – abbiamo gettato le basi per colmare il gap creatosi nella sanità veneta sul fronte dei medici. Le Università di Padova e Verona sono pronte a lavorare direttamente alla formazione dei giovani che la Regione sta reclutando. Ed è significativa anche la collaborazione avviata sulla possibilità di coinvolgere nell’operazione gli specializzandi dal terzo al quinto anno».

Il Veneto miglior regione italiana per Livelli essenziali di assistenza, ma rimane il problema dei vuoti in organico

ai bandi promossi dalla Regione. Il primo, per l’inserimento nei Pronto soccorso, ha visto arrivare ben 224 domande che sono ora al vaglio per dare poi il via alla formazione accademica affiancata dal tirocinio pratico in corsia. «L’adesione è stata importante – commenta il presidente Zaia – il che

Un nuovo ambulatorio a Chioggia

dimostra quanta voglia di lavorare e di mettersi alla prova ci sia tra i nostri giovani medici, imprigionati nell’assurdità nazionale delle borse di specialità: obbligatorie ma previste in numero largamente inferiore ai laureati in medicina. Parte da qui la carenza di medici, ormai diventata un’emergenza in tutta Italia

Linfedema, ASSISTENZA E GESTIONE AMMINISTRATIVA adesso c’è una cura anziani, disabili e famiglie

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’Ospedale di Chioggia della Ulss circa 8.000 prestazioni all’anno per 3 Serenissima si potenzia con questa disciplina, mentre a Venezia l’attivazione di un nuovo servizio: ne registriamo circa 4000. Credo che l’ambulatorio di Odontostomato- anche Chioggia si attesterà su quallogia e Maxillofacciale. Finora gli che migliaio di prestazioni, probabilabitanti di Chioggia dovevano per mente superando Venezia stessa». forza rivolgersi all’Ospedale di MeIl nuovo servizio ha come refestre o a quello di Venezia, un disagio rente il dottor Daniele Ferro, visto finalmente risolto grazie all’integra- la sua lunga esperienza di lavoro zione tra ospedali e professionisti presso l’Ospedale hub di Mestre: nella Ulss 3 Serenissima. Si accede medico specialista in chirurgia maal servizio tramite xillofacciale è di impegnativa del origine romano, Attivo il servizio di medico curante ma mestrino di e prenotazione al Odontostomatologia adozione. È giunCup, ma anche to all’Ospedale di e Maxillofacciale, attraverso consuMestre nel 2007 e basta “trasferte” lenze richieste dai dal 2011 si occupa fino a Mestre vari reparti ospedi chirurgia orale dalieri. «Ci si può e maxillofacciarivolgere all’ambulatorio – ha spie- le, interessandosi particolarmente gato il Primario Michele Franzinel- ai disturbi articolari temporomanli – per prime visite, per controlli e dibolari. All’attivazione del nuovo chirurgia ambulatoriale: ad esempio servizio hanno collaborato anche la per estrazioni, lesioni ossee, disturbi coordinatrice del Poliambulatorio articolari temporomandibolari e la Fabiana Veronese e l’infermiera prochirurgia orale. A Mestre si contano fessionale Monica Boscolo Capon.

ue prestigiosi riconoscimenti per la Chirurgia Vascolare dell’ospedale all’Angelo di Mestre. Ai congressi specialistici di Bruxelles e Buenos Aires la comunità scientifica internazionale ha inteso così premiare l’attività di chirurgia di Dal Corso Paola linfatica effettuata a Mestre per la prevenzione e il trattamento dei linfedemi degli arti. «Il linfedema – spiega il dottor Alessandro Busetto, microchirurgo linfatico – è il ristagno di linfa che provoca il rigonfiamento in un arto. Si manifesta purtroppo con frequenza dopo un intervento ma può comparire anche a distanza di anni dall’operazione risultando spesso invalidante». Di solito è affrontato con massaggi, linfodrenaggi e fasciature. A Mestre, invece, gli specialisti della Chirurgia Vascolare hanno messo in atto da alcuni anni un iter terapeutico che cura e addirittura previene il formarsi del linfedema con la realizzazione di veri e propri bypass, che “evitano” il vaso linfatico ostruito costruendo chirurgicamente dei percorsi alternativi. Gli studi clinici presentati ai due congressi sono frutto della collaborazione con il Centro di riferimento oncologico di Aviano e con l’ospedale di Udine, grazie a un progetto culminato, nel 2016, nella creazione di una rete tra le eccellenze trivenete. L’Ospedale dell’Angelo è l’unico cen-

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alle sinergie sviluppate con altri centri specialistici oncologici. A gennaio il tema sarà al centro del “Lymphedema UpDate”, all’Ospedale Civile di Venezia, che vedrà numerosi scienziati discutere su come migliorare i trattamenti, sia medici che chirurgici, di questa patologia ad alto impatto sociale.

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Linfedema, adesso c’è una cura

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ue prestigiosi riconoscimenti per la Chirurgia Vascolare dell’ospedale all’Angelo di Mestre. Ai congressi specialistici di Bruxelles e Buenos Aires la comunità scientifica internazionale ha inteso così premiare l’attività di chirurgia linfatica effettuata a Mestre per la prevenzione e il trattamento dei linfedemi degli arti. «Il linfedema – spiega il dottor Alessandro Busetto, microchirurgo linfatico – è il ristagno di linfa che provoca il rigonfiamento in un arto. Si manifesta purtroppo con frequenza dopo un intervento ma può comparire anche a distanza di anni dall’operazione risultando spesso invalidante». Di solito è affrontato con massaggi, linfodrenaggi e fasciature. A Mestre, invece, gli specialisti della Chirurgia Vascolare hanno messo in atto da alcuni anni un iter terapeutico che cura e addirittura previene il formarsi del linfedema con la realizzazione di veri e propri bypass, che “evitano” il vaso linfatico ostruito costruendo chirurgicamente dei percorsi alternativi. Gli studi clinici presentati ai due congressi sono frutto della collaborazione con il Centro di riferimento oncologico di Aviano e con l’ospedale di Udine, grazie a un progetto culminato, nel 2016, nella creazione di una rete tra le eccellen-

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Dien Chan: una disciplina dal Vietnam N

ze trivenete. L’Ospedale dell’Angelo è l’unico centro ospedaliero del Nordest in grado oggi di offrire il trattamento microchirurgico del linfedema. L’intera attività, sia diagnostica che terapeutica chirurgica, è offerta in regime di sanità pubblica, anche attraverso un ambulatorio dedicato nel quale attualmente vengono seguiti più di 300 pazienti affetti da linfedema con problematiche chirurgiche. Rappresenta un polo d’attrazione non solo per il territorio provinciale, ma anche per quello extra-regionale, grazie alle sinergie sviluppate con altri centri specialistici oncologici. A gennaio il tema sarà al centro del “Lymphedema UpDate”, all’Ospedale Civile di Venezia, che vedrà numerosi scienziati discutere su come migliorare i trattamenti, sia medici che chirurgici, di questa patologia ad alto impatto sociale.

ello scorso numero vi ho parlato della riflessologia plantare e del concetto dei “punti riflessi” su cui tutte le tecniche riflessogene si basano. Oltre ai piedi esistono altre zone sul corpo umano interessate dai cosiddetti punti riflessi, ricordo le mani, i padiglioni auricolari e il viso. È proprio sul viso che la disciplina nota con il nome “DIEN CHAN” agisce. Si tratta di una tecnica vietnamita ideata dal dottor Bùi Quoc Chau e studiata e approfondita dalla sua equipe di medici, ricercatori e agopuntori ed esportata, in questi ultimi trent’anni, in oltre 40 Paesi del mondo. Come la riflessologia plantare, anche questa è una tecnica olistica che prende in considerazione la persona nella sua unità di mente, spirito e corpo ma soprattutto stimola la capacità del corpo stesso di ritrovare l’equilibrio energetico senza l’utilizzo di medicine (il cui ricorso, al giorno d’oggi, è in molti casi esagerato). Anche questa metodica permette sia il recupero dell’equilibrio energetico sia il mantenimento dello stesso. Il dottor Bùi Quoc Chau e la sua equipe hanno individuato circa 600 punti attivi di riflesso connessi – come nella riflessologia plantare – ai diversi organi del corpo e introducendo, in particolare, il “principio delle parti corrispondenti” e cioè, semplificando al massimo, la corrispondenza tra le zone riflesse del viso con gli organi del corpo. Come si applica questo trattamento? È bene dire fin da subito che a differenza

della riflessologia plantare la quale raramente è dolorosa, il DIEN CHAN può risultare, in alcuni punti, un po’ doloroso. Si pratica utilizzando degli appositi strumenti che grazie alla loro forma aiutano a individuare il punto da trattare. Il dolore, in ogni caso assolutamente sopportabile, dura al massimo 30 secondi perché questo è il tempo massimo di stimolazione, come insegna il dottor Bùi Quoc Chau, a cui può essere sottoposto ogni singolo punto. Le percezioni sono comunque, in genere, rapide e piacevolissime, e molto spesso generano uno stato di immediato sollievo,

benessere e rilassamento. A differenza della riflessologia plantare, dove l’auto-stimolazione risulta difficile anche per un operatore, questa tecnica, una volta acquisite le nozioni basilari, può essere praticata anche in modo autonomo, integrando le prestazioni dell’operatore, per accelerare il raggiungimento dell’obbiettivo prefissato. Infine mi permetto un suggerimento: l’abbinata riflessologia plantare – DIEN CHAN nella stessa seduta dà dei risultati veramente sorprendenti.

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Dalle Medicine di gruppo ai Team di assistenza primaria Prosegue la riorganizzazione della rete di medici di base. Oggi sono 76 le Medicine di gruppo per quasi un milione di veneti, ma la Regione è pronta al prossimo passo

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’è il problema della carenza di medici, anche di quelli di base. Ma non è l’unico a rendere difficile la vita delle famiglie, che si debba chiedere una ricetta o magari si abbia bisogno di una visita a domicilio, e questo soprattutto nelle aree più periferiche. Il fatto è che gli orari di ambulatorio mal si conciliano con i mille impegni della vita quotidiana, e che seguire una popolazione sempre più anziana e afflitta da malanni cronici moltiplica le incombenze. Ecco perché già da alcuni anni il Veneto ha deciso di sperimentare con decisione un nuovo modello, e i dati sembrano dare ragione della bontà della scelta. Oggi sono 76 le Medicine di Gruppo attivate: funzionano come “squadre” di medici di medicina generale che condividono lo spazio di lavoro, la segreteria e garantiscono la presenza costante di un professionista per tutte le urgenze. Un servizio migliore, dunque, e al tempo stesso più economico grazie alle economie di scala che garan-

tisce: negli ultimi due anni hanno consentito di risparmiare 4 milioni di euro, di evitare un ulteriore 6% di spesa, di diminuire del 3% le prestazioni specialistiche valutabili come “improprie”, pari a 52.000. Sono stati anche attivati 540 nuovi posti di lavoro tra collaboratori di studio (300) e infermieri (240). Questi e altri inediti dati hanno fatto da punto di partenza per un confronto a tutto campo tra passato, presente e futuro tra la Regione e i suoi medici di medicina generale, organizzata a Montecchio Precalcino a cura di Azienda Zero. In discussione anche l’annunciata evoluzione del modello, con la nascita di quello che è stato ribattezzato Team di assistenza primaria. Ogni team sarà composto da almeno quattro medici di medicina generale per un bacino di riferimento indicativo di ottomila assistiti, prevedendo per ciascun medico componente la possibilità di incrementare il proprio massimale fino a duemila assistiti in carico.

Quasi sette milioni euro per Mezzo milione a di sostegno la sanità dalla Regione dei padovana viaggi solidali

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libera“Stacco”, dalla Giunta regionale i ia chiama ed è l’iniziatiaddialtri 9 milioni di euro edigratufinanva trasporto solidale ziamenti in edilizia macchinari per ito per persone noneautosufficienti, tre importanti Ullssoggi venete: la 1nelle Doanziani e disabili attivo lomiti, province la 6 Euganea e la 9 Scaligera. cinque di Belluno, Treviso, I finanziamenti stati approvati, Verona, Vicenzasono e Venezia che la su proposta dell’assessore alla SaniRegione ha appena rifinanziato con tà, investimento Manuela Lanzarin, dopo che si è un di mezzo milione mila euro) attrezzature sanitapositivamente l’iter di diconcluso euro. Ma più dei soldi, invalutaque- ni350 mezzi, tutto eilinresto lo mettono i zione dei vale progetti da parte della Comrie (3 milioni euro). sto caso il coinvolgimento dei volontari e le507 loromila associazioni. Promissione Regionale. i contiperin l’anno ordine,2019-20 come si volontari, ben 1.200, che hanno ga- prio«Tenere per questo, All’Ulss 1 Dolomiti sono asse- i fafondi nellasono sanità – sottolinea rantito un passaggio a lorostati concitstativeneta ripartiti tenendo gnati 360 mila euro per lavori di ristrut- l’assessore Lanzarin – cidel consente tadini in difficoltà conto numerodi turazione di alcune stanze del reparto proseguire con continuità in unacon ponel raggiungere di volontari, Grazie al progetto litica di investimenti alla quale, ogni di Medicina dell’Ospedale di Pieve di l’ambulatorio del 115 mila euro “Stacco” 1.200 a destinareal almeno Cadore. L’Ulss 9 Scaligera ha ottenuto anno, riusciamo destinati medico, l’ospecoorvolontari 70 milioni 1 milioni 754 dale o un ufficio dinamento delledi euro. Ognuno mila euro. accompagnano pubblico perSavisite Tre Ulss associazioni di venete si spartiscono ranno utilizzati di questi euro mediche, terapie, 9 milioni volontariato della chi neper ha attrezzature bisogno e per l’acquisto anche pratiche burocraCittà viene metropolitaper visitein mediche, investimenti edilizia. Altri di attrezzature tiche. Non solo un na diutilizzato Venezia. Alal 11 progetti presto finanziatimomento terapie, pratiche all’Ospedaleanche di meglio,rimanperpassaggio, ché ogni proSan Bonifacio, se si tratta pur percinque 13 milioni e mezzo gono fuori dal proin province prima per accessori sempre di qualcogetto getto, le province della regione è valutato con relativi attrezzature già realizzate di essere finanziato, sa comead700 mila di Padova e Roviattenzione dalla Commissione regionell’Ulss epercorsi per i relativi lavori di adechilometri in decine mi- go, che grazie al sostegno finanziaguamento edilizio. nale. Nemmeno un centesimo, quindi, gliaia di viaggi, ma un accompagna- rio della Fondazione Cariparo hanno L’investimento riguarrischia di un essere sprecato». mento che spesso maggiore si trasforma in adottato modello organizzativo da però el’Ulss 6 Euganea. Alla sanità Con la stessa la Giunta reamicizia relazioni che durano nel alternativo, ma delibera, non è escluso che gionale ha altri 11 progetti padovana vanno 6più milioni e 857 mila possano tempo, rendendo solida la rete in autorizzato futuro inserirsi anch’espernel circa 13,5 milioni, saranno euro, che sociale delleserviranno comunità.a copertura fi- se progetto Stacco,che visto che nanziaria per investimenti conto ca- metodologia finanziati cone servizio un successivo provveLa Regione contribuisceinalle spesono sovrappitale 2019 in edilizia (3 milioni ponibili dimento.a quello regionale. se viveanno di carburante e manutenzio-

«Il modello si è rivelato vincente – ha sottolineato l’assessore alla sanità Manuela Lanzarin – soprattutto per la gestione delle cronicità, che è, e diverrà sempre di più fondamentale, anche a fronte del previsto aumento dell’età media della popolazione. Ma i servizi garantiti dalla medicina territoriale sono assolutamente insostituibili per avvicinare la buona sanità alla gente ed evitare faticosi e complessi accessi impropri ai Pronto Soccorso». Le 76 Medicine di gruppo integrate oggi coinvolgono 638 medici di medicina generale e coprono 921.361 assistiti, quasi un quinto della popolazione. In 15 realtà viene garantita anche l’attività di prelievo del sangue. Nel 2018, i costi sono stati di 46 milioni 280 mila euro, dei quali il 31% dedicati all’assistenza dei malati cronici, il 10% alle attività di prevenzione, il 21% alla partecipazione alla governance generale, il 21% all’accessibilità degli studi per i pazienti, il 10% per la tenuta delle schede-paziente informatizzate, il 7% per

la formazione e l’audit. Complessivamente nel triennio 2015-18, la Regione ha investito nel settore 102 milioni 575 mila euro. «L’organizzazione va testata, un po’ come i farmaci prima di darli alle persone – ha ricordato il direttore generale della sanità veneta Domenico Mantoan – ed è

questo che la Regione sta opportunamente facendo. Ma in un quadro nazionale dove a lungo non ci sono state idee chiare e si sono sviluppate esperienze diverse, il Veneto ha un suo preciso modello e oggi possiamo dire che è sicuramente un punto di riferimento per tutto il Paese».

Una vita dedicata a far sbocciare la vita Dopo 42 anni di lavoro Gabriella Bagatella lascia l’ospedale in cui ha lavorato come infermiera e poi come ostetrica. Accompagnando migliaia di donne nel momento più importante della loro vita

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anni e 2 mesi trascorsi sempre nello stesso ospedale, anche se nel frattempo la sede è cambiata e anche l’Ulss ha cambiato di numero: prima era la 23, poi è diventata la 17 e infine è confluita nella nuova Ulss 6 Euganea. Ma questi sono solo dettagli, aspetti formali che non mutano il senso e il valore di una intera vita professionale spesa a far nascere bambini e seguire le loro mamme. Gabriella Bagatella ha iniziato a farlo appena maggiorenne e adesso, a 60 anni, è pronta a lasciare l’ospedale di Schiavonia ma non quella che è stata e rimane la vocazione di una intera vita: essere d’aiuto agli altri. «Ho amato tantissimo il mio lavoro, più di ogni altra cosa», racconta Gabriella, che nella sua lunga carriera ha cambiato 40 primari. In principio era infermiera professionale ma il suo sogno era diventare ostetrica. Ci è riuscita, studiando la notte su fotocopie, facendo sacrifici su sacrifici. «Mio papà voleva che andassi a lavorare, a casa mia c’era tanto bisogno. Per realizzare la mia passione sono anche scappata di casa e oggi sono molto felice di aver fatto il lavoro che mi piaceva, con un trasporto e un amore per me grandi. Ho fatto nasce-

re cinquemila bambini, partorire le donne che ho visto nascere negli anni Ottanta: seguendo il travaglio che dura anche parecchie ore, diventi la madre delle più giovani o la sorella maggiore, raccogli confidenze, dai consigli, ti metti sul loro stesso piano, ascolti storie belle e meno belle». Adesso Gabriella Bagatella è pronta per voltare pagina. La pensione è solo un nuovo punto di partenza, con destinazione Lima, la capitale del Perù, per un mese da dedicare alla Caritas: «Lavorerò nei distretti, negli ospedali, nelle abitazioni. Ho

tantissimi ricordi, difficili da raccontare: ogni paziente mi ha lasciato qualcosa, in quarant’anni la professione è cambiata, le donne sono diventate giustamente più esigenti, adesso affrontano la gravidanza e il parto a un’età diversa, dopo aver pianificato anche la loro attività lavorativa. I bambini no, loro sono rimasti uguali». Ride Gabriella, e ha proprio ragione. I bambini sono sempre uguali, oggi come ieri, qui come altrove. E uguale è l’amore che serve per accompagnarli quando si affacciano alla vita.


Appuntamenti

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Rovigo città segreta 16, 23, 30 novembre

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i rinnova anche quest’anno la manifestazione promosso da Pro Loco e comune all’insegna del mistero. Il ritrovo per la partenza è previsto sotto il gazebo rosso di Palazzo Roverella. Sabato 16 si andrà sulle tracce di storie di reclusione e tortura: i misteri celati di Rovigo. Sabato 23 si scruteranno le apparizioni al crepuscolo: il fantasma del “leone bianco”. Sabato 30, invece si ripeterenno le storie di reclusione e tortura: i misteri celati di Rovigo.

Veronica Pivetti in “Viktor und Viktoria” 23 novembre Conegliano, Treviso

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l Teatro Accademia va in scena lVeronica Pivetti con la famosa commedia con musiche liberamente ispirata all’omonimo film di Reinhold Schunzel. Berlino, Repubblica di Weimar, 1930. Susanne Weber, attrice disoccupata e affamata, arriva in città. Condivide la sorte col collega Vito Esposito. È per l’affamata ditta che Susanne diventa Viktor und Viktoria, affascinante en travesti dotato di uno stravagante fallo di cotone che nasconderà il suo segreto. Strepitosa Veronica Pivetti in un crescendo di esilarante qui pro quo, travestimenti, canzoni e passione. Per informazioni: www.teatroaccademia.it

Escursione alle Grotte del Caglieron 24 Novembre, Fregona, Treviso

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scursione alle Grotte del Caglieron: uno spettacolo naturale tra i più affascinanti di tutta l’area prealpina. Durante questa escursione ci lasceremo ammaliare dalla bellezza di un ambiente veramente singolare formato da una serie di grandi marmitte, cascate e antri che si sono formati nei secoli grazie all’opera della natura e dell’uomo. Queste grotte sono in realtà delle cave aperte dagli scalpellini locali sulle pareti della forra scavata dal torrente Caglieron, per ottenere la “piera dolza”. Ci inoltreremo nel bosco e proseguiremo il nostro cammino accompagnati da un panorama mozzafiato sulla pianura e Fregona. Lungo il percorso avremo modo di cogliere gli aspetti naturalistici che caratterizzano questo ambiente particolare ma anche di immergerci nella realtà artigianale del passato, contraddistinta non solo dall’attività di estrazione della pietra ma anche dalla presenza di diversi mulini. Ritrovo: alle 9.45 davanti al centro visite Grotte del Caglieron, via Ronzon, 31010 Fregona TV. Per Informazioni: giulia@ beescover.com.

Children’s Museum Verona

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ille metri quadrati su due piani, un percorso che si snoda su aree diverse, attraverso esperienze emozionali e immersive. Acqua e aria, musica e colori, luce e arte: leve e prospettive diverse, così come mutano i modelli pedagogici pensati ad hoc per le varie fasi evolutive del bambino. Children’s Museum Verona è movimento e divertimento, proprio come insegna l’educazione informale. Entrando – rigorosamente senza scarpe – in CMV tutti i sensi del bambino vengono attivati. Ad attendere i bimbi, ma anche i loro genitori, colori vividi, profumi diversi, o musica e rumori bianchi concilianti. Aree diverse per un continuum di divertimento e di scoperte. Maggiori info sul sito www.cmverona.it

Momix

We will rock you

La Venezia ebraica

Padova, Teatro Geox, 7-8 dicembre

Padova, Teatro Geox, 30 novembre

24 novembre

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osa ci racconta Alice? Chiedetelo a Moses Pendleton, direttore artistico di Momix, il cui ultimo lavoro, ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie, sarà a Brescia (Gran Teatro Morato) e Padova (Gran Teatro Geox) a dicembre 2019. Momix è una compagnia di ballerini-illusionisti, tra le più famose al mondo, che vanta al suo attivo numerosi spettacoli teatrali e apparizioni cinematografiche e televisive. Tornano ora in Italia dopo il successo di spettacoli come ‘Passion’, ‘Opus Cactus’, ‘Sun Flower Moon’, ‘Bothanica’ e ‘W Momix Forever’.

opo un tour di grande successo sia di pubblico che di critica, torna in tour We Will Rock You! Per questa nuova stagione del musical sono confermate le dinamiche e moderne coreografie di Gail Richardson, l’apparato scenografico di Colin Mayes, la direzione musicale di Riccardo Di Paola e la preziosa direzione vocale di Antonio Torella. “Le vicende di Galileo e Scaramouche hanno appassionato a ritmo di Rock platee animate da giovani e meno giovani che hanno condiviso con i protagonisti, tra emozioni e risate, il racconto di una Speranza.

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isita guidata al Ghetto ebraico di Venezia, forse uno dei più famosi al mondo e sicuramente uno dei più antichi. Un decreto del 1516 del governo della Repubblica stabilì che la comunità ebraica dovesse risiedere nel ghetto, che tutt’oggi si trova nel Sestiere di Cannareggio. Durante la passeggiata per il ghetto la guida ci illustrerà moltissimi aspetti riguardanti la storia, la vita e la cultura del popolo ebraico a Venezia. Per prenotarsi o chiedere informazioni: info@viaggiarecuriosi.com

N. 49139/10/00 UNI EN ISO 9001:2015

LEGALE RAPPRESENTANTE

Barizza Gianfranco

SEDE via Firenze, 20 30036 Santa Maria di Sala (Ve) CELL 335 705 38 28 • TEL 041 487 010 • FAX 041 576 02 17 amministrazione@impresabarizzasas.it tecnico@impresabarizzasas.it • impresabarizzasas@pec.it


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Tavola

45 Messaggio pubbliredazionale

Puntarelle alla romana INGREDIENTI

200 gr di Puntarelle

Durata: 10 minuti

2 filetti di acciughe sottolio

Difficoltà: facile Origine: Lazio

1 spicchio d’aglio

2 cucchiai di Aceto Balsamico Semi di Finocchio (opzionale)

Le puntarelle alla romana sono uno dei contorni più amati a Roma, tipica della tradizione romama e laziale. Di antichissime origini, questa ricetta è basata su una particolare specie di cicoria (cicoria asparago) che viene preparata cruda e servita come insalata da contorno a carni molto saporite come abbacchio e maiale. Più precisamente sono una parte della pianta, le punte, cioè i germogli teneri e giovani, che separati dalle foglie e sfilettate in finissime fettine, vengono lasciate in acqua freddissima per un pò di tempo in modo che si arriccino, mantenendo la loro croccantezza (segnale di freschezza). Da fare da sfondo alle puntarelle c’è l’essenziale vinaigrette, preparata in un mortaio con le immancabili acciughe, aceto balsamico e aglio.

Olio extravergine di Oliva

Prendete l’intera pianta e staccate le puntarelle dal cispo, utilizzando così solo il germoglio. Man mano che procederete verso il centro, lo scarto fogliare diminuirà notevolmente.

Sale

Eliminate anche la parte finale, poi tagliate la punta a metà. Poi sfilettate da queste due parti tante listarelle sottili.

Immergete subito le puntarelle sfilettate in una ciotola dove è presente acqua e ghiaccio (almeno acqua molto fredda). PROCEDIMENTO

Lasciatele in questa ciotola per almeno 1 ora, mettendo la ciotola in frigo. In questo modo le puntarelle si arricceranno e rimarranno croccanti ma morbide. Adesso occupiamoci della preparazione della vinaigrette. Prendete un piccolo mortaio e aggiungete 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, 2 cucchiaio di aceto balsamico, 2 acciughe sottolio, ed un pizzico di sale. Io personalmente aggiungo anche un cucchiaino di semi di finocchio (ma è una mia scelta, quindi è opzionale). Schiacciate il tutto, in modo che le acciughe si sminuzzino e formino una tuttuno con il resto del condimento. Poi con una forchetta aiutate ad emulsionare il tutto. Poi dividete lo spicchio d’aglio a meta e aggiungetelo alla vinaigrette in modo che la salsa acquisisca un po’ di sapore, poi lo rimuoverete in seguito. Lasciatele insaporire per una decina di minuti. Condite le puntarelle e servitele insieme ad un buon piatto di carne.

Sapecialità Romane Cacio e Pepe Amatriciana Carbonara Gricia Gnocchi al Tartufo Carciofi Puntarelle Carne alla Brace Bisonte - Fiorentine Chianina - Canguro Bufalo - Fassona Angus - Tartara Kobe - Zebra Cammello Renna

Cucina Romana & Steakhouse

Struzzo via Miranese, 113 · 30171 Mestre (Ve) · tel 041 268 96 72 · cell 320 637 97 68 · CHIUSO IL LUNEDÌ · PARCHEGGI GRATUITI NELLE VICINANZE


Oroscopo

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l’

Ariete Arriva una svolta significativa per la vostra carriera ma frenate l’impulsività evitando situazioni poco piacevoli

Toro Tensioni in vista e difficoltà con il partner. Avrete la possibilità di decidere del vostro futuro e comunque sarete felici

Novembre

Bilancia Determinazione e slancio daranno una bella spinta alla carriera: qualunque cosa abbiate in mente andrà bene

Le foglie gialle portate dal vento ricordano a tutti noi che si avvicina l’inverno. Godetevi gli ultimi giorni di sole ancora caldi e piacevoli PA SS

Scorpione Liti e malintesi in vista: se alla coppia potrebbe far bene un chiarimento, sul lavoro andateci cauti

PO

RT

Sagittario

Gemelli Evitate le nuove avventure, non è tempo. Guardate al passato con fiducia, è la chiave per avere le gratificazioni cercate

FEBBRAIO

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Verrete colpiti profondamente da qualche gesto genitle inaspettato, attenti invece alle stilettate sul lavoro

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Cancro Una discussione accesa con il partner farà emergere problemi irrisolti. Confrontarsi approfondirà la vostra unione FEBBRAIO

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La fortuna in amore si propagherà con effetto domino anche alla vita professionale. Si avvererà ciò che attendete

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Le persone che amate vi chiederanno di trascorrere più tempo con loro: non trascuratele o saranno guai

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Acquario La seconda metà del mese sarà un saliscendi di emozioni, perciò ricordatevi che dopo ogni tristezza ci sarà gioia

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