del Miranese Nord
Primo Piano Come sta cambiando la nostra sanità
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Salzano Lucia Bottacin, campionessa di bocce
Martellago Case Ater a Olmo, è ancora polemica con i residenti
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trasporti, in arrivo nuovi orari dei treni
violenza: nel 93% dei casi il mostro È in casa
Da dicembre, con l’entrata in vigore del nuovo orario, sono previste delle novità per il trasporto su rotaia per gli utenti del Miranese che ogni giorno salgono sui convogli della linea VeneziaCastelfranco-Bassano. pag. 10
territorio. Edo Ronchi e la sfida a “conservare il creato” L’ambiente è uno dei temi centrali nelle attività dell’amministrazione comunale di Spinea. L’attenzione è rivolta alla gestione della raccolta differenziata dei rifiuti che quest’anno ha raggiunto una media dell’80% pag. 17
Le nostre rubriche
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A Noale la tappa del Giro d’Italia
veneto riciclone, eppure BrucerÀ rifiuti altrui
Nella Città dei Tempesta il via sarà da piazza XX Settembre. Tutti i commercianti e gli albergatori della zona saranno coinvolti
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i sperava che qualcosa potesse accadere ancora lo scorso anno, invece il regalo è arrivato con 12 mesi di ritardo. Forse valeva la pena aspettare, ma per il Giro d’Italia si può fare questo e altro. Se pochi mesi fa la corsa rosa era transitata per il Miranese, con S. Maria di Sala, Mirano e Spinea, stavolta partirà da Noale. La data sarà giovedì 19 maggio, nella tappa che porterà i corridori a Bibione. E’ vero che sarà
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dirigersi verso la Riviera del Brenta, dove c’è stato il tornado, proseguire verso Mestre, Mogliano, Casale sul Sile, Silea, Treviso, Lancenigo, Maserada sul Piave, Tezze, San Polo di Piave, Oderzo e Motta di Livenza nella provincia trevigiana. Rientro nel veneziano a Blessaglia, Portogruaro, San Michele al Tagliamento, Cesarolo e infine Bibione, dove prima di raggiungere il traguardo si dovrà pag. 8 percorrere un circuito.
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una prima volta per la partenza del Giro dalla città dei Tempesta, ma la corsa rosa è arrivata da queste parti il 21 maggio 2004, seppur con un solito transito della corsa. Stavolta sarà tutto diverso. Lo scorso maggio, i Paesi collegati erano 170 ed è facile immaginare che il prossimo anno siano altrettanti. Dunque l’opportunità potrebbe fare da apripista al turismo, e dovrà essere sfruttata. Il tracciato vedrà la carovana tornare a S. Maria di Sala,
di Germana urbani*
l prossimo 8 dicembre si aprirà il Giubileo straordinario della misericordia in un momento storico davvero difficile, per l’Italia, per Roma capitale – anche del malaffare - ma soprattutto per la Chiesa romana dei principi porporati, dei palazzi, della banca vaticana, degli intrighi. *direttore@lapiazzaweb.it continua a pag. 8
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intervista al regista andrea segre
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In continua crescita i visitatori nuovi e di rirorno
LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUL SITO La notizia più letta sul nostro sito il mese scorso è stata samantha
Muffato, la salzanese che balla per un sogno a seguire sono
stati cliccatissimi i servizi relativi venicemarathon, dodicesimo posto per leonaro Calzavara di pianiga. Ricordando fabio Galdiolo, la quarta notizia, invece porto Tolle festeggia i due nonni simbolo della città seguici su www.facebook. com/lapiazzaweb
LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUI SOCIAL
Sui social è volata la notizia con la piazza ti informi e... risparmi con i Coupin del Risparmio!. Subito dopo la notizia più condivisa è stata Roberto favazza giovane agricoltore della provincia di Padova, fornirà le sue patate a McDonald’s per il prossimo triennio. Ha interessato molto il popolo dei social la storia del patti Territoriali di Chioggia, Cavarzere e Cona entro l’estate il via ai cantieri per sei maxi progetti per oltre 3 milioni e 700 mila euro, l’equipe ospedaliera del reparto di urologia di Dolo ha operato tre uomini affetti da tumore alla prostata con il Robot Da Vinci, un sofisticato sistema robotizzato per la chirurgia di avanguardia www.facebook.com/ lapiazzaweb
EDIZIONI PIÙ VISTE SUL SITO: Le edizioni più lette dai lettori della piazzaweb sono state quelle di: piovese, Conselvano, Miranese sud e Cavarzere seguici su www.lapiazzaweb.it
Salute: tante informazioni anche su www.Piazzaweb.it Sono sempre di più i pazienti internauti. Un italiano su 4 cerca in rete informazioni legate ai temi della salute. Una tendenza, questa, aumentata in modo consistente negli ultimi dieci anni
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a salute oggi corre sul web: 1 italiano su 4, infatti, si rivolge alla rete per cercare informazioni legate ai temi della salute. Una tendenza, questa, aumentata in modo consistente negli ultimi dieci anni: in questo lasso di tempo circa l’85% degli utenti ha cercato informazioni relative alla salute sui siti internet, mentre quasi il 30% ha partecipato a discussioni su questo tema su blog, forum e chat. Sono alcuni dei dati emersi da una ricerca condotta da GfK Eurisko (su un campione di 2mila italiani) e presentati nel corso dell’incontro ‘Biotecnologie ed innovazione in medicina sul web 2.0. Fonti di informazione, fruitori, linguaggi’. “Negli ultimi dieci anni- ha detto Stefania Fregosi, direttrice delle ricerche quantitative d Dipartimento Salute GfK Eurisko- e’ cresciuta esponenzialmente la quota degli internauti: dall’11% si e’ passati al 68% degli italiani maggiorenni. Ma ad aumentare in modo consistente e’ stata la percentuale di chi si informa sulla salute nel web: 1 italiano su 4, infatti, cerca informazioni sulla salute sul web”. Internet, insomma, e’ diventato il luogo cruciale per cercare e condividere informazioni ed esperienze. Quanto ai trend, questi mostrano “una crescente sensibilita’ al tema salute - ha proseguito l’esperta - mentre il paziente diventa sempre piu’ attento, sensibile e competente, con una conseguente ‘espansione’ delle pratiche di
salute: aumentano cosi’ i comportamenti ‘preventivi’ e cresce la popolazione attenta”. In questo nuovo contesto, dunque, la ricerca di informazioni appare centrale e sembra ridefinire la tradizionale relazione medicopaziente. “Sempre di piu’ oggi - ha sottolineato ancora Fregosi appare cruciale per chi opera nel settore della salute cogliere la sfida e far fronte ai bisogni del ‘cittadino -paziente internauta’. Si tratta di una sfida a due livelli: da un lato riguarda i servizi al cittadino, dall’altro riguarda la relazione medico-paziente, ovvero come ‘ri-definire’ un nuovo tipo di relazione che legittimi e valorizzi il bisogno di protagonismo e consapevolezza del paziente nella gestione della propria salute, senza mettere in difficolta’ il ruolo del medico - ha concluso - a cui il paziente vuole e continua ad affidarsi”. E’ anche per queste ragioni che noi de La piazza ci teniamo molto alle rubriche curate da medici locali che pubblichiamo anche sul nostro sito web. Crediamo importante divulgare informazioni utili a chi voglia rivolgersi a medici del territorio, conosciuti e apprezzati per la loro professionalità. Visitate la nostra sezione Salute, http://www.lapiazzaweb.it/category/salute/, e fateci sapere cosa ne pensate.
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Il BLOG DEL DIRETTORE Il 25 novembre si celebra in tutto il mondo la giornata contro la violenza alle donne, un fenomeno che colpisce anche il Veneto con numeri importanti. Complessivamente le strutture che si avvalgono del contributo finanziario della Regione hanno offerto ascolto telefonico a 6 mila persone, incontrato in colloqui di prima accoglienza 1821 donne e ne hanno ospitato 50 (di cui 36 insieme ai loro figli) nelle case rifugio e accompagnato in percorsi di reinserimento 77 (di cui 41 con figli minori) attraverso le case di secondo livello. Occorre, però, spingere ancora sulla prevenzione e sulla cultura del rispetto reciproco. seguici su www.lapiazzaweb.it/category/ilblog-del-direttore/
IL SONDAGGIO Il report diffuso dalla Iarc di Lione, la massima autorità di studio in materia di agenti cancerogeni dell’Organizzazione mondiale della Sanità, sulla connessione tra consumo di carni rosse, in particolare quelle ‘lavorate’, e insorgenza di tumori al colon e al retto, ha generato sgomento ma anche perplessità. In Veneto Zaia in primis si è lanciato nella difesa della qualità del prodotto veneto. Voi cosa ne pensate. La carne rossa fa davvero male?: la carne rossa fa male? seguici su www.lapiazzaweb.it/ sondaggio/
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4 Argomento del mese FORBICE SANITÀ Secondo il Governatore Zaia il Veneto, tra il 2015 e il 2016 subirà, per decisioni del Governo, tagli per 450 milioni di euro e dovrà affrontare nuove spese che peseranno sulle regioni per 2 miliardi 650 milioni
Annunciati nuovi tagli alla sani
di elisa Dall’Aglio
In commissione Sanità presentate le modifiche al testo di legge Azienda Zero
Le minoranze: “Modificato del 75%, servono altre consultazioni. Fermiamoci”
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entre in regione si sta tentando di scrivere una pagina nuova per la Sanità veneta con una riforma che promette un risparmio tra i 40 e i 60 milioni di euro, dal Governo arrivano nuovi tagli ai trasferimenti. “Il Patto Nazionale per la Salute è oramai carta straccia – commenta l’Assessore alla Sanità veneta Luca Coletto -. Praticamente a solo un anno dalla ‘storica’ firma tra Governo e Regioni, Renzi e la Lorenzin non hanno mantenuto un impegno che sia uno. Di fatto si sta violando il diritto costituzionale alla sanità universale. Senza applicare i costi standard e risparmiare dove si spreca davvero l’insostenibilità è alle porte anche per i virtuosi come il Veneto”. “Dicano ciò che vogliono – incalza Coletto – ma la sanità sta finendo in ginocchio. La realtà è un taglio alle Regioni di 2,3 miliardi già quest’anno, ai quali si aggiungerà un 2016 da paura: rispetto a quanto previsto dal ‘fu’ Patto Nazionale per la Salute (un aumento del Fondo Sanitario di 3 miliardi) ne resta uno. Sulle spalle delle Regioni, alla faccia dei solenni impegni più volte sbandierati, resterà un ulteriore miliardo di spesa aggiuntiva determinata dai maggiori costi per erogare i nuovi farmaci per l’epatite e gli altri farmaci innovativi. Di fatto si tratta di almeno 3 miliardi di tagli”. Il Presidente Zaia, tornato insoddisfatto dell’esito del vertice delle
sperimentazione sanitaria
Med.it: oltre il Cup
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i chiama Oltre il Cup il progetto sperimentale che partirà a dicembre nell’Ulss 1 di Belluno. Il Progetto, realizzato dal Consorzio per l’Informatizzazione delle Ullss venete Arsenàl.it, prevede la possibilità per il paziente di prenotare direttamente dall’ambulatorio del proprio medico di famiglia le Luca Coletto visite e gli esami necessari, senza più doversi recare personalmente agli sportelli dei Centri Unici di Prenotazione. “Oltre il Cup” è stata una delle principali novità che presentate a MED.it 2015, Fiera dell’Innovazione e delle Tecnologie Sanitarie alla Fiera di Vicenza. “Mentre a Roma tagliano con la mannaia anche i fondi per la digitalizzazione – afferma l’assessore alla sanità Luca Coletto – nel Veneto ci crediamo e investiamo. Prima di tutto lo facciamo sui servizi al cittadino, ma anche guardando alle economie che la tecnologia consente di fare, che poi sono soldi in meno che escono dalle tasche della gente e risorse in più da investire in cure e ricerca”. “Una volta a regìme – fa notare Coletto – ‘Oltre il Cup’ garantirà circa 10 milioni di euro l’anno di economie, che si aggiungeranno ai 19 milioni che si risparmiano già da tempo con la possibilità di scaricare i referti direttamente dal computer o dagli smartphone, e ai 3,3 milioni di minori costi che derivano dall’entrata a regime in tutto il territorio della ricetta digitale. Il conto è pari a 32,3 milioni l’anno di risparmi per l’amministrazione e di minori costi per la gente”.
Regioni con il Presidente del Consiglio ha evidenziato come i tagli lineari non ci premino affatto, in quanto il Veneto è il più “risparmioso” d’Italia. “I costi del personale – fa notare Zaia - sono tra i più alti in assoluto, e quindi tra quelli dove si può fare meglio in assoluto in tema di costi standard e spending review. Sono perciò felice – aggiunge il Governatore– di quanto certificano i dati dell’Agenas, che ci indicano come i più risparmiosi d’Italia. Il costo medio annuo del personale del servizio sanitario pubblico in Veneto – rileva Zaia – è di 51.571 euro, contro una media nazionale di 56.273 euro e numerosi picchi che arrivano agli 82.384 euro l’anno della Provincia Autonoma di Bolzano, ai 62.439 della Campania, ai 60 mila e più di Lazio, Valle D’Aosta, Sicilia e Calabria. Siamo ultimi in Italia, quindi orgogliosamente primi!”. A fronte di tutto ciò la maggioranza a palazzo Ferro Fini considera sempre più urgente la riforma sanitaria e a fine ottobre ha depositato in Commissione Sanità un maxi-emendamento sul testo di legge Azienda Zero. “Il testo è il risultato di un importante lavoro di ascolto che ha visto coinvolte tutte le realtà della Sanità e del Sociale veneto, con particolare attenzione alle proposte che ci sono arrivate dagli amministratori locali – annunciano i capigruppo di maggioranza, Silvia Rizzotto, Nicola Finco, Massimi-
liano Barison, Sergio Berlato e Antonio Guadagnini -”. Secondo quanto affermato dai capigruppo la programmazione sanitaria resterà in capo al Consiglio regionale e alla Giunta, come previsto dalla carta statutaria del Veneto. “Per i cittadini non cambierà nulla rispetto agli attuali servizi – sottolineano – anzi, i risparmi ottenuti potranno essere investiti per il miglioramento delle prestazioni e per l’abbattimento delle liste di attesa; l’Azienda Zero si occuperà tra l’altro degli acquisti centralizzati, del modello assicurativo del sistema sanitario regionale, dell’autorizzazione e l’accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie e della gestione del contezioso sanitario; resterà inalterato il ruolo della Conferenza dei Sindaci e la figura del Direttore servizi sociali”. Il maxiemendamento non è piaciuto alle minoranze in consiglio. Il Pd, accusa la maggioranaza di aver modificato, il 75% della proposta di legge iniziale. “Per noi una riforma così radicale e strutturale – ha detto Bruno Pigozzo, consigliere Pd - è possibile solo dopo un’ampia consultazione e dopo l’accordo tra le parti protagoniste. Per questo chiediamo che l’iter del Pdl 23 si fermi e ci sia il tempo utile – potrebbe essere una finestra temporale di un anno o due – per sviluppare una proposta concreta, sostenibile, non fantasiosa e realmente condivisa”.
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Argomento del mese 5 Atto aziendale
ità, a pagare saranno i cittadini La Regione
Ospedali di Dolo e Mirano
Servizi I direttori di distretto annunciano novità per Riviera e Miranese
Arrivano le “Medicine di gruppo integrate” di Alessandro Abbadir
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rentasei medici di famiglia hanno firmato l’accordo con l’Ulss 13 per dare il via a cinque “Medicine di gruppo integrate”. Questa l’innovativa organizzazione della medicina generale partita a novembre in Riviera e Miranese. Le “Medicine di gruppo integrate” si trovano a Mira (via Dante 6/19), a Martellago (via Fapanni 85), Noale (Largo S. Giorgio 3), Spinea (viale Viareggio 3/A) e Vigonovo (via De Gasperi 2). Nel frattempo si sta lavorando per attivarne altre sei a partire dal 2016. “Ciascuna di esse – hanno dichiarato i due direttori di distretto, Gabriele Angiolelli e Stefano Vianello – assisterà circa 10 mila utenti. Ogni aggregazione è costituita da circa sei-sette medici più tre infermieri (per le medicazioni, counseling) e quattro amministrativi (che avranno il compito di prendere gli appuntamenti, stampare le ricette, rispondere al telefono, richiamare gli utenti)”.“La novità – hanno evidenziato – sta nel potenziamento del personale e nella fascia oraria di apertura del servizio, ben dodici ore continuative, a garanzia di un servizio efficace e di qualità”. Nel dettaglio, le “Medicine di gruppo integrate” dovranno garantire: il servizio attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, mentre il sabato e i prefestivi dalle 8 alle 10. E poi: la presenza del medico e dell’infermiere; la presenza almeno di uno studio aperto il sabato e i giorni prefestivi dalle 8 alle 10. La programmazione degli accessi in studio prevalentemente su prenotazione.
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a promessa era di quelle che tutta la Riviera del Brenta si aspettava soprattutto per l’ospedale di Dolo, ma alla fine, il risultato non è stato per sindaci e comitati quello atteso. E’ stata bocciata nelle scorse settimane, infatti, in consiglio regionale la mozione del centrosinistra che chiedeva la sospensione delle schede ospedaliere dell’Ulss13. La mozione che aveva come firmatari i consiglieri di centrosinistra Bruno Pigozzo, Franco Ferrari, e Francesca Zottis e aveva trovato anche l’appoggio dei consiglieri del Movimento 5 Stelle. Ma facciamo un passo indietro. La bocciatura della mozione è una doccia fredda, perché arriva dopo che lo stesso assessore Luca Coletto e il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, avevano promesso al consigliere Franco Ferrari della lista “Alessandra Moretti presidente”, una sospensione del riordino fra i reparti degli ospedali di Dolo e Mirano. In una riunione, per l’ospedale di Dolo avevano annunciato a Ferrari la sospensione della divisione dell’attuale ortopedia in una ortopedia con 10 posti letto a Dolo e una traumatologia con 25 posti letto a Mirano. I vertici della Regione avevano pure promesso la sospensione dell’unificazione della chirurgia generale con urologia a Dolo, e la sospensione dello spostamento di Urologia a Mirano, attuale servizio di eccellenza. La sospensione delle schede sarebbe stata operativa fino a fine anno. Ferrari per cercare di sensibilizzare la Regione sul tema, aveva precedentemente organizzato in municipio a Camponogara, una riunione con i sindaci della Riviera, a cui aveva partecipato anche il direttore generale della sanità veneta Domenico Mantoan. Ora torniamo in Regione. Nel bocciare la mozione del centrosinistra l’assessore alla Sanità della Regione Luca Coletto per la maggioranza, ha spiegato che votarla sarebbe stato ultroneo, fuori luogo, in quanto la mozione è superata dagli eventi. Fra i consiglieri del Pd c’è stato sconcerto per la condotta della maggioranza di centrodestra. “Non si capisce – ha detto a caldo Bruno Pigozzo per il Pd – in che modo questa sospensione verrà attuata, se di fatto non c’è alcun atto che la prevede. Possiamo intuire che dietro questa bocciatura, ci sia la volontà di avere una paternità politica su questa operazione. Invito l’assessore Coletto o lo stesso Zaia a presentare una delibera di giunta in cui questo atto venga varato. Altrimenti si tratta solo di chiacchere e nel frattempo gli accorpamenti di reparti come Urologia e Chirurgia fra Dolo e Mirano, non vengono bloccati. Apprezziamo la posizione del Movimento 5 Stelle“. Per il consigliere regionale Franco Ferrari invece non tutto è perduto. “Penso – ha detto – che questo non sia uno stop alla sospensione delle azioni introdotte dall’atto aziendale predisposto dal direttore generale Ulss 13 Gino Gumirato. Io mi fido di quello che mi è stato detto da Zaia e Coletto e credo che faranno seguire i fatti alle parole. Ci sarà la possibilità in queste settimane di ripensare tutti insieme e riprogettare il futuro della sanità in Riviera“. La sospensione delle schede ospedaliere, oltre che dai consiglieri di centrosinistra, è stata chiesta a gran voce dai sindaci della Conferenza dell’Ulss13 e anche dal comitato a difesa dell’ospedale di Dolo Bruno Marcato. “Le richieste – ha detto il presidente della conferenza dei sindaci di Riviera e Miranese Silvano Checchin – sono state disattese da parte della Regione. Ora vediamo in che modo si procederà in attesa di un riordino generale, che porti A.A. alla realizzazione della cosiddetta Azienda Zero”.
6 Approfondimento Economia Pesante situazione nell’azienda di Scorzè dopo la contrazione del mercato dei laminati
Ilnor, l’azienda verso il trasferimento in Lombardia
Nell’azienda attiva dagli anni ‘60 nel settore dei semilavorati in rame e leghe dello stesso materiale, sono impiegati 132 dipendenti. Il taglio previsto è di circa 50 unità di Alesandro Ragazzo
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a una parte l’azienda, dall’altra i lavoratori. In totale 132, mica pochi, per uno stabilimento storico di Scorzè del Miranese. Parliamo della Ilnor, operante dagli anni Sessanta nel settore dei semilavorati in rame e leghe dello stesso materiale. Dal 23 settembre 2010 è di proprietà della Eredi Gnutti Metalli di Brescia: ora si parla di portare parte della produzione proprio nella città lombarda. Si tratta di parte delle linee di colata continua per la produzione delle bandelle di bronzo e un forno di ricottura statica, e accorpare alcune funzioni amministrative, tra cui i settori acquisti, vendite, programmazione e ingegneria. Questo dovrebbe portare i dipendenti a 80 unità, riducendone una cinquantina rispetto all’attuale. E qui c’è lo scontro con i sindacati Fiom Cgil e Fim Cisl, che chiedono di non toccare alcun addetto e trovare altre forme per riequilibrare i costi e i ricavi, oggi squilibrati per i manager di Ilnor. “Dopo la contrazione del mercato dei laminati che si è progressivamente riscontrata nel 2009 – si legge in una nota aziendale – e dopo il concretizzarsi, nel 2012, di una ulteriore pesante riduzione di richiesta che interessa non solo l’Italia, ma tutte le economie industriali europee, ad oggi non esistono fattori capaci di indicare una possibile ripresa dei volumi di vendita né nel breve né nel
medio periodo. Sono state efficientate la produzione ed ottimizzati i processi gestionali per recuperare margini di lavorazione. Al tempo stesso, la quota di mercato di Ilnor è cresciuta (del 5% lo scorso esercizio) ma, a causa di un generale ridimensionamento della domanda europea, non ha portato ad un conseguente aumento dei volumi che sono rimasti stabili. La situazione, quindi, rimane complessa e, per preservare la società Ilnor dandole una prospettiva di continuità, l’unica leva possibile per far fronte alle ingenti perdite societarie è rappresentata da un processo di riduzione dei costi. A tal proposito, Ilnor ha ritenuto indispensabile chiedere alla Società controllante di studiare congiuntamente e mettere in atto le necessarie sinergie per arginare le inevitabili perdite. I risparmi di costi conseguenti a queste sinergie potranno permettere, in un non lontano futuro, di ripartire con gli indispensabili investimenti in Ilnor nei reparti di laminazione e di finitura”. Questa la situazione vista dalla parte della Eredi Gnutti, mentre dall’altra ci sono i lavoratori, che chiedono di scongiurare un ridimensionamento della fabbrica e temono una chiusura della ditta in un futuro prossimo. In ballo ci sono molte famiglie del comprensorio che rischiano di doversi trovare un nuovo impiego a 50 anni, o giù di lì, perché la forza-lavoro è piuttosto giovane e
Proteste davanti all’azienda a Scorzè ancora lontana dal poter pensare di andare in pensione in tempi rapidi. Ne sono nati scioperi, agitazioni, proteste, rallentamenti del traffico fuori dai cancelli della fabbrica in via Moglianese, sit-in anche a Venezia durante le riunioni prima in consiglio regionale e del colloquio con il suo presidente Roberto Ciambetti e poi nell’incontro con l’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan. La politica locale, a partire dal sindaco di Scorzè Giovanni
Battista Mestriner, si è schierata proprio con i dipendenti, chiedendo a Ilnor di rivedere il suo piano e cercare di non impoverire il territorio. Dall’altro canto, Eredi Gnutti ha spiegato di non voler chiudere Ilnor e per darle continuità, si deve concentrare qualcosa proprio su Brescia. E queste settimane sono decisive per scongiurare gli esuberi di Scorzè e permettere il rilancio di uno storico marchio, salvaguardando i posti di lavoro.
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busivi in ogni professione, ma nel comparto edile la situazione si fa davvero difficile. Artigiani improvvisati, dipintori della domenica, concorrenza sleale ai danni di chi combatte ogni giorno contro tasse e burocrazia. “Noi siamo sommersi da controlli di ogni tipo, loro fanno ciò che vogliono: non versano contributi, non pagano l’Inps e non sono iscritti alla Camera di Commercio. Questa è concorrenza sleale”. A prendere posizione sono gli artigiani edili del Miranese, sempre più stufi di combattere con tasse e documenti mentre chiunque può fare concorrenza improvvisando dipinture, restauri e manutenzioni casalinghe. Una vera e propria levata di scudi la loro, contro i lavoratori in nero. E’ l’Associazione Artigiani e Piccole Imprese del Miranese a farsi sentire: “Il lavoro in nero penalizza moltissimi imprenditori – ha spiegato più di una volta Nicola Bettin, capo della categoria “edilizia” per l’associazione. In fondo chiediamo solo la presenza di una qualifica, da ottenere dopo un preciso percorso professionale. Per lavorare servirebbero dei requisiti minimi”. Ad essere infuriato è soprattutto chi lavora da decenni in questo settore: “Il lavoro in nero continua ad aumentare, in tempi di crisi il committente guarda solo al risparmio a scapito della qualità – dice un impresario di Salzano. Spesso il privato non conosce i rischi in caso di infortuni. Manca un’efficiente rete di controlli specifici”. Andrea Dal Corso, funzionario dell’associazione, pensa anche ai costruttori: “Quello edile è un settore troppo libero. Nel Miranese tra il 2000 e il 2006 c’è stato un boom di nuove lottizzazioni: molti
si sono improvvisati impresari, sfruttando un vuoto normativo e accedendo a mutui e finanziamenti con troppa libertà. Il sistema è stato gonfiato, dopo il boom è arrivato il collasso”. Nel comprensorio dal 2008 ad oggi il lavoro edile è diminuito del 30%, il calo dei ricavi si attesta oltre il 40%. “Tasse e costi delle materie prime sono aumentati – proseguono gli impresari dell’associazione. Per un normale lavoro un’impresa guadagna il 5% quando va bene. Investire su attrezzature e personale è impossibile, ormai si lavora solo per stare a galla e mantenere in piedi strutture ridotte all’osso. Per ripartire bisogna tutelare chi lavora regolarmente”. E aggiunge ancora Dal Corso: “Nel nostro settore quello del lavoro nero è un problema sempre più pressante, adesso non si può più tacere – sottolinea il funzionario dell’associazione. Non si tratta di attività sporadiche, stiamo monitorando da tempo la situazione e riteniamo che non sia più sostenibile: contiamo decine di casi di F.D.G. abusivismo in tutto il Miranese”.
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Il via sarà da piazza XX Settembre. Tutti i commercianti e gli albergatori della zona saranno coinvolti
i sperava che qualcosa potesse accadere ancora lo scorso anno, invece il regalo è arrivato con dodici mesi di ritardo. Forse valeva la pena aspettare, ma per il Giro d’Italia si può fare questo e altro. Se pochi mesi fa la corsa rosa era transitata per il Miranese, con Santa Maria di Sala, Mirano e Spinea, stavolta partirà da Noale. La data sarà giovedì 19 maggio, nella tappa che porterà i corridori a Bibione. E’ vero che sarà una prima volta per la partenza del Giro dalla città dei Tempesta, ma la corsa rosa è arrivata da queste parti il 21 maggio 2004, seppur con un solito transito della corsa. Stavolta sarà tutto diverso. Lo scorso maggio, i Paesi collegati erano 170 ed è facile immaginare che il prossimo anno siano altrettanti. Dunque l’opportunità potrebbe fare da apripista al turismo, e dovrà essere sfruttata. Il tracciato vedrà la carovana tornare a Santa Maria di Sala, dirigersi verso la Riviera del Brenta, dove a luglio c’è stato il tornado, proseguire verso Mestre, Mogliano, Casale sul Sile, Silea, Treviso, Lancenigo, Maserada sul Piave, Tezze, San Polo di Piave, Oderzo e Motta di Livenza nella provincia trevigiana. Rientro nel veneziano a Blessaglia, Portogruaro, San Michele al Tagliamento, Cesarolo e infine Bibione, dove prima di raggiungere il traguardo si dovrà percorrere un circuito. Il sindaco di Noale, Patrizia Andreotti, ha preso contatti con l’organizzazione di Rcs Sport/La Gazzetta dello Sport, per preparare al meglio Le nazioni della zona saranno coinvolti. La che seguivano quella giornata, e il lavoro non corsa, si sa, muove centinaia mancherà nei prossimi mesi. il giro in tv di persone tra corridori stessi, Essendo una frazione tutta lo scorso anno dirigenti, direttori sportivi, pianeggiante e la distanza erano 170 giornalisti, organizzazione, abbastanza veloce da coprire sicurezza. A Noale non ci sono per dei professionisti, è probabile che la corsa strutture in grado di far alloggiare questo piccolo scatti dopo mezzogiorno. La partenza avverrà da grande esercito. Ecco, dunque, che in aiuto dovranno piazza XX Settembre, ma potrebbe anche essere andare pure gli altri comuni del comprensorio per che con il Giro si scelga piazza Castello, e attorno consentire all’intera carovana di trascorrere la notte. ci saranno il villaggio, lo spazio per i giornalisti e Gli studenti saranno già “preparati” per tempo l’area ospitalità. Tutti i commercianti e gli albergatori per l’arrivo del Giro, e nei giorni precedenti alla
Territorio
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Un’immagine del Giro d’Italia
partenza, ci saranno tante iniziative, dalle mostre, agli spettacoli in piazza, sino alla festa vera a propria in programma la sera di mercoledì 18. Le strade, laddove necessario, dovranno essere sistemate e asfaltate e tutto il tracciato sarà colorato di rosa. Poiché la tappa si disputerà di giovedì, giorno di mercato settimanale, ovvio che il 19 non si potrà fare, ma Andreotti “studia” un recupero. “Troveremo una soluzione – dice – e un’idea potrebbe essere di farne uno straordinario, magari in onore del Giro, per far diventare la partenza un’opportunità, anche per i commercianti”.
segue da pag.
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Anche qui, nel Veneto bianco, nella terra degli scandali del Mose, la gente è davvero scossa dalle notizie emerse nelle ultime inchieste giornalistiche che hanno evidenziato come in questi due anni anche Papa Francesco non sia riuscito a invertire la rotta di prelati che a volte, come ha detto lui, hanno “una doppia vita”. I fedeli sono davvero delusi. Questo Papa ha smosso i cuori del popolo e ha avviato un processo di riforma che nessuno poteva immaginare fino a pochi anni fa. Così, la gente sta con lui, con Francesco, ma senza dimenticare quanto sta accadendo attorno a lui. Nessuno pensa che sia giusto generalizzare ma ciascuno di noi ha conosciuto almeno uno di quei preti chiacchierati che invece di essere pastori sono stati “carrieristi e arrampicatori”. O peggio, palancai. Figure che non hanno fatto il bene delle parrocchie in cui hanno operato. Che hanno chiesto soldi senza usare la giusta trasparenza per spiegare come li spendevano, che hanno impegnato gran parte delle risorse della parrocchia in opere di restauro così impegnative da non aver più sostanze per altro. E solo per metterci una targhetta con il proprio nome. Ma se prima il malcontento serpeggiava solo tra i parrocchiani delusi, oggi non è più così. E’ lo stesso Papa a chiedere con forza ai parroci di essere poveri tra i poveri. Senza mezze parole punta il dito contro i preti ricchi che invece di servire “si servono” intascando per sé. “Vescovi e sacerdoti vincano la tentazione di ‘una doppia vita’, la Chiesa è chiamata a servire, non a diventare ‘affarista’” ha ribadito in una recente omelia che rimarrà nella storia della chiesa. Parole semplici per un appello importante. Il papa sa bene, infatti, che dal comportamento dei preti di fronte al denaro dipende in maniera decisiva la risposta dei fedeli alla loro azione pastorale. I fedeli al loro prete perdonano il carattere difficile, gli sfoghi amari e anche cose più serie, ma non l’attaccamento al denaro. Perciò piace alla gente questo “povero” Papa che è diventato simile ad un eroe. Il suo popolo lo ama tanto da temere per la sua stessa vita; gli atei e i fedeli di altre religioni lo apprezzano, lo stimano. E tutti si preparano a partecipare al Giubileo straordinario della misericordia. Vien da chiedersi però se basterà la misericordia a salvare l’uomo dal malaffare dilagante.
*direttore@lapiazzaweb.it
Servizi
Nessuna marcia indietro, il car pooling continuera’
essuna marcia indietro, il car pooling andrà avanti sino alla fine dell’anno scolastico. Ma quante polemiche per questo servizio istituito a settembre dal Comune e che consiste nelle auto di gruppo, togliendo lo scuolabus da alcune zone di Briana e Cappelletta. La decisione è arrivata dopo un consiglio, richiesto dalla minoranza, per rivedere tutto il servizio di trasporto che non sta raccogliendo il parere favorevole di tutti. Tra disagi, bambini che aspettano le corse più del dovuto, e più di un genitore non contento per questa
nuova situazione, la civica Noalesi al Centro aveva proposto in una mozione di tenere fermo il car-pooling fino a giugno prossimo e rivederlo in modo più accurato. Questo in modo da farlo eventualmente partire a settembre 2016. “Meglio ridurre i soldi a disposizione delle sagre – dice il capogruppo Michele Celeghin – e rivedere i servizi a domanda individuale pur di stanziare i 12 mila euro necessari per ripristinare il pulmino”. Anche per l’ex assessore al Sociale Michela Barin sarebbe meglio che il Comune rivedesse i
oltre zie noti 0 0 0 . 2 1 na: o z a u t della PIÙ O I V I H L’ARC IO DEL AMP TO! VENE
suoi piani. “E’ una decisione unilaterale della maggioranza – sostiene – senza valutare quali potevano essere le ricadute. Ci sono ristrettezze di bilancio, ma è dovere della politica trovare delle soluzioni a vantaggio dei più deboli”. Ma la mozione è stata bocciata. “La scelta di razionalizzare i trasporti – spiega il sindaco Patrizia Andreotti – è nata dopo le verifiche, che vedevano già lo scorso anno alcuni scuolabus viaggiare quasi vuoti. Certo sarà necessario che le adesioni al servizio siano fornite fin dal momento
dell’iscrizione scolastica, per gestire meglio i tratti da coprire, con il reale numero dei richiedenti. La spesa delle sagre è rimasta inalterata dagli anni precedenti ed è ben lontana dal costo dello scuolabus”. A.R.
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Noale 9 ACLI
Territorio Azione del Consorzio Acque Risorgive con i comuni MARTELLAGO
Patrocinio Comune di Martellago
Marzenego, tutto pronto per la riqualificazione Patrocinio Consorzio del Radicchio
Il bacino idrografico interessa Scorzè, Resana, Massanzago e Camposampiero, con una superficie di 6.378 ettari di Alessandro Ragazzo
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RADICCHIO RADICCHIO T ARDIVO TARDIVO ª 2 7 MOSTRA 27 MOSTRA de dell
breve si avrà un quadro più chiaro sul futuro del fiume Marzenego. Infatti, per novembre sarà costituito l’atto formale per riqualificare l’intero corso d’acqua. Dopo più di un anno di lavoro si è arrivati al dunque per condividere le scelte future per migliorare l’ambiente, il paesaggio e la qualità della vita del territorio. L’idea è portata dal consorzio di bonifica Acque Risorgive, ma ci hanno lavorato anche i Comuni, le università, le categorie e le associazioni, uniti per ridare lustro al Marzenego da un punto di vista non solo ambientale, ma anche paesaggistico e per rigenerarlo sotto il profilo socio-economico. Il Marzenego
Eventi
nasce in provincia di Treviso nel comune di Resana e scorre in direzione sud est per 45 chilometri attraverso i territori di Piombino Dese, Trebaseleghe, Noale, Salzano, Martellago e Venezia, per sfociare in Laguna non distante dall’aeroporto di Tessera. In antico, l’ultimo tratto era noto anche come flumen de Mestre o semplicemente Mestre e sfociava tra numerose anse in località. Il suo bacino idrografico interessa pure Scorzè, Loreggia, Resana, Massanzago e Camposampiero, riguarda una superficie di 6.378 ettari densamente urbanizzati, con le caratteristiche tipiche della bassa pianura veneta. Tutto questo è inserito all’interno di un
Piano d’azione. Tra le 62 cose da fare in futuro ACLI ci e che sono emerse in questi mesi di lavoro, sono l’aggiornamento del MARTELLAGO quadro conoscitivo del fiume e predisporre dei progetti per la parte idraulica, a carico di Acque Risorgive, e per la fruibilità integrata, redatto dall’Università di Architettura di Venezia e dai Comuni. Inoltre sarà aggiornato il piano delle acque. Saranno tolti quei manufatti che interrompono gli argini, monitorati l’ambiente, le specie ittiche e la fauna. “L’atto formale – spiega il presidente del Consorzio, Francesco Cazzaro – sarà firmato da tutti i soggetti che hanno aderito al processo di partecipazione del contratto di fiume,
Patrocinio Comune di Martellago
Patrocinio
Consorzio del Radicchio uno strumento, lo ricordo, di riqualificazione ambientale, paesaggistica e di rigenerazione socio-economica del sistema fluviale, che siamo tra i primi in Italia a sperimentare”. Il contratto di fiume permette di attuare in modo concreto le disposizioni dell’Unione Europea, che indicano agli stati membri di raggiungere gli obiettivi
4 • 15 DICEMBRE 2014 T
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Domenica 7 Dicembre Mostra del Radicchio Tardivo
Torna la corsa dei Babbo Natale
orna puntuale, come da sei anni a questa parte, la Corsa dei Babbo Natale di Noale, giunta nel 2015 alla settima edizione e in programma domenica 20 dicembre. E l’iniziativa continua a riscuotere molto consenso, se è vero che ogni volta si presentano migliaia di persone al via, molti
ACLI ACLI MARTELLAGO MARTELLAGO
strategici alla scala del bacino idrografico e degli ambiti territoriali omogenei. Le leggi nazionali e regionali che recepiscono queste direttive invitano a produrre e aumentare una proposta integrata e condivisa di sviluppo locale, condizione necessaria per ottimizzare i finanziamenti disponibili, e attrarre nuove risorse.
da fuori comune e provincia, a prescindere dalle condizioni meteo: si è corso anche sulla neve. Tutti i partecipanti, infatti, dovranno indossare il vestito da Babbo Natale di colore rosso e i piccoli fino a 12 anni dovranno mettersi il cappellino (costo per annotarsi 3 euro e solo per la corsa da 5 chilometri). Organizzata dall’Asd Noale&20, C.R. Veneto Libertas, con il patrocinio di Regione, Provincia, Comune, Coni Veneto e Venezia. Le iscrizioni sono aperte a tutti e si
raccolgono all’enoteca Al Filò di via della Bova 8, oppure sul sito www.mysdam.net o scaricando il modulo dal sito www. corsadeibabbonatale.it. Si potrà scegliere fra due tracciati: uno da 5 chilometri e l’altro da 10. La partenza è fissata per le 9.30. Per il percorso di 5 chilometri, si pagheranno 5 euro (10 euro se si acquista l’abito), per quello da 10 chilometri il costo sale a 7 euro (12 con il vestito e con il chip per il cronometraggio). A.R.
4 • 15 DICEMBRE 2014 Domenica 7 Dicembre Mostra del Radicchio Tardivo
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Via Trento - impianti sportivi
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MARTELLAGO
Via Trento - impianti sportivi DICEMBRE 2015 44•4• ·14 15 15DURANTE DICEMBRE 2014 2014 LA MANIFESTAZIONE SI POTRANNO DEGUSTARE LE MIGLIORI SPECIALITÀ AL RADICCHIO E LE OTTIME PIZZE. L’o rga nizza zio ne de clina o g ni re s po ns a bilità pe r da nni a co s e o pe rs o ne du ra nte la m a nife s ta zio ne
L’o rga nizza zio ne de clina o g ni re s po ns a bilità pe r da nni a co s e o pe rs o ne du ra nte la m a nife s ta zio ne
Domenica Domenica Dicembre DURANTE LA MANIFESTAZIONE SI POTRANNO DEGUSTARE LE MIGLIORI SPECIALITÀ AL RADICCHIO E LE OTTIME PIZZE. Domenica77TUTTE 6Dicembre Dicembre LE SERATE SARANNO AD INGRESSO LIBERO TUTTE LE SERATE SARANNO AD INGRESSO LIBERO Mostra Mostra del del Radicchio Radicchio Tardivo Tardivo Mostra del Radicchio Tardivo ALL’INTERNO MOSTRA DELL’ARTIGIANATO - POSSIBILITÀ DI CENE ALL’INTERNO SU PRENOTAZIONE - INFO 338.4241177 MOSTRA DELL’ARTIGIANATO - POSSIBILITÀ DI CENE SU PRENOTAZIONE - INFO 338.4241177 www.promartellago.it www.promartellago.it www.promartellago.it · info@promartellago.it info@promartellago.it info@promartellago.it
10 Noale Linea Venezia - Basssano Pronti nuovi convogli in grado di ospitare fino a 600 passeggeri
Treni, tante novità per il miranese di Alessandro Ragazzo
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a dicembre, con l’entrata in vigore del nuovo orario, sono previste delle novità per il trasporto su rotaia per gli utenti del Miranese che ogni giorno salgono sui convogli della linea VeneziaCastelfranco-Bassano. Questo dovrebbe portare a dei vantaggi per i pendolari di Spinea, Maerne, Salzano e Noale. I regionali veloci, infatti, fermeranno a tutte le stazioni, eccetto Marghera, Trebaseleghe e Resana, includendo pure Spinea e Salzano ora fuori. Spariranno, invece, le navette Mestre-Noale, mentre gli altri regionali Venezia-Castelfranco diverranno Venezia-Bassano, fermando in tutte stazioni eccetto Cassola. La città vicentina sarà collegata con il capoluogo veneto due volte l’ora, mentre adesso è di una. La percorrenza completa sarà di un’ora e 18 minuti, mentre Salzano e Spinea potranno avere un regionale in più ogni sessanta minuti. Non dovrebbe cambiare di molto il tempo di percorrenza, fissato in un paio di minuti in più, rispetto all’attuale. Le novità non si fermeranno solo agli orari, ma anche al materiale, perché le Ferrovie metteranno sui binari, almeno nelle ore di punta, dei convogli in grado di ospitare fino a 600 passeggeri, di cui metà in piedi, mentre negli altri orari ce ne potranno stare 400 (200 in piedi). Questi sono tutti accorgimenti che si possono fare in una situazione come l’attuale, dove c’è il binario unico da Maerne fino a Bassano. E, infatti, i comitati, chiedono che presto possa esserci il raddoppio, proprio per consentire di avere un servizio migliore e, magari, aumentare anche il numero di
I regionali veloci, fermeranno a tutte le stazioni, pure Spinea e Salzano, che ora erano fuori
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Viabilità
via mestrina, nessun sottopasso
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I comitati dei pendolari chiedono il raddoppio dei binari per un migliore servizio treni. Inoltre servirebbe a ridurre di molto la possibilità di disagi che spesso capitano lungo la ferrovia che collega il veneziano al vicentino, passando per il trevigiano. La stessa richiesta è stata fatta in una riunione in Regione, quando i passeggeri erano stati convocati per discutere dei problemi attuali, e su come trovare i giusti accorgimenti. Ad oggi, le due rotaie sono presenti solo da Venezia fino a Maerne, e poi diventano una sola. Duplicare la tratta permetterebbe di migliorare il servizio e, al tempo stesso, in caso di ritardo di un convoglio, anche gli altri successivi non ne sarebbero coinvolti. Oggi, infatti, perché un treno possa occupare il binario, quello precedente o successivo devono trovarsi in stazione in una sorta di “dare la precedenza”. Ma quando ci sono dei disguidi, tutto il traffico ferroviario rischia di andare in tilt. Resta il fatto, però, che se l’orario cadenzato può essere utile
per i passeggeri, per avere dei riferimenti certi durante la giornata sulle partenze e gli arrivi sempre allo stesso minuto di ogni ora, è altrettanto vero che in un binario unico i disagi subiscono l’effetto domino. Se a questo aggiungiamo l’abbattimento delle sbarre dei passaggi a livello lungo la tratta a opera di alcuni automobilisti, ecco che il quadro diventa completo. Intanto, però, gli utenti aspettano le novità degli orari.
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iente da fare per il sottopasso di via Mestrina a Noale. Atteso, invocato, sperato, ma la Regione e Veneto Strade hanno detto al Comune di non farsi troppe illusioni perché di soldi non ce ne sono e l’idea andrà a finire in un cassetto. Se questo sarà prima o poi riaperto è difficile dirlo, ma, allo stato attuale, le speranze stanno a zero. In passato si era pure pensato di spostarlo verso via Ferrara, ma ora sulla questione si possono abbassare le serrande. Un brutto colpo per la città dei Tempesta, che resta indietro nell’avvio dei cantieri dei sottopassi previsti dal Sistema ferroviario metropolitano regionale (Sfmr). Per risolvere la questione, però, il Comune ha proposto una bretella, che collegherebbe la nuova lottizzazione di via Ferrara con la variante alla Noalese. “Da anni in quel punto sono previste delle case – osserva l’assessore all’Urbanistica Alessandra Dini – e se saranno sbloccate, poi, dopo tutte le verifiche del progetto, si potrebbe ragionare su una strada che porti il traffico verso l’esterno”. Ma se questa soluzione sarebbe molto meno onerosa, i tempi sarebbero sempre lunghi. L’unico sottopasso confermato è in via Ongari, dove si attende lo sblocco del progetto esecutivo per indire il bando. A.R.
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12 Martellago Edilizia popolare Il Comune punta a realizzare 12 nuovi alloggi
Sanità
Case Ater, i residenti preferiscono tenersi il parco Le aree individuate per gli edifici sono a Olmo. La prima classificata è via Casati, poi via Papa Luciani di Alessandro Ragazzo
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e case Ater, affare spinoso per il Comune di Martellago. Dapprima i residenti delle vie Sagarat-Poma, poi quelli di via Teresa Casati a Olmo. Tutto è partito nei mesi scorsi, quando l’Ater ha ottenuto un contributo regionale da 800 mila euro per costruire a Martellago otto alloggi di edilizia popolare e, per non perderlo, si deve partire entro gennaio. Dunque il tempo stringe, ma dalla frazione vicina al comune di Venezia chiedono di costruirle altrove. La polemica va avanti da mesi, dall’estate per la precisione, quando in un primo momento la giunta aveva indicato, la zona verde pubblica di via Saragat-via Poma a Olmo. Da qui era nata la protesta. Ma poiché il governo locale vorrebbe mettere sul piatto i 480 mila euro in cassa per poter arrivare a realizzare 12 alloggi, ha cercato una nuova soluzione attraverso a un bando per chiedere ai privati se sono disponibili a mettere un proprio terreno in cambio di metri cubi. A metà ottobre era uscita la graduatoria; delle cinque domande pervenute, due sono
state accolte, entrambe di Olmo e la prima classificata è via Casati, la seconda via Papa Luciani. Ora sono proprio gli abitanti di via Casati, dov’è prevista una trasformazione di superficie, a temere il cantiere, anche perché sarebbe sacrificato il parco dei bambini per far passare la strada d’accesso. Dunque la giunta dovrà affrontare un altro mal di pancia dei cittadini, che dicono no a nuove costruzioni nel paese, a non sprecare altro verde pubblico e invitano a pensare ad altre zone del Comune. E l’invito a mettere nero su bianco è partito anche attraverso Facebook. “Siamo contro la realizzazione di questa nuova ulteriore lottizzazione – si legge nel volantino distribuito agli abitanti – che prevede la costruzione di tre palazzine di cui una destinata ad alloggi Ater, più svariate uni e bifamiliari nella zona centrale di Olmo già interessata da numerosi interventi edilizi”. I residenti attorno a via Casati temono chiedono di non smantellare il parco verde e l’area giochi esistente. E non
Le proteste contro le nuove costruzioni in via Casati si esclude possano rivolgersi pure a un legale. “L’intervento – continua il volantino – si colloca all’interno di una politica costruttiva di esagerato sfruttamento del suolo che non tiene conto della criticità idraulica dell’area e, soprattutto, delle caratteristiche abitative e qualitative della nostra zona, trasformando così un territorio che molti hanno scelto in virtù di peculiarità quali la presenza del verde, strade interne tranquille dove i bambini possono giocare, silenziosità e, non
da ultimo, sicurezza delle zone residenziali per noi e per i nostri figli, in un territorio sovrappopolato e sempre più trafficato. Si vuole in questo modo dequalificare una delle zone più belle e vivibili del circondario con conseguenti danni anche patrimoniali per chi ci abita. Noi cittadini ci opporremo con tutti gli strumenti a nostra disposizione a questa politica, e invitiamo il Comune a trovare soluzioni alternative”. Insomma, la partita è ancora aperta.
All’Ulss 13 si opera col robot Da Vinci
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recisione nell’intervento e minori conseguenze post operatorie: dei vantaggi dell’utilizzo del robot operatorio Da Vinci usufruiscono anche i pazienti dell’Ulss 13. Il primario di Urologia di Dolo, Giorgio Artuso, insieme alla sua équipe (gli urologi Enrico Cossano e Fulvio Laganà) e agli anestesisti dell’Ulss 12, hanno operato con successo a Mestre tre uomini per un tumore alla prostata con un sistema robotizzato per la chirurgia di avanguardia. Ora arriva nel comprensorio. “Questo robot ha spiegato Artuso - costituisce la frontiera più recente della robotica applicata alla chirurgia e della tecnica detta “videolaparoscopia”. In questa tecnica, grazie ai bracci operanti, alle cui sottilissime estremità sono montati strumenti per tagliare, cauterizzare, suturare, il “robot” costituisce una potente e precisissima estensione del chirurgo, che lo controlla da remoto e lo manovra attraverso una console dedicata. Una microcamera su un endoscopio restituisce al chirurgo immagini ad altissima definizione degli organi interni del paziente. L’operatore si trova quindi ad operare grazie alle minuscole “mani” del robot, controllando il loro operato su uno schermo, e guidandole con l’uso di joystick e di pedali, a compiere movimenti controllati al millimetro impossibili per delle mani vere”.
NEWS Gioielli di vetro
In via Castellana
L’Antica Murrina sbarca a Londra e a Vienna
Per primavera 2016 pronta la nuova ciclabile
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’Antica Murrina di Olmo di Martellago, l’azienda che produce gioielli in vetro, ha aperto un negozio monomarca nella zona di Piccadilly Circus a Londra e nel centro della capitale austriaca, Vienna. Questo ha permesso di superare quota 110 negozi punti Antica Murrina nel mondo, inaugurando anche altri spazi in varie gioiellerie d’Europa e nei paesi arabi. Insomma, in un periodo di crisi globale, c’è un’azienda del comune che sta allargando i suoi orizzonti e le idee per il futuro guardano ad altri nuovi spazi. Infatti, c’è l’intenzione di espandersi nel mercato spagnolo, e per questo è stata creata la Murrina con il toro e la ballerina, mentre per quello francese una che contiene la Torre Eiffel. Orologi e murrine che possono avere la cromia del ponte di Rialto, se vendute a Venezia, oppure la Sagrada Familia se vendute a Barcellona. Così come la semplice scritta Manila se venduta nelle Filippine con il valore aggiunto della lavorazione delle canne di vetro di Murano, ha in più il ricordo di Venezia. Un’azienda e un marchio in crescita, dunque, con la prospettiva di guardare ancora oltre, e puntare sempre a nuove idee. “Sono centinaia di prodotti – diceva a inizio anno Roberto Ciotti, direttore generale di Antica Murrina, presentando l’attuale stagione – che puntano sull’immagine, che ricordano la lavorazione del vetro veneziano. In un mondo impoverito di ogni cosa, con i cinesi che ci hanno sommerso di patacche che nulla hanno di Venezia e del vetro, vogliamo proporre una nuova immagine per un acquisto d’impulso, che costa poco al turista e che per la nostra azienda dovrebbe rappresentare entro l’anno il 10 per cento del nostro giro d’affari. Ci sono negozi con dentro un’area dedicata a Memories Venezia, negozi prestigiosi, come quello accanto alla Sagrada Familia a Barcellona o alla Notos Galleris ad Atene, per non parlare delle più belle gioiellerie del New Jersey, o le 80 navi da crociera che solcano mari e oceani di tutto il mondo”. A.R.
er primavera sarà pronta la pista ciclopedonale sulla Castellana, che collegherà gli impianti sportivi di via Trento a Martellago a Trivignano, vicino al distributore di benzina. Da lì si potrà proseguire verso la frazione veneziana e collegarsi a quello con Olmo di Martellago. In futuro diverrà una sorta di anello, se prendiamo anche gli attuali collegamenti con Maerne. Il tracciato ora in costruzione nel capoluogo, sarà lungo circa un chilometro e troverà posto sul lato sud della Castellana; in quello opposto, invece, saranno realizzati i marciapiedi. Questo consentirà a ciclisti e pedoni, separati dalla carreggiata stradale, di muoversi in maggiore sicurezza, in un tratto percorso da migliaia di veicoli tra auto, mezzi pesanti e autobus. Nelle scorse settimane gli operai della ditta Edil Scavil di Bergamo hanno dapprima iniziato a sistemare l’area lungo la regionale e poi è stato istituto anche un senso unico alternato provvisorio, anche regolato da semaforo. Una scena che per un po’ rischia di vedersi abbastanza spesso e, inutile dire, che nei prossimi mesi ci saranno dei disagi alla circolazione con delle possibili code specie nelle ore di punta, del mattino e della sera. Da tempo, però era atteso il via all’opera, in quanto l’iter si era concluso ancora nei mesi scorsi. Ma una volta conclusa, la pista ciclopedonale diverrà ancor di più importante, visto l’aumento del traffico dopo l’apertura dei collegamenti al casello del Passante avvenuti la scorsa primavera. Senza dimenticare che a breve il tratto di Castellana in centro diverrà del Comune, che potrebbe limitarlo al traffico veicolare. A questo punto, si dovrebbe transitare con più sicurezza, evitando di avere le biciclette a ridosso della strada e a poca distanza dai veicoli. L’importo dei lavori è di 738 mila euro e dureranno 240 giorni. “Non posso che essere soddisfatta – dice il sindaco Monica Barbiero – perché finalmente i cittadini potranno transitare senza problemi”. A.R.
Eventi
Al via la 28 esima edizione del radicchio tardivo
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orna nel parcheggio degli impianti sportivi di via Trento, l’edizione numero 28 della Mostra del radicchio tardivo, organizzata dalla Pro loco. Appuntamento da giovedì 3 a domenica 13 dicembre con tante iniziative non solo gastronomiche, ma anche musicali e sportive. La manifestazione, che nel corso degli anni si è ampliata negli spazi e nel programma, avrà il suo evento più importante con la mostra-concorso, dove decine di espositori si contenderanno il premio di miglior radicchio tardivo. Non mancano le attività collaterali, come gli incontri e le serate a tema con i produttori, e il concorso canoro Radicchio d’argento. Lo stand gastronomico sarà in funzione con le migliori specialità a base di radicchio: dal risotto agli gnocchi, dal pasticcio alla zuppa, dagli involtini al radicchio fritto, nonché il dolce. Si tratta di una mostra seguita non solo a livello locale, ma pure da fuori provincia. Ogni anno, sono diverse migliaia i visitatori, che arrivano non solo per degustare i piatti della cucina proposta, ma anche per partecipare alle varie serate. Anche in questa edizione, ad esempio, si potrà ballare con le migliori orchestre. Negli anni scorsi, da queste parti sono passati anche intrattenitori, con gli spettacoli di magia soprattutto per i bambini, complice anche il clima natalizio, mentre nel 2014 era arrivata Miss Veneto in carica, Sara Nervo. Anche in questa edizione, sarà eletto il Martellacense dell’anno. 12 mesi fa era stata scelta una ragazza, la tennista Michelle Zanatta, ora 14enne, perché seppur da pochi anni impugnasse una racchetta, aveva raggiunto importanti risultati a livello regionale con numerosi tornei vinti e diversi riconoscimenti di sportività dimostrata in campo. Ora c’è attesa per capire chi sarà il suo successore, se sarà uomo o donna, se politico, libero professionista, imprenditore o cos’altro. Ancora poche settimane e tutto sarà svelato. A.R.
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14 Scorzè Amministrazione Il sindaco Giovanni Battista Mestriner fa un annuncio
Sociale
“Entro il 2016 usciremo dall’Anci” “A
L’Anteas cerca volontari
Non saranno pagati i 3500 euro di iscrizione. Sono oltre 7300 i Comuni aderenti a livello nazionale, su 8 mila
di Alessandro Ragazzo
A
nci sì, Anci no. Il Comune di Scorzè sembra avere le idee chiare e di voler uscire dall’Associazione nazionale dei Comuni italiani. La giunta e la maggioranza hanno scelto di disdire dal prossimo anno, e non sarà rinnovata l’adesione da 3500 euro annui. “Soldi risparmiati” dice il sindaco Giovanni Battista Mestriner, che se la prende con il presidente Piero Fassino, nonché suo collega di Torino. Obiettivo dell’attività dell’Anci è rappresentare e tutelare gli interessi dei Comuni di fronte a Parlamento, governo, regioni, organi della pubblica amministrazione, organismi comunitari, Comitato delle Regioni e ogni altra istituzione che eserciti funzioni pubbliche di interesse locale. Sono oltre 7300 i Comuni aderenti a livello nazionale, sugli oltre 8 mila, dunque quasi tutti, ma quello che non convince Scorzè è il modo con cui si portano avanti le istanze degli stessi associati. “Siamo davanti a un baraccone – attacca Mestriner – che costa un sacco di soldi a tutti, strapieno di società con dentro i trombati della politica. E poi sulla questione immigrati, Fassino ha imposto la linea filo governativa. Meglio andarcene, qui si fa politica”. Il sindaco di Scorzè se la prende anche per come si stanno gestendo le risorse destinate agli enti locali, con le casse sempre più povere. “A livello nazionale – precisa Mestriner – l’Anci ha proposto al governo di concedere ancor meno trasferimenti a quei Comuni virtuosi a vantaggio di quelli dissestati, a partire dalle grandi
città e, guarda caso, amministrate dal centrosinistra”. Dunque Scorzè ha scelto di prendere altre strade e la delibera dovrebbe essere pronta in tempi rapidi. Ma chi non ricorda le polemiche passate tra lo stesso Mestriner e l’Anci, ancora tre anni fa. Allora come presidente c’era l’attuale ministro alle Infrastrutture e del Trasporti, Graziano Delrio e in quell’occasione il sindaco di Scorzè, che era ancora al primo mandato, se la prese, e non poco, con l’Imu, l’imposta delle attività produttive definita “un furto”. “Perché dovrei subire come Comune – scriveva Mestriner –, oltre alla diminuzione dei trasferimenti da parte dello Stato, anche l’esproprio dell’Imu sulle attività produttive per andare a finanziare altri comuni? Definirla una vergogna è cosa da poco,
anche perché ormai in questo ultimo periodo “vergogna” è un vocabolo assai inflazionato. L’amarezza più profonda è sapere che questa proposta deleteria è stata richiesta dall’Anci, dalla “nostra” associazione”. Insomma, negli ultimi tempi da Scorzè sono arrivate bordate non indifferenti verso l’associazione. Ora la vicenda si tinge di un nuovo capitolo e dal municipio hanno fatto sapere di voler venir via nelle prossime settimane, non rinnovando l’iscrizione. Si tratta di un malessere che anche in altri Comuni si sta avvertendo, soprattutto Padova, che assieme ad altri ha pensato bene di cambiare aria e lo ha comunicato ancora a fine estate. La stessa aria che vuole cambiare pure Scorzè.
bbiamo bisogno d i volontari, per un ricambio generazionale necessario e urgente. Ed è per questo che chiediamo ai cittadini di Scorzè di venire a darci una mano, di iscriversi per diventare volontari portatori di valori. L’aiuto a chi ha bisogno, offerto in modo programmato e organico, dà soddisfazione a chi lo esercita e sollievo a chi lo riceve”. E’ l’appello che arriva dal presidente di Anteas Avas Lorenzo Trovato, parlando dell’attività della sua associazione, che ogni giorni trasporta le persone da e per le strutture ospedaliere, i centri analisi di cura di riabilitazione. Per cercare di non lasciare qualcuno scoperto, anche durante l’estate i volontari hanno cercato di coprire ogni viaggio e, a turno, si è andati in vacanza. “A loro – continua Trovato – va l’apprezzamento mio e la riconoscenza dei cittadini. Al sottoscritto il compito di continuare a tenere unito il gruppo e magari di potenziarlo. L’aiuto a chi ha bisogno, offerto in modo programmato e organico, dà soddisfazione a chi lo esercita e sollievo a chi lo riceve. Un viaggio di servizio con i pulmini è un chinarsi verso i bisogni degli altri, è un tuffo nell’umanità che ci rende fratelli”. A.R.
urbanistica Il centro cambia volto
U
n po’ alla volta il centro di Scorzè prova a cambiare. Per ora abbastanza a rilento, ma c’è tempo altri nove anni per vederlo ridisegnato. Nel frattempo un pezzo se n’è andato, e una ruspa ha abbattuto il fabbricato da 830 metri cubi di via Marmolada, all’incrocio con via Cercariolo, a due passi dalla chiesa. Si trattava di un edificio vecchio, abbandonato ed eretto nel dopoguerra, dove ora ne troverà posto uno più moderno, disposto su quattro piani da 1321 metri cubi, compresi i 230 in più chiesti al Comune, dove in quello a terra ci sarà spazio per il commercio e nei tre superiori ci saranno uffici. L’idea è stata studiata dallo studio di Gianni Rigo e il consiglio comunale l’ha approvata all’unanimità. Lì vicino sorgeranno anche 15 posti auto, a uso pubblico, che serviranno le attività della zona. Se tutto dovesse andare per il verso giusto, nel giro di dieci-dodici mesi, il cantiere dovrebbe essere finito. Ma Scorzè aspetta la sua vera svolta, quella svolta in grado di cambiarla quasi come un calzino rispetto a oggi. I dodici privati attorno al municipio, infatti, hanno tempo fino al 2024, come da delibera approvata a inizio 2014, per costruire gli edifici previsti dal piano presentato ancora lo scorso anno. Questo interessa l’area compresa tra via Martiri della Resistenza, via Cercariolo, via Roma e via Treviso. Qui ci saranno edifici residenziali, per 160 abitanti, direzionali, commerciali, esclusi quelli all’ingrosso, con nuovi 31 mila metri cubi. Non ci si riuscisse da qui a metà del prossimo decennio, salvo successive proroghe, tutto decadrebbe e si perderebbe la possibilità di avere il 15 per cento in più di
volumetria concessa. Figli del vecchio piano Caprioglio 1997, i tentativi per cambiare volto a Scorzè erano rimasti solo sulla carta. Tra riunioni, consigli comunali fiume e discussioni, alla fine è arrivata la variante Rigo. Anche in questo caso, però, il progetto si era arenato, ma il professionista non si è arreso. Ci sarà un percorso pedonale, con tanto di galleria tra il municipio e la parrocchia. Su via Cercariolo ci sarà una contro-strada, con tanto di pista ciclabile, che metterà in collegamento l’angolo di via Martiri con l’incrocio della chiesa, dove vicino sorgerà la torre da 21 metri. Questa avrà base quadrata, anche se in un primo momento, doveva essere più alta e diventare il simbolo di Scorzè, ma poi si è puntato su un edificio da sette piani, uno in più del vicino condominio Moroni. In zona ci saranno dei parcheggi sotterranei. Tutti i proprietari dovranno usare gli stessi materiali. Ora spetta a loro predisporre il progetto architettonico e seguire le linee guida dettate proprio dall’architetto Rigo, che ci ha lavorato per otto anni. A.R.
Salzano 15 Beneficienza Nuova iniziativa musicale dopo il concerto in Filanda
“Un tornado di voci per…ricostruire” L’evento pro - Riviera del Brenta è in programma sabato 14 novembre al PalaPM
di Anna Michieletto
S
alzano, dopo ben quattro mesi dal tornado che ha messo in ginocchio la Riviera del Brenta e che ha fortemente segnato tutti comuni vicini, attivando una rete di solidarietà che ha ridato speranza alle famiglie colpite, rimane ancora oggi sempre attivo e focalizzato nel prestare un costante aiuto alla popolazione. Dopo il grande successo avuto con il concerto estivo in corte della Filanda Romanin-Jacur in cui stati raccolti più di 75.000 euro, il Comune ha voluto riproporre un’altra serata esclusivamente dedicata alla musica e alla solidarietà. La data da segnare sarà quindi sabato 14 novembre, alle 20.45, al PalaPM di Salzano, in cui prenderà vita la serata “un tornado di voci per…ricostruire”. Questo concerto, realizzato con la collaborazione del Comune e della parrocchia del paese, è stato fortemente voluto dal coro “le voci bianche” di Salzano che si è interrogato su quale fosse il modo migliore per aiutare in modo concreto e attivo la popolazione colpita dal tornado. In questa serata le voci dei bambini, dei ragazzi e degli adulti saranno uniti nella musica e nel canto per un unico grande fine. Tra i vari cori che saranno presenti alla serata, condotta e animata dallo speaker di Radio Birikkina
Paolo Baruzzo, ci saranno: il coretto “Celeste” della vicina Robergano; il coro “piccole voci di Valeria” di Mazzocco di Mogliano Veneto; il coro dell’ I.C. “Giovanni XXIII” di Pianiga; i cori “S. Bartolomeo” e “Shalom” entrambi di Ballò; il coro “Serenissima” di Campalto e il coro dell’istituto comprensivo 1 di Mogliano Veneto “Come Together”. L’ingresso sarà libero e tutte le offerte che verranno raccolte saranno interamente devolute in beneficienza alle famiglie colpite dal tornado. “E’ sempre bello – commenta Maria Grazia Vecchiato, consigliere delegato ai servizi educativi e alla cultura – e riempie di orgoglio vedere come tutta Salzano, giovani e meno giovani, chi già fa volontariato, ma anche chi è distante da tutte
le associazioni, continuino a darsi da fare e a lavorare per un evento che possa aiutare concretamente le famiglie colpite da una tale disgrazia”. Questo concerto segna in modo tangibile il forte e sempre presente senso di solidarietà e mutua assistenza che, anche dopo quattro mesi, è ancora vivo e costante nel comune di Salzano, a riconferma che il costante aiuto ed il continuo dialogo tra i comuni è sempre presente e vivo, e rende possibile un concreto sostegno a chi si trova in difficoltà. Ancora più importante rimane però il supporto, sempre costante, delle persone che, ogni giorno, ed anche a distanza di tempo, continuano a spendersi per aiutare coloro che necessitano di un aiuto per rialzarsi.
Sociale
I profughi saranno impiegati in lavori socialmente utili
N
el mese di ottobre sono arrivati nel comune di Salzano nove profughi provenienti dalla Nigeria e dal Mali, i quali si aggiungono così ai cinque ragazzi nigeriani già ospitati a Robegano nell’edificio di proprietà delle Acli e gestito dalla Cooperativa Villaggio Globale. I nuovi arrivati, tra i 20 e i 30 anni, sono tutti richiedenti asilo poiché in fuga da situazioni di guerra ed estrema povertà. Tutti sono stati sistemati a Salzano, in una grande abitazione, non di proprietà del Comune, bensì si tratta di un immobile privato messo a disposizione dalla cooperativa Gea di Mestre. Secondo le leggi vigenti, tutti i comuni sono tenuti a dare ospitalità ai profughi in base ad un’equa distribuzione che viene fatta su tutto il territorio in rapporto al numero degli abitanti. Va inoltre sottolineato che lo status di “rifugiato” o di “richiedente asilo” è comunque verificato da enti predefiniti che, a causa della forte flusso migratorio dell’ultimo periodo, si trova in grave difficoltà e forte rallentamento. “Salzano sottoscriverà una convenzione con la Prefettura e con le Cooperative che gestiscono questi stranieri per far fare loro dei lavori socialmente utili – afferma il sindaco Alessandro Quaresimin. Si tratta di un modo per trasformare un’emergenza in opportunità e occasione di servizio per il paese”. Alla cittadinanza salzanese è stato chiesto di ritrovare, seguendo le indicazioni della Costituzione Italiana e nelle parole di Papa Francesco, quei valori che rendono una comunità “civile e umana” e che, tra l’altro, fanno parte della storia e della tradizione delle nostre terre sempre pronte ad ospitare e vivere in comunità con il diverso. A.M.
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16 Salzano La storia Una donna di Salzano scala i vertici delle classifiche nazionali
Lucia Bottacin, campionessa di bocce di Anna Michieletto
L
ucia Bottacin classe 1956, moglie, mamma, nonna di Salzano, ma non solo, anche un’atleta di bocce a livello nazionale. Sono solo tre anni che ha iniziato quest’avventura nel mondo delle bocce e già i risultati sono molti e appaganti. Nasce un po’ per caso la passione di questa donna per uno sport così poco conosciuto. Dopo molti anni di lavoro come aiuto cuoca in diversi ristoranti del miranese, nove anni fa ha iniziato a fare volontariato presso il bar del bocciodromo di Mirano. Dopo qualche tempo, un po’ per sfizio e un po’ per curiosità, ha deciso di seguire l’invito di chi le diceva di provare a fare una partita. In questo modo ha iniziato a giocare e a conoscere le regole e le tecniche giuste, fino a quando ha deciso di tesserarsi ufficialmente alla Federazione Italiana Bocce. A questo punto non le mancava altro che cominciare a gareggiare, e per questo la società Mirano bocce, della quale era socia, l’ha iscritta, quasi a sua insaputa, alla prima gara a Padova. “La prima gara è stata per me un’emozione indescrivibile – ammette Lucia – ancora oggi non dimentico la grande gioia che ho provato. E’ una felicità che porto sempre nel cuore”. Una bravura e una grinta che è stata subito premiata. Lucia, già in questa prima prova, ha dimostrato tutta la sua abilità, battendo anche persone di categoria a lei superiore, ed è riuscita a salire sul gradino più alto del podio. Da questo momento iniziano molte prove e gare che l’hanno vista sempre arrivare tra i primi posti. Per due anni consecutivi ha vinto i campionati provinciali e, negli ultimi due anni, ha partecipato ai campionati italiani a Gubbio e nel 2014 si è piazzata quinta. Quest’anno ha partecipato a due gare completamente femminili: il “pallino d’oro”, gara che si tiene a Reggio Emilia, dove ha ottenuto un ottimo terzo posto, e il “sesto fiorentino” dove è arrivata quinta. “Non avrei mai pensato di poter arrivare a questi livelli – ammette Lucia. Fino a qualche anno fa non sapevo nemmeno giocare a bocce”. Per molti anni quest’atleta ha dovuto conciliare famiglia, lavoro e passione, ma da marzo di quest’anno ha abbandonato il lavoro al bar di Mirano per potersi concentrare maggiormente sulla sua passione. Questo sport non è così scontato come si può credere, infatti sotto un’apparente semplicità esistono regole ferree, disciplina e tecnica. Per avere successo in questo campo è necessario avere una grande concentrazione e precisione, ma Lucia è riuscita a mettersi in gioco completamente anche grazie all’aiuto di chi le è sempre stato accanto. “Un grande ringraziamento lo devo fare al mio primo allenatore, che mi ha insegnato le regole e le tecniche giuste, ma che soprattutto mi ha inserito in questo mondo. Un grande grazie lo devo anche all’allenatore che ora
Quest’anno ha partecipato a due gare femminili: il “pallino d’oro”, a Reggio Emilia, terzo posto, e il “sesto fiorentino”, quinta.
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Lucia Bottacin durante una premiazione
mi segue. Entrambi sono sempre al mio fianco e ancora oggi riescono ad infondermi la carica e la fiducia in me stessa.” Grazie alla sua tenacia e alla sua volontà Lucia è riuscita a farsi notare e ad eccellere seppur non praticando questo sport da anni, come invece accade alle sue avversarie, e, a 59 anni è riuscita a rimettersi in gioco e a vincere come se avesse ancora 20. L’iniziativa
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abato 17 ottobre, assieme all’inaugurazione dell’adiacente piazzetta dedicata ai Martiri della Resistenza, è stata inaugurata la nuova Coop Adriatica di Salzano. In accordo con il Comune, la cooperativa, dal mese di settembre, ha messo a disposizione delle famiglie dei bambini iscritti al nido “I Pollicini”, uno sconto del 10% sulla spesa settimanale Coop per i prodotti a marchio Coop, anche per coloro che non sono soci. Questo sconto sarà valido sia per il punto vendita del comune di Salzano che per i punti del marchio nei territori limitrofi. Coop Adriatica, sempre attenta alle esigenze del consumatore ed in particolar modo alle famiglie con bambini, con questo intervento, ha voluto dimostrare l’attenzione che rivolge ai territori con cui entra in relazione, offrendo azioni di promozione e di sostegno alle varie realtà sociali e istituzionali che operano a favore della comunità. Le promozioni e le agevolazioni non sono esclusivamente per famiglie con bambini al nido, esistono, infatti, una varietà di offerte che Coop mette a disposizione per i suoi soci. Lo sconto sarà attivo per tutto l’anno scolastico 2015-2016 e per ottenerlo sarà necessario richiedere un certificato di iscrizione al nido comunale. A.M.
Territorio 17 Ambiente L’impegno del Comune di Spinea con l’iniziativa del prossimo 27 novembre in municipio
Edo Ronchi e la sfida a “conservare il creato”
L’esponente ambientalista: “Per aprire nuove strade, è necessario rottamare le vecchie idee di sviluppo”
Sopra Edo Ronchi e l’assessore Stefania Busatta
di Roberta Pasqualetto
L
’ambiente è uno dei temi centrali nelle attività dell’amministrazione comunale di Spinea. L’attenzione è rivolta alla gestione della raccolta differenziata dei rifiuti che quest’anno ha raggiunto una media dell’80%. L’obiettivo è di produrre sempre meno rifiuti e di gestirli in modo corretto. In tale direzione l’assessorato all’ambiente, ha deciso di aderire alla Serr (settimana europea per la riduzione dei rifiuti) prevista dal 21 al 29 novembre con l’organizzazione di una serie di eventi: una conferenza e alcune iniziative. Nella serata del 27 novembre, in municipio a Spinea, si terrà la conferenza con l’ex Ministro dell’Ambiente professor Edo Ronchi, che parlerà di economia circolare, green economy e città intelligente. Domenica 22 novembre la terza edizione della festa delle 4 Erre Riduco-Riuso-Riciclo-Recupero e, nella
stessa giornata, una raccolta straordinaria di piccoli Raee ovvero rifiuti elettronici come vecchi cellulari, radio, giocattoli, ecc, e laboratori didattici sul riutilizzo. Il professor Ronchi, presidente della fondazione sviluppo sostenibile e del consiglio nazionale della green economy, è da sempre promotore di innovativi approcci ambientali. Alla recente chiusura degli stati generali della green economy nell’ambito di EcomondoKey Energy-Cooperambiente ha dichiarato: “Gli stati generali del 2014 lanciano un messaggio al Governo: la green economy è la via maestra per uscire dalla crisi. Attenzione a non subire solo le emergenze, ma occorre alzare la testa, guardare cosa fanno i paesi più avanzati. Per aprire nuove strade, è necessario rottamare le vecchie idee di sviluppo”. Spinea vuole aderire al progetto riuso,
assieme al “Movimento di decrescita felice” e con il Comune di Mirano punta a creare una rete di scambio per il riutilizzo dei materiali. L’installazione di casette dell’acqua in via Matteotti e in viale Sanremo, contribuiscono a evitare la produzione di rifiuti con circa 9 tonnellate di bottiglie di plastica risparmiate. Tutto questo rientra nel programma generale del Paes, ossia dello strumento di cui il Comune si è dotato, aderendo al patto dei sindaci e che si pone come obiettivo quello di ridurre la produzione di Co2 (anidride carbonica) del 20% entro il 2020. Spinea è il primo comune a presentare alla Comunità Europea l’aggiornamento biennale del Paes facendo il punto su cosa è stato fatto dalla sua adozione nel 2012 e fino al 2014. Un’altra iniziativa “sostenibile” è Ecopunti: che consente ai residenti di risparmiare sulla spesa
utilizzando degli sconti cartacei guadagnati con i loro comportamenti sostenibili. Altre promozioni ambientali e sociali riguardano il contrasto allo spreco alimentare e l’utilizzo dei composter per i rifiuti domestici umidi e verdi. Dopo aver firmato nel 2011 il protocollo promosso dal Comune di Trieste contro lo spreco alimentare, il Comune di Spinea, nell’ambito del Patto dei Sindaci 202020 per la riduzione della Co2 del 20% entro il 2020, ha aderito alla Carta di Bologna “Stop food waist, Feed the planet”. Nelle scuole è stato promosso un concorso “Zero Emissioni” dedicato al contrasto dello spreco alimentare nelle mense scolastiche e in famiglia. Spinea ha avuto un riconoscimento nell’ambito del premio “vivere a spreco zero” edizione 2015 e una menzione speciale tra tutte le amministrazioni pubbliche che hanno
sottoscritto la Carta Spreco Zero. “Occuparsi di ambiente è una sfida continua e richiede una visione trasversale e multidisciplinare - dice l’assessore all’ambiente Stefania Busatta - sino a quando le politiche ambientali e la corretta gestione delle risorse primarie, non saranno prioritarie, nelle scelte fondamentali della vita quotidiana di ogni cittadino, si inseguiranno continuamente emergenze ambientali, sociali ed economiche. Non possiamo dimenticare che, in modo semplice e costruttivo, Papa Francesco in “Laudato Sì”, richiama alla responsabilità il singolo, la collettività e le istituzioni nel conservare il Creato”.
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18 1 Cultura provinciale Scultura Le opere del chioggiotto Achille Grandis esposte in ottobre ad “Abano arte”
Lo scultore che coglie l’anima dai tronchi di legno Quando il materiale di recupero diventa arte. Realizza sculture da tronchi abbandonati lungo la battigia o in qualche bosco. “Se mi parla - racconta - traggo da quel pezzo di legno qualcosa di espressivo” di eugenio ferrarese
Q
uando il materiale di recupero diven- zarre che tutti possono vedere esposte nella ta arte. Basta partire da un tronco ‘mostra’ del suo giardino. Un tempo si dedicava a forme di piccodi qualsiasi tipo, magari raccolto da qualche parte, abbandonato lungo la batti- la, piccolissima misura – con metalli preziosi e pietre pregiate – ora questi tronchi di gia o in qualche boscaglia. “Se mi ‘parla’, traggo da quel pezzo di dimensioni decisamente più grandi. “Mi piace lavorare il legno, studiarne legno qualcosa di espressivo che può essere le sue venature per poi realizzare queste comico, tragico, ironico, grottesco”. ‘figure’…”. Così spiega AchilAll’inizio di otle Grandis, con alle Grandis non è tobre ha partecipato spalle una lunga espe- interessato alla rienza di artigiano ora- qualità del legno, vuole quasi per caso all’iniziativa “Abano Arte” fo: “40 anni di lavoro riportarlo in “vita” ed è stato subito un prima nel laboratorio sotto altra forma inaspettato successo di calle San Giacomo e poi nel negozio di Corso del Popolo a con la gente che chiedeva informazioni su Chioggia dopo aver svolto praticantato in queste curiose sculture in legno. Le ‘passioni’ di Grandis comprendono gioventù in vari altri laboratori e numerosi anche la scrittura di racconti e poesie, le corsi su metalli e pietre preziose…”. Ed ora la passione per il legno. Grandis lezioni su metalli e pietre preziose tenute non è interessato alla qualità, gli interessa all’Università Popolare di Chioggia, ma anriportarlo in ‘vita’ sotto un’altra forma. Così che il tiro con l’arco – ha partecipato a tre queste nuove ‘creazioni’ assumono talvolta campionati italiani -; collabora inoltre con espressione strani, un po’ inconsuete e biz- quanti hanno realizzato la copia in legno
Lo scultore chioggiotto Achille Grandis con alcune opere in legno del famoso orologio trecentesco di Dondi che è già stata presentata agli studenti delle scuole primarie di Chioggia e che sarà infine montata permanentemente al Museo Civico di Chioggia. “Ho anche realizzato ‘casette’ in legno per uccellini. A volte è qualche ami-
pittura
co che mi porta il materiale quando taglia qualche albero nel giardino o lo trova in spiaggia o lungo l’argine del fiume…”. Nel futuro Grandis è già intenzionato a partecipare ad altre esposizioni per presentare le sue opere.
“Mi piacerebbe anche coinvolgere altri “artisti” di Chioggia magari per una esposizione al Museo Civico… Ci sono molte persone che hanno queste originali passioni artistiche, ma nella maggior parte dei casi rimane relegata solo al proprio laboratorio”.
fotografia
la mostra curata dal fai di gianni Berengo gardin sulle grandi navi È stata allestita al negozio olivetti
Museo Correr, dal 28 novembre al 10 aprile
splendori del rinascimento a venezia. andrea schiavone tra parmigiano, tintoretto e tiziano
A
ndrea Schiavone, un artista “fuori da coro”, affascinante e moderno, sul quale si fa finbalmente il punto dopo decenni di studi e ricerche. E’ questo l’orientamento della mostra “Splendori del Rinascimento a Venezia. Andrea Schiavone tra Parmigiano, Tintoretto e Tiziano” in programma al Museo Correr a Venezia che, dal 28 novembre prossimo e fino al 10 aprile dell’anno venturo, sarà aperta al pubblico. Promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, in collaborazione con 24 Ore Cultura e curata da Enrico Maria Dal Pozzolo insieme con Lionello Puppi, la mostra si propone come un’esposizione spettacolare, per numero e quantità delle opere esposte (oltre 140 tra dipinti, disegni, stampe e un ricco nucleo di libri e documenti storici, e 80 lavori del maestro mai riuniti prima) spesso dalle prestigiosissime provenienze. Si tratta della prima mostra dedicata ad Andrea Schiavone, inventore di uno stile nuovo, con la sua pittura dirompente, ammirato da Tintoretto, Carracci e da El Greco. Nello straordinario scenario della pittura rinascimentale veneziana, in quel concerto plifonico che vedeva eccezionali personalità èrimeggiare e sgominare in laguna, e da qui in Europa, la figura e il “suono” di Andrea Meldolla detto Schiavone (1510c.-1563) s’imposero fin da subito come novità dirompenti, scardinanti ein un certo modo enigmatiche. Un linguaggio pittorico, il suo, assolutamente nuovo e spregiudicato, tanto che Schiavone già pochi anni dopo l’arrivo a Venezia (avvenuto intorno al 1535 forse) spaccò l’opinione pubblica e divise la critica. La mostra rappresenta dunque la prima grande
Una delle foto che fanno parte della mostra “Venezia e le grandi navi” allestita al Negozio Olivetti in piazza San Marco
C Andrea Meldolla, detto Schiavone “Vergine e Bambino, San Giovannino e Santi Zaccaria, Elisabetta, Giuseppe, Caterina e una santa” Olio su tela monografia dedicata all’artista dalmata e la prima reale occasione per il pubblico di scoprire il ruolo centrale che Schiavone ebbe nella pittura del secolo d’oro della Serenissima. Oltre ad essere una mostra di ricerca, essa diventerà un punto di riferimento imprescindibile negli studi del Cinquecento italiano. La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni, dalle 10 alle 17.
’è tempo fino al priossimo 6 gennaio per visitare la mostra fotografica organizzata dal Fai, Fondo Ambiente Italiano, in collaborazione con Fondazione Forma per la Fotografia e contrasto su “Venezia e le grandi navi”. La mostra, allestita al Negozio Olivetti in Piazza San Marco, si compone di 27 fotografie di Gianni Berengo Gardin realizzatae tra il 2012 eil 2014, che ritraggono il quotidiano passaggio delle Grandi Navi da crociera nella laguna di Venezia. La mostra, curata da Alessandro Mauro di Fondazione Forma e già ospitata dal Fai a Villa Necchi Campiglio a Milano nel 2014, ripropone alcuni dei celebri scatti con l’aggiunta in catalogo di alcune fotografie meno recenti, comunque dedicate a Venezia, che appartengono al repertorio del maestro, legato alla città lagunare da una lunga e affettuosa frequentazione, che risale all’infanzia e che ha ispirato alcuni suoi importanti lavori. “Venezia e le grandi navi” approda così al Negozio Olivetti ponendo fine ad un dibattito mediatico, che ne ha messo in discussione la sede e la stessa
realizzazione. “Scopo di questa mostra - dice Andrea Carandini, presidente Fai, - è quello di aprire una fase nuova per Venezia, anche con gli avversari, basata su una ricerca il più possibile condivisa riguardante il miracoloso, complicato e fragile sistema naturale, sociale e culturale della città lagunare conseiderata nel suo meravilgioso complesso”. L’esposizione delle fotografie, anche nelle intenzioni dell’autore, intende documentare il passaggio delle Grandi Navi senza suggerire alternative. Gianni Berengo Gardin non ha mai voluto essere definito un artista, la sua missione è sempre stata quella di documentare, di essere un testimone del proprio tempo. “Ero turbato - spiega così le foto sulle grandi navi - soprattutto dall’inquinamento visivo. Vedere la mia Venezia distrutta nelle proporzioni e trasformata in un giocattolo, uno dei suoi cloni in cartapesta come a Las Vegas mi turbava profondamente”. L’allestimento della mostra è curato dall’architetto Alessandro Scandurra. La mostra è aperta al pubblico da maertedì a doomenica, dalle 10 alle 18,30.
Sport provinciale Sport 19 2 Ciclismo Concluse nelle scorse settimane le due kermesse provinciali
Giovanissimi, su strada si impone l’Uc Mirano di Giacomo piran
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i sono conclusi nelle scorse settimane i due meeting provinciali di ciclismo riservati alle società della categoria Giovanissimi. Le due kermesse erano riservate alle gare sia su strada che fuoristradaoffroad. Le manifestazioni, che sono a carattere promozionale, sono organizzate dal comitato provinciale di Venezia della Federazione ciclistica italiana, presieduto da Gianpietro Bonato, con lo scopo di avvicinare i giovani allo sport del ciclismo e di permettere loro di cimentarsi in ogni tipo di specialità sempre con l’obiettivo e la pratica educativa e di gioco. Il meeting su strada si è svolto in sei tappe: 1 maggio Pramaggiore (multiprova) a cura del Gs Sorgente Pradipozzo, 3 maggio Lova di Campagna Lupia (strada) a cura della Fausto Coppi Gazzera, 21 giugno Croce di Musile di Piave (strada) a cura del Gs Lagunare, 26 luglio Cavarzere (strada) a cura del Lions D. Cavarzere, Olmo di Martellago (strada) a cura del Gc Maerne Olmo e 27 settembre Marcon (strada) a cura del Gc Marcon. Alla fine delle sei manifestazioni, sommando i punti generali e il bonus partecipazione, a primeggiare è stato l’Uc Mirano con 211 punti davanti alla Libertas
A Chirignago
“asd i cinQue sensi”, le attivitÀ di novemBre
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Scorzè con 209 punti, ai Lions D. Cavarzere con 189 punti, al Gc Robegano con 111 punti, all’Uc Martellago con 97 punti, al Gc Maerne Olmo con 78 punti, alla Polisportiva Musile con 69 punti, al Gs Lagunare con 54 punti, al Gs Sorgente Pradipozzo con 29 punti e all’Uc Daina Mira con 22 punti. Il meeting fuoristrada si è svolto in cinque prove tutte con la tipologia offroad: 12 aprile a Caorle a cura dell’Asd Olimpicaorle, 2 giugno a Salzano a cura del Gc Robegano, 5 settembre Torre di Mosto a cura del Team Velociraptors, 12 settembre a Peseggia di Scorzè a cura del Team Bellato e il 20 settembre ad Ottava Presa di San Stino di Livenza a cura dell’Asd Sportyland.
A Marcon il 12 dicembre
veneto move, evento sportivo e coreografico
A
Marcon, il 12 dicembre, si terrà la seconda edizione dell’evento sportivo coreografico Veneto Move 2. La rassegna coreografica è organizzata dalla lega regionale “Le Ginnastiche” Uisp Veneto supportata per quest’anno dalla lega nazionale ‘Le Ginnastiche’, all’interno del settore regionale coreografie. Nasce con l’intento di far conoscere le possibilità dell’espressione corporea e del movimento non convenzionale. L’intera giornata di sabato sarà dedicata alle coreografie con un fitto calendario di esibizioni. “Coreografie non è solo un nome ma uno stile, un pensiero, quest’anno vogliamo dare grande risalto alla possibilità di partecipare come parte attiva a un progetto che ha nobili obiettivi – dice Roberto Loreggia presidente le ginnastiche Uisp Veneto. Uisp ritiene che la formazione, l’inclusione e la lotta al drop-out (abbandono delle palestre) siano alla base dello sviluppo e sostegno di un tessuto sociale ormai colpito da ogni genere di contraddizione”. Su questo pensiero è nata la manifestazione, evoluzione della precedente manifestazione Ginnasticando. Oltre alle coreografie di ginnastica e danza grande attenzione va alla “dance ability”: una danza eseguita da persone portatrici di handicap. Le scuole che partecipano sono moltissime alcune dalla provincia di Venezia e altre anche da fuori. Musica, corpo, spazi e movimento, guidano i protagonisti per diffondere il concetto di sana abitudine di vita legato all’attività motoria. In questa edizio-
ne ci saranno due importanti momenti formativi, in quanto, diventa centrale il pensiero che la formazione sia fondamentale per lo sviluppo evolutivo delle persone e dei tecnici. I due momenti sono: settore coreografico working party di coreografie con Giulia Staccioli responsabile dell’Accademia Kataklò, seguito dal concorso BSide Experience per le squadre che desiderano confrontarsi tra loro e dance ability condotto dalla docente Antonella Tomasutti, dove si potrà sperimentare una danza di contatto con una struttura ginnica dedicata a tutti. Obiettivo della manifestazione è far prendere coscienza che è un percorso inclusivo per tutti e per tutta la vita, attraverso la condivisione con un gruppo, favorendo la relazione tra le persone mantenendole così popolazione attiva nello sport, riducendo conseguentemente il dop-out. La rassegna si svolgerà al palazzetto dello Sport di Marcon in via dello Sport 12. La partecipazione alla rassegna prevede l’iscrizione che dovrà pervenire entro il 30 novembre tramite mail a ginnastiche.veneto@uisp.it, coreografie.venetouisp@ gmail.com utilizzando i moduli. R.P.
A vincere, contando i punti generali e il bonus partecipazione, è stato il Team Velociraptors di Torre di Mosto con 175 punti seguito dalla Libertas Scorzè con 70 punti, dal Gc Maerne Olmo con 65 punti, dal Gc Robegano con 61 punti, dall’Uc Martellago con 57 punti, dai Lions D. Cavarzere con 56 punti, dalla Polisportiva Musile con 23 punti, dall’Uc Mirano con 21 punti, dal Team Bellato di Peseggia con 19 punti e dall’Asd Sorgente Pradipozzo con 13 punti. Le premiazioni si svolgeranno il 13 dicembre prossimo durante la “Festa provinciale del ciclismo” organizzata dal comitato provinciale di Venezia della Federazione ciclistica italiana.
’associazione “I Cinque Sensi” il 25 novembre propone un evento dedicato al cioccolato. L’associazione sportiva dilettantistica di Chirignago, ha come obiettivi quelli di sviluppare e mantenere nel tempo, il benessere psicofisico della persona. I progetti coinvolgono il benessere a tutte le età e per tutte le esigenze. I corsi per le donne puntano a sostenerla in tutte le fasi della sua crescita personale: accompagnamento alla nascita, per aiutarla a prepararsi nella maternità, post parto, favorire il rapporto mamma–bimbo, mantenere la tonicità del perineo, affrontare spontaneamente la menopausa e aiutare a risolvere in modo naturale i disturbi pelvici. Tra gli altri corsi ci sono quelli di ginnastica preventiva e di mantenimento, di training autogeno, gestione delle emozioni, crescita spirituale, nordic walking, immaginazione creativa e tai ji. Ai corsi si aggiungono i trattamenti individuali e i vari seminari con gli esperti (nutrizione, comunicazione sana, ortopedia, ecc). Sabato 28 novembre l’associazione organizza un incontro dedicato al “cibo degli dei”: un’esperienza dove risvegliare i propri sensi alla scoperta del cioccolato. Durante l’incontro, la dottoressa Marta Romanelli parlerà dei benefici di questo alimento. La dottoressa Clara Carletti e la signora Anna Lugnan guideranno i partecipanti in un percorso di esperienza sensoriale, visiva, olfattiva e gustativa; con la partecipazione della Coccolateria di Mirano. Per maggiori informazioni si può contattare l’associazione al numero 349 4078076. R.P.
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IL VENETO
in PRIMO PIANO
25 novembre Una giornata di sensibilizzazione perché le vittime siano meno sole
Violenza: nel 93% dei casi il mostro è in casa anche nella nostra regione L’assessore Lanzarin: “Nel 2014 sono stati erogati oltre un milione di fondi pubblici tra finanziamenti statali e fondo regionale per sostenere i centri antiviolenza, le case rifugio e le strutture di secondo livello” di Maria pavan
S
ono 1.496 le donne che nel 2014 si sono rivolte ai Centri antiviolenza del Veneto, numeri che aumentano di anno in anno grazie anche all’incremento dei servizi di ascolto ed accoglienza sul territorio. Più del 50% di queste donne hanno un’età compresa tra i 30 e i 50 anni e vivono relazioni stabili in cui sono presenti nella maggior parte dei casi figli e figlie minori. Del totale delle donne, il 93% (1397) è vittime di violenza che si consuma all’interno delle mura domestiche, mentre il 7% (99) di queste sono state vittime di violenza extrafamiliare. È quindi quasi sempre all’interno della famiglia che avvengono le violenze per mano del marito/compagno, dove i figli e le figlie sono spesso spettatori e spettatrici, quando non coinvolti direttamente, e perciò vittime di violenza assistita. Questi gli ultimi dati veneti che riguardano questa piaga privata, troppo spesso taciuta, li ha diffusi il Coordinamento dei Centri Antiviolenza del Veneto e cioè delle richieste di aiuto arrivate nel 2014 ai Centri Antiviolenza delle città di Padova, Venezia, Belluno, Treviso, Verona e Bassano del Grappa. “Questi numeri – hanno commentato le responsabili dei Centri – non devono lasciare indifferenti e devono farci riflettere anche sulle politiche che la nostra Regione
propone per il contrasto al fenomeno della violenza maschile sulle donne. Politiche che ogni anno vengono ridiscusse e che vedono un taglio drastico dei finanziamenti, non permettendo così una programmazione che possa rispondere in modo efficiente ai bisogni delle donne. Dal canto suo la Regione ha pubblicato il bando per l’assegnazione delle risorse destinate per interventi di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. “Nel 2014 sono stati erogati oltre un milione di fondi pubblici tra finanziamenti statali e fondo regionale per sostenere i centri antiviolenza, le case rifugio e le strutture di secondo livello – specifica Manuela Lanzarin, assessore regionale al sociale – La Regione Veneto, per parte sua, ha confermato l’erogazione anche quest’anno di 400mila euro. Siamo al lavoro per rendere più omogenea e capillare la rete delle strutture, i costi e le modalità di intervento. Attendiamo però di capire se anche lo Stato confermerà anche per il 2015 i 1.440.000 euro destinati al Veneto per i centri antiviolenza: sono fondi indispensabili per dare continuità alle iniziative di accoglienza, protezione e recupero attivati nelle sette province venete dalla collaborazione tra associazionismo, volontariato e istituzioni pubbliche”. Per dare corso ai propositi sopraindicati,
l’assessore Lanzarin ha promosso a Palazzo Balbi un tavolo tecnico di coordinamento per monitorare il fenomeno delle violenze familiari e di genere e fare il punto sullo stato di applicazione della legge. La rappresentanza istituzionale al tavolo di coordinamento dovrà essere rinnovata entro la fine dell’anno, ma intanto l’assessore al sociale, che ne assumerà anche formalmente il coordinamento, ha voluto fare il punto sulle iniziative in corso, le modalità di rilevazione, il grado di copertura del territorio regionale, i progetti in corso, le risorse disponibili. L’incontro ha così fotografato una situazione molto variegata, che tiene conto del lavoro dei Centri anti violenza e di quello di associazioni o altro che si prodigano in quest’ambito. Quel che emerge è che a due anni dall’entrata in vigore della legge regionale di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne la rete veneta delle strutture attivate conta 15 centri antiviolenza, 9 case rifugio e 12 centri di secondo livello. Altri 6 centri antiviolenza sono in via di attivazione nel Padovano, nella Marca e a Chioggia. Complessivamente le strutture che si avvalgono del contributo finanziario della Regione hanno offerto ascolto telefonico a 6 mila persone, incontrato in colloqui di prima accoglienza 1821 donne e ne hanno ospitato 50 (di cui 36 insieme ai loro figli) nelle
Manuela Lanzarin case rifugio e accompagnato in percorsi di reinserimento 77 (di cui 41 con figli minori) attraverso le case di secondo livello. Il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza di genere, saranno ricordate tutte le vittime ma anche il grande impegno di coloro che le aiutano ad uscire dall’incubo in cui vivono loro e, spesso, anche i loro figli. In queste giornate di sensibilizzazione, come
Aism, AssociAzione iTALiAnA scLerosi MuLTipLA, e i notAi ti invitAno A pArtecipAre AgLi inconTri grATuiTi per ricevere risposTe ALLe Tue doMAnde.
PER INFORMAZIONI suglI INCONtRI:
ricordano le volontarie dei Centri antiviolenza, occore “raccogliere l’energia per lavorare tutto il resto dell’anno affinché ogni donna possa esser libera nella propria vita. Libera dalle violenze, ma non solo. Libera di essere Donna, libera di poter esprimere la propria individualità e libera di muoversi in una società dove il rispetto reciproco nelle relazioni intime non sia più messo in discussione”.
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Il Veneto in primo piano 21 1 Venezia L’esperienza dal 1994 del Centro Anti violenza del Comune
Oltre 5000 le richieste di aiuto e 100 le donne ospitate Dispone di 2 case rifugio dove la donna può trovare ospitalità temporanea, anche per i propri figli. Attivo il progetto “Punto di ascolto sos violenza” di Alessandro Abbadir
S
ono più di 5.000 le donne che si sono rivolte nel corso degli anni al Centro Antiviolenza del Comune di Venezia per cercare di uscire da una situazione davvero pesante. La media è di circa 300 donne che ogni anno si rivolgono per la prima volta a questo servizio. Provengono dal veneziano, ma dal resto del Veneto e si rivolgono al Centro autonomamente o inviate da altri servizi, dalle forze dell’ordine, dal Pronto Soccorso o dal proprio medico di base e da associazioni del territorio. Sono oltre un centinaio poi quelle che hanno trovato ospitalità nelle 2 case del Centro o in altre strutture dedicate. Hanno trovato un rifugio temporaneo che ha permesso loro di sottrarsi da una relazione violenta, in cui quasi sempre l’autore di violenza è il partner o l’ex partner. E’ aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15 si trova a Mestre in viale Garibaldi, 155/A all’interno del Centro Donna. Ma chi si rivolge al Centro? “L’età media di chi ha chiesto aiuto all’istituzione di viale Garibaldi a Mestre nel 44% dei casi - spiega la responsabile del
Centro la dottoressa Gabriela Camozzi - è compresa tra i 31 e i 45 anni. Il 68% è di nazionalità italiana, il 29% ha un diploma di scuola superiore, il 19% è laureata, quindi il livello culturale conta poco, ma una particolare incidenza ce l’ha l’aspetto economico, dato che il 50% delle vittime ha un’occupazione part time o a tempo determinato, quindi sicuramente instabile”. Nel
Nella città lagunare l’intero mese è dedicato a iniziative e spettacoli sul tema resto della provincia, tanti comuni si sono impegnati aprendo ad esempio Sportelli Donna come a Mira o centri di ascolto contro la violenza di genere a Noale e Mirano. “Il Centro del Comune di Venezia - illustra Gabriela Camozzi - nasce come manifesta esigenza delle donne del veneziano e delle operatrici del Centro Donna, che pongono all’attenzione degli amministratori locali la
necessità di riconoscere il fenomeno della violenza di genere e di offrire uno spazio di ascolto e accoglienza per le donne che subiscono maltrattamenti e violenza. E’stato per lungo tempo il primo e l’unico esempio in Italia di Centro Antiviolenza istituzionale. Da subito il Centro, ha sentito la necessità di dotarsi di una “Casa ad indirizzo segreto” e nell’aprile del 1995, ha ospitato la prima donna veneziana, per una ospitalità temporanea sicura e segreta. Ancora oggi la casa è aperta e ospita donne e bambini”. Ma non solo. Un’altra casa è a disposizione del Centro dal 2009. Anche questa è sottoposta al vincolo della segretezza. Dispone di dieci posti letto per le donne e per i loro figli minori. Preparatissimo il personale che vi lavora. Lo staff è composto dalla responsabile del servizio “Cittadinanza delle donne e culture delle differenze”, dalla responsabile del Centro Antiviolenza, da 3 operatrici di accoglienza (2 assistenti sociali e una psicologa) e da una educatrice. Con il Centro collabora una cooperativa esterna, per la gestione della casa rifugio e della casa
di secondo livello e del progetto “Punto di ascolto sos violenza”. Ci sono 3 consulenti legali messi a disposizione dal Comune di Venezia. Per aiuto si può chiamare il 1522 “Numero Verde Antiviolenza” attivo 24 ore per 365 giorni all’anno. Per ulteriori informazioni scrivere a: centro.antiviolenza@comune.venezia. Sempre a Venezia il Comune ha deciso
di dedicare l’intero mese ad una serie di iniziative e spettacoli per sensibilizzare la cittadinanza su questo fenomeno. Per tutto novembre infine le facciate di Ca’ Farsetti e Ca’ Loredan sul Canal Grande e la fontana di piazzale Giovannacci a Marghera, saranno illuminate di arancione, colore simbolo della “Giornata internazionale contro la violenza alle donne”
Cenone di San Silvestro 31 Dicembre 2015, inizio ore 21.00 Il Ristorante “Alla Fornace” Vi propone di Festeggiare IL CAPODANNO a tavola accompagnati dal seguente Menù di Pesce: Aperitivo della casa con Salatini, Schiette fritte con polenta Antipasto “FORNACE” di Gamberetti, Polipi con sedano e insalata di mare, Latticini di Seppia, 1/2 Astice al Prosecco Pennette con Salmone e Gamberi Gnocchetti di Natale con Scampetti alla Busara Grigliata di Orata, Coda di Rospo, Scampo Vassoio di Fritto Misto con Polenta Insalatine Miste di Stagione Ananas Fresco al Limone · Gelato Tartufato al Liquore Pandoro con Vino Moscato Sorbetto al Limone · Caffé e Grappe della casa inot, Prosecco, Acqua Minerale
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€ 75 a Persona La serata sarà allietata da musica dal vivo Ci sarà la lotteria ed estrazioni di magnifici premi di Capodanno Brinderemo al Nuovo Anno con Spumante per un augurio sincero di Buon 2016 da parte di tutto lo staff del “RISTORANTE ALLA FORNACE”
La prenotazione avviene presso il Ristorante Info 041 932127 · Cell. 335 5294045 · luigifornace@libero.it www-ristorantealla fornace.com
22 4 Il Veneto in primo piano Scuola Il dibattito a Mira organizzato dall’assessorato alle Politiche educative e il 13 novembre il mondo della scuola è in agitazione ancora una volta contro la legge 107/2015
La riforma che non piace al mondo della scuola Civati e i deputati del Movimento 5 Stelle “bocciano” ancora una volta la Buona scuola: non risponde - sostengono - alle esigenze del mondo della scuola e la getta nel caos
L
a Buona scuola o la scuola alla buona? Insomma la riforma della scuola, la “legge 107/2015”, anche in queste settimane in cui il piano delle assunzioni dei docenti è arrivato alla cosiddetta fase C, quella che interessa l’organico di potenziamento, continua a non convincere tutti e soprattutto molti insegnanti e addetti ai lavori. Questa posizione critica è emersa chiaramente anche lo scorso 10 ottobre, in occasione della serata di confronto e dibattito, organizzata a Mira, dall’assessorato alle Politiche educative del Comune veneziano, cui hanno preso parte, fra i politici, per il Movimento 5 Stelle i deputati Silvia Chimiento ed Emanuele Cozzolino e la cosigliera regionale del Veneto Erika Baldin, l’assessore comunale Orietta Vanin oltre a Pippo Civati, fuoriuscito dal Pd e ideatore della formazione “Possibile”. La contestazione “politica” alla riforma è sul metodo oltre che nella sostanza, a partire, come ha avuto modo di ribadire anche in questa occasione Silvia Chimiento, dall’atteggiamento di totale chiusura del Governo “che ha rifiutato - so-
stiene - un reale confronto soprattutto con gli addetti ai lavori - gli insegnanti - producendo come risultato finale inaspettato ed evidentemente non voluto un processo di aggregazione nella scuola come da tempo non si vedeva contro la riforma stessa, che viene percepita come un attacco non solo alla scuola ma alla democrazia”. Per chi è stata fatta la riforma? Di fatto, sostiene ancora Chimiento, non risponde a quelle che sono le esigenze del mondo della scuola, a partire dalla stabilizzazione dei tanti docenti precari. “Il piano di assunzione è un bluff - dice -: doveva abolire la supplentite e invece ha catapultato la scuola in un gran caos. Delle 148mila assunzioni sbandierate, di fatto ad oggi se ne contano 36mila, di cui 21mila dai pensionamenti e 15mila posti di sostegno, così come previsto ancora dal precedente ministro. Ci saranno le 55mila assunzioni, previste nella fase C, con cui si collocheranno i docenti stabilizzati in una sorta di limbo, costretti ad uno stravolgimento professionale che li porterà ad insegnare
materie per le quali non sono abilitati. Un piano assunzioni, questo, di cui il Governo si è servito per ricattare il parlamento e la società: l’approvazione della riforma in cambio delle assunzioni sbandierate”. Critiche condivise dallo stesso Civati che sono state fra i motivi, ha spiegato il politico, della sua uscita dal Partito democratico e che hanno ispirato anche uno degli otto referendum per i quali a settembre è partita, senza successo peraltro, la raccolta di firme. Si discute della legittimità della riforma anche in Regione Veneto, ha fatto notare la consigliera regionale Erika Baldin, soprattut-
to in merito alle competenze - in materia scolastica - che dovrebbero essere di pertinenza delle Regioni e su cui il Governo vuole con la Buona scuola interferire. La Buona scuola non è però solo un terreno di scontro politico ma rappresenta un contesto entro il quale gli stessi insegnanti fanno fatica a ritrovarsi e che continuano a criticare. Sotto accusa l’eccessivo potere discrezionale in mano ai presidi, i limiti delle modalità di reclutamento degli insegnanti, la solitudine in cui sono lasciati i piccoli plessi con le loro oggettive difficoltà, le modalità con cui viene trattata la formazione dei
Alcuni momenti del dibattito sulla cosiddetta Buona Scuola, il tavolo dei relatori e il pubblico intevenuto docenti, tema quest’ultimo su cui ha invitato a riflettere Antonio Giacobbi, presidente dell’Associazione professionale Proteo Fare Sapere Veneto. I genitori presenti si sono lamentati invece delle classi, cosiddette pollaio, e hanno espresso preoccupazione sulla ideologia gender. Preoccupazione su cui in blocco tutti gli intervenuti hanno rassicurato: sulla Buona scuola si può dire di tutto, ma non v’è traccia dell’intenzione di introdurre questa ideologia gender. Si tratta semmai di un equivoco creato ad arte da alcune associazioni cattoliche oscurantiste.
il COnTenZiOsO Dei DOCenTi COl DiplOMA MAGisTRAle, GiÀ A nOveMbRe ARRivA Al peTTine il nODO Dei RiCORRenTi
L
A novembre esiste il rischio che l’assetto del corpo docente debba essere in parte rivisto
a riforma della scuola varata dal Gover- che quelli ordinari di praticamente tutte le no Renzi rischia di portare con sé una province italiane, con esiti differenti: alcuni profonda spaccatura nel corpo docenti, a magistrati hanno ritenuto di accogliere i ricorlivello regionale e nazionale. Se in provincia si d’urgenza, mentre altri li hanno rigettati. di Rovigo infatti i prof In particolari, a fine che sono ricorsi al giu- I docenti con diploma agosto, è arrivata una dice del Lavoro sono magistrale ottenuto importante pronuncia un centinaio, con varie prima del 2002 chiedono del Consiglio di Stato, tranche di ricorsi, il nu- di essere inseriti nelle Gae; che decidendo su tre ricorsi che riunivano le mero aumenta via via ricorsi in tutta Italia posizioni di circa 1900 che si sale a un ambito docenti ha accolto la richiesta cautelare alla prima veneto poi italiano. La situazione al centro del difficile con- base dei tre ricorsi, fissando poi l’udienza di tenzioso è quella dei docenti che sono in merito al prossimo 1° dicembre. E’ quindi chiaro che già a novembre nella possesso del diploma magistrale, e non della laurea, ottenuto prima dell’anno scolastico scuola esiste il rischio che l’assetto del corpo 2002. Al momento queste figure professio- docente (stabilito a inzio anno scolastico) nali si trovano escluse dalle graduatorie a debba essere in parte rivisto, in modo da conesaurimento dalla quali andare a pescare per siderare, ai fini degli inserimenti in graduatoria, anche quelle posizioni che non erano le stabilizzazioni prestabilite dal Governo. La questione è estremamente comples- comprese nella prima bozza della ondata di sa e ha interessato sia i Tribunali del Lavoro stabilizzazioni.
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L’intervista a LUCA VIAN IMPRENDITORE PER PASSIONE, LEADER PER VOCAZIONE: “I SUCCESSI SI CONQUISTANO A PICCOLI PASSI, GIORNO DOPO GIORNO”
LUCA VIAN
Giovane, entusiasta, ambizioso, motivato e con una lungimiranza che raramente si possiede alla sua età. LucaVian nel parlare di se stesso e dell’azienda si sofferma su quella che in definitiva ritiene la sua forza: la passione per il suo lavoro. Luca Vian, 33 anni, da sempre lavora nel settore edile e ha sempre avuto la passione per le costruzioni, fin da piccolo osservava e viveva da vicino i cantieri degli zii, inizia proprio lì la sua prima esperienza lavorativa a 20 anni. Dopo soli 5 anni, a 25 anni, ha aperto la sua prima società nel settore delle costruzioni. Luca ritiene fondamentale l’esperienza avuta da dipendente, che gli ha permesso di capire tutta la filiera produttiva, ma soprattutto di vivere la squadra dal suo interno, sviluppando una forte sensibilità per le esigenze del gruppo. Qual è la tua giornata tipo? La prima cosa che faccio di mattina è visitare i nostri cantieri, per un confronto con le squadre di lavoro e con i capi-cantiere. Poi mi occupo dell’azienda in senso stretto, quindi in ufficio verifico le esigenze dei miei collaboratori. Nel primo pomeriggio mi occupo della progettazione di nuove iniziative immobiliari e nel tardo pomeriggio fino a sera incontro i clienti.
E nella tua vita personale come incide il tuo lavoro? Un’azienda è come un figlio, solo che non cresce mai. E quindi anche il sabato e la domenica, quando sei a casa, magari con la tua fidanzata, la tua famiglia o i tuoi amici, sei spesso lì con il pensiero… perché lui stà dormendo, ma si può sempre svegliare, può sempre succedere qualcosa. Come motivi il tuo team di lavoro? I miei collaboratori, sono i miei clienti interni, i miei primi clienti. Sanno che siamo un’unica squadra in campo, io studio le strategie, studio gli avversari e cioé il mondo del lavoro in cui ci muoviamo, che oggi è un continuo campo di battaglia. Cerco di condividere l’impegno, le scelte e i progetti perché solo insieme possiamo realizzarli con successo. Sono tutte persone fondamentali, uomini e donne in cui credo fermamente e con i quali quotidianamente sono impegnato a far crescere un clima di fiducia reciproca. Cos’è per te lo “spirito imprenditoriale”? insomma si nasce o lo si diventa? Non tutti lo hanno. Devi essere predisposto, è una passione, una cosa che ti nasce da dentro. Uno lo può anche diventare, se sei nel posto giusto al momento giusto. Poi però il vero imprenditore lo vedi nel momento delle difficoltà come quest’ultima crisi economica. Che consiglio daresti, soprattutto ai giovani che sognano di gestire una propria attività da imprenditori? Innanzitutto è indispensabile avere un progetto di vita e sapere “chi si vuole essere”. Al mattino ci si deve svegliare e chiedersi “Io sono un opportunità per la mia squadra? ‘ È la prima domanda che uno deve farsi. Io credo e cerco di esserlo per loro. Avere le idee chiare è fondamentale per migliorarsi e avere risultati, il primo passo per chi ambisce a diventare imprenditore. E poi non temere di affrontare ostacoli sempre più alti!!
ML Costruzioni: nell associato alla qualità
Luca Vian e Mattia Campagnaro: la storia di s hanno puntato a dare il meglio nel mercato d ML Costruzioni è la storia di un incontro tra due giovani ragazzi, brillanti, ambiziosi e intraprendenti, visionari ma con i piedi per terra, concreti e determinati che sono stati capaci di creare in poco tempo, ma a piccoli passi e con fatica, giorno dopo giorno, una realtà di successo nel mondo dell’edilizia e in quello immobiliare. Provenienti da storie diverse ed ambienti differenti, si sono trovati un giorno a condividere un sogno e da allora non hanno mai smesso di crescere, conquistandosi meritatamente una ottima fama nel loro settore, con riconosciute credenziali negli ambienti in cui si muovono. Incontriamo Luca Vian e Mattia Campagnaro nella sede di ML Costruzioni, a Spinea e da subito traspare la loro grinta e la loro determinazione. Sono due imprenditori giovani, questo è certo, ma con una visione molto chiara del loro percorso professionale, passato, presente e futuro. I telefoni squillano, i ritmi di lavoro, mi confermano, sono incessanti ed incalzanti. Tipico segnale del momento“magico”in cui l’offerta incontra la domanda! I soci Luca Vian e Mattia Campagnaro, con ML Costruzioni, sono particolarmente attivi nel Miranese: Spinea, Salzano, Scorzè, Noale, Martellago, Olmo, Maerne, Mirano e Mestre, ma hanno cantieri aperti anche a Montegrotto Terme e Jesolo. ML Costruzioni è un’impresa moderna, specializzata nella progettazione, costruzione e ristrutturazione di opere civili ed industriali. Realizza inoltre opere di urbanizzazione. Sono in grado infatti di soddisfare le più diverse esigenze di intervento, dal piccolo al grande cantiere. Ed è proprio la sede di Spinea il luogo da cui parte tutto, da cui inizia la progettazione di complessi residenziali dallo stile inconfondibile, quasi lo stile rappresentasse il marchio di fabbrica aziendale. “Il nostro è uno stile rustico
rivisto in chiave moderna - spiega Luca Vian che si occupa personalmente della progettazione - perché questo è lo stile che soddisfa maggiormente il mercato e perché questa è la caratteristica che vogliamo dare al nostro tappeto urbano, nel rispetto dello stesso”. Immobili di design dunque, ma con un occhio sempre molto attento alla comodità ed alla vivibilità. Perché l’aspetto fondamentale oggi è capire bene le esigenze della clientela e tradurle dalla carta del progetto alla realtà dell’immobile. “Il cliente va seguito - continua Luca Vian - ma soprattutto vanno comprese le sue esigenze e le stesse devono essere soddisfatte senza compromessi, perché il cliente capisce bene le differenze costruttive che proponiamo e per questo è ancora più esigente. Seguo personalmente la progettazione, per far sì che tutto sia in linea con le promesse fatte su carta. A distanza di anni riceviamo ancora attestazioni di stima e di apprezzamento da parte di chi ci ha commissionato la costruzione della propria abitazione. Con i nostri clienti - prosegue - parliamo molto, perché siano perfettamente coscienti di quello che vanno ad acquistare, con estrema trasparenza e la massima disponibilità in un rapporto personalizzato”. Altro segnale inequivocabile di serietà e responsabilità è dato dall’esito sempre favorevole dei controlli nei cantieri. “Ci vantiamo - precisa Mattia Campagnaro - di non aver mai avuto sanzioni da parte degli enti preposti alla vigilanza degli stessi”. ML Costruzioni sembra essere quasi una rarità in un mercato immobiliare ritenuto in grande difficoltà. Perché i loro immobili non rimangono invenduti. E ne abbiamo avuto una prova concreta dell’andamento delle loro vendite proprio nell’attesa del nostro incontro, quando Mattia Campagnaro riceveva una telefonata dal socio Luca Vian, che annuncia un ritardo per il protrarsi di una trattativa conclu-
Protagonisti a Nordest
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L’intervista a MATTIA CAMPAGNARO DALL’AZIENDA DI FAMIGLIA ALLA PROPRIA IMPRESA: “L’IMPRENDITORE VINCENTE È COLUI CHE CREDE NELLE SUE IDEE”
l’edilizia ha à il miglior prezzo
successo di due giovani imprenditori che delle costruzioni, design e convenienza. sa con una proposta di acquisto da parte del cliente. “E siamo solo alle 10 del mattino! Il mio socio sa trasferire sicurezza al cliente - unico!!”, scherza Mattia. Ma la realtà è proprio questa, un’impresa che da quando è nata ha sempre aumentato i volumi di fatturato e che, pur con investimenti importanti in fase di start-up, è prossima al break even, con un percorso di crescita “studiato”, fatto di centimetri guadagnati giorno dopo giorno e di successi riscossi grazie anche ai dettagli. È chiaro fin da subito quanto ML sia un’impresa fatta, prima di tutto, di persone, motivate e competenti, in grado di supportare i professionisti e la committenza nelle scelte relative alla realizzazione della loro costruzione. ML è una squadra, nella quale ognuno ha la propria funzione nel raggiungimento dell’obiettivo condiviso. Entrambi i soci concordano nell’identificare nella chiave del loro successo proprio la squadra che hanno creato e sulla quale continuano ad investire. “Quando ci si abitua a lavorare in gruppo con l’obiettivo comune di crescere - spiega Luca Vian - e di “vincere”, si cerca sempre di dare il massimo, in ogni momento della propria giornata. Ed è questa la nostra forza, la forza della nostra squadra, dove tutti siamo coinvolti e dove tutti abbiamo soddisfazioni dal nostro lavoro!”. Quali sono dunque i punti di forza della ML Costruzioni? Una struttura produttiva con personale diretto e moderne attrezzature di proprietà; un’ampia gamma di soluzioni, dalla progettazione alla realizzazione; impegno, affidabilità e riservatezza per ogni iniziativa; monitoraggio dei processi di lavorazione e ottimizzazione dei risultati. In sintesi: specializzazione, organizzazione e controllo. L’azienda in questi anni, nonostante la forte recessione del mercato, è cresciuta anche dal punto di vista del personale e conta oggi
trenta dipendenti. “In questi anni in cui, per ridurre i costi, le imprese tagliano sull’organico preferendo subappaltare le opere, a discapito della qualità e della professionalità, noi, in controtendenza, abbiamo investito nel personale - ci tiene a sottolineare LucaVian - assumendo persone, investendo nella loro formazione e qualificazione professionale. La manovalanza a basso costo non c’interessa. Ci avvaliamo esclusivamente di manodopera specializzata, che proviene dai paesi vicini dove la tradizione del lavoro nell’edilizia è ancora forte e radicata”. “Costruiamo per offrire valore”, dice Mattia Campagnaro. “ML Costruzioni - prosegue si pone come protagonista dello sviluppo urbanistico. Costruiamo per contribuire attivamente allo sviluppo degli standard qualitativi del mercato immobiliare. Costruiamo mettendo le persone al centro dei nostri progetti e le soluzioni intorno alle loro esigenze. Costruiamo grazie alla professionalità dei nostri collaboratori e a maestranze capaci di combinare sapienze antiche e moderne visioni dello spazio”. L’obiettivo di ML Costruzioni è quello di portare nel mercato solo il meglio, ogni giorno, e di renderlo accessibile e conveniente. Sì, perché la qualità in questo caso non è a discapito della convenienza, grazie alla sapiente conduzione delle trattative con i fornitori dei due soci, che contrattualizzano alti volumi di forniture a favore di prezzi vantaggiosi per prodotti della più alta qualità, forniti direttamente dai produttori. “Abbiamo associato - concludono i due soci Luca e Mattia - la qualità dei materiali, delle finiture ed in generale dell’immobile alla convenienza, intesa come miglior prezzo per il tipo di abitazione offerta. Perché vogliamo offrire la massima qualità al miglior prezzo, con lo scopo di dare il meglio nel mercato al giusto prezzo”.
MATTIA CAMPAGNARO
Giovane, intraprendente e rampante, Mattia Campagnaro è cresciuto in un ambiente di imprenditori che operano nel settore Agroalimentare; leader nell’attività di import-export. Nello specifico “Commercio all’ingrosso” dalla grande distribuzione, al grossista nazionale ed estero. Pur continuando nel solco paterno Mattia ha sentito, dopo gli studi, l’esigenza di cimentarsi in altre strade. Ha scelto il campo dell’immobiliare. E poi l’incontro con Luca Vian, dal quale è nata la passione comune di costruire qualcosa assieme, sotto tutti i punti di vista! Perché hai scelto di fare l’imprenditore? Sono cresciuto fra imprenditori, è stata un’eredità acquisita. Non avrei potuto fare altro, direi. Però, pur avendo il mio“posticino”assicurato nell’azienda di famiglia, ho deciso di metterci la faccia in prima persona e ho deciso di rischiare per conto mio. Il modo di gestire l’azienda e di lavorare col mio staff è tutto personale. Non potevo essere una copia di ciò che già esisteva. Com’è lavorare nella società che condividi
con Luca? Non siamo amici d’infanzia. Ci siamo conosciuti un po’ per caso e ben presto abbiamo capito di condividere le stesse ambizioni, gli stessi sogni. E così dopo meno di sei mesi che ci eravamo conosciuti siamo diventati soci in affari. Lavoriamo bene insieme, procediamo con lo stesso passo, in sinergia. Come scegli i tuoi collaboratori? Valutando le qualità personali, non solo le conoscenze e le competenze. Chi ha spiccate qualità può incidere molto e modificare in positivo le dinamiche aziendali. Non mi innamoro dei “guru”del nostro settore, preferisco le persone disponibili e motivate. Fuori dalla tua azienda come sei? Dicono che sei un trascinatore! (sorride) … È sempre pericoloso trascinare o farmi trascinare dagli amici. Diciamo che organizzo le uscite, prendo l’iniziativa. Ai tempi delle scuole si usciva certamente di più. Ora il tempo a disposizione è limitato, così ci troviamo più che altro il fine settimana. È quello il nostro momento di condivisione. E per finire, che consiglio daresti a chi desidera fare l’imprenditore? Innanzitutto di cominciare da un’idea, un obiettivo chiaro in testa. Condividerlo con la famiglia - di solito è così che si comincia - e perseguirlo, credendoci fino in fondo. Chi si ferma, di solito, è perché non ha le idee chiare. Qual è“l’alchimia”di ML? “Fare squadra”, questo è il cuore di ML Costruzioni, investe su fiducia, sulla responsabilizzazione e l’affiatamento, per crescere, migliorarsi e produrre nuove energie.
26 Voci da palazzo
Voci da palazzo 1
Regioni sul piede di guerra “Il Governo decide senza tener conto di chi è virtuoso e di chi non lo è”
Veneto riciclone, eppure un suo inceneritore brucerà rifiuti altrui Consiglio regionale
approvata la legge di riordino delle funzioni provinciali
I cittadini sono virtuosi in fatto di rifiuti eppure il Governo non li premia con la decisione di trasformare il termovalorizzatore di Ca’ del Bue a San Michele veronese in un impianto strategico a livello nazionale
T
di Germana urbani
P
are quasi una beffa. A fine Ottobre il Veneto ha visto Bottacin ha ribadito la volontà della giunta veneta di opconfermato il suo primato: è la migliore regione italia- porsi fortemente al proposito del Governo: “Non ci faremo na per la gestione dei rifiuti urbani. (E il merito va ai imporre da Renzi – ha sottolineato – un impianto che veneti davvero efficienti e attenti nella raccolta differenzia- brucia rifiuti di altre Regioni. Quella del Governo è una inta.) Nonostante questo, pare che non saranno premiati a gerenza inaccettabile e tutte le Regioni sono sulla nostra dovere, anzi. Il Governo centrale sembrerebbe intenzionato stessa linea”. E’ vero, però, che l’impianto individuato dal a procedere con quanto previsto dal decreto “Sblocca Italia” Governo per far parte della rete nazionale degli inceneritori, circa la realizzazione di 12 nuovi impianti di incenerimento e cioè quello di Cà del Bue in provincia di Verona, esiste dei rifiuti a valenza strategica nazionale in 10 regioni, uno già e rientrerebbe comunque tra i tre previsti dalla Regione dei quali dovrebbe essere nel territorio veneto. per il proprio fabbisogno. L’impianto in questione sarebbe Forte dei risultati della nostra regione il Governatore certamente riqualificato e l’unica differenza vera, rispetto ribadisce il suo no a qualsiasi ipotesi di arrivo di rifiuti indi- ai propositi della giunta Zaia, consisterebbe nel fatto che stinti da altre regioni. “E’ un no chiaro – spiega – netto e l’impianto riceverebbe e smaltirebbe i rifiuti di altre Regioni ampiamente motivato. Lo è stato in passato a fronte di altre meno virtuose della nostra. E la nostra è davvero eccellenanaloghe ipotesi, lo è anche oggi. Questa bella pensata te. L’ultimo rapporto sulla “Produzione e Gestione dei rifiuti – incalza Zaia – sarebbe l’ennesimo urbani nel Veneto”, curato dall’Osserschiaffo ai virtuosi e un immeritatissi- L’impianto di Cà vatorio Regionale Rifiuti istituito presso mo ennesimo regalo a chi non ha sa- del Bue rientrerebbe l’Agenzia regionale per la Prevenzione puto o voluto affrontare con raziocinio comunque tra i tre e Protezione Ambientale del Veneto, un problema come quello dei rifiuti, previsti a tutt’oggi conferma il trend positivo della raccolche non è certo un’emergenza nata dalla Regione ta differenziata che si attesta al 65%, ieri ma, purtroppo, la regola in alcuni quasi due punti percentuali in più rispetterritori del Paese”. to all’anno precedente (+1,8) a fronte di una produzione Fino ad oggi, la legge prevedeva che ogni regione fos- complessiva di rifiuti urbani di circa 2.241.000 tonnellate, se o diventasse via via autonoma in materia di gestione in lieve aumento (+1,3%), per 455 kg di produzione proe smaltimento dei rifiuti. Tanto che in Veneto, man mano capite (+1,2%), valore quest’ultimo tra i più bassi d’Italia che la differenziata migliorava, venivano chiuse alcune li- nonostante il Veneto abbia un PIL elevato e registri oltre 60 nee di inceneritori o termovalorizzatori. Anche per questo milioni di presenze turistiche annue. In totale i rifiuti urbani la maggioranza a Palazzo Balbi è concorde con Zaia. Anche avviati a recupero nel 2014 ammontano a circa 1,5 milioni l’assessore regionale alle politiche ambientali Gianpaolo di tonnellate con un aumento del 4,3% rispetto all’anno
In alto l’nceneritore di Cà del Bue (Verona). Sotto da sinistra Luca Zaia, Gianpaolo Bottacin e Stefano Fracasso precedente. Si registra inoltre la diminuzione dei rifiuti urbani inceneriti negli impianti di incenerimento di Padova e di Schio, pari a 188 mila tonnellate annue (-12,5%), e un leggero aumento (+1,9%) del conferimento nelle 11 discariche attive in Veneto, per complessive 128 mila tonnellate. A fronte di tutto questo il Pd, partito del premier Renzi, fatica qui in Veneto a sostenere la linea del proprio segretario nazionale e auspica un’azione più forte su quelle regioni che non sono virtuose come la nostra. “Il no agli inceneritori in Veneto va bene – afferma Stefano Fracasso consigliere regionale del Pd e vice presidente della Prima commissione – ma a patto però che gli obiettivi contenuti nel piano dei rifiuti, frutto degli emendamenti del Pd (76% di differenziata e 420 kg di produzione procapite all’anno) vengano rispettati”. Fracasso evidenzia, inoltre, come “il 44% dei rifiuti in uscita dagli impianti veneti di trattamento meccanico-biologico finiscono fuori regione: il Veneto – sottolinea – esporta circa 200 mila tonnellate all’anno di combustibile solido secondario”. Ed auspica che “il governo commissari le Regioni che non avviano una raccolta differenziata spinta, cosa che peraltro garantisce maggiore occupazione, basti guardare alle 1.300 aziende venete nelle quali lavorano ben 23 mila addetti”.
Ora spetta al Consiglio approvarlo
la giunta ha adottato il piano energetico
L
a regione Veneto, dopo anni di attesa, si sta finalmente dotando di un Piano Energetico Regionale. Il Veneto, infatti, deve garantire che nel 2020 il 10,3% dell’energia termica, elettrica e dei trasporti, complessivamente consumata, derivi da fonti rinnovabili. A stabilirlo è il ‘burden sharing’ che fissa la misura con cui ogni singola Regione deve concorrere al raggiungimento dell’obiettivo nazionale in materia di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, che per l’Italia, in base alla Direttiva europea 2009/28/UE, è fissata al 17% del consumo energetico lordo. Per ora il piano è stato adottato dalla giunta veneta e trasmesso al consiglio per l’approvazione il Piano Energetico Regionale. Un passo che, come ha comunicato l’assessore allo sviluppo economico e all’energia Roberto Marcato “segna un momento importante per quanto riguarda l’energia e l’ambiente”. “Un ulteriore motivo di soddisfazione per me – aggiunge – è che da vicepresidente e assessore all’energia nell’amministrazione provinciale di Padova ho presentato il
primo piano energetico del Veneto. Vedo quindi la presentazione del piano regionale come una sorta di continuità operativa in questo settore. Ora finalmente anche il Veneto avrà il suo piano energetico. Si tratta del documento che delinea lo stato dell’arte in campo energetico e fornisce le indicazioni da adottare, con particolare riferimento agli obiettivi che le Regioni devono raggiungere in materia di fonti rinnovabili, il cosiddetto Burden sharing. Il Veneto farà la sua parte”. Il piano è il frutto di un lavoro di squadra che ha visto la partecipazione attiva di tutti gli attori interessati, dal mondo produttivo a quello delle associazioni ambientaliste, agli enti locali. E’ un lavoro di sintesi che ha accolto molte delle osservazioni che sono state formulate nelle fasi finali della sua stesura. Il piano in lunga parte era già stato presentato alla fine della scorsa legislatura grazie al lavoro dell’ex assessore Massimo Giorgetti e dello staff tecnico che lo ha seguito, consentendone l’aggiornamento e ora la presentazione”. “L’iter – conclude l’assessore Marcato – prevede il
L’Assessore regionale allo Sviluppo economico e all’energia Roberto Marcato passaggio in commissione e l’approvazione da parte del consiglio. Mi auguro davvero che la discussione non sia falsata da posizioni ideologiche ma che contribuisca semmai a miglioralo, arrivando a votare un testo condiviso e utile per la crescita del Veneto”. 10,3% dell’energia termica, elettrica e dei trasporti, complessivamente consumata, derivi da fonti rinnovabili.
utti i dipendenti delle provincie continueranno a fare il proprio lavoro nelle sedi in cui l’anno sempre fatto. A pagare i loro stipendi sarà la regione. Questo in soldoni quanto deciso con il Progetto di Legge n. 67 presentato dalla Giunta per il riordino delle funzioni amministrative provinciali e approvato dal Consiglio regionale , come richiesto dalla Legge “Delrio”. Se, infatti, la riforma Delrio ha confermato in capo alle province una serie di funzioni considerate fondamentali, tra le quali la viabilità, i trasporti, il governo del territorio e l’edilizia scolastica, per tutte le altre funzioni, ritenute “non fondamentali”, tra cui figurano anche cultura, difesa del suolo, sport, servizi sociali e formazione professionale, sono state chiamate a legiferare le Regioni. Il Progetto di Legge elaborato dalla Giunta decreta che tutte le funzioni, fondamentali e non, vengono mantenute in capo alle Province, che potranno continuare a svolgerle con il personale che attualmente se ne occupa. Sarà la Regione a sostenere i costi dei dipendenti delle Province, che continueranno a operare nelle attuali sedi di lavoro. Non vi saranno, perciò, esuberi di personale. Con un emendamento presentato dalla stessa Giunta viene stabilito che tra le funzioni oggetto di riorganizzazione rientrano anche quelle di vigilanza e controllo. La polizia provinciale resterà nella dotazione organica provinciale, in tal mondo conservando la qualità di Ufficiale di Polizia Giudiziaria, che avrebbe perduto se trasferita nei ruoli regionali. Sarà peraltro la Regione a garantire la copertura dei costi anche di questi lavoratori. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge, sarà avviato un percorso di riordino delle società, enti strumentali ed agenzie di Province e Città Metropolitane. Particolare attenzione è dedicata sia alla Città metropolitana di Venezia, sia alla Provincia di Belluno, prevedendo che alla neo costituita città metropolitana potranno, successivamente, essere riconosciute ulteriori funzioni, mentre alla Provincia di Belluno, in ragione delle particolari forme e condizioni di autonomia che le sono state attribuite, vengono riconosciute funzioni ulteriori rispetto alle altre province. Delle spese relative alle funzioni, finanziamenti non superiori a 40milioni di euro annui.
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28 1 Cultura veneta Grande schermo L’ultima pellicola, I sogni del lago salato, ha ottenuto forte apprezzamento sia di critica che di pubblico
Andrea Segre, un regista veneto che parla al mondo intero “Ho scelto di fare cinema perché ha il grande potere di stimolare la riflessione e la discussione tra le persone. Un confronto dal quale possono nascere nuove strategie d’azione sulla realtà” Maria elena pattaro
A
un anno di distanza dall’ultimo documentario Come il peso dell’acqua, il regista Andrea Segre, originario di Dolo, torna al cinema con il nuovo film I sogni del lago salato, ambientato tra l’Italia degli Anni Cinquanta e il Kazakistan di oggi. Il film, uscito a fine settembre, è stato presentato a numerosi festival fra cui quello di Internazionale a Ferrara, quello di Locarno e alle “Giornate degli autori” di Venezia, ottenendo l’apprezzamento sia del pubblico, sia della critica per la sensibilità con cui il regista riesce ad accostarsi ai temi sociali più delicati. Infatti, fin dal suo debutto sul grande schermo, avvenuto nel 1998 con il film Lo sterminio dei popoli zingari, Segre si è dedicato all’emarginazione etnica e culturale. Stavolta l’occhio della sua macchina da presa si è concentrato su luci e ombre di un paese che sta attraversando un rapido sviluppo economico. “In Kazakistan cercavo la voglia di perdermi in una dimensione spazio-temporale priva di punti di riferimento precisi, in modo da seguire il filo dei pensieri e degli interrogativi esistenziali suscitati da uno spazio senza confini. Immergendomi nella vastità dell’orizzonte kazako, ho girato un film costruito attorno ai sogni e alla crescita economica”. In che cosa si assomigliano l’Italia degli Anni Cinquanta e il Kazakistan di oggi? “La somiglianza sta nella fiducia che entrambi i paesi hanno riposto nella crescita economico, una fiducia talmente cieca da nascondere le possibili conseguenze negative di uno sviluppo che sacrifica la sostenibilità umana al mito del benessere. Un tratto concreto che unisce lo sviluppo economico dei due paesi è la presenza dell’Eni. L’Azienda, che ha contribuito al boom
italiano nel secondo dopoguerra, è attualmente uno dei maggiori protagonisti dell’estrazione di petrolio e gas in Kazakistan. Questo collegamento è sicuramente un aspetto importante, ma l’intento del film va oltre la realtà geografica dei due paesi, proponendo e suscitando riflessioni esistenziali sul senso della vita e sul peso dell’economia: a quali valori dobbiamo dare importanza? Quali sono i costi dello sviluppo? Da che cosa dipende la qualità della vita?”. Come avviene la distribuzione dei film non di cassetta e come si potrebbe avvicinare il pubblico a questo tipo di opere? “La diffusione dei film non di cassetta avviene attraverso l’impegno di sale coraggiose che fanno la scelta del cine-documentario, a differenza dei grandi mercati di distribuzione che preferiscono invece i film di intrattenimento. Credo che la gente non vada a vedere i documentari perché non è abituata a farlo, ma se conoscesse di più questa realtà, probabilmente la apprezzerebbe. Negli ultimi tempi, però, si sono registrati dei cambiamenti significativi: sta aumentando, infatti, il pubblico dei cine-documentari. Il mio ultimo film, per esempio, è stato proiettato in trenta sale raggiungendo i 10.000 spettatori nell’arco di un mese”. Quali sono i punti di forza e quali invece gli svantaggi di un film-documentario rispetto ad un film di finzione? “Il cinema documentario è un linguaggio che riesce a creare delle sinergie inaspettate tra la rappresentazione e la realtà, perché fornisce l’occasione di incontrare persone da raccontare. Secondo me offre una libertà maggiore perché si è coautori delle cose che succedono realmente, invece il rischio della finzione è quello di non
essere abbastanza credibile. Io ho sempre lavorato su entrambi i versanti, tentando di intrecciare i due generi, in modo da arricchirli attraverso lo scambio reciproco2. Perché ha scelto proprio il cinema come forma di espressione e di sensibilizzazione? “Ho scelto il cinema per trasmettere dei valori, attraverso una forma di comunicazione che sento vicina alla mia sensibilità. Sulla scia di questa convinzione ho deciso di intraprendere la strada di regista, con la
La mostra Rivelazione a Pordenone
sCOpeRTO un GRAnDe ARTisTA MOnTAnARi. AsseDiO AllA fORMA
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ualche genio viene scoperto solo dopo la morte, qualche altro solo in tarda età. Questo è il caso di Montanari, un pittore il cui talento è rimasto segreto fino a pochi anni fa e solo perché lui, l’artista, ha voluto che fosse così. Ma oggi gli amanti della grande arte hanno la possibilità di conoscere la sua opera grazie ad una antologica promossa dal Comune di Pordenone, in assoluto la prima organica esposizione in Italia del lavoro di Pordenone Montanari. La mostra, che rimarrà aperta sino al 17 gennaio, si svolge su una doppia sede: la Galleria “Harry Bertoia” dell’Amministrazione comunale e la sede direzionale di FriulAdria, che ha messo a disposizione cinque grandi spazi che si affacciano su piazza XX Settembre, dove sono esposte alcune tele di grande formato a testimoniare la produzione più recente dell’artista. Lui ha quasi ottant’anni e da un quarto di secolo si è totalmente sottratto al mondo. La sua vicenda ricorda quella della fotografa statunitense
Vivian Maier, nei termini analoghi di scoperta tardiva, e per certi versi fortuita, di una attività artistica di grande spessore condotta lungo un’intera esistenza. Nel caso di “Pordenone” Montanari, a scoprirlo e a restare abbagliato dalla sua arte è stato un imprenditore indiano, nel 2007; a proporlo all’attenzione del grande pubblico un ampio ed entusiastico articolo in cui The Observer, annunciando la prima esposizione delle sue opere a Londra (2010), ne ha svelato la storia e ne ha celebrato il lavoro. Quello dell’Observer è stato capofila di tanti successivi pronunciamenti della grande critica internazionale, che non ha lesinato i giudizi molto positivi su un artista sino a pochi mesi prima pressoché ignoto, essendosi ormai persa memoria delle sue mostre in alcune Gallerie milanesi negli anni ottanta. Per Edward Lucie-Smith, il critico intervistato dal grande quotidiano britannico a margine della mostra del pittore da lui curata all’Istituto Italiano di Cultura a Londra, “Montanari è un artista
unico, che scardina la storia convenzionale dell’arte postbellica italiana”. “Le nature morte – aggiunge – fanno venire in mente Cézanne e Braque”, mentre gli elementi picassiani e i tratti riecheggianti Francis Bacon che emergono dalla sua pittura si manifestano con caratteri di forte originalità, “in maniera che ancora non avevamo visto mai”. Molti dei dipinti sono caratterizzati da figure che contengono altre figure e riflessi nello specchio. Lucie-Smith in proposito ha detto: “Il messaggio è chiaro: ciò che sembra la rappresentazione oggettiva della realtà va invece letta come specchio della dimensione mentale dell’artista”.
consapevolezza che non tutti i film si imprimono allo stesso modo sulla realtà contemporanea. Le opere che esprimono le tensioni in corso incidono maggiormente la coscienza del pubblico, offrendogli l’occasione di interrogarsi sul mondo in cui è immerso. Il cinema infatti ha questo grande potere: stimolare la riflessione e la discussione con gli altri, e da tale confronto possono nascere nuove strategie d’azione sulla realtà”.
Competenza, passione e coerenza nelle nostre iniziative, le tre parole che riepilogano in modo chiaro ed inequivocabile ML Costruzioni, prima di tutto una azienda fatta di persone, il nostro capitale più prezioso sul quale posare il nostro progetto.
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Una Volterra dal cuore Genuino Il suo cognome fa Del Duca e da giovane faceva il Carabiniere Della città prima etrusca e poi romana famosa per le sue balze, le sue rocche e per l’arte antica dell’alabastro è stato uno dei pionieri del turismo
di Renato Malaman
“S
ono convinto che Volterra ci possa riservare qualche altra scoperta archeologica importante, magari un anfiteatro”. Genuino Del Duca volge lo sguardo all’orizzonte, guarda le balze e scuote la testa, quasi a dire: qui sotto c’è qualcos’altro che gli Etruschi e i Romani per oltre duemila anni ci hanno voluto celare. Poi riprende a cercare chiocciole nel suo giardino, a capo chino, con pazienza, rimuginando pensieri. Genuino, di nome e di fatto, non è un sensitivo, ma ama così tanto il suo territorio di adozione (lui è nato nel Teramano, a Basciano, ma a Volterra ci è arrivato poco più che adolescente con la divisa dell’Arma cucita addosso) che ne percepisce anche i palpiti più nascosti, pure quelli sotterranei. Ha costruito il suo piccolo paradiso in quel prezioso e fragile anfiteatro naturale che è il parco delle balze di Volterra, fatto di spettacolari dirupi, ardite creste, fianchi mozzafiato e desolanti bagliori. Il tutto creato nell’argilla e nell’arenaria dall’erosione del tempo. Genuino Del Duca, classe 1953, è uno dei pionieri del turismo a Volterra, lo è diventato per una vocazione innata (un talento naturale, direbbe qualcuno) e oggi di questo territorio dalle caratteristiche uniche ne è diventato ambasciatore e, quando serve, anche cicerone. In centro, a pochi passi da Piazza dei Priori, Genuino ha aperto nel 2001 il ristorante Del Duca, nel giudizio delle guide da anni il migliore di Volterra, mentre tra le balze ha costruito pietra su pietra l’agriturismo Marcampo, trasformando in tre anni di duro lavoro i ruderi dell’omonimo podere in un luogo di ospitalità, semplice ma curato. Una dimora rurale gettonatissima fra gli stranieri che prenotano on line o per effetto del passaparola. Un piccolo eden completato da cinque
ettari di vigneto di nuovo impianto, Merlot e Sangiovese, che regalano ogni anno vini schietti e di qualità crescente. Perché l’arte del vino si apprende anno dopo anno, meditando sulle imperfezioni. Se l’azienda Marcampo oggi ha chiuso il cerchio (ristorazione, ospitalità e prodotti tipici) lo si deve anche alla moglie Ivana (pure lei nativa di Basciano) e alla figlia Claudia che, a differenza del fratello che ha scelto di sviluppare la sua carriera a Milano, dopo la laurea in lingue ha deciso di dedicarsi all’accoglienza nell’agriturismo di famiglia. Un lavoro di cui si è innamorata. La storia di Genuino Del Duca è emblematica. La prova vissuta che talvolta scom-
mettere sul futuro, forti soltanto dall’avere in tasca un po’ di coraggio e tanta passione, può dare dei risultati sorprendenti. Il segreto è credere davvero che il “petrolio” dell’Italia è il turismo, ovvero le bellezze e le bontà di cui il paese è ricco. Un patrimonio da valorizzare con iniziative imprenditoriali nuove, create con fantasia, meglio se basate sui valori dell’ecosostenibilità. Quando all’improvviso Genuino Del Duca decise che la carriera nei Carabinieri non faceva più per lui scelse di aprire un ristorante, il Vecchio Mulino a Saline di Volterra. “L’inizio fu disastroso” ricorda l’imprenditore “ci trovammo con talmente tante prenotazioni a Pasquetta che andammo in panico”. Confessa che
Turismo 31 3 sÌ, viaggiare
NELLA FOTO D’APERTURA GENUINO DEL DUCA, IL CENTRO STORICO DI VOLTERRA, LA BADIA A PICCO SULLE BALZE E PIAZZA DEI PRIORI. NELLA PAGINA ACCANTO: DEL DUCA CON LA FIGLIA CLAUDIA NELLA NUOVA CANTINA E NEL RISTORANTE-ENOTECA DEL DUCA CON LA MOGLIE IVANA, UN PIATTO A BASE DI CINGHIALE, L’AGRITURISMO MARCAMPO, IL PAESAGGIO DELLE BALZE. PIÙ SOTTO: PALAZZO DEI PRIORI, LA CITTÀ E IL PAESAGGIO CIRCOSTANTE sono stati soprattutto gli errori a insegnargli la strada da seguire. “Basta non arrendersi” aggiunge “e mantenere la rotta”. Scoprire Volterra insieme a lui è un’esperienza che ti prende, perché oltre a decantare le straordinarie bellezze storicoartistiche della città (dal Palazzo dei Priori, al Duomo, al teatro romano) o spiegarti con minuzia i segreti dell’arte dell’alabastro ereditata dagli Etruschi, Genuino Del Duca rivela anche i punti deboli della città. Dalla cronica mancanza di parcheggi (che talvolta scoraggia i visitatori, al punto da costringerli a tornare indietro) ai limitati orari di apertura di certi luoghi di interesse turistico. Questione di mentalità. Per lui tutto questo è inconcepibile perché una città bella come Volterra, il cui profilo dominato dalla fortezza è inconfondibile e si coglie da molto lontano, dovrebbe essere organizzata a misura di ospite. Sempre, tutto l’anno. Etruschi prima, Romani poi e le signorie medievali in seguito ci hanno regalato un patrimonio unico. Irripetibile. Genuino Del Duca è stato fra quelli che l’hanno preso in consegna quasi per caso. Ha imparato l’arte dell’accoglienza, ha imparato a fare della ristorazione seria recuperando un luogo magico, si è preso i diplomi Ais e Fisar da sommelier, ha partecipato ad eventi fuori Volterra per
“esportare” la buona immagine della città e della sua azienda. E’ diventato anche agricoltore, “muratore”, tecnico, per costruire il suo agriturismo, complesso che è anche un contributo al miglioramento del paesaggio volterrano. Ma gli piace fare anche il “grillo parlante” nei confronti di chi amministra il Comune, trovando puntualmente tante pecche da eliminare. Ascoltare i suggerimenti di chi come lui vive la città come la propria casa aiuta a migliorarla. Volterra ringrazia.
Ristorante, poi agriturismo e cantina l’imprenditore fai-da-te e “cicerone” crede nel territorio che ama valorizzandolo in tanti modi ed è convinto che sotto terra si celino altri tesori da scoprire
32 1 Concerti e non solo in veneto eventi 1153
pagina a cura di graziano edi corazza
mestre Mestre - Teatro Toniolo giovedì 3 dicembre 2015 ore 21:00
gino & michele - passati col rosso
C’è sempre una prima volta. Quella di Gino & Michele arriva al quarantesimo compleanno della coppia, la G&M più longeva della storia dello spettacolo... Mestre - Teatro Corso venerdì 18 dicembre 2015 ore 21:15
Baz il ritorno
Dopo un anno di “fermo biologico”, Baz torna con uno show innovativo e coinvolgente ricco di monologhi, canzoni, personaggi e tutto ciò che lo rende un artista unico nel suo genere. Uno spettacolo pieno di sorprese e di colpi ... Mestre - Teatro Toniolo sabato 19 dicembre 2015 ore 21:00
saBina guzzanti come ne venimmo fuori
Ci troviamo nel futuro. Un futuro finalmente armonico e civile, dove il denaro è tornato ad essere semplicemente un mezzo. Una donna, SabnaQƒ2, sale sul palco tremolante, emozionata per l’incarico che le è stato affidato. Al RivOlTA Di MARGHeRA 21 novembre 2015
la tempesta duB con melloW mood, forelocK & araWaK
28 novembre 2015
altavoz
5 novembre 2015
la tempesta al rivolta con teatro degli orrori, aucan, management del dolore post operatorio, Bachi da pietra, garrincha sound sYstem
roncade (tv)
padova Al GRAn TeATRO GeOX Di pADOvA 27, 28, 29, novembre 2015 Gran Teatro Geox padova
27 novembre 2015 Roncade - new Age
4 dicembre 2015 Arena di verona verona
3 dicembre 2015 Roncade - new Age
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5 dicembre 2015 Gran Teatro Geox padova
renzo arBore e l’orchestra italiana 13 dicembre 2015 Gran Teatro Geox padova
christmas gospel choir 18, 19, 20 dicembre 2015 Gran Teatro Geox padova
romeo e giulietta – ama e camBia il mondo 25, 26, dicembre 2015 Gran Teatro Geox padova
arturo Brachetti in Brachetti che sorpresa
27 dicembre 2015 Gran Teatro Geox padova
WinX cluB - musical shoW
31 dicembre 2015 Gran Teatro Geox padova
gran capodanno con ale&franz
rovigo provincia fino al 19 dicembre
13° rassegna antichi organi del polesine
Domenica 22 novembre presso la Basilica di San Bellino, l’organista della Cattedrale di Trento Stefano Rattini, noto improvvisatore italiano, con l’esecuzione di un programma variegato valorizzerà la tavolozza sonora dell’ottocentesco organo creato dai fratelli veneziani Bazzani. Sabato 28 novembre doppio appuntamento anche a Porto Viro, nella chiesa di San Bartolomeo. La marchigiana Federica Iannella, nuova docente d’organo al Conservatorio “Buzzolla” di Adria, al mattino porterà i ragazzi della scuola media “San Domenico Savio” alla scoperta dell’antico organo di Gaetano Callido datato 1787. Nel concerto serale la Iannella presenterà al pubblico musiche di autori barocchi italiani e tedeschi, oltre ad interessanti brani del compositore marchigiano Giovanni Morandi, molto amico di Gioacchino Rossini, che, nelle Marche, ebbe a disposizione molti strumenti costruiti dal celebre organaro Gaetano Callido, nativo di Este. Sabato 19 dicembre nel Comune di Porto Tolle, in località Ca’ Venier, il giovane organista vercellese Giorgio Guilla, nella Chiesa dedicata a S. Nicolò Vescovo, si esibirà all’organo costruito da Giacomo Bazzani nel 1887, proponendo un programma natalizio di soli autori italiani del periodo compreso tra il XVII e il XIX secolo.
mr oizo
eagles of death metal
12 dicembre 2015 Roncade - new Age
Buio
19 dicembre 2015 Roncade - new Age
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14 gennaio 2016 Roncade - new Age
suBsonica
sguardo a nordest 6-7 dicembre 2015 - Teatro nuovo Giovanni da udine
arturo Brachetti – “Brachetti che sorpresa” In “Brachetti che Sorpresa!”, Arturo Brachetti, il più grande trasformista al mondo, viene catapultato in un grande videogame in cui incontra personaggi stravaganti tra cui il misterioso 328328 che, come un moderno Virgilio, lo accompagnerà attraverso varie prove alla ricerca della valigetta rossa perduta.
21 dicembre 2015 - politeama Rossetti di Trieste
mario Biondi – “BeYond tour” Il “Beyond Tour”, nuovo progetto live di Mario Biondi è pronto a conquistare l’Italia tra novembre e dicembre, uno spettacolo in cui l’artista presenterà dal vivo il suo nuovo disco di inediti, “Beyond” appunto, e tutti i suoi più grandi successi, in un imperdibile viaggio in musica, tra sonorità soul e funky.
21 dicembre 2015 - Teatro nuovo Giovanni da udine 22 dicembre 2015 - politeama Rossetti di Trieste
harlem gospel choir L’Harlem Gospel Choir, primo coro gospel d’America e da più di 25 anni sulle scene musicali internazionali è il grande protagonista del doppio appuntamento con la musica e la solidarietà del CONCERT FOR LIFE 2015.
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SICUREZZA SUL LAVORO
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Gli obblighi fondamentali dei lavoratori nell’ambito della sicurezza nel lavoro
Entro il 16 dicembre il saldo Imu e Tasi
M
Dott. federico valentino cesarin
E
’ stabilito chiaramente dalla legge che ogni lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza e salute e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui possono ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni , conformemente alla sua formazione e alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro. I lavoratori devono osservare scrupolosamente le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro,o da suoi preposti, ai fini della protezione collettiva e individuale, devono utilizzare correttamente i macchinari, le apparecchiature, gli utensili e le sostanze pericolose, i mezzi di trasporto e le altre attrezzature di lavoro, nonché i dispositivi di sicurezza adoperando in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione i DPI (occhiali, mascherine.,scarpe,guanti.....) e in caso di usura segnalare immediatamente al datore di lavoro o al preposto le deficienze dei mezzi e dispositivi nonché le altre eventuali condizioni di pericolo di cui vengano a conoscenza, hanno l’obbligo di adoperandosi direttamente in caso di urgenza per eliminare o ridurre tali deficienze o
pericoli . Un altro obbligo previsto dalla legge che prevede anche delle sanzioni disciplinari (sino al licenziamento) è quello di sottoporsi ai controlli sanitari previsti nei loro confronti e ai corsi di formazione e addestramento per la sicurezza. Concludendo al di là delle sanzioni anche penali previste in alcuni casi è fondamentale che nelle imprese si crei un team unico tra lavoratori e datore-dirigenti, per favorire un ciclo di miglioramento continuo sulle tematiche salute e sicurezza, un vantaggio competitivo di successo imprenditoriale. Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a diritti@lapiazzaweb.it
si è visto assegnare in sede di separazione la casa coniugale), nonché l’utilizzatore in caso di leasing. La sola TASI va pagata anche da chi occupa per più di sei mesi un immobile con un contratto di locazione: in questo caso bisognerà verificare quale sia la quota a carico dell’inquilino stabilita dal Comune. Tra le varie situazioni particolari, ne segnaliamo alcune: a) nel caso in cui la casa sia intestata a un anziano che è stato ricoverato in casa di riposo, è necessario verificare se il Comune ha previsto una qualche agevolazione per tale situazione; b) in caso di coniugi non separati e in presenza di residenze distinte in due unità immobiliari ubicate nello stesso Comune, solo una delle due potrà essere considerata abitazione principale; c) in caso di immobili inagibili oppure locati a terzi con contratto agevolato, che possono godere di una riduzione delle imposte, spesso i regolamenti comunali chiedono che venga presentata entro una determinata scadenza una comunicazione di richiesta della riduzione; d) i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano locati, sono esenti da IMU. Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a diritti@lapiazzaweb.it
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diritto privato
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entre prosegue la discussione parlamentare che dovrebbe portare alla abolizione dal 2016 della tassazione sulla “prima casa” non di lusso, è in scadenza al 16 dicembre 2015 il termine per il versamento a saldo per il 2015 di IMU e TASI. Per eseguire il calcolo delle imposte da versare è necessario procurarsi una serie di dati: tra questi la rendita catastale degli immobili posseduti (è utile in questo caso una visura del “Catasto”), compresi i terreni agricoli, che sono sicuramente esenti solo se ubicati in zone riconosciute per legge “di montagna”; le aliquote e le detrazioni deliberate dal Comune; il periodo di possesso nel corso dell’anno, tenendo conto di eventuali acquisti e vendite; l’uso che si è fatto dell’immobile (abitazione principale, sfitto, locato a terzi ecc.); l’importo versato in acconto nel corso del 2015. Nel caso di aree fabbricabili, è necessario determinare un valore “di mercato” sul quale calcolare le imposte, eventualmente affidandosi a un esperto per la valutazione, al fine di evitare accertamenti e sanzioni da parte del Comune. Obbligato al pagamento è il proprietario, oppure chi è titolare del diritto di concessione, usufrutto, uso, enfiteusi, superficie o abitazione (ad esempio il coniuge rimasto vedovo oppure il coniuge che
fiscalita’, norme e tributi
a cura di A.P.I.V.
La mediazione e la conciliazione fiscale
I nuovi reati tributari 2015
L
fine Ottobre è entrato in vigore il nuovo D.lgs. e 6 mesi a un massimo di 4 anni di reclusione) e alzata la 158/2015 che modifica significativamente il sistema soglia di punibilità da 30 a 50.000 euro di imposta evasa. dei reati tributari riformulando alcune fattispecie e Stessa pena e stessa soglia di punibilità nel caso di omessa presentazione delmod. 770 (sostituti d’imposta). introducendone di nuove. Non si considerano omesse le dichiarazioni presentate Per quanto riguarda i delitti di Dichiarazione Fraudolenta, la condotta tipica viene allargata anche ai soggetti non entro 90 giorni dalla scadenza del termine. Ma non vi sono solo “dolenti note” nel Decreto appena obbligati alla tenuta delle scritture contabili, sono descritte in maniera più dettagliata le possibili modalità esecutive entrato in vigore. Significativi sono, infatti, gli innalzamenti del delitto, viene precisato che le sottofatturazioni non delle soglie di punibilità previste per l’omesso versamento costituiscono un mezzo fraudolento e sono innalzate le delle Ritenute (la soglia passa da 50 a 150.000 euro) e per l’omesso versamento Iva (che passa da 50.000 a soglie di punibilità riferite agli elementi attivi non dichiarati. Ampiamente modificata e’ anche l’ipotesi di 250.000 euro). Non saranno punibili le ipotesi di omesso Dichiarazione infedele, in cui, oltre ad un innalzamento versamento e di compensazione con crediti non spettanti in sensibile delle soglie di punibilità (da 50.000 euro a caso di pagamento integrale dei debiti tributari prima della 150.000 euro per singola imposta e da 2 a 3 milioni di dichiarazione di apertura del dibattimento e non saranno elementi attivi sottratti all’imposizione), si escludono punibili le ipotesi di dichiarazioni infedele e di omessa da rilievo penale i costi indeducibili o non inerenti se presentazione nel caso in cui il pagamento avvenga entro realmente sostenuti, la violazione dei criteri di competenza il termine di presentazione della dichiarazione relativa al e le valutazioni di elementi attivi e passivi oggettivamente periodo di imposta successivo. Approfondiremo il tutto esistenti se inferiori al 10% rispetto a quelle ritenute corrette. nell’articolo del mese prossimo. Viene innalzata la pena per la Omessa dichiarazione Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a diritti@lapiazzaweb.it relativa ad Imposte Dirette ed IVA (da un minimo di 1 anno A.P.I.V. – Associazione Piccoli Imprenditori, artigiani e lavoratori autonomi delle Venezie Centro CAF - Consulenza Commerciale, Tributaria, Contabile e Creditizia - Amministrazione del Personale – Successioni Sede: 30030 Martellago (Ve), P.zza Vittoria 97 - Info: apivtrieste-confesercentipartner@yahoo.it - Cell: 348.3161877
Avv. Alberto FErri
’avviso di accertamento è l’atto con cui il Dal punto di vista burocratico, la domanda di fisco notificata formalmente la contestazione mediazione va effettuata insieme al ricorso al giudice al contribuente. Una volta ricevuto l’avviso il tributario e notificata all’ufficio competente: in questo contribuente se ritiene infondata la contestazione può modo, se la mediazione non dovesse andare a buon chiedere di accedere alla mediazione oppure fare ricorso fine, si procede con il giudicio. Ricorrere alla mediazione al giudice tributario; si può addirittura pagare le somme può rivelarsi una mossa utile per il contribuente, perché richieste beneficiando di una riduzione delle sanzioni ad viene applicata in automatico una riduzione della un terzo riducibili ulteriormente ad un sesto del minimo sanzione del 60%. Inoltre, l’esito della mediazione a determinate condizioni. potrebbe anche prevedere uno “sconto” sulla somma Nelle controversie con il fisco vale un principio da pagare a saldo dell’imposta dovuta al fisco. generale: se il valore della lite non supera i 20.000 Se la mediazione non va a buon fine, la parte che euro, prima di finire davanti al giudice, è comunque poi perde la causa davanti al giudice sarà condannata obbligatorio tentare la cosiddetta mediazione tributaria. a pagare il 50% in più delle spese, come rimborso Ciò per tutti gli atti notificato a partire dal 1° aprile delle precedenti spese di mediazione. A processo in 2012, tra cui: avvisi di accertamento, avvisi di corso, si può comunque tentare la conciliazione, quale liquidazione, provvedimenti che comportano sanzioni, ultima spiaggia per la risoluzione bonaria della lite. iscrizione a ruolo delle somme. Non possono, invece, Quest’ultima può essere avviata sia su iniziativa delle essere oggetto di mediazione, tra gli altri, le liti di valore parti sia dallo stesso giudice. In caso la conciliazione superiore a 20.000 euro e di valore indeterminabile, gli vada a buon fine, il pagamento del debito da parte del atti che non sono stati emessi dall’Agenzia delle entrate contribuente deve avvenire entro 20 giorni dalla data e quelli notificati prima del 1° aprile 2012, le cartelle del verbale di conciliazione, con una diminuzione del 60% delle sanzioni previste. esattoriali e gli atti degli agenti della riscossione. Studio legale Avv. Alberto Ferri - Tel. 041 540 2655 – avv.ferri@gmail.com Piazza Vittoria, 97 – Martellago (Ve)
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L’Editoriale BREVI RIFLESSIONI SUL RAPPORTO MEDICO PAZIENTE dott. giovanni leoni* nizia con questo articolo la collaborazione dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Venezia con “la Piazza” il giornale free press più diffuso del Veneto , un mensile d’informazione locale, recapitato – per primo in Italia – attraverso una distribuzione dedicata e poste italiane a oltre 260.000 nuclei familiari e attività commerciali, nelle sue 15 edizioni venete. Il tutto nell’adeguamento della comunicazione medico-paziente, utente, cittadino, che, pur nel rispetto dei differenti ruoli è la forma più intima e delicata della comunicazione fra persone, quella più segreta e sofferta. In fondo a nessuno fa piacere di dover dimostrare di aver bisogno, di dover ammettere la propria debolezza, la propria necessità, peggio ancora se ad essere malato è un bambino, un anziano, un “diversamente abile”. Mi riferisco al primo incontro fra sconosciuti in un ambulatorio o in un pronto soccorso, in una corsia di ospedale. La pressione del bisogno del dolore da una parte la risposta del medico dall’altra , in mezzo il fattore tempo e la comunione del linguaggio. al momento non più così scontata - mi riferisco alla percentuale di stranieri - ricchi e poveri - turisti con l’assicurazione e immigrati con l’amico che fa da interprete in un inglese o italiano improbabili, con cui ci si rapporta sempre più di frequente. Già, i medici, che vanno sui giornali o in televisione, perchè fanno il grande intervento o perchè fanno il morto, mentre la quotidianità che è fatta di innumerevoli piccole realtà risolte positivamente differenti per storia ed importanza non fa notizia lo so, ma appartengono alla reale vita vissuta. Così se mi fermo un attimo ed osservo con sguardo distaccato la vita dei miei colleghi e degli infermieri in un ambulatorio gremito di voci e persone, se vado in Pronto Soccorso per una consulenza e cerco il paziente che mi sembra più grave tra quelli in attesa sulle barelle con il parente sfinito in piedi a lato che aspetta da chissà quanto, se osservo il piccolo corteo in avvicinamento che contraddistingue il nuovo ricovero in una corsia di ospedale, i più distinti col trolley ma molti ancora con “i sacchetti”, mi ritrovo a pensare a come è progressivamente cambiata l’interazione fra questi due universi pazienti e parenti da una parte, medici ed infermieri dall’altra, ed al primo posto metto il fattore tempo. Continua nella pagina seguente *Presidente oMCeo Provincia di Venezia
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Un buon rapporto fra medico e paziente rende più efficace la terapia La x Retinopatia diabetica Continua a pag. 40
xChi dorme tanto è un genio
Cataratta x e Lenti Bifocali: novità! Continua a pag. 40
Continua a pag. 40
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L’intervento
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L’opinione BREVI RIFLESSIONI SUL RAPPORTO MEDICO PAZIENTE segue dalla prima pagina dell’inserto salute
S
di Dott. giovanni leoni*
ull’ importanza del tempo nella relazione di cura troverete svariate pubblicazioni , ma io mil limiterò all’ assunto che il tempo è “tiranno” ma anche “galantuomo”. Il tempo di attesa per una visita, aumentato anche per la diminuzione degli specialisti disponibili a farle visto che i medici continuano ad andare in pensione ma vengono sostituiti con il contagocce e sono assunti anche in proporzione ai letti ospedalieri da seguire , che vengono progressivamente sempre ridotti. E’ vero che il progresso della medicina ha spostato molte prestazioni in attività ambulatoriale o di Day Hospital o di Day Surgery ma esistono degli incarichi fissi come servizio di guardia o reperibilità per le urgenze che restano ineludibili e finiscono divise sempre per meno sanitari e la loro qualità di vita precipita. L’attività del medico di medicina generale in questi ultimi anni è legato a doppio filo con il progresso informatico , ma la condivisione dei programmi resta lontana e le linee sono spesso inadeguate al carico sempre crescente di flussi di dati da e per lo studio del professionista ed il tutto si tramuta per il paziente nell’attesa a guardare un medico che guarda un monitor, perchè la maggior parte dei processi avviene in remoto collegandosi ad altri computer centrali che devono dare le adeguate risposte. Il tempo è galantuomo perchè l’intimità del medico resta quella di un ragazzo di scuola che ha deciso per la sua vita di studiare e lottare per arrivare a curare il prossimo , di mettersi a contatto con la sofferenza ed il dolore fisico e psichico dello sconosciuto di turno o di far parte per la vita di una famiglia o di esserne il dentista di fiducia. Qualsiasi sia il ruolo medico per fortuna nella stragrande maggioranza dei casi la gente capisce ed apprezza ed i casi isolati di inadeguatezza alla professione feriscono la categoria subendo l’amplificazione dei media tipica dei tempi, ma non possono scalfire quello che resta alla fine un rapporto di fiducia far persone che può consumarsi in un incontro in corsia per un ricovero d’urgenza in una notte di guardia o in un rapporto di una vita con il proprio medico di fiducia. Mai come in questi momenti i medici hanno bisogno dell’apprezzamento e della riconoscenza dei pazienti, certo devono sapersela meritare ogni giorno, ma è sempre stata e sempre sarà la loro loro più grande motivazione e consolazione per resistere alle pressioni burocratiche economiche e legali che li assediano sempre più da vicino e cercano di condizionarli nel loro lavoro. Cari saluti a tutti *Presidente oMCeo Provincia di Venezia
Siamo felici davvero se stiamo bene per collaborare all’inserto la piazza salute contattare
DECRETO SULL’APPROPIATEZZA: 208 PRESTAZIONI A RISCHIO UN PROGETTO CHE PARTE DA ROVIGO di francesco Noce*
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er limitare la prescrizione di esami e accertamenti diagnostici ritenuti inutili o quantomeno superflui, al fine di ottenere un risparmio all’ onere economico del Sistema Sanitario Nazionale, sono state individuate dal Ministero della Salute 208 prestazioni diagnostiche a rischio di inappropiatezza,i cui oneri economici, se non prescritte dal medico secondo le indicazioni contenute nel Decreto, saranno direttamente imputati al medico che le ha richieste. L’ intenzione dichiarata da parte del Ministro della Salute è quella di evitare il più possibile il peso economico di quella che viene definita come medicina difensiva che sarebbe attuata dai medici per una eventuale prova del loro operato in caso di contestazioni e denunce che risultano sempre più frequenti nei loro confronti. Se questa è l’ intenzione non si poteva scegliere un modo peggiore per porvi rimedio,dal momento che non farà altro che spostare il costo delle prestazioni dal SSN alle tasche dei pazienti piuttosto che a quelle dei medici . Infatti mentre la non richiesta delle prestazioni previste dal Decreto esporrà sempre più il Medico ad eventuali denunce (la colpa vale tanto nel fare quanto nel non fare), a nulla serviranno le giustificazioni di aver seguito le indicazioni ministeriali in caso di giudizio se non vengono modificate le attuali norme legislative sulla colpa professionale del medico. Nella situazione attuale è facile prevedere che i medici continueranno a prescrivere quegli accertamenti non su ricettario del SSN ma su ricettario personale, assicurandosi così la prova del loro operato, e lasciando ai pazienti la decisione se effettuare o meno l’ esame richiesto nel loro interesse, il cui costo, in questo caso, ricadrà direttamente su questi ultimi. Se l’obiettivo dichiarato non viene raggiunto viene sicuramente ottenuto l’effetto collaterale di porre ulteriori costi della sanità a carico dei pazienti. Non si poteva scegliere modo peggiore perché non si può spacciare l’ appropiatezza clinica come un atto amministrativo finalizzato a risparmi e basato su principi amministrativi attuati da burocrati ministeriali in rapporto ai costi delle prestazioni. Non si poteva scegliere un modo peggiore perché l’ appropiatezza clinica si fonda su basi scientifiche, sull’evidenza e sull’esperienza maturata, tenendo ben presente che che si curano persone e non malattie. Ogni medico, ma anche moltissimi cittadini possono testimoniare di come siano state individuate patologie emerse in conseguenza di accertamenti che secondo le disposizioni ministeriali non si sarebbero dovuti prescrivere. Una ulteriore considerazione: è utile avvantaggiarsi di tecnologie diagnostiche che il progresso scientifico mette a disposizione per rendere accurata una ipotesi diagnostica o si devono lasciar marcire nei sottoscala apparecchi costosi e sottoutilizzati? Ciò detto, mentre contestiamo la metodologia usata che rende ancor più difficoltoso e poco sereno l’operare del medico e può mettere a rischio la salute dei cittadini, ci rendiamo anche conto che eventuali sprechi vanno combattuti per rendere il sistema sanitario più efficiente e più equo. Riteniamo quindi indispensabile condividere sul piano scientifico-culturale le modalità di intervento a tal fine migliorando l’ assistenza sia dal lato sanitario che organizzativo. Un contributo che consideriamo praticabile parte dall’esperienza di un gruppo di medici di Rovigo sulla prescrizione di esami di laboratorio che utilizzarono alcuni anni or sono un programma informatico nato su iniziativa del Responsabile del laboratorio dell’ Ospedale cittadino con la collaborazione di alcuni medici di famiglia, basato sull’evidenza scientifica e sull’esperienza clinica, che alla fine della sperimentazione portò al risultato di una prescrizione di esami inferiore di circa il 20-30%. Il progetto si è ulteriormente sviluppato ed implementato, vi è un bord scientifico per la sua validazione ed è sempre aperto a considerazioni e ulteriori sviluppi in base alle conoscenze scientifiche e alle esperienze cliniche da parte di tutti i medici. Ovviamente riguarda per adesso solo l’aspetto delle prescrizioni diagnostiche di laboratorio, ma è un sistema per perseguire una certa appropiatezza non limitando la libertà e l’ autonomia professionale del medico e non togliendoli la dovuta serenità in una attività così difficile ma così importante per la salute dei cittadini.
*Presidente dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di rovigo
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complemento ai fini estetici utilerosso. contro le rughe e gli inestetismi della cellulite ed inoltre è utile per aiutare invisibile e quello visibile ad alleviare i disturbi muscolari e articolari, Con MEDLASE-R stimolando le zone di interesse grazie al masIl raggio rosso e infrarosso trasmessi da MEDLASE-R sono utili per aiutare a saggio con il raggio rosso ed infrarosso si possono ottenere molteplici benefici. migliorare la micro-circolazione. Il segreto di MEDLASE-R è la doppia azione del raggio rosso e infrarosso che è particolarmente utile per aiutare ad aumentare la micro-circolazione e di conseguenza utile per aiutare ad attenuare le rughe e contro gli inestetismi della cellulite è inoltre utile per aiutare ad alleviare i disturbi muscolari e articolari: male alle gambe, alle ginocchia, ai piedi, alle mani, alle braccia, al collo, alla schiena e molti altri.
DOMANDE E RISPOSTE Quando si può usare MED LASE-R? MEDLASE-R si può usare in qualsiasi momento della giornata. Consigliamo di ritagliarsi un momento per potersi dedicare esclusivamente al trattamento, senza doversi occupare di qualsiasi altra cosa. Posso utilizzare MEDLASE-R su tutte le parti del corpo? Certamente è utilissimo contro le rughe e gli inestetismi della cellulite, ma è altrettanto utile per aiutare ad alleviare i disturbi articolari e muscolari: male alle gambe, alle ginocchia, ai piedi, alle mani, alle braccia, alle spalle, al collo, alla schiena e molti altri, prova a massaggiare con il puntale le spalle ed il collo, avvertirai fin da subito una piacevole sensazione di benessere. L’unica avvertenza è quella di non puntare il puntale sugli occhi. In quanto tempo si possono vedere i primi risutati? Già dopo le prime applicazioni, molto dipende dalla
Don Nicola Di Domenico, Caserta Avevo male alla ginocchia, a scendere i gradini per andare a dare la comunione ai fedeli dovevo trovare sempre un punto di appoggio, ho provato questo apparecchio riesco a muovermi facilmente.
Graziella Gaioni, Verona Avevo male alle mani, ora sto bene e sono molto contenta.
Ciamarra Giuseppina, Ravenna Avevo male alla spalla e al collo dopo 10/12 giorni il collo si è sciolto non mi fa male, adesso mi sento veramente bene.
Carlo Adeferro, Rimini Avevo male a una gamba, ho usato questo apparecchio, adesso mi trovo meravigliosamente bene. Adesso faccio le mie passeggiate tranquillamente. Provate per credere.
Angelo Colla, Verona Mi facevano male le mani, dopo 10 giorni ho avuto benefici.
Yelma Stefani, Venezia Avevo male alle ginocchia, ho usato questo apparecchio mi sento davvero bene.
Ofelia Feriotto, Rovigo Avevo male alla testa, ho avuto i risultati che volevo, ho speso bene miei soldi, gli ho proprio spesi volentieri.
Anna Maria Negroni, Padova Mia figlia ha comprato questo apparecchio per le rughe, adesso ha le pelle più giovane e liscia, io avevo male alle mani, ho avuto anche io dei benefici.
MEDLASE-R non è un dispositivo medico, non si propone di fare alcuna diagnosi di patologie o malattie, è un complemento ai fini estetici utile contro le rughe e gli inestetismi della cellulite ed inoltre è utile per aiutare ad alleviare i disturbi muscolari e articolari. Con MEDLASE-R stimolando le zone di interesse grazie al massaggio con il raggio rosso ed infrarosso si possono ottenere molteplici benefici.Tutte le testimonianze sono reali e verificabili e il risultato che si può ottenere varia a seconda della predisposizioni personali.
sensibilità delle zone trattate e dalla costanza delle applicazioni. Si possono fare più trattamenti sulla stessa zona più volte al giorno? Qual’è il tempo massimo di utilizzo giornaliero consigliato? Uno dei pregi di MEDLASE-R è di non avere particolari controindicazioni o limiti di utilizzo. Consigliamo, comunque, un utilizzo massimo di 20 minuti al giorno su ogni zona corporea. Ho un Pace-Maker, posso usare MEDLASE-R? No, è controindicato l’uso di apparecchi elettronici in genere alle persone portatrici di stimolatori cardiaci, è opportuno consultare il medico. È un prodotto italiano? MEDLASE-R è un prodotto interamente italiano.
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la retinopatia diabetica
Causa un’alterazione dei vasi sanguigni in tutto il corpo, con una particolare predilezione per i vasi capillari
I
l diabete è una malattia in cui il valore della glicemia (ossia la concentrazione nel sangue di uno zucchero chiamato glucosio) è superiore alla norma e necessita quotidianamente di essere ridotto con una dieta o speciali terapie. Queste si basano sull’uso di iniezioni di insulina o di sostanze, dette ipoglicemizzanti, in pastiglie. Il diabete causa un’alterazione dei vasi sanguigni in tutto il corpo, con una particolare predilezione per i vasi capillari, vale a dire i vasi più piccoli del nostro sistema arterioso. I vasi capillari sono importanti, in quanto portano il sangue ai tessuti scambiando con essi ossigeno e nutrimenti. Il danno che subiscono con il diabete è determinato dall’interazione fra i costituenti della loro parete e lo zucchero circolante in eccesso nel sangue. La retinopatia diabetica è perciò una manifestazione localizzata, oculare, della malattia diabetica. La retinopatia diabetica è la vasculopatia dei capillari retinici e si sviluppa attraverso varie fasi. Inizialmente nelle pareti dei capillari si creano delle zone di indebolimento, alternate a zone di ispessimento. Quando i vasi capillari hanno la parete indebolita possono dilatarsi localmente, formando dei microaneurismi, possono far trasudare la parte liquida del sangue formando un ispessimento della retina detto edema, oppure possono lasciare fuoriuscire delle sostanze grasse che si accumulano nella retina sotto forma di chiazze giallastre dette essudati duri. In altri casi possono rompersi causando emorragie nella retina o nel corpo vitreo, all’interno del globo oculare. La retinopatia diabetica può essere suddivisa
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in due tipi principali. 1 - Retinopatia diabetica non proliferativa: si verifica quando sono presenti perdite di sostanze dai capillari, anche sufficienti a causare edema maculare, piccole emorragie e zone di capillari occlusi. 2 - Retinopatia diabetica proliferativa: è caratterizzata nello stadio iniziale da occlusione dei capillari con macchie retiniche a fiocco di cotone. Nella fase proliferativa vera e propria i capillari anormali si sviluppano, stimolati dalla occlusione dei piccoli vasi retinici. A questo punto si possono verificare emorragie, anche gravi, per rottura dei capillari neoformati, e la formazione di tessuto fibroso che contraendosi può esercitare una trazione sulla retina fino a distaccarla. In questa fase può formarsi un’emorragia vitreale. ottico optometrista Barbara Micaglio ottica optometria Barbiero Via Montello 2 30033 Noale (Ve) - tel. 041-440485 - 041-440484 - e-mail: otticabarbiero@libero.it - www.otticheriunite.com
Cataratta e lenti Bifocali: Novità!
N
onostante la cataratta abbia raggiunto ormai una nell’impiantare una lente nel sacco per correggere il potere maturità chirurgica e tecnologica, la ricerca prosegue del vecchio cristallino ed una lente nel solco con il solo potere sempre ed affianca novità che migliorano le prospet- bifocale. Le lenti istallate nel solco non contraggono aderentive visive del paziente. Le lenti intraoculari bifocali, ormai ze e quindi possono essere espiantate con estrema facilità. utilizzate da oltre 10 anni, hanno subito progressive mo- In sintesi al paziente vengono impiantati due cristallini, uno difiche al fine di migliorare la visione alla media distanza e nel sacco ed uno nel solco ( zona anatomica anteriore al di ridurre i possibili aloni notturni. Esistono diverse tecniche sacco) e quello nel solco (bifocale) può essere facilmente costruttive che permettono ad una lente di mettere a fuoco rimosso anche dopo un anno! Quindi negli interventi di contemporaneamente per lontano e per vicino, ma qualun- cataratta, non più un cristallino artificiale ma 1+1 di cui il que sia la caratteristica ottica, siamo sempre di fronte ad un secondo con la sola ottica bifocale. Con questa soluzione, compromesso. Il cristallino naturale ha la capacità di modi- che consideriamo una vera innovazione nel campo di questa ficare la propria forma e quindi chirurgia, abbiamo la possibilidi mettere a fuoco in relazione tà di proporre ad ogni paziente alla distanza dell’oggetto che Una nuova lente intraoculare un impianto bifocale con la viene fissato. Il cristallino articertezza di poterlo togliere ficiale invece non modifica la “Premium” ideata dal facilmente in caso di disturbi. propria forma ma mette a fuo- Dott. Camellin rivoluziona i risultati Dallo studio e dalla passione co contemporaneamente due dell’intervento di cataratta per questa chirurgia sono distanze, una per lontano ed state qui ideate una formula una per vicino. Molti pazienti si esclusiva per il calcolo della adattano benissimo a questa visione che comunque differi- lente intraoculare dopo chirurgia refrattiva (Camelli - Calossi sce da quella naturale, altri invece riferiscono aloni notturni 1998), un sistema di controllo digitale della posizione della e comunque una diminuita sensibilità in condizioni di bassa lente nella correzione degli astigmatismi (Camellin 2013) e luminosità. Purtroppo non esistono dei test che permettono recentemente la nuova piattaforma basata sulla doppia lendi capire a priori come si troverà il paziente con un impianto te intraoculare Camellens (Camellin 2015). L’intervento di multifocale ed a volte comunque è necessario qualche mese cataratta non va comunque mai banalizzato ma possiamo di adattamento. Pertanto ogni paziente a cui viene proposto dire che un altro passo avanti è stato fatto! questo impianto, è informato circa la possibilità di rimuoIl Dr. Massimo Camellin verlo in caso di disturbi. Il problema però è che sostituire una lente intraoculare nel sacco capsulare (contenitore del Dott. Massimo Camellin: cristallino naturale), è facile solo nei primi 15 giorni, dopo si Via Dunant, 10 - rovigo creano della aderenze che rendono l’intervento più indaginotel. 0425 411357 so. Sapendo però che un paziente potrebbe adattarsi ad una mail: segreteria@sekal.it lente bifocale nel giro di qualche mese, a volte si è in difficolweb: www.lasek.it tà nel consigliare un espianto. La soluzione nuova, consiste
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ormire o non dormire? Questo è il problema. Fa bene riposare lunghe ore oppure no? In media l’essere umano dorme dalle sei alle otto ore al giorno, che significa non vivere un terzo o un quarto della vita. Ma come si fa a non riposare? Prendiamo a esempio i vip. Soggetti a uno stress maggiore rispetto ai comuni mortali. Così dicono. Bah! I capi di Stato dormono assai poco. È risaputo. Margaret Thatcher dormiva solo 3-4 ore a notte, Winston Churchill riposava poco di notte ma poi dopo pranzo faceva sempre un pisolino di un’ora e mezza. Silvio Berlusconi dorme appena due ore (magari passa il resto della notte a fare altre cose…). Negli Stati Uniti è diverso. I presidenti non fanno le alzatacce. Barack Obama ha rispettato la tradizione di Bill Clinton. Non quella di frequentare le stagiste – che avete capito? – ma quella di non svegliarsi prima delle sei ore. IL PISOLINO DEI FENOMENI Chi dorme non piglia pesci. Mah, è solo un luogo comune. Non sempre infatti è così. Perché due geni come Albert Einstein e Leonardo da Vinci adoravano dormire a lungo. Non meno di dieci ore a notte. Dei contemporanei Bill Gates è uno di quelli che riposa di più, con minimo sette ore di sonno. Quindi si deduce che i geni per essere tali debbano dormire molto? Ecco pronta la smentita. Sapete quante ore dormiva Michelangelo Buonarroti? Quattro. E Thomas Edison? Ancora meno: tre ore di sonno e poi accendeva le sue idee luminose.
I DORMIGLIONI Ma torniamo ai figli di Morfeo. Niente sveglia all’alba neanche per Franz Kafka che non si alzava mai prima delle nove ore di sonno. Pure Marilyn Monroe dormiva almeno dieci ore. Mai come due dormiglioni doc del calibro di Valentino Rossi (12 ore a notte) e di Mariah Carey (addirittura 15). Pensate come è corta la giornata per questi eroi del nostro tempo. A proposito di eroi e di grandi condottieri. A Napoleone Bonaparte bastavano 4 ore di sonno per vederlo in grande spolvero. Ad Alessandro Magno addirittura tre. Ma lì c’era da combattere. E poi dormire dentro una tenda non è poi che sia il massimo. Chi dorme poco pensa molto. Soprattutto ai debiti. Ma c’è pure chi pensa ai soldi. Come il miliardario americano Donald Trump che dorme solo tre ore e passa il resto della giornata a contare i dollari. Questa è senza dubbio la migliore patologia per l’insonnia. O no? Gmflex - via del Commercio,12 località Borsea Rovigo tel.0425474954 - angolo via modena n°2 (ex autogamma) Mira (Ve) - tel 0414266455
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RIDIAMOCI SU… Dal dottore… • “Dottore ci vedrò meglio con le lenti che mi ha prescritto?” - Certamente! - “E potrò anche leggere e scrivere?” - Sicuro! - “Benissimo dottò, e pensare che fino a ieri ero analfabeta” • Siamo in un ospedale; parenti e familiari ansiosi in sala d’attesa; entra un medico stanco e desolato che dice loro: “Mi dispiace,
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un minuto poi decide che questo bambino di cui lei parla sia il risultato dell’unica volta che lui tradì la moglie. Così dice alla donna: “Sei tu la stripper che saltò fuori dalla torta alla festa d’addio al celibato del mio miglior amico, cinque anni fa? Quella con cui feci sesso sul tavolo della piscina mentre la tua amica mi frustava le natiche scoperte?” La donna lo guarda con orrore e dice: “No, io sono la maestra di suo figlio.” Soluzioni
A tavola 45 2 la cucina di carmen
PROPOSTE PER UNA CUCINA BIOLOGICA, INTEGRALE, VEGETARIANA, IN SINTONIA CON LA NATURA Carote all’arancia
Ingredienti: 500 g di carote - 1 arancia - 1 C di pangrattato - 1 C d’olio. Preparazione: cuocere a vapore le carote, tagliarle nel senso della lunghezza e metterle in una teglia da forno oliata, spruzzarvi sopra il succo d’arancia, e una spolverata di pane grattugiato. Coprire e mettere in forno per 10 minuti, aggiungere un filo d’olio, scoprire e fare gratinare.
Insalata di cavolfiore radicchio e ceci
Ingredienti: 200 g di ceci lessati - 3 caspi di radicchio di Treviso - 1 cavolfiore piccolo - 1 manciata di scalogno - 1 rametto di rosmarino - 3
bacche di ginepro - olio, sale aromatico e agro di mele q.b. Preparazione: lessare il cavolfiore e lo scalogno in abbondante acqua aromatizzata con rosmarino e le bacche di ginepro. Disporre il radicchio e i ceci lessati in una ciotola capiente, unire il cavolfiore e lo scalogno cotti al dente, condire le verdure con sale, qualche goccia di agro di mele e olio d’oliva.
Sformatini al radicchio
Ingredienti per la pasta: 1 uovo - 1 etto di farina . Per il ripieno: 1 cipolla - 2 spicchi d’aglio - 4 cespi di radicchio - un pizzico di: origano, maggiorana, paprika, curry 100 g di parmigiano. Preparazione: preparare la sfoglia, tagliarla a quadrati di cm. 18x18. Sbollentarla in abbondante acqua salata e porla ad asciugare su una tovaglia.
Lavare il radicchio, tagliarlo a spicchi in verticale, lasciarlo scolare dall’acqua, quindi ungere una teglia con l’olio, porvi l’aglio tagliato a listarelle, le bacche di ginepro, e gli spicchi di radicchio, unire il sale, le spezie e un filo d’olio. Mettere in forno scoperto a temperatura medio alta per circa 40 minuti avendo cura di rigirare 2-3 volte. Quindi frullare. Procedere alla preparazione degli sformatini in questo modo: oliare lo stampino con un pennello, rivestire con il quadrato di sfoglia, sopra a questo stendervi la foglia di radicchio, dentro riempire con la purea di radicchio. Chiudere il fagottino. In una teglia bassa da forno porre gli sformatini, aggiungere acqua quanto basta per poterli scaldare a bagnomaria. Servire rovesciando il fagottino su una salsa di radicchio*. Servire ben caldo. * salsa di radicchio: frullare tre dei cespi di radicchio già cotti, aggiungere panna di soia quanto basta per ottenere una salsina cremosa.
Carmen Bellin Carmen Bellin, Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato “Metti una sera a cena” libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura.
Nota Nota: La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. C sta per cucchiaio – c sta per cucchiaino – g sta per grammo – kg sta per chilogrammo – L sta per litro – olio (quando non è specificato altro) sta per olio extra vergine di oliva – q.b. sta per quanto basta.
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