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MARZO 2017
Periodico d’informazione locale - Anno XXIV n. 32
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Mirano
Nuove aree parcheggi all’ospedale Mirano
Passante, i comitati stanno con il Comune Mirano
Il parco di villa Bianchini si rifà il look Spinea
Un mese di iniziative con “Marzo è donna” Santa Maria Di Sala
Una tassa per aiutare i piccoli negozi
elezioni a Mirano, Semenzato sfida la pavanello Scende in campo il consigliere regionale della Lega Nord. A Santa Maria di Sala servizio a pag 4, 12 il centrodestra compatto ricandida il sindaco uscente Fragomeni
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del Miranese Nord
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Periodico d’informazione locale - Anno XXIV n. 31
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Tutto pronto per le manifestazioni di primavera noale
Linea ferroviaria Venezia-Bassano, serve il raddoppio
immigrati, i Comuni divisi sull’accoglienza Martellago dà la sua disponibilità ad ospitare i richiedenti asilo con il sistema servizio a pag 11 Sprar. Da Scorzè e Noale arriva invece un secco rifiuto
SalZano
Elezioni, Betteto corre per il centrodesta unito MartellaGo
Arrivano fondi al “Distretto del commercio” SCorZÈ
Il rilancio urbanistico del capoluogo è fermo politica
Partito Democratico alla prova primarie Concerti
A Fiesso la rassegna di Jazz Maratona
“Su e zo per i ponti” il due aprile
Voglia di elezioni sarà proprio così? Nicola Stievano >redazione@givemotions.it<
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llora, andiamo a votare prima dell’estate?” La domanda arriva da molti cittadini che, dopo l’esito del referendum di dicembre e il cambio di Governo, si aspettano una nuova consultazione elettorale in tempi rapidi. Una domanda legittima e “trasversale”, posta cioè non solamente dagli oppositori dell’attuale compagine di maggioranza - molti dei quali avevano votato “no” al referendum proprio per bocciare Renzi e i suoi - ... segue a pag 3
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Poste, a Salzano il centro distribuzione I
l “Centro Primario di Distribuzione” nella zona industriale dix Salzano, in via dell’Artigianato, è la nuova sede di lavoro dei portalettere e centro organizzativo del servizio di recapito del Miranese. Si tratta di un bacino formato dai comuni di Mirano, Salzano, Martellago, Spinea, Scorzè, Santa Maria di Sala e Noale nei quali vivono circa 144 mila persone. Nei sette comuni sono impegnati 51 portalettere; la struttura lavora ogni giorno circa 1,5 tonnellate di corrispondenza e oltre 5 mila tra raccomandate e assicurate e 450 pacchi. Nella nuova struttura lavorano anche 3 capisquadra e altre 9 persone di staff e smistamento; direttore è Giosuè Buonagura. I portalettere del comprensorio usano le moto per la consegna. Ci sono anche 9 auto per le consegne veloci. Tutti hanno un “palmare” e stampante; il privato, il professionista e le imprese possono avere i servizi di corrispondenza “su misura” e pagare bollettini di conto corrente, rimanendo comodamente a casa o in ufficio usando le carte postali (Postepay e Postamat) o le carte bancomat dei circuiti internazionali Maestro e Visa Electron. Il nuovo centro è stato realizzato con un investimento di circa 200 mila euro; all’interno di spazi ampi, sono stati installati nuovi casellari, che consentono di instradare la corrispondenza con maggior velocità e precisione, agevolando il lavoro dei portalettere, in particolare di coloro che stiano effettuando sostituzioni. Sono disponibili inoltre superfici per il carico e scarico, e lo smistamento della posta. La disponibilità di una sede unica per tutti i portalettere del comprensorio permette inoltre una più efficiente gestione del personale e dei mezzi di recapito e una più razionale organizzazione logistica. I portalettere del Miranese utilizzano in prevalenza le moto per la consegna della corrispondenza; sono presenti inoltre 9 auto per Alessandro Ragazzo le consegne veloci.
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È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Noale, Martellago, Salzano e Scorzè per un numero complessivo di 16.430 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120
- ma anche da chi invece ritiene che il ritorno alle urne sia l’unico modo per mettere fine a questa fase di instabilità e di continuo scontro. Tra la gente dunque la voglia di entrare nuovamente ai seggi pare non sia venuta meno in questi mesi, segnati dalle polemiche interne ai partiti, dai dissidi e dalle lacerazioni. Anzi, il voto viene visto come un nuovo punto di partenza che permetterà di archiviare una fase poco costruttiva, in cui ha prevalso lo scontro frontale piuttosto che un progetto di crescita di cui il Paese ha bisogno come l’aria. Invece fra i principali schieramenti politici accade il contrario, perché veramente pochi si dicono pronti a sfidare il responso delle urne già nei prossimi mesi. I più invece navigano a vista, cercando intanto di rafforzare la propria identità o di individuare un gruppo dirigente che permetta di affrontare di nuovo l’elettorato. Va detto che l’attuale sistema elettorale di certo non contribuisce a portare quel minimo di stabilità e di chiarezza che gli stessi cittadini reclamano a gran voce proprio con lo strumento del voto. Sperare però che vi possano essere delle novità significative su questo fronte in tempi brevi, con una rapida modifica alla legge elettorale, è un’impresa, ad oggi. Quindi, affermano in molti, perché non tornare al voto e consegnare ad una nuova e possibilmente più solida maggioranza il compito di rivedere anche le “regole del gioco”? Intanto sta muovendo i primi passi la campagna elettorale per le amministrative, nei Comuni dove si andrà a votare presumibilmente la seconda domenica di giugno. Restano dunque due mesi pieni per il confronto fra i candidati sindaco. A parte qualche eccezione, però, finora sono pochi i nomi già usciti allo scoperto. Partiti e gruppi divisi si stanno ancora studiando a vicenda ma ormai il tempo stringe.
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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
Chiuso in redazione il 13 marzo 2017
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Noale
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Manifestazioni di primavera, in arrivo migliaia di visitatori
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Sono in programma ad aprile “Noale in fiore”, a maggio il Bam e infine a giugno il ventennale del Palio
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nizia la bella stagione e Noale è pronta ad ospitare diversi appuntamenti in grado di attirare migliaia di spettatori. Tre su tutti: “Noale in fiore” il 9 aprile, il Bam, ovvero il raduno europeo di viaggiatori in bicicletta dal 19 al 21 maggio, e dall’8 all’11 giugno il ventennale del Palio. Si parte tra pochi giorni, il 9 aprile, con “Noale in fiore” proposta dalla Pro Loco. È mostra-mercato (ingresso gratuito) che attira migliaia di persone, con le piazze Castello e XX Settembre invase tutto il giorno da stand e fiori. Quest’anno, poi, i bambini che arriveranno con le loro famiglie, potranno cimentarsi nella prova del “battesimo della sella” grazie agli amici del circolo ippico Mesh di Mirano. Si tratta di una novità del programma allestito dagli organizzatori. E poi il Bam,
da venerdì 19 a domenica 21 maggio alla Rocca dei Tempesta, con la terza edizione dell’”European Bicycle Adventure Meeting”, l’appuntamento europeo dei viaggiatori in bicicletta e di chi pedala per andare lontano. Si tratta del raduno di chi ama le due ruote, è la comunità di chi condivide un certo modo di intendere il mondo. Lo scorso anno furono in 500, arrivando da ogni angolo del vecchio continente, partecipando a workshop, mostre, spettacoli e pedalate con le speciali gravel-bike, le bici da viaggio, alla scoperta delle strade bianche del Veneto. Domenica 11 giugno il Palio, ancora con la Pro Loco, che quest’anno spegnerà le 20 candeline. L’appuntamento con la corsa podistica è per le 19 in piazza Castello, partenza e arrivo di una delle iniziative
Aprilia punta sui mercati asiatici
L`”European Bycicle Adventure Meeting” è un appuntamento al quale lo scorso anno hanno partecipato più di 500 appassionati da tutto il continente
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più amate e seguite nella città dei Tempesta. Tracciato da 800 metri da percorrere quattro volte per 3,2 chilometri. A ciascuna delle sette contrade cittadine sarà assegnato per sorteggio una coppia di atleti, uomo e donna che, sostenuta dai contradaioli, darà battaglia in una staffetta attorno al castello: entrambi i podisti gareggeranno 1600 metri ciascuno. Alessandro Ragazzo
la città commemora i 200 anni della nascita di Calvi
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prilia ci prova in Thailandia, in un’area del continente in ascesa economica. Infatti nella capitale a Bangkok, è stato inaugurato il nuovo Motoplex, il più grande punto vendita del Sud-Est del continente e uno al mondo. Si tratta di un nuovo concetto di negozio proiettato verso il futuro, che consente al cliente di sfruttare più marchi all’interno dello stesso spazio. Ecco che all’interno si possono trovare non solo le moto, ma pure i punti d’intrattenimento, bar e officina. Si sviluppa su un’area di quasi 1.000 metri quadrati suddivisi tra una superficie espositiva e officina. Lanciati sul mercato poco più due anni fa, Piaggio ha superato i 200 Motoplex aperti nel mondo in Europa, nelle Americhe, in Oceania, in Asia e nel sub-continente indiano, che si affiancano alla rete distributiva tradizionale. Tra le principali città in cui sono stati aperti ci sono:New York, Tokio, Milano, Pune, Madrid, Londra, Vienna, Lisbona, Stoccarda, Sydney, Taipei, Jakarta e Bali. (a.r.)
oale si appresta a ricordare la figura e l’azione del proprio illustre concittadino Pier Fortunato Calvi, nato il 15 febbraio 1817 nella frazione di Briana. Figlio di Federico e di Angela Meneghetti. Nel corso dell’anno si organizzeranno diverse iniziative e attività assieme alle scuole dell’obbligo e le associazioni. L’iniziativa è della consulta di Briana e del Comune. Dopo aver frequentato il ginnasio al liceo Santo Stefano di Padova, Calvi fu avviato al Collegio dell’Accademia del Genio Militare di Vienna; fu quindi trasferito a Venezia per l’apprendistato e qui venne in contatto con i Movimenti Liberali del LombardoVeneto che influenzarono la sua formazione politica e intellettuale. Nel 1847 fu promosso a primo tenente e trasferito a Graz in Styria, forse a causa delle sue simpatie liberali. Dopo essere stato trasferito nel Cadore al comando dei “Cacciatori delle Alpi”contro le forze austriache, riparò in Grecia con altri esiliati veneti. Si trasferì in Piemonte dove strinse rapporti con Mazzini e con il patriota ungherese Kossuth. Dopo varie imprese fu arrestato con altri tre compagni il 16 settembre del 1853. Trasferito a Innsbruck, in Austria, fu interrogato e processato. Trasferito quindi a Mantova subì ancora il processo di fronte alla corte marziale dove subì la condanna a morte che fu eseguita mediante impiccagione a Mantova il 3 luglio 1855. Gli eventi che seguiranno nei prossimi mesi coinvolgeranno anche le comunità proprio di Mantova e del Cadore, dove Calvi ebbe molti momenti significativi della sua vita. Sui social sarà diffusa una breve biografia del noalese. (a.r.)
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Trasporti Residenti e Comuni si appellano alla Regione per interventi in tempi brevi
linea ferroviaria Venezia-Bassano, contro i disagi serve il raddoppio I
tempi ancora sono incerti, ma via Tempesta, due tra le arterie stavolta s’inizia a parlare sul più trafficate del centro storico. serio del raddoppio della linea “Va bene il raddoppio dei binari ferroviaria Venezia-Bassano. Il – osserva Dini – ma se in futusecondo binario manca proprio ro i convogli dovessero aumenda Maerne sino alla città vicen- tare, non possiamo permetterci tina e il progetto coinvolgereb- di abbassare le sbarre ogni 15-20 be anche le stazioni di Salzano e minuti. Per questo abbiamo inviNoale, mentre a Spinea c’è già la tato la Regione a dirci quali sono seconda rotaia. L’idea era stata le priorità, visti gli accordi presi inserita non solo dai sindaci inte- nelle recenti legislature”. E chi ressati dalla tratta, ma anche da- più è interessato all’idea di radgli utenti, poiché si parla di una doppio sono proprio i pendolari linea molto trafficata. E quando del comprensorio. Più volte avescatta un problema, a catena tut- vano chiesto alla politica di fare ti i regionali ne risentono con ri- questo passo, per mettere fine ai tardi e coincidenze saltate. Con disagi e, magari, potenziare anil raddoppio, oltre ad ovviare a che il numero di corse. “Sarebbe eventuali inconvenienti, si po- la soluzione ideale – osserva Eletrebbe aumentare il numero di na Guida del “Comitato pendotreni giornalieri ed lari Salzano” – pereliminare le sbarché migliorerebbe In via Ongari re diventerebbe il servizio. Va dato sono pronti a una necessità. Nel atto, poi, che di repartire i lavori Miranese ci sono cente la situazione i passaggi a livello per il sottopasso. è migliorata, sono di via Casone e via state potenziate le Per via Mestrina, carrozze nelle ore Ongari a Noale, ma anche via Borgo Vadi punta il mattino Tempesta e lentini a Salzano. e la sera, e c’è meno Casone tutto tace “effetto sardina”. Ora Noale spinge per avere anche le Ma è indubbio che opere su via Tempesta e via Me- avere il secondo binario, evitestrina. “In passato – spiega l’as- rebbe di bloccare l’intera linea sessore all’Urbanistica di Noa- in caso di problemi come sucle Alessandra Dini – la Regione cede ora. Qualche settimana fa, aveva definito dei progetti, e su ad esempio, se n’è avuto uno in questi, i Comuni hanno pensato zona Maerne e tutto il traffico feragli interventi sul proprio terriroviario ne ha risentito”. Questa torio. Ora non si può chiudere soluzione è sempre emersa nelle gli occhi”. Se per via Ongari si at- richieste fatte dagli utenti, pertendono i tempi per partire con ché duplicare la tratta permetteil cantiere del sottopasso, per rebbe di migliore il servizio e, al la provinciale via Mestrina e la tempo stesso, in caso di ritardo regionale via Tempesta e la co- di un convoglio, quelli successivi munale via Casone, tutto tace, non ne sarebbero coinvolti. Oggi mentre su via Valsugana si dovrà perché un treno possa occupare fare la pista ciclopedonale, legata il binario, l’altro convoglio deve proprio al progetto di via Ongari: trovarsi in stazione. il finanziamento è unico. Ma tutAlessandro Ragazzo to ruota attorno a via Mestrina e
“Scacchi novalis”, fucina di giovani campioni per tutto il comprensorio
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iviana Sofia Vianello (Ad Scacchi Novalis) si è laureata campionessa provinciale under 12 femminile al campionato giovanile di scacchi che si è tenuto a Marghera. Il risultato le permette di accedere alla fase nazionale di Chianciano Terme (Siena). La giovane ha già all’attivo tre titoli provinciali, due partecipazioni ai campionati italiani individuali e una a squadre. Più che buoni anche i risultati dei giovanissimi dell’under 10/8, con Riccardo Perilli quarto assoluto e terzo nella categoria under 10. Insomma, piccoli giocatori crescono e che non sia il viatico per raccogliere altri successi in futuro. L’associazione dilettantistica “Scacchi Novalis”, affiliata alla
Federazione scacchistica italiana (Fsi) si è costituita nel febbraio 2006, e ha lo scopo di far conoscere, divulgare, approfondire l’antico gioco noto in Italia dal medioevo, come testimonia Dante nel Paradiso. L’attività si svolge durante degli incontri periodici e danno a tutti l’opportunità di imparare gli uni dagli altri e di verificare i miglioramenti nel tempo, ma anche di poter confrontare idee e nuove soluzioni. La sede si trova all’interno della scuola elementare di via G.B. Rossi e il logo, da un quadro che Willi Pontin ha dipinto per il circolo, rappresenta Noale, gli scacchi e la dea Caissa.
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Noale
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Commercio ambulante, una pioggia di sanzioni
Il controllo di vicinato a Moniego
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Fra i controlli della polizia locale del Miranese, sono stati fatti 75 sopralluoghi nei parchi, soprattutto dove è segnalato degrado
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olizia locale dell’Unione in campo per il rispetto dei regolamenti comunali in tema di commercio e ambiente. I dati relativi al 2016 parlano di un’attività senza sosta degli agenti del settore “Polizia giudiziaria, ambientale, commercio e informazioni” guidati dal commissario principale Aldo Pagnin, che ha portato all’individuazione di 32 violazioni sul commercio, relative soprattutto alla vendita abusiva su suolo pubblico da parte di commercianti itineranti. Nel campo della lotta alle ludopatie, i vigili del Miranese hanno multato 51 sale slot per inosservanza dei nuovi regolamenti, sempre più stringenti, adottati dai comuni contro il gioco d’azzardo. Ben 323 i controlli effettuati nei sei comuni. Pressante anche la task-force nei mercati rionali, che
ha portato gli agenti in piazza in ben 517 occasioni, per un totale di 1200 ore di impegno sul fronte della vigilanza, contro abusivi, truffe e mancato rispetto dei regolamenti sul commercio ambulante. Importante anche l’attività messa in campo contro gli illeciti ambientali: ben 41 quelli riscontrati dalle pattuglie del Miranese, per la maggior parte riferite a mancato decoro e segnalazione di lotti incolti, con veri e propri casi di degrado. Cinque gli accertamenti di presenza di amianto, con ordine di rimozione ed esecuzione della bonifica. Molti anche gli interventi in caso di accensione di falò e bruciatura di sterpaglie, con una decina di sanzioni elevate soprattutto nella seconda parte dell’estate. Ben 75 i controlli effettuati nei parchi e nelle aree verdi pubbliche, soprattutto
Gli agenti sono scesi in piazza 517 volte per un impegno di 1200 ore contro abusivi, truffe e mancato rispetto dei regolamenti
in quelle, dove maggiori sono le segnalazioni di situazioni di degrado da parte dei cittadini, come ai Laghetti di Martellago, o in alcune aree verdi di Spinea. Nove infine le sanzioni contro proprietari di cani, lasciati incustoditi e trovati a girovagare: ai rispettivi domicili gli agenti sono risaliti grazie al microchip, alcuni avevano percorso anche diversi chilometri di distanza. Filippo De Gaspari
rriva il controllo di vicinato anche a Moniego. Si va ad aggiungere ai gruppi già attivi, ovvero Briana, Cappelletta, partito da poco, oltre a Noale nord-ovest e sud-ovest. Sono decine, dunque, i cittadini iscritti al servizio: Nelle scorse settimane, si sono tenute delle riunioni nel territorio, organizzate dalla Consulta del posto e alle serate sono intervenuti Alberto Gatti, referente della sezione di Venezia, Padova e Treviso dell’Associazione controllo di vicinato, oltre ai rappresentanti del Comune e delle forze dell’ordine. Infatti, Noale è uno dei firmatari del protocollo d’intesa con la Prefettura, per potenziare questo deterrente contro la criminalità. E qualcosa si sta ottenendo, come i fatti avvenuti di recente nel comune dove, grazie alla collaborazione tra vicini di casa e abitanti della zona, si è riusciti a sventare furti e a segnalare persone sospette ai carabinieri. (a.r.)
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Elezioni Il bilancio del sindaco uscente Quaresimin
“abbiamo guidato un decennio di trasformazioni epocali” Per il Comune di Salzano si chiude un lungo capitolo Tra poche settimane, infatti, Alessandro Quaresimin lascerà la carica da sindaco e tornerà ad essere un dipendente del Comune di Venezia al 100 per cento. Un decennio vissuto con cose fatte, altre meno, e prima di salutare tutti, ha deciso di fare un bilancio della sua attività, divisa nei due quinquenni 2007-2012 e 2012-2017. “È stato ridotto il debito – dice il sindaco uscente – e abbiamo redatto il Piano di sviluppo sociale Pass 2020, che punta a un comune attento alla cultura, ai giovani, accogliente, verde, attento alla famiglia, produttivo e termale. Poi ricordo il PalaPm, le tante iniziative culturali, il rapporto sempre più stretto con le associazioni. Quando sono arrivato nel 2007, nessuno poteva immaginare che la crisi economica costringesse intere famiglie a dover fare i conti con la perdita dei posti di lavoro, la regressione del reddito e l’incertezza del futuro”. Un mandato che ha avuto anche delle opere non iniziate. “Mi spiace per il mancato sviluppo del centro di Salzano – commenta – perché ero convinto che si potesse fare. Mi auguro che chi arrivi dopo di me crei un volano per farlo partire”. Sul Passante si toglie qualche sassolino dalla scarpa. “Siamo inseriti in prima fascia -osserva- nonostante i progetti pronti. Almeno con la Regione si sta parlando del raddoppio della linea ferroviaria VeneziaBassano”. In questi cinque anni, Salzano è cambiata, con una popolazione più vecchia. Nel 2012, gli abitanti erano 12.747, a fine 2016, gli ultimi dati disponibili, sono cresciuti a 12.835. Gli stranieri extracomunitari sono passati da 444 a 471, mentre i nati sono calati da 120 a 104, passando per gli 88 venuti alla luce nel 2014. E infatti, i piccoli dallo
zero ai 14 anni, nel 2012 erano 13,53 per cento della popolazione, mentre lo scorso anno era 13,10 per cento, mentre gli over 65 sono passati da 17,69 per cento a 19,86 per cento. In aumento la fascia 15-29 anni, in calo quel-
Alessandro Quaresimin
la dai 30 ai 65 anni. Le famiglie sono cresciute di quasi 150 unità e all’interno delle mura domestiche, di solito, si è in due. Ma sono cresciute pure quelle unipersonali, passate da 1.298 del 2012 al 1.408 del 2016. Più che raddop-
pia il numero di matrimoni civili annui: se nel 2012 erano 12, nel 2016 sono stati 27. Insomma, numeri di un decennio che ha cambiato decisamente il volto del paese. Alessandro Ragazzo
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Luciano Betteto corre per il centrodestra unito Si muove il centrodestra per le elezioni. Stavolta, a differenza di 5 anni fa quando il gruppo si era diviso, farà fronte unico, puntando a sindaco Luciano Betteto, 62enne odontotecnico. La coalizione si chiama “Cambiamo Salzano” composta da Bene Comune (vicina a Forza Italia), Lega Nord e Direzione Europa. Sul programma, Betteto vuole puntare ai più deboli. “Guarderemo a loro - spiega ma anche a riqualificare e mantenere il patrimonio esistente, senza dimenticarci delle attività produttive. Oggi più che mai siamo coscienti che non possa esserci riqualificazione senza un’azione concreta a tutela della sicurezza per la nostra comunità”. E sulla voglia di mettersi in gioco, non ha dubbi e guarda al recente passato. “Da 20 anni - spiega Betteto - il Comune è governato dalle stesse persone che hanno gestito la cosa pubblica come loro proprietà. Ormai è la quarta volta che la loro campagna elettorale prevede l’avvio di opere pubbliche a pochi mesi dal voto, alla faccia della serietà e della programmazione, cercando di recuperare in pochi mesi una credibilità perduta da anni. Il suo operato è stato fortemente condizionato dai rapporti con il mondo delle cooperative e delle aziende pubbliche fornitrici di servizi a discapito dei salzanesi che si sono visti mancare i piccoli interventi sul territorio. Nel nostro comune è necessario concretizzare nuove politiche che si sostituiscano alle scelte operate, e che hanno portato come unico risultato una lenta e inesorabile stasi del nostro paese” (a.r.)
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Martellago
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Fondi per il “Distretto del commercio” La Regione ha stanziato 191 mila euro a favore delle attività commerciali che puntano decisamente alla riqualificazione e al rilancio all’interno del capoluogo e delle frazioni di Maerne e Olmo
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uone notizie per il sistema commerciale di Martellago, Maerne e Olmo: dalla Regione arrivano i primi soldi del contributo previsto per il “Distretto del commercio” della zona. Si tratta di una somma pari a 191.437,50 euro, ovvero metà del fondo complessivo, che hanno scopo di rilanciare i negozi del comune. Saranno liquidati anche i contributi a fondo perduto richiesti dalle 24 attività vincitrici del bando per riqualificare delle vetrine, ovvero tutte le aziende richiedenti. Si tratta di uno dei primi soggetti di questo tipo in Veneto ad aver già terminato la prima fase del progetto. La Regione, infatti, dopo la revisione del rendiconto intermedio delle spese sostenute dai partner per interventi di tipo strutturale, di promozione, di comunicazione e animazione del territorio e servizi legati alla promozione turistica, ha liquidato i contributi previsti. Data la richiesta di contributo oltre le aspetta-
Il centro di Martellago e sotto piazza Vittoria
tive, il Distretto ha appoggiato la scelta del Comune di aggiungere un’altra somma per coprire tutte le domande, e permettere di avere il contributo. Così il preventivo iniziale di 55 mila euro è stato aumentato a 73.500,37, con conseguente calo del contributo previsto per gli interventi di tipo strutturale a carico del Comune. Gli altri partner del Distretto riceveranno contributi per un totale di 99.801,25 euro, ovvero la locale Pro Loco, Pro.Martellago, Confesercenti, Confcommercio, Cescot Veneto, Maerne Fiere, Presepio Vivente, Golf Club Ca’ della Nave, Brema Running Team, Vivi Martellago, Circolo 1554, Consorzio Città d’Arte. Il documento del Comune di Martellago era stato pubblicato l’8 gennaio 2016 e prevedeva la restituzione della metà della spesa sostenuta per quegli interventi mirati a migliorare il decoro urbano, per ammodernare e potenziare di impianti di videosorveglianza all’esterno
del punto vendita, sostituire le luci con apparecchi ad alta efficienza, cambiare gli infissi oppure le serrande con vetri blindati antisfondamento. L’attività del Distretto proseguirà con la campagna “Il mio amico bottegaio”, realizzata con le scuole, allo sco-
i lavori in piazza iV novembre saranno conclusi per pasqua
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tavolta dovremmo esserci. Per Pasqua dovrebbero finire i lavori di piazza IV Novembre dopo un anno di cantiere, che ha portato anche più di una polemica. Intanto in questo periodo, il traffico rimarrà interdetto sino alla Settimana Santa, dall’incrocio tra via Roviego e Stazione, fino a quello con via Manzoni per consentire per mettere il pavimento rialzato con il materiale di pregio e terminare le rifiniture prima del taglio del nastro. Ma le facce dei commercianti e dei cittadini, al termine dell’incontro con i rappresentanti della giunta, non erano proprio il massimo della vita. “Si andrà ad aggravare una situazione già pesante dove sinora c’è stato un senso unico alternato - spiega il fotografo Cristiano Povelato - e avremo ancora più perdite. Stiamo parlando di un fatturato sotto del 30, 40 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”. Ma altri ci sono andati ancora più pesanti. “Se ci avessero detto i lavori della piazza avessero comportato questi problemi - dice una donna che abita in centro della frazione - ci saremmo opposti. Non è possibile vivere una situazione del genere: ho le crepe nelle mura di casa”. Un’altra signora è contrariata per il provevdimento. “Già era un problema prima - aggiunge - ora che succederà?”. I presenti hanno provato a chiedere il Comune di mettere una pezza a questa vicenda, magari istituendo il doppio senso di marcia in via Manzoni laddove oggi c’è il senso unico. “Dobbiamo prima parlane con i tecnici” replica l’assessore Serenella Vian. (a.r.)
Un aiuto concreto ai terremotati Quattro casette in legno per altrettante famiglie di Cittareale, piccolo paese di montagna (circa mille metri) colpito dal terremoto, in provincia di Rieti
Saranno donate e installate in queste settimane per iniziativa del Centro di formazione professionale (Cfp) di Fonte (Treviso), di cui è presidente il parroco di Maerne, don Paolo Magoga. E nel progetto c’entra pure la Caritas di Maerne, l’imprenditore edile Luca Vian di “ML Costruzioni” di Spinea, che presta un furgone per portare giù il materiale, oltre a imprese edili, artigiane e di arredamento venete che si sono rese
po di rilanciare il ruolo del piccolo negozio come attività inserita in un tessuto sociale e contribuisce a mantenere vivo il territorio, erogando servizi che vanno oltre la semplice vendita di un prodotto. Alessandro Ragazzo
disponibili attraverso il sacerdote a dare una mano. Le casette della misura di 6 metri per 6, che valgono circa 20 mila euro, erano state acquistate per ampliare gli spazi a disposizione della scuola che ora sta pensando ad altre soluzioni. Attraverso il parroco di Cittareale don Fabio Gammarota, saranno donate a Ivan un ragazzo di 31 anni che ha perso la moglie e un bimbo di 4 mesi; a Enrico e Fabiana prossimi al matrimonio il 13 maggio, lei incinta da poco, e ad Antonietta collaboratrice del parroco ora ospite a Roma. Per la quarta casetta stiamo valutando un altro caso particolare. Nell’operazione saranno coinvolte la Regione, la Protezione civile nazionale degli Alpini, gli alpini di Fonte Alto, la Caritas di Maerne (Venezia) dove è parroco don Magoga, imprese edili, artigiane e di arredamento venete che si sono rese disponibili attraverso il sacerdote a dare una mano. “Ringrazio l’assessore regionale al Lavoro e alla Formazione Elena Donazzan – spiega don Paolo – che si è detta entusiasta del progetto e del gemellaggio tra parrocchie e pronta ad aiutarci nel supporto logistico. Con la Caritas di Maerne procureremo l’arredamento minimo per rendere le casette vivibili e abitabili”. (a.r.)
Martellago
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immigrati, i Comuni sono divisi sull’accoglienza Sprar Solo il sindaco di Martellago Monica Barbiero ha dato disponibilità. Netta contrarietà ai profughi arriva invece dai Comuni di Noale e Scorzè
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i ragiona sull’ipotesi Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) nel Miranese Nord per ospitare gli immigrati. Ma i Comuni sono già divisi tra chi è favorevole (Martellago) e chi contrario (Noale e Scorzè). Ma andiamo con ordine. A inizio anno c’è stato il cambio della guardia alla Prefettura di Venezia, con il saluto di Domenico Cuttaia e l’arrivo di Carlo Boffi. Quest’ultimo ha fatto il giro dei territori un po’ per conoscere i sindaci, le singole realtà, ma anche per discutere dell’emergenza di questi ultimi mesi: gli immigrati. Ci sono dei comuni dove il numero di ospitanti e più alto rispetto ad altri, e Boffi sta cercando di capire se vi siano i margini per trovare un equilibrio. Si sta pensando a una ipotesi Sprar, e a Martellago questo termine non è nuovo, perché se n’è parlato in uno degli ultimi consigli dello scorso anno. Si tratta di una rete di centri di “seconda accoglienza”, destinata ai richiedenti e ai titolari di protezione internazionale. Non comporta a un’assistenza immediata delle persone che arrivano sul territorio italiano, ma all’integrazione sociale ed economica. I Comuni interessati partecipano a un bando del ministero dell’Interno presentando un progetto, che poi dovrà essere vagliato. E l’unico ad aprire la porta è Martellago; il suo sindaco Monica Barbiero ha ripetuto quando già detto nella seduta del parlamentino locale. “Da parte nostra si può ragionare – spiega – qualora ci fossero degli alloggi a disposizione. Credo che sia un modo per gestire e governare gli ingressi, anche perché lo Sprar mette dei paletti con le clausole di salvaguardia”. Invece Scorzè (Giovanni Battista Mestriner) e Noale (Patrizia Andreotti) si sono dette contrari. “Intanto sinora – osserva il sindaco Patrizia Andreotti – nessuna cooperativa ha avuto la disponibilità dei privati nel trovare degli spazi e poi dovrebbe essere il Comune a doverli cercare. Dopo 3 anni di Sprar cosa succederebbe? Queste persone diventerebbero residenti del nostro comune? Poi si mettereb-
bero in lista d’attesa per gli alloggi popolari e già facciamo fatica. Senza dimenticare che gli stranieri ora presenti sono in difficoltà, pure da un punto di vista economico”. Per Mestriner (Scorzè): “il nostro pensiero non è cambiato e continuiamo a dire di no a questo modo di operare”. Alessandro Ragazzo
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Boom di iscritti alla elementare di Maerne Boom d’iscritti alla scuola elementare di Olmo di Martellago. Per settembre si rischia di lasciare fuori qualcuno, anche se la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo “Matteotti” Monica Cuzzolin sta provando ad avere una sezione in più. In pratica, 11 bambini sono rimasti fuori dalla graduatoria tra lo scontento delle famiglie residenti. Complice l’andamento demografico, ci sono più richieste da esaudire e lo stesso potrebbe avvenire pure nell’immediato futuro. Così la preside dell’istituto comprensivo cercherà di soddisfare le esigenze degli esclusi, cercando di portare a tre le classi prime; qualora la richiesta non fosse esaudita dall’ufficio competente provinciale, allora bisognerà inventarsi qualcos’altro. Ad esempio, sette di questi potrebbero anche “scendere” all’ora normale ma quattro hanno bisogno di avere il tempo pieno e i loro genitori dovrebbero dirottare verso un altro istituto. Questo perché per settembre c’è una crescita d’iscritti molto elevata. A Maerne la situazione è gestibile, poiché per il tempo pieno sono state accolte 50 domande su 53 e solo tre dovranno passare all’orario normale, dunque non ci saranno grossi problemi. Mentre nella vicina Olmo, di cui fa parte dello stesso istituto comprensivo, il quadro cambia in modo radicale; qui si sono presentati in 51, 37 per l’orario lungo e 14 per il normale, ma essendoci tre classi a disposizione e gli alunni per comporne una devono essere almeno 15, i capisce come in 11 siano rimasti fuori. E trovare una soluzione non è semplice, anche perché diversi genitori si erano fatti i loro conti sugli orari scolastici. Ora la vicenda è passata nelle mani della Cuzzolin, che si farà intermediaria con i vertici scolastici perché si accontentino tutti. (a.r.)
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Scorzè .
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riqualificazione del centro al palo
Un riconiscimento alla San Benedetto
Il Comune sta pensando ad un inasprimento fiscale per far partire il piano approvato in consiglio comunale nel 2014. A rischio il 15 % in più delle volumetrie
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Il centro di Scorzè
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nasprimento fiscale per gli immobili sfitti del centro di Scorzè. La giunta comunale sta pensando a questo provvedimento per cercare di “invogliare” i proprietari a rilanciare i loro immobili come previsto dal piano approvato dal consiglio a inizio 2014. Infatti, in questi tre anni la ristrutturazione è andata a rilento, complice anche la crisi e, se anche c’è tempo fino al 2024 per iniziare a sistemare gli edifici, il governo locale pensa a come far partire i cantieri. Infatti per quest’anno, salvo successive proroghe, tutto decadrebbe e si perderebbe la possibilità di avere il 15 per cento in più di volumetria concessa. D unque c’è sì tempo, ma sette anni fanno presto a passare e dal municipio vogliono vederci chiaro. Di più, quando a inizio 2014 era stata mostrata l’idea dell’architetto Gianni Rigo in un incontro pubblico, si erano presentati in 200, a dimostrazione di come
Si punta a rivalutare l’area compresa tra via Martiri della Resistenza, via Cercariolo, via Roma e via Treviso
la questione sia sentita. Invece in un triennio non si è mossa foglia. Un progetto senza dubbio ambizioso, che dovrebbe girare come un calzino l’area compresa tra via Martiri della Resistenza, via Cercariolo, via Roma e via Treviso. Ma soprattutto rivalutarla. Qui dovranno sorgere delle strutture residenziale, per 160 abitanti,
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direzionali, commerciali, escluse quelle all’ingrosso, con nuovi 31 mila metri cubi. E poi parcheggi sotterranei e la cosiddetta “torre” alta 21 metri per sette piani. Un progetto nato dopo otto anni di lavoro e che ha messo d’accordo i dodici proprietari interessati. La stessa giunta sta ragionando anche su come rilanciare un altro edificio in via Roma, angolo piazza Aldo Moro, stavolta di proprietà del Comune, dove al piano terra ci sono tre attività commerciali, di cui due chiuse, e la sede dell’associazione anziani, mentre il piano superiore è composto da 3 appartamenti usati per le emergenze abitative e la vecchia sede della polizia locale. Si pensa a una sua vendita. Insomma alla fine bisogna far presto e forse qualche tassa in più forse fara smuovere le cose. La riqualificazione non può attendere. Alessandro Ragazzo
nd the winner is… San Benedetto Thè Bio! L’azienda dell’acqua minerale si è aggiudicata il riconoscimento “Prodotto food 2017”, conquistato nella categoria bevande e preparati. Il Thè Bio San Benedetto è stato valutato da Nielsen attraverso le rilevazioni delle vendite presso i punti vendita, da una giuria di esperti del mondo del food&beverage e dai rappresentanti delle principali catene distributive operanti in Italia. Il premio è istituito dalla rivista Food, per valorizzare e dare visibilità ai nuovi prodotti food&beverage lanciati negli ultimi due anni nella distribuzione operante in Italia o rilanciati con significativi cambiamenti e innovazioni nell’ambito del proprio marketing mix. “Siamo orgogliosi - spiega il direttore Marketing Vincenzo Tundo - che per il secondo anno consecutivo un nostro thè abbia ottenuto questo importante riconoscimento”. A conquistare il consenso dei giudici è stata proprio l’evocazione alla naturalità e al benessere che infonde Thè Bio, prodotto nato per andare incontro alle esigenze di tutte quelle persone che sono attente all’alimentazione, vogliono vivere bene e in modo sostenibile. (a.r.)
Una mostra di Francesca Chisari in villa orsini
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illa Orsini continua a far parlare di sé e questa volta per la mostra retrospettiva delle opere di Francesca Chisari che ospiterà. La donna, di origini siciliane, si formata artisticamente nell’ambiente veneziano e ha vissuto a Gardigiano di Scorzè per molti anni. Laureata in lettere moderne ha insegnato per diversi anni al liceo Majorana-Corner di Mirano e, parallelamente, ha coltivato la passione per l’arte figurativa che l’ha spinta a riempire, coi suoi primi disegni fatti su quaderni e fogli sparsi, le case di edifici pubblici e privati. Francesca Chisari ha già partecipato a collettive e ha allestito diverse mostre personali nel veneziano, a Padova, Bologna, Reggio Calabria e ad Alberobello. L’artista ha anche partecipato e vinto diversi concorsi e riconoscimenti come la II Biennale internazionale d’Arte di Trieste e la III Quadriennale Internazionale d’arte figurativa di Napoli. Come artista è riconosciuta e inserita in “Bolaffi Arte”, nel “Catalogo degli artisti veneti” e ne “I contemporanei d’arte”. La mostra, che sarà ospitata nelle meravigliose stanze di villa Orsini in via Roma a Scorzè, si svolgerà dal 18 marzo al 2 aprile con apertura martedì, sabato e domenica dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 18, mentre il giovedì solo al pomeriggio. L’evento, fortemente voluto dal marito il professore Domenico Chisari in onore delle moglie deceduta lo scorso anno, è stata organizzata in collaborazione con il Comune di Scorzè e in particolare con la vicesindaco e assessore alla Cultura Nais Marcon. Anna Michieletto
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Nel veneziano Confronto teso in attesa delle primarie di fine aprile
pd, il partito tiene, pochi in Dp e il tesseramento non delude P
rimarie, congresso, tesseramento e scissione. Sono molti i temi che agitano in queste settimane il Partito Democratico veneziano. La spaccatura nel partito era nell’aria, e chi va nella nuova formazione di Dp, Democratici di sinistra, sono esponenti che da tempo criticavano la svolta di Matteo Renzi nel Pd. Ma andiamo nel dettaglio. Sono i deputati veneziani Davide Zoggia e Delia Murer che hanno lasciato il Partito Democratico per aderire ai Democratici progressisti di Bersani e Speranza. Nella nuova formazione entra anche il senatore Felice Casson, ex candidato sindaco di Venezia, che il Pd lo aveva lasciato già tre anni fa. L’ex presidente della provincia di Venezia Davide Zoggia è molto attivo per promuovere il nuovo partito e ne è il riferimento in tutto il Veneto. Resta nel partito, per il momento, il deputato Michele Mognato, l’ex vicesindaco di Venezia. Dei deputati eletti nel collegio di Venezia nel gruppo Pd alla Camera, restano invece con Mognato anche Andrea Martella, Sara Moretto, Pier Paolo Baretta. Intanto in consiglio comunale a Venezia il Pd rimane compatto e non perde pezzi. Restano dentro il Pd Ferrazzi, Sambo e Pellicani e l’indipendente Lazzaro. Spaccature non se ne registrano fra maggioranza del Pd e Dp, neanche nei comuni veneziani in cui si va al voto. Qui le spaccature, se ci sono sotterraneamente sono rimandate a dopo la tornata amministrativa di giugno. Intanto il Partito in queste settimane ha fatto i conti anche con il tesseramento. Il segretario Gigliola Scattolin temeva un calo consistente delle iscrizioni e invece la sorpresa positiva: il partito ha tenuto e solo poche decine di persone rispetto all’anno precedente non hanno rinnovato la tessera. Sono 3.946 contro i 4.029 dello scorso anno gli iscritti al Pd nell’ex provincia di Venezia. Per la segreteria provinciale del partito ad influire sulla scelta, c’è stata sicuramente la decisione da parte di due deputati di lasciare il partito. Si registra però anche il
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Politica .
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dato positivo di 613 nuove iscrizioni. Ora fervono i preparativi delle primarie, che si terranno in tutta Italia il prossimo 30 aprile. E’ possibile intanto, che chi ha deciso di restare nel partito a malincuore, si riposizioni sulla linea del governatore della Puglia Michele Emiliano o del ministro Andrea Orlando. Gli sfidanti insomma alla segreteria del partito di Matteo Renzi Alessandro Abbadir
Gigliola Scattolin e Michele Mognato
“Sul tornado le banche hanno fatto poco”
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ulla questione dei contributi dello Stato destinati alle famiglie colpite dal tornado in Riviera del Brenta, interviene il deputato del Movimento 5 Stelle del veneziano, Emanuele Cozzolino. “E’ davvero clamoroso-dice Cozzolino che ad oggi siano solo due le banche, tra le quali una neppure italiana, che hanno aderito alla convenzione tra Abi e Cassa depositi e prestiti per l’erogazione dei finanziamenti agevolati a sostegno di chi, come gli abitanti della Riviera del Brenta e del resto d’Italia, ha subito danni per colpa di calamità naturali. Nei confronti della scelta del governo, decisa con la legge di stabilità per il 2016, abbiamo sempre espresso dubbi, ma oggi la questione cambia e si pone una questione che riguarda gli istituti di credito a livello nazionale sulla quale presenterò un’interrogazione al ministro dell’Economia e delle Finanze”. Cozzolino rincara la dose. “E’ scandaloso – spiegache tra gli istituti bancari che non hanno accettato di erogare finanziamenti agevolati per la ricostruzione vi siano ad
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esempio il Monte Paschi di Siena per i quali gli italiani hanno tirato fuori soldi per salvarlo. Il discorso si allarga anche ad altri istituti, visto che il governo ha stanziato 20 miliardi di euro per un apposito fondo di sostegno agli istituti di credito. Quegli istituti di credito che non si sono fatti scrupoli ad erogare prestiti a fondo perduto che hanno messo in crisi i loro bilanci e i risparmi dei loro correntisti, non si rendono invece disponibili ad erogare finanziamenti agevolati, per giunta garantiti dallo Stato, a chi come gli abitanti di Dolo, Mira e Pianiga si sono visti distrutta la casa o l’azienda”. Per Cozzolino questo è un comportamento indegno del quale il M5S si farà carico a livello nazionale. A.A
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Scuola
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Scuola e lavoro 65 anni con Enaip
Gli sudenti durante una lezione di meccanica
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ormare le competenze professionali dei giovani, anche combattendo l’abbandono scolastico, riqualificare quelle dei lavoratori, fungere da cinghia di trasmissione per l’innovazione di prodotto e di processo (in particolare per un comparto strategico per il Veneto come il manifatturiero), infine essere incubatore d’impresa. A tutte queste funzio-
ni risponde Enaip Veneto, ente di formazione professionale delle Acli, che ha celebrato 65 anni di vita e di storia. Nato negli anni della necessaria e faticosa ricostruzione postbellica su sollecitazione proprio di alcuni imprenditori illuminati e della Chiesa di Padova, Enaip Veneto vede la posa della prima pietra del primo centro nel giugno del 1952, a
Padova. Sei decenni dopo Enaip Veneto, il maggiore ente di formazione professionale del Veneto, è diffuso capillarmente nella regione con 20 centri presenti in tutte le province. Sono 4.000 i giovani studenti iscritti ai 180 corsi di formazione professionale a qualifica triennale, nei settori agroalimentare, meccatronica, meccanica
auto, ristorazione e turismo, servizi per il benessere, commercio e servizi. “Come negli anni della nascita dell’ente e dei primi centri – sottolinea Giorgio Sbrissa, amministratore delegato dell’ente –, c’è bisogno anche oggi di alleanze forti per disegnare le direttive di un nuovo sviluppo. È il nostro contributo a quel “Veneto oltre” a cui stanno lavorando le dieci
organizzazioni venete riunite nel progetto #arsenale2022, che vede peraltro largamente riconosciuto il ruolo della formazione. L’appello che rivolgiamo alla nostra rete è dunque di dare più forza e significato alle nostre relazioni catalizzandole intorno al senso di una “responsabilità sociale di comunità”, da condividere per il bene del territorio”.
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Cultura
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Va in scena la settimana Serafiniana Nove giorni di eventi dedicati a Tullio Serafin, con particolare attenzione alle sue collaborazioni con i più prestigiosi teatri del mondo e con grandi artisti. Si parte sabato 1° aprile con il concerto inaugurale Al centro Paoletta Marrocu, soprano ospite dell’edizione dello scorso anno
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ta per andare in scena a Cavarzere la seconda edizione della “Settimana Serafiniana”, nove giorni di eventi dedicati alla straordinaria statura artistica di Tullio Serafin, che punterà i riflettori sulle collaborazioni del maestro con i più prestigiosi teatri del mondo e con artisti ancora oggi considerati il non plus ultra dell’arte lirica. La manifestazione, nata grazie a un’idea del Circolo “Amici del maestro T. Serafin” di Rottanova, dopo il successo della prima edizione darà vita a una serie di eventi che porteranno a Cavarzere importanti personalità del mondo della lirica e vedranno la partecipazione delle realtà artistico-musicali del territorio, puntando in particolare sulle giovani promesse musicali del territorio cavarzerano. La Settimana dedicata a Serafin prende avvio nel pomeriggio di sabato primo
La manifestazione, che è alla sua seconda edizione, è nata grazie ad un’idea del circolo “Amici del maestro T. Serafin”
a Fiesso d’artico la rassegna “Jazznonstop” Alcune delle voci più autorevoli della musicologia afroamericana incontrano il pubblico
aprile, alle 17,45 ci sarà l’apertura ufficiale della manifestazione nel foyer del Teatro Serafin alla presenza delle autorità e subito dopo andrà in scena il concerto inaugurale. Gli allievi dell’indirizzo musicale dell’Istituto comprensivo di Cavarzere, diretti dal professor Antonio Brazzo, renderanno
Nel pomeriggio di venerdì 7 aprile, sempre alle 16, sarà a Cavarzere Giovanni Gavazzeni, critico musicale del quotidiano “Il Giornale” e nipote del maestro Gianandrea Gavazzeni, grande direttore legato a Serafin da profonda amicizia. La conferenza di venerdì 7 aprile focalizzerà l’attenzione su due dei più grandi direttori del Novecento, tra i più apprezzati in assoluto: Tullio Serafin e Arturo Toscanini. Le conferenze di martedì 4 e venerdì 7 aprile si svolgono nella sala convegni di Palazzo Danielato a Cavarzere, in via Rossini, e sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per informazioni è possibile consultare la pagina Facebook del Circolo “Amici del maestro T. Serafin” o contattare l’associazione all’indirizzo circoloserafin@email.it.
P I A N C A N S I G L I O TA M B R E D ’ A L PA G O
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nizierà il 4 aprile “Jazznostop” rassegna musicologica e percorso d’ascolto organizzato dal Comune di Fiesso d’Artico e ideato dalla Biblioteca “Primo Maggio”. La rassegna è giunta alla sua 14esima edizione. Alcune delle voci più autorevoli della musicologia afroamericana, in ambito nazionale e internazionale, incontrano il pubblico di Jazznostop e presentano le loro “Creature di Jazz” che dà il titolo a questa edizione che è sottotitolata “indagine viva, trappole razziali e indagini sinfoniche”. Si tratta di artisti del calibro di Enrico Merlin, musicista e storico della musica che omaggerà l’iniziativa con il racconto della sua carriera; Stefano Zenni, che presenterà il suo ultimo libro; Marcello Piras, che affronterà una seria riflessione su miti e strumentalizzazioni di cui la musica è stata di volta in volta creatrice e vittima; e infine Luca Bragalini, che chiuderà il ciclo con un originale ritratto della fascinosa Harlem a cui Duke Ellington dedicò un’impareggiabile suite. La partecipazione agli eventi, che si svolgeranno nella sala consiliare del municipio di Fiesso d’Artico alle 20.45, è gratuita, ma è necessaria l’iscrizione inviando una mail all’indirizzo: biblioteca@comune.fiessodarGiacomo Piran tico.ve.it.
omaggio al grande maestro, alternandosi sul palcoscenico con due ospiti, il soprano Stefania Sommacampagna e il baritono Alessandro Busi, che saranno accompagnati al pianoforte dal maestro Dragan Babic. Nella mattinata di domenica 2 aprile, alle 10.30, nella chiesa parrocchiale di Rottanova verrà celebrata una messa in suffragio del maestro Serafin e dei suoi familiari, che sarà animata dalla Banda musicale cittadina diretta dal maestro Michele Arrighi. La Settimana Serafiniana prevede anche due conferenze sulla musica lirica, la prima è in programma per le 16 di martedì 4 aprile e sarà dedicata alla guida all’ascolto dell’opera “La Gioconda” di Ponchielli, a cura dei docenti della Biblioteca comunale di Serravalle della Repubblica di San Marino.
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Sport
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“Su e zo per i ponti” alla scoperta di Venezia
Bocce, premiato Micheal Michieletto
Il percorso completo è di 13 km, conta 48 ponti, con partenza e arrivo in piazza San Marco
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l prossimo 2 aprile torna a Venezia “Su e Zo per i ponti” la tradizionale passeggiata fra sport e solidarietà, organizzata da Tgs Eurogroup. La manifestazione, organizzata e promossa dall’associazione Tgs Eurogroup insieme a associazione “Genitori scuole cattoliche”; “Centro Turistico Giovanile”; ex allievi Don Bosco; Federazione Italiana Scuole Materne; N.O.I. Associazione e l’associazione “Salesiani Cooperatori”, è giunta alla sua 39ª edizione. L’iniziativa consiste in una passeggiata di solidarietà tra calli, campi e campielli, alla scoperta di Venezia. La manifestazione, rivolta a famiglie, scolaresche, gruppi, associazioni sportive, giovani e non, si caratterizza per la sua indole all’insegna dell’aggregazione e dell’amicizia. Per questa edizione saranno disponibili ben due percorsi tra cui scegliere: il percorso completo di 13 km, che conta ben 48 ponti, con partenza e arrivo in piazza San Marco, e anche un percorso breve di 6,5 km con 22 ponti, con partenza dal piazzale della Stazione Santa Lucia e arrivo in piazza San Marco. Il costo di partecipazione all’iniziativa è, in prevendita, di 7 euro a persona, mentre 8 se ci si iscrive il giorno
della manifestazione. Come per ogni edizione, ogni eventuale utile sarà devoluto in beneficenza, e quest’anno si è scelto di donare i proventi alla missione salesiana di Damasco in Siri, che sarà possibile sostenere anche acquistando la t-shirt ufficiale dell’evento. L’inizio della manifestazione, tradizionalmente segnato dalla messa, sarà celebrata alle 9 nella basilica San Marco. Grazie al premio
intitolato al fondatore della manifestazione don Dino Berti, a tutte le scuole di ogni ordine e grado che parteciperanno con oltre 100 iscritti (tra alunni, genitori, insegnanti e simpatizzanti), sarà consegnato un buono per l’acquisto di materiale didattico o sportivo del valore di 200 euro (da 100 a 150 iscritti) o di 350 euro (a partire da 151 iscritti).
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Anna Michieletto
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ell’ Auditorium della provincia di Treviso, nelle scorse settimane ha avuto luogo la cerimonia di consegna di un riconoscimento agli atleti under 18 che abbiano conseguito, nell’anno 2015, un titolo italiano, europeo o mondiale. Nel corso della cerimonia, promossa dal Coni provinciale di Treviso in collaborazione con l’ente Provincia Treviso sono stati premiati ben 59 giovani atleti, tra cui il veneziano Micheal Michieletto campione italiano di bocce nella categoria allievi Tra i tanti atleti premiati sono stati conferiti premi a sport come l’atletica leggera, alle attività subacquee, al canottaggio, alle bocce e al golf. Tra gli sport che hanno contato più premiati ci sono stati il ciclismo, la pallavolo e il pattinaggio. Questi ultimi hanno visto sfilare una schiera di atleti per niente indifferente e che nel 2015 si sono contraddistinti per le loro performance. Tutti gli atleti sono stati premiati per esser riusciti a portare lo sport italiano ad altissimi livelli, siano questi italiani, europei o perfino mondiali. (a.m.)
Calcio a 5, arriva la seconda edizione del neymar Jr’s
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arà tappa a Venezia la seconda edizione del Neymar Jr’s Five. L’evento, in programma per il 14 maggio, è il più grande torneo al mondo di calcio 5 contro 5 ed è organizzato da Redbull, in laguna in collaborazione con il Cus Venezia. Per quest’edizione si dovranno sfidare squadre provenienti da 53 paesi e 6 continenti diversi e oltre alla tappa veneziana ci saranno anche altri sette campi da gioco a Milano, Roma, Bari, Napoli, Catania, Torino e Modena. Lo scorso anno la competizione coinvolse più di 65mila partecipanti da 47 Paesi. A conquistare il titolo italiano è stata la squadra torinese dei “Kebabbari Ignoranti” che ha vissuto un’esperienza indimenticabile disputando la Finale Mondiale 2016 nella patria di Neymar Jr. Il Neymar Jr’s Five 2017 è aperto a squadre da 5 a 7 membri di età compresa tra i 16 e i 25 anni, ma per la prima volta saranno ammessi due giocatori “fuori quota” per team. È confermata la formula particolare del torneo: ogni volta che una squadra segna, gli avversari perdono un uomo, elemento che rende le partite veloci, tecniche e tattiche. Iscrizioni aperte sul sito www. neymarjrsfive.com. Per tutte le squadre partecipanti in palio ci sarà la realizzazione di un sogno: volare in Brasile per disputare la fase internazionale a Santos presso l’Instituto Projeto Neymar Jr e incontrare il campione brasiliano che poi ospiterà i vincitori mondiali dell’edizione 2017 a Barcellona. (a.m.)
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Editoriale
La credibilità della sanzione dott. Giovanni Leoni
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La legge sul fine vita è sempre più urgente Presto in aula la legge sul testamento biologico a pag 22
Trapianti di reni: nuove frontiere d’eccellenza
a pag 23
n un passaggio del loro libro “La tua giustizia non è la mia” Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo concludono che è la giustizia che traccia i confini della nostra libertà e che indica il grado di civiltà di uno Stato. I magistrati si domandano se è più efficace educare o punire e se la macchina burocratica e amministrativa è essa stessa un ostacolo alla giustizia. Applicate alla classe medica queste considerazioni trovano il parallelismo nel Codice Deontologico come base etica di comportamento e nella Commissione Albo Medici ed Albo Odontoiatri le istituzioni disciplinari che amministrano la nostra particolare giustizia. Se Colombo sottolinea in più punti la necessità della formazione del cittadino ad osservare spontaneamente la legge, Davigo si sofferma sulla necessità della certezza della pena come deterrenza per i soggetti senza “adeguati” ideali. Così quando la cronaca mette in prima pagina i comportamenti scorretti di qualche collega, fin da ragazzo mi sono sempre riferito all’Ordine dei Medici come simbolo di suprema autorità, come del resto moltissimi cittadini, naturalmente fino a prova adeguata e senza giudizi sommari. A seguito di segnalazioni di istituzioni, colleghi, cittadini, di articoli di stampa o appresi direttamente dalla rete, gli Ordini aprono i provvedimenti disciplinari nei confronti dei loro iscritti, a tutela del cittadino e del corretto esercizio professionale. Si inizia con l’istruzione del procedimento da parte del presidente, a cui segue il primo colloquio con l’indagato con relativa relazione sui fatti contestati, si passa poi se necessario alla celebrazione vera e propria con l’ iscritto e tutti i commissari, almeno otto, per una decisione collegiale. Esaminati gli atti, a volte vengono convocati direttamente i segnalanti od altri soggetti utili a chiarire i caso e gli avvocati con specifiche competenze del settore che ogni ordine ha come consulenti.
Presidente OMCeO Provincia di Venezia
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a pag 24
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Editoriale
La credibilità della sanzione
Presto in aula la legge sul testamento biologico
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ddio djFabo. A fine febbraio il noto artista, rimasto “Per molti di questi malati, se in Italia fosse legale il ricorso paraplegico dopo un tragico incidente, ha messo fine alle all’eutanasia, sarebbe possibile evitare una fine così ‘indegna’ e sue sofferenze. E’ stato accompagnato in Svizzera per lasciare ottenere invece una morte degna, accanto alle persone care. O questa vita attraverso l’eutanasia. almeno non essere costretti, come Dj Fabo, a recarsi in Svizzera Secondo un nuovo studio Istat sul rapporto tra malattia e per morire serenamente. Ora che la legge sul testamento suicidio, costruito su dati provenienti da un’indagine condotta biologico sta per arrivare in aula alla Camera - affermano i sui decessi e le cause di morte, su 12.877 suicidi in tre anni - firmatari della dichiarazione - segnaliamo questi dati ai deputati 2.812 donne e 10.065 uomini - in 737 casi è certificata la che con migliaia di emendamenti hanno bloccato per un intero presenza di malattie fisiche anno una proposta di legge rilevanti. Ciò significa che in che finalmente introduce nel Dj Fabo è un ragazzo di successo nostro ordinamento un istituto una parte rilevante di casi di suicidio, una condizione fisica di cui solo l’Irlanda e l’Italia ma dopo un incidete si ritrova compromessa potrebbe aver non si sono dotati”. paraplegico e, non riuscendo più influenzato la scelta di togliersi “Un tema molto meno la vita. Per ciascun certificato ‘sensibile e divisivo’ rispetto a vivere, sceglie la buona morte di morte sono state individuate all’eutanasia, ma al tempo le entità morbose che stesso delle norme equilibrate forniscono indicazione della presenza di una malattia importante che potrebbero almeno evitare a tanti malati gravissimi o (fisica o mentale). Le modalità più frequenti sono i casi di auto- terminali sofferenze prolungate e inutili. Specie se includessero avvelenamento, di utilizzo di armi da fuoco o di oggetti appuntiti. la sedazione profonda continua, che in Francia ha risolto “I suicidi in Italia sono più di due al giorno, uno ogni 12 ore: lo felicemente il contrasto fra chi voleva legalizzare l’eutanasia stesso numero delle troppe ‘morti bianche’ che si verificano fra i e chi vi si opponeva. E potrebbero ridurre il numero dei malati lavoratori dei cantieri edili e delle fabbriche anche lui suicida per costretti a cercare nel suicidio ‘l’uscita di sicurezza’”, concludono un male incurabile - afferma l’Associazione Luca Coscioni. i firmatari della dichiarazione.
Il giudizio finale può prevedere l’archiviazione, se non vengono riscontrati comportamenti in contrasto a uno o più dei 79 articoli del codice deontologico, o al contrario l’ applicazione di sanzioni commisurate alla gravità dei fatti riscontrati quali, in progressione, il richiamo, la censura, la sospensione per uno o più mesi dall’ esercizio della professione medica (quindi stipendio compreso), e la radiazione, cioè la cancellazione del colpevole dall’albo degli iscritti. Da quel momento un laureato in medicina se continua ad esercitare diventa punibile per esercizio abusivo della professione medica. Ogni procedimento coinvolge la segreteria degli ordini ed i vari componenti quindi per numerose ore di lavoro distribuite in più giornate fino alla conclusione di ogni singolo caso. Possono essere gli stessi colleghi o gli avvocati di parte che chiedono il parere dell’Ordine su comportamenti potenzialmente censurabili. L’ Ordine si occupa solo di deontologia professionale ma il suo parere a volte viene allegato in fase di giudizio penale o civile. Tutta questa attività, di alta responsabilità e qualifica, di specifica pertinenza, è deputata all’ ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri in veste di custode di un rapporto particolare, quello tra medico e paziente, e deve essere mantenuta riservata fino alla conclusione del procedimento. Al parere della Commissione il “sanzionato” infatti può fare ricorso alla Commissione Centrale per le Professioni Sanitarie a Roma - CCPS -, i cui lavori sono fermi da due anni con circa 1200 provvedimenti pendenti per dichiara incostituzionalità della nomina di due suoi componenti. E’ previsto inoltre il successivo ricorso in Corte di Cassazione se il parere della “CCPS“ non è accettato dal soggetto sanzionato. Fino a questa ultima sentenza il procedimento è sempre riservato per l’opinione pubblica. Questo è il mio dodicesimo anno di frequenza alle riunioni della Commissione Albo Medici, circa una volta al mese di norma di sera dalle 20.30 alle 23.30, dato che di giorno si lavora, con 4-5 casi discussi per ogni convocazione, e visto che da quando sono presidente il mio ruolo prevede anche i colloqui e le istruttorie preliminari, capite bene il senso di frustrazione di avere degli ostacoli così decisivi nell’ amministrazione della giustizia per quanto di competenza in particolare nei casi più gravi. E’ già triste vedere passare le miserie della nostra professione, ma è ancora peggio vedere inficiati dai ricorsi dell’avvocato di turno, che fa il suo mestiere, i sofferti e meditati giudizi collegiali su comportamenti scorretti dei nostri colleghi, ben sapendo che la velocità della televisione e della stampa vorrebbe per ogni caso una giustizia veloce e mediatica da parte di chi rappresenta le istituzioni di categoria. Considero quindi di fondamentale importanza la comunicazione formale della FNOMCeO del 1 marzo 2017 del ripristino dei lavori della CCPS, tanto auspicata in questi ultimi tempi dalla Presidente Roberta Chersevani e dal Presidente Nazionale Giuseppe Renzo a difesa delle credibilità ed autorevolezza dei 106 Ordini d’Italia, che continuano a fare la loro parte come tutti gli altri organismi dedicati delle professioni sanitarie . Considero altamente auspicabile che non sia la certezza della pena il motivo principale alla base di un corretto comportamento deontologico per il medico, sarebbe una considerazione troppo amara ed ingiusta per la stragrande maggioranza di tutti i colleghi che hanno naturali comportamenti etici. Peraltro la reale applicazione della prevista sanzione con il relativo deterrente è la risposta dovuta ai cittadini da chi rappresenta la nostra professione, tanto più in riferimento ai casi più gravi e dequalificanti per tutta la categoria e gli esempi, anche recenti, purtroppo non mancano.
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Padova: superati i 2000 trapianti di rene
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nIl Centro di Chirurgia dei Trapianti di Rene e Pancreas dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova diretto dal professor Paolo Rigotti, ha raggiunto il traguardo di 2050 trapianti confermandosi Centro leader in Italia. Va detto che ogni giorno più di 6700 pazienti nel nostro paese attendono il trapianto di rene, con liste d’attesa che rimangono dolorosamente lunghe e tempi medi di attesa in lista di circa 3 anni. Ogni volta che si rende disponibile un organo
da trapiantare si mettono all’opera decine di operatori ad altissima specializzazione: chirurghi, anestesisti, anatomo-patologi, nefrologi, infermieri; oltre a chi si occupa del trasporto degli organi e del coordinamento; sono molte le persone che impegnano al massimo le loro energie, fornendo una disponibilità 24 ore al giorno per sette giorni alla settimana. L’attività trapiantologica del Centro è iniziata nel 1988 con il primo trapianto di rene da donatore deceduto e
Doppio trapianto: di che cosa si tratta?
A 10 anni dal trapianto la sopravvivenza del rene è superiore al 70%
’aumento dell’età dei donatori che si è verificata negli ultimi trent’anni, ha portato infatti alla necessità di allargare i criteri di idoneità alla donazione di rene, includendo nel pool dei donatori anche soggetti di età molto avanzata. La percentuale di donatori sopra i 60 anni è passata dal 10% nei primi 10 anni di attività fino a superare attualmente il 40%. Al fine di ottimizzare l’utilizzo di questi donatori, garantendo risultati ottimi e paragonabili a quelli che si ottengono con reni provenienti da donatori più giovani, è necessario elaborare apposite strategie per valutare la qualità degli organi e applicare particolari tecniche chirurgiche; tra queste si annovera il doppio trapianto di rene, in cui entrambi i reni di un donatore vengono trapiantati in un singolo soggetto. Il Centro trapianti di Rene Pancreas di Padova ha maturato una considerevole esperienza in questo campo, avendo
effettuato 249 doppi trapianti di rene, la più ampia casistica italiana. Fino a qualche anno fa sembrava impensabile che si potesse ottenere un eccellente risultato del trapianto quando gli organi provenivano da donatori con età estremamente avanzata, mentre sono già 43 i pazienti che hanno ricevuto un doppio trapianto renale a Padova da donatore ultraottantenne. Oltre al trapianto da donatore deceduto anche la donazione da vivente rappresenta una risorsa che può essere implementata al fine di fronteggiare la carenza di organi. Il Centro di Padova ha adottato tecniche chirurgiche all’avanguardia, come l’esecuzione del prelievo di rene con tecnica laparoscopica, ha applicato terapie farmacologiche ed aferetiche innovative per poter eseguire il trapianto anche in presenza di incompatibilità di gruppo sanguigno.
posto in Italia. Questo grande incremento è dovuto certamente ad un aumento delle donazioni ma anche allo sforzo di utilizzare al meglio tutte le risorse che possono incrementare il pool dei donatori disponibili. Per perseguire questo obiettivo il Centro Trapianti di Padova si è impegnato a sviluppare due programmi in particolare: il doppio trapianto di rene, che ha consentito di allargare i criteri di idoneità alla donazione e il trapianto di rene da donatore vivente.
Trapianto possibile anche senza compatibilità sanguinea A
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successivamente, nel 1991, si è estesa ai trapianti combinato di rene e pancreas e di rene da donatore vivente; inoltre nel 1999 è stato effettuato uno dei primi doppi trapianti di rene in Italia da donatore anziano. La crescita del numero dei trapianti è stata notevolissima se si pensa che nei primi anni la media annuale era intorno ai 15 trapianti; oggi invece si superano i 150 trapianti all’anno. Nel 2016 sono stati eseguiti nel Centro di Padova 161 trapianti di rene di cui 50 da donatore vivente ponendolo al primo
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partire dal 2010, le metodiche di desensibilizzazione più sofisticate sono state applicate consentendo di IN CONVENZIONE eseguire ben IN 57 PRIVATO trapianti nonostante l’incompatibilità di gruppo sanguigno AB0 • radiologia e risonanza • laboratorio di analisi tra donatore e ricevente. magnetica • radiologia e Mentre in passato l’incompatibilità di • cardiologia risonanza magnetica gruppo sanguigno era considerata una • ecografiassoluta a • ecografia controindicazione al trapianto, mammografi queste• procedure hanno aconsentito di • mammografia procedere comunque con il trapianto • oculistica • ginecologia-ostetricia con ottimi risultati, aumentando il • ortottista • cardiologia numero di donazioni da vivente. Infatti, • dermatologia l’incompatibilità di gruppo sanguigno è una • ortopedia • ortopedia circostanza che si presenta circa nel 30% • laboratorio di analisi dei potenziali donatori di rene da donatore vivente• eurologia oggi non rappresenta più un ostacolo al trapianto. • otorinolaringoiatria Padova è diventata Centro di riferimento • neurologia anche per l’insegnamento a chirurghi sede di Spinea • endocrinologia/ provenienti da tutta Italia - della tecnica dietologia laparoscopica per la nefrectomia nel Dal lunedì al venerdì • logopedia donatore vivente utilizzata fin dal 2001 dalle 7.30 alle 12.30 Questa tecnica laparoscopica con • psichiatria/psicoterapia e dalle 14.00 alle 19.00 l’incisione di soli 6 cm per estrarre il • ecocolordoppler rene per venoso/arterioso il trapianto da vivente, presenta Il sabato numerosi vantaggi per il donatore rispetto • medicina del lavoro alla tecnica tradizionale (lombotomica), dalle 8.00 alle 12.00 • ginecologia-ostetricia A Padova ad oggi sono stati eseguiti – affermano dal Centro padovano – il garantendo una minore sintomatologia Ampio parcheggio interno più di 250 prelievi laparoscopici di rene da nostro principale obiettivo per il futuro è dolorosa post-operatoria, una più breve Sede: via Roma, 230 · Spinea (Ve) vivente. · tel. 041 994833 - 041 5412831 · fax 041 5411720 donatore di poter abbattere le lunghe attese per degenza ospedaliera e complessivamente Punto prelievi: via 9/dsuperato · Maerne (Venezia) “Dopo aver la soglia dei 2000 · tel./fax i pazienti 041 affetti5030385 da insufficienza renale una convalescenza più rapida, con una piùManzoni, info@centroclinicochimico.it trapianti, ottenendo ·adwww.centroclinicochimico.it oggi il brillante cronica, migliorarne la sopravvivenza e la precoce ripresa dell’attività lavorativa, e un risultato di 2050 trapianti di rene effettuati qualità di vita”. migliore risultato estetico.
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Pensare alla salute in vacanza è bello e fa bene! Cure innovative e rilassanti con percorsi riabilitativi e di prevenzione che si aggiungono ai fanghi e alla beauty farm. Tutto questo al Medical Hotel di Abano Terme
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urarsi in un modo nuovo, più rilassante. Standosene comodamente in vacanza alle terme. In un ambiente termale fra i migliori in Europa, dove il benessere è di casa fin dai tempi dell’antica Roma. L’originale sfida è stata lanciata dall’Hotel Ermitage Bel Air di Abano Terme – Teolo, elegante e rilassante oasi termale incastonata nella parte nord-orientale del Parco naturale dei Colli Euganei. Per la precisione a Monteortone, località famosa per il suo santuario quattrocentesco costruito accanto a una sorgente miracolosa per i suoi effetti taumaturgici, meta nella primavera di diverse processioni religiose la cui origine risale ad ex voto per la guarigione dalla terribile peste del 1630. Siamo dunque sui Colli Euganei, area oggi protetta da un Parco naturale regionale che nei secoli ha affascinato e ispirato uomini di cultura (si pensi solo al Petrarca, che ha vissuto ed è sepolto nel borgo di Arquà) e richiamato ospiti da tutto il mondo, attratti dalla bellezza dei luoghi e dalle straordinarie proprietà terapeutiche dell’acqua termale che sgorga generosa a quasi 70 gradi dal sottosuolo.
L’Hotel Ermitage Bel Air, che è fra i primi hotel termali della zona e da quattro generazioni è gestito con passione dalla famiglia Maggia, propone accanto ai classici trattamenti termali (di cui i fanghi sono la punta di diamante) a e a quelli di benessere (molto sviluppati i trattamenti di bellezza) anche un moderno Servizio di Assistenza Medica dedicato alla Prevenzione e alla Riabilitazione sia in ambito Ortopedico che Neurologico (recenti i pacchetti dedicati ai pazienti affetti dal morbo di Parkinson).
Insomma, durante il proprio soggiorno nell’accogliente struttura ci si può sottoporre a un bel check up medico o, in caso di necessità, affrontare determinati percorsi riabilitativi, accorciando i tempi di recupero e il ritorno alla vita attiva, “complici” le virtù delle acque termali. Questo può diventare molto utile, ad esempio, dopo una frattura o un intervento chirurgico. Senza contare che tutti i servizi dell’Ermitage sono accessibili anche ai portatori di handicap.
In forma con una nuova alimentazione e seguiti dai medici dell’hotel
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n aspetto che interesserà molto a chi sta cercando di migliorare la propria forma è la possibilità di cambiare il proprio stile di vita attraverso un’alimentazione più corretta. I menù dell’Ermitage sono formulati in modo da soddisfare sia la golosità che il corretto apporto nutrizionale. Fare tutto questo in vacanza alle terme rappresenta un piccolo lusso. La classica possibilità di unire l’utile al dilettevole, alternando un bel bagno in una delle rilassanti piscine termali del complesso a una seduta medico-riabilitativa o ad un allenamento cardio-fitness. Il tutto seguiti e “coccolati” da personale qualificato. A rendere innovativa la proposta a bambini affetti da gravi patologie dell’Ermitage Bel Air è il concetto di invalidanti, in un luogo in cui i piccoli Medical Hotel, un modello per ora unico possono condividere il periodo riabilitativo in Italia e che rispetta in vacanza con i propri rigorosamente i più genitori (anch’essi Unire l’utile elevati standard ospitati gratuitamente al dilettevole qualitativi presi a presso la struttura). riferimento dalle più Per info: www. qui è possibile moderne strutture ilsognodieleonora.it. soprattutto perché socio-sanitarie. A Il Centro Medico il personale testimonianza della dell’Ermitage tratta particolarità ed tutte le patologie che qualificato segue efficacia dei servizi compromettono le i pazienti passo offerti oltre che della capacità di movimento, rara sensibilità delle siano esse croniche passo gestione occorre o temporanee, ricordare che grazie ad una convenzione conseguenza dell’invecchiamento oppure con l’Hospice pediatrico di Padova di traumi o di interventi chirurgici. Per attraverso un progetto di responsabilità garantire un servizio estremamente sociale i servizi di riabilitazione di Ermitage personalizzato l’equipe medicoMedical Hotel sono erogati gratuitamente specialistica è composta da un medico
fisiatra, da un chirurgo ortopedico, da un reumatologo e da un nutrizionista. E’ assodato che la riabilitazione effettuata in acqua termale, con l’ausilio di fisioterapie personalizzate, favorisce un più rapido recupero del paziente. Una recente convenzione sottoscritta con una casa di cura trevigiana consente di poter gestire l’intervento chirurgicoortopedico direttamente dall’hotel, il cui personale si occupa anche del trasporto prima e dopo l’intervento. La riabilitazione fisica è personalizzata e intensiva e interessa pazienti che hanno subito traumi o interventi chirurgici, come la protesi d’anca, ginocchio o spalla, o la frattura del femore in ambito ortopedico o gli esiti di ictus in ambito neurologico. Patologie croniche come il Parkinson possono anch’esse beneficiare di specifici protocolli di cura.
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uoversi in un ambiente alpino, gustare la gastronomia tipica locale e farsi coccolare dalle tante offerte benessere con piscine e saune dedicate, questa è Valle Isarco, una delle due valli principali dell’Alto Adige. Si estende dalla sorgente del fiume Isarco al Brennero fino alla foce dell’Adige a Bolzano e, ovunque si soggiorni, la meraviglia è garantita. L’equilibrio in Alto Adige è armonia di contrasti. Salire in vetta con passo saldo. Abbandonarsi alla forza energizzante dell’acqua. Rigenerare la mente con nuove idee. Riconnettere anima e corpo attraverso i piaceri del palato. E così, mentre l’ultimo spicchio della stagione invernale si sta consumando, in Valle
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Isarco già si pensa alla primavera in arrivo con l’iniziativa Alto Adige Balance, perdersi nella natura per ritrovare l’equilibrio. Si tratta di un’offerta primaverile dedicata a chi desidera prendersi cura di sé attraverso esperienze guidate e manifestazioni nella natura. Balance è molto più di benessere e relax: invita i partecipanti a ritrovare l’equilibrio e a modificare ogni giorno il proprio stile di vita. All’evento di lanciodi “Alto Adige Balance Trova il tuo percorso in Valle Isarco”, - aperto a tutti e gratuito - il 28 aprile 2017 dalle ore 15 nel giardino di Castel Rodengo, chiunque potrà imparare quanta forza regala una corretta respirazione. La moderazione sarà a cura di Stefan Maria Braito. Imperdibile!
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Valle Isarco, le alte vette del gusto
Il fascino discreto di un’area alpina che al turismo Vip preferisce quello rivolto agli amanti della natura, alle attività all’aperto e ai prodotti tipici del territorio: dai grandi vini, all’Agnello della Val di Funes e al Bue Grigio. Eccellenze da gustare anche in baita
di Renato Malaman
N E LLA FOTO GR A N D E LA B A ITA GEIS LER A LM S O P R A S A N TA MA D D A LEN A IN VA L D I FU N ES CO N LO S P ETTA CO LA R E S FO N D O D EL GR U P P O D ELLE O D LE. A DES TR A TER R A ZZA MEN TI CO LTIVA TI A VITE LU N GO LA VA LLE IS A R CO . S OTTO : MO U N TA IN B IK E IN QU OTA , IL CO MP R EN S O R IO S CIIS TICO D ELLA P LO S E, D ETTA GLIO D E L P A R CO P U EZ - O D LE, S CO R CIO N OTTU R N O D I CH IU S A , A R MIN GR A TL D ELLA CA N TIN A VA LLE IS A R CO MEN TR E MO S TR A D U E GIO IELLI EN O LO GICI D ELL’A ZIEN D A , L’ O S TE-TITO LA R E E LO CH EF D EL R IFU GIO R IN D ER..P LA TZ S U LL’A LP E D I VILLA N D R O , IL MICR O B IR R IFICIO CO N R IS TO R A N TIN O GA S S LB R A U D I CH IU S A E, S OTTO , L’ A N S ITZ ZU M S TEIN B O CK D I VILLA N D R O
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alle Isarco, ovvero l’altra faccia delle Dolomiti. Quella meno conosciuta, meno celebrata dal turismo Vip ma certamente non per questo meno bella. Anzi, forse proprio quella che prende il nome dal leggiadro fiume Isarco è la parte più sorprendente del magico universo dolomitico. Salire da Santa Maddalena in Val di Funes fino ai piedi del Gruppo del Puez - Odle per rendersene conto! Ci si trova di fronte a uno spettacolo grandioso di rocce e di guglie ardite, che svettano da boschi e prati incontaminati ipnotizzando lo sguardo su un orizzonte di montagne di straordinaria suggestione. Nei giorni belli e di cielo cristallino l’occhio arriva a spaziare su tutte le montagne altoatesine, fino alle prime vette austriache. Bella tutto l’anno questa area naturalistica, ricca di rifugi e di baite che inducono alla sosta e in cui, bisogna sottolinearlo, si mangia benissimo. Su tutte spicca la Geissler Alm, a 1960 metri di altezza, una delle Baite Top dell’Alto Adige per la qualità: un menu di tradizione che oltre agli immancabili canederli e al tagliere di speck e formaggi comprende anche l’Agnello della Val di Funes e la carne di Bue Grigio, razza bovina locale salvata di recente. Insomma, tanto territorio nel piatto. Imperdibile la lunga discesa con lo slittino tra i boschi fino al parcheggio. Altra gemma da scoprire in Valle Isarco è l’Alpe di Villandro, una sorta di altipiano che si distende a 1800 metri di quota e d’inverno assomiglia al Klondike, con i suoi boschi nani di pino mugo e le larghe macchie di
rododendri selvatici (la famosa rosa alpina) che spuntano nella neve levigata dal vento. D’estate una spianata di pascoli. Anche da queste parti pullulano le baite. Dalla “gourmet” Rinderplatz (pure Baita Top) alla vivace Gasser, dove in genere si lascia l’auto per proseguire a piedi. Piccoli paradisi naturalistici, il Parco del Puez - Odle e l’Alpe di Villandro, lontani dalle affollate piste da sci, dove ancora si può ritrovare un rapporto di equilibrio con la natura. La Valle Isarco è un mondo appartato, dall’anima umile, che vuole farsi scoprire piano piano. La sua parte dolomitica è protetta da un parco naturale, il Puez Odle appunto (che è pure un bene inserito nel Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco), ma questa regione turistica è anche molto altro. Dal Brennero fino a Chiusa è un susseguirsi di motivi di interesse. E nel mezzo Vipiteno e Bressanone, i cui centri storici sono famosi per le artistiche facciate delle case, testimoni della ricchezza consolidatasi nel Medio Evo, figlia dell’attività delle vicine miniere d’argento. Proprio da Vipiteno e Bressanone si dipartono tante valli, una diversa dall’altra, che custodiscono mondi contadini ricchi di tradizione e di amore per la natura. Però in Valle Isarco c’è spazio anche per chi ama lo sci e una vita attiva meno contemplativa. Il comprensorio della Plose sopra Bressanone, raggiungibile con una cabinovia che parte da Sant’Andrea, è un delizioso panettone in quota che spunta dai boschi e invita a lunghe e piacevoli discese per tutti i gradi di dif-
Da Chiusa a Vipiteno, passando per Bressanone, i centri storici sembrano usciti da una favola dei Fratelli Grimm con le loro eleganti facciate barocche. Escursioni, degustazioni e, per chi ama lo sci, lo spettacolare palcoscenico della Plose
ficoltà dopo aver goduto di una vista a 360 gradi sulle Odle, sul Sass Putia e sulla infinita corona di montagne che impreziosiscono l’intorno. Sosta gustosa a “La finestra”, nella stazione a monte della cabinovia. La Valle Isarco è detta la “terra dei percorsi”. Ce n’è per tutti i gusti. Da quelli naturalistici da percorrere a piedi, in mountain bike d’estate e con sci e ciaspole d’inverno, a quelli tematici. Come quello dei sapori ad esempio. La Valle Isarco è una straordinaria terra di vini. Bianchi soprattutto. Bianchi di spiccata mineralità e aromaticità. Profumati come il Sylvaner o eleganti come l’altro autoctono Kerner. .. Senza contare i Muller Turgau, i Veltliner o i rossi Lagrein, Blauburgunder e Sankt Magdalener. Una grande cantina cooperativa (la Cantina Valle Isarco o Eisacktaler Kellerei per dirla nel prevalente idioma tedesco) e tanti piccoli produttori coltivano le viti in un paesaggio arcadico, su pendii terrazzati che rendono armonica l’architettura naturale della Valle Isarco. La sede della Cantina Valle Isarco di Chiusa, società resa forte da ben 130 soci conferitori,
merita una visita non solo per le degustazioni dei gioielli enologici della valle ma anche per il suo design d’avanguardia. E già che si è a Chiusa, cittadina che si fregia di appartenere ai Borghi più belli d’Italia, vale la pena di fare .. una capatina al Gasslbrau, un micro birrificio artigianale dove di può cenare (bene e in modo tradizionale) accanto alla spettacolare “sala delle cotte” e ai serbatoi dell’impianto. Quello di Norbert Andergassen è stato uno dei micro birrifici pionieri in Alto Adige. Ora sono 15 e affiancano il colosso storico della birra in provincia di Bolzano, la Forst di Merano. A Villandro sosta gourmet consigliata al raffinato ristorante Ansitz zum Steimbock, locale ricavato nella stube dell’hotel Steinbock, che un tempo era un castello di città. Una delle tante residenze signorili della Valle Isarco. Cena a lume di candela in un’atmosfera d’altri tempi. Per scoprire ancora più in profondità di quanti tesori, anche enogastronomici, sia ricca la Valle Isarco. Tesori che aspettano solo di essere scoperti. O riscoperti, per ritrovare il “gusto” di un turismo che si ispira alla natura e all’ambiente.
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Food & Drink WARDA GARDA OIL FESTIVAL Il Garda Dop è davvero unico: profuma di erba fresca, carciofo, fieno e ha un retrogusto di mandorla
PROSECCO E PINOT GRIGIO: OPPORTUNITÀ DA COGLIERE PER LA DOC MERLARA Una giovane denominazione interprovinciale ha delle potenzialità concrete tutte da sviluppare. Se ne è parlato in un recente convegno voluto dal Consorzio di Tutela dal titolo: Il Merlara Doc tra Prosecco e Pinot Grigio: il percorso fatto, le nuove opportunità. Il contesto produttivo vitivinicolo del Veneto è caratterizzato, ormai da alcuni anni, da una forte dinamica di crescita. Prosecco e Pinot Grigio sono oggi le denominazioni più performanti, delineando per i territori interessati nuove prospettive di sviluppo. La doc Merlara si inserisce in tale contesto con tutto il suo potenziale. Grazie al recente riconoscimento di questo aerale a denominazione, quella del Merlara si può definire a buon diritto una doc “funzionale”: in questo comprensorio sono stati infatti attivati tutti gli strumenti di governo e di crescita necessari per poter guardare alle sfide del futuro con fiducia. Alla luce dei risultati fin qui ottenuti si tratta ora di capire in dettaglio qua-
li opportunità si presentano di fronte agli imprenditori agricoli che intendano mettersi in gioco e impegnarsi in questa zona di produzione. All’incontro hanno partecipato anche Luigino De Togni Presidente Consorzio Tutela Vini Merlara Doc, Stefano Zanette, Presidente Consorzio Prosecco Doc e Piero Zambaldo Presidente Collis Veneto Wine Group. Nell’ultimo anno la superficie viticola dei soci è sensibilmente aumentata con un ritmo tra i più alti del Veneto grazie alle continue richieste di ristrutturazione e di nuovi impianti, mentre negli ultimi 15 anni (fonte Avepa) la superficie vitata è passata dai 250 ettari iniziali agli attuali 628. Sedici le varietà coltivate: tra queste Marzemino e Malvasia si confermano i vitigni storici. In parallelo crescono gli ettari coltivati a Glera, che salgono oggi a 247, e quelli coltivati a Pinot Grigio, attualmente 157.
LE PRELIBATEZZE DI CHIOGGIA SEMPRE PIÙ IN ALTO Gemellaggio di due aree di grande interesse turistico nella splendida cornice delle Dolomiti
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iungere a duemila metri per degustare nella splendida cornice delle Dolomiti un ottimo risotto alle vongole veraci di Chioggia guarnito con il radicchio chioggiotto e bere un buon bicchiere di prosecco: un’occasione da non perdere. Allo Chalet Cima Uomo nella zona del passo san Pellegrino tra la val di Fassa e Falcade domenica 19 febbraio il Consorzio di Promozione Turistica Lidi di Chioggia in collaborazione con I.G.P Radicchio di Chioggia, l’associazione La Vongola Verace di Chioggia, studenti e docenti dell’indirizzo enogastronomico dell’Istituto d’istruzione superiore Cestari-Righi di Chioggia e lo Ski Area Dolomiti hanno ufficializzato un gemellaggio tra due aree di grande interesse ambientale, artistico e
gastronomico: da una parte montagne, boschi, neve, sciatori, paesaggi alpini, formaggi tipici e carni selvatiche, dall’altra spiaggia, mare, prodotti ittici e dell’orticoltura, il centro storico e gli scorci caratteristici della laguna…il tutto accompagnato dal concerto della Ubi Jazz Band sulla terrazza dello Chalet Cima Uomo in una luminosa giornata alla folta presenza di turisti italiani ed anche stranieri.
Torna più ricco che mai, il 17 e 18 giugno a Cavaion, il festival dell’olio del Garda. Durante la manifestazione si susseguiranno convegni, degustazioni, laboratori, mercatino dei prodotti tipici e ristoranti in piazza. L’olio extra vergine di oliva Garda DOP si distingue per il sapore naturalmente delicato e per la sua eleganza. All’assaggio si riconosce per l’armonia delle sue note organolettiche e per gli aromi leggeri ed equilibrati: i profumi di erba fresca, erbe aromatiche, fieno e carciofo, uniti al tipico retrogusto di mandorla, lo rendono unico. Le olive destinate alla produzione dell’olio extravergine di oliva a Denominazione di Origine Protetta “Garda” provengono dai territori olivati delle province di Brescia, Verona, Mantova e Trento. Territori particolarmente affascinanti anche dal punto di vista ambientale e naturalistico. Al consumo questo l’olio Garda DOP presenta le seguenti caratteristiche: co-
lore dal verde al giallo più o meno intensi, odore fruttato medio o leggero, sapore fruttato, note di dolce e un retrogusto tipico di mandorla. Acidità massima in acido oleico 0.5% Sapori che i vostri palati potranno degustare durante la due giorni del festival dove uno dei protagonisti food sarà la fogassa de Cavaion, un dolce tipico dalla lunghissima storia.
LA FOGASSA DE CAVAION La bontà spesso fa rima con semplicità. Ne è un esempio la “Fogassa de Cavaion”, dolce che profuma di passato e tradizione, a base di olio extravergine Garda Dop. Preparato e cucinato, come appunto tradizione impone, sulla “gradela” (graticola), sulle braci del focolare. Presentata all’Expo con un suo marchio DeCo, dalla scorso marzo la Fogasa ha i suoi primi rivenditori certificati secondo il Disciplinare DeCo, che la propongono insieme alla Dop gardesana e ad altri prodotti tipici del territorio.
BACALÀ ALLA VICENTINA, LA CONFRATERNITA COMPIE 30 ANNI Fu lo scrittore Virgilio Scapin a fondare il gruppo con gli amici goliardici Ricorre quest’anno il trentesimo anniversario dalla fondazione della Venerabile Confraternita del Bacalà alla vicentina nata su iniziativa dello scrittore Virgilio Scapin e di un gruppo di amici gogliardi. Per celebrare la ricorrenza a marzo vedrà la luce un francobollo commemorativo e un annullo filatelico a Sandrigo. La manifestazione darà avvio all’anno di festeggiamenti che culminerà con il tradizionale appuntamento con la Festa del Bacalà la seconda e terza domenica di settembre a Sandrigo. L’origine della ricetta del Bacalà alla Vicentina è alquanto fumosa. La Confraternita del Bacalà oggi suggerisce una ricetta che è il frutto di studi e comparazioni tra le numerose ricette in auge nei ristoranti e nelE ONNE IN le trattorie più famose del vicentino tra gli anni trenta e cinquanta.
1/2 litro di latte fresco poca farina 50 gr. di grana grattuggiato un ciuffo di prezzemolo sale e pepe
Preparazione: Ammollare lo stoccafisso, gi. ben battuto, in acqua fredda, cambiandola ogni 4 ore, per 2-3 giorni. Levare OTTEGA NELLE RTI parte della pelle. Aprire il pesce perE il lungo, togliere la lisca e tutte le spine. Tagliarlo a pezzi quadrati possibilmente uguali. Affettare finemente RICETTA DEL BACALÀ le cipolle; rosolare in un tegamino ALLA VICENTINA con un bicchiere d’olio, aggiungere Ingredienti per 12 persone: le sarde dissalate, diliscate e tagliate 1 kg di stoccafisso secco a pezzetti; per ultimo, a fuoco spento, 250 gr. di cipolle 1/2 litro di olio d’oliva non fruttato unire il prezzemolo tritato. Infarinare i vari pezzi di stoccafisso, irrorarli 3 – 4 sarde sotto sale con il soffritto preparato, poi disporli
uno accanto all’altro, in un tegame di cotto o di alluminio, oppure in una pirofila (sul cui fondo si sar. versata, prima, qualche cucchiaiata di soffritto); ricoprire il pesce con il resto del soffritto, aggiungendo anche il latte, il grana, il sale e il pepe. Unire l’olio fino a ricoprire tutti i pezzi, livellandoli. Cuocere a fuoco molto dolce per 4 ore e mezza circa, muovendo NEI di tanto inESTIERI tanto il recipiente senza mai mescolare. In termine vicentino questa fase di cottura si chiama “pipare”. Solamente l’esperienza sapr. definire l’esatta cottura dello stoccafisso che, da esemplare a esemplare, pu. differire, di consistenza. Servire ben caldo con polenta in fetta: il “Bacal. alla vicentina” . ottimo anche dopo un riposo di 12 – 14 ore.
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Crucilibro
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L’infanzia sussurra dentro di noi Vivendo tracciamo una linea diretta al futuro ma già segnata da ciò che, di bello o di brutto, abbiamo vissuto da bambini Andrea Bajani
Teresa Ciabatti
Mauro Covacich
Lorenzo Marone
Eroe/Eroina
Un bambino
Teresa
Il nonno dell’autore, bambino
Luce, giovane napoletana avvocato
Alter Ego
Il suo dolore
Sua madre
L’autore bambino
Mamma, donna dedita al lavoro
Location
Un paese sotto un monte
Roma
Trieste
Napoli
Una bambina sottile
I suoi famigliari
I grandi personaggi della storia e della cultura della città
Carmen e suo figlio Kevin
Intrigo
Un bambino e il suo dolore percorrono le strade e i boschi di un paese di montagna, vicino al confine, attraversato dai binari del treno, con un passaggio a livello che è un altro confine con un non ben definito oltre
I Ciabatti di Orbetello sono una famiglia ricchissima: il padre, primario ospedaliero, è massone e amico di Licio Gelli. La madre, che lascia il lavoro per seguire i figli si ammala e si perde un pezzo della loro infanzia
Un bambino attraversa una Trieste ferita dalla Seconda guerra mondiale reggendo in equilibrio sulla testa una sedia. Sa dove andare, il piccolo triestino che porta lo stesso cognome dell’autore e che è suo nonno
Luce, lasciata via sms dal suo fidanzato, è un avvocato alternativo. Chiamata a intervenire in una causa di divorzio, deve controllare da vicino una madre per la causa d’affidamento
Finale
Oltre la ferrovia abita una bambina sottile che sa comprendere il dolore del bambino e che lui ama teneramente. Anche lei è accompagnata da un piccolo dolore spelacchiato. I due crescono insieme delicatamente
Teresa è amatissima ma anche viziata e grassa. Quando il padre muore il patrimonio non c’è quasi più e lei e il fratello vanno a vivere altrove con la madre. Poi Teresa si sposa ma il suo matrimonio naufraga
Attraverso la storia della sua famiglia l’autore ricostruisce il tessuto sociale della città abitata negli anni da grandi personaggi storici e dell’alto valore artistico-letterario
Una serie di eventi non programmati metterà Luce in contatto con Carmen e tra loro nascerà un rapporto ben diverso da ciò che doveva essere
Cosa dire del libro
Un testo poetico e profondo, una storia universale su quanto può essere profonda la fragilità se non la rifiutiamo. Da leggere assolutamente
Un libro di autofiction crudele, una foto sovraesposta dell’Italia bene degli anni 70 e 80 dove gli interessi di pochi venivano prima anche degli affetti più sinceri
Il romanzo è avvincente e sorprendente, non ci si staccherebbe mai da queste pagine che innamorano con sapienza
E’ la storia mista di malinconia e speranza di una donna che combatte molte battaglie ma in realtà una sola: la sua, quella per la vita
Co-protagonisti
Leggere
Andrea Bajani Un bene al mondo Einaudi, pp. 144 € 16.50
Teresa Ciabatti La più amata Mondadori, pp. 218 € 18.00
Mauro Covacich La città interiore La nave di Teseo, pp. 233 € 17.00
Lorenzo Marone Magari domani resto Feltrinelli, pp. 320 € 16.50 A cura di Germana Urbani
Verso le amministrative 2017 elezioni
ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le prossime Elezioni messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).
PER INFORMAZIONI: tel.
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Tavola
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Vellutata di legumi
Raita di carote
Ingredienti: 200 g di cannellini - 100 g di lenticchie rosse decorticate - 3 cm. di alga kombu - un pizzico di peperoncino - 2 foglie d’alloro - acqua - sale - 2 spicchi d’aglio - 1 bustina di zafferano prezzemolo tritato - una spruzzata di limone.
Ingredienti: 4 carote medie - un pugno di pistacchi - 250 g di yogurt intero - una punta di peperoncino in polvere - un ciuffo di foglie di menta fresca - sale. Preparazione: lavare e spazzolare le carote, quindi grattugiarle fini. Aggiungere i pistacchi tritati grossolanamente. Condire con il
sale, il peperoncino e la menta spezzettata. Versare lo yogurt in modo uniforme e servire fresco.
Fagottini di mele
Preparazione: cuocere i cannellini nell’acqua con l’alga kombu e le foglie di alloro. Aggiungere le lenticchie rosse decorticate e far bollire altri 15 minuti. Spegnere, togliere le foglie di alloro, aggiungere il sale, un pizzico di peperoncino e frullare il tutto, deve risultare una crema fluida. Insaporire con il prezzemolo tritato, lo zafferano e il succo di limone.
Ingredienti: 250 g di farina di frumento 1 uovo - 1 C di olio - ½ bichiere d’acqua - 2 pizzico di sale. Ingredienti per il ripieno: uvetta - mele - noci - miele - cannella pinoli - buccia di limone. Preparazione: setacciare la farina, mescolarla con il sale e disporla a fontana. Mettere nell’incavo l’uovo e l’olio e incominciare ad impastare aggiungendo poco a poco acqua quanto basta per dare alla pasta la giusta consistenza. Lavorarla vigorosamente finchè sarà liscia ed elastica e formare una palla che si ungerà con un po’ d’olio e si lascerà riposare mezz’ora. Nel frattempo mettere in ammollo l’uvetta, sbucciare le mele, tagliarle a fettine e tritare le noci. Versare tutti questi ingredienti in una terrina, aggiungervi il
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
miele, la cannella, i pinoli e la buccia di limone grattugiata, mescolare bene e lasciare macerare. Trascorso il tempo necessario, spianare la sfoglia con il mattarello abbastanza sottile. Tagliarla quindi in quadrati di 10 cm. circa. Aiutandosi con un cucchiaio, disporre su questi quadrati dei mucchietti di ripieno, sbriciolando sopra a ciascuno un po’ di biscotti. Inumidire con acqua i bordi della pasta, quindi chiudere i fagottini congiungendo i quattro angoli. Circa 10 minuti prima della fine della cottura spennellarli con del malto diluito in un po’ d’acqua.
Nota La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
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Oroscopo
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Ariete Pieni di grinta e di voglia di fare, tanto che non ci saranno ostacoli in grado di fermare i vostri progetti
Toro Seguite le vostre intuizioni saranno la chiave per raggiungere i vostri obiettivi e per evitare insidie
Marzo La primavera risveglia gli ormoni e i cuori. Senza far nulla potreste ritrovarvi a vivere avventure inaspettate o nevrotiche
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Bilancia Munitevi di pazienza e mostrate la vostra migliore capacità di adattamento: ogni difficoltà prima o poi finisce
Scorpione Vi aspetta un mese vivacissimo per la vita sociale e familiare e per coltivare i vostri interessi personali
Gemelli
Sagittario
Attenzione da metà mese: vi aspetta un po’ di confusione che potrebbe spingervi a compiere passi falsi
Negli affetti, nel lavoro o chissà in quale altro settore, la mente vi dirà una cosa, il cuore l’esatto opposto
Cancro
Capricorno
Forti di intuizioni sagge e veritiere, potrete riflettere, trovare soluzioni e mediare tra la rabbia e la diplomazia
Avrete la capacità di discutere anche con i soggetti più complicati e di arrivare ad una soluzione condivisa
Leone
Acquario
Mettere in conto un po’ di nervosismo dovuto alla cocciutaggine di qualcuno che vorrà fare di testa sua
Vivacità, voglia di fare, entusiasmo, entrate, belle novità che riguarderanno la vita sociale o forse un bel viaggio
Vergine
Pesci
Inizialmente troverete difficoltà a mantenere tutto sotto controllo. Aumenterà il disordine ma poi tornerà tutto a posto
Intuitivi, abili nei rapporti interpersonali, capaci di distrarvi in ogni tipo di situazione. Chiarite problemi in famiglia