Periodico d’informazione locale. Anno XXIII n.3 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD
Primo Piano Commercio, chiari segnali di ripresa in Riviera e Miranese pagg.
Noale Rifiuti, arriva il nuovo ecocentro per il territorio
4-5
pag.
Gennaio 2016
Martellago Aziende da tutta Italia per i cantieri programmati
6
pag.
a Febbraio Nuova Edizione:
12
l’informazione locale si estende!
Giuseppe dal ben alla direzione dell’ l’ulss 13
Veneto in primo piano mercato immobiliare: seGnali di ripresa
Luca Zaia rivoluziona la sanità veneta e sceglie Giuseppe Dal Ben, già direttore generale dell’Ulss 12 Veneziana e commissario dell’Ulss 14 di Chioggia, per guidare anche Ulss 13 di Mirano e Dolo. pag. 10
ordinanza per limitare le slot a scorze’ Anno nuovo, vita nuova e diversi orari per quei locali del comune di Scorzè che hanno le slot con vincita in denaro e le sale giochi. L’ordinanza è stata emessa dal sindaco Giovanni B. Mestriner e vuole dare una stretta a queste attività. pag. 14
NOVITÀ: da Febbraio
cambia look! Le nostre rubriche
alle pagg.
39-41
da pagg.
Accordo alla Ilnor, scongiurati decine di licenziamenti E’ stato prorogato fino al 31 ottobre il contratto di solidarietà. Si adotterà la mobilità attraverso percorsi di riqualificazione
D
opo tre mesi di proteste, scioperi, incontri in Comune e in Regione, la fine del 2015 ha portato all’accordo per l’azienda Ilnor di Gardigiano, di proprietà di Eredi Gnutti Metalli di Brescia e attiva nel settore di semilavorati in rame e leghe dello stesso materiale. I rappresentanti della fabbrica, i sindacati Fiom Cgil e Fim Cisl, sono riusciti a scongiurare i 55 licenziamenti sui
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130 lavoratori prospettati all’inizio. Anche la fonderia sarà trasferita nella città lombarda come ipotizzato, e a Gardigiano rimarranno solo 2 macchine sulle 5 attive fino a qualche settimana fa. L’effetto dell’intesa ha portato ad avere 22 uscite volontarie delle 30 stabilite da raggiungere entro il 29 febbraio. Si tratta di dipendenti che hanno scelto di intraprendere altre strade, di mettersi in proprio, di andare
in pensione anticipata e così via. Per gli altri 8, si vedrà a breve anche se l’obiettivo fino al 31 ottobre 2016, scadenza del contratto di solidarietà, è portare il numero del personale dagli attuali 130 a 80. “Siamo contenti per come sono andate le cose - dice il direttore del personale Mario De Santis -, tenendo presente l’obiettivo di raggiungere l’equilibrio pag. 21 finanziario”.
Editoriale
Inverno a secco o quasi. Ma anche la pioggia fa paura
A
di nicola stievano*
rrivati quasi al giro di boa di questo strano inverno senza pioggia, senza neve, senza gelo eccessivo, viene spontaneo chiedersi se e quanto dobbiamo preoccuparci.
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continua a pag.
8
24-25
difesa del suolo: inauGurate le paratie di caldoGno
pag.
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cultura, treViso celebra star Wars
pag.
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news da laPiazzaweb 3
In continua crescita i visitatori nuovi e di rirorno
LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUL SITO Lo scorso mese ha spopolato sul nostro sito la notizia monselice, casting per il nuovo film di Bellucco; a seguire Busa di Vigonza avrà la sua stazione! Molto condivisa anche Bottrighe, l’ex zuccherificio diventerà un campo di calcio seguici su www.lapiazzaweb.it
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Poi: spinea, espulsi albanesi tornano in italia per rubare auto di lusso, due arresti; martellago, nuovo impulso all’imprenditoria, il Comune stanzia 55mila euro per nuove imprese seguici su www.facebook. com/lapiazzaweb
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Genitori: attenti a Pc e smartphone, possono nuocere alla salute dei figli
Disturbi dell’apprendimento, trasformazioni neurocognitive ma anche calo della vista e problemi posturali crescono in bambinie e adolescenti di pari passo all’uso di internet
L
a permanenza eccessiva di giovani e giovanissimi davanti a pc, smartphone e consolle digitali potrebbe avere conseguenze sullo sviluppo e sul sano funzionamento del corpo, intervenendo negativamente su vista, postura, obesità, ma anche sulla sfera cognitiva e comportamentale. A dirolo sono delle nutrite equipe di medici specializzati che per contrastare questo fenomeno, hanno dato vita al ‘Centro Pediatrico interdipartimentale per la psicopatologia da web’, il nuovo polo multidisciplinare dedicato alla presa in carico di bambini e adolescenti con dipendenza patologica da web, psicopatologie legate al cyberbullismo o che presentino i sintomi della sindrome da ritiro sociale. Il progetto, nato dalla collaborazione tra il Policlinico Gemelli e la Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, nasce a Roma e presento tra gli altri, da Federico Tonioni, Istituto di Psichiatria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile dell’Area delle Dipendenze da Sostanze e delle Dipendenze Comportamentali della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli; Pietro Ferrara, Istituto di Clinica pediatrica della Cattolica e referente
nazionale per maltrattamento e abusi della Società italiana di Pediatria; Eugenio Mercuri, direttore dell’Istituto di Psichiatria e direttore dell’Uoc di Neuropsichiatria infantile del Gemelli. “Il Centro - ha spiegato Tonioni - prenderà incarico un numero crescente di patologie legate alla grande diffusione di internet e delle applicazioni digitali. Per i bambini e gli adolescenti, infatti, un uso disfunzionale del tempo passato online può innescare distorsioni nei processi di costruzione dell’identità e dell’immagine personale correlate a nuovi fenomeni dissociativi, portando così alla dipendenza patologica e a segnali crescenti di ritiro sociale”. “La pediatria sta cambiando radicalmente - ha detto il professor Ferrara - e deve sempre più occuparsi di problematiche una volta sconosciute, ma che sempre più hanno risvolti sociali e comportamentali. In particolare, la volontaria reclusione di bambini e adolescenti di oggi che, come avverte l’Accademia Americana di Pediatria, trascorrono in media circa 7 ore al giorno davanti a tv, computer, cellulari e altri dispositivi elettronici, a dispetto delle 2-3 ore giornaliere consigliate”.
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4 Argomento del mese L’analisi di Ascom Si nota un maggiore potere d’acquisto delle famiglie rispetto al passato. Quello che non va bene, è che questa tendenza è letteralmente intercettata dai vicini centri commerciali di Mestre, Padova e Treviso. Gli acquisti segnano comunque un incremento rispetto allo scorso anno del 10 %. Vanno bene i centri di Mirano, Noale Camponogara e Spinea. Situazione pesante invece per Mira e Dolo. Forte appello ai Comuni per iniziative di rilancio dei centri storici
Commercio, chiari segnali di r
di Alessandro Abbadir
Ennio Matterazzo: “Studiamo iniziative come laconsegna a domicilio della spesa ad anziani”
Ennio Gallo: “Si dice di voler aiutare il piccolo commercio e poi lo si penalizza con Ztl e strisce blu”
I
l commercio in Riviera del Brenta e nel Miranese riparte, ma a frenare la ripresa dei piccoli negozi, è l’attività dei grossi centri commerciali di Padova, Mestre o Treviso. “I saldi e gli acquisti natalizi? Sono praticamente fermi al palo, nonostante la ripresa in atto, per colpa dei centri commerciali. Chiediamo aiuto a Comuni e Città Metropolitana, affinché si varino politiche di aiuto ai piccoli negozianti”. A fare l’analisi della situazione per l’area dei 10 comuni della Riviera del Brenta sono Ennio Matterazzo e Adelino Carraro, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’ Ascom del comprensorio. “I saldi in termini assoluti in Riviera del Brenta – spiega Matterazzo – non sono andati male. Si nota un maggiore potere d’acquisto delle famiglie rispetto al passato. Quello che non va bene, è che questa tendenza è letteralmente intercettata dai vicini centri commerciali di Mestre, Padova o quelli locali nell’area dei supermercati Lando a Gambarare“. I dati per Ascom, anche se è presto per tracciare un bilancio, vedono un incremento di acquisto ai saldi del 5 – 10 % rispetto allo scorso anno, ma l’aumento potrebbe raggiungere il 20% senza la concorrenza dei megastore”. A soffrine sono i centri dei paesi, sottolineano Carraro e Materazzo. “La situazione – spiegano – a Mira è diventata disastrosa ad esempio. Mira è un deserto, da qualche anno, di
attività commerciali. Un “centro commerciale naturale” che aveva qualche possibilità di reggere l’urto dei grossi outlet, era quello di Dolo, ma anche questo ormai ha perso via via la sua vivacità di centro del mandamento nel corso dei decenni. Vanno male le cose anche a Stra e Fiesso, mentre si hanno segnali di inversione di tendenza e nascite di nuovi negozi a Fossò, Campolongo, Campagna Lupia e soprattutto Camponogara. Paese quest’ultimo che è cresciuto molto anche demograficamente”. L’appello dell’ Ascom è chiaro.“ I Comuni e la Città Metropolitana - continua Carraro - devono investire sempre più risorse e iniziative per rivitalizzare i centri. La perdita di un negozio di abbigliamento, di alimentari, una rivendita di pane una tabaccheria o una macelleria, sono una perdita per tutta la comunità, è perdita di un servizio“. Ascom però non resta a guardare e nei prossimi mesi è decisa a portare avanti iniziative specifiche per poter rivitalizzare i centri. “Stiamo studiando - conclude Matterazzo- delle iniziative ad hoc per poter creare un servizio di consegna a domicilio per tantissime tipologie di piccoli negozi. Consegna della merce che andrà incontro alle esigenze di anziani e persone in difficoltà o che non hanno tempo di recarsi nei negozi. “L’analisi della situazione è simile anche per l’area dei 7 comuni del Miranese. “I saldi – spiega Ennio Gallo
presidente dell’ Ascom del Miranese - stanno andando abbastanza bene. Un centro storico che ha acquistato una grossa identità è quello di Mirano, ma anche Noale e Scorzè se la cavano. Resta il problema degli outlet e dei grossi centri commerciali. I comuni dicono a parole, di voler favorire il piccolo commercio, ma poi di fatto lo ostacolano con misure come i parcheggi a pagamento, le Ztl o le giornale ecologiche che hanno scarsissima utilità nella lotta allo smog, e creano solo problemi ai commercianti e ai cittadini”. Gallo quindi spiega che i segnali di ripresa potrebbero essere più forti senza l’handicap dei grossi centri commerciali. “I Comuni che parlano di favorire il piccolo commercio -dice- dovrebbero astenersi ad esempio da operazioni che lo metterebbero in ginocchio, come quella di Veneto City, che per fortuna pare essersi arenata”. Nel corso dei decenni c’è stato nel Miranese, ammette infine Gallo, qualche evoluzione positiva. “Spinea ad esempio nel corso degli anni Settanta e Ottanta era la tipica città dormitorio. Non c’erano ristoranti ne negozi di prossimità, e in quegli anni i giovani del paese si ritrovavano direttamente a Mestre. Ora non è più così’. Si è creata una rete di attività commerciali tipiche di questo territorio, e grazie anche a tante iniziative di promozione volute da Ascom del Miranese, il centro di Spinea ha una propria specifica identità”.
Banche incontro ad oriago
Come muoversi con le nuove normative
A
ffollata riunione all’auditorium della biblioteca di Oriago di Mira nelle scorse settimane all’incontro pubblico sulle modifiche sul funzionamento degli istituti di credito. In particolare si è presa in considerazione la situazione negli istituti “Banca Popolare di Vicenza” e “Veneto Banca” per dare risposte ai cittadini e agli imprenditori della zona catapultati nei nuovi meccanismi bancari. Si è cercato di capire i meccanismi bancari in istituti di credito come quelli che sono andati recentemente in sofferenza. Decine e decine di casi si sono verificati anche in Riviera del Brenta e nel Miranese. “Abbiamo notizia che ci sono stati casi di risparmiatori coinvolti anche nel nostro territorio ha spiegato il Sindaco Mira Alvise Maniero - alcuni dei quali mi hanno già contattato direttamente. Abbiamo pensato che dedicare una serata per tutti i risparmiatori che potrebbero trovarsi nelle medesime condizioni senza essere informati”. All’incontro c’erano il tributarista Alberto De Franceschi, la dottoressa Camilla Cusumano dell’associazione Adusbef , l’avvocato Enrico Schenato di Altroconsumo per l’Associazione Nazionale Azionisti della Banca Popolare di Vicenza l’avvocato Renato Bertelle. Ha parlato a lungo il deputato M5S Giorgio Sorial. I parlamentari grillini presenti hanno messo l’accento sulla riforma che prevede la trasformazione in S.p.A. delle banche popolari e credito cooperativo, operazione che ritengono anticostituzionale e “che rischia di far perdere 37 mila posti di lavoro”. A.A.
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Argomento del mese 5 Categorie
ripresa in Riviera e Miranese Artigiani Convegno a Dolo dal gruppo “Donne Impresa Confartigianato di Venezia”
“Reti d’Impresa una sfida per la crescita” di Roberta Pasqualetto
“R Antonella Boldrin
eti d’impresa, la sfida artigiana per una nuova crescita”, questo il convegno che si è tenuto nelle scorse settimane nella sede dell’Associazione Artigiani Città della Riviera del Brenta’ di via Brenta Bassa a Dolo. Un convegno partecipato a cui hanno presenziato tanti piccoli imprenditori fra cui tante donne. L’evento, è stato organizzato dal direttivo gruppo ‘Donne Impresa Confartigianato di Venezia’. Significativo l’intervento di Antonella Boldrin, presidente di ‘Donne impresa Confartigianato provinciale di Venezia’ che ha sottolineato. come “l’imprenditoria femminile è in aumento e si sta sempre più valorizzando il ruolo della donna nella conduzione dell’impresa artigiana, in Riviera, per esempio, raggiunge un quinto delle circa mille aziende iscritte all’Associazione. Il modo migliore per sopperire alle difficoltà imposte dal mercato è quello dell’aggregazione tra imprese che produce maggiore efficienza ed irrobustisce la competitività”. “La Rete d’impresa favorisce - ha detto poi Daniela Rader, presidente di Donne Impresa Confartigianato del Veneto - forme associative che consentono , anche in Riviera del Brenta e nel veneziano di fronteggiare la crisi grazie alla possibilità di unire risorse per migliorare in tecnologia ed innovazione. Per il futuro si aprono possibilità di vantaggio con un bando regionale che uscirà a marzo, mentre nel 2016 anche le imprenditrici artigiane madri potranno usufruire del buono-bebè di 300 euro mensile” Presenti Franco Scantamburlo segretario dell’Associazione degli artigiani rivierasca, il vicepresidente Luca Vanzan, Enrico Cancino del Centro Regionale di Assistenza per la Cooperazione Artigiana (Craca). Hanno portato la loro esperienza tre aziende locali.
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Emergenze
Lotta dura a contraffazione e abusivismo
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’ lotta dura in Riviera del Brenta e nel Miranese alla contraffazione e all’abusivismo, due fenomeni che mettono in ginocchio settori di punta nel comparto della calzatura e dei mestieri artigiani. Partiamo dalla Riviera del Brenta dove i prodotti del distretto calzaturiero, saranno certificati attraverso micro trasmettitore che il cliente potrà leggere agevolmente attraverso uno smartphone. Si potranno conoscere la provenienza dei materiali e degli accessori oltre al luogo di assemblaggio e produzione. Inoltre con tali tecnologie sarà possibile geo-localizzare il prodotto in caso di furto e smarrimento e per conoscere quali sono i mercati di maggior interesse da parte dello stesso cliente. Le linee essenziali del progetto di certificazione del marchio “Made in Riviera del Brenta” sono state presentate al Politecnico Calzaturiero di Stra, dalla Consulta territoriale del calzaturiero a cui aderiscono Acrib, associazioni di categoria come gli Artigiani della Riviera del Brenta e i sindacati. In rappresentanza del Governo c’era la senatrice Valeria Fedeli. “Il progetto che certifica la produzione della Riviera del Brenta e la mette al riparo dal rischio contraffazioni che tanto hanno danneggiato il mercato – ha spiegato l’imprenditore Acrib Franco Ballin – è unica nel suo genere e rappresenta uno strumento di trasparenza e legalità formidabile”. Il brand poi si evolverà ulteriormente con la realizzazione del marchio “Made in Venice” che caratterizzerà e valorizzerà le caratteristiche di qualità e unicità delle produzioni di tutta la provincia. Ma non solo. “Negli ultimi anni - ha detto Pier Giorgio Silvestrin presidente Federmoda Veneto - oltre a denunciare le crepe del sistema, abbiamo lavorato assieme a parti e controparti per trovare una soluzione definitiva, che renda i controlli delle forze dell’ordine semplice routine. Abbiamo siglato un protocollo d’intesa che prevede l’istituzione di questo marchio di filiera e sostenuto la Consulta. Abbiamo anche lavorato per individuare un ente certificatore terzo che, attraverso visite periodiche e ispezioni, dovrà accertare il rispetto degli accordi di rete e delle lavorazioni svolte secondo le norme”. Soddisfatti i sindacati. “E’ un progetto - spiega Massimo Meneghetti segretario provinciale Femca Cisl - che può far fare il salto di qualità alle produzioni di calzature della Riviera del Brenta, oltre a salvaguardare i livelli occupazionali. Sarà di esempio anche per altri settori e di fondamentale importanza per le produzioni Made in Italy. Si tratta ora di accelerare, per contrastare in maniera decisa il lavoro irregolare e per far comprendere agli imprenditori che, somministrare lavoro a imprese non regolari, sarà sempre più una pratica che crea più danni che opportunità. Ora ci aspettiamo che la Regione e le Camere di Commercio di Venezia e Padova, ma anche il Governo diano adeguate risorse per finanziare e sostenere questo marchio, che a crea una prospettiva futura per prodotti che qualcuno considerava superati”. E se la lotta alla contraffazione è una battaglia tipica della Riviera, nel Miranese il segretario dell’associazione Artigiani del Miranese Damiano Dori per il momento concentra la sua attenzione sul fenomeno dell’abusivismo nel settore degli estetisti e dei parrucchieri. “Ci sono dei dati che nel nostro comprensorio - dice Dori - indicano che il rapporto di attività regolari e abusive è di uno a uno. Cioè ogni negozio, c’è un o una parrucchiera o estetista abusiva che lavorano in nero e senza rispettare alcuna regola. C’è poi una questione legata all’esplosione dei negozi di parrucchieri gestiti da cinesi, in cui spesso si utilizzano prodotti a rischio e il rispetto di igiene e sicurezza è un optional. Su questo abbiamo fatto delle campagne ad hoc mirate e continueremo a farle nel 2016” .Sulla stessa linea si sono mossi e si stanno muovendo anche gli Artigiani della Riviera del Brenta che hanno attivato come i colleghi del miranese una campagna di sensibilizzazione ad hoc .
6 Noale Ambiente Cantieri conclusi dopo otto mesi di lavoro, dagli operai della ditta Cosmo
Rifiuti, apre il nuovo ecocentro E’ in grado di poter ricevere 29 tipi di rifiuti, di cui 9 speciali. E’ all’avanguardia a livello provinciale di Alessandro Ragazzo
N
uovo ecocentro per i noalesi. Ha aperto lunedì 11 gennaio e si trova nella zona industriale del comune, in via Pacinotti. E’ stato aperto dopo otto mesi di lavoro, i cantieri sono partiti lo scorso aprile con gli operai della Cosmo, azienda del territorio. Sostituirà quello di via Mestrina, nato dopo che il Comune ha venduto quest’area, già in comodato d’uso, allo stesso gruppo. Gli immobili sono nati su una superficie del Comune da 4200 metri quadrati. Di questi, 3500 sono di ecocentro, costato 500 mila euro, di cui 100 mila con un contributo regionale. E’ in grado di poter ospitare 29 tipi di rifiuti, di cui 9 speciali ed è considerato all’avanguardia a livello provinciale. Delle telecamere sorveglieranno la zona. Sarà aperto ogni lunedì e mercoledì dalle 9 alle 12, il venerdì dalle 16 alle 19 (da novembre a marzo), e dalle 17 alle 20 (da aprile a ottobre), sabato dalle 9 alle 12.30. Per accedervi, si dovrà avere la chiavetta elettronica altrimenti la sbarra d’accesso non si alzerà. Non potranno entrare i non residenti. Non cambierà la gestione, sempre a carico del gruppo missionario. “Spero che questo servizio – spiega il sindaco Patrizia Andreotti – stimoli la coscienza civica della gente. Non appena sarà aperto, partirà una campagna per sensibilizzare i noalesi alla raccolta
differenziata. Ad oggi, in tanti, nelle isole ecologiche lasciano la spazzatura fuori dai contenitori e dobbiamo ricordarci che diversificare la spazzatura, è un bene per l’ambiente, ma pure per le nostre tasche. Abbiamo fin da subito gestito alcune pratiche rimaste ferme e verificato tutte le procedure di gara. Questo passaggio è stato necessario perché quando una nuova squadra si insedia, è opportuno fare le dovute verifiche per capire se, visti i continui cambi delle norme nazionali, i progetti sono ancora in linea con quelli iniziati già da diversi mesi, se non addirittura anni”. L’idea di un altro ecocentro, era partita con la giunta precedente di Michele Celeghin,
con l’ex assessore all’ambiente Renato Damiani. Poi è arrivato il governo locale di Patrizia Andreotti e si è andati avanti. Il cappellano di Noale, don Stefano Tempesta, ha benedetto la struttura e alla cerimonia c’erano diversi cittadini, oltre ai carabinieri e al direttore di Veritas, Renzo Favaretto. “Un impianto depura l’acqua usata per la pulitura dei cassoni – aggiunge l’assessore all’ambiente Alessandra Dini – e quella che cade sui rifiuti quando piove. C’è una rampa a doppia corsia, così da non creare code di persone in attesa. I cittadini potranno salirvi e avvicinarsi al contenitore anche se ci sono altre auto”.
Soccorso
Volontari della Croce Rossa in aiuto ai più deboli
A
l via il nuovo corso per aspiranti volontari di Croce Rossa organizzato dalla sede di Noale. Gli appartenenti alla sezione della città dei Tempesta da più di 25 anni sono impegnati nel far fronte alle necessità dei più deboli: dai senza dimora agli ospiti di centri di accoglienza e di case di riposo. Svolgono attività di ambulanza a feste paesane, manifestazioni sportive; per il trasporto infermi. Non ultima l’attività di raccolta e distribuzione viveri a famiglie indigenti. Sono i sette principi fondamentali del movimento internazionale di Croce Rossa, che ne costituiscono lo spirito e l’etica: umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontariato, unità e universalità. Ai corsi può iscriversi chiunque abbia voglia di dare una mano in tutte le attività: dagli studenti ai lavoratori, dai turnisti ai pensionati. Vi potranno essere delle lezioni integrative soprattutto per la parte pratica per permettere a tutti gli iscritti un migliore apprendimento. La presentazione del corso sarà fatta all’interno della sala convegni dell’ospedale di Noale lunedì 1 febbraio alle 20.30, mentre il corso vero e proprio scatterà una settimana dopo, lunedì 8 febbraio sempre con lo stesso orario. Si tratta di un corso di grande utilità alla cittadinanza, in quanto le persone impegnate acquisiscono competenze specifiche per poter operare all’interno di situazione di estrema delicatezza, in cui ogni operazione deve essere attentamente ponderata. A.R.
inquinamento Ordinanza anti smog
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ttenzione a come si usa il riscaldamento sia in casa sia in ufficio. Nel comune di Noale, fino al 15 aprile, è in vigore un’ordinanza che ne limita il consumo per cercare di ridurre i livelli d’inquinamento. Le multe vanno dai 25 ai 500 euro. Gli edifici industriali, artigianali e assimilabili non devono avere una temperatura superiore ai 17 gradi, mentre per tutti gli altri edifici non si possono superare i 19. In entrambi i casi, c’è una tolleranza massima di due gradi in più. Box, garage, ripostigli e scale di collegamento non devono essere riscaldati, mentre si deve ridurre a due ore, dalle 16 alle 18 di ogni giorno, il periodo consentito per mantenere in funzione gli impianti alimentati a combustibili liquidi o solidi. E’ vietato appiccare il fuoco nell’attività agricola, provenienti da tagli, potature o ripuliture di orti, giardini, vigneti e alberi lungo le rive, non a carattere professionale.
E’ consentita la combustione controllata sul luogo di produzione, eccetto quando le condizioni meteo favoriscono il ristagno del fumo prodotto e impediscono la dispersione in atmosfera. Niente accensione simultanea di più roghi nel fondo agricolo da parte dello stesso proprietario. Nel miranese, anche Mirano prova a limitare l’inquinamento atmosferico che in questa stagione è diventato vera emergenza. Il Comune ha emanato il 24 dicembre scorso un’ordinanza. Anche in questo caso ordinanze stabiliscono misure relative alla regolamentazione della circolazione dei veicoli, la limitazione del riscaldamento negli ambienti pubblici e il divieto di bruciare ramaglie. Nei primi giorni di gennaio il livello di inquinamento si è abbassato in tutta la pianura Padana grazie al passaggio di alcune perturbazioni. L’allerta rimane però nel caso in cui ci fosse un nuovo periodo dominato dall’alta pressione. A.R.
8 Noale Urbanistica Al via i cantieri dopo la realizzazione della parte commerciale
Ex Fornace, sorgono i primi appartamenti
Editoriale Inverno a secco o quasi. Ma anche la pioggia fa paura di nicola stievano*
di Alessandro Ragazzo
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Il volume residenziale complessivo, sarà di 50.772 metri cubi, portando 339 nuovi abitanti
nizia a prendere corpo l’area della ex fornace di via dei Novale a Noale. A gennaio, infatti, i cantieri cominceranno i lavori per costruire i primi appartamenti, anche se si andrà avanti a tappe e non tutto sarà costruito subito. Dopo la parte commerciale, con l’apertura dell’Eurospar lo scorso giugno e di altri negozi, stavolta toccherà agli edifici, in un’area complessiva da 50.500 metri quadrati. Dunque si parte con le case e si andrà avanti un po’ alla volta. Con il primo mese dell’anno, si inizierà nell’area davanti a via dei Novale e per l’occasione si sistemerà anche via Cavour: sarà allargata per avere il doppio senso di marcia. Il volume residenziale complessivo, invece, sarà di 50.772 metri cubi e potrebbero arrivare 339 nuovi abitanti. Gli edifici non saranno alti, per un massimo di tre piani, e nessun parcheggio sarà interrato. All’interno dell’area ci sarà tanto verde, che farà pure da parcheggio per le auto, dune naturali e piante d’alto fusto, di medie dimensioni e arbusti per un totale di oltre cento. Troveranno posto olmi, tigli, aceri, magnolie, ciliegi selvatici, biancospini, cornioli, noccioli, rose canina e sambuchi. Nascerà un percorso ciclopedonale di collegamento con la vicina oasi, situata oltre la ferrovia. Diverrà un polo commerciale anche per i noalesi: Eurospar, che è disposto su 2000 metri quadrati di vendita ed è stato aperto lo scorso giugno, mentre a fianco ci saranno 700 metri quadrati ma a uso pubblico. Potrà essere di uffici e altrettanti di negozi. Delle ex-aree sfruttato anche nelle occasioni di Aumenterà il numero di posti industriali della grosso afflusso di persone come dove lasciare l’auto. Nel zona è rimasto il Panevin, Noale in fiore, il Palio, perimetro attorno al centro, in piedi solo la Notte bianca solo per citarne piazze Castello e XX Settembre il camino alcune. La fornace, invece, era escluse, si calcola diverranno stata abbattuta a marzo di due 1650. Questo perché, oltre ai già noti Mercati anni fa, e in questo lasso di tempo di cose ne sono Nuovi, Bastia, stazione dei treni, via Coppadoro, via cambiate parecchie, dando un aspetto diverso da Vecellio e via Bregolini, nella ex fornace sorgerà uno quanto si era abituati a fare sino a inizio 2014. spazio con 300 posteggi. Sarà aperto 24 ore su 24, Di quegli edifici che hanno dato da mangiare a la sbarra sarà sempre aperta, ed è un luogo privato centinaia di famiglie per oltre 60 anni, è rimasto
Sicurezza
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L’area del Fornace con il nuovo Eurospar
in piedi solo il vecchio camino, che è diventato una sorta di simbolo della zona, un ponte tra il passato e il futuro. I prodotti, ovvero i mattoni, il tavellame, le tramezze e i fondelli sono sempre stati riconosciuti per l’alta qualità e resistenza, dovute, innanzitutto, alla selezione delle argille. Nel corso degli anni, sono state apportate tutte le migliorie necessarie a mantenere l’impianto in piena efficienza e al passo con le migliori tecniche produttive, nel rispetto dell’ambiente. Infatti, tra metà degli anni Settanta e il 2006 vennero fatti dei continui investimenti e delle trasformazioni.
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1
Il fatto che dallo scorso novembre non ci siano state precipitazioni significative, escluso qualche giorno, sicuramente è un segnale di una certa anomalia che avrà le sue conseguenze nei prossimi mesi. Fino alla fine di gennaio le montagne del Veneto sono rimaste pressoché sgombre da neve ed è proprio in quota che si fa sentire da settimane l’effetto della siccità. Il fatto che manchino delle scorte significative d’acqua pone una serie ipoteca sull’intero anno che abbiamo davanti. In pianura i primi a preoccuparsi sono gli agricoltori anche se questo è un problema che prima o poi coinvolgerà tutti. Non è escluso che da qui alla primavera inoltrata possano comunque transitare importanti perturbazioni che permettano di recuperare il saldo negativo di questi mesi. Anche in questo caso però c’è una certa apprensione perché l’abbondanza di precipitazioni primaverili non fa che aumentare il rischio idraulico in tutta la nostra regione. Se la siccità è un problema non lo è di meno anche l’eventualità di forti piogge, se non veri e propri fortunali o, come va tanto di moda adesso, di famigerate “bombe d’acqua”. Ormai stiamo vivendo una situazione che negli ultimi anni ha trovato parecchie conferme, vale a dire la “tropicalizzazione” del clima anche alle nostre latitudini. E’ una piccola forzatura che però spiega e giustifica, se non in tutti i casi in una buona parte, la concentrazione di piogge, intense e anche violente, in pochi giorni l’anno. Da anni gli esperti di meteorologia e di difesa del territorio mettono in guardia contro questi cambiamenti climatici che ciclicamente si propongono. Se in passato però rientravano nel normale ciclo della natura, segnato anche da eccessi o fenomeni violenti, oggi tutto questo rischia di avere delle serie conseguenze sul territorio che ha subito una notevole trasformazione per mano dell’uomo. Pensiamo allo sviluppo urbanistico degli ultimi cinquant’anni che ha reso pressoché impermeabile migliaia di ettari di terreno. Nelle nostre città, quartieri, zone industriali, autostrade l’acqua se non trova un’efficace via di fuga può causare in poche ore danni ingenti. Eppure i nostri canali, i nostri argini sono praticamente gli stessi del periodo della grande alluvione del 1966. E’ vero che dopo i disastri del 2010 c’è una maggiore consapevolezza come è vero che da allora qualche opera attesa e invocata da decenni è stata portata a termine. A partire dalle casse di espansione nel vicentino al rafforzamento degli argini. Altre pero, come il completamento dell’Idrovia Padova - Mestre sono ancora al centro di discussioni e in attesa di finanziamenti. Intanto non ci resta che sperare nella clemenza del meteo.
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Territorio
Accordo tra Pro Loco e Associazione Carabinieri per aumentare la vigilanza
ra la Pro Loco e il gruppo volontari dell’Associazione nazionale Carabinieri si stringe un patto di collaborazione per aumentare la vigilanza nel territorio. I due rispettivi presidenti, Enrico Scotton e Renato Pesce, hanno condiviso un percorso per inserire nell’accordo che sarà siglato a breve con il Comune, tutte le manifestazioni programmate durante l’anno. “Il lavoro dei volontari – dice Scotton – è prezioso perché consente di accogliere i tanti frequentatori delle
nostre iniziative, nel miglior modo possibile, anche sotto il profilo della sicurezza e d’intesa con le forze dell’ordine che operano sul nostro territorio”. Il consiglio direttivo della Pro Loco ha voluto esprimere un gesto di riconoscenza per il servizio reso, regalando una divisa completa che andrà a integrare la dotazione del gruppo noalese dell’Associazione Carabinieri. “Dopo alcuni mesi dalla nascita – spiega Pesce – possiamo vantare risultati significativi. Per fare un esempio, grazie alla nostra
oltre zie oti n 0 0 0 . 12 na: o z a u t della PIÙ O I V I H L’ARC IO DEL AMP TO! VENE
presenza nelle aree parcheggi della passata edizione della ‘Corsa dei Babbo Natale’, si sono evitati i casi di scasso alle auto verificatisi l’anno prima”. Il consigliere della civica Noalesi al Centro Michele Celeghin, chiede che la giunta dia una sede adeguata all’associazione Carabinieri. “Svolge un servizio importante nel territorio – testimonia l’ex sindaco – perché sono persone che si mettono a disposizione della collettività. Pertanto spero che in futuro possano essere di aiuto, per cercare di
ridurre quella paura tra i cittadini, intensificatasi anche alla luce dei recenti furti nei negozi del centro. Speriamo che l’assegnazione da parte del Comune di una sede decorosa e da anni promessa all’associazione avvenga in tempi brevi”. A.R.
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Noale 9 Lavori L’amministrazione annuncia per il 2016 una serie di opere
Partono interventi su scuole e marciapiedi In totale, i cantieri per gli istituti scolastici costeranno 130 mila euro. 50 mila andranno alla frazione di Cappelletta di Alessandro Ragazzo
Accordo
questione della messa in sicurezza dei marciapiedi, con il cantiere al via. Per quanto riguarda il campo sintetico di via Tigli saranno spesi 400 mila euro di cui 200 mila di contributo regionale con il bando vincolante a questo tipo di opera. Riguardo l’area verde a ridosso del centro, con i 55 mila a disposizione, una parte della superficie sarà attrezzata con un gioco multi funzione per i bambini e i ragazzi di diverse fasce di età, un’altra sarà per i cani e, infine, un’altra ancora, con attrezzi per fare ginnastica e mantenersi in forma, più due porte da calcetto. In totale, i cantieri per gli istituti scolastici costeranno 130 mila euro. Di questi, 50 mila andranno a Cappelletta, dove saranno messi in sicurezza i comignoli
Noale e Spinea, nasce la centrale unica di committenza
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oale e Spinea in convezione per gli appalti superiore ai 40 mila euro. Una decisione presa a maggioranza dal consiglio della città dei Tempesta, non senza delle polemiche per quanto accadrà a partire da queste settimane. Si chiama Centrale unica di committenza (Cuc), pensato
e le porte interne, rifatti i solai, rimossi e sostituiti i vetri delle finestre e sistemate quelle in legno. L’intervento prevede di mettere mano anche all’impianto elettrico, saranno sostituite le plafoniere delle aule didattiche e installate quelle nuove a led. In questo caso saranno messe in sicurezza le facciate e i cornicioni esterni, oltre al tetto con i nuovi coppi, sostituiti i vetri per inserire quelli a norma e rivedere l’efficienza dei serramenti. Per i marciapiedi, ci sarà l’abbattimento delle barriere architettoniche nella zona centrale di Noale. La ditta appaltatrice è la Salima di Limena (Padova) e l’importo supera di poco i 133 mila euro. Su via Nievo, all’altezza dell’incrocio con via Verga, e in via Vivaldi sarà demolito
per concentrare gli acquisti in un unico ufficio, e per la maggioranza di Noale dovrebbe essere l’anticamera di quanto accadrà in futuro con l’Unione del Miranese. Per la legge, i Comuni non hanno l’obbligo di istituire un consorzio, al quale spetterebbe poi la competenza a creare una propria Centrale di committenza ma, attraverso una convenzione approvata dal parlamentino locale, la devono istituire e disciplinare. Per Matteo Scordino, del Movimento 5 Stelle, “la Cuc funziona
Marciapiede di via Sant’Andrea e rifatto. Passando a via della Fonda, saranno rifatti il recinto e lo stesso marciapiede e installata la segnaletica orizzontale sul passaggio pedonale. In via Gramsci, ci sarà la posa dell’asfalto in alcuni tratti, mentre in via Montello sarà sostituita la cordonata per circa 25 metri e rifatto il pavimento. Ci saranno scivoli per portatori di handicap. In via Vecellio e in via Palladio, il marciapiede sarà demolito e rifatto in alcuni tratti.
meglio su larga scala, meglio se regionale. Non ha senso farlo tra due Comuni”. Sulla stessa linea Michele Celeghin di Noalesi al Centro. “Siamo lontani a livello chilometrico – aggiunge – e piuttosto lavoriamo con Santa Maria di Sala o Salzano. La cosa migliore sarebbe farla con l’Unione”. Ma Patrizia Andreotti si dice convinta della scelta fatta. “Abbiamo valutato tutte le ipotesi – replica – e l’Unione non ha ancora una struttura che possa reggere una Cuc”. A.R.
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invalidanti e gravi, 5. Praticare Sport anti-age, attraverso mirate attività fisiche, Per i più giovani gli interessi sono un po’ diversi: 1. Presenza estetica, 2. Controllo del peso corporeo, 3. Benessere fisico, 4. Recupero da infortuni, Con l’espressione “fare fit-
ness” si indica l’atleta che, sottoponendosi ad un regolare allenamento, si propone di migliorare le proprie prestazioni sportive, la propria efficienza fisica, senza tralasciare il lato estetico del proprio aspetto, che fa parte di ciò che si intende con l’“essere in
forma” nella sua globalità. L’attività fisica si può praticare sia al chiuso che all’aperto. Il luogo principe dedicato agli allenamenti è certamente la palestra o “Centro Fitness”, dove si possono svolgere Corsi Musicali (Aerobica, Zumba, Step, Body Circuit, Spinning, Pilates, ecc…) e il Fitness Sportivo (fitness isotonico e cardio fitness). Alla lezione collettiva, spesso per motivi di orario chi lavora preferisce la scheda preparata dall’istruttore, in cui sono indicati gli esercizi da svolgere durante le sedute di allenamento. Gli attrezzi che non possono mancare in questi casi sono la bike, l’ellittico e il tapis roulant. Inoltre sempre più spesso, molti sportivi per migliorare i risultati, scelgono di affidarsi ad un Personal Trainer per un allenamento mirato sulle esigenze del singolo.
Tra i benefici riscontrati in un’attività fisica costante va citato in primis un miglioramento del sistema cardiovascolare, la riduzione dello stress accumulato quotidianamente, la lotta all’obesità. Quest’ultimo tema riveste un ruolo centrale: in materia di fitness non si può fare a meno di parlare di sana e corretta alimentazione. La pratica sportiva persegue il fine di ridurre la massa grassa corporea a vantaggio di un potenziamento del tono muscolare e nel settore del fit ness l’efficacia di questa azione è estremamente evidente.
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La componente estetica, nel fitness Sportivo, a volte riveste un ruolo centrale, l’atleta, per ottenere i migliori risultati, non può non fare i conti con le calorie. Si parlerà dunque anche di una dieta bilanciata (prescritta da un medico qualificato), ovvero con il giusto apporto di proteine, vitamine, carboidrati e un basso consumo di grassi.
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S
oldi per la sistemazione delle scuole elementari di Cappelletta e Briana, oltre al parco di via Vecellio a Noale e a rifare il campo da calcio di via dei Tigli. Il 2016 potrebbe essere buono per portare a termine queste opere, dopo che la giunta comunale ha approvato una delibera per consentire di poter appaltare i lavori entro la fine del 2015 per non perdere i soldi in avanzo di bilancio e impiegabili dalla legge di stabilità 2016. Ma perché ciò accada, i Comuni interessati dovevano approvare il progetto entro San Silvestro. L’avanzo non può essere trasferito su altre voci del bilancio di spesa corrente e così si potrà intervenire in alcuni progetti di capoluogo e frazioni. C’è anche la
10 Sanità Sanità Il presidente Zaia nomina il nuovo super manager per il veneziano
Ulss13, arriva Giuseppe Dal Ben, se ne va Gino Gumirato di Filippo de Gaspari
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uca Zaia rivoluziona la sanità veneta e sceglie Giuseppe Dal Ben, già direttore generale dell’Ulss 12 Veneziana e commissario dell’Ulss 14 di Chioggia, per guidare anche Ulss 13 di Mirano e Dolo, fino al 30 dicembre 2015 in mano a Gino Gumirato. Un super manager, che dovrà dare risposte ai molteplici problemi sul tavolo della sanità del Miranese e della Riviera del Brenta, a cominciare dalla specializzazione dei due ospedali, gli interventi da fare per il loro adeguamento strutturale e le risorse ancora inutilizzate. Dal Ben ha subito voluto incontrare l’esecutivo della Conferenza dei sindaci dell’Ulss 13, per dettare le priorità e ascoltare le osservazioni e le idee che salgono dal territorio. Il direttore generale ha assicurato che in questo anno di “commissariamento” della Ulss 13 l’azienda manterrà una sua autonomia gestionale e di bilancio, cercando di migliorare i servizi senza spostarli, conservando e dando giusto merito alle eccellenze degli ospedali (solo due esempi: la Cardiologia ed Emodinamica di Mirano e la Medicina dello sport di Noale). “Arrivo in questa Ulss – ha detto Dal Ben – con un decreto (193 del 30 dicembre 2015) del presidente Zaia, dove gli obiettivi che mi vengono dettati sono l’attivazione a Dolo del nuovo Pronto soccorso e l’adeguamento strutturale del medesimo ospedale. L’attenzione inoltra va posta sempre alla persona che non solo va curata quando arriva da noi, ma deve essere ben accolta, anche con un sorriso, ascoltata e accompagnata ai servizi. Ho voluto subito incontrare i sindaci per cominciare con loro un percorso insieme, affrontare le tematiche più urgenti sul territorio, condividere la programmazione sociosanitaria”. Dal Ben ha evidenziato subito l’importanza del tema della sicurezza “con servizi di emergenzaurgenza efficaci e di qualità, che si possono garantire con le giuste professionalità e le tecnologie più moderne, ma anche con strutture edilizie adeguate: da qui l’importanza di lavorare al più presto per la realizzazione del nuovo Pronto soccorso di Dolo”. Inoltre ha ricordato l’importanza della “partita” del territorio”, perché “è giusto che il cittadino, come sa individuare il presidio ospedaliero, sappia anche individuare un polo territoriale (riunendo in una stessa sede medici di famiglia, pediatri, medici specialisti, infermieri, ecc.), distribuito su tutto il territorio e capace di dare risposte. Insomma, una rete di poli sociosanitari che devono essere complementari all’ospedale. E se riusciremo a sviluppare in maniera adeguata l’assistenza territoriale in questo modo, questo non solo gioverà ai cittadini che riceveranno le giuste cure. Ciascuno cioè avrà davvero quello che gli serve in tema di salute, ma permetterà anche di guardare
Dopo la nomina c’è stato un incontro con l’esecutivo della Conferenza dei sindaci per dettare le priorità e ascoltare le osservazioni
Giuseppe Dal Ben con i sindaci dell’Ulss 13
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davvero agli ospedali solo per le acuzie e ai Pronto soccorsi solo per le emergenze”. Dopo i sindaci, il direttore generale dell’Ulss 13 ha voluto incontrare i convenzionati, i dipendenti dell’azienda sanitaria, i lavoratori, il mondo del volontariato. Un lavoro, quello del nuovo direttore dal Ben, che verrà portato avanti, almeno per ora, con la terna prorogata della squadra strategica (Livio Dalla Barba come direttore sanitario, Patrizia Mangione come direttore amministrativo e Michele Maglio come direttore dei servizi sociali). Per il presidente della Conferenza dei sindaci Silvano Checchin: “Bene l’aver iniziato ragionando sull’esistente, in vista di un 2017 che vedrà cambiare ancora le cose. La disponibilità di Dal Ben c’è tutta, chiediamo ora di affrontare insieme le questioni sul tavolo per fare le scelte migliori”. Scuole
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partire da questo mese, il Comune di Noale organizza un’iniziativa rivolta agli alunni delle classi prime delle primarie e delle scuole dell’infanzia sull’educazione alla salute. Il percorso è stata progettato con la collaborazione dei pediatri e con l’associazione “Mamme da favola”. Via via si sono aggiunti nuovi attori: in primis il Sisp dell’Ulss 13, e poi i volontari-infermieri che, da qualche anno, collaborano con la commissione sicurezza dell’istituto comprensivo. Si parte dalla considerazione che i bambini trascorrono buona parte della giornata in contesti di gruppo, fuori dalla famiglia. E’ importante che acquisiscano una maggior consapevolezza e autonomia nella gestione e nella cura della propria persona. L’esperienza si articola in tre momenti. Si partirà con l’animazione, da parte da “Mamme da favola”, di una lettura introduttiva all’argomento (gennaio). La seconda fase vedrà coinvolti i pediatri che entreranno in classe, accogliendo le curiosità dei ragazzi e suggerendo comportamenti e regole semplici adeguate all’età (entro primi di marzo). Al termine (tra aprile e maggio) vi sarà un momento con un’assistente sanitario e infermierivolontari che “supervisioneranno” il lavoro svolto, e consegneranno un piccolo riconoscimento alla classe. A.R.
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12 Martellago Amministrazione Assegnati appalti per 1,8 milioni di euro su due bandi di gara
Aziende da tutta Italia per i lavori in paese Su 189 imprese in lizza, hanno prevalso una azienda rodigina e una dell’Emilia Romagna. Prevista la sistemazione di Maerne e via Frassinelli a Olmo di Alessandro Ragazzo
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anno gola i lavori da fare nel comune di Martellago. Nelle ultime settimane dell’anno, infatti, dal municipio hanno pubblicato il bando di due interventi molto attesi, ovvero la realizzazione della prima parte della pista ciclabile di via Frassinelli a Olmo, e la ristrutturazione del cuore di Maerne: piazza IV Novembre. Insieme, fanno oltre 1,8 milioni di euro di lavori, dunque un bel gruzzolo considerati i tempi. Ebbene, nel primo caso è una ditta emiliano-romagnola ad aver vinto ed essersi aggiudicata il cantiere, mentre nel secondo si sono messe in lizza 189 imprese, provenienti da tutta Italia e ha prevalso la rodigina Verdeimpianti di Villanova del Ghebbo. Dunque molti imprenditori dell’intera penisola hanno guardato con molto interesse a quanto pubblicava il Comune, anche perché certi cantieri non possono essere a portata di tutti per attrezzature e uomini e disposizione. A questo punto, possiamo dire che c’è fame
di lavoro e si vede, con le aziende pronte a farsi avanti per garantire un futuro a loro stesse e ai propri dipendenti. Il primo bando, in ordine cronologico, è stato per Olmo, dove più volte i residenti erano scesi in strada per chiedere il percorso ciclopedonale e ora si più partire con il primo segmento. L’importo previsto è di quasi 730 mila euro e l’intervento durerà 270 giorni, e in futuro la pista ciclopedonale dovrà essere completata fino a via Stazione a Maerne. Il tratto interessato sarà compreso da via Damiano Chiesa fino al curvone denominato Paetti a Olmo, poco prima del confine con Maerne. Il percorso sarà lungo poco più di un chilometro, sorgerà sul lato ovest. Inoltre saranno costruiti il nuovo impianto d’illuminazione che sostituirà l’attuale, la rotatoria all’altezza del curvone Paetti, due bacini d’invaso e una passerella sul rio Roviego. Per avere l’intera pista ciclabile si dovrà arrivare fino a via Stazione a Maerne, ma sarà costruita in un secondo momento,
anche per non sforare i limiti di bilancio. In questo caso, l’opera è stata inserita nel piano triennale degli interventi da fare per il 2016-2018 e, in modo specifico, nel 2017. A Maerne, invece, il cantiere durerà un anno, e stiamo parlando di un intervento da oltre un milione di euro con contributo regionale. E infatti sono arrivati da tutta Italia, dal Veneto, in particolare, giocando in casa, ma anche da fuori regione, soprattutto dalla vicina Emilia-Romagna come successo per via Frassinelli. Dunque per il primo trimestre 2017, il centro della frazione avrà un volto nuovo. Per vedere gli operai all’opera si partirà prima di aprile, forse già a febbraio. Dunque è questione di poco tempo per rivoltare l’area attorno alla chiesa. Invece dell’attuale parcheggio a fianco dell’asilo, saranno tolti i 23 posti auto e sorgerà un pavimento rialzato con materiale di pregio. Le soste per macchine saranno recuperate in parte (totale 19) nel lato nord di piazza IV Novembre e altre tre
Piazza IV Novembre a Maerne all’inizio della strada con direzione stazione. Più avanti, dove si trova il supermercato Despar, ne nasceranno altre 13, portando il numero totale in questo punto a 26. Riguardo la messa in sicurezza dell’incrocio della chiesa di cui si è discusso molto anche con i commercianti della zona, per i mezzi provenienti da via Roviego, che spesso
tirano diritti nonostante lo stop, ci sarà un restringimento della carreggiata per invitare gli automobilisti a rallentare. Saranno messi dei dissuasori in via Manzoni, via Stazione, via Roviego e via Rialto. Questo si andrà a inserire con la nuova ala dell’oratorio, inaugurata lo scorso 8 dicembre dopo un anno giusto di lavori.
NEWS Rete internet da potenziare
Servizi
“Il Giro d’Italia passi in paese”
Ciclismo
Economia
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n po’ di rammarico per non aver vinto al concorso “Tim Italia connessa 2015” dove il Comune di Martellago era tra i 16 finalisti nazionali e avrebbe beneficiato di alcuni investimenti nel settore, ma l’obiettivo ultimo è sempre di migliorare la possibilità per tutti di navigare in internet. Ci sono alcune zone dove si viaggia più lenti rispetto altrove o, addirittura, non c’è la connessione, ma l’assessore all’Innovazione tecnologica Antonio Loro non si vuole perdere d’animo. “Connetteremo in fibra il municipio – osserva – e aumenteremo la banda larga nella biblioteca di Maerne e nelle scuole, dove tutte beneficiano già dell’Adsl da settembre 2014. Inoltre stiamo lavorando per avere il centralino Cloud e i telefoni Ip”. Si tratta di tecnologie in grado di gestire le telefonate in ingresso e in uscita nonché quelle interne, e si possono fare anche delle chiamate gratuite attraverso la rete internet. C’è poi da intervenire su Olmo. “Qui è stato connesso perché vicino a Mestre – aggiunge Loro – e i lavori in fibra sono partiti dalla centrale di Zelarino. Da lì si è andati avanti con la dorsale, arrivando in via Olmo. So che ci sono parecchi problemi, dove in alcuni punti si è più veloci che in altri, dove non si riesce a navigare. Stiamo lavorando con gli operatori delle telecomunicazioni”. E dire che il concorso di Tim avrebbe potuto ovviare a molti di questi punti. Infatti, Martellago si era messa in lizza con altri Comuni d’Italia con una popolazione compresa tra i 14 mila e i 51 mila abitanti, tra cui Jesolo per i veneziani, e l’iniziativa aveva lo scopo di favorire la diffusione di servizi innovativi ai cittadini e alle imprese nei centri di medie dimensioni. Telecom Italia premierà con un investimento in telecomunicazioni fissi e mobili a quell’ente in grado di proporre il piano di sviluppo digitale più concreto e convincente. La vittoria finale, però, è andata alla lombarda Chiari, mentre sono stati premiati pure la umbra Narni e la toscana San Miniato. A.R.
artelleago spera di essere inserita all’interno del percorso di tappa del Giro d’Italia, che il 19 maggio prossimo porterà i corridori da Noale a Bibione. Per capire se ci saranno dei margini, però, bisognerà attendere le prossime settimane. Nel frattempo la richiesta ufficiale è stata formulata dai promotori della tappa all’organizzazione della corsa rosa Rcs Sport/La Gazzetta dello Sport. Il cavalier Bruno Carraro e Giovanni Scapin hanno visto il direttore del Giro, Stefano Allocchio, per proporre una modifica del tracciato, escludendo, di fatto, Mestre, dove la corsa rosa era transitata la scorsa edizione. La tappa della prossima primavera partirà dalla città dei Tempesta, poi toccherà S. M. di Sala e la zona della Riviera del Brenta colpita dal tornado di luglio e dovrebbe proseguire per Mestre, Mogliano e salire su fino a Bibione. L’idea è riproporre una parte del percorso che durante l’edizione numero 86 del Giro d’Italia il 21 maggio del 2003, toccò Martellago, proponendo un vero spettacolo con oltre 10 mila persone in piazza e una tavolata rosa, da guinness dei primati, di oltre un chilometro. “Abbiamo chiesto ad Allocchio – spiega Carraro – di ritornare nella Terra dei Tiepolo, dopo aver attraversato i comuni della Riviera per raggiungere Mogliano, quindi il Terraglio, attraversando Martellago anziché passare per Mestre. In questo modo si eviterebbero tutti i problemi ai cittadini e agli atleti causati dalle rotaie del tram e dal traffico della terraferma”. I promotori della tappa Noale-Bibione vorrebbero “sfruttare” uno degli avvenimenti sportivi più importanti del mondo per promuovere le aree della Terra del Tiepolo e della Riviera del Brenta. “Sarebbe un’ottima occasione – aggiunge Scapin – per mettere in luce Martellago con le sue potenzialità turistiche e i nuovi sviluppi attivati al distretto del commercio. Sarebbe un’opportunità straordinaria per rendere visibile il lavoro di squadra portato avanti in questi anni”. A.R.
La Novarex certifichera’ le scarpe della Riviera
ovarex tra i protagonisti alla presentazione del progetto “Certificazione alla calzatura Made in Italy – Riviera del Brenta” presentato dalla Consulta territoriale del settore al Politecnico calzaturiero di Capriccio di Vigonza. Si tratta di un sistema d’identificazione, capace non solo di certificare l’unicità e il valore del prodotto, ma l’intero ciclo produttivo della calzatura dotata dal marchio “Made in Venice - Riviera del Brenta”. In questo, si sta rivelando importante proprio l’apporto di Novarex, impegnato da anni nello sviluppo di tecnologie Radio frequency identification (Rfid). E’ ottenuto dall’accoppiamento di una etichetta d’immagine o da una neutra e rappresentano l’identificazione automatica che è usata nei sistemi Rfid focalizzati. “Se vogliamo garantire la tracciabilità del prodotto a tutela della sua origine certificata – spiega il presidente di Novarex Bruno Martino – dobbiamo seguire tutte le fasi della produzione. Infatti, inserendo un microchip nella scarpa, possiamo certificare l’intero ciclo e assicurare l’originalità dell’acquisto. E’ lo stesso costruttore a caricare i dati, che potranno essere consultati dal consumatore anche attraverso il suo smartphone o tablet”. Grazie a una banca dati, l’acquirente potrà accedere alla scheda tecnica della calzatura corredata di fotografia del modello, caratteristiche produttive e indicazioni sul fabbricante. “Decathlon ha scelto questo sistema – osserva il responsabile di Rfid di Novarex Ferruccio Ferrari – per migliorare il proprio processo di logistica, mentre altre grosse ditte lo adottano per evitare la contraffazione. Oggi è possibile farlo anche per le piccole e medie imprese. Rfid non è copiabile, perché ci sono dei banchi di memoria, codificati dall’imprenditore, e che sono univoci a livello mondiale”. L’azienda è attiva dagli anni ‘80 ed è attiva nel settore dell’identificazione automatica e nel realizzo delle etichette. A.R.
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14 Scorzè Dipendenze Il sindaco emana una ordinanza per frenare un fenomeno preoccupante
Slot, nuovi orari contro la ludopatia
Cantieri
Investimenti per oltre sei milioni di euro
Nel Comune ci sono 87 macchinette, una ogni 218 abitanti. Funzioneranno dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22, tutti i giorni di Alessandro Ragazzo
A
nno nuovo, vita nuova e diversi orari rispetto al passato per quei locali del comune di Scorzè che hanno le slot con vincita in denaro e le sale giochi. L’ordinanza è stata emessa dal sindaco Giovanni Battista Mestriner e vuole dare una stretta a queste attività, anche per combattere la dipendenza da ludopatia. Si tratta di un disturbo che può arrivare a compromettere la vita delle persone e dei familiari attorno e crea pure allarmi sociali, creando pure dei fenomeni criminosi come l’usura, i furti, le frodi. Del problema se ne sta sempre più parlando, tanto che lo scorso luglio la commissione europea sui servizi di gioco d’azzardo on-line, vista la rapida diffusione delle nuove tecnologie anche telematiche, ha raccomandato gli Stati membri con delle linee guida per tutelare, in modo più efficace, tutti i cittadini del vecchio continente, a partire dai minori, dai rischi associati a questo fenomeno. La scorsa estate era stata presentata una ricerca fatta con il lavoro della cooperativa Media Luna di Martellago, dove si era analizzato l’intero comprensorio. Ed era emerso come la disponibilità di macchinette slot e punti dove poter giocare, fosse capillare. Dapprima era stata fatta un’analisi per rilevare l’offerta in
ciascun comune, ma anche capire a cosa si può giocare. Di seguito sono state fatte delle interviste. Ma oltre a spendere soldi nelle macchinette o nelle lotterie, spesso dietro ci sono altre situazioni delicate; soprattutto in famiglia (nell’82 per cento), ma anche a livello economico (55 per cento) e di lavoro (32 per cento). In situazioni simili, meglio rivolgersi agli esperti del Sert oppure ai Servizi sociali. Per quanto riguarda l’offerta, Martellago ne erano state contate 132 tra slot e videopoker, ovvero una ogni 163. A Mirano si scendeva a 87 macchinette (una ogni 311 abitanti), a Noale 48 (una ogni 332), a Salzano 45 (una ogni 283), a Scorzè 87 (una ogni 218) e a Spinea 104 (una ogni 104). Nelle scorse settimane Mestriner ha scelto di fissare dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22, di tutti i giorni, gli orari di apertura delle sale giochi. Nelle altre ore della giornata, ovvero quando le macchinette non sono accese, rimarranno spente tramite l’apposito interruttore elettrico. Non solo, perché tutti i titolari delle slot dovranno osservare altre disposizioni. Intanto hanno l’obbligo di esporre delle apposite targhe, in un luogo pubblico ben visibile, con le formule di avvertimento sul rischio
S
di dipendenza della pratica di giochi con vincita in denaro e un altro cartello all’esterno del locale, dove c’è l’orario di apertura delle sale giochi e di funzionamento degli apparecchi all’interno. Di più, perché dovranno controllare che chiunque giochi alle slot, sia maggiorenne. Le multe potrebbero essere abbastanza salate, perché andranno dai 25 euro a un massimo di 500 euro. Nel caso in cui si verificassero degli episodi gravi o recidivi si applicherà, per un periodo da uno a sette giorni, la sospensione dell’attività.
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Le principali novità della legge di stabilità per il 2016 Stefano Masiero e Riccardo Roveroni - studio ragionieri commercialisti
BONUS RISTRUTTURAZIONI, ENERGIA E MOBILI Anche per il 2016 è confermata la detrazione IRPEF in dieci anni del 50% per le spese di ristrutturazione degli immobili e del 65% per le spese sostenute per il risparmio energetico. Invariate anche le varie modalità per poter fruire del beneficio (tra le quali l’obbligo del pagamento con speciali bonifici bancari). Prorogato anche il bonus del 50% per gli acquisti di arredamento ed elettrodomestici per le abitazioni ristrutturate. CARD CULTURA Ai ragazzi diciottenni sarà rilasciata una “card” con 500 euro da spendere in attività culturali (cinema, teatri, musei, ecc). Bonus di euro 1.000 agli studenti dei Conservatori per l’acquisto di strumenti musicali. CANONE RAI Ancora nessuna certezza sulle modalità di pagamento del canone 2016: probabilmente l’importo scenderà a 100 euro e dovrà essere pagato in 10 rate nella bolletta dell’energia elettrica. CASA Cancellata la TASI sull’abitazione principale non di lusso, anche per gli inquilini e per i coniugi assegnatari della casa coniugale. Possibile l’esenzione, con alcuni obblighi formali, anche per la case concesse in uso gratuito a parenti in linea retta (genitori/figli). Probabile l’introduzione della norma che consentirà di acquistare un’abitazione da adibire a residenza usufruendo dei benefici
“prima casa” avendo poi tempo un anno per vendere la vecchia casa. Detrazione dall’IRPEF del 50% dell’IVA pagata al costruttore nel 2016 per l’acquisto di una casa nuova in Classe A o B. IMPRESE E PROFESSIONISTI Superammortamento ai fini del calcolo del reddito: sarà infatti possibile calcolare gli ammortamenti annuali sul 140% del costo per i beni strumentali nuovi acquistati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016. Possibilità per le società di assegnare in via agevolata immobili o automezzi ai soci. Importanti novità per le piccole attività autonome: rivisti i regimi agevolati per i contribuenti minimi e forfetari con innalzamento dei limiti massimi di ricavi per usufruire del regime di tassazione al 15%; per i primi 5 anni di attività si potrà invece usufruire di una tassazione al solo 5%. PENSIONI Aumentata a 8.000 euro la quota esente per i pensionati oltre 75 anni di età e a 7.750 euro per gli altri pensionati. ANTICIRICICLAGGIO Si potranno eseguire pagamenti in contanti fino a 2.999,99 euro. Da 3.000,00 in su sarà necessario il movimento bancario (assegno non trasferibile, bancomat, carta di credito). Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a diritti@lapiazzaweb.it
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cuole e manutenzione del patrimonio. Sono questi gli obiettivi della giunta di Scorzè per il prossimo triennio a partire dal 2016. Molto dipenderà dalle possibilità di spesa e dai vincoli di bilancio, ma il governo locale ha inserito oltre 6 milioni di euro, previsti in opere pubbliche. Gli investimenti maggiori si concentrerebbero nel 2017, mentre il settore dove ci dovrebbero essere i cantieri più importanti, sarà quello degli istituti del capoluogo e delle frazioni. Per il 2016, la spesa più importante dovrebbe essere concentrata sull’ampliamento della scuola elementare di Cappella e la costruzione dell’asilo per un totale di 550 mila euro. Altri 400 mila euro, invece, finirebbero per restaurare la Barchessa di Villa Toffolo, 225.500 euro per rifare il tetto della materna Rodari e, infine, 128 mila euro s’impiegherebbero per la nuova illuminazione nel centro di Scorzè. Per il 2017 ci dovrebbero essere gli interventi maggiori, con 1,37 milioni di euro da investire soprattutto nell’ampliamento della elementare del capoluogo. Per il 2018, i cantieri più costosi dovrebbero essere la pista ciclabile su via Moglianese (410 mila euro) e il restauro di Villa Orsini (400 mila euro). A.R.
strutture Comunita’ per tossicodipendenti
U
na comunità di recupero per i tossicodipendenti adulti. Sarà a Scorzè, ma l’iniziativa è dell’Istituzione pubblica di assistenza e beneficenza (Ipab) Opere Riunite Buon Pastore di Venezia. Il 2016 sarà l’anno dell’apertura della struttura di via Boschi, dopo che l’intero consiglio ha dato il suo via libera al progetto e al cambio di destinazione d’uso, in seguito ad una discussione durata pochi minuti. Quell’edificio, vecchio di qualche decina d’anni e di proprietà, per l’appunto, di Buon Pastore, avrebbe dovuto ospitare un centro terapeutico residenziale per bambini psicotici oppure autistici o con gravi disturbi della personalità. Nel corso dei mesi successivi, però, le esigenze sono cambiate e ha fatto richiesta al Comune di rivederne l’uso. Infatti, il suo consiglio d’amministrazione ha valutato le esigenze dell’area metropolitana di Venezia e, ascoltando i vari enti impegnati nell’affrontare i problemi sociosanitari nel territorio, ha scelto di mettere da parte il progetto della comunità educativa. E prova a puntare su uno spazio dedicato ai tossicodipendenti adulti, che andrebbe a soddisfare le esigenze dell’Ulss 12 di Venezia. In questo momento, quest’ultima deve rivolgersi alle altre aziende della provincia e la struttura di via Boschi colmerebbe questo vuoto. Sarà ampliata di 470 metri cubi, poco più di 100 metri quadrati, così come stabilito dallo stesso parlamentino locale un anno fa. La superficie territoriale è di 8500 metri quadrati e l’immobile, avrebbe un volume finale di 1518,30 metri cubi, partendo dagli attuali 1048,30. Si potranno ospitare fino a 18
adulti e la permanenza in via Boschi sarà fino a un massimo di 9 nove mesi. Ancora incerta la data di apertura, ma i lavori dovrebbero partire a breve. La gestione del progetto è affidata all’associazione Emmaus. Le Opere Riunite Buon Pastore sono un’Istituzione pubblica di assistenza e beneficenza, impegnata in una fedeltà dinamica ai propri fini statutari, e legati a quelli degli enti che nel corso degli anni sono confluiti in essa. All’interno ci sono l’educazione e l’assistenza all’infanzia e al mondo giovanile, promuovendo anche studi e ricerche sul fenomeno del bisogno sociale, la prevenzione dall’emarginazione e il recupero delle forme di devianza e di disadattamento sociale, la pronta accoglienza in situazioni di emergenza, a mamme in difficoltà e a ogni persona a rischio, l’ospitalità, ricovero e protezione di giovani in “grave pericolo di seduzione e traviamento”. Il fondatore è il monsignor Giovanni Gregoretti, vicario a San Francesco di Paola e arciprete parroco di San Pietro in Castello di Venezia, che nel 1853 aprì un asilo per le povere ragazze, vagabonde e pericolanti intitolato al Buon Pastore. A.R.
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Salzano 17 Sociale Parte un nuovo progetto del Gruppo X
Nasce “Comunità Solidale ed Aggregativa”
Comune
Approvato il nuovo regolamento per servizi e prestazioni sociali
Si punta partendo dai giovani a migliorare la qualità della vita di ogni singola persona di Anna Michieletto
N
asce, con il nuovo anno, un nuovo progetto firmato dal Gruppo X di Salzano. Da sempre accanto ai giovani, alle famiglie, e alla promozione e sensibilizzazione dei diritti umani, il Gruppo X, che opera in piena autonomia ma in costante collaborazione con istituzioni, enti locali, associazioni di vario tipo e privati, e che ritiene indispensabile un lavoro di rete con più partner possibili, ha deciso di intraprendere un nuovo progetto della durata di quattro anni dal titolo “Comunità Solidale ed Aggregativa a partire dai giovani”. Questo nuovo progetto vuole essere una sfida per il periodo dal 2016 al 2020, e si prefigge di affrontare le varie situazioni di disagio in questo momento storico caratterizzato da continui cambiamenti. Questa volontà di miglioramento nasce dalla riflessione sul lavoro svolto con altri partner che, nel corso di questo ventennio, ha portato ad un benessere collettivo generale riguardo ad alcune specificità nel nostro territorio, in particolare nel campo delle dipendenze e del disagio. Si è notato come, oggi, la carenza di opportunità di lavoro stia facendo emergere una fragilità importante che porta sempre più persone a compiere azioni non controllate nel gioco d’azzardo e scommesse varie. Dall’analisi
E
di questo scenario il Gruppo X, agendo in rete con più partner possibili, vuole provare a costruire quel tessuto sociale che abbia come obiettivo una Comunità Solidale ed Aggregativa, che continui ad operare nel disagio generale, partendo dai bambini e dalle famiglie arrivando ai giovani, continuando a tenere alta l’attenzione nei confronti della prevenzione alle droghe, all’alcool, e al gioco d’azzardo. Ma anche in modo particolare cercando di abbattere quel muro del pregiudizio del “diverso” che sta diventando sempre più pericoloso e distruttivo. Ciò a cui mira questo progetto è quindi migliorare la qualità della vita di ogni persona appartenente ad un certo territorio, per costruire insieme una comunità aggregativa e solidale. Il Gruppo X continuerà a mantenere aperte ed attive
le strutture, i microprogetti e gli eventi del progetto precedente, e ormai concluso “Comunità nel territorio”, ed eventualmente aprirne di simili nel territorio del veneziano. Sarà inoltre importante divulgare l’esperienza di questo servizio per aprirne di nuovi all’interno della provincia di Venezia, già pensandoli sia come punto di ascolto ed orientamento. e sia come osservatori. “Comunità Solidale ed Aggregativa a partire dai giovani” è stato realizzato dal Gruppo X nei mesi di settembre fino a novembre 2015. Dopo un’analisi ed una verifica del progetto precedente il Gruppo X ha deciso di rinnovarsi proponendosi nuovi obbiettivi, una sfida importante, come quella di 20 anni fa, che ha portato alla realizzazione di molti microprogetti quasi ancora tutti attivi.
’ stato approvato dal consiglio comunale di Salzano il nuovo “Regolamento in materia di servizi e prestazioni sociali”, la cui stesura è il risultato di un lavoro di studio e valutazione conseguente alla riforma normativa dell’Isee. Questo nuovo regolamento, entrato in vigore col nuovo anno, ha visto il delinearsi di una lunga attività di studio e analisi da parte degli operatori del gruppo di lavoro dei servizi sociali di tutti i Comuni del Miranese. Il fine ultimo di questo regolamento, che vede la condivisione della prima parte relativa ai principi generali da parte della maggioranza dei comuni della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 13, è quello di produrre uno strumento che fosse il più possibile uniforme a livello di territorio allargato. Il regolamento definisce una nuova normativa quadro per il Comune di Salzano che disciplinerà i criteri di definizione della compartecipazione al costo delle prestazioni sociali, delle prestazioni sociali agevolate e della componente socio-assistenziale, delle prestazioni agevolate di natura socio-sanitaria assicurate dal Comune, e inoltre, i criteri guida per l’erogazione delle stesse. Finalmente tutti i diversi interventi di carattere sociale saranno meglio coordinati e sintonizzati. A.M.
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18 Salzano Trasporti Dopo la rivoluzione degli orari della Regione i residenti vincono una battaglia
I treni tornano a fermarsi a Robegano di Anna Michieletto
R
itornano a fermarsi i treni nella stazione di Salzano-Robegano, ed il merito è soprattutto del comitato dei pendolari che, per quasi due anni, ha combattuto per far valere le necessità di tutti i lavoratori e studenti che ogni giorno devono recarsi a Venezia. Nel 2013, viene introdotto l’orario cadenzato, voluto dall’ex assessore Chisso nel 2013, che ha cambiato radicalmente la vita dei pendolari delle piccole stazioni. Infatti, con quest’orario venivano istituiti due tipologie di treni: una, chiamata “treni veloci”, in cui venivano fatte solamente le principali stazioni; mentre l’altra, detta “treni lenti”, in cui si sostava in ogni stazione. Il difetto di quest’orario e diversificazione dei treni ha comportato un drastico calo dei treni stessi, che passavano per le stazioni minori, solamente attraversandole. Questo ha comportato, per i pendolari salzanesi, un solo treno ogni ora per arrivare a Venezia. L’alternativa per recarsi al lavoro è quella di prendere l’autobus, ma anche per questo mezzo i problemi non mancano, poiché non esistono se non un paio di autobus la mattina presto e altrettanti la sera. Nasce così, da un’esigenza comune, il comitato dei pendolari di Salzano-Robegano, che3 è sempre stato seguito e appoggiato dal sindaco Alessandro Quaresimin e dall’assessore ai trasporti Lucio Zamengo. Un gruppo di persone con cui ci si salutava tutte le mattine e che, dall’istituzione dell’orario cadenzato, si è trovato a condividere lo stesso disagio. Già nel dicembre del 2013, dopo poco l’istituzione del nuovo orario, il comitato aveva indetto un’assemblea in Comune per parlare e ragionare sulle varie soluzioni a questo disagio. Intanto, per sanare in parte la mancanza dei treni che passavano solamente senza fermarsi, erano state messe delle “navette”. Treni che sì si fermavano in ogni stazione da Noale in poi, ma che non arrivavano fino a Venezia, costringendo i pendolari a cambiare treno a Mestre e perdere ulteriormente tempo. Col tempo il gruppo di Salzano si è unito al comitato, nato anche questo dopo l’istituzione dell’orario cadenzato, dei pendolari del Veneto Orientale, in particolare con quelli di Quarto d’Altino. Insieme hanno organizzato una “Tavola dei pendolari”, fino ad arrivare, attraverso continui incontri con gli assessori regionali e i vertici Trenitalia stessa, ai risultati odierni. Infatti, dopo due anni, il comitato di Salzano-Robegano ha finalmente ottenuto, da parte di Trenitalia, la riprogrammazione dei treni in modo tale che questi si fermino in tutte le stazioni e creino il minor disagio possibile ai pendolari. Da questo cambiamento, in vigore dal 13 dicembre scorso, anche Bassano del Grappa ha ottenuto notevoli vantaggi, guadagnando
Il comitato locale ha ottenuto, da Trenitalia, la riprogrammazione. Ora sono due all’ora due treni ogni ora. Ora il comitato non vuole fermarsi a questa vittoria, esistono altri problemi: la questione del doppio binario presente solo fino a Maerne, che comporta numerosi ritardi su tutta la linea ogni qualvolta un treno abbia problemi, e la creazioni di nuovi sottopassaggi nei paesi, in modo che le barriere non siano abbattute e i treni bloccati da questo.
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opo la conclusione del “Progetto Giovani” attuato nel biennio 2012-2014, l’amministrazione comunale, nell’ormai concluso 2015, ha sperimentato una nuova prospettiva per le politiche giovanili. Nei mesi successivi all’approvazione del bilancio, l’assessore alle politiche giovanili Sara Baruzzo ha incontrato la Consulta Comunale Giovani, chiedendo alle associazioni di proporre dei progetti che fossero utili soprattutto ai giovani del territorio. “Abbiamo voluto – spiega – proporre un nuovo modo di fare politica per e con i giovani, chiedendo direttamente a loro idee e temi su cui poter lavorare insieme”. La proposta è stata accolta con favore dal Gruppo X, Comitato Gemellaggio Salzano, e dalla Polisportiva Fly. Il Comune ha stanziato dei contributi che sono stati utilizzati per l’acquisto di voucher utili a riconoscere un compenso a tutti i giovani che hanno messo e metteranno in piedi delle attività per le Politiche Giovanili. Questa iniziativa si prefigge come un volano per i progetti che cercheranno, poi, di mantenersi autonomamente. Infatti, anche per il 2016 a bilancio concluso, rimane l’intenzione di continuare a sostenere le associazioni nei loro progetti e nella loro realizzazione concreta. A.M.
Approfondimento 21 Lavoro L’azione sindacale di Fiom Cgil e Fim Cisl chiude la vicenda
Ilnor dopo 3 mesi di lotta, scongiurati i licenziamenti E’ stato prorogato fino al 31 ottobre il contratto di solidarietà, si adotterà la mobilità attraverso percorsi di riqualificazione di Alessandro Ragazzo
D
opo tre mesi di proteste, scioperi, incontri in Comune e in Regione, la fine del 2015 ha portato all’accordo per l’azienda Ilnor di Gardigiano, di proprietà di Eredi Gnutti Metalli di Brescia e attiva nel settore di semilavorati in rame e leghe dello stesso materiale. I rappresentanti della fabbrica, i sindacati Fiom Cgil e Fim Cisl, sono riusciti a scongiurare i 55 licenziamenti sui 130 lavoratori prospettati all’inizio. Anche la fonderia sarà trasferita nella città lombarda come ipotizzato, e a Gardigiano rimarranno solo due macchine sulle cinque, fino a qualche settimana fa. Il primo effetto dell’intesa ha portato ad avere 22 uscite volontarie delle 30 stabilite da raggiungere entro il 29 febbraio. Si tratta di dipendenti che hanno scelto di intraprendere altre strade, di mettersi in proprio, di andare in pensione anticipata e così via. Per gli altri 8, si vedrà a breve anche se l’obiettivo fino al 31 ottobre 2016, scadenza del contratto di solidarietà, è portare il numero del personale
dagli attuali 130 a 80. “Siamo contenti per come sono andate le cose – dice il direttore del personale di Ilnor Mario De Santis –, tenendo presente il nostro obiettivo di raggiungere l’equilibrio finanziario”. Si è scelto di ridurre l’attività produttiva della fonderia, dall’altra parte nei laminatoi si pensa che la mancanza di lavoro sia transitoria. Per evitare di lasciare a casa delle persone, è stato prorogato fino al 31 ottobre il contratto di solidarietà, si adotterà la mobilità interna, anche attraverso dei percorsi di riqualificazione del personale. Poi ancora, eventuale demansionamento a parità di livello e retribuzione, oltre alla mobilità volontaria da attivare per 30 persone, ma sostenuta da incentivi. “Ilnor conferma la propria soddisfazione per l’accordo – spiega l’azienda – che, in linea col piano industriale presentato e con la necessità di ritrovare un rinnovato equilibrio finanziario all’interno del difficile contesto strutturale del mercato, preserva
la continuità operativa con il minor impatto occupazionale possibile”. L’intesa è positiva per i sindacati. “Ci consente di tutelare tutti i posti di lavoro possibili – spiega Stefano Boschini segretario di Fim Cisl Venezia – in una situazione molto compromessa. E’ bene che Fiom Cgil abbia sottoscritto l’accordo, considerando così il demansionamento non
più un’ipotesi da respingere a priori ma, invece, uno strumento da gestire con la contrattazione alternativa ai licenziamenti”. Giuseppe Minto, segretario di Fiom Cgil Venezia dice che “L’impegno sottoscritto con l’azienda permette di andare avanti per il 2016, scongiurando i 55 esuberi”. Insomma un buon risultato per i dipendenti.
Il percorso
Le diverse tappe alla soluzione della vertenza
T
utto era iniziato dopo l’estate, quando arrivò la notizia di 25 esuberi alla Ilnor che nelle settimane successive sarebbero raddoppiati in seguito alle riunioni tra le parti. Nel frattempo ci furono proteste, traffico rallentato e scioperi, tanto che in tre mesi hanno portato a 60 le ore di astensione al lavoro, gazebi fuori dai cancelli della fabbrica in via Moglianese e incontri sia in giunta che in Consiglio regionale. E ogni volta erano a centinaia i dipendenti che giungevano a Venezia per assistere ai colloqui dei sindacati con l’assessore veneto al Lavoro Elena Donazzan e al presidente del Consiglio di Palazzo Ferro Fini, Roberto Ciambetti. Della questione, da subito se n’è interessato anche il Comune di Scorzè, con il sindaco Giovanni Battista Mestriner partecipe della riunioni in laguna e, prima ancora, ne aveva convocata una in municipio. A metà novembre c’è stata la prima svolta tra Ilnor, Fim Cisl e Fiom Cgil, che si era detta disponibile a ragionare sul numero degli esuberi e nei volti dei rappresentanti sindacali aveva iniziato a prendere forma una sorta di sorriso. Ma le parti sono sempre rimaste in contatto, sino ad arrivare alla firma dell’intesa poco prima di Natale. A.R.
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22 1 Cultura provinciale Eventi Dal 23 gennaio al prossimo 9 febbraio. Lo spettacolo d’inaugurazione alle 18 lungo il canale di Cannaregio
Il Carnevale di Venezia celebra le arti e le tradizioni “Creatum”, è il titolo di questa edizione che vuole essere un ritorno alle antiche origini della tradizione più folkloristica della città. Non solo le arti ma anche il teatro, l’opera e la commedia vanno in scena anche all’aperto
“C
reatum, ovvero delle Arti e delle Tradizioni”: è questo il tema conduttore del Carnevale di Venezia, edizione 2016, che si apre il 23 gennaio prossimo e fino al 9 febbraio si proporrà con un trionfo di eventi. Questa edizione vuole essere un ritorno alle antiche origini della tradizione e del folklore della città. Un incentivo forte e insieme una celebrazione della rinascita delle antiche origini di Venezia. Sotto la direzione artistica di Marco Maccapani, Piazza San Marco si trasformerà in un villaggio delle meraviglie, realizzato dalle scenografie del Teatro La Fenice, in cui gli artigiani, con le loro eccellenze, racconteranno la storia unica di Venezia. I nomi delle calli e dei campi come “Calle forno”, “Ruga dei oresi”, “Campiello del remer”, “Fondamenta dei vetrai”, “Calle dei fuseri” o la “Frezzaria”, rappresentano un inno alle arti dei mestieri che ritroveranno nell’allestimento di Piazza San Marco i fasti del loro glorioso passato. Calli e campi
Il carnevale di Venezia con le tradizionali maschere, a lato il poster ufficiale dell’edizione 2016 di Venezia diventeranno inoltre luoghi di spettacoli musicali e teatrali insieme alla terraferma, dove il carnevale si diffonderà. Mentre allestimenti e rievocazioni riproporranno, proprio nella fabbrica per eccellenza, l’Arsenale, il rapporto di Venezia con i mestieri. Grazie alla collaborazione con i Musei e con le istituzioni culturali veneziane saranno proposti itinenari culturali tematici di visita, aperture straordinarie, mostre temporanee. Si parte il 23 gennaio con l’ormai consueta Festa Veneziana nel popolare se-
stiere di Cannaregio. Uno spettacolo a tema sull’acqua e sulle rive aprirà il Carnevale. Il giorno dopo ci sarà il Corteo storico di imbarcazioni addobbate. E via via nei giorni successivi gli oltre 60 spettacoli, concentrati per lo più in Piazza San Marco, fra cui il 30 gennaio il Corteo della Festa delle Marie, il 31 il volo dell’Angelo dal Campanile di San Marco interpretato da Irene Rizzi, Maria vincitrice del Carnevale 2015. Da giovedì 4 a martedì 9 febbraio ci saranno infiniti eventi: momento clou in piaz-
za San Marco, domenica 7 febbraio, con la finale del concorso della maschera più bella del Carnevale, il Volo dell’Aquila dal Campanile di San Marco, con un ospite speciale e misterioso; all’Arzenale di Venezia la festa durerà fino a notte inoltrata. Gran finale martedì grasso con la celebrazione delle glorie di San Marco nello Svolo del Leon, maestoso gonfalone di San Marco, il leone alato su campo rosso che ha reso imortale la Serenissima Repubblica nel Mediterraneo e nel mondo. Questo carnevale sarà dunque
Cavarzere Teatro e anniversari. Il prossimo 7 febbraio va in scena la nuova commedia “Spirito allegro”
uno spettacolo nello spettacolo, reso possibile grazie anche alla collaborazione degli scenografi Angelo Lodi, Guerrino Lovato e Massimo Checchetto, i costumi dell’Atelier Nicolao e dell’Atelier Longhi di Francesco Briggi. Insomma un Carnevale che è ricco e vario come il poster - immagine ufficiale dell’edizione 2016 - realizzato dall’artista Eduardo Guelfenbein: un collage di colori e di immagini che, simbolicamente, rispecchiano “la creatività e l’immaginazione spiega l’artista - che sta dietro agli eventi”.
Trent’anni di Filodrammatica, dalle recite in patronato alla costituzione di una vera e propria compagnia I U
Feste e carri
il carneVale a mestre e dintorni
na serie di iniziative sono state intraprese alla fine dell’anno appena trascorso e all’inizio del 2016 per ricordare la nascita, trent’anni fa, della compagnia Filodrammatica di Cavarzere, l’ultima delle quali la messa in scena il 7 febbraio della nuova commedia “Spirito allegro” di N. Coward. La Filodrammatica nacque grazie all’iniziativa di Ileana Dal Checco che, nei primi anni Ottanta, seguì i ragazzi del Patronato “San Pio X” nell’allestimento delle recite e dal suo desiderio di passare da brevi messe in scena alla preparazione di vere e proprie commedie, idea che venne accolta con entusiasmo da un gruppo di adulti dell’oratorio e dai Padri Canossiani che si prodigarono affinché sul palcoscenico del teatro Goldoni ci fosse sempre una commedia da rappresentare a Natale o a Carnevale. “All’inizio fu semplicemente un’occasione per divertirsi, – affermano i componenti della compagnia - ma anche per condividere una passione, quella appunto per il teatro, che ci spinse a desiderare di mettersi in gioco nella non facile arte della recitazione”. Nel settembre del 1985 andò in scena la prima opera: “Le barufe in famegia” di Giacinto Gallina, un classico del teatro tradizionale veneto. “Il teatro Goldoni di Cavarzere dava il tutto esaurito, tutto il paese era venuto a vedere quella che sarebbe diventata la compagnia teatrale di Cavarzere e il palcoscenico fremeva per la tensione emotiva – continuano gli attori della Filodrammatica - “Le barufe in famegia”, chi l’avrebbe mai detto? Chi avrebbe mai pensato che sarebbe diventato il nostro “cavallo di battaglia” per i successivi trent’anni?”
Alcune interpretazioni della compagnia di Cavarzere In seguito avvenne la costituzione di una vera e propria compagnia finalizzata alla messa in scena di opere teatrali e alla diffusione della cultura nel territorio; poco tempo dopo cominciarono ad arrivare le prime scritture prima dai paesi limitrofi e poi anche da teatri importanti della regione così ben presto la compagnia cavarzerana passò dalle piccole - ma seguitissime - rassegne nei paesini sperduti di campagna ai cartelloni delle città di Vicenza, Padova, Verona, Sacile, Mestre, Spinea: il nome della Filodrammatica, dunque, figurò nelle locandine delle più belle rassegne teatrali amatoriali del Veneto. Dopo qualche anno, sempre sotto la guida di Ileana Dal Checco, si aggiunsero al repertorio altre commedie come “Zente refada”, “Sior Tita paron” e “La bozeta de l’ogio”: proprio con quest’ultima la Filodrammatica ebbe il primo riconoscimento delle qualità dei suoi attori quando vinse il premio “Carlo Goldoni” del Teatro Stabile del Veneto.
Col passare del tempo aumentò nei componenti della compagnia il desiderio di perfezionarsi per cui, nei primi anni del Duemila, la Filodrammatica fece un’ importante esperienza con il Bel Teatro, una compagnia di professionisti di Padova, che le permise una miglior conoscenza del linguaggio teatrale. A questa esperienza seguirono la messa in scena de “L’Anconitana” di Ruzante con il valente regista Roberto Innocente e di “Tango Monsieur?” di Lo Castro con Damiano Nardin: quest’ultima pièce rappresentò un banco di prova per la compagnia, in quanto gli attori recitarono per la prima volta in italiano. Oggi la Filodrammatica è guidata da Franco Penzo, attore e regista del Teatro Novo di Chioggia che con lui ha collezionato tanti successi e premi sia in Italia che all’estero e alla sua riconosciuta esperienza e competenza, la Filodrammatica si affida con grande fiducia. Nicola Ruzza
l Carnevale protagonista anche nell’entroterra veneziano a partire da Piazza Ferretto a Mestre dove nei due week end clou torna l’animazione con la mascherina più bella, una iniziativa che coinvolge centinaia di bambini. L’appuntamento sabato 30, a partire dalle 15, domenica 31 gennaio alle 11 e dalle 15 in poi, sabato 6 febbraio dalle ore 15, domenica 7, lunedì 8 e martedì 9, alle ore 11 e dalle 15 in poi. Sempre in Piazza Ferretto sono in programma, nei fine settimana del carnevale, animazioni e spettacoli nella pista di pattinaggio sul ghiaccio. E inoltre una video installazione interattiva stupirà e coinvolgerà tutte le persone che si troverranno a passare in Piazza Ferretto. Dal 30 gennaio al 9 febbraio, 11 giorni e oltre 30 tappe del “trenino ufficiale del Carnevale” che consentirà di assistere a performance e laboratori di artigiani su arti e antichi mestieri nelle piazze di Malcontenta, Zelarino, Trivignano, Ca’ Sabbioni, Marghera, Favaro, Tessera, Campalto, Piazza Ferretto, Chirignago, Lido, Malamocco e Pellestrina. Il 6 febbraio è in programma la sfilata dei carri a Marghera. Sempre il 6 febbraio il Carnevale dei Ragazzi a Zelarino dove il 9 si terrà la sfilata dei carri. Sfilata anche a Favaro il 7 e a Burano il 6, 7 e il 9 febbraio.
Sport 23 2 Arti marziali I successi di una atleta di una società di Salzano
Eleonora Coletto, campionessa di karate di Anna michieletto
S
i chiama Eleonora Coletto la giovane promessa del karate veneziano che, a soli 21 anni, conta numerosi titoli a livello internazionale. La giovane atleta ha iniziato il suo percorso in questo mondo a soli sei anni, tornando un giorno a casa da scuola e dicendo ai propri genitori “io voglio andare a far karate”. Inizia in questo modo, nell’Asd Karate Salzano, una passione che l’ha accompagnata in tutta la sua crescita e che persiste tutt’ora. Eleonora inizia le gare fin da subito. “La prima gara – racconta - l’ho fatta poco dopo aver iniziato ad allenarmi. Ricordo che i miei genitori e il mio allenatore mi dissero di gareggiare come se mi stessi allenando in palestra, di non preoccuparmi, e alla fine sono arrivata prima”. Col tempo Eleonora passa da bambina a giovane donna e dopo le gare regionali passa a quelle nazionali conquistando un podio dietro l’altro, fino ad essere ammessa alle competizioni di livello internazionale. A 18 anni, per la prima volta, parte da sola per partecipare alla sua prima gara fuori dall’Italia: gli europei in Romania. Una gara entusiasmante in cui si classifica terza e che la segna fortemente, soprattutto per la tenacia e la determinazione che serve per compiere un intero percorso in completa autonomia. Dal 2012 la giovane karateka inizia la sua carriera nelle gare internazionali partecipando ai mondiali in Slovenia, dove arriva seconda, e in Brasile, in cui
si classifica vicecampionessa del mondo interstile. La sua ultima esperienza, nella scorsa primavera, è quella dell’europeo in Portogallo dove, invece, sale sul gradino più alto del podio. Le numerose vittorie, ma anche le varie delusioni non hanno mai fermato la tenacia di Eleonora che vuole continuare ad allenarsi e allenare. “Mi alleno per raggiungere il mio obbiettivo, gareggiare. – dice la karateka. Mi allenerei comunque, ma la determinazione sarebbe ben diversa. Continuare a far gare fin che posso mi aiuta a restare sempre costante e determinata, mi sprona a dare e fare sempre il meglio”. Per Eleonora il karate è un modello di vita e non solo per la disciplina che si trova intrinseca in questo sport, ma anche a livello interpersonale. “Ciò che questo sport mi ha insegnato è a vedere il mio avversario sempre con rispetto e con stima. In fondo se io miglioro è
Ciclocross a santo stefano
atleti Veneziani primeGGiano a san fior
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er smaltire le feste non c’è miglior cosa se non fare un bel giro in bici”. Sicuramente questo è quello che ha pensato il popolo del ciclocross che, il giorno di Santo Stefano, si è ritrovato a San Fior (Tv), per il 2° Gp Comune di San Fior, su un circuito pianeggiante ma divertente, che prevedeva cunette artificiali e ostacoli. Giornata nebbiosa la mattina, per lasciare poi spazio al sole nel pomeriggio, con un tracciato completamente asciutto che ha favorito le alte velocità e grandi emozioni. Tra le diverse categorie hanno, che hanno spaziato dagli allievi al primo anno agli amatori, di certo ha regalato più emozioni è stata la gara open in cui era presente, per la gioia del pubblico, il professionista e vincitore di due tappe al Tour De France, Matteo Trentin autore di una gara onesta, dove non si è risparmiato e ha chiuso al 7° posto assoluto. Davanti, fin dalle prime tornate, dettava infatti legge Mirko Tabacchi già apparso in buona condizione nella gara friulana a Lucinico. Dietro di lui un tandem composto da Tommaso Caneva e Thomas Paccagnella che ha guidato l’inseguimento per buona parte della gara, anticipati nel finale solo da Luca Braidot, che è così riuscito a strappare il secondo gradino del podio dietro al compagno di colori relegando Paccagnella al terzo posto. Tra le donne gara senza storia con l’assolo della bolzanina Anna Oberparleiter, sempre più leader del Trofeo Triveneto e che fin da subito ha distanziato tutte le avversarie, in primis le due juniores che si sono contese la vittoria e il podio assoluto, vale a dire Sara Casasola e Francesca Baroni.
Basket
umana reYer reGala incontri internazionali aGli abbonati
anche grazie a lui”. Eleonora, giovanissima ragazza già campionessa mondiale e europea, si divide tra la palestra, lo studio universitario e gli amici, ma dice di non aver mai dovuto rinunciare a nulla, ma di aver semplicemente fatto delle scelte, scelte che l’hanno portata a toccare i più alti livelli in questa disciplina.
Photo credit: Alessandro Billiani Un riconoscimento particolare per queste due ragazze per il bel duello che stanno regalando nelle ultime settimane e che dona un po’ di pepe anche alla classifica juniores. Il podio open, dietro alla Oberparleiter, è formato dalla veneziana della società Libertas Scorzè Giovanna Michieletto seguita da Elena Leonardi. Tra le altre categorie si sono fatti valere ancor di più gli atleti veneziani. In particolar modo la gara juniores maschile al cui terzo posto, dopo l’ennesima vittoria e conferma di Andrea Pozzato, con Matteo Zecchin secondo, ha lasciato il terzo gradino del podio a Nicola Taffarel, dopo una gara testa a testa con il compagno di colori alla Libertas Scorzè Mattia Consolaro. Durante la mattinata si sono tenute le gare giovanili che hanno visto, tra gli allievi al primo anno, sfide avvincenti e la bella vittoria di Emanuele Huez (Tettamanti Bike) su Nicolò Buratti e Nicholas Caruzzi. Tra gli esordienti, invece, domina questa stagione e vince la gara Gabriele Torcianti. Le categorie amatoriali hanno visto i successi di Paola Maniago, Gianfranco Mariuzzo, Michele Feltre e Carmine Del Riccio. A.M. C
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’Umana Reyer, dopo queste vacanze di Natale, ha deciso di fare ai suoi tifosi un ulteriore regalo. In seguito allo storico accesso alle Last 32, la società ha comunicato le modalità per assistere alle partite casalinghe della prestigiosa seconda fase dell’Eurocup. Fase che vedrà gli atleti della squadra veneziana affrontare i russi dello Zenit di San Pietroburgo, i tedeschi dell’ Mhp Riesen Ludwigsburg e i polacchi dello Stelmet BC Zielona Góra. La prima notizia riguarda i possessori di abbonamenti Eurogold e Eurogold numerato per i quali la società ha deciso di estendere la validità della tessera anche a queste tre partite, premiando la loro fedeltà. I possessori delle tessere entreranno quindi gratuitamente anche a questi tre incontri. L’Umana Reyer lancia inoltre per le tre partite di Last32 anche dei mini abbonamenti sia per il settore intero che per il settore numerato, a prezzi estremamente convenienti. I prezzi dei biglietti singoli saranno infine invariati rispetto al primo turno di Eurocup. I mini abbonamenti, così come i biglietti, saranno acquistabili sia in tutti i punti vendita del territorio (la lista completa su www.reyer.it/biglietterie ) che online su www.reyer.it. Sono andati a ruba anche i biglietti per la prima partita, Umana Reyer – Zenit San Pietroburgo che era in programma mercoledì 6 gennaio alle 20.30. Si prospettano gare entusiasmanti e un Taliercio sempre pieno e pronto a dimostrare tutta la sua carica per una squadra che si sta sempre più dimostrando leader nazionale. A.M. 14/01/16
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IL VENETO
in PRIMO PIANO
Economia L’indagine del Centro Studi di Tecnocasa fotografa la situazione nel primo semestre 2015
Mercato immobiliare in ripresa anche in Veneto Sembra che il mercato della compravendita ricominci a partire. Il trilocale, in città o nelle vicinanze è la tipologia più richieste. Gli acquirenti tipo: giovane coppia sui 35 anni di ornella Jovane
I
l mercato immobiliare lancia timidi ma significativi segnali di ripresa anche in Veneto. E’ il quadro incoraggiante che emerge dalle recenti rilevazioni dell’Ufficio Studi del Gruppo Tencocasa, nello specifico relativamente al primo semestre 2015, illustrato da Michele Ferrari, team manager dell’Area Nord est. Sembra, dunque, che il mercato della compravendita ricominci a partire in uno scenario in parte mutato, rispetto al recente passato, fino cioè al 2008, l’anno clou della bolla speculativa nel settore immobiliare. Analizzando la domanda emergono interessanti dinamiche, per certi aspetti nuove. Muta il profilo dell’acquirente, per lo più si tratta di giovani coppie, mediamente sui 35 anni, in cerca di prima casa, per una sistemazione definitiva. Si torna in città, per trovare casa nei centri cittadini piuttosto che in periferia. La contrazione dei prezzi degli immobili in questi anni, infatti, consente di optare per soluzioni più comode, più vicine alle aree attrezzate e ai servizi. Il trilocale (due camere e zona giorno) nella compravendita rappresenta la tipologia dove maggiormente si concentra la richiesta, a discapito del bilocale che, invece, vede crollare il proprio appeal in virtù di un mutato approccio da parte degli acquirenti, orientati all’abitazione principale e alla sistemazione stabile anziché all’acquisto per investimento almeno per questo taglio. La maggiore offerta bancaria ai finanziamenti, con la riduzione dei tassi d’interesse, ha fatto registrare un cospiscuo aumento delle stipulazioni di mutui da parte delle famiglie venete per l’acquisto della casa. Diminuiscono anche i tempi di vendita che si attestano intorno ai 170 giorni nelle grandi città, 189 nell’hinterland delle città e 177 nei copoluoghi di provincia. Contrazioni dei prezzi. Nel primi sei mesi del 2015 le quotazioni delle abitazioni in Italia sono dimuite in me-
La maggior parte degli acquirenti - per lo più giovani - è orientata all’acquisto dell’abitazione principale dia del 2,5 per cento nelle grandi città, del 2,1 per cento nell’hinterland cittadino e del 2,2 per cento nei capoluoghi di provincia. In media, analizzando le aree geografiche, nelle città del Nord la contrazione dei prezzi delle case è del 2,2 per cento. In Veneto è Verona la città in cui si registra la maggiore contrazione dei prezzi (-2,5 per cento), seguita da Treviso (-2,1 per cento). A Padova la contrazione dei prezzi è del -1,1 per cento rispetto al secondo quadrimestre 2014. Le zone centrali cedono l’1,9 per cento, mentre quelle semicentrali e periferiche si mantengono sostanzialmente stabili. Stabili anche i prezzi a Rovigo e Vicenza. Non risultano i dati di Venezia per cui l’Ufficio Studi Tecnocasa sta approntando un’indagine a parte. Domanda e disponibilità di spesa. La ricerca della prima casa costituisce anche in Veneto il segmento più consistente del mercato. La domanda è alta e proviene in
buona parte da giovani coppie che approfittano dei prezzi convenienti. Prezzi che consentono di concentrare le ricerche nei centri storici o nelle immediate prossimità. Non di rado infatti ci sono acquisti sostitutivi da parte di chi abita in provincia e ora, grazie al ridimensionamento dei valori, riesce ad acquistare nelle città. La tipologia più richiesta è il trilocale, nelle palazzine. A Rovigo piacciono anche le soluzioni indipendenti, e gli appartamenti dotati di giuardino privato, ricercati spesso nei quartieri, San Bortolo e Tassina, che si sviluppano nelle vicinanze del centro cittadino. A Treviso invece la maggior parte delle transazioni per questa tipologia riguardano soprattutto le abitazioni collocate immediatamente fuori le mura cittadine (molte richieste si registrano in particolare per il quartiere Santa Bona, caratterizzato da una edilizia eterogenea, dove accanto alle palazzine non mancano le villette di nuova costruzione). Molto attive - per quanto riguarda questo segmento del mercato - sono anche le famiglie di origine straniera. Verona ha una situazione più complessa che è anche determinata dalla presenza dell’università che attira investitori interessati all’acquisto di bilocali da concedere in locazione ma anche, a fini turistici, anche allo scopo di avviare B&B o affittacamere. La preferenza, in quest’ultimo caso, ricade su appartamenti dotati di almeno tre camere, inseritiper lo più in palazzi sotrici e ubicati il più possibile nel Centro o nelle vicinanze. Anche a Vicenza dalla fine del 2014 e nei primi mesi del 2015 si evidenzia un aumento del numero di compravendite. Le quotazioni favorevoli consentono di valutare con maggiore interesse anche le abitazioni del centro storico, che nelle strade principali possono essere anche di notevole prestigio. Nelel immediate vicinanze si sviluppa in particolare il quartiere San marco e la zona di Sant’Andrea.
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focus padoVa, il numero di compraVendite aumenta del 19,1 per cento in cittÀ
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er quanto la realtà di Padova, città e provincia su cui si concentra nel dettaglio l’indagine Tecnocasa illustrata da Cristian Binato, consulente Tecnocasa dell’area di Padova e Rovigo, i valori che erano scesi notevolmente nei mesi precedenti(-5,5 nel 2014) nell’ultimo semestre 2015 si sono assestati intorno ad un - 1,1 per cento, con un livellamento sostanziale dei prezzi, dovuto ad un’alta domanda che proviene in buona parte da giovani coppie. Aumenta dunque il numero di compravendite: in città sono state effettuate 977 transazioni, pari a +19,1 per cento rispetto al primo semestre del 2014, mentre in provincia si contano 2352 compravendite, vale a dire +0,9 per cento. La tipologia più richiesta è il trilocale, con il 47,5 per cento delle preferenze, quindi i quattro locali con il 29,1 per cento. L’analisi della disponibilità di spesa evidenzia che il 46,1 per cento dei potenziali acquirenti ha un budget massimo di 119mila euro e il 27, 1 per cento si colloca nella fascia successiva, tra 120 e 169mila euro. Il mercato è dei giovani: l’81,4 per cento degli acquirenti, infatti, ha comprato l’abitazione principale, il 18,6 per cento ha acquistato per investimento. Quasi un terzo degli acquirenti è under 35, i 31,3 per cento ha un’età compresa tra i 35 e i 44 anni. Anche per Padova città la domanda di case si concentra prevalentemente nell’area fuori le mura del centro storico, tra la Guizza e il lungargine del Bassanello e si focalizza su trilocali e O.J. quadrilocali.
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Il Veneto in primo piano 25 1 I dati Gli indicatori del mercato creditizio, in Veneto e a Padova nel confronto con il contesto nazionale
Le banche tornano ad erogare i mutui per l’acquisto della casa L’importo medio in Veneto è in media di 110mila euro, a tasso fisso, della durata di 25 anni
di ornella Jovane
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l mercato immobiliare è in fermento, con favorevoli dati sulle compravendite, anche grazie ad un rinnovato “appetito” bancario per le erogazioni dei mutui che incoraggia i giovani all’acquisto immobiliare. In Veneto, in particolare, secondo i dati analizzati dall’Ufficio studi del Gruppo Tecnocasa e illustrati da Michele Lovato, responsbile d’area Kìron Partner spa pr l’area Nordest, nel secondo trimestre 2015 le famiglie hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 903,1 milioni di euro. Una cifra che colloca la regione al terzo posto per totale erogato in Italia, con un’incidenza del’8,83 per cento. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente
focus
si registra una variazione delle erogazioni in regione pari a +72,2 per cento, per un controvalore di +378,6 milioni di euro. A livello nazionale, nel primo semestre 2015 l’importo medio di mutuo erogato è stato circa di 110 mila euro. Per quanto riguarda le caratteristiche del mutuo, quasi il 70 per cento dei mutui erogati ha una durata tra 21 e 30 anni, in media di poco inferiore ai 25 anni. Prevale la tipologia a tasso fisso, la cui percentuale, 56,4 per cento, è raddopppiata rispetto all’anno scorso. In netto calo il ricorso ai mutui a tipologia variabile: in particlare, quelli a tasso variabile “puro” sono poco meno di un terzo del totale. Nel secondo timestre 2015 la regione Veneto
Chioggia. L’andamento del mercato immobiliare
Grande riValutazione e attenzione per l’usato. boom per il residenziale turistico
P Sottomarina di Chioggia
ha fatto registrare un importo medio di mutuo pari a 111.100 euro, in aumento rispetto a quanto rilevato durante lo stesso trimestre dell’anno precedente, quando il ticket medio ammontava a 109.900 euro. Per quanto riguarda più in particolare la realtà padovana, su cui l’indagine si soffema con maggiori dettagli, la provincia di Padova ha erogato volumi per 184,8 milioni di euro, pari a +78,4 per cento. Un dato all’interno del quale vanno incorporati non solo l’acquisto, ma anche la ristrutturazione, la surroga e altre finalità. L’importo medio di mutuo si è attestato a circa 109mila euro, la durata media è pari a 26 anni, la tipologia per il 44,2 per cento è a tasso fisso, l’età media dei richiedenti è di poco più di 36 anni.
er quanto riguarda l’area del Veneziano lo studio di Tecnocasa, in attesa dei dati dall’intera provincia, focalizza l’attenzione su Chioggia. In questa realtà le quotazioni rimangono sostanzialmente stabili per il nuovo - economico, medio e signorile - mentre si registrano significative contrazioni per la categoria dell’usato - economico -4,6per cento e medio -3,9 per cento - mentre, al contrario, si osserva una incoraggiante rivalutazione
Menù Degustazione Pesce • Spaghetti allo scoglio e Farfalle, salmone e gamberi • Grigliata di Orata Coda Pescatrice Scampo, più Polenta e Fritto Misto
(+0,6 per cento) del signorile usato. Un trend che si manifesta anche in periferia. Il mercato immobiliare inizia a dare segnali di ripresa dal lato della domanda e della compravendita anche per gli immobili turisticia Chioggia, settore nel quale si registra un incremento significativo nel 2015. Il turistico residenziale, infatti rappresenta il 60 per cento del totale delle compravendite.
Ristorante
Alla Fornace
Mercato immobiliare, la variazione percentuale dei prezzi e i valori medi a Chioggia (Fonte Tecnocasa)
14 Febbraio 2016 S. Valentino • Aperitivo della Casa • Gamberetti in Cocktail • Antipasto Fornace: polipi con sedano, latticini di seppia, gamberoni • Bis di Taglierini al Salmone di Scozia, Gnocchetti con Scampi e funghi
• Frittura di Calamari e Gamberi • Insalatine di stagione e carotine
• Insalata Mista
• Sorbetto al limone
• Sorbetto al limone
• Dolce con vino amoroso
• Caffè corretto
• Caffè e Limoncello
• Vini e Acque Minerali
€ 24,00
• Grigliata di Orata, Coda di Rospo e Scampo alla griglia
• Vini e Acque Minerali
€ 30,00
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26 4 Il Veneto in primo piano Ulss Arrivano le nomine da parte del presidente Luca Zaia dei nuovi direttori generali
12 super manager per la sanità veneta In previsione della riforma sanitaria legata alla creazione dell’Azienda Zero, si riducono da 21 a 7 le Ulss, accorpandole su base provinciale di Alessandro Abbadir
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anità in Veneto: a fine 2015, ma proprio alla fine, visto che era il 30 dicembre, il presidente del Veneto Luca Zaia ha fatto la sua scelta compiendo con la nomina dei nuovi direttori generali delle Ulss, una rivoluzione. La nomina dei nuovi 12 super manager riduce da 21 a 7 le Ulss, accorpandole su base provinciale. Insomma dei super poli sanitari che dovranno essere gestiti con estrema cautela anche in vista della fatidica realizzazione della preannunciata riforma sanitaria. Un progetto che accentra in una strategica Azienda Zero, tutti i compiti extrasanitari: spesa, appalti, personale, servizi, logistica, servizi sociali - così da eliminare i doppioni esistenti e consentire alle Ulss di dedicarsi esclusivamente all’attività di cura; con una gerarchia che affidada ai direttori generali della sanità e del sociale il potere decisionale e riservando al manager dell’Azienda Zero la responsabilità esecutiva-gestionale. Ma ecco nel dettaglio le decisioni di Zaia. Giuseppe Dal Ben sarà alla guida dell’Ulss 12 Veneziana ed estende il suo ruolo commissariale alla
Ulss13 di Dolo- Mirano (esce di scena Gino Gumirato) e alla 14 Chioggia. Nel Veneto orientale resta in sella Carlo Bramezza. A Padova c’è un cambio di guardia; Claudio Dario se ne va arriva il trentino Luciano Flor. Dario però resta nella città del Santo per dirigere l’Ulss 16 e con il sistema commissariale commissariale, la Ulss 15 di Cittadella e la Ulss 17 di Monselice. A Treviso Zaia ha nominato alla direzione dell’Ulss Francesco Benazzi che è stato direttore dell’ Ulss Alta Padovana . Un titolo importante come pedigree, visto che uno studio del Ministero della Salute, l’ha indicata come la migliore d’Italia. Francesco Benazzi che dirigerà Treviso gestirà pure l’Ulss di 7 Pieve di Soligo e l’Ulss 8 Asolo-Montebelluna. A Belluno e provincia va a Adriano Rasi Caldogno la direzione generale di Belluno e conserva, da commissario, quella di Feltre. A Vicenza Giovanni Pavesi dirigerà l’Ulss 6 Vicenza, con poteri commissariali sulla Ulss 5 Ovest Vicentino. A Bassano, invece, ci sarà Giorgio Roberti (direttore uscente a Treviso). L’Azienda ospedaliera universitaria
di Verona non è stata coinvolta dal giro di nomine perché aveva rinnovato la direzione un anno fa. Al timone resta quindi Francesco Cobello, mentre l’Ulss 20, è stata affidata a Pietro Girardi che sovrintenderà le unità sanitarie 21 Legnago e 22 Bussolengo. Per il sud della regione: Antonio Compostella gestirà le Ulss di Rovigo e Adria. E infine una novità attesa: l’Istituto Oncologico Veneto ha finalmente un direttora tempo pieno: Patrizia Simionato I direttori hanno sottoscritto un contratto di 3 anni prolungabili a 5 dopo una verifica sul lavoro svolto. Soddisfatti dell’operazione compiuta il presidente Luca Zaia e l’assessore Luca Coletto. “Avevo di fronte più scelte – ha spiegato Zaia. Potevo nominare 21 direttori generali, ma così la riforma che ritengo vitale avrebbe avuto tempi lunghi, che non ci possiamo permettere, o fare 21 commissari per un anno lasciando il tutto di fatto in sospeso. Ho deciso, con il cuore e con la ragione, di anticipare i tempi, nella convinzione di aver fatto il bene dei cittadini. Il contratto contiene tutti gli obiettivi da raggiungere, come le liste
d’attesa, l’umanizzazione, lo sviluppo delle tecnologie e delle professionalità, perché una sanità che non si aggiorna passo dopo passo, non è nelle corde del Veneto, che invece è stato riconfermato da poco Regione benchmark (modello) per tutta Italia”. Sono nomine che avviano la nuova riforma dell’organizzazione sanitaria veneta, nel rispetto delle attribuzioni del Consiglio e della necessità di dare presto
ai veneti una sanità ancora più moderna, capace di crescere ancora nonostante i tagli nazionali”. Per l’assessore alla Sanità Luca Coletto: “è’ stata una scelta opportuna che abbiamo condiviso, perché sull’innovazione non si può arretrare e dobbiamo invece migliorare ulteriormente per rispondere ai tagli nazionali, unendo le forze con tutto il nostro personale”.
Le nomine. simionato guida l’istituto oncologico Veneto
tre manaGer per la sanitÀ padoVana
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re manager per la sanità padovana. A della sanità padovana hanno sottolineato, loro il compito di affrontare altrettante nel loro primo intervento all’inizio dell’anno, sfide: la riforma delle Uls che porterà l’impegno a garantire una integrazione dei ad una significativa diminuzione delle azien- servizi sanitari offerti dalle diverse strutture de sanitarie, il nuovo ospedale di Padova e presenti sul territorio allo scopo di migliorare la lotta ai tumori attraverso sperimentazione l’assistenza ai pazienti. “Ci deve essere una e nuove cure. Il tutto nel segno dell’integra- progettualità unica della sanità padovana zione e della piena collaborazione tra enti - ha dichiarato Claudio Dario - per questo diversi che hanno come obiettivo la cura del siamo qui insieme e da oggi continueremo a malato, l’assistenza sanitaria a 360 gradi. lavorare con gli stessi obiettivi”. Luciano Flor Anche a Padova, come nel resto del Veneto, ha ribadito l’importanza di creare percorsi la “rivoluzione” della sanità è scattata con trasversali per i malati partendo proprio dal il nuovo anno, e già il 2 gennaio i tre nuovi servizio ospedaliero. Sotto la sua direzione direttori generali si sono messi al lavoro. prenderà corpo anche il progetto del nuovo A Claudio Dario l’incarico di guidare l’Uls ospedale di Padova, sulla cui sede è ormai 16 insieme alle altre due aziende sanitarie tempo di trovare una soluzione condivisa padovane, delle quali dopo le infinite discusè stato nominato “Ci deve essere una sioni di questi anni. commissario, l’Uls 15 progettualità unica Anche Zaia ha imdell’Alta e l’Uls 17 nel nostro territorio, posto un’accelerata, della Bassa. Luciano continueremo ormai ne va della creFlor invece è direttore a lavorare insieme” dibilità istituzionale, e generale dell’Azienanche lo stesso Bitonci da Ospedaliera mentre Patrizia Simionato vuole arrivare a mettere il punto. Ormai tutto dell’Istituto Oncologico Veneto. Tre nomine fa pensare che sarà l’area di San Lazzaro ad di “spessore” e di “alto livello”, come han- ospitare il nuovo ospedale cittadino anche se no commentato all’unisono amministratori e non è ancora detta l’ultima parola e i colpi di politici, una terna di manager per mettere scena sono sempre possibili. Patrizia Simioin atto la riforma sulla quale la Regione nato, alla guida dello Iov, ormai un punto intende accelerare in questi mesi dopo i di riferimento nazionale nella ricerca e nella tentennamenti e le polemiche del recente lotta ad un’ampia gamma di tumori, ha inpassato. Anzi queste nomine di fatto anti- sistito sull’umanizzazione delle cure. Perché cipano la riforma unificando, almeno nella dietro ad ogni terapia, ad ogni intervento posizione di vertice, le tre Uls e aprendo la ad ogni scelta medica c’è un paziente che strada ad un nuovo assetto. I tre direttori soffre e che lotta per la vita.
28 1 Voci da palazzo Ambiente L’impegno della Regione contro il pericolo esondazioni
Difesa del suolo: inaugurate le paratie di Caldogno Zaia: “In cinque anni abbiamo realizzato 714 opere, grandi e piccole, a tutela del dissesto idrogeologico del Veneto per 866 milioni di euro” di maria Pavan
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na delle maggiori opere cantierate dalla Regione per fronteggiare il dissesto idrogeologico è la realizzazione del bacino di laminazione di Caldogno, in provincia di Vicenza. Il presidente della Regione Luca Zaia ha inaugurato a metà gennaio le paratoie mobili in corrispondenza del manufatto d’ingresso (bacino di monte), completate il 28 dicembre scorso. Per settembre 2016 è prevista la conclusione dei lavori di realizzazione anche del bacino di valle. Il presidente ha sottolineato che si tratta di è un’opera da 41 milioni di euro con la quale viene realizzato un invaso con una capacità di 3,8 milioni mc. di invaso su 106 ettari pari a 150 campi da calcio. E’ stato movimentato un milione e mezzo di mc. di terreno e sono stati erogati 13 milioni di euro per espropri e indennizzi. Per questo Zaia ha voluto ringraziare per primi i proprietari terreni, che hanno fatto il sacrificio maggiore, insieme alle associazioni di categoria. “Qui in Italia – ha detto Zaia - siamo tutti commissari tecnici, 60 milioni di esperti di calcio, tutti bravi a parlare ma è facile fare la schedina il lunedì. Noi invece in questi cinque anni abbiamo realizzato 714 opere, grandi e piccole, a tutela dal dissesto idrogeologico del Veneto per 866 milioni di euro. Siamo pronti a cantierare altri 933 milioni di euro, quasi un miliardo di altre opere per mettere in sicurezza il Veneto”. “Questa è una partita irrinunciabile. Il progetto del Veneto del futuro
– ha aggiunto – non si basa su nastri d’asfalto: quelli che abbiamo in programmazione li confermiamo, ma la vera sfida è quella di mettere in sicurezza i nostri territori. Non è un caso che si inizi da Caldogno. E’ bene ricordarlo che Caldogno ha avuto la perdita di una vita umana con l’alluvione del 2010 e voglio che quest’opera sia soprattutto dedicata a chi ha perso la vita in quelle condizioni tragiche”. Zaia ha ricordato che nel 2010 era presidente da pochi mesi e dalla sera alla mattina si è trovato con 235 comuni alluvionati sui 581 che allora il Veneto contava. Ci furono 1040 imprese e famiglie con l’acqua in casa o in azienda. “Se un popolo di benpensanti non avesse sprecato energie e avesse dato una mano – ha detto - avremmo ora molte più opere e in meno tempo. Oggi, però, noi siamo qui con Caldogno e siamo a confermare anche l’ampliamento di Montebello, le opere a Viale Diaz a tutela di Vicenza, i bacini di Colombaretta a Monteforte d’Alpone, a Muson dei Sassi, a Prà dei Gai e poi tutte le altre opere che arriveranno. Noi le sfide le abbiamo colte, nonostante io abbia ereditato una regione nella quale da 80 anni non si facevano più grandi opere a tutela dal dissesto idrogeologico. L’ultima opera è stato il bacino di Montebello”. Zaia ha esortato tutti ad essere orgogliosi del lavoro fatto a Caldogno: una bella opera che darà tranquillità. “Ora pensiamo alla gestione senza tremori ai polsi – ha aggiunto -. Abbiamo un modello matematico, un pro-
bilancio dei laVori fatti
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tocollo preciso e lo rispetteremo. Perché se riempiamo questa vasca, che contiene quasi 4 milioni di mc. d’acqua, e lo facciamo prima di quando occorre, questa è un’opera che non serve a niente. Bisogna avere un timing quasi chirurgico e arrivare al limite prima di aprire. Ci sono i tecnici e se ne assumeranno la responsabilità”. “Noi abbiamo la certezza – ha fatto rilevare il presidente - che con 2,7 miliardi di euro mettiamo in sicurezza il Veneto. Alla domanda “il Veneto è più sicuro?” io dico che, se piovesse come nel 2010 con le stesse modalità, le zone colpite dall’alluvione sono più sicure di prima. Però il Veneto, che ha oggi 576
comuni, ha ancora dei bacini idrografici per i quali l’esplorazione per la messa in sicurezza è ancora abbastanza timida, penso al Piave che ha avuto un’esondazione nel 1966, e a tutta una serie di lavori che dobbiamo fare”. “Noi siamo sul pezzo – ha concluso Zaia - e vogliamo lavorare. Basta che ci diano i soldi e noi apriamo i cantieri. Ma c’è il problema della burocrazia, su cui dobbiamo tutti fare un esame di coscienza. Per fare quest’opera ci abbiamo messo cinque anni quando un privato ci avrebbe impiegato molto meno. Siamo stati velocissimi rispetto alla burocrazia ma non si può andare avanti così. Quando c’è di mezzo la salute o la vita dei cittadini biso-
gna andar giù a pancia a terra a fare le opere. Diciamolo fino in fondo, ci vuole una legge speciale che dia poteri commissariali veri a chi si occupa di queste infrastrutture. Non serve che sia il presidente della Regione, può essere chiunque basta che possa essere operativo. Bisogna decidere di fare i commissariamenti perché la messa in sicurezza è fondamentale. In Italia abbiamo ogni anni mediamente quasi 3 miliardi di danni per eventi catastrofali. Se noi queste risorse le dedicassimo a dar vita anzitutto un fondo multirisk per assicurare i cittadini e una quota parte alle opere infrastrutturali, avremmo un Paese diverso, un Veneto diverso”.
BottACin: “moLte oPeRe, AnCHe PiCCoLe, PeR un teRRitoRio PiÙ siCuRo”
opo l’alluvione del 2010 sono stati realizzati o avviati interventi per la difesa idraulica del Veneto che attualmente ammontano a oltre 860 milioni di euro. Fra questi ci sono anche circa cento milioni gli investimenti per la sicurezza del sistema idraulico-forestale realizzati direttamente dalla Regione con i propri operai forestali. Inoltre, i lavori eseguiti o in appalto hanno alimentato il sistema delle piccole e medie imprese del Veneto, dando ossigeno a circa 700 aziende in un momento difficile per la nostra economia. Nessuno Giampaolo Bottacin degli interventi realizzati ha comportato aumenti
della spesa prevista. Anzi, si sono ottenuti risparmi sull’esecuzione delle opere per circa 25 milioni che sono stati destinati ad altri interventi. La Regione ha pronti progetti immediatamente cantierabili per un miliardo di euro, tra cui quelli per il Tagliamento e l’idrovia Padova-Venezia. Senza dimenticare gli interventi necessari sull’alveo del Piave. Ma si attendono i fondi del Governo. Per quanto riguarda la difesa del suolo, il Veneto sta proseguendo nella realizzazione dei bacini di laminazione, ma in generale per quanto riguarda gli interventi di mitigazione del rischio idraulico viene seguito un nuovo tipo approccio impostato
secondo criteri scientifici legati all’indice di rischio, fattore risultante dalla combinazione di magnitudo e frequenza. Un metodo che la Regione ha suggerito anche al governo per l’assegnazione delle risorse statali. Lo ha detto l’assessore veneto Gianpaolo Bottacin presentando a Venezia, insieme al presidente Luca Zaia il bilancio delle azioni e degli interventi di mitigazione del rischio idraulico e geologico realizzati dal 2010 ad oggi dalla Regione. “Sono tutte opere – ha aggiunto – che forse sono meno visibili di altre, ma hanno contribuito a far diminuire l’indice di rischio in Veneto. Il rischio zero non esiste, ma il percorso,
per quanto lungo, è stato intrapreso e i risultati ci sono”. Bottacin ha rilevato che comunque la situazione del territorio resta costantemente monitorata: attualmente le criticità riguardano la mancanza di precipitazioni sul Veneto e per alcune località il bimestre novembre-dicembre è stato il più secco degli ultimi cento anni, dovendo risalire al 1921 per ritrovare un andamento simile. Ma in attesa delle piogge, che prima o dopo dovranno arrivare, il sistema è pronto e operativo e l’approccio scientifico che si sta seguendo per la realizzazione delle opere di difesa del suolo continuerà a far calare l’indice di rischio.
30 Voci da palazzo
Voci da palazzo 1
Centrosinistra Ha iniziato ad impegnarsi in politica fin da giovanissimo fino a diventare una delle figure di spicco in Veneto
Piero Ruzzante: “L’unica vera urgenza è il lavoro” Lega nord
interVista al deputato emanuele prataViera
Il consigliere regionale del Partito Democratico insiste sulla necessità di favorire l’occupazione per evitare che il Veneto torni di nuovo ad essere terra di emigrazione di martina Celegato
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lasse 1963, Piero Ruzzante è senza dubbio giovani e intere famiglie che vanno nel resto d’Eurouna delle figure di spicco della politica veneta pa e del mondo a cercare un lavoro”. Negli ultimi mesi uno dei temi caldi senza come dimostrano le numerose esperienze da segretario della Fgci a consigliere comunale di Pa- dubbio è stato quello relativo ai migranti. Ritiedova passando per il parlamento italiano e quello ne che in Veneto di possa organizzare il tutto in europeo. Una figura di tutto rilievo che sicuramente un’altra maniera? sta dando il meglio presso il Consiglio Regionale e che “Certo Zaia ha fatto il pesce in barile ha lasciato vale la pena conoscere a fondo per comprenderne le che il problema lo risolvessero le parrocchie, la Chaattività e il pensiero. ritas, le onlus e qualche Comune. Si potevano distri Consigliere Ruzzante, la sua è una lunga buire 4/5 profughi per comune e invece c’è stata esperienza maturata in prima linea in diversi am- una gestione caotica. Una cosa ridicola. Pensare che biti. Quali sono le linee guida della sua attività quando governavano Zaia Maroni e Salvini hanno politica? imposto quote di immigrati in ogni regione. Oggi il “Ho iniziato da giovanissimo ad interessarmi a fenomeno, grazie al governo Renzi, è diventato un quello che mi accadeva intorno. La politica era la tema europeo. Sicurezza: La situazione possibilità di tradurre in cose concrete i sogni, i valori ed ideali. A “Sui profughi è così fuori controllo così come 21 anni ero consigliere comuna- uno sbaglio molti affermano o alcune dina- Piero Ruzzante le a Padova a 32 deputato, non non ricorrere miche vengono amplificate a nelle liste bloccate, ma vincendo il all’accoglienza dismisura? Abbiamo avuto veramente troppi morti lungo la collegio di Padova del centro stori- diffusa” “Secondo tutte le statistiche Romea per non affrontare questo tema. Come va rico. La cosa più importante che ho tutti i reati in Italia sono in diminu- solto nella bassa il completamento della SR 10. Ma sempre cercato di mettere in pratica è saper ascoltare zione, ma nel Veneto c’è veramente una situazione la priorità delle priorità per la nostra Provincia è reala voce della parte più debole, quella più indifesa, difficile. Vogliono spiegare i vari Zaia e Bitonci perchè lizzare l’Idrovia per la sicurezza idraulica del nostro quella che non ha la voce tentando di rappresentarla hanno ridotto a zero le risorse per la sicurezza della territorio. Dobbiamo costruire un nuovo modello di nelle istituzioni. Dare una risposta alle loro urgenze regione? Fino a qualche anno fa erano 23 milioni sviluppo fondato sulla bellezza: investire sul turismo significa dare una risposta ai problemi generali di una dati ai comuni per sistemi di sicurezza come le tele- e sulla valorizzazione della nostra storia con le sue città o di una nazione”. camere. Forse sulla sicurezza è più facile fare pole- ville palladiane, le città d’arte, i colli Euganei o la In Regione Veneto i focus sono molti. Dove mica che trovare soluzioni eppure mentre la Regione Valle Millecampi, il mare la laguna o le Dolomiti. Non si sta concentrando maggiormente la sua attività taglia, il governo Renzi ha aumentato le risorse per c’è solo Venezia!”. Cosa ne pensa delle ultime attività e scelte e perché? la sicurezza e per le forze di polizia”. Nei suoi interventi è sempre molto legato “La più grave carenza del Veneto di Zaia è il tradell’amministrazione di Padova? sporto pubblico locale. I nostri pendolari sono trattati al territorio, con particolare attenzione al com“Un disastro! Bitonci si è rivelato non essere come a bordo dei carri bestiame, talvolta peggio per- mercio e alle realtà locali. Come pensa dovreb- all’altezza del ruolo. Non è una questione politica, chè restano a terra. In Veneto non c’è un sistema me- bero essere tutelate e valorizzate queste realtà? ma uno che si permette di questi tempi di buttare un tropolitano ferroviario regionale, non c’è un biglietto “In Veneto abbiamo una media di 320 mq ogni finanziamento statale di 35 milioni per la realizzaunico. Poi una mattina mentre siamo in colonna ci 1000 abitanti dedicati alla Grande Distribuzione. Le zione della seconda linea del tram che avrebbe portaaccorgiamo che c’è il problema del PM10 e dell’aria giunte Zaia e Galan hanno favorito questi grandi in- to più servizi e più lavoro per i padovani non è degno irrespirabile, oppure che mezzo Veneto è sott’acqua teressi privati e la concentrazione di occupare quella carica. Quando o ha subito gravi danni perché il sistema fluviale non della ricchezza nelle mani di pochi. “Per Padova si produce un danno evidente per ha retto. Ecco il mio focus è sulla costruzione di un Ogni addetto in più per i centri Bitonci non è la città vuol dire che si sta governuovo modello di sviluppo per il nostro Veneto”. commerciali perdono il posto di la- all’altezza nando pensando a Salvini non ai Inevitabilmente in Regione le tematiche voro in 4 perchè chiudono i negozi del ruolo padovani. Non parliamo poi delle sono molte e le necessità della cittadinanza al- di prossimità. Si perde soprattutto di sindaco” figure pessime che sta facendo trettante. Quali sono secondo lei le priorità a cui per le persone più anziane un serfare alla mia città...perfino i giorla Regione deve dare spazio? vizio sociale. Parlando di sicurezza poi un negozio è nali europei hanno parlato del divieto a presentare “Oggi la priorità è Lavoro, Lavoro, Lavoro. Salva- un presidio in un territorio, ma se chiudono e apre un libro ad una docente dell’Università di Parigi. Ma re il posto di lavoro nelle situazioni drammatiche che un grande centro commerciale spesso avrà una fun- crede di essere stato eletto Podestà? Come si perincontro quotidianamente e in secondo luogo creare zione opposta attrarrà problemi di sicurezza in quel mette di decidere se concedere o meno spazi che il lavoro per chi non ce l’ha: giovani e donne. Dob- territorio”. non sono privati e di sua proprietà? Speravo fosse in La SS Romea che rappresenta una delle biamo investire di più in ricerca e trattenere qualche grado di diventare il Sindaco di tutti è invece rimasto cervello in più nel nostro Paese. Il Veneto è tornato “piaghe” della viabilità veneta. Quali sono le al- il sindaco di Cittadella e della Lega Nord”. ad essere come 100 o 200 anni fa terra di emigranti tre priorità?
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Emanuele Prataviera
manuele Prataviera è stato eletto fra le fila della Lega Nord nel 2013 alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Veneto 2. Ha 31 anni è nato a Motta di Livenza ed è membro della Commissione parlamentare per la semplificazione e della XIV Commissione Politiche dell’Unione Europea. Nel marzo del 2015 ha aderito al Gruppo Misto, e politicamente alla lista “Fare!” il cui ispiratore è il sindaco di Verona Flavio Tosi. Prataviera quali problemi ci sono per il Veneto a livello nazionale? “Il vero problema del Veneto è la distanza che lo separa da Roma. Distanza che, ogni giorno, aumenta sempre più con grande responsabilità della giunta veneta. Non è possibile che un giorno si attacchi il Governo e il giorno dopo, con il cappello in mano, si vada a chiedere fondi ed economie per risolvere i problemi. In materia di “schei a casa nostra” ci vogliono strategie concrete e a lungo termine, non proclami pubblici a cui non segue nulla”. Un esempio di strada percorribile? “Basta guardare i risultati ottenuti dalla Scozia: con il referendum sull’indipendenza ha sfidato Londra e ha ottenuto significativi sgravi fiscali. Da noi invece la giunta regionale passa gran parte del tempo a litigare con i confinanti Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige precludendosi così possibili prospettive di progettualità comuni per lo sviluppo di un’area geografica che ricordiamoci, sino a qualche anno fa, era definitiva la locomotiva per eccellenza della produttività italiana. Basterebbe alzare un po’ lo sguardo e seguire con attenzione come si stanno muovendo due città del come Milano e Torino che concorrono unitamente al rilancio del polo industriale del Nord ovest. Quali sono le priorità del territorio portate in Parlamento? “Sicuramente le più importanti e sentite nel nostro territorio riguardano la crisi che ha colpito le aziende e il mondo del lavoro, unitamente alla sicurezza. E’ sufficiente visionare nel sito della Camera l’elenco dei provvidenti che ho portato avanti e a cui sto lavorando. Continuo a riservare attenzione alla catastrofe che ha colpito la Riviera del Brenta, al dramma degli investitori delle banche, al dissesto idrologico, al ripristino e messa in sicurezza di alcune arterie stradali, come la Statale Triestina. Non si può però pensare che un parlamentare da solo a Roma abbia la forza politica di risolvere tutti i problemi del suo territorio. Serve un lavoro corale che talvolta porta anche ad ingoiare rospi amari. Quello che è certo è che sono a completa disposizione degli amministratori locali e del mondo produttivo per trovare soluzione ai problemi dei nostri cittadini”. Perché la scelta politica di Fare! e l’addio alla Lega Nord? “Le pongo una domanda: se lei fosse stato a bordo di una nave e vedesse accusato un innocente di ammutinamento e gettato in mare, riuscirebbe a girarsi d’altra parte e a far finta di nulla? Io non mi sono girato e mi sono voluta
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32 1 Cultura veneta Evento La mostra sulla saga che ha sedotto tre generazioni
Guerre Stellari. Play!
La Casa dei Carraresi a Treviso ospita sino ad aprile un’esposizione curiosa e particolare che porta al pubblico una collezione mai vista maria Pavan
“G
uerre Stellari. Play!”, una nuova esposizione dedicata al multiforme universo di “Star Wars”, un mito assoluto che ha saputo incantare almeno 3 generazioni dal 1977 a oggi e che celebra l’uscita mondiale del nuovo capitolo “The Force Awakens” (“Il risveglio della Forza”) e che ha stregato il pianeta. Organizzata da Kornice di Andrea Brunello, la mostra presenta una selezione della collezione privata di Fabrizio Modina, uno dei massimi collezionisti mondiali di toys fantascientifici, che esporrà per la prima volta la serie completa di tutti i pezzi ufficiali a marchio Kenner prodotti dal 1977 in poi. Più di 1.200 giocattoli, tra cui action figures, gadget, modellini, oltre che stampe d’epoca, per narrare la storia di una saga che ha fatto impazzire grandi e piccini, al grido di “che la forza sia con voi”, e destinato a durare ancora molto a lungo. L’esposizione in bilico tra arte pop, scienza e fantascienza come omaggio a un indiscutibile esempio di mitologia moderna, vede protagoniste assolute le “action figures”, termine che descrive personaggi snodabili di altezza variabile intorno ai 10 cm accessoriati di armi, veicoli in scala e diorami che furono inventati dall’azienda Kenner nel 1977 proprio per “Star Wars”, riscuotendo un successo tale da soppiantare tutte le varie tipologie di giocattoli pre-esistenti. Con gli enormi proventi giunti dalle royalties sulle vendite, George Lucas, autore e regista della saga originale, poté finanziare le successive pellicole, ottenendo la grande libertà di espressione creativa, esente dalle pressioni delle Majors hollywoodiane, che ha sicuramente contribuito al successo della serie. “Guerre Stellari. Play!” racconta attraverso un lungo percorso cronologico l’intera vicenda della Saga, ope-
rando mediante l’utilizzo di giocattoli e modellini una meticolosa ricostruzione delle scene salienti, riportando agli occhi dei visitatori momenti indimenticabili della storia del cinema. Il percorso mostra inizia con un excursus nella fase di pre-produzione del film, mostrando attraverso stampe originali i disegni dell’artista Ralph McQuarrie, incaricato di visualizzare i personaggi, la tecnologia e le location della prima pellicola datata 1977. La seconda parte è dedicata a presentare i personaggi icona: Darth Vader, Luke Skywalker, Yoda, Han Solo, la principessa Leia, Chewbacca, R2-D2 e C-3PO e, ancora, i ferventi Cavalieri Jedi e i malvagi Sith, droidi, pirati, regine e principesse giunti da una “galassia lontana, lontana”. Nella terza sezione la cronologia della Saga viene ricostruita in ordine di narrazione delle 10 produzioni ad oggi uscite sugli schermi: iniziando da “The Phantom Menace”, il cosiddetto Episodio I, per giungere sino al recente “The Force Awakens” – il settimo capitolo. La quarta sezione è dedicata all’universo esteso di “Star Wars” ovvero a quei modellini che sono stati ispirati dai fumetti, dai romanzi, dai videogames e da altri media
che hanno utilizzato forme parallele per narrare storie nelle storie, lasciando spazio per mostrare anche interpretazioni inconsuete dei personaggi storici, come le loro versioni in forma di peluche oltre alle armi giocattolo e le edizioni natalizie. Infine, l’ultima sezione è dedicata ai vintage toys più preziosi che faranno impazzire i collezionisti: verrà presentata l’intera produzione di “action figures”, veicoli ed accessori che hanno segnato la storia di “Star Wars”, oggetti estremamente rari in gran parte mai giunti in Italia. Partendo dall’“Early Bird Kit”, il coupon di prevendita dei giocattoli Kenner datato 1977, i modellini di “Star Wars”, “The Empire Strikes Back”, “Return of the Jedi” sono esposti per la prima volta in maniera cronologica e sequenziale, completati dalla serie antologica “The Power of the Force” e dai cartoni animati “Droids” e “Ewoks”, le linee che chiusero la produzione nel 1985. Curiosi gli eventi collaterali alla mostra come A cena con l’impero, il 21 gennaio e il Carnevale dell’8-9 febbraio. Tutte le informazioni sul sito www.guerrestellaritreviso.it
Venezia. Un cortometraggio su Gabriele Bortolozzo
“eL mostRo” unA PeLLiCoLA CHe FA disCuteRe
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oetico, intenso: un piccolo capolavoro a cui sono stati tributati lungi minuti di applausi. Ha destato unanimi consensi “El Mostro”, il cortometraggio di Studio Liz sulla “coraggiosa storia di Gabriele Bortolozzo”, che è stato presentato e proiettato in anteprima per Venezia allo Spazio Aereo di Marghera, dinanzi al pubblico delle grandi occasioni: almeno duecento le persone intervenute alla serata, caratterizzata anche dalla contestuale presentazione del secondo libro della collana “3A Edizioni” sul danno ambientale pubblicato da Studio 3A, la società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità civili e penali, a tutela dei diritti dei cittadini, che ha contribuito in modo determinante alla realizzazione del corto. “A Marghera, pur sapendo almeno dal 1974 che il CVM era nocivo, nessuno diceva nulla. Nessuno a parte Gabriele Bortolozzo. Nel silenzio “assordante” nel quale si consumava la tragedia degli operai del Petrolchimico e nella semplicità della sua vita Bortolozzo, che non era un medico legale, un avvocato, un sindacalista di alto rango, né un politico, ha fatto più di chiunque altro per la salute dei suoi colleghi di lavoro e dei suoi concittadini e per l’ambiente del suo territorio. Non ha mollato neanche di fronte all’indifferenza generale, neanche quando la sua prima denuncia, di metà anni Ottanta, non è stata presa in considerazione - ha sottolineato con un commosso ricordo di Bortolozzo il dottor Andrea Milanesi, Direttore Tecnico di Studio 3A, sostenendo la necessità di cambiare l’approccio giuridico sui casi di danno ambientale”
Al riguardo, un contributo importante l’ha portato Francesca Boscolo, che ha scritto il volume di Studio 3A “Risarcimento del danno ambientale: profili di analisi”, edito da Cleup e fresco di stampa. Un libro che si propone di aiutare i danneggiati, ma anche gli operatori del diritto, a comprendere cosa e quando sia giusto risarcire; una guida efficace che, oltre a una panoramica completa sulle tipologie di danno esistenti, ripercorre le tappe dell’allineamento dell’Italia alla normativa europea in materia ambientale, “fino alla storica legge sui delitti contro l’ambiente, che rappresenta un nuovo ed efficace mezzo di repressione della criminalità ambientale” ha spiegato l’autrice, ricordando come oggi il cittadino abbia molti più strumenti di quelli di cui disponeva Bortolozzo per denunciare e far valere i propri diritti, “a cominciare da quello, fondamentale, alla salute”. Il cortometraggio dura circa 12 minuti sembrano pochi, ma per realizzarlo ci hanno lavorato ininterrottamente per un anno quindici artisti, facendo anche gli straordinari per riuscire a ultimare il lavoro per il 2015, in occasione del ventesimo anniversario dalla scomparsa di Bortolozzo” ha sottolineato Pajer, che ha ricordato con orgoglio anche i prestigiosi riconoscimenti internazionali che il corto sta ottenendo, come il premio Green Film Online Award all’ultimo Festival Interfilm di Berlino. “Volevamo arrivare al cuore di tutti” hanno aggiunto i due registi, Lucio Schiavon e Salvatore Restivo, spiegando il perché della scelta del cortometraggio animato e battendo anche sulla componente fondamentale della musica, curata da un grande artista veneziano come Paki Zennaro.
autori Veneti romolo buGaro: effetto donomino
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e non l’avete ancora letto, l’ultimo libro del padovano Romolo Bugaro, Effetto Domino - Einaudi, è una lettura da mettere al più presto nell’elenco delle vostre prossime letture. L’autore, due volte finalista al Campiello, nell’ultimo romanzo, dà voce a uomini abituati a esprimersi solo attraverso il denaro. Uomini che non vanno liquidati con facili parole: lo sa bene lui, Romolo Bugaro, che – oltre a essere uno scrittore ipnotizzato dal mondo – è un avvocato che conosce da vicino, per lavoro, le traiettorie di ascese e fallimenti. Ritrarli con verità, nel bene e nel male di cui sono capaci, è la scommessa di questo suo ultimo romanzo. Perché la verità non indebolisce il giudizio etico, anzi lo rafforza proprio nella misura in cui Sopra la copertina lo complica. Quando uomini come del libro, sotto questi si mettono in testa di conclu- l’autore Romolo dere un grande affare – ad esem- Bugato pio di costruire una città di lusso nella provincia veneta, facendola spuntare come un fungo dall’oggi al domani – niente può fermarli. O forse sí. Forse può accadere che il rifiuto di una banca produca un effetto domino senza fine, travolgendo le esistenze di tutti. Grandi costruttori, piccoli imprenditori, camionisti, casalinghe, bambini ignari di ogni cosa. Perché quando la valanga comincia a rotolare non c’è salvezza per nessuno. Ma non tutto è come sembra, in una storia di uomini ossessionati dal lavoro, dal denaro e dal potere al punto da apprezzare l’abilità di chi è riuscito a fregarli. Dello stesso autore: La buona e brava gente della nazione (Baldini e Castoldi 1998, finalista al Premio Campiello), a cui sono seguiti, per Rizzoli, i romanzi Il venditore di libri usati di fantascienza (2000), Dalla parte del fuoco (2003) e Il labirinto delle passioni perdute (2006, finalista al premio Campiello). Per Einaudi ha pubblicato Effetto domino (2015).
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34 1 Turismo sÌ, ViaGGiare i “paradisi” del golfo
Qatar, da mille e una notte di Renato malaman
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ll’ingresso dell’aeroporto di Venezia campeggia un grande cartellone che cattura l’attenzione per il suo messaggio forte, diretto, quasi sfrontato: Qatar Airways, la migliore compagnia del mondo. E dai medaglioni dello Skytrax riprodotti sotto, come le medaglie appuntate nella giacca di un generale, si capisce che quello ottenuto nel 2015 è il terzo premio della serie. Niente male per una compagnia aerea giovane, vanto di un paese di cui ancora molti sanno ben poco, se non fosse per le ripetute vittorie di Valentino Rossi sulla pista di Doha e per il fatto che nel 2022 il piccolo emirato del Golfo, il cui territorio è grande poco che la metà del Veneto, e confina solo con l’Arabia Saudita e il mare, ospiterà i mondiali di calcio. Qatar Airways,che è sponsor del mitico Barcellona, squadra di calcio senza eguali al mondo, in realtà è un vettore che vuole recitare un ruolo da protagonista nel Nordest italiano. Anche per far conoscere il Qatar, paese dove riti ancestrali, come la caccia con il falco, convivono con una modernità quasi da fantascienza. Ben sintetizzata dagli avveniristici grattacieli della City di Doha, che formano uno skyline unico al mondo. In costante cambiamento, peraltro, grazie ai progetti commissionati alle migliori archistar del mondo. Bene, tutto questo, ovvero Doha stessa, 33 anni fa era poco più che un villaggio di pescatori. Qatar Airways punta molto sul Nordest. Il volo quotidiano da Venezia è quello fra i cinque voli diretti assicurati dalla compagnia fra l’Italia e Doha (gli altri quattro partono da Milano e da Roma) che fa registrare i numeri più interessanti. A riprova dell’intensificarsi dei rapporti economici, commerciali e turistici fra i due paesi, ma anche del ruolo strategico dell’aeroporto di Hamad International Airport, hub di un fitto network di connessioni internazionali con ben 153 destinazioni nel mirino. Una intelligente politica dei prezzi ha reso Qatar Airways uno dei vettori più gettonati per raggiungere destinazioni in tutto il pianeta. La qualità dei servizi a bordo, elemento che più di altri ha fatto meritare alla compagnia tanti premi, e un rinnovato parco di aeromobili, sono alla base del successo commerciale del vettore.
La capitale Doha, che nel 2022 ospiterà I campionati mondiali di calcio stupisce per il suo skyline di arditi grattacieli il suo ordinato Souq, l’incantevole Corniche i negozi per lo shopping di lusso e… i falchi Il piccolo emirato arabo grazie a petrolio, gas e alta finanza è oggi lo stato più ricco del pianeta La compagnia di bandiera Qatar Airways per tre volte è stata giudicata la migliore al mondo Cinque i voli quotidiani diretti verso l’Italia LA CITY E LO SPETTACOLARE CONTESTO DELLA CORNICHE DI DOHA, DI NOTTE E DI GIORNO; IL VICINO DESERTO; LO STADIO DOVE NEL 2022 SI APRIRANNO I MONDIALI DI CALCIO; IL TARDO POMERIGGIO NELLA SPIAGGIA E LO STRUSCIO NEL SOUQ. SOTTO: LA BUSINESS CLASS E UN AEREO DELLA QATAR AIRWAYS; I LEGGENDARI (E CARISSIMI) FALCHI ADDESTRATI; LA CITY DALL’ALTO, UN OGGETTO ESPOSTO AL MUSEO DI ARTE ISLAMICA E IL SOUQ WAQIF
Ma veniamo al Qatar. E’ lo stato più ricco al mondo con oltre 104.750 euro di reddito medio pro capite e un Pil in costante ascesa, legato non solo al petrolio e al gas naturale di cui il paese è fra i principali esportatori al mondo (rifornisce ogni giorno con navi cisterna anche il gasificatore al largo del delta del Po), ma
anche alle tante attività finanziarie di cui l’emirato è diventato crocevia. Recentemente, tanto per fare un esempio, una società del Qatar, la Mayhoola, ha acquisito la Forall (detentore dei marchi Pal Zileri, Moschino e Cerruti), azienda tessile vicentina nota per le confezioni dal taglio sartoriale. Mayhoola nel 2012 aveva acquisito
anche i marchi Valentino e Missoni. Ed è solo un esempio di quanto siano ramificati gli interessi dell’emirato del Golfo (2.350.000 abitanti, di cui solo 1.500.000 “autoctoni”), in un contesto commerciale internazionale che vede questa area sempre più centrale, tanto da essere diventata uno degli ombelichi del mondo. Suggestivo arrivare a Doha di notte, sorvolando l’Iraq e il Golfo Persico disseminati di pozzi petroliferi, facilmente identificabili per via delle fiamme che si levano dagli impianti estrattivi. Doha appare come un miraggio. E non delude le attese, come una città da mille e una notte uscita dalla lampada di Aladino. Tutto nuovo, tutto efficiente. Larghe autostrade con segnaletica in ordine. Suv di ultima generazione che rispettano quasi sempre i limiti di velocità. Doha esprime tutta la sua bellezza lungo la Corniche, il lungomare che si affaccia sulla baia, costellato di costruzioni da rivista di architettura contemporanea e reso romantico dai filari di alte palme e dai barconi da pesca (alcuni suggestivamente in disarmo) adagiati sul bagnasciuga.
E’ la zona dello struscio dove le famiglie si riversano nel tardo pomeriggio, quando il cielo assume colori pastello. Il tradizionale abbigliamento arabo, bianco per gli uomini e nero per le donne, ricorda che il lusso non ha cancellato le tradizioni. Anche la zona degli affari, la West Bay, o l’isola Pearl of Qatar meritano una visita per capire come vivono i qatarini. Per chi ama lo shopping va annotato questo quartiere: Porto Arabia Boardwalk. Nella parte vecchia (per modo di dire) della città va visto il Souq Waqif, famoso per i suoi negozi di falchi. Sì, falchi vivi, addestrati per la caccia. Costano un occhio della testa. Bella l’atmosfera, seppur manca il fascino dell’antichità: tanti i locali dove poter trascorrere una piacevole sosta. Ristorantini libanesi, iraqeni, egiziani. Imperdibile la visita al Museo di Arte Islamica, che presenta come gioielli oggetti provenienti dalle varie regioni del mondo arabo. E tutt’intorno alla città c’è il deserto, un deserto di dune bianche che scendono fino al mare confondendosi con il suo color turchino... Da mille e una notte!
Sharq Village e Antica Pesa, relax e gusto
A rotta di collo fra le dune, che brividi!
Per un”assaggio” di Doha basta un week lungo. Cinque comode ore di volo da Venezia e si raggiunge la capitale del Qatar. La compagnia Qatar Airways è convenzionata con lo Sharq Village & Spa Doha, un resort di lusso che si richiama allo stile tradizionale arabo, con fiori ad ogni angolo e petali sulle fontane, lampadari di Murano e alabastri decorati. All’esterno due piscine e una spiaggia da dove si ammira lo sky line di Doha con i suoi grattacieli. Da provare il ristorante persiano Parisa e la Spa Six Senses per apprezzare la delicatezza dei massaggi orientali. A Doha la compagnia è convenzionata anche con il Marsa Malaz Kempinski , un concentrato di lusso raffinato con 281 camere e 69 suites.Dirige il marketing un giovane italiano: Gianluca Forloni. Italiano pure il ristorante più frequentato dell’hotel: l’Antica Pesa, dove lo chef Marco Calcaterra sta conquistando i qatarini con i suoi piatti mediterranei.
L’escursione nel deserto è un’emozione da brivido. Il Safari Inland Sea (www.gulfadventures.com) comincia con il pit stop dove le potenti fuoristrada devono sgonfiare gli pneumatici per migliorare l’aderenza dei mezzi. Sì, perché fra le dune il percorso ricorda quello delle montagne russe, con salite mozzafiato e discese a precipizio. Brivido e suggestione creano un mix indescrivibile. Il paesaggio che si ammira lungo il percorso è impreziosito dal mare. Un mare color turchese che separa il Qatar dall’Arabia Saudita. Al capolinea del tour, in riva al mare, ci si rifocilla in un campo tendato, con carne, pane e verdure cucinati al fuoco. E poi ci si stende un po’ ad aspettare la sera. L’escursione dura due o tre ore, lascia un ricordo indelebile del deserto e delle sue indescrivibili e magiche suggestioni.
La regina delle Alpi Giulie
KRANJSKA GORA
In prossimità del confine nord occidentale della Slovenia, nel cuore delle Alpi Giulie, sorge Kranjska Gora, pittoresca località di montagna immersa in uno scenario da favola, conosciuta nel panorama internazionale per la Coppa del Mondo di sci alpino maschile e per la Coppa del Mondo di salto con gli sci nella valle di Planica. Durante la stagione invernale, che si protrae fino a fine marzo, Kranjska Gora offre agli amanti dello sci piste di diverso grado di difficoltà, ideali sia per principianti che per sciatori esperti, e tracciati illuminati di notte per sperimentare l’emozione di sciare “sotto le stelle”. In inverno Kranjska Gora è la meta preferita delle famiglie con i bambini, perché quasi tutti gli alberghi si trovano direttamente sulle piste da sci. Gli ospiti degli hotel possono arricchire la loro vacanza nei centri benessere scegliendo tra massaggi e trattamenti di bellezza. Gli alberghi della catena Hit Alpinea (Kompas, Špik, Alpina, Ramada Resort e Ramada Hotel & Suites Kranjska Gora) offrono pacchetti vacanze convenienti come il famoso pacchetto vacanze BOOM che include uno skipass per lo sci a Kranjska Gora o sulle piste da sci nelle immediate vicinanze situate in Italia e Austria.
La nuova parola d’ordine è Glacial Spa Riportare il corpo al suo equilibrio naturale, attraverso le proprietà rigeneranti dell’acqua cristallina dei laghi glaciali custoditi nel sottosuolo, lasciati in eredità dallo scioglimento dei ghiacciai. E’ questa l’innovativa proposta del Gruppo Hit che, in occasione dell’apertura della stagione invernale 2015/2016 di Kranjska Gora, presenta l’esclusiva »Glacial Spa«. La »Glacial Spa« è l’unico centro benessere di questo tipo in Slovenia ed uno dei pochissimi in tutta Europa. Ricavato all’interno del Resort Špik, a Gozd Martuljek (3 km dal centro di Kranjska Gora). La Glacial Spa presenta un particolare microclima salutare e sfrutta le straordinarie proprietà della “regina delle acque”, totalmente priva di agenti inquinanti perché non soggetta al naturale ciclo idrologico, e ricchissima di sali minerali. All’interno della “Glacial Spa” si può nuotare nell’acqua glaciale e sono disponibili trattamenti specifici viso e corpo. Per un benessere a 360° è previsto anche un menù speciale a base di ricette semplici, con ingredienti naturali e di stagione, a basso contenuto calorico.
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36 1 Concerti e non solo in Veneto eVenti 1155
pagina a cura di Graziano edi corazza
l’intervista andrea dodicianni, un raGazzo Verso la notorietÀ
“P
uoi Tenerti Le Chiavi” è il nuovo disco di Andrea DODICIANNI in tour ed in giro per i media. Andrea Cavallaro ha 26 anni ed è diplomato in pianoforte al Conservatorio di Adria (Ro) e laureando in Storia della Musica all’Università di Padova. Ha all’attivo più di 400 concerti ed ha aperto alcune date dei Modena City Ramblers e di Omar Pedrini. Nel 2012, dopo il terribile terremoto in Emilia è partito volontario per le tende con la sua chitarra in un viaggio che lo ha portato a scrivere il suo primo Ep “Canzoni Al Buio”. Ha vinto il Premio della Giuria Popolare nella XVI edizione di “Voci per la libertà - Una canzone per Amnesty” nel 2014. Nell’autunno 2015 è stato pubblicato “Puoi Tenerti Le Chiavi”, preceduto dal singolo “Piccadilly Line”. Il CD è stato ultimato a Los Angeles sotto la guida di Howie Weinberg (Nirvana, Muse, Metallica, Jeff Buckley). Attualmente, gennaio 2016, Andrea è in tour ed in promozione sui media. Andrea Cavallaro, veneto, cavarzerano, oggi in arte Dodicianni, vogliamo ripercorrere il tuo percorso musicale? Dalle tue bands con suoni alla Creedence Clearwater Revival in poi ...? “I Creedence mi riportano subito ai miei 16 anni, quando insieme ad amici del conservatorio ci facevamo chiamare Nos Avaria; tempi senza pensieri quelli. Poi è stata la volta dei Venicès Ring per un paio d’anni e poco dopo eccomi qua, Dodicianni”. Come ti è nata questa idea di “Andrea Dodicianni”? Avevo un po’ di sana voglia di fare delle scelte musicali in autonomia, niente di più. “Ci presenti la tua band? La mia famiglia vorrai dire! Ormai mi viene davvero da chiamarla solo così visto che passo più vita con loro che con la mia vera famiglia. Ma veniamo a noi: al basso, tastiere, mazze da baseball c’è Jack Barchetta, lui è il capobanda, quello che detta i tempi, che fa le ramanzine, insomma la nostra stella cometa; poi c’è Daniele Volcan alle percussioni, il bimbo della band, viene
dalla val di Fassa e percio’ ha una mentalità molto coriacea e dedita al sacrificio, smentisco subito quello che ti ho appena detto, è lui il più maturo della band; da maggio poi si è unito con noi Francesco Camin, cantautore di Trento, col quale siamo stati in giro quest’estate e staremo in giro per almeno un’altro anno proponendo uno spettacolo sul modello “Dalla-De Gregori”, pero’ molto più poveri. Francesco è davvero molto bravo, lui è un poeta e porta la sua poesia nella vita di tutti i giorni in qualsiasi cosa fa”. Stai proponendo il nuovo singolo nelle radio. Ce lo descrivi? “ Il nuovo singolo si chiama “Una casetta rosa”; musicalmente non è gran cosa, pochi accordi, sempre i soliti tra l’altro, una ballata in Mi, insomma niente di nuovo; ma ho cercato di inserirci una storia che mi era vicina e probabilmente è stato questo a convincermi a sceglierla su altre per farne un singolo”. L’album che lo include, vuoi dirci come lo hai prodotto? Ci parli dei brani? “Circa un anno fa avevo questa dozzina di pezzi tra i quali c’era anche “Piccadilly Line” e stavo per prenotare uno studio nella periferia di Londra perchè mi sembrava appunto il luogo più adatto per questo tipo di tracce; poi un pomeriggio mi hanno presentato un ragazzo (poco più grande di me) di Montebelluna ed in dieci minuti di ascolti dei suoi prodotti sono finito a dare in mano il tutto proprio a lui. Alla fine la musica credo funzioni come un’enorme storia d’amore, percio’ bisogna un po’ fidarsi dell’intuito, presentimenti, ed oggi posso dire che il lavoro fatto con Edoardo “Dodi” Pellizzari mi soddisfa appieno”. Sei un cantautore, un rocker, un raccontastorie per grandi e piccoli... “ Forse, tra tutte queste parole mi ritrovo solo in raccontastorie; alla fine nei miei testi non ci sono argomentazioni politiche, canzoni di protesta o grosse prese di posizione, sono solo storie.”
libri graziano edi Corazza, il nostro musicologo, sta lavorando a “RoCK e dintoRni: 1958/ 2016”
“rocK e dintorni: 1958/ 2016”, aGGiornamento ed ebooK Il libro, nuovamente aggiornato, uscirà per Natale 2016. “Si è trattato di aumentare il numero di pagine, del precedente arrivando a 850, - dice Edi -. Ma anche di aggiornare il precedente con altri LPs ed aggiunte musicali ancora più precise.” Inoltre sempre per non tradire il progresso sarà pronto anche l’ebook a Natale 2016. E per non farsi mancare niente Corazza dichiara che nel 2017 uscirà per il mercato mondiale il libro in inglese. Il nostro musicologo giornalista dopo avere ascoltato circa 16 mila dischi e visto 1155 concerti ... e letto dozzine di libri sul rock, sta terminando il nuovo libro che elenca ed analizza minuziosamente, in oltre 40 capitoli, tutti i generi e sottogeneri della famiglia del rock.Nelle ultime pagine del libro un glossario spiega i termini musicali espressi nell’opera.
Chi ti segue. Voglio dire hai un management? “La Red&Blue mi cura la parte promozionale e per il resto funziona un po’ il caro vecchio passaparola, la tecnologia poi fa il resto, tesse contatti in pochi secondi, è la nostra salvezza”. I live? Quali i prossimi nel 2016? “Tutti gli eventi si possono trovare nella copertina della pagina Facebook, che è sempre aggiornata”. Fai anche covers dal vivo? Quali scegli e perchè? “ Amo farcire i live con covers, non ho regole precise a dire il vero; cominciamo spesso i concerti con un pezzo di Battisti, ma capita di inserire Tom Petty, piuttosto che i Beatles od i Coldplay”. Web site, facebook, tweeter, come possono raggiungerti gli amanti della tua musica? “Un po’ su tutti i principali social, Facebook, Twitter, Instagram, Youtube, ormai i social sono un mantra”. Oltre al musicista, fai altro? “Coltivo in privato le mie passioni, l’arte contemporanea, i calzini a righe ed i dolci. Amo solo mangiarli pero’. I
tuoi testi hanno il sapore ancora di “lui” “lei”. Ritieni questi i tuoi temi? “Sì, sono questi e probabilmente lo saranno sempre. Come ti dicevo sono un cantastorie e non riesco a prescindere dall’avere un protagonista; senno’ che storia sarebbe? Molto spesso pero’ è un Io”. Oggi nella musica mondiale ed italiana cosa ti piace? “Sono abbastanza onnivoro di musica, ascolto davvero tutto tranne due cose, Jazz e Commerciale. So che per darmi un tono dovrei dire che ascolto jazz a profusione, ma la verità è che mi annoia e quando entro nei negozi di dischi è l’unico reparto che non frequento. Se devo fare qualche nome sicuramente Bugo, Modena City Ramblers, ma anche Kid Rock, Tre Allegri Ragazzi Morti e The Killers. Un appunto sul Jazz... “Esistono strepitosi dischi di questa musica; sia prodotti in Italia, che negli States, che in G B. Se posso, Andrea, ti suggerisco per iniziare un paio di LPs. Uno è di Miles Davis “Kind Of Blue”; l’altro è di John Coltrane “A Love Supreme”. Ti garantisco che non ti annoi...” Andiamo avanti ... E se torni al passato quali sono i cinque più belli per te? “La mia cinquina è: Dylan, Tom Petty, Ivan Graziani, George Harrison e Puccini. In questo mondo fatto di cose belle e tante brutte come si colloca un artista? E soprattutto, come lo vedi “questo mondo”? “Lo questo mondo lo vedo bellissimo, sono abbastanza ottimista come modo di vedere le cose, percio’ cerco di mettere in musica non solo le “storie degli sconfitti”, anche perchè son quarant’anni che cantano “le storie degli sconfitti”, non avrebbe senso riproponessi anch’io, ancora una volta, questi temi. Percio’ come cantava la Bandabardo’: “Attenzio’, concentrazio’, ritmo e, vitalità”. Intervista di Graziano Edi Corazza
Vicenza Vicenza, fino al 31/01/16
Vicenza, Basilica Palladiana fino al 31/01/16
Fino al 31/1/2016 le Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari, ospitano la personale dell’illustratore argentino Pablo Lobato che per l’occasione riunisce il meglio della sua prolifica produzione accanto ad alcuni lavori inediti realizzati appositamente per l’occasione. Lo sguardo internazionale del Festival. Le Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari, ospitano la personale dell’illustratore argentino Pablo Lobato che per l’occasione riunisce il meglio della sua prolifica produzione accanto ad alcuni lavori inediti realizzati appositamente per l’occasione. Un omaggio a una carriera e un’opportunità unica per avvicinare o approfondire la conoscenza di un artista di primissimo piano, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo per i suoi originali e sorprendenti ritratti.
Fino al 31/1/2016 in Basilica Palladiana torna la grande collettiva “Illustri”, che mette insieme le opere di 11 tra i più apprezzati illustratori italiani. Una selezione di linguaggi artistici diversissimi l’uno dall’altro. In mostra: Riccardo Guasco, Gianluca Folì, Gloria Pizzilli, Philip Giordano, Olimpia Zagnoli, Simone Massoni, Sarah Mazzetti, Marco Goran Romano, Marina Marcolin, Francesco Poroli, Chiara Dattola. Il salone al piano nobile ospita anche un omaggio a Toni Vedù, illustratore, pittore e vignettista vicentino scomparso nell’aprile 2015, con una selezione di sue opere, per poterne rivivere e ammirare il tratto. Durante il periodo della mostra è possibile accedere alla Terrazza della Basilica Palladiana.
“illustrissimo” a palazzo leoni montanari
torna la Grande collettiVa “illustri”
Vicenza, Palazzo Chiericati fino al 31/01/16
“saranno illustri”
Fino al 31/1/2016 al Chiericati Underground va in scena il futuro dell’illustrazione italiana. Undici talenti emergenti che prestigiosi brand hanno già dimostrato di apprezzare e che a Vicenza troveranno definitiva consacrazione. In mostra: Matteo Berton, Giacomo Bagnara, Francesco Bongiorni, Margherita Barrera, Martoz, Gio Pastori, Giulio Castagnaro, Andrea Mongia, Irene Rinaldi, Stefano Marra, Stefano Pietramala.
tutte le info: www.ecoveneto.it
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Pacchetto di base: mezza pensione in camera doppia • l’uso dell’accappatoio • entrata illimitata alle piscine con acqua termale a 32°C (interne ed esterne delle Terme Šmarješke Toplice e le Terme Dolenjske Toplice, interna a Otočec, entrata alla piscina con acqua di mare riscaldata a Strugnano) • 1 entrata alle saune (tranne Strugnano) • GRATIS WI-FI in camera • ginnastica mattutina, acquaerobica, passeggiate guidate (nelle Terme Šmarješke Toplice e Terme Dolenjske Toplice) • camminata nordica, noleggio bici (a supplemento)… • programma di divertimento (tombola, serate culturali, proposte per le gite …) 10. 1. – 24. 3. 2016 Terme Šmarješke Toplice
Terme Dolenjske Toplice Talaso Strunjan Otočec
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160,00
54,00
103,00 128,00
154,00 144,00
52,00 48,00
96,00
128,00
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L’Editoriale QUESTO GOVERNO NON HA IL CONSENSO DEI MEDICI ITALIANI dott. giovanni leoni* entili Lettori circa un mese fa , il 16 dicembre 2015 c’è stato lo sciopero nazionale dei medici, di tutti i medici, ospedale e territorio. Non so quanti di voi se ne sono accorti. E’ stato uno sciopero di cui ho sentito parlare poco mentre la protesta ha senso solo se viene con-seguita l’adeguata informazione sulle motivazioni e la visibilità mediatica della questione, in televi-sione, sui giornali, su internet, e non solo nelle aree di settore e sui siti dei sindacati perchè questo sciopero è stato contro l’attuale Governo Italiano, ed i politici vivono del consenso popolare. La gente, i potenziali elettori , devono sapere che questo Governo non ha il consenso dei medici italiani. Un Governo del paese attualmente di sinistra ma a lungo di destra con l’”intermezzo” dei professori , del governo tecnico, un’ intera classe politica che ha lasciato sempre sola la nostra categoria da molti anni, ha inventato le “deroghe del sonno” per i medici ospedalieri in barba alla leggi europee, ha bloccato i medici anziani dentro il sistema con la legge Fornero ma ha tenuto anche fuori i giovani dalla corsie procurando danni incalcolabili per la pensione ed il futuro di questi professionisti a cui auguro lunga vita ma che diventeranno vecchi anche loro, hanno fatto odiare la tecnologia ai medici del territorio protagonisti coatti di un Grande Fratello che ha superato anche la genialità del mitico romanzo George Orwell. Ha lasciato allo spirito di servizio dei dottori il mantenimento del sistema ospedale a colpi di migliaia di ore di straordinario ad un certo punto neanche più pagate in particolare per i medici urgentisti. Gli avvocati in Parlamento di tutti gli schieramenti politici hanno ben difeso le posizioni dei rispettivi colleghi e siamo ancora con il Codice Penale per l’Atto Medico, sempre e solo con Messico e Polonia al mondo. Secondo Pier Camillo Davigo, magistrato ex pool Mani Pulite ora al CSM, gli avvocati puntano sempre al terzo grado di giudizio, all’allungamento della causa, molto banalmente perchè di questo ci vivono, sono in 250.000 nel nostro paese , a Roma sono in numero pari a quelli di tutta la Francia, crescono di 15.000 laureati all’anno, non c’è allo stato numero chiuso. E, nel rispetto dei veri danneggiati, dietro una causa per presunta malasanità ci sono interessi economici non indifferenti a vari livelli , anche all’interno della nostra stessa categoria. I medici possono sbagliare perchè anche se hanno dedicato la loro vita alla cura delle persone re-stano esseri umani , e sono i primi a considerare attentamente le loro complicanze , se dovute a colpe personali o a quadri clinici complessi, basta fare una ricerca su Pubmed. il più grande ed au-torevole motore di ricerca del settore per vedere quanti articoli iniziano o contengono “Complica-tions” in tutte le discipline mediche e chirurgiche. Ma se si incappa in una lite temeraria a tema sanitario comincia una lunga difesa con anni di udienze a spese continue, mentre si continua a lavorare trovandosi in analoghi casi clinici che hanno portato al contenzioso in corso.
G
Se i medici protestano contro i tagli alla sanità lo fanno per poterci curare al meglio xChe cos’è l’Ipovisione
xNuove terapie del Cheratocono Continua a pag. 41
Continua nella pagina seguente *Presidente oMCeo Provincia di Venezia
xLe emozioni ci parlano di noi Continua a pag. 41
Continua a pag. 41
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L’intervento
Consulenza scientifica Oftalmologia Dott. Massimo Camellin: Via Dunant, 10 - Rovigo tel. 0425 411357 mail: segreteria@sekal.it web: www.lasek.it
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ANNO IL SACRIFICIO NUOVODI SANITA’ UN ANGELO VECCHIA: BIONDO CONSEGNATEATRE RIUSCIREMO CONSERVARE BORSE DI STUDIO IL NOSTRO “ELEONORA SSN SOLIDALE CANTAMESSA” E UNIVERSALISTICO?
di francesco noce*
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ronto….pronto io è morto e anch’io c’è comincio una rissaa non ….sentirmi Devonotroppo esserebene” straniePari….hanno rafrasando lacolpito celebreunfrase ragazzo di Woody alla testa Allencon potremmo una spranga dire che di ferro…….. la situazione della deve sanità essere italiana grave…. in questo Mandate momento subito soccorsi rientra io neidevo confiandare ni delleaparole vederedelcome famoso sta regista-attore. devo Gli Ispettori ministeriali inviati nei giorni scorsi negli Ospedali ove si sono verificati i decessi di alcune giovani donne durante il parto hanno evidenziato carenze strutturali e procedurali in 3 casi sui 4! E questo riguarda i casi più eclatanti e sono solo una parte della situazione attuale cui, grazie al sacrificio, alla professionalità e alla capacità e dei medici e del personale non medico, dagli infermieri ai tecnici, si riesce a limitare nelle dimensioni e negli effetti. Anche oggi, nonostante le recenti disavventure l’Italia è uno dei paesi del mondo Counseling in cui si muore di meno per parto. Quello che sconcerta non sono i decessi,che comunque fanno dr.ssa Erika Marangoni parte del nostro essere,ma le morti e le situazioni negative considerate evitabili. I continui tagli Counselor professionale - Laureata operati alle risorse destinate alla sanità dai Governi negli ultimi anni stanno mettendo a dura prova la tenuta del nostro Sistema Sanitario considerato fino a poche anni or sono uno dei migliori del in Psicologia dell’educazione Via mondo. Ospedali fatiscenti in molte realtà territoriali, strumentazione e tecnologia ormai obsoleta Leopardi, 1 - Rovigo 388-3637623 e non rinnovata,quando non manutenuta o non riparata per carenza di fondi; blocco del turn-over erikacounselor@gmail.com del personale con enormi buchi negli organici;una burocrazia soffocante che opprime sempre più l’attività clinica e toglie spazio alle cure e al tempo da dedicare al malato; impossibilità spesso di poter eseguire procedure corrette per invasione di pressioni esterne;continue imposizioni di natura economicista di razionamento delle cure;continui e ogni giorno sempre maggiori e più onerosi tikets impositivi che stanno minando la salute di quei concittadini che non sono certo ricchi ma che non sono considerati sufficientemente poveri e che se si devono pagare visite,accertamenti e medicine sono costretti a rinunciare a bisogni primari; un clima di caccia alle streghe che impedisce una corretta valutazione degli errori clinici che pur possono esserci;una attività clinico-diagnostica sempre più stressante vuoi per l’impegno vuoi per crescenti bisogni di salute, senza trascurare una tranquillità, indispensabile in questo lavoro,di sicurezza personale; la scarsa attenzione alla di Dott. Bruno noce* prevenzione e alla preparazione professionale unita al blocco dei contratti e delle convenzioni possono darci solo un’idea delle preoccupazioni che hanno indotto i medici a scendere in piazza n questo periodo la nostra professione, pur nella sua indiscussa utilità sociale, è oggi accerchiata.Parliamo di di Dott. giovanni leoni* segue dalla prima pagina dell’inserto salute abusivismo : a quando la riforma dell’Art. 348 del C.P. ferma in parlamento da ormai troppo tempo e che doa difesa di un sistema sanitario solidale e universale. L’Europa punisce l’Italia perché disattende la vrà ono prevedere inasprimento delleavanti pene portandole attualifardello, 6 mesi veramente di arresto tramutabili in 516 norma di concedere il giusto riposo dopo turni massacranti di lavoro? Invece di rispettare il numero bravi iun colleghi che vanno con questodagli pesante ammirevoli, ma euro capisco anche i posti vuoti, anche e sequestro delletempi, attrezzature a 2 anni, 50000 euro e confi sca delle attrezzature da riutilizzare allestirepiù dure. Spero che la gente di professionisti necessari rimpiazzando chi è andato in pensione ci si inventa il medico di guardia di questi in specialità come la Chirurgia Generale il calo delle vocazioni per leperbranche studi dentistici nché le persone che non la hanno la possibilità economica possanoperò essereriuscire curateaindiffondere un progettole proprie opinioni. A condiviper 9,diconsi nove, reparti,negli Ospedali con tutte le conseguenze che si possono immaginare. comuneaffi consideri con attenzione posizione dei medici che devono di solidarietà cherealtà, vede professionisti scendere campodella offrendo la propria Il Ministro Lorenzin che ispira simpatia e tenerezza nella sua veste di giovane neomamma, oltre dere le proprie fatte di anniprivati di studio sulleinspalle famiglia e poi disponibilità. di precariatoParliamo medico della sottopagato, di Avvisi e Concorsi crisi economica, da diversiaanni attanaglia il nostro paese ècon che turni ha visto sempre di più potere dilavorare, di blocco numerico a proclami,buoni propositi e invii di ispettori non sembra avere forza sufficiente nella compagine inesistenti e di che Cooperative basso costo che li sfruttano ed ridursi orari impossibili, se ilvogliono acquisto delle famiglie con conseguente alla cura per dellacirca propria persona; la qualità delleI cure, non può governativa. Del resto siamo abituati in Italia al fatto che il vero Ministro della Salute non è il titoalla necessaria specializzazione 6000rinuncia posti all’anno 9.000-10-000 laureati. potenziali pazienti ed i loro parenti sono ridursi ad una mera questione economica: più ha meglio siincura, gli altri sono Un vulnus socialededicate ma sofferenti anche lare di questo dicastero ma il Ministro dell’Economia e alla considerazione che si ha che la salute d’accordo su questo linea? Perchè poi al chi Pronto Soccorso, Ambulatorio o In esclusi. Corsia trovate persone chenon nonlopossiamo burocratici, con E’ tutto quello cheil ne consegue continuano è una variabile dipendente dalle risorse ad essa dedicate ed è vista più come una spesa piuttosto se danno apermetterci. vedere, nonI bizantinismi lo possono dare a vedere. necessario ripristino dellachenormale vita aprofessionale del medico, che distrarre tempo che potremmo ai nostri oppuredella alla nostra formazione, nonuna ultimo l’adeguamento sistemi al STS. che una risorsa. Forse qualcuno si dimentica che se la salute non è tutto,senza la salute tutto il necessita del naturale riposo, dedicate del rispetto dellapazienti vita privata, possibilità di formare famiglia e di averedei deinostri figli nel tempo opPercorsi diun’attività formazionededicata dubbi peralaggirare la programmazione, prescindere formazione di qualità. Troppi sono stati i casi in cui resto è niente. Siamo ogni giorno tempestati da notizie riportate dai mass media e volutamente portuno, prossimo che deve restare non il piùsi può possibile libera da dauna condizionamenti economici e sottoposta in primis la formazione è diventata terreno di speculazione dei giovani: rumene, tentativi, in e distortamente dispensate di sprechi in sanità: la medicina difensiva costa 12 miliardi di euro all’ alle regole dell’evoluzione scientifi ca, con tantesulla cosepelle da sapere e da università imparare portoghesi, ogni giornoalbanesi, nel rispetto dellabulgare, personafanno che ha davanti genere tempestivamente dallamaggiori legge, di metterei aprire succursali in Italia si può entraredei pagando i test di ingresso. anno o no di più, 20 o forse 26! Ma se tutta la Sanità in Italia costa 110 miliardi di euro o poco divenuta paziente. Tra lebloccati necessitò al primo postodove la condivisione motivicifre con elevate la genteaggirando in termini comprensibili Neipiù. primiLagiorni di dicembre ci siamo riunitidel in Assemblea Nazionale dove proprio la parolalochiave è stata Bisognanel riaffermare più con cui si fa fronte a tutti i costi di tutti gli Ospedali pubblici e Privati convenzionati,di tutto il ai discesa dalla Torre D’Avorio medico, costa moltoCAO, all’amor so, ma non Responsabilità. vedo altre soluzioni confrontoa chiareunlettere proprio formato questa etica della parte Responsabilità, che hapersone come fine la tutela del Diritto allaalSalute, ed è declinata su diversi livelli: personale medico,veterinario,infermieristico,tecnico,amministrativo,di tutti gli ambulatori,distretti con Parlamento in larga da selezionate cheultimo lavorano principalmente progressivo definanziamento della Comunicazione, Qualità, aFormazione ed Aggiornamento. Verrà famiglie istituita lainCarta dei Diritti e Doveri un’assistenza dell’odontoiatra,sanitaria che per di la socio-sanitari,della spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera, della spesa degli accertamenti diasanità pubblica Prevenzione, ma che continuano garantire per se e per le proprie quanto parlamentari prima volta metterà nero su bianco i principi fondanti dellasulprofessione, rilevandone specificità estrano le peculiarità che inon possono avere gnostici dai più semplici ai più complessi,della spesa sociale in alcune Regioni,compreso il Veneto! prim’ordine con innumerevoli bonus sempre caricata contribuente medio. Elecomunque, ma vero, pazienti nonnon devono un riflesso nell’Etica e nella Deontologia. Si sta lavorando anche un Progetto Odontoiatria che conchirurgici uno sforzo volontaristicoe da Chiunque si può render conto che sono numeri divulgati a casaccio e a pensar male come diceva preoccuparsi dell’assistenza sanitaria durante gli scioperi dei su medici In queidigiorni saltanoSociale, gli interventi programmati le parte dei professionistimacoinvolti, si ripromette svolgeredello un ruolo a salvaguardia della tutela della salute dei cittadini, un noto politico della prima Repubblica si fa peccato ma spesso ci si indovina. Il pretesto è ottimo visite ambulatoriali è dimostrato che neldi giorno sciopero ci sono ancora più medici in servizio che neidando giornirisposte normaliladdove , solo il SSN in crisi, non a garantire LEA, garantendo nel contempo a tutti le cure primarie attraverso unaPoi reteinterventi libero- pro-e per tentare di giustificare tagli di prestazioni,tagli di posti letto, soppressione di reparti,tagli alla Meche le essendo amministrazioni nonriesce li contano ai fineppure ni delle ipercentuali di sciopero in quanto lavorano, anche se obbligati. fessionale coinvolta.Ma non dimentichiamoci del Progetto quello sul Carcinoma Orale. Potenziare la rete dei icosiddetti dicina del Territorio e alla sua ristrutturazione,limitazione degli accertamenti (e la prevenzione?), visite vengono subito recuperati nei giorni successivi. E’ Prevenzione: curioso poi che questa volta i medici hanno messo quindi all’ultimo posto soldi, la dentisti sentinella il cui compito a quello intercettare queste da patologie, quello èdi stato aumentare fra delle tutte imposizioni di risparmio sui farmaci,nuovi tikets,e via dicendo. La vera appropriatezza e quindi motivazione più concreta per laè oltre protesta - E cidistava con unprecocemente blocco di contratti 7 anni. anche Al contrario chiestoil dialogo il rispetto le figuredelchelavoro si occupano della salute del paziente. soluzionevisibilità non puòalla essere che unaed sola: l’alleanza terapeutica conpazienti i pazientie risparmi su eventuali sprechi si può perseguire solo attraverso un processo clinico-diagnostico e non regole ed è quindi necessario dare la La massima sofferenza allerafforzare problematiche della categoria, ed estenderla a tutta la società, rinsaldando il rapporto fiduciaper contutti i cittadini, i quali devono essere nonadeguati soltanto informati, anche messia certo attraverso tagli lineari se si vogliono dare risposte corrette ai bisogni di salute. I veri sprechi parenti devono capire. I colleghi più giovani sono ildifuturo noi dobbiamo dimostriamoci alla sfida.ma Buon 2016 in condizione di comprendere, di là salute di promesse sono negli Ospedali ristrutturati e chiusi dopo pochi mesi,nelle strutture mai completate, nelle struvoi ed alle vostre famiglie, e altanta a tutti.illusorie o di falsi bisogni indotti da una pubblicità scorretta, come meglio preservare la loro salute, mediante una buona comunicazione. mentazioni non utilizzate,nella mala gestio di una classe politica inefficiente quando non corrotta. *Presidente oMCeo Provincia di Venezia *Presidente dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo *Presidente della Commissione albo odontoiatri Rovigo Ad una appropriatezza clinica se non corrisponde una appropriatezza gestionale e amministrativa non si riuscirà mai ad ottenere un sistema virtuoso che sappia coniugare i bisogni di salute con la sostenibilità del sistema. Anche la Regione Veneto,che ha sempre potuto vantare un servizio sociosanitario considerato fra i migliori non solo del nostro Paese, nonostante dedichi alla Sanità l’80% circa del suo bilancio, comincia a risentire dei tagli governativi lineari, pur essendo una Regione con i conti a posto. Lo strumento di un piano Socio-Sanitario della Regione Veneto approvato dalla politica e condiviso con tutti gli attori interessati, dai professionisti, agli amministratori, alle rappresentanze istituzionali locali fino alle rappresentanze dei cittadini,ha permesso di avviare una ristrutturazione sia degli Ospedali che delle altre strutture pubbliche e private convenzionate e nello stesso tempo di avviare un profondo cambiamento nella Medicina Territoriale che dovrebbero portare ad un sistema sostenibile sempre più efficiente, in grado di erogare cure sicure ed efficaci per i nostri concittadini. Governo centrale permettendo e cittadini disposti a sopportare, ma fino a quando? *Presidente dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo per per collaborare collaborare all’insertoall’inserto la piazza salutelacontattare piazza salute contattare 049 8704884 - info@givemotions.it 049 8704884 - info@givemotions.it
L’opinione L’opinione QUESTO GOVERNO NON HA IL CONSENSO DENTISTI, L’INSIDIA DELL’ABUSIVISMO
DEI MEDICI ITALIANI
I S
Siamo Siamofelici felici davvero davvero se sestiamo stiamo bene bene
Prevenire le malattie e curarsi al meglio è una buona regola. il consiglio giusto? Rivolgersi a medici esperti vicini a casa nostra
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Che cos’è l’ipovisione
nuove terapie nel Cheratocono: “Cross linking” e “link topo-aberrometrico”
L
’ipovisione è una condizione di acutezza visiva molto limitata che ha notevoli conseguenze sulla vita quotidiana. Può essere causata da vari fattori (siano essi congeniti o acquisiti). La vista si può ridurre fortemente in seguito a patologie che possono colpire diverse strutture oculari, che vanno dalla cornea alla retina, fino al nervo ottico. L’ipovisione può essere associata a malattie che provocano una riduzione del campo visivo. Ad esempio, nel caso del glaucoma avanzato, che danneggia il nervo ottico, è come se si guardasse attraverso un tubo; oppure si può essere colpiti da patologie della macula, la zona centrale della retina (la più comune è la degenerazione maculare senile, che provoca la perdita della visione centrale). L’ipovisione grave può degenerare in cecità, che può essere parziale o totale. L’ipovedente presenta una ridotta acuità visiva e spaziale, associata generalmente ad una limitazione del campo visivo. Le patologie che possono portare a questo deficit sono molteplici: Albinismo: si tratta di una malattia che può comportare una ridotta acuità visiva centrale, fotofobia (intolleranza alla luce) per assenza di melanociti iridei ed elevato errore refrattivo. Diabete: è una malattia sistemica caratterizzata da una glicemia elevata (utile il controllo della pressione oculare). Se non curata correttamente, può provocare danni alla retina retinopatia diabetica, con riduzione dell’acuità visiva centrale (dovuta ad edema retinico, ossia ad accumulo di liquido negli strati retinici maculari). Anomalie della cornea: sono essenzialmente il cheratocono in stadio avanzato, opacità di superficie e leucomi. oxoplasmosi: è una malattia associata alla corioretinite girata e provoca un notevole calo dell’acuità visiva centrale. Retinite pigmentosa: questa malattia oculare geneti-
Ottico Optometrista Barbara Micaglio
ca provoca l’atrofia dei recettori retinici deputati alla visione notturna e periferica, i bastoncelli, provocano una diminuzione sensibile della visione notturna e del campo visivo. Degenerazione maculare senile e giovanile: è una malattia che colpisce il centro della retina, provocando la morte progressiva delle sue cellule. All’inizio si manifesta con una distorsione delle immagini al centro del campo visivo (le rette diventano curve al centro). Nei casi avanzati compare lo scotoma centrale (una macchia scura al centro del campo visivo): si perde la capacità di svolgere compiti quotidiani, come leggere, riconoscere le persone o guidare. Tuttavia, bisogna distinguere una forma secca (più comune), oggi non curabile, da una forma umida (trattabile con vario esito con iniezioni intravitreali). Glaucoma: si tratta di una malattia oculare caratterizzata, il più delle volte, da una pressione oculare elevata che danneggia il nervo ottico. Negli stadi avanzati provoca generalmente una riduzione del campo visivo periferico. Può essere curato mediante instillazione di colliri o, se la pressione dell’occhio non si riduce, mediante trattamento chirurgico (il più comune è detto ‘trabulectomia’). ottico optometrista Barbara Micaglio ottica optometria Barbiero Via Montello 2 - 30033 noale (Ve) - tel. 041-440485 - 041-440484 - e-mail: otticabarbiero@libero.it - www.otticabarbiero.com
I
l Cheratocono è una patologia degenerativa della cornea caratterizzata da un progressivo cedimento strutturale. La cornea, piccola cupola trasparente posta davanti all’iride, tende a sfiancarsi creando un astigmatismo irregolare. Nei primi stadi della malattia è ancora possibile la correzione con occhiali, ma presto il paziente deve utilizzare lenti a contatto o sottoporsi ad un intervento chirurgico. Le lenti a contatto per questi pazienti erano inizialmente rigide poi negli anni hanno subito miglioramenti di forma e materiale. Esistono anche opzioni gemellate ossia lenti morbide con un alloggio per una lente gas permeabile. A prescindere comunque dalle varie soluzioni contattologiche, esiste da ormai 15 anni un nuovo importante trattamento chiamato “Cross Linking”. Questa procedura consiste nel ricoprire la cornea con vitamina B2 ed esporre poi la cornea stessa ad una particolare luce ultravioletta. La combinazione di luce e vitamina, realizza un aumento di legami “crociati” all’interno della struttura corneale. In parole povere si irrobustisce la trama collagene e si blocca (o si riduce) la tendenza al cedimento strutturale. Ovviamente l’importanza e l’efficacia di questo trattamento è massima quando è effettuato su cheratoconi classificati di primo e secondo grado, in quanto, trattandosi di forme lievi, è ancora possibile una buona correzione con occhiale. Se quindi noi irrobustiamo la cornea appena questa manifesta il problema, la stabilizziamo ed evitiamo che il progredire della malattia ci porti a dover effettuare un trapianto di cornea! E’ quindi intuitivo che questa procedura, quasi scevra da effetti collaterali, va effettuata quanto più precocemente possibile. In alcuni casi particolari, quali cheratoconi di vecchia data portatori di lenti a contatto, ha comunque un senso effettuare il cross linking, qualora il pa-
ziente rifiuti l’idea di un trapianto di cornea e desideri continuare con le lenti. Una volta effettuata questa procedura di rinforzo, nei cheratoconi di 2° o 3° è possibile inoltre migliorare la forma della cornea con un particolare trattamento laser detto Link Topoaberrometrico (Primo trattamento effettuato a livello mondiale da Camellin nel 2002). Con questa procedura noi possiamo “limare” l’apice del cheratocono con un particolare laser che così facendo elimina o riduce le aberrazioni che rendono difficile e poco efficace la correzione con occhiale. Non possiamo con questo trattamento togliere l’uso dell’occhiale, ma possiamo ridurlo in termini di pesantezza ed aumentare la capacità visiva del paziente. Il miglioramento inoltre riguarda la qualità della visione specialmente in condizioni di scarsa lumonosità! Ovviamente non si può generalizzare il risultato, trattandosi di occhi con caratteristiche di forma molto differenti da un caso all’altro. E’ comunque importante trasferire il concetto che un cheratocono iniziale deve essere bloccato precocemente e non semplicemente corretto con lenti a contatto e che in alternativa od in complemento, dopo che è stato trattato con Cross Linking, è possibile un trattamento laser migliorativo per la vista. In definitiva queste nuove procedure, Cross linking e Link Topo-aberrometrico, permettono ad un cheratocono iniziale di allontanare od evitare la necessità di un trapianto di cornea. Il Dr. Massimo Camellin Dott. Massimo Camellin: Via Dunant, 10 - Rovigo tel. 0425 411357 mail: segreteria@sekal.it web: www.lasek.it
Le emozioni ci parlano di noi
Q
uante volte nell’arco della giornata ci capita di provare un’emozione che non sappiamo spiegare, che non sappiamo attribuire ad una causa? Quante volte al lavoro, a scuola, nei contesti in cui dobbiamo svolgere al meglio un compito, ci assale l’ansia che se non ci paralizza ci rende molto difficile ottenere il risultato voluto? Molto spesso, ciò che ci sta accadendo, è che ci stiamo confrontando, inconsapevolmente, con le nostre personali “guide del Sé”. Le “guide del Sé” rappresentano i nostri canoni personali, ovvero la rappresentazione della persona che vorremmo essere (il Sé ideale) e quella della persona che dovremmo essere (il Sé imperativo). Ciascuno di noi costruisce, crescendo, queste due coordinate personali e le confronta continuamente con il proprio modo di pensare, di sentire e di agire, in una data situazione. Cosa accade quando i nostri pensieri e le nostre reazioni non ci piacciono, le consideriamo sbagliate, non in linea con la persona che vorremmo essere o che dovremmo essere? La delusione, la tristezza possono informarci che il modo con cui abbiamo affrontato o stiamo affrontando una data situazione è molto diverso dalla rappresentazione del nostro Sé ideale, ovvero dalle aspettative che nutriamo verso noi stessi su “come vorremmo essere”. Dando attenzione ed ascolto a queste emozioni potremmo accorgerci che forse, in alcuni casi, esigeremmo da noi stessi molto più di quanto siamo in grado di dare e dal confronto con i nostri canoni interiori non possiamo che uscirne sofferenti. Del resto nutrire un Sé ideale ricco, ci aiuta a creare per noi obiettivi importanti di realizzazione e a realizzare le nostre aspirazioni. Infatti, quando riusciamo a “fare bene” ciò che
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Dott.ssa Erika Marangoni vorremmo da noi, proviamo gioia ed entusiasmo. E l’ansia, e l’agitazione? Che cosa raccontano di noi queste emozioni? Possono dirci che il nostro comportamento, il nostro modo di affrontare una prova, è lontano dall’immagine che intimamente coltiviamo del nostro “dover essere”; che stiamo trasgredendo ad un “obbligo”, ad un “dovere” che ci siamo imposti. E’ possibile che questa consapevolezza ci porti a accettarci un po’ di più anche quando non siamo all’altezza dei nostri “devo”. Sollievo e rilassamento sono le sensazioni che accompagnano l’accettazione serena di noi e dei nostri limiti. Il percorso dell’accettazione e della crescita personale non ha fine. In alcuni momenti lo riusciamo a percorrere da soli; talvolta dobbiamo chiedere aiuto ai professionisti. Di certo può contribuire a rendere la nostra vita davvero piena e soddisfacente.
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io avevo 19 anni!” Barzellette rapide… • Un cucchiaio ad uno scolapasta: “Ma non ti accorgi che i tuoi ragionamenti fanno acqua da tutte le parti?” • Come si riconosce un antiquario? È l’unico che si aggiunge gli anni! • Tra fantini: “Il mio cavallo da corsa ha fatto una bruttissima gara, ma sai cosa lo ha umiliato veramente?” “No, cosa?” “Quando uno spettatore gli ha gridato: E datti all’ippica!” Uomini… • Non è vero che i mariti, appena vedono una bella donna, dimenticano di essere sposati. Al contrario: proprio in quei momenti se lo ricordano dolorosamente. • Alcune ricercatrici hanno scoperto perché Mosè errò per 40 anni nel deserto col popolo d’Israele: un vero uomo non chiede mai indicazioni. … e donne! • Se una donna vi dice “5 minuti e scendo” vuol dire che tra 5 minuti scenderà. È inutile citofonare ogni mezz’ora. • Le donne sono esseri meravigliosi, guardano sempre avanti e mai indie-
Soluzioni:
Elisabetta Canalis AMERICA ATTRICE BAZAAR - BUGS CASTING CINEMA CONVIVENDO ELISABETTA FICTION GEORGE ITALIA - LOVE NATALE NOTIZIA PANETTONE PETA - SANREMO SASSARI SHOWGIRL SPOT - STRISCIA TIM - USA VELINA VOGUE Chiave (3,4,7) - Ha partecipato al programma tv: ……............................................ ....................................................
Parole Crociate Mini ORIZZONTALI: 1. Lo scheletro del pesce. - 5. Prima persona singolare. - 7. Strumento a corde. - 9. Venticello o motivetto. - 11. Erede... poetico. - 12. Totale. - 13. Giorni del calendario romano. - 14. Un opera di Verdi. - 15. Silvano, ex-ciclista italiano. - 17. La Sindrome da Immunodeficienza Acquisita. - 19. Oculus Dexter. - 20. Componimento. VERTICALI: 1. Lodi. - 2. Piccolo pesce azzurro. - 3. Freddo. 4. Insetto laborioso. - 6. Il nome comune della Sparus aurata. - 8. Ottenne, trasse. - 9. Nell’antica Grecia era il cantore professionista. - 10. Comune in provincia di Perugia. - 11. Miliardario, capitalista. - 14. Associazione Italiana Donatori Organi. - 16. Con Tap è il nome di un ballo. - 18. Cagliari.
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Ingredienti: 1 L d’acqua - 1 gambo di sedano - 1 carota - 4 porri - olio - 4 C di fiocchi d’avena piccoli - un pizzico di prezzemolo.
Ingredienti: 250 g di quinoa - 1 cipolla - 2 spicchi d’aglio - 2 C d’olio - 1 bustina di zafferano - 1 pizzico di curry - 1 pizzico di peperoncino - 1 c di erba cipollina - 1 c di maggiorana - 1 c di menta - sale q.b.
Preparazione: in una pentola mettere l’acqua, il sale, la carota, il sedano e i porri; fare cuocere per 20 minuti circa. Quindi togliere la carota e il sedano, passare invece i porri, unire i fiocchi d’avena e far cuocere ancora per 10-15 minuti. Spegnere, condire con un filo d’olio e il prezzemolo tritato.
Preparazione: lavare e mettere a cuocere la quinoa con l’acqua (2 volte il suo volume) per 15-20 minuti. Tritare l’aglio e la cipolla sottilissimi e farli appassire. In una ciotolina mettere l’olio, le spezie e le erbe aromatiche (fresche o secche) e lasciare macerare. Quando la quinoa è pronta condirla con la cipolla e l’aglio, le erbe aromatiche e unire il prezzemolo tritato.
PERE AL FORNO
Ingredienti per la pasta: 2 grosse pere - 15 g di zucchero - 8 amaretti - un pizzico di cannella - la scorza di 1/2 limone - 5 C di marmellata di fragole - olio.
Preparazione: lavare le pere, dividerle a metà e togliere i semi. Disporle in una tortiera ben unta, spolverizzare con lo zucchero di canna e farle cuocere in forno a 180° finchè saranno tenere, ma non troppo cotte. Nel frattempo unire in una ciotola gli amaretti con la cannella e la marmellata. Togliere le pere dal forno, disporle sul piatto da portata, riempirle con il composto di amaretti e servirle tiepide o fredde.
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Carmen Bellin Carmen Bellin, Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato “Metti una sera a cena” libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura.
Nota La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio, c = cucchiaino, g = grammo, kg = chilogrammo, L = litro, dl = decilitro, olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva, q.b.= quanto basta.
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