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DALLA TORRE DELL’OROLOGIO AL VIA LA TAPPA DEL GIRO
VENETO SOLIDALE PRIMA LE MAMME E I BAMBINI CON IL CUAMM
Si aspettano mesi intensi a Noale per l’arrivo della dodicesima tappa del Giro d’Italia di ciclismo in programma giovedì 19 maggio 2016, quando i corridori proprio dalla città dei Tempesta arriveranno a Bibione. pag. 8
AUGUSTO MARINI, UNA COLONNA DELLA RESISTENZA Augusto Marini è nato il 22 settembre del 1925 e vive a Spinea. Nel 2014 ha pubblicato un libro che raccoglie i ricordi dei suoi primi vent’anni con uno spaccato di storia che va dal 1925 alla fine della seconda guerra mondiale. pag. 19
Le nostre rubriche
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Un lungo Natale ricco di eventi, e momenti di aggregazione A Maerne la trentunesima edizione del presepio vivente. Atteso a Noale lo spettacolo della “Pirola Parola”. A Salzano ritorna la sesta edizione di “Natale insieme”
U
n po’ di apprensione, c’era qualche settimana fa che il Presepe Vivente di Maerne non si facesse causa assenza di volontari. Invece la notte di Natale tornerà regolare, al solito posto e per la trentunesima volta. Il teatro sarà sempre lo stesso, il Campiello Marzenego, e l’apertura avverrà attorno a mezzanotte, subito dopo la veglia e la messa di Natale, quest’ultima dalle 23. Poi l’apertura il 25, 26 e 27 dicembre, più venerdì 1 e domenica 3 gennaio. Mercoledì
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proprio nel pomeriggio dell’ultimo giorno natalizio e come scenografia è stata scelta l’area esterna alla Rocca. Ritorna, con la sua sesta edizione, l’iniziativa “Natale insieme” a Salzano. Un evento, organizzato dalla Pro Loco con tante associazioni del territorio. Dall’8 dicembre al 6 gennaio Salzano sarà animata da musiche, cori natalizi e colori che accompagneranno la cittadinanza. Non mancherà il mercatino in piazza San Pio X pag. 6, 9 e 16
Editoriale
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6 gennaio, giorno dell’Epifania, dalle 14.30 alle 18.30, ci saranno rappresentazioni in costume, sempre a ingresso libero. In questo giorno, dalle 17, i Re Magi porteranno la calza e i doni a tutti i bambini presenti. Tempo di Natale anche per Noale. Questa festa significa lo spettacolo della Pirola Parola in programma la sera del 6 gennaio. Dopo aver cambiato posto e giorno negli ultimi anni, perché prima si teneva la vigilia della Befana in piazza XX Settembre, alla fine si è deciso di puntare
Sarà comunque un Buon Natale
C
di Ornella Jovane*
ominciate ad addobbare le vostre case, confezionate ghirlande, accendete le lucine, iniziate il vostro peregrinare per negozi in cerca del regalo più adatto: dicembre è iniziato e il Natale sta arrivando!
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VENETI A PARIGI, LE TESTIMONIANZE
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NATALE IN VENETO, TANTE INZIATIVE
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news da laPiazzaweb 3
In continua crescita i visitatori nuovi e di rirorno
LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUL SITO La notizia più letta sul nostro sito il mese scorso è stata Vigonovo, scomparso Enrico Ruvoletto, l’appello della madre, a seguire sono stati cliccatissimi i servizi relativi ai Patti Territoriali, al via 6 maxi progetti per Chioggia e Cavarzere e la notizia Valeria Solesin torna in patria seguici su www.facebook. com/lapiazzaweb
LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUI SOCIAL
Sui social molto condivisa, anche dato il momento storico che il mondo stava vivendo: Ciao Valeria… l’addio a Valeria Solesin. Grande attenzione anche per l’atro tema caldo: Profughi, minacciato il Sindaco di Vigonza e sulle rodigine: Stalking a Porto Viro
EDIZIONI PIÙ VISTE SUL SITO:
Corre in rete il terrorismo… ma, per fortuna, anche la solidarietà Dopo gli attentati spopolavano gli hashtag #PrayforParis e #NotInMyName, oltre al simbolo della pace che racchiudeva la Tour Eiffel stilizzata e hanno viaggiato su milioni di profili
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a triste storia di Valeria Solesin non la dimenticherà più nessuno in Veneto. Gli articoli che parlavano di lei, della sua vita e soprattutto del suo tragico destino dopo gli attentati di Parigi sono stati gli articoli più letti anche sul nostro sito. Il suo volto, quello dei suoi genitori, le immagini più condivise. La solidarietà verso questa madre e questo padre che non si sono mai lasciati andare a parole sopra le righe, che hanno saputo contenere il loro dolore in modo nobile e altissimo, è stata totale. Le bacheche facebook erano piene di commenti ai fatti accaduti, i cinguettii non si contavano e, nonostante qualcuno provasse a scatenare la rissa con affermazioni di pancia, molti altri smorzavano i toni. Ma questi attentati hanno provocato un grosso danno a tutti noi: la rete oggi fa paura. Il terrorismo corre sulle strade digitali su cui ci siamo sempre sentiti liberi di scrivere e condividere quasi qualunque cosa. Oggi non è più così. Anche la rete è pericolosa e l’abbiamo imparato una volta di più e forse, più da vicino, con questi ultimi attentati. C’è chi racconta di essersi imbattuto su Facebook in qualcuno che farneticava parteggiando per i terroristi ma di non aver avuto il coraggio di segnalarli per paura di venire individuati dai terroristi
stessi, percepiti come cyber combattenti che hanno occhi e orecchi ovunque. E’questo, invece, il momento di tenere gli occhi e le orecchie aperte anche sui social che frequentiamo, non per futili caccie alle streghe ma per aiutare anche le forze dell’ordine là dove non arrivano. Per fare la nostra parte, piccola, ma solidale appunto. Dopo gli attentati spopolavano gli hashtag #PrayforParis e #NotInMyName, oltre al simbolo della pace che racchiudeva la Tour Eiffel stilizzata e hanno viaggiato su milioni di profili. Sui social network, rimbalzavano pazzamente le reazioni del mondo intero agli attacchi. Oltre un milione di tweet, una cifra spropositata per una Francia che piangeva e soffriva. Migliaia di parigini durante la notte hanno utilizzato l’hashtag #PorteOuverte (porte aperte) per offrire alloggio alle persone rimaste bloccate all’aperto. In rete la solidarietà spesso, purtroppo, si fa a parole ma ci sono gesti e attenzioni che possono essere fondamentali per cambiare le cose, anche stando dietro lo schermo di un computer o di un telefonino. #PorteOuverte, insegna la Francia, forse è questo l’hashtag che a Natale dovrebbe andare per la maggiore e aiutarci tutti a evitare una guerra che certo non sarà virtuale.
Le edizioni più lette dai lettori de lapiazzaweb sono state il Piovese, la Bassa padovana, il Miranese Nord e Adria
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Il BLOG DEL DIRETTORE Mussulmani tra noi, a scuola con noi, a lavoro con noi, per la strada con noi… Ci devono fare paura? Improvvisamente sono tutti potenziali terroristi? La convivenza che fino ad oggi in Italia è stata tranquilla si è inclinata o si sta facendo di tutta un’erba un fascio?. seguici su www.lapiazzaweb. it/category/il-blog-deldirettore/
IL SONDAGGIO Specialmente dopo i fatti di Parigi infuria la polemica sul presepe. Qualche Preside ha deciso di abolirlo in nome della sicurezza, in altre scuole a prendere la decisione sono stati alcuni insegnanti in nome della laicità. Bitonci a Padova ha minacciato ispezioni nelle scuole per controllare che il presepe ci sia. In tutto questo però i mussulmani non c’entrano. Non ci hanno mai chiesto di rinunciarvi. La scelta migliore qual è? Presepe a scuola: lo facciamo o no? seguici su www. lapiazzaweb.it/sondaggio/
ADOTTAMI, I NOSTRI AMICI ANIMALI
L’attenzione verso questa rubrica e i suoi protagonisti è altissima. Questo mese in special modo abbiamo pubblicato le foto di fortunati cagnolini scelti da belle famiglie. Continuamo a ricevere tante foto di cuccioli che cercano casa. Segno della sensibilità dei nostri lettori e della bontà del nostro lavoro per gli animali.
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Cambiano un po’ le edizioni più sfogliate tramite Issuu: Il Piovese resta l’edizione più scaricata, seguita dal supplemento Piove Sport. Seguono Adria e Chioggia
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4 Argomento del mese PRIMA LE MAMME E I BAMBINI In quattro anni dall’avvio del progetto del Cuamm sono stati 102.147 i parti assistiti gratuitamente nei quattro ospedali interessati e nei territori di riferimento; per un totale di 204.294 mamme e bambini assistiti nel momento del parto; 236.661 le visite prenatali effettuate
di Germana Urbani
Si chiama “Thickua Lukele”, “cosa di poco valore”, un bimbo malnutrito che non succeda più
Il progetto interessa 4 ospedali e 22 centri periferici in 4 distretti di Angola, Etiopia, Tanzania, Uganda
E’
Solo credendo nella vita il
forte in questi giorni la discussione sulla cultura cattolica dell’Italia e sulle tradizioni ad essa connesse. Un dibattito inutile se rimarrà solo l’oggetto del campo di battaglia tra chi difende il presepe e chi, invece, difende la laicità dello Stato nelle scuole. Per la cultura cattolica il Natale si fonda sulla nascita di un bambino, in una stalla-grotta, perché non c’era posto per lui e sua madre altrove. Se tutti noi ci ricordassimo questo forse saremmo mossi maggiormente da solidarietà e misericordia, tema cardine del Giubileo. Lo sanno bene le associazioni di volontariato che lavorano proprio con mamme e bambini, una su tutte Medici Con l’Africa Cuamm che da quattro anni impegna i suoi volontari nel programma “Prima le mamme e i bambini”, volto a ridurre la mortalità materna e neonatale garantendo l’accesso gratuito al parto sicuro e la cura del neonato, attraverso servizi di qualità. Il progetto è ormai in avanzata fase di realizzazione e interessa 4 ospedali e 22 centri di salute periferici in 4 distretti di 4 Paesi africani: Angola, Etiopia, Tanzania, Uganda. Si rivolge a una popolazione di 1.300.000 abitanti con l’obiettivo di raddoppiare in cinque anni il numero dei parti assistiti, arrivando progressivamente a 125.000 parti negli ospedali e nei distretti di riferimento. La Testimonianza “Qui all’ospedale di Chiulo, - racconta Andrea Pietravalle, uno specialista in Pediatria e Neonatologia che
A PADOVA ANCHE INFORMAZIONI SU PROGETTI E INCONTRI
Con Emergency il regalo raddoppia
A
nche per Emergency, associazione fondata da Gino Strada che opera in tutto il mondo, il Natale rappresenta un’ottima occasione per far conoscere al meglio le proprie iniziative e per raccogliere fondi che possano aiutare le varie attività. A Padova, presso lo spazio Natale in via Breda fino al 14 dicembre si potranno trovare informazioni sui progetti, mostre, incontri aperti al pubblico, musica e naturalmente il regalo giusto per le persone più care. Bellissimi ricami afgani, coloratissimi teli patchwork della Sierra Leone, tessuti batik e artigianato in legno, i doni più originali arrivati direttamente dai Paesi dove opera Emergency. Oltre all’oggettistica non manca anche la gastronomia con dolci, confetture, vini, libri, giocattoli, oggetti di design e naturalmente i gadget di Emergency. Facendo i regali nello Spazio di Natale il regalo sarà doppio in quanto tutto il ricavato sarà devoluto ai progetti di Emergency in Italia. Emergency ha iniziato a lavorare in Italia nel 2006 con l’apertura a Palermo di un Poliambulatorio per garantire assistenza sanitaria gratuita ai migranti. Oggi Emergency lavora in altre 6 città italiane - Marghera, Polistena, Castel Volturno, Napoli, Bologna e Milano. Con i suoi ambulatori mobili offre assistenza sanitaria nelle campagne del sud Italia e ai migranti che sbarcano sulle coste siciliane. Nello Spazio Natale troverai ad accoglierti i volontari di Emergency che saranno felici di darti le informazioni e l’attenzione che cerchi per un Natale sia davvero più buono. M.C.
attualmente lavora per il Cuamm in Angola - il lavoro è tanto…sai quando si comincia ma non quando si finisce. La mia giornata ha inizio con il giro visite in reparto ma subito dopo si passa all’ “unità speciale di nutrizione” dove mi attendono i piccoli malnutriti che, superata la fase critica, aspettano di recuperare peso ed energie per poter tornare a casa. Il bambino malnutrito grave è sicuramente quello che mi dà più filo da torcere, perché è sempre in un equilibrio instabile e c’è il rischio che muti rapidamente in peggio. Per fortuna, però, tutte le mie preoccupazioni cadono quando mi imbatto in storie come quella di “Thickua Lukele” (letteralmente “Cosa di poco valore”), un bimbo malnutrito che la mamma ha chiamato così quasi per scaramanzia perché tutti gli altri figli sono già morti. Mi guarda imbronciato, mi sorride e tutto passa in secondo piano… paure, dispiaceri e notti insonni passate a vegliarlo. Terminato il giro in malnutrizione, si corre a visitare in ambulatorio dove una gran moltitudine di bambini attende fiduciosa. Nel pomeriggio, dopo un pasto veloce, si torna in reparto per controllare i risultati delle analisi e per rivalutare i pazienti più gravi, mentre il walkie tolkie è sempre al mio fianco pronto a squillare in caso di emergenza. Per quel che riguarda la cura del neonato, il lavoro da fare è tanto ma come neonatologo sono fiducioso che nell’arco di un anno si possano gradualmente introdurre quei cambiamenti necessari a migliorare
la qualità della assistenza. Già in questi primi mesi di lavoro siamo riusciti ad ottenere alcune piccole conquiste come l’introduzione della profilassi con vitamina K per tutti i nuovi nati e l’educazione delle mamme in dimissione affinché imparino a riconoscere i segnali di pericolo per i loro bambini. La strada da percorrere è lunga e non priva di ostacoli ma, cercando di mantenere sempre il giusto atteggiamento, sono sicuro che molto di buono si potrà fare”. Un bilancio positivo Grazie al lavoro di medici, ostetrici e infermieri specializzati in 4 anni il progetto ha prodotto grandi frutti: 102.147 i parti assistiti nei quattro ospedali interessati dal progetto e nei territori di riferimento, per un totale 204.294 mamme e bambini assistiti nel momento del parto; 236.661 le visite prenatali effettuate, a Chiulo in Angola, a Tosamaganga in Tanzania, a Wolisso in Etiopia e ad Aber in Uganda. “Sono dati importanti, che confermano la nostra scelta di prenderci cura delle donne e dei bambini, la fasce più deboli della popolazione – ha detto don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm -. Lo facciamo, con un impegno quotidiano, insieme a tanti compagni di strada che continuano a credere in noi. Siamo profondamente convinti che si bisogna coltivare il sogno di credere profondamente nella vita. Solo così, possiamo sperare che il nostro mondo possa essere culla di vita e di gioia”.
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Argomento del mese 5
Andrea Pietravalle
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6 Approfondimento Feste Fino all’Epifania categorie e comuni hanno preparato programmi per tutti i gusti
A Mirano il Natale accende a festa piazze e negozi
Piazza Martiri sarà il punto focale delle tante manifestazioni. A Santa Maria di Sala ci saranno tanti concerti e mercatini in ogni angolo di capoluogo e frazioni di Filippo De Gaspari
A
nche quest’anno Mirano si appresta a vivere un Natale magico, con eventi e manifestazioni per tutta la famiglia e il fulcro non poteva che essere la splendida cornice di piazza Martiri addobbata a festa. La Confcommercio del Miranese, in collaborazione con i commercianti e il Comune, ha predisposto un programma ricco di appuntamenti, che ricalca i successi degli anni precedenti, riempiendo la piazza in tutti i fine settimana di dicembre. L’inizio si è avuto già sabato 5 e domenica 6 con il mercatino di Natale caratterizzato da ben tre diverse zone: “Le fantasie del Natale”, mostra mercato di artigianato e articoli natalizi e bancarelle di Natale, “Di gusto”, specialità enogastronomiche del bel paese e “Negozi in piazza”, con i negozi della città a cielo aperto. Grande spazio è stato dedicato ai “Motobabbo”, che ormai da diversi anni si incontrano numerosi e che con grande generosità hanno raccolto anche quest’anno fondi e materiale per i bambini di “Casa Nazareth”. Grande novità di quest’anno sarà l’apertura al traffico del centro storico con parcheggi gratuiti prevista per martedì 8 dicembre, dando così la possibilità ai clienti di avere facile accesso alla piazza per affrettarsi a fare gli acquisti in previsione del Natale, nei negozi che per l’occasione rimarranno aperti. Si continua sabato 12 e domenica
13 dicembre con il grande e tanto atteso appuntamento della Festa del cioccolato, che incontra il piacere dei sensi e della mente soddisfacendo il gusto dei palati più raffinati e golosi. I cioccolatieri saranno presenti sull’ovale di Piazza Martiri e in piazzetta Errera. Infine domenica 20 dicembre, l’ultima prima di Natale, ci sarà la nona edizione di “Shopping italiano” lungo via Barche, che avverrà in concomitanza con il mercatino del volontariato e dell’antiquariato: una selezione con più di 20 bancarelle che proporranno prodotti di vario genere. Si potrà scegliere tra oggettistica, arredo casa, intimo e accessori, calzature, abbigliamento per bambini e ancora miele, ceste natalizie, fiori e tanti altri articoli, rigorosamente proposti da professionisti italiani. Santa Maria di Sala scende invece in campo con i classici concerti e mercatini per accendere il Natale in ogni angolo di capoluogo e frazioni: per quanto riguarda i mercatini a Veternigo e a Santa Maria di Sala l’appuntamento è dal 12 al 13 dicembre con il mercatino eco-solidale di fronte alle chiese dei due paesi e davanti alla scuola materna del capoluogo si replica anche il 20 dicembre con il mercatino natalizio. Quello pro-missioni sarà invece allestito in sala Cedraie di Villa Farsetti fino all’8 dicembre. A Caltana mercatino dal 5 all’8 e dal 12 al 13 dicembre, a Sant’Angelo i bambini si sono
prodigati nella lettera a Babbo Natale e a Caselle torna l’originale rassegna dei presepi aperta dall’8 dicembre all’11 gennaio. L’8 dicembre, in tutte le frazioni, ci sarà la tradizionale accensione degli alberi di Natale allestiti nei centri. Inoltre la giunta comunale visiterà, come negli anni scorsi, i propri concittadini ospitati nelle case di riposo del circondario, per fare gli auguri ai propri anziani: appuntamenti il 14 e 19 dicembre. Infine a Caltana
pranzo natalizio organizzato dal gruppo giovani domenica 20 dicembre al centro parrocchiale. Lunghissima anche quest’anno la lista dei cori e dei concerti di Natale ospitati nelle sei chiese salesi, con formazioni locali e da fuori territorio in un programma fittissimo di appuntamenti a cui hanno collaborato Labs, l’Orchestra dei fiati del Veneto, il coro Magnificat e l’associazione “A se stante”.
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n po’ di apprensione, c’era qualche settimana fa perché il Presepe Vivente di Maerne non si facesse causa assenza di volontari. Invece la notte di Natale tornerà regolare, al solito posto e per la trentunesima volta. Pochi giorni all’inaugurazione dell’edizione 2015-2016 per una delle iniziative più amate nel comune di Martellago e tra le più conosciute nella provincia, e non solo, raggiunge lo storico compleanno con un programma collaudato nel tempo e una scenografia che si rifà all’Europa del Nord. Era il 1985 quando il medico di base Vito Marchello e altri amici iniziarono quest’avventura realizzando il primo presepe; un appuntamento che ha saputo crescere negli anni, superando non poche difficoltà, tra cui economiche. Anche in questo 2015 per allestire le capanne si sono usati scarti di segheria, cassoni da imballaggio e altri oggetti vecchi, con un lavoro iniziato ancora nelle scorse settimane laddove negli altri mesi dell’anno c’è un parcheggio. Il teatro sarà sempre lo stesso, il Campiello Marzenego, e l’apertura avverrà attorno a mezzanotte, subito dopo la veglia e la messa di Natale, quest’ultima dalle 23. Poi l’apertura il 25, 26 e 27 dicembre, più venerdì 1 e domenica 3 gennaio. Mercoledì 6 gennaio, giorno dell’Epifania, dalle 14.30 alle 18.30, ci saranno rappresentazioni in costume, sempre a ingresso libero. In questo giorno, dalle 17, i Re Magi porteranno la calza e i doni a tutti i bambini presenti. In questi oltre tre decenni di storia, la manifestazione ha goduto del patrocinio della Regione, della Provincia, del Comune ed è stata gratificata di targhe e diplomi; il Lion’s Club di
Spinea la elesse “personaggio dell’anno”, dal Comune di Martellago e Provincia, il Diploma di benemerenza e la benedizione papale. Ancora, all’interno degli incontri per promuovere la pace in Medio Oriente e in collegamento con i luoghi in cui visse Gesù, nell’ottobre 2001 ci fu qui la visita dell’allora sindaco di Betlemme Hanna Jamil Nasser. Nel dicembre 2002 fu ospite il Custode della Basilica della Natività di Betlemme, padre Ibhraim Faltas, per una manifestazione religiosa sempre a favore della pace. Se il primo presepio vivente avvenne nel Natale 1985, è del 2 novembre 1989 la sottoscrizione di un primo statuto, dove si conferma che l’Associazione organizza il presepio vivente di Maerne, lo statuto conferma e non ha scopo di lucro. Uno degli obiettivi è senz’altro il richiamo al dovere di solidarietà verso gli altri meno fortunati. All’inizio il ricavato delle offerte volontarie è stato devoluta alla lotta contro il cancro e alla Croce Rossa Italiana. Di seguito una quota delle offerte è andata alle necessità delle parrocchie di Maerne e di Olmo ma non solo. A.R.
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8 Noale Giro d’Italia Definito l’avvio dell’appuntamento in programma il prossimo 19 maggio
La tappa partirà dalla torre dell’Orologio di Alessandro Ragazzo
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Proseguirà verso piazza XX Settembre, via Polanzani e la variante con via Pacinotti. Qui corridori inizieranno a darsi battaglia
i aspettano mesi intensi a Noale per l’arrivo della dodicesima tappa del Giro d’Italia di ciclismo in programma giovedì 19 maggio 2016, quando i corridori proprio dalla città dei Tempesta arriveranno a Bibione. Iniziative, appuntamenti feste in piazza per grandi e piccini per promuovere la giornata e la corsa organizzata da Rcs Sport e dalla Gazzetta dello Sport, partenza su una il più possibile. trentina tra camion e Intanto la frazione partirà dalla torre dell’Orologio, furgoni, sarà subito mentre chilometro zero, da dove scatterà la corsa vera montato e delle aree e proprio e s’inizieranno a contare i 168 chilometri saranno già chiuse. della frazione, sarà sulla Noalese, subito dopo la Al 19 maggio, Noale rotonda di via Pacinotti, sempre nel comune di Noale. vuole avvicinarsi a Essendo una frazione pianeggiante, piuttosto breve e tappe, proprio come adatta ai velocisti, sarà molto rapida. Si partirà alle 13.20 dalla torre dell’Orologio. Messo da parte ogni dubbio, si potrà passare sotto lo storico edificio, poi si andrà verso piazza XX Settembre, via Polanzani e la variante, dove dopo la rotonda con la Noalese, quella con via Pacinotti, i corridori inizieranno a darsi battaglia. Noale cercherà di mettere in bella evidenza le bellezze storiche. Se piazza Castello sarà teatro della Un momento partenza, nello stesso luogo sarà montato il palco, della dove i ciclisti firmeranno il foglio di via, e ai lati ci presentazione saranno gli allestimenti per gli ospiti e il pubblico. del Nella zona dei Mercati Nuovi troveranno posto le programma ammiraglie e gli autobus delle squadre. L’idea è far del Giro entrare gli atleti a piedi in piazza il Giro e l’idea è di cominciare Castello dalla torre dell’Orologio, Si punta già con il Natale, mettendo sfruttando il percorso pedonale. ad anticipare dei fiocchi rosa negli alberi Davanti al Comune ci sarà la il tradizionale giorno addobbati. Da lì si andrebbe postazione Rai, in piazza XX di mercato del avanti anche con il Carnevale, Settembre gli allestimenti degli giovedì alla domenica mentre la Pro loco sta studiando sponsor. Il parcheggio di via un’idea su misura per il Giro, in Vecellio resterà tale. Per la Rocca si sta valutando occasione della “Festa dei fiori” di aprile che attrae quale possa essere la sua destinazione. Il giorno decine di migliaia di visitatori. Novità anche per le prima della Noale-Bibione si correrà la Modena-Asolo. iniziative in piazza: da tempo Noale è inserita Ebbene, a metà pomeriggio del 18 maggio all’interno delle Notti del Miranese di Confcommercio, dalla città emiliana arriverà tutto l’allestimento della in programma in estate.
TERRITORIO
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Essendo il Giro in primavera, in Comune stanno pensando a un’altra serata con negozi aperti, musica e divertimento in piazza. E sarebbe fatta prima del 19 maggio. Giovedì è giorno di mercato per Noale ma, non volendo perdere la tradizione, quello nel giorno del Giro potrebbe essere anticipato a domenica 15 maggio, in modo da iniziare in rosa la settimana di iniziative che porterà all’arrivo della carovana. Prima di prendere una decisione, il Comune ne parlerà con gli ambulanti.
Editoriale Sarà comunque un Buon Natale di Ornella Jovane* segue da pag.
Anche quest’anno si illuminano le città, si animano le strade, sbrilluccicano le vetrine per farci respirare l’atmosfera incantata della festa. Ma questa cornice entro la quale ci muoviamo, quest’anno un po’ di più, sembra impotente ad assuefare quella sensazione di smarrimento che l’attualità ci impone. Ancora fresca è la ferita degli attentati di Parigi. La “Ville lumière – scrive il nostro collaboratore all’interno delle pagine di questo giornale – si è spenta sotto gli attacchi terroristici dei fondamentalisti islamici”, scenari inquietanti di guerra si intravvedono all’orizzonte, la paura e il pregiudizio condizionano e avvelenano il nostro agire e i nostri pensieri. Ci stavamo confrontando con l’impegnativo tema dell’integrazione sollevato dalle molte centinaia di migranti giunti su barconi di fortuna nelle nostre spiagge quando il riacutizzarsi del terrorismo dell’Is ha spinto il dibattito e la speculazione verso la difesa delle nostre radici, delle nostre tradizioni anche religiose, che sentiamo – a torto o a ragione – minacciate. Come reagire di fronte ad un mondo che appare “stanco e disfatto” come scriveva G.K. Chesterton nel suo Canto di Natale, datato 1900 ma tutt’ora attuale? Solidarietà. Noi abbiamo scelto il tema della solidarietà, a partire dalle nostre piccole realtà locali, raccontando, in apertura di giornale, le storie di donne e uomini che tutti i giorni si sforzano a tendere la mano verso chi è in difficoltà. Solidarietà come habitus, modo di pensare, scelta di vita, atteggiamento culturale per andare oltre ogni forma di pregiudizio, per imparare a sentire l’altro, per convivere e costruire. Entusiasmo e fiducia, sono le altre due parole che quest’anno abbiamo scelto come temi di ispirazione delle nostre pagine. Abbiamo voluto raccontare di comunità che si preparano alla festa, di città che si fanno belle, di tradizioni che si rinnovano nello spirito della rinascita, non stucchevole e artefatto prodotto di finti buoni sentimenti che il consumismo vorrebbe imporre, ma più che mai autentico, nato dalla consapevolezza di chi in questi anni si è fermato a riflettere.
La storia
RICCARDO BOLZONELLA SI IMPONE ALLE OLIMPIADI DELLA MATEMATICA
l primo obiettivo è arrivare alla maturità e poi laurearsi, magari in Fisica. Intanto una prima soddisfazione è arrivata dalle Olimpiadi nelle varie discipline dei licei e degli istituti, dove si era imposto nella gara nazionale di Modellizzazione matematica all’Università di Perugia. Parliamo di Riccardo Bolzonella, studente della 5G Scientifico del Majorana-Corner di Mirano, che ha partecipato a Palazzo Madama a Roma, sede del Senato,
alla Giornata delle Eccellenze 2015. L’iniziativa, giunta alla terza edizione, si è tenuta in Sala Koch ed è stata promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur). Il giovane noalese, il 27 aprile scorso, aveva vinto il prestigioso premio nel capoluogo umbro e, assieme ad altri 80 allievi giunti da tutta Italia, è stato accolto dalla seconda carica dello Stato, Pietro Grasso. “Siete voi l’investimento più proficuo e produttivo per
il futuro dell’Italia – dice Grasso ai ragazzi – e compito della politica è cercare di agevolarvi e di costruire possibilità perché vi possiate affermare in questo paese. E’ probabile che qualcuno di voi andrà all’estero, ma quell’esperienza sia un modo per completare la conoscenza con l’obiettivo, l’obbligo e l’orgoglio di tornare poi nel vostro paese”. Con Riccardo, a Roma ci sono andati pure la dirigente scolastica della scuola di Mirano Carla
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Berto e il direttore generale degli ordinamenti del Miur Carmela Palumbo. “Il prestigioso risultato conseguito – dice Berto – fa onore alle eccellenti competenze di Riccardo e dei nostri studenti che hanno partecipato a competizioni di rilievo conseguendo esiti importanti, oltre alla professionalità dei loro docenti, al sostegno offerto dai compagni, all’idea di una comunità scolastica coesa e solidale che aiuta ogni allievo”. A.R.
*redazione@givemotions.it
Noale 9 Sicurezza Ci sarà tempo fino al 20 dicembre per aderire alla iniziativa dei comuni
Pronta l’assicurazione contro i furti La polizza costerà 25 euro all’anno ed è già partita nei territori di Martellago e Santa Maria di Sala di Alessandro Ragazzo
C
i sarà tempo fino al 20 dicembre per aderire alla polizza assicurativa per i noalesi. Entrerà in vigore due giorni dopo, durerà un anno e la spesa è di 25 euro. Sulla scia di quanto hanno già fatto, ora sono pronte pure Spinea, Salzano e la stessa città dei Tempesta, dopo la decisione dell’Unione dei Comuni di andare avanti in questo senso per cercare di tutelare i residenti. Dunque anche la città dei Tempesta vuole essere parte di questo progetto per combattere la microcriminalità, e l’idea dovrà tutelare i residenti dai danni subiti nella propria casa e provenienti da furti, rapine e
Festività
atti vandalici. Come successo altrove, la polizza avrà durata annuale e la cifra fissata è di 25 euro per famiglia. Ovvio che poi servirà un numero minimo base per partire; Martellago e Santa Maria di Sala, ad esempio, avevano puntato a quota 400 complessivo ed è stata superata. Con la somma, si potranno tutelare l’arredamento, l’attrezzatura, le vetture, i macchinari elettrici ed elettronici, libri e merci varie, oggetti di valore artistico per un massimo di 1500 euro. Previsto anche il furto di denaro, fino a un massimo di 500 euro, purché sia commesso entro un’ora dal prelevamento nello sportello di banca o posta.
L’assicurazione comprende i guasti provocati dai ladri nel fare o nel tentare il furto e la rapina ai locali contenenti gli oggetti assicurati, ai fissi e agli infissi. Sono sullo stesso piano i danni del furto, quelli causati alle cose assicurate per commettere il furto o per tentare di commetterlo. Per gli atti vandalici fino a 3 mila euro annui per famiglia con il limite di 1000 euro per sinistro. Saranno esclusi i danni da incendi, esplosioni, scoppi, alluvioni, e la polizza sarà stipulata dal Comune di Noale. Per consegnare le adesioni, rivolgersi allo sportello polifunzionale dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30 e il martedì anche
PIROLA PAROLA, FALO’ PER IL 6 GENNAIO ALLA ROCCA
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empo di Natale, e per Noale questa festa significa lo spettacolo della Pirola Parola in programma la sera del 6 gennaio. Dopo aver cambiato posto e giorno negli ultimi anni, perché prima si teneva la vigilia della Befana in piazza XX Settembre, un po’ per necessità e un po’ per scelta, alla
dalle 15 alle 18. Le assicurazioni avranno effetto dalle ore 24 del giorno indicato in polizza se il premio o la rata di premio sono stati pagati, altrimenti avranno effetto dalle ore 24 del giorno del pagamento. In caso di sinistro, l’assicurato dovrà darne avviso scritto all’agenzia, dove sarà assegnata la polizza oppure all’impresa che gestirà la polizza. I 25 euro si dovranno
fine si è deciso di puntare proprio nel pomeriggio dell’ultimo giorno del periodo natalizio e come scenografia è stata scelta l’area esterna alla Rocca. Un posto sicuramente unico per una festa che coinvolge tutta la città, e non solo. Tra centinaia di figuranti in costume in attesa del pronostico del vate per l’anno nuovo, sono migliaia gli spettatori, da bambini ad adulti e fino a numerose famiglie. Organizzata dalla Pro loco locale, l’iniziativa è stata inserita tra le “Meraviglie italiane”. Quella di
versare alla Banca Popolare di Vicenza, filiale di Noale, piazzetta del Grano, codice Iban IT75M0572836210681570797740, inserendo come causale “Polizza 2015/2016 Progetto Sicurezza”. Per informazioni, si può telefonare ai numeri 041-5897228/255. Il modulo da consegnare si può scaricare dal sito www.comune.noale.ve.it.
Noale è una vera e propria rievocazione di un rito propiziatorio tramandato nei secoli: dalla direzione che prenderà il fumo sarà possibile, grazie al responso del vate, conoscere il pronostico del nuovo anno. La rievocazione è aperta dall’arrivo della Sacra Famiglia che dopo aver attraversato il fossato su una barca in legno, raggiunge il palco condotta da un asinello. Chiusura con l’estrazione di grandi calze ricche di doni. A.R.
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10 Noale Sociale Arrivano dati allarmanti dal centro nel padiglione Ferrante
Violenza sulle donne, record di segnalazioni di Alessandro Ragazzo
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a notizia non è di quella positive, anche se, guardando il bicchiere mezzo pieno, si può dire che per fortuna ci sono donne che denunciano la violenza subita dai loro partner. A Noale c’è la più alta percentuale delle femmine del Miranese che si rivolge allo sportello “Sonia”. La sede si trova all’interno del Padiglione Ferrante dell’ospedale e in un anno, su 65 persone assistite, il 28 per cento è proveniente proprio dalla città dei Tempesta. Alle sue spalle, in questa poco invidiabile classifica, c’è Scorzè, con il 17 per cento. Stiamo parlando di persone per l’84 per cento italiane, con un’età media di 51 anni e l’87 per cento di loro ha almeno un figlio. Inoltre il 71 per cento dei casi di maltrattamento arriva dal marito o compagno. Dunque un fenomeno da non sottovalutare, da non voltarsi dall’altra parte. Le referenti di “Sonia”, gestito dalla cooperativa Iside di Mestre all’interno del settore comunale delle Pari opportunità e vi aderisce tutto il Miranese con capofila la città dei Tempesta, hanno girato tutto il comprensorio, e non solo, per farsi conoscere. L’obiettivo era far capire che c’è qualcuno in grado di stare vicino alle donne, di dare loro una mano, un sostegno. Garantendo l’anonimato. “Le botte in famiglia sono frequenti, – spiega la psicoterapeuta di “Sonia”, Giorgia Fontanella – ma vogliamo dire alle donne che c’è un servizio in grado aiutarle, di stare loro vicino”. L’esperta spiega quali sono i “sintomi” da fare attenzione, da tenere il livello di guardia alto. “Diciamo che ci possono essere tre fasi cicliche – spiega
Su 65 persone assistite, il 28 % proviene dal capoluogo. Nel 71 % i responsabili sono mariti e compagni Era visto come un progetto innovativo, che fino a poco tempo prima non esisteva, in grado di essere uno strumento in più per quelle donne in difficoltà e che subiscono ogni giorno dei maltrattamenti. Per informazioni, si può chiamare il 349-2420066, lasciando anche un messaggio in segreteria qualora subito non si ricevesse risposta. Poi si sarà richiamate e contattate per discutere del problema e trovare una via d’uscita. Salute
SEI DEFIBRILLATORI PER LE SOCIETA’ SPORTIVE
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Il secondo comune per frequneza di segnalazioni è quello di Scorzè Fontanella – dove nella prima la vittima è sottoposta a una violenza psicologica costante, si è sotto scacco in modo costante. Nella seconda si passa a quella fisica vera e propria e, infine nella terza, la cosiddetta “luna di miele”, dove il compagno giura di non volerlo fare più. Ma poi si ricomincia. Purtroppo i dati sono in aumento, come dimostra il nuovo caso che ogni sette giorni ci è sottoposto”. Dunque l’appello di “Sonia”, la cui consulenza è gratuita, è di non avere paura e di chiamare, ma è pure un modo per mettere a freno questo fenomeno. A settembre dello scorso anno, Noale e gli altri sei Comuni del Miranese avevano deciso di partecipare al bando regionale per ottenere i 25 mila euro di finanziamento. Questo ha permesso di allargare di accoglienza e ascolto, dando un sostegno psicologico e fornendo una consulenza legale, con l’obiettivo di aumentare l’attività per promuovere il centro.
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ei defibrillatori per le società sportive di Noale. Si è chiuso un percorso durato quasi un anno con la consegna degli apparecchi in grado di poter salvare la vita e intervenire subito in caso di problemi cardiaci, a cui hanno partecipato il Comune, l’Ulss 13, Medicina dello Sport, la Regione e l’associazione Cuore Amico. Sono stati installati nelle strutture sportive del territorio, capoluogo o frazioni che siano, e ogni postazione ha il dovuto cartello per segnalarne la presenza. “Sport sicuro” è il titolo dell’iniziativa, per il trattamento precoce dell’arresto cardiaco durante l’attività sportiva agonistica, non agonistica e ludico-motoria. “Finalmente i nostri sportivi – spiega l’assessore comunale allo Sport Andrea Muffato – possono fare attività in un ambiente cardioprotetto. Per l’occasione, grazie alla disponibilità del dottor Roberto Marra del pronto soccorso, abbiamo formato anche cinquanta persone all’utilizzo dei defibrillatori. Loro sapranno come intervenire in caso di emergenza e come gestire la situazione. Questo progetto è sicuramente da stimolo per altre proposte salvavita”. I defibrillatori sono stati donati proprio dall’associazione Cuore Amico e dal Rotary Club di Noale. A.R.
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12 Martellago Sicurezza stradale Arrivano i dati per i comuni di Martellago, Salzano e Scorzè
Sociale
Troppi mezzi non assicurati sulle strade N
NASCE LA “CROCE VERDE MARTELLAGO ONLUS”
C’è una media di 3 conducenti non in regola la settimana, una decina al mese. Circolare senza assicurazione porta al sequestro del mezzo e a una multa tra 841 e 3.287 euro
di Alessandro Ragazzo
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ine anno, tempo di bilanci che non sono ancora del tutto definitivi ma sono, comunque, molto vicini alla realtà. E per l’ennesima volta, dalla polizia locale Miranese Nord (Martellago, Salzano e Scorzè) arriva l’allarme: troppi mezzi viaggiano senza assicurazione oppure senza revisione. In qualche caso, peggio ancora, senza entrambi. I dati parlano di una media di tre conducenti non in regola la settimana, ovvero una decina al mese. E sono solo una parte, perché poi chissà quanti non sono scoperti e circolano senza problemi. Numeri impressionanti, emersi anche grazie ai controlli continui da parte degli agenti, che si sono dotati di strumenti all’avanguardia pur di scoprire chi non è in regola. E controlli, comunque, saranno ancor di più serrati nell’immediato futuro. “Ormai è una consuetudine – riferiscono il comandante Michele Cittadin e il responsabile dell’area ispettiva Enio Zanon della polizia locale Miranese nord – perché anche gli anni scorsi
era successa la stessa cosa”. Grazie al targa system, lo strumento in grado dalla lettura proprio della targa di verificare la copertura della revisione e assicurativa, i vigili di quest’area del Miranese riescono a capire in tempo reale con chi hanno a che fare. Ce l’hanno in dote da aprile e i rilievi sono preoccupanti, perché il fenomeno interessa sì lo straniero, ma anche l’italiano. Mettiamoci la crisi e pure la voglia di fare il furbo ma la faccenda va avanti da un bel po’, visto che pure gli anni scorsi c’erano persone che agli occhi degli agenti esibivano polizze false oppure scadute. Le verifiche sono fatte in luoghi pubblici, in mezzo alla strada, nei parcheggi. Basta davvero un attimo alla pattuglia per capire, in tempo reale, se l’assicurazione è vera oppure falsa, e se il veicolo è stato revisionato. E lì scatta la multa a danno dell’intestatario. Ma circolare senza un’assicurazione porta al sequestro del mezzo e a una multa compreso tra 841 e 3.287 euro. Per evitare il pagamento dell’intera
somma, all’automobilista resta una sola strada percorribile: chiedere la radiazione e demolizione del mezzo entro 30 giorni dalla notifica. In tal caso, i documenti e il veicolo sono restituiti al proprietario, a fronte del versamento di una cauzione pari all’importo minimo della sanzione prevista (841 euro). Radiato il veicolo sarà restituita la cauzione, decurtata dell’importo della multa, che si riduce al 25 per cento del totale. In via ordinaria, invece, per riavere il possesso del
mezzo dopo il sequestro, si dovrà pagare la sanzione, rinnovare la polizza assicurativa per almeno sei mesi, pagare le spese del prelievo, trasporto e custodia del mezzo al deposito. La lista degli “evasori” spazia tra chi vuol fare il furbo a chi non ha i soldi per pagare, c’è chi si è dimenticato. In caso di polizza falsa o contraffatta, si scende nel penale e i rischi aumentano. Problemi si possono verificare nel caso d’incidente, ad esempio, specie se dovesse avere conseguenze gravi.
asce la “Croce verde Martellago Onlus”, l’associazione di volontariato con sede in via Veneto 3 (nei locali del poliambulatorio Tiepolo) che organizzerà e gestirà servizi di trasporto sanitario di ammalati e di persone bisognose con ambulanze e mezzi di soccorso. L’obiettivo è entrare presto a far parte del gruppo per le emergenze sanitarie del territorio, spesso attraversato da molte e vivaci proteste nei confronti del servizio pubblico. Al centro delle critiche i tempi di intervento dei mezzi di soccorso sanitario, che tarderebbero a raggiungere le zone a nord del Miranese in caso di emergenza. Un problema da tempo sentito in tutta l’Italia: quando i mezzi sono chiamati a raggiungere le aree extra-urbane, non sempre riescono ad arrivare in 20 minuti, tempo massimo consentito per il soccorso. Con l’iniziativa “Un’ambulanza sotto casa”, la Croce verde Martellago Onlus invita tutti a contribuire allo sviluppo di attività per soddisfare i bisogni collettivi e individuali di chi è in difficoltà. Si può prendere parte alle attività come soci volontari oppure sostenendo il gruppo con un contributo finanziario (deducibile A.R. al 100 per cento).
NEWS La storia
Territorio
MAURA CAPPELLESSO, MISS OVER 50
LAGHETTI, PIU’ TEMPO PER LA BONIFICA
O
N
ra risiede a Trivignano ma per una vita, sino a cinque anni fa, ha abitato a Martellago, a due passi dal municipio, dov’è molto conosciuta. Da qualche settimana è stata eletta Miss Over 50 nella finale nazionale che si è tenuta all’interno del Palazzo del Turismo di Riccione, in Romagna. Lei è Maura Cappellesso, 52 anni, imprenditrice con l’hobby di creare gioielli, ha convinto la giuria ballando un mix di Salsa, dimostrando molta abilità. Prima di partire per la Romagna, la donna aveva detto provare questa esperienza per liberarsi della timidezza e di ottenere delle piccole soddisfazioni: è arrivata la fascia più ambita per chi sogna di avere un po’ di serenità dalla vita. In questi 23 anni di Miss Over, sono state quasi 60 mila le richieste di partecipazione, sono circa 1.000 le protagoniste sui palchi di tutta Italia per le selezioni, un centinaio le selezionate dalle varie giurie. Ci sono varie categorie: Miss Baby Over, da 29 a 39 anni, Miss Over, da 40 a 49 anni, Miss Over Anta, da 50 a 59 anni, Miss Over…Issima, le nonne oltre i 59 anni. L’ideatore è Elio Pari. Per questa edizione, del Concorso Internazionale di Bellezza Miss Over è stato gemellato artisticamente con il cast della trasmissione “Uomini e Donne” di Maria De Filippi. Alle serate finali partecipano una cinquantina di personaggi che hanno partecipato negli anni alla trasmissione, capitanati da Francesco Mulonia (detto “Il presidente”) e da Giuliano Giuliani. Per arrivare a Riccione, Maura Cappellesso aveva vinto la fascia di Miss Over 50 a Sanza (Salerno), in una delle tappe del Concorso internazionale bellezza. “Sfilo da un anno – racconta Maura Cappellesso – ed è un po’ per rimettersi in gioco. A questa età, una donna forse ha più tempo per se stessa e, dopo aver sistemato i figli, ha voglia di conferme”. Maura ha due figli, di 31 e 28 anni e questa “nuova” vita la vuole vivere con la massima serenità. “Quello che arriva bene, – continua – perché non cerco chissà cosa”. A.R.
on sarà una cosa da pochi giorni la bonifica della sponda all’angolo nord-ovest del lago denominato Piombin, all’interno del Parco Laghetti di Martellago. Nel luogo, infatti, è stato trovato dell’eternit e, dunque, per tanti frequentatori del polmone verde cittadino, quel punto rimarrà interdetto per un altro po’. Il resto, come accadde adesso, si potrà usare senza alcun problema. Ma nel Piombin bisognerà stare attenti, dopo che a inizio primavera scorsa, erano emersi dei pezzi di materiale ondulato affiorati dal terreno. Ma ce n’è più del previsto, anche se dagli uffici competenti del Comune dicono si tratti di una cosa normale, anche se non a livelli preoccupanti, e non ci sono rischi per la salute pubblica. L’amianto era stato identificato attorno a Pasqua, tanto che dal municipio era uscita un’ordinanza per interdire l’accesso, in via cautelare, della sponda all’angolo nord-ovest, per evitare che i visitatori entrassero in contatto con quanto trovato. E’ una zona molto frequentata da pedoni e corridori. Tutta l’area verde è una ex discarica ed è improbabile che sia stato qualcuno a portarlo lì appositamente. Dopo il sopralluogo iniziale fatto dalla polizia locale, dal personale dell’ufficio Ambiente e dai tecnici dell’Arpav, che hanno prelevato dei campioni da analizzare, si erano scoperto come fosse proprio l’eternit. Il risanamento è stato fermato in via provvisoria. Subito dopo la scoperta, l’acqua del larghetto era salita, mentre l’eternit era rimasto sul fondo, non creando dei problemi. Poi, con l’autunno, hanno ripreso le piogge e si è dovuto sospendere quanto si stava facendo, e ora si sta studiando un nuovo modo d’intervenire e deve arrivare il via libera dell’Ulss. A quel punto, l’accesso all’area è stato consentito solo al personale incaricato alle indagini, e a chi dovrà mettere in sicurezza e bonificare la superficie. Insomma, un iter lungo che si spera possa concludersi entro poco per riaprire la superficie del Piombin. A.R.
Urbanistica
2016 L’ANNO PER LA PIAZZA DI MAERNE
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tavolta ci dovremmo essere sul serio, perché il 2 dicembre scorso è scaduto il bando per consentire alle aziende di presentare la propria proposta a eseguire i lavori della nuova piazza IV Novembre. Una scelta dettata dal contributo regionale da circa un milione di euro, con l’obbligo di assegnare il cantiere entro questo San Silvestro. Dunque l’anno nuovo, pronto ad arrivare tra poco, sarà quello buono per rifare il cuore pulsante della frazione. Il cantiere durerà attorno ai 12 mesi, e se i tempi saranno rispettati per dicembre del prossimo anno, al massimo per l’inizio del 2017, Maerne sarà rivoltata come un calzino. L’impegno di spesa è di 1.098.000 euro. Dopo i dibattiti con i commercianti, anche accesi perché avevano bocciato l’ipotesi di senso unico lungo la piazza, si è riusciti a trovare una soluzione che dovrebbe accontentare i più, e permettere un rilancio generale della zona. Riguarda proprio la messa in sicurezza dell’incrocio della chiesa, per i mezzi provenienti da via Roviego, che spesso tirano diritti nonostante lo stop e lo rendono tra i punti neri del territorio. Ci sarà un restringimento della carreggiata per invitare gli automobilisti a rallentare. Inevitabilmente ci sarà qualche disagio per i cittadini e i negozianti, ma questo dovrebbe essere un nuovo punto di partenza per Maerne e per le sue attività commerciali. Invece dell’attuale parcheggio a fianco dell’asilo, saranno tolti i 23 posti auto e sorgerà un pavimento rialzato con materiale di pregio. Le soste saranno recuperate in parte (totale 19) nel lato nord della stessa piazza IV Novembre, e altre tre all’inizio della strada con direzione stazione. Più avanti, dove si trova il supermercato Despar, ne nasceranno altre 13, portando il numero totale in questo punto a 26. Saranno messi dei dissuasori in via Manzoni, via Stazione, via Roviego e via Rialto per impedire ai conducenti di pigiare sull’acceleratore. A.R.
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14 Scorzè Viabilità Il Pd attacca il centrodestra sull’assenza dei cantieri
Opere complementari, scoppia la polemica
Ambiente
“SERVONO PIU’ CONTROLLI DELL’ARPAV”
Si aspettano il bosco da 10 ettari da costruire attorno al casello per ridurre l’impatto ambientale
S
di Alessandro Ragazzo
U
no dei problemi più importanti di Scorzè è senza dubbio il traffico. Appena fuori dal centro, transitano tre arterie tra le più trafficate della provincia. Parliamo della Castellana, in direzione CastelfrancoTrebaseleghe, la Noalese, sulla direttrice Treviso-Scorzè, e la Moglianese, che collega il comune a Mogliano. Questioni vecchie, storiche, che si sono acuite dalla scorsa primavera, quando è stato aperto il casello del Passante a cavallo del fiume Dese, tra Scorzè e Martellago. Proprio a Scorzè scoppia la polemica sulle opere complementari all’autostrada, con il Pd che punta il dito contro l’assenza non solo d’interventi conclusi, ma anche di cantieri. Nel Comune, infatti, si aspettano il bosco da 10 ettari da costruire attorno allo stesso casello e in grado di dare un contributo alla riduzione dell’impatto ambientale, mentre la tangenziale sud, da via Milano alla rotonda di via Boschi (sulla Castellana), permetterebbe di togliere un bel po’ di mezzi proprio dal centro. E dare più respiro alla circolazione interna. Per il maggior gruppo di opposizione, però, tutto è ancora il alto mare. “Non c’è alcuna strada che colleghi direttamente ad una azienda grande come la San Benedetto – fa sapere il capogruppo Gianna Manente – ed era il progetto di via Bigolo, inserito tra le opere complementari del Passante
finanziate in prima fascia. Insomma, abbiamo avuto un casello autostradale a pochi metri dalle nostre case, senza aver ottenuto alcuna opera complementare”. Per il consigliere Gigliola Scattolin non si è collaborato con gli altri Comuni. “Siamo senza bosco tra Passante e Cappella – dice – non abbiamo alcuna pista ciclabile e neppure la variante alla Noalese. Siamo la pecora nera della viabilità nel Miranese, perché nessuna delle opere promesse si è vista, se non la presenza massiccia di camion che traghettano da tutte le direzioni, compreso da Cappella verso il centro di Scorzè, in un continuo andirivieni. In più la mitigazione con il bosco tra Cappella e il Passante che fine ha fatto?”. Si tratta di una richiesta fatta da Scorzè, con la Regione che stanzierà un finanziamento da 150 mila euro per realizzarlo. Ora il consorzio di bonifica Acque Risorgive ha preparato uno studio per come sistemare le aree in funzione delle vasche, per contenere le piogge abbondanti. A Veneto Agricoltura, invece, il compito di redigere il progetto e decidere quando posizionare gli arbusti che saranno di due tipi: uno da mettere nelle zone più ribassate, l’altro in quelle più alte. “Probabilmente Scattolin e Manente – replica il
sindaco Giovanni Battista Mestriner – non si sono accorte che il Comune ha fatto gli atti, che gli espropri sono già stati pagati e la procedura per realizzare il bosco e tangenziale sud è in corso. Forse se dedicassero più tempo all’attività per la quale i cittadini le hanno elette, impiegherebbero anche il loro tempo libero in modo più proficuo. Scorze ha molti problemi. Tra essi c’è anche un’opposizione assente e impreparata”.
i sa che uno dei problemi maggiori del centro di Scorzè è il traffico. A pochi metri dal municipio, infatti, transitano la Castellana, la Moglianese e la Noalese, tre arterie che, di solito, ogni giorno muovono migliaia di veicoli e mezzi pesanti. E il problema inquinamento ne è una logica conseguenza. Se aggiungiamo che pochi mesi fa è stato aperto il casello del Passante, molti automobilisti da e per Trebaseleghe hanno un motivo in più per passare per Scorzè. Da qui la richiesta del Pd di misurare il livello dello smog, per concordare con Arpav di monitorare il livello di polveri sottili. “Sono dieci anni che Scorzè non viene controllata – dicono Gianna Manente, Gigliola Scattolin e Andrea Bello – e anche sul sito comunale non ci sono dati aggiornati sulla situazione attuale dell’inquinamento atmosferico. Alla luce di tutto questo e vista la imminenza della costruzione del nuovo impianto della San Benedetto, di cui sono già iniziati i lavori per preparare e predisporre dell’area, chiediamo al sindaco e alla giunta di concordare con l’Arpav un piano dettagliato dei rilievi atmosferici e acustici, di cui vogliamo vedere il cronoprogramma per un costante controllo dello smog”. A.R.
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i sarà ancora da aspettare perché Scorzè possa riabbracciare il teatro Elios. Salterà la stagione di prosa di quest’anno, per il secondo anno consecutivo, ma l’obiettivo è tornare in pista per l’autunno prossimo. Almeno la notizia positiva è che i lavori sono ripartiti dopo sei-sette mesi di stop a causa dei problemi dei vincoli di bilancio. L’obiettivo è riaprire subito dopo Pasqua, ovvero ai primi di aprile 2016, in modo da poter organizzare uno o due spettacoli d’inaugurazione e riavviare la normale macchina teatrale per la stagione 2016-2017. “Questo è il nostro obiettivo – spiega l’assessore alla Cultura Nais Marcon – e purtroppo i vincoli di bilancio ci hanno impedito di finire prima. Ora che abbiamo questa possibilità, i lavori sono potuti riprendere”. L’Elios è uno degli spazi teatrali più vecchi del comprensorio, dove le stagioni fanno spesso segnare il tutto esaurito e attirano spettatori anche da fuori comune. Il teatro di via Cercariolo ospita circa 300 spettatori, ma anche un buon numero di abbonati, essendocene stati 220 in certe stagioni. Anche spostare le rappresentazioni la domenica pomeriggio aveva consentito un maggiore afflusso di gente. Da qui sono passati molti artisti come Raffaele Pisu, Debora Caprioglio, Aurelio “Cochi” Ponzoni e Renato Pozzetto, Moni Ovadia, Angela Finocchiaro e Natalino Balasso. Ma quest’anno si è deciso di fare di necessità virtù, tanto che quelle poche rappresentazioni fatte in questi mesi sono state messe in scena nella centrale sala Gatto. Erano 25 anni che l’immobile non subiva un intervento così radicale. Dopo la parte elettrica,
già fatta in un primo momento, ora si entrerà ancor più nel vivo, per quanto riguarda i rinforzi strutturali e la messa a norma dell’antincendio. Non solo, perché finalmente sarà messa l’aria condizionata. Questo permetterà di evitare “l’effetto forno” dell’estate e poter abbozzare qualche intrattenimento durante la stagione. Infatti, negli anni scorsi era quasi impossibile poter programmare qualcosa, proprio perché si sarebbe sofferto il gran caldo. Inoltre saranno tolti tutti i rivestimenti delle pareti e le poltrone, da rimettere nuove, rimossa la moquette e cambierà volto pure il palco. Rimarrà la tenda del sipario. Anche il bancone dell’ingresso, dove c’è la biglietteria, sarà rinnovato. La spesa da sostenere in questa fase sarà di circa 300 mila euro. Di proprietà del Comune dalla fine degli anni ‘70, in precedenza la proprietà era della famiglia Rigo. Dopo quasi 7 mesi di stop si è aperta una finestra sul patto di stabilità, e il Comune può impegnarsi a pagare le imprese e consentire la riapertura del cantiere. A.R.
Salzano 15 Cultura I 27 anni di un gruppo che ha conquistato molti premi e riconoscimenti a livello nazionale
Teatroimmagine, compagnia di successo
Istituzioni
IL COMUNE IN VISITA AL SENATO
E’ formata da una trentina di elementi. Si è esibita anche in Svezia, Germania, Spagna, Egitto, Tunisia, e Libano di Anna Michieletto
N
asce nel novembre del 1988 la storia della compagnia teatrale Teatroimmagine, quando, 4 attori della compagnia salzanese “La Burla”, si sono distaccati per creare una nuova idea di teatro. La compagnia veneziana comincia così, agli inizi del 1989, come un piccolo gruppo di giovani attori provenienti da varie esperienze nell’ambito del teatro popolare veneto, ma con il comune scopo di rivalutare la Commedia dell’Arte. La compagnia, che agli esordi era formata per la maggior parte da persone di Salzano, ad oggi, accoglie gente da tutto il Nord Italia ed in particolare dal Triveneto. Il gruppo, formato da una trentina di elementi, tra attori professionisti e non, nel corso degli anni ha voluto potenziare il proprio bagaglio artistico, confrontandosi e collaborando con attori e compagnie di spessore internazionale. In tutti questi anni gli spettacoli messi in scena dalla compagnia, sono molti e molto diversi e dopo la prima messa in scena nel 1989, con Il bugiardo di Carlo Goldoni, la compagnia salzanese inizia un’ascesa che ad oggi non si è ancora fermata. Il 1991 è importante per Teatroimmagine che, pur rimanendo sempre fedele alla Commedia dell’Arte, rinuncia ai classici scenari per sperimentare l’allestimento comico del giallo Il
mastino dei Baskerville di Sir Arthur Conan Doyle. Nasce così Lo Zanni azzannato, esilarante sequela di accadimenti, modellati sui cliché stabiliti dall’arte dei commedianti. Il successo viene confermato anche in ambito regionale, quando viene confermata la rappresentanza regionale del Veneto al Festival Nazionale della Commedia dell’Arte. In questo stesso anno la compagnia intraprende anche la sua prima tournée estera e Svezia, Germania, Spagna, Egitto, Tunisia, e Libano sono solo alcuni tra gli stati in cui è arrivata, sempre riscontrando pareri entusiastici e vincendo numerosi premi e riconoscimenti. Negli anni la compagnia si è cimentata anche in spettacoli per bambini, come nel 2001 con Hansel & Gretel. “Una produzione – afferma Roberto Zamengo, presidente e fondatore della compagnia – che non è stata fatta solo per ragazzi. Alcuni arrangiamenti e particolari sono proprio per gli adulti, e questo ci ha indotto a ritentare l’avventura nel 2005 con lo spettacolo Il mago di Oz”. La compagnia salzanese, in questi 27 anni ha conquistato molti premi e riconoscimenti a livello nazionale, ultimo tra tutti il premio dello scorso novembre al 68° Festival Nazionale d’Arte Drammatica di Pesaro, in cui i riconoscimenti sono
C stati molteplici e significativi grazie allo spettacolo Il Barbiere di Siviglia. “Il teatro è spirito di sacrificio, umiltà – afferma Roberto Zamengo – non bisogna credere di essere arrivati, ma bisogna sempre mettersi alla prova e rischiare”. E’ con questo spirito che la compagnia Teatro Immagine di Salzano è riuscita a farsi conoscere a livello non solo nazionale, ma anche internazionale, rincorrendo un sogno e cercando sempre di migliorarsi, non prendendosi mai troppo seriamente, ma sempre con lo spirito goliardico e burlone tipico proprio del teatro della commedia dell’arte.
on quali progetti e programmi è possibile aiutare i giovani ad affrontare le sfide del nostro tempo e promuovere il loro impegno creativo per la pace, la legalità e i diritti umani? Sono state proprio le risposte a queste domande il centro della Conferenza Nazionale “Giovani costruttori di pace” che ha avuto luogo il 22 ottobre scorso a Roma presso il Senato della Repubblica. La conferenza, patrocinata dal Senato della Repubblica, dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, è stata promossa dal Coordinamento Nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, della cui presidenza fa parte il Comune di Salzano. Alla conferenza hanno partecipato studenti, insegnanti e dirigenti scolastici di 30 scuole di ogni ordine e grado, provenienti da ben 15 regioni diverse. Hanno partecipato anche oltre 50 tra sindaci, assessori, consiglieri regionali, provinciali e comunali ed esponenti del mondo dell’associazionismo e del volontariato, tra questi anche il sindaco Quaresimin e il vice sindaco Baruzzo. “Non è più possibile - spiega Quaresimin e soprattutto non è moralmente accettabile guardare solo alla nostra realtà territoriale e nazionale. Siamo a tutti gli effetti cittadini del mondo e nostro compito di adulti, educatori e amministratori è quello di sensibilizzare i ragazzi e i giovani ad ampliare i loro orizzonti”. A.M.
Ringraziandovi per questo anno e i risultati ottenuti,
Soladria vi augura Buone Feste 䔀 倀䔀刀 䌀伀一䌀䰀唀䐀䔀刀䔀 䰀ᤠ䄀一一伀 䤀一 䈀䔀䰀䰀䔀娀娀䄀 嘀䤀 倀刀伀倀伀一䤀䄀䴀伀 唀一ᤠ伀䘀䘀䔀刀吀䄀 䤀䴀倀䔀刀䐀䤀䈀䤀䰀䔀
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16 Salzano Eventi Dal 12 dicembre un percorso nella Filanda Romanin – Jacur
La memoria di Salzano nella Grande Guerra
Un’immagine del periodo della prima guerra mondiale
di Anna Michieletto
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ontinuano le celebrazioni per il centenario dell’entrata dell’Italia nella Grande Guerra anche nel comune di Salzano che, nella mattinata del 12 dicembre, presso la Filanda Romanin – Jacur, presenterà i risultati del percorso che si è concluso con la realizzazione di “Memoria di Popolo nella Grande Guerra”, un progetto promosso da “Disma. Progetti e Servizi per la Cultura”, che ha ottenuto il patrocinio e il finanziamento da parte della Regione Veneto e che vede coinvolti 10 Comuni del Veneziano, Trevigiano e Bellunese oltre che l’Archivio Diocesano di Treviso. I frutti di questo progetto, durato ben un anno, hanno portato ad pubblicazione che ricostruisce le vicende dei soldati, di coloro che erano al fronte, ma anche dei parenti, delle madri, e dei padri attraverso documentazione presente nell’archivio comunale, negli “archivi familiari” e molto spesso sconosciuta: lettere, fotografie, testimonianze materiali inediti e spesso toccanti. Inoltre è stato creato il “memoriale”, ovvero una banca dati davvero preziosa con i nomi di combattenti, dei prigionieri, dei feriti e dei caduti: uno strumento per restituire la memoria ai famigliari dei nostri soldati. Il Memoriale www.1915-1918.org è già consultabile on line ed è implementabile in ogni momento dai cittadini che siano in possesso di nuove informazioni. Tra gli altri risultati del progetto è emerso lo spirito di comunità che unisce questo paese attraverso la “colletta della memoria” che ha visto coinvolte direttamente le famiglie che hanno condiviso fotografie, scritti, testimonianze delle partecipazione alla Grande Guerra. Infine, altro risultato del progetto, sono stati i laboratori didattici realizzati con gli studenti e le ricerche da questi realizzate. Ricerche, che lo scorso maggio hanno vinto il 1°Premio al Concorso indetto da Cgil-Spi e Comune di Mirano. Insomma, un grande lavoro che ha riscoperto un numero infinito di storie, di vicende, di ricordi, di percorsi e di immagini di un’umanità in cui riconosciamo i nostri nonni e i nostri avi. Una cultura familiare troppo spesso coperta fino a rischiare di scomparire nella polvere degli anni: è su questa storia che si è puntato il riflettore, coinvolgendo i ragazzi della scuola, le famiglie, l’associazione culturale “Tempo e Memoria”. “Si è trattato – spiega Maria Grazia Vecchiato, consigliere delegato alla Cultura – di un progetto ambizioso, realizzato con la supervisione scientifica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Si è andati ad approfondire, infatti, un periodo che ha segnato pesantemente il nostro territorio e che ha toccato direttamente le famiglie e ha visto partire per il fronte tutti i giovani della comunità. Una tragedia che solo sul fronte Italiano ha prodotto oltre 600 mila morti, più di 1 milione di feriti, 800 mila sfollati”.
Il primo conflitto ha prodotto per l’Italia oltre 600 mila morti, più di 1 milione di feriti, 800 mila sfollati Manifestazioni
Buon Natale e Felice Nuovo Anno
RITORNA “NATALE INSIEME”
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itorna, con la sua sesta edizione, l’iniziativa “Natale insieme”. Un evento, organizzato dalla Pro Loco, assieme all’Associazione Tempo e Memoria (Museo San Pio X), al Noi Salzano, al Coro la Filanda, al Gruppo “Manina Bea”, ad Avis, Aido, Admo e al Gruppo Podisti, che durerà per quasi un mese. Dall’8 dicembre al 6 gennaio tutta Salzano sarà animata da musiche, cori natalizi e colori che accompagneranno la cittadinanza in questo particolare periodo dell’anno. Tra i tanti eventi che probabilmente animeranno il centro ci sarà il mercatino natalizio in piazza San Pio X (la cui data deve ancora essere definita) con bancarelle per trovare idee regalo originali, addobbi e luci colorate per rendere il Natale ancora più magico e ricco, oltre che ai concerti ed altri momenti di intrattenimento per grandi e piccini. Anche quest’anno, inoltre, sarà possibile aderire all’iniziativa proposta dalla Pro Loco “Babbo Natale a casa tua”. Sarà proprio Babbo Natale che distribuirà i regali nelle case di tutti i bambini dell’asilo nido e della scuola materna, e a tutti i bambini delle classi prima e seconda del comune di Salzano che siano interessati all’iniziativa. Il mese di festeggiamenti e intrattenimenti natalizi saranno conclusi con la festa della Befana e, il 6 gennaio 2016, con la 6^ edizione di “Corri con la Befana”, manifestazione podistica non competitiva con una mini corsa di 1 km circa; una corsa podistica su percorso di 6-11-17 km e un percorso Nordic walking di 6 o 11 km. Alla fine della competizione saranno premiati, oltre che ai vincitori, anche i concorrenti con A.M. il vestito da befana più bello.
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Personaggio 19 L’intervista La storia di un partigiano che ha scritto un libro alla soglia dei 90 anni
Augusto Marini, una colonna della Resistenza “Nel 1944 a Venezia sono stato processato e fui condannato a 30 anni di reclusione,27 con la condizionale. Dopo la guerra sono fuggito in Jugoslavia” di Roberta Pasqualetto
A
ugusto Marini è nato il 22 settembre del 1925 e vive a Spinea. Nel 2014 ha pubblicato un libro che raccoglie i ricordi dei suoi primi vent’anni con uno spaccato di storia che va dal 1925 alla fine della seconda guerra mondiale, quando Augusto terminò la sua Resistenza a Venezia. All’età di 16 anni parti volontario in marina militare, ma, nel 1943, disertò e andò a rifugiarsi nelle montagne. “Da ragazzino sono scappato diverse volte dall’impegno militare, nella caserma di Fusina mi avevano messo la camicia nera, ma io non la volevo portare. A Preganziol c’era mio nonno che era un anarchico clericale e, io, quando scappavo, andavo da lui. Dopo Fusina mi hanno trasferito a Punta Sabbioni, nell’artiglieria costiera di Marina. La vita in quella caserma era durissima, mi avevano mandato lì per punirmi del mio comportamento anziché denunciarmi”. L’8 settembre del 1943, con il proclama di Badoglio, c’è stato l’armistizio. “Non ne sapevamo niente, la radio era stata sabotata dal nostro comandante. Abbiamo saputo cosa stava succedendo il 13 settembre, quando alcuni dei nostri sono andati a prendere dei viveri. Il nostro comandante aveva
deciso di consegnare il forte ai tedeschi, lui era fascista ed era sposato con una tedesca. Ci siamo ribellati e siamo andati vicino a Cà Savio, dove non c’erano tedeschi. In seguito sono andato a rifugiarmi in montagna, verso Combai, se i tedeschi mi avessero preso mi avrebbero certamente fucilato; tanto più che la mia caserma era gestita da fascisti”. Come le hanno dato il soprannome Alpin? “Mio zio era un alpino e, quando sono partito per le montagne, mi ha dato i suoi vestiti; da lì ho preso il nome di battaglia”. A Combai ha trovato i partigiani? “Le strade erano tutte pattugliate: i fascisti e nazisti rastrellavano a tappeto. Là ho incontrato una formazione badogliana. In seguito sono andato verso la Jugoslavia, dove ho trovato il battaglione Friuli; così ho cominciato la mia lotta da partigiano. Il 28 febbraio del 1944, sono stato preso da una pattuglia di bersaglieri. Mi hanno tenuto prigioniero in una legnaia, oltre l’Isonzo, ogni giorno mi interrogavano: sono stato pesantemente percosso da moltissimi militari. Io dichiaravo di essere un “borsanerista”, se avessero saputo la verità sarebbe stato anche peggio”. Nel 1944 è stato processato ed è stato condannato
Augusto Marini
a 30 anni di reclusione, con la condizionale 27. Sono rimasto nel carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia fino al 27 aprile, poi ci siamo rivoltati e abbiamo preso in consegna il carcere”. Poi la guerra finisce ma rimangono le pendenze su di lei. “Sono rimasto in Jugoslavia proprio per questo, inoltre ero diventato un apolide (non ero cittadino di nessuno stato), ma il mio desiderio era di tornare in Italia. Così ci siamo aggregati alla massa di profughi istriani che tornavano in Italia, dal 1957 al 1961, siamo vissuti in un campo profughi. Nel 1969 siamo andati in Danimarca e abbiamo vissuto lì fino a quando non ho riavuto la nazionalità italiana”. Perché ha scritto “…e per la strada il partigiano và”? “Ho scritto questo libro perché volevo raccontare la mia storia. Ci ho messo dieci anni per terminarlo. Ho raccolto tutti i documenti da solo, sulla base dei miei ricordi. Ho cercato
Pranzo di Natale
Cenone di San Silvestro 31 Dicembre 2015, inizio ore 21.00
Il Ristorante “Alla Fornace” Vi propone di Festeggiare IL NATALE a tavola accompagnati dal seguente Menù di Pesce:
Il Ristorante “Alla Fornace” Vi propone di Festeggiare IL CAPODANNO a tavola accompagnati dal seguente Menù di Pesce:
Aperitivo della casa con salatini Schiette fritte con polenta Antipasto “FORNACE” di gambeletti Polipi con sedano e insalata di mare Latticini di Seppia 1/2 Astice al Prosecco Pennette con Salmone e Gamberi Gnocchetti di Natale con Scampetti alla Busara Grigliata di: Orata, Coda di Rospo, Scampo Vassoio di Fritto Misto con Polenta Insalatine Miste di Stagione Ananas Fresco Gelato Tartufato al Liquore Pandoro con Vino Moscato Sorbetto al Limone Caffé corretto Pinot, Prosecco, Acqua Minerale
Aperitivo della casa con salatini Schiette fritte con polenta Antipasto “FORNACE” di gambeletti Polipi con sedano e insalata di mare Latticini di Seppia 1/2 Astice al Prosecco Pennette con Salmone e Gamberi Gnocchetti di S. Silvestro con Scampetti alla Busara Grigliata di: Orata, Coda di Rospo, Scampo Vassoio di Fritto Misto con Polenta Insalatine Miste di Stagione Ananas Fresco al Liquore Gelato Tartufato al Liquore Pandoro con Vino Moscato Sorbetto al Limone Caffé e Grappe della casa Pinot, Prosecco, Acqua Minerale
€ 45 a Persona
Un augurio sincero di Buon Natale da parte di tutto lo staff del “RISTORANTE ALLA FORNACE”
negli archivi storici e con varie associazioni anche fuori Italia. Inizialmente il libro era composto di 450 pagine risistemate da mio figlio Luciano e Giulio Bobbo”. Lei è un idolo per i nipoti; che consiglio darebbe ai giovani? “Il mio consiglio è di combattere sempre, perché gratis non arriva niente. Nulla è dovuto”. E la famiglia? “Nel periodo in cui ho vissuto in Jugoslavia, ho sposato Rosa, abbiamo avuto cinque figli: Luciano, Marino, Roberto, Sonia e Sergio”. Scriverà un altro libro? “Sto usando un programma per computer che registra quello che dico e lo trasforma in testo, mi è diventato complicato scrivere in autonomia. Sono attivo anche in Facebook e, fino a qualche anno fa, costruivo tavoli di legno e mi dilettavo nella pittura e suonando la tromba”.
Via Padana, 198 · Statale 11 Riviera del Brenta Malcontenta - Ca’ Sabbioni (Ve) Seguici su Facebook
La prenotazione avviene presso il Ristorante Info 041 932127 · Cell. 335 5294045 · luigifornace@libero.it www-ristorantealla fornace.com
€ 75 a Persona
La serata sarà allietata da musica dal vivo Ci sarà la lotteria ed estrazioni di magnifici premi di Capodanno Brinderemo al Nuovo Anno con Spumante per un augurio sincero di Buon 2016 da parte di tutto lo staff del “RISTORANTE ALLA FORNACE”
20 1 Cultura provinciale Musica Due gli appuntamenti: il 19 dicembre al Duomo di Cavarzere e il 23 presso la Cattedrale di Chioggia
Natale, il concerto dei 20 anni dell’Orchestra Serafin
Per gli appuntamenti musicali, il Coro e l’Orchestra “T. Serafin” si avvarranno della collaborazione di specialisti del repertorio barocco e di solisti del Teatro La Fenice di Venezia
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i svolgerà sabato 19 dicembre, nel Duomo di S. Mauro di Cavarzere, il tradizionale “Concerto di Natale” dell’Orchestra e Coro “Tullio Serafin” diretti dal M° Renzo Banzato; l’appuntamento, che da ben 26 anni prepara la città alle festività natalizie, sarà principalmente dedicato al 20^ anniversario della fondazione dell’Orchestra “T. Serafin”: sorta infatti nel 1995 per iniziativa del M° Renzo Banzato, la compagine musicale ha tenuto il primo concerto, nel Duomo di Cavarzere gremito di spettatori, il 14 maggio 1995. Il programma del concerto, la cui presentazione sarà curata dal professor Paolo Fontolan, si propone di far rivivere le forti emozioni di quella serata attraverso l’esecuzione della versione integrale (suddivisa in dodici parti) del maestoso “Gloria RV 589 in Re maggiore” per soli, coro e orchestra di A. Vivaldi, edizione che allora si concretizzò, tra l’altro, con l’incisione di un pregevole compact disc oggetto di ottime recensioni a livello nazionale. Per l’esecuzione del capolavoro composto dal “prete rosso” il M°
L’orchestra e il Coro “Tullio Serafin, a destra il maestro Renzo Banzato Banzato, pianista, compositore, direttore d’orchestra e docente presso il Conservatorio di Adria, si avvarrà della collaborazione di apprezzati musicisti specializzati nel repertorio barocco e di due soliste già presenti nell’edizione del 1995: il soprano Miranda Bovolenta (che vanta una felice e costante collaborazione con le due compagini musicali) e il contralto Paola Rossi, affermata artista del Teatro La Fenice di Venezia.
La raccolta di poesie
“IL GIOVANE PRATO. FILI D’ERBA”: A 18 ANNI LEDA CASSETTA SI RACCONTA ALLA RICERCA DI SE STESSA
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na valovola di sfogo nella scrittura che proprio attraverso le prove che la vita pone, e talvolta impone, si trasforma in creazione, arte, poesia. E la sensibilità di adolescente sa raccontare le sfumature intime dell’anima, nell’andamento alterno delle giornate. Leda Cassetta, a soli 18 anni, ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie “Il giovane prato. Fili d’erba”. “Ho cominciato a scrivere, circa un anno e mezzo fa, un po’ per caso - racconta - delle cose che vedo, che vivo e che reinterpreto, in base alla mia sensibilità”. L’ispirazione dunque è molto personale. L’immagine di copertina “Parlo di me - prosegue Leda - di ciò che ho vissuto nell’ultimo anno. Un periodo non proprio felice della mia vita. Sentivo il bisogno di ritrovarmi, di riscoprire me stessa”. Una dopo l’altra le composizioni sono diventate numerose, tanto da pensare ad una raccolta. “Ho fatto leggere le mie poesie a mio padre, il mio primo critico, che mi ha incoraggiato a pubblicare la raccolta”. Leda è originaria di Cavarzere, il padre Antonio Cassetta è un musicista. Ora vive vicino a Castelfranco e frequenta il liceo linguistico a Montebelluna. Si è avvicinata alla poesia proprio a scuola ed è rimasta particolarmente affascinata da Walt Whitman, giornalista e poeta americano del XIX secolo, da cui ha tratto anche ispirazione per le sue composizioni. “Quando ho iniziato a scrivere non contavo molto sulle mie capacità - dice Leda ma poi ho visto che riuscivo a creare qualcosa di buono partendo da ciò che provavo. Continuo a scrivere, ma non in modo regolare. Devo sentire l’ispirazione”. Molto bella anche l’immagine di copertina, opera della stessa Leda che, oltre ad essere una brava scrittrice, ha anche talento come disegnatrice. “Per il disegno - spiega - mi son ispirata all’ambiente Hippy degli anni ‘60”. Infine la simbologia del titolo della raccolta: “Il giovane prato sono io, i fili d’erba O.J. sono le mie poesie”.
Oltre al Gloria vivaldiano, il programma prevede l’esecuzione di alcune pagine specificatamente orchestrali di A. Corelli, J. S. Bach, J. Pachelbel e S. Barber (di cui verrà proposto il delicato “Adagio per archi op.11”). La parte conclusiva della serata sarà dedicata ad alcune celeberrime composizioni per soli, coro e orchestra specificatamente legate alla Natività e all’imponente “Hallelujah” tratto da “The Messiah” di
Händel: oratorio che rappresenta una mirabile meditazione sulla vita di Cristo e che, per le tematiche narrate nel testo, ben si colloca all’interno del contesto natalizio. Date tali premesse il concerto si preannuncia come uno dei principali eventi musicali dell’anno e sicuramente non deluderà le aspettative del numerosissimo pubblico che ogni anno attende con entusiasmo questo appuntamento.
La serata, che gode del Patrocinio della Regione Veneto, è realizzata dall’Assessorato alla Cultura della Città di Cavarzere, in collaborazione con la Parrocchia di San Mauro, la Pro Loco, il Gruppo Solidarietà S. Giuseppe, il Gruppo Animazione Culturale S. Mauro e il sostegno della Ditta Turatti di Cavarzere. Il successivo mercoledì 23 dicembre, nella Cattedrale di S. Maria Assunta di Chioggia, l’Orchestra e Coro “T. Serafin” terranno la 21^ edizione del “Concerto di Natale”. La serata, realizzata dalla Città di Chioggia, in collaborazione con la Pro Loco di Chioggia e con il sostegno di alcune realtà produttive del territorio, sarà presentata dal professor Paolo Padoan. Anche in questo caso si tratta di un evento che viene vissuto dagli abitanti di Chioggia e Sottomarina come un momento assai atteso e sentito, appuntamento che nelle precedenti venti edizioni ha sempre visto il Duomo della città clodiense letteralmente gremito in ogni ordine di posti. In entrambi i casi l’ingresso è libero; l’orario d’inizio è fissato alle ore 21.00.
Tradizioni Dal 18 dicembre al 10 gennaio nella chiesetta di S. Martino
Betlemme è... a Chioggia: il presepe che si ispira ai luoghi caratteristici della città U
n evento natalizio che ben si accompagna alla ricorrenza del 25° anno dell’Anffas Chioggia (associazione nazionale di famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale). La positiva esperienza dello scorso anno e la notevole affluenza di visitatori hanno spinto il Centro Anffas e l’Associazione “La Bottega di S. Francesco” a riproporre la realizzazione del grande Presepe, accompagnato da un paio di presepi di più piccole dimensioni, allestito nella chiesetta di S. Martino a Chioggia nei pressi della Cattedrale dal 18 dicembre 2015 al 10 gennaio 2016. Il grande Presepe si ispira ai luoghi caratteristici del centro storico chioggiotto con i suoi particolari scorci, un lavoro che coinvolge i ragazzi del centro Anffas già da diversi anni nel progetto di “Recupero delle tradizioni” impegnati nella scoperta del territorio lagunare. Si passa dalla costruzione delle “tolele”, i piccoli quadretti votivi su tavolette di legno, alle vele e ai bragozzi, alle pipe di terracotta, alle scenografie come quella esposta alla Sagra del Pesce quest’estate, e infine ora alla costruzione di Presepi, partendo da materiali di recupero come il polistirolo. I ragazzi dell’Anffas sono anche coinvolti nell’accogliere i visitatori e spiegare il loro operato, come pure nel consegnare i piccoli presepi ai negozi da esporre nelle vetrine proseguendo così una collaborazione già sperimentata lo scorso anno. Inoltre è prevista anche la distribuzione di inviti e locandine nelle scuole, chiese e locali pubblici. Grazie a questo progetto si offre alla città un’occasione per conoscere ed apprezzare i disabili che partecipano a questa iniziativa e nello stesso tempo trasmettere un messaggio per dare al Natale il suo valore di umanità e condivisione tra le persone, accomunati dall’essere tutti cittadini di Chioggia. Eugenio Ferrarese
Un lavoro che coinvolge i ragazzi del centro Anfass che quest’anno a Chioggia festeggia i 25 anni di attività
Sport provinciale Sport 21 2 Venezia I successi della campionessa della “Scuola di pattinaggio artistico Zelarino”
Alice Favotto, la passione per i pattini di Anna Michieletto
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revigiana, ma iscritta alla società “Scuola di Pattinaggio Artistico Zelarino”, classe 1991 e con una grande passione per il pattinaggio artistico. Sono queste le caratteristiche di Alice Favotto, ragazza di nemmeno 25 anni già nella nazionale italiana di pattinaggio e con un grande sogno.Un sogno nato per caso quando, a soli 4 anni, le regalarono un paio di pattini . Ma la passione per questo sport trova subito terreno fertile e una dose di classe e bravura eccezionale. Già a sei anni, infatti, Alice comincia a fare agonismo partecipando e vincendo competizioni provinciali e regionali e poi, durante l’estate, comincia a gareggiare nei campionati italiani Aics. È proprio a quest’ultimo campionato che, nel 2003, sale sul podio, conquistandosi l’entrata in nazionale italiana nella stagione successiva. “Il 2004 – afferma Alice – è stato per me un anno molto importante, a 13 anni sono entrata a far parte della nazionale italiana per la per la categoria cadetti”. In questo anno si classificata terza in Coppa di Germania e sale sempre sul podio anche ai campionati europei di Friburgo. Nel 2005, la giovane pattinatrice ha vinto nella sua specialità ed è diventata vicecampionessa italiana a Pescara. L’anno successivo, per la categoria jeunesse, è diventata campionessa regionale e terza in coppa Italia a Bologna. Nel 2007,la giovane trevigiana, diventa campionessa regionale e seconda nella coppa Italia a Forlì. In tutti questi anni Alice ha dovuto conciliare il suo grande amore per lo sport con lo studio e l’essere adolescente, questo fino al 2008 quando ha deciso di lasciare lo sport per dedicarsi pienamente alla sua vita da
Arti marziali
VENICE CUP KARATE 2015
A
ragazza che si appresta ad entrare nel mondo degli adulti. Continuava però a sentire che qualcosa le mancava. Nel 2012, ancora una volta per caso, viene chiamata ad allenare, e Alice capisce che ciò che le mancava, ciò che effettivamente non faceva girare la sua vita perfettamente, era proprio il non fare pattinaggio. Così, con l’inizio del 2013, ha deciso di rimettersi in gioco gareggiando nella categoria Senior e vincendo, già a maggio, il campionato regionale di libero e rientrando fin da subito a far parte della nazionale italiana. Nel 2014, dopo essere arrivata sesta ai campionati italiani di Roccaraso, è stata convocata al campionato europeo classificandosi quarta. Fino alla sua ultima vittoria lo scorso ottobre, dove si è classificata terza in Coppa Italia a Misano Adriatico. “Nel pattinaggio– dice Alice - si fanno tante rinunce, le fai per un motivo, per uno scopo. Credo in questo sport, nell’educazione che dà, nella preparazione mentale che ti dà. Non è semplicemente uno sport, il pattinaggio è davvero uno stile di vita”.
fine ottobre si è disputata la 24esima edizione della Venice Cup Karate 2015 a Caorle, organizzata del comitato Venice Cup, e dalle associazioni sportive Germinal Karate Castelfranco e Asi Karate Veneto. La tre giorni è stata molto impegnativa per il mondo del karate che si è riunito per quella che, ormai, non è più solo una competizione ma un vero e proprio evento. In questo fine di ottobre si è potuto assistere a spettacoli, stage e soprattutto a tante competizioni; il divertimento, l’agonismo e l’intrattenimento sono state le parole d’ordine che hanno accompagnato l’evento e gli oltre 1700 atleti e le 22 nazioni presenti in ben 13 aree di gare. Le grandi novità di quest’anno sono state l’allenamento e dimostrazione con i grandi campioni come Viviana Bottaro, campionessa d’Europa e campionessa italiana assoluta e Mattia Busato, di Mestre, Campione d’Europa, argento ai Giochi Olimpici Europei e campione italiano assoluto. È stata un’occasione, questa, per i più piccoli per ispirarsi direttamente ad atleti esperti assunti come modello sia a livello tecnico che sportivo. Sono state più di 300 le categorie premiate e due i palazzetti coinvolti che sono andati a creare una piccola cittadella dello sport con punti ristoro, stand e aree allestite per il pranzo e la cena, il tutto per accogliere al meglio tutte le persone previste. Il pubblico per la prima volta ha infatti partecipato numeroso ad un evento considerato di nicchia. È stata questa un’occasione per far conoscere questo sport e celebrarne i valori propri e dell’agonismo. A.M.
Ciclismo
LA STAGIONE DELL’US COPPI GAZZERA VIDEA
“E
’ stata una stagione intensa, difficile, ricca di avversità ma anche di soddisfazioni e di ottimi risultati”. E’ questo il bilancio in sintesi della stagione sportiva appena conclusa dell’Us Fausto Coppi Gazzera Videa, unica società ciclistica della provincia di Venezia che gareggia nelle categorie elite ed under 23. “Il 2015 si chiude con il sorriso sulle labbra - prosegue la nota - dopo aver affrontato 82 giornate di gara, comprese due gare a tappe (Giro della Pesca e Nettarina di Romagna e Giro del Friuli Venezia Giulia) conquistando un successo, la Cronoscalata Gardone Val Trompia - Prati di Caregno conPaolo Brundo e quattro podi di assoluto prestigio”. A parlare è il presidente Renato Marin. “Le gioie più belle sono arrivate proprio dalle corse più impegnative. Aldilà della splendida vittoria nella cronoscalata di Gardone rimarranno indimenticabili le emozioni provate per la seconda piazza centrata sempre da Brundo al Giro del Medio Brenta alle spalle di Michele Gazzara, uno dei professionisti lanciati dalla nostra società, e alla Ciriè - Pian della Mussa dietro solo al tricolore Pacchiardo”. La società mestrina è già proiettata all’anno prossimo. “Paolo Brundo sarà la prima pedina della nuova formazione che schiereremo al via della stagione 2016 - prosegue Marin - insieme al generoso ed indomito venezuelano Luis Antonio Gomez Urosa che anche quest’anno ha saputo mettersi in luce in appuntamenti di prestigio come il Gp della Liberazione di Roma. Stesso discorso
SALUTE E BENESSERE: da Gennaio al via nuovi corsi di Nuoto e Fitness in Piscina a Noale con tante novità!
per “il capitano” Emanuele Favero, tra i più generosi del nostro team”. Gli altri ciclisti confermati sono: Filippo Bedeschi, Martino Bertaia, Manuel Vecchiato e Giovanni Campagnolo. Come nuovi arrivati ci sarà il ritorno di Alvise De Marchi di Maerne che tornerà a far parte della formazione mestrina dopo una stagione trascorsa alla Event Soullimit, e di Luca Terzo in arrivo dal Cycling Team Valcavasia. Per quanto riguarda il reparto degli scalatori, completeranno il team Flavio Tasca, Giacomo Lazzaro e Manuel Pesavento. “Il 2015 è stato piuttosto intenso - commenta il direttore sportivo Fiorenzo Favero - e non sono mancati gli infortuni. Anche per questo abbiamo concesso qualche settimana di riposo a tutti i nostri ragazzi, appena il tempo di rifiatare, poi ripartiremo per farci trovare pronti sin dai primi appuntamenti del 2016. Il gruppo è ormai delineato, probabilmente andremo ad inserire ancora uno o due giovani in arrivo dal mondo degli juniores per dare loro l’opportunità di testarsi anche tra gli under 23 senza pressioni e con l’unico obiettivo di crescere gradualmente”. G.P.
Per rigenerare il proprio equilibrio psicofisico dopo le feste, la parola d’ordine è muoversi ad ogni età: a partire dai pochi mesi di vita passando per l’età adulta e fino alla cosiddetta terza giovinezza, è fondamentale riscoprire il piacere di un corpo sano e in forma, che ci permetta di affrontare la vita di tutti i giorni con disinvoltura. Un buon allenamento in piscina, coadiuvato da una sana alimentazione, aiuta infatti a risolvere piccoli e grandi problemi di salute. Dal 7 Gennaio inizierà un nuovo ciclo di attività in acqua presso le Piscine Sporting Club Noale. Arricchito anche quest’anno nell’offerta dei corsi, il club è in grado di rispondere a tutte le esigenze legate alla voglia di fare sport e al benessere, come ridurre il peso, migliorare le capacità sportive o cambiare il proprio stile di vita. Le proposte sono davvero tante: si può scegliere di provare la nuovissima AQUADRENBOXE o di lanciarsi nelle nuove coreografie di AQUADYNAMIC e AQUAZUMBA, che combinano divertimento e risultati garantiti grazie ad esercizi cardiorespiratori e di rinforzo per tutti i gruppi muscolari. C’è poi l’AQUAWELLNESS, un’attività personalizzata indicata per chi ha problemi di schiena, cervicali, spalla ed articolazioni. Immancabili i corsi dedicati a tonificazione e dimagrimento, come AquaFitness
e Circuito Aquafit, nonché i corsi legati ad una dimensione di salute e benessere, come Aqua senza Età e Aquatherapy, e quelli dedicati alle future mamme ed ai neonati. Ampio spazio verrà dato inoltre ai CORSI DI NUOTO, sia per i più piccoli che per gli adulti, per imparare a nuotare o perfezionare il proprio stile, o per allenarsi con nuovi programmi di AQUAPOWER ispirati al crossfit. Grazie anche all’esperienza accumulata in trent’anni di attività, le Piscine Sporting Club Noale sono il luogo ideale per ritrovare e vivere il benessere in un’atmosfera coinvolgente e dinamica. Per informazioni sui corsi e per scoprire l’attività più adatta ad ogni esigenza si può chiamare la reception delle Piscine di Noale allo 041-442820 o visitare i siti www.sportingclubnoale.it e www.piscinenoale.it.
Sporting Club Noale s.s.d. a r.l.
Via De Pol, 5 · 30033 Noale (Ve) · Tel. 041 442820 · www.sportingclubnoale.it · info@sportingclubnoale.it
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IL VENETO
in PRIMO PIANO
La testimonianza Il nostro collaboratore vive e lavora nella capitale francese da alcuni mesi
L’INTERVISTA
“A Parigi sarà un Natale più freddo” “L
ALLIEVI: “LA MAGGIORANZA DEI MUSSULMANI È NOSTRA ALLEATA”
Colpita al cuore la città cosmopolita e solidale, la vita continua ma lo stato di emergenza lascia il segno di Manuel Glauco Matetich
V
i scrivo da una Parigi che non c’è più. La tanto decantata Ville Lumière si è spenta nella notte dello scorso venerdì 13 novembre sotto gli attacchi terroristici, compiuti da un commando armato di fondamentalisti islamici addestrati, organizzati, equipaggiati e decisi a colpire la capitale europea della libertà. Le stragi perpetuate nel cuore della città hanno mostrato ai parigini e a tutto il mondo una Parigi sola, indifesa, impaurita ed inerme. Parigi è rimasta un’intera lunga notte in balia di una decina di criminali armati che sono riusciti a tenere sotto scacco lo stadio di Francia, dove si disputava la partita di calcio amichevole tra Francia e Germania, e due quartieri cittadini molto popolari e vivaci, ovvero il 10° e l’11° arrondissement (distretti). Questa lunga scia di orrore e di morte ha risvegliato la paura e il timore che pian piano si stavano assopendo dopo la strage compiuta nella redazione del giornale satirico “Charlie Hebdo” lo scorso gennaio. In quell’occasione due giovani cittadini francesi di origine algerina hanno colpito uno dei simboli della libertà di un paese occidentale, democratico e liberale, ovvero la libertà di stampa, di espressione e di critica, tanto cara a noi giornalisti. Ma l’attacco di questa volta è diverso. Oggi qui a Parigi e in tutta Europa muoiono non solo i nostri giovani, ma la nostra tranquillità. Lo scopo degli attentati dell’altra notte aveva un obiettivo ben preciso: uccidere la nostra serenità e iniziare a farci vivere in un
periodo di paure, timori, ansie, diffidenze, preoccupazioni e odio. “Non dormirete più tranquilli”, sono queste le parole che il Califfato islamico ha scagliato veemente contro di noi. Parigi si è svegliata nei giorni post-attentato in modo diverso. Anche se la vita continua e deve andare avanti, lo stato di emergenza decretato dal primo ministro francese, Francois Hollande, ha lasciato un indelebile segno nei suoi cittadini. Oggi qui a Parigi si respira un clima diverso, un’atmosfera che questa città non aveva mai conosciuto finora. L’insicurezza, la diffidenza e il sospetto verso il prossimo hanno sostituito la serenità, la spensieratezza e la felicità dei giorni addietro e del periodo natalizio alle porte. Ciò lo si nota in moltissimi luoghi e momenti della vita quotidiana di ogni singolo cittadino: dagli sguardi attenti e circospetti sulla metropolitana, dal passo più veloce di camminata soprattutto la sera, dal cercare di evitare la frequentazione dei cosiddetti luoghi “più sensibili” a possibili attacchi, tra cui la zona attorno alla Torre Eiffel, il museo del Louvre, la cattedrale di Notre Dame e le vie più turistiche del centro città. Quest’anno Parigi vivrà un Natale ancora più freddo, un Natale dove i sentimenti di solidarietà e amore che da sempre contraddistinguono questa metropoli cosmopolita si mescolano con la paura e la sfiducia nei confronti del proprio vicino di casa, del diverso e soprattutto delle persone di fede musulmana.
RISTORANTE GRECO
Manuel Glauco Matetich Ed ecco il mio pensiero direttamente da Parigi sui tragici avvenimenti accaduti: “Je ne suis pas Charlie Hebdo” (Io non sono Charlie Hebdo). Come allora, continuo a ripetere, scrivendo queste poche righe, che io non sono Charlie. Troppo facile, troppo comodo stare dalla parte delle persone massacrate dopo. Noi non abbiamo più coraggio delle nostre identità, del nostro essere cristiani, abbiamo perso la dritta via di un’Europa che fa fatica a trovare una strada unica. Dobbiamo rispondere ora con attenzione e con logica, non lasciarsi prendere dall’ira che molte volte può portare a perseguire idee sbagliate, ma oggi non è più il momento di fare marce o di accendere lumini. E’ arrivata l’ora di alzare la testa e capire che gli attacchi di Parigi sono un attacco all’Europa, una sfida ai nostri stili di vita, al nostro essere e alla nostra quotidianità.
o vedo all’orizzonte un possibile scenario di guerra, dopo i fatti di Parigi, ma sono certo che non sia questa la soluzione”. A dirlo è Stefano Allievi, professore di sociologia presso l’Università di Padova, uno dei maggiori studiosi ed esperti di Islam oggi in Italia. “Con la guerra, tanto acclamata da alcuni personaggi comodamente seduti nei salotti dei talk show – continua Allievi – li sconfiggiamo o nel 2017 avremo più terroristi del 2015? Che frutti può portare bombardare civili innocenti che hanno già la sfortuna di vivere loro stessi sotto la dittatura dell’IS? Anche loro sono vittime e bersagli del terrorismo, esattamente come noi. Forse è il caso che certi interventisti che mai metteranno una mimetica ci pensino e ricordino quanto è successo in Libia. Quella guerra ha prodotto le molte centinaia di migranti che su barconi di fortuna sono arrivati sulle nostre spiagge. Un argomento, anche questo, molto sensibile per i nostri interventisti. Mi chiedo se ci hanno pensato”. Sono molte le persone che dopo i fatti di Parigi temono i vicini mussulmani. Dobbiamo avere paura? “Dopo gli attentati stiamo assistendo ad una mediatizzazione dell’attualità isterica e provinciale che rischia di produrre effetti molto gravi. Che si passi attraverso dei pregiudizi sarebbe normale ma è concettualmente folle pensare di temere tutti i mussulmani perché qualcuno ha commesso degli attentati. Sono da evitare le generalizzazioni. Pensiamo a certi titoli di giornale usciti subito dopo gli attentati e riferiti ai mussulmani e proviamo a sostituire la parola mussulmani con ebrei. Avremo subito la giusta impressione su quel che quei titoli possono generare. Non è possibile fare così. Sono speculazioni politiche a danno dell’intera società italiana perché creano altri conflitti invece di risolverli. Nel
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Stefano Allievi Nord Est c’è chi ha costruito la propria carriera sulla paura. Io invito tutti a ragionare con la propria testa”. Tra le polemiche degli ultimi giorni ci sono anche quelle legate alla tradizione del Natale e dei suoi simboli culturali. Centra tutto questo con i mussulmani tra noi? “Ci tengo a sottolineare che mai i mussulmani ci hanno chiesto di non fare il presepe nelle nostre scuole. E’ sempre stata una scelta di alcuni insegnanti o presidi che in nome della laicità delle scuola hanno deciso in questo senso. Anzi. Ci sono state lettere e documenti delle comunità mussulmane che chiedevano che continuassimo a fare il presepe secondo le nostre tradizioni religiose. Ricordiamoci una sola cosa: la stragrande maggioranza dei mussulmani è nostra alleata contro il terrorismo dell’IS. A partire da questo evitiamo frasi del titpo ‘non li vogliamo, ci fate schifo’ ‘bombardiamo tutti’. Queste cose vanno nel segno opposto di una pacifica convivenza e dell’integrazione necessaria e auspicabile”.
Il Veneto in primo piano 23 1 La cerimonia Funerali civili in piazza San Marco alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella
Addio a Valeria, veneziana morta al Bataclan Il messaggio di Francois Hollande: “Era venuta in Francia per amore della vita e della cultura” di Alessandro Abbadir
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utta Venezia si è fermata il 24 novembre scorso per dare l’addio a Valeria Solesin, la giovane ricercatrice morta la sera del 13 novembre a Parigi al teatro Bataclan, colpita dalle raffiche di kalashnikov dei terroristi dell’Isis. A dare l’ultimo saluto in forma civile a Valeria, il cui feretro è arrivato in Piazza San Marco in gondola, c’era l’intera città e in diretta televisiva l’intera Italia. La famiglia della 28enne veneziana, i genitori Alberto e Luciana, il fratello Dario e il fidanzato Andrea, hanno trovato la forza per trasformare il dolore in un’occasione per costruire la pace, riunendo intorno al ricordo di Valeria le istituzioni e le religioni, con in prima fila il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Il papà di Valeria, Alberto si è subito detto disposto ad accettare il sermone di un imam. C’erano poi il ministro della Difesa Pinotti, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il governatore Zaia
LE REAZIONI
e decine di sindaci del veneziano con la fascia tricolore. C’era anche Gino Strada, fondatore di Emergency, l’associazione di cui Valeria era stata volontaria, tanti amici e Agnese Renzi, la moglie del premier. Premier che si era recato alla camera ardente di Valeria organizzata qualche giorno prima in municipio a Ca’Farsetti. Camera ardente a cui hanno fatto visita migliaia e migliaia di veneziani. L’inno di Mameli e la Marsigliese intonati dalla banda degli ottoni della Fenice hanno suonato uno dopo l’altro, le serrande dei negozi di Venezia sono rimaste abbassati per la durata della cerimonia. Sulla In piazza a condannare il terrorismo i messaggi contro l’odio e la violenza dei rappresentanti delle tre religioni, il patriarca di Venezia Francesco Moraglia, il presidente della comunità islamica Mohammed Amin Al Ahdab, il rabbino
capo di Venezia Scialom Bahbout. Anche il presidente della Francia Francois Hollande ha fatto arrivare il suo messaggio, ”Valeria era venuta da noi in Francia – ha detto Hollande - per amore della vita e della cultura e ha trovato la morte sotto il fuoco dei terroristi”. Dopo l’estremo saluto, Valeria è stata sepolta in terra nell’isola cimitero di Venezia San Michele, nel campo III accanto alla tomba del nonno. Per volere dei familiari c’è stata in quell’occasione una cerimonia privata. Intanto anche le istituzioni italiane e si sono mosse. A Montecitorio è stato dedicato a Valeria Solesin il convegno “La ripresa è donna” che ha riunito imprenditrici, studiose, sindacaliste, organizzato dalla presidente della Camera Laura Boldrini nella Giornata internazionale contro la violenza di genere. All’università di Trento dove Valeria si era laureata in Sociologia è stata dedicata a lei un’aula.
Valeria Solesin
L’imam Hamad Mahamed :“I terroristi sono senza valori, nemici della vita. L’Islam lo hanno danneggiato”
LA PRESA DI POSIZIONE DELLA COMUNITÀ ISLAMICA DI VENEZIA
E
’ totale la condanna degli attentati di Parigi in cui ha perso la vita la giovane Valeria Solesin da parte della comunità islamica di Venezia. Arriva da due esponenti di spicco l’imam Hamad Mahamed e da Mohamed Amin Alhdab, presidente della comunità islamica. I due, siriani, hanno partecipato in piazza San Marco al funerale civile di Valeria, insieme al vescovo Francesco Moraglia e al rappresentante della comunità ebraica. In un sermone ai propri fedeli dopo i fatti di sangue, L’imam Hamad parole durissime. “Condanniamo quello che è successo a Parigi e diciamo - ha detto l’imam - che chi Mahamed ha danneggiato l’Islam e i musulmani sopra ogni cosa. Il corretto messaggio dell’Islam è l’amore, il
voler bene, non l’odio, perché l’odio non si fermerà e crescerà fino all’eliminazione dell’avversario. Ai musulmani è richiesta giustizia, equità, misericordia. La caratteristica più grande del Profeta è la misericordia per l’umanità. La solidarietà a Valeria e alle vittime da parte di gente di diversi colori, razze, religioni è la risposta più forte all’azione di questi nemici della vita”. Amin Al Ahdab, sottolinea che: “A Venezia siamo uniti, Come siriani sentiamo più di tutti quello che è successo, Quello che ci fa più male, è che uccidono in nome dell’Islam”. La comunità islamica di Venezia è considerata una delle A.A. più aperte e trasparenti nel Veneto.
Milioni di bambini nel Sud del mondo crescono malnutriti e senza diritti. Ma chissà cosa potrebbero fare se potessero avere cibo, acqua potabile, cure mediche e un’istruzione. Adotta un bambino a distanza, aiuterai lui e la sua comunità a costruirsi un futuro migliore. Oggi cambiare il mondo dipende da te. Un giorno, dipenderà da lui!
Sarà il prossimo
Einstein?
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24 4 Il Veneto in primo piano Le testimonianze I Rodigini emigrati e vicini alle esplosioni
La vita a Parigi dopo gli attentati
Paolo e Lorenzo, adriesi trapiantati nella Ville lumière, raccontano come hanno vissuto gli attentati e come vivono il presente di Lorenzo Zoli
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piegare ai piccoli come cambiano le abitudini di vita - almeno per un certo periodo - dopo un episodio epocale come gli attentati di Parigi. No, non è facile. “Quel giorno non è stato semplice spiegare a nostro figlio più grande perchè mamma e papà a ogni chiamata o messaggio imprecavano o piangevano”. Paolo Maddalena, adriese trapiantato a Parigi, spiega che anche oggi il suo pensiero piu’ grande è quello di non mettere in apprensione i bambini. Un compito non facile, alla luce di quanto sta avvenendo. “Noi stiamo tutti bene. Eravamo tutti a casa quando gli attentatori hanno cominciato a colpire. Ora è tempo di bilanci, ma noi dobbiamo pensare a come spiegare quello che è successo a Leonardo, il nostro primogenito”. E poi bisogna fare i conti con la tragedia: “Vanessa (la sua compagna, ndr) che lavora nella musica ha dei collaboratori feriti al Bataclan. “Un mio collega era al concerto con due amici e sono riusciti a uscire dopo un´ora e dal tetto. Sono sconvolti”. Paolo spiega: “E’
il mio quartiere da 13 anni. Ci lavoro e ci vivo. Conosco i commercianti e gli amici che ci vivono. Quel giorno è stato tutto un tam tam di notizie su persone disperse o ferite. Una schifezza. Musulmani ne conosco e sono miei amici. Non sono tutti estremisti. Anzi. Erano disgustati già a gennaio dopo l’attentato a Charlie”. Insomma: pure nella tragedia non si deve cadere nell’errore di fare tutta l’erba un fascio: forse è proprio quello che gli attentatori vorrebbero. Il timore è anche quello di dover cambiare stile di vita: “Vorrei portare i bambini alla ruota panoramica a Concorde o ai mercatini degli Champs Élyses prima dell’invasione febbrile di dicembre ma oggi ho voglia di non uscire più di casa. Mai più. E non è giusto. Siamo incazzatissimi e sotto choc”. Questo è il racconto di chi ha vissuto in prima persona la strage e che magari anche ora non crede del tutto al miracolo rappresentato dall’essere ancora vivo e illeso. Grida, spari e un fiume di gente che corre atterrita in senso opposto. Ruggero
Lorefice, adriese di 36 anni, da tre a Parigi, se l’è vista davvero brutta. Il giovane, infatti, abita a una trentina di metri dal bar la Belle Equipe di rue de Charonne, nell’undicesimo arrondissement. Qui intorno alle 22 un testimone ha visto un uomo scendere da un’automobile e sparare con un’arma di grosso calibro sulla terrazza del caffè. Sono morte 19 persone. Ruggero stava tornando con una pizza surgelata in mano dal vicino supermercato quando ha sentito gli spari, vicinissimi. “Un fiume di persone ha iniziato a correre nella direzione opposta alla mia – racconta -e visto quel che stava accadendo non ho potuto fare altro che gettarmi a terra. Poi sono riuscito a raggiungere casa che è proprio lì vicino, a 30 metri in una traversa. Ho sentito per tutta la notte le sirene di ambulanze e polizia. Una situazione drammatica”. Ruggero si ritiene fortunato: “Pensare che se i miei amici non mi avessero dato buca sarei andato in un bar di rue de Charonne. Quando mi hanno telefonato per
Sopra Paolo Maddalena disdire ero anche scocciato. È stato per questo che sono sceso per andare al market e comprarmi la pizza surgelata”. Una volta arrivato a casa ha cominciato a cercare di contattare tutti gli amici e i suoi cari. “Mi sono messo in contatto con gli amici per capire se stavano tutti bene. Oltre ai morti ci sono centinaia di feriti. E per fortuna non sono riusciti a prendere lo
Stadio di Franca, perchè sarebbe stata un’ecatombe. Siamo tutti sotto choc perchè si tratta di posti che frequentiamo mutualmente. Anche il Bataclan. E’ una delle discoteche più importanti di Parigi. L’obiettivo dei terroristi è stato proprio quello di uccidere la gente che si andava a divertire. E’ questo che sconvolge”.
Zaia: “Questa guerra non può essere combattuta con le armi”
ZAIA: “QUESTA GUERRA NON PUÒ ESSERE COMBATTUTA CON LE ARMI”
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sprimo commossa e partecipe vicinanza alle famiglie delle vittime e al popolo francese – ha detto Luca Zaia, presidente della Regione Veneto commentando gli attentati di Parigi - Dobbiamo prendere atto che siamo in guerra e che, nonostante tutti noi, anche chi fortunatamente non l’ha vissuta in prima persona, abbiamo un’idea del conflitto assai diversa, per l’intera Europa questa è la terza guerra mondiale”. Secondo Zaia si tratta di una guerra che viene combattuta dagli aggressori con modalità vigliacche, contro cittadini inermi, “una guerra – ha sottolineato assolutamente fuori dai canoni e dai pur brutali e ripugnanti schemi di una guerra classica. Siamo, quindi, in guerra, e in tempo di guerra è legittimo e doveroso assumere e adottare misure speciali e provvedimenti straordinari. Non possiamo pensare nemmeno un secondo di assumere scelte drastiche solo nel momento in cui l’attacco si palesa”. “E’ finita l’epoca dei perbenismi, dei ripensamenti e delle delicatezze – ha affermato ancora il presidente del Veneto - L’unica scelta ponderata e legittima che spetta ora a un uomo di Stato e delle istituzioni democratiche è comprendere che questa guerra non può essere combattuta con armi e modalità convenzionali e agire di conseguenza”. “La civilissima e democratica Fran-
Luca Zaia
“Questa è la terza guerra mondiale per l’Europa” cia ci insegna – ha concluso Zaia - che la chiusura delle frontiere, l’esercito nelle strade (come vado chiedendo da tempo), controlli e perquisizioni attente, efficaci e penetranti, lo stato di emergenza nazionale, devono e dovranno diventare la nostra normalità e la nostra quotidianità, se vogliamo davvero, e non solo a parole, difendere lo Stato democratico, le libere istituzioni, la nostra gente indifesa”.
26 Natale in Veneto Iniziative nel Polesine Tante idee per vive le feste a casa nostra
Un ricco calendario per Adria, luci e tradizioni a Rovigo di Lorenzo Zoli
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arte con slancio il natale polesano con forse addirittura due alberi e molte luminarie nel capoluogo che come sempre ospiterà anche il mercatino di natale. Per Adria, invece, l’organizzazione si compone di un ricco calendario di manifestazioni natalizie. A monte di tutto una iniziativa in favore del commercio, con i negozi che si è deciso di tenere aperti tutti i giorni da domenica 6 dicembre, data ufficiale di inizio delle Feste. L’onore di aprire le danze è toccato al gruppo folkloristico “Bontemponi & Simpatica Compagnia” di Bottrighe domenica 6 e martedì 8 dicembre. I componenti hanno percorso le vie vestiti da Babbo Natale con il calesse illuminato intonando canti natalizi e omaggiando le famiglie del paese del calendario 2016 dell’associazione. Martedì 8 è toccato poi anche ad Adria Run, la Corsa dell’Immacolata. Dall’11 al 18 Dicembre si potrà visitare la Mostra di pittura a cura di Emidio Bernecoli in sala Cordella; Dall’11 al 20 Dicembre ci sarà, invece, la mostra degli artisti Boschin, Trabucco e Gavin dell’associazione “Andrea Celeste”, dalle 17 alle 19 alla Fondazione Franceschetti e Di Cola. L’inziativa è organizzata in collaborazione con la Pro Loco. Sabato 12 dicembre mercatino dell’hobbistica e antiquariato in veste natalizia a cura della Pro Loco, dalle 9 alle 19 in Piazze Bocchi e Groto; Concerto di Natale con il Coro Soldanella di Adria e il Coro Monte Pasubio Rovigo Banca di Rovigo,
ore 21, Chiesa di San Nicola. Domenica 13 a Baricetta “Natalandia, aspettando il Natale”, ore 14 - 17, piazza Einaudi. Venerdì 18 dicembre Cena della Solidarietà, dedicata a Mara Braga Crepaldi, ore 19.30, alla sede
dell’Istituto Alberghiero Cipriani; sabato 19 dicembre “Danza la magia di Natale, it’s Christmas time “a cura della Scuola di ballo “Artalide”; sabato 19 e domenica 20 dicembre “I pony di Babbo Natale” a cura di “Il
Diamante Nero”, lungo il Corso; domenica 20 dicembre laboratorio creativo a cura di “Cancelleria Martello”, esibizione di ballo di Natale New Energy a cura della Palestra “New Energy”, Piazza Groto; musica e aperitivi a cura dei pubblici esercizi nei bar di Adria; dal 19 al 26 dicembre Mostra “30 anni nel blu in occasione” del 30° anniversario della fondazione del “Delta Sub Adria” – Sala Cordella; martedì 22 dicembre rassegna Corale “Cantando il Novo Peregrin d’amore”, ore 21 Basilica di Santa Maria Assunta; giovedì 24 dicembre tradizionale sfilata dei Babbo Natale a cura del Coro Soldanella; cerimonia di benedizione del Presepe sull’acqua e deposizione del Bambin Gesù, ore 17.30, Ponte Castello. Iniziativa a cura della Pro Loco; domenica 27 dicembre apertura della mostra “Cara vecchia scuola”, a cura di Alessio e Aurora Mattiazzi, ore 17 sala Cordella; la mostra rimarrà aperta ogni giorno, fino al 1° gennaio, dalle ore 17 alle ore 19.30; venerdì 1° gennaio Concerto di Capodanno a cura dell’Orchestra del Conservatorio statale “Buzzolla”, ore 17, Politeama; domenica 3 gennaio Corteo dei Re Magi, partenza ore 17.30 dalla Fondazione Franceschetti Di Cola. Dal 3 al 6 gennaio “La Befana vien di Notte 2016, vie del centro storico”; dal 3 al 9 gennaio Mostra degli artisti Gianni Cesari e Luciano Chinaglia, Fondazione Franceschetti Di Cola; inaugurazione ore 17; mercoledì 6 gennaio Concerto dell’Epifania, ore 15 Chiesa Beata Vergine del Monte Carmelo di Ca’ Emo a cura del Coro Parrocchiale di Ca’ Emo in collaborazione con la Pro Loco.
Gli appuntamenti più importanti
NATALE SUL DELTA DEL PO
A
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nche il Delta ha voluto rispondere “presente” per salutare l’avvento del Natale e mettere a punto un calendario di iniziative che consentisse di avvicinarsi nella maniera migliore alle Feste. Al momento di andare in stampa non tutti i Comuni del Basso Polesine aveano ancora messo in programma la scaletta completa degli eventi. Di questi tempi, del resto, non sempre è facile mettere in sintonia le aspirazioni con quelle che sono poi le reali possibilità economiche delle amministrazioni. A Porto Tolle primo appuntamento sabato 12 dicembre alle 15.30 in piazza Ciceuracchio e in sala consiliare con l’iniziativa per bimbi: “Addobbiamo insieme l’albero di Natale”. Mercoledì 16 serata di poesia nella sala delle musica, dalle 21. Sabato 19 dicembre alle 21 alla chiesa di Ca’ Venier concerto nell’ambito della rassegna “Antichi organi del Polesine”. Ulteriore apppuntamento poi nel pomeriggio di domenica 10 gennaio alle 16 alla sala della musica, con la Festa dei lettori della biblioteca. A Rosolina non era invece ancora terminata l’organizzazione degli eventi. Assicurato comunque il mercatino di Natale, con primo appuntamento l’8 gennaio e a seguire tutte le domeniche prima del Natale. Particolarmente ricco invece il cartellone degli eventi messi in cantiere a Porto Viro. Tutto è partito venerdì 4 dicembre alla pineta di Fornaci con i laboratori creativi di “Natale alle dune”. Domenica 6 dicembre in piazza Marconi dalle 10 del mattino a “Giornata della solidarietà” con numerose iniziative dispiegate nel coros della giornata di festa. Martedì 8 dicembre,
sempre in piacca Marconi, l’avvio ufficiale dei mercatini di Natale. Mercoledì 9 poi il Natale di sposterà in ludoteca per i laboratori creativi. L’11 dicembre nuovo appuntamento alle Dune, sabato 12 in piazza Marconi la originale Corsa dei babbi natale dalle ore 14.15, mentre alle 18 in piazza della Repubblica numerose iniziative. Alla parrocchiale di Taglio di Donada, dalle 21, protagonista il coro “Voci del Delta”. Domenica 13 dicembre in piazza della Repubblica dalle 10 mercato straordinario, dalle 10 in piazza Garibaldi i mercatini di Natale, in biblioteca e in sala convegni numerose e interessanti iniziative. Mercoledì 16 alla ludoteca “Bottega di Pinocchio” laboratori creativi, mentre mercoledì 18 si torna alle Dune. Avvicinandosi al Natale poi sabto 19 alle 10.30 nella chiesa di San Bortolo concerto natalizio alle 10.30, alle 14.30 in piazza della Repubblica passeggiata alla scoperta di Porto Levante, alle 16 alla Galleria artisti del Delta inaugurazione della Mostra di Natale. Domenica 20 dicembre dalle 10 in piazza della Repubblica mercato straordinario, in piazza Garibaldi dalle 10 mercatini di Natale. Mercoledì 23 dicembre in piazza Repubblica alle 21 il presepe vivente. Il 5 gennaio alla chiesa di Scalon concerto “note musicali” e il 6 gennaio l’Epifania al centro sportivo Murazze.
Natale in Veneto 27 Iniziative Nel Veneziano un Natale che saprà sorprendere
Nel Veneziano un Natale che saprà sorprendere Nel capoluogo si attendono i 25 alberi di Natale, previsti in tutta la città d’acqua e di terra oltre alle bancarelle per il mercatino a Rialto e Lista di Spagna di Alessandro Abbadir
V
enezia e Mestre e il resto della provincia si preparano alle feste natalizie. Si parte dall’abbellimento della città lagunare voluto dal sindaco Luigi Brugnaro. Il programma straordinario per le luminarie quest’anno prevede un investimento di circa 200 mila euro di Comune, Vela e sponsor. E’ previsto sia in piazza Ferretto, che in zone insolite, come via Mestrina e via Garibaldi, dove in passato erano i commercianti a finanziarle con collette, ora ci pensa il Comune. E si attendono i 25 alberi di Natale, previsti in tutta la città d’acqua e di terra. Per Venezia c’è già la dislocazione delle bancarelle per il mercatino (Lista di Spagna oltre al solito di Rialto) è già stata confermata, mentre per Mestre una quarantina di operatori dovrebbero andare a lavorare tra via Poerio, via Rosa, via Allegri, piazzetta Matter. Un quartiere del Comune di Venezia che è sempre molto attivo sulle iniziative di Natale è quello di Marghera. Ci sarà la presenza in piazza Mercato dell’albero di Natale più alto mai collocato in città, ma anche gare di presepi, concerti gospel e
l’atteso arrivo della pista di pattinaggio su ghiaccio al parco Catene. Il tutto, grazie agli sponsor, a costo zero. Sarà molto fitto il calendario di iniziative messo in cantiere dalla Municipalità, tra le quali l’ormai tradizionale concorso “Presepi
a Marghera” in collaborazione con il Centro Francescano di Cultura e il concerto di musica gospel che animerà piazza Mercato, il 23 dicembre. The Gospel Four, le jazz band dei conservatori veneti e tanti spettacoli
per bambini caratterizzeranno invece la ricca programmazione natalizia dal titolo “Christmas in Town” (fino al 6 gennaio) del Centro Candiani di Mestre. In provincia fra i centri che si abbelliranno in modo particolare per le feste ci saranno quello di
La città cambia volto per le Festività Oltre un centinaio le strade abbellite con le speciali luminarie
Natale padovano tra luci e colori
Mirano e Noale, di Dolo e Mira. Uno degli appuntamenti più attesi e caratteristici è quello infine del presepe vivente di Maerne di Martellago. Una iniziativa giunta alla trentunesima e conosciuta in tutta Italia.
L’ESPOSIZIONE
Soluzioni hi-tech nelle piazze grazie a particolari installazioni, per i più giovani le iniziative al Portello di Laura Organte
A
nche il Natale diventa hi-tech: il centro cittadino si accende come ogni anno per la gioia di grandi e piccini, ma a illuminare le strade e i palazzi padovani non saranno soltanto le tradizionali luminarie. La luce diventerà infatti oggetto di magiche installazioni che trasformeranno il volto degli edifici grazie alle moderne tecnologie. Si comincia da Piazza dei Signori, in cui la facciata della Torre dell’Orologio diventa, a partire dalle 17.30 allo scoccare di ogni ora, il supporto di uno spettacolo di mapping, ovvero un’installazione video creata facendo interagire le superfici più svariate, dai monumenti agli oggetti di design, con dei contenuti video proiettati e studiati appositamente per la silhouette dell’edificio o dell’oggetto che si vuole valorizzare. In Piazza della Frutta, poi, tutti con il naso all’insù per ammirare il vero e proprio cielo stellato, simulato tramite una miriade di luci led che scendono dalla Torre del Comune (o Torre degli Anziani) creando un suggestivo tetto di stelle. Un altro innovativo gioco di luci è stato pensato
per piazza Cavour, dove i passanti potranno immortalarsi dentro un percorso di luce a forma di palla di albero di Natale. In Prato della Valle (e la Loggia Amulea) non poteva mancare l’albero di Natale luminoso alto ben trenta metri, cui faranno da “paggetti” gli alberi già presenti, tutti illuminati, e ad un doppio anello di lampioni, rossi all’esterno e bianchi all’interno dell’Isola Memmia. Si accendono anche Palazzo Moroni, con una cascata di luci, Palazzo della Ragione (lato Piazza delle Erbe) e tutte le storiche porte d’ingresso alla città (Savonarola, Portello, Molino, Ponte Corvo, Santa Croce, San Giovanni). Più di 100 vie, infine, si adornano di speciali luminarie natalizie grazie all’azione condivisa di tantissimi esercizi commerciali che si sono fatti carico dell’installazione. Tutto il nuovo materiale luminoso utilizzato sarà preso a noleggio, in modo da non precludersi le novità che il mondo della tecnologia offrirà il prossimo anno. Per i più giovani è stato pensato un Natale tutto particolare nella zona pedonale di via Portello, che ospiterà
Ecco i libri dei nonni: “Racconti infiniti” Pinocchio e gli altri
Q
Palazzo Moroni illuminato da una cascata di luci degli avveniristici igloo trasparenti, dove saranno organizzati concerti, silent party, manifestazioni culturali e dj set, e dove saranno allestiti lounge bar e chioschi. Accanto all’innovazione, la tradizione: simbolo delle feste patavine, l’albero di Natale davanti a Palazzo Moroni è quest’anno gradito dono del comune di Gallio dell’Altopiano di Asiago; torna anche l’amato villaggio di Babbo Natale in Piazza
Eremitani, e le vie del centro storico si riempiono di chioschi, bancarelle e stand. Infine, piazza Rabin, tra Prato della Valle e il mitico stadio Appiani, si trasforma in vero e proprio snow park, con una grande pista di pattinaggio su ghiaccio e una pista per il bob, 10 casette di legno con leccornie di ogni tipo, spettacoli on ice e un mega truck in stile Usa che si trasformerà in palcoscenico.
uali libri leggevano i nostri nonni e bisnonni quando erano bambini? Quali storie gli raccontavano i loro genitori? La mostra “Racconti Infiniti. Pinocchio e altre storie”, in esposizione dal 5 dicembre al 31 gennaio nella sala della Gran Guardia a Padova, risponde proprio a questa domanda attraverso una collezione di circa 100 libri destinati all’infanzia e ai ragazzi, editi tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento, messi a disposizione dall’Associazione Culturale Infinitamente, che tra i vari obiettivi annovera anche il recupero di libri antichi. Inoltre, durante il periodo di apertura della mostra saranno organizzati degli incontri sul mondo dell’editoria, della cultura, dell’infanzia, con letture e intrattenimento musicale. Per il programma: padovacultura.padovanet.it L.O.
28 2 Turismo SÌ, VIAGGIARE Sardegna
Alghero, fieramente catalana di Renato Malaman
E
ntri in una tabaccheria di Fertilia e cogli a sorpresa l’accento triestino. Chiedi spiegazioni e scopri che la tabaccaia è nipote di esuli istriani, quelli giunti nell’immediato dopoguerra da Orsera, o da Pola o da Rovigno, dopo un doloroso viaggio d’addio alla propria terra caduta in mani jugoslave. Con candore ti dice che a casa loro, nonostante i cambi di generazione, si parla ancora fieramente l’istro veneto. Fertilia, la città pensata da Mussolini per accogliere i contadini della bonifica, in realtà è diventata il provvidenziale rifugio per una parte, una piccola parte, degli esuli istriani. Siamo ad Alghero, piccolo universo cosmopolita incastonato nella parte nord occidentale della Sardegna. Fertilia guarda Alghero, quasi la abbraccia, nel contesto di un golfo naturale di rara bellezza, che culmina nel bastione di Capo Caccia. Cosmopolita perché oltre all’inconfondibile dialetto istriano vi si può cogliere una presenza linguistica molto più antica: quella catalana. Alghero è l’unico luogo d’Italia dove ancora si parla catalano. Era così già ai tempi in cui vi approdò Carlo V, nell’ottobre del 1541 quando dal balcone del palazzo De Ferrera pronunciò la famosa frase “Estodos todos Caballeros” (“Siate tutti cavalieri”) prima di dirigersi con le sue 40 galee alla conquista di Algeri. La comunità catalana si era già insediata nella città e la propria lingua è ancora presente e viva. Custodita con affetto e, anzi, ora anche valorizzata attraverso concorsi letterari e stabili relazioni di scambio culturale con la Catalogna. Forti influenze catalane sono ancora tangibili nell’architettura della città che, fino all’Ottocento, era tutta racchiusa dentro le mura costruite dagli aragonesi. La famosa Torre dello Sperone, che caratterizza la parte sud della città, è addirittura anteriore. Alghero ha iniziato ad espandersi fuori dalle mura e da piazzaforte diventare una città vera e propria un secolo fa, anche per effetto del crescente interesse verso il turismo balneare, oggi una delle principali voci dell’economia della zona, grazie anche alla presenza dell’aeroporto di Alghero Fertilia dove le compagnie low cost durante l’estate veicolano grandi flussi di turismo nord europeo. Il mare basta guardarlo. E’ di una bellezza ammaliante: acque trasparenti, fondali a più colori, rocce che sembrano scolpite. E soprattutto è un mare pulito, prova ne sia che è il più prolifico d’Italia per la cattura delle aragoste, crostaceo che vive solo in habitat particolari dalle acque purissime e
La città conserva ancora l’antica lingua portata dagli immigrati della Catalogna giunti nell’isola nel XIV secolo A renderla un piccolo universo cosmopolita è anche la folta comunità istriana insediatasi a Fertilia dopo l’esodo del 1947
Il mito di Carlos V rivive in un “5 stelle”
Bruno e Speranza, le soste del mangiar bene
Carlo V, il cui impero è stato l’unico dove non tramontava mai il sole, richiama l’idea dei cavalieri. E all’Hotel Carlos V (sì, alla spagnola, con la esse finale) è frequente incontrare i cavalieri dei tempi nostri: i piloti degli aerei che fanno scalo ad Alghero Fertilia. Hanno scelto l’hotel per le loro soste tra un volo e l’altro. Il Carlos V è un bell’albergo a 5 stelle che si affaccia sul mare. Si trova a poche centinaia di metri dal centro di Alghero. A dispetto del nome è una costruzione recente, architettonicamente pregevole, frutto della scelta operata da una famiglia di costruttori locali, la Giorico. La grande piscina esterna è inserita al centro del complesso, come il giardino di un chiostro. Il ristorante dell’albergo propone specialità di gusto mediterraneo, espresse in piatti della tradizione o moderatamente innovativi. Dalle numerose terrazze si gode una straordinaria vista sul golfo di Alghero, da cui è piacevole prendere l’aperitivo all’ora del tramonto. L’hotel offre anche un parco giochi (perché i bambini sono sempre i benvenuti) e una attrezzata sala meeting.
Li consiglia anche l’associazione “Ristoranti Regionali Cucina Doc”. Sono due soste imperdibili per chi ama mangiar bene e soprattutto apprezzare le tipicità gastronomiche algheresi. Il ristorante “da Bruno” dell’Hotel Fertilia, circondato da una bella pineta, si trova vicino all’aeroporto di Alghero. Bruno ha costruito la sua fama sui piatti di mare, seppur sia buona anche la scelta di selvaggina. Il figlio Gianni propone, accanto agli antipasti di mare, agli spaghetti con la bottarga e ai crostacei, la Salsiccia sarda con pecorino Colurgiones alla casalinga, il Porceddu da latte allo spiedo o l’Agnello al forno. Il Ristorante “La Speranza” di Tonino Demartis è situato proprio sul mare! A Villanova Monteleone, a 8 km da Alghero. Tonino de Martis ripropone gli antichi sapori algheresi raccolti nel volumetto “Olla podrida” edito con la sua consulenza tecnica. Menù tipico: fantasia di mare in antipasto, linguine agli scampi(un piatto davvero straordinario), il riso alla marinara e la grigliata del golfo. In entrambi i casi conto sui 40 euro.
Turismo 29 3 SÌ, VIAGGIARE
ACCANTO AL TITOLO UNA BELLA PANORAMICA DI ALGHERO LA CATALANA; A CAPO CACCIA, UNA CATALANA DI ARAGOSTA; LE GROTTE DI NETTUNO E UNA CATALANA DI ARAGOSTA; PIÙ SOTTO LA CUPOLA MAIOLICATA CHE SVETTA NEL CENTRO STORICO; IL MARE TRASPARENTE CHE BAGNA LA CITTÀ; PIÙ SOTTO I “RICAMI” ARAGONESI IN PIETRA CON VISTA PORTICCIOLO E UNO
Un mare cristallino e paesaggi mozzafiato come quello del promontorio di Capo Caccia sono i capisaldi delle fortune turistiche di una località forte anche di vestigia storiche che testimoniano della presenza aragonese e di un’enogastronomia raffinata e di qualità
DESTRA IN ALTO IL PROMONTORIO DI
SCORCIO DEL LUNGOMARE
Le sorelle Cervai, memorie d’Istria a Fertilia “Noi, i Giuliani – L’eredità di un esodo dimenticato del XX secolo”. E’ il titolo del libro di Antonia Cervai, per tutti ad Alghero Antonietta, scritto in catalano antico e poi tradotto anche in italiano dalla sorella Fulvia, che ha vinto il Premio Romà Planas i Mirò de Memoires Populars 2012 riservato ad opere scritte nell’antico idioma catalano. Le sorelle Antonia e Fulvia Cervai (nella foto) arrivarono a Fertilia nel dopoguerra dopo un periglioso viaggio dall’Istria e l’esodo, con tutti i suoi sentimenti di dolore e anche di amore, impregna le pagine del libro. Che diventa quindi la storia di un radicamento, di un reciproco legame che fa vivere al lettore la necessità di una origine, di una nuova patria, che avevano nel cuore gli istriani forzatamente trasferiti ad Alghero. “La protagonista” racconta Fulvia Cellai, che oggi risiede in centro ad Alghero “è la nostra famiglia e il suo dramma. Della partenza da Orsera ricordo ancora il battere di chiodi per chiudere i cassoni e poi il viaggio per mare su una batana trainata. Avevo solo cinque anni. Qui ad Alghero abbiamo trovato gente ospitale che ci ha aiutato a rifarci una vita. Con l’Istria però sempre nel cuore”.
che ad Alghero è il simbolo di una gastronomia di mare raffinata e di radicata tradizione popolare. La principale attrazione turistica è senz’altro Capo Caccia con le sue Grotte di Nettuno a cui da terra si accede scendendo i ben 654 gradini della Escala del Cabirol. Le grotte con le loro sale mozzafiato costituiscono un mondo fantastico, fatto di stalattiti e stalagmiti e di atmosfere surreali, degne di un racconto di Giulio Verne. Il promontorio è un luogo spettacolare, non a caso scelto come terminal dei percorsi turistici organizzati con audioguida a bordo di torpedoni scoperti. Ma anche il centro storico di Alghero è decisamente piacevole. Si passeggia fra vie e vicoli di impronta catalana,
incontrando una concentrazione di monumenti capace di farti tornare indietro nella storia: il Forte della Maddalena, la Torre della Polveriera, la Porta a mare, la cattedrale di Santa Maria, la chiesa di San Francesco. Ad ogni angolo si affacciano ristorantini, enoteche, negozietti di tipicità locali. La gastronomia è infatti uno dei perni su cui poggia l’ospitalità turistica algherese. Oltre all’immancabile aragosta alla catalana, va ricordata la “capunara”, piatto a base di crostacei, acciughe, uova sode e frutti di mare. E poi la bottarga, gli spaghetti con i ricci di mare, la “favata” (zuppa con fave, cavolfiori e e salsiccia), la razza in agliata. E nei calici un profumato Vermentino o un robusto
Cannonau. Nei dintorni di Alghero è immancabile la visita alla Necropoli dell’Anghelu Ruju con tombe ipogee del Neolitico, al nuraghe Primavera, al lago Bàratz, immerso nel verde della macchia mediterranea, alla spiaggia solitaria di Porto Ferro e a quella delle Bombarde. Il tutto a portata di voli low cost che, se prenotati per tempo, possono costare anche meno di 20 euro a tratta. Per conoscere di più di Alghero basta rivolgersi alla Fondazione M.E.T.A. che si occupa della promozione turistica e gestisce l’ufficio informazioni di piazza Porta Terra. Tel. 079 974881.
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MESTRE Mestre - Teatro Toniolo venerdì 8 gennaio 2015
PAOLO HENDEL
Come truffare il prossimo e vivere felici Dopo anni di impegno come giornalista televisivo, Carcarlo Pravettoni, l`industriale cinico e baro, non poteva farsi mancare il teatro. Ed eccolo quindi prendere la parola dai palcoscenici italiani per dispensare le sue ricette anticrisi, elargire... Mestre - Teatro Toniolo sabato 9 gennaio 2015
RICCARDO ROSSI L`amore è un gambero Senza amore non si vive. Siamo tutti d’accordo. Non esiste una persona al mondo senza un amore da raccontare, che sia stato il primo o l’ultimo fa poca differenza: ci ha fatto ridere, ci ha fatto piangere, ma è stato amore, ed ..
Mestre - 5-6 febbraio - Teatro Toniolo
MAURIZIO BATTISTA: “ALLEGRO? SI SI... MA NON TROPPO” Ci troviamo nel futuro. Un futuro finalmente armonico e civile, dove il denaro è tornato ad essere semplicemente un mezzo. Una donna, SabnaQƒ2, sale sul palco tremolante, emozionata per l’incarico che le è stato affidato.
Mestre - 5-6 febbraio - Teatro Toniolo
ALESSANDRO BERGONZONI: “NESSI” Nessi, ovvero connessioni ma anche fili tesi e tirati, trame e reti, tessute e intrecciate per collegarsi con il resto del pianeta. O meglio dell`universo. Perché infatti è proprio questo il nucleo vivo e pulsante del nuovo spettacolo.
Mestre - 26-27 febbraio - Teatro Toniolo
ANGELO PINTUS: “ORMAI SONO UNA M.I.L.F.” Angelo Pintus nasce a Trieste molti anni fa... - “Quanti anni fa?” - “ Mah, non si chiede l’età a una donna!” Da piccolo era insopportabile… da grande lo è ancora! La scuola per lui non ...spettacolo.
RONCADE (TV)
PADOVA AL GRAN TEATRO GEOX DI PADOVA 10 gennaio 2016 Gran Teatro Geox Padova
CARMEN – BALLETTO DI MILANO 22, 23, gennaio 2016
ENRICO BRIGNANO – EVOLUSHOW 2.0 24 gennaio 2016
IL LAGO DEI CIGNI – BALLETTO DI MOSCA 30, 31, gennaio 2016
RAPUNZEL – IL MUSICAL 2 febbraio 2016
SLIPKNOT
5 e 6 febbraio 2016
ARRIVA A PADOVA ROSARIO FIORELLO, IL MATTATORE DELLO SPETTACOLO ITALIANO
Due le date al Gran Teatro Geox. Sul palco con la band e con il trio “I gemelli di Guidonia”. Arriva a Padova «L’Ora del Rosario», il nuovo atteso spettacolo di Rosario Fiorello in scena al Gran Teatro Geox nei giorni 5 e 6 febbraio (ore 21,15). Rosario Fiorello torna sul palco, in una dimensione teatrale, con un nuovo spettacolo che, come lui stesso ha dichiarato, sarà analogico, fatto di puro intrattenimento. Ad accompagnarlo, sul palco, la band diretta da Enrico Cremonesi ed il trio vocale «I Gemelli di Guidonia» lanciato a «Fuori Programma» su Radio Uno. Uno spettacolo di Rosario Fiorello scritto con Francesco Bozzi, Claudio Fois, Piero Guerrera, Pierluigi Montebelli e Federico Taddia. La regia è di Giampiero Solari. Domenica 14 febbraio 2016, ore 21:00
MASSIVE ATTACK
Una delle realtà più innovative e carismatiche del panorama musicale internazionale finalmente in concerto al Gran Teatro Geox. I Massive Attack porteranno il loro nuovo tour a Padova domenica 14 febbraio 2016. I Massive Attack rimangono saldamente il riferimento della musica elettronica, nella quale si fondono house, techno, trip hop e rock. Sarà il primo tour da headliner dopo oltre cinque anni: in apertura i Young Fathers. La band ha inoltre annunciato che a breve pubblicherà del nuovo materiale.
Roncade (TV)
AL NEW AGE EVENTI DA DICEMBRE A MARZO
Dopo il doppio live del 7 dicembre 2015 con Will and the People e Espana Circo Este, il 19 dicembre il palco del New Age sarà per il rapper vicentino Nitro (l’ultimo suo album «Suicidol» è arrivato fino alla quarta posizione delle classifiche italiane); il 14 gennaio 2016 i Subsonica faranno tappa per il tour “Una foresta nei club” che vedrà il gruppo torinese, dopo oltre 7 anni, esibirsi di nuovo nella dimensione dei clubs con uno nuovo spettacolo a stretto contatto con il pubblico; con più di dieci anni di musica e un sound originalissimo da lnome “electronicore”, i britannici Enter Shikari suoneranno al New Age il 22 marzo 2016 per far ascoltare al pubblico italiano l’ultimo disco “The mindsweep”. A supportarli nella data trevigiana ci saranno i Modestep, dubstep rock band londinese con due album all’attivo; i Battles giungeranno a Roncade il 31 marzo. Con una carriera decennale alle spalle, il power trio indie rock propone una ricetta musicale che ha di base il progressive, ma che unisce atmosfere caraibiche e psichedelia.
SGUARDO A NORDEST Sabato 16 gennaio, ore 22,00 - Supersonic Music Arena San Biagio di Callalta
“DOPPELGANGER LIVE TOUR”
Il 26 febbraio 2016
FRANCO BATTIATO E ALICE
Battiato e Alice saranno protagonisti insieme di un doppio viaggio, iniziato nel passato e rinnovato nel presente grazie alla loro forte intesa artistica: il 26 febbraio al Gran Teatro Geox di Padova. I due saranno accompagnati dall’Ensemble Symphony Orchestra diretta da Carlo Guaitoli, Ensemble con cui Battiato si è già esibito per un breve tour nel luglio 2015 e che è composto dallo stesso Guaitoli (direzione d’orchestra e pianoforte), Angelo Privitera (tastiere e programmazione), Davide Ferrario e Antonello D’Urso (chitarre e programmazione), Andrea Torresani (basso) e Giordano Colombo (batteria). Il concerto sarà diviso in parti diverse ma comunicanti tra loro, verrà a rinnovarsi un’intesa artistica profonda tra due anime affini, nella celebrazione di un legame che è rimasto solido anche quando i rispettivi percorsi non si sono incrociati direttamente.
Dai trionfi nei principali contest di freestyle al pubblico mainstream il passo è stato breve per MadMan, pseudonimo del rapper italiano Pierfrancesco Botrugno. Dopo la pubblicazione del suo ultimo album “Doppelganger”, che ha raggiunto la vetta delle classifiche di vendita in una sola settimana, il fenomeno della rima ha inaugurato nei giorni scorsi da Pescara il suo nuovo tour nei club, il “Doppelganger Live Tour” appunto, che toccherà le principali città della nostra penisola, tra cui Napoli, Torino, Roma, Firenze e Treviso, per un imperdibile concerto in programma sabato 16 gennaio al Supersonic Music Arena.
tutte le info: www.ecoveneto.it
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Direttivo della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, sez. Rovigo
Rifugio C.i.p.a, un nuovo modello di volontariato e di gestione della struttura Dal 2007 la sezione di Rovigo della Lega Nazionale Per la Difesa Del Cane gestisce il canile intercomunale “Rifugio C.I.P.A.” in base alla convenzione siglata da 46 Comuni della Provincia di Rovigo più il Comune padovano di Boara Pisani adottando un sistema di sovvenzionamento “quota ad abitante”, diverso dal solito della “quota a cane”, originando una piccola rivoluzione dai molteplici risvolti positivi: serietà ed efficienza da una parte dell’associazione, verificate ogni anno dall’apposito Collegio di Vigilanza composto dai rappresentanti dei Comuni convenzionati e certezza della spesa per le amministrazioni comunali. I cani arrivano in Rifugio sterilizzati, microchippati e vaccinati dal Canile Sanitario Tazzari e qui la salute, il comportamento e l’igiene del cane è affidata a tre professionisti: dott.
Andrea Feliciati (medico veterinario direttore sanitario dell’ambulatorio interno alla struttura in cui è garantita assistenza veterinaria H 24 esterna, profilassi ordinaria e cure specifiche) dott.ssa Veronica Ferrarese educatrice cinofila la quale valuta i cani a livello comportamentale e struttura percorsi personalizzati per quelli che necessitano di un aiuto per essere adottabili e Pamela Tomaini toelettatrice. Inoltre il cibo di qualità fornito da Prolife è somministrato due volte al giorno da un apposito operatore e nelle dosi stabilite dal veterinario per assicurare il raggiungimento ed il mantenimento del peso ideale. Tutti i cani svolgono regolari attività sia dentro sia fuori i recinti insieme all’educatrice cinofila ed ai numerosi volontari che ogni giorno si recano presso la struttura. Il volontariato
svolto all’interno ed all’esterno della struttura si declina in differenti attività svolte dai diversi gruppi di lavoro che si occupano dell’organizzazione di eventi, delle visite post-adozione, dell’accoglienza di scuole e centri diurni per disabili, della formazione dei volontari, della cura delle adozioni a distanza, del sito internet e social oltre alla realizzazione dei progetti in collaborazione con gli enti locali Infine, il Rifugio svolge un ruolo importante anche in ambito sociale grazie ai numerosi progetti in collaborazione con SERT, Dipartimento di Salute Mentale, UEPE (Ufficio di Esecuzione Penale Esterna) e Tribunale dei minori di Venezia. Con l’obiettivo di pubblicizzare e diffondere tale modello di volontariato e di gestione della struttura l’associazione ha partecipato al Trainer Expo Pet tenutosi sabato 19 settem-
bre all’Expo Aquae a Marghera. Tale evento, incentrato sulla promozione delle associazioni del territorio che si occupano della tutela degli animali, ha dato spazio anche ad un interessante convegno nel quale si sono confrontati gli esponenti di vari settori della cura dei pet tra i quali il dott. Andrea Feliciati, Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Rovigo e di Direttore Sanitario del Rifugio C.I.P.A; la dott.ssa Veronica Ferrarese
come educatore cinofilo e collaboratrice presso il Rifugio C.I.P.A., la dott. ssa Isabella Ghinello Presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Canesez. Rovigo- Consigliere Nazionale della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. Visitare il Rifugio C.I.P.A. gestito dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane – sez. Rovigo è il modo migliore per appurare di persona la qualità di vita dei cani, per conoscerli dal vivo e per rimanerne conquistati!
ADOTTAMI ALFREDO è un meticcio maschio sterilizzato, taglia piccola. E’ giovane, allegro e dolcissimo! Va a passeggio al guinzaglio e va d’accordo con gli altri cani. Per lui stiamo cercando una famiglia anche con bambini che voglia un nuovo amico per la vita!
BLACK è un meticcio maschio sterilizzato, taglia media. E’ giovane, bello e simpatico! All’inizio è un po’ introverso poi però prende coraggio. Va a passeggio al guinzaglio e va d’accordo con gli altri cani. E’ adatto a famiglie composte da adulti perché le grida dei bimbi potrebbero metterlo in difficoltà. In una famiglia tranquilla darà il meglio di sè.
CHICCO è un segugio maschio sterilizzato, taglia media. E’ dolcissimo e davvero tanto buono con tutti! Va a passeggio al guinzaglio e va d’accordo con gli altri cani. E’ formidabile nello scalare le recinzioni e ciò costituisce un pericolo per lui e per gli automobilisti, pertanto per lui stiamo cercando una famiglia che lo faccia vivere in casa.
MASCÒ è un meticcio maschio sterilizzato, taglia media. E’ un tipo allegro e di compagnia! Va a passeggio al guinzaglio e va d’accordo con gli altri cani, specialmente se femmine. E’ adatto a famiglie composte da persone adulte e dinamiche che vogliano un nuovo amico con cui svolgere attività educative e ludiche. Un cane come lui sempre sul divano sarebbe sprecato!
MILO è un meticcio sterilizzato, taglia media. E’ un cane stupendo e dal carattere forte e indipendente. Gli piace andare a passeggio al guinzaglio e passare del tempo con i volontari. Cerca un adottante che lo faccia vivere in una casa tranquilla con un bel giardino in cui scorrazzare e fare la guardia.
SYBELLE è una meticcia femmina sterilizzata, taglia media. E’ stata salvata da una situazione orribile. Nonostante i maltrattamenti subiti è un bravo cane a cui piace tantissimo stare in compagnia delle persone. Gioca, conosce il “seduto”, dà la zampa e adora i grattini sulla schiena! Per lei stiamo cercando una famiglia possibilmente senza bambini e senza altri cani in quanto ha bisogno di un ambiente tranquillo per dare il meglio di sè.
CLASH è un meticcio maschio sterilizzato, incrocio Bassotto Tedesco, taglia piccola. E’ un cane dolcissimo! Va a passeggio al guinzaglio e va d’accordo con gli altri cani. E’ adatto a famiglie anche con bambini e persone anziane. Si fa toelettare volentieri. Venite a conoscerlo!
DOMITOR è un segugio sterilizzato, taglia medio-piccola. E’ pauroso all’inizio ma poi pian pianino diventa socievole. Gli piace stare in compagnia delle persone e fare conoscenza. Va a passeggio al guinzaglio. Va d’accordo con gli altri cani ed è adatto a famiglie con bambini e persone anziane.
TOBIA è un TEA è una meticcia meticcio maschio femmina sterilizzata, sterilizzato, taglia taglia media. E’ media. E’ giovane giovanissima, allegra ed esuberante! e dolce! Va a pasAdora stare in seggio al guinzaglio compagnia delle persone e svolgere attività e va d’accordo con educative e ludiche. Va a passeggio al gli altri cani. Adora guinzaglio. Per lui stiamo cercando una stare in compagnia delle persone. E’ un cane famiglia composta da adulti che cerca un sveglio e dolce, darà tante soddisfazioni! nuovo amico allegro e attivo!
Questi e tanti altri simpatici musetti li trovate al RIFUGIO C.I.P.A. DI FENIL DEL TURCO (RO), Via Argine Zucca n° 3/E tel. e fax 0425/476835 – mail: legadelcanerovigo@gmail.com – sito: www.legadelcanerovigo.com Facebook: facebook.com/legadelcanerovigo – Twitter: twitter@legadelcane – Youtube: rifugiocipatv
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DIRITTO PRIVATO
Riforma della riscossione
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al 22.10.2015 è entrato in vigore il D.Lgs. 159/2015 che semplifica e razionalizza le norme che disciplinano le procedure di riscossione delle imposte, introducendo alcune nuove tutele a favore dei contribuenti. In particolare: CARTELLE EQUITALIA Ai contribuenti che dichiarano di trovarsi in una situazione di obiettiva difficoltà è sempre concessa la rateazione fino ad un massimo di 72 rate mensili per importi fino a 50.000 euro. Per importi superiori la situazione di obiettiva difficoltà va debitamente documentata. E’ prevista la decadenza dalla rateazione in caso di mancato pagamento di 5 rate, anche non consecutive. In caso di decadenza si può essere riammessi ad un nuovo piano di rateazione se all’atto della presentazione della richiesta, le rate scadute sono integralmente saldate. AVVISI BONARI Per importi fino a 5.000 euro la rateizzazione può avvenire al massimo in 8 rate trimestrali; per importi superiori a 5.000 euro al massimo in 20 rate trimestrali. Il mancato pagamento della prima rata entro i 30 giorni successivi al ricevimento della comunicazione, o l’omesso pagamento anche di una sola delle rate successiva alla prima entro la scadenza della successiva, comportano la decadenza
dalla dilazione. LIEVE INADEMPIMENTO Non si decade dalla rateizzazione dell’avviso bonario o dell’accertamento con adesione se la parte di rata non pagata non supera il 3% della stessa e comunque non supera 10.000 euro o se il ritardo non è superiore a 7 giorni. NOTIFICA DELLA CARTELLA La cartella Equitalia potrà essere notificata con raccomandata semplice ma anche con posta elettronica. A partire dal 01.06.2016 per le imprese individuali, società e professionisti la notifica delle cartelle avverrà esclusivamente tramite PEC; se la PEC non risulta valida o attiva, la notifica della cartella avverrà mediante deposito presso la Camera di Commercio e il contribuente verrà informato tramite raccomandata A/R. CONTRIBUENTE TRUFFATO In caso di condotta illecita penalmente rilevante del “consulente” iscritto ad un Albo, il contribuente può presentare domanda di sospensione della cartella contestualmente alla denuncia all’autorità giudiziaria, l’Ufficio annulla le sanzioni a carico del contribuente e le irroga alHai professionista dopo il provvedimento definitivo di condanna. delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a DIRITTI@LAPIAZZAWEB.IT
Stefano Masiero e Riccardo Roveroni - Studio Ragionieri Commercialisti Via delle Industrie, 18/a - 30038 Spinea (VE) - Tel. 0415440706 -0415440019 Mail: info@roveroni.it - info@studiomasiero.it
DIRITTO STRADALE
Il colpo di frusta nei tamponamenti a bassa velocità
L
STUDIO TREVISAN DI TREVISAN SUSANNA
a biomeccanica del colpo di frusta è uno degli argomenti più controversi del lavoro di un tecnico ricostruttore, poiché è complesso quantificare in modo rigoroso le accelerazioni a carico degli occupanti di un veicolo tamponato. L’obiettivo di questa breve trattazione è quello di spiegare come, nei tamponamenti a bassa velocità, l’entità dei danni ai veicoli non sia un indicatore affidabile della velocità relativa con cui gli stessi sono arrivati all’urto. Quando due veicoli collidono a sugli occupanti una quantità di energia potenzialmente lesiva. bassa velocità, la maggior parte delle deformazioni applicate Il meccanismo del colpo di frusta si instaura quando il veicolo alla struttura dei mezzi stessi, sono restituite in forma elastica, tamponato viene accelerato in avanti: l’inerzia della testa degli soltanto una quota parte del danno rimane visibile ad occhio occupanti resiste al movimento del tronco e ruota rapidamente nudo. Di fronte ad un paraurti che ha mantenuto la propria all’indietro con un’accelerazione maggiore di 1.5 / 2.5 volte forma e non ha riportato evidenti segni di frattura, prima rispetto a quella di picco applicata alla scocca del veicolo. di esprimere qualsiasi parere, bisogna verifica di eventuali E’ necessario inoltre precisare che il fattore moltiplicativo deformazioni interne. La curva di accelerazione del baricentro dell’accelerazione della testa dipende da una vasta serie di del tamponato, nella durata dell’urto, ha un andamento variabili che riguardano la postura degli occupanti al momento pressoché sinusoidale, e pertanto, ai fini della determinazione dell’urto (rilassati o contratti), le loro caratteristiche fisiologiche di un’ipotetica soglia minima di lesività, è necessario (muscolatura, presenza di eventuali patologie), il genere (a considerare il suo valore massimo, o valore di picco, che risulta parità di condizioni il rischio lesivo per le donne è di 1.5 / essere 1.5 / 2.7 volte più grande di quello medio. Nel corso 3 volte superiore rispetto all’uomo), l’utilizzo di dispositivi di degli ultimi decenni numerose ricerche, hanno documentato ritenuta, la tipologia di sedile e l’altezza del poggiatesta. Hai delle domande inerenti a questo argomento? come nei tamponamenti a bassa velocità si possano comunque scrivi a DIRITTI@LAPIAZZAWEB.IT sviluppare sul veicolo urtato accelerazioni idonee a trasferire Studio Trevisan di Trevisan Susanna. Recupero Danni - Infortunistica Stradale Este (PD) - Tel:0429603778 - Via Atheste, 44/F - info.trevisan@libero.it
Il Danno biologico nel diritto italiano
I
AVV. ALBERTO FERRI
l danno biologico, detto anche danno alla salute, riguarda il danno fisico (fratture, ferite, ecc.) o psichico (ansia, stress, ecc.) che compromette le normali attività vitali del danneggiato ed è risarcibile ai sensi dell’art. 2059 del codice civile. Tra i casi rientranti nella sfera del danno biologico ci sono: i danni all’aspetto esteriore della persona, la riduzione della capacità dell’individuo nel relazionarsi con gli altri e la perdita di opportunità di lavoro. E’ compito del medico legale esaminare con compiutezza il danneggiato e descrivere la natura e l’entità delle lesioni riportate dal soggetto, valutare la durata dell’ inabilità totale e parziale, indicare la percentuale di invalidità invalidità compresa tra 1 e 9 punti percentuali). permanente riscontrata, verificare la sussistenza di Danno di grave entità (lesioni macropermanenti danni estetici, valutare le eventuali ripercussioni del con invalidità superiore ai 9 punti percentuali). danno biologico sulla capacità lavorativa specifica del L’entità del risarcimento da danno biologico dipende soggetto e valutare la congruità delle spese mediche essenzialmente da due fattori: l’età del danneggiato e sostenute e di quelle eventualmente da sostenere. il grado percentuale di invalidità riscontrato. L’invalidità Il danno biologico, derivante da sinistri conseguenti può essere permanente (calcolata in punti percentuali) alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, si e/o temporanea (calcolata in giorni di invalidità totale suddivide in due categorie: e parziale). Per il calcolo del danno biologico vengono Danno di lieve entità (lesioni micropermanenti con utilizzate delle tabelle specifiche Studio legale Avv. Alberto Ferri - Tel. 041 540 2655 – avv.ferri@gmail.com Piazza Vittoria, 97 – Martellago (Ve)
FISCALITA’, NORME E TRIBUTI
A CURA DI A.P.I.V.
I nuovi reati tributari 2015 (parte 2°)
I
l mese scorso avevamo esaminato il nuovo D.lgs. alla metà (1° comma); In forza del principio di retroattività della norma 158/2015 che modifica significativamente il sistema dei reati tributari riformulando alcune fattispecie e più favorevole al reo, le nuove disposizioni di favore introducendone di nuove. E’ però il caso di esaminare più contenute nel recente decreto si applicheranno anche attentamente le conseguenze delle novità introdotte ai fatti commessi prima della loro entrata in vigore. per gli effetti che le stesse producono non solo sulla Ne deriva che tutti gli evasori di somme superiori alla soglia precedente, ma inferiori alla nuova, dovranno descrizione delle fattispecie di reato. E cominciamo: La riforma introduce l’art. 12-bis al d.lgs. 74/2000: essere assolti, se nei loro confronti non è ancora stata se al 1° comma la norma si limita a riproporre l’art. pronunciata una sentenza definitiva, perché il fatto 322-ter c.p. in tema di confisca (già applicabile ai reati non è (più) previsto dalla legge come reato (art. 530, tributari in forza dell’ora abrogato art. 1, comma 143, 1° comma, c.p.p.). e che, trattandosi di abrogatio l. 244/2007), al 2° comma prevede che “la confisca criminis parziale, i condannati con sentenza passata in non opera per la parte che il contribuente s’impegna giudicato, potranno richiedere al giudice dell’esecuzione a versare all’erario anche in presenza di sequestro. la revoca della sentenza di condanna (art. 673 c.p.p.), Nel caso di mancato versamento la confisca è sempre con conseguente cessazione dell’esecuzione della pena disposta”. Di particolare interesse sono anche la modifica principale, delle pene accessorie e degli altri effetti dell’art. 13 d.lgs. 74/2000 che rende l’estinzione del penali della condanna. Cogliamo l’ occasione per inviare a tutti i lettori i debito tributario una causa di non punibilità, l’art. 13-bis d.lgs. (rubricato circostanze del reato), che prevede che migliori Auguri per le imminenti Festività e per un Anno l’integrale pagamento degli importi dovuti, fuori dei casi Nuovo ricco di soddisfazioni. di non punibilità di cui all’articolo che precede, rileva ai Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a DIRITTI@LAPIAZZAWEB.IT fini della concessione di una diminuzione di pena fino A.P.I.V. – Associazione Piccoli Imprenditori, artigiani e lavoratori autonomi delle Venezie Centro CAF - Consulenza Commerciale, Tributaria, Contabile e Creditizia - Amministrazione del Personale – Successioni Sede: 30030 Martellago (Ve), P.zza Vittoria 97 - Info: apivtrieste-confesercentipartner@yahoo.it - Cell: 348.3161877
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L’Editoriale GLI EROI SONO STANCHI dott. Giovanni Leoni*
I
I medici devono riposare tra un turno e l’altro lo dice l’Europa Cheratire x e occhiali da sole va bene Continua a pag. 39
x Nuove terapie nel Cheratocono Continua a pag. 39
n data 25 novembre 2015 sarà applicata anche in Italia la Direttiva Europea sul riposo obbligatorio dopo il turno di lavoro anche per i medici ospedalieri che, grazie al titolo attribuito loro di Dirigenti avevano conseguito, per contratto, la condanna di dover rimandare il sonno a data ed ora da destinarsi. Per legge dello stato italiano, censurata dall’Europa, i dirigenti possono e spesso devono “derogare” dal dormire, in particolare dopo una prestazione d’urgenza notturna, un’inflessibile organizzazione del lavoro e la carenza di organici dovuta ai risparmi ed ai blocchi delle assunzioni li costringe a lavorare per un tempo potenzialmente indefinito. Può sembrare assurdo ma e’ così ed e’ tuttora così, in particolare per i medici ospedalieri di alcune specialità: tutti quelli collegati all’urgenza. Infatti quando leggete Blocco del turnover, pensionamenti non rimpiazzati, ed osservate la diminuzione dei medici in organico com mantenimento in vita di reparti con pochi letti e pochi medici sappiate che gli obblighi di servizio restano invariati, e questo sistema ha causato una situazione da incubo per molti colleghi. Tuttora succede di ritrovare di mattina ai monitor un radiologo chiamato in reperibilità durante la notte, per il semplice motivo che la sua presenza in servizio al mattino e’ prevista con esami gia’ programmati e non e’ sostituibile, un internista che per spirito di servizio si trattiene per aiutare i colleghi nel controllo dei ricoverati dopo aver fatto la notte nel reparto più pesante in assoluto e piu’ importante come intensità’ e numero di ricoveri quale la Medicina, magari per accelerare le dimissioni del mattino che servono a recuperare i “suoi” pazienti dispersi e ricoverati in “appoggio” in altri reparti. Per non parlare degli Urgentisti di Professione : Pronto Soccorso Anestesia e Rianimazione: lì vale il principio dei turni ravvicinati e degli orari “integrati…”. Ed i chirurghi che hanno operato di notte pensate forse che finita la sala abbiano la mattina libera? Sbagliato. Li ritroverete spesso magari in corsia od in ambulatorio almeno fino alle 14.00 perche’ allo stato hanno anche loro incarichi previsti non cedibili. E questo credetemi con piccole variazioni vale per tutti gli ospedali italiani. Se poi consideriamo la concentrazione nella nostra provincia delle urgenze Neurochirurgiche, Neurologiche, Cardiochirurguche e Cardiologiche Gastroenterologiche, e delle altre specialita’ dei polittraumi all’Ospedale dell’ Angelo si puo’ ben immaginare un orario di lavoro per intensita’ di cure e dai contorni indefiniti, finche’ serve... Continua nella pagina seguente
*Presidente OMCeO Provincia di Venezia
Effetti x dell’umidità in casa Continua a pag. 39
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L’intervento
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L’opinione GLI EROI SONO STANCHI Segue dalla prima pagina dell’inserto Salute
di Dott. Giovanni Leoni*
Il Veneto viene ripetutamente citato come regione virtuosa, di riferimento come numero e qualità’. di prestazioni , nonostante la presenza di lamentele per le liste di attesa, ma con la spesa più bassa in Italia per il personale. La realtà e che molto lavoro e’ di fatto volontariato medico, ore straordinarie “accantonate a migliaia a livello regionale“ ormai neanche piu’ pagate perché la soglia massima annuale per alcuni colleghi e’ già stata superata, ma fatte lo stesso, perchè si pensa più ai pazienti ed al lavoro che ci si e’ scelti che a se stessi ed alla propria famiglia. Gli urgentisti sono la categoria contrattualmente più debole sotto questo aspetto, così motivati e disponibili per natura, selezionati in base alla resistenza alla fatica, alla dedizione al dovere, si confrontano ogni giorno con i casi più difficili, totalmente assorbiti dal problema, incuranti del tempo che scorre. E’ avvilente poi leggere che per loro e’ stato inventato il “riposo frazionato”, che in fondo si possono riposare un po’ prima ed un po’ dopo un’ urgenza, che le ore passate in servizio di reperibilità sono da considerare periodo di riposo visto che non si è timbrati: per gli specialisti della branche chirurgiche più dure quelli che sanno che di notte almeno una chiamata a volte due e’ statisticamente certa, Chirurghi Generali, Neurochirughi, Ortopedici su tutti, significa una mobilita’ limitata con l’ospedale sempre in mente, una vita contraddistinta dal sistematico controllo del telefono, dove persino andare al supermercato deve essere considerato l’ingresso in una possibile zona d’ombra per la linea, rimandare sport e cene fuori con gli amici, niente alcool, a letto presto, stress di riflesso per la famiglia, a volte dormire separati dal, coniuge, lontano dai bambini per non disturbarne il loro sonno. Da stanchi si sbaglia di più, e allo.stato vi sono opinioni difformi e “interpretabili“ per l’efficacia della copertura legale: le assicurazioni copriranno medici che lavorano ancora, senza riposare, dopo un turno regolamentare? E tutto questo avviene per soldi, per motivi economici. Quando si legge come si spendono i denari degli italiani, per le tangenti, per le pensioni d’oro, per le ruberie varie e poi penso a come si risparmiano su questi servizi e su queste persone in cui veramente particolare e’ la dedizione per chi soffre non posso che notare l’assurdità della vita e la profonda ingiustizia, mi consolo pensando che comunque il tutto non scalfisce minimamente il senso di missione nella professione che contraddistingue il nostro essere medici. Per tutti questi colleghi di prima linea. perchè le loro condizioni di vita e di lavoro tornino umane, chiedo il sostegno di tutti gli altri colleghi, ospedalieri, del territorio della libera professione e naturalmente di tutti cittadini, potenziali pazienti, a cui questi sforzi sono da sempre dedicati. Mi sento in dovere a questo proposito di porgere le sentite condoglianze dell’Ordine a tutte le famiglie colpite nel più profondo dai fatti terroristici di Parigi, per i morti, per i feriti, in particolare alla famiglia della nostra concittadina Dr.ssa Valeria Solesin, un abbraccio a tutti gli “Urgentisti” francesi medici, infermieri, poliziotti, vigili del fuoco, persone comuni, che hanno dato il meglio di se stessi per degli sconosciuti anche in questa occasione, come al solito, come sempre. *Presidente OMCeO Provincia di Venezia
Siamo felici davvero se stiamo bene Per collaborare all’inserto La Piazza Salute contattare
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di Francesco Noce*
“P
ronto….pronto c’è una rissa …. Devono essere stranieri….hanno colpito un ragazzo alla testa con una spranga di ferro…….. deve essere grave…. Mandate subito soccorsi io devo andare a vedere come sta devo soccorrerlo…. Torna indietro! (intima all’amico che guidava la macchina con cui sta rientrando a casa) devo aiutarlo…………mandate soccorsi………riesci ad aprire gli occhi? Sai come ti chiami?……..” Un rumore e poi più nulla. Un brivido di commozione ha contagiato la numerosa platea, accorsa presso il Salone delle Conferenze del Ministero della Salute in via Lungotevere Ripa a Roma, nell’ ascoltare la registrazione dell’ ultima telefonata di Eleonora Cantamessa alle Forze dell’ Ordine e al 118, per gentile concessione della famiglia. L’ occasione è stata la premiazione di tre giovani Medici che hanno vinto ex equo una borsa di studio, giunta al secondo anno di erogazione, intitolata in memoria della dottoressa Eleonora Cantamessa, istituita dal Fondo Sanitario Integrativo Cassa Galeno, una cooperativa mutualistica su base volontaria fondata nel 1992 dai medici a favore della loro categoria e di cui la dott.ssa era socia. La dott.ssa Cantamessa era un medico ginecologo che incurante dell’evidente pericolo e delle possibili conseguenze della rissa in corso veniva travolta volontariamente dalla follia omicida di uno dei contendenti mentre prestava le sue cure ad un ragazzo duramente e brutalmente colpito alla testa. L’ auto di grossa cilindrata spinta a forte velocità contro il rivale non le ha lasciato scampo mentre era china su di lui e probabilmente era così intenta nel suo prodigarsi per cercare di salvare una vita da non rendersi conto di quanto succedeva intorno. Per questo gesto, eroico nel suo più profondo significato, Eleonora,”l’Angelo biondo” come veniva chiamata dalle sue pazienti, per non aver esitato un attimo nell’obbedire al Codice Deontologico Medico, al suo essere Medico prima di tutto,Lei ginecologa,non certo medico di Pronto Soccorso o Medico Rianimatore, per il suo sacrificio pagato con la fine della sua giovane vita, nel mese di luglio u.s. è stata insignita alla memoria della Medaglia d’oro al Valor Civile dal Presidente della Repubblica Italiana. Presenti alla cerimonia, uniti nel dolore, anche il papà,i l fratello e la mamma di Eleonora,la quale con grande dignità ha rievocato la dinamica dell’ incidente e ci ha fatto conoscere più profondamente alcuni tratti della personalità di Eleonora, del suo altruismo, della passione per la Medicina e dell’ amore per le sue pazienti. Perpetuare il ricordo della giovane dottoressa travalica la sua persona e ne risalta l’ esempio di dovere deontologico, civile ed umano che ripercorre il cammino non sempre facile del rapporto medico-paziente e della dedizione al malato. Oggi tre giovani colleghi potranno in sua memoria e, sono certo che non potranno mai dimenticare gli attimi di commozione vissuti durante la cerimonia di premiazione, portare avanti i loro progetti e le loro ricerche nel solco dell’esempio ricevuto da una figura femminile sì gracile ma determinata e forte nei suoi valori professionali e umani.
*Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo
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Cheratite e Occhiali da sole va bene
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li occhiali sono una protesi di uso comune comallo studio. L’età media è stata di 23 anni, con il 40% posta da una montatura e da due lenti atte a di maschi. Tutti i casi si sono verificati in zone di moncorreggere imperfezioni della vista dovute a vizi tagna e uno solo su un fiume, in barca. Tredici sogrefrattivi o a insufficienze nella funzionalità oculare. getti su quindici (87%) non portavano gli occhiali da Igiene Se gli occhiali non sono puliti adeguatamensole. Dieci casi si sono verificati con sole splendente, Ottico te, possono formarsi nel tempo depositi che sono il quattro casi con cielo nuvoloso o con scarsa visibilità. terreno di coltura ideale, un “collante” per lo sviluppo Optometrista I sintomi si sono presentati entro 24 ore dall’espoBarbara di colonie dimicrorganismi patogeni, quali funghi e batsizione. Non sono state richieste ospedalizzazione o Micaglio teri, che si moltiplicano velocemente e quindi possono evacuazione. L’occhio possiede meccanismi interni provocare infezioni oculari. Esiste una flora batterica di funghi e ed esterni di protezione nei confronti dei raggi UV, ma quando batteri che normalmente vivono nell’occhio sano. I microrgani- l’esposizione è eccessiva o i sistemi di protezione non sono adesmi patogeni, che crescono nell’occhiale o nella lente a contatto guati tali meccanismi non bastano a proteggerlo. Si ritiene che sporca, si propagano per via aerea e possono giungere a con- un’esposizione ai raggi solari riflessi dalla neve possa essere tatto della cornea, fino a provocare una cheratite. La cheratite sufficiente a causare una cheratite. La neve e l’acqua riflettono è un’infiammazione della cornea, la parte anteriore trasparente oltre l’88% dei raggi UV. Sebbene lo strato di ozono sia in grado del bulbo oculare, la prima lente del percorso ottico, costante- di assorbire la maggior parte delle radiazioni dirette sulla terra, mente ricoperta dal film lacrimale. I segni della cheratite sono le radiazioni UV aumentano con l’altitudine ad una velocità pari soggettivi (epifora, fotofobia, blefarospasmo, sensazione di a circa il 4% per ogni 1000 piedi di dislivello. Quando il sole è corpo estraneo, cefalea frontale, conati di vomito) e/o oggettivi basso nel cielo seguendo l’andamento ciclico delle stagioni o dei (iniezione pericheratica, congiuntivite peribulbare, infiltrati stro- vari momenti della giornata, meno radiazioni raggiungono la mali, lesioni epiteliali). L’infiammazione provoca dolore ocu- terra e viceversa quando è alto più radiazioni solari attraversano lare e diminuzione dell’acuità visiva; una cheratite superficiale l’atmosfera. Molto utile risulta la prevenzione utilizzando un punteggiata solitamente bilaterale si sviluppa precocemente e cappello protettivo e degli idonei occhiali da sole, che trasmettapuò portare ad un danno epiteliale importante, con conseguenti no meno luce (5-10% della luce visibile). Utili possono essere dolore intenso ed accentuata lacrimazione. La guarigione con le protezioni laterali da inserire sugli occhiali che impediscono una completa riepitelizzazione si verifica di norma dopo alme- ai raggi solari di entrare di lato. Gli occhiali protettivi vanno no 36 ore dall’esposizione ed è raro che determini un danno acquistati presso un ottico di fiducia. Per essere realmente permanente. Viene riportato uno studio effettuato tra il settem- protettiva una lente solare deve essere in grado di filtrare i raggi bre 1984 ed l’agosto 2009 in alcune spedizioni alpinistiche UV e la luce blu. I bambini che non tollerano gli occhiali da nell’ambito della “Outdoor Leadership School”, un’associazione sole vanno protetti con cappellini muniti di visiera. fondata nel 1965 che si occupa di viaggi e spedizioni in zone Ottico Optometrista Barbara Micaglio remote del mondo. Nel periodo sopraindicato si sono registrati Ottica Optometria Barbiero Via Montello 2 - 30033 15 casi nel corso dello studio con un’incidenza dello 0.06% su Noale (VE) - Tel. 041-440485 - 041-440484 - e-mail: 23.257 partecipanti che si sono esposti alla neve o all’acqua, otticabarbiero@libero.it - www.otticabarbiero.com e dello 0.02% su 65141 altri individui che hanno preso parte
Nuove Terapie nel Cheratocono: “Cross Linking” e “Link Topo-aberrometrico”
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l Cheratocono è una patologia degenerativa della cornea caratterizzata da un progressivo cedimento strutturale. La cornea, piccola cupola trasparente posta davanti all’iride, tende a sfiancarsi creando un astigmatismo irregolare. Nei primi stadi della malattia è ancora possibile la correzione con occhiali, ma presto il paziente deve utilizzare lenti a contatto o sottoporsi ad un intervento chirurgico. Le lenti a contatto per questi pazienti erano inizialmente rigide poi negli anni hanno subito miglioramenti di forma e materiale. Esistono anche opzioni gemellate ossia lenti morbide con un alloggio per una lente gas permeabile. A prescindere comunque dalle varie soluzioni contattologiche, esiste da ormai 15 anni un nuovo importante trattamento chiamato “Cross Linking”. Questa procedura consiste nel ricoprire la cornea con vitamina B2 ed esporre poi la cornea stessa ad una particolare luce ultravioletta. La combinazione di luce e vitamina, realizza un aumento di legami “crociati” all’interno della struttura corneale. In parole povere si irrobustisce la trama collagene e si blocca (o si riduce) la tendenza al cedimento strutturale. Ovviamente l’importanza e l’efficacia di questo trattamento è massima quando è effettuato su cheratoconi classificati di primo e secondo grado, in quanto, trattandosi di forme lievi, è ancora possibile una buona correzione con occhiale. Se quindi noi irrobustiamo la cornea appena questa manifesta il problema, la stabilizziamo ed evitiamo che il progredire della malattia ci porti a dover effettuare un trapianto di cornea! E’ quindi intuitivo che questa procedura, quasi scevra da effetti collaterali, va effettuata quanto più precocemente possibile. In alcuni casi particolari, quali cheratoconi di vecchia data portatori di lenti a contatto, ha comunque un senso effettuare il cross linking, qualora il pa-
ziente rifiuti l’idea di un trapianto di cornea e desideri continuare con le lenti. Una volta effettuata questa procedura di rinforzo, nei cheratoconi di 2° o 3° è possibile inoltre migliorare la forma della cornea con un particolare trattamento laser detto Link Topoaberrometrico (Primo trattamento effettuato a livello mondiale da Camellin nel 2002). Con questa procedura noi possiamo “limare” l’apice del cheratocono con un particolare laser che così facendo elimina o riduce le aberrazioni che rendono difficile e poco efficace la correzione con occhiale. Non possiamo con questo trattamento togliere l’uso dell’occhiale, ma possiamo ridurlo in termini di pesantezza ed aumentare la capacità visiva del paziente. Il miglioramento inoltre riguarda la qualità della visione specialmente in condizioni di scarsa lumonosità! Ovviamente non si può generalizzare il risultato, trattandosi di occhi con caratteristiche di forma molto differenti da un caso all’altro. E’ comunque importante trasferire il concetto che un cheratocono iniziale deve essere bloccato precocemente e non semplicemente corretto con lenti a contatto e che in alternativa od in complemento, dopo che è stato trattato con Cross Linking, è possibile un trattamento laser migliorativo per la vista. In definitiva queste nuove procedure, Cross linking e Link Topo-aberrometrico, permettono ad un cheratocono iniziale di allontanare od evitare la necessità di un trapianto di cornea. Il Dr. Massimo Camellin Dott. Massimo Camellin: Via Dunant, 10 - Rovigo tel. 0425 411357 mail: segreteria@sekal.it web: www.lasek.it
Effetti dell’umidità in casa
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pore di muffaLa formazione di condensa quando l’umidità è eccessiva può generare le muffe. Si tratta di funghi dall’aspetto polveroso e dalla colorazione varia che può andare dal giallo ocra al verde muschio, dall’azzurro argenteo al nero. Le spore vagano nell’aria finché, con la presenza della condensa, tendono a posarsi sulle superfici più fredde di pareti, soffitti e pavimenti, laddove si formano i cosiddetti ponti termici, come pilastri, travi, angoli, spigoli o battiscopa. Possono attecchire sia superfici naturali come il legno, che su quelle artificiali come la plastica. Dormite su un materasso con delle tracce di muffa o funghi? Un problema delle abitazioni moderne, specialmente quelle a risparmio energetico che limitano quindi la dispersione termica, è la scarsa ventilazione. Questa problematica può contribuire alla formazione di muffe e funghi. Le condizioni climatiche che permettono la prolificazione delle spore sono una temperatura tra i 18-32°C ed umidità del 60%. Non sono da sottovalutare l’effetto che muffe e funghi possono avere sulla nostra salute, infatti producono sostanze tossiche che provocano irritazioni al naso, occhi, gola, tosse, prurito, asma ed altre patologie legate alla respirazione, inoltre liberano altre sostanze che conferiscono all’ambiente il classico odore di muffa. I problemi legati al contatto o alla permanenza in ambienti in cui è presente la muffa possono manifestarsi in maniera passeggera per poi sparire quando ci si allontana da quell’ambiente, ed in maniera cronica con la comparsa di rinite, asma e polmonite, da cui per guarire non basta allontanarsi dal luogo infetto. Data la pericolosità dell’entrare a contatto o
dormire su un materasso con delle tracce di muffa o funghi, è opportuno prestare attenzione. Ma come comportarsi quando si trovano macchie di muffa sul materasso? Poichè la muffa prolifica in ambienti umidi, la prima cosa da fare è portare il materasso al sole, così da farlo asciugare lentamente all’esterno, cercando di strofinare via la muffa. Una volta asciugato va eliminata la polvere, sia sul rivestimento che all’interno con l’aiuto dell’aspirapolvere su entrambi i lati, avendo cura di lavare il contenitore o buttare via il sacchetto per evitare che le spore fuoriescano. Per evitare la ricomparsa di muffe e funghi è sufficiente dedicare al proprio materasso un minimo di manutenzione, girarlo spesso, farlo arieggiare ogni settimana, passarlo con l’aspirapolvere una volta al mese. Un coprimaterasso di qualità riduce l’accumulo di polvere sul materasso ed ha il vantaggio di poter essere lavato in lavatrice. Se invece le macchie tendono a ricomparire potrebbe essere dovuto all’eccessiva umidità nell’aria che potrebbe essere ridotta da un deumidificatore. Per concludere, la scelta decisiva la si fa al momento dell’acquisto, scegliendo materassi sfoderabili, che garantiscano areazione. Non bisogna tralasciare l’importanza del supporto su cui poggia: anch’esso deve garantire igiene e areazione per cui sono da preferire le doghe in legno. Muffe e funghi sul tuo materasso scegli Marion che con i suoi materassi sfoderabili garantisce igiene e areazione Gmflex - via del Commercio,12 località Borsea Rovigo tel.0425474954 - angolo via Modena n°2 (ex autogamma) Mira (Ve) - tel 0414266455
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Le Ipoacusie da rumore Sorme patologiche di svariata eziologia che hanno però una prognosi sicuramente benigna ma che comunque portano ad uno scadimento della qualità di vita
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n campo Otorinolaringoiatrico esistono purtroppo numerose malattie con esito spesso infausto che sono primitive degli organi di questo distretto (naso orecchio gola), ma anche secondarie a patologie di altri organi. Queste malattie sono casuali e in parte correlate a stili di vita erronei e rappresentano circa il 7% della patologia tumorale. Le Ipoacusie invece sono forme patologiche di svariata eziologia che hanno però una prognosi sicuramente benigna ma che comunque portano ad uno scadimento della qualità di vita. Tra le varie tipologie di ipoacusia oggi si parla sempre di più delle IPOACUSIE DA RUMORE perché viviamo in ambiente tecnologico dove l’inquinamento acustico è in continua ascesa. I Medici Specialisti del Settore hanno realizzato concretamente solo in tempi relativamente recenti che l’esposizione al rumore finisce con il dare sordità. La rivoluzione industriale della fine dell’’800 e dei primi del ‘900, gli avvenimenti bellici con armamenti sempre più poderosi, sono stati l’inizio di queste forme morbose. Ma oltre a questo bisogna
considerare che, più modernamente ,le sedi di lavoro sono state sempre più rumorose a cui si aggiunge (cosa non trascurabile) l’elemento musica ad alto volume. Il danno da rumore più evidente è quello traumatico (spari, scoppi, deflagrazioni) che compare con perdità uditiva immediata, sensazione di rumore indistinto alla testa (acufeni) spesso vertigine soggettiva. Il danno peggiore però è dato dall’esposizione continuativa a rumore anche non molto intenso ma per molte ore al giorno per lunghi periodi di vita. Questa tipologia di lesione dell’organo dell’udito è subdola e la perdità uditiva è lieve ma ingravescente, spesso il soggetto non si rende conto del danno uditivo , tante volte sono i famigliari e gli amici ad avvertirlo. Naturalmente una volta scoperto il danno già instaurato da tempo non è più possibile nessun recupero ed ogni attenzione è finalizzata a non peggiorare la situazione. Parliamo quindi di lavori con rumore pari e superiore a 90 Decibel, mentre nelle giovani generazioni l’esposizione a musica di volume elevatissimo, (anche 120 decibel come in alcuni locali), porta ad un danno
uditivo spesso importante. Oggi esistono metodiche di studio e valutazione delle ipoacusie molto sofisticate. Gia i nuovi Audiometri. Digitali hanno una precisione di diagnosi importante , mentre nei casi dubbi si provvede anche ad altre indagini audiometriche, (ABR Impedenzometria ecc). In concreto il nostro ambiente di vita ha, in virtù della tecnologia sempre più presente, già un ‘’rumore di sottofondo‘’ che non si può correggere cui si aggiunge inesorabilmente il rumore supplettivo legato a molteplici attività. E’ dunque fondamentale eseguire periodicamente un Esame Audiometrico specie nei soggetti esposti a qualsivoglia esposizione al rumore. Dott. Renato Capuzzo Specialista in Otorinolaringoiatria Specialista in Foniatria Poliambulatorio TerrassaMedica Via Marconi n. 6 - 35020 Terrassa Padovana - Padova Tel.: 347/4143070 049/0998352
Gambe belle e sane? E’ il momento di pensarci! Un nuovo trattamento per la salute e la bellezza delle gambe!
Dr. Predebon può descriverci brevemente la tecnica della FLEBOTERAPIA RIGENERATIVA TRIDIMENSIONALE AMBULATORIALE (T.R.A.P.) ? Si tratta di una metodica iniettiva del tutto innovativa per la cura di capillari e vene varicose, che non occlude le vene ma che agisce sulle pareti dei vasi del circolo perforante e superficiale, rinforzando la parete delle vene, restringendone il lume, ripristinandone la funzione valvolare. Risultato: scomparsa alla vista di tutti i vasi visibili: vene varicose, venule e teleangectasie e capillari. Per descrivere questi effetti è stato usato il termine “rigenerazione”, cioè ripristino della struttura dei vasi e della loro funzione. La TRAP si basa sull’ipotesi che la causa più frequente delle vene varicose e teleangectasie negli arti inferiori derivi dall’indebolimento della parete delle vene perforanti e dalla conseguente incontinenza valvolare. Per rinforzare la parete, ridurre il calibro delle vene e ripristinare la continenza valvolare iniettiamo in tutti i vasi visibili a occhio nudo o con la transilluminazione, una soluzione sclerosante a concentrazione non occludente, in quantità sufficiente a raggiungere le vene perforanti. Cosa contraddistingue e differenzia la T.R.A.P. dalle metodiche finora in uso? La fleboterapia rigenerativa tridimensionale (T.R.A.P.) è una rivoluzione nel campo della flebologia tradizionale, in quanto quest’ultima parte da concetti che non rispettano l’integrità anatomo-funzionale del circolo venoso degli arti inferiori e non considerano l’aspetto preventivo. Le vene ine-
Il Dr. Enzo Predebon
stetiche che noi vediamo rappresentano in pratica la valvola di sfogo dell’insufficienza delle vene perforanti sottostanti, per cui appare evidente che è inutile obliterare od asportare la valvola di sfogo dell’ipertensione emodinamica, senza correggere l’insufficienza valvolare sottostante. Dr. Predebon , in modo semplice, come agisce la T.R.A.P. Le vene perforanti sia per una debolezza congenita , che per una serie di fattori (età, gravidanza, ormoni, postura, obesità, ecc.) si dilatano sotto la spinta emodinamica determinata dalla deambulazione e dalla conseguente contrazione muscolare. Queste vene si possono “rigenerare”, permettendoci di ottenere un risultato sia estetico che funzionale, inoltre, intervenendo su tutto il circolo superficiale e perforante la T.R.A.P. blocca gli aspetti evolutivi della malattia varicosa e ne previene l’insorgenza. Il circolo venoso degli arti inferiori viene quindi “curato” rispettando la sua anatomia funzionale. Così facendo si minimizzano gli effetti collaterali, si ripristina la corretta continenza e le vene e le teleangectasie spariscono alla vista, insieme alla sensazione di gambe pesanti, residuando un arto inferiore senza vene e teleangectasie visibili ad occhio nudo. Dr. Enzo Predebon Master Medicina Estetica Poliambulatorio S. Martino Via Carrarese 66 - Piove di Sacco (Pd) Tel. 049 9703406
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pi! pi! Domani Domani passo passo ee vi vi faccio faccio un un delle sue possibilità”. Il cliente riassegno!” assegno!” sponde: “Ah,nord ma non preoccu•• Al un dice Al polo polo nord un sicane cane dice
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Il Gioco del Mese: L’IMMAGINE NASCOSTA L’IMMAGINE L’IMMAGINE NASCOSTA NASCOSTA
IL PUZZLE: JUDE LAW
Annerite gli gli spazi spazi con con ii puntini puntini Annerite
Annerite gli spazi con i puntini
all’oca: “Ah! Ho la pelle d’oca!” E l’oca risponde: è vero! Fa un all’oca: “Ah! Ho “Ah la pelle d’oca!” E freddo cane!” l’oca risponde: “Ah è vero! Fa un • Come“Ah! contano vitellini? Uno, all’oca: Ho la ipelle d’oca!” E freddo cane!” bue, tre. l’oca risponde: “Ah è vero! Fa un •• Come Come sicontano Uno, chiama iilvitellini? Santo protetfreddo cane!” bue, tre. tore delle caramelle? San Agola. Come Uno, •••Come sicontano chiama Santo Un tale entraiil vitellini? in un protetsuperbue, tre. tore delle caramelle? San Agola. mercato e nota una bella ••donna Come si chiama ilin Santo protetUn tale entra un superche lo guarda incessantemente. Finalmente lui si fa mercato e nota una bella tore delle caramelle? San Agola. coraggio e le chiede: “Scusi, donna che lo guarda incessan• Un tale entra in un superforse ci conosciamo?” temente. lui La si sifa mercato eFinalmente nota una bella gnora risponde: “Credo che coraggio e le chiede: “Scusi, donna lo guarda lei sia ci ilche padre di unoincessandeiLamiei forse conosciamo?” sitemente. luisu si un fa bambini.”Finalmente Lui ci pensa gnora risponde: “Credo che gnora risponde: “Credo che minuto poi che “Scusi, questo coraggio e decide le chiede: lei sia ilil padre di uno dei miei lei sia ci padre bambino di cui di lei uno parladei sia il siriforse conosciamo?” Lamiei bambini.” bambini.” Lui Lui ci ci pensa pensa su su un un gnora risponde: “Credo che minuto minuto poi poi decide decide che che questo questo lei sia il padre di uno dei miei bambino bambino di di cui cui lei lei parla parla sia sia ilil riri-
bambini.” Lui ci pensa su un minuto poi decide che questo bambino di cui lei parla sia il ri-
sultato dell’unica volta che lui tradì la moglie. Così dice alla sultato dell’unica volta che lui donna: “Sei tu la stripper che tradì la moglie. Così dice alla saltò fuori dalla torta sultato dell’unica volta alla che felui donna: “Seialtucelibato la stripper che sta d’addio del mio tradì la moglie. Così dice alla saltò fuori dalla torta anni alla fà? femiglior amico, cinque donna: “Seialtucelibato la stripper che sta d’addio del mio Quella con cui feci sesso sul saltò dalla torta anni alla fà? femiglior amico, cinque tavolofuori della piscina sta d’addio al celibato del mio Quella con cui feci sesso sul mentre la tua amica mi frumiglior amico, cinque anni fà? tavolo piscina stava ledella natiche scoperte?” La donna lo guarda con orrore mentre la tua amica mi fruQuella con cui feci sesso sule dice: “No, io sono la maestra stava ledella natiche scoperte?” La tavolo piscina di suo figlio.” donna lolaguarda con orrore mentre tua amica mi fru-e • Quanti uomini cila vogliono dice: “No, io sono maestra stava le natiche La persuo cambiare unscoperte?” rotolo di cardi figlio.” donna lo guarda orrore e ta igienica? Noncon è possibile •• Quanti uomini ci vogliono Quanti uomini saperlo, visto che ci non è mai dice: “No, io sono la vogliono maestra per cambiare un rotolo di carper cambiare un rotolo di caraccaduto... di suo figlio.”
ta ta igienica? igienica? Non Non èè possibile possibile •saperlo, Quanti uomini ci vogliono saperlo, visto visto che che non non èè mai mai per cambiare un rotolo di caraccaduto... accaduto...
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A tavola 45 2 LA CUCINA DI CARMEN
PROPOSTE PER UNA CUCINA BIOLOGICA, INTEGRALE, VEGETARIANA, IN SINTONIA CON LA NATURA Consommé di lattuga e mandorle
Ingredienti: 1 cespo di lattuga - 2 scalogni 30 g di mandorle - ½ L di brodo vegetale - 4 C di panna di soia - olio - sale - peperoncino - prezzemolo. Preparazione: mondare la lattuga, lavarla, sgocciolarla e tagliarla a striscioline. In una casseruola scaldare l’olio e rosolare gli scalogni tritati. Unire la lattuga e dopo 5 minuti versare il brodo di verdura, salare, aggiungere il peperoncino e cuocere per circa 10 minuti. Frullare la zuppa e rimetterla ancora per qualche minuto sul fuoco. Incorporare la panna. Servire la zuppa ben calda, cospargendola con le mandorle e il prezzemolo tritato.
Finocchi alla besciamella vegetale
Ingredienti: 4 finocchi - 2 C di olio - 3 C di farina - 3 dl. di brodo vegetale - 2 C di grana - 2 C di pane grattugiato. Preparazione: cuocere i finocchi a vapore, intanto preparare la besciamella vegetale. In una teglia formare uno strato di finocchi, coprire con la besciamella, cospargere con pane e grana grattugiato. Fare gratinare in forno; si deve formare una crosticina dorata.
Budino alla Carruba
Ingredienti per la pasta: ½ L di latte di riso - 2 C di maizena (amido di mais) - 2 C di malto - 1 C di farina di carrube - 1 C di crema di nocciole - 1 c di agar-agar in polvere - 1 pizzico di sale.
Per decorare: qualche nocciola tostata o cioccolato di carrube. Preparazione: in un pentolino scaldare il latte con il sale e il malto e portarlo quasi ad ebollizione, mescolando di tanto in tanto perché il malto tende a depositarsi sul fondo. A parte stemperare in una casseruola l’amido di mais, l’agar-agar e la farina di carrube, con un paio di cucchiai di acqua fredda mescolando con un cucchiaio di legno in modo che non si formino grumi. Sempre mescolando, unire al composto ottenuto il latte bollente e portare ad ebollizione a fuoco basso. Lasciar cuocere per 8-10 minuti sempre mescolando, quindi spegnere e incorporare la crema di nocciole. Versare in quattro coppette e lasciare raffreddare. Decorare con le nocciole tostate o con il cioccolato di carrube. Servire tiepido o freddo.
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Carmen Bellin Carmen Bellin, Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato “Metti una sera a cena” libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura.
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