Nell’ultimo biennio la mobilità nel nostro Veneto è tornata, a pieno regime, ai ritmi frenetici del periodo pre-pandemico. Spostamenti per lavoro, studio e un turismo sempre più pervasivo hanno riportato il traffico a livelli massimi. Ma cosa ci dicono i numeri dell’ultimo rapporto Istat sulla sicurezza stradale? Il quadro che emerge è in chiaroscuro, ma con un raggio di luce che merita la nostra attenzione. Il dato più incoraggiante riguarda gli incidenti mortali: la prima metà del 2025 ha mostrato una riduzione degli incidenti con lesioni (-1,3%) e delle vittime, in linea con un calo generale. Nel 2024, le vittime sulle nostre strade furono 269. Numeri ancora tragicamente alti, ma che raccontano un calo un calo significativo. L’indice di mortalità in Veneto è calato da 2,4 a 2,1 decessi ogni 100 incidenti. Si tratta di un risultato d’eccellenza se confrontato con la sostanziale stagnazione del dato nazionale. Guardando lontano, dal 2010 a oggi, la nostra regione ha ridotto la mortalità stradale di oltre il 32%, superando la media italiana. Tuttavia, non è il momento di brindare. Se le “croci” diminuiscono, il numero complessivo di incidenti e di feriti è in lieve aumento, rispettivamente dello 0,7% e dell’1,3%. Questo scollamento ci suggerisce che, sebbene la sicurezza dei veicoli e la tempestività dei soccorsi riescano a salvare più vite, la frequenza degli impatti resta legata a distrazioni e volumi di traffico critici. Il Veneto, inoltre, è tra le regioni più colpite per mortalità ciclistica, con 27 ciclisti deceduti registrati nel 2025. Ogni incidente rappresenta un costo umano e sociale immenso e non possiamo abbassare la guardia.
Un nuovo manager per l’Ulss 8 Berica: Peter Assembergs direttore generale
Bilancio regionale ultimi ritocchi prima del varo definitivo: parla l’assessore Giacinti
SICUREZZA STRADALE,
In città gli incidenti stradali sono in aumento, ciclisti e motociclisti i più a rischio. Preso un piano dedicato alle scuole, intanto la mobilità sicura entra in classe
di riferimento per la comunità pop
Dal rapporto statistico emerge che quasi la metà delle famiglie sono composte da una sola persona, gli abitanti sono quasi 111 mila
VALERIA MANTOVAN: “LA CULTURA IN VENETO E’ RISORSA VIVA, DIFFUSA E FECONDA”
L’assessore regionale: stanziati subito 18 milioni per le borse studio, attenzione al disagio giovanile
DLiceo classico, scelta da eroi
Giampiero Beltotto
ite la verità: non mandate i vostri figli al classico perché avete paura del loro fallimento, quindi, non scommettendo sulla loro intelligenza, sulla loro capacità di abnegazione, di sacrificio, di volontà ferrea, scegliete per loro un percorso agevole. Quanti dei lettori di questo giornale hanno frequentato il glorioso liceo classico? Ricorderanno le ore trascorse sui Promessi Sposi, sull’aoristo passivo, su Tacito (intraducibile tanto quanto Quintiliano) o su Platone, che mi toccò alla maturità.
“Quello di Lupin III”: Davide Zanella, artista punto
Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 6
Servizio a pag. 27
90 €/pz
Sintoniz zati sul
rmate De Pr
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
0,79€/pz
Offerte valide dal 23 marzo al 6 aprile 2026
7,99€/pz
SCARICA L’APP RADIO VENETO2 4 SUL TUO SMARTPHONE Ascoltaci in tutto il Veneto
Sintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
Servizio civile universale, nuovo bando per 23 posti in Comune
Èstato pubblicato il nuovo bando per accedere al Servizio civile universale, la scelta che i giovani tra i 18 e i 28 anni possono fare per dedicare alcuni mesi della propria vita al servizio di difesa, non armata e nonviolenta, della Patria, all’educazione, alla pace tra i popoli e alla promozione dei valori fondativi della Repubblica italiana, attraverso azioni per le comunità e per il territorio. Il Comune di Vicenza mette a disposizione 23 posti in quattro differenti progetti nell’ambito della promozione culturale, di cui 6 posti sono disponibili per giovani con ISEE fino a 15.000 euro. Dal servizio proposto in Biblioteca Bertoliana a quelli che si svolgeranno all’URP (Ufficio relazioni con il pubblico) e nel Settore informatico comunale, dalle attività progettate per i Musei Civici a quelle per l’Istruzione, la Cultura e Politiche giovanili e le Politiche per la pace, i progetti sono pensati per sostenere la diffusione dell’educazione alla pace e per valorizzare il patrimonio culturale e giovanile della città. Anche quest’anno l’iniziativa è coprogettata con Arci Servizio Civile Vicenza, che ha assicurato ai ragazzi e a chi li coordina l’opportunità di seguire momenti formativi e di aggregazione coordinati. Le domande per accedere alle selezioni vanno presentate online entro le 14 dell’8 aprile. I giovani selezionati entreranno in servizio dal 18 settembre. Per coloro che partecipano ai progetti del servizio civile universale lo Stato ha stabilito un rimborso mensile di 519,47 euro.
L’attività svolta non determina l’instaurazione di un rapporto di lavoro e non comporta la sospensione e la cancellazione dalle liste di collocamento o dalle liste di mobilità. Il periodo di servizio è inoltre riconosciuto ai fini del trattamento previdenziale ed è prevista una riserva di posti pari al 15% nei concorsi pubblici e per le assunzioni di personale non dirigenziale in favore degli operatori volontari che abbiano concluso il servizio civile universale senza demerito.
Fino all’8 aprile i giovani dai 18 ai 28 anni possono presentare la
Liceo classico, scelta da eroi Giampiero Beltotto
Sapete che cosa diceva la mia insegnante nel liceo milanese di cui lei era Papessa riconosciuta e riverita? Che lì per lì avremmo trovato i Promessi Sposi noiosi, ma quando saremmo diventati vecchi o nei giorni della malinconia, proprio quelle pagine dell’eterno don Lisander ci avrebbero ristorato l’anima. La Papessa (unico arbitro della nostra esistenza in quegli anni) ci insegnò anche a leggere, nel senso di articolare le parole a voce alta in modo tale che gli altri capiscano perché “non leggi per te e basta, ma per tutto il mondo e devi leggere ad alta voce e lentamente per capire, per gustare le parole e per trasmetterle”. Leggo che al classico, proprio quello del 1923 pensato dal fascistissimo Giovanni Gentile, grazie al quale abbiamo la più bella scuola del mondo, ci va il cinque per cento dei nostri ragazzi. Credo che la percentuale corrisponda al numero di italiani che si entusiasmano per il bello in sé, cioè per ciò che ci rende umani. A casa mia anche figli e nipoti considerano il classico la scuola dell’obbligo perché non possiamo concepirci senza quelle cose inutili che sono la letteratura, il greco e il latino, la filosofia. Ho scoperto con orrore che il legislatore ha tolto la magnifica differenza con tutte le altre scuole, l’avere cioè la quarta e la quinta ginnasio. Tutti uguali ci vogliono. Nelle infinite porcherie commesse a danno della scuola, questa la considero tra le peggiori, come la fine del riassunto e la lallazione che insulta i nostri ragazzi perché li vuole incapaci di reggere allo stress del risultato, quasi che la vita sia una noiosa passeggiata sull’olio scivoloso della parità. Ah certo, dovete considerare i vostri figli un po’ eroi per iscriverli al classico, dei magnifici figli di Sparta e di Atene. Vostro figlio come Leonida che ci salvò con anche meno del cinque per cento dalle invasioni e che quando l’imperatore nemico gli ingiunse di abbassare lo scudo perché erano troppo pochi per salvare la pelle, rispose “vieni a prenderlo”. O vostra figlia come Aspasia di Atene compagna di Pericle e con lui all’origine di quella che noi poveracci chiamiamo democrazia: la ragazza potrebbe lavorare con onore nella comunicazione. Saranno gli unici, i vostri figli, che quando il telecronista dice “naiki” avvertiranno un brivido d’orrore lungo la schiena, ma saranno quelli che dopo cinque anni non rinunceranno a pensare con la propria testa e a concludere che “uno vale uno lo dici a tua sorella”. Se li volete forti i figli e se scommettete su di loro chiedete la sezione aspra e dura dove c’è il professore di filosofia che insegna Platone e Sant’Agostino e non comizia di politicamente corretto. Pure qualche scappellotto farebbe bene a chi decide per il classico ma so che questo finale potrebbe alzare un polverone. Rinuncio allo scappellotto, ma per favore ritorniamo al vecchio ma sempre giovanissimo ginnasio. Quarta e quinta, s’intende. Astenersi perditempo e perdigiorno. E poi come dice il Maestro Arbore, “meno siamo, meglio stiamo”. continua
Sintoniz zati sul
eneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare he la radio con una qualità audio per fetta
Presentati i dati statistici 2025. Quasi metà delle famiglie composte da una sola persona
Rimane ancorato sotto i 111 mila abitanti il Comune di Vicenza, più precisamente a 110.797 residenti secondo i dati statistici 2025 del Comune: in maggioranza femmine, con una percentuale del 51,6%. (57.179 femmine a fronte di 53.618 maschi). L’età media è di 47,1 anni (46,9 nel 2024): 45 anni per i maschi e di 48,9 per le femmine. Le fasce d’età sono così suddivise: minorenni 13,8%; età lavorativa (20-64 anni) 58,7%; over 65 25,6%; over 80 9%. Gli ultracentenari sono 35. Suddividendo la popolazione in fasce d’età di 5 anni, quelle più rappresentate sono 51-55, 56-60 (la più numerosa in assoluto) e 61-65.
Continua a crescere anche l’indice di vecchiaia: registrando nel 2025 231 anziani ogni 100 giovani. I bambini (0-14 anni) sono in leggero calo: 12.294 (erano 12.441 nel 2024), con prevalenza maschile (6.333 maschi e 5.961 femmine), e rappresentano l’11,1% del totale dei residenti (11,3% nel 2024). I bambini in questa fascia di età con cittadinanza straniera sono 2.729 (22,2%; l’anno precedente erano il 23,3%); tra questi, 1.774, pur mantenendo la cittadinanza straniera, sono nati a Vicenza e 321 in un altro Comune d’Italia; 634 (23,2%) sono nati all’estero. Il saldo naturale (differenza tra nascite e decessi) si mantiene negativo, come accade ormai costantemente dal 2006.
Nascite Il dato delle nascite registrato è in controtendenza rispetto agli ultimi anni e segna un aumento di 11 unità rispetto al 2024: 722 nati a fronte dei 711 dell’anno precedente (359 maschi e 363 femmine). Era dal 2022 che questo in-
dicatore non registrava un segno positivo. Si resta in ogni caso molto al di sotto dei numeri di 10 anni fa, quando a Vicenza nascevano in media 800 bambini all’anno (818 nel 2015).
I nuovi arrivi di bambini da genitori stranieri sono diminuiti nettamente rispetto agli ultimi anni: solo 162, a fronte dei 195 del 2024, dei 185 del 2023, dei 204 del 2022 e dei 197 del 2021. La maggior parte di questi bambini ha una cittadinanza asiatica (35,5 %) o africana (33,5%).
Decessi I decessi tra i residenti di Vicenza nel 2025 sono stati 1.185 (547 maschi e 638 femmine), 5 in meno rispetto al 2024. Cittadini stranieri I cittadini stranieri sono leggermente aumentati (17.619 rispetto ai 17.491 del 2024) e rappresentano il 15,9% del totale dei residenti. Il dato non presenta variazioni di rilievo rispetto a tutti gli ultimi 7 anni.
La comunità di stranieri più numerosa rimane quella rumena (2.726 residenti), seguita, come nel 2024, da quella serba (1.582) e da quella nigeriana (1.116). Da un’analisi dei dati degli ultimi 10 anni si nota come i cittadini serbi, moldavi e bosniaci siano in costante diminuzione, mentre registrano una crescita pressoché continua i cittadini nigeriani, pakistani e, soprattutto negli ultimi anni, quelli del Bangladesh ed egiziani.
Dei 110.797 residenti al 31 dicembre 2025, poco meno di 1.000 hanno acquisito la cittadinanza italiana nel corso dell’anno (458 maschi e 501 femmine). L’età media di questi neo italiani si attesta sui 31 anni. La maggior parte degli stranieri nati in Italia è nata a Vi-
cenza (79,6%). Nel complesso gli stranieri nati in Italia sono 2.673, il 15,2% del totale.
Famiglie
Cresce di quasi 500 unità il numero di famiglie: al 31 dicembre 2025 erano 53.992 ma diminuisce ancora il numero medio di componenti, tant’è che continua ad aumentare in modo significativo
il numero delle famiglie composte da una sola persona (anche questo dato è in crescita costante dal 2000), in totale 24.445 (il 45,3%).
Matrimoni e separazioni Nel 2025 sono stati celebrati 256 matrimoni, 11 in meno rispetto al 2024. Nel dettaglio, sono stati 205 quelli celebrati con rito civile (80%) e 51 quelli con rito religioso
(20%). Il 72,7% dei matrimoni celebrati è tra cittadini italiani (186). L’età media degli sposi è 43,4 per i maschi e 39,9 per le femmine. Le unioni civili nel 2025 sono state 8: 7 tra maschi e 1 tra femmine. Nell’anno 2025 sono stati effettuati 30 atti di separazioni, 37 atti di divorzio e nessun scioglimento di unioni civili.
Polizia Provinciale di Vicenza, bilancio 2025
Il 2025 si chiude con un bilancio intenso per la Polizia Provinciale di Vicenza, impegnata nella tutela della fauna selvatica, nel contrasto al bracconaggio e nel contenimento delle specie dannose. I dati sono stati presentati dal consigliere provinciale delegato Moreno Marsetti con il comandante Gianluigi Mazzucco e il vicecomandante Federico Franzoi.
«Il corpo si conferma fondamentale per la sicurezza ambientale –ha spiegato Marsetti –: assistiamo la fauna in difficoltà con 2.860 recuperi e gestiamo le specie proble-
matiche con oltre 25 mila prelievi tra colombi, corvidi, cinghiali e nutrie».
L’attività antibracconaggio ha portato al deferimento di 54 persone per uccellagione, abbattimento di specie protette e violazioni del TULPS. I controlli amministrativi su caccia e pesca hanno coinvolto circa 11 mila cacciatori e altrettanti pescatori, anche grazie al supporto degli agenti volontari. Nel contenimento della fauna problematica i numeri segnano un aumento rispetto al 2024: 1.811 cinghiali, 1.650 nutrie, 4.347 corvidi e 18.637 colombi prelevati sotto il coordinamento della Polizia provinciale.
SCARICA
Sintoniz zati
Adottiamo un papero e, tutti insieme, niente sarà impossibile.
Vene
t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
LA FIDUCIA NON SI PRETENDE: SI CONQUISTA.
Noi ci impegnamo a farlo con trasparenza e fatti concreti.
nostri obiettivi per il 2026
: da febbraio 2025 a febbraio 2026 so no stati presi in carico oltre 200 piccoli e giovani pazienti
ne in molti interventi pediatrici, il trattamento di linfangio mi, la correzione di malformazioni o la rimozione di mas se, permettendo ai medici di lavorare con una precisione superiore e nel massimo rispetto delle strutture sane.
ziare il servizio con l’inserimento di una nuova psicologa, per
che permette di eseguire interventi mininvasivi, in modo più sicuro, con meno dolore, minori rischi e un recupero più rapido per i bambini.
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
• Donare un exoscopio alla Chirurgia Pediatrica: una tecnologia che consente ai medici di operare con maggiore precisione e visibilità. Questo strumento trova applicazio-
SCARICA L’APP
RADIO VENETO2 4 SUL TUO SMARTPHONE
tatile e multifunzionale con schermo touch, progettato per rispondere alle esigenze della moderna pratica clinica; questo dispositivo facilita l’identificazione e la gestione precoce di condizioni critiche quali sarcopenia, malnutrizione e obesità sarcopenica nei bambini.
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
Il bando. Sono 14 gli immobili, molti dei quali in città e in provincia
Ipab di Vicenza mette all’asta parte del patrimonio immobiliare
V endere per comprare: non è un annuncio di uno dei tanti siti specializzati di compravendita, ma la strategia adottata da Ipab di Vicenza, che in città si occupa di case di riposo, gestendo complessivamente 450 posti letto, che ha deciso di mettere in vendita, mediante un’asta pubblica, che si chiuderà il prossimo 5 maggio, 14 immobili di proprietà il cui valore di perizia, a base d’asta, è di poco superiore ai 7 milioni di euro.
«L’obiettivo ha detto il presidente Achille Variati presentando l’iniziativa -, è quello di raccogliere denaro per integrare sia il Piano triennale di ristrutturazione delle storiche case di riposo situate in centro città, del valore di 10 milioni di euro, sia il progetto per la costruzione di una nuova casa di riposo a Laghetto con ulteriori 120 posti letto».
In questi ultimi anni l’Ente ha compiuto un percorso di risanamento, riqualificazione e potenziamento dei propri servizi, con una gestione complessiva di 451 posti letto, costantemente in piena occupazione, 60 posti per i centri diurni e 51 appartamenti della residenza Proti. Tra i servizi attivi, oltre ai nuclei di casa di riposo, si annoverano il nucleo Alzheimer, il nucleo per pazienti psico-geriatrici, il nucleo dedicato agli stati vegetativi, l’Unità Riabilitativa Territoriale e l’Ospedale di Comunità.
«L’obiettivo primario della nostra mission – ha ricordato Variati - è dare risposta, per quanto a noi possibile, alla crescente domanda di assistenza di una popolazione anziana in continua crescita, buona parte della quale, purtroppo, si trova o si troverà in condizioni di non autosufficienza. Una situazione che impatta fortemente anche sulle famiglie. La scelta di alienare il patrimonio non strumentale non rappresenta dunque una dismissione fine a sé stessa, ma un’azione responsabile di gestione patrimoniale, finalizzata a consolidare la sostenibilità dell’Ente e a mantenere elevata la qualità dei servizi, oltre che a programmare con lungimiranza lo sviluppo futuro dell’offerta socio-sanitaria a favore della
comunità vicentina».
Ha parlato di un passo storico per Ipab il sindaco Giacomo Possamai: «Si tratta di un’operazione che avrà ricadute positive sull’assistenza dei nostri anziani, la vera sfida da affrontare in questo momento storico. Questa operazione e le alienazioni già portate a termine, come quella di Palazzo Serbelloni e di un edificio in viale Trento, consentono inoltre di rimettere in gioco immobili, rigenerando il patrimonio esistente e dando risposta alla ricerca di spazi cittadini».
Marina Puviani
Il Bosco delle associazioni
A poco più di un anno dalla piantumazione iniziale, il Bosco delle associazioni, nell’area comunale di circa due ettari accanto al Parco Retrone, si rinnova con un intervento di manutenzione che ha visto la sostituzione di circa 100 piante che non avevano superato il primo anno di vita.
Infatti, su 1.200 alberi e arbusti messi a dimora nel novembre 2024, il tasso di mortalità registrato è stato dell’8%, un dato
Sintoniz zati sul
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
fisiologico nelle piantumazioni estese. A intervenire è stata la società Bleafing, già responsabile dell’impianto originario, affiancata dai volontari dell’associazione Alberi Felici Aps impegnati nel ripristino delle fallanze, con il sostegno di Afv Beltrame mentre le essenze sono fornite da Veneto Agricoltura. Il Bosco delle associazioni è nato con un obiettivo simbolico ma concreto: piantumare 1.200 piante, una per ciascuna associazione della provincia di Vicenza, per dare forma a una nuova area boscata urbana. Il progetto punta a favorire gli insetti impollinatori, recuperare il paesaggio rurale e offrire uno spazio verde ai cittadini nel rispetto della biodiversità. (m.p.)
SCARICA L’APP
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
Aperto il portale per il Contributo di accesso 2026 a Venezia Sintoniz zati
ne e al pagamento del Contributo di accesso
Il provvedimento introduce anche per il 2026 un sistema articolato su due fasce di pagamen-
L’APP
anticipata e migliorare la capacità di governo
ventuale applicazione a regime. Anche nel corso del 2026 il contributo non sarà applicato alle
isole minori individuate dal Regolamento comunale. L’orario di applicazione sarà dalle ore
nuta tramite il portale cda.ve.it, seguita dalle biglietterie Vela e da altri canali online.
La sperimentazione per il 2026 prevede complessivamente 60 giornate, secondo il seguente calendario.
La Città
Modifiche al Regolamento di polizia urbana
L a delibera dovrà essere sottoposta al voto del consiglio comunale, ma le integrazioni e modifiche al Regolamento di polizia urbana e sulla civile convivenza approvato nel 2017, si possono dare già per scontate.
«L’obiettivo – ha detto il sindaco Giacomo Possamai nel presentarle – è quello di rendere ancora più efficace il contrasto di alcuni di fenomeni di degrado urbano e illegalità».
Le novità recepiscono disposizioni già emanate in passato da ordinanze con risultati positivi ma limitati nel tempo o circoscritti ad alcune aree della città: ora diventano stabili. Nel dettaglio, è stato introdotto un nuovo articolo per contrastare la sosta permanente di camper e caravan di famiglie nomadi in alcune zone cittadine. Il divieto viene quindi esteso all’intero
territorio comunale, imponendo anche l’obbligo di rimuovere, oltre ai veicoli, eventuali materiali o rifiuti presenti nell’area.
Sul fronte del contrasto allo sfruttamento della prostituzione, è stata introdotta la possibilità per la polizia locale di elevare sanzioni anche nel caso in cui la violazione avvenga all’interno di veicoli o vetture e non solo nel momento della contrattazione. I controlli, quindi, avranno una maggiore attenzione ai clienti.
Per quanto riguarda il decoro urbano, dopo la sperimentazione dell’ordinanza che ha disposto di allestire con pannelli decorativi le vetrine dei negozi sfitti, questo obbligo verrà introdotto in via permanente.
Come già disposto anche in altre città italiane, il Regolamento prevede che, in occasio-
Vicenza – Zhytomyr: un gemellaggio che è diventato legame
Il 24 febbraio 2022 l’invasione russa dell’Ucraina ha cambiato il destino di milioni di persone. A quattro anni da quella data, Vicenza ha scelto di non limitarsi al ricordo, ma di fare il punto su un percorso concreto di solidarietà che ha trasformato un’emergenza in relazione stabile.
Già nei primi giorni di marzo 2022 la macchina dell’accoglienza si è attivata rapidamente. Il 9 marzo è partito il primo viaggio di sette, con nove pullman e 440 persone arrivate in città, tra adulti e minori. Numeri che raccontano solo in parte la complessità di quei giorni: paura, incertezza, ma anche una risposta collettiva capace di coordinarsi tra istituzioni. Il Csv di Vicenza ha seguito direttamente 260 persone, grazie alla
disponibilità di circa 100 famiglie della provincia: non solo prima accoglienza ma corsi di italiano, inserimento scolastico, supporto sanitario e psicologico, orientamento al lavoro.
Il gemellaggio con la città ucraina di Zhytomyr non è rimasto un atto simbolico: in questi anni si è tradotto in accoglienza, collaborazione istituzionale e sostegno diffuso, grazie al Comune, al Csv e della rete di associazioni del territorio. Un impegno che ha coinvolto enti pubblici, volontari, famiglie e realtà del terzo settore. Infatti, ciò che ha distinto Vicenza rispetto ad altre realtà nazionali è stata la continuità: mentre in molti territori la presenza attiva delle amministrazioni si è concentrata nei primi anni, qui la collaborazione è ri-
ne di festeggiamenti come Carnevale e Capodanno, è vietato utilizzare coriandoli non biodegradabili e di non scoppiare mortaretti e prodotti simili.
Una volta approvato dal Consiglio comunale, la giunta dovrà provvedere alla determinazione degli importi delle sanzioni amministrative previste per ogni singolo precetto. Potranno ammontare, su discrezione della giunta, a seconda della gravità e secondo un principio di gradualità, tra 25 e 500 euro». Il Regolamento è composto da 37 articoli, raggruppati in sei titoli in materia di: Sicurezza urbana e pubblica incolumità, Convivenza civile, Vivibilità decoro e igiene pubblica, Pubblica quiete, Disciplina dei mestieri girovaghi e di particolari attività lavorative, Sistema sanzionatorio e norme finali.
Mauro Della Valle
masta costante, anche durante le fasi in cui l’emergenza appariva meno drammatica. In questi quattro anni molte famiglie sono rientrate in Ucraina, altre sono rimaste. Le attività di accoglienza
diffusa si sono concluse nel 2025, ma il legame costruito non si è esaurito: un rapporto destinato a durare oltre la guerra, in attesa, ci si augura, della pace. (m.d.v.)
Sintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
8 marzo: è una mimosa appassita quella del lavoro femminile
Èuna sorta di regalo quello che l’Ufficio Studi della Camera di Commercio ha voluto donare idealmente alle donne vicentine: un report interamente dedicato al lavoro femminile elaborato in occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale della Donna. Capita, tuttavia, che una volta scartato il pacchetto non sempre si riesca a nascondere la delusione: i risultati infatti confermano che il territorio vicentino vanta un elevato tasso di occupazione medio (69,4%), ma l’occupazione femminile si ferma al 61,3% contro il 77,3% degli uomini. Anche la disoccupazione riflette questa asimmetria, attestandosi al 3,6% per le donne e al 2,4% per i colleghi maschi, con un differenziale occupazionale che raggiunge il picco del 19,1% nella fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Differenze significative emergono anche nelle retribuzioni: nonostante un impegno temporale medio di circa 45 settimane annue, non molto diverso da quello maschile, la media per gli uomini è di 33 mila euro contro i 22.353 euro delle donne. Il divario di genere nel mondo del lavoro, insomma, continua a essere rilevante. Nel lavoro dipendente full-time la retribuzione giornaliera femminile è inferiore del 19,8%, con punte critiche tra gli impiegati (26,6%), mentre il divario minimo è tra gli apprendi-
sti (5,6%). Nel mondo dei professionisti a partita iva, tra le retribuzioni medie annue di uomini e donne vi è una differenza di ben 22.741 euro a vantaggio dei primi. Fragilità salariali che non si riflettono solo nella vita quotidiana, ma anche a lungo termine sulla previdenza: le pensioni di anzianità medie premiano gli uomini con 25.318 euro rispetto ai poco meno di 21 mila delle donne. Non va meglio nemmeno se si passa all’imprenditoria, cioè nella titolarità e/o nella direzione d’impresa, dato che oltre ad essere meno numerose, le imprese femminili sono anche meno strutturate sul piano giuridico rispetto alla media, con una prevalenza di ditte individuali (58,9%) a fronte di una minor quota di società di capitali (27,6% contro il 34,6% del totale delle imprese provinciali). Un dato positivo lo si riscontra nei ruoli apicali: le 23.860 donne amministratrici o titolari (mediamente più giovani dei colleghi maschi) - pur se concentrate in comparti specifici quali servizi alla persona, ristorazione e
commercio - sono cresciute dell’8,2% negli ultimi dieci anni. «Un grande potenziale di crescita – commenta Ilaria Fabiola Tabone, presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera -: una vera rivoluzione culturale in atto dimostrata dalle quasi 16mila imprese vicentine guidate da donne. Il tema non riguarda solo le imprese femminile ma anche le lavoratrici: il talento delle donne chiede spazio e anche qui ha importanti margini di crescita, a maggior ragione in un momento in cui le imprese faticano a reperire molte professionalità».
Mauro Della Valle
500 donne e un’onda rosa: numeri clamorosi per Vicenza in rosa
Vicenza si è tinta di rosa con la “Vicenza in Rosa”, corsa podistica di 10 miglia riservata esclusivamente alle donne che ha fatto registrare una partecipazione straordinaria. L’evento ha aperto il Vicenza Running Festival, rassegna dedicata alla corsa. Portare in strada 500 partecipanti tra competitiva e camminata rappresenta un risultato significativo per il comitato organizzatore formato da Vicenza Marathon, AFV Beltrame e Vicenza Runners. La gara è stata vinta da Veronica Maran (Skyrunners Le Vigne Vicenza) in 1h07’25”. Seconda Annarita Scalzotto (P.W.T. Italia) a 45”, terza Barbara Regaiolli (Team KM Sport) a 3’28”. Ai piedi del podio Irene Frizzo (Vicenza Marathon) e quinta Martina Serafini (Runners Team Zanè).
Sono state 175 le atlete al traguardo della prova competitiva, mentre molte altre hanno preso parte alla non competitiva e al “Vicenza in Rosa City Tour” di 4,5 km tra le vie del centro. La partenza è stata data dall’assessore allo Sport Leone Zilio. Durante la giornata è stato consegnato anche il premio dedicato ad Anna Zilio, maratoneta scomparsa lo scorso anno.
Turismo. Confcommercio: bisogna coordinarsi meglio e rendere più attrattiva la città
Nel 2025 provincia e Asiago crescono, ma Vicenza perde
Bilancio 2025 in chiaroscuro per il turismo vicentino: provincia in crescita, stranieri in aumento e Asiago traina. Vicenza città invece arretra negli arrivi e nelle presenze, dopo il boom del 2024 legato all’Adunata degli Alpini
L
Sintoniz zati sul
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
a provincia cresce, il capoluogo perde, l’Altopiano di Asiago continua la sua corsa. Si può riassumere così, in estrema sintesi, l’andamento del turismo Vicentino nel 2025, fotografato dai dati diffusi dalla Regione Veneto. Il report, che presenta molte luci e qualche ombra, è sempre molto atteso in quanto si tratta di un settore importante dal punto di vista economico perché nell’ospitalità e nella ristorazione operano 4.500 imprese in provincia, ma anche per l’impatto che i flussi turistici hanno dal punto di vista della spesa nei negozi.
Lo scorso anno in tutta la provincia gli arrivi sono stati 892.495 (+1,1% sul 2024), con gli stranieri in crescita (+2,2%), più degli italiani (+0.4), anche se questi ultimi rappresentano la maggioranza, totalizzando il 61,6% del totale. Quanto alle presenze, ovvero i pernottamenti nelle strutture ricettive, hanno toccato quota 2.359.222 (+1,6% sul 2024).
«Si tratta di risultati indubbiamente positivi – il commento di Nicola Piccolo, presidente di Confcommercio Vicenza – che confermano la crescita di attrattività del nostro territorio. Se però ampliamo lo sguardo alle altre province del Veneto dobbiamo rimarcare che a livello di arrivi solo
Rovigo ha numeri inferiori rispetto ai nostri, mentre tutte le altre province hanno risultati superiori. Questo ci deve spronare a lavorare di più, a livello di sistema». A crescere – secondo il presidente di Confcommercio -, deve essere soprattutto il capoluogo, che non chiude bene il 2025. «I numeri parlano chiaro – sottolinea Piccolo -: Vicenza ha perso 11.709 arrivi, passando da 255.865 del 2024 ai 244.156 del 2025 (-4,6%) e ha perso anche 23.142 pernottamenti, da 570.471 del 2024 a 547.329 dello scorso anno (-4,1%). Tuttavia, non dobbiamo nemmeno dimenticare che il 2024 è stato caratterizzato dall’Adunata degli Alpini in città, che ha portato grandi flussi, anche se limitati ad alcuni giorni. Però, anche nel confronto con il 2023, la città ha subito una flessione, seppure più limitata, ovvero del 2,3%
“Adriano Olivetti e la bellezza”
Nel cuore del centro storico di Vicenza prende vita “Adriano Olivetti e la bellezza”, una mostra diffusa che dall’1aprile al 10 maggio trasforma alcuni dei luoghi più ricchi di storia della città in un itinerario dedicato alle idee, ai progetti e agli oggetti che hanno segnato la storia di Olivetti. Il progetto intreccia spazi culturali e negozi temporaneamente sfitti, creando un percorso espositivo che mette in dialogo memoria industriale, comunicazione e riflessione sul ruolo sociale dell’impresa. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Confcommercio Vicenza e l’associazione elle22 di Bassano del Grappa, impegnata nella divulgazione del pensiero olivettiano, capace di anticipare di decenni il tema della responsabilità sociale
d’impresa, con il patrocinio del Comune e il contributo della Camera di Commercio e sarà arricchita da presentazioni di libri, conferenze e collaborazioni con scuole, università e associazioni di categoria. Tra le tappe principali figurano lo spazio dell’anti Odeo del Teatro Olimpico, dove sarà possibile ammirare una delle prime macchine per scrivere storiche di Camillo
negli arrivi e dell’1,4 nelle presenze».
«L’auspicio - conclude Piccolo - è che il ciclo di mostre annunciato dall’Amministrazione, che dovrebbe iniziare a fine 2026, costituisca una svolta per migliorare l’attrattività turistica in città ma serve un’attenta azione di marketing territoriale, che comprenda la pianificazione di eventi in grado di attrarre turisti a livello nazionale ed internazionale; il coordinamento territoriale, anche attraverso gli organismi preposti della Camera di Commercio; collegamenti infrastrutturali efficienti; servizi urbani adeguati e un generale miglioramento della qualità urbana, parcheggi accessibili e dignitosi, valorizzazione dei percorsi di visita, eliminazioni delle situazioni di degrado».
Mauro Della Valle
Olivetti. Fulcro della mostra sarà Palazzo Cordellina, in via Riale, trasformato in una passerella delle icone di bellezza prodotte dall’azienda sotto la guida di Adriano, dalle macchine per scrivere a quelle per il calcolo.
A Palazzo Trissino il percorso racconterà invece la bellezza dei luoghi progettati da architetti e urbanisti coinvolti da Adriano Olivetti, in dialogo con rielaborazioni di manifesti della comunicazione pubblicitaria realizzate in collaborazione con l’associazione Illustri. Presso l’ufficio IAT di Vicenza e in altri punti della città sarà possibile ritirare la mappa grafica dell’itinerario.
Informazioni e programma dettagliato sono disponibili su www. easyvi.it . (m.p.)
La radio non è più soltanto una
ÈSintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
Gianluca Busi, titolare di 22 HBG, realtà specializzata in tecnologie avanzate per la radio e per le infrastrutture audio multimediali.
Busi ha tracciato un quadro lucido e diretto dell’evoluzione della radiofonia contemporanea. Definire oggi la radio, spiega, è sempre più complesso: come è accaduto con il passaggio dal-
l’FM al DAB, il mezzo sta vivendo una nuova fase evolutiva, spinta dall’impatto dell’intelligenza artificiale e da una trasformazione profonda del concetto stesso di multipiattaforma. L’intelligenza artificiale non è più una tecnologia del futuro, ma una presenza già pervasiva, capace di incidere
che timori. L’ipotesi di robot o avatar in grado di condurre programmi radiofonici o intervenire a eventi non è più fantascienza, bensì uno scenario concreto con cui il settore deve iniziare a
Eppure, proprio in questo contesto ipertecnologico, emerge con forza il valore distintivo della radio: l’autenticità. La voce umana, con le sue pause, le vibrazioni, le imperfezioni, resta un elemento insostituibile. Anche quando la tecnologia sarà in grado di ri-
po reale legate al territorio rappresentano un valore sempre più raro. È questo approccio che distingue una radio “viva”, fatta di persone, ricerca e competenze, da modelli completamente automatizzati basati su playlist
però, questa libertà potrebbe evolvere ulteriormente, consentendo all’ascoltatore di selezionare contenuti sempre più affini ai propri interessi, senza rinunciare alla pluralità e alla sorpresa che da sempre caratterizzano il mezzo radiofonico.
In questo scenario, la radio di informazione territoriale assume un ruolo strategico. Contenuti verificati, giornalismo di prossimità, notizie in tem-
Guardando avanti, 22HBG immagina un futuro in cui i contenuti radiofonici potranno essere multilingua, più longevi e capaci di raggiungere pubblici diversi grazie al supporto dell’intelligenza artificiale. Una tecnologia che non sostituisce la ricerca, la verifica e la qualità editoriale, ma le amplifica, rendendo i contenuti più accessibili e valorizzandone il potenziale.
La sfida non è fermare l’innovazione, ma governarla. Monitorare l’uso dell’intelligenza artificiale, evitarne gli abusi e mantenere centrale il valore umano del contenuto sarà la chiave per accompagnare la radio in questa nuova fase evolutiva, senza tradirne l’anima.
Gianluca Busi 22HBG Founder, CEO FM-world
Il
bando. Duecentomila euro per la salute mentale
BCC Veneta e Fondazione QuVi lanciano il bando “Facciamo Mente Locale”
Fino al 15 aprile enti e associazioni di Vicenza, Verona e Padova potranno presentare progetti per sostenere il benessere psicologico e rafforzare i servizi nelle comunità locali
Duecentomila euro a disposizione del territorio per sostenere iniziative dedicate al benessere psicologico e alla coesione sociale. È questo il valore del nuovo bando “Facciamo Mente Locale”, promosso da BCC Veneta insieme alla Fondazione di Comunità Vicentina per la Qualità di Vita (QuVi), realtà che lo scorso anno hanno dato vita al Fondo “BCC Veneta per la Comunità”. La salute mentale è uno degli ambiti su cui il Fondo ha scelto di puntare con particolare attenzione, stanziando risorse dedicate. Da oggi, lunedì 2 marzo, e fino al 15 aprile 2026, enti del Terzo Settore, associazioni non-profit, Onlus, istituti scolastici ed enti ecclesiastici civilmente riconosciuti potranno presentare le proprie proposte attraverso il sito della Fondazione. L’obiettivo è chiaro: sostenere servizi e attività radicati nelle comunità locali, non solo per chi vive situazioni di disagio psicologico, ma per l’intera cittadinanza. Il bando punta a contrastare la solitudine e l’isolamento, a sostenere le persone più fragili o in difficoltà e a rafforzare i legami sociali. Tra le iniziative ammesse rientrano progetti di prevenzione, percorsi per migliorare l’accesso ai servizi già presenti sul territorio, attività di accompagnamento nei momenti più delicati della vita – in particolare nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta – e iniziative per sviluppare consapevolezza emotiva e relazioni positive.
Il contributo massimo per ciascun progetto potrà arrivare a 30 mila euro. Le proposte saranno valutate in base alla capacità di produrre risultati concreti e verificabili, all’originalità delle idee, alla possibilità di proseguire nel tempo e alla solidità della rete di realtà coinvolte.
Potranno partecipare soggetti che operano nel territorio di competenza di BCC Veneta, che comprende le province di Vicenza, Verona e Padova. È richiesta un’esperienza nel campo della salute mentale e un rapporto di collabo-
razione con la banca. Saranno favoriti i progetti presentati in partnership tra più realtà e quelli che prevedono una compartecipazione alle spese. Un’iniziativa che guarda da vicino alle comunità del Veneto, con l’intento di rafforzare i servizi e offrire nuove opportunità di sostegno in un ambito, quello del benessere psicologico, sempre più centrale anche nelle realtà locali.
Ulss 8: il nuovo numero 116117 per dare risposta alle richieste di assistenza non urgenti
L’Ulss 8 Berica l’ha definita una vera e propria rivoluzione ma sarà solo il tempo a dire se lo sarà davvero. Si tratta del nuovo numero 116117, attivo dal 24 febbraio, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e a disposizione degli oltre 490 mila residenti nel territorio dell’Usl 8 Berica che lo devono comporre per contattare il servizio di Continuità assistenziale (ex Guardia Medica) e avere un accesso diretto ai servizi sociosanitari.
Sintoniz zati sul
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Gli operatori devono fornire una risposta tempestiva alle richieste di salute che non hanno carattere di urgenza-emergenza, per le quali il riferimento rimane il 118, così come per le prenotazioni di visite ed esami specialistici resta valido il Cup (800 403960 per il Distretto Est e 800 212525 per il Distretto Ovest).
Tramite il nuovo numero si possono avere informazioni in primis sulla Continuità assistenziale, come detto, ma anche richiedere consigli sanitari non urgenti o trovare risposta a una serie di necessità assistenziali che spaziano dalla non autosufficienza ai servizi per la disabilità, dalla salute mentale ai consultori familiari, dai servizi per l’età evolutiva a molto altro ancora.
Chi risponderà al telefono una volta ascoltate le esigenze dell’utente dovrà metterlo in contatto con i Servizi nel territorio più adeguati ai suoi bisogni, con una modalità definita di “richiamata attiva”: sarà poi il Servizio competente richiesto a dover ricontattare il cittadino fissando direttamente con lui un appuntamento. Con questo metodo, dunque, non è più l’utente a doversi spostare o contattare i diversi uffici, ma è l’Azienda a prendere in carico i suoi bisogni e a restituirgli una soluzione in tempi brevi, il che semplifica il rapporto con i servizi territoriali, soprattutto per le situazioni più complesse o per alcune fasce deboli della popolazione. La nuova centrale vicentina è collocata al San Bortolo 2: è una delle due destinate a gestire, entro giugno, con una trentina di operatori, le richieste provenienti a livello regionale. Vicenza risponderà infatti, anche alle chiamate degli utenti delle province di Verona e Padova. (m.d.v.)
Sintoniz zati
Non perdete l’occasione di trovare ciò che fa per voi!
Vi aspettiamo per la nostra straordinaria Apertura di Primavera con un evento di
Sintoniz
Sintoni zati
Vene t o 2 a gener a coltare an c h e la ra d io con r fe t ta .
4 passa al sistema di ultim zione DAB che permette di as oltare on una qualità audio pe f
L’opera. Le criticità potranno essere risolte con una spesa di circa 6 milioni di euro
Cavalcaferrovia di strada di Bertesina, al via l’iter per l’adeguamento statico e sismico
La giunta comunale ha approvato il DocFAP (Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali) che individua l’esecuzione di lavori di adeguamento statico e sismico quale soluzione ottimale per conformare il cavalcaferrovia di strada di Bertesina alle attuali previsioni normative. L’opzione scelta prevede un costo complessivo di 6.250.000 euro ed è stata illustrata dall’assessore alle infrastrutture Cristiano Spiller durante un sopralluogo in prossimità del cavalcaferrovia.
«Il cavalcaferrovia di strada di Bertesina, pur essendo oggi assolutamente transitabile, necessita di importanti interventi di manutenzione straordinaria – spiega l’assessore alle infrastrutture Cristiano Spiller -. L’esigenza è emersa a seguito dei monitoraggi effettuati circa un anno fa che hanno evidenziato alcune criticità che potranno essere risolte con una spesa di circa 6 milioni di euro. Attualmente il ponte rimane percorribile per i mezzi inferiori alle 26 tonnellate. Dopo la tragedia del ponte Morandi - prosegue l’assessore - le normative sono diventate, giustamente, più stringenti ed è pertanto diventato necessario per gli enti locali un impegno costante nel monitoraggio delle strutture, per garantire sicurezza e transitabilità. Purtroppo gli interventi sui ponti necessitano di cifre considerevoli, di cui gli enti locali non dispongono, e pertanto l’unica via diventa
quella della ricerca di contributi statali, che attualmente sono notevolmente inferiori alle esigenze. È quindi fondamentale che nascano linee di finanziamento dedicate e stabili – conclude Spiller – che permettano di programmare gli interventi nel medio periodo».
Dalle attività di monitoraggio dei ponti avviate anche in osservanza al D.L. n. 109/2018 (“Decreto Genova”) è emerso che il cavalcaferrovia di Bertesina presenta una classe di attenzione “Alta”, che prevede attività di ispezione e verifica di Livello 4. Le analisi dei risultati hanno comunque confermato che il cavalcavia è transitabile dai mezzi con massa inferiore o uguale alle 26 tonnellate.
La scelta della giunta comunale, basata sull’analisi di criteri funzionali, ambientali ed economici, è ricaduta sull’ipotesi di adeguamento statico e sismico che dal punto di vista economico prevede un costo complessivo di realizzazione dell’opera, quantificato in via preliminare, pari a 6.250.000 euro.
Il cronoprogramma dei lavori avrà indicativamente una durata complessiva di circa 6 mesi.
Gli impatti sulla viabilità saranno limitati e concentrati al periodo di esecuzione delle lavorazioni in soletta e sono principalmente legati alla sostituzione dei giunti e al rifacimento del pacchetto stradale che necessitano di un’interdizione al traffico per una durata complessiva di 10 settimane.
L’interruzione del traffico ferroviario sarà limitata ad un periodo complessivo di 4 giorni.
Ora, quindi, è necessario reperire le risorse per la redazione del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE) e per la realizzazione dell’opera.
La struttura del cavalcaferrovia di Bertesina, costruita tra il 1985 e il 1986, è composta da un impalcato centrale a 14 campate e da due rampe di accesso in rilevato comprese tra i muri di sostegno.
L’impalcato centrale interessa una lunghezza complessiva di 355 metri, con struttura principale in acciaio, costituita da due travi continue.
La struttura presenta aperture variabili da 21.50 metri a 27.50 metri.
L’impalcato ha una larghezza complessiva di 9.45 metri, la sede stradale è costituita da due corsie, una per ciascun senso di marcia, per una larghezza di 8 metri.
Ai bordi dell’impalcato sono presenti due sbalzi, di larghezza pari a 1.80 metri con funzione di pista ciclo-pedonale in cui sono alloggiati i parapetti.
La sezione trasversale dell’impalcato è costituita da 2 travi metalliche di altezza pari a 2 metri e da traversi posti ad interasse di circa 2.50 metri.
Le 13 pile originarie sono realizzate con colonne cilindriche ad altezza variabile, a sezione circolare di diametro 1 metro.
Vicenza, la velostazione in stazione si amplia: 100 nuovi posti bici e spazio per ciclofficina
La stazione ferroviaria di Vicenza potenzia i servizi per chi arriva in treno in bicicletta. Rete Ferroviaria Italiana (RFI) ha consegnato al Comune un nuovo locale all’interno del fabbricato viaggiatori destinato all’ampliamento della velostazione, che potrà accogliere ulteriori 100 biciclette grazie a rastrelliere a due livelli. Il nuovo spazio si aggiungerà ai 104 posti già disponibili nella struttura inaugurata lo scorso maggio. Nei prossimi giorni, il Comune affiderà la gestione del locale a Municipia, già responsabile della
velostazione esistente. «Con questo ampliamento – ha dichiarato l’assessore alla mobilità Cristiano Spiller – rafforziamo un servizio molto richiesto dai pendolari in bicicletta. L’attuale spazio è quasi sempre pieno».
Il nuovo locale, situato all’interno del fabbricato viaggiatori, è stato progettato per garantire maggiore sicurezza, funzionalità e comfort rispetto alla precedente area all’aperto. L’ingresso sarà controllato tramite app, come già avviene nella velostazione esistente, consentendo agli utenti di acce-
dere avvicinando lo smartphone al lettore vicino agli accessi.
All’interno dello spazio è previsto anche un locale destinato a una futura ciclofficina, dove sarà possibile effettuare piccole riparazioni e manutenzioni delle biciclette.
Parallelamente, sono in fase di completamento i lavori per il nuovo orologio sulla facciata del fabbricato viaggiatori, intervento che rappresenta la prima fase di un più ampio progetto di restyling della stazione, che RFI realizzerà non appena saranno disponibili i finanziamenti necessari.
Dopo i monitoraggi post-Ponte Morandi, il cavalcaferrovia di Bertesina sarà messo a norma con 6,25 milioni di euro. L’adeguamento garantirà la piena transitabilità. L’assessore Spiller sottolinea la necessità di fondi statali stabili per i ponti
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta
da martedì a domenica ore 10.00 › 18.00
L’iniziativa. Il Comune ha varato il progetto “Muri liberi
”Wall of Fame”: la street art trova ospitalità nel cuore di Vicenza
Progetto “Muri liberi”: Vicenza apre alla Street Art in via Ferretto de Ferretti, viale della Pace, via Turra e molte altre zone. Una rete di spazi pubblici dedicata ai writer per promuovere una creatività urbana diffusa e legale
F
ino a non molti anni fa venivano denigrati come imbrattatori, oggi invece la Street Art, nelle sue svariate forme di creatività multidisciplinare, è una forma d’arte in grado di valorizzare angoli di città e periferie spesso degradati. I muri diventano “tele” dove si esprimono a volte i grandi artisti di questa disciplina artistica, altre volte più sconosciuti “writer”, ma tutti uniti dall’intento, quando non si cade nella volgarità, di creare qualcosa di unico.
Anche il Comune di Vicenza si è reso conto di questa opportunità e ha varato il progetto “Muri liberi”, o “Wall of Fame”, identificando spazi murari che saranno messi a disposizione di artiste e artisti della città: si tratta di pareti che possono essere dipinte e sfruttate a proprio piacimento e fantasia. I luoghi della città che saranno dedicati al progetto “Muri liberi” sono: le pile del viadotto di via Ferretto de Ferretti dal civico 5 fino al civico 23; il percorso pedonale dal civico 1 di viale della Pace al civico 173 di corso Padova; il viadotto Stanga, con i piloni accessibili dal cavalcavia all’incrocio di via A. Moro con strada Ca’ Balbi; il sottopassaggio pedonale in corrispondenza dell’incrocio di viale del Sole con via Briga-
ta Regina; il muro ex Zambon, dal civico 36 al 46 di via Monte Zovetto; in via Frescobaldi, di fronte ai civici dal 17 al 19; in via Lussemburgo, tutti i muri perimetrali del parco “Marcello Mantovani” (anche su lato viale Europa e via Strasburgo); in via Strasburgo (muri perimetrali della scuola primaria “2 Giugno”, su lato di stradella dei Cappuccini, via Cappuccini, via Strasburgo); al Mercato Nuovo (con riferimento a tre aree in via C. Farini, viale Mercato Nuovo e viale delle Fornaci); alla ricicleria ovest (con riferimento all’area in viale delle Fornaci nell’allegata mappa); in via Goldoni, muro del parcheggio antistante i civici da 21 a 31; nel quartiere dei Ferrovieri, il retro della gradinata dell’anfi-
Rossella
Olivo
tra via Giaretta e via Baracca; la parete nord della palestra Piarda, antistante i civici da 7 a 9 di contra’ della Piarda; in viale Grappa, dall’incrocio con via E. Valente al civico 17; in via Turra, la parete nord del centro civico di via Turra al civico 68; il muro di accesso al parco di via Istria al civico 39; in via Quadri il muro perimetrale della scuola materna Lattes e del parco di via Riello
Mauro Della Valle
alla
presidenza
del Conservatorio di Musica di Vicenza
È Rossella Olivo la nuova presidente del Conservatorio di Musica “Arrigo Pedrollo” di Vicenza.
Originaria di Bassano del Grappa, già sindaco di Romano d’Ezzelino per tre mandati (2004-2017), Olivo ha una solida esperienza politico-amministrativa.
«Essere la prima donna a ricoprire questo incarico nella storia dell’Istituto – ha detto la neopresidente -, aggiunge un significato
ulteriore al mio impegno: mi auguro che questo traguardo possa testimoniare una nuova stagione di apertura e inclusività. Il mio obiettivo sarà quello di lavorare per valorizzare i nostri talenti e consolidare il ruolo del ‘Pedrollo’ come polo d’eccellenza, dialogo e innovazione nel panorama musicale non solo vicentino, creando nuove collaborazioni che vadano oltre a quelle locali».
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
teatro
Calcio. La vetta resta saldamente biancorossa con un vantaggio importante sulle dirette inseguitrici
Vicenza, conto alla rovescia, obiettivo Serie B: il destino è nelle tue mani
Il campionato entra nella sua fase decisiva e per il Vicenza è iniziato il conto alla rovescia verso il traguardo. Ad oggi, siamo nella fase finale della stagione regolare e i biancorossi si presentano a questo momento da capolista del girone A di Serie C, con un vantaggio importante sulle dirette inseguitrici.
La squadra veneta ha costruito il proprio primato nel corso dei mesi grazie a una continuità di rendimento che poche altre formazioni del girone sono riuscite a mantenere. Una difesa solida, tra le meno battute del campionato, e un attacco capace di trovare la via del gol con regolarità hanno rappresentato i punti di forza della stagione biancorossa. In avanti il contributo del pacchetto d’attacco coi vari: Stuckler, Rauti, Morra, Capello è stato fondamentale, con reti pesanti nei momenti chiave della stagione, mentre giocatori come Gagno, Sandon, Leverbe,Cuomo,
Costa, attraverso la loro leadership, hanno garantito quantità e sicurezza negli ultimi metri di campo, diventando punti fermi ai quali Fabio Gallo difficilmente ha rinunciato nei momenti decisivi.
Nelle ultime settimane, tuttavia, il Vicenza ha vissuto un piccolo rallentamento. Le sconfitte interne consecutive contro Alcione e Trento, hanno interrotto una lunga striscia casalinga positiva e ricordato come in questo finale di campionato ogni partita potesse nascondere delle insidie. Due battute d’arresto che hanno leggermente frenato il cammino della capolista, ma che non hanno cambiato gli equilibri della classifica.
Le squadre che inseguono, infatti, non sono riuscite ad approfittarne pienamente e il Vicenza ha mantenuto comunque un margine rassicurante, costruito settimana dopo settimana e che oggi consente ai biancorossi di affrontare il finale di stagione con maggiore
serenità, pur sapendo che il lavoro non è ancora concluso.
Con ancora diverse giornate da disputare, il destino della promozione resta infatti nelle mani della formazione vicentina e a quest’ultima curva prima del traguardo, la squadra dovrà confermare la propria continuità di risultati e mantenere alta la propria qualità e concentrazione, dato che in questa
fase ogni dettaglio può fare la differenza e il sentirsi giunti a destinazione sarebbe un autogol imperdonabile per gli uomini di Mister Gallo, il quale dovrà trasmettere tranquillità e non affrontare con frenesia squadre che cercano punti salvezza o playoff.
D’altrone il Lane resta la squadra da battere, tutti vorranno posticipare la festa il più possibile, ma il
La storia dell’atletica vicentina rivive con il libro di Bruno Cerin
Il Vicenza Running Festival non è solo una festa per gli sportivi, ma anche un omaggio alla memoria sportiva e alla tradizione atletica vicentina. In occasione dei 70 anni del Campo Scuola Guido Perraro, intitolato al suo primo direttore, l’Ing. Guido Perraro, la manifestazione ha visto la presentazione del libro “Un Campo, Una Città, Una Provincia – 19562026: Quante storie sul campo di atletica ‘Guido Perraro’” scritto da Bruno Cerin, presidente onorario di Atletica Vicentina. Il libro, che ha come obiettivo il racconto dei 70 anni di atletica vicentina, è stato presentato al Cinema Odeon, e si
propone come un viaggio emozionale tra ricordi, foto inedite e interviste. Si ripercorrono le vicende di atleti, dirigenti e spettatori che hanno vissuto il Campo, che da decenni è stato teatro di sogni, sacrifici e traguardi. La pubblicazione, attraverso i racconti di chi ha vissuto e vissute le storie sportive, esplora i valori di disciplina, determinazione e ricerca del limite, che non sono cambiati, ma si sono tramandati da generazione a generazione. “Un libro che vuole essere un ponte tra il passato e il presente, raccontando come i principi che hanno guidato le generazioni precedenti siano ancora
oggi molto simili a quelli che ispirano gli atleti di oggi”, ha dichiarato Cerin, che ha aggiunto come il testo si basi su una cronospecifica storia dei Campionati Provinciali Studenteschi, nati negli anni ‘50, fino ai giorni nostri. Durante la serata, la conduzione è stata affidata a una voce leggendaria dell’atletica italiana, Franco Bragagna, che ha animato il pubblico con le testimonianze di atleti di spicco come Roberto Brazzale, presidente di Brazzale S.p.A., e Giorgio D’Ausilio, velocista degli anni ‘50, insieme ad altre figure significative nel panorama sportivo vicentino. (r.v.)
vantaggio accumulato e la qualità della rosa rappresentano una base solida per affrontare queste giornate rimaste con fiducia. Ora l’obiettivo è chiaro: trasformare il lavoro di un’intera stagione nel tanto agognato ritorno in Serie B, possibilmente anticipando i tempi e chiudendo il discorso promozione il più presto possibile.
zati sul Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Giacomo Trivellato
Sintoniz
Un ristorante pizzeria
Mmiglia. Da questa consapevolezza nasce la filosofia del Sei
stinguersi puntando su qualità, genuinità e sicurezza alimentare.
Sintoni zati
“Già Che Ci Sei”: e ingredienti sicuri per tutta la famiglia
Scegliamo ogni giorno una farina pensata per voi
Il locale, accogliente e curato, è diventato un punto di riferimento per chi desidera assaporare piatti della tradizione e pizze speciali senza rinunciare al benessere. L’attenzione alla selezione delle materie prime è al centro di ogni preparazione: verdure fresche, ingredienti di stagione e condimenti scelti con cura si sposano con un impasto unico nel suo genere, che rappresenta il vero fiore all’occhiello del ristorante.
stico e digeribile, ideale per esaltare i con-
Il successo di Già Che Ci Sei non sta solo nella bontà della pizza, ma anche nella capacità di innovare senza tradire la tradizione. Perché la buona cucina è quella che unisce memoria e futuro, gusto e benessere, territorio e ricerca.
a mangiar sano in cucina
La pizza di Già Che Ci Sei è infatti preparagrano tenero tipo 0, frutto della collaborazione tra il Molino Moras di Trivignano Udinese, attivo fin dal 1905, e l’Istituto Superiore di Sanità. Non una farina qualsiasi, ma un prodotto pensato inizialmente per i bambini dai 3 ai 10 anni – i cosiddetti “consumatori sensibili” – e che oggi rappresenta una garanzia anche per gli adulti.
AmorBimbi si distingue perché priva di pesticidi, glifosato e residui di trattamenti chimici, con un contenuto di micotossine ridotto dell’80% rispetto al limite europeo. È il risultato di un percorso produttivo accuratamente controllato, dalla filiera corta del grano italiano alla molitura, fino al confezionamento. Ogni lotto viene analizzato e certificato per garantire la massima sicurezza igienico-sanitaria.
cliente si sente al centro dell’attenzione. È la certezza di trovare un menu vario, capace di soddisfare i gusti di grandi e piccoli, dagli appassionati delle pizze classiche agli amanti delle proposte più creative.
La filosofia del locale è racchiusa in una frase che accompagna da sempre il lavoro dei titolari: “Ognuno di noi è il risultato di ciò che mangiamo e di come mangiamo”. Una convinzione che si traduce ogni giorno nella scelta di ingredienti sani, sicuri e di qualità.
“ciò
Noi usiamo per i nostri prodotti, per la nouna FARINA studia-
REZZA ALIMENTARE igienico, sanitaria, priva di pesticidi o glifosato e con l’80% in meno di micotossine rispetto al limite attuale fissato dalla Unione Europea. Farina nata principalmente per lievitati dolci e salati, per il consumo sicuro, nella fascia d’età fra i 3 anni ed i 10 anni, un consumatore dunque sensibile ed ottima pertanto anche per un consumatore adulto, di ogni età. Per la nostra pizza utilizziamo la farina “AmorBimbi”, di grano tenero italiano, proveniente da “filiera corta” e processi certificati, frutto della collaborazione fra il Molino Moras di Trivignano (UD) attivo fin dal 1905 e l’Istituto Superiore della Sanità. Una farina innovativa per un sano cibo.
Sintoniz zati
Caccia all’uovo
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
Per info e regolamento vai su: despar.it/it/caccia-all-uovo Ogni giorno una sorpresa!
Ogni giorno puoi trovare tantissimi buoni sconto e Punti Cuore per risparmiare sulla tua spesa!
Scarica l’App Despar Tribù!
Bilancio 2026 tra il “modello Stefani” e le barricate delle opposizioni
Il dibattito sul bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Veneto si è aperto in un clima di forte contrapposizione politica. La manovra, che muove complessivamente 18,95 miliardi di euro, è stata presentata dall’assessore Filippo Giacinti come un atto di “stabilità e coraggio”, ma ha subito innescato una pioggia di critiche dalle minoranze, che accusano la Giunta di muoversi tra “giochi di prestigio contabili” e tagli occulti. Il cuore finanziario della Regione resta la sanità, con uno stanziamento record di oltre 11 miliardi di euro. Il Presidente Stefani ha confermato il mantenimento dell’IRPEF zero, un pilastro identitario che la maggioranza difende come
scudo per il potere d’acquisto delle famiglie. Tuttavia, il capogruppo del PD, Giovanni Manildo, ha ribaltato il racconto: per l’opposizione, la scelta di non toccare la leva fiscale è una “bandiera ideologica” pagata a caro prezzo dai cittadini. Il riferimento è ai 42 milioni di euro pubblici utilizzati per ripianare i mancati incassi della Pedemontana e alle liste d’attesa nelle RSA, dove oltre 11mila veneti restano esclusi dal supporto pubblico. Se da un lato la Giunta rivendica investimenti importanti (69 milioni per il sociale e 18 milioni per le borse di studio), le minoranze parlano di “fumo”. La critica principale riguarda la riallocazione di fondi già esistenti
L’intervista. Valeria Mantovan, assessore regionale alla cultura e formazione
”La
cultura in Veneto? Non
presentati come nuove risorse, specialmente per le aree montane e le piccole imprese. Sul fronte infrastrutture, lo scontro è totale: mentre la maggioranza stanzia oltre 140 milioni per la rete viaria, il centrosinistra e i movimenti ambientalisti chiedono “meno asfalto e più ferro”, invocando il rilancio del Sistema Ferroviario Metropolitano. In questo scenario, il bilancio 2026 non è solo un documento di numeri, ma il terreno di scontro su cui si misurerà la tenuta del Veneto post-zaiano, tra la promessa di un’amministrazione “tax-free” e l’urgenza di servizi che molti territori fragili sentono ormai come insufficienti.
più
per pochi, ma risorsa viva e feconda per il territorio”
Dal nuovo approccio alla gestione del patrimonio, fino all’impegno per i giovani e la sfida del disagio sociale
Valeria Mantovan, già sindaco di Porto Viro, è oggi alla guida di uno dei comparti più prestigiosi e complessi della Regione del Veneto: l’assessorato alla Cultura, all’Istruzione e alla Formazione. Una sfida che raccoglie con la grinta di chi viene dalla “trincea” dei Comuni e la visione di chi vuole svecchiare l’idea stessa di cultura. L’abbiamo incontrata negli studi di Veneto24 per fare il punto sulle priorità del suo mandato.
Assessore Mantovan, il Veneto vanta un patrimonio storico e artistico unico al mondo. Quali sono le linee guida della sua gestione?
Il nostro patrimonio architettonico e artistico è una ricchezza riconosciuta internazionalmente, ma non possiamo limitarci a contemplarlo. La parola d’ordine è tutela, certo, ma con una prospettiva innovativa. Questo significa far nascere le politiche culturali dal confronto costante con il territorio, con le fondazioni e con tutti quei soggetti che pro-
muovono la cosiddetta “cultura diffusa”. La mia è una visione di squadra: voglio scardinare l’idea che la cultura sia un bene d’élite, un lusso per pochi. Deve diventare un valore accessibile a ogni fascia sociale e generazionale.
In che modo questo settore può dialogare con l’economia reale?
Cultura significa impresa, occupazione e creazione di valore economico. Proprio in questi giorni, insieme a Confartigianato, abbiamo affrontato il tema delle nuove competenze. Non stiamo parlando di teoria, ma di formare figure altamente qualificate. Penso ai restauratori: negli ultimi dieci anni il Veneto ha investito oltre 25 milioni di euro, unici a livello nazionale, formando circa 600 esperti. Investire nel capitale umano significa rendere il nostro patrimonio un volano di sviluppo concreto.
A settembre ci sarà la Mostra del Cinema di Venezia, la sua prima da assessore. Che impronta vuole dare a questa vetrina inter-
nazionale?
La Regione confermerà e rafforzerà la sua presenza storica. Tuttavia, stiamo introducendo un approccio diverso: attraverso il Fondo Sociale Europeo (FSE), abbiamo deciso di investire pesantemente nella formazione specifica per il settore cinematografico. Non vogliamo solo ospitare le grandi produzioni, ma formare in Veneto le maestranze e i professionisti che quelle produzioni le rendono possibili.
Lei ha alle spalle un’esperienza da sindaco a Porto Viro. È più difficile amministrare una città o gestire un assessorato regionale?
Sono ruoli completamente differenti. Fare il sindaco significa essere il “front office” dei cittadini, spesso dovendo gestire emergenze con mezzi del tutto inadeguati. In Regione ci occupiamo di macro-temi e i tempi di reazione devono essere rapidissimi, ma posso contare su una struttura tecnica e organizzativa straordinaria. Dico sempre che i sindaci sono dei veri eroi: avendo vissuto entrambe le realtà, vedo chiaramente la differenza di risorse tra una macchina comunale e quella regionale.
Lei fa parte di una nuova generazione di amministratori. Non
teme che la sua giovane età e una visione diversa possano attirare critiche?
Ho imparato che la critica è il minimo comune denominatore di chiunque faccia amministrazione attiva. Ho iniziato dieci anni fa, passando per il Comune e la Provincia prima di arrivare qui. Un tempo ero più sensibile, oggi ascolto tutti ma vado avanti con le mie idee. Se per raggiungere un obiettivo strategico per i veneti dovrò accettare delle critiche, ne sarò ben lieta. Quello che conta è la strada che intento percorrere.
Sul fronte del diritto allo studio, ci sono novità importanti per le borse di studio. Com’è stato possibile recuperare i fondi necessari?
È stato fatto un lavoro enorme. Il Veneto, per scelta politica, non applica l’addizionale IRPEF, a differenza di altre regioni. Questo significa che non abbiamo “tasse extra” da cui attingere, quindi ogni investimento richiede sacrifici e una gestione oculata. Quest’anno, grazie allo sforzo del Presidente e dei colleghi in giunta, siamo riusciti a trovare subito 18 milioni di euro per coprire le borse di studio. È una risposta concreta alle necessità delle famiglie.
Chiudiamo con un tema delicato: il disagio giovanile. La formazione può essere un argine a questo fenomeno?
Assolutamente sì. Il disagio giovanile è ormai un’emergenza, alimentata anche da un uso smodato dei social media che propone modelli frustranti e tossici per i ragazzi. Non si può rispondere solo con le sospensioni o la repressione: abbiamo capito che non funziona. Stiamo studiando un protocollo coordinato tra Regione, Ufficio Scolastico Regionale, Ministero e ASL. Serve un approccio scientifico, ma soprattutto umano, per intercettare il malessere prima che esploda. Dobbiamo adattarci a questa nuova realtà con strumenti nuovi.
Valeria Mantovan
Bilancio veneto. Facciamo il punto con l’assessore regionale Giacinti: “Approvazione ad inizio aprile”
“Più risorse per assistenza e sanità territoriale, per le scuole e la manutenzione delle strade”
“Più risorse per assistenza e sanità territoriale, per le scuole e la manutenzione delle strade”
“Maratona” per uscire dall’esercizio provvisorio e nuovo piano di investimenti, razionalizzazione dei costi e priorità al territorio. “Siamo una squadra di ex sindaci, sappiamo cosa serve ai cittadini”
I
n queste settimane i corridoi di Palazzo Balbi sono il teatro di una vera e propria maratona burocratica. Filippo Giacinti, assessore regionale al Bilancio, impegnato a far quadrare i conti di una regione che punta a uscire dall’esercizio provvisorio entro Pasqua. Lo abbiamo incontrato per capire dove andranno le risorse dei veneti.
Assessore Giacinti, quali sono le novità principali di questo bilancio?
Abbiamo puntato sulla razionalizzazione della spesa. Non si tratta di semplici tagli, ma di recuperare risorse intervenendo sui costi di funzionamento della macchina amministrativa e potenziando la lotta all’evasione fiscale. È un
principio di equità: non è giusto che qualcuno paghi sempre per gli altri. Sebbene gran parte del bilancio sia vincolato a sanità e trasporti, abbiamo trovato margini per dare segnali importanti.
La sanità territoriale resta una priorità. In che modo sosterrete i medici di medicina generale?
Siamo intervenuti su due fronti. Da un lato, abbiamo reperito i fondi per coprire gli aumenti previsti dal rinnovo del contratto nazionale per il personale delle medicine integrate. Dall’altro, abbiamo equiparato le borse di studio per la specializzazione in medicina generale alle altre specializzazioni. È una questione di dignità: non deve esserci una “serie B” nel percorso di studi medi-
ci, specialmente quando abbiamo bisogno di figure sul territorio. Scuole e infrastrutture: cosa troveranno i cittadini nel nuovo documento?
Per la prima volta abbiamo messo a bilancio subito tutte le risorse per il sostegno alle scuole dell’infanzia paritarie. Sul fronte sociale, abbiamo stanziato fondi per i carichi assistenziali degli anziani, sia nelle case di riposo che a domicilio. Per quanto riguarda le infrastrutture, abbiamo più che raddoppiato i fondi per la manutenzione delle strade regionali, passando da 9 a 20 milioni, e previsto oltre 60 milioni complessivi per la sicurezza idraulica.
E per la Pedemontana? Il peso economico per la Regione spaventa ancora?
I costi a carico della Regione sono in diminuzione. È fisiologico che le grandi infrastrutture abbiano un carico maggiore all’inizio, ma con l’aumento delle entrate da pedaggio ci stiamo avviando
L’assessore regionale Filippo Giacinti
verso la sostenibilità dell’opera. Quando vedremo l’approvazione definitiva del bilancio?
Il Consiglio sta lavorando alacremente, maggioranza e minoranza incluse. L’obiettivo è approvare tutto entro Pasqua o la settimana successiva. È una sfida entusiasmante e sono convinto che daremo al Veneto le risposte che attende.
Lei è stato a lungo sindaco di Albignasego. Cosa si porta dietro di quell’esperienza nel suo nuovo ruolo?
Il capogruppo dem Manildo: “Bilancio, scelte ideologiche, fondi già stanziati
spacciati per nuovi e servizi essenziali a rischio
“Dietro i quasi 1 9 miliardi di euro del bilancio di previsione 2026-2028 si nasconde un’eredità pesante che ricade sui cittadini e sulle imprese venete”. Così il capogruppo del Partito Democratico, Giovanni Manildo, commenta l’illustrazione delle leggi di stabilità e bilancio avvenuta in Prima commissione a Palazzo Ferro Fini.Secondo Manildo, la giunta Stefani conferma una continuità preoccupante con la stagione Zaia, adottando “scelte puramente ideologiche”, come il mancato intervento sull’addizionale Irpef. “Rinunciare a una fiscalità progressiva significa tagliare
servizi essenziali – sottolinea -. È inaccettabile che le famiglie e le imprese paghino il prezzo di decisioni che dovrebbero garantire equità e investimenti sul territorio”.
Il capogruppo Pd evidenzia inoltre l’impatto sull’economia: “Mentre si celebra l’assenza di nuove tasse, resta intatta l’Irap, penalizzando le aziende che creano ricchezza e occupazione. Le attività produttive continuano a fungere da bancomat per ripianare i debiti della Pedemontana, un’opera che ipoteca il futuro della Regione”.
Manildo critica anche la comunicazione
della giunta: “Si dà risalto a fondi già stanziati, come i 30 milioni destinati alle aree interne, spacciandoli per nuove risorse. Le zone più fragili del Veneto avrebbero bisogno di investimenti strutturali e non di restyling contabili”. Il Partito Democratico annuncia proposte puntuali per garantire trasparenza e una riforma dei servizi: “Il Veneto merita una programmazione che guardi al futuro, non una gestione che si limita a tappare i buchi del passato. Sanità territoriale, sociale e diritto allo studio devono tornare al centro dell’agenda politica”.
Il legame con la propria città resta nel cuore, ma l’esperienza da sindaco è fondamentale per capire le esigenze reali dei cittadini. Il Presidente Stefani ha voluto una giunta composta quasi interamente da ex sindaci: parliamo la stessa lingua, a prescindere dall’appartenenza politica. Sappiamo che la buona amministrazione si misura sui servizi alla persona, come le piazze o gli auditorium che abbiamo creato ad Albignasego, rendendola una città a misura di famiglia.
CREAZIONI ABITI SARTORIALI DA DONNA
Sintoniz zati sul
La sartoria Anadetta propone la possibilità di creare un guardaroba sartoriale che possono essere combinati tra loro per creare una serie di vestiti adatti a diverse occasioni. Questi capi, scelti con cura per la loro qualità e adattabilità, costituiscono la base di un guardaroba funzionale e al tempo stesso elegante. È possibile realizzare abiti da sposa su misura per soddisfare qualsiasi esigenza o necessità. Nadia ti affiancherà e consigliera per trovare l’abito da matrimonio giusto per te che più ti valorizza e rappresenta. E an-
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
che possibile realizzare capi per la prima comunione, cresima, per le damigelle e testimoni o per una bella serata. Inoltre in sartoria potete trovare tessuti italiani di alta qualità o essere accompagnati nella scelta dei tessuti. E se avete un capo che ci tenete tanto, ma non vi va piu bene, potete portarlo in sartoria per farlo modificare e dargli una seconda vita. Potete ordinare maglieria da donna: maglioni, maglie, cardigan, abiti personalizzati su misura, con la scelta di filati natu-
SARTORIA ANADETTA a Spinea in via Roma 329
Per info e appuntamento chiama: 3517095797
Ambiente. L’assessore Elisa Venturini annuncia un piano da
Sicurezza idraulica e difesa del suolo, nuove risorse contro il rischio alluvioni
Il Veneto accelera sulla sicurezza idraulica e la difesa del suolo, confermando la tutela del territorio come una priorità dell’azione amministrativa. L’assessore all’Ambiente Elisa Venturini illustra i nuovi stanziamenti previsti nel bilancio di previsione 2026-2028, sottolineando come gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni abbiano reso indispensabile un rafforzamento degli interventi strutturali.
“La tutela del territorio e la sicurezza delle comunità restano priorità assolute dell’azione amministrativa”, dichiara l’assessore, evidenziando come il nuovo bilancio rafforzi gli interventi strategici per proteggere cittadini, imprese e infrastrutture. La strategia regionale si poggia su un solido piano finanziario: per il triennio a venire sono stati stanziati 9 milioni di euro che si sommano ai 25,6 milioni di mutui già contratti e ai 28 milioni ottenuti attraverso i fondi comunitari FESR. Secondo Venturini, “si tratta di un’operazione importante con cui riusciremo a impegnare su-
bito importanti risorse per la resilienza idrica e la messa in sicurezza del territorio dal rischio alluvioni”.
Un pilastro centrale di questa difesa è rappresentato dai bacini di laminazione. Il programma complessivo prevede 23 invasi, con un investimento superiore ai 550 milioni di euro: a oggi 10 strutture sono operative, 3 in fase di realizzazione e 10 in progettazione. L’assessore ha definito tali opere come “una delle principali strategie di mitigazione del rischio idraulico dal momento che hanno scongiurato danni di enorme gravità durante le ondate di maltempo”.
Oltre ai grandi invasi, l’azione regionale si concentra sulla manutenzione di circa 8.000 chilometri di argini tra rete principale e secondaria. “La sicurezza del territorioaggiunge l’assessore - passa attraverso una visione di lungo periodo e investimenti costanti nella prevenzione. I risultati ottenuti finora dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta”.
Infine, il piano conferma il sup-
porto alla Protezione Civile con nuovi bandi per l’adeguamento dei piani comunali e il miglioramento delle attrezzature dei volontari. L’impegno della Regione proseguirà nei prossimi anni con il monitoraggio costante della rete e il completamento delle opere programmate per una resilienza sempre maggiore.
Veneto al voto, 38 Comuni alle urne il 24 e 25 maggio
Il Veneto si prepara ad un appuntamento elettorale decisivo per il futuro di diverse comunità locali. Il 24 e 25 maggio prossimi i cittadini di 38 Comuni della regione saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Gli occhi sono puntati soprattutto sulla Città Metropolitana di Venezia, unico capoluogo di provincia coinvolto in questa tornata amministrativa, dove l’attuale amministrazione guidata da Luigi Brugnaro si sottoporrà al giudizio degli elettori. Oltre alla sfida in laguna la competizione elettorale riguarda sei centri urbani con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, che rappresentano snodi politici e demografici fondamentali per il territorio regionale. Tra questi figurano Albignasego e Monselice nella provincia di Padova, Castelfranco Veneto in quella di Treviso, San Bonifacio nel veronese, Arzignano e Lonigo nel vicentino. Nelle diverse aree della regione il voto interesserà realtà eterogenee. In provincia di Padova si voterà, tra gli altri, in centri come Campodarsego e Due Carrare, mentre nel veneziano saranno coinvolti anche i comuni di Cavallino-Treporti e Torre di Mosto. La Marca Trevigiana vedrà alle urne anche gli abitanti di Spresiano e Silea, mentre nel rodigino si voterà a Villadose. Nel vicentino, oltre ai poli maggiori, la tornata elettorale toccherà tra gli altri Malo e Recoaro Terme. L’eventuale turno di ballottaggio per i comuni sopra i 15.000 abitanti è fissati nei giorni 7 e 8 giugno.
Elisa Venturini
L’artista. Padovano, ha reinventato l’immaginario pop ed espone il tutto il mondo
Non solo Lupin, Davide Zanella si racconta: “Ho trasformato la passione in professione”
“Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro”
Per molti Davide Zanella, fondatore e titolare di Arte Zeta Studio, “è quello di Lupin”. Da anni infatti Davide è il titolare della licenza esclusiva per l’Italia per riprodurre Lupin III e la sua banda. Punto di riferimento per la comunità pop italiana, Davide però è andato oltre, esponendo a Lugano, Parigi, Miami, Milano e affermandosi a livello internazionale come artista che ha saputo reinventare l’immaginario pop contemporaneo con uno stile personalissimo e subito riconoscibile. Il critico d’arte Giorgio Chinea Canale lo definirebbe neopop probabilmente, dato che la sua visione artistica riesce a parlare a tutti in maniera diretta ed emozionale. Ho incontrato Davide nel suo studio a Vigonza e insieme abbiamo fatto il punto sulle sue attività e sul suo percorso artistico e professionale.
Ciao Davide, sei riuscito a trasformare una tua passione nel tuo lavoro: quando hai capito che la pittura, l’arte e la creatività erano ormai diventate una “cosa seria”?
Credo che il momento preciso non sia stato romantico, ma molto concreto. Non è stato “mi sento artista”, è stato “ok, ora devo far quadrare i conti con quello che creo”. Quando ho iniziato a fare preventivi, a gestire clienti, materiali, scadenze, a ragionare in termini di progettazione e non solo di ispirazione… lì ho capito che non
era più solo passione. Era una professione. La pittura è diventata una cosa seria quando qualcuno ha iniziato a fidarsi di me non solo per un disegno, ma per trasformare uno spazio, un locale, una scuola, una casa. Quando ho capito che il mio lavoro cambiava l’ambiente in cui le persone vivevano, allora ho sentito il peso – e la bellezza – della parola “professionista”.
A livello italiano sei associato a Lupin III da molti anni. Ci vuoi raccontare come è nata questa liaison con uno dei personaggi più iconici della pop culture contemporanea?
La mia storia con Lupin III è nata da una passione autentica. Lupin non è solo un personaggio: è stile, ironia, eleganza, movimento. È un equilibrio perfetto tra leggerezza e genialità. Negli anni ho iniziato a studiarne il tratto, i vari stili, la costruzione del personaggio. Non era copia, era comprensione. Questo mi ha portato a collaborazioni ufficiali in Italia come disegnatore autorizzato. Quello che mi ha sempre affascinato di Lupin e la sua banda è che sono in continuo movimento. Cambiano i disegnatori, i character designer, passano i decenni ma restano sempre unici. E in fondo mi rivedo in questa cosa: evolvere senza perdere identità. Negli ultimi anni con il tuo lavoro di artista hai fatto un salto di qualità verso produzioni più “ma-
ture”: hai aperto una temporary gallery a Milano, hai partecipato a importanti fiere internazionali in Svizzera, a Miami, a Parigi… com’è cambiato il tuo lavoro? È cambiato il livello di consapevolezza. Quando porti le tue opere in contesti internazionali, non puoi più lavorare solo di pancia. Devi avere una visione, una coerenza, una linea riconoscibile. Aprire una temporary gallery a Milano mi ha fatto capire quanto sia importante controllare l’esperienza dello spettatore. Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro. Il mio linguaggio si è fatto più stratificato. Meno decorativo fine a sé stesso, più concettuale. Più attenzione ai materiali, alle superfici, alla serialità ragionata. E soprattutto è cambiato il mio modo di pensare: oggi progetto una collezione, non solo un quadro.
Che consiglio daresti al giovane Davide di 30 anni fa? E che consiglio daresti a un ragazzo o a una ragazza che si approccia a questo
mondo?
Al Davide di 30 anni fa direi: “Non aspettare di sentirti pronto. Non succederà mai. Esponiti prima.” Investi di più sulla formazione. Costruisci una rete con altri professionisti-artisti. L’unione fa la forza. A un ragazzo o una ragazza direi una cosa molto chiara: il talento non basta. Servono disciplina, capacità relazionale e competenze imprenditoriali. Studiate l’arte, ma studiate anche contratti, marketing, comunicazione. E soprattutto costruite uno stile che vi appartenga davvero, non quello che funziona su Instagram per tre mesi.
Qual è stata la richiesta più bizzarra che hai ricevuto per un’opera su commissione? (se si può dire)
Sì, ma senza fare nomi! Una volta mi è stato chiesto di costruire un manichino di Lupin a grandezza naturale, con tutte le parti mobili. Quando il committente è venuto a ritirarlo l’ha seduto sul sedile del passeggero, gli ha messo la cintura di sicurezza e se n’è andato… Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
Sintoniz zati sul
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Ogni mattina dalle 8:00 alle 12:00
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
Sintoni zati
Sintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
4 passa al sistema di ultim zione DAB che permette di as oltare on una qualità audio pe f
Puoi ottenere i buoni anche nell’ App Despar Tribù!
SCARICA L’APP
SCARICA L’APP
*È possibile utilizzare solo un buono spesa per scontrino. Per info e regolamento visita il sito despar.it fai una spesa di almeno 60€ per te un
4
4
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
Il percorso di Despar Nord per condividere valore con il territorio
Sintoniz zati
coinvolgendo l’intera filiera. Grazie a certificazioni
energia rinnovabile, economia circolare e mobilità
“Sla sintesi della visione di Despar Nord, azienda che ha scelto di fare della sostenibilità ambientale un pilastro strategico del proprio sviluppo, intraprendendo da oltre un decennio un percorso strutturato e in continua evoluzione. Il Marchio dell’Abete ha costruito negli anni un sistema di gestione ambientale capace di generare un miglioramento costante delle performance, coinvolgendo l’intera catena del valore: fornitori, collaboratori e clienti. Un impegno trasversale che si traduce in progetti concreti e risultati misurabili, anche in ambito di economia circolare. Un passaggio fondamentale è stata la certificazione UNI EN ISO 14001 che Despar Nord, prima realtà della grande distribuzione organizzata in Italia, ha ottenuto ancora nel 2013 e confermata nel 2025 per il tredicesimo anno consecutivo. Nel 2025 è salito a 90 il numero dei siti certificati tra punti vendita, sedi, piattaforme logistiche e polo agroalimentare Agrologic. Un risultato non scontato
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
che è frutto di oltre un decennio di investimenti in soluzioni tecniche sostenibili e di una strategia complessiva che ha incrementato, attraverso l’adozione di tecnologie innovative, sia l’efficienza energetica che la riduzione delle emissioni di gas effetto serra della rete di vendita e logistica in tutte le cinque regioni in cui è presente l’azienda. Nei punti vendita di nuova costruzione o ristrutturazione trovano spazio illuminazione full LED, impianti fotovoltaici, pompe di calore, sistemi di recupero del calore dagli impianti del freddo alimentare e soluzioni per l’ottimizzazione delle centrali frigorifere. A questo si aggiunge
Il percorso di Despar Nord tra certificazione ambientale e innovazione sostenibile
Wecity, Despar Nord ha promosso una challenge rivolta ai collaboraha permesso di incrementare e sviluppare il percorso di crescita sostenibile di Despar Nord, che ora più che mai rivolge lo sguardo a obiettivi importanti che mirano a rafforzare un percorso orientato alla creazione di valore condiviso,
Despar Nord, la tutela del territorio passa anche attraverso la riforestazione
protezione del territorio e tutela della biodiversità. Per questo Despar Nord è attiva anche sul fronte della riforestazione, con interventi che negli ultimi anni hanno portato alla piantumazione di migliaia di alberi in diverse aree d’Italia.
Già nel 2021, con il “Progetto Natura”, l’azienda ha collaborato con Etifor (spin-off dell’Università di Padova) e con l’iniziativa WOWnature, promuovendo un piano di riforestazione collegato alla vendita delle linee a marchio Verde Vera ed Econvivo riuscendo così a piantare, dal 2021 a oggi, quasi 4.000 alberi.
Dal 2023 questo impegno si è rafforzato anche grazie al progetto nazionale “Bosco Diffuso Despar”, promosso in collaborazione con Despar Italia e gli altri soci del con-
Emilia-Romagna, raggiungendo quota 650 alberi complessivi nelle aree interessate dal Bosco Diffuso nelle regioni di operatività. A questo si aggiungono le attività finalizzate alla prevenzione e alla rigenerazione dei territori colpiti da calamità ambientali, con l’obiettivo di favorire il recupero delle aree danneggiate e di rafforzare la resilienza dei territori più esposti ai rischi climatici, come il caso dell’iniziativa in partnership con PlanBee e con il coinvolgimento attivo delle scuole dei territori selezionati, che ha permesso di piantare 250 nuovi alberi a Colle Umberto in provincia di Treviso presso i terreni di Feeducia, una microazienda agricola che segue pratiche di agricoltura rigenerativa.
7 giorni e 6 notti camera Comfort mezza pensione Pacchetto cure termali con impegnativa ASL che comprende: Colloquio medico introduttivo - 6 applicazioni di fango termale - 6 docce termali di annettamento - 6 bagni termali con addizione di ozono
Ingresso area Spa e piscine termali
Open Water Diver (fino a -18 metri)
Corso settimanale tutti i martedì 05.05—16.06.2026
APNEA RILASSANDOTI
TRATTENENDO IL RESPIRO
Freediver (fino a -16 metri) WEEKEND 17—19.04.2026
Anche per ragazzi! ...e se preferisci altre date, proponi le tue disponibilità per creare un corso personalizzato SCOPRI DI PIÙ SU WWW.Y-40.COM
Undici mosse per risollevare la sanità veneta: Stefani presenta a Palazzo Balbi i nuovi Direttori Generali delle Ulss
Inuovi Direttori Generali della sanità regionale hanno sottoscritto formalmente il proprio impegno per il prossimo quinquennio.
Il Presidente della Regione Alberto Stefani, infatti, ha presentato quella che vuole essere una squadra solida e unita, undici curricula di grande prestigio che hanno saputo dimostrare le proprie capacità agli occhi della giunta. Tra volti già noti e nuovi entrati, andiamo a scoprire chi sono da oggi i “sindaci della sanità”, come li ha chiamati lo stesso Stefani.
All’Ulss 1, che coordina Belluno e tutta l’area dolomitica, sbarca Giuseppe Dal Ben, già direttore dell’Azienda Ospedaliera a Padova, dove, con il suo operato, si è confermato un “top manager” in ambito sanitario. Dal Ben ha seguito personalmente le fasi iniziali per la creazione del nuovo ospedale e l’apertura del nuovo reparto di pediatria. A differenza dei colleghi, resterà alla guida dell’Ulss dolomitica solo fino al 30 giugno, quando scadrà il suo incarico da commissario temporaneo. Sarà invece Giancarlo Bizzarri a prendere le redini della sanità nella Marca Trevigiana. Dopo aver coordinato servizi sociosanitari del Veneziano e con una carriera maturata in Liguria, sua terra d’origine, Bizzarri porta esperienza tecnica e logistica. Ha anche ricoperto prestigiosi incarichi nell’ambito della formazione, che testimoniano le sue eccellenti capacità comunicative, fondamentali per mettere in relazione le istituzioni e il cittadino.
Alla guida dell’Ulss 3 Serenissima arriva Massimo Zuin, già direttore dei Servizi Sociosanitari per il medesimo territorio. Docente allo IUAV e laureato in scienze politiche, rappresenta un profilo di prestigio sul piano logistico-organizzativo e conosce già molto bene il territorio e i suoi bisogni.
Spostandoci a nord nella medesima provincia, il Veneto Orientale sarà di competenza di Carlo Bramezza, che lascia quindi l’Ulss 7 per tornare a ricoprire un incarico già suo in passato. Con una lunga esperienza alla guida della sanità territoriale, si tratta di una delle scelte più solide a disposizione e su di lui viene riposta la massi-
ma fiducia della Giunta regionale per questo ritorno in Veneto Orientale.
Ed è proprio dalla guida dell’Ulss 4 che proviene Mauro Filippi, il nuovo Direttore Generale del Rodigino. Il 63enne vanta un curriculum completamente incentrato sulla sanità, che lo ha visto diventare il primo infermiere promosso a DG di una Ulss.
Patrizia Benini lascia invece Verona per assumere la guida di una differente Ulss, quella di Padova. Laureata in medicina e chirurgia con master conseguito proprio nel capoluogo euganeo, intende sfruttare la centralità della città del Santo per estendere la rete di servizi e formazione locale, puntando molto proprio sulla formazione di nuovi operatori sociosanitari.
A Vicenza arrivano invece Giovanni Carretta (Ulss 7 Pedemontana) e Peter Assembergs (Ulss 8 Berica). Il primo, padovano, ha recentemente diretto l’Ulss 3 Serenissima, che ha visto l’Ospedale dell’Angelo di Mestre eletto miglior ospedale d’Italia. Oltre a questo importante traguardo, ha avuto anche un incarico nella Commissione Regionale Vaccini. Assembergs, invece, è svedese
di nascita e lombardo d’adozione. Pur essendo un profilo di carattere più manageriale, è stato anche Direttore Generale dell’Asst Bergamo Ovest. Ultimo, ma non certo per importanza, è Pietro Girardi, che torna a dirigere l’Ulss 9 Scaligera dopo prestigiosi incarichi in altre province della regione, tra i quali quello di Direttore Amministrativo dello IOV. Fino a pochi giorni fa dirigeva l’Ulss 5 Polesana.
A questi nove Direttori Generali si affiancano altri quattro volti: Paolo Fortuna, ex DG della provincia di Padova, raccoglie l’eredità di Dal Ben alla giuda dell’Azienda Ospedale Università di Padova, mentre quella di Verona va a Paolo Petralia. Lo IOV e Azienda Zero, invece, passano invece sotto la responsabilità, rispettivamente, di Patrizia Simionato e Paolo Fattori. Anche in questo caso stiamo parlando di professionisti che hanno maturato grande competenza nell’ambito sociosanitario e amministrativo. Simionato è stata alla guida dell’Ulss 5 e ha appena concluso il mandato come DG dell’Ulss 8, mentre Fattori è stato membro della task force regionale per il contenimento della pandemia da Covid19.
L’evento non è stato, però, solo un elenco di nomi e curricula, infatti il Governatore Stefani ha presentato anche undici punti che faranno da filo conduttore per il prossimo quinquennio della sanità regionale, un “patto con i cittadini” per affrontare le più grandi sfide della salute e della vita dei Veneti. Vediamolo con ordine:
1. Promozione, rafforzamento e valorizzazione dei progetti di telemedicina e teleconsulto, per una sanità sempre più vicina a una popolazione che fa sempre più fatica a spostarsi per accedere alle cure;
2. Miglioramento dei tempi d’erogazione delle prestazioni specialistiche, per far fronte a quello che da anni è uno dei principali problemi della nostra sanità;
3. Potenziamento del rapporto ospedale-territorio, per garantire che il paziente sia seguito con approccio globale dalla presa in carico fino alla dimissione;
4. Monitoraggio delle Case di Comunità, presidi fondamentali per garantire capillarità sul territorio, specialmente nelle zone periferiche;
5. Monitoraggio del progetto PNRR “Casa come primo luogo di cura”, un piano che si integra strettamente con quello delle Case di Comunità e della telemedicina;
6. Gestione dei casi di cronicità e promozione di screening e stili di vita sani attraverso la formazione del cittadino;
7. Campagne di informazione territoriale sul funzionamento della telemedicina;
8. Valorizzazione di progetti volti all’umanizzazione delle cure, in modo particolare per quanto riguarda pazienti oncologici e malati terminali, con un focus sulle cure palliative;
9. Promozione della conciliazione vita-lavoro per il personale sanitario, attualmente oberato da ritmi insostenibili; 10. Attivazione di programmi di deblistering, per ridurre il costo dei farmaci, in particolare se di nuova generazione, 11. Dialogo col cittadino.
L’ultimo punto, un’aggiunta dell’ultimo secondo voluta fortemente dal Presidente Stefani, è un impegno solenne ad ascoltare la popolazione per capire le difficoltà e i bisogni con cui i Veneti devono fare i conti ogni giorno.
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Il debutto. Il manager sanitario ha iniziato il suo mandato incontrando la direzione aziendale
Assembergs nuovo direttore generale dell’Ulss 8
Berica: avviato il confronto con territorio e ospedali
iniziato ufficialmente il percorso di Peter Assembergs alla guida dell’Ulss 8 Berica. Il nuovo direttore generale ha avviato in questi giorni una prima fase di incontri istituzionali e interni per conoscere da vicino l’organizzazione dell’azienda sanitaria e le principali priorità del territorio.
Nato a Stoccolma nel 1961, Assembergs arriva dalla Lombardia, dove ha maturato una lunga esperienza nella gestione di realtà complesse. Nel corso della sua carriera si è occupato di attività aziendali di primo piano ed è socio fondatore di una società attiva nella consulenza direzionale, nello sviluppo di start up innovative e nella progettazione di nuovi progetti immobiliari. Nel settore sanitario ha ricoperto anche il ruolo di direttore generale dell’Asst Bergamo Ovest, esperienza che lo ha visto impegnato nella gestione di servizi ospedalieri e territoriali.
Nei primi giorni di mandato il nuovo direttore generale ha avviato una serie di incontri con la struttura aziendale. Dopo un primo confronto con la Direzione Strategica, Assembergs ha incontrato il Collegio di Direzione, organismo che riunisce tutti i direttori di dipartimento dell’azienda sanitaria.
L’appuntamento è stato l’occasione per
una prima conoscenza reciproca ma anche per affrontare alcuni dei temi considerati prioritari per il sistema sanitario locale. Tra questi il rafforzamento del rapporto tra ospedale e territorio, lo sviluppo dei servizi di prossimità per i cittadini, il potenziamento degli strumenti di telemedicina e teleconsulto, oltre al percorso di attivazione delle Case della Comunità, elementi centrali del nuovo modello di assistenza territoriale. Tra gli obiettivi indicati dalla nuova direzione figurano inoltre l’attenzione ai tempi di erogazione delle prestazioni specialistiche, tema particolarmente sentito dai cittadini, e il rafforzamento delle attività di prevenzione delle pa-
tologie croniche, considerate una delle principali sfide per il sistema sanitario dei prossimi anni. Parallelamente agli incontri interni, Assembergs ha avviato anche il confronto con le istituzioni locali. Il nuovo direttore generale ha infatti incontrato il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, in un colloquio dedicato alla condivisione del programma di lavoro e delle priorità della nuova direzione aziendale.
L’incontro ha rappresentato il primo passo verso un dialogo continuativo tra l’azienda sanitaria e l’amministrazione comunale sui temi della salute pubblica e dei servizi sanitari destinati ai cittadini del territorio berico.
“IO NON MI GIOCO”
Al via la campagna di prevenzione
La prevenzione è il cuore della campagna “Io non mi gioco”, promossa dal Ser.D dell’ULSS 8 Berica per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo patologico. Anche per il 2026
l’iniziativa prevede un ampio calendario di attività sul territorio, con oltre venti appuntamenti tra Vicenza e i comuni limitrofi, pensati per informare la popolazione e sensibilizzare soprattutto i più giovani sui rischi legati al gioco.
Il programma comprende stand informativi nelle piazze, punti di ascolto negli ospedali, serate di approfondimento e iniziative online, come il progetto “Breaking the rules”, oltre al coinvolgimento diretto delle scuole del territorio che esporranno materiali informativi e parteciperanno alle attività di prevenzione.
L’obiettivo della campagna è duplice: da un lato far conoscere i rischi nascosti dietro comportamenti che spesso vengono percepiti come sem-
plici passatempi, dall’altro informare cittadini e famiglie sull’esistenza di una rete di servizi pronta ad aiutare chi si trova in difficoltà. Attraverso incontri pubblici e attività educative, il Ser.D punta infatti a diffondere maggiore consapevolezza sul fenomeno e a favorire l’accesso ai percorsi di supporto e cura presenti sul territorio.
Il provvedimento. Oltre 3.200
Approvata indennità di Pronto Soccorso per il personale sanitario: 60 milioni per arretrati e nuovi incentivi
Via libera della Regione Veneto all’indennità per il personale impegnato nei Pronto Soccorso. La misura punta a valorizzare chi lavora nei servizi di emergenza-urgenza, con compensi differenziati e il pagamento degli arretrati
La Giunta regionale del Veneto ha dato il via libera alla delibera che stabilisce il riparto delle risorse destinate all’indennità di Pronto Soccorso per il personale sanitario impegnato nei servizi di emergenza-urgenza. Il provvedimento riguarda il periodo dal 1° giugno 2023 al 31 dicembre 2026 e prevede un totale di 60,6 milioni di euro, destinati a 3.200 lavoratori tra infermieri, operatori socio-sanitari e altri professionisti del settore.
operano in uno dei settori più delicati dell’organizzazione ospedaliera, quello delle emergenze”.
“La valorizzazione del personale sanitario è sempre stata una delle mie priorità”, ha dichiarato il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, sottolineando che questa delibera rappresenta un passo concreto verso il miglioramento del sistema sanitario. “Con queste risorse – ha aggiunto Stefani – siamo passati dalle parole ai fatti, mettendo in campo un impegno significativo per coloro che
L’iniziativa è stata accolta positivamente dal Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che ha spiegato come questo intervento riconosca concretamente le difficoltà e i rischi a cui sono esposti gli operatori nei Pronto Soccorso, servizi caratterizzati da carichi di lavoro elevati, turni complessi e, purtroppo, anche episodi di violenza. “Si tratta di un intervento atteso – ha detto Gerosa – costruito con criteri trasparenti e condivisi, che prevede anche il pagamento degli arretrati per chi ha prestato servizio dal 2023”.
Il provvedimento coinvolge circa 3.200 professionisti della salute, tra cui 2.000 infermieri, 800 operatori socio-sanitari, 400 autisti soccorritori/ ambulanze e una parte di personale amministrativo. L’indennità, che sarà differenziata in base al
Nuovo 116117 attivo nell’Ulss 8 Berica: accesso semplificato a servizi
Da martedì 24 febbraio è entrato in funzione il nuovo numero 116117 per i residenti nel territorio dell’ULSS 8 Berica, offrendo un punto unico di accesso alla Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) e ai servizi socio-sanitari non urgenti. Il servizio, attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, permetterà di ricevere consigli sanitari, supporto per disabilità, salute mentale, consultori familiari e altre necessità assistenziali.
La centrale operativa vicentina, ospitata al San Bortolo 2, sarà gestita da 30 operatori formati dall’ULSS 8 Berica, che collegheranno i cittadini con i servizi territoriali competenti. Le richieste saranno prese in carico con modalità attiva: il cittadino sarà ricontattato dal servizio appropriato entro pochi giorni per fissare appuntamenti o ricevere indicazioni.
Patrizia Simionato, ex Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica, ha sottolineato come il nuovo numero non sostituisca il 118, riservato alle emergenze, né il CUP per le prenotazioni di visite ed esami specialistici, ma rappresenti un significativo passo avanti nella semplificazione dell’accesso ai servizi sociosanitari per i cittadini.
profilo, prevede un compenso mensile minimo pari a 340 euro per il personale sanitario, 250 euro per gli operatori socio-sanitari e il personale tecnico, e 140 euro per il personale amministrativo.
Inoltre, le aziende sanitarie dovranno erogare en-
tro il mese di marzo dell’anno successivo eventuali risorse residue, fino a completo utilizzo del fondo. Gli arretrati saranno corrisposti per il periodo dal 1° giugno 2023 al 2025, con un totale di 44 milioni di euro da ripartire nei vari anni.
San Bortolo
Due anni di lavori per viabilità e parcheggi: più posti e maggiore sicurezza
Negli ultimi due anni, l’ULSS 8 Berica ha messo in campo una serie di interventi strutturali e innovativi per migliorare l’accesso e la sosta all’Ospedale San Bortolo di Vicenza. Grazie a nuovi cantieri, accordi con privati e riqualificazioni di aree esistenti, oggi l’ospedale conta complessivamente 2.586 posti auto, di cui 1.000 riservati al personale e 1.185 assegnati con rotazione. Tra le novità principali, l’affitto di nuove aree per dipendenti, come l’Ex Motorizzazione e via Rubicone, e la riorganizzazione dei parcheggi San Francesco e Rodolfi, con lavori di sopraelevazione e riqualificazione che porteranno a un aumento dei posti disponibili e a una maggiore sicurezza. Oltre ai parcheggi, sono stati introdotti sistemi per la mobilità sostenibile, con potenziamento
dei parcheggi scambiatori e collegamenti diretti con linee di trasporto pubblico. Collaborazioni con il Comune di Vicenza hanno consentito di pianificare rotatorie, percorsi ciclabili e pedonali sicuri, e sistemi di infomobilità per facilitare l’accesso. «I risultati raggiunti rappresentano un cambio di passo concreto per rendere il San Bortolo più accessibile e vicino alle esigenze di cittadini e operatori», spiega l’ing. Filippo Paccanaro, Direttore dell’U.O.C. Tecnici e Patrimoniali dell’ULSS 8 Berica. Le nuove aree in arrivo, come il parcheggio ex campi da tennis di via Adige con 110 posti, e il completamento dei lavori al San Francesco previsto per maggio 2026, garantiranno ulteriori opportunità di sosta senza creare disagi alla circolazione interna ed esterna all’ospedale.
VENETO 24 PER IL SOCIALE
Vicenza
Innovazione. Struttura da 2.000 metri quadrati con tecnologie rinnovate
Inaugurata la nuova sede del Laboratorio SE.FA.MO. e Butterfly Lab
stata inaugurata sabato 21 febbraio la nuova sede del Laboratorio SE.FA.MO., realtà attiva da oltre cinquant’anni nella diagnostica di laboratorio a Vicenza, che ospita anche la nuova sede di Butterfly Lab, network di punti prelievo dedicato alla sanità di prossimità.
La struttura, estesa su 2.000 metri quadrati, rappresenta un significativo investimento in termini di innovazione tecnologica e qualità del servizio. Gli spazi, più ampi e funzionali, e i macchinari completamente rinnovati sono stati progettati per rispondere in modo sempre più efficiente alle esigenze della popolazione e del territorio.
Nel corso dell’evento istituzionale l’ingegner Guido Griguol, amministratore di SE.FA.MO., ha ripercorso le tappe principali della crescita del laboratorio, sottolineando l’evoluzione che ha portato la struttura a diventare un punto di riferimento sanitario locale, fondato su competenza, affidabilità e costante
attenzione all’innovazione.
All’inaugurazione hanno preso parte diverse autorità del territorio: il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin, il consigliere provinciale e comunale Marco Zocca, il presidente del Consiglio comunale Massimiliano Zaramella e il sindaco di Torri di Quartesolo Gianluca Ghirigatto, insieme alla Giunta comunale. Durante gli interventi è stato evidenziato il ruolo di SE.FA.MO. come presidio sanitario di riferimento per il territorio, capace di coniugare esperienza professionale e innovazione. In questo percorso si inserisce Butterfly Lab, che punta a rafforzare un modello di sanità più capillare e vicina ai cittadini, facilitando l’accesso agli esami diagnostici.
La cerimonia si è conclusa con il tradizionale taglio del nastro, una visita guidata ai nuovi spazi e un momento conviviale tra istituzioni, professionisti sanitari e rappresentanti della rete dei laboratori.
PROGETTO SILVA
Pd: “L’acqua dei cittadini viene prima dell’interesse industriale”
Dibattito acceso sul progetto industriale
Silva S.r.l. a Montecchio Precalcino. I consiglieri regionali del Partito Democratico, Chiara Luisetto, Antonio Marco Dalla Pozza e Andrea Micalizzi, intervengono sottolineando che la sicurezza delle risorse idriche e la fragilità ambientale del territorio non possono essere sacrificate sull’altare dello sviluppo industriale.
“Pur riconoscendo l’importanza strategica della filiera delle fonderie per l’economia regionale e nazionale, la localizzazione del sito desta serie preoccupazioni – dichiarano i tre esponenti dem –. L’area insiste su un bacino acquifero fondamentale, con una falda vicina alla superficie che rifornisce gran parte del Padovano. Inoltre, il Comune di Dueville non dispone ancora di un allaccio completo all’acquedotto, rendendo cruciale la tutela delle acque sotterranee per la sicurezza dei cittadini”.
I consiglieri ricordano anche i precedenti ambientali della zona, come l’inquinamento causato dall’Azienda Miteni e dalle opere della Superstrada Pedemontana Ve-
neta (SPV), e ribadiscono l’importanza del principio di precauzione. “La politica deve prevenire rischi, non inseguire le emergenze – spiegano –. Per questo chiediamo chiarezza e trasparenza sulle valutazioni in corso da parte della Commissione Tecnica, ribadendo che la protezione della salute e delle acque deve rimanere prioritaria”.
Sintoniz zati sul
L’APP
Sintoniz zati
Sintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .