Nell’ultimo biennio la mobilità nel nostro Veneto è tornata, a pieno regime, ai ritmi frenetici del periodo pre-pandemico. Spostamenti per lavoro, studio e un turismo sempre più pervasivo hanno riportato il traffico a livelli massimi. Ma cosa ci dicono i numeri dell’ultimo rapporto Istat sulla sicurezza stradale? Il quadro che emerge è in chiaroscuro, ma con un raggio di luce che merita la nostra attenzione. Il dato più incoraggiante riguarda gli incidenti mortali: la prima metà del 2025 ha mostrato una riduzione degli incidenti con lesioni (-1,3%) e delle vittime, in linea con un calo generale. Nel 2024, le vittime sulle nostre strade furono 269. Numeri ancora tragicamente alti, ma che raccontano un calo un calo significativo. L’indice di mortalità in Veneto è calato da 2,4 a 2,1 decessi ogni 100 incidenti. Si tratta di un risultato d’eccellenza se confrontato con la sostanziale stagnazione del dato nazionale. Guardando lontano, dal 2010 a oggi, la nostra regione ha ridotto la mortalità stradale di oltre il 32%, superando la media italiana. Tuttavia, non è il momento di brindare. Se le “croci” diminuiscono, il numero complessivo di incidenti e di feriti è in lieve aumento, rispettivamente dello 0,7% e dell’1,3%. Questo scollamento ci suggerisce che, sebbene la sicurezza dei veicoli e la tempestività dei soccorsi riescano a salvare più vite, la frequenza degli impatti resta legata a distrazioni e volumi di traffico critici. Il Veneto, inoltre, è tra le regioni più colpite per mortalità ciclistica, con 27 ciclisti deceduti registrati nel 2025. Ogni incidente rappresenta un costo umano e sociale immenso e non possiamo abbassare la guardia.
Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin
nuovo dg: “Rafforzare la sanità territoriale”
SICUREZZA STRADALE, SFIDA ANCORA APERTA:
URBANI
CHE SI RISCHIA DI PIU’
Tra controlli su strada, Barcavelox in laguna e lotta ai borseggi, emerge il quadro di una città sempre più complessa da presidiare
Bilancio regionale ultimi ritocchi prima del varo definitivo: parla l’assessore Giacinti
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“Quello di Lupin III”: Davide Zanella, artista punto di riferimento per la comunità pop
MARTELLA - VENTURINI: SI ACCENDE
Continuità contro Cambiamento: i due candidati principali non se le mandano a dire per una campagna che si annuncia molto combattuta
VALERIA MANTOVAN: “LA CULTURA IN VENETO
L’assessore regionale: stanziati subito 18 milioni per le borse studio, attenzione al disagio giovanile
DLiceo classico, scelta da eroi
Giampiero Beltotto
ite la verità: non mandate i vostri figli al classico perché avete paura del loro fallimento, quindi, non scommettendo sulla loro intelligenza, sulla loro capacità di abnegazione, di sacrificio, di volontà ferrea, scegliete per loro un percorso agevole. Quanti dei lettori di questo giornale hanno frequentato il glorioso liceo classico? Ricorderanno le ore trascorse sui Promessi Sposi, sull’aoristo passivo, su Tacito (intraducibile tanto quanto Quintiliano) o su Platone, che mi toccò alla maturità.
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Venezia celebra Angelo Dalle Molle
Dall’11 marzo alla Biblioteca VEZ di Mestre, un ciclo di incontri dedicato al genio del Cynar che anticipò l’intelligenza artificiale e la mobilità elettrica. Venezia rende omaggio ad Angelo Dalle Molle, a 25 anni dalla scomparsa, con una rassegna ospitata dalla Biblioteca VEZ dall’11 marzo al 15 aprile 2026. Noto al grande pubblico per aver creato il Cynar, Dalle Molle fu in realtà un pioniere dell’innovazione: cinquant’anni fa già teorizzava l’intelligenza artificiale, il car sharing e i traduttori universali, mantenendo sempre l’uomo al centro del progresso. Il programma, curato da Vuesse&c e finanziato dalla Fondation Dalle Molle di Martigny, vedrà la partecipazione di esperti come Massimo Cerofolini (Rai), l’analista Alessandro Aresu e il nipote dell’inventore, Antonio Dalle Molle. L’obiettivo, spiega la dirigente Barbara Vanin, è svelare la modernità di un uomo che dialogò con Einstein e anticipò le sfide tecnologiche del terzo millennio. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero su prenotazione attraverso il sito della Rete Biblioteche Venezia. Classe 1908, Angelo Dalle Molle è nato a Mestre. Con i fratelli Mario e Amedeo nel 1948 dava vita al progetto del Cynar, lo storico amaro a base di foglie di carciofo, diventato un prodotto cult nell’Italia del secondo dopoguerra. Seguirono il Biancosarti e il VOV, successi imprenditoriali legati a doppio filo al boom economico. Dal 1955 i fratelli Dalle Molle si riunirono nel Gruppo Grandi Marche Associate: intuendo il potenziale della comunicazione, Angelo Dalle Molle acquistò ampi spazi sul piccolo schermo, riuscendo a entrare nelle case degli italiani grazie al Carosello. Pochi anni prima si era inventato l’Aviobar, una location ad alta quota che permetteva di degustare i liquori sorvolando l’Italia: si trattava di un aereo cargo americano trasformato in bar volante, nel 1947 fece il giro d’Italia in 10 tappe. L’iniziativa ottenne un successo enorme e Angelo Dalle Molle restò personalmente colpito dalla desolazione di un’Italia vista dall’alto, maturando il desiderio di aiutare concretamente la ricostruzione. Con l’amico ed economista Guido Carli, poi divenuto presidente di Confindustria, Angelo dalle Molle avviò l’approfondimento di molti progetti di ricerca scientifica. A metà degli anni ’70, Angelo Dalle Molle ha un’idea visionaria: creare veicoli elettrici per ridurre l’impatto ambientale delle automobili. Fonda così l’azienda Progetti Gestioni Ecologiche (PGE) e, nei giardini di Villa Pisani di Stra (Venezia) sviluppa un sistema di car sharing da realizzare nelle principali città italiane. Un’idea all’avanguardia che in Italia ha faticato, in quegli anni, a trovare supporto: in Svizzera darà vita nel 1971 a Lugano alla “Fondazione Dalle Molle per la Qualità della Vita” e, nel 1988, all’IDSIA, l’Istituto Dalle Molle di Studi sull’Intelligenza Artificiale. Prima del nostro tempo, con una lungimiranza straordinaria, Angelo Dalle Molle ha intuito e proposto cinquant’anni fa le rivoluzioni economiche, scientifiche, tecnologiche e culturali.
di Venezia e Mestre
Alla Biblioteca VEZ un omaggio ad Angelo Dalle Molle, pioniere tra innovazione tecnologica e impresa
Liceo classico, scelta da eroi Giampiero Beltotto
Sapete che cosa diceva la mia insegnante nel liceo milanese di cui lei era Papessa riconosciuta e riverita? Che lì per lì avremmo trovato i Promessi Sposi noiosi, ma quando saremmo diventati vecchi o nei giorni della malinconia, proprio quelle pagine dell’eterno don Lisander ci avrebbero ristorato l’anima. La Papessa (unico arbitro della nostra esistenza in quegli anni) ci insegnò anche a leggere, nel senso di articolare le parole a voce alta in modo tale che gli altri capiscano perché “non leggi per te e basta, ma per tutto il mondo e devi leggere ad alta voce e lentamente per capire, per gustare le parole e per trasmetterle”. Leggo che al classico, proprio quello del 1923 pensato dal fascistissimo Giovanni Gentile, grazie al quale abbiamo la più bella scuola del mondo, ci va il cinque per cento dei nostri ragazzi. Credo che la percentuale corrisponda al numero di italiani che si entusiasmano per il bello in sé, cioè per ciò che ci rende umani. A casa mia anche figli e nipoti considerano il classico la scuola dell’obbligo perché non possiamo concepirci senza quelle cose inutili che sono la letteratura, il greco e il latino, la filosofia. Ho scoperto con orrore che il legislatore ha tolto la magnifica differenza con tutte le altre scuole, l’avere cioè la quarta e la quinta ginnasio. Tutti uguali ci vogliono. Nelle infinite porcherie commesse a danno della scuola, questa la considero tra le peggiori, come la fine del riassunto e la lallazione che insulta i nostri ragazzi perché li vuole incapaci di reggere allo stress del risultato, quasi che la vita sia una noiosa passeggiata sull’olio scivoloso della parità. Ah certo, dovete considerare i vostri figli un po’ eroi per iscriverli al classico, dei magnifici figli di Sparta e di Atene. Vostro figlio come Leonida che ci salvò con anche meno del cinque per cento dalle invasioni e che quando l’imperatore nemico gli ingiunse di abbassare lo scudo perché erano troppo pochi per salvare la pelle, rispose “vieni a prenderlo”. O vostra figlia come Aspasia di Atene compagna di Pericle e con lui all’origine di quella che noi poveracci chiamiamo democrazia: la ragazza potrebbe lavorare con onore nella comunicazione. Saranno gli unici, i vostri figli, che quando il telecronista dice “naiki” avvertiranno un brivido d’orrore lungo la schiena, ma saranno quelli che dopo cinque anni non rinunceranno a pensare con la propria testa e a concludere che “uno vale uno lo dici a tua sorella”. Se li volete forti i figli e se scommettete su di loro chiedete la sezione aspra e dura dove c’è il professore di filosofia che insegna Platone e Sant’Agostino e non comizia di politicamente corretto. Pure qualche scappellotto farebbe bene a chi decide per il classico ma so che questo finale potrebbe alzare un polverone. Rinuncio allo scappellotto, ma per favore ritorniamo al vecchio ma sempre giovanissimo ginnasio. Quarta e quinta, s’intende. Astenersi perditempo e perdigiorno. E poi come dice il Maestro Arbore, “meno siamo, meglio stiamo”.
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Amministrative 24 - 25 Maggio 2026
ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le Elezioni amministrative del 24-25 Maggio 2026 messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).
3 aprile si paga, sconto per chi prenota in anticipo
Online il portale per versare i 5 o 10 euro previsti nelle giornate stabilite: esclusi i residenti in Veneto e alcune categorie, la misura resta in prova
D all’inizio di marzo è possibile prenotare prenotare e pagare online il contributo di accesso 2026 per entrare a Venezia nelle giornate in cui sarà in vigore. La misura scatterà dal 3 aprile e prevede un sistema di pagamento differenziato in base all’anticipo con cui si effettua la registrazione.
Chi verserà l’importo entro il quartultimo giorno prima della visita pagherà 5 euro. Negli ultimi quattro giorni prima dell’ingresso in città, invece, il costo salirà
a 10 euro. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione comunale è incentivare le prenotazioni anticipate, così da gestire meglio l’afflusso di visitatori nella città lagunare, soprattutto nei periodi di maggiore pressione turistica. Le modalità per ottenere eventuali esenzioni saranno comunicate dalla prossima settimana. Il contributo resterà in fase sperimentale anche per il 2026, per consentire ulteriori verifiche prima di una possibile applicazione definitiva.
Il pagamento non sarà richiesto per l’accesso alle isole minori indicate dal regolamento comunale. L’obbligo sarà attivo nella fascia oraria compresa tra le 8.30 e le 16.
Tra gli esentati, sia dalla registrazione sia dal versamento, figurano i cittadini residenti in Veneto. Esclusi anche gli studenti – compresi i pendolari – che frequentano istituti con sede nella Città antica o nelle altre isole minori della laguna, anche se non risiedono in Veneto.
Per il 2026 la sperimentazione interesserà complessivamente 60 giornate: dal 3 al 6 aprile, dal 10 al 12 aprile, dal 17 al 19 aprile, dal 24 aprile al 3 maggio, dall’8 al 10 maggio, dal 15 al 17 maggio, dal 22 al 24 maggio, dal 29 maggio
A Tiziana Lippiello il Premio Donna Venezia 2026
È stata Tiziana Lippiello, rettrice dell’Università Ca’ Foscari, a ricevere il Premio Donna Venezia 2026, il riconoscimento assegnato dalla testata giornalistica 25venice a personalità femminili che si distinguono per il contributo alla crescita culturale e sociale. La cerimonia si è svolta nella suggestiva cornice della Biblioteca Marciana, dove la città ha celebrato il talento e l’impegno delle donne in occasione della Festa della Donna.
Il premio è stato conferito alla rettrice per il suo ruolo nella promozione della cultura, della ricerca e della formazione delle nuove generazioni, oltre che per l’impegno nell’internazionalizzazione dell’ateneo veneziano e nel rafforzare il dialogo tra Oriente e Occidente, favorendo la cooperazione e l’incontro tra culture diverse. Accanto al riconoscimento principale,
la serata ha visto anche il debutto del Premio Donna Junior, dedicato alle giovani eccellenze del territorio. Undici studentesse dell’ultimo anno delle scuole superiori veneziane, distintesi per merito scolastico, impegno e spirito di solidarietà, hanno ricevuto i “Leoncini d’argento”, simbolo del nuovo premio.
Tra tulipani colorati e l’eleganza della storica sala della Marciana, Venezia ha così reso omaggio alle sue protagoniste, celebrando talento, studio e partecipazione civica.
Visibilmente emozionata, la rettrice Lippiello ha rivolto un messaggio alle giovani premiate, indicando alcuni valori che considera fondamentali per il loro percorso futuro: “Assertività, creatività, spensieratezza, consapevolezza, forza e autenticità. Quest’ultima è la più importante: significa
al 7 giugno, dal 12 al 14 giugno, dal 19 al 21 giugno, dal 26 al 28 giugno, dal 3 al 5 luglio, dal 10 al 12 luglio, dal 17 al 19 luglio e dal 24 al 26 luglio. Un calendario
rimanere sempre fedeli a se stesse”. A spiegare il senso dell’iniziativa è stata Nadia De Lazzari di 25venice, promotrice del premio: “Questo riconoscimento nasce per dare visibilità a donne che, con il loro lavoro, contribuiscono alla crescita culturale della comunità. La protagonista che abbiamo premiato dimostra che la cultura non è qualcosa di statico, ma un viaggio
che coinvolgerà diversi ponti primaverili e fine settimana estivi, periodi tradizionalmente delicati per il centro storico e la sua tenuta.
da condividere, soprattutto con le nuove generazioni”.
Le studentesse premiate nella prima edizione del Premio Donna Junior sono: Arianna Biello(Scuola Navale Militare Morosini), Esther Costantini (Istituto Benedetti-Tommaseo – indirizzo linguistico), Nausicaa Angelica Fabris (Liceo Musicale Marco Polo), Anna Finotello (Istituto Benedetti-Tommaseo – Scienze umane), Turchese Sofia Foscato Vedovato (Istituto Marinelli Fonte), Alessia Iurin (Istituto Algarotti), Aleksandra Lazareva (Liceo Artistico Marco Polo), Eva Jane Marson (Istituto Benedetti-Tommaseo – Scientifico ordinamentale), Lola Maurandi(Liceo Classico Marco Polo), Maddalena Padoin (Liceo Classico ordinamentale Foscarini) e Ludovica Ricci (Liceo Classico Europeo Marco Foscarini).
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LA SCELTA LA FORZA
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Focus sicurezza stradale/1. Cicli manutentivi complessi e nuove sfide legate al traffico locale
Dentro l’impegnativa macchina del trasporto pubblico veneziano
L a complessità del trasporto pubblico via acqua a Venezia richiede una gestione attenta della flotta e delle infrastrutture, con l’obiettivo di garantire sicurezza e continuità del servizio. Per fare il punto sulla situazione attuale e sulle prospettive future, abbiamo incontrato Giovanni Santoro, direttore di ACTV.
Direttore Santoro, può offrirci una fotografia di ACTV oggi? Quante sono le imbarcazioni in servizio e quante quelle ferme per manutenzione?
“La flotta è composta da poco più di 150 unità destinate al trasporto pubblico di linea, a cui si aggiungono altre imbarcazioni di servizio. Gli interventi di manutenzione sono stabiliti dalla normativa di settore e tengono conto delle ore di moto e dei guasti. Attualmente circa il 30% della flotta è a rotazione per cicli manutentivi di diversa natura, ma il nostro obiettivo è ridurre
questa percentuale al 24-25% per aumentare la disponibilità dei mezzi in servizio”.
Come viene programmata la manutenzione per garantire sicurezza e continuità del servizio?
“La manutenzione è pianificata su più livelli: intervalli temporali (15, 30, 45 e 60 mesi) e ore di moto, ogni 1.000 ore, con interventi specifici sui motori previsti anche ogni 4.000 ore. Il tutto è organizzato in maniera pluriennale, così da avere sempre le unità necessarie disponibili per il servizio”.
Essendo ACTV una società partecipata dal Comune, come si articola il rapporto tra indirizzo politico e gestione operativa, in particolare sulla sicurezza?
“Il Comune di Venezia è socio al 100% di AVM, che è il capogruppo e affidataria in house del contratto di servizio. Il coordinamento e il controllo spettano quindi all’Amministrazione, mentre l’operatività
pura – e in particolare la gestione della sicurezza – è di competenza autonoma di ACTV”.
Il traffico acqueo in laguna è sempre più complesso: quali criticità operative incidono sulla sicurezza del servizio?
“Uno dei temi principali è la navigazione con bassa visibilità. Non abbiamo difficoltà con la nostra flotta, dotata di sistemi avanzati, ma il problema può presentarsi con altre unità che navigano comunque anche in condizioni di nebbia”.
Guardando al futuro, quali interventi ritiene prioritari per rendere il trasporto pubblico via acqua più sicuro ed efficiente?
“Il nostro impegno è puntare sulla sostenibilità, con lo sviluppo di mezzi ibridi, e sul digitale, per monitorare e ottimizzare i servizi. Ma l’elemento fondamentale resta sempre l’aspetto umano: gli equipaggi e il personale di coordinamento e manutenzione rappre-
Differenza tra strada e in acqua: cosa cambia davvero
Quando si parla di sicurezza nei trasporti è fondamentale distinguere tra strada e acqua, perché le norme che li regolano sono diverse. A spiegarlo è il comandante di lungo corso Lorenzo Boscolo, presidente dell’ACNL – Associazione Capitani Navigazione Lagunare e referente della delegazione veneziana del Collegio Capitani, che chiarisce come sicurezza stradale e sicurezza della navigazione rispondano a impianti normativi distinti. “La differenza principale – spiega Boscolo– sta nella natura del mezzo e del contesto operativo. Su strada il veicolo è uno strumento di lavoro; in acqua, l’unità navale è essa
stessa luogo di lavoro”. Una distinzione che comporta responsabilità, controlli e sistemi di gestione differenti. Nel mondo marittimo, infatti, oltre alle regole aziendali intervengono le autorità marittime e gli enti competenti, con disposizioni che riguardano sia la sicurezza della navigazione sia la gestione del lavoro a bordo. Ne deriva un quadro normativo più articolato: il comandante, sia nella navigazione marittima sia in quella interna, è l’unico responsabile della spedizione dal momento in cui lascia gli ormeggi fino all’arrivo a destinazione. L’armatore, invece, risponde della manutenzione dell’unità. Anche il
sentano il nostro più grande patrimonio”.
Quali strategie adottate per reperire nuovo personale e garantire la formazione necessaria?
“Stiamo proseguendo con i programmi di sviluppo interno, formando i nostri marinai e preposti nei limiti previsti dalla normativa
regime sanzionatorio cambia: su strada le irregolarità comportano sanzioni amministrative; in ambito marittimo le violazioni assumono rilevanza penale. Infine, muta il contesto fisico: se sulla terraferma la sicurezza si misura con segnaletica e manutenzione stradale, in laguna entrano in gioco fondali, correnti, condizioni meteo e caratteristiche dei punti di approdo. Elementi che fanno parte integrante della valutazione del rischio e della conduzione dell’unità. Due mondi diversi, dunque, accomunati dallo stesso obiettivo – la tutela delle persone – ma regolati da sistemi normativi e organizzativi differenti. (g.f.)
per i titoli superiori. Parallelamente, lavoriamo per rendere ACTV sempre più attrattiva sul mercato del lavoro, valutando anche, per il futuro, soluzioni economiche e iniziative “sociali” che possano interessare chi si avvicina per la prima volta alla nostra realtà”.
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Buona Pasqua
Guendalina Ferro
Giovanni Santoro
Focus sicurezza stradale/2. Incidenti raddoppiati e comportamenti a rischio
Sicurezza urbana e nautica: numeri in preoccupante crescita
La sicurezza stradale e nautica si conferma uno dei settori di maggiore impegno per la Polizia Locale di Venezia. Il report sull’attività svolta negli ultimi dieci anni restituisce numeri significativi, soprattutto per il 2025, anno in cui sono stati elevati 170.751 verbali per violazioni al Codice della Strada. All’interno di questo quadro emerge un dato che preoccupa: l’aumento dei casi di guida in stato di ebbrezza. Sono stati 98 i conducenti sanzionati, con 266 patenti ritirate. Un segnale che richiama l’attenzione sui comportamenti alla guida. In controtendenza, invece, le violazioni per l’uso del cellulare al volante, scese a 146 rispetto alle 204 dell’anno precedente. Particolarmente significativo il dato sugli incidenti mortali. “Questi purtroppo sono raddoppiati in un anno, il che suscita ancora una grande preoccupazione riguardo ai comportamenti dei cittadini. Solo al Lido, una comunità così contenuta, abbiamo registrato 13 vittime”, ha sottolineato il comandante generale della Polizia Locale Marco Agostini. Sul fronte della navigazione, il 2025 ha segnato
una svolta con l’introduzione, dal 1° agosto, del sistema “Barcavelox”, dispositivo che consente un monitoraggio più puntuale della velocità in laguna. Su 11.183 ispezioni complessive sono state accertate 806 violazioni nell’ambito del Sistema Informativo Sanzionatorio Acqueo (SISA). “La presenza costante di una pattuglia in Bacino San Marco ha portato a un crollo delle violazioni dei limiti di velocità”, ha confermato Agostini, evidenziando l’efficacia del presidio fisso in una delle aree più delicate e trafficate. Importanti anche i risultati sul fronte del contrasto ai reati predatori. L’attività antiborseggio ha registrato un incremento significativo: i soggetti deferiti all’Autorità Giudiziaria sono quasi triplicati, passando da 68 a 191, con un totale di 121 denunce. Parallelamente, l’azione contro il gioco d’azzardo di strada ha prodotto 51 sanzioni e 47 ordini di allontanamento per i cosiddetti “scatolettisti”.
“Per quanto riguarda il contrasto ai borseggiatori, i numeri sono importanti, un +180%. Su questo aspetto c’è da dire che la norma-
Il Report della Polizia Locale
È stato presentato nella sede del Comando del Tronchetto, il report delle attività svolte dalla Polizia Locale di Venezia negli ultimi dieci anni
“Il Report 2025 fotografa l’ampio lavoro svolto dall’Amministrazione comunale negli ultimi dieci anni, confermando come la sicurezza e la tutela dei cittadini abbiano rappresentato una priorità costante nel corso del mandato. Sono stati realizzati investimenti strutturali significativi, con un potenziamento concreto delle dotazioni e delle risorse a disposizione - ha esordito l’assessore alla Sicurezza, Elisabetta Pesce - Emblematico è il dato relativo al sistema di videosorveglianza: nel 201 5, anno di insediamento dell’Amministrazione Brugnaro, le telecamere presenti sul territorio erano 134; oggi hanno superato quota 820 e raggiungeranno le 917 unità entro la fine dell’anno. Importanti anche gli
interventi sul fronte dei mezzi in dotazione, con l’acquisto di oltre 110 nuovi veicoli motorizzati, molti dei quali ibridi e alcuni elettrici, a testimonianza di una crescente attenzione anche verso la sostenibilità ambientale. Sul piano del personale, nel 2015 l’organico contava 394 agenti, oltre a 66 unità amministrative. Al 31 dicembre 2025 si registrano invece 462 agenti e 83 addetti amministrativi, numeri che evidenziano un rafforzamento significativo della struttura operativa. Agenti, che desidero ringraziare, che abbiamo dotato anche di taser e bodycam, nonché di device elettronici perché siano sempre in condizioni di operare al meglio e in sicurezza”.
Negli ultimi anni, il Corpo della Polizia Locale di Venezia ha visto un’evoluzione significativa sia in termini di organico sia di ambiti di intervento, rispondendo a una società in trasformazione e a una
tiva estremamente sfavorevole ci spinge a fare molti più controlli”, ha spiegato il vicecomandante della polizia locale Franzoi. “Accanto alla repressione, ampio spazio è stato dedicato alla prevenzione -rende noto il comandante Agostini - Gli agenti hanno intensificato i moduli di educazione stradale e nautica nelle scuole del territorio, con un aumento degli incontri rivolti agli studenti”. Un investimento culturale che punta a incidere sui comportamenti futuri, nella consapevolezza che la sicurezza, prima ancora che nei numeri, nasce dalla responsabilità individuale.
Guendalina Ferro
Il report decennale della Polizia Locale di Venezia evidenzia un aumento significativo dei controlli su strada e in acqua
domanda di sicurezza sempre più articolata. Oggi le funzioni del Corpo coprono 20 settori diversi, dalla polizia giudiziaria alla sicurezza stradale e nautica, fino al contrasto ai reati predatori e all’abusivismo. “I numeri dell’organico, a fronte di un costante problema di carenza di personale a livello nazionale, sono estremamente positivi, perché confermano la copertura totale del turnover - ha aggiunto il comandante Agostini - Oggi siamo in grado di garantire un servizio effettivo 24 ore su 24, con un potenziamento della copertura delle ore serali. Questo report ci permette di analizzare, effettivamente, i cambiamenti della nostra società. Possiamo vedere come siamo passati dalle 7 manifestazioni del 2023 alle 28 del 2025. Un numero da non sottovalutare, perché in ognuno di questi eventi è necessario un grande dispiego di personale, da 22 a 30 uomini”. (g.f.)
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Martella rilancia la sfida: “Serve un cambio di rotta dopo undici anni di Brugnaro”
Alla Pescheria di Rialto il candidato sindaco del centrosinistra Andrea Martella ha tracciato le linee del proprio progetto per Venezia, contrapponendo con decisione l’idea di cambiamento alla continuità rappresentata dal centrodestra
N el cuore della città storica, davanti a cittadini e sostenitori, Martella ha sottolineato come la scelta degli elettori alle prossime amministrative si giochi proprio tra due visioni opposte: proseguire con il modello amministrativo degli ultimi anni oppure aprire una nuova fase per il capoluogo lagunare.
Secondo il candidato del centrosinistra la candidatura di Luigi Brugnaro sarebbe infatti rappresentata dal suo successore indicato dal centrodestra, Simone Venturini, che Martella definisce espressione diretta dell’attuale amministrazione. «È la continuità più totale con undici anni di governo Brugnaro –ha affermato –. Dopo tutto questo tempo non basta cambiare il tono per far dimenticare ai cittadini i tanti problemi irrisolti».
Martella ha quindi criticato quella che definisce una narrativa eccessivamente ottimisticadell’amministrazione uscente, sostenendo che la situazione reale della città racconti altro. A suo avviso Venezia continua a perdere residenti e servizi, mentre il mercato immobiliaresarebbe sempre più orientato verso investimenti turistici piuttosto che verso l’abitare stabile. Un contesto che, secondo il candidato, rende più difficile la vita delle famiglie e contribuisce a far crescere il senso di insicurezza urbana.
Per Martella il punto centrale è proprio il declino demografico e sociale della città storica. «Quando una città si svuota e perde fiducia – ha osservato – la continuità non può essere la soluzione».
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Accanto alle critiche al merito delle politiche degli ultimi anni, il candidato ha contestato anche il metodo di governo dell’attuale amministrazione, giudicato troppo accentrato. Secondo Martella, troppe decisioni sarebbero state prese senza un reale coinvolgimento della comunità locale. Da qui la proposta di rafforzare il ruolo delle Municipalità, attribuendo loro maggiori competenze e capacità decisionale. Nel corso dell’incontro, il candida-
to ha illustrato anche i principali assi del proprio programma amministrativo, sintetizzati in cinque parole chiave: abitare, lavorare, proteggere, ricucire e rigenerare, immaginare. Tra le priorità indicate c’è il tema della residenza, considerato decisivo per il futuro della città. Ripopolare Venezia, ha spiegato, significa creare condizioni per il lavoro e affrontare con maggiore determinazione il tema dell’overtourism e quello dell’accesso alla casa. Allo stesso tempo, la sicurezza urbana dovrebbe passare non solo dal controllo del territorio ma anche dal rafforzamento dei servizi e dalla cura degli spazi pubblici. Un passaggio importante è stato dedicato anche al porto di Venezia, che Martella considera un’infrastruttura strategica per l’economia cittadina e sulla quale si è impegnato a mantenere un’attenzione diretta nel caso di elezione a sindaco. Guardando al futuro, il candidato ha inoltre posto l’accento sull’innovazione e sul ruolo che Venezia potrebbe giocare nei settori tecnologici più avanzati. In particolare ha citato le opportunità legate all’intelligenza artificiale, proponendo la creazione di una struttura comunale dedicata ad attrarre progetti internazionali, imprese e centri di ricerca in collaborazione con università italiane e straniere. Ampio spazio è stato dedicato anche alla cultura. Martella ha annunciato l’intenzione di nominare un assessore specificamente dedicato al settore e ha parlato della necessità di rilanciare il ruolo del Teatro La Fenice, restituendogli centralità nella vita culturale della città. In conclusione il candidato ha invitato i veneziani a non rassegnarsi all’idea di un declino inevitabile. «Venezia – ha detto – ha sempre saputo reinventarsi e immaginare il futuro. Questa sfida non riguarda una sola persona, ma un’intera comunità. Io metto a disposizione il mio impegno, ma il cambiamento si costruisce insieme».
Paola Bigon
Il programma. Sicurezza e grandi opere al centro della corsa a Ca’ Farsetti di Simone Venturini
Venturini lancia la corsa a Ca’ Farsetti: “Task force per investimenti, lavoro e sicurezza”
Sicurezza, lavoro e giovani tra i punti programmatici: più tecnologie per il controllo del territorio, nuovi investimenti per l’economia e spazi culturali e sportivi per le nuove generazioni
Simone Venturini ufficializza la candidatura a sindaco di Venezia per il centrodestra e rilancia la sfida per Ca’ Farsetti puntando su sviluppo economico, sicurezza e nuove opportunità per i giovani. La presentazione si è svolta ai Giardini Reali di San Marco alla presenza dei rappresentanti della coalizione, tra cui Raffaele Speranzon per Fratelli d’Italia, Sergio Vallotto per la Lega, Paolo Bonafé per l’Udc e Cesare Busetto per il Partito dei Veneti.
«Mi candido per fare il sindaco del futuro, un sindaco vicino e amico della città», ha dichiarato Venturini. «Voglio una Venezia capace di crescere, svilupparsi e innovarsi, senza lasciare indietro
nessuno». Nel suo intervento il candidato ha sottolineato il legame personale con il territorio. Cresciuto a Marghera, con esperienze amministrative tra Mestre e il Lido, ha ricordato il rapporto diretto con le diverse anime della città. «Conosco Venezia, le sue potenzialità e le sue criticità. È una città straordinaria che deve continuare a guardare avanti».
Tra le priorità indicate da Venturini c’è il tema del lavoro e degli investimenti. Nei primi cento giorni, ha spiegato, verrà creata una task force con competenze internazionali per attrarre imprese e nuovi progetti economici. «Venezia e Mestre devono tornare ad essere attrattive per chi vuole investire e creare occu-
pazione stabile e qualificata». In questa prospettiva un ruolo centrale è previsto per Porto Marghera, che potrebbe diventare un polo dedicato all’innovazione tecnologica e alle attività ad alto valore aggiunto.
Accanto allo sviluppo economico, il candidato del centrodestra ha posto l’accento sulla sicurezza urbana. Negli ultimi anni, ha ricordato, gli agenti della polizia locale sono aumentati di oltre cento unità e la rete di videosorveglianza è stata ampliata in modo significativo. «La sicurezza è una condizione fondamentale per la qualità della vita e per il futuro della città», ha spiegato, indicando tra le priorità anche il recupero delle aree più delicate di Mestre.
Venturini ha poi richiamato alcuni dei grandi interventi destinati a ridisegnare il volto della città nei prossimi anni: la nuova stazione ferroviaria, la nuova Questura, il nuovo stadio e l’a-
Casa, ambiente e servizi: le altre priorità
Accanto ai temi economici e alla sicurezza, Simone Venturini ha indicato altre priorità che riguardano la qualità della vita dei veneziani. Tra queste il tema della casa, con l’obiettivo di proseguire negli investimenti sull’edilizia pubblica e sul social housing destinato a giovani coppie, famiglie e persone in difficoltà. Negli ultimi anni, ha ricordato, sono aumentate le assegnazioni di alloggi pubblici e sono stati avviati nuovi progetti dedicati alle fasce più fragili. Un altro ambito riguarda i servizi sociali. Venturini ha parlato della necessità di rafforzare il sostegno alle famiglie, agli anziani e alle persone con disabilità, consolidando il lavoro svolto insieme al terzo settore. Tra le azioni previste ci sono il potenziamento degli asili
rena per eventi sportivi e spettacoli. Tra i progetti citati anche il recupero dell’ex Umberto I a Mestre e la rinascita dell’ex Ospedale al Mare al Lido. Uno spazio importante nel suo intervento è stato dedicato alle nuove generazioni. «I giovani devono essere protagonisti della vita pubblica e avere opportunità concrete per crescere», ha detto, ricordando il rafforzamento degli spazi culturali, sportivi e musicali.
nido, delle attività sportive e culturali e degli interventi di supporto alle situazioni di fragilità. Spazio anche al capitolo ambientale. Il candidato del centrodestra propone l’ampliamento del parco di San Giuliano, nuovi boschi di pianura e la piantumazione di oltre 75 mila alberi entro il prossimo anno. La rete ciclabile, già arrivata a circa duecento chilometri, sarà ulteriormente sviluppata con nuovi collegamenti tra Mestre, Venezia e le aree verdi del territorio. Infine la specificità veneziana. Venturini propone di aprire un confronto con il Governo per ottenere risorse e strumenti straordinari, valorizzando il ruolo unico della città e puntando anche su finanziamenti nazionali ed europei. (p.b.)
Infine il capitolo turismo. Venturini propone di rafforzare la sperimentazione del contributo di accesso, ampliando le giornate di applicazione e destinando le risorse raccolte ai servizi per i cittadini. «Venezia deve continuare ad accogliere visitatori da tutto il mondo ma restare una città vivibile per chi ci abita e lavora».
Paola Bigon
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CAMPONOGARA - Via Giovanni XXIII, 15 - tel. 041.5158149
CAORLE - Via dei Calamari 3 - tel. 0421.223430
CAVARZERE - Piazza del Donatore 7 - tel. 041.2905840
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FAVARO VENETO - Via Triestina 23 - tel. 041.2905600
JESOLO - Via XXIV Maggio 4 - tel. 0421.223410
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MARGHERA - Via Zorzi 15 - tel. 041.2905610
MARTELLAGO - - Via Fapanni 41/A1 tel. 041.641706
MESTRE -Via Ca’ Marcello 10 - tel. 041.2905900
MIRA - Via Vittorio Alfi eri 9 - tel. 041.2905890
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Il braccio operativo. L’intervsita al presidente Fabio Raschillà al termine del suo mandato
Insula, per la cura di oltre 5.000 alloggi
U n patrimonio immobiliare vastissimo, distribuito tra centro storico, isole e terraferma, che richiede interventi continui per essere mantenuto e restituito alla città. È quello di cui dispone il Comune di Venezia e che viene gestito operativamente da Insula, società partecipata incaricata della manutenzione e della gestione degli immobili residenziali pubblici. Alla guida della società c’è Fabio Raschillà, 35 anni, il cui mandato è in scadenza. Con lui abbiamo fatto il punto sull’attività svolta e sulle prospettive future. Presidente Raschillà, partiamo dall’inizio: cos’è Insula e quale ruolo svolge per il Comune di Venezia?
“Insula è il braccio operativo del Comune di Venezia per quanto riguarda la gestione e la manutenzione del patrimonio residenziale pubblico. Il Comune possiede circa 5.300 appartamenti distribuiti in tutto il territorio comunale, con alcune unità anche nel Comune di Spinea. Noi ci occupiamo sia della gestione amministrativa, quindi della riscossione dei canoni da parte degli inquilini, sia degli interventi tecnici. In particolare
seguiamo le ristrutturazioni necessarie per rendere nuovamente disponibili gli alloggi che poi il Comune assegna attraverso i bandi pubblici a nuovi inquilini.”
Quali sono le principali difficoltà che incontrate negli interventi, soprattutto considerando la differenza tra centro storico e terraferma?
“Le difficoltà sono diverse e variano molto in base alla posizione degli immobili. Un periodo complicato è stato quello immediata-
mente successivo alla pandemia: molte imprese edili erano impegnate nei lavori legati ai superbonus e quindi era difficile trovare aziende disponibili per i nostri cantieri. Con il tempo la situazione si è normalizzata e oggi, grazie anche a finanziamenti importanti del Comune, riusciamo ad avviare molti interventi. Va poi considerato che lavorare a Venezia costa di più rispetto alla terraferma: nel centro storico e nelle isole incidono molto il trasporto dei materiali, i tempi logistici e l’organizzazione del cantiere. Nonostante questo ogni anno destiniamo risorse anche al recupero delle case in laguna, perché è fondamentale mantenere viva la residenzialità.”
A proposito di residenzialità: a Venezia si discute spesso dell’equilibrio tra abitazioni per residenti e affitti turistici. Come si può trovare un punto di equilibrio?
Credo che il primo passo sia offrire maggiori garanzie ai proprietari privati che affittano a lungo termine. Oggi la paura più diffusa è quella di non riuscire a rientrare rapidamente in possesso dell’immobile in caso di morosità o pro-
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blemi contrattuali. Serve quindi lavorare su procedure più snelle. In parallelo bisognerebbe rendere economicamente più conveniente l’affitto alle famiglie, magari attraverso leve fiscali. Non si tratta tanto di aumentare la tassazione sugli affitti turistici, quanto di creare incentivi per chi sceglie la locazione residenziale. Il Comune potrebbe intervenire con agevolazioni su imposte come Tari o Imu, mentre lo Stato ha già introdotto alcune misure, ad esempio l’obbligo di partita Iva per chi affitta numerosi appartamenti a fini turistici. Sono strumenti che, insieme ad altre soluzioni innovative, possono aiutare a riequilibrare il mercato.”
Il suo mandato alla guida di Insula è iniziato nel giugno 2023 e ora è in scadenza. Che bilancio fa di questi anni?
“In questi due anni e mezzo Insula ha ricevuto circa 25 milioni di euro per la ristrutturazione del patrimonio residenziale pubblico. Il risultato più importante è stato riuscire a trasformare rapidamente queste risorse in cantieri. Abbiamo accelerato molto le fasi di progettazione e di gara per i la-
vori pubblici: ogni anno i finanziamenti ricevuti sono stati messi a terra nello stesso esercizio, avviando gli interventi. I tempi tecnici dei cantieri restano quelli necessari, ma questo metodo ci ha permesso di accorciare notevolmente il periodo che passa tra la liberazione di un appartamento e la sua riassegnazione. Se in passato potevano servire tre o quattro anni, oggi siamo riusciti a scendere a circa un anno e mezzo, due anni nei casi più complessi. Ad aprile scadrà il suo mandato. Cosa farà Fabio Raschillà dopo questa esperienza?
“Mi metterò a disposizione della città e del partito che rappresento. Sarò candidato alle prossime elezioni comunali di Venezia, con l’obiettivo di continuare a dare il mio contributo alla crescita della città. L’esperienza maturata in Insula è stata molto importante, soprattutto per il confronto quotidiano con i cittadini che vivono nelle case pubbliche. Ascoltare i loro bisogni aiuta a capire quali devono essere le priorità amministrative di un Comune che gestisce un patrimonio così vasto”. Riccardo Musacco
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Trasporti. Tra terraferma e acqua esistono sistemi giuridici e organizzativi diversi
La nuova Centrale Operativa a Mestre fa la differenza su bus, tram e People Mover
La Giunta comunale su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Francesca Zaccariotto, ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica relativo all’intervento di ripristino strutturale del fabbricato del corpo vasche della piscina “A. Marceglia” al Lido di Venezia
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stata inaugurata in via Martiri della Libertà, a Mestre, la nuova centrale operativa di terraferma che coordinerà il servizio automobilistico urbano ed extraurbano, il sistema tranviario e, in prospettiva, il monitoraggio del People Mover. Un’infrastruttura strategica che punta a rafforzare il controllo della rete, migliorare la regolarità del servizio e soprattutto innalzare gli standard di sicurezza stradale e operativa del trasporto pubblico. “Questa centrale è un investimento sulla qualità del servizio e sulla sicurezza, ma soprattutto è un investimento sulle persone che ogni giorno garantiscono il trasporto pubblico della nostra città – ha dichiarato il sindaco Luigi Brugnaro – Voglio ringraziare tutti i dipendenti di Actv, AVM e Vela per il lavoro quotidiano”. Realizzata con un investimento di circa 635 mila euro sostenuto da AVM, la sala operativa si estende su oltre 80 metri quadrati ed è dotata di cinque postazioni per i funzionari di centrale e due sportelli dedicati all’interazione con i conducenti. Il cuore tecnologico è rappresentato da un videowall composto da 21 monitor da 55 pollici, lungo oltre otto metri, che consente di visualizzare simultaneamente fino a 100 flussi video. Cinque server industriali gestisco-
no acquisizione, elaborazione e proiezione delle immagini, mentre un sistema di continuità garantisce operatività anche in caso di blackout fino a due ore. “Da qui si potrà monitorare in tempo reale l’intera flotta automobilistica, tranviaria e il People Mover – ha spiegato l’assessore Michele Zuin – intervenendo con maggiore rapidità nella gestione di criticità, rallentamenti, deviazioni o eventi imprevisti, con l’obiettivo di ridurre i disagi e assicurare continuità al servizio”. La sicurezza è uno degli aspetti centrali del nuovo presidio. L’accesso alle telecamere di bordo rappresenta un deterrente contro atti vandalici e aggressioni, mentre il collegamento diretto tra autisti e centrale permette interventi rapidi delle forze dell’ordine o dei soccorsi sanitari. Le immagini possono essere condivise con la Centrale operativa della Polizia locale e con la Smart Control Room del Tronchetto, rafforzan-
do il coordinamento tra mobilità e sicurezza urbana. “Con questa nuova centrale facciamo un salto di qualità nell’organizzazione del servizio su gomma, tram e People Mover – ha sottolineato il presidente di Actv Luca Scalabrin – Significa intervenire più rapidamente quando si verificano criticità, coordinare meglio la rete e dare informazioni più tempestive all’utenza. E’ un tassello importante di un percorso che punta su tecnologia, competenze e lavoro di squadra. Anche per la rete acqua è in fase di progettazione una centrale analoga”. “Con questa nuova centrale – ha concluso il direttore Infrastrutture e Sistemi informativi AVM Andrea Ruggero – connettiamo mezzi, fermate e depositi, all’interno di una rete metropolitana che si estende tra Venezia, Treviso, Padova e Adria, incrementando la sicurezza per passeggeri e dipendenti”.
Guendalina Ferro
Venezia, Terraglio Nord: approvata la variante urbanistica per nuove aree verdi
La Giunta comunale di Venezia, su proposta dell’assessore all’Urbanistica Massimiliano De Martin, ha approvato la delibera di Consiglio comunale per l’adozione della variante n. 131 al Piano degli Interventi, che riguarda l’area del Terraglio Nord, secondo quanto previsto dall’articolo 18 della Legge regionale 11/2004. La variante urbanistica serve a regolare tre progetti di sviluppo presentati da privati, che prevedono: La realizzazione di opere di interesse pubblico. La cessione al Comune di superfici e aree verdi, contribuendo così a incrementare gli standard pubblici, con particolare attenzione al verde. In totale, saranno destinati circa 98.000 mq
a verde pubblico, comprensivi di arredi, alberature e di un passaggio protetto lungo la S.S. 13 Terraglio, collegato alla pista ciclabile esistente. La progettazione delle opere viarie sarà coordinata con il Settore Lavori Pubblici e prevede anche la realizzazione di una rotatoria sulla viabilità della S.S. 13 Terraglio. Le aree verdidovranno rispettare le normative vigenti e prevedere alberature adatte alle condizioni locali. L’assessore Massimiliano De Martin ha spiegato: “Con questa variante aumentiamo in modo significativo gli spazi pubblici dell’area del Terraglio Nord, in particolare il verde e le infrastrutture per la mobilità. Si tratta di un esempio di pianificazio-
ne che coniuga sviluppo privato e interesse pubblico, migliorando la qualità urbana e la fruibilità del territorio.” La variante rappresenta un passo importante per uno sviluppo sostenibile dell’area, integrando spazi verdi, collegamenti ciclopedonali e nuove opere viarie a beneficio della comunità.
Al via il riscatto delle “Case Rosse” al Lido:
72 alloggi verso l’efficienza energetica
Il Comune di Venezia ha presentato l’avvio dei lavori di riqualificazione energetica del complesso di edilizia pubblica (civici 22-52), un intervento atteso da tempo che promette di cambiare il volto e la qualità della vita per 72 nuclei familiari. L’operazione, affidata alla società in house Insula spa, mobilita un investimento complessivo di circa 3,5 milioni di euro, attinti principalmente dai fondi europei del programma PN Metro Plus 2021-2027.
Un cantiere contro il tempo e la burocrazia
La strada per arrivare all’apertura del cantiere non è stata priva di ostacoli. Originariamente, l’Amministrazione comunale aveva tentato la via del Superbonus 110%, ma la procedura era andata deserta: nessuna ditta si era presentata al bando, mettendo a rischio il rinnovamento di metà del complesso. Per evitare che l’area rimanesse “divisa a metà” — dato che la porzione gestita da Ater era già interessata da lavori finanziati dal PNRR — il Comune ha deciso di intervenire con fondi propri e comunitari. Questa scelta politica garantisce oggi l’unitarietà dell’intervento, assicurando che l’intero isolato venga riqualificato con standard omogenei.
Gli interventi: dal cappotto termico ai nuovi infissi
Gli edifici, nati negli anni Ottanta, risentono pesantemente dei criteri costruttivi dell’epoca: scarsa tenuta termica, dispersioni elevate e bollette pesanti per i residenti. Il progetto di efficientamento energetico presentato oggi si concentra su tre pilastri fondamentali:
1. Isolamento a cappotto: la posa di uno strato isolante esterno per eliminare i ponti termici e stabilizzare la temperatura interna.
2. Sostituzione dei serramenti: nuovi infissi ad alte prestazioni che garantiranno un isolamento acustico e termico ottimale.
3. Riqualificazione complessiva: interventi strutturali volti a ridurre drasticamente le emissioni di CO2 e i consumi energetici.
L’obiettivo non è solo estetico. Come sottolineato dai rappresentanti istituzionali durante il sopralluogo odierno, i lavori (che dureranno circa dodici mesi) por-
teranno un duplice beneficio. Da un lato, il miglioramento del comfort abitativo, fondamentale per la salute dei residenti; dall’altro, un abbattimento dei costi in bolletta, trasformando alloggi storicamente energivori in case moderne e sostenibili.
Con questo cantiere, il Lido di Venezia si conferma laboratorio di sperimentazione per le politiche di edilizia residenziale pubblica, dimostrando come la sinergia tra fondi europei e gestione locale possa dare risposte concrete al fabbisogno abitativo e alla sfida della transizione ecologica.
Scuola, approvata convenzione 2026-2029 per gli attraversamenti pedonali
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La Giunta comunale ha approvato i criteri e lo schema di convenzione per l’attività di assistenza e sorveglianza sugli attraversamenti pedonali in prossimità dei plessi scolastici del territorio comunale per gli anni scolastici 2026/2027, 2027/2028 e 2028/2029. Il provvedimento consente di attivare anche per il prossimo triennio il servizio di supporto alla sicurezza stradale nelle fasi di entrata e uscita degli studenti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, attraverso la stipula di una convenzione con enti del Terzo settore, ai sensi dell’articolo 56 del decreto legislativo 117/2017 (Codice del Terzo settore). Il servizio, attivo da diversi anni sul territorio comunale grazie alla collaborazione con associazioni di volontariato, prevede la presenza di operatori presso alcuni attraversamenti pedonali e nelle aree circostanti gli istituti scolastici, con l’obiettivo di favorire l’attraversamento in sicurezza delle strade da parte degli studenti e garantire una maggiore vigilanza nei momenti di maggiore afflusso. L’iniziativa rappresenta inoltre un’importante opportunità di coinvolgimento attivo in attività di utilità sociale per una fascia della popolazione anziana in progressivo aumento, valorizzandone il ruolo come risorsa per la comunità e rafforzando la collaborazione tra Amministrazione e Terzo settore. “Con questo provvedimento –dichiara l’assessore alla Sicurezza Elisabetta Pesce – rinnoviamo uno strumento che negli anni ha dimostrato la sua efficacia nel garantire maggiore sicurezza davanti alle scuole. Attraverso la collaborazione con il Terzo settore possiamo assicurare un presidio importante nei momenti di entrata e uscita degli studenti e, allo stesso tempo, valorizzare l’impegno civico dei volontari che contribuiscono alla sicurezza e alla coesione delle nostre comunità”.
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della prevenzione domestica, distribuiti gratuitamente a tutte le mamme in attesa e alle famiglie che previene gli incidenti pediatrici domestici
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Ulss 3 Serenissima, Fondazione di Venezia e Clementoni firmano un prodotto educativo validato da un comitato scientifico.
www.aulss3.veneto.it
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na scatola, un tabellone, 112 carte e un Vademe-
ni per le scale, scivoloni in bagno, bernoccoli da spigoli, teste incastrate tra le inferriate del lettino, avvelenamenti da medicinali incustoditi, ingestioni accidentali di piccoli oggetti, schiacciamenti dovuti ai mobili ballerini, scosse elettriche per dita infilate nelle prese a muro, voli dalle finestre, colpi di calore e incidenti in auto, avvelenamenti da detersivi, annegamenti in vasca e fughe dai giardini, ustioni solari, cadute dal passeggino, dal triciclo, dalla bici, ma anche alcol e fumo passivo, sindrome da bambino scosso e dipendenza da smartphone.
un partner d’eccezione: il marchio internazionale di giochi educativi per bambini e famiglie Clementoni, che lo ha
aver affiancato l’ Ulss 3 Serenissima – commenta Stefano Clementoni – nella realizzazione di un progetto di così alta valenza sociale, un’iniziativa che mette al centro la tutela e la sicurezza dei bambini, valore imprescindibile per la
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Le 32 illustrazioni fiabesche e la grafica giocosa sono state invece affidate dall’azienda sanitaria a due giovani creativi veneziani, l’artista Dennis Ercole e il designer Filippo
Si giocherà anche in consultori, reparti materno infantili, distretti, case della comunità, corsi di formazione e musei.
Nell’anno appena trascorso 1.275 bambini sono arrivati ai Pronto soccorso pediatrici dell’azienda sanitaria veneziana per incidenti casalinghi in gran parte evitabili con la messa in sicurezza degli spazi domestici. Si tratta di un bambino ogni dieci tra tutti quelli curati in ospedale. Per lo stesso motivo e nello stesso periodo altri 25 bambini del territorio veneziano sono stati elitrasportati in codice rosso dal Suem 118 alle Rianimazioni pediatriche regionali competenti.
che in consultori, reparti materno infantili, distretti, case della comunità, corsi di formazione e musei: qui si giocherà imparando le regole della prevenzione insieme agli
L’azienda sanitaria veneziana ha così pensato di ideare, sviluppare e realizzare Ca’ Bimbo, il primo gioco da tavolo italiano in grado di prevenire gli incidenti pediatrici domestici: uno strumento ludico educativo unico nel suo genere, realizzato con il patrocinio della Regione del Veneto e con la collaborazione di Fondazione di Venezia e di
ulteriori 10 mila copie alla popolazione di riferimento.
Un comitato scientifico e un team per la realizzazione
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L’idea è di “Ca’ Bimbo” è di Giulia Busetto. Le illustrazioni sono state realizzate da Dennis Ercole. La grafica è stata curata da Filippo Trevisan. I contenuti del Vademecum e del Gioco da Tavolo di Ca’ Bimbo sono stati validati da un Comitato tecnico scientifico composto da professionisti della sanità tra pediatri, neuropsichiatri, medici dell’emergenza urgenza, ginecologi, ostetriche, esperti della prevenzione, formatori e specialisti delle comunicazioni, coordinato da Paolo Rosi, Medico dell’emergenza urgenza e Direttore del Suem 118 del Veneto. Il Comitato è composto da Paola Cavicchioli, Pediatra e Direttrice della Pediatria dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, Vittorio Selle, Medico di igiene e prevenzione e Direttore del Dipartimento di prevenzione, Lorella Altafini, Medico rianimatore e Direttrice di Anestesia e rianimazione dell’Ospedale di Dolo, Ilaria Festa, Neuropsichiatra infantile e Direttrice del Servizio Infanzia adolescenza e famiglia di Venezia e Mestre, Angelica Rampazzo, Neuropsichiatra infantile e Direttrice del Servizio Infanzia adolescenza e famiglia di Miranese e Chioggia, Barbara Guarinoni, Coordinatrice ostetrica dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, Elisabetta Spigolon, Direttrice della Formazione dell’Ulss 3, Giulia Busetto, Giornalista esperta di Comunicazione in Sanità.
“Ca’ Bimbo – ha commentato presentando il progetto Alberto Stefani, Governatore del Veneto – è un vero e proprio atto d’amore nei confronti dei nostri cittadini, in linea con la politica di valorizzazione delle famiglie e dei giovani. La prevenzione, ancora di più quando riguarda i più piccoli, deve essere un obiettivo comune. Sono grato all’Ulss 3 Serenissima per questo tentativo di rispondere, con grande concretezza, a un’esigenza presente nella nostra comunità. Questo è un modello che vogliamo esportare in tutto il Veneto, un dialogo genitori figli che vogliamo estendere a
Gli ha fatto eco Vincenzo Marinese, presidente Fondazione di Venezia: “Educare alla sicurezza significa costruire
Il
presidente
Racconta ricerca, nuove sfide terapeutiche e valore della donazione.
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La Banca degli Occhi del Veneto tra innovazione e futuro: ricerca, donazione e nuove terapie.
È una fase di profondo rinnovamento
l’approccio a numerose patologie oculari, consentendo in alcuni casi di intervenire non più con tessuti, ma con cellule appositamente selezionate e preparate per svolgere funzioni
Un progresso che non prescinde mai da un principio fondamentale: la sicurezza. Il lavoro della Banca degli Occhi si fonda su criteri rigorosi e non negoziabili. Da un lato vi sono protocolli stringenti per garantire che non vi sia alcun rischio di trasmissione di patologie dal donatore al ricevente; dall’altro, una selezione biologica estremamente attenta dei tessuti, affinché questi possano assicurare qualità e durata nel tempo. Il trapianto deve essere non solo efficace, ma anche sicuro e sostenibile per tutta la vita del paziente. Alla base di questo sistema resta però il valore fondante della donazione. Il trapianto è
nella comunicazione, convinta che parlare di
Ncome esercizio di libertà creativa, affrontando con disincanto e leggerezza un tema complesso come quello della morte, presenza costante nella quotidianità di chi opera nel mondo dei trapianti. Racconti che diventano tentativi di risposta, di rielaborazione, di sguardo umano su un’esperienza universale.
Parallelamente proseguiranno le iniziative a livello regionale per rafforzare il messaggio della donazione. Un ambito in cui il Veneto rappresenta da anni un modello di riferimento, ma che richiede un impegno costante per mantenere alta la consapevolezza dei cittadini. Perché è proprio dal dono che nasce la possibilità di cura, di ricerca e di futuro. In questo contesto, il ruolo della Fondazione si conferma anche culturale e civile, capace di unire rigore scientifico, visione etica e responsabilità sociale. Un lavoro quotidiano che coinvolge professionisti, ricercatori e cittadini, con l’obiettivo di trasformare il progresso medico in beneficio concreto per le persone e per l’intera comunità. Un impegno Con continuità, traspa-
che oggi permettono di compiere un salto di qualità significativo. Tecnologie sviluppate nel corso dei primi decenni del nuovo secolo stanno ora producendo effetti concreti, migliorando l’efficacia dei trapianti e ampliando le possibilità di intervento. All’orizzonte si affaccia inoltre la terapia cellulare, un ambito destinato a cambiare profondamente
Diego Ponzin.
Il presidente Diego Ponzin
Cantieri Navali. Il sindacato proclama lo stato di agitazione per i dipendenti di una ditta appaltatrice
Crisi negli appalti Fincantieri: stipendi bloccati e ferie forzate a Marghera
Si accende un nuovo focolaio di tensione nel cuore della cantieristica navale veneziana. La Fiom Cgil di Venezia ha lanciato un duro grido d’allarme sulla condizione dei dipendenti di una ditta in appalto operante all’interno del sito Fincantieri di Marghera. Una situazione definita dal sindacato come “gravissima”, dove il mancato rispetto dei diritti contrattuali si intreccia a presunti episodi di prevaricazione e violenza verbale.
Al centro della disputa c’è il blocco totale dei pagamenti e delle attività produttive. Secondo quanto riferito dalle sigle sindacali, l’azienda avrebbe sospeso l’operatività lasciando i lavoratori a casa, imponendo loro il godimento di ferie forzate che, in molti casi, non risulterebbero nemmeno maturate. Il quadro economico è ancora più fosco: ad oggi, la mensilità di gennaio 2026 non è ancora stata corrisposta, lasciando decine di famiglie in una condizione di precarietà insostenibile.
Il tentativo di mediazione sembra essere naufragato bruscamente. Il titolare dell’azienda aveva inizialmente assicurato il saldo delle pendenze entro la scadenza
di venerdì 6 marzo, impegno che è stato puntualmente disatteso. La situazione è degenerata quando, a seguito di una richiesta telefonica di chiarimenti, un rappresentante della Fiom sarebbe stato bersaglio di una violenta aggressione verbale da parte dell’imprenditore. Un episodio che il sindacato ha condannato fermamente, definendolo il sintomo di una gestione aziendale fuori controllo.
Il sindacato punta il dito non solo sulla ditta appaltatrice, ma anche sul sistema dei grandi appalti:
«È inaccettabile che in uno dei poli industriali più importanti d’Italia continuino a verificarsi casi di sfruttamento e irregolarità. Molti
lavoratori sono stranieri, dunque soggetti più fragili e potenzialmente esposti a ricatti. Fincantieri, in qualità di committente, deve intervenire immediatamente».
Le richieste della Fiom sono perentorie: pagamento istantaneo degli arretrati, stop alle ferie illegittime e una verifica rigorosa del rispetto dei diritti fondamentali all’interno del cantiere. In risposta a questo stallo, è stato ufficialmente proclamato lo stato di agitazione. Senza risposte concrete nelle prossime ore, la mobilitazione si sposterà nelle piazze e nelle aule legali per garantire la tutela di chi, con il proprio lavoro, contribuisce alla costruzione delle grandi navi veneziane.
Scontro sul Drop-in di via Giustizia: tra sicurezza e diritto alla salute
Il presidio socio-sanitario di via Giustizia finisce al centro di un acceso dibattito che divide il quartiere tra la necessità di sicurezza urbana e il mantenimento di servizi essenziali per la marginalità estrema. Da un lato la mobilitazione di imprenditori e residenti, dall’altro la ferma difesa delle associazioni del territorio: il destino dell’unico centro a “bassa soglia” della zona è oggi un caso politico e sociale. A dare fuoco alle polveri è stato Paolo Favaretto, titolare della Carrozzeria Moderna, che ha lanciato una raccolta firme per chiedere lo spostamento o, quanto meno, un presidio costante della struttura situata proprio di fronte alla sua attività. Secondo i promotori della petizione, la presenza del centro avrebbe moltiplicato fenomeni di degrado: bivacchi, sporcizia e danni alle proprietà private sono
diventati una costante. Al fianco della carrozzeria si schierano altri imprenditori locali e la comunità bengalese, impegnata in un importante progetto di riqualificazione nell’area dell’ex segheria Rosso, che temono che la persistenza del disagio sociale possa vanificare gli sforzi di rilancio dell’area adiacente alla stazione. Non si è fatta attendere la risposta dell’associazione ViviAmo Marghera, che difende con forza l’operato del centro. «Si tratta di un servizio di prossimità essenziale che garantisce ascolto, riduzione del danno e tutela della salute pubblica», spiegano gli attivisti. Per l’associazione, spostare il drop-in significherebbe non solo ignorare gli ingenti investimenti pubblici recentemente utilizzati per ristrutturare e ampliare la sede, ma soprattutto aggravare la vulnerabilità di chi vive in strada.
Secondo ViviAmo Marghera, le politiche di esclusione non risolvono i problemi, ma si limitano a spostare il disagio qualche isolato più in là. «Chiedere lo spostamento significa interrompere un percorso di assistenza vitale. Le istituzioni devono confermare l’impegno per la coesione sociale e non cedere a logiche di allontanamento che aumentano la marginalità».
La sfida per l’amministrazione comunale si fa complessa: mediare tra il diritto degli imprenditori a operare in un contesto sicuro e decoroso e il dovere di mantenere attivi i protocolli di riduzione del danno per i tossicodipendenti e i senza dimora. Al momento, il clima resta teso, con il quartiere in attesa di una risposta chiara sulla gestione della sicurezza e sulla convivenza tra servizi sociali e attività produttive.
La denuncia della Fiom Cgil di Venezia: «Lavoratori senza paga e vittima di abusi. Fincantieri intervenga subito come committente»
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La radio non è più soltanto una
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Gianluca Busi, titolare di 22 HBG, realtà specializzata in tecnologie avanzate per la radio e per le infrastrutture audio multimediali.
Busi ha tracciato un quadro lucido e diretto dell’evoluzione della radiofonia contemporanea. Definire oggi la radio, spiega, è sempre più complesso: come è accaduto con il passaggio dal-
l’FM al DAB, il mezzo sta vivendo una nuova fase evolutiva, spinta dall’impatto dell’intelligenza artificiale e da una trasformazione profonda del concetto stesso di multipiattaforma. L’intelligenza artificiale non è più una tecnologia del futuro, ma una presenza già pervasiva, capace di incidere
che timori. L’ipotesi di robot o avatar in grado di condurre programmi radiofonici o intervenire a eventi non è più fantascienza, bensì uno scenario concreto con cui il settore deve iniziare a
Eppure, proprio in questo contesto ipertecnologico, emerge con forza il valore distintivo della radio: l’autenticità. La voce umana, con le sue pause, le vibrazioni, le imperfezioni, resta un elemento insostituibile. Anche quando la tecnologia sarà in grado di ri-
po reale legate al territorio rappresentano un valore sempre più raro. È questo approccio che distingue una radio “viva”, fatta di persone, ricerca e competenze, da modelli completamente automatizzati basati su playlist
però, questa libertà potrebbe evolvere ulteriormente, consentendo all’ascoltatore di selezionare contenuti sempre più affini ai propri interessi, senza rinunciare alla pluralità e alla sorpresa che da sempre caratterizzano il mezzo radiofonico.
In questo scenario, la radio di informazione territoriale assume un ruolo strategico. Contenuti verificati, giornalismo di prossimità, notizie in tem-
Guardando avanti, 22HBG immagina un futuro in cui i contenuti radiofonici potranno essere multilingua, più longevi e capaci di raggiungere pubblici diversi grazie al supporto dell’intelligenza artificiale. Una tecnologia che non sostituisce la ricerca, la verifica e la qualità editoriale, ma le amplifica, rendendo i contenuti più accessibili e valorizzandone il potenziale.
La sfida non è fermare l’innovazione, ma governarla. Monitorare l’uso dell’intelligenza artificiale, evitarne gli abusi e mantenere centrale il valore umano del contenuto sarà la chiave per accompagnare la radio in questa nuova fase evolutiva, senza tradirne l’anima.
Gianluca Busi 22HBG Founder, CEO FM-world
Cultura
”Etruschi e Veneti” a Palazzo Ducale
Attraverso reperti archeologici inediti la mostra indaga il significato religioso e sociale dell’acqua per Etruschi e Veneti. Mari, fiumi e sorgenti diventano spazi di culto, cura e incontro tra popoli, testimoniando scambi culturali alla base della civiltà dell’Italia preromana
“Questa mostra ci insegna che l’antico è sempre presente e che Venezia si conferma centro delle arti e della promozione di grandi relazioni culturali. Il legame tra gli antichi Etruschi e i Veneti, forte e naturale, spiega le origini della civiltà italiana, che ha poi trovato in Roma la sua perfetta sintesi. La mostra ci dice anche qualcosa di più: servono istituzioni consapevoli per inviare segnali di relazione, partecipazione e confronto attraverso la cultura. Soprattutto quella antica, che ha ancora moltissimo da insegnarci”, dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
Un confronto inedito e peculiare, un’indagine comparata sul ruolo fondativo dell’acqua nell’orizzonte del sacro e per lo sviluppo delle società in due grandi civiltà dell’Italia preromana, Etruschi e Veneti, nel corso del I millennio a.C.: mari, fiumi, sorgenti salutifere e acque termali sono gli ambienti privilegiati di contatto con il divino, spazi di guarigione, ma anche luoghi per la crescita della collettività, mete per il transito e per lo scambio culturale. L’esposizione riunisce reperti archeologici di straordinario valore, molti dei quali inediti e provenienti da scavi recenti, grazie a prestiti di eccezionale prestigio concessi da importanti istituzioni museali italiane. La mostra si configura così come un momento di sintesi avanzata della ricerca archeologica, volta a coniugare rigore scientifico e forte
impatto mediatico.
La mostra rappresenta un progetto di grande respiro scientifico e divulgativo, in cui a emergere è il dialogo tra due civiltà differenti per geografie e radici culturali, tra cui sono fioriti scambi e relazioni lungo quel confine nella ‘terra tra i due fiumi’. Uno scambio di materie prime, reso possibile con l’apertura di nuove vie commerciali, ma anche di idee, culture, saperi. Fiumi, mari e acque sono l’emblema del movimento costante, come quello delle persone, unendosi e conducendo a forme di reciproca conoscenza di uomini e di donne. Il progetto espositivo a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, è organizzato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati di Milano, che ospiterà un secondo momento espositivo nell’autunno del 2026 (14 ottobre - 10 gennaio 2027) rafforzando una collaborazione virtuosa tra istituzioni e territori, fondata sulla ricerca archeologica e sulla valorizzazione del patrimonio nazionale.
“La mostra che inauguriamo a Palazzo Ducale è la sintesi perfetta del lavoro di ricerca, valorizzazione e divulgazione dei Musei civici veneziani: è nella natura della nostra Fondazione saper cogliere e valorizzare proposte di grande valore scientifico, fare rete con stu-
diosi, con le istituzioni pubbliche e private, rendendosi protagonisti e coordinatori di indagini e dialoghi inediti. Questa è la missione di MUVE, che si concretizza nella capacità di saper tradurre dei progetti espositivi in occasioni di riflessione per tutti, intercettando l’interesse di specialisti, dei visitatori occasionali, dei cittadini e del pubblico internazionale, di curiosi, grandi e piccoli, grazie a un progetto allestitivo chiaro, coinvolgente, arricchente, capace di parlare a tutti”, dichiara Mariacristina Gribaudi, Presidente Fondazione Musei Civici di Venezia. Il percorso espositivo si apre con “Gli Etruschi e il sacro”, introduzione al mondo religioso etrusco, segnata dalla presenza della Testa di Leucothea da Pyrgi, straordinario prestito del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: un’immagine potente e liminare, legata al mare e alla protezione dei naviganti, che introduce il tema dell’acqua come spazio sacro. Segue la sezione dedicata ai Sacri approdi dell’Etruria, con un focus, in due sale, su Vulci e Pyrgi. Di particolare rilievo è l’esposizione integrale del deposito votivo della Banditella, la più antica testimo-
nianza nota in Etruria di un culto all’aperto legato a una sorgente. Il santuario portuale di Pyrgi è raccontato attraverso antefisse architettoniche e la copia delle celebri lamine d’oro, evocando il legame profondo tra culto, navigazione e potere politico.
Il capitolo “Acque miracolose” conduce nei grandi santuari salutari dell’Etruria interna, Chianciano e Chiusi, fino a San Casciano dei Bagni, protagonista con un nucleo di bronzi provenienti dagli scavi più recenti di uno dei più importanti complessi termali dell’antichità ed esposti al pubblico per la prima volta. Bronzetti votivi, ex voto anatomici e statuaria documentano una frequentazione cultuale durata quasi un millennio, testimoniando il passaggio dal mondo etrusco a quello romano.
Il filo narrativo si conclude a Marzabotto, l’antica Kainua, con l’esposizione di preziose ceramiche di importazione greca, tra cui una raffinata kylix attica a figure nere, provenienti dal piccolo, ma monumentale complesso del santuario Fontile. Luogo di transito e punto di riferimento della comunità che unisce la cura, fisica e spirituale, ad una sofisticata ricerca idraulica,
applicata al territorio: una “devozione ingegneristica” sottolineata dalla presenza di Dedalo in una decorazione acroteriale. Una figura la sua, che in Etruria padana assume uno speciale significato proprio per le sue capacità ingegneristiche nella gestione delle acque, e che grazie ad un’unica antefissa superstite documenta il raffinato apparato di decorazione del tetto dell’edificio sacro. La sezione etrusca si chiude con Adria e Spina, porti dell’Adriatico settentrionale, dove frammenti iscritti e reperti votivi restituiscono pratiche rituali legate alla navigazione e agli approdi sacri. Con “I Veneti e il sacro”, l’attenzione si sposta sul mondo veneto antico, mettendone in luce le specificità religiose, il rapporto privilegiato con l’acqua ed un articolato sistema di luoghi sacri, attraversati da pratiche votive, culti salutari e dinamiche di integrazione culturale. Il percorso ha inizio con l’esposizione di alcuni reperti emblematici della religiosità veneta, tra cui spiccano il disco bronzeo di Montebelluna, raffigurante la dea clavigera, e l’orlo di lebete di Altino che conserva incisa l’unica formula votiva nota in lingua venetica.
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Educazione. Un evento che unisce testimonianze e dialogo per sensibilizzare i giovani contro bullismo
Basket, il Taliercio fa squadra contro la violenza
I
l palasport Taliercio ha ospitato centinaia di studenti degli istituti superiori della Città Metropolitana per un evento dall’importante impatto sociale: “Mede@ al Taliercio: studenti protagonisti nella lotta contro bullismo e violenza”.
Promossa dall’associazione Mede@ in stretta collaborazione con il comune di Venezia, il torneo scolastico Volksbank Reyer School Cup, Pan Piuma e Feel Studio, l’incontro ha trasformato lo sport e la condivisione in potenti strumenti educativi. L’iniziativa si inserisce nella campa-
gna nazionale di Mede@, intitolata “La trasmissione di nuovi modelli virtuosi e replicabili per educare alla non violenza”, un progetto strutturato che entra direttamente nelle scuole italiane (tra le 20 e le 30 classi nel territorio veneziano) per sviluppare nei più giovani una profonda consapevolezza su temi cruciali e delicatissimi: bullismo, cyberbullismo, violenza e discriminazione di genere con l’obiettivo di creare una rete solida tra istituzioni, scuole, famiglie e mondo dello sport per trasformare le ragazze e i ragazzi in veri
e propri ambasciatori del rispetto. A catturare l’attenzione dei ragazzi, con un linguaggio diretto, moderno e senza filtri, sono stati l’inviato de Le Iene Filippo Roma e la seguitissima creator Iris Di Domenico. Il momento più emozionante è stato il susseguirsi sul parquet di volti noti del mondo dello sport, dell’arte e del web, che hanno condiviso le loro esperienze personali. Per i colori orogranata della Reyer, hanno portato la loro preziosa testimonianza Matilde Villa e Mariella Santucci, perfetti esempi di come la cultura
Busio e Venezia, la storia d’amore continua
Il Venezia blinda uno dei volti più rappresentativi del proprio presente e del proprio futuro. Gianluca Busio continuerà infatti a vestire la maglia arancioneroverde fino al 30 giugno 2028, prolungando un rapporto iniziato nell’estate del 2021 e diventato stagione dopo stagione sempre più solido. Centrocampista moderno, dinamico e dotato di personalità, il classe 2002 è cresciuto insieme al club lagunare fino a diventarne uno dei leader tecnici e carismatici. In cinque stagioni Busio ha collezionato 161
presenze ufficiali con il Venezia, impreziosite da 17 gol e 8 assist, numeri che raccontano solo in parte il suo peso all’interno della squadra. Tra i momenti più significativi del suo percorso resta la promozione in Serie A conquistata nella stagione 2023/24, traguardo che lo ha visto protagonista nel cuore del centrocampo. Da allora il suo ruolo nello spogliatoio è diventato sempre più centrale: equilibrio tattico, intensità e spirito di sacrificio lo hanno trasformato in un vero punto di riferimento. Per chi
Aperto il nuovo store del Venezia Fc
Il Venezia calcio ha aperto il suo quarto store. Ad ospitare il merchandising della società con maglie ufficiali proposte nelle versioni adulto e bambino, insieme alle principali linee lifestyle del club, oltre a una selezione di accessori ufficiali è l’interno della stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia. Gli altri tre store sono quelli di Rialto e campo Santi Apostoli a Venezia centro storico, e il negozio presso la sede di Ca’ Venezia a Mestre. La scelta dello store a Santa Lucia assume un valore fortemente simbolico. La stazione è la porta d’ingresso per milioni di persone ogni anno,
ed è il primo luogo che accoglie chi arriva a Venezia e l’ultimo che saluta chi parte. In questo contesto, il punto vendita è uno spazio di incontro e di racconto, un luogo in cui il club si presenta come una delle prime espressioni identitarie della città, ponendosi come ponte naturale tra Venezia e il mondo. “Aprire uno store a Santa Lucia significa essere presenti nel luogo di massimo passaggio della città, - ha dichiarato Tancredi Vitale, managing director del Venezia FC. La distribuzione dei punti vendita ufficiali tra centro storico, stazione e terraferma restituisce l’immagine di un club
del rispetto e del lavoro di squadra siano fondamentali in ogni aspetto della vita. Insieme a loro, si sono alternati al microfono il duo comico Carlo & Giorgio, Giorgia Villa e Sofia Sole, Simone Ludovico e Carlotta Berti, Pier Glionna e Roberta Alcamo, Achille Costacurta e Liliana Fiorelli. Al fianco dei vertici di Mede@ , sono intervenute Ermelinda Damiano, presidente del consiglio co-
scrive, ormai, lui è il “(Vice) Capitan America”, americano di nascita ma veneziano d’adozione, Busio incarna perfettamente lo spirito di
capace di abbracciare l’intera geografia urbana, fungendo da elemento di connessione tra mondi diversi: isola e terraferma, residenti e visitatori, dimensione locale e orizzonte globale. Una rappresentazione concreta di una Venezia plurale e contemporanea, che il Venezia FC riconosce e interpreta come parte integrante della propria identità e che racconta chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare.” Il negozio (orario 8-20 tutti i giorni) si rivolge a un pubblico ampio e internazionale, composto non solo da tifosi ma anche da viaggiatori, visitatori e appassionati di cultura,
munale di Venezia, Eleonora Mosco, consigliera regionale, Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare femminicidio e violenza di genere, Darco Pellos, Prefetto di Venezia, Patrizia Marcuzzo, rappresentante del Centro Antiviolenza del Comune di Venezia che hanno ribadito l’importanza di non lasciare mai sole le vittime.
un Venezia che vuole crescere con identità e continuità.
Nel commentare il rinnovo, il centrocampista ha espresso tutta la sua soddisfazione: Venezia è diventata casa, e la fiducia della società e l’affetto dei tifosi hanno avuto un peso decisivo nella scelta di proseguire insieme. Il matrimonio continua. E per il Venezia, con Busio al centro del progetto, il futuro parla ancora arancioneroverde, con il sogno, quest’anno, di una risalita in Serie A ormai ad un passo. (r.m.)
design e lifestyle. L’offerta disponibile in store comprende le maglie ufficiali della stagione in corso insieme alle principali linee lifestyle del club, tra cui Urban e Premium Essential, oltre a una selezione di accessori ufficiali. (c.a.)
Cristiano Aggio
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
Aperto il portale per il Contributo di accesso 2026 a Venezia Sintoniz zati
ne e al pagamento del Contributo di accesso
Il provvedimento introduce anche per il 2026 un sistema articolato su due fasce di pagamen-
anticipata e migliorare la capacità di governo
ventuale applicazione a regime. Anche nel corso del 2026 il contributo non sarà applicato alle
isole minori individuate dal Regolamento comunale. L’orario di applicazione sarà dalle ore
nuta tramite il portale cda.ve.it, seguita dalle biglietterie Vela e da altri canali online.
La sperimentazione per il 2026 prevede complessivamente 60 giornate, secondo il seguente calendario.
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Bilancio 2026 tra il “modello Stefani” e le barricate delle opposizioni
Il dibattito sul bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Veneto si è aperto in un clima di forte contrapposizione politica. La manovra, che muove complessivamente 18,95 miliardi di euro, è stata presentata dall’assessore Filippo Giacinti come un atto di “stabilità e coraggio”, ma ha subito innescato una pioggia di critiche dalle minoranze, che accusano la Giunta di muoversi tra “giochi di prestigio contabili” e tagli occulti. Il cuore finanziario della Regione resta la sanità, con uno stanziamento record di oltre 11 miliardi di euro. Il Presidente Stefani ha confermato il mantenimento dell’IRPEF zero, un pilastro identitario che la maggioranza difende come
scudo per il potere d’acquisto delle famiglie. Tuttavia, il capogruppo del PD, Giovanni Manildo, ha ribaltato il racconto: per l’opposizione, la scelta di non toccare la leva fiscale è una “bandiera ideologica” pagata a caro prezzo dai cittadini. Il riferimento è ai 42 milioni di euro pubblici utilizzati per ripianare i mancati incassi della Pedemontana e alle liste d’attesa nelle RSA, dove oltre 11mila veneti restano esclusi dal supporto pubblico. Se da un lato la Giunta rivendica investimenti importanti (69 milioni per il sociale e 18 milioni per le borse di studio), le minoranze parlano di “fumo”. La critica principale riguarda la riallocazione di fondi già esistenti
L’intervista. Valeria Mantovan, assessore regionale alla cultura e formazione
”La
presentati come nuove risorse, specialmente per le aree montane e le piccole imprese. Sul fronte infrastrutture, lo scontro è totale: mentre la maggioranza stanzia oltre 140 milioni per la rete viaria, il centrosinistra e i movimenti ambientalisti chiedono “meno asfalto e più ferro”, invocando il rilancio del Sistema Ferroviario Metropolitano. In questo scenario, il bilancio 2026 non è solo un documento di numeri, ma il terreno di scontro su cui si misurerà la tenuta del Veneto post-zaiano, tra la promessa di un’amministrazione “tax-free” e l’urgenza di servizi che molti territori fragili sentono ormai come insufficienti.
cultura in Veneto? Non più per pochi, ma risorsa viva e feconda per il territorio”
Dal nuovo approccio alla gestione del patrimonio, fino all’impegno per i giovani e la sfida del disagio sociale
Valeria Mantovan, già sindaco di Porto Viro, è oggi alla guida di uno dei comparti più prestigiosi e complessi della Regione del Veneto: l’assessorato alla Cultura, all’Istruzione e alla Formazione. Una sfida che raccoglie con la grinta di chi viene dalla “trincea” dei Comuni e la visione di chi vuole svecchiare l’idea stessa di cultura. L’abbiamo incontrata negli studi di Veneto24 per fare il punto sulle priorità del suo mandato.
Assessore Mantovan, il Veneto vanta un patrimonio storico e artistico unico al mondo. Quali sono le linee guida della sua gestione?
Il nostro patrimonio architettonico e artistico è una ricchezza riconosciuta internazionalmente, ma non possiamo limitarci a contemplarlo. La parola d’ordine è tutela, certo, ma con una prospettiva innovativa. Questo significa far nascere le politiche culturali dal confronto costante con il territorio, con le fondazioni e con tutti quei soggetti che pro-
muovono la cosiddetta “cultura diffusa”. La mia è una visione di squadra: voglio scardinare l’idea che la cultura sia un bene d’élite, un lusso per pochi. Deve diventare un valore accessibile a ogni fascia sociale e generazionale.
In che modo questo settore può dialogare con l’economia reale?
Cultura significa impresa, occupazione e creazione di valore economico. Proprio in questi giorni, insieme a Confartigianato, abbiamo affrontato il tema delle nuove competenze. Non stiamo parlando di teoria, ma di formare figure altamente qualificate. Penso ai restauratori: negli ultimi dieci anni il Veneto ha investito oltre 25 milioni di euro, unici a livello nazionale, formando circa 600 esperti. Investire nel capitale umano significa rendere il nostro patrimonio un volano di sviluppo concreto.
A settembre ci sarà la Mostra del Cinema di Venezia, la sua prima da assessore. Che impronta vuole dare a questa vetrina inter-
nazionale?
La Regione confermerà e rafforzerà la sua presenza storica. Tuttavia, stiamo introducendo un approccio diverso: attraverso il Fondo Sociale Europeo (FSE), abbiamo deciso di investire pesantemente nella formazione specifica per il settore cinematografico. Non vogliamo solo ospitare le grandi produzioni, ma formare in Veneto le maestranze e i professionisti che quelle produzioni le rendono possibili.
Lei ha alle spalle un’esperienza da sindaco a Porto Viro. È più difficile amministrare una città o gestire un assessorato regionale?
Sono ruoli completamente differenti. Fare il sindaco significa essere il “front office” dei cittadini, spesso dovendo gestire emergenze con mezzi del tutto inadeguati. In Regione ci occupiamo di macro-temi e i tempi di reazione devono essere rapidissimi, ma posso contare su una struttura tecnica e organizzativa straordinaria. Dico sempre che i sindaci sono dei veri eroi: avendo vissuto entrambe le realtà, vedo chiaramente la differenza di risorse tra una macchina comunale e quella regionale.
Lei fa parte di una nuova generazione di amministratori. Non
teme che la sua giovane età e una visione diversa possano attirare critiche?
Ho imparato che la critica è il minimo comune denominatore di chiunque faccia amministrazione attiva. Ho iniziato dieci anni fa, passando per il Comune e la Provincia prima di arrivare qui. Un tempo ero più sensibile, oggi ascolto tutti ma vado avanti con le mie idee. Se per raggiungere un obiettivo strategico per i veneti dovrò accettare delle critiche, ne sarò ben lieta. Quello che conta è la strada che intento percorrere.
Sul fronte del diritto allo studio, ci sono novità importanti per le borse di studio. Com’è stato possibile recuperare i fondi necessari?
È stato fatto un lavoro enorme. Il Veneto, per scelta politica, non applica l’addizionale IRPEF, a differenza di altre regioni. Questo significa che non abbiamo “tasse extra” da cui attingere, quindi ogni investimento richiede sacrifici e una gestione oculata. Quest’anno, grazie allo sforzo del Presidente e dei colleghi in giunta, siamo riusciti a trovare subito 18 milioni di euro per coprire le borse di studio. È una risposta concreta alle necessità delle famiglie.
Chiudiamo con un tema delicato: il disagio giovanile. La formazione può essere un argine a questo fenomeno?
Assolutamente sì. Il disagio giovanile è ormai un’emergenza, alimentata anche da un uso smodato dei social media che propone modelli frustranti e tossici per i ragazzi. Non si può rispondere solo con le sospensioni o la repressione: abbiamo capito che non funziona. Stiamo studiando un protocollo coordinato tra Regione, Ufficio Scolastico Regionale, Ministero e ASL. Serve un approccio scientifico, ma soprattutto umano, per intercettare il malessere prima che esploda. Dobbiamo adattarci a questa nuova realtà con strumenti nuovi.
Valeria Mantovan
Bilancio veneto. Facciamo il punto con l’assessore regionale Giacinti: “Approvazione ad inizio aprile”
“Più risorse per assistenza e sanità territoriale, per le scuole e la manutenzione delle strade”
“Maratona” per uscire dall’esercizio provvisorio e nuovo piano di investimenti, razionalizzazione dei costi e priorità al territorio. “Siamo una squadra di ex sindaci, sappiamo cosa serve ai cittadini”
I n queste settimane i corridoi di Palazzo Balbi sono il teatro di una vera e propria maratona burocratica. Filippo Giacinti, assessore regionale al Bilancio, impegnato a far quadrare i conti di una regione che punta a uscire dall’esercizio provvisorio entro Pasqua. Lo abbiamo incontrato per capire dove andranno le risorse dei veneti.
Assessore Giacinti, quali sono le novità principali di questo bilancio?
Abbiamo puntato sulla razionalizzazione della spesa. Non si tratta di semplici tagli, ma di recuperare risorse intervenendo sui costi di funzionamento della macchina amministrativa e potenziando la lotta all’evasione fiscale. È un
principio di equità: non è giusto che qualcuno paghi sempre per gli altri. Sebbene gran parte del bilancio sia vincolato a sanità e trasporti, abbiamo trovato margini per dare segnali importanti.
La sanità territoriale resta una priorità. In che modo sosterrete i medici di medicina generale?
Siamo intervenuti su due fronti. Da un lato, abbiamo reperito i fondi per coprire gli aumenti previsti dal rinnovo del contratto nazionale per il personale delle medicine integrate. Dall’altro, abbiamo equiparato le borse di studio per la specializzazione in medicina generale alle altre specializzazioni. È una questione di dignità: non deve esserci una “serie B” nel percorso di studi medi-
ci, specialmente quando abbiamo bisogno di figure sul territorio.
Scuole e infrastrutture: cosa troveranno i cittadini nel nuovo documento?
Per la prima volta abbiamo messo a bilancio subito tutte le risorse per il sostegno alle scuole dell’infanzia paritarie. Sul fronte sociale, abbiamo stanziato fondi per i carichi assistenziali degli anziani, sia nelle case di riposo che a domicilio. Per quanto riguarda le infrastrutture, abbiamo più che raddoppiato i fondi per la manutenzione delle strade regionali, passando da 9 a 20 milioni, e previsto oltre 60 milioni complessivi per la sicurezza idraulica.
E per la Pedemontana? Il peso economico per la Regione spaventa ancora?
I costi a carico della Regione sono in diminuzione. È fisiologico che le grandi infrastrutture abbiano un carico maggiore all’inizio, ma con l’aumento delle entrate da pedaggio ci stiamo avviando
L’assessore regionale Filippo Giacinti
verso la sostenibilità dell’opera. Quando vedremo l’approvazione definitiva del bilancio?
Il Consiglio sta lavorando alacremente, maggioranza e minoranza incluse. L’obiettivo è approvare tutto entro Pasqua o la settimana successiva. È una sfida entusiasmante e sono convinto che daremo al Veneto le risposte che attende.
Lei è stato a lungo sindaco di Albignasego. Cosa si porta dietro di quell’esperienza nel suo nuovo ruolo?
Il capogruppo dem Manildo: “Bilancio, scelte ideologiche, fondi già stanziati spacciati per nuovi e servizi essenziali a rischio
“Dietro i quasi 1 9 miliardi di euro del bilancio di previsione 2026-2028 si nasconde un’eredità pesante che ricade sui cittadini e sulle imprese venete”. Così il capogruppo del Partito Democratico, Giovanni Manildo, commenta l’illustrazione delle leggi di stabilità e bilancio avvenuta in Prima commissione a Palazzo Ferro Fini.Secondo Manildo, la giunta Stefani conferma una continuità preoccupante con la stagione Zaia, adottando “scelte puramente ideologiche”, come il mancato intervento sull’addizionale Irpef. “Rinunciare a una fiscalità progressiva significa tagliare
servizi essenziali – sottolinea -. È inaccettabile che le famiglie e le imprese paghino il prezzo di decisioni che dovrebbero garantire equità e investimenti sul territorio”.
Il capogruppo Pd evidenzia inoltre l’impatto sull’economia: “Mentre si celebra l’assenza di nuove tasse, resta intatta l’Irap, penalizzando le aziende che creano ricchezza e occupazione. Le attività produttive continuano a fungere da bancomat per ripianare i debiti della Pedemontana, un’opera che ipoteca il futuro della Regione”.
Manildo critica anche la comunicazione
della giunta: “Si dà risalto a fondi già stanziati, come i 30 milioni destinati alle aree interne, spacciandoli per nuove risorse. Le zone più fragili del Veneto avrebbero bisogno di investimenti strutturali e non di restyling contabili”. Il Partito Democratico annuncia proposte puntuali per garantire trasparenza e una riforma dei servizi: “Il Veneto merita una programmazione che guardi al futuro, non una gestione che si limita a tappare i buchi del passato. Sanità territoriale, sociale e diritto allo studio devono tornare al centro dell’agenda politica”.
Il legame con la propria città resta nel cuore, ma l’esperienza da sindaco è fondamentale per capire le esigenze reali dei cittadini. Il Presidente Stefani ha voluto una giunta composta quasi interamente da ex sindaci: parliamo la stessa lingua, a prescindere dall’appartenenza politica. Sappiamo che la buona amministrazione si misura sui servizi alla persona, come le piazze o gli auditorium che abbiamo creato ad Albignasego, rendendola una città a misura di famiglia.
Ambiente. L’assessore Elisa Venturini annuncia un piano da 63 milioni di euro nel triennio
Sicurezza idraulica e difesa del suolo, nuove risorse contro il rischio alluvioni
Il Veneto accelera sulla sicurezza idraulica e la difesa del suolo, confermando la tutela del territorio come una priorità dell’azione amministrativa. L’assessore all’Ambiente Elisa Venturini illustra i nuovi stanziamenti previsti nel bilancio di previsione 2026-2028, sottolineando come gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni abbiano reso indispensabile un rafforzamento degli interventi strutturali.
“La tutela del territorio e la sicurezza delle comunità restano priorità assolute dell’azione amministrativa”, dichiara l’assessore, evidenziando come il nuovo bilancio rafforzi gli interventi strategici per proteggere cittadini, imprese e infrastrutture. La strategia regionale si poggia su un solido piano finanziario: per il triennio a venire sono stati stanziati 9 milioni di euro che si sommano ai 25,6 milioni di mutui già contratti e ai 28 milioni ottenuti attraverso i fondi comunitari FESR. Secondo Venturini, “si tratta di un’operazione importante con cui riusciremo a impegnare su-
bito importanti risorse per la resilienza idrica e la messa in sicurezza del territorio dal rischio alluvioni”.
Un pilastro centrale di questa difesa è rappresentato dai bacini di laminazione. Il programma complessivo prevede 23 invasi, con un investimento superiore ai 550 milioni di euro: a oggi 10 strutture sono operative, 3 in fase di realizzazione e 10 in progettazione. L’assessore ha definito tali opere come “una delle principali strategie di mitigazione del rischio idraulico dal momento che hanno scongiurato danni di enorme gravità durante le ondate di maltempo”.
Oltre ai grandi invasi, l’azione regionale si concentra sulla manutenzione di circa 8.000 chilometri di argini tra rete principale e secondaria. “La sicurezza del territorioaggiunge l’assessore - passa attraverso una visione di lungo periodo e investimenti costanti nella prevenzione. I risultati ottenuti finora dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta”.
Infine, il piano conferma il sup-
porto alla Protezione Civile con nuovi bandi per l’adeguamento dei piani comunali e il miglioramento delle attrezzature dei volontari. L’impegno della Regione proseguirà nei prossimi anni con il monitoraggio costante della rete e il completamento delle opere programmate per una resilienza sempre maggiore.
Veneto al voto, 38 Comuni alle urne il 24 e 25 maggio
Il Veneto si prepara ad un appuntamento elettorale decisivo per il futuro di diverse comunità locali. Il 24 e 25 maggio prossimi i cittadini di 38 Comuni della regione saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Gli occhi sono puntati soprattutto sulla Città Metropolitana di Venezia, unico capoluogo di provincia coinvolto in questa tornata amministrativa, dove l’attuale amministrazione guidata da Luigi Brugnaro si sottoporrà al giudizio degli elettori. Oltre alla sfida in laguna la competizione elettorale riguarda sei centri urbani con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, che rappresentano snodi politici e demografici fondamentali per il territorio regionale. Tra questi figurano Albignasego e Monselice nella provincia di Padova, Castelfranco Veneto in quella di Treviso, San Bonifacio nel veronese, Arzignano e Lonigo nel vicentino. Nelle diverse aree della regione il voto interesserà realtà eterogenee. In provincia di Padova si voterà, tra gli altri, in centri come Campodarsego e Due Carrare, mentre nel veneziano saranno coinvolti anche i comuni di Cavallino-Treporti e Torre di Mosto. La Marca Trevigiana vedrà alle urne anche gli abitanti di Spresiano e Silea, mentre nel rodigino si voterà a Villadose. Nel vicentino, oltre ai poli maggiori, la tornata elettorale toccherà tra gli altri Malo e Recoaro Terme. L’eventuale turno di ballottaggio per i comuni sopra i 15.000 abitanti è fissati nei giorni 7 e 8 giugno.
Elisa Venturini
Non solo Lupin, Davide Zanella si racconta: “Ho trasformato la passione in professione”
“Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro”
P er molti Davide Zanella, fondatore e titolare di Arte Zeta Studio, “è quello di Lupin”. Da anni infatti Davide è il titolare della licenza esclusiva per l’Italia per riprodurre Lupin III e la sua banda. Punto di riferimento per la comunità pop italiana, Davide però è andato oltre, esponendo a Lugano, Parigi, Miami, Milano e affermandosi a livello internazionale come artista che ha saputo reinventare l’immaginario pop contemporaneo con uno stile personalissimo e subito riconoscibile. Il critico d’arte Giorgio Chinea Canale lo definirebbe neopop probabilmente, dato che la sua visione artistica riesce a parlare a tutti in maniera diretta ed emozionale. Ho incontrato Davide nel suo studio a Vigonza e insieme abbiamo fatto il punto sulle sue attività e sul suo percorso artistico e professionale.
Ciao Davide, sei riuscito a trasformare una tua passione nel tuo lavoro: quando hai capito che la pittura, l’arte e la creatività erano ormai diventate una “cosa seria”?
Credo che il momento preciso non sia stato romantico, ma molto concreto. Non è stato “mi sento artista”, è stato “ok, ora devo far quadrare i conti con quello che creo”. Quando ho iniziato a fare preventivi, a gestire clienti, materiali, scadenze, a ragionare in termini di progettazione e non solo di ispirazione… lì ho capito che non
era più solo passione. Era una professione. La pittura è diventata una cosa seria quando qualcuno ha iniziato a fidarsi di me non solo per un disegno, ma per trasformare uno spazio, un locale, una scuola, una casa. Quando ho capito che il mio lavoro cambiava l’ambiente in cui le persone vivevano, allora ho sentito il peso – e la bellezza – della parola “professionista”.
A livello italiano sei associato a Lupin III da molti anni. Ci vuoi raccontare come è nata questa liaison con uno dei personaggi più iconici della pop culture contemporanea?
La mia storia con Lupin III è nata da una passione autentica. Lupin non è solo un personaggio: è stile, ironia, eleganza, movimento. È un equilibrio perfetto tra leggerezza e genialità. Negli anni ho iniziato a studiarne il tratto, i vari stili, la costruzione del personaggio. Non era copia, era comprensione. Questo mi ha portato a collaborazioni ufficiali in Italia come disegnatore autorizzato. Quello che mi ha sempre affascinato di Lupin e la sua banda è che sono in continuo movimento. Cambiano i disegnatori, i character designer, passano i decenni ma restano sempre unici. E in fondo mi rivedo in questa cosa: evolvere senza perdere identità. Negli ultimi anni con il tuo lavoro di artista hai fatto un salto di qualità verso produzioni più “ma-
ture”: hai aperto una temporary gallery a Milano, hai partecipato a importanti fiere internazionali in Svizzera, a Miami, a Parigi… com’è cambiato il tuo lavoro? È cambiato il livello di consapevolezza. Quando porti le tue opere in contesti internazionali, non puoi più lavorare solo di pancia. Devi avere una visione, una coerenza, una linea riconoscibile. Aprire una temporary gallery a Milano mi ha fatto capire quanto sia importante controllare l’esperienza dello spettatore. Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro. Il mio linguaggio si è fatto più stratificato. Meno decorativo fine a sé stesso, più concettuale. Più attenzione ai materiali, alle superfici, alla serialità ragionata. E soprattutto è cambiato il mio modo di pensare: oggi progetto una collezione, non solo un quadro.
Che consiglio daresti al giovane Davide di 30 anni fa? E che consiglio daresti a un ragazzo o a una ragazza che si approccia a questo
mondo?
Al Davide di 30 anni fa direi: “Non aspettare di sentirti pronto. Non succederà mai. Esponiti prima.” Investi di più sulla formazione. Costruisci una rete con altri professionisti-artisti. L’unione fa la forza. A un ragazzo o una ragazza direi una cosa molto chiara: il talento non basta. Servono disciplina, capacità relazionale e competenze imprenditoriali. Studiate l’arte, ma studiate anche contratti, marketing, comunicazione. E soprattutto costruite uno stile che vi appartenga davvero, non quello che funziona su Instagram per tre mesi.
Qual è stata la richiesta più bizzarra che hai ricevuto per un’opera su commissione? (se si può dire)
Sì, ma senza fare nomi! Una volta mi è stato chiesto di costruire un manichino di Lupin a grandezza naturale, con tutte le parti mobili. Quando il committente è venuto a ritirarlo l’ha seduto sul sedile del passeggero, gli ha messo la cintura di sicurezza e se n’è andato… Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
zati
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il suo laboratorio di ricamo personalizzato e sartoria su misura. Si chiama Stich Embroidery – Laboratorio Sartoriale, ed è nato a novembre 2025 da una passione che viene da lontano, da quando da bambino osservava la madre lavorare stoffa e filo. «Mi sono sempre chiesto come fosse possibile che da un pezzo di tessuto informe potesse nascere un abito perfetto», racconta. «Guardavo le sue mani muoversi, il tessuto prendere forma, e quello che all’inizio sembrava magia è diventato curiosità, poi passione, e infine il mio lavoro». È una storia che parla di radici familiari e di voglia di fare, quella tipica dei giovani veneti che non aspettano che le opportunità arrivino da sole, ma se le costruiscono con le proprie mani. E nel caso di Marco, letteralmente con ago e filo. Il laboratorio non è uno di quei negozi dove si portano i vestiti da stringere o allungare e basta. Stich Embroidery è un luogo dove le idee si trasformano in ricami personalizzati, dove una felpa qualsiasi può diventare unica, dove un logo aziendale prende vita su una divisa, dove il personaggio di un manga preferito viene cucito su una t-shirt
pratica quotidiana. I materiali utilizzati sono certifi cati Oeko-Tex, uno standard internazionale che garantisce l’assenza di sostanze nocive nei tessuti e la sicurezza per chi li indossa. I fili sono di qualità, i colori resistenti ai lavaggi e al tempo, perché un ricamo fatto bene non deve sbiadire dopo tre o quattro passaggi in lavatrice, ma deve restare brillante e definito anche dopo anni. «Se qualcuno viene qui e mi chiede di ricamare qualcosa per lui, io devo essere sicuro che quel lavoro duri», dice Marco. «Non è solo una questione professionale, è una questione di rispetto per chi si fida di me». È un approccio che sa di artigianato vero, quello che punta sulla qualità più che sulla quantità, sulla durata più che sull’apparenza. E che in tempi di fast fashion e prodotti usa e getta fa ancora più la differenza. Nel laboratorio di via Dauli convivono tradizione e tecnologia. Da una parte c’è la sensibilità sartoriale imparata guardando il lavoro materno, dall’altra le macchine da ricamo digitali che permettono precisione, velocità e possibilità creative impensabili fino a pochi anni fa. È un equilibrio che Marco ha trovato naturalmente, crescendo in un ambiente dove il lavoro manuale era di casa ma guardando al presente e alle sue possibilità. Il risultato è un servizio che unisce la personalizzazione totale dell’artigianato con l’effi cienza delle tecnologie moderne. Si può portare un disegno fatto a mano, una foto, un’idea abbozzata su un foglio, e vederla trasformata in ricamo. Oppure si può
Il percorso di Despar Nord per condividere valore con il territorio
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coinvolgendo l’intera filiera. Grazie a certificazioni energia rinnovabile, economia circolare e mobilità
“SVene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
la sintesi della visione di Despar Nord, azienda che ha scelto di fare della sostenibilità ambientale un pilastro strategico del proprio sviluppo, intraprendendo da oltre un decennio un percorso strutturato e in continua evoluzione. Il Marchio dell’Abete ha costruito negli anni un sistema di gestione ambientale capace di generare un miglioramento costante delle performance, coinvolgendo l’intera catena del valore: fornitori, collaboratori e clienti. Un impegno trasversale che si traduce in progetti concreti e risultati misurabili, anche in ambito di economia circolare. Un passaggio fondamentale è stata la certificazione UNI EN ISO 14001 che Despar Nord, prima realtà della grande distribuzione organizzata in Italia, ha ottenuto ancora nel 2013 e confermata nel 2025 per il tredicesimo anno consecutivo. Nel 2025 è salito a 90 il numero dei siti certificati tra punti vendita, sedi, piattaforme logistiche e polo agroalimentare Agrologic. Un risultato non scontato
che è frutto di oltre un decennio di investimenti in soluzioni tecniche sostenibili e di una strategia complessiva che ha incrementato, attraverso l’adozione di tecnologie innovative, sia l’efficienza energetica che la riduzione delle emissioni di gas effetto serra della rete di vendita e logistica in tutte le cinque regioni in cui è presente l’azienda. Nei punti vendita di nuova costruzione o ristrutturazione trovano spazio illuminazione full LED, impianti fotovoltaici, pompe di calore, sistemi di recupero del calore dagli impianti del freddo alimentare e soluzioni per l’ottimizzazione delle centrali frigorifere. A questo si aggiunge
Il percorso di Despar Nord tra certificazione ambientale e innovazione sostenibile
Wecity, Despar Nord ha promosso una challenge rivolta ai collaboraha permesso di incrementare e sviluppare il percorso di crescita sostenibile di Despar Nord, che ora più che mai rivolge lo sguardo a obiettivi importanti che mirano a rafforzare un percorso orientato alla creazione di valore condiviso,
Despar Nord, la tutela del territorio passa anche attraverso la riforestazione
protezione del territorio e tutela della biodiversità. Per questo Despar Nord è attiva anche sul fronte della riforestazione, con interventi che negli ultimi anni hanno portato alla piantumazione di migliaia di alberi in diverse aree d’Italia.
Già nel 2021, con il “Progetto Natura”, l’azienda ha collaborato con Etifor (spin-off dell’Università di Padova) e con l’iniziativa WOWnature, promuovendo un piano di riforestazione collegato alla vendita delle linee a marchio Verde Vera ed Econvivo riuscendo così a piantare, dal 2021 a oggi, quasi 4.000 alberi.
Dal 2023 questo impegno si è rafforzato anche grazie al progetto nazionale “Bosco Diffuso Despar”, promosso in collaborazione con Despar Italia e gli altri soci del con-
Emilia-Romagna, raggiungendo quota 650 alberi complessivi nelle aree interessate dal Bosco Diffuso nelle regioni di operatività.
A questo si aggiungono le attività finalizzate alla prevenzione e alla rigenerazione dei territori colpiti da calamità ambientali, con l’obiettivo di favorire il recupero delle aree danneggiate e di rafforzare la resilienza dei territori più esposti ai rischi climatici, come il caso dell’iniziativa in partnership con PlanBee e con il coinvolgimento attivo delle scuole dei territori selezionati, che ha permesso di piantare 250 nuovi alberi a Colle Umberto in provincia di Treviso presso i terreni di Feeducia, una microazienda agricola che segue pratiche di agricoltura rigenerativa.
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Undici mosse per risollevare la sanità veneta: Stefani presenta a Palazzo Balbi i nuovi Direttori Generali delle Ulss
Inuovi Direttori Generali della sanità regionale hanno sottoscritto formalmente il proprio impegno per il prossimo quinquennio.
Il Presidente della Regione Alberto Stefani, infatti, ha presentato quella che vuole essere una squadra solida e unita, undici curricula di grande prestigio che hanno saputo dimostrare le proprie capacità agli occhi della giunta. Tra volti già noti e nuovi entrati, andiamo a scoprire chi sono da oggi i “sindaci della sanità”, come li ha chiamati lo stesso Stefani.
All’Ulss 1, che coordina Belluno e tutta l’area dolomitica, sbarca Giuseppe Dal Ben, già direttore dell’Azienda Ospedaliera a Padova, dove, con il suo operato, si è confermato un “top manager” in ambito sanitario. Dal Ben ha seguito personalmente le fasi iniziali per la creazione del nuovo ospedale e l’apertura del nuovo reparto di pediatria. A differenza dei colleghi, resterà alla guida dell’Ulss dolomitica solo fino al 30 giugno, quando scadrà il suo incarico da commissario temporaneo. Sarà invece Giancarlo Bizzarri a prendere le redini della sanità nella Marca Trevigiana. Dopo aver coordinato servizi sociosanitari del Veneziano e con una carriera maturata in Liguria, sua terra d’origine, Bizzarri porta esperienza tecnica e logistica. Ha anche ricoperto prestigiosi incarichi nell’ambito della formazione, che testimoniano le sue eccellenti capacità comunicative, fondamentali per mettere in relazione le istituzioni e il cittadino.
Alla guida dell’Ulss 3 Serenissima arriva Massimo Zuin, già direttore dei Servizi Sociosanitari per il medesimo territorio. Docente allo IUAV e laureato in scienze politiche, rappresenta un profilo di prestigio sul piano logistico-organizzativo e conosce già molto bene il territorio e i suoi bisogni.
Spostandoci a nord nella medesima provincia, il Veneto Orientale sarà di competenza di Carlo Bramezza, che lascia quindi l’Ulss 7 per tornare a ricoprire un incarico già suo in passato. Con una lunga esperienza alla guida della sanità territoriale, si tratta di una delle scelte più solide a disposizione e su di lui viene riposta la massi-
ma fiducia della Giunta regionale per questo ritorno in Veneto Orientale.
Ed è proprio dalla guida dell’Ulss 4 che proviene Mauro Filippi, il nuovo Direttore Generale del Rodigino. Il 63enne vanta un curriculum completamente incentrato sulla sanità, che lo ha visto diventare il primo infermiere promosso a DG di una Ulss.
Patrizia Benini lascia invece Verona per assumere la guida di una differente Ulss, quella di Padova. Laureata in medicina e chirurgia con master conseguito proprio nel capoluogo euganeo, intende sfruttare la centralità della città del Santo per estendere la rete di servizi e formazione locale, puntando molto proprio sulla formazione di nuovi operatori sociosanitari.
A Vicenza arrivano invece Giovanni Carretta (Ulss 7 Pedemontana) e Peter Assembergs (Ulss 8 Berica). Il primo, padovano, ha recentemente diretto l’Ulss 3 Serenissima, che ha visto l’Ospedale dell’Angelo di Mestre eletto miglior ospedale d’Italia. Oltre a questo importante traguardo, ha avuto anche un incarico nella Commissione Regionale Vaccini. Assembergs, invece, è svedese
di nascita e lombardo d’adozione. Pur essendo un profilo di carattere più manageriale, è stato anche Direttore Generale dell’Asst Bergamo Ovest. Ultimo, ma non certo per importanza, è Pietro Girardi, che torna a dirigere l’Ulss 9 Scaligera dopo prestigiosi incarichi in altre province della regione, tra i quali quello di Direttore Amministrativo dello IOV. Fino a pochi giorni fa dirigeva l’Ulss 5 Polesana.
A questi nove Direttori Generali si affiancano altri quattro volti: Paolo Fortuna, ex DG della provincia di Padova, raccoglie l’eredità di Dal Ben alla giuda dell’Azienda Ospedale Università di Padova, mentre quella di Verona va a Paolo Petralia. Lo IOV e Azienda Zero, invece, passano invece sotto la responsabilità, rispettivamente, di Patrizia Simionato e Paolo Fattori. Anche in questo caso stiamo parlando di professionisti che hanno maturato grande competenza nell’ambito sociosanitario e amministrativo. Simionato è stata alla guida dell’Ulss 5 e ha appena concluso il mandato come DG dell’Ulss 8, mentre Fattori è stato membro della task force regionale per il contenimento della pandemia da Covid19.
L’evento non è stato, però, solo un elenco di nomi e curricula, infatti il Governatore Stefani ha presentato anche undici punti che faranno da filo conduttore per il prossimo quinquennio della sanità regionale, un “patto con i cittadini” per affrontare le più grandi sfide della salute e della vita dei Veneti. Vediamolo con ordine:
1. Promozione, rafforzamento e valorizzazione dei progetti di telemedicina e teleconsulto, per una sanità sempre più vicina a una popolazione che fa sempre più fatica a spostarsi per accedere alle cure;
2. Miglioramento dei tempi d’erogazione delle prestazioni specialistiche, per far fronte a quello che da anni è uno dei principali problemi della nostra sanità;
3. Potenziamento del rapporto ospedale-territorio, per garantire che il paziente sia seguito con approccio globale dalla presa in carico fino alla dimissione;
4. Monitoraggio delle Case di Comunità, presidi fondamentali per garantire capillarità sul territorio, specialmente nelle zone periferiche;
5. Monitoraggio del progetto PNRR “Casa come primo luogo di cura”, un piano che si integra strettamente con quello delle Case di Comunità e della telemedicina;
6. Gestione dei casi di cronicità e promozione di screening e stili di vita sani attraverso la formazione del cittadino;
7. Campagne di informazione territoriale sul funzionamento della telemedicina;
8. Valorizzazione di progetti volti all’umanizzazione delle cure, in modo particolare per quanto riguarda pazienti oncologici e malati terminali, con un focus sulle cure palliative;
9. Promozione della conciliazione vita-lavoro per il personale sanitario, attualmente oberato da ritmi insostenibili; 10. Attivazione di programmi di deblistering, per ridurre il costo dei farmaci, in particolare se di nuova generazione, 11. Dialogo col cittadino.
L’ultimo punto, un’aggiunta dell’ultimo secondo voluta fortemente dal Presidente Stefani, è un impegno solenne ad ascoltare la popolazione per capire le difficoltà e i bisogni con cui i Veneti devono fare i conti ogni giorno.
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Massimo Zuin nuovo DG dell’Ulss 3 Serenissima:
«Case della Comunità e ospedale al centro della sfida»
Completare i progetti PNRR, rafforzare la sanità territoriale e sostenere l’eccellenza dell’ospedale dell’Angelo. Sono alcune delle linee indicate dal nuovo direttore dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin, che conferma anche il ruolo del privato accreditato
Le Case della Comunità, il consolidamento dell’ospedale dell’Angelo di Mestre e la collaborazione con il privato accreditato. Sono queste alcune delle priorità indicate da Massimo Zuin, nuovo direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, nella sua prima dichiarazione.
Tra i progetti simbolo del territorio c’è la nuova Casa della Comunità di Mira, intervento atteso da tempo dalla popolazione locale e che per Zuin ha anche un valore personale.
«Io sono nato a Mira – racconta – e mi ricordo di aver sempre sentito parlare della necessità di questo distretto che mancava o che comunque risultava insufficiente. In questi giorni stiamo arrivando alla conclusione dei lavori della Casa della Comunità e per me è quasi un destino essere arrivato a dirigere questa azienda proprio mentre questo progetto prende forma».
L’Ulss 3 Serenissima è una delle realtà venete più impegnate nella realizzazione delle strutture territoriali previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Alcune sono già operative, mentre altre stanno completando il percorso di attivazione.
“Qui
«A Noale è stata aperta probabilmente la prima Casa della Comunità del Veneto, abbiamo attivato anche quella del Lido e stiamo lavorando per rispettare le scadenze previste dal PNRR – spiega Zuin –. L’obiettivo è completare tutti i progetti entro giugno. Si tratta di interventi importanti, con molte risorse investite nel territorio». Una trasformazione che punta a rafforzare il legame tra assistenza ospedaliera e medicina territoriale. «Sono fiducioso – aggiunge – che con l’aiuto della medicina generale e dei nostri professionisti riusciremo ad affrontare questa sfida: collegare sempre di più l’ospedale con il territorio».
«Questo risultato rappresenta una grande responsabilità – osserva Zuin – perché quando si raggiungono livelli così alti la difficoltà diventa mantenerli. Ma possiamo contare su una squadra di professionisti di altissimo livello e sono convinto che riusciremo a proseguire su questa strada».
Proprio per rafforzare l’offerta sanitaria è in corso anche un progetto di ampliamento della struttura mestrina. «L’ospedale dell’Angelo è una struttura bellissima – sottolinea – ma negli anni ha sofferto per la carenza di posti letto. Con il progetto di ampliamento stiamo lavorando per offrire servizi ancora più avanzati».
Un’eccellenza che continua ad attrarre pazienti anche da fuori provincia e da altre regioni. «Molte persone vengono a curarsi da noi proprio per il livello delle prestazioni garantite», ricorda il direttore generale.
Nel sistema sanitario locale resta inoltre centrale la collaborazione con il privato accreditato. «In questi anni il rapporto è stato positivo – afferma Zuin –. Le strutture convenzionate rappresentano un partner importante che ci aiuta a dare risposte ai cittadini, soprattutto per affrontare il tema delle liste d’attesa».
nascono le idee per il futuro socio-sanitario”: il direttore generale dell’Ulss 3 incontra i cittadini più fragili
Per il futuro l’obiettivo sarà quindi proseguire su questa linea di collaborazione. «Non demonizziamo il privato – conclude – ma lavoriamo in sinergia, compatibilmente con le risorse disponibili e con la programmazione regionale. È un rapporto che intendiamo portare avanti con spirito costruttivo, come è stato fatto finora».
I primi passi del neo Direttore Generale Zuin
Sanitari in prima linea, pazienti nelle sale d’attesa, bambini in corsia, poveri nelle mense, anziani non autosufficienti e disabili gravi nelle strutture del territorio: sono state queste le prime persone che il neo direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, ha voluto incontrare nei suoi primi quattro giorni al vertice dell’azienda sanitaria veneziana.
Un punto di forza dell’Ulss 3 Serenissima resta l’ospedale dell’Angelo di Mestre, considerato tra i migliori d’Italia secondo le valutazioni di Agenas.
Nel breve periodo, tuttavia, la priorità resta il rispetto delle scadenze del PNRR. «Entro giugno dobbiamo completare i progetti previsti – spiega Zuin –. Non si tratta solo di realizzare le strutture, ma anche di allestirle e organizzarle con medici, infermieri e servizi. È un lavoro complesso che stiamo seguendo passo dopo passo per rispettare i tempi e non perdere i finanziamenti». (p.b.)
Da Mestre a Venezia centro storico, Zuin ha visitato Pronto Soccorso, Centro di solidarietà cristiana Papa Francesco, Casa di riposo Santa Maria dei Battuti, Distretto Giustinian e il Padiglione Jona dell’ospedale Civile con la Pediatria. Qualche momento anche per ammirare i tesori artistico-culturali degli ospedali e salutare chi ogni giorno se ne prende cura.
“Dai luoghi della sofferenza, del servizio alla popolazione fragile e malata comincio un percorso che mi riporterà in questi spazi moltissime volte – ha
detto Zuin – Persone bisognose, affiancate da chi dà il meglio di sé per alleviare il dolore e le difficoltà, sono l’esempio del servizio socio-sanitario che dobbiamo proteggere, potenziare e diffondere sul territorio. Qui nascono le idee per il futuro sociosanitario locale”.
L’incontro.
Gerosa in visita all’Ospedale dell’Angelo di Mestre: confronto con gli specialisti
Visita istituzionale all’Ospedale dell’Angelo di Mestre per l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa. Ad accompagnarlo la consigliera regionale con delega per Venezia Laura Besio. All’incontro hanno partecipato il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin e un gruppo di specialisti dell’ospedale, con cui l’assessore ha affrontato il tema delle progettualità in corso e delle prospettive di innovazione nella struttura hub della provincia.
Durante la visita l’attenzione si è concentrata in particolare sull’attività della Farmacia ospedaliera. La direzione sanitaria ha illustrato il percorso che ha portato alla concentrazione a Mestre della produzione dei preparati chemioterapici, destinati all’Ematologia dell’Angelo e ai repar-
ti di Oncologia di Mestre, Venezia e Chioggia. Il processo è stato reso possibile anche grazie ai lavori di ristrutturazione realizzati nel 2025 e all’acquisizione di nuove tecnologie, tra cui un robot e due cappe semiautomatiche. Dotazioni che hanno permesso all’Unità farmaci antiblastici di Mestre di estendere la preparazione dei farmaci anche all’Oncologia di Dolo-Mirano, completando così la centralizzazione della produzione aziendale in un’unica sede.
Per volumi di attività l’Unità si colloca ora nella fascia ad alta intensità operativa: su base annua si stimano circa 44 mila preparazioni. La riorganizzazione ha portato anche a un significativo efficientamento dei processi, con un risparmio annuo stimato attorno ai 180 mila euro.
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VENETO
Approvata indennità di Pronto Soccorso per il personale sanitario
La Giunta regionale del Veneto ha dato il via libera alla delibera che stabilisce il riparto delle risorse destinate all’indennità di Pronto Soccorso per il personale sanitario impegnato nei servizi di emergenza-urgenza. Il provvedimento riguarda il periodo dal 1° giugno 2023 al 31 dicembre 2026 e prevede un totale di 60,6 milioni di euro, destinati a 3.200 lavoratori tra infermieri, operatori socio-sanitari e altri professionisti del settore.
“La valorizzazione del personale sanitario è sempre stata una delle mie priorità”, ha dichiarato il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, sottolineando che questa delibera rappresenta un passo concreto verso il miglioramento del sistema sanitario. “Con queste risorse – ha aggiunto Stefani – siamo passati dalle parole ai fatti, mettendo in campo un impegno significativo per coloro che operano in uno dei settori più delicati dell’organizzazione ospedaliera, quello delle emergenze”.
L’iniziativa è stata accolta positivamente dal Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che ha spiegato come questo intervento riconosca concretamente le difficoltà e i rischi a
cui sono esposti gli operatori nei Pronto Soccorso, servizi caratterizzati da carichi di lavoro elevati, turni complessi e, purtroppo, anche episodi di violenza. “Si tratta di un intervento atteso – ha detto Gerosa – costruito con criteri trasparenti e condivisi, che prevede anche il pagamento degli arretrati per chi ha prestato servizio dal 2023”. Il provvedimento coinvolge circa 3.200 professionisti della salute, tra cui 2.000 infermieri, 800 operatori socio-sanitari, 400 autisti soccorritori/ambulanze e una parte di personale amministrativo. L’indennità, che sarà differenziata in base al profilo, prevede un compenso mensile minimo pari a 340 euro per il personale sanitario, 250 euro per gli operatori socio-sanitari e il personale tecnico, e 140 euro per il personale amministrativo. Inoltre, le aziende sanitarie dovranno erogare entro il mese di marzo dell’anno successivo eventuali risorse residue, fino a completo utilizzo del fondo. Gli arretrati saranno corrisposti per il periodo dal 1° giugno 2023 al 2025, con un totale di 44 milioni di euro da ripartire nei vari anni.
DIEGO PONZIN
C’è un modo di parlare della morte senza abbassare la voce. Diego Ponzin lo sceglie: la osserva di traverso, la interroga, la costringe a perdere solennità. In questi dieci racconti la morte smette di essere un tabù e diventa una presenza laterale, quasi domestica, capace paradossalmente di rimettere in circolo la vita, la sua energia più segreta, il suo disordine. Sfilano così personaggi sospesi tra ironia e vertigine: un barone della cosmologia che svanisce lasciando messaggi indecifrabili; uno scrittore fantasma che rifiuta un bypass per morire con eleganza e regolare i conti con il proprio pseudonimo; assassini e vittime che, nel punto più buio, scoprono che l’amore può ancora accadere e che la letteratura è un percorso di crescita e guarigione, capace di elevare l’esperienza del dolore senza negarla. A tenere insieme le storie non è una morale, ma un gesto estremo: l’atto finale di un filosofo celebre, fissato sul suo cadavere con una potenza tale da generare una religione laica, assurda e necessaria. Racconti che fanno sorridere, commuovere, intuire che persino il surreale obbedisce a una segreta geometria. Perché, a forza di parlare di morte, la vita – ostinata – scorre più forte. E forse
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Oculista, da sempre divide la propria vita tra scienza, letteratura e musica. Quando non si occupa di oftalmologia, scrive; quando non scrive, suona il basso con i Motorcycle Mama. Ha pubblicato romanzi, racconti e poesie, mantenendo sempre uno sguardo ironico e distaccato su ciò che accade e inventando quello che non accade, dentro e fuori dal campo visivo.
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«Quando un impostore affermò che l’anziano filosofo gli era apparso in sogno, attraversato da un tripudio di
Volontariato. Clown e bambini portano
musica, balli e sorrisi nelle case di riposo e in ospedale a Chioggia
“Donare un sorriso” festeggia 10 anni tra clown volontari e anziani
Ha tagliato il traguardo della decima edizione
“Donare un sorriso”, l’iniziativa promossa da Laura Doria che, insieme alla propria famiglia e a un gruppo di amici volontari, ha fatto visita in costume da clown a diverse strutture di assistenza sociale di Chioggia durante le giornate del Carnevale 2026.
Un appuntamento ormai atteso nel territorio veneziano, che anche quest’anno ha portato musica, balli, piccole scenette comiche e tanti palloncini modellati tra corridoi e sale comuni degli istituti clodiensi. Il filo conduttore è sempre lo stesso: regalare un momento di leggerezza a chi sta attraversando un periodo difficile. Perché, come sottolineano i volontari, un sorriso può diventare una piccola cura per l’animo.
Tra le note più significative di questa edizione c’è stata la partecipazione di diversi giovani, segno di una sensibilità verso il volontariato che continua a crescere anche tra le nuove generazioni nel territorio di Chioggia. In particolare, la presenza di due bambini di 4 e 6 anni tra i volontari ha reso le visite ancora più speciali: la loro spontaneità ha colpito soprattutto gli ospiti più anziani, creando un clima di tenerezza e vicinanza che non è passato inosservato. «Pur non essendo professionisti – spiegano gli organizzatori – siamo riusciti a intrattenere e a divertire». Ogni incontro si è concluso con la recita collettiva della poesia “Valore di un sorriso” di P. Faber, scelta come simbolo dei valori che da dieci anni sostengono l’iniziativa.
Le visite hanno coinvolto la Prometeo Sociale Onlus, la
comunità alloggio “Dopo di Noi”, Anffas Onlus Chioggia, UILDM, la casa di riposo F.F. Casson con le strutture Boschetto, Girasole, i centri diurni e Arcobaleno, oltre ai reparti dell’Ospedale di Chioggia, il cui personale sanitario ha permesso ai volontari di portare un momento di allegria anche tra i pazienti. Come nelle edizioni precedenti, agli ospiti sono stati consegnati piccoli doni offerti da alcune attività commerciali cittadine, tra cui McDonald’s e Capricci by Stefy. Un ringraziamento è stato rivolto a tutti i clown volontari che hanno scelto di mettersi in gioco. L’esperienza, assicurano gli organizzatori, resta aperta a chiunque voglia avvicinarsi al volontariato e vivere in prima persona la forza semplice, ma concreta, di un sorriso.
Spinea, il medico di famiglia va in pensione
Cambio di riferimento per molti cittadini di Spinea: il medico di famiglia Francesco Stevanato ha concluso la propria attività ed è ufficialmente andato in pensione all’inizio di questa settimana. Per garantire la continuità dell’assistenza ai suoi assistiti nel periodo di transizione, l’Ulss 3 Serenissima ha predisposto un ambulatorio pubblico temporaneo. Il nuovo medico incaricato di prendere in carico i pazienti è già stato individuato dall’azienda sanitaria e inizierà l’attività lunedì 7 aprile. Nel frattempo, per evitare disagi e assicurare comunque un punto di riferimento sanitario, l’Ulss ha attivato un servizio ambulatoriale dedicato all’interno del Distretto di Spinea, in via Murano 17, a poche centinaia di metri dall’ambulatorio del medico uscente. Gli assistiti potranno accedere al servizio su prenotazione telefonica chiamando il numero 041 8694696, attivo dalle 8 alle 10 del mattino. L’ambulatorio sarà operativo il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 14.30 alle 18.30, mentre il martedì e il mercoledì dalle 10 alle 13.
Per eventuali necessità sanitarie non urgenti al di fuori degli orari di apertura, resta come sempre disponibile il servizio di continuità assistenziale, contattabile tramite il numero unico 116117.
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