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laPiazza di Padova Sud - Gen26

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La sanità veneta

vista dal neo assessore

Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”

di Padova Sud

Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale

La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.

E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.

segue a pag. 21

Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico

STEFANI TRACCIA LA ROTTA PER

IL

VENETO: “ATTENZIONE AL SOCIALE, CASA AI GIOVANI, SANITA’ VICINA ALLE FAMIGLIE”

La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”

Servizio a pag. 4

Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

Acquisiti tutti i pareri tecnici i progettisti stanno concludendo il ciclo di confronto con gli enti gestori dei servizi e gli organismi locali coinvolti

Tre milioni di investimenti a Maserà, ma l’opposizione vota contro Albignasego stanzia risorse per l’istruzione, Casalserugo guarda al sociale

Servizi alle pagg. 6 e 7

Morire di lavoro non è fatalità

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.

segue a pag. 3

Servizio a pag. 9

N el primo mese alla guida del Veneto ha già impresso un ritmo serrato all’agenda politica regionale. Tra riforme per l’edilizia, tavolo per la sburocratizzazione e attenzione al sociale, il presidente Alberto Stefani delinea la rotta di un mandato che punta a rispondere alle emergenze del quotidiano. Lo abbiamo incontrato in redazione per fare il punto sui principali dossier aperti. Presidente, tra le novità di que-

ti: un patrimonio enorme che resta inutilizzato nonostante l’emergenza abitativa. Abbiamo già investito 50 milioni di euro: è l’investimento sull’housing sociale più importante di sempre per la nostra regione. È un passo avanti che riduce l’insolvenza e riqualifica gli immobili attraverso un’utenza diversa, creando un circuito virtuoso di rigenerazione urbana.

di piccoli aiuti quotidiani, come fare la spesa o un controllo cognitivo.

Dove va la sanità veneta con la consulenza del professor Gerosa?

Come pensate di risolvere la carenza di medici?

La legislatura si è aperta con la

dall’opposizione, perché su temi simili bisogna lavorare insieme per la soluzione migliore. Integreremo la salute territoriale con le Case di Comunità. È un processo a mediolungo termine, ma vogliamo trovare ogni soluzione possibile per supportare chi si prende cura dei familiari più fragili.

A questo proposito ha annunciato l’assistente di quartiere, una figura che però non sembra convin-

La sanità veneta sarà sempre più territoriale e resterà saldamente ancorata al sistema pubblico. Il professor Gerosa è un luminare che ha sempre lavorato nel pubblico e ci aiuterà in questo percorso. Nelle

Consiglio Regionale dell’Economia, un luogo di consultazione permanente con sindacati e categorie. È un’idea che abbiamo accolto con favore perché crediamo nel confronto costante per intercettare le opportunità di crescita.

Autonomia, federalismo fiscale e PFAS: temi caldi per il territorio. Qual è la situazione?

Sull’autonomia sono stato relatore del disegno di legge e voglio por-

ste settimane spicca “generazione casa”, in cosa consiste?

parola d’ordine “meno burocrazia”: cosa cambia nel concreto?

cere l’opposizione. Cosa risponde alle critiche?

Si tratta di una proposta di legge di modifica della legge 39 del 2017 sull’edilizia pubblica. Su questo fronte vogliamo lavorare con forza per aprire lo spazio al cosiddetto social housing. L’idea è quella di dare una possibilità concreta a quella “area di mezzo” composta da giovani, anziani in difficoltà o determinate categorie di lavoratori. Vogliamo conferire flessibilità all’assegnazione degli immobili sulla base di caratteristiche specifiche che solo con l’housing sociale si possono gestire. Attualmente, la stragrande maggioranza del nostro patrimonio immobiliare è vincolato all’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), ma dobbiamo trovare spazio per chi non può permettersi l’acquisto di una casa o un affitto a prezzi ragionevoli, specialmente nelle grandi città e ormai anche in provincia. Abbiamo oltre 8.800 immobili sfitti perché non manutenta-

Il meccanismo di lavoro. Al tavolo lascerò che siano le imprese, le associazioni di categoria e i sindacati a dire alla politica quali sono le norme da modificare e le procedure da semplificare. È una nuova prospettiva: non c’è una scelta aprioristica dell’amministrazione, ma una gestione condivisa del fenomeno burocratico che parte dal basso, da chi vive questi problemi ogni giorno. Inoltre, ci tengo a sottolineare che si tratta di un tavolo a costo zero, senza gettoni di presenza per i partecipanti.

In Consiglio regionale il suo primo provvedimento è stato il progetto di legge sui caregiver. Come intendete aiutare chi assiste i propri cari ogni giorno?

In Veneto un cittadino su quattro è un caregiver: è una realtà che tocca quasi tutte le famiglie. Per questo ho preso spunto da una proposta di legge già presentata anche

Rispondo che questa figura è già stata sperimentata con ottimi risultati proprio in Comuni amministrati dal centrosinistra. Io l’ho integrata nel contesto delle Case di Comunità, intercettando un’esigenza sentita: l’80% degli anziani che necessitano di monitoraggio quotidiano non è coperto dai servizi tradizionali. Non possiamo pensare che ci sia assistenza domiciliare integrata per tutti, è matematicamente impossibile. Allora offriamo una formazione regionale a figure certificate che, anche tramite applicazioni digitali, garantiscano un monitoraggio costante. Immaginiamo un quartiere dove un assistente visita cinque anziani, controlla i parametri e informa la famiglia tramite app. Per una famiglia significa avere serenità a un costo notevolmente più basso rispetto a una badante H24, offrendo un servizio di prossimità per chi non ha bisogno di assistenza continuativa ma

prossime settimane visiteremo le Case di Comunità per vedere lo stato dell’arte di questa riforma nazionale che deve sgravare gli ospedali. Sulla carenza di personale, dobbiamo migliorare la conciliazione vita-lavoro e investire nelle borse di specialità.

L’imbuto formativo creato negli ultimi vent’anni è il vero problema nazionale. Come Regione investiremo in borse di studio e dialogheremo costantemente con gli ordini professionali attraverso il nuovo Consiglio Regionale della Sanità. La soluzione deve essere condivisa tra medici, Ulss e istituzioni.

Parliamo di economia: alcuni dati recenti dicono che il Veneto non è più la “locomotiva d’Italia”.

Quali le soluzioni?

Dobbiamo percorrere la strada dell’innovazione per restare competitivi. La Regione accompagnerà le imprese rilanciando strumenti fondamentali come Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione. Il tavolo sulla sburocratizzazione evolverà in un

tare a casa le prime materie entro la legislatura. Il federalismo fiscale cambierà il rapporto Stato-Regione e il Veneto deve essere protagonista. Sul fronte dei PFAS, la Regione ha fatto la sua parte aprendo tavoli di confronto e accelerando la messa in sicurezza d’emergenza. Attualmente è in definizione la messa in sicurezza operativa, sotto la supervisione degli enti preposti.

Un’ultima domanda personale: dal Parlamento alla presidenza della Regione, com’è cambiata la sua vita?

In realtà è cambiata fino a un certo punto. Ho sempre cercato un legame forte con la comunità, facendo il sindaco e il segretario regionale della Lega. Certo, oggi le responsabilità sono maggiori, ma essere nel proprio territorio, tra la gente che conosci, trasforma il peso dell’amministrare nella gratificazione di poter portare risultati concreti per la propria terra.

Nicola Stievano
Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ospite in redazione

Successo per la “Spesa SOSpesa”

Èstata portata avanti con successo anche nel 2025 l’iniziativa solidale Spesa SOSpesa che ha come obiettivo quello di raccogliere cibo per i meno fortunati. I numeri di quest’anno sono incoraggianti, con ben 7,536 tonnellate di generi alimentari che polverizzano il record del 2024 di 7,1 tonnellate. Soddisfatta l’amministrazione che, per voce dell’assessore alle politiche sociali Anna Franco, commenta: “Un segnale concreto della grande generosità della comunità di Albignasego. Un risultato reso possibile grazie allo straordinario impegno dei volontari, alla collaborazione delle associazioni e alla partecipazione attiva di tanti cittadini, ai quali va il nostro più sentito ringraziamento”.

Fondamentale è stato l’aiuto della Protezione Civile cittadina che, spiega una nota del comune, “ha partecipato a 20 turni di raccolta, per un totale di 118 ore, a cui si aggiungono le attività di stoccaggio, composizione dei bancali e consegna alle associazioni, per un impegno complessivo di 300 ore. A questi si sommano oltre 150 turni di presenza nei supermercati, garantiti da Croce Rossa, Caritas Vicariale, Caritas Sant’Agostino, Caritas San Lorenzo (Gruppo Alba), San Vincenzo (Parrocchia di San Tommaso), PAS – Pane Amore e Solidarietà, Alpini, Auser, consiglieri comunali e volontari del servizio civico comunale, a dimostrazione della straordinaria collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini”. A fronte di una mole così importante di generi raccolti viene spontaneo chiedersi chi siano i cittadini bisognosi. Secondo i dati diramati dal comune, le persone assistite sul territorio comunale nel 2025 sono inferiori a quelle del 2024, 858 contro 880. “Anche il numero di famiglie con neonati che necessitano della borsa della spesa solidale risulta oggi molto contenuto” aggiunge la nota dell’amministrazione. “Grazie alla generosità dei cittadini e all’impegno dei volontari, quanto raccolto con la Spesa SOSpesa è servito a garantire un Natale sereno a tutte queste famiglie, oltre a consentire la consegna di un pacco natalizio a 13 persone della Comunità Emmaus”. Entusiasta della solidarietà dimostrata dai cittadini anche il sindaco uscente Filippo Giacinti che ha dichiarato: “Si tratta di un dato che ci incoraggia e che conferma la bontà delle politiche di welfare adottate dal comune. Questa raccolta dimostra quanto Albignasego sia una comunità coesa e solidale. Sostenere i nuclei più fragili e prevenire la povertà alimentare è una priorità della nostra amministrazione. È grazie a questo impegno collettivo se tante famiglie hanno potuto vivere il Natale con maggiore serenità” ha concluso Giacinti.

Andrea

Non si ferma la solidarietà ad Albignasego: raccolte 7,5 tonnellate di cibo per le famiglie che ne hanno bisogno

Morire di lavoro non è fatalità

Guardando indietro, il 2025 non ha concesso tregua. I dati provvisori Inail parlano di oltre 1.010 morti sul lavoro in Italia nei primi undici mesi dell’anno. Il Veneto, cuore pulsante della nostra economia, si è confermato purtroppo ai vertici di questa classifica, secondo solo alla Lombardia, con oltre 100 decessi, con Verona che ha tristemente guidato il primato regionale, seguita da Venezia e Vicenza. Nonostante i proclami, la “zona rossa” del rischio infortunistico continua ad allargarsi, colpendo duramente i settori della manifattura e dell’edilizia. Il problema non è la mancanza di norme. L’Italia possiede una delle legislazioni sulla sicurezza più avanzate d’Europa. Il vero nodo è che la prevenzione viene spesso degradata a mero adempimento burocratico. Per troppe imprese, la sicurezza è un “faldone” da riempire per evitare multe, un costo da minimizzare o un fastidioso rallentamento della produzione. Ma la sicurezza non si fa con i timbri: si fa con la formazione vera, con l’aggiornamento tecnologico e, soprattutto, con una vigilanza che non sia solo formale. Quando il profitto o la fretta di consegnare un ordine superano la tutela del lavoratore, il sistema ha già fallito.

Non dobbiamo però cadere nell’errore della generalizzazione. Esistono imprenditori attenti che investono somme ingenti per azzerare i rischi. Ma non in tutte le aziende è così, per talune imprese la sicurezza è un costo da limare, un fastidio da aggirare. Tuttavia, la mancanza di una cultura della sicurezza riguarda talvolta anche i lavoratori stessi. La “confidenza” con gli strumenti o le macchine usate, l’abitudine al rischio o la sottovalutazione del pericolo (“abbiamo sempre fatto così”) sono nemici invisibili quanto un cavo scoperto. Indossare un dispositivo di protezione individuale non è un obbligo verso il capo, ma un patto con la propria vita.

Oltre all’inestimabile dolore umano, non possiamo ignorare l’impatto collettivo. Gli infortuni sul lavoro costano all’Italia circa 104 miliardi di euro l’anno, pari a oltre il 6% del nostro PIL. È una voragine economica che brucia risorse che potrebbero essere investite in sviluppo e stipendi. Non possiamo più permetterci di considerare queste morti come un “rischio collaterale” dell’attività d’impresa. La sicurezza deve diventare l’ossigeno del nostro modello produttivo veneto. Perché una terra che produce ricchezza, ma non garantisce il ritorno a casa dei suoi figli, è una terra che sta tradendo le sue radici più profonde: la dignità del lavoro.

L’intervista. Incontro in redazione con presidente della Regione Veneto tra novità e prossime sfide

Stefani alla prova dei fatti: “Casa per i giovani, sanità più vicina ai cittadini e meno burocrazia”

N el primo mese alla guida del Veneto ha già impresso un ritmo serrato all’agenda politica regionale. Tra riforme per l’edilizia, tavolo per la sburocratizzazione e attenzione al sociale, il presidente Alberto Stefani delinea la rotta di un mandato che punta a rispondere alle emergenze del quotidiano. Lo abbiamo incontrato in redazione per fare il punto sui principali dossier aperti. Presidente, tra le novità di que-

ti: un patrimonio enorme che resta inutilizzato nonostante l’emergenza abitativa. Abbiamo già investito 50 milioni di euro: è l’investimento sull’housing sociale più importante di sempre per la nostra regione. È un passo avanti che riduce l’insolvenza e riqualifica gli immobili attraverso un’utenza diversa, creando un circuito virtuoso di rigenerazione urbana.

La legislatura si è aperta con la

ste settimane spicca “generazione casa”, in cosa consiste?

Si tratta di una proposta di legge di modifica della legge 39 del 2017 sull’edilizia pubblica. Su questo fronte vogliamo lavorare con forza per aprire lo spazio al cosiddetto social housing. L’idea è quella di dare una possibilità concreta a quella “area di mezzo” composta da giovani, anziani in difficoltà o determinate categorie di lavoratori. Vogliamo conferire flessibilità all’assegnazione degli immobili sulla base di caratteristiche specifiche che solo con l’housing sociale si possono gestire. Attualmente, la stragrande maggioranza del nostro patrimonio immobiliare è vincolato all’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), ma dobbiamo trovare spazio per chi non può permettersi l’acquisto di una casa o un affitto a prezzi ragionevoli, specialmente nelle grandi città e ormai anche in provincia. Abbiamo oltre 8.800 immobili sfitti perché non manutenta-

parola d’ordine “meno burocrazia”: cosa cambia nel concreto?

Il meccanismo di lavoro. Al tavolo lascerò che siano le imprese, le associazioni di categoria e i sindacati a dire alla politica quali sono le norme da modificare e le procedure da semplificare. È una nuova prospettiva: non c’è una scelta aprioristica dell’amministrazione, ma una gestione condivisa del fenomeno burocratico che parte dal basso, da chi vive questi problemi ogni giorno. Inoltre, ci tengo a sottolineare che si tratta di un tavolo a costo zero, senza gettoni di presenza per i partecipanti.

In Consiglio regionale il suo primo provvedimento è stato il progetto di legge sui caregiver. Come intendete aiutare chi assiste i propri cari ogni giorno?

In Veneto un cittadino su quattro è un caregiver: è una realtà che tocca quasi tutte le famiglie. Per questo ho preso spunto da una proposta di legge già presentata anche

dall’opposizione, perché su temi simili bisogna lavorare insieme per la soluzione migliore. Integreremo la salute territoriale con le Case di Comunità. È un processo a mediolungo termine, ma vogliamo trovare ogni soluzione possibile per supportare chi si prende cura dei familiari più fragili.

A questo proposito ha annunciato l’assistente di quartiere, una figura che però non sembra convin-

di piccoli aiuti quotidiani, come fare la spesa o un controllo cognitivo. Dove va la sanità veneta con la consulenza del professor Gerosa? Come pensate di risolvere la carenza di medici?

La sanità veneta sarà sempre più territoriale e resterà saldamente ancorata al sistema pubblico. Il professor Gerosa è un luminare che ha sempre lavorato nel pubblico e ci aiuterà in questo percorso. Nelle

Consiglio Regionale dell’Economia, un luogo di consultazione permanente con sindacati e categorie. È un’idea che abbiamo accolto con favore perché crediamo nel confronto costante per intercettare le opportunità di crescita.

Autonomia, federalismo fiscale e PFAS: temi caldi per il territorio. Qual è la situazione?

Sull’autonomia sono stato relatore del disegno di legge e voglio por-

cere l’opposizione. Cosa risponde alle critiche?

Rispondo che questa figura è già stata sperimentata con ottimi risultati proprio in Comuni amministrati dal centrosinistra. Io l’ho integrata nel contesto delle Case di Comunità, intercettando un’esigenza sentita: l’80% degli anziani che necessitano di monitoraggio quotidiano non è coperto dai servizi tradizionali. Non possiamo pensare che ci sia assistenza domiciliare integrata per tutti, è matematicamente impossibile. Allora offriamo una formazione regionale a figure certificate che, anche tramite applicazioni digitali, garantiscano un monitoraggio costante. Immaginiamo un quartiere dove un assistente visita cinque anziani, controlla i parametri e informa la famiglia tramite app. Per una famiglia significa avere serenità a un costo notevolmente più basso rispetto a una badante H24, offrendo un servizio di prossimità per chi non ha bisogno di assistenza continuativa ma

prossime settimane visiteremo le Case di Comunità per vedere lo stato dell’arte di questa riforma nazionale che deve sgravare gli ospedali. Sulla carenza di personale, dobbiamo migliorare la conciliazione vita-lavoro e investire nelle borse di specialità.

L’imbuto formativo creato negli ultimi vent’anni è il vero problema nazionale. Come Regione investiremo in borse di studio e dialogheremo costantemente con gli ordini professionali attraverso il nuovo Consiglio Regionale della Sanità. La soluzione deve essere condivisa tra medici, Ulss e istituzioni.

Parliamo di economia: alcuni dati recenti dicono che il Veneto non è più la “locomotiva d’Italia”. Quali le soluzioni?

Dobbiamo percorrere la strada dell’innovazione per restare competitivi. La Regione accompagnerà le imprese rilanciando strumenti fondamentali come Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione. Il tavolo sulla sburocratizzazione evolverà in un

tare a casa le prime materie entro la legislatura. Il federalismo fiscale cambierà il rapporto Stato-Regione e il Veneto deve essere protagonista. Sul fronte dei PFAS, la Regione ha fatto la sua parte aprendo tavoli di confronto e accelerando la messa in sicurezza d’emergenza. Attualmente è in definizione la messa in sicurezza operativa, sotto la supervisione degli enti preposti.

Un’ultima domanda personale: dal Parlamento alla presidenza della Regione, com’è cambiata la sua vita?

In realtà è cambiata fino a un certo punto. Ho sempre cercato un legame forte con la comunità, facendo il sindaco e il segretario regionale della Lega. Certo, oggi le responsabilità sono maggiori, ma essere nel proprio territorio, tra la gente che conosci, trasforma il peso dell’amministrare nella gratificazione di poter portare risultati concreti per la propria terra.

Nicola Stievano

Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ospite in redazione

Sintoniz zati

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

A Maserà 3 milioni di investimenti

vota contro:

U n bilancio di previsione da circa 8 milioni di euro, con 3 milioni destinati agli investimenti, tassazione locale invariata e una lunga serie di opere pubbliche e interventi sociali: è questo il quadro del documento finanziario 2026 approvato dal Consiglio comunale di Maserà di Padova con i soli voti della maggioranza. A presentarlo è il sindaco Gabriele Volponi, che rivendica la solidità dei conti e le scelte politiche adottate negli ultimi anni: “La tassazione comunale, dall’Imu all’addizionale Irpef, dalla tassa sulla pubblicità al Cosap, è ferma dal 2013 e rimane al di sotto delle aliquote massime previste dalla legge”. Un risultato che, secondo il primo cittadino, è stato possibile grazie a una gestione rigorosa: “Attrazione di capitali esterni da parte dei privati e un attento e costante monitoraggio delle spese ci hanno consentito di mantenere le imposte invariate e allo stesso tempo pro-

grammare investimenti importanti”. Tra le opere principali spicca il rifacimento e il riordino del centro abitato di Maserà, con nuovi marciapiedi, pista ciclabile, parcheggi, attraversamenti sicuri e la realizzazione delle due carreggiate per le auto, per un importo complessivo di circa un milione di euro. In programma anche l’acquisizione del vecchio asilo di via Fiume dalla parrocchia e l’avvio del progetto “Centro di aggregazione giovanile”, con un investimento di 600 mila euro in due anni. Sul fronte della viabilità sono previsti 800 mila euro per una nuova rotatoria sulla statale 16 all’incrocio con via Bolzani, dopo un iter definito dal sindaco “lungo e complesso”, oltre a una seconda rotatoria in zona industriale, a carico dei privati, e a importanti interventi di asfaltatura. Attenzione anche al sociale, che comporta una spesa annua di circa 900 mila euro: “Abbiamo garantito contributi alle famiglie dai

600 euro in su per ogni bambino residente che frequenta asili e nidi, il kit di benvenuto per i nuovi nati e il sostegno alle iniziative culturali”. Non manca una stoccata alle opposizioni: “Ringrazio la maggioranza per l’impegno costante, un po’ meno le minoranze che riconoscono che i conti sono in ordine ma non hanno mai presentato proposte alternative e continuano a votare contro”.

Il gruppo di opposizione Comunità e Territorio infatti ritiene “eccessivamente prudente l’impostazione generale”. “Il fatto che ogni anno l’avanzo di amministrazione sia più che consistente - osserva la consigliera Elena Coppola - potrebbe permettere una diversa distribuzione delle uscite, in modo da consentire un innalzamento della soglia di non imponibilità, a favore delle famiglie più povere. Nel nostro comune i soldi non mancano, chi decide come spenderli dovrebbe avere più coraggio

coraggio”

nell’indirizzarli alle situazioni di difficoltà delle persone, che sono in continuo aumento.

Andrebbero, per esempio, destinati alle scuole in modo da abbassare i costi del servizio di doposcuola e del servizio pasti. Ricordiamo infatti che mentre a Bertipaglia il servizio costa 70 euro al mese, nella vicina Casalserugo costa 20 euro, così come i pasti che vengono a costare 7 euro l’uno contro i 5 euro.

Così come non ci convince la re-

alizzazione delle piste ciclabili in via Beccara e via Rovere. Quei soldi andrebbero destinati alla messa in sicurezza di via Lion, diventata ormai da anni sfogo del traffico di attraversamento del paese per chi non vuole fare la congestionata Conselvana. In questa strada andrebbe fatta in via prioritaria una pista ciclabile e solo dopo si potrebbe pensare di farla in due vie di campagna poco frequentate come via Rovere e via Beccara”. Nicola Stievano

Casalserugo, aiuti alle famiglie per 50 mila euro 100 mila per le scuole, 300 mila per la viabilità

E’ orientato al sociale e all’aiuto delle persone in difficoltà, ma anche alle scuole e alla sicurezza stradale il bilancio di previsione 2026 messo a punto in queste ultime settimane e approvato in consiglio comunale.

“Abbiamo fatto scelte chiare,spiega il sindaco Matteo Cecchinato - partendo da due necessità che emergono sempre di più e che riguardano da vicino la vita quotidiana delle persone. La prima è la spesa sociale, intesa come attenzione concreta alle famiglie. Da un

lato abbiamo confermato l’impegno a evitare aumenti delle tariffe comunali: tutte le tariffe restano invariate, ad eccezione di un piccolo adeguamento per i loculi cimiteriali.

Dall’altro, sono stati previsti circa 50.000 euro di aiuti alle famiglie in difficoltà, destinati in particolare a sostenere le spese per bollette, affitti e mutui. Anche nel 2026 verranno pubblicati due bandi per destinare queste risorse ai nuclei familiari che si trovano in maggiore difficoltà”.

Installazione

Queste scelte, chiarisce il sindaco, sono state rese possibili grazie a un’attenta gestione del bilancio, che ha portato a risparmi su alcune spese correnti, in particolare sulla gestione dei rifiuti, e a maggiori entrate derivanti dagli accertamenti IMU. Risorse che l’amministrazione ha scelto di reinvestire nei servizi essenziali per la comunità e in particolare per le fasce più deboli”.

“Scendendo nel dettaglio - aggiunge Cecchinato - abbiamo destinato circa 15.000 euro alle scuole dell’infanzia e agli asili nido, per

evitare aumenti delle tariffe dovuti ai maggiori costi di gestione, soprattutto legati all’aumento degli stipendi del personale. Questi si aggiungono agli 80.000 euro che ogni anno vengono destinati al funzionamento delle scuole”.

Un altro capitolo su cui l’amministrazione ha deciso di investire in modo significativo riguarda le manutenzioni del patrimonio comunale. Nel 2026 la previsione è di destinare almeno 300.000 euro alla messa in sicurezza e alla riqualificazione di strade, marciapiedi e

fossature, oltre alla realizzazione di opere di mitigazione della velocità, con l’obiettivo di ridurre i rischi per la viabilità e aumentare la sicurezza, in particolare per pedoni e ciclisti, l’anello debole della mobilità, persone da tutelare adeguatamente, spesso giovani e anziani. “È un bilancio costruito con attenzione e responsabilità,conclude Cecchinato - che cerca di tenere insieme sostenibilità economica, tutela dei servizi e sicurezza, mettendo al centro le persone e i bisogni reali della comunità”.

Tempo di bilanci/2. Albignasego, è l’ultimo

L’aumento dei costi pesa sulle casse comunali ma i tributi non salgono, risorse per l’istruzione

I

l Consiglio comunale di Albignasego ha approvato senza voti contrari il bilancio di previsione 2026, un documento che rappresenta non solo uno strumento finanziario ma anche un passaggio politico di rilievo. Si tratta infatti dell’ultimo bilancio firmato dall’amministrazione guidata dal sindaco Filippo Giacinti, recentemente eletto in Consiglio regionale e nominato assessore regionale, che chiude così una fase amministrativa lasciando in eredità una programmazione orientata alla continuità dei servizi e alla tenuta sociale del territorio.

Il bilancio 2026 conferma una scelta precisa: rafforzare i servizi comunali, con particolare attenzione al mondo dell’istruzione, alle famiglie e alle situazioni di fragilità, mantenendo invariata la pressione fiscale. Nessun aumento, dunque, per tasse e tariffe comunali, nonostante l’incremento generalizzato dei costi che negli ultimi anni ha messo in difficoltà molti enti locali. Una linea che punta a tutelare il potere d’acquisto delle famiglie e a garantire al tempo stesso qualità e accessibilità dei servizi.

Tra i capitoli più rilevanti spiccano quelli legati all’istruzione. Crescono infatti le risorse destinate alle attività educative, con un incremento del contributo economico erogato dal Comune che passa da 600 a 650 euro per ogni bambino residente. Il contributo riguarda complessivamente le 8 scuole dell’infanzia paritarie presenti sul territorio, i 5 nidi integrati e i 2 micronidi convenzionati. A questo si aggiunge l’aumento dei fondi per il servizio di mensa e per il trasporto scolastico, a seguito della decisione dell’amministrazione di farsi carico degli aumenti dei costi, evitando che questi si traducano in maggiori spese per le famiglie.

Ulteriori risorse vengono trasferite all’Istituto Comprensivo per sostenere nuovi progetti didattici e attività educative, con l’obiettivo di arricchire l’offerta formativa e rispondere in modo sempre più mirato ai bisogni

degli studenti. Parallelamente, il Comune ha scelto di rinnovare il contratto di affitto con i medici della Medicina di Gruppo, introducendo un accordo che permetterà un risparmio su canoni e spese energetiche. Le risorse così liberate saranno reinvestite per migliorare i servizi di segreteria e potenziare l’offerta sanitaria sul territorio, rafforzando un presidio fondamentale per la comunità.

“Siamo estremamente soddisfatti – dichiara il sindaco Filippo Giacinti – perché anche quest’anno siamo riusciti a compiere importanti passi avanti nel miglioramento dei servizi, sostenendo gli aumenti dei costi senza farli ricadere sulle famiglie, garantendo attenzione alle fragilità e mantenendo invariata la pressione fiscale”. Il primo cittadino sottolinea anche come il bilancio preveda un rafforzamento degli investimenti sulla cultura e la prosecuzione della programmazione di opere infrastrutturali strategiche, come parchi pubblici e piste ciclabili, insieme a un aumento delle risorse destinate alla manutenzione del verde e del patrimonio pubblico. Non mancano inoltre interventi per la tutela idraulica e per la sicurezza stradale, urbana e degli edifici scolastici e sportivi.

Nel corso del 2026 il Comune prevede di stanziare circa 1,5 milioni di euro per servizi essenziali come scuole dell’infanzia, nidi, mensa e trasporto scola-

stico, sport e centri estivi. Interventi che si traducono in un risparmio diretto per le famiglie di Albignasego. A queste risorse si aggiunge quasi un milione di euro destinato a servizi non obbligatori ma ritenuti fondamentali per migliorare la qualità della vita, tra cui un ulteriore supporto all’integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole dell’infanzia, il servizio di bus navetta per le scuole superiori, i kit per i nuovi nati e la spesa per l’assistenza domiciliare.

Sul fronte fiscale, l’assessore al bilancio Marco Mazzucato ribadisce: “nessun tributo comunale è stato aumentato: addizionale Irpef, Imu, Tari, Canone di occupazione del suolo pubblico e Canone pubblicità resteranno invariati”. Anzi, precisa l’assessore, sono state rivalutate esenzioni e agevolazioni per ampliare la platea dei beneficiari e andare incontro alle fasce più deboli della popolazione.

Tra le novità del bilancio 2026 figura anche la gestione del teatro comunale, considerata un investimento strategico dal punto di vista culturale e sociale, destinato a rafforzare il ruolo di Albignasego nel panorama culturale veneto. “Il 2026 sarà un anno storico per la città –conclude Mazzucato – con l’apertura del parco più grande di Albignasego, il Parco di via Petrarca, e l’avvio delle operazioni di esproprio per la realizzazione della pista di atletica”.

Nicola Stievano

Ok senza voti contrari dal consiglio comunale, avanti con le opere strategiche, come parchi pubblici e piste ciclabili, insieme a un aumento delle risorse destinate alla manutenzione del verde e del patrimonio pubblico

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta.

Il sindaco Giacinti durante l’ultima seduta in consiglio comunale

Sintoniz zati

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

Opere pubbliche. Le ultime tappe hanno visto l’acquisizione di pareri tecnici, necessari per avviare le fasi successive

Percorso a ostacoli per la nuova pista di atletica

L a nuova pista di atletica si farà. Lo ha confermato l’amministrazione di Albignasego a fine dicembre, spiegando che l’iter per l’installazione in Via Santa Giustina sta proseguendo con l’obiettivo di “far crescere il movimento dell’atletica a livello agonistico e offrire anche alle giovani generazioni, alle associazioni e alle scuole un luogo moderno e regolamentare in cui allenarsi e gareggiare”. È quanto ha dichiarato il sindaco uscente Filippo Giacinti, commentando la nota del comune che spiega lo stato di avanzamento del progetto. “Dopo un anno di interlocuzioni e adeguamenti progettuali richiesti da CONI e Federazioni a livello centrale visto l’importo dell’opera, sono stati acquisiti i pareri della FIDAL e del CONI

nazionale, indispensabili per il proseguimento dell’iter. I progettisti stanno ora concludendo il ciclo di confronti con gli enti gestori dei servizi e con gli organismi locali coinvolti – tra cui Enel, Consorzio di Bonifica, ULSS, Vigili del Fuoco e Acque Venete – così da poter avviare nei primi mesi del 2026 la conferenza di servizi finalizzata al rilascio dei pareri mancanti. Questo passaggio - continua la nota - permetterà di allocare le risorse per avviare le procedure espropriative, aprendo la strada alla fase realizzativa”.

“Questo impianto è atteso da molti anni e rappresenta un salto di qualità per l’offerta sportiva della nostra città”, ha aggiunto l’assessore allo sport Gregori Bottin. “Il lavoro svolto finora, grazie anche alla colla-

borazione con federazioni ed enti tecnici, ha posto basi solide per un percorso che oggi ci avvicina concretamente alla sua realizzazione. Albignasego potrà avere una pista all’altezza del potenziale dei suoi atleti e delle sue società, un luogo in cui far crescere talenti e promuovere lo sport come stile di vita” ha concluso l’assessore. Il progetto procede dunque secondo quanto stabilito ma non è mancata qualche polemica delle minoranze che da tempo pungolano la maggioranza affinchè la pista venga realizzata in tempi certi e, possibilmente, rapidi. L’ultimo attacco avvenne in occasione del meeting di atletica leggera a Padova a fine 2023, quando la consigliera comunale Luisa Fantinato (ABC2030) dichiarò:

“Ad Albignasego, primo comune per abitanti della provincia possiamo solo guardare a distanza e congratularci via social con gli atleti. Ma è inutile nascondersi dietro a un dito: il recente inserimento nel piano triennale delle opere pubbliche è stato stimolato e appoggiato da ABC2030 e dal PD. Purtroppo, però, se la previsione non è accompagnata dall’impegno concreto dell’amministrazione, la pista resterà solo un miraggio”.

Di opposto avviso la maggioranza che dà per certa la realizzazione come ha ricordato in chiusura del comunicato di fine anno Giacinti: “Il progetto della nuova pista di atletica nasce per promuovere il benessere e lo sport per questo abbiamo lavorato con costanza per superare tutti i passaggi tecnici e amministrativi necessari a portarlo avanti. Dopo un lungo percorso, oggi guardiamo con fiducia ai prossimi passaggi, ben consapevoli che l’ostacolo più grande sarà il reperimento delle risorse per realizzare questa importante opera. La pista sarà un punto di riferimento per il movimento sportivo locale”.

Da Sindaco ad Assessore regionale: Giacinti ringrazia Albignasego

Filippo Giacinti, Assessore al Bilancio, saluta ufficialmente il ruolo di Sindaco di Albignasego. Infatti, il Consiglio Comunale ha completato la procedura di decadenza a seguito della sua nomina ad Assessore regionale del Veneto. Un passaggio formale ma altamente simbolico, che chiude un percorso ammi-

nistrativo lungo oltre vent’anni, vissuto sempre al servizio della comunità locale. Albignasego ha dimostrato ancora una volta una fiducia straordinaria nei confronti di Giacinti: le 4.290 preferenze raccolte in città alle elezioni regionali, su circa 12 mila nell’intera Provincia di Padova. Nel suo messaggio, Giacinti ri-

Polemica sulla mozione per la pace del PD

Una mozione per la pace, la giustizia e il diritto internazionale in Palestina. È l’iniziativa dei consiglieri di minoranza Albignasego Bene ComunePartito Democratico Riccardo Savio, Andrea Canton e Luisa Fantinato, portata all’ordine

del giorno alcune settimane fa. Dopo aver presentato le premesse, in cui si richiamava la Costituzione italiana, la minoranza ha chiesto al sindaco e alla giunta comunale di sensibilizzare la cittadinanza e di presentare la mozione alle istitu-

zioni nazionali ed europee per “lavorare affinché la striscia di Gaza sia restituita all’ANP, quale unico soggetto politico legittimato a rappresentare il popolo palestinese”. Al momento del voto, però, la maggioranza è uscita dall’aula suscitando

volge un sentito ringraziamento a tutti coloro che ha incontrato lungo questo intenso cammino: amministratori, collaboratori e cittadini. “Il mio impegno per Albignasego e per il nostro territorio, però, di certo non si ferma qui - spiega Giacinti - e continuerà con la stessa passione e dedizione che avete conosciuto,

anche nel nuovo ruolo e a fianco degli Amministratori con cui ho lavorato in questi anni. Con la bella stagione organizzerò un momento di ringraziamento aperto alla cittadinanza, guardando alle prossime elezioni comunali. Continuiamo il cammino, ancora insieme, per il bene della nostra Città”. (r.p.)

le polemiche e la delusione dell’opposizione. “C’è un processo diplomatico che fa il suo corso”, la motivazione del consigliere Maran (Lista Giacinti).

“Ignorare le questioni scomode è più facile che discuterle”, la replica del PD. (a.b.) Riccardo Savio

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La rassegna. Tra i “big” Sebastiano Somma e Natalino Balasso

Via alla stagione teatrale del nuovo Auditorium

Conclusa la cerimonia per l’inaugurazione del nuovo Tecnogas Auditorium di Albignasego, è già tempo di pensare alla nuova stagione teatrale che, come era stato annunciato, è stata affidata ad Arteven. L’associazione culturale ha giocato d’anticipo nelle ultime settimane, preparando un programma corposo che andrà in scena fino a giovedì 2 aprile. “Ogni volta che nasce un teatro è una festa per l’umanità. Ogni volta che Arteven ha l’onore di programmare per la prima volta, e di gestire direttamente un teatro che nasce, è una festa per noi, e per tutti coloro che amano il teatro” ha dichiarato il direttore di Arteven Giancarlo Marinelli. “L’Auditorium di Albignasego sembra davvero il cuore pulsante di un rosso vivo in mezzo a questo splendido paese veneto. La cura che metteremo nell’organizzazione della programmazione di questo teatro sarà qualcosa di prezioso. Per quello che mi riguarda, poi, è la prima volta che, come direttore di Arteven, mi trovo a battezzare con tutti i miei collaboratori e con tutta la mia squa-

dra un teatro nuovo. È davvero come una creatura che viene alla luce. Benvenuto Auditorium di Albignasego! Faremo di tutto per essere all’altezza di questa nuova creatura”.

Giovedì 12 febbraio la compagnia Catalyst in Il Misantropo di Molière, “una commedia sociale in cui, nella sua riscrittura, il regista Riccardo Rombi immagina un girotondo di personaggi in continuo movimento in un atelier di moda. Dietro la commedia si cela una rivelazione amara: la tragedia della condizione umana, fragile e subordinata a eventi incontrollabili”. Il 26 febbraio sarà la volta di Natalino Balasso e Michele di Mauro in La grande magia di Eduardo de Filippo. “In questo adattamento, Calogero Di Spelta diventa uno specchio delle sfide e delle difficoltà dell’uomo contemporaneo nell’ambito delle relazioni, un uomo con la costante esigenza di aggrapparsi a certezze granitiche, a costo di rinchiuderle simbolicamente in una scatola. Marzo si aprirà con Il medico dei Maiali, sul palcoscenico mercoledì 4. Protagonisti saranno Luca

Bizzarri, Francesco Montanari, David Sebasti, Mauro Marino, con un testo e la regia di Davide Sacco. “La morte improvvisa del re d’Inghilterra mostra tutta la debolezza della monarchia quando la corona finisce nelle mani del principe ereditario, un ragazzo sciocco e sprovveduto”. Sempre a marzo, giovedì 19, Stivalaccio Teatro sarà in scena con

Buffoini all’inferno, soggetto originale e regia di Marco Zoppello. “Venezia, 1575. Un’epidemia di peste si porta nell’altro mondo cinquantamila veneziani. Belzebù offre uno sconto di pena a tre buffoni, per intrattenere le anime in attesa”. Chiude la rassegna giovedì 2 aprile la Compagnia Artemis Danza/Monica Casadei in un classico come Il barbiere di

Siviglia, Balletto d’azione. “In occasione dei 150 anni dalla morte di Rossini, Monica Casadei affronta uno dei titoli più celebri del maestro pesarese”. Oltre a questi eventi saranno proposti anche spettacoli per i più piccoli. Informazioni su orari, costi e prenotazioni sono disponibili sul sito myarteven.it. Andrea Benato

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I contributi. Sono 41 le domande per l’acquisto di sistemi di protezione

Allagamenti, 45mila euro ai privati

D

opo gli eventi atmosferici eccezionali degli ultimi anni - e in particolare quelli della scorsa estate - sono molti gli interventi di prevenzione messi in campo dai comuni per evitare che nuove bombe d’acqua possano recare danno a cose e persone. Il comune di Albignasego, colpito la scorsa estate da piogge eccezionali, ha attivato diverse iniziative tra cui contributi per la realizzazione, l’acquisto e l’installazione di sistemi di protezione delle abitazioni contro gli allagamenti. L’amministrazione ha reso noto che la liquidazione delle somme è avvenuta entro la fine del 2025 come si legge in un comunicato: “L’iniziativa, lanciata nell’ottobre di quest’anno, si rivolge ai residenti proprietari di immobili ad uso abitativo principale che, dall’ottobre 2021 in poi, abbiano installato o intendano installare dispositivi di protezione per prevenire o limitare i danni causati dagli allagamenti.”

Sempre l’amministrazione ha fatto sapere che sono pervenute 41 domande per un totale di 45 mila euro. “Ogni richiedente riceverà un contributo pari al 50% della spesa sostenuta e documentata, fino a un massimo di 1.500 euro. Gli interventi richiesti riguardano principalmente l’installazione di paratoie, valvole antiriflusso, pompe sommerse e di sollevamento, innalzamento di recinzioni e costruzione di vasche di raccolta delle acque. La maggior parte delle richieste è relativa a interventi ancora da realizzare: il contributo sarà quindi riconosciuto dopo la presentazione della rendicontazione delle spese effettivamente sostenute.”

Soddisfatto il sindaco Filippo Giacinti che puntella così un altro tassello del suo mandato: “Manteniamo l’impegno preso con i cittadini offrendo questo aiuto concreto per mettere in sicurezza le abitazioni. Nel frattempo proseguiamo con la pulizia dei fossi a cielo aperto e tombinati, con la manutenzione delle caditoie e con la realizzazione di piccoli interventi concordati con i cittadini nei 27 incontri pubblici svoltisi tra settembre e ottobre” prosegue Giacinti che aggiorna anche sullo stato delle richieste di risarcimenti per l’alluvione di agosto. “Per quanto riguarda i danni causati dagli eventi atmosferici eccezionali del 21 e 29 agosto, l’ufficio am-

biente sta lavorando per completare entro l’anno l’istruttoria delle 80 domande pervenute” conclude il neo assessore regionale.

Sul punto è intervenuta anche l’assessore all’ambiente Valentina Luise, spiegando che “l’istruttoria è stata conclusa entro dicembre, dando così ai cittadini una risposta sui ristori che potranno ricevere. Molte domande erano incomplete dal punto di vista documentale e questo ha richiesto tempi più lunghi del previsto. Per i danni a beni mobili registrati e immobili restiamo in attesa di riscontro dalla Regione Veneto in merito ai ristori che potrà mettere a disposizione” ha concluso l’assessore.

20 borse di studio a studenti e studentesse eccellenti

Sono state approvate le assegnazioni delle 20 borse di studio del 2025 a studenti e studentesse meritevoli, 10 delle scuole superiori e 10 frequentanti l’università. Le domande, come da bando pubblicato sul sito del comune di Albignasego, dovevano pervenire entro il 18 novembre e, a giudicare dalla graduatoria, l’iniziativa non è passata inosservata. Sono stati assegnati infatti complessivamente ben 5 mila euro di cui 4 mila a studenti universitari e mille studenti delle scuole secondarie superiori. Malgrado i requisiti stringenti, l’erogazione di tutte le borse disponibili ha attestato l’eccellenza di molti studenti residenti nel comune (la residenza era uno dei requisiti richiesti dal bando). Ad esempio,

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agli studenti universitari era richiesta la media ponderata superiore a 28/30 al 10 agosto dello scorso anno mentre per gli studenti delle superiori era richiesta la media dei voti non inferiore a 9/10 al termine dell’anno scolastico 2024/2025. Questi ed altri criteri hanno permesso di arrivare alla graduatoria pubblicata a fine anno. Soddisfatto l’assessore alla cultura Marco Mazzucato che ha consegnato le borse di studio a ragazzi e ragazze nel corso di una simbolica cerimonia, al termine della quale ha commentato: “Un momento importante, che riconosce l’impegno, la costanza e il merito di chi ogni giorno costruisce il proprio percorso di crescita. Ai genitori va un grazie speciale, perché dietro ogni traguardo c’è anche il sostegno silenzioso e quotidiano della famiglia” ha proseguito l’assessore. “Come amministrazione crediamo che investire nello studio significhi investire nel futuro della nostra comunità. A tutti i premiati, e a chi li accompagna in questo cammino, i nostri complimenti e un grande in bocca al lupo per il percorso che li attende” ha concluso Mazzucato. (a.b.)

Il Comune ottiene due contributi

Il Comune di Casalserugo si conferma ancora una volta un modello di efficienza amministrativa e capacità progettuale ottenendo nuovi e significativi finanziamenti per l’edilizia scolastica. La notizia della vittoria di due distinti contributi, da 130.000 euro ciascuno, rappresenta un traguardo fondamentale che permetterà di intervenire in modo incisivo sulle strutture educative del territorio senza gravare in alcun modo sulle tasche dei cittadini. Questo risultato non è frutto del caso, ma della serietà di un lavoro di squadra che ha visto collaborare in stretta sinergia l’amministrazione comunale, il personale scolastico e gli uffici tecnici, dimostrando che quando si opera con una visione chiara i benefici per la collettività arrivano puntuali. Gli interventi programmati riguarderanno nello specifico i due plessi principali del comune con opere di manutenzione straordinaria attese e necessarie. Presso la scuola primaria Edmondo De Amicis si procederà con il rifacimento completo della pavimentazione, garantendo ambienti più sani e moderni per i bambini. Paralle-

lamente, la scuola secondaria di primo grado Orsato sarà oggetto di un profondo restyling che prevede la sostituzione integrale dei serramenti interni ed esterni, oltre alla tinteggiatura completa di tutti gli spazi comuni e delle aule. Si tratta di lavori che non solo migliorano l’estetica e il decoro degli edifici, ma ne aumentano l’efficienza energetica e il comfort globale per studenti e docenti.

Mettere le scuole al centro dell’agenda politica significa fare una scelta di campo precisa. Per l’amministrazione di Casalserugo investire sulle strutture educative vuol dire investire direttamente sul futuro dei ragazzi, sostenendo

concretamente le famiglie nel loro compito educativo. Queste opere valorizzano l’intero tessuto urbano di Casalserugo e Ronchi, inserendosi in un più ampio disegno di rinascita del territorio che passa attraverso la cura degli spazi pubblici. L’obiettivo ultimo è far sì che i cittadini più giovani e le loro famiglie si sentano parte integrante di questo cambiamento, protagonisti di un percorso di crescita che rende la comunità più forte e coesa. Questo nuovo successo conferma che la strada intrapresa è quella corretta per un paese che guarda avanti con ottimismo e concretezza.

Ad Albignasego Don Mariano lascia, arriva Don Leopoldo Zanon

Don Leopoldo Zanon è il nuovo parroco della parrocchia San Giacomo Maggiore Apostolo e della parrocchia Sant’Andrea Apostolo di Lion. Ad annunciarlo alla comunità è l’assessore Gregori Bottin nel corso di una cerimonia pubblica.

“Caro don Leopoldo, sono certo che troverai una grande e sincera accoglienza da parte dei fedeli. Oggi più che mai abbiamo bisogno di guide che sappiano tracciare una rotta e indicare una via. Che tu possa allora continuare ad essere un pastore autentico, come hai dimostrato durante gli anni che hai trascorso nell’Unità Pastorale di Candiana - Arre - Pontecasale - Fossaragna - Arzercavalli” ha dichiarato Bottin.

“Le tue nuove parrocchie di San Giacomo e Lion sono pronte, per camminare assieme a te nella direzione di un vero bene maggiore. Anche l’amministrazione comunale che, in questo momento, mi onoro di rappresentare, intende proseguire una proficua collabo-

razione con la parrocchia, così come con tutte le parrocchie della città, con profondo rispetto dei ruoli” ha concluso l’assessore.

Don Leopoldo prende il posto di Don Mariano che ha lasciato le parrocchie qualche tempo fa non senza “un velo di amarezza” come aveva scritto in un bollettino parrocchiale venato da una punta di polemica. L’allontanamento, infatti, era stato incoraggiato dal Vescovo, senza indicare ufficialmente i motivi. Formalmente, tuttavia, era stato don Mariano a rinunciare

all’incarico. Voci di paese avevano indicato le ragioni della sostituzione nel bilancio non propriamente in ordine mentre la Diocesi aveva genericamente parlato di difficoltà gestionali.

Don Leopoldo dovrà ora riportare serenità e armonia nella comunità che nel 2020 aveva già visto l’allontanamento di un altro parroco, Don Marino. Dopo tante turbolenze i parrocchiani e l’amministrazione all’unisono hanno augurato buon lavoro al nuovo sacerdote. (a.b.)

Casalserugo ottiene due finanziamenti da 130.000 euro ciascuno per la riqualificazione delle scuole, con rifacimento dei pavimenti alla primaria Edmondo De Amicis, sostituzione di serramenti e tinteggiature alla secondaria Orsato e lavori a costo zero per i cittadini grazie alla sinergia tra amministrazione, personale scolastico e uffici tecnici

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la Protezione Civile del

solida e convincente. Il progetto è stato valutato positivamente dalla Regione, che ha riconosciuto al Distretto Padova Sud l’assegnazione valore complespienamene rappresenta un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della capacità di intervento della Protezione Civile, a beneficio di tutti i Comuni del Distretto e della sicurezza dei cit-

emergenza e nelle attività di proteagli uffici comunali e ai volon-

Palazzetto dello Sport: conclusi i primi lavori, ora al via la ristrutturazione di spogliatoi e servizi

del si terrà sabato 1 feb, in piazza a Casalserugo. Un momento aperto alla cittadinanza per ringraziare i

Proseguono gli interventi di riqualificazione del Palazzetto dello Sport di Casalserugo. Nei mesi scorsi sono stati completati i lavori di rifacimento della copertura e di installazione della nuova illuminazione, interventi fondamentali per migliorare la sicurezza, l’efficienza energetica e la funzionalità della struttura.

Conclusa questa prima fase, l’Amministrazione comunale è ora pronta ad avviare un nuovo e importante intervento grazie a un

contributo di 300.000 euro, che verrà interamente destinato alla ristrutturazione del blocco servizi e degli spogliatoi. Negli ultimi anni questi spazi hanno presentato diverse criticità, in particolare infiltrazioni d’acqua provenienti dalla copertura e problemi ai serramenti, che hanno causato disagi alle società sportive e agli utenti della struttura. Con questo intervento si intende risolvere in modo definitivo tali problematiche, re-

stituendo ambienti adeguati, funzionali e decorosi.

I lavori sono programmati in modo da essere ultimati entro l’estate, così da consentire l’avvio regolare della stagione sportiva a settembre, con un Palazzetto completamente rinnovato e pienamente operativo.

L’obiettivo dell’Amministrazione è completare un percorso di ri-

qualificazione complessiva della struttura, rendendola sempre più efficiente, sicura e adatta ad accogliere attività sportive, eventi e momenti di aggregazione per tutta la comunità. Un investimento concreto sullo sport e sui luoghi di socialità, che conferma l’attenzione verso strutture fondamentali per la vita del paese.

Villa Ferri, con un incontro dedicato alla strage di Bologna. A quasi quarantasei anni dall’attentato del 2 agosto 1980, la dottoressa Paola Braiato ricostruirà i fatti attraverso documenti, immagini e testimonianze dell’epoca, restituendo un quadro approfondito di uno degli eventi più drammatici della storia repubblicana italiana e mantenendo vivo il ricordo delle vittime innocenti. Con queste iniziative l’Amministrazione comunale intende ribadire che la memoria non è un esercizio formale, ma uno strumento fondamentale per educare alla pace, al rispetto e alla responsabilità civile. Ricordare significa assumersi l’impegno di vigilare, come comunità, affinché l’odio, la violenza e l’indifferenza non trovino più spazio nella nostra società.

Messaggio
MATTEO CECCHINATO

Casalserugo

Nuovi fondi dalla Provincia per migliorare la viabilità

L a strategia di potenziamento della rete viaria di Casalserugo segna un altro punto fondamentale a favore della cittadinanza grazie all’ottenimento di un importante finanziamento. La Provincia di Padova ha infatti assegnato al Comune un contributo di 180.000 euro, somma interamente vincolata alla manutenzione di strade e marciapiedi e al rafforzamento della sicurezza stradale.

“Si tratta di un risultato eccellente – dichiara il sindaco Matteo Cecchinato – che premia ancora una volta la capacità progettuale dei nostri uffici e del personale tecnico, la cui precisione nel presentare le istanze permette di intercettare risorse preziose che non gravano direttamente sulle casse comunali. Questo nuovo stanziamento darà ulteriore slancio al programma di manutenzioni già avviato in questi mesi, consentendo di accelerare i cantieri e aumentare sensibilmente il numero di asfaltature e interventi di cura del territorio sia a Casalserugo che nella frazione di Ronchi”. Mentre si programmano le nuove opere rese possibili dai fondi provinciali, l’attività amministrativa prosegue senza sosta anche sul fronte dei cantieri già aperti. A metà dicembre è stato effettuato un sopralluogo tecnico in via San Francesco, proprio per verificare lo stato di avanzamento delle asfaltature. I lavori stanno procedendo secondo i tempi previsti e rappresentano solo il primo tassello di un piano d’azione molto più vasto e capillare che prevede la sistemazione non solo del manto stradale, ma anche dei marciapiedi e delle fossature. È un impegno concreto che mira a risolvere criticità storiche e a garantire percorsi quotidiani più sicuri per i pedoni e per i veicoli, migliorando complessivamente la vivibilità e il decoro delle nostre zone residenziali.

“Questo approccio alla gestione della viabilità – continua il sindaco Cecchinato – segna una fase nuova e significativa per la nostra comunità. Se finora le opere di più ampio respiro sono state realizzate grazie all’impiego dei fondi derivanti dal Pnrr e dai finanziamenti ministeriali, oggi l’amministrazione sta scegliendo di destinare con convinzione tutte le risorse ordinarie

del bilancio comunale per intervenire sulla viabilità quotidiana. L’obiettivo è trasformare le risorse in sicurezza visibile e tangibile, garantendo una manutenzione costante che eviti il degrado delle infrastrutture. Continuiamo quindi a investire sul paese con determinazione, consapevoli che ogni marciapiede sistemato e ogni strada riasfaltata rappresentano un passo in avanti verso una Casalserugo più moderna e sicura”. Prossimamente saranno comunicati i dettagli sui nuovi interventi che partiranno grazie al recente contributo provinciale.

Lo Studiolo di Ser Ugo cerca nuove proposte

L’amministrazione comunale di Casalserugo ha pubblicato un avviso pubblico per concedere in comodato gratuito la gestione dello spazio denominato aula studio, situato al primo piano della prestigiosa villa Ferri, attuale sede della biblioteca comunale. Lo spazio, inaugurato nel marzo 2023 con il suggestivo nome di Lo Studiolo di Ser Ugo, è destinato a diventare un punto di riferimento per la cultura locale attraverso attività di studio, ricerca storica e divulgazione scientifica.

L’opportunità è rivolta alle associazioni di promozione sociale iscritte al registro nazionale del terzo settore che operano senza fini di lucro e che risultino già iscritte all’albo delle associazioni di Casalserugo. Per partecipare, i soggetti interessati dovranno presentare un progetto specifico

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

Lega Padova Quartiere 1/5 (Padova Centro, Sacra Famiglia, Mandria) via Riello, 4 | 35122 Padova spi.padova1@cgilpadova.it

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volto a valorizzare l’immobile di via Isonzo attraverso iniziative che approfondiscano le origini del territorio casalserughese e i suoi legami con le realtà limitrofe. Un aspetto fondamentale del bando riguarda la gestione dei tempi: le attività dell’associazione dovranno infatti svolgersi rigorosamente al di fuori dell’orario di apertura al pubblico della biblioteca comunale, garantendo così una fruizione complementare degli spazi.

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“Questa iniziativa – precisa il sindaco Matteo Cecchinato –rappresenta un passo importante per la tutela della memoria storica della nostra comunità. Affidare un luogo così simbolico a una realtà associativa significa non solo dare casa a nuovi progetti culturali, ma anche stimolare la cittadinanza a riscoprire le proprie radici all’interno di una cornice storica d’eccezione. Gli uffici comunali sono a disposizione per fornire la planimetria e i dettagli tecnici necessari alla presentazione della domanda, che dovrà dimostrare la capacità dell’associazione di trasformare Villa Ferri in un centro pulsante di ricerca e divulgazione”. (CRI.S.)

Cara Giulia: una lezione di amore e impegno contro la violenza

ualche settimana fa la scuola secondaria di primo grado Papa Giovanni XXIII di Maserà ha ospitato un momento di profonda riflessione e commozione che resterà impresso nella memoria degli studenti e dell’intera comunità. Nell’ambito delle iniziative promosse dall’Istituto Comprensivo Giorgio Perlasca, le classi terze hanno avuto l’opportunità di incontrare Gino Cecchettin, il papà di Giulia, la giovane studentessa padovana vittima di femminicidio la cui storia ha scosso le coscienze dell’intero Paese. L’incontro, intitolato significativamente “Cara Giulia… una lezione di amore”, non è stato soltanto un momento di testimonianza del dolore, ma si è trasformato in un potente messaggio di speranza e di impegno civile rivolto alle nuove generazioni. L’iniziativa è stata resa possibile grazie al protocollo d’intesa sottoscritto tra la Fondazione Giulia Cecchettin e il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Questo accordo punta a portare nelle scuole di ogni

ordine e grado progettualità concrete per supportare i ragazzi nel percorso di affermazione della cultura del rispetto. Durante la mattinata, Gino Cecchettin ha parlato ai ragazzi con delicatezza e fermezza, invitandoli a riflettere sull’importanza di contrastare ogni forma di violenza di genere, in particolare quella maschile sulle donne. Il dialogo si è concentrato sulla necessità di valorizzare relazioni paritarie e sulla capacità di gestire i conflitti in modo costruttivo e non violento, trasmettendo il valore assoluto della libertà e dell’autodeterminazione di ogni essere umano. Questo appuntamento ha rappresentato il culmine di un percorso iniziato lo scorso 25 novembre, quando in tutte le classi dell’Istituto si è lavorato intensamente sul tema del rispetto. La dirigente scolastica Stefania Sbriscia e la docente referente Stefania Baldresca hanno guidato gli alunni in questo cammino di consapevolezza, che ha visto anche una partecipazione attiva delle famiglie. In vista della

giornata, è stata infatti promossa una raccolta di contributi a favore della Fondazione Giulia Cecchettin, un gesto concreto per sostenere i progetti che l’ente porta avanti su scala nazionale per educare all’affettività e prevenire la violenza. Vedere i ragazzi ascoltare in silenzio e confrontarsi con un padre che ha saputo trasformare una tragedia personale in un impegno

pubblico per il bene comune ha dato un senso profondo al ruolo educativo della scuola. L’istituto comprensivo di Maserà e Bovolenta ha così risposto con forza all’appello per un cambiamento culturale che parta proprio dai banchi di scuola, dove il rifiuto della violenza e il rispetto verso le donne devono diventare le basi su cui costruire la società del futuro.

Cristina Salvato

Celebrati i dieci anni di Orange Bowl

Lo sport paralimpico è tornato protagonista a Maserà di Padova, in occasione di un traguardo speciale: i primi dieci anni di attività dell’associazione sportiva dilettantistica Orange Bowl. Per festeggiare questo decennio dedicato alla boccia paralimpica, la palestra comunale di viale delle Olimpiadi ha ospitato un torneo interregionale che ha visto sfidarsi ventiquattro atleti provenienti da diverse regioni italiane, suddivisi nelle categorie BC1, BC2, BC3 e BC4. L’iniziativa, che ha ricevuto il patrocinio del Comune, è stata resa possibile anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo tramite il bando Sportivamente Più 2025. Come ha sottolineato l’assessore allo sport Mattia Varotto, l’evento non è stato solo una competizione agonistica, ma una vera celebrazione dello sport come strumento di inclusione e partecipazione attiva. L’Orange Bowl ha dimostrato ancora una volta una grande capacità organizzativa, mettendo in luce la crescita costante di un movimento che coinvolge atleti, famiglie e tecnici in un progetto umano e sportivo unico nel suo genere. Le gare, caratterizzate da una forte intensità tecnica e da un grande spirito di lealtà, si sono concluse nella mattinata di domenica con le finali e le premiazioni. (CRI.S.)

MALTA:

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L’evento. Ventiseiesima edizione tra sfilate di trattori e aree food, in primo piano l’argicoltura

Radicchio in festa: dal mercato e dalle scuole all’aperitivo caldo, la tradizione si rinnova

Il successo di una manifestazione si misura spesso dalla capacità di far convivere le tradizioni più radicate con una spinta innovativa che sappia coinvolgere ogni fascia d’età, e la ventiseiesima edizione di Radicchio in Festa, svoltasi domenica 18 gennaio, ha centrato appieno questo obiettivo. Maserà di Padova ha celebrato il suo prodotto d’eccellenza in una cornice di grande partecipazione, confermando quanto l’associazione Radici e Germogli APS, in stretta sinergia con le associazioni di categoria CIA e Coldiretti e con il coordinamento dell’assessore Silvia Borghetto, abbia saputo costruire un evento di alto profilo per il territorio. Uno dei momenti più sentiti della mattinata è stato senza dubbio quello istituzionale, con il saluto delle autorità che ha preceduto la spettacolare sfilata dei mezzi agricoli. Il rombo dei

trattori ha riempito le strade del centro, culminando nella tradizionale benedizione, un rito che ancora oggi unisce la comunità rurale e quella urbana in un ringraziamento collettivo per i frutti della terra. Ma l’edizione 2026 verrà ricordata soprattutto per le

sue numerose novità logistiche e di contenuto. Per la prima volta, infatti, l’area food è rimasta aperta per l’intera giornata, offrendo ai cittadini un punto di ristoro comodo e soprattutto riscaldato, dettaglio non trascurabile viste le temperature di metà gennaio,

Fermate più accoglienti in piazza e a Bertipaglia

Il volto delle piazze e dei punti nevralgici di un territorio passa spesso attraverso piccoli ma significativi interventi di arredo urbano, capaci di migliorare concretamente la quotidianità dei cittadini e dei pendolari. È proprio questo lo spirito con cui il Comune di Maserà di Padova ha rinnovato un elemento fondamentale per chi utilizza i mezzi di trasporto collettivo: le pensiline delle fermate degli autobus. Il sindaco Gabriele Volponi ha informato la sostituzione integrale delle due strutture

situate nella piazza principale di Maserà seguita da quella a Bertipaglia.

L’operazione è stata pianificata con un cronoprogramma preciso che ha visto innanzitutto lo smantellamento delle due vecchie strutture esistenti in piazza, cui ha fatto seguito l’installazione dei nuovi modelli, caratterizzati da un design moderno e funzionale, dotato di copertura dal sole eccessivo e dalla pioggia, oltre che da una panca sulla quale sedersi in attesa dell’arrivo dei mezzi pubblici. Il

progetto di riqualificazione è proseguito anche nella frazione di Bertipaglia, con una nuova pensilina che segue gli stessi standard di qualità e decoro. Si tratta di un investimento che punta a rendere le soste degli autobus luoghi più accoglienti e sicuri, integrando meglio queste strutture nel paesaggio urbano circostante. Con questa serie di interventi, l’amministrazione punta a ribadire l’attenzione costante verso il benessere della comunità e la cura degli spazi con-

permettendo così alle famiglie di godersi la festa senza fretta. Il coinvolgimento del mondo della scuola ha rappresentato il vero cuore pulsante dell’iniziativa, creando un ponte generazionale fondamentale per la salvaguardia delle tradizioni. Gli alunni della scuola primaria Mazzini hanno presentato con orgoglio il loro progetto dedicato al Radicchio Bianco Fior di Maserà, dimostrando come la conoscenza della terra possa essere parte integrante del percorso educativo. Accanto a loro, gli studenti degli istituti superiori Duca degli Abruzzi di Padova e Duca d’Aosta di Monselice hanno esposto i propri prodotti, portando una ventata di competenza tecnica e freschezza giovanile. Il pomeriggio è poi proseguito all’insegna della convivialità e della solidarietà: alle sedici in punto è scattato l’at-

tesissimo assaggio del risotto al radicchio Fior di Maserà, il cui ricavato è stato devoluto alla Città della Speranza, unendo il piacere del palato a un nobile fine benefico. Il programma pomeridiano ha offerto intrattenimento di alto livello per tutte le famiglie, con spettacoli a tema culinario che hanno visto protagonista il cuoco Franco Ruggero, capace di trasformare la cucina in un palcoscenico didattico. Tuttavia, la vera sorpresa gastronomica che ha lasciato il segno in questa edizione è stata l’aperitivo caldo al radicchio Fior di Maserà. Questa creazione esclusiva è stata preparata appositamente da Matteo Cassan, campione italiano 2025 di Baritalia, che ha saputo reinterpretare il prodotto locale in una chiave moderna e sofisticata, offrendo un assaggio gratuito a tutti i presenti.

divisi, garantendo che ogni zona del comune possa beneficiare di infrastrutture all’altezza delle esigenze moderne. (CRI.S.)

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Mobilità. La chiusura della rampa di accesso al ponte ha riflessi sulla circolazione

Cantiere tram verso Vigonza: cambia la viabilità a Ponte di Brenta, semafori a senso unico alternato

Ripresi i lavori in corso Milano, il cantiere interessa la corsia sud, in direzione del centro, da via Orsini fino a Riviera San Benedetto. Tre mesi di cantieri tra via Verdi, piazza Insurrezione e via Emanuele Filiberto, bus deviati

P

rocedono a ritmo sostenuto i lavori per la nuova linea del tram che collegherà Rubano a Vigonza, un’infrastruttura considerata strategica per rafforzare i collegamenti dell’area metropolitana. L’avanzamento del cantiere, però, continua a incidere sulla viabilità, con disagi particolarmente evidenti nella zona del ponte sul Brenta, dove nelle ultime settimane si è concentrata una delle fasi più complesse dell’intervento.

Lo spostamento del cantiere sul ponte in direzione Busa di Vigonza e la conseguente chiusura della rampa di accesso hanno determinato una forte limitazione della circolazione.

Nei prossimi mesi il traffico sarà regolato da semafori a senso unico alternato, con riduzioni

di carreggiata e un inevitabile aumento dei tempi di percorrenza. Di fatto il ponte risulterà impraticabile per il traffico ordinario: per chi deve raggiungere Padova resta quindi fortemente consigliato l’utilizzo della tangenziale. L’obiettivo, fanno sapere dal territorio, è completare l’intera linea entro l’estate.

Nel frattempo, anche nel capoluogo i cantieri del tram continuano a ridisegnare la mobilità urbana. In via Chiesanuova l’area di lavoro si è ampliata nei tratti compresi tra via Righi e via Benvenuti, in prossimità del supermercato Alì, e tra via Righi e via Ferraris, all’altezza della caserma Pierobon. Qui è stato introdotto l’obbligo di proseguire dritto o svoltare a destra, con divieto di svolta a sinistra

salvo che all’incrocio con via Cave. Nelle strade laterali l’immissione su via Chiesanuova è consentita solo con svolta a destra, mentre all’incrocio con via Lombroso è stata realizzata una rotatoria temporanea con precedenza all’anello.

Dopo la pausa natalizia sono ripresi anche i lavori in corso Milano, un nodo particolarmente delicato per la viabilità, soprattutto nelle ore di punta. Il cantiere interessa la corsia sud, in direzione del centro, da via Orsini fino a Riviera San Benedetto e resterà attivo indicativamente fino alla fine di febbraio. In questo periodo la pista ciclabile sarà temporaneamente chiusa e i parcheggi sul lato sud della carreggiata verranno rimossi, mentre la circolazione sarà comunque garantita in entrambi i sensi di marcia, con una corsia per direzione.

Nel frattempo sono partiti i nuovi cantieri per il tram della linea Sir2 tra via Verdi, piazza Insurrezione e via Emanuele Filiberto, nel tratto da via Dante a piazza Garibaldi. I lavori dureranno circa tre mesi e comporteranno la riduzione della carreggiata a una sola corsia verso il centro, riservata a residenti e veicoli autorizzati. Il trasporto pubblico sarà deviato e verranno sospese alcune fermate tra corso Milano e corso Garibaldi. Garantito l’accesso al parcheggio di piazza Insurrezione, con uscita limitata verso via Filiberto. Il 2025 si è chiuso con una forte accelerazione dei lavori per la realizzazione del tram.

In particolare, per la linea Sir2, sul fronte est è stato completato circa il 65% della piattaforma, mentre nella tratta ovest l’avanzamento ha raggiunto il 40%. Una quota rilevante delle opere civili è dunque già stata affrontata e i cantieri proseguono secondo il cronoprogramma. I lavori si sono concentrati in modo significativo nell’area di Ponte di Brenta, dove durante il periodo estivo è stata realizzata la sede tranviaria, contribuendo a imprimere un’ulteriore accelerazione all’intervento complessivo. Contestualmente è stato completato il deposito di Rubano, con la realizzazione del circuito interno, dell’officina e delle sottostazioni elettriche. Sul versante est, inoltre, è stato portato a termine il deposito della Guizza, mentre entro giugno è previsto il completamento dell’officina. Per quanto riguarda la tratta ovest, l’obiettivo prioritario resta il comple-

tamento della piattaforma tranviaria. Entro il mese di giugno dovranno essere centrati i traguardi previsti in termini di chilometri di sede tranviaria realizzata, un passaggio decisivo per la conferma dei finanziamenti del Pnrr. Una volta raggiunti questi obiettivi, si procederà con il completamento dell’intera opera. Diversa, invece, la situazione dei cantieri relativi al Sir3. In questo caso le vie di corsa risultano già completamente realizzate e sono attualmente in corso le installazioni degli impianti tecnologici. Entro il mese di aprile è atteso il completamento anche della parte impiantistica. Il progetto, rientrato nel perimetro del Pnrr, ha inoltre richiesto l’allungamento del deposito-officina di Voltabarozzo, intervento che ha comportato un ampliamento del sistema antincendio. L’obiettivo è avviare la fase di pre-esercizio del tram già nel mese di aprile.

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CORTINA D’AMPEZZO, BELLUNO

segue da pag. 1

Tre, due, uno: si parte! Il bilancio primo banco di prova per la giunta regionale

Ora, però, è il tempo delle scelte e della concretezza e, per l’appunto, il bilancio dirà, senza possibilità di smentita, se queste idee avranno gambe per camminare o, quantomeno, per partire visto che, oggettivamente, tutto subito non si potrà certamente fare. Anche perché, e questo è un tema lungamente dibattuto anche in passato, le risorse economiche non sono infinite. L’ex assessore al bilancio Francesco Calzavara già nelle scorse occasioni aveva manifestato all’allora presidente Luca Zaia tutta la sua contra-

rietà a non introdurre l’Irpef regionale. Il ragionamento di Calzavara era semplice: non ci sono soldi, il comparto produttivo è in difficoltà e non gli si può chiedere di più, servono interventi strutturali molto costosi e, con un contributo di pochi euro da far pagare ad ogni veneto, si potrebbe far quadrare il bilancio senza rinunciare a nulla. Così non è andato, come noto, poiché per Zaia il “non mettere le mani nelle tasche dei veneti” rimaneva un imperativo categorico. Si ma per avere finalmente il bilancio quanto dovremo

aspettare? Secondo le previsioni del Presidente Stefani il bilancio si dovrebbe approvare entro il prossimo aprile. Del resto l’iter è particolarmente articolato: va redatto dagli uffici su indicazione della Giunta, poi dovrà passare in tutte le commissioni consiliari prima di arrivare alla prova del Consiglio. A dirigere il traffico, dunque, ci sarà il Presidente del Consiglio, Luca Zaia che, dal suo scranno, di fatto determinerà i modi e i tempi che porteranno all’approvazione.

La nuova giunta regionale. Stefani ha scelto gli assessori, rispettati gli accordi con gli alleati

Tutti gli uomini del presidente: “Nomi di qualità

e deleghe omogenee per centrare gli obiettivi”

«Abbiamo creato deleghe omogenee per rispondere agli obiettivi strategici del nostro programma di governo e per permettere agli assessori di mettersi subito a disposizione della Regione»: così Alberto Stefani ha presentato a Palazzo Balbi la nuova giunta regionale che lo affiancherà nel governo del Veneto per i prossimi cinque anni. Sul fronte politico, il presidente ha evidenziato il rispetto degli accordi con gli alleati: cinque assessorati per Fratelli d’Italia e quattro per la Lega, con il professor Gerosa come eccezione tecnica alla guida della sanità. “Prima di tutto abbiamo messo la qualità delle figure - ha aggiunto Stefani – e scelto professionisti con comprovata esperienza in ogni ambito”.

Stefani ha voluto come Vicepresidente con deleghe a Turismo e Lavoro, Lucas Pavanetto (43 anni), geometra di Jesolo con una solida esperienza nel volontariato e nel consiglio regionale. L’assessorato alla Sanità è affidato a Gino Gerosa (68 anni), luminare della cardiochirurgia e pioniere dei trapianti a cuore fermo, che mette la sua esperienza accademica e clinica al servizio della programmazione socio-sanitaria. “È un assessorato fondamentale - ha spiegato Stefani - e ci tenevo a fare questa scelta con grande orgoglio. Il professor Gerosa è una figura di riferimento, un luminare nazionale e internazionale, con esperienze a Padova, Verona e all’estero. Sono orgoglio-

so che sia al servizio della nostra Regione e dei veneti”. Il comparto economico è guidato da Massimo Bitonci (60 anni), commercialista ed ex sottosegretario, esperto di diritto societario e finanza pubblica, incaricato di Imprese e Innovazione. Per l’agricoltura è stato scelto Dario Bond (64 anni), laureato in scienze agrarie e già deputato, con una specifica competenza nella gestione dei fondi per i comuni di confine. Filippo Giacinti (51 anni), avvocato penalista e stimato sindaco di Albignasego, assume le deleghe a Bilancio e Personale.

La rappresentanza femminile è forte: Valeria Mantovan (35 anni), laureata in giurisprudenza e già sindaco di Porto Viro, oltre

che assessore regionale al lavoro, istruzione e formazione nella precedente giunta, si occuperà di istruzione e cultura. Paola Roma (43 anni), dipendente Ulss e presidente dei comuni trevigiani, guiderà il Sociale e lo Sport; Elisa Venturini (46 anni), avvocato e già vicepresidente ANCI Veneto, un passato da sindaco di Casalserugo (Padova) per due mandati, seguirà ambiente e protezione civile.

Completano la Giunta Diego Ruzza (52 anni), psicologo dirigente ospedaliero esperto in neuropsicologia, ai Trasporti, e Marco Zecchinato (49 anni), urbanista professionista con una lunga carriera amministrativa nel vicentino, delegato a urbanistica e identità

veneta. Infine, il presidente sarà affiancato da due consiglieri delegati: l’avvocato Elisa De Berti (51 anni) per le Infrastrutture e Morena Martini (62 anni), esperta in politiche scolastiche, per la partecipazione giovanile.

Stefani ha anche parlato dell’importanza di collegare formazione e lavoro: “Entro il 2030 avremo una carenza di oltre 280.000 lavoratori qualificati e la risposta non può essere l’immigrazione, ma formare i nostri ragazzi per prepararli al mondo del lavoro. Il nostro riferimento saranno i veneti - ha concluso - e il lavoro della Giunta sarà orientato a soddisfare i bisogni concreti delle persone, con efficienza e innovazione”. (r.r.)

Entrano a Palazzo Ferro - Fini otto nuovi consiglieri

Ecco i nuovi ingressi in Consiglio regionale dopo la nomina degli assessori in giunta. La supplenza spetta al primo dei non eletti della lista o coalizione da cui proviene il neo assessore, garantendo così la continuità amministrativa. Dario Bond (Fratelli d’Italia) lascia il posto a Silvia Calligaro, la prima non eletta nella circoscrizione Belluno. Filippo Giacinti (Fratelli d’Italia) viene sostituito da Enoch Soranzo nella circoscrizione Padova. Per la circoscrizione Rovigo, Valeria Mantovan (Fratelli d’Italia) cede l’incarico a Fabio Benetti. Il posto di Lucas Pavanetto (Fratelli d’Italia) nella circoscrizione Venezia viene preso da Matteo Baldan. Per quanto riguarda la Lega nella circoscrizione di Treviso, a Paola Roma subentra Stefano Marcon. Diego Ruzza (Fratelli d’Italia) della circoscrizione Verona viene sostituito da Claudia Barbera. Infine, la consigliera regionale Elisa Venturini (Forza Italia) lascia il seggio a Mirko Patron, della circoscrizione Padova, mentre al vicentino Marco Zecchinato subentra Morena Martini, della circoscrizione Vicenza. Flavio Tosi, invece, ha rassegnato le dimissioni da consigliere regionale.

La nuova giunta regionale del Veneto: Lucas Pavanetto vice presidente assessore al turismo e lavoro, Gino Gerosa sanità, Massimo Bitonci sviluppo economico, Filippo Giacinti bilancio, Valeria Mantovan istruzione e cultura, Paola Roma sociale e sport, Elisa Venturini ambiente e protezione civile, Dario Bond agricoltura, Diego Ruzza trasporti, Marco Zecchinato urbanistica. Consiglieri delegati Elisa De Berti infrastrutture e Morena Martini politiche scolastiche e giovani

Agsm Aim diventa Magis, Testa:

che funziona ma non possiamo vivere

L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presentazione ufficiale del nuovo nome

“S apete cosa farà Enel? Aspetterà la fine di febbraio per vedere chi vincerà il Festival di San Remo e poi pagherà un ingaggio astronomico al vincitore e realizzerà uno spot che andrà in onda novanta volte al giorno su tutte le televisioni nazionali e che troveremo anche sui giornali e ascolteremo per radio. Noi competiamo in questo mercato, ovviamente con mezzi e strategie diversi, quindi dobbiamo essere veloci, avere inventiva, saper stare il più vicino possibile ai nostri utenti per continuare a fare bene, come stiamo facendo ora, il nostro mestiere”.

Con queste parole Federico Testa presidente di AGSM – AIM traccia la rotta per i prossimi mesi che dovranno garantire da un lato il consolidamento dei buoni risultati ottenuti e dall’altro la capacità di crescita attraverso la conduzione di nuove sfide.

Due gli architrave sui quali costruire i futuri successi: sostenibilità e federalismo energetico.

Proprio nelle scorse settimane, infatti, è avvenuto un importante cambio di passo e ha lanciato la sua nuova identità con Magis, il nuovo brand che punta alla leadership nazionale.

L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa così un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presen-

tazione ufficiale del nuovo nome. Magis, nato da una ricombinazione delle lettere del vecchio acronimo Agsm Aim, è stato svelato durante la festa di Natale del Gruppo, che ha riunito oltre settecento collaboratrici e collaboratori. Presenti al momento del reveal i vertici aziendali – oltre al presidente Federico Testa, il consigliere delegato Alessandro Russo, il vicepresidente Stefano Fracasso e i Consigli di Amministrazione – insieme ai sindaci di Verona e Vicenza, soci del Gruppo, Damiano Tommasi e Giacomo Possamai.

Gli obiettivi di piano industriale 2025-2030 sono molto sfidanti. Sono infatti previsti oltre 1 ,1 miliardi di investimenti su sostenibilità, rinnovabili e mitigazione del rischio, con l’obiettivo di 1,2 milioni di clienti, per posizionare l’azienda tra i principali player nazionali e consolidare la leadership a nord est. I target economico finanziari al 2030 sono un Ebitda di 250 milioni (+53%), un utile netto di 71 milioni (+62%) e un rapporto di indebitamento inferiore al 4%.

“Il nuovo nome rappresenta quello che oggi siamo – dice il presidente Federico Testa - un’azienda pubblica solida, moderna, capace di costruire valore per i territori che l’hanno generata e per quelli in cui opererà domani.

Magis interpreta bene questa direzione: custodisce un’eredità lunga

più di un secolo e la apre a nuove possibilità. Attraverso questa operazione noi vogliamo guardare al futuro, parlare di sostenibilità e avvicinarci ancora di più alle comunità locali, in particolar modo ai giovani.”

Se attraverso questa operazione Magis, l’ex AGSM – AIM, investe sulla sostenibilità l’altra partita appare ancora tutta da giocare: da tempo Federico Testa è convinto che le multi - utility possano e debbano partecipare ai bandi per la gestione delle reti elettriche per realizzare un vero e proprio “federalismo energetico”.

“Da tempo siamo impegnati su questo fronte – conclude il Presidente Testa – e siamo convinti di avere tutte le carte in regola per

poter competere. Insieme alle altre aziende del Nord abbiamo redatto un progetto solido per poter competere se e quando il Governo deciderà di fare i bandi per l’affidamento della gestione delle reti. Se la gestione non fosse, come oggi, centralizzata si innescherebbe un volano virtuoso che garantirebbe investimenti anche più cospicui sul territorio e soprattutto un risparmio sulle bollette di famiglie e aziende in un momento nel quale il costo dell’energia costituisce uno dei principali problemi per far quadrare i bilanci. Il nostro auspicio, e lo stiamo rappresentando da tempo, è che in vista delle scadenze del 2030 si cambi rotta, si scelga di pubblicare i bandi e non si proceda, come invece purtroppo sem-

brerebbe essere l’intento, ad una proroga a Enel. Non chiediamo alcun trattamento di favore, ma soltanto di poter provare a partecipare nell’interesse dei territori.” (r. r.)

Il presidente Federico Testa

Economia. Un doppio intervento che rafforza il ruolo di hub strategico del Nord-est

Interporto Padova accelera sull’Europa: nuovi collegamenti ferroviari e partner per il terminal

Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre 2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania. Selezionato il parnter internazionale e costituita la nuova società Intermodal Terminal Padova

C resce la domanda di trasporto intermodale terrestre verso l’Europa e Interporto Padova rafforza il proprio ruolo di hub strategico del Nord-Est con un doppio intervento: nuovi collegamenti ferroviari internazionali e la scelta di un partner industriale di livello mondiale per lo sviluppo del terminal intermodale.

Sul fronte operativo, è stata attivata la nuova relazione tra Padova e Zeebrugge, operata da GTS Rail, che consolida l’asse Italia–Belgio. Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre

2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio in partenza da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania: InRail, del Gruppo Autobrennero, ha attivato un servizio su Duisburg con sei circolazioni settimanali, mentre LTE Italia collega Padova al porto di Rostock, sempre con sei coppie di treni alla settimana. A fronte dell’aumento delle corse, RFI ha garantito la piena operatività domenicale della stazione merci di Interporto. Parallelamente, sul piano stra-

tegico e industriale, si è concluso l’iter di aggiudicazione della gara per la selezione del partner internazionale con cui sviluppare il terminal intermodale. Alla scadenza dei termini erano pervenute due offerte di grande rilievo, ma ad aggiudicarsi la gara è stato il raggruppamento composto da PSA Intermodal Italy NV e Logtainer SpA, con un’offerta economica di 75 milioni di euro, a fronte di una base d’asta fissata in 61 milioni. Il bando ha visto la costituzione di una nuova società, Intermodal Terminal Padova srl, alla quale sarà conferito l’asset terminalistico. Interporto Padova manterrà una partecipazione del 30% e nello statuto sono previste clausole di garanzia rilevanti, tra cui l’impossibilità di modificare la destinazione intermodale dell’area senza il consenso di Interporto, oltre a specifici diritti negli organi sociali e nella cessione delle quote. “Un traguardo molto ambizioso, che solo un anno fa appariva un sogno - sottolinea il presidente Luciano

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Greco -. “Primi in Italia e tra i primi in Europa, abbiamo individuato con una selezione pubblica rigorosa partner di livello globale con cui consolidare e sviluppare ulteriormente un terminal che già oggi è tra i più competitivi e innovativi”. Greco evidenzia infine il valore del partenariato pubblico-privato

che potrebbe nascere dall’operazione, “capace di inserire Padova tra i poli di eccellenza lungo le grandi rotte commerciali europee e globali”, ringraziando il personale della società, i partecipanti alla gara e la commissione giudicatrice “per il lavoro svolto con rigore, riserbo e alta professionalità”.

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Luciano Greco, presidente di Interporto Padova

L’intervista. Silvio Franceschinelli ha creato un centro europeo per lo studio delle lingue orientali

Tutti pazzi per la cultura di Corea e Giappone

“Lo

S

studio un piacere nato da una passione”

ilvio Franceschinelli, direttore della scuola di lingue Istituto Il Mulino, è tra i fondatori dell’Associazione Giapponese Ochacaffè ed è curatore del collettivo artistico K-ble Jungle. Franceschinelli è un punto di riferimento a livello europeo per gli appassionati di cultura orientale, appassionati che nel nostro Paese sono molti più di quanto si creda. A questo punto lo ammetto, anche io sono un fan di vecchia data della cultura giapponese, ecco perché ho voluto fare una chiacchierata con Franceschinelli per provarne a capirci un po’ di più, visto che, purtroppo, non vado oltre un banalissimo “konnichiwa”.

La Scuola di Lingue Il Mulino nasce in provincia di Padova, nel Piovese. Come si costruisce, da qui, un centro di riferimento europeo per lo studio delle lingue e delle culture asiatiche?

È stata una sfida non indifferente, che molti deridevano all’inizio. Ma alcuni fattori ci hanno aiutato, in primis il fatto che chi vuole approfondire la cultura orientale non ha molta offerta, per cui parte già sapendo di doversi spostare per trovare, ad esempio, un corso di lingua, e la passione fa superare molti ostacoli. Inoltre siamo noi a spostarci molto: a febbraio sarò a Danzica (Polonia), e poi a Bucarest (Romania) e Sofia (Bulgaria) per portare degli eventi di danza K-Pop (la musica pop coreana). Abbiamo insegnanti madrelingua in molte città italiane, e prima che le lezioni online diventassero la prassi avevamo sedi a Milano, Treviso, Roma, Vicenza… Una grossa trasformazione l’ha portata la possibilità di fare riunioni e corsi di lingua online, negli ultimi anni studenti da tutta Italia seguono i

nostri corsi comodamente da casa. Giapponese e coreano sono percepite come lingue di nicchia. Eppure i numeri raccontano altro. Lingue come il tedesco e l’inglese (offriamo anche queste all’Istituto) vengono studiate soprattutto per lavoro. Giapponese e coreano, invece, si studiano per passione. Molti studenti di giapponese arrivano a noi perché amano manga e anime, mentre la musica K-Pop e i K-drama su Netflix fanno appassionare alla lingua coreana. È una bella sfida tra queste due lingue, amichevolmente le nostre insegnanti di giapponese e coreano ogni settembre e gennaio fanno la gara di quale lingua ha più iscritti!

Conoscere il giapponese o il coreano è importante per capire anche le culture di quei Paesi?

Sì, la lingua è uno dei fattori necessari a capire la cultura. Difficile avvicinarsi a Corea e Giappone senza avere almeno le basi di come funziona la lingua: da dove vengono gli alfabeti, perché i verbi sono sempre alla fine, i vari modi di dire “io” e “tu”, e molto altro.

Attraverso realtà come K-ble Jungle e Associazione Ochacaffè, ti occupi anche di divulgazione e organizzazione di eventi.

Associazione Ochacaffè vuole far conoscere agli italiani il Giappone, mentre K-ble Jungle si occupa di arte pop dall’Estremo Oriente. Queste due realtà ruotano attorno alla scuola perché ne completano l’offerta culturale. Per esempio con festival come PiPL andiamo a Piazza Grande, il centro commerciale di Piove di Sacco. Capita allora che una famiglia che sta andando a fare la spesa si divida: la madre viene allo stand a provare gli origami, la figlia si appassiona di danza

e il padre ne approfitta per chiedere informazioni sui corsi di inglese. Lavoriamo molto online e sui social ma ci piace anche incontrare la gente di persona, e i festival sono l’occasione perfetta. Oltre agli eventi locali come Rosolina Comics ad agosto e Rovigo Comics a settembre, o il Capodanno K-Pop a Padova, partecipiamo anche ai più grossi eventi nazionali come Comicon Napoli, Etna Comics Catania, o Rimini Comix.

Quanto è importante passare dalla teoria all’esperienza diretta per comprendere davvero una cultura?

È fondamentale, tanto che noi consigliamo sempre di andare a studiare la lingua e cultura in Giappone. È un’esperienza che io ho provato tanti anni fa e mi ha cambiato la vita, al punto da farmi decidere di fondare la scuola e poi anche l’associazione che aiuta gratuitamente chiunque voglia provare a vivere e studiare nella Terra del Sol Levante.

Si pensa che lingue come giapponese e coreano siano “difficilis-

sime”. È proprio così?

Non dico mai “non è difficile” né usiamo slogan come “impara il giapponese in tre mesi” perché non è possibile. Dobbiamo riabituarci a studiare per il piacere di imparare. Lo paragono alle camminate in montagna: sono dure e si fa fatica, ma in fondo il piacere è quasi più nella fatica che si fa ad arrivare che ad essere poi in vetta ad ammirare il panorama (che non è comunque male, facendo il parallelo con il momento in cui uno si rende conto di riuscire a parlare).

Dal Piovese partono collaborazioni che arrivano in tutto il mondo. Come viene percepito il vostro lavoro fuori dall’Italia?

L’intera Europa, e ancor di più l’Asia, hanno un’ammirazione profonda per l’Italia e la sua lingua e cultura, tanto è vero che accogliamo spesso stranieri che vengono a studiare italiano. Mi è capitato di fare serate come DJ di musica italiana a Tokyo e Osaka, e vedere i giapponesi che apprezzavano la nostra musica, da Modugno ai Maneskin, dai Matia Bazar ai The

Kolors, mi riempie di felicità. I nostri stessi studenti che vanno a studiare in Giappone si stupiscono di quanto i giapponesi amino e conoscano il nostro Paese, dal calcio alla lirica, dal cibo al cinema. Progetti nell’immediato futuro? Tantissimi! Speriamo continuare a fare incontrare culture lontane, e di mandare sempre più studenti a studiare all’estero, perché di questi tempi trovo ci sia molto bisogno di incontrare altre culture da vicino, capire come ci si sente ad emigrare, cercare di comunicare con chi è diverso.

Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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Un impegno quotidiano che diventa valore, dentro e fuori l’azienda

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nel proprio percorso di sostenibilità con la certificazione

n nuovo, importante tra-

Despar Nord: il conseguimento della parità di genere con l’ottenimento della certificazione UNI/ PdR 125:2022, un riconoscimento che parla prima di tutto di persone.

U mino costruito nel tempo, fatto di ascolto, impegno e azioni concrete, con l’obiettivo di promuovere una cultura aziendale sempre più equa, inclusiva e rispettosa. Un percorso condiviso che ha coinvolto l’intera organizzazione e che ha portato Despar Nord – una realtà di quasi 10.000 collaboratori e collaboratrici, di cui il 62,3% donne – a sviluppare negli anni strumenti e iniziative dedicati al benessere organizzativo, all’inclusione e alla valorizzazione di ogni diversità. Scelte che hanno rafforzato il senso di appartenenza, la partecipazione attiva e la qualità della vita lavorativa.

ai valori dell’inclusione e dell’uguaglianza di opportunità, dentro

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a validazione del sistema e dei processi interni da parte dell’ente certificatore DNV, a seguito di un’analisi approfondita e articolata, ha riconosciuto la solidità e l’efficacia delle politiche adottate da Despar Nord su numerosi indicatori. Un riconoscimento che testimonia la concretezza di un impegno quotidiano, tradotto in scelte organizzative e gestionali capaci di generare valore reale. n questa direzione, l’azienda ha definito un piano strategico e un programma di comunicazione interna dedicati ai temi della parità e dell’inclusione, con l’obiettivo di favorire un dialogo continuo, aperto e strutturato tra collaboratori, collaboratrici e Direzione.

U goglio un’azienda che crede nella creazione di valore condiviso e che investe ogni giorno nel benessere delle persone e nella coesione sociale, dando forma concreta

delle principali funzioni azien-

no, il legame con i terri-

Oltre la certificazione, la forza delle persone: Despar Nord per la parità di genere

Non solo un traguardo, ma un percorso: parità e inclusione secondo Despar Nord

prie radici in un percorso di lungo periodo che Despar Nord ha costruito negli anni, grazie all’impegno costante del management e alla volontà di dare forma a un ambiente di lavoro sempre più inclusivo e attento alle persone. Un riconoscimento che premia la capacità dell’azienda di alimentare una cultura fondata sull’uguaglianza delle opportunità e sulla valorizzazione dei talenti, anche attraverso politiche concrete di tutela della genitorialità e di equilibrio tra vita professionale e personale.

Ne parliamo con la Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli.

Direttrice Pituelli, come si è arrivati a questa certificazione?

«Il percorso è stato caratterizzato da un’analisi approfondita condotta dall’ente certificatore, che ha valutato in modo puntuale tutti i 33 indicatori previsti dalla prassi UNI/PdR 125:2022 per la categoria delle grandi aziende, in cui Despar Nord rientra. La valutazione ha interessato l’intero ciclo di gestione delle persone: dalle politiche di selezione e assunzione ai percorsi di crescita e sviluppo professionale, dall’equità salariale fino alle misure di prevenzione e

Che cos’è per Despar Nord la parità di genere e come viene misurata nel quotidiano?

«La parità di genere, per noi, è un valore profondamente radicato nella cultura aziendale, che si esprime attraverso l’inclusione e la valorizzazione delle diversità. Per rendere questo impegno sempre più concreto e misurabile, ci siamo dotati di un sistema di gestione dedicato, che ci permette di definire azioni strutturate, obiettivi chiari e traguardi verificabili, garantendo al tempo stesso trasparenza e un percorso di miglioramento continuo.»

Oggi Despar Nord può celebrare un traguardo importante all’interno del proprio percorso di responsabilità d’impresa.

«Senza dubbio. Questa certificazione non rappresenta solo un attestato formale della qualità delle iniziative messe in campo per promuovere la parità di genere, ma è soprattutto un riconoscimento dell’impegno quotidiano che l’azienda dedica alle proprie persone. Un risultato che rafforza ulteriormente il nostro percorso ESG, sia in termini di coerenza che di visione futura.»

ha ricordato più volte l’Azienda, “crescere insieme significa non

attenzione è stata inoltre
strategia ESG di Despar
La Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli

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merciali, ma come soluzioni ragionate, calibrate sulle reali esigenze del cliente. E soprattutto, accompagnate da una consulenza chiara sugli incentivi disponibili, sulle agevolazioni legate alla rottamazione,

nosce il settore da oltre trent’anni significa fare una scelta di serenità. Perché cambiare auto può essere complicato, ma con il giusto partner diventa semplicemente… più chiaro.

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L’intervista. Esclusiva de La Piazza Salute all’Assessore regionale alla Sanità

Medici, territorio e governance: la sanità veneta vista dall’Assessore Gerosa

In un’intervista esclusiva a La Piazza Salute, l’Assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa illustra le linee guida del nuovo corso della sanità veneta: riorganizzazione del sistema, rafforzamento del territorio, valorizzazione del personale e continuità delle cure per i cittadini veneti

Prima uscita pubblica nelle pagine di La Piazza Salute per Gino Gerosa, che ha scelto la nostra testata per raccontare, in un’intervista esclusiva, la visione con cui affronta il nuovo incarico di assessore regionale alla Sanità e alla programmazione socio-sanitaria. Una scelta che parte da una lunga carriera clinica e accademica e che oggi si traduce in una responsabilità ancora più ampia: non più la cura del singolo paziente, ma l’organizzazione di un sistema chiamato a rispondere ai bisogni di milioni di cittadini veneti.

Classe 1957, 68 anni, Gerosa è professore ordinario di Chirurgia cardiaca all’Università degli Studi di Padova ed è stato direttore dell’UOC di Cardiochirurgia e del Programma Trapianti di Cuore e Assistenze Meccaniche dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova. Cardiochirurgo di rilievo internazionale, vanta oltre 450 pubblicazioni scientifiche ed è stato protagonista di interventi pionieristici, come il primo impianto italiano di cuore artificiale totale e trapianti cardiaci innovativi, anche “a cuore battente” e da donatore a cuore fermo. Un percorso che gli è valso riconoscimenti prestigiosi,

dalla Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica alla cittadinanza onoraria di Padova, fino alle onorificenze di Commendatore e Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

È da questa esperienza, maturata “sul campo” e alla guida di strutture complesse, che nasce la sua idea di sanità. Un ospedale che non coincide più soltanto con un edificio, ma diventa un sistema diffuso, capace di seguire il cittadino dentro e fuori le mura ospedaliere. È questa la visione dell’“ospedale liquido” delineata dall’assessore regionale alla Sanità Gerosa, che spiega come sta cambiando – e come dovrà cambiare – la sanità veneta nei prossimi anni.

«Per “ospedale liquido” intendo una struttura meno legata ai muri e ai mattoni e più vicina alle persone», chiarisce l’assessore. Un concetto che nasce dall’evoluzione profonda della società: «Ragioniamo ancora su una realtà che non esiste più. Un tempo c’erano famiglie con quattro figli, due genitori e un nonno. Oggi è l’opposto: un figlio, due genitori e quattro nonni. È evidente che l’ospedale va ripensato». Da qui l’idea di un modello capace

di adattarsi, dialogando sempre di più con il territorio e con i servizi sanitari di prossimità.

Non si tratta, però, di una riforma “miracolosa” o di obiettivi da raggiungere con soluzioni rapide. «I problemi della sanità non si risolvono con la bacchetta magica», sottolinea Gerosa. Più che di priorità, parla di un impegno quotidiano a 360 gradi: flessibilità del sistema ospedaliero, rafforzamento della sanità territoriale e delle case di comunità, ma anche ospedali iperspecialistici dove concentrare tecnologie e competenze avanzate. «Il paziente si sente davvero seguito quando l’ospedale lavora in rete con i medici di famiglia e con l’assistenza domiciliare, accompagnandolo anche nel ritorno a casa».

Un nodo centrale resta quello del personale sanitario, tema particolarmen-

te sentito anche dai lettori de La Piazza Salute. Dalle carenze negli ospedali più grandi ai turni estenuanti, fino alle difficoltà delle strutture più piccole ma strategiche e alla cronica mancanza di medici di famiglia, spesso in overbooking. «Bisogna restituire dignità sociale e professionale a chi lavora nel Servizio sanitario nazionale», afferma l’assessore senza esitazioni. «Servono trattamenti economici migliori e condizioni di lavoro più sostenibili. Solo così le professioni mediche e infermieristiche torneranno attrattive per i giovani».

Sul tema dell’ingaggio di medici stranieri, Gerosa ha una posizione netta: «Il Veneto non ne ha bisogno. In Italia non manca il numero di medici e, con quelli che operano nel SSN, otteniamo risultati migliori rispetto ad altri Paesi europei. Il vero problema è valorizzar-

li, proteggerli dall’aggressività – per fortuna minoritaria – di alcuni utenti e liberarli da una burocrazia soffocante. L’obiettivo ideale? Che il medico venga pagato per curare, non per compilare carte».

Alla domanda sui disagi psicologici dei giovani e sulle sfide legate alla cosiddetta quarta età, l’assessore riconduce tutto alla riorganizzazione complessiva del sistema: prevenzione, presa in carico precoce e continuità assistenziale saranno elementi chiave anche in questi ambiti. Infine, uno sguardo alla governance della sanità regionale. Le nomine dei nuovi direttori generali delle Ulss e delle Aziende ospedaliere rappresentano «un passaggio naturale a inizio legislatura». Senza entrare nei nomi, Gerosa assicura che «ne uscirà una bella squadra, di persone esperte e motivate», chiamate a lavorare in sintonia con il presidente Alberto Stefani e con la Giunta. Per l’assessore, il passaggio dal ruolo di cardiochirurgo a quello di responsabile politico della sanità è una sfida vissuta con entusiasmo: «In sala operatoria avevo tra le mani la vita di un solo paziente. Oggi il mio compito è occuparmi di milioni di potenziali pazienti, costruendo un’organizzazione di diagnosi e cura efficiente, lavorando in squadra con istituzioni, direttori generali e professionisti sanitari». Una prospettiva diversa, ma con lo stesso obiettivo: mettere davvero la persona al centro del sistema sanitario.

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Paola Bigon Alberto Gottardo

Influenza in crescita, gli ospedali di Padova si organizzano per far fronte all’aumento dei ricoveri

Influenza e freddo stanno aumentando gli accessi nei Pronto soccorso dell’area padovana. L’Ulss 6 Euganea garantisce la gestione delle emergenze e rafforza l’organizzazione con assunzioni, prestazioni straordinarie e servizi aggiuntivi per assicurare sicurezza e continuità assistenziale

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’aumento dei casi di influenza e di altre infezioni respiratorie acute sta comportando un maggior numero di accessi negli ospedali padovani, ma l’Azienda Ulss 6 Euganea assicura che il sistema sanitario locale sta rispondendo con efficacia. Secondo quanto comunicato dall’Ulss 6, i casi registrati quest’anno sono in crescita rispetto agli anni scorsi e richiedono un allungamento dei tempi di degenza. Nonostante l’incremento dei ricoveri, l’assistenza per le emergenze che richiedono intervento immediato, come infarti e ictus, viene garantita regolarmente.

Il picco influenzale ha comportato un aumento dei carichi di lavoro, anche per ricoveri di natura sociale legati alle basse temperature, ma la direzione sottolinea che “l’organizzazione è solida e collaudata, con rimodulazioni tempestive della pianificazione operativa in rapporto all’andamento del picco epidemiologico monitorato costantemente dal Dipartimento di Prevenzione”.

Il direttore generale Paolo Fortuna ha dichiarato: “Questo incremento dei carichi, per i quali ringrazio tutto il personale per la disponibilità che dimostra e che ha sempre dimostrato sin dai tempi della pandemia Covid, è intrinsecamente temporaneo e legato alla situazione

contingente. Oltre alla necessaria organizzazione emergenziale, con il coinvolgimento del personale anche in libera professione aziendale, continuano comunque le assunzioni di personale e la sostituzione dei turn-over, in base alle disponibilità di graduatoria e nei limiti di tetti di spesa prestabiliti”.

La Direzione Strategica evidenzia che “il sistema garantisce assistenza a tutti

i pazienti secondo criteri di sicurezza”. Per far fronte ai picchi, che in alcuni Pronto soccorso hanno raggiunto un aumento del 30% degli accessi, l’Ulss 6 ha attivato letti aggiuntivi nei reparti, incrementato i trasporti secondari, intensificato i servizi di pulizia e fatto ricorso all’acquisto di prestazioni straordinarie per decongestionare le aree più affollate.

Approvato il progetto esecutivo del nuovo hospice pediatrico

Padova consolida il proprio ruolo di riferimento nazionale in ambito sanitario, capace di tenere insieme innovazione clinica, organizzazione dei servizi e attenzione profonda alla persona. Una visione che prende forma su due fronti diversi ma accomunati dallo stesso approccio: il nuovo hospice pediatrico, pensato per bambini e ragazzi con patologie complesse, e l’attività trapiantologica renale, con percorsi avanzati di donazione da vivente e donazione samaritana che rappresentano un modello riconosciuto a livello nazionale.

Il progetto del nuovo hospice pediatrico nasce nel 2021 con la presentazione del primo studio di fattibilità. Un’idea che, fin dall’inizio, ha trovato il sostegno delle istituzioni regionali e dell’azienda sanitaria, fino ad arrivare a un passaggio decisivo: il finanziamento del Ministero della Salute, pari a quasi 9 milioni di euro. Un investimento che ha permesso di proseguire il percorso progettuale e di arrivare, nel 2025, all’approvazione del progetto definitivo ed esecutivo.

Il primo intervento interesserà via Falloppio 17, destinata a diventare il cuore assistenziale del nuovo hospice pediatrico. Accanto a questo nucleo centrale, il progetto prevede anche uno sviluppo più ampio: spazi dedicati alla formazio-

ne in via Sant’Eufemia e luoghi di accoglienza per le famiglie in via San Massimo. Un sistema integrato che riconosce come la cura non si esaurisca nell’assistenza sanitaria, ma debba includere anche il supporto educativo, relazionale e umano.

A sintetizzare il senso profondo dell’iniziativa è il presidente dell’associazione Miglior Vita Possibile, che parla di «un grande impegno etico, civile e sociale», finalizzato a garantire ai bambini e ai ragazzi colpiti da malattie difficili e spesso rare «la miglior vita possibile». Un’espressione che non indica una rinuncia alle cure, ma la volontà di offrire una vita il più possibile normale, ricca di relazioni e di opportunità, anche dentro una condizione di fragilità.

Questa impostazione si inserisce in un contesto più ampio, in cui le cure palliative pediatriche stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella medicina moderna. Un ambito che, come ricordato durante la presentazione del progetto, in passato veniva guardato con diffidenza, ma che oggi è riconosciuto come indicatore fondamentale della qualità della risposta sanitaria. Non una sconfitta della medicina, ma un modo diverso e più completo di prendersi cura.

Lo stesso equilibrio tra rigore scientifico e attenzione alla persona caratterizza anche l’attività trapiantologica. Padova si conferma infatti uno dei principali centri italiani per i trapianti di rene. Dal 1988 a oggi sono stati effettuati 3.710 trapianti renali, con una crescita costante dei trapianti da donatore vivente, che hanno raggiunto quota 856.

Particolarmente significativo è il capitolo della donazione samaritana, una delle forme più alte e complesse di solidarietà in ambito sanitario. Dal 2021 al marzo 2025, a Padova sono state valutate cinque persone come potenziali donatori samaritani, dando origine a esperienze concrete che hanno attivato catene di trapianti incrociati tra diversi centri italiani. Alla base di questi percorsi c’è un protocollo rigoroso, che integra valutazioni cliniche, psicologiche ed etiche, con l’obiettivo di tutelare pienamente il donatore e, allo stesso tempo, offrire nuove possibilità di vita ai pazienti in attesa. Che si tratti di accompagnare bambini fragili lungo percorsi di cura complessi o di trasformare un gesto di altruismo individuale in un’opportunità concreta per più persone, Padova conferma una sanità capace di guardare oltre la prestazione, mettendo al centro la persona e il valore della vita in tutte le sue fasi.

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