Nell’ultimo biennio la mobilità nel nostro Veneto è tornata, a pieno regime, ai ritmi frenetici del periodo pre-pandemico. Spostamenti per lavoro, studio e un turismo sempre più pervasivo hanno riportato il traffico a livelli massimi. Ma cosa ci dicono i numeri dell’ultimo rapporto Istat sulla sicurezza stradale? Il quadro che emerge è in chiaroscuro, ma con un raggio di luce che merita la nostra attenzione. Il dato più incoraggiante riguarda gli incidenti mortali: la prima metà del 2025 ha mostrato una riduzione degli incidenti con lesioni (-1,3%) e delle vittime, in linea con un calo generale. Nel 2024, le vittime sulle nostre strade furono 269. Numeri ancora tragicamente alti, ma che raccontano un calo un calo significativo. L’indice di mortalità in Veneto è calato da 2,4 a 2,1 decessi ogni 100 incidenti. Si tratta di un risultato d’eccellenza se confrontato con la sostanziale stagnazione del dato nazionale. Guardando lontano, dal 2010 a oggi, la nostra regione ha ridotto la mortalità stradale di oltre il 32%, superando la media italiana. Tuttavia, non è il momento di brindare. Se le “croci” diminuiscono, il numero complessivo di incidenti e di feriti è in lieve aumento, rispettivamente dello 0,7% e dell’1,3%. Questo scollamento ci suggerisce che, sebbene la sicurezza dei veicoli e la tempestività dei soccorsi riescano a salvare più vite, la frequenza degli impatti resta legata a distrazioni e volumi di traffico critici. Il Veneto, inoltre, è tra le regioni più colpite per mortalità ciclistica, con 27 ciclisti deceduti registrati nel 2025. Ogni incidente rappresenta un costo umano e sociale immenso e non possiamo abbassare la guardia.
Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin nuovo dg: “Rafforzare la sanità territoriale”
Bilancio regionale ultimi ritocchi prima del varo definitivo: parla l’assessore Giacinti
SICUREZZA STRADALE, SFIDA ANCORA APERTA:
CENTRI URBANI CHE SI RISCHIA DI PIU’
A Cavarzere guardrail nelle strade più a rischio lungo l’Adige, e tante asfaltature. L’Aifs: “Servono velocità più basse e autovelox per salvare vite”
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“Quello di Lupin III”: Davide Zanella, artista punto di riferimento per la comunità pop
CASO OSPITALITÀ A CAVARZERE, IL SERVIZIO TV ACCENDE LO SCONTRO
Il sindaco Munari: “Segnalato tutto alla Prefettura”. Il Pd attacca: “Servono controlli e spiegazioni”
VALERIA MANTOVAN: “LA CULTURA IN VENETO E’ RISORSA VIVA, DIFFUSA E FECONDA”
L’assessore regionale: stanziati subito 18 milioni per le borse studio, attenzione al disagio giovanile
Liceo classico, scelta da eroi
Giampiero Beltotto
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ite la verità: non mandate i vostri figli al classico perché avete paura del loro fallimento, quindi, non scommettendo sulla loro intelligenza, sulla loro capacità di abnegazione, di sacrificio, di volontà ferrea, scegliete per loro un percorso agevole. Quanti dei lettori di questo giornale hanno frequentato il glorioso liceo classico? Ricorderanno le ore trascorse sui Promessi Sposi, sull’aoristo passivo, su Tacito (intraducibile tanto quanto Quintiliano) o su Platone, che mi toccò alla maturità.
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Inaugurato il nuovo veicolo per il trasporto sociale
Si è svolta in piazza Vittorio Emanuele II l’inaugurazione del nuovo veicolo attrezzato per il trasporto di persone svantaggiate e a mobilità ridotta. Il mezzo è stato messo a disposizione da PMG Italia nell’ambito del Progetto Mobilità Garantita, grazie alla collaborazione con il Comune di Cavarzere e con l’Assessorato ai Servizi Sociali, e al contributo degli imprenditori del territorio che hanno sostenuto l’iniziativa. La cerimonia si è svolta alla presenza del sindaco Pierfrancesco Munari, del consigliere regionale Riccardo Barbisan, dei rappresentanti di PMG Italia Franco Pavanello e Patrizia Dall’Apria, oltre al personale dei servizi sociali e a diversi imprenditori sponsor del progetto. Presente anche l’arciprete di Cavarzere don Andrea Rosada, che ha impartito la benedizione al mezzo. Il mezzo sostituisce quello precedente e consentirà di dare continuità a un servizio ritenuto fondamentale per la comunità locale, soprattutto in un territorio che non gode di una posizione particolarmente favorevole rispetto alla vicinanza degli ospedali. Il veicolo è dotato di pedana per il trasporto di persone non deambulanti o con mobilità ridotta, rendendolo particolarmente adatto alle esigenze di anziani e persone con disabilità. Negli ultimi anni il servizio ha accompagnato circa 50 persone all’anno, consentendo loro di raggiungere ospedali, ambulatori, uffici e altri luoghi di servizio. Il progetto, attivo a Cavarzere dal 2017, si inserisce nel modello di collaborazione tra pubblico e privato previsto dalla legge quadro sui servizi sociali, con l’obiettivo di favorire autonomia, integrazione e partecipazione sociale delle persone più fragili.
Dopo l’inaugurazione in piazza, la cerimonia è proseguita nella sala consiliare di Palazzo Barbiani, dove l’amministrazione comunale ha consegnato attestati di riconoscimento alle aziende che hanno sostenuto l’iniziativa attraverso la sponsorizzazione degli spazi pubblicitari sul veicolo.
Il mezzo garantirà per altri quattro anni il servizio di accompagnamento
Liceo classico, scelta da eroi Giampiero Beltotto
Sapete che cosa diceva la mia insegnante nel liceo milanese di cui lei era Papessa riconosciuta e riverita? Che lì per lì avremmo trovato i Promessi Sposi noiosi, ma quando saremmo diventati vecchi o nei giorni della malinconia, proprio quelle pagine dell’eterno don Lisander ci avrebbero ristorato l’anima. La Papessa (unico arbitro della nostra esistenza in quegli anni) ci insegnò anche a leggere, nel senso di articolare le parole a voce alta in modo tale che gli altri capiscano perché “non leggi per te e basta, ma per tutto il mondo e devi leggere ad alta voce e lentamente per capire, per gustare le parole e per trasmetterle”. Leggo che al classico, proprio quello del 1923 pensato dal fascistissimo Giovanni Gentile, grazie al quale abbiamo la più bella scuola del mondo, ci va il cinque per cento dei nostri ragazzi. Credo che la percentuale corrisponda al numero di italiani che si entusiasmano per il bello in sé, cioè per ciò che ci rende umani. A casa mia anche figli e nipoti considerano il classico la scuola dell’obbligo perché non possiamo concepirci senza quelle cose inutili che sono la letteratura, il greco e il latino, la filosofia. Ho scoperto con orrore che il legislatore ha tolto la magnifica differenza con tutte le altre scuole, l’avere cioè la quarta e la quinta ginnasio. Tutti uguali ci vogliono. Nelle infinite porcherie commesse a danno della scuola, questa la considero tra le peggiori, come la fine del riassunto e la lallazione che insulta i nostri ragazzi perché li vuole incapaci di reggere allo stress del risultato, quasi che la vita sia una noiosa passeggiata sull’olio scivoloso della parità. Ah certo, dovete considerare i vostri figli un po’ eroi per iscriverli al classico, dei magnifici figli di Sparta e di Atene. Vostro figlio come Leonida che ci salvò con anche meno del cinque per cento dalle invasioni e che quando l’imperatore nemico gli ingiunse di abbassare lo scudo perché erano troppo pochi per salvare la pelle, rispose “vieni a prenderlo”. O vostra figlia come Aspasia di Atene compagna di Pericle e con lui all’origine di quella che noi poveracci chiamiamo democrazia: la ragazza potrebbe lavorare con onore nella comunicazione. Saranno gli unici, i vostri figli, che quando il telecronista dice “naiki” avvertiranno un brivido d’orrore lungo la schiena, ma saranno quelli che dopo cinque anni non rinunceranno a pensare con la propria testa e a concludere che “uno vale uno lo dici a tua sorella”. Se li volete forti i figli e se scommettete su di loro chiedete la sezione aspra e dura dove c’è il professore di filosofia che insegna Platone e Sant’Agostino e non comizia di politicamente corretto. Pure qualche scappellotto farebbe bene a chi decide per il classico ma so che questo finale potrebbe alzare un polverone. Rinuncio allo scappellotto, ma per favore ritorniamo al vecchio ma sempre giovanissimo ginnasio. Quarta e quinta, s’intende. Astenersi perditempo e perdigiorno. E poi come dice il Maestro Arbore, “meno siamo, meglio stiamo”.
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La città al centro del dibattito dopo il servizio di “Fuori dal Coro”
Cavarzere finisce al centro del dibattito nazionale dopo il servizio andato in onda nelle scorse settimane durante la trasmissione televisiva “Fuori dal Coro”. La puntata ha dedicato un approfondimento alla realtà cittadina, concentrandosi sull’aumento delle dichiarazioni di ospitalità per cittadini stranieri. Nel servizio, realizzato dall’inviato Francesco Leone, vengono evidenziati alcuni dati relativi alla crescita delle dichiarazioni di ospitalità registrate negli ultimi anni. Secondo quanto riportato, si sarebbe passati da 74 nel 2020 a oltre 1.300 nel 2025. Per verificare la situazione, il giornalista si è presentato in città fingendosi uno straniero interessato a ottenere i documenti necessari per il permesso di soggiorno. Nel servizio viene mostrato un incontro con un uomo indicato come presunto intermediario, che avrebbe dichiarato di poter aiutare alcuni connazionali nella gestione delle pratiche e nella predisposizione delle dichiarazioni di ospitalità.
Il confronto, ripreso dalle telecamere nascoste, prosegue con l’uomo che parla di piccoli compensi per la gestione delle pratiche e afferma di possedere diversi immobili che gli consentirebbero di rilasciare dichiarazioni di ospitalità. Secondo quanto mostrato nel servizio televisivo, nel 2025 sarebbero state presentate a suo nome oltre un centinaio di richieste. A un certo punto l’inviato ha rivelato la propria identità chiedendo spiegazioni più dettagliate. L’uomo ha respinto le accuse e ha sostenuto di non aver favorito nessuno in modo illecito. Dopo
un breve confronto ha deciso di recarsi alla stazione dei carabinieri, invitando il giornalista a chiarire la vicenda nelle sedi opportune o eventualmente durante la trasmissione televisiva. Il confronto però non è proseguito e l’uomo si è allontanato senza ulteriori dichiarazioni. Sulla questione è intervenuto il sindaco Pierfrancesco Munari.
“Per prima cosa - ha detto - l’immigrazione non è gestibile da nessun sindaco, perché è una competenza statale sul quale noi non possiamo derogare. In secondo luogo le dichiarazioni di ospitalità sono dichiarazioni quindi vengono rese, non è come un procedimento, ad esempio quello della residenza, dove ci può essere un’istruttoria e un’analisi di determinati spazi, ad esempio metrature o quant’altro. La dichiarazione viene resa da un soggetto che ti dichiara che ospita un altro”.
Munari ha poi ricordato di aver segnalato la crescita dei numeri alle autorità competenti. “Come sindaco - ha detto - già nel 2024 con protocolli certi avevo denunciato il numero che stava crescendo esponenzialmente al Prefetto e ho mandato nel corso del 2025, 4-5 comunicazioni aggiornando il numero e chiedendo diversi riscontri. È stato fissato un comitato di ordine di sicurezza provinciale”. Il primo cittadino ha aggiunto: “Ho mandato nel 2026 un ulteriore consuntivo comunicando quelli che erano i dati a fine 2025 e chiedendo un ulteriore riscontro. Nel caso in cui ci fosse dell’indagine in corso non credo sia opportuno parlarne”. A far discutere sono state anche le dichia-
razioni dell’assessore Mattia Bernello sul tema immigrazione. “Le esternazioni dell’assessore Bernello - conclude Munari - erano finalizzate alla sinistra non locale che tanto non conta più di tanto, ma quanto alla sinistra nazionale che si accorge oggi di un problema di immigrazione, quando il centrodestra sono 30 anni che erge i muri contro un’immigrazione senza controllo che ha riempito tutte le nostre città tra le più grandi e le più piccole”.
Alessandro Abbadir
L’attacco del PD
“Su sicurezza e immigrazione serve responsabilità”
“Fa sorridere amaramente, l’ironia dell’assessore Bernello di Fratelli d’Italia che sulla vicenda delle richieste di ospitalità a Cavarzere dicendo: “la sinistra se ne accorge solo adesso”. A dirlo è la sezione locale del Pd di Cavarzere. “Il problema dell’immigrazione esiste, nessuno lo nega – dice il Pd -. Ma proprio per questo fa riflettere che chi ha promesso soluzioni semplici e dure in campagna elettorale, oggi si limiti a dire che la competenza è dello Stato. Se a governare Cavarzere è una maggioranza di Lega e Fratelli d’Italia, che da anni fanno della sicurezza e del controllo del territorio la loro bandiera politica, non dovrebbe essere proprio questa amministrazione a pretendere più controlli, più verifiche e più trasparenza? Si dice che siano state fatte delle segnalazioni. Bene. Ma cosa hanno prodotto concretamente queste segnalazioni? Perché il punto non è solo il numero alto di richieste di ospitalità in un anno
che già di per sé è impressionante. Il punto è: queste persone vivono davvero a Cavarzere? Pagano regolarmente un affitto? Risiedono realmente negli indirizzi dichiarati? Sono domande semplici, che qualsiasi cittadino si farebbe”.
“Tutto ciò significa - continua il Pd - che il fenomeno esiste da tempo e che è cresciuto proprio negli anni in cui Fratelli d’Italia e Lega amministrano il Comune. La vicenda non è rimasta solo una discussione locale: se ne è occupata perfino una trasmissione nazionale su Rete4. Segno che forse la situazione non è così normale e
tranquilla come qualcuno vorrebbe far credere. Si preferisce buttarla sull’ironia politica. Così facendo, però, riduce e banalizza il vero tema che da anni è sotto la lente di ingrandimento a Cavarzere: il crescente degrado e la percezione di insicurezza nel nostro territorio”. Precise le considerazioni finali. “Prima di fare ironia - concludono i dem di Cavarzere- forse sarebbe il caso di spiegare ai cittadini perché questi fenomeni sono cresciuti proprio negli anni in cui governate voi. Perché la sicurezza, quando si è al governo, non è uno slogan. È una responsabilità”. (a.a.)
Un frame della puntata
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Sicurezza stradale/1. Il sindaco Alessandro Aggio illustra gli interventi degli ultimi 12 mesi
Cona: basta con i camion in centro, regionale sorvegliata da occhi elettronici
Il 2025 è stato un anno particolarmente significativo per quanto riguarda gli interventi sulla sicurezza stradale e la manutenzione delle infrastrutture viarie del territorio di Cona. A raccontarlo è stato il sindaco del paese Alessandro Aggio. Sono diversi lavori attesi da tempo che sono stati finalmente realizzati, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza della circolazione e la qualità della viabilità per cittadini e utenti della strada. Tra gli interventi più rilevanti si segnala l’asfaltatura della strada regionale 516, nel tratto compreso tra Cavarzere e via Roma. Si tratta di un’opera attesa da anni che ha consentito di risolvere numerose criticità presenti sul manto stradale. In particolare è stata sistemata la rotonda di Pegolotte, che ormai presentava evidenti avvallamenti e segni di deterioramento tali da rendere necessario un intervento strutturale. L’opera di asfaltatura è stata accompagnata anche dal rifacimento della segnaletica orizzontale, fondamentale per garantire maggiore sicurezza e visi-
bilità agli automobilisti. Sempre nel corso del 2025 è stato attivato il varco elettronico per il controllo del passaggio dei mezzi pesanti, con l’obiettivo di ridurre il traffico dei camion in via Marconi e via Roma, una zona particolarmente sensibile del paese dove si trovano le scuole e numerose attività commerciali, tra cui negozi e bar. “I mezzi pesanti provenienti da sud sono ora indirizzati - spiega Aggio - a utilizzare la camionabile Cavarzere–Romea, lungo la quale Veneto Strade aveva già realizzato negli anni scorsi, la rotatoria all’intersezione con la Monselice–Mare, proprio per favorire una viabilità più scorrevole e sicura per il traffico pesante. Sul fronte della manutenzione del verde, Città Metropolitana è intervenuta con un’importante operazione di potatura delle alberature lungo la Sp7, un intervento resosi necessario per migliorare la sicurezza della circolazione e prevenire possibili situazioni di pericolo legate alla crescita incontrollata della vegetazione. Verso la fine dell’anno, inol-
tre, Open Fiber, in coordinamento con l’ufficio tecnico comunale, ha provveduto alla sistemazione dei pozzetti della fibra ottica, che in diversi punti presentavano criticità come sprofondamenti e crepe nel manto stradale. L’intervento
ha consentito di ripristinare condizioni di sicurezza e regolarità lungo le vie interessate”. Ma non solo. Parallelamente infatti, il Comune di Cona è intervenuto con lavori puntuali per risolvere alcune situazioni di emergenza sulla
“A causa di vecchi contenziosi, soldi sottratti alle manutenzioni”
Nonostante l’impegno sul fronte degli interventi, l’amministrazione di Cona deve tuttavia fare i conti con alcune difficoltà di bilancio legate a vecchie pendenze legali ereditate dalle precedenti amministrazioni. A spiegarlo è sempre il primo cittadino Alessandro Aggio. “Tra il 2004 e il 2014 - accusa il sindaco - sono stati infatti accumulati oltre 137 mila euro di spese legali, dovute a ricorsi e contenziosi avviati lasciando alle amministrazioni
successive l’onere del pagamento dei professionisti”. Una tegola finanziaria che il Comune sta affrontando ancora adesso. “L’attuale amministrazionesottolinea il primo cittadino di Conasta progressivamente affrontando questo peso economico: nel solo 2025 sono stati pagati oltre 55 mila euro, mentre per il 2026 restano ancora circa 40 mila euro da saldare. Rimane comunque il rammarico di dover destinare risorse importanti a situazioni pregresse, sot-
traendole potenzialmente ad altri interventi utili per il territorio in tema di sicurezza stradale”. “L’obiettivo resta comunque - conclude Aggio - quello di proseguire nel percorso di miglioramento della sicurezza stradale e della qualità delle infrastrutture, programmando interventi mirati e una gestione più prudente e responsabile delle risorse pubbliche”. Insomma i lavori si faranno con un occhio al bilancio. (a.a.)
rete viaria, in particolare in via Valletta, via Roma, via Romea e via Vivaldi, dove si sono resi necessari interventi di manutenzione straordinaria per garantire la sicurezza della circolazione.
Alessandro Abbadir
Sicurezza stradale/2. Il primo cittadino Munari illustra quanto fatto finora sul fronte della viabilità
Cavarzere, viabilità ad alto rischio: arrivano i guardrail nei punti pericolosi
“Sulla sicurezza stradale abbiamo fatto tantissimo, perché quest’anno abbiamo cantierato e concluso la messa in sicurezza della sinistra Adige, che è una delle strade regionali di competenza dell’amministrazione comunale”. A dirlo è sindaco di Cavarzere Pierfrancesco Munari. Intanto 700 mila euro di investimento, di cui 350 finanziati dalla Regione del Veneto, si è visto il posizionamento di guardrail nei punti più pericolosi del territorio e soprattutto ben visibile la posizione guardrail tra i due ponti dell’Adige del centro, dove prima erano presenti i panettoni di cemento e di granito che erano molto pericolosi e avevano causato diversi incidenti. “Abbiamo asfaltato - dice il sindaco di Cavarzere Munari - diversi chilometri, sempre della strada arginale, soprattutto nel punto che va da Boscochiaro verso la frazione San Pietro. La messa in sicurezza non è completa, perché con 700 mila euro siamo riusciti a fare una parte ai lavori, abbiamo già richiesto sempre con la legge un altro milione di euro per completarla tutta e metterla in sicurezza del tutto. Sono stati tanti poi gli interventi concordati con gli enti
proprietari delle strade, quindi sia con Veneto Strade che con la Città Metropolitana di Venezia, che ha visto cantierare ed eseguire tantissimi asfaltature nel centro cittadino, via Circonvalazione, via Regina Margherita e tante altre strade”. Non da ultimo l’anno scorso riferisce sempre Munari “ho concordato con Adriatica Lng delle opere compensative per circa 250 mila euro e quindi quest’anno vedremo diverse opere di asfaltatura nelle vie del centro e delle frazioni che stanno per essere ovviamente individuate”. Le criticità sono tante, d’altronde tanti anni in cui non si faceva manutenzione ordinaria straordinaria e l’estensione territoriale di 140 chilometri quadrati con tantissime strade di competenza comunale, ovviamente si com-
prende la difficoltà di intervenire su tutti i punti critici. “Noi - conclude il sindaco di Cavarzere Munari - ce la stiamo mettendo tutte e credo che in questi anni si sia visto il cambio di marcia e soprattutto gli interventi su tantissime strade che erano state abbandonate. Mi permetto di evidenziare poi, come due anni fa abbiamo messo in sicurezza via Matteotti, che era la via dei carabinieri, dove erano presenti tantissimi radici dei pini marittimi che rendevano praticamente impraticabile la strada, quindi abbiamo messo in sicurezza quella, messo in sicurezza il ponte sull’Adige, quindi con l’asfaltatura e parte delle rampe di accesso, credo che l’intervento in sicurezza sia stato imponente”.
Alessandro Abbadir
“Le criticità sono tante, d’altronde tanti anni in cui non si faceva manutenzione ordinaria straordinaria”
Paolo Battistini (Aifvs): “Velocità più basse e autovelox per salvare vite”
“Nel giro di 20 anni il numero di giovani morti in sinistri stradali in età compresa tra 20 e 29 anni è diminuito, passando a livello nazionale dalle 1700 vittime del 2004 alle 1100 del 2011, fino alle 700 attuali. Resta alto il numero di pedoni uccisi: 500 nell’ultima rilevazione disponibile. Il Ministero dei Trasporti autorizzi al più presto i lavori di adeguamento degli autovelox”. A dirlo è Paolo Battistini, presidente dell’Associazione Italiana Famigliari Vittime della Strada per le province di Padova e Venezia e Treviso, da anni impegnato nella promozione dell’educazione stradale tra gli studenti delle scuole del territorio e nel sollecitare enti locali e istituzioni nazionali a rafforzare gli strumenti utili ad aumentare la sicurezza sulle strade. “In queste settima-
ne faremo incontri nelle scuole dell’area di Cittadella, nel Padovano, e a Borgoricco – dice Battistini – ma anche a Mirano, nel Veneziano, ad aprile. Nei mesi scorsi abbiamo organizzato iniziative di sensibilizzazione, ad esempio a Martellago e a Piove di Sacco. Mi sono reso disponibile anche per attività in provincia di Treviso e di Rovigo, ad esempio nel Comune di Trecenta”. Secondo Battistini, nel 2024 rispetto al 2023 in Veneto si è registrato un aumento del numero di sinistri stradali gravi o mortali, una tendenza che (pur in assenza di dati ufficiali) sembrerebbe proseguire anche nel 2025. “Per far diminuire il numero di sinistri mortali o gravi – sottolinea Battistini – una strada è obbligata: ridurre la velocità di auto, camion e moto. Si spera che al più presto
gli autovelox spenti possano essere riaccesi con il via libera del Ministero dei Trasporti. Vanno nella giusta direzione anche l’istituzione di molte strade con il limite dei 30 chilometri all’ora”. Infine l’attenzione si sposta sul progressivo invecchiamento della popolazione alla guida. “Servono controlli precisi sulle condizioni psicofisiche di chi – conclude –magari a 75 o 80 anni si mette alla guida dell’auto”. (a.a.)
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Inizia il porta a porta nelle periferie: verso la tariffazione puntuale dei rifiuti
H a preso il via da marzo il nuovo servizio di raccolta differenziata porta a porta nell’area periferica del Comune di Cavarzere, prima periferia, San Giuseppe e frazioni. A renderlo noto è la partecipata Veritas che si occuperà della raccolta dei rifiuti. Le frequenze, le zone e gli orari di esposizione dei rifiuti sono quelli previsti nell’Ecocalendario 2026, già consegnato a tutte le utenze interessate Da quel giorno, dunque è iniziata la raccolta porta a porta dei rifiuti secco non riciclabile, vetroplasticalattine e carta-cartone-cartoni per bevande tramite lo svuotamento dei bidoni.
“Come indicato nel calendario – ricorda Veritas come promemoria anche per i primi tempi - la sera precedente alla raccolta, gli utenti dovranno esporre i bidoni sul suolo pubblico e in un luogo facilmente accessibile ai mezzi per la raccolta. Saranno raccolti solo i rifiuti correttamente differenziati e inseriti negli appositi contenitori; non saranno raccolti quelli differenziati in modo errato o lasciati fuori dei bidoni. A svuotamento avvenuto, i cittadini dovranno provvedere al ritiro dei contenitori. Nelle vie dove il servizio è già attivo, proseguiranno anche la raccolta del rifiuto organico e quella del verde e delle ramaglie, seguendo però il nuovo calendario ed esclusivamente per le utenze che esporranno il contenitore fornito da Veritas”.
Le utenze interessate alla raccolta del verde-ramaglie dovranno richiedere la consegna dei bidoni da 240 litri al numero verde gratuito 80081133 o alla mail ambiente@ gruppoveritas.it: i contenitori verranno consegnati dal personale di Veritas. Il verde conferito con modalità diverse, fascine comprese, non sarà più raccolto. Grandi quantità di fascine e potature potranno essere portate nel Centro di raccolta, anche attraverso i giardinieri. Contemporaneamente all’avvio del nuovo metodo di raccolta, nelle zone periferiche saranno ritirati tutti i cassonetti stradali, compresi quelli per il verde. Un sistema su cui c’è il pieno consenso dell’assessore Marco Grandi. “Questo nuovo sistema di raccolta dei rifiuti – dice - permetterà al Co-
mune di Cavarzere di passare nel corso di quest’anno dall’attuale Tari, quindi dalla tassa, al sistema di tariffazione puntuale che premia il comportamento virtuoso di chi riduce la quantità di rifiuto secco residuo, incentivando in questo modo la raccolta differenziata”. Il nuovo sistema di calcolo, che prevede che ogni utenza paghi in base al numero di conferimenti del secco residuo, parametrato al tipo di attività o ai componenti del nucleo familiare, entrerà però in vigore nel 2027. Il 2026, quindi, sarà considerato un periodo transitorio.
Alessandro Abbadir
Impianti sportivi di via Spalato completati e pronti all’uso
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Sono stati completati nelle scorse settimane i lavori agli impianti sportivi di via Spalato a Cavarzere. L’amministrazione e l’assessorato allo sport con l’assessore Mattia Bernello e il sindaco Pierfrancesco Munari infatti hanno annunciato nelle scorse settimane “che sta per essere consegnato alla città e ai giovani, un impianto evoluto, sicuro ed efficiente”. “Le tribune e gli spogliatoi -spiegano i due amministratori - sono stati completamente rinnovati, l’impianto di irrigazione totalmente sostituito ed il nuovo fondo del campo da calcio; senza dimenticare il campo da padel antistante il Tennis club, che offrirà un nuovo sport da praticare in città”.
Il sindaco e l’assessore vanno nel dettaglio dei lavori fatti per la realizzazione degli impianti sportivi. “Consegniamo il cantiere nei termini previsti dal Pnrr - dice il sindacononostante le difficoltà incontrate come ad esempio la discarica rinvenuta sotto il terreno del campo calcio che ha richiesto la bonifica dell’area. Abbiamo progettato anche il rinnovo della pista di atletica, progetto da oltre 700.000 euro che risulta ammesso, ma non ancora finanziato. Ci auguriamo che a breve arrivino novità per il nostro territorio. Viva lo sport, viva Cavarzere”. Un concetto che precisa direttamente anche sui social l’assessore Bernello. “È un investimento concreto sul futuro dello sport a Cavarzere - dice Bernello -. Ogni cantiere può presentare imprevisti, chi conosce il settore lo sa bene, ma ciò che conta è aver superato le difficoltà e aver portato a termine un’opera importante per tutta la comunità”. Insomma delle strutture attese dagli sportivi e dalle tante associazioni che si occupano di sport sul territorio cavarzerano ora pronte ad essere utilizzate. (a.a.)
Marco Grandi Cavarzere
Mattia Bernello
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Volontariato. Bilancio positivo e nuove iniziative per il 2026
Avis “Guarnieri”, assemblea dei soci
Donazioni in crescita e nuova sede inaugurata: il 2025 dell’Avis “Guarnieri” di Cavarzere e Cona si chiude con risultati positivi. Durante l’assemblea spazio ai ringraziamenti e ai programmi per il 2026
Si è svolta a fine febbraio l’assemblea dei soci dell’Avis comunale “Guarnieri” di Cavarzere e Cona, un appuntamento dedicato alla condivisione delle attività svolte nel corso del 2025 e alla presentazione dei programmi per il nuovo anno.
Il bilancio dell’attività associativa ha evidenziato un anno particolarmente positivo, caratterizzato da grande partecipazione e impegno da parte dei volontari e dei donatori. Al 31 dicembre 2025 i donatori attivi risultavano circa 650, mentre nel corso dell’anno sono state effettuate circa 1.100 donazioni complessive, di cui 950 di sangue intero e 150 di plasmaferesi. Tra i momenti più significativi dell’anno appena trascorso spicca l’inaugurazione della nuova sede sociale, la “Casa del Donatore” in via Alighieri, diventata un importante punto di riferimento per i soci e per l’intera comunità.
“Il 2025 è stato per noi un anno
speciale – ha sottolineato il presidente Gelindo Romagnolo – perché abbiamo inaugurato la nostra nuova sede e celebrato la Festa del Donatore come momento solenne di ricordo e condivisione insieme alle sezioni sorelle intervenute a Cavarzere”. La giornata si è poi conclusa con il tradizionale pranzo sociale, occasione di incontro e convivialità tra i partecipanti.
Nel corso del suo intervento il presidente ha voluto esprimere un ringraziamento particolare al personale sanitario del centro trasfusionale e ai medici, in particolare Maria Grazia Piva e Jean Haddad, oltre che a tutti i donatori e ai membri del consiglio direttivo. “Se oggi possiamo parlare di risultati importanti – ha evidenziato Romagnolo – è grazie alla professionalità degli operatori sanitari, alla dedizione dei volontari e soprattutto alla straordinaria generosità dei nostri donatori”.
Un momento particolarmente
significativo dell’assemblea è stato dedicato proprio al dottor Haddad, omaggiato con una pergamena di ringraziamento per il prezioso servizio svolto e per il suo recente pensionamento. Durante l’incontro è stato inoltre ribadito il valore sanitario e umano della donazione di sangue. “Donare significa garantire cure e speranza – è stato ricordato – e il nostro centro può contare su operatori altamente preparati e su donatori di grande
La Polisportiva Quadrifoglio Rottanova Campione Provinciale CSI di Padova
Con un turno di anticipo, dopo una stagione dominata dalla prima all’ultima giornata, la Polisportiva Quadrifoglio Rottanova si laurea Campione Provinciale CSI di Padova. Una vittoria che premia una stagione trionfale e la costanza di un gruppo che non si è mai risparmiato.
“Il merito va prima di tutto ai ragazzi, impegnati con dedizione fisica e
mentale fin dal 31 agosto, data del primo allenamento - fa sapere la società -. Un ringraziamento speciale va anche ai mister Simone Donà e Francesco Longhin, per la guida tecnica e la motivazione quotidiana, e a tutti coloro che hanno sostenuto la squadra settimana dopo settimana con incoraggiamenti e gesti di supporto. Quest’anno, l’armonia e la compattezza della squadra
responsabilità e sensibilità”. Presente all’assemblea anche il delegato provinciale Filippo Russo, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza di coinvolgere sempre più giovani nel mondo della donazione. “È fondamentale investire sui giovani donatori, coinvolgerli e responsabilizzarli – ha sottolineato – e allo stesso tempo lavorare per incrementare le donazioni di plasma, sempre più importanti per il sistema sanitario”.
hanno contribuito a costruire una vera e propria famiglia sportiva, orgogliosa dei risultati raggiunti e consapevole del percorso condiviso”.
La società celebra così un traguardo straordinario, esprimendo fierezza e gratitudine verso tutti i protagonisti di questa impresa, confermando la forza e l’entusiasmo della Polisportiva Quadrifoglio Rottanova. (r.c.)
Guardando al futuro, l’associazione ha già annunciato alcune delle iniziative in programma per il 2026. Tra queste la “Marcialonga per la Vita”, camminata non competitiva prevista per il mese di settembre, e la “Festa del Preziosissimo Sangue di Gesù” in programma a luglio, oltre ad altre attività che saranno realizzate in collaborazione con le amministrazioni comunali.
Giulia Toffanello
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Inclusione. L’iniziativa rientra nel programma “Marzo Donna Cavarzere”
Consegnati i dispenser negli istituti scolastici
Nell’ambito del calendario di iniziative “Marzo Donna Cavarzere”, è stato avviato un nuovo progetto dedicato alla promozione della dignità e dell’inclusione negli spazi pubblici e scolastici della città. L’Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Cavarzere, Mattia Bernello, ha consegnato alcuni dispenser per assorbenti igienici destinati agli istituti scolastici del territorio, accompagnati dalla prima dotazione di prodotti.
La prima tappa della consegna si è svolta presso la scuola secondaria di primo grado “Cappon”, dove sono stati installati quattro dispenser alla presenza della Dirigente Scolastica, degli insegnanti e del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Successivamente l’iniziativa è proseguita all’Istituto di istruzione superiore “Veronese–Marconi”, dove l’Assessore ha incontrato la Vicepreside, il corpo docente e diverse classi dell’istituto. L’occasione ha permesso un confronto diretto con gli studenti su un tema che riguarda la quotidianità di molte ragazze e che sempre più spesso diventa oggetto di dialogo e consapevolezza tra i giovani.
I dispenser sono stati messi a
disposizione dall’Amministrazione Comunale, mentre gli assorbenti sono stati donati da Alìper di Cavarzere, realtà commerciale del territorio che ha scelto di sostenere concretamente l’iniziativa. Un gesto di collaborazione che testimonia attenzione e sensibilità verso un progetto di carattere sociale. L’iniziativa nasce da una precisa volontà dell’Assessorato alle Pari Opportunità, condivisa e sostenuta dalla Consulta delle Pari Opportunità, con l’obiettivo di promuovere maggiore attenzione verso il tema della dignità e di prevenire situazioni di disagio o difficoltà che possono verificarsi nella quotidianità. Si tratta di un gesto semplice ma significativo, che vuole affermare un principio di rispetto, inclusione e attenzione verso tutte le persone. Allo stesso tempo rappresenta anche un’opportunità educativa per favorire il dialogo tra i più giovani su un aspetto naturale della vita che non dovrebbe più essere considerato un tabù.
Il progetto, inoltre, non si esaurisce con le consegne di oggi. L’Amministrazione Comunale prevede infatti di installare progressivamente i dispenser anche in altri
edifici pubblici della città. Il percorso è iniziato già nei mesi scorsi con la prima installazione presso la Biblioteca Comunale di Cavarzere e proseguirà nei prossimi mesi in altri spazi pubblici del territorio.
“Questa iniziativa nasce da un’idea molto semplice, ma dal valore profondo: garantire dignità, attenzione e rispetto nella quotidianità delle nostre scuole e degli spazi pubblici - fa sapere l’amministrazione -. Con la consegna dei dispenser vogliamo dare un segnale
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concreto di sensibilità verso un bisogno reale di molte studentesse, contribuendo allo stesso tempo a superare imbarazzi e tabù che troppo spesso accompagnano un tema naturale della vita. Il confronto con le ragazze e i ragazzi che abbiamo incontrato oggi è stato particolarmente significativo: ascoltare le loro riflessioni e la loro sensibilità ci conferma quanto sia importante creare occasioni di dialogo e di educazione su questi temi. Ringrazio di cuore Alìper di
Cavarzere per aver sostenuto con generosità il progetto, i dirigenti scolastici, gli insegnanti e tutto il personale delle scuole per la collaborazione. Questo percorso non si ferma qui: l’obiettivo è proseguire con l’installazione dei dispenser anche in altri edifici pubblici del nostro Comune, perché costruire una comunità più attenta ai diritti e alla dignità di tutte e di tutti è una responsabilità che riguarda ciascuno di noi”.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto ad Alìper di Cavarzere per il prezioso contributo, ai dirigenti scolastici, agli insegnanti e al personale degli istituti che hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa. Un pensiero speciale è stato rivolto anche alle studentesse e agli studenti che hanno partecipato agli incontri con attenzione e sensibilità.
Il confronto con i giovani, infatti, rappresenta uno dei momenti più importanti di queste iniziative: è proprio dal dialogo e dall’ascolto che può crescere una comunità più consapevole, rispettosa e attenta ai diritti di tutte e di tutti.
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impianti completamente elettrici che garantiscono maggiore sicurezza e minori consumi energetici. Il comfort abi-
apprezzata per la distribuzione unifor-
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Partecipazione. La cittadinanza protagonista attraverso il canale WhatsApp del Comune
Scelto il logo con un sondaggio ufficiale della Consulta dei Giovani
Il logo scelto rappresenterà l’identità visiva della Consulta nelle attività e nei progetti futuri
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i è conclusa con grande partecipazione la votazione per la scelta del logo ufficiale della Consulta dei Giovani di Cavarzere. Attraverso il canale WhatsApp del Comune di Cavarzere, la cittadinanza ha potuto esprimere la propria preferenza, contribuendo in modo diretto a definire l’identità visiva che accompagnerà la Consulta in tutte le iniziative realizzate in collaborazione con l’Amministrazione comunale. Il logo selezionato diventerà il simbolo distintivo con cui i giovani della Consulta si presenteranno nelle attività, nei progetti e negli eventi che animeranno la città nei prossimi mesi, rappresentando visivamente l’impegno e la partecipazione delle nuove generazioni alla vita pubblica.
“Desidero ringraziare di cuore tutti i ragazzi che si sono messi in gioco con entusiasmo, creatività e senso di appartenenza – dichiara l’Assessore alle Politiche Giovanili Mattia Bernello –. La scelta condivisa del logo rappresenta un bellissimo esempio di partecipazione attiva e di collaborazione tra istituzioni e giovani. Ora, con un’identità definita, la Consulta può partire con ancora più slancio per realizzare le tante idee già in cantiere. Grazie ai nostri ragazzi che, ancora oggi, scelgono di impegnarsi per la propria città: il loro entusiasmo sta coinvolgendo molti altri giovani, che invito ad iscriversi, ricordando che le ade-
sioni alla Consulta sono sempre aperte”. Tra i prossimi progetti in programma vi è la realizzazione di un contest per la creazione di un segnalibro, che vedrà la collaborazione delle scuole del territorio e della Biblioteca Comunale di Cavarzere. Un’iniziativa che unisce creatività, cultura e partecipazione, rafforzando il legame tra i giovani e le realtà educative locali. La Presidente della Consulta dei Giovani, Miriam Pavanato, esprime grande soddisfazione: “Siamo molto felici del percorso fatto fin qui. La collaborazione con l’Amministrazione comunale è positiva e concreta, e i progetti in cantiere sono numerosi e stimolanti. Il logo scelto rappresenta la nostra identità e la voglia di costruire qualcosa di bello per Cavarzere, insieme”. Anche il
Vice Presidente Matteo Chiorboli sottolinea l’importanza di questo momento: “La partecipazione della cittadinanza alla scelta del logo è stata per noi un segnale forte di attenzione e vicinanza. Ora siamo pronti a trasformare le idee in iniziative concrete, lavorando in squadra e coinvolgendo sempre più ragazzi”.
L’Amministrazione comunale rinnova il proprio ringraziamento alla Consulta dei Giovani per l’impegno dimostrato e guarda con fiducia ai prossimi appuntamenti, certa che il protagonismo giovanile rappresenti un valore fondamentale per la crescita della comunità. Le iscrizioni alla Consulta dei Giovani di Cavarzere restano sempre aperte.
“Caccia al Rifiuto”: cacciatori in campo per ripulire il territorio
Una giornata all’insegna dell’ambiente, del volontariato e del senso civico si è svolta, domenica 1 5 marzo, nelle campagne di Cavarzere grazie all’iniziativa “Caccia al Rifiuto”, promossa dall’Ambito Territoriale di Caccia Venezia 4. I partecipanti hanno dedicato il proprio tempo alla pulizia di diverse aree del territorio, raccogliendo una quantità sorprendente di rifiuti abbandonati. Il bilancio della giornata è significativo: sono stati riempiti due camion di grandi dimensioni, oltre a numerosi sacchi di immondizia. Tutto il materiale è stato raccol-
to con attenzione, differenziato e verrà conferito all’ecocentro comunale per il corretto smaltimento. L’iniziativa è stata organizzata dall’Ambito territoriale di caccia, presieduto da Paolo Agostini, con il coordinamento per la zona di
A loro è andato il ringraziamento dell’amministrazione anche attraverso una attestazione di riconoscimento consegnata durante la giornata. La giornata ha avuto quindi non solo un valore pratico, per il risultato ottenuto nella pulizia delle campagne, ma anche un forte significato simbolico. L’obiettivo è continuare a coinvolgere cittadini e associazioni per promuovere il rispetto del territorio e rendere Cavarzere sempre più decorosa, rafforzando il senso di civiltà e di attenzione verso l’ambiente. (g.t.)
Cavarzere di Cristian Ferrarese.
Giulia Toffanello
Il logo scelto
Servizi. Il Comune ha in programma molte novità nel capoluogo e frazioni
Cimiteri e piano urbanistico, pioggia di interventi in città
Cimiteri e piano urbanistico, tanti gli interventi in programma sul territorio di Cona. Proseguono infatti le attività del Comune su diversi fronti, dalla manutenzione del territorio alla pianificazione urbanistica, con una serie di azioni che interesseranno nelle prossime settimane varie zone del territorio. Per quanto riguarda la manutenzione ordinaria, è stata incaricata una cooperativa che opererà nelle frazioni di Conetta e Cantarana.
Nei prossimi giorni gli operatori saranno al lavoro per la chiusura delle buche lungo le strade e per alcuni interventi di sistemazione del verde. In particolare è prevista la pulizia e sistemazione dell’area cespugliosa davanti all’ingresso della scuola elementare, oltre alla sistemazione dell’accesso carrabile alla scuola media, con l’obiettivo di rendere più ordinati gli spazi frequentati quotidianamente da studenti e famiglie. Sul fronte dei servizi cimiteriali, dalla metà marzo sono iniziate le operazioni di esumazione nei 3 cimiteri del territorio.
Gli uffici comunali stanno contattando i familiari interessati per le comunicazioni necessarie. L’intervento dovrebbe consentire di liberare complessivamente circa 20 loculi, di cui 3 a Cantarana, 3 a Forato e 14 a Cona, permettendo così di recuperare nuovi spazi all’interno delle strutture cimiteriali. Prenderà il via poi anche la distribuzione delle pastiglie larvicide contro le zanzare, che saranno consegnate ai cittadini nei giorni di mercato e presso il municipio.
Nel frattempo l’amministrazione sta predisponendo il nuovo piano comunale di contrasto alle zanzare, che dovrà essere inviato all’Usl 3. Il piano seguirà le nuove indicazioni sanitarie, che prevedono una maggiore attenzione alla prevenzione e una limitazione nell’utilizzo degli adulticidi, privilegiando interventi mirati sul ciclo larvale.
“Importanti passi avanti - sottolinea il sindaco Alessandro Aggio - si registrano sul fronte della pianificazione urbanistica. Prosegue infatti l’istruttoria per l’adozione e l’approvazione del Piano degli Interventi, uno strumento fondamentale che andrà a sostituire e aggiornare i piani urbanistici at-
tualmente vigenti, con l’obiettivo di riordinare la pianificazione del territorio”.
L’ufficio tecnico comunale, con il supporto dell’urbanista architetto Gianluca Trolese, sta predisponendo gli atti necessari ai primi passaggi in giunta. Successivamente si aprirà una fase di confronto con i cittadini e con le realtà portatrici di interessi diffusi del territorio, prima di arrivare all’approvazione definitiva. L’obiettivo dell’amministrazione è completare l’iter entro la fine dell’anno. “Infine proseguono anche gli incontri relativi al futuro della base di Conetta - conclude
Aggio. Sono in corso confronti con i soggetti interessati all’acquisto dell’area e parallelamente si stanno svolgendo interlocuzioni con il demanio, proprietario dell’area, e con la Città Metropolitana, per risolvere alcune questioni urbani-
stiche. Una volta completati questi passaggi sarà possibile arrivare alla manifestazione di interesse pubblica, per individuare soggetti interessati all’acquisizione della struttura”.
Alessandro
Abbadir
“Donne ritrovate” momento di grande successo e riflessione Momenti di emozione e riflessione nelle scorse settimane al Centro Civico di Cona, quando, assicura il sindaco Alessandro Aggio, si è vissuto “un momento di grande valore culturale e umano con l’incontro con “Donne ritrovate - La storia di poche nel nome di molte”, organizzato in occasione della Giornata dei Diritti della Donna”. Il sindaco non dimentica l’alto valore delle relatrici all’evento. “Un ringraziamento speciale - dice il sindaco Aggio - va alla professoressa Fanny Quagliato per il suo prezioso contributo e per aver condiviso riflessioni e conoscenze sulla vita di donne famose, partendo da Elena Cornaro la prima donna laureata arrivando ad Anna Magnani. Donne diverse di epoche diverse, ma tutte straordinarie. Un grazie
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Buona
va anche a tutte le persone che hanno partecipato: la loro presenza e il loro interesse dimostrano quanto sia importante continuare a parlarne, insieme”. Insomma nei giorni dedicati alla Festa della Donna si è creato a Cona un momento di dibattito e discussione che ha portato a darsi appuntamento anche in altri giorni dell’anno per poter affrontare argomenti complicati e certo sempre di attualità pensando ai diritti negati delle donne spesso oggetto di violenze. Proprio nell’area di Cona e Cavarzere nei mesi scorsi si era verificato infatti il caso dell’uomo che aveva minacciato di dare fuoco alla moglie ma che era stato fermato in extremis dall’azione del figlio. Una riflessione sulle grandi difficoltà affrontate dalle donne nel passato per poter far valere i diritti più elementari, è sempre un percorso che porta alla riflessione sull’evoluzione delle società. (a.a.)
Piazza Repubblica,
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della prevenzione domestica, distribuiti gratuitamente a tutte le mamme in attesa e alle famiglie che previene gli incidenti pediatrici domestici
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Ulss 3 Serenissima, Fondazione di Venezia e Clementoni firmano un prodotto educativo validato da un comitato scientifico.
www.aulss3.veneto.it
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na scatola, un tabellone, 112 carte e un Vademe-
ni per le scale, scivoloni in bagno, bernoccoli da spigoli, teste incastrate tra le inferriate del lettino, avvelenamenti da medicinali incustoditi, ingestioni accidentali di piccoli oggetti, schiacciamenti dovuti ai mobili ballerini, scosse elettriche per dita infilate nelle prese a muro, voli dalle finestre, colpi di calore e incidenti in auto, avvelenamenti da detersivi, annegamenti in vasca e fughe dai giardini, ustioni solari, cadute dal passeggino, dal triciclo, dalla bici, ma anche alcol e fumo passivo, sindrome da bambino scosso e dipendenza da smartphone.
un partner d’eccezione: il marchio internazionale di giochi educativi per bambini e famiglie Clementoni, che lo ha
aver affiancato l’ Ulss 3 Serenissima – commenta Stefano Clementoni – nella realizzazione di un progetto di così alta valenza sociale, un’iniziativa che mette al centro la tutela e la sicurezza dei bambini, valore imprescindibile per la
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Le 32 illustrazioni fiabesche e la grafica giocosa sono state invece affidate dall’azienda sanitaria a due giovani creativi veneziani, l’artista Dennis Ercole e il designer Filippo
Si giocherà anche in consultori, reparti materno infantili, distretti, case della comunità, corsi di formazione e musei.
Nell’anno appena trascorso 1.275 bambini sono arrivati ai Pronto soccorso pediatrici dell’azienda sanitaria veneziana per incidenti casalinghi in gran parte evitabili con la messa in sicurezza degli spazi domestici. Si tratta di un bambino ogni dieci tra tutti quelli curati in ospedale. Per lo stesso motivo e nello stesso periodo altri 25 bambini del territorio veneziano sono stati elitrasportati in codice rosso dal Suem 118 alle Rianimazioni pediatriche regionali competenti.
che in consultori, reparti materno infantili, distretti, case della comunità, corsi di formazione e musei: qui si giocherà imparando le regole della prevenzione insieme agli
L’azienda sanitaria veneziana ha così pensato di ideare, sviluppare e realizzare Ca’ Bimbo, il primo gioco da tavolo italiano in grado di prevenire gli incidenti pediatrici domestici: uno strumento ludico educativo unico nel suo genere, realizzato con il patrocinio della Regione del Veneto e con la collaborazione di Fondazione di Venezia e di
ulteriori 10 mila copie alla popolazione di riferimento.
Un comitato scientifico e un team per la realizzazione
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L’idea è di “Ca’ Bimbo” è di Giulia Busetto. Le illustrazioni sono state realizzate da Dennis Ercole. La grafica è stata curata da Filippo Trevisan. I contenuti del Vademecum e del Gioco da Tavolo di Ca’ Bimbo sono stati validati da un Comitato tecnico scientifico composto da professionisti della sanità tra pediatri, neuropsichiatri, medici dell’emergenza urgenza, ginecologi, ostetriche, esperti della prevenzione, formatori e specialisti delle comunicazioni, coordinato da Paolo Rosi, Medico dell’emergenza urgenza e Direttore del Suem 118 del Veneto. Il Comitato è composto da Paola Cavicchioli, Pediatra e Direttrice della Pediatria dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, Vittorio Selle, Medico di igiene e prevenzione e Direttore del Dipartimento di prevenzione, Lorella Altafini, Medico rianimatore e Direttrice di Anestesia e rianimazione dell’Ospedale di Dolo, Ilaria Festa, Neuropsichiatra infantile e Direttrice del Servizio Infanzia adolescenza e famiglia di Venezia e Mestre, Angelica Rampazzo, Neuropsichiatra infantile e Direttrice del Servizio Infanzia adolescenza e famiglia di Miranese e Chioggia, Barbara Guarinoni, Coordinatrice ostetrica dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, Elisabetta Spigolon, Direttrice della Formazione dell’Ulss 3, Giulia Busetto, Giornalista esperta di Comunicazione in Sanità.
“Ca’ Bimbo – ha commentato presentando il progetto Alberto Stefani, Governatore del Veneto – è un vero e proprio atto d’amore nei confronti dei nostri cittadini, in linea con la politica di valorizzazione delle famiglie e dei giovani. La prevenzione, ancora di più quando riguarda i più piccoli, deve essere un obiettivo comune. Sono grato all’Ulss 3 Serenissima per questo tentativo di rispondere, con grande concretezza, a un’esigenza presente nella nostra comunità. Questo è un modello che vogliamo esportare in tutto il Veneto, un dialogo genitori figli che vogliamo estendere a
Gli ha fatto eco Vincenzo Marinese, presidente Fondazione di Venezia: “Educare alla sicurezza significa costruire
Il ricordo. La comunità si è stretta attorno alla famiglia e ha ricordato le epiche vittorie del pilota
Il ritorno a casa del “Drago” Sandro Munari, mito del rally
Dopo il rito funebre avvenuto a Bologna nella Chiesa Santa Maria Maggiore, lo scorso 3 marzo Cavarzere ha ri-accolto, salutandolo calorosamente, il suo “Drago” Sandro Munari, che ci ha tristemente lasciato il 27 febbraio all’età di 85 anni, dopo una lunga malattia. Nella piazza davanti al Duomo di S.Mauro gremita di gente e rombanti auto da corsa parcheggiate lungo le strade e in primis la mitica Lancia Stratos in posa sul piazzale, il paese ha ricevuto il suo illustre cittadino, con tutti gli onori per il grande campione di Rally, quale è stato. I concittadini hanno potuto piangerlo e pregarlo, ricordandolo al contempo nelle sue epiche gesta e le ineguagliabili capacità di abilissimo pilota. All’arrivo del feretro la folla si è stretta attorno a lui e alla moglie Flavia Pretolani e ai figli. Presenti anche le autorità civili, militari ed ecclesiastiche, con Il sindaco
Pierfrancesco Munari che nel discorso commemorativo ne ha elogiato la lodevole carriera ringraziandolo per aver dato lustro alla propria città natale. Porgendo le condoglianze alla famiglia e ai suoi cari. La parola è passata poi all’arcivescovo della Parrocchia che ha benedetto la salma che è stata tumulata nel cimitero presso la tomba di famiglia, come da sua volontà. Un atto di estremo amore per il suo Cavarzere che ne custodirà per sempre la memoria del grande mito. Presente anche il sindaco di Adria Massimo Barbujani che in occasione del Rally del Pane e del suo passato da Rallista, lo ha personalmente conosciuto ed apprezzato. Cavarzere grazie al Drago ha stretto un gemellaggio proprio con Adria che ha dato i natali allo scopritore di questo fenomeno, il dottor Arnaldo Cavallari, altro bravissimo pilota di Rally e ideatore della Ciabatta Polesana. Lo
aveva notato infatti proprio nelle gare di Kart e ne aveva colto al volo le incredibili capacità di guida. Ricordiamo che il Campione del mondo Sandro Munari era stato il primo a vincere la Coppa FIA Pilota nel 1977 e per 4 vittorie il Rally di Montecarlo (1972-7576-77).
Cavarzere Under 19, stagione da protagonisti
È arrivato il momento di parlare di una delle realtà sportive cavarzerane: la formazione Juniores Under 19 dell’ASD Calcio Cavarzere, protagonista di un campionato straordinario che sta regalando grandi soddisfazioni alla società e a tutta la comunità sportiva locale. Dopo la dolorosa retrocessione della scorsa stagione, maturata al termine dei playout, il gruppo guidato da mister Roberto Caraceni ha saputo reagire con determinazione. Grazie anche all’inserimento di nuovi giovani talenti, la squadra ha intrapreso un percorso di crescita costante che oggi la vede dominare il campionato. I numeri raccontano meglio di qualsiasi parola il cammino dei biancoblù: 21 partite disputate, 20 vittorie e un solo pareggio, un ruolino di marcia che mantiene la squadra ancora imbattuta. Il vantaggio sulla seconda in classifica è significativo, 11 punti con una partita in meno, un margine che potrebbe ampliarsi ulteriormente e rendere ancora più solido il primato. Dietro a questo straordinario percorso c’è il lavoro quotidiano dello staff tecnico e dirigenziale e alla presidenza. Accanto a mister Caraceni hanno svolto un ruolo fondamentale il vice
La sua versatilità gli permise di vincere nel 1972 la Targa Florio con la Ferrari. Apprezzato professionalmente anche dal Grande Ing. Enzo Ferrari. Nel 1973 è stato campione europeo rally e pluricampione italiano. Considerato icona del motorsport grazie alla capacità di guida spericolata e precisa su ogni terreno.
Gianluca Nordio, il preparatore atletico Alessandro Sgobbi e i collaboratori Mirko Zilio e Andrea Grigolo, capaci di costruire un gruppo compatto in cui ogni giocatore ha trovato il proprio spazio e la propria responsabilità. Il merito è anche dei ragazzi, che hanno dimostrato maturità, spirito di sacrificio e grande umiltà, qualità non sempre scontate in una squadra giovanile. Il gruppo ha saputo affrontare anche alcune difficoltà logistiche legate alla carenza di impianti per allenamenti e partite, continuando comunque a lavorare con dedizione e spirito di squadra. (g.t.)
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Elisa Conselvan
Cultura
”Etruschi e Veneti” a Palazzo Ducale
Attraverso reperti archeologici inediti la mostra indaga il significato religioso e sociale dell’acqua per Etruschi e Veneti. Mari, fiumi e sorgenti diventano spazi di culto, cura e incontro tra popoli, testimoniando scambi culturali alla base della civiltà dell’Italia preromana
uesta mostra ci insegna che l’antico è sempre presente e che Venezia si conferma centro delle arti e della promozione di grandi relazioni culturali. Il legame tra gli antichi Etruschi e i Veneti, forte e naturale, spiega le origini della civiltà italiana, che ha poi trovato in Roma la sua perfetta sintesi. La mostra ci dice anche qualcosa di più: servono istituzioni consapevoli per inviare segnali di relazione, partecipazione e confronto attraverso la cultura. Soprattutto quella antica, che ha ancora moltissimo da insegnarci”, dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
Un confronto inedito e peculiare, un’indagine comparata sul ruolo fondativo dell’acqua nell’orizzonte del sacro e per lo sviluppo delle società in due grandi civiltà dell’Italia preromana, Etruschi e Veneti, nel corso del I millennio a.C.: mari, fiumi, sorgenti salutifere e acque termali sono gli ambienti privilegiati di contatto con il divino, spazi di guarigione, ma anche luoghi per la crescita della collettività, mete per il transito e per lo scambio culturale. L’esposizione riunisce reperti archeologici di straordinario valore, molti dei quali inediti e provenienti da scavi recenti, grazie a prestiti di eccezionale prestigio concessi da importanti istituzioni museali italiane. La mostra si configura così come un momento di sintesi avanzata della ricerca archeologica, volta a coniugare rigore scientifico e forte
impatto mediatico.
La mostra rappresenta un progetto di grande respiro scientifico e divulgativo, in cui a emergere è il dialogo tra due civiltà differenti per geografie e radici culturali, tra cui sono fioriti scambi e relazioni lungo quel confine nella ‘terra tra i due fiumi’. Uno scambio di materie prime, reso possibile con l’apertura di nuove vie commerciali, ma anche di idee, culture, saperi. Fiumi, mari e acque sono l’emblema del movimento costante, come quello delle persone, unendosi e conducendo a forme di reciproca conoscenza di uomini e di donne. Il progetto espositivo a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, è organizzato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati di Milano, che ospiterà un secondo momento espositivo nell’autunno del 2026 (14 ottobre - 10 gennaio 2027) rafforzando una collaborazione virtuosa tra istituzioni e territori, fondata sulla ricerca archeologica e sulla valorizzazione del patrimonio nazionale.
“La mostra che inauguriamo a Palazzo Ducale è la sintesi perfetta del lavoro di ricerca, valorizzazione e divulgazione dei Musei civici veneziani: è nella natura della nostra Fondazione saper cogliere e valorizzare proposte di grande valore scientifico, fare rete con stu-
diosi, con le istituzioni pubbliche e private, rendendosi protagonisti e coordinatori di indagini e dialoghi inediti. Questa è la missione di MUVE, che si concretizza nella capacità di saper tradurre dei progetti espositivi in occasioni di riflessione per tutti, intercettando l’interesse di specialisti, dei visitatori occasionali, dei cittadini e del pubblico internazionale, di curiosi, grandi e piccoli, grazie a un progetto allestitivo chiaro, coinvolgente, arricchente, capace di parlare a tutti”, dichiara Mariacristina Gribaudi, Presidente Fondazione Musei Civici di Venezia. Il percorso espositivo si apre con “Gli Etruschi e il sacro”, introduzione al mondo religioso etrusco, segnata dalla presenza della Testa di Leucothea da Pyrgi, straordinario prestito del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: un’immagine potente e liminare, legata al mare e alla protezione dei naviganti, che introduce il tema dell’acqua come spazio sacro. Segue la sezione dedicata ai Sacri approdi dell’Etruria, con un focus, in due sale, su Vulci e Pyrgi. Di particolare rilievo è l’esposizione integrale del deposito votivo della Banditella, la più antica testimo-
nianza nota in Etruria di un culto all’aperto legato a una sorgente. Il santuario portuale di Pyrgi è raccontato attraverso antefisse architettoniche e la copia delle celebri lamine d’oro, evocando il legame profondo tra culto, navigazione e potere politico.
Il capitolo “Acque miracolose” conduce nei grandi santuari salutari dell’Etruria interna, Chianciano e Chiusi, fino a San Casciano dei Bagni, protagonista con un nucleo di bronzi provenienti dagli scavi più recenti di uno dei più importanti complessi termali dell’antichità ed esposti al pubblico per la prima volta. Bronzetti votivi, ex voto anatomici e statuaria documentano una frequentazione cultuale durata quasi un millennio, testimoniando il passaggio dal mondo etrusco a quello romano.
Il filo narrativo si conclude a Marzabotto, l’antica Kainua, con l’esposizione di preziose ceramiche di importazione greca, tra cui una raffinata kylix attica a figure nere, provenienti dal piccolo, ma monumentale complesso del santuario Fontile. Luogo di transito e punto di riferimento della comunità che unisce la cura, fisica e spirituale, ad una sofisticata ricerca idraulica,
applicata al territorio: una “devozione ingegneristica” sottolineata dalla presenza di Dedalo in una decorazione acroteriale. Una figura la sua, che in Etruria padana assume uno speciale significato proprio per le sue capacità ingegneristiche nella gestione delle acque, e che grazie ad un’unica antefissa superstite documenta il raffinato apparato di decorazione del tetto dell’edificio sacro. La sezione etrusca si chiude con Adria e Spina, porti dell’Adriatico settentrionale, dove frammenti iscritti e reperti votivi restituiscono pratiche rituali legate alla navigazione e agli approdi sacri. Con “I Veneti e il sacro”, l’attenzione si sposta sul mondo veneto antico, mettendone in luce le specificità religiose, il rapporto privilegiato con l’acqua ed un articolato sistema di luoghi sacri, attraversati da pratiche votive, culti salutari e dinamiche di integrazione culturale. Il percorso ha inizio con l’esposizione di alcuni reperti emblematici della religiosità veneta, tra cui spiccano il disco bronzeo di Montebelluna, raffigurante la dea clavigera, e l’orlo di lebete di Altino che conserva incisa l’unica formula votiva nota in lingua venetica.
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Bilancio 2026 tra il “modello Stefani” e le barricate delle opposizioni
Il dibattito sul bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Veneto si è aperto in un clima di forte contrapposizione politica. La manovra, che muove complessivamente 18,95 miliardi di euro, è stata presentata dall’assessore Filippo Giacinti come un atto di “stabilità e coraggio”, ma ha subito innescato una pioggia di critiche dalle minoranze, che accusano la Giunta di muoversi tra “giochi di prestigio contabili” e tagli occulti. Il cuore finanziario della Regione resta la sanità, con uno stanziamento record di oltre 11 miliardi di euro. Il Presidente Stefani ha confermato il mantenimento dell’IRPEF zero, un pilastro identitario che la maggioranza difende come
scudo per il potere d’acquisto delle famiglie. Tuttavia, il capogruppo del PD, Giovanni Manildo, ha ribaltato il racconto: per l’opposizione, la scelta di non toccare la leva fiscale è una “bandiera ideologica” pagata a caro prezzo dai cittadini. Il riferimento è ai 42 milioni di euro pubblici utilizzati per ripianare i mancati incassi della Pedemontana e alle liste d’attesa nelle RSA, dove oltre 11mila veneti restano esclusi dal supporto pubblico. Se da un lato la Giunta rivendica investimenti importanti (69 milioni per il sociale e 18 milioni per le borse di studio), le minoranze parlano di “fumo”. La critica principale riguarda la riallocazione di fondi già esistenti
L’intervista. Valeria Mantovan, assessore regionale alla cultura e formazione
”La
presentati come nuove risorse, specialmente per le aree montane e le piccole imprese. Sul fronte infrastrutture, lo scontro è totale: mentre la maggioranza stanzia oltre 140 milioni per la rete viaria, il centrosinistra e i movimenti ambientalisti chiedono “meno asfalto e più ferro”, invocando il rilancio del Sistema Ferroviario Metropolitano. In questo scenario, il bilancio 2026 non è solo un documento di numeri, ma il terreno di scontro su cui si misurerà la tenuta del Veneto post-zaiano, tra la promessa di un’amministrazione “tax-free” e l’urgenza di servizi che molti territori fragili sentono ormai come insufficienti.
cultura in Veneto? Non più per pochi, ma risorsa viva e feconda per il territorio”
Dal nuovo approccio alla gestione del patrimonio, fino all’impegno per i giovani e la sfida del disagio sociale
Valeria Mantovan, già sindaco di Porto Viro, è oggi alla guida di uno dei comparti più prestigiosi e complessi della Regione del Veneto: l’assessorato alla Cultura, all’Istruzione e alla Formazione. Una sfida che raccoglie con la grinta di chi viene dalla “trincea” dei Comuni e la visione di chi vuole svecchiare l’idea stessa di cultura. L’abbiamo incontrata negli studi di Veneto24 per fare il punto sulle priorità del suo mandato.
Assessore Mantovan, il Veneto vanta un patrimonio storico e artistico unico al mondo. Quali sono le linee guida della sua gestione?
Il nostro patrimonio architettonico e artistico è una ricchezza riconosciuta internazionalmente, ma non possiamo limitarci a contemplarlo. La parola d’ordine è tutela, certo, ma con una prospettiva innovativa. Questo significa far nascere le politiche culturali dal confronto costante con il territorio, con le fondazioni e con tutti quei soggetti che pro-
muovono la cosiddetta “cultura diffusa”. La mia è una visione di squadra: voglio scardinare l’idea che la cultura sia un bene d’élite, un lusso per pochi. Deve diventare un valore accessibile a ogni fascia sociale e generazionale.
In che modo questo settore può dialogare con l’economia reale?
Cultura significa impresa, occupazione e creazione di valore economico. Proprio in questi giorni, insieme a Confartigianato, abbiamo affrontato il tema delle nuove competenze. Non stiamo parlando di teoria, ma di formare figure altamente qualificate. Penso ai restauratori: negli ultimi dieci anni il Veneto ha investito oltre 25 milioni di euro, unici a livello nazionale, formando circa 600 esperti. Investire nel capitale umano significa rendere il nostro patrimonio un volano di sviluppo concreto.
A settembre ci sarà la Mostra del Cinema di Venezia, la sua prima da assessore. Che impronta vuole dare a questa vetrina inter-
nazionale?
La Regione confermerà e rafforzerà la sua presenza storica. Tuttavia, stiamo introducendo un approccio diverso: attraverso il Fondo Sociale Europeo (FSE), abbiamo deciso di investire pesantemente nella formazione specifica per il settore cinematografico. Non vogliamo solo ospitare le grandi produzioni, ma formare in Veneto le maestranze e i professionisti che quelle produzioni le rendono possibili.
Lei ha alle spalle un’esperienza da sindaco a Porto Viro. È più difficile amministrare una città o gestire un assessorato regionale?
Sono ruoli completamente differenti. Fare il sindaco significa essere il “front office” dei cittadini, spesso dovendo gestire emergenze con mezzi del tutto inadeguati. In Regione ci occupiamo di macro-temi e i tempi di reazione devono essere rapidissimi, ma posso contare su una struttura tecnica e organizzativa straordinaria. Dico sempre che i sindaci sono dei veri eroi: avendo vissuto entrambe le realtà, vedo chiaramente la differenza di risorse tra una macchina comunale e quella regionale.
Lei fa parte di una nuova generazione di amministratori. Non
teme che la sua giovane età e una visione diversa possano attirare critiche?
Ho imparato che la critica è il minimo comune denominatore di chiunque faccia amministrazione attiva. Ho iniziato dieci anni fa, passando per il Comune e la Provincia prima di arrivare qui. Un tempo ero più sensibile, oggi ascolto tutti ma vado avanti con le mie idee. Se per raggiungere un obiettivo strategico per i veneti dovrò accettare delle critiche, ne sarò ben lieta. Quello che conta è la strada che intento percorrere.
Sul fronte del diritto allo studio, ci sono novità importanti per le borse di studio. Com’è stato possibile recuperare i fondi necessari?
È stato fatto un lavoro enorme. Il Veneto, per scelta politica, non applica l’addizionale IRPEF, a differenza di altre regioni. Questo significa che non abbiamo “tasse extra” da cui attingere, quindi ogni investimento richiede sacrifici e una gestione oculata. Quest’anno, grazie allo sforzo del Presidente e dei colleghi in giunta, siamo riusciti a trovare subito 18 milioni di euro per coprire le borse di studio. È una risposta concreta alle necessità delle famiglie.
Chiudiamo con un tema delicato: il disagio giovanile. La formazione può essere un argine a questo fenomeno?
Assolutamente sì. Il disagio giovanile è ormai un’emergenza, alimentata anche da un uso smodato dei social media che propone modelli frustranti e tossici per i ragazzi. Non si può rispondere solo con le sospensioni o la repressione: abbiamo capito che non funziona. Stiamo studiando un protocollo coordinato tra Regione, Ufficio Scolastico Regionale, Ministero e ASL. Serve un approccio scientifico, ma soprattutto umano, per intercettare il malessere prima che esploda. Dobbiamo adattarci a questa nuova realtà con strumenti nuovi.
Valeria Mantovan
“Più risorse per assistenza e sanità territoriale, per le scuole e la manutenzione delle strade”
“Maratona” per uscire dall’esercizio provvisorio e nuovo piano di investimenti, razionalizzazione dei costi e priorità al territorio. “Siamo una squadra di ex sindaci, sappiamo cosa serve ai cittadini”
I
n queste settimane i corridoi di Palazzo Balbi sono il teatro di una vera e propria maratona burocratica. Filippo Giacinti, assessore regionale al Bilancio, impegnato a far quadrare i conti di una regione che punta a uscire dall’esercizio provvisorio entro Pasqua. Lo abbiamo incontrato per capire dove andranno le risorse dei veneti.
Assessore Giacinti, quali sono le novità principali di questo bilancio?
Abbiamo puntato sulla razionalizzazione della spesa. Non si tratta di semplici tagli, ma di recuperare risorse intervenendo sui costi di funzionamento della macchina amministrativa e potenziando la lotta all’evasione fiscale. È un
principio di equità: non è giusto che qualcuno paghi sempre per gli altri. Sebbene gran parte del bilancio sia vincolato a sanità e trasporti, abbiamo trovato margini per dare segnali importanti. La sanità territoriale resta una priorità. In che modo sosterrete i medici di medicina generale?
Siamo intervenuti su due fronti. Da un lato, abbiamo reperito i fondi per coprire gli aumenti previsti dal rinnovo del contratto nazionale per il personale delle medicine integrate. Dall’altro, abbiamo equiparato le borse di studio per la specializzazione in medicina generale alle altre specializzazioni. È una questione di dignità: non deve esserci una “serie B” nel percorso di studi medi-
ci, specialmente quando abbiamo bisogno di figure sul territorio.
Scuole e infrastrutture: cosa troveranno i cittadini nel nuovo documento?
Per la prima volta abbiamo messo a bilancio subito tutte le risorse per il sostegno alle scuole dell’infanzia paritarie. Sul fronte sociale, abbiamo stanziato fondi per i carichi assistenziali degli anziani, sia nelle case di riposo che a domicilio. Per quanto riguarda le infrastrutture, abbiamo più che raddoppiato i fondi per la manutenzione delle strade regionali, passando da 9 a 20 milioni, e previsto oltre 60 milioni complessivi per la sicurezza idraulica.
E per la Pedemontana? Il peso economico per la Regione spaventa ancora?
I costi a carico della Regione sono in diminuzione. È fisiologico che le grandi infrastrutture abbiano un carico maggiore all’inizio, ma con l’aumento delle entrate da pedaggio ci stiamo avviando
Il capogruppo dem Manildo: “Bilancio,
L’assessore regionale Filippo Giacinti
verso la sostenibilità dell’opera. Quando vedremo l’approvazione definitiva del bilancio?
Il Consiglio sta lavorando alacremente, maggioranza e minoranza incluse. L’obiettivo è approvare tutto entro Pasqua o la settimana successiva. È una sfida entusiasmante e sono convinto che daremo al Veneto le risposte che attende.
Lei è stato a lungo sindaco di Albignasego. Cosa si porta dietro di quell’esperienza nel suo nuovo ruolo?
scelte ideologiche, fondi già stanziati spacciati per nuovi e servizi essenziali a rischio
“Dietro i quasi 1 9 miliardi di euro del bilancio di previsione 2026-2028 si nasconde un’eredità pesante che ricade sui cittadini e sulle imprese venete”. Così il capogruppo del Partito Democratico, Giovanni Manildo, commenta l’illustrazione delle leggi di stabilità e bilancio avvenuta in Prima commissione a Palazzo Ferro Fini.Secondo Manildo, la giunta Stefani conferma una continuità preoccupante con la stagione Zaia, adottando “scelte puramente ideologiche”, come il mancato intervento sull’addizionale Irpef. “Rinunciare a una fiscalità progressiva significa tagliare
servizi essenziali – sottolinea -. È inaccettabile che le famiglie e le imprese paghino il prezzo di decisioni che dovrebbero garantire equità e investimenti sul territorio”.
Il capogruppo Pd evidenzia inoltre l’impatto sull’economia: “Mentre si celebra l’assenza di nuove tasse, resta intatta l’Irap, penalizzando le aziende che creano ricchezza e occupazione. Le attività produttive continuano a fungere da bancomat per ripianare i debiti della Pedemontana, un’opera che ipoteca il futuro della Regione”.
Manildo critica anche la comunicazione
della giunta: “Si dà risalto a fondi già stanziati, come i 30 milioni destinati alle aree interne, spacciandoli per nuove risorse. Le zone più fragili del Veneto avrebbero bisogno di investimenti strutturali e non di restyling contabili”. Il Partito Democratico annuncia proposte puntuali per garantire trasparenza e una riforma dei servizi: “Il Veneto merita una programmazione che guardi al futuro, non una gestione che si limita a tappare i buchi del passato. Sanità territoriale, sociale e diritto allo studio devono tornare al centro dell’agenda politica”.
Il legame con la propria città resta nel cuore, ma l’esperienza da sindaco è fondamentale per capire le esigenze reali dei cittadini. Il Presidente Stefani ha voluto una giunta composta quasi interamente da ex sindaci: parliamo la stessa lingua, a prescindere dall’appartenenza politica. Sappiamo che la buona amministrazione si misura sui servizi alla persona, come le piazze o gli auditorium che abbiamo creato ad Albignasego, rendendola una città a misura di famiglia.
Ambiente. L’assessore Elisa Venturini annuncia un piano da 63 milioni di euro nel triennio
Sicurezza idraulica e difesa del suolo, nuove risorse contro il rischio alluvioni
Il Veneto accelera sulla sicurezza idraulica e la difesa del suolo, confermando la tutela del territorio come una priorità dell’azione amministrativa. L’assessore all’Ambiente Elisa Venturini illustra i nuovi stanziamenti previsti nel bilancio di previsione 2026-2028, sottolineando come gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni abbiano reso indispensabile un rafforzamento degli interventi strutturali.
“La tutela del territorio e la sicurezza delle comunità restano priorità assolute dell’azione amministrativa”, dichiara l’assessore, evidenziando come il nuovo bilancio rafforzi gli interventi strategici per proteggere cittadini, imprese e infrastrutture. La strategia regionale si poggia su un solido piano finanziario: per il triennio a venire sono stati stanziati 9 milioni di euro che si sommano ai 25,6 milioni di mutui già contratti e ai 28 milioni ottenuti attraverso i fondi comunitari FESR. Secondo Venturini, “si tratta di un’operazione importante con cui riusciremo a impegnare su-
bito importanti risorse per la resilienza idrica e la messa in sicurezza del territorio dal rischio alluvioni”.
Un pilastro centrale di questa difesa è rappresentato dai bacini di laminazione. Il programma complessivo prevede 23 invasi, con un investimento superiore ai 550 milioni di euro: a oggi 10 strutture sono operative, 3 in fase di realizzazione e 10 in progettazione. L’assessore ha definito tali opere come “una delle principali strategie di mitigazione del rischio idraulico dal momento che hanno scongiurato danni di enorme gravità durante le ondate di maltempo”.
Oltre ai grandi invasi, l’azione regionale si concentra sulla manutenzione di circa 8.000 chilometri di argini tra rete principale e secondaria. “La sicurezza del territorioaggiunge l’assessore - passa attraverso una visione di lungo periodo e investimenti costanti nella prevenzione. I risultati ottenuti finora dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta”.
Infine, il piano conferma il sup-
porto alla Protezione Civile con nuovi bandi per l’adeguamento dei piani comunali e il miglioramento delle attrezzature dei volontari. L’impegno della Regione proseguirà nei prossimi anni con il monitoraggio costante della rete e il completamento delle opere programmate per una resilienza sempre maggiore.
Veneto al voto, 38 Comuni alle urne il 24 e 25 maggio
Il Veneto si prepara ad un appuntamento elettorale decisivo per il futuro di diverse comunità locali. Il 24 e 25 maggio prossimi i cittadini di 38 Comuni della regione saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Gli occhi sono puntati soprattutto sulla Città Metropolitana di Venezia, unico capoluogo di provincia coinvolto in questa tornata amministrativa, dove l’attuale amministrazione guidata da Luigi Brugnaro si sottoporrà al giudizio degli elettori. Oltre alla sfida in laguna la competizione elettorale riguarda sei centri urbani con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, che rappresentano snodi politici e demografici fondamentali per il territorio regionale. Tra questi figurano Albignasego e Monselice nella provincia di Padova, Castelfranco Veneto in quella di Treviso, San Bonifacio nel veronese, Arzignano e Lonigo nel vicentino. Nelle diverse aree della regione il voto interesserà realtà eterogenee. In provincia di Padova si voterà, tra gli altri, in centri come Campodarsego e Due Carrare, mentre nel veneziano saranno coinvolti anche i comuni di Cavallino-Treporti e Torre di Mosto. La Marca Trevigiana vedrà alle urne anche gli abitanti di Spresiano e Silea, mentre nel rodigino si voterà a Villadose. Nel vicentino, oltre ai poli maggiori, la tornata elettorale toccherà tra gli altri Malo e Recoaro Terme. L’eventuale turno di ballottaggio per i comuni sopra i 15.000 abitanti è fissati nei giorni 7 e 8 giugno.
Elisa Venturini
Non solo Lupin, Davide Zanella si racconta: “Ho trasformato la passione in professione”
“Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro”
P er molti Davide Zanella, fondatore e titolare di Arte Zeta Studio, “è quello di Lupin”. Da anni infatti Davide è il titolare della licenza esclusiva per l’Italia per riprodurre Lupin III e la sua banda. Punto di riferimento per la comunità pop italiana, Davide però è andato oltre, esponendo a Lugano, Parigi, Miami, Milano e affermandosi a livello internazionale come artista che ha saputo reinventare l’immaginario pop contemporaneo con uno stile personalissimo e subito riconoscibile. Il critico d’arte Giorgio Chinea Canale lo definirebbe neopop probabilmente, dato che la sua visione artistica riesce a parlare a tutti in maniera diretta ed emozionale. Ho incontrato Davide nel suo studio a Vigonza e insieme abbiamo fatto il punto sulle sue attività e sul suo percorso artistico e professionale.
Ciao Davide, sei riuscito a trasformare una tua passione nel tuo lavoro: quando hai capito che la pittura, l’arte e la creatività erano ormai diventate una “cosa seria”?
Credo che il momento preciso non sia stato romantico, ma molto concreto. Non è stato “mi sento artista”, è stato “ok, ora devo far quadrare i conti con quello che creo”. Quando ho iniziato a fare preventivi, a gestire clienti, materiali, scadenze, a ragionare in termini di progettazione e non solo di ispirazione… lì ho capito che non
era più solo passione. Era una professione. La pittura è diventata una cosa seria quando qualcuno ha iniziato a fidarsi di me non solo per un disegno, ma per trasformare uno spazio, un locale, una scuola, una casa. Quando ho capito che il mio lavoro cambiava l’ambiente in cui le persone vivevano, allora ho sentito il peso – e la bellezza – della parola “professionista”.
A livello italiano sei associato a Lupin III da molti anni. Ci vuoi raccontare come è nata questa liaison con uno dei personaggi più iconici della pop culture contemporanea?
La mia storia con Lupin III è nata da una passione autentica. Lupin non è solo un personaggio: è stile, ironia, eleganza, movimento. È un equilibrio perfetto tra leggerezza e genialità. Negli anni ho iniziato a studiarne il tratto, i vari stili, la costruzione del personaggio. Non era copia, era comprensione. Questo mi ha portato a collaborazioni ufficiali in Italia come disegnatore autorizzato. Quello che mi ha sempre affascinato di Lupin e la sua banda è che sono in continuo movimento. Cambiano i disegnatori, i character designer, passano i decenni ma restano sempre unici. E in fondo mi rivedo in questa cosa: evolvere senza perdere identità. Negli ultimi anni con il tuo lavoro di artista hai fatto un salto di qualità verso produzioni più “ma-
ture”: hai aperto una temporary gallery a Milano, hai partecipato a importanti fiere internazionali in Svizzera, a Miami, a Parigi… com’è cambiato il tuo lavoro? È cambiato il livello di consapevolezza. Quando porti le tue opere in contesti internazionali, non puoi più lavorare solo di pancia. Devi avere una visione, una coerenza, una linea riconoscibile. Aprire una temporary gallery a Milano mi ha fatto capire quanto sia importante controllare l’esperienza dello spettatore. Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro. Il mio linguaggio si è fatto più stratificato. Meno decorativo fine a sé stesso, più concettuale. Più attenzione ai materiali, alle superfici, alla serialità ragionata. E soprattutto è cambiato il mio modo di pensare: oggi progetto una collezione, non solo un quadro.
Che consiglio daresti al giovane Davide di 30 anni fa? E che consiglio daresti a un ragazzo o a una ragazza che si approccia a questo
mondo?
Al Davide di 30 anni fa direi: “Non aspettare di sentirti pronto. Non succederà mai. Esponiti prima.” Investi di più sulla formazione. Costruisci una rete con altri professionisti-artisti. L’unione fa la forza. A un ragazzo o una ragazza direi una cosa molto chiara: il talento non basta. Servono disciplina, capacità relazionale e competenze imprenditoriali. Studiate l’arte, ma studiate anche contratti, marketing, comunicazione. E soprattutto costruite uno stile che vi appartenga davvero, non quello che funziona su Instagram per tre mesi.
Qual è stata la richiesta più bizzarra che hai ricevuto per un’opera su commissione? (se si può dire)
Sì, ma senza fare nomi! Una volta mi è stato chiesto di costruire un manichino di Lupin a grandezza naturale, con tutte le parti mobili. Quando il committente è venuto a ritirarlo l’ha seduto sul sedile del passeggero, gli ha messo la cintura di sicurezza e se n’è andato… Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
Da oltre settant’anni qualità, consulenza e innovazione per professionisti e privati
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EVene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
per realizzare o rinnovare gli spazi della propria abitazione. Dalla termoidraulica all’arredobagno, dai pavimenti e rivestimenti al materiale elettrico, fino alla ferramenta, ai sistemi di climatizzazione e alle pompe di calore: un’offerta ampia e articolata che permette a clienti e professionisti di gestire ogni fase del progetto con un unico interlocutore.
damente alle richieste di professionisti e privati, garantendo tempi rapidi e conti-
Uno dei punti di forza dell’azienda è la selezione accurata dei fornitori. Zambonin collabora infatti con marchi affidabili e riconosciuti nel settore, scegliendo
prodotti che garantiscono prestazioni, durata e innovazione. A questo si aggiunge una costante ricerca di nuove sodi una scelta”, sintetizza un approccio
Negli anni Zambonin ha saputo evolversi insieme al settore dell’edilizia e dell’impiantistica, ampliando progressivamente la propria offerta e introducendo servizi sempre più mirati. Oggi l’azienda
Che si tratti di un piccolo intervento domestico o di un progetto più articolato, il team Zambonin affianca il cliente in tutte le fasi: dalla scelta dei materiali alla progettazione, fino all’individuazione delle soluzioni tecniche più adatte. Un supporto concreto che negli anni ha contribuito a costruire un rapporto di fiducia con il territorio e con generazioni di clienti che continuano a scegliere l’a-
zare in anteprima il proprio bagno, valutando fin da subito soluzioni estetiche e funzionali. Un servizio che permette di progettare con maggiore consapevolezza e di immaginare concretamente il risultato finale all’interno della propria casa.
Un altro elemento distintivo è la disponibilità immediata dei prodotti. Con oltre 30 mila articoli presenti a magazzino, l’azienda è in grado di rispondere rapi-
Una realtà che continua a guardare al futuro con la stessa passione che ne ha
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il logo fatto da chi “se la cava col computer”, non basta il biglietto da visita stampato in fretta o il sito messo su con un template gratuito che assomiglia a mille altri. Nel mercato di oggi, dove la concorrenza è ovunque e la prima impressione si gioca in pochi secondi, essere riconoscibili fa la differenza tra chi viene ricordato e chi viene dimenticato. È su questa consapevolezza che si fonda il lavoro di MM Design Grafi ca, studio creativo specializzato in comunicazione visiva, branding e progettazione grafi ca per aziende e professionisti che vogliono dare forma concreta alla propria identità. Non si tratta di estetica fi ne a se stessa, ma di strategia: costruire un’immagine coerente che parli al pubblico in modo immediato, che trasmetta professionalità prima ancora del contatto diretto, che resti impressa e faccia la differenza quando si tratta di scegliere. Comunicare oggi signifi ca orchestrare elementi diversi che devono dialogare tra loro: logo, colori aziendali, tipografia, materiali cartacei,
centrale è lo sviluppo web. Il sito è oggi il primo punto di accesso: la gente cerca su Google, controlla il sito, si fa un’idea e solo dopo decide se contattare. Un sito lento, confuso o che non funziona da mobile è un’occasione persa. MM Design Grafi ca realizza siti moderni, attenti all’esperienza di navigazione e ottimizzati per la visibilità online: veloci, perfetti da smartphone, che guidano l’utente in modo
Anche i social media rientrano nella comunicazione coordinata. Troppo spesso le aziende pubblicano a casaccio, senza coerenza, con grafi che diverse ogni volta. Il risultato è confusione. MM Design Grafi ca lavora per mantenere uno stile visivo riconoscibile, un tono coerente, una linea che rafforzi il brand nel tempo. Ciò che distingue lo studio è l’approccio personalizzato: non esistono pacchetti standard. Ogni attività ha caratteristiche, valori e obiettivi diversi, e il lavoro creativo nasce dalla capacità di tradurre questi elementi in strumenti concreti. La progettazione è condivisa col cliente, in un dialogo continuo per sviluppare soluzioni su misura. In un contesto dove la concorrenza è ampia e la comunicazione sempre più rapida, investire nell’immagine signifi ca investire nella credibilità. Un brand chiaro e coerente trasmette professionalità prima ancora del contatto diretto. MM Design Grafi ca opera unendo creatività e metodo, estetica e funzionalità, visione strategica e attenzione al dettaglio.
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Il percorso di Despar Nord per condividere valore con il territorio
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coinvolgendo l’intera filiera. Grazie a certificazioni energia rinnovabile, economia circolare e mobilità
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la sintesi della visione di Despar Nord, azienda che ha scelto di fare della sostenibilità ambientale un pilastro strategico del proprio sviluppo, intraprendendo da oltre un decennio un percorso strutturato e in continua evoluzione. Il Marchio dell’Abete ha costruito negli anni un sistema di gestione ambientale capace di generare un miglioramento costante delle performance, coinvolgendo l’intera catena del valore: fornitori, collaboratori e clienti. Un impegno trasversale che si traduce in progetti concreti e risultati misurabili, anche in ambito di economia circolare. Un passaggio fondamentale è stata la certificazione UNI EN ISO 14001 che Despar Nord, prima realtà della grande distribuzione organizzata in Italia, ha ottenuto ancora nel 2013 e confermata nel 2025 per il tredicesimo anno consecutivo. Nel 2025 è salito a 90 il numero dei siti certificati tra punti vendita, sedi, piattaforme logistiche e polo agroalimentare Agrologic. Un risultato non scontato
che è frutto di oltre un decennio di investimenti in soluzioni tecniche sostenibili e di una strategia complessiva che ha incrementato, attraverso l’adozione di tecnologie innovative, sia l’efficienza energetica che la riduzione delle emissioni di gas effetto serra della rete di vendita e logistica in tutte le cinque regioni in cui è presente l’azienda. Nei punti vendita di nuova costruzione o ristrutturazione trovano spazio illuminazione full LED, impianti fotovoltaici, pompe di calore, sistemi di recupero del calore dagli impianti del freddo alimentare e soluzioni per l’ottimizzazione delle centrali frigorifere. A questo si aggiunge
Il percorso di Despar Nord tra certificazione ambientale e innovazione sostenibile
Wecity, Despar Nord ha promosso una challenge rivolta ai collaboraha permesso di incrementare e sviluppare il percorso di crescita sostenibile di Despar Nord, che ora più che mai rivolge lo sguardo a obiettivi importanti che mirano a rafforzare un percorso orientato alla creazione di valore condiviso,
Despar Nord, la tutela del territorio passa anche attraverso la riforestazione
protezione del territorio e tutela della biodiversità. Per questo Despar Nord è attiva anche sul fronte della riforestazione, con interventi che negli ultimi anni hanno portato alla piantumazione di migliaia di alberi in diverse aree d’Italia.
Già nel 2021, con il “Progetto Natura”, l’azienda ha collaborato con Etifor (spin-off dell’Università di Padova) e con l’iniziativa WOWnature, promuovendo un piano di riforestazione collegato alla vendita delle linee a marchio Verde Vera ed Econvivo riuscendo così a piantare, dal 2021 a oggi, quasi 4.000 alberi.
Dal 2023 questo impegno si è rafforzato anche grazie al progetto nazionale “Bosco Diffuso Despar”, promosso in collaborazione con Despar Italia e gli altri soci del con-
Emilia-Romagna, raggiungendo quota 650 alberi complessivi nelle aree interessate dal Bosco Diffuso nelle regioni di operatività.
A questo si aggiungono le attività finalizzate alla prevenzione e alla rigenerazione dei territori colpiti da calamità ambientali, con l’obiettivo di favorire il recupero delle aree danneggiate e di rafforzare la resilienza dei territori più esposti ai rischi climatici, come il caso dell’iniziativa in partnership con PlanBee e con il coinvolgimento attivo delle scuole dei territori selezionati, che ha permesso di piantare 250 nuovi alberi a Colle Umberto in provincia di Treviso presso i terreni di Feeducia, una microazienda agricola che segue pratiche di agricoltura rigenerativa.
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Undici mosse per risollevare la sanità veneta: Stefani presenta a Palazzo Balbi i nuovi Direttori Generali delle Ulss
Inuovi Direttori Generali della sanità regionale hanno sottoscritto formalmente il proprio impegno per il prossimo quinquennio.
Il Presidente della Regione Alberto Stefani, infatti, ha presentato quella che vuole essere una squadra solida e unita, undici curricula di grande prestigio che hanno saputo dimostrare le proprie capacità agli occhi della giunta. Tra volti già noti e nuovi entrati, andiamo a scoprire chi sono da oggi i “sindaci della sanità”, come li ha chiamati lo stesso Stefani.
All’Ulss 1, che coordina Belluno e tutta l’area dolomitica, sbarca Giuseppe Dal Ben, già direttore dell’Azienda Ospedaliera a Padova, dove, con il suo operato, si è confermato un “top manager” in ambito sanitario. Dal Ben ha seguito personalmente le fasi iniziali per la creazione del nuovo ospedale e l’apertura del nuovo reparto di pediatria. A differenza dei colleghi, resterà alla guida dell’Ulss dolomitica solo fino al 30 giugno, quando scadrà il suo incarico da commissario temporaneo. Sarà invece Giancarlo Bizzarri a prendere le redini della sanità nella Marca Trevigiana. Dopo aver coordinato servizi sociosanitari del Veneziano e con una carriera maturata in Liguria, sua terra d’origine, Bizzarri porta esperienza tecnica e logistica. Ha anche ricoperto prestigiosi incarichi nell’ambito della formazione, che testimoniano le sue eccellenti capacità comunicative, fondamentali per mettere in relazione le istituzioni e il cittadino.
Alla guida dell’Ulss 3 Serenissima arriva Massimo Zuin, già direttore dei Servizi Sociosanitari per il medesimo territorio. Docente allo IUAV e laureato in scienze politiche, rappresenta un profilo di prestigio sul piano logistico-organizzativo e conosce già molto bene il territorio e i suoi bisogni.
Spostandoci a nord nella medesima provincia, il Veneto Orientale sarà di competenza di Carlo Bramezza, che lascia quindi l’Ulss 7 per tornare a ricoprire un incarico già suo in passato. Con una lunga esperienza alla guida della sanità territoriale, si tratta di una delle scelte più solide a disposizione e su di lui viene riposta la massi-
ma fiducia della Giunta regionale per questo ritorno in Veneto Orientale.
Ed è proprio dalla guida dell’Ulss 4 che proviene Mauro Filippi, il nuovo Direttore Generale del Rodigino. Il 63enne vanta un curriculum completamente incentrato sulla sanità, che lo ha visto diventare il primo infermiere promosso a DG di una Ulss.
Patrizia Benini lascia invece Verona per assumere la guida di una differente Ulss, quella di Padova. Laureata in medicina e chirurgia con master conseguito proprio nel capoluogo euganeo, intende sfruttare la centralità della città del Santo per estendere la rete di servizi e formazione locale, puntando molto proprio sulla formazione di nuovi operatori sociosanitari.
A Vicenza arrivano invece Giovanni Carretta (Ulss 7 Pedemontana) e Peter Assembergs (Ulss 8 Berica). Il primo, padovano, ha recentemente diretto l’Ulss 3 Serenissima, che ha visto l’Ospedale dell’Angelo di Mestre eletto miglior ospedale d’Italia. Oltre a questo importante traguardo, ha avuto anche un incarico nella Commissione Regionale Vaccini. Assembergs, invece, è svedese
di nascita e lombardo d’adozione. Pur essendo un profilo di carattere più manageriale, è stato anche Direttore Generale dell’Asst Bergamo Ovest. Ultimo, ma non certo per importanza, è Pietro Girardi, che torna a dirigere l’Ulss 9 Scaligera dopo prestigiosi incarichi in altre province della regione, tra i quali quello di Direttore Amministrativo dello IOV. Fino a pochi giorni fa dirigeva l’Ulss 5 Polesana.
A questi nove Direttori Generali si affiancano altri quattro volti: Paolo Fortuna, ex DG della provincia di Padova, raccoglie l’eredità di Dal Ben alla giuda dell’Azienda Ospedale Università di Padova, mentre quella di Verona va a Paolo Petralia. Lo IOV e Azienda Zero, invece, passano invece sotto la responsabilità, rispettivamente, di Patrizia Simionato e Paolo Fattori. Anche in questo caso stiamo parlando di professionisti che hanno maturato grande competenza nell’ambito sociosanitario e amministrativo. Simionato è stata alla guida dell’Ulss 5 e ha appena concluso il mandato come DG dell’Ulss 8, mentre Fattori è stato membro della task force regionale per il contenimento della pandemia da Covid19.
L’evento non è stato, però, solo un elenco di nomi e curricula, infatti il Governatore Stefani ha presentato anche undici punti che faranno da filo conduttore per il prossimo quinquennio della sanità regionale, un “patto con i cittadini” per affrontare le più grandi sfide della salute e della vita dei Veneti. Vediamolo con ordine:
1. Promozione, rafforzamento e valorizzazione dei progetti di telemedicina e teleconsulto, per una sanità sempre più vicina a una popolazione che fa sempre più fatica a spostarsi per accedere alle cure;
2. Miglioramento dei tempi d’erogazione delle prestazioni specialistiche, per far fronte a quello che da anni è uno dei principali problemi della nostra sanità;
3. Potenziamento del rapporto ospedale-territorio, per garantire che il paziente sia seguito con approccio globale dalla presa in carico fino alla dimissione;
4. Monitoraggio delle Case di Comunità, presidi fondamentali per garantire capillarità sul territorio, specialmente nelle zone periferiche;
5. Monitoraggio del progetto PNRR “Casa come primo luogo di cura”, un piano che si integra strettamente con quello delle Case di Comunità e della telemedicina;
6. Gestione dei casi di cronicità e promozione di screening e stili di vita sani attraverso la formazione del cittadino;
7. Campagne di informazione territoriale sul funzionamento della telemedicina;
8. Valorizzazione di progetti volti all’umanizzazione delle cure, in modo particolare per quanto riguarda pazienti oncologici e malati terminali, con un focus sulle cure palliative;
9. Promozione della conciliazione vita-lavoro per il personale sanitario, attualmente oberato da ritmi insostenibili; 10. Attivazione di programmi di deblistering, per ridurre il costo dei farmaci, in particolare se di nuova generazione, 11. Dialogo col cittadino.
L’ultimo punto, un’aggiunta dell’ultimo secondo voluta fortemente dal Presidente Stefani, è un impegno solenne ad ascoltare la popolazione per capire le difficoltà e i bisogni con cui i Veneti devono fare i conti ogni giorno.
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Massimo Zuin nuovo DG dell’Ulss 3 Serenissima:
«Case della Comunità e ospedale al centro della sfida»
Completare i progetti PNRR, rafforzare la sanità territoriale e sostenere l’eccellenza dell’ospedale dell’Angelo. Sono alcune delle linee indicate dal nuovo direttore dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin, che conferma anche il ruolo del privato accreditato
Le Case della Comunità, il consolidamento dell’ospedale dell’Angelo di Mestre e la collaborazione con il privato accreditato. Sono queste alcune delle priorità indicate da Massimo Zuin, nuovo direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, nella sua prima dichiarazione.
Tra i progetti simbolo del territorio c’è la nuova Casa della Comunità di Mira, intervento atteso da tempo dalla popolazione locale e che per Zuin ha anche un valore personale.
«Io sono nato a Mira – racconta – e mi ricordo di aver sempre sentito parlare della necessità di questo distretto che mancava o che comunque risultava insufficiente. In questi giorni stiamo arrivando alla conclusione dei lavori della Casa della Comunità e per me è quasi un destino essere arrivato a dirigere questa azienda proprio mentre questo progetto prende forma».
L’Ulss 3 Serenissima è una delle realtà venete più impegnate nella realizzazione delle strutture territoriali previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Alcune sono già operative, mentre altre stanno completando il percorso di attivazione.
«A Noale è stata aperta probabilmente la prima Casa della Comunità del Veneto, abbiamo attivato anche quella del Lido e stiamo lavorando per rispettare le scadenze previste dal PNRR – spiega Zuin –. L’obiettivo è completare tutti i progetti entro giugno. Si tratta di interventi importanti, con molte risorse investite nel territorio». Una trasformazione che punta a rafforzare il legame tra assistenza ospedaliera e medicina territoriale. «Sono fiducioso – aggiunge – che con l’aiuto della medicina generale e dei nostri professionisti riusciremo ad affrontare questa sfida: collegare sempre di più l’ospedale con il territorio».
«Questo risultato rappresenta una grande responsabilità – osserva Zuin – perché quando si raggiungono livelli così alti la difficoltà diventa mantenerli. Ma possiamo contare su una squadra di professionisti di altissimo livello e sono convinto che riusciremo a proseguire su questa strada».
Proprio per rafforzare l’offerta sanitaria è in corso anche un progetto di ampliamento della struttura mestrina. «L’ospedale dell’Angelo è una struttura bellissima – sottolinea – ma negli anni ha sofferto per la carenza di posti letto. Con il progetto di ampliamento stiamo lavorando per offrire servizi ancora più avanzati».
Un’eccellenza che continua ad attrarre pazienti anche da fuori provincia e da altre regioni. «Molte persone vengono a curarsi da noi proprio per il livello delle prestazioni garantite», ricorda il direttore generale.
“Qui nascono le idee per il futuro socio-sanitario”: il direttore generale dell’Ulss 3 incontra i cittadini più fragili
Un punto di forza dell’Ulss 3 Serenissima resta l’ospedale dell’Angelo di Mestre, considerato tra i migliori d’Italia secondo le valutazioni di Agenas.
Nel sistema sanitario locale resta inoltre centrale la collaborazione con il privato accreditato. «In questi anni il rapporto è stato positivo – afferma Zuin –. Le strutture convenzionate rappresentano un partner importante che ci aiuta a dare risposte ai cittadini, soprattutto per affrontare il tema delle liste d’attesa». Per il futuro l’obiettivo sarà quindi proseguire su questa linea di collaborazione. «Non demonizziamo il privato – conclude – ma lavoriamo in sinergia, compatibilmente con le risorse disponibili e con la programmazione regionale. È un rapporto che intendiamo portare avanti con spirito costruttivo, come è stato fatto finora». Nel breve periodo, tuttavia, la priorità resta il rispetto delle scadenze del PNRR. «Entro giugno dobbiamo completare i progetti previsti – spiega Zuin –. Non si tratta solo di realizzare le strutture, ma anche di allestirle e organizzarle con medici, infermieri e servizi. È un lavoro complesso che stiamo seguendo passo dopo passo per rispettare i tempi e non perdere i finanziamenti». (p.b.)
I primi passi del neo Direttore Generale Zuin
Sanitari in prima linea, pazienti nelle sale d’attesa, bambini in corsia, poveri nelle mense, anziani non autosufficienti e disabili gravi nelle strutture del territorio: sono state queste le prime persone che il neo direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, ha voluto incontrare nei suoi primi quattro giorni al vertice dell’azienda sanitaria veneziana.
Da Mestre a Venezia centro storico, Zuin ha visitato Pronto Soccorso, Centro di solidarietà cristiana Papa Francesco, Casa di riposo Santa Maria dei Battuti, Distretto Giustinian e il Padiglione Jona dell’ospedale Civile con la Pediatria. Qualche momento anche per ammirare i tesori artistico-culturali degli ospedali e salutare chi ogni giorno se ne prende cura.
“Dai luoghi della sofferenza, del servizio alla popolazione fragile e malata comincio un percorso che mi riporterà in questi spazi moltissime volte – ha
detto Zuin – Persone bisognose, affiancate da chi dà il meglio di sé per alleviare il dolore e le difficoltà, sono l’esempio del servizio socio-sanitario che dobbiamo proteggere, potenziare e diffondere sul territorio. Qui nascono le idee per il futuro sociosanitario locale”.
L’incontro. “Qui nascono le idee per il futuro socio-sanitario”: il direttore generale dell’Ulss 3 incontra i cittadini
Gerosa in visita all’Ospedale dell’Angelo di Mestre: confronto con gli specialisti
Visita istituzionale all’Ospedale dell’Angelo di Mestre per l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa. Ad accompagnarlo la consigliera regionale con delega per Venezia Laura Besio. All’incontro hanno partecipato il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin e un gruppo di specialisti dell’ospedale, con cui l’assessore ha affrontato il tema delle progettualità in corso e delle prospettive di innovazione nella struttura hub della provincia.
Durante la visita l’attenzione si è concentrata in particolare sull’attività della Farmacia ospedaliera. La direzione sanitaria ha illustrato il percorso che ha portato alla concentrazione a Mestre della produzione dei preparati chemioterapici, destinati all’Ematologia dell’Angelo e ai repar-
ti di Oncologia di Mestre, Venezia e Chioggia. Il processo è stato reso possibile anche grazie ai lavori di ristrutturazione realizzati nel 2025 e all’acquisizione di nuove tecnologie, tra cui un robot e due cappe semiautomatiche. Dotazioni che hanno permesso all’Unità farmaci antiblastici di Mestre di estendere la preparazione dei farmaci anche all’Oncologia di Dolo-Mirano, completando così la centralizzazione della produzione aziendale in un’unica sede.
Per volumi di attività l’Unità si colloca ora nella fascia ad alta intensità operativa: su base annua si stimano circa 44 mila preparazioni. La riorganizzazione ha portato anche a un significativo efficientamento dei processi, con un risparmio annuo stimato attorno ai 180 mila euro.
VENETO
Approvata indennità di Pronto Soccorso per il personale sanitario
La Giunta regionale del Veneto ha dato il via libera alla delibera che stabilisce il riparto delle risorse destinate all’indennità di Pronto Soccorso per il personale sanitario impegnato nei servizi di emergenza-urgenza. Il provvedimento riguarda il periodo dal 1° giugno 2023 al 31 dicembre 2026 e prevede un totale di 60,6 milioni di euro, destinati a 3.200 lavoratori tra infermieri, operatori socio-sanitari e altri professionisti del settore.
“La valorizzazione del personale sanitario è sempre stata una delle mie priorità”, ha dichiarato il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, sottolineando che questa delibera rappresenta un passo concreto verso il miglioramento del sistema sanitario. “Con queste risorse – ha aggiunto Stefani – siamo passati dalle parole ai fatti, mettendo in campo un impegno significativo per coloro che operano in uno dei settori più delicati dell’organizzazione ospedaliera, quello delle emergenze”.
L’iniziativa è stata accolta positivamente dal Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che ha spiegato come questo intervento riconosca concretamente le difficoltà e i rischi a
cui sono esposti gli operatori nei Pronto Soccorso, servizi caratterizzati da carichi di lavoro elevati, turni complessi e, purtroppo, anche episodi di violenza. “Si tratta di un intervento atteso – ha detto Gerosa – costruito con criteri trasparenti e condivisi, che prevede anche il pagamento degli arretrati per chi ha prestato servizio dal 2023”. Il provvedimento coinvolge circa 3.200 professionisti della salute, tra cui 2.000 infermieri, 800 operatori socio-sanitari, 400 autisti soccorritori/ambulanze e una parte di personale amministrativo. L’indennità, che sarà differenziata in base al profilo, prevede un compenso mensile minimo pari a 340 euro per il personale sanitario, 250 euro per gli operatori socio-sanitari e il personale tecnico, e 140 euro per il personale amministrativo. Inoltre, le aziende sanitarie dovranno erogare entro il mese di marzo dell’anno successivo eventuali risorse residue, fino a completo utilizzo del fondo. Gli arretrati saranno corrisposti per il periodo dal 1° giugno 2023 al 2025, con un totale di 44 milioni di euro da ripartire nei vari anni.
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Il nuovo direttore dell’Ulss 3 Zuin in visita a Chioggia
Visita istituzionale a Chioggia per Massimo Zuin, nuovo direttore generale dell’ULSS 3 Serenissima, intervistato da Madeleine Palpella per Radio Veneto24 durante la tappa nella città lagunare, che ha incluso anche un incontro in municipio con il sindaco Mauro Armelao. La visita rientra in un tour che il direttore sta compiendo in questi giorni nei diversi presidi dell’azienda sanitaria. «Sto andando a trovare tutti i nostri ospedali – ha spiegato Zuin – sono stato a Mestre, a Venezia e quindi anche Chioggia. Continuerò visitando gli altri presidi. della nostra azienda».
Tra le strutture incontrate finora, Chioggia rappresenta però un caso particolare. «È una città bellissima che amo molto – ha sottolineato – ma soprattutto qui si percepisce una particolare umanizzazione delle cure. Probabilmente perché è una realtà in cui tutti si conoscono e questo crea una maggiore empatia verso chi entra in ospedale».
Secondo il direttore generale, proprio il clima umano rappresenta uno dei punti di forza dell’ospedale clodiense. «Chi entra trova persone disponibili e sorridenti. È una cosa bellissima, oltre al fatto che qui c’è una grande squadra di professionisti».
Accanto al personale sanitario, Zuin ha evidenziato anche il ruolo della rete sociale e del volontariato: «La realtà del terzo setto-
re è davvero unica e la città è ricchissima di associazioni».
A rendere ancora più forte il legame tra ospedale e territorio è, secondo il direttore, l’attenzione della comunità locale. «Chioggia è innamorata del proprio ospedale: non c’è nessuno che non si batta perché non perda servizi, ma anzi li veda crescere. Per questo ci sarà sicuramente una particolare attenzione verso questa città».
Zuin ha poi parlato della propria esperienza amministrativa e del rapporto con il territorio. «Mi sento ancora molto sindaco – ha detto – perché negli ultimi anni mi sono occupato della parte sociale e territoriale. Conosco bene i problemi, in un contesto in cui la popolazione invecchia e emergono nuove fragilità. Ma è anche un territorio straordinario e un’azienda sanitaria fantastica».
Tra gli obiettivi del suo mandato, il direttore ha indicato tre priorità: «L’umanizzazione delle cure, che io riassumo nella parola gentilezza; il rafforzamento del rapporto tra ospedale e territorio; e il mantenimento dei livelli di eccellenza dei nostri ospedali».
Per Chioggia, in particolare, sono previsti nuovi sviluppi. «Tra poco partirà anche il servizio di procreazione medicalmente assistita – ha annunciato – probabilmente entro un mese. Sarà un punto di eccellenza importante, soprattutto per tante coppie che oggi sono costrette a viaggiare anche
all’estero». Parallelamente prosegue il lavoro sui servizi territoriali. Tra i cantieri più rilevanti c’è quello della Casa della Comunità. «Siamo in dirittura d’arrivo – ha spiegato Zuin –anche se ci sono stati alcuni piccoli problemi. Stiamo correndo per rispettare i tempi e speriamo che entro giugno si possa aprire almeno una parte della struttura». Il progetto comprende anche ospedale di comunità e hospice. Guardando ai prossimi mesi, il direttore ha ricordato anche il ruolo sanitario della città nel periodo turistico.
«Con l’arrivo della primavera iniziamo a pensare alle vacanze sicure e al turismo inclusivo. Qui troviamo una grande attenzione da parte degli imprenditori del settore: Chioggia è una città aperta a tutti, dove chi arriva deve sentirsi accolto e “coccolato”, indipendentemente dalle proprie condizioni». Infine, un passaggio su un tema nazionale come la sicurezza nei pronto soccorso e la violenza contro il personale sanitario. «Abbiamo attivato protocolli con le forze dell’ordine che prevedono formazione reciproca – ha spiegato – per prevenire e
gestire situazioni sempre più complesse. I casi che arrivano oggi in pronto soccorso sono molto diversi rispetto al passato e richiedono competenze specifiche». La formazione, ha concluso Zuin, rimane uno degli strumenti principali per affrontare il problema. «Abbiamo professionisti molto preparati e continueremo a rafforzare la collaborazione con le forze dell’ordine. Allo stesso tempo dovremo puntare anche sulla tecnologia e sulla telemedicina per alleggerire le richieste non urgenti e migliorare la gestione dei servizi sul territorio».
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