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laPiazza di Bassano - Gen26

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La sanità veneta

vista dal neo assessore

Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”

Tre, due, uno: si parte!

La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.

E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.

a pag. 21

Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale

Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico

STEFANI TRACCIA LA ROTTA PER IL VENETO: “ATTENZIONE

AL SOCIALE, CASA AI GIOVANI, SANITA’ VICINA ALLE FAMIGLIE”

La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”

a pag. 4

Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

SUL TERRITORIO

La conferma arrivata dalla giunta dell’Unione Montana che ha verificato lo stato delle dotazioni e delle attività, in arrivo il nuovo comandante

Bassano rivendica investimenti su welfare, famiglie, lavori pubblici e attrattività culturale, le minoranze contestano l’aumento di alcune spese

Servizi alle pagg 6 e 7

Morire di lavoro non è fatalità

Sintoniz

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.

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Servizio
Servizio a pag. 9

Rifiuti, Nuova tariffa unica: dal 1° gennaio 2026 rivoluzione nel calcolo del Secco residuo

Sintoniz zati

Dal numero di svuotamenti si passa al conteggio dei litri conferiti Più flessibilità per l’utenza e massima attenzione al riempimento dei contenitori

I litri disponibili di rifiuto Secco per ciascun gruppo familiare sono i seguenti:

mentre fino allo scorso anno il sistema si

press container e 6 conferimenti nei cassonetti

che ha a disposizione 1.200 litri annui di

sul territorio e scelti liberamente dall’utente:

Porta a porta: conteggiato per 120 litri (bidone carrellato) o 40 litri (sacchi/bidoncini).

Press container (Aree H24): conteggiato per 60 litri.

Contenitori stradali multiutenza: conteggiati per 40 litri.

meccanismo è che per ogni

conferimenti

sfruttando la massima capacità di apertura dell’attrezzatura, ottimizzando così i litri compresi nella propria tariffa. Per questo si chiede agli utenti di conferire il rifiuto facendo

conferimenti effettuati accedendo ai Servizi Online sul sito di ETRA. Ad ogni modo su ogni attrezzatura sarà visibile il litraggio corrispondente.

Al Commissariato di Bassano subito sfide impegnative

Èiniziata con un ritmo serrato l’esperienza del Vice Questore Claudio di Paola alla guida del Commissariato di Bassano del Grappa. Succeduto al Commissario Capo Carlo Dalla Costa, congedato lo scorso ottobre, Di Paola è stato presentato ufficialmente il 7 gennaio dal dott. Giuseppe Annicchiarico, Vicario del Questore di Vicenza.

Originario di Bari e laureato in Giurisprudenza, Di Paola è nella Polizia dal 1992 e vanta incarichi in diversi uffici operativi del Nord-Est, da Lanciano a Conegliano, Treviso, Venezia e, più recentemente, al Commissariato di Jesolo dal 2023.

Nei primi giorni a Bassano, il nuovo Comandante ha già dovuto affrontare diversi casi: il 28 novembre 2025, a Marostica, il personale anticrimine ha denunciato un 18enne italiano per un furto aggravato ai danni di un’auto parcheggiata in via delle Ceramica. Grazie alle telecamere di sorveglianza e a una perquisizione, sono stati recuperati alcuni degli indumenti indossati dal giovane al momento del reato.

Il 6 gennaio, a Rossano Veneto, durante un controllo in un esercizio commerciale, gli agenti hanno denunciato un 20enne albanese trovato con cinque bustine di hashish. Lo straniero, residente a Cassola, ha subito anche una perquisizione domiciliare e gli sono stati sequestrati il telefono e la sostanza stupefacente.

Il 3 gennaio, infine, un marocchino del 1977 con numerosi precedenti e con divieto di accesso ai locali pubblici della provincia di Vicenza è stato fermato in via De Blasi a Bassano mentre cercava di eludere i controlli. Segnalato per l’emissione del Foglio di Via Obbligatorio, ha confermato l’attenzione della Polizia a garantire la sicurezza cittadina.

Con l’avvio intenso del 2026, gli agenti del Commissariato si dimostrano pronti a sostenere l’azione del nuovo dirigente, tra interventi immediati e controllo del territorio, segnando un esordio “scoppiettante” per il Vice Questore Di Paola a Bassano del Grappa.

Il nuovo Vice Questore Claudio di Paola affronta i primi giorni

Morire di lavoro non è fatalità

Guardando indietro, il 2025 non ha concesso tregua. I dati provvisori Inail parlano di oltre 1.010 morti sul lavoro in Italia nei primi undici mesi dell’anno. Il Veneto, cuore pulsante della nostra economia, si è confermato purtroppo ai vertici di questa classifica, secondo solo alla Lombardia, con oltre 100 decessi, con Verona che ha tristemente guidato il primato regionale, seguita da Venezia e Vicenza. Nonostante i proclami, la “zona rossa” del rischio infortunistico continua ad allargarsi, colpendo duramente i settori della manifattura e dell’edilizia. Il problema non è la mancanza di norme. L’Italia possiede una delle legislazioni sulla sicurezza più avanzate d’Europa. Il vero nodo è che la prevenzione viene spesso degradata a mero adempimento burocratico. Per troppe imprese, la sicurezza è un “faldone” da riempire per evitare multe, un costo da minimizzare o un fastidioso rallentamento della produzione. Ma la sicurezza non si fa con i timbri: si fa con la formazione vera, con l’aggiornamento tecnologico e, soprattutto, con una vigilanza che non sia solo formale. Quando il profitto o la fretta di consegnare un ordine superano la tutela del lavoratore, il sistema ha già fallito.

Non dobbiamo però cadere nell’errore della generalizzazione. Esistono imprenditori attenti che investono somme ingenti per azzerare i rischi. Ma non in tutte le aziende è così, per talune imprese la sicurezza è un costo da limare, un fastidio da aggirare. Tuttavia, la mancanza di una cultura della sicurezza riguarda talvolta anche i lavoratori stessi. La “confidenza” con gli strumenti o le macchine usate, l’abitudine al rischio o la sottovalutazione del pericolo (“abbiamo sempre fatto così”) sono nemici invisibili quanto un cavo scoperto. Indossare un dispositivo di protezione individuale non è un obbligo verso il capo, ma un patto con la propria vita. Oltre all’inestimabile dolore umano, non possiamo ignorare l’impatto collettivo. Gli infortuni sul lavoro costano all’Italia circa 104 miliardi di euro l’anno, pari a oltre il 6% del nostro PIL. È una voragine economica che brucia risorse che potrebbero essere investite in sviluppo e stipendi. Non possiamo più permetterci di considerare queste morti come un “rischio collaterale” dell’attività d’impresa. La sicurezza deve diventare l’ossigeno del nostro modello produttivo veneto. Perché una terra che produce ricchezza, ma non garantisce il ritorno a casa dei suoi figli, è una terra che sta tradendo le sue radici più profonde: la dignità del lavoro.

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Redazione Bassano

L’intervista. Incontro in redazione con presidente della Regione Veneto tra novità e prossime sfide

Stefani alla prova dei fatti: “Casa per i giovani, sanità più vicina ai cittadini e meno burocrazia”

N el primo mese alla guida del Veneto ha già impresso un ritmo serrato all’agenda politica regionale. Tra riforme per l’edilizia, tavolo per la sburocratizzazione e attenzione al sociale, il presidente Alberto Stefani delinea la rotta di un mandato che punta a rispondere alle emergenze del quotidiano. Lo abbiamo incontrato in redazione per fare il punto sui principali dossier aperti. Presidente, tra le novità di que-

ti: un patrimonio enorme che resta inutilizzato nonostante l’emergenza abitativa. Abbiamo già investito 50 milioni di euro: è l’investimento sull’housing sociale più importante di sempre per la nostra regione. È un passo avanti che riduce l’insolvenza e riqualifica gli immobili attraverso un’utenza diversa, creando un circuito virtuoso di rigenerazione urbana.

La legislatura si è aperta con la

ste settimane spicca “generazione casa”, in cosa consiste?

Si tratta di una proposta di legge di modifica della legge 39 del 2017 sull’edilizia pubblica. Su questo fronte vogliamo lavorare con forza per aprire lo spazio al cosiddetto social housing. L’idea è quella di dare una possibilità concreta a quella “area di mezzo” composta da giovani, anziani in difficoltà o determinate categorie di lavoratori. Vogliamo conferire flessibilità all’assegnazione degli immobili sulla base di caratteristiche specifiche che solo con l’housing sociale si possono gestire. Attualmente, la stragrande maggioranza del nostro patrimonio immobiliare è vincolato all’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), ma dobbiamo trovare spazio per chi non può permettersi l’acquisto di una casa o un affitto a prezzi ragionevoli, specialmente nelle grandi città e ormai anche in provincia. Abbiamo oltre 8.800 immobili sfitti perché non manutenta-

parola d’ordine “meno burocrazia”: cosa cambia nel concreto?

Il meccanismo di lavoro. Al tavolo lascerò che siano le imprese, le associazioni di categoria e i sindacati a dire alla politica quali sono le norme da modificare e le procedure da semplificare. È una nuova prospettiva: non c’è una scelta aprioristica dell’amministrazione, ma una gestione condivisa del fenomeno burocratico che parte dal basso, da chi vive questi problemi ogni giorno. Inoltre, ci tengo a sottolineare che si tratta di un tavolo a costo zero, senza gettoni di presenza per i partecipanti.

In Consiglio regionale il suo primo provvedimento è stato il progetto di legge sui caregiver. Come intendete aiutare chi assiste i propri cari ogni giorno?

In Veneto un cittadino su quattro è un caregiver: è una realtà che tocca quasi tutte le famiglie. Per questo ho preso spunto da una proposta di legge già presentata anche

dall’opposizione, perché su temi simili bisogna lavorare insieme per la soluzione migliore. Integreremo la salute territoriale con le Case di Comunità. È un processo a mediolungo termine, ma vogliamo trovare ogni soluzione possibile per supportare chi si prende cura dei familiari più fragili.

A questo proposito ha annunciato l’assistente di quartiere, una figura che però non sembra convin-

di piccoli aiuti quotidiani, come fare la spesa o un controllo cognitivo. Dove va la sanità veneta con la consulenza del professor Gerosa? Come pensate di risolvere la carenza di medici?

La sanità veneta sarà sempre più territoriale e resterà saldamente ancorata al sistema pubblico. Il professor Gerosa è un luminare che ha sempre lavorato nel pubblico e ci aiuterà in questo percorso. Nelle

Consiglio Regionale dell’Economia, un luogo di consultazione permanente con sindacati e categorie. È un’idea che abbiamo accolto con favore perché crediamo nel confronto costante per intercettare le opportunità di crescita.

Autonomia, federalismo fiscale e PFAS: temi caldi per il territorio. Qual è la situazione?

Sull’autonomia sono stato relatore del disegno di legge e voglio por-

cere l’opposizione. Cosa risponde alle critiche?

Rispondo che questa figura è già stata sperimentata con ottimi risultati proprio in Comuni amministrati dal centrosinistra. Io l’ho integrata nel contesto delle Case di Comunità, intercettando un’esigenza sentita: l’80% degli anziani che necessitano di monitoraggio quotidiano non è coperto dai servizi tradizionali. Non possiamo pensare che ci sia assistenza domiciliare integrata per tutti, è matematicamente impossibile. Allora offriamo una formazione regionale a figure certificate che, anche tramite applicazioni digitali, garantiscano un monitoraggio costante. Immaginiamo un quartiere dove un assistente visita cinque anziani, controlla i parametri e informa la famiglia tramite app. Per una famiglia significa avere serenità a un costo notevolmente più basso rispetto a una badante H24, offrendo un servizio di prossimità per chi non ha bisogno di assistenza continuativa ma

prossime settimane visiteremo le Case di Comunità per vedere lo stato dell’arte di questa riforma nazionale che deve sgravare gli ospedali. Sulla carenza di personale, dobbiamo migliorare la conciliazione vita-lavoro e investire nelle borse di specialità.

L’imbuto formativo creato negli ultimi vent’anni è il vero problema nazionale. Come Regione investiremo in borse di studio e dialogheremo costantemente con gli ordini professionali attraverso il nuovo Consiglio Regionale della Sanità. La soluzione deve essere condivisa tra medici, Ulss e istituzioni.

Parliamo di economia: alcuni dati recenti dicono che il Veneto non è più la “locomotiva d’Italia”. Quali le soluzioni?

Dobbiamo percorrere la strada dell’innovazione per restare competitivi. La Regione accompagnerà le imprese rilanciando strumenti fondamentali come Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione. Il tavolo sulla sburocratizzazione evolverà in un

tare a casa le prime materie entro la legislatura. Il federalismo fiscale cambierà il rapporto Stato-Regione e il Veneto deve essere protagonista. Sul fronte dei PFAS, la Regione ha fatto la sua parte aprendo tavoli di confronto e accelerando la messa in sicurezza d’emergenza. Attualmente è in definizione la messa in sicurezza operativa, sotto la supervisione degli enti preposti.

Un’ultima domanda personale: dal Parlamento alla presidenza della Regione, com’è cambiata la sua vita?

In realtà è cambiata fino a un certo punto. Ho sempre cercato un legame forte con la comunità, facendo il sindaco e il segretario regionale della Lega. Certo, oggi le responsabilità sono maggiori, ma essere nel proprio territorio, tra la gente che conosci, trasforma il peso dell’amministrare nella gratificazione di poter portare risultati concreti per la propria terra.

Nicola Stievano

Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ospite in redazione

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Bassano guarda al futuro: sociale, cultura e grandi lavori nel bilancio 2026

B assano del Grappa conferma una strategia di sviluppo che guarda al futuro senza arretrare sul fronte dei servizi. Nonostante una riduzione dei trasferimenti statali pari in media a 350 mila euro l’anno, l’Amministrazione comunale presenta un bilancio solido e un piano di investimenti che mette al centro le politiche sociali, la famiglia e la qualità urbana.

Oltre 11,2 milioni di euro saranno destinati nel 2026 a interventi a favore delle fasce più fragili: disabilità, inclusione sociale, infanzia e anziani. Una scelta politica chiara, come sottolineato dal Sindaco, che ribadisce la volontà di continuare a coprire una quota rilevante dei servizi a domanda individuale, mantenendo tariffe agevolate per asili nido, mense scolastiche, impianti sportivi, musei e spettacoli.

Tra le novità spicca l’istituzione di un fondo da 100 mila euro per il

commercio, pensato per sostenere un comparto strategico dell’economia cittadina. Accanto alle risorse dirette, l’Amministrazione punta su un calendario di eventi capace di rafforzare l’attrattività di Bassano. Un esempio concreto arriva dalla mostra dedicata a Giovanni Segantini, che nelle prime settimane ha già registrato 28 mila visitatori al Museo Civico di Bassano del Grappa, con ricadute positive su tutta la città. Anche il periodo natalizio, sottolinea il Sindaco, ha confermato la vitalità del territorio. Un segnale politico forte arriva dal bonus nascite, che partirà da 600 euro per il primo figlio fino a 800 euro per il terzo. Un contributo definito “simbolico ma significativo”, volto a sostenere la natalità e a rafforzare il tessuto sociale. Parallelamente, il Comune investirà nel servizio di doposcuola, ampliando l’offerta pomeridiana per aiutare i

genitori a conciliare tempi di lavoro e vita familiare.

Il capitolo dei lavori pubblici rappresenta uno dei pilastri del bilancio. Il piano triennale illustrato dall’Assessore ai Lavori Pubblici prevede 26 milioni di euro di investimenti nel solo 2026, di cui quasi 17 milioni al netto della nuova scuola primaria Canova 2.0, già finanziata con 9,1 milioni.

Gli interventi interesseranno l’intera città: dalle scuole, con adeguamenti sismici e manutenzioni straordinarie, ai quartieri, passando per il Museo Civico, le strade e la viabilità – capitolo più consistente con 5 milioni di euro, tra cui il secondo stralcio del Ponte della Vittoria – fino a verde pubblico, sport, edilizia residenziale pubblica ed edifici culturali e comunali.

A chiudere il quadro è il Vice Sindaco e Assessore al Bilancio, che rivendica un risultato non scontato: quasi 78 milioni di euro di entrate, senza aumentare la pressione fiscale e garantendo servizi adeguati per quantità e qualità. “Siamo un’Amministrazione presente – conclude – che accompagna il cittadino nelle sue esigenze individuali, familiari e comunitarie”. Un bilancio che, tra rigore e visione, prova a trasformare le difficoltà in opportunità, puntando su coesione sociale, sviluppo urbano e attrattività culturale.

Provincia di Vicenza: 215 milioni tra investimenti e scuole, ma il “prelievo forzoso” porta 45 milioni a Roma

Il Consiglio provinciale ha approvato il bilancio di previsione 2026 e il documento triennale 2026-2028 della Provincia di Vicenza, che muove complessivamente 215 milioni di euro. Il via libera non è stato unanime e mette in evidenza una criticità rilevante: quasi 45 milioni di euro di risorse proprie verranno trasferiti allo Stato centrale e non resteranno sul territorio. Nel triennio sono previsti circa 60 milioni di euro di investimenti tra opere in corso e nuovi cantieri, ai quali si sommano

gli interventi finanziati dal Pnrr ormai in fase di conclusione.

Le spese correnti ammontano a 11,7 milioni di euro per le scuole

superiori e a 10,8 milioni per la manutenzione della rete stradale. La nota più critica riguarda il cosiddetto prelievo forzoso: 44

milioni e 980mila euro finiranno a Roma, a fronte di contributi statali che si fermano a 24,5 milioni. Secondo la Provincia, il meccanismo penalizza soprattutto gli enti più virtuosi, capaci di intercettare fondi Pnrr. Sono oltre 40mila gli studenti delle scuole superiori vicentine, distribuiti in 148 edifici. Gli investimenti legati al Pnrr superano i 31 milioni di euro, con l’obiettivo di chiudere gli ultimi cantieri entro i primi mesi del 2026. In primo piano interventi di miglioramento sismico, amplia-

menti e nuovi edifici scolastici, affiancati da un piano di manutenzione ordinaria e straordinaria. Sul fronte della viabilità, l’ente gestisce 1.241 chilometri di strade, 461 ponti e 233 rotatorie, con la sicurezza come priorità assoluta e oltre 10 milioni di euro destinati alla manutenzione ordinaria. Confermati anche gli impegni ambientali, dal monitoraggio dell’aria e dei Pfas alla bonifica dell’area ex Miteni, fino agli interventi sul lago di Fimon e agli incentivi alla mobilità sostenibile. (s.b.)

Sara Busato

Tempo di bilanci/2. La critica delle opposizioni in consiglio comunale

“Personale costoso, tagli a scuole e sport e rischi per la scuola Canova”

Il bilancio del Comune di Bassano finisce nel mirino delle opposizioni. I gruppi di minoranza sollevano diverse criticità, a partire dalla spesa per il personale, che rappresenta quasi un terzo del totale. “Ogni cittadino di Bassano oggi spende circa 480 euro all’anno per il personale comunale e questa voce continua ad aumentare”, sottolinea il consigliere Manuel Remonato. “Nel frattempo, mentre questa spesa cresce, vengono tagliati altri capitoli importanti. In particolare le scuole paritarie, le nostre scuole, legate alle parrocchie e ai quartieri, che subiscono una riduzione di 150 mila euro”.

Al centro delle critiche anche i tagli ai contributi destinati alle società sportive, soprattutto per quanto riguarda il sostegno alle bollette dell’acqua. Un altro tema evidenziato è quello della sicurezza, che secondo le minoranze non riguarda tanto i reati nelle vie del centro quanto piuttosto truffe, frodi informatiche e furti nelle abitazioni.

“La videosorveglianza, in questo senso, non è sufficiente a prevenire questo tipo di reati”, osserva la consigliera Giulia Moro. “Si tratta di episodi che avvengono soprattutto nelle aree residenziali e che

potrebbero essere contrastati investendo di più nei controlli di vicinato, reti che a Bassano esistono solo in parte e risultano ancora sottoutilizzate. Servirebbe una vera progettualità, che richiede investimenti da parte del Comune”. Moro segnala inoltre un’ulteriore riduzione delle risorse destinate all’illuminazione pubblica: “Abbiamo molte dotazioni tecnologiche, ma sempre meno luce: dal bilancio emerge un ulteriore taglio di 300 mila euro per il prossimo anno”.

Il terzo capitolo riguarda la futura scuola Canova. La Giunta ha annunciato un investimento complessivo di 9 milioni di euro, ma l’iter del progetto risulta sospeso da un provvedimento che, secondo le opposizioni, non ha il rango di una vera e propria delibera. Una

questione tecnica, ma anche sostanziale.

“Per far capire ai cittadini, siamo di fronte a una situazione molto simile a quella del Santa Chiara”, conclude il consigliere Roberto Campagnolo. “Un problema che si trascina da anni: nella scorsa amministrazione ci era stato detto che la soluzione era il partenariato pubblico-privato, che sembrava dovesse portare rapidamente all’inaugurazione. Sappiamo com’è andata: il partenariato è andato in crisi e tutto si è fermato. Ora si rischia di ripetere lo stesso schema, bloccando di nuovo l’opera. È una scelta illogica, che non ha senso né nel merito né nei tempi. Ricostruiremo tutta la vicenda in Consiglio comunale”.

Sara Busato

Manovra di bilancio: in arrivo un milione di euro

Dalla manovra di bilancio approvata dal Senato arrivano risorse significative per Bassano del Grappa e per l’intero territorio vicentino. Grazie a una serie di emendamenti presentati dalla senatrice Mara Bizzotto, alla provincia di Vicenza saranno destinati complessivamente 1 milione di euro, finalizzati a interventi in ambito sociale e infrastrutturale, con ricadute concrete anche nell’area bassanese. A esprimere soddisfazione per il risultato ottenuto è il sindaco di Bassano del Grappa Nicola Finco, che parla di “un segnale chiaro di attenzione verso le esigenze della comunità locale”. Il primo cittadino ringrazia la senatrice Bizzotto e il Governo per il sostegno a progetti ritenuti strategici, capaci di

incidere sulla qualità della vita dei cittadini. Sul fronte sociale, una quota rilevante delle risorse, pari a 300 mila euro, sarà destinata all’ISACC per lo sviluppo del “Progetto per l’invecchiamento attivo”. Il finanziamento prevede 250 mila euro nel 2026 per interventi di adeguamento strutturale e per l’acquisto di nuove attrezzature destinate ai laboratori, mentre ulteriori 50 mila euro nel 2027 serviranno per la formazione del

personale e l’avvio delle attività. L’obiettivo è rafforzare i servizi rivolti alla popolazione anziana, valorizzando un presidio centrale del welfare cittadino. Importanti risorse sono previste anche per le infrastrutture. Sono infatti stati stanziati 500 mila euro per la manutenzione straordinaria del Ponte della Vittoria, infrastruttura fondamentale per la viabilità urbana e comprensoriale. I fondi saranno erogati in due tranche, nel 2026 e nel 2027, al fine di garantire sicurezza e piena funzionalità al collegamento. “Investire sugli anziani e sulla manutenzione delle opere strategiche – conclude Finco – significa rispondere in modo concreto alle sfide demografiche e infrastrutturali del nostro territorio”. (s.b.)

Spesa per il personale in crescita e servizi in calo: è questa, secondo le minoranze, la fotografia del bilancio comunale di Bassano

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La Polizia Locale di nuovo a regime: servizio garantito e nuovo comandante in arrivo

D al 1° gennaio il servizio di Polizia Locale a Bassano del Grappa è tornato pienamente operativo, assicurando continuità ed efficacia non solo sul territorio comunale ma anche nei Comuni convenzionati che non dispongono di agenti propri. La conferma è arrivata al termine della Giunta dell’Unione Montana convocata l’8 gennaio per fare il punto sui mezzi, sugli strumenti e sull’organizzazione complessiva del Corpo, in vista del nuovo assetto definito dagli indirizzi politici approvati nei mesi scorsi.

L’incontro ha consentito di verificare lo stato delle dotazioni e di programmare le attività necessarie a garantire un servizio senza interruzioni, nel rispetto della convenzione approvata dal Consiglio dell’Unione Montana il 23 dicembre. Un passaggio ritenuto fondamentale per tutelare l’efficienza della Polizia Locale, chiamata a operare su un territorio ampio e articolato, con esi-

genze diverse ma con un obiettivo comune: assicurare sicurezza e presidio costante alle comunità locali.

Il sindaco di Bassano del Grappa e presidente dell’Unione Montana, Nicola Finco, ha ribadito la piena disponibilità del Comune a collaborare con gli altri enti aderenti alla convenzione.

«La partecipazione di tutti gli amministratori è fondamentale – ha sottolineato – perché la Polizia Locale rappresenta un

presidio essenziale di sicurezza e legalità per i nostri cittadini». In quest’ottica, l’Amministrazione ha già avviato un percorso di rafforzamento del Corpo, annunciando l’imminente pubblicazione dei concorsi per l’assunzione di quattro nuovi agenti, con l’obiettivo di potenziare l’organico e migliorare ulteriormente la capacità di intervento sul territorio. A questo percorso di rilancio si affianca la nomina del nuovo comandante della Polizia Locale.

Il sindaco Finco ha infatti ufficializzato la scelta di Ivano Berti, individuato al termine della procedura di mobilità pubblica avviata lo scorso novembre. Attualmente dirigente presso il Comune di Civitavecchia, Berti assumerà ufficialmente l’incarico il 1° febbraio, entrando in servizio al Comando di via Vittorelli.

«Questa nomina – ha spiegato il sindaco – è parte integrante della strategia approvata dal Consiglio comunale, che individua nella Polizia Locale una risorsa fondamentale per la tutela del territorio. L’obiettivo è consolidare e modernizzare il Corpo attraverso un’organizzazione più efficiente, l’incremento dell’organico e l’introduzione di nuove soluzioni tecnologiche, così da rispondere in modo sempre più puntuale alle esigenze di sicurezza urbana».

Il profilo professionale del nuovo comandante rappresenta un valore aggiunto per Bassano del

Polizia Locale, per il PD è un segnale d’allarme sulla tenuta della maggioranza

La situazione della Polizia Locale diventa, secondo il Partito Democratico di Bassano del Grappa, il simbolo delle difficoltà politiche che attraversano la maggioranza di governo cittadina. I dem parlano apertamente di un “campanello d’allarme”, sottolineando come le tensioni emerse nelle ultime ore confermino criticità già più volte evidenziate.

«Stiamo assistendo all’ennesi-

ma spaccatura su un tema cruciale come la sicurezza – afferma il capogruppo dem Roberto Campagnolo – con attacchi durissimi all’interno della maggioranza e risposte altrettanto nette da parte del sindaco. Non è la prima crepa di una compagine che ormai appare tenuta insieme solo dalle apparenze». Secondo il PD, da un lato si registrano le critiche provenienti dagli alleati di governo, dall’altro le reazioni del primo

cittadino e della sua lista, mentre il tema sicurezza finisce per essere gestito con superficialità.

Una situazione che, per i democratici, rende difficile amministrare in modo efficace. «Quando si passa più tempo a litigare che a costruire una visione condivisa – conclude la consigliera Paola Tessarolo – a pagarne il prezzo sono i cittadini, alle prese con disservizi e mancanza di chiarezza». (p.b.)

Grappa. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Padova, Berti ha conseguito una laurea magistrale in Scienze economiche per l’Ambiente e la Cultura, con specializzazione in sostenibilità e governance pubblica, oltre a un master in “Transport Security, Safety and Cyber Protection”. La sua carriera, iniziata negli anni Ottanta nella Polizia Locale, lo ha visto ricoprire incarichi di crescente responsabilità in Veneto e in altre regioni, fino al ruolo di dirigente-comandante a Civitavecchia.

Con il ritorno alla piena operatività del servizio e l’arrivo del nuovo comandante, l’Amministrazione comunale punta ora a costruire una struttura solida e stabile, capace di affrontare le sfide future e di garantire ai cittadini un servizio di Polizia Locale sempre più efficace, moderno e vicino al territorio.

Paola Bigon

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Commercio. Conclusi

Pubblicato il bando per il Caffè Italia: sei anni di gestione per rilanciare il locale

È

stato pubblicato il bando per l’assegnazione della gestione del Caffè Italia, storico locale di Bassano del Grappa destinato a tornare pienamente protagonista della vita cittadina e dell’accoglienza turistica. La pubblicazione dell’avviso rappresenta un passaggio decisivo che arriva a poche settimane dall’annuncio ufficiale della conclusione dei lavori di riqualificazione, illustrati dal sindaco Nicola Finco e dall’assessore ai Lavori pubblici Andrea Viero.

Il Caffè Italia è da sempre uno dei luoghi più riconoscibili del centro storico, non solo per il suo valore simbolico e identitario, ma anche per la posizione particolarmente strategica, a ridosso di Porta delle Grazie e in prossimità dell’area di sosta dei pul-

Torna

la Scuola

lman turistici. Una collocazione che lo rende un punto di passaggio naturale per visitatori e turisti e, allo stesso tempo, uno spazio di grande attrattività per i bassanesi, grazie al panorama e al contesto architettonico di pregio che caratterizzano questa parte della città.

La struttura, completamente rinnovata, sarà messa a disposizione dei futuri gestori da arredare. Gli spazi comprendono una sala principale di 41,17 metri quadrati e una vasta area esterna di 167 metri quadrati, elemento centrale per lo sviluppo dell’attività e per la sua capacità di accoglienza. A questi si aggiungono quasi 100 metri quadrati di superficie potenziale, resi disponibili grazie ai nuovi spazi ricavati all’interno della Torre e della Porta delle Grazie, nel pieno rispetto delle capienze previste dal Regolamento comunale, oltre a ulteriori locali di servizio funzionali all’organizzazione del lavoro.

«Siamo arrivati al punto di svolta di una vicenda lunga e complessa – ha commentato con

soddisfazione il sindaco Finco – che ci vede oggi a pochi passi dal traguardo della riapertura del Caffè Italia. Un luogo storico che tornerà ad essere vissuto e valorizzato, capace di accogliere bassanesi, visitatori e turisti in uno dei punti panoramici più suggestivi della città». Parole condivise dall’assessore Viero, che ha sottolineato come i tempi necessari siano stati quelli imposti dai passaggi tecnici e amministrativi e come la pubblicazione del bando rappresenti un segnale concreto e positivo con cui si apre il nuovo anno.

Il bando prevede per i futuri gestori requisiti stringenti di moralità e idoneità professionale, oltre a una comprovata esperienza nell’attività di somministrazione di alimenti e bevande e a

per Genitori Plus con due serate dedicate all’adolescenza

Torna anche nel 2026 la Scuola per Genitori Plus, il ciclo di incontri promosso da Confartigianato Imprese Vicenza che porta nel territorio veneto momenti di confronto e approfondimento dedicati a famiglie, educatori e genitori. Accanto ai tre appuntamenti previsti a Vicenza, il progetto si arricchisce di nuove tappe “Plus” pensate per avvicinare l’iniziativa alle comunità locali. Tra queste c’è Bassano del Grappa, che ospiterà due serate al Teatro Da Ponte, in piazza Luigi Cadorna. Protagonisti degli incontri bassanesi saranno Stefania Andreoli e Daniele Novara, due voci molto conosciute nel mondo dell’educazione e del so-

stegno alla genitorialità. Le iscrizioni sono già aperte e fino al 15 gennaio è attiva una promozione, con condizioni agevolate riservate ai soci e ai dipendenti di Confartigianato. Il primo appuntamento è in programma giovedì 6 febbraio con Stefania Andreoli, psicologa e psicoterapeuta già apprezzata dal pubblico della Scuola per Genitori. Il suo intervento, dal titolo “Ansia: se la conosci (non) la eviti”, affronterà uno dei temi più sentiti dalle famiglie: il disagio emotivo di bambini e adolescenti. Un fenomeno che negli ultimi anni si è diffuso sempre di più anche tra i più giovani, lasciando spesso i genitori disorien-

una solida capacità finanziaria. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di fare del Caffè Italia uno dei principali punti di accoglienza della città, capace di rappresentarne al meglio l’immagine, la qualità dell’offerta e il legame con il territorio.

L’aggiudicatario potrà beneficiare di un contratto di gestione della durata di sei anni, con un canone mensile a base d’asta pari a 2.000 euro, al netto dell’Iva. È inoltre previsto l’obbligo di sopralluogo prima della presentazione dell’offerta, a garanzia di una piena consapevolezza degli spazi, delle potenzialità del locale e della responsabilità connessa alla gestione di un luogo di forte valore storico e urbano.

tati. Andreoli guiderà il pubblico a riconoscere i segnali, a distinguere le normali paure dell’età da situazioni più serie e a capire le pressioni che oggi gravano sui ragazzi, tra competizione, aspettative elevate e un contesto economico e sociale in continuo cambiamento. Spazio anche a una riflessione sul ruolo degli adulti, chiamati a trovare un equilibrio tra protezione e richieste di autonomia. Il secondo incontro si terrà il 25 febbraio e vedrà per la prima volta a Bassano Daniele Novara, pedagogista e fondatore del Centro Psico Pedagogico. La serata, intitolata “Mollami! Educare i figli adolescenti e trovare la giusta distanza per farli crescere”, sarà dedicata alle sfide quotidiane dell’adolescenza, una fase che può mettere alla prova la serenità familiare ma che è decisiva per la crescita futura dei ragazzi. Novara offrirà indicazioni pratiche per aiutare i genitori a restare presenti senza essere invadenti, a gestire i momenti di crisi e a costruire un’organizzazione familiare adatta a questa delicata fase di passaggio verso l’età adulta.

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na svolta concreta nel modo di intendere il servizio rifiuti, pensata per adattarsi alle abitudini reali dei cittadini e superare definitivamente i confini amministrativi comunali. È il nuovo modello introdotto da ETRA, improntato alla massima flessibilità e alla piena circolarità dei sistemi di conferimento, che entrerà pienamente a regime dal 1° gennaio 2026.

Il cambiamento più rilevante riguarda le Aree H24, piazzole ecologiche tecnologicamente avanzate, accessibili sette giorni su sette e ventiquattro ore su ventiquattro. Grazie agli investimenti del PNRR destinati a nuove installazioni e riqualificazioni, queste strutture non saranno più riservate ai soli residenti del comune in cui si trovano: tutti gli utenti in possesso di Eco tessera potranno utilizzarle liberamente sull’intero territorio servito da ETRA, in un’ottica di completa condivisione delle attrezzature e di maggiore comodità per chi si sposta quotidianamente per lavoro o necessità personali.

Nelle Aree H24 è possibile conferire carta e cartone, imballaggi in plastica e metalli, vetro e secco residuo, quest’ulti-

mo tramite press container. Un servizio che garantisce continuità operativa, accessibilità e un utilizzo più razionale delle infrastrutture, migliorando l’efficienza complessiva del sistema di raccolta differenziata.

La logica della circolarità è già attiva da alcuni mesi anche per i Centri di Raccolta, ex Ecocentri. Gli utenti domestici possono infatti accedere liberamente a uno qualsiasi dei 32 Centri di raccolta disponibili sul territorio, indipendente-

mente dal proprio comune di residenza. Si tratta di spazi videosorvegliati e fondamentali per il conferimento corretto di rifiuti che, per dimensioni o tipologia, non possono essere smaltiti attraverso la raccolta domiciliare o stradale, come rifiuti ingombranti, RAEE, legno e materiali particolari.

Strumento chiave di questo nuovo sistema “senza confini” è l’Eco tessera, dotata di microchip e utilizzata come vero e proprio passepartout. La tessera

consente l’apertura delle bocche di carico nelle Aree H24 e l’accesso ai Centri di Raccolta. Per quanto riguarda il secco residuo, il sistema informatico registra ogni conferimento attribuendolo all’utenza specifica e scalando automaticamente i litri dal budget previsto dalla tariffa, ovunque il conferimento avvenga, garantendo così massima tracciabilità ed equità.

Per facilitare l’orientamento degli utenti, oltre agli elenchi completi dei punti di conferimento, ETRA mette a disposizione anche l’app gratuita “ETRA – Servizio rifiuti”, consultabile da smartphone, con informazioni su sedi, orari e servizi disponibili.

«Questa svolta rappresenta un cambiamento culturale profondo nel nostro modo di intendere il servizio pubblico – afferma Flavio Frasson, presidente di ETRA –. Con il superamento dei confini comunali abbiamo voluto mettere ancora di più al centro le reali esigenze dei cittadini, trasformando la rete di ETRA in un unico grande sistema integrato, flessibile e orientato alla semplicità d’uso».

Paola Bigon

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Sammy Basso, il belvedere che diventa memoria: intitolata la balconata e la città canta la sua vita

Bassano intitola la balconata di piazza Terraglio a Sammy Basso, statua e due canzoni ne raccontano l’eredità

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l Comune di Bassano del Grappa intitolerà a Sammy la nuova balconata di piazza Terraglio, in fase di realizzazione, uno dei luoghi più amati dai giovani. Lì troverà casa una statua in bronzo che lo ritrae, un segno pubblico della gratitudine di un territorio che nel suo cammino ha trovato ispirazione. “Stiamo ristrutturando quella porzione del piazzale dal quale si gode uno dei migliori panorami sulla città – spiega il sindaco bassanese Nicola Finco –: il costo dell’intervento sarà in parte coperto da alcune aziende del territorio”. Non solo una dedica, dunque, ma una responsabilità condivisa: istituzioni e imprese, insieme, per un’opera che diventa simbolo civico. Un belvedere per guardare lontano: la scelta di collocare la statua su una terrazza panoramica è più che un dettaglio. È un invito a fare ciò che Sammy ha insegnato con la sua vita: alzare lo sguardo, anche quando il presente sembra chiedere il contrario. Anche la musica partecipa al racconto. Due brani, pubblicati di recente, restituiscono la trama umana e morale di Sammy. “Te vojo ben”, composto da Vania Marconato — che dirige una

scuola musicale nel Trevigiano — nasce dai racconti di familiari e amici “tradotti” in note: un ritratto sonoro, affettuoso e diretto, che riprende un suo modo di dire. Il 1° dicembre, giorno in cui Sammy era nato e in cui quest’anno avrebbe compiuto 30 anni, è uscito “Vivere a cento”: un inno alla vita firmato dai vicentini “Mercanti di Perle”, formazione di christian rock. Il brano è accompagnato da un video in cui compaiono i suoi amici storici e i genitori, Laura Lucchin e Amerigo Basso. “Racconta la sua gioia di vivere”, hanno sottolineato mamma e papà. La band, dal canto suo, è riuscita a “dare voce a una vita vissuta a cento”: una dichiarazione d’intenti efficace, perché re-

stituisce l’immagine di un ragazzo sempre attivo, propositivo, capace di trasformare la fragilità in forza. Attorno alla figura di Sammy si è coagulata, nel tempo, una comunità ampia: amici, scolaresche, associazioni e istituzioni pubbliche. Con i genitori, aveva fondato A.I.Pro.Sa.B per sostenere gli studi sulla progeria, contribuendo a diffondere l’importanza della ricerca scientifica e ottenendo riconoscimenti prestigiosi anche a livello internazionale. Non stupisce, dunque, che oggi il territorio si mobiliti per “portare avanti” quel patrimonio: la balconata, le canzoni, le videoproduzioni sono tasselli diversi di un’unica narrazione che la città ha deciso di assumere e rilanciare. Il segno lasciato da Sammy dialoga con il mondo della scienza e delle istituzioni culturali. All’Università di Padova, la sua storia ha ispirato lavori di ricerca sulla progeria; e nel panorama nazionale il Premio De Sanctis per la Ricerca ha ricordato la sua memoria, accostando il suo nome a figure come Burioni e Garattini, in un’edizione che ha assegnato otto riconoscimenti alla Sapienza.

Paola Bigon

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Un anno di cultura a Bassano: numeri in crescita

e lo sguardo al 2029

Un bilancio positivo e uno sguardo proiettato al futuro. Il sindaco Nicola Finco ha tracciato “Un anno di cultura a Bassano” durante l’incontro conclusivo del nuovo format ideato per la Festa di San Bassiano, davanti a una sala Chilesotti gremita.

I numeri del 2025 raccontano un settore in forte salute: 77.361 visitatori ai Musei civici, 40.098 spettatori per gli spettacoli dal vivo e oltre 110 mila presenze in Biblioteca. Risultati che confermano il ruolo centrale della cultura nello sviluppo della città.

A sostegno di questo percorso, l’Amministrazione comunale ha destinato all’Area Cultura e Musei quasi 4,5 milioni di euro. Un investimento signifi-

cativo, rinnovato negli anni, che – come sottolineato dal primo cittadino – produce un ritorno concreto per il territorio, sia in termini di partecipazione che di attrattività. Il 2025 è stato inol-

tre segnato dal riconoscimento di Bassano come Città Veneta della Cultura, che ha portato nuove risorse e ampliato l’offerta culturale rivolta a pubblici diversi.

Lo sguardo ora è rivolto a una sfida ancora più ambiziosa: la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029. Un percorso impegnativo, ma affrontato con fiducia e con il coinvolgimento delle realtà culturali e sociali della città.

L’incontro si è concluso con gli interventi dell’assessore alla Cultura Giada Pontarollo, che ha approfondito i dati delle iniziative 2025, e della direttrice dei Musei civici Barbara Guidi, che ha illustrato le nuove donazioni al patrimonio museale.

Biblioteca civica. Cultura e memoria al centro della nuova edizione della storica rassegna

“Venerdì: storia”, torna il ciclo di incontri sul filo della memoria

Dal 28 gennaio torna a Bassano “Venerdì: storia”, la rassegna che unisce ricerca e divulgazione con grandi studiosi. Shoah, Repubblica, Serenissima e radici locali al centro di un ciclo he coinvolge cittadini, scuole e istituzioni.

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orna anche nel 2026 “Venerdì: storia. Incontri sul filo della memoria”, la rassegna culturale che da oltre dieci anni rappresenta uno degli appuntamenti più solidi, riconosciuti e partecipati del panorama bassanese. Promossa dalla Biblioteca Civica di Bassano del Grappa in collaborazione con numerose associazioni del territorio, l’iniziativa si conferma come uno spazio di approfondimento storico di alto profilo, capace di coinvolgere cittadini, studenti e appassionati, costruendo un dialogo costante tra ricerca scientifica e comunità.

Ideato nel 2012, il ciclo ha proposto negli anni oltre 250 incontri, registrando complessivamente più di 12 mila presenze. Un risultato che testimonia non solo la qualità delle proposte, ma anche la continuità di un progetto culturale che ha saputo consolidarsi nel tempo, diventando un punto di riferimento stabile per la divulgazione storica a Bassano del Grappa. Un percorso premiato dalla partecipazione sempre numerosa del pubblico e dall’interesse costante delle scuole superiori cittadine, a conferma della capacità della rassegna di parlare anche alle nuove generazioni.

Anche per questa edizione, che prenderà il via il prossimo 28 gennaio, “Venerdì: storia” potrà contare sulla presenza di storici e docenti universitari tra i più autorevoli a livello nazionale. Un elemento che conferma il valore scientifico del lavoro svolto negli anni e il riconoscimento ottenuto in ambito accademico, senza mai perdere l’attenzione alla chiarezza divulgativa e alla fruibilità degli incontri.

Il programma affronta alcuni dei nodi fondamentali della storia contemporanea e non solo, spaziando dalla memoria della Shoah e del Giorno del Ricordo alla nascita della Repubblica Italiana, fino alla storia della Serenissima e alle radici più antiche del territorio bassanese. Temi diversi ma uniti da un filo conduttore preciso: offrire strumenti critici per comprendere

il passato e riflettere sulle dinamiche che continuano a influenzare il presente.

Il primo appuntamento, mercoledì 28 gennaio alle 17.30 in sala Chilesotti al Museo Civico, è collocato a ridosso della Giornata della Memoria ed è dedicato alla Shoah, con un approfondimento sul contesto europeo e italiano delle persecuzio-

ni antiebraiche. Venerdì 30 gennaio seguirà una conferenza incentrata sul Patto Molotov-Ribbentrop e sul tema della falsificazione della storia, affrontato attraverso l’analisi del protocollo segreto e delle sue diverse interpretazioni nel corso del Novecento, fino alle letture più recenti.

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Il 6 febbraio l’attenzione si sposterà sul Giorno del Ricordo, con un incontro dedicato all’esodo degli italiani dall’Istria e ai grandi spostamenti di popolazione nell’Europa del secondo dopoguerra, inserendo la vicenda del confine orientale in un quadro storico più ampio e comparato. Venerdì 13 febbraio sarà invece ricordata la nascita della Repubblica Italiana, ripercorrendo il passaggio dalla monarchia alla repubblica, il referendum del 2 giugno 1946 e il lavoro dell’Assemblea Costituente che portò alla Carta fondamentale tuttora alla base della vita democratica del Paese. Il calendario proseguirà il 20 febbraio con uno sguardo al Settecento veneto e all’ultimo secolo di vita della Repubblica di Venezia, analizzato nelle sue contraddizioni politiche e sociali. Il 27 febbraio un incontro di taglio archeologico porterà il pubblico alle origini del territorio bassanese, tra tarda antichità e Alto Medioevo, mettendo in luce continuità e trasformazioni culturali, economiche e sociali. Venerdì 6 marzo sarà dedicato a una delle figure più significative del Novecento italiano, Tina Anselmi, partigiana e prima donna ministro della Repubblica, con un focus sul suo percorso umano e politico a partire dagli anni della formazione a Bassano del Grappa. Il 13 marzo la rassegna affronterà infine un tema di stringente attualità, con una riflessione articolata su passato, presente e futuro della democrazia. A chiudere il ciclo, sabato 21 marzo in Biblioteca Civica, sarà un convegno di studi di un’intera giornata dedicato ai 110 anni dalla Battaglia degli Altipiani. Storici e studiosi analizzeranno episodi, protagonisti e strategie militari di uno degli eventi più drammatici della Prima guerra mondiale, confermando “Venerdì: storia” come un laboratorio di memoria condivisa, confronto civile e partecipazione culturale. Paola Bigon

La ricerca. Secondo l’indagine Cisl due terzi segnalano difficoltà economiche

Lavoro e incertezze economiche: un vicentino su tre teme il posto nel 2026

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’inizio del 2026 porta con sé più domande che certezze per i lavoratori vicentini. Una nuova indagine del Centro Studi Cisl Vicenza, condotta su un campione di oltre 1.000 lavoratori, mette in luce un quadro preoccupante: oltre un terzo teme di perdere il proprio posto di lavoro, mentre due terzi dichiarano difficoltà economiche negli ultimi mesi. Il sondaggio rivela come il lavoro e l’economia siano oggi considerati dai vicentini il problema più urgente da affrontare (42,66%), molto più rilevante di temi come guerre, sanità o sicurezza. Le difficoltà economiche si concentrano nelle fasce di reddito più basse, con quasi la metà dei lavoratori sotto i 10 mila euro annui in difficoltà, ma non risparmiano nemmeno i redditi medio-alti: oltre l’8% dei vicentini con guadagni superiori a 40 mila euro segnala problemi economici.

«Il potere d’acquisto degli sti-

pendi è in forte erosione – sottolinea Raffaele Consiglio, Segretario Generale provinciale Cisl – e questo riguarda beni essenziali come la casa, ma anche spese quotidiane. La percezione dei lavoratori è chiara: il valore del loro lavoro non basta più a sostenere il tenore di vita cui erano abituati».

Nonostante le difficoltà, i vicentini mostrano un forte legame con la propria attività profes-

sionale: quasi la metà si dichiara «abbastanza soddisfatta» e oltre il 12% «molto soddisfatta» del lavoro svolto. Tuttavia, le aspettative per il futuro non sono incoraggianti: solo il 15,7% si attende un miglioramento della propria situazione economica nel 2026, mentre il 40,8% teme un peggioramento. A livello generale, appena il 8% crede che l’anno possa essere migliore rispetto al 2025, mentre il 44% prevede un peggioramento complessivo.

Un dato emergente e particolarmente preoccupante riguarda la paura per il posto di lavoro: il 35% dei vicentini teme di perderlo nei prossimi dodici mesi, un timore diffuso non solo tra le fasce deboli, ma anche tra la classe media e quella medio-alta. «Questo è un timore inedito per il nostro territorio – commenta Consiglio – e riflette la percezione di un sistema produttivo a rischio, tra innovazione tecnologica e delocalizzazioni, in un contesto in

cui il settore manifatturiero riveste un ruolo strategico».

Per affrontare queste sfide, secondo Cisl Vicenza è necessario un approccio coordinato che favorisca investimenti, posizionamento sulle alte specializzazioni e percorsi di crescita industriale condivisi. Fondamentale sarà anche il coinvolgimento dei lavoratori nelle decisioni aziendali: strumenti normativi approvati nel 2025, a seguito di una proposta popolare Cisl, aprono oggi questa possibilità, ritenuta importante dal 85% degli intervistati.

«Le sfide del 2026 potranno essere affrontate solo con concertazione e governance condivisa – conclude Consiglio – e sarà compito del sindacato promuovere una cultura aziendale che valorizzi la partecipazione dei lavoratori, elemento chiave per la tenuta e la crescita del territorio vicentino».

Paola Bigon

PFAS lungo la Pedemontana: mozione Pd per tutelare la salute

La presenza di PFBA, sostanza appartenente alla famiglia dei PFAS, nelle adiacenze delle gallerie di Malo e Sant’Urbano lungo la Superstrada Pedemontana Veneta torna al centro dell’attenzione politica. I consiglieri regionali del Partito Democratico Chiara Luisetto e Antonio Marco Dalla Pozza hanno ripresentato una mozione che impegna la Giunta del Veneto ad agire con urgenza per la tutela della salute pubblica. Alla base dell’iniziativa ci sono i dati raccolti negli ultimi anni da ARPAV e le relazioni delle autorità di controllo, che delineano un quadro ritenuto preoccupante. Le prime evidenze di contaminazione da PFBA risalgono al 2018 in prossimità della galleria di Sant’Urbano; ulteriori indagini, nel 2021, hanno poi rilevato concentrazioni elevate anche nell’area della galleria di Malo. Secondo quanto ricordano i consiglieri, il concessionario SIS ha ammesso l’utilizzo, nella costruzione delle gallerie, di un prodotto con accelerante di presa contenente PFBA. Nonostante alcune azioni correttive, le analisi più recenti continuano a segnalare valori significativi. Con la mozione, chiedono alla Giunta regionale di garantire la massima trasparenza sulle condizioni di salubrità dei territori interessati e di disporre un monitoraggio costante delle acque.

Orange 1 Bassano, parola al capitano:

Brian Angeletti si racconta

B

rian Angeletti ha il basket nel sangue. Capitano dell’Under 19 dell’Orange 1 Basket Bassano, il giovane talento racconta il suo percorso, dagli inizi nelle Marche fino al presente a tinte arancionere. “Da bambino ho provato tanti sport – ricorda – ma ho capito presto di essere più portato per il basket. Crescendo ha assunto un’importanza sempre maggiore per la mia vita”. La carriera di Angeletti lo vede sin da subito protagonista in tante città. Prima il trasferimento ad Ancona, dove gioca per due anni, poi la famiglia si sposta in Lombardia, vicino a Monza. “Il basket è diventato un vero obiettivo. Avevo quindici anni quando gli Orange mi hanno chiamato per partecipare a un torneo in Svizzera con l’Under 15: andò molto bene. Da allora, Bassano è diventata la mia casa, questo è il mio quinto anno qui. Ho sempre avuto un rapporto fantastico

con tutti: questa è una vera zona di comfort per me”.

I primi mesi lontano dalla famiglia non sono stati facili. “All’inizio ho sofferto – ammette – ma quando ti metti in testa che sei lì per un motivo, tutto passa in secondo piano”. Bassano, sottolinea il capitano, non offre solamente ai suoi atleti una crescita dal punto di vista tecnico, ma prepara anche dal punto di vista mentale. E ora? “A fine stagione ci sarà il passaggio nel basket dei grandi. Mi sento pronto. Bassano mi ha dato gli strumenti per affrontarlo e le esperienze fatte in questi anni mi hanno preparato a fare il salto di qualità”. La stagione dell’Under 19 di quest’anno, secondo Angeletti, è molto promettente. “Siamo forti, giochiamo bene in squadra e siamo uniti fuori dal campo. In spogliatoio c’è un bellissimo clima. Come capitano cerco di dare consigli, aiutare i miei compagni e costruire fiducia:

senza queste caratteristiche, non si può essere leader”. Tra i momenti più belli del-

Il Team Bassano brinda a un’eccellente stagione

Tempo di bilanci anche per il Team Bassano alla conclusione di un’altra annata ricca di risultati prestigiosi frutto di una costante partecipazione dei propri portacolori in numerose gare in Italia e all’estero. Il resoconto è senza dubbio positivo sia per i successi individuali, sia per quelli di squadra, con quest’ultimi che hanno dato un decisivo impulso per la conquista della decima vittoria tra le scuderie nel Campionato Italiano Rally Auto Storiche. Una “stella” frutto dell’intensa attività

che ha portato la scuderia capitanata da Mauro Valerio ad essere la più titolata e celebrata nel mondo del rallysmo storico. Oltre al titolo che va a sommarsi ai nove conseguiti dal 2012 al 2024, in casa Team Bassano si è brindato anche per gli altri successi ottenuti nel Tricolore asfalto e nel “Terra”, come anche nel Trofeo di Zona e nelle serie private.

“Il 2025 è stato un altro anno di grandi soddisfazioni e successi –racconta il presidente Valerio – e abbiamo raggiunto il prestigioso

traguardo delle dieci vittorie tra le scuderie nel Campionato Italiano. Questo grazie all’apporto dei tanti piloti e navigatori che hanno corso nelle gare titolate e a loro, come a tutti gli altri che hanno portato in gara l’ovale azzurro, va un sincero ringraziamento anche per i risultati raggiunti a livello individuale: senza stare ad elencarli tutti, li voglio celebrare e riunire in un ideale brindisi di fine anno. Inoltre, siamo tornati in Finlandia anche lo scorso agosto rivivendo un’esperienza

la carriera del giovane talento c’è il secondo posto conquistato ai Mondiali con l’Under 17 della Na-

zionale. “Era un gruppo straordinario, fu un’emozione unica”. Tra le difficoltà, invece, Angeletti ricorda un infortunio alla caviglia che lo ha costretto a quattro mesi di stop. “È stato destabilizzante, emotivamente non me lo aspettavo, ma mi ha insegnato tanto sulla resilienza”. Brian definisce il proprio stile cestistico come intelligente e energico: “Leggo bene il gioco, sono un buon passatore e mi piace servire assist. Cerco sempre di trasmettere energia, anche con piccole giocate”. Tra i suoi idoli, Magic Johnson è stato il primo amore cestistico: “Ho iniziato per lui, mi ha fatto innamorare del basket”.

Guardando al futuro, Angeletti ha obiettivi chiari: migliorare fisicamente e tecnicamente, portare la squadra alle finali nazionali e, un giorno, realizzare il sogno più grande: l’Eurolega.

che si è ripetuta più volte dalla prima di vent’anni fa. Parlando di anni, durante la cena di fine stagione abbiamo anche festeggiato il trentesimo anniversario dalla nascita di quel Team A112 Abarth che qualche anno dopo sarebbe diventato il Team Bassano. E, restando in tema A112, un commento positivo va anche alla sedicesima edizione del Trofeo che organizziamo, e che ogni anno riscuote successo regalando emozioni e spettacolo. Chiudo con un sentito e dove-

roso ringraziamento ai tesserati unitamente a tutti coloro i quali hanno collaborato all’attività sui campi di gara e al di fuori; ai nostri sostenitori e agli sponsor che ci permettono di organizzare al meglio l’attività sportiva va tutta la riconoscenza per quanto fatto e anche a loro dedichiamo i tanti successi che hanno contraddistinto l’annata 2025. Chiudo con un brindisi nel nostro stile, con l’allegria che contraddistingue il Team Bassano prima, durante e dopo le gare”. (r.b.)

Stefano Parpajola
Brian Angeletti

Calcio Serie D. Il centrocampista giallorosso si racconta

Francesco De Carli: “Il gruppo è il nostro segreto, c’è una forte unione”

P

assione, grinta e tanta corsa per il Bassano. Il centrocampista Francesco De Carli rappresenta una delle certezze giallorosse. Nato e cresciuto nel Feltrese, racconta i primi passi nel mondo del pallone con entusiasmo: “Ho iniziato all’Union Ripa La Fenadora. Da bambino ho provato vari sport, ma il calcio ha sempre significato qualcosa in più per me. Vicino a casa ho imparato le basi e ho capito cosa significasse far parte di una squadra”.

Dopo il settore giovanile, che ha visto la trasformazione dell’Union Ripa La Fenadora in Union Feltre, De Carli ha esordito in prima squadra a soli sedici anni. “Fu un’emozione enorme. Ricordo ancora la sensazione di quell’ingresso in campo”. Successivamente è arrivata l’esperienza con le Dolomiti, prima del trasferimento al Bassano, dove ora sta vivendo il secondo

anno. “Qui mi trovo benissimo. È una società molto organizzata e la piazza è splendida. Le cose stanno andando per il meglio, c’è una forte unione tra squadra

e tifosi”.

Il centrocampista sottolinea l’importanza del gruppo, il vero segreto di questo Bassano: “Ci troviamo molto bene insieme

dentro e fuori dal campo, ci aiutiamo a vicenda e non molliamo mai. Abbiamo un forte carattere e tanta competitività tra di noi. Questo ci spinge a dare il massimo in ogni allenamento e in ogni partita”. Non sono mancati e non mancheranno i momenti difficili, ma De Carli sa come affrontarli. “L’anno scorso abbiamo vissuto una fase complicata. Ci siamo guardati in faccia e abbiamo tirato fuori tutto quello che avevamo per ottenere la salvezza. L’arrivo di Zecchin ci ha dato una mano. Con lui ho un ottimo rapporto: è un allenatore che parla molto con i giocatori.

Ci ha fatto cambiare atteggiamento e mentalità”.

Parlando del proprio stile di gioco, De Carli si definisce aggressivo e instancabile: “Amo dare equilibrio alla squadra. Il mio modello? Nainggolan. Il gol? Ne ricordo uno contro il Treviso al Tenni. Vestivo la maglia delle

Bassano: scommette sul futuro: proseguire sull’onda magica di fine 2025

Bassano non vuole svegliarsi dal sogno che è stato il suo finale di 2025. Con le parole del direttore generale Luca Bertapelle abbiamo ripercorso le tracce dell’anno appena concluso. La soddisfazione in casa giallorossa è tanta. “Il bilancio del 2025? Assolutamente positivo”, ha spiegato Bertapelle. “È stato un buon anno, senza discussioni”.

La svolta della stagione, secondo il direttore, è arrivata con il cambio alla guida tecnica. “Tutto è iniziato

a gennaio quando come allenatore della prima squadra è arrivato mister Gianpietro Zecchin. Con lui abbiamo intrapreso un cammino che ci ha portato a fare bene nell’ultima parte della scorsa stagione e che è proseguito anche nei primi mesi di questo nuovo campionato, in cui stiamo continuando a fare la nostra parte”.

Bassano non guarda solo ai risultati di campo, ma continua a dimostrarsi una società che ragiona ad ampio raggio. “Siamo sod-

disfatti di aver avviato un progetto che, accanto a giocatori di esperienza e personalità, sta facendo crescere anche i nostri giovani. È un percorso a lungo termine, pensato per portare sempre più ragazzi del settore giovanile in prima squadra”.

Il club ragiona infatti guidato da un ideale che guarda all’insieme, con il futuro sempre al primo posto: “La decisione di fondere, anche dal punto di vista societario, Serie D e scuola calcio va proprio

in questa direzione”.

Il Bassano sorride anche in campo. La squadra del Mercante ha chiuso l’anno con numeri importanti: 13 risultati utili consecutivi, una striscia che testimonia la crescita del gruppo. “L’obiettivo ora è quello di allungare ulteriormente questa serie, facendo faticare chiunque ci incontri. Se dovessimo augurarci qualcosa per il 2026, sarebbe semplicemente di proseguire sulla strada che abbiamo intrapreso”. (s.p.)

Dolomiti. É il ricordo più bello che mi porto dietro. Quest’anno ne ho segnato uno pesante, ma non sono un goleador”.

Guardando al presente e al futuro De Carli mantiene i piedi per terra. “L’obiettivo ora è fare più punti possibile. Pensare ai play-off è difficile, prima bisogna concentrarsi sulla salvezza, poi si vedrà. Noi affrontiamo partita dopo partita. Il mio sogno è quello di arrivare un giorno nei professionisti. È una sfida complicata, ma lavoro sempre per migliorarmi”. Francesco De Carli, un classe 2001 che ha già tanta esperienza alle spalle. Oggi è un punto fermo del Bassano di Zecchin, un gruppo unito dentro e fuori dal campo: “La cosa più bella è poter condividere la passione per il calcio con chi ti sta accanto. È questo il vero segreto di una squadra vincente”.

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Stefano Parpajola

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CORTINA D’AMPEZZO, BELLUNO

segue da pag. 1

Tre, due, uno: si parte! Il bilancio primo banco di prova per la giunta regionale

Ora, però, è il tempo delle scelte e della concretezza e, per l’appunto, il bilancio dirà, senza possibilità di smentita, se queste idee avranno gambe per camminare o, quantomeno, per partire visto che, oggettivamente, tutto subito non si potrà certamente fare. Anche perché, e questo è un tema lungamente dibattuto anche in passato, le risorse economiche non sono infinite. L’ex assessore al bilancio Francesco Calzavara già nelle scorse occasioni aveva manifestato all’allora presidente Luca Zaia tutta la sua contra-

rietà a non introdurre l’Irpef regionale. Il ragionamento di Calzavara era semplice: non ci sono soldi, il comparto produttivo è in difficoltà e non gli si può chiedere di più, servono interventi strutturali molto costosi e, con un contributo di pochi euro da far pagare ad ogni veneto, si potrebbe far quadrare il bilancio senza rinunciare a nulla. Così non è andato, come noto, poiché per Zaia il “non mettere le mani nelle tasche dei veneti” rimaneva un imperativo categorico. Si ma per avere finalmente il bilancio quanto dovremo

aspettare? Secondo le previsioni del Presidente Stefani il bilancio si dovrebbe approvare entro il prossimo aprile. Del resto l’iter è particolarmente articolato: va redatto dagli uffici su indicazione della Giunta, poi dovrà passare in tutte le commissioni consiliari prima di arrivare alla prova del Consiglio. A dirigere il traffico, dunque, ci sarà il Presidente del Consiglio, Luca Zaia che, dal suo scranno, di fatto determinerà i modi e i tempi che porteranno all’approvazione.

La nuova giunta regionale. Stefani ha scelto gli assessori, rispettati gli accordi con gli alleati

Tutti

gli

uomini del presidente: “Nomi di qualità

e deleghe omogenee per centrare gli obiettivi”

«Abbiamo creato deleghe omogenee per rispondere agli obiettivi strategici del nostro programma di governo e per permettere agli assessori di mettersi subito a disposizione della Regione»: così Alberto Stefani ha presentato a Palazzo Balbi la nuova giunta regionale che lo affiancherà nel governo del Veneto per i prossimi cinque anni. Sul fronte politico, il presidente ha evidenziato il rispetto degli accordi con gli alleati: cinque assessorati per Fratelli d’Italia e quattro per la Lega, con il professor Gerosa come eccezione tecnica alla guida della sanità. “Prima di tutto abbiamo messo la qualità delle figure - ha aggiunto Stefani – e scelto professionisti con comprovata esperienza in ogni ambito”.

Stefani ha voluto come Vicepresidente con deleghe a Turismo e Lavoro, Lucas Pavanetto (43 anni), geometra di Jesolo con una solida esperienza nel volontariato e nel consiglio regionale. L’assessorato alla Sanità è affidato a Gino Gerosa (68 anni), luminare della cardiochirurgia e pioniere dei trapianti a cuore fermo, che mette la sua esperienza accademica e clinica al servizio della programmazione socio-sanitaria. “È un assessorato fondamentale - ha spiegato Stefani - e ci tenevo a fare questa scelta con grande orgoglio. Il professor Gerosa è una figura di riferimento, un luminare nazionale e internazionale, con esperienze a Padova, Verona e all’estero. Sono orgoglio-

so che sia al servizio della nostra Regione e dei veneti”. Il comparto economico è guidato da Massimo Bitonci (60 anni), commercialista ed ex sottosegretario, esperto di diritto societario e finanza pubblica, incaricato di Imprese e Innovazione. Per l’agricoltura è stato scelto Dario Bond (64 anni), laureato in scienze agrarie e già deputato, con una specifica competenza nella gestione dei fondi per i comuni di confine. Filippo Giacinti (51 anni), avvocato penalista e stimato sindaco di Albignasego, assume le deleghe a Bilancio e Personale.

La rappresentanza femminile è forte: Valeria Mantovan (35 anni), laureata in giurisprudenza e già sindaco di Porto Viro, oltre

che assessore regionale al lavoro, istruzione e formazione nella precedente giunta, si occuperà di istruzione e cultura. Paola Roma (43 anni), dipendente Ulss e presidente dei comuni trevigiani, guiderà il Sociale e lo Sport; Elisa Venturini (46 anni), avvocato e già vicepresidente ANCI Veneto, un passato da sindaco di Casalserugo (Padova) per due mandati, seguirà ambiente e protezione civile.

Completano la Giunta Diego Ruzza (52 anni), psicologo dirigente ospedaliero esperto in neuropsicologia, ai Trasporti, e Marco Zecchinato (49 anni), urbanista professionista con una lunga carriera amministrativa nel vicentino, delegato a urbanistica e identità

veneta. Infine, il presidente sarà affiancato da due consiglieri delegati: l’avvocato Elisa De Berti (51 anni) per le Infrastrutture e Morena Martini (62 anni), esperta in politiche scolastiche, per la partecipazione giovanile.

Stefani ha anche parlato dell’importanza di collegare formazione e lavoro: “Entro il 2030 avremo una carenza di oltre 280.000 lavoratori qualificati e la risposta non può essere l’immigrazione, ma formare i nostri ragazzi per prepararli al mondo del lavoro. Il nostro riferimento saranno i veneti - ha concluso - e il lavoro della Giunta sarà orientato a soddisfare i bisogni concreti delle persone, con efficienza e innovazione”. (r.r.)

Entrano a Palazzo Ferro - Fini otto nuovi consiglieri

Ecco i nuovi ingressi in Consiglio regionale dopo la nomina degli assessori in giunta. La supplenza spetta al primo dei non eletti della lista o coalizione da cui proviene il neo assessore, garantendo così la continuità amministrativa. Dario Bond (Fratelli d’Italia) lascia il posto a Silvia Calligaro, la prima non eletta nella circoscrizione Belluno. Filippo Giacinti (Fratelli d’Italia) viene sostituito da Enoch Soranzo nella circoscrizione Padova. Per la circoscrizione Rovigo, Valeria Mantovan (Fratelli d’Italia) cede l’incarico a Fabio Benetti. Il posto di Lucas Pavanetto (Fratelli d’Italia) nella circoscrizione Venezia viene preso da Matteo Baldan. Per quanto riguarda la Lega nella circoscrizione di Treviso, a Paola Roma subentra Stefano Marcon. Diego Ruzza (Fratelli d’Italia) della circoscrizione Verona viene sostituito da Claudia Barbera. Infine, la consigliera regionale Elisa Venturini (Forza Italia) lascia il seggio a Mirko Patron, della circoscrizione Padova, mentre al vicentino Marco Zecchinato subentra Morena Martini, della circoscrizione Vicenza. Flavio Tosi, invece, ha rassegnato le dimissioni da consigliere regionale.

La nuova giunta regionale del Veneto: Lucas Pavanetto vice presidente assessore al turismo e lavoro, Gino Gerosa sanità, Massimo Bitonci sviluppo economico, Filippo Giacinti bilancio, Valeria Mantovan istruzione e cultura, Paola Roma sociale e sport, Elisa Venturini ambiente e protezione civile, Dario Bond agricoltura, Diego Ruzza trasporti, Marco Zecchinato urbanistica. Consiglieri delegati Elisa De Berti infrastrutture e Morena Martini politiche scolastiche e giovani

Economia. Il presidente mette in guardia sulla concorrenza dei grandi player e lancia la sfida

Agsm Aim diventa Magis, Testa: “Siamo una società che funziona ma non possiamo vivere sugli allori”

L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presentazione ufficiale del nuovo nome

“S apete cosa farà Enel? Aspetterà la fine di febbraio per vedere chi vincerà il Festival di San Remo e poi pagherà un ingaggio astronomico al vincitore e realizzerà uno spot che andrà in onda novanta volte al giorno su tutte le televisioni nazionali e che troveremo anche sui giornali e ascolteremo per radio. Noi competiamo in questo mercato, ovviamente con mezzi e strategie diversi, quindi dobbiamo essere veloci, avere inventiva, saper stare il più vicino possibile ai nostri utenti per continuare a fare bene, come stiamo facendo ora, il nostro mestiere”.

Con queste parole Federico Testa presidente di AGSM – AIM traccia la rotta per i prossimi mesi che dovranno garantire da un lato il consolidamento dei buoni risultati ottenuti e dall’altro la capacità di crescita attraverso la conduzione di nuove sfide.

Due gli architrave sui quali costruire i futuri successi: sostenibilità e federalismo energetico.

Proprio nelle scorse settimane, infatti, è avvenuto un importante cambio di passo e ha lanciato la sua nuova identità con Magis, il nuovo brand che punta alla leadership nazionale.

L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa così un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presen-

tazione ufficiale del nuovo nome. Magis, nato da una ricombinazione delle lettere del vecchio acronimo Agsm Aim, è stato svelato durante la festa di Natale del Gruppo, che ha riunito oltre settecento collaboratrici e collaboratori. Presenti al momento del reveal i vertici aziendali – oltre al presidente Federico Testa, il consigliere delegato Alessandro Russo, il vicepresidente Stefano Fracasso e i Consigli di Amministrazione – insieme ai sindaci di Verona e Vicenza, soci del Gruppo, Damiano Tommasi e Giacomo Possamai.

Gli obiettivi di piano industriale 2025-2030 sono molto sfidanti. Sono infatti previsti oltre 1 ,1 miliardi di investimenti su sostenibilità, rinnovabili e mitigazione del rischio, con l’obiettivo di 1,2 milioni di clienti, per posizionare l’azienda tra i principali player nazionali e consolidare la leadership a nord est. I target economico finanziari al 2030 sono un Ebitda di 250 milioni (+53%), un utile netto di 71 milioni (+62%) e un rapporto di indebitamento inferiore al 4%.

“Il nuovo nome rappresenta quello che oggi siamo – dice il presidente Federico Testa - un’azienda pubblica solida, moderna, capace di costruire valore per i territori che l’hanno generata e per quelli in cui opererà domani.

Magis interpreta bene questa direzione: custodisce un’eredità lunga

più di un secolo e la apre a nuove possibilità. Attraverso questa operazione noi vogliamo guardare al futuro, parlare di sostenibilità e avvicinarci ancora di più alle comunità locali, in particolar modo ai giovani.”

Se attraverso questa operazione Magis, l’ex AGSM – AIM, investe sulla sostenibilità l’altra partita appare ancora tutta da giocare: da tempo Federico Testa è convinto che le multi - utility possano e debbano partecipare ai bandi per la gestione delle reti elettriche per realizzare un vero e proprio “federalismo energetico”.

“Da tempo siamo impegnati su questo fronte – conclude il Presidente Testa – e siamo convinti di avere tutte le carte in regola per

poter competere. Insieme alle altre aziende del Nord abbiamo redatto un progetto solido per poter competere se e quando il Governo deciderà di fare i bandi per l’affidamento della gestione delle reti. Se la gestione non fosse, come oggi, centralizzata si innescherebbe un volano virtuoso che garantirebbe investimenti anche più cospicui sul territorio e soprattutto un risparmio sulle bollette di famiglie e aziende in un momento nel quale il costo dell’energia costituisce uno dei principali problemi per far quadrare i bilanci. Il nostro auspicio, e lo stiamo rappresentando da tempo, è che in vista delle scadenze del 2030 si cambi rotta, si scelga di pubblicare i bandi e non si proceda, come invece purtroppo sem-

brerebbe essere l’intento, ad una proroga a Enel. Non chiediamo alcun trattamento di favore, ma soltanto di poter provare a partecipare nell’interesse dei territori.” (r. r.)

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

Il presidente Federico Testa

Interporto Padova accelera sull’Europa: nuovi collegamenti ferroviari e partner per il terminal

Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre 2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania. Selezionato il parnter internazionale e costituita la nuova società Intermodal Terminal Padova

C resce la domanda di trasporto intermodale terrestre verso l’Europa e Interporto Padova rafforza il proprio ruolo di hub strategico del Nord-Est con un doppio intervento: nuovi collegamenti ferroviari internazionali e la scelta di un partner industriale di livello mondiale per lo sviluppo del terminal intermodale.

Sul fronte operativo, è stata attivata la nuova relazione tra Padova e Zeebrugge, operata da GTS Rail, che consolida l’asse Italia–Belgio. Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre

2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio in partenza da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania: InRail, del Gruppo Autobrennero, ha attivato un servizio su Duisburg con sei circolazioni settimanali, mentre LTE Italia collega Padova al porto di Rostock, sempre con sei coppie di treni alla settimana. A fronte dell’aumento delle corse, RFI ha garantito la piena operatività domenicale della stazione merci di Interporto. Parallelamente, sul piano stra-

tegico e industriale, si è concluso l’iter di aggiudicazione della gara per la selezione del partner internazionale con cui sviluppare il terminal intermodale. Alla scadenza dei termini erano pervenute due offerte di grande rilievo, ma ad aggiudicarsi la gara è stato il raggruppamento composto da PSA Intermodal Italy NV e Logtainer SpA, con un’offerta economica di 75 milioni di euro, a fronte di una base d’asta fissata in 61 milioni. Il bando ha visto la costituzione di una nuova società, Intermodal Terminal Padova srl, alla quale sarà conferito l’asset terminalistico. Interporto Padova manterrà una partecipazione del 30% e nello statuto sono previste clausole di garanzia rilevanti, tra cui l’impossibilità di modificare la destinazione intermodale dell’area senza il consenso di Interporto, oltre a specifici diritti negli organi sociali e nella cessione delle quote. “Un traguardo molto ambizioso, che solo un anno fa appariva un sogno - sottolinea il presidente Luciano

Greco -. “Primi in Italia e tra i primi in Europa, abbiamo individuato con una selezione pubblica rigorosa partner di livello globale con cui consolidare e sviluppare ulteriormente un terminal che già oggi è tra i più competitivi e innovativi”. Greco evidenzia infine il valore del partenariato pubblico-privato

che potrebbe nascere dall’operazione, “capace di inserire Padova tra i poli di eccellenza lungo le grandi rotte commerciali europee e globali”, ringraziando il personale della società, i partecipanti alla gara e la commissione giudicatrice “per il lavoro svolto con rigore, riserbo e alta professionalità”.

Luciano Greco, presidente di Interporto Padova

Il personaggio

L’intervista.

Silvio Franceschinelli ha creato un centro europeo per lo studio delle lingue orientali

Tutti pazzi per la cultura di Corea e Giappone

“Lo studio un piacere nato da una passione”

S ilvio Franceschinelli, direttore

della scuola di lingue Istituto Il Mulino, è tra i fondatori dell’Associazione Giapponese Ochacaffè ed è curatore del collettivo artistico K-ble Jungle. Franceschinelli è un punto di riferimento a livello europeo per gli appassionati di cultura orientale, appassionati che nel nostro Paese sono molti più di quanto si creda. A questo punto lo ammetto, anche io sono un fan di vecchia data della cultura giapponese, ecco perché ho voluto fare una chiacchierata con Franceschinelli per provarne a capirci un po’ di più, visto che, purtroppo, non vado oltre un banalissimo “konnichiwa”.

La Scuola di Lingue Il Mulino nasce in provincia di Padova, nel Piovese. Come si costruisce, da qui, un centro di riferimento europeo per lo studio delle lingue e delle culture asiatiche?

È stata una sfida non indifferente, che molti deridevano all’inizio. Ma alcuni fattori ci hanno aiutato, in primis il fatto che chi vuole approfondire la cultura orientale non ha molta offerta, per cui parte già sapendo di doversi spostare per trovare, ad esempio, un corso di lingua, e la passione fa superare molti ostacoli. Inoltre siamo noi a spostarci molto: a febbraio sarò a Danzica (Polonia), e poi a Bucarest (Romania) e Sofia (Bulgaria) per portare degli eventi di danza K-Pop (la musica pop coreana). Abbiamo insegnanti madrelingua in molte città italiane, e prima che le lezioni online diventassero la prassi avevamo sedi a Milano, Treviso, Roma, Vicenza… Una grossa trasformazione l’ha portata la possibilità di fare riunioni e corsi di lingua online, negli ultimi anni studenti da tutta Italia seguono i

nostri corsi comodamente da casa. Giapponese e coreano sono percepite come lingue di nicchia. Eppure i numeri raccontano altro. Lingue come il tedesco e l’inglese (offriamo anche queste all’Istituto) vengono studiate soprattutto per lavoro. Giapponese e coreano, invece, si studiano per passione. Molti studenti di giapponese arrivano a noi perché amano manga e anime, mentre la musica K-Pop e i K-drama su Netflix fanno appassionare alla lingua coreana. È una bella sfida tra queste due lingue, amichevolmente le nostre insegnanti di giapponese e coreano ogni settembre e gennaio fanno la gara di quale lingua ha più iscritti!

Conoscere il giapponese o il coreano è importante per capire anche le culture di quei Paesi?

Sì, la lingua è uno dei fattori necessari a capire la cultura. Difficile avvicinarsi a Corea e Giappone senza avere almeno le basi di come funziona la lingua: da dove vengono gli alfabeti, perché i verbi sono sempre alla fine, i vari modi di dire “io” e “tu”, e molto altro.

Attraverso realtà come K-ble Jungle e Associazione Ochacaffè, ti occupi anche di divulgazione e organizzazione di eventi.

Associazione Ochacaffè vuole far conoscere agli italiani il Giappone, mentre K-ble Jungle si occupa di arte pop dall’Estremo Oriente. Queste due realtà ruotano attorno alla scuola perché ne completano l’offerta culturale. Per esempio con festival come PiPL andiamo a Piazza Grande, il centro commerciale di Piove di Sacco. Capita allora che una famiglia che sta andando a fare la spesa si divida: la madre viene allo stand a provare gli origami, la figlia si appassiona di danza

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e il padre ne approfitta per chiedere informazioni sui corsi di inglese. Lavoriamo molto online e sui social ma ci piace anche incontrare la gente di persona, e i festival sono l’occasione perfetta. Oltre agli eventi locali come Rosolina Comics ad agosto e Rovigo Comics a settembre, o il Capodanno K-Pop a Padova, partecipiamo anche ai più grossi eventi nazionali come Comicon Napoli, Etna Comics Catania, o Rimini Comix.

Quanto è importante passare dalla teoria all’esperienza diretta per comprendere davvero una cultura?

È fondamentale, tanto che noi consigliamo sempre di andare a studiare la lingua e cultura in Giappone. È un’esperienza che io ho provato tanti anni fa e mi ha cambiato la vita, al punto da farmi decidere di fondare la scuola e poi anche l’associazione che aiuta gratuitamente chiunque voglia provare a vivere e studiare nella Terra del Sol Levante.

Si pensa che lingue come giapponese e coreano siano “difficilis-

sime”. È proprio così?

Non dico mai “non è difficile” né usiamo slogan come “impara il giapponese in tre mesi” perché non è possibile. Dobbiamo riabituarci a studiare per il piacere di imparare. Lo paragono alle camminate in montagna: sono dure e si fa fatica, ma in fondo il piacere è quasi più nella fatica che si fa ad arrivare che ad essere poi in vetta ad ammirare il panorama (che non è comunque male, facendo il parallelo con il momento in cui uno si rende conto di riuscire a parlare).

Dal Piovese partono collaborazioni che arrivano in tutto il mondo. Come viene percepito il vostro lavoro fuori dall’Italia?

Kolors, mi riempie di felicità. I nostri stessi studenti che vanno a studiare in Giappone si stupiscono di quanto i giapponesi amino e conoscano il nostro Paese, dal calcio alla lirica, dal cibo al cinema. Progetti nell’immediato futuro?

Tantissimi! Speriamo continuare a fare incontrare culture lontane, e di mandare sempre più studenti a studiare all’estero, perché di questi tempi trovo ci sia molto bisogno di incontrare altre culture da vicino, capire come ci si sente ad emigrare, cercare di comunicare con chi è diverso.

Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

L’intera Europa, e ancor di più l’Asia, hanno un’ammirazione profonda per l’Italia e la sua lingua e cultura, tanto è vero che accogliamo spesso stranieri che vengono a studiare italiano. Mi è capitato di fare serate come DJ di musica italiana a Tokyo e Osaka, e vedere i giapponesi che apprezzavano la nostra musica, da Modugno ai Maneskin, dai Matia Bazar ai The

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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Un impegno quotidiano che diventa valore, dentro e fuori l’azienda

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nel proprio percorso di sostenibilità con la certificazione

n nuovo, importante tra-

Despar Nord: il conseguimento della parità di genere con l’ottenimento della certificazione UNI/ PdR 125:2022, un riconoscimento che parla prima di tutto di persone.

U mino costruito nel tempo, fatto di ascolto, impegno e azioni concrete, con l’obiettivo di promuovere una cultura aziendale sempre più equa, inclusiva e rispettosa. Un percorso condiviso che ha coinvolto l’intera organizzazione e che ha portato Despar Nord – una realtà di quasi 10.000 collaboratori e collaboratrici, di cui il 62,3% donne – a sviluppare negli anni strumenti e iniziative dedicati al benessere organizzativo, all’inclusione e alla valorizzazione di ogni diversità. Scelte che hanno rafforzato il senso di appartenenza, la partecipazione attiva e la qualità della vita lavorativa.

ai valori dell’inclusione e dell’uguaglianza di opportunità, dentro

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a validazione del sistema e dei processi interni da parte dell’ente certificatore DNV, a seguito di un’analisi approfondita e articolata, ha riconosciuto la solidità e l’efficacia delle politiche adottate da Despar Nord su numerosi indicatori. Un riconoscimento che testimonia la concretezza di un impegno quotidiano, tradotto in scelte organizzative e gestionali capaci di generare valore reale. n questa direzione, l’azienda ha definito un piano strategico e un programma di comunicazione interna dedicati ai temi della parità e dell’inclusione, con l’obiettivo di favorire un dialogo continuo, aperto e strutturato tra collaboratori, collaboratrici e Direzione.

U goglio un’azienda che crede nella creazione di valore condiviso e che investe ogni giorno nel benessere delle persone e nella coesione sociale, dando forma concreta

delle principali funzioni azien-

no, il legame con i terri-

Oltre la certificazione, la forza delle persone: Despar Nord per la parità di genere

Non solo un traguardo, ma un percorso: parità e inclusione secondo Despar Nord

prie radici in un percorso di lungo periodo che Despar Nord ha costruito negli anni, grazie all’impegno costante del management e alla volontà di dare forma a un ambiente di lavoro sempre più inclusivo e attento alle persone. Un riconoscimento che premia la capacità dell’azienda di alimentare una cultura fondata sull’uguaglianza delle opportunità e sulla valorizzazione dei talenti, anche attraverso politiche concrete di tutela della genitorialità e di equilibrio tra vita professionale e personale.

Ne parliamo con la Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli.

Direttrice Pituelli, come si è arrivati a questa certificazione?

«Il percorso è stato caratterizzato da un’analisi approfondita condotta dall’ente certificatore, che ha valutato in modo puntuale tutti i 33 indicatori previsti dalla prassi UNI/PdR 125:2022 per la categoria delle grandi aziende, in cui Despar Nord rientra. La valutazione ha interessato l’intero ciclo di gestione delle persone: dalle politiche di selezione e assunzione ai percorsi di crescita e sviluppo professionale, dall’equità salariale fino alle misure di prevenzione e

Che cos’è per Despar Nord la parità di genere e come viene misurata nel quotidiano?

«La parità di genere, per noi, è un valore profondamente radicato nella cultura aziendale, che si esprime attraverso l’inclusione e la valorizzazione delle diversità. Per rendere questo impegno sempre più concreto e misurabile, ci siamo dotati di un sistema di gestione dedicato, che ci permette di definire azioni strutturate, obiettivi chiari e traguardi verificabili, garantendo al tempo stesso trasparenza e un percorso di miglioramento continuo.»

Oggi Despar Nord può celebrare un traguardo importante all’interno del proprio percorso di responsabilità d’impresa.

«Senza dubbio. Questa certificazione non rappresenta solo un attestato formale della qualità delle iniziative messe in campo per promuovere la parità di genere, ma è soprattutto un riconoscimento dell’impegno quotidiano che l’azienda dedica alle proprie persone. Un risultato che rafforza ulteriormente il nostro percorso ESG, sia in termini di coerenza che di visione futura.»

ha ricordato più volte l’Azienda, “crescere insieme significa non

attenzione è stata inoltre
strategia ESG di Despar
La Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli

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scegliere, modifi care, personalizzare. Non si compra un prodotto fi nito, si costruisce insieme qualcosa che prima non esisteva. Il risultato? Manufatti che danno carattere agli spazi, che raccontano chi ci vive. Perché una casa non è solo muri e tetto: è personalità, è stile, è l’impronta di chi la abita.

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L’intervista. Esclusiva de La Piazza Salute all’Assessore regionale alla Sanità

Medici, territorio e governance: la sanità veneta vista dall’Assessore Gerosa

In un’intervista esclusiva a La Piazza Salute, l’Assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa illustra le linee guida del nuovo corso della sanità veneta: riorganizzazione del sistema, rafforzamento del territorio, valorizzazione del personale e continuità delle cure per i cittadini veneti

Prima uscita pubblica nelle pagine di La Piazza Salute per Gino Gerosa, che ha scelto la nostra testata per raccontare, in un’intervista esclusiva, la visione con cui affronta il nuovo incarico di assessore regionale alla Sanità e alla programmazione socio-sanitaria. Una scelta che parte da una lunga carriera clinica e accademica e che oggi si traduce in una responsabilità ancora più ampia: non più la cura del singolo paziente, ma l’organizzazione di un sistema chiamato a rispondere ai bisogni di milioni di cittadini veneti.

Classe 1957, 68 anni, Gerosa è professore ordinario di Chirurgia cardiaca all’Università degli Studi di Padova ed è stato direttore dell’UOC di Cardiochirurgia e del Programma Trapianti di Cuore e Assistenze Meccaniche dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova. Cardiochirurgo di rilievo internazionale, vanta oltre 450 pubblicazioni scientifiche ed è stato protagonista di interventi pionieristici, come il primo impianto italiano di cuore artificiale totale e trapianti cardiaci innovativi, anche “a cuore battente” e da donatore a cuore fermo. Un percorso che gli è valso riconoscimenti prestigiosi,

dalla Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica alla cittadinanza onoraria di Padova, fino alle onorificenze di Commendatore e Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

È da questa esperienza, maturata “sul campo” e alla guida di strutture complesse, che nasce la sua idea di sanità. Un ospedale che non coincide più soltanto con un edificio, ma diventa un sistema diffuso, capace di seguire il cittadino dentro e fuori le mura ospedaliere. È questa la visione dell’“ospedale liquido” delineata dall’assessore regionale alla Sanità Gerosa, che spiega come sta cambiando – e come dovrà cambiare – la sanità veneta nei prossimi anni.

«Per “ospedale liquido” intendo una struttura meno legata ai muri e ai mattoni e più vicina alle persone», chiarisce l’assessore. Un concetto che nasce dall’evoluzione profonda della società: «Ragioniamo ancora su una realtà che non esiste più. Un tempo c’erano famiglie con quattro figli, due genitori e un nonno. Oggi è l’opposto: un figlio, due genitori e quattro nonni. È evidente che l’ospedale va ripensato». Da qui l’idea di un modello capace

di adattarsi, dialogando sempre di più con il territorio e con i servizi sanitari di prossimità.

Non si tratta, però, di una riforma “miracolosa” o di obiettivi da raggiungere con soluzioni rapide. «I problemi della sanità non si risolvono con la bacchetta magica», sottolinea Gerosa. Più che di priorità, parla di un impegno quotidiano a 360 gradi: flessibilità del sistema ospedaliero, rafforzamento della sanità territoriale e delle case di comunità, ma anche ospedali iperspecialistici dove concentrare tecnologie e competenze avanzate. «Il paziente si sente davvero seguito quando l’ospedale lavora in rete con i medici di famiglia e con l’assistenza domiciliare, accompagnandolo anche nel ritorno a casa».

Un nodo centrale resta quello del personale sanitario, tema particolarmen-

te sentito anche dai lettori de La Piazza Salute. Dalle carenze negli ospedali più grandi ai turni estenuanti, fino alle difficoltà delle strutture più piccole ma strategiche e alla cronica mancanza di medici di famiglia, spesso in overbooking. «Bisogna restituire dignità sociale e professionale a chi lavora nel Servizio sanitario nazionale», afferma l’assessore senza esitazioni. «Servono trattamenti economici migliori e condizioni di lavoro più sostenibili. Solo così le professioni mediche e infermieristiche torneranno attrattive per i giovani».

Sul tema dell’ingaggio di medici stranieri, Gerosa ha una posizione netta: «Il Veneto non ne ha bisogno. In Italia non manca il numero di medici e, con quelli che operano nel SSN, otteniamo risultati migliori rispetto ad altri Paesi europei. Il vero problema è valorizzar-

li, proteggerli dall’aggressività – per fortuna minoritaria – di alcuni utenti e liberarli da una burocrazia soffocante. L’obiettivo ideale? Che il medico venga pagato per curare, non per compilare carte».

Alla domanda sui disagi psicologici dei giovani e sulle sfide legate alla cosiddetta quarta età, l’assessore riconduce tutto alla riorganizzazione complessiva del sistema: prevenzione, presa in carico precoce e continuità assistenziale saranno elementi chiave anche in questi ambiti. Infine, uno sguardo alla governance della sanità regionale. Le nomine dei nuovi direttori generali delle Ulss e delle Aziende ospedaliere rappresentano «un passaggio naturale a inizio legislatura». Senza entrare nei nomi, Gerosa assicura che «ne uscirà una bella squadra, di persone esperte e motivate», chiamate a lavorare in sintonia con il presidente Alberto Stefani e con la Giunta. Per l’assessore, il passaggio dal ruolo di cardiochirurgo a quello di responsabile politico della sanità è una sfida vissuta con entusiasmo: «In sala operatoria avevo tra le mani la vita di un solo paziente. Oggi il mio compito è occuparmi di milioni di potenziali pazienti, costruendo un’organizzazione di diagnosi e cura efficiente, lavorando in squadra con istituzioni, direttori generali e professionisti sanitari». Una prospettiva diversa, ma con lo stesso obiettivo: mettere davvero la persona al centro del sistema sanitario.

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Paola Bigon Alberto Gottardo

La novità. Per oltre 180 mila cittadini arriva un contatto diretto con medici e servizi socio-sanitari

L’Alto Vicentino cambia il modo di chiedere assistenza sanitaria: attivo il nuovo numero 116117

Da martedì 20 gennaio, dalle ore 20.00, entra in funzione nell’Alto Vicentino il nuovo numero 116117, dedicato alle richieste di assistenza medica non urgente e all’accesso più semplice ai servizi socio-sanitari. Il servizio è destinato agli oltre 180 mila abitanti del Distretto dell’ULSS 7 Pedemontana e permetterà di contattare la Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) e di ricevere supporto per bisogni legati alla non autosufficienza, disabilità, salute mentale, consultori familiari e servizi per i più giovani. Il progetto, già testato con successo nel Distretto bassanese dall’anno scorso, sarà esteso entro giugno a tutto il Veneto. L’obiettivo è rendere più facile e veloce per i cittadini orientarsi tra i servizi

sanitari e socio-sanitari senza dover muoversi da casa.

La novità principale riguarda il modo in cui vengono gestite le chiamate: l’operatore del 116117 raccoglie la richiesta e mette in contatto il cittadino con il Punto Unico di Accesso (PUA) della propria ULSS, che ricontatta la persona per approfondire le necessità e fissare direttamente un appuntamento risolutivo, con tutti i moduli già pronti. Nella sperimentazione bassanese, partita il 18 dicembre 2024, sono state gestite oltre 37.500 chiamate, di cui 35 mila per la Continuità Assistenziale e 2.500 per servizi socio-sanitari. Il tempo medio di attesa è stato di 2 minuti, con tutte le chiamate gestite entro 5 minuti. I cittadini si sono detti molto soddisfatti: il 91% consi-

glierebbe il numero, l’89% ha ricevuto un aiuto concreto e il 95% ha trovato chiare le informazioni fornite. «Siamo stati i primi in Veneto a sperimentare questo modello e i risultati sono stati eccellenti – commenta Carlo Bramezza, Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana –. Da martedì anche l’Alto Vicentino potrà contare su un servizio che semplifica la vita dei cittadini: non dovranno più cercare da soli i servizi adatti ai loro bisogni, ma sarà l’Azienda a prenderli in carico e a fornire soluzioni rapide, tutto H24». Il 116117 sarà disponibile anche in più lingue, per aiutare le persone straniere a orientarsi meglio tra i servizi locali. Rimane invariato il ruolo del 118 per le emergenze e del CUP per le prenotazioni di visite ed esami specialistici.

Ospedale di Santorso da primato: trombolisi per ictus in 32 minuti

L’Ospedale di Santorso si conferma tra i migliori in Italia e il migliore in Veneto per il trattamento tempestivo dell’ictus ischemico, grazie a un tempo medio di intervento di appena 32 minuti. Il riconoscimento arriva con la massima classificazione “Diamond” dal programma internazionale ESO-Angels Awards, che valuta le performance delle stroke unit europee. Proprio nei giorni scorsi, un paziente è stato sottoposto a trombolisi nel tempo record di soli 13 minuti, utilizzando per la prima volta in Veneto un nuovo farmaco più efficace del 20% rispetto ai precedenti. «La rapidità di intervento è determinante per salvare funzioni neurologiche e vite – spiega il dott. Roberto Bombardi, Direttore dell’U.O.C. di Neurologia –. Il nostro modello organizzativo prevede un team pronto intervento, dotato di kit completo per la trombolisi, che permette di eseguire la procedura ovunque in ospedale, eliminando tempi persi in trasferimenti o preparazioni. Il sistema di pre-allerta, attivato dall’ambulanza, consente al neurologo di raccogliere tutte le informazioni del paziente prima dell’arrivo in ospedale».

Il modello prevede una stretta collaborazione tra Pronto Soccorso, Stroke Unit, Radiologia, Cardiologia e reparti di degenza, garantendo interventi immediati e coordinati. Il risultato è stato evidente il giorno di

Natale, quando il paziente è stato valutato, sottoposto a TAC e trattato con trombolisi in soli 13 minuti, prima di essere trasferito al San Bortolo per trombectomia. Il nuovo farmaco, impiegato nell’occasione, promette maggiore efficacia sulle occlusioni delle grosse arterie cerebrali e minori complicanze emorragiche, e nelle prossime settimane sarà introdotto in tutte le Neurologie del Veneto. «Questo primato non è solo un riconoscimento, ma una garanzia concreta per i cittadini dell’Alto Vicentino – sottolinea il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza. Sapere di poter contare su interventi così rapidi e coordinati significa assicurare i più elevati standard di cura vicino a casa».

Nuove regole sulle ricette: validità ridotta per la specialistica ambulatoriale

A partire dal 1° gennaio 2026, le ricette per le prestazioni di specialistica ambulatoriale con priorità B, ossia quelle con una priorità di 10 giorni, avranno una durata di validità ridotta a soli 20 giorni dalla data di emissione. È quanto stabilito dal Decreto del Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale della Regione del Veneto n. 173 del 24 novembre 2025. Per le altre classi di priorità, così come per gli esami di laboratorio e le prestazioni di controllo, la durata della validità rimarrà di 180 giorni dalla data di prescrizione. Tuttavia, gli utenti dovranno prenotare gli esami entro i termini previsti, altrimenti la prescrizione perderà validità. Si consiglia dunque di prenotare tempestivamente le prestazioni sanitarie per evitare disagi.

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