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laPiazza di Adria - Marzo26

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In strada tra prudenza e nuova consapevolezza

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Nell’ultimo biennio la mobilità nel nostro Veneto è tornata, a pieno regime, ai ritmi frenetici del periodo pre-pandemico. Spostamenti per lavoro, studio e un turismo sempre più pervasivo hanno riportato il traffico a livelli massimi. Ma cosa ci dicono i numeri dell’ultimo rapporto Istat sulla sicurezza stradale? Il quadro che emerge è in chiaroscuro, ma con un raggio di luce che merita la nostra attenzione. Il dato più incoraggiante riguarda gli incidenti mortali: la prima metà del 2025 ha mostrato una riduzione degli incidenti con lesioni (-1,3%) e delle vittime, in linea con un calo generale. Nel 2024, le vittime sulle nostre strade furono 269. Numeri ancora tragicamente alti, ma che raccontano un calo un calo significativo. L’indice di mortalità in Veneto è calato da 2,4 a 2,1 decessi ogni 100 incidenti. Si tratta di un risultato d’eccellenza se confrontato con la sostanziale stagnazione del dato nazionale. Guardando lontano, dal 2010 a oggi, la nostra regione ha ridotto la mortalità stradale di oltre il 32%, superando la media italiana. Tuttavia, non è il momento di brindare. Se le “croci” diminuiscono, il numero complessivo di incidenti e di feriti è in lieve aumento, rispettivamente dello 0,7% e dell’1,3%. Questo scollamento ci suggerisce che, sebbene la sicurezza dei veicoli e la tempestività dei soccorsi riescano a salvare più vite, la frequenza degli impatti resta legata a distrazioni e volumi di traffico critici. Il Veneto, inoltre, è tra le regioni più colpite per mortalità ciclistica, con 27 ciclisti deceduti registrati nel 2025. Ogni incidente rappresenta un costo umano e sociale immenso e non possiamo abbassare la guardia.

di Adria

Ulss 5 Polesana, il nuovo direttore generale Filippi:

“Le persone vera risorsa”

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Bilancio regionale ultimi ritocchi prima del varo definitivo: parla l’assessore Giacinti

Dagli incassi delle sanzioni ai fondi per garantire la sicurezza e la viabilità, ma servono risorse notevoli, anche la subidenza incide sulla viabilità

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“Quello di Lupin III”: Davide Zanella, artista punto di riferimento per la comunità pop

Il Documento Unico di Programmazione è stato approvato con i soli voti della maggioranza

L’assessore regionale: stanziati subito 18 milioni per le borse studio, attenzione al disagio giovanile VALERIA MANTOVAN: “LA CULTURA IN VENETO

Liceo classico, scelta da eroi

Giampiero Beltotto

D

ite la verità: non mandate i vostri figli al classico perché avete paura del loro fallimento, quindi, non scommettendo sulla loro intelligenza, sulla loro capacità di abnegazione, di sacrificio, di volontà ferrea, scegliete per loro un percorso agevole. Quanti dei lettori di questo giornale hanno frequentato il glorioso liceo classico? Ricorderanno le ore trascorse sui Promessi Sposi, sull’aoristo passivo, su Tacito (intraducibile tanto quanto Quintiliano) o su Platone, che mi toccò alla maturità.

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Anche Adria si apre al confronto sulla fusione

La fusione tra Porto Viro, Porto Tolle e Rosolina è diventato un tema politico che sta trovando spazio nei Consigli comunali del territorio. Il confronto si è acceso a Porto Tolle, ma anche a Taglio di Po e ad Adria, solo per citare alcuni esempi, segno che la prospettiva di una “Città del Delta” si sta diffondendo nell’interesse collettivo. Ad Adria, nell’ultima seduta consiliare, è emerso che la maggioranza ha da tempo avviato interlocuzioni con alcuni dei dodici Comuni limitrofi per valutare una possibile fusione. E sulle pagine di cronaca Forza Italia ha rilanciato con decisione l’idea di entrare a far parte della “Città del Delta”. Il contesto è chiaro: i tagli ai trasferimenti statali ai comuni, anche per i prossimi anni, e le crescenti difficoltà di bilancio degli enti, rendono sempre più complesso garantire servizi efficienti. Un ente unico da circa 30 mila abitanti – sommando i 14.400 di Porto Viro, gli 8.800 di Porto Tolle e i 6.300 di Rosolina – significherebbe aumentare il peso del territorio nei tavoli istituzionali, ottenere i finanziamenti statali per i prossimi 15 anni, contributi regionali per i prossimi tre anni, garantire servizi pubblici di qualità alle comunità e avere più capacità progettuale per lo sviluppo del Polesine. L’esperienza di Porto Viro, nata nel 1995 dalla fusione di Donada e Contarina grazie al referendum, dimostra che unire le forze può tradursi in un rafforzamento amministrativo e organizzativo. Sul piano economico gli incentivi sono significativi. Resta la domanda di fondo: quali Comuni sceglieranno davvero di fondersi? Il dibattito è aperto e attraversa più assemblee civiche. Ma una cosa appare chiara: nel Delta del Po l’idea di unire le forze non è più un’ipotesi lontana, bensì una proposta su cui amministratori e forze politiche stanno iniziando a confrontarsi pubblicamente.

Guendalina Ferro

Liceo classico, scelta da eroi Giampiero Beltotto

Sapete che cosa diceva la mia insegnante nel liceo milanese di cui lei era Papessa riconosciuta e riverita? Che lì per lì avremmo trovato i Promessi Sposi noiosi, ma quando saremmo diventati vecchi o nei giorni della malinconia, proprio quelle pagine dell’eterno don Lisander ci avrebbero ristorato l’anima. La Papessa (unico arbitro della nostra esistenza in quegli anni) ci insegnò anche a leggere, nel senso di articolare le parole a voce alta in modo tale che gli altri capiscano perché “non leggi per te e basta, ma per tutto il mondo e devi leggere ad alta voce e lentamente per capire, per gustare le parole e per trasmetterle”. Leggo che al classico, proprio quello del 1923 pensato dal fascistissimo Giovanni Gentile, grazie al quale abbiamo la più bella scuola del mondo, ci va il cinque per cento dei nostri ragazzi. Credo che la percentuale corrisponda al numero di italiani che si entusiasmano per il bello in sé, cioè per ciò che ci rende umani. A casa mia anche figli e nipoti considerano il classico la scuola dell’obbligo perché non possiamo concepirci senza quelle cose inutili che sono la letteratura, il greco e il latino, la filosofia. Ho scoperto con orrore che il legislatore ha tolto la magnifica differenza con tutte le altre scuole, l’avere cioè la quarta e la quinta ginnasio. Tutti uguali ci vogliono. Nelle infinite porcherie commesse a danno della scuola, questa la considero tra le peggiori, come la fine del riassunto e la lallazione che insulta i nostri ragazzi perché li vuole incapaci di reggere allo stress del risultato, quasi che la vita sia una noiosa passeggiata sull’olio scivoloso della parità. Ah certo, dovete considerare i vostri figli un po’ eroi per iscriverli al classico, dei magnifici figli di Sparta e di Atene. Vostro figlio come Leonida che ci salvò con anche meno del cinque per cento dalle invasioni e che quando l’imperatore nemico gli ingiunse di abbassare lo scudo perché erano troppo pochi per salvare la pelle, rispose “vieni a prenderlo”. O vostra figlia come Aspasia di Atene compagna di Pericle e con lui all’origine di quella che noi poveracci chiamiamo democrazia: la ragazza potrebbe lavorare con onore nella comunicazione. Saranno gli unici, i vostri figli, che quando il telecronista dice “naiki” avvertiranno un brivido d’orrore lungo la schiena, ma saranno quelli che dopo cinque anni non rinunceranno a pensare con la propria testa e a concludere che “uno vale uno lo dici a tua sorella”. Se li volete forti i figli e se scommettete su di loro chiedete la sezione aspra e dura dove c’è il professore di filosofia che insegna Platone e Sant’Agostino e non comizia di politicamente corretto. Pure qualche scappellotto farebbe bene a chi decide per il classico ma so che questo finale potrebbe alzare un polverone. Rinuncio allo scappellotto, ma per favore ritorniamo al vecchio ma sempre giovanissimo ginnasio. Quarta e quinta, s’intende. Astenersi perditempo e perdigiorno. E poi come dice il Maestro Arbore, “meno siamo, meglio stiamo”.

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Redazione: Direttore responsabile Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< Redazione >redazione@givemotions.it<

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Il Consiglio Comunale ha approvato il Dup

I l Documento Unico di Programmazione è stato approvato nel Consiglio comunale di fine febbraio con i nove voti della maggioranza. Si sono astenuti i consiglieri di Fratelli d’Italia Sandra Passadore e Simone Ceccarello, mentre hanno votato contro Giorgio Zanellato del Partito Democratico e i consiglieri di IBC Enrico Bonato e Sandra Moda. Il Dup, ha spiegato il sindaco

ti inaugurati tre nuovi esercizi. Come amministrazione stiamo valutando possibili interventi di sostegno alle attività locali”.

“Per quanto riguarda l’ex Socoterm, si sta lavorando per risolvere i problemi legati agli sbalzi di corrente che rallentano la produzione - informa il primo cittadino -. L’obiettivo è realizzare una linea elettrica alternativa. Quando l’impianto sarà piena-

Massimo Barbujani, è una sorta di “radiografia” del Comune di Adria: un documento che fotografa numeri, criticità e obiettivi dell’amministrazione, tenendo conto anche di uno scenario internazionale complesso, segnato dalla guerra in Ucraina e da tensioni economiche, compresi gli effetti dei dazi americani.

Tra i dati evidenziati c’è il calo demografico, che si attesta attorno all’8,3%, in linea con la provincia. Aumentano i nuclei familiari, ma crescono anche le difficoltà di integrazione. “Il tessuto produttivo e commerciale attraversa una fase critica, anche se nell’ultimo mese sono sta-

mente operativo, transiteranno circa 100 camion al giorno su via Peschiera. Per limitare l’impatto sul traffico si sta valutando la realizzazione di una piazzola di carico nell’area ex Adriatica, così da incentivare anche il trasporto su bettoline. Sul fronte Polichimica, dopo tre gare andate deserte, si registra l’interesse di un’azienda all’acquisto, ma servirà un milione di euro per la bonifica del sito. L’artigianato, invece, continua a soffrire per la mancanza di ricambio generazionale, di scuole tecniche e di infrastrutture adeguate”.

Il confronto in aula si è acceso parlando dei progetti PNRR.

“Il sindaco, rispondendo al consigliere Bonato, ha evidenziato alcune criticità che – a suo dire –hanno caratterizzato l’attuazione degli interventi. Bonato ha replicato sostenendo che, se l’attuale maggioranza non avesse ereditato i progetti avviati dalla giunta Barbierato, oggi in Consiglio comunale si parlerebbe del nulla”. Guardando al futuro, il sindaco ha assicurato attenzione alle se-

gnalazioni arrivate dalle frazioni, come nel caso di via Traversagno a Bellombra. Tra le preoccupazioni del sindaco la riqualificazione degli edifici scolastici, delle palestre e la sistemazione della casa Marino Marin. “Abbiamo una Ferrari in casa - ha detto il primo cittadino riferendosi al turismo, settore che registra numeri positivi in Polesine -. Il Comune partecipa a bandi promossi da Fondazione Cariparo e punta su sinergie per valorizzare l’ Artessura e il Museo Archeologico Nazionale di Adria. Da venti giorni è operativo un nuovo pontile, vicino al ponte Chieppara, per l’attracco di imbarcazioni di grandi dimensioni, con l’obiettivo di rafforzare l’offerta turistica e la visita del centro storico”.

Una Capsula del Tempo per i 60 anni della Pro Loco

Un ponte simbolico tra presente e futuro è stato posato nel giardino della Biblioteca comunale di Adria con l’inaugurazione della Capsula del Tempo, iniziativa promossa dalla Pro Loco di Adria in occasione del 60° anniversario dalla fondazione dell’associazione, nata nel 1965. La Capsula, inserita in un cippo marmoreo, custodisce messaggi e testimonianze che raccontano la vita culturale, sociale e associativa della città nel 2025. Sarà riaperta nel 2050, con

l’auspicio che le generazioni future possano ritrovare in quei documenti uno spaccato autentico della comunità adriese di oggi. Alla cerimonia hanno preso parte anche alcune classi

del plesso Pascoli di Adria, coinvolte per sottolineare il valore educativo e intergenerazionale dell’iniziativa. “La Capsula del Tempo rappresenta un gesto simbolico e collettivo attraverso il quale la comunità adriese ha voluto affidare alle generazioni future una testimonianza del presente. Al suo interno sono stati raccolti messaggi e contributi scritti da associazioni, enti e istituzioni del territorio, espressione dei valori, dell’impegno e dell’identità civile che caratterizzano la città nel 2025”, ha dichiarato la presidente della Pro Loco di Adria, Letizia Guerra. Al progetto hanno aderito numerose realtà del territorio, dalla Pro Loco di Adria, promotrice dell’iniziativa, ad associazioni culturali, sportive e sociali come Attive Terre ODV, Biblioteca Babele di Bottrighe, Gruppo Canottieri Adria ASD, Circolo del Cinema Mazzacurati APS, Effatà APS, Foto Club Adria APS, Plastic Free, Polesine Terra Emersa APS, REM APS, Associazione Ultima Cultura, oltre alle classi quinte della scuola primaria “G. Pascoli”.

Hanno lasciato la propria testimonianza anche il Sindaco di Adria, la Biblioteca comunale “L. Groto” e il Presidente della Fondazione Franceschetti e Di Cola. La scelta del giardino della Biblioteca comunale come luogo di posa rafforza il legame tra memoria e conoscenza, affidando a uno spazio pubblico e condiviso il compito di custodire questo segno del 60° anniversario della Pro Loco. L’iniziativa è stata patrocinata dal Comune di Adria e sostenuta dalla Fon-

dazione Franceschetti e Di Cola e da Banca Adria Colli Euganei, a conferma di una rete territoriale unita nel valorizzare storia, partecipazione e senso di comunità.(g.f.)

Guendalina Ferro

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Viabilità, Adria fa i conti con la manutenzione

Per le asfaltature servirebbero milioni di euro

N el corso del consiglio comunale di fine febbraio, il tema della sicurezza stradale è tornato al centro del dibattito politico e amministrativo. A fare il punto sugli investimenti è stato il vicesindaco e assessore al bilancio Federico Simoni, che ha ricordato come la normativa imponga di destinare almeno il 50% degli introiti derivanti dalle sanzioni al Codice della strada a interventi per la sicurezza e al potenziamento delle dotazioni della polizia locale. Una parte delle risorse economiche sarà destinata al rafforzamento del controllo del territorio: 20 mila euro sono stati stanziati per ampliare il sistema di videosorveglianza, mentre altri 15 mila euro serviranno alla manutenzione e al miglioramento qualitativo degli impianti già esi-

stenti. Un investimento che punta non solo alla prevenzione dei reati, ma anche a garantire maggiore sicurezza stradale e una gestione più efficace delle emergenze. Ulteriori fondi, sempre nell’ambito della sicurezza stradale, saranno impiegati per lo sfalcio dell’erba lungo i cigli delle strade, per l’acquisto di nuove dotazioni per la polizia locale e per la cartellonistica stradale. Sul fronte della viabilità, Simoni ha annunciato che sono stati destinati 300mila euro per le asfaltature, consapevole che per rispondere alle varie criticità servirebbero 6 milioni euro. “Nel piano delle prossime asfaltature rientrano alcuni punti particolarmente deteriorati della strada arginale che collega Bottrighe a Cavanella Po, lungo l’ex SP80” - ha annunciato Simoni. La

sicurezza, tuttavia, non si esaurisce nella manutenzione ordinaria. Illustrando il Documento Unico di Programmazione (DUP), il sindaco ha sottolineato come il miglioramento della viabilità passi anche attraverso opere pubbliche strutturali. Tra queste la nuova rotatoria che sorgerà all’incrocio tra la Strada Regionale 443, la Strada Regionale 516 e la Strada Provinciale 45: un crocevia nevralgico per i collegamenti verso Rovigo, Cavarzere e le lo-

Un milione per la ciclopedonale ma i lavori non sono finiti

La ciclopedonale realizzata tra Adria e Valliera, che affianca la Strada Regionale 443 Adria-Rovigo, è stata progettata con un obiettivo preciso: aumentare la sicurezza di pedoni e ciclisti lungo un’arteria molto trafficata da automobilisti e mezzi pesanti. L’infrastruttura è stata realizzata proprio per ridurre i rischi in un tratto in cui, fino a qualche anno fa, chi si muoveva a piedi o in bicicletta era costretto a transitare a ridosso della carreggiata. La ciclopedonale separa infatti il traffico veicolare dalla mobilità lenta. Il tracciato si sviluppa per circa 2,5 chilometri ed è

largo tre metri, una dimensione che consente il doppio senso di marcia per biciclette e pedoni. Il percorso parte dall’incrocio tra la Sr 443 e via Peschiera. Da qui prosegue per circa 500 metri in direzione Rovigo, sul lato destro della strada, fino alla località San Pietro Basso. In questo punto è stato installato un impianto semaforico che permette l’attraversamento in sicurezza della regionale. Dopo il semaforo il tracciato continua sul lato sinistro della strada, tra la regionale e la ferrovia, fino ad arrivare a Valliera in via Pellestrina, costeggiando anche un canale di bo-

calità balneari. I lavori, già appaltati alla ditta Costruzioni Stradali Martini Silvestro di Vò (Pd), partiranno una volta ottenute le autorizzazioni dagli enti competenti. L’infrastruttura viaria, del valore complessivo di 660 mila euro, sarà realizzata con un cantiere modulare per ridurre al minimo i disagi alla circolazione. Il finanziamento prevede 400 mila euro di fondi comunali e 260 mila euro provenienti da un contributo regionale stanziato ai sensi della Legge Regionale n. 39/1991, destinata al miglioramento della mobilità e della sicurezza stradale. Sempre lungo la SP45, l’amministrazione ha inserito tra le priorità la manutenzione del cavalcaferrovia, un ponte datato che presenta criticità tali da aver imposto limitazioni al transito dei mezzi pesanti. Un

intervento ritenuto strategico non solo per la sicurezza, ma anche per la tenuta complessiva della rete viaria. “Con risorse interamente comunali sarà realizzata una rotatoria sperimentale tra via Malfatti e corso Risorgimento - spiega a margine del consiglio Comunale il Vicesindaco -. In una prima fase l’intervento prevede l’installazione di jersey provvisori. La soluzione, con rotatoria disassata rispetto a via Malfatti, permetterà di calibrare l’assetto viario anche in funzione del traffico pesante diretto alla zona artigianale. Dopo un periodo di prova e le eventuali modifiche necessarie, la rotatoria sarà sistemata in modo definitivo, con la conseguente sistemazione e adeguamento della segnaletica”. Guendalina Ferro

nifica. L’opera è stata realizzata anche grazie a 300 mila euro di finanziamenti regionali destinati alla sicurezza stradale, previsti dalla Legge Regionale del Veneto n. 39/1991 per l’annualità 2020. A causa dell’aumento dei prezzi dei materiali, il costo complessivo è lievitato fino a circa un milione di euro, sostenuto dal Comune. Il progetto era stato avviato durante la precedente amministrazione ed è oggi seguito dalla giunta guidata dal sindaco Massimo Barbujani, anche se i lavori non sono ancora completamente conclusi. “Dobbiamo sistemare alcuni cedimenti e

qualche punto luce per terminarla”, ha spiegato il primo cittadino. Il consigliere Enrico Bonato invita a ragionare su una visione più ampia della mobilità ciclabile. Secondo Bonato, uno sviluppo coordinato con altri comuni potrebbe aprire prospettive interessanti anche per il territorio: “Guardando oltre i confini comunali, altri territori stanno investendo in questa direzione. Il Comune di Villadose, ad esempio, ha avviato interventi simili. Un lavoro coordinato potrebbe collegare Rovigo e Adria attraverso una rete ciclabile che, proprio passando da Adria, potrebbe in-

nestarsi nel grande progetto della Ciclovia VENTO, con ricadute positive anche sul piano turistico”. Non mancano però le critiche. Il consigliere Giorgio Zanellato evidenzia una criticità legata a uno degli attraversamenti pedonali realizzati sulla regionale. “Su uno dei due attraversamenti pedonali della Sr 443, situato a qualche centinaio di metri da Valliera, sulla carreggiata ci sono le strisce discontinue -spiegaquesto significa che un automobilista può sorpassare proprio in prossimità dell’attraversamento pedonale, con possibili rischi per chi attraversa”. (g.f.)

Allarme subsidenza nel Polesine

Un territorio che vive sotto il livello del mare, sorretto giorno e notte dal lavoro silenzioso delle idrovore. È questa la realtà del comprensorio del Consorzio di Bonifica Adige Po, che si estende su gran parte della provincia di Rovigo, nel cuore del Polesine, comprendendo i bacini tra i fiumi Adige e Po e una fitta rete di canali che attraversa città e campagne, dalle aree urbane ai terreni agricoli del Delta. Un’area mediamente soggiacente di circa due metri rispetto al livello del mare e interamente dipendente dal funzionamento continuo degli impianti idrovori per lo scolo delle acque e dagli impianti di derivazione per l’irrigazione e l’approvvigionamento idrico. Una condizione strutturale che rende evidente la fragilità idraulica del territorio. A sostenerla, ogni anno, è uno sforzo economico imponente: il solo Consorzio Adige Po affronta circa 3,8 milioni di euro di costi energetici, una cifra che incide per il 25% sull’intero bilancio. Numeri che non raccontano soltanto una gestione complessa, ma un vero e proprio gap strutturale ed energetico, diretta eredità dei cedimenti del passato.

“Oggi a preoccupare è la sospensione dei fondi destinati al contrasto della subsidenza - dichiara il presidente del Consorzio Roberto Branco

-. La sospensione dei fondi destinati al contrasto della subsidenza non è una semplice cifra che scompare da un capitolo di spesa: è un enorme passo indietro nella protezione di un territorio che vive su equilibri delicatissimi. È, soprattutto, una rinuncia a una responsabilità che lo Stato stesso – giuridicamente e moralmente – è chiamato ad assumersi”. Il riferimento è chiaro: il Decreto Legislativo 152/2006, il Testo Unico Ambientale, stabilisce che lo Stato debba concorrere, insieme alle altre amministrazioni, alle azioni necessarie per contrastare la subsidenza dei suoli e la risalita delle acque marine. “Per anni, grazie a finanziamenti mirati, abbiamo potuto contenere un fenomeno che non dà tregua, intervenendo in modo puntuale e tempestivo sulla nostra rete idraulica. Oggi, però, senza quel sostegno, il peso cade interamente sui consorziati: su bilanci già gravati da costi energetici elevatissimi e su una rete scolante che supera i 1700 chilometri”, prosegue Branco. La subsidenza è una minaccia silenziosa. Non si vede, ma agisce costantemente: modifica le pendenze dei terreni, deforma le sezioni dei canali, compromette la capacità di scolo. È l’eredità delle attività estrattive del passato e continua a presentare un conto salato a un territorio che non può sostenerlo da solo. “Ogni finan-

ziamento mancato oggi significa un rischio amplificato domani. Perché la prevenzione non è un costo: è l’investimento più intelligente che si possa fare. Ogni euro speso oggi in manutenzione idraulica evita danni enormemente superiori a infrastrutture, produzioni e comunità”, sottolinea ancora il presidente. Il timore è che il rinvio degli interventi aumenti la vulnerabilità di un’area già fragile, dove la sicurezza idraulica non è un tema astratto ma una condizione quotidiana di sopravvivenza economica e sociale. “La subsidenza non aspetta, non rallenta, non si ferma perché lo Stato decide di non rifinanziare. E rinviare gli interventi significa aumentare la vulnerabilità del territorio e di chi lo vive. Per questo chiediamo con fermezza il ripristino immediato dei finanziamenti. Non si tratta di un’esigenza contabile, ma di un principio di responsabilità verso un territorio fragile, che ha già pagato molto. E mentre si torna a discutere di nuove trivellazioni, ribadiamo che prima di tutto servono garanzie, compensazioni certe e una strategia nazionale coerente: la sicurezza idraulica non può essere lasciata alla sola buona volontà dei territori, ma richiede politiche strutturate e investimenti seri”, conclude Roberto Branco.

Guendalina Ferro

Bonato: “Molte sanzioni, pochi interventi strutturati”

A fronte di incassi importanti derivanti dalle sanzioni al Codice della strada, la sicurezza viaria ad Adria non avrebbe ancora una programmazione chiara e strutturata. A sostenerlo è il capogruppo di Impegno per il Bene Comune, Enrico Bonato, che punta il dito contro quella che definisce una mancanza di visione complessiva sulla mobilità urbana. “Ad Adria, i numeri delle multe segnano livelli record, ma la sicurezza stradale sembra essere una priorità secondaria. Dal bilancio comunale, infatti, non emerge una programmazione chiara né una strategia strutturata per affrontare le criticità della viabilità urbana”, afferma Bonato. Secondo il consigliere, mancherebbe un’analisi dettagliata della viabilità capace di supportare scelte rilevanti per la città. “Non si percepisce una dettagliata analisi a sostegno di decisioni importanti come,

ad esempio, la volontà di istituire il senso unico nella strada che collega il quartiere Amolaretta con via Mons. Pozzato(SR495)”. Allo stesso modo, il bilancio non chiarirebbe quanto venga effettivamente investito nelle misure di prevenzione stagionale, come il piano ghiaccio invernale, ritenuto fondamentale per ridurre il rischio di incidenti nei mesi più freddi. Bonato sposta poi l’attenzione su altri nodi irrisolti della sicurezza viaria. “Da quattro anni esiste un censimento dei ponti corredato da un piano di interventi prioritari, ma non risulta che tale strumento sia stato tradotto in azioni concrete”. Un elemento che, secondo l’esponente di IBC, solleva interrogativi sulla manutenzione e sulla messa in sicurezza delle infrastrutture. Criticità emergono anche sul fronte della mobilità ciclabile: “I percorsi ciclabili presentano segnaletica assente

o sbiadita e non sembra esistere una pianificazione volta a potenziare la rete per collegare i tratti attualmente esistenti”. A questo si aggiungono asfaltature che procedono a rilento e un piano di potatura delle alberature lungo le strade che, a suo dire, “sembra essersi interrotto”, con possibili ripercussioni sulla visibilità e quindi sulla sicurezza. Tra i progetti avviati nella precedente amministrazione, il consigliere ricorda anche il lavoro per l’installazione dei dispositivi acustici per non vedenti agli impianti semaforici, un intervento che rappresenta un passo verso una mobilità più inclusiva e accessibile. “È preoccupante – conclude Bonato – che la sicurezza sia trattata più come fonte di entrate che come priorità concreta. Servono investimenti, manutenzione e programmazione costante per tutelare chi ogni giorno percorre le strade di Adria”.(g.f.)

Nel Polesine, gran parte del territorio sotto il livello del mare rischia allagamenti e danni a case, strade e campi

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La manifestazione. Amministratori hanno chiesto al Governo di

Il Polesine unito è sceso in piazza per dire No alle Trivellazioni

A mministratori uniti, al di là delle appartenenze politiche, per un obiettivo comune: dire no alle trivellazioni per l’estrazione di idrocarburi in Polesine e in alto Adriatico. È questa l’immagine arrivata da Adria con la manifestazione di febbraio, che ha visto la partecipazione di numerose fasce tricolori e rappresentanti istituzionali, segno di un fronte compatto capace di superare divisioni e schieramenti. Nel corso dell’iniziativa Il Sindaco di Adria ha letto il documento approvato all’unanimità dal Consiglio comunale. Un testo che impegna i parlamentari eletti in Veneto ed Emilia Romagna a presentare un ordine del giorno unitario per bloccare l’iter autorizzativo delle 34 licenze di ricerca di idrocarburi attualmente al vaglio del Ministero dell’Ambiente e per sancire il divieto assoluto di estrazioni di gas metano nel Polesine e nell’Alto Adriatico, territori considerati fragili dal punto di vista ambientale, idrogeologico ed economico. Accanto al sindaco e all’amministrazione comunale erano presenti numerosi sindaci Polesani e il Consorzio di Bonifica Delta del Po, che ha ricordato i milioni di euro investiti ogni anno per garantire la sicurezza di un territorio che si trova mediamente sotto il livello del mare da uno a tre metri, grazie al lavoro costante delle idrovore. Netta anche la posizione di Italia Nostra: “Auspichiamo che il governo retroceda dalla decisione di concedere le autorizzazioni per le trivellazioni per la ricerca ed estrazione di idrocarburi in Polesine in modo definitivo”. A portare dati e numeri è stata Legambiente: “I numeri parlano chiaro: dai giacimenti in Alto Adriatico si possono prendere 2,5 miliardi di metri cubi all’anno, a fronte di un fabbisogno annuo di oltre 70 miliardi. Anche se questo gas fosse regalato sarebbe troppo poco per incidere sul prezzo di mercato. In 10, 15 anni di estrazioni, vita stimata di questi giacimenti, sarebbero 30, 40 miliardi di metri cubi in tutto. Briciole. Lo stesso ministro Urso ha ammesso che si potrebbe ripartire dagli impianti esistenti, senza nuove perforazioni. Allora perché insistere? Perché dietro questa operazione non ci sono i cittadini: ci sono le

compagnie energetiche. Chi vive in Polesine sa già come va a finire. Non è una minaccia astratta: è già accaduto.”

Tra i rappresentanti politici intervenuti l’onorevole Nadia Romeo (Pd), l’assessore regionale Valeria Mantovan (FdI), i consiglieri regionali Cristiano Corazzari (Lega) e Rossella Cedron (Liste Civiche), il presidente della Provincia Enrico Ferrarese i primi cittadini dei comuni che sarebbero coinvolti se venissero concesse le 34 autorizzazioni: Gavello, Villanova Marchesana, Papozze, Taglio di Po, Ariano nel Polesine e Corbola. Ma il sostegno

e il supporto è arrivato anche dai comuni Polesani, sia bagnati dal mare, come Porto Viro, Porto Tolle, Rosolina, e sia dell’entroterra come San Bellino, Bosaro, Occhiobello, Lendinara, Canaro, Bagnolo di Po, Pettorazza, Loreo, Badia Polesine, Papozze, Gaiba, San Martino di Venezze, Fratta Polesine, Villadose, Giacciano con Baruchella, Ceregnano, Pettorazza, Stienta. Guendalina Ferro

Nominato il Comitato di gestione dell’asilo nido comunale

Il Consiglio comunale di Adria ha approvato la delibera per la costituzione del Comitato di gestione dell’asilo nido comunale Magicabula, organismo previsto dal regolamento comunale con funzioni consultive a supporto della Giunta. Il comitato svolge un ruolo importante nell’organizzazione e nel funzionamento del servizio educativo. Tra i suoi compiti rientrano la proposta di attività di interesse per l’assistenza all’infanzia, il contributo agli indirizzi educativo-assistenziali, la visione della graduatoria di ammissione e l’esame di osservazioni, suggerimenti e reclami relativi al

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funzionamento dell’asilo nido. L’organismo è nominato dal Consiglio comunale e rappresenta diverse componenti della comunità educativa e politica. Questi i componenti :Antonella Borsari e Silvia Nonato, in rappresentanza della maggioranza consiliare, Sandra Moda, espressione di IBC, a rappresentare i consiglieri di Minoranza, Valentina Catozzo, Mauro Rubiero e Ylenia Carlini rappresenteranno i genitori dei bambini iscritti al nido. Stefania Zamara sarà invece la rappresentante del personale dell’asilo Magicabula. In una nota ufficiale, a margine del consiglio Comunale, Sandra Moda ha ringraziato l’intera minoranza per il sostegno e la fiducia ricevuta, assicurando il massimo impegno nel ricoprire il ruolo assegnato. “Il mio intervento – ha dichiarato – sarà improntato alla collaborazione, con l’obiettivo di garantire la piena fruibilità del servizio e il suo corretto funzionamento, consapevole dell’importanza che l’asilo nido riveste per la vita sociale della nostra città”. Con la nomina del nuovo organismo consultivo, l’amministrazione comunale punta a rafforzare il confronto tra istituzioni, famiglie e operatori del servizio, con l’obiettivo di garantire qualità e continuità educativa all’interno di una struttura considerata centrale per il sostegno alle famiglie del territorio (g.f.)

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4 passa al sistema di ultim zione DAB che permette di as an c h e la ra d io con una qualità audio pe

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adatte sia a single e coppie sia a famiglie che necessitano di spazi più ampi.

Ad Adria nasce la residenza Amolaretta: appartamenti moderni ed e cienti

no di coniugare sostenibilità ambientale e qualità della vita quotidiana.

Ad Adria prende forma un nuovo progetto residenziale pensato per offrire comfort abitativo, efficienza energetica e soluzioni moderne per chi è alla ricerca di una casa nuova. Il complesso dalla società immobiliare bal Investment, di nuova costruzione in vendita diretta, situati nella zona Amolaretta.

Particolare attenzione è stata dedicata all’efficienza energetica e alla sostenibilità. Gli appartamenti sono infatti

impianti completamente elettrici che garantiscono maggiore sicurezza e minori consumi energetici. Il comfort abi-

apprezzata per la distribuzione unifor-

Il complesso dispone inoltre di

paratamente, oltre a spazi comuni pensati per garantire funzionalità e como-

Il progetto prevede complessivamente 23 appartamenti plesso residenziale moderno progettato per rispondere alle diverse esigenze abitative. Le unità disponibili presentano

Situato in una zona tranquilla della citpresenta un’opportunità interessante per chi desidera investire in una casa di nuova costruzione, caratterizzata da soluzioni tecnologiche moderne e da una progettazione attenta alle esigenze abitative contemporanee.

Il sistema impiantistico è completato consentono sia il riscaldamento inver-

Per informazioni sugli appartamenti disponibili e sulle diverse tipologie è possibile contattare la società immobiliare Building Global Investment

gruppobgi.service@gmail.com.

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Presentato il progetto “Frigato”

U n investimento da 19 milioni di euro per un impianto agrivoltaico avanzato da 16,62 MWp, con opere di connessione che coinvolgeranno anche il Comune di Loreo. È il progetto “Frigato”, presentato alla cittadinanza in sala Federighi nell’ambito della procedura autorizzativa regionale attualmente in corso. A partecipare all’incontro pubblico, oltre a pochi cittadini, il sindaco Massimo Barbujani, il vicesindaco Federico Simoni e l’assessore all’Ambiente Giorgio D’Angelo. L’impianto sorgerà in area agricola nella zona di Cavanella Po, in prossimità della stazione elettrica di Adria Sud, nelle vicinanze della provinciale 45. A illustrare l’iniziativa sono stati i rappresentanti di Vexuvo, operatore italiano attivo dal 2006 nel settore delle energie rinnovabili, con particolare specializzazione nell’agrivoltaico. La società si occupa dell’intero ciclo di vita degli impianti: dallo sviluppo alla pro-

gettazione, fino alla costruzione e alla gestione (O&M). Vexuvo fa parte del gruppo industriale GreenergyGroup, insieme a Greenergy, realtà attiva nell’efficienza energetica e negli impianti su coperture. Grazie all’esperienza dei fondatori e a un team specializzato, l’azien-

Il Progetto ORA entra in classe

Prosegue all’Istituto di Istruzione Superiore “Cipriani-Colombo” il percorso formativo dedicato agli “Studenti come caregiver”, inserito nel Progetto Orientamento Rete Ascolto. Le classi 4ª R e 5ª R dell’indirizzo Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale, dopo aver partecipato al primo incontro lo scorso febbraio, si preparano ora al secondo appuntamento in programma martedì 31 marzo, dalle 9.30 alle 11.30, nell’Aula Magna del plesso di via San Francesco. L’iniziativa è promossa dall’ULSS 5 Polesana con il patrocinio della Cassa

di Risparmio di Padova e Rovigo e si inserisce nel progetto ORA, servizio professionale gratuito sostenuto dalla Fondazione Cariparo. Lo scopo del progetto è racchiuso nel suo stesso nome: offrire Ascolto, inserire le persone in una Rete professionale e garantire Orientamento. Un sostegno prezioso, soprattutto per chi si trova ad affrontare una diagnosi di demenza e le difficoltà quotidiane che ne conseguono. Il progetto ORA nasce infatti per fornire un supporto concreto ai familiari e ai caregiver di persone con Alzheimer e altre for-

da è in grado di gestire parchi fotovoltaici e sistemi di accumulo dalla fase iniziale fino alla gestione post esercizio. Tra gli impianti già realizzati figurano interventi a Solignano (PR), Guidonia (RM) e Tula (SS). Il progetto di Adria si configura come impianto agri-

voltaico avanzato, progettato per integrare produzione di energia pulita e attività agricola. Secondo i dati presentati:l’88,5% dell’area resterà destinato alla produzione agricola, con seminativi come frumento e soia in rotazione poliennale; l’occupazione del suolo da parte dei moduli (LAOR) sarà pari al 37,7%;i pannelli saranno installati su strutture con tracker, in grado di ottimizzare l’irraggiamento, contribuire alla riduzione dell’evaporazione e proteggere le colture dallo stress termico grazie all’ombreggiamento. Il progetto prevede la messa a dimora di siepi con essenze autoctone per creare corridoi ecologici e favorire la biodiversità, oltre a recinzioni sollevate da terra di circa 20 centimetri per consentire il passaggio della piccola fauna locale. Sul fronte delle opere per la comunità, Vexuvo ha proposto misure compensative come la realizzazione di aree verdi, piste ciclabili, parchi gioco inclu-

sivi e interventi di efficientamento energetico su edifici pubblici, con risparmi stimati fino al 65%. Le risorse destinate alle compensazioni territoriali sarebbero comprese tra il 2 e il 3% del valore complessivo dell’intervento, pari a circa 250-300 mila euro. Sono in corso interlocuzioni con l’amministrazione comunale per definire nel dettaglio gli interventi. Il progetto, è stato evidenziato durante la presentazione, si inserisce negli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 per la decarbonizzazione e la riduzione delle emissioni di CO . Quanto ai tempi, la cantierizzazione potrebbe partire indicativamente entro la fine di maggio 2027, mentre la realizzazione dell’impianto richiederebbe circa sei mesi. Un progetto che ora prosegue il suo iter autorizzativo, tra cui la conferenza dei servizi chiamata a raccogliere i pareri degli enti competenti.

me di demenza. Attraverso un centro di ascolto, corsi di formazione specifici e un servizio di supporto psicologico – che comprende colloqui individuali, familiari e gruppi di sostegno – vengono messi a disposizione strumenti pratici per affrontare le situazioni di fragilità legate alla malattia. Gli incontri, della durata di due ore ciascuno, sono condotti dalle dottoresse Cristiana Pilotto e Chiara Govoni. Per gli studenti dell’indirizzo sociosanitario, l’esperienza consentirà di acquisire informazioni utili per la futura professione: capacità di

ascolto attivo, comprensione delle dinamiche psicologiche connesse alla demenza, conoscenza dei servizi territoriali e strumenti per ge-

stire lo stress nelle situazioni di assistenza. Un’opportunità concreta di crescita formativa che rafforza il legame tra scuola e territorio. (g.f.)

Un carnevale da record

Migliaia di persone a Bottrighe per lo storico Carnevale nato nel 1860: sei carri allegorici e dodici gruppi mascherati hanno animato il centro tra coriandoli, musica e spettacoli. Presenti anche ospiti dal Belgio. Festa fino a sera con luna park, dj set e lotteria finale.

I

n migliaia a Bottrighe, una folla festante ed un mare di coriandoli per l’ennesima edizione dell’antico carnevale, datato 1860, organizzato dal locale Gruppo Sportivo, con la collaborazione del Gruppo Anonimo Bottrighe e le scuole materna “Umberto Maddalena” e primaria “San Giovanni Bosco”.

Per le vie del centro, partendo da via

Umberto Maddalena, hanno sfilato sei carri allegorici giganti ed i coloratissimi personaggi di ben dodici gruppi mascherati. La parata è stata aperta dal carro di “Re Carnevale” del Gruppo Sportivo Bottrighe e dai “Tamburini” di Adria con componenti anche di Bottrighe, Corbola e Ariano Polesine, diretti da Luca Bellan, seguiti dal gruppo mascherato “El Bombasin” tipica

maschera polesana interpretata dal gruppo folkloristico “Bontemponi” di Bottrighe.

Presente anche una delegazione di Maldegen, città belga gemellata con Adria, con i rappresentanti del loro carnevale in tipico costume, accolti in sfilata dal Gruppo Sportivo. E questa presenza potrebbe dare il via ad un futuro gemellaggio tra i due carnevali. Sul liston di piazza della Libertà animazioni e canzoni con l’Aribo, l’associazione ricreativa Bottrighese e la voce di Barbara Banin, poi proseguito, al termine della festa e sino a tarda sera, con la musica di Andry dj Bini nella terrazza esterna del vicino bar Sport. A corollario il luna park con numerose attrazioni, giostre e street food nelle due piazze Cinzio Cassetta e Libertà, compreso il parcheggio della chiesa, con i go-kart e le tante bancarelle. Presenti il sindaco Massimo Barbujani con il suo vice Federico Simoni che si sono complimentati con i tanti volontari e collaboratori della manifestazione che dovrà ottenere la certificazione di evento storico del patrimonio italiano. Quindi l’estrazione della lotteria. Questi i numeri che rimarranno a disposizione trenta giorni: asciugatrice (n. 1020), condizionatore (n. 1125), robot roomba plus (n. 2896), ipad apple (n. 2202), friggitrice ad aria (n. 2366) e macchina da caffè (n. 1970).

Roberto Marangoni

A Irene Giovannini il premio “Polesine chiama Messico”

Bianca Irene Giovannini di Bottrighe, ha ricevuto recentemente a Rovigo, il premio “Polesine chiama Messico”. Ciò per “La squisita dedizione e spirito di servizio, per l’altruismo e la delicatezza, per l’impegno e la dolcezza riservati ai più bisognosi e indifesi e per aver fatta sua la frese di Sant’Agostino “dove c’è fede, c’è amore, dove c’è amore, c’è dono”. Classe 1988, è laureata in Scienze

dell’Educazione, svolge la sua attività come educatrice per ciechi e ipovedenti con l’Istituto per la ricerca, la formazione e la riabilitazione, dedicato a migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità visiva. Presta il suo servizio nelle case di riposo, ai ragazzi del doposcuola ed è catechista in parrocchia. Corista del polifonico parrocchiale “San Francesco” e del femminile “Plinius”, altresì fa parte della Fidas Polesana donatori di sangue. Si è prodigata inoltre con grande generosità nell’accogliere e far conoscere la Madonna di San Juan de Los Lagos nel nostro territorio. (r.m.)

Nicola Gennari premio “La Colonna” 2026

Andrà a Nicola Gennari il nuovo premio “La Colonna” 2026. Al noto imprenditore di Bottrighe, presente nello sport e nel volontariato, è stato infatti assegnato il premio della nona edizione. L’annuale riconoscimento è rivolto ad un cittadino, residente o emigrato, che si è particolarmente contraddistinto in vari ambiti. Il premio nasce nel 2018 da un’idea del gruppo folkloristico Bontemponi. Ciò ha due significati, quello storico, in riferimento all’antica colonna a lampade con gradoni costruita nei primi del 1900 sul lato sud di piazza della Libertà, ricostruita, a somiglianza della precedente negli anni ottanta, simbolo, punto di riferimento ed incontro della comunità, altresì quello di considerare “una colonna del luogo” la persona scelta. Nicola Gennari è diplomato perito meccanico al Polo Tecnico di Adria. Imprenditore di successo, con un passato da dipendente e manager d’azienda sino a 38 anni, nel 2009 è stato fondatore, oggi amministratore, di Soladria, azienda con sede ad Adria specializzata nella progettazione, installazione e manutenzione di impianti fotovoltaici, fonti rinnovabili, sistemi di accumulo e colonnine di ricarica per veicoli elettrici. L’impresa, punto di riferimento nel NordEst, fa parte del gruppo Sime ed è attiva nella transizione energe-

tica con settanta dipendenti. Oltre all’attività imprenditoriale, nel 2011 Gennari è stato eletto consigliere comunale ad Adria con delega del sindaco per Bottrighe. “E’ stato presente- sottolinea una nota del gruppo folkloristico- in svariate iniziative del volontariato svoltesi in paese, partecipando ed organizzando per anni la “Festa della birra” con l’associazione calcio “River Team”, poi con la Polisportiva “Doriano Gallo” di cui ha fatto parte quale dirigente calcistico. Grazie al suo ruolo è da sempre disponibile, in cui necessita la sua collaborazione, alle attività ricreative di Bottrighe e del territorio circostante”. Nel settembre

Nasce il mercatino dell’hobbystica

A Bottrighe una nuova iniziativa proposta dall’Aribo, l’associazione ricreativa Bottrighese, che va ad arricchire le tante iniziative che si svolgono durante l’anno in paese. Trattasi del mercatino degli hobbisti, che si svolgerà, dalle ore 7 alle ore 14 di ogni seconda domenica del mese, in piazzetta Cinzio Cassetta, a lato della centralissima piazza Libertà. “L’iniziativa- spiegano i referenti - è stata pensata per dare nuovo valore e vitalità al nostro paese, creando un momento di incontro, condivisione e scoperta. I visitatori - prosegue la nota - potranno passeggiare tra bancarelle ricche di creatività, manufatti artigianali, oggetti unici e tante idee originali frutto della passione e del talento degli hobbisti. Il merca-

2025 Gennari ha ricevuto il premio “Adria Riconoscente” per coraggio, impegno, innovazione imprenditoriale e amore per il territorio. Nell’albo d’oro del premio, hanno ricevuto il riconoscimento Antonio Boni, Nerino Albieri, Giuliano Girotto, Antonio Cappato, Gino Navicella (alla memoria), Mariaelena Fincato, Graziano Bolzoni e Carla Bizzaro. “La Colonna” 2026, assegnato a Nicola Gennari, sarà consegnato durante la 35^ edizione di “Serata d’Onore” che si svolgerà sabato 27 giugno ore 21 nel parco della scuola materna paritaria “Umberto Maddalena” di Bottrighe.

Roberto Marangoni

tino - dicono i ragazzi dell’Aribo - non sarà solo l’occasione per acquistare qualcosa di speciale, ma anche un modo di vivere il centro storico del paese, riscoprire il piacere di stare insieme e sostenere le iniziative che rendono Bottrighe sempre più dinamico e accogliente”. “L’invito- proseguono i membri dell’associazione - è aperto anche

a tutti gli hobbisti che desiderano partecipare ed esporre le proprie creazioni, occasione giusta per far conoscere il proprio talento e contribuire a rendere il nostro paese più vivo. Per informazioni contattare Fabrizio Romani al 331.5787981. Insieme - conclude l’Aribo - possiamo dare energia e valore alla nostra comunità”. (r.m.)

Le tre S-cioptà

a cura di Roberto Marangoni

> El naso gusta e la boca la patisse

> La dona, clà piàza, clà tàsa, clà staga in casa

> Dura d’più nà pgnàta rota che una bona

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ogni campo, ogni emozione. Live

Dirette dai campi delle principali squadre di calcio venete e aggiornamenti in tempo reale delle squadre della nostra regione

I ragazzi hanno ricevuto il “Battesimo Civico”

F

ebbraio si è chiuso a Pettorazza Grimani con il battesimo civico dei diciottenni, un appuntamento giunto alla seconda edizione e organizzato dall’amministrazione comunale nel centro civico. Un momento pensato per accogliere ufficialmente i giovani nella comunità degli adulti, ricordando loro diritti e doveri legati alla cittadinanza. Alla cerimonia erano presenti don Lino Mazzocco, il comandante dei carabinieri, il luogotenente Marco Gibin, i rappresentanti della Protezione civile e delle associazioni locali, tra cui Auser e FIDAS. Ad aprire l’incontro è stato il sindaco Andrea Grassetto, che ha ricordato come la maggiore età significhi nuove opportunità ma anche responsabilità, invitando i ragazzi a partecipare attivamente alla vita della comunità, anche attraverso il volontariato.

La consigliera comunale Sandra Davin ha richiamato l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica, ripercorrendo le tappe che portarono alla Costituzione: dal referendum del 2 giugno 1946, con il voto alle donne, fino ai lavori dell’Assemblea costituente. Un intervento pensato per far comprendere ai giovani il valore dei principi su cui si fonda lo Stato italiano.

Non è mancato l’invito alla solidarietà, con l’intervento di Claudio Bettinelli per la FIDAS, che ha spiegato quanto la donazione di sangue possa essere un gesto semplice ma fondamentale per salvare vite.

A ogni neo diciottenne sono stati consegnati una pergamena, una copia della Costituzione e dello statuto comunale, il certificato elettorale per chi non lo avesse ancora ricevuto, materiale informativo della FIDAS e una rosa bianca con nastrino rosso. L’organizzazione dell’evento è stata curata dai consiglieri Sandra Davin, Matteo Talpo e Valentina Concon.

Nella ricorrenza di San Valentino, sempre al centro civico, l’amministrazione aveva dedicato un momento speciale anche agli studenti che nel 2025 hanno conseguito la licenza media alla scuola “Silvano Franzolin” dell’Istituto Comprensivo Adria 2. Davanti a genitori, nonni e amici, è stata consegnata una pergamena

di congratulazioni per celebrare un traguardo importante del loro percorso scolastico. Nei loro interventi il sindaco Andrea Grassetto e don Mario Bruson hanno incoraggiato i ragazzi a guardare al futuro con fiducia e determinazione. La consigliera Sandra Davin ha sottolineato il valore della scuola come luogo di crescita personale e civile, ricordando anche l’importanza di utilizzare le nuove tecnologie, compresa l’intelligenza artificiale, come strumenti di supporto allo studio e non come sostituti dell’impegno personale. A ciascun ragazzo è stata consegnata anche

una copia della Dichiarazione universale dei diritti umani, come invito a conoscere e difendere diritti fondamentali, tra cui quello all’i-

struzione, ancora oggi non garantito in molte parti del mondo

Adria nella top six Stem

Un debutto che sa di impresa e che proietta il Delta nel panorama nazionale della progettazione tecnologica scolastica. Domenica scorsa, sulla pista di Schio (VI), il Polo Tecnico Racing Team ha conquistato un prestigioso sesto posto assoluto su 19 squadre alle Qualificazioni Interregionali di STEM Racing Italy. Un risultato che va oltre la classifica. Alla prima partecipazione ufficiale, la squadra adriese ha saputo confrontarsi con realtà provenienti da città storicamente legate all’innovazione come Bolzano, Verona, Padova, Treviso e Trieste, distinguendosi per qualità progettuale e spirito competitivo. Protagonista della giornata è stata “Il Lingotto”, la monoposto color oro progettata e realizzata dagli studenti. Il modello ha convinto i giudici per l’equilibrio tra estetica e studio aerodinamico, frutto di

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mesi di lavoro tra progettazione digitale, test e simulazioni. Ma il valore dell’esperienza non si è misurato solo in pista. A fare la differenza è stata anche la compattezza del gruppo e il sostegno arrivato dalla scuola e dal territorio, che hanno trasformato la competizione in un momento di condivisione e orgoglio collettivo. La partecipazione alla gara ha rappresentato un’occasione concreta di crescita: confronto con altre scuole, scambio di idee su tecnologia e innovazione, sviluppo di competenze tecniche e organizzative. Un percorso che unisce studio e applicazione pratica, dimostrando come la formazione tecnica possa tradursi in esperienze di alto livello. Il sesto posto viene vissuto dall’istituto non come un punto di arrivo, ma come una base solida su cui costruire nuove sfide. Un segnale chiaro: anche da un territorio lontano dai grandi centri industriali possono nascere progetti capaci di competere ai massimi livelli. (g.f.)

Da oltre settant’anni qualità, consulenza e innovazione per professionisti e privati

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EVene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

per realizzare o rinnovare gli spazi della propria abitazione. Dalla termoidraulica all’arredobagno, dai pavimenti e rivestimenti al materiale elettrico, fino alla ferramenta, ai sistemi di climatizzazione e alle pompe di calore: un’offerta ampia e articolata che permette a clienti e professionisti di gestire ogni fase del progetto con un unico interlocutore.

damente alle richieste di professionisti e privati, garantendo tempi rapidi e conti-

Uno dei punti di forza dell’azienda è la selezione accurata dei fornitori. Zambonin collabora infatti con marchi affidabili e riconosciuti nel settore, scegliendo

prodotti che garantiscono prestazioni, durata e innovazione. A questo si aggiunge una costante ricerca di nuove sodi una scelta”, sintetizza un approccio

Negli anni Zambonin ha saputo evolversi insieme al settore dell’edilizia e dell’impiantistica, ampliando progressivamente la propria offerta e introducendo servizi sempre più mirati. Oggi l’azienda

Che si tratti di un piccolo intervento domestico o di un progetto più articolato, il team Zambonin affianca il cliente in tutte le fasi: dalla scelta dei materiali alla progettazione, fino all’individuazione delle soluzioni tecniche più adatte. Un supporto concreto che negli anni ha contribuito a costruire un rapporto di fiducia con il territorio e con generazioni di clienti che continuano a scegliere l’a-

zare in anteprima il proprio bagno, valutando fin da subito soluzioni estetiche e funzionali. Un servizio che permette di progettare con maggiore consapevolezza e di immaginare concretamente il risultato finale all’interno della propria casa.

Un altro elemento distintivo è la disponibilità immediata dei prodotti. Con oltre 30 mila articoli presenti a magazzino, l’azienda è in grado di rispondere rapi-

Una realtà che continua a guardare al futuro con la stessa passione che ne ha

ed successo -

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Ristrutturare casa nel 2026: conviene davvero farlo adesso?

Michela e Filippo di Edilizia PER raccontano cosa sta cambiando nelle case di Padova e provincia

Bagni stretti, impianti datati, spazi che non rispondono più alle esigenze di oggi.

È una situazione che molte famiglie conoscono bene. Le case costruite tra gli anni Settanta e Novanta, molto diffuse nel territorio padovano, iniziano a mostrare i segni del tempo. Prima o poi arriva la stessa domanda: rare adesso oppure conviene aspettare?

Negli ultimi anni il settore delle ristrutturazioni ha vissuto una fase molto intensa, legata ai grandi bonus fiscali. Oggi il mercato è più stabile, ma l’interesse per rinnovare la propria abitazione resta alto. Anche perché, accanto alle normali esigenze di manutenzione, stanno cambiando i modi di vivere la casa.

Per capire meglio cosa sta succedendo abbiamo incontrato

Il tema che tutti chiedono:

Negli ultimi anni si è parlato molto di bonus. Oggi quali incentivi esistono per chi ristruttura casa?

realtà con showroom a Limena che da anni segue ristrutturazioni di interni tra Padova e provincia. L’azienda si occupa soprattutto di ne di appartamenti, rifacimento bagni, restyling degli ambienti domestici e realizzazione di bagni accessibili migliorare concretamente la qualità degli spazi

96.000 euro per ogni unità immobiliare.

Quando nasce davvero l’idea di ristrutturare

Michela, quando una famiglia capisce che è arrivato il momento di rinnovare la propria casa?

de da un giorno all’altro.

è il la-

Il bagno è uno degli ambienti che invecchia più velocemente e dove gli impianti possono diventare obsoleti. Molte persone decidono quindi di rifarlo completamente, migliorando sia l’aspetto estetico sia la funPoi ci sono molte ristrutturazioni di appartamenti, soprattutto quando una casa viene acquistata o pasAltri interventi riguardano nuovi pavimenti, rivesti-

Un tema sempre più importante: i bagni accessibili

Conta moltissimo. Un progetto può sembrare perfetto sulla carta, ma quando si apre un cantiere bisogna sempre confrontarsi con la realtà dell’abitazione. Per questo lavoriamo in modo molto coordinato. Michela segue la parte progettuale e io la gestione dei lavori. Ci confrontiamo continuamente per trovare

Questo aiuta a evitare problemi e a mantenere il lavo-

Spesso si parte da un problema molto pratico. Un bagno troppo piccolo, una doccia scomoda, una cucina che non funziona più bene come un tempo. Oppure una casa appena acquistata che ha bisogno di essere adattata ai gusti e alle abitudini di chi la abiterà. Molte abitazioni costruite qualche decennio fa erano progettate in modo diverso rispetto a oggi. Gli spazi erano pensati per stili di vita che nel frattempo sono cambiati.

Per questo molte famiglie scelgono di intervenire con una ristrutturazione mirata, che renda la casa più funzionale e più piacevole da vivere.

equilibrato. Durante il periodo dei bonus più alti c’era una corsa ai lavori e i cantieri erano ovunque. Oggi invece le famiglie fanno scelte più ragionate e si prendono il tempo per valutare bene il progetto. Questo aiuta molto anche nella gestione dei lavori, perché si riesce a programmare con maggiore precisione e a seguire meglio ogni fase del cantiere.

Il bagno resta il lavoro più richiesto

Quali sono oggi gli interventi più frequenti?

L’errore più comune quando si pensa alla ristrutturazione

C’è un errore che vedete spesso quando le persone iniziano a pensare ai lavori?

Michela: Sì. Molti partono dal bonus invece che dalla casa. La detrazione è sicuramente utile, ma non dovrebbe essere il motivo principale per fare un intervento. La prima cosa da capire è come quella famiglia vive gli spazi e quali problemi vuole risolvere. Solo dopo si ragiona su materiali, costi e incentivi.

Direi che è una scelta che molte famiglie

Le detrazioni permettono comunque di recuperare una parte della spesa e oggi il mercato è più stabile

E soprattutto molte case hanno davvero bisogno di essere aggiornate. Quando una ristrutturazione è fatta bene, il miglioramento si vede subito: negli spazi, nella funzionalità e nel comfort quotidiano.

Tra progettazione e cantieri, Edilizia PER continua a seguire ristrutturazioni di appartamenti, restyling degli interni e rifacimento bagni tra Padova e provincia, accompagnando le famiglie dalla prima idea fino alla conclusione dei lavori.

Un lavoro fatto di ascolto, progettazione e presenza costante sul campo. Perché ogni casa ha una storia diversa e ogni ristrutturazione parte sempre dalle esigenze reali di chi la abita.

Agnese Redaelli vince la XXI edizione del Premio “Elio Botti – Come Acqua Saliente”

ÈAgnese Redaelli la vincitrice della XXI edizione del Premio “Elio Botti – Come Acqua Saliente” con la tesi di dottorato “Effetti del cambiamento climatico sul bilancio idrogeologico a scala regionale e di bacino”, discussa presso l’Università di Milano-Bicocca. Nella sezione Fuori Concorso, con una menzione speciale per il servizio “Le chiavi dell’acqua” trasmesso da TG2 RAI Dossier, si è distinto Gabriele Lo Bello. Una segnalazione è stata attribuita anche al gruppo di lavoro di ISPRA, in collaborazione con ISTAT e CMCC, per la realizzazione della nuova Carta Idrogeologica d’Italia. Tra le menzioni della giuria figurano inoltre Cristina Corradin e Francesca Lobina, premiate per ricerche che spaziano dal modello idrogeologico della pianura veneto-friulana fino alla valutazione dei meccanismi di degradazione dei nitrati nelle acque sotterranee. La cerimonia si è svolta nell’Aula Arduino del Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, nell’ambito del Seminario di Studi “Criteri progettuali per la tutela degli acquiferi”. Durante l’evento, Fabio Botti, presidente del premio, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: “…Il Premio, intitolato a mio padre, da oltre vent’anni unisce scienza, cultura e responsabilità nel nome dell’acqua. Quest’anno abbiamo ricevuto lavori di altissi-

ma qualità, che offrono strumenti concreti per affrontare sfide cruciali come il cambiamento climatico e la gestione delle acque sotterranee. L’acqua oggi ‘sale’ non solo dal suolo, ma anche dall’impegno e dalla ricerca dei giovani talenti”.

Il Premio “Elio Botti – Come Acqua Saliente”, istituito dalle aziende adriese Botti Elio Srl – Impresa Perforazioni e Co.Me.Tri.A. Srl – Costruzioni Meccaniche per Trivellazioni, riconosce ogni anno contributi scientifici e culturali legati alla gestione e tutela delle acque. Il trofeo, realizzato a mano dalla creatrice di gioielli Laura Nocco, rappresenta uno zampillo d’acqua che sgorga dalla terra ed è simbolo del continuo impegno nel preservare questa risorsa vitale. L’organizzazione è curata da Geo & Drill Service Srl, azienda specializzata in servizi e assistenza tecnica per le imprese idrogeologiche.

Ferro

Vent’anni nel mondo della ristorazione non sono solo una ricorrenza: sono esperienza, visione, capacità di adattarsi e crescere. È con questo Pizza Smile niversario aprendo il quinto punto vendita a Cavarzere, in Corso Italia 21, negli spazi che hanno ospitato la storica “Sapori di Grano” L’apertura operativa è prevista per martedì 3 marzo, mentre l’inaugurazione uffi ciale si terrà venerdì 6 marzo alle ore 18, alla presenza del Sindaco e aperta a tutta la cittadinanza. Un momento simbolico che segna l’arrivo anche a Cavarzere del sistema esclusivo

La locandina di Adria in fiore, nasce dai disegni dei più piccoli

Palazzo Cordella si è riempito di colori, matite e sorrisi grazie a “Dal grande schermo ai colori di Adria in fiore”, il laboratorio creativo che ha coinvolto circa cinquanta bambini tra i 7 e gli 11 anni. Un’iniziativa pensata dalla Pro Loco per avvicinare i più piccoli all’arte e alla creatività, accompagnando la città verso la ventesima edizione di Adria in fiore 2026. L’esperienza è iniziata con una visita alla Mostra del Cinema in Polesine, a palazzo Cordella, guidata da Silvia Nonnato, che ha accompagnato i bambini alla scoperta delle immagini e delle suggestioni del mondo cinematografico. Da qui è nato lo spunto per dare spazio alla fantasia: ogni bambino ha realizzato una locandina ispirata alla prossima edizione di Adria in fiore, reinterpretando a modo proprio colori, fiori e atmosfere della manifestazione. Disegni vivaci, idee originali e tanta voglia di esprimersi hanno trasformato l’iniziativa in un momento di gioco e condivisione, capace di coinvolgere i più piccoli in un percorso che unisce arte, cultura e valorizzazione del territorio. Tra tutte le opere realizzate, una sarà scelta come manifesto ufficiale di Adria in fiore 2026 previsto ad Aprile. La selezione sarà affidata a una giuria di artisti ed esperti di grafica, chiamati a individuare l’immagine che meglio rappresenterà questa importante edizione. La mattinata si è conclusa con un momento conviviale che ha lasciato nei bambini entusiasmo e soddisfazione. “Un ringraziamento particolare va a Giorgia Bovolenta per il contributo creativo e alle volontarie della Pro Loco di Adria, che con il loro impegno hanno reso possibile l’iniziativa”, ha evidenziato Letizia Guerra, presidente della Pro Loco. Guerra ha quindi concluso sottolineando che “il percorso “Aspettando Adria in fiore” proseguirà nelle prossime settimane con nuove attività, accompagnando la città verso l’appuntamento della primavera 2026”. (g.f.)

L’APP

il modello che ha reso il marchio polesano un riferimento nel delivery veneto. Fondata ad Adria nel 2006 da Gabrio Tessarin, è cresciuta costruendo una reputazione solida, fatta di qualità costante, organizzazione effi ciente e attenzione al cliente. Nel 2025 ha sfornato oltre 232 mila pizze, gestito più di 103 mila ordini e realizzato quasi 66 mila consegne a domicilio. Oggi conta 70 collaboratori, 25 mezzi riscaldati e il primato su TripAdvisor a Chioggia, Porto Viro e Adria

La scelta di Cavarzere nasce anche dalle richieste dei clienti, molti dei quali negli anni hanno

raggiunto Adria pur di gustare le pizze del brand. “Portiamo felicità fi lante, ora anche qui”, tetizza Tessarin. Un’espressione che racchiude l’identità dell’azienda: un prodotto riconoscibile, consegnato con standard elevati e tempi certi. Il nuovo locale, in pieno centro e facilmente accessibile, dispone di circa 30 coperti e integra delivery, asporto e consumo al tavolo, replicando un format già testato con successo. Alla guida del punto vendita c’è Dario Bellato, 22 anni, entrato in azienda a 17 mentre frequentava l’Istituto Alberghiero di Adria. Dopo aver ricoperto diversi ruoli operativi, oggi diventa socio per questa apertura: un percorso di crescita interna che testimonia l’attenzione dell’azienda alla valorizzazione dei giovani del territorio

Con Cavarzere debutta anche il cuore tecnolol’impasto Polesanissimo® prodotto nel laboratorio di Bottrighe e lasciato lievitare 48 ore, pensato per garantire leggerezza e digeribilità. La consegna avviene a 84 gradi grazie a bauletti riscaldanti montati sugli scooter, per offrire una pizza calda come appena sfornata. L’app proprietaria consente di ordinare in pochi passaggi, pagare digitalmente e tracciare il rider in tempo reale. Per i nuovi clienti è atcon vantaggi fino a 50 euro nel primo anno e un bonus di 5 euro

al primo acquisto tramite app. L’apertura porta anche ricadute occupazionali concrete: circa 10 nuove assunzioni tra rider, addetti al bancone, cassieri e personale di produzione, tutti provenienti dalla zona. Il punto vendita sarà aperto tutti i giorni dalle 18 alle 22, venerdì e sabato fino alle 23, con servizi integrati per rispondere a esigenze diverse.

Pizza Smile

un modello collaudato che unisce impasto di qualità, tecnologia e organizzazione. Una realtà nata nel Polesine che, vent’anni dopo, continua a crescere investendo sul territorio e trasformando un gesto quotidiano in un’esperienza riconoscibile e condivisa.

Il

presidente

Racconta ricerca, nuove sfide terapeutiche e valore della donazione.

Sintoniz zati

La Banca degli Occhi del Veneto tra innovazione e futuro: ricerca, donazione e nuove terapie.

È una fase di profondo rinnovamento

l’approccio a numerose patologie oculari, consentendo in alcuni casi di intervenire non più con tessuti, ma con cellule appositamente selezionate e preparate per svolgere funzioni

Un progresso che non prescinde mai da un principio fondamentale: la sicurezza. Il lavoro della Banca degli Occhi si fonda su criteri rigorosi e non negoziabili. Da un lato vi sono protocolli stringenti per garantire che non vi sia alcun rischio di trasmissione di patologie dal donatore al ricevente; dall’altro, una selezione biologica estremamente attenta dei tessuti, affinché questi possano assicurare qualità e durata nel tempo. Il trapianto deve essere non solo efficace, ma anche sicuro e sostenibile per tutta la vita del paziente. Alla base di questo sistema resta però il valore fondante della donazione. Il trapianto è

nella comunicazione, convinta che parlare di

Ncome esercizio di libertà creativa, affrontando con disincanto e leggerezza un tema complesso come quello della morte, presenza costante nella quotidianità di chi opera nel mondo dei trapianti. Racconti che diventano tentativi di risposta, di rielaborazione, di sguardo umano su un’esperienza universale.

Parallelamente proseguiranno le iniziative a livello regionale per rafforzare il messaggio della donazione. Un ambito in cui il Veneto rappresenta da anni un modello di riferimento, ma che richiede un impegno costante per mantenere alta la consapevolezza dei cittadini. Perché è proprio dal dono che nasce la possibilità di cura, di ricerca e di futuro. In questo contesto, il ruolo della Fondazione si conferma anche culturale e civile, capace di unire rigore scientifico, visione etica e responsabilità sociale. Un lavoro quotidiano che coinvolge professionisti, ricercatori e cittadini, con l’obiettivo di trasformare il progresso medico in beneficio concreto per le persone e per l’intera comunità. Un impegno Con continuità, traspa-

che oggi permettono di compiere un salto di qualità significativo. Tecnologie sviluppate nel corso dei primi decenni del nuovo secolo stanno ora producendo effetti concreti, migliorando l’efficacia dei trapianti e ampliando le possibilità di intervento. All’orizzonte si affaccia inoltre la terapia cellulare, un ambito destinato a cambiare profondamente

Diego Ponzin.
Il presidente Diego Ponzin

Fondazione Cariparo potenzia i bandi

F ondazione Cariparo ha approvato il Piano attuativo 2026, il documento che traduce in azioni operative le linee del Documento Programmatico Annuale e che disciplina l’erogazione delle risorse previste per l’anno in corso. Complessivamente, saranno 65 milioni di euro le risorse messe a disposizione del territorio, articolate nelle tre macro-aree Qualità di vita, Sviluppo delle conoscenze e Cultura. Il Piano conferma una linea di continuità strategica, ma introduce anche importanti novità, frutto dell’ascolto del territorio e del confronto con enti, associazioni e istituzioni che hanno partecipato ai bandi negli anni precedenti. Tra le novità più rilevanti del 2026- si legge nella nota ufficiale di Fondazione Cariparo (cassa di risparmio di Padova e Rovigo)- spicca il Bando A.R.CO – Attivare Risorse per le Comunità, che entra nella Fase 2. Dopo la selezione delle idee progettuali, nel 2026 le proposte migliori accederanno alla presentazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, fino alla sele-

zione finale. Il focus sarà su cantierabilità, sostenibilità gestionale e qualità delle partnership territoriali. Con una dotazione di 10 milioni di euro, A.R.CO si conferma il bando più rilevante mai promosso dalla Fondazione, aperto a progetti di grande impatto indipendentemente dall’ambito di intervento. Accanto ad A.R.CO, vengono riproposti alcuni bandi storici, già avviati nel 2025 e negli anni precedenti, con criteri affinati, procedure semplificate e un maggiore accompagna-

Acquevenete nelle scuole di Adria

Investire sui giovani significa investire sul futuro. Con questo spirito prende avvio in città “Costruttori di Futuro – L’acqua come energia della vita”, il progetto promosso da Acquevenete che porta nelle scuole educazione STEM, sostenibilità e innovazione tecnologica. Il sindaco Massimo Barbujani e il vicesindaco Federico Simoni hanno consegnato i kit didattici agli Istituto Comprensivo Adria Uno e Istituto Comprensivo Adria Due. I materiali saranno utilizzati nei nidi, nelle scuole

dell’infanzia e nelle scuole del primo ciclo del territorio comunale. Il cuore dell’iniziativa è un approccio educativo attivo e laboratoriale. Attraverso attività calibrate per età, gli alunni potranno sperimentare, osservare, giocare e lavorare in gruppo, sviluppando curiosità e spirito critico. Un percorso che accompagna bambini e ragazzi a comprendere il valore dell’acqua come risorsa essenziale e a maturare una crescente sensibilità verso la tutela dell’ambiente, integrando

mento nella fase di realizzazione e monitoraggio dei progetti. Il 2026 sarà inoltre l’anno della piena attuazione dei progetti strategici approvati alla fine del 2025, resi possibili grazie a 30 milioni di euro di risorse straordinarie contabilizzate nello scorso esercizio. Nella macro-area Qualità di vita, la priorità è rafforzare e rendere più capillari i servizi alle persone. Proseguono i percorsi sull’imprenditoria sociale e le iniziative di rete per accoglienza e integrazione, tra cui il progetto

nazionale Never Alone per i minori stranieri non accompagnati e i corridoi umanitari.

Continua l’impegno su disabilità e caregiver, con il progetto ORA e le attività della Fondazione Oggi e Domani ETS, mentre in ambito sociosanitario torna il Bando Trasporto Sociale e vengono selezionati nuovi progetti proposti dalle istituzioni sanitarie del territorio. Confermate anche le iniziative Sportivamente e Sportivamente Più, mentre sul fronte ambientale e climatico sono previste azioni di educazione e sensibilizzazione in collaborazione con Fondazione Goletta LAB e una nuova edizione del Bando Luoghi non Comuni, dedicato alla rigenerazione territoriale. La macro-area Sviluppo delle conoscenze copre l’intero arco educativo. Torna Attivamente per l’anno scolastico 2026-2027, con attività extracurricolari per studenti, e prosegue la seconda edizione di Benvenido, dedicato all’accesso ai nidi per l’infanzia delle famiglie più vulnerabili. Confermati anche i bandi Oltre la campanella (do-

poscuola) e Centri Estivi 2026. Sul fronte universitario, si rafforzano i percorsi dell’Università di Padova presso il Polo Universitario di Rovigo, mentre per adulti e anziani verranno selezionate nuove proposte formative dal territorio.

In ambito di ricerca e innovazione, viene rinnovato il bando per la Ricerca Scientifica di Eccellenza 2026 e proseguono le iniziative dedicate al trasferimento tecnologico, come Smart PhD – Dottorati in azienda, Foundation Open Factory e lo sviluppo del polo Q200 Censer a Rovigo, nuovo hub per formazione, cultura e ricerca. Nella macroarea Cultura, prosegue la rassegna Musikè, che affianca musica, teatro e danza, mentre entrano nel vivo i progetti sostenuti dal Bando Biblioteche Sociali. Sul versante espositivo, sono in programma le Mostre 2026 a Palazzo Roverella, con esposizioni dedicate a Zandomeneghi e Degas in primavera, e a Palazzo Roncale, con una programmazione in fase di definizione.

competenze STEM e STEAM. Il progetto si inserisce in una cornice più ampia, in linea con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, con le Linee guida ministeriali per l’Educazione civica e la sostenibilità e con il framework internazionale OECD –The Future of Education and Skills 2030. Un percorso condiviso anche con l’Ufficio Scolastico Territoriale di Padova e Rovigo. Non solo scuola primaria e infanzia: “Costruttori di Futuro” guarda anche agli studenti più grandi. Nei

prossimi giorni, infatti, gli istituti secondari di secondo grado riceveranno stampanti 3D, strumenti che permetteranno di trasformare le idee in progetti concreti, coniugando scienza, tecnologia, creatività e attenzione all’ambiente. “Si tratta di un impegno significativo a favore dell’educazione e delle giovani generazioni - dichiara il sindaco Barbujani - che rafforza la collaborazione tra istituzioni, scuola e territorio e contribuisce a diffondere una cultura della sostenibilità fon-

data sulla conoscenza, sull’innovazione e sulla responsabilità condivisa”. “Acquevenete, in qualità di società benefit, riconosce nell’educazione ambientale e nella formazione delle giovani generazioni un elemento fondamentale della propria missione sociale - conclude il vicesindaco Simoni - Ringraziamo Acquevenete e il presidente Cortellazzo per la vicinanza che dimostrano da sempre ai territori e soprattutto per la formazione delle giovani generazioni”. (g.f.)

Guendalina Ferro

A Casa Veneto l’agricoltura coltiva inclusione e solidarietà

Nell’ambito delle iniziative legate alle Paralimpiadi Invernali 2026, lo spazio Casa Veneto, allestito all’interno dello storico Palazzo delle Regole, ha ospitato un incontro dedicato al valore sociale dell’agricoltura. Un appuntamento promosso da Coldiretti Veneto per raccontare come il mondo rurale possa diventare uno spazio concreto di inclusione, educazione e crescita personale. Il progetto “Coltiviamo l’inclusione” trasforma aziende agricole, fattorie didattiche e cooperative sociali in veri e propri laboratori di cittadinanza attiva. Attraverso gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), il contesto rurale diventa un ambiente privilegiato per sviluppare percorsi educativi che mettono al centro la persona, la relazione e il benessere integrale.

Durante l’incontro, diverse testimonianze hanno evidenziato la forza di questo modello, capace

di unire agricoltura, educazione e inclusione sociale. Valentina Galesso, presidente di Donne Coldiretti Veneto, ha sottolineato come il mondo agricolo rappresenti un ecosistema capace di generare consapevolezza e opportunità di crescita. L’esperienza in fattoria –ha spiegato – può diventare profondamente educativa perché crea una sorta di “ancora” nei ricordi delle persone, capace di suscitare emozioni positive. Portando l’esempio della sua realtà a Bovolenta, ha evidenziato come l’interazione con i cavalli favorisca lo sviluppo personale e l’inclusione sociale, offrendo risposte concrete ai bisogni di formazione e benessere. Il quadro scientifico e normativo degli interventi assistiti con gli animali è stato approfondito da Laura Contalbrigo dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, che ha illustrato le linee guida nazionali a garanzia di atti-

vità svolte in modo etico, sicuro e scientificamente fondato. La specialista ha ricordato come il rapporto con l’animale non si limiti alla dimensione ludica: anche il semplice contatto visivo può attivare la produzione di ossitocina, favorendo benessere e relazione.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle esperienze concrete di agricoltura sociale. Luca Brunati della Cooperativa Sociale Sonda di Treviso ha raccontato come la cura quotidiana degli animali e della terra consenta alle persone con disabilità di sviluppare competenze sociali e lavorative, sentendosi parte attiva della comunità.

Laura Ravazzolo dell’agriturismo La Scacchiera, nel Padovano, ha presentato invece i laboratori rivolti a bambini e famiglie, nei quali il rapporto con gli animali domestici diventa uno strumento educativo per sviluppare empatia e rispetto. “Un percorso che richiede

competenza e attenzione, perché –ha spiegato – non tutti gli animali sono adatti all’interazione con le persone e occorre saper riconoscere quelli più predisposti”.

Dal Polesine è arrivata anche l’esperienza di Luca Bellotti, che ha illustrato il suo “agrizoo”, un parco rurale esperienziale progettato per favorire l’incontro diretto tra uomo e animale, mentre Silvia Bertazzo dell’azienda agricola La Bocalina di Adria, Oscar Green Veneto 2026 ha raccontato i progetti di apicoltura e frutticoltura sviluppati insieme all’associazione Il Mosaico.

I giardini di via Mascagni potrebbero diventare memoria di Sergio Ramelli

Sarà la Prefettura a decidere se i giardini pubblici di via Mascagni, ad Adria, possano essere intitolati a Sergio Ramelli. La Giunta comunale, su proposta del Vice Sindaco Federico Simoni, ha approvato all’unanimità una delibera che propone ufficialmente l’intitolazione dello spazio pubblico al giovane studente milanese, vittima della violenza politica negli anni Settanta. L’atto pubblico è stato trasmesso alla Prefettura di Rovigo, cui compete l’autorizzazione definitiva prevista dalla legge. Solo dopo il via

libera del Prefetto l’intitolazione potrà diventare effettiva. Sergio Ramelli aveva diciotto anni ed era militante del Fronte della Gioven-

tù, organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano. Il 13 marzo 1975 fu aggredito a Milano da militanti della sinistra ex-

“Guardarsi attorno, riascoltare il cinguettio degli uccelli e riconnettersi con la natura – ha spiegato Bertazzo – permette di cogliere opportunità preziose per il benessere e l’inclusione”. L’evento si è concluso con una degustazione di prodotti tipici provenienti dalle province di Rovigo, Treviso e Padova, testimonianza concreta di come il mondo agricolo possa unire tradizione, sostenibilità e valore sociale, nel segno dello spirito inclusivo che anima le Paralimpiadi.

Guendalina Ferro

traparlamentare riconducibili ad Avanguardia Operaia. Le gravissime lesioni riportate durante l’aggressione causarono la sua morte il 29 aprile dello stesso anno. Secondo la delibera, la vicenda di Ramelli rappresenta una delle pagine più dolorose della storia repubblicana segnata dalla violenza politica. L’intitolazione dei giardini pubblici avrebbe quindi un forte valore simbolico e civile, volto a ricordare la giovane vittima e a riaffermare il rifiuto di qualsiasi forma di violenza ideologica.

L’iniziativa sottolinea inoltre l’importanza di mantenere viva la memoria delle vittime della violenza politica, indipendentemente dall’appartenenza ideologica, e di trasmettere alle nuove generazioni valori fondamentali come il rispetto reciproco, il pluralismo e il confronto civile. In occasione dell’eventuale intitolazione, si legge nella delibera di giunta, sarà promosso un momento istituzionale di riflessione dedicato alla memoria delle vittime della violenza politica e alla riaffermazione dei principi democratici. (g.f.)

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Aperto il portale per il Contributo di accesso 2026 a Venezia Sintoniz zati

ne e al pagamento del Contributo di accesso

Il provvedimento introduce anche per il 2026 un sistema articolato su due fasce di pagamen-

anticipata e migliorare la capacità di governo

ventuale applicazione a regime. Anche nel corso del 2026 il contributo non sarà applicato alle

isole minori individuate dal Regolamento comunale. L’orario di applicazione sarà dalle ore

nuta tramite il portale cda.ve.it, seguita dalle biglietterie Vela e da altri canali online.

La sperimentazione per il 2026 prevede complessivamente 60 giornate, secondo il seguente calendario.

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Bilancio 2026 tra il “modello Stefani” e le barricate delle opposizioni

Il dibattito sul bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Veneto si è aperto in un clima di forte contrapposizione politica. La manovra, che muove complessivamente 18,95 miliardi di euro, è stata presentata dall’assessore Filippo Giacinti come un atto di “stabilità e coraggio”, ma ha subito innescato una pioggia di critiche dalle minoranze, che accusano la Giunta di muoversi tra “giochi di prestigio contabili” e tagli occulti. Il cuore finanziario della Regione resta la sanità, con uno stanziamento record di oltre 11 miliardi di euro. Il Presidente Stefani ha confermato il mantenimento dell’IRPEF zero, un pilastro identitario che la maggioranza difende come

scudo per il potere d’acquisto delle famiglie. Tuttavia, il capogruppo del PD, Giovanni Manildo, ha ribaltato il racconto: per l’opposizione, la scelta di non toccare la leva fiscale è una “bandiera ideologica” pagata a caro prezzo dai cittadini. Il riferimento è ai 42 milioni di euro pubblici utilizzati per ripianare i mancati incassi della Pedemontana e alle liste d’attesa nelle RSA, dove oltre 11mila veneti restano esclusi dal supporto pubblico. Se da un lato la Giunta rivendica investimenti importanti (69 milioni per il sociale e 18 milioni per le borse di studio), le minoranze parlano di “fumo”. La critica principale riguarda la riallocazione di fondi già esistenti

L’intervista. Valeria Mantovan, assessore regionale alla cultura e formazione

”La

presentati come nuove risorse, specialmente per le aree montane e le piccole imprese. Sul fronte infrastrutture, lo scontro è totale: mentre la maggioranza stanzia oltre 140 milioni per la rete viaria, il centrosinistra e i movimenti ambientalisti chiedono “meno asfalto e più ferro”, invocando il rilancio del Sistema Ferroviario Metropolitano. In questo scenario, il bilancio 2026 non è solo un documento di numeri, ma il terreno di scontro su cui si misurerà la tenuta del Veneto post-zaiano, tra la promessa di un’amministrazione “tax-free” e l’urgenza di servizi che molti territori fragili sentono ormai come insufficienti.

cultura in Veneto? Non più per pochi, ma risorsa viva e feconda per il territorio”

Dal nuovo approccio alla gestione del patrimonio, fino all’impegno per i giovani e la sfida del disagio sociale

Valeria Mantovan, già sindaco di Porto Viro, è oggi alla guida di uno dei comparti più prestigiosi e complessi della Regione del Veneto: l’assessorato alla Cultura, all’Istruzione e alla Formazione. Una sfida che raccoglie con la grinta di chi viene dalla “trincea” dei Comuni e la visione di chi vuole svecchiare l’idea stessa di cultura. L’abbiamo incontrata negli studi di Veneto24 per fare il punto sulle priorità del suo mandato.

Assessore Mantovan, il Veneto vanta un patrimonio storico e artistico unico al mondo. Quali sono le linee guida della sua gestione?

Il nostro patrimonio architettonico e artistico è una ricchezza riconosciuta internazionalmente, ma non possiamo limitarci a contemplarlo. La parola d’ordine è tutela, certo, ma con una prospettiva innovativa. Questo significa far nascere le politiche culturali dal confronto costante con il territorio, con le fondazioni e con tutti quei soggetti che pro-

muovono la cosiddetta “cultura diffusa”. La mia è una visione di squadra: voglio scardinare l’idea che la cultura sia un bene d’élite, un lusso per pochi. Deve diventare un valore accessibile a ogni fascia sociale e generazionale.

In che modo questo settore può dialogare con l’economia reale?

Cultura significa impresa, occupazione e creazione di valore economico. Proprio in questi giorni, insieme a Confartigianato, abbiamo affrontato il tema delle nuove competenze. Non stiamo parlando di teoria, ma di formare figure altamente qualificate. Penso ai restauratori: negli ultimi dieci anni il Veneto ha investito oltre 25 milioni di euro, unici a livello nazionale, formando circa 600 esperti. Investire nel capitale umano significa rendere il nostro patrimonio un volano di sviluppo concreto.

A settembre ci sarà la Mostra del Cinema di Venezia, la sua prima da assessore. Che impronta vuole dare a questa vetrina inter-

nazionale?

La Regione confermerà e rafforzerà la sua presenza storica. Tuttavia, stiamo introducendo un approccio diverso: attraverso il Fondo Sociale Europeo (FSE), abbiamo deciso di investire pesantemente nella formazione specifica per il settore cinematografico. Non vogliamo solo ospitare le grandi produzioni, ma formare in Veneto le maestranze e i professionisti che quelle produzioni le rendono possibili.

Lei ha alle spalle un’esperienza da sindaco a Porto Viro. È più difficile amministrare una città o gestire un assessorato regionale?

Sono ruoli completamente differenti. Fare il sindaco significa essere il “front office” dei cittadini, spesso dovendo gestire emergenze con mezzi del tutto inadeguati. In Regione ci occupiamo di macro-temi e i tempi di reazione devono essere rapidissimi, ma posso contare su una struttura tecnica e organizzativa straordinaria. Dico sempre che i sindaci sono dei veri eroi: avendo vissuto entrambe le realtà, vedo chiaramente la differenza di risorse tra una macchina comunale e quella regionale.

Lei fa parte di una nuova generazione di amministratori. Non

teme che la sua giovane età e una visione diversa possano attirare critiche?

Ho imparato che la critica è il minimo comune denominatore di chiunque faccia amministrazione attiva. Ho iniziato dieci anni fa, passando per il Comune e la Provincia prima di arrivare qui. Un tempo ero più sensibile, oggi ascolto tutti ma vado avanti con le mie idee. Se per raggiungere un obiettivo strategico per i veneti dovrò accettare delle critiche, ne sarò ben lieta. Quello che conta è la strada che intento percorrere.

Sul fronte del diritto allo studio, ci sono novità importanti per le borse di studio. Com’è stato possibile recuperare i fondi necessari?

È stato fatto un lavoro enorme. Il Veneto, per scelta politica, non applica l’addizionale IRPEF, a differenza di altre regioni. Questo significa che non abbiamo “tasse extra” da cui attingere, quindi ogni investimento richiede sacrifici e una gestione oculata. Quest’anno, grazie allo sforzo del Presidente e dei colleghi in giunta, siamo riusciti a trovare subito 18 milioni di euro per coprire le borse di studio. È una risposta concreta alle necessità delle famiglie.

Chiudiamo con un tema delicato: il disagio giovanile. La formazione può essere un argine a questo fenomeno?

Assolutamente sì. Il disagio giovanile è ormai un’emergenza, alimentata anche da un uso smodato dei social media che propone modelli frustranti e tossici per i ragazzi. Non si può rispondere solo con le sospensioni o la repressione: abbiamo capito che non funziona. Stiamo studiando un protocollo coordinato tra Regione, Ufficio Scolastico Regionale, Ministero e ASL. Serve un approccio scientifico, ma soprattutto umano, per intercettare il malessere prima che esploda. Dobbiamo adattarci a questa nuova realtà con strumenti nuovi.

Valeria Mantovan

“Più risorse per assistenza e sanità territoriale, per le scuole e la manutenzione delle strade”

“Maratona” per uscire dall’esercizio provvisorio e nuovo piano di investimenti, razionalizzazione dei costi e priorità al territorio. “Siamo una squadra di ex sindaci, sappiamo cosa serve ai cittadini”

I n queste settimane i corridoi di Palazzo Balbi sono il teatro di una vera e propria maratona burocratica. Filippo Giacinti, assessore regionale al Bilancio, impegnato a far quadrare i conti di una regione che punta a uscire dall’esercizio provvisorio entro Pasqua. Lo abbiamo incontrato per capire dove andranno le risorse dei veneti.

Assessore Giacinti, quali sono le novità principali di questo bilancio?

Abbiamo puntato sulla razionalizzazione della spesa. Non si tratta di semplici tagli, ma di recuperare risorse intervenendo sui costi di funzionamento della macchina amministrativa e potenziando la lotta all’evasione fiscale. È un

principio di equità: non è giusto che qualcuno paghi sempre per gli altri. Sebbene gran parte del bilancio sia vincolato a sanità e trasporti, abbiamo trovato margini per dare segnali importanti.

La sanità territoriale resta una priorità. In che modo sosterrete i medici di medicina generale?

Siamo intervenuti su due fronti. Da un lato, abbiamo reperito i fondi per coprire gli aumenti previsti dal rinnovo del contratto nazionale per il personale delle medicine integrate. Dall’altro, abbiamo equiparato le borse di studio per la specializzazione in medicina generale alle altre specializzazioni. È una questione di dignità: non deve esserci una “serie B” nel percorso di studi medi-

ci, specialmente quando abbiamo bisogno di figure sul territorio. Scuole e infrastrutture: cosa troveranno i cittadini nel nuovo documento?

Per la prima volta abbiamo messo a bilancio subito tutte le risorse per il sostegno alle scuole dell’infanzia paritarie. Sul fronte sociale, abbiamo stanziato fondi per i carichi assistenziali degli anziani, sia nelle case di riposo che a domicilio. Per quanto riguarda le infrastrutture, abbiamo più che raddoppiato i fondi per la manutenzione delle strade regionali, passando da 9 a 20 milioni, e previsto oltre 60 milioni complessivi per la sicurezza idraulica.

E per la Pedemontana? Il peso economico per la Regione spaventa ancora?

I costi a carico della Regione sono in diminuzione. È fisiologico che le grandi infrastrutture abbiano un carico maggiore all’inizio, ma con l’aumento delle entrate da pedaggio ci stiamo avviando

L’assessore regionale Filippo Giacinti

verso la sostenibilità dell’opera. Quando vedremo l’approvazione definitiva del bilancio?

Il Consiglio sta lavorando alacremente, maggioranza e minoranza incluse. L’obiettivo è approvare tutto entro Pasqua o la settimana successiva. È una sfida entusiasmante e sono convinto che daremo al Veneto le risposte che attende.

Lei è stato a lungo sindaco di Albignasego. Cosa si porta dietro di quell’esperienza nel suo nuovo ruolo?

Il capogruppo dem Manildo: “Bilancio, scelte ideologiche, fondi già stanziati spacciati per nuovi e servizi essenziali a rischio

“Dietro i quasi 1 9 miliardi di euro del bilancio di previsione 2026-2028 si nasconde un’eredità pesante che ricade sui cittadini e sulle imprese venete”. Così il capogruppo del Partito Democratico, Giovanni Manildo, commenta l’illustrazione delle leggi di stabilità e bilancio avvenuta in Prima commissione a Palazzo Ferro Fini.Secondo Manildo, la giunta Stefani conferma una continuità preoccupante con la stagione Zaia, adottando “scelte puramente ideologiche”, come il mancato intervento sull’addizionale Irpef. “Rinunciare a una fiscalità progressiva significa tagliare

servizi essenziali – sottolinea -. È inaccettabile che le famiglie e le imprese paghino il prezzo di decisioni che dovrebbero garantire equità e investimenti sul territorio”.

Il capogruppo Pd evidenzia inoltre l’impatto sull’economia: “Mentre si celebra l’assenza di nuove tasse, resta intatta l’Irap, penalizzando le aziende che creano ricchezza e occupazione. Le attività produttive continuano a fungere da bancomat per ripianare i debiti della Pedemontana, un’opera che ipoteca il futuro della Regione”.

Manildo critica anche la comunicazione

della giunta: “Si dà risalto a fondi già stanziati, come i 30 milioni destinati alle aree interne, spacciandoli per nuove risorse. Le zone più fragili del Veneto avrebbero bisogno di investimenti strutturali e non di restyling contabili”. Il Partito Democratico annuncia proposte puntuali per garantire trasparenza e una riforma dei servizi: “Il Veneto merita una programmazione che guardi al futuro, non una gestione che si limita a tappare i buchi del passato. Sanità territoriale, sociale e diritto allo studio devono tornare al centro dell’agenda politica”.

Il legame con la propria città resta nel cuore, ma l’esperienza da sindaco è fondamentale per capire le esigenze reali dei cittadini. Il Presidente Stefani ha voluto una giunta composta quasi interamente da ex sindaci: parliamo la stessa lingua, a prescindere dall’appartenenza politica. Sappiamo che la buona amministrazione si misura sui servizi alla persona, come le piazze o gli auditorium che abbiamo creato ad Albignasego, rendendola una città a misura di famiglia.

Ambiente. L’assessore Elisa Venturini annuncia un piano da 63 milioni di euro nel triennio

Sicurezza idraulica e difesa del suolo, nuove risorse contro il rischio alluvioni

Il Veneto accelera sulla sicurezza idraulica e la difesa del suolo, confermando la tutela del territorio come una priorità dell’azione amministrativa. L’assessore all’Ambiente Elisa Venturini illustra i nuovi stanziamenti previsti nel bilancio di previsione 2026-2028, sottolineando come gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni abbiano reso indispensabile un rafforzamento degli interventi strutturali.

“La tutela del territorio e la sicurezza delle comunità restano priorità assolute dell’azione amministrativa”, dichiara l’assessore, evidenziando come il nuovo bilancio rafforzi gli interventi strategici per proteggere cittadini, imprese e infrastrutture. La strategia regionale si poggia su un solido piano finanziario: per il triennio a venire sono stati stanziati 9 milioni di euro che si sommano ai 25,6 milioni di mutui già contratti e ai 28 milioni ottenuti attraverso i fondi comunitari FESR. Secondo Venturini, “si tratta di un’operazione importante con cui riusciremo a impegnare su-

bito importanti risorse per la resilienza idrica e la messa in sicurezza del territorio dal rischio alluvioni”. Un pilastro centrale di questa difesa è rappresentato dai bacini di laminazione. Il programma complessivo prevede 23 invasi, con un investimento superiore ai 550 milioni di euro: a oggi 10 strutture sono operative, 3 in fase di realizzazione e 10 in progettazione. L’assessore ha definito tali opere come “una delle principali strategie di mitigazione del rischio idraulico dal momento che hanno scongiurato danni di enorme gravità durante le ondate di maltempo”.

Oltre ai grandi invasi, l’azione regionale si concentra sulla manutenzione di circa 8.000 chilometri di argini tra rete principale e secondaria. “La sicurezza del territorioaggiunge l’assessore - passa attraverso una visione di lungo periodo e investimenti costanti nella prevenzione. I risultati ottenuti finora dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta”.

Infine, il piano conferma il sup-

porto alla Protezione Civile con nuovi bandi per l’adeguamento dei piani comunali e il miglioramento delle attrezzature dei volontari. L’impegno della Regione proseguirà nei prossimi anni con il monitoraggio costante della rete e il completamento delle opere programmate per una resilienza sempre maggiore.

Veneto al voto, 38 Comuni alle urne il 24 e 25 maggio

Il Veneto si prepara ad un appuntamento elettorale decisivo per il futuro di diverse comunità locali. Il 24 e 25 maggio prossimi i cittadini di 38 Comuni della regione saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Gli occhi sono puntati soprattutto sulla Città Metropolitana di Venezia, unico capoluogo di provincia coinvolto in questa tornata amministrativa, dove l’attuale amministrazione guidata da Luigi Brugnaro si sottoporrà al giudizio degli elettori. Oltre alla sfida in laguna la competizione elettorale riguarda sei centri urbani con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, che rappresentano snodi politici e demografici fondamentali per il territorio regionale. Tra questi figurano Albignasego e Monselice nella provincia di Padova, Castelfranco Veneto in quella di Treviso, San Bonifacio nel veronese, Arzignano e Lonigo nel vicentino. Nelle diverse aree della regione il voto interesserà realtà eterogenee. In provincia di Padova si voterà, tra gli altri, in centri come Campodarsego e Due Carrare, mentre nel veneziano saranno coinvolti anche i comuni di Cavallino-Treporti e Torre di Mosto. La Marca Trevigiana vedrà alle urne anche gli abitanti di Spresiano e Silea, mentre nel rodigino si voterà a Villadose. Nel vicentino, oltre ai poli maggiori, la tornata elettorale toccherà tra gli altri Malo e Recoaro Terme. L’eventuale turno di ballottaggio per i comuni sopra i 15.000 abitanti è fissati nei giorni 7 e 8 giugno.

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Elisa Venturini

L’artista. Padovano, ha reinventato l’immaginario pop ed espone il tutto il mondo

Non solo Lupin, Davide Zanella si racconta: “Ho trasformato la passione in professione”

“Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro”

Per molti Davide Zanella, fondatore e titolare di Arte Zeta Studio, “è quello di Lupin”. Da anni infatti Davide è il titolare della licenza esclusiva per l’Italia per riprodurre Lupin III e la sua banda. Punto di riferimento per la comunità pop italiana, Davide però è andato oltre, esponendo a Lugano, Parigi, Miami, Milano e affermandosi a livello internazionale come artista che ha saputo reinventare l’immaginario pop contemporaneo con uno stile personalissimo e subito riconoscibile. Il critico d’arte Giorgio Chinea Canale lo definirebbe neopop probabilmente, dato che la sua visione artistica riesce a parlare a tutti in maniera diretta ed emozionale. Ho incontrato Davide nel suo studio a Vigonza e insieme abbiamo fatto il punto sulle sue attività e sul suo percorso artistico e professionale.

Ciao Davide, sei riuscito a trasformare una tua passione nel tuo lavoro: quando hai capito che la pittura, l’arte e la creatività erano ormai diventate una “cosa seria”?

Credo che il momento preciso non sia stato romantico, ma molto concreto. Non è stato “mi sento artista”, è stato “ok, ora devo far quadrare i conti con quello che creo”. Quando ho iniziato a fare preventivi, a gestire clienti, materiali, scadenze, a ragionare in termini di progettazione e non solo di ispirazione… lì ho capito che non

era più solo passione. Era una professione. La pittura è diventata una cosa seria quando qualcuno ha iniziato a fidarsi di me non solo per un disegno, ma per trasformare uno spazio, un locale, una scuola, una casa. Quando ho capito che il mio lavoro cambiava l’ambiente in cui le persone vivevano, allora ho sentito il peso – e la bellezza – della parola “professionista”.

A livello italiano sei associato a Lupin III da molti anni. Ci vuoi raccontare come è nata questa liaison con uno dei personaggi più iconici della pop culture contemporanea?

La mia storia con Lupin III è nata da una passione autentica. Lupin non è solo un personaggio: è stile, ironia, eleganza, movimento. È un equilibrio perfetto tra leggerezza e genialità. Negli anni ho iniziato a studiarne il tratto, i vari stili, la costruzione del personaggio. Non era copia, era comprensione. Questo mi ha portato a collaborazioni ufficiali in Italia come disegnatore autorizzato. Quello che mi ha sempre affascinato di Lupin e la sua banda è che sono in continuo movimento. Cambiano i disegnatori, i character designer, passano i decenni ma restano sempre unici. E in fondo mi rivedo in questa cosa: evolvere senza perdere identità. Negli ultimi anni con il tuo lavoro di artista hai fatto un salto di qualità verso produzioni più “ma-

ture”: hai aperto una temporary gallery a Milano, hai partecipato a importanti fiere internazionali in Svizzera, a Miami, a Parigi… com’è cambiato il tuo lavoro? È cambiato il livello di consapevolezza. Quando porti le tue opere in contesti internazionali, non puoi più lavorare solo di pancia. Devi avere una visione, una coerenza, una linea riconoscibile. Aprire una temporary gallery a Milano mi ha fatto capire quanto sia importante controllare l’esperienza dello spettatore. Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro. Il mio linguaggio si è fatto più stratificato. Meno decorativo fine a sé stesso, più concettuale. Più attenzione ai materiali, alle superfici, alla serialità ragionata. E soprattutto è cambiato il mio modo di pensare: oggi progetto una collezione, non solo un quadro.

Che consiglio daresti al giovane Davide di 30 anni fa? E che consiglio daresti a un ragazzo o a una ragazza che si approccia a questo

mondo?

Al Davide di 30 anni fa direi: “Non aspettare di sentirti pronto. Non succederà mai. Esponiti prima.” Investi di più sulla formazione. Costruisci una rete con altri professionisti-artisti. L’unione fa la forza. A un ragazzo o una ragazza direi una cosa molto chiara: il talento non basta. Servono disciplina, capacità relazionale e competenze imprenditoriali. Studiate l’arte, ma studiate anche contratti, marketing, comunicazione. E soprattutto costruite uno stile che vi appartenga davvero, non quello che funziona su Instagram per tre mesi.

Qual è stata la richiesta più bizzarra che hai ricevuto per un’opera su commissione? (se si può dire)

Sì, ma senza fare nomi! Una volta mi è stato chiesto di costruire un manichino di Lupin a grandezza naturale, con tutte le parti mobili. Quando il committente è venuto a ritirarlo l’ha seduto sul sedile del passeggero, gli ha messo la cintura di sicurezza e se n’è andato… Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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Il percorso di Despar Nord per condividere valore con il territorio

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coinvolgendo l’intera filiera. Grazie a certificazioni

energia rinnovabile, economia circolare e mobilità sostenibile

“Sla sintesi della visione di Despar Nord, azienda che ha scelto di fare della sostenibilità ambientale un pilastro strategico del proprio sviluppo, intraprendendo da oltre un decennio un percorso strutturato e in continua evoluzione. Il Marchio dell’Abete ha costruito negli anni un sistema di gestione ambientale capace di generare un miglioramento costante delle performance, coinvolgendo l’intera catena del valore: fornitori, collaboratori e clienti. Un impegno trasversale che si traduce in progetti concreti e risultati misurabili, anche in ambito di economia circolare. Un passaggio fondamentale è stata la certificazione UNI EN ISO 14001 che Despar Nord, prima realtà della grande distribuzione organizzata in Italia, ha ottenuto ancora nel 2013 e confermata nel 2025 per il tredicesimo anno consecutivo. Nel 2025 è salito a 90 il numero dei siti certificati tra punti vendita, sedi, piattaforme logistiche e polo agroalimentare Agrologic. Un risultato non scontato

che è frutto di oltre un decennio di investimenti in soluzioni tecniche sostenibili e di una strategia complessiva che ha incrementato, attraverso l’adozione di tecnologie innovative, sia l’efficienza energetica che la riduzione delle emissioni di gas effetto serra della rete di vendita e logistica in tutte le cinque regioni in cui è presente l’azienda. Nei punti vendita di nuova costruzione o ristrutturazione trovano spazio illuminazione full LED, impianti fotovoltaici, pompe di calore, sistemi di recupero del calore dagli impianti del freddo alimentare e soluzioni per l’ottimizzazione delle centrali frigorifere. A questo si aggiunge

a disposizione della clientela nei

Il percorso di Despar Nord tra certificazione ambientale e innovazione sostenibile

Despar Nord, la tutela del territorio

passa

protezione del territorio e tutela della biodiversità. Per questo Despar Nord è attiva anche sul fronte della riforestazione, con interventi che negli ultimi anni hanno portato alla piantumazione di migliaia di alberi in diverse aree d’Italia.

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Wecity, Despar Nord ha promosso una challenge rivolta ai collaboraha permesso di incrementare e sviluppare il percorso di crescita sostenibile di Despar Nord, che ora più che mai rivolge lo sguardo a obiettivi importanti che mirano a rafforzare un percorso orientato alla creazione di valore condiviso,

anche attraverso la riforestazione

Emilia-Romagna, raggiungendo quota 650 alberi complessivi nelle aree interessate dal Bosco Diffuso nelle regioni di operatività.

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

Già nel 2021, con il “Progetto Natura”, l’azienda ha collaborato con Etifor (spin-off dell’Università di Padova) e con l’iniziativa WOWnature, promuovendo un piano di riforestazione collegato alla vendita delle linee a marchio Verde Vera ed Econvivo riuscendo così a piantare, dal 2021 a oggi, quasi 4.000 alberi.

Dal 2023 questo impegno si è rafforzato anche grazie al progetto nazionale “Bosco Diffuso Despar”, promosso in collaborazione con Despar Italia e gli altri soci del con-

A questo si aggiungono le attività finalizzate alla prevenzione e alla rigenerazione dei territori colpiti da calamità ambientali, con l’obiettivo di favorire il recupero delle aree danneggiate e di rafforzare la resilienza dei territori più esposti ai rischi climatici, come il caso dell’iniziativa in partnership con PlanBee e con il coinvolgimento attivo delle scuole dei territori selezionati, che ha permesso di piantare 250 nuovi alberi a Colle Umberto in provincia di Treviso presso i terreni di Feeducia, una microazienda agricola che segue pratiche di agricoltura rigenerativa.

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Undici mosse per risollevare la sanità veneta: Stefani presenta a Palazzo Balbi i nuovi Direttori Generali delle Ulss

Inuovi Direttori Generali della sanità regionale hanno sottoscritto formalmente il proprio impegno per il prossimo quinquennio.

Il Presidente della Regione Alberto Stefani, infatti, ha presentato quella che vuole essere una squadra solida e unita, undici curricula di grande prestigio che hanno saputo dimostrare le proprie capacità agli occhi della giunta. Tra volti già noti e nuovi entrati, andiamo a scoprire chi sono da oggi i “sindaci della sanità”, come li ha chiamati lo stesso Stefani.

All’Ulss 1, che coordina Belluno e tutta l’area dolomitica, sbarca Giuseppe Dal Ben, già direttore dell’Azienda Ospedaliera a Padova, dove, con il suo operato, si è confermato un “top manager” in ambito sanitario. Dal Ben ha seguito personalmente le fasi iniziali per la creazione del nuovo ospedale e l’apertura del nuovo reparto di pediatria. A differenza dei colleghi, resterà alla guida dell’Ulss dolomitica solo fino al 30 giugno, quando scadrà il suo incarico da commissario temporaneo. Sarà invece Giancarlo Bizzarri a prendere le redini della sanità nella Marca Trevigiana. Dopo aver coordinato servizi sociosanitari del Veneziano e con una carriera maturata in Liguria, sua terra d’origine, Bizzarri porta esperienza tecnica e logistica. Ha anche ricoperto prestigiosi incarichi nell’ambito della formazione, che testimoniano le sue eccellenti capacità comunicative, fondamentali per mettere in relazione le istituzioni e il cittadino.

Alla guida dell’Ulss 3 Serenissima arriva Massimo Zuin, già direttore dei Servizi Sociosanitari per il medesimo territorio. Docente allo IUAV e laureato in scienze politiche, rappresenta un profilo di prestigio sul piano logistico-organizzativo e conosce già molto bene il territorio e i suoi bisogni.

Spostandoci a nord nella medesima provincia, il Veneto Orientale sarà di competenza di Carlo Bramezza, che lascia quindi l’Ulss 7 per tornare a ricoprire un incarico già suo in passato. Con una lunga esperienza alla guida della sanità territoriale, si tratta di una delle scelte più solide a disposizione e su di lui viene riposta la massi-

ma fiducia della Giunta regionale per questo ritorno in Veneto Orientale.

Ed è proprio dalla guida dell’Ulss 4 che proviene Mauro Filippi, il nuovo Direttore Generale del Rodigino. Il 63enne vanta un curriculum completamente incentrato sulla sanità, che lo ha visto diventare il primo infermiere promosso a DG di una Ulss.

Patrizia Benini lascia invece Verona per assumere la guida di una differente Ulss, quella di Padova. Laureata in medicina e chirurgia con master conseguito proprio nel capoluogo euganeo, intende sfruttare la centralità della città del Santo per estendere la rete di servizi e formazione locale, puntando molto proprio sulla formazione di nuovi operatori sociosanitari.

A Vicenza arrivano invece Giovanni Carretta (Ulss 7 Pedemontana) e Peter Assembergs (Ulss 8 Berica). Il primo, padovano, ha recentemente diretto l’Ulss 3 Serenissima, che ha visto l’Ospedale dell’Angelo di Mestre eletto miglior ospedale d’Italia. Oltre a questo importante traguardo, ha avuto anche un incarico nella Commissione Regionale Vaccini. Assembergs, invece, è svedese

di nascita e lombardo d’adozione. Pur essendo un profilo di carattere più manageriale, è stato anche Direttore Generale dell’Asst Bergamo Ovest. Ultimo, ma non certo per importanza, è Pietro Girardi, che torna a dirigere l’Ulss 9 Scaligera dopo prestigiosi incarichi in altre province della regione, tra i quali quello di Direttore Amministrativo dello IOV. Fino a pochi giorni fa dirigeva l’Ulss 5 Polesana.

A questi nove Direttori Generali si affiancano altri quattro volti: Paolo Fortuna, ex DG della provincia di Padova, raccoglie l’eredità di Dal Ben alla giuda dell’Azienda Ospedale Università di Padova, mentre quella di Verona va a Paolo Petralia. Lo IOV e Azienda Zero, invece, passano invece sotto la responsabilità, rispettivamente, di Patrizia Simionato e Paolo Fattori. Anche in questo caso stiamo parlando di professionisti che hanno maturato grande competenza nell’ambito sociosanitario e amministrativo. Simionato è stata alla guida dell’Ulss 5 e ha appena concluso il mandato come DG dell’Ulss 8, mentre Fattori è stato membro della task force regionale per il contenimento della pandemia da Covid19.

L’evento non è stato, però, solo un elenco di nomi e curricula, infatti il Governatore Stefani ha presentato anche undici punti che faranno da filo conduttore per il prossimo quinquennio della sanità regionale, un “patto con i cittadini” per affrontare le più grandi sfide della salute e della vita dei Veneti. Vediamolo con ordine:

1. Promozione, rafforzamento e valorizzazione dei progetti di telemedicina e teleconsulto, per una sanità sempre più vicina a una popolazione che fa sempre più fatica a spostarsi per accedere alle cure;

2. Miglioramento dei tempi d’erogazione delle prestazioni specialistiche, per far fronte a quello che da anni è uno dei principali problemi della nostra sanità;

3. Potenziamento del rapporto ospedale-territorio, per garantire che il paziente sia seguito con approccio globale dalla presa in carico fino alla dimissione;

4. Monitoraggio delle Case di Comunità, presidi fondamentali per garantire capillarità sul territorio, specialmente nelle zone periferiche;

5. Monitoraggio del progetto PNRR “Casa come primo luogo di cura”, un piano che si integra strettamente con quello delle Case di Comunità e della telemedicina;

6. Gestione dei casi di cronicità e promozione di screening e stili di vita sani attraverso la formazione del cittadino;

7. Campagne di informazione territoriale sul funzionamento della telemedicina;

8. Valorizzazione di progetti volti all’umanizzazione delle cure, in modo particolare per quanto riguarda pazienti oncologici e malati terminali, con un focus sulle cure palliative;

9. Promozione della conciliazione vita-lavoro per il personale sanitario, attualmente oberato da ritmi insostenibili; 10. Attivazione di programmi di deblistering, per ridurre il costo dei farmaci, in particolare se di nuova generazione, 11. Dialogo col cittadino.

L’ultimo punto, un’aggiunta dell’ultimo secondo voluta fortemente dal Presidente Stefani, è un impegno solenne ad ascoltare la popolazione per capire le difficoltà e i bisogni con cui i Veneti devono fare i conti ogni giorno.

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La nomina. Iniziato il mandato del nuovo direttore generale, valorizzazione del personale e qualità dei servizi al centro

Mauro Filippi nuovo direttore generale dell’Ulss 5 Polesana:

«Le persone sono la nostra risorsa più importante»

Il nuovo direttore Filippi avvia il suo incarico valorizzando professionisti e rafforzando il dialogo con il territorio

Èiniziato ufficialmente il mandato di Mauro Filippi come nuovo direttore generale dell’Ulss 5 Polesana, incarico che segna l’avvio di una nuova fase per l’azienda sanitaria del territorio rodigino.

Filippi, che proviene dall’esperienza alla guida dell’Ulss 4 Veneto Orientale, si è insediato nei giorni scorsi e ha subito avviato una serie di incontri con i professionisti dell’azienda, a partire dai direttori di struttura, dai responsabili e dai coordinatori dei servizi sanitari e amministrativi.

Nel primo confronto con il personale, il nuovo direttore generale ha voluto mettere al centro il valore delle persone che ogni giorno operano all’interno della sanità polesana.

«La nostra risorsa più importante siete voi – ha sottolineato – i professionisti che, prima di ogni cosa, fanno la sanità. Lavoreremo insieme ai partner del territorio, dalle amministrazioni comunali al terzo settore e al volontariato, con l’obiettivo di garantire

risposte sempre più efficaci ai cittadini che si rivolgono a noi in momenti di bisogno».

Il nuovo direttore ha evidenziato come l’Ulss 5 rappresenti una realtà solida e con grandi potenzialità di sviluppo, sottolineando l’importanza di consolidare la qualità dei servizi offerti alla comunità.

«Il contesto è importante – ha spiegato Filippi –perché questa è un’azienda forte. Dobbiamo lavorare insieme, con attenzione alle persone ma anche ripensando l’organizzazione, sfruttando al meglio le nuove tecnologie e le opportunità che queste possono offrire».

Tra le priorità indicate dal direttore generale vi sono anche il rafforzamento del benessere organizzativo e la valorizzazione del personale, elementi ritenuti fondamentali per affrontare le sfide della sanità contemporanea.

«Siamo tutti coinvolti – ha aggiunto – nel trattenere i nostri professionisti e nel reclutare nuovi talenti, creando un ambiente di lavoro motivante, dove l’at-

Al via l’ampliamento del parcheggio della Cittadella socio sanitaria

A partire da sabato 8 marzo ha preso ufficialmente il via il cantiere per l’ampliamento e la riqualificazione del parcheggio della Cittadella socio sanitaria di Rovigo. L’intervento, promosso da Azienda ULSS 5 Polesana, rappresenta un tassello strategico nel percorso di rafforzamento della sanità territoriale, in vista dell’attivazione della nuova Casa della Comunità.

L’obiettivo è chiaro: rendere più agevole l’accesso ai servizi per cittadini, operatori e utenti fragili, in un polo che si candida a diventare sempre più centrale nel nuovo modello organizzativo previsto dal PNRR. La Casa della Comunità, infatti, sarà il fulcro dell’assistenza di prossimità, integrando prestazioni sanitarie e socio-sanitarie in un’unica sede facilmente raggiungibile.

Il progetto prevede la realizzazione di circa 150 nuovi posti auto, una zona di sosta dedicata alle ambulanze e una nuova piazzetta di ingresso alla Casa della Comunità, arricchita da arredi urbani. Sarà inoltre creata un’area “drop-off” per consentire l’accompagnamento in sicurezza di persone con mobilità ridotta o condizioni di particolare fragilità. Parallelamente, è previsto l’efficientamento dell’illuminazione, con un miglioramento complessivo della sicurezza e della qualità degli spazi esterni. Grande attenzione alla sostenibilità ambientale.

Le nuove superfici saranno realizzate con materiali drenanti, in grado di garantire la permeabilità del suolo e una gestione più efficace delle acque meteoriche. Inoltre, nel rispetto del regolamento comunale, ogni albero eventualmente rimosso

tenzione alla persona e ai bisogni dei cittadini rimanga sempre al centro».

Nei primi giorni di incarico Filippi ha inoltre avviato una fase di conoscenza diretta del territorio e delle strutture aziendali, visitando gli ospedali dell’Ulss 5 e incontrando medici, infermieri, personale amministrativo e operatori sanitari impegnati quotidianamente nell’assistenza.

sarà ripiantato all’interno dell’area della Cittadella, salvaguardando e sviluppando il patrimonio verde esistente.

L’investimento complessivo ammonta a 640 mila euro, interamente finanziati attraverso il Fondo Sanitario Regionale. Il contratto di appalto è stato sottoscritto il 24 febbraio 2026 e l’avvio dei lavori è iniziato per l’8 marzo.

L’opera si inserisce in un più ampio processo di riorganizzazione dei servizi territoriali, che prevede anche il trasferimento del Centro Prelievi dell’ospedale di Rovigo al piano terra del blocco C della Cittadella, per favorire un accesso più diretto e integrato.

«Con questo intervento continuiamo a investire concretamente nello sviluppo della sanità territoriale polesana – sottolinea il Direttore Generale uscente dell’Ulss 5, Pietro Girardi –. L’ampliamento e la riqualificazione degli spazi di accesso rappresentano un elemento essenziale per garantire

Un percorso che punta a costruire un dialogo diretto con tutte le componenti dell’azienda e a condividere fin da subito le priorità future della sanità polesana. L’intera comunità aziendale ha rivolto al nuovo direttore generale un caloroso benvenuto e gli auguri di buon lavoro, nella convinzione che la collaborazione e il lavoro di squadra possano continuare a rafforzare la qualità dei servizi sanitari offerti al territorio.

servizi più vicini e funzionali ai cittadini. Le nuove infrastrutture accompagneranno l’avvio della Casa della Comunità, migliorando l’accoglienza e l’esperienza di cura, nel rispetto dell’ambiente e della sostenibilità».

Rovigo

Il programma. Approvato il documento attuativo 2026: risorse e strategie per rafforzare il welfare locale

Polesine, approvato il Piano di Zona 2026: 7,5 milioni di euro per rafforzare i servizi sociali

Il territorio polesano si prepara a potenziare i servizi sociali e socio-sanitari grazie al Documento Attuativo Annuale 2026 del Piano di Zona 20232025, prorogato dalla Regione Veneto anche per il prossimo anno. Il documento, approvato nei giorni scorsi dagli organismi istituzionali locali e recepito con delibera del Direttore generale dell’Ulss 5 Polesana, è stato ora trasmesso alla Regione per il visto di congruità.

Il Piano di Zona rappresenta lo strumento principale attraverso cui Comuni e Azienda sanitaria programmano insieme le politiche sociali e sociosanitarie del territorio, partendo dall’analisi dei bisogni reali della popolazione. Il documento nasce dal lavoro dei Tavoli Tematici, articolati per ambiti di intervento e composti da rappresentanti di enti pubblici, istituzioni e realtà del Terzo Settore. A questi si affianca il ruolo dei Comitati dei Sindaci dei Distretti 1 e 2, che contribuiscono a garantire una governance condivisa e partecipata delle politiche sociali.

La programmazione per il 2026 si inserisce in un contesto demografico complesso. Nel Polesine la popolazione è progressivamente più anziana, la densità abitativa è bassa e molti Comuni sono di piccole dimensioni. Una configurazio-

ne territoriale che rende indispensabile rafforzare servizi di prossimità accessibili e integrati. Proprio per rispondere a queste trasformazioni sociali il Piano prevede un significativo potenziamento del servizio sociale professionale, con l’obiettivo di migliorare la presa in carico delle persone e garantire interventi tempestivi e personalizzati. Grande attenzione è riservata agli anziani, in particolare a quelli non autosufficienti. Il programma punta a rafforzare i percorsi di assistenza domiciliare, i progetti per l’autonomia e le iniziative dedicate all’invecchiamento attivo. Parallelamente saranno sviluppati servizi di sollievo per le famiglie che assistono persone affette da demenza o da patologie neurodegenerative.

Un altro capitolo importante riguarda le famiglie e i minori. Il Piano prevede interventi di prevenzione e promozione del benessere, azioni di sostegno alla genitorialità, l’ampliamento dei servizi educativi per la prima infanzia e progetti mirati a supportare minori e adolescenti in situazioni di vulnerabilità sociale o con background migratorio.

Spazio rilevante è dedicato anche alle persone con disabilità, con iniziative orientate a favorire l’inclusione scolastica, abitativa e lavorativa. In questo am-

bito viene rafforzato anche il sostegno ai caregiver familiari, riconosciuti come una componente fondamentale del sistema di cura.

Proseguono inoltre le azioni legate alla salute mentale e alle dipendenze, con interventi che puntano sulla prevenzione, sulla riabilitazione e sul reinserimento sociale delle persone, valorizzando la collaborazione tra servizi sanitari, servizi sociali e realtà del Terzo Settore.

Tra le priorità individuate vi è anche il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. Il Piano prevede il potenziamento del segretariato sociale, degli sportelli di ascolto e dei percorsi di accompagnamento per le persone in condizioni di grave marginalità, comprese quelle senza dimora. Centrale resta anche il tema delle dimissioni protette dagli ospedali, con l’obiettivo di garantire continuità assistenziale e prevenire situazioni di isolamento o ricoveri impropri. Nel complesso il Piano di Zona 2026 mobilita risorse per circa 7,5 milioni di euro provenienti da diversi canali di finanziamento: fondi europei, tra cui le risorse del PNRR, fondi nazionali come il Fondo nazionale politiche sociali, il Fondo per la non autosufficienza e la quota servizi del Fondo povertà, oltre a fondi regionali e comunali. Un investimento significativo che

punta a rafforzare il welfare territoriale e a costruire risposte sempre più integrate ai bisogni della comunità. «Il Piano di Zona rappresenta uno strumento fondamentale per costruire un welfare di comunità vicino alle persone e capace di intercettare precocemente i bisogni sociali e sanitari – commenta il direttore generale dell’Ulss 5 Polesana Mauro

Filippi –. L’approvazione del documento attuativo 2026 conferma la forte collaborazione tra Azienda Ulss, Comuni e Terzo Settore e testimonia la volontà di rafforzare una rete territoriale capace di accompagnare le persone nei momenti di maggiore fragilità, supportando famiglie, anziani e comunità locali con interventi concreti e sostenibili nel tempo».

Formazione. Incontri nelle scuole del territorio per spiegare ai ragazzi come diventare infermieri e lavorare in sanità

Gli infermieri entrano nelle scuole del Polesine per raccontare ai ragazzi una professione che cambia

ortare la sanità tra i banchi di scuola per aiutare i giovani a orientarsi nel proprio futuro. È questo l’obiettivo del progetto promosso dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Rovigo, che da gennaio sta incontrando gli studenti delle scuole superiori del Polesine per far conoscere da vicino il mestiere dell’infermiere.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Azienda Ulss 5 Polesana e con i corsi di laurea in Infermieristica di Adria e Rovigo, punta a spiegare ai ragazzi come si diventa infermieri, quali studi universitari sono necessari e quali sbocchi professionali offre oggi il settore sanitario, in continua evoluzione anche in Veneto.

A coordinare il progetto per l’Ordine provinciale sono la consigliera Marta Zanin e la presidente della Commissione Albo Elisa Dino; per l’Ulss 5 il riferimento è la Direzione delle Professioni Sanitarie. Agli incontri partecipano infermieri in servizio, tutor universitari e studenti già iscritti al corso di laurea, che raccontano in prima persona la propria esperienza tra corsie, tirocini e lezioni.

Finora sono stati quattro gli appuntamenti organizzati nelle scuole del territorio rodigino. Il primo si è svolto con le classi quinte dell’Istituto “De Amicis” di Rovigo. A segui-

dal 1969 al vostro servizio

re, l’incontro all’Istituto “Primo Levi” di Badia Polesine. A febbraio è stata la volta dell’istituto “Veronese-Marconi” di Cavarzere, mentre il 25 febbraio il progetto ha fatto tappa al liceo “Bocchi-Galileo” di Adria. In quest’ultimo appuntamento erano presenti anche rappresentanti dell’OPI di Ferrara e uno studente del corso di laurea in Medicina dell’Università degli Studi di Ferrara. «La presenza di infermieri all’interno degli istituti scolastici – afferma Marco Emanuele, vice presidente dell’OPI – è molto importante per far comprendere ai giovani la complessità di una professione che si sta modificando e sta crescendo». Un mestiere che negli ultimi anni ha visto aumentare competenze e responsabilità, anche grazie all’introduzione di nuovi percorsi di laurea magistrale. In Italia sono oltre 460 mila gli infermieri iscritti agli Ordini professionali. Il percorso di orientamento non si ferma qui. Il prossimo appuntamento è previsto per aprile, quando i corsi di laurea di Adria e Rovigo parteciperanno all’evento “MiOriento” all’istituto “Cipriani-Colombo” di Adria, proseguendo il dialogo con gli studenti del territorio tra Rovigo, Adria e il resto del Polesine.

PORTO VIRO

Centro Sollievo: un nuovo spazio dedicato alle famiglie e alle persone con Alzheimer

Lunedì 23 febbraio la Sala Civica Ex Macello ospiterà la presentazione del servizio di Officine Sociali, pensato per offrire sostegno concreto ai caregiver e momenti di stimolo cognitivo per chi soffre di decadimento mentale

Porto Viro si prepara a un nuovo passo concreto nel sostegno alle persone fragili e alle loro famiglie. Lunedì 23 febbraio 2026, alle 20.45, la Sala Civica – Ex Macello ospiterà la presentazione ufficiale del Centro Sollievo, il nuovo spazio di Officine Sociali pensato per chi convive con Alzheimer o altre forme di decadimento cognitivo.

Il Centro Sollievo va ad aggiungersi alla rete di servizi già presenti nel Delta del Po, con sedi a Adria, Ariano nel Polesine, Porto Tolle, Rosolina e Taglio di Po, rafforzando la presenza di Officine Sociali APS come punto di riferimento per le famiglie del territorio.

L’obiettivo è creare un luogo accogliente dove chi soffre di decadimento mentale possa trascorrere momenti di stimolo, socialità e relazione, mentre i caregiver ri-

cevono supporto qualificato e qualche ora di sollievo dalla gestione quotidiana della cura.

“I Centri Sollievo non sono solo un servizio, ma un presidio di comunità contro l’isolamento. Stimolare la memoria, mantenere vive le relazioni e sostenere le famiglie significa combattere l’Alzheimer ogni giorno, con professionalità e umanità”, sottolinea Marinella Mantovani, presidente di Officine Sociali. La serata di presentazione vedrà la partecipazione del Sindaco di Porto Viro, Mario Mantovan, dell’Assessore ai Servizi Sociali Giovanni Siviero, della presidente Mantovani, della geriatra Laura Rossi dell’Ulss 5 e di Don Carlo Beorchia dell’Oratorio Salesiano San Giusto, che ha messo a disposizione i locali per il progetto. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra associazioni, istituzioni e realtà locali e vuole essere un segno tangibile di comunità: un luogo dove la fragilità non viene nascosta, ma accompagnata con rispetto, competenza e umanità. La cittadinanza è invitata a partecipare

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