della Bassa Padovana
DAL 1994
NOVEMBRE 2025
Periodico d’informazione locale - Anno XXXII n. 227
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I medici Rigatelli e Zuin nella prestigiosa classifica dei migliori ricercatori internazionali
Regionali, come si vota: dall’alternanza di genere al voto disgiunto
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Protagonista il ritorno alla politica
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inalmente si intravede la linea del traguardo di questa lunga campagna elettorale. Una campagna elettorale iniziata, di fatto, con la direzione del PD che a fine giugno ha approvato pressoché ad all’unanimità la candidatura di Giovanni Manildo come presidente di Regione. Più travagliato il percorso del centrodestra che soltanto poche settimane ha fatta ha sancito quello che tutti sapevano, ovvero che il candidato sarebbe stato della Lega Nord, nonostante gli appetiti di Fratelli d’Italia. La scelta, come noto, è caduta su Alberto Stefani, uomo di fiducia di Salvini, vicesegretario nazionale e segretario regionale del partito. Una figura giovane che sta conducendo una campagna all’insegna della moderazione e della pacatezza indicando tra le sue priorità il sociale e l’ambiente. Non certo, questi, temi identitari leghisti tanto da far storcere il naso a più di qualcuno che lo ha accusato di essere troppo vicino alle parole d’ordine del centrosinistra. Un centrosinistra che, dal canto suo, sconta in Veneto una certa diffidenza da parte di un elettorato che, negli ultimi trent’anni, ha sempre votato, spesso anche con percentuali bulgare, dall’altra parte. Vincesse Manildo o vincesse Stefani, non ce ne vogliano gli altri candidati se in questo caso non li citiamo, la composizione del consiglio e quella della giunta sono destinate a cambiare profondamente perché decisamente mutati saranno i rapporti di forza interni in entrambi i casi.
C’è un’etica nell’Intelligenza Artificiale? Luca Giuman: “E’ meglio cercarla nelle nostre comunità” pag. 33
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A Monselice la comunità energetica è una chimera, il mondo ambientalista chiede maggiore attenzione, a Este debutta la prima CER nel segno del sociale Servizi alle pagg. 8 e 9
A MONSELICE RINASCE IL CINEMA CORALLO Un progetto condiviso tra parrocchia, gestori e cittadini per restituire alla comunità un luogo dove cultura, emozioni e relazioni si intrecciano Servizio a pag. 11
ELEZIONI REGIONALI, TUTTI I CANDIDATI IN CORSA 845 GLI ASPIRANTI PER UN POSTO IN CONSIGLIO Cinque i candidati alla presidenza del Veneto dopo Zaia: si sfidano Bui, Manildo, Rizzo, Stefani e Szumski
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TRANSIZIONE ENERGETICA, AVANTI PIANO: FRA NORME DA DECIFRARE E BUROCRAZIA PARTONO LE PRIME INIZIATIVE
Servizio a pag. 30
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Il mercato dell’auto si rinnova, la formula del Suv compatto di Alfa Romeo e Audi
Libertà è partecipazione
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Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
ono passati 53 anni da quando Giorgio Gaber scrisse “La libertà”, eppure quelle parole continuano ad essere attuali e meritano di essere ricordate in questi giorni di campagna elettorale in Veneto: “La libertà non è star sopra un albero / Non è neanche avere un’opinione / La libertà non è uno spazio libero / Libertà è partecipazione”. Con il suo stile inconfondibile il cantautore mette al termine del ritornello il concetto chiave della sua canzone.
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Facciamo il punto
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5 Libertà è partecipazione Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
Un concetto già chiaro di per sé che Gaber sviluppa nel resto della canzone: “Vorrei essere libero come un uomo / Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia/ E che trova questo spazio / Solamente nella sua democrazia / Che ha il diritto di votare / E che passa la sua vita a delegare / E nel farsi comandare /Ha trovato la sua nuova libertà”. Ovviamente le canzoni di Gaber sfuggono ad una lettura semplicista o univoca, sono lontane dalla retorica e dal “buonismo” e danno spazio alla complessità, al dubbio, al disincanto. Siamo liberi tanto quanto siamo disposti ad uscire dal nostro “particolare”, dalla nostra “comfort zone” e a sporcarci con la realtà della democrazia, imperfetta senz’altro, come lo imperfetti lo sono i suoi rappresentanti, ma occasione di partecipazione e di scelta. Nel 1972 la politica era tutt’altra cosa, erano gli anni di piombo, le contrapposizioni erano aspre e anche violente, non c’erano internet né i social, ma il messaggio di Gaber, nella sua semplicità, aveva fatto centro. Quelle tre parole, “libertà è partecipazione”, oggi dovrebbero essere ripetute in occasione di ogni appuntamento elettorale per spiegare perché, nonostante tutto, è importante andare a votare. L’inesorabile calo dell’affluenza non è certo ascrivibile al solo Veneto o alla nostra nazione ma una tendenza ormai globale che rispecchia la difficoltà nel sentirsi rappresentanti da questa classe politica e quindi la ritrosia o l’indifferenza nel scegliere da chi “farsi comandare”. Ma questo progressivo allontanamento dei cittadini dai loro rappresentanti nelle istituzioni va ad indebolire anzitutto la nostra libertà, intesa appunto come partecipazione, un dovere e un diritto, esercitato attraverso il voto. Libertà contro rinuncia, partecipazione contro indifferenza: scegliere di non votare è pur sempre una scelta, ma sicuramente non segna un passo avanti nella nostra condizione di libertà. “Tanto non cambierà nulla, tanto a decidere sono sempre gli stessi, quindi a che serve votare”, è il ritornello che accompagna l’astensionismo. Ma noi preferiamo il ritornello intonato da Gaber, perché è nella partecipazione, per quanto limitata e perfettibile, che possiamo ribadire la nostra libertà, affermare il diritto di dare concretezza alle nostre opinioni, di scegliere attraverso il semplice ma tutt’altro che scontato gesto del voto.
La Bassa Padovana difende i Cup I
l consiglio comunale, all’unanimità, approva la mozione “Fermare gli attacchi alla sanità pubblica nella Bassa Padovana – No a chiusure o restrizioni dei Cup”, presentata dai consiglieri di opposizione e accolta anche dalla maggioranza. Un documento che impegna l’amministrazione e agli altri sindaci del territorio, a promuovere iniziative concrete attraverso una risposta politica per impedire le restrizioni di orario dei Centri unici di prenotazione dell’ex ospedale di Monselice, scongiurare i licenziamenti e le riduzioni contrattuali in atto, e difendere la sanità pubblica e i servizi ai cittadini. La vicenda è cominciata a inizio settembre, quando negli sportelli Cup della Bassa Padovana non sono stati ripristinati gli orari in vigore prima dell’estate. A fronte di questo, i cittadini, sostenuti dal Comitato difesa sanità pubblica della Bassa Padovana, dai consiglieri di centro sinistra e da alcuni sindaci, si sono mobilitati in un sit-in davanti all’ex struttura ospedaliera della cittadina murata per chiedere la riattivazione piena dei servizi. Una protesta che ha dato i suoi frutti, dato che il Cup di Monselice è tornato a essere aperto al pubblico anche il lunedì. L’amministrazione aveva interpellato l’Usl chiedendo spiegazioni, e il direttore Paolo Fortuna, attraverso una lettera, ha voluto dare rassicurazioni: “Siamo costantemente impegnati a garantirne l’accessibilità, riducendo per quanto possibile i disagi” si legge nella missiva. “Dall’1 ottobre le giornate e gli orari di apertura del servizio sono stati ampliati, seppur in misura contenuta rispetto al periodo preestivo. Il servizio sarà costantemente monitorato, così da consentire eventuali ulteriori rimodulazioni qualora l’andamento degli accessi lo rendesse necessario” conclude il direttore. Una risposta che non ha però soddisfatto l’intero Consiglio Comunale, che ha trasmesso la mozione a tutti i comuni del Distretto per una iniziativa volta al ripristino completo del servizio.
Mozione unanime contro i tagli
continua da pag. 1
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Giada Zandonà
ASCOLTA ORA della Bassa Padovana è una testata giornalistica di proprietà di
ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Monselice e Este per un numero complessivo di 9.106 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; Srl numero iscrizione ROC 32199
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Chiuso in redazione il 4 novembre 2025
Monselice
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Il caso. Si punta a 500mila euro per ristrutturare impianti e attrarre un nuovo gestore
Il Comune ci riprova: bando nazionale per ridare vita all’ostello del Cinquecento L
’ostello cerca ancora un gestore. A quattro anni dalla sua chiusura nessuna ristrutturazione è stata avviata e le porte restano ancora chiuse. L’amministrazione comunale, però, non intende arrendersi e questa volta ha deciso di tentare la carta di un bando nazionale, nella speranza di reperire i fondi necessari a ridare nuova vita alla struttura ricettiva di via Santo Stefano. Nell’autunno scorso era stata indetta una manifestazione di interesse per individuare un gestore, ma l’iniziativa era andata deserta: i costi di messa in sicurezza risultavano troppo onerosi. Prima ancora si era valutata la possibilità di trasformare l’ostello in un hotel a
tre stelle, con tanto di studio di fattibilità e un primo interessamento dei privati, che però avevano fatto un passo indietro. Si tratta di un edificio del Cinquecento, situato sul colle della Rocca, articolato su tre piani con un giardino in parte terrazzato. Attualmente la struttura conta circa cento posti letto suddivisi in 19 camere, oltre a sale comuni, reception e una sala colazioni. Negli anni aveva saputo farsi apprezzare come uno degli ostelli più belli e funzionali del Veneto, accogliente e frequentato da turisti e gruppi giovanili. Le condizioni sempre più precarie però avevano spinto il Comune a chiudere la struttura al termine del contratto
di appalto con la cooperativa “Terra di Mezzo” e dando il via a studi preliminari per la ristrutturazione. Ora l’amministrazione ci riprova. “Abbiamo presentato un progetto di circa 700 mila euro chiedendo un contributo di 500 mila” spiega l’amministrazione “perché l’ostello presenta problemi impiantistici, di sicurezza e richiede il rifacimento degli impianti elettrici e idraulici, l’introduzione di sistemi di domotica e alcuni interventi strutturali indispensabili. Solo così potrà diventare attrattivo per un gestore. Servono lavori per ottimizzare i consumi energetici, che oggi sarebbero insostenibili. Inoltre, l’ostello non dispone di una cuci-
na e le camere sono troppo grandi, quindi poco funzionali all’utilizzo. Con questo progetto chiediamo al Fondo Unico Nazionale Turismo
un sostegno che possa rendere la struttura più moderna e competitiva”. Giada Zandonà
Emergenza radon, ma palestra, spogliatoi e refettorio restano sotto osservazione Rientra ufficialmente l’emergenza per la presenza di gas radon nei plessi scolastici Cini e Tortorini, situati sul Monte Ricco in via Solario. L’attenzione resta comunque alta per i livelli di concentrazione rilevati in alcuni locali della palestra e negli spogliatoi, e nel refettorio, dove si registrano valori leggermente superiori ai limiti di legge. La campagna di monitoraggio avviata tra il 2023 e il 2024 ha certificato che la dose assorbita dai frequentatori delle due scuole non supera i 2 mSv/anno, ben al di sotto del livello massimo consentito di 6 mSv. Restano però lievi
superamenti localizzati, ma, scrivono i tecnici “senza rischi significativi per la salute, dato che i locali sono poco frequentati”. La dirigente scolastica Barbara Vicentini conferma il costante lavoro di prevenzione e trasparenza: “Le famiglie sanno che la scuola è costantemente monitorata. Se emergessero criticità, verrebbero subito attivate le procedure necessarie. Possiamo dire con certezza che i livelli di radon sono sotto controllo grazie a un’azione continua di monitoraggio e alla certificazione periodica degli esiti da parte di un tecnico esperto”. (g.z.)
Variante 2 approvata: recupero aree e -24 ettari, opposizione denuncia record di consumo di suolo Approvata la variante numero 2 al Piano degli Interventi: “L’obiettivo principale è il recupero di aree precedentemente non sviluppate e la creazione di lotti industriali più piccoli, utilizzando standard in eccesso in zone già compromesse” spiega l’amministrazione “Inoltre, c’è una riorganizzazione degli spazi residen-
ziali e commerciali, introducendo regole per il recupero di fabbricati dismessi, in particolare quelli produttivi. Infine, le modifiche mirano a regolarizzare destinazioni d’uso anomale lungo le principali vie di comunicazione, separando le zone produttive da quelle commerciali, per garantire nuove opportunità per imprese e
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famiglie”. Tra gli esiti ottenuti il ridotto consumo di suolo di ben 24 ettari. Non la pensa però così il consigliere di opposizione Francesco Miazzi, che mette in luce come Monselice sia seconda solo a Padova per consumo di suolo nella provincia: “In 2000 anni di storia, sono stati occupati 130 ettari di aree urbanizzate.
Mentre nei soli ultimi 15 anni sono stati cementificati ben 89 ettari, vale a dire circa il 40% della superficie comunale urbanizzata. Scelte urbanistiche che hanno portato a raggiungere un record di cui non possiamo andare fieri e che oggi ci presenta il conto in termini di criticità idraulica e non solo”.(g.z.)
messaggio elettorale a pagamento Mandatario elettorale: Alessandra Gazzola
Giovanni
4.CASA ED EDILIZIA PUBBLICA
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Una casa accessibile è il fondamento di ogni progetto di vita. Dobbiamo restituire stabilità, sicurezza e dignità a chi oggi fatica a trovare o mantenere un alloggio.
mosse Per creare futuro
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Grande Piano Casa per giovani, famiglie e lavoratori. 100 milioni l’anno per recuperare gli alloggi ATER inutilizzati. Sostegno agli affitti, canoni calmierati e incentivi alla riqualificazione. Edilizia pubblica e sociale come leva di sviluppo e coesione.
5.GIOVANI 1.Veneto24 SALUTEpassa al sistema di ultima E FUTURO Egenerazione BENESSERE DAB che permette di ascoltare Una sanità pubblica forte è il primo diritto di cittadinanza. Vogliamo un Veneto che curi tutti, vicino alle persone e ai territori, dove la salute non sia un privilegio ma un diritto.
I giovani sono la forza viva del Veneto. A loro vogliamo dare spazio, fiducia e opportunità per restare, crescere e costruire qui il proprio futuro.
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Sanità pubblica in testa all’agenda regionale. Piano straordinario di assunzioni per medici e infermieri. Case di comunità con personale e servizi per coprire i territori. Riduzione delle liste d’attesa e diritto alla cura garantito a tutti. Salute mentale al centro, con prevenzione e sostegno a chi soffre.
2.SVILUPPO E LAVORO Il lavoro è la base della dignità e dello sviluppo. Vogliamo un Veneto che cresca innovando, che unisca imprese e formazione, e che premi il coraggio di chi investe. • • • • •
Formazione tecnica e universitaria collegata ai distretti produttivi. Fondo per l’innovazione e la transizione energetica delle PMI. Incentivi per chi investe in ricerca, sostenibilità e sicurezza sul lavoro. Cabina di regia regionale sul turismo, per governare i flussi. Parità salariale tra uomini e donne, maggiori opportunità di crescita e di presenza nelle presidenze delle società partecipate
3.AMBIENTE, ENERGIA E TERRITORIO Un Veneto sostenibile è una visione di sviluppo. Difendere il territorio e promuovere energie pulite significa proteggere la nostra casa comune, creare lavoro, migliorare la qualità della vita. • • • • • •
1 kilowatt per abitante, con l’obiettivo di 5 gigawatt da rinnovabili entro il 2030. Incentivi e comunità energetiche (CER) per imprese, comuni e cittadini. Stop al consumo di suolo e revisione della legge regionale per favorire la rigenerazione urbana affrontando, nel contempo, gli effetti del cambiamento climatico Tutela e rinaturalizzazione del territorio, con forestazione urbana e valorizzazione delle campagne come risorsa economica e ambientale.
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Piano casa e affitti agevolati per chi studia o lavora in Veneto. Contratto d’ingresso per integrare i salari dei giovani nei primi anni di lavoro. Percorsi di formazione e lavoro di qualità, con tutoraggio e borse regionali. Sostegno al benessere psicologico: sportelli gratuiti nelle scuole e nei quartieri.
6.ANZIANI E SOCIALE La nostra comunità deve riconoscere il valore di chi ha costruito il Veneto. Garantire dignità, cura e socialità agli anziani significa prendersi cura di tutti. • • • •
Riforma delle case di riposo pubbliche e potenziamento dei servizi. Piano regionale per la domiciliarità e l’assistenza di prossimità. Creazione di 100 cohousing e housing sociali, valorizzazione dei centri diurni. Sostegno a chi si prende cura: caregiver e famiglie non lasciate sole.
7.TRASPORTO PUBBLICO E MOBILITÀ Una rete di trasporti efficiente, sostenibile e pubblica unisce città SCARICA L’APP RADIO VENETO24 e territori. È la condizione per uno sviluppo moderno e rispettoso dell’ambiente. Ascolta su www.veneto24.it • • • •
Piano per un trasporto pubblico integrato e sostenibile con biglietto unico Più treni regionali e metro di superficie tra città e aree produttive (Sfmr) Potenziamento dei collegamenti con zone montane e periferiche. Incentivi alla mobilità elettrica e ciclabile.
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Transizione energetica/1. L’analisi del gruppo “Monselice, ambiente e società”, sulla situazione nella Bassa Padovana
“Monselice in ritardo sulla comunità energetica, occasione persa per aiutare chi è in difficoltà” “Al fotovoltaico a terra già destinati 28 ettari e mezzo e la Regione non ha ancora validato la mappatura delle aree agricole di pregio da preservare dai pannelli”
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l dibattito sulla transizione energetica è più acceso che mai a Monselice e nella Bassa Padovana in generale, dove i temi ambientali sono particolarmente sentiti perché si incrociano con le attività presenti sul territorio e le prospettive di sviluppo. Ad intervenire è il gruppo “Monselice, ambiente e società” protagonista sulla scena politica proprio sui temi legati alla sostenibilità ambientale e alla transizione ecologica. “Siamo favorevoli alle energie rinnovabili prodotte da pannelli fotovoltaici, - premette il consigliere comunale Francesco Miazzi - pale eoliche, impianti idroelettrici e geotermici: sono strumenti indispensabili per affrontare la crisi energetica causata dall’uso dei combustibili fossili. Tuttavia, come in tutte le scelte strategiche, servono equilibrio, pianificazione e lungimiranza. La transizione energetica è una sfida decisiva che richiede
visione, coraggio e responsabilità amministrativa. Nella Bassa Padovana, e in particolare a Monselice, constatiamo invece una preoccupante inerzia. Nonostante le numerose sollecitazioni, interpellanze e proposte avanzate negli ultimi anni, l’attuale amministrazione continua a non muoversi: ad oggi non è stata ancora costituita una Comunità Energetica Rinnovabile (CER). Si tratta di un ritardo grave, che priva Monselice di uno strumento fondamentale per la produzione e la condivisione di energia pulita, facendoci perdere opportunità concrete legate ai fondi del PNRR e ai programmi regionali. Non attuando questo percorso che potrebbe avere inoltre una matrice solidale, toglie la possibilità di rispondere ai bisogni delle famiglie in povertà energetica”. Secondo Miazzi Monselice e la Bassa Padovana meritano una politica energetica moderna, par-
tecipata e rispettosa del territorio. “L’attuale amministrazione non può continuare a ignorare questa urgenza - aggiunge il consigliere -. È tempo di passare dalle parole ai fatti e di avviare finalmente una Comunità Energetica Rinnovabile che unisca cittadini, imprese e istituzioni in un progetto comune di futuro sostenibile. Suona quasi come una beffa il fatto che, nel frattempo, a Monselice siano già destinati 28,5 ettari di suolo agricolo a impianti fotovoltaici a terra: un impianto autorizzato di 16 ettari in via Rovigana e richieste per ulteriori 10 ettari in via Ronchi e 2,5 ettari in via Erbacè. La normativa regionale non aiuta, e i Comuni faticano a sviluppare una visione d’insieme. Non è un caso che il Veneto sia la seconda regione in Italia per ettari di suolo agricolo sottratti alla campagna”. La Provincia di Padova, nel 2023, ha mappato le aree agricole non di pregio, vale a dire le aree produttive in cui potenzialmente si possono installare pannelli fotovoltaici, concentrandole in larga parte proprio nella Bassa Padovana. “A distanza di quasi due anni,
- ricorda il consigliere - la Regione Veneto non ha ancora validato questa mappatura e, nel frattempo, continuano ad arrivare progetti collocati in aree che la stessa Provincia definisce “di pregio”. È così che nella provincia di Padova, dove si contano una ventina di grandi progetti per oltre 200 ettari complessivi, la maggior parte risulta concentrata proprio nella Bassa Padovana, coinvolgendo Comuni come Este, Barbona, Boara Pisani, Borgo Veneto, Anguillara Veneta, Agna, Bagnoli di Sopra, Masi, Arre, Correzzola, Sant’Urbano, Sant’Elena, Casale di Scodosia e Piacenza d’Adige, solo per citarne alcuni”. Il mondo ambientalista della Bassa Padovana è consapevole che la transizione debba essere davvero sostenibile: “Ecco perché non può passare attraverso impianti a biogas o biometano, - chiarisce Miazzi - che comportano impatti ambientali rilevanti e rischiano di compromettere la qualità della vita nelle nostre campagne. Allo stesso modo, siamo contrari al solare a terra, che consuma suolo agricolo fertile, una risorsa preziosa e non rinnovabile.
L’energia pulita può e deve essere sviluppata sui tetti, sui capannoni, sugli edifici pubblici e nelle aree produttive dismesse: qui il fotovoltaico può crescere senza sottrarre territorio e diventare davvero un motore di innovazione, risparmio e autonomia per la comunità. Altre risorse importanti possono venire dalla geotermia e da un utilizzo responsabile dell’acqua termale”, conclude l’esponente ambientalista. Nicola Stievano
Crisi climatica, condizione permanente da non sottovalutare “Un futuro carbon free è possibile anche nel nostro territorio” “La crisi climatica non è un fenomeno passeggero, ma una condizione permanente che impone un cambiamento profondo e condiviso”, afferma Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, presentando il documento “Veneto 2030: La Bussola di Legambiente per un Veneto carbon free”. Si tratta di una proposta strategica articolata in dieci priorità per orientare la regione verso un modello di sviluppo sostenibile e a basse emissioni. “I prossimi cinque anni - sottolinea Lazzaro - saranno decisivi per il futuro ambientale ed
economico del Veneto. Il nostro documento non vuole essere una denuncia, ma una visione concreta per un territorio più competitivo, resiliente e giusto, dove la tutela dell’ambiente e delle comunità locali diventi parte integrante delle scelte politiche ed economiche”. Le linee d’azione individuate toccano anche le Terme Euganee un’area cruciale per la transizione verde: riduzione delle emissioni climalteranti, investimenti nelle energie rinnovabili, sostegno all’economia circolare, promozione della mobilità sostenibile, stop al
consumo di suolo, contrasto all’inquinamento e salvaguardia della biodiversità. Centrale anche il tema dell’agricoltura innovativa e della decarbonizzazione del comparto industriale, per un’economia più pulita e competitiva. “La transizione ecologica - conclude Lazzaro - è la nostra più grande opportunità di sviluppo. Chiediamo a tutte le forze politiche di mantenere alta l’attenzione su una decarbonizzazione rapida, equa e sostenibile: solo così potremo costruire un futuro rinnovabile, solidale e di pace”. (n.s.)
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Transizione energetica/2. Intanto le associazioni ambientaliste locali pensano a progetti di carattere sociale
Nel marasma delle norme e della burocrazia a Este muove i primi passi la CER “Atheste” Tra le tante proposte dei grandi gruppi energetici si fanno strada le iniziative locali, quella del Centro servizi anziani di Este ha già raccolto le adesioni di Comune, parrocchie, Irea Morini Pedrina, Istituto Santa Tecla
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ste recupera terreno sul fronte della transizione energetica: l’estate scorsa è nata la Comunità Energetica Rinnovabile Atheste. La firma dell’atto costitutivo si è tenuta al Centro servizi per anziani Santa Tecla di Este, struttura che ha giocato un ruolo cruciale nella genesi del progetto. La necessità di una soluzione in questo senso è emersa con forza a fine 2024, in risposta all’impennata dei costi elettrici registrata nel 2022. La crisi energetica aveva messo in seria difficoltà la sostenibilità del Centro Santa Tecla, con un aumento dei costi notevole. Di fronte all’impossibilità di rinunciare al teleriscaldamento, il Consiglio di amministrazione ha individuato nella fonte fotovoltaica la strada da percorrere. L’impianto previsto per coprire i consumi estivi della struttura è destinato a generare un significativo surplus di energia, stimato in circa 500 mila kWh/anno, ed è proprio questa eccedenza produttiva che ha aperto la strada alla CER Atheste. La Comunità, sfruttando gli incentivi del GSE per l’energia condivisa, potrebbe generare un contributo annuo di 50 mila euro. Questa importante risorsa non sarà semplicemente un risparmio in bolletta, ma verrà destinata a finanziare progetti sociali a beneficio dei membri della comunità. Il nucleo fondatore della CER è costituito da importanti realtà del territorio, tra cui: Istituto Santa Tecla, Comune di Este, Numerose parrocchie del
COMPRO O ORO
territorio, Fondazione Irea Morini Pedrina. “Il Comune di Este ha aderito alla Cer della S.Tecla con convinzione - commenta l’assessore Beatrice Andreose -. Non è da escludere che, qualora ci siano altre opportunità, si possa aderire ad altre Cer. Queste soluzioni rappresentano infatti una indiscussa e democratica opportunità, finalmente realizzabile nel nostro Paese, di uscire dalla dipendenza dalle fonti fossili partendo dal basso e dare gambe alla transizione energetica”. Intanto anche il mondo ambientalista si sta organizzando: “Stiamo valutando le soluzioni da adottare - spiega Renato Romito, del gruppo L’Altra Este e del coordinamento delle associazioni ambientaliste - di fronte
al marasma delle Cer nazionali vanno privilegiate le iniziative dal territorio e le piccole Cer. Come associazioni ambientaliste vorremmo che il nostro lavoro e i ricavi fossero investiti nel sociale, aiutare le famiglie a pagare le bollette. Il dibattito è aperto, l’interesse non manca e l’amministrazione comunale è attenta a questo tema, che è nel nostro Dna. Il dibattito è aperto e sicuramente ne nascerà qualcosa, ma serve ancora del tempo per valutare bene il da farsi. In ogni caso va favorito lo sviluppo di piccoli impianti sui tetti di case e aziende, in modo da evitare i pannelli a terra, vanno coinvolti i giovani nella gestione delle CER, purché siano legate al territorio e attente all’aspetto sociale”.
il ricercatore dell’Ispra, Lorenzo Ciccarese – entro la fine del secolo, a livello globale, siamo tenuti a rimanere entro i 2 gradi di aumento delle temperature. Ovvero, è necessario centrare l’obiettivo di emissioni zero al 2050”. L’8,4% delle stesse emissioni sono riconducibili al comparto del primario. “I crediti di carbonio permettono agli agricoltori di guadagnare denaro o ottenere dei vantaggi economici attraver-
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Sempre più caldo nel padovano: 1,5 gradi in più dal 1850 “Crediti di carbonio per ridurre i gas serra” Dal 1850 ad oggi la temperatura in provincia di Padova si è alzata, in media, di 1,55 gradi a causa delle emissioni di gas serra. “Ora o mai più, siamo chiamati ad invertire la tendenza”, ha sottolineato il presidente di Cia Padova, Luca Trivellato, in occasione del convegno “Crediti di carbonio in agricoltura. Cogliere le opportunità senza generare illusioni”. “Al fine di evitare scenari catastrofici – ha osservato
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so pratiche agricole virtuose in grado di ridurre le stesse emissioni di gas serra nell’atmosfera”. Questa buona prassi, però, non è ancora stata normata in via ufficiale. “Il quadro non è chiaro – ha precisato il presidente di Cia Veneto, Gianmichele Passarini – Attualmente, sul mercato sono presenti delle proposte di crediti di carbonio governati da schemi nazionali, regole comunitarie e da soggetti privati”.
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La novità. Programmazione stabile dal venerdì alla domenica, spazio comunitario e film di qualità per tutti
Riapre il cinema Corallo dopo tredici anni: uno spazio per emozioni, ricordi e comunità I
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l cinema Corallo dopo 13 anni di chiusura e di programmazioni a spot ha riaperto ufficialmente al pubblico con una programmazione stabile dopo tredici anni. “Uno spazio per ritrovare delle relazioni che si erano perse, che sarà poi aperto anche ad altre iniziative. Sarà un cinema con una programmazione per tutti, non faremo né solo film commerciali né film troppo d’essai, ma film di qualità” spiega Marco Trevisan, responsabile della gestione. Parole condivise dalla stessa parrocchia, rappresentata da Claudio Canella, che ha affrontato una corposa ristrutturazione: “Siamo felici che questa proprietà diventi un bene di tutti e saremo vicini alle iniziative proposte”. A ricordare l’importanza culturale del cinema è intervenuto anche Sante Pirondini, dell’Associazione cattolica esercenti cinema: “Un tempo c’erano i filò in stalla, oggi c’è il filò 2.0 in questo prezioso ambiente dove la gente è invitata a pensare, a dialogare, a fantasticare, a raccontarsi. C’è un concetto importante che
Sottopassaggio di Monticelli slitta al 2026
vorrei condividere: avete preso il biglietto. Questo non è un negozio dove uno entra e compra qualcosa. Qui vivrete emozioni che non riuscirete a vivere in nessun altro posto e non dovete pensare come a qualcosa che vado a prendere, ma a un posto dove dovete dare. Lo date con la vostra presenza”. Tra il pubblico, nella serata di riapertura a inizio ottobre era presente anche Giuseppe Ferro, che ha ritrovato molti ricordi accanto al vecchio proiettore: “Stargli accanto mi emoziona e commuove” racconta Ferro. “Avevo 20 anni quando venivo qui ad affiancare l’operatore Eralio Castellin. Ero il suo ragazzo fidato e un giorno in cui lui era ammalato e dovevano fare una proiezione per le scuole mi hanno chiamato mentre ero al lavoro:
“Tu sei l’unico che può sostituirlo”. Così ho fatto. Una grande responsabilità. Avevo imparato tante cose da Castellin, perché non era mica facile gestire un proiettore così. Oggi ci sono pochi pulsanti, ma un tempo la pellicola si inceppava, bisognava ripararla al momento tra le proteste degli spettatori, regolare gli obiettivi, l’incandescenza. Era affascinante e difficile. Tornare qui questa sera mi ha riportato indietro negli anni e spero con tutto il cuore che la vita del Corallo sia lunga e partecipata”. Ora il cinema Corallo, con le sue poltroncine blu, raccolto dentro un’ex chiesa, dal venerdì alla domenica propone film per famiglie, novità del grande schermo e anche prodotti cinematografici per appassionati. Giada Zandonà
I lavori del sottopassaggio ferroviario di Monticelli non partiranno prima dell’inizio del 2026. Lo ha confermato Rete Ferrovie Italiane e Regione, che ha sancito l’ennesimo rinvio per un’opera attesa da anni dagli abitanti della frazione e da chi ogni giorno si trova imbottigliato al passaggio a livello di via Rivella ma anche per adeguare la linea ferroviaria Bologna– Venezia ai nuovi standard dell’alta velocità. L’aumento dei costi di realizzazione ha fatto saltare la copertura finanziaria, costringendo Rfi a rivedere le scelte tecniche per contenere le spese e a cercare fondi ulteriori. L’appalto era già stato sottoscritto con l’impresa esecutrice e la progettazione esecutiva in corso, ma l’aumento dei prezzi delle materie prime ha imposto una revisione. Il nuovo cronoprogramma individua nel 2026 la prima finestra utile per l’apertura dei cantieri, a patto che vengano trovate le risorse mancanti e ridefinite le modalità di intervento. Dopo quindici milioni iniziali, il costo è già lievitato oltre i venti. L’opera resta finanziata da Ferrovie dello Stato e Regione Veneto, ma dovrà fare i conti con ulteriori revisioni progettuali. Nel 2019 l’opera era stata annunciata come imminente e nel 2021 la Regione aveva consegnato a Rfi il progetto definitivo, dopo la firma del protocollo d’intesa e il via libera della Conferenza dei servizi. Nel 2023 era stato approvato il progetto definitivo con prescrizioni: tutela delle abitazioni vicine al cantiere, spostamento della rete idrica e soprattutto la salvaguardia del ponte cinquecentesco che sorge a ridosso dell’area. L’avvio dei lavori era stato indicato entro la fine dello stesso anno, con chiusura del cantiere prevista nel 2025. Oggi la prospettiva si sposta però si sposta al 2026. (g.z.)
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Monselice
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Ambiente. Tavolo tecnico per l’applicazione dell’articolo 19
Arcieri, solidarietà e comunità
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L’Ente Parco Colli spinge
per lo stop alla cementeria I
l Parco Colli segna un punto di svolta per affrontare la presenza della cementeria: la strada da seguire è quella dell’applicazione dell’articolo 19 del Piano Ambientale, che riconosce l’attività industriale come incompatibile con un’area protetta. È questa la linea emersa al termine del Tavolo tecnico, concluso ufficialmente dopo mesi di incontri tra enti e istituzioni, che ha sancito la volontà condivisa di proseguire verso un percorso concreto per la ricollocazione o dismissione dell’impianto dal cuore del Parco. Si è chiusa così la prima fase di un lavoro avviato a inizio anno che ha coinvolto Ministero dell’Ambiente, Regione Veneto, Soprintendenza, Provincia, Comuni, attività economiche e, nell’ultima seduta, anche i rappresentanti del cementificio. Un’iniziativa che ha permesso di costruire un dialogo stabile su una questione complicata, affermando il ruolo centrale del Parco come riferimento nei futuri procedimenti autorizzativi. L’obiettivo dichiarato dalla relazione conclusiva è la definizione di un Accordo di Programma che porti a una soluzione condivisa e coerente con il percorso di tutela e valorizzazione intrapreso dal territorio, anche dato dal riconoscimento come riserva Unesco. La chiusura della prima fase non
Alessandro Frizzarin
rappresenta quindi un punto d’arrivo, ma il passaggio di testimone alla nuova amministrazione che verrà nominata dopo le elezioni regionali e che dovrà proseguire lungo la strada tracciata. Il presidente del Parco, Alessandro Frizzarin, sintetizza così il risultato: “Stiamo continuando nell’opera intrapresa per la soluzione di questo grande problema, percorrendo i primi passi. Ora bisognerà proseguire in modo che, nel 2029, anno del rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, si arrivi a una soluzione risolutiva, anche con lo spostamento dell’attività” aggiunge Frizzarin “Cercheremo di far capire al cementificio che anche per loro
è utile insediarsi in un luogo più confacente. C’è l’auspicio che la nuova governance del Parco continui su questo percorso”. Una posizione condivisa e chiara su cui ha lavorato molto anche il consigliere del Parco Francesco Corso e dall’amministrazione di Monselice. Nel documento finale, approvato dal Consiglio direttivo, il Parco ha inoltre espresso preoccupazione per il decreto del Consiglio dei Ministri che autorizza l’utilizzo del Combustibile Solido Secondario, cioè il Css nei cementifici e per questo chiede che questo tipo di incenerimento non sia consentito almeno nelle aree protette. Giada Zandonà
Sport, prevenzione e sicurezza hanno caratterizzato le ultime settimane a Pettorazza Grimani (Rovigo), con appuntamenti rivolti ai cittadini e alla comunità, valorizzando volontariato, cultura sportiva e sensibilizzazione alla salute. Il primo evento è stata la IV edizione della “Disfida ai Pie’ dea Torrazza”, il tradizionale torneo di tiro con l’arco organizzato dalla Compagnia Arcieri Storici di Monselice e dall’AICS nella Corte Grimani della proprietà Ricciuti e Ranellucci. L’evento, patrocinato dal Comune rodigino e inserito nel circuito Triveneto, ha visto la partecipazione di otto compagnie, con circa 80 arcieri, tra cui cinque giovani nella categoria Paggi. La competizione si è svolta in abiti medievali, con gare distinte tra maschi e femmine e secondo il tipo di arco. Il torneo ha avuto anche una finalità benefica a favore del Pro Duchenne Parents Project, con la collaborazione dell’associazione locale Pettorazza Eventi, che ha curato anche il buffet. Il pettorazzano Antonio Boaretto, partecipante da oltre dieci anni, ha ringraziato tutti i volontari, l’amministrazione e la proprietà per aver contribuito a creare un’atmosfera unica, grazie agli abiti e agli archi storici. (g.f.)
Monselice mette in sicurezza la Rocca e la Pieve medievale: concluso il primo stralcio dei lavori in via San Tommaso infatti completato in questi giorni il primo stralcio dei lavori di sistemazione idrogeologica di via San Tommaso, un intervento del valore di 552 mila euro, che ha restituito sicurezza al versante nord della Rocca e garantito un nuovo accesso alla Pieve di San Tommaso, uno dei gioielli più antichi del territorio. Il cantiere, finanziato con fondi PNRR, ha risolto un problema che si trascinava da oltre dieci anni: il dissesto idrogeologico che interessava i versanti nord-est del colle della Rocca, dove il terreno instabile e i fenomeni di frana avevano messo a rischio la viabilità.
Un investimento di oltre mezzo milione di euro per proteggere la memoria storica e la sicurezza dei cittadini. Per anni questo versante è rimasto in condizioni precarie, con frane e allagamenti che mettevano a rischio le famiglie residenti e l’accesso alla chiesa più antica della città. Ora l’amministrazione comunale ha restituito sicurezza e dignità a un luogo di grande valore storico e simbolico. Monselice compie un passo decisivo nella tutela del proprio patrimonio storico e paesaggistico. È stato
Opere strutturali e tecniche all’avanguardia L’intervento, durato circa un anno, ha previsto la realizzazione di una paratia in micropali in cemento armato e l’installazione di barre autoperforanti in acciaio lungo il fronte soggetto a dissesto, lo stesso dove nel 2014 si era verificato un distacco di materiale roccioso che aveva reso necessarie barriere provvisorie oggi non più idonee. I lavori sono stati temporaneamente sospesi dopo il consolidamento per consentire all’azienda Acquevenete S.p.A. di realizzare la nuova rete fognaria, completata in circa sei mesi, a servizio delle abitazioni e della Pieve. Permettendo quindi la succes-
siva finitura della nuova pavimentazione stradale e la sistemazione delle aree di accesso alla Pieve. Il risultato è un accesso completamente rinnovato, sicuro e funzionale. Un cronoprogramma di efficienza e sinergia L’amministrazione comunale ringrazia i tecnici di Acquevenete e della ditta costruttrice per la correttezza e l’efficienza dimostrata nella gestione del cronoprogramma. La sinergia tra enti e la pianificazione accurata sono la chiave per la buona riuscita delle opere pubbliche. Il percorso che ha condotto al completamento del primo stralcio testimonia l’efficienza della macchina amministrativa e la collaborazione tra enti: • Dicembre 2023: affidamento incarico di progettazione • Giugno 2024: approvazione del progetto esecutivo • Agosto 2024: aggiudicazione e inizio dei lavori • Ottobre 2025: fine lavori.
affreschi del Duecento, un’antica ruota degli esposti e pitture che raffigurano la battaglia di Lepanto (1571) e l’assedio di Vienna (1683). Un investimento per il futuro di Monselice Oltre alla valenza tecnica e infrastrutturale, il progetto assume un significato più profondo: è un investimento sulla memoria collettiva e sulla sicurezza dei cittadini, un segno concreto di attenzione al territorio e al suo patrimonio storico-artistico. Verso il secondo stralcio: altri 450.000 euro per Queste opere, non sono lavori pubblici, ma azioni completare la messa in sicurezza di tutela della nostra identità. Restituire sicurezza Un patrimonio da proteggere e valorizzare Il Comune guarda ora al futuro con la pianificazione La Pieve, di proprietà pubblica, è un edificio di straor- e bellezza a un luogo simbolo come la Pieve di San del secondo stralcio di lavori, che prevede la messa dinaria importanza storica. Le prime testimonianze Tommaso significa custodire la storia di Monselice e in sicurezza della frana a monte della Pieve. risalgono all’anno 828, e all’interno si conservano trasmetterla alle generazioni future. È già pronto il progetto esecutivo e l’amministrazione ha inoltrato richiesta di un ulteriore finanziamento tramite fondi regionali, provinciali e comunali. Se la risposta arriverà in tempi brevi, i lavori potranno partire già nel corso del prossimo anno. L’intervento complessivo, del valore di circa un milione di euro, rappresenta un impegno importante ma necessario, vista la delicatezza del sito e il valore storico della Pieve di San Tommaso.
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Comune di Monselice - Novembre 2025
Este
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Il progetto. Riciclo, cultura e innovazione per il territorio
Il Comune aderisce alla Rete delle città di carta L
ne “la carta è un simbolo di cultura, storia e innovazione, e partecipare a questa rete significa mettere il nostro Comune al centro di un percorso che guarda al futuro con responsabilità”. Il progetto punta a rafforzare la connessione tra tradizione industriale e buone pratiche ambientali, creando sinergie con musei, scuole e soggetti impegnati nella transizione ecologica. “Este è da sempre sensibile ai temi ambientali” aggiungono dall’amministrazione “entrare in questa rete ci permetterà di valorizzare l’impegno dei cittadini nella raccolta differenziata e allo stesso tempo il legame tra tradizione e innovazione, unendo buone pratiche e promozione culturale”. I promotori della Rete spiegano che: “Questa sfida per l’ambiente si arricchisce delle storie delle persone, delle tradizioni e delle comunità che vivono a stretto
contatto con le cartiere. Città che, pur senza rinunciare al proprio passato, guardano al futuro, integrando l’innovazione, la sostenibilità, la simbiosi industriale, la cultura d’impresa e l’educazione civica”. Giada Zandonà
Si è svolta a Venezia, presso l’Università Ca’ Foscari, la terza edizione del Workshop “Paesaggio e Archeologia”, dedicato al rapporto tra territorio e testimonianze storiche in Veneto, dalla preistoria all’età postantica. Tra i protagonisti dell’iniziativa ha figurato anche il Comune di Este, che ha presentato il progetto di riqualificazione dell’Area Archeologica dell’Olmo. L’intervento è stato affidato all’Assessore all’Ambiente Beatrice Andreose e alle architette Maria Cristina Bartolucci e Silvia Pesavento dello studio MMP, che hanno illustrato il piano di trasformazione dell’attuale spazio verde di via Salute in un parco pubblico multifunzionale, destinato a diventare un nuovo punto di riferimento per la città sotto il profilo culturale, sociale e ambientale. Il progetto, sostenuto da un contributo della Fondazione Cariparo nell’ambito del bando “Luoghi non comuni” e cofinanziato dal Comune per un totale di 300mila euro, punta al recupero di un’area di grande rilievo archeologico, che conserva il tracciato del Decumano massimo dell’antica Este e i resti della Domus dei Signini, una delle più importanti dimore romane al confine con l’antico foro. “L’obiettivo è restituire alla comunità uno spazio non solo verde ma vivo, capace di coniugare storia millenaria e partecipazione attiva — ha dichiarato il Sindaco Matteo Pajola. Siamo orgogliosi di aver portato questo progetto a Ca’ Foscari, un riconoscimento prestigioso per il lavoro svolto”. (r.p.)
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a carta non è solo un materiale da riciclare, ma un patrimonio che intreccia cultura, ambiente e innovazione. Con questa consapevolezza Este ha deciso di entrare a far parte della Rete delle città di carta, firmando l’adesione presso il Sacro convento di Assisi. A sottoscrivere ufficialmente il manifesto è stata l’assessora alla transizione ecologica Beatrice Andreose, alla presenza di una cinquantina di Comuni provenienti da tutta Italia. L’iniziativa, promossa dal consorzio Comieco in collaborazione con l’associazione Symbola, unisce amministrazioni che vedono in carta e cartone non solo scarti da riciclare, ma una risorsa strategica capace di raccontare l’identità dei territori. Infatti, tra i principi del Manifesto c’è di supportare l’innovazione, le buone pratiche di raccolta differenziata e riciclo, favorendo la formazione sulle sfide future che attendono il settore, dare visibilità a ogni territorio tramite campagne e attività di comunicazione, a partire dalla Paper Week e stimolare nuove sinergie per la valorizzazione del patrimonio storico-culturale del Paese. “Abbiamo scelto di aderire perché crediamo che la sostenibilità passi anche attraverso gesti quotidiani e concreti come il riciclo” sottolinea l’amministrazio-
Successo per la terza edizione del Workshop “Paesaggio e Archeologia”
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I N F O R M A
Este scommette sulla bellezza della cultura Il sipario del Teatro Farinelli di Este è pronto a riaprirsi per la stagione teatrale 2025/2026, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Este in collaborazione con Arteven – Circuito Multidisciplinare Regionale. Dodici appuntamenti da dicembre a marzo, tra prosa, danza, circo contemporaneo e spettacoli per famiglie, per un’offerta culturale che conferma la vitalità e la visione lungimirante dell’Amministrazione Comunale. Con il titolo evocativo “Metti una sera a… teatro”, la rassegna si presenta come un invito aperto a tutti - appassionati, curiosi, giovani e famiglie - a vivere il teatro come luogo di incontro, crescita e bellezza condivisa. «Il Teatro Farinelli rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per la nostra comunità», afferma afferma l’amministrazione comunale. «Investire nella cultura significa investire nel futuro di Este, nella sua identità e nella sua capacità di aprirsi al mondo. Questa stagione teatrale è un segno concreto di attenzione verso la qualità della vita e la coesione sociale, valori che il teatro incarna pienamente.»
Una stagione di emozioni e riflessioni L’apertura, il 3 dicembre, è affidata a Giorgio Marchesi con Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, un classico sempre attuale che interroga il rapporto con la propria identità in un’epoca di profili social e rinascite possibili. Il 17 dicembre il Russian Classical Ballet – Balletto di Mosca porterà sul palco Il lago dei cigni, capolavoro intramontabile di Čajkovskij e icona della danza romantica. Il nuovo anno si aprirà, il 13 gennaio, con Amanda Sandrelli in La bisbetica domata di Shakespeare, una riflessione attualissima sul potere, le relazioni e la libertà femminile. A seguire, il 10 febbraio, Emilio Solfrizzi interpreterà Anfitrione di Plauto, commedia colta e irresistibile che mette a nudo il gioco delle apparenze e le maschere della contemporaneità. Il 18 febbraio sarà invece una serata di pura energia e contaminazione culturale con i Black Blues Brothers in Sawa Sawa, spettacolo acrobatico e musicale che celebra l’incontro tra Africa e Occidente. A chiudere la stagione, l’11 marzo, sarà Theama Teatro con La scuola dei mariti e
delle mogli, vincitore del Premio Arteven Pierluca Donin 2025, una raffinata riscrittura da Molière che esplora i rapporti tra uomo e donna con ironia e profondità. TUTTI GLI SPETTACOLI AVRANNO INIZIO ALLE ORE 21.00. «Questa stagione è il frutto di un lavoro condiviso e attento» attento», spiega l’Assessore alla Cultura. «Abbiamo voluto offrire al pubblico una proposta ampia e diversificata, che unisce tradizione e innovazione. Il nostro obiettivo è rendere il teatro un luogo vivo, accogliente e stimolante, dove la qua-
lità artistica si intreccia con il piacere dello stare insieme.» Il teatro per le famiglie: “A teatro con mamma e papà” Parallelamente alla stagione principale, prosegue anche il fortunato ciclo A teatro con mamma e papà al Teatro dei Filodrammatici, con sei appuntamenti pomeridiani pensati per bambini e famiglie (ore 16.00). Dai classici Hansel e Gretel e La Bella e il Bestiolino fino ai più recenti Micro – una giornata tra gli insetti e Storia di una Si-
renetta, la rassegna accompagna i più piccoli alla scoperta del linguaggio teatrale con storie di coraggio, amicizia e immaginazione. “Metti una sera prima di andare a… teatro” Anche quest’anno torna il fortunato ciclo di incontri con le compagnie presso il Gabinetto di Lettura, alle ore 18.00, con protagonisti come Giorgio Marchesi, Amanda Sandrelli, i Black Blues Brothers, il Balletto di Mosca e Theama Teatro. Un’occasione preziosa per dialogare con gli artisti e scoprire il dietro le quinte delle produzioni, in un’atmosfera di scambio diretto e partecipato. L’ingresso è libero su prenotazione (tel. 331 6781335, anche WhatsApp, o email a promozione.teatroeste@gmail.com). Un investimento per la comunità Con questa stagione, il Comune di Este riafferma il proprio impegno nel fare della cultura un motore di sviluppo e identità. Attraverso il teatro, l’amministrazione costruisce ponti tra generazioni, favorisce la partecipazione e alimenta una visione di città aperta, viva e consapevole. La vendita degli abbonamenti è fissata dal 12 novembre (con rinnovi dal 5 all’11 novembre). Tutti i dettagli e il calendario completo sono disponibili su: www.comune.este.pd.it e www.arteven.it. Vi aspettiamo a Este!
«Crediamo che il benessere di una comunità nasca dalle relazioni, dall’ascolto e dalla capacità di camminare insieme. I nostri progetti nel sociale non sono solo servizi: sono ponti tra le persone, fili che tengono unita la trama della nostra città.» Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Este Nel cuore dei Colli Euganei, Este si conferma un punto di riferimento per l’innovazione sociale e la costruzione di una comunità solidale. In sinergia con i 43 comuni dell’Ambito Territoriale Sociale VEN_17, la città promuove una serie di progetti che mettono al centro le persone, la famiglia e il valore delle relazioni. Dalla genitorialità ai primi mille giorni di vita, fino all’invecchiamento attivo e al sostegno delle famiglie fragili, Este si distingue per una visione del welfare come rete viva di cura, partecipazione e crescita condivisa.
EDU.CO 0-3: LIFE SKILLS PER NEO GENITORI Un progetto che parte dalla nascita - letteralmente. “Edu.co 0-3” accompagna i genitori nei primi mille giorni di vita dei loro bambini, con l’obiettivo di sostenere la genitorialità e costruire comunità educanti. Promosso dalla Regione Veneto e finanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) 2021-2027, il progetto offre focus group, webinar, consulenze individuali e di gruppo, workshop e momenti di formazione per educatori. È un percorso che restituisce fiducia, competenze e condivisione alle famiglie, valorizzando il ruolo della comunità come spazio di crescita collettiva. Partner prezioso del Comune di Este e dell’Ambito Territoriale è la Fondazione IREA ETS, che coordina le attività formative e di accompagnamento, garantendo competenza e qualità nell’attuazione del progetto. F.A.R.E. – FAMIGLIE AMBITO RETE EUGANEA Con il progetto F.A.R.E., il Comune di Este e la Fondazione IREA ETS scommettono sulla collaborazione inter-istituzionale per prevenire l’esclusione sociale e promuovere un welfare
generativo. Attraverso equipe multidisciplinari e interventi personalizzati, il progetto mira a rafforzare la presa in carico delle famiglie fragili, attivando percorsi di autonomia sociale e servizi innovativi, anche tramite voucher. Formazione, consulenze e azioni pilota si intrecciano per creare un modello di presa in carico integrata e partecipata, capace di rispondere alle sfide della contemporaneità. VIVERE ATTIVAMENTE LA TERZA GIOVINEZZA Per Este, l’età anziana non è un tramonto, ma una nuova stagione di vitalità. Il progetto Vivere attiva’mente la terza giovinezza, promosso da Un Mondo di Gioia S.C.S., punta a promuovere la salute fisica, mentale e sociale degli over 65 attraverso attività motorie, laboratori cognitivi, educazione sanitaria e iniziative intergenerazionali. Corsi di alfabetizzazione digitale, laboratori teatrali e percorsi di memoria autobiografica permettono agli anziani di restare protagonisti della comunità, mentre il supporto domiciliare e le telefonate di compagnia contrastano l’isolamento e restitui-
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scono dignità e presenza. INVECCHIAMENTO ATTIVO E SOLIDARIETÀ QUOTIDIANA Nel solco di una visione ampia e inclusiva, Este promuove anche iniziative come Una Voce per Amico, servizio di telefonate di compagnia per anziani, e la partecipatissima Università del Tempo Libero che si avvale della collaborazione dell’AUSER di Este, che stimola la partecipazione culturale e la formazione continua. Tra le attività più amate spiccano Alla scoperta di…, con visite guidate alla scoperta dei tesori artistici locali, Dalla Terra alla Tavola, percorso di educazione alimentare intergenerazionale, e il laboratorio di ceramica I Realizzabili, in cui la manualità diventa occasione di socialità e creatività. Queste serie di progetti non sono solo iniziative amministrative: rappresentano un modo di fare comunità, di creare legami, di costruire benessere condiviso. Este, Comune capofila dell’Ambito VEN_17, continua a investire nella cura come motore di sviluppo umano, con la convinzione che solo una rete coesa e parteci-
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pata possa generare vero cambiamento. «L’obiettivo è chiaro: nessuno deve sentirsi solo. Vogliamo un territorio capace di prendersi cura, dove ogni persona - dal neonato all’anziano - possa trovare ascolto, sostegno e opportunità di crescita», conclude l’Assessore.
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Il restauro. L’opposizione denuncia negligenza amministrativa e chiede responsabilità
Crollo del “Cristallo” e del tetto di San Michele Arcangelo C
rolla il tetto della Chiesa di San Michele Arcangelo e i consiglieri comunali di opposizione esprimono il loro totale e inaccettabile disappunto per quella che definiscono “una gestione fallimentare del patrimonio culturale e dei beni immobiliari cittadini”. L’evento che ha scatenato l’indignazione della cittadinanza e dei consiglieri è il drammatico crollo avvenuto a metà ottobre, del tetto dell’ex Cinema Cristallo, un simbolo della vita culturale cittadina e un bene vincolato. “Si tratta di un crollo annunciato e inaccettabile, non è un evento imprevedibile, ma la tragica conseguenza dell’inerzia e negligenza dell’attuale amministrazione” sottolinea la consigliera Roberta Gallana “durante il nostro precedente mandato abbiamo intrapreso un percorso per la disponibilità all’acquisizione del bene mediante la cessione da parte del Club Ignoranti, con il preciso intento di utilizzare i fondi del Pnrr per la sua riqualificazione. La pandemia aveva rallentato l’iter di acquisizione, ma l’impegno era concreto. Subentrata la nuova amministrazione, ha manifestato una grave mancanza di attenzione
Roberta Gallana
e tutto si è fermato. Nonostante le criticità strutturali, non è stata intrapresa alcuna azione tempestiva e cautelativa. Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti”. Sulla stessa linea la consigliera Lucia Mulato: “Il bene, di proprietà del Club Ignoranti, aveva visto un concreto tentativo di recupero negli anni precedenti. Con l’amministrazione Piva-Stoppa, il Club Ignoranti aveva redatto un progetto di riqualificazione. Il Comune avrebbe dovuto fare propria tale iniziativa, anziché delegare al pri-
vato l’uso di un bene di preminente interesse culturale. Smentiamo categoricamente che una vendita all’epoca non sia andata a buon fine per volontà del Club Ignoranti: il fallimento fu dovuto al disinteresse del potenziale acquirente” conclude Mulato “il degrado è diffuso, il crollo del “Cristallo” non è un caso isolato e rivela la sistematica disattenzione della giunta per la salvaguardia del centro storico. A pochi passi dal municipio, altri beni di inestimabile valore storico versano in analoghe e preoccupanti condizioni di degrado: citiamo in particolare la Chiesa dei Battuti, di proprietà comunale, e la Chiesa di San Martino”. Le consigliere chiedono all’amministrazione di assumersi la piena responsabilità: “una responsabilità politica di un fallimento e chiediamo di fornire risorse e aiuto al Club Ignoranti e chiarimenti sui passaggi mancati che hanno portato al crollo di un bene di così grande rilevanza. il patrimonio culturale della nostra città merita un’attenzione, una cura e una gestione decisamente migliori rispetto a quanto dimostrato”.
Roberta Gallana accusa l’attuale amministrazione di aver interrotto l’iter di acquisizione del bene e di aver mancato qualsiasi azione di prevenzione, nonostante le note criticità strutturali
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Silvia Bottaro diventa assessora: subentro e deleghe per rilanciare le politiche giovanili Silvia Bottaro è la nuova assessora del Comune di Este, in subentro dopo le dimissioni di Erika Bertazzo. L’avvocata atestina entra ufficialmente a far parte della Giunta comunale, dopo la sua esperienza come consigliera, con quattro anni di lavoro amministrativo alle spalle, di cui due dedicati alle politiche giovanili. Bottaro eredita le deleghe ad affari generali, bilancio, politiche partecipative, frazioni e quartieri, associazionismo e gemellaggi, partecipazioni in enti e società, oltre a proseguire il lavoro avviato con i giovani. “La scelta di Silvia Bottaro” sottolinea il sindaco Pajola “nasce dalla volontà di garantire alla Giunta una figura che ha dimostrato competenza, dedizione e un impegno costante verso la città. La sua esperienza rappresenta un valore aggiunto per l’Amministra-
zione e per tutta la comunità atestina”. La neo assessora ringrazio le ha dato fiducia con la preferenza nel 2021 e il sindaco per la stima rinnovata: “Il lavoro svolto come delegata alle politiche giovanili mi ha permesso di conoscere a fondo i meccanismi amministrativi e di maturare una visione concreta, che ora metterò al servizio della città”. Lo scossone nell’amministrazione di Matteo Pajola arriva verso la fine del mandato e apre un nuovo fronte di discussione politica in città. “È stata una decisione sofferta” spiega Bertazzo “il sindaco aveva le sue idee e non sono mai riuscita a concretizzare ciò che avrei voluto per la collettività. Questa situazione, protrattasi per due anni, mi ha fatto perdere fiducia nei suoi confronti. È stata un’esperienza intensa, ho conosciuto tante persone e
associazioni e credo di aver fatto la mia parte. Più di così, con questi limiti, non avrei potuto fare. Non è nel mio concetto di politica restare solo per la poltrona”. (g.z.)
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Este
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Il restauro. La bellezza di un raro ciclo di affreschi esterni e interni
La Vigna Contarena torna a nuova vita
I
l restauro di Villa Contarini degli Scrigni, conosciuta come “Vigna Contarena”, uno dei tesori più sorprendenti e meno noti di Este è stato completato e ha riportato alla sua originaria bellezza un raro ciclo di affreschi esterni. Non semplici decorazioni, ma veri racconti di pennellate e colore: nelle specchiature delle finestre si affacciano satiri, sopra le cornici si intrecciano architetture dipinte con figure reclinate, vasi ricolmi di frutta e fiori, fino al fregio superiore, animato da putti, foglie di acanto e ipogrifi. Una scenografia che fa della villa un unicum nel panorama veneto. Il restauro, avviato nel 2020 in accordo con la Soprintendenza, ha interessato non solo la facciata, ma anche gli interni: “Abbiamo pulito e sistemato tutto l’esterno e fatto un grande lavoro anche negli affreschi interni delle nicchie delle porte d’entrata” racconta Cecilia Caporali, pro-
prietaria del bene storico, che appartiene alla sua famiglia dal 1932. Per gli studiosi, l’intervento è stato un’occasione preziosa di conoscenza: “Il restauro della facciata di Villa Vigna Contarena è stato un intervento di grande valore, che ha permesso di restituire leggibilità a un raro esempio di decorazione pittorica parietale in ambito extraurbano” spiega il dottor Giordano Passarella, che ha seguito l’operazione “Non solo ha salvaguardato materiali e tecniche storiche, ma ha anche riportato alla luce dettagli decorativi perduti. È stato un progetto che ha unito rigore scientifico, rispetto dell’originale e sensibilità estetica, dimostrando come la conservazione possa essere anche un potente strumento di conoscenza” conclude Passarella. La villa, costruita nei primi anni del Seicento da Giorgio Contarini del ramo di San Trovaso detto “degli Scrigni”,
si presenta come una dimora nobile che è quasi un palazzo cittadino: “Una villa straordinaria e unica nel suo genere” sottolinea Fabrizio Malachin, direttore dei Musei civici di Treviso “lo dimostrano anche gli affreschi in facciata, che non sono tipici né ricorrenti nelle ville venete” conclude il direttore. Un patrimonio che torna a nuova vita, ma che resta fedele alla sua vocazione di luogo da vivere e condividere: “Abbiamo attivato aperture al pubblico una volta al mese” spiega Caporali “e l’obiettivo
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Il teatro dove nessuno è escluso. È questo lo spirito del nuovo progetto sperimentale “Vetrina Network Hub”, che farà tappa anche a Este, unico Comune della provincia ad aderire all’iniziativa regionale. Un format innovativo che vuole trasformare le città in laboratori di partecipazione, dove il teatro diventa spazio di dialogo, formazione e crescita collettiva. Il progetto, che prenderà vita il prossimo anno, prevede giornate di spettacoli, pitching, incontri B2B, tavole rotonde e open lab, con l’obiettivo di creare una rete di scambio tra compagnie, istituzioni e cittadini. Ogni anno una commissione artistica selezionerà una decina di spettacoli di prosa, teatro contemporaneo e nuove drammaturgie, con particolare attenzione agli under 35. A scegliere uno degli spettacoli in cartellone sarà una giuria popolare di giovani spettatori, coinvolti direttamente nelle decisioni. Una formula che supera la semplice “vetrina” per diventare ecosistema culturale condiviso, capace di garantire alle compagnie concrete opportunità di distribuzione e visibilità. Si tratta di “un laboratorio di partecipazione” perché saranno studenti e giovani i protagonisti: “Ringraziamo la Commissione Cultura del Veneto per averci coinvolti” raccontano le assessore di Este Luigia Businarolo e Beatrice Andreose “È un progetto che unisce le esigenze delle compagnie indipendenti, che meritano visibilità, e di un territorio, il nostro, sempre più aperto alla cultura di qualità. Da tempo siamo impegnati a dare forma concreta a tutto il mondo delle arti e ora Este è pronta ad accogliere una delle prossime edizioni di questo nuovo progetto, diventando punto di riferimento per una proposta teatrale di respiro nazionale”. (g.z.)
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è di renderla un polo culturale. Vogliamo fare attività con le scuole di ogni ordine e grado, organizzare formazione per architetti e storici dell’arte. È una villa che non è mai passata di mano troppe volte e proprio per questo è ben conservata, ma ha bisogno di attenzioni costanti. Ora tocca a noi restituirla alla comunità, con la consapevolezza che un bene storico non appartiene mai solo a chi lo possiede, ma è patrimonio di tutti” conclude la proprietaria.
La città ospita Vetrina Network Hub: il teatro laboratorio dove nessuno è escluso
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Sintonizzati Fontaniva, “Dolci legami”: la Scintilla che unisce giovani e territorio sul Storie di imprese ed imprenditori di successo - a cura di
Rigenerazione, inclusione e comunità. la nuova vita di un’ex scuola
Grazie al bando Luoghi non comuni di Veneto24 passa al sistema di ultima Fondazione Cariparo, un’ex scuola rinasce come generazione DAB che permette di ascoltare biscottificio inclusivo anche la radio con una qualità audio perfetta. e spazio di comunità: tra farine del laboratori e nuovi percorsi di autonomia per i ragazzi sto quartiere si è costruita una parte impor- Accanto a loro, un simbolo della tradizione spazi esterni, pensati come luogo aperto alla
C’
è un luogo, a Fontaniva, che presto tornerà a vivere e a far vivere la comunità. È l’ex scuola di Fontanivetta, chiusa ormai da dieci anni, che sta per rinascere grazie al progetto “Dolci legami”, uno dei 33 selezionati da Fondazione Cariparo attraverso il bando Luoghi non comuni. Un’iniziativa che, con oltre 5 milioni di euro complessivi destinati ai territori di Padova e Rovigo, sostiene la rigenerazione di spazi sottoutilizzati trasformandoli in centri di innovazione sociale, cultura e solidarietà. A raccontarlo è il sindaco Alberto Trento, che parla con orgoglio di una scintilla che si riaccende: «Fontanivetta è un luogo simbolico per la nostra comunità, legato da sempre al fiume Brenta e alla sua storia. Attorno a que-
tante dell’identità di Fontaniva. Poi la scuola ha chiuso e con essa si è spenta anche una parte di quel senso di appartenenza». “Dolci legami” punta a restituire proprio questo: un luogo di incontro e e di creazione di futuro. L’ex scuola diventerà un biscottificio inclusivo, dove una ventina di ragazzi – anche con disabilità lievi – potranno sperimentare percorsi di autonomia, formazione e inserimento lavorativo. Il nome del progetto racconta tutto: “dolci” come i biscotti che nasceranno tra le mura rinnovate, ma anche come i legami che si intrecceranno tra persone, generazioni e competenze. Accanto al Comune, il progetto coinvolge una fitta rete di partner locali, a partire dalla cooperativa sociale Jonathan, che si occuperà della gestione del laboratorio insieme a due cittadini con esperienza nel sociale.
locale: il Mulino Munari, attivo dal 1751, che fornirà le farine per la produzione dei biscotti, riportando così la storia del territorio dentro un progetto di innovazione sociale. Tra i protagonisti anche l’Istituto comprensivo di Carmignano e Fontaniva, che guiderà i laboratori di creatività e identità visiva, coinvolgendo gli studenti nella scelta del nome e del logo del biscottificio, che sarà a tutti gli effetti una piccola startup. Il Rotary Club di Cittadella contribuirà invece al cofinanziamento delle attrezzature – forni, impastatrici e piani di lavoro – mentre il Comitato di quartiere Fontanivetta, nato proprio in parallelo alla candidatura del progetto, seguirà da vicino l’attivazione degli spazi, diventandone custode e promotore. Il cantiere è già in corso: la progettazione architettonica sta definendo gli interni e gli
cittadinanza, verde e accessibile. Al tempo stesso, si lavora al percorso di formazione dei giovani e all’attivazione del laboratorio, che dovrebbe diventare operativo entro il 2027. «L’obiettivo – spiega il sindaco Trento – è riaprire un luogo fisico, ma anche ricostruire relazioni. “Dolci legami” è la metafora di un paese che torna a impastare futuro, mescolando memoria, solidarietà e partecipazione». Per Fondazione Cariparo, che con Luoghi non comuni ha voluto promuovere una visione di rigenerazione dal basso, Fontaniva rappresenta uno dei tanti esempi virtuosi di come un piccolo intervento possa generare grandi cambiamenti. Restituire valore a un edificio abbandonato significa restituire coesione e dignità a una comunità intera. E come ogni Scintilla accesa da Fondazione Cariparo, anche questa nasce da un gesto concreto, ma destinato a durare: un forno che si riaccende, mani giovani che impastano, e un ex edificio scolastico che torna a profumare di vita, comunità e biscotti.
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Cultura
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Gli appuntamenti. Inaugurata la nuova stagione del Teatro Verdi a Padova
“Ogni storia ha il suo inizio”, apre il sipario con un fitto calendario di richiamo nazionale
In primo piano i capolavori del teatro italiano e quelli internazionali: da “Il berretto a Sonagli” di Pirandello, interpretato da Silvio Orlando, a “Sabato, Domenica e Lunedì” di Eduardo de Filippo, ma anche “Anime Morte” di Gogol e “La gatta sul tetto che scotta” di Tennesee Williams
È
stata inaugurata, lo scorso 4 novembre, la stagione 2025/2026 del Teatro Stabile del Veneto al Teatro Verdi, con il primo dei 13 appuntamenti previsti. Fino al prossimo maggio, il palcoscenico del più celebre teatro cittadino vedrà alternarsi spettacoli diversi a fornire uno spettro esaustivo delle produzioni teatrali contemporaneee e classiche. Il tema scelto per questa stagione del Teatro Stabile del Veneto, che oltre al Verdi comprende anche il Goldoni di Venezia e il Del Monaco di Treviso, è particolarmente evocativo: “Ogni storia ha il suo inizio”. Una frase che si riferisce alla partenza della stagione
ma anche all’avvio del nuovo progetto artistico triennale del TSV, che segna l’inizio di un viaggio metaforico e di un nuovo racconto. La campagna di quest’anno, ideata dall’artista catalano Javier Jaén, presenta l’immagine di un serpente che si attorciglia creando una mela, con un immediato riferimento ad Adamo ed Eva e al loro atto di disobbedienza che segna non tanto la caduta dell’essere umano, ma l’inizio, appunto, del suo viaggio e della sua storia. E numerose sono le storie che verranno raccontate nel corso della stagione: dopo l’apertura, affidata a “Il Gabbiano” di �echov con la regia del direttore artistico
di TSV Filippi Dini e l’interpretazione di Giuiana De Sio, presentata in anteprima nazionale a Padova, il calendario degli appuntamenti proseguirà concretizzando quello che è l’intento del teatro stesso: portare nel presente i grandi autori del passato e trasformare i testi contemporanei in classici del futuro. In programma spiccano diversi capolavori del teatro italiano: da “Il berretto a Sonagli” di Pirandello, interpretato da Silvio Orlando, a “Sabato, Domenica e Lunedì” di Eduardo de Filippo, passando per “Mirandolina”, ispirata a “La locandiera” di Carlo Goldoni. Non mancano i riferimenti ai grandi autori internazionali, con “Anime Morte”, libero adattamento dall’omonima opera di Gogol (testo e regia di Peppino Mazzotta) e “La gatta sul tetto che scotta”, celeberrima opera di Tennesee Williams. Altrettanto interessanti gli appuntamenti dedicati al teatro contemporaneo: da “Non ti
pago” ultima messa in scena della Compagnia di teatro di Luca De Filippo, a “Come gli Uccelli”, capolavoro drammaturgico del franco-libanese Wajdi Mouawad, da “I ragazzi irresistibili” (dalla commedia di Neil Simon) a “Le stravaganti dis-avventure di Kim Sparrow” di Julia May Jonas, passando per “La reginetta di Leenane” di Martin McDonagh.
Completano la programmazione due spettacoli imperdibili: “Mein Kampf” un’indagine lucidissima sul potere delle parole e le loro conseguenze realizzata da Stefano Massini a 100 anni dal controverso libro di Hitler, e “Alieni in laguna” di Andrea Pennacchi, che chiuderà la rassegna il prossimo maggio. Francesca Tessarollo
Amici della Musica, la stagione entra nel vivo: viaggio nel tempo e negli stili Entra le vivo la 69ª stagione concertistica degli Amici della Musica di Padova, inaugurata lo scorso ottobre con il concerto del grande pianista Gerhard Oppitz. Una stagione, quella 2025/2026, che si annuncia particolarmente ricca e varia: verranno infatti passati in rassegna stili ed epoche diversi, coprendo un ampio spettro temporale che va dalla musica antica a quella barocca, dal classicismo viennese con i suoi maggiori interpreti (Haydn, Mozar, Beethoven) al periodo a cavallo fra Ottocento e Novecento che va da Brahms alla Seconda
Scuola di Vienna, con Schönberg e Berg. Per quanto riguarda la musica antica, da notare la presenza di tre fra i maggiori clavicembalisti contemporanei, protagonisti del ciclo Anticamente: Benjamin Alard, Léon Berben e Christophe Rousset. Il programma comprende diverse monografie (dedicate ad Alessandro Scarlatti, John Dowland, Brahms, F. Mendelssohn-Bartholdy) e un interessante percorso tematico sull’oriente musicale, che darà agli spettatori a possibilità di compiere un viaggio alla scoperta del-
la musica folclorica e klezmer dell’est europeo, così come di approfondire la musica ceca e morava e la relativa integrazione nella tradizione classica. Da segnalare, inoltre, l’appuntamento del 25 febbraio: “Out of Berlin, over the Rainbow”, con il quartetto di sassofoni Signum e il soprano Sarah Maria Sun. Uno spettacolo che intende rappresentare le turbolenze causate dai cambiamenti che avevano caratterizzato la prima metà del Novecento accostando la musica di diversi compositori dell’epoca: Stravinskij, Weill, Prokof’ev, Copland e Porter. (f.t.)
Benjamin-Alard photo ©Fermin-Rodriguez
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Economia. I dati della Camera di Commercio di Padova su aziende, export e Pil
Segni di vitalità per l’economia padovana: imprese in crescita e prospettive di stabilità Il fatturato provinciale è stimato a 36 miliardi di euro entro la fine del 2025, con un incremento dello 0,8% rispetto all’anno precedente Le aziende sono 93.347 Il terzo trimestre del 2025 restituisce un’immagine incoraggiante dell’economia padovana, che mostra segnali di tenuta e di rinnovata vitalità imprenditoriale. I dati elaborati dalla Camera di Commercio di Padova confermano che, al termine di settembre, le imprese registrate nella provincia erano 93.347, con un lieve calo di 196 unità rispetto allo stesso periodo del 2024, ma con un andamento complessivo che evidenzia una crescita di iscrizioni e una solida capacità di reazione del tessuto produttivo locale. Rispetto al trimestre precedente, infatti, si contano 951 nuove iscrizioni contro 736 cessazioni: un saldo positivo che testimonia una voglia di impresa viva, sostenuta da dinamiche di ristrutturazione interna e da un graduale rinnovamento dei modelli economici. Il confronto con gli anni
passati è indicativo: il divario tra iscrizioni e cessazioni si è quasi azzerato rispetto al 2013, a conferma di una maggiore stabilità del sistema economico locale e di una maggiore attenzione alla qualità delle iniziative imprenditoriali. A trainare la ripresa sono in particolare i comparti legati ai servizi, al commercio di prossimità e alle attività legate alla persona, che, pur segnando una contrazione del numero di negozi negli ultimi anni, continuano a rappresentare un presidio sociale e relazionale nei centri urbani. Un altro elemento significativo riguarda la progressiva ristrutturazione del sistema delle imprese, con una crescita delle società di capitali, passate dal 30,6% al 31,7% del totale, segno di una maggiore patrimonializzazione e di una spinta verso modelli più solidi e organizzati.
Sul fronte esterno, la situazione è più articolata. La Nota economica 2025-26 evidenzia una flessione dell’export padovano verso la Germania (-11,3%), principale partner commerciale, dovuta al rallentamento del mercato europeo e al ridimensionamento della domanda tedesca nei settori del metalmeccanico e della moda. Tuttavia, cresce l’interscambio con la Cina (+18%) e si mantiene stabile quello con la Francia, a testimonianza di un sistema produttivo che sa diversificare e reagire con intelligenza ai mutamenti geopolitici e di mercato.
Nel complesso, il PIL provinciale è stimato a 36,2 miliardi di euro entro la fine del 2025, con una crescita dello 0,8% rispetto all’anno precedente. Un risultato in linea con la media nazionale e leggermente inferiore a quella regionale, ma che conferma un andamento equilibrato e sostenibile. Le previsioni per il 2026 indicano un ulteriore incremento, segnale di fiducia nella solidità del nostro tessuto economico. Padova resta dunque un territorio con un’economia diffusa, dove il valore aggiunto non si misura solo in termini di produzione, ma
anche di resilienza, capacità di innovazione e coesione sociale. Occorre continuare a sostenere la competitività delle imprese locali, semplificando i percorsi amministrativi, incentivando l’innovazione tecnologica e rafforzando la rete delle collaborazioni tra istituzioni, associazioni di categoria e mondo produttivo. Solo così – con una visione condivisa e una responsabilità collettiva – potremo consolidare i segnali positivi che emergono e proiettare Padova verso una crescita stabile, inclusiva e orientata al futuro. Vincenzo Gottardo
Affitti brevi, servono regole equilibrate per tutelare turismo e cittadini Il fenomeno degli affitti brevi turistici continua a crescere nel Nordest, con effetti significativi anche nella provincia di Padova. Secondo l’indagine dell’Osservatorio sul Nordest (Demos & Pi, settembre 2025), il 51% dei cittadini ritiene opportuno applicare regole più rigide alle locazioni brevi per favorire l’accesso alla casa da parte di famiglie e giovani, mentre il 49% sostiene la libertà dei proprietari di gestire i propri immobili. Nel contesto padovano, la crescita degli affitti brevi è significativa: negli ultimi dieci anni, nel Nordest, il numero di alloggi destinati a locazioni turistiche è aumentato del
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36%, e i posti letto disponibili del 41%. Questo fenomeno contribuisce al dinamismo economico del settore turistico, ma riduce la disponibilità di abitazioni a lungo termine, con ripercussioni sui canoni di affitto per studenti, giovani coppie e lavoratori. Le istituzioni locali ritengono necessario un approccio equilibrato e sostenibile, che permetta di conciliare sviluppo turistico, qualità dell’offerta e tutela della residenzialità. Necessaria quindi una maggior trasparenza e registrazione obbligatoria delle locazioni brevi, anche attraverso piattaforme online e un registro comunale, così come le limitazioni
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Veneto24 passa al sistema di ultima in tempo reale di volley, basket e rugby delle squadre della nostra regione generazione DAB che permette di ascoltare ancheNatale la radio con una qualità audio perfetta. Fabio Ascoltaci in tutto il Veneto in
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nelle aree a forte pressione abitativa, come i centri storici. Vanno introdotti incentivi per le locazioni a lungo termine, rivolti a studenti e giovani famiglie, al fine di preservare l’accesso alla casa e sostenere la coesione sociale. In diverse città europee, come Barcellona e Parigi, sono già stati introdotti limiti per regolamentare le locazioni turistiche. Anche in Italia, comuni come Bologna, Firenze e Venezia hanno emanato normative simili per contenere la pressione sugli alloggi residenziali. Padova, alla luce della crescita del fenomeno, si trova di fronte alla necessità di definire un modello locale di regolamentazione sostenibile. (v.g.)
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Calcio Padova. I biancoscudati sono stati protagonisti di un ottimo avvio, ora attendono il loro campione
Papu Gomez: “Il mio sogno è giocare in Serie A con la maglia del Padova, voglio il massimo” La banda di Andreoletti prosegue spedita nella sua nuova avventura in Serie B e si è presa il titolo di sorpresa dei primi assaggi di campionato
A
spettando il Papu. Padova ha sorriso e non poco il 22 ottobre. Quel giorno il cielo era spento e la giornata grigia. Ma la città del Santo ha potuto finalmente ascoltare le parole del proprio campione. Dopo due anni di squalifica, infatti l’argentino è stato presentato ufficialmente alla città ed era pronto a fare il suo esordio in maglia biancoscudata in un Euganeo gremito nella gara contro Juve Stabia. Un problema muscolare ha però rimandato la gioia del primo tango in terra patavina. Intanto, dunque, bisogna accontentarsi delle sue parole. “Il mio sogno è quello di giocare con la maglia del Padova in Serie A. Voglio il massimo. Non importa se ci vorrà un anno, o se
ne serviranno due o tre, ma sono qui per questo”. Così l’argentino ha infiammato immediatamente la città. La frase ha fatto venire i brividi ad ogni tifoso ed è stata in qualche modo avvalorata dal commento del Presidente Peghin che prima aveva aperto la conferenza stampa così: “Vogliamo fare un campionato tranquillo, ma puntiamo a qualcosa di più. Da qui l’ambizione di accogliere un grande campione come Papu Gomez”. Non solo parole però, ma anche fatti. La banda di Andreoletti prosegue spedita nella sua nuova avventura in Serie B e si è presa il titolo di sorpresa dei primi assaggi di campionato. La neopromossa, infatti, dopo un inizio difficoltoso, ha dimostrato di aver trovato
una forte e chiara identità. Dopo un tentativo di 3-4-2-1, il tecnico lombardo ha subito rimesso le cose apposto con il passaggio a un 3-5-2 equilibrato e funzionale, ma anche divertente. Così il Padova ha iniziato a inanellare un discreto bottino di punti, ma soprattutto non ha sbagliato l’atteggiamento in nessuna gara. Oltre alla tattica, infatti, nel calcio c’è anche molto altro: cuore, grinta e anima. I biancoscudati, per ora, ne hanno in abbondanza. Poi c’è il fattore esperienza: quello si costruisce giocando, gara dopo gara. Il team patavino sta affrontando la cadetteria con un undici titolare composto da ben 8 debuttanti nel campionato su 11. Le conseguenze di ciò sono qualche errore nella gestione dei momenti delle partite e qualche ingenuità di troppo. A provare a ridurre questo gap saranno proprio Papu Gomez e Baselli, i due diamanti del calciomercato
estivo. L’argentino sarà disponibile probabilmente a partire dal derby con il Venezia dopo la sosta, mentre Baselli ha smaltito l’infortunio rimediato alla terza giornata ed è tornato a disposizione: 532 presenze in Serie A in due. Non è poco. I biancoscudati, inoltre, possono contare anche su altre armi che non sono ancora state del tutto svelate. I giovani Seghetti e Silva potranno andare a rimpolpare un reparto
offensivo che si è dimostrato sin qui già competitivo con Bortolussi sugli scudi. Il futuro nella città del Santo è tutto da scoprire: la Serie B è un campionato imprevedibile, ogni punto va sudato. Questo gruppo, però, mantenendo nel mirino l’obiettivo della salvezza, proverà a strizzare l’occhio alla zona del sogno. Perché, appunto, in cadetteria tutto può succedere. Stefano Parpajola
Rugby, Lorenzo Citton: “Petrarca è ciò che ho sempre desiderato” Giocare per i colori della propria città, difendere le mura di casa, vestire la maglia del Petrarca. Per molti padovani questo è solo un sogno, ma per Lorenzo Citton è pura realtà. “Petrarca è ciò che desideravo. Mi trovo benissimo e, se fosse per me, non cambierei mai”, racconta il centro classe ’99. “È casa mia. Indossare questa maglia è un orgoglio. Molti petrarchini mi hanno trasmesso cosa significa questa piazza e ora sto cercando di fare lo stesso con chi inizia a viverla”. Dopo l’esperienza con i rivali di Rovigo, Citton è tornato a Padova nel 2020/2021. Quest’anno ha raccontato di una squadra
in crescita, fatta di molti giovani e nuove energie: “Abbiamo lavorato bene, cambiato tanto, fatto anche un raduno insieme che ci ha legato profondamente. Ci sono stagioni in cui ingrani subito, altre in cui serve più pazienza. L’annata è lunga, noi dovremo arrivare al massimo alla fine”. Il legame con coach Jimenez è solido: “C’è stima e fiducia reciproca. Abbiamo lo stesso obiettivo, voglio vincere seguendo le sue idee”. Citton, noto anche per il soprannome “Crusty”, racconta il suo stile di gioco: “La mia forza è la tenuta fisica. Ho una buona visione di gioco, mi pia-
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ce attaccare e prendere decisioni. Le pressioni sono un qualcosa di positivo: ti spingono a dare il massimo ogni giorno”. In estate Citton ha avuto l’opportunità di allenarsi con la Benetton: “È stato bello vivere un ambiente ancora più professionistico. Ho capito che potrei starci. Un giorno mi piacerebbe provare a dire la mia anche in URC”. Ma cos’è il rugby per il classe ’99? “Per me è tutto, ci gioco da sempre. Mi dà un senso di libertà e felicità ed è un ambiente sano”. L’obiettivo? Citton non si nasconde: “Vincere e riportare il Petrarca sul tetto d’Italia”. (s.p.)
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Il talento
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L’intervista. Dal banco del mercato all’Olimpo del formaggio
Marco Zacchello quinto al Mondial du Fromage D
ue fasi di selezione, dieci prove e 18 contendenti da tutto il mondo: il Mondial du Fromage di Tours è la massima competizione del mondo caseario. La settima edizione ha visto il giovane banconista padovano Marco Zacchello sfiorare il podio alla sua prima esperienza in gara. Ma chi è Marco Zacchello? Classe ’92 e nato a Trebaseleghe, ha trascorso l’infanzia nel borgo del Camposampierese, prima di frequentare le medie e ragioneria a Mogliano Veneto. Dopo il diploma, varie esperienze tra banche e studi di commercialisti, ma si rende presto conto che la vita davanti a un computer non fa per lui. Inizia a farsi sentire il richiamo dell’attività di famiglia, che gestisce banchi alimentari in vari mercati della regione. Sostituisce la nonna al banco formaggi e si appassiona al mondo caseario. “Ho iniziato a proporre formaggi nuovi, cercando piccole eccellenze locali e studiando i migliori abbinamenti, soprattutto con il vino. Sono partito organizzando degustazioni per i miei amici e poco a poco il giro si è allargato, gli eventi si sono spostati nei locali e ho portato questa esperienza anche al banco formag-
gi”, spiega Zacchello. Nell’economia di oggi, dove tutto deve essere estremamente economico o di alto pregio per restare competitivo sul mercato, Marco punta proprio sull’eccellenza. Studia e sperimenta, imparando a spiegare ai clienti le peculiarità di questo o di quel formaggio, come abbinarlo in modo unico e originale per esaltarne il gusto: “I clienti sono molto curiosi, vogliono sapere tutto. Mi chiedono gli ingredienti e le tecniche di preparazione, a volte molto particolari. Da quando c’è stato il COVID la gente sembra cambiata, è più curiosa e ricettiva. Si informano e cercano una figura che possa dare loro risposte”. In pochi anni, Zacchello accumula esperienze e conoscenze, “gli ingredienti sono sempre quelli, latte, sale e caglio, ma ce ne sono migliaia, così come i modi per combinarli. Non mi considero una persona particolarmente erudita, ma questo mondo mi appassiona e adoro condividere le mie conoscenze”. Quello dei sommelier del formaggio è un mondo nuovo in Italia e il primo torneo nazionale si svolge solo nel 2022. “Io non ne avevo idea – confessa Zacchello – ma ho saputo che il vincitore era il bolognese Roberto Guermandi e che avrebbe fat-
to una conferenza al castello di Susegana, alla quale ho partecipato”. Una riflessione di Guermandi diventa un chiodo fisso nella sua testa: l’Italia ha i migliori formaggi al mondo ma non li sa valorizzare. Nasce così la voglia di raccontare il nostro patrimonio caseario e dopo appena due anni Zacchello si trova al posto del collega di Bologna: oro italiano e pass per il mondiale. Nel corso della selezione nazionale conosce anche lo chef Thomas De Rosa, con
cui inizia una collaborazione che si rivelerà essenziale in Francia. Nella competizione d’oltralpe il padovano decide di puntare tutto sul legame tra Italia e Francia, che Zacchello individua nella figura di Leonardo Da Vinci, morto proprio a 10 km dalla sede del torneo. Il genio fiorentino è assoluto protagonista della sua performance: “Mi ha colpito l’uso dello sfumato e del chiaroscuro nel dipinto della Gioconda, quindi ho voluto giocare con la luce data dal parmigiano e le ombre del cioccolato. Thomas mi ha preparato un cioccolatino a forma di Monnalisa su cui i giudici dovevano dipingere con una salsa di nocciole e caffè prima di metterlo sul pezzo di formaggio e mangiarlo”. Un gesto che unisce all’arte casearia un elemento performativo tanto apprezzato dai critici francesi. Ma un ruolo chiave nella gara di Marco lo svolge anche il legame con il Veneto, infatti la sua prova di maggior successo è un gigantesco tagliere di formaggi interamente ispirato a Venezia e ai suoi colori, che ha richiesto ben 5 ore di preparazione. In questa prova ha richiamato l’architettura del terrazzo alla Veneziana e le spezie di Marco Polo
lungo la via della seta, i colori delle stoffe, la cupola di San Marco, il mix di culture e religioni e la storia politica della città. “Per un formaggio ho ricreato un pozzo in un cilindro di vetro, spiegando al mondiale che Venezia sorge sull’acqua salata, ma gli abitanti bevono dai pozzi acqua potabile. All’interno ho messo un’elica che faceva fluttuare coriandoli, per richiamare i colori del Carnevale”, spiega. E poi ancora “Sul reticolo del tagliere ho ricreato il mercato di Rialto, con colori che richiamano lo scambio tra culture e l’incontro tra popoli. Ho persino chiesto a un fabbro di scolpirmi un ‘fero da prua’ come omaggio alle gondole veneziane”. Non poteva poi mancare il leone alato, mentre il fratello di Marco, ingegnere, ha progettato un motorino per far navigare il formaggio su un piccolo Canal Grande. Insomma, per questa prova Zacchello ha dato fondo al suo repertorio di conoscenze tecniche, cultura, amore per la sua terra e persino ai suoi legami d’amicizia e familiari. La presentazione ha mandato i giudici in visibilio, guadagnandosi così il titolo di quinto esperto di formaggi in tutto il mondo. Nicola Canella
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segue da pag. 1
Ci aspetta una Regione nella quale il dibattito e il ritorno alla politica saranno protagonisti La prima grande differenza sarà rappresentata dal ruolo dell’opposizione: chiunque vinca l’opposizione avrà una consistenza numerica decisamente maggiore rispetto a quella di cinque anni fa: la vittoria di Zaia con il 77% aveva stretto ai minimi termini il numero di consiglieri di minoranza; nessuno dei due principali competitor vincerà con proporzioni così dominanti, quindi, gli sconfitti avranno una rappresentanza consigliare decisamente maggiore rispetto all’attuale. La seconda grande differenza sarà rappresentata dalla
maggioranza: anche in questo caso l’exploit elettorale della Lista Zaia e della Lega avevano dato vita ad una squadra praticamente monocolore dove i rappresentanti di Fdi e FI si contavano sulle dita di una mano. Oggi tanto che vinca Stefani quanto vinca Manildo la composizione, essendo cambiati i rapporti di forza tra alleati, sarà decisamente più variegata. La terza grande differenza è in Giunta: a fronte dei risultati elettorali, analogamente a quanto accaduto per la maggioranza consiliare, la squadra di governo uscente è composta interamente da leghisti eccezion fatta
Elezioni regionali. Il centrodestra sostiene Alberto Stefani con sei liste
per un assessore di Fratelli d’Italia. Dato, anche questo, destinato a cambiare esattamente per le stesse ragioni per le quali cambierà la composizione degli scranni del parlamentino regionale. Cosa possiamo attenderci, dunque, dal prossimo governo regionale? Certamente un ritorno alla politica, alle trattative, agli equilibri e a un’opposizione che, forte dei numeri, potrà dire la propria. Rispetto a come siamo stati abituati sarà certamente più interessante da osservare e potrà manifestare anche qualche turbolenza.
Veneto al voto: tutti i candidati
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In queste pagine trovate i candidati alle elezioni regionali nelle provincie in cui esce il nostro giornale. Poiché è una pubblicazione mensile, per rispetto alla “par condicio” abbiamo scelto di dare spazio a tutte le liste e di dedicare un articolo alle informazioni utili sul voto. Il dibattito politico, invece, continuiamo a seguirlo quotidianamente sul nostro sito www.lapiazzaweb.it e su radio Veneto24.
Venezia
Padova
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Vicenza
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ZAIA Luca CONTE Rosanna CALZAVARA Francesco SCATTO Francesca DOLFIN Marco SUSANNA Silvia GROSSO Claudio VIANELLO Roberta TOMAELLO Andrea
ZAIA Luca BEDIN Giorgia CENTENARO Giulio CAVINATO Elisa LAZZARIN Filippo MOSCO Eleonora MARCATO Roberto PIZZIOLO Francesca PAN Giuseppe
ZAIA Luca BRESCACIN Sonia BARBISAN Riccardo BORTOLETTO Maria BET Roberto ROMA Paola MARCON Stefano SALVATI Valeria VILLANOVA Alberto
ZAIA Luca LANZARIN Manuela CARRERA Sergio BEVILACQUA Alessia CIAMBETTI Roberto CECCHETTO Milena TONELLO Cristian MARTINI Morena ZECCHINATO Marco
ZAIA Luca CESTARI Laura CORAZZARI Cristiano NOCE Valentina RIZZATO Lorenzo
BALDAN Matteo BESIO Laura LIPANI Michele BOSCOLO “ZEMELO” Cristina PAVANETTO Lucas CAZZAGON Chiara PENZO Matteo ZACCARIOTTO Francesca ROMANELLO Matteo
SORANZO Enoch ARGENTI Antonella PULIN Massimo BALDI Elisabetta GIACINTI Filippo GEREMIA PAOLA TURETTA Matteo CAPPELLINI Elena SANDONÀ Luciano
BORGIA Claudio BORTOLATO Chiara DELLA PIETRA Marco RIGO Francesca PERENCIN Mattia RIZZOTTO Silvia PITTON Arnaldo Stefano SPINA Alexa VERECONDI SCORTECCI Alvina
BERLATO Sergio Antonio PAVAN Elena FORMAGGIO Joe SOTTORIVA Giulia GONZO Francesco Enrico SPEROTTO Maria Teresa NARDIN Andrea ZANINI Cristina RUCCO Francesco
BENETTI Fabio GAGLIARDO Elena MORETTO Mattia MANTOVAN Valeria PRANDO Luca
TOSI Flavio CHINELLATO Erica FORCOLIN Gianluca DINI Alessandra NORDIO Fabio DONA’ Francesca SCATTO Claudio VESNAVER Martina ZARAMELLA Lorenzo
TOSI Flavio CECCHINATO Giorgia BORON Fabrizio HILA Nila INNOCENTI Lorenzo MORETTI Anna Chiara MORETTO Alberto VENTURINI Elisa PATRON Mirko
TOSI Flavio ANDRETTA Cristina CHIES Fabio CIVELLI Annalisa in Ruscica DA RE Gianantonio detto Toni SILVESTRINI Rosy BELLINATO Matteo PIETROBON Michelle MARIN Fabio
TOSI Flavio STRINATI Maria Gabriella MALTAURO Jacopo TESSAROLLO Chiara MARANGON Renzo VIGNAGA Paola Maria RIGONI STERN Roberto ZANELLA Loredana Daniela TASSO Gabriele
TOSI Flavio MARANGONI Laila FRANZOSO Matteo MERLIN Lucia ROSSI Giovanni
CALZAVARA Federico CONVENTO Marianna CASARIN Alessandro DE SABBATA Elisa NUCERA Giovanni Francesco VIANELLO Romina SALIHU Muharrem ZENNARO Elena SPATALINO Vincenzo detto Enzo
CAVAZZANA Massimo BALDO Manuela MARTINELLO Maurizio MARAN Maria Cristina PASQUALON Eric MICHELAZZO Diana TARZIA Luigi MORELLO Federica ZORDAN Nicola
BREDA Alessandra BRINO Eric CAMI Edlira COLLET Mario CARRARO Sara SALIHU Muharrem LAZZARINI Margot SIMIONATO Andrea RIZZO Monia
FRANZÈ Luca GAMBIN Catia CAROTTA Diego LIONELLO Silvia DALLA NEGRA Michele VENCATO Elena MUNARI Emanuele ZAUSA Giulia TESSAROLO Massimo detto Tex
BOREGGIO Irene BORGATO Renato CAPUZZO Francesca SACCOMAN Marco VERONESI Cristina
ANCONA Edoardo Vincenzo MONTAGNER Moira RONCO Andrea detto Andreas CALLEGHER Fabrizia FORNARO Dario ORLANDO Lorenza SBALCHIERO Francesco ZANON Chiara ROZZATO Filippo
RONCO Andrea detto Andreas SAMBUGARO Caterina ARTUSI Mario DI COSTANZO Marlene MANNI Stefano DORIO Sabrina SCAPIN Julien FAVARO Maria Rosa TOSETTO Francesco
ZABOTTI Marco DALLA NORA Maria DA BROI Adriano GALLINA Chiara MARCOLIN Marco LIZZA Mariagrazia POLONIATO Mirco ULIANA Antonella VIEZZER Roberto
VENDRAMIN Luca BISIN Lara GASPAROTTO Matteo DAL BALCON Maria Cecilia LAIN Stefano DAL POZZOLO Liana LAZZARI Luigi MARASCHIN Cinzia RONCO Andrea detto Andreas
ROSSI Adino CASELLATO Jlenia MALASPINA Angelo PANIZZO Armida SACCARDIN Antonio detto Gianni
MOROSIN Alessio VIRGILIO Patrizia PRESOTTO Yves PELOSO Martina CONFORTI Nicolo’ RISMENI Denise SARRI Michele DORIGATO Maria STIVAL Daniele
MOROSIN Alessio PELOSO Martina MUNARETTO Michele MAGNAGNIN Marzia SETTE Gianluigi VIRGILIO Patrizia MERCANTI Gualtiero GARBIN Angelica
ROCCON Franco CECCHETTO Sara PANTO Gianluca TONION Egle SARRI Michele PIETROBON Stefania NICOLETTI Pier Antonio GARBIN Angelica PRESOTTO Yves
SELLA Nicola FOCHESATO Emanuela GENTILIN Massimiliano Max SOMMAGGIO Barbara RIGHI Paolo MAGAGNIN Marzia FERRO Giacomo DORIGATO Maria PIOTTO Gianpietro
CONFORTI Nicolò ROSSI Valeria SETTE Giantuigi VIRGILIO Patrizia
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I candidati/1. Il campo largo è la novità di questa tornata elettorale
Il centrosinistra compatto punta all’alternanza Giovanni Manildo
MANILDO PRESIDENTE
EUROPA MANILDO Presidente
CREARE
FUTURO
MANILDO PRESIDENTE
Venezia
Padova
Treviso
Vicenza
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MONTANARIELLO JonatanBRESSANIN Francesca BOLZONI Gabriele DRIGO Irina FERRERO Marco LACHIN Margherita FRANCHIN Enrico SAMBO Monica TRABUCCO Gianluca
CAMANI Vanessa MICALIZZI Andrea DONI Sabrina DAL CORSO Alessandro GUIZZARO Eleonora POZZI Stefano LIBERO Virginia SGUOTTI Luciano BORTOLAMEl Franca
BELTRAMELLO Claudio BRESSAN Elisamaria FABBIAN Lorenzo DE NARDI Barbara GALEANO Paolo PERULLI Sandra Sofia LAPECIA BIS Omar TOCCHETTO Antonella MARCON Raffaele
LUISETTO Chiara CISLAGHI Luca NGAH BILOA Carole DALLA POZZA Antonio Marco SBALCHIERO Ilaria FIPPONI Maurizio STELLA Mattea ZAFFARI Diego ZANETTI Ginevra
ZANELLATO Angelo PIZZARDO Emanuela ZANCA Nicola VALENTINI Michela BORILE Stefano
BALDAN Flavio CALZAVARA Manuela DE CARLO Andrea MERENDA Lucia GATTI Michele PIANTA Lara PACCAGNELLA Marco FERRI Maria Angela KERSTULOVICH Franco
BIASIOLO Daniano SCHIAVON Silvia PACCAGNELLA Marco MARANGON Ornella CUSUMANO Giacomo LAZZARIN Tamara PIZZATO Nicola
DE BLASIS Marco FERRI Maria Angela LODI CASAGRANDE Isac PIANTA Lara DE BIANCHI Paolo MERENDA Lucia CESARO Renato
CONTRO Simone GIOS Monica BORTOLOTTO Edoardo CHIMETTO Michela MARINI Aurelio STAMMELLUTI Francesca FERRAZZI Igor
SUMAN Elena PACCAGNELLA Marco MURARO Enrica
BONARRIGO Luca RIGOLI Margherita SABBADIN Giovanni URUKALO Maja SINIGAGLIA Edoardo BASTAROLO Lucia MILANI Federico
SINIGAGLIA Edoardo BASTAROLO Lucia ALBERTIN Mattia RIGOLI Margherita CIAVARELLA Luca MARCHESINI Sofia SCATTOLIN Marco
RIGOLI Margherita ZORZI Alessandro PARRINO Rebecca SCATTOLIN Marco CAMPOSTRINI Anastasia ANTONINI Geremia MARCHESINI Sofia BATTOCCHIO Matteo
RIGOLI Margherita ALBERTIN Mattia URUKALO Maja ANTONINI Geremia PARRINO Rebecca ZORZI Alessandro
ZORZI Alessandro RIGOLI Margherita
MARCOMIN Franca BETTIN Gianfranco MESSINIS Anna SIMONELLA Davide TOSI Maria Chiara FUMANA Andrea MAZZASCHI Anna MARCHESE Giovanni MARCON Valentina
OSTANEL Elena TURETTA Alessandro MARTINEZ Maria Elena SANGATI Marco BASSO Lucia GIOGA Gianmaria CEDRETTI Elisabetta RUZZANTE Andrea CITRAN Francesca
ZANONI Andrea PRINCIVALLI Giulia FADINI Amedeo FALOPPA Mariasole FONTEBASSO Sandro POLONIATO Lucia SCOLESE Marco TRINCA Lisa ZANOTTI Gianluca
CAROTTI Adriana MASOLO Renzo CEOLA Erica CUNEGATO Carlo MACCA’ Rossella CAPPELLETTO Fabio Antonio BACCIN Paola GRAZI Davide PELLEGRINI Paola Antonia
CURINA Claudio GREGNANIN Serena BUOSO Enrico MERLO Dina MOTTA Angelo
GASPARINETTI Marco ZANETTI Alice MASCHIETTO Giorgio MOMESSO Luana CALDURA Federico BERTAZZOLO Roberta BEVILACQUA Fabio VANIN Sara MARTINELLI Ivo
LORENZONI Arturo DI MASO Annalisa ROSASPINA Filippo NWOAKENYE Evelyn VOLPIN Renzo VANIN Sara MENEGATO Giovanni CENDRON Rossella
SARDO INFIRRI Francesco CENDRON Rossella SALA Pietro DOZZO Caterina REGOSA Andrea CADONÀ Claudia BONOTTO Ivo BIZZOTTO Antonella CONSON Andrea
MEGGIOLARO Michela CIPRESSO Gianfranco BIZZOTTO Antonella ONGARO Jacopo PANZOLATO Martina MENEGATO Giovanni CORÀ Micaela REGOSA Andrea MISCHI Maria Luisa
PIASENTINI Vinicio BROGNARA Arabella MICHELETTI Andrea BRANDOLESE Giorgia VIDALI Sandro
GERUSA Lisa TANJI Bouchaib ARA Cristina CASTELLARO Virginio BERTAZZO Giulia Diletta SAPRACORDEVOLE Francesco BIDOIA Chiara VARISCO Giorgio VIAN Sabrina
BENVEGNÙ Paolo D’ANDREA Giorgia TANJI Bouchaib AKOUNACH Latifa CISSE Amady AQUILINI Stefania RAGGIOTTO Daniele BEIDAOUI Sarah Linda CHINELLO Mattia
ZANELLA Gabriele TUNDO Lucia MANDELLI Stefano SALVADOR Liliana detta Lilli TUONO Marco ALLEGRO Aurora MARANGON Renato BIANCHI Nicoletta ZANATTA Paolo
ORLANDI Marco STOCCHETTI Silvia BENVEGNÙ Paolo TOURE Safietou FANTON Marco GIACINTI Maria Cristina CAMMELLI Francesco LEGGIERI Paola GEREMIA Redento
BRUSCO Guglielmo CESTARI Maria Luisa VERZA Francesco AKOUNACH Latifa BENVEGNÙ Paolo
MORETTO Sara LEONE Giovanni BETTARELLI Agnese “Agnese” BERGANTIN Davide BUSETTO Monica BONAFE’ Paolo VIANELLO MORO CajeroFranco MORO Fosca
FATTORE Silvia PIPITONE Antonino BALBINOT Monica LODDONI Simone AUDITORE Maria Antonietta MARANGON Innocente “Stefano” STORTI Ilaria PITTARELLO Valentino ZANGROSSI Cristiana
ROCCO Nicolò Maria GOMIERATO Maria BOSCARDIN Carlo BANDIERA Elena MARTIN Raffaele DE BORTOLI Martina BARBISAN Federico BETTIOL Loretta SECCHIERI Francesco
SCALABRIN Maurizio CARAMPIN Francesca COMBERLATO Andrea GRAZIANI Rosaria CREAZZO Luigi PEGORARO Valentina TOSCANO Giuseppe Maria STORTI Ilaria VAJENTE Edoardo
TOSCANO Giuseppe Maria PEGORARO Valentina SPADA Gianfranco
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I candidati/2. Sono sostenuti da una singola lista presente in tutte le province
Gli outsider Rizzo e Szumski lanciano la sfida Marco Rizzo Venezia
Padova
Treviso
Vicenza
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RIZZO Marco FRANZOI Sonia TOSCANO Francesco FINCO Monica ALZETTA Marco GIACOMAZZI Cristina BASATO Renato CAPRONI Patrizia SCOMPARIN Enrico
RIZZO Marco FINCO Monica PERIN Lucio FRANZOI Sonia TOSCANO Francesco FLORIS Flaviana Daniela MARAGNO Francesco CAPRONI Patrizia ZANELLA Jacopo
SERENA Antonio GAZZOLA Paola RIZZO Marco FABRIS Deborah REALE Francesco FRANZOI Sonia SONEGO Luciano CAPRONI Patrizia CUNIAL Ennio
RIZZO Marco BERTUZZO Elena TOSCANO Francesco CARIOLATO Elisabetta AGRICOLA Riccardo CARIOLATO Susanna CONTIN Manuel CAPRONI Patrizia CARIOLATO Antonio
RIZZO Marco CASALE Sabina PARTESANI Andrea CAPRONI Patrizia TOSCANO Francesco
Riccardo Szumski
ELEZIONI REGIONALI
RESISTERE VENETO 2025
Venezia
Padova
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SZUMSKI Riccard AMADIO Carmen AGIRMO Roberto CASTAGNA Stefania CASTAGNETTA Salvatore GUOLO Antonella DONOLATO Ferdinando MIOTTO Silvana LIBRALATO Giorgio
SZUMSKI Riccardo AMADIO Carmen DONOLATO Ferdinando BERTINOTTI Tiziana Bruna FAGAN Manuel CUNIAL Sara VOLPIN Gianfranco SPADA Lisa FAVERO Michele
SZUMSKI Riccardo AMADIO Carmen ABDULA Jurhan detto Yuri BAÙ Nadia BAVARESCO Maurizio SALVADOR Maria Francesca BERNARDELLI Giovanni ZANDONADI Alberta MAZZORATO Loris
SZUMSKI Riccardo CATTOZZO Michela ABDULA Jurhan detto Yuri CUNIAL Sara COSTALUNGA Antonio LAZZARETTO Alessia Maria Flavia LOVAT Davide LO GRECO Rosa QUADRI Giulio
SZUMSKI Riccardo CATTOZZO Michela PADOAN Giuseppe MODENESE Giovanna PAESANTE Stefano
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I candidati/3. Il padovano, già presidente della Provincia, a caccia di consensi
Bui in corsa per il Veneto con i Popolari Fabio Bui Venezia
Padova
Treviso
Vicenza
Rovigo
MICHIELETTO Gabriele PAVAN Paola SALMASO Roberto PAVANELLO Federica PERALE Lorenzo TREVISAN Federica FARINATI Jacopo BORTOLOZZO Consuelo BELLEMO Luciano
BUI Fabio CREPALDI Paola DANIELI Alberto FRACCALLANZA Laura GIANESINI Alessandro TREVISAN Giuliana GHEGIN Davide TRIARICO Angela LOVISETTO Andrea
BUI FabioTREVISAN Federica GUGLIELMIN Marco CAPOVILLA Ivete BOTTERO Leopoldo SPOLAORE Rosanna BRION Federico LONGHIN Manuelita POSOCCO Alberto
BUI Fabio STORATO Elena DANIELI Riccardo LONGHIN Manuelita FRACASSO Costantino MARENDA Emanuela BEVILACQUA Angelo MARINI Cristina BETTIN Andrea
BUI Fabio CANDIAN Elena BELLEMO Luciano LONGHIN Manuelita BOTTERO Leopoldo
Ci scusiamo con i diretti interessati per eventuali refusi
Come si vota. Urne aperte domenica 23 novembre dalle 7 alle 23 e lunedì 24 dalle 7 alle 15
Dal voto disgiunto alle soglie per avere un seggio, attenzione all’alternanza di genere nelle preferenze
I
veneti, per la precisione gli elettori sono 4.463.939, si preparano a tornare alle urne il 23 e 24 novembre per eleggere il presidente della giunta regionale e il consiglio regionale, dando il via alla dodicesima legislatura. Per esprimere il proprio voto, gli elettori devono recarsi al seggio muniti di tessera elettorale e carta d’identità. Si vota domenica 23 novembre dalle 7 alle 23 e lunedì 24 novembre dalle 7 alle 15. Una volta ritirata la scheda ed entrati in cabina, si può tracciare una croce sul nome del candidato presidente e un’altra sul simbolo della lista prescelta. Nella scheda elettorale si troveranno 5 candidati sostenute da 16 liste, con 845 candidati consiglieri. È poi possibile indicare un massimo di due preferenze per i
consiglieri, ma è fondamentale rispettare l’alternanza di genere. Chi volesse premiare due persone dello stesso sesso, infatti, vanificherebbe la seconda preferenza; per garantire la validità di entrambe, è necessario alternare il nome di una donna a quello di un uomo. Nonostante i progressi, come il record di 18 donne elette su 51 consiglieri nel 2020, la parità di genere è ancora un obiettivo da raggiungere. Il Veneto è suddiviso in sette circoscrizioni, che coincidono con le Province. Venezia, Padova, Vicenza, Treviso e Verona, nelle quali possono eleggere fino a nove consiglieri ciascuna, mentre Rovigo e Belluno si fermano a due, per un totale di 49 seggi. La legge elettorale regionale prevede un premio di maggioranza: la coalizione
vincente ottiene il 60% dei seggi, lasciando il 40% all’opposizione. Tuttavia, se il presidente supera il 60% dei voti, si applica il proporzionale puro, come accaduto nel 2020, quando il centrodestra di Zaia raggiunse il 76%. La norma che disciplina le modalità elettorali e l’assegnazione dei seggi risale al 16 gennaio 2012. In tale legislatura, il Veneto ha recepito anche la legge nazionale che fissa in due mandati il limite per la carica di presidente della giunta regionale, vincolo poi esteso agli assessori. Dal 2015, il numero degli eletti a Palazzo Ferro Fini è stato tagliato da 60 a 49, con due poltrone aggiuntive garantite ope legis per arrivare a 51. Una è riservata al presidente più votato, che si insedia a Palazzo Balbi, e l’altra è garantita al secondo clas-
sificato, leader di prassi dell’opposizione. Gli elettori hanno la facoltà di esprimere un voto disgiunto: si può votare un presidente e dare la preferenza a due consiglieri di una coalizione avversaria o di liste minori. Se invece si traccia una croce solo sul simbolo del partito, il voto va automaticamente al presidente collegato a quella forza politica. Sulla scheda non compaiono i nomi dei candidati, che vanno scritti in maniera chiara. Per ottenere un seggio, una lista non apparentata deve superare la soglia di sbarramento del 3%. Nel 2020, il M5S, pur con il suo candidato presidente al 3,3%, vide le liste fermarsi al 2,7%, ma un contenzioso giuridico portò all’elezione di un consigliere dopo il via libera della Corte d’Appello.
Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio Regionale
La soglia per una coalizione è invece del 5%, e le liste apparentate si dividono i seggi proporzionalmente, con la prassi che indica l’ingresso con almeno l’1,5%. Infine, i candidati nelle circoscrizioni maggiori possono spendere fino a 44 mila euro per la campagna elettorale, mentre quelli di Belluno e Rovigo hanno un tetto di 40 mila euro, tutti con l’obbligo di rendicontazione.
IDRAULICI – CALDAIE – POMPE DI CALORE – CLIMA
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ELETTRICI - FOTOVOLTAICO
Il personaggio
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L’intervista. Luca Giuman, veneziano, è tra i massimi esperti italiani del rapporto tra uomo e tecnologia
C’è un’etica nell’Intelligenza Artificiale? “Meglio cercarla nelle nostre comunità” L
uca Giuman, classe 1962, è uno di quei visionari che hanno saputo vedere nella tecnologia non solo un motore di progresso, ma una vera e propria forza naturale, capace di restituire senso e vitalità ai luoghi e alle persone. Socio e CEO di SerenDPT Srl, Società Benefit impegnata nel ripopolamento di Venezia attraverso l’innovazione, Giuman si occupa di intelligenza artificiale fin dagli anni ’80, quando l’idea di una macchina capace di “pensare” sembrava ancora fantascienza. Da allora non ha mai smesso di interrogarsi sul rapporto tra uomo e tecnologia, convinto che il futuro debba essere costruito su un equilibrio delicato tra creatività, etica e responsabilità. Oggi, anche come membro del CDA di Eggon Srl, continua a lavorare per un domani in cui la tecnologia non sostituisca l’uomo, ma lo accompagni nel suo percorso di crescita. Ultimamente sento sempre più spesso parlare a sproposito di Intelligenza Artificiale, ecco perché ho voluto fare una chiacchierata con Giuman, per cercare di capirci un po’ di più (insieme a tutti voi) su un tema affascinante e che ci riguarda molto più di quanto crediamo. Che cosa significa “intelligenza artificiale etica”? In che rapporto sono queste due parole? E, soprattutto perché è un problema che ci riguarda tutti da vicino? Parlare di “intelligenza artificiale etica” è forse un errore di prospettiva. Se consideriamo l’IA come una forza della natura — una nuova corrente cognitiva che attraversa il mondo — allora l’etica non le appartiene: appartiene a chi la abita, a chi la usa. Come il fuoco, l’elettricità o il linguaggio, l’IA non è buona né cattiva: è potenza in cerca di direzione. L’etica, allora, non è della macchina, ma del nostro modo di esserci in relazione con essa. Ci riguarda tutti, perché non è più solo tecnologia: è una lente attraverso cui guardiamo e modifichiamo la realtà. Ciò che chiamiamo “problema etico” nasce quando ci illudiamo che l’IA possa sostituirci anche nella responsabilità. Chi dovrebbe essere ritenuto responsabile quando un sistema
di intelligenza artificiale commette un errore o causa un danno? Lo sviluppatore, l’azienda o l’utente finale? Forse, quando cerchiamo un colpevole per un errore dell’IA, è perché non vogliamo riconoscere la parte di noi che ha delegato senza comprendere. L’errore non è della macchina, ma del patto inconsapevole che stringiamo con essa. Molti algoritmi poi riflettono o amplificano i pregiudizi presenti nei dati. Qual è secondo te la strategia più efficace per prevenire
be stabilire le proprie regole? E quanto è realistico pensare a un “AI Act mondiale”? Un “AI Act mondiale” suona come un sogno, ma prima dovremmo diventare un’unica comunità mondiale capace di condividere valori, non solo regole. In alternativa, pochi volenterosi potrebbero sviluppare una IA pensata per accrescere le capacità cognitive e relazionali dell’essere umano - e chi lo desidera, seguirla. Forse la legge più universale, per ora, è la coscienza. Molte applicazioni di IA si ba-
questo rischio senza limitare l’efficienza dei sistemi? I pregiudizi degli algoritmi non si correggono solo con dati più puliti, ma con comunità più consapevoli. Senza una pluralità di voci che progettano e addestrano l’IA, non avremo mai un’intelligenza che rifletta l’umanità intera. Forse la vera neutralità nasce solo quando l’IA è creata da molti e per molti, come un bene comune cognitivo. Serve una normativa unica a livello globale per l’intelligenza artificiale o ogni Paese dovreb-
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sano sulla raccolta massiccia di dati personali. Dove si trova, oggi, il confine tra innovazione e violazione della privacy? Il confine tra innovazione e privacy, come in meccanica quantistica, dipende dall’intento dell’osservatore. Se l’intento è il bene comune - come nei controlli di sicurezza che proteggono vite - allora la rinuncia a una parte di privacy può avere senso. Ma quando l’intento è l’accumulo o il controllo, anche l’innovazione diventa intrusione. Quando un algoritmo scrive un testo, compone musica o realizza un’opera visiva, di chi è la paternità morale e intellettuale di quel contenuto? Forse non l’umano né la macchina, ma la relazione tra i due. L’opera è il punto d’incontro tra la nostra intenzione e la sua capacità generativa. È co-creazione, non imitazione. Forse l’IA non è qualcosa da temere o addestrare, ma un nuovo ecosistema da abitare con consapevolezza. Come ogni forza della natura, può distruggere o illuminare. Dipende da noi, da ciò che scegliamo di portare in essa: paura o responsabilità, potere o cura, ambizione o senso. E chissà - forse proprio da come la abiteremo nascerà la prossima forma di intelligenza davvero etica: quella condivisa tra umani e macchine.
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• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Solidarietà. Un’iniziativa per informare, prevenire e aiutare le vittime a uscire dal silenzio
Despar Nord e Polizia di Stato unite contro la violenza sulle donne
Sintonizzati sul silenzio. Denuncia
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Maggiori informazioni su despar.it/it/despar-contro-la-violenza
possono fare la differenza tra silenzio e denuncia, campagne come questa si rivelano fondamentali. Un piccolo gesto, come ritirare un volantino durante la spesa, può diventare il primo segnale concreto di una possibile via d’uscita dal silenzio e dall’isolamento.
Don’t be silent. Report instances of violence to the national help line: 1522 .
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luogo di acquisto, ma uno spazio di dialogo e un presidio per la comunità. Una visione che si riflette nelle numerose attività legate alla responsabilità sociale d’impresa, uno dei pilastri della strategia di sviluppo dell’azienda. In un tempo in cui l’informazione e il sostegno
Despar Nord porta il messaggio contro la violenza di genere sugli scontrini di tutti i punti vendita Despar Nord trasforma gli scontrini in strumenti di prevenzione e sensibilizzazione. Per tutto novembre, nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar comparirà il numero 1522, un QR code informativo e il gesto SCARICA L’APP “Signal for Help”, riconosciuto a livello internazionale. Un’iniziativa concreta per diffondere il messaggio: non sei sola. RADIO VENETO24 Per rafforzare ulteriormente il messaggio della campagna informativa realizzata insieme alla Polizia di Stato e alle Questure del Veneto, Despar Nord si fa portavoce di un impegno concreto e visibile attraverso un’ulteriore iniziativa semplice ma d’impatto: nel mese di novembre, infatti, sul retro degli scontrini i clienti troveranno una grafica dedicata alla lotta contro la violenza di genere. Ogni scontrino emesso nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar della rete di Despar Nord, riporta con un messaggio
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Veneto gli opuscoli informativi realizzati per l’occasione, concepiti come uno strumento semplice ma concreto per orientare le persone che vivono situazioni di violenza, o che sono testimoni di tali episodi, verso i canali giusti a cui chiedere aiuto. All’interno dell’opuscolo informativo, oltre a un approfondimento sui segnali che possono aiutare a riconoscere le diverse tipologie di violenza che una donna può subire, si trovano indicazioni pratiche, numeri utili e una presentazione dell’APP YouPol, l’applicazione ufficiale della Polizia di Stato che consente di segnalare situazioni di pericolo, anche in forma anonima, contribuendo così alla tutela delle vittime. Questa iniziativa si inserisce in un percorso che Despar Nord porta avanti da diversi anni al fianco della Polizia di Stato e delle Questure locali. Un impegno costante per informare e sensibilizzare su temi di grande impatto sociale, dalla violenza di genere al bullismo, dalla sicurezza stradale alle truffe agli anziani. Per Despar Nord, infatti, essere parte attiva delle comunità in cui opera significa anche contribuire a creare una rete di relazioni e valori, dove il punto vendita non è solo un
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multilingue il numero antiviolenza nazionale 1522, attivo 24 ore su 24, e un QR code che consente un accesso diretto e immediato a tutte le informazioni sui centri antiviolenza regionali. Per rendere il messaggio ancora più immediato e universalmente riconoscibile, la grafica sullo scontrino include anche la rappresentazione visiva del “Signal for Help”, il gesto con cui una persona può chiedere aiuto in modo silenzioso e discreto: una mano aperta, il pollice piegato, le dita che si chiudono. Un simbolo ormai ri-
conosciuto a livello internazionale per indicare che ci si trova sotto minaccia e si ha bisogno di aiuto. Con questa iniziativa, Despar Nord punta a diffondere in modo capillare un messaggio di sensibilizzazione, attraverso un gesto quotidiano e apparentemente semplice come fare la spesa. Veicolare informazioni utili, messaggi di supporto e strumenti concreti in luoghi inaspettati — come il retro di uno scontrino — può rivelarsi un modo efficace per raggiungere chi ha più bisogno di essere aiutato.
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ontinua l’impegno di Despar Nord a sostegno della prevenzione e sensibilizzazione su temi sociali di rilievo, con una nuova campagna dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne. Nel mese di novembre, in cui ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), torna l’iniziativa “La violenza non è un atto d’amore – Non sei sola”, promossa dalla Polizia di Stato e sostenuta dalle sette Questure del Veneto, con la collaborazione attiva di Despar Nord. Un’iniziativa importante, che intende affrontare un fenomeno purtroppo sempre più attuale. Gli episodi di violenza contro le donne continuano infatti a segnare con drammatica frequenza le cronache quotidiane. Nonostante l’evoluzione degli strumenti legislativi e delle reti di protezione, la violenza di genere resta una piaga che attraversa ogni fascia sociale e culturale. Per questo motivo, la campagna punta non solo a informare, ma anche a prevenire, superare stereotipi radicati e favorire un contatto diretto tra cittadini e forze dell’ordine. Dal 1° al 30 novembre saranno disponibili in tutti i punti vendita Despar, Eurospar e Interspar del
La violenza non è un atto d’amore
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Dal 1° al 30 novembre torna nei punti vendita dell’Abete in Veneto la campagna di sensibilizzazione realizzata in collaborazione con le Questure della Regione
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Novità a quattro ruote: Alfa Romeo e Audi riscrivono la formula del SUV compatto Il mercato dell’auto si rinnova con modelli che uniscono tecnologia, efficienza e piacere di guida. Tra le novità più attese, la nuova Alfa Romeo Tonale, simbolo del design italiano che abbraccia l’elettrificazione, e la Audi Q3, SUV compatto tedesco che punta su comfort, sicurezza e connettività. Due interpretazioni diverse dello stesso futuro a quattro ruote. Alfa Romeo Tonale: l’eleganza diventa ibrida
La nuova generazione del SUV compatto italiano unisce stile, tecnologia e sostenibilità, portando il DNA sportivo Alfa nel mondo dell’elettrificazione. La nuova Alfa Romeo Tonale rappresenta il punto d’incontro tra tradi-
zione e innovazione: un SUV compatto che non rinuncia alla sportività ma guarda al futuro con soluzioni ibride evolute. Il design riprende i tratti distintivi del marchio – cofano scolpito, trilobo anteriore e gruppi ottici “3+3” full LED – interpretandoli in chiave moderna, con linee fluide e proporzioni perfettamente bilanciate.
All’interno, il Tonale offre un ambiente sofisticato e tecnologico: la plancia orientata verso il guidatore e i materiali soft-touch confermano l’attenzione al dettaglio tipica di Alfa Romeo. Il sistema di infotainment, basato su schermo da 10,25 pollici, è compatibile con Android Auto e Apple CarPlay wireless, mentre il quadro strumenti digitale da 12,3” garantisce una lettura chiara e immediata di tutte le informazioni. Sotto il cofano batte un cuore ibrido: la gamma prevede motorizzazioni Hybrid 48V da 130 o 160 CV e una versione Plug-in Hybrid Q4 da 280 CV con trazione integrale e oltre 80 km di autonomia elettrica. Le prestazioni restano di alto livello, con accelerazioni pronte e consumi contenuti, mentre il cambio automatico doppia frizione a 7 rapporti assicura fluidità e comfort. La Tonale è anche la prima Alfa a integrare la tecnologia NFT (NonFungible Token), che certifica l’identità e la manutenzione del veicolo in modo sicuro e trasparente. Un’idea innovativa che rafforza il valore del prodotto nel tempo. Prodotta nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, il nuovo SUV è disponibile in quattro allestimenti – Super, Sprint, Ti e Veloce – con prezzi a partire da circa 36.000 euro. Una proposta che coniuga passione italiana, efficienza e design, segnando l’inizio di una nuova era per il Biscione.
Nuova Audi Q3: tecnologia e comfort per tutti i giorni
Aggiornata nel design e nei contenuti, la nuova Q3 rinnova la formula del SUV compatto premium con più efficienza, connettività e sicurezza. La nuova Audi Q3 evolve senza stravolgere: le proporzioni restano compatte ma più muscolari, con un frontale ridisegnato dominato dalla calandra single frame ottagonale e nuovi fari a LED Matrix. Il posteriore
adotta linee più pulite e gruppi ottici tridimensionali, mentre i cerchi da 19 o 20 pollici completano un look elegante ma sportivo. L’abitacolo rispecchia la filosofia Audi: materiali di qualità, assemblaggi impeccabili e un’impostazione ergonomica che privilegia la funzionalità. La strumentazione è completamente digitale, con Virtual Cockpit da 10,25” e un nuovo infotainment MMI touch connesso alla rete 5G e ai servizi Audi Connect. L’assistente vocale, aggiornabile via software, permette di gestire navigazione, climatizzazione e intrattenimento con comandi naturali. La gamma motori spazia dai benzina TFSI ai diesel TDI, con potenze comprese tra 150 e 204 CV, fino alla versione ibrida plug-in da 245 CV capace di percorrere fino a 70 km in modalità elettrica. La trazione integrale quattro e il cambio S tronic a doppia frizione garantiscono stabilità e piacere di guida, anche su fondi difficili. Tra le novità spiccano i sistemi di sicurezza attiva: Audi pre sense front, assistente alla guida in coda, mantenimento di corsia e telecamere a 360°, che rendono la Q3 una delle più avanzate della categoria. Ampia la scelta di versioni: Advanced, S line e Business Plus, con listino da circa 39.000 euro. Con consumi ridotti, qualità costruttiva e tecnologia all’avanguardia, la nuova Audi Q3 conferma la sua posizione di riferimento nel segmento dei SUV premium compatti.
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Due medici dell’Ulss 6 Euganea tra i migliori ricercatori al mondo secondo la Stanford University Il cardiologo Gianluca Rigatelli e il collega Marco Zuin inseriti nella prestigiosa classifica internazionale “World’s Top 2% Scientists”
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uovo riconoscimento internazionale per la sanità veneta. Due dirigenti medici dell’Azienda Ulss 6 Euganea sono stati inseriti tra i migliori ricercatori al mondo nella nuova edizione della classifica “World’s Top 2% Scientists”, stilata dalla Stanford University e aggiornata al 1° agosto 2025. I premiati sono il dottor Gianluca Rigatelli, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia degli Ospedali Riuniti Padova Sud, e il dottor Marco Zuin, medico dirigente della stessa unità. Entrambi si distinguono per i loro studi in ambito cardiovascolare, un settore in cui la ricerca padovana si conferma ai vertici internazionali. La graduatoria, elaborata in collaborazione con la casa editrice scienti-
fica Elsevier, si basa su dati che misurano l’impatto delle pubblicazioni e delle citazioni ricevute dai ricercatori di tutto il mondo. Solo il 2% degli studiosi più influenti viene incluso nella lista, che copre 22 aree disciplinari e 174 specializzazioni. «Si tratta di un risultato che premia non solo l’impegno dei singoli ma l’intero sistema sanitario e universitario del territorio – commentano dall’Ulss 6 Euganea –. È la dimostrazione che la ricerca di qualità può crescere anche dentro le strutture pubbliche, a beneficio dei cittadini». Spiega il dr. Rigatelli: “L’analisi World top 2% prende in esame sia le pubblicazioni globali di ogni ricercatore e quelle relative all’ultimo anno. All’attivo io ho circa 600 articoli censiti su PubMed, su Scopus e Google Scholar, le 3 maggiori biblioteche scientifiche virtuali. I focus delle mie ricerche hanno incluso ed includono in ordine di rilievo e di numero di pubblicazioni: imaging e tecniche di trattamento percutaneo delle coronaropatie complesse ed in particolar modo l’angiopastica del tronco comune della coronaria sinistra e delle biforcazioni coronariche; studi di Computational Fluid Dynamic (Analisi computerizzata dei flussi in-
travascolari ed intracardiaci, simulazione delle tecniche di angioplastica nei vasi coronarici, analisi delle caratteristiche dei flussi intracoronarici per lo studio dell’aterosclerosi coronarica); imaging e trattamento transcatetere delle cardiopatie congenite nell’adulto (ecografia intracardiaca e trattamento dei difetti del setto interatriale e delle anomalie coronariche)”. E ancora: studi sulle tecniche di trattamento endovascolare dell’arteriopatia dei vasi periferici e cardiologia clinica (embolia polmonare, impatto del Covid sulle patologie cardiovascolari, metanalisi su diverse patologie cardiache). “Il dr. Zuin, oltre a collaborare con me negli studi di cui sopra da circa 15 anni, si occupa - continua il dr. Rigatelli - di ricerca nell’ambito dello studio e delle linee guida dell’embolia polmonare, dei risvolti clinici ed ecocardiografici delle tecniche di elettrostimolazione per lo scompenso cardiaco e le aritmie cardiache, dell’impatto del Covid, sulle patologie cardiovascolari, metanalisi su diverse patologie cardiache. Ha all’attivo circa 400 articoli censiti su PubMed, su Scopus e Google Scholar”.
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Lavoro. Più welfare, indennità più alte e riconoscimenti per chi fa turni di notte
“Ora sono libera e ho le ali”, la storia di Maniola: ha superato l’epilessia grazie alla neuorchirugia
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ento solo la felicità e la gioia. Sono al settimo cielo, ho le ali”. Ha esordito così la paziente di 42 anni, sottoposta a un intervento di chirurgia resettiva per l’epilessia farmacoresistente. Il tutto è stato un successo che è stato raccontato nella conferenza stampa tenutesi all’Azienda Ospedaliera di Padova. Nella città del Santo il dott. Filippo Dainese e il prof. Andrea Landi, dopo un primo intervento riuscito sulla paziente che ha raccontato la sua storia, hanno trattato 27 casi (21 adulti e 6 bambini). Altre tre persone sono in lista d’attesa. In Veneto, 16.500 pazienti sono seguiti per epilessia, su un totale nazionale di circa 50.000 casi, con 3.000 nuove diagnosi ogni anno. A Padova, 1.200 pazienti vengono presi in carico ogni anno, con 3.100 EEG eseguiti e 100 videoEEG registrati annualmente. Il prof. Andrea Landi ha inizialmente delineato il quadro clinico della donna: “Ricoverata all’età di 2–3 anni, successivamente solo crisi febbrili. Esordio della patologia a 13 anni, con episodi ripetuti nel tempo, con un impatto notevole sulla qualità della vita. Ha fatto molti cambi di terapia, ma è farmacoresistente, quindi perfetta candidata alla chirurgia resettiva. C’è un iter prechirurgico: si studiano le crisi, si individua l’angolo del cervello da cui partono e si definisce la zona epilettogena su
Padova, entra in funzione la nuova Pediatria: prima risonanza per i piccoli pazienti
cui intervenire con la neurochirurgia. Il 60– 70% dei pazienti guarisce in questo modo; con i farmaci, solo l’1–2%. È un intervento particolare e raro. A Padova c’è un’attrezzatura che acquisisce immagini strutturali della parte di cervello responsabile delle crisi, permettendo di identificare il danno anatomico. Una volta identificato il focolaio, si utilizzano tecniche di microchirurgia per rimuovere la parte che genera l’epilessia. Questo porta alla guarigione dalle crisi nel 90% dei casi e consente di ridurre quasi completamente la terapia farmacologica. È una tecnica che in Italia, in ambito pediatrico, è presente solo qui. Si tratta di una terapia coraggiosa per il paziente, ma molto efficace”. Ha poi parlato la grande protagonista della giornata, la signora Maniola, la paziente che si è sottoposta all’intervento: “Ho questa malattia da quando sono piccola. Sono felicissima di essere qui oggi, grazie ai dottori che mi hanno seguita. Sono contenta di avere preso questa decisione. Sono rinata di nuovo. Sono stata operata il 27 luglio 2024. Da lì non
ho più sentito le crisi. Adesso, ogni mese, sto calando sempre di più con i farmaci, sono quasi a 0. Lancio un messaggio per chi soffre di epilessia: non abbiate paura di fare questo intervento, per voi stessi e per chi vi sta intorno. È una grande gioia sentire di essere liberi, mi sembra di aver lasciato tutto alle spalle. Sento solo la felicità e la gioia. Sono al settimo cielo.” La paziente è scoppiata in lacrime, emozionandosi in un momento davvero toccante. Infine il Dottor Dainese ha concluso con una riflessione: “Purtroppo questi interventi sono ancora poco realizzati. Fanno paura perché toccano il cervello. Permettono però di arrivare alla guarigione nel 60-70% dei casi, ma sono ancora poco conosciuti. Questo è dovuto al fatto che c’è poca conoscenza di questo tipo di percorso. Dobbiamo pubblicizzarlo, può far bene al paziente”. Padova si conferma ancora una volta un’eccellenza della sanità e il sorriso di Maniola vale più di mille parole: una donna che è rinata e ora è libera di volare con le sue nuove ali.
Inaugurata la Salus Pueri: al via gli esami con apparecchiature all’avanguardia È un momento simbolico per la sanità veneta: giovedì 16 ottobre è ufficialmente entrata in attività la nuova Pediatria dell’Azienda ospedaliera di Padova. Alle 9.45 è stata eseguita la prima risonanza magnetica su un piccolo paziente, segnando l’inizio operativo della Salus Pueri, il moderno polo pediatrico situato in via Giustiniani. L’annuncio è stato dato dal direttore generale Giuseppe Dal Ben, che ha sottolineato come questo sia solo il primo passo di un percorso molto più ampio. La struttura, costata complessivamente 107 milioni di euro, accoglierà bambini e adolescenti da 0 a 18 anni e rappresenterà il nuovo riferimento regionale per la pediatria. La prima area a entrare in funzione è quella della radiologia, dove l’apparecchiatura Tesla 1,5 consente di ottenere immagini ad alta definizione, fondamentali per diagnosi precise e tempestive. Nonostante l’attività clinica sia già iniziata, i lavori esterni proseguono. In particolare, è in fase di realizzazione un avancorpo vetrato di 85 metri, che collegherà l’edificio principale con il percorso pedonale nel Parco delle Mura. Al di sotto della nuova struttura, sorgerà un’esposizione permanente dei reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi. Il progetto complessivo prevede un investimento aggiuntivo di 6 milioni di euro per l’area sud. I numeri confermano la centralità dell’ospedale: ogni anno la Pediatria padovana ricovera circa 10.000 bambini, registra 25.000 accessi al Pronto soccorso e oltre 320.000 visite ambulatoriali. A ciò si aggiungono circa 2.800 nascite l’anno.
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• Domenica 9 novembre ore 10:00-12:00 ore 15:00-17:00 • Sabato 22 novembre • Domenica 14 Dicembre ore 10:00-12:00 SU ore 15:00-17:00 • Sabato 17 Gennaio ASCOLTACI
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La testimonianza. A Padova si è svolto un innovativo intervento di neurochirurgia per la cura dell’epilessia
“Ora sono libera e ho le ali”, la storia di Maniola: ha superato l’epilessia grazie alla neuorchirugia Maniola, 42 anni, dopo anni di crisi epilettiche, è rinata grazie a un intervento innovativo all’Azienda Ospedaliera di Padova. Il team del prof. Landi e del dott. Dainese guida un centro d’eccellenza unico in Italia per la chirurgia resettiva dell’epilessia
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ta identificato il focolaio, si utilizzano tecniche di microchirurgia per rimuovere la parte che genera l’epilessia. Questo porta alla guarigione dalle crisi nel 90% dei casi e consente di ridurre quasi completamente la terapia farmacologica. È una tecnica che in Italia, in ambito pediatrico, è presente solo qui. Si tratta di una terapia coraggiosa per il paziente, ma molto efficace”. Ha poi parlato la grande protagonista della giornata, la signora Maniola, la paziente che si è sottoposta all’intervento: “Ho questa malattia da quando sono piccola. Sono felicissima di essere qui oggi, grazie ai dottori che mi hanno seguita. Sono contenta di avere preso questa decisione. Sono rinata di nuovo. Sono stata operata il 27 luglio 2024. Da lì non ho più sentito le crisi. Adesso, ogni mese, sto calando sempre di più con i farmaci, sono quasi a 0. Lancio un messaggio per
chi soffre di epilessia: non abbiate paura di fare questo intervento, per voi stessi e per chi vi sta intorno. È una grande gioia sentire di essere liberi, mi sembra di aver lasciato tutto alle spalle. Sento solo la felicità e la gioia. Sono al settimo cielo.” La paziente è scoppiata in lacrime, emozionandosi in un momento davvero toccante. Infine il Dottor Dainese ha concluso con una riflessione: “Purtroppo questi interventi sono ancora poco realizzati. Fanno paura perché toccano il cervello. Permettono però di arrivare alla guarigione nel 60-70% dei casi, ma sono ancora poco conosciuti. Questo è dovuto al fatto che c’è poca conoscenza di questo tipo di percorso. Dobbiamo pubblicizzarlo, può far bene al paziente”. Padova si conferma ancora una volta un’eccellenza della sanità e il sorriso di Maniola vale più di mille parole: una donna che è rinata e ora è libera di volare con le sue nuove ali.
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Padova, entra in funzione la nuova Pediatria: prima risonanza per i piccoli pazienti
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Inaugurata la Salus Pueri: al via gli esami con apparecchiature all’avanguardia È un momento simbolico per la sanità veneta: giovedì 16 ottobre è ufficialmente entrata in attività la nuova Pediatria dell’Azienda ospedaliera di Padova. Alle 9.45 è stata eseguita la prima risonanza magnetica su un piccolo paziente, segnando l’inizio operativo della Salus Pueri, il moderno polo pediatrico situato in via Giustiniani. L’annuncio è stato dato dal direttore generale Giuseppe Dal Ben, che ha sottolineato come questo sia solo il primo passo di un percorso molto più ampio. La struttura, costata complessivamente 107 milioni di euro, accoglierà bambini e adolescenti da 0 a 18 anni e rappresenterà il nuovo riferimento regionale per la pediatria. La prima area a entrare in funzione è quella della radiologia, dove
(colonna vertebrale, anca, ginocchio, piede, spalla, gomito, polso, mano)
ELETTROMIOGRAFIA POLISONNOGRAFIA Autorizzazione sanitaria n. 07/2023 del 09/02/2023 Direttore Sanitario: Dott. Mario Bortolato
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“S
ento solo la felicità e la gioia. Sono al settimo cielo, ho le ali”. Ha esordito così la paziente di 42 anni, sottoposta a un intervento di chirurgia resettiva per l’epilessia farmacoresistente. Il tutto è stato un successo che è stato raccontato nella conferenza stampa tenutesi all’Azienda Ospedaliera di Padova. Nella città del Santo il dott. Filippo Dainese e il prof. Andrea Landi, dopo un primo intervento riuscito sulla paziente che ha raccontato la sua storia, hanno trattato 27 casi (21 adulti e 6 bambini). Altre tre persone sono in lista d’attesa. In Veneto, 16.500 pazienti sono seguiti per epilessia, su un totale nazionale di circa 50.000 casi, con 3.000 nuove diagnosi ogni anno. A Padova, 1.200 pazienti vengono presi in carico ogni anno, con 3.100 EEG eseguiti e 100 videoEEG registrati annualmente. Il prof. Andrea Landi ha inizialmente delineato il quadro clinico della donna: “Ricoverata all’età di 2–3 anni, successivamente solo crisi febbrili. Esordio della patologia a 13 anni, con episodi ripetuti nel tempo, con un impatto notevole sulla qualità della vita. Ha fatto molti cambi di terapia, ma è farmacoresistente, quindi perfetta candidata alla chirurgia resettiva. C’è un iter prechirurgico: si studiano le crisi, si individua l’angolo del cervello da cui partono e si definisce la zona epilettogena su cui intervenire con la neurochirurgia. Il 60–70% dei pazienti guarisce in questo modo; con i farmaci, solo l’1–2%. È un intervento particolare e raro. A Padova c’è un’attrezzatura che acquisisce immagini strutturali della parte di cervello responsabile delle crisi, permettendo di identificare il danno anatomico. Una vol-
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l’apparecchiatura Tesla 1,5 consente di ottenere immagini ad alta definizione, fondamentali per diagnosi precise e tempestive. Nonostante l’attività clinica sia già iniziata, i lavori esterni proseguono. In particolare, è in fase di realizzazione un avancorpo vetrato di 85 metri, che collegherà l’edificio principale con il percorso pedonale nel Parco delle Mura. Al di sotto della nuova struttura, sorgerà un’esposizione
permanente dei reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi. Il progetto complessivo prevede un investimento aggiuntivo di 6 milioni di euro per l’area sud. I numeri confermano la centralità dell’ospedale: ogni anno la Pediatria padovana ricovera circa 10.000 bambini, registra 25.000 accessi al Pronto soccorso e oltre 320.000 visite ambulatoriali. A ciò si aggiungono circa 2.800 nascite l’anno.
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A tavola
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Idee in cucina, facili e sfiziose
Rubrica a cura di
Sara Busato
In novembre siamo incantati dalle sfumature e profumi offerti dalla natura. Il calo delle temperature e la riduzione delle ore di luce ci spingono a trascorrere più tempo in casa, dedicandoci alla creazione di piatti deliziosi
CREMA DI ZUCCA Una zuppa calda e confortante, perfetta per l’autunno ma anche per tutto il periodo invernale. Si può gustare calda oppure tiepida, come primo piatto o piatto unico. Ingredienti: 00 g zucca; 200 g patate; 80 g cipolle bianche; brodo vegetale (un litro); pepe nero; sale; olio extravergine di oliva; cannella in polvere; noce moscata Preparazione: Scaldare il brodo vegetale. Pulire la zucca, togliere la buccia esterna e i semi, quindi tagliarla a cubetti di circa 4 o 5 centimetri. Pelare le patate e tagliarle a cubetti della stessa dimensione. Pulire la cipolla, tritarla, quindi metterla in pentola con l’olio e farla imbiondire. Unire la zucca e le patate, aggiungere il brodo fino a coprire quasi completamente le verdure, conservando quello in eccesso. Aggiustare di sale e pepe, quindi portare a ebollizione a fuoco alto e ridurre il calore, lasciando cuocere per circa venti minuti. Aggiungere ulteriore brodo se necessario. Cuocere per altri 10 minuti. Frullare con un frullatore a immersione fino a ottenere una crema liscia e omogenea. Unire la cannella e la noce moscata e mescolare. La crema di zucca è pronta.
SPEZZATINO DI MANZO AI FUNGHI E CASTAGNE Un secondo piatto ricco e avvolgente, perfetto per i pranzi della domenica di novembre.I funghi e le castagne — protagonisti della stagione — donano un gusto terroso e leggermente dolce che si sposa alla perfezione con la carne. Ingredienti: :800 g di spezzatino di manzo; 200 g di castagne cotte; 250 g di funghi misti freschi; 1 cipolla dorata; 1 carota; 1 costa di sedano; 1 bicchiere di vino rosso; 400 ml di brodo di carne o vegetale; 2 cucchiai di concentrato di pomodoro; 1 rametto di rosmarino; 2 foglie di alloro; olio extravergine d’oliva q.b.; sale e pepe nero q.b.; burro (facoltativo). Preparazione: Iniziare con il rosolare la carne in una casseruola capiente con un filo d’olio extravergine d’oliva, fino a farla dorare uniformemente su tutti i lati. Scolare la carne e tenerla da parte. Proseguire con il preparare un soffritto di cipolla, carota e sedano tritati finemente, utilizzando la stessa casseruola. Lasciare appassire dolcemente le verdure per alcuni minuti, quindi unire nuovamente la carne e sfumare con il vino rosso, lasciando evaporare l’alcol. Aggiungere il concentrato di pomodoro, le erbe aromatiche (rosmarino e alloro) e versare il brodo caldo fino a coprire la carne. Coprire la casseruola con un coperchio e lasciare sobbollire a fuoco dolce per circa un’ora e un quarto, mescolando di tanto in tanto per evitare che la carne si attacchi. Nel frattempo, pulire e tagliare i funghi a pezzi regolari. Dopo la prima fase di cottura, aggiungere i funghi e le castagne alla carne e proseguire la cottura per altri trenta minuti, o finché la carne risulta tenera e il fondo di cottura denso e profumato.
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TORTA PERE E NOCI Un dolce goloso, soffice e piacevolmente croccante al morso, grazie alla frutta secca sbriciolata. Perfetto per una colazione genuina o da gustare a merenda con un infuso bollente o una tazza di cioccolata calda. Ingredienti: 4 pere; 80 g di noce; 300 g di farina 00; 230 g di zucchero semolato; 150 ml latte; 100 g burro; 16 g lievito in polvere per dolci; 3 uova, estratto di vaniglia; limone Preparazione: Sbucciare 2 pere, eliminare il torsolo e tagliarle a pezzetti. Sistemare i pezzi di pera in un piatto fondo e spruzzarli con il succo di limone per evitare l’ossidazione. Tenere da parte. Rompere le uova in una ciotola, aggiungere lo zucchero e montare con le fruste elettriche fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Versare il burro fuso e il latte a temperatura ambiente. Unire la farina setacciata e il lievito. Profumare con l’estratto di vaniglia e mescolare accuratamente gli ingredienti. Incorporare i pezzetti
di pera e 65 g di gherigli di noce sminuzzati. Versare il composto ottenuto in una tortiera da 24 cm di diametro rivestita con carta da forno. Sbucciare le pere rimanenti, tagliarle a fettine e disporle a raggiera sulla superficie del dolce. Quindi cospargere con i restanti gherigli di noce tritati e spolverizzare con un cucchiaio di zucchero semolato. Cuocere in forno statico a 180°C per circa 40 minuti. Una volta terminata la cottura, sfornare la torta e farla raffreddare per 10 minuti. Sformare il dolce su un piatto da portata e spolverizzarlo con dello zucchero a velo.
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