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laPiazza dell'Altapadovana - Gen26

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La sanità veneta

vista dal neo assessore

Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”

Tre, due, uno: si parte!

La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.

E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.

Veneto2 4

Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale

Padovana

Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico

STEFANI TRACCIA LA ROTTA

PER IL VENETO: “ATTENZIONE

AL SOCIALE, CASA AI GIOVANI, SANITA’ VICINA ALLE FAMIGLIE”

La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”

Servizio alla pag. 4

RIFIUTI

Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

I Centri di Raccolta e le piazzole ecologiche sono ora accessibili a tutti gli utenti, con sistemi digitali che tracciano ogni conferimento

Gli enti locali del terrtiorio presentano i bilanci per il 2026 puntando su sviluppo sostenibile, servizi sociali e infrastrutture

Servizi alle pagg. 6 e 7 segue a pag. 21

Morire di lavoro non è fatalità

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.

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Servizio a pag. 10

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Il team Italy porta con sé un tocco cittadellese

Un pezzo di Cittadella è pronto a svettare tra i picchi ampezzani, perché lo studio di design dell’Alta Padovana Jonny Mole è stato chiamato ancora una volta a reinventare la carlinga del bob del team Italy, dopo la caldissima accoglienza ricevuta dalla versione creata per la Coppa del Mondo dello scorso novembre, disputata sempre nello storico e prestigioso borgo bellunese di Cortina. Del nuovo mezzo non si sa ancora nulla, ma quello che è certo è che sarà un successo garantito, a giudicare dall’opera precedente. Infatti, se il team azzurro non ha regalato gioie particolari ai sostenitori del Bel Paese, complice anche la prova di forza della Germania, che ha blindato cinque delle sei posizioni sul podio delle categorie doppio e quadruplo maschile, nello stile non c’è stata competizione: l’elegante design ispirato al futurismo ha conquistato appassionati e addetti ai lavori. Come spiegano sui propri social gli artisti che si sono occupati del progetto, “Il gioco cromatico di grigi e blu suggerisce movimento, eleganza e profondità, per un design che corre verso il futuro e guarda ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026”. Viene così combinato un senso di dinamismo urbano, punto di forza dell’azienda, che si è spesso cimentata nel disegnare bici da corsa e divise da ciclismo, con la frammentazione del ghiaccio, rappresentato dalle forme triangolari che puntano in avanti verso il traguardo, accentuando l’effetto visivo di un proiettile bianco che sfreccia sul tracciato. Tra pochissimi giorni verrà svelata la nuova versione della carlinga, con i tifosi azzurri in trepidante attesa e Cittadella, in particolare, pronta ad ammirare il nuovo design creato apposta per l’occasione dagli artisti della città murata.

Lo studio di design Jonny Mole ridisegna il bob della squadra azzurra

Morire di lavoro non è fatalità

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Guardando indietro, il 2025 non ha concesso tregua. I dati provvisori Inail parlano di oltre 1.010 morti sul lavoro in Italia nei primi undici mesi dell’anno. Il Veneto, cuore pulsante della nostra economia, si è confermato purtroppo ai vertici di questa classifica, secondo solo alla Lombardia, con oltre 100 decessi, con Verona che ha tristemente guidato il primato regionale, seguita da Venezia e Vicenza. Nonostante i proclami, la “zona rossa” del rischio infortunistico continua ad allargarsi, colpendo duramente i settori della manifattura e dell’edilizia. Il problema non è la mancanza di norme. L’Italia possiede una delle legislazioni sulla sicurezza più avanzate d’Europa. Il vero nodo è che la prevenzione viene spesso degradata a mero adempimento burocratico. Per troppe imprese, la sicurezza è un “faldone” da riempire per evitare multe, un costo da minimizzare o un fastidioso rallentamento della produzione. Ma la sicurezza non si fa con i timbri: si fa con la formazione vera, con l’aggiornamento tecnologico e, soprattutto, con una vigilanza che non sia solo formale. Quando il profitto o la fretta di consegnare un ordine superano la tutela del lavoratore, il sistema ha già fallito.

Non dobbiamo però cadere nell’errore della generalizzazione. Esistono imprenditori attenti che investono somme ingenti per azzerare i rischi. Ma non in tutte le aziende è così, per talune imprese la sicurezza è un costo da limare, un fastidio da aggirare. Tuttavia, la mancanza di una cultura della sicurezza riguarda talvolta anche i lavoratori stessi. La “confidenza” con gli strumenti o le macchine usate, l’abitudine al rischio o la sottovalutazione del pericolo (“abbiamo sempre fatto così”) sono nemici invisibili quanto un cavo scoperto. Indossare un dispositivo di protezione individuale non è un obbligo verso il capo, ma un patto con la propria vita.

Oltre all’inestimabile dolore umano, non possiamo ignorare l’impatto collettivo. Gli infortuni sul lavoro costano all’Italia circa 104 miliardi di euro l’anno, pari a oltre il 6% del nostro PIL. È una voragine economica che brucia risorse che potrebbero essere investite in sviluppo e stipendi. Non possiamo più permetterci di considerare queste morti come un “rischio collaterale” dell’attività d’impresa. La sicurezza deve diventare l’ossigeno del nostro modello produttivo veneto. Perché una terra che produce ricchezza, ma non garantisce il ritorno a casa dei suoi figli, è una terra che sta tradendo le sue radici più profonde: la dignità del lavoro.

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Cittadella, approvato il bilancio annuale

S cuola, sport e servizi: questi sono i punti chiave del nuovo bilancio del Comune di Cittadella per l’anno fiscale 2026. L’amministrazione Pierobon ha deciso di spingere molto sulla sfera sociale, punto chiave di una realtà territoriale tra le più solide dello stivale. Il Sindaco spiega la ragione di questa scelta: “Purtroppo in Italia i comuni virtuosi sono penalizzati dal Fondo di Solidarietà, un contributo doveroso ma sul quale si esagera. Di conseguenza è difficile tutelare certi servizi essenziali che restano a carico del Comune”. Sorprende, quindi, il fatto che l’amministrazione sia riuscita a evitare incrementi della pressione fiscale nonostante l’aumento del costo di molti servizi, tra cui, in particolare, le mense scolastiche e il trasporto pubblico, per i quali le casse comunali coprono rispettivamente il 50% e il 75% della spesa. Il traguardo più importante, secondo Luca Pierobon, è aver mantenuto questi servizi senza introdurre l’addizionale Irpef, che grava invece sulle tasche di quasi tutti gli altri cittadini della provincia di Padova. Si salvano, in-

fatti, solo i residenti di Carmignano, San Pietro in Gu e, appunto, Cittadella.

Non è certo solo merito del Comune, ammette il Sindaco, ma anche della solidità economica dell’Alta Padovana, che permette scelte fiscali più prudenti e maggiori ritorni economici dal tessuto produttivo.

Ma investire sui servizi non vuol dire solo coprire parte delle spese al posto dei cittadini: significa anche investire sulle multiutility del territorio, in particolare Etra, la cui gestione di acqua potabile, fognature e rifiuti è considerata una priorità assoluta. Una presenza concreta nella società, di cui il Comune detiene circa il 4% delle quote, garantisce voce in capitolo sulle scelte di gestione e sul controllo della qualità. Questa presenza però non deve essere vista come un tentativo di lucro: “Da queste quote non traiamo nessun guadagno, perché, come gli altri comuni affiliati, abbiamo scelto di lasciare tutti gli utili in azienda per migliorare il servizio anno dopo anno”. Tra le sfide che hanno gravato di più sul bilancio, l’aumento dei co-

sti è sicuramente la più rilevante: “Purtroppo risentiamo ancora della ‘botta’ che ci è arrivata col COVID - durante lo stop delle attività produttive, infatti, i costi dell’energia sono schizzati alle stelle - e tutt’ora abbiamo un’illuminazione pubblica che si spegne alle due di notte”. Ma proprio in quest’ottica uno degli investimenti più significativi riguarda la sostituzione delle vecchie centraline e di tutti i lampioni del territorio comunale, che verranno rimpiazzati da luci a LED. A fronte di una importante spesa, 9 milioni di euro distribuiti su 9 anni, da quest’estate Cittadella spenderà meno del 40% di quanto debba investire adesso nell’illuminazione pubblica, anche tenendo i lampioni accesi tutta la notte. Un altro punto cardine del bilancio è la crescita delle attività sportive del territorio: “Noi abbiamo sempre investito su tutti gli sport, - chiarisce Pierobon - dall’hockey al rugby, dal nuoto alla pallavolo, oltre al calcio che naturalmente gode di un canale dedicato sotto l’aspetto normativo grazie alla sua natura agonistica.” E se da Roma è arrivato un contributo per il rugby

Padova 2025: la Provincia torna protagonista

Un bilancio che guarda al futuro, rafforzando il ruolo della Provincia e restituendo centralità ai territori. È questo il messaggio emerso dalla presentazione delle attività 2025 dell’amministrazione provinciale di Padova, illustrata nel corso della conferenza di fine anno dal presidente Sergio Giordani e dalla giunta. “La riforma delle Province è importante: dobbiamo ridare dignità a questo ente”, ha sottolineato Giordani, ribadendo la necessità di un’amministrazione capace di coordinare e sostenere i Comuni, soprattutto nelle funzioni strategiche. Il 2025, ha spiegato il presidente, segna un consolidamento del ruolo provinciale dopo anni di incertezze istituzionali e risorse limitate. Il bilancio evidenzia un’intensa attività sul fronte degli investimenti, con particolare attenzione alla viabilità, all’edilizia scolastica e alla

Ventilazione

cittadino, l’investimento più importante per le tasche comunali riguarda la pista di atletica. “Pochi giorni fa abbiamo consegnato i lavori per il nuovo impianto da 4 milioni di euro, perché una società di atletica mancava da ormai troppi anni sul territorio”. L’im-

sicurezza del territorio. Grazie anche ai fondi del Pnrr, la Provincia ha potuto intervenire su oltre 20 cantieri scolastici negli ultimi due anni, con lavori di messa in sicurezza, efficientamento energetico e ampliamento degli spazi didattici. Solo nel 2024 sono stati completati o avviati interventi su 15 scuole, mentre ulteriori cantieri sono programmati per il prossimo anno. Sul versante della viabilità, il piano prevede risorse significative per la manutenzione e il potenziamento delle strade provinciali. Tra gli interventi principali figurano l’allargamento della Strada provinciale 10 Desman con la realizzazione di una nuova rotatoria, lavori sulla SP 72 Mestrino e sulla SP 59 di Conselve, oltre a numerosi interventi di asfaltatura e messa in sicurezza in diverse aree del territorio. Complessivamente, per le infrastrutture stradali sono stati

pianto sarà riservato alle scuole la mattina, mentre il pomeriggio sarà dedicato agli agonisti. Ma la vera sorpresa riguarda la sera, quando la struttura aprirà le porte a tutti i cittadini che vogliano praticare attività sportiva.

stanziati diversi milioni di euro. Il bilancio 2025 dedica spazio anche alla pianificazione urbanistica e allo sviluppo sostenibile, con progetti che puntano a migliorare la mobilità, la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini. Non mancano le risorse per il sostegno alle scuole superiori e per i servizi a supporto delle comunità locali. Infine, l’amministrazione ha ricordato l’impegno sul piano istituzionale: nel corso del 2025 entrerà a regime il regolamento che disciplina il funzionamento della Commissione provinciale per le pari opportunità, segno di un’attenzione crescente ai temi dell’inclusione e della partecipazione. “La Provincia – ha concluso Giordani – è tornata a essere un punto di riferimento. Con questo bilancio dimostriamo che, se messa nelle condizioni di operare, può dare risposte concrete ai territori e ai cittadini”. (r.p.)

Il sindaco Luca Pierobon

Tempo di bilanci/2. 13,1 milioni tra investimenti per servizi sociali, infrastrutture e sostenibilità

Fontaniva, conti in ordine e tanti investimenti in programma

Il Comune di Fontaniva guarda al futuro con un bilancio improntato alla solidità e allwa programmazione. La Giunta comunale ha approvato con deliberazione n. 171 del 13 novembre 2025 lo schema di bilancio di previsione 2026–2028, ponendo particolare attenzione all’esercizio 2026, che conferma una strategia orientata allo sviluppo, alla tutela sociale e al miglioramento delle infrastrutture. Per il 2026 sono previste entrate complessive pari a 13.116.220 euro. Una cifra significativa, proveniente per il 24,02% da entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa, per il 2,19% da trasferimenti correnti, per l’11,72% da entrate extratributarie e per il 52,48% da entrate in conto capitale. Un dato che evidenzia la capacità dell’ente di intercettare risorse destinate agli investimenti. Le risorse consentiranno di finanziare una spesa corrente pari a 4.806.408,36 euro, una spesa in conto capitale di 6.752.587 euro, oltre al rimborso di prestiti per 324.224,64 euro, mantenendo l’equilibrio dei conti e la sostenibilità finanziaria. La spesa corrente sarà destinata in modo rilevante alle politiche sociali e per la famiglia, con uno stanziamento di 886.184,24 euro. Importanti risorse, pari a 600.622,42 euro, saranno dedicate alla gestione dei beni demaniali e patrimoniali, alla viabilità e alle infrastrutture, mentre

437.081 euro andranno all’ordine pubblico e alla sicurezza. Ai servizi gestiti con l’Unione dei Comuni della Brenta, tra cui quelli scolastici, sono destinati 361.500 euro. Previsti inoltre interventi nell’ambito della cultura, dello sport, delle politiche giovanili e dello sviluppo economico. “Questo bilancio conferma una linea amministrativa responsabile e concreta, che mette al centro le persone e il territorio”, sottolinea il sindaco Alberto Trento. “Abbiamo scelto di investire sui servizi essenziali, sulla sicurezza e sulla qualità della vita, senza rinunciare a una visione di sviluppo sostenibile e di lungo periodo”. Sul fronte delle opere pubbliche, il programma triennale 2026–2028, approvato con deliberazione n. 167 del 13 novembre 2025, prevede per il 2026 la manutenzione straordinaria di Piazza Umberto I, uno degli spazi simbolo della comunità. Proseguiranno inoltre,

nel rispetto dei cronoprogrammi, i lavori già avviati, tra cui la realizzazione della mensa scolastica, la pista ciclabile di via Sant’Antonio, la rotonda di via Marconi e il progetto Brenta Green Trail, cofinanziato dalla Fondazione Cariparo. In programma anche l’intervento di insediamento forestale a tutela del paesaggio e dell’ambiente, cofinanziato da Avepa. “Le opere pubbliche non sono solo cantieri, ma investimenti sul futuro di Fontaniva”, conclude il sindaco Trento. “Parliamo di scuole, mobilità sostenibile, sicurezza stradale e tutela ambientale. Scelte che guardano alle prossime generazioni e che rafforzano l’identità del nostro paese”. Un bilancio che, numeri alla mano, conferma l’impegno dell’Amministrazione comunale nel coniugare rigore finanziario, attenzione sociale e capacità di progettare il futuro.

Federico Franchin

Carmignano di Brenta: oltre 8,6 milioni di risorse intercettate

Qualche settimana fa il Consiglio Comunale di Carmignano di Brenta ha approvato il Bilancio di previsione 2026–2028, confermando la linea politica dell’amministrazione guidata dal Sindaco Pasqualon: conti in ordine, nessun aumento delle tasse e investimenti concreti per il futuro della comunità. In un contesto economico complesso, restano invariate le aliquote Imu e il Comune continua a non applicare l’addizionale comunale Irpef, dimostrando attenzione verso cittadini e imprese. Il Bilancio prevede importanti investimenti senza ricorrere a nuovi mutui, con un indebitamento tra i più bassi

consentiti dalla normativa e oltre 8,6 milioni di euro di risorse sovracomunali intercettate durante il mandato. Con questa scelta, l’am-

ministrazione

(r.p.)

Tra le opere pubbliche previste figurano la manutenzione di Piazza Umberto I, la mensa scolastica, la pista ciclabile, la rotonda di via Marconi, il Brenta Green Trail e interventi di insediamento forestale

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guarda al futuro del territorio con impegno e fiducia, accompagnando la crescita di Carmignano di Brenta.

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Il piano riguarderà i seguenti interventi:

sistemazione del verde, nuove alberature e potature straordinarie: 50.000 €; • realizzazione della

giardini e aree gioco

per opere pubbliche e piani

lavori in economia: 17.000 €.

che nell’ambito della transizione ecologica. Il Comune ha infatti aderito all’Accordo Quadro Consip per l’efficientamento energetico di tutti gli impianti di illuminazione pubblica, in un’ottica di promozione energetica all’avanguardia. L’Amministrazione ha scelto un modello di gestione innovativo che prevede di affidarsi ad un operatore specializzato per i prossimi nove anni. Fulcro dell’operazione,

Attraverso questa nuova gestione, il Comune garantirà un servizio di manutenzione e pronto intervento attivo h24, sistemi di telecontrollo e il monitoraggio costante dei consumi energetici. Un progetto lungimirante che valorizza il patrimonio urbano e fa dell’illuminazione pubblica del nostro territorio un modello di gestione moderna, efficace e rispettosa dell’ambiente.

Scuola. L’Istituto Meucci-Fanoli introduce un percorso formativo per manutentori e assistenti tecnici

Nuove frontiere dell’istruzione: arriva il primo percorso formativo professionale da 4 anni

L’offerta formativa dell’Alta Padovana cresce e si rinnova, con un nuovo corso professionale unico sul territorio regionale. Il Meucci-Fanoli, l’istituto di istruzione superiore di Cittadella che comprende istituto tecnico, professionale e liceo artistico, introduce dal prossimo anno scolastico il corso quadriennale in “manutenzione e assistenza tecnica”, per formare specialisti di un settore con sempre maggiore richiesta di manodopera d’alto livello.

Chi vorrà approfondire ulteriormente le proprie conoscenze, al termine del ciclo formativo, potrà poi integrare il percorso con due anni opzionali, in regime scuolalavoro, presso gli istituti tecnici superiori “Red Academy” di Padova e “Academy Meccatronico Veneto” di Vicenza, entrambi affiliati alla scuola cittadellese.

Il corso, approvato ufficialmente dall’Ufficio Scolastico Regionale il 7 gennaio, si articola in 35 ore settimanali, suddivise in giornate dal 6 ore dal lunedì al venerdì seguite da 5 ore il sabato. Il primo

anno prevede solo lezioni frontali e laboratori all’interno dell’istituto, ma già dal secondo anno sono previste due settimane di stage in azienda, così come per il quarto anno, mentre il terzo anno prevede ben quattro settimane, quasi un mese intero, di stage, offrendo agli studenti un’esperienza completa e immersiva nel mondo del lavoro e permettendo un corso intensivo che condensa in quattro anni le nozioni e la pratica che normalmente ne richiedono cinque. Tant’è che i maturandi potranno poi accedere all’università come coloro che hanno frequentato qualsiasi ciclo superiore quinquennale. Le competenze acquisite al termine del percorso sono molteplici e permettono l’accesso a una vasta gamma di mansioni nel settore industriale e non: una conoscenza approfondita delle componenti di impianti termotecnici ed elettromeccanici, nonché delle problematiche a cui queste strutture sono più spesso soggette, che permette di intervenire in sicurezza e nel rispetto delle norme

in qualsiasi fase di lavoro, dall’assemblaggio allo smaltimento e alla sostituzione; la capacità di riparare, regolare e supervisionare impianti e dispositivi nei settori della meccatronica, dell’automazione, dell’elettrotecnica e della termotecnica, nei quali il maturando

La situazione dei parcheggi in periferia resta problematica

La questione dei parcheggi in periferia a Cittadella continua a far discutere. Dopo un articolo pubblicato nel nostro giornale il mese scorso, che segnalava la carenza di posti auto, un lettore residente in via Matteotti ha deciso di condividere la propria esperienza, denunciando il degrado della situazione e l’assenza di risposte da parte delle autorità. Il cittadino racconta di aver inviato diverse segnalazioni alla polizia locale, corredate da foto della strada, senza mai

ricevere risposta: “Le auto in divieto interferiscono con il normale scorrimento dei veicoli. Siamo costretti - spiegava - a procedere contromano, invadendo l’altra corsia nonostante la linea continua. Confido che si riesca a intervenire”. Ma l’intervento non sarebbe mai arrivato, e dopo numerose mail ignorate, ha deciso di rivolgersi alla stampa, scrivendo alla nostra redazione: “La situazione in via Matteotti non è cambiata e non ho mai visto passare nessuno per accerta-

potrà intervenire sia per l’installazione che come collaudatore; la gestione burocratica e procedurale di macchinari e apparecchiature nella sistemistica sia civile che industriale. L’inserimento lavorativo sarà poi aiutato dal sodalizio con otto importanti aziende del settore

menti”. Secondo questo lettore, le auto parcheggiate in divieto, nonostante i cartelli, appartengono a residenti che non utilizzano i propri garage, creando forti difficoltà al transito dei veicoli. Il Sindaco Pierobon, nelle scorse settimane, aveva negato questa problematica, ricordando anche i nuovi parcheggi creati appena fuori dalle mura cittadine, ma a quanto pare il vero problema risiederebbe nella gestione delle strade periferiche e delle aree residenziali. (n.c.)

attive sul territorio: La Meccanica srl, Barin srl, Scilm spa e Sirmax spa di Cittadella, Mafin srl di Galliera Veneta, Cartotecnica Postumia spa di Carmignano, Rotogal snc di San Pietro in Gu e Sariv srl di Fontaniva.

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Nicola Canella

Etra rende universale l’accesso alle aree ecologiche e ai centri

U na svolta concreta nel modo di intendere il servizio rifiuti, pensata per adattarsi alle abitudini reali dei cittadini e superare definitivamente i confini amministrativi comunali. È il nuovo modello introdotto da Etra, improntato alla massima flessibilità e alla piena circolarità dei sistemi di conferimento, entrata pienamente a regime dal 1 gennaio 2026. Il cambiamento più rilevante riguarda le Aree H24, piazzole ecologiche tecnologicamente avanzate, accessibili sette giorni su sette e ventiquattro ore su ventiquattro. Grazie agli investimenti del Pnrr destinati a nuove installazioni e riqualificazioni, queste strutture non saranno più riservate ai soli residenti del comune in cui si trovano: tutti gli utenti in possesso di Eco tessera potranno utilizzarle liberamente sull’intero territorio servito da Etra, in un’ottica di completa condivisione delle attrezzature e di maggiore comodità per chi si sposta quotidianamente per lavoro o necessità personali. Nelle Aree H24 è possibile conferire carta e cartone, imballaggi in plastica e metalli, vetro e secco residuo, quest’ultimo tramite press container. Un servizio che garantisce continuità operativa, accessibilità e un utilizzo più

razionale delle infrastrutture, migliorando l’efficienza complessiva del sistema di raccolta differenziata. La logica della circolarità è già attiva da alcuni mesi anche per i Centri di Raccolta, ex Ecocentri. Gli utenti domestici possono infatti accedere liberamente a uno qualsiasi dei 32 Centri di raccolta disponibili sul territorio, indipendentemente dal proprio comune di residenza. Si tratta di spazi videosorvegliati e fondamentali per il conferimento corretto di rifiuti che, per dimensioni o tipologia, non possono essere smaltiti attraverso la raccolta domiciliare o stradale, come rifiuti ingombranti, Raee, legno e materiali particolari.

Strumento chiave di questo nuovo sistema “senza confini” è l’Eco tessera, dotata di microchip e utilizzata come vero e proprio passepartout. La tessera consente l’apertura delle bocche di carico nelle Aree H24 e l’accesso ai Centri di Raccolta. Per quanto riguarda il secco residuo, il sistema informatico registra ogni conferimento attribuendolo all’utenza specifica e scalando automaticamente i litri dal budget previsto dalla tariffa, ovunque il conferimento avvenga, garantendo così massima tracciabilità ed equità.

Per facilitare l’orientamento degli utenti, oltre agli elenchi completi dei punti di conferimento, Etra mette a disposizione anche l’app gratuita “Etra – Servizio rifiuti”, consultabile da smartphone, con informazioni su sedi, orari e servizi disponibili. “Questa svolta rappresenta un cambiamento culturale profondo nel nostro modo di intendere il servizio pubblico – afferma Flavio Frasson, presidente di Etra –. Con il superamento dei confini comunali abbiamo voluto mettere ancora di più al centro le reali esigenze dei cittadini, trasformando la rete di Etra in un unico grande sistema integrato, flessibile e orientato alla semplicità d’uso”.

Il legame che fa crescere il territorio

Quote in aziende del territorio? È ormai una prassi per i Comuni avere partecipazioni in società operanti in ambiti affini al pubblico, acquisendo così un ruolo proattivo nello sviluppo economico dell’area in cui si realizzano quotidianamente le attività dei cittadini e Cittadella non è da meno. Ma quanto importante può essere questa situazione e quali vantaggi concreti porta all’ente cittadino? “La partecipazione maggioritaria, non sotto l’aspetto percentuale, ma di valore, è quella in Etra – spiega il primo cittadino Luca Pierobon – che, tra tutti e 68 i Comuni che sono serviti, vede Cittadella in possesso di una quota tra le più rilevanti”. È una posizione che consente di svolgere anche una funzione di controllo sui servizi essenziali per il cittadino: tutto il ciclo dei rifiuti, dalla raccolta allo smaltimento, e poi le fognature e infine la gestione dell’oro blu, l’acqua potabile che viene erogata a tutte le famiglie. Non solo gestione, anzi, ma anche tutela per una risorsa che sempre più dev’essere preservata con grande attenzione. “È fondamentale – chiarisce il Sindaco – che i Comuni siano in prima fila in quest’ambito”. Ma è solo un’attività di controllo, per sostenere e contribuire a gestire la società, o porta anche guadagni? “Nessun guadagno – spiega Pierobon – perché da alcuni anni i Sindaci dei 70 Comuni soci hanno deciso di lasciare in azienda gli utili che vengono registrati: una scelta saggia, a mio avviso, perché la distribuzione di quelle cifre significherebbe aumentare l’indebitamento dell’ente, mentre viceversa vengono impiegate in nuovi investimenti”. Investimenti sia in ricerca che in sviluppo, che riguardano principalmente l’acquedotto e le fognature. Si parla di interventi sulle infrastrutture, prolungamento delle condutture, nuovi allacciamenti, e quindi continue migliorie che portano beneficio a tutte le famiglie e le attività del territorio. (n.c.)

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Carmignano

Ada Pagliati compie 100 anni

F ondazione OIC apre il 2026 celebrando un nuovo ingresso nel suo Club Over 100. A spegnere le candeline – cento per la precisione – è Ada Pagliati, nata il 7 gennaio 1926 e ospite dal settembre 2023 della residenza “G. Botton” di Carmignano di Brenta. Per la Fondazione, l’arrivo di Ada rappresenta molto più di un traguardo anagrafico: è un tassello della missione che da settanta anni caratterizza OIC, orientata a valorizzare la longevità come patrimonio sociale, culturale ed emotivo. Cura, per la Fondazione, significa accompagnamento personalizzato, attenzione alla fragilità, costruzione di legami e continuità relazionale, in un ambiente in cui l’anziano ritrovi sicurezza, dignità e partecipazione. Ad Ada non è servito molto tempo per farsi riconoscere: eleganza nei modi, dolcezza, gentilezza e una determinazione che emerge anche nel suo sorriso. La fede è sempre stata la sua compagna, vissuta con discrezione ma con costanza, così come la partecipazione alle attività e ai momenti comunitari della struttura. A descriverla con precisione è la figlia, che la riassume in una parola: resilienza. Prima figlia di una famiglia numerosa, nata e cresciuta a Carmignano di Brenta, Ada ha sperimentato presto cosa significasse prendersi cura degli

altri. Da adulta ha costruito una famiglia con il marito Angelo e cresciuto le figlie Renata e Mariella, trasmettendo insegnamenti concreti e una massima che è diventata quasi un testamento morale: “Tutto passa nella vita, tu comportati bene”. Tenace e autonoma, Ada ha guidato l’auto fino a 94 anni e frequentato la piscina da sola. Ma c’è un tratto che l’ha resa un punto di riferimento nella comunità: l’altruismo.

Imparò a fare punture da un medico e divenne presto una presenza preziosa per chiunque avesse bisogno, disponibile anche a qualsiasi ora. Fu tra le prime donatrici di sangue a Camazzole, gesto che racconta la sua generosità silenziosa. “Se sono arrivata fino a qui, grazie a Dio non ho sbagliato tanto…”, dice Ada con la serenità di chi guarda al passato senza rimpianti.

Redazione Padova

Benedizione degli animali per Sant’Antonio Abate

La comunità ha preso parte alla benedizione degli animali in onore di Sant’Antonio Abate, Santo protettore degli animali domestici, rinnovando un appuntamento che, alla sua terza edizione, si conferma capace di unire fede, tradizione e partecipazione.

Una mattinata ricca di emozioni che ha riportato alla luce un rito antico, molto sentito, nel quale uomini e animali diventano protagonisti di un momento di condivisione e rispetto. Cani, cavalli, galline, conigli, criceti, gatti e molti altri animali hanno animato l’iniziativa, accompagnati da cittadini, famiglie e associazioni del territorio, creando un clima di festa e comunità. Un sentito ringraziamento è andato all’Unità Pastorale CarmignanoCamazzole e al parroco don Fabio, alle Giacche Verdi, in particolare al presidente nazionale Bruno Carta, e all’Oasi del Cavallo della famiglia Maistrello, ideatrice dell’evento. Grazie anche al Rifugio San Francesco – Canile di Presina per la partecipazione e a tutti i cittadini che hanno accolto l’invito portando i propri animali.

Nel corso della mattinata l’Amministrazione comunale ha inoltre annunciato un’importante novità: nei prossimi mesi sarà realizzata un’area di sgambamento per cani, nell’area verde nei pressi della rotatoria in località Boschi. (r.p.)

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Il progetto. Cittadinanza attiva che coinvolge gli studenti delle scuole medie

Eletti i nuovi consiglieri del Ccrr: Emma Bevardo “sindaco dei ragazzi”

Un ponte tra scuola, giovani e istituzioni: il Ccrr di Carmignano di Brenta rinnova il suo impegno nella formazione civica con l’elezione del nuovo Sindaco e la presentazione delle prime iniziative

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ercoledì 14 gennaio, durante il Consiglio Comunale, sono stati presentati ufficialmente i 18 consiglieri del nuovo Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze (CCRR) di Carmignano di Brenta, con l’elezione a Sindaco di Emma Bevardo. Attivo dal 2018, il CCRR è un percorso educativo che avvicina i giovani al funzionamento della vita democratica, permettendo loro di diventare protagonisti della comunità. Il progetto si sviluppa principalmente in orario extrascolastico, momento in cui i ragazzi discutono, progettano e trasformano le proprie idee in iniziative concrete, guidati da una rete educativa composta da scuola, famiglie e amministrazione comunale.

A partire da ottobre 2025, gli incontri in classe con l’educatore Wiliam Naldo della Cooperativa Carovana hanno introdotto il percorso, preparandoli alle elezioni dei consiglieri e del Sindaco. Durante la proclamazione, i ragazzi hanno presentato le prime iniziative su temi come salute, sport, gentilezza e comunicazione. Tra queste, il progetto vincente “Quando il noi diventa più importante dell’io” sintetizza lo spirito partecipativo del CCRR. Simbolo della collaborazione tra giovani e istituzioni, i consiglieri hanno donato un evidenziatore a ciascun componente

del Consiglio Comunale, invitando a “mettere in evidenza” le competenze e le idee dei ragazzi. Il Sindaco Eric Pasqualon ha sottolineato: “Il CCRR rappresenta un ponte fondamentale tra la scuola, i nostri giovani e l’Amministrazione Comunale: un luogo di ascolto e di confronto in cui le idee dei ragazzi possono trovare spazio e attenzione. Auguro a tutti i consiglieri un’esperienza formativa e stimolante”. Anche l’Assessore alla Pubblica Istruzione, Iside Cervato, ha evidenziato l’importanza del

progetto: “Riconoscere i giovani come cittadini attivi è un investimento sul futuro della comunità. Grazie al lavoro di rete tra scuola, famiglie e amministrazione, il CCRR offre un’esperienza unica di partecipazione e crescita civica”. Un ringraziamento speciale è stato rivolto alla Dirigente Scolastica Francesca Mefli, alle insegnanti, alla referente del progetto Alice Cabrelle, all’educatore Wiliam Naldo e ai genitori che sostengono attivamente l’iniziativa. Redazione Padova

Chiude dopo 35 anni la “Parrucchiera Stile Donna”

L’Amministrazione comunale di Carmignano di Brenta ha partecipato alla chiusura dell’attività Parrucchiera Stile Donna di Ancilla Munaretto, un momento significativo che segna la conclusione di un lungo percorso di lavoro, dedizione e servizio alla comunità durato ben 35 anni. Nel corso di oltre tre decenni, l’attività ha rappresentato un punto di riferimento per tante cittadine, distinguendosi per professionalità, attenzione alla persona e passione per il proprio lavoro. Un luogo che non è stato solo un esercizio commerciale, ma anche uno spazio di incontro e di relazioni, capace di accompagnare generazioni di clienti nel tempo.

L’Amministrazione comunale ha espresso un sentito ringraziamento ad Ancilla Munaretto e alle sue collaboratrici per l’impegno co-

stante e la competenza dimostrati negli anni, contribuendo con il loro lavoro alla vitalità e al tessuto sociale del nostro territorio. (r.p.)

COMUNE INFORMA

Comune di CARMIGNANO DI BRENTA

Nei quattro anni di mandato, l’Amministrazione Comunale ha ottenuto contributi da altri enti per un totale complessivo di 8.641.192,40 euro.

Il Consiglio Comunale di Carmignano di Brenta, nella seduta del 30 dicembre 2025, ha approvato il Bilancio di previsione 2026–2028. Un documento che conferma la solidità dell’azione amministrativa del Gruppo di Maggioranza “Noi Carmignano – Pasqualon Sindaco”, capace di coniugare rigore nei conti, attenzione ai cittadini e una forte spinta agli investimenti sul territorio. Nonostante il contesto economico complesso, segnato dall’aumento dei costi e dalla riduzione dei trasferimenti statali conseguenti alla nuova manovra finanziaria, l’Amministrazione Comunale ha scelto di non aumentare la pressione fiscale. Restano infatti invariate le aliquote IMU e Carmignano di Brenta continua a non applicare l’addizionale comunale IRPEF, una scelta che oggi accomuna soltanto tre Comuni in tutta la provincia di Padova.

Parallelamente, il Bilancio prevede un importante piano di investimenti in opere pubbliche, servizi e progetti strategici, realizzato senza ricorrere a nuovi mutui e mantenendo l’indice di indebitamento dell’ente su valori estremamente contenuti: 2,1 rispetto al limite massimo di 10 previsto dalla normativa. Un risultato reso possibile da una gestione attenta della cassa e dalla capacità dell’Am-

ministrazione di intercettare risorse sovracomunali. Nei quattro anni di mandato, il Comune di Carmignano di Brenta ha infatti ottenuto contributi da altri enti per un totale complessivo di 8.641.192,10 euro.

Il Bilancio di previsione 2026 si presenta come un bilancio solido e strutturato, con un fondo di cassa iniziale al 1° gennaio 2026 pari a 2.970.434,23 euro. Un dato che testimonia la capacità di gestire in modo equilibrato i flussi finanziari, senza ricorrere ad anticipazioni di tesoreria e senza generare criticità di liquidità.

Il Piano triennale delle opere pubbliche 2026–2028 definisce un programma di investimenti articolato e di ampio respiro. Per il 2026 è previsto il finanziamento del primo stralcio dei lavori di riqualificazione di Piazza Marconi, per un importo complessivo di 1.200.000 euro, uno degli interventi più significativi per il centro urbano. Sempre

nell’ottica della valorizzazione degli spazi pubblici, è prevista la realizzazione del nuovo parcheggio di via Trieste, per un importo di 300.000 euro.

Accanto alle nuove opere, l’Amministrazione ha destinato risorse rilevanti anche alla manutenzione straordinaria del patrimonio comunale: oltre 200.000 euro per le strade, 60.000 euro per il verde pubblico e 10.000 euro per la pulizia delle caditoie. Il 2026 sarà inoltre l’anno di conclusione di opere già avviate, tra cui il collegamento ciclopedonale tra via Montegrappa e via Trento – Centro, in continuità con il nuovo parcheggio del cimitero, e il prolungamento di circa un chilometro della pista ciclopedonale nella frazione di Camazzole verso San Giovanni, il punto più a nord del territorio comunale, per un importo complessivo di 1.300.000 euro.

Nel corso dell’anno verranno anche avviati

alcuni interventi storici e particolarmente attesi dalla cittadinanza, come la realizzazione delle due rotatorie lungo la S.S. 53, interamente finanziate a fondo perduto da ANAS per un importo complessivo di 2.500.000 euro. La progettazione esecutiva, a carico del Comune di Carmignano di Brenta, è già stata ultimata. A questi si aggiunge la realizzazione della nuova rete acquedottistica Carmignano–Camazzole, finanziata dal Consiglio di Bacino Brenta per un importo complessivo di 5.500.000 euro.

Il Bilancio 2026 prevede infine importanti investimenti nei servizi alla persona: oltre 500.000 euro destinati ai servizi sociali, da sempre una priorità e un capitolo di bilancio di particolare rilevanza; piu di 450.000 euro destinati al settore scolastico, oltre a risorse dedicate allo sport, alla cultura e al sostegno delle attività commerciali.

Il Sindaco di Carmignano di Brenta, Eric Pasqualon, dichiara: “Questo bilancio rappresenta una sintesi chiara del lavoro portato avanti in questi quattro anni: conti in ordine, nessun aumento delle tasse e investimenti concreti che guardano al futuro del nostro territorio. Abbiamo scelto di mettere al centro Carmignano di Brenta, con un bilancio che parla di visione, ma anche di metodo, di scelte ponderate e di attenzione quotidiana alla comunità, garantendo servizi efficienti, progetti innovativi e investimenti nelle opere pubbliche capaci di favorire lo sviluppo del territorio. I numeri raccontano un percorso amministrativo fatto di serietà e capacità di attrarre risorse, trasformandole in opere, servizi e opportunità per i cittadini. Un lavoro che guarda avanti, ma che allo stesso tempo chiude un ciclo importante con la consapevolezza di aver costruito fondamenta robuste per il futuro del Comune”.

Sindaco Eric Pasqualon

Sociale. In un anno quasi 2.000 chilogrammi di alimenti destinati alle famiglie in difficoltà

Spesa Sospesa, un anno di solidarietà che unisce

Un progetto che ha creato una rete solidale efficiente e discreta, confermata anche per il 2026

“L a Spesa Sospesa ci ricorda che sono i gesti semplici e genuini a tenere unita una comunità”. Parte da qui il bilancio tracciato dal sindaco Alberto Trento a un anno dall’avvio della nuova formula della Spesa Sospesa, un progetto che ha saputo trasformare la solidarietà quotidiana in un aiuto concreto per tante famiglie di Fontaniva. L’iniziativa ha rappresentato un esempio virtuoso di collaborazione tra Amministrazione comunale, Gruppo comunale di Protezione Civile, Gruppo Missionario e Caritas parrocchiale. Un lavoro condiviso che ha permesso di creare una vera e propria rete solidale, capace di funzionare con continuità e discrezione.

Protagonisti assoluti sono stati i cittadini, che hanno donato con grande generosità alimenti e beni di prima necessità, depositandoli nei carrelli allestiti nei supermercati del paese. La Protezione Civile si è occupata del ritiro e del trasporto delle donazioni, mentre il Gruppo Missionario parrocchiale ha curato il controllo e l’inventario dei prodotti, poi affidati alla Caritas per la distribuzione alle famiglie in difficoltà. “Dietro ai quasi duemila chili di cibo raccolti ci sono persone e tempo donato agli altri”, sottolinea il sindaco Trento. “C’è attenzione, c’è rispetto e soprattutto c’è una rete affidabile che funziona”.

I numeri raccontano l’impegno di questi mesi: circa 2.000 chili complessivi di generi alimentari, tra cui 810 chili di pasta, 188 chili di passata di pomodoro, 123 chili di biscotti, 115 chili di riso, oltre a latte, olio, caffè, tonno, legumi, zucchero e molti altri prodotti di prima necessità. Un sostegno concreto che ha permesso di aiutare numerose famiglie del territorio. “Ringrazio di cuore i cittadini che hanno donato, la Protezione Civile per la logistica, il Gruppo Missionario per il lavoro di controllo e la Caritas per la distribuzione”, aggiunge Trento. “Sono esempi di una comunità che sa farsi vicina a chi è in difficoltà con discrezione e umanità”. Alla luce dei risultati raggiunti, l’Amministrazione co-

munale ha già deciso di confermare il progetto anche per il 2026, mantenendo le stesse modalità.

“Come Comune continueremo a coordinare l’iniziativa”, conclude il sindaco, “invitando tutti a proseguire su questa strada di prossimità. La solidarietà fa bene a chi la riceve, ma anche a chi la pratica. La nostra squadra di governo guarda con grande attenzione al sociale e ai bisognosi”.

Serata informativa sulla qualità dell’aria

Fontaniva continua a puntare sulla trasparenza e sulla partecipazione dei cittadini in tema ambientale. Dal 2023 il Comune aderisce al progetto “Che Aria che Tira”, promosso da Legambiente Altapadovana, che ha visto l’installazione di cinque centraline per il rilevamento delle polveri sottili PM2.5 e PM10 in diverse aree del territorio comunale. Le centraline, ancora attive, permettono ai cittadini di consultare i dati in tempo reale collegandosi al sito Map Sensor. Community. I volontari di Legambiente Altapadovana sono attivi nel rendere i dati più fruibili e nel proporre incontri pubblici per diffondere i risultati e suggerire buone pratiche per limitare l’inquinamento atmosferico. Collabora anche con ARPAV per verificarne l’affidabilità.

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Nel 2024, l’Amministrazione comunale ha deciso di affiancare alle centraline già presenti due dispositivi forniti dalla società WiseAir, posizionati in Piazza del Capoluogo e nel quartiere Resistenza. Le nuove centraline permettono la consultazione dei dati tramite l’APP IDO, disponibile per Android e iOS, e la possibilità di inviare segnalazioni sulle molestie olfattive. L’app invia anche report semestrali dei dati raccolti, utili all’Amministrazione per richiedere, se necessario, l’installazione di centraline mobili aggiuntive. Sulla mappa dell’app, ogni centralina è rappresentata da un esagono: a seconda dello zoom, possono apparire una o più centraline nello stesso esagono. Posizionando il cursore sull’esagono e cliccando, si legge in tempo reale il valore di PM10 e PM2.5. Nella finestra dei dati, cliccando sul cancelletto appare il grafico delle ultime 24 ore; scorrendo verso il basso, è possibile consultare l’andamento dell’ultima settimana. Le centraline sono attive in varie zone del territorio: sensor n.78053 in via Roma presso il Municipio, sensor n.73136 in via Dante prima del passaggio a livello, sensor n.osulo in via Marla Citacella a Vicodarzere, vicino alla Villa Gallarati Scott. (f.f.)

Fontaniva, sicurezza e prevenzione: serata informativa con i carabinieri di cittadella

Nel tempo, anche a Fontaniva, sono nati spontaneamente gruppi WhatsApp dal nome eloquente, “SOS Ladri”, creati dai cittadini per segnalare movimenti sospetti, confrontarsi e condividere preoccupazioni legate alla sicurezza. Un fenomeno diffuso che racconta il bisogno di informazione, prevenzione e collaborazione all’interno della comunità.

Proprio da questa esigenza è nato l’incontro del 3 dicembre 2025, quando i membri del gruppo WhatsApp “SOS Ladri Fontaniva” si sono ritrovati al bar “Dai Mati” per un confronto diretto, lontano dallo schermo del telefono. Una serata partecipata, durante la quale sono emersi timori, proposte e la volontà di fare un passo in più, strutturando in modo corretto e condiviso il cosiddetto controllo di vicinato. All’incontro era stata invitata anche l’Amministrazione comunale, a testimonianza della volontà di

costruire un percorso istituzionale e non improvvisato.

Su questo fronte, il Comune si è già attivato avviando l’iter burocratico con la Prefettura, necessario per l’attivazione ufficiale del controllo di vicinato. Al momento si è in attesa dell’accoglimento della domanda e della successiva firma del protocollo d’intesa tra Prefettura e Comune, passaggi fondamentali per dare forma a uno strumento che deve muoversi nel rispetto delle regole e delle competenze.

Nel frattempo, il coinvolgimento dei Carabinieri è apparso naturale e necessario per informare correttamente la cittadinanza sui temi della legalità e della prevenzione.

Su queste basi è stata organizzata la serata informativa di mercoledì 8 gennaio 2026, tenuta dai militari della Compagnia e della Stazione dei Carabinieri di Cittadella, dedicata in particolare ai reati contro il patrimonio e alle truffe, fenomeni purtroppo

sempre più diffusi e spesso sottovalutati. “L’informazione è il primo strumento di prevenzione”, ha sottolineato il sindaco Alberto Trento. “I cittadini hanno bisogno di conoscere i rischi, ma anche i comportamenti corretti da adottare e i limiti da non superare. La sicurezza si costruisce con la collaborazione, non con iniziative isolate”. Il primo cittadino ha voluto chiarire che l’incontro non tratterà il tema del controllo di vicinato, “che riguarda rapporti formali tra Comune, Polizia Locale e Prefettura”, ma rappresenta comunque “un tassello importante di un percorso più ampio, basato sulla fiducia nelle istituzioni e sul dialogo con le forze dell’ordine”.

Una serata, dunque, pensata per dare strumenti concreti ai cittadini, rafforzare la consapevolezza e ribadire che la sicurezza è una responsabilità condivisa, da affrontare con serietà e metodo.

Fontaniva chiude l’anno tra musica, comunità e attenzione alla famiglia

Fontaniva ha salutato la fine dell’anno con due appuntamenti carichi di significato, capaci di unire cultura, tradizione e attenzione alla persona, confermando il forte legame tra l’Amministrazione comunale e la propria comunità. Sabato 27 dicembre il Duomo di Santa Maria e Beato Bertrando ha fatto da suggestiva cornice al tradizionale Concerto di Fine Anno, evento molto atteso e promosso dall’Amministrazione comunale, in particolare dall’Assessorato agli Eventi e alle Attività Produttive. Una serata di grande valore culturale e sociale, che ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso e partecipe, coinvolto dalle esibizioni musicali proposte. Ad alternarsi sono stati il Coro Santa Cecilia di

Fontaniva, accompagnato all’organo dal Maestro Angelo Facchinelli e diretto eccezionalmente da Antonia Trento, il Gruppo Bandistico e Folcloristico di Fontaniva diretto dal Maestro Giancarlo Tartaggia e il Coro ANA di Marostica diretto dal Maestro Mariano Zarpellon. Il repertorio, vario e coinvolgente, ha spaziato dai brani della tradizione corale alla musica popolare, fino ai canti simbolo del Natale, regalando momenti di intensa suggestione. “Il Concerto di Fine Anno si inserisce nel più ampio impegno dell’Amministrazione nel promuovere eventi che valorizzino le realtà associative del territorio e rafforzino il senso di appartenenza della cittadinanza”, ha commentato l’assessore Trento, ringraziando an-

che Don Fabio per l’ospitalità. Domenica 28 dicembre Villa Borromeo ha invece ospitato “Avrò cura di te”, un pomeriggio dedicato alla famiglia e al valore della cura, rivolto ai più piccoli ma anche a chi conserva memoria dell’infanzia. Le sale della Villa hanno accolto un viaggio tra passato e futuro: dagli album di famiglia messi a disposizione dall’Associazione Anteas al Boschetto dei nuovi Fontanivesi, allestito dal Gruppo Creativo DilettantArte con i nomi dei bambini nati nel 2025. Numerose le attività proposte: le letture del Circolo LaAV, il laboratorio del Comitato Genitori, l’ospedale dei cerotti, lo stand informativo e il truccabimbi curati dalla Croce Rossa Italiana – Comitato di Padova. La giornata è stata anche l’occasione per accogliere ufficialmente i nuovi nati, con il saluto del sindaco e un dono della Farmacia Comunale. Un momento particolarmente emozionante è stato l’arrivo di una mamma che ha raggiunto Villa Borromeo a piedi, con il suo bambino in braccio: un gesto semplice ma potente, che ha reso ancora più speciale una festa capace di raccontare il futuro di Fontaniva attraverso i suoi cittadini più piccoli

PIAZZA UMBERTO I, al via il percorso per ridarle decoro e vivibilità

La piazza principale di Fontaniva è pronta a cambiare volto. Piazza Umberto I, cuore del paese e luogo di incontro quotidiano per cittadini, famiglie e attività commerciali, sarà al centro di un percorso di riqualificazione pensato per migliorarne l’aspetto, la sicurezza e la funzionalità. “La piazza è il biglietto da visita del nostro paese e merita attenzione e cura”, sottolinea il sindaco Alberto Trento. Negli anni, la pavimentazione della piazza ha mostrato segni evidenti di usura: superfici rovinate, avvallamenti e situazioni che in alcuni punti creano disagi a pedoni, ciclisti e persone con mobilità ridotta. Da qui la scelta dell’amministrazione comunale di avviare uno studio approfondito, primo passo concreto verso una sistemazione più ampia e duratura. “Non potevamo più limitarci a piccoli rattoppi, era necessario fermarsi e ragionare su un intervento più serio”, spiega il primo cittadino.

L’idea di fondo è chiara: intervenire con attenzione, evitando sprechi e valorizzando il più possibile ciò che già esiste. In questa prima fase verrà analizzata la pavimentazione attuale per capire quali parti possono essere recuperate e riutilizzate, migliorando allo stesso tempo sicurezza e decoro. “Vogliamo usare il buon senso, sistemare ciò che è recuperabile e programmare con cura i passi successivi”, aggiunge Trento.

Un altro elemento centrale del progetto è il coinvolgimento della comunità. La piazza non è solo uno spazio fisico, ma un luogo vissuto ogni giorno da residenti, commercianti, associazioni e visitatori. Per questo è previsto un percorso di ascolto e confronto, con momenti di dialogo pensati per raccogliere idee, esigenze e suggerimenti. “Chi vive la piazza ogni giorno conosce problemi e potenzialità meglio di chiunque altro”, evidenzia il sindaco. Accanto allo studio generale, è previsto anche un intervento pilota su una porzione della piazza particolarmente deteriorata. Questa zona fungerà da area test, utile per sperimentare soluzioni tecniche che, se efficaci, potranno essere estese in futuro al resto dello spazio pubblico. “È un modo concreto per migliorare subito la sicurezza e capire quale strada seguire”, sottolinea Trento. Il lavoro porterà alla definizione di uno scenario complessivo per Piazza Umberto I, una sorta di mappa del futuro che guiderà gli interventi successivi. Si guarda a una piazza più ordinata, sicura e accogliente, capace di ospitare eventi, mercati e momenti di socialità, ma anche di essere vissuta ogni giorno come spazio di passaggio e di sosta. Non si tratta di un cambiamento immediato, ma dell’avvio di un percorso. “L’obiettivo è restituire alla piazza il ruolo centrale che ha sempre avuto nella vita di Fontaniva”, conclude il sindaco Alberto Trento.

Messaggio
Alberto Trento - Sindaco di Fontaniva

pubblici. Dalle scuole

Un anno di interventi concreti

M anutenzioni diffuse, sicurezza, scuole, ambiente e qualità degli spazi pubblici. È un quadro ampio e articolato quello che emerge dall’elenco degli interventi finanziati dal Comune di Fontaniva nell’ultimo periodo, una serie di atti amministrativi che raccontano un lavoro quotidiano spesso poco visibile, ma fondamentale per il funzionamento e il miglioramento del paese. Una parte significativa delle risorse è stata destinata alla cura del territorio. Dalla manutenzione ordinaria e straordinaria dei parchi giochi comunali agli interventi di pulizia e risezionamento di fossati e canali in diverse vie, fino alla messa in sicurezza idraulica di tratti sensibili, l’attenzione all’ambiente e alla prevenzione del rischio idrogeologico resta centrale. In questo ambito si inseriscono anche gli importanti investimenti legati ai progetti di tutela del paesaggio e di adattamento al cambiamento climatico, come gli interventi forestali finanziati nell’ambito del PSN PAC 20232027 e il progetto “Brenta Green Trail”, dedicato allo sviluppo sostenibile delle comunità attraverso il bosco. Grande attenzione è stata riservata alle scuole. Numerosi gli interventi sugli edifici scolastici, dalla sostituzione degli infissi alla manutenzione degli impianti antincendio, dal miglioramento della ventilazione meccanica controllata alla riqualificazione energetica della scuola primaria Filzi. Opere che puntano non solo alla sicurezza, ma anche al benessere quotidiano di studenti e personale. A questi si aggiungono gli acquisti di arredi funzionali per il servizio mensa e gli incarichi per diagnosi energetiche e accesso ai fondi del Conto Termico. Sul fronte della viabilità e della sicurezza stradale, il Comune ha investito in asfaltature, segnaletica orizzontale e verticale, messa in sicurezza di incroci e allargamento di sedi stradali, oltre alla riqualificazione di aree di sosta come Piazzetta Martiri del Lavoro di Marcinelle. Interventi mirati, pensati per migliorare la circolazione e ridurre i rischi per automobilisti, ciclisti e pedoni. Non mancano le opere dedicate agli edifici pubblici e ai servizi comunali: manutenzioni su fabbricati, ascensori, impianti termici, acquisti di attrezzature

tecnologiche per gli uffici e servizi di supporto tecnico e urbanistico. Investimenti che permettono alla macchina comunale di funzionare in modo efficiente e continuo. Uno sguardo particolare è stato rivolto anche alla rigenerazione urbana e sociale, come nel caso del progetto “Dolci legami: un nuovo futuro a Fontanivetta”, che prevede la riqualificazione dell’ex scuola, o della collaborazione con l’Università IUAV per attività di interesse comune. Segnali di una visione che guarda oltre l’emergenza e punta alla valorizzazione degli spazi e delle comunità.

Nel complesso, l’insieme di questi interventi restituisce l’immagine di un’Amministrazione impegnata su più fronti, con l’o-

biettivo di mantenere Fontaniva curata, sicura e pronta alle sfide future. Una politica fatta di cantieri diffusi e di scelte operative

che, sommate, incidono concretamente sulla qualità della vita quotidiana dei cittadini.

Federico Franchin

Un nuovo volto per Piazza Umberto I Piazza Umberto I si prepara a cambiare volto e a tornare protagonista della vita di Fontaniva. Il cuore del paese sarà al centro di un importante progetto di riqualificazione urbana pensato per renderlo più sicuro, accogliente e funzionale, rispondendo alle esigenze di cittadini, famiglie e attività commerciali. Gli interventi previsti mirano innanzitutto al recupero e alla valorizzazione della pavimentazione, oggi segnata dal tempo, con soluzioni capaci di migliorare il decoro e la fruibilità degli spazi. Grande attenzione sarà riservata anche alla sicurezza, con misure dedicate a pedoni e ciclisti, per garantire una convivenza ordinata e ridurre i rischi legati al traffico e alla mobilità quotidiana. Elemento

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centrale del progetto sarà il coinvolgimento diretto della comunità. I cittadini saranno chiamati a contribuire con idee, proposte e suggerimenti, affinché la nuova piazza rispecchi realmente i bisogni di chi la vive ogni giorno. Piazza Umberto I fungerà inoltre da area pilota, dove sperimentare soluzioni innovative da estendere progressivamente a tutta la superficie della piazza. Un approccio graduale che consentirà di testare interventi efficaci e sostenibili.

L’obiettivo finale è chiaro: restituire a Piazza Umberto I il suo ruolo centrale, trasformandola in un luogo ordinato, sicuro e pronto a ospitare eventi, mercati e momenti di socialità, rafforzando il senso di comunità e l’identità di Fontaniva. (r.p.)

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Calcio. La squadra di Iori ha scacciato i fantasmi della retrocessione e ora vuole tornare a sognare

Cittadella guarda al futuro: dopo la tempesta torna sempre il sereno

Dopo la tempesta torna sempre il sereno. Questo concetto racchiude ciò che è stato l’anno che si è appena concluso per il Cittadella. Dopo nove stagioni consecutive in Serie B, i granata hanno vissuto un campionato grigio e si sono dovuti arrendere alla retrocessione in Serie C. Un percorso amaro e difficile, frutto di errori fatti in fase di mercato e di una gestione negativa durante l’intero percorso. 39 punti al termine del campionato, penultimo posto e la fotografia dello 0-2 dell’ultimo turno contro la Salernitana. Le lacrime di fine match del capitano Alessio Vita sono ancora impresse nella mente dei tifosi. Smaltita la delusione, però, la squadra del Tombolato si è rimboccata le maniche, ha iniziato a ricostruire e ha intrapreso un nuovo corso nella terza serie italiana. L’obiettivo? Riprendersi, prima o poi, ciò che è sfuggito. Si è deciso di ripartire dal-

le fondamenta con uno che l’ambiente lo conosce a memoria: Manuel Iori si è seduto sulla panchina granata dopo averne difeso i colori da giocatore per 339 volte. Dopo uno scossone così doloroso quella del tecnico varesino è sembrata la scelta più naturale.

Non tutte le ciambelle, però, escono col buco. Almeno sin dall’inizio. Nella prima fase di stagione, infatti, la squadra ha faticato a togliersi di dosso le scorie del recente passato e ha cominciato con il freno a mano tirato. La marcia, però, è stata rapidamente invertita. Con il passaggio dal 4-2-3-1 al 3-5-2 Iori è riuscito a garantire solidità difensiva ai suoi che con il passare delle gare si sono sbloccati mentalmente anche in fase offensiva. Il roboante 4-1 della prima del 2026 ai danni della Virtus Verona è il perfetto manifesto di questa evoluzione. Il nuovo anno è iniziato infatti nel modo migliore: “La gara è stata

interpretata bene, anche perché arrivavamo dalla sosta e c’era sempre il dubbio su come ci saremmo presentati. I ragazzi invece hanno risposto molto bene, abbiamo fatto un’ottima settimana di lavoro e si è visto”, ha commentato Iori nel post partita.

Ora il futuro. Il Cittadella, partito con l’obiettivo di puntare alla promozione diretta in Serie B, ha dovuto fare i conti con un Vicenza

Hockey, Pierobon: “Il lavoro darà i suoi frutti”

La prima fase della stagione del Cittadella Hockey si è chiusa con un bilancio fatto di alti e bassi. Nell’ambiente padovano però resta la consapevolezza di aver intrapreso un percorso che guarda anche al futuro. A tracciarne il quadro è Mauro Pierobon, presidente e allenatore della società. “È stata una fase un po’ altalenante – spiega Pierobon – ma siamo consapevoli che seminando con pazienza prima o poi si raccoglieranno i frutti”. Un lavoro costruito soprattutto sulla crescita dei giovani, che stanno rispondendo con prestazioni importanti, sostenuti dall’esperienza e dalla guida dei veterani, veri punti di riferimento

dentro e fuori dal campo. Non sono mancati gli ostacoli, soprattutto nella parte finale della prima fase, segnata da numerosi infortuni che hanno condizionato le rotazioni e le scelte tecniche.

“Abbiamo dovuto fare i conti con tante assenze – ammette Pierobon – ma sono fiducioso di riuscire a recuperare i giocatori in vista della seconda fase”.

Una grande soddisfazione è arrivata dal cammino fatto in Coppa Italia, dove il Cittadella Hockey ha centrato un risultato di prestigio, guadagnandosi l’accesso ai quarti di finale. “Ci confronteremo con squadre di altissimo livello tecnico – sottolinea il presiden-

che sta facendo un campionato a sé. L’inizio di stagione complicato, però, è stato messo definitivamente alle spalle e la marcia granata non vuole più saperne di fermarsi: “Dobbiamo fare più punti possibili da qui alla fine. Crescere in autostima, fiducia e certezze. Poi vedremo dove saremo. Dobbiamo scalare piano piano, rubacchiando qualche punto alla volta”, ha affermato il tecnico.

te – ma sarà un’occasione importante per misurarci e continuare a crescere”. Infine, un ringraziamento sentito a chi sostiene quotidianamente la società: “I tifosi non ci fanno mai mancare il loro supporto, così come gli sponsor che credono nel lavoro che portiamo avanti, in particolare nel settore giovanile maschile e femminile. A tutti loro va il nostro grazie”. Ora la parola passerà alla pista: la seconda fase del campionato e della Coppa Italia diranno fin dove può spingersi un Cittadella Hockey che, nonostante alcune difficoltà, ha dimostrato di avere delle solide basi. (s.p.)

Mantenere la scia dei play-off, provare ad occupare la migliore posizione possibile in vista della post season e, perché no, provare a rosicchiare qualche punto ai fortissimi vicentini. La strada è tracciata. Il Cittadella vuole cancellare il passato e iniziare a costruire una nuova era con un pensiero difficile, ma stupendo, inciso nella mente: la Serie B.

Stefano Parpajola

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CORTINA D’AMPEZZO, BELLUNO

segue da pag. 1

Tre, due, uno: si parte! Il bilancio primo banco di prova per la giunta regionale

Ora, però, è il tempo delle scelte e della concretezza e, per l’appunto, il bilancio dirà, senza possibilità di smentita, se queste idee avranno gambe per camminare o, quantomeno, per partire visto che, oggettivamente, tutto subito non si potrà certamente fare. Anche perché, e questo è un tema lungamente dibattuto anche in passato, le risorse economiche non sono infinite. L’ex assessore al bilancio Francesco Calzavara già nelle scorse occasioni aveva manifestato all’allora presidente Luca Zaia tutta la sua contra-

rietà a non introdurre l’Irpef regionale. Il ragionamento di Calzavara era semplice: non ci sono soldi, il comparto produttivo è in difficoltà e non gli si può chiedere di più, servono interventi strutturali molto costosi e, con un contributo di pochi euro da far pagare ad ogni veneto, si potrebbe far quadrare il bilancio senza rinunciare a nulla. Così non è andato, come noto, poiché per Zaia il “non mettere le mani nelle tasche dei veneti” rimaneva un imperativo categorico. Si ma per avere finalmente il bilancio quanto dovremo

aspettare? Secondo le previsioni del Presidente Stefani il bilancio si dovrebbe approvare entro il prossimo aprile. Del resto l’iter è particolarmente articolato: va redatto dagli uffici su indicazione della Giunta, poi dovrà passare in tutte le commissioni consiliari prima di arrivare alla prova del Consiglio. A dirigere il traffico, dunque, ci sarà il Presidente del Consiglio, Luca Zaia che, dal suo scranno, di fatto determinerà i modi e i tempi che porteranno all’approvazione.

La nuova giunta regionale. Stefani ha scelto gli assessori, rispettati gli accordi con gli alleati

Tutti gli uomini del presidente: “Nomi di qualità

e deleghe omogenee per centrare gli obiettivi”

«Abbiamo creato deleghe omogenee per rispondere agli obiettivi strategici del nostro programma di governo e per permettere agli assessori di mettersi subito a disposizione della Regione»: così Alberto Stefani ha presentato a Palazzo Balbi la nuova giunta regionale che lo affiancherà nel governo del Veneto per i prossimi cinque anni. Sul fronte politico, il presidente ha evidenziato il rispetto degli accordi con gli alleati: cinque assessorati per Fratelli d’Italia e quattro per la Lega, con il professor Gerosa come eccezione tecnica alla guida della sanità. “Prima di tutto abbiamo messo la qualità delle figure - ha aggiunto Stefani – e scelto professionisti con comprovata esperienza in ogni ambito”.

Stefani ha voluto come Vicepresidente con deleghe a Turismo e Lavoro, Lucas Pavanetto (43 anni), geometra di Jesolo con una solida esperienza nel volontariato e nel consiglio regionale. L’assessorato alla Sanità è affidato a Gino Gerosa (68 anni), luminare della cardiochirurgia e pioniere dei trapianti a cuore fermo, che mette la sua esperienza accademica e clinica al servizio della programmazione socio-sanitaria. “È un assessorato fondamentale - ha spiegato Stefani - e ci tenevo a fare questa scelta con grande orgoglio. Il professor Gerosa è una figura di riferimento, un luminare nazionale e internazionale, con esperienze a Padova, Verona e all’estero. Sono orgoglio-

so che sia al servizio della nostra Regione e dei veneti”. Il comparto economico è guidato da Massimo Bitonci (60 anni), commercialista ed ex sottosegretario, esperto di diritto societario e finanza pubblica, incaricato di Imprese e Innovazione. Per l’agricoltura è stato scelto Dario Bond (64 anni), laureato in scienze agrarie e già deputato, con una specifica competenza nella gestione dei fondi per i comuni di confine. Filippo Giacinti (51 anni), avvocato penalista e stimato sindaco di Albignasego, assume le deleghe a Bilancio e Personale.

La rappresentanza femminile è forte: Valeria Mantovan (35 anni), laureata in giurisprudenza e già sindaco di Porto Viro, oltre

che assessore regionale al lavoro, istruzione e formazione nella precedente giunta, si occuperà di istruzione e cultura. Paola Roma (43 anni), dipendente Ulss e presidente dei comuni trevigiani, guiderà il Sociale e lo Sport; Elisa Venturini (46 anni), avvocato e già vicepresidente ANCI Veneto, un passato da sindaco di Casalserugo (Padova) per due mandati, seguirà ambiente e protezione civile.

Completano la Giunta Diego Ruzza (52 anni), psicologo dirigente ospedaliero esperto in neuropsicologia, ai Trasporti, e Marco Zecchinato (49 anni), urbanista professionista con una lunga carriera amministrativa nel vicentino, delegato a urbanistica e identità

veneta. Infine, il presidente sarà affiancato da due consiglieri delegati: l’avvocato Elisa De Berti (51 anni) per le Infrastrutture e Morena Martini (62 anni), esperta in politiche scolastiche, per la partecipazione giovanile.

Stefani ha anche parlato dell’importanza di collegare formazione e lavoro: “Entro il 2030 avremo una carenza di oltre 280.000 lavoratori qualificati e la risposta non può essere l’immigrazione, ma formare i nostri ragazzi per prepararli al mondo del lavoro. Il nostro riferimento saranno i veneti - ha concluso - e il lavoro della Giunta sarà orientato a soddisfare i bisogni concreti delle persone, con efficienza e innovazione”. (r.r.)

Entrano a Palazzo Ferro - Fini otto nuovi consiglieri

Ecco i nuovi ingressi in Consiglio regionale dopo la nomina degli assessori in giunta. La supplenza spetta al primo dei non eletti della lista o coalizione da cui proviene il neo assessore, garantendo così la continuità amministrativa. Dario Bond (Fratelli d’Italia) lascia il posto a Silvia Calligaro, la prima non eletta nella circoscrizione Belluno. Filippo Giacinti (Fratelli d’Italia) viene sostituito da Enoch Soranzo nella circoscrizione Padova. Per la circoscrizione Rovigo, Valeria Mantovan (Fratelli d’Italia) cede l’incarico a Fabio Benetti. Il posto di Lucas Pavanetto (Fratelli d’Italia) nella circoscrizione Venezia viene preso da Matteo Baldan. Per quanto riguarda la Lega nella circoscrizione di Treviso, a Paola Roma subentra Stefano Marcon. Diego Ruzza (Fratelli d’Italia) della circoscrizione Verona viene sostituito da Claudia Barbera. Infine, la consigliera regionale Elisa Venturini (Forza Italia) lascia il seggio a Mirko Patron, della circoscrizione Padova, mentre al vicentino Marco Zecchinato subentra Morena Martini, della circoscrizione Vicenza. Flavio Tosi, invece, ha rassegnato le dimissioni da consigliere regionale.

La nuova giunta regionale del Veneto: Lucas Pavanetto vice presidente assessore al turismo e lavoro, Gino Gerosa sanità, Massimo Bitonci sviluppo economico, Filippo Giacinti bilancio, Valeria Mantovan istruzione e cultura, Paola Roma sociale e sport, Elisa Venturini ambiente e protezione civile, Dario Bond agricoltura, Diego Ruzza trasporti, Marco Zecchinato urbanistica. Consiglieri delegati Elisa De Berti infrastrutture e Morena Martini politiche scolastiche e giovani

Economia. Il presidente mette in guardia sulla concorrenza dei grandi player e lancia la sfida

Agsm Aim diventa Magis, Testa: “Siamo una società che funziona ma non possiamo vivere sugli allori”

L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presentazione ufficiale del nuovo nome

“S apete cosa farà Enel? Aspetterà la fine di febbraio per vedere chi vincerà il Festival di San Remo e poi pagherà un ingaggio astronomico al vincitore e realizzerà uno spot che andrà in onda novanta volte al giorno su tutte le televisioni nazionali e che troveremo anche sui giornali e ascolteremo per radio. Noi competiamo in questo mercato, ovviamente con mezzi e strategie diversi, quindi dobbiamo essere veloci, avere inventiva, saper stare il più vicino possibile ai nostri utenti per continuare a fare bene, come stiamo facendo ora, il nostro mestiere”.

Con queste parole Federico Testa presidente di AGSM – AIM traccia la rotta per i prossimi mesi che dovranno garantire da un lato il consolidamento dei buoni risultati ottenuti e dall’altro la capacità di crescita attraverso la conduzione di nuove sfide.

Due gli architrave sui quali costruire i futuri successi: sostenibilità e federalismo energetico.

Proprio nelle scorse settimane, infatti, è avvenuto un importante cambio di passo e ha lanciato la sua nuova identità con Magis, il nuovo brand che punta alla leadership nazionale.

L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa così un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presen-

tazione ufficiale del nuovo nome. Magis, nato da una ricombinazione delle lettere del vecchio acronimo Agsm Aim, è stato svelato durante la festa di Natale del Gruppo, che ha riunito oltre settecento collaboratrici e collaboratori. Presenti al momento del reveal i vertici aziendali – oltre al presidente Federico Testa, il consigliere delegato Alessandro Russo, il vicepresidente Stefano Fracasso e i Consigli di Amministrazione – insieme ai sindaci di Verona e Vicenza, soci del Gruppo, Damiano Tommasi e Giacomo Possamai.

Gli obiettivi di piano industriale 2025-2030 sono molto sfidanti. Sono infatti previsti oltre 1 ,1 miliardi di investimenti su sostenibilità, rinnovabili e mitigazione del rischio, con l’obiettivo di 1,2 milioni di clienti, per posizionare l’azienda tra i principali player nazionali e consolidare la leadership a nord est. I target economico finanziari al 2030 sono un Ebitda di 250 milioni (+53%), un utile netto di 71 milioni (+62%) e un rapporto di indebitamento inferiore al 4%.

“Il nuovo nome rappresenta quello che oggi siamo – dice il presidente Federico Testa - un’azienda pubblica solida, moderna, capace di costruire valore per i territori che l’hanno generata e per quelli in cui opererà domani.

Magis interpreta bene questa direzione: custodisce un’eredità lunga

più di un secolo e la apre a nuove possibilità. Attraverso questa operazione noi vogliamo guardare al futuro, parlare di sostenibilità e avvicinarci ancora di più alle comunità locali, in particolar modo ai giovani.”

Se attraverso questa operazione Magis, l’ex AGSM – AIM, investe sulla sostenibilità l’altra partita appare ancora tutta da giocare: da tempo Federico Testa è convinto che le multi - utility possano e debbano partecipare ai bandi per la gestione delle reti elettriche per realizzare un vero e proprio “federalismo energetico”.

“Da tempo siamo impegnati su questo fronte – conclude il Presidente Testa – e siamo convinti di avere tutte le carte in regola per

poter competere. Insieme alle altre aziende del Nord abbiamo redatto un progetto solido per poter competere se e quando il Governo deciderà di fare i bandi per l’affidamento della gestione delle reti. Se la gestione non fosse, come oggi, centralizzata si innescherebbe un volano virtuoso che garantirebbe investimenti anche più cospicui sul territorio e soprattutto un risparmio sulle bollette di famiglie e aziende in un momento nel quale il costo dell’energia costituisce uno dei principali problemi per far quadrare i bilanci. Il nostro auspicio, e lo stiamo rappresentando da tempo, è che in vista delle scadenze del 2030 si cambi rotta, si scelga di pubblicare i bandi e non si proceda, come invece purtroppo sem-

brerebbe essere l’intento, ad una proroga a Enel. Non chiediamo alcun trattamento di favore, ma soltanto di poter provare a partecipare nell’interesse dei territori.” (r. r.)

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Il presidente Federico Testa

Economia. Un doppio intervento che rafforza il ruolo di hub strategico del Nord-est

Interporto Padova accelera sull’Europa: nuovi collegamenti ferroviari e partner per il terminal

Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre 2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania. Selezionato il parnter internazionale e costituita la nuova società Intermodal Terminal Padova

C resce la domanda di trasporto intermodale terrestre verso l’Europa e Interporto Padova rafforza il proprio ruolo di hub strategico del Nord-Est con un doppio intervento: nuovi collegamenti ferroviari internazionali e la scelta di un partner industriale di livello mondiale per lo sviluppo del terminal intermodale.

Sul fronte operativo, è stata attivata la nuova relazione tra Padova e Zeebrugge, operata da GTS Rail, che consolida l’asse Italia–Belgio. Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre

2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio in partenza da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania: InRail, del Gruppo Autobrennero, ha attivato un servizio su Duisburg con sei circolazioni settimanali, mentre LTE Italia collega Padova al porto di Rostock, sempre con sei coppie di treni alla settimana. A fronte dell’aumento delle corse, RFI ha garantito la piena operatività domenicale della stazione merci di Interporto. Parallelamente, sul piano stra-

tegico e industriale, si è concluso l’iter di aggiudicazione della gara per la selezione del partner internazionale con cui sviluppare il terminal intermodale. Alla scadenza dei termini erano pervenute due offerte di grande rilievo, ma ad aggiudicarsi la gara è stato il raggruppamento composto da PSA Intermodal Italy NV e Logtainer SpA, con un’offerta economica di 75 milioni di euro, a fronte di una base d’asta fissata in 61 milioni. Il bando ha visto la costituzione di una nuova società, Intermodal Terminal Padova srl, alla quale sarà conferito l’asset terminalistico. Interporto Padova manterrà una partecipazione del 30% e nello statuto sono previste clausole di garanzia rilevanti, tra cui l’impossibilità di modificare la destinazione intermodale dell’area senza il consenso di Interporto, oltre a specifici diritti negli organi sociali e nella cessione delle quote. “Un traguardo molto ambizioso, che solo un anno fa appariva un sogno - sottolinea il presidente Luciano

Sintoniz zati sul

Greco -. “Primi in Italia e tra i primi in Europa, abbiamo individuato con una selezione pubblica rigorosa partner di livello globale con cui consolidare e sviluppare ulteriormente un terminal che già oggi è tra i più competitivi e innovativi”. Greco evidenzia infine il valore del partenariato pubblico-privato

che potrebbe nascere dall’operazione, “capace di inserire Padova tra i poli di eccellenza lungo le grandi rotte commerciali europee e globali”, ringraziando il personale della società, i partecipanti alla gara e la commissione giudicatrice “per il lavoro svolto con rigore, riserbo e alta professionalità”.

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Luciano Greco, presidente di Interporto Padova

L’intervista.

Silvio Franceschinelli ha creato un centro europeo per lo studio delle lingue orientali

Tutti pazzi per la cultura di Corea e Giappone

“Lo studio un piacere nato da una passione”

Silvio Franceschinelli, direttore della scuola di lingue Istituto Il Mulino, è tra i fondatori dell’Associazione Giapponese Ochacaffè ed è curatore del collettivo artistico K-ble Jungle. Franceschinelli è un punto di riferimento a livello europeo per gli appassionati di cultura orientale, appassionati che nel nostro Paese sono molti più di quanto si creda. A questo punto lo ammetto, anche io sono un fan di vecchia data della cultura giapponese, ecco perché ho voluto fare una chiacchierata con Franceschinelli per provarne a capirci un po’ di più, visto che, purtroppo, non vado oltre un banalissimo “konnichiwa”.

La Scuola di Lingue Il Mulino nasce in provincia di Padova, nel Piovese. Come si costruisce, da qui, un centro di riferimento europeo per lo studio delle lingue e delle culture asiatiche?

È stata una sfida non indifferente, che molti deridevano all’inizio. Ma alcuni fattori ci hanno aiutato, in primis il fatto che chi vuole approfondire la cultura orientale non ha molta offerta, per cui parte già sapendo di doversi spostare per trovare, ad esempio, un corso di lingua, e la passione fa superare molti ostacoli. Inoltre siamo noi a spostarci molto: a febbraio sarò a Danzica (Polonia), e poi a Bucarest (Romania) e Sofia (Bulgaria) per portare degli eventi di danza K-Pop (la musica pop coreana). Abbiamo insegnanti madrelingua in molte città italiane, e prima che le lezioni online diventassero la prassi avevamo sedi a Milano, Treviso, Roma, Vicenza… Una grossa trasformazione l’ha portata la possibilità di fare riunioni e corsi di lingua online, negli ultimi anni studenti da tutta Italia seguono i

nostri corsi comodamente da casa. Giapponese e coreano sono percepite come lingue di nicchia. Eppure i numeri raccontano altro. Lingue come il tedesco e l’inglese (offriamo anche queste all’Istituto) vengono studiate soprattutto per lavoro. Giapponese e coreano, invece, si studiano per passione. Molti studenti di giapponese arrivano a noi perché amano manga e anime, mentre la musica K-Pop e i K-drama su Netflix fanno appassionare alla lingua coreana. È una bella sfida tra queste due lingue, amichevolmente le nostre insegnanti di giapponese e coreano ogni settembre e gennaio fanno la gara di quale lingua ha più iscritti! Conoscere il giapponese o il coreano è importante per capire anche le culture di quei Paesi?

Sì, la lingua è uno dei fattori necessari a capire la cultura. Difficile avvicinarsi a Corea e Giappone senza avere almeno le basi di come funziona la lingua: da dove vengono gli alfabeti, perché i verbi sono sempre alla fine, i vari modi di dire “io” e “tu”, e molto altro.

Attraverso realtà come K-ble Jungle e Associazione Ochacaffè, ti occupi anche di divulgazione e organizzazione di eventi.

Associazione Ochacaffè vuole far conoscere agli italiani il Giappone, mentre K-ble Jungle si occupa di arte pop dall’Estremo Oriente. Queste due realtà ruotano attorno alla scuola perché ne completano l’offerta culturale. Per esempio con festival come PiPL andiamo a Piazza Grande, il centro commerciale di Piove di Sacco. Capita allora che una famiglia che sta andando a fare la spesa si divida: la madre viene allo stand a provare gli origami, la figlia si appassiona di danza

K-Pop, e il padre ne approfitta per chiedere informazioni sui corsi di inglese. Lavoriamo molto online e sui social ma ci piace anche incontrare la gente di persona, e i festival sono l’occasione perfetta. Oltre agli eventi locali come Rosolina Comics ad agosto e Rovigo Comics a settembre, o il Capodanno K-Pop a Padova, partecipiamo anche ai più grossi eventi nazionali come Comicon Napoli, Etna Comics Catania, o Rimini Comix.

Quanto è importante passare dalla teoria all’esperienza diretta per comprendere davvero una cultura?

È fondamentale, tanto che noi consigliamo sempre di andare a studiare la lingua e cultura in Giappone. È un’esperienza che io ho provato tanti anni fa e mi ha cambiato la vita, al punto da farmi decidere di fondare la scuola e poi anche l’associazione che aiuta gratuitamente chiunque voglia provare a vivere e studiare nella Terra del Sol Levante.

Si pensa che lingue come giapponese e coreano siano “difficilis-

sime”. È proprio così?

Non dico mai “non è difficile” né usiamo slogan come “impara il giapponese in tre mesi” perché non è possibile. Dobbiamo riabituarci a studiare per il piacere di imparare. Lo paragono alle camminate in montagna: sono dure e si fa fatica, ma in fondo il piacere è quasi più nella fatica che si fa ad arrivare che ad essere poi in vetta ad ammirare il panorama (che non è comunque male, facendo il parallelo con il momento in cui uno si rende conto di riuscire a parlare).

Dal Piovese partono collaborazioni che arrivano in tutto il mondo. Come viene percepito il vostro lavoro fuori dall’Italia?

L’intera Europa, e ancor di più l’Asia, hanno un’ammirazione profonda per l’Italia e la sua lingua e cultura, tanto è vero che accogliamo spesso stranieri che vengono a studiare italiano. Mi è capitato di fare serate come DJ di musica italiana a Tokyo e Osaka, e vedere i giapponesi che apprezzavano la nostra musica, da Modugno ai Maneskin, dai Matia Bazar ai The

Giacomo Brunoro Il personaggio

Kolors, mi riempie di felicità. I nostri stessi studenti che vanno a studiare in Giappone si stupiscono di quanto i giapponesi amino e conoscano il nostro Paese, dal calcio alla lirica, dal cibo al cinema. Progetti nell’immediato futuro? Tantissimi! Speriamo continuare a fare incontrare culture lontane, e di mandare sempre più studenti a studiare all’estero, perché di questi tempi trovo ci sia molto bisogno di incontrare altre culture da vicino, capire come ci si sente ad emigrare, cercare di comunicare con chi è diverso.

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

Sintoniz zati

@DAVIDE
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Un impegno quotidiano che diventa valore, dentro e fuori l’azienda

USintoniz zati

nel proprio percorso di sostenibilità con la certificazione

n nuovo, importante tra-

Despar Nord: il conseguimento della parità di genere con l’ottenimento della certificazione UNI/ PdR 125:2022, un riconoscimento che parla prima di tutto di persone.

U mino costruito nel tempo, fatto di ascolto, impegno e azioni concrete, con l’obiettivo di promuovere una cultura aziendale sempre più equa, inclusiva e rispettosa. Un percorso condiviso che ha coinvolto l’intera organizzazione e che ha portato Despar Nord – una realtà di quasi 10.000 collaboratori e collaboratrici, di cui il 62,3% donne – a sviluppare negli anni strumenti e iniziative dedicati al benessere organizzativo, all’inclusione e alla valorizzazione di ogni diversità. Scelte che hanno rafforzato il senso di appartenenza, la partecipazione attiva e la qualità della vita lavorativa.

ai valori dell’inclusione e dell’uguaglianza di opportunità, dentro

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

a validazione del sistema e dei processi interni da parte dell’ente certificatore DNV, a seguito di un’analisi approfondita e articolata, ha riconosciuto la solidità e l’efficacia delle politiche adottate da Despar Nord su numerosi indicatori. Un riconoscimento che testimonia la concretezza di un impegno quotidiano, tradotto in scelte organizzative e gestionali capaci di generare valore reale. n questa direzione, l’azienda ha definito un piano strategico e un programma di comunicazione interna dedicati ai temi della parità e dell’inclusione, con l’obiettivo di favorire un dialogo continuo, aperto e strutturato tra collaboratori, collaboratrici e Direzione.

U goglio un’azienda che crede nella creazione di valore condiviso e che investe ogni giorno nel benessere delle persone e nella coesione sociale, dando forma concreta

delle principali funzioni azien-

no, il legame con i terri-

Oltre la certificazione, la forza delle persone: Despar Nord per la parità di genere

Non solo un traguardo, ma un percorso: parità e inclusione secondo Despar Nord

prie radici in un percorso di lungo periodo che Despar Nord ha costruito negli anni, grazie all’impegno costante del management e alla volontà di dare forma a un ambiente di lavoro sempre più inclusivo e attento alle persone. Un riconoscimento che premia la capacità dell’azienda di alimentare una cultura fondata sull’uguaglianza delle opportunità e sulla valorizzazione dei talenti, anche attraverso politiche concrete di tutela della genitorialità e di equilibrio tra vita professionale e personale.

Ne parliamo con la Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli.

Direttrice Pituelli, come si è arrivati a questa certificazione?

«Il percorso è stato caratterizzato da un’analisi approfondita condotta dall’ente certificatore, che ha valutato in modo puntuale tutti i 33 indicatori previsti dalla prassi UNI/PdR 125:2022 per la categoria delle grandi aziende, in cui Despar Nord rientra. La valutazione ha interessato l’intero ciclo di gestione delle persone: dalle politiche di selezione e assunzione ai percorsi di crescita e sviluppo professionale, dall’equità salariale fino alle misure di prevenzione e

Che cos’è per Despar Nord la parità di genere e come viene misurata nel quotidiano?

«La parità di genere, per noi, è un valore profondamente radicato nella cultura aziendale, che si esprime attraverso l’inclusione e la valorizzazione delle diversità. Per rendere questo impegno sempre più concreto e misurabile, ci siamo dotati di un sistema di gestione dedicato, che ci permette di definire azioni strutturate, obiettivi chiari e traguardi verificabili, garantendo al tempo stesso trasparenza e un percorso di miglioramento continuo.»

Oggi Despar Nord può celebrare un traguardo importante all’interno del proprio percorso di responsabilità d’impresa.

«Senza dubbio. Questa certificazione non rappresenta solo un attestato formale della qualità delle iniziative messe in campo per promuovere la parità di genere, ma è soprattutto un riconoscimento dell’impegno quotidiano che l’azienda dedica alle proprie persone. Un risultato che rafforza ulteriormente il nostro percorso ESG, sia in termini di coerenza che di visione futura.»

ha ricordato più volte l’Azienda, “crescere insieme significa non

attenzione è stata inoltre
strategia ESG di Despar
La Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli

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L’intervista. Esclusiva de La Piazza Salute all’Assessore regionale alla Sanità

Medici, territorio e governance: la sanità veneta vista dall’Assessore Gerosa

In un’intervista esclusiva a La Piazza Salute, l’Assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa illustra le linee guida del nuovo corso della sanità veneta: riorganizzazione del sistema, rafforzamento del territorio, valorizzazione del personale e continuità delle cure per i cittadini veneti

Prima uscita pubblica nelle pagine di La Piazza Salute per Gino Gerosa, che ha scelto la nostra testata per raccontare, in un’intervista esclusiva, la visione con cui affronta il nuovo incarico di assessore regionale alla Sanità e alla programmazione socio-sanitaria. Una scelta che parte da una lunga carriera clinica e accademica e che oggi si traduce in una responsabilità ancora più ampia: non più la cura del singolo paziente, ma l’organizzazione di un sistema chiamato a rispondere ai bisogni di milioni di cittadini veneti.

Classe 1957, 68 anni, Gerosa è professore ordinario di Chirurgia cardiaca all’Università degli Studi di Padova ed è stato direttore dell’UOC di Cardiochirurgia e del Programma Trapianti di Cuore e Assistenze Meccaniche dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova. Cardiochirurgo di rilievo internazionale, vanta oltre 450 pubblicazioni scientifiche ed è stato protagonista di interventi pionieristici, come il primo impianto italiano di cuore artificiale totale e trapianti cardiaci innovativi, anche “a cuore battente” e da donatore a cuore fermo. Un percorso che gli è valso riconoscimenti prestigiosi,

dalla Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica alla cittadinanza onoraria di Padova, fino alle onorificenze di Commendatore e Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

È da questa esperienza, maturata “sul campo” e alla guida di strutture complesse, che nasce la sua idea di sanità. Un ospedale che non coincide più soltanto con un edificio, ma diventa un sistema diffuso, capace di seguire il cittadino dentro e fuori le mura ospedaliere. È questa la visione dell’“ospedale liquido” delineata dall’assessore regionale alla Sanità Gerosa, che spiega come sta cambiando – e come dovrà cambiare – la sanità veneta nei prossimi anni.

«Per “ospedale liquido” intendo una struttura meno legata ai muri e ai mattoni e più vicina alle persone», chiarisce l’assessore. Un concetto che nasce dall’evoluzione profonda della società: «Ragioniamo ancora su una realtà che non esiste più. Un tempo c’erano famiglie con quattro figli, due genitori e un nonno. Oggi è l’opposto: un figlio, due genitori e quattro nonni. È evidente che l’ospedale va ripensato». Da qui l’idea di un modello capace

di adattarsi, dialogando sempre di più con il territorio e con i servizi sanitari di prossimità.

Non si tratta, però, di una riforma “miracolosa” o di obiettivi da raggiungere con soluzioni rapide. «I problemi della sanità non si risolvono con la bacchetta magica», sottolinea Gerosa. Più che di priorità, parla di un impegno quotidiano a 360 gradi: flessibilità del sistema ospedaliero, rafforzamento della sanità territoriale e delle case di comunità, ma anche ospedali iperspecialistici dove concentrare tecnologie e competenze avanzate. «Il paziente si sente davvero seguito quando l’ospedale lavora in rete con i medici di famiglia e con l’assistenza domiciliare, accompagnandolo anche nel ritorno a casa».

Un nodo centrale resta quello del personale sanitario, tema particolarmen-

te sentito anche dai lettori de La Piazza Salute. Dalle carenze negli ospedali più grandi ai turni estenuanti, fino alle difficoltà delle strutture più piccole ma strategiche e alla cronica mancanza di medici di famiglia, spesso in overbooking. «Bisogna restituire dignità sociale e professionale a chi lavora nel Servizio sanitario nazionale», afferma l’assessore senza esitazioni. «Servono trattamenti economici migliori e condizioni di lavoro più sostenibili. Solo così le professioni mediche e infermieristiche torneranno attrattive per i giovani».

Sul tema dell’ingaggio di medici stranieri, Gerosa ha una posizione netta: «Il Veneto non ne ha bisogno. In Italia non manca il numero di medici e, con quelli che operano nel SSN, otteniamo risultati migliori rispetto ad altri Paesi europei. Il vero problema è valorizzar-

li, proteggerli dall’aggressività – per fortuna minoritaria – di alcuni utenti e liberarli da una burocrazia soffocante. L’obiettivo ideale? Che il medico venga pagato per curare, non per compilare carte».

Alla domanda sui disagi psicologici dei giovani e sulle sfide legate alla cosiddetta quarta età, l’assessore riconduce tutto alla riorganizzazione complessiva del sistema: prevenzione, presa in carico precoce e continuità assistenziale saranno elementi chiave anche in questi ambiti. Infine, uno sguardo alla governance della sanità regionale. Le nomine dei nuovi direttori generali delle Ulss e delle Aziende ospedaliere rappresentano «un passaggio naturale a inizio legislatura». Senza entrare nei nomi, Gerosa assicura che «ne uscirà una bella squadra, di persone esperte e motivate», chiamate a lavorare in sintonia con il presidente Alberto Stefani e con la Giunta. Per l’assessore, il passaggio dal ruolo di cardiochirurgo a quello di responsabile politico della sanità è una sfida vissuta con entusiasmo: «In sala operatoria avevo tra le mani la vita di un solo paziente. Oggi il mio compito è occuparmi di milioni di potenziali pazienti, costruendo un’organizzazione di diagnosi e cura efficiente, lavorando in squadra con istituzioni, direttori generali e professionisti sanitari». Una prospettiva diversa, ma con lo stesso obiettivo: mettere davvero la persona al centro del sistema sanitario.

Paola Bigon Alberto Gottardo

Veneto2 4 passa al sistema di

L’allerta. L’Ulss 6 Euganea certifica che i casi sono in netto aumento, adottate le contromisure

Influenza in crescita, gli ospedali di Padova si organizzano per far fronte all’aumento dei ricoveri

Influenza e freddo stanno aumentando gli accessi nei Pronto soccorso dell’area padovana. L’Ulss 6

Euganea garantisce la gestione delle emergenze e rafforza l’organizzazione con assunzioni, prestazioni straordinarie e servizi aggiuntivi per assicurare sicurezza e continuità assistenziale

L’aumento dei casi di influenza e di altre infezioni respiratorie acute sta comportando un maggior numero di accessi negli ospedali padovani, ma l’Azienda Ulss 6 Euganea assicura che il sistema sanitario locale sta rispondendo con efficacia. Secondo quanto comunicato dall’Ulss 6, i casi registrati quest’anno sono in crescita rispetto agli anni scorsi e richiedono un allungamento dei tempi di degenza. Nonostante l’incremento dei ricoveri, l’assistenza per le emergenze che richiedono intervento immediato,

come infarti e ictus, viene garantita regolarmente.

Il picco influenzale ha comportato un aumento dei carichi di lavoro, anche per ricoveri di natura sociale legati alle basse temperature, ma la direzione sottolinea che “l’organizzazione è solida e collaudata, con rimodulazioni tempestive della pianificazione operativa in rapporto all’andamento del picco epidemiologico monitorato costantemente dal Dipartimento di Prevenzione”.

Il direttore generale Paolo Fortuna ha

dichiarato: “Questo incremento dei carichi, per i quali ringrazio tutto il personale per la disponibilità che dimostra e che ha sempre dimostrato sin dai tempi della pandemia Covid, è intrinsecamente temporaneo e legato alla situazione contingente. Oltre alla necessaria organizzazione emergenziale, con il coinvolgimento del personale anche in libera professione aziendale, continuano comunque le assunzioni di personale e la sostituzione dei turn-over, in base alle disponibilità di graduatoria

Sintoniz zati sul

e nei limiti di tetti di spesa prestabiliti”.

La Direzione Strategica evidenzia che “il sistema garantisce assistenza a tutti i pazienti secondo criteri di sicurezza”.

Per far fronte ai picchi, che in alcuni Pronto soccorso hanno raggiunto un aumento del 30% degli accessi, l’Ulss 6 ha attivato letti aggiuntivi nei reparti, incrementato i trasporti secondari, intensificato i servizi di pulizia e fatto ricorso all’acquisto di prestazioni straordinarie per decongestionare le aree più affollate.

Sanità, nuove regole sulle ricette: validità ridotta per la specialistica ambulatoriale

A partire dal 1° gennaio 2026, le ricette per le prestazioni di specialistica ambulatoriale con priorità B, ossia quelle con una priorità di 10 giorni, avranno una durata di validità ridotta a soli 20 giorni dalla data di emissione. È quanto stabilito dal Decreto del Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale della Regione del Veneto n. 173 del 24 novembre 2025. Per le altre classi di priorità, così come per gli esami di laboratorio e le prestazioni di controllo, la durata della validità rimarrà di 180 giorni dalla data di prescrizione. Tuttavia, gli utenti dovranno prenotare gli esami entro i termini previsti, altrimenti la prescrizione perderà validità. Si consiglia dunque di prenotare tempestivamente le prestazioni sanitarie per evitare disagi.

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