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laPiazza del Piovese - Marzo 2026

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In strada tra prudenza e nuova consapevolezza

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Nell’ultimo biennio la mobilità nel nostro Veneto è tornata, a pieno regime, ai ritmi frenetici del periodo pre-pandemico. Spostamenti per lavoro, studio e un turismo sempre più pervasivo hanno riportato il traffico a livelli massimi. Ma cosa ci dicono i numeri dell’ultimo rapporto Istat sulla sicurezza stradale? Il quadro che emerge è in chiaroscuro, ma con un raggio di luce che merita la nostra attenzione. Il dato più incoraggiante riguarda gli incidenti mortali: la prima metà del 2025 ha mostrato una riduzione degli incidenti con lesioni (-1,3%) e delle vittime, in linea con un calo generale. Nel 2024, le vittime sulle nostre strade furono 269. Numeri ancora tragicamente alti, ma che raccontano un calo un calo significativo. L’indice di mortalità in Veneto è calato da 2,4 a 2,1 decessi ogni 100 incidenti. Si tratta di un risultato d’eccellenza se confrontato con la sostanziale stagnazione del dato nazionale. Guardando lontano, dal 2010 a oggi, la nostra regione ha ridotto la mortalità stradale di oltre il 32%, superando la media italiana. Tuttavia, non è il momento di brindare. Se le “croci” diminuiscono, il numero complessivo di incidenti e di feriti è in lieve aumento, rispettivamente dello 0,7% e dell’1,3%. Questo scollamento ci suggerisce che, sebbene la sicurezza dei veicoli e la tempestività dei soccorsi riescano a salvare più vite, la frequenza degli impatti resta legata a distrazioni e volumi di traffico critici. Il Veneto, inoltre, è tra le regioni più colpite per mortalità ciclistica, con 27 ciclisti deceduti registrati nel 2025. Ogni incidente rappresenta un costo umano e sociale immenso e non possiamo abbassare la guardia.

I manager della sanità padovana: Fortuna in Azienda Ospedale, Benini all’Ulss 6

SICUREZZA STRADALE,

Traffico e sicurezza stradale: i Comuni della Saccisica fanno fronte comune. Allarme, sempre più persone circolano senza assicurazione e alla guida ubriache

Bilancio regionale ultimi ritocchi prima del varo definitivo: parla l’assessore Giacinti

“Quello di Lupin III”: Davide Zanella, artista punto di riferimento per la comunità pop

Per la prima volta nella sua storia recente lo stabilimento sospende la lavorazione della barbabietola per il 2026

L’assessore regionale: stanziati subito 18 milioni per le borse studio, attenzione al disagio giovanile

Liceo classico, scelta da eroi

Giampiero Beltotto

ite la verità: non mandate i vostri figli al classico perché avete paura del loro fallimento, quindi, non scommettendo sulla loro intelligenza, sulla loro capacità di abnegazione, di sacrificio, di volontà ferrea, scegliete per loro un percorso agevole. Quanti dei lettori di questo giornale hanno frequentato il glorioso liceo classico? Ricorderanno le ore trascorse sui Promessi Sposi, sull’aoristo passivo, su Tacito (intraducibile tanto quanto Quintiliano) o su Platone, che mi toccò alla maturità.

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Al via la Sincope Unit

All’ospedale Immacolata Concezione è stato attivato un nuovo servizio specialistico dedicato alla diagnosi e alla gestione degli episodi di svenimento: la Sincope Unit, affidata alla responsabilità del dottor Leonardo Marinaccio. Si tratta di un’importante novità per il panorama sanitario della Bassa padovana, che rafforza l’offerta assistenziale in un ambito clinico complesso e spesso sottovalutato. La Sincope Unit è dedicata allo studio della sincope attraverso percorsi diagnostici strutturati e mirati, tra cui il Tilt Test, esame fondamentale per individuare le cause degli svenimenti improvvisi. L’attivazione del servizio consente ai pazienti di accedere a un iter rapido e altamente specializzato, con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa e migliorare l’accuratezza della diagnosi, evitando ricoveri impropri e ripetuti accessi al pronto soccorso. Il nuovo servizio, coordinato da Marinaccio, responsabile della Riabilitazione cardiologica, si inserisce all’interno della Cardiologia diretta dal dottor Luciano Babuin, già punto di riferimento per lo scompenso cardiaco e per le attività di Cardiologia interventistica ed elettrofisiologica. L’esperienza maturata da Marinaccio nel campo dell’aritmologia interventistica, con oltre 200 Tilt Test eseguiti, permette di collegare in modo diretto la fase diagnostica della sincope all’eventuale trattamento avanzato. “L’obiettivo dell’Unità” spiega Marinaccio “è fornire risposte chiare e tempestive ai pazienti che sperimentano episodi di sincope, distinguendo le forme benigne da quelle che possono nascondere un rischio più severo per la vita”. Un approccio che consente una presa in carico più appropriata e personalizzata dei pazienti, in base al profilo di rischio. Elemento centrale del progetto è la collaborazione interdisciplinare. La Sincope Unit opera infatti in stretta sinergia con l’Osservazione Breve Intensiva del Pronto soccorso, diretta da Antonio Marchiori, con il coordinamento operativo del dottor Luigi Bleve. Questa integrazione permette un inquadramento rapido dei pazienti. Quelli a basso rischio possono seguire un percorso diagnostico accelerato e sicuro, mentre i casi più complessi vengono indirizzati immediatamente al percorso specialistico. Con l’attivazione della Sincope Unit, l’ospedale di Piove di Sacco amplia la propria offerta di prestazioni specialistiche, consolidando il ruolo della struttura come punto di riferimento per la diagnosi e la gestione delle patologie cardiologiche sul territorio.

Alessandro Cesarato

Diagnosi rapida e percorsi mirati per gli svenimenti Facciamo

Liceo classico, scelta da eroi Giampiero Beltotto

Sapete che cosa diceva la mia insegnante nel liceo milanese di cui lei era Papessa riconosciuta e riverita? Che lì per lì avremmo trovato i Promessi Sposi noiosi, ma quando saremmo diventati vecchi o nei giorni della malinconia, proprio quelle pagine dell’eterno don Lisander ci avrebbero ristorato l’anima. La Papessa (unico arbitro della nostra esistenza in quegli anni) ci insegnò anche a leggere, nel senso di articolare le parole a voce alta in modo tale che gli altri capiscano perché “non leggi per te e basta, ma per tutto il mondo e devi leggere ad alta voce e lentamente per capire, per gustare le parole e per trasmetterle”. Leggo che al classico, proprio quello del 1923 pensato dal fascistissimo Giovanni Gentile, grazie al quale abbiamo la più bella scuola del mondo, ci va il cinque per cento dei nostri ragazzi. Credo che la percentuale corrisponda al numero di italiani che si entusiasmano per il bello in sé, cioè per ciò che ci rende umani. A casa mia anche figli e nipoti considerano il classico la scuola dell’obbligo perché non possiamo concepirci senza quelle cose inutili che sono la letteratura, il greco e il latino, la filosofia. Ho scoperto con orrore che il legislatore ha tolto la magnifica differenza con tutte le altre scuole, l’avere cioè la quarta e la quinta ginnasio. Tutti uguali ci vogliono. Nelle infinite porcherie commesse a danno della scuola, questa la considero tra le peggiori, come la fine del riassunto e la lallazione che insulta i nostri ragazzi perché li vuole incapaci di reggere allo stress del risultato, quasi che la vita sia una noiosa passeggiata sull’olio scivoloso della parità. Ah certo, dovete considerare i vostri figli un po’ eroi per iscriverli al classico, dei magnifici figli di Sparta e di Atene. Vostro figlio come Leonida che ci salvò con anche meno del cinque per cento dalle invasioni e che quando l’imperatore nemico gli ingiunse di abbassare lo scudo perché erano troppo pochi per salvare la pelle, rispose “vieni a prenderlo”. O vostra figlia come Aspasia di Atene compagna di Pericle e con lui all’origine di quella che noi poveracci chiamiamo democrazia: la ragazza potrebbe lavorare con onore nella comunicazione. Saranno gli unici, i vostri figli, che quando il telecronista dice “naiki” avvertiranno un brivido d’orrore lungo la schiena, ma saranno quelli che dopo cinque anni non rinunceranno a pensare con la propria testa e a concludere che “uno vale uno lo dici a tua sorella”. Se li volete forti i figli e se scommettete su di loro chiedete la sezione aspra e dura dove c’è il professore di filosofia che insegna Platone e Sant’Agostino e non comizia di politicamente corretto. Pure qualche scappellotto farebbe bene a chi decide per il classico ma so che questo finale potrebbe alzare un polverone. Rinuncio allo scappellotto, ma per favore ritorniamo al vecchio ma sempre giovanissimo ginnasio. Quarta e quinta, s’intende. Astenersi perditempo e perdigiorno. E poi come dice il Maestro Arbore, “meno siamo, meglio stiamo”.

24 - 25 Maggio 2026 ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le Elezioni amministrative del 24-25 Maggio 2026 messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).

Redazione:

responsabile Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< Redazione >redazione@givemotions.it<

Piovese
è una testata giornalistica

Verde. Dedicato alla famiglia che tra Ottocento e Novecento contribuì allo sviluppo agricolo

Nasce il Parco Romanin Jacur

U n nuovo nome per il parco pubblico tra via San Rocco e via Rusteghello. Sarà dedicato alla famiglia Romanin Jacur, protagonista dello sviluppo agricolo e imprenditoriale del territorio tra Ottocento e Novecento. L’area verde, di circa 6 mila metri quadrati a est del cimitero, è nata grazie al bando provinciale “Un nuovo parco nel tuo Comune” ed è uno degli interventi di riforestazione urbana più significativi degli ultimi anni. Prima prativa, è stata piantumata con 612 alberi e arbusti autoctoni della pia-

nura padana, tra cui leccio, farnia, olmo, carpino bianco, nocciolo e sambuco. Circa il 30% degli esemplari supera già i tre metri, mentre le giovani piante cresceranno negli

anni a venire. La piantumazione, curata dal distretto florovivaistico di Saonara, mira a migliorare qualità dell’aria, biodiversità e stabilità del suolo. L’intitolazione rende omaggio a una famiglia che ha lasciato un’impronta concreta nella storia economica, tecnica e infrastrutturale del territorio. I Romanin, originari di Trieste, giunsero a Padova nel XVII secolo e, con il matrimonio tra Anna Corona Jacur e Moisé Salomone Romanin, nacque il ramo Romanin Jacur, attivo nel commercio della lana e della seta

Sbloccati oltre 110mila euro Pnrr di nuove risorse Pnrr

Un passaggio necessario per non perdere fondi e per intervenire su alcune priorità concrete. Il consiglio comunale ha dato il via libera alla variazione di bilancio proposta dalla Giunta, sbloccando oltre 110 mila euro di nuove risorse Pnrr e rimettendo ordine su una serie di interventi urgenti per l’anno in corso. Un’operazione tecnica ma politicamente significativa, che consente all’amministrazione di rispettare le scadenze imposte dai finanziamenti e di programmare con maggiore chiarezza le spese dei prossimi mesi. La parte più consistente riguarda circa 100 mila euro ottenuti attraverso l’Avviso “Risorse in Comune”, che consentirà all’ente di procedere con

l’acquisto di beni e servizi. Le risorse saranno destinate all’acquisto di arredi per gli uffici, in particolare per la segreteria comunale, alla sostituzione dell’impianto audio della sala consiliare con un sistema wireless e all’avvio della digitalizzazione dell’archivio dell’ufficio edilizia privata per ridurre l’archivio cartaceo e rendere più veloce la consultazione dei documenti da parte di tecnici e cittadini, migliorando così l’accesso agli atti e la trasparenza amministrativa. “Abbiamo dovuto muoverci rapidamente” spiega l’assessora al bilancio Francesca Betto “perché le tempistiche erano molto strette. Era importante non perdere l’opportunità e mettere a terra le risorse nei

e nella modernizzazione agricola. Moisè Vita Jacur acquistò l’area di Beverare di Corte dove sorge la storica tenuta, poi sviluppata dai nipoti Leone, Michelangelo ed Emanuele, che ampliarono le attività familiari coinvolgendo anche collaboratori e tecnici locali. Leone, ingegnere e deputato di Piove di Sacco, ideò un sistema innovativo per il ricambio dell’aria nelle filande della seta, risolvendo il problema della “fumana” e migliorando le condizioni di lavoro degli operai; Michelangelo promosse l’acquedotto dalle risor-

give di Dueville e contribuì alla realizzazione della linea ferroviaria Padova – Piove – Chioggia, rafforzando collegamenti e commercio; Emanuele gestì le proprietà agricole familiari, ne modernizzò le pratiche e fu nominato cavaliere del lavoro, consolidando il ruolo della famiglia nello sviluppo rurale e industriale del territorio. L’inaugurazione del parco sarà stabilita in accordo con la Provincia, che ha sostenuto l’intervento.

tempi previsti”. A questi si aggiungono circa 9.500 euro destinati all’aggiornamento della toponomastica e dei numeri civici. Un lavoro meno visibile ma fondamentale per avere banche dati più precise e servizi più efficienti, anche in relazione alle comunicazioni e alla gestione delle emergenze. Sul fronte delle manutenzioni straordinarie e urgenti vengono

Stazione delle corriere senza servizi, interrogazione in consiglio

Da fine 2025 la stazione delle corriere di viale Europa è rimasta senza alcun servizio. La chiusura del bar - biglietteria, avvenuta a seguito del pensionamento dei titolari, ha lasciato pendolari, studenti e utenti senza un punto di riferimento. L’edificio, ormai chiuso, serve oggi solo come fermata dei bus. In consiglio comunale la consigliera della Lega Silvia Doro ha presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti sull’uso dei locali, sul progetto di riqualificazione della stazione e sui servizi alternativi per gli utenti. “Vogliamo sapere se

corrisponde al vero l’ipotesi dell’apertura di bagni pubblici nei locali precedentemente occupati dal bar-biglietteria, quale sia la visione generale dell’amministrazione sulla gestione e valorizzazione dell’area e quali servizi alternativi siano stati predisposti per garantire informazioni e accoglienza ai pendolari” ha dichiarato Doro. “L’edificio e l’area sono di proprietà della Provincia” ha risposto la sindaca Lucia Pizzo “perciò il Comune non può intervenire direttamente. Stiamo sollecitando la riqualificazione insieme alla Provincia e a

stanziati complessivamente 85 mila euro. Gli interventi riguardano la sistemazione del tetto e della guaina del cinema Politeama, lavori al palasport del quartiere di Sant’Anna, la revisione dell’impianto antincendio del teatro Filarmonico, l’acquisto di nuovo arredo per la nuova scuola media Davila, oltre a opere ai casoni Rosso e Bianco di via Ramei e alla manutenzione di un alloggio popolare in via Donatello. “Parliamo di interventi non rinviabili” continua Betto “in parte legati anche alle piogge intense dell’ultimo periodo. L’obiettivo è garantire sicurezza e piena funzionalità delle strutture utilizzate dalla comunità”. (a.c.)

BusItalia”. La prima cittadina ha confermato che sono in corso incontri con la Provincia per definire possibili interventi, tra cui la realizzazione di un bici park a servizio dei pendolari e di chi si reca in centro storico, e l’installazione di una biglietteria automatica per consentire l’acquisto di biglietti e abbonamenti. Riguardo ai bagni pubblici, Pizzo ha chiarito: “La proposta è di realizzare strutture collegate alla rete fognaria, decorose e sicure, da valutare attentamente per la loro posizione. Bagni chimici non sono previsti”. La sindaca ha inoltre precisato: “Attualmente i biglietti si possono acquistare online o in un’edicola. Si tratta di una soluzione provvisoria per chi non utilizza mezzi digitali. Il fabbricato è giunto al termine del suo ciclo e potrà essere oggetto di interventi o demolizione, ma ogni decisione dipenderà dagli esiti dei confronti con la Provincia”. (a.c.)

Alessandro Cesarato
Silvia Doro
Francesca Betto

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Sicurezza stradale/1. L’analisi della sindaca Lucia Pizzo e del vice Davide Giannella

Sempre più persone circolano senza assicurazione e ubriache alla guida

“La sicurezza stradale si attua quando chiunque rispetta il codice della strada e, spesso, osserviamo quanto, invece, per furbizia o negligenza, questo non avvenga. Salendo nella gerarchia della pericolosità, le condotte più gravi sono le guide in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze”. A dirlo sono la sindaca di Piove di Sacco Lucia Pizzo e il vicesindaco Davide Giannella, che ha la delega specifica alla sicurezza stradale. “È evidente - dicono - quanto sia importante la prevenzione. In questo caso con attività di educazione stradale nelle scuole con gli agenti del nostro comando di polizia locale, anche per rendere autonomi i minori che utilizzano la bicicletta per i loro spostamenti. Negli anni abbiamo investito molto per realizzare piste ciclabili, ove concretamente possibili, nei tratti a più elevato traffico o con percorsi alternativi, per creare le condizioni per connettere zone del nostro Comune verso i comuni confinanti, in particolare Sant’Angelo di Piove, Campolongo Maggiore e

Pontelongo”. Anche l’istituzione di zone a 30 km all’ora è all’attenzione dell’amministrazione, così come l’attenzione a una segnaletica che induca maggiore prudenza agli automobilisti dove vi è elevata presenza di pedoni o ciclisti. “Certamente - spiegano - agli amministratori non bastano gli autovelox per indurre gli automobilisti a rispettare i limiti di velocità. Certamente funzionano da deterrente anche per chi si avvicina a velocità elevata, ma la responsabilità del singolo rimane l’unica alternativa per evitare incidenti. L’installazione di lettori targa in molti punti di accesso alla nostra città restituisce un quadro di mancato pagamento dell’assicurazione da parte di alcuni proprietari di auto”. “Personalmente - dice la sindaca Lucia Pizzo - ritengo che aver eliminato l’obbligo di esporre il contrassegno sul veicolo abbia ampliato la platea di chi dimentica di assicurarsi, così come è noto che vi siano stati casi di truffe per false assicurazioni online. La mancata assicurazione comporta conseguenze dannose

importanti per chi subisce un incidente o per i suoi familiari”. Poi arriva un elogio alla Polizia Stradale. “Certamente - spiega - occorre intervenire anche con operazioni di controllo in presenza su strada e qui dobbiamo dire che il distaccamento della Polizia Stradale di Piove di Sacco opera in un vasto territorio di competenza e, quindi, spesso non può garantire la pre-

senza costante, anche per il rilievo di incidenti stradali. Lo stesso dicasi per i carabinieri della nostra stazione, che potrebbero essere impegnati in altre operazioni. Quindi, spesso, durante l’orario di turno giornaliero, viene coinvolta la polizia locale con la pattuglia di turno”. “Tutte le strumentazioni utili sono in possesso dei nostri agenti - spiega la sindaca Lucia

“Strada dei vivai e rotonda Anas in zona industriale, opere inadeguate”

La sindaca di Piove di Sacco Lucia Pizzo non lesina critiche alle infrastrutture viarie che attraversano il territorio comunale e che possono costituire un pericolo anche per chi ci transita.

“È anche chiaro - sottolinea il primo cittadino - che infrastrutture come la Strada dei Vivai, a due corsie, piena di curve, non sia stata progettata per il volume di traffico che c’è attualmente e ne sono testimonianza gli incidenti

stradali gravi e mortali che funestano il tratto che interessa anche il nostro Comune”. La sindaca di Piove di Sacco fa poi altri esempi di infrastrutture che presentano degli evidenti problemi. “Così come la Strada dei Vivai presenta delle criticità - continua - a mio avviso non è certamente idonea la rotonda realizzata da Anas nella nostra zona industriale, che non ne consente l’accesso diretto. Succede infatti che molti camionisti imboccano, guida-

ti dal navigatore, strade non idonee, come la contigua via Gelsi intasando tutto e dovendo poi fare manovre per poter uscire dalla strada in cui si sono infilati”. “Togliere traffico dalle arterie comunali e provinciali si può - conclude Pizzo con un auspicio - si solo se la linea ferroviaria tornerà concorrenziale e naturalmente tutti auspichiamo che l’estensione del tram fino a Piove possa concretizzarsi nel futuro”. (a.a.)

Pizzo - compresa quella complessa e costosa, per rilevare le infrazioni da parte dei conducenti di mezzi pesanti, anche non italiani. Il rispetto dei limiti di velocità e dell’orario di lavoro, per esempio. Le sanzioni sono salate, in questi casi. La formazione e l’aggiornamento continuo degli agenti è considerata una priorità”.

Alessandro Abbadir

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Sicurezza stradale/2. A Legnaro nelle scorse settimane un vertice dei sindaci dell’area

Traffico e troppi “punti neri”: i Comuni della Saccisica fanno un unico fronte

Il traffico e la sicurezza stradale sono al centro del dibattito nel territorio di Legnaro e della Saccisica. Nelle scorse settimane, a Legnaro si sono incontrati gli amministratori dei Comuni di Legnaro, Polverara, Casalserugo, Saonara, Bovolenta, Ponte San Nicolò e Brugine, insieme ai rappresentanti del “Comitato Viabilità Legnaro”, per fare il punto sulle criticità della rete viaria. “Dal confronto - spiega il sindaco Vincenzo Danieletto - è emersa una preoccupazione condivisa: le strade del territorio sopportano oggi volumi di traffico molto superiori rispetto a quelli per cui erano state progettate. Una situazione che incide sulla fluidità della circolazione, sulla sicurezza stradale e sulla qualità della vita”. Il “Comitato Viabilità Legnaro” ha presentato i risultati di 340 questionari raccolti tra i cittadini che transitano quotidianamente nell’area. Dalle risposte emerge una forte percezione di urgenza rispetto al problema e la richiesta di interventi strutturali. Secondo il Comitato, il progetto del tram rappresenta un tassello importante per la mobilità sostenibile, ma non è sufficiente da solo a risolvere i problemi di traffico. A Saonara, ad esempio, lungo Strada dei Vivai transitano 20 mila veicoli al giorno, mentre a Bovolenta, su via Padova,

si registrano 76 mila passaggi a settimana: numeri che confermano la forte pressione sulla viabilità locale. Tra le criticità segnalate figurano il traffico dei mezzi pesanti, le difficoltà legate ai cantieri e i rallentamenti burocratici che spesso bloccano opere attese da anni. “Il tema della viabilità - dice Danieletto - è stato affrontato anche nel tavolo Comepa (Conferenza Metropolitana di Padova) , dove i sindaci hanno chiesto che lo studio sulla mobilità non riguardi soltanto la parte nord della provincia, ma venga esteso includendo i territori della Saccisica e della cintura sud del capoluogo. L’intera area della Saccisica supera i 120 mila residenti. Tra i prossimi passi concordati c’è l’istituzione di un tavolo intercomunale sulla viabilità, che sarà coordinato dal Comune di Legnaro e potrà essere esteso anche ad altri territori della Saccisica. Al prossimo incontro è prevista la

Paolo Battistini (Aifvs):

partecipazione dell’assessore regionale al bilancio, con l’obiettivo di portare le istanze del territorio in Regione e avviare il percorso per il finanziamento sulla viabilità dell’area”. L’obiettivo condiviso è arrivare a una proposta unitaria da presentare a Provincia e Regione, per individuare soluzioni strutturali. Tra gli interventi puntuali già realizzati figurano la modifica dell’uscita dal quartiere Belvedere, la chiusura del collegamento viario tra il quartiere Borghetto e la zona industriale e la creazione di un senso unico in via 8 Marzo, per semplificare la circolazione e realizzare una zona di parcheggi in linea. Sono inoltre attivi due varchi di lettura targhe, utilizzati per il controllo di assicurazioni e revisioni dei veicoli, mentre Polizia Locale e carabinieri garantiscono pattuglie per monitorare il traffico e intervenire in caso di criticità. Alessandro Abbadir

“Velocità più basse e autovelox per salvare vite”

“Nel giro di 20 anni il numero di giovani morti in sinistri stradali in età compresa tra 20 e 29 anni è diminuito, passando a livello nazionale dalle 1700 vittime del 2004 alle 1100 del 2011, fino alle 700 attuali. Resta alto il numero di pedoni uccisi: 500 nell’ultima rilevazione disponibile. Il Ministero dei Trasporti autorizzi al più presto i lavori di adeguamento degli autovelox”. A dirlo è Paolo Battistini, presidente dell’Associazione Italiana Famigliari Vittime della Strada per le province di Padova e Venezia e Treviso, da anni impegnato nella promozione dell’educazione stradale tra gli studenti delle scuole del territorio e nel sollecitare enti locali e isti-

tuzioni nazionali a rafforzare gli strumenti utili ad aumentare la sicurezza sulle strade. “In queste settimane faremo incontri nelle scuole dell’area di Cittadella, nel Padovano, e a Borgoricco - dice Battistini - ma anche a Mirano, nel Veneziano, ad aprile. Nei mesi scorsi abbiamo organizzato iniziative di sensibilizzazione, ad esempio a Martellago e a Piove di Sacco. Mi sono reso disponibile anche per attività in provincia di Treviso e di Rovigo, ad esempio nel Comune di Trecenta”. Secondo Battistini, nel 2024 rispetto al 2023 in Veneto si è registrato un aumento del numero di sinistri stradali gravi o mortali, una tendenza che (pur in assenza di dati

ufficiali) sembrerebbe proseguire anche nel 2025. “Per far diminuire il numero di sinistri mortali o gravi – sottolinea Battistini – una strada è obbligata: ridurre la velocità di auto, camion e moto. Si spera che al più presto gli autovelox spenti possano essere riaccesi con il via libera del Ministero dei Trasporti. Vanno nella giusta direzione anche l’istituzione di molte strade con il limite dei 30 chilometri all’ora”. Infine l’attenzione si sposta sul progressivo invecchiamento della popolazione alla guida. “Servono controlli precisi sulle condizioni psicofisiche di chi - conclude - magari a 75 o 80 anni si mette alla guida dell’auto”. (a.a.)

Il “Comitato Viabilità Legnaro” ha presentato i risultati di 340 questionari raccolti tra i cittadini

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Il mercato agricolo di piazzale Bachelet si rinnova

I l mercato agricolo di piazzale Bachelet si rinnova. Da tempo punto di riferimento per produttori locali e cittadini, il mercato agricolo ospitato nell’area limitrofa all’ex foro boario si prepara a un importante restyling. Dopo anni di criticità legate a posteggi incompleti, viabilità complicata e mutamenti urbanistici, il consiglio comunale ha approvato il nuovo assetto dei mercati del mercoledì e del sabato, pensato per garantire maggiore sicurezza e funzionalità a tutti, sia agli operatori sia ai frequentatori abituali dell’area. Il vicesindaco Davide Gianella, che ha seguito personalmente l’iter, spiega: “Storicamente il piazzale contava 43 posteggi il sabato e 13 il mercoledì, tutti occupati da produttori agricoli. Negli ultimi anni, la situazione è cambiata. Attualmente i posteggi effettivamente utilizzati sono 17 il sabato e 9 il mercoledì, con conseguente frammentazione, vuoti e difficoltà di gestione della viabilità interna”. Una situazione che nel tempo ha reso meno ordinata la disposizione dei banchi e più complesso il passaggio dei mezzi. Altri fattori hanno reso necessario il riassetto. La costruzione di una scuola e di una palestra nell’area, oltre alla realizzazione di piste ciclabili e di una rotatoria, rappresentano modifiche che hanno ridisegnato l’intero contesto urbanistico. “Abbiamo considerato le esigenze igienico sanitarie dell’Usl” continua Gianella, “la disposizione dei contatori elettrici degli operatori, la tipologia delle merci e le dimensioni dei mezzi. Animali vivi e legna richiedono spazi ampi e specifici, diversi da quelli per alimentari confezionati o verdure”.

Elementi tecnici che hanno inciso in modo determinante sulla nuova mappatura degli stalli. La nuova disposizione dovrebbe consentire sicurezza e visibilità. Metà del parcheggio resta libera per la viabilità dei cittadini, mentre il mercoledì i banchi saranno allineati lungo il fianco destro del piazzale, evitando intralci e pericoli e assicurando una migliore fruibilità complessiva dell’area mercatale. “Abbiamo discusso ogni dettaglio con gli operatori e la commissione comunale” aggiunge “raccogliendo suggerimenti e apportando modifiche dove necessario”. Il provvedimento prevede anche due postazioni aggiuntive per gli ambulanti precari, senza creare conflitti

con gli stalli vincolati da contatori o tipologia merceologica. Il Comune a breve invierà la graduatoria a tutti i concessionari, che potranno scegliere i posteggi secondo anzianità e disponibilità, garantendo equità e trasparenza nell’assegnazione. Conclude Gianella: “Abbiamo seguito un percorso condiviso con gli operatori, ascoltando le loro esigenze e bilanciandole con quelle della sicurezza e della viabilità. Il risultato è un mercato più ordinato, sicuro e funzionale, capace di continuare a rappresentare un punto di riferimento per la comunità”.

Genitori oltre la separazione: percorsi e gruppi di supporto al consultorio

Al consultorio familiare di via San Rocco dell’ Usl 6 Euganea prende il via il progetto “Genitori oltre la separazione”, dedicato a madri e padri con figli minori coinvolti in percorsi di separazione. Il progetto offre due tipi di intervento: un percorso individuale per coppie che vogliono ridurre i conflitti e rafforzare la co-genitorialità, e

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spipadova@gmail.com

un gruppo di confronto per genitori separati, con due cicli previsti prima e dopo l’estate. Possono partecipare sia genitori che si rivolgono spontaneamente al consultorio, sia chi manifesta difficoltà nella gestione condivisa dei figli dopo la separazione. Tutte le attività si svolgeranno presso la sede del consultorio. Le sessioni individuali mirano a facilitare la comunicazione tra genitori, ridurre i conflitti e mediare le scelte genitoriali, mentre i gruppi offrono uno spazio per riflettere sul ruolo genitoriale, condividere emozioni e bisogni dei figli e individuare strategie costruttive per affrontare le difficoltà. Per informazioni contattare lo 049-9718190 o scrivere a: simona. sgaravatto@aulss6.veneto.it. Il progetto è finanziato dal Fondo per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è parte delle attività del Centro per la Famiglia dell’Usl 6 Euganea. (a.c.)

Davide GIanella

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Sicurezza idraulica. 35 interventi per gestire l’acqua e proteggere 58mila ettari

Il Consorzio di bonifica Bacchiglione presenta le linee d’azione 2026

Idati del programma di monitoraggio dell’Unione Europea indicano il 2025 come uno degli anni più caldi mai registrati e, per l’Italia, un incremento significativo degli eventi meteorologici estremi. In questo contesto il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha presentato le linee di azione per il 2026, confermando un impegno che non si limita alla manutenzione ordinaria, ma punta alla costruzione di una reale resilienza territoriale. L’acqua viene posta al centro della strategia consortile come risorsa da gestire e preservare, ma anche come fattore di equilibrio ambientale, sociale ed economico. Il Consorzio opera su un comprensorio di oltre 58 mila ettari, di cui più di 4mila al di sotto del livello del mare, comprendente 39 comuni tra le province di Padova e Venezia. La sicurezza idraulica di questo territorio è garantita anche grazie al contributo dei consorziati, che versano annualmente circa 13

milioni di euro destinati alla manutenzione ordinaria della rete, tra scavi, pulizie dei canali, gestione degli impianti e presidio costante delle opere. Le linee d’azione 2026 individuano complessivamente 35 interventi: 10 in fase di realizzazione, 7 in fase di approvazione o appalto e 18 già progettati ma non ancora finanziati. Gli interventi rispondono a uno scenario climatico sempre più complesso, caratterizzato da estati lunghe e calde, con possibili periodi siccitosi, alternate a eventi meteorologici brevi ma molto intensi, come bombe d’acqua e forti precipitazioni concentrate. Le strategie del Consorzio mirano alla realizzazione di infrastrutture capaci di laminare le piene, garantire la sicurezza idraulica, accumulare risorsa idrica a scopo irriguo e migliorare la qualità delle acque anche attraverso soluzioni naturali di fitodepurazione. Tra le opere in fase di appalto figurano la trasformazione irrigua

del bacino Bernio, in sinistra del canale Novissimo tra Codevigo e Chioggia, la messa in sicurezza del canale San Gregorio e del Piovego, dal sostegno dello scaricatore di Voltabarozzo fino alla confluenza nel Brenta, e il potenziamento e l’ammodernamento dell’impianto idrovoro Chiodare a Due Carrare. Interventi pensati per ridurre gli sprechi, migliorare l’efficienza del servizio irriguo e rafforzare la protezione idraulica del territorio. Accanto a questi, il Consorzio ha illustrato anche i principali progetti pronti ma non finanziati, tra

cui il completamento della maglia idraulica ad Abano Terme, la realizzazione di un canale equilibratore a Padova nelle zone di Montà e Brusegana, l’adeguamento della sezione dello scolo Fiumicello per ottimizzare la gestione idrica nei territori di Piove di Sacco, Polverara e Ponte San Nicolò, la realizzazione di invasi multiobiettivo nel bacino dei Colli Euganei, la riqualificazione del canale Novissimo abbandonato a Codevigo con funzioni di accumulo e distribuzione irrigua e un nuovo collettore per la distribuzione irrigua nella zona vivaistica di Saonara. Il quadro economico evidenzia l’entità dell’impegno. Per gli interventi conclusi o in corso nel 2025 sono stati spesi oltre 17,2 milioni di euro; per quelli già finanziati e in fase di approvazione servono circa 33,9 milioni; per i 18 interventi non finanziati il fabbisogno supera i 150 milioni di euro, per un totale complessivo di oltre 201 milioni.

Intervento-lampo sullo scolo Altipiano per migliorare la sicurezza idraulica

Un intervento strutturale per rafforzare la sicurezza idraulica del territorio dopo le forti piogge di fine gennaio. Il Consorzio di bonifica Bacchiglione è intervenuto con lavori di somma urgenza lungo lo scolo Altipiano, disponendo nei la chiusura temporanea di via Adige e via Altipiano per consentire le operazioni in condizioni di sicurezza. Le precipitazioni intense registrate a fine gennaio hanno determinato un rapido innalzamento del livello delle acque nel canale, mettendo sotto pressione la rete di scolo e i corpi arginali. I tecnici del Consorzio hanno riscontrato fenomeni di sifonamento e infiltrazioni in alcuni tratti dell’argine, segnali di potenziale instabilità che, se non inter-

cettati in tempo, avrebbero potuto evolvere in cedimenti più gravi, con rischi per la viabilità e per le aree circostanti. L’intervento ha riguardato due porzioni dello scolo per un’estensione complessiva di circa 50 metri. Le operazioni si sono articolate in più fasi: lo scavo di una trincea sulla sommità arginale per consentire l’infissione delle palancole metalliche, la posa delle stesse fino a una profondità di circa sei metri per realizzare un diaframma di contenimento e, infine, il reinterro con il materiale di scavo. Una soluzione tecnica mirata a consolidare l’argine e a ripristinare condizioni di stabilità durature. “Gli eventi meteo di forte intensità che hanno interessato Codevigo hanno

provocato un accumulo rapido di volumi d’acqua nel canale Altipiano” spiega il presidente del Consorzio Bacchiglione Silvano Bugno “mettendo sotto stress argini e rete idraulica. Siamo intervenuti con lavori di somma urgenza per ripristinare in tempi brevi le criticità ed evitare improvvisi collassi stradali. Precipitazioni concentrate in pochi giorni possono compromettere la sicurezza idraulica di molte aree, ed è fondamentale agire tempestivamente”. I lavori, già conclusi, hanno comportato un investimento complessivo di 80 mila euro. La chiusura temporanea delle strade adiacenti si è resa necessaria per garantire la sicurezza degli operatori e dei cittadini durante le operazio-

“Il nuovo trend climatico vede l’alternanza tra eventi intensi di pioggia e periodi prolungati di siccità” dichiara Silvano Bugno, presidente del Consorzio “per questo siamo impegnati nella progettazione e realizzazione di interventi che dotino il territorio delle infrastrutture necessarie per essere più resiliente e capace di gestire eventi meteorologici eccezionali, sempre più frequenti”. Bugno, insieme al direttore Nazzareno Paganizza, sottolinea anche l’importanza della collaborazione istituzionale: “La sinergia con gli enti che operano sul territorio è diventata fondamentale perché ci consente di intervenire in modo tempestivo e mirato, unendo le competenze e favorendo l’accesso ai finanziamenti regionali e statali. L’obiettivo per il 2026 è finanziare i progetti già pronti, ottenere le approvazioni e avviare i lavori, per non farci trovare impreparati”.

Alessandro Cesarato

ni. Con il completamento dell’intervento, la viabilità è stata ripristinata e lo scolo Altipiano messo in sicurezza, rafforzando la protezione del territorio in un contesto climatico sempre più caratterizzato da eventi estremi e concentrati nel tempo. (a.c.)

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al 12 Aprile 2026 Sintoniz zati

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Stop temporaneo alla lavorazione della barbabietola

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sito polesano nel 2005. Sul piano parlamentare è stata presentata dal senatore padovano Antonio De Poli dell’Udc un’interrogazione per sollecitare l’intervento del Governo. Il 2026 si apre così con una pausa che non viene formalmente definita definitiva, ma che solleva interrogativi sulla tenuta industriale e sociale di un territorio cresciuto attorno alla fabbrica. La prosecuzione del confezionamento e gli investimenti in corso rappresentano segnali di continuità, ma la trasformazione della barbabietola, cuore storico dell’impianto, resta sospesa in attesa di verificare se vi saranno le condizioni produttive ed economiche per un ritorno alla piena attività.

Alessandro Cesarato

Economia locale. Lo storico zuccherificio mette in pausa la produzione per il 2026

Stop temporaneo alla lavorazione della barbabietola, tutti preoccupati

L a sospensione della campagna di lavorazione della barbabietola per il 2026 segna una cesura nella storia dello zuccherificio di Pontelongo, attivo dal 1910 lungo un’ansa del Bacchiglione. Nato con capitali in larga parte belgi (tanto da essere soprannominato in paese “el Beljo” ) e con la partecipazione, tra gli altri, della contessa Giuseppina Barbò vedova Melzi d’Eril, di Leone da Zara e della Banca Commerciale Italiana, lo stabilimento è stato per oltre un secolo il motore economico e sociale della comunità. Sotto la guida di Ilario Montesi, dal 1927 al 1967, superò anche i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, consolidandosi poi nel gruppo Eridania e successivamente nella cooperativa Coprob, ultimo presidio della filiera dello zucchero 100% italiano insieme al sito bolognese di Minerbio. Negli ultimi vent’anni il ridimensionamento è stato progressivo, tra razionalizzazioni e innovazioni tecnologiche. Il quadro si è aggravato nelle ultime campagne. Le superfici coltivate a barbabietola nel bacino di approvvigionamento –Emilia-Romagna, Veneto, Marche, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Umbria – sono scese dai circa 30 mila ettari del 2024 a meno di 19 mila; in Veneto gli ettari sono scivolati sotto quota 4 mila. Coprob collega il calo agli effetti dei cambiamenti climatici, alla diffusione di infestanti e alla progressiva riduzione dei principi attivi autorizzati a livello europeo, con rese più basse, costi crescenti e redditività incerta per le aziende agricole. In questo contesto il consiglio di amministrazione della cooperativa ha annunciato la sospensione temporanea della trasformazione a Pontelongo per la prossima estate, definendola una scelta “sofferta ma necessaria”. Le barbabietole già contrattualizzate dai soci veneti saranno comunque ritirate al prezzo fissato e lavorate a Minerbio, dove l’estensione delle superfici consente la prosecuzione dell’attività. A Pontelongo resteranno attive le linee di confezionamento e proseguirà un intervento di ammodernamento strutturale finanziato con risorse Pnrr per circa tre milioni di euro. Il presidente Luigi Maccaferri ha parlato di fase “contingente e transitoria”, mentre il direttore generale Moreno Basilico

ha assicurato un confronto costante con le organizzazioni sindacali. La reazione del territorio è stata immediata. Fai Cisl, Flai Cgil e Uila di Padova hanno definito la sospensione “un colpo potenzialmente fatale per l’intera filiera bieticolo-saccarifera” e hanno promosso un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento, chiedendo l’apertura di un tavolo di crisi in Regione e al Ministero. In gioco vi sono circa 200 lavoratori tra fissi e stagionali, oltre all’indotto. Per gli stagionali la campagna rappresentava anche il requisito per l’accesso agli ammortizzatori sociali. Dal mondo agricolo sono arrivate

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posizioni articolate. Coldiretti Padova ha espresso preoccupazione per la sostenibilità economica della filiera, sollecitando una strategia condivisa con Governo e Regioni e ricordando l’aumento dell’aiuto accoppiato alla bieticoltura, passato a oltre mille euro per ettaro. Anche Cia Padova ha chiesto un tavolo nazionale, sottolineando come la riduzione delle superfici superi il 50% in alcune aree e come pesino concorrenza extraeuropea, costi energetici e vincoli fitosanitari. Tra i soci produttori non sono mancate critiche alla tempistica della decisione, ritenuta tardiva rispetto alla fase delle semine. La sindaca Lisa Bregantin ha parlato di notizia “pesante” per una comunità che da 115 anni cammina con il suo zuccherificio, ribadendo la priorità della tutela occupazionale. Solidarietà è arrivata anche dal sindaco di Porto Viro, Mario Mantovan, ricordando la chiusura del sito polesano nel 2005. Sul piano parlamentare è stata presentata dal senatore padovano Antonio De Poli dell’Udc un’interrogazione per sollecitare l’intervento del Governo. Il 2026 si apre così con una pausa che non viene formalmente definita definitiva, ma che solleva interrogativi sulla tenuta industriale e sociale di un territorio cresciuto attorno alla fabbrica. La prosecuzione del confezionamento e gli investimenti in corso rappresentano segnali di continuità, ma la trasformazione della barbabietola, cuore storico dell’impianto, resta sospesa in attesa di verificare se vi saranno le condizioni produttive ed economiche per un ritorno alla piena attività. Alessandro Cesarato

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Da oltre settant’anni qualità, consulenza e innovazione per professionisti e privati

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Eper realizzare o rinnovare gli spazi della propria abitazione. Dalla termoidraulica all’arredobagno, dai pavimenti e rivestimenti al materiale elettrico, fino alla ferramenta, ai sistemi di climatizzazione e alle pompe di calore: un’offerta ampia e articolata che permette a clienti e professionisti di gestire ogni fase del progetto con un unico interlocutore.

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damente alle richieste di professionisti e privati, garantendo tempi rapidi e conti-

Uno dei punti di forza dell’azienda è la selezione accurata dei fornitori. Zambonin collabora infatti con marchi affidabili e riconosciuti nel settore, scegliendo

prodotti che garantiscono prestazioni, durata e innovazione. A questo si aggiunge una costante ricerca di nuove sodi una scelta”, sintetizza un approccio

Negli anni Zambonin ha saputo evolversi insieme al settore dell’edilizia e dell’impiantistica, ampliando progressivamente la propria offerta e introducendo servizi sempre più mirati. Oggi l’azienda

Che si tratti di un piccolo intervento domestico o di un progetto più articolato, il team Zambonin affianca il cliente in tutte le fasi: dalla scelta dei materiali alla progettazione, fino all’individuazione delle soluzioni tecniche più adatte. Un supporto concreto che negli anni ha contribuito a costruire un rapporto di fiducia con il territorio e con generazioni di clienti che continuano a scegliere l’a-

zare in anteprima il proprio bagno, valutando fin da subito soluzioni estetiche e funzionali. Un servizio che permette di progettare con maggiore consapevolezza e di immaginare concretamente il risultato finale all’interno della propria casa.

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Un altro elemento distintivo è la disponibilità immediata dei prodotti. Con oltre 30 mila articoli presenti a magazzino, l’azienda è in grado di rispondere rapi-

Una realtà che continua a guardare al futuro con la stessa passione che ne ha

L’intesa Fidia-Germoglio porta lavoro

Quattro nuove assunzioni grazie a una convenzione tra impresa e cooperazione sociale. È l’esito dell’accordo siglato tra la cooperativa sociale Germoglio, Veneto Lavoro e Fidia Farmaceutici, che affida al marchio Senape i servizi di catering per gli eventi aziendali. L’intesa ha consentito alla cooperativa di assumere quattro persone con disabilità con contratto a tempo determinato della durata di un anno. “Senape rappresenta la nostra sfida più imprenditoriale” spiega la presidente di Germoglio, Marta Martin “perché unisce qualità del servizio e inclusione. Con questo accordo offriamo lavoro concreto a persone con disabilità utilizzando uno strumento normativo ancora poco applicato in Veneto”.

La presidente sottolinea come il meccanismo preveda l’affidamento di una commessa alla cooperativa, che assume i lavoratori, mentre l’azienda può contabilizzare l’inserimento ai fini degli obblighi di legge. In base all’intesa, Senape curerà il catering per i principali eventi aziendali di Fidia. “In Fidia crediamo che l’inclusione non sia un mero adempimento normativo” dichiara Gianluca Magnani, responsabile globale del personale e della cultura aziendale “ma una re-

sponsabilità concreta verso le persone e i territori in cui operiamo. Questo accordo con Germoglio e Veneto Lavoro rappresenta un modo concreto di tradurre i nostri valori in azioni misurabili. Se utilizzato in modo consapevole, il meccanismo consente di generare lavoro vero e dignitoso e di rafforzare il ruolo di un’azienda globale profondamente radicata nel territori”. Un ruolo di raccordo è stato svolto da Veneto Lavoro. “La normativa di settore offre un valido strumento per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità” osserva il direttore Tiziano Barone “perché consente di coniugare esigenze aziendali e percorsi personalizzati costruiti con il collocamento mirato”. Senape è il ramo di ristorazione collettiva di Germoglio e opera dal centro di cottura di via Bassa, da cui partono ogni giorno fino a 3mila pasti destinati a scuole, aziende ed enti tra le province di Padova, Rovigo e Venezia.

La cooperativa, attiva nella Saccisica dagli anni Ottanta, conta 65

lavoratori e volontari e sviluppa servizi educativi e di inserimento lavorativo per persone con disabilità. Fidia Farmaceutici, fondata nel 1946 e con sede ad Abano Terme, è attiva nella ricerca e produzione di soluzioni a base di acido ialuronico, con oltre 1.700 dipendenti e una presenza commerciale in più di 120 Paesi. L’accordo consolida un modello che punta a coniugare attività economica e inclusione occupazionale sul territorio. “Quando imprese, cooperazione sociale e istituzioni fanno squadra, nascono opportunità vere” commenta il sindaco Filippo Lazzarin, “dimostrando che il lavoro può essere anche inclusione e crescita per tutta la comunità”.

Alessandro Cesarato

Rette nido 2026: adeguamenti per i rincari e sconto

La Giunta del sindaco Filippo Lazzarin ha approvato le tariffe per l’anno educativo 2026/2027 dell’asilo nido comunale “Le Coccole”. Le tariffe rimangono confermate fino al 30 luglio, termine dell’anno educativo in corso e della convenzione con l’attuale gestore (Società Cooperativa Sociale Cosep). Da settembre, con l’inizio del nuovo anno educativo, le rette saranno aggiornate in base al nuovo quadro economico, che tiene conto dei rincari di appalto, materie prime, manodopera e rinnovi contrattuali. Il tasso di copertura dei servizi a domanda individuale, calcolato sul servizio attuale, è pari all’81,5%. Questo significa che la maggior parte dei costi (personale, materiali e gestione) è coperta dalle rette e dai contributi dedicati, mentre la differenza è sostenuta dal Comune per garantire il funzionamento completo del servizio Il costo totale del servizio per il 2026 è di

263.600 euro, di cui 214.850 euro coperti da rette e contributi delle famiglie. Per sostenere proprio le famiglie, è prevista una riduzione del 20% sulla retta del secondo figlio iscritto (fratello o sorella) per nuclei con Isee inferiore a 20 mila euro, applicabile ai bambini residenti nel Comune. Restano confermati anche i bonus asilo nido Inps, destinati ai bambini fino a tre anni che frequentano strutture pubbliche o autorizzate, e ai bambini che non possono frequentare per gravi

patologie certificate, con importi differenziati secondo l’Isee. La tassa di iscrizione rimane fissata a 50 euro, mentre eventuali ulteriori riduzioni o agevolazioni sono previste dal regolamento dell’asilo nido comunale. Con la scadenza della convenzione attuale il 30 luglio, il Comune valuterà la nuova procedura di affidamento triennale per il servizio, che potrà comportare modifiche alle tariffe e confermare il sostegno alle famiglie, assicurando continuità, qualità educativa e gestione sostenibile. (a.c.)

Quattro nuove assunzioni per persone con disabilità: “Usiamo uno strumento ancora poco applicato in Veneto, un modo concreto di tradurre i nostri valori in azioni misurabili”

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La storia. Dalla perdita della 12enne nasce “Azzurra come te”

Il dolce sorriso di Azzurra diventa opportunità per altri ragazzi

L’ iniziativa voluta da famiglia, insegnanti e comunità per sostenere i sogni dei giovani e accompagnarli nell’elaborazione del dolore

Trasformare un dolore indicibile in un seme di speranza. Trasformare l’assenza in una presenza che genera futuro. A Sant’Angelo di Piove la memoria di Azzurra Breda, la 12enne scomparsa a dicembre per una polmonite fulminante, non resterà chiusa nel silenzio ma diventerà un’opportunità per i sogni di altri ragazzi. Venerdì 6 marzo, durante l’incontro dedicato a “Comunità

che sostiene”, è stato presentato il percorso “Azzurra come te”. Entrambe le iniziative nascono per i giovani del paese: la prima per offrire supporto psicologico di fronte al lutto, la seconda per trasformare il ricordo in una possibilità tangibile. L’idea è partita dalle insegnanti di pianoforte e hip-hop della dodicenne, scuole che per Azzurra erano una seconda “casa”. Una proposta accolta da mamma Valentina e papà Mattia affinché la scintilla della figlia non smetta di brillare. Lei rivive nelle testimonianze giunte in questi mesi: una ragazza sorridente e dalla determinazione rara, mentre i genitori per descriverla scelgono parole che parlano di futuro: “Azzurra continua a vivere, solo in una forma diversa”. Entrambi ricordano commossi

l’istante in cui il talento si è fatto dono: “L’ultimo giorno di scuola ha suonato Nuvole bianche davanti a tutti. In quel momento, attraverso le note, è come se avesse voluto lasciare un abbraccio a ogni suo compagno”. In ogni melodia o passo di danza mosso grazie a questa organizzazione, lei continuerà a camminare: “Ora potrà dare l’occasione a qualun-

que coetaneo di intraprendere la propria passione. Un giorno vedremo il saggio di uno di questi giovani e la sua felicità sarà, per noi, come rivedere la sua”. Se “Azzurra come te” punta su una raccolta fondi per borse di studio artistiche e sportive, “Comunità che sostiene” nasce per non restare immobili davanti allo smarrimento del lutto. E’ un progetto unico nel suo genere, pensato per aiutare bambini e ragazzi ad elaborare il lutto, coinvolgendo scuola, famiglia e territorio. L’idea nasce dopo una serie di morti che hanno profondamente segnato il paese, tra queste quella di Azzurra appunto.

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Prima di lei, Sant’Angelo aveva pianto Eleonora Chinello, 14 anni, investita nel 2024 mentre andava a scuola. Due vite giovanissime spezzate in poco tempo, che hanno lasciato domande profonde e un senso diffuso di smarrimento, soprattutto tra i più piccoli. Ma non sono state le uniche perdite. Negli ultimi anni la comunità ha affrontato altri lutti, diversi per età e circostante ma accumunati da un forte impatto emotivo su famiglia, amici e compagni di scuola. Da qui la consapevolezza di aiutare i ragazzi a dare un senso al dolore. L’iniziativa nasce dalla sensibilità dell’amministrazione comunale, in particolare dell’ assessorato ai Servizi sociali, in collaborazione con uno psicologo e psicoterapeuta, l’Istituto comprensivo, le parrocchie e il mondo del volontariato con “SeCiVivi” in testa. Il percorso articolerà su più livelli: formazione per i docenti, sportelli di ascolto e gruppi di auto-aiuto. “Non abbiamo la presunzione di dare risposte preconfezionate, ma di avviare un cammino da fare insieme, con l’aiuto di professionisti, in un momento in cui tutto sembra perdere significato” ha spiegato il vicesindaco Angela Furlanetto. “Essere comunità” ha aggiunto “è soprattutto questo: stare uniti per riuscire a guardare avanti, accettando che, nonostante tutto, il domani ci aspetta e va accolto senza paura”. L’obiettivo è trasformare il dolore in un percorso condiviso di cura, presenza e vicinanza.

Martina Maniero

S. Angelo di Piove

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Lavoro. Contratto integrativo con aumenti e maggiori tutele

Rinnovo del contratto alla Parker

Hannifin: distribuiti i profitti

P rofitti record redistribuiti ai lavoratori: la Fiom-Cgil di Padova ha chiuso con successo la trattativa per il nuovo contratto integrativo alla Parker Hannifin di Vigorovea, storico stabilimento del settore metalmeccanico e azienda leader nel campo delle tecnologie di movimento e controllo. L’accordo, valido fino a giugno 2029, porta benefici economici e tutele ai lavoratori, grazie alla piattaforma sindacale partita dai profitti record dell’azienda: 19,9 miliardi di dollari fatturati nel 2025 e un flusso di cassa operativo di 3,8. La Fiom ha negoziato aumenti nel potere d’acquisto e garanzie su orario e salute dei lavoratori. Confermato l’orario base di 37,5 ore settimanali pagate 40: le ore extra partono dopo quel limite. La maggiorazione giornaliera per flessibilità sale gradualmente da 4,50 a 6 euro entro il 2028 e aumenta anche il “gettone” per il sabato lavorativo. Il premio feriale aumenta del 20 per cento in quattro anni con benefici salariali diffusi. In welfare, 300 euro totali erogati in tranche e viene introdotto il buono pasto da 5,40 euro per sabato con almeno quattro ore. Inoltre chi converte premi in welfare ha un 10 per cento extra; per il fondo pensione, i costi restano a carico dell’azienda. Per salute e diritti, vengono riconosciute quattro ore annue aggiuntive per visite mediche e venti per terapie. Previsti incontri con RSU per migliorare mensa, vestiti e scarpe da lavoro. “Siamo soddisfatti di questo accordo perché riafferma un principio per noi fondamentale: i profitti delle imprese vanno redistribuiti tra le lavoratrici e i lavoratori. Parker è una multinazionale in salute che continua a segnare record su record; era doveroso che questi risultati trovassero un riscontro nelle tasche e nella qualità della vita dei dipendenti. Abbiamo ottenuto risposte importanti sulla gestione della flessibilità e sulla tutela della salute, temi centrali per la dignità di chi lavora” ha dichiarato Michele Iandiorio, segretario generale della Fiom di Padova, a conclusione della

trattativa. Che ha aggiunto: “Un ringraziamento va alla RSU per la determinazione e la competenza messe in campo durante tutta la fase negoziale. È anche grazie al loro impegno che è stato possibile portare a casa un contratto integrativo che non era affatto scontato. Questo risultato è la prova che la contrattazione di secondo livello resta uno strumento fondamentale per attuare quella giustizia sociale di cui il nostro mondo del lavoro ha urgente bisogno”.

In Municipio per conoscere la Costituzione

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Qualche settimana fa a Legnaro si è svolto un significativo momento di educazione civica rivolto agli alunni delle classi quinte della scuola primaria Don Milani. L’iniziativa, promossa dall’amministrazione comunale, rientra in un progetto che ogni anno coinvolge gli studenti dell’ultimo anno della primaria con l’obiettivo di avvicinarli ai valori e ai principi della Costituzione italiana. Nel corso dell’incontro gli Alpini hanno illustrato ai ragazzi i fondamenti della Carta costituzionale, spiegandone in modo semplice e coinvolgente i principi cardine, il significato dei diritti e dei doveri dei cittadini e l’importanza delle istituzioni democratiche. Un’occasione preziosa per stimolare nei più giovani una prima consapevolezza civica e il senso di appartenenza alla comunità. La mattinata è poi proseguita con la visita ad alcuni luoghi simbolo della vita pubblica del paese. Gli studenti hanno infatti avuto l’opportunità di entrare nella sede municipale e di conoscere da vicino anche l’attività della Polizia Locale, scoprendo il funzionamento dei servizi e delle istituzioni che operano quotidianamente sul territorio. Particolarmente partecipato è stato l’incontro nella sala consiliare, dove i ragazzi hanno dialogato con il sindaco Vincenzo Danieletto, ponendo domande e dimostrando grande curiosità e attenzione. A conclusione della giornata ogni classe ha ricevuto una copia della Costituzione italiana, giunta appositamente dal Senato per questa occasione. Un gesto simbolico che suggella un percorso educativo importante e che rappresenta un invito a conoscere e custodire i valori fondamentali della nostra democrazia. Un ringraziamento particolare è stato rivolto agli Alpini per l’impegno e la passione con cui, anno dopo anno, contribuiscono alla formazione civica delle nuove generazioni. (m.m.)

ed successo -

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Nasce a Padova il “Negozio delle Idee”: inaugurazione il 18 aprile

Un appuntamento centrale sarà il realizzato in coll’Istituto di Istruzione

Superiore Giovanni Valle

UVene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

. Il concorso, aperto a tutti i cittadini dai 14 ai 99 anni, intende valorizzare e reinterpretare il patrimonio urbano, artistico e architettonico della , dai murales alle Ville Liberty, passando per le trasformazioni urbane e le relazioni sociali che caratterizzano i quartieri di Borgomagno, Isola di Torre, Mortise, Sacro Cuore, Ar-

il mosso dal va, pensato per rivitalizzare una zona urbana oggi poco valorizzata e offrire alla comunità un punto di incontro, scambio culturale e confronto creativo.

Ogni partecipante può inviare fino a tre fotografie, sia in formato cartaceo (30x40 cm) sia digitale (JPEG), con l’indicazione del nome dell’autore e della localizzazione dello scatto. Le opere saranno valutate da una giuria di esperti tre esposte in mostra pubblica presso il creduto nel progetto e nella sua capacità

Uno spazio creativo e culturale all’Arcella per valorizzare il quartiere, coinvolgere cittadini, artisti e associazioni locali

L’idea nasce dall’esperienza diretta del fondatore, tato come l’iniziativa sia stata motivata dal desiderio di ridare vita alla San Carlo, merciale ormai parzialmente dismesso.

“L’obiettivo re gli spazi sfitti e degradati, trasformandoli in un punto di riferimento culturale per il quartiere. Vogliamo creare un centro socio-culturale aperto a tutti, dove cittadini, associazioni e artisti possano sperimentare, esporre e confrontarsi”.

L’APP

Il progetto del Negozio delle Idee prevede non solo uno spazio espositivo, ma anche un calendario di iniziative culturali e artistiche: mostre di pittura, lavori di ceramisti e vetrai locali, presentazioni di libri, incontri scientifici e astronomici. Una particolare attenzione sarà dedicata ai giovani e alle nuove generazioni, con laboratori e attività volte a stimolare creatività, partecipazione e senso civico.

LABORATORIO ECOURBANO PADOVA

Galleria San Carlo - Arcella Padova

L’analisi.

La sfida del “lavoro povero”: erosione salariale ed emergenza abitativa pesano sulle famiglie

Il tessuto economico e sociale di Padova e della sua provincia sta attraversando una mutazione profonda e silenziosa, una trasformazione che mette a nudo una realtà drammatica in cui la povertà non è più sinonimo di esclusione dal mercato del lavoro, ma colpisce con forza crescente anche chi un’occupazione ce l’ha già stabilmente. L’analisi degli indicatori economici locali evidenzia con chiarezza l’emergere dei cosiddetti “nuovi poveri”, ovvero quella vasta platea di lavoratori a basso reddito la cui integrazione sociale appare oggi estremamente fragile e instabile a causa di una erosione costante delle basi materiali del vivere quotidiano, un quadro reso ancora più allarmante dai dati recenti sul potere d’acquisto dei cittadini padovani che, negli ultimi cinque anni, hanno visto i salari reali subire una contrazione media dell’8%.

Questo dato diventa ancora più

critico nel comparto del terziario e dei servizi, dove le perdite del valore reale degli stipendi raggiungono punte del 10%, alimentate dall’assenza di un rinnovo puntuale dei contratti collettivi nazionali e da un sistema fiscale che non tiene adeguatamente conto dell’inflazione accumulata, finendo per tutelare le rendite di posizione a discapito del lavoro dipendente. In questo scenario, l’integrazione dei lavoratori è resa ancor più precaria dall’emergenza casa, che rappresenta oggi il principale punto di rottura sociale nel territorio poiché l’accesso a un alloggio dignitoso a costi sostenibili è diventato un miraggio per migliaia di famiglie. Proprio in risposta a questo disagio, nel gennaio 2025 è stato lanciato un appello fondamentale per la costituzione di un Fondo specifico per l’Abitare, volto a dare risposte concrete a un’emergenza che non è più solo congiunturale ma strutturale.

L’iniziativa si è tradotta in un progetto concreto che vede la collaborazione sinergica di più attori istituzionali coordinati dal Comune di Padova, con l’obiettivo prioritario di intercettare le fragilità sociali prima che sfocino in una esclusione totale e irreversibile, correggendo con urgenza uno squilibrio profondo che vede la rendita erodere il valore reale del reddito da lavoro e rendendo l’abitazione un ostacolo insormontabile.

Per rispondere a questa sfida, le linee guida per il futuro devono puntare a una riforma strutturale del valore del lavoro e della protezione sociale attraverso pilastri fondamentali quali la giustizia salariale, garantita da un salario minimo legale e dal rinnovo dei contratti, una rinnovata responsabilità sociale d’impresa per la creazione di valore condiviso e un welfare aziendale e territoriale inteso come modello sussidiario per

La città di Legnaro promuove l’invecchiamento attivo

Il Comune di Legnaro, in collaborazione con la Cooperativa “Un Mondo di Gioia” e con il contributo della Regione del Veneto, promuove l’iniziativa “Vivere attivamente la terza giovinezza – Sostenere e promuovere la salute nella terza età”. Il progetto rientra tra gli interventi regionali dedicati alla promozione e alla valorizzazione dell’invecchiamento attivo e punta a sostenere il benessere delle persone anziane del territorio. L’iniziativa prevede un ciclo di incontri pensati per offrire occasioni di stimolo cognitivo, favorire il benessere psicologico e fornire strumenti utili per affrontare con maggiore consapevolezza e serenità i cambiamenti

supplire alle carenze del settore pubblico, supportando le famiglie e intercettando il disagio giovanile. In conclusione, la visione per una Padova più equa lega indissolubilmente la coesione sociale alla sicurezza economica, nella consapevolezza che una comunità è realmente sicura non solo attraverso

che accompagnano l’avanzare dell’età. Un percorso che mira non solo a mantenere attive le capacità mentali, ma anche a creare momenti di confronto e socialità tra i partecipanti. Due i principali ambiti di attività previsti dal progetto. Il primo, “Allena-mente”, propone incontri psicoeducativi dedicati all’allenamento della mente e della memoria, con esercizi e strategie utili per mantenere attive le funzioni cognitive e ritrovare equilibrio nella quotidianità. Il secondo, “Emozioni in gioco”, è invece orientato al supporto psicologico e alla condivisione, con momenti dedicati alla comprensione e alla gestione dei propri vissuti

il controllo dell’ordine pubblico, ma soprattutto quando riduce le disuguaglianze, offre un lavoro dignitoso e non lascia indietro nessuno, poiché senza una base solida di giustizia sociale non può esistere alcuna sicurezza duratura per il territorio padovano.

Vincenzo Gottardo

emotivi. Gli incontri si svolgeranno mercoledì 8, 15 e 22 aprile, dalle ore 10 alle 11.30, presso Sala Lavanda in Piazza Costituzione. A condurre le attività sarà la dottoressa Roberta Gervasio, psicologa della Cooperativa. La partecipazione è gratuita. Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare la Cooperativa “Un Mondo di Gioia” al numero 351 4806951, dal lunedì al giovedì dalle 14.30 alle 17.30 e il venerdì dalle 9.30 alle 13.00. L’iniziativa rappresenta un’opportunità per promuovere uno stile di vita attivo e consapevole anche nella terza età, valorizzando il benessere e la partecipazione delle persone anziane alla vita della comunità. (m.m.)

Dirette dai campi delle principali squadre di calcio venete e aggiornamenti in tempo reale di volley, basket e rugby delle squadre della nostra regione

La rassegna. Padova ospita la quinta edizione fino al 19 aprile

Meridiani Paralleli Festival, danze e musiche in onore del patrimonio immateriale Unesco

Celebrare e far conoscere l’importanza della danza, della musica e della arti performative come forme di identità condivisa, parti essenziali del nostro patrimonio culturale e umano: è questo l’obiettivo di “Meridiani Paralleli Festival. Danze e Musiche del Patrimonio Immateriale UNESCO”, giunto alla sua quinta edizione.

Inaugurato questo mese con un evento dedicato al flamenco (riconosciuto parte del Patrimonio immateriale dell’Umanità dall’UNESCO) fino al 19 aprile il festival porterà in città artisti di livello nazionale e internazionale che si esibiranno in alcuni luoghi iconici della città, offrendo performance diverse ma tutte accomunate dallo stesso obiettivo: promuovere quello che è un patrimonio immateriale come testimonianza di identità e dialogo.

Un format culturale nato per

celebrare l’ingresso di Padova

Urbs Picta nella lista del patrimonio UNESCO, Meridiani Paralleli esprime già dal nome la volontà di celebrare l’incontro e creare un dialogo fra culture e tradizioni diverse ma tutte unite dal linguaggio universale dell’arte che rappresentano: come i meridiani e i paralleli che si incrociano, allo stesso modo durante il festival si intersecano linguaggi, luoghi e visioni diverse. Il programma del festival si compone di spettacoli e concerti, ma anche visite guidate e workshop, con un focus sulla danza, definita dalla direttrice artistica Marta Roverato come “memoria in movimento”, ossia un linguaggio antico e universale in grado di parlare a generazioni e culture diverse, valicando i limiti dello spazio e del tempo e continuando a vivere attraverso i corpi, i gesti e le comunità.

Imperdibili i prossimi eventi

in programma. Il 28 e il 29 marzo si terrà un workshop intensivo di flamenco curato dal ballerino e coreografo José Mericno: a lui sarà affidato il compito di guidare danzatori e danzatrici di diverso livello attraverso un percorso di studio incentrato su tecnica, ritmo ed espressione. Il 12 aprile sarà un sito di Padova Urbs Picta ad ospitare il penultimo evento in programma: presso la Reggia Carrarese si potrà infatti partecipare a una visita guidata, curata dall’Accademia Galileiana, che si concluderà con un concerto di musica medievale a cura dell’Ensemble Il giardino delle rose, diretto dal professore Simone Erre. “La cetra d’oro risuoni con limpide melodie”, questo il titolo dello spettacolo che si pone come un viaggio sonoro fra il IX e il XIII secolo. Il festival si conclude il 19 aprile al Liston a Palazzo Moroni con uno spettacolo dedicato al

La propaganda del prestito nazionale nella Grande Guerra

Strumenti di comunicazione fondamentali fra i soldati al fronte e le famiglie, ma anche potenti mezzi di propaganda, in un’epoca in cui buona parte della popolazione era analfabeta e immagini evocative valevano più di molte parole, le cartoline del prestito nazionale sono protagoniste della mostra “La propaganda del prestito nazionale della Grande Guerra” ospitata presso il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea di Padova fino al prossimo 28 giugno.

La mostra, promossa dalla Regione del Veneto e dall’assessorato alla Cultu-

ra del Comune di Padova e realizzata in collaborazione con il Memoriale Veneto Grande Guerra (MeVe) di Montebelluna, è parte di un progetto più ampio che comprende altre esposizioni dedicate alla comunicazione in periodo di guerra, visitabili in diverse città venete.

La mostra padovana è incentrata su una selezione di cartoline donate al Museo da Emilio Zunica Lavagna nel 2025 che raccontano un capitolo importante della storia del secolo scorso, quando le cartoline venivano usate non solo per gli scambi epistolari ma anche come mezzi di persuasione, essenziali

Dabke, una danza comunitaria originaria del Medio Oriente che è stata riconosciuta dall’UNESCO nel 2023. Con una lezionespettacolo aperta al pubblico e

per convincere la popolazione a finanziare lo sforzo bellico. Realizzate da alcuni dei migliori artisti e illustratori del tempo nei maggiori stabilimenti grafici ed editoriali nazionali, le cartoline rappresentavano temi familiari e simboli patriottici e si caratterizzavano per i colori accattivanti e la comprensibilità dei messaggi. Uno strumento in grado di unire informazione economica e la capacità di suscitare emozioni in chi le guardava, queste cartoline sono una testimonianza del ruolo giocato dalla propaganda durante la Grande Guerra. (f.t.)

guidata dal maestro Ali Chaalan, l’ultimo evento in programma si trasformerà in un momento di condivisione e festa collettiva. Francesca Tessarollo

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La presentazione di Meridiani Paralleli Festival

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“Già Che Ci Sei”: e ingredienti sicuri per tutta la famiglia

Un ristorante pizzeria

Mmiglia. Da questa consapevolezza nasce la filosofia del Sei

stinguersi puntando su qualità, genuinità e sicurezza alimentare.

Scegliamo ogni giorno una farina pensata per voi

Il locale, accogliente e curato, è diventato un punto di riferimento per chi desidera assaporare piatti della tradizione e pizze speciali senza rinunciare al benessere. L’attenzione alla selezione delle materie prime è al centro di ogni preparazione: verdure fresche, ingredienti di stagione e condimenti scelti con cura si sposano con un impasto unico nel suo genere, che rappresenta il vero fiore all’occhiello del ristorante.

stico e digeribile, ideale per esaltare i con-

La pizza di Già Che Ci Sei è infatti preparagrano tenero tipo 0, frutto della collaborazione tra il Molino Moras di Trivignano Udinese, attivo fin dal 1905, e l’Istituto Superiore di Sanità. Non una farina qualsiasi, ma un prodotto pensato inizialmente per i bambini dai 3 ai 10 anni – i cosiddetti “consumatori sensibili” – e che oggi rappresenta una garanzia anche per gli adulti.

AmorBimbi si distingue perché priva di pesticidi, glifosato e residui di trattamenti chimici, con un contenuto di micotossine ridotto dell’80% rispetto al limite europeo. È il risultato di un percorso produttivo accuratamente controllato, dalla filiera corta del grano italiano alla molitura, fino al confezionamento. Ogni lotto viene analizzato e certificato per garantire la massima sicurezza igienico-sanitaria.

cliente si sente al centro dell’attenzione. È la certezza di trovare un menu vario, capace di soddisfare i gusti di grandi e piccoli, dagli appassionati delle pizze classiche agli amanti delle proposte più creative.

La filosofia del locale è racchiusa in una frase che accompagna da sempre il lavoro dei titolari: “Ognuno di noi è il risultato di ciò che mangiamo e di come mangiamo”. Una convinzione che si traduce ogni giorno nella scelta di ingredienti sani, sicuri e di qualità.

Il successo di Già Che Ci Sei non sta solo nella bontà della pizza, ma anche nella capacità di innovare senza tradire la tradizione. Perché la buona cucina è quella che unisce memoria e futuro, gusto e benessere, territorio e ricerca.

a mangiar sano in cucina

“ciò

Noi usiamo per i nostri prodotti, per la nouna FARINA studia-

REZZA ALIMENTARE igienico, sanitaria, priva di pesticidi o glifosato e con l’80% in meno di micotossine rispetto al limite attuale fissato dalla Unione Europea. Farina nata principalmente per lievitati dolci e salati, per il consumo sicuro, nella fascia d’età fra i 3 anni ed i 10 anni, un consumatore dunque sensibile ed ottima pertanto anche per un consumatore adulto, di ogni età. Per la nostra pizza utilizziamo la farina “AmorBimbi”, di grano tenero italiano, proveniente da “filiera corta” e processi certificati, frutto della collaborazione fra il Molino Moras di Trivignano (UD) attivo fin dal 1905 e l’Istituto Superiore della Sanità. Una farina innovativa per un sano cibo.

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Bilancio 2026 tra il “modello Stefani” e le barricate delle opposizioni

Il dibattito sul bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Veneto si è aperto in un clima di forte contrapposizione politica. La manovra, che muove complessivamente 18,95 miliardi di euro, è stata presentata dall’assessore Filippo Giacinti come un atto di “stabilità e coraggio”, ma ha subito innescato una pioggia di critiche dalle minoranze, che accusano la Giunta di muoversi tra “giochi di prestigio contabili” e tagli occulti. Il cuore finanziario della Regione resta la sanità, con uno stanziamento record di oltre 11 miliardi di euro. Il Presidente Stefani ha confermato il mantenimento dell’IRPEF zero, un pilastro identitario che la maggioranza difende come

scudo per il potere d’acquisto delle famiglie. Tuttavia, il capogruppo del PD, Giovanni Manildo, ha ribaltato il racconto: per l’opposizione, la scelta di non toccare la leva fiscale è una “bandiera ideologica” pagata a caro prezzo dai cittadini. Il riferimento è ai 42 milioni di euro pubblici utilizzati per ripianare i mancati incassi della Pedemontana e alle liste d’attesa nelle RSA, dove oltre 11mila veneti restano esclusi dal supporto pubblico. Se da un lato la Giunta rivendica investimenti importanti (69 milioni per il sociale e 18 milioni per le borse di studio), le minoranze parlano di “fumo”. La critica principale riguarda la riallocazione di fondi già esistenti

L’intervista. Valeria Mantovan, assessore regionale alla cultura e formazione

”La

presentati come nuove risorse, specialmente per le aree montane e le piccole imprese. Sul fronte infrastrutture, lo scontro è totale: mentre la maggioranza stanzia oltre 140 milioni per la rete viaria, il centrosinistra e i movimenti ambientalisti chiedono “meno asfalto e più ferro”, invocando il rilancio del Sistema Ferroviario Metropolitano. In questo scenario, il bilancio 2026 non è solo un documento di numeri, ma il terreno di scontro su cui si misurerà la tenuta del Veneto post-zaiano, tra la promessa di un’amministrazione “tax-free” e l’urgenza di servizi che molti territori fragili sentono ormai come insufficienti.

cultura in Veneto? Non più per pochi, ma risorsa viva e feconda per il territorio”

Dal nuovo approccio alla gestione del patrimonio, fino all’impegno per i giovani e la sfida del disagio sociale

Valeria Mantovan, già sindaco di Porto Viro, è oggi alla guida di uno dei comparti più prestigiosi e complessi della Regione del Veneto: l’assessorato alla Cultura, all’Istruzione e alla Formazione. Una sfida che raccoglie con la grinta di chi viene dalla “trincea” dei Comuni e la visione di chi vuole svecchiare l’idea stessa di cultura. L’abbiamo incontrata negli studi di Veneto24 per fare il punto sulle priorità del suo mandato.

Assessore Mantovan, il Veneto vanta un patrimonio storico e artistico unico al mondo. Quali sono le linee guida della sua gestione?

Il nostro patrimonio architettonico e artistico è una ricchezza riconosciuta internazionalmente, ma non possiamo limitarci a contemplarlo. La parola d’ordine è tutela, certo, ma con una prospettiva innovativa. Questo significa far nascere le politiche culturali dal confronto costante con il territorio, con le fondazioni e con tutti quei soggetti che pro-

muovono la cosiddetta “cultura diffusa”. La mia è una visione di squadra: voglio scardinare l’idea che la cultura sia un bene d’élite, un lusso per pochi. Deve diventare un valore accessibile a ogni fascia sociale e generazionale.

In che modo questo settore può dialogare con l’economia reale?

Cultura significa impresa, occupazione e creazione di valore economico. Proprio in questi giorni, insieme a Confartigianato, abbiamo affrontato il tema delle nuove competenze. Non stiamo parlando di teoria, ma di formare figure altamente qualificate. Penso ai restauratori: negli ultimi dieci anni il Veneto ha investito oltre 25 milioni di euro, unici a livello nazionale, formando circa 600 esperti. Investire nel capitale umano significa rendere il nostro patrimonio un volano di sviluppo concreto.

A settembre ci sarà la Mostra del Cinema di Venezia, la sua prima da assessore. Che impronta vuole dare a questa vetrina inter-

nazionale?

La Regione confermerà e rafforzerà la sua presenza storica. Tuttavia, stiamo introducendo un approccio diverso: attraverso il Fondo Sociale Europeo (FSE), abbiamo deciso di investire pesantemente nella formazione specifica per il settore cinematografico. Non vogliamo solo ospitare le grandi produzioni, ma formare in Veneto le maestranze e i professionisti che quelle produzioni le rendono possibili.

Lei ha alle spalle un’esperienza da sindaco a Porto Viro. È più difficile amministrare una città o gestire un assessorato regionale?

Sono ruoli completamente differenti. Fare il sindaco significa essere il “front office” dei cittadini, spesso dovendo gestire emergenze con mezzi del tutto inadeguati. In Regione ci occupiamo di macro-temi e i tempi di reazione devono essere rapidissimi, ma posso contare su una struttura tecnica e organizzativa straordinaria. Dico sempre che i sindaci sono dei veri eroi: avendo vissuto entrambe le realtà, vedo chiaramente la differenza di risorse tra una macchina comunale e quella regionale.

Lei fa parte di una nuova generazione di amministratori. Non

teme che la sua giovane età e una visione diversa possano attirare critiche?

Ho imparato che la critica è il minimo comune denominatore di chiunque faccia amministrazione attiva. Ho iniziato dieci anni fa, passando per il Comune e la Provincia prima di arrivare qui. Un tempo ero più sensibile, oggi ascolto tutti ma vado avanti con le mie idee. Se per raggiungere un obiettivo strategico per i veneti dovrò accettare delle critiche, ne sarò ben lieta. Quello che conta è la strada che intento percorrere.

Sul fronte del diritto allo studio, ci sono novità importanti per le borse di studio. Com’è stato possibile recuperare i fondi necessari?

È stato fatto un lavoro enorme. Il Veneto, per scelta politica, non applica l’addizionale IRPEF, a differenza di altre regioni. Questo significa che non abbiamo “tasse extra” da cui attingere, quindi ogni investimento richiede sacrifici e una gestione oculata. Quest’anno, grazie allo sforzo del Presidente e dei colleghi in giunta, siamo riusciti a trovare subito 18 milioni di euro per coprire le borse di studio. È una risposta concreta alle necessità delle famiglie.

Chiudiamo con un tema delicato: il disagio giovanile. La formazione può essere un argine a questo fenomeno?

Assolutamente sì. Il disagio giovanile è ormai un’emergenza, alimentata anche da un uso smodato dei social media che propone modelli frustranti e tossici per i ragazzi. Non si può rispondere solo con le sospensioni o la repressione: abbiamo capito che non funziona. Stiamo studiando un protocollo coordinato tra Regione, Ufficio Scolastico Regionale, Ministero e ASL. Serve un approccio scientifico, ma soprattutto umano, per intercettare il malessere prima che esploda. Dobbiamo adattarci a questa nuova realtà con strumenti nuovi.

Valeria Mantovan

“Più risorse per assistenza e sanità territoriale, per le scuole e la manutenzione delle strade”

“Maratona” per uscire dall’esercizio provvisorio e nuovo piano di investimenti, razionalizzazione dei costi e priorità al territorio. “Siamo una squadra di ex sindaci, sappiamo cosa serve ai cittadini”

I n queste settimane i corridoi di Palazzo Balbi sono il teatro di una vera e propria maratona burocratica. Filippo Giacinti, assessore regionale al Bilancio, impegnato a far quadrare i conti di una regione che punta a uscire dall’esercizio provvisorio entro Pasqua. Lo abbiamo incontrato per capire dove andranno le risorse dei veneti.

Assessore Giacinti, quali sono le novità principali di questo bilancio?

Abbiamo puntato sulla razionalizzazione della spesa. Non si tratta di semplici tagli, ma di recuperare risorse intervenendo sui costi di funzionamento della macchina amministrativa e potenziando la lotta all’evasione fiscale. È un

principio di equità: non è giusto che qualcuno paghi sempre per gli altri. Sebbene gran parte del bilancio sia vincolato a sanità e trasporti, abbiamo trovato margini per dare segnali importanti.

La sanità territoriale resta una priorità. In che modo sosterrete i medici di medicina generale?

Siamo intervenuti su due fronti. Da un lato, abbiamo reperito i fondi per coprire gli aumenti previsti dal rinnovo del contratto nazionale per il personale delle medicine integrate. Dall’altro, abbiamo equiparato le borse di studio per la specializzazione in medicina generale alle altre specializzazioni. È una questione di dignità: non deve esserci una “serie B” nel percorso di studi medi-

ci, specialmente quando abbiamo bisogno di figure sul territorio. Scuole e infrastrutture: cosa troveranno i cittadini nel nuovo documento?

Per la prima volta abbiamo messo a bilancio subito tutte le risorse per il sostegno alle scuole dell’infanzia paritarie. Sul fronte sociale, abbiamo stanziato fondi per i carichi assistenziali degli anziani, sia nelle case di riposo che a domicilio. Per quanto riguarda le infrastrutture, abbiamo più che raddoppiato i fondi per la manutenzione delle strade regionali, passando da 9 a 20 milioni, e previsto oltre 60 milioni complessivi per la sicurezza idraulica.

E per la Pedemontana? Il peso economico per la Regione spaventa ancora?

I costi a carico della Regione sono in diminuzione. È fisiologico che le grandi infrastrutture abbiano un carico maggiore all’inizio, ma con l’aumento delle entrate da pedaggio ci stiamo avviando

L’assessore regionale Filippo Giacinti

verso la sostenibilità dell’opera. Quando vedremo l’approvazione definitiva del bilancio?

Il Consiglio sta lavorando alacremente, maggioranza e minoranza incluse. L’obiettivo è approvare tutto entro Pasqua o la settimana successiva. È una sfida entusiasmante e sono convinto che daremo al Veneto le risposte che attende.

Lei è stato a lungo sindaco di Albignasego. Cosa si porta dietro di quell’esperienza nel suo nuovo ruolo?

Il capogruppo dem Manildo: “Bilancio, scelte ideologiche, fondi già stanziati spacciati per nuovi e servizi essenziali a rischio

“Dietro i quasi 1 9 miliardi di euro del bilancio di previsione 2026-2028 si nasconde un’eredità pesante che ricade sui cittadini e sulle imprese venete”. Così il capogruppo del Partito Democratico, Giovanni Manildo, commenta l’illustrazione delle leggi di stabilità e bilancio avvenuta in Prima commissione a Palazzo Ferro Fini.Secondo Manildo, la giunta Stefani conferma una continuità preoccupante con la stagione Zaia, adottando “scelte puramente ideologiche”, come il mancato intervento sull’addizionale Irpef. “Rinunciare a una fiscalità progressiva significa tagliare

servizi essenziali – sottolinea -. È inaccettabile che le famiglie e le imprese paghino il prezzo di decisioni che dovrebbero garantire equità e investimenti sul territorio”.

Il capogruppo Pd evidenzia inoltre l’impatto sull’economia: “Mentre si celebra l’assenza di nuove tasse, resta intatta l’Irap, penalizzando le aziende che creano ricchezza e occupazione. Le attività produttive continuano a fungere da bancomat per ripianare i debiti della Pedemontana, un’opera che ipoteca il futuro della Regione”.

Manildo critica anche la comunicazione

della giunta: “Si dà risalto a fondi già stanziati, come i 30 milioni destinati alle aree interne, spacciandoli per nuove risorse. Le zone più fragili del Veneto avrebbero bisogno di investimenti strutturali e non di restyling contabili”. Il Partito Democratico annuncia proposte puntuali per garantire trasparenza e una riforma dei servizi: “Il Veneto merita una programmazione che guardi al futuro, non una gestione che si limita a tappare i buchi del passato. Sanità territoriale, sociale e diritto allo studio devono tornare al centro dell’agenda politica”.

Il legame con la propria città resta nel cuore, ma l’esperienza da sindaco è fondamentale per capire le esigenze reali dei cittadini. Il Presidente Stefani ha voluto una giunta composta quasi interamente da ex sindaci: parliamo la stessa lingua, a prescindere dall’appartenenza politica. Sappiamo che la buona amministrazione si misura sui servizi alla persona, come le piazze o gli auditorium che abbiamo creato ad Albignasego, rendendola una città a misura di famiglia.

Sicurezza idraulica e difesa del suolo, nuove risorse contro il rischio alluvioni

Il Veneto accelera sulla sicurezza idraulica e la difesa del suolo, confermando la tutela del territorio come una priorità dell’azione amministrativa. L’assessore all’Ambiente Elisa Venturini illustra i nuovi stanziamenti previsti nel bilancio di previsione 2026-2028, sottolineando come gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni abbiano reso indispensabile un rafforzamento degli interventi strutturali.

“La tutela del territorio e la sicurezza delle comunità restano priorità assolute dell’azione amministrativa”, dichiara l’assessore, evidenziando come il nuovo bilancio rafforzi gli interventi strategici per proteggere cittadini, imprese e infrastrutture. La strategia regionale si poggia su un solido piano finanziario: per il triennio a venire sono stati stanziati 9 milioni di euro che si sommano ai 25,6 milioni di mutui già contratti e ai 28 milioni ottenuti attraverso i fondi comunitari FESR. Secondo Venturini, “si tratta di un’operazione importante con cui riusciremo a impegnare su-

bito importanti risorse per la resilienza idrica e la messa in sicurezza del territorio dal rischio alluvioni”.

Un pilastro centrale di questa difesa è rappresentato dai bacini di laminazione. Il programma complessivo prevede 23 invasi, con un investimento superiore ai 550 milioni di euro: a oggi 10 strutture sono operative, 3 in fase di realizzazione e 10 in progettazione. L’assessore ha definito tali opere come “una delle principali strategie di mitigazione del rischio idraulico dal momento che hanno scongiurato danni di enorme gravità durante le ondate di maltempo”.

Oltre ai grandi invasi, l’azione regionale si concentra sulla manutenzione di circa 8.000 chilometri di argini tra rete principale e secondaria. “La sicurezza del territorioaggiunge l’assessore - passa attraverso una visione di lungo periodo e investimenti costanti nella prevenzione. I risultati ottenuti finora dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta”.

Infine, il piano conferma il sup-

porto alla Protezione Civile con nuovi bandi per l’adeguamento dei piani comunali e il miglioramento delle attrezzature dei volontari. L’impegno della Regione proseguirà nei prossimi anni con il monitoraggio costante della rete e il completamento delle opere programmate per una resilienza sempre maggiore.

Veneto al voto, 38 Comuni alle urne il 24 e 25 maggio

Il Veneto si prepara ad un appuntamento elettorale decisivo per il futuro di diverse comunità locali. Il 24 e 25 maggio prossimi i cittadini di 38 Comuni della regione saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Gli occhi sono puntati soprattutto sulla Città Metropolitana di Venezia, unico capoluogo di provincia coinvolto in questa tornata amministrativa, dove l’attuale amministrazione guidata da Luigi Brugnaro si sottoporrà al giudizio degli elettori. Oltre alla sfida in laguna la competizione elettorale riguarda sei centri urbani con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, che rappresentano snodi politici e demografici fondamentali per il territorio regionale. Tra questi figurano Albignasego e Monselice nella provincia di Padova, Castelfranco Veneto in quella di Treviso, San Bonifacio nel veronese, Arzignano e Lonigo nel vicentino. Nelle diverse aree della regione il voto interesserà realtà eterogenee. In provincia di Padova si voterà, tra gli altri, in centri come Campodarsego e Due Carrare, mentre nel veneziano saranno coinvolti anche i comuni di Cavallino-Treporti e Torre di Mosto. La Marca Trevigiana vedrà alle urne anche gli abitanti di Spresiano e Silea, mentre nel rodigino si voterà a Villadose. Nel vicentino, oltre ai poli maggiori, la tornata elettorale toccherà tra gli altri Malo e Recoaro Terme. L’eventuale turno di ballottaggio per i comuni sopra i 15.000 abitanti è fissati nei giorni 7 e 8 giugno.

Elisa Venturini

Regione

L’artista. Padovano, ha reinventato l’immaginario pop ed espone il tutto il mondo

Non solo Lupin, Davide Zanella si racconta: “Ho trasformato la passione in professione”

“Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro”

Per molti Davide Zanella, fondatore e titolare di Arte Zeta Studio, “è quello di Lupin”. Da anni infatti Davide è il titolare della licenza esclusiva per l’Italia per riprodurre Lupin III e la sua banda. Punto di riferimento per la comunità pop italiana, Davide però è andato oltre, esponendo a Lugano, Parigi, Miami, Milano e affermandosi a livello internazionale come artista che ha saputo reinventare l’immaginario pop contemporaneo con uno stile personalissimo e subito riconoscibile. Il critico d’arte Giorgio Chinea Canale lo definirebbe neopop probabilmente, dato che la sua visione artistica riesce a parlare a tutti in maniera diretta ed emozionale. Ho incontrato Davide nel suo studio a Vigonza e insieme abbiamo fatto il punto sulle sue attività e sul suo percorso artistico e professionale.

Ciao Davide, sei riuscito a trasformare una tua passione nel tuo lavoro: quando hai capito che la pittura, l’arte e la creatività erano ormai diventate una “cosa seria”?

Credo che il momento preciso non sia stato romantico, ma molto concreto. Non è stato “mi sento artista”, è stato “ok, ora devo far quadrare i conti con quello che creo”. Quando ho iniziato a fare preventivi, a gestire clienti, materiali, scadenze, a ragionare in termini di progettazione e non solo di ispirazione… lì ho capito che non

era più solo passione. Era una professione. La pittura è diventata una cosa seria quando qualcuno ha iniziato a fidarsi di me non solo per un disegno, ma per trasformare uno spazio, un locale, una scuola, una casa. Quando ho capito che il mio lavoro cambiava l’ambiente in cui le persone vivevano, allora ho sentito il peso – e la bellezza – della parola “professionista”.

A livello italiano sei associato a Lupin III da molti anni. Ci vuoi raccontare come è nata questa liaison con uno dei personaggi più iconici della pop culture contemporanea?

La mia storia con Lupin III è nata da una passione autentica. Lupin non è solo un personaggio: è stile, ironia, eleganza, movimento. È un equilibrio perfetto tra leggerezza e genialità. Negli anni ho iniziato a studiarne il tratto, i vari stili, la costruzione del personaggio. Non era copia, era comprensione. Questo mi ha portato a collaborazioni ufficiali in Italia come disegnatore autorizzato. Quello che mi ha sempre affascinato di Lupin e la sua banda è che sono in continuo movimento. Cambiano i disegnatori, i character designer, passano i decenni ma restano sempre unici. E in fondo mi rivedo in questa cosa: evolvere senza perdere identità. Negli ultimi anni con il tuo lavoro di artista hai fatto un salto di qualità verso produzioni più “ma-

ture”: hai aperto una temporary gallery a Milano, hai partecipato a importanti fiere internazionali in Svizzera, a Miami, a Parigi… com’è cambiato il tuo lavoro? È cambiato il livello di consapevolezza. Quando porti le tue opere in contesti internazionali, non puoi più lavorare solo di pancia. Devi avere una visione, una coerenza, una linea riconoscibile. Aprire una temporary gallery a Milano mi ha fatto capire quanto sia importante controllare l’esperienza dello spettatore. Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro. Il mio linguaggio si è fatto più stratificato. Meno decorativo fine a sé stesso, più concettuale. Più attenzione ai materiali, alle superfici, alla serialità ragionata. E soprattutto è cambiato il mio modo di pensare: oggi progetto una collezione, non solo un quadro.

Che consiglio daresti al giovane Davide di 30 anni fa? E che consiglio daresti a un ragazzo o a una ragazza che si approccia a questo

mondo?

Al Davide di 30 anni fa direi: “Non aspettare di sentirti pronto. Non succederà mai. Esponiti prima.” Investi di più sulla formazione. Costruisci una rete con altri professionisti-artisti. L’unione fa la forza. A un ragazzo o una ragazza direi una cosa molto chiara: il talento non basta. Servono disciplina, capacità relazionale e competenze imprenditoriali. Studiate l’arte, ma studiate anche contratti, marketing, comunicazione. E soprattutto costruite uno stile che vi appartenga davvero, non quello che funziona su Instagram per tre mesi.

Qual è stata la richiesta più bizzarra che hai ricevuto per un’opera su commissione? (se si può dire)

Sì, ma senza fare nomi! Una volta mi è stato chiesto di costruire un manichino di Lupin a grandezza naturale, con tutte le parti mobili. Quando il committente è venuto a ritirarlo l’ha seduto sul sedile del passeggero, gli ha messo la cintura di sicurezza e se n’è andato… Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

Sintoniz

Sintoni zati

il logo fatto da chi “se la cava col computer”, non basta il biglietto da visita stampato in fretta o il sito messo su con un template gratuito che assomiglia a mille altri. Nel mercato di oggi, dove la concorrenza è ovunque e la prima impressione si gioca in pochi secondi, essere riconoscibili fa la differenza tra chi viene ricordato e chi viene dimenticato. È su questa consapevolezza che si fonda il lavoro di MM Design Grafi ca, studio creativo specializzato in comunicazione visiva, branding e progettazione grafi ca per aziende e professionisti che vogliono dare forma concreta alla propria identità. Non si tratta di estetica fi ne a se stessa, ma di strategia: costruire un’immagine coerente che parli al pubblico in modo immediato, che trasmetta professionalità prima ancora del contatto diretto, che resti impressa e faccia la differenza quando si tratta di scegliere. Comunicare oggi signifi ca orchestrare elementi diversi che devono dialogare tra loro: logo, colori aziendali, tipografia, materiali cartacei,

centrale è lo sviluppo web. Il sito è oggi il primo punto di accesso: la gente cerca su Google, controlla il sito, si fa un’idea e solo dopo decide se contattare. Un sito lento, confuso o che non funziona da mobile è un’occasione persa. MM Design Grafi ca realizza siti moderni, attenti all’esperienza di navigazione e ottimizzati per la visibilità online: veloci, perfetti da smartphone, che guidano l’utente in modo

Anche i social media rientrano nella comunicazione coordinata. Troppo spesso le aziende pubblicano a casaccio, senza coerenza, con grafi che diverse ogni volta. Il risultato è confusione. MM Design Grafi ca lavora per mantenere uno stile visivo riconoscibile, un tono coerente, una linea che rafforzi il brand nel tempo. Ciò che distingue lo studio è l’approccio personalizzato: non esistono pacchetti standard. Ogni attività ha caratteristiche, valori e obiettivi diversi, e il lavoro creativo nasce dalla capacità di tradurre questi elementi in strumenti concreti. La progettazione è condivisa col cliente, in un dialogo continuo per sviluppare soluzioni su misura. In un contesto dove la concorrenza è ampia e la comunicazione sempre più rapida, investire nell’immagine signifi ca investire nella credibilità. Un brand chiaro e coerente trasmette professionalità prima ancora del contatto diretto. MM Design Grafi ca opera unendo creatività e metodo, estetica e funzionalità, visione strategica e attenzione al dettaglio.

di costruire strumenti che lavorano per l’azienda anche quando nessuno sta vendendo attivamente. Accanto alla grafi ca tradizionale,

con amore e freschezza!

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Il percorso di Despar Nord per condividere valore con il territorio

Sintoniz zati

coinvolgendo l’intera filiera. Grazie a certificazioni energia rinnovabile, economia circolare e mobilità

“SVene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

la sintesi della visione di Despar Nord, azienda che ha scelto di fare della sostenibilità ambientale un pilastro strategico del proprio sviluppo, intraprendendo da oltre un decennio un percorso strutturato e in continua evoluzione. Il Marchio dell’Abete ha costruito negli anni un sistema di gestione ambientale capace di generare un miglioramento costante delle performance, coinvolgendo l’intera catena del valore: fornitori, collaboratori e clienti. Un impegno trasversale che si traduce in progetti concreti e risultati misurabili, anche in ambito di economia circolare. Un passaggio fondamentale è stata la certificazione UNI EN ISO 14001 che Despar Nord, prima realtà della grande distribuzione organizzata in Italia, ha ottenuto ancora nel 2013 e confermata nel 2025 per il tredicesimo anno consecutivo. Nel 2025 è salito a 90 il numero dei siti certificati tra punti vendita, sedi, piattaforme logistiche e polo agroalimentare Agrologic. Un risultato non scontato

che è frutto di oltre un decennio di investimenti in soluzioni tecniche sostenibili e di una strategia complessiva che ha incrementato, attraverso l’adozione di tecnologie innovative, sia l’efficienza energetica che la riduzione delle emissioni di gas effetto serra della rete di vendita e logistica in tutte le cinque regioni in cui è presente l’azienda. Nei punti vendita di nuova costruzione o ristrutturazione trovano spazio illuminazione full LED, impianti fotovoltaici, pompe di calore, sistemi di recupero del calore dagli impianti del freddo alimentare e soluzioni per l’ottimizzazione delle centrali frigorifere. A questo si aggiunge

Il percorso di Despar Nord tra certificazione ambientale e innovazione sostenibile

Wecity, Despar Nord ha promosso una challenge rivolta ai collaboraha permesso di incrementare e sviluppare il percorso di crescita sostenibile di Despar Nord, che ora più che mai rivolge lo sguardo a obiettivi importanti che mirano a rafforzare un percorso orientato alla creazione di valore condiviso,

Despar Nord, la tutela del territorio passa anche attraverso la riforestazione

protezione del territorio e tutela della biodiversità. Per questo Despar Nord è attiva anche sul fronte della riforestazione, con interventi che negli ultimi anni hanno portato alla piantumazione di migliaia di alberi in diverse aree d’Italia.

Già nel 2021, con il “Progetto Natura”, l’azienda ha collaborato con Etifor (spin-off dell’Università di Padova) e con l’iniziativa WOWnature, promuovendo un piano di riforestazione collegato alla vendita delle linee a marchio Verde Vera ed Econvivo riuscendo così a piantare, dal 2021 a oggi, quasi 4.000 alberi.

Dal 2023 questo impegno si è rafforzato anche grazie al progetto nazionale “Bosco Diffuso Despar”, promosso in collaborazione con Despar Italia e gli altri soci del con-

Emilia-Romagna, raggiungendo quota 650 alberi complessivi nelle aree interessate dal Bosco Diffuso nelle regioni di operatività.

A questo si aggiungono le attività finalizzate alla prevenzione e alla rigenerazione dei territori colpiti da calamità ambientali, con l’obiettivo di favorire il recupero delle aree danneggiate e di rafforzare la resilienza dei territori più esposti ai rischi climatici, come il caso dell’iniziativa in partnership con PlanBee e con il coinvolgimento attivo delle scuole dei territori selezionati, che ha permesso di piantare 250 nuovi alberi a Colle Umberto in provincia di Treviso presso i terreni di Feeducia, una microazienda agricola che segue pratiche di agricoltura rigenerativa.

Sintoniz zati

Undici mosse per risollevare la sanità veneta: Stefani presenta a Palazzo Balbi i nuovi Direttori Generali delle Ulss

Inuovi Direttori Generali della sanità regionale hanno sottoscritto formalmente il proprio impegno per il prossimo quinquennio.

Il Presidente della Regione Alberto Stefani, infatti, ha presentato quella che vuole essere una squadra solida e unita, undici curricula di grande prestigio che hanno saputo dimostrare le proprie capacità agli occhi della giunta. Tra volti già noti e nuovi entrati, andiamo a scoprire chi sono da oggi i “sindaci della sanità”, come li ha chiamati lo stesso Stefani.

All’Ulss 1, che coordina Belluno e tutta l’area dolomitica, sbarca Giuseppe Dal Ben, già direttore dell’Azienda Ospedaliera a Padova, dove, con il suo operato, si è confermato un “top manager” in ambito sanitario. Dal Ben ha seguito personalmente le fasi iniziali per la creazione del nuovo ospedale e l’apertura del nuovo reparto di pediatria. A differenza dei colleghi, resterà alla guida dell’Ulss dolomitica solo fino al 30 giugno, quando scadrà il suo incarico da commissario temporaneo. Sarà invece Giancarlo Bizzarri a prendere le redini della sanità nella Marca Trevigiana. Dopo aver coordinato servizi sociosanitari del Veneziano e con una carriera maturata in Liguria, sua terra d’origine, Bizzarri porta esperienza tecnica e logistica. Ha anche ricoperto prestigiosi incarichi nell’ambito della formazione, che testimoniano le sue eccellenti capacità comunicative, fondamentali per mettere in relazione le istituzioni e il cittadino.

Alla guida dell’Ulss 3 Serenissima arriva Massimo Zuin, già direttore dei Servizi Sociosanitari per il medesimo territorio. Docente allo IUAV e laureato in scienze politiche, rappresenta un profilo di prestigio sul piano logistico-organizzativo e conosce già molto bene il territorio e i suoi bisogni.

Spostandoci a nord nella medesima provincia, il Veneto Orientale sarà di competenza di Carlo Bramezza, che lascia quindi l’Ulss 7 per tornare a ricoprire un incarico già suo in passato. Con una lunga esperienza alla guida della sanità territoriale, si tratta di una delle scelte più solide a disposizione e su di lui viene riposta la massi-

ma fiducia della Giunta regionale per questo ritorno in Veneto Orientale.

Ed è proprio dalla guida dell’Ulss 4 che proviene Mauro Filippi, il nuovo Direttore Generale del Rodigino. Il 63enne vanta un curriculum completamente incentrato sulla sanità, che lo ha visto diventare il primo infermiere promosso a DG di una Ulss.

Patrizia Benini lascia invece Verona per assumere la guida di una differente Ulss, quella di Padova. Laureata in medicina e chirurgia con master conseguito proprio nel capoluogo euganeo, intende sfruttare la centralità della città del Santo per estendere la rete di servizi e formazione locale, puntando molto proprio sulla formazione di nuovi operatori sociosanitari.

A Vicenza arrivano invece Giovanni Carretta (Ulss 7 Pedemontana) e Peter Assembergs (Ulss 8 Berica). Il primo, padovano, ha recentemente diretto l’Ulss 3 Serenissima, che ha visto l’Ospedale dell’Angelo di Mestre eletto miglior ospedale d’Italia. Oltre a questo importante traguardo, ha avuto anche un incarico nella Commissione Regionale Vaccini. Assembergs, invece, è svedese

di nascita e lombardo d’adozione. Pur essendo un profilo di carattere più manageriale, è stato anche Direttore Generale dell’Asst Bergamo Ovest. Ultimo, ma non certo per importanza, è Pietro Girardi, che torna a dirigere l’Ulss 9 Scaligera dopo prestigiosi incarichi in altre province della regione, tra i quali quello di Direttore Amministrativo dello IOV. Fino a pochi giorni fa dirigeva l’Ulss 5 Polesana.

A questi nove Direttori Generali si affiancano altri quattro volti: Paolo Fortuna, ex DG della provincia di Padova, raccoglie l’eredità di Dal Ben alla giuda dell’Azienda Ospedale Università di Padova, mentre quella di Verona va a Paolo Petralia. Lo IOV e Azienda Zero, invece, passano invece sotto la responsabilità, rispettivamente, di Patrizia Simionato e Paolo Fattori. Anche in questo caso stiamo parlando di professionisti che hanno maturato grande competenza nell’ambito sociosanitario e amministrativo. Simionato è stata alla guida dell’Ulss 5 e ha appena concluso il mandato come DG dell’Ulss 8, mentre Fattori è stato membro della task force regionale per il contenimento della pandemia da Covid19.

L’evento non è stato, però, solo un elenco di nomi e curricula, infatti il Governatore Stefani ha presentato anche undici punti che faranno da filo conduttore per il prossimo quinquennio della sanità regionale, un “patto con i cittadini” per affrontare le più grandi sfide della salute e della vita dei Veneti. Vediamolo con ordine:

1. Promozione, rafforzamento e valorizzazione dei progetti di telemedicina e teleconsulto, per una sanità sempre più vicina a una popolazione che fa sempre più fatica a spostarsi per accedere alle cure;

2. Miglioramento dei tempi d’erogazione delle prestazioni specialistiche, per far fronte a quello che da anni è uno dei principali problemi della nostra sanità;

3. Potenziamento del rapporto ospedale-territorio, per garantire che il paziente sia seguito con approccio globale dalla presa in carico fino alla dimissione;

4. Monitoraggio delle Case di Comunità, presidi fondamentali per garantire capillarità sul territorio, specialmente nelle zone periferiche;

5. Monitoraggio del progetto PNRR “Casa come primo luogo di cura”, un piano che si integra strettamente con quello delle Case di Comunità e della telemedicina;

6. Gestione dei casi di cronicità e promozione di screening e stili di vita sani attraverso la formazione del cittadino;

7. Campagne di informazione territoriale sul funzionamento della telemedicina;

8. Valorizzazione di progetti volti all’umanizzazione delle cure, in modo particolare per quanto riguarda pazienti oncologici e malati terminali, con un focus sulle cure palliative;

9. Promozione della conciliazione vita-lavoro per il personale sanitario, attualmente oberato da ritmi insostenibili; 10. Attivazione di programmi di deblistering, per ridurre il costo dei farmaci, in particolare se di nuova generazione, 11. Dialogo col cittadino.

L’ultimo punto, un’aggiunta dell’ultimo secondo voluta fortemente dal Presidente Stefani, è un impegno solenne ad ascoltare la popolazione per capire le difficoltà e i bisogni con cui i Veneti devono fare i conti ogni giorno.

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

L’intervento. Sarà sempre più stretto il rapporto tra le due realtà sanitarie della provincia

Il nuovo DG Paolo Fortuna: «L’Azienda Ospedaliera rafforzerà la collaborazione con territorio e Università»

Ai nostri microfoni il nuovo direttore generale dell’Azienda Ospedale–Università di Padova sottolinea il ruolo formativo e strategico della sanità padovana ella rete regionale

La centralità di Padova nel sistema sanitario veneto, il ruolo della formazione universitaria e il rafforzamento delle collaborazioni con il territorio. Sono questi i temi al centro della prima dichiarazione rilasciata ai microfoni di Radio Veneto24 da Paolo Fortuna, nuovo direttore generale dell’Azienda Ospedale–Università di Padova. Partendo dal ruolo geografico e strategico del capoluogo euganeo, Fortuna evidenzia come Padova rappresenti prima di tutto un grande polo formativo per il sistema sanitario.

«Padova è innanzitutto una realtà formativa – spiega –. Qui si formano non solo i medici e gli specialisti, ma anche

molte altre figure sanitarie che poi andranno a lavorare sul territorio. Questo aspetto è fondamentale perché significa contribuire direttamente alla crescita e al rafforzamento del sistema sanitario regionale».

La presenza dell’Università e della scuola di specializzazione rende infatti la città un punto di riferimento per la formazione di nuove professionalità, che successivamente saranno chiamate a operare nelle strutture ospedaliere e territoriali del Veneto.

Un altro elemento centrale riguarda il ruolo dell’Azienda Ospedale–Università di Padova all’interno della rete assistenziale locale. «Oggi l’azienda ospedaliera è

l’unico grande ospedale della città – sottolinea Fortuna – e fornisce assistenza anche a molti cittadini che rientrano nel territorio dell’Ulss 6 Euganea».

Per questo motivo il rapporto tra le due realtà sanitarie è destinato a essere sempre più stretto. «L’interazione con l’Ulss è fondamentale – spiega –. Si tratta soprattutto di rafforzare percorsi di collaborazione che in realtà esistono già, ma che possono essere ulteriormente sviluppati per migliorare l’organizzazione dell’assistenza».

Padova, inoltre, ospita importanti istituzioni sanitarie regionali che contribuiscono a rafforzare la rete della ricerca e della cura. Tra queste anche lo Iov – Istituto Oncologico Veneto, realtà di riferimento a livello regionale e nazionale. «La vicinanza dei cittadini a queste strutture le rende naturalmente più frequentate – osserva Fortuna – ma questo non significa che l’Azienda ospedaliera universitaria non sia aperta a tutto il territorio del Veneto e anche oltre».

Patrizia Benini nuova direttrice generale dell’Ulss 6 Euganea

«Un ritorno a casa, con grande responsabilità»

Un ritorno alle origini, ma anche una nuova sfida per la sanità padovana. Patrizia Benini, appena nominata direttrice generale dell’Ulss 6 Euganea, ha commentato ai microfoni di Radio Veneto24 l’avvio del suo nuovo incarico, definendolo prima di tutto «un ritorno a casa».

«È un ritorno a casa – spiega – che affronto con molta soddisfazione e con molta gioia. Soddisfazione per il riconoscimento e per la conferma, ma anche gioia perché tornare in un ambiente che si conosce significa poter contare su interlocutori con cui si è già lavorato».

Un contesto familiare, dunque, ma che non riduce la complessità delle sfide da affrontare. «Quando si torna a casa è sempre un rischio – aggiunge – perché le aspettative sono alte. Tuttavia conoscere il territorio e le persone con cui si lavora rappresenta sicuramente un vantaggio nel momento in cui bisogna affrontare i problemi».

Tra i dossier più importanti sul tavolo della nuova direzione generale c’è il processo di riorganizzazione della sanità territoriale, un percorso che coinvolge tutte le aziende sanitarie del Veneto e che è legato anche agli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

«Le tempistiche per la riorganizzazione del territorio sono le stesse per tutte le Ulss – chiarisce Benini – e riguardano in particolare l’attivazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità, molti dei quali finanziati con il Pnrr».

Un passaggio chiave sarà quello del rafforzamento degli organici. «Stiamo lavorando molto sul reclutamento del personale – sottolinea – che rappresenta uno dei punti nodali, soprattutto per garantire la presenza medica all’interno delle Case della Comunità nelle ore diurne. A questo si affianca tutto il lavoro di integrazione con il territorio e con le altre strutture della rete sanitaria».

L’ospedale padovano rappresenta infatti una delle più grandi realtà sanitarie del Paese e continua ad attrarre pazienti da tutta la regione e da molte altre aree d’Italia. «Siamo una delle più grandi aziende ospedaliere italiane – conclude il di-

Per quanto riguarda invece il progetto del nuovo ospedale di Padova Est, la direttrice generale precisa che si tratta di una competenza dell’Azienda ospedaliera universitaria di Padova. «È un tema che affronterà il collega – osserva – perché riguarda direttamente quell’azienda». Padova, però, riveste un ruolo particolare all’interno del sistema sanitario regionale. «È una realtà molto centrale dal punto di vista geografico e ha una grande fortuna: la presenza dell’Università e della facoltà di Medicina, che può rappresentare un vantaggio anche in termini di reclutamento delle risorse professionali».

Le criticità, tuttavia, sono simili a quelle che interessano molte altre aziende sanitarie italiane. «I problemi sono un po’ ovunque gli stessi – conclude Benini – e riguardano la riorganizzazione della rete ospedaliera, che deve essere sempre più qualificata, distribuita sul territorio ma anche efficiente».

In questo contesto sarà fondamentale il lavoro di rete con tutti gli attori del sistema sanitario locale.

rettore generale – e il nostro compito è continuare a garantire un servizio di alto livello non solo ai cittadini di Padova, ma a tutto il territorio regionale e nazionale».

«A Padova abbiamo l’Azienda ospedaliera universitaria e sono certa che i rapporti saranno ottimi. Conosco già il collega e abbiamo lavorato insieme in passato. Inoltre esiste una rete molto importante di privato accreditato, soprattutto per la specialistica, oltre alle quattro strutture ospedaliere presenti. Con tutti loro dovremo costruire una vera partnership».

L’obiettivo, conclude la nuova direttrice generale, resta uno solo: «dare risposte ai cittadini. È questo il compito principale della sanità pubblica».

Il

La Seconda Torre prende forma: al via i lavori dell’“Orizzonte della Ricerca”

Si è tenuta a Padova la posa della prima pietra della Seconda Torre dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza, nuovo ampliamento destinato a diventare il cuore delle future attività scientifiche. La struttura, battezzata “Orizzonte della Ricerca”, ospiterà una Cell Factory di nuova concezione dedicata allo studio delle cellule RNA, delle CAR T e delle tecnologie di medicina personalizzata.

Alla cerimonia, svoltasi nel piazzale adiacente all’IRP in Corso Stati Uniti, hanno partecipato alcune centinaia di persone tra volontari, ricercatori e sostenitori. La benedizione della prima pietra è stata impartita da don Luca Facco, Vicario Episcopale della Diocesi di Padova. L’evento è stato anche l’occasione per la firma dell’Accordo Quadro che unisce Regione Veneto, Università di Padova, IOV, Azienda Ospedale-Università, Fondazione Cariparo, Fondazione Centro Nazionale Ricerca e Sviluppo terapia genica e Fondazione Città della Speranza per accelerare lo sviluppo di terapie avanzate. Il fondatore e presidente IRP Franco Masello ha sottolineato che la Seconda Torre rappresenta «il prosieguo dell’impegno tra pubblico e privato per far sì che la ricerca diventi più velocemente farmaco». Masello ha ricordato il valore simbolico della nuova costruzione, definita «l’Orizzonte della Ricerca, verso il quale salperemo tutti insie-

me».

Il presidente della Fondazione Città della Speranza, Marino Finozzi, ha evidenziato che la nuova struttura «non è solo un cantiere, ma il simbolo della nostra nuova statura», ribadendo l’obiettivo di trasformare la parola “incurabile” in un ricordo del passato. Per l’Istituto di Ricerca Pediatrica, l’amministratore delegato Stefano Lupi ha rimarcato la crescita dell’attività scientifica e la necessità di nuovi spazi. Andrea Camporese, vicepresidente IRP e responsabile del progetto Cell Factory, ha indicato sostenibilità e rapidità come i due cardini del nuovo investimento, ricordando che le nuove terapie dovranno essere non solo efficaci, ma anche accessibili.

Il direttore scientifico dell’IRP, prof. Eugenio Baraldi, ha definito la Cell Factory «un patrimonio importante per la sanità veneta» e un esempio virtuoso di collaborazione strutturata tra pubblico e privato.

Il sindaco di Padova Sergio Giordani ha richiamato il valore simbolico della giornata, ricordando che «da soli si va veloci, ma assieme si va lontano» e ribadendo l’obiettivo di non lasciare che «una malattia precluda il futuro a nessun bambino».

Il prorettore vicario dell’Università di Padova, Antonio Parbonetti, ha parlato di «investimento concreto nelle terapie avanzate» che rafforza il ruolo del Veneto nell’innova-

zione biomedica.

Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha definito la nuova torre «la prova concreta che una scommessa ambiziosa può continuare a essere vinta», riconoscendo il contributo della comunità scientifica e dei volontari.

La nuova costruzione sarà collegata all’attuale sede dell’Istituto per ottimizzare costi e spazi comuni, tra cui reception, area accoglienza e direzione tecnica. L’edificio, articolato su tre piani più un livello destinato a parcheggio, coprirà circa 11mila metri quadrati complessivi. Il costo dell’intervento è

stimato in 21 milioni di euro. Il progetto architettonico punta alla massima sostenibilità: sono previste tecnologie impiantistiche a energia rinnovabile e una copertura piana destinata al fotovoltaico.

Nei nuovi laboratori troveranno posto unità di ricerca dedicate all’oncoematologia pediatrica, tra cui attività dell’Università di Padova e gruppi già operativi nell’Istituto, come Euroimmun e R&I.

Con l’avvio del cantiere partirà anche la campagna “Costruiamo insieme il futuro della ricerca”, finalizzata a sostenere economicamente la Seconda Torre. Il nome di ogni

benefattore sarà riportato negli ambienti del nuovo edificio e nell’Albo d’Oro della Fondazione.

La Fondazione Città della Speranza ha espresso gratitudine all’amministrazione comunale di Padova, alla Regione Veneto, all’Arma dei Carabinieri, ai Vigili del Fuoco, all’Interporto e ai professionisti coinvolti nella progettazione e nella direzione lavori. Un ringraziamento particolare va alle aziende che hanno già offerto materiali e supporto tecnico, oltre a Coldiretti per il buffet e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della giornata.

La proposta. Sotto la lente App finanziarie, sfide social e abuso di farmaci tra i più giovani

Pasqualon (UDC): “Una mozione per proteggere il Veneto dai rischi del trading online”

Non più soltanto slot machine e sale scommesse. In Veneto le dipendenze cambiano volto e corrono sugli smartphone. App di compravendita finanziaria, sfide sui social e un uso scorretto di farmaci tra i giovanissimi sono al centro della mozione depositata in Consiglio regionale da Eric Pasqualon (UDC).

A darne notizia è lo stesso consigliere, che parla di un fenomeno in rapida evoluzione anche nel territorio veneto. «Non più solo slot, ma App di trading e sfide social: le dipendenze in Veneto cambiano volto. Ho depositato una mozione per aggiornare le strategie regionali di prevenzione, puntando i riflettori sui rischi del guadagno facile online e sull’abuso di farmaci tra i giovanissimi», afferma Pasqualon.

L’iniziativa, spiega, nasce anche dall’esperienza maturata nel suo ruolo di vicepresidente nazionale di Avviso Pubblico, realtà impegnata nel contrasto alle dipendenze e nella promozione della legalità. A preoccupare sono i numeri raccolti dai Servizi per le Dipendenze (Ser.D.) del Veneto: a Treviso, nell’area dell’Ulss 2, nel 2025 si è registrato un forte aumento dei casi di trading compulsivo, ovvero l’ossessione per le operazioni finanziarie online vissute come una scorciatoia per guadagnare.

Secondo i dati citati nella mozione, il 45% degli studenti veneti ha giocato d’azzardo almeno una volta. Un dato che, secondo Pasqualon, va letto alla luce di un contesto in cui il rischio è “a portata di smartphone”, tra investimenti finanziari ad alto rischio scambiati per opportunità di lavoro e pericolose sfide digitali che si diffondono sui social.

«Servono risposte immediate: dobbiamo portare l’educazione finanziaria e civica nelle scuole per smontare l’illusione del profitto immediato», sottolinea il consigliere.

Nel dettaglio, la mozione chiede alla Regione Veneto una strategia coordinata che parta da un nuovo accordo con l’Ufficio scolastico regionale per introdurre nelle scuole moduli dedicati ai rischi del tra-

ding compulsivo e delle truffe online. La proposta prevede anche di inserire formalmente le cosiddette “dipendenze finanziarie digitali” tra le priorità del prossimo Piano sanitario triennale e di rafforzare le risorse alle Ulss per controllare e seguire i casi legati a gioco online e acquisti compulsivi.

Infine, il documento punta a sollecitare il Governo nazionale affinché intervenga sulla pubblicità nascosta di prodotti finanziari ad alto rischio che circola sui social media, con particolare attenzione alla tutela dei minori dai messaggi ingannevoli.

«Il Veneto è un modello nel contrasto al gioco fisico, ma ora la battaglia si sposta sul digitale – conclude Pasqualon –. Proteggere le famiglie dal sovraindebitamento e i giovani dalle insidie del web deve essere una priorità assoluta per la nostra Regione».

Sintoniz zati sul

via la

PADOVA Dal 9 al 13 marzo si è svolta la quarta edizione di “Cambio Gioco”, la settimana dedicata alla prevenzione e al contrasto del gioco d’azzardo patologico, promossa dal Dipartimento Dipendenze dell’Ulss 6 Euganea. L’iniziativa puntava a rafforzare il lavoro condiviso con istituzioni, operatori e cittadini, investendo su tempo e conoscenza per incrementare le strategie di prevenzione.

Il tema di quest’anno, “giocare d’anticipo”, invitava a intervenire precocemente attraverso strumenti educativi innovativi e strategie che consolidino fattori protettivi sia a livello individuale sia sociale. Durante la settimana sono stati organizzati incontri, laboratori e momenti di confronto che integrano l’esperienza clinica degli ambulatori del Dipartimento con contributi multidisciplinari, con l’obiettivo di offrire alla comunità strumenti concreti per la riflessione e la sensibilizzazione, in particolare tra i giovani.

DIEGO PONZIN

C’è un modo di parlare della morte senza abbassare la voce. Diego Ponzin lo sceglie: la osserva di traverso, la interroga, la costringe a perdere solennità. In questi dieci racconti la morte smette di essere un tabù e diventa una presenza laterale, quasi domestica, capace paradossalmente di rimettere in circolo la vita, la sua energia più segreta, il suo disordine. Sfilano così personaggi sospesi tra ironia e vertigine: un barone della cosmologia che svanisce lasciando messaggi indecifrabili; uno scrittore fantasma che rifiuta un bypass per morire con eleganza e regolare i conti con il proprio pseudonimo; assassini e vittime che, nel punto più buio, scoprono che l’amore può ancora accadere e che la letteratura è un percorso di crescita e guarigione, capace di elevare l’esperienza del dolore senza negarla. A tenere insieme le storie non è una morale, ma un gesto estremo: l’atto finale di un filosofo celebre, fissato sul suo cadavere con una potenza tale da generare una religione laica, assurda e necessaria. Racconti che fanno sorridere, commuovere, intuire che persino il surreale obbedisce a una segreta geometria. Perché, a forza di parlare di morte, la vita – ostinata – scorre più forte. E forse

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Oculista, da sempre divide la propria vita tra scienza, letteratura e musica. Quando non si occupa di oftalmologia, scrive; quando non scrive, suona il basso con i Motorcycle Mama. Ha pubblicato romanzi, racconti e poesie, mantenendo sempre uno sguardo ironico e distaccato su ciò che accade e inventando quello che non accade, dentro e fuori dal campo visivo.

«Quando un impostore affermò che l’anziano filosofo gli era apparso in sogno, attraversato da un tripudio di

Al
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