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laPiazza del Piovese - Febb26

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Trasporti in Veneto, facciamo il punto con l’assessore

Diego Ruzza

La grande attesa del bilancio regionale

Dopo le elezioni dello scorso novembre la Regione Veneto non può ancora dirsi entrata nel vivo. Certo sono state composte le commissioni e l’ufficio di presidenza, i gruppi si sono insediati, qualche seduta del Consiglio è stata celebrata, ma l’impressione è che ancora tutto marci a scartamento ridotto. Le Olimpiadi a Cortina, ovviamente, costituiscono un momento di grande visibilità e, infatti, in queste settimane le dichiarazioni, i proclami, gli impegni per il prossimo futuro non sono mancati.

L’impressione, però, è che ci sia una condizione di profonda sospensione e, con tutta evidenza, questa è legata all’approvazione del bilancio regionale.

Con le elezioni a novembre, infatti, la precedente Giunta Regionale non ha fatto in tempo a programmare le spese per il 2026 e, infatti, si sta procedendo in modo provvisorio.

Il bilancio, oltre a essere fondamentale per mettere benzina nel motore della Regione, sarà anche il primo bando di prova per il Presidente Alberto Stefani.

del Piovese

Filippo Giacinti traccia

la rotta del bilancio

della Regione: “Non ci saranno nuove tasse”

Il libro di Dianese: “Felice Maniero ormai è incapace di intendere volere”

LA POVERTA’ INVISIBILE E SILENZIOSA PESA SU MIGLIAIA DI FAMIGLIE E SULLE PERSONE SOLE

A Piove di Sacco è allarme “fragilità grigia”.

Attivato un fondo con Caritas per evitare gli sfratti. Legnaro, difficoltà dopo il Covid, si punta su aiuti

Sanità, Ulss 6 Euganea bilancio di fine mandato per il direttore generale Paolo Fortuna

CAzienda Ospedale Padova, Dal Ben: “Alta complessità, innovazione e primati”

LA STORICA SCUOLA DI PONTELONGO È STATA VENDUTA ALL’ASTA

L’ edificio, sede per decenni della materna ed elementare parificata, è stato aggiudicato per 255 mila euro dopo vari ribassi

L’assessore regionale fa il punto e osserva: “Siamo entrati nella fase operativa, attenzione anche al commercio”

Oltre le sbarre del silenzio

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

’è un silenzio, tra le mura di via Due Palazzi a Padova, che pesa più di possenti cancelli e sbarre. È il silenzio di chi ha smesso di sperare, di chi ha visto nel soffitto della propria cella l’unico orizzonte possibile. Proprio nel carcere padovano si sono consumati due suicidi in sole 36 ore, un terzo a Venezia, lo scorso 15 febbraio. Già otto dall’inizio di quest’anno in tutta Italia, ma è qui, nel cuore del nostro Veneto, che la ferita brucia di più.

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Premio a due agenti della Polizia locale

Un riconoscimento che unisce due Comuni e valorizza il lavoro quotidiano della Polizia locale. A Trento, in occasione delle celebrazioni di San Sebastiano, patrono dei vigili urbani, sono stati premiati due agenti per un intervento congiunto che ha permesso di salvare una vita. Si tratta di Giorgio Roman, in servizio a Legnaro e Fabio Callegaro, in servizio a Ponte San Nicolò. Il premio “Sicurezza Urbana” è stato conferito per l’azione svolta il 14 giugno scorso durante la Festa del Cavallo, nell’ambito della convenzione tra i Comuni. Durante il servizio, i due agenti hanno ricevuto la segnalazione di un uomo scomparso da alcune ore. Avviate subito le ricerche, l’uomo è stato trovato in un fossato, in stato di forte alterazione alcolica e in una posizione che ne metteva a rischio la respirazione. Nonostante l’uomo fosse poco collaborativo, gli agenti sono riusciti a gestire la situazione, permettendo l’intervento dei soccorsi, garantendo la sicurezza dell’uomo e degli stessi operatori. “Chiara dimostrazione” si legge nella pergamena consegnata agli agenti “di spiccata professionalità e senso del dovere, nonché apprezzabile spirito di iniziativa”. Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Legnaro, Vincenzo Danieletto: “Questo premio è motivo di orgoglio per tutta la nostra comunità. L’intervento dell’agente Roman dimostra come professionalità, coraggio e umanità siano valori imprescindibili nel servizio alla cittadinanza. A lui va il nostro più sentito ringraziamento per aver onorato il ruolo della Polizia locale e il nome del nostro Comune”. Un concetto ribadito anche dall’assessore alla Sicurezza, Cristina Licata, che ha sottolineato come “episodi come questo sono il segno concreto di cosa significhi fare sicurezza urbana: essere presenti, pronti ad assumersi responsabilità e a mettere sempre al centro la tutela delle persone. Questo riconoscimento premia non solo il singolo agente ma l’impegno quotidiano di tutto il corpo della Polizia locale”. Dal Comune di Ponte San Nicolò, il sindaco Gabriele De Boni ha evidenziato l’importanza dell’operato dell’agente Callegaro: “Il riconoscimento ricevuto è motivo di grande orgoglio per la nostra comunità. Il suo intervento dimostra quanto la Polizia locale sia una presenza fondamentale non solo per la sicurezza ma anche a tutela concreta delle persone. A lui va il ringraziamento mio personale e dell’intera amministrazione comunale per aver dimostrato competenza e preparazione”.

Consegnato il premio

“Sicurezza Urbana” a Giorgio Roman in servizio a Legnaro e a Fabio Callegaro

Oltre le sbarre del silenzio Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Padova è sempre stata un’eccellenza anche nei percorsi di recupero per i detenuti. Le esperienze al Due Palazzi hanno fatto scuola e vengono citate nei convegni internazionali come l’esempio di un carcere che non si limita a “stoccare” condannati, ma che trasforma nuove vite. Eppure, oggi, quel modello scricchiola sotto il peso di un sovraffollamento che tocca il 155% e di scelte che sembrano voler smantellare anni di faticosa ricostruzione umana. Uno dei drammi più recenti ha coinvolto un uomo di settant’anni, recluso in Alta Sicurezza. Non era un numero, era una persona inserita da anni in attività lavorative che avevano riempito le sue giornate e cambiato il suo orizzonte. La sua colpa? L’angoscia di un trasferimento improvviso, annunciato senza spiegazioni, che avrebbe cancellato con un colpo di spugna legami, impegni quotidiani e una prospettiva di “vita dignitosa” costruita con fatica. Quando lo Stato decide di spostare detenuti ormai stabilizzati, interrompendo percorsi di studio universitari o laboratori professionali, non sta applicando la legge: sta compiendo quella che molti definiscono una “regressione trattamentale”. A La Giudecca di Venezia, a metà di questo mese, si è tolta la vita una giovane donna, italiana, di 32 anni. Se togliamo la prospettiva del domani a chi sta cercando di espiare le proprie colpe, non resta che il vuoto. E il vuoto, in carcere, uccide. Realtà del volontariato sociale, impegnate in carcere quotidianamente, non stanno semplicemente aiutando i detenuti a “far passare il tempo”. Stanno investendo, oltre che sul recupero di centinaia di persone, sulla sicurezza di noi tutti. I dati parlano chiaro: dove c’è lavoro e formazione, la recidiva crolla sotto il 10%. Dove c’è solo ozio e sovraffollamento, si creano nuovi criminali o, peggio, si alimentano i cimiteri. È necessario che la politica locale e nazionale metta queste realtà nelle condizioni di lavorare al meglio. Dare dignità ai detenuti significa anche non spezzare i legami affettivi. Il lavoro in carcere non è un privilegio, è la spina dorsale della rieducazione, per questo il terzo settore va sostenuto, anche con più psicologi e mediatori, per potenziale l’ascolto. Non possiamo voltarci dall’altra parte. Dobbiamo pretendere un carcere che funzioni come un’officina di nuove vite, non come un vicolo cieco.

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Cittadini. La componente straniera resta contenuta

Famiglie in aumento, servizi e cohousing attraggono nuovi nuclei

L

a città cresce con passo costante. La popolazione si mantiene sopra i 20mila abitanti (superati nel 2018), mentre i nuclei familiari continuano ad aumentare. Un segnale chiaro che la qualità dei servizi e della vita attrae nuove famiglie, tra giovani coppie e anziani. A dicembre 2025 i residenti erano 20.159. Più evidente è la crescita dei nuclei familiari, passati dai 8.508 del 2020 ai 8.943 a dicembre 2025. Sono cresciuti di circa 5% rispetto al 2020, confermando un aumento costante della domanda di servizi e della qualità della vita nella città. La componente straniera, pari a 2.376 residenti, rappresenta circa l’11,8% della popolazione totale, con una crescita contenuta rispetto al 2020 (+62 unità).

“Piove di Sacco continua a crescere in termini di abitanti” spiega il vicesindaco Davide Gianella, “crescono i nuclei familiari, a conferma che i servizi e la loro

qualità sono essenziali. Avere investito in modo importante sulla Città Pubblica ha portato ad una crescita costante e sostenibile”. Gianella aggiunge: “La crescita non è determinata dall’immigrazione di stranieri, ma dall’arrivo di nuclei familiari, famiglie con figli in età scolastica e anziani che scelgono la città per la comodità dei servizi. Anche in virtù di questo trend, sono stati realizzati e si avvierà a completamento il cohousing per anziani autosufficienti. La pianificazione ha avuto un respiro di futuro e una visione, ma oggi serve continuare a tenere un orizzonte almeno decennale. Questo significa confermare, ad esempio, tutti gli investimenti annunciati sul nostro ospedale. Il saldo nati/morti è purtroppo negativo, tuttavia molte famiglie hanno scelto la città per i servizi educativi e gli istituti scolastici presenti. Il numero di giovani rappresenta un elemento positivo”.

Rispetto al 2013 (anno del primo insediamento di Gianella), Piove di Sacco ha guadagnato 529 abitanti e 983 famiglie, di cui circa la metà composte da nuclei monocomponenti, in linea con la media nazionale Istat. La crescita è trainata dai nuclei familiari italiani, più che dall’immigrazione straniera. La combinazione di servizi pubblici, istruzione, cultura e patrimonio urbano si conferma elemento chiave dell’attrattività cittadina.

“Come previsto nel programma dobbiamo continuare a investire in servizi, welfare, educazione, cultura e patrimonio pubblico” conclude Gianella “sfruttando e potenziando le reti esistenti, con azioni sinergiche tra istituzioni e associazioni su crescita, educazione e promozione culturale. Solo così possiamo garantire un futuro sostenibile e di qualità per tutti”.

Non manca però una lettura critica arrivata dai social da

parte del capogruppo di minoranza Paolo Mazzetto: “Bene… ma non benissimo. In effetti, c’è stata immigrazione verso città più grandi e con maggiori risorse economiche per erogare servizi. Una tendenza generalizzata. Un confronto più ampio avrebbe evidenziato che Piove di Sacco è in linea con i comuni analo-

In Rete: la letteratura che unisce Saccisica e Conselvano

Con “In Rete” la letteratura fa comunità. Torna “In Rete – Incontri letterari della Saccisica e del Conselvano”, la rassegna che per oltre due mesi porterà scrittrici e scrittori in biblioteche, scuole, auditorium e sale civiche di numerosi Comuni dell’area, creando un vero e proprio circuito culturale. Un calendario fitto, diffuso e condiviso che mette al centro la letteratura e il territorio. L’iniziativa è promossa dal Bacino bibliografico della Saccisica e del Conselvano insieme al Gruppo Artisti della Saccisica, con il coinvolgimento delle amministrazioni locali e delle biblioteche aderenti. Il calendario di febbraio

propone poi Antonia Iolanda Cudil in sala consiliare a Polverara (venerdì 20 alle 18.30), Mattia Signorini al Palazzo Zene di Conselve (sabato 21 alle 18), Roberta Barbierato in sala Papafava ad Arre (domenica 22 alle 17), Valentina Pizzo alla scuola dell’infanzia di Bovolenta (giovedì 26 alle 9), Maddalena Schiavo in biblioteca a Codevigo (venerdì 27 alle 15.30) e Matteo Righetto a Terrassa Padovana (sabato 28 alle 18).

Il mese di marzo si apre con Alberto Pellai, atteso domenica 1 alle 18 all’auditorium di Piove di Sacco, seguito da Massimo Carlotto in municipio a Brugine

(giovedì 5 alle 20.30). In programma anche Giulia Dal Mas in biblioteca a Correzzola (domenica 8 alle 16), Annalisa Menin ad Arzergrande (giovedì 12 alle 20.30) e Paola Sbarbada ad Agna (venerdì 13 alle 20.30). La rassegna si chiuderà giovedì 10 aprile alle 21 a Pontelongo, nella cornice di Villa Foscarini Erizzo, con Paolo Malaguti. Tutti gli incontri sono a ingresso libero e senza prenotazione. Per informazioni è possibile rivolgersi alla biblioteca del Comune ospitante. Una rassegna che conferma la forza del lavoro in rete e la capacità della cultura di unire comunità diverse attorno ai libri e alle storie. (a.c.)

ghi del Veneto. Bene quindi, ma non una eccezione. Quando ero a scuola mia madre mi diceva di guardare ai primi della classe, non alla media o agli ultimi. Spero l’amministrazione non si accontenti di un sei quando potrebbe puntare all’otto”.

Alessandro Cesarato

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Allarme “fragilità grigia”, la classe media scivola verso l’indigenza

Inumeri del Comune di Piove di

Sacco parlano chiaro: nel 2025 l’amministrazione ha messo in campo un investimento complessivo di quasi 400.000 euro di fondi propri per rispondere in modo strutturato alle nuove e vecchie povertà del territorio. “Si trattadice la sindaca Lucia Pizzo - di un piano organico di interventi per sostenere le famiglie, proteggere il diritto allo studio e contrastare l’emarginazione sociale. Il rapporto di un assistente sociale ogni 4.000 abitanti garantito nel nostro Comune è un parametro rispettato, che è fissato dal ministero. Abbiamo una rete di sicurezza per le emergenze, attraverso contributi assistenziali diretti per un valore di 87.500 euro, destinati ad un centinaio di beneficiari”. Un’azione che si traduce anche nell’accompagnamento amministrativo: gli uffici dei servizi sociali stanno seguendo attivamente 80 cittadini per la gestione dell’Assegno di Inclusione (Adi), offrendo supporto umano e

tecnico per orientarsi tra normative nazionali e portali Inps. Ma il quadro sociale sta cambiando. “I bisogni non riguardano più solo l’indigenza estrema - dice la sindaca - ma si manifesta una “fragilità grigia”: si tratta di nuclei familiari che percepiscono un reddito da lavoro dipendente non sufficiente

a far fronte all’aumento dei costi dei beni primari. È il fenomeno dei working poor, delle famiglie colpite dall’inflazione, dove anche una spesa imprevista o il corredo scolastico dei figli possono innescare una crisi finanziaria. Il Comune interviene per intercettare il bisogno prima che diventi cronico e per evitare che la classe media scivoli verso l’esclusione sociale”. Tra le misure più incisive c’è il “Bonus Riscaldamento”. “Il Bonus Riscaldamento - continua - ha rappresentato un pilastro fondamentale, raggiungendo 370 nuclei familiari per uno stanziamento totale di 141.300 euro e allargando la fascia Isee di accesso fino ai 20.000, tenendo presenti anche le considerazioni sul nuovo quadro sociale che si sta configurando”. Al sostegno contro il caro-energia si è affiancato il bando per il pagamento della Tari (tariffa rifiuti): 20.000 euro erogati alla Sesa per coprire la Tari di 152 beneficiari. Un capitolo centrale è l’assisten-

Attivato un fondo con Caritas per evitare gli sfratti

Un fronte particolarmente critico a Piove di Sacco è quello dell’emergenza abitativa.. Per arginare l’aumento degli sfratti e sostenere le famiglie a rischio di perdere la casa, il Comune ha attivato un fondo da 44.000 euro in collaborazione con Caritas locale. L’obiettivo è prevenire la marginalità estrema, offrendo un sostegno concreto a chi vive una morosità incolpevole o fatica a trovare un nuovo alloggio in un

mercato delle locazioni sempre più complesso e sempre meno accessibile. Caritas si conferma partner strategico, soprattutto negli interventi immediati a favore di centinaia di nuclei in grave difficoltà. Con il Centro di ascolto vicariale – sottolinea il Comune –“è attiva da anni una convenzione che rende strutturale la collaborazione e alla quale destiniamo integralmente i fondi del 5 per mille scelti dai cittadini”. “Voglia-

mo ricordare a tutti i contribuenti questa opportunità – precisa la sindaca Lucia Pizzo –: scegliendo il 5 per mille al Comune si sostiene la rete di aiuto con Caritas”. Da anni l’organizzazione e i suoi volontari operano sul territorio garantendo aiuti di prima necessità a famiglie italiane e straniere, con un numero crescente di anziani costretti a scegliere tra il pagamento delle bollette e l’acquisto di generi alimentari. (a.a.)

za domiciliare, rivolta alle persone fragili segnalate anche dal distretto socio-sanitario. Sul fronte educativo, l’amministrazione conferma l’attenzione alla prevenzione della povertà educativa. “L’impegno sul fronte della prevenzione alla povertà educativa - dice la sindaca - garantendo pari opportunità ed accesso sereno all’istruzione ha visto la continuazione della misura del “Bonus Zaino” per 18.830 euro ai 269 studenti che ne hanno beneficiato, mentre 128 alunni fruiscono delle agevolazioni economiche per la fruizione della mensa scolastica, con un costo di 34.906

euro”. Non manca il sostegno alla disabilità: 21.945 euro sono stati destinati alle famiglie che accompagnano a scuola studenti disabili, garantendone la frequenza. E con il progetto “Più Sport per tutti” 83 giovani atleti hanno ricevuto contributi per 8.300 euro, favorendo un tempo libero strutturato e inclusivo. “Il nostro non è l’assistenzialismo fine a se stesso - conclude la sindaca - ma la creazione di percorsi di dignità che permettano ai cittadini in difficoltà di sentirsi parte attiva della comunità e di prevenire l’isolamento”.

Abbadir

Il centro di Piove di Sacco
Il sincaco Lucia Pizzo

Focus Povertà/2. Il sindaco Danieletto fotografa l’emergenza sociale: stranieri più propensi a chiedere sostegno

Legnaro, povertà dopo il Covid: aiuti mirati e famiglie sotto osservazione

“Il fenomeno della povertà a Legnaro si è accentuato soprattutto dopo il Covid, quando alcune persone per mesi si sono trovate senza un lavoro e quindi senza un reddito. A rivolgersi agli uffici sociali sono per lo più gli stranieri, fra gli italiani spesso anziani c’è un senso di vergogna nel rivolgersi all’ente locale, anche se spesso ne hanno più bisogno”. Il sindaco di Legnaro, Vincenzo Danieletto, traccia il quadro della fragilità sociale nel territorio. “Attualmente – dice – la situazione è mantenuta sotto controllo e monitorata dal lavoro costante degli assistenti sociali. Abbiamo alcune famiglie che necessitano di essere veramente molto seguite. Altri che invece stanno vivendo momenti di difficoltà temporanei, vuoi perché magari il genitore ha perso il lavoro, o comunque ci sono altre difficoltà e cerchiamo di seguirle. Certo, è un fenomeno questo che si è accentuato sempre di più subito dopo il Covid. Non abbiamo numeri importanti in termini di aiuti, che sono nell’ordine delle centinaia di persone”. Il Comune interviene con contributi economici diretti. “Diamo contributi – dice – a persone che spesso aiutiamo costantemente, vuoi perché magari hanno la necessità di pagare la bolletta piuttosto che ad esempio la spesa alimentare. Sempre più per-

sone però si rivolgono al Comune. C’è stato un aumento sostanziale subito dopo il Covid, perché probabilmente il periodo aveva creato sicuramente un po’ di scompiglio, adesso si sta stabilizzando”.”A rivolgersi al Comune per avere aiuti – spiega il sindaco – sono più stranieri, forse probabilmente anche un po’ educati a farlo, sapendo che comunque in un qualche modo possono ottenere qualcosa dagli enti locali in termini di elargizioni. I concittadini italiani sono un po’ più restii. Più che altro si vergognano e quindi li capisco, allora cerchiamo sempre di coinvolgerli con calma, intercettare i loro aiuti perché molto spesso restano esclusi dai contributi quando invece magari ne hanno più bisogno”. Sul fronte del welfare, l’amministrazione ha potenziato l’educativa domiciliare

affidandone la gestione a una cooperativa sociale per tre anni, così da garantire interventi personalizzati a sostegno delle competenze genitoriali e del benessere dei minori. Nel 2025 il contributo statale per le attività estive è stato assegnato tramite bando pubblico, con fondi destinati direttamente alle famiglie. Rinnovate anche cinque borse di studio per una vacanza studio di 15 giorni all’estero, quest’anno a Londra, per studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Proseguono inoltre gli incontri su devianza giovanile e prevenzione, il progetto della “rete delle famiglie accoglienti” a sostegno di ragazze in difficoltà e, anche per il 2025, il corso di italiano per stranieri interamente finanziato dal Comune, frequentato da una ventina di partecipanti.

Alessandro Abbadir

Pontelongo, povertà stabile. Ma cresce l’allarme per gli anziani

A un anno di distanza la situazione della povertà a Pontelongo resta “più più o meno stabile”. Il dato, però, va letto in profondità. Persistono sacche di disagio strutturale, difficili da scalfire. “Ravvisiamo ovviamente il fatto che ci sono delle fasce che possiamo definire di povertà cronica e sono riferite anche a situazioni, sociali un po’ pregresse e forse anche un po’ cronicizzate nel tempo. Dove è difficile insomma intervenire e mutare la situazione”.

A dirlo è Lisa Bregantin, sindaco di Pontelongo, Comune dell’area della Saccisica. Il caro vita pesa sui bilanci familiari. “Si registra ovviamente - dice la sindaca - il problema anche a livello di famiglie, i costi per la vita quotidiana

sono sono aumentati, però per ora il tessuto sociale in questo senso continua a tenere. Insomma una situazione di fatto sotto controllo. Diventa invece sempre più complesso, quando si deve intervenire sulle disabilità e anche sulle fasce anziani quando hanno la necessità, di entrare per esempio nelle nelle strutture come le case di riposo. Allora, spesso ravvisiamo la difficoltà delle famiglie a supportare queste necessità e nelle quali, insomma, ovviamente noi dobbiamo intervenire con aiuti”. È sempre il fronte anziani a destare le maggiori preoccupazioni. “ I numeri dovuti anche all’avanzamento stesso dell’età dei nostri concittadini - sottolinea la sindaca - cominciano a

diventare importanti e quindi anche leggermente preoccupanti”. All’orizzonte c’è l’impatto dell’ingresso all’età pensionabile dei baby boomer (fino al 1964) e della generazione X (1969- 1980): assegni sempre più bassi e il rischio concreto di dover lavorare ben oltre l’età pensionabile. “Diciamo che il tema della povertà si collega molto a a quello della casa - spiega ancora la sindaca - ma questo è un altro ragionamento. Vogliamo comunque che chi si trova a Pontelongo per motivi di lavoro o anche semplicemente di passaggio, resti l’idea un luogo adeguato per per vivere e piacevole per vivere”. Tra le persone aiutate dal Comune economicamente ci sono sia stranieri che italiani. (a.a.)

Sono stati rafforzati educativa domiciliare, borse di studio e servizi per i minori

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Il municipio di Legnaro

Stadio Vallini

Città di Piove di Sacco d

viale Madonna delle Grazie

L'intervento prevede un miglioramento e la riqualificazione del campo di calcio denominato “Campo B”, situato ad est del campo in erba naturale.

Verranno inoltre costruiti altri 2 campi di calcio (calcio a 5 e calcio a 8) in erba artificiale.

Importo lavori complessivo pari a € 1.300.000,00.

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AGGIORNAMENTO

PUBBLICHE DI PROSSIMA

REALIZZAZIONE

Piscina comunale

piazzale Santa Giustina

Sono previsti interventi di rinforzo strutturale, messa in sicurezza e completo rifacimento della copertura della piscina interna.

La sostituzione della copertura comprende inoltre la realizzazione di un pacchetto di isolamento termico in grado di comportare una riqualificazione energetica.

Importo lavori complessivo pari a € 1.100.000,00.

B

Palestra Umberto I

via Umberto I

È prevista la realizzazione di interventi di riduzione della vulnerabilità sismica della palestra oltre alla realizzazione di alcune opere di finitura correlate agli interventi strutturali.

Importo lavori complessivo pari a € 330.000,00.

Campo

L’appello. Una quarantina di cittadini del Piovese ha manifestato a Padova

La città protesta e reclama una seconda Tac avanzata

Il territorio è stanco della storia che il proprio ospedale sia considerato la “Cenerentola” della Usl 6 Euganea. Per far sentire la propria voce, una quarantina di cittadini del Piovese a fine gennaio hanno preso un pullman e si sono recati a Padova, davanti alla sede dell’Usl 6 in via degli Scrovegni, per un sit-in a sostegno del nosocomio Immacolata Concezione. A promuovere l’iniziativa la consigliera comunale di Brugine, Melita Ester Benvegnù che è anche coordinatrice locale di Fratelli d’Italia, e Giulio Balasso, attivista di lungo corso impegnato, in maniera trasversale e superando divisioni politiche, da oltre venticinque anni sulle vicende dell’ospedale. La protesta chiedeva in particolare l’installazione urgente di una seconda Tac 128, tecnologia avanzata in grado di fornire immagini dettagliate di diverse parti del corpo, necessaria per affrontare i quasi 35 mila accessi annui tra Pronto Soccorso e accertamenti programmati.

Attualmente è in dotazione un solo strumento, meno potente e moderno, che serve tutto l’ospedale, urgenze comprese, senza considerare il rischio di rotture e manutenzioni. La nuova Tac permetterebbe di eseguire esami più rapidi e precisi, riducendo i tempi di attesa e aumentando l’efficacia delle diagnosi, oltre a che rappresentare un’alternativa in caso di guasti. Armati di fischietti e cartelli, i manifestanti hanno protestato a lungo fino a ottenere un incontro con la dottoressa Michela Barbiero, direttrice amministrativa, responsabile della gestione delle risorse e della pianificazione della struttura, e il dottor Aldo Mariotto, direttore sanitario, incaricato di coordinare i servizi clinici e l’organizzazione dei reparti. “Entrambi ci hanno assicurato” hanno fatto sapere i manifestanti “che la richiesta sarebbe stata portata all’attenzione del direttore generale Paolo Fortuna”.

Benvegnù e Balasso, da parte loro, hanno sottolineato che l’investimento per la Tac aggiuntiva deve essere formalizzato prima dell’entrata in carica dei nuovi direttori generali, evidenziando come ci sia il rischio che i fondi destinati a Piove di Sacco vengano dirottati verso altre strutture come Schiavonia

o Camposampiero. Sono pronti a manifestare a Venezia davanti alla Regione. “L’ospedale Immacolata Concezione serve un bacino di utenza” rincarano poi la dose, non risparmiando critiche all’inerzia della politica “di 140 mila persone. È di tutti e gli anziani soprattutto ne hanno bisogno. Qui c’è una grave responsabilità politica, anche degli amministratori locali di tutto il territorio che, salvo qualche rara eccezione, si sono dimostrati, nei fatti, poco incisivi e interessati. In tanti passano per le campagne elettorali e poi si dimenticano delle necessità locali”. Nei giorni scorsi anche Da-

vide Gianella, oggi vicesindaco di Piove di Sacco e da sempre in prima linea sul fronte della difesa dell’ospedale, era intervenuto sui social per chiarire ancora una volta la situazione dei fondi Pnrr destinati al nosocomio. “Mi sarebbe piaciuto avere torto rispetto a quello che so-

stenevo in tempi non sospetti” ha scritto “ma la realtà è che finora è stato finanziato solo il primo stralcio da circa 20 milioni. Il secondo stralcio, necessario per completare il progetto e dotare la struttura della seconda Tac, è ancora sulla carta” Alessandro Cesarato

Dario Zaccariotto porta la fiaccola

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Sport, memoria e amicizia si sono incontrati a Vicenza, quando Dario Zaccariotto, ingegnere di 57 anni residente nel quartiere di Sant’Anna e ideatore di rompicapo, ha percorso un tratto della staffetta olimpica accanto a una leggenda dell’atletica italiana, Abdon Pamich. Zaccariotto è stato l’unico tedoforo piovese impegnato sulla strada che ha portato alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina. La partecipazione di Zaccariotto non è stata casuale. Tra le due famiglie esiste un legame consolidato dall’esperienza condivisa dell’essere figli di esuli. “Portare la fiaccola accanto a Pamich è stato un privilegio” racconta “non solo un gesto sportivo, ma un modo per trasmettere valori e memoria. Mia madre, Italia Giacca, conosciuta in città per essere stata tra le fondatrici della cooperativa Magnolia e per aver lavorato a lungo come vicepreside alla scuola media Regina Margherita, è un’esule di Stridone e da sempre impegnata nell’Anvgd. Mio padre Giorgio, scomparso qualche anno fa, era originario di Montona. Crescere con queste radici mi ha insegnato quanto sia importante mantenere viva la memoria di chi ha vissuto l’esodo giuliano-dalmata”.

Tartufo gelato con liquore, Colomba pasquale e vino moscato

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Sgroppino, Ca è e Grappa della casa Vino e Acqua Minerale compresi

Zaccariotto aveva scritto al Cio candidandosi come tedoforo e il suo entusiasmo si è tradotto in realtà. È anche una figura di riferimento di Studiogiochi, casa editrice veneziana specializzata in enigmistica e giochi logici. La passione per i giochi mentali, nata negli anni Ottanta al MultigiocoClub di Mestre, si è trasformata in una carriera che lo ha portato a dirigere tornei, sviluppare giochi da tavolo e pubblicare rompicapo e cruciverba. “I giochi mentali non sono un passatempo” spiega, “scacchi, sudoku e rompicapo allenano la mente, sviluppano concentrazione e capacità logiche, e mantengono giovane il cervello”. Il passaggio della fiaccola a Pamich ha avuto un forte valore simbolico e personale. Nonostante i 92 anni, il campione olimpico ha preso parte alla staffetta per celebrare sport e amicizia. Abdon Pamich, oro olimpico a Tokyo nel 1964 nella 50 km di marcia e bronzo a Roma nel 1960, 40 volte campione italiano e tre volte campione europeo, ha condiviso il percorso con Zaccariotto, sottolineando l’importanza del gesto e del legame umano. Per Zaccariotto la staffetta non è stata solo un’emozione effimera, ma un’esperienza da custodire, un modo per portare avanti valori, ricordi e l’orgoglio di chi, come lui, sa che la memoria è parte integrante della propria identità. “A volte i sogni si realizzano” conclude. (a.c.)

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Assistenza. Nuova sede all’Ospedale Immacolata Concezione

Continuità Assistenziale operativa in locali rinnovati e più accessibili

D a metà gennaio la Continuità assistenziale è ufficialmente operativa nella nuova sede all’interno dell’area dell’ospedale Immacolata Concezione, nell’edificio conosciuto per essere stato per tanti anni adibito ad abitazione del cappellano ospedaliero. Un passaggio atteso, che arriva in una fase particolarmente delicata per la sanità territoriale, segnata dalla carenza di medici di base e da una crescente domanda di assistenza nelle ore notturne e festive. Il servizio si è trasferito in locali che sono stati completamente riorganizzati e adeguati per accogliere l’attività della Continuità assistenziale.

La nuova sede comprende un ambulatorio, tre stanze dedicate al triage telefonico, una sala d’attesa più ampia e servizi igienici, offrendo spazi più funzionali e decorosi rispetto alla precedente collocazione, fronte distretto. “Dare alla popolazione una sede decorosa era una priorità” spiega Elena Toffanello, direttrice del Distretto socio-sanitario e della

Funzione territoriale dell’Usl 6 Euganea, “in pochi mesi siamo riusciti a realizzare l’intervento, interamente finanziato dall’Usl 6. Il servizio resta lo stesso, in continuità con quanto garantito finora, ma ora ci sono una sala d’attesa adeguata e i bagni, elementi fondamentali per cittadini e operatori”. La scelta dei locali era avvenuta dopo un sopralluogo congiunto tra la Direzione delle Cure primarie e la Direzione medica ospedaliera. Gli spazi sono risultati compatibili con le esigenze del servizio, ma hanno richiesto interventi di manutenzione straordinaria, in particolare per garantire accessibilità e sicurezza.

Il programma complessivo dei lavori ha previsto un investimento superiore ai 40 mila euro, finanziato con fondi regionali per gli investimenti e inserito nel Piano investimenti 2025-2027. Tra le opere ritenute prioritarie figura anche la realizzazione di una rampa di accesso, indispensabile

Via Righe a Corte in cantiere

Modifiche temporanee alla viabilità lungo via Righe a Corte per i lavori di realizzazione della nuova pista ciclabile. Gli interventi interessano il tratto compreso tra via Chiesetta e il confine comunale con Campolongo Maggiore e riguardano il terzo stralcio dell’opera, con l’obiettivo di garantire la sicurezza del cantiere e degli utenti della strada. In base all’ordinanza comunale, fino a fine febbraio, viene istituito un senso unico alternato regolato da impianto semaforico, attivo 24 ore su 24. La circolazione subirà quindi variazioni

per il superamento delle barriere architettoniche e propedeutica all’attivazione della nuova sede, consentendo un accesso più agevole all’utenza. La Guardia medica, o servizio di Continuità assistenziale, garantisce l’assistenza sanitaria di base negli orari notturni (20-8), prefestivi (10-20) e festivi (8-20), quando il medico di famiglia non è disponibile. Non si tratta di un servizio di emergenza (per il quale restano attivi Pronto soccorso e 118) ma di un presidio fondamentale per rispondere a situazioni cliniche non differibili. È utile ricordare che la Guardia medica non effettua visite ambulatoriali libere, né rilascia trascrizioni su ricettario di prescrizioni redatte da medici non convenzionati. Non rientrano inoltre tra le prestazioni erogate vaccinazioni, punti di sutura o rimozione degli stessi, la prescrizione di esami strumentali o visite specialistiche, né la somministrazione di terapie iniettive già avviate. L’accesso all’ambulatorio avviene esclusi-

temporanee, con possibili rallentamenti, soprattutto nelle fasce orarie di maggiore traffico. In relazione all’avanzamento dei lavori, sono inoltre previsti eventuali divieti di sosta con rimozione forzata, così come possibili chiusure parziali o totali della carreggiata e deviazioni dedicate a pedoni e ciclisti. Resta comunque garantito il transito ai residenti, ai mezzi di soccorso e ai servizi pubblici essenziali. Per informazioni è possibile contattare l’Ufficio tecnico comunale (049-9709111) negli orari di apertura al pubblico. (a.c.)

vamente su indicazione del medico di guardia, dopo contatto telefonico (049-5494830), che valuta il caso e decide se fornire una consulenza, disporre una visita o indirizzare il paziente verso altri servizi. Il servizio è gratuito per i residenti in Veneto e copre il Distretto Padova Piovese, che comprende Piove di Sacco e altri otto comuni del territorio: Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Legnaro, Polverara, Pon-

e Sant’Angelo di

Sacco. Per entrare a far parte del servizio di Continuità assistenziale, i medici devono essere abilitati, ottenere le credenziali per l’emissione dei certificati di malattia Inps e accedere al servizio tramite bando regionale, pubblicato annualmente o con maggiore frequenza in caso di carenza di personale.

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telongo
Piove di
Alessandro Cesarato

Al via la 19esima edizione del concorso nazionale dedicato ai giovani musicisti

V alorizzare i talenti, offrire occasioni di confronto e promuovere la cultura musicale. Sono queste le coordinate lungo cui si muove da quasi vent’anni il Concorso nazionale di esecuzione musicale “Città di Piove di Sacco”, che quest’anno taglierà il traguardo della 19esima edizione. La manifestazione si svolgerà dal 23 aprile al 3 maggio all’auditorium comunale di via Ortazzi e culminerà domenica 3 maggio, alle 10.45, con il concerto di premiazione dei vincitori assoluti, a ingresso libero. Il concorso rappresenta ormai un appuntamento stabile e riconosciuto nel panorama musicale nazionale. Ogni anno richiama circa 300 giovani musicisti provenienti da tutta Italia, ai quali si aggiungono giurati, accompagnatori, familiari e pubblico, per un totale che sfiora le mille presenze. Numeri che testimoniano non solo il valore artistico dell’iniziativa, ma anche la sua capacità di animare la città per oltre dieci giorni, riempiendola di musica e creando un indotto significativo. A rendere solida la reputazione del concorso contribuiscono diversi fattori: la trasparenza e la competenza delle valutazioni, l’organizzazione curata dall’Associazione Orchestra Giovanile della Saccisica, il sostegno dell’assessorato alla cultura del Co-

mune e il patrocinio di Regione e Provincia, oltre al contributo di sponsor privati. Centrale è anche il ruolo della direttrice artistica, la pianista piovese Renata Benvegnù, docente di conservatorio e concertista di livello internazionale, che fin dalla nascita del concorso ne guida l’impostazione culturale e artistica. Il calendario delle prove coprirà tutte le principali aree della formazione musicale. Dal 23 al 25 aprile spazio alla terza sezione, dedicata agli strumenti solisti (escluso il pianoforte); il 25 e 26 aprile alla musica da camera; il 27 e 28 aprile alla quarta sezione, riservata alle scuole medie a indirizzo musicale; dal 30 aprile al 3 maggio alla prima sezione, dedicata al pianoforte solista. Il concorso è aperto a tutti gli strumenti, suddiviso in quattro sezioni e diciannove categorie per fasce d’età fino ai 36 anni. Tra gli elementi più qualificanti figura proprio la sezione dedicata alle scuole medie musicali,

introdotta per valorizzare una fase fondamentale del percorso formativo dei giovani musicisti.

Numerosi anche i premi previsti: borse di studio per ogni categoria, premi speciali e concerti premio, che offrono ai vincitori concrete opportunità di crescita artistica. Il concerto finale di domenica 3 maggio rappresenterà, come da tradizione, non solo un momento di celebrazione dei migliori interpreti, ma anche un’occasione di incontro tra la città e la musica, confermando il concorso come uno degli eventi culturali più significativi del calendario piovese.

Alessandro Cesarato

Asta per sei tombe di famiglia

È indetta un’asta pubblica per l’assegnazione in concessione per 99 anni di sei tombe di famiglia nel cimitero del capoluogo di via San Rocco: due collocate nella zona Sud Ovest e quattro nel III ampliamento. Le tombe sono dotate di loculi e ossari secondo le dimensioni previste dal regolamento cimiteriale comunale. La base d’asta è fissata in 36 mila

euro per le tombe della zona Sud Ovest e in 32 mila euro per quelle del III ampliamento. Possono partecipare all’asta i residenti o gli ex residenti nel Comune di Piove di Sacco, purché legati da vincoli familiari con persone già sepolte in città. Le domande di partecipazione, corredate dalla cauzione pari al 10% del prezzo base, dovranno essere presentate a palazzo Jappelli entro il 21 aprile 2026. L’apertura delle buste avverrà in seduta pubblica al polisportello di viale degli Alpini, secondo le modalità indicate nel bando. Tutti i dettagli e la modulistica necessaria per partecipare alla procedura di evidenza pubblica sono disponibili sul sito istituzionale del Comune. (a.c.)

Arzergrande - S. Angelo di Piove

Il contributo. Gesto simbolico di responsabilità e collaborazione istituzionale

Arzergrande invia un agente a Cortina d’Ampezzo per i Giochi

Anche un piccolo Comune può contribuire a un grande evento mondiale: Arzergrande invia un agente di Polizia locale a Cortina 2026, nel segno della collaborazione e del senso di responsabilità istituzionale

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nche Arzergrande è al fianco dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano - Cortina 2026. Con una delibera di Giunta, l’Amministrazione comunale autorizza l’assegnazione temporanea dell’agente di Polizia locale Edoardo De Biasi al Comune di Cortina d’Ampezzo, a supporto delle attività connesse allo svolgimento della manifestazione. Una decisione che assume un valore simbolico e istituzionale significativo. Un piccolo Comune che sceglie di contribuire, con le proprie risorse, a un evento di rilevanza mondiale, riconoscendo come l’appuntamento olimpico coinvolga non solo i territori direttamente interessati dalle competizioni, ma l’intero Paese. “Abbiamo ritenuto doveroso” dichiara il sindaco di Arzergrande Filippo Lazzarin “dare un segnale di vicinanza e partecipazione a un appuntamento che rappresenta una straordinaria opportunità per l’Italia. Anche attraverso un gesto semplice come questo, Arzergrande dimostra di essere una comunità responsabile, collaborativa e attenta al valore delle istituzioni”. Il supporto alla Polizia locale di Cortina d’Am-

pezzo si inserisce in un più ampio spirito di cooperazione tra enti, elemento essenziale per affrontare la complessità organizzativa di un evento che richiede elevati standard di sicurezza, coordinamento ed efficienza operativa. “Ringraziamo l’agente De Miasi per la disponibilità dimostrata” aggiunge Lazzarin “rivolgendo anche un augurio di buon lavoro al sindaco

di Cortina d’Ampezzo e a tutti gli operatori impegnati, a vario titolo, nell’organizzazione dei Giochi. Arzergrande conferma così la propria vocazione al servizio e alla collaborazione istituzionale, dimostrando come anche i Comuni più piccoli possano contribuire, con senso di responsabilità, a un grande progetto collettivo”. Alessandro Cesarato

Bando del Comune per gli studenti meritevoli

Il Comune di Sant’Angelo di Piove ha pubblicato un bando per l’assegnazione di borse di studio comunali dedicate agli studenti delle scuole superiori residenti nel territorio comunale. L’iniziativa è rivolta ai ragazzi che si sono distinti per impegno e risultati nell’anno scolastico 2024/2025 e rappresenta un sostegno concreto alle famiglie e al percorso formativo dei giovani. In totale saranno assegnate 38 borse di studio, suddivise in base all’età e alla classe frequentata. Una parte è destinata agli studenti che hanno concluso la scuola media con ottimi risultati, mentre altre sono riservate a chi frequenta le classi dalla prima alla quarta delle scuole superiori. Gli importi variano a seconda della posizione in graduatoria e della categoria di appartenenza. Per partecipare è necessario essere residenti

a Sant’Angelo di Piove ed essere iscritti alle scuole superiori. È richiesto inoltre il raggiungimento di una valutazione minima, diversa a seconda del ciclo scolastico frequentato. La domanda deve essere presentata entro il 27 febbraio via mail, all’indirizzo info@comune.santangelodipiovedisacco.pd.it o in municipio all’ufficio Protocollo. Online sul

sito del Comune bando e modulistica. L’amministrazione comunale conferma così la propria attenzione verso il mondo della scuola, riconoscendo il valore dello studio come strumento di crescita personale e collettiva. Le borse di studio non sono solo un aiuto economico, ma anche un segnale di fiducia verso i giovani e il loro futuro. (m.m.)

Addio alla Galvan: venduta all’asta la storica scuola

S i è conclusa con l’aggiudicazione all’asta la vendita dello storico immobile che per decenni ha ospitato la scuola materna ed elementare parificata “Galvan”. L’edificio, di proprietà della Fondazione omonima, presieduta dal sacerdote pro tempore in rappresentanza della parrocchia, è stato alienato nell’ambito della procedura di liquidazione seguita alla dichiarazione di estinzione dell’ente. La base d’asta iniziale, fissata a 600 mila euro nel giugno 2024, è stata progressivamente ridotta nei successivi esperimenti, fino ai 255 mila euro dell’ultima tornata, alla quale l’immobile è stato aggiudicato. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali sull’identità dell’acquirente. Costruito tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio dei Cinquanta, l’edificio si sviluppa su più livelli per una superficie complessiva di quasi 2 mila metri quadrati, con aule, spazi comuni, locali accessori e area scoperta pertinenziale. La perizia tecnica allegata alla procedura evidenziava la necessità di interventi di adeguamento impiantistico e manutentivo, oltre alla presenza di alcune difformità urbanistico-catastali da sanare.

La vendita è avvenuta nello stato di fatto e di diritto in cui il bene si trovava. La chiusura della scuola segna la fine di una storia educativa lunga oltre un secolo. La “Galvan” nacque nel 1918 grazie alle donazioni del cavaliere Antonio Galvan, subito dopo la fine della Grande Guerra, e nei decenni successivi rappresentò un punto di riferimento per la comunità pontelongana.

Dalla fondazione fino al 1923 le attività furono gestite dalle Suore Mantellate di Adria, poi dalle Madri Canossiane. Tra il 1941 e il 1942, per garantire continuità con la scuola dell’infanzia, nacque la scuola primaria parificata. Nel 1949 iniziarono i lavori per la costruzione dell’edificio ancora oggi esistente, mentre nel 1951 arrivarono le Suore Pie Operaie dell’Immacolata Concezione, note come Suore Bianche per la loro veste candida, attive fino al 2005 circa. Nel 2017 la presenza religiosa è stata ripristinata dal-

le Suore Francescane Adoratrici della Santa Croce. Negli ultimi anni, tuttavia, la diminuzione demografica, la riduzione delle iscrizioni e l’aumento dei costi di gestione hanno reso insostenibile la prosecuzione dell’attività. La pandemia ha accentuato il fenomeno, spingendo molte famiglie a cercare alternative più economiche o a tenere i figli a casa. Con decreto regionale del 2023, la Fondazione è stata dichiarata estinta, aprendo la fase liquidatoria culminata con la vendita dell’immobile. Il Comune ha nel frattempo predisposto un’alter-

nativa pubblica per garantire la continuità educativa. La cessione dell’edificio segna così la conclusione formale di un capitolo storico per Pontelongo, mentre

si aprono interrogativi e curiosità sul futuro utilizzo di uno dei luoghi simbolo della vita scolastica del paese.

Cesarato

Regione e Coprob in campo per tutelare lo zucchero 100% veneto Lo zuccherificio di come luogo di confronto istituzionale e cooperativo. Allo stabilimento Coprob Italia Zuccheri si è tenuto a fine gennaio un incontro di rilievo dedicato alla filiera bieticolo-saccarifera, con la partecipazione del presidente della Regione Alberto Stefani e dell’assessore all’agricoltura Dario Bond, insieme a Luigi Maccaferri, presidente di Coprob, alla governance della cooperativa, alle rappresentanze dei lavoratori, alla sindaca Lisa Bregantin con la vice Ilenia Desolei e alle principali associazioni agricole. Si è trattato del primo confronto tra Coprob e Regione dopo la recente tornata elettorale, un passaggio significativo in cui è emersa con chiarezza l’urgenza di sostenere un comparto strategico per il Veneto e per l’intero Paese. “Ringrazio la Regione per la disponibilità e

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spipadova@gmail.com

Ascoltaci in tutto il Veneto in

l’attenzione verso la nostra filiera” ha dichiarato Maccaferri, “Coprob rappresenta un asset strategico per il Veneto e per l’Italia. Mantenere una filiera nazionale è fondamentale per tutelare un prodotto garantito e sicuro, contrastando l’importazione di zucchero non certificato da Paesi che non rispettano gli standard di sicurezza e di lavoro”.

L’assessore Bond ha confermato l’impegno regionale, sottolineando la necessità di promuovere lo zucchero come prodotto identitario: “Dobbiamo essere promotori di questo comparto, puntando sui prodotti 100% veneti e sullo zucchero come bandiera italiana. Incentiveremo azioni di sensibilizzazione anche a livello ministeriale, perché il settore bieticolo-saccarifero è strategico per l’economia e per la reputazione agroalimentare del Veneto e dell’Emilia”. Dal mondo agricolo è arrivato un segnale altrettanto chiaro. Carlo Salvan, presidente regionale di Coldiretti, ha ribadito come la filiera genera valore economico, sociale e ambientale, garantendo reddito agli agricoltori e continuità produttiva. In un contesto globale complesso, l’incontro ha riaffermato la volontà condivisa di tutelare un prodotto strategico, il lavoro agricolo e il legame tra produzione, territorio e comunità. (a.c.)

Talento. Il bambino a sette anni e mezzo tra set internazionali e il sogno di diventare medico

Niccolò Paolo debutta su Netflix

Niccolò Paolo Ciucevich, sette anni e mezzo, piccolo talento di Legnaro, è nel cast della nuova serie Netflix “Taskaree”, produzione italo-indiana firmata da Friday Storytellers e The Family, in uscita in questi giorni, in cui interpreta il figlio di un contrabbandiere. Un’esperienza internazionale che porta per la prima volta sullo schermo una giovane promessa del territorio. Per la mamma, Elena Nardo, tutto “è iniziato per gioco, quando aveva quasi tre anni”. Da allora Niccolò Paolo ha mosso i primi passi nel mondo della moda con campagne per marchi come D&G, Diadora, Brums e Geox, vivendo ogni set con la spontaneità tipica della sua età. Negli anni sono arrivate anche le prime esperienze davanti alla macchina da presa, tra cui il cortometraggio veneto “Il sogno disegnato”, scritto e diretto da Andrea Corazza e legato alla storia del Calcio Padova, oltre ad alcuni spot pubblicitari. L’approdo in una produzione Netflix segna però una tappa speciale, non solo sul piano professionale ma anche umano. “È stata un’opportunità per vivere un po’ dell’India”, racconta la mamma, ricordando “i profumi della cucina, le differenze culturali e l’emozione di usare l’inglese sul set: per lui tutto è stato divertente, curioso e formativo”. La serie racconta la lotta di una squadra speciale delle dogane contro una rete internazionale di contrabbando, tra aeroporti e traffici illegali, in un intreccio di azione e indagine. Accanto a questa esperienza internazionale, per Niccolò Paolo si aprono ora prospettive importanti anche nel cinema italiano. Negli ultimi mesi ha partecipato alle riprese del nuovo film di Paolo Genovese, in uscita prossimamente nelle sale, dove ha avuto modo di conoscere attori come Claudia Pandolfi e Stefano Accorsi. Un’altra tappa significativa è stata la partecipazione al progetto “Petrichor”, diretto da Marco Perego, che lo ha portato a condividere il set anche con Valeria Golino. Tutte esperienze vissute con la naturalezza di un bambino. “Niccolò prende tutto come un gioco”, sottolinea la mamma, “ma a volte ci stupisce per la sua maturità”. E aggiunge: “Noi gli diciamo sempre di cogliere ciò che di bello gli capita”.

Tra set cinematografici, nuove amicizie e piccole grandi scoperte, per questo giovane legnarese ogni

progetto diventa un’occasione di crescita, sostenuto da una famiglia che lo accompagna con entusiasmo ed equilibrio, lasciandogli

la libertà di restare prima di tutto un bambino curioso del mondo. Molto sensibile e dal cuore grande, Niccolò Paolo coltiva anche un so-

gno lontano dai riflettori: da grande vorrebbe diventare medico, per aiutare le altre persone.

Maniero

Traffico fuori scala nella cintura sud-est

I Comuni della cintura sud-est chiedono alla Provincia un nuovo studio sulla viabilità alternativa. È “necessario e ormai urgente individuare percorsi viari esterni ai centri abitati dell’area metropolitana di Padova”. A ribadirlo, in una nota congiunta, sono i sindaci di Ponte San Nicolò, Legnaro, Casalserugo e Polverara, che hanno inviato a Palazzo Santo Stefano una richiesta formale per avviare uno studio di fattibilità su nuovi assi stradali in grado di alleggerire il traffico locale. “Ogni giorno le nostre strade sono congestionate, incapaci di sostenere

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la mole di veicoli che le percorrono”, affermano i primi cittadini, segnalando “migliaia di passaggi l’ora” e “centinaia di mezzi pesanti” diretti verso la zona industriale di Padova o verso il Conselvano. Una situazione che, oltre ad aumentare il rischio di incidenti, spinge molti automobilisti a utilizzare vie secondarie inadatte, per caratteristiche e sicurezza, a sopportare volumi simili di traffico. Le amministrazioni individuano le direttrici più critiche. A Ponte San Nicolò vengono segnalate via Giorato, via Dante, via Firenze e viale del Lavoro. “I nostri territori sono sempre più preda di un traffico quotidiano fuori scala”, ribadiscono i sindaci. Da qui la richiesta alla Provincia di predisporre “uno studio di fattibilità che individui il tracciato più adatto e una stima economica dell’intervento”, ritenuto indispensabile per programmare opere concrete e candidarsi a eventuali finanziamenti sovracomunali. I quattro sindaci confermano infine la disponibilità a un incontro di approfondimento, auspicando che il tema della mobilità nel quadrante sud-est diventi una priorità per i prossimi anni. (a.c.)

Con i Lego riciclati si abbattono

le barriere architettoniche

I l Comune di Legnaro aderisce al progetto “Talents”, un’iniziativa che mette al centro inclusione, partecipazione e cittadinanza attiva, utilizzando un linguaggio semplice e universale come quello del gioco. In questi giorni è stata infatti avviata una raccolta di mattoncini Lego che verranno impiegati per realizzare rampe accessibili, con l’obiettivo di contribuire concretamente all’abbattimento delle barriere architettoniche e rendere il paese più accogliente per tutti.

La raccolta coinvolge direttamente scuole e istituzioni: tre appositi contenitori sono stati posizionati presso la scuola primaria Cornaro Piscopia di Volparo, la scuola primaria Don Milani in centro e il municipio di Legnaro. Si tratta di un gesto simbolico e allo stesso tempo pratico, che invita i cittadini a donare mattoncini Lego inutilizzati per trasformarli in strumenti di accessibilità urbana. “Con questo

progetto – affermano il sindaco

Vincenzo Danieletto e l’assessore alla Pubblica istruzione Cristina Licata – abbiamo voluto trasmettere un messaggio di inclusione, per rendere la nostra città sempre più accessibile”.

Un messaggio che l’amministrazione comunale ha scelto di sostenere anche attraverso il coinvolgimento diretto delle scuole, ritenute un luogo fondamentale per la diffusione di una cultura dell’inclusione fin dall’infanzia. L’idea nasce dai “Talents”, cinque giovani nello spettro autistico – Enrico Balestra, Nicola Barzon, Ludovico Lancia, Enrico Ortile e Alessandro Padron – che, con creatività e competenze, stanno progettando e costruendo rampe in Lego. Rampe che non hanno solo una funzione pratica, ma che diventano anche un segno visibile di attenzione e sensibilità verso le persone con disabilità, capaci di abbattere non solo barriere

Donati 600 euro all’associazione Pulcino

Quando il territorio fa squadra, la solidarietà diventa concreta. È quanto accaduto a Legnaro durante le festività natalizie, dove la collaborazione tra più associazioni di volontariato ha permesso di sostenere l’associazione Pulcino, realtà attiva da trent’anni nell’ambito della neonatologia, al fianco dei neonati prematuri, delle loro famiglie e dei reparti di Terapia intensiva neonatale del Veneto. Nel periodo del Natale, grazie all’impegno condiviso di diverse associazioni del territorio, sono state organizzate due manifestazioni solidali, la Babbo Run e la Festa della Befana, capaci di unire sport, solidarietà e comunità. Le iniziative, che hanno visto una significativa partecipazione della cittadinanza, hanno consentito di raccogliere comples-

architettoniche ma anche culturali. Il progetto “Talents” è promosso da Talents Lab in collaborazione con il Comune di Legnaro, le cooperative Solaris e Nuova Idea e l’Istituto Comprensivo di Legnaro e Casalserugo.

I Lego raccolti saranno utilizzati nei laboratori di Talents Lab insieme agli alunni delle scuole primarie di Legnaro, che parteciperanno attivamente alla realizzazione delle rampe. Un’esperienza educativa che permette ai bambini di imparare sul campo il valore dell’inclusione, della collaborazione e del rispetto delle differenze. L’ispirazione iniziale arriva dalla passione di Enrico Balestra per i mattoncini colorati e dall’incontro con un progetto simile sviluppato in Germania. Da qui il desiderio di provare a replicare l’esperienza anche a Legnaro, adattandola al contesto locale e coinvolgendo l’intera comunità. Il Comune ha raccolto l’idea,

sivamente 600 euro, interamente devoluti all’associazione Pulcino. Un contributo concreto che sarà destinato a sostenere le progettualità dell’associazione, che da decenni offre supporto ai reparti di Terapia intensiva neonatale del Veneto e alle “famiglie premature”. Il risultato è il frutto di un autentico lavoro di squadra tra le realtà associative locali, capaci di fare rete e di trasformare eventi di comunità in un aiuto reale per chi opera quotidianamente a favore dei più piccoli. I fondi raccolti contribuiranno a sostenere nuove attività dedicate ai bambini prematuri, rafforzando un servizio che rappresenta un punto di riferimento importante per il territorio. A sottolineare il valore dell’iniziativa è intervenuto anche il sindaco Vincenzo Danieletto,

promuovendo la raccolta e invitando cittadini, famiglie e studenti a contribuire. “Si tratta di un’iniziativa che unisce design urbano, gioco, riciclo e riuso, disabilità che aiuta altra disabilità – spiega Sebastiano Rizzardi, coordinatore del progetto – un universo di senso che mette in luce talenti ed esperienze, rendendoli un servizio per la comunità”. Un progetto che ribalta il punto di vista tradizionale sull’assistenza, valorizzando le competenze delle

persone con disabilità. A sostenere l’iniziativa anche Damiano Marini, campione paralimpico, che sottolinea: “È un’idea dirompente, che parla di disabilità, abbatte le barriere e allo stesso tempo colora le città”. Un piccolo gesto, come donare un Lego, diventa così parte di un percorso collettivo verso una comunità più inclusiva, dove nessuno si senta escluso e le differenze rappresentino una risorsa condivisa. Martina Maniero

che ha espresso il proprio apprezzamento per il lavoro svolto e per il ruolo del volontariato locale: “Desidero ringraziare i volontari dell’associazione Pulcino per il prezioso e costante impegno a favore dei più piccoli e delle loro famiglie. Con questa donazione desideriamo sostenere con gratitudine commozione il lavoro dell’associazione perché ogni gesto di cura, ascolto e amore fa davvero la differenza e porta speranza dove ce n’è più bisogno”. “Un grazie sincero – ha aggiunto - va anche a tutte le associazioni che, con grande spirito di collaborazione, hanno reso possibile la realizzazione di queste iniziative solidali. Il volontariato rappresenta una risorsa fondamentale per il nostro territorio e un esempio concreto di comunità che sa prendersi cura degli altri”. Un’iniziativa che conferma come la collaborazione tra associazioni e istituzioni possa tradursi in solidarietà concreta, rafforzando i valori di partecipazione, coesione e attenzione alle fragilità che caratterizzano la comunità locale. (m.m.)

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La grande attesa del bilancio regionale

Nel corso di tutta la campagna elettorale e per la verità anche in questi giorni, infatti, il presiedente Stefani ha puntato tutti i riflettori sul sociale. Un grande piano casa, nuovo ossigeno alle case di riposo, investimenti nella sanità pubblica e “badanti” di quartiere e condominio. Tutte politiche particolarmente apprezzate anche in modo trasversale tanto che anche le opposizioni sono rimaste spiazzate sentendosi, in un certo senso, “scippate” di cavalli di battaglia storici del centrosinistra. Promesse, poi, che hanno fatto storcere più di qualche naso tra i leader

del centrodestra che, in alcuni casi, hanno letto queste esternazioni come delle tirate di orecchie alle Giunte regionali precedenti.

Quello che però in questo momento conta è che le priorità indicate da mesi dal Presidente Stefani sono economicamente molto costose e, quindi, si torna al passaggio cruciale del bilancio. Ci saranno veramente nel bilancio tutte queste politiche? Questo è quello che ci si chiede da più parti e soprattutto questo è quello che misurerà la forza del Presidente Stefani di dettare la propria agenda.

segue da pag. 1

Certo sullo sfondo restano l’autonomia e ora anche la holding autostradale che potrebbero garantire nuove risorse economiche al Governo regionale, ma non possono costituire il motivo di una radicale inversione di marcia. Quindi tutti in attesa di vedere se la Regione sarà in grado di approvare un bilancio che dia risposte particolarmente robuste in materia di sociale e di sanità pubblica. Il Presidente Stefani si sente sicuro tanto che in questi giorni, mentre tutti corrono a garantirsi un posto lungo le piste da sci, lui continua a visitare ospedali, RSA e cooperative sociali. Non resta che attendere, le aspettative sono molto alte e il rischio politico lo è altrettanto.

“Rendere la vita più semplice agli imprenditori, più concretezza e
“Sulla sburocratizzazione passiamo alla fase operativa, è fondamentale avere anche un nuovo piano del commercio”

Abbiamo incontrato in redazione l’ex sindaco di Cittadella e Padova Massimo Bitonci che dopo una esperienza lunga e prestigiosa a Roma da parlamentare, con incarichi di Governo, torna in Veneto da assessore.

Il primo atto pubblico dell’assessore Bitonci, con deleghe importanti quali quella delle attività produttive, è stato un tavolo che ha messo insieme la Regione tutti gli attori del commercio e del mondo delle imprese. Parola d’ordine?

“Sburocratizzazione” risponde sicuro Massimo Bitonci, l’assessore di più lunga e spessa esperienza tra quelli che il presidente Alberto Stefani ha scelto nella composizione della squadra di Governo. Già sindaco a Cittadella e successivamente a Padova, parlamentare e sottosegretario di Stato.

Bitonci deve mettere mano a dossier particolarmente delicati.

“Quella di affrontare il tema della sburocratizzazione è stata una importante iniziativa del presidente Alberto Stefani. L’abbiamo detto più volte durante la campagna elettorale, adesso si passa alla fase operativa. Seguo

meno burocrazia in Veneto”

economiche coinvolgeremo per la massima trasparenza ance i media e la stampa”.

il tema della sburocratizzazione da anni, anche a livello nazionale, e so quanto le imprese, più che incentivi, più che forme di finanziamento chiedono la semplicità nelle procedure e quindi la sburocratizzazione”.

Cosa vuol dire in concreto sburocratizzare?

“Significa rendere più semplice la vita agli imprenditori: ridurre il numero degli incentivi, che a livello nazionale veicolati poi dalle regioni sono oltre duemila, cercare di fare un lavoro anche di monitoraggio, accesso unico attraverso portali unici, utilizzo della tecnologia, cioè la digitalizzazione: è quello che ci aiuterà moltissimo nel tema della semplificazione. La digitalizzazione è anche un obiettivo del del piano di ripresa e resilienza, di carattere europeo”

Il tavolo della sburocratizzazione con il mondo delle imprese del commercio e dell’imprenditoria tornerà a riunirsi?

“Io penso che questo tavolo vada convocato ogni volta che si verificano i passaggi e quando misuriamo quelli che sono stati i miglioramenti, su alcuni processi, quindi dopo nascerà proprio anche un reporting: oltre a coinvolgere le categorie

Giace dalla precedente legislatura il piano del commercio. Quali sono le novità su questo dossier?

“Il dialogo con commercianti e artigiani coinvolti è continuo: dovremmo trovare una soluzione, anche perché diventa assolutamente fondamentale avere un nuovo piano del commercio in un momento così delicata di crisi degli esercizi, soprattutto di vicinato, dei centri storici, dei borghi, delle delle città, dove l’intervento regionale non può risolvere tutto, però può dare degli incentivi economici, può cercare di dare delle linee di intervento magari anche importanti per per le vetrine, per addobbare i negozi cercare anche di effettuare delle politiche a favore del riordino del sistema anche all’interno dei centri storici, perché alcune attività siano ammesse, perché altre attività magari non siano ammesse, perché se abbiamo anche dei salotti, dei gioielli all’interno delle città, è giusto che ci siano dei negozi adeguati alle nostre città d’arte”.

Sindaco a Cittadella, sindaco a Padova, parlamentare semplice ma anche Sottosegretario di Stato e adesso Assessore regionale. Qual è la differenza di questo ruolo rispetto ai precedenti e come i precedenti pos-

sono dare una mano a interpretare meglio questo ruolo?

“Ho sempre pensato che quando si ha un ruolo di Governo che sia di governo territoriale, oppure come è stato nel mio caso Sottosegretario del ministero dell’Economia prima, e poi delle Imprese successivamente, e adesso Assessore della Giunta di del presidente Stefani, bisogna avere un approccio

pragmatico. E questo è più facile chi ha fatto il sindaco come me e come lo stesso presidente Stefani: ti crea quella base per poter capire come funziona la pubblica amministrazione, come funziona un Comune che poi come l’Italia, o nel nostro caso il Veneto dei Comuni ha bisogno di più concretezza e meno burocrazia”.

Alberto Gottardo

Massimo Bitonci

Biglietto unico, Olimpiadi infrastrutture e sostenibilità

Il Veneto accelera sul fronte delle infrastrutture e della sostenibilità. Abbiamo incontrato l’assessore regionale ai trasporti, Diego Ruzza, per fare il punto sui grandi cantieri aperti,fino all’ambizioso progetto del biglietto unico regionale.

Assessore, partiamo dalle due varianti stradali inaugurate nel Bellunese proprio all’arrivo della fiamma olimpica a Cortina. Che valore ha questo traguardo?

Si è percepito il grande desiderio di dare una svolta viabilistica in una zona fragile come il Bellunese. Concludere i lavori in tempo per le Olimpiadi e Paralimpiadi è stato fondamentale. È stato bello vedere la partecipazione della popolazione che non vedeva l’ora di vedere quel nastro tagliato.

Quanto ha influito la scadenza olimpica sulla velocità di questi cantieri?

Le Olimpiadi sono un’opportunità. Significa fare investimenti che poi rimangono nel tempo e migliorano la qualità della vita dei cittadini. Sicuramente ha aiutato a concludere opere importanti.

Parliamo di opere complesse: la variante di Tai di Cadore ha una galleria di 1000 metri, quella di Valle di Cadore di oltre 600. Ingegneristicamente non è stata una passeggiata.

Esattamente. Portare a termine lavori di tale complessità strutturale in quei territori è stata veramente un’impresa titanica. Ma la cosa più importante è che queste opere sono eterne: rimangono lì per pendolari, cittadini e turisti per gli anni a venire».

A Padova ha presentato 22 nuovi autobus sostenibili di Busitalia. Di che investimento parliamo?

Parliamo di 22 autobus di nuova generazione per il traffico extraurbano, con una capienza fino a 118 passeggeri. L’investimento è di circa 9,7 milioni di euro, finanziati per l’80% da fondi regionali. Dal 2018 la Regione è impegnata in un ammodernamento massiccio: abbiamo già stanziato complessivamente circa 300 milioni di euro, attingendo anche al PNRR. Questo ci ha permesso di

rinnovare il 50% della flotta veneta, che conta 3.200 mezzi.

Perché puntare proprio sul metano?

«Si va verso una reale sostenibilità. Il metano ha un bassissimo impatto e migliora la qualità dell’aria nella nostra regione. È un percorso avviato sul quale non si può assolutamente tornare indietro.

Un tema molto caro ai veneti è il “biglietto unico”. A che punto siamo?

Insieme al presidente la riteniamo una priorità da accelerare. Ci stiamo già impegnando con le strutture tecniche per arrivare al 2026, l’anno della svolta. L’obiettivo è un ticket unico che permetta di spostarsi su tutto il territorio regionale utilizzando gomma, treno e navigazione.

Assessore, lei ha una laurea in psicologia clinica. Le è servita in questo incarico?

Lo confermo al 100%. Quando mi hanno affidato l’assessorato mi dissero che gli studi in psicologia mi sarebbero serviti, oggi posso dire che è assolutamente così.

Infine, un accenno all’Alta Velocità. Quali sono le prossime mosse?

Stiamo monitorando costantemente i cantieri con RFI. È una grandissima opportunità per accorciare i tempi di trasporto per persone e merci. A breve avremo una cabina di regia per verificare l’avanzamento dei lavori su tutto il territorio regionale.

I conti

della Regione. Filippo Giacinti

“Nuovo bilancio per il Veneto diciamo no alle nuove tasse”

Filippo Giacinti, neo assessore regionale al bilancio, patrimonio, affari generali e agenda digitale si trova oggi a gestire la complessa macchina finanziaria della Regione Veneto in un momento cruciale: il passaggio dall’esercizio provvisorio all’approvazione del bilancio di previsione 20262028.

Assessore Giacinti, la Giunta ha appena approvato le direttive per il bilancio 20262028. Quali sono i tempi previsti per l’approvazione definitiva e quali le priorità strategiche?

La priorità assoluta è uscire quanto prima dall’esercizio provvisorio per consentire alla Regione di spendere appieno le risorse necessarie ai servizi per cittadini e imprese e per lo sviluppo del territorio. Con l’approvazione delle direttive abbiamo individuato i budget; ora le strutture, insieme agli assessori, costruiranno i documenti tecnici: la legge di stabilità e il collegato. L’obiettivo è il voto in Consiglio regionale entro il 30 aprile. Cercheremo di anticipare i tempi il più possibile, garantendo però la qualità del dibattito, sia in Giunta che in Consiglio. Negli anni passati l’amministrazione regionale ha fatto del “no alle tasse” un proprio vessillo. Continuerete su questa strada, nonostante le preoccupazioni espresse in passato dal suo predecessore Calzavara?

In questo primo bilancio non prevediamo alcuna manovra sulle entrate: non ci sarà l’applicazione dell’addizionale IRPEF né modifiche ai tributi attuali. L’unica variazione riguarderà il recupero dell’evasione fiscale. Credo fermamente che l’equità fiscale sia un obiettivo di giustizia sociale: abbiamo prospettato un piano incisivo per recuperare alcune decine di milioni di euro da reinvestire nei servizi ai cittadini.

Anche le categorie economiche avevano espresso timori per un eventuale aumento dell’Irap. Cosa risponde al mondo produttivo?

Posso confermare che le tasse e i tributi

regionali rimarranno invariati. Per quanto riguarda le imprese, punteremo sulla lotta all’evasione e, soprattutto, sulla semplificazione. Il tavolo della sburocratizzazione, promosso dal Presidente e dall’assessore Bitonci, dimostra la nostra attenzione verso il sistema produttivo.

Parlando di cifre, la sanità quanto pesa effettivamente sul totale delle risorse regionali?

La sanità assorbe circa 11 miliardi di euro su un bilancio complessivo di 18 miliardi. A questi si aggiungono diversi milioni per i cosiddetti “Extra-LEA”, ovvero le prestazioni che non rientrano nei livelli essenziali di assistenza minimi definiti dallo Stato. È evidente come rappresenti la parte assolutamente preponderante del nostro impegno finanziario.

Spostandoci sul piano politico, lei è un esponente di Fratelli d’Italia. Come valuta l’attuale leadership di Giorgia Meloni e il futuro del partito?

Credo che Giorgia Meloni abbia restituito al nostro Paese una centralità internazionale riconosciuta da tutti gli osservatori. Ha saputo costruire una leadership capace di compattare tutto il centrodestra, guidandolo verso riforme strutturali attese da anni. Oggi l’Italia si muove in Europa e nel mondo con una rinnovata e grande autorevolezza.

Diego Ruzza
Filippo Giacinti

Il dibattito. Referendum sulla separazione delle carriere, si vota il 22e 23 marzo

Riforma della giustizia, scocca l’ora della verità

La politica si divide sul futuro della magistratura

Il fronte del “Sì” punta sull’imparzialità dei giudici e la fine delle correnti nelle Procure, i sostenitori del “No” temono per l’indipendenza della magistratura e l’ingerenza dell’Esecutivo

Il prossimo 22 e 23 marzo i cittadini veneti e italiani saranno chiamati a un appuntamento cruciale con le urne per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Al centro della consultazione, la “separazione delle carriere”, una modifica che punta a dividere i percorsi professionali di chi accusa e di chi giudica. Trattandosi di un referendum confermativo, è importante ricordare che non è previsto il quorum: la riforma passerà o sarà bocciata sulla base della maggioranza dei voti validamente espressi, indipendentemente dall’affluenza. Il cuore del quesito riguarda la scissione tra i ruoli di Pubblico Ministero e Giudice. Se oggi un magistrato può, pur con limitazioni, passare da una funzione all’altra, la vittoria del Sì renderebbe questa separazione

definitiva sin dall’ingresso in magistratura. La riforma prevede inoltre la creazione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura (uno per i giudicanti e uno per gli inquirenti) e l’introduzione del sorteggio per la scelta dei componenti, con l’obiettivo dichiarato di contrastare il peso delle “correnti” associative. Nel dibattito che ha animato le piazze e le istituzioni del nostro territorio, il fronte del Sì punta tutto sull’imparzialità del giudice. Tra le voci più autorevoli del panorama giuridico veneto, l’avvocato Renzo Fogliata, già Presidente della Camera Penale Veneziana, sostiene la necessità della riforma come atto di civiltà giuridica: «È fondamentale che chi giudica sia equidistante tra accusa e difesa. La separazione delle carriere non è un attacco ai

magistrati, ma una garanzia per il cittadino». Sul piano politico, il centrodestra veneto è compatto. Tra i sostenitori più convinti c’è Flavio Tosi, eurodeputato e coordinatore regionale di Forza Italia. “La riforma rappresenta una vittoria storica del centrodestra – afferma - e una risposta alle criticità emerse negli ultimi anni, con scandali come quello legato a Palamara che hanno evidenziato la spartizione delle procure da parte di correnti politiche, in particolare di sinistra. Il nuovo sistema, con il sorteggio dei membri del Csm, favorirà una maggiore eterogeneità e limiterà l’influenza delle correnti sulle nomine, tutelando l’autonomia dei magistrati più indipendenti”. La riforma, conclude Tosi, non tocca i principi fondamentali della Costituzione né il sistema proporzionale di nomina, ma mira a rendere le nomine più trasparenti e meno influenzate dalle correnti. Di parere opposto sono i detrattori della riforma, che vedono nel cambiamento un rischio per l’autonomia della magistratura dal potere politico. Loren-

zo Miazzi, magistrato e Presidente di sezione presso la Corte d’Appello di Venezia, solleva dubbi sulla frammentazione del CSM, avvertendo che isolare il Pubblico Ministero potrebbe, nel tempo, portarlo sotto l’influenza dell’esecutivo. Anche il centrosinistra si è mobilitato. Elly Schlein, intervenuta a Padova per sostenere il fronte de “No”, va dritta al punto: “È una riforma sbagliata nel metodo e nel merito, una riforma di potere, che serve a un governo convinto che vincere le elezioni dia diritto a non essere giudicato. L’unica cosa che fa questa riforma è spaccare il Csm, che la Costituzione indica come il governo autonomo della magistratura. L’indipendenza

della magistratura non è una tutela dei magistrati, ma una garanzia per i cittadini, perché possano far valere i propri diritti”. Andrea Martella, segretario regionale del PD, esprime preoccupazione per una riforma definita “punitiva” nei confronti dell’ordine giudiziario: “Il vero problema della giustizia in Veneto sono le carenze di organico e i tempi infiniti dei processi, non la separazione delle carriere, che rischia solo di creare magistrati-funzionari”. Nel momento in cui andiamo in stampa, a metà febbraio, i sondaggi danno in leggero vantaggio il fronte del “No” ma sono ancora molti gli indecisi che sceglieranno se e come votare solo negli ultimi giorni.

Elly Schlein
Flavio Tosi

L’intervista. Maurizio Dianese, autore di “Come me nessuno mai. Le mille vite di Felice Maniero bandito” (SEM edizioni)

“Felice Maniero, ex genio del crimine: oggi è incapace di intendere e volere”

M

aurizio Dianese, decano del giornalismo veneto, conosce Felice Maniero meglio di chiunque altro. Da cronista ha seguito per anni l’attività criminale di “Faccia d’Angelo” e della Mala del Brenta; poi, nel corso degli anni, ha scritto una serie di libri importanti per capire un fenomeno che ha segnato profondamente il nostro territorio (e non solo).

Dianese è appena tornato in libreria con “Come me nessuno mai. Le mille vite di Felice Maniero bandito” (SEM edizioni). Un libro che arriva dopo anni di inchieste, processi, ricostruzioni giornalistiche. Questa volta, però, Maurizio Dianese aggiunge un tassello decisivo: la voce diretta di Felice Maniero, con cui è stato a stretto contatto per mesi proprio per scrivere questo libro. Ne viene fuori il ritratto definitivo dell’ex boss della Mala del Brenta e, insieme, quello di un Nordest che cresceva a ritmi vertiginosi e che si è arricchito a dismisura (anche sporcandosi le mani).

Allora Maurizio, possiamo dire che questo è il libro definitivo su Felice Maniero?

Di definitivo c’è solo la morte. Però sì, è il libro che chiude il cerchio. Le ricostruzioni precedenti erano tutte giornalistiche. Qui, invece, ci sono conferme dirette di Maniero. Non racconta chissà quali segreti inediti, ma colma vuoti importanti. L’infanzia, la famiglia, il rapporto con la madre e con la figlia. Sul passato criminale sapevamo già quasi tutto, ma aggiunge elementi decisivi su un paio di omicidi strategici.

Nel libro emerge forte il lega-

me tra Maniero e il Nordest. Maniero è parte integrante della storia del Nordest. Lui stesso è consapevole di essere arrivato nel momento giusto. Nasce a Campolongo Maggiore, in una zona di miseria estrema. Poi il Veneto diventa la locomotiva d’Europa. Capisce che può passare dal furto di salumi ai lingotti d’oro. Alla fine degli anni Ottanta svuota i laboratori orafi vicentini. Parliamo di quintali, forse tonnellate d’oro. C’erano soldi ovunque. Lui intercetta quel flusso e lo trasforma in potere criminale.

Oggi che uomo è Felice Maniero?

Fino a pochi mesi fa era affaticato, ma ancora lucido. Oggi non è più in grado di articolare una frase compiuta. Gli psichiatri parlano di depressione accompagnata da decadimento cognitivo. È successo tutto in modo impressionante, nel giro di sei mesi. Da boss lucido a persona fragile, incapace di stare in società, di capire dove si trova. Non lo dico per giustificarlo. Anzi. Avrei preferito che restasse lucido e facesse i conti con una vecchiaia normale. Invece è condannato a una vita in una casa di riposo, isolato, perso. Maniero era attaccatissimo alla madre, tanto che venne soprannominato “cotoea” perché da piccolo era sempre attaccato alle gonne (cotoe) di sua madre.

Può essere che sia stata proprio la morte della madre ha dargli il colpo definitivo?

Sì, non c’è dubbio. Gli psichiatri dicono che la vera botta è arrivata quando gli hanno comunicato la morte della madre. Ne aveva parlato tante volte, sembrava preparato. In realtà non lo era. Da lì perde il contatto con la realtà. È paradossale, se pensiamo a quanto fosse centrale quella figura anche nella sua attività criminale.

Nel libro smonti molti miti, a partire proprio dal ruolo di Lu-

cia Carrain (la madre di Maniero) all’interno della Mala.

Maniero ha sempre raccontato tante bugie, soprattutto su sua madre, dipinta come una donna religiosa, integerrima, estranea a tutto e che aveva sempre contrastato il figlio bandito. Non è vero. Faceva parte della banda. Ha riciclato decine di miliardi di lire. Lo dice lui a verbale. Quando gliel’ho fatto notare, ci siamo scontrati duramente. Ha sempre cercato di proteggerla, fino a ottenere per lei l’immunità. Ogni volta che veniva chiamata a testimoniare, si avvaleva della facoltà di non rispondere.

Maniero è stato anche un personaggio mediatico unico, anche se forse un po’ sottovalutato dalla stampa nazionale, non credi?

Il libro si intitola “Come me nessuno mai” per un motivo: Felice Maniero è stato il più grande bandito del Nord Italia. Su questo non ci sono dubbi. Per omicidi, rapine, controllo del territorio. Se facciamo un paragone con Vallanzasca, che ha preso 3 ergastoli per 3 omicidi, non c’è confronto: Maniero in un fine settimana faceva rapine più grandi di quanto abbia mai fatto in vita Vallanzasca. Per non parlare degli omicidi… Eppure, da un punto di vista della “stampa” e del ritorno sui media, spesso è stato sottovalutato a li-

vello nazionale. Diciamo che ha pagato il fatto di operare in Veneto, lontano dai riflettori di Milano, Torino o Roma. Con la stampa era abilissimo. Sceglieva giornalisti che non conoscevano la sua storia e vendeva la versione che voleva. Che fine ha fatto l’universo della Mala del Brenta?

La banda finisce nel 1995. Senza Maniero non esiste. Lui l’ha creata, strutturata, guidata. Dopo restano solo scampoli. Personaggi marginali che si sono reinventati. Ma non c’è nessuno che abbia davvero raccontato i segreti della banda come lui.

Qual è l’eredità che la Mala del Brenta lascia al Nordest?

La peggiore possibile. Maniero ha aperto la strada alle mafie. Ha fatto accordi con Cosa Nostra, Camorra, ’Ndrangheta. Quando la banda cade resta un vuoto in cui si sono infilati tutti. Oggi in Veneto troviamo ogni tipo di criminalità organizzata. Sarebbero arrivati comunque, ma non con questa rapidità. Maniero è stato il detonatore. Un genio criminale che ha lasciato dietro di sé un territorio più ricco e più fragile.

Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

Sintoniz zati

LDespar Nord sostiene l’identità locale tra arte, restauro ed enogastronomia

Sintoniz zati

Un impegno che prende forma nei luoghi, nelle persone

noscere il valore della “cultura del fare”, sostenerla nel tempo e restituirla alle comunità sotto forma di bellezza, opportunità e memoria condivisa.

D fiancare il territorio attraverso progetti che spaziano dalla tutela del patrimonio architettonico alla valorizzazione delle produzioni locali, fino alla salvaguardia della cultura gastronomica. Un impegno trasversale che nasce da un profondo senso di responsabilità verso le città e le persone che le abitano.

U tervento avviato nel 2016 sull’ex Cinema Teatro Italia nel cuore di Venezia: un edificio neogotico e liberty dei primi del Novecento, rimasto a lungo in stato di abbandono e riportato oggi a nuova vita grazie a un importante progetto di restauro e riallestimento. Un recupero che ha restituito alla città un luogo di grande valore storico e simbolico.

nascimentale Palazzo Nogarola Guarenti. Interventi che testimoniano la volontà dell’azienda di proteggere e rilanciare beni architettonici che rappresentano da sempre l’identità culturale del el 2019 Despar Nord ha inoltre contribuito alla riqualificazione di una porzione dell’ex Foro Boario di Prato della Valle a Padova, in un contesto di straordinario valore storico-artistico. Un progetto realizzato nel pieno rispetto delle caratteristiche originarie dell’edificio, frutto di un dialogo costante con la Soprintendenza e delle Belle Arti, che ha permesso di coniugare tutela e nuova fun-

a le eccellenze da preservare non sono soltanto fatte di pietra. Sono anche il risultato del lavoro quotidiano di uomini e donne che, con passione, custodiscono saperi antichi e li trasformano

per il

L o stesso approccio ha guidato Despar Nord anche in precedenti operazioni di ristrutturazione di palazzi storici come quello di Verona, Vicenza e Trento, dove nel 2014 è stato recuperato il ri-

propria identità, portando sulle

nate da un profondo legame con

Lo sviluppo insieme al territorio: Despar Nord e il sostegno all’eccellenza

Despar Nord per la tradizione culinaria: il “Ricettario anonimo padovano”

Storia e sapori: Un manoscritto del ‘400 svela la cultura alimentare di Padova.

Despar Nord promuove la ricerca per legare qualità, tradizioni e territorio

Il “Ricettario Anonimo Padovano” nasce dallo studio e dalla passione di Marina Scopel, storica della gastronomia e curatrice del volume, con il contributo di Otello Fabris e del professore Danilo Gasparini, e con il sostegno di Despar Nord. Si tratta di un raro manoscritto del XV secolo, conservato presso la Ruskin Gallery degli Sheffield Museums nel Regno Unito. Redatto in forma anonima ma attribuibile con grande probabilità a un autore padovano – forse un copista, come suggerisce l’accurata calligrafia – il ricettario si colloca in un periodo di grande fermento culturale, in cui la cucina riscopre il proprio ruolo come spazio di convivialità, piacere e condivisione.

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta . Ascoltaci in tutto il Veneto in

Nord anche la salvaguardia della memoria culinaria locale, di quel mosaico di sapori, nozioni e ricette che si sono tramandati nei secoli. Così, per celebrare la convivialità e il legame tra passato e presente, il marchio dell’Abete ha deciso recentemente di contributario del XV secolo, conservato seums nel nord dell’Inghilterra e rimasto anonimo ma redatto nuziosamente i profumi e gusti di una città, Padova, incrocio di minanti e contaminate. Un gesto concreto per custodire un’eredità

zione e innovazione convivevano anche a tavola. Ne emerge un affresco ricco e affascinante della cultura alimentare dell’epoca.

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Le ricette raccolte nel manoscritto, diverse tra loro per stile e impostazione, riflettono la vivacità intellettuale della Padova del basso Medioevo, dove tradi-

Per Despar Nord, sostenere questo progetto significa contribuire alla riscoperta delle radici più profonde dell’arte culinaria, nella consapevolezza che ogni ricetta è molto più di una semplice istruzione: è un frammento di storia, una memoria da tramandare, una testimonianza viva di identità.

Un impegno che guarda al passato per dare valore al presente e costruire, giorno dopo giorno, un futuro fatto di qualità, rispetto e appartenenza, difendendo e rispettando quelle tradizioni che da sempre hanno caratterizzato e continueranno a caratterizzare il rinomato patrimonio enogastronomico dei nostri territori.

Tenuta Amadio
prosecco,

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chiusure tecniche fanno parte di questa categoria: non si notano finché non funzionano, ma diventano indispensabili quando il comfort viene meno. Zago Alberto opera esattamente in questo spazio, offrendo soluzioni affidabili per abitazioni private, uffi ci e attività commerciali, con un approccio che mette al centro la funzionalità e la durata nel tempo. L’azienda si è costruita negli anni come punto di riferimento per la vendita, l’assistenza e la riparazione di sistemi di protezione e schermatura.

Un servizio completo, che parte dalla consulenza iniziale e accompagna il cliente fino alla posa in opera. Perché tende, zanzariere, tapparelle o strutture tecniche non sono semplici elementi d’arredo, ma dispositivi che devono lavorare bene ogni giorno, in tutte le stagioni.

protette e fruibili durante tutto l’anno. Anche in questo ambito, la parola chiave resta una: affidabilità.

Uno degli aspetti che caratterizzano il lavoro di Zago Alberto è la continuità dell’assistenza. La manutenzione e la riparazione fanno parte integrante dell’offerta, perché un sistema di schermatura, per funzionare bene nel tempo, ha bisogno di interventi puntuali e competenti. È qui che emerge il valore dell’esperienza tecnica: sapere dove intervenire, come farlo e con quali materiali, evitando soluzioni temporanee che durano una

Ogni intervento è studiato su misura. Non solo nella scelta del prodotto, ma anche nella modalità di installazione e nel supporto successivo. L’obiettivo è risolvere un’esigenza concreta, migliorando l’uso quotidiano degli spazi. Che si tratti di un’abitazione privata, di un uffi cio o di un’attività commerciale, il principio resta lo stesso: offrire soluzioni che funzionano e che continuano a funzionare.

Affidabilità, competenza tecnica e attenzione al cliente sono i valori che guidano il lavoro quotidiano di Zago Alberto. Un’operatività fatta di sopralluoghi, misurazioni precise, installazioni curate e interventi di assistenza puntuali. In un settore dove spesso si dà tutto per scontato, la differenza la fanno proprio questi dettagli.

Proteggere uno spazio signifi ca renderlo più confortevole, più effi ciente,

e strutture in policarbonato. Soluzioni che rispondono alla crescente esigenza di vivere gli spazi esterni in modo continuativo, creando aree

Sintoni zati

Alta complessità, innovazione e nuove infrastrutture: il bilancio di fine mandato

Giuseppe Dal Ben chiude il mandato il 28 febbraio 2026, salvo eventuali proroghe tecniche, all’Azienda Ospedale di Padova: investimenti, primati clinici e la sfida di Padova Est

IIl 28 febbraio 2026, salvo eventuali proroghe tecniche, si chiuderà il mandato del Direttore Generale dell’Azienda Ospedale–Università di Padova, una delle realtà sanitarie di riferimento a livello nazionale per l’alta complessità. Sono stati anni segnati da investimenti strutturali, innovazioni cliniche e passaggi decisivi per il futuro, dal Nuovo Ospedale Pediatrico al percorso verso Padova Est – San Lazzaro. Un bilancio che intreccia risultati concreti e visione strategica. L’Azienda Ospedaliera di Padova è un punto di riferimento nazionale per l’alta complessità: che bilancio traccia oggi del percorso compiuto sotto la sua direzione?

Sono stati anni di grande impegno e concentrazione. Il primo ringraziamento va ai medici, agli infermieri e a tutto il personale sanitario per la professionalità dimostrata.

L’ultimo anno ha segnato passaggi concreti, non solo annunci. Nel 2024 abbiamo completato interventi strutturali strategici: l’adeguamento del Pronto Soccorso con la nuova Tac, la risonanza magnetica al Sant’Antonio, i laboratori di citofluorimetria e immunometria al Giustinianeo e l’ammodernamento della Medicina Nucleare. Sono state inaugurate nuove terapie intensive e i laboratori di biologia molecolare, con investimenti complessivi di diversi milioni di euro.

Parallelamente sono in corso opere rilevanti, dalla nuova Anatomia Patologica alla riqualificazione di reparti e laboratori, mentre il 2025 ha segnato un traguardo storico con l’apertura del Nuovo Ospedale Pediatrico del Veneto “Salus Pueri” e il passaggio decisivo della conferenza dei

servizi per il Nuovo Ospedale di Padova Est – San Lazzaro.

Il filo conduttore è stato investire in spazi, tecnologie e organizzazione per sostenere l’alta complessità e rafforzare la rete regionale.

Quali traguardi di eccellenza clinica e scientifica ritiene più significativi raggiunti in questi anni?

L’eccellenza è frutto di un lavoro multidisciplinare che ha rafforzato l’attrattività del centro per pazienti e professionisti da tutta Italia. Nel 2024 sono stati eseguiti 413 trapianti, con 179 interventi in urgenza nazionale. Padova è prima in Italia per trapianti di rene e di polmone e seconda nella classifica complessiva. Tra i risultati più significativi, il primo trapianto di fegato completamente robotico al mondo, con l’organo mantenuto in perfusione durante

l’intervento, e il raggiungimento del 700° trapianto di polmone. Non meno rilevante l’intervento neurochirurgico su un bambino operato da sveglio per una lesione profonda: una procedura rarissima a livello internazionale, che ha permesso di monitorare in tempo reale le funzioni cognitive riducendo al minimo il rischio di deficit permanenti. Risultati che confermano la capacità dell’Azienda di essere polo di innovazione oltre che di assistenza.

La nuova Pediatria rappresenta uno degli interventi più attesi e simbolici: che valore ha per Padova e per il Veneto?

Il Nuovo Ospedale Pediatrico del Veneto “Salus Pueri” è molto più di un edificio: è una scelta strategica. Si sviluppa su 20 mila metri quadrati, con 155 posti letto e sei sale operatorie interamente dedicate,

per un investimento complessivo di 107 milioni di euro.

È oggi il più grande istituto pediatrico del Nord Est: ogni anno registra circa 10 mila ricoveri, 25 mila accessi al Pronto Soccorso e oltre 320 mila visite ambulatoriali. Le camere sono progettate per accogliere anche i caregiver, perché la cura pediatrica coinvolge sempre l’intera famiglia. Rappresenta un presidio di eccellenza per il Veneto e un investimento sul futuro della sanità pediatrica ad alta specializzazione. Come si tiene insieme il ruolo di grande hub ospedaliero, la collaborazione con l’Università e la sostenibilità di un sistema sempre più complesso?

L’integrazione con l’Università è il motore che trasforma ricerca e formazione in qualità delle cure. Il modello dell’Azienda Ospedale–Università integra assistenza,

didattica e innovazione in un unico sistema. Un esempio concreto è la galenica clinica personalizzata: nei reparti pediatrici il 44% dei farmaci è sottoposto a manipolazione per adattare le terapie ai singoli pazienti. Oggi possiamo contare su una tecnologia di stampa 3D, unica in Italia, capace di produrre dosi personalizzate, compresse multistrato e formulazioni su misura. È medicina personalizzata applicata alla pratica clinica quotidiana. Guardando avanti, quale sfida considera prioritaria per mantenere l’Azienda ai vertici della sanità italiana ed europea? La sfida ha un nome preciso: il Nuovo Ospedale di Padova Est – San Lazzaro. Non è solo un ampliamento, ma un cambio di paradigma. Consentirà di superare la frammentazione delle sedi storiche e progettare percorsi di cura costruiti attorno al paziente. La conferenza dei servizi ha segnato un punto di svolta: ora la sfida è trasformare il progetto in cantiere e il cantiere in una struttura operativa capace di rispondere alla crescente domanda di alta complessità, con tecnologie avanzate e modelli organizzativi innovativi. Mantenere la leadership significa avere infrastrutture adeguate alla medicina del futuro. Il bilancio di fine mandato restituisce l’immagine di un’Azienda che ha consolidato il proprio ruolo di hub nazionale dell’alta specializzazione, investendo in infrastrutture, tecnologia e integrazione con l’Università. Dai primati nei trapianti alla nuova Pediatria, fino alla prospettiva di Padova Est, il percorso compiuto traccia una linea chiara: rafforzare l’eccellenza clinica e preparare la sanità padovana alle sfide dei prossimi decenni.

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Sanità e IA. 244 milioni e più servizi nel piano 2021-2025

ULSS 6 Euganea, Fortuna alla fine del mandato:

“Fare memoria per costruire il futuro”

Il direttore generale di Ulss 6 Euganea, in scadenza il 28 febbraio, presenta il Bilancio 2021-2025: 244 milioni di investimenti, crescita dell’attività e una sanità che dialoga con l’AI.

Apochi giorni dalla scadenza del suo mandato, fissata per il 28 febbraio, Paolo Fortuna traccia un bilancio dei cinque anni alla guida dell’ULSS 6 Euganea. Non un consuntivo celebrativo, ma – come lui stesso precisa – un esercizio di responsabilità verso il territorio.

“Il bilancio di mandato non nasce per celebrare quello che è stato fatto, ma per fare memoria di cosa è successo”, afferma. “Partire da ciò che è accaduto serve per dare le linee attraverso cui l’azienda dovrà mantenere e sviluppare la sanità nel territorio di Padova”.

Il documento ripercorre il quinquennio 2021-2025, anni complessi segnati prima dalla pandemia e poi dalla ripartenza, fino alla piena attuazione degli interventi del PNRR. È una pubblicazione “agile ma densa”, costruita sui dati del controllo di gestione e delle principali fonti istituzionali, ma con una caratteristica innovativa.

“È un bilancio molto interattivo. Troverete molti QR code attraverso i quali ci si aggancia a un sistema di intelligenza artificiale locale. I dati possono essere letti facendo domande specifiche”. In questo modo il cittadino può “aprire un mondo di analisi e informazioni su quello che è stato fatto”, dialogando direttamente con il documento.

I numeri raccontano un’azienda che ha continuato a crescere nonostante le difficoltà. Gli investimenti complessivi hanno raggiunto i 244,5 milioni di euro, in gran parte destinati all’edilizia sanitaria e alle tecnologie. L’attività è aumentata: +20% i ricoveri nel quinquennio, +7% le prestazioni ambulatoriali, +30% la chirurgia programmata. Significativi anche i risultati della prevenzione, come la riduzione del 65% dei ricoveri per bronchiolite nei neonati grazie alla campagna vaccinale.

Ma per Fortuna il risultato più importante non è solo nei numeri. “Questo lavoro

non è stato fatto da Paolo Fortuna, ma dall’azienda, dai dipendenti, dai dirigenti. È frutto dei più di 7.000 dipendenti”. E sottolinea: “Il migliore valore aggiunto che ho potuto apprezzare in questi anni è stata l’identità aziendale. Si è partiti da Ulss e oggi c’è un’azienda che si sente azienda, con un forte aumento del senso di appartenenza”. Un percorso che non è stato privo di difficoltà. “Evolvono i bisogni, evolvono le risposte. Ci sono punti di caduta in un sistema così complesso, ma è importante sottolineare che grazie a tutti ci si rialza”. Il riferimento va ai momenti più critici del mandato: la campagna vaccinale Covid, con picchi di 13 mila somministrazioni al giorno, e la pronta reazione all’attacco hacker che ha garantito continuità operativa. Con la fine del mandato alle porte, Fortuna indica anche le direttrici che dovranno guidare il futuro dell’azienda. La prima è etica: “La prossimità e l’accompagnamento della persona fragile devono essere parole chiave. Dobbiamo chiederci quotidianamente se l’accesso è garantito a tutti”. Universalità, equità, trasparenza e sobrietà restano i principi cardine. La seconda è epidemiologica. Denatalità, invecchiamento e fragilità crescente richiedono nuovi modelli organizzativi. “Internet è spesso corriere di fake news. Dobbiamo contrastare la sanità fai da te con asset comunicativi

rapidi e sicuri”. La terza direttrice è organizzativa. “C’è bisogno di una sanità flessibile, che si reingegnerizzi continuamente”. Case di Comunità, Ospedali di Comunità, telemedicina e sostegno ai Pronto Soccorso sono le priorità, insieme alla valorizzazione del personale. “La retention e il welfare aziendale sono fondamentali. Trattenere le persone e farle vivere bene nell’ambiente lavorativo è un’azione strategica”. Infine la traiettoria tecnologica. “La rapida evoluzione tecnologica, dalla robotica alla telemedicina, sarà un

supporto fondamentale, sempre nel rispetto della sicurezza dei dati”. Anche l’intelligenza artificiale, precisa, “deve essere sicura e il medico deve rimanere l’ultimo a decidere”, pur potendo contribuire a snellire i processi amministrativi. Alla vigilia della conclusione del suo incarico, il direttore generale consegna così un bilancio che è anche un passaggio di testimone. “Non è la fine di un percorso, ma l’inizio di una nuova fase. Dai bisogni che continueranno ad evolvere dovrà nascere una sanità moderna, resiliente e sempre più vicina alle persone”.

Territorio. Concluso il maxi trasloco nel nuovo polo pediatrico da 107 milioni di euro

Salus Pueri: nuovo ospedale pediatrico del Veneto operativo

l trasferimento è iniziato alle 7.50, con il primo paziente accolto in Terapia intensiva pediatrica. Si è concluso poco dopo mezzogiorno, alle 12, con l’ingresso dell’ultimo bambino in Nefrologia pediatrica. In mezzo, una mattinata scandita da tempi precisi, percorsi dedicati e un’organizzazione chirurgica: 61 bambini e ragazzi, dai 30 giorni ai 17 anni, sono stati trasferiti senza criticità nel nuovo Ospedale Pediatrico del Veneto Salus Pueri, ora pienamente operativo.

Un passaggio simbolico e concreto insieme, che segna l’avvio definitivo della nuova struttura nata per rispondere a un’esigenza ormai non più rinviabile: dotare il Veneto di un ospedale pediatrico più ampio e moderno, capace di razionalizzare i percorsi assistenziali e di concentrare in un unico luogo l’attività intensiva e chirurgica.

Il nuovo edificio sorge nel cuore dell’area est del complesso ospedaliero a padiglioni, in posizione baricentrica e con collegamenti diretti agli spazi destinati all’attività ostetrico-ginecologica. Si sviluppa su otto piani, là dove un tempo trovava posto la Pneumologia, e dispone di 155 posti letto distribuiti su una superficie complessiva di 20 mila metri quadrati. Al settimo piano sono collocate sei sale operatorie, mentre ogni stanza è stata progettata prevedendo spazi adeguati anche per i caregiver, a conferma di un modello di cura che tiene insieme assistenza sanitaria e dimensione familiare.

L’investimento complessivo ammonta a 107 milioni di euro: 92 milioni per la realizzazione del fabbricato e 15 milioni per le attrezzature sanitarie, di cui un milione finanziato con fondi PNRR. Numeri che raccontano anche la portata del cantiere: 1.570 maestranze coinvolte, 157 imprese al lavoro, nove ascensori, 1.860 metri quadrati di facciate vetrate e 5.400 di superfici opache, oltre a 1.141 porte interne, 241 serramenti in facciata, 2.000 lampade a led e 24 unità per il trattamento dell’aria. Il nuovo ospedale ospita 26 unità operative e

si inserisce all’interno di un sistema che fa della Pediatria di Padova il più grande istituto dedicato alla cura del bambino nel Nord Est. Ogni anno vengono mediamente ricoverati 10 mila piccoli pazienti, con 25 mila accessi al pronto soccorso e circa 320 mila visite ambulatoriali. Nei dodici mesi nascono in media 2.800 bambini. Con l’apertura di Salus Pueri, questa mole di attività trova ora spazi e tecnologie pensati per affrontare le sfide della pediatria dei prossimi decenni.

Cardio50: in 80 giorni oltre 300 cinquantenni sottoposti a screening cardiovascolare

Parte con numeri significativi la nuova stagione di Cardio50, il programma di screening cardiovascolare gratuito promosso dall’ULSS 6 Euganea per le persone che compiono 50 anni. Nei primi 80 giorni, oltre 300 cittadini hanno già effettuato la visita e altrettanti sono in lista per partecipare.

Lo screening, pensato per individuare precocemente fattori di rischio come pressione alta, colesterolo o glicemia fuori norma, ha permesso di scoprire valori anomali nel 38% dei partecipanti. Altri invece, pur avendo parametri nella norma, presentano comportamenti a rischio – fumo, consumo eccessivo di alcol, sedentarietà o alimentazione non equilibrata – sui quali hanno ricevuto consigli personalizzati e indicazioni per accedere a visite nutrizionali, attività motoria o programmi di disassuefazione da fumo e alcol.

«L’obiettivo è prevenire le malattie cardiovascolari agendo tempestivamente sui fattori di rischio, sia clinici sia comportamentali – spiega l’ULSS 6 -. Chi partecipa verrà richiamato per un follow-up a distanza di almeno sei mesi per valutare l’efficacia delle azioni intraprese».

Le visite si svolgono in diversi ambulatori dell’ULSS, a Padova centro, Camposampiero, Monselice e presso il complesso Ai Colli, e coinvolgono circa 30 operatori sanitari formati. Ogni appuntamento prevede la rilevazione di peso, altezza, girovita, pressione arteriosa, glicemia e colesterolo tramite goccia di sangue, oltre a un colloquio per analizzare abitudini e stili di vita.

Eccellenza. Successo per l’équipe padovana in un raro caso di chirurgia neonatale

Prima in Italia: EXIT to ECMO salva una neonata rimuovendo una massa polmonare fetale da 14 cm

Per la prima volta in Italia una rara malformazione polmonare fetale, associata a idrope, è stata trattata con una nascita programmata mediante procedura EXIT to ECMO e con un successivo intervento chirurgico neonatale. Protagonista una bambina, operata subito dopo il parto, alla quale è stata asportata una massa polmonare benigna che, se non rimossa, avrebbe compromesso lo sviluppo degli alveoli e la futura capacità respiratoria.

Il parto è avvenuto con taglio cesareo attraverso la procedura EXIT (Ex Utero Intrapartum Treatment), una tecnica che consente di mantenere il feto parzialmente in utero, ancora collegato alla placenta, garantendo l’ossigenazione durante le fasi più critiche della nascita. In questo caso all’EXIT è stata associata l’ECMO, la macchina cuore-polmone che sostituisce temporaneamente la funzione cardiaca e respiratoria. Una combinazione decisiva per assicurare la stabilità della neonata subito dopo il parto.

Una volta avviato correttamente il supporto ECMO, la bambina è stata estratta completamente, il cordone ombelicale clampato e la paziente trasferita in una sala operatoria adiacente. Qui è stata sottoposta a una toracotomia neonatale con l’asportazione della massa polmonare, di circa 14 centimetri. Il decorso post-operatorio è stato favorevole: la piccola è stata dimessa dopo 30 giorni di degenza, con un follow up ambulatoriale pro-

grammato. La gestione del caso ha richiesto una complessa e stretta collaborazione multidisciplinare. Sono state coinvolte le unità operative di Ostetricia e Ginecologia, Cardiochirurgia pediatrica, Chirurgia pediatrica, Otorinolaringoiatria, Rianimazione e Anestesia, Neonatologia. Tra i professionisti impegnati figurano la dottoressa Paola Veronese, il dottor Cesare Cutrone, il professor Vladimiro Vida, la professoressa Patrizia Dall’Igna e il professor Francesco Leon Fascetti.

Si tratta del primo caso in Italia di EXIT to ECMO per una massa polmonare fetale e rappresenta un modello di eccellenza nella gestione delle patologie fetali complesse. Un risultato che apre nuove prospettive per la medicina fetale e conferma il ruolo di riferimento dell’Azienda Ospedale Università Padova nello sviluppo di interventi salvavita sempre più precoci e innovativi, già durante la vita intrauterina.

Sara Busato

Rivoluzione nella chirurgia: primo trapianto di fegato

robotico

All’Azienda Ospedale-Università di Padova è stato eseguito un trapianto di fegato completamente robotico, sulla scorta dell’esperienza maturata a Modena qualche tempo fa. Nel capoluogo veneto, tuttavia, per la prima volta al mondo l’équipe guidata dal professor Umberto Cillo, direttore della Chirurgia epatobiliopancreatica e dei Trapianti di fegato, ha impiantato il nuovo fegato mantenendolo costantemente protetto da una macchina di perfusione durante l’intera fase di inserimento. L’impiego della piattaforma robotica ha consentito di operare attraverso piccole incisioni cutanee, evitando la chirurgia a cielo aperto; parallelamente, l’uso delle sofisticate tecnologie di perfusione ha garantito la vitalità dell’organo espiantato, ottimizzandone i parametri funzionali prima e durante l’impianto. La sfida, di altissima complessità, è stata portare a termine un trapianto epatico in regime di mininvasività, preservando il fegato in ogni passaggio dell’intervento. Un lavoro di precisione estrema, paragonabile a costruire l’Amerigo Vespucci dentro una bottiglia di vetro intervenendo solo dal collo, curando ogni minimo dettaglio con in gioco la vita dei pazienti. La chirurgia italiana, almeno nei centri di massima specializzazione, segna così il compimento del percorso che ha condotto dalla chirurgia aperta, cruenta e macroinvasiva, alle tecniche mininvasive, raggiungendo la vetta più impegnativa rappresentata dal trapianto di fegato. Per i malati, i potenziali benefici sono molteplici: riduzione della permanenza in terapia intensiva e della degenza in reparto, dolore post-operatorio più breve e meglio controllato, minore rischio di complicanze di parete e di infezioni, oltre a un esito estetico più favorevole. Padova si conferma anche quest’anno primo centro italiano per numero di trapianti di fegato e per la presa in carico delle persone affette da tumore epatico. (s.b.)

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