Trasporti in Veneto, facciamo il punto con l’assessore
Diego Ruzza
Filippo Giacinti traccia
la rotta del bilancio
della Regione: “Non ci saranno nuove tasse”
La grande attesa del bilancio regionale
Dopo le elezioni dello scorso novembre la Regione Veneto non può ancora dirsi entrata nel vivo. Certo sono state composte le commissioni e l’ufficio di presidenza, i gruppi si sono insediati, qualche seduta del Consiglio è stata celebrata, ma l’impressione è che ancora tutto marci a scartamento ridotto. Le Olimpiadi a Cortina, ovviamente, costituiscono un momento di grande visibilità e, infatti, in queste settimane le dichiarazioni, i proclami, gli impegni per il prossimo futuro non sono mancati.
L’impressione, però, è che ci sia una condizione di profonda sospensione e, con tutta evidenza, questa è legata all’approvazione del bilancio regionale.
Con le elezioni a novembre, infatti, la precedente Giunta Regionale non ha fatto in tempo a programmare le spese per il 2026 e, infatti, si sta procedendo in modo provvisorio.
Il bilancio, oltre a essere fondamentale per mettere benzina nel motore della Regione, sarà anche il primo bando di prova per il Presidente Alberto Stefani.
Il libro di Dianese: “Felice Maniero ormai è incapace di intendere volere”
LA POVERTA’ INVISIBILE E SILENZIOSA PESA SU MIGLIAIA DI FAMIGLIE
SULLE PERSONE SOLE
Nel Noalese la povertà è condizione strutturale, si punta su progettualità diversificate. A Martellago in difficoltà mamme single e famiglie con anziani
Sanità veneziana, bilancio di fine mandato del direttore generale Edgardo Contato”
NOALE, CRESCE LA RETE CONTRO I FURTI IN CASA
Con quasi 100 nuove adesioni nelle frazioni e 65 nel capoluogo, i gruppi CDV dimostrano l’impegno dei cittadini nel prevenire i furti
L’assessore regionale fa il punto e osserva: “Siamo entrati nella fase operativa, attenzione anche al commercio”
a
19 segue a pag. 19
Veneto2
Oltre le sbarre del silenzio
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
C’è un silenzio, tra le mura di via Due Palazzi a Padova, che pesa più di possenti cancelli e sbarre. È il silenzio di chi ha smesso di sperare, di chi ha visto nel soffitto della propria cella l’unico orizzonte possibile. Proprio nel carcere padovano si sono consumati due suicidi in sole 36 ore, un terzo a Venezia, lo scorso 15 febbraio. Già otto dall’inizio di quest’anno in tutta Italia, ma è qui, nel cuore del nostro Veneto, che la ferita brucia di più.
Veneto2 4
al
Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 4
Servizio
pag.
Sintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
Cambia la raccolta rifiuti nel Miranese
Cambia il sistema di raccolta rifiuti in parte del Miranese. A partire da marzo inizia un nuovo servizio di raccolta rifiuti che interesserà i comuni di Campagna Lupia, Campolongo Maggiore, Camponogara, Dolo, Fiesso d’Artico, Fossò, Mira, Pianiga, Salzano, Stra e Vigonovo. La raccolta sarà effettuata dai mezzi di Veritas in un unico grande bidone che conterrà assieme vetro, plastica e lattine, come succede già in quasi tutta la provincia di Venezia. A dividere il tutto per il successivo riciclaggio ci penseranno poi direttamente gli impianti di Fusina. La raccolta si effettuerà ogni due settimane, al mattino, e il calendario della raccolta è già stato spedito da Veritas a tutti i residenti dei comuni coinvolti. Per l’utenza, una ulteriore novità dopo l’avvio dell’app Veritas RifiutiSmart, scaricabile gratuitamente dagli store online, che permette il conferimento anche a chi esce di casa dimenticandosi la chiavetta. L’app è già utilizzabile in sostituzione della chiavetta nei comuni dove sono presenti i cassonetti con la nuova calotta: Dolo, Martellago, Mirano, Noale, Santa Maria di Sala, Scorzè e Spinea. Inoltre, l’app apre anche i cassonetti destinati al conferimento di pannolini e pannoloni nei comuni dove la raccolta avviene con il metodo porta a porta o misto per un servizio riservato ai nuclei familiari autorizzati, dove siano presenti bambine o bambini di età inferiore a tre anni o persone che utilizzano presidi igienici assorbenti per l’incontinenza e può essere utilizzata per prenotare un intervento per la raccolta a domicilio del rifiuto secco residuo e di carta, cartone e cartoni per bevande per le utenze non domestiche. L’app è disponibile negli store sia per il sistema operativo Android che per iOS.
Massimo Tonizzo
Un unico grande bidone in undici comuni
Oltre le sbarre del silenzio
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
Padova è sempre stata un’eccellenza anche nei percorsi di recupero per i detenuti. Le esperienze al Due Palazzi hanno fatto scuola e vengono citate nei convegni internazionali come l’esempio di un carcere che non si limita a “stoccare” condannati, ma che trasforma nuove vite. Eppure, oggi, quel modello scricchiola sotto il peso di un sovraffollamento che tocca il 155% e di scelte che sembrano voler smantellare anni di faticosa ricostruzione umana. Uno dei drammi più recenti ha coinvolto un uomo di settant’anni, recluso in Alta Sicurezza. Non era un numero, era una persona inserita da anni in attività lavorative che avevano riempito le sue giornate e cambiato il suo orizzonte. La sua colpa? L’angoscia di un trasferimento improvviso, annunciato senza spiegazioni, che avrebbe cancellato con un colpo di spugna legami, impegni quotidiani e una prospettiva di “vita dignitosa” costruita con fatica. Quando lo Stato decide di spostare detenuti ormai stabilizzati, interrompendo percorsi di studio universitari o laboratori professionali, non sta applicando la legge: sta compiendo quella che molti definiscono una “regressione trattamentale”. A La Giudecca di Venezia, a metà di questo mese, si è tolta la vita una giovane donna, italiana, di 32 anni. Se togliamo la prospettiva del domani a chi sta cercando di espiare le proprie colpe, non resta che il vuoto. E il vuoto, in carcere, uccide. Realtà del volontariato sociale, impegnate in carcere quotidianamente, non stanno semplicemente aiutando i detenuti a “far passare il tempo”. Stanno investendo, oltre che sul recupero di centinaia di persone, sulla sicurezza di noi tutti. I dati parlano chiaro: dove c’è lavoro e formazione, la recidiva crolla sotto il 10%. Dove c’è solo ozio e sovraffollamento, si creano nuovi criminali o, peggio, si alimentano i cimiteri. È necessario che la politica locale e nazionale metta queste realtà nelle condizioni di lavorare al meglio. Dare dignità ai detenuti significa anche non spezzare i legami affettivi. Il lavoro in carcere non è un privilegio, è la spina dorsale della rieducazione, per questo il terzo settore va sostenuto, anche con più psicologi e mediatori, per potenziale l’ascolto. Non possiamo voltarci dall’altra parte. Dobbiamo pretendere un carcere che funzioni come un’officina di nuove vite, non come un vicolo cieco.
Sintoniz zati sul
eneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare he la radio con una qualità audio per fetta
in tutto il Veneto in
SCARICA L’APP
ASCOLTACI
Ascoltaci
del Miranese Nord
Assemblea.
Coinvolte in risposta al problema furti nei quartieri e aree residenziali
Controllo di vicinato in crescita, superate le 850 famiglie iscritte
Ifurti in appartamento continuano a rappresentare una criticità concreta per la città di Noale e per le sue frazioni. Un fenomeno che genera preoccupazione diffusa, ma che sta trovando una risposta sempre più strutturata da parte dei cittadini. I dati aggiornati del Controllo del Vicinato di Noale parlano chiaro: cresce in modo significativo il numero di persone che scelgono di aderire ai gruppi CDV, rafforzando una rete di presidio civico capillare su tutto il territorio comunale. Attualmente i gruppi attivi sono sei – Briana, Cappelletta, Moniego, Nord-Est, Nord-Ovest e Sud-Ovest – e coinvolgono complessivamente circa 850 iscritti. Di questi, circa 490 risiedono nelle frazioni e circa 360 nel capoluogo. Un dato che assume un valore ancora più rilevante se si considera che, nella maggior parte dei casi, l’iscrizione avviene tramite un solo componente per nucleo
familiare: i numeri del CDV rappresentano quindi famiglie intere, con un impatto reale molto più ampio in termini di attenzione diffusa e controllo informale del territorio. La crescita registrata da settembre a oggi è stata consistente in tutte le zone di Noale. Nelle frazioni si contano quasi 100 nuove adesioni, mentre nel capoluogo l’aumento è di circa 65 iscritti. Un segnale che conferma, da un lato, una situazione di sofferenza comune rispetto ai furti e, dall’altro, la volontà dei cittadini di non rassegnarsi, scegliendo la strada della collaborazione e della responsabilità condivisa. In primavera è prevista una nuova assemblea pubblica del Controllo del Vicinato di Noale, aperta a tutta la cittadinanza. Sarà un momento di confronto per fare il punto sul progetto, condividere indicazioni operative e rafforzare ulteriormente il coordinamento tra i gruppi. Il CDV
ribadisce alcune regole di comportamento fondamentali: non ingaggiare mai direttamente il ladro; in presenza di situazioni sospette aumentare il senso di esposizione accendendo luci o facendo rumore; avvisare tempestivamente i Carabinieri fornendo tutti i dettagli utili; informare i vicini tramite le chat CDV nel rispetto delle regole di segnalazione; evitare siepi troppo alte e non lasciare attrezzi incustoditi in giardino o in spazi accessibili. Resta centrale la collaborazione con le istituzioni. Il Controllo del Vicinato conferma la piena fiducia nel lavoro del Comune di Noale, dei Carabinieri e della Polizia Locale dei Comuni del Miranese, nel rispetto dei ruoli e nella consapevolezza che la sicurezza nasce dalla segnalazione corretta e tempestiva, non dall’intervento diretto dei cittadini.
“L’aumento degli iscritti, che di
Trasporto scolastico, più sicurezza e inclusione
L’Amministrazione comunale di Noale compie un passo deciso verso il rafforzamento dei servizi scolastici, puntando su sicurezza, inclusione e qualità. È stato approvato l’atto di indirizzo per l’affidamento del servizio di trasporto scolastico per il triennio 2026/27 – 2028/29, che introduce importanti novità pensate per rispondere in modo concreto alle esigenze delle famiglie e degli alunni. Tra gli elementi più qualificanti della nuova impostazione spiccano due scelte strategiche: la presenza di accompagnatori a bordo degli scuolabus e l’estensione del servizio anche agli alunni della scuola primaria. Un ampliamento significativo della platea dei beneficiari, che rafforza il ruolo del trasporto scolastico come servizio di supporto alla quotidianità delle famiglie
fatto rappresentano famiglie intere, dimostra che i cittadini non intendono rassegnarsi – dichiara Riccardo Zuccherato, referente del neo comitato dei gruppi CDV –. Il Controllo del Vicinato non sostituisce le forze dell’ordine, ma rafforza la prevenzione attraverso attenzione, responsabilità e colla-
borazione”. Per aderire al Controllo del Vicinato di Noale, il link di iscrizione è disponibile nella homepage del sito della Città di Noale e nella pagina Facebook CDV Noale. Una scelta concreta per costruire una comunità più attenta, informata e responsabile.
Riccardo Musacco
e come strumento di equità e inclusione. Il servizio garantirà il trasporto quotidiano casa–scuola–casa degli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado, dal lunedì al venerdì secondo il calendario scolastico. L’organizzazione prevede l’utilizzo di quattro scuolabus, tutti immatricolati almeno in classe ambientale Euro 6, confermando l’attenzione dell’Amministrazione anche agli aspetti ambientali e alla sostenibilità. Elemento centrale del nuovo modello è la presenza degli accompagnatori, figure dedicate alla vigilanza e all’assistenza dei minori durante il tragitto. Gli accompagnatori svolgeranno un ruolo fondamentale nelle fasi di salita e discesa dal mezzo e in caso di necessità, contribuendo a creare un ambiente più sereno, controllato e sicuro a bordo degli scuolabus. “Con questo atto – dichiara il sindaco Stefano Sorino – compiamo una scelta chiara: investire sulla sicurezza dei nostri bambini e sul sostegno alle famiglie. L’introduzione degli accompagnatori e l’estensione del servizio alla scuola primaria rappresentano un passo avanti concreto nella qualità dei servizi scolastici”. Con questa delibera, l’Amministrazione comunale di Noale conferma la volontà di andare oltre il minimo indispensabile, promuovendo un trasporto scolastico moderno, sicuro, inclusivo e realmente a misura di bambino. (r.m.)
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
in condizione strutturale di fasce della popolazione
Le principali richieste di aiuto hanno riguardato il pagamento delle utenze domestiche
I l territorio noalese vive una situazione allarmante dal punto di vista sociale e di aumento della povertà. A tracciare il quadro della situazione è l’assessore ai servizi sociali comunale Lorenza Barina. “Nel corso dell’anno 2025 - dice Barina - il Comune di Noale ha confermato un impegno significativo a favore del sostegno economico e sociale delle persone e delle famiglie in situazione di fragilità. I dati raccolti delineano un quadro di difficoltà economica diffusa, con bisogni concentrati in particolare sul costo della vita e sull’emergenza abitativa. Complessivamente sono stati erogati contributi economici per un importo pari a 122.500 euro, a beneficio di 76 nuclei familiari, in aumento rispetto all’anno precedente”. L’assessora va nel dettaglio. “Nel dettaglio - dice- i nuclei beneficiari risultano così suddivisi: 4 famiglie con minori; 27 nuclei
di cittadini stranieri (ai fini statistici Istat, le famiglie di cittadini stranieri con figli minori rientrano in questa categoria; i nuclei effettivamente in carico sono 24); 33 adulti fragili, di cui 28 nuclei composti da persone sole; 12 nuclei di anziani”. Le principali richieste di aiuto hanno riguardato il pagamento delle utenze domestiche (in particolare gas nel periodo invernale ed energia elettrica in quello estivo), il sostegno ai canoni di locazione e ai depositi cauzionali per nuovi alloggi, l’integrazione al minimo vitale, nonché il supporto alle spese mediche e scolastiche. Si fanno poi delle analisi. L’aumento della spesa sostenuta dal Comune è riconducibile, in larga parte, alla progressiva riduzione dei contributi straordinari statali che avevano caratterizzato gli anni dell’emergenza Covid e del periodo immediatamente successivo, nonché all’e-
mergere di nuove forme di povertà. Situazioni di fragilità che in passato trovavano risposta anche attraverso fondi nazionali, gravano oggi in misura maggiore direttamente sul bilancio comunale, rendendo necessario un intervento più autonomo dell’ente. La composizione dei beneficiari e cioè famiglie, adulti soli e anziani conferma come il disagio economico attraversi diverse fasce della popolazione e non sia circoscritto a un’unica categoria sociale. “I dati del 2025conclude Barina - restituiscono con chiarezza un quadro in cui la fragilità economica non è più un’emergenza temporanea, ma una condizione strutturale che coinvolge trasversalmente famiglie con minori, persone sole e anziani. Il Comune di Noale è chiamato ad affronta-
Oltre ai contributi, si punta su progettualità diversificate
Accanto all’erogazione dei contributi economici, il Comune di Noale è impegnato nello sviluppo di progettualità orientate a favorire l’autonomia delle persone, attraverso percorsi educativi, sociali e di inclusione, e nella valorizzazione delle reti associative del territorio. In particolare, si segnala la collaborazione con il Centro di Ascolto e la Croce Rossa, per il sostegno alimentare ai nuclei familiari, e con il Centro Aiuto alla Vita, per l’aiuto economico e la fornitura di beni per la prima infanzia a favore delle ma-
dri in difficoltà. Gli interventi attivati non si configurano come meri accompagnamenti assistenziali, ma come azioni integrate volte a contrastare le cause della fragilità.
Alcuni nuclei hanno partecipato a bandi regionali attivati con Ats quali Famiglie Fragili (rivolto, tra l’altro, a famiglie numerose, monoparentali o con orfani) e Fattore Famiglia (a sostegno della frequenza dei servizi per la prima infanzia), oppure sono stati coinvolti in progettualità più complesse, come il progetto Semi, finalizzato alla
re bisogni sempre più articolati in una fase segnata dalla contrazione delle risorse statali e da un costo della vita in costante crescita. Per questo il nostro intervento va oltre il sostegno economico immediato: investiamo in percorsi di accompagnamento e autonomia, rafforzando il lavoro di rete con il tessuto associativo locale e sviluppando progettualità inclusive capaci di generare risposte concrete, sostenibili e durature nel tempo”. Alessandro Abbadir
prevenzione della povertà e dell’esclusione sociale delle famiglie vulnerabili. Alcune progettualità sono state finanziate attraverso il Progetto Ria - Progetto di Inclusione Attiva - che integra il sostegno all’abitare, alla povertà educativa e a percorsi di autonomia e inclusione. I dati complessivi confermano come il tema della povertà rappresenti una sfida strutturale, che richiede risorse, scelte sempre più complesse e un impegno costante da parte del Comune, in collaborazione con il territorio. (a.a)
CREAZIONI ABITI SARTORIALI DA DONNA
La sartoria Anadetta propone la possibilità di creare un guardaroba sartoriale che possono essere combinati tra loro per creare una serie di vestiti adatti a diverse occasioni. Questi capi, scelti con cura per la loro qualità e adattabilità, costituiscono la base di un guardaroba funzionale e al tempo stesso elegante. È possibile realizzare abiti da sposa su misura per soddisfare qualsiasi esigenza o necessità. Nadia ti affiancherà e consigliera per trovare l’abito da matrimonio giusto per te che più ti valorizza e rappresenta. E an-
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
che possibile realizzare capi per la prima comunione, cresima, per le damigelle e testimoni o per una bella serata. Inoltre in sartoria potete trovare tessuti italiani di alta qualità o essere accompagnati nella scelta dei tessuti. E se avete un capo che ci tenete tanto, ma non vi va piu bene, potete portarlo in sartoria per farlo modificare e dargli una seconda vita. Potete ordinare maglieria da donna: maglioni, maglie, cardigan, abiti personalizzati su misura, con la scelta di filati natu-
SARTORIA ANADETTA a Spinea in via Roma 329
Per info e appuntamento chiama: 3517095797
Un anno fa avevamo dedicato il nostro “Dentro la notizia” al fenomeno della povertà. Torniamo ad occuparci di questo tema cercando di capire cosa è cambiato in questi mesi sul territorio
Focus povertà/2. Il sindaco Andrea Saccarola traccia un pesante bilancio
A Martellago sempre più single e famiglie con anziani sono in difficoltà
“Nel nostro Comune, operiamo costantemente per contrastare la povertà attraverso azioni concrete come il controllo efficace e strutturato che i nostri uffici svolgono su diversi livelli con tavoli tecnici: Servizi-Scuola per individuare i casi a rischio e operare una rete di intervento mirato; la collaborazione con le forze dell’ordine del nostro territorio; l’accesso diretto delle persone
corso di digitalizzazione, il corso economico finanziario tutti interamente gratuiti, pensati per rafforzare l’integrazione e fornire strumenti per accedere a opportunità lavorative”. “A queste, si associano - aggiunge l’assessore Bernardointerventi diretti come erogazioni economiche attraverso il collaudato bando centri estivi, mirato a sostenere le famiglie nell’accesso dei propri figli ai centri del terri-
compartecipazione alle rette delle strutture residenziali per non autosufficienti, attualmente gravanti integralmente sugli enti locali. È una condizione che a lungo andare comporterà un serio problema di sostenibilità finanziaria per il Comune”. E’ per questo che in diversi territori anche del Miranese, sottolinea il sindaco, “si è acceso un dibattito sul tema per coinvolgere enti sovralocali, che, senza
ai servizi”. Adirlo sono il sindaco Andrea Saccarola insieme all’assessore ai servizi sociali Silvia Bernardo. “Investiamo - dice Saccarola - molte energie nelle campagne di informazione per aiutare le famiglie a conoscere i benefici di supporto economico e sociale previsti. Come amministrazione, sosteniamo con risorse proprie, tanti progetti che puntano a rafforzare le politiche di famiglia e a contrastare la povertà attraverso unaazioni mirate come il corso di italiano per donne straniere, il
torio tutto per consentire la conciliazione tempi lavoro, il servizio di prepost scuola e da ultimo il bando tutt’ora aperto per accedere a contributi economici per l’utilizzo del trasporto scolastico riservato agli studenti delle superiori”. “Nell’ultimo anno registriamo un aumento di interventi economici a sostegno di nuclei mamma - bambini, in comunità di accoglienza - sottolinea Bernardo - per far fronte a condizioni di disagio socioeconomico. Dobbiamo però anche annunciare un innalzamento di costi per la
trascurare la sostenibilità alla non autosufficienza, possa sostenere i Comuni a far fronte a questi costi”. “Siamo convinti - conclude il sindaco Andrea Saccarola - che migliorare il controllo dei casi di povertà nel nostro territorio attraverso una combinazione di differenti interventi, non solo aiuta a migliorare le condizioni di vita dei nostri cittadini ma permette anche di gettare le basi per affrontare tutte le sfide future che si presenteranno”.
Alessandro Abbadir
Dal welfare di comunità agli assistenti di quartiere alla casa, Stefani: “Nessuno deve essere lasciato indietro”
Nel Veneto del 2026 “nessuno deve essere lasciato indietro”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Alberto Stefani durante la visita alla redazione de “La Piazza” e ai microfoni di Veneto24. Non è solo uno slogan, ha precisato, ma il perno di una strategia che lega la lotta alla povertà a un nuovo patto di solidarietà generazionale, capace di unire giovani, famiglie e anziani in una rete di responsabilità condivisa. Le linee programmatiche della giunta regionale delineano almeno nelle intenzioni un welfare più
vicino alle persone e ai territori.
Uno degli interventi annunciati da Stefani è l’introduzione degli “assistenti di quartiere”, operatori sociali che agiranno a livello locale con accessi programmati e ripetuti, soprattutto a favore di anziani fragili e parzialmente non autosufficienti. Stefani ha ribadito la necessità di un “welfare di comunità” che non sia assistenzialismo puro, ma una rete di supporto che includa il Terzo Settore per intercettare le “nuove povertà” (spesso invisibili) generate dall’inflazione e dal disagio psicologico
post-crisi.
Centrale è anche il tema dell’accesso alla casa, con programmi di edilizia sociale e iniziative per calmierare gli affitti, rivolte in particolare a chi oggi restano esclusi dal mercato immobiliare tradizionale. Con “generazione casa” Stefani ha lanciato un piano per abitazioni a prezzi sostenibili rivolto a categorie sociali in difficoltà economica (giovani lavoratori, coppie, caregiver, famiglie monoreddito, anziani soli) che faticano a ottenere un mutuo o a sostenere affitti sul mercato privato.
Fra gli strumenti messi in campo: corsi di italiano per donne straniere e di digitalizzazione
Sintoniz zati sul
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta.
in tutto il Veneto
Sintoniz zati
Dipendenti comunali: uno su tre subisce molestie
Qualche settimana fa un sondaggio - ovviamente anonimo che fa già discutere per i risultati inaspettati e francamente eclatanti. Si tratta del sondaggio sul benessere organizzativo eseguito tra i dipendenti del Comune di Noale, dal quale è risultato che circa il 40% delle risposte dimostrerebbe come sul luogo di lavoro ci siano stati atteggiamenti o situazioni di molestie. Il questionario era stato proposto dal Cug, Comitato unico di garanzia, organismo che tutela le pari opportunità e benessere organizzativo, obbligatorio nelle pubbliche amministrazioni, e distribuito nel giugno del 2024 a tutti gli allora dipendenti comunali, che erano 55. Le risposte sono state 38: una percentuale sensibilmente alta, dovuta probabilmente anche al fatto che il questionario è stato sottoposto online e in forma totalmente anonima, fatto che ha portato gli stessi dipendenti ad esprimersi probabilmente in maniera più sincera. La domanda più controversa, quella sulle molestie che ha avuto ben quindici risposte positive, era così posta: “Ritieni che nell’Ente ci siano atteggiamenti o situazioni di molestie (battute, espressioni verbali inopportune…) legate al genere, età o altro?”, non entrando pertanto nel merito di eventuali presenze di denunce o molestie effettivamente subite, ma ovviamente questo è bastato a creare polemiche. Ora, l’amministrazione attiverà un percorso di formazione sul benessere relazionale sul lavoro, dando indicazione al Cug di affrontare le criticità emerse attraverso strumenti di prevenzione e miglioramento del contesto lavorativo che sarà tenuto da una professionista delle relazioni sul lavoro. “È necessario - spiega Annamaria Tosatto, del gruppo di minoranza Impegno Comunecapire quali misure immediate di prevenzione e tutela siano già state attivate e quale ruolo concreto stia svolgendo il Cug. Quindici segnalazioni non sono solo un dettaglio statistico, sono un segnale serio che riguarda la qualità dell’ambiente di lavoro all’interno del Comune e la responsabilità politica dell’amministrazione”. “Un campanello d’allarme che non deve essere sottovalutato - aggiunge Chiara Cavatorti della Cgil Fp - Si tratta di un dato grave, che non può essere ridimensionato
né liquidato come una semplice percezione soggettiva ma rappresenta un ulteriore elemento che conferma quanto da tempo raccogliamo come organizzazione sindacale: un contesto lavorativo segnato da criticità organizzative, scarsa fiducia interna e dalla percezione diffusa di trattamenti non sempre improntati a imparzialità ed equità. La situazione di carenza di personale nei comuni può portare a un clima generale di stress lavorativo, che contribuirebbe a creare episodi spiacevoli, voci alzate senza motivo, comportamenti inopportuni”.
Massimo Tonizzo
Massimo D’Onofrio racconta il borgo in diciotto tappe
Sintoniz zati sul
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Ascoltaci in tutto il Veneto in
Nuova “voce” (letteralmente parlando) per chi vuole visitare la città di Noale. Con la sua prima ristampa, la guida turistica “Noale, un borgo dal cuore antico”, edita dalla Pro Loco, si arricchisce oltre alla mappa interattiva di una voce narrante che accompagna il turista in ben diciotto tappe alla scoperta della città. È la novità che accompagna la prima ristampa, e che vede come voce ospite (anche in questo caso letteralmente, visto che ha prestato il suo timbro vocale gratuitamente alla città), Massimo D’Onofrio, attore e doppiatore, che da qualche mese ha spostato la sua residenza proprio a Noale. D’Onofrio, uomo dalle molte esperienze teatrali, cinematografiche, radiofoniche e di speakeraggio, ha lavorato tra l’altro per il Teatro Stabile di Venezia, e The Young Pope di Paolo Sorrentino. Nell’aprile 2008 è stato premiato come miglior interprete maschile nell’ambito della rassegna teatrale del Centro Culturale Kolbe di Mestre e con la sua casa di produzione “MaxAudiolibri”, è attivo nel campo delle letture ad alta voce, dell’insegnamento della dizione e delle tecniche dell’uso della voce, dell’allestimento di spettacoli teatrali. Il suo lavoro per la nuova mappa di Noale - consultabile tramite un semplice qr code - vede un percorso di visita a Noale con partenza dalla Rocca e arrivo all’oasi di via Ongari, schede di presentazione dei noalesi più illustri, Pietro Fortunato Calvi e Egisto Lancerotto, e su Noale città dei motori e dei laterizi. Uno spazio particolare viene riservato alla storia amorosa di “Giovanni e Fiore”, antecedente quella di Romeo e Giulietta, scoperta nei documenti d’archivio dallo storico Raffaele Roncato. “Abbiamo pensato che fosse bello farsi accompagnare da un narratore ascoltando storia, aneddoti e curiosità dal proprio smartphone, semplicemente inquadrando i qr code delle diverse tappe” - ha spiegato nel merito il presidente della Pro Loco Enrico Scotton - “Rientra nelle finalità della Pro loco promuovere la conoscenza della storia di Noale. Per questo oltre alla nuova guida, stiamo da qualche mesi provvedendo a formare alcuni volontari perché in occasione dei nostri eventi possano dare ai visitatori informazioni utili e curiose. Speriamo che possa essere l’occasione per suscitare interesse storico anche tra i nostri concittadini, magari quelli da poco residenti. Conoscere la storia è il primo atto d’amore verso la propria città”. La guida sarà disponibile nella sede della Pro Loco per i soci e per chiunque ne faccia richiesta. (m.t.)
Sintoniz zati
Nasce una Commissione per il futuro delle aree dismesse dell’ex ospedale
I
l Consiglio comunale di Noale ha approvato all’unanimità l’istituzione di una Commissione consiliare straordinaria dedicata all’esame della destinazione e della valorizzazione delle aree dismesse dell’ex ospedale “P.F. Calvi”, complesso situato in una posizione strategica nel cuore della città. Una decisione di rilievo, che segna l’avvio di un percorso strutturato e condiviso su uno dei temi urbanistici più delicati e sentiti dalla comunità. L’istituzione della Commissione rientra nel Documento Unico di Programmazione 2026-2028 e nasce dalla volontà dell’Amministrazione di affrontare il futuro dell’area con un metodo improntato alla massima trasparenza e al coinvolgimento istituzionale. Si tratta di un patrimonio che, prima ancora di essere di proprietà dell’Azienda sanitaria, apparte-
neva ai cittadini noalesi e che oggi richiede una riflessione attenta, capace di coniugare interesse pubblico, qualità urbana e sostenibilità. La Commissione avrà il compito di analizzare le possibili ipotesi di riqualificazione e valorizzazione delle aree dismesse, valutando proposte e scenari nel rispetto dell’interesse generale. I lavori dovranno garantire la massima pubblicità e chiarezza, con l’obiettivo di restituire alla città una visione condivisa sul futuro dell’ex ospedale. Il mandato della Commissione si concluderà con la presentazione di una proposta di destinazione delle aree oppure, in ogni caso, alla scadenza del Consiglio comunale. La composizione della Commissione rispecchia il criterio proporzionale tra maggioranza e minoranza, a garanzia di un confronto ampio e pluralista. I cinque membri de-
signati dai gruppi consiliari sono, per la maggioranza, Beatrice Furlan (Sorino per Noale), Katia Valotto (Fratelli d’Italia) e Nicolò Baldan (Lega); per la minoranza, Annamaria Tosatto (Impegno Comune) e Luana Milan (Officina Noale). La deliberazione è stata
dichiarata immediatamente eseguibile, con voto favorevole unanime del Consiglio comunale, a conferma della volontà condivisa di avviare senza ritardi il lavoro della Commissione. Con questa scelta, il Comune di Noale ribadisce l’impegno a gestire in modo
Nuove alberature, rigenerazione ambientale ed educazione all’aperto
L’Amministrazione comunale di Noale prosegue con determinazione il proprio impegno per la tutela e la valorizzazione del patrimonio arboreo e del verde pubblico, confermando l’attenzione strategica riservata ai temi ambientali, alla sostenibilità e alla qualità della vita urbana. A seguito della conclusione del censimento dell’intero patrimonio arboreo comunale e nell’ambito del progetto “Noale Verde Comune”, che nel corso del 2025 ha promosso incontri partecipativi dedicati alla gestione del verde pubblico, l’Amministrazione avvierà un importante intervento di piantumazione. Tra metà febbraio e metà marzo saranno messe a dimora 120 nuove piante lungo alcuni viali alberati e nei parchi del capoluogo e del-
le frazioni. L’intervento sarà realizzato da una ditta specializzata e prevede l’utilizzo esclusivo di essenze autoctone, tra cui aceri campestri, carpini betulus, aceri platanoidi, pyrus calleryana e tigli, selezionate per garantire resilienza ambientale e una migliore integrazione con il contesto urbano. Particolare attenzione è stata riservata anche alla fase di attecchimento: il contratto include irrigazioni programmate, fondamentali per assicurare una crescita sana e duratura delle nuove alberature. “La cura del verde non è solo una questione estetica, ma una scelta ambientale e culturale – dichiara l’assessore all’Ambiente Francesco Caravello –. Con questi interventi vogliamo rendere Noale una città sempre più sostenibile, attenta
alla biodiversità e al benessere dei cittadini”. Accanto alla piantumazione, l’Amministrazione ha collaborato con Legambiente Miranese per il progetto “Un’aula nel verde – un parco che spiega”, finanziato dal bando 2025 della Fondazione Riviera del Brenta Miranese. Il progetto sarà realizzato nel Giardino Anna Frank e prevede la messa a dimora di 150 nuove alberature autoctone, la creazione di un’aula didattica all’aperto per circa 25 persone e attività educative rivolte a scuole e cittadini, con un coinvolgimento stimato di 200 persone all’anno. “Investire nel verde significa investire nel futuro della nostra città – conclude Caravello –. Questi progetti dimostrano il valore della collaborazione tra istituzioni, associazioni e comunità”. (r.m.)
responsabile e partecipato il proprio patrimonio urbano, promuovendo un percorso di valorizzazione delle aree dismesse che sappia rispondere alle esigenze della comunità e contribuire allo sviluppo equilibrato della città. Riccardo Musacco
L’aula. Inaugurata l’aula punto di riferimento per i giovani
Una nuova casa per lo studio
Apoche settimane dall’inaugurazione, la nuova aula studio di Martellago è già diventata un punto di riferimento per studenti e giovani del territorio. Uno spazio moderno, ampio e accogliente, nato all’interno del percorso di rilancio del Nuovo Centro Civico nel capoluogo e frutto di una collaborazione concreta tra amministrazione, associazioni e realtà del territorio. Un progetto che guarda al futuro, ma che parte da un impegno preciso preso al momento dell’acquisto dell’immobile: garantire luoghi pubblici vivi, accessibili e dedicati alla comunità. L’aula studio rientra infatti negli accordi siglati allora: due spazi destinati alla cittadinanza, uno temporaneamente dedicato agli anziani in Corte Santo Stefano e uno, a tempo indeterminato, pensato proprio per lo studio. Un segnale chiaro di attenzione verso i giovani, sostenuto anche dal contributo determinante di CentroMarca Banca, che ha scelto di concedere la sala a titolo gratuito. L’amministrazione si farà carico delle utenze, ma senza costi di affitto: una scelta che testimonia una fiducia concreta nei progetti rivolti alle nuove generazioni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. La sala, ampia e luminosa, ha accolto i primi studenti già dal giorno successivo all’inaugura-
zione. Aperta sette giorni su sette, offre un ambiente pubblico rinnovato, ben lontano dai locali del passato, ormai datati e poco funzionali. La gestione è affidata all’associazione Freccia Azzurra, che garantisce una presenza costante: non un controllo, ma un punto di riferimento per chi frequenta lo spazio. Parallelamente prosegue il restauro del Centro Civico di Martellago, il cui cantiere è partito da circa venti giorni. Le tempistiche previste oscillano tra i quattro e i sei mesi, con l’obiettivo di inaugurare entro settembre. La banca ha già annunciato anche una simbolica posa della prima pietra, ulteriore
Trasporto scolastico, fondi disponibili ma poche domande
segnale dell’importanza attribuita all’iniziativa. Il nuovo centro civico sarà un luogo polifunzionale: al primo piano un’ampia sala per corsi, presentazioni e incontri pubblici; al piano terra uno spazio giovani con emeroteca, aree lettura e ambienti aperti a tutta la cittadinanza. Un tassello fondamentale per il capoluogo, che finora era sprovvisto di una struttura simile, a differenza delle frazioni. “Ragazzi, ora tocca a voi”, ha dichiarato il sindaco Andrea Saccarola durante l’inaugurazione. Un invito a vivere questo luogo come spazio di crescita, confronto e condivisione.
Riccardo Musacco
4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Il Comune mette sul tavolo 20 mila euro per sostenere le famiglie con figli che frequentano le scuole superiori del Veneziano, aiutandole a coprire le spese del trasporto scolastico. Un’iniziativa concreta, pensata per alleggerire i costi che ogni anno pesano sui bilanci familiari. Eppure, a distanza di diverse settimane dall’apertura del bando, le domande arrivate sono appena 28, a fronte di contributi disponibili per 133 studenti e studentesse. Un dato che sorprende e che ha spinto l’amministrazione comunale a rilanciare l’appello. “Voglio richiamare l’attenzione su un’importante opportunità di sostegno economico per le famiglie residenti nel Comune – spiega il sindaco Andrea Saccarola –. È attivo l’avviso pubblico per la raccolta delle domande per i contributi destinati all’utilizzo del trasporto scolastico degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado per l’anno scolastico 2025/2026. Finora sono pervenute solo 28 richieste, un numero decisamente basso rispetto al potenziale degli studenti che ogni giorno utilizzano i mezzi pubblici per recarsi a scuola”. Il contributo previsto può arrivare fino a 150 euro per ciascun studente, una cifra che, pur non coprendo l’intera spesa annuale, rappresenta un aiuto concreto soprattutto per le famiglie con più figli o con redditi medio-bassi. Il requisito economico è infatti un ISEE non superiore ai 20 mila euro, soglia che include una fascia ampia della popolazione. Il bando resterà aperto fino al 31 marzo 2026 alle ore 12, lasciando quindi tutto il tempo necessario per presentare la domanda. Proprio per questo l’invito dell’amministrazione è a non lasciarsi sfuggire l’occasione. “Ogni famiglia interessata approfitti di questa possibilità” conclude il sindaco. (r.m.)
Sintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
Al via il servizio “Alert Martellago”
L’invito rivolto alla cittadinanza è quello di scaricare l’app e attivare le notifiche, partecipando così in modo attivo alla costruzione di una comunità più informata, preparata e resiliente
Sintoniz zati sul
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta.
O riamo assunzione a tempo indeterminato full time o part time + incentivi
Cerchi un lavoro come dipendente?
Formazione dedicata e a ancamento continuo
I l Comune di Martellago punta sulla tecnologia per rafforzare il sistema di informazione e prevenzione a tutela della cittadinanza. Nelle scorse settimane l’Amministrazione ha promosso l’utilizzo dell’applicazione “Alert Martellago”, lo strumento ufficiale dedicato alle allerte di Protezione Civile e alle notizie di pubblica utilità. Si tratta di un canale diretto, pensato per garantire comunicazioni tempestive e certificate in caso di eventi meteorologici avversi, emergenze sul territorio, criticità idrogeologiche, problemi alla viabilità o altre situazioni che richiedano attenzione immediata. Attraverso notifiche push, l’app consente ai cittadini di ricevere aggiornamenti in tempo reale dalla Protezione Civile comunale e dagli enti competenti, riducendo il rischio di informazioni frammentarie o non verificate. L’aspetto che rende il progetto ancora più significativo è la sua genesi: l’applicazione è stata infatti sviluppata da un volontario del Gruppo Comunale di Protezione Civile di Martellago. Un esempio concreto di come competenze professionali, spirito di servizio e innovazione possano incontrarsi per offrire un servizio utile all’intera comunità. Il volontariato locale, ancora una volta, dimostra di essere una risorsa preziosa non solo sul campo, ma anche nella capacità di evol-
versi e adattarsi ai nuovi strumenti digitali. “Questo progetto nasce dall’idea di rendere la nostra comunità sempre più informata e pronta ad affrontare le situazioni di emergenza” – spiega il coordinatore del Gruppo di Protezione Civile, Cristiano Serena –. L’app è uno strumento fondamentale per garantire una comunicazione tempestiva e affidabile. Siamo felici che un membro del nostro gruppo abbia messo a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze per sviluppare un’app che possa essere utile a tutti i cittadini. Il nostro lavoro di volontariato si arricchisce di una nuova dimensione digitale, che ci aiuta a essere più vicini alla comunità, proprio nel momento del bisogno. Attraverso uno strumento semplice e immediato, accessibile da smartphone e tablet, l’Amministrazione comunale
intende migliorare la diffusione delle informazioni e favorire comportamenti corretti in situazioni di emergenza, aumentando il livello di sicurezza e consapevolezza della popolazione. “La tempestività dell’informazione è fondamentale” – sottolinea l’Amministrazione –. L’app rappresenta un canale diretto e affidabile per raggiungere rapidamente i cittadini, soprattutto nei momenti critici, contribuendo a una gestione più efficace delle emergenze. “Alert Martellago” permette inoltre di consultare bollettini e allerte di Protezione Civile, comunicazioni operative e avvisi alla popolazione, notizie e aggiornamenti sul territorio comunale, l’indicazione dei punti di ritrovo presenti nel Comune e le linee guida sui comportamenti da adottare in caso di emergenza.
Riccardo Musacco
Ambiente solido e percorso di crescita
Gennario Argirò entra nella Rete dei Consiglieri Locali dell’Unione Europea
Assumiamo Teleseller su Padova
Martellago entra a pieno titolo in un circuito europeo di confronto e partecipazione istituzionale. Il consigliere comunale Gennaro Argirò (UDC) è stato infatti ammesso nella Rete dei Consiglieri Locali dell’Unione Europea, l’iniziativa che riunisce amministratori locali e regionali con l’obiettivo di avvicinare concretamente le politiche dell’UE ai cittadini e ai territori. La Rete nasce per rendere il dialogo tra Unione Europea e comunità locali più diretto, trasparente e accessibile, valorizzando il ruolo degli amministratori come punti di riferimento sul territorio. I consiglieri aderenti sono chiamati a informare, coinvolgere e sensibilizzare i cittadini sulle politiche europee, ma anche a riportare alle
istituzioni comunitarie le istanze e le necessità che emergono a livello locale. “L’ingresso nella Rete dei Consiglieri Locali rappresenta un’opportunità preziosa per avvicinare l’Europa ai cittadini di Martellago”, commenta Argirò. “Intendo contribuire affinché le politiche europee siano comprese, discusse e valorizzate, portando nel contempo le esigenze del nostro territorio all’attenzione delle istituzioni dell’Unione”. Soddisfazione viene espressa anche dalla coordinatrice provinciale dell’UDC, Elena Zennaro, che ringrazia il sindaco Andrea Saccarola e sottolinea il valore strategico della nomina. “Martellago entra in un importante circuito europeo di amministratori, con ricadute positive per cittadi-
ni e imprese. L’Europa decide su temi che incidono direttamente sulla vita quotidiana: conoscerne le iniziative e coglierne le opportunità non deve essere un privilegio per pochi”. Zennaro richiama, a titolo di esempio, la Direttiva UE 2024/1226 e il suo recepimento nel decreto legislativo n. 211 del 2025, che ha modificato il quadro delle misure restrittive europee con effetti rilevanti per le aziende impegnate nell’import-export. “Sanzioni e obblighi spesso poco conosciuti possono mettere a rischio le imprese. In questo contesto, un consigliere locale inserito in una rete europea come Argirò può diventare una risorsa fondamentale per informare, orientare e prevenire criticità”. (r.m.)
L’investimento. L’annuncio dell’assessore comunale Alberto Munarin
Per la modernizzazione tecnologica arrivano 50 mila euro
S alzano guarda al futuro con un investimento concreto e strategico sull’innovazione tecnologica. Il Comune di Salzano è risultato assegnatario di oltre 50.000 euro di fondi Pnrr, nell’ambito della Missione 1, Componente 1 – “Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella Pubblica Amministrazione”. Le risorse ottenute consentiranno una modernizzazione delle dotazioni tecnologiche comunali, con particolare attenzione al rinnovo dell’hardware degli uffici, passaggio imprescindibile per migliorare le prestazioni complessive dei sistemi informatici e garantire il pieno rispetto dei requisiti previsti da AgID (Agenzia per l’Italia digitale) in materia di sicurezza, affidabilità e continuità operativa. “Questi fondi – spiega l’assessore all’Informatica Alberto Munarin (in foto) – ci permettono di intervenire in modo strutturale sulle infrastrutture tecnologiche del Comune, rinnovando le postazioni di lavoro e le attrezzature informatiche, così da migliorare le prestazioni dei sistemi e adeguarci pienamente agli standard AgID e agli obiettivi di trasformazione digitale della pubblica amministrazione”. Ma cosa sarà fatto? Nel dettaglio, gli interventi finanziati consentiranno di: rinnovare e potenziare l’hardware degli uffici comunali, con postazioni di lavoro più performanti, stabili e sicure; migliorare le prestazioni complessive dei sistemi, requisito fondamentale per l’utilizzo efficiente delle piattaforme digitali e dei servizi online; supportare il percorso di migrazione al cloud, previsto dalle linee guida nazionali, grazie a pc adeguati a gestire applicazioni e servizi cloud in modo fluido e affidabile. Ma anche: rafforzare la sicurezza informatica e la protezione dei dati, in linea con gli standard AgID; favorire lo sviluppo del lavoro agile, garantendo continuità operativa, accesso sicuro ai servizi e maggiore efficienza.
“Il rinnovamento dell’hardware – prosegue Munarin – non è solo un aggiornamento tecnologico, ma una condizione necessaria per affrontare il passaggio al cloud, rispettare i requisiti AgID e garantire servizi digitali affidabili, sicuri e di qualità a cittadini e imprese. Questo traguardo è stato possibile
raggiungerlo grazie agli uffici che si sono impegnati per partecipare al bando dimostrando attenzione ed efficienza per il nostro ente”.
Il Comune vuol confermare così il proprio impegno nella costruzione di una pubblica amministrazione “moderna, conforme agli standard nazionali, efficiente e orientata all’innovazione, continuando a investire nel miglioramento delle infrastrutture tecnologiche e dei servizi digitali, cogliendo le opportunità offerte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per lo sviluppo del territorio”.
Alessandro Abbadir
Sintoniz zati sul
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Ats, è confronto politico in Riviera e Miranese E‘ confronto politico in Riviera del Brenta e Miranese sulla questione degli Ats. Il consigliere regionale del Partito Democratico Jonathan Montanariello ha presentato infatti un’interrogazione in Consiglio regionale per fare chiarezza sullo stato di avanzamento e sui ritardi nell’attuazione degli Ambiti territoriali sociali (Ats). Il presidente della Conferenza dei sindaci dell’Usl 3, Andrea Martellato però la pensa diversamente assicura che entro aprile di quest’anno, come previsto, sarà tutto pronto. “Sulla riforma dei servizi sociali regna l’incertezza – afferma Montanariello in una nota. I territori di Chioggia e della Riviera del Brenta non possono restare sospesi in un limbo organizzativo mentre dovremmo essere vicini alla piena operatività della nuova governance. Nonostante il cronoprogramma prevedesse tappe precise per la messa a regime del sistema integrato, sul territorio permangono dubbi critici che rischiano di compromettere il percorso intrapreso”. Le difficoltà riguardano in particolare l’individuazione della forma associativa, la gestione economica e la governance complessiva degli Ats interessati. “La giunta regionale - conclude - deve intervenire per risolvere le problematiche applicative che mettono in dubbio la solidità della riforma”. Di diverso avviso Martellato, per il quale “l’analisi di Montanariello è ferma alla situazione precedente alle elezioni regionali dello scorso novembre”. “Le forme societarie sono già state individuatespiega: per Riviera del Brenta e Miranese si va verso un’Azienda speciale consortile, mentre per Chioggia verso un consorzio. Per quanto riguarda la governance, nomine e strutture saranno pronte entro poche settimane. Sono inoltre attivi otto tavoli di lavoro che stanno approfondendo i numerosi aspetti di questa importante riforma. La scadenza di aprile sarà rispettata”. (a.a.)
“Una variante per cementificare la frazione di Robegano”
“U n’altra variante per il centro storico di Robegano: è l’ennesimo intervento di pianificazione urbanistica che l’amministrazione del sindaco Luciano Betteto presenta in pochi mesi”. Ad andare all’attacco del Comune è il gruppo di opposizione Progetto Comune di opposizione con i consiglieri comunali Maria Grazia Vecchiato e Lino Manente. “E l’ennesimo pasticcio - spiegano - dopo il bando d’asta pubblica per l’alienazione dell’area dell’ex scuola media di Robegano e del campo da calcio di via Verdi nel maggio 2024, l’amministrazione ha capito che mancava qualcosa per questa operazione; così ha proceduto con una variante ad hoc, ma ora si è accorta che mancano altri particolari non previsti nel documento approvato. E allora ecco spuntare un’altra micro-variante urbanistica. Sì, perché la proposta è stata motivata con la necessità di ulteriori ‘precisazioni’ per il privato che interverrà sull’area dell’ex scuola media e dell’ex campo sportivo.
In quest’ultimo documento adottato in Consiglio dalla sola maggioranza, si parla di riqualificazione della piazza antistante la chiesa di Robegano, dello spostamento della viabilità di via Perosi”. Per Progetto
Frittura di calamari e gamberi
Comune “si procede, a spizzichi e chissà se sarà l’ultima variante; sembra che vi siano delle ‘intese’ con qualche privato e via via si aggiornano le condizioni per il futuro intervento. Bando d’Asta? Accordo pubblico-privato? Non si sa”. “Non conosciamo - rincarano la dose - un’amministrazione comunale che venda uno spazio tanto strategico, in pieno centro storico, quale l’area verde del campo sportivo di via Verdi e dell’ex scuola media, in buona sostanza per avere in cambio dei parcheggi.
La sistemazione della piazza? Vedremo in quali termini e cosa si intenda fare”. “Come opposizione abbiamo più volte discusso e sollecitato la maggioranza: si sarebbe potuto accedere ai finanziamenti Pnrr presentando un progetto di riqualificazione
Grigliata Mista
dell’area - concludono - evitando di costruire palazzine su quel campo sportivo che la comunità robeganese ha fortemente voluto come punto di aggregazione per i suoi giovani e per cui, a suo tempo, molti residenti hanno collaborato a titolo volontario e gratuito per la sua realizzazione. Si tratta, peraltro, di una decisione che i robeganesi non vedono di buon occhio. In piazza si continua a parlarne e molti non capiscono perché si voglia costruire ancora palazzine in centro, sull’unica area verde disponibile”. Il sindaco Luciano Betteto tira dritto. “Senza questa operazione - dice- non è possibile un riordino urbanistico che consentirà alla frazione di Robegano di avere finalmente una vera piazza”.
Alessandro Abbadir
Orti e giardini condivisi, al via l’assegnazione
Il Comune di Salzano ha pubblicato in queste settimane un bando per l’assegnazione di un appezzamento di terreno da destinare ad “Orti e giardini condivisi” nel capoluogo in via Marco Polo .Gli orti si troveranno in un’area di proprietà comunale di circa 5.375 metri quadrati e rappresentano uno spazio da dedicare alla coltivazione sostenibile, alla socialità e alla cura condivisa del territorio. “Le finalità dell’iniziativa - spiega il sindaco Luciano Betteto - sono quelle di valorizzare gli spazi verdi, favorire attività di utilità sociale, contribuire al presidio del territorio, in particolare delle aree a verde pubblico. Inoltre si vuole offrire l’ opportunità di produrre gli ortaggi in maniera ecologicamente e socialmente sostenibile, senza fini di lucro, sottraendo terreni a situazioni di marginalità e degrado”. “Il progetto - aggiunge l’assessore all’ambiente Stefano Vecchiato - mira anche a diffondere la cultura del verde e, nello specifico, delle coltivazioni orticole per far conoscere e diffondere tecniche di coltivazione sostenibile, la produzione alimentare biologica e le specie ortive tradizionali locali. Insomma in quell’area i cittadini che ne faranno richiesta potranno coltivare i loro ortaggi, contribuendo anche all’economia famigliare” .Le domande potranno essere presentate fino a venerdì 20 febbraio 2026 in municipio. Poi saranno valutate dall’ente locale con gli appositi uffici comunali. Insomma una buona occasione per chi oltre ad avere una passatempo, potrà anche con la produzione in proprio degli ortaggi, contribuire all’economia famigliare. (a.a.)
Mozzarella in carrozza con:
1 branzino, 2 calamaretti, 2 gamberoni, polenta
Branzino alla piastra
Scampi alla piastra 5 pezzi
Canestrelli alla piastra
Orata al forno con patate
Branzino al forno con patate 40 è consigliata la prenotazione
La moto. L’omaggio a Davide Magnanini e Manuela Ghezzo
La Harley “ritorna a casa”
N el frastuono dei motori e tra gli stand del Motor Bike Expo di gennaio, a VeronaFiere è accaduto qualcosa di speciale. In mezzo alle migliaia di visitatori c’erano Simone e Federico, figli di Davide Magnanini e Manuela Ghezzo, la coppia di harleysti scomparsa lo scorso 12 luglio in un tragico incidente stradale a Jesolo. Per loro, tra cromature e luci, è comparsa all’improvviso la Harley Davidson dei genitori, totalmente restaurata, ricostruita pezzo dopo pezzo, come gli amici harleysti avevano promesso. L’idea ha preso forma nei mesi successivi alla tragedia.
“Questo progetto nasce come reazione ed elaborazione del lutto nel modo più naturale, fare qualcosa”, raccontano gli amici e compagni di harley che si sono mobilitati. A
chiedere che la moto tornasse allo stato originale erano stati proprio i figli. Da lì la scelta: lavorare in segreto e consegnare il risultato con una sorpresa, nel cuore del Motor Bike Expo. Tra i promotori c’è Fabio, tra i fondatori dell’HOG (sigla dei gruppi di harleysti) di Treviso, che ha messo a disposizione trent’anni di esperienza, contatti e credibilità. La voce del progetto ha iniziato a correre tra i gruppi del Nord Est e, passo dopo passo, la rete si è allargata. Ognuno ha aggiunto un tassello: Andreas, capo officina del concessionario di Bolzano, colpito dalla storia, ha dedicato ore e ore al lavoro; Cristian ha donato componenti compatibili; Stefano, carrozziere di Montebelluna, ha messo tecnica ed esperienza al servizio della ri-
La Madonna del Capitello torna in via Don Bosco
Scorzé ritrova uno dei suoi simboli dopo un atto di vandalismo. La Madonna del Capitello di via Don Bosco, colpita nei mesi scorsi, è tornata a inizio febbraio al suo posto dopo un restauro completo che ha trasformato un episodio di inciviltà in un esempio concreto di cittadinanza attiva. La statua era stata danneggiata a fine anno: qualcuno ne aveva staccato le mani giunte e l’aveva colpita, provocando crepe e comprometten-
done l’integrità. A rimetterla in sesto, senza alcun costo per la comunità, è stato l’artigiano restauratore Rodolfo Opportuni, titolare della bottega specializzata Arte Antica del Restauro S.r.l.s. di Martellago, che ha messo competenze e tempo al servizio del patrimonio sacro locale. Il gesto assume un valore ulteriore perché Opportuni è anche guardia dell’associazione NOETAA Venezia (Nucleo Operativo Ente Tutela Animali e Am-
Trent’anni di Progetto Gemma
Una giornata di forte partecipazione e grande emozione quella organizzata al Consortium di Scorzè in occasione della 48esima Giornata per la Vita, un evento che ha visto anche la celebrazione del trentesimo anniversario del Progetto Gemma. Il progetto, una delle attività di supporto per i centri di aiuto vita in Italia, è nato per offrire un sostegno concreto alle madri in difficoltà, attraverso un’adozione prenatale a distanza. L’iniziativa si propone di accompagnare le donne in gravidanza con un aiuto economico che dura fino ai diciotto mesi
costruzione. “Ci ha guidati un filo rosso: la fratellanza biker”, spiegano. “Siamo partiti in dodici e ci siamo ritrovati in milleduecento. Abbiamo rimesso su strada una moto che molti davano da rottamare”. Lo svelamento è avvenuto in pubblico: a presentare il veicolo, tra stupore e commozione, è stato il campione di bike trial Vittorio Brumotti insieme ai conduttori di Virgin Radio, con il supporto della direzione del Motor Bike Expo. Ma la storia non finisce qui. “Abbiamo pensato di continuare a fare del bene e approfittare di questo evento per avviare un crowfounding per darci le basi per fondare un’associazione da dedicare alla memoria di Davide e Manuela - raccontano ancora gli amici - Che avrà lo scopo di sostenere altri progetti di solidarietà e diffondere la cultura della sicurezza stradale”. Alla raccolta fondi hanno già aderito gli HOG di Treviso, Padova, Bassano, Verona, Trento, Mantova e Bolzano. Sul serbatoio resta inciso il simbolo nato da questa avventura: cuori e mani intrecciati, quelli di Davide e Manuela, ma anche quelli di chi continuerà sempre a portarli con sé lungo la strada.
bientali), realtà che collabora stabilmente con il Comune di Scorzé e opera quotidianamente sul territorio con attività di monitoraggio ambientale e tutela degli animali, contribuendo a decoro urbano e sicurezza. Il riconoscimento della cittadinanza è arrivato dal vicesindaco Natalino Salvati e dal parroco don Renato De Lazzari, che hanno espresso gratitudine per l’iniziativa. Un plauso è arrivato anche dai vertici NOETAA, con
il dirigente nazionale Ivan Ficotto e il presidente provinciale Domenico Maesano, che hanno evidenziato il senso civico e la dedizione messi a disposizione della collettività. La vicenda, partita da un “sacrilegio” verso un simbolo votivo caro ai residenti, si chiude con una risposta: non solo il ripristino materiale dell’immagine, ma anche il messaggio che il bene comune può essere difeso con competenza e generosità. (d.g.)
di vita del bambino. Il Progetto Gemma è stato fondato all’interno della parrocchia di Scorzè, grazie alla solidarietà di una coppia di sposi che ha dato vita a questa preziosa attività. Nel suo intervento, il parroco don Stefano Vidotto ha sottolineato l’importanza di sensibilizzare la comunità verso la cultura della vita, in un periodo in cui il calo della natalità e la scarsa attenzione sociale pongono sfide significative. Dal 1996 ad oggi, grazie alla generosità di oltre 200 aderenti, il progetto ha permesso l’adozione di 43 bambini,.Durante la serata, Mi-
riam Romano, responsabile regionale del Movimento per la Vita Giovani e membro dell’Equipe nazionale, ha evidenziato come il progetto Gemma contribuisca a sviluppare una maggiore sensibilità verso le mamme in difficoltà, incoraggiando un supporto pratico e solidale. L’incontro, arricchito da testimonianze, letture e momenti musicali con il coro parrocchiale e la violista, ha coinvolto numerosi membri della comunità, offrendo un’importante occasione di riflessione sul valore della solidarietà e della protezione della vita. (d.g.)
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche
Davide Grosoli
Sintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
segue da pag. 1
La grande attesa del bilancio regionale
Nel corso di tutta la campagna elettorale e per la verità anche in questi giorni, infatti, il presiedente Stefani ha puntato tutti i riflettori sul sociale. Un grande piano casa, nuovo ossigeno alle case di riposo, investimenti nella sanità pubblica e “badanti” di quartiere e condominio. Tutte politiche particolarmente apprezzate anche in modo trasversale tanto che anche le opposizioni sono rimaste spiazzate sentendosi, in un certo senso, “scippate” di cavalli di battaglia storici del centrosinistra. Promesse, poi, che hanno fatto storcere più di qualche naso tra i leader
del centrodestra che, in alcuni casi, hanno letto queste esternazioni come delle tirate di orecchie alle Giunte regionali precedenti.
Quello che però in questo momento conta è che le priorità indicate da mesi dal Presidente Stefani sono economicamente molto costose e, quindi, si torna al passaggio cruciale del bilancio. Ci saranno veramente nel bilancio tutte queste politiche? Questo è quello che ci si chiede da più parti e soprattutto questo è quello che misurerà la forza del Presidente Stefani di dettare la propria agenda.
Certo sullo sfondo restano l’autonomia e ora anche la holding autostradale che potrebbero garantire nuove risorse economiche al Governo regionale, ma non possono costituire il motivo di una radicale inversione di marcia. Quindi tutti in attesa di vedere se la Regione sarà in grado di approvare un bilancio che dia risposte particolarmente robuste in materia di sociale e di sanità pubblica. Il Presidente Stefani si sente sicuro tanto che in questi giorni, mentre tutti corrono a garantirsi un posto lungo le piste da sci, lui continua a visitare ospedali, RSA e cooperative sociali. Non resta che attendere, le aspettative sono molto alte e il rischio politico lo è altrettanto.
“Rendere la vita più semplice agli imprenditori, più concretezza e
“Sulla sburocratizzazione passiamo alla fase operativa, è fondamentale avere anche un nuovo piano del commercio”
Abbiamo incontrato in redazione l’ex sindaco di Cittadella e Padova Massimo Bitonci che dopo una esperienza lunga e prestigiosa a Roma da parlamentare, con incarichi di Governo, torna in Veneto da assessore.
Il primo atto pubblico dell’assessore Bitonci, con deleghe importanti quali quella delle attività produttive, è stato un tavolo che ha messo insieme la Regione tutti gli attori del commercio e del mondo delle imprese. Parola d’ordine?
“Sburocratizzazione” risponde sicuro Massimo Bitonci, l’assessore di più lunga e spessa esperienza tra quelli che il presidente Alberto Stefani ha scelto nella composizione della squadra di Governo. Già sindaco a Cittadella e successivamente a Padova, parlamentare e sottosegretario di Stato.
Bitonci deve mettere mano a dossier particolarmente delicati.
“Quella di affrontare il tema della sburocratizzazione è stata una importante iniziativa del presidente Alberto Stefani. L’abbiamo detto più volte durante la campagna elettorale, adesso si passa alla fase operativa. Seguo
meno burocrazia in Veneto”
economiche coinvolgeremo per la massima trasparenza ance i media e la stampa”.
il tema della sburocratizzazione da anni, anche a livello nazionale, e so quanto le imprese, più che incentivi, più che forme di finanziamento chiedono la semplicità nelle procedure e quindi la sburocratizzazione”.
Cosa vuol dire in concreto sburocratizzare?
“Significa rendere più semplice la vita agli imprenditori: ridurre il numero degli incentivi, che a livello nazionale veicolati poi dalle regioni sono oltre duemila, cercare di fare un lavoro anche di monitoraggio, accesso unico attraverso portali unici, utilizzo della tecnologia, cioè la digitalizzazione: è quello che ci aiuterà moltissimo nel tema della semplificazione. La digitalizzazione è anche un obiettivo del del piano di ripresa e resilienza, di carattere europeo”
Il tavolo della sburocratizzazione con il mondo delle imprese del commercio e dell’imprenditoria tornerà a riunirsi?
“Io penso che questo tavolo vada convocato ogni volta che si verificano i passaggi e quando misuriamo quelli che sono stati i miglioramenti, su alcuni processi, quindi dopo nascerà proprio anche un reporting: oltre a coinvolgere le categorie
Giace dalla precedente legislatura il piano del commercio. Quali sono le novità su questo dossier?
“Il dialogo con commercianti e artigiani coinvolti è continuo: dovremmo trovare una soluzione, anche perché diventa assolutamente fondamentale avere un nuovo piano del commercio in un momento così delicata di crisi degli esercizi, soprattutto di vicinato, dei centri storici, dei borghi, delle delle città, dove l’intervento regionale non può risolvere tutto, però può dare degli incentivi economici, può cercare di dare delle linee di intervento magari anche importanti per per le vetrine, per addobbare i negozi cercare anche di effettuare delle politiche a favore del riordino del sistema anche all’interno dei centri storici, perché alcune attività siano ammesse, perché altre attività magari non siano ammesse, perché se abbiamo anche dei salotti, dei gioielli all’interno delle città, è giusto che ci siano dei negozi adeguati alle nostre città d’arte”.
Sindaco a Cittadella, sindaco a Padova, parlamentare semplice ma anche Sottosegretario di Stato e adesso Assessore regionale. Qual è la differenza di questo ruolo rispetto ai precedenti e come i precedenti pos-
sono dare una mano a interpretare meglio questo ruolo?
“Ho sempre pensato che quando si ha un ruolo di Governo che sia di governo territoriale, oppure come è stato nel mio caso Sottosegretario del ministero dell’Economia prima, e poi delle Imprese successivamente, e adesso Assessore della Giunta di del presidente Stefani, bisogna avere un approccio
pragmatico. E questo è più facile chi ha fatto il sindaco come me e come lo stesso presidente Stefani: ti crea quella base per poter capire come funziona la pubblica amministrazione, come funziona un Comune che poi come l’Italia, o nel nostro caso il Veneto dei Comuni ha bisogno di più concretezza e meno burocrazia”.
Alberto Gottardo
Massimo Bitonci
Trasporti. L’assessore regionale Diego Ruzza
Biglietto unico, Olimpiadi infrastrutture e sostenibilità
Il Veneto accelera sul fronte delle infrastrutture e della sostenibilità. Abbiamo incontrato l’assessore regionale ai trasporti, Diego Ruzza, per fare il punto sui grandi cantieri aperti,fino all’ambizioso progetto del biglietto unico regionale.
Assessore, partiamo dalle due varianti stradali inaugurate nel Bellunese proprio all’arrivo della fiamma olimpica a Cortina. Che valore ha questo traguardo?
Si è percepito il grande desiderio di dare una svolta viabilistica in una zona fragile come il Bellunese. Concludere i lavori in tempo per le Olimpiadi e Paralimpiadi è stato fondamentale. È stato bello vedere la partecipazione della popolazione che non vedeva l’ora di vedere quel nastro tagliato. Quanto ha influito la scadenza olimpica sulla velocità di questi cantieri?
Le Olimpiadi sono un’opportunità. Significa fare investimenti che poi rimangono nel tempo e migliorano la qualità della vita dei cittadini. Sicuramente ha aiutato a concludere opere importanti.
Parliamo di opere complesse: la variante di Tai di Cadore ha una galleria di 1000 metri, quella di Valle di Cadore di oltre 600. Ingegneristicamente non è stata una passeggiata.
Esattamente. Portare a termine lavori di tale complessità strutturale in quei territori è stata veramente un’impresa titanica. Ma la cosa più importante è che queste opere sono eterne: rimangono lì per pendolari, cittadini e turisti per gli anni a venire».
A Padova ha presentato 22 nuovi autobus sostenibili di Busitalia. Di che investimento parliamo?
Parliamo di 22 autobus di nuova generazione per il traffico extraurbano, con una capienza fino a 118 passeggeri. L’investimento è di circa 9,7 milioni di euro, finanziati per l’80% da fondi regionali. Dal 2018 la Regione è impegnata in un ammodernamento massiccio: abbiamo già stanziato complessivamente circa 300 milioni di euro, attingendo anche al PNRR. Questo ci ha permesso di
rinnovare il 50% della flotta veneta, che conta 3.200 mezzi.
Perché puntare proprio sul metano?
«Si va verso una reale sostenibilità. Il metano ha un bassissimo impatto e migliora la qualità dell’aria nella nostra regione. È un percorso avviato sul quale non si può assolutamente tornare indietro.
Un tema molto caro ai veneti è il “biglietto unico”. A che punto siamo?
Insieme al presidente la riteniamo una priorità da accelerare. Ci stiamo già impegnando con le strutture tecniche per arrivare al 2026, l’anno della svolta. L’obiettivo è un ticket unico che permetta di spostarsi su tutto il territorio regionale utilizzando gomma, treno e navigazione.
Assessore, lei ha una laurea in psicologia clinica. Le è servita in questo incarico?
Lo confermo al 100%. Quando mi hanno affidato l’assessorato mi dissero che gli studi in psicologia mi sarebbero serviti, oggi posso dire che è assolutamente così.
Infine, un accenno all’Alta Velocità. Quali sono le prossime mosse?
Stiamo monitorando costantemente i cantieri con RFI. È una grandissima opportunità per accorciare i tempi di trasporto per persone e merci. A breve avremo una cabina di regia per verificare l’avanzamento dei lavori su tutto il territorio regionale.
I conti della Regione. Filippo Giacinti
“Nuovo bilancio per il Veneto diciamo no alle nuove tasse”
Filippo Giacinti, neo assessore regionale al bilancio, patrimonio, affari generali e agenda digitale si trova oggi a gestire la complessa macchina finanziaria della Regione Veneto in un momento cruciale: il passaggio dall’esercizio provvisorio all’approvazione del bilancio di previsione 20262028.
Assessore Giacinti, la Giunta ha appena approvato le direttive per il bilancio 20262028. Quali sono i tempi previsti per l’approvazione definitiva e quali le priorità strategiche?
La priorità assoluta è uscire quanto prima dall’esercizio provvisorio per consentire alla Regione di spendere appieno le risorse necessarie ai servizi per cittadini e imprese e per lo sviluppo del territorio. Con l’approvazione delle direttive abbiamo individuato i budget; ora le strutture, insieme agli assessori, costruiranno i documenti tecnici: la legge di stabilità e il collegato. L’obiettivo è il voto in Consiglio regionale entro il 30 aprile. Cercheremo di anticipare i tempi il più possibile, garantendo però la qualità del dibattito, sia in Giunta che in Consiglio. Negli anni passati l’amministrazione regionale ha fatto del “no alle tasse” un proprio vessillo. Continuerete su questa strada, nonostante le preoccupazioni espresse in passato dal suo predecessore Calzavara?
In questo primo bilancio non prevediamo alcuna manovra sulle entrate: non ci sarà l’applicazione dell’addizionale IRPEF né modifiche ai tributi attuali. L’unica variazione riguarderà il recupero dell’evasione fiscale. Credo fermamente che l’equità fiscale sia un obiettivo di giustizia sociale: abbiamo prospettato un piano incisivo per recuperare alcune decine di milioni di euro da reinvestire nei servizi ai cittadini.
Anche le categorie economiche avevano espresso timori per un eventuale aumento dell’Irap. Cosa risponde al mondo produttivo?
Posso confermare che le tasse e i tributi
regionali rimarranno invariati. Per quanto riguarda le imprese, punteremo sulla lotta all’evasione e, soprattutto, sulla semplificazione. Il tavolo della sburocratizzazione, promosso dal Presidente e dall’assessore Bitonci, dimostra la nostra attenzione verso il sistema produttivo.
Parlando di cifre, la sanità quanto pesa effettivamente sul totale delle risorse regionali?
La sanità assorbe circa 11 miliardi di euro su un bilancio complessivo di 18 miliardi. A questi si aggiungono diversi milioni per i cosiddetti “Extra-LEA”, ovvero le prestazioni che non rientrano nei livelli essenziali di assistenza minimi definiti dallo Stato. È evidente come rappresenti la parte assolutamente preponderante del nostro impegno finanziario.
Spostandoci sul piano politico, lei è un esponente di Fratelli d’Italia. Come valuta l’attuale leadership di Giorgia Meloni e il futuro del partito?
Credo che Giorgia Meloni abbia restituito al nostro Paese una centralità internazionale riconosciuta da tutti gli osservatori. Ha saputo costruire una leadership capace di compattare tutto il centrodestra, guidandolo verso riforme strutturali attese da anni. Oggi l’Italia si muove in Europa e nel mondo con una rinnovata e grande autorevolezza.
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Diego Ruzza
Filippo Giacinti
Il dibattito. Referendum sulla separazione delle carriere, si vota il 22e 23 marzo
Riforma della giustizia, scocca l’ora della verità
La politica si divide sul futuro della magistratura
Il fronte del “Sì” punta sull’imparzialità dei giudici e la fine delle correnti nelle Procure, i sostenitori del “No” temono per l’indipendenza della magistratura e l’ingerenza dell’Esecutivo
Il prossimo 22 e 23 marzo i cittadini veneti e italiani saranno chiamati a un appuntamento cruciale con le urne per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Al centro della consultazione, la “separazione delle carriere”, una modifica che punta a dividere i percorsi professionali di chi accusa e di chi giudica. Trattandosi di un referendum confermativo, è importante ricordare che non è previsto il quorum: la riforma passerà o sarà bocciata sulla base della maggioranza dei voti validamente espressi, indipendentemente dall’affluenza. Il cuore del quesito riguarda la scissione tra i ruoli di Pubblico Ministero e Giudice. Se oggi un magistrato può, pur con limitazioni, passare da una funzione all’altra, la vittoria del Sì renderebbe questa separazione
definitiva sin dall’ingresso in magistratura. La riforma prevede inoltre la creazione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura (uno per i giudicanti e uno per gli inquirenti) e l’introduzione del sorteggio per la scelta dei componenti, con l’obiettivo dichiarato di contrastare il peso delle “correnti” associative. Nel dibattito che ha animato le piazze e le istituzioni del nostro territorio, il fronte del Sì punta tutto sull’imparzialità del giudice. Tra le voci più autorevoli del panorama giuridico veneto, l’avvocato Renzo Fogliata, già Presidente della Camera Penale Veneziana, sostiene la necessità della riforma come atto di civiltà giuridica: «È fondamentale che chi giudica sia equidistante tra accusa e difesa. La separazione delle carriere non è un attacco ai
magistrati, ma una garanzia per il cittadino». Sul piano politico, il centrodestra veneto è compatto. Tra i sostenitori più convinti c’è Flavio Tosi, eurodeputato e coordinatore regionale di Forza Italia. “La riforma rappresenta una vittoria storica del centrodestra – afferma - e una risposta alle criticità emerse negli ultimi anni, con scandali come quello legato a Palamara che hanno evidenziato la spartizione delle procure da parte di correnti politiche, in particolare di sinistra. Il nuovo sistema, con il sorteggio dei membri del Csm, favorirà una maggiore eterogeneità e limiterà l’influenza delle correnti sulle nomine, tutelando l’autonomia dei magistrati più indipendenti”. La riforma, conclude Tosi, non tocca i principi fondamentali della Costituzione né il sistema proporzionale di nomina, ma mira a rendere le nomine più trasparenti e meno influenzate dalle correnti. Di parere opposto sono i detrattori della riforma, che vedono nel cambiamento un rischio per l’autonomia della magistratura dal potere politico. Loren-
zo Miazzi, magistrato e Presidente di sezione presso la Corte d’Appello di Venezia, solleva dubbi sulla frammentazione del CSM, avvertendo che isolare il Pubblico Ministero potrebbe, nel tempo, portarlo sotto l’influenza dell’esecutivo. Anche il centrosinistra si è mobilitato. Elly Schlein, intervenuta a Padova per sostenere il fronte de “No”, va dritta al punto: “È una riforma sbagliata nel metodo e nel merito, una riforma di potere, che serve a un governo convinto che vincere le elezioni dia diritto a non essere giudicato. L’unica cosa che fa questa riforma è spaccare il Csm, che la Costituzione indica come il governo autonomo della magistratura. L’indipendenza
della magistratura non è una tutela dei magistrati, ma una garanzia per i cittadini, perché possano far valere i propri diritti”. Andrea Martella, segretario regionale del PD, esprime preoccupazione per una riforma definita “punitiva” nei confronti dell’ordine giudiziario: “Il vero problema della giustizia in Veneto sono le carenze di organico e i tempi infiniti dei processi, non la separazione delle carriere, che rischia solo di creare magistrati-funzionari”. Nel momento in cui andiamo in stampa, a metà febbraio, i sondaggi danno in leggero vantaggio il fronte del “No” ma sono ancora molti gli indecisi che sceglieranno se e come votare solo negli ultimi giorni.
Elly Schlein
Flavio Tosi
L’intervista.
“Felice Maniero, ex genio del crimine: oggi è incapace di intendere e volere”
M
aurizio Dianese, decano del giornalismo veneto, conosce Felice Maniero meglio di chiunque altro. Da cronista ha seguito per anni l’attività criminale di “Faccia d’Angelo” e della Mala del Brenta; poi, nel corso degli anni, ha scritto una serie di libri importanti per capire un fenomeno che ha segnato profondamente il nostro territorio (e non solo). Dianese è appena tornato in libreria con “Come me nessuno mai. Le mille vite di Felice Maniero bandito” (SEM edizioni). Un libro che arriva dopo anni di inchieste, processi, ricostruzioni giornalistiche. Questa volta, però, Maurizio Dianese aggiunge un tassello decisivo: la voce diretta di Felice Maniero, con cui è stato a stretto contatto per mesi proprio per scrivere questo libro. Ne viene fuori il ritratto definitivo dell’ex boss della Mala del Brenta e, insieme, quello di un Nordest che cresceva a ritmi vertiginosi e che si è arricchito a dismisura (anche sporcandosi le mani).
Allora Maurizio, possiamo dire che questo è il libro definitivo su Felice Maniero?
Di definitivo c’è solo la morte. Però sì, è il libro che chiude il cerchio. Le ricostruzioni precedenti erano tutte giornalistiche. Qui, invece, ci sono conferme dirette di Maniero. Non racconta chissà quali segreti inediti, ma colma vuoti importanti. L’infanzia, la famiglia, il rapporto con la madre e con la figlia. Sul passato criminale sapevamo già quasi tutto, ma aggiunge elementi decisivi su un paio di omicidi strategici.
Nel libro emerge forte il lega-
me tra Maniero e il Nordest. Maniero è parte integrante della storia del Nordest. Lui stesso è consapevole di essere arrivato nel momento giusto. Nasce a Campolongo Maggiore, in una zona di miseria estrema. Poi il Veneto diventa la locomotiva d’Europa. Capisce che può passare dal furto di salumi ai lingotti d’oro. Alla fine degli anni Ottanta svuota i laboratori orafi vicentini. Parliamo di quintali, forse tonnellate d’oro. C’erano soldi ovunque. Lui intercetta quel flusso e lo trasforma in potere criminale.
Oggi che uomo è Felice Maniero?
Fino a pochi mesi fa era affaticato, ma ancora lucido. Oggi non è più in grado di articolare una frase compiuta. Gli psichiatri parlano di depressione accompagnata da decadimento cognitivo. È successo tutto in modo impressionante, nel giro di sei mesi. Da boss lucido a persona fragile, incapace di stare in società, di capire dove si trova. Non lo dico per giustificarlo.
Può essere che sia stata proprio la morte della madre ha dargli il colpo definitivo?
Anzi. Avrei preferito che restasse lucido e facesse i conti con una vecchiaia normale. Invece è condannato a una vita in una casa di riposo, isolato, perso.
Maniero era attaccatissimo alla madre, tanto che venne soprannominato “cotoea” perché da piccolo era sempre attaccato alle gonne (cotoe) di sua madre.
Installazione
Sì, non c’è dubbio. Gli psichiatri dicono che la vera botta è arrivata quando gli hanno comunicato la morte della madre. Ne aveva parlato tante volte, sembrava preparato. In realtà non lo era. Da lì perde il contatto con la realtà. È paradossale, se pensiamo a quanto fosse centrale quella figura anche nella sua attività criminale.
Nel libro smonti molti miti, a partire proprio dal ruolo di Lu-
cia Carrain (la madre di Maniero) all’interno della Mala.
Maniero ha sempre raccontato tante bugie, soprattutto su sua madre, dipinta come una donna religiosa, integerrima, estranea a tutto e che aveva sempre contrastato il figlio bandito. Non è vero. Faceva parte della banda. Ha riciclato decine di miliardi di lire. Lo dice lui a verbale. Quando gliel’ho fatto notare, ci siamo scontrati duramente. Ha sempre cercato di proteggerla, fino a ottenere per lei l’immunità. Ogni volta che veniva chiamata a testimoniare, si avvaleva della facoltà di non rispondere.
Maniero è stato anche un personaggio mediatico unico, anche se forse un po’ sottovalutato dalla stampa nazionale, non credi?
vello nazionale. Diciamo che ha pagato il fatto di operare in Veneto, lontano dai riflettori di Milano, Torino o Roma. Con la stampa era abilissimo. Sceglieva giornalisti che non conoscevano la sua storia e vendeva la versione che voleva. Che fine ha fatto l’universo della Mala del Brenta?
La banda finisce nel 1995. Senza Maniero non esiste. Lui l’ha creata, strutturata, guidata. Dopo restano solo scampoli. Personaggi marginali che si sono reinventati. Ma non c’è nessuno che abbia davvero raccontato i segreti della banda come lui.
Qual è l’eredità che la Mala del Brenta lascia al Nordest?
La peggiore possibile. Maniero ha aperto la strada alle mafie. Ha fatto accordi con Cosa Nostra, Camorra, ’Ndrangheta. Quando la banda cade resta un vuoto in cui si sono infilati tutti. Oggi in Veneto troviamo ogni tipo di criminalità organizzata. Sarebbero arrivati comunque, ma non con questa rapidità. Maniero è stato il detonatore. Un genio criminale che ha lasciato dietro di sé un territorio più ricco e più fragile.
Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
Il libro si intitola “Come me nessuno mai” per un motivo: Felice Maniero è stato il più grande bandito del Nord Italia. Su questo non ci sono dubbi. Per omicidi, rapine, controllo del territorio. Se facciamo un paragone con Vallanzasca, che ha preso 3 ergastoli per 3 omicidi, non c’è confronto: Maniero in un fine settimana faceva rapine più grandi di quanto abbia mai fatto in vita Vallanzasca. Per non parlare degli omicidi… Eppure, da un punto di vista della “stampa” e del ritorno sui media, spesso è stato sottovalutato a li-
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
Sintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
LDespar Nord sostiene l’identità locale tra arte, restauro ed enogastronomia
Sintoniz zati
Un impegno che prende forma nei luoghi, nelle persone
noscere il valore della “cultura del fare”, sostenerla nel tempo e restituirla alle comunità sotto forma di bellezza, opportunità e memoria condivisa.
D fiancare il territorio attraverso progetti che spaziano dalla tutela del patrimonio architettonico alla valorizzazione delle produzioni locali, fino alla salvaguardia della cultura gastronomica. Un impegno trasversale che nasce da un profondo senso di responsabilità verso le città e le persone che le abitano.
U tervento avviato nel 2016 sull’ex Cinema Teatro Italia nel cuore di Venezia: un edificio neogotico e liberty dei primi del Novecento, rimasto a lungo in stato di abbandono e riportato oggi a nuova vita grazie a un importante progetto di restauro e riallestimento. Un recupero che ha restituito alla città un luogo di grande valore storico e simbolico.
nascimentale Palazzo Nogarola Guarenti. Interventi che testimoniano la volontà dell’azienda di proteggere e rilanciare beni architettonici che rappresentano da sempre l’identità culturale del el 2019 Despar Nord ha inoltre contribuito alla riqualificazione di una porzione dell’ex Foro Boario di Prato della Valle a Padova, in un contesto di straordinario valore storico-artistico. Un progetto realizzato nel pieno rispetto delle caratteristiche originarie dell’edificio, frutto di un dialogo costante con la Soprintendenza e delle Belle Arti, che ha permesso di coniugare tutela e nuova fun-
a le eccellenze da preservare non sono soltanto fatte di pietra. Sono anche il risultato del lavoro quotidiano di uomini e donne che, con passione, custodiscono saperi antichi e li trasformano
per il
L o stesso approccio ha guidato Despar Nord anche in precedenti operazioni di ristrutturazione di palazzi storici come quello di Verona, Vicenza e Trento, dove nel 2014 è stato recuperato il ri-
propria identità, portando sulle
nate da un profondo legame con
Lo sviluppo insieme al territorio: Despar Nord e il sostegno all’eccellenza
Despar Nord per la tradizione culinaria: il “Ricettario anonimo padovano”
Storia e sapori: Un manoscritto del ‘400 svela la cultura alimentare di Padova.
Despar Nord promuove la ricerca per legare qualità, tradizioni e territorio
Il “Ricettario Anonimo Padovano” nasce dallo studio e dalla passione di Marina Scopel, storica della gastronomia e curatrice del volume, con il contributo di Otello Fabris e del professore Danilo Gasparini, e con il sostegno di Despar Nord. Si tratta di un raro manoscritto del XV secolo, conservato presso la Ruskin Gallery degli Sheffield Museums nel Regno Unito. Redatto in forma anonima ma attribuibile con grande probabilità a un autore padovano – forse un copista, come suggerisce l’accurata calligrafia – il ricettario si colloca in un periodo di grande fermento culturale, in cui la cucina riscopre il proprio ruolo come spazio di convivialità, piacere e condivisione.
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta . Ascoltaci in tutto il Veneto in
Nord anche la salvaguardia della memoria culinaria locale, di quel mosaico di sapori, nozioni e ricette che si sono tramandati nei secoli. Così, per celebrare la convivialità e il legame tra passato e presente, il marchio dell’Abete ha deciso recentemente di contributario del XV secolo, conservato seums nel nord dell’Inghilterra e rimasto anonimo ma redatto nuziosamente i profumi e gusti di una città, Padova, incrocio di minanti e contaminate. Un gesto concreto per custodire un’eredità
zione e innovazione convivevano anche a tavola. Ne emerge un affresco ricco e affascinante della cultura alimentare dell’epoca.
SCARICA L’APP RADIO VENETO2 4
Le ricette raccolte nel manoscritto, diverse tra loro per stile e impostazione, riflettono la vivacità intellettuale della Padova del basso Medioevo, dove tradi-
Per Despar Nord, sostenere questo progetto significa contribuire alla riscoperta delle radici più profonde dell’arte culinaria, nella consapevolezza che ogni ricetta è molto più di una semplice istruzione: è un frammento di storia, una memoria da tramandare, una testimonianza viva di identità.
Un impegno che guarda al passato per dare valore al presente e costruire, giorno dopo giorno, un futuro fatto di qualità, rispetto e appartenenza, difendendo e rispettando quelle tradizioni che da sempre hanno caratterizzato e continueranno a caratterizzare il rinomato patrimonio enogastronomico dei nostri territori.
Tenuta Amadio
prosecco,
PROFESSIONISTI servizio
zati
Studio P.F.M., le pratiche auto che parlano alle persone
Dove la burocrazia diventa comprensibile e il servizio si trasforma in relazione
Dpresidio stabile sul territorio, nato per accompagnare i cittadini nel rapporto — spesso complesso — con gli enti pubblici legati al Codice della Strada. Qui le pratiche auto non sono solo moduli e timbri, ma percorsi da rendere comprensibili, fluidi, risolti. L’attività dello Studio P.F.M. si muove nel cuore della consulenza automobilistica: passaggi di proprietà, rinnovo delle patenti, immatricolazioni, pratiche per mezzi agricoli e mezzi d’opera, certifi cati, visure PRA, radiazioni e molto altro. Un ventaglio di servizi ampio, costruito nel tempo grazie all’esperienza e a un aggiornamento costante che permette di affrontare anche le casistiche più articolate.
Ma il vero tratto distintivo dello Studio P.F.M. è il rapporto umano. Qui il cliente non è una “pratica da chiudere”, ma una persona da accogliere. Negli uffi ci si respira un clima di cordialità, disponibilità e attenzione, con uno sguardo particolare verso le persone più fragili, che spesso si trovano spaesate di fronte a burocrazie complesse. Il tempo dedicato all’ascolto diventa parte integrante del servizio.
Con il passare degli anni, molti clienti sono diventati volti familiari. C’è chi entra per un saluto, chi per una battuta, chi per una caramella pre-
con la stessa formula che non passa mai di moda — professionalità e umanità,
Sintoniz zati
C ’è
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta . Ascoltaci in tutto il Veneto in
TERM€CONOMY *
Camera Comfort 2 giorni e 1 notte mezza pensione - 1 cura inalatoria con acqua termale
L’APP RADIO VENETO2 4
ESSENZA NELL'ACQUA*
Camera Superior 4 giorni e 3 notti mezza pensione - 1 cura inalatoria con acqua termale
THERMAL WELLNESS
7 giorni e 6 notti camera Comfort mezza pensione Pacchetto cure termali con impegnativa ASL che comprende: Colloquio medico introduttivo* - 6 applicazioni di fango termale* - 6 docce termali di annettamento* - 6 bagni termali con addizione di ozono* Ingresso area Spa e piscine termali
PONTI
Massaggio Antistress 25
4 giorni e 3 notti camera Comfort pensione completa
FERRAGOSTO DOLCE FAR NIENTE*
4 giorni e 3 notti camera Comfort mezza pensione Festa sotto le stelle
Edgardo Contato a fine mandato: “La sanità veneziana è in buona salute”
A fine mandato, Edgardo Contato ripercorre gli anni alla guida di ULSS 3
Serenissima: dalla sfida del Covid alla crescita del modello veneziano, fino al riconoscimento dell’Ospedale dell’Angelo. Centrale il lavoro di squadra e lo sviluppo della sanità territoriale tra Case della Comunità e telemedicina
Non ama definirsi un direttore “da scrivania”. Anzi, l’idea stessa di rimanere fermo dietro a un tavolo non gli appartiene. “Io ho una postazione di lavoro dove arrivo la mattina, appoggio le mie cose e provo a risolvere i problemi di questa enorme azienda, di questa enorme famiglia”. Così si racconta Edgardo Contato, Direttore generale di ULSS 3 Serenissima, a poche settimane dalla conclusione del suo mandato, fissata per il 28 febbraio.
Una famiglia fatta di professionisti, operatori, tecnici e cittadini. “È composta da persone che cercano di aiutare altre persone – sottolinea – e con pazienza si mettono insieme sistemi, relazioni e competenze per far funzionare uno strumento splendido: uno strumento per fare salute”. Il suo arrivo alla guida dell’azienda sanitaria veneziana è coinciso con il momento più delicato che la sanità italiana ricordi. “Il Covid è stata la prima esperienza vissuta qui ed è stata estremamente costruttiva”. Un passaggio traumatico ma anche trasformativo. “Abbiamo imparato a lavorare in maniera diversa. Non parlo solo di tecnologia e di lavoro a distanza, che prima non venivano sfruttati così, ma soprattutto del modo di affrontare i problemi complessi e delle relazioni istituzionali. È cambiato tutto”.
Se oggi il sistema sanitario veneziano fosse un paziente, quale sarebbe la diagnosi? “Direi che è in buona salute – risponde senza esitazioni – con margini di miglioramento. Con un po’ più di prevenzione e di attenzione agli stili di vita può fare ancora meglio”.
Tra le notizie più significative degli ultimi mesi, il riconoscimento dell’ospedale dell’Angelo di Mestre come miglior ospedale italiano. “È una certificazio-
ne che arriva da un soggetto terzo, su parametri comuni a tutta la nazione. È un risultato di cui devono essere fieri i lavoratori e orgogliosi i cittadini”. Ma Contato precisa subito: “Non certifica solo una struttura, certifica un modello. È una rete di risposte che vede nell’Angelo il punto di riferimento, ma che coinvolge tutte le realtà ospedaliere e dei servizi”.
Un risultato figlio del lavoro di squadra. “Dai professionisti che aprono la porta la mattina fino ai grandi luminari, tutti hanno messo a disposizione le proprie competenze. Questo è il vero valore aggiunto”.
Tra le soddisfazioni personali, Contato non cita numeri o classifiche. “Sapere che un cittadino ti ferma per ringraziarti o che un collaboratore riconosce il proprio luogo di lavoro come positivo e accogliente è una delle gratificazioni più grandi”. Lo sguardo si sposta poi sul futuro della sanità, che passa inevitabilmente dal territorio. “Case della Comunità e 116-117 sono la sanità del futuro. La sanità veneziana parte avvantaggiata perché qui abbiamo iniziato a lavorarci prima, anche grazie alle sperimentazioni regionali”. Un tema cruciale in un territorio complesso come quello lagunare. “Per un anziano spostarsi per un esame può diventare una vera via crucis. Dobbiamo portare i servizi vicino alle persone”.
Telemedicina, teleconsulto, assistenza domiciliare: “Venezia è il luogo ideale per sviluppare questi strumenti. Se avessi la bacchetta magica agirei proprio sulle fasce più fragili della popolazione, per garantire una sanità il più possibile vicina”.
In questo processo, il ruolo del medico di medicina generale resta centrale. “Senza il medico di base il sistema rimane orfano. Serve riallineare la medi-
cina generale con le Case della Comunità e con le nuove tecnologie, recuperando anche il rapporto di fiducia con i cittadini”. Non manca una riflessione sulla burocrazia. “Oggi il medico rischia di passare più tempo a registrare dati che a visitare. Qui la tecnologia può aiutarci a semplificare e a restituire centralità al dialogo con il paziente”.
Sul fronte del personale, la crisi dei medici di base è stata in parte superata. “Abbiamo fatto anche operazioni di attrattività internazionale. Venezia aiuta”. Resta invece aperta la questione infermieri. “Qui pesa la crisi demografica. Abbiamo aumen-
tato scuole, benefit, foresterie, servizi. La porta d’ingresso è spalancata, ma servono giovani che scelgano questa strada”.
E quando la tensione sociale emerge anche dentro le strutture sanitarie, Contato invita a leggere il contesto. “Dietro ogni scontro c’è un disagio. Il merito dei nostri professionisti è trasformare il conflitto in comprensione”.
Alla domanda finale, quella sui rimpianti, la risposta è netta: “No. Quello che si poteva fare si è fatto. Sono stati anni intensi, dal Covid in poi. Non c’è stato tempo per pensare ai rimpianti. Va bene così”.
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
SCARICA
“Rete del Trauma” dell’Ulss 3 Serenissima ottiene la certificazione internazionale di eccellenza
GGli Ospedali dell’Ulss 3 Serenissima conquistano un prestigioso riconoscimento internazionale: la “Distinction” di Accreditation Canada, certificazione che premia l’eccellenza nella gestione dei traumi. Dopo quattro anni di valutazioni e monitoraggio, ben 117 unità operative ed équipe specialistiche dei cinque ospedali dell’Azienda sanitaria hanno ottenuto il riconoscimento.
Tra le strutture certificate figurano Suem118, Pronto Soccorso, Rianimazioni, Ortopedie, Radiologie, Gruppi operatori, servizi trasfusionali e psicologia ospedaliera, oltre a tutte le realtà che contribuiscono alla gestione completa dei pazienti traumatizzati. La certificazione riconosce la rapidità di intervento, l’efficacia dei percorsi di cura e assistenza e la capacità di affrontare traumi gravi con elevati standard di qualità.
“Il riconoscimento riguarda l’intera rete del trauma” – spiega il Direttore sanitario, Giovanni Carretta – “un sistema integrato di équipe e servizi che operano in col-
legamento per garantire la miglior presa in carico possibile della persona vittima di trauma, dall’incidente stradale a quello sportivo o domestico.”
La rete dell’Ulss 3 Serenissima affronta ogni anno un numero rilevante di traumi maggiori: 233 nel 2023, 214 nel 2024 e 165 fino a settembre 2025, con una mortalità entro 30 giorni tra il 6% e il 6,5% e una degenza media di circa 16 giorni. Oltre alla gestione dei traumi acuti, la certificazione premia anche le azioni di prevenzione, la formazione continua e la riabilitazione post-trauma.
Il riconoscimento si aggiunge ad altre certificazioni prestigiose ottenute dall’Azienda, come la Distinction per la rete ictus ischemico, il giudizio di Agenas sull’ospedale Angelo come il più performante d’Italia, e i 3 Bollini Rosa di Fondazione Onda, a conferma dell’eccellenza clinica e organizzativa dell’Ulss 3 Serenissima.
Secondo il Direttore Generale, Edgardo Contato, “si tratta di certificazioni non obbligatorie, perseguite come stimolo a
migliorare costantemente il servizio ai cittadini del nostro territorio”. L’Azienda sanitaria continuerà a garantire il monitoraggio continuo attraverso il Registro Informatizzato Traumi, strumento innovativo gestito da Suem118, Pronto Soccorso, Terapie Intensive e Chirurgie.
“Le pratiche saranno ora più semplici, a vantaggio non solo dei cittadini ma anche degli operatori sociali”, ha sottolineato il presidente della Regione, Alberto Stefani. L’intervento mira a ridurre i passaggi che in passato potevano rallentare la presa in carico delle persone non autosufficienti e a migliorare la gestione dei casi in cui la persona ha o non ha un familiare disponibile. Secondo l’assessore Roma, alcune criticità segnalate dai servizi territoriali riguardavano la nomina dell’Amministratore di Sostegno, elemento che rischiava di rallentare l’ingresso nelle strutture, soprattutto nei casi di bisogno urgente. Con la nuova formula, i cittadini non dovranno più individuare subito un amministratore, rendendo la procedura più flessibile e immediata.
L’Ospedale di Mirano riceve un cicloergometro donato da La Colonna APS
All’Ospedale di Mirano si è svolta la cerimonia di consegna di un cicloergometro ricondizionato “Motomed Layson”, del valore di 12.000 euro, donato da La Colonna APS all’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione. Il dispositivo sarà impiegato per il training degli arti inferiori, favorendo la mobilizzazione precoce dei pazienti allettati, in particolare coloro con lesioni spinali o difficoltà motorie complesse. La donazione non rappresenta solo un supporto tecnico, ma anche un contributo significativo al miglioramento delle cure e alla prevenzione delle complicanze legate all’immobilità. Il cicloergometro permetterà agli operatori di ottimizzare le attività di mobilizzazione passiva e di rafforzare l’efficacia dei percorsi di riabilitazione funzionale.
Alla cerimonia hanno partecipato il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima,
dott. Edgardo Contato; il Direttore dei Servizi Socio-Sanitari, dott. Massimo Zuin; la Direttrice dell’Ospedale di Mirano, dott. ssa Silvia Gallo; il Primario dell’U.O.C. di Anestesia e Rianimazione, dott. Ioannis Psimadas; insieme al personale medico e infermieristico dell’unità. Presenti anche i rappresentanti de La Colonna APS e numerosi sostenitori, tra cui realtà locali e associazioni sportive.
Il progetto sottolinea l’importanza della collaborazione tra istituzioni, associazioni e comunità nel trasformare la solidarietà in strumenti concreti a beneficio dei pazienti. Fondamentale anche il contributo dei donatori tramite il 5 per mille, che permette a La Colonna APS di proseguire nella promozione di iniziative rivolte alle persone con lesioni spinali e di rafforzare una rete di supporto capace di prendersi cura dei più fragili.
250 esami in una mattina. Il direttore Contato: «Prevenzione fondamentale, grazie alla collaborazione con Cuore Amico»
Successo per “Cardiologie Aperte”: a oltre 170 cittadini agli screening gratuiti
MMattinata di prevenzione e grande partecipazione all’Ospedale di Mirano per l’iniziativa “Cardiologie Aperte”, che ha fatto registrare numeri significativi. Sono state 171 le persone sottoposte a screening cardiologico gratuito, con un totale di circa 250 esami effettuati tra controlli clinici e approfondimenti diagnostici.
Nel dettaglio, 22 cittadini hanno effettuato una visita cardiologica completa, mentre una cinquantina si è sottoposta a esami aggiuntivi, tra cui misurazioni dell’handgrip e controlli specifici dedicati a fumatori ad alto rischio e persone esposte al fumo passivo
«Non si può non ringraziare – ha dichiarato il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima, Edgardo Contato – il personale sanitario e i volontari dell’associazione Cuore Amico di Mirano. Grazie al loro impegno non si effettuano soltanto esami, ma si diffonde tra i cittadini la cultura della prevenzione, che resta fondamentale».
tazione agli screening gratuiti di colesterolo, glicemia, pressione arteriosa, oltre alla misurazione di peso, altezza e circonferenza vita.
Veneto: semplificato l’accesso ai servizi per le persone non autosufficienti
Un cambiamento tecnico che porta benefici concreti alle persone non autosufficienti del Veneto. La recente delibera, pubblicata il 3 febbraio 2026, semplifica l’accesso ai servizi residenziali, semiresidenziali e domiciliari, raccogliendo la proposta dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto. L’eliminazione dell’obbligo di nominare un amministratore di sostegno per tutte le domande, senza una valutazione dell’effettiva necessità, riduce gli oneri burocratici e accelera i tempi di risposta.
La decisione arriva dopo un confronto costruttivo tra l’Ordine e le istituzioni regionali. In particolare, il Presidente dell’Ordine, Stefania Bon, ha sottolineato che la modifica risponde a segnalazioni fatte dai professionisti del settore che avevano rilevato criticità nel sistema introdotto nel febbraio 2025. La nomina dell’amministratore di sostegno, infatti, comportava lunghe attese e l’intervento del giudice tutelare, con un processo che poteva richiedere mesi.
“Questo risultato dimostra che il dialogo tra professionisti e istituzioni può portare a cambiamenti significativi per la qualità della vita dei cittadini”, ha dichiarato la Presidente Bon, ringraziando la Regione e i colleghi per l’impegno.
Veneto, pratiche più snelle per l’accesso ai servizi per anziani non autosufficienti
La Regione semplifica la compilazione della “Svama” per velocizzare la presa in carico delle persone fragili, riducendo burocrazia e tempi di attesa per cittadini e operatori
L’appuntamento rientra nel programma nazionale promosso dall’Associazione Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) e dalla Fondazione per il Tuo Cuore (Heart Care Foundation), che fino al 14 febbraio organizza eventi di sensibilizzazione in tutta Italia. A Mirano i cittadini hanno potuto accedere senza preno-
Accanto agli esami clinici, sono stati organizzati momenti informativi e consulenze individuali con personale esperto in prevenzione cardiovascolare. «Anche quest’anno abbiamo centrato l’obiettivo – hanno spiegato la presidente di Cuore Amico, Manuela Lovo, e il presidente onorario Nicolò Cammarata – grazie alla disponibilità degli specialisti e al rapporto costruito negli anni con la popolazione, oltre al sostegno delle autorità locali».
La Regione Veneto continua a lavorare per snellire le pratiche burocratiche e rendere più rapido l’accesso ai servizi di assistenza per gli anziani. Con una recente delibera di Giunta, presentata dall’assessore alle Politiche Sociali Paola Roma, è stata aggiornata la compilazione della “Scheda di valutazione multidimensionale dell’anziano” (Svama), il documento necessario per accedere ai servizi residenziali, semiresidenziali e domiciliari.
L’aggiornamento, richiesto anche dall’Ordine degli assistenti sociali del Veneto, punta a garantire continuità e tempestività degli interventi, proteggendo al tempo stesso la tutela della persona già nelle fasi iniziali della procedura. Un passo avanti concreto per ridurre la burocrazia e dare risposte più rapide agli anziani e alle loro famiglie in tutta la regione.
Sintoniz zati sul
I dati. Più assistenza domiciliare, ospedali sotto pressione
La Quinta commissione regionale apre l’analisi della Relazione sociosanitaria 2025 del Veneto
AVenezia, a Palazzo Ferro Fini, i commissari hanno iniziato a esaminare i dati dello scorso anno su spesa sanitaria, servizi alla popolazione e progetti PNRR La Quinta commissione consiliare permanente, che si occupa di politiche sociosanitarie, ha tenuto a Palazzo Ferro Fini la sua prima riunione dopo l’insediamento ufficiale e la nomina dei vertici della commissione.
Presieduta da Manuela Lanzarin (Lega), con Chiara Luisetto (Pd) vicepresidente e Silvia Calligaro (FdI) segretaria, la commissione ha iniziato l’analisi della Relazione sociosanitaria della Regione Veneto per l’anno 2025, basata sui dati del 2024.
Nel corso della seduta, alla quale hanno partecipato anche gli assessori regionali alla Sanità, Gino Gerosa, e ai Servizi Sociali, Paola Roma, i commissari hanno esaminato un documento dettagliato che fotografa la situazione del Servizio Sanitario Regionale, dai costi ai servizi offerti ai cittadini, fino all’epidemiologia e allo stato dei progetti legati alle strutture intermedie finanziate con fondi del PNRR.
La relazione è stata illustrata dai tecnici dell’Area Sanità e Sociale e di Azienda Zero, tra cui il direttore generale Massimo Annicchiarico, Silvia Vigna, Romina Cazzaro, Pierangelo Spano, Manuel Zorzi e Stefano Nicola, che hanno guidato i commissari attraverso dati e le informazioni operative.
La Quinta commissione consiliare prende atto
dei dati 2024: in Veneto crescono screening e cure a casa, ma permangono disparità tra Ulss e lunghe liste d’attesa per case di riposo e assistenza domiciliare
La Quinta commissione consiliare permanente, incaricata delle politiche sociosanitarie, ha approvato con i voti della maggioranza la Relazione sociosanitaria della Regione del Veneto per l’anno 2025, basata sui dati raccolti nel 2024. La seduta si è svolta alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, e della presidente della commissione, Manuela Lanzarin (Lega), affiancata dalla vicepresidente Chiara Luisetto (Pd) e dal segretario Silvia Calligaro (FdI).
Il documento fotografa la situazione del Servizio Sanitario Regionale, con un’analisi di spesa, servizi offerti alla popolazione, prevenzione e avanzamento delle strutture intermedie finanziate dal PNRR.
Secondo la presidente Lanzarin, i dati confermano il ruolo centrale della prevenzione in Veneto: “Gli screening per la mammella registrano un’adesione del 76,1%, superiore alla media nazionale del 53,8%, mentre quelli per il colon retto arrivano al 61,5% contro il 35,8% del resto d’Italia”. Risultati analoghi si registrano nella campagna contro il Virus Respiratorio Sinciziale (RSV) per i bambini da 0 a 1 anno, con il 76,5% di copertura, 28.650 dosi somministrate e un calo dei ricoveri del 71%.
Accanto alla prevenzione cresce anche l’assistenza domiciliare: nel 2024 sono stati regi-
strati oltre 2,1 milioni di accessi, con 158.848 pazienti seguiti (+9,2% rispetto al 2023) e 63.125 persone assistite in forma intensiva. Si rafforza inoltre la rete delle cure palliative, coordinando hospice e servizi sul territorio per garantire continuità e dignità ai pazienti e alle famiglie.
Il sistema ospedaliero, tuttavia, resta sotto pressione: 1.928.828 accessi in Pronto Soccorso (+0,8%) e 630.979 dimissioni (+2,4%). Lanzarin sottolinea che “potenziare i percorsi territoriali e l’appropriatezza delle cure significa ridurre la pressione sugli ospedali e garantire risposte più rapide e di qualità”. La vicepresidente Luisetto ha invece evidenziato le disuguaglianze: “Il Veneto mostra velocità diverse tra le Ulss. Ci sono quasi 11mila anziani in attesa di un posto in casa di riposo e oltre 3mila persone in attesa di assistenza domiciliare. Nel 2024 i cittadini hanno speso circa quattro miliardi di euro di tasca propria per curarsi: è il segno di un sistema pubblico che fatica a rispondere ai bisogni della popolazione”.
Durante la seduta, i funzionari dell’Area Sanità e Sociale e di Azienda Zero hanno fornito chiarimenti sulle questioni tecniche emerse nella precedente riunione del 21 gennaio. La Relazione, pur mettendo in luce risultati positivi in prevenzione e assistenza territoriale, lascia aperti temi cruciali sul rafforzamento del sistema pubblico e sulle disuguaglianze tra territori veneti.
La relazione sociosanitaria 2025 mostra luci e ombre
La Relazione sociosanitaria 2025, che fotografa l’attività del sistema sanitario regionale nel 2024, mette in luce criticità che il Partito Democratico definisce “impossibili da rimandare”. Le consigliere Chiara Luisetto, Anna Maria Bigon e Monica Sambo hanno commentato il documento a margine della Quinta commissione consiliare, sottolineando che, seppur ricca di dati, la relazione non affronta le vere disuguaglianze sul territorio e la pressione crescente su operatori e famiglie. “Abbiamo davanti una mole di informazioni che però non dice ciò che conta davvero – ha spiegato Luisetto – dalle attese e costi per anziani e persone con disabilità all’assistenza domiciliare, fino alle differenze tra Ulss nei servizi di salute mentale. Il risultato è un Veneto diviso tra cittadini di serie A e di serie B, con una crescente spesa sanitaria privata a carico dei veneti, che arriva a oltre 4 miliardi di euro.” Monica Sambo ha evidenziato un problema strutturale: la carenza di personale. Tra il 2023 e il 2024, il personale a tempo indeterminato è diminuito di 60 unità, con una riduzione drastica di circa 400 infermieri. “Il sistema sanitario pubblico soffre – ha sottolineato – mentre la Regione continua a presentarlo come eccellente, i cittadini pagano sempre di più di tasca propria: 850 euro pro capite contro la media nazionale di 730, spesso non per scelta ma perché le liste d’attesa sono troppo lunghe.”
Bigon ha aggiunto che la diminuzione degli investimenti in prevenzione e l’alto numero di codici bianchi nei pronto soccorso sono segnali di un sistema poco integrato tra ospedali, medicina di base e servizi territoriali. “Serve una visione che accompagni il cittadino lungo tutto il percorso di vita, investendo su territorio, prevenzione e continuità assistenziale”, ha concluso.
Sintoniz zati
Sintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .