Nell’ultimo biennio la mobilità nel nostro Veneto è tornata, a pieno regime, ai ritmi frenetici del periodo pre-pandemico. Spostamenti per lavoro, studio e un turismo sempre più pervasivo hanno riportato il traffico a livelli massimi. Ma cosa ci dicono i numeri dell’ultimo rapporto Istat sulla sicurezza stradale? Il quadro che emerge è in chiaroscuro, ma con un raggio di luce che merita la nostra attenzione. Il dato più incoraggiante riguarda gli incidenti mortali: la prima metà del 2025 ha mostrato una riduzione degli incidenti con lesioni (-1,3%) e delle vittime, in linea con un calo generale. Nel 2024, le vittime sulle nostre strade furono 269. Numeri ancora tragicamente alti, ma che raccontano un calo un calo significativo. L’indice di mortalità in Veneto è calato da 2,4 a 2,1 decessi ogni 100 incidenti. Si tratta di un risultato d’eccellenza se confrontato con la sostanziale stagnazione del dato nazionale. Guardando lontano, dal 2010 a oggi, la nostra regione ha ridotto la mortalità stradale di oltre il 32%, superando la media italiana. Tuttavia, non è il momento di brindare. Se le “croci” diminuiscono, il numero complessivo di incidenti e di feriti è in lieve aumento, rispettivamente dello 0,7% e dell’1,3%. Questo scollamento ci suggerisce che, sebbene la sicurezza dei veicoli e la tempestività dei soccorsi riescano a salvare più vite, la frequenza degli impatti resta legata a distrazioni e volumi di traffico critici. Il Veneto, inoltre, è tra le regioni più colpite per mortalità ciclistica, con 27 ciclisti deceduti registrati nel 2025. Ogni incidente rappresenta un costo umano e sociale immenso e non possiamo abbassare la guardia.
Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin nuovo dg: “Rafforzare la sanità territoriale”
Bilancio regionale ultimi ritocchi prima del varo definitivo: parla l’assessore Giacinti
SICUREZZA STRADALE,
Incidenti in lieve aumento nel miranese. Sono sempre di più quelli che circolano senza assicurazione e revisione. L’Aifs: “Servono velocità più basse e autovelox per salvare vite”
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VALERIA MANTOVAN: “LA CULTURA IN VENETO E’ RISORSA VIVA, DIFFUSA E FECONDA”
L’assessore regionale: stanziati subito 18 milioni per le borse studio, attenzione al disagio giovanile
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DLiceo classico, scelta da eroi
Giampiero Beltotto
ite la verità: non mandate i vostri figli al classico perché avete paura del loro fallimento, quindi, non scommettendo sulla loro intelligenza, sulla loro capacità di abnegazione, di sacrificio, di volontà ferrea, scegliete per loro un percorso agevole. Quanti dei lettori di questo giornale hanno frequentato il glorioso liceo classico? Ricorderanno le ore trascorse sui Promessi Sposi, sull’aoristo passivo, su Tacito (intraducibile tanto quanto Quintiliano) o su Platone, che mi toccò alla maturità.
“Quello di Lupin III”: Davide Zanella, artista punto di riferimento per la comunità pop
La delibera per un debito fuori bilancio legato a una controversia arrivata fino in Cassazione scatena il confronto tra maggioranza e minoranza MARTELLAGO,
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Pro Loco, attività a rischio
Dalla mostra del radicchio di Rio San Martino al zogo dell’oca di Mirano al Pan e vin sul Sile di Quarto d’Altino, Sono questi alcuni degli eventi, organizzati dalle Pro Loco veneziane, che potrebbero chiudere i battenti a causa della nuova fiscalità, entrata in vigore con il nuovo anno. Il rischio è quello di trovarsi classificati come enti commerciali, in caso di prevalenza di proventi aventi natura commerciale, con conseguente aggravio d’imposta ma anche ulteriore carico di adempimenti amministrativi, contabili e tributari. Una prospettiva che, se trovasse conferma nelle ulteriori circolari dell’Agenzia delle Entrate, potrebbe portare molte Pro Loco (iscritte al Runts come Aps), alla difficile scelta se proseguire o meno con l’organizzazione di eventi diventati ormai tradizionali. Il grido d’allarme arriva da Unpli Veneto che, attraverso il suo presidente, sta lavorando in stretto coordinamento con la dirigenza nazionale per scongiurare tale rischio.
“Invito i presidenti di ogni singola Pro Loco – fa sapere il presidente Fabrizio Tonon – a prestare grande attenzione alle novità e di utilizzare la scheda di pochi punti che abbiamo predisposto per definire insieme ai consulenti di fiducia l’assetto fiscale migliore per le peculiarità della propria Pro Loco. Spesso quanto viene raccolto durante le manifestazioni, sagre o le feste popolari viene poi investito per opere e servizi di utilità sociale a favore della propria comunità. Essere considerati alla stregua di chi svolge attività commerciale a fini di lucro, è un rischio che vogliamo scongiurare o almeno stemperare. Gli utili generati e tutte le attrezzature, in caso di scioglimento della Pro Loco restano a sostegno di attività sociali e di utilità pubblica, è bene ricordarlo”. Se non dovessero arrivare novità, i volontari delle Pro Loco potrebbero incrociare le braccia.
Massimo Tonizzo
Le nuove norme fiscali mettono in difficoltà le associazioni del miranese
Liceo classico, scelta da eroi Giampiero Beltotto
Sapete che cosa diceva la mia insegnante nel liceo milanese di cui lei era Papessa riconosciuta e riverita? Che lì per lì avremmo trovato i Promessi Sposi noiosi, ma quando saremmo diventati vecchi o nei giorni della malinconia, proprio quelle pagine dell’eterno don Lisander ci avrebbero ristorato l’anima. La Papessa (unico arbitro della nostra esistenza in quegli anni) ci insegnò anche a leggere, nel senso di articolare le parole a voce alta in modo tale che gli altri capiscano perché “non leggi per te e basta, ma per tutto il mondo e devi leggere ad alta voce e lentamente per capire, per gustare le parole e per trasmetterle”. Leggo che al classico, proprio quello del 1923 pensato dal fascistissimo Giovanni Gentile, grazie al quale abbiamo la più bella scuola del mondo, ci va il cinque per cento dei nostri ragazzi. Credo che la percentuale corrisponda al numero di italiani che si entusiasmano per il bello in sé, cioè per ciò che ci rende umani. A casa mia anche figli e nipoti considerano il classico la scuola dell’obbligo perché non possiamo concepirci senza quelle cose inutili che sono la letteratura, il greco e il latino, la filosofia. Ho scoperto con orrore che il legislatore ha tolto la magnifica differenza con tutte le altre scuole, l’avere cioè la quarta e la quinta ginnasio. Tutti uguali ci vogliono. Nelle infinite porcherie commesse a danno della scuola, questa la considero tra le peggiori, come la fine del riassunto e la lallazione che insulta i nostri ragazzi perché li vuole incapaci di reggere allo stress del risultato, quasi che la vita sia una noiosa passeggiata sull’olio scivoloso della parità. Ah certo, dovete considerare i vostri figli un po’ eroi per iscriverli al classico, dei magnifici figli di Sparta e di Atene. Vostro figlio come Leonida che ci salvò con anche meno del cinque per cento dalle invasioni e che quando l’imperatore nemico gli ingiunse di abbassare lo scudo perché erano troppo pochi per salvare la pelle, rispose “vieni a prenderlo”. O vostra figlia come Aspasia di Atene compagna di Pericle e con lui all’origine di quella che noi poveracci chiamiamo democrazia: la ragazza potrebbe lavorare con onore nella comunicazione. Saranno gli unici, i vostri figli, che quando il telecronista dice “naiki” avvertiranno un brivido d’orrore lungo la schiena, ma saranno quelli che dopo cinque anni non rinunceranno a pensare con la propria testa e a concludere che “uno vale uno lo dici a tua sorella”. Se li volete forti i figli e se scommettete su di loro chiedete la sezione aspra e dura dove c’è il professore di filosofia che insegna Platone e Sant’Agostino e non comizia di politicamente corretto. Pure qualche scappellotto farebbe bene a chi decide per il classico ma so che questo finale potrebbe alzare un polverone. Rinuncio allo scappellotto, ma per favore ritorniamo al vecchio ma sempre giovanissimo ginnasio. Quarta e quinta, s’intende. Astenersi perditempo e perdigiorno. E poi come dice il Maestro Arbore, “meno siamo, meglio stiamo”.
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Al via la Commissione straordinaria sul recupero degli spazi inutilizzati
S i è ufficialmente insediata nelle scorse settimane la Commissione straordinaria dedicata al recupero degli spazi inutilizzati del compendio ospedaliero di Noale. Un passaggio atteso da tempo e che segna l’inizio di un percorso di analisi e progettazione su una parte significativa del patrimonio pubblico cittadino. Durante la seduta inaugurale sono state definite anche le prime cariche dell’organismo: Katia Vallotto è stata nominata presidente della Commissione, mentre il ruolo di vicepresidente è stato affidato a Luana Milan. Un avvio operativo che consente ora di entrare nel merito delle attività
previste.
Soddisfazione è stata espressa dai gruppi consiliari di Civica Democratica e Officina Noale, che rivendicano di aver sostenuto con convinzione la nascita della Commissione. Per le due liste si tratta infatti di “un primo passo concreto” verso la valorizzazione di spazi oggi inutilizzati ma potenzialmente strategici per la città. La Commissione ha già delineato le priorità operative che guideranno il lavoro nelle prossime settimane. Il primo obiettivo riguarda una ricognizione dettagliata dello stato dei luoghi: verrà effettuata una mappatura tecnica degli ambienti
e delle strutture presenti nel compendio ospedaliero per valutarne le condizioni e le possibili destinazioni future. Parallelamente sarà avviata un’interlocuzione diretta con l’Ulss competente. L’intenzione è aprire un confronto con il Direttore generale dell’azienda sanitaria per coordinare le strategie e individuare percorsi condivisi che permettano di trasformare gli spazi inutilizzati in nuove opportunità per il territorio. “Il Comune di Noale deve avere un ruolo di primo piano nella gestione urbanistica di questi immobili”, sottolineano i rappresentanti di Civica Democratica e Officina Noale. “Non
L’amore universale per Andrea Corazza
Tema non facile - come di consueto - per il giovane regista noalese Andrea Corazza, che sceglie l’amore tra persone con disabilità e porta a casa applausi e grande commozione con “as the sea” il primo cortometraggio italiano (e interamente “made in Venice”) che tratta questo non certo facile tema. A realizzare il progetto, nelle loro parole “con tanta fatica ma anche tanto divertimento” l’unione di due importanti figure dei loro campi d’azione: il regista noalese Andrea Corazza,
solo 25 anni ma già 80 partecipazioni a festival internazionali e una ventina di premi con i suoi corti precedenti, e il centro don Orione di Chirignago, che così aggiunge alle già molteplici iniziative per gli ospiti presenti anche il cinema. Si chiama “as the sea - come il mare” (ed a una prima visione è già possibile che aumenti i riconoscimenti per il regista), la pellicola che vanta il patrocinio della Regione Veneto e dei comuni di Venezia ed Eraclea, ed è tratto da una storia vera,
possiamo limitarci a essere spettatori. La pianificazione di quest’area è fondamentale per lo sviluppo dei servizi alla cittadinanza e per il futuro del nostro centro urbano”. Il lavoro della Commissione entrerà ora nella fase di approfondimento tecnico e istituzionale. I componenti torneranno a riunirsi tra circa un mese per fare il punto sulle prime verifiche e definire i prossimi passaggi operativi. L’obiettivo condiviso resta quello di
restituire valore a un patrimonio pubblico importante, trasformando gli spazi oggi inutilizzati dell’ospedale in una risorsa attiva per la comunità noalese, capace di generare servizi, opportunità e nuove funzioni per il territorio.
Pro Loco, bilancio in utile e centomila euro per animare le piazze
Giorni intensi per la Pro Loco di Noale, impegnata su più fronti tra tesseramenti, bilanci e grandi eventi. Domenica 1 marzo infatti i volontari sono scesi in piazza per incontrare i soci e raccogliere nuove adesioni nella settimana promossa da Unpli Veneto. Il giorno successivo, in sala consiliare, l’assemblea ha approvato il bilancio consuntivo 2025, chiuso con oltre 7 mila euro di utile: 99 mila euro di entrate contro 91,5 mila di uscite. “Il nostro compito non è fare cassa, ma reinvestire quanto raccogliamo per animare il paese e sostenere
naturalmente con i nomi cambiati. Ispirata a esperienze affettive realmente osservate all’interno del Centro di Chirignago, a interpretarlo sono un ragazzo e una ragazza con sindrome di Down, chiamati a dare voce e corpo a una vicenda che esplora con coraggio e dolcezza il diritto all’amore, al desiderio e alla costruzione di relazioni significative. Come molto significative sono le parole del regista a commento dell’opera e del perché ha voluto a tutti i costi realizzarla. (m.t.)
anche l’economia locale”, sottolinea la vicepresidente Monia Calzavara. Un impegno riconosciuto anche dal consigliere delegato agli eventi Francesco De Marchi, che ringrazia per la gestione della torre civica e del museo della civiltà contadina. Intanto il direttivo lavora alla 45esima edizione di Noale in Fiore, in programma il 12 aprile. “La stagione entra nel vivo –osserva il presidente Enrico Scotton – tra burocrazia e nuove norme fiscali. La vita del volontario non è semplice, ma la voglia di fare qualcosa di bello per la nostra città è più forte di
tutto. Per ora”. E aggiunge: “Se dovessimo pagare tutto il lavoro svolto, servirebbero più del doppio delle risorse”. Dopo la festa dei fiori, spazio all’Infiorata di giugno, al Palio con le contrade e agli appuntamenti estivi tra Teatro Improbabile e Cinema in Rocca. Il 26 giugno tornerà il violinista Giovanni Andrea Zanon con l’Orchestra di Padova e del Veneto, mentre a settembre è atteso il duo comico Marco e Pippo. In autunno la Festa dell’Anatra e, a dicembre, gli eventi natalizi. Un anno intero da vivere in piazza, nel segno del volontariato. (r.m.)
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Sicurezza stradale/1. Il piano del Comune per ridurre i rischi sulle strade
Martellago, sicurezza stradale sotto pressione: il Comune interviene su incroci e attraversamenti
Il Comune di Martellago punta sulla sicurezza stradale con la realizzazione di sette passaggi pedonali illuminati e con l’installazione, sempre per la tutela dei pedoni, di cinque impianti semaforici a chiamata. Tutti gli interventi saranno realizzati prima dell’estate. Tre passaggi pedonali illuminati saranno realizzati in via Boschi, di cui uno con semaforo a chiamata. Due saranno realizzati in piazza Vittoria, uno in via Castellana e uno in via Olmo. Per quanto riguarda i semafori, oltre a quello in via Boschi, ne sarà realizzato uno in via Selvanese a Olmo, uno davanti al cimitero di Maerne, uno in via Castellana e uno in via Ca’ Rossa. A spiegare il perché di questi interventi è il sindaco di Martellago Andrea Saccarola per il quale: “La nostra amministrazione è impegnata a rendere Martellago un luogo sempre più sicuro e accessibile per tutti”. “In queste settimane - continua il sindaco
Saccarola - ho partecipato a un sopralluogo insieme al funzionario dell’ ufficio tecnico e al rappresentante della ditta incaricata dell’appalto della pubblica illuminazione. L’obbiettivo è migliorare la sicurezza stradale. L’installazione di nuovi impianti semaforici e di attraversamenti pedonali illuminati non è solo una risposta alle esigenze dei cittadini, ma un impegno concreto per garantire la sicurezza di tutti, in particolare dei pedoni. La nostra amministrazione continuerà a lavorare per migliorare la qualità della vita nella nostra comunità. I soldi per la realizzazione degli interventi sono stati ricavati dal bando per l’ammodernamento dell’illuminazione pubblica”. Infine, lavori e disagi in vista. Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità nelle scorse settimane infatti lo schema di convenzione tra il Comune di Martellago e la Città metropolitana di Venezia per la realiz-
zazione della nuova rotatoria sulla Sp 38, all’incrocio tra via Circonvallazione Est e via Olmo. Un intervento atteso e fondamentale per la sicurezza stradale, in un punto dove ogni giorno transitano migliaia di veicoli. L’opera ha un valore stimato di 500.000 euro, di cui 250.000 euro cofinanziati dalla
Centro di Salzano, in via Calabria arriva il senso unico
Sicurezza stradale a Salzano. Il Comune ha approvato in queste settimane l’istituzione del senso unico sperimentale in via Calabria. Il provvedimento riguarda l’incrocio tra via Roma, strada principale del centro, e via Calabria.“Il senso unico - spiega il sindaco Luciano Betteto - sarà istituito da via Roma in entrata verso via Calabria. La decisione nasce dalle criticità riscontrate: L’immissione attuale presenta scarsa visibilità, anche a causa della presenza di una recinzione di cantiere in
pannelli posizionata sul ciglio della strada, che limita la visuale e aumenta il rischio per la sicurezza stradale”. La misura avrà durata di 6 mesi, con possibilità di proroga. L’intervento sarà attuato a breve, entro marzo, e sarà monitorato durante il periodo di sperimentazione, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza e una migliore gestione della viabilità. Seguiranno da parte del Comune, aggiornamenti sull’entrata in vigore del provvedimento e sulle eventuali modifiche. Ma non solo.
Città Metropolitana: un investimento concreto per ridurre i rischi, migliorare la viabilità e tutelare i nostri cittadini. “Un ringraziamento sincero e sentito al sindaco metropolitano Luigi Brugnaro - ha concluso Saccarola - la sua attenzione verso il nostro territorio dimostra quanto sia fondamen-
Fino a fine marzo resta attiva l’istituzione temporanea di un senso unico alternato regolato da movieri in via Pacinotti, via Mascagni, via Roata per realizzazione nuovi dossi rallentatori in asfalto, dalle 7 alle18 e comunque fino al termine di esecuzione dei lavori. Insomma una serie di modifiche che però saranno utili ai cittadini, che creeranno qualche disagio, ma che alla fine, serviranno per evitare incidenti e far rallentare la velocità su strade densamente abitate. (a.a.)
tale la collaborazione tra enti. Quando le istituzioni lavorano insieme, si ottengono risultati veri e tangibili per la comunità”. Insomma strade più sicure per pedoni ed automobilisti nel 2026 nel territorio comunale del Comune di Martellago, grazie ad interventi ad hoc. Alessandro Abbadir
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Sicurezza stradale/2. Parla Stefano Sorato comandante dei vigili dell’Unione dei Comuni del Miranese
Incidenti in crescita, in aumento anche chi circola senza assicurazione e revisione
Incidenti stradali in leggero aumento, qualche passo avanti sul fronte della guida sotto l’effetto di alcol e droga, ma resta preoccupante il numero di persone che circolano senza assicurazione o con la revisione scaduta. È questo il quadro tracciato dal comandante della Polizia Locale dell’Unione dei Comuni del Miranese, Stefano Sorato, analizzando i dati relativi al 2025. L’Unione, dopo l’uscita del Comune di Spinea, comprende ora i Comuni di Mirano, Salzano, Martellago e Noale. Partendo dai sinistri stradali, il comandante evidenzia un lieve incremento rispetto all’anno precedente. “I sinistri stradali - spiega Sorato - sono stati nel 2025 170, mentre nel 2024 erano 167: se ne registrano quindi 3 in più. Gli incidenti mortali sono stati 2 (uno a Mirano e l’altro a Noale) nel 2025, mentre ce n’era stato solo uno nel 2024”. Per quanto riguarda invece le sanzioni, il dato è in diminuzione. Nel 2024 erano state 11.525, mentre nel 2025 sono circa 1.000 in meno. A incidere è soprattutto l’assenza dei controlli con telelaser. Su questo punto Sorato è molto chiaro e sottolinea la necessità di reintrodurre questo tipo di verifiche anche come deterrente. “Nel nostro territoriospiega - non ci sono autovelox, ma
speriamo che con l’inizio dell’estate possa arrivare l’autorizzazione per il nuovo utilizzo dei telelaser, quelli omologati alle direttive europee”. Un segnale positivo arriva invece dal numero di patenti ritirate per guida sotto l’effetto di alcol o droga. “Nel 2025 abbiamo ritirato 10 patenti a persone sorprese alla guida sotto l’effetto di alcol o droga, mentre erano 13 nel 2024. Quest’anno abbiamo però fermato 8 persone che guidavano senza essere in possesso di patente, mentre erano state 7 nel 2024”. Un tasto dolente resta quello delle infrazioni di tipo “economico”, cioè i casi di persone sorprese a circolare senza assicurazione o con la revisione del veicolo scaduta. Nel primo caso si è passati da 70 nel 2024 a 80 nel 2025. Alla guida di auto, moto o camion senza revisione
sono state trovate 395 persone nel 2025, mentre erano 377 nel 2024. “In questi casi – sottolinea Sorato – le giustificazioni che vengono date sono spesso che non avevano i soldi per fare le assicurazioni e le revisioni o che banalmente si sono dimenticati di farlo. Scatta comunque il fermo amministrativo dell’auto, che potrà essere utilizzata nuovamente solo quando saranno effettuate la revisione o l’assicurazione”. Da quest’anno, inoltre, il territorio dell’Unione dei Comuni si è ridotto con l’uscita di Spinea. “Il territorio del Comune di Spinea – dice Sorato – era un territorio complicato, soprattutto per la presenza di quartieri con dinamiche sociali difficili come, ad esempio, quello del Villaggio dei Fiori”.
Alessandro Abbadir
Paolo Battistini (Aifvs): “Velocità più basse e autovelox per salvare vite”
“Nel giro di 20 anni il numero di giovani morti in sinistri stradali in età compresa tra 20 e 29 anni è diminuito, passando a livello nazionale dalle 1700 vittime del 2004 alle 1100 del 2011, fino alle 700 attuali. Resta alto il numero di pedoni uccisi: 500 nell’ultima rilevazione disponibile. Il Ministero dei Trasporti autorizzi al più presto i lavori di adeguamento degli autovelox”. A dirlo è Paolo Battistini, presidente dell’Associazione Italiana Famigliari Vittime della Strada per le province di Padova e Venezia, da anni impegnato nella promozione dell’educazione stradale tra gli studenti delle scuole del territorio e nel sollecitare enti locali e isti-
tuzioni nazionali a rafforzare gli strumenti utili ad aumentare la sicurezza sulle strade. “In queste settimane faremo incontri nelle scuole dell’area di Cittadella, nel Padovano, e a Borgoricco – dice Battistini – ma anche a Mirano, nel Veneziano, ad aprile. Nei mesi scorsi abbiamo organizzato iniziative di sensibilizzazione, ad esempio a Martellago e a Piove di Sacco. Mi sono reso disponibile anche per attività in provincia di Treviso e di Rovigo, ad esempio nel Comune di Trecenta”. Secondo Battistini, nel 2024 rispetto al 2023 in Veneto si è registrato un aumento del numero di sinistri stradali gravi o mortali, una tendenza che (pur in assenza di dati
ufficiali) sembrerebbe proseguire anche nel 2025. “Per far diminuire il numero di sinistri mortali o gravi – sottolinea Battistini – una strada è obbligata: ridurre la velocità di auto, camion e moto. Si spera che al più presto gli autovelox spenti possano essere riaccesi con il via libera del Ministero dei Trasporti. Vanno nella giusta direzione anche l’istituzione di molte strade con il limite dei 30 chilometri all’ora”. Infine l’attenzione si sposta sul progressivo invecchiamento della popolazione alla guida. “Servono controlli precisi sulle condizioni psicofisiche di chi – conclude – magari a 75 o 80 anni si mette alla guida dell’auto”. (a.a.)
“Serve la riattivazione dei controlli con il telelaser”
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Controlli. Un mezzo mobile nella corte della scuola Pascoli e sensori nel centro storico
Qualità dell’aria, attivo un nuovo monitoraggio
Prosegue l’attenzione sul fronte ambientale a Noale. Dalle scorse settimane è infatti partita una nuova attività di monitoraggio della qualità dell’aria, avviata in accordo con Arpav e pensata per raccogliere ulteriori dati sullo stato dell’atmosfera nel territorio comunale.
L’iniziativa arriva dopo la conclusione di una recente campagna di rilevazione dedicata alla misurazione dei composti organici volatili, realizzata dall’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto in collaborazione con il Comune di Massanzago. Un’attività tecnica che ha coinvolto anche il territorio noalese e che ora entra nella fase di analisi.
Al momento, infatti, si è in attesa dei risultati ufficiali e della relazione tecnica dettagliata che Arpav dovrà trasmettere agli enti coinvolti. Il documento permetterà di esaminare nel dettaglio i dati raccolti e di fornire alla cittadinanza un quadro completo e trasparente sugli esiti delle misurazioni effettuate.
Nel frattempo l’amministrazione comunale, sempre in coordinamento con Arpav, ha ritenuto opportuno proseguire l’attività di controllo ambientale con una nuova campagna di monitoraggio. L’obiettivo è garantire un’osservazione costante e puntuale della qualità dell’aria, ampliando il patrimonio di dati disponibili e rendendo più preciso il quadro complessivo della situazione.
Per questo motivo è stato posizionato un mezzo mobile di rilevazione nella corte interna della scuola secondaria “G. Pascoli”. Il veicolo, dotato di strumenti di analisi ambientale, resterà in funzione per un periodo di trenta giorni e lavorerà in collegamento con alcuni rilevatori collocati nel centro storico della città.
La rete di strumenti consentirà di registrare diversi parametri legati alla qualità dell’aria e di monitorarne l’andamento nel corso delle settimane, offrendo una base informativa utile sia per gli enti tecnici sia per even-
tuali future valutazioni amministrative.
Si tratta, nelle intenzioni del Comune, di un’azione concreta di attenzione verso la salute pubblica e la tutela dell’ambiente. L’acquisizione di dati sempre più rappresentativi del territorio è infatti considerata un passaggio fondamentale per comprendere meglio le dinamiche ambientali locali e per orientare eventuali interventi futuri.
Parallelamente l’amministrazione ricorda ai cittadini che è sempre possibile effettuare nuove segnalazioni relative alla
qualità dell’aria. Chi desidera farlo può richiedere l’apposito modulo presso l’Ufficio Ecologia del Comune, contribuendo così a mantenere attivo un
dialogo diretto tra istituzioni e comunità su un tema particolarmente sensibile come quello della salute ambientale.
Riccardo Musacco
Incontri formativi per vivere attivamente la terza giovinezza
Promuovere la salute e valorizzare la terza età come stagione di consapevolezza e vitalità. Con questo obiettivo la Cooperativa Un Mondo di Gioia, in collaborazione con il Comune di Noale, organizza un ciclo di incontri di educazione sanitaria rivolti alla cittadinanza, con particolare attenzione alla fascia adulta e senior. Gli appuntamenti si terranno dalle 15 alle 16.15 nella Sala Daminato di via Ongari 43 e rappresentano un’occasione concreta per approfondire temi fondamentali legati alla prevenzione e al benessere psicofisico. “Promuovere l’invecchiamento attivo significa investire nel benessere della nostra comunità – sottolinea l’assessore alle Politiche per il Sociale Lorenza Barina –. Con questi incontri vogliamo offrire strumenti concreti
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di prevenzione e informazione, favorendo momenti di socialità e crescita personale. La salute è un bene prezioso e come Amministrazione dobbiamo sostenere iniziative che mettano al centro la persona e la qualità della vita”. Il primo appuntamento è fissato per martedì 31 marzo e sarà dedicato all’osteoporosi, con un focus su diagnosi e prevenzione, a cura della dottoressa Gaia Girotti. Venerdì 10 aprile si parlerà invece di qualità del sonno e dei disturbi che possono insorgere dall’età adulta alla terza età, con l’intervento della dottoressa Francesca Meneghello. L’ingresso è libero e la partecipazione gratuita, con iscrizione consigliata contattando la cooperativa. L’iniziativa è finanziata dalla Regione del Veneto nell’ambito del programma 2024 per la promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo, previsto dalla legge regionale 23 del 2017. Un’opportunità per informarsi, prendersi cura di sé e vivere con maggiore consapevolezza la terza giovinezza. (r.m.)
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La nuova vita di Ivonne Chiarin, ex parrucchiera di Viale Garibaldi
P
er quasi mezzo secolo il suo nome è stato legato a un salone di parrucchiera nel cuore di Mestre. Oggi Ivonne Chiarin, 72 anni, ha scelto una nuova dimensione di vita a Maerne di Martellago, dove insieme al marito ha trovato quella tranquillità e quel senso di comunità che, racconta, nella città non riconosceva più. La sua storia professionale è profondamente intrecciata con Mestre. «Il negozio in viale Garibaldi l’ho aperto nel 1976 – racconta – e per tanti anni è stata la mia vita». Ancora oggi il salone esiste ed è gestito dalla figlia, mentre Ivonne ha continuato a lavorarci fino a quattro anni fa, prima di fermarsi per motivi di salute. Originaria di Campalto, ma cresciuta fin da bambina in viale San Marco, Ivonne ha vissuto a lungo a Mestre prima di trasferirsi, una ventina d’anni fa, nella zona di Mazzocco di Mogliano insieme alla figlia. “Mi piaceva la campa-
gna – spiega – e lì sono rimasta per diciotto anni”. Poi, tre anni fa, un nuovo cambiamento: la scelta di trasferirsi a Maerne.
La decisione è arrivata anche per ragioni pratiche. “La casa dove vivevamo era diventata troppo grande per noi. Io e mio marito abbiamo avuto alcuni problemi di salute e abbiamo deciso di cercare qualcosa di più semplice”. Ma dietro al trasloco c’è anche un sentimento più profondo. “A Mestre non sarei più tornata – dice – perché la città è cambiata molto: c’è più confusione, è difficile trovare parcheggio e si respira un clima diverso”.
A Maerne, invece, Ivonne racconta di aver ritrovato un ritmo più umano. “Qui c’è più contatto tra le persone. Abitiamo in una piccola via, in un condominio di quattro appartamenti. Ci salutiamo, ci conosciamo, ci aiutiamo”.
Un rapporto di vicinato che per lei è diventato un valore quotidia-
no. “Abbiamo perfino un gruppo WhatsApp tra vicini: se qualcuno va via per qualche giorno avvisa gli altri”.
La differenza si percepisce anche nei piccoli gesti. “Vai in farmacia o al supermercato e si ricordano di te. All’Ulss di Martellago una
La città protagonista nella Comunità Europea dello Sport 2026
È il sindaco di Martellago, Andrea Saccarola, a raccontare il valore dell’avvio della Comunità Europea dello Sport 2026, il riconoscimento assegnato da ACES Europe alla Comunità delle Tre Province che unisce Zero Branco, Trebaseleghe e Martellago. L’atto inaugurale si è svolto nella cornice di Villa Guidini, segnando l’inizio ufficiale di un percorso condiviso tra territori. “Non è stato solo un momento formale – sottolinea Saccarola – ma un passaggio simbolico di grande valore”. Il riferimento è alla consegna della bandiera alle associazioni sportive, gesto che ha voluto rendere omaggio all’impegno quotidiano di società, volontari e allenatori. “È un segno di riconoscenza verso chi lavora ogni giorno per la comunità, soprattutto
volta ho fatto un complimento per una pianta di gigli e dopo due giorni l’impiegata me ne ha portata una a casa. Sono cose che in città non mi sarei mai aspettata”. Oggi Ivonne e il marito, 78 anni, entrambi in pensione, vivono una vita attiva ma più serena. Il nuovo
appartamento ha un piccolo giardino dove si prendono cura dei loro due cani e la giornata scorre tra passeggiate, sport e attività sociali.
Ivonne fa parte anche dell’associazione Trifoglio Rosa, che riunisce donne operate al seno e promuove iniziative di prevenzione. “Pratico dragon boat e partecipo spesso a camminate e attività per sensibilizzare le donne”.
Una vita dinamica, dunque, ma con un ritmo diverso. “Non sono mai stata una persona da stare ferma in casa – sorride – però qui si vive con più calma. È una dimensione più intima e familiare”. E quando torna a Mestre per andare al negozio della figlia o a trovare il padre in casa di riposo, il confronto è inevitabile. “La città resta parte della mia storia – dice –ma quando rientro a Maerne sento davvero di essere tornata a casa”.
per le giovani generazioni”. Per il sindaco, il riconoscimento è il risultato di un lavoro costruito nel tempo. “Desidero ringraziare gli amministratori dei Comuni coinvolti per il percorso portato avanti con determinazione e spirito di collaborazione. È un traguardo frutto di dialogo, condivisione e visione comune”. Un risultato che rafforza il ruolo di Martellago all’interno di una rete territoriale sempre più coesa. Ma il primo cittadino guarda soprattutto avanti. “Questo riconoscimento non è un punto di arrivo, ma una responsabilità. Dobbiamo rafforzare le relazioni tra i territori, mettere in rete le associazioni e promuovere progettualità condivise”. Lo sport, ribadisce Saccarola, deve essere inteso come esperienza educativa e sociale, capace di generare inclusione e senso di appartenenza. La presenza di atleti olimpici e paralimpici durante la serata ha rafforzato il messaggio. “La loro testimonianza ci ricorda che lo sport è prima di tutto formazione, rispetto e collaborazione. Valori che vogliamo continuare a promuovere come comunità”. Il percorso verso il 2026 è appena iniziato, ma l’impegno è già chiaro. “Proseguiamo insieme, con convinzione – conclude il sindaco – perché questo progetto rappresenta un’opportunità concreta per crescere come territorio e offrire nuove prospettive alle nostre comunità”. (r.m.)
Riccardo Musacco
La polemica. Minoranza e maggioranza divise sui numeri
Tornano in aula i debiti fuori bilancio: scontro in Consiglio
Il tema dei debiti fuori bilancio torna al centro del dibattito nel Consiglio comunale di Martellago, riaccendendo un confronto che va ben oltre la cifra in discussione. Sul tavolo dell’ultima seduta infatti è stata presentata una delibera da 396 euro, legata alla chiusura di una controversia giudiziaria, cifra irrisoria, ma che ha dato spunto all’opposizione per un confronto più ampio sulla gestione dei contenziosi da parte dell’amministrazione, anche rispetto alla precedente. A illustrare il provvedimento è stata l’assessora al Bilancio Silvia Bernardo, spiegando che si tratta di spese residue — contributo unificato e imposta di registro — dopo una causa arrivata fino in Cassazione. La vicenda nasce da una controversia sui tributi comunali nell’ambito di una procedura di liquidazione giudiziale: il Comune aveva rivendicato il privilegio del credito, ma prima il Tribunale e poi la Suprema Corte hanno respinto la tesi, aderendo a un’interpretazione più formalistica della norma. Nessuna condanna alle spese legali, poiché la controparte non si è costituita, ma resta l’obbligo di riconoscere il debito fuori bilancio. A sollevare
perplessità è stata la minoranza, che pur riconoscendo l’esiguità della cifra ha posto l’accento sulla sostanza politica della vicenda. Il consigliere Alessio Boscolo ha ricordato come già un anno fa fosse stato espresso il timore di un ricorso poco prudente, sottolineando il rischio — evitato solo per circostanze favorevoli — di dover sostenere costi ben più elevati. Da qui l’affondo: non tanto sul singolo caso, quanto sull’andamento generale del contenzioso comunale. Numeri alla mano, l’opposizione ha evidenziato un aumento significativo delle cause dal 2019 in poi, con un incremento sia dei procedimenti sia dei debiti fuori bilancio approvati. Dati che, secondo la minoranza, imporrebbero una riflessione sulla strategia complessiva e sull’opportu-
nità di valutare strumenti diversi, come l’istituzione di un ufficio legale interno. La replica della maggioranza non si è fatta attendere. L’assessora ha respinto con decisione le accuse, definendo improprio parlare di “lite temeraria” in presenza di orientamenti giurisprudenziali non univoci. Difeso anche l’operato degli uffici, chiamati — è stato sottolineato — a tutelare l’ente senza margini di discrezionalità politica. Quanto ai numeri, la maggioranza ha invitato a contestualizzarli, ricordando che molte cause derivano da procedimenti avviati anni prima e che fattori esterni, come il rallentamento della giustizia durante il Covid, hanno concentrato le sentenze in un arco temporale ristretto.
Riccardo Musacco
Riforma della giustizia, una serata di confronto
In vista del referendum sulla riforma della Giustizia in programma il 22 e 23 marzo, anche Martellago ha voluto aprire uno spazio di confronto e approfondimento dedicato ai cittadini. Nelle scorse settimane, infatti, si è svolto un incontro pubblico che ha registrato una partecipazione ampia e attenta, segno di quanto il tema sia sentito e di quanto sia forte il desiderio di informazione su una materia complessa e delicata. La serata si è trasformata in un vero momento di dialogo con la comunità. Numerosi cittadini hanno preso parte all’iniziativa, intervenendo con domande puntuali e riflessioni che hanno contribuito ad animare un dibattito vivace ma sempre costruttivo. Un confronto diretto, utile a chiarire molti dubbi e a offrire strumenti di comprensione in vista dell’appuntamento referendario. All’incontro hanno partecipato diversi esperti del settore giuridico che hanno illustrato i contenuti e le implicazioni della riforma. Tra loro l’avvocata Valentina Bettin, presidente dell’associazione Obiettivo Famiglia – Federcasalinghe Veneto, l’avvocato Michele Zatta della Camera Penale Veneziana e l’avvocato Umberto Pisano, che con interventi chiari e approfonditi hanno accompagnato il pubblico nell’analisi dei principali aspetti del referendum. La serata è stata moderata da Marco Garbin, presidente dell’Associazione Progresso Civico, che ha guidato il confronto favorendo il dialogo tra relatori e cittadini. Un ringraziamento particolare è stato rivolto proprio all’associazione per il supporto organizzativo, così come all’Amministrazione comunale di Martellago, rappresentata dal sindaco Andrea Saccarola, per la presenza e per la disponibilità della sala che ha ospitato l’incontro. Momenti come questo dimostrano quanto sia importante creare occasioni di informazione e partecipazione sui temi che riguardano il futuro del Paese. (r.m.)
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Urbanistica. L’approvazione in consiglio comunale nelle scorse settimane
Via libera alla variante urbanistica: “Un intervento atteso da oltre vent’anni”
Non solo un atto tecnico, ma una scelta destinata a incidere sul futuro del territorio. Nell’ultimo Consiglio comunale di Salzano è stata adottata una variante urbanistica che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrebbe chiudere alcune partite aperte da decenni e ridisegnare assetti urbanistici e viabilità. “Non è solo un atto tecnico, ma un intervento atteso da oltre vent’anni cambierà il volto del paese, sistemerà la viabilità e ne promuoverà lo sviluppo”, afferma il sindaco Luciano Betteto. Secondo il primo cittadino la variante “mette finalmente la parola fine a situazioni di stallo che si trascinavano da decenni, ridisegnando il futuro del paese con pragmatismo e visione”. Tra i punti centrali del provvedimento c’è lo sblocco del piano di lottizzazione “Cornaro”, fermo da oltre vent’anni. “È stato sbloccato – spiega il sindaco – il piano di lottizzazione ‘Cornaro’, un nodo critico dopo oltre 20 anni”. Il comparto Cornaro (Piano Norma 2-3 e 8) rappresentava una delle eredità urbanistiche più complesse del passato: un progetto rimasto a lungo fermo perché non più coerente con la realtà del territorio. Con la variante approvata le cubature sono state ridotte
passando dai circa 125.000 metri cubi originari ai circa 87.000 metri cubi complessivi, con lo stralcio di circa 38.000 metri cubi di Edilizia Residenziale Pubblica. La revisione comporterà anche un cambiamento nella viabilità: il traffico della lottizzazione non attraverserà più le strade interne ma avrà un accesso dedicato sulla Sp 35 via Roma. Un capitolo importante riguarda la mobilità ciclabile. “Dopo decenni di attesa – assicurano il sindaco Betteto e l’assessore Claudio Bottacin – la variante sancisce la chiusura definitiva dei ‘buchi’ nella rete ciclabile, portando a compimento un obiettivo storico: il collegamento integrale tra Salzano e Robegano e la connessione sicura di Salzano con Noale”. Il completamento del tratto mancante lungo la Sp 35 via Villatega, tra via Frusta, via Valli e via Toscanigo, insieme alla nuova passerella sul fiume Marzenego all’incrocio “Al Pioppeto”, consentirà di collegare in sicurezza le diverse aree del territorio. La variante interviene anche sulla sicurezza stradale. “A fronte del mancato finanziamento regionale di circa 18 milioni di euro per le varianti n. 12 di Salzano e n. 13 di Robegano, il Comune è riuscito a ottenere risorse ad hoc per risolve-
re i punti più critici della viabilità”. Tra gli interventi previsti figurano l’allargamento di via Oberdan e la realizzazione della rotatoria tra la Sp 37 e via Frusta, opere pensate per adeguare le strade al traffico attuale. Prevista infine una nuova rotatoria sulla Sp 37 in corrispondenza dell’accesso alla zona industriale di Robegano. “L’intervento – conclude il sindaco – risolverà definitivamente il pericoloso innesto stradale situato a ridosso del sottopasso ferroviario, eliminando un punto nero dove visibilità e spazi di manovra sono stati per troppo tempo insufficienti”. La variante entra ora nella fase delle osservazioni nelle prossime settimane.
Alessandro Abbadir
Da Progetto Comune piovono critiche alla variante
Dai banchi dell’opposizione arrivano critiche alla variante urbanistica approvata dal Comune di Salzano. A intervenire è la consigliera di Progetto Comune Maria Grazia Vecchiato (in foto) che solleva diverse perplessità sui contenuti del provvedimento. “Con quest’ultima variante – dice – l’amministrazione mette insieme una serie di istanze di privati, lo spostamento di volumetria, una lottizzazione, il cambio di destinazione d’uso di un’area pubblica da alienare e interventi sulla viabilità. Ho chiesto che i vari ambiti della variante fossero suddivisi e votati per settori d’intervento, ma la richiesta è stata rifiutata. Di fatto, se alcune proposte risultano condivisibili, altre sono poco comprensibili e presentano diverse criticità”. Tra
i punti contestati dalla consigliera c’è l’eliminazione definitiva della prevista tangenziale nord di Salzano. Secondo Vecchiato si tratta
di “una scelta poco comprensibile”, considerando che l’arteria sarebbe stata importante per il territorio comunale, consentendo lo spostamento del traffico veicolare passante all’esterno del centro
storico e accompagnando la prevista espansione urbanistica. Una decisione che, aggiunge, sarebbe stata presa dall’amministrazione “senza alcuno studio complessivo dei flussi veicolari nel nostro paese”. Vecchiato richiama poi l’attenzione sulla situazione del centro storico: “La questione legata al centro storico di Salzano comincia ad essere pesante: dopo la demolizione forzata di alcuni edifici storici di via Roma, viene proposto lo spostamento della cubatura di una proprietà in un altro lotto di un’area edificabile, lasciando la superficie dello stesso a disposizione del Comune”. “La domanda è – conclude Vecchiato – quale visione complessiva di tutela e conservazione del centro storico ha questa amministrazione?”. (a.a.)
Tra i punti chiave lo sblocco della lottizzazione Cornaro, la riduzione delle cubature e nuovi interventi per sicurezza stradale e mobilità ciclabile
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della prevenzione domestica, distribuiti gratuitamente a tutte le mamme in attesa e alle famiglie che previene gli incidenti pediatrici domestici
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Ulss 3 Serenissima, Fondazione di Venezia e Clementoni firmano un prodotto educativo validato da un comitato scientifico.
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na scatola, un tabellone, 112 carte e un Vademe-
ni per le scale, scivoloni in bagno, bernoccoli da spigoli, teste incastrate tra le inferriate del lettino, avvelenamenti da medicinali incustoditi, ingestioni accidentali di piccoli oggetti, schiacciamenti dovuti ai mobili ballerini, scosse elettriche per dita infilate nelle prese a muro, voli dalle finestre, colpi di calore e incidenti in auto, avvelenamenti da detersivi, annegamenti in vasca e fughe dai giardini, ustioni solari, cadute dal passeggino, dal triciclo, dalla bici, ma anche alcol e fumo passivo, sindrome da bambino scosso e dipendenza da smartphone.
un partner d’eccezione: il marchio internazionale di giochi educativi per bambini e famiglie Clementoni, che lo ha
aver affiancato l’ Ulss 3 Serenissima – commenta Stefano Clementoni – nella realizzazione di un progetto di così alta valenza sociale, un’iniziativa che mette al centro la tutela e la sicurezza dei bambini, valore imprescindibile per la
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Le 32 illustrazioni fiabesche e la grafica giocosa sono state invece affidate dall’azienda sanitaria a due giovani creativi veneziani, l’artista Dennis Ercole e il designer Filippo
Si giocherà anche in consultori, reparti materno infantili, distretti, case della comunità, corsi di formazione e musei.
Nell’anno appena trascorso 1.275 bambini sono arrivati ai Pronto soccorso pediatrici dell’azienda sanitaria veneziana per incidenti casalinghi in gran parte evitabili con la messa in sicurezza degli spazi domestici. Si tratta di un bambino ogni dieci tra tutti quelli curati in ospedale. Per lo stesso motivo e nello stesso periodo altri 25 bambini del territorio veneziano sono stati elitrasportati in codice rosso dal Suem 118 alle Rianimazioni pediatriche regionali competenti.
che in consultori, reparti materno infantili, distretti, case della comunità, corsi di formazione e musei: qui si giocherà imparando le regole della prevenzione insieme agli
L’azienda sanitaria veneziana ha così pensato di ideare, sviluppare e realizzare Ca’ Bimbo, il primo gioco da tavolo italiano in grado di prevenire gli incidenti pediatrici domestici: uno strumento ludico educativo unico nel suo genere, realizzato con il patrocinio della Regione del Veneto e con la collaborazione di Fondazione di Venezia e di
ulteriori 10 mila copie alla popolazione di riferimento.
Un comitato scientifico e un team per la realizzazione
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L’idea è di “Ca’ Bimbo” è di Giulia Busetto. Le illustrazioni sono state realizzate da Dennis Ercole. La grafica è stata curata da Filippo Trevisan. I contenuti del Vademecum e del Gioco da Tavolo di Ca’ Bimbo sono stati validati da un Comitato tecnico scientifico composto da professionisti della sanità tra pediatri, neuropsichiatri, medici dell’emergenza urgenza, ginecologi, ostetriche, esperti della prevenzione, formatori e specialisti delle comunicazioni, coordinato da Paolo Rosi, Medico dell’emergenza urgenza e Direttore del Suem 118 del Veneto. Il Comitato è composto da Paola Cavicchioli, Pediatra e Direttrice della Pediatria dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, Vittorio Selle, Medico di igiene e prevenzione e Direttore del Dipartimento di prevenzione, Lorella Altafini, Medico rianimatore e Direttrice di Anestesia e rianimazione dell’Ospedale di Dolo, Ilaria Festa, Neuropsichiatra infantile e Direttrice del Servizio Infanzia adolescenza e famiglia di Venezia e Mestre, Angelica Rampazzo, Neuropsichiatra infantile e Direttrice del Servizio Infanzia adolescenza e famiglia di Miranese e Chioggia, Barbara Guarinoni, Coordinatrice ostetrica dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, Elisabetta Spigolon, Direttrice della Formazione dell’Ulss 3, Giulia Busetto, Giornalista esperta di Comunicazione in Sanità.
“Ca’ Bimbo – ha commentato presentando il progetto Alberto Stefani, Governatore del Veneto – è un vero e proprio atto d’amore nei confronti dei nostri cittadini, in linea con la politica di valorizzazione delle famiglie e dei giovani. La prevenzione, ancora di più quando riguarda i più piccoli, deve essere un obiettivo comune. Sono grato all’Ulss 3 Serenissima per questo tentativo di rispondere, con grande concretezza, a un’esigenza presente nella nostra comunità. Questo è un modello che vogliamo esportare in tutto il Veneto, un dialogo genitori figli che vogliamo estendere a
Gli ha fatto eco Vincenzo Marinese, presidente Fondazione di Venezia: “Educare alla sicurezza significa costruire
Sociale. Un nuovo servizio per gli alunni delle scuole primarie
Food bag e borracce per ridurre la piaga dello spreco alimentare
In occasione della “Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare”, il Comune di Salzano, in collaborazione con il gestore del servizio di refezione scolastica, ha consegnato agli alunni delle scuole primarie “San Giovanni Bosco” di Salzano e “San Pio X” di Robegano oltre 400 food bag. Le borse, pensate per riportare a casa il cibo non consumato a scuola e idoneo alla conservazione a temperatura ambiente, rappresentano una misura concreta di riduzione dello spreco alimentare, inserita tra le attività di prevenzione dei rifiuti previste dal Piano Regionale di gestione dei rifiuti urbani e speciali.
L’iniziativa fa parte di un più ampio programma comunale volto al contenimento della produzione di rifiuti e sarà oggetto di rendicontazione al Consiglio di Bacino Venezia Ambiente. Alla consegna delle food bag erano presenti il Sindaco Luciano Betteto, l’assessore all’Istruzione Alberto Munarin, la consigliera Claudia Gobbato e i referenti Sodexo Italia per il Comune di Salzano. Ogni alunno ha ricevuto, insieme alla borsa, anche una borraccia personale riutilizzabile, estendendo così l’azione di prevenzione ai rifiuti di plastica monouso e promuovendo comportamenti sostenibili in linea con gli obiettivi regionali. Nel corso degli anni 2024 e 2025, il Comune, sempre in collaborazione con Sodexo Italia, ha organizzato incontri di educazione alimentare rivolti agli alunni e alle loro famiglie, con l’obiettivo di: diffondere maggiore consapevolezza nutrizionale; promuovere un consumo equilibrato e responsabile; prevenire l’eccesso e il consumo indiscriminato di cibo; sensibilizzare sul valore delle risorse alimentari e sulla necessità di evitarne lo spreco. Queste attività formative si configurano come strumenti di prevenzione “a monte”, agendo direttamente sui comportamenti quotidiani e contribuendo a ridurre la quantità di rifiuti prodotti. Con questo progetto, il Comune di Salzano punta a sensibilizzare alunni e famiglie sull’importanza dei piccoli gesti quotidiani per contenere lo spreco di cibo e acqua e, più in generale, per rispettare l’ambiente.
“Siamo felici di promuovere questo progetto a fianco del Comune di Salzano - ha dichiarato Alessandro Greco, Responsabile di Area di Sodexo Italia .Con le food bag bambine e bambini potranno portare a casa quei prodotti che si possono conservare in sicurezza a temperatura ambiente. L’uso della bag e della propria borraccia è uno stimolo a imparare, attraverso piccole abitudini quotidiane, a dare valore al cibo, all’importanza del non spreco e al rispetto delle risorse del nostro pianeta”.
La Biblioteca “Marco Polo” amplia i servizi digitali
La Biblioteca “Marco Polo” di Salzano inaugura il 2026 con un’importante novità: un accordo con 17 biblioteche della Città Metropolitana di Venezia per gestire la piattaforma Bdv –Biblioteche del Veneziano, dedicata al prestito di ebook e alla consultazione dell’edicola digitale. L’iniziativa segue le linee del Manifesto Unesco per le biblioteche pubbliche, che promuove l’accesso all’informazione e alla conoscenza, favorendo modalità di fruizione moderne e flessibili. Dopo la pandemia da Covid è emersa la necessità di integrare il prestito cartaceo con servizi digitali, poiché il solo formato cartaceo non soddisfa più tutte le richieste, soprattutto di chi predilige la consultazione da
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remoto. La piattaforma Mlol (Media Library On Line), scelta per i nuovi servizi, è oggi la più grande in Italia per il prestito digitale: attiva in oltre 7.000 biblioteche e in 20 Paesi stranieri, offre una vasta collezione di contenuti. L’edicola Mlol mette a disposizione migliaia di quotidiani e periodici, consultabili quotidianamente e sfogliabili integralmente, con testi e immagini, direttamente dal dispositivo degli utenti. I servizi saranno attivi da questo mese e cioè da marzo 2026, e sono messi a disposizione dall’Ufficio Cultura del Comune e dalla Biblioteca, che guideranno gli utenti all’accesso sia dell’edicola digitale sia del prestito ebook. “Si tratta di risultati molto importanti –afferma l’assessore alla cultura del Comune di Salzano Michela Muffato – per creare ‘luoghi di cultura’ sempre più ricchi, accoglienti e frequentati, capaci di rispondere a una società in rapida trasformazione”. Insomma una bella novità per i ragazzi e i giovani, ma anche per le persone di tutte le età. (a.a.)
Alessandro Abbadir
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Il gelato Michielan conquista Shenyang
S corzè fa parlare di sé fino all’estremo
Oriente e celebra i suoi talenti anche dalla Cina. Michielan, storica azienda scorzetana produttrice dei gelati, festeggia l’inaugurazione del suo ultimo traguardo: il Michielan Museum, il secondo museo del gelato aperto dall’azienda a Shenyang, nel nord est del Paese. Tra spazi didattici e interattivi, il museo è un’esperienza che ha richiamato migliaia di visitatori, trascinati nella storia del gelato e, ovviamente, della famiglia Michielan.
L’inaugurazione ufficiale ha registrato numeri da record, con seimila presenze, seguite da diversi sold out nei giorni successivi. Un risultato che è il frutto della visione del fondatore, Piero Michielan, della sua azienda in Cina “Gelato di Natura”, e dei suoi collaboratori in loco. Il museo è infatti uno spazio pensato “Per essere ancor più interattivo, coinvolgente e apprezzabile soprattutto dai più piccoli” rispetto al precedente, racconta Piero. Un primo museo era stato infatti aperto a Jiaxing nel 2017, una tappa in un percorso di conoscenza del gelato di cui la Michielan è stata una delle aziende pioniere in Cina. Dopo l’arrivo nel 2012 con uno stabilimento produttivo che oggi conta 400 dipendenti, “C’era necessità di fare cultura
Frittura di calamari e gamberi
del prodotto”, dice ancora Piero. Quella di Michielan è infatti una storia che parte dal Miranese ma che velocemente attraversa i confini nazionali. Noalese di nascita, Piero fonda la sua azienda a Scorzè, ma negli anni è arrivato a registrare partnership e ingressi nei mercati di tutto il mondo.
“Sono sempre stato un po’ un esploratore dei mercati. Siamo stati tra i primi ad arrivare in Russia, Bielorussia, Giappone, e anche in Cina. Mi è sempre piaciuto un po’ andare dove gli altri non erano ancora arrivati”, racconta ancora il fondatore. E in un paese che consuma sempre più gelato, il nuovo museo può diventare una vera attrazione turistica.
Il museo si sviluppa su 1400 metri quadri e si articola in tre aree tematiche: una con pannelli interattivi dedicati a storia, consumi, preferenze di gusti; una seconda “piazza” dedicata all’assaggio dei gusti più in voga e all’esposizione degli strumenti del mestiere; infine, una terza area dedicata ai fratelli Michielan, alla loro storia e origini. Ad accompagnare Piero Michielan
Mozzarella in carrozza con:
all’inaugurazione e ad incontrare politici e partner locali, è stata una delegazione italiana d’eccezione: il sindaco di Scorzè Giovanni Mestriner, il consigliere regionale e noalese Alessio Morosin, e il presidente della pro loco Scorzè Lorenzo Michielan, che hanno lodato l’iniziativa.
Davide Grosoli
Al via i lavori di sistemazione al cimitero cittadino
Sono iniziati importanti lavori di sistemazione presso il cimitero di Cappella, nel territorio di Scorzè. Lo fa sapere tramite i social il sindaco Giovanni Battista Mestriner.
L’intervento prevede la sostituzione di tutti i marmi danneggiati, l’abbassamento della mura di divisione e la sistemazione dei vialetti
interni, con l’obiettivo di migliorare il decoro, la sicurezza e l’accessibilità dell’area cimiteriale. Per consentire lo svolgimento dei lavori, per circa un mese alcune ampie zone del cimitero non saranno accessibili al pubblico.
“Chiediamo a tutti i cittadini di portare un po’ di pazienza per il temporaneo disagio: al termine degli interventi il cimitero sarà più ordinato, curato e dignitoso per la memoria dei nostri cari” ha fatto sapere il primo cittadino. (r.v.)
Branzino al forno con patate 40 è consigliata la prenotazione
ed successo -
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Ristrutturare casa nel 2026: conviene davvero farlo adesso?
Michela e Filippo di Edilizia PER raccontano cosa sta cambiando nelle case di Padova e provincia
Bagni stretti, impianti datati, spazi che non rispondono più alle esigenze di oggi.
È una situazione che molte famiglie conoscono bene. Le case costruite tra gli anni Settanta e Novanta, molto diffuse nel territorio padovano, iniziano a mostrare i segni del tempo. Prima o poi arriva la stessa domanda: rare adesso oppure conviene aspettare?
Negli ultimi anni il settore delle ristrutturazioni ha vissuto una fase molto intensa, legata ai grandi bonus fiscali. Oggi il mercato è più stabile, ma l’interesse per rinnovare la propria abitazione resta alto. Anche perché, accanto alle normali esigenze di manutenzione, stanno cambiando i modi di vivere la casa.
Per capire meglio cosa sta succedendo abbiamo incontrato
Il tema che tutti chiedono:
Negli ultimi anni si è parlato molto di bonus. Oggi quali incentivi esistono per chi ristruttura casa?
realtà con showroom a Limena che da anni segue ristrutturazioni di interni tra Padova e provincia. L’azienda si occupa soprattutto di ne di appartamenti, rifacimento bagni, restyling degli ambienti domestici e realizzazione di bagni accessibili migliorare concretamente la qualità degli spazi
96.000 euro per ogni unità immobiliare.
Quando nasce davvero l’idea di ristrutturare
Michela, quando una famiglia capisce che è arrivato il momento di rinnovare la propria casa?
de da un giorno all’altro.
è il la-
Il bagno è uno degli ambienti che invecchia più velocemente e dove gli impianti possono diventare obsoleti. Molte persone decidono quindi di rifarlo completamente, migliorando sia l’aspetto estetico sia la funPoi ci sono molte ristrutturazioni di appartamenti, soprattutto quando una casa viene acquistata o pasAltri interventi riguardano nuovi pavimenti, rivesti-
Un tema sempre più importante: i bagni accessibili
Conta moltissimo. Un progetto può sembrare perfetto sulla carta, ma quando si apre un cantiere bisogna sempre confrontarsi con la realtà dell’abitazione. Per questo lavoriamo in modo molto coordinato. Michela segue la parte progettuale e io la gestione dei lavori. Ci confrontiamo continuamente per trovare
Questo aiuta a evitare problemi e a mantenere il lavo-
Spesso si parte da un problema molto pratico. Un bagno troppo piccolo, una doccia scomoda, una cucina che non funziona più bene come un tempo. Oppure una casa appena acquistata che ha bisogno di essere adattata ai gusti e alle abitudini di chi la abiterà. Molte abitazioni costruite qualche decennio fa erano progettate in modo diverso rispetto a oggi. Gli spazi erano pensati per stili di vita che nel frattempo sono cambiati.
Per questo molte famiglie scelgono di intervenire con una ristrutturazione mirata, che renda la casa più funzionale e più piacevole da vivere.
equilibrato. Durante il periodo dei bonus più alti c’era una corsa ai lavori e i cantieri erano ovunque. Oggi invece le famiglie fanno scelte più ragionate e si prendono il tempo per valutare bene il progetto. Questo aiuta molto anche nella gestione dei lavori, perché si riesce a programmare con maggiore precisione e a seguire meglio ogni fase del cantiere.
Il bagno resta il lavoro più richiesto
Quali sono oggi gli interventi più frequenti?
L’errore più comune quando si pensa alla ristrutturazione
C’è un errore che vedete spesso quando le persone iniziano a pensare ai lavori?
Michela: Sì. Molti partono dal bonus invece che dalla casa. La detrazione è sicuramente utile, ma non dovrebbe essere il motivo principale per fare un intervento. La prima cosa da capire è come quella famiglia vive gli spazi e quali problemi vuole risolvere. Solo dopo si ragiona su materiali, costi e incentivi.
Direi che è una scelta che molte famiglie
Le detrazioni permettono comunque di recuperare una parte della spesa e oggi il mercato è più stabile
E soprattutto molte case hanno davvero bisogno di essere aggiornate. Quando una ristrutturazione è fatta bene, il miglioramento si vede subito: negli spazi, nella funzionalità e nel comfort quotidiano.
Tra progettazione e cantieri, Edilizia PER continua a seguire ristrutturazioni di appartamenti, restyling degli interni e rifacimento bagni tra Padova e provincia, accompagnando le famiglie dalla prima idea fino alla conclusione dei lavori.
Un lavoro fatto di ascolto, progettazione e presenza costante sul campo. Perché ogni casa ha una storia diversa e ogni ristrutturazione parte sempre dalle esigenze reali di chi la abita.
Opere pubbliche. Via libera del consiglio comunale alle varianti urbanistiche
Il piano delle rotonde sta prendendo forma
I l consiglio comunale di fine febbraio ha aggiunto un tassello a un percorso lungo anni e che si concluderà con la realizzazione di alcune opere viabilistiche tanto attese dalla cittadinanza di Scorzé. Dovrebbero concludersi nel 2027 i lavori di quattro nuove rotonde che elimineranno alcuni degli incroci che oggi sono all’origine di code e attese nel traffico, tanto nel capoluogo quanto nelle frazioni. Le prime due opere si trovano lungo via Moglianese, nelle frazioni di Cappella e Gardigiano, sono affidate alla competenza della Città Metropolitana di Venezia e sono le opere per cui l’iter è più avanzato. La prima si colloca di fronte alla piazza di Cappella, e avrà la funzione sia di arredo urbano e “decoro”, sia di sicurezza, per costringere gli automobilisti a rallentare lungo il rettilineo che taglia il centro abitato. La seconda opera, proseguendo lungo la Moglianese, interesserà il territorio di Gardigiano all’incrocio con via Campocroce e via Mo-
glianese Vecchia: in questo caso si tratterà di fatto di due rotonde appaiate, ma il cantiere è lo stesso. Per queste due opere la votazione del consiglio di giovedì sera ha approvato definitivamente la variante urbanistica: l’area diventa così “zona F”, cioè dedicata a impianti e infrastrutture di interesse generale, a cui seguiranno degli espropri per la costruzione. La progettazione è già stata fatta ed è definitiva, e ora la Città Metropolitana può partire con il proprio iter: secondo le stime, le opere dovrebbero essere completate in un anno e mezzo dalla partenza delle procedure, quindi probabilmente vedranno la luce entro la fine del 2027.
Le altre due rotonde sono forse ancor più significative dal punto di vista del traffico. Una sostituirà il semaforo della Crosarona, l’incrocio che divide il paese da Trebaseleghe e Noale, e che genera quotidianamente ingorghi e code; l’altra verrà costruita a Scorzé, nell’incrocio tra via Cercariolo e via Venezia, eliminando l’ultimo semaforo nel centro del capoluogo e ultimando il progetto di rigenerazione di via Roma e del centro.
Anche in questo caso le due opere non verranno realizzate dal Comune, ma saranno l’esito di un accordo con un privato, siglato durante la precedente amministrazione; si tratta di uno scomputo degli oneri
San Benedetto modifica le ferie: è protesta delle Rsu
È scontro tra Rsu e direzione alla San Benedetto di Scorzé. La causa, una riduzione delle ferie a disposizione nel periodo tra aprile e settembre, che passano dalle tre previste finora, a due. A denunciarlo le Rsu interne al colosso dell’acqua e delle bibite, che una volta appresa la notizia, hanno richiesto un incontro urgente con i vertici aziendali. Alle due settimane del periodo aprile-settembre, utilizzabili anche consecutivamente, si aggiungono altre due settimane che sarà possibile richiedere nel periodo tra ottobre 2026 e marzo 2027. “Riteniamo che questa impostazione non coerente con quanto previsto dal Contratto integrativo aziendale - vanno all’attacco le Rsu - L’accordo è chiaro: ogni lavoratore
può prenotare due periodi minimi continuativi di ferie, uno di almeno due settimane consecutive e l’altro di una settimana”. Il problema si porrebbe per richieste di tre settimane consecutive, la cui possibilità andrebbe valutata in base alle capacità tecnico produttive del periodo. “Confondere queste due fattispecie significa introdurre una limitazione non prevista dall’accordo” - continuano le Rsu - “Da diversi mesi l’azienda cerca di applicare una consuetudine che scavalca gli accordi firmati. Come già denunciato la scorsa estate, questo comportamento prosegue con il tentativo di trasformare una prassi arbitraria in una regola scritta. Gli accordi aziendali non sono facoltativi né interpretabili a senso unico.
di urbanizzazione di un’azienda di Trebaseleghe che ha in progetto di spostarsi nel territorio di Scorzé. Per queste due opere i procedimenti burocratici sono in fase più arretrata: il consiglio ha approvato la delibera di adozione, a cui devono seguire 30 giorni per permettere ai cittadini di presentare le proprie osservazioni. Terminato questo periodo si procederà all’approva-
zione e da lì alla costruzione che potrebbe essere più veloce rispetto alle altre due opere. La speranza, dicono dall’amministrazione, è di vedere le rotonde ultimate entro la fine del 2026: un avanzamento verso gli obiettivi della giunta, che nel proprio programma elettorale ha come obiettivo la realizzazione di 7 rotonde in tutto.
Davide Grosoli
Sono il risultato di un confronto e vanno rispettati”.
L’appello finale è diretto all’azienda, a cui viene richiesto un incontro immediato, per
rispettare la corretta applicazione delle misure previste dal contratto e garantire a tutti i dipendenti, ben 800, un giusto monte ore di ferie. (d.g.)
Cultura
La mostra. Inaugurata a Venezia la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”
”Etruschi e Veneti” a Palazzo Ducale
Attraverso reperti archeologici inediti la mostra indaga il significato religioso e sociale dell’acqua per Etruschi e Veneti. Mari, fiumi e sorgenti diventano spazi di culto, cura e incontro tra popoli, testimoniando scambi culturali alla base della civiltà dell’Italia preromana
“Questa mostra ci insegna che l’antico è sempre presente e che Venezia si conferma centro delle arti e della promozione di grandi relazioni culturali. Il legame tra gli antichi Etruschi e i Veneti, forte e naturale, spiega le origini della civiltà italiana, che ha poi trovato in Roma la sua perfetta sintesi. La mostra ci dice anche qualcosa di più: servono istituzioni consapevoli per inviare segnali di relazione, partecipazione e confronto attraverso la cultura. Soprattutto quella antica, che ha ancora moltissimo da insegnarci”, dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
Un confronto inedito e peculiare, un’indagine comparata sul ruolo fondativo dell’acqua nell’orizzonte del sacro e per lo sviluppo delle società in due grandi civiltà dell’Italia preromana, Etruschi e Veneti, nel corso del I millennio a.C.: mari, fiumi, sorgenti salutifere e acque termali sono gli ambienti privilegiati di contatto con il divino, spazi di guarigione, ma anche luoghi per la crescita della collettività, mete per il transito e per lo scambio culturale. L’esposizione riunisce reperti archeologici di straordinario valore, molti dei quali inediti e provenienti da scavi recenti, grazie a prestiti di eccezionale prestigio concessi da importanti istituzioni museali italiane. La mostra si configura così come un momento di sintesi avanzata della ricerca archeologica, volta a coniugare rigore scientifico e forte
impatto mediatico.
La mostra rappresenta un progetto di grande respiro scientifico e divulgativo, in cui a emergere è il dialogo tra due civiltà differenti per geografie e radici culturali, tra cui sono fioriti scambi e relazioni lungo quel confine nella ‘terra tra i due fiumi’. Uno scambio di materie prime, reso possibile con l’apertura di nuove vie commerciali, ma anche di idee, culture, saperi. Fiumi, mari e acque sono l’emblema del movimento costante, come quello delle persone, unendosi e conducendo a forme di reciproca conoscenza di uomini e di donne. Il progetto espositivo a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, è organizzato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati di Milano, che ospiterà un secondo momento espositivo nell’autunno del 2026 (14 ottobre - 10 gennaio 2027) rafforzando una collaborazione virtuosa tra istituzioni e territori, fondata sulla ricerca archeologica e sulla valorizzazione del patrimonio nazionale.
“La mostra che inauguriamo a Palazzo Ducale è la sintesi perfetta del lavoro di ricerca, valorizzazione e divulgazione dei Musei civici veneziani: è nella natura della nostra Fondazione saper cogliere e valorizzare proposte di grande valore scientifico, fare rete con stu-
diosi, con le istituzioni pubbliche e private, rendendosi protagonisti e coordinatori di indagini e dialoghi inediti. Questa è la missione di MUVE, che si concretizza nella capacità di saper tradurre dei progetti espositivi in occasioni di riflessione per tutti, intercettando l’interesse di specialisti, dei visitatori occasionali, dei cittadini e del pubblico internazionale, di curiosi, grandi e piccoli, grazie a un progetto allestitivo chiaro, coinvolgente, arricchente, capace di parlare a tutti”, dichiara Mariacristina Gribaudi, Presidente Fondazione Musei Civici di Venezia. Il percorso espositivo si apre con “Gli Etruschi e il sacro”, introduzione al mondo religioso etrusco, segnata dalla presenza della Testa di Leucothea da Pyrgi, straordinario prestito del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: un’immagine potente e liminare, legata al mare e alla protezione dei naviganti, che introduce il tema dell’acqua come spazio sacro. Segue la sezione dedicata ai Sacri approdi dell’Etruria, con un focus, in due sale, su Vulci e Pyrgi. Di particolare rilievo è l’esposizione integrale del deposito votivo della Banditella, la più antica testimo-
nianza nota in Etruria di un culto all’aperto legato a una sorgente. Il santuario portuale di Pyrgi è raccontato attraverso antefisse architettoniche e la copia delle celebri lamine d’oro, evocando il legame profondo tra culto, navigazione e potere politico.
Il capitolo “Acque miracolose” conduce nei grandi santuari salutari dell’Etruria interna, Chianciano e Chiusi, fino a San Casciano dei Bagni, protagonista con un nucleo di bronzi provenienti dagli scavi più recenti di uno dei più importanti complessi termali dell’antichità ed esposti al pubblico per la prima volta. Bronzetti votivi, ex voto anatomici e statuaria documentano una frequentazione cultuale durata quasi un millennio, testimoniando il passaggio dal mondo etrusco a quello romano.
Il filo narrativo si conclude a Marzabotto, l’antica Kainua, con l’esposizione di preziose ceramiche di importazione greca, tra cui una raffinata kylix attica a figure nere, provenienti dal piccolo, ma monumentale complesso del santuario Fontile. Luogo di transito e punto di riferimento della comunità che unisce la cura, fisica e spirituale, ad una sofisticata ricerca idraulica,
applicata al territorio: una “devozione ingegneristica” sottolineata dalla presenza di Dedalo in una decorazione acroteriale. Una figura la sua, che in Etruria padana assume uno speciale significato proprio per le sue capacità ingegneristiche nella gestione delle acque, e che grazie ad un’unica antefissa superstite documenta il raffinato apparato di decorazione del tetto dell’edificio sacro. La sezione etrusca si chiude con Adria e Spina, porti dell’Adriatico settentrionale, dove frammenti iscritti e reperti votivi restituiscono pratiche rituali legate alla navigazione e agli approdi sacri. Con “I Veneti e il sacro”, l’attenzione si sposta sul mondo veneto antico, mettendone in luce le specificità religiose, il rapporto privilegiato con l’acqua ed un articolato sistema di luoghi sacri, attraversati da pratiche votive, culti salutari e dinamiche di integrazione culturale. Il percorso ha inizio con l’esposizione di alcuni reperti emblematici della religiosità veneta, tra cui spiccano il disco bronzeo di Montebelluna, raffigurante la dea clavigera, e l’orlo di lebete di Altino che conserva incisa l’unica formula votiva nota in lingua venetica.
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Bilancio 2026 tra il “modello Stefani” e le barricate delle opposizioni
Il dibattito sul bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Veneto si è aperto in un clima di forte contrapposizione politica. La manovra, che muove complessivamente 18,95 miliardi di euro, è stata presentata dall’assessore Filippo Giacinti come un atto di “stabilità e coraggio”, ma ha subito innescato una pioggia di critiche dalle minoranze, che accusano la Giunta di muoversi tra “giochi di prestigio contabili” e tagli occulti. Il cuore finanziario della Regione resta la sanità, con uno stanziamento record di oltre 11 miliardi di euro. Il Presidente Stefani ha confermato il mantenimento dell’IRPEF zero, un pilastro identitario che la maggioranza difende come
scudo per il potere d’acquisto delle famiglie. Tuttavia, il capogruppo del PD, Giovanni Manildo, ha ribaltato il racconto: per l’opposizione, la scelta di non toccare la leva fiscale è una “bandiera ideologica” pagata a caro prezzo dai cittadini. Il riferimento è ai 42 milioni di euro pubblici utilizzati per ripianare i mancati incassi della Pedemontana e alle liste d’attesa nelle RSA, dove oltre 11mila veneti restano esclusi dal supporto pubblico. Se da un lato la Giunta rivendica investimenti importanti (69 milioni per il sociale e 18 milioni per le borse di studio), le minoranze parlano di “fumo”. La critica principale riguarda la riallocazione di fondi già esistenti
L’intervista. Valeria Mantovan, assessore regionale alla cultura e formazione
”La
presentati come nuove risorse, specialmente per le aree montane e le piccole imprese. Sul fronte infrastrutture, lo scontro è totale: mentre la maggioranza stanzia oltre 140 milioni per la rete viaria, il centrosinistra e i movimenti ambientalisti chiedono “meno asfalto e più ferro”, invocando il rilancio del Sistema Ferroviario Metropolitano. In questo scenario, il bilancio 2026 non è solo un documento di numeri, ma il terreno di scontro su cui si misurerà la tenuta del Veneto post-zaiano, tra la promessa di un’amministrazione “tax-free” e l’urgenza di servizi che molti territori fragili sentono ormai come insufficienti.
cultura in Veneto? Non più per pochi, ma risorsa viva e feconda per il territorio”
Dal nuovo approccio alla gestione del patrimonio, fino all’impegno per i giovani e la sfida del disagio sociale
Valeria Mantovan, già sindaco di Porto Viro, è oggi alla guida di uno dei comparti più prestigiosi e complessi della Regione del Veneto: l’assessorato alla Cultura, all’Istruzione e alla Formazione. Una sfida che raccoglie con la grinta di chi viene dalla “trincea” dei Comuni e la visione di chi vuole svecchiare l’idea stessa di cultura. L’abbiamo incontrata negli studi di Veneto24 per fare il punto sulle priorità del suo mandato.
Assessore Mantovan, il Veneto vanta un patrimonio storico e artistico unico al mondo. Quali sono le linee guida della sua gestione?
Il nostro patrimonio architettonico e artistico è una ricchezza riconosciuta internazionalmente, ma non possiamo limitarci a contemplarlo. La parola d’ordine è tutela, certo, ma con una prospettiva innovativa. Questo significa far nascere le politiche culturali dal confronto costante con il territorio, con le fondazioni e con tutti quei soggetti che pro-
muovono la cosiddetta “cultura diffusa”. La mia è una visione di squadra: voglio scardinare l’idea che la cultura sia un bene d’élite, un lusso per pochi. Deve diventare un valore accessibile a ogni fascia sociale e generazionale.
In che modo questo settore può dialogare con l’economia reale?
Cultura significa impresa, occupazione e creazione di valore economico. Proprio in questi giorni, insieme a Confartigianato, abbiamo affrontato il tema delle nuove competenze. Non stiamo parlando di teoria, ma di formare figure altamente qualificate. Penso ai restauratori: negli ultimi dieci anni il Veneto ha investito oltre 25 milioni di euro, unici a livello nazionale, formando circa 600 esperti. Investire nel capitale umano significa rendere il nostro patrimonio un volano di sviluppo concreto.
A settembre ci sarà la Mostra del Cinema di Venezia, la sua prima da assessore. Che impronta vuole dare a questa vetrina inter-
nazionale?
La Regione confermerà e rafforzerà la sua presenza storica. Tuttavia, stiamo introducendo un approccio diverso: attraverso il Fondo Sociale Europeo (FSE), abbiamo deciso di investire pesantemente nella formazione specifica per il settore cinematografico. Non vogliamo solo ospitare le grandi produzioni, ma formare in Veneto le maestranze e i professionisti che quelle produzioni le rendono possibili.
Lei ha alle spalle un’esperienza da sindaco a Porto Viro. È più difficile amministrare una città o gestire un assessorato regionale?
Sono ruoli completamente differenti. Fare il sindaco significa essere il “front office” dei cittadini, spesso dovendo gestire emergenze con mezzi del tutto inadeguati. In Regione ci occupiamo di macro-temi e i tempi di reazione devono essere rapidissimi, ma posso contare su una struttura tecnica e organizzativa straordinaria. Dico sempre che i sindaci sono dei veri eroi: avendo vissuto entrambe le realtà, vedo chiaramente la differenza di risorse tra una macchina comunale e quella regionale.
Lei fa parte di una nuova generazione di amministratori. Non
teme che la sua giovane età e una visione diversa possano attirare critiche?
Ho imparato che la critica è il minimo comune denominatore di chiunque faccia amministrazione attiva. Ho iniziato dieci anni fa, passando per il Comune e la Provincia prima di arrivare qui. Un tempo ero più sensibile, oggi ascolto tutti ma vado avanti con le mie idee. Se per raggiungere un obiettivo strategico per i veneti dovrò accettare delle critiche, ne sarò ben lieta. Quello che conta è la strada che intento percorrere.
Sul fronte del diritto allo studio, ci sono novità importanti per le borse di studio. Com’è stato possibile recuperare i fondi necessari?
È stato fatto un lavoro enorme. Il Veneto, per scelta politica, non applica l’addizionale IRPEF, a differenza di altre regioni. Questo significa che non abbiamo “tasse extra” da cui attingere, quindi ogni investimento richiede sacrifici e una gestione oculata. Quest’anno, grazie allo sforzo del Presidente e dei colleghi in giunta, siamo riusciti a trovare subito 18 milioni di euro per coprire le borse di studio. È una risposta concreta alle necessità delle famiglie.
Chiudiamo con un tema delicato: il disagio giovanile. La formazione può essere un argine a questo fenomeno?
Assolutamente sì. Il disagio giovanile è ormai un’emergenza, alimentata anche da un uso smodato dei social media che propone modelli frustranti e tossici per i ragazzi. Non si può rispondere solo con le sospensioni o la repressione: abbiamo capito che non funziona. Stiamo studiando un protocollo coordinato tra Regione, Ufficio Scolastico Regionale, Ministero e ASL. Serve un approccio scientifico, ma soprattutto umano, per intercettare il malessere prima che esploda. Dobbiamo adattarci a questa nuova realtà con strumenti nuovi.
Valeria Mantovan
“Più risorse per assistenza e sanità territoriale, per le scuole e la manutenzione delle strade”
“Maratona” per uscire dall’esercizio provvisorio e nuovo piano di investimenti, razionalizzazione dei costi e priorità al territorio. “Siamo una squadra di ex sindaci, sappiamo cosa serve ai cittadini”
I
n queste settimane i corridoi di Palazzo Balbi sono il teatro di una vera e propria maratona burocratica. Filippo Giacinti, assessore regionale al Bilancio, impegnato a far quadrare i conti di una regione che punta a uscire dall’esercizio provvisorio entro Pasqua. Lo abbiamo incontrato per capire dove andranno le risorse dei veneti.
Assessore Giacinti, quali sono le novità principali di questo bilancio?
Abbiamo puntato sulla razionalizzazione della spesa. Non si tratta di semplici tagli, ma di recuperare risorse intervenendo sui costi di funzionamento della macchina amministrativa e potenziando la lotta all’evasione fiscale. È un
principio di equità: non è giusto che qualcuno paghi sempre per gli altri. Sebbene gran parte del bilancio sia vincolato a sanità e trasporti, abbiamo trovato margini per dare segnali importanti.
La sanità territoriale resta una priorità. In che modo sosterrete i medici di medicina generale?
Siamo intervenuti su due fronti. Da un lato, abbiamo reperito i fondi per coprire gli aumenti previsti dal rinnovo del contratto nazionale per il personale delle medicine integrate. Dall’altro, abbiamo equiparato le borse di studio per la specializzazione in medicina generale alle altre specializzazioni. È una questione di dignità: non deve esserci una “serie B” nel percorso di studi medi-
ci, specialmente quando abbiamo bisogno di figure sul territorio.
Scuole e infrastrutture: cosa troveranno i cittadini nel nuovo documento?
Per la prima volta abbiamo messo a bilancio subito tutte le risorse per il sostegno alle scuole dell’infanzia paritarie. Sul fronte sociale, abbiamo stanziato fondi per i carichi assistenziali degli anziani, sia nelle case di riposo che a domicilio. Per quanto riguarda le infrastrutture, abbiamo più che raddoppiato i fondi per la manutenzione delle strade regionali, passando da 9 a 20 milioni, e previsto oltre 60 milioni complessivi per la sicurezza idraulica.
E per la Pedemontana? Il peso economico per la Regione spaventa ancora?
I costi a carico della Regione sono in diminuzione. È fisiologico che le grandi infrastrutture abbiano un carico maggiore all’inizio, ma con l’aumento delle entrate da pedaggio ci stiamo avviando
L’assessore regionale Filippo Giacinti
verso la sostenibilità dell’opera. Quando vedremo l’approvazione definitiva del bilancio?
Il Consiglio sta lavorando alacremente, maggioranza e minoranza incluse. L’obiettivo è approvare tutto entro Pasqua o la settimana successiva. È una sfida entusiasmante e sono convinto che daremo al Veneto le risposte che attende.
Lei è stato a lungo sindaco di Albignasego. Cosa si porta dietro di quell’esperienza nel suo nuovo ruolo?
Il capogruppo dem Manildo: “Bilancio, scelte ideologiche, fondi già stanziati
spacciati per nuovi e servizi essenziali a rischio
“Dietro i quasi 1 9 miliardi di euro del bilancio di previsione 2026-2028 si nasconde un’eredità pesante che ricade sui cittadini e sulle imprese venete”. Così il capogruppo del Partito Democratico, Giovanni Manildo, commenta l’illustrazione delle leggi di stabilità e bilancio avvenuta in Prima commissione a Palazzo Ferro Fini.Secondo Manildo, la giunta Stefani conferma una continuità preoccupante con la stagione Zaia, adottando “scelte puramente ideologiche”, come il mancato intervento sull’addizionale Irpef. “Rinunciare a una fiscalità progressiva significa tagliare
servizi essenziali – sottolinea -. È inaccettabile che le famiglie e le imprese paghino il prezzo di decisioni che dovrebbero garantire equità e investimenti sul territorio”.
Il capogruppo Pd evidenzia inoltre l’impatto sull’economia: “Mentre si celebra l’assenza di nuove tasse, resta intatta l’Irap, penalizzando le aziende che creano ricchezza e occupazione. Le attività produttive continuano a fungere da bancomat per ripianare i debiti della Pedemontana, un’opera che ipoteca il futuro della Regione”.
Manildo critica anche la comunicazione
della giunta: “Si dà risalto a fondi già stanziati, come i 30 milioni destinati alle aree interne, spacciandoli per nuove risorse. Le zone più fragili del Veneto avrebbero bisogno di investimenti strutturali e non di restyling contabili”. Il Partito Democratico annuncia proposte puntuali per garantire trasparenza e una riforma dei servizi: “Il Veneto merita una programmazione che guardi al futuro, non una gestione che si limita a tappare i buchi del passato. Sanità territoriale, sociale e diritto allo studio devono tornare al centro dell’agenda politica”.
Il legame con la propria città resta nel cuore, ma l’esperienza da sindaco è fondamentale per capire le esigenze reali dei cittadini. Il Presidente Stefani ha voluto una giunta composta quasi interamente da ex sindaci: parliamo la stessa lingua, a prescindere dall’appartenenza politica. Sappiamo che la buona amministrazione si misura sui servizi alla persona, come le piazze o gli auditorium che abbiamo creato ad Albignasego, rendendola una città a misura di famiglia.
Ambiente. L’assessore Elisa Venturini annuncia un piano da 63 milioni di euro nel triennio
Sicurezza idraulica e difesa del suolo, nuove risorse contro il rischio alluvioni
Il Veneto accelera sulla sicurezza idraulica e la difesa del suolo, confermando la tutela del territorio come una priorità dell’azione amministrativa. L’assessore all’Ambiente Elisa Venturini illustra i nuovi stanziamenti previsti nel bilancio di previsione 2026-2028, sottolineando come gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni abbiano reso indispensabile un rafforzamento degli interventi strutturali.
“La tutela del territorio e la sicurezza delle comunità restano priorità assolute dell’azione amministrativa”, dichiara l’assessore, evidenziando come il nuovo bilancio rafforzi gli interventi strategici per proteggere cittadini, imprese e infrastrutture. La strategia regionale si poggia su un solido piano finanziario: per il triennio a venire sono stati stanziati 9 milioni di euro che si sommano ai 25,6 milioni di mutui già contratti e ai 28 milioni ottenuti attraverso i fondi comunitari FESR. Secondo Venturini, “si tratta di un’operazione importante con cui riusciremo a impegnare su-
bito importanti risorse per la resilienza idrica e la messa in sicurezza del territorio dal rischio alluvioni”.
Un pilastro centrale di questa difesa è rappresentato dai bacini di laminazione. Il programma complessivo prevede 23 invasi, con un investimento superiore ai 550 milioni di euro: a oggi 10 strutture sono operative, 3 in fase di realizzazione e 10 in progettazione. L’assessore ha definito tali opere come “una delle principali strategie di mitigazione del rischio idraulico dal momento che hanno scongiurato danni di enorme gravità durante le ondate di maltempo”.
Oltre ai grandi invasi, l’azione regionale si concentra sulla manutenzione di circa 8.000 chilometri di argini tra rete principale e secondaria. “La sicurezza del territorioaggiunge l’assessore - passa attraverso una visione di lungo periodo e investimenti costanti nella prevenzione. I risultati ottenuti finora dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta”.
Infine, il piano conferma il sup-
porto alla Protezione Civile con nuovi bandi per l’adeguamento dei piani comunali e il miglioramento delle attrezzature dei volontari. L’impegno della Regione proseguirà nei prossimi anni con il monitoraggio costante della rete e il completamento delle opere programmate per una resilienza sempre maggiore.
Veneto al voto, 38 Comuni alle urne il 24 e 25 maggio
Il Veneto si prepara ad un appuntamento elettorale decisivo per il futuro di diverse comunità locali. Il 24 e 25 maggio prossimi i cittadini di 38 Comuni della regione saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Gli occhi sono puntati soprattutto sulla Città Metropolitana di Venezia, unico capoluogo di provincia coinvolto in questa tornata amministrativa, dove l’attuale amministrazione guidata da Luigi Brugnaro si sottoporrà al giudizio degli elettori. Oltre alla sfida in laguna la competizione elettorale riguarda sei centri urbani con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, che rappresentano snodi politici e demografici fondamentali per il territorio regionale. Tra questi figurano Albignasego e Monselice nella provincia di Padova, Castelfranco Veneto in quella di Treviso, San Bonifacio nel veronese, Arzignano e Lonigo nel vicentino. Nelle diverse aree della regione il voto interesserà realtà eterogenee. In provincia di Padova si voterà, tra gli altri, in centri come Campodarsego e Due Carrare, mentre nel veneziano saranno coinvolti anche i comuni di Cavallino-Treporti e Torre di Mosto. La Marca Trevigiana vedrà alle urne anche gli abitanti di Spresiano e Silea, mentre nel rodigino si voterà a Villadose. Nel vicentino, oltre ai poli maggiori, la tornata elettorale toccherà tra gli altri Malo e Recoaro Terme. L’eventuale turno di ballottaggio per i comuni sopra i 15.000 abitanti è fissati nei giorni 7 e 8 giugno.
Elisa Venturini
Non solo Lupin, Davide Zanella si racconta: “Ho trasformato la passione in professione”
“Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro”
P
er molti Davide Zanella, fondatore e titolare di Arte Zeta Studio, “è quello di Lupin”. Da anni infatti Davide è il titolare della licenza esclusiva per l’Italia per riprodurre Lupin III e la sua banda. Punto di riferimento per la comunità pop italiana, Davide però è andato oltre, esponendo a Lugano, Parigi, Miami, Milano e affermandosi a livello internazionale come artista che ha saputo reinventare l’immaginario pop contemporaneo con uno stile personalissimo e subito riconoscibile. Il critico d’arte Giorgio Chinea Canale lo definirebbe neopop probabilmente, dato che la sua visione artistica riesce a parlare a tutti in maniera diretta ed emozionale. Ho incontrato Davide nel suo studio a Vigonza e insieme abbiamo fatto il punto sulle sue attività e sul suo percorso artistico e professionale.
Ciao Davide, sei riuscito a trasformare una tua passione nel tuo lavoro: quando hai capito che la pittura, l’arte e la creatività erano ormai diventate una “cosa seria”?
Credo che il momento preciso non sia stato romantico, ma molto concreto. Non è stato “mi sento artista”, è stato “ok, ora devo far quadrare i conti con quello che creo”. Quando ho iniziato a fare preventivi, a gestire clienti, materiali, scadenze, a ragionare in termini di progettazione e non solo di ispirazione… lì ho capito che non
era più solo passione. Era una professione. La pittura è diventata una cosa seria quando qualcuno ha iniziato a fidarsi di me non solo per un disegno, ma per trasformare uno spazio, un locale, una scuola, una casa. Quando ho capito che il mio lavoro cambiava l’ambiente in cui le persone vivevano, allora ho sentito il peso – e la bellezza – della parola “professionista”.
A livello italiano sei associato a Lupin III da molti anni. Ci vuoi raccontare come è nata questa liaison con uno dei personaggi più iconici della pop culture contemporanea?
La mia storia con Lupin III è nata da una passione autentica. Lupin non è solo un personaggio: è stile, ironia, eleganza, movimento. È un equilibrio perfetto tra leggerezza e genialità. Negli anni ho iniziato a studiarne il tratto, i vari stili, la costruzione del personaggio. Non era copia, era comprensione. Questo mi ha portato a collaborazioni ufficiali in Italia come disegnatore autorizzato. Quello che mi ha sempre affascinato di Lupin e la sua banda è che sono in continuo movimento. Cambiano i disegnatori, i character designer, passano i decenni ma restano sempre unici. E in fondo mi rivedo in questa cosa: evolvere senza perdere identità. Negli ultimi anni con il tuo lavoro di artista hai fatto un salto di qualità verso produzioni più “ma-
ture”: hai aperto una temporary gallery a Milano, hai partecipato a importanti fiere internazionali in Svizzera, a Miami, a Parigi… com’è cambiato il tuo lavoro? È cambiato il livello di consapevolezza. Quando porti le tue opere in contesti internazionali, non puoi più lavorare solo di pancia. Devi avere una visione, una coerenza, una linea riconoscibile. Aprire una temporary gallery a Milano mi ha fatto capire quanto sia importante controllare l’esperienza dello spettatore. Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro. Il mio linguaggio si è fatto più stratificato. Meno decorativo fine a sé stesso, più concettuale. Più attenzione ai materiali, alle superfici, alla serialità ragionata. E soprattutto è cambiato il mio modo di pensare: oggi progetto una collezione, non solo un quadro.
Che consiglio daresti al giovane Davide di 30 anni fa? E che consiglio daresti a un ragazzo o a una ragazza che si approccia a questo
mondo?
Al Davide di 30 anni fa direi: “Non aspettare di sentirti pronto. Non succederà mai. Esponiti prima.” Investi di più sulla formazione. Costruisci una rete con altri professionisti-artisti. L’unione fa la forza. A un ragazzo o una ragazza direi una cosa molto chiara: il talento non basta. Servono disciplina, capacità relazionale e competenze imprenditoriali. Studiate l’arte, ma studiate anche contratti, marketing, comunicazione. E soprattutto costruite uno stile che vi appartenga davvero, non quello che funziona su Instagram per tre mesi.
Qual è stata la richiesta più bizzarra che hai ricevuto per un’opera su commissione? (se si può dire)
Sì, ma senza fare nomi! Una volta mi è stato chiesto di costruire un manichino di Lupin a grandezza naturale, con tutte le parti mobili. Quando il committente è venuto a ritirarlo l’ha seduto sul sedile del passeggero, gli ha messo la cintura di sicurezza e se n’è andato… Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
Aperto il portale per il Contributo di accesso 2026 a Venezia Sintoniz zati
ne e al pagamento del Contributo di accesso
Il provvedimento introduce anche per il 2026 un sistema articolato su due fasce di pagamen-
anticipata e migliorare la capacità di governo
ventuale applicazione a regime. Anche nel corso del 2026 il contributo non sarà applicato alle
isole minori individuate dal Regolamento comunale. L’orario di applicazione sarà dalle ore
nuta tramite il portale cda.ve.it, seguita dalle biglietterie Vela e da altri canali online.
La sperimentazione per il 2026 prevede complessivamente 60 giornate, secondo il seguente calendario.
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reti diventa un servizio
Servizi ecologici e pronto intervento per reti fognarie e impianti idrici
www.synergycasa.it
blocca. La rete fognaria che si intasa, il pozzo nero che va in emergenza, la tubazione che si occlude e manda in tilt un condominio o peggio un’attività commerciale. Sono problemi che nessuno vorrebbe avere, ma che prima o poi capitano, e quando capitano servono competenze tecniche, organizzazione, mezzi adeguati e soprattutto la capacità di intervenire in fretta. In questo ambito opera Costa Enzo Srl, azienda con sede a Roncaglia di Ponte San Nicolò, specializzata nei servizi ecologici e nella manutenzione delle reti idriche e fognarie. La società è attiva da anni nel territorio padovano e nei comuni limitrofi, offrendo interventi rapidi per privati, condomini, aziende e amministrazioni pubbliche, con quella disponibilità che
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e manutenzione di impianti di irrigazione per aree verdi. Una gamma di servizi che consente di essere interlocutore unico per più esigenze. La forza sta nella capacità organizzativa e nella disponibilità di mezzi attrezzati che permettono di operare su più cantieri contemporaneamente, garantendo interventi rapidi anche quando le richieste si accavallano. Nei servizi eco-
fognarie. L’azienda si occupa anche di disinfestazioni e sanificazioni, manutenzioni idrauliche ed edili e della progettazione
questa normalità c’è il lavoro di professionisti che operano con competenza e responsabilità.
Personale professionale e preparato Servizi completi, a dabili e su misura
Produzione e vendita con posa di Lapidi - Loculi - Monumenti
Sede e lavorazione: Codevigo (Pd) Via Garubbio 9
Esposizione: Chioggia (Ve) Campo Marconi 165 www.venetatombstone.it Cel. 348 8283216
Il percorso di Despar Nord per condividere valore con il territorio
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coinvolgendo l’intera filiera. Grazie a certificazioni energia rinnovabile, economia circolare e mobilità
“SVene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
la sintesi della visione di Despar Nord, azienda che ha scelto di fare della sostenibilità ambientale un pilastro strategico del proprio sviluppo, intraprendendo da oltre un decennio un percorso strutturato e in continua evoluzione. Il Marchio dell’Abete ha costruito negli anni un sistema di gestione ambientale capace di generare un miglioramento costante delle performance, coinvolgendo l’intera catena del valore: fornitori, collaboratori e clienti. Un impegno trasversale che si traduce in progetti concreti e risultati misurabili, anche in ambito di economia circolare. Un passaggio fondamentale è stata la certificazione UNI EN ISO 14001 che Despar Nord, prima realtà della grande distribuzione organizzata in Italia, ha ottenuto ancora nel 2013 e confermata nel 2025 per il tredicesimo anno consecutivo. Nel 2025 è salito a 90 il numero dei siti certificati tra punti vendita, sedi, piattaforme logistiche e polo agroalimentare Agrologic. Un risultato non scontato
che è frutto di oltre un decennio di investimenti in soluzioni tecniche sostenibili e di una strategia complessiva che ha incrementato, attraverso l’adozione di tecnologie innovative, sia l’efficienza energetica che la riduzione delle emissioni di gas effetto serra della rete di vendita e logistica in tutte le cinque regioni in cui è presente l’azienda. Nei punti vendita di nuova costruzione o ristrutturazione trovano spazio illuminazione full LED, impianti fotovoltaici, pompe di calore, sistemi di recupero del calore dagli impianti del freddo alimentare e soluzioni per l’ottimizzazione delle centrali frigorifere. A questo si aggiunge
Il percorso di Despar Nord tra certificazione ambientale e innovazione sostenibile
Wecity, Despar Nord ha promosso una challenge rivolta ai collaboraha permesso di incrementare e sviluppare il percorso di crescita sostenibile di Despar Nord, che ora più che mai rivolge lo sguardo a obiettivi importanti che mirano a rafforzare un percorso orientato alla creazione di valore condiviso,
Despar Nord, la tutela del territorio passa anche attraverso la riforestazione
protezione del territorio e tutela della biodiversità. Per questo Despar Nord è attiva anche sul fronte della riforestazione, con interventi che negli ultimi anni hanno portato alla piantumazione di migliaia di alberi in diverse aree d’Italia.
Già nel 2021, con il “Progetto Natura”, l’azienda ha collaborato con Etifor (spin-off dell’Università di Padova) e con l’iniziativa WOWnature, promuovendo un piano di riforestazione collegato alla vendita delle linee a marchio Verde Vera ed Econvivo riuscendo così a piantare, dal 2021 a oggi, quasi 4.000 alberi.
Dal 2023 questo impegno si è rafforzato anche grazie al progetto nazionale “Bosco Diffuso Despar”, promosso in collaborazione con Despar Italia e gli altri soci del con-
Emilia-Romagna, raggiungendo quota 650 alberi complessivi nelle aree interessate dal Bosco Diffuso nelle regioni di operatività.
A questo si aggiungono le attività finalizzate alla prevenzione e alla rigenerazione dei territori colpiti da calamità ambientali, con l’obiettivo di favorire il recupero delle aree danneggiate e di rafforzare la resilienza dei territori più esposti ai rischi climatici, come il caso dell’iniziativa in partnership con PlanBee e con il coinvolgimento attivo delle scuole dei territori selezionati, che ha permesso di piantare 250 nuovi alberi a Colle Umberto in provincia di Treviso presso i terreni di Feeducia, una microazienda agricola che segue pratiche di agricoltura rigenerativa.
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Undici mosse per risollevare la sanità veneta: Stefani presenta a Palazzo Balbi i nuovi Direttori Generali delle Ulss
Inuovi Direttori Generali della sanità regionale hanno sottoscritto formalmente il proprio impegno per il prossimo quinquennio.
Il Presidente della Regione Alberto Stefani, infatti, ha presentato quella che vuole essere una squadra solida e unita, undici curricula di grande prestigio che hanno saputo dimostrare le proprie capacità agli occhi della giunta. Tra volti già noti e nuovi entrati, andiamo a scoprire chi sono da oggi i “sindaci della sanità”, come li ha chiamati lo stesso Stefani.
All’Ulss 1, che coordina Belluno e tutta l’area dolomitica, sbarca Giuseppe Dal Ben, già direttore dell’Azienda Ospedaliera a Padova, dove, con il suo operato, si è confermato un “top manager” in ambito sanitario. Dal Ben ha seguito personalmente le fasi iniziali per la creazione del nuovo ospedale e l’apertura del nuovo reparto di pediatria. A differenza dei colleghi, resterà alla guida dell’Ulss dolomitica solo fino al 30 giugno, quando scadrà il suo incarico da commissario temporaneo. Sarà invece Giancarlo Bizzarri a prendere le redini della sanità nella Marca Trevigiana. Dopo aver coordinato servizi sociosanitari del Veneziano e con una carriera maturata in Liguria, sua terra d’origine, Bizzarri porta esperienza tecnica e logistica. Ha anche ricoperto prestigiosi incarichi nell’ambito della formazione, che testimoniano le sue eccellenti capacità comunicative, fondamentali per mettere in relazione le istituzioni e il cittadino.
Alla guida dell’Ulss 3 Serenissima arriva Massimo Zuin, già direttore dei Servizi Sociosanitari per il medesimo territorio. Docente allo IUAV e laureato in scienze politiche, rappresenta un profilo di prestigio sul piano logistico-organizzativo e conosce già molto bene il territorio e i suoi bisogni.
Spostandoci a nord nella medesima provincia, il Veneto Orientale sarà di competenza di Carlo Bramezza, che lascia quindi l’Ulss 7 per tornare a ricoprire un incarico già suo in passato. Con una lunga esperienza alla guida della sanità territoriale, si tratta di una delle scelte più solide a disposizione e su di lui viene riposta la massi-
ma fiducia della Giunta regionale per questo ritorno in Veneto Orientale.
Ed è proprio dalla guida dell’Ulss 4 che proviene Mauro Filippi, il nuovo Direttore Generale del Rodigino. Il 63enne vanta un curriculum completamente incentrato sulla sanità, che lo ha visto diventare il primo infermiere promosso a DG di una Ulss.
Patrizia Benini lascia invece Verona per assumere la guida di una differente Ulss, quella di Padova. Laureata in medicina e chirurgia con master conseguito proprio nel capoluogo euganeo, intende sfruttare la centralità della città del Santo per estendere la rete di servizi e formazione locale, puntando molto proprio sulla formazione di nuovi operatori sociosanitari.
A Vicenza arrivano invece Giovanni Carretta (Ulss 7 Pedemontana) e Peter Assembergs (Ulss 8 Berica). Il primo, padovano, ha recentemente diretto l’Ulss 3 Serenissima, che ha visto l’Ospedale dell’Angelo di Mestre eletto miglior ospedale d’Italia. Oltre a questo importante traguardo, ha avuto anche un incarico nella Commissione Regionale Vaccini. Assembergs, invece, è svedese
di nascita e lombardo d’adozione. Pur essendo un profilo di carattere più manageriale, è stato anche Direttore Generale dell’Asst Bergamo Ovest. Ultimo, ma non certo per importanza, è Pietro Girardi, che torna a dirigere l’Ulss 9 Scaligera dopo prestigiosi incarichi in altre province della regione, tra i quali quello di Direttore Amministrativo dello IOV. Fino a pochi giorni fa dirigeva l’Ulss 5 Polesana.
A questi nove Direttori Generali si affiancano altri quattro volti: Paolo Fortuna, ex DG della provincia di Padova, raccoglie l’eredità di Dal Ben alla giuda dell’Azienda Ospedale Università di Padova, mentre quella di Verona va a Paolo Petralia. Lo IOV e Azienda Zero, invece, passano invece sotto la responsabilità, rispettivamente, di Patrizia Simionato e Paolo Fattori. Anche in questo caso stiamo parlando di professionisti che hanno maturato grande competenza nell’ambito sociosanitario e amministrativo. Simionato è stata alla guida dell’Ulss 5 e ha appena concluso il mandato come DG dell’Ulss 8, mentre Fattori è stato membro della task force regionale per il contenimento della pandemia da Covid19.
L’evento non è stato, però, solo un elenco di nomi e curricula, infatti il Governatore Stefani ha presentato anche undici punti che faranno da filo conduttore per il prossimo quinquennio della sanità regionale, un “patto con i cittadini” per affrontare le più grandi sfide della salute e della vita dei Veneti. Vediamolo con ordine:
1. Promozione, rafforzamento e valorizzazione dei progetti di telemedicina e teleconsulto, per una sanità sempre più vicina a una popolazione che fa sempre più fatica a spostarsi per accedere alle cure;
2. Miglioramento dei tempi d’erogazione delle prestazioni specialistiche, per far fronte a quello che da anni è uno dei principali problemi della nostra sanità;
3. Potenziamento del rapporto ospedale-territorio, per garantire che il paziente sia seguito con approccio globale dalla presa in carico fino alla dimissione;
4. Monitoraggio delle Case di Comunità, presidi fondamentali per garantire capillarità sul territorio, specialmente nelle zone periferiche;
5. Monitoraggio del progetto PNRR “Casa come primo luogo di cura”, un piano che si integra strettamente con quello delle Case di Comunità e della telemedicina;
6. Gestione dei casi di cronicità e promozione di screening e stili di vita sani attraverso la formazione del cittadino;
7. Campagne di informazione territoriale sul funzionamento della telemedicina;
8. Valorizzazione di progetti volti all’umanizzazione delle cure, in modo particolare per quanto riguarda pazienti oncologici e malati terminali, con un focus sulle cure palliative;
9. Promozione della conciliazione vita-lavoro per il personale sanitario, attualmente oberato da ritmi insostenibili; 10. Attivazione di programmi di deblistering, per ridurre il costo dei farmaci, in particolare se di nuova generazione, 11. Dialogo col cittadino.
L’ultimo punto, un’aggiunta dell’ultimo secondo voluta fortemente dal Presidente Stefani, è un impegno solenne ad ascoltare la popolazione per capire le difficoltà e i bisogni con cui i Veneti devono fare i conti ogni giorno.
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Massimo Zuin nuovo DG dell’Ulss 3 Serenissima:
«Case della Comunità e ospedale al centro della sfida»
Completare i progetti PNRR, rafforzare la sanità territoriale e sostenere l’eccellenza dell’ospedale dell’Angelo. Sono alcune delle linee indicate dal nuovo direttore dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin, che conferma anche il ruolo del privato accreditato
Le Case della Comunità, il consolidamento dell’ospedale dell’Angelo di Mestre e la collaborazione con il privato accreditato. Sono queste alcune delle priorità indicate da Massimo Zuin, nuovo direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, nella sua prima dichiarazione.
Tra i progetti simbolo del territorio c’è la nuova Casa della Comunità di Mira, intervento atteso da tempo dalla popolazione locale e che per Zuin ha anche un valore personale.
«Io sono nato a Mira – racconta – e mi ricordo di aver sempre sentito parlare della necessità di questo distretto che mancava o che comunque risultava insufficiente. In questi giorni stiamo arrivando alla conclusione dei lavori della Casa della Comunità e per me è quasi un destino essere arrivato a dirigere questa azienda proprio mentre questo progetto prende forma».
L’Ulss 3 Serenissima è una delle realtà venete più impegnate nella realizzazione delle strutture territoriali previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Alcune sono già operative, mentre altre stanno completando il percorso di attivazione.
«A Noale è stata aperta probabilmente la prima Casa della Comunità del Veneto, abbiamo attivato anche quella del Lido e stiamo lavorando per rispettare le scadenze previste dal PNRR – spiega Zuin –. L’obiettivo è completare tutti i progetti entro giugno. Si tratta di interventi importanti, con molte risorse investite nel territorio». Una trasformazione che punta a rafforzare il legame tra assistenza ospedaliera e medicina territoriale. «Sono fiducioso – aggiunge – che con l’aiuto della medicina generale e dei nostri professionisti riusciremo ad affrontare questa sfida: collegare sempre di più l’ospedale con il territorio».
«Questo risultato rappresenta una grande responsabilità – osserva Zuin – perché quando si raggiungono livelli così alti la difficoltà diventa mantenerli. Ma possiamo contare su una squadra di professionisti di altissimo livello e sono convinto che riusciremo a proseguire su questa strada».
Proprio per rafforzare l’offerta sanitaria è in corso anche un progetto di ampliamento della struttura mestrina. «L’ospedale dell’Angelo è una struttura bellissima – sottolinea – ma negli anni ha sofferto per la carenza di posti letto. Con il progetto di ampliamento stiamo lavorando per offrire servizi ancora più avanzati».
Un’eccellenza che continua ad attrarre pazienti anche da fuori provincia e da altre regioni. «Molte persone vengono a curarsi da noi proprio per il livello delle prestazioni garantite», ricorda il direttore generale.
Nel sistema sanitario locale resta inoltre centrale la collaborazione con il privato accreditato. «In questi anni il rapporto è stato positivo – afferma Zuin –. Le strutture convenzionate rappresentano un partner importante che ci aiuta a dare risposte ai cittadini, soprattutto per affrontare il tema delle liste d’attesa».
“Qui nascono le idee per il futuro socio-sanitario”: il direttore generale dell’Ulss 3 incontra i cittadini più fragili
Per il futuro l’obiettivo sarà quindi proseguire su questa linea di collaborazione. «Non demonizziamo il privato – conclude – ma lavoriamo in sinergia, compatibilmente con le risorse disponibili e con la programmazione regionale. È un rapporto che intendiamo portare avanti con spirito costruttivo, come è stato fatto finora».
I primi passi del neo Direttore Generale Zuin
Sanitari in prima linea, pazienti nelle sale d’attesa, bambini in corsia, poveri nelle mense, anziani non autosufficienti e disabili gravi nelle strutture del territorio: sono state queste le prime persone che il neo direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, ha voluto incontrare nei suoi primi quattro giorni al vertice dell’azienda sanitaria veneziana.
Un punto di forza dell’Ulss 3 Serenissima resta l’ospedale dell’Angelo di Mestre, considerato tra i migliori d’Italia secondo le valutazioni di Agenas.
Nel breve periodo, tuttavia, la priorità resta il rispetto delle scadenze del PNRR. «Entro giugno dobbiamo completare i progetti previsti – spiega Zuin –. Non si tratta solo di realizzare le strutture, ma anche di allestirle e organizzarle con medici, infermieri e servizi. È un lavoro complesso che stiamo seguendo passo dopo passo per rispettare i tempi e non perdere i finanziamenti». (p.b.)
Da Mestre a Venezia centro storico, Zuin ha visitato Pronto Soccorso, Centro di solidarietà cristiana Papa Francesco, Casa di riposo Santa Maria dei Battuti, Distretto Giustinian e il Padiglione Jona dell’ospedale Civile con la Pediatria. Qualche momento anche per ammirare i tesori artistico-culturali degli ospedali e salutare chi ogni giorno se ne prende cura.
“Dai luoghi della sofferenza, del servizio alla popolazione fragile e malata comincio un percorso che mi riporterà in questi spazi moltissime volte – ha
detto Zuin – Persone bisognose, affiancate da chi dà il meglio di sé per alleviare il dolore e le difficoltà, sono l’esempio del servizio socio-sanitario che dobbiamo proteggere, potenziare e diffondere sul territorio. Qui nascono le idee per il futuro sociosanitario locale”.
L’incontro. “Qui nascono le idee per il futuro socio-sanitario”: il direttore generale dell’Ulss 3 incontra i cittadini
Gerosa in visita all’Ospedale dell’Angelo di Mestre: confronto con gli specialisti
Visita istituzionale all’Ospedale dell’Angelo di Mestre per l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa. Ad accompagnarlo la consigliera regionale con delega per Venezia Laura Besio. All’incontro hanno partecipato il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin e un gruppo di specialisti dell’ospedale, con cui l’assessore ha affrontato il tema delle progettualità in corso e delle prospettive di innovazione nella struttura hub della provincia.
Durante la visita l’attenzione si è concentrata in particolare sull’attività della Farmacia ospedaliera. La direzione sanitaria ha illustrato il percorso che ha portato alla concentrazione a Mestre della produzione dei preparati chemioterapici, destinati all’Ematologia dell’Angelo e ai repar-
ti di Oncologia di Mestre, Venezia e Chioggia. Il processo è stato reso possibile anche grazie ai lavori di ristrutturazione realizzati nel 2025 e all’acquisizione di nuove tecnologie, tra cui un robot e due cappe semiautomatiche. Dotazioni che hanno permesso all’Unità farmaci antiblastici di Mestre di estendere la preparazione dei farmaci anche all’Oncologia di Dolo-Mirano, completando così la centralizzazione della produzione aziendale in un’unica sede.
Per volumi di attività l’Unità si colloca ora nella fascia ad alta intensità operativa: su base annua si stimano circa 44 mila preparazioni. La riorganizzazione ha portato anche a un significativo efficientamento dei processi, con un risparmio annuo stimato attorno ai 180 mila euro.
VENETO
Approvata indennità di Pronto Soccorso per il personale sanitario
La Giunta regionale del Veneto ha dato il via libera alla delibera che stabilisce il riparto delle risorse destinate all’indennità di Pronto Soccorso per il personale sanitario impegnato nei servizi di emergenza-urgenza. Il provvedimento riguarda il periodo dal 1° giugno 2023 al 31 dicembre 2026 e prevede un totale di 60,6 milioni di euro, destinati a 3.200 lavoratori tra infermieri, operatori socio-sanitari e altri professionisti del settore.
“La valorizzazione del personale sanitario è sempre stata una delle mie priorità”, ha dichiarato il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, sottolineando che questa delibera rappresenta un passo concreto verso il miglioramento del sistema sanitario. “Con queste risorse – ha aggiunto Stefani – siamo passati dalle parole ai fatti, mettendo in campo un impegno significativo per coloro che operano in uno dei settori più delicati dell’organizzazione ospedaliera, quello delle emergenze”.
L’iniziativa è stata accolta positivamente dal Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che ha spiegato come questo intervento riconosca concretamente le difficoltà e i rischi a
cui sono esposti gli operatori nei Pronto Soccorso, servizi caratterizzati da carichi di lavoro elevati, turni complessi e, purtroppo, anche episodi di violenza. “Si tratta di un intervento atteso – ha detto Gerosa – costruito con criteri trasparenti e condivisi, che prevede anche il pagamento degli arretrati per chi ha prestato servizio dal 2023”.
Il provvedimento coinvolge circa 3.200 professionisti della salute, tra cui 2.000 infermieri, 800 operatori socio-sanitari, 400 autisti soccorritori/ambulanze e una parte di personale amministrativo. L’indennità, che sarà differenziata in base al profilo, prevede un compenso mensile minimo pari a 340 euro per il personale sanitario, 250 euro per gli operatori socio-sanitari e il personale tecnico, e 140 euro per il personale amministrativo. Inoltre, le aziende sanitarie dovranno erogare entro il mese di marzo dell’anno successivo eventuali risorse residue, fino a completo utilizzo del fondo. Gli arretrati saranno corrisposti per il periodo dal 1° giugno 2023 al 2025, con un totale di 44 milioni di euro da ripartire nei vari anni.
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DI RIABILITAZIONE PER SORDITÀ
l’utilizzo di apparecchi acustici impianti cocleari e altri ausili per l’udito.
Volontariato. Clown e bambini portano
musica, balli e sorrisi nelle case di riposo e in ospedale a Chioggia
“Donare un sorriso” festeggia 10 anni tra clown volontari e anziani
Ha tagliato il traguardo della decima edizione
“Donare un sorriso”, l’iniziativa promossa da Laura Doria che, insieme alla propria famiglia e a un gruppo di amici volontari, ha fatto visita in costume da clown a diverse strutture di assistenza sociale di Chioggia durante le giornate del Carnevale 2026.
Un appuntamento ormai atteso nel territorio veneziano, che anche quest’anno ha portato musica, balli, piccole scenette comiche e tanti palloncini modellati tra corridoi e sale comuni degli istituti clodiensi. Il filo conduttore è sempre lo stesso: regalare un momento di leggerezza a chi sta attraversando un periodo difficile. Perché, come sottolineano i volontari, un sorriso può diventare una piccola cura per l’animo.
Tra le note più significative di questa edizione c’è stata la partecipazione di diversi giovani, segno di una sensibilità verso il volontariato che continua a crescere anche tra le nuove generazioni nel territorio di Chioggia. In particolare, la presenza di due bambini di 4 e 6 anni tra i volontari ha reso le visite ancora più speciali: la loro spontaneità ha colpito soprattutto gli ospiti più anziani, creando un clima di tenerezza e vicinanza che non è passato inosservato. «Pur non essendo professionisti – spiegano gli organizzatori – siamo riusciti a intrattenere e a divertire». Ogni incontro si è concluso con la recita collettiva della poesia “Valore di un sorriso” di P. Faber, scelta come simbolo dei valori che da dieci anni sostengono l’iniziativa.
Le visite hanno coinvolto la Prometeo Sociale Onlus, la
comunità alloggio “Dopo di Noi”, Anffas Onlus Chioggia, UILDM, la casa di riposo F.F. Casson con le strutture Boschetto, Girasole, i centri diurni e Arcobaleno, oltre ai reparti dell’Ospedale di Chioggia, il cui personale sanitario ha permesso ai volontari di portare un momento di allegria anche tra i pazienti.
Come nelle edizioni precedenti, agli ospiti sono stati consegnati piccoli doni offerti da alcune attività commerciali cittadine, tra cui McDonald’s e Capricci by Stefy. Un ringraziamento è stato rivolto a tutti i clown volontari che hanno scelto di mettersi in gioco. L’esperienza, assicurano gli organizzatori, resta aperta a chiunque voglia avvicinarsi al volontariato e vivere in prima persona la forza semplice, ma concreta, di un sorriso.
Spinea, il medico di famiglia va in pensione
Cambio di riferimento per molti cittadini di Spinea: il medico di famiglia Francesco Stevanato ha concluso la propria attività ed è ufficialmente andato in pensione all’inizio di questa settimana. Per garantire la continuità dell’assistenza ai suoi assistiti nel periodo di transizione, l’Ulss 3 Serenissima ha predisposto un ambulatorio pubblico temporaneo. Il nuovo medico incaricato di prendere in carico i pazienti è già stato individuato dall’azienda sanitaria e inizierà l’attività lunedì 7 aprile. Nel frattempo, per evitare disagi e assicurare comunque un punto di riferimento sanitario, l’Ulss ha attivato un servizio ambulatoriale dedicato all’interno del Distretto di Spinea, in via Murano 17, a poche centinaia di metri dall’ambulatorio del medico uscente. Gli assistiti potranno accedere al servizio su prenotazione telefonica chiamando il numero 041 8694696, attivo dalle 8 alle 10 del mattino. L’ambulatorio sarà operativo il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 14.30 alle 18.30, mentre il martedì e il mercoledì dalle 10 alle 13. Per eventuali necessità sanitarie non urgenti al di fuori degli orari di apertura, resta come sempre disponibile il servizio di continuità assistenziale, contattabile tramite il numero unico 116117.
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