Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
Ldue, uno: si parte!
a Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina.
E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.
a pag. 21
Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico
STEFANI TRACCIA LA ROTTA PER IL VENETO: “ATTENZIONE
AL SOCIALE, CASA AI GIOVANI, SANITA’ VICINA ALLE FAMIGLIE”
La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”
Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli
Il sindaco Katia Maccarrone parla di “momento storico” per la città, frutto di un lavoro corale che ha dato una risposta definitiva a un problema viabilistico di lunga data CAMPOSAMPIERO, COMPLETATA L’OPERA
SIMBOLO SULLA SR 307
Borgoricco affronta l’aumento dei costi della spesa corrente, mentre Camposampiero pianifica il triennio 2026-2028 con importanti investimenti
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Morire di lavoro non è fatalità
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.
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Tre,
Servizio a pag. 4
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Servizi
Rifiuti, Nuova tariffa unica: dal 1° gennaio 2026 rivoluzione nel calcolo del Secco residuo
Sintoniz zati
Dal numero di svuotamenti si passa al conteggio dei litri conferiti Più flessibilità per l’utenza e massima attenzione al riempimento dei contenitori
I litri disponibili di rifiuto Secco per ciascun gruppo familiare sono i seguenti:
mentre fino allo scorso anno il sistema si
press container e 6 conferimenti nei cassonetti
che ha a disposizione 1.200 litri annui di
sul territorio e scelti liberamente dall’utente:
Porta a porta: conteggiato per 120 litri (bidone carrellato) o 40 litri (sacchi/bidoncini).
Press container (Aree H24): conteggiato per 60 litri.
Contenitori stradali multiutenza: conteggiati per 40 litri.
meccanismo è che per ogni
conferimenti
sfruttando la massima capacità di apertura dell’attrezzatura, ottimizzando così i litri compresi nella propria tariffa. Per questo si chiede agli utenti di conferire il rifiuto facendo
conferimenti effettuati accedendo ai Servizi Online sul sito di ETRA. Ad ogni modo su ogni attrezzatura sarà visibile il litraggio corrispondente.
Nuova rotonda a Camposampiero
Con il ripristino della viabilità a doppio senso di marcia sulla SR 307 e in via Sant’Antonio, il traffico risulta già più scorrevole e sicuro, consentendo di archiviare le lunghe code che hanno caratterizzato il passato. “L’emozione era tanta - sottolinea il primo cittadino di Camposampiero, il sindaco Katia Maccarrone -, da parte mia, dei miei amministratori, dell’ufficio tecnico, nel vedere realizzato ciò a cui abbiamo lavorato alacremente per mesi e mesi. E’ stata un’opera pubblica complessa ed impegnativa, da tanti punti di vista. Ma la volontà dell’amministrazione di dare una risposta definitiva nel tempo ed efficace, ci ha guidato nelle scelte e nei complessi passaggi amministrativi e tecnici. Questo è un momento storico, un passo importante che risolve un punto notevolmente critico da sempre per la viabilità di Camposampiero”. L’opera ha visto la realizzazione di un vero e proprio ponte sul Muson Vecchio, per generare lo spazio necessario, di 30 mt di diametro, necessario al raggio di curvatura di ogni mezzo, soprattutto dei pullman. L’opera che ora proseguirà con gli ultimi dettagli e rifiniture, ha visto anche la messa in sicurezza di Via S. Antonio nei pressi dell’accesso ai Santuari, con un nuovo marciapiede e l’allargamento della pista ciclabile. Sarà realizzata anche una nuova illuminazione. Al centro della rotatoria non poteva mancare la statua di Sant’Antonio, di Luigi Strazzabosco, recentemente restaurata. L’importo ha visto la cifra di 1.220.000 euro, di cui 350.000 della Regione, e ulteriori 180.000 euro per migliorie e imprevisti. “Voglio ringraziare davvero di cuore tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato. La mia squadra di assessori e consiglieri che hanno creduto in questo grande progetto, i Santuari Antoniani per la condivisione e la preziosa collaborazione, il responsabile dell’ufficio tecnico, arch. Martini, per il notevole impegno profuso, il Comandante della Polizia Locale Paolocci, i progettisti, le ditte impegnate che hanno lavorato con competenza e rispetto dei tempi e tutti gli enti con cui abbiamo collaborato. Tante le attestazioni di ringraziamento che ho ricevuto. La più bella: Buonasera Katia, che bella emozione fare il giro intorno a Sant’Antonio! Piccole cose che ti ripagano di tante tante fatiche” conclude il sindaco.
Endrius Salvalaggio
Viabilità più sicura e code archiviate
Morire
di
lavoro non è fatalità
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
Guardando indietro, il 2025 non ha concesso tregua. I dati provvisori Inail parlano di oltre 1.010 morti sul lavoro in Italia nei primi undici mesi dell’anno. Il Veneto, cuore pulsante della nostra economia, si è confermato purtroppo ai vertici di questa classifica, secondo solo alla Lombardia, con oltre 100 decessi, con Verona che ha tristemente guidato il primato regionale, seguita da Venezia e Vicenza. Nonostante i proclami, la “zona rossa” del rischio infortunistico continua ad allargarsi, colpendo duramente i settori della manifattura e dell’edilizia. Il problema non è la mancanza di norme. L’Italia possiede una delle legislazioni sulla sicurezza più avanzate d’Europa. Il vero nodo è che la prevenzione viene spesso degradata a mero adempimento burocratico. Per troppe imprese, la sicurezza è un “faldone” da riempire per evitare multe, un costo da minimizzare o un fastidioso rallentamento della produzione.
Ma la sicurezza non si fa con i timbri: si fa con la formazione vera, con l’aggiornamento tecnologico e, soprattutto, con una vigilanza che non sia solo formale. Quando il profitto o la fretta di consegnare un ordine superano la tutela del lavoratore, il sistema ha già fallito.
Non dobbiamo però cadere nell’errore della generalizzazione. Esistono imprenditori attenti che investono somme ingenti per azzerare i rischi. Ma non in tutte le aziende è così, per talune imprese la sicurezza è un costo da limare, un fastidio da aggirare. Tuttavia, la mancanza di una cultura della sicurezza riguarda talvolta anche i lavoratori stessi. La “confidenza” con gli strumenti o le macchine usate, l’abitudine al rischio o la sottovalutazione del pericolo (“abbiamo sempre fatto così”) sono nemici invisibili quanto un cavo scoperto. Indossare un dispositivo di protezione individuale non è un obbligo verso il capo, ma un patto con la propria vita. Oltre all’inestimabile dolore umano, non possiamo ignorare l’impatto collettivo. Gli infortuni sul lavoro costano all’Italia circa 104 miliardi di euro l’anno, pari a oltre il 6% del nostro PIL. È una voragine economica che brucia risorse che potrebbero essere investite in sviluppo e stipendi. Non possiamo più permetterci di considerare queste morti come un “rischio collaterale” dell’attività d’impresa. La sicurezza deve diventare l’ossigeno del nostro modello produttivo veneto. Perché una terra che produce ricchezza, ma non garantisce il ritorno a casa dei suoi figli, è una terra che sta tradendo le sue radici più profonde: la dignità del lavoro.
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L’intervista. Incontro in redazione con presidente della Regione Veneto tra novità e prossime sfide
Stefani alla prova dei fatti: “Casa per i giovani, sanità più vicina ai cittadini e meno burocrazia”
N el primo mese alla guida del Veneto ha già impresso un ritmo serrato all’agenda politica regionale. Tra riforme per l’edilizia, tavolo per la sburocratizzazione e attenzione al sociale, il presidente Alberto Stefani delinea la rotta di un mandato che punta a rispondere alle emergenze del quotidiano. Lo abbiamo incontrato in redazione per fare il punto sui principali dossier aperti. Presidente, tra le novità di que-
ti: un patrimonio enorme che resta inutilizzato nonostante l’emergenza abitativa. Abbiamo già investito 50 milioni di euro: è l’investimento sull’housing sociale più importante di sempre per la nostra regione. È un passo avanti che riduce l’insolvenza e riqualifica gli immobili attraverso un’utenza diversa, creando un circuito virtuoso di rigenerazione urbana.
La legislatura si è aperta con la
ste settimane spicca “generazione casa”, in cosa consiste?
Si tratta di una proposta di legge di modifica della legge 39 del 2017 sull’edilizia pubblica. Su questo fronte vogliamo lavorare con forza per aprire lo spazio al cosiddetto social housing. L’idea è quella di dare una possibilità concreta a quella “area di mezzo” composta da giovani, anziani in difficoltà o determinate categorie di lavoratori. Vogliamo conferire flessibilità all’assegnazione degli immobili sulla base di caratteristiche specifiche che solo con l’housing sociale si possono gestire. Attualmente, la stragrande maggioranza del nostro patrimonio immobiliare è vincolato all’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), ma dobbiamo trovare spazio per chi non può permettersi l’acquisto di una casa o un affitto a prezzi ragionevoli, specialmente nelle grandi città e ormai anche in provincia. Abbiamo oltre 8.800 immobili sfitti perché non manutenta-
parola d’ordine “meno burocrazia”: cosa cambia nel concreto?
Il meccanismo di lavoro. Al tavolo lascerò che siano le imprese, le associazioni di categoria e i sindacati a dire alla politica quali sono le norme da modificare e le procedure da semplificare. È una nuova prospettiva: non c’è una scelta aprioristica dell’amministrazione, ma una gestione condivisa del fenomeno burocratico che parte dal basso, da chi vive questi problemi ogni giorno. Inoltre, ci tengo a sottolineare che si tratta di un tavolo a costo zero, senza gettoni di presenza per i partecipanti.
In Consiglio regionale il suo primo provvedimento è stato il progetto di legge sui caregiver. Come intendete aiutare chi assiste i propri cari ogni giorno?
In Veneto un cittadino su quattro è un caregiver: è una realtà che tocca quasi tutte le famiglie. Per questo ho preso spunto da una proposta di legge già presentata anche
dall’opposizione, perché su temi simili bisogna lavorare insieme per la soluzione migliore. Integreremo la salute territoriale con le Case di Comunità. È un processo a mediolungo termine, ma vogliamo trovare ogni soluzione possibile per supportare chi si prende cura dei familiari più fragili.
A questo proposito ha annunciato l’assistente di quartiere, una figura che però non sembra convin-
di piccoli aiuti quotidiani, come fare la spesa o un controllo cognitivo. Dove va la sanità veneta con la consulenza del professor Gerosa? Come pensate di risolvere la carenza di medici?
La sanità veneta sarà sempre più territoriale e resterà saldamente ancorata al sistema pubblico. Il professor Gerosa è un luminare che ha sempre lavorato nel pubblico e ci aiuterà in questo percorso. Nelle
Consiglio Regionale dell’Economia, un luogo di consultazione permanente con sindacati e categorie. È un’idea che abbiamo accolto con favore perché crediamo nel confronto costante per intercettare le opportunità di crescita.
Autonomia, federalismo fiscale e PFAS: temi caldi per il territorio. Qual è la situazione?
Sull’autonomia sono stato relatore del disegno di legge e voglio por-
cere l’opposizione. Cosa risponde alle critiche?
Rispondo che questa figura è già stata sperimentata con ottimi risultati proprio in Comuni amministrati dal centrosinistra. Io l’ho integrata nel contesto delle Case di Comunità, intercettando un’esigenza sentita: l’80% degli anziani che necessitano di monitoraggio quotidiano non è coperto dai servizi tradizionali. Non possiamo pensare che ci sia assistenza domiciliare integrata per tutti, è matematicamente impossibile. Allora offriamo una formazione regionale a figure certificate che, anche tramite applicazioni digitali, garantiscano un monitoraggio costante. Immaginiamo un quartiere dove un assistente visita cinque anziani, controlla i parametri e informa la famiglia tramite app. Per una famiglia significa avere serenità a un costo notevolmente più basso rispetto a una badante H24, offrendo un servizio di prossimità per chi non ha bisogno di assistenza continuativa ma
prossime settimane visiteremo le Case di Comunità per vedere lo stato dell’arte di questa riforma nazionale che deve sgravare gli ospedali. Sulla carenza di personale, dobbiamo migliorare la conciliazione vita-lavoro e investire nelle borse di specialità.
L’imbuto formativo creato negli ultimi vent’anni è il vero problema nazionale. Come Regione investiremo in borse di studio e dialogheremo costantemente con gli ordini professionali attraverso il nuovo Consiglio Regionale della Sanità. La soluzione deve essere condivisa tra medici, Ulss e istituzioni.
Parliamo di economia: alcuni dati recenti dicono che il Veneto non è più la “locomotiva d’Italia”. Quali le soluzioni?
Dobbiamo percorrere la strada dell’innovazione per restare competitivi. La Regione accompagnerà le imprese rilanciando strumenti fondamentali come Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione. Il tavolo sulla sburocratizzazione evolverà in un
tare a casa le prime materie entro la legislatura. Il federalismo fiscale cambierà il rapporto Stato-Regione e il Veneto deve essere protagonista. Sul fronte dei PFAS, la Regione ha fatto la sua parte aprendo tavoli di confronto e accelerando la messa in sicurezza d’emergenza. Attualmente è in definizione la messa in sicurezza operativa, sotto la supervisione degli enti preposti.
Un’ultima domanda personale: dal Parlamento alla presidenza della Regione, com’è cambiata la sua vita?
In realtà è cambiata fino a un certo punto. Ho sempre cercato un legame forte con la comunità, facendo il sindaco e il segretario regionale della Lega. Certo, oggi le responsabilità sono maggiori, ma essere nel proprio territorio, tra la gente che conosci, trasforma il peso dell’amministrare nella gratificazione di poter portare risultati concreti per la propria terra.
Nicola Stievano
Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ospite in redazione
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Tempo di bilanci/1. Servizi confermati, investimenti e nuove opere in programma
Camposampiero programma investimenti per 6 milioni,
si inizia con il centro storico, famiglie e istruzione
A pprovato il Bilancio di previsione 2026-2028 di Camposampiero, un documento che delinea le priorità dell’Amministrazione per il prossimo triennio, ponendo al centro famiglie, servizi e sviluppo del territorio, senza aumentare la pressione fiscale.
A darne notizia è stata la sindaca Katia Maccarrone, sottolineando come il bilancio confermi tutti i servizi attualmente garantiti ai cittadini e assicuri al Comune la piena operatività fin dai primi giorni del 2026. Una quota significativa del bilancio è destinata alle politiche a sostegno delle famiglie, dell’istruzione e del sociale, ambiti che complessivamente assorbono circa 1,5 milioni di euro all’anno. Una scelta politica precisa, che punta a mantenere elevato il livello dei servizi senza ricorrere ad aumenti fiscali.
Sul fronte scolastico, il Comune continua a sostenere concretamente le famiglie con contributi per la mensa scolastica, pari a 80 mila euro annui, e con il servizio di trasporto scolastico, il cui valore
complessivo ammonta a 220 mila euro, coperto per oltre il 70% dalle casse comunali. Importante anche il sostegno alla scuola dell’infanzia Umberto I, che beneficia di un contributo annuo di 195 mila euro, corrispondente a oltre mille euro per ogni bambino iscritto.
Rilevanti anche le risorse destinate ai servizi per la prima infanzia: per l’asilo nido l’Amministrazione investe oltre 100 mila euro, coprendo circa il 34% del costo complessivo del servizio. Accanto alla scuola, il bilancio conferma il supporto al mondo sportivo, con oltre 130 mila euro annui destinati alle società sportive del territorio, riconosciute come presidio educativo e sociale.
Il comparto del sociale rappresenta infine una delle voci più consistenti, con uno stanziamento che supera i 650 mila euro. Risorse destinate a interventi di assistenza, inclusione e sostegno alle fasce più fragili della popolazione, a conferma dell’attenzione dell’Amministrazione verso la coesione sociale e il benessere della comunità.
Ampio spazio è riservato agli investimenti: superano infatti i 6 milioni di euro le opere già finanziate e in corso, per circa la metà sostenute da contributi regionali, statali e fondi PNRR. Tra gli interventi principali figurano la nuova rotatoria tra via Sant’Antonio e la SR307, già aperta al traffico, il nuovo Palazzo Nodari, prossimo all’inaugurazione, la nuova mensa scolastica, gli spogliatoi del campo da rugby e il miglioramento sismico della palestra di Rustega. Dopo la riapertura del ponte sulla SR307, sono inoltre previsti i lavori provinciali di allargamento della strada provinciale 44 (via Guizze) e la realizzazione della pista ciclabile. Il Piano triennale delle opere pubbliche guarda anche al futuro. Nel 2026 è previsto un investimento di 800 mila euro per la valorizzazione del centro storico e delle piazze cittadine. Nel 2027 sono programmati interventi sulla viabilità per 150 mila euro e sulla sicurezza idraulica per 250 mila euro, con lavori di escavazione a sud della provinciale 44 a Rustega.
Per il 2028 è invece in programma la realizzazione della nuova scuola media, un’opera dal valore di oltre 9 milioni di euro, subordinata all’ottenimento di contributi: il Comune ha già partecipato a diversi bandi con un progetto innovativo ed è attualmente in lista di scorrimento.
La critica dell’opposizione: “Zero visione, si rinvia sperando che arrivino i fondi”
Il Consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione 2026-2028. Per la maggioranza si tratta di un documento “sano e stabile”, che garantisce la continuità dei servizi senza aumentare la pressione fiscale e permette all’ente di operare a pieno regime fin dai primi mesi del 2026. Di segno opposto il giudizio delle opposizioni, che parlano invece di un bilancio privo di una reale visione strategica e basato su risorse ancora in-
certe.
“Il nostro focus resta su famiglie, scuola e sociale, con un investimento complessivo di circa 1,5 milioni di euro all’anno”, ha spiegato l’assessore al bilancio Moira
Simeonato, sottolineando la conferma delle aliquote Imu e dell’addizionale comunale Irpef. Secondo la maggioranza, il bilancio guarda anche allo sviluppo della città attraverso gli investimenti. Ammontano a oltre 6 milioni di euro le opere già
finanziate e in corso, in parte sostenute da fondi regionali, statali e Pnrr. Nel piano triennale delle opere pubbliche sono inoltre previsti 800 mila euro nel 2026 per la riqualificazione del centro storico, interventi su viabilità e sicurezza idraulica nel 2027 e, nel 2028, la realizzazione della nuova scuola media da oltre 9 milioni di euro, progetto però subordinato all’ottenimento di finanziamenti esterni. Proprio su questo aspetto si concen-
Con questo provvedimento, il Comune di Camposampiero si prepara ad affrontare il 2026 con l’obiettivo di coniugare attenzione sociale, investimenti e visione di lungo periodo, aprendo il nuovo anno all’insegna della continuità e delle sfide future.
trano le critiche delle minoranze. “È un bilancio che affida il futuro alla provvidenza – ha dichiarato il capogruppo Giovanni Torresin –. Non costruisce una visione della città ma rinvia, sperando che arrivino i fondi”. L’opposizione contesta inoltre la scelta di destinare risorse derivanti dalle concessioni cimiteriali alla riqualificazione del centro storico, ritenendola una forzatura politicamente e moralmente discutibile. (s.b.)
Sara Busato
Tempo di bilanci/2. Priorità a istruzione, politiche sociali, illuminazione e progetti di efficienza e
Borgoricco stringe i conti e guarda al futuro
Fine anno fa rima, come da tradizione, con una parola chiave per le amministrazioni locali: bilancio. Il 2025 non fa eccezione e anche per il Comune di Borgoricco la chiusura dell’esercizio finanziario avviene in un contesto complesso, segnato da crescenti pressioni sui conti pubblici. Il tema è stato al centro del recente confronto all’assemblea di Anci Veneto, da cui è emerso un quadro condiviso: chiudere i bilanci in questa fase storica è una sfida per tutte le amministrazioni. Le principali difficoltà continuano a riguardare la spesa corrente, indispensabile per garantire il funzionamento quotidiano dei servizi comunali.
Negli ultimi mesi si sono registrati rincari diffusi sui servizi essenziali. Dall’energia alle forniture, fino ai costi di gestione ordinaria, ogni voce di spesa risulta appesantita. Nonostante ciò, l’obiettivo dell’amministrazione resta quello di assicurare la continuità dei servizi e mantenerne elevata la qualità.
Sul fronte delle entrate, il Comune registra circa 2 milioni di euro, con un incremento di 180 mila
euro legato a Imu e Irpef, dato che riflette l’aumento dei residenti, dei redditi e l’effetto delle aliquote. A queste risorse si aggiungono trasferimenti per 1 milione e 309 mila euro, in gran parte provenienti dai fondi Pnrr.
Le spese correnti ammontano complessivamente a 4 milioni e 803 mila euro. La voce principale è l’istruzione, con 760 mila euro pari al 16% del totale, destinati al trasporto scolastico, alle utenze delle scuole statali e ai contributi per le scuole dell’infanzia. Seguono le
politiche sociali con 688 mila euro (13%) per Ulss, anziani, famiglie e fragilità.
Alla mobilità sono destinati 450 mila euro per l’illuminazione pubblica, mentre alla cultura vanno 98 mila euro per il centro civico e 34 mila euro per iniziative culturali. Nel prossimo triennio sono previsti interventi di efficientamento energetico, manutenzione degli impianti sportivi di via Scardeone e la realizzazione del percorso ciclopedonale di via del Graticolo.
Sara Busato
Quasi mezzo milione per colmare il divario digitale: il Camposampierese potenzia competenze e servizi
In attuazione della Misura 1.7.2 del Pnrr e in coerenza con la strategia digitale della Regione Veneto, è stata promossa l’attività che mira a contribuire di colmare il digital divide, accrescendo le competenze digitali dei cittadini supportandoli nell’utilizzo di internet, servizi digitali della PA e di aziende private, con l’obiettivo di incentivare - potenziare l’uso dei servizi online, oltre a promuovere l’esercizio dei diritti di cittadinanza e l’inclusione sociale delle comunità e dei territori più svantaggiati. Gli sportelli che ricevono previo appuntamento i cittadini muniti di appositi facilitatori, affiancheranno ed aiuteranno ancora una volta molti altri cittadini per poter accedere ai portali Inps ed Agenzia delle Entrate; rottamare cartelle, aderire all’eventuale definizione agevolata, richiederne la rateizzazione; attivare la Cie; attivare Spid, recupero credenziali; creare il Pin telefonico;
richiedere i bonus attivi; accedere al sito cassa depositi e prestiti; accedere e gestire al profilo home banking; utilizzare pago PA; accedere al portale automobilista; accedere al sito Sanità Zero e prenotare esami - visite; richiedere l’esenzione on line del canone Rai e molto altro ancora.
Il Camposampierese continua, ancora una volta a distinguersi a livello regionale sul fronte dell’innovazione digitale, grazie ai risultati già raggiunti in questi 17 mesi di attività con oltre 17.500 cittadini accompagnati e più di 22.000
A fronte di rincari generalizzati, l’Amministrazione garantisce i servizi essenziali, con entrate pari a circa 2 milioni di euro e spese correnti che superano i 4,8 milioni, con priorità a istruzione e politiche sociali
servizi erogati nei soli centri di facilitazione digitale. Per questo motivo, il territorio ottiene un nuovo ed importante riconoscimento con quasi mezzo milione di euro complessivi per ampliare e rafforzare i servizi fino a maggio 2026. Si tratta di due finanziamenti distinti e complementari di 262.500 mila euro derivanti dalla proroga e dal rifinanziamento della Misura PNRR 1.7.2 , messi a disposizione dalla Regione del Veneto per gli hub più virtuosi e 219.497,45 mila euro del bando nazionale “Dritti al Punto”, finanziato dal Fondo Repubblica Digitale e vinto dalla cooperativa La Esse in partenariato con la Federazione del Camposampierese per il progetto Officine Digitali. In totale circa 480.000 euro saranno destinati a far crescere la rete dei servizi, aumentare le competenze digitali e intercettare nuove fasce di popolazione ancora lontane dagli strumenti digitali. (e.s.)
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Politica. Deleghe su partecipazione giovanile, promozione dello sport e pianificazione territoriale
Riccardo De Gaspari entra in consiglio comunale
Aseguito delle dimissioni di Alberto Stefani, rese necessarie dall’incompatibilità con la nuova carica di presidente della Regione Veneto, al suo posto entra a far parte del consiglio comunale di Borgoricco, Riccardo De Gaspari. “Eredita un posto importante - spiega il sindaco di Borgoricco, G ianluca Pedronperché non è semplice raccogliere il testimone di un fuoriclasse come Alberto Stefani, ma siamo certi che con volontà, tenacia e voglia di mettersi in gioco saprà dare un contributo concreto per la nostra comunità. Nei prossimi giorni assegnerò a Riccardo, in affiancamento agli
assessori competenti, specifiche deleghe su: partecipazione giovanile, promozione dello sport e pianificazione territoriale”.
La surroga è avvenuta nell’ultimo consiglio comunale prima di Natale, in occasione della consegna della Costituzione a dei neo diciottenni di Borgoricco. “Alberto ha condiviso con molti di noi un lungo percorso umano e politico - ricorda il sindaco Pedron - che va dai banchi di scuola a quelli del consiglio comunale, dove è entrato giovanissimo, fino a un cammino che lo ha portato a essere deputato, sindaco di Borgoricco e oggi presidente della Regione. Ma
Cambio ai vertici della Protezione Civile
La Protezione Civile di Borgoricco ha rinnovato il proprio coordinatore e i membri del direttivo del gruppo comunale. Giovanni Favaron cede il coordinamento a Giampaolo Barban dopo essere stato per ben due mandati responsabile del gruppo. Un cambio all’insegna della continuità, del lavoro e dell’impegno svolto. Giampaolo Barban, 66 anni, pensionato, dal 2000 iscritto alla Protezione Civile di Borgoricco, ha fatto parte
del Nucleo Operativo Provinciale della Protezione Civile per 6 anni e da 15 anni radioamatore dedicato al servizio degli apparati radio del distretto del Camposampierese.
Votato all’unanimità da tutti gli iscritti, Giampaolo Barban è diventato da poco tempo Coordinatore del Gruppo, mentre il vicecoordinatore è Graziano Zuin. Gli altri membri del direttivo eletti sono: Favaron Giovanni, Maretto Tiziano, Barzizza
oltre alla sua carriera straordinaria, vogliamo ringraziare soprattutto la persona per il suo impegno quoti-
Primo concorso fotografico dedicato a Silvano Coletto
Era luglio 2025 quando si era dato inizio al primo concorso fotografico in onore di Silvano Coletto, concittadino di Borgoricco amante della fotografia e del territorio Veneto. Il concorso, dedicato ai “Paesaggi Rurali e Contadini del Graticolato Romano”, ha visto la partecipazione di 35 fotografi che hanno presentato oltre 100 opere, mostrando la bellezza e la storia del territorio veneto. La giuria com-
posta da tre professionisti della fotografia e delle arti visive, Pierluigi
Rizzato, Lisa Matinetto e Cristian Bosa, ha decretato i vincitori con grande commozione dei figli di Silvano Coletto presenti sul palco. Per la sezione giovani: Prima classificata: Matilde Baracco, con la foto “C’era una volta dietro le ortensie”.
Seconda classificata: Diletta Maragno con la foto “Api e nuvole”. Terza classificata: Miriam Gallo con la
diano, lo spirito di sacrificio, lo studio costante, la capacità di ascolto e l’amore autentico per Borgoricco e per il Veneto”. “A titolo personale e come gruppo, vogliamo dirti grazie Alberto - continua il sindaco - per ciò che ci hai insegnato, per il lavoro fatto insieme e per l’entusiasmo che hai saputo trasmettere a un’intera generazione. Conoscendoti, siamo certi che, nel tuo nuovo ruolo, continuerai a fare grandi cose”. D’altro canto, anche il neo presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, si rivolge ai cittadini di Borgoricco riconoscendogli anni di fiducia profusa in moltissime occasioni. “De-
sidero esprimere la mia più sentita gratitudine al comune di Borgoricco e a tutti i cittadini che, fin da quando avevo vent’anni, mi hanno dato la fiducia permettendomi di servire questa Comunità. In questo paese ho mosso i miei primi passi nella vita amministrativa, ricoprendo la carica di sindaco e di rappresentare ognuno di voi con dedizione e senso di responsabilità. Anche se ora ricopro un nuovo ruolo, rimarrò sempre a disposizione di questa straordinaria comunità” conclude Alberto Stefani
Franco, Pastrello Alessandro, Zago Luigi e Corrocher Samuele. “Un ringraziamento per l’importante lavoro svolto da Giovanni Favaron e un augurio di buon lavoro a Giampaolo Barban da tutto il nuovo direttivo e da parte dell’amministrazione comunale” fa sapere il sindaco di Borgoricco, Gianluca Pedron. Per avere altre informazioni o seguire il gruppo di Protezione Civile di Borgoricco, basta visitare la pagina
facebook Protezione Civile Borgoricco, per richiedere informazioni o per essere iscritti al gruppo non sono richieste abilità particolari ma solo la voglia di mettersi in gioco a favore della collettività. Il Gruppo, che fa parte della rete della Protezione Civile della Federazione dei Comuni del Camposampierese, partecipa periodicamente ad eventi formativi per acquisire nuove tecniche e nuove competenze. (e.s.)
foto “I due cieli”. Durante la mostra fotografica i visitatori hanno potuto votare su 400 fotografie, scegliendo la foto del cuore ed i vincitori sono risultati: Premio pubblico giovanissimi: Ada Rettore, con la foto “Folletti e filari”. Premio pubblico adulti: Nicola Bugin, con la foto “Via lattea sul lavandeto di Ca’ Mello”. Infine, per la sezione adulti: Alessandra Rettore con la foto “Animali in corso”, Elisa Crestani con la foto
“Piantagione di asparagi” e Daniele Simionato con la foto “Confronto tra vecchia e nuova mietitrebbia”.
“La fotografia racconta e lascia la testimonianza di momenti precisi –racconta il sindaco di Borgoricco, Gianluca Pedron - di fatti accaduti, dei cambiamenti dei paesaggi e della vita che ci circnda. La fotografia diventa anche narrazione e poesia agli occhi di chi osserva, per questo motivo nel 2026 sarà pubblica-
to il bando del secondo “Concorso Fotografico Silvano Coletto 2026”. “Inoltre nella prossima primavera – continua il sindaco Pedron - sarà organizzato un nuovo corso di fotografia tenuto dal nostro concittadino Pierluigi Rizzato. L’esposizione fotografica è stata abbinata a quella degli artisti del mese, che hanno esposto le loro opere nell’apposita bacheca all’entrata del municipio”. (e.s.)
Endrius Salvalaggio
Riccardo De Gaspari con il sindaco Gianluca Pedron
Giovanni Favaron e Giampaolo Barban
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Il collegamento ciclabile diventa realtà
Qualche settimana fa si è compiuto l’ultimo passo per la messa in sicurezza dei pedoni e dei ciclisti lungo la provinciale 31, che collega i comuni di Camposampiero e Massanzago. Un obiettivo che le amministrazioni e la Provincia si erano poste parecchi anni fa, prevedendo una lunga ciclabile e rotatorie al posto degli incroci.
Le sindache dei due Comuni, Katia Maccarrone e Sabrina Schiavon, insieme alla Federazione dei Comuni con il Presidente Valter Gallo, hanno voluto sottolineare questo importante obiettivo raggiunto, attraverso l’inaugurazione ufficiale.
I due nuovi tratti di pista ciclabile sono stati inseriti in un progetto più ampio della Federazione dei Comuni, che ha ottenuto nel 2021 un importante contributo finanziario dalla Regione Veneto con Fondi Sviluppo e Coesione. Il Progetto chiamato “Connessioni di piste ciclabili per lo sviluppo turistico sostenibile in aree di pregio ambientale e culturale”, ha coinvolto ben otto comuni, tra cui Camposampiero e Massanzago.
L’opera ha visto una quota di finanziamento regionale complessiva di circa 537 mila euro, e un cofinanziamento della Federazione dei Comuni per circa 120 mila euro, mentre da parte dei due comuni 221.600,62 per Camposampiero e di 275.669,37 per Massanzago. L’investimento totale ammonta a 1milione e 155 mila euro. A questo va aggiunto il valore della fognatura realizzata da Etra S.p.a. società
Benefit, un intervento fondamentale dal punto di vista ambientale.
“Il lavoro sinergico di più enti nel tempo ha permesso – spiega il sindaco Sabrina Schiavon - la realizzazione di un importante percorso ciclopedonale di congiungimento lungo la Sp31, oggi con l’inaugurazione chiudiamo un cerchio importante di forti collaborazioni. Mi soffermo sul ruolo delle amministrazioni che mi hanno preceduta e che si sono impegnate dal punto di vista economico per la realizzazione di tale progetto. Questa estensione del centro ci consente di introdurre il limite 30 km/h in via Ca’ Moro e di regolamentare il percorso stradale che diventato a senso unico per le auto e a doppio senso di circolazione per le bici. Con l’opera comunale di illuminazione e il limite 30 km/h la via Ca’ Moro diventa così sicura anche per le bici”. “E’ stato
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un lavoro di squadra importante – conclude il sindaco Katia Maccarrone – e fare squadra ripaga sempre. Oggi siamo in grado di restituire ai nostri cittadini una risposta tanto attesa. Ringraziamo gli enti, i tecnici e le ditte che hanno lavorato. Hanno seguito in Federazione il complesso iter la dirigente Anna Maria Giacomelli e l’arch Paolo Mazzucato e il responsabile di progetto ing. Enrico Sartorel. Ringraziamo la Regione del Veneto, la Provincia di Padova presente all’inaugurazione con il vicepresidente Daniele Canella ed il consigliere delegato alle ciclabili Massimo Momolo, Etra con il Presidente Flavio Frasson e l’ing. Alberto Liberatore. Un grazie particolare va ai nostri parroci, Don Cristiano e Don Loris per la benedizione, e al Comitato di Zona di Straelle per l’accoglienza e la collaborazione”. Endrius Salvalaggio
La città saluta Don Bruno Bevilacqua dopo 33 anni al servizio della parrocchia Il Comune di Camposampiero ufficializza il suo ringraziamento a Don Bruno Bevilacqua, che lascerà la parrocchia di San Marco, per raggiunti limiti di età dopo ben 33 anni di attività. In occasione del Consiglio Consiliare di novembre, l’amministrazione Maccarrone ha conferito un ringraziamento ufficiale approvato in Consiglio Comunale a Don Bruno Bevilacqua, che termina il suo servizio come parroco dopo tanti anni ininterrottamente svolti in modo egregio con particolari attenzioni alle persone più bisognose e fragili. Presenti per l’occasione le autorità civili e le forze dell’ordine, il parroco di San Pietro Don Cristiano e il nuovo Padre Guardiano dei frati Padre Fernando Spimpolo. A salutare don Bruno non è mancata nemmeno la Protezione Civile, la Pro Loco, tante associazioni e tanti cittadini e parrocchiani. La Parrocchia di San Marco appartiene alla Diocesi di Padova, che ha nominato un nuovo amministratore parrocchiale, Don Luca Ferro. Don Bruno rimarrà a Camposampiero ancora al servizio della comunità, seppur non più come parroco, ma sottoforma di collaboratore e cittadino. “A lui auguriamo un buon proseguimento in tutti i sensi nella sua nuova veste - ha sottolineato il sindaco Katia Maccarrone - ringraziandolo per quanto ha fatto con generosità e passione a Camposampiero e nella Parrocchia di San Marco. Don Bruno che tanto si è speso in 33 anni per la comunità, soprattutto con grande attenzione alle famiglie, agli anziani e alle persone più deboli”. (e.s.)
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La classifica. Risultati Eduscopio edizione 2025 - 2026
Liceo Newton-Pertini ai vertici in provincia
E duscopio.it misura l’efficacia educativa delle scuole superiori di secondo grado con riguardo agli esiti universitari e occupazionali di chi l’ha frequentata, e redige, ogni anno, graduatorie sia delle scuole che forniscono buone basi per gli studi universitari, sia di quelle che danno competenze adeguate e immediatamente spendibili sul mercato del lavoro.
“Il liceo scientifico - scienze applicate Newton - Pertini è al primo posto nel raggio di 30 km da Camposampiero e al secondo posto nella provincia di Padova. Il Liceo delle Scienze Applicate - spiega La Dirigente scolastica, Dr.ssa Chiara Tonello - si caratterizza per l’utilizzo frequente dei laboratori di fisica, scienze, chimica, informatica e biotecnologie. Si caratterizza anche per l’ambiente educativo rigoroso, sereno ed inclusivo che, oltre ad aiutare l’apprendimento delle discipline del curricolo, concorre nell’insieme a sviluppare competenze umane relazionali e attitudinali, facendosi carico delle situazioni di difficoltà, promuovendo il successo formativo di ciascuno e riconoscendo e valorizzando le varie eccellenze. Oltre alle attività di arricchimento per la matematica, per la fisica e per le scienze, viene prevista per l’opzione Scienze Applicate l’attività di arricchimento per informatica: olimpiadi di informatica. Il liceo scientifico sportivo è un’opportunità formativa
che unisce alle scienze motorie e sportive lo studio delle discipline scientifiche e giuridiche, portando ad una formazione culturale solida e che consenta l’accesso ad ogni percorso universitario”. Dal recente studio, il liceo linguistico Newton - Pertini si presenta, nuovamente, come un percorso di studi solido e allo stesso tempo innovativo e aperto al mondo, che rende gli studenti capaci di ottenere un successo scolastico, in termini di crediti universitari acquisiti, davvero importante. “La sinergia tra la base teorica delle discipline studiate ed esperienza data dai molti progetti - continua la Dirigente scolastica - lo ha fatto divenire negli anni un percorso estremamente valido per il proseguimento degli studi in ambito universitario e di specializzazione superiore. Secondo la ricerca, l’indice di occupazione dei diplomati è del 71 per cento con il primo contratto significativo che arriva in media dopo poco meno di 6 mesi per i diplomati, trovando lavoro a una distanza media da casa di circa 7 km”. Anche tra le fila dell’amministrazione Maccarrone c’è grande soddisfazione per i risultati dello studio redatto da Eduscopio. it : “I risultati che confermano l’eccellenza dell’IIS Newton Pertini. Con l’Istituto la collaborazione è sempre stata massima e aperta su diversi fronti, da quello culturale a quello sportivo e per l’inclusione”.
Endrius Salvalaggio
In dirittura d’arrivo il nuovo palazzo Nodari
E’ giunta alle battute finali la costruzione del nuovo e pregevole lavoro di Palazzo Nodari. La Giunta Comunale ha visitato recentemente il cantiere prendendo visione dello stato di avanzamento dei lavori. “Una bellissima e utilissima struttura – commenta il sindaco Katia Maccarrone –che rinnoverà dal punto di vista architettonico un angolo del centro storico e che darà nuovissimi spazi ai cittadini. Rinnovata anche l’area del centro storico in cui sorge, che si affaccia sulla storica Contra’ dei Nodari. Entro la fine dell’anno è prevista la conclusione dei lavori con un investimento davvero notevole, dal valore di 2,5 milioni di euro”. Il nuovo palazzo ospiterà, al primo e al secondo piano, la nuova sede del Centro per l’Impiego di Veneto Lavoro, oggi all’interno del municipio, ma con spazi ormai insufficienti. Al piano terra, il Comune avrà a disposizione una nuovissima sala pubblica sala da 140 mq, indipendente dal resto della struttura, a disposizione della collettività. Veneto Lavoro, ente regionale a cui fanno capo i Centri per l’Impiego, contribuisce con un finanziamento proveniente da Fondi PNRr (Missione 5 “Inclusione e Coesione, Componente 1 “Politiche per il lavoro, Riforma 1.1 Potenziamento dei Centri per l’Impiego, finanziato dall’Unione Europea Next Generation) per un importo di 1.794 mila euro che corrisponde a circa il 70 per cento dell’intervento. Mentre la restante quota è rimasta a carico del Comune. In questi giorni sono in fase di realizzazione le aree esterne. (e.s.)
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La novità. L’attività è operativa dall’inizio di gennaio
Stanziati i fondi per l’avvio dell’Ats
Loreggia ha già stanziato le risorse iniziali previste, contribuendo all’avvio di una struttura che si occuperà di assistenza domiciliare, pronto intervento sociale e presa in carico delle persone fragili, garantendo servizi più omogenei su tutto il territorio
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on l’approvazione della variazione di bilancio nel Consiglio comunale, che vede lo stanziamento di 3.818 euro e 50 centesimi per abitante, il Comune di Loreggia dà piena attuazione a quanto previsto dalla normativa regionale e nazionale: la costituzione dell’azienda consortile Alta Padovana, che riunirà in un’unica forma organizzativa i 28 Comuni che attualmente compongono l’Ambito Territoriale Sociale VEN15 per la gestione dei servizi sociali. “È un passo importante – ha riassunto Manuela Marangon, sindaco di Loreggia - che si concretizza dopo un percorso condiviso che parte da lontano e grazie all’impegno congiunto di tutti i Comuni del territorio. L’obiettivo è lavorare in rete per gestire i servizi complessi, integrati e qualificati, garantendo uniformità, efficienza e continuità dei servizi socioassistenziali. Uno dei primi obiettivi dell’Azienda è stato identificato nell’attivazione del Pronto Intervento Sociale, che ad oggi non esisteva”. L’idea di una gestione condivisa dei servizi socioassistenziali risale al lontano 2000, quando con la legge 328 la Regione Veneto per la prima volta aveva definito il sistema integrato dei servizi.
ma all’ambito. La nuova Ats, oggi formata da 28 Comuni dell’Alta Padovana e del Cittadellese e con una propria forma giuridica diventa a tutti gli effetti un ente pubblico, autonomo e organizzato, ma sempre sotto il controllo dell’indirizzo dei vari Comuni. L’azienda avrà sede legale a Vigonza e diverse sedi operative nel Camposampierese e nel Cittadellese.
Dopo vari passaggi, con la legge 9/2024 la Regione ha stabilito che i Comuni appartenenti allo stesso ambito territoriale e sociale dovevano esercitare in forma associata le proprie funzioni socioassistenziali e ha cominciato a trasferire le somme dei bandi regionali non più ai singoli Comuni
Gli organi di governo saranno l’Assemblea Consortile, il Consiglio di Amministrazione, il Presidente, il Direttore e il Revisore Unico dei Conti che, fino al 31 dicembre 2026, resterà in vigore la convenzione con la quale attualmente l’azienda Ulss 6 gestisce le deleghe per conto dei Comuni. “Per l’avvio dell’attività è stato previsto un fondo di dotazione iniziale di circa 128 mila euro, pari a 0,50 centesimi per abitante, finanziato dal bilancio di ogni singolo Comune, in seguito sarà alimentata da contributi comu-
nali, trasferimenti regionali e statali. Con la variazione di bilancio il Comune di Loreggia ha stanziato i primi 3.818 euro dovuti” ragguaglia il sindaco di Loreggia, Manuela Marangon Il nuovo soggetto si occuperà di pianificare e gestire i servizi della persona in modo integrato e coordinato, di garantire dei livelli uniformi di qualità di accesso ai servizi, di attuare delle politiche di solidarietà tra i vari Comuni, evitando disparità territoriali, di promuovere la partecipazione attiva degli utenti e delle loro famiglie e di assicurare un livello di rispetto essenziale delle prestazioni dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali previsto dallo Stato e dalla Regione, che programmeranno e gestiranno i servizi fondamentali come l’assistenza domiciliare, il pronto intervento sociale, la formazione del personale e la presa in carico integrata delle persone fragili. Endrius Salvalaggio
Intitolata a Lionello Genesin la sala consiliare del comune
Intitolata alla memoria al Cavaliere Lionello Genesin la sala consiliare del Comune di Loreggia. Una decisione presa all’unanimità nel corso del Consiglio comunale dello scorso 28 novembre 2025. “Una persona visionaria che ha lavorato tanto per la comunità e il nostro territorio – spiega Marangon, sindaco di Loreggia - a lui va riconosciuto il suo impegno in prima linea nel mondo dello sport, l’atletica leggera e del calcio; il suo attivismo nel volontariato e nel sociale con la fondazione del gruppo comunale Avis nel
1973. Ha inoltre ottenuto diversi riconoscimenti come quello di Cavaliere al Merito della Repubblica nel 1987, croce di bronzo del Coni nel 2006 e premio Gattamelata nel 2017. Sempre pronto ad aiutare il prossimo, soprattutto i giovani, era un uomo “del fare”, come il grande tavolo che ospita i consiglieri nella sala, costruito dalle sue mani”.
Qualche settimana fa, gli amministratori comunali, alla presenza della sua numerosa famiglia, hanno scoperto nuovamente la targa a lui dedicata situata all’in-
gresso della Casa municipale. In quell’occasione la figlia Simonetta ha ricordato che suo padre quando era già malato aveva espresso il desiderio di tornare un’ultima volta nella sala consiliare proprio per vedere il tavolo da lui costruito, cosa che è riuscito a fare. Il tavolo, ha spiegato Simonetta memore delle parole del padre, era stato realizzato utilizzando un legno pregiato e robusto, segno delle solide radici che lui sentiva di avere a Loreggia, e a forma di abbraccio per rappresentare il suo amore per la comunità. (e.s.)
Massanzago
Ambiente. L’obiettivo è quello di
Piantati 600 nuovi alberi
L’intervento contribuirà alla riduzione dell’inquinamento, del rumore e al rafforzamento della biodiversità locale
AMassanzago aumenta il verde pubblico. Sono state messe a dimora a dicembre circa 600 nuove piante tra alberi ad alto fusto e arbusti, nei pressi del cimitero cittadino. L’intervento è stato realizzato grazie al bando provinciale per i nuovi parchi, con costi interamente coperti dalla Provincia, contribuendo così alla rigenerazione del verde urbano e al miglioramento della qualità dell’aria.
“Crediamo fortemente in questi interventi, perché rappresentano una scelta chiara di attenzione al territorio, alla salute dei cittadini e alla qualità della vita” è stato il commento dell’amministrazione. “Investire nel verde oggi significa costruire un futuro più sano e sostenibile”.
Massanzago è risultato essere uno dei cinque comuni vincitori del bando provinciale “Un nuovo parco nel tuo comune” assieme a Este, Montegrotto Terme, Piove di Sacco e San Giorgio in Bosco. La Provincia ha comunicato di aver ricevuto 14 domande da altrettante municipalità, che potranno eventualmente rientrare in caso di rinunce o di futuri nuovi finanziamenti.
Sempre la Provincia ha spiegato le motivazioni che hanno portato a sostenere economicamente questo progetto: “Attraverso l’ampliamento delle aree verdi nei territori comunali, l’obiettivo dell’iniziativa era di aggiungere alle misure già attive per il contenimento degli inquinanti, la realizzazione di nuovi parchi urbani capaci di incidere in modo benefico sulla qualità dell’aria a livello locale. Contestualmente, attraverso l’aumento del numero di alberi sul territorio, si ricaverà una riduzione del rumore, la protezione di risorse idriche sotterranee e un contributo alla conservazione della biodiversità. Ogni parco avrà una superficie pari a cinque mila metri quadrati e sarà realizzato secondo modelli progettuali sostenibili, con la messa a dimora di 612 piante autoctone, tra alberi e arbusti. Almeno il 30% degli esemplari piantati avrà un’altezza di oltre tre metri, mentre le restanti saranno giovani piante selezionate per la loro capacità di adattamento e resistenza” spiega una nota della Provincia.
“Il progetto si inserisce in un per-
corso intrapreso dalle amministrazioni a partire dal 2021, a seguito della condanna inflitta all’Italia, con particolare riferimento alle regioni del Nord, dalla Corte di Giustizia Europea per i ripetuti superamenti dei limiti di PM10 nell’area della Pianura Padana. Un contesto ambientale complesso, caratterizzato da alcuni fattori che gravano come ad esempio la particolare conformazione orografica e la geografia antropica della regione caratterizzata da un’intensa attività produttiva”.
Sala Prove di Straelle, rinnovato l’accordo fino al 2030
È stato approvato a fine anno con delibera di giunta il rinnovo del protocollo d’intesa per la gestione e la valorizzazione della sala prove presso l’ex scuola di Straelle (Camposampiero). L’intesa è stata raggiunta dal comune di Massanzago assieme a Borgoricco, Camposampiero, Loreggia, San Giorgio delle Pertiche e Santa Giustina in Colle fino al 31 dicembre 2030. La delibera stessa ha ricordato le motivazioni del progetto e la sua nascita, risalente ormai a 30 anni fa quando alcuni comuni dell’Alta Padovana, assieme alla Provincia, all’ULSS 15 e al Centro Padovano di Accoglienza parteciparono all’iniziativa denominata “Costituzione spazi giovani nell’Alta Padovana” con lo scopo
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di svolgere un’azione preventiva al disagio giovanile in ambito di tossicodipendenza e di alcoldipendenza correlata. Fu quindi istituita una sala prove musicale presso l’ex scuola elementare di proprietà del comune di Camposampiero che consentì ai giovani di altri comuni aderenti al progetto di utilizzare la sala stessa. Per garantire il funzionamento efficace e svincolato dalla gestione diretta dei comuni della sala prove e per promuovere attraverso essa la cultura musicale nel territorio, si costituì l’Associazione Sala Prove formata da rappresentanti della realtà giovanile dei comuni coinvolti, che avevano partecipato all’iter progettuale per la costituzione della sala. A distanza di 30 anni si è ritenuto di prorogare il progetto, finanziandolo con i proventi introitati dall’Associazione a titolo di accesso alla struttura mentre le spese non coperte, come utenze, segreteria, usura strumenti, saranno ripartite in base ai termini dell’accordo. (a.b.)
Andrea Benato
Piombino Dese
Insieme per la legalità: informazione e partecipazione per fermare le truffe
L a prevenzione passa dall’informazione e dalla partecipazione. Lo ha dimostrato l’incontro “Insieme per la legalità”, richiamando una presenza numerosa e attenta. Circa 70 cittadini hanno riempito la sala per seguire un appuntamento dedicato alla prevenzione di truffe e raggiri, un tema purtroppo sempre attuale e particolarmente insidioso, che tocca da vicino la quotidianità delle persone e, in modo specifico, le fasce più fragili della popolazione.
L’incontro è stato curato da Sebastian Alù, Maresciallo Ordinario e Comandante della Stazione dei Carabinieri di Piombino Dese, che ha illustrato con chiarezza i principali stratagemmi utilizzati dai malintenzionati. Attraverso esempi concreti e casi realmente accaduti, il comandante ha spiegato come riconoscere i tentativi di truffa, soffermandosi in particolare sui raggiri telefonici e domiciliari, spesso costruiti facendo leva sull’urgenza, sulla paura e sui legami affettivi. Ampio spazio è stato dedicato alla cosiddetta truffa del “finto nipote”, una delle più diffuse, che sfrutta l’emotività per indurre le vittime a consegnare denaro o oggetti di valore. Non meno attenzione è stata riservata ai falsi tecnici e ai sedicenti appartenenti alle forze dell’ordine. In questi casi, è stato ribadito l’invito a non aprire agli sconosciuti, a chiedere sempre un tesserino di rico-
noscimento e, in caso di dubbio, a contattare immediatamente il 112.
Accanto al comandante Alù è intervenuto il vicesindaco Luigi Benozzi, che ha sottolineato l’impegno dell’Amministrazione comunale nel sostenere iniziative di informazione e sensibilizzazione dedicate alla sicurezza. L’obiettivo, è stato evidenziato, è quello di costruire una comunità consapevole e preparata, capace di reagire con prontezza e lucidità di fronte ai tentativi di raggiro.
Uno dei messaggi centrali emersi nel corso del pomeriggio è stato il valore della condivisione delle informazioni. Parlare di questi temi con vicini, familiari e soprattutto con le persone anziane è stato indicato come uno degli strumenti più efficaci di prevenzione, perché riduce l’isolamento e rafforza la rete di protezione sul territorio.
La partecipazione numerosa ha confermato quanto il tema sia sentito dalla cittadinanza. L’incontro si è così concluso con un ringraziamento all’Arma dei Carabinieri per la costante presenza sul territorio e ai cittadini intervenuti, nella consapevolezza che la sicurezza è un bene comune che si costruisce insieme, attraverso informazione, attenzione e collaborazione.
Elena Scapin
Una Voce per la Vita, quando la musica diventa scelta
Una Voce per la Vita non è solo un concorso canoro, ma un progetto culturale e sociale strutturato, pensato per accompagnare il pubblico lungo un percorso di musica e consapevolezza. Promossa dal Gruppo AIDO di Piombino Dese, in collaborazione con AIDO Regione Veneto ODV e con l’AIDO – Associazione Italiana per la Donazione di Organi Tessuti e Cellule, l’iniziativa si svolge con il sostegno del Comune di Piombino Dese e coinvolge artisti, volontari e pubblico in più fasi distribuite nel tempo. La manifestazione è articolata in diverse categorie – dedicate sia agli interpreti sia agli autori di brani originali – e prevede selezioni, esibizioni e momenti di incontro che culminano nella serata finale. Questa struttura consente di valorizzare talenti di età ed esperienze differenti, offrendo spazio alle voci emergenti e, allo stesso tempo, creando occasioni di riflessione condivisa sul tema della donazione di organi, tessuti e cellule.
Il progetto nasce dalla volontà di affiancare alle tradizionali attività informative di Aido un linguaggio capace di parlare anche alle emozioni. Nel corso delle varie fasi del concorso, il pubblico ha potuto assistere a interpretazioni e composizioni originali che hanno affrontato il tema del dono da prospettive diverse: dalla fragilità alla speranza, dalla perdita alla rinascita, fino al valore della solidarietà come gesto concreto. In questo senso, Una Voce per la Vita si configura come un vero laboratorio culturale, in cui la creatività diventa veicolo di consapevolezza civile. La serata conclusiva ha rappresentato il momento di sintesi di questo percorso. Tra i riconoscimenti assegnati, il primo posto nella categoria Inediti è andato a Ginevra Dabalà, quattordicenne, con il brano Una conversazione inutile, seguita da Antonio Bari con Storia di un Dono e da Angelo Coppola con La forza ed il coraggio. Premi che hanno valorizzato non solo la qualità musicale, ma anche la profondità dei contenuti proposti. (el.s.)
Allarme furti: telecamere, pattuglie e controllo di vicinato con i cittadini
asciare le case sguarnite invita i malintenzionati ad entrarvi per rubare ciò che trovano.
Qualche settimana fa nei gruppi social di Trebaseleghe - solleva il tema il consigliere di minoranza, Simone Vecchiato: “sono emerse da parte di vari cittadini e cittadine richieste di maggiore tutela e sicurezza a causa, in particolare, della presenza di bande di ladri che si introducono in abitazioni e svaligiano le case”. “Siamo consapevoli che il problema della sicurezza nel nostro territorio sia un tema complessocontinua ancora Vecchiato - che debba essere affrontato con delle po-
litiche integrate e di lungo medio periodo. Riteniamo infatti che la strada da percorrere, oltre al corretto funzionamento dei sistemi di videosorveglianza presenti e all’attività delle forze dell’ordine, non sia il creare ronde punitive o situazioni di giustizia fai-da-te, ma il costruire rapporti di vicinato con chi ci abita accanto e segnalare eventuali situazioni sospette, coordinando i diversi attori coinvolti nella gestione del territorio (amministrazione, forze dell’ordine e cittadini)”.
Dalla parte dell’attuale amministrazione comunale, replica il sindaco Antonella Zoggia, “è stato no-
minato un consigliere delegato alla sicurezza e tutta la giunta sta lavorando da tempo su questo fronte. E’ stata implementata l’installazione di nuove telecamere e l’aggiornamento di quelle esistenti in coordinamento con le forze dell’ordine. Siamo coinvolti con i cittadini per la formazione di gruppi di “controllo di vicinato”; siamo in costante coordinamento con le forze dell’ordine ed i Carabinieri, che infatti in questi periodi di maggior rischio furti hanno implementato le pattuglie di controllo su tutto il territorio dell’alta padovana”. Resta aperto il dialogo, ricorda il sindaco Zoggia in Consiglio Comu-
La pasticceria Angelo Zizzola premiata a Padova
L’attività artigianale della famiglia Zizzola è stata premiata dalla Camera di Commercio di Padova nell’ambito della 70esima edizione della premiazione del lavoro e del progresso economico 2025. A ricevere il riconoscimento il titolare Angelo Zizzola, pasticcere di Trebaseleghe. Per l’occasione, presente anche il sindaco Antonella Zoggia
che ha consegnato al sig. Zizzola una targa a nome dell’Amministrazione comunale in cui si legge: “In segno di stima per l’impegno professionale, la qualità del lavoro e il pluriennale servizio ai clienti. Con la sua arte ha saputo elevare la tradizione dolciaria e rappresentare con orgoglio la Città di Trebaseleghe”.
“Conosco Angelo e la sua famiglia da molti anni - afferma Zoggia - il loro lavoro è fatto di passione, dedizione e rispetto per una tradizione che continua a rinnovarsi. Essere qui significa riconoscere non solo un’impresa storica, ma una comunità di persone che con il proprio impegno ha contribuito a valorizzare l’immagine di Trebaseleghe”.
Associazione nazionale per tutte le età attive per la solidarietà
“Anteas è da sempre un punto di riferimento per il volontariato sociale. Ringraziamo l’associazione per l’impegno, insieme a tutti i volontari che dedicano tempo ed energie alle persone più fragili”. Con queste parole l’assessore alle Politiche sociali di Trebaseleghe Rosanna Trevisan ha aperto la tra-
dizionale cena di Natale dedicata agli autisti volontari del servizio di trasporto e della dei consegna pasti. A Trebaseleghe i volontari garantiscono il servizio di trasporto, mentre a Piombino Dese gestiscono sia il trasporto che la consegna pasti a domicilio. Per la prima volta, i due gruppi hanno celebrato insieme la
festa di Natale, rafforzando una rete di solidarietà che ogni giorno garantisce un supporto indispensabile alle persone anziane e più fragili nei due territori. “È un servizio che permette a molte persone di sentirsi meno sole - ha sottolineato l’assessore Trevisan - e di mantenere la propria autonomia fra le mura
nale, per elaborare soluzioni concrete nell’interesse della comunità di Trebaseleghe; anche se la collaborazione fra forze dell’Ordine, Amministrazione e Cittadini, che riporta ognuno alle proprie competenze e responsabilità, che resta, secondo
Zoggia lo strumento più efficace per difenderci da questa odiosa forma di violenza.
Insiste Vecchiato sulle misure a contrasto dei furti nelle case, che in questo periodo per forza di cose si intensificano, passano prima dall’ascolto dei cittadini trovando assieme le soluzioni concrete o prendendo spunto da pratiche quali il controllo di vicinato già sperimentate in altri comuni, e coinvolgendo i cittadini e le cittadine nella reciproca collaborazione per creare assieme una comunità più sicura.
L’attività di Zizzola affonda le radici nel lontano 1895 a Resana (Treviso), dove il nonno dell’attuale titolare avviò l’attività di panettiere e pasticcere. L’impresa è stata fondata ufficialmente nel 1968 a Trebaseleghe dal sig. Angelo, con l’intento di proseguire l’antica tradizione familiare in una nuova veste imprenditoriale. Partita con il solo Angelo e
la moglie Alida, l’impresa, operante nel settore dell’Artigianato, si è sviluppata mantenendo un forte carattere artigianale, concentrandosi sulla qualità delle materie prime e la continua sperimentazione. Oggi l’azienda conta 12 dipendenti oltre al titolare e ai figli Federico e Arianna, rappresentando un solido esempio di continuità familiare. (e.s.)
domestiche. Con questo servizio essenziale, per chi lo riceve, garantisce mobilità, assistenza e vicinanza, ma anche gratificazione per chi lo svolge”. Per l’occasione, l’assessore ha evidenziato anche il valore del volontariato. “Il valore di questo impegno è enorme, perché unisce efficienza e umanità, offrendo un
aiuto concreto e allo stesso tempo una presenza rassicurante. Dietro ad ogni viaggio c’è tempo donato, ascolto e attenzione. Una solidarietà che rafforza il senso di comunità e rappresenta un esempio concreto di cittadinanza attiva” conclude Rosanna Trevisan, assessore alle Politiche sociali. (e.s.)
Endrius Salvalaggio
Scuola media Canova: al via i lavori
Verranno affidati entro la fine dell’anno i lavori per l’efficientamento energetico dell’edificio che ospita la scuola media Canova. Lavori previsti nel 2026 ma che potranno essere anticipati di diversi mesi grazie alla variazione di bilancio che ha preso atto dell’arrivo di ingenti contributi, 900 mila euro richiesti dall’amministrazione comunale, che hanno permesso l’affidamento dei lavori entro anno.
“Con la variazione di bilancio n.12 approvata lo scorso 13 novembre in Consiglio comunale e con il voto positivo di tutti i gruppi tranne quello di Progetto Loreggia, che ha votato
contro – spiega l’amministrazione comunale di Loreggia – ora è possibile anticipare al 2025 l’affidamento dei lavori, che oltre ad aumentare l’efficienza energetica, permetteranno di offrire ambienti più sani e un maggiore confort”. I lavori prevedono la sostituzione della caldaia e delle relative tubazioni, la realizzazione del cappotto in tutto l’edificio, la sostituzione di tutti gli infissi e la ritinteggiatura. Sono attesi risparmi annui oltre il 30 per cento per la riduzione dei consumi.
“L’investimento complessivo, di quasi 1 milione e 300 mila euro, di cui 58.574 euro per la progettazione già
finanziati – incalza ancora l’amministrazione comunale - di questi 600 mila euro provengono dalla Regione Veneto e 300 mila dal gestore dei servizi energetici - GSE S.p.A. una società
interamente partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze, che si occupa di promozione e sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica. Il Comune investe quindi, 338.698 euro, ricavandoli dall’avanzo di amministrazione. Entrambi i soggetti hanno riconosciuto la bontà del nostro progetto, e con questi contributi a fondo perduto abbiamo ben evitato di dover accendere mutui e finanziato lavori fondamentali per il benessere dei nostri ragazzi: la scuola è stata costruita alla fine degli anni settanta con una caldaia che fino ad ora non era mai stata sostituita e che attualmente consuma come un
Lo sport che unisce: l’Europa premia Trebaseleghe, Zero Branco e Martellago
Una delegazione delle amministrazioni comunali di Trebaseleghe, Zero Branco e Martellago, si è recata a Bruxelles per ritirare il prestigioso riconoscimento nell’ambito della cerimonia promossa da Aces Europe, associazione no profit con sede nella capitale europea che ogni anno assegna i titoli sportivi europei a città, comunità e regioni impegnate nella promozione dello sport e dei suoi valori sociali e culturali. Il titolo è stato conferito alla comunità delle tre province come riconoscimento di
un percorso condiviso che valorizza lo sport come strumento di coesione sociale, salute e benessere, sostenibilità, educazione e partecipazione attiva dei cittadini. A ritirare il premio per Trebaseleghe, comune capofila, la vice sindaco e assessore allo sport Francesca Pizziolo assieme all’assessore Renato Fardin che hanno sottolineato il valore umano e istituzionale dell’esperienza. “È stata una bellissima esperienza, prima a Roma con il ritiro della cornice e poi a Bruxelles con il ritiro della bandiera - afferma
l’assessore Pizziolo - dove durante il mio intervento ho ricordato come la collaborazione tra comuni porti ad risultati ambiziosi non solo in ambito sportivo, ma anche sui temi amministrativi”. “Per questo titolo ringraziamo innanzitutto le associazioni sportive - continua l’assessore allo sport - che sono il vero motore dello sport dei nostri comuni, alle quali, senza il loro lavoro non avremmo potuto concorrere a questo riconoscimento. Sono le associazioni che fanno praticare sport ai nostri ragazzi, in-
Etra rende universale l’accesso alle aree ecologiche e ai centri
Una svolta concreta nel modo di intendere il servizio rifiuti, pensata per adattarsi alle abitudini reali dei cittadini e superare definitivamente i confini amministrativi comunali. È il nuovo modello introdotto da Etra, improntato alla massima flessibilità e alla piena circolarità dei sistemi di conferimento, entrata pienamente a regime dal 1 gennaio 2026. Il cambiamento più rilevante riguarda le Aree H24, piazzole ecologiche tecnologicamente avanzate, accessibili sette giorni su sette e ventiquattro ore su ventiquattro. Grazie agli investimenti del
Pnrr destinati a nuove installazioni e riqualificazioni, queste strutture non saranno più riservate ai soli residenti del comune in cui si trovano: tutti gli utenti in possesso di Eco tessera potranno utilizzarle liberamente sull’intero territorio servito da Etra, in un’ottica di completa condivisione delle attrezzature e di maggiore comodità per chi si sposta quotidianamente per lavoro o necessità personali. Nelle Aree H24 è possibile conferire carta e cartone, imballaggi in plastica e metalli, vetro e secco residuo, quest’ultimo tramite press container.
tir”. “Salvo intoppi di percorso, che doverosamente si devono mettere in conto, si prevedono che i lavori saranno conclusi entro la fine del 2026. Il cantiere rimarrà aperto nel corso dell’anno scolastico, ma il grosso degli interventi si farà nei giorni di chiusura, nelle vacanze estive e natalizie, per non creare fastidio al normale svolgimento delle lezioni didattiche. Chiederemo alla ditta aggiudicataria, in accordo con la Dirigente scolastica, di modulare gli interventi garantendo la sicurezza e anche la continuità didattica” conclude il primo cittadino, il sindaco Manuela Marangon.
segnano il valore delle regole, dello stare in squadra e dello stare insieme, offrendo una vera e propria formazione”. La Comunità delle tre province conta oltre 45.500 cittadini residenti, più di 64 associazioni sportive attive e 50 strutture sportive pubbliche tra palazzetti, palestre, campi da gioco e aree polivalenti. Un sistema diffuso che promuove attività sportive agonistiche e amatoriali, coinvolgendo scuole, associazioni e cittadini di tutte le età, con un’attenzione costante all’inclusione e al benessere collettivo. Il riconoscimento di Comunità Europea dello Sport 2026 rappresenta ora un punto di partenza per nuove progettualità condivise, capaci di rafforzare il legame tra istituzioni, associazioni e cittadini, nel segno dei valori europei dello sport. (e.s.)
Un servizio che garantisce continuità operativa, accessibilità e un utilizzo più razionale delle infrastrutture, migliorando l’efficienza complessiva del sistema di raccolta differenziata. La logica della circolarità è già attiva da alcuni mesi anche per i Centri di Raccolta, ex Ecocentri. Gli utenti domestici possono infatti accedere liberamente a uno qualsiasi dei 32 Centri di raccolta disponibili sul territorio, indipendentemente dal proprio comune di residenza. Si tratta di spazi videosorvegliati e fondamentali per il conferimento corretto di rifiuti che, per
dimensioni o tipologia, non possono essere smaltiti attraverso la raccolta domiciliare o stradale, come rifiuti ingombranti, Raee, legno e materiali particolari. “Questa svolta rappresenta un cambiamento culturale profondo nel nostro modo di intendere il servizio pubblico – afferma Flavio Frasson, presidente di Etra –. Con il superamento dei confini comunali abbiamo voluto mettere ancora di più al centro le reali esigenze dei cittadini, trasformando la rete di Etra in un unico grande sistema integrato, flessibile e orientato alla semplicità d’uso”.
Endrius Salvalaggio
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CORTINA D’AMPEZZO, BELLUNO
segue da pag. 1
Tre, due, uno: si parte! Il bilancio primo banco di prova per la giunta regionale
Ora, però, è il tempo delle scelte e della concretezza e, per l’appunto, il bilancio dirà, senza possibilità di smentita, se queste idee avranno gambe per camminare o, quantomeno, per partire visto che, oggettivamente, tutto subito non si potrà certamente fare. Anche perché, e questo è un tema lungamente dibattuto anche in passato, le risorse economiche non sono infinite. L’ex assessore al bilancio Francesco Calzavara già nelle scorse occasioni aveva manifestato all’allora presidente Luca Zaia tutta la sua contra-
rietà a non introdurre l’Irpef regionale. Il ragionamento di Calzavara era semplice: non ci sono soldi, il comparto produttivo è in difficoltà e non gli si può chiedere di più, servono interventi strutturali molto costosi e, con un contributo di pochi euro da far pagare ad ogni veneto, si potrebbe far quadrare il bilancio senza rinunciare a nulla. Così non è andato, come noto, poiché per Zaia il “non mettere le mani nelle tasche dei veneti” rimaneva un imperativo categorico. Si ma per avere finalmente il bilancio quanto dovremo
aspettare? Secondo le previsioni del Presidente Stefani il bilancio si dovrebbe approvare entro il prossimo aprile. Del resto l’iter è particolarmente articolato: va redatto dagli uffici su indicazione della Giunta, poi dovrà passare in tutte le commissioni consiliari prima di arrivare alla prova del Consiglio. A dirigere il traffico, dunque, ci sarà il Presidente del Consiglio, Luca Zaia che, dal suo scranno, di fatto determinerà i modi e i tempi che porteranno all’approvazione.
La nuova giunta regionale. Stefani ha scelto gli assessori, rispettati gli accordi con gli alleati
Tutti gli uomini del presidente: “Nomi di qualità
e deleghe omogenee per centrare gli obiettivi”
«Abbiamo creato deleghe omogenee per rispondere agli obiettivi strategici del nostro programma di governo e per permettere agli assessori di mettersi subito a disposizione della Regione»: così Alberto Stefani ha presentato a Palazzo Balbi la nuova giunta regionale che lo affiancherà nel governo del Veneto per i prossimi cinque anni. Sul fronte politico, il presidente ha evidenziato il rispetto degli accordi con gli alleati: cinque assessorati per Fratelli d’Italia e quattro per la Lega, con il professor Gerosa come eccezione tecnica alla guida della sanità. “Prima di tutto abbiamo messo la qualità delle figure - ha aggiunto Stefani – e scelto professionisti con comprovata esperienza in ogni ambito”.
Stefani ha voluto come Vicepresidente con deleghe a Turismo e Lavoro, Lucas Pavanetto (43 anni), geometra di Jesolo con una solida esperienza nel volontariato e nel consiglio regionale. L’assessorato alla Sanità è affidato a Gino Gerosa (68 anni), luminare della cardiochirurgia e pioniere dei trapianti a cuore fermo, che mette la sua esperienza accademica e clinica al servizio della programmazione socio-sanitaria. “È un assessorato fondamentale - ha spiegato Stefani - e ci tenevo a fare questa scelta con grande orgoglio. Il professor Gerosa è una figura di riferimento, un luminare nazionale e internazionale, con esperienze a Padova, Verona e all’estero. Sono orgoglio-
so che sia al servizio della nostra Regione e dei veneti”. Il comparto economico è guidato da Massimo Bitonci (60 anni), commercialista ed ex sottosegretario, esperto di diritto societario e finanza pubblica, incaricato di Imprese e Innovazione. Per l’agricoltura è stato scelto Dario Bond (64 anni), laureato in scienze agrarie e già deputato, con una specifica competenza nella gestione dei fondi per i comuni di confine. Filippo Giacinti (51 anni), avvocato penalista e stimato sindaco di Albignasego, assume le deleghe a Bilancio e Personale.
La rappresentanza femminile è forte: Valeria Mantovan (35 anni), laureata in giurisprudenza e già sindaco di Porto Viro, oltre
che assessore regionale al lavoro, istruzione e formazione nella precedente giunta, si occuperà di istruzione e cultura. Paola Roma (43 anni), dipendente Ulss e presidente dei comuni trevigiani, guiderà il Sociale e lo Sport; Elisa Venturini (46 anni), avvocato e già vicepresidente ANCI Veneto, un passato da sindaco di Casalserugo (Padova) per due mandati, seguirà ambiente e protezione civile.
Completano la Giunta Diego Ruzza (52 anni), psicologo dirigente ospedaliero esperto in neuropsicologia, ai Trasporti, e Marco Zecchinato (49 anni), urbanista professionista con una lunga carriera amministrativa nel vicentino, delegato a urbanistica e identità
veneta. Infine, il presidente sarà affiancato da due consiglieri delegati: l’avvocato Elisa De Berti (51 anni) per le Infrastrutture e Morena Martini (62 anni), esperta in politiche scolastiche, per la partecipazione giovanile.
Stefani ha anche parlato dell’importanza di collegare formazione e lavoro: “Entro il 2030 avremo una carenza di oltre 280.000 lavoratori qualificati e la risposta non può essere l’immigrazione, ma formare i nostri ragazzi per prepararli al mondo del lavoro. Il nostro riferimento saranno i veneti - ha concluso - e il lavoro della Giunta sarà orientato a soddisfare i bisogni concreti delle persone, con efficienza e innovazione”. (r.r.)
Entrano a Palazzo Ferro - Fini otto nuovi consiglieri
Ecco i nuovi ingressi in Consiglio regionale dopo la nomina degli assessori in giunta. La supplenza spetta al primo dei non eletti della lista o coalizione da cui proviene il neo assessore, garantendo così la continuità amministrativa. Dario Bond (Fratelli d’Italia) lascia il posto a Silvia Calligaro, la prima non eletta nella circoscrizione Belluno. Filippo Giacinti (Fratelli d’Italia) viene sostituito da Enoch Soranzo nella circoscrizione Padova. Per la circoscrizione Rovigo, Valeria Mantovan (Fratelli d’Italia) cede l’incarico a Fabio Benetti. Il posto di Lucas Pavanetto (Fratelli d’Italia) nella circoscrizione Venezia viene preso da Matteo Baldan. Per quanto riguarda la Lega nella circoscrizione di Treviso, a Paola Roma subentra Stefano Marcon. Diego Ruzza (Fratelli d’Italia) della circoscrizione Verona viene sostituito da Claudia Barbera. Infine, la consigliera regionale Elisa Venturini (Forza Italia) lascia il seggio a Mirko Patron, della circoscrizione Padova, mentre al vicentino Marco Zecchinato subentra Morena Martini, della circoscrizione Vicenza. Flavio Tosi, invece, ha rassegnato le dimissioni da consigliere regionale.
La nuova giunta regionale del Veneto: Lucas Pavanetto vice presidente assessore al turismo e lavoro, Gino Gerosa sanità, Massimo Bitonci sviluppo economico, Filippo Giacinti bilancio, Valeria Mantovan istruzione e cultura, Paola Roma sociale e sport, Elisa Venturini ambiente e protezione civile, Dario Bond agricoltura, Diego Ruzza trasporti, Marco Zecchinato urbanistica. Consiglieri delegati Elisa De Berti infrastrutture e Morena Martini politiche scolastiche e giovani
Economia. Il presidente mette in guardia sulla concorrenza dei grandi player e lancia la sfida
Agsm Aim diventa Magis, Testa: “Siamo una società che funziona ma non possiamo vivere sugli allori”
L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presentazione ufficiale del nuovo nome
“S apete cosa farà Enel? Aspetterà la fine di febbraio per vedere chi vincerà il Festival di San Remo e poi pagherà un ingaggio astronomico al vincitore e realizzerà uno spot che andrà in onda novanta volte al giorno su tutte le televisioni nazionali e che troveremo anche sui giornali e ascolteremo per radio. Noi competiamo in questo mercato, ovviamente con mezzi e strategie diversi, quindi dobbiamo essere veloci, avere inventiva, saper stare il più vicino possibile ai nostri utenti per continuare a fare bene, come stiamo facendo ora, il nostro mestiere”.
Con queste parole Federico Testa presidente di AGSM – AIM traccia la rotta per i prossimi mesi che dovranno garantire da un lato il consolidamento dei buoni risultati ottenuti e dall’altro la capacità di crescita attraverso la conduzione di nuove sfide.
Due gli architrave sui quali costruire i futuri successi: sostenibilità e federalismo energetico.
Proprio nelle scorse settimane, infatti, è avvenuto un importante cambio di passo e ha lanciato la sua nuova identità con Magis, il nuovo brand che punta alla leadership nazionale.
L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa così un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presen-
tazione ufficiale del nuovo nome. Magis, nato da una ricombinazione delle lettere del vecchio acronimo Agsm Aim, è stato svelato durante la festa di Natale del Gruppo, che ha riunito oltre settecento collaboratrici e collaboratori. Presenti al momento del reveal i vertici aziendali – oltre al presidente Federico Testa, il consigliere delegato Alessandro Russo, il vicepresidente Stefano Fracasso e i Consigli di Amministrazione – insieme ai sindaci di Verona e Vicenza, soci del Gruppo, Damiano Tommasi e Giacomo Possamai.
Gli obiettivi di piano industriale 2025-2030 sono molto sfidanti. Sono infatti previsti oltre 1 ,1 miliardi di investimenti su sostenibilità, rinnovabili e mitigazione del rischio, con l’obiettivo di 1,2 milioni di clienti, per posizionare l’azienda tra i principali player nazionali e consolidare la leadership a nord est. I target economico finanziari al 2030 sono un Ebitda di 250 milioni (+53%), un utile netto di 71 milioni (+62%) e un rapporto di indebitamento inferiore al 4%.
“Il nuovo nome rappresenta quello che oggi siamo – dice il presidente Federico Testa - un’azienda pubblica solida, moderna, capace di costruire valore per i territori che l’hanno generata e per quelli in cui opererà domani.
Magis interpreta bene questa direzione: custodisce un’eredità lunga
più di un secolo e la apre a nuove possibilità. Attraverso questa operazione noi vogliamo guardare al futuro, parlare di sostenibilità e avvicinarci ancora di più alle comunità locali, in particolar modo ai giovani.”
Se attraverso questa operazione Magis, l’ex AGSM – AIM, investe sulla sostenibilità l’altra partita appare ancora tutta da giocare: da tempo Federico Testa è convinto che le multi - utility possano e debbano partecipare ai bandi per la gestione delle reti elettriche per realizzare un vero e proprio “federalismo energetico”.
“Da tempo siamo impegnati su questo fronte – conclude il Presidente Testa – e siamo convinti di avere tutte le carte in regola per
poter competere. Insieme alle altre aziende del Nord abbiamo redatto un progetto solido per poter competere se e quando il Governo deciderà di fare i bandi per l’affidamento della gestione delle reti. Se la gestione non fosse, come oggi, centralizzata si innescherebbe un volano virtuoso che garantirebbe investimenti anche più cospicui sul territorio e soprattutto un risparmio sulle bollette di famiglie e aziende in un momento nel quale il costo dell’energia costituisce uno dei principali problemi per far quadrare i bilanci. Il nostro auspicio, e lo stiamo rappresentando da tempo, è che in vista delle scadenze del 2030 si cambi rotta, si scelga di pubblicare i bandi e non si proceda, come invece purtroppo sem-
brerebbe essere l’intento, ad una proroga a Enel. Non chiediamo alcun trattamento di favore, ma soltanto di poter provare a partecipare nell’interesse dei territori.” (r. r.)
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Il presidente Federico Testa
Economia. Un doppio intervento che rafforza il ruolo di hub strategico del Nord-est
Interporto Padova accelera sull’Europa: nuovi collegamenti ferroviari e partner per il terminal
Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre 2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania. Selezionato il parnter internazionale e costituita la nuova società Intermodal Terminal Padova
C resce la domanda di trasporto intermodale terrestre verso l’Europa e Interporto Padova rafforza il proprio ruolo di hub strategico del Nord-Est con un doppio intervento: nuovi collegamenti ferroviari internazionali e la scelta di un partner industriale di livello mondiale per lo sviluppo del terminal intermodale.
Sul fronte operativo, è stata attivata la nuova relazione tra Padova e Zeebrugge, operata da GTS Rail, che consolida l’asse Italia–Belgio. Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre
2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio in partenza da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania: InRail, del Gruppo Autobrennero, ha attivato un servizio su Duisburg con sei circolazioni settimanali, mentre LTE Italia collega Padova al porto di Rostock, sempre con sei coppie di treni alla settimana. A fronte dell’aumento delle corse, RFI ha garantito la piena operatività domenicale della stazione merci di Interporto. Parallelamente, sul piano stra-
tegico e industriale, si è concluso l’iter di aggiudicazione della gara per la selezione del partner internazionale con cui sviluppare il terminal intermodale. Alla scadenza dei termini erano pervenute due offerte di grande rilievo, ma ad aggiudicarsi la gara è stato il raggruppamento composto da PSA Intermodal Italy NV e Logtainer SpA, con un’offerta economica di 75 milioni di euro, a fronte di una base d’asta fissata in 61 milioni. Il bando ha visto la costituzione di una nuova società, Intermodal Terminal Padova srl, alla quale sarà conferito l’asset terminalistico. Interporto Padova manterrà una partecipazione del 30% e nello statuto sono previste clausole di garanzia rilevanti, tra cui l’impossibilità di modificare la destinazione intermodale dell’area senza il consenso di Interporto, oltre a specifici diritti negli organi sociali e nella cessione delle quote. “Un traguardo molto ambizioso, che solo un anno fa appariva un sogno - sottolinea il presidente Luciano
Sintoniz zati sul
Greco -. “Primi in Italia e tra i primi in Europa, abbiamo individuato con una selezione pubblica rigorosa partner di livello globale con cui consolidare e sviluppare ulteriormente un terminal che già oggi è tra i più competitivi e innovativi”. Greco evidenzia infine il valore del partenariato pubblico-privato
che potrebbe nascere dall’operazione, “capace di inserire Padova tra i poli di eccellenza lungo le grandi rotte commerciali europee e globali”, ringraziando il personale della società, i partecipanti alla gara e la commissione giudicatrice “per il lavoro svolto con rigore, riserbo e alta professionalità”.
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Luciano Greco, presidente di Interporto Padova
Il personaggio
L’intervista.
Silvio Franceschinelli ha creato un centro europeo per lo studio delle lingue orientali
Tutti pazzi per la cultura di Corea e Giappone
“Lo studio un piacere nato da una passione”
S ilvio Franceschinelli, direttore della scuola di lingue Istituto Il Mulino, è tra i fondatori dell’Associazione Giapponese Ochacaffè ed è curatore del collettivo artistico K-ble Jungle. Franceschinelli è un punto di riferimento a livello europeo per gli appassionati di cultura orientale, appassionati che nel nostro Paese sono molti più di quanto si creda. A questo punto lo ammetto, anche io sono un fan di vecchia data della cultura giapponese, ecco perché ho voluto fare una chiacchierata con Franceschinelli per provarne a capirci un po’ di più, visto che, purtroppo, non vado oltre un banalissimo “konnichiwa”.
La Scuola di Lingue Il Mulino nasce in provincia di Padova, nel Piovese. Come si costruisce, da qui, un centro di riferimento europeo per lo studio delle lingue e delle culture asiatiche?
È stata una sfida non indifferente, che molti deridevano all’inizio. Ma alcuni fattori ci hanno aiutato, in primis il fatto che chi vuole approfondire la cultura orientale non ha molta offerta, per cui parte già sapendo di doversi spostare per trovare, ad esempio, un corso di lingua, e la passione fa superare molti ostacoli. Inoltre siamo noi a spostarci molto: a febbraio sarò a Danzica (Polonia), e poi a Bucarest (Romania) e Sofia (Bulgaria) per portare degli eventi di danza K-Pop (la musica pop coreana). Abbiamo insegnanti madrelingua in molte città italiane, e prima che le lezioni online diventassero la prassi avevamo sedi a Milano, Treviso, Roma, Vicenza… Una grossa trasformazione l’ha portata la possibilità di fare riunioni e corsi di lingua online, negli ultimi anni studenti da tutta Italia seguono i
nostri corsi comodamente da casa. Giapponese e coreano sono percepite come lingue di nicchia. Eppure i numeri raccontano altro. Lingue come il tedesco e l’inglese (offriamo anche queste all’Istituto) vengono studiate soprattutto per lavoro. Giapponese e coreano, invece, si studiano per passione. Molti studenti di giapponese arrivano a noi perché amano manga e anime, mentre la musica K-Pop e i K-drama su Netflix fanno appassionare alla lingua coreana. È una bella sfida tra queste due lingue, amichevolmente le nostre insegnanti di giapponese e coreano ogni settembre e gennaio fanno la gara di quale lingua ha più iscritti!
Conoscere il giapponese o il coreano è importante per capire anche le culture di quei Paesi?
Sì, la lingua è uno dei fattori necessari a capire la cultura. Difficile avvicinarsi a Corea e Giappone senza avere almeno le basi di come funziona la lingua: da dove vengono gli alfabeti, perché i verbi sono sempre alla fine, i vari modi di dire “io” e “tu”, e molto altro.
Attraverso realtà come K-ble Jungle e Associazione Ochacaffè, ti occupi anche di divulgazione e organizzazione di eventi.
Associazione Ochacaffè vuole far conoscere agli italiani il Giappone, mentre K-ble Jungle si occupa di arte pop dall’Estremo Oriente. Queste due realtà ruotano attorno alla scuola perché ne completano l’offerta culturale. Per esempio con festival come PiPL andiamo a Piazza Grande, il centro commerciale di Piove di Sacco. Capita allora che una famiglia che sta andando a fare la spesa si divida: la madre viene allo stand a provare gli origami, la figlia si appassiona di danza
e il
ne
per chiedere informazioni sui corsi di inglese. Lavoriamo molto online e sui social ma ci piace anche incontrare la gente di persona, e i festival sono l’occasione perfetta. Oltre agli eventi locali come Rosolina Comics ad agosto e Rovigo Comics a settembre, o il Capodanno K-Pop a Padova, partecipiamo anche ai più grossi eventi nazionali come Comicon Napoli, Etna Comics Catania, o Rimini Comix.
Quanto è importante passare dalla teoria all’esperienza diretta per comprendere davvero una cultura?
È fondamentale, tanto che noi consigliamo sempre di andare a studiare la lingua e cultura in Giappone. È un’esperienza che io ho provato tanti anni fa e mi ha cambiato la vita, al punto da farmi decidere di fondare la scuola e poi anche l’associazione che aiuta gratuitamente chiunque voglia provare a vivere e studiare nella Terra del Sol Levante.
Si pensa che lingue come giapponese e coreano siano “difficilis-
sime”. È proprio così?
Non dico mai “non è difficile” né usiamo slogan come “impara il giapponese in tre mesi” perché non è possibile. Dobbiamo riabituarci a studiare per il piacere di imparare. Lo paragono alle camminate in montagna: sono dure e si fa fatica, ma in fondo il piacere è quasi più nella fatica che si fa ad arrivare che ad essere poi in vetta ad ammirare il panorama (che non è comunque male, facendo il parallelo con il momento in cui uno si rende conto di riuscire a parlare).
Dal Piovese partono collaborazioni che arrivano in tutto il mondo. Come viene percepito il vostro lavoro fuori dall’Italia?
L’intera Europa, e ancor di più l’Asia, hanno un’ammirazione profonda per l’Italia e la sua lingua e cultura, tanto è vero che accogliamo spesso stranieri che vengono a studiare italiano. Mi è capitato di fare serate come DJ di musica italiana a Tokyo e Osaka, e vedere i giapponesi che apprezzavano la nostra musica, da Modugno ai Maneskin, dai Matia Bazar ai The
Kolors, mi riempie di felicità. I nostri stessi studenti che vanno a studiare in Giappone si stupiscono di quanto i giapponesi amino e conoscano il nostro Paese, dal calcio alla lirica, dal cibo al cinema. Progetti nell’immediato futuro?
Tantissimi! Speriamo continuare a fare incontrare culture lontane, e di mandare sempre più studenti a studiare all’estero, perché di questi tempi trovo ci sia molto bisogno di incontrare altre culture da vicino, capire come ci si sente ad emigrare, cercare di comunicare con chi è diverso.
Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
K-Pop,
padre
approfitta
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scegliere, modifi care, personalizzare. Non si compra un prodotto fi nito, si costruisce insieme qualcosa che prima non esisteva. Il risultato? Manufatti che danno carattere agli spazi, che raccontano chi ci vive. Perché una casa non è solo muri e tetto: è personalità, è stile, è l’impronta di chi la abita.
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Un impegno quotidiano che diventa valore, dentro e fuori l’azienda
USintoniz zati
nel proprio percorso di sostenibilità con la certificazione
n nuovo, importante tra-
Despar Nord: il conseguimento della parità di genere con l’ottenimento della certificazione UNI/ PdR 125:2022, un riconoscimento che parla prima di tutto di persone.
U mino costruito nel tempo, fatto di ascolto, impegno e azioni concrete, con l’obiettivo di promuovere una cultura aziendale sempre più equa, inclusiva e rispettosa. Un percorso condiviso che ha coinvolto l’intera organizzazione e che ha portato Despar Nord – una realtà di quasi 10.000 collaboratori e collaboratrici, di cui il 62,3% donne – a sviluppare negli anni strumenti e iniziative dedicati al benessere organizzativo, all’inclusione e alla valorizzazione di ogni diversità. Scelte che hanno rafforzato il senso di appartenenza, la partecipazione attiva e la qualità della vita lavorativa.
ai valori dell’inclusione e dell’uguaglianza di opportunità, dentro
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
a validazione del sistema e dei processi interni da parte dell’ente certificatore DNV, a seguito di un’analisi approfondita e articolata, ha riconosciuto la solidità e l’efficacia delle politiche adottate da Despar Nord su numerosi indicatori. Un riconoscimento che testimonia la concretezza di un impegno quotidiano, tradotto in scelte organizzative e gestionali capaci di generare valore reale. n questa direzione, l’azienda ha definito un piano strategico e un programma di comunicazione interna dedicati ai temi della parità e dell’inclusione, con l’obiettivo di favorire un dialogo continuo, aperto e strutturato tra collaboratori, collaboratrici e Direzione.
U goglio un’azienda che crede nella creazione di valore condiviso e che investe ogni giorno nel benessere delle persone e nella coesione sociale, dando forma concreta
delle principali funzioni azien-
no, il legame con i terri-
Oltre la certificazione, la forza delle persone: Despar Nord per la parità di genere
Non solo un traguardo, ma un percorso: parità e inclusione secondo Despar Nord
prie radici in un percorso di lungo periodo che Despar Nord ha costruito negli anni, grazie all’impegno costante del management e alla volontà di dare forma a un ambiente di lavoro sempre più inclusivo e attento alle persone. Un riconoscimento che premia la capacità dell’azienda di alimentare una cultura fondata sull’uguaglianza delle opportunità e sulla valorizzazione dei talenti, anche attraverso politiche concrete di tutela della genitorialità e di equilibrio tra vita professionale e personale.
Ne parliamo con la Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli.
Direttrice Pituelli, come si è arrivati a questa certificazione?
«Il percorso è stato caratterizzato da un’analisi approfondita condotta dall’ente certificatore, che ha valutato in modo puntuale tutti i 33 indicatori previsti dalla prassi UNI/PdR 125:2022 per la categoria delle grandi aziende, in cui Despar Nord rientra. La valutazione ha interessato l’intero ciclo di gestione delle persone: dalle politiche di selezione e assunzione ai percorsi di crescita e sviluppo professionale, dall’equità salariale fino alle misure di prevenzione e
Che cos’è per Despar Nord la parità di genere e come viene misurata nel quotidiano?
«La parità di genere, per noi, è un valore profondamente radicato nella cultura aziendale, che si esprime attraverso l’inclusione e la valorizzazione delle diversità. Per rendere questo impegno sempre più concreto e misurabile, ci siamo dotati di un sistema di gestione dedicato, che ci permette di definire azioni strutturate, obiettivi chiari e traguardi verificabili, garantendo al tempo stesso trasparenza e un percorso di miglioramento continuo.»
Oggi Despar Nord può celebrare un traguardo importante all’interno del proprio percorso di responsabilità d’impresa.
«Senza dubbio. Questa certificazione non rappresenta solo un attestato formale della qualità delle iniziative messe in campo per promuovere la parità di genere, ma è soprattutto un riconoscimento dell’impegno quotidiano che l’azienda dedica alle proprie persone. Un risultato che rafforza ulteriormente il nostro percorso ESG, sia in termini di coerenza che di visione futura.»
ha ricordato più volte l’Azienda, “crescere insieme significa non
attenzione è stata inoltre
strategia ESG di Despar
La Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli
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L’intervista. Esclusiva de La Piazza Salute all’Assessore regionale alla Sanità
Medici, territorio e governance: la sanità veneta vista dall’Assessore Gerosa
In un’intervista esclusiva a La Piazza Salute, l’Assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa illustra le linee guida del nuovo corso della sanità veneta: riorganizzazione del sistema, rafforzamento del territorio, valorizzazione del personale e continuità delle cure per i cittadini veneti
Prima uscita pubblica nelle pagine di La Piazza Salute per Gino Gerosa, che ha scelto la nostra testata per raccontare, in un’intervista esclusiva, la visione con cui affronta il nuovo incarico di assessore regionale alla Sanità e alla programmazione socio-sanitaria. Una scelta che parte da una lunga carriera clinica e accademica e che oggi si traduce in una responsabilità ancora più ampia: non più la cura del singolo paziente, ma l’organizzazione di un sistema chiamato a rispondere ai bisogni di milioni di cittadini veneti.
Classe 1957, 68 anni, Gerosa è professore ordinario di Chirurgia cardiaca all’Università degli Studi di Padova ed è stato direttore dell’UOC di Cardiochirurgia e del Programma Trapianti di Cuore e Assistenze Meccaniche dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova. Cardiochirurgo di rilievo internazionale, vanta oltre 450 pubblicazioni scientifiche ed è stato protagonista di interventi pionieristici, come il primo impianto italiano di cuore artificiale totale e trapianti cardiaci innovativi, anche “a cuore battente” e da donatore a cuore fermo. Un percorso che gli è valso riconoscimenti prestigiosi,
dalla Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica alla cittadinanza onoraria di Padova, fino alle onorificenze di Commendatore e Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
È da questa esperienza, maturata “sul campo” e alla guida di strutture complesse, che nasce la sua idea di sanità. Un ospedale che non coincide più soltanto con un edificio, ma diventa un sistema diffuso, capace di seguire il cittadino dentro e fuori le mura ospedaliere. È questa la visione dell’“ospedale liquido” delineata dall’assessore regionale alla Sanità Gerosa, che spiega come sta cambiando – e come dovrà cambiare – la sanità veneta nei prossimi anni.
«Per “ospedale liquido” intendo una struttura meno legata ai muri e ai mattoni e più vicina alle persone», chiarisce l’assessore. Un concetto che nasce dall’evoluzione profonda della società: «Ragioniamo ancora su una realtà che non esiste più. Un tempo c’erano famiglie con quattro figli, due genitori e un nonno. Oggi è l’opposto: un figlio, due genitori e quattro nonni. È evidente che l’ospedale va ripensato». Da qui l’idea di un modello capace
di adattarsi, dialogando sempre di più con il territorio e con i servizi sanitari di prossimità.
Non si tratta, però, di una riforma “miracolosa” o di obiettivi da raggiungere con soluzioni rapide. «I problemi della sanità non si risolvono con la bacchetta magica», sottolinea Gerosa. Più che di priorità, parla di un impegno quotidiano a 360 gradi: flessibilità del sistema ospedaliero, rafforzamento della sanità territoriale e delle case di comunità, ma anche ospedali iperspecialistici dove concentrare tecnologie e competenze avanzate. «Il paziente si sente davvero seguito quando l’ospedale lavora in rete con i medici di famiglia e con l’assistenza domiciliare, accompagnandolo anche nel ritorno a casa».
Un nodo centrale resta quello del personale sanitario, tema particolarmen-
te sentito anche dai lettori de La Piazza Salute. Dalle carenze negli ospedali più grandi ai turni estenuanti, fino alle difficoltà delle strutture più piccole ma strategiche e alla cronica mancanza di medici di famiglia, spesso in overbooking. «Bisogna restituire dignità sociale e professionale a chi lavora nel Servizio sanitario nazionale», afferma l’assessore senza esitazioni. «Servono trattamenti economici migliori e condizioni di lavoro più sostenibili. Solo così le professioni mediche e infermieristiche torneranno attrattive per i giovani».
Sul tema dell’ingaggio di medici stranieri, Gerosa ha una posizione netta: «Il Veneto non ne ha bisogno. In Italia non manca il numero di medici e, con quelli che operano nel SSN, otteniamo risultati migliori rispetto ad altri Paesi europei. Il vero problema è valorizzar-
li, proteggerli dall’aggressività – per fortuna minoritaria – di alcuni utenti e liberarli da una burocrazia soffocante. L’obiettivo ideale? Che il medico venga pagato per curare, non per compilare carte».
Alla domanda sui disagi psicologici dei giovani e sulle sfide legate alla cosiddetta quarta età, l’assessore riconduce tutto alla riorganizzazione complessiva del sistema: prevenzione, presa in carico precoce e continuità assistenziale saranno elementi chiave anche in questi ambiti. Infine, uno sguardo alla governance della sanità regionale. Le nomine dei nuovi direttori generali delle Ulss e delle Aziende ospedaliere rappresentano «un passaggio naturale a inizio legislatura». Senza entrare nei nomi, Gerosa assicura che «ne uscirà una bella squadra, di persone esperte e motivate», chiamate a lavorare in sintonia con il presidente Alberto Stefani e con la Giunta. Per l’assessore, il passaggio dal ruolo di cardiochirurgo a quello di responsabile politico della sanità è una sfida vissuta con entusiasmo: «In sala operatoria avevo tra le mani la vita di un solo paziente. Oggi il mio compito è occuparmi di milioni di potenziali pazienti, costruendo un’organizzazione di diagnosi e cura efficiente, lavorando in squadra con istituzioni, direttori generali e professionisti sanitari». Una prospettiva diversa, ma con lo stesso obiettivo: mettere davvero la persona al centro del sistema sanitario.
Paola Bigon Alberto Gottardo
Influenza in crescita, gli ospedali di Padova si organizzano per far fronte all’aumento dei ricoveri
Influenza e freddo stanno aumentando gli accessi nei
Pronto soccorso dell’area padovana. L’Ulss 6
Euganea garantisce la gestione delle emergenze e rafforza l’organizzazione con assunzioni, prestazioni straordinarie e servizi aggiuntivi per assicurare sicurezza e continuità assistenziale
L’aumento dei casi di influenza e di altre infezioni respiratorie acute sta comportando un maggior numero di accessi negli ospedali padovani, ma l’Azienda Ulss 6 Euganea assicura che il sistema sanitario locale sta rispondendo con efficacia. Secondo quanto comunicato dall’Ulss 6, i casi registrati quest’anno sono in crescita rispetto agli anni scorsi e richiedono un allungamento dei tempi di degenza. Nonostante l’incremento dei ricoveri, l’assistenza per le emergenze che richiedono intervento immediato,
come infarti e ictus, viene garantita regolarmente. Il picco influenzale ha comportato un aumento dei carichi di lavoro, anche per ricoveri di natura sociale legati alle basse temperature, ma la direzione sottolinea che “l’organizzazione è solida e collaudata, con rimodulazioni tempestive della pianificazione operativa in rapporto all’andamento del picco epidemiologico monitorato costantemente dal Dipartimento di Prevenzione”.
Il direttore generale Paolo Fortuna ha
dichiarato: “Questo incremento dei carichi, per i quali ringrazio tutto il personale per la disponibilità che dimostra e che ha sempre dimostrato sin dai tempi della pandemia Covid, è intrinsecamente temporaneo e legato alla situazione contingente. Oltre alla necessaria organizzazione emergenziale, con il coinvolgimento del personale anche in libera professione aziendale, continuano comunque le assunzioni di personale e la sostituzione dei turn-over, in base alle disponibilità di graduatoria
e nei limiti di tetti di spesa prestabiliti”.
La Direzione Strategica evidenzia che “il sistema garantisce assistenza a tutti i pazienti secondo criteri di sicurezza”.
Per far fronte ai picchi, che in alcuni Pronto soccorso hanno raggiunto un aumento del 30% degli accessi, l’Ulss 6 ha attivato letti aggiuntivi nei reparti, incrementato i trasporti secondari, intensificato i servizi di pulizia e fatto ricorso all’acquisto di prestazioni straordinarie per decongestionare le aree più affollate.
Sanità, nuove regole sulle ricette: validità ridotta per la specialistica ambulatoriale
A partire dal 1° gennaio 2026, le ricette per le prestazioni di specialistica ambulatoriale con priorità B, ossia quelle con una priorità di 10 giorni, avranno una durata di validità ridotta a soli 20 giorni dalla data di emissione. È quanto stabilito dal Decreto del Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale della Regione del Veneto n. 173 del 24 novembre 2025. Per le altre classi di priorità, così come per gli esami di laboratorio e le prestazioni di controllo, la durata della validità rimarrà di 180 giorni dalla data di prescrizione. Tuttavia, gli utenti dovranno prenotare gli esami entro i termini previsti, altrimenti la prescrizione perderà validità. Si consiglia dunque di prenotare tempestivamente le prestazioni sanitarie per evitare disagi.
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Pediatria. Otto camere singole con angolo cottura, quattro posti e spazi diurni in una struttura di 3.095 metri quadrati
Approvato il progetto esecutivo del nuovo hospice pediatrico: 11 milioni, otto stanze singole e assistenza 24 ore su 24
Padova consolida il proprio ruolo di riferimento nazionale in ambito sanitario, capace di tenere insieme innovazione clinica, organizzazione dei servizi e attenzione profonda alla persona. Una visione che prende forma su due fronti diversi ma accomunati dallo stesso approccio: il nuovo hospice pediatrico, pensato per bambini e ragazzi con patologie complesse, e l’attività trapiantologica renale, con percorsi avanzati di donazione da vivente e donazione samaritana che rappresentano un modello riconosciuto a livello nazionale. Il progetto del nuovo hospice pediatrico nasce nel 2021 con la presentazione del primo studio di fattibilità. Un’idea che, fin dall’inizio, ha trovato il sostegno delle istituzioni regionali e dell’azienda sanitaria, fino ad arrivare a un passaggio decisivo: il finanziamento del Ministero della Salute, pari a quasi 9 milioni di euro. Un investimento che ha permesso di proseguire il percorso progettuale e di arrivare, nel 2025, all’approvazione del progetto definitivo ed esecutivo.
Il primo intervento interesserà via Falloppio 17, destinata a diventare il cuore assistenziale del nuovo hospice pediatrico. Accanto a questo nucleo centrale, il progetto prevede anche uno sviluppo più ampio: spazi dedicati alla formazione in via Sant’Eufemia e luoghi di accoglienza per le famiglie in via San Massimo. Un sistema integrato che riconosce come la cura non si esaurisca nell’assistenza sanitaria, ma debba includere anche il supporto educativo, relazionale e umano.
A sintetizzare il senso profondo dell’iniziativa è il presidente dell’associazione Miglior
Vita Possibile, che parla di «un grande impegno etico, civile e sociale», finalizzato a garantire ai bambini e ai ragazzi colpiti da malattie difficili e spesso rare «la miglior vita possibile». Un’espressione che non indica una rinuncia alle cure, ma la volontà di offrire una vita il più possibile normale, ricca di relazioni e di opportunità, anche dentro una condizione di fragilità.
Questa impostazione si inserisce in un con-
testo più ampio, in cui le cure palliative pediatriche stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella medicina moderna. Un ambito che, come ricordato durante la presentazione del progetto, in passato veniva guardato con diffidenza, ma che oggi è riconosciuto come indicatore fondamentale della qualità della risposta sanitaria. Non una sconfitta della medicina, ma un modo diverso e più completo di prendersi cura. Lo stesso equilibrio tra rigore scientifico e attenzione alla persona caratterizza anche l’attività trapiantologica. Padova si conferma infatti uno dei principali centri italiani per i trapianti di rene. Dal 1988 a oggi sono stati effettuati 3.710 trapianti renali, con una crescita costante dei trapianti da donatore vivente, che hanno raggiunto quota 856. Particolarmente significativo è il capitolo della donazione samaritana, una delle forme più alte e complesse di solidarietà in ambito sanitario. Dal 2021 al marzo 2025, a Padova sono state valutate cinque persone come potenziali donatori samaritani,
dando origine a esperienze concrete che hanno attivato catene di trapianti incrociati tra diversi centri italiani. Alla base di questi percorsi c’è un protocollo rigoroso, che integra valutazioni cliniche, psicologiche ed etiche, con l’obiettivo di tutelare pienamente il donatore e, allo stesso tempo, offrire nuove possibilità di vita ai pazienti in attesa.
Oltre 1 milione di euro per lo studio sulle recidive del tumore al seno triplo negativo
Un risultato di assoluto rilievo per la ricerca biomedica veneta e nazionale. L’Istituto Oncologico Veneto (IOV – IRCCS) si è aggiudicato un prestigioso finanziamento da oltre un milione di euro nell’ambito del Fondo Italiano per la Scienza (FIS 3), promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca. A firmare il progetto vincitore è la dott.ssa Anna Tosi, ricercatrice dello IOV, che ha ottenuto un punteggio di eccellenza pari a 41,5 nella linea “LS2 – Integrative Biology”. Il progetto, dal titolo “Innovative spatial profiling of early triple negative breast cancer landscape to shed light on unexpected outcomes”, si è distinto in una delle categorie più competitive del bando, risultando uno dei soli quattro finanziati a livello nazionale nella specifica linea LS2 per i ricercatori emergenti (Starting Grant). Tra questi, quello dello IOV è l’unico riconducibile a un’istituzione del Veneto, accanto a centri di ricerca di Bologna, Torino e Palermo. Il Bando FIS 3 rappresenta uno dei principali strumenti nazionali di sostegno alla ricerca di base, con una dotazione complessiva di 475 milioni di euro per il biennio 2024-2025. Strutturato sul
modello altamente selettivo dello European Research Council, il programma finanzia progetti valutati esclusivamente per qualità scientifica, originalità e capacità innovativa. Il successo della dott.ssa Tosi si colloca nella categoria Starting Grant, riservata a ricercatori che hanno conseguito il dottorato da non più di sette anni e che dimostrano un elevato potenziale di indipendenza scientifica. «Questo risultato rappresenta un traguardo di grande valore per tutto lo IOV e per la sanità veneta – afferma il Commissario dello IOV, Francesco Benazzi –. Conferma la capacità del nostro Istituto di attrarre risorse altamente competitive e di promuovere una ricerca che guarda al futuro, innovativa e centrata sui bisogni dei pazienti». Al centro dello studio vi è una delle sfide cliniche più complesse dell’oncologia: il tumore al seno triplo negativo (TNBC), una forma particolarmente aggressiva di carcinoma mammario, caratterizzata da un elevato rischio di recidiva e da opzioni terapeutiche ancora limitate. Grazie al finanziamento di 1.037.124,70 euro, il progetto applicherà tecnologie avanzate di pro-
Che si tratti di accompagnare bambini fragili lungo percorsi di cura complessi o di trasformare un gesto di altruismo individuale in un’opportunità concreta per più persone, Padova conferma una sanità capace di guardare oltre la prestazione, mettendo al centro la persona e il valore della vita in tutte le sue fasi.
filazione spaziale per analizzare in modo dettagliato il microambiente tumorale, con l’obiettivo di comprendere i meccanismi alla base delle recidive impreviste anche nelle fasi precoci della malattia. «Essere riconosciuta con questo finanziamento è per me motivo di grande orgoglio – sottolinea la dott.ssa Tosi –. Questo riconoscimento non premia solo il mio lavoro, ma la capacità dell’Istituto Oncologico Veneto di investire nella ricerca innovativa e di qualità, aprendo nuove prospettive nella lotta contro il tumore al seno triplo negativo». Soddisfa-
zione anche da parte del Direttore Scientifico dello IOV, Antonio Rosato: «Oltre al prestigio e alla conferma dell’altissima qualità della ricerca veneta nel panorama nazionale, questo progetto rappresenta una sfida concreta verso un tipo di breast cancer per il quale è urgente sviluppare terapie sempre più mirate ed efficaci». Un ulteriore tassello che rafforza il ruolo dello IOV come punto di riferimento nella ricerca oncologica avanzata e nella costruzione di cure sempre più personalizzate, basate sull’eccellenza scientifica.
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