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laPiazza del Camposampierese Est - Febb26

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del Camposampierese Est

Trasporti in Veneto, facciamo il punto con l’assessore

Diego Ruzza

Filippo Giacinti traccia

la rotta del bilancio

della Regione: “Non ci saranno nuove tasse”

DLa grande attesa del bilancio regionale

opo le elezioni dello scorso novembre la Regione Veneto non può ancora dirsi entrata nel vivo. Certo sono state composte le commissioni e l’ufficio di presidenza, i gruppi si sono insediati, qualche seduta del Consiglio è stata celebrata, ma l’impressione è che ancora tutto marci a scartamento ridotto. Le Olimpiadi a Cortina, ovviamente, costituiscono un momento di grande visibilità e, infatti, in queste settimane le dichiarazioni, i proclami, gli impegni per il prossimo futuro non sono mancati.

L’impressione, però, è che ci sia una condizione di profonda sospensione e, con tutta evidenza, questa è legata all’approvazione del bilancio regionale.

Con le elezioni a novembre, infatti, la precedente Giunta Regionale non ha fatto in tempo a programmare le spese per il 2026 e, infatti, si sta procedendo in modo provvisorio.

Il bilancio, oltre a essere fondamentale per mettere benzina nel motore della Regione, sarà anche il primo bando di prova per il Presidente Alberto Stefani.

Veneto2

Il libro di Dianese: “Felice Maniero ormai è incapace di intendere volere”

Sanità, Ulss 6 Euganea bilancio di fine mandato per il direttore generale Paolo Fortuna

Filippo la rotta della saranno in Azienda Ospedale Padova, Dal Ben: “Alta complessità, innovazione e primati”

LA POVERTA’ INVISIBILE

L’inchiesta analizza la rete tra servizi sociali per capire se il cambio di paradigma può diventare strutturale

Intervento da 105mila euro finanziato dal Comune per sistemare le erosioni vicino al ponte di via Nievo. Previsti lavori sulle due sponde senza chiusura della strada RIPRISTINO DELLE SPONDE

L’assessore regionale fa il punto e osserva: “Siamo entrati nella fase operativa, attenzione anche al commercio”

COltre le sbarre del silenzio Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

’è un silenzio, tra le mura di via Due Palazzi a Padova, che pesa più di possenti cancelli e sbarre. È il silenzio di chi ha smesso di sperare, di chi ha visto nel soffitto della propria cella l’unico orizzonte possibile. Proprio nel carcere padovano si sono consumati due suicidi in sole 36 ore, un terzo a Venezia, lo scorso 15 febbraio. Già otto dall’inizio di quest’anno in tutta Italia, ma è qui, nel cuore del nostro Veneto, che la ferita brucia di più.

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A Carpane la festa di Sant’Antonio Abate

La chiesetta di Sant’Antonio Abate, caratterizzata da una struttura compatta e uno stile rustico, come si potrà vedere dall’immagine, rappresenta un importante punto di riferimento spirituale e culturale per la comunità locale. La sua semplicità, con una facciata povera e un interno dedicato all’altare del Santo, evidenzia la funzione di luogo di preghiera e di ritrovo collettivo, testimonianza della tradizione religiosa e della vita rurale del territorio.

La sua festa annuale svoltasi anche quest’anno in località Carpane, è di norma un evento che rinnova un legame profondo con le radici contadine e le tradizioni popolari, includendo come sempre la Santa Messa, la benedizione degli animali e un momento conviviale gestito dall’Associazione Arca. Questo momento di festa rappresenta un’occasione preziosa per rafforzare il senso di comunità, tramandare i valori culturali e mantenere viva la memoria di tradizioni che rischiano di scomparire nel mondo moderno. “L’Associazione Arca – spiega il primo cittadino di Loreggia, il sindaco Manuela Marangon - emerge come esempio virtuoso di partecipazione collettiva, dedicata alla cura e alla valorizzazione delle tradizioni locali e del territorio. La loro dedizione garantisce che le celebrazioni e i valori associati a Sant’Antonio Abate continuino a essere parte integrante della vita della comunità locale, contribuendo a rafforzare l’identità e il senso di appartenenza”.

In questo ed in altri eventi, questa associazione, presente nel territorio di Loreggia da molti anni, dimostra che appartiene ad un gruppo in costante crescita, coinvolgendo ragazzi di tutte le età e che rappresenta un modo per creare una comunità solida e rispettosa delle tradizioni. “Un ringraziamento speciale va quindi alla Presidente dell’associazione, Tiziana Favaro, e a tutti i collaboratori per il loro impegno costante. Questi valori che in ogni occasione si rinnovano, sono fondamentali per preservare l’identità del nostro territorio oltre a creare una comunità rispettosa delle tradizioni locali contadine” conclude il sindaco.

Endrius Salvalaggio

Tradizione,

benedizione degli animali e l’impegno dell’Ass.

Arca

Oltre le sbarre del silenzio

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Padova è sempre stata un’eccellenza anche nei percorsi di recupero per i detenuti. Le esperienze al Due Palazzi hanno fatto scuola e vengono citate nei convegni internazionali come l’esempio di un carcere che non si limita a “stoccare” condannati, ma che trasforma nuove vite. Eppure, oggi, quel modello scricchiola sotto il peso di un sovraffollamento che tocca il 155% e di scelte che sembrano voler smantellare anni di faticosa ricostruzione umana. Uno dei drammi più recenti ha coinvolto un uomo di settant’anni, recluso in Alta Sicurezza. Non era un numero, era una persona inserita da anni in attività lavorative che avevano riempito le sue giornate e cambiato il suo orizzonte. La sua colpa? L’angoscia di un trasferimento improvviso, annunciato senza spiegazioni, che avrebbe cancellato con un colpo di spugna legami, impegni quotidiani e una prospettiva di “vita dignitosa” costruita con fatica. Quando lo Stato decide di spostare detenuti ormai stabilizzati, interrompendo percorsi di studio universitari o laboratori professionali, non sta applicando la legge: sta compiendo quella che molti definiscono una “regressione trattamentale”. A La Giudecca di Venezia, a metà di questo mese, si è tolta la vita una giovane donna, italiana, di 32 anni. Se togliamo la prospettiva del domani a chi sta cercando di espiare le proprie colpe, non resta che il vuoto. E il vuoto, in carcere, uccide. Realtà del volontariato sociale, impegnate in carcere quotidianamente, non stanno semplicemente aiutando i detenuti a “far passare il tempo”. Stanno investendo, oltre che sul recupero di centinaia di persone, sulla sicurezza di noi tutti. I dati parlano chiaro: dove c’è lavoro e formazione, la recidiva crolla sotto il 10%. Dove c’è solo ozio e sovraffollamento, si creano nuovi criminali o, peggio, si alimentano i cimiteri. È necessario che la politica locale e nazionale metta queste realtà nelle condizioni di lavorare al meglio. Dare dignità ai detenuti significa anche non spezzare i legami affettivi. Il lavoro in carcere non è un privilegio, è la spina dorsale della rieducazione, per questo il terzo settore va sostenuto, anche con più psicologi e mediatori, per potenziale l’ascolto. Non possiamo voltarci dall’altra parte. Dobbiamo pretendere un carcere che funzioni come un’officina di nuove vite, non come un vicolo cieco.

Camposampierese Est

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L’appuntamento. Viale Europa si trasforma in un grande palcoscenico per grandi e piccoli

Successo per il Carnevale cittadino

S uccesso in viale Europa, per la 28esima edizione del carnevale di Borgoricco. Uno degli appuntamenti più attesi del territorio per grandi e più piccoli. L’appuntamento prenderà il via nel primo pomeriggio e attraverserà l’intero viale Europa. Ad aprire il corteo sarà uno spettacolare brasile samba show, con coreografie professionali e costumi scenografici. A seguire, i gruppi a piedi dei tre asili parrocchiali e carri allegorici, rea-

“Tra dinosauri ed unicorni!”,

Si è svolto presso il centro culturale Aldo Rossi un intero weekend dedicato al fumetto, pensato per bambini, ragazzi e famiglie, all’insegna della fantasia, della creatività e del divertimento. Durante l’evento si sono susseguiti laboratori di fumetto per ragazzi, laboratori manga e attività dedicate ai più piccoli. Non sono mancati disegnatori all’opera dal vivo, spettacoli capaci di unire teatro e illustrazione e ospiti

lizzati con passione e creatività dalle associazioni locali come delle vere e proprie opere d’arte itineranti, capaci di stupire il pubblico con temi originali, scenografie curate e centinaia di figuranti.

Per i più piccoli presenti anche il trucca bimbi e un ampio luna park, oltre a diversi truck food per i più golosi. Il carnevale di Borgoricco si conferma così in una tradizione consolidata e condivisa per l’intero pomerig-

gio. “Un sentito ringraziamento va alle associazioni locali e in particolare alla Pro Loco di Borgoricco - dichiara il vice sindaco Riccardo Michelazzo - che anche quest’anno coordinerà l’organizzazione coinvolgendo numerosi volontari per garantire la migliore riuscita del 28esima carnevale a Borgoricco. Una manifestazione che, anno dopo anno è continuata a crescere e a rinnovarsi, coinvolgendo famiglie, bambini e appassionati di

tutte le età in un’esplosione di colori, musica e allegria, nel segno della tradizione”.

“Il Carnevale di Borgoriccoconclude il sindaco Gianluca Pedron - è un momento di festa capace di coinvolgere non solo la nostra comunità, ma anche visitatori e appassionati provenienti da tutto il territorio contiguo. Certi che anche questa edizione saprà regalare emozioni, sorrisi e tanta partecipazione”.

prima edizione del Festival del Fumetto nel Graticolato

d’eccezione, tra cui i disegnatori di Topolino, Donald Soffritti e Marco Palazzi. Grande successo anche per la mostra dedicata a dinosauri e unicorni, con opere realizzate da numerosi fumettisti, ognuno con il proprio stile unico. Tutti i laboratori, gratuiti e aperti a bambini e ragazzi di ogni età, hanno offerto un’occasione concreta per avvicinarsi al mondo del fumetto. L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di

proporre un’esperienza divertente, educativa e creativa, attraverso laboratori pratici, incontri con fumettisti, mostre e dimostrazioni live di disegno. Un’opportunità per scoprire come nasce un fumetto, imparare a disegnarlo e a dargli voce. “Un modo originale per raccontare storie, sviluppare fantasia e creatività – hanno dichiarato il sindaco Gianluca Pedron e l’assessore alla cultura Gabriella Boesso – il tutto guidati da

fumettisti esperti che hanno insegnato le tecniche di disegno a grandi e piccini. È stato un weekend pieno di emozioni, all’insegna del divertimento nella splendida cornice del teatro Aldo Rossi, che si conferma sempre più un polo attrattivo per bambini, ragazzi, famiglie e adulti”. Inoltre è andato in scena lo spettacolo teatrale “Le favole Venete” a cura di Febo Teatro, arricchito dal disegno live di Enrico Patechi. “Con

Grande successo alla manifestazione “Teatro a 360 gradi”

Febo Teatro è stato individuato dal Comune di Borgoricco come gestore del centro culturale Aldo Rossi, inaugurando una nuova stagione all’insegna di progetti e spettacoli dedicati a tutta la cittadinanza, con particolare attenzione alle famiglie, ai bambini e ai ragazzi del nostro territorio. La novità proposta al Teatro Aldo Rossi, è stato il “Il Mistero di Acquabella”, unico nel suo genere che ha unito la recitazione dal vivo, video mapping e proiezioni digitali, creando un’espe-

rienza innovativa ed immersiva per il pubblico. Lo spettacolo, svoltosi in 6 appuntamenti, ha coinvolto oltre mille spettatori, registrando sempre il tutto esaurito e una lunghissima lista di attesa. Le repliche si fermano (per ora) per lasciare spazio ad altri imminenti eventi in programma al centro culturale Aldo Rossi, tornando presto con nuove date, pronte ad incantare ancora una volta bambini ed adulti. Infatti, l’assessorato alla cultura del comune di Borgoricco in

collaborazione con Febo Teatro, sta ri-programmando il proseguimento degli spettacoli con nuovi appuntamenti a partire già dal prossimo Carnevale. “Come Amministrazione comunale abbiamo sostenuto con grande convinzione questa iniziativa – anticipano il sindaco Gianluca Pedron e l’assessore alla cultura Gabriella Boesso - realizzata in collaborazione con Febo Teatro, perché rappresenta una nuova e affascinante concezione di fare teatro. Si tratta

di un’esperienza, in cui la scena non è più limitata al solo palco accanto agli attori, ma l’esibizione si estende attraverso schermi e installazioni che avvolgono completamente il pubblico, offrendo una visione più coinvolgente”. “È un teatro innovativo, emozionante e di grande qualità, pensato anche per i più piccoli - concludono il sindaco Gianluca Pedron e l’assessore alla cultura Gabriella Boesso - capace di coinvolgere bambini e famiglie in modo diret-

questa prima edizione del Festival del Fumetto del Graticolato il Comune di Borgoricco conferma il proprio impegno nella promozione della cultura come strumento di crescita, educazione e socialità. Un’iniziativa pensata per bambini, ragazzi e famiglie, che valorizza il centro culturale Aldo Rossi come spazio vivo di incontro, creatività e condivisione”, hanno concluso il sindaco Pedron e l’assessore Boesso. (e.s.)

to e partecipato. Il grande successo di pubblico conferma la bontà della proposta e ci rende orgogliosi di aver appoggiato un progetto culturale così bello e significativo per la nostra comunità”. (e.s.)

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povertà/1. I bisogni che non si vedono

Il Banco Alimentare che racconta

la fragilità silenziosa in aumento

N on è solo un bilancio. È uno specchio. E quello che restituisce l’ultimo anno del Banco Alimentare del Veneto è il riflesso di una regione laboriosa, ma attraversata da una fragilità silenziosa che non fa rumore e non occupa le prime pagine, se non nei numeri. Nel 2024 sono state recuperate e ridistribuite 4.660 tonnellate di alimenti lungo la filiera agroalimentare. Eccedenze che diventano risorsa, in un tempo in cui il carovita erode stipendi e pensioni e la richiesta di aiuto non arretra. Il cibo raccolto ha raggiunto 82.773 persone attraverso una rete di 454 realtà partner: mense, associazioni, empori sociali, parrocchie, cooperative, centri di accoglienza. Il valore economico complessivo degli alimenti distribuiti è pari a 14.650.900 euro. Non solo un dato contabile, ma un pezzo di welfare territoriale che tiene insieme volontariato, imprese e terzo settore. Nella sola provincia di Padova sono stati raccolti 154.570 chili di cibo in 200 supermercati, grazie all’impegno di 3.800 vo-

La

rete

lontari. Una mobilitazione che racconta molto della capacità di risposta del territorio. Ma racconta anche altro: che la povertà non è più un’eccezione. Il quadro regionale trova riscontro anche nei centri della cintura padovana. A Borgoricco, poco più di novemila abitanti nell’Alta Padovana, la vulnerabilità assume i tratti meno visibili del lavoro fragile e dei redditi insufficienti. Non soltanto situazioni croniche, ma famiglie monoreddito strette tra bollette e carrello della spesa, anziani con pensioni minime, giovani coppie alle prese con mutui e affitti in crescita. Le richieste intercettate da parrocchie e associazioni non parlano di emergenze eclatanti, ma di una fatica quotidiana che si insinua nelle pieghe della normalità. È qui che il recupero delle eccedenze alimentari diventa presidio sociale. Non assistenzialismo, ma argine. Non carità episodica, ma organizzazione. “Vale la pena raccontare ciò che facciamo perché ciò che facciamo ha valore”, sottolinea Adele Biondani, presidente

del Banco Alimentare del Veneto.

“In un tempo in cui il bene rischia di restare invisibile, crediamo sia necessario renderlo riconoscibile e misurabile. Il Bilancio non è solo trasparenza: è responsabilità verso le aziende che ci sostengono, le associazioni che collaborano con noi e i volontari che ogni giorno rendono possibile ciò che da soli non potremmo fare. È anche uno strumento educativo: rende visibile il valore del non sprecare e del

cooperare”. Accanto all’impatto sociale, c’è quello ambientale. Le stime indicano che il recupero delle eccedenze ha consentito un risparmio netto di 3.984.936 tonnellate di CO equivalenti. Tradotto: 4.660 tonnellate di cibo sottratte allo smaltimento significano meno emissioni, meno rifiuti, meno costi collettivi. Solidarietà ed economia circolare, insieme. Il punto, forse, è proprio questo: i nume-

dei 28 Comuni per intervenire prima che la crisi diventi cronica

Un numero attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette, per intercettare le emergenze sociali prima che diventino cronicità. Nell’Ambito territoriale sociale – che riunisce i 28 Comuni del Distretto 4 dell’ULSS 6 Euganea – prende forma il nuovo Pronto Intervento Sociale (PIS), servizio previsto nell’ambito dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali, introdotti dalla legge 328/2000 e rilanciati dal Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2021–2023, confermati anche per il triennio 2024–2026. L’obiettivo è chiaro: garantire una risposta immediata e qualificata alle situazioni di crisi e di disagio acuto. Il servizio sarà operativo h24 per affrontare casi complessi e improvvisi: donne vittime di violenza, minori in

condizioni di grave rischio o abbandono, famiglie rimaste senza casa a seguito di calamità naturali, persone fragili prive di riferimenti e sostegno. Il PIS funzionerà come una centrale operativa territoriale, capace di coordinare in tempo reale forze dell’ordine, servizi sociali comunali ed enti del Terzo settore. Non solo intervento nell’urgenza, ma anche lettura del territorio: tra le funzioni previste ci sono la mappatura delle vulnerabilità emergenti, l’analisi delle risorse disponibili e l’attivazione di percorsi di presa in carico strutturati, con l’invio ai servizi competenti per avviare progetti di inclusione e tutela. Cuore del sistema sarà una struttura organizzativa attiva giorno e notte, fondata su protocolli condivisi e

ri sono solidi, ma non bastano a raccontare tutto. Dietro ogni tonnellata recuperata c’è una fragilità intercettata, un volontario che carica scatoloni, un’impresa che decide di non sprecare, una comunità che prova a non lasciare indietro nessuno. In una regione che continua a produrre ricchezza, la sfida è riconoscere anche le crepe. E decidere, ogni giorno, di non ignorarle.

su procedure operative comuni ai 28 Comuni dell’ambito. È prevista una valutazione immediata dei rischi e dei bisogni della persona o del nucleo coinvolto, l’attivazione delle risorse necessarie per la messa in sicurezza e un sistema informativo dedicato per monitorare ogni fase dell’intervento, garantendo tracciabilità e continuità. A gennaio si è conclusa la fase di co-progettazione con un gruppo di cooperative del territorio. Una volta ultimate le attività preparatorie, il Pronto Intervento Sociale sarà attivato in modo uniforme su tutto l’Ambito , con l’obiettivo di rafforzare la rete di protezione sociale e assicurare a ogni cittadino una risposta tempestiva nei momenti di maggiore fragilità. (s.b.)

Sara Busato

Focus povertà/2. Sono 66 i minori sostenuti dal progetto “Inclusione”

A Camposampiero la povertà educativa che cresce in silenzio

ACamposampiero la povertà non è solo una questione di reddito. È un fenomeno più sottile, che si insinua tra i banchi di scuola e nelle case dove mancano strumenti, tempo, competenze per seguire i figli nel percorso formativo. Si chiama povertà educativa e riguarda quei bambini e ragazzi che rischiano di restare indietro non per mancanza di capacità, ma per fragilità familiari ed economiche.

In questo contesto si inserisce il progetto “Inclusione – Per una società che accolga e includa”, promosso da una rete territoriale che tiene insieme istituzioni civili e realtà ecclesiali: la Caritas interparrocchiale, le parrocchie di San Pietro e Paolo, San Marco, la comunità dei frati antoniani, la scuola dell’infanzia Umberto I, l’Istituto comprensivo Parini, il Comitato genitori di Rustega e il Comune.

“L’obiettivo è chiaro: intervenire presto, partendo dall’educazione, per evitare che le disuguaglianze si trasformino in esclusione sociale” commenta l’assessore al sociale Roberta Scantamburlo “Dietro i numeri c’è un dato di realtà: esistono famiglie che faticano a garantire

continuità scolastica e opportunità educative ai figli. Il rischio non è solo l’insuccesso scolastico, ma l’isolamento, la perdita di fiducia, l’abbandono precoce. Intervenire oggi significa prevenire marginalità domani”. Il primo passo è stato garantire l’accesso alla scuola dell’infanzia almeno per l’ultimo anno, considerato decisivo per l’ingresso alla primaria. Poi il sostegno allo studio, fino alla scuola media, per quei minori che non possono contare su un aiuto familiare stabile nei compiti. I numeri del primo anno raccontano un impegno concreto. Sono stati raccolti circa 12 mila euro grazie al contributo dell’amministrazione comunale, delle parrocchie, dei frati antoniani, della scuola materna, delle associazioni locali, della Pro Loco. Risorse che hanno permesso di sostenere

34 ragazzi nel 2025 attraverso doposcuola per i ragazzi della terza, quarta e quinta elementare. Una parte destinata anche alla partecipazione ai centri estivi e mensa scolastica: 18 bambini nella frequenza della scuola dell’infanzia, contribuendo al pagamento delle rette; 18 alunni di prima e seconda primaria seguiti nei compiti; 30 ragazzi dalla terza primaria alla seconda media accompagnati nello studio.

Il doposcuola si svolge due volte alla settimana negli spazi parrocchiali di San Pietro, grazie a volontari, studenti universitari e operatori della cooperativa Nuova Vita. Un modello che mette insieme professionalità e impegno civico, in una logica di comunità educante. Coinvolte anche le società sportive locali, chiamate ad accogliere ragazzi che desiderano praticare sport, perché l’inclusione passa anche dai campi di gioco. Il primo anno del progetto non chiude il cerchio, ma traccia una direzione. La risposta alla povertà educativa, qui, non è affidata a un singolo ente, ma a una rete che prova a farsi carico dei più piccoli prima che le fragilità diventino strutturali.

Sara Busato

Dal welfare di comunità agli assistenti di quartiere alla casa, Stefani: “Nessuno deve essere

Nel Veneto del 2026 “nessuno deve essere lasciato indietro”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Alberto Stefani durante la visita alla redazione de “La Piazza” e ai microfoni di Veneto24. Non è solo uno slogan, ha precisato, ma il perno di una strategia che lega la lotta alla povertà a un nuovo patto di solidarietà generazionale, capace di unire giovani, famiglie e anziani in una rete di responsabilità condivisa. Le linee programmatiche della giunta regionale delineano almeno nelle intenzioni un welfare più vicino alle persone e ai territori. Uno degli interventi annunciati da Stefani è l’introduzione degli “assistenti di quartiere”, operatori sociali che agiranno a livello locale con accessi programmati e ripetuti, soprattutto a favore di anziani fragili e par-

lasciato indietro”

zialmente non autosufficienti. Non un semplice impiegato, ma un facilitatore che aiuta le famiglie nella gestione quotidiana dei non autosufficienti, dalla spesa alle pratiche burocratiche, portando i servizi direttamente nei condomini e nelle frazioni. L’obiettivo è duplice: garantire supporto quotidiano e ridurre il peso economico e organizzativo che spesso ricade interamente sulle famiglie.

Stefani ha ribadito la necessità di un “welfare di comunità” che non sia assistenzialismo puro, ma una rete di supporto che includa il Terzo Settore per intercettare le “nuove povertà” (spesso invisibili) generate dall’inflazione e dal disagio psicologico post-crisi.

Centrale è anche il tema dell’accesso alla casa, con programmi di edilizia sociale e ini-

ziative per calmierare gli affitti, rivolte in particolare a chi oggi restano esclusi dal mercato immobiliare tradizionale. Con “generazione casa” Stefani ha lanciato un piano per abitazioni a prezzi sostenibili rivolto a categorie sociali in difficoltà economica (giovani lavoratori, coppie, caregiver, famiglie monoreddito, anziani soli) che faticano a ottenere un mutuo o a sostenere affitti sul mercato privato. L’abitare viene così riconosciuto come primo strumento di contrasto alla povertà.

“La solidarietà tra generazioni è una responsabilità comune”, è il messaggio che emerge: investire su chi è in difficoltà significa rafforzare la coesione sociale e costruire un Veneto più equo, dove la crescita non lasci indietro nessuno.

L’obiettivo dichiarato è intervenire presto, partendo dall’ultimo anno di infanzia fino alla scuola media, per evitare che le disuguaglianze si consolidino

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Camposampiero

Al via i lavori di ripristino spondale sul Muson

P er il Comune di Camposampiero, sono stati affidati recentemente con una procedura comparativa, i nuovi lavori ad una ditta di costruzioni ingegneristica per il ripristino della sponda del Muson dei Sassi, all’altezza del ponte di Via Nievo.

“Durante l’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria del ponte di via Nievo sul torrente Muson dei Sassi - spiega l’assessore all’Ambiente Carlo Gonzo - si era evidenziata la necessità di eseguire un intervento di ripristino spondale. Le sponde del torrente Muson dei Sassi in prossimità del ponte di collegamento tra via Nievo e via Mario Visentin, a seguito di eventi di piena si sono scoperti fenomeni erosivi con asporto del rivestimento, soprattutto sul lato est”. Il Progetto, redatto dallo studio Sist Studio di Ingegneria Strutturale Organte & Bortot - fa sapere l’amministrazione comunale - prevede la formazione e il ripristino del rivestimento a difesa delle sponde del torrente Muson dei Sassi in destra ed in sinistra idraulica prima e dopo il ponte, per una spesa complessiva di 105mila euro, interamente finanziata con fondi propri del Comune.

“Nel 2024, la ditta Broetto aveva eseguito in urgenza, per la Regione Veneto, la chiusura della rotta dell’argine - ricorda l’assessore –con il ripristino delle arginature e il consolidamento delle sponde. Stavolta i lavori non richiederanno la chiusura al transito della strada, ma probabilmente una chiusura temporanea della ciclopedonale”.

“Nel contesto è stata anche rinnovata la convenzione tra comune di Camposampiero e Consorzio di bonifica Acque Risorgive. Si tratta nello specifico rinnovo - continua Carlo Gonzo - tra comune di Camposampiero e Consorzio di bonifica Acque Risorgive per interventi di manutenzione straordinaria su criticità idraulica. E’ dal 2014 che continua questa collaborazione e che negli anni si è rivelata molto utile per effettuare lavorazioni in genere sulla rete fluviale minore. L’ Amministrazione Comunale nel rinnovare tale convenzione, che ha una durata triennale, ha incrementato da 5.000 a 10.000 l’investimento annuo”.

“E’ un segnale concreto verso la sicurezza idraulica comunale. A riguardo si ricorda che il comune di Camposampiero è dotato anche di un regolamento di polizia idraulica che legifera i doveri di manutenzione di scoli, canalette e fossi privati che purtroppo, molto spesso, non vengono puliti e gravano sul deflusso agevole delle violente precipitazioni che in questi anni sono molto più frequenti. Comune e consorzio a breve inizieranno un percorso per aggiornare il piano acque comunale” conclude l’assessore Carlo Gonzo.

Il Comune ottiene un finanziamento di 56mila euro

Il Comune di Camposampiero grazie ai fondi Pnrr, rivolto ai Comuni tra i 5.000 e i 25.000 abitanti, per il rafforzamento della capacità amministrativa, ha ottenuto un finanziamento di 55.783,98 euro, nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Risorse in Comune”, il tutto è stato promosso dal Ministero per la Pubblica AmministrazioneDipartimento della Funzione Pubblica. “Abbiamo subito aderito a questa opportunità - spiega il sindaco Katia Maccarrone - per conseguire risorse in più per incrementare le spese rivolte agli aspetti digitali e organizzativi del nostro ente. Le risorse saranno destinate per circa la metà alla digitalizzazione delle pratiche edilizie, già avviata negli anni scorsi e poi per l’altra metà del finanziamento sarà dedicata al rinnovo degli arredi di alcuni uffici comunali, con particolare

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spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi: Camposampiero, Via Vivaldi, 7/9; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Trebaseleghe, Via Torino 17; dal lunedì al giovedì dalle 15.00 alle 18.30 Piazzola sul Brenta, Via della Roggia 5 int 1; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00

attenzione ai servizi demograficianagrafe, ospitati nell’ex carcere asburgico presso il municipio, che scontano la tempistica più datata per gli arredi, non più funzionali né adeguati alle norme. Ci sarà più spazio per le pratiche con armadi alti a soffitto, e un rinnovo degli arredi come scrivanie, sedie e cassettiere”. “In questi anni abbiamo già provveduto ad investire circa centomila euro di risorse comunali - continua il primo cittadino di Camposampiero - per digitalizzare le pratiche edilizie, coprendo le vecchie annualità dal 1945 al 2004. Ora con questo finanziamento procederemo con circa ulteriori 30mila euro, che ci consentiranno di arrivare a fine 2010. Il risultato è importante, poichè permette ad abbreviare le procedure delle pratiche edilizie, semplificandole, e accelerando l’accesso agli atti da parte sia dei cittadini che dei tecnici”. D’ora in poi, i benefici riguarderanno quindi sia i cittadini che potranno, collegandosi alla piattaforma per controllare più efficacemente la loro pratica, sia potranno usufruire di servizi più rapidi e accessibili i tecnici designati, che i dipendenti comunali, grazie a condizioni di lavoro migliorate. (e.s.)

Percorso Muson dei sassi
Katia Maccarrone

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Sociale. L’iniziativa è stata promossa

Serata in memoria di Roberta Marcon

Qualche settimana fa, al Teatro Ferrari di Camposampiero è stata dedicata la serata “Voglio farti un regalo - donare e’ un dono”, per sensibilizzare il tema delle malattie rare renali e la donazione degli organi. “L’Amministrazione Comunale di Camposampiero che ha sostenuto l’iniziativa - spiega il sindaco di Camposampiero Katia Maccarrone - promossa dall’Associazione “Roberta Marcon - Donare è un dono”, nata in memoria dell’impegno della dottoressa Roberta Marcon, nefrologa nell’Ospedale di Castelfranco Ve-

neto e di Montebelluna e scomparsa prematuramente nel 2013 è stata fatta anche per sensibilizzare la cultura del dono, nonostante il Veneto sia la regione in Italia che dona più di tante altre”.

L’associazione guidata da Mario Sgalmuzzo e Franca Marcon, sorella di Roberta, ha proposto testimonianze molto toccanti che hanno fatto comprendere al numerosissimo pubblico presente, cosa significa essere colpiti da una malattia renale, dalla necessità di sottoporsi a dialisi e dall’attesa di poter ricevere un rene

per un trapianto, l’unico modo per tornare alla vita piena. Ospiti d’onore la prof.ssa Lucrezia Furian, Direttore dell’Uoc Chirurgia dei Trapianti

Rene e Pancreas dell’Azienda Ospedaliera di Padova e la dott.ssa Erika Pierobon, primario della Nefrologia e Dialisi di Camposampiero e Cittadella. Le malattie renali sono forse poco conosciute e per questo motivo l’amministrazione comunale ha aderito all’iniziativa proposta. “Ma la serata è stata anche l’occasione per godere di un meraviglioso concerto dell’Orchestra Giovanile dell’Accademia Filarmonica (Ogaf) – continua Katia Maccarone - diretta da Camilla Sabbadin. Meravigliosi e coinvolgenti questi giovanissimi musicisti,

Un nuovo progetto con quattro appuntamenti, rivolto ai giovani di 18 anni

“Iniziative come questa servono a ricordare che la politica è partecipazione – afferma Eleonora Visentin, consigliere con delega alle Politiche Giovanili - Avvicinare le parti fra i giovani e le istituzioni significa riconoscere che una comunità cresce solo se sa accogliere il contributo e l’energia dei suoi cittadini più giovani, rendendoli parte integrante e consapevole della “res pubblica”.

L’obiettivo del nuovo progetto è duplice: da un lato, far capire ai ra-

gazzi come funziona la macchina comunale, quali solo i luoghi e i ruoli della discussione politica, conoscere e avvicinarsi alle realtà attive e alle associazioni del territorio; dall’altro è offrire un luogo di confronto dove i neo-diciottenni possano far emergere dubbi, proposte e visioni sul territorio che abitano. Il percorso prevede tre incontri pomeridiani presso il comune ed un incontro “fuori porta” con il filo conduttore che è quello di favorire l’ascolto della voce dei gio-

Il concerto sostiene i bambini più fragili

Qualche settimana fa è stata raccolta la somma di 1.000 euro che aggiunta insieme ai fondi già raccolti durante la cena delle associazioni svoltasi nel mese di settembre 2025 e al contributo economico del Comune, sarà devoluta al progetto “Insieme verso una società che accolga e includa”. Il progetto sviluppandosi in diversi ambiti di intervento e promosso dall’amministrazione comunale, dalla comunità dei fra-

vani e connetterli con le istituzioni e alcune realtà del territorio. Sarà prevista inoltre per venerdì 23 gennaio alle 16.30 in sala consiliare la cerimonia di consegna della tessera elettorale e copia della Costituzione Italiana ai neo - diciottenni di Camposampiero.

“Quest’anno non ci siamo fermati alla sola cerimonia – afferma il Sindaco Katia Maccarrone – e l’incontro di venerdì sarà l’occasione per presentare ai neo - diciottenni un

progetto dedicato a loro sull’acquisizione dei pieni pieni diritti e responsabilità, ma anche quello di mostrare che il terreno del confronto diventa un terreno di crescita per tutta la Città”. In collaborazione con la cooperativa Laesse, l’amministrazione comunale di Camposampiero lancia questo percorso innovativo dedicato ai neo - maggiorenni, per trasformare il compimento della maggiore età in un’occasione di cittadinanza attiva, ascolto e partecipazione. (e.s.)

insieme ai loro maestri. Una realtà di Camposampiero che ci rende veramente orgogliosi”. “Ringraziamo di cuore tutti i protagonisti, – ci tengono a sottolineare il sindaco Katia Maccarrone e l’assessore alla cultura Lorenza Baggio che ha seguito l’iniziativa – è stato un evento di grande prestigio, sia per lo spessore del messaggio etico che per il contributo artistico. Le offerte raccolte durante la serata saranno devolute alle necessità della Nefrologia e dialisi di Camposampiero e Cittadella”. Endrius Salvalaggio

ti, dalle parrocchie, dalla Caritas e dalle scuole, si rivolge direttamente ai bambini e ai ragazzi che vivono in situazioni di fragilità. Tra questi, il servizio “Compiti Insieme”, che coinvolge ben 32 bambini delle scuole elementari, ciascuno seguito da una figura di supporto, con particolare attenzione all’acquisizione della lingua italiana e al rafforzamento delle competenze scolastiche. Il progetto prevede inoltre anche il

sostegno alla frequenza della scuola dell’infanzia, la copertura delle spese per l’accesso alla mensa scolastica e il supporto alla partecipazione ai centri estivi, offrendo così un aiuto concreto alle famiglie durante l’anno e nei periodi di vacanza. L’assessore alle Politiche Sociali, Roberta Scantamburlo, e il presidente della Pro Loco, Roberto Bustreo, espresso un sentito e doveroso ringraziamento alle corali che si sono esibite nel cor-

so della serata del concerto dell’Epifania, proponendo canti tradizionali natalizi, vogliono ringraziare in modo particolare “tutti i partecipanti, che con un gesto semplice ma tangibile hanno contribuito a rinnovare il sostegno ad un importante progetto di inclusione e attenzione verso i più piccoli, nonché ai bambini più vulnerabili” concludono i diretti interessati, Roberta Scatamburlo e Roberto Bustreo. (e.s.)

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Eleonora Visentin, consigliere con delega alle Politiche Giovanili

L’amministrazione incontra i cittadini

Come previsto nel programma elettorale dell’amministrazione comunale di Loreggia, in questi mesi si sono svolti incontri periodici con i cittadini con il fine di avere un confronto diretto con gli stakeholder, ma anche quello di rendere conto dell’operato fino ad ora svolto. Da metà settembre e per quattro settimane consecutive, l’amministrazione ha svolto incontri con i cittadini con cadenza settimanale. “Grazie a questo primo ciclo d’incontri è stato possibile accogliere segnalazioni sparse nel territorio - spiega il sindaco Manuela Marangon - come nuove buche nelle strade dopo le battenti piogge, suggerimenti su delle nuove escavazioni nei fossati, e varie altre problematiche nel territorio che i nostri concittadini hanno riportato durante le serate. L’amministrazione ha condiviso e aggiornato nelle serate a disposizione anche i lavori che sono stati fatti, in particolare i bandi e i fondi stanziati per le ingenti manutenzioni straordinarie degli edifici scolastici, i numerosi bandi in cui si è investito per migliorare gli edifici pubblici, la sistemazione di alcune strade, beni pubblici, la digitalizzazione negli uffici comunali, le iniziative culturali e sportive e gli aggiornamenti sui lavori in atto nel territorio come in particolare l’avanzamento lavori del ponte delle Galle”. “Qualche settimana fa si sono tenute altre

due serate particolari di rendiconto con i presenti - continua il sindaco Marangon - che hanno concluso il primo percorso di incontri. E’ stato anche un modo di presentare ai presenti alcune delle azioni richieste e che sono state portate avanti, come ad esempio l’escavazione dei fossati stanziando in forma straordinaria ulteriori 20mila euro; l’installazione di ulteriori punti luce aggiungendo altri 20mila euro, l’ampliamento ed il miglioramento della cura del verde, gli sfalci e le caditoie, per un costo complessivo di 80mila euro, l’aiuto agli anziani attraverso il sostegno dei buoni pasto stanziando 6mila euro così da abbassare il costo sostenuto dai

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fruitori finali, il sostegno alle famiglie degli studenti attraverso la copertura di parte del buono pasto degli studenti per oltre 42mila euro e stanziamento di 80mila suddivisi fra asili nido e primavera”. “Nel corso del 2026, gli incontri continueranno con la finalità di accogliere e portare avanti le istanze dei cittadini, ovviamente in base alle possibilità di bilancio. Invito quindi vivamente i cittadini a partecipare! Per rimanere aggiornati l’invito che faccio è quello di seguire il portale del comune di Loreggia e la pagina facebook comunale” conclude il sindaco Manuela Marangon.

Endrius Salvalaggio

Torna a splendere la croce dell’antica chiesa di Loreggiola

Torna a splendere la croce presente dal 1956 sul ponte rio Acqualonga, appena ricostruito. Nel progetto del nuovo ponte l’amministrazione comunale di Loreggia ha voluto che fosse ricavato uno spazio che facesse da cornice alla presenza della croce e contestualmente ne rafforzasse il suo significato. È stata dunque ripulita e risistemata la nuova area e installata una targa. Per l’occasione è stato anche realizzato uno spazio che ospitasse un presepe a cura dei cittadini di Carpane. La targa. Croce dell’antica chiesa di Loreggiola, edificata per volere della famiglia Gradenigo nel XV secolo, posta in questo luogo il giorno 8.12.1956. La storia. La croce apparteneva alla prima chiesa che venne eretta nella frazione di Loreggiola nel 1490 per volontà della famiglia Gradenigo di Venezia, che possedeva dei poderi in questo posto. L’antico edificio fu poi demolito per fare spazio al nuovo, ma del vecchio sono stati conservati il campanile, due pale e proprio la croce che in seguito era stata posta in prossimità del ponte. “Insieme all’amministrazione comunale sono lieta di aver condiviso – commenta il primo cittadino, sindaco di Loreggia, Manuela Marangon – e collaborato per la realizzazione di questo momento di festa e partecipazione. Ringraziando a nome di tutti non solo tutta la comunità di Loreggiola che ha partecipato e i parroci per la loro benedizione, ma anche tutti coloro che a vario titolo si sono prodigati, come ad esempio la Protezione civile e la Polizia locale della Federazione del Camposampierese”. (e.s.)

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La decisione. Area in disuso di via Baglioni concessa gratuitamente

Un nuovo spazio a disposizione del Comune

Lo spazio servirà a ospitare attrezzature per l’amministrazione e le associazioni, garantendo risparmio economico e supporto alle attività culturali, sportive e sociali

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stata approvata una delibera di giunta che consentirà di mettere a disposizione del comune un’area in disuso situata in Via Baglioni di proprietà della ditta Luisetto s.r.l. È la stessa società che nel luglio dello scorso anno ha manifestato la propria volontà di concedere in uso gratuito al comune lo spazio attualmente inutilizzato, affinchè in futuro possano trovare ricovero attrezzature a servizio dell’amministrazione e a supporto di attività di interesse comune civili, ricreative e associative. La proposta è stata accolta dalla giunta che ha valutato l’offerta non solo meritevole di attenzione ma necessaria per i fabbisogni del comune. Come si legge in premessa, infatti, “nel territorio comunale vi sono diversi gruppi ed associazioni che operano nel settore della cultura, dello sport, delle attività ricreative e sociali, a favore di cittadini, singoli o associati, svolgendo un ruolo sussidiario alle attività dell’Ente. L’amministrazione riconosce l’impegno che le associazioni investono nel promuovere attività volte a riscoprire e valorizzare il territorio. Al fine di svolgere le attività promosse dalle associazioni sono richieste attrezzature sempre più costose e rispondenti alle vigenti norme di sicurezza e

necessitano pertanto di adeguati spazi per il ricovero e la custodia delle stesse”. L’area messa a disposizione dalla ditta Luisetto sembra dunque particolarmente adeguata per le necessità richiamate in premessa.

La proposta passerà ora al consiglio comunale per la formale approvazione dello schema di convenzione, la cui sottoscrizione sarà subordinata all’acquisizione di garanzia finanziaria volta al ripristino dello stato dei luoghi secondo le disposizioni del Piano di Ripristino Ambientale. Le premesse per un rapido via libera ci sono comunque tutte: oltre all’utilità, richiamata più volte nella delibera, si sottolinea anche un considerevole risparmio economico per l’amministrazione dato che “l’approntamento di un’area similare

in un diverso sito, comporterebbe dei costi significativi permettendo di investire le risorse in altri progetti e perseguire il razionale impiego delle risorse economiche dell’Ente”.

La convenzione, una volta firmata, avrà durata di tre anni con la clausola che l’uso temporaneo non farà cambiare la destinazione d’uso dei suoli e delle unità immobiliari interessate. Infine la delibera ha messo nero su bianco che il sindaco individuerà - tra le varie figure/associazioni che interverranno nell’uso del sito - un soggetto con funzione di coordinamento tra concedente e concessionario, mentre tra i dipendenti dell’Ufficio Tecnico ci sarà un referente e coordinatore tra le associazioni stesse e l’amministrazione.

Andrea Benato

Successo per il Campionato Nazionale di Ciclocross

Si è svolto a Massanzago il Campionato Nazionale di Ciclocross ACSI, uno degli appuntamenti più attesi della stagione invernale per gli appassionati di ciclismo fuoristrada. L’evento è stato ospitato dal Parco di Villa Baglioni, trasformato per l’occasione in un circuito tecnico e spettacolare. Il ciclocross è una disciplina ciclistica che unisce velocità, resistenza e grande abilità tecnica. Le gare si disputano su percorsi brevi ma impegnativi, caratterizzati da tratti di erba, fango, sterrato, salite e discese. Il Campionato Nazionale ACSI è riservato agli atleti tesserati ACSI (Associazione di Cultura Sport e Tempo Libero) e rappresenta un titolo di grande prestigio nel panorama amatoriale e master del ciclismo italiano. La competizione si articola in più gare nel corso della giornata, con partenze dif-

ferenziate e classifiche separate per ciascuna categoria. Quindici le categorie previste, suddivise per sesso ed età, che comprendono fasce Senior, Master e Amatori, con ulteriori suddivisioni per classi anagrafiche. Complessivamente hanno partecipato circa 200 atleti provenienti da diverse regioni italiane. Il Campionato Nazionale di Ciclocross si conferma non solo una com-

petizione sportiva di alto livello, ma anche una giornata di grande spettacolo, capace di coinvolgere pubblico, appassionati e famiglie, valorizzando il territorio di Massanzago come sede ideale per eventi sportivi nazionali. L’evento è stato reso possibile dai volontari; l’amministrazione ha ringraziato in particolar modo Danilo Bortolato e Roberto Vecchiato. (a.b.)

Piombino Dese

L’incontro. L’agricoltura diventa racconto di futuro e appartenenza

Celebrati i primi dieci anni della Festa del Ringraziamento

L a piazza di Piombino Dese si è trasformata, per la decima volta, in un grande spazio di incontro e riconoscenza verso il mondo agricolo. La Festa del Ringraziamento ha richiamato trattori, agricoltori, famiglie e produttori locali, dando vita a una giornata partecipata e sentita, capace di unire tradizione, orgoglio e fiducia nel futuro. Fin dalle prime ore del mattino il centro del paese si è animato con l’arrivo di oltre cento trattori e mezzi agricoli provenienti anche dai paesi vicini. Una presenza imponente e simbolica, che ha reso visibile il lavoro quotidiano di chi coltiva la terra e garantisce ciò che di più essenziale abbiamo: il cibo. Un messaggio semplice, ma potente, che ha attraversato l’intera manifestazione e ne ha definito il senso profondo. Protagonisti assoluti sono stati i giovani agricoltori, molti dei quali dieci anni fa muovevano i primi passi proprio in occasione delle prime edizioni della festa. Oggi rappresentano una generazione consapevole, capace di coniugare innovazione, rispetto per l’ambiente e valorizzazione delle radici. Centrale, in questo percorso, il lavoro del gruppo dei ragazzi di Ronchi, che ha saputo coinvolgere un numero straordinario di mezzi agricoli e creare una rete ampia e partecipata. A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato anche il sindaco Cesare Mason, che ha ringraziato i giovani organizzatori per la capacità di trasformare la festa in un appuntamento di riferimento per l’intero territorio e per l’energia con cui hanno saputo coinvolgere agricoltori e comunità. Nel commentare la giornata, Mason ha ricordato come la manifestazione rappresenti “una comunità unita per dire grazie a chi ogni giorno lavora la terra e garantisce ciò che di più essenziale abbiamo”. L’edizione del decennale ha assunto un significato ancora più ampio anche per la presenza di imprenditori e rappresentanti istituzionali. Come riferito dal sindaco, anche il governatore del Veneto Alberto Stefani ha voluto manifestare la propria vicinanza ai giovani coltivatori presenti, riconoscendo l’impegno quotidiano di chi lavora in agricoltura e il valore di un settore capace di custodire il territorio e, allo stes-

so tempo, guardare al futuro. Un futuro che trova riscontro anche nei numeri. L’agricoltura in Veneto continua infatti a rappresentare un pilastro economico e sociale della regione: il valore della produzione agricola supera gli otto miliardi di euro annui e oltre metà del territorio regionale è destinato a uso agricolo. Accanto alle produzioni storiche, cresce l’attenzione verso filiere corte, qualità, sostenibilità e innovazione, ambiti in cui proprio le nuove generazioni stanno giocando un ruolo decisivo. Accanto alla sfilata dei mezzi agricoli, la piazza ha ospitato produttori locali

che hanno raccontato, attraverso i loro prodotti, un’idea di agricoltura legata alla qualità, alla cura del territorio e al rapporto diretto con i consumatori. Un’occasione non

solo per acquistare, ma anche per conoscere storie e scelte produttive consapevoli.

Crescita industriale e filiera italiana

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Piombino Dese si conferma un punto di riferimento per lo sviluppo industriale del Padovano. La decisione di Moncler di realizzare un nuovo stabilimento produttivo nell’area rappresenta un segnale rilevante per il territorio, che consolida il proprio ruolo all’interno di una filiera manifatturiera di alto livello. Il nuovo polo sorgerà in prossimità del quartier generale di Industrie Stevanato, realtà già inserita nella filiera del marchio. Una collocazione che rafforza un contesto produttivo caratterizzato da competenze specializzate, tradizione manifatturiera e capacità di integrazione tra imprese, elementi che nel tempo hanno reso l’area particolarmente attrattiva. Per Piombino Dese, l’arrivo di un investimento di questo tipo non rappresenta solo un’operazione di rilievo economico, ma anche un riconoscimento del lavoro svolto sul territorio. “La scelta di Moncler – ha commentato il sindaco Cesare Mason – conferma l’attrattività di Piombino Dese e del suo tessuto produttivo. È il risultato di anni di impegno sul fronte delle infrastrutture, dei servizi e del dialogo con le imprese, che oggi trovano qui un contesto favorevole per investire”.

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La presenza di collegamenti efficienti, di un tessuto industriale consolidato e di professionalità qualificate ha contribuito a rendere l’area adatta a ospitare nuove attività produttive legate a settori ad alto valore aggiunto. In questo quadro, la scelta di localizzare a Piombino Dese un nuovo stabilimento si colloca in un momento più ampio di attenzione verso il rafforzamento delle produzioni in Italia, in particolare nei comparti della moda e del lusso. L’investimento è destinato ad avere ricadute positive anche sull’indotto locale, rafforzando la rete di imprese e competenze presenti nel territorio. “Operazioni di questo tipo – ha aggiunto Mason – non significano solo sviluppo economico, ma contribuiscono a consolidare l’identità industriale dell’area e a creare prospettive di lavoro stabili, soprattutto per le nuove generazioni”. Con il nuovo insediamento, Piombino Dese si colloca in modo sempre più evidente nella mappa della manifattura italiana di qualità. Un passaggio che conferma come la crescita del territorio passi dalla capacità di attrarre investimenti, mantenendo al centro il valore del lavoro qualificato, delle competenze locali e del radicamento produttivo. (el.s.)

Sociale. Tante le iniziative in programma nei prossimi mesi

La Pro Loco di Trebaseleghe presenta gli appuntamenti per il 2026

N el 2025 la Pro Loco di Trebaseleghe ha promosso numerose attività dedicate alla valorizzazione del patrimonio culturale, storico, ambientale e delle tradizioni locali, coinvolgendo bambini, famiglie e cittadini di tutte le età. “Sono state realizzate oltre 15 iniziative - ricorda la presidente Pro Loco Cristina Franceschi - che hanno rafforzato il legame con il territorio e le sue frazioni. Un anno intenso e partecipato. Con lo stesso entusiasmo, la Pro Loco è già al lavoro per un 2026 ricco di appuntamenti”. Si parte già dal prossimo mese con la campagna di tesseramento e la tradizionale cena sociale, con momenti di incontro e gratitudine per la comunità. Tra le novità più attese, presto disponibili nel dettaglio nella pagina Facebook della Pro Loco di Trebaseleghe, ricordiamo: la seconda edizione del ciclo “Vite illustri”, con focus su Giuseppe Maffioli, Onofria Berton (la Resi dei risotti) e l’architetto Quirino De Giorgio – tre figure legate alla cultura, alla gastronomia e all’architettura veneta; la seconda edizione del concorso di disegno per le classi terze delle scuole primarie di Trebaseleghe, sul tema “Il bello dello Sport”: un invito a

celebrare movimento, gioco di squadra e valori positivi attraverso la creatività dei bambini, con premiazione e mostra; visite guidate culturali a Treviso (mostra su Picasso e Van Gogh), alla Padova ebraica e al Ghetto di Venezia, per scoprire arte, storia e patrimoni vicini in compagnia di guide esperte. Non mancheranno due appuntamenti speciali: la festa per il 50esimo anniversario della Pro Loco di Trebaseleghe: un’occasione per celebrare mezzo secolo di impegno, volontariato e amore per il territorio e la cena di beneficenza a sostegno del CUAMM – Medici con l’Africa. “Il 2025 è stato un anno straordinario per la Pro Loco di Trebaseleghe con oltre 15 iniziative abbiamo valorizzato il nostro patrimonio culturale, storico, ambientale e le tradizioni del territorio, coinvolgendo famiglie, bambini e persone di ogni età. Un grazie enorme va a tutti coloro che ci hanno sostenuto e partecipato con entusiasmo. Ora guardiamo al 2026 con la stessa passione di sempre, pronti a celebrare insieme i nostri primi 50 anni e continuando a costruire una comunità viva e solidale” conclude presidente Pro Loco Cristina Franceschi.

Endrius Salvalaggio

Per raccontare la vita sotto la guerra, mostra fotografica “Lettere al cielo”

La mostra fotografica “Lettere al Cielo”, appena conclusa, nasce dalla collaborazione tra il monastero di Marango di Caorle e una donna palestinese, residente a Gaza, Maysa Yousef. L’obiettivo della mostra è quello di raccontare le condizioni di vita dei bambini gazawi attraverso disegni, foto e lettere di bambini e bambine di diverse età, che l’artista assieme al marito marito, hanno raccolto tramite le loro attività rivolte ai minori, che stanno convivendo con l’orrore della guerra. “L’obiettivo di chi come noi, sta contribuendo alla promozione della mostra - spiega Simone Vecchiato, per terreno Comune - è quello di sensibilizzare la cittadinanza e le giovani generazioni, sulle conseguenze dei conflitti e per promuovere una cultura della pace di cui abbiamo urgente bisogno”. “Il comitato “Terreno Comune” è un gruppo informale di cittadine e cittadini di Trebaseleghe, nato a settembre 2025 per promuovere - informazione e sensibilizzazione sulla situazione delle vittime del conflitto a Gaza. Fra le attività, il comitato ha già organizzato la fiaccolata per la pace di domenica 5 ottobre scorso, a cui hanno partecipato molte persone - fa sapere Simone Vecchiatouna serata di presentazione del libro “Memorie di una gallina”, la raccolta fondi per la stampa di libri di testo scolastici per gli studenti di Gaza tramite la vendita della favola “Andando al mercato”. “La mostra è patrocinata da Anpi, AssoPace, Together We Bloom, Mater Femina e dall’amministrazione comunale di Trebaseleghe. La cultura della pace è ciò che consente alla coesione sociale e alla democrazia di vincere le logiche della sopraffazione e della violenza. Concetto che sarà tangibile visitando la mostra e leggendo le lettere dei bambini, così come sarà possibile assaporare anche la speranza e la forza della vita che l’infanzia di tutto il mondo sa ancora esprimere” conclude Vecchiato. (e.s.)

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Le iniziative. Il Fondo per l’Ambiente

Accordo per il rilancio del sistema museale “Un patrimonio da scoprire” attraverso 17 video

L a Provincia di Padova e il Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI) hanno sottoscritto una convenzione per la promozione e alla valorizzazione del sistema museale provinciale, nell’ambito del progetto nazionale

“FAI per me”, iniziativa volta a diffondere e valorizzare l’offerta museale della Provincia, nonché favorire la diffusione della cultura.

A promuovere l’iniziativa è la Provincia di Padova, proprietaria di cinque musei di rilevante interesse culturale, tutti collocati all’interno del territorio: il museo di Villa Beatrice a Baone (quando riaprirà, in seguito al nuovo allestimento), il museo di

Cava Bomba a Cinto Euganeo, Esapolis, il museo vivente degli insetti di Padova, il museo di Palazzo Santo Stefano, sede istituzionale dell’Ente provinciale, e il museo della Navigazione nel castello di San Martino della Vaneza a Cervarese Santa Croce (attualmente, l’area museale del castello è in ristrutturazione, pertanto l’accesso ora è gratuito; la convenzione tra Provincia e FAI si concretizzerà, dunque, quando sarà ripristinata la biglietteria). Le strutture sono gestite da operatori che si occupano sia del management della struttura, sia della progettazione culturale, della didattica e della divulgazione scienti-

Ponte delle Galle in dirittura d’arrivo

In molti si chiedono se l’opera del nuovo ponte delle Galle è in dirittura di arrivo e se gli enti preposti stanno rispettando i tempi previsti. Per i Loreggiani, vale la pena ricordarlo, per raggiungere Camposampiero si sono raddoppiati chilometri e tempo di percorrenza: ma, stando all’ordinanza di Veneto Strade, con chiusura al traffico intervenuta il 16 di giugno 2025,

la successiva riapertura dovrebbe essere ormai arrivata al giro di volta. Riprendendo le dichiarazioni iniziali a ridosso della chiusura al traffico, che in molti avevano fatto, stiamo parlando di un ponte ormai vetusto e non più in linea con la viabilità attuale. Il ponte delle Galle, sopra il Muson dei Sassi, lungo la strada regionale 307 del Santo ora, in base alla nuova ri-

Ufficializzate le nuove nomine della

Si è insediata nei giorni scorsi la consulta ambiente e territorio, un organismo comunale che ha come obiettivo di favorire il confronto sui principali temi ambientali che riguardano il territorio di Trebaseleghe. Per l’amministrazione comunale, il componente di diritto è l’assessore all’ambiente Giuliano Mason. Eletto presidente è Giuseppe Carollo; vicepresidente Martina Bano, men-

fica dei propri siti.

Attraverso la convenzione, Provincia e FAI si impegnano a sostenere e promuovere reciprocamente le proprie attività, favorendo una maggiore integrazione tra le reti culturali locali e nazionali. In particolare, il FAI garantirà visibilità alle strutture museali provinciali e alle iniziative ad esse collegate mediante il proprio sito istituzionale, che registra oltre cinque milioni di visitatori l’anno. Non solo: le attività potranno essere ulteriormente promosse attraverso la newsletter istituzionale del FAI e i canali social ufficiali, ampliando così il pubblico di riferimento.

Parallelamente, la Provincia rende disponibile per tutti 17 produzioni video divise in tre macro-temi, consultabili sul sito provincia.padova.it e sul canale YouTube dell’ente. Il primo, un Patrimonio da scoprire: dai rifugi antigas di Palazzo Santo Stefano fino a Isola Millecampi e Cason delle Sacche, lambendo la laguna di Venezia. A questo si aggiunge Padova, natura e cultura: un racconto dedicato al cicloturismo lungo le grandi ciclovie (Treviso-Ostiglia, Anello dei Colli, Cammino di Sant’Antonio).

“Queste azioni rappresentano un’opportunità fondamentale per rafforzare il ruolo dei musei provinciali

- spiega il vice presidente Daniele Canella - come presìdi culturali diffusi. Dopo un periodo di riorganizzazione gestionale, la Provincia torna a essere protagonista della scena museale. Parallelamente, con i 17 video di “Un Patrimonio da scoprire”, abbiamo voluto offrire un linguaggio contemporaneo per narrare bellezze che spesso siamo i primi a non conoscere pienamente. Luoghi vicini, carichi di significato, che trasformiamo oggi in poli d’attrazione fruibili da chiunque. È un percorso condiviso che mira a rendere il patrimonio padovano più accessibile e riconoscibile”.

classificazione, diventerà provinciale e sarà ricostruito completamente, con demolizione del preesistente, da Veneto Strade per un costo di quasi un milione e novecentomila euro. Il sindaco di Loreggia, Manuela Marangon, assicura che i lavori stanno procedendo secondo la tabella di marcia e che ad oggi la data prevista per la riapertura è subordinata allo sposta-

mento dei sottoservizi che però non dovrebbero creare problemi essendo già stati contattati da Veneto strade anzi tempo. “Come amministrazione teniamo costantemente monitorati i lavori attraverso Veneto Strade - continua il sindaco di Loreggia, Manuela Marangon - e, dagli ultimi incontri, con l’ingegnere che segue i lavori, da questo mese stanno installando sul

consulta ambiente e territorio

tre Federico Settimo è stato indicato dal presidente come segretario verbalizzante. Altri componenti della consulta sono Alessia Trevisan, Mirco Pravettoni e Andrea Chiariotti. La consulta ambiente e territorio è un organismo i cui componenti sono stati nominati in precedenza dal Consiglio comunale. Il Collegio resta in carica per tutta la durata del mandato del sindaco e viene rinnovata a ogni

nuova amministrazione. “La consulta ha un ruolo consultivo - spiega l’assessore all’ambiente Giuliano Mason - i pareri che esprime non sono vincolanti, ma rappresentano un importante momento di confronto e coordinamento su questioni ambientali rilevanti per il nostro Comune”. “I temi che saranno affrontati in primis, nelle prossime riunioni, sono legati alla sicurezza idraulica e alla gestione

del territorio. Un esempio concreto che sarà l’analisi dei problemi legati alle recente alluvione che ha coinvolto anche il nostro territorio comunale e il percorso avviato con il Consorzio di Bonifica Acque Risorgive per il Piano delle acque, che abbiamo finanziato e che ci porterà a breve a un confronto operativo per definire gli interventi più urgenti” conclude l’assessore Mason. (e.s.)

posto le campate di sostegno del ponte e verso metà febbraio dovrebbero installare anche il ponte vero e proprio direttamente in loco. Fatto ciò, parte al via la sistemazione dei sottoservizi, già pronti per i lavori. In linea di massima, restando un po’ larghi con i tempi, verso la settimana di Pasqua ci comunica Veneto Strade che il ponte dovrebbe essere aperto”. (e.s.)

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Assessore Giuliano Mason

Sintoniz zati

segue da pag. 1

La grande attesa del bilancio regionale

Nel corso di tutta la campagna elettorale e per la verità anche in questi giorni, infatti, il presiedente Stefani ha puntato tutti i riflettori sul sociale. Un grande piano casa, nuovo ossigeno alle case di riposo, investimenti nella sanità pubblica e “badanti” di quartiere e condominio. Tutte politiche particolarmente apprezzate anche in modo trasversale tanto che anche le opposizioni sono rimaste spiazzate sentendosi, in un certo senso, “scippate” di cavalli di battaglia storici del centrosinistra. Promesse, poi, che hanno fatto storcere più di qualche naso tra i leader

del centrodestra che, in alcuni casi, hanno letto queste esternazioni come delle tirate di orecchie alle Giunte regionali precedenti.

Quello che però in questo momento conta è che le priorità indicate da mesi dal Presidente Stefani sono economicamente molto costose e, quindi, si torna al passaggio cruciale del bilancio. Ci saranno veramente nel bilancio tutte queste politiche? Questo è quello che ci si chiede da più parti e soprattutto questo è quello che misurerà la forza del Presidente Stefani di dettare la propria agenda.

Certo sullo sfondo restano l’autonomia e ora anche la holding autostradale che potrebbero garantire nuove risorse economiche al Governo regionale, ma non possono costituire il motivo di una radicale inversione di marcia. Quindi tutti in attesa di vedere se la Regione sarà in grado di approvare un bilancio che dia risposte particolarmente robuste in materia di sociale e di sanità pubblica. Il Presidente Stefani si sente sicuro tanto che in questi giorni, mentre tutti corrono a garantirsi un posto lungo le piste da sci, lui continua a visitare ospedali, RSA e cooperative sociali. Non resta che attendere, le aspettative sono molto alte e il rischio politico lo è altrettanto.

“Rendere la vita più semplice agli imprenditori, più concretezza e
“Sulla sburocratizzazione passiamo alla fase operativa, è fondamentale avere anche un nuovo piano del commercio”

Abbiamo incontrato in redazione l’ex sindaco di Cittadella e Padova Massimo Bitonci che dopo una esperienza lunga e prestigiosa a Roma da parlamentare, con incarichi di Governo, torna in Veneto da assessore.

Il primo atto pubblico dell’assessore Bitonci, con deleghe importanti quali quella delle attività produttive, è stato un tavolo che ha messo insieme la Regione tutti gli attori del commercio e del mondo delle imprese. Parola d’ordine?

“Sburocratizzazione” risponde sicuro Massimo Bitonci, l’assessore di più lunga e spessa esperienza tra quelli che il presidente Alberto Stefani ha scelto nella composizione della squadra di Governo. Già sindaco a Cittadella e successivamente a Padova, parlamentare e sottosegretario di Stato.

Bitonci deve mettere mano a dossier particolarmente delicati.

“Quella di affrontare il tema della sburocratizzazione è stata una importante iniziativa del presidente Alberto Stefani. L’abbiamo detto più volte durante la campagna elettorale, adesso si passa alla fase operativa. Seguo

meno burocrazia in Veneto”

economiche coinvolgeremo per la massima trasparenza ance i media e la stampa”.

il tema della sburocratizzazione da anni, anche a livello nazionale, e so quanto le imprese, più che incentivi, più che forme di finanziamento chiedono la semplicità nelle procedure e quindi la sburocratizzazione”.

Cosa vuol dire in concreto sburocratizzare?

“Significa rendere più semplice la vita agli imprenditori: ridurre il numero degli incentivi, che a livello nazionale veicolati poi dalle regioni sono oltre duemila, cercare di fare un lavoro anche di monitoraggio, accesso unico attraverso portali unici, utilizzo della tecnologia, cioè la digitalizzazione: è quello che ci aiuterà moltissimo nel tema della semplificazione. La digitalizzazione è anche un obiettivo del del piano di ripresa e resilienza, di carattere europeo”

Il tavolo della sburocratizzazione con il mondo delle imprese del commercio e dell’imprenditoria tornerà a riunirsi?

“Io penso che questo tavolo vada convocato ogni volta che si verificano i passaggi e quando misuriamo quelli che sono stati i miglioramenti, su alcuni processi, quindi dopo nascerà proprio anche un reporting: oltre a coinvolgere le categorie

Giace dalla precedente legislatura il piano del commercio. Quali sono le novità su questo dossier?

“Il dialogo con commercianti e artigiani coinvolti è continuo: dovremmo trovare una soluzione, anche perché diventa assolutamente fondamentale avere un nuovo piano del commercio in un momento così delicata di crisi degli esercizi, soprattutto di vicinato, dei centri storici, dei borghi, delle delle città, dove l’intervento regionale non può risolvere tutto, però può dare degli incentivi economici, può cercare di dare delle linee di intervento magari anche importanti per per le vetrine, per addobbare i negozi cercare anche di effettuare delle politiche a favore del riordino del sistema anche all’interno dei centri storici, perché alcune attività siano ammesse, perché altre attività magari non siano ammesse, perché se abbiamo anche dei salotti, dei gioielli all’interno delle città, è giusto che ci siano dei negozi adeguati alle nostre città d’arte”.

Sindaco a Cittadella, sindaco a Padova, parlamentare semplice ma anche Sottosegretario di Stato e adesso Assessore regionale. Qual è la differenza di questo ruolo rispetto ai precedenti e come i precedenti pos-

sono dare una mano a interpretare meglio questo ruolo?

“Ho sempre pensato che quando si ha un ruolo di Governo che sia di governo territoriale, oppure come è stato nel mio caso Sottosegretario del ministero dell’Economia prima, e poi delle Imprese successivamente, e adesso Assessore della Giunta di del presidente Stefani, bisogna avere un approccio

pragmatico. E questo è più facile chi ha fatto il sindaco come me e come lo stesso presidente Stefani: ti crea quella base per poter capire come funziona la pubblica amministrazione, come funziona un Comune che poi come l’Italia, o nel nostro caso il Veneto dei Comuni ha bisogno di più concretezza e meno burocrazia”.

Alberto Gottardo

Massimo Bitonci

Biglietto unico, Olimpiadi infrastrutture e sostenibilità

Il Veneto accelera sul fronte delle infrastrutture e della sostenibilità. Abbiamo incontrato l’assessore regionale ai trasporti, Diego Ruzza, per fare il punto sui grandi cantieri aperti,fino all’ambizioso progetto del biglietto unico regionale.

Assessore, partiamo dalle due varianti stradali inaugurate nel Bellunese proprio all’arrivo della fiamma olimpica a Cortina. Che valore ha questo traguardo?

Si è percepito il grande desiderio di dare una svolta viabilistica in una zona fragile come il Bellunese. Concludere i lavori in tempo per le Olimpiadi e Paralimpiadi è stato fondamentale. È stato bello vedere la partecipazione della popolazione che non vedeva l’ora di vedere quel nastro tagliato. Quanto ha influito la scadenza olimpica sulla velocità di questi cantieri?

Le Olimpiadi sono un’opportunità. Significa fare investimenti che poi rimangono nel tempo e migliorano la qualità della vita dei cittadini. Sicuramente ha aiutato a concludere opere importanti.

Parliamo di opere complesse: la variante di Tai di Cadore ha una galleria di 1000 metri, quella di Valle di Cadore di oltre 600. Ingegneristicamente non è stata una passeggiata.

Esattamente. Portare a termine lavori di tale complessità strutturale in quei territori è stata veramente un’impresa titanica. Ma la cosa più importante è che queste opere sono eterne: rimangono lì per pendolari, cittadini e turisti per gli anni a venire».

A Padova ha presentato 22 nuovi autobus sostenibili di Busitalia. Di che investimento parliamo?

Parliamo di 22 autobus di nuova generazione per il traffico extraurbano, con una capienza fino a 118 passeggeri. L’investimento è di circa 9,7 milioni di euro, finanziati per l’80% da fondi regionali. Dal 2018 la Regione è impegnata in un ammodernamento massiccio: abbiamo già stanziato complessivamente circa 300 milioni di euro, attingendo anche al PNRR. Questo ci ha permesso di

rinnovare il 50% della flotta veneta, che conta 3.200 mezzi.

Perché puntare proprio sul metano?

«Si va verso una reale sostenibilità. Il metano ha un bassissimo impatto e migliora la qualità dell’aria nella nostra regione. È un percorso avviato sul quale non si può assolutamente tornare indietro.

Un tema molto caro ai veneti è il “biglietto unico”. A che punto siamo?

Insieme al presidente la riteniamo una priorità da accelerare. Ci stiamo già impegnando con le strutture tecniche per arrivare al 2026, l’anno della svolta. L’obiettivo è un ticket unico che permetta di spostarsi su tutto il territorio regionale utilizzando gomma, treno e navigazione.

Assessore, lei ha una laurea in psicologia clinica. Le è servita in questo incarico?

Lo confermo al 100%. Quando mi hanno affidato l’assessorato mi dissero che gli studi in psicologia mi sarebbero serviti, oggi posso dire che è assolutamente così.

Infine, un accenno all’Alta Velocità. Quali sono le prossime mosse?

Stiamo monitorando costantemente i cantieri con RFI. È una grandissima opportunità per accorciare i tempi di trasporto per persone e merci. A breve avremo una cabina di regia per verificare l’avanzamento dei lavori su tutto il territorio regionale.

I conti della Regione. Filippo Giacinti
“Nuovo bilancio per il Veneto diciamo no alle nuove tasse”

Filippo Giacinti, neo assessore regionale al bilancio, patrimonio, affari generali e agenda digitale si trova oggi a gestire la complessa macchina finanziaria della Regione Veneto in un momento cruciale: il passaggio dall’esercizio provvisorio all’approvazione del bilancio di previsione 20262028.

Assessore Giacinti, la Giunta ha appena approvato le direttive per il bilancio 20262028. Quali sono i tempi previsti per l’approvazione definitiva e quali le priorità strategiche?

La priorità assoluta è uscire quanto prima dall’esercizio provvisorio per consentire alla Regione di spendere appieno le risorse necessarie ai servizi per cittadini e imprese e per lo sviluppo del territorio. Con l’approvazione delle direttive abbiamo individuato i budget; ora le strutture, insieme agli assessori, costruiranno i documenti tecnici: la legge di stabilità e il collegato. L’obiettivo è il voto in Consiglio regionale entro il 30 aprile. Cercheremo di anticipare i tempi il più possibile, garantendo però la qualità del dibattito, sia in Giunta che in Consiglio. Negli anni passati l’amministrazione regionale ha fatto del “no alle tasse” un proprio vessillo. Continuerete su questa strada, nonostante le preoccupazioni espresse in passato dal suo predecessore Calzavara?

In questo primo bilancio non prevediamo alcuna manovra sulle entrate: non ci sarà l’applicazione dell’addizionale IRPEF né modifiche ai tributi attuali. L’unica variazione riguarderà il recupero dell’evasione fiscale. Credo fermamente che l’equità fiscale sia un obiettivo di giustizia sociale: abbiamo prospettato un piano incisivo per recuperare alcune decine di milioni di euro da reinvestire nei servizi ai cittadini.

Anche le categorie economiche avevano espresso timori per un eventuale aumento dell’Irap. Cosa risponde al mondo produttivo?

Posso confermare che le tasse e i tributi

regionali rimarranno invariati. Per quanto riguarda le imprese, punteremo sulla lotta all’evasione e, soprattutto, sulla semplificazione. Il tavolo della sburocratizzazione, promosso dal Presidente e dall’assessore Bitonci, dimostra la nostra attenzione verso il sistema produttivo.

Parlando di cifre, la sanità quanto pesa effettivamente sul totale delle risorse regionali?

La sanità assorbe circa 11 miliardi di euro su un bilancio complessivo di 18 miliardi. A questi si aggiungono diversi milioni per i cosiddetti “Extra-LEA”, ovvero le prestazioni che non rientrano nei livelli essenziali di assistenza minimi definiti dallo Stato. È evidente come rappresenti la parte assolutamente preponderante del nostro impegno finanziario.

Spostandoci sul piano politico, lei è un esponente di Fratelli d’Italia. Come valuta l’attuale leadership di Giorgia Meloni e il futuro del partito?

Credo che Giorgia Meloni abbia restituito al nostro Paese una centralità internazionale riconosciuta da tutti gli osservatori. Ha saputo costruire una leadership capace di compattare tutto il centrodestra, guidandolo verso riforme strutturali attese da anni. Oggi l’Italia si muove in Europa e nel mondo con una rinnovata e grande autorevolezza.

Diego Ruzza
Filippo Giacinti

Il dibattito. Referendum sulla separazione delle carriere, si vota il 22e 23 marzo

Riforma della giustizia, scocca l’ora della verità

La politica si divide sul futuro della magistratura

Il fronte del “Sì” punta sull’imparzialità dei giudici e la fine delle correnti nelle Procure, i sostenitori del “No” temono per l’indipendenza della magistratura e l’ingerenza dell’Esecutivo

I l prossimo 22 e 23 marzo i cittadini veneti e italiani saranno chiamati a un appuntamento cruciale con le urne per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Al centro della consultazione, la “separazione delle carriere”, una modifica che punta a dividere i percorsi professionali di chi accusa e di chi giudica. Trattandosi di un referendum confermativo, è importante ricordare che non è previsto il quorum: la riforma passerà o sarà bocciata sulla base della maggioranza dei voti validamente espressi, indipendentemente dall’affluenza. Il cuore del quesito riguarda la scissione tra i ruoli di Pubblico Ministero e Giudice. Se oggi un magistrato può, pur con limitazioni, passare da una funzione all’altra, la vittoria del Sì renderebbe questa separazione

definitiva sin dall’ingresso in magistratura. La riforma prevede inoltre la creazione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura (uno per i giudicanti e uno per gli inquirenti) e l’introduzione del sorteggio per la scelta dei componenti, con l’obiettivo dichiarato di contrastare il peso delle “correnti” associative. Nel dibattito che ha animato le piazze e le istituzioni del nostro territorio, il fronte del Sì punta tutto sull’imparzialità del giudice. Tra le voci più autorevoli del panorama giuridico veneto, l’avvocato Renzo Fogliata, già Presidente della Camera Penale Veneziana, sostiene la necessità della riforma come atto di civiltà giuridica: «È fondamentale che chi giudica sia equidistante tra accusa e difesa. La separazione delle carriere non è un attacco ai

magistrati, ma una garanzia per il cittadino». Sul piano politico, il centrodestra veneto è compatto. Tra i sostenitori più convinti c’è Flavio Tosi, eurodeputato e coordinatore regionale di Forza Italia. “La riforma rappresenta una vittoria storica del centrodestra – afferma - e una risposta alle criticità emerse negli ultimi anni, con scandali come quello legato a Palamara che hanno evidenziato la spartizione delle procure da parte di correnti politiche, in particolare di sinistra. Il nuovo sistema, con il sorteggio dei membri del Csm, favorirà una maggiore eterogeneità e limiterà l’influenza delle correnti sulle nomine, tutelando l’autonomia dei magistrati più indipendenti”. La riforma, conclude Tosi, non tocca i principi fondamentali della Costituzione né il sistema proporzionale di nomina, ma mira a rendere le nomine più trasparenti e meno influenzate dalle correnti. Di parere opposto sono i detrattori della riforma, che vedono nel cambiamento un rischio per l’autonomia della magistratura dal potere politico. Loren-

zo Miazzi, magistrato e Presidente di sezione presso la Corte d’Appello di Venezia, solleva dubbi sulla frammentazione del CSM, avvertendo che isolare il Pubblico Ministero potrebbe, nel tempo, portarlo sotto l’influenza dell’esecutivo. Anche il centrosinistra si è mobilitato. Elly Schlein, intervenuta a Padova per sostenere il fronte de “No”, va dritta al punto: “È una riforma sbagliata nel metodo e nel merito, una riforma di potere, che serve a un governo convinto che vincere le elezioni dia diritto a non essere giudicato. L’unica cosa che fa questa riforma è spaccare il Csm, che la Costituzione indica come il governo autonomo della magistratura. L’indipendenza

della magistratura non è una tutela dei magistrati, ma una garanzia per i cittadini, perché possano far valere i propri diritti”. Andrea Martella, segretario regionale del PD, esprime preoccupazione per una riforma definita “punitiva” nei confronti dell’ordine giudiziario: “Il vero problema della giustizia in Veneto sono le carenze di organico e i tempi infiniti dei processi, non la separazione delle carriere, che rischia solo di creare magistrati-funzionari”. Nel momento in cui andiamo in stampa, a metà febbraio, i sondaggi danno in leggero vantaggio il fronte del “No” ma sono ancora molti gli indecisi che sceglieranno se e come votare solo negli ultimi giorni.

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L’intervista. Maurizio Dianese, autore di “Come me nessuno mai. Le mille vite di Felice Maniero bandito” (SEM edizioni)

“Felice Maniero, ex genio del crimine: oggi è incapace di intendere e volere”

M

aurizio Dianese, decano del giornalismo veneto, conosce Felice Maniero meglio di chiunque altro. Da cronista ha seguito per anni l’attività criminale di “Faccia d’Angelo” e della Mala del Brenta; poi, nel corso degli anni, ha scritto una serie di libri importanti per capire un fenomeno che ha segnato profondamente il nostro territorio (e non solo).

Dianese è appena tornato in libreria con “Come me nessuno mai. Le mille vite di Felice Maniero bandito” (SEM edizioni). Un libro che arriva dopo anni di inchieste, processi, ricostruzioni giornalistiche. Questa volta, però, Maurizio Dianese aggiunge un tassello decisivo: la voce diretta di Felice Maniero, con cui è stato a stretto contatto per mesi proprio per scrivere questo libro. Ne viene fuori il ritratto definitivo dell’ex boss della Mala del Brenta e, insieme, quello di un Nordest che cresceva a ritmi vertiginosi e che si è arricchito a dismisura (anche sporcandosi le mani).

Allora Maurizio, possiamo dire che questo è il libro definitivo su Felice Maniero?

Di definitivo c’è solo la morte. Però sì, è il libro che chiude il cerchio. Le ricostruzioni precedenti erano tutte giornalistiche. Qui, invece, ci sono conferme dirette di Maniero. Non racconta chissà quali segreti inediti, ma colma vuoti importanti. L’infanzia, la famiglia, il rapporto con la madre e con la figlia. Sul passato criminale sapevamo già quasi tutto, ma aggiunge elementi decisivi su un paio di omicidi strategici.

Nel libro emerge forte il lega-

me tra Maniero e il Nordest. Maniero è parte integrante della storia del Nordest. Lui stesso è consapevole di essere arrivato nel momento giusto. Nasce a Campolongo Maggiore, in una zona di miseria estrema. Poi il Veneto diventa la locomotiva d’Europa. Capisce che può passare dal furto di salumi ai lingotti d’oro. Alla fine degli anni Ottanta svuota i laboratori orafi vicentini. Parliamo di quintali, forse tonnellate d’oro. C’erano soldi ovunque. Lui intercetta quel flusso e lo trasforma in potere criminale.

Oggi che uomo è Felice Maniero?

Fino a pochi mesi fa era affaticato, ma ancora lucido. Oggi non è più in grado di articolare una frase compiuta. Gli psichiatri parlano di depressione accompagnata da decadimento cognitivo. È successo tutto in modo impressionante, nel giro di sei mesi. Da boss lucido a persona fragile, incapace di stare in società, di capire dove si trova. Non lo dico per giustificarlo. Anzi. Avrei preferito che restasse lucido e facesse i conti con una vecchiaia normale. Invece è condannato a una vita in una casa di riposo, isolato, perso. Maniero era attaccatissimo alla madre, tanto che venne soprannominato “cotoea” perché da piccolo era sempre attaccato alle gonne (cotoe) di sua madre.

Può essere che sia stata proprio la morte della madre ha dargli il colpo definitivo?

Sì, non c’è dubbio. Gli psichiatri dicono che la vera botta è arrivata quando gli hanno comunicato la morte della madre. Ne aveva parlato tante volte, sembrava preparato. In realtà non lo era. Da lì perde il contatto con la realtà. È paradossale, se pensiamo a quanto fosse centrale quella figura anche nella sua attività criminale.

Nel libro smonti molti miti, a partire proprio dal ruolo di Lu-

cia Carrain (la madre di Maniero) all’interno della Mala.

Maniero ha sempre raccontato tante bugie, soprattutto su sua madre, dipinta come una donna religiosa, integerrima, estranea a tutto e che aveva sempre contrastato il figlio bandito. Non è vero. Faceva parte della banda. Ha riciclato decine di miliardi di lire. Lo dice lui a verbale. Quando gliel’ho fatto notare, ci siamo scontrati duramente. Ha sempre cercato di proteggerla, fino a ottenere per lei l’immunità. Ogni volta che veniva chiamata a testimoniare, si avvaleva della facoltà di non rispondere.

Maniero è stato anche un personaggio mediatico unico, anche se forse un po’ sottovalutato dalla stampa nazionale, non credi?

Il libro si intitola “Come me nessuno mai” per un motivo: Felice Maniero è stato il più grande bandito del Nord Italia. Su questo non ci sono dubbi. Per omicidi, rapine, controllo del territorio. Se facciamo un paragone con Vallanzasca, che ha preso 3 ergastoli per 3 omicidi, non c’è confronto: Maniero in un fine settimana faceva rapine più grandi di quanto abbia mai fatto in vita Vallanzasca. Per non parlare degli omicidi… Eppure, da un punto di vista della “stampa” e del ritorno sui media, spesso è stato sottovalutato a li-

vello nazionale. Diciamo che ha pagato il fatto di operare in Veneto, lontano dai riflettori di Milano, Torino o Roma. Con la stampa era abilissimo. Sceglieva giornalisti che non conoscevano la sua storia e vendeva la versione che voleva. Che fine ha fatto l’universo della Mala del Brenta?

La banda finisce nel 1995. Senza Maniero non esiste. Lui l’ha creata, strutturata, guidata. Dopo restano solo scampoli. Personaggi marginali che si sono reinventati. Ma non c’è nessuno che abbia davvero raccontato i segreti della banda come lui.

Qual è l’eredità che la Mala del Brenta lascia al Nordest?

La peggiore possibile. Maniero ha aperto la strada alle mafie. Ha fatto accordi con Cosa Nostra, Camorra, ’Ndrangheta. Quando la banda cade resta un vuoto in cui si sono infilati tutti. Oggi in Veneto troviamo ogni tipo di criminalità organizzata. Sarebbero arrivati comunque, ma non con questa rapidità. Maniero è stato il detonatore. Un genio criminale che ha lasciato dietro di sé un territorio più ricco e più fragile.

Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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LDespar Nord sostiene l’identità locale tra arte, restauro ed enogastronomia

Sintoniz zati

Un impegno che prende forma nei luoghi, nelle persone

noscere il valore della “cultura del fare”, sostenerla nel tempo e restituirla alle comunità sotto forma di bellezza, opportunità e memoria condivisa.

D fiancare il territorio attraverso progetti che spaziano dalla tutela del patrimonio architettonico alla valorizzazione delle produzioni locali, fino alla salvaguardia della cultura gastronomica. Un impegno trasversale che nasce da un profondo senso di responsabilità verso le città e le persone che le abitano.

U tervento avviato nel 2016 sull’ex Cinema Teatro Italia nel cuore di Venezia: un edificio neogotico e liberty dei primi del Novecento, rimasto a lungo in stato di abbandono e riportato oggi a nuova vita grazie a un importante progetto di restauro e riallestimento. Un recupero che ha restituito alla città un luogo di grande valore storico e simbolico.

nascimentale Palazzo Nogarola Guarenti. Interventi che testimoniano la volontà dell’azienda di proteggere e rilanciare beni architettonici che rappresentano da sempre l’identità culturale del el 2019 Despar Nord ha inoltre contribuito alla riqualificazione di una porzione dell’ex Foro Boario di Prato della Valle a Padova, in un contesto di straordinario valore storico-artistico. Un progetto realizzato nel pieno rispetto delle caratteristiche originarie dell’edificio, frutto di un dialogo costante con la Soprintendenza e delle Belle Arti, che ha permesso di coniugare tutela e nuova fun-

a le eccellenze da preservare non sono soltanto fatte di pietra. Sono anche il risultato del lavoro quotidiano di uomini e donne che, con passione, custodiscono saperi antichi e li trasformano

per il

L o stesso approccio ha guidato Despar Nord anche in precedenti operazioni di ristrutturazione di palazzi storici come quello di Verona, Vicenza e Trento, dove nel 2014 è stato recuperato il ri-

propria identità, portando sulle

nate da un profondo legame con

Lo sviluppo insieme al territorio: Despar Nord e il sostegno all’eccellenza

Despar Nord per la tradizione culinaria: il “Ricettario anonimo padovano”

Storia e sapori: Un manoscritto del ‘400 svela la cultura alimentare di Padova.

Despar Nord promuove la ricerca per legare qualità, tradizioni e territorio

Il “Ricettario Anonimo Padovano” nasce dallo studio e dalla passione di Marina Scopel, storica della gastronomia e curatrice del volume, con il contributo di Otello Fabris e del professore Danilo Gasparini, e con il sostegno di Despar Nord. Si tratta di un raro manoscritto del XV secolo, conservato presso la Ruskin Gallery degli Sheffield Museums nel Regno Unito. Redatto in forma anonima ma attribuibile con grande probabilità a un autore padovano – forse un copista, come suggerisce l’accurata calligrafia – il ricettario si colloca in un periodo di grande fermento culturale, in cui la cucina riscopre il proprio ruolo come spazio di convivialità, piacere e condivisione.

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta . Ascoltaci in tutto il Veneto in

Nord anche la salvaguardia della memoria culinaria locale, di quel mosaico di sapori, nozioni e ricette che si sono tramandati nei secoli. Così, per celebrare la convivialità e il legame tra passato e presente, il marchio dell’Abete ha deciso recentemente di contributario del XV secolo, conservato seums nel nord dell’Inghilterra e rimasto anonimo ma redatto nuziosamente i profumi e gusti di una città, Padova, incrocio di minanti e contaminate. Un gesto concreto per custodire un’eredità

zione e innovazione convivevano anche a tavola. Ne emerge un affresco ricco e affascinante della cultura alimentare dell’epoca.

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Le ricette raccolte nel manoscritto, diverse tra loro per stile e impostazione, riflettono la vivacità intellettuale della Padova del basso Medioevo, dove tradi-

Per Despar Nord, sostenere questo progetto significa contribuire alla riscoperta delle radici più profonde dell’arte culinaria, nella consapevolezza che ogni ricetta è molto più di una semplice istruzione: è un frammento di storia, una memoria da tramandare, una testimonianza viva di identità.

Un impegno che guarda al passato per dare valore al presente e costruire, giorno dopo giorno, un futuro fatto di qualità, rispetto e appartenenza, difendendo e rispettando quelle tradizioni che da sempre hanno caratterizzato e continueranno a caratterizzare il rinomato patrimonio enogastronomico dei nostri territori.

Tenuta Amadio
prosecco,

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IL CUORE ANTICO E LO SGUARDO GIOVANE

L’Arte del Restauro secondo Il Marangon

Vil tempo non è un nemico, bensì un prezioso alleato: la bottega Il Marangon Restauri. Non è una semplice falegnameria, ma un vero e proprio laboratorio di cultura e manualità, un posto in cui Il Marangon lavora sull’emozione. Chi non possiede un vecchio mobile di famiglia – l’armadio della nonna, la credenza ereditata – magari un po’ rovinato, ma carico di ricordi? Spesso si pensa che siano oggetti da scartare. Invece, Il Marangon offre la possibilità di compiere un vero e proprio recupero. L’oggetto viene sottoposto a un meticoloso restauro che lo salva dal degrado e, se lo si desidera, può essere ripensato e trasformato in un pezzo attuale. Si adatterà perfettamente a una casa moderna,

non si ricorda più, è un luogo dove il lavoro artigianale di pialle e scalpelli regna incontrastato, simboleggiando il tempo e la cura dedicati a ogni singolo progetto. Ed è qui che il cerchio si chiude: l’abilità del restauro è il punto di partenza per l’innovazione. Le tecniche antiche vengono messe al servizio della decorazione e del design, creando pezzi unici. Che si tratti di dare una nuova laccatura o una finitura particolare a un mobile ereditato per renderlo moderno, o di realizzare un pezzo completamente nuovo e su misura, Il Marangon garantisce la massima personalizzazione. È la sintesi perfetta tra il rispetto per il passato e la libertà creativa per il futuro.

In un mondo in cui la velocità spesso sacrifi ca la qualità, l’opera de Il Marangon Restauri ci ricorda il valore inestimabile della durata e della bellezza che resiste. È una testimonianza viva di come la sapienza artigianale, fatta di pazienza, cura e profondo rispetto per la materia, sia non solo un baluardo culturale, ma anche la chiave per un futuro più consapevole e duraturo. La missione è dare forma e nuova vita, trasformando il passato in un elemento essenziale per l’estetica del domani. Il Marangon Restauri è la prova che il vero artigianato locale sa guardare avanti, offrendo un valore che dura nel tempo. Scegliere i suoi

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Alta complessità, innovazione e nuove infrastrutture: il bilancio di fine mandato

il mandato il 28 febbraio 2026, salvo eventuali proroghe tecniche, all’Azienda Ospedale di Padova: investimenti, primati clinici e la sfida di Padova Est

IIl 28 febbraio 2026, salvo eventuali proroghe tecniche, si chiuderà il mandato del Direttore Generale dell’Azienda Ospedale–Università di Padova, una delle realtà sanitarie di riferimento a livello nazionale per l’alta complessità. Sono stati anni segnati da investimenti strutturali, innovazioni cliniche e passaggi decisivi per il futuro, dal Nuovo Ospedale Pediatrico al percorso verso Padova Est – San Lazzaro. Un bilancio che intreccia risultati concreti e visione strategica. L’Azienda Ospedaliera di Padova è un punto di riferimento nazionale per l’alta complessità: che bilancio traccia oggi del percorso compiuto sotto la sua direzione?

Sono stati anni di grande impegno e concentrazione. Il primo ringraziamento va ai medici, agli infermieri e a tutto il personale sanitario per la professionalità dimostrata.

L’ultimo anno ha segnato passaggi concreti, non solo annunci. Nel 2024 abbiamo completato interventi strutturali strategici: l’adeguamento del Pronto Soccorso con la nuova Tac, la risonanza magnetica al Sant’Antonio, i laboratori di citofluorimetria e immunometria al Giustinianeo e l’ammodernamento della Medicina Nucleare. Sono state inaugurate nuove terapie intensive e i laboratori di biologia molecolare, con investimenti complessivi di diversi milioni di euro.

Parallelamente sono in corso opere rilevanti, dalla nuova Anatomia Patologica alla riqualificazione di reparti e laboratori, mentre il 2025 ha segnato un traguardo storico con l’apertura del Nuovo Ospedale Pediatrico del Veneto “Salus Pueri” e il passaggio decisivo della conferenza dei

servizi per il Nuovo Ospedale di Padova

Est – San Lazzaro.

Il filo conduttore è stato investire in spazi, tecnologie e organizzazione per sostenere l’alta complessità e rafforzare la rete regionale.

Quali traguardi di eccellenza clinica e scientifica ritiene più significativi raggiunti in questi anni?

L’eccellenza è frutto di un lavoro multidisciplinare che ha rafforzato l’attrattività del centro per pazienti e professionisti da tutta Italia. Nel 2024 sono stati eseguiti 413 trapianti, con 179 interventi in urgenza nazionale. Padova è prima in Italia per trapianti di rene e di polmone e seconda nella classifica complessiva. Tra i risultati più significativi, il primo trapianto di fegato completamente robotico al mondo, con l’organo mantenuto in perfusione durante

l’intervento, e il raggiungimento del 700° trapianto di polmone.

Non meno rilevante l’intervento neurochirurgico su un bambino operato da sveglio per una lesione profonda: una procedura rarissima a livello internazionale, che ha permesso di monitorare in tempo reale le funzioni cognitive riducendo al minimo il rischio di deficit permanenti. Risultati che confermano la capacità dell’Azienda di essere polo di innovazione oltre che di assistenza.

La nuova Pediatria rappresenta uno degli interventi più attesi e simbolici: che valore ha per Padova e per il Veneto?

Il Nuovo Ospedale Pediatrico del Veneto “Salus Pueri” è molto più di un edificio: è una scelta strategica. Si sviluppa su 20 mila metri quadrati, con 155 posti letto e sei sale operatorie interamente dedicate,

per un investimento complessivo di 107 milioni di euro.

È oggi il più grande istituto pediatrico del Nord Est: ogni anno registra circa 10 mila ricoveri, 25 mila accessi al Pronto Soccorso e oltre 320 mila visite ambulatoriali. Le camere sono progettate per accogliere anche i caregiver, perché la cura pediatrica coinvolge sempre l’intera famiglia. Rappresenta un presidio di eccellenza per il Veneto e un investimento sul futuro della sanità pediatrica ad alta specializzazione.

Come si tiene insieme il ruolo di grande hub ospedaliero, la collaborazione con l’Università e la sostenibilità di un sistema sempre più complesso?

L’integrazione con l’Università è il motore che trasforma ricerca e formazione in qualità delle cure. Il modello dell’Azienda Ospedale–Università integra assistenza,

didattica e innovazione in un unico sistema. Un esempio concreto è la galenica clinica personalizzata: nei reparti pediatrici il 44% dei farmaci è sottoposto a manipolazione per adattare le terapie ai singoli pazienti. Oggi possiamo contare su una tecnologia di stampa 3D, unica in Italia, capace di produrre dosi personalizzate, compresse multistrato e formulazioni su misura. È medicina personalizzata applicata alla pratica clinica quotidiana. Guardando avanti, quale sfida considera prioritaria per mantenere l’Azienda ai vertici della sanità italiana ed europea?

La sfida ha un nome preciso: il Nuovo Ospedale di Padova Est – San Lazzaro. Non è solo un ampliamento, ma un cambio di paradigma. Consentirà di superare la frammentazione delle sedi storiche e progettare percorsi di cura costruiti attorno al paziente. La conferenza dei servizi ha segnato un punto di svolta: ora la sfida è trasformare il progetto in cantiere e il cantiere in una struttura operativa capace di rispondere alla crescente domanda di alta complessità, con tecnologie avanzate e modelli organizzativi innovativi. Mantenere la leadership significa avere infrastrutture adeguate alla medicina del futuro. Il bilancio di fine mandato restituisce l’immagine di un’Azienda che ha consolidato il proprio ruolo di hub nazionale dell’alta specializzazione, investendo in infrastrutture, tecnologia e integrazione con l’Università. Dai primati nei trapianti alla nuova Pediatria, fino alla prospettiva di Padova Est, il percorso compiuto traccia una linea chiara: rafforzare l’eccellenza clinica e preparare la sanità padovana alle sfide dei prossimi decenni.

Giuseppe Dal Ben chiude

Sanità e IA. 244 milioni e più servizi nel piano 2021-2025

ULSS 6 Euganea, Fortuna alla fine del mandato:

“Fare memoria per costruire il futuro”

Il direttore generale di Ulss 6 Euganea, in scadenza il 28 febbraio, presenta il Bilancio 2021-2025: 244 milioni di investimenti, crescita dell’attività e una sanità che dialoga con l’AI.

Apochi giorni dalla scadenza del suo mandato, fissata per il 28 febbraio, Paolo Fortuna traccia un bilancio dei cinque anni alla guida dell’ULSS 6 Euganea. Non un consuntivo celebrativo, ma – come lui stesso precisa – un esercizio di responsabilità verso il territorio.

“Il bilancio di mandato non nasce per celebrare quello che è stato fatto, ma per fare memoria di cosa è successo”, afferma. “Partire da ciò che è accaduto serve per dare le linee attraverso cui l’azienda dovrà mantenere e sviluppare la sanità nel territorio di Padova”.

Il documento ripercorre il quinquennio 2021-2025, anni complessi segnati prima dalla pandemia e poi dalla ripartenza, fino alla piena attuazione degli interventi del PNRR. È una pubblicazione “agile ma densa”, costruita sui dati del controllo di gestione e delle principali fonti istituzionali, ma con una caratteristica innovativa. “È un bilancio molto interattivo. Troverete molti QR code attraverso i quali ci si aggancia a un sistema di intelligenza artificiale locale. I dati possono essere letti facendo domande specifiche”. In questo modo il cittadino può “aprire un mondo di analisi e informazioni su quello che è stato fatto”, dialogando direttamente con il documento.

I numeri raccontano un’azienda che ha continuato a crescere nonostante le difficoltà. Gli investimenti complessivi hanno raggiunto i 244,5 milioni di euro, in gran parte destinati all’edilizia sanitaria e alle tecnologie. L’attività è aumentata: +20% i ricoveri nel quinquennio, +7% le prestazioni ambulatoriali, +30% la chirurgia programmata. Significativi anche i risultati della prevenzione, come la riduzione del

65% dei ricoveri per bronchiolite nei neonati grazie alla campagna vaccinale.

Ma per Fortuna il risultato più importante non è solo nei numeri. “Questo lavoro non è stato fatto da Paolo Fortuna, ma dall’azienda, dai dipendenti, dai dirigenti. È frutto dei più di 7.000 dipendenti”. E sottolinea: “Il migliore valore aggiunto che ho potuto apprezzare in questi anni è stata l’identità aziendale. Si è partiti da Ulss e oggi c’è un’azienda che si sente azienda, con un forte aumento del senso di appartenenza”.

Un percorso che non è stato privo di difficoltà. “Evolvono i bisogni, evolvono le risposte. Ci sono punti di caduta in un sistema così complesso, ma è importante sottolineare che grazie a tutti ci si rialza”. Il riferimento va ai momenti più critici del mandato: la campagna vaccinale Covid, con picchi di 13 mila somministrazioni al giorno, e la pronta reazione all’attacco hacker che ha garantito continuità operativa.

Con la fine del mandato alle porte, Fortuna indica anche le direttrici che dovranno guidare il futuro dell’azienda. La prima è etica: “La prossimità e l’accompagnamento della persona fragile devono essere parole chiave. Dobbiamo chiederci quotidianamente se l’accesso è garantito a tutti”. Universalità, equità, trasparenza e sobrietà restano i principi cardine.

La seconda è epidemiologica. Denatalità, invecchiamento e fragilità crescente richiedono nuovi modelli organizzativi. “Internet è spesso corriere di fake news. Dobbiamo contrastare la sanità fai da te con asset comunicativi rapidi e sicuri”.

La terza direttrice è organizzativa. “C’è bisogno di una sanità flessibile, che si reingegnerizzi continuamente”. Case di

Comunità, Ospedali di Comunità, telemedicina e sostegno ai Pronto Soccorso sono le priorità, insieme alla valorizzazione del personale. “La retention e il welfare aziendale sono fondamentali. Trattenere le persone e farle vivere bene nell’ambiente lavorativo è un’azione strategica”. Infine la traiettoria tecnologica. “La rapida evoluzione tecnologica, dalla robotica alla telemedicina, sarà un supporto fondamentale, sempre nel rispetto della sicurezza dei dati”. Anche l’intelligenza artificiale, precisa, “deve essere sicura e il medico deve rimanere l’ultimo a decidere”, pur potendo contribuire a snellire i processi amministrativi. Alla vigilia della conclusione del suo incarico, il direttore generale consegna così un bilancio che è anche un passaggio di testimone. “Non è la fine di un percorso, ma l’inizio di una nuova fase. Dai bisogni che continueranno ad evolvere dovrà nascere una sanità moderna, resiliente e sempre più vicina alle persone”.

Territorio. Concluso il maxi trasloco nel nuovo polo pediatrico da 107 milioni di euro

Salus Pueri: nuovo ospedale pediatrico del Veneto operativo

l trasferimento è iniziato alle 7.50, con il primo paziente accolto in Terapia intensiva pediatrica. Si è concluso poco dopo mezzogiorno, alle 12, con l’ingresso dell’ultimo bambino in Nefrologia pediatrica. In mezzo, una mattinata scandita da tempi precisi, percorsi dedicati e un’organizzazione chirurgica: 61 bambini e ragazzi, dai 30 giorni ai 17 anni, sono stati trasferiti senza criticità nel nuovo Ospedale Pediatrico del Veneto Salus Pueri, ora pienamente operativo.

Un passaggio simbolico e concreto insieme, che segna l’avvio definitivo della nuova struttura nata per rispondere a un’esigenza ormai non più rinviabile: dotare il Veneto di un ospedale pediatrico più ampio e moderno, capace di razionalizzare i percorsi assistenziali e di concentrare in un unico luogo l’attività intensiva e chirurgica.

Il nuovo edificio sorge nel cuore dell’area est del complesso ospedaliero a padiglioni, in posizione baricentrica e con collegamenti diretti agli spazi destinati all’attività ostetrico-ginecologica. Si sviluppa su otto piani, là dove un tempo trovava posto la Pneumologia, e dispone di 155 posti letto distribuiti su una superficie complessiva di 20 mila metri quadrati. Al settimo piano sono collocate sei sale operatorie, mentre ogni stanza è stata progettata prevedendo spazi adeguati anche per i caregiver, a conferma di un modello di cura che tiene insieme assistenza sanitaria e dimensione familiare.

L’investimento complessivo ammonta a 107 milioni di euro: 92 milioni per la realizzazione del fabbricato e 15 milioni per le attrezzature sanitarie, di cui un milione finanziato con fondi PNRR. Numeri che raccontano anche la portata del cantiere: 1.570 maestranze coinvolte, 157 imprese al lavoro, nove ascensori, 1.860 metri quadrati di facciate vetrate e 5.400 di superfici opache, oltre a 1.141 porte interne, 241 serramenti in facciata, 2.000 lampade a led e 24 unità per il trattamento dell’aria.

Il nuovo ospedale ospita 26 unità operative e

si inserisce all’interno di un sistema che fa della Pediatria di Padova il più grande istituto dedicato alla cura del bambino nel Nord Est. Ogni anno vengono mediamente ricoverati 10 mila piccoli pazienti, con 25 mila accessi al pronto soccorso e circa 320 mila visite ambulatoriali. Nei dodici mesi nascono in media 2.800 bambini. Con l’apertura di Salus Pueri, questa mole di attività trova ora spazi e tecnologie pensati per affrontare le sfide della pediatria dei prossimi decenni.

Cardio50: in 80 giorni oltre 300 cinquantenni sottoposti a screening cardiovascolare

Parte con numeri significativi la nuova stagione di Cardio50, il programma di screening cardiovascolare gratuito promosso dall’ULSS 6 Euganea per le persone che compiono 50 anni. Nei primi 80 giorni, oltre 300 cittadini hanno già effettuato la visita e altrettanti sono in lista per partecipare.

Lo screening, pensato per individuare precocemente fattori di rischio come pressione alta, colesterolo o glicemia fuori norma, ha permesso di scoprire valori anomali nel 38% dei partecipanti. Altri invece, pur avendo parametri nella norma, presentano comportamenti a rischio – fumo, consumo eccessivo di alcol, sedentarietà o alimentazione non equilibrata – sui quali hanno ricevuto consigli personalizzati e indicazioni per accedere a visite nutrizionali, attività motoria o programmi di disassuefazione da fumo e alcol.

«L’obiettivo è prevenire le malattie cardiovascolari agendo tempestivamente sui fattori di rischio, sia clinici sia comportamentali – spiega l’ULSS 6 -. Chi partecipa verrà richiamato per un follow-up a distanza di almeno sei mesi per valutare l’efficacia delle azioni intraprese».

Le visite si svolgono in diversi ambulatori dell’ULSS, a Padova centro, Camposampiero, Monselice e presso il complesso Ai Colli, e coinvolgono circa 30 operatori sanitari formati. Ogni appuntamento prevede la rilevazione di peso, altezza, girovita, pressione arteriosa, glicemia e colesterolo tramite goccia di sangue, oltre a un colloquio per analizzare abitudini e stili di vita.

Eccellenza. Successo per l’équipe padovana in un raro caso di chirurgia neonatale

Prima in Italia: EXIT to ECMO salva una neonata rimuovendo una massa polmonare fetale da 14 cm

Per la prima volta in Italia una rara malformazione polmonare fetale, associata a idrope, è stata trattata con una nascita programmata mediante procedura EXIT to ECMO e con un successivo intervento chirurgico neonatale. Protagonista una bambina, operata subito dopo il parto, alla quale è stata asportata una massa polmonare benigna che, se non rimossa, avrebbe compromesso lo sviluppo degli alveoli e la futura capacità respiratoria.

Il parto è avvenuto con taglio cesareo attraverso la procedura EXIT (Ex Utero Intrapartum Treatment), una tecnica che consente di mantenere il feto parzialmente in utero, ancora collegato alla placenta, garantendo l’ossigenazione durante le fasi più critiche della nascita. In questo caso all’EXIT è stata associata l’ECMO, la macchina cuore-polmone che sostituisce temporaneamente la funzione cardiaca e respiratoria. Una combinazione decisiva per assicurare la stabilità della neonata subito dopo il parto. Una volta avviato correttamente il supporto ECMO, la bambina è stata estratta completamente, il cordone ombelicale clampato e la paziente trasferita in una sala operatoria adiacente. Qui è stata sottoposta a una toracotomia neonatale con l’asportazione della massa polmonare, di circa 14 centimetri. Il decorso post-operatorio è stato favorevole: la piccola è stata dimessa dopo 30 giorni di degenza, con un follow up ambulatoriale pro-

grammato. La gestione del caso ha richiesto una complessa e stretta collaborazione multidisciplinare. Sono state coinvolte le unità operative di Ostetricia e Ginecologia, Cardiochirurgia pediatrica, Chirurgia pediatrica, Otorinolaringoiatria, Rianimazione e Anestesia, Neonatologia. Tra i professionisti impegnati figurano la dottoressa Paola Veronese, il dottor Cesare Cutrone, il professor Vladimiro Vida, la professoressa Patrizia Dall’Igna e il professor Francesco Leon Fascetti.

Si tratta del primo caso in Italia di EXIT to ECMO per una massa polmonare fetale e rappresenta un modello di eccellenza nella gestione delle patologie fetali complesse. Un risultato che apre nuove prospettive per la medicina fetale e conferma il ruolo di riferimento dell’Azienda Ospedale Università Padova nello sviluppo di interventi salvavita sempre più precoci e innovativi, già durante la vita intrauterina.

Sara Busato

Rivoluzione nella chirurgia: primo trapianto di fegato robotico

All’Azienda Ospedale-Università di Padova è stato eseguito un trapianto di fegato completamente robotico, sulla scorta dell’esperienza maturata a Modena qualche tempo fa. Nel capoluogo veneto, tuttavia, per la prima volta al mondo l’équipe guidata dal professor Umberto Cillo, direttore della Chirurgia epatobiliopancreatica e dei Trapianti di fegato, ha impiantato il nuovo fegato mantenendolo costantemente protetto da una macchina di perfusione durante l’intera fase di inserimento. L’impiego della piattaforma robotica ha consentito di operare attraverso piccole incisioni cutanee, evitando la chirurgia a cielo aperto; parallelamente, l’uso delle sofisticate tecnologie di perfusione ha garantito la vitalità dell’organo espiantato, ottimizzandone i parametri funzionali prima e durante l’impianto. La sfida, di altissima complessità, è stata portare a termine un trapianto epatico in regime di mininvasività, preservando il fegato in ogni passaggio dell’intervento. Un lavoro di precisione estrema, paragonabile a costruire l’Amerigo Vespucci dentro una bottiglia di vetro intervenendo solo dal collo, curando ogni minimo dettaglio con in gioco la vita dei pazienti. La chirurgia italiana, almeno nei centri di massima specializzazione, segna così il compimento del percorso che ha condotto dalla chirurgia aperta, cruenta e macroinvasiva, alle tecniche mininvasive, raggiungendo la vetta più impegnativa rappresentata dal trapianto di fegato. Per i malati, i potenziali benefici sono molteplici: riduzione della permanenza in terapia intensiva e della degenza in reparto, dolore post-operatorio più breve e meglio controllato, minore rischio di complicanze di parete e di infezioni, oltre a un esito estetico più favorevole. Padova si conferma anche quest’anno primo centro italiano per numero di trapianti di fegato e per la presa in carico delle persone affette da tumore epatico. (s.b.)

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