di Adria
Ottobre rosa: fitto calendario in tutto il territorio polesano, con oltre sessata eventi tra vari incontri tematici
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti
Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico
L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul
Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
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Dietro la ristrutturazione di un vecchio edificio pubblico si nasconde una sfida più grande: costruire un nuovo modello abitativo per la disabilità


Sullo sfondo, tensioni politiche, scambi duri in aula e la richiesta di una strategia condivisa per la difesa dell’ambiente
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider






Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.




Focus PNRR/1. Il paradosso dell’Italia che costruisce ma non risponde ai bisogni
Boom edilizio finito, case introvabili
L’edilizia italiana affronta un 2025 di transizione: rallentano i bonus e incombe la fine del PNRR, ma la vera emergenza resta la carenza di alloggi per famiglie sempre più piccole
L’edilizia italiana naviga in acque incerte. Archiviata la stagione dei grandi boom post-Superbonus e in attesa che si esaurisca l’onda lunga del PNRR nel 2026, il settore si prepara a un 2025 di “transizione” verso un ciclo più moderato. Come confermano da Ance Rovigo Treviso, la vera sfida non è però solo il rallentamento degli investimenti, ma l’incapacità strutturale di rispondere a un’emergenza sociale crescente: la drammatica carenza di alloggi adatti ai nuovi, e sempre più piccoli, nuclei familiari italiani. Il comparto delle costruzioni affronta una fase di incertezza, stretta tra l’effetto trainante degli investimenti pubblici e il rischio di un rallentamento post-PNRR. Ottaviano De Biasi, Presidente di Ance Rovigo Treviso, ha tracciato il quadro, sottolineando che tutte le imprese
stanno vivendo una situazione di incertezza a causa delle tensioni geopolitiche, con ripercussioni sulla crescita e sulle esportazioni che al momento restano contenute.
Il mercato delle costruzioni, che ha tempi più lenti, continua ad essere sostenuto in Italia dalle opere pubbliche per effetto del PNRR, un impulso destinato però ad esaurirsi nel 2026. In negativo, invece, si collocano gli interventi di riqualificazione, in particolare in alcuni segmenti come distribuzione, finiture ed efficientamento energetico. Questo calo si mantiene intorno a un -10% dopo gli eccezionali picchi registrati con i superbonus, risultando quindi un ridimensionamento fisiologico. Il mercato delle nuove costruzioni residenziali mostra segnali modesti, mentre una certa vitalità emer-

ge dall’edilizia non residenziale, con settori come la logistica in forte spinta. Nonostante le difficoltà, i livelli complessivi del settore restano ancora ben più alti rispetto a quelli del 2019 e anche il mercato immobiliare mostra segni positivi. Il Vice Presidente Vicario, Alex Saggia, conclude l’analisi con una riflessione prospettica. A suo parere, il 2025 sarà un anno di transizione per il mercato delle costruzioni, che vedrà una progressiva uscita dalla fase di boom e l’ingresso in un ciclo più moderato. La vera emergenza, come si legge nell’ultimo rapporto Cresme,
Un milione per riqualificare la città, ma il cantiere slitta
I lavori di riqualificazione urbana ad Adria, finanziati con le strategiche risorse del Pnrr, procedono a ritmo serrato. L’Amministrazione comunale ha dato un segnale forte, approvando il secondo stato di avanzamento lavori (Sal) e liquidando oltre 130mila euro alla ditta esecutrice, la Costruzioni Edilferro Srl di Porto Viro. L’intervento, dal valore complessivo di un milione di euro, è destinato a ridisegnare il volto della città e delle frazioni. Il focus è sulla creazione di percorsi pedonali, spazi aggregativi, nuove aree verdi e arredi urbani in prossimità di chiese e monumenti
storici. L’obiettivo primario del Comune è duplice: contrastare il degrado e la marginalità sociale e creare luoghi più accessibili, inclusivi e sostenibili per la comunità. Il progetto, sostenuto dai fondi europei NextGenerationEU, ha preso il via nel 2023 ma non è stato esente da difficoltà. L’iter è stato complesso, segnato dalla rinuncia del primo direttore dei lavori per motivi di salute e da una sospensione temporanea del cantiere, necessaria per elaborare una variante migliorativa del progetto. La direzione è ora saldamente affidata all’architetto Alberto Casetta, il quale



non è solo il rallentamento degli investimenti, ma la difficoltà del sistema edilizio nel rispondere alla domanda reale di abitazioni, un problema rilevato anche nel territorio dell’associazione. Tra il 2018 e il 2023, la popolazione italiana è diminuita, ma le famiglie sono aumentate di oltre 714.000 unità, con una notevole crescita dei nuclei familiari più piccoli. Questo nuovo fabbisogno è stato in gran parte disatteso e, anche con le stime più ottimistiche del Cresme, mancano almeno 247mila case. L’Italia è oggi uno dei Paesi europei con il peggior rapporto tra nuove co-
ha certificato il nuovo avanzamento dei lavori, pari a oltre 107mila euro di opere già realizzate. La conclusione del cantiere, inizialmente prevista per la fine del 2024, è stata prorogata. La decisione si è resa indispensabile per consentire il completamento della variante tecnica senza generare oneri economici aggiuntivi. Nel frattempo, per garantire la continuità operativa, il Comune ha deciso di anticipare la liquidazione con fondi propri, in attesa del terzo acconto ministeriale da 400mila euro, la cui richiesta è stata formalizzata lo scorso aprile. (s.b.)
struzioni e crescita delle famiglie. A questa carenza si aggiunge l’inadeguatezza delle tipologie edilizie rispetto alla domanda reale, con nuclei familiari più piccoli, giovani e anziani, che richiedono soluzioni più flessibili, sostenibili e accessibili. La questione della domanda abitativa e dell’housing sociale, le politiche energetiche, la gestione del territorio, la mancanza di lavoratori e l’esaurirsi della spinta del PNRR confermano la necessità di uno scenario strategico di medio periodo basato su una forte spinta innovativa del settore.
Sara Busato

Focus PNRR/2. Un intervento da decine di milioni, tra sfide tecniche e partecipazione delle comunità
Un viaggio nei mega cantieri del Delta finanziati dal Pnrr
Il fiume Po in Veneto si prepara a un’ampia trasformazione all’insegna della sicurezza idraulica e della rinaturazione del suo ambiente grazie al progetto “Rinaturazione Po” finanziato dal Pnrr e coordinato da Aipo, Nei primi giorni di agosto sono iniziati, infatti, i lavori di due cantieri significativi destinati ad aumentare la sicurezza idraulica. Il primo interesserà i Comuni di Corbola e Papozze, con un investimento di 15,1 milioni di euro. Il secondo si svilupperà nei territori di Porto Tolle e Porto Viro, per un importo di 13,3 milioni. Gli interventi, della durata di circa un anno, consistono nell’inserimento di diaframmi fino a 30 metri di profondità all’interno degli argini maestri. L’obiettivo è prevenire i pericolosi fenomeni di filtrazione durante le piene, garantendo così maggiore stabilità e resistenza delle arginature. I lavori saranno eseguiti con attenzione al contenimento dei disagi per i residenti. Accanto agli imponenti interventi strutturali per la sicurezza, un vasto programma di rinaturazione mobilità decine di milioni di euro nel Delta, con opere attualmente in fase di progettazione esecutiva. Queste azioni ambientali mirano a ricre-

are l’equilibrio naturale del Po: si spazia dalla riforestazione alla riqualificazione di lanche e rami abbandonati, dal recupero generale dell’ambiente fluviale al cruciale controllo delle specie vegetali alloctone invasive.
I fondi stanziati sono suddivisi in lotti significativi che toccano diversi comuni: milioni di euro sono destinati ad azioni di riqualificazione a Porto Tolle, a cui si aggiungono altri interventi che interessano l’area compresa tra Porto Tolle e Porto Viro. Specifici lavori ambientali sono previsti nella frazione di Donzella (Porto Tolle) e un altro importante investimento è focalizzato sull’area di Tramontana-Rosolina.
Un ulteriore progetto, attualmente all’esame della Conferenza dei servizi, riguarda la riattivazione e riapertura di rami abbando-
Lavori per l’autonomia dei disabili
Un vecchio edificio storico che fu sede del Commissariato di Pubblica Sicurezza rinasce ad Adria per diventare una “Casa dell’Autonomia” per persone con disabilità. Il Comune ha infatti liquidato il primo Stato di Avanzamento Lavori per la ristrutturazione dell’alloggio, un intervento cruciale che rientra nel Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), nell’ambito della misura “Inclusione e Coesione” e del progetto “Percorsi di autonomia”. L’intervento, del valore complessivo di 59.516,76 euro, fa parte di un piano più ampio, finanziato con fondi europei NextGenerationEu, per un totale di 400mila euro condiviso con il Comune di Porto Tolle, con Adria in veste di capofila L’immobile interessato, situato in Vicolo delle
Scuole n. 4, è un suggestivo edificio ottocentesco che, dopo aver ospitato il Commissariato fino al 1988,

sarà completamente trasformato in gruppi appartamento accessibili. L’obiettivo è chiaro: favorire la vita indipendente delle persone con disabilità, grazie a ambienti senza barriere e a progetti di vita personalizzati. I lavori, avviati a
nati e la creazione di nuovi rami fluviali nella zona dell’Isola della Batteria a Porto Tolle, per un importo lordo di milioni di euro. Questa azione è mirata a ricostituire la dinamica naturale del fiume e a migliorare l’assetto morfologico del paesaggio fluviale.
Le relazioni tecniche hanno messo in luce l’intenso lavoro della struttura tecnica e amministrativa di Aipo, impegnata nell’attuazione delle opere secondo le stringenti tempistiche previste dal Pnrr, il cui termine ultimo è fissato per marzo 2026.
Tutta l’operatività avviene in stretta sinergia con gli altri enti pubblici coinvolti e con un costante confronto con i portatori di interesse locali, per assicurare che gli interventi rispondano in modo efficace alle esigenze dei territori.
Sara Busato
Con 28 milioni dal Pnrr partono i lavori sul Po veneto: sicurezza idraulica e rinaturazione al centro di un progetto che coinvolge Corbola, Papozze, Porto Tolle e Porto Viro

marzo, si avviano alla conclusione nei prossimi mesi. Un progetto gemello è in fase di realizzazione anche nel territorio di Porto Tolle, completando così l’investimento territoriale. L’amministrazione ha sottolineato come investire sull’autonomia delle persone con disabilità sia fondamentale per la dignità e la qualità dell’intera comunità. L’opera, quindi, non va vista semplicemente come un lavoro edilizio, ma come un vero e proprio atto di giustizia sociale, dimostrando che il PNRR può concretamente cambiare la vita delle persone, se gestito con serietà e visione. Il progetto rappresenta, infatti, un modello concreto di inclusione sociale, costruito su misura per rispondere alle reali esigenze delle persone con disabilità. (s.b.)








Il primato di Cardiologia in vetta alla classifica dell’eccellenza sanitaria in Italia fra 1300 centri
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti
Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico


L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul
Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
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L’inchiesta racconta come le risorse europee stiano cambiando la quotidianità dei cittadini, tra efficienza energetica, innovazione digitale e nuove sfide di gestione


UN NUOVO PIANO DI PROTEZIONE CIVILE
Analisi dei rischi, mappa delle criticità e linee guida operative: il Piano diventa uno strumento concreto per la sicurezza e la formazione della comunità
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider







Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.




Focus Pnrr/1. Investimenti in opere pubbliche e digitalizzazione, a Fontaniva settimane febbrili
Ecco dove finiscono i fondi della rinascita
Il Comune di Fontaniva sta vivendo una fase di intensa trasformazione grazie ai fondi del Pnrr – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che stanno permettendo all’amministrazione di concretizzare interventi strategici sul territorio, dalle scuole alle infrastrutture viarie, passando per lo sport e la digitalizzazione. Opere che, come sottolinea il sindaco Alberto Trento, “non sono soltanto cantieri, ma rappresentano un investimento diretto sulla qualità della vita dei cittadini, sul futuro dei nostri ragazzi e sulla sostenibilità ambientale”.
Uno degli interventi più rilevanti già completati riguarda via Tito Livio, nel tratto compreso tra via Fornaci e via Molino. Qui, con un costo di 230mila euro interamente finanziati, si è provveduto al rifacimento del marciapiede con nuove mattonelle autobloccanti e all’allargamento della carreggiata, consentendo il doppio senso di marcia in sicurezza. “Si trattava di un punto
critico – spiega Trento – che presentava notevoli problemi di sicurezza.
Ora la strada è più ampia e fruibile per tutti, in particolare per chi si muove a piedi e in bicicletta”.
Un altro capitolo importante riguarda le scuole. Il plesso “Cesare Battisti” è stato oggetto di un progetto di efficientamento energetico e riqualificazione interna da 250mila euro, che ha interessato pavimenti, controsoffitti, impianti e arredi. “Non parliamo solo di lavori edilizi – ricorda il sindaco – ma della possibilità di consegnare agli studenti e al personale ambienti più salubri, confortevoli e funzionali”.
Sul fronte scolastico, è in corso anche un cantiere strategico: la nuova mensa per la primaria “Cesare Battisti”, finanziata con 500mila euro dal Pnrr. La struttura, sviluppata su un unico piano e capace di accogliere 220 alunni, sarà NZEB (a energia quasi zero) e risponderà ai criteri ambientali minimi. “Si tratta di un investimento che va oltre la
scuola – sottolinea Trento – perché creerà uno spazio moderno, sicuro e anche flessibile, da utilizzare pure per attività extrascolastiche”. La consegna è prevista entro aprile 2026.
Importanti anche gli interventi di efficientamento energetico, a partire dalla scuola primaria “Fabio Filzi”, dove si è provveduto al rifacimento dell’impianto di riscaldamento per un valore complessivo di 150mila euro, e al centro sportivo comunale (palatenda e bocciofila in via dei Ciliegi), dove con 70mila euro si è adeguato l’impianto di illuminazione, riducendo i consumi e migliorando la fruibilità serale. “Ridurre i costi energetici – commenta il sindaco – significa liberare risorse che possono essere reinvestite nei servizi alla comunità”. Accanto ai lavori materiali, il Comune di Fontaniva ha colto l’occasione del Pnrr per accelerare sul fronte della digitalizzazione. Con oltre 350mila euro complessivi di

contributi, l’ente ha realizzato un nuovo sito internet accessibile, ha reso operativi i servizi online tramite SPID e CIE, ha avviato l’adesione all’app IO e alla piattaforma delle notifiche digitali, oltre a progetti per la migrazione in cloud e per l’interoperabilità dei dati tramite la Piattaforma Digitale Nazionale.
“Molti cittadini magari non se ne accorgono subito – spiega Trento –ma dietro questi progetti c’è la possibilità di accedere ai servizi comunali da casa, di risparmiare tempo, di avere un rapporto più semplice e
trasparente con la pubblica amministrazione. È una forma di innovazione che si traduce in quotidiano benessere”.
L’insieme delle opere finanziate dal Pnrr per Fontaniva compone un quadro articolato: sicurezza stradale, scuole più moderne e sostenibili, impianti sportivi efficienti, servizi digitali per i cittadini. Un percorso che, secondo l’amministrazione, “non si esaurisce con i cantieri, ma costruisce le basi per una comunità più sicura, sostenibile e attenta ai bisogni delle persone”.
“Il Pnrr – conclude Trento – è stata un’occasione importante per il nostro Comune. Abbiamo saputo intercettare risorse e trasformarle in progetti concreti. L’obiettivo è semplice: migliorare Fontaniva, rendendola un luogo dove si vive meglio, con più servizi, più sicurezza e più opportunità per le nuove generazioni”.
Federico Franchin
Grossele (Ance): la difficile corsa verso il 2026 tra cantieri, incognite e possibili ritardi
Il conto alla rovescia per la conclusione dei cantieri legati al Pnrr (31 agosto 2026) è ormai avviato. Ma qual è la situazione nel territorio padovano? Ne parliamo con un rappresentante di Ance Padova.
Presidente Grosselle a che punto siamo con i lavori del Pnrr in provincia di Padova?
“Il nostro auspicio è che venga concessa una proroga. Il Parlamento europeo ha chiesto di estendere di diciotto mesi la scadenza, per permettere di completare gli interventi che non saranno pronti entro il 31 agosto 2026. Ora spetta ai decisori politici prendere atto della realtà. Detto questo, la provincia di Padova è al primo posto in Veneto per nu-
mero di progetti: 6.136 in totale, per un valore complessivo di 5,5 miliardi. In particolare, il tram rappresenta l’opera più significativa. La linea Sir2 vale complessivamente 485,83 milioni, di cui 308 milioni finanziati con fondi Pnrr: i pagamenti hanno già raggiunto il 20,1% per la quota Pnrr e il 30,5% sul totale. Per la linea Sir3, invece, il finanziamento complessivo è di 92,3 milioni, con 14,6 milioni provenienti dal Pnrr.. Certo, il disagio dei cantieri lo subiamo anche noi come imprese. Oltre a queste grandi opere, sono previsti numerosi interventi sugli asili nido e importanti lavori delle municipalizzate, soprattutto per la sistemazione delle reti idriche”.
Mi sembra di percepire che è favo-
revole al Pnrr
“Assolutamente. Lo dico sempre i fondi per finanziare le opere vanno spesi. Ma una buona notizia potrebbe arrivare per quei cantieri che non sono partiti per diverse motivazioni. Infatti potrebbe essere costituito un fondo destinato all’edilizia residenziale, quindi piano casa e su progetti legati ai problemi idrici. Una soluzione che va incontro ad altre nuove esigenze delle città. Il Pnrr ha portato un segnale positivo sul fronte lavorativo. Le nostre casse edili hanno avuto un salto positivo del 20%, questo significa più manodopera”.
L’edilizia sta cambiando, ma è cambiata anche la mentalità
“La strada è segnata: serve un nuo-
vo modo di costruire. Ce lo richiedono la legge sul consumo di suolo e, soprattutto, i cambiamenti climatici. Non conta solo cosa realizziamo, ma anche come lo facciamo. L’obiettivo è una città a 15 minuti, più vivibile sul piano sociale e più sostenibile dal punto di vista ambientale. Il Pnrr rappresenta un primo passo in questa direzione, ma al governo chiediamo una programmazione più ampia e continuativa, evitando di intervenire solo in situazioni di emergenza”. Come immagina il futuro dei centri abitati?
“La parola chiave è rigenerazione. Non si tratta solo di un aspetto tecnico, ma soprattutto culturale. Rigenerare vuol dire intervenire sull’esi-
stente senza cancellare la memoria del passato, ma guardando al futuro. È necessario riqualificare il territorio da un punto di vista ambientale e sociale. Gli edifici devono essere funzionali, belli e inclusivi. Gli spazi verdi, invece, sono fondamentali per dare respiro alle città e a chi le abita. L’obiettivo è creare centri urbani sempre più inclusivi e a misura di cittadino, con particolare attenzione ai giovani e al problema abitativo: esistono molti appartamenti vuoti, chiusi, che vanno ristrutturati e riportati a nuova vita. È essenziale utilizzare al meglio lo spazio già disponibile, anche attraverso servi”.
Sara Busato

Carmignano di Brenta, 1,3 milioni
la nuova Casa della Comunità dell’Alta Padovana
S otto la pioggia torrenziale che ha sancito la fine dell’estate metereologica, è stata inaugurata la nuova Casa della Comunità dell’Alta Padovana. Carmignano di Brenta accoglie con entusiasmo questo importante passo avanti nell’ambito dei servizi al cittadino e dell’assistenza socio-sanitaria. La struttura, fortemente voluta dall’Ulss 6, è stata realizzata grazie a un investimento da 1.3 milioni di euro e offre 1000 metri quadrati di servizi sanitari ai 20mila cittadini di Carmignano di Brenta, Gazzo Padovano, Grantorto e San Pietro in Gu. Incluso nelle 20 strutture approvate per i fondi del Pnrr del territorio padovano, l’edificio vedrà un ulteriore ampliamento a gennaio che permetterà di estendere il servizio ai 4mila abitanti di Fontaniva. Il direttore dell’Ulss6 Paolo Fortuna ha aperto la cerimonia con i saluti istituzionali e i ringraziamenti alla moltitudine di persone e associazioni che hanno reso possibile la realizzazione della struttura, che amplia il presidio già esistente aumentando i servizi offerti e aprendo agli utenti l’area verde che circonda l’edificio.
“La nuova Casa della Comunità offrirà prestazioni sanitarie h24, 7 giorni su 7, con servizi specifici per l’infanzia e gli anziani - spiega Fortuna - creando un ponte tra il progetto originale di un asilo nido e i bisogni di un territorio la cui popolazione continua a invecchiare”.
Entrando nello specifico dei servizi offerti, a quelli già presenti si aggiungono un ambulatorio per la Continuità Assistenziale Diurna, il Punto Unico di Accoglienza, uno sportello CUP e altri due ambulatori per il Servizio Età Evolutiva

e per la Neuropsichiatria Infantile, quest’ultimo operato da figure specializzate per garantire un servizio a tutto tondo: un neuropsichiatra infantile, uno psicologo, un fisioterapista, un logopedista e un assistente sociale di riferimento.
Sarà inoltre presente una sala riunioni messa a disposizione per le associazioni di volontariato locali. Anche Eric Pasqualon, sindaco di Carmignano di Brenta, è intervenuto: “Si tratta di un’inaugurazione storica che integra la sanità territoriale con una struttura di prossimità, vicina alla popolazione e dalla forte presenza sul territorio. Stiamo parlando di un nuovo approccio alla sanità che mette al centro il cittadino”. Il primo cittadino ha ricordato che questo progetto è il punto di arrivo di un progetto intrapreso quasi vent’anni fa, con l’apertura dell’UTAP, l’Unità Territoriale di Assistenza al Territorio, nel 2006. Un altro elemento determinante è stata la grande partecipazione dimostrata da medici e infermieri del territorio, che ha reso possibile implementare servizi specializzati che rappresentano un unicum per la regione, al

di fuori dei grandi centri abitati e di ospedali come quello di Borgo Roma a Verona e il Ca’ Foncello di Treviso. “Non siamo partiti da zero, - conclude Pasqualon - ma è stata una trasformazione per la quale le fondamenta gettate in passato sono state fondamentali”. L’assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin, ha voluto ripercorrere la strada che ha portato alla nascita della Casa di Comunità: “La pandemia del 2020 ha cambiato il modo in cui viviamo e spazi come questo rispondono all’esigenza di offrire un presidio territoriale che affianca le grandi strutture sanitare con un’esperienza personalizzata a 360 gradi per i cittadini. L’obiettivo era averne 95 sul territorio regionale, ma sfruttando realtà pre-esistenti come quella di Carmignano siamo riusciti a portare questa cifra a 99”. Tra gli altri interventi che hanno interessato l’Alta Padovana, l’assessore ha voluto ricordare l’istituzione del corso di infermieristica da poco avviato a Cittadella, che punta a rispondere alla carenza di personale che da anni macchia la nostra rete sanitaria: il nuovo personale specializzato e le Case della Comunità di Carmignano e Vigonza, aperta questa estate, mettono sul piatto nuove risorse fondamentali per offrire un servizio consono alla qualità che da sempre contraddistingue il territorio veneto.
La conferma arriva anche dal senatore Antonio De Poli, presente alla cerimonia: “Strutture come questa permettono di soddisfare i bisogni dei cittadini quando e come sopraggiungono, aiutando a rendere la sanità veneta l’eccellenza che tutti conosciamo”.
Nicola Canella
L’inchiesta esplora come la collaborazione tra Ulss, Comuni e volontariato abbia creato un sistema che potrebbe diventare un laboratorio per la nuova sanità territoriale italiana














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Donazione di reni, al San Bassiano un gesto di vita salva due persone
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti


Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico

L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul
Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
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L’attenzione si concentra su servizi sociali, inclusione e lavoro, con iniziative mirate a supportare persone in difficoltà e potenziare l’occupazione


Al via i lavori di riqualificazione del secondo piano dello storico edificio nel cuore della città che diventerà sede di Veneto Lavoro LA
RINASCITA DI PALAZZO PRETORIO
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider
Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.









Focus Pnrr/1. Un modello che anticipa la nuova sanità diffusa, ma che mette alla prova la tenuta delle strutture
Ospedali e territorio, la rivoluzione silenziosa del Pnrr: il caso Bassano
Procedono a ritmo serrato i lavori per la realizzazione della Casa della Comunità di Bassano del Grappa, uno dei progetti più significativi messi in campo dall’Ulss 7 Pedemontana grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). L’intervento, del valore complessivo di circa 15 milioni di euro, si inserisce in un più ampio piano di riorganizzazione dell’assistenza territoriale che prevede, nell’intera azienda sanitaria, 8 Case della Comunità, 3 Ospedali di Comunità e 4 Centrali Operative Territoriali, oltre a importanti investimenti tecnologici e organizzativi già completati.
Le Case della Comunità rappresentano un modello assistenziale innovativo, pensato per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini e concentrare in un unico luogo molte delle prestazioni più richieste. Aperte 7 giorni su 7, 24 ore su 24, offriranno una presen-
za costante di personale medico e infermieristico, riducendo così gli accessi impropri al Pronto Soccorso.
All’interno della struttura i cittadini troveranno gli ambulatori dei Medici di Medicina Generale, il servizio di Continuità Assistenziale, un presidio infermieristico per le piccole urgenze e un Punto Unico di Accesso (Pua), sportello di riferimento per orientare l’utente verso i servizi sanitari e socio-sanitari più adeguati. Non mancheranno inoltre ambulatori specialistici e servizi fondamentali come il Consultorio Familiare, la Tutela Minori e la Neuropsichiatria Infantile. La nuova Casa della Comunità sorgerà su un’area di circa 18.000 metri quadrati adiacente all’ospedale San Bassiano. L’edificio, articolato su quattro piani (uno interrato e tre fuori terra), avrà una superficie coperta di circa 1.860 metri quadrati. Il progetto, caratteriz-
zato da una pianta a “V” aperta ai primi due livelli, prevede una corte centrale al piano terra che in futuro potrà collegarsi direttamente con la struttura ospedaliera. Quattro ingressi – a nord, sud, est e ovest – garantiranno un accesso agevole e fluido agli spazi pubblici. Particolare attenzione è stata dedicata alla funzionalità e alla sicurezza sanitaria: la presenza di numerose sale d’attesa e percorsi separati consentirà una migliore gestione dei flussi di utenti, un accorgimento prezioso anche in caso di emergenze sanitarie o pandemiche. Il progetto è suddiviso in due stralci di intervento. Il primo, avviato nell’aprile 2024, ha un costo di 13,4 milioni di euro, di cui 6 milioni finanziati tramite Pnrr, 6,6 milioni dal fondo sanitario regionale e 653 mila euro dal Fondo integrativo per l’avvio delle opere indifferibili. La conclusione dei lavori è prevista per

l’inizio del 2026. Il secondo stralcio, che prevede il completamento di alcuni spazi non inclusi nel finanziamento Pnrr, richiederà ulteriori 3,6 milioni di euro, attualmente in attesa di copertura. Al momento risultano quasi ultimati i lavori strutturali – fondamenta, pila-
Dentro il progetto da 2,2 milioni per il nuovo Centro per l’Impiego
Tra i progetti presentati dall’amministrazione comunale per accedere ai fondi del Pnrr c’è anche la realizzazione della nuova sede del Centro per l’Impiego, che troverà casa a Palazzo Pretorio, nel cuore della città. L’intervento, nato dalla collaborazione tra Comune e Veneto Lavoro, punta non solo a potenziare i servizi per l’occupazione, ma anche a rigenerare un edificio storico, restituendolo alla piena funzionalità e riportando attività e persone nel centro cittadino. Il progetto prevede un investimento complessivo di 2,2 milioni di euro, di cui 1,2 milioni finanziati da Veneto Lavoro attraverso fondi PNRR, mentre la parte restante sarà a carico dell’amministrazione comunale. Il nuovo Centro per l’Impiego rappresenta un punto di riferimento strategico per un territorio ampio, che comprende 17 Comuni. L’utenza potenziale supera le 100.000 persone in età lavorativa e inclu-
de circa 14.500 imprese attive, in particolare nei settori del commercio, del manifatturiero e dell’edilizia. Attualmente il Centro gestisce oltre 8.000 disoccupati con un patto di servizio attivo. Solo nell’ultimo anno sono stati effettuati 4.170 appuntamenti, avviati quasi 1.000 percorsi di inserimento e attivati 420 tirocini. Il mercato del lavoro locale si conferma dinamico, con un saldo positivo di 550 nuovi posti di lavoro dipendente nel 2024 e un totale di circa 18.700 assunzioni. La nuova sede si svilupperà su due piani per garantire spazi moderni, funzionali e pienamente accessibili a operatori e utenti. Il secondo piano ospiterà 13 uffici, una sala riunioni di 68 metri quadrati, un’area accoglienza, servizi e una zona ristoro, per una superficie complessiva di oltre 535 metri quadrati. Al terzo piano troveranno posto ulteriori uffici, l’archivio e locali di servizio, per circa 220 metri quadrati
stri e solai – e la fine dell’opera è programmata per febbraio 2026. Con la nuova Casa della Comunità, Bassano si prepara così a entrare nel cuore della sanità del futuro, più vicina, accessibile e integrata con il territorio.
aggiuntivi. I lavori dovranno essere completati entro il 30 giugno 2026, segnando un passo importante nel percorso di valorizzazione del patrimonio pubblico e nel rafforzamento dei servizi per il lavoro. (s.b.)






Focus Pnrr/2. L’inchiesta racconta luci e ombre di un piano da oltre 100 milioni
Scuole,cantieri e fondi: la sfida vicentina tra modernità e burocrazia
Anno scolastico all’insegna della novità per gli studenti dell’Istituto Agrario “A. Parolini” di Bassano del Grappa, che hanno iniziato le lezioni nella nuova sede costruita a nord dell’edificio esistente. La realizzazione del nuovo plesso ha permesso di riunire le due sedi in un unico complesso moderno e interamente dedicato all’istruzione agraria. L’intervento, promosso dalla Provincia di Vicenza, ha comportato un investimento complessivo di oltre 8,1 milioni di euro: 7,5 milioni provenienti dai fondi del Pnrr e ulteriori 652.000 euro destinati all’acquisto di nuovi arredi (152.000 euro) e alla sistemazione delle aree esterne (500.000 euro). Nel bilancio di previsione 2025-2027, la Provincia di Vicenza prevede investimenti per 103,8 milioni di euro tra lavori in corso e da attivare, inclusi circa 30 milioni provenienti dal Pnrr.
Una parte significativa di queste risorse è destinata proprio all’edilizia scolastica superiore: nel Vicentino si parla infatti di circa 30 milioni di euro prove-

nienti dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, a cui si aggiungono ulteriori risorse provinciali, per interventi su diversi istituti del territorio. La nuova sede si distingue per l’attenzione all’ambiente e al paesaggio. Con il suo affaccio panoramico sul Monte Grappa e sul fiume Brenta, l’edificio ospita 31 classi per un totale di circa 600 studenti, il doppio rispetto agli anni precedenti. Il progetto architettonico è stato concepito per integrarsi armoniosamente con il contesto agricolo circostante e per garantire alti standard di efficienza energetica e comfort. Considerato l’aumento del numero di studenti, è stata avviata una collaborazione tra la
I milioni del Pnrr e le nuove fragilità
Bassano si conferma tra i comuni più attivi nella gestione dei fondi del Pnrr. Secondo i dati pubblicati sulla piattaforma OpenPnrr, nel territorio comunale risultano 16 progetti finanziati, per un importo complessivo stimato di circa 5 milioni di euro, di cui 4,38 milioni provenienti direttamente dai fondi. Gli investimenti bassanesi toccano tutti i principali ambiti di intervento del Piano, dalla salute alle infrastrutture, dalla transizione ecologica alla scuola e ricerca, fino a inclusione sociale, cultura, turismo, impresa, lavoro e digitalizzazione. Gran parte delle risorse è destinata a rafforzare il sistema dei servizi sociali locali. Tra i progetti più rilevanti spicca quello che prevede la realizzazione di Centri servizi e stazioni di posta per persone in difficoltà, con un finanziamento di circa 1,09 milioni di euro. Seguono interventi mirati a specifiche fragi-
Dal nuovo Istituto agli interventi negli altri istituti superiori, la Provincia di Vicenza investe massicciamente sull’edilizia scolastica.
Ma tra burocrazia, scadenze e aumento dei costi, la corsa ai fondi europei rivela anche le fragilità del sistema
Provincia di Vicenza, il Comune di Bassano del Grappa, il Comune di Pove del Grappa e i territori limitrofi per migliorare l’organizzazione del trasporto scolastico. Tra gli interventi principali, l’introduzione di autobus articolati e più capienti in sostituzione dei mezzi di dimensioni ridotte. Oltre ai benefici in termini di sicurezza e accessibilità, l’operazione comporta anche un vantaggio economico per le famiglie. Il nuovo Istituto Parolini si presenta così non solo come una struttura moderna ed efficiente, ma anche come simbolo della capacità della Provincia di investire in infrastrutture sostenibili e innovative, a beneficio della scuola e della comunità. (s.b.)

lità sociali: Percorsi di autonomia per persone con disabilità – 715 mila euro; Housing temporaneo e sistemi di accoglienza per persone in marginalità sociale – 710 mila euro; Rafforzamento dei servizi sociali domiciliari – 329 mila euro; Sostegno alle capacità genitoriali e prevenzione della vulnerabilità – 211 mila euro; Supporto e formazione per operatori sociali – 210 mila euro. Anche il mondo dell’istruzione bassanese è protagonista della ripartenza.
Gli interventi finanziati nel comune si inseriscono in un contesto più ampio: la Provincia di Vicenza prevede infatti di includere circa 30 milioni di euro di opere Pnrr nel proprio piano triennale 2025-2027, su un totale di 103,8 milioni di investimenti. Bassano del Grappa, dunque, si posiziona come un punto di riferimento territoriale con progetti che mirano non solo al recupero post-pandemia, ma anche a una crescita per la comunità locale. (s.b.)









Il primato di Cardiologia in vetta alla classifica dell’eccellenza sanitaria in Italia fra 1300 centri
della Bassa Padovana
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti

Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico
L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul
Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
segue a pag. 19
Due grandi progetti arrancano a Monselice, mentre ad Este la minoranza va all’attacco: “Occasione perduta”, ma Pajola non ci sta


L’intervento ha migliorato sicurezza, comfort e fruibilità degli spazi per le numerose attività che animano quotidianamente la struttura
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider

Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.




































Focus PNRR/1. L’opposizione attacca, il sindaco difende l’operato e si appella al Prefetto
Monselice, grane per due cantieri chiave tra burocrazia, imprevisti e costi lievitati
AMonselice proseguono i lavori finanziati con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma due cantieri chiave, fra le opere in corso, fanno i conti con rallentamenti e i tempi della burocrazia. La città della Rocca si trova così a metà del guado: i progetti avanzano, ma i nodi burocratici e i costi imprevisti mettono alla prova la corsa contro il tempo verso il traguardo del 2026. Il caso è stato portato in consiglio comunale dai consiglieri di opposizione Niccolò Ruffin, Giannino Scanferla e Francesco Miazzi durante l’ultimo Consiglio comunale, chiedendo alla sindaca Giorgia Bedin chiarimenti sullo stato di avanzamento delle opere e sul rispetto delle scadenze, fissate dal PNRR al 31 dicembre 2026 per la rendicontazione finale dei fondi.
Le criticità, ricordano gli esponenti dell’opposizione, riguardano soprattutto la riqualificazione della ex chiesa di Santo Stefano e il percorso ciclopedonale sull’argine del Bisatto.
Per l’ex chiesa di Santo Stefano lo stanziamento complessivo ammonta a 2.880.000 euro, con conclusione inizialmente prevista nel
corso del 2024. “I lavori hanno tuttavia subito ritardi significativi - sottolineano i consiglieri - già nel primo stralcio, a causa dei tempi necessari per i pareri degli enti competenti, del rinvenimento di affreschi e delle operazioni di acquisizione di una parte della vecchia sacrestia, precedentemente di proprietà privata. Solo ora prende avvio il secondo stralcio, con un cronoprogramma che impone di accelerare fortemente per rispettare le scadenze imposte dal bando”.
Più complessa la situazione del percorso sull’argine del Bisatto, tra il ponte di ferro e la Cavana. “L’intervento, destinato a trasformare l’edificio, risalente alla fine del Cinquecento, in un centro servizi e museo del Parco, - continuano gli esponenti della minoranza - consentirà al momento solo una messa in sicurezza strutturale. Per rendere l’immobile pienamente fruibile dov’è peraltro prevista una sala polivalente, sarebbero necessari ulteriori 560.000 euro, non ancora disponibili. I lavori, affidati durante l’estate tramite gara d’appalto, dovranno procedere con rapidità per rispettare le tempistiche imposte

dal PNRR”.
La sindaca Giorgia Bedin respinge però l’allarme: “I nostri progetti PNRR sono a posto e stanno procedendo secondo i programmi. È vero, le circolari cambiano e l’imprevisto è sempre dietro l’angolo, ma siamo fiduciosi di completare tutto nei tempi. L’argine del Bisatto - precisa - non può essere reso più sicuro di quanto già sia, e le richieste degli enti hanno solo aumentato tempi e costi”.
Bedin punta il dito contro l’ec-
cesso di burocrazia: “Servirebbe meno frammentazione tra Parco, Soprintendenza, Genio Civile e Consorzio. Per affrontare la situazione ho chiesto che sia convocata dal Prefetto una riunione con la Ragioneria dello Stato, per fare chiarezza sui passaggi tecnici e amministrativi”.
Intanto, altri interventi procedono più regolarmente. Tra questi, il restauro di Ca’ Emo, con un investimento di 856mila euro destinato alla messa in sicurezza dell’edificio
cinquecentesco e alla sua futura trasformazione in centro servizi e museo del Parco. Tuttavia, mancano ancora 560mila euro per renderlo pienamente operativo.
“Il nostro impegno - conclude Bedin - è garantire che ogni euro del PNRR produca risultati concreti per la città, anche se a volte siamo costretti ad anticipare risorse comunali, come già accaduto per Piazza Mazzini e Campo della Fiera”.
Nicola Stievano
I dubbi degli artigiani: “Fondi ingenti, ma si rischia di non rispondere alle esigenze delle imprese”
“Il PNRR ha consentito a molti Comuni di avviare investimenti importanti, ma non sempre le risorse sono state indirizzate verso interventi capaci di generare un reale impatto sull’economia locale”. A dirlo è Gianluca Dall’Aglio, presidente di Confartigianato Imprese Padova, che invita a una riflessione sull’effettiva ricaduta del Piano sulle imprese del territorio.
“Penso ai temi dell’energia e della viabili-
tà, che per le nostre aziende restano prioritari - spiega Dall’Aglio -. Da tempo chiediamo misure per incentivare il fotovoltaico sui tetti dei capannoni, un’occasione concreta per alleggerire le bollette e aumentare l’autonomia energetica. Allo stesso modo, la viabilità presenta ancora troppi nodi irrisolti: strade congestionate e tratti che attendono da anni un adeguamento”.
Il presidente di Confartigianato sottolinea
anche la mancanza di interventi strutturali contro gli eventi atmosferici estremi, un tema che preoccupa molte imprese: “A breve le aziende dovranno sostenere il costo di una polizza catastrofale, ma senza che siano stati attivati strumenti efficaci di prevenzione o mitigazione del rischio”.
Altro fronte critico, la ricerca e lo sviluppo tecnologico. “Le risorse del PNRR - aggiunge Dall’Aglio - potevano essere usate per so-
stenere l’innovazione e la competitività del nostro sistema produttivo. Invece continuiamo a dipendere dall’estero, con un deficit che penalizza soprattutto le piccole e medie imprese”.
Il rischio, conclude, è che “pur avendo mobilitato fondi ingenti, il PNRR non riesca davvero a sostenere la spina dorsale del Paese: il sistema produttivo diffuso delle imprese artigiane”.





Il PNRR infiamma il dibattito politico a Este: anche dalle pagine de “La Piazza” il mese scorso le consigliere di minoranza Roberta Gallana e Lucia Mulato avevano attaccato aspramente l’avanzamento delle opere, denunciando “progetti fermi, incompiuti o gravemente in ritardo, con il rischio di perdere una grande occasione di sviluppo”.
Il Comune di Este partecipa al PNRR attraverso diversi progetti finanziati per la riqualificazione del territorio e l’efficienza energetica, come interventi su scuole, ciclovie, strutture sportive e culturali, oltre a progetti di rigenerazione urbana e infrastrutture energetiche, come la riqualificazione dell’ex Palazzetto dello Sport, di Palazzo Contarini e dell’ex deposito delle corriere, oltre alla realizzazione del Terzo Tempo del Rugby, ma anche il progetto per l’asilo nido Arcobalena, con la creazione di 30 nuovi posti e la ristrutturazione dei nuovi spogliatoi della piscina.
Alle critiche dell’opposizione il sindaco Matteo Pajola risponde ricordando che in quasi quattro anni di mandato l’amministrazione si è attivata con grande impegno per recuperare fondi ed attivare un numero molto elevato di iniziative. Il Comune sta gestendo 39 progetti Pnrr ciascuno con proprio Cup (codice unico di progetto). Fra questi 24 sono cantieri

per un valore di contributi ottenuti pari a circa 28 milioni di euro, dei quali fra anticipi e liquidazione degli stati di avanzamento dei lavori sono stati introitati circa 7 milioni di euro. “I lavori dei cantieri Pnrr in corso - ricorda Pajola - hanno in media superato il 40% con pagamenti già effettuati per oltre 10 milioni di euro, già tutti oggetto di rendicontazione secondo le procedure indicate dai ministeri. Siamo quindi quindi in vigile attesa di cifre importanti necessarie per continuare senza ritardi gli investimenti in corso. L’Amministrazione comunale sta rispettando i tempi molto stringenti dettati dalle normative europee e nazionali, come è stato anche confermato dal personale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che qualche mese fa ha svolto una verifica “in loco” di alcuni cantieri Pnrr”. Il sindaco continua dichiarandosi soddisfatto del lavoro svolto fino ad oggi. Resta forte
la consapevolezza che i prossimi mesi saranno complessi e, visto il numero di cantieri, sarà necessario lavorare con sempre maggiore impegno. “Per non incorrere in difficoltà o ritardi, - continua - è sicuramente auspicabile la maggiore tempestività possibile per l’invio dei contributi da parte degli enti regionali e nazionali competenti. Le ditte e tutti i professionisti che seguono le opere in corso, contribuendo ad una fase positiva di cambiamento per la nostra città come se ne erano mai viste nella storia di Este, devono giustamente essere pagate in pochi giorni nel rispetto dei tempi previsti dalla normativa con uno sforzo di anticipo finanziario da parte dell’ente non secondario. Mai come in questo periodo storico la collaborazione fra enti di diverso livello è necessaria per cogliere in pieno le circostanze favorevoli che non si replicheranno tanto presto”.
Nicola Stievano
L’opposizione: “progetti incompiuti o in ritardo”, la replica: “Completati pagamenti per oltre 10 milioni di euro e superate le verifiche del ministero, i prossimi mesi saranno decisivi”
E’ la Casa della Comunità di Este ad impegnare le maggiori risorse del Pnrr: 1,9 milioni di euro di contributo a fronte di una spesa complessiva di poco inferiore ai 3 milioni di euro per convertire il vecchio ospedale nella nuova struttura territoriale. A Monselice invece la ristrutturazione è stata finanziata con 300 mila euro. I lavori, assicura l’Uls 6 Euganea, sono ormai alle fasi conclusive e le aperture rispetteranno il cronoprogramma stabilito.
Le Case di Comunità sono le nuove strutture socio-sanitarie che entreranno a fare parte
del Servizio Sanitario Regionale. Dovranno costituire un punto di riferimento continuativo per i cittadini che possono accedere gratuitamente alle prestazioni sanitarie erogate. Le strutture garantiscono assistenza sanitaria primaria e attività di prevenzione. Saranno presenti equipe di medici di medicina generale, pediatri, medici specialisti, infermieri e altri professionisti della salute (tra cui tecnici di laboratorio, ostetriche, psicologi, ecc.) che operano in raccordo anche con la rete delle farmacie territoriali. Si potranno eseguire prelievi
e vaccinazioni, cure primarie e continuità assistenziale, prevenzione e promozione della salute, servizi sociali.
Non mancano però le criticità: in più occasioni sindacati dei medici e degli infermieri hanno espresso preoccupazione che le Case di Comunitàrischino di diventare “scatole vuote” per la mancanza di personale medico e infermieristico, il rischio di una gestione inefficiente, e il possibile spostamento dell’attività medica verso studi privati, anziché diventare centri efficienti per la sanità pubblica.

























Il primato di Cardiologia in vetta alla classifica dell’eccellenza sanitaria in Italia fra 1300 centri
del Camposampierese Est
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti
Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico
L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul
Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
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Il Pnrr ha portato investimenti e occupazione, ma anche la consapevolezza che l’edilizia deve cambiare pelle


Un risultato concreto della collaborazione tra Comuni, Provincia ed Etra: la rete di via Guizze San Pietro è realtà
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider











Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo



















Nicola Stievano
>direttore@givemotions.it<


S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.




Focus Pnrr/1. Il conto alla rovescia preoccupa imprese e istituzioni
La corsa verso il 2026 tra i cantieri e l’incognita sui possibili ritardi
Il conto alla rovescia per la conclusione dei cantieri legati al Pnrr (31 agosto 2026) è ormai avviato. Ma qual è la situazione nel territorio padovano? Ne parliamo con un rappresentante di Ance Padova.
Presidente Grosselle a che punto siamo con i lavori del Pnrr in provincia di Padova?
“Il nostro auspicio è che venga concessa una proroga. Il Parlamento europeo ha chiesto di estendere di diciotto mesi la scadenza, per permettere di completare gli interventi che non saranno pronti entro il 31 agosto 2026. Ora spetta ai decisori politici prendere atto della realtà. Detto questo, la provincia di Padova è al primo posto in Veneto per numero di progetti: 6.136 in totale, per un valore complessivo di 5,5 miliardi. In particolare, il tram rappresenta l’opera più significativa. La linea Sir2 vale complessivamente 485,83 milioni, di cui 308
milioni finanziati con fondi Pnrr: i pagamenti hanno già raggiunto il 20,1% per la quota Pnrr e il 30,5% sul totale. Per la linea Sir3, invece, il finanziamento complessivo è di 92,3 milioni, con 14,6 milioni provenienti dal Pnrr.. Certo, il disagio dei cantieri lo subiamo anche noi come imprese. Oltre a queste grandi opere, sono previsti numerosi interventi sugli asili nido e importanti lavori delle municipalizzate, soprattutto per la sistemazione delle reti idriche”.
Mi sembra di percepire che è favorevole al Pnrr
“Assolutamente. Lo dico sempre i fondi per finanziare le opere vanno spesi. Ma una buona notizia potrebbe arrivare per quei cantieri che non sono partiti per diverse motivazioni. Infatti potrebbe essere costituito un fondo destinato all’edilizia residenziale, quindi piano casa e su progetti legati ai problemi idrici. Una soluzione che va
incontro ad altre nuove esigenze delle città. Il Pnrr ha portato un segnale positivo sul fronte lavorativo. Le nostre casse edili hanno avuto un salto positivo del 20%, questo significa più manodopera”.
L’edilizia sta cambiando, ma è cambiata anche la mentalità
“La strada è segnata: serve un nuovo modo di costruire. Ce lo richiedono la legge sul consumo di suolo e, soprattutto, i cambiamenti climatici. Non conta solo cosa realizziamo, ma anche come lo facciamo. L’obiettivo è una città a 15 minuti, più vivibile sul piano sociale e più sostenibile dal punto di vista ambientale. Il Pnrr rappresenta un primo passo in questa direzione, ma al governo chiediamo una programmazione più ampia e continuativa, evitando di intervenire solo in situazioni di emergenza”.
Come immagina il futuro dei centri abitati?

“La parola chiave è rigenerazione. Non si tratta solo di un aspetto tecnico, ma soprattutto culturale. Rigenerare vuol dire intervenire sull’esistente senza cancellare la memoria del passato, ma guardando al futuro. È necessario riqualificare il territorio da un punto di vista ambientale e sociale. Gli edifici devono essere funzionali, belli e inclusivi. Gli spazi verdi, invece, sono fondamentali per dare respi-
Il modello Camposampierese: così il digitale diventa leva di coesione sociale
Superati con largo anticipo gli obiettivi del Pnrr: oltre 15.600 cittadini coinvolti e quasi 20.000 servizi erogati. Il Camposampierese, insieme ai Comuni di Vigonza e Vigodarzere, conquista il primato in Veneto per i risultati raggiunti con i Centri di Facilitazione Digitale, nell’ambito della Misura 1.7.2 del Pnrr – Rete dei servizi di facilitazione digitale della Regione del Veneto. Un traguardo corale che premia la scelta di investire sulla cultura digitale come leva di inclusione, innovazione e sviluppo del
territorio. I dati parlano chiaro. Gli obiettivi fissati per l’intero progetto – 9.600 cittadini unici e 14.000 servizi erogati entro il 2025 – sono stati ampiamente superati già ad agosto 2025: 15.614 cittadini unici rendicontati (+162,65% del target) e 19.423 servizi erogati (+134,88% del target). Un risultato frutto del lavoro di rete tra enti, associazioni e facilitatori digitali che hanno accompagnato migliaia di persone in percorsi di alfabetizzazione e consapevolezza digitale. Tra le iniziative di maggiore successo
spicca la “Patente di Smartphone”, un percorso di educazione civica digitale rivolto a studenti, genitori e docenti delle scuole secondarie di primo grado. L’iniziativa, accolta con entusiasmo, sarà rilanciata anche per l’anno scolastico 2025/2026 e ampliata ad altri Istituti Comprensivi del territorio, compreso quello di Campodarsego. Il programma prevede incontri in classe, laboratori per genitori, formazione per insegnanti e la consegna delle “patenti digitali” agli studenti entro marzo 2026.
Grazie ai risultati raggiunti con largo anticipo, il progetto – originariamente in scadenza a dicembre 2025 – potrà proseguire fino ad aprile 2026. Il Camposampierese
ro alle città e a chi le abita. L’obiettivo è creare centri urbani sempre più inclusivi e a misura di cittadino, con particolare attenzione ai giovani e al problema abitativo: esistono molti appartamenti vuoti, chiusi, che vanno ristrutturati e riportati a nuova vita. È essenziale utilizzare al meglio lo spazio già disponibile, anche attraverso servi”.
Sara Busato
rientra così tra gli hub più virtuosi del Veneto, potendo contare su ulteriori risorse regionali per consolidare le attività e ampliare il numero di cittadini coinvolti. (s.b.)

Focus Pnrr/2. Provincia di Padova, corsa a ostacoli per il Pnrr e rischi concreti per i contributi
Comuni sotto pressione per fondi e tempi
L a provincia di Padova guida la classifica regionale per numero di progetti Pnrr: 6.136 interventi per un valore complessivo di 5,5 miliardi di euro. Eppure, dietro questi numeri record, si nasconde un rischio concreto: diciassette milioni di euro destinati all’edilizia scolastica padovana potrebbero non essere spesi in tempo. Dagli uffici della Provincia emerge un quadro preoccupante. La macchina amministrativa locale ha cercato di fare la propria parte, ma si è spesso trovata impantanata tra procedure complesse, burocrazia e lentezze nelle autorizzazioni esterne. Tempi troppo stretti e norme europee rigide che mal si conciliano con la realtà degli enti locali. I piccoli Comuni sono i più penalizzati. Devono affrontare pratiche intricate, carenza di risorse e un sovraccarico dei professionisti coinvolti. Il risultato è un rallentamento diffuso: ottenere i pareri necessari, superare i vincoli urbanistici o reperire fondi aggiuntivi è diventato un percorso a ostacoli. Negli ultimi anni, la concentrazione di molte opere pubbliche attese da tempo ha aumentato esponenzialmente il carico di lavoro di tecnici e studi professionali, impegnati in progettazione, direzione lavori, rendicontazione e collaudi. A questo si somma la cronica mancanza di personale tecnico negli enti locali, frutto del

mancato ricambio generazionale e dei tagli imposti dalla spending review. In caso di sostituzione di imprese che abbandonano i cantieri, le procedure previste dal Codice sono lunghe e complesse, spesso accompagnate da contenziosi che incidono pesantemente sui tempi di realizzazione. Così, gli enti locali finiscono per pagare ritardi di cui non sono direttamente responsabili. Dal canto loro, le imprese lamentano margini di guadagno ormai ridotti al minimo a causa dell’inflazione e dell’aumento dei costi. “Il Pnrr è stata un’occasione importante – osserva Gianluca Dall’Aglio, presidente di Confartigianato Imprese Padova – ma non sempre le risorse sono state indirizzate verso progetti capaci di generare un impatto reale sull’economia locale. Manca una visione che colleghi gli investimenti alle vere priorità del territorio”. Tra queste, Dall’Aglio
cita energia e viabilità, due nodi ancora irrisolti. Sul fronte energetico, Confartigianato chiede misure mirate per potenziare il fotovoltaico sui tetti dei capannoni e sostenere le piccole e medie imprese. Sul piano infrastrutturale, molte aree del Padovano soffrono di criticità legate al traffico e di tratti stradali in attesa da anni di completamento o adeguamento. Infine, il presidente dell’associazione artigiana sottolinea come una parte delle risorse avrebbe potuto essere destinata a ricerca e sviluppo di tecnologie avanzate, settore in cui l’Italia continua a dipendere dall’estero. “Questa dipendenza – conclude – si traduce in un deficit di competitività che penalizza le piccole imprese. Senza una decisa accelerazione su tutti i fronti, Padova rischia di perdere una grande occasione di crescita”
Sara Busato
Il cantiere del Ponte delle Galle: tra sicurezza e disagi
Da sei mesi sono in corso i lavori di riqualificazione del Ponte delle Galle, lungo la Strada Regionale 307 nel territorio di Loreggia. L’intervento rappresenta un passo importante per migliorare la sicurezza e l’efficienza della viabilità locale, oltre a garantire una maggiore protezione idraulica dell’area. Il progetto prevede la costruzione di una nuova struttura capace di assicurare la piena stabilità del ponte e di fronteggiare le piene del Canale Muson dei Sassi. Il nuovo impalcato, realizzato a quota più elevata rispetto all’attuale, sarà dotato di spalle e fondazioni rinforzate, secondo le indicazioni del Genio Civile. Dopo la demolizione dell’attuale ponte in calcestruzzo, sorgerà una nuova struttura mista in ac-

ciaio e calcestruzzo, larga complessivamente 1 2,3 metri, di cui 10,5 destinati alla carreggiata. Il rialzo della quota del piano viario garantirà una maggiore sicurezza sia dal punto di vista statico che idraulico. L’opera, finanziata con fondi del Pnrr per un importo complessivo di 2,5 milioni di euro, comporterà inevitabili disagi alla circolazione fino a mar-
zo 2026, termine previsto per la consegna del nuovo ponte. Nel frattempo, è stato predisposto un piano di deviazioni con percorsi alternativi, segnalati e condivisi con l’amministrazione comunale di Loreggia. Il completamento dei lavori consentirà di migliorare la sicurezza stradale e di ridurre i rischi legati alle esondazioni, restituendo al territorio un’infrastruttura più moderna, efficiente e sicura. Secondo quanto riferito da Giuseppe Franco, direttore generale di Veneto Strade, l’intervento riveste un’importanza strategica per la sicurezza della circolazione e per la messa in sicurezza idraulica della zona, dove il vecchio ponte aveva più volte mostrato criticità durante periodi di pioggia intensa. (s.b.)
Burocrazia, carenza di personale tecnico e procedure complesse rallentano i lavori, mettendo a rischio un’occasione storica per il territorio . Gli artigiani: “Non sempre le risorse sono state indirizzate verso progetti capaci creare reale impatto sull’economia locale”






Il primato di Cardiologia in vetta alla classifica dell’eccellenza sanitaria in Italia fra 1300 centri
del Camposampierese Ovest
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti
Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico
L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul
Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
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Il Pnrr ha portato investimenti e occupazione, ma anche la consapevolezza che l’edilizia deve cambiare pelle


TAGLIO DEL NASTRO A CAMPOSARSEGO PER LA NUOVA ROTATORIA
L’opera, del valore di 600mila euro, è stata cofinanziata dalla Provincia di Padova e completata nei tempi previsti
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider







Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.




Focus Pnrr/1. Il conto alla rovescia preoccupa imprese e istituzioni
La corsa verso il 2026 tra cantieri e l’incognita sui possibili ritardi
Il conto alla rovescia per la conclusione dei cantieri legati al Pnrr (31 agosto 2026) è ormai avviato. Ma qual è la situazione nel territorio padovano? Ne parliamo con un rappresentante di Ance Padova.
Presidente Grosselle a che punto siamo con i lavori del Pnrr in provincia di Padova?
“Il nostro auspicio è che venga concessa una proroga. Il Parlamento europeo ha chiesto di estendere di diciotto mesi la scadenza, per permettere di completare gli interventi che non saranno pronti entro il 31 agosto 2026. Ora spetta ai decisori politici prendere atto della realtà. Detto questo, la provincia di Padova è al primo posto in Veneto per numero di progetti: 6.136 in totale, per un valore complessivo di 5,5 miliardi. In particolare, il tram rappresenta l’opera più significativa. La linea Sir2 vale complessivamente 485,83 milioni, di cui 308
milioni finanziati con fondi Pnrr: i pagamenti hanno già raggiunto il 20,1% per la quota Pnrr e il 30,5% sul totale. Per la linea Sir3, invece, il finanziamento complessivo è di 92,3 milioni, con 14,6 milioni provenienti dal Pnrr.. Certo, il disagio dei cantieri lo subiamo anche noi come imprese. Oltre a queste grandi opere, sono previsti numerosi interventi sugli asili nido e importanti lavori delle municipalizzate, soprattutto per la sistemazione delle reti idriche”.
Mi sembra di percepire che è favorevole al Pnrr
“Assolutamente. Lo dico sempre i fondi per finanziare le opere vanno spesi. Ma una buona notizia potrebbe arrivare per quei cantieri che non sono partiti per diverse motivazioni. Infatti potrebbe essere costituito un fondo destinato all’edilizia residenziale, quindi piano casa e su progetti legati ai problemi idrici. Una soluzione che va
incontro ad altre nuove esigenze delle città. Il Pnrr ha portato un segnale positivo sul fronte lavorativo. Le nostre casse edili hanno avuto un salto positivo del 20%, questo significa più manodopera”.
L’edilizia sta cambiando, ma è cambiata anche la mentalità
“La strada è segnata: serve un nuovo modo di costruire. Ce lo richiedono la legge sul consumo di suolo e, soprattutto, i cambiamenti climatici. Non conta solo cosa realizziamo, ma anche come lo facciamo. L’obiettivo è una città a 15 minuti, più vivibile sul piano sociale e più sostenibile dal punto di vista ambientale. Il Pnrr rappresenta un primo passo in questa direzione, ma al governo chiediamo una programmazione più ampia e continuativa, evitando di intervenire solo in situazioni di emergenza”.
Come immagina il futuro dei centri abitati?

“La parola chiave è rigenerazione. Non si tratta solo di un aspetto tecnico, ma soprattutto culturale. Rigenerare vuol dire intervenire sull’esistente senza cancellare la memoria del passato, ma guardando al futuro. È necessario riqualificare il territorio da un punto di vista ambientale e sociale. Gli edifici devono essere funzionali, belli e inclusivi. Gli spazi verdi, invece, sono fondamentali per dare respi-
Dal municipio al web: dentro la rivoluzione digitale di Villa del Conte
Villa del Conte fa un ulteriore e significativo passo in avanti verso la digitalizzazione dei suoi servizi, inaugurando un nuovo portale web che promette di semplificare notevolmente la vita di cittadini e imprese. Dalla prenotazione di un appuntamento alla possibilità di calcolare l’IMU direttamente da casa, l’obiettivo è rendere l’accesso alla Pubblica Amministrazione più veloce, efficiente e sempre disponibile. Il nuovo sito è l’ultimo tassello di un percorso avviato dall’Amministrazione co-
munale già nel 2019. L’iniziativa risponde alle esigenze di modernizzazione e si allinea agli standard di digitalizzazione previsti anche dal Pnrr. La vera novità è la possibilità di gestire numerose pratiche interamente online, eliminando la necessità di recarsi fisicamente in municipio. Il portale è stato concepito per essere un punto di riferimento completo per informazioni, dati e, soprattutto, servizi. Tra i servizi già attivi, i cittadini possono il calcolare l’IMU in autonomia; iscriversi al
servizio di preaccoglienza scolastica per l’anno 2025/26 e prenotare appuntamenti con gli uffici comunali tramite un sistema digitale. Tutte le operazioni possono essere effettuate in qualsiasi momento della giornata, persino di domenica, semplicemente utilizzando le proprie credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o la Carta d’Identità Elettronica (CIE). Il progetto è il frutto della collaborazione sinergica tra gli uffici comunali, il punto digitale facile “Officine
digitali” e il Gruppo Halley Veneto, l’azienda che ha curato lo sviluppo tecnico della piattaforma. Questa sinergia ha permes-
ro alle città e a chi le abita. L’obiettivo è creare centri urbani sempre più inclusivi e a misura di cittadino, con particolare attenzione ai giovani e al problema abitativo: esistono molti appartamenti vuoti, chiusi, che vanno ristrutturati e riportati a nuova vita. È essenziale utilizzare al meglio lo spazio già disponibile, anche attraverso servi”.
Sara Busato
so di creare uno strumento non solo conforme alle normative, ma anche intuitivo e facile da usare. (s.b.)

Focus Pnrr/2. Provincia di Padova, corsa a ostacoli per il Pnrr e rischi concreti per i contributi
Comuni sotto pressione per fondi e tempi
La provincia di Padova guida la classifica regionale per numero di progetti Pnrr: 6.136 interventi per un valore complessivo di 5,5 miliardi di euro. Eppure, dietro questi numeri record, si nasconde un rischio concreto: diciassette milioni di euro destinati all’edilizia scolastica padovana potrebbero non essere spesi in tempo. Dagli uffici della Provincia emerge un quadro preoccupante. La macchina amministrativa locale ha cercato di fare la propria parte, ma si è spesso trovata impantanata tra procedure complesse, burocrazia e lentezze nelle autorizzazioni esterne. Tempi troppo stretti e norme europee rigide che mal si conciliano con la realtà degli enti locali. I piccoli Comuni sono i più penalizzati. Devono affrontare pratiche intricate, carenza di risorse e un sovraccarico dei professionisti coinvolti. Il risultato è un rallentamento diffuso: ottenere i pareri necessari, superare i vincoli urbanistici o reperire fondi aggiuntivi è diventato un percorso a ostacoli. Negli ultimi anni, la concentrazione di molte opere pubbliche attese da tempo ha aumentato esponenzialmente il carico di lavoro di tecnici e studi professionali, impegnati in progettazione, direzione lavori, rendicontazione e collaudi. A questo si somma la cronica mancanza di personale tecnico negli enti locali, frutto del

mancato ricambio generazionale e dei tagli imposti dalla spending review. In caso di sostituzione di imprese che abbandonano i cantieri, le procedure previste dal Codice sono lunghe e complesse, spesso accompagnate da contenziosi che incidono pesantemente sui tempi di realizzazione. Così, gli enti locali finiscono per pagare ritardi di cui non sono direttamente responsabili. Dal canto loro, le imprese lamentano margini di guadagno ormai ridotti al minimo a causa dell’inflazione e dell’aumento dei costi. “Il Pnrr è stata un’occasione importante – osserva Gianluca Dall’Aglio, presidente di Confartigianato Imprese Padova – ma non sempre le risorse sono state indirizzate verso progetti capaci di generare un impatto reale sull’economia locale. Manca una visione che colleghi gli investimenti alle vere priorità del territorio”. Tra queste, Dall’Aglio
cita energia e viabilità, due nodi ancora irrisolti. Sul fronte energetico, Confartigianato chiede misure mirate per potenziare il fotovoltaico sui tetti dei capannoni e sostenere le piccole e medie imprese. Sul piano infrastrutturale, molte aree del Padovano soffrono di criticità legate al traffico e di tratti stradali in attesa da anni di completamento o adeguamento. Infine, il presidente dell’associazione artigiana sottolinea come una parte delle risorse avrebbe potuto essere destinata a ricerca e sviluppo di tecnologie avanzate, settore in cui l’Italia continua a dipendere dall’estero. “Questa dipendenza – conclude – si traduce in un deficit di competitività che penalizza le piccole imprese. Senza una decisa accelerazione su tutti i fronti, Padova rischia di perdere una grande occasione di crescita”
Sara Busato
Scuole, famiglie e Comuni connessi: l’esperimento digitale che ha riscritto il Piano
Superati con largo anticipo gli obiettivi del PNRR: oltre 15.600 cittadini coinvolti e quasi 20.000 servizi erogati. Il Camposampierese, insieme ai Comuni di Vigonza e Vigodarzere, conquista il primato in Veneto per i risultati raggiunti con i Centri di Facilitazione Digitale, nell’ambito della Misura 1.7.2 del PNRR – Rete dei servizi di facilitazione digitale della Regione del Veneto. Un traguardo corale che premia la scelta di investire sulla cultura digitale come leva di inclusione, innovazione e sviluppo del territorio. I dati parlano chiaro. Gli obiettivi fissati per l’intero progetto – 9.600 cittadini unici e 14.000 servi-
zi erogati entro il 2025 – sono stati ampiamente superati già ad agosto 2025: 15.614 cittadini unici rendicontati (+162,65% del target) e 19.423 servizi erogati (+134,88% del target). Un risultato frutto del lavoro di rete tra enti, associazioni e facilitatori digitali che hanno accompagnato migliaia di persone in percorsi di alfabetizzazione e consapevolezza digitale. Tra le iniziative di maggiore successo spicca la “Patente di Smartphone”, un percorso di educazione civica digitale rivolto a studenti, genitori e docenti delle scuole secondarie di primo grado. L’iniziativa, accolta con entusiasmo, sarà rilanciata anche per
l’anno scolastico 2025/2026 e ampliata ad altri Istituti Comprensivi del territorio, compreso quello di Campodarsego. Il programma prevede incontri in classe, laboratori per genitori, formazione per insegnanti e la consegna delle “patenti digitali” agli studenti entro marzo 2026. Grazie ai risultati raggiunti con largo anticipo, il progetto – originariamente in scadenza a dicembre 2025 – potrà proseguire fino ad aprile 2026. Il Camposampierese rientra così tra gli hub più virtuosi del Veneto, potendo contare su ulteriori risorse regionali per consolidare le attività e ampliare il numero di cittadini coinvolti. (s.b.)
Burocrazia, carenza di personale tecnico e procedure complesse rallentano i lavori, mettendo a rischio un’occasione storica per il territorio









Sicurezza in Pronto
Soccorso: braccialetti anti aggressione per il personale sanitario
di Castelfranco
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti
Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico
L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul
Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
Investimenti significativi, ma resta la sfida di mantenere qualità, sostenibilità e accessibilità nel tempo, carenza di abitazioni per le famiglie


MOBILITÀ CASTELLANA: NASCE IL NUOVO DEPOSITO MOM
Su 22mila metri quadrati, il nuovo centro Mom potrà ospitare fino a 74 autobus e garantirà rifornimenti in tempi record grazie al Gnl
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider
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Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo



















Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<


S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.




in transizione dopo il Pnrr: ben 247mila le case mancanti
’edilizia italiana naviga in acque incerte. Archiviata la stagione dei grandi boom postSuperbonus e in attesa che si esaurisca l’onda lunga del PNRR nel 2026, il settore si prepara a un 2025 di “transizione” verso un ciclo più moderato. Come confermano da Ance Rovigo Treviso, la vera sfida non è però solo il rallentamento degli investimenti, ma l’incapacità strutturale di rispondere a un’emergenza sociale crescente: la drammatica carenza di alloggi adatti ai nuovi, e sempre più piccoli, nuclei familiari italiani.
Il comparto delle costruzioni affronta una fase di incertezza, stretta tra l’effetto trainante degli investimenti pubblici e il rischio di un rallentamento post-Pnrr.
Ottaviano De Biasi, Presidente di Ance Rovigo Treviso, ha tracciato il quadro, sottolineando che tutte le imprese stanno vivendo una
situazione di incertezza a causa delle tensioni geopolitiche, con ripercussioni sulla crescita e sulle esportazioni che al momento restano contenute.
Il mercato delle costruzioni, che ha tempi più lenti, continua ad essere sostenuto in Italia dalle opere pubbliche per effetto del Pnrr, un impulso destinato però ad esaurirsi nel 2026.
In negativo, invece, si collocano gli interventi di riqualificazione, in particolare in alcuni segmenti come distribuzione, finiture ed efficientamento energetico. Questo calo si mantiene intorno a un -10% dopo gli eccezionali picchi registrati con i superbonus, risultando quindi un ridimensionamento fisiologico. Il mercato delle nuove costruzioni residenziali mostra segnali modesti, mentre una certa vitalità emerge dall’edilizia non residenziale, con settori come la logistica in forte spinta.
Dal degrado alla rinascita (a caro prezzo)
Proseguono i lavori di recupero e valorizzazione della Barchessa degli Strepiti, edificio di proprietà dell’Università di Padova, in comodato d’uso al Comune di Castelfranco, collocato all’ingresso occidentale di Parco Bolasco. Grazie ai fondi Pnrr, 3,3 milioni di euro, a cui vanno aggiunti 216mila euro da risorse comunali e circa 291mila euro dal Fondo opere indifferibili, l’edificio ospiterà la sede dell’Osservatorio Regionale per il Paesaggio, con l’obiettivo di studiare e valorizzare il rapporto tra ambiente, benessere e comunità. All’interno dei circa 1.200 metri quadrati del complesso sorgeranno spazi moderni e versatili: sale per mostre, eventi e conferenze, aule per attività forma-
Nonostante le difficoltà, i livelli complessivi del settore restano ancora ben più alti rispetto a quelli del 2019 e anche il mercato immobiliare mostra segni positivi. Il Vice Presidente Vicario, Alex Saggia, conclude l’analisi con una riflessione prospettica. A suo parere, il 2025 sarà un anno di transizione per il mercato delle costruzioni, che vedrà una progressiva uscita dalla fase di boom e l’ingresso in un ciclo più moderato.
La vera emergenza, come si legge nell’ultimo rapporto Cresme, non è solo il rallentamento degli investimenti, ma la difficoltà del sistema edilizio nel rispondere alla domanda reale di abitazioni, un problema rilevato anche nel territorio dell’associazione.
Tra il 2018 e il 2023, la popolazione italiana è diminuita, ma le famiglie sono aumentate di oltre 714.000 unità, con una notevole crescita dei nuclei familiari più
tive e ludiche, uffici, spazi di accoglienza e ristoro, bookshop e zone di socialità. Tutti gli ambienti saranno progettati per essere flessibili e modulabili, così da ospitare sia grandi gruppi che attività più raccolte, adattandosi alle diverse esigenze culturali e didattiche. Con il termine lavori previsto per metà del 2026, la Barchessa diverrà dunque un punto di incontro dedicato alla cultura e alla condivisione, raggiungibile dal percorso ciclo-pedonale tra via Ospedale e il viale d’accesso a villa Parco Bolasco. Inaugurata nel settembre 2024, la pista ciclabile è stata resa possibile grazie a un investimento di 1 milione e 150mila euro, dei quali 950mila provenienti dai fondi Pnrr. Un progetto che

piccoli. Questo nuovo fabbisogno è stato in gran parte disatteso e, anche con le stime più ottimistiche del Cresme, mancano almeno 247mila case. L’Italia è oggi uno dei Paesi europei con il peggior rapporto tra nuove costruzioni e crescita delle famiglie. A questa carenza si aggiunge l’inadeguatezza delle tipologie edilizie rispetto alla domanda reale, con nuclei familiari più piccoli, giovani e
ha visto anche la realizzazione di un parcheggio da oltre 50 stalli, all’imbocco ovest della pista ciclabile, utile sia per la vicina sede dell’istituto alberghiero Maffioli, ospitato nell’entrata vecchia dell’ospedale, sia per le attività della poco distante Piazza Giorgione e delle vie limitrofe. “Sono molto felice di questo importante intervento sulla Barchessa degli Strepiti – ha dichiarato il sindaco Stefano Marcon – Saranno restituiti alla città 1.200 metri quadrati di spazi interni e nuove aree esterne. Con la riqualificazione della Barchessa, dell’ex ospedale e con la pista ciclabile, completiamo la rigenerazione di un’intera area della città in pieno centro storico”. (l.s.)
anziani, che richiedono soluzioni più flessibili, sostenibili e accessibili. La questione della domanda abitativa e dell’housing sociale, le politiche energetiche, la gestione del territorio, la mancanza di lavoratori e l’esaurirsi della spinta del Pnrr confermano la necessità di uno scenario strategico di medio periodo basato su una forte spinta innovativa del settore. Sara Busato




Focus PNRR/2. L’intervento risponde alla mancanza delle prestazioni per l’infanzia
Carenza di servizi per i più piccoli ed elevati costi di accesso, che fare?
La mancanza di asili nido e di servizi per l’infanzia è uno dei temi ricorrenti che riguardano anche Castelfranco e la Castellana. Diverse sono le voci che sottolineano come anche nel nostro territorio i servizi siano insufficienti, sebbene in linea con la media veneta e provinciale, come osservato dal Coordinamento Volontariato della Castellana: “La mancanza di sufficienti posti di asilo nido e di asilo, abbinata all’elevato costo di accesso al servizio, è un grave problema educativo, economico, culturale e alla fine sociale che limita sia i bambini che le loro famiglie ed in particolare le donne ed il loro diritto di autonomia”. Per supplire a questa mancanza, il Comune di Castelfranco è riuscito ad ottenere i fondi Pnrr per la realizzazione di un nuovo asilo nido comunale, realizzato in via Enego ed entrato in funzione all’inizio di quest’anno scolastico. Per la realizzazione della nuova struttura, il Comune ha ottenuto un finanziamento europeo da 1 milione e 840 mila euro, a cui sono stati aggiunti 610mila euro di risorse comunali e 184 mila euro di fondi per opere indifferibili da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, per un totale di 2 milioni e 634 mila euro. Il nuovo asilo, con circa 870 metri quadrati di superficie coperta, si sviluppa su un unico

piano fuori terra e si caratterizza per gli spazi moderni, luminosi e funzionali delle aule interne, che si affacciano direttamente sull’ampio giardino. La struttura vede nuclei funzionali ben definiti, per poter accogliere bambini dai 3 mesi ai 3 anni, divisi in lattanti nell’area micronido e divezzi e semi-divezzi nell’asilo nido. Attualmente la capienza del nido è di 42 posti, dei quali 12 per la sezione lattanti, ma è previsto per il futuro un aumento dell’offerta. Lo spazio connettivo dell’asilo, come le aule, è in continuità visiva col verde al contorno: tutti i locali del nuovo asilo sono conformi alle normative vigenti in materia di salubrità, illuminazione e aerazione naturale. L’edificio sarà inoltre “Nzeb” (Nearly Zero Energy Building, edificio a energia quasi zero), con energia elettrica generata dall’impianto fotovoltaico e senza consumo di gas naturale. Il nuovo edificio ha permesso inoltre il tem-
poraneo spostamento degli alunni della limitrofa scuola dell’infanzia di Largo Asiago, dove sono iniziati i lavori di adeguamento sismico ed efficientamento energetico. Interventi che vedranno anche una ristrutturazione della struttura, realizzata nel 1978, per permettere il raddoppio della capienza, venendo incontro alle richieste della cittadinanza, potendo ospitare molti più bambini. Nell’ultimo anno scolastico, sono stati 76 i bambini della scuola dell’infanzia (di cui 61 residenti in città), che fanno di Largo Asiago uno degli istituti dell’infianzia più frequentati di Castelfranco. I lavori, che vedranno tra gli altri la realizzazione di un cappotto esterno, la sostituzione dei serramenti e interventi sugli impianti, sono finanziati per 1 milione di euro dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr) e da 1 milione e 200 mila euro da risorse comunali.
Leonardo Sernagiotto
Castelfranco e il “tesoro” del Pnrr: dove finiscono i milioni?
Oltre al nuovo asilo nido, Castelfranco ha ottenuto altri fondi del Pnrr volti all’edilizia scolastica, che sono stati investiti per la realizzazione di due nuove mense scolastiche. La prima è a servizio della scuola primaria “C. Colombo”, in via Verdi, a fianco della scuola media Sarto. Si tratta di un nuovo fabbricato, con una superficie di 305 metri quadrati, di cui 205 di mensa e spazi di servizio e 95 di portici. La struttura offre un centinaio di posti per le cinque classi a tempo pieno della scuola, che ora possono godere di un ambiente ampio e luminoso di 300 metri quadrati, di cui 205 destinati alla mensa e agli spazi di servizio, mentre i restanti 95 sono occupati dai portici. L’intervento ha avuto un costo complessivo di 708mila euro, finanzia-

to per 380mila euro dal Pnrr e per 290mila euro con risorse comunali.
Anche la scuola primaria “F.M. Preti” di Salvatronda ha visto la realizzazione di una nuova mensa, per un investimento di circa 480mila euro, dei quali 300mila da finanziamento Pnrr. L’accesso alla mensa è diretto: gli alunni vi accedono dall’interno del plesso scolastico mediante una pensilina di collegamento con la nuova co-
struzione.
A pochissima distanza dalla scuola di Salvatronda è stata inoltre riqualificata la piazza frazionale, intervento anch’esso finanziato da fondi europei, per un totale di 620mila euro (di cui 101 mila da risorse comunali). I lavori hanno permesso la messa in sicurezza dell’incrocio tra via Lovara e via Centro e la realizzazione di nuovi parcheggi, ma anche interventi di maggior decoro, tra cui una nuova recinzione della scuola Preti, un miglioramento dei marciapiedi (rifatti in porfido) e un maggiore risalto sia del cippo gromatico, antica testimonianza della centuriazione romana, sia del bagolaro secolare, monumento vivente a cui i cittadini di Salvatronda sono molto legati. (l.s.)
Con un investimento complessivo di 2,6 milioni di euro, il Comune apre un nido Nzeb a basso impatto energetico. La struttura accoglierà 42 bambini e rappresenta una risposta concreta alle esigenze delle famiglie e delle donne del territorio









Intervento innovativo all’Ospedale dell’Angelo: ricostruita la lingua di una trentenne
di Cavarzere
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti


Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico

L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul
Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
A Cavarzere sei grandi cantieri per cambiare e riqualificare il territorio. In arrivo anche la nuova Casa di Comunità. Centrosinistra all’attacco: “I progetti? Quelli ideati dalla precedente amministrazione”


Maggioranza e opposizione unite nel dire no al progetto della Green Large Solution srl
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider
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Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.




Focus PNRR/1. Il punto del sindaco di Cavarzere Pierfrancesco Munari
Sei grandi cantieri sotto la lente, ecco dove finiscono i milioni Ue
Atteso il completamento della mensa all’interno della scuola Collodi. Il Pinqua a marzo 2026
S
ulla questione dei lavori del Pnrr a Cavarzere a fare il punto della situazione chiarendo i progetti portati a termine è il sindaco del paese Pierfrancesco Munari. “Noi - dice Munari - abbiamo 6 grandi cantieri del Pnrr che in parte abbiamo già consegnato alla città e in parte verranno consegnati entro il marzo del 2026. Il primo cantiere consegnato, è stato quello di via Matteotti, quindi abbiamo riqualificato l’intera area, mettendo in sicurezza anche gli oltre 50 pini marittimi della strada, andando a modificare e a sistemare il manto stradale che per tanti decenni era in condizioni vergognose a seguito dell’azione delle radici. E’ stata fatta la cordonata, per cui ci auguriamo di fare successivamente anche marciapiedi e la pista ciclabile. Questo era un finanziamento di circa mezzo milione di euro”. Il secondo can-
tiere del Pnrr consegnato è quello del Ponte Caduti della Libertà, la cui inaugurazione è stata qualche mese fa, a giugno. “Un cantiere - dice Munari - costato circa 906 mila euro, che ha riqualificato e reso sicuramente molto più sicuro e bello il nostro ponte sull’Adige”. Ma non finisce qui. “Abbiamo - spiega Munari - un terzo lavoro che è di un milione e 570 mila, per la ricodificazione urbana dell’impianto sportivo di via Spalato. Le tribune e gli spogliatoi sono stati interamente realizzati e a brevissimo le consegneremo alla cittadinanza, così come il campo da padel nell’antistante campo da tennis. Abbiamo avuto un problema di un rinvenimento di una discarica abusiva nel campo da calcio e il terreno inquinato con il rifiuto sta per essere completamente asportato e quindi si procederà alla piantumazione del manto entro il mese
Con i fondi Pnrr sarà pronta per il 2026 anche la nuova Casa di Comunità di Cavarzere. Il progetto per la nuova Casa della Comunità prevede la demolizione di un edificio in disuso e la costruzione di un nuovo fabbricato ad un piano, adeguato per le prestazioni previste , tale da costituire un importante punto di riferimento per i servizi sanitari e assistenziali del territorio. A Cavarzere, l’edificio (820 metri quadri) prenderà il posto di quello presente all’interno del-

Sanità, in arrivo la nuova Casa di Comunità
la Cittadella socio-sanitaria. Si tratta di una struttura che dovrebbe operare senza soluzione di continuità, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7,con una équipe multi professionale composta da specialisti, medici di famiglia, pediatri di libera scelta ed infermieri di famiglia e di comunità.
“L’investimento previsto (dell’importo complessivo di oltre 2,5 milioni di euro) - precisa l’Ulss 3 Serenissima - finanzia la realizzazione di luoghi fisici di prossimità e facile individuazione dove la co-



munità può accedere per poter entrare in contatto con il sistema di assistenza sanitaria, sociosanitaria e sociale. L’obiettivo è di offrire assistenza sanitaria di prossimità ai residenti, assicurando il servizio principalmente alla popolazione più anziana, riducendo così il numero delle ospedalizzazioni anche non urgenti. In questo modo le cure sanitarie sul territorio saranno coordinate in modo efficiente e rapido per rispondere ai bisogni dei cittadini”. (a.a,)
Alessandro Abbadir
di novembre, per consegnarlo al prossimo anno alla società che risulterà assegnataria del campo. Abbiamo poi in fase di ultimazione i lavori sulla sinistra Adige per circa 700 mila euro, con il posizionamento del guardrail per chilometri e chilometri di strada dove era assente, e anche la riasfaltatura del pezzo di strada che va da Boscochiaro a San Pietro. C’è poi un altro lavoro che dovrebbe essere concluso entro novembre-inizio dicembre, che è quello della mensa all’interno della scuola Collodi. E’ di un 1 milione e 200 mila euro circa, il valore dell’intervento. Verrà realizzata tra due plessi già esistenti una struttura molto grande dove i ragazzi potranno mangiare e sarà anche uno spazio polivalente”. Della struttura sono stati ultimati anche gli impianti, si sta aspettando l’arredamento. “Ultimo ma non ultimo perché è quello più rilevante dal punto di vista economico per oltre 4 milioni è il progetto Pinqa - conclude Munari - che è un progetto integrato sulla qualità dell’abitare. Prevede due stralci, uno in via Marconi con la realizzazione di 4 unità abitative, l’altro in via Cavour con la realizzazione di 10 unità abitative. Le costruzioni stanno proseguendo e ci auguriamo di rispettare i termini del 31 marzo per la consegna dell’opera, e del giugno 2026 per la sua rendicontazione”.

“I progetti? Tanti quelli ideati dalla precedente amministrazione”
“A4 anni dall’insediamento dell’attuale amministrazione Munari, il bilancio delle opere realizzate racconta una realtà difficile: senza i finanziamenti del Pnrr, ben poco sarebbe stato realizzato”. A dirlo sono le segreterie congiunte di Sinistra Italiana e Pd a Cavarzere. “Nonostante le promesse elettorali di rilancio e trasformazione del territoriospiega la consigliera e capogruppo del Pd Heidi Crocco - gran parte dei progetti annunciati e in fase di realizzazione si reggono quasi esclusivamente su risorse provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L’attuale giunta ha scelto di concentrare i propri sforzi sulla partecipazione di bandi Pnrr, trascurando però di costruire una propria capacità progettuale autonoma. In assenza di fondi europei oggi ci troveremmo con le stesse criticità di ieri: strade dissestate, edifici pubblici obsoleti, servizi poco efficienti, zero manutenzione e periferie dimenticate”. Per Pd e Sinistra Italiana tra le opere, alcune meritano una riflessione approfondita. “La messa in sicurezza del Ponte Caduti della Libertà è avvenuta grazie a un finanziamento di 907.000 ottenuto nel 2021 durante la precedente amministrazione- dice Crocco. Lo stesso per i 490.000 euro destinati alla sistemazione di via Matteotti.

Tutti progetti ottenuti dall’amministrazione precedente ma che il sindaco Munari ha difficoltà nel ricordare”. Sul cantiere degli impianti sportivi di via Spalato ricorda il Pd “a giugno 2024 l’assessore Bernello aveva annunciato l’imminente consegna dei nuovi campi da calcio e da padel. Ad oggi però, nessuna delle due opere è completata. Sulla nuova mensa scolastica: i lavori sono iniziati nella primavera del 2024 tuttavia ci troviamo con l’ennesima proroga e la conclusione lavori prevista per dicembre 2025”. Il progetto Pinqua per le opposizioni è un altro nodo critico: ”ovvero la realizzazione di una struttura social housing composta da 14 alloggi popolari. Il progetto,inizialmente finanziato con 2,656.080 milioni di euro, ha visto un aumento vertiginoso dei costi fino a 4 milioni
e 390.000 euro, di cui ben 754.085 sono solo di spese tecniche. Il confronto con altre realtà è impietoso: a Rovigo, progetti analoghi realizzati con i fondi del piano nazionale per la qualità della abitare, utilizzando le stesse normative, hanno un costo medio di 2000 euro al metro quadrato, interamente finanziati,senza nessun onere aggiuntivo per il bilancio comunale. A Cavarzere, invece, il costo medio per ciascuno alloggio (circa 70 metri quadri netti) ammonta 300.000 euro. Il contributo finanziario a carico del Comune sarà pari a 1milione e 477.920 euro un impegno economico considerevole che potrebbe pesare a lungo sulle casse cittadine. A fronte di queste cifre è lecito chiedersi: quanti altri interventi si sarebbero potuti realizzare con una cifra simile”?
Alessandro Abbadir
Maria Trombetta Project Manager Pnrr: “In difficoltà sono andati spesso i piccoli Comuni”
“Il Pnrr? In difficoltà sono andati a volte i piccoli Comuni che non avevano le strutture e le competenze dal punto di vista tecnico, progettuale e gestionale per affrontare una sfida così importante per il loro territorio. Siamo stati però proprio a loro di supporto aiutandoli a superare via via le difficoltà ”. A dirlo è Maria Trobetta ingegnere edile del pool di lavoro “Progetto 1000 Esperti” come Project Manager Pnrr della Regione alla Città Metropolitana di Venezia. “Il Veneto - spiega l’ingegner Trombetta - in questa partita ha avuto una altissima percentuale di finanziamenti intercettati, il 90 % dei casi che si tradurranno in
nuove opere. Si tratta di una percentuale in linea con gli standard delle regioni europee. Lo staff di cui faccio parte è stato istituito oltre 4 anni fa con la nascita del Pnrr, in seguito all’emergenza della pandemia di Covid 19. In quel caso fu istituita una cabina di regia in Regione, guidata dalla dottoressa Vidotti con sede sia a Palazzo Balbi che in un’altra distaccata a Venezia. Io sono stata destinata con altri, all’area del Veneziano. Come esperti abbiamo affiancato quindi Comuni e la Città Metropolitana di Venezia per poter portare a termine i progetti dando indicazioni sotto diversi aspetti. Lo staff in questi anni ha lavorato comple-
tando via via le varie fasi previste. Da un lato si è concentrato sul fatto che bisognava aiutare i Comuni o le Province a reperire risorse anche attraverso la corretta adesione ai bandi. Si sono controllati i lavori e le progettazioni, la loro realizzazione. Ora la fase verso cui ci avviamo, dopo la conclusione delle opere (che è prevista per la primavera 2026) è quella della rendicontazione che deve concludersi a giugno 2026”. Una volta completate le opere infatti, per non perdere i finanziamenti sarà importante ed allegare tutto il lavoro fatto, certificando che le opere rientrano nel Pnrr e che sono stati seguiti tutti i passaggi previsti. (a.a.)
“Sul Pinqa costi sono lievitati in modo abnorme. Ritardi sulla mensa e campo sportivo. In assenza di fondi europei oggi ci troveremmo con le stesse criticità di ieri: strade dissetate, edifici pubblici obsoleti e servizi poco efficienti”








Intervento innovativo all’Ospedale dell’Angelo: ricostruita la lingua di una trentenne
di Chioggia
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti
Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
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Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico
Movimento 5 Stelle: “Per la Regione candidati scelti dalla base, non imposti”
A Chioggia sistemati tanti parchi, definiti progetti sociali e culturali, ma ad ora non è ancora completata l’Arena Duse. Le critiche puntuali della consigliera comunale Pd Barbara Penzo
L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul

La perdita scende a circa 1,5 milioni di euro, in miglioramento rispetto agli anni precedenti
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider








Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.





Focus PNRR/1. L’analisi degli interventi sul territorio
Parchi, progetti sociali e culturali, ma non è ancora completata l’Arena Duse
In viale Umbria la storica vasca dei pesci è stata sostituita da uno spazio sensoriale
P archi pubblici e la copertura dell’Arena Duse per quanto riguarda le opere pubbliche Chioggia si è concentrata su questi interventi, finanziandoli con il Pnrr. Ma non ci sono state solo opere pubbliche. “Con il Pnrr, poi ci sono stati altri interventi - spiega il sindaco Mauro Armelao - come la cultura e la semplificazione con il “Punto facile digitale”. Abbiamo rifatto il sito internet del Comune con i soldi del Pnrr. Si sono fatte delle cose nell’ambito del sociale come la “Stazione di posta”, il segretariato sociale e anche questi progetti sono stati tutti portati a termine”. Ma torniamo alle opere pubbliche. “I parchi sono stati realizzati per un totale di circa 5 milioni 200 mila euro: a Sant’Anna, Valli, Isola Verde e zona a ridosso dell’Arena Duse, tutti comple-
tati, tutti fatti con il Pnrr e poi sempre per quanto riguarda le opere pubbliche si è realizzata la copertura, ma solo la copertura dell’Arena Duse - continua il primo cittadino. Opera che sarà conclusa per la fine del mese di ottobre, novembre 2025 al massimo. Per quanti riguarda l’Arena Duse nello specifico l’intervento consiste nella realizzazione di una copertura dell’attuale Arena, attualmente scoperta e in stato di abbandono. “Si tratta - spiega Armelao - di una zona strategica della nostra nostra città che abbiamo voluto recuperare”. “I lavori sono iniziati - precisa l’assessore Angelo Mancin - a gennaio 2024 per un importo di oltre 3 milioni e 900.000 euro, con una linea di finanziamento del Pnrr. Si tratta di una copertura che prevede anche pannelli fotovol-
taici, per una sostenibilità sia dei costi che ambientale. Un progetto importantissimo al quale l’amministrazione comunale tiene molto”. A Sant’ Anna di Chioggia l’intervento ha riguardato i giochi e il verde. Sono stati mantenuti due giochi esistenti (altalena e trenino) e ne è stato aggiunto un terzo che simula una stazione ferroviaria su pavimentazione antitrauma in gomma colata. Sostituita la vecchia recinzione. Sono stati posizionati pannelli decorativi. Sono state posizionate nuove panchine, cestini, una fontanella e due portabici all’ingresso da otto posti. Per quanto riguarda il verde, è stato predisposto l’impianto di irrigazione. Nei giardini di viale Umbria gli spazi sono stati ridisegnati creando delle isole gioco, tanto verde e percorsi accessibili, la storica vasca dei pesci è stata sostituita da uno spazio sensoriale che offrirà un’oasi di tranquillità e stimolerà
“Punto facile digitale”, si cerca di colmare il digital divide
Chioggia è entrata a far parte della rete capillare e strutturata di punti di facilitazione digitale, costituitasi sul territorio del Veneto. Un obbiettivo che nel 2024 è stato raggiunto grazie ad un progetto “Punto facile digitale” finanziato con i fondi Pnr. Gli obiettivi specifici del progetto portati a termine sono stati: accrescere le competenze digitali dei cittadini, favorendo l’alfabetizzazione digitale, al fine di consentire la diffusione dell’utilizzo dei servizi digitali della PA, incentivando e potenziando l’uso dei servizi online. “Dopo questo primo step di avvio del primo Punto Facile Digitale a Chioggia - ha sottolineato il Comune - l’impegno è quello di promuovere le condizioni ottimali per
l’esercizio del diritto di cittadinanza e l’inclusione sociale, che proseguirà non solo con l’organizzazione di un orario da sperimentale a quanto più coerente con le esigenze dei cittadini, ma anche con l’apertura di un Punto facile digitale mobile, che attraverso una serie di eventi e iniziative formative itineranti rispetto il vasto territorio comunale, comprendendo anche le frazioni, potrà contribuire a colmare il digital divide attualmente esistente in materia di servizi e competenze digitali”. L’importo Pnrr dei punti di facilitazione digitale a Chioggia a supporto delle attività di funzionamento, è di 88.500 euro da utilizzarsi entro il 31 dicembre 2025. (a.a.)

alcuni dei 5 sensi. Poi l’intervento nei giardini di Valli. “Dopo il posizionamento delle giostrine in centro frazione - ha detto l’assessore Serena de Perini - adesso siamo orgogliosi di aver completato questo intervento imponente che riqualifica un’area
prima inutilizzata, tra l’altro con la realizzazione di un’area sgambamento cani”. La vicesindaco ha sottolineato come il progetto di sistemazione delle aree verdi abbia visto la piantumazione in totale di circa 250 nuovi alberi. Alessandro Abbadir






Focus PNRR/2. Interviene l’ingegner Maria Trombetta, Project Manager
“Numerose le difficoltà incontrate dai nostri piccoli e medi Comuni”
“Il Pnrr? In difficoltà sono andati non di rado i piccoli Comuni, ma anche quelli di medie dimensioni che non avevano le strutture e le competenze dal punto di vista tecnico, progettuale e gestionale per affrontare una sfida così importante per il loro territorio, come possono averle ad esempio le città dei capoluoghi. Siamo stati però proprio a loro di supporto, aiutandoli a superare via via le difficoltà ”. A dirlo è Maria Trobetta ingegnere edile che partecipa attivamente al pool di lavoro “Progetto 1000 Esperti” come Project Manager Pnrr della Regione Veneto presso la Città Metropolitana di Venezia. “Il Veneto - spiega l’ingegner Trombetta - in questa partita ha avuto una altissima percentuale di finanziamenti intercettati, il 90 % dei casi che si tradurranno in nuove opere e interventi. Si tratta di una percentuale in linea con gli standard delle regioni europee. Lo staff di cui faccio parte è stato istituito oltre 4 anni fa con la nascita del Pnrr, in seguito all’emergenza della pandemia di Covid 19. Fu istituita una cabina di regia in Regione Veneto, guidata
dalla dottoressa Vidotti, una cabina di regia regionale che ha sede sia a Palazzo Balbi che in un altro edificio a Venezia. Io sono stata destinata con altri colleghi all’area del Veneziano. Come esperti abbiamo affiancato quindi Comuni, enti, e la Città Metropolitana di Venezia per poter portare a termine i progetti dando indicazioni sotto diversi aspetti. Lo staff in questi anni ha lavorato completando via via varie fasi previste. Da un lato si è concentrato sul fatto che bisognava aiutare i Comuni o le Province a reperire risorse anche attraverso la corretta adesione ai bandi. Si sono controllati i lavori e le progettazioni, la loro realizzazione. Ora la fase verso cui ci avviamo, dopo la conclusione delle opere che è prevista al massimo per la primavera 2026, è quella della rendicontazione”. Una volta completate le opere infatti per non perdere i finanziamenti sarà importante documentare ed allegare tutto il lavoro fatto, certificando altresì di aver scrupolosamente aderito a tutte le normative e che le opere rientrano in quelle previste dal Pnrr, seguendo tutti i passaggi

previsti. Il tutto sarà caricato in piattaforme di gestione entro la data del 30 giugno 2026, per non perdere i finanziamenti europei. “Non tutte le opere sono proseguite con lo stesso ritmo - conclude l’ingegner Trombetta. Ci sono opere che sono già concluse, altre che si concluderanno nei prossimi mesi. In tanti progetti gli enti locali hanno integrato con fondi propri, i finanziamenti Pnrr“. In alcuni casi i Comuni spesso quelli più piccoli, ma anche quelli di medie dimensioni, rendendosi conto che non ce l’avrebbero fatta a concludere i lavori nei tempi utili, hanno preferito rinunciare ai fondi e a programmare e finanziare gli interventi ora, cercando così altre risorse e spostando i lavori più in là nel tempo.
Alessandro Abbadir
L’accusa di Barbara Penzo (Pd): “Il cambio dirigenza ha rallentato gli interventi”
“Su certe progettualità il Comune di Chioggia si è fermato per diversi mesi, ora stanno correndo per completare le progettazioni Pnrr che riguardano soprattutto l’area sociale”. A dirlo è la consigliera comunale del Pd Barbara Penzo. “Nel Comune di Chioggia sul tema Pnrr si è fatto un momento di stasi assoluta nei mesi scorsi - dice - e questa cosa secondo me è stata dovuta al fatto che c’è stato un cambio della dirigenza, la dirigenza era quella che ha sostenuto tutta la progettualità Pnrr. E’ stata poi invece a mio avviso delegittimata dall’incarico che gli era stato dato, a causa dell’incarico conferito ad un dirigente nuovo che è il dottor Bursato. A nostro avviso c’è stato così un rallentamento di tutte le progettualità in essere, quindi
“La fase verso cui ci avviamo, dopo la conclusione delle opere che è prevista per la primavera 2026, è quella della rendicontazione”







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Dirette dai campi delle principali squadre di calcio venete e aggiornamenti in tempo reale di volley, basket e rugby delle squadre della nostra regione
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da quella della stazione di posta, quella dell’housing, quella della disabilità nella struttura di Calino e altre. Anche i diversi soggetti attuatori ovviamente erano in difficoltà con gli appalti e con i lavori di riqualificazione e di ristrutturazione e chiedevano ovviamente degli anticipi per continuare gli interventi”. Recentemente c’è
stata una svolta e una accelerazione. “È vero - sottolinea Penzo - che adesso hanno ripreso da poco e di corsa i lavori, perché entro il 31 marzo 2026 il Comune deve non solo completare tutte le progettualità in essere, ma poi e soprattutto, deve anche rendicontare il tutto entro giugno del 2026 come previsto a livello europeo. Gli anticipi dei pagamenti si sono decisi praticamente poco tempo fa. Il Comune su questo ha molto esitato e quindi i lavori si sono fermati per un po’. Adesso bisogna accelerare, e in Comune dovranno veramente correre perché il tempo a disposizione è davvero poco”. Insomma su certe aree per le progettualità del Pnrr secondo la consigliera di opposizione Barbara Penzo, non tutto è filato liscio a Chioggia. (a.a.)












































Il primato di Cardiologia in vetta alla classifica dell’eccellenza sanitaria in Italia fra 1300 centri
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti

Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
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Febbrile conto alla rovescia a Conselve per completare in tempo le nuove scuole, è scontro politico sulle soluzioni per la viabilità



Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico

L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul

Entrate in funzione le centraline attive 24 ore su 24 nelle due estremità del centro, dati accessibili a tutti dal portale web
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider



Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.




Focus PNRR/1. Entro primavera 2026 dovrà essere completato il polo di via Traverso
Corsa contro il tempo per le nuove scuole tra le incognite del budget e della viabilità
L’opposizione consiliare solleva dubbi sull’impatto delle strutture in centro
Oltre dieci milioni di euro dal Pnrr per le nuove scuole primaria e secondaria in costruzione nel polo scolastico di via Traverso, i lavori proseguono a ritmi serrati per rispettare il cronoprogramma: se non ci saranno intoppi a settembre 2026 gli alunni entreranno nei due nuovi edifici.
In municipio l’attività è febbrile per rispettare i tempi e garantire la corretta regolarità di esecuzioni e pagamenti: “Finora non abbiamo avuto problemi con la rendicontazione - spiega il sindaco Umberto Perilli - e nemmeno difficoltà di carattere burocratico non abbiamo avuto difficoltà burocratiche. Siamo stati sottoposti ad alcuni controlli della task force governativa e la documentazione invitata è sempre risultata corretta e tempestiva. La gestione burocratica dei bandi è complicata ma grazie alla nostra struttura non abbiamo avuto problemi”.
I lavori nei cantieri sono continuamente monitorati dall’architetto Diego Giallombardo, direttore dei lavori, dai suoi collaboratori dello studio SGA di Venezia, dall’ufficio tecnico del comune di Conselve e dagli amministratori comunali. Attualmente il focus è sugli arredi che richiedono un lavoro molto complesso per poter rendere le nuove scuole ambienti armoniosi e funzionali per gli studenti e per tutto il personale scolastico.
Da alcuni mesi l’amministrazione comunale è in contatto con i referenti dei vari plessi e con alcune aziende produttrici di arredi scolastici per scegliere la soluzione migliore. Quello degli arredi rappresenta un impegno importante anche dal punto di vista economico. A breve inizieranno i lavori anche per la costruzione del nuovo palazzetto dello sport, che sorgerà a ridosso delle nuove scuole.
Per concludere questi importanti progetti, spiegano dal municipio ci sarà bisogno di variazioni di bilancio in quanto i budget iniziali difficilmente coincidono con i bilanci finali.
Il consigliere di opposizione Carlo Capuzzo esprime le proprie perplessità in merito alla viabilità: “Il traffico che si creerà senza soluzioni efficaci, delle quali non vi è traccia nell’attività amministrativa, rischia di essere insostenibile per i cittadini. Al cambio del luogo di realizzazione degli edifici non sono seguite le necessarie contromisure e ad oggi rimangono irrisolti molti quesiti, anche in rapporto al possibile abbattimento di alcuni edifici facenti parte del complesso dell’ospedale, nel lato che da su via Monsignor Beggiato, per il quale non abbiamo più ricevuto alcun aggiornamento. Le interlocuzioni con la Provincia, volte ad acquisire del terreno per allargare la carreggiata di via Traverso o realizzare un parcheggio, ci risultano senza sviluppi. La concreta prospettiva che si conifgura

è quella di un imbuto viario nel quale si rischia di restare intrappolati”.
“Stiamo lavorando, insieme ad uno studio urbanistico e alla Provincia - assicura l’assessore all’istruzione e all’edilizia scolastica Stefania Mastellaro - per creare delle soluzioni idonee, anche se ritengo opportuno incentivare il più possibile la pedonalizzazione di tutto l’anello di via Traverso. Altro passo importante è la sistemazione degli spazi esterni. Oltre al verde e al giardino, in previsione
A novembre il taglio del nastro della casa alloggio di via Traverso
Tra meno di un mese tutto sarà pronto per l’inaugurazione della nuova struttura di via Traverso, finanziata con 715 mila euro del Pnrr e altri fondi regionali o comunali, per il percorso di autonomia per persone con disabilità “abitazione - lavoro”. La ristrutturazione dell’edificio di proprietà comunale è ormai completata. “A novembre inaugureremo la struttura che sarà composta di due alloggispiega il sindaco Perilli - nei quali troveranno posto fino a 12 persone con disabilità che saranno inseriti in percorsi di autonomia sia dal
punto di vista abitativo che lavorativo. All’alloggio infatti sarà annesso il laboratorio autogestito, grazie ad un finanziamento regionale di 200 mila euro che copre gran parte dei 295 mila euro di spesa. La struttura sarà gestita dalla cooperativa “Giovani e Amici”, con la quale abbiamo sottoscritto una convenzione trentennale. Ormai siamo in dirittura d’arrivo con questa iniziativa che ci permette di dare una risposta ad un bisogno sociale molto sentito”. Intanto prosegue secondo i tempi anche larealizzazione della Casa di Comunità
e l’Ospedale di Comunità, per una spesa di almeno 14 milioni di euro coperta con i finanziamenti del Pnrr. Una parte dell’ospedale vecchio verrà rimessa a nuovo per ospitare la Casa della Comunità, che sarà punto di riferimento per i servizi sanitari di tutto il Conselvano. L’altro cantiere riguarda la ristrutturazione del secondo piano del monoblocco per far spazio all’Ospedale di Comunità. Sempre il monoblocco sarà interessato anche dai lavori di adeguamento di adeguamento sismico e ristrutturazione energetica.
c’è l’abbattimento della vecchia cabina Enel, che si trova sul retro delle nuove scuole, al centro del parcheggio degli spogliatoi dello stadio; lo sbancamento del terrapieno sul tratto finale di via Traverso per agevolare il passaggio pedonale degli studenti da via Vettorato; l’abbattimento del muro di recinzione del plesso sud della Tommaseo per ampliare gli spazi verdi e per creare un altro percorso pedonale da via Traverso verso la nuova cittadella scolastica”. Nicola Stievano






La vecchia caserma dell’Aeronautica si appresta ad affrontare un’altra delle sue tante nuove vite. Dopo essere stata centro di accoglienza per i migranti tra infinite polemiche, ma anche set cinematografico e sede di attività sportive e centri estivi, ora una parte dell’ex base di San Siro ospiterà le strutture degli interventi “Housing First” e “Stazione di posta” finanziati con oltre 1,4 milioni di euro dei fondi Pnrr. Il Comune capofila è Este e il progetto riguarda l’ambito territoriale dei 44 Comuni della Bassa Padovana. L’attuazione spetta al Comune di Bagnoli che in questi ultimi mesi ha lavorato all’iniziativa. In due palazzine della caserma sta per essere portata a termine la realizzazione di una struttura di emergenza abitativa per persone in gravi difficoltà, purché residenti in uno dei 44 Comuni dell’ambito territoriale. “Saranno a disposizione 28 posti per l’accoglienza, suddivisi in camere da 2 a 4 posti letto - spiega il sindaco Matteo Ruzzon - e in un’altra palazzina ci saranno a disposizione la cucina e una sala comune. Già in queste settimane è stato attivato l’alloggio ponte con i primi posti a disposizione, in attesa di portare a termine i lavori ormai alle fasi finali”. Il diritto alla casa verrà
salvaguardato con l’approccio del “primo alloggio”: i Comuni mettono a disposizione appartamenti per singoli individui, piccoli gruppi o famiglie fino a 24 mesi. Oltre a ciò, saranno attivati progetti personalizzati per ogni singola persona. “Poi in un’altra palazzina - aggiunge il sindaco - ci sarà la “Stazione di posta”, ovvero un centro servizi, che dovrebbe raggiungere un target di 88 persone. Se ne occuperà la cooperativa Vita Nuova e il progetto esecutivo è già stato adottato”. La “Stazione di posta” deve offrire servizi importanti come quelli sanitari, di ristorazione, distribuzione postale, mediazione culturale, consulenza, orientamento al lavoro, consulenza legale, distribuzione di beni. Sono rivolti a persone in estrema povertà e bisogno che vengono segnalate dai settori sociali e consistono anche in attività di segretariato sociale, formazione, accompagnamento all’abitare come il supporto nella gestione delle bollette, l’accompagnamento nella richiesta di istruttoria della residenza, e l’accompagnamento al lavoro.
Intanto è sempre vivace il dibattito politico con il gruppo consiliare di opposizione che chiede chiarezza sull’intera iniziativa. “Non abbiamo alcuna pregiudizia-

le nei confronti del progetto - spiega Gianpiero Pasquato di Viviamo Bagnoli - ma di questo progetto continuiamo a sapere molto poco. Quando la cittadinanza saprà come e perché si investiranno così tanti soldi pubblici? Potrebbe essere un progetto di grandissimo valore, ma è chiaro che finché non si farà l’incontro promesso da più di un anno con gli abitanti di Bagnoli (e soprattutto di San Siro e Prejon) la gente continuerà a chiedersi perché con tutte le opportunità date dal Pnrr (rinnovo edifici e strutture, ripristino viario, ecc.) sia stata scelta proprio questa”.
Nicola Stievano
A Conselve sei colonnine di ricarica per auto elettriche con i fondi del Pnrr
Sei nuove colonnine per la ricarica di auto elettriche, iniziati i lavori a Conselve. Ogni colonnina potrà ospitare due auto, per un totale di dodici postazioni che si trovano in via Pampaloni in zona piscina, viale della Tecnica in zona industriale, quartiere Fornace prospicente via Terrassa, parcheggio quartiere
Donatori di Sangue su via Padova di fronte alla Cantina sociale, parcheggi di via Vittorio Emanuele fronte ospedale e davanti al Prato Comunale. Le colonnine di ricarica, modello Fast Charger, saranno installate e gestite da Enel X Way Italia, che ha siglato un protocollo d’intesa con il Comune di Conselve per la realizzazione della rete di ricarica; la durata della conven-
zione è di 10 anni durante i quali

la ditta dovrà gestire interamente tutte le nuove installazioni. Il progetto, interamente finanziato con fondi Pnrr, prevede colonnine con una potenza di 90 kilowatt, in grado di ricaricare un veicolo in circa mezz’ora. I parcheggi per le ricari-
che sono stati individuati a seguito di un sopralluogo con Enel, per la verifica della potenza idonea ad alimentare le colonnine. Il pagamento della ricarica potrà essere effettuato con le app dedicate ma anche bancomat o carta di credito. L’azienda che sta effettuando i lavori provvederà ad effettuare gli scavi, l’installazione e il ripristino di tutta la segnaletica. I lavori dovranno essere terminati entro fine anno. “I mezzi di trasporto continuano ad essere una delle cause principali di inquinamento atmosferico – ricorda il sindaco di Conselve Umberto Perilli – e la diffusione di veicoli elettrici può contribuire a migliorare la qualità dell’aria”.
Saranno disponibili 28 posti per l’accoglienza di persone in difficoltà residenti nei 44 Comuni della Bassa oltre al servizio della “Stazione di posta”. L’opposizione insiste nel chiedere un incontro pubblico per avere maggiori informazioni sull’iniziativa

























Ottobre rosa: fitto calendario in tutto il territorio polesano, con oltre sessata eventi tra vari incontri tematici
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti



Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
segue a pag. 21

Movimento 5 Stelle: “Per la Regione candidati scelti dalla base, non imposti”
Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico
L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul
Ma i progetti di rigenerazione del Delta sono davvero pensati per le esigenze reali delle comunità? O sono operazioni di immagine che rischiano di restare vuote?

L’obiettivo è conquistare il mercato nazionale e internazionale con un prodotto esclusivamente locale
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider



Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.




PNRR/1. Il sistema edilizio è impreparato a rispondere
Fine corsa per i bonus, boom PNRR disatteso
L
’edilizia italiana naviga in acque incerte. Archiviata la stagione dei grandi boom post-Superbonus e in attesa che si esaurisca l’onda lunga del Pnrr nel 2026, il settore si prepara a un 2025 di “transizione” verso un ciclo più moderato. Come confermano da Ance Rovigo Treviso, la vera sfida non è però solo il rallentamento degli investimenti, ma l’incapacità strutturale di rispondere a un’emergenza sociale crescente: la drammatica carenza di alloggi adatti ai nuovi, e sempre più piccoli, nuclei familiari italiani. Il comparto delle costruzioni affronta una fase di incertezza, stretta tra l’effetto trainante degli investimenti pubblici e il rischio di un rallentamento post-PNRR. Ottaviano De Biasi, Presidente di Ance Rovigo Treviso, ha tracciato il quadro, sottolineando che tutte le imprese stanno vivendo una situazione di incertezza a causa delle tensioni geopolitiche, con ripercussioni sulla crescita e sulle esportazioni che al momento restano contenute. Il mercato delle
Ca’
Vendramin
costruzioni, che ha tempi più lenti, continua ad essere sostenuto in Italia dalle opere pubbliche per effetto del Pnrr, un impulso destinato però ad esaurirsi nel 2026. In negativo, invece, si collocano gli interventi di riqualificazione, in particolare in alcuni segmenti come distribuzione, finiture ed efficientamento energetico. Questo calo si mantiene intorno a un -10% dopo gli eccezionali picchi registrati con i superbonus, risultando quindi un ridimensionamento fisiologico. Il mercato delle nuove costruzioni residenziali mostra segnali modesti, mentre una certa vitalità emerge dall’edilizia non residenziale, con settori come la logistica in forte spinta. Nonostante le difficoltà, i livelli complessivi del settore restano ancora ben più alti rispetto a quelli del 2019 e anche il mercato immobiliare mostra segni positivi. Il Vice Presidente Vicario, Alex Saggia, conclude l’analisi con una riflessione prospettica. A suo parere, il 2025 sarà un anno di transizione per il mercato delle costruzioni, che vedrà una progressi-

va uscita dalla fase di boom e l’ingresso in un ciclo più moderato. La vera emergenza, come si legge nell’ultimo rapporto Cresme, non è solo il rallentamento degli investimenti, ma la difficoltà del sistema edilizio nel rispondere alla domanda reale di abitazioni, un problema rilevato anche nel territorio dell’associazione. Tra il 2018 e il 2023, la popolazione italiana è diminuita, ma le famiglie sono aumentate di oltre 714.000 unità, con
una notevole crescita dei nuclei familiari più piccoli. Questo nuovo fabbisogno è stato in gran parte disatteso e, anche con le stime più ottimistiche del Cresme, mancano almeno 247mila case. L’Italia è oggi uno dei Paesi europei con il peggior rapporto tra nuove costruzioni e crescita delle famiglie.
A questa carenza si aggiunge l’inadeguatezza delle tipologie edilizie rispetto alla domanda reale, con nuclei familiari più piccoli, giovani
e anziani, che richiedono soluzioni più flessibili, sostenibili e accessibili.
La questione della domanda abitativa e dell’housing sociale, le politiche energetiche, la gestione del territorio, la mancanza di lavoratori e l’esaurirsi della spinta del Pnrr confermano la necessità di uno scenario strategico di medio periodo basato su una forte spinta innovativa del settore.
Sara Busato
si trasforma: il museo della bonifica ora completamente accessibile
Il Museo Regionale della Bonifica “Ca’ Vendramin” ha completato un cruciale intervento di riqualificazione architettonica che lo rende un monumento interamente accessibile e fruibile. Grazie a un finanziamento di 420.000 euro nell’ambito del Pnrr, lo storico impianto idrovoro è ora un polo pienamente inclusivo. Il complesso, gestito dal Consorzio di Bonifica Delta del Po tramite la Fondazione Ca’ Vendramin, è un simbolo della bonifica Polesana: realizzato nel 1900, fu il primo e più importante impianto idrovoro per l’Isola di Ariano fino al suo spegnimento alla fine degli anni ‘60. Oggi è riconosciuto per il suo pregio e ospita il Museo e un centro convegni nazionale. L’opportunità dei fondi Pnrr è stata colta dal Consorzio per trasformare l’ex idrovora in un punto d’incontro e confronto sui temi chiave del rapporto tra uomo, acqua, ambiente e paesaggio, garantendo al contempo l’accesso a tutti. Gli

interventi si sono concentrati sull’accessibilità con il rifacimento della pavimentazione del percorso d’ingresso per semplificare l’accesso e l’installazione di rampe interne che abbattono le barriere e agevolano la fruizione di tutte le sale. Verranno realizzate di bussole per la gestione degli ingressi e la protezione dalle intemperie, oltre al ripristino delle murature storiche. Infine inserite nuove sedute e fontanelle, messa a dimora di piante e alberi, e l’implementato un nuovo e moderno sistema di illuminazione esterna e videosorveglianza. Il completamento di questi lavori rilancia Ca’ Vendramin non solo come attrattiva turistica, ma anche come monumento vivo della bonifica. Il sito continuerà a essere un punto di riferimento fondamentale per gli abitanti del Delta del Po, ospitando attività culturali e aggregative realizzate dalla comunità per la comunità locale. (s.b)



Focus PNRR/2. Un intervento da decine di milioni, tra sfide tecniche e partecipazione delle comunità
Sicurezza idraulica, emergenza continua: corsa contro il tempo per i mega cantieri
Il fiume Po in Veneto si prepara a un’ampia trasformazione all’insegna della sicurezza idraulica e della rinaturazione del suo ambiente grazie al progetto “Rinaturazione Po” finanziato dal Pnrr e coordinato da Aipo, Nei primi giorni di agosto sono iniziati, infatti, i lavori di due cantieri significativi destinati ad aumentare la sicurezza idraulica. Il primo interesserà i Comuni di Corbola e Papozze, con un investimento di 15,1 milioni di euro. Il secondo si svilupperà nei territori di Porto Tolle e Porto Viro, per un importo di 13,3 milioni.
Gli interventi, della durata di circa un anno, consistono nell’inserimento di diaframmi fino a 30 metri di profondità all’interno degli argini maestri. L’obiettivo è prevenire i pericolosi fenomeni di filtrazione durante le piene, garantendo così maggiore stabilità e resistenza delle arginature. I lavori saranno eseguiti con attenzione al contenimento dei disagi per i residenti. Accanto agli imponenti interventi strutturali per la sicurezza, un vasto programma di rinaturazione mobilita decine di milioni di euro nel Delta, con opere attualmente in fase di progettazione esecutiva. Queste azioni ambientali mirano

a ricreare l’equilibrio naturale del Po: si spazia dalla riforestazione alla riqualificazione di lanche e rami abbandonati, dal recupero generale dell’ambiente fluviale al cruciale controllo delle specie vegetali alloctone invasive. I fondi stanziati sono suddivisi in lotti significativi che toccano diversi comuni: milioni di euro sono destinati ad azioni di riqualificazione a Porto Tolle, a cui si aggiungono altri interventi che interessano l’area compresa tra Porto Tolle e Porto Viro. Specifici lavori ambientali sono previsti nella frazione di Donzella (Porto Tolle) e un altro importante investimento è focalizzato sull’area di Tramontana-Rosolina. Un ulteriore progetto, attualmente all’esame della Conferenza dei servizi, riguarda la riattivazione e riapertura di rami abbandonati e
la creazione di nuovi rami fluviali nella zona dell’Isola della Batteria a Porto Tolle, per un importo lordo di milioni di euro. Questa azione è mirata a ricostituire la dinamica naturale del fiume e a migliorare l’assetto morfologico del paesaggio fluviale. Le relazioni tecniche hanno messo in luce l’intenso lavoro della struttura tecnica e amministrativa di Aipo, impegnata nell’attuazione delle opere secondo le stringenti tempistiche previste dal Pnrr, il cui termine ultimo è fissato per marzo 2026. Tutta l’operatività avviene in stretta sinergia con gli altri enti pubblici coinvolti e con un costante confronto con i portatori di interesse locali, per assicurare che gli interventi rispondano in modo efficace alle esigenze dei territori.
Sara Busato
Fondi da 1,5 milioni per servizi potenziati e cantiere senza interruzioni
Il Punto Sanità di via Matteotti è pronto a trasformarsi in Casa della Comunità, uno dei cinque nuovi poli dedicati alle cure primarie e all’assistenza di base previsti dall’Ulss 5 Polesana grazie ai fondi del Pnrr. Oltre a Porto Tolle, le altre strutture sorgeranno a Rovigo, Badia Polesine, Castelmassa e Adria. La nuova Casa della Comunità porterà a un significativo potenziamento dei servizi, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. I cittadini troveranno infatti un’ampia gamma di prestazioni: dallo sportello unico per le prenotazioni alla presenza dei medici di medicina generale e del pediatra di libera scelta, passando per assistenti sociali, attività
consultoriali e rivolte ai minori, infermieri di comunità e altri professionisti sanitari in grado di garantire un servizio diagnostico multidisciplinare. Saranno inoltre disponibili un punto prelievi potenziato e spazi dedicati agli specialisti. L’edificio di via Matteotti, costruito negli anni Sessanta e ristrutturato l’ultima volta tra il 1998 e il 1999, sarà oggetto di un intervento di riqualificazione da un milione e mezzo di euro. Il progetto prevede il consolidamento del solaio, una razionalizzazione degli spazi interni e il completo rifacimento di rivestimenti e infissi. Particolare attenzione sarà riservata all’efficienza energetica, con l’installazione di
pannelli fotovoltaici e di una moderna pompa di calore. Sul fronte dei tempi, l’obiettivo è ambizioso: completare il cantiere entro la fine di ottobre, con termine ultimo di rendicontazione fissato al 31 marzo 2026. Un aspetto cruciale riguarda la continuità dei servizi durante i lavori. A differenza del 1998, quando le attività furono trasferite a Taglio di Po, questa volta i servizi resteranno sul territorio. Saranno infatti collocati in un prefabbricato che sorgerà nel parcheggio del Palazzetto dello Sport. Qui troveranno posto il punto prelievi, i servizi amministrativi, la guardia medica e l’ambulatorio specialistico a rotazione. (s.b.)
Un investimento da oltre 28 milioni di euro apre due cantieri strategici tra Corbola, Papozze, Porto Tolle e Porto Viro









Intervento innovativo all’Ospedale dell’Angelo: ricostruita la lingua di una trentenne
del Miranese Nord
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti
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DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
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Polo di aggregazione a Martellago, i lavori non sono ancora stati completati. Il centrosinistra chiede chiarimenti. A Salzano è attesa la sistemazione della Filanda Romanin Jacur. Parla la project manager Maria Trombetta


VIA AI CANTIERI PER LA PISTA CICLABILE SCORZÈ–VENEZIA
Approvata la gara d’appalto per il prolungamento della ciclabile che da Trivignano si estenderà fino a Peseggia
REGIONALI, AL VIA LA CORSA ELETTORALE E IL CONFRONTO FRA STEFANI
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider



Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.




Focus PNRR/1. Il punto degli interventi nel territorio del Comune di
Martellago
Polo di aggregazione, i lavori PNRR non sono ancora stati completati
Cantieri chiusi, invece per asilo nido riforestazione e impianti sportivi
S ono diversi gli interventi pubblici che sono stati realizzati o saranno fatti a Martellago con i fondi Pnrr. Fra i principali c’è la realizzazione di un polo di aggregazione a fini sociali-culturali a Maerne e Martellago capoluogo per il quale è stato assegnato un fondo di 1.540.000 euro. “L’interventospiega il sindaco Andrea Saccarola - interessa le due ex Pro Senectute di via Guardi e via Lazio, è finanziato per 2.500.000 mila euro, in parte con fondi Pnrr e in parte con fondi comunali. I lavori sono iniziati il 28 marzo scorso, stanno proseguendo in entrambi i cantieri. Per quanto riguarda via Guardi è stato realizzato il getto delle fondazioni del marciapiede e, a breve, si procederà con l’installazione delle casserature per il getto delle strutture in elevazione. In via Lazio, invece, sono terminate le
attività di bonifica del materiale contenente amianto e si procederà con la demolizione del fabbricato”. Fondi Pnrr sono stati assegnati anche per l’adeguamento degli impianti sportivi in 2 stralci. Per il primo per il quale sono stati assegnati 1 milione e 117.000 euro, i lavori sono ultimati a luglio 2024 ed è stato approvato il certificato di collaudo tecnico amministrativo, ed è stata presentata la Scia della Pratica di Prevenzione Incendi e quella per l’agibilità al pubblico spettacolo, con coinvolgimento del Coni, pompieri e Usl. Al secondo, relativo al rifacimento della pista di atletica sono stati assegnati 880 mila euro. I lavori di rifacimento della pista sono stati ultimati a fine maggio di quest’anno. L’intervento integralmente finanziato nell’ambito del Pnrr, prevedeva il rifacimento della pista e l’ade-
guamento normativo di alcune pedane oltre alla fornitura di tutte le attrezzature necessarie all’omologazione da parte della Fidal. “Pur non essendo ancora stato avviato il servizio di incremento del numero degli utenti da 50 a 60, previsto a partire dal prossimo gennaio - dice il sindaco - si sono conclusi i lavori di ampliamento dell’asilo nido “Il pulcino” a Maerne, finanziato per 435.600 euro con fondi Pnrr e per 274.400 euro con fondi propri del bilancio comunale. Il nuovo volume è stato realizzato in aderenza al lato ovest dell’edificio esistente e delimitato da ampie superfici vetrate, con aperture che consentiranno ai bambini di avere un rapporto diretto con il giardino esterno nei periodi di bella stagione. A nord si affacciano invece l’aula per attività a tavolino, i servizi igienici e la nuova mensa”. Infine per il progetto di forestazione dell’area di Martellago sono stati assegnati 218.567 euro. L’intervento finalizzato alla sicurezza
Opposizione, scatta l’interrogazione per chiedere chiarezza
Proprio sulla questione dell’avanzamento dei lavori per la realizzazione del polo aggregativo a Maerne e Martellago capoluogo arriva la presa di posizione del consigliere di opposizione Alessio Boscolo che nelle scorse settimane ha presentato una interrogazione ad hoc. “Interrogo il sindaco - spiega Boscolo - per sapere lo stato di fatto delle opere finanziate tramite fondi Pnrr. Si vuol sapere su quale sia attualmente lo stato dei
cantieri e lavori delle opere e se si garantiranno le tempistiche previste”. “Fra gli obbiettivi previsti - sottolinea per l’opposizione Boscolo - c’era entro il 31 dicembre 2024, l’ erogazione del 30% delle risorse sulla base dei Sal rendicontati da parte dei soggetti attuatori dei Piani degli investimenti per progetti di rigenerazione urbana nelle aree metropolitane e entro il 30 giugno 2026 il: completamento delle azioni di pianificazione integrata nelle




del territorio, intesa come mitigazione dei rischi idrogeologici con interventi di prevenzione e di ripristino, salvaguardia delle aree verdi e della biodiversità, ha interessato una superficie complessiva di circa 5 ettari, con la messa a dimora di almeno 1000 alberi per ettaro. I lavori di piantumazione sono terminati a primavera 2023 ed è iniziato il piano di manutenzione quinquennale del bosco. Alessandro Abbadir
città metropolitane”. Alessio Boscolo nell’interpellanza ricorda tra l’altro al primo cittadino gli altri step delle opere collegate al Pnrr: entro fine 2022 l’ entrata in vigore del Piano di investimenti per progetti di rigenerazione urbana nelle aree metropolitane; entro settembre 2023 l’aggiudicazione dei contratti pubblici da parte dei soggetti attuatori dei Piani degli investimenti per progetti di rigenerazione urbana nelle aree metropolitane. (a.a.)

Focus PNRR/2. Interviene l’ingegner Maria Trombetta, Project Manager
“Le difficoltà maggiori le hanno avute spesso i piccoli Comuni”
“Il Pnrr? In difficoltà sono andati non di rado i piccoli Comuni che non avevano le strutture e le competenze dal punto di vista tecnico, progettuale e gestionale per affrontare una sfida così importante per il loro territorio. Siamo stati però proprio a loro di supporto, aiutandoli a superare via via le difficoltà ”. A dirlo è Maria Trobetta ingegnere edile che partecipa attivamente al pool di lavoro “Progetto 1000 Esperti” come Project Manager Pnrr della Regione Veneto presso la Città Metropolitana di Venezia. “Il Veneto - spiega l’ingegner Trombetta - in questa partita ha avuto una altissima percentuale di finanziamenti intercettati, il 90 % dei casi che si tradurranno in nuove opere e interventi. Si tratta di una percentuale in linea con gli standard delle regioni europee. Lo staff di cui faccio parte è stato istituito oltre 4 anni fa con la nascita del Pnrr, in seguito all’emergenza della pandemia di Covid 19. Fu istituita una cabina di regia in Regione Veneto, guidata dalla dottoressa Vidotti, una cabina di regia regionale che ha sede sia a Palazzo Balbi che in un altro edificio a
Venezia. Io sono stata destinata con altri colleghi all’area del Veneziano. Come esperti abbiamo affiancato quindi Comuni, enti, e la Città Metropolitana di Venezia per poter portare a termine i progetti dando indicazioni sotto diversi aspetti. Lo staff in questi anni ha lavorato completando via via varie fasi previste. Da un lato si è concentrato sul fatto che bisognava aiutare i Comuni o le Province a reperire risorse anche attraverso la corretta adesione ai bandi. Si sono controllati i lavori e le progettazioni, la loro realizzazione. Ora la fase verso cui ci avviamo, dopo la conclusione delle opere che è prevista al massimo per la primavera 2026, è quella della rendicontazione”. Una volta completate le opere infatti per non perdere i finanziamenti sarà importante documentare ed allegare tutto il lavoro fatto, certificando altresì di aver scrupolosamente aderito a tutte le normative e che le opere rientrano in quelle previste dal Pnrr, seguendo tutti i passaggi previsti. Il tutto sarà caricato in piattaforme di gestione entro la data del 30 giugno 2026, per non perdere i finanziamenti europei.

L’ingegner Maria Trombetta
“Non tutte le opere sono proseguite con lo stesso ritmo - conclude l’ingegner Trombetta. Ci sono opere che sono già concluse, altre che si concluderanno nei prossimi mesi. In tanti progetti gli enti locali hanno integrato con fondi propri, i finanziamenti Pnrr“. In alcuni casi i Comuni spesso quelli più piccoli, rendendosi conto che non ce l’avrebbero fatta a concludere i lavori nei tempi utili, hanno preferito rinunciare ai fondi e a programmare e finanziare gli interventi ora, cercando così altre risorse e spostando i lavori più in là nel tempo.
Alessandro Abbadir
A Salzano attesa la sistemazione della Filanda Romanin Jacur
A Salzano l’intervento più rilevante dal punto di vista del Pnrr è il lavoro di restauro della ex Filanda Romanin-Jacur, e all’interno della cosiddetta “Sala della Trattura”, ovvero il grande salone presente al primo piano del corpo di fabbrica della Filanda, con una serie di interventi mirati al suo recupero e la sua rifunzionalizzazione a sala polifunzionale, per un importo complessivo di oltre 2 milioni e 400 mila euro. I lavori sono in corso e termineranno nel 2026. Si tratta di uno degli edifici che potranno avere una nuova vita grazie ai finanziamenti europei. L’obiettivo è farlo diventare uno spazio polifunzionale a disposizione della comunità. Il progetto nasce dalla volontà del Comune di Salzano di dar corso a quanto necessario al raggiungimento alla piena funzionalità e agibilità della “Sala della Trattura” che si trova al piano primo del

corpo centrale della ex filanda. “Il complesso, unitamente alla Villa Donà delle Rose ed al parco, è vincolato e meritava di essere recuperato - ha detto il sindaco del paese Luciano Betteto - e per il quale si avvia una ristrutturazione, consentirà una piena fruizione nell’ambito della rigenerazione urbana. Un edificio in disuso che tornerà a vivere e ad essere punto di riferimento per associazioni e residenti”. Soddisfatto anche l’assessore ai lavori pubblici Claudio Bottacin che ricorda le notevoli difficoltà
nel reperire le risorse finanziarie necessarie per eseguire interventi manutentivi sugli edifici storici del nostro territorio, fondamentali per preservarne l’integrità e il valore culturale. Un ringraziamento per il sindaco Betteto va, poi “ai nostri uffici tecnici che, nonostante i ritardi con cui gli enti superiori che gestiscono i bandi e i conseguenti tempi brevi messi a disposizione dei Comuni per la realizzazione delle numerose pratiche, sono riusciti a portare a Salzano oltre 3 milioni di euro”. (a.a.)
“La fase verso cui ci avviamo, dopo la conclusione delle opere che è prevista per la primavera 2026, è quella della rendicontazione”









Intervento innovativo all’Ospedale dell’Angelo: ricostruita la lingua di una trentenne
del Miranese Sud
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti
Regionali:
finalmente
tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
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Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico
A Mirano investimenti per 13 milioni di euro ma non tutto è finito. A Spinea attesa la messa in sicurezza dell’ex discarica di via Luneo

Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider



L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul

Le due amministrazioni comunali istituiscono un tavolo tecnico permanente per coordinare interventi e investimenti lungo le strade di confine


Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.




Focus PNRR/1. Interventi attesi per rilanciare il territorio di Mirano
Investimenti per oltre 13 milioni di euro ma mancano ancora opere da completare
Portati a termine i lavori di ristrutturazione della scuola media “Da Vinci” per 2.205.000 euro
I l Comune di Mirano fa il punto sulle opere collegate al Pnrr. Attraverso la partecipazione ai bandi emessi dai ministeri, l’ente locale ha ottenuto contributi per 8.665.626 euro. In sede di progettazione, è stata rilevata la necessità di integrare questi fondi con risorse proprie del Comune per 3.564.373,44 euro, pari al 41% dei finanziamenti ottenuti per ottimizzare gli interventi e consegnare alla città zone completamente rigenerate. “Ciò consentirà - dice il sindaco Tiziano Baggio - di ottenere un output di valore pubblico ben superiore all’importo dell’investimento. Si pensi, ad esempio, all’area di Villa Bianchini a Zianigo dove troveranno sede spazi per i giovani e lo smart working e, nella barchessa annessa, un nuovo asilo nido
nel quale i bambini e le famiglie godranno di un ambiente unico. Un luogo speciale dove le persone potranno portare a scuola i figli, lavorare e rilassarsi nel parco oppure semplicemente godere della natura. Si pensi alla scuola “Leonardo da Vinci”, completamente rinnovata, compresa la palestra o alla pista di atletica in cui sarà possibile lo svolgimento di gare di qualsiasi livello”. Il Comune, mettendo a disposizione villa Dissegna, realizzerà anche un investimento Pnrr ottenuto dall’Ambito Territoriale Sociale di riferimento per la realizzazione di una struttura dedicata alle persone in condizioni di povertà, per un valore 1 milione e 90.000 euro. Il valore totale degli investimenti Pnrr realizzati dal Comune ammonterà quindi a 13 milio-
ni e 420.000 euro. Ma andando nel dettaglio gli interventi Pnrr hanno riguardato, la mensa della scuola primaria “Azzolini” che è stata completamente rinnovata per la sostenibilità ambientale e comfort per i bambini e le bambine. L’importo complessivo dell’investimento è stato di euro 550 mila, finanziato interamente con risorse del Pnrr. Sono stati completati anche i lavori di ristrutturazione della scuola secondaria di primo grado “Leonardo da Vinci”, per un importo complessivo dell’investimento pari ad euro 2.205.000 . E’ stato finanziato con risorse del Pnrr (1 milione e 50.000 euro) e con un cofinanziamento comunale (sempre di1 milione e 50.000) oltre a 105 mila euro provenienti dal Fondo Opere Indifferibili. E’ prevista anche la realizzazione del nuovo asilo nido a Zianigo, i cui lavori saranno conclusi però nel 2026. E’ stato inaugurato poi
Villa Bianchini a Zianigo sarà aperta il Primo maggio 2026
Nelle scorse settimane il Comune di Mirano ha presentato alla cittadinanza la fine dei lavori di restauro e adeguamento funzionale di Villa Marin Angeloni Bianchini di via Scortegara a Zianigo. Le opere, realizzate con un investimento di 2 milioni e 500 mila euro finanziati interamente con risorse del Pnrr, permetteranno alla Villa di avere una nuova vita a servizio della collettività: sarà uno spazio culturale e pubblico, simbolo di recupero e promozione del patrimonio. Sorta sulla riva destra del rio Veternigo, che la separa dal centro della frazione di Zianigo, è un esem-
pio di villa veneta, con una storia che si estende dal Seicento al Novecento. E’ stata acquistata nel 2008 dal Comune.
“Il restauro non è un punto di arrivo, ma il punto di partenza di un percorso di valorizzazione che riguarda non solo le mura, ma soprattutto la comunità. Una villa come questa ha senso se diventa un luogo vivo, abitato, attraversato da persone e attività. E in questo cammino sarà fondamentale il coinvolgimento della cittadinanza di Zianigo e di Mirano, di associazioni, gruppi formali e informali, che potranno contribuire a far sì che non resti un bellissimo




nel 2024 il “nuovo” Viale delle Rimembranze, si tratta di un’opera finanziata con i fondi del Pnrr assegnati ai progetti di rigenerazione urbana, per un complessivo di importo di 650 mila euro.
contenitore vuoto, ma diventi davvero generativa per la comunità - ha dichiarato il sindaco Tiziano Baggio. Sarà luogo dedicato ai giovani, alla storia e all’arte, occasione di incontro e di festa”. L’inaugurazione è per il 1° maggio 2026, concluse le pratiche necessarie. Il restauro ha restituito al suo splendore la sala al primo piano, dove sono emerse decorazioni a grottesca e tondi monocromi dedicati alle virtù. Opere che si affiancano all’affresco di Giandomenico Tiepolo al piano terra di fine ‘700. E’ stato sistemato il parco storico, che sarà aperto. (a.a.)
Importanti infine anche i lavori di efficentamento energetico impianto di illuminazione campo calcio Mirano, finanziati complessivamente per 130 mila euro. Alessandro Abbadir

Focus PNRR/2. Il punto sulle criticità nel territorio spinetense, le risorse si sono rivelate insufficienti
“Fondi Pnrr da integrare, sono soldi sottratti a nuove progettualità”
ASpinea sono in corso e in parte già conclusi diversi interventi finanziati con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr)I cantieri hanno interessato settori diversi, dalle scuole agli spazi pubblici, dagli impianti sportivi alla tutela ambientale, con l’obiettivo di migliorare servizi e strutture a disposizione della comunità. Uno dei cantieri principali riguarda le piazze Fermi e Marconi, al centro di un progetto di rigenerazione urbana dal valore di 2,81 milioni di euro, interamente coperti da fondi Pnrr. I lavori, iniziati nel novembre 2023, si sono conclusi nella primavera 2025. Sul fronte culturale, si è conclusa la riqualificazione del Cinema Bersaglieri, realizzata con un investimento di 1,58 milioni di euro, di cui 480 mila provenienti dal Pnrr. L’intervento ha avuto come obiettivo l’efficientamento energetico della struttura, con la riduzione dei consumi e sostenibilità. Sono attualmente in corso opere accessorie per la certificazione prevenzione incendi. Diversi gli interventi che hanno interessato le scuole. Alla scuola Anna Frank è stata ampliata la mensa, con un progetto da 467 mila euro, per garantire un servizio adeguato al tempo pieno. È in corso inoltre la costruzione della nuova scuola media, un investimento complessivo di 9,24 milioni

di euro, che prevede la consegna del nuovo edificio entro dicembre 2025 e la successiva demolizione del vecchio entro marzo 2026. A questi si aggiunge la realizzazione del nuovo asilo nido comunale di via Rossignago, un’opera da 1,6 milioni di euro. I lavori sono stati ultimati e sono un corso le opere accessorie. Un altro intervento di grande rilevanza riguarda la messa in sicurezza permanente dell’ex discarica di via Luneo, suddivisa in due lotti per un totale di 7,67 milioni di euro, finanziati in parte con fondi Pnrr e in parte con contributi regionali. I lavori, avviati a giugno 2025, si concluderanno entro marzo 2026. Accanto a queste opere, sono già stati portati a termine alcuni interventi di efficientamento energetico e messa in sicurezza. Tra questi la ristrutturazione della palestra Belfiore, gli adeguamenti in diverse scuole cittadine (Mar-
co Polo, Calvino, Vico) e sugli impianti sportivi, in particolare con il rinnovamento dell’illuminazione dello stadio. “Al momento dell’insediamento - spiega l’assessora ai Lavori Pubblici Sonia Martignon - dell’amministrazione Bevilacqua molti interventi erano nel pieno del loro svolgimento o in avvio. Purtroppo a volte le scadenze dei bandi Pnrr non hanno consentito, in fase di progettazione, valutazioni accurate circa le necessità dei fabbricati oggetto di intervento. Per questo motivo i fondi Pnrr si sono rivelati insufficienti a coprire tutti i fabbisogni (mensa Anna Frank, Cinema Bersaglieri, nuova scuola Ungaretti, nuovo asilo di via Rossignago) e il Comune ha dovuto integrare con risorse di bilancio, che sono state così sottratte a nuove progettualità che la giunta avrebbe voluto avviare”.
Alessandro Abbadir
Maria Trombetta Project Manager Pnrr: “In difficoltà sono andati spesso i piccoli Comuni”
“Il Pnrr? In difficoltà sono andati a volte i piccoli Comuni che non avevano le strutture e le competenze dal punto di vista tecnico, progettuale e gestionale per affrontare una sfida così importante per il loro territorio. Siamo stati però proprio a loro di supporto aiutandoli a superare via via le difficoltà ”. A dirlo è Maria Trobetta ingegnere edile del pool di lavoro “Progetto 1000 Esperti” come Project Manager Pnrr della Regione alla Città Metropolitana di Venezia. “Il Veneto - spiega l’ingegner Trombetta - in questa partita ha avuto una altissima percentuale di finanziamenti intercettati, il 90 % dei casi che si tradurranno in
nuove opere. Si tratta di una percentuale in linea con gli standard delle regioni europee. Lo staff di cui faccio parte è stato istituito oltre 4 anni fa con la nascita del Pnrr, in seguito all’emergenza della pandemia di Covid 19. In quel caso fu istituita una cabina di regia in Regione, guidata dalla dottoressa Vidotti con sede sia a Palazzo Balbi che in un’altra distaccata a Venezia. Io sono stata destinata con altri, all’area del Veneziano. Come esperti abbiamo affiancato quindi Comuni e la Città Metropolitana di Venezia per poter portare a termine i progetti dando indicazioni sotto diversi aspetti. Lo staff in questi anni ha lavorato comple-
tando via via le varie fasi previste. Da un lato si è concentrato sul fatto che bisognava aiutare i Comuni o le Province a reperire risorse anche attraverso la corretta adesione ai bandi. Si sono controllati i lavori e le progettazioni, la loro realizzazione. Ora la fase verso cui ci avviamo, dopo la conclusione delle opere (che è prevista per la primavera 2026) è quella della rendicontazione che deve concludersi a giugno 2026”. Una volta completate le opere infatti, per non perdere i finanziamenti sarà importante ed allegare tutto il lavoro fatto, certificando che le opere rientrano nel Pnrr e che sono stati seguiti tutti i passaggi previsti. (a.a.)I
Un intervento importante è la messa in sicurezza dell’ex discarica di via Luneo. Si concluderà nel 2026










di Padova Est
Il primato di Cardiologia in vetta alla classifica dell’eccellenza sanitaria in Italia fra 1300 centri
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti
Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
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Movimento 5 Stelle: “Per la Regione candidati scelti dalla base, non imposti”
Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico
L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul
Pnrr, a Ponte san Nicolò è polemica. Il sindaco De Boni accusa: “Si sono persi milioni di euro perché non sono stati presentati i progetti dalla precedente amministrazione”. A Saonara si attendono asilo nido e casa di comunità

VILLATORA E SAONARA, DUE NUOVE CASE PER LO SPORT E LA COMUNITÀ
Interventi che rafforzano la rete sociale e promuovono una cultura dello sport aperta a tutti
REGIONALI, AL VIA LA CORSA ELETTORALE E IL CONFRONTO
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider











Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo



















Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<


S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.




Focus PNRR/1. L’analisi sul territorio dei lavori a Vigonza
Corsa contro il tempo per finire i lavori, da completare la scuola di Codiverno
Per il superamento delle barriere architettoniche il Comune si è aggiudicato un bando da 350 mila euro
“Come Comune siamo riusciti ad intercettare e portare a Vigonza quasi 12 milioni di euro di investimenti tra fondi arrivati dai bandi del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e altre importanti finanziamenti di provenienza statale, regionale e provinciale”. A dirlo è il sindaco di Vigonza Gianmaria Boscaro che fa il punto degli interventi nel territorio che amministra. Nel dettaglio sono quasi 4.5 milioni di euro i fondi stanziati per la completa ristrutturazione della scuola media di Codiverno che sarà completata entro il 2026 e finanziata con il Pnrr. Rispettivamente 700 mila e 540 mila le somme che sono state investite per costruire le due nuove mense scolastica di Vigonza e di Pionca. Il nuovo asilo nido a Peraga è stato finanziato con un milione e 600 mila euro. Altri 250 mila euro sono nel piano
triennale degli investimenti per la sistemazione delle aree esterne e adeguamento parcheggio. “Nell’elenco degli interventi - spiega il sindaco - c’è l’importante ristrutturazione del teatro Quirino De Giorgio. L’efficientamento energetico dell’edificio è costato 500 mila euro, finanziati con fondi Pnrr, a cui vanno aggiunti altri 200 mila euro circa di fondi propri necessari per la messa in sicurezza statica della struttura, il miglioramento degli interni e le realizzazione del nuovo impianto antincendio”. Ora il teatro, realizzato negli anni ’30, è energeticamente efficiente, e sicuro dal punto di vista statico. Grazie a queste opere il teatro è utilizzabile oltre che per rappresentazioni, anche per convegni, cineforum e manifestazioni. Mentre lo spazio dove un tempo c’era la biblioteca, anch’esso sistemato e riqualificato, diventa una poten-

ziale terza sala adatta per ospitare mostre o convegni. “Per il superamento delle barriere architettoniche - sottolinea il sindaco - il Comune di Vigonza si è aggiudicato un bando Pnrr da quasi 350 mila euro. I lavori sono stati realizzati con la riqualificazione degli spazi esterni all’ingresso della biblioteca. Altri 5,5 milioni sono i fondi intercettati per la ristrutturazione delle barchessa per la re-
alizzazione della nuova biblioteca e il castello di Peraga”. Discorso a parte merita il capitolo relativo alla messa in sicurezza idraulica del territorio: sono oltre 1,2 milioni di euro i fondi per gli interventi sulle vie San Valentino e Consorti. C’è infine il rifacimento della pista ciclabile e della pubblica illuminazione lungo via Arrigoni e via Padova, funzionali alla nuova linea del Tram Sir2. Un intervento da ol-
tre 700 mila euro finanziato per oltre la metà con fondi europei e per la rimanenza con fondi comunali. “L’unica opera Pnrr non ancora completata - conclude il sindaco - è la ristrutturazione della scuola media di Codiverno. Sarà completa entro dicembre di quest’anno. Gli altri interventi sono stati completati e sono in fase di rendicontazione finale”.
Alessandro Abbadir
Gli artigiani critici: “Investimenti non sempre in grado di generare un impatto reale sull’economia locale”
“Il Pnrr ha consentito a molti piccoli Comuni di avviare investimenti importanti, ma non sempre si è riusciti a orientare le risorse verso interventi capaci di generare un reale impatto sull’economia locale”. E’ la riflessione di Gianluca Dall’Aglio, presidente di Confartigianato Imprese Padova. “Penso, ad esempio, ai temi dell’energia e della viabilità - dice - che per le nostre imprese restano prioritari. Sui costi energetici, da tempo chiediamo di rafforzare il fotovoltaico sui tetti dei capannoni: sarebbe stata un’occasione concreta per alleggerire le bollette e aumentare l’autonomia delle aziende. Allo stesso modo, la viabilità presenta nodi irrisolti: ci sono aree con grande traffico che abbiamo segnalato più volte, oppure tratti stradali che attendono da anni un adeguamento”. Un altro tema che non
può essere trascurato per gli artigiani padovani è quello della prevenzione agli eventi atmosferici. “Non vediamocontinua - interventi strutturali in questo ambito, eppure le nostre imprese sono molto preoccupate: presto dovranno sostenere il costo di una polizza catastrofale, senza che siano stati messi in campo strumenti di mitigazione del rischio”. Infine, osserva Dall’Aglio, le risorse potevano essere utilizzate anche per potenziare la ricerca e lo sviluppo di tecnologie avanzate. “Oggi - conclude - siamo costretti a dipendere dall’estero, e questo si traduce in un deficit di competitività che pesa sulle aziende artigiane. Il risultato è che, pur avendo mobilitato risorse ingenti, il Pnrr rischia di non rispondere alle esigenze del sistema produttivo diffuso”.

Il





Focus PNRR/2. Il sindaco De Boni attacca la precedente amministrazione
“A Ponte san Nicolò persi milioni di euro perché non sono stati presentati i progetti”
“Ponte San Nicolò a differenza di altri Comuni dell’area, ha avuto davvero pochi fondi Pnrr per realizzare opere per il territorio. Motivo? Non erano pronte negli anni scorsi le progettazioni richieste dalle precise normative europee per poter attingere a quelle risorse, di cui hanno beneficiato invece migliaia di enti locali in Veneto”. A dirlo è il sindaco Gabriele De Boni, che amministra il Comune da meno di un anno e mezzo e che si toglie sulla questione come si suol dire, più di qualche sassolino dalla scarpa.
“Qualche fondo Pnrr - ammette De Boni - è arrivato, ma davvero poca cosa se pensiamo alle necessità del territorio e quello che invece altri Comuni hanno portato a casa. Purtroppo ho cominciato ad amministrare il paese da giugno del 2024, quando ormai in questa partita i giochi erano fatti”. Il sindaco fa così il punto sul territorio delle opere cofinanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e contandole sono davvero poche.
“Abbiamo finanziato come Comune con il Pnrr - dice il primo cittadino - l’intervento di riqualificazione del centro della frazione di Rio. Un intervento certo molto atteso dai residenti, che è costato complessivamente 800 mila euro di cui

solo 200 mila sono arrivati con il Pnrr. Un altro intervento finanziato con i fondi europei è stato quello della rotonda di Viale del Lavoro per la quale sono arrivati circa 150 mila euro su un costo complessivo dell’opera di 450 mila. Infine è stata finanziata la progettazione, ma solo quella, per la costruzione del nuovo palazzetto dello sport che è pensato a servizio dell’intero territorio comunale. Complessivamente con il Pnrr sono arrivati in paese mezzo milione di euro circa. Ben altre cifre sono arrivate ad esempio nei Comuni limitrofi”. Il sindaco di Ponte San Nicolò è determinato a sottolineare il rammarico per l’opportunità persa e spiega come si siano fatte richieste anche per altri interventi, come ad esempio per la sistemazione
di piazza Liberazione, per scuole, strade, piste ciclabili, ma dal Pnrr purtroppo non è arrivato nulla. “ Le richieste - sottolinea e conclude il sindaco del paese – sono state bocciate perché non erano pronti i progetti da parte dell’amministrazione precedente. E’ ovvio che in questo modo la maggioranza delle istanze finisse per essere respinta. Per il territorio si è persa una grande occasione di rilancio. Si è trattato di un “treno” di opportunità che quasi certamente non passerà più”. I soldi per fare quelle opere necessarie che non sono state finanziate dal Pnrr il Comune di Ponte San Nicolò a questo punto li dovrà tirare fuori dal proprio bilancio o chiederli a Stato, Regioni o province.
Alessandro Abbadir
A Saonara lavori ancora in corso per asilo nido e Casa della Comunità
Il Pnrr a Saonara ha garantito, grazie a dei fondi e cooperazione con altri enti, due importanti interventi: il nuovo asilo nido e la casa di comunità. I lavori per la realizzazione del nuovo asilo nido di Saonara sono in corso. La struttura, con un capienza di 36 posti, sorgerà in via Vittorio Emanuele di fronte il centro parrocchiale di Saonara. Il costo di 1 .200.000 euro, sarà coperto da un contributo Pnrr, di 864.000 euro. Il nuovo edifico scolastico è composto da una grande area centrale (agorà), con la funzione di area gioco, direttamente comunicante con l’esterno per permettere lo svolgimento delle attività didattiche anche all’aperto. Gli spazi esterni
sono organizzati con aree gioco perimetrali, protette dal verde con presenza di arbusti e alberature. Nell’ottica del Pnrr, la Casa della Comunità invece consentirà di implementare la medicina territoriale con 4 medici di medicina generale, lo sportello amministrativo per gestire le varie pratiche dei cittadini, il punto prelievi, il servizio infermieristico, l’infermiere di famiglia che collabora con il medico di medicina generale, specialisti e strumentazioni che consentiranno di svolgere esami approfonditi come le ecografie, l’innovativa telemedicina, il consultorio familiare e il servizio di supporto psicologico. La nuova struttura prevede l’ampliamento
e la ristrutturazione dell’attuale Centro Tamara e Diana. La nuova area di 300 metri quadrati ospiterà un ampio ingresso con sala d’attesa e reception, 5 nuovi ambulatori e una sala polivalente con ingresso autonomo mentre la riorganizzazione degli spazi al primo e secondo piano miglioreranno l’accessibilità e la fruibilità dei servizi resi al cittadino. L’Ulss per la realizzazione della Casa di Comunità ha stanziato 1.250.000 euro di fondi Pnrr. I lavori dovranno essere ultimati entro i primi mesi del 2026. “Questi progetti - sottolinea il sindaco Michela Lazzaro - consolidano l’impegno del Comune al miglioramento dei servizi alla cittadinanza”. (a.a.)
“Per la sistemazione di piazza Liberazione, scuole e piste ciclabili dal Pnrr non è arrivato nulla”









Il primato di Cardiologia in vetta alla classifica dell’eccellenza sanitaria in Italia fra 1300 centri
di Padova Nord
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti
Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico
L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul
Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
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A Vigodarzere scoppia la polemica sulle spese per l’asilo nido, le minoranze: “Opera pagata solo in parte”, il sindaco contesta i conteggi, Comuni alle prese con gli imprevisti della rendicontazione
alle pagg. 8 e 9


TRASPORTO SCOLASTICO, È SCONTRO A CADONEGHE
A scuole già iniziate, il servizio di trasporto per gli studenti non è ancora partito. Botta e risposta tra Scacco e Schiesaro
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider REGIONALI, AL











Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo



















Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<


S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.




Focus PNRR/1. Il vice presidente della Provincia Daniele Canella lancia l’allarme sulle criticità
Comuni schiacciati da carenza di risorse, burocrazia e mancanza di personale tecnico
“Gli enti locali si trovano a rispondere di ritardi che non dipendono da loro, come i risvolti legali del codice degli appalti. C’è una discrepanza tra la realtà operativa e le stringenti normative imposte dall’Unione Europea”
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si avvicina alla sua scadenza naturale di giugno 2026, ma il percorso verso il traguardo resta costellato di ostacoli. A sottolinearlo è Daniele Canella, vicepresidente vicario della Provincia di Padova, che in un’ampia riflessione analizza le criticità del sistema e le ripercussioni che queste stanno avendo sugli enti locali.
“Il Pnrr come tutti sanno dovrebbe terminare a giugno 2026 – ha ricordato Canella –. Come Provincia partecipiamo alla cabina di regia istituita in Prefettura, così come avviene in tutte le prefetture d’Italia. I problemi conclamati ormai sono sempre gli stessi, a partire dalla difficoltà di gestione delle tempistiche. C’è una discrepanza tra la realtà operativa e le stringenti normative imposte dall’Unione
Europea”.
Secondo Canella, le amministrazioni, e in particolare i piccoli Comuni, si trovano schiacciati tra burocrazia, carenza di risorse e sovraccarico dei professionisti: “Penso solo alle difficoltà per ottenere pareri, superare vincoli, reperire risorse aggiuntive. Tutte le opere attese da anni si sono concentrate negli ultimi tre, generando un intasamento enorme per gli studi professionali. Architetti, ingegneri e tecnici impegnati in progettazione, direzione lavori, rendicontazione e collaudi sono stati saturati di impegni. Questo ha inevitabilmente generato ritardi che si sommano a quelli dovuti alla mancata programmazione nella pubblica amministrazione”.
Un altro nodo irrisolto riguarda la scarsità di personale negli enti:
Casa della Comunità
“Gli uffici tecnici sono vuoti perché non si è preparato un adeguato ricambio generazionale. Negli anni della spending review sono stati tagliati molti posti nelle amministrazioni locali e oggi ne paghiamo le conseguenze. Da un lato i professionisti sono oberati, dall’altro gli enti non hanno personale sufficiente per seguire i progetti con la necessaria rapidità”.
A complicare il quadro si aggiunge la normativa sugli appalti, che rallenta la sostituzione delle aziende quando queste abbandonano i cantieri: “Abbiamo vissuto direttamente casi in cui i lavori non andavano avanti. Il codice degli appalti prevede procedure lunghe e complesse, con inevitabili risvolti legali. È una situazione paradossale, perché gli enti locali si trovano a dover rispondere di ritardi che non dipendono da loro”.
Nonostante tutto, Canella rivendica con orgoglio l’impegno del territorio: “Mi sento di dire che i tecnici, i dirigenti e i professionisti che operano negli enti sono stati quasi degli eroi. Dopo anni di
di Limena in dirittura d’arrivo, pesano le incognite su gestione e occupazione
E’ ormai in dirittura d’arrivo la Casa della Comunità di Limena in via Cabrelle, dal costo di 2,4 milioni di euro, dei quali 1,6 milioni di euro di contributo Pnrr, pagati al 50% (dato di giugno). I lavori, assicura l’Uls 6 Euganea, sono ormai alle fasi conclusive e l’apertura rispetterà il cronoprogramma previsto. Le Case di Comunità dovranno costituire un punto di riferimento continuativo per i cittadini che possono accedere gratui-
tamente alle prestazioni sanitarie erogate. Le strutture garantiscono assistenza sanitaria primaria e attività di prevenzione. Saranno presenti equipe di medici di medicina generale, pediatri, medici specialisti, infermieri e altri professionisti della salute (tra cui tecnici di laboratorio, ostetriche, psicologi, ecc.) che operano in raccordo anche con la rete delle farmacie territoriali. Non mancano però le criticità: in più occasioni i sindacati

blackout delle grandi opere pubbliche hanno trovato soluzioni, lavorato giorno e notte e portato comunque a uno stato di avanzamento accettabile”.
Per la Provincia di Padova, spiega, gli impegni assunti sono stati rispettati: “Quello che competeva a noi l’abbiamo adempiuto. Se ci sono allungamenti delle scadenze, non dipendono dai nostri uffici né dalle scelte politiche locali, ma da fattori esterni che definirei ‘sistema Italia’, con regole e procedure non allineate a quelle europee”. L’appello finale è rivolto al go-
dei medici e degli infermieri hanno espresso preoccupazione che le Case di Comunità rischino di diventare “scatole vuote” per la mancanza di personale medico e infermieristico, il rischio di una gestione inefficiente, e il possibile spostamento dell’attività medica verso studi privati, anziché diventare centri efficienti per la sanità pubblica. La vera sfida, pertanto, sarà gestire al meglio queste strutture pagati con i milioni del Pnrr. (n.s.)
verno: “Spero ci sia una presa di coscienza per distinguere le responsabilità: se un ente appaltante o realizzatore sbaglia, è giusto intervenire. Ma laddove, come nella stragrande maggioranza dei casi, gli enti hanno fatto il loro dovere, servono risorse aggiuntive per completare i lavori”. Conclude Canella: “Affronteremo i prossimi mesi con consapevolezza e responsabilità. L’obiettivo resta consegnare le opere alla collettività rispettando le tempistiche per quanto dipende da noi”.
Nicola Stievano

la polemica sul nuovo asilo nido, guerra di cifre fra maggioranza e minoranza
AVigodarzere si infiamma la polemica attorno al nuovo asilo nido comunale, un intervento da 1,8 milioni di euro inserito nel piano triennale delle opere pubbliche. I consiglieri del Partito Democratico Stefano Spreafichi e Paolo Vallerin contestano la versione dell’amministrazione, secondo cui il progetto sarebbe in gran parte coperto dai fondi del PNRR. “In realtà – affermano – solo il 40% delle risorse arriva da Roma, mentre più della metà sarà a carico del Comune”. Una chiave di lettura che però viene contestata dall’amministrazione comunale, che ritene scorretta la chiave di lettura adottata dalla minoranza.
Secondo l’opposizione, la spesa comunale aumenta considerevolmente tra arredi, recinzioni e opere esterne, a fronte di poco più di un milione di euro coperto dal contributo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, al punto da portare il costo complessivo a due milioni e mezzo di euro. “Non mettiamo in dubbio l’importanza del progetto – spiegano Spreafichi e Vallerin –ma serve chiarezza sui conti. Non si può affermare di aver ottenuto il nido grazie ai fondi del Pnrr quando i numeri raccontano altro. Manca una pianificazione economica trasparente: si interviene a lavori avviati con continue variazioni di bilancio”.
Il cantiere è già operativo e dovrebbe concludersi entro il 2026, ma la contestazione riguarda soprattutto la gestione finanziaria dell’opera. Per il PD, però, il problema resta nella gestione delle risorse: “Non mettiamo in discussione l’utilità del progetto, ma la mancanza di pianificazione economica – ribadiscono i consiglieri di minoranza –. Le spese per servizi essenziali come mense e asili vanno programmate in modo organico, non con aggiustamenti a lavori avviati”. Il sindaco Aldolfo Zordan replica bollando come “sterile” la polemica sollevata dall’opposizione: “Lo stanziamento aggiuntivo di 230 mila euro serve al miglioramento della viabilità e degli spazi esterni , ovvero dall’incrocio con via Cà Pisani fino all’ingresso dell’Asilo: un’area pedonale esterna per garantire maggiore sicurezza sia in ingresso che in uscita ai bambini con i loro genitori, un nuovo marciapiede, una nuova distribuzione degli spazi a parcheggio ed il rifacimento dell’asfaltatura. Complessivamente un’area di circa 2.400,00 mq. All’interno di questa progettualità sarà
Basta un contenzioso per

rivista anche parte della recinzione esistente con un miglioramento della sistemazione dell’area a verde dell’area esclusiva dell’Asilo”. Altri 80 mila euro saranno invece destinati agli arredi e alle attrezzature della cucina. “Non c’è stato nessun errore di progettazione – precisa il sindaco –. Abbiamo le risorse necessarie e la disponibilità finanziaria, è normale completare un intervento di questa portata e importanza con fondi propri. Il Comune copre solo il 34% della spesa per la costruzione vera e propria dell’asilo, mentre il 66% (e non il 40) è finanziato dal PNRR. Inoltre, l’asilo sarà inserito nel piano di zona dell’Ulss 6, il che garantirà contributi importanti per la gestione e la riduzione delle rette”.
Nicola Stievano
bloccare tutto Zanovello: “Preoccupazione anche per i collaudi”
Il vicesindaco di Vigodarzere Roberto Zanovello, che fa parte della cabina di regia provinciale sul PNRR istituita dal Prefetto, lancia un segnale di attenzione sui tempi di rendicontazione delle opere finanziate. “Stiamo monitorando costantemente l’avanzamento dei progetti - spiega -. A Vigodarzere siamo sicuri di terminare i lavori entro metà 2026, così come nel complesso nella nostra regione la situazione non è drammatica, anche se l’imprevisto che allunga i tempi può essere sempre dietro l’angolo. Guardando dunque al quadro complessivo, in particolare fuori dal Veneto, è legittimo chiedersi se tutti riusci-
ranno a rispettare le scadenze per consegna e collaudo”.
Le principali criticità, sottolinea Zanovello, riguardano proprio la fase di rendicontazione e la rigidità delle tempistiche fissate a livello europeo. “Sono in discussione eventuali proroghe – precisa – perché basta un contenzioso con un’impresa, un’eventualità tutt’altro che remota, per bloccare i lavori e sforare i termini. I distinguo sono tanti e non sempre sono addebitabili a carenze delle amministrazioni locali”.
In provincia di Padova, 48 Comuni su 104 hanno ottenuto fondi soprattutto per progetti legati al sistema scolastico, alcuni di im-
porti piuttosto elevati. “La preoccupazione generale – aggiunge il vicesindaco – è che il termine dei collaudi, fissato tra maggio e giugno, venga rispettato. Nei nostri incontri con il Ministero abbiamo posto diverse questioni operative, soprattutto sulle modalità di rendicontazione”.
Zanovello evidenzia anche un altro problema: “Alcuni fondi PNRR non sono stati utilizzati per rinunce dei beneficiari e non sono stati riassegnati. È un tema che riguarda tutte le cabine di regia. Nonostante ciò, i Comuni che hanno mantenuto gli impegni stanno portando avanti i lavori e utilizzando le risorse assegnate”. (n.s.)
Spreafichi e Vallerin: “Non si può affermare di aver ottenuto l’asilo grazie al Pnrr perché i numeri dicono altro”. Zordan replica: “E’ normale che per una simile opera si affianchino interventi migliorativi, visto che abbiamo le risorse”
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Il primato di Cardiologia in vetta alla classifica dell’eccellenza sanitaria in Italia fra 1300 centri
di Padova Sud
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti
Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico
gallinaroservizifunebri@gmail.com
L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul
Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
La rendicontazione toglie il sonno a tecnici e amministratori comunali, Albignasego in dirittura d’arrivo con il nuovo teatro e auditorium, la sfida per tutti è rispettare le scadenze entro il 30 giugno 2026


Dopo la copertura e l’illuminazione, ora si rinnova anche il blocco spogliatoi e i servizi igienici
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider
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Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo



















Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<


S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.




Incombe lo scoglio della rendicontazione, la sfida più dura è non accumulare ritardi
E
’ la rendicontazione, laboriosa e ricca di incognite, lo scoglio più grande dell’ultima fase della realizzazione dei progetti finanziati dal Pnrr. Sono mesi febbrili per gli uffici, i dirigenti, i tecnici e gli amministratori impegnati nel portare a termine opere milionarie secondo i ritmi stringenti imposti dal cronoprogramma che prevede la conclusione entro il 30 giugno 2026. E la sfida più grande, confermano anche in municipio, ad Albignasego si chiama rendicontazione, un lavoro che richiede una particolare preparazione e una certosina attenzione ai vari passaggi, per non restare indietro con i tempi. Dei cento progetti finanziati con il Pnrr ad Albignasego, del valore di oltre 73 milioni di euro, quelli in campo al Comune sono dieci, ai quali sono stati destinati 6,1 milioni di risorse. I pagamenti,
stando agli ultimi dati disponibili della scorsa estate, hanno superato la soglia fatidica del 50 per cento e alcune opere sono già state completate e inaugurate. E’ il caso dell’ampliamento dell’asilo nido Marco Da Cles, del valore di 288 mila euro. In questo caso i lavori sono stati portati a termine ancora nell’agosto 2024 e l’opera è stata inaugurata il 21 dicembre dello scorso anno. Per questa struttura, inoltre, il Comune ha impegnato 1450 mila euro di fondi propri per l’adeguamento normativo e di sicurezza sul fronte prevenzione e incendi. Ancora prima era stato portato a termine la realizzazione dello “Spazio Snoezelen” per bambini in biblioteca comunale. I lavori da poco meno di 92 mila euro erano stati portati a termine entro il 2023 e a fine gennaio 2024 c’era stata l’inaugurazione. Si tratta di un progetto che ha l’obiettivo

di rimuovere le barriere fisiche, cognitive e sensoriali che ostacolano la piena fruizione dei servizi culturali offerti dalla Biblioteca comunale, con il fine di attuare il diritto all’inclusione e contrastare la povertà educativa fra i bambini. E’ alle battute finali in questi giorni il cantiere dell’opera più importante del Comune finanziata con dal Pnrr: la costruzione del nuovo teatro auditorium in
via della Costituzione. Prima della fine di ottobre è prevista la conclusione dei lavori dell’opera tra oltre 3 milioni e mezzo di euro, dei quali due coperti dal Pnrr e già pagati per intero e altri 1 e mezzo con risorse statali. Si tratta di una delle opere più attese ad Albignasego che prevede anche la sistemazione del parco pubblico. La città avrà così un auditorium e uno spazio per le attività teatra-
Sicurezza idraulica per un territorio fragile e segnato da calamità, ma anche ristrutturazioni: a Casalserugo contributi per 5 milioni
In primo piano la sicurezza idraulica ma anche la sistemazione degli impianti sportivi e delle aree centrali del paese: i fondi del Pnrr per Casalserugo, hanno permesso di intervenire sui punti più sensibili. Nel quinquennio 2020-2025 il Comune ha finanziamenti per un 4.955.199,34 euro. Si tratta di risorse provenienti da bandi regionali, nazionali e dal PNRR, che consentono di dare risposta a molteplici esigenze della comunità, dall’ammodernamento delle infrastrutture alla sicurezza idraulica, un aspetto molto sentito in un territorio fragile e già segnato da calamità, fino alla digitalizzazione dei servizi.
•Installazione pompe di calore ad alta efficienza
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Tra il 2020 e il 2024 sono stare realizzate opere pubbliche di piccola entità come la sistemazione delle aree centrali, piste ciclabili, asfaltature, riqualificazione di piazza Ronchi e impianto fotovoltaico presso Hangar 9, per un valore di circa 350 mila euro. Ben più consistenti le opere strutturali e le riqualificazioni come ristrutturazione dell’ex Canonica (1,2 milioni), la realizzazione delle vasche di laminazione per la sicurezza idraulica (1,3 milioni) e la pista ciclabile di via Gramsci con attraversamenti (348 mila euro).
Sul fronte dell’impiantistica sportiva spic-
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cano l’adeguamento statico della copertura del Palasport di via Colombo (500 mila euro) e ulteriori interventi di miglioramento al Palasport finanziati dalla Regione Veneto (279 mila euro).
Con i fondi Pnrr e altri bandi nazionali sono stati finanziati progetti per il miglioramento e la meccanizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti urbani (521 mila euro) e un ampio pacchetto di interventi per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione per un valore superiore a 390 mila euro.

“Siamo soddisfatti per questo risultato, -
li. L’inaugurazione è prevista nel mese di dicembre. Gli altri progetti di rilievo che interessano il territorio di Albignasego riguardano gli interventi alle reti di distribuzione nell’Ambito Bacchiglione per la riduzione delle perdite nelle redi di distribuzione. Solo per Albignasego sono in fase di realizzazione interventi per circa 40 milioni di euro.

spiega il sindaco Matteo Cecchinato - che conferma la capacità di attrarre risorse esterne e di programmare interventi strategici a beneficio della collettività. I finanziamenti ottenuti consentiranno non solo di migliorare la qualità e la sicurezza del territorio, ma anche di rendere i servizi comunali più efficienti e vicini alle esigenze di cittadini e imprese”.


Focus PNRR/2. L’analisi del vice presidente della Provincia Daniele Canella sulle criticità di questa fase
Risorse inadeguate e troppa burocrazia, nei Comuni è allarme anche per il personale
Il percorso del Pnrr verso il traguardo presenta non poche insidie e ostacoli che possono mettere in difficoltà le decine di Comuni impegnati nell’ultima fase della conclusione e rendicontazione dei progetti finanziati. Daniele Canella, vicepresidente vicario della Provincia di Padova, analizza le criticità del sistema sugli enti locali.
“I problemi conclamati ormai sono sempre gli stessi, - ricorda Canella - a partire dalla difficoltà di gestione delle tempistiche. C’è una discrepanza tra la realtà operativa e le stringenti normative imposte dall’Unione Europea”. Le amministrazioni, e in particolare i piccoli Comuni, si trovano schiacciati tra burocrazia, carenza di risorse e sovraccarico dei professionisti: “Penso solo alle difficoltà per ottenere pareri, superare vincoli, reperire risorse aggiuntive. Tutte le opere attese da anni si sono concentrate negli ultimi tre, generando un intasamento enorme per gli studi professionali. Architetti, ingegneri e tecnici impegnati in progettazione, direzione lavori, rendicontazione e collaudi sono stati saturati di impegni. Questo ha inevitabilmente generato ritardi che si sommano a quelli dovuti alla mancata programmazione nella pubblica

amministrazione”. Un altro nodo irrisolto riguarda la scarsità di personale negli enti: “Gli uffici tecnici sono vuoti perché non si è preparato un adeguato ricambio generazionale. Negli anni della spending review sono stati tagliati molti posti nelle amministrazioni locali e oggi ne paghiamo le conseguenze”. A complicare il quadro si aggiunge la normativa sugli appalti, che rallenta la sostituzione delle aziende quando queste abbandonano i cantieri: “Abbiamo vissuto direttamente casi in cui i lavori non andavano avanti. È una situazione paradossale, perché gli enti locali si trovano a dover rispondere di ritardi che non dipendono da loro”.
Dall’altro lato Canella sottolinea
l’impegno negli enti locali: “Mi sento di dire che i tecnici, i dirigenti e i professionisti che operano negli enti sono stati quasi degli eroi. Se ci sono allungamenti delle scadenze, non dipendono dai nostri uffici né dalle scelte politiche locali, ma da fattori esterni che definirei ‘sistema Italia’, con regole e procedure non allineate a quelle europee. Spero ci sia una presa di coscienza per distinguere le responsabilità: se un ente appaltante o realizzatore sbaglia, è giusto intervenire. Ma laddove, come nella stragrande maggioranza dei casi, gli enti hanno fatto il loro dovere, servono risorse aggiuntive per completare i lavori”.
Nicola Stievano
Maserà, pronta la Casa della Comunità: dai sindacati preoccupazione per organici e gestione delle strutture
Nel giro di qualche settimana sarà inaugurata la Casa della Comunità di Maserà in via Monsignor Zane, dal costo di 2 milioni di euro e 450 mila euro, dei quali 1,5 milioni di euro di contributo Pnrr, pagati al 73,4% (dato di giugno). I lavori condotti dall’Uls 6 Euganea, sono ormai concludi l’apertura rispetterà il cronoprogramma previsto con l’inaugurazione entro le prossime settimane. Si completa così il polo socio sanitario di via Zane che comprende anche la nuova casa di riposo e in futuro la sede della Croce Rossa.
Le Case di Comunità dovranno costituire un punto di riferimento continuativo per i cittadini che possono accedere gratuitamen-

te alle prestazioni sanitarie erogate. Le strutture garantiscono assistenza sanitaria primaria e attività di prevenzione. Saranno presenti equipe di medici di medicina generale, pediatri, medici specialisti, infermieri e altri professionisti della salute (tra cui tecnici di laborato-
rio, ostetriche, psicologi, ecc.) che operano in raccordo anche con la rete delle farmacie territoriali. Non mancano però le criticità: in più occasioni i sindacati dei medici e degli infermieri hanno espresso preoccupazione che le Case di Comunità rischino di diventare “scatole vuote” per la mancanza di personale medico e infermieristico, il rischio di una gestione inefficiente, e il possibile spostamento dell’attività medica verso studi privati, anziché diventare centri efficienti per la sanità pubblica. La vera sfida, pertanto, sarà gestire al meglio queste strutture pagate con i milioni del Pnrr, con le quali i servizi sanitari dovrebbero essere più vicini ai cittadini. (n.s.)
“C’è una discrepanza tra la realtà operativa e le stringenti normative imposte dall’Unione Europea. Gli enti locali si trovano a rispondere di ritardi che non dipendono da loro, come i risvolti legali del codice degli appalti

di Padova
Il primato di Cardiologia in vetta alla classifica dell’eccellenza sanitaria in Italia fra 1300 centri
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti

Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico
L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul
Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
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Quattro cantieri scolastici a rischio a Padova, bilico 17 milioni di euro in bilico per i ritardi, la sfida è rispettare la scadenza del 30 giugno 2026


Per il sindaco Giordani è una scelta punitiva, il centrodestra invece plaude alla decisione
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider







Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.




Focus PNRR/1. Mix letale di burocrazia, vincoli architettonici e aumento dei costi
Quattro grandi cantieri scolastici a rischio, 17 milioni di euro in bilico a causa dei ritardi
Le imprese, dal canto loro, confermano che i margini di guadagno sono ormai minimi a causa dell’inflazione e del rincaro dei costi
Diciassette milioni di euro, destinati all’edilizia scolastica padovana tramite il Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), sono seriamente a rischio di non essere spesi. La posta in gioco sale a oltre 24 milioni se si aggiungono i 7 milioni previsti per la riqualificazione del complesso di via Beato Pellegrino. I progetti chiave, che coinvolgono gli istituti Selvatico, Belzoni e San Benedetto, sono paralizzati o in forte ritardo, stretti tra l’implacabile scadenza del 2026 e un mix letale di burocrazia, vincoli architettonici e l’aumento dei costi. Se i lavori non saranno completati e rendicontati entro il termine imposto dall’Europa, i fondi dovranno essere restituiti. Un’occasione cruciale per ammodernare le scuole, garantendo strutture più sicure ed efficienti agli studenti, rischia di svanire. I casi più emblematici sono quelli degli istituti San Benedetto e Belzoni. Entrambi gli edifici sono gravati da vincoli architettonici e urbanistici che di fatto congelano gli interventi. Al San Benedetto, il cantiere per l’adeguamento antisismico e la riqualificazione energetica è fermo, in attesa del via libera della Soprintendenza. Una situazione speculare si vive al Belzoni, dove le opere di miglioramento strutturale e impiantistico devono rispettare rigidissime prescrizioni sui beni tutelati. In entrambi i casi, le
autorizzazioni necessarie richiedono mesi di istruttoria, tempi incompatibili con le stringenti scadenze del Pnrr. Anche l’Istituto Selvatico, per il quale sono stanziati circa 7,1 milioni di euro per il rifacimento degli impianti e la costruzione di nuovi laboratori, non è immune dai problemi. Qui, la criticità principale è stata la difficoltà nel trovare imprese: la prima gara d’appalto è andata deserta e la seconda, pur avendo trovato un vincitore, si è conclusa con la rinuncia dell’azienda. Ora è necessaria una nuova procedura di gara, ma il tempo utile per avviare i lavori si assottiglia inesorabilmente. L’aumento dei prezzi delle materie prime e la cronica carenza di manodopera qualificata stanno rendendo sempre più arduo trovare imprese disposte ad assumersi i rischi e i margini ridotti di questi appalti. Dagli uffici tecnici comunali e dalla Provincia emerge un quadro desolante: la macchina amministrativa locale ha tentato di fare la sua parte, ma è rimasta bloccata da procedure troppo complesse e dalla lentezza delle autorizzazioni esterne. La Provincia partecipa alla cabina di regia istituita presso la Prefettura, come avviene in tutto il territorio nazionale. Le principali criticità individuate riguardano la gestione delle tempistiche, spesso in contrasto con le rigide normative imposte dall’Unione Europea. Le amministrazioni locali, in par-

un contesto caratterizzato da burocrazia complessa, scarsità di risorse e sovraccarico dei professionisti. Le difficoltà riguardano l’ottenimento dei pareri, il superamento dei vincoli e la ricerca di risorse aggiuntive. La concentrazione, negli ultimi anni, di numerose opere pubbliche attese da tempo ha determinato un forte aumento del carico di lavoro per studi professionali e tecnici, impegnati in progettazione, direzione lavori, rendicontazione e collaudi. La situazione ha prodotto inevitabili ritardi, aggravati dalla mancanza di una programmazione adeguata nella pubblica amministrazione. Un ulteriore elemento critico è rappresentato dalla carenza di personale tecnico negli enti locali, conseguenza del mancato ricambio generazionale e dei tagli introdotti negli anni della spending review. Gli uffici risultano sottodimensionati, con conseguenze dirette sulla capacità di gestione e monitoraggio dei progetti. La normativa sugli appalti contribuisce a rallentare ulteriormente i processi,

in particolare nei casi di sostituzione delle imprese che abbandonano i cantieri. Le procedure previste dal codice sono lunghe e complesse, spesso con risvolti legali che incidono sui tempi di realizzazione. Ciò comporta ritardi per i quali gli enti locali si trovano a rispondere pur non essendone responsabili diretti. La Provincia di Padova, tramite il vice presidente Daniele Canella, lancia un appello al Governo per un intervento che aiuti a distinguere chiaramente le responsabilità tra i vari enti coinvolti
e per fornire le risorse necessarie a sbloccare e completare le opere in tempo. Le imprese, dal canto loro, confermano che i margini di guadagno sono ormai minimi a causa dell’inflazione e del rincaro dei costi. Senza una decisa e immediata accelerazione su tutti i fronti, Padova rischia di subire una pesante battuta d’arresto. In gioco non ci sono solo milioni di euro, ma la possibilità di garantire alla comunità strutture scolastiche finalmente moderne e sicure.
Sara Busato

Corsa contro il tempo per decine di cantieri, conto alla rovescia per non perdere i contributi
Padova è la città italiana con il più alto rapporto Pnrr pro capite: oltre
3.000 euro per abitante. E chi vive, lavora o attraversa la città non può non accorgersene: cantieri, deviazioni e interventi di messa in sicurezza punteggiano ogni quartiere
Il conto alla rovescia è iniziato: mancano circa otto mesi alla scadenza dei termini per completare tutte le opere finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). A Padova, i progetti in corso spaziano dai nuovi sistemi di illuminazione nei quartieri ai centri culturali che proiettano la città nel futuro, fino alle due linee del tram destinate a rivoluzionare la mobilità urbana. A giugno il progresso complessivo dei lavori ha raggiunto l’84,3%, con 20 interventi già conclusi su oltre cinquanta. Tra i cantieri più complessi spicca la linea Sir 2, che da sola vale 415 milioni di euro e registra un avanzamento del 64%.
La scadenza fissata dall’Unione Europea – 30 giugno 2026 – si avvicina inesorabilmente. E con l’apertura di 14 cantieri estivi tra Sir 2 e Sir 3, già l’estate si è preannuncia impegnativa anche sul fronte del traffico. Con 620 milioni di euro di finanziamenti, Padova è la città italiana con il più alto rapporto Pnrr pro capite: oltre 3.000 euro per abitante. E chi vive, lavora o attraversa la città non può non accorgersene: cantieri, deviazioni e interventi di messa in sicurezza punteggiano ogni quartiere. Come per molti altri progetti finanziati dal Pnrr, la vera sfida resta rispettare i tempi. Il termine di giugno 2026 non lascia margini: eventuali ritardi nei lavori o nei collaudi potrebbero far perdere i fondi europei, costringendo il Comune a intervenire con risorse proprie.
Nell’ultimo anno, tuttavia, molte opere sono già state portate a termine: dal nuovo campo in erba sintetica della Sacra Famiglia al miglioramento dell’accesso alle


scuole dell’Arcella, fino al nuovo ingresso inclusivo della scuola “Donatello”. Conclusi anche gli interventi sul ponte sul Bacchiglione di corso Kennedy, la realizzazione del Giardino dei Ciliegi e il potenziamento delle ciclabili urbane. Completati al 100% anche il rinnovo dell’illuminazione pubblica nei rioni, la riqualificazione degli asili nido “Scarabocchio” e “Scricciolo”, e il restyling del palaghiaccio del Plebiscito. Terminata la ciclabile di San Bellino e la bicipolitana Mura Sud Est. Non ancora completati gli interventi per la rinascita dell’ex Coni e del Configliachi all’Arcella.
La Cittadella dello Sport Valsugana è al 73% (dati aggiornati a giugno), mentre il palazzetto di San Lazzaro è al 64%. Più lento il comparto culturale: terminata la riqualificazione del teatro Maddalene, restano in corso i lavori sull’ala nord del Castello dei Carraresi (55%) e sulla rimozione delle barriere architettoniche al museo degli Eremitani (50%). Il progetto più imponente resta la linea Sir 2, con i suoi 415 milioni di euro che rappresentano da soli due terzi del finanziamento complessivo Pnrr. Bene anche la Sir 3, finanziata con 62 milioni e già completa all’82%.
Tra le opere in corso anche il
nuovo centro di conferimento per rifiuti ingombranti e particolari all’Arcella, realizzato da AcegasApsAmga e Comune di Padova. L’impianto, dal valore complessivo di 1,5 milioni di euro (di cui circa un milione finanziato da fondi Pnrr), dovrà essere completato entro giugno 2026. L’obiettivo è potenziare la raccolta differenziata, contrastare l’abbandono dei rifiuti e raggiungere, entro pochi anni, l’84% di raccolta differenziata fissato dalla Regione. Il centro sorgerà su un’area di 4.000 metri quadrati tra via Jacopo D’Avanzo, via Grassi, via Plebiscito e la ferrovia: una posizione strategica, ma anche problematica per traffico e viabilità. Tuttavia, non mancano le preoccupazioni dei residenti, che temono un aumento di traffico, rumore ed emissioni in un quartiere che chiede da tempo più verde e meno cemento. Il nuovo impianto dovrebbe servire oltre 40mila abitanti dell’Arcella, ma resta da capire quanto inciderà realmente sul tasso complessivo di riciclo. Gli obiettivi regionali restano ancora distanti, e alcuni osservatori temono che l’apertura del centro risponda più all’esigenza di rispettare gli indicatori Pnrr che a una pianificazione territoriale condivisa.
Sara Busato
Come per molti altri progetti finanziati dal Pnrr, la vera sfida resta rispettare i tempi. Il termine di giugno 2026 non lascia margini: eventuali ritardi nei lavori o nei collaudi potrebbero far perdere i fondi europei, costringendo il Comune a intervenire con risorse proprie


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Il primato di Cardiologia in vetta alla classifica dell’eccellenza sanitaria in Italia fra 1300 centri
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti
Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.





Movimento 5 Stelle: “Per la Regione candidati scelti dalla base, non imposti”
Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico
L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul
A Piove di Sacco opere concluse, ma i fondi europei non sono bastati. Per il centrodestra si poteva ideare un piano Pnrr più equilibrato. Ad Arzergrande si punta su progetti digitali e sociali
alle pagg. 8 e 9

VIA MAREGGIA DI PIOVE DI SACCO DIVENTA UN NODO STRATEGICO
La riqualificazione della viabilità tra via Puniga e via Breo introduce nuove rotatorie, piste ciclabili e allacci infrastrutturali
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider
a pag. 21 segue a pag. 21



Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.








Focus PNRR/1. L’analisi della situazione sul territorio
“Opere concluse, ma i fondi europei non sono bastati”
Aumento dei prezzi, il Comune ha stanziato lo stesso importo erogato con i fondi
I l Comune di Piove di Sacco ha concentrato gli interventi inerenti il Pnrr, sulla realizzazione di opere pubbliche con la sistemazione di nuove scuole e alimentando interventi di rigenerazione urbana. Per la costruzione della nuova scuola secondaria di primo grado Davila ed annessa palestra in sostituzione dell’esistente, i lavori dell’edificio sono terminati, e sono costati 7 milioni di euro di cui oltre
3 milioni erogati con il Pnrr. Sempre nell’area dell’ex scuola Davila in via San Francesco, si è puntato alla realizzazione degli alloggi per anziani. L’intervento è costato oltre 3 milioni e mezzo di euro, di cui 1 milione e mezzo di fondi erogati con il Pnrr e il resto con co finanziamento comunale. Un altro in-
tervento importante è quello che è stato realizzato per la ricostruzione e riqualificazione urbana piazzale Serenissima, è costato 2 milioni e 200 mila euro complessivi di cui 500 mila finanziati con il Pnrr. L’opera è già stata conclusa. Ci sono stati poi i lavori di demolizione e ricostruzione di nuova scuola dell’infanzia “Borgo Rossi”. L’opera è costata complessivamente 2 milioni e 300 mila euro di questi un milione e 600 mila è stato finanziato dal Pnrr. L’opera in questo caso non è ancora conclusa. Infine ma non ultimi, ci sono stati i lavori di demolizione e ricostruzione dell’asilo nido Trincanato di Sant’Anna di Piove di Sacco. L’intervento è costato 2 milioni e 810 mila euro di cui un milione e 900 mila finanziati
con il Pnrr. Complessivamente il Pnrr ha finanziato opere a Piove di Sacco con fondi per 8 milioni 516 mila euro di questi ne ha erogati ad ora, oltre 7 milioni 185 mila. Da parte della sindaca di Piove si Sacco, Lucia Pizzo c’è molta soddisfazione per il risultato raggiunto. “Siamo molto soddisfatti - spiega la prima cittadina - abbiamo dimostrato che il Comune di Piove di Sacco è dotato di professionalità che hanno seguito le fasi degli appalti e monitorato i rapporti con i ministeri coinvolti e superare gli inevitabili momenti di difficoltà dovuti comunque ad un numero imponente e complesso di opere. Il Comune ha stanziato praticamente lo stesso importo erogato con i fondi Prrr per garantire un consistente concorso finanziario, anche a fronte dell’aumento prezzi. Infatti la palestra scolastica della nuova scuola Davila ha vi-

sto anche la sottoscrizione di un mutuo a tasso zero per consentire di procedere nel quadro estremamente complesso ma gratificante. Questa è l’Europa migliore, che ha consentito al nostro Comune di
Il consigliere di opposizione Mazzetto attacca:
“Serviva un piano Pnrr più equilibrato”
“Si poteva realizzare un Pnrr più equilibrato, si è invece cercato semplicemente di rincorrere i contributi che si attivavano con questa opportunità. Certi aumenti di costo nelle opere, potevano essere messe nel conto con una programmazione ad hoc. Non era imprevedibile infatti che sarebbe arrivato con l’aumento delle materie prime e dell’inflazione, anche un forte aumento dei prezzi“. A dirlo è Paolo Mazzetto capogruppo dell’opposizione di centrodestra in consiglio comunale a Piove di Sacco. Mazzetto però sottolinea anche come questa occasione storica non poteva andare sprecata. “Bene ha fatto il Comune - dice - a prendere la palla al balzo e cercare di agguantare i fondi che potevano arrivare dall’Europa ma ad
esempio certi interventi, come quelli che hanno riguardato la realizzazione della scuola media, non hanno tenuto conto del crollo demografico che si è verificato negli scorsi anni e che continuerà per decenni. Sull’asilo nido invece ci sono delle necessità evidenti che sorgono dal territorio”. Mazzetto ricorda infatti come la necessità di un asilo nido sia dovuta al fatto, che ne fruiranno molte donne lavoratrici che prima spesso affidavano i figli piccoli a nonni o baby sitter. Mazzetto infine fa un plauso al personale degli uffici comunali. “Sono stati loro - conclude - a rendere possibile gli interventi e portarli a termine. Nel 2026 ci sarà la complicata fase della rendicontazione finale”. (a.a.)
portare a compimento importanti investimenti nel più breve tempo possibile”. Interventi attesi insomma che senza i fondi europei, difficilmente sarebbero stati realizzati. Alessandro Abbadir






Focus PNRR/2. Daniele Canella, vicepresidente della Provincia di Padova
“Servono risorse e meno burocrazia. I tecnici
sono stati eroi nel fronteggiare le difficoltà”
I l Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si avvicina alla sua scadenza naturale di giugno 2026, ma il traguardo resta costellato di ostacoli. A sottolinearlo è Daniele Canella, vicepresidente vicario della Provincia di Padova, che in un’ampia riflessione ha analizzato le criticità del sistema e le ripercussioni che queste stanno avendo sugli enti locali. “Il Pnrr come tutti sanno dovrebbe terminare a giugno 2026 - ricorda Canella. Come Provincia partecipiamo alla cabina di regia istituita in Prefettura, così come in tutte le prefetture d’Italia. I problemi conclamati ormai sono sempre gli stessi, a partire dalla difficoltà di gestione delle tempistiche. C’è una discrepanza tra la realtà operativa e le normative imposte dall’Unione Europea”. Secondo Canella, le amministrazioni, e in particolare i piccoli Comuni, si trovano schiacciati tra burocrazia, carenza di risorse e sovraccarico dei professionisti: “penso solo alle difficoltà per ottenere pareri, superare vincoli, reperire risorse aggiuntive. Tutte le opere attese da anni si sono concentrate negli ultimi tre, generando un intasamento enorme per gli studi professionali. Architetti, ingegneri e tecnici impegnati in
progettazione, direzione lavori, rendicontazione e collaudi sono stati saturati di impegni. Questo ha inevitabilmente generato ritardi che si sommano a quelli dovuti alla mancata programmazione nella pubblica amministrazione”. Un altro nodo riguarda la scarsità di personale negli enti: “gli uffici tecnici sono vuoti perché non si è preparato un adeguato ricambio generazionale. Negli anni della spending review sono stati tagliati molti posti nelle amministrazioni locali e oggi ne paghiamo le conseguenze. Da un lato i professionisti sono oberati, dall’altro gli enti non hanno personale sufficiente per seguire i progetti con la necessaria rapidità”. A complicare il quadro c’è la normativa sugli appalti, che rallenta la sostituzione delle aziende quando queste abbandonano i cantieri: “abbiamo vissuto direttamente casi in cui i lavori non andavano avanti. Il codice degli appalti prevede procedure lunghe con inevitabili risvolti legali. È una situazione paradossale, perché gli enti locali si trovano a dover rispondere di ritardi che non dipendono da loro”. Nonostante tutto, Canella rivendica l’impegno del territorio: “mi sento di dire che i tecnici, i dirigenti e i professio-

nisti che operano negli enti sono stati quasi degli eroi. Dopo anni di blackout delle grandi opere pubbliche hanno trovato soluzioni, lavorato giorno e notte e portato a uno stato di avanzamento accettabile”. L’appello finale è rivolto al governo. “Spero ci sia - conclude Canella - una presa di coscienza per distinguere le responsabilità: se un ente appaltante o realizzatore sbaglia, è giusto intervenire. Ma laddove, come nella stragrande maggioranza dei casi, gli enti hanno fatto il loro dovere, servono risorse aggiuntive per completare i lavori”.
Alessandro Abbadir
Arzergrande ha puntato su progetti digitali e sociali, alcuni restano da completare
Sono state stanziate importanti risorse per la digitalizzazione e i servizi sociali ad Arzergrande. “Il Comune continua a crescere e a investire sul futuro - dice il sindaco Filippo Lazzarin - grazie ai contributi ottenuti nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Attraverso una gestione attenta e puntuale, infatti il nostro ente ha saputo intercettare fondi strategici che permetteranno di innovare i servizi digitali e rafforzare le politiche sociali a beneficio della cittadinanza”. Ma andiamo nel dettaglio. I progetti digitali finanziati sono stati: “Esperienza del Cittadino” per 79.922 euro, App Io per 5.103 e Spid/ Cie per 14.000, pagoPA per 12.747, la piat-
taforma digitale nazionale Dati (Pdnd) per10.172, abilitazione al Cloud per 77.897. Grazie a questi interventi i progetti già conclusi e liquidati ammontano a 199.841 euro, già incassati nel bilancio comunale. Ulteriori azioni in fase di completamento sono “Notifiche Digitali” per 23.147, e il progetto Anpr/Ansc per 6.173 euro. Il tutto per un totale di 29.320 euro in corso di validazione e di prossima liquidazione. Il Pnrr ha inoltre garantito al Comune di Arzergrande risorse importanti sul fronte delle politiche sociali, con due progetti fondamentali: il potenziamento dell’assistenza sociale per 99.800 euro e il potenziamento assistenza domiciliare per 104.740. Questi in-
terventi permetteranno di rafforzare i servizi di prossimità, sostenendo famiglie, anziani e cittadini in difficoltà. “Siamo estremamente soddisfatti dei risultati raggiunti - dice il sindaco Filippo Lazzarin. Grazie ai fondi Pnrr, Arzergrande potrà offrire servizi digitali più semplici, veloci e accessibili, oltre a potenziare in modo concreto l’assistenza sociale e domiciliare. Un ringraziamento speciale va ai nostri uffici comunali per il grande impegno dimostrato: il loro lavoro ha reso possibile questo importante traguardo. Si tratta di risorse preziose che si traducono in un miglioramento reale della qualità della vita dei nostri cittadini”. (a.a.)
“Il codice degli appalti prevede procedure lunghe con inevitabili risvolti legali. È una situazione paradossale”


Intervento innovativo all’Ospedale dell’Angelo: ricostruita la lingua di una trentenne
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della Riviera del Brenta
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti
Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico
L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul
Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
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Pnrr a Mira, è scontro sui ritardi dei cantieri. Il consigliere Lucarda: “A metà 2025 risultavano non avviati o appena partiti, interventi per 8,25 milioni, solo il 60% del totale”. Critiche a Dolo su Foro Boario


INAUGURA IL SUO NUOVO CUORE CULTURALE
Dopo due anni di lavori, restituita alla cittadinanza la storica villa seicentesca all’ingresso del centro
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider

Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.
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Focus PNRR/1. Coraggio Italia ottiene l’istituzione di una commissione ad hoc
Pnrr a Mira, è scontro sui ritardi nella realizzazione dei cantieri
Il consigliere Lucarda: “A metà 2025 risultavano non avviati o appena partiti, interventi per 8,25 milioni, il 60% del totale”
I l Pnrr a Mira ha portato una quarantina tra cantieri e iniziative, in settori diversi come impianti sportivi, strutture sanitarie, scuole, sociale, cultura, informatica, turismo e ambiente. Una corsa iniziata sul finire del 2020 ed ancora in atto, dato che la scadenza è prevista per il 2026. “Sono numeri importanti - spiega il sindaco Marco Dori - che testimoniano il grande impegno del Comune, che veramente ha saputo cogliere tutte le occasioni che ha potuto. I Comuni si sono dovuti arrangiare su molte cose che alla fine hanno pesato, su tutto l’aumento della burocrazia e dei prezzi, con le varie amministrazioni che hanno dovuto aggiungere importanti risorse per poter raggiungere gli obiettivi nazionali. Difficoltà a parte, devo dire che è questa l’Europa che tutti vogliamo e sarebbe bello ora un
nuovo Pnrr per fronteggiare i temi della messa in sicurezza del territorio e del cambiamento climatico”. Pnrr per il Comune di Mira ha significato far diventare realtà opere da tempo attese dalla comunità: il distretto sanitario (ora Casa di Comunità), il palazzetto per gli sport di squadra, la nuova pista di atletica e gli spogliatoi del calcio, ma anche un nuovo asilo nido comunale e il nuovo ecocentro. A questo vanno aggiunti altri interventi, come la creazione di due boschi urbani (4mila alberi piantati), la manutenzione straordinaria di ponti e passerelle (Piazza Mercato e Valmarana), la realizzazione di tratti ciclabili (Malcontenta e Parco Valmarana), l’efficientamento energetico del teatro di Villa dei Leoni e delle scuole Leopardi, Petrarca, Gino Strada ed Edmondo de Amicis, senza dimenticare gli
interventi per la manutenzione di ponti e percorsi ciclopedonali e i progetti relativi all’Ambito Sociale (Ats) dove il Comune è capofila. Il valore complessivo si aggira sui 15milioni di euro. “Per i nostri uffici si tratta di un grande lavoro - aggiunge l’assessore ai lavori pubblici Stefano Lorenzin - perché il Comune di Mira ha portato a casa molti cantieri, di piccole, medie e grandi dimensioni, molti dei quali sono conclusi prima della scadenza e che già oggi danno risposte ai cittadini con scuole migliori e nuovi servizi a disposizione”. Per Paolo Lucarda capogruppo consigliare di Coraggio Italia, sono stati fatti “troppi annunci e pochi fatti”. ”In questi tre anni dell’amministrazione Dori - dice - abbiamo assistito troppe volte ad annunci di avvio o completamento di opere che invece hanno accumulato ritardi”. Per Lucarda i dati parlano chiaro: “per i soli lavori pubblici Mira ha ottenuto 14 milioni di euro di contributi, ma
Tanti gli interventi avviati nel capoluogo e nelle frazioni
E’ lungo l’elenco delle opere finanziate con fondi Pnrr nel Comune di Mira. Nel dettaglio: per interventi di miglioramento della mobilita’ sostenibile in alcune vie, sono stati stanziati 100.000 euro, per la messa in sicurezza del “Carro Ponte Mira Lanza” 28.000, Villa Lenzi 62.000, per il “Parco di Villa Levi Morenos” 70.000. Per l’ efficientamento energetico della scuola Petrarca 410 mila euro, prevenzione del rischio idraulico 200.000, riqualificazione della passerella Valmarana 150.000. Riqualificazione del ponte mobile di Piazza Mercato 213.000, per
il collegamento di via Veneto con viale Stazione 200.000. Sono stati investiti per il “Progetto Città Sicura” attraversamenti pedonali e riduzione barriere 300.000, arredo urbano di via Delle Porte 120.000. Per la riqualificazione “Via Porte – San Nicolò” 150.000 euro, per la riqualificazione di Mira Taglio 200.000. Per le scuole medie di Malcontenta, l’asilo Arcobaleno e la media Leopardi a Mira Taglio 650 mila. Per le ciclabili di via Valmarana e Foscara 700 mila. Per la nuova pista per l’atletica leggera nell’impianto sportivo Valmarana 970.000. Per la realizzazione




a giugno risultavano non ancora avviati o appena partiti, interventi per 8,25 milioni, circa il 60% del totale. Palazzetto dello Sport, asilo nido e realizzazione di un nuovo impianto di gestione rifiuti da fare nell’area Pip di Giare sembrano ancora molto lontani dall’essere realizzati. Proprio per fare chiarez-
di nuovi spogliatoi per il calcio dell’impianto Valmarana 180.000. Per la manutenzione degli spazi associativi alla scuola “Giacomo Leopardi” 200.000 e poi per nuovi impianti di gestione rifiuti e centro raccolta 997.300 euro. Per l’efficientamento energetico di Teatro Villa Leoni 250.000 euro. Per la forestazione Forte Poerio 127.161, per quella di via Oberdan 48.125. Per la riqualificazione dell’impianto sportivo Valmarana, 5 milioni e 200.000. Per un asilo nido in via Pellestrina ad Oriago 2 milioni e 50.000 euro. (a.a.)
za, ho ottenuto l’istituzione di una commissione consiliare dedicata al Pnrr per vigilare, mediante sopralluoghi, lo stato dei lavori. Un sopralluogo fatto nelle scorse settimane ha certificato i ritardi”. Il sindaco da parte sua ribatte che si tratta di propaganda.
Alessandro Abbadir

Focus PNRR/2. Il confronto tra il sindaco Naletto e il consigliere di opposizione Zen
Dal Ponte di Dolo critiche su Foro Boario e area sportiva di Arino
“Per Dolo, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) è stata un’importante opportunità, non solo economica e finanziaria, ma anche di applicazione di nuove strategie e modelli organizzativi”. A dirlo il sindaco Gianluigi Naletto. Naletto va nel dettaglio degli interventi. “Sono circa 16 milioni gli investimenti messi a cantiere sul capoluogo e sulle frazioni - dice - dei quali 3 milioni e 400 mila euro derivanti da risorse comunali. Un volano per la crescita comunitaria. Il Pnrr ha rappresentato una nuova lettura e interpretazione di possibili scenari di rilancio delle nostre comunità dopo il Covid, individuando aree prioritarie di intervento secondo percorsi di comune programmazione, costringendo i Comuni a seguire un piano attuativo di utilizzo e rendicontazione delle risorse ottenute”. Si tratta per Naletto “di un salto di qualità dell’amministrare il territorio”. Sono 9 i progetti in tutto, di cui 7 di opere pubbliche, che a Dolo hanno ottenuto il via libera nazionale e cioè: il restauro della barchessa ovest di villa Concina, la riqualificazione dell’ex Foro Boario e quella della scuola primaria san Giovanni Bosco nella frazione di Arino, la costruzione della nuova palestra delle scuole secondarie di primo grado padre Reginaldo Giu-

liani, la sistemazione straordinaria del palazzetto dello sport e la realizzazione del nuovo polo sportivo e ricreativo arinese. A questi si deve aggiungere un piano per l’efficientamento energetico di tutti i corpi illuminanti negli edifici scolastici comunali, unito ad una piattaforma digitale per la conversione di tutte le informazioni e i documenti da un formato fisico ad uno digitale, investendo così sull’innovazione dei servizi pubblici. “Tra la fine dell’anno in corso e il primo bimestre del 2026, tutti i cantieri saranno terminati, per essere collaudati entro il 31 marzo 2026 e quindi - continua Naletto - rendicontati entro il 30 giugno, data ultima di conclusione del Pnrr. Ad oggi è stato introitato nella cassa comunale un importo di circa 2 milioni e 600 mila euro, a titolo di anticipazione”. Critiche dal gruppo di opposizione il Ponte di Dolo con il consigliere comunale Emilio Zen su 2
progetti. “Per la riqualificazionespiega Zen- dell’ex Foro Boario con il riordino dei parcheggi, alberelli al centro, speriamo che il verde possa essere costante oggetto di manutenzione. Nell’area di manovra, gli autobus a nostro avviso dovranno effettuare l’inversione di marcia nella futura rotonda di via Torre, non qui. Poi si è collocata un’isola ecologica interrata a est, un’altra sorgerà ad ovest con l‘abbattimento di alberi. Non il massimo come porta d’ingresso a Dolo”. Critiche sulla riqualificazione ed ampliamento area sportiva di Arino. “Con il progetto di fattibilità di maggio 2022 la spesa prevista ammontava a 3.125.000 euro, un anno dopo il progetto esecutivo - dice- fissava una cifra di circa 400.000 euro più alta, destinata ad aumentare. Un impegno costoso che a nostro avviso poteva essere contenuto, puntando non solo sul calcio”.
Alessandro Abbadir
Maria Trombetta Project Manager Pnrr: “In difficoltà sono andati spesso i piccoli Comuni”
“Il Pnrr? In difficoltà sono andati a volte i piccoli Comuni che non avevano le strutture e le competenze dal punto di vista tecnico, progettuale e gestionale per affrontare una sfida così importante per il loro territorio. Siamo stati però proprio a loro di supporto aiutandoli a superare via via le difficoltà ”. A dirlo è Maria Trobetta ingegnere edile del pool di lavoro “Progetto 1000 Esperti” come Project Manager Pnrr della Regione alla Città Metropolitana di Venezia. “Il Veneto - spiega l’ingegner Trombetta - in questa partita ha avuto una altissima percentuale di finanziamenti intercettati, il 90 % dei casi che si tradurranno in
nuove opere. Si tratta di una percentuale in linea con gli standard delle regioni europee. Lo staff di cui faccio parte è stato istituito oltre 4 anni fa con la nascita del Pnrr, in seguito all’emergenza della pandemia di Covid 19. In quel caso fu istituita una cabina di regia in Regione, guidata dalla dottoressa Vidotti con sede sia a Palazzo Balbi che in un’altra distaccata a Venezia. Io sono stata destinata con altri, all’area del Veneziano. Come esperti abbiamo affiancato quindi Comuni e la Città Metropolitana di Venezia per poter portare a termine i progetti dando indicazioni sotto diversi aspetti. Lo staff in questi anni ha lavorato comple-
tando via via le varie fasi previste. Da un lato si è concentrato sul fatto che bisognava aiutare i Comuni o le Province a reperire risorse anche attraverso la corretta adesione ai bandi. Si sono controllati i lavori e le progettazioni, la loro realizzazione. Ora la fase verso cui ci avviamo, dopo la conclusione delle opere (che è prevista per la primavera 2026) è quella della rendicontazione che deve concludersi a giugno 2026”. Una volta completate le opere infatti, per non perdere i finanziamenti sarà importante ed allegare tutto il lavoro fatto, certificando che le opere rientrano nel Pnrr e che sono stati seguiti tutti i passaggi previsti. (a.a.)
9 progetti, 16 milioni di euro gli investimenti messi a cantiere dei quali 3 milioni e 400 mila derivanti da risorse comunali









di Rovigo
Ottobre rosa: fitto calendario in tutto il territorio polesano, con oltre sessata eventi tra vari incontri tematici
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti
Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.

Movimento 5 Stelle: “Per la Regione candidati scelti dalla base, non imposti”
Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico
L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul
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Tra cronoprogrammi, promesse e cantieri in corso, resta da capire quanto questa rivoluzione sarà davvero al servizio dei cittadini

SCUOLE SEMPRE PIÙ GREEN CON UN FONDO DA 1,5 MILIONI
Il comune investe per l’efficientamento energetico dei plessi di competenza comunale all’insegna della sostenibilità
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider
a pag. 21 segue a pag. 21



Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.




Focus PNRR/1. Il sistema edilizio è impreparato a rispondere alla domanda reale di abitazioni
Fine corsa per i bonus, boom disatteso
L’edilizia italiana naviga in acque incerte. Archiviata la stagione dei grandi boom post-Superbonus e in attesa che si esaurisca l’onda lunga del Pnrr nel 2026, il settore si prepara a un 2025 di “transizione” verso un ciclo più moderato. Come confermano da Ance Rovigo Treviso, la vera sfida non è però solo il rallentamento degli investimenti, ma l’incapacità strutturale di rispondere a un’emergenza sociale crescente: la drammatica carenza di alloggi adatti ai nuovi, e sempre più piccoli, nuclei familiari italiani.
Il comparto delle costruzioni affronta una fase di incertezza, stretta tra l’effetto trainante degli investimenti pubblici e il rischio di un rallentamento post-PNRR. Ottaviano De Biasi, Presidente di Ance Rovigo Treviso, ha tracciato il quadro, sottolineando che tutte le imprese stanno vivendo una situazione di incertezza a causa
delle tensioni geopolitiche, con ripercussioni sulla crescita e sulle esportazioni che al momento restano contenute. Il mercato delle costruzioni, che ha tempi più lenti, continua ad essere sostenuto in Italia dalle opere pubbliche per effetto del Pnrr, un impulso destinato però ad esaurirsi nel 2026. In negativo, invece, si collocano gli interventi di riqualificazione, in particolare in alcuni segmenti come distribuzione, finiture ed efficientamento energetico. Questo calo si mantiene intorno a un -10% dopo gli eccezionali picchi registrati con i superbonus, risultando quindi un ridimensionamento fisiologico. Il mercato delle nuove costruzioni residenziali mostra segnali modesti, mentre una certa vitalità emerge dall’edilizia non residenziale, con settori come la logistica in forte spinta. Nonostante le difficoltà, i livelli complessivi del settore restano ancora ben più alti
rispetto a quelli del 2019 e anche il mercato immobiliare mostra segni positivi. Il Vice Presidente Vicario, Alex Saggia, conclude l’analisi con una riflessione prospettica. A suo parere, il 2025 sarà un anno di transizione per il mercato delle costruzioni, che vedrà una progressiva uscita dalla fase di boom e l’ingresso in un ciclo più moderato. La vera emergenza, come si legge nell’ultimo rapporto Cresme, non è solo il rallentamento degli investimenti, ma la difficoltà del sistema edilizio nel rispondere alla domanda reale di abitazioni, un problema rilevato anche nel territorio dell’associazione. Tra il 2018 e il 2023, la popolazione italiana è diminuita, ma le famiglie sono aumentate di oltre 714.000 unità, con una notevole crescita dei nuclei familiari più piccoli. Questo nuovo fabbisogno è stato in gran parte disatteso e, anche con le stime più ottimistiche del Cresme, manca-

no almeno 247mila case. L’Italia è oggi uno dei Paesi europei con il peggior rapporto tra nuove costruzioni e crescita delle famiglie. A questa carenza si aggiunge l’inadeguatezza delle tipologie edilizie rispetto alla domanda reale, con nuclei familiari più piccoli, giovani e anziani, che richiedono soluzioni più flessibili, sostenibili e accessibili.
Milioni, vincoli e promesse: dentro il maxi cantiere del PINQuA
Prosegue senza sosta la rigenerazione urbana nell’area di San Bortolo, un intervento che rappresenta uno dei fiori all’occhiello tra i progetti finanziati a Rovigo attraverso il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PINQuA), parte integrante del Pnrr. Un investimento complessivo da quasi 19 milioni di euro, di cui 15 finanziati con fondi PNRR, che –come spiega l’assessore con delega al PNRR Andrea Denti – punta a “riqualificare aree degradate, realizzare edilizia residenziale sociale e ridare vita al quartiere cittadino”. Al centro del progetto, la costruzione di una nuova palazzina residenziale a due piani, con 24 alloggi in social housing. Saranno destinati a famiglie con redditi medio-bassi e a cittadini in situazioni
di fragilità, con canoni calmierati che rendano davvero accessibile l’abitare.
Ma non ci saranno solo nuove case: attorno al complesso prenderanno forma una piazzetta pensata come luogo di aggregazione, il suggestivo “Parco delle Sensazioni” per un investimento di 450mila euro e per 950mila euro un bosco urbano illuminato, simbolo di una città più verde e accogliente. Un insieme di interventi che ridisegnerà il volto di via Oroboni, a pochi passi dal Teatro Studio e dall’ex Gabar. La visione è chiara: costruire non solo edifici, ma comunità. Spazi comuni dove giovani, famiglie e anziani possano incontrarsi, vivere relazioni e sentirsi parte di un quartiere a misura d’uomo. Un modello che guarda alla sostenibilità ambientale, con abitazioni
progettate per garantire comfort e risparmio energetico. Un altro tassello fondamentale del progetto è la riqualificazione dell’ex sede del comando di Polizia Locale, edificio sottoposto a vincoli architettonici, che diventerà la “Cittadella delle Arti”. Un polo creativo e culturale aperto alla città, realizzato grazie a un investimento di circa 3,9 milioni di euro. “Il PINQuA – sottolinea Denti – è il progetto più corposo che stiamo portando avanti con fondi PNRR”. E i lavori, assicura, stanno rispettando il cronoprogramma: la consegna è fissata entro il 31 marzo 2026. In tutti i progetti finanziati con fondi PNRR – conclude l’assessore – il Comune partecipa con risorse proprie, che variano dal 5 al 10% dell’importo previsto da ciascun bando”. (g.f.)
La questione della domanda abitativa e dell’housing sociale, le politiche energetiche, la gestione del territorio, la mancanza di lavoratori e l’esaurirsi della spinta del Pnrr confermano la necessità di uno scenario strategico di medio periodo basato su una forte spinta innovativa del settore.
Sara Busato






Focus PNRR/2. Ma quanto incide davvero questa trasformazione sulla qualità dell’aria e sulla vita dei cittadini?
Elettrici, moderni e costosi: cosa c’è dietro il piano mobilità di Rovigo
ARovigo si sta concretizzando una vera e propria rivoluzione nella mobilità urbana. Grazie a un investimento di 14,6 milioni di euro, finanziati attraverso il Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e il Piano Strategico Nazionale per la Mobilità Sostenibile, la città di Rovigo rinnova la flotta del trasporto pubblico grazie a 25 autobus elettrici oltre alle relative infrastrutture di ricarica, a cui si aggiungeranno nei prossimi anni altri 12 mezzi elettrici destinati alle linee extraurbane, già previsti dai piani di investimento.
A fare il punto è l’assessore con delega al Pnrr, Andrea Denti: “11 bus sono già entrati in servizio, altri 14 lo saranno nei prossimi giorni. Un impegno che conferma la volontà dell’amministrazione di rendere il trasporto cittadino sempre più sostenibile. La mobilità rientra infatti tra i settori seguiti anche dall’assessore competente, Michele Aretusini”. La gestione operativa dei progetti Pnrr e Psnms è stata affidata a Busitalia Veneto, concessionario del servizio urbano, che per conto del Comune ha seguito le gare d’appalto, l’acquisto dei mezzi e la realizzazione delle infrastruttu-
re di ricarica in deposito.
Nel dettaglio, la nuova flotta attuale comprende 17 Iveco E-Way da 12 metri e 8 Iveco E-Way da 9,5 metri, tutti a trazione 100% elettrica e zero emissioni climalteranti. Ogni autobus è equipaggiato con 10 batterie da 41,8 kWh per un totale di 418 kWh, che garantiscono un’autonomia, in condizioni ordinarie, di circa 300 chilometri. Non mancano soluzioni avanzate per la sicurezza e l’accessibilità: sistema di monitoraggio satellitare, videosorveglianza a bordo, mirror camera per una visione completa, dispositivo di ipovigilanza per l’autista, rampa manuale per passeggeri a mobilità ridotta, accessori acustici per ipovedenti e pulsanti in Braille. La capienza massima è di 80 posti, di cui 35 a sedere, 44 in piedi e uno riservato a passeggeri in carrozzina. “Nel frattempo, tra settembre 2024 e settembre 2025, sono stati messi in servizio 16 nuovi autobus extraurbani di ultima generazione diesel euro6, dotati di tecnologia Mild Hybrid, a conferma dell’impegno verso una mobilità sostenibile” rende noto BusItalia. Per quanto riguarda le infrastrutture di ricarica, le attività di trasformazione del

deposito di via Petrarca sono state completate: sono operative 30 colonnine con un impianto da 2 megawatt di potenza, attualmente in grado di alimentare l’intera flotta elettrica presente. L’impianto è funzionante al 100%”. L’arrivo dei nuovi autobus elettrici contribuirà a ridurre le emissioni in città, offrendo grazie alla decarbonizzazione del trasporto pubblico, un servizio ecosostenibile, più silenzioso, sicuro e confortevole. Un passo concreto verso una mobilità urbana più sostenibile.
Guendalina Ferro
Pnrr in città: rivoluzione silenziosa o corsa contro il tempo?
In città, le opere avviate grazie ai fondi del Pnrr stanno cambiando il volto delle scuole e dell’edilizia pubblica, con l’obiettivo di offrire servizi migliori ai residenti. Tra i progetti seguiti quotidianamente dall’assessore con delega al Pnrr, Andrea Denti, figurano gli interventi per l’efficientamento energetico delle palestre comunali, l’ampliamento dell’asilo nido e della scuola dell’infanzia Bonifacio Marchi e il miglioramento degli alloggi Erp nel quartiere San Pio X. “Gli interventi sulle palestre Riccoboni e Pascoli, per un importo complessivo di 2,7 milioni di euro, stanno procedendo secondo il crono programma”, ha spiegato l’assessore Denti, sottolineando l’avanzamento dei lavori. Un’altra opera significativa riguarda l’ampliamento dell’asilo nido e della scuola dell’infanzia Bonifacio Marchi nell’area di
Commenda Est. L’investimento, pari a 1,258 milioni di euro, consentirà di accogliere fino a 34 bambini nella fascia 0-3 anni, integrando le attività della scuola già esistente. Altri 2 milioni di euro di fondi pubblici sono desti-

nati all’efficientamento energetico di due palazzine da 12 appartamenti ciascuna, per un totale di 24 alloggi Erp in via Wolf Ferrari e via Scarlatti, nel quartiere San Pio X.
L’intervento prevede l’installazione di cappotti termici, la sostituzione degli infissi, l’adeguamento degli impianti di riscaldamento e l’installazione di pannelli fotovoltaici, con l’obiettivo di ridurre i consumi e garantire un maggiore comfort abitativo. Secondo il cronoprogramma, i lavori proseguiranno nei prossimi mesi con l’obiettivo di rispettare la scadenza fissata al 31 marzo 2026, mentre tra collaudi e consegna delle opere ai cittadini si arriverà a giugno dello stesso anno. Nel concludere, l’assessore Denti ha ricordato che anche il milione di euro destinato alla digitalizzazione dei sistemi della pubblica amministrazione, sempre nell’ambito del Pnrr, ha già dato i suoi frutti: il Comune ha potuto aggiornare le proprie piattaforme digitali, ampliando l’offerta dei servizi online a disposizione dei cittadini. (g.f.)
Con 14,6 milioni di euro investiti tra PNRR e Piano Nazionale per la Mobilità Sostenibile, Rovigo rinnova la flotta urbana con 25 autobus elettrici e nuove infrastrutture di ricarica









Il primato di Cardiologia in vetta alla classifica dell’eccellenza sanitaria in Italia fra 1300 centri
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti
Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico
L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul
Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
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Cosa c’è dietro ai milioni delle grandi opere, la burocrazia della rendicontazione il più grande ostacolo insieme al fattore tempo


ABANO INAUGURA IL THERMAL FORUM: IL NUOVO SIMBOLO DEL BENESSERE
Sorto nel cuore del Parco Urbano Termale, il Thermal Forum prende il posto del vecchio Pala Magnolia e diventa manifesto della nuova identità cittadina
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider REGIONALI, AL VIA LA CORSA ELETTORALE E IL CONFRONTO











Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo



















Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<


S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.




Montegrotto, affannosa corsa ad ostacoli tra ritardi e rendicontazioni
U na corsa ad ostacoli piena di incognite, fino all’agognato traguardo. “Il Pnrr rappresenta per Montegrotto Terme un’opportunità straordinaria di trasformazione del territorio, nonostante richieda un impegno considerevole da parte dei nostri uffici”, spiega il sindaco Riccardo Mortandello nel fare il punto dei due più importanti interventi in corso nella città sampietrina.
“Per il micronido comunale “La Casa dei folletti” di via Caposeda - aggiunge - la parte complessa, come stanno evidenziando tutte le pubbliche amministrazioni, è la rendicontazione. Il fabbricato ospitante è stato oggetto di opere strutturali che hanno riguardato il miglioramento del comportamento sismico e la messa a norma. I lavori hanno avuto una durata di 389 giorni, quadro economico totale è di oltre 778 mila euro, di cui 634 mila di finanzia-
mento PNRR, ossia l’82%, mentre il restante importo è stato finanziato con fondi propri del Comune”. L’appalto è in fase di rendicontazione sul portale Regis, una rendicontazione definita «laboriosa e lunga» dall’ufficio tecnico comunale. L’esecuzione dei lavori ha comportato la necessità di trasferire il servizio del Micronido in una struttura temporanea, pensata ad hoc per i più piccoli. E’ stata posata anche la pavimentazione in linoleum, più confortevole ed implementate le strutture a gioco nell’area esterna.
Sono partiti a metà settembre anche i lavori per la realizzazione della rete di teleriscaldamento con l’uso delle acque termali reflue, un’opera dal valore complessivo di 5,5 milioni di euro che rappresenta uno dei progetti più ambiziosi del comune in campo ambientale ed energetico.
“In questo caso però c’è una dif-
ficoltà in più - continua il sindaco - Montegrotto Terme non era stata inizialmente destinataria dei fondi, è stata ripescata solo un anno dopo. Abbiamo colto comunque l’opportunità di dare concretezza a un progetto di cui si parla da 60 anni e siamo riusciti con non poche difficoltà a procedere con la progettazione esecutiva fino all’apertura del cantiere a metà settembre. Un anno di ritardo, in progetti che devono essere obbligatoriamente chiusi entro il 2026 è un grosso gap, ma siamo fiduciosi di farcela”.
L’opera è finanziata per 4,3 milioni di euro con il PNRR e per 1,2 milioni con risorse proprie del Comune. Il lavori nella zona centrale proseguiranno fino a metà di marzo 2026. La rete di teleriscaldamento si estenderà per circa 1,5 chilometri e sfrutterà le acque reflue degli stabilimenti termali locali. Il sistema, basato su

pompe di calore installate in un fabbricato tecnico situato in via Liviana, fornirà acqua calda a 70°C attraverso tubazioni sotterranee isolate.
Inizialmente il servizio interesserà una dozzina di edifici pubblici strategici, tra cui il municipio, l’ufficio tecnico, il micronido comunale, la scuola Vivaldi, il patro-
Gli artigiani critici: “Investimenti importanti, ma non sempre in grado di generare un impatto reale sull’economia locale”
“Il PNRR ha consentito a molti piccoli Comuni di avviare investimenti importanti, ma non sempre si è riusciti a orientare le risorse verso interventi capaci di generare un reale impatto sull’economia locale”: questa la riflessione di Gianluca Dall’Aglio, Presidente di Confartigianato Imprese Padova. “Penso, ad esempio, ai temi dell’energia e della viabilità, - aggiunge - che per le nostre imprese restano prioritari. Sui costi energetici, da tempo chiediamo di rafforzare il fotovoltaico sui tetti dei capannoni con misure
mirate: sarebbe stata un’occasione concreta per alleggerire le bollette e aumentare l’autonomia delle aziende. Allo stesso modo, la viabilità presenta ancora nodi irrisolti: ci sono aree con grande traffico che abbiamo segnalato più volte, oppure tratti stradali che attendono da anni un completamento o un adeguamento”. Un altro tema che non può essere trascurato per gli artigiani padovani è quello della prevenzione rispetto agli eventi atmosferici estremi. “Non vediamo interventi
strutturali in questo ambito, eppure le nostre imprese sono molto preoccupate: presto dovranno sostenere il costo di una polizza catastrofale, senza che siano stati messi in campo strumenti di mitigazione del rischio”. Infine, osserva Dall’Aglio, le risorse potevano essere utilizzate anche per potenziare la ricerca e lo sviluppo di tecnologie avanzate. “Oggi, invece, siamo costretti a dipendere dall’estero, e questo si traduce in un deficit di competitività che pesa fortemente sulle aziende artigiane. Il risultato
•Installazione pompe di calore ad alta efficienza
•Ventilazione meccanica
•Installazione prodotti delle migliori marche
•Sostituzioni caldaie
•Ristrutturazione Bagno “Chiavi in Mano”
Preventivi gratuiti

nato, l’asilo Santa Maria Assunta e l’edificio Auser. Il progetto prevede anche l’installazione di impianti fotovoltaici per garantire l’autoconsumo energetico del sistema. In una seconda fase del progetto si sta valutando la possibilità di consentire l’allaccio alla rete anche per gli edifici privati. Nicola Stievano

Gianluca Dall’Aglio, presidente Confartigianato Padova
è che, pur avendo mobilitato risorse ingenti, il PNRR rischia di non rispondere davvero alle esigenze

del sistema produttivo diffuso, che rappresenta la spina dorsale del Paese”.

Ad Abano Terme fondi del Pnrr stanno disegnando una nuova mappa di interventi, ma il cammino non è privo di ostacoli. Procedure complesse, verifiche continue, regole sempre più rigide: la macchina amministrativa si trova a dover conciliare la corsa contro il tempo con una mole di adempimenti senza precedenti. All’orizzonte c’è la scadenza della primavera 2026, entro la quale tutti i lavori dovranno essere conclusi e la documentazione dovrà essere in ordine.
“I progetti stanno procedendo secondo i tempi stabiliti – spiega il sindaco Federico Barbierato –. Non nascondo che il percorso non è stato semplice: parliamo di procedure complesse, di verifiche continue e di cantieri che devono rispettare regole stringenti. Ma l’amministrazione sta lavorando con determinazione per non disperdere un’opportunità irripetibile”.
L’elenco degli interventi è lungo e tocca tutti i settori chiave della città. Sul fronte della digitalizzazione (Missione 1), il Comune ha ottenuto oltre 280 mila euro per migrare al cloud, adottare SPID e CIE, potenziare PagoPA e App IO, e rendere più accessibili gli avvisi

pubblici. Un passo necessario per modernizzare la macchina comunale, ma anche uno dei più delicati dal punto di vista tecnico e burocratico.
Sul piano della transizione ecologica, il progetto da 1,23 milioni di euro per l’efficientamento energetico e miglioramento sismico dell’ex condominio Mignon e quello da 999 mila euro per i contenitori intelligenti dei rifiuti testimoniano la volontà di unire sicurezza, sostenibilità e innovazione.
Il cuore sociale del PNRR abanese batte invece nella riconversione dell’ex Circolo Ufficiali in un Polo integrato per l’infanzia (oltre 3 milioni di euro) e nella futura struttura coperta del Parco Urbano Termale, destinata a diventare uno spazio di aggregazione e cultura.
Non meno importanti gli inter-
venti dell’ULSS 6 Euganea, con la Casa della Comunità da 2,6 milioni, e quelli della Provincia di Padova, che investirà oltre 10 milioni nell’ampliamento e nella sicurezza dell’Istituto Alberghiero Pietro d’Abano.
“Abbiamo scelto di orientare la programmazione su ciò che davvero segna il futuro della nostra comunità: la salute, con la nuova Casa di Comunità e i servizi sociosanitari; il turismo, con investimenti che qualificano l’accoglienza e l’immagine della città termale; e che renderanno Abano più moderna, sicura e vivibile.Sono scelte strategiche che guardano oltre l’immediato, perché il PNRR non è solo una serie di cantieri: è la possibilità di costruire le basi della città di domani”.
Nicola Stievano
La nuova Casa di Comunità di Abano pronta a inizio 2026: “Un presidio moderno per 40mila cittadini”
Sarà inaugurata nei primi mesi del 2026 la nuova Casa di Comunità di Abano Terme, un presidio sanitario moderno e multifunzionale destinato a servire un bacino di oltre 40.000 abitanti dei comuni di Abano, Montegrotto e Torreglia. Il costo dell’intervento è di 2 milioni e 640 mila euro, dei quali 1,6 milioni dal Pnrr. L’Usl 6 Euganea conferma che i lavori stanno proseguendo secondo il calendario. La struttura, in fase di completamento nei pressi dell’asilo nido Prati Colorati, offrirà servizi sanitari e sociali integrati: medici di famiglia e pediatri con orari estesi, assistenza h24 o h12 anche nei giorni festivi, continuità assistenziale per bisogni urgenti non differibili, diagnostica di base, telemedicina, psicologi e assistenti

sociali. “Sarà una risposta reale ai bisogni di salute quotidiani dei cittadini - spiega il sindaco Barbierato - un luogo aperto, vicino e umano, dove la prevenzione, la cura e l’ascolto si incontrano. Si tratta di un investimento concreto sulla qualità della vita e sul futuro del nostro territorio”. Tra le priorità, la presa in carico dei pazienti cronici e fragili, con monitoraggi programmati per ri-
durre gli accessi in ospedale e migliorare la continuità delle cure. Previsti anche servizi per turisti, studenti fuori sede e attività di educazione alla salute. “Abbiamo creduto fin dall’inizio - conclude il sindaco - nella sanità territoriale come pilastro del futuro. Questa Casa di Comunità sarà il simbolo di una nuova medicina di prossimità, che mette davvero la persona al centro”. (n.s.)
Mentre i progetti procedono e si moltiplicano i cantieri, l’amministrazione affronta le difficoltà di un percorso complesso ma decisivo: digitalizzazione, scuola, ambiente e salute al centro degli interventi in corso in questi mesi

























Sicurezza in Pronto
Soccorso: braccialetti anti aggressione per il personale sanitario
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti
Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico
L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul
Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
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Le varie esperienze mostrano i risultati concreti della rigenerazione urbana, ma anche i limiti di un modello che rischia di esaurirsi entro il 2026


INVESTITI OLTRE 220 MILA EURO A SANT’ALBERTO PER UNA
Interessata l’area della scuola primaria “Enrico Fermi” e via Albera con nuovi marciapiedi, una piazza pedonale e percorsi ciclabili
REGIONALI, AL VIA LA CORSA ELETTORALE E IL CONFRONTO FRA STEFANI
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider











Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo



















Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<


S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.




Focus Pnrr/1. Calo delle riqualificazioni e carenza di
Edilizia in transizione dopo il Pnrr: ben 247 mila le case mancanti
L ’edilizia italiana naviga in acque incerte. Archiviata la stagione dei grandi boom postSuperbonus e in attesa che si esaurisca l’onda lunga del PNRR nel 2026, il settore si prepara a un 2025 di “transizione” verso un ciclo più moderato. Come confermano da Ance Rovigo Treviso, la vera sfida non è però solo il rallentamento degli investimenti, ma l’incapacità strutturale di rispondere a un’emergenza sociale crescente: la drammatica carenza di alloggi adatti ai nuovi, e sempre più piccoli, nuclei familiari italiani.
Il comparto delle costruzioni affronta una fase di incertezza, stretta tra l’effetto trainante degli investimenti pubblici e il rischio di un rallentamento post-Pnrr. Ottaviano De Biasi, Presidente di Ance Rovigo Treviso, ha tracciato il quadro, sottolineando che tutte le imprese stanno vivendo una situazione di incertezza a causa delle tensioni geopolitiche, con
ripercussioni sulla crescita e sulle esportazioni che al momento restano contenute.
Il mercato delle costruzioni, che ha tempi più lenti, continua ad essere sostenuto in Italia dalle opere pubbliche per effetto del Pnrr, un impulso destinato però ad esaurirsi nel 2026.
In negativo, invece, si collocano gli interventi di riqualificazione, in particolare in alcuni segmenti come distribuzione, finiture ed efficientamento energetico. Questo calo si mantiene intorno a un -10% dopo gli eccezionali picchi registrati con i superbonus, risultando quindi un ridimensionamento fisiologico. Il mercato delle nuove costruzioni residenziali mostra segnali modesti, mentre una certa vitalità emerge dall’edilizia non residenziale, con settori come la logistica in forte spinta. Nonostante le difficoltà, i livelli complessivi del settore restano ancora ben più alti rispetto a quelli del
2019 e anche il mercato immobiliare mostra segni positivi.
Il Vice Presidente Vicario, Alex Saggia, conclude l’analisi con una riflessione prospettica. A suo parere, il 2025 sarà un anno di transizione per il mercato delle costruzioni, che vedrà una progressiva uscita dalla fase di boom e l’ingresso in un ciclo più moderato.
La vera emergenza, come si legge nell’ultimo rapporto Cresme, non è solo il rallentamento degli investimenti, ma la difficoltà del sistema edilizio nel rispondere alla domanda reale di abitazioni, un problema rilevato anche nel territorio dell’associazione.
Tra il 2018 e il 2023, la popolazione italiana è diminuita, ma le famiglie sono aumentate di oltre 714.000 unità, con una notevole crescita dei nuclei familiari più piccoli. Questo nuovo fabbisogno è stato in gran parte disatteso e, anche con le stime più ottimistiche del Cresme, mancano
Ecco come sono stati spesi i fondi a Mogliano
Dopo nove mesi di lavori, il centro storico di Mogliano Veneto cambia volto. La riqualificazione ha trasformato Piazza Caduti in un’area pedonale, mentre via Don Bosco ha ricevuto una nuova pavimentazione e un importante intervento di ammodernamento dei sottoservizi, con il potenziamento delle reti fognarie, del gas e della fibra ottica. Il progetto, che rientra nel programma nazionale di Rigenerazione urbana finanziato con fondi del PNRR per un valore
complessivo di circa 10 milioni di euro, spesi al 90%, segna una svolta significativa per la città. Se da un lato la viabilità è stata riorganizzata per adattarsi alle nuove esigenze di mobilità, dall’altro il centro storico ritrova una dimensione più vivibile e attrattiva. I commercianti guardano con ottimismo alla riapertura, confidando che il ritorno del flusso pedonale possa dare nuovo slancio alle attività economiche e riportare vitalità nelle vie del cuore cittadino. Il progetto ha


portato alla realizzazione di una nuova pavimentazione in porfido e granito con inserti decorativi, all’eliminazione delle barriere architettoniche e a una migliore organizzazione degli spazi per pedoni, ciclisti e veicoli. È stato rinnovato anche il verde urbano, con la sostituzione dei lecci e la piantumazione di nuovi tigli. L’area davanti al cinema è diventata un nuovo punto d’incontro, arricchita da alberi, pavimentazioni e un totem informativo multimediale.


almeno 247mila case. L’Italia è oggi uno dei Paesi europei con il peggior rapporto tra nuove costruzioni e crescita delle famiglie.
A questa carenza si aggiunge l’inadeguatezza delle tipologie edilizie rispetto alla domanda reale, con nuclei familiari più piccoli, giovani e anziani, che richiedono soluzioni più flessibili, sostenibili e accessibili.
La questione della domanda abitativa e dell’housing sociale, le politiche energetiche, la gestione del territorio, la mancanza di lavoratori e l’esaurirsi della spinta del Pnrr confermano la necessità di uno scenario strategico di medio periodo basato su una forte spinta innovativa del settore.
L’intervento ha previsto anche un moderno sistema di illuminazione a basso impatto ambientale. Sono stati inoltre rinnovati i sottoservizi — acquedotto, rete del gas e fibra ottica — e migliorata la sicurezza idraulica grazie alla posa di una nuova condotta per le acque piovane. Il progetto di riqualificazione restituisce ai cittadini un luogo pensato per essere vissuto quotidianamente, favorendo la socialità, la mobilità dolce e la qualità dello spazio pubblico. (s.b.)

Focus Pnrr/2. Una rigenerazione urbana che unisce scuola, ambiente e partecipazione
Dal cantiere alla classe: dietro le quinte del nuovo polo scolastico di Istrana
Apochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, la comunità di Istrana si è ritrovata per celebrare un momento storico: l’inaugurazione del nuovo polo scolastico di via Santa Maria Bertilla Boscardin. Una giornata di festa che ha coinvolto istituzioni, docenti, famiglie e studenti, segnando un passo decisivo verso una scuola più moderna e sostenibile, destinata a diventare punto di riferimento per l’intero territorio. Il piano di edilizia scolastica promosso dall’Amministrazione comunale ha comportato un investimento complessivo di oltre 17 milioni di euro, di cui più di 11 milioni coperti da contributi esterni, tra cui fondi Pnrr. Circa 16 milioni sono stati destinati alla realizzazione delle due nuove strutture principali, in quello che rappresenta uno dei più ambiziosi progetti di rinnovamento scolastico della provincia. Cuore dell’intervento è la nuova scuola secondaria di primo grado “G. Toniolo”, costruita ex novo dopo la demolizione del vecchio edificio. La nuova sede si presenta come una struttura all’avanguardia, luminosa e funzionale, progettata per garantire sicurezza, efficienza e qualità didattica. Oltre alle tradizionali aule e laboratori,

ospita una sezione interamente dedicata all’indirizzo musicale, vero fiore all’occhiello dell’Istituto Comprensivo. L’opera, dal valore di 8,5 milioni di euro, include anche un’aula magna intitolata a Tina Anselmi, figura emblematica della storia repubblicana e dell’impegno civile. La demolizione della vecchia scuola media, costata circa 560 mila euro, ha permesso di ripensare il cuore urbano del paese: l’area sarà trasformata in un ampio parco pubblico con spazi verdi, zone ludiche e nuovi parcheggi, un investimento che arricchisce non solo l’offerta scolastica ma anche la qualità della vita della comunità. Accanto alla nuova scuola media, è stata completamente ristrutturata la primaria “Pezzani”, con un intervento da oltre 4 milioni
di euro che ha riguardato la sicurezza sismica e l’efficientamento energetico. Con la riapertura della scuola rinnovata, gli spazi delle ex scuole di Pezzan – ristrutturate negli anni scorsi – potranno tornare a essere destinati ad attività associative e ricreative, come previsto. Il mosaico dell’offerta educativa si completa con il nuovo centro infanzia “Primo Volo”, entrato in funzione dal 1° settembre e in attesa dell’inaugurazione ufficiale a dicembre. Con la nascita del nuovo polo scolastico, Istrana guarda al futuro puntando su una scuola più accogliente, sostenibile e inclusiva, capace di accompagnare la crescita delle nuove generazioni e rafforzare il legame tra istituzioni e territorio.
Sara Busato
Il Parco della Cultura tra fondi Pnrr e futuro sostenibile
Tra i diversi progetti che il Comune di Mogliano Veneto ha presentato nell’ambito del Pnrr, spicca quello dedicato alla valorizzazione del Parco della Cultura “Antonio Caregaro Negrin”, uno dei luoghi simbolo della città. È infatti l’unico parco di proprietà pubblica ad aver ottenuto fondi del Pnrr per un intervento di riqualificazione. Inserito tra i 1 06 parchi e giardini storici d’Italia selezionati dal Ministero della Cultura, il Parco della Cultura ha ricevuto 368mila euro nell’ambito del programma “Valorizzazione dell’identità dei luoghi: parchi e giardini storici”. Il progetto ha previsto la cura delle alberature secolari, la sistemazione delle aiuole e dei percorsi interni, il rinnovamen-

to dell’illuminazione e la riqualificazione della zona sud, nota come “degli orti”, trasformata in uno spazio accogliente per le famiglie e in una cornice ideale per piccoli eventi culturali. I lavori si articolano in due fasi: la prima ha comportato la chiusura temporanea del parco per consentire gli interventi principali; la seconda, invece, preve-
de la costruzione del ponte sulla Fossa Storta, il nuovo accesso da via De Gasperi e il restauro della casetta del custode e delle grotte, che potranno essere realizzati mantenendo il parco aperto ai visitatori. Con questo intervento, Mogliano conferma la propria attenzione alla tutela del patrimonio storico e ambientale, restituendo alla cittadinanza un gioiello verde rinnovato, capace di unire memoria, natura e cultura in un unico spazio di bellezza condivisa. Parco della Cultura compreso, la città di Mogliano vanta 469.000 metri quadrati di aree verdi pubbliche e 8.354 alberi censiti. Una media di 16 metri quadrati di verde per abitante, ben sopra i 9 previsti dagli standard ministeriali. (s.b.)
Tra edilizia innovativa, efficienza energetica e spazi condivisi, il nuovo complesso scolastico segna una svolta per l’intera comunità









Sicurezza in Pronto
Soccorso: braccialetti anti aggressione per il personale sanitario
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti
Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico
L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul
Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
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Cosa c’è dietro alla pioggia di milioni per Treviso, confronto aperto sullo stato di avanzamento, situazione critica per la Casa della Comunità


Investimento da quasi 300 mila euro per la pulizia e i rifacimenti, con la protezione delle superfici, lavori conclusi entro gennaio 2026
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider











Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo



















Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<


S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.




A Treviso è corsa contro il tempo per completare tutti i cantieri
l PNRR è croce e delizia di numerose amministrazioni comunali. Delizia perché con le risorse provenienti dall’Europa in Municipi, ma non solo, si sono trovati un tesoretto inaspettato con il quale finanziare opere e servizi che, altrimenti, avrebbero dovuto attendere molto tempo per essere finanziate o non avrebbero proprio trovato copertura.
Croce perché le linee d’intervento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono molto complesse da cogliere in termini burocratici, autorizzativi e di tempistica.
Ed è proprio il tempo il fattore determinate: salvo proroghe, infatti, le opere dovranno essere concluse entro la primavera del 2026.
Se questa scadenza non venisse rispettata verrebbero bloccati i i versamenti nei confronti dei comuni che rischierebbero, così, di trovarsi nella spiacevole situazione di aver commissionato opere pubbliche, firmando contratti con le ditte appaltatrici, e non vedersi arrivare tutti i saldi dallo Stato.
A Treviso, situazione propria anche di altre città, è corsa contro il tempo per alcune tra le opere più complesse: l’incremento dei prezzi delle materie prime, determinato dalle crisi internazionali in corso e dalle minacce di Dazi, ha “sballato” tutte le previsioni e il tempo, per ritrovare il bandolo della matassa, è inevitabilmente passato.
Nei mesi scorsi, infatti, aveva fat-

Real Life: la solidarietà è di casa a Treviso
Da settembre 2022 è in corso il progetto “Real Life”, Percorsi di Residenzialità e Occupabilità inclusivi finalizzati a permettere alle persone adulte con disabilità di inserirsi nelle dinamiche del mondo lavorativo ed abitativo reale”,promosso ai sensi del PNRR, missione 5 componente 2, dall’ATS_9 con capofila il comune di Treviso ed in co progettazione con l’azienda ULSS 2 Marca Trevigiana e la Rete Interagendo di cui è capofila la Coop Solidarietà.
La Rete Interagendo, realtà del terzo settore impegnata nell’ambito dell’occupabilità e residenzialità innovativa per persone adulte con disabilità nel territorio della Marca Trevigiana, dopo la legge 112/2016 si impegna in questa nuova sfida. In prima linea l’assessore Tessarolo, il dottor Rigoli, direttore dei servizi socio sanitari dell’Aulss2 e la dott.ssa Giomo, direttore UOC disabilità, per condividere la linea tracciata verso un futuro di opportunità innovative e di inclusione sociale per la disabilità adulta.
Sono uniti intorno a queste importante sfida 32 giovani adulti con disabilità, i loro familiari, gli operatori dei servizi socio-sanitari, le associazioni e le cooperative afferenti alla Rete Interagendo, gli assessori dei comuni d’ambito che fino
ad oggi hanno visto realizzarsi:
- 7 Campus delle abilità svolti in 7 sedi di formazione in cui, come in un tradizionale percorso universitario, le persone si sono formate nelle autonomie necessarie per una vita autonoma.
-Un cohousing nel territorio di Villorba, presso la sede di AREP Onlus avviato a giugno 2024 e ancora in corso fino a marzo 2026, il quale accoglie 5 residenti con disabilità.
-Dei percorsi di formazione con l’apporto di Informatici Senza Frontiere, che hanno la finalità di realizzare 7 piccoli coworking nei quali si svolgeranno attività legate allo sviluppo e l’utilizzo di competenze digitali.
-Il campus special, rivolto anche a persone con disabilità complesse.
-Il cohousing nella sede storica di Monigo della Cooperativa Solidarietà, il quale accoglierà 6 residenti con disabilità.
-7 co- working, 3 dei quali partiranno a luglio e il resto a settembre, assieme anche ad un ulteriore corso di formazione sempre con l’apporto di Informatici Senza Frontiere.
Il progetto complessivo da 715 mila euro vedrà coinvolte 32 persone adulte con disabilità del territorio trevigiano. I

to molto discutere la denuncia delle opposizioni sullo stato di avanzamento di alcuni tra i cantieri più attesi.
Tra questi quelli della caserma Salsa, dove è previsto un parco pubblico, aule studio, spazi di co-working, dello studentato ex Eca, quello per l’ampliamento della biblioteca Zanzotto presso l’ex Gil. Stessa sorte per il Palazzo Da Borso che doveva già essere pronto a ospitare la Camera di Commercio e, invece, risulta ancora nel pieno dei lavori. Sono molti, nel complesso, gli interventi previsti a Treviso e nel trevigiano e tra questi spiccano certamente quelli gestiti dalla Provincia per l’edilizia scolastica con 35 cantieri finanziati.

@GreyPanthers
percorsi vedono il prezioso apporto metodologico dei docenti Enrico Miatto (direttore di dipartimento di pedagogia), Claudia Andreatta e Marco Zuin dello IUSVE – Università Pontificia Salesiana di Mestre, affinché i percorsi consentano alla persona di valutare le proprie abilità e competenze spendibili nel progetto di vita futura. Vista l’innovatività del progetto prende avvio un progetto di ricerca sulla transizione alla vita adulta che indaga il tema dell’autodeterminazione delle persone con disabilità, le loro reti di relazione e le policy locali in merito.


Focus PNRR/2. Piave Servizi punta su digitalizzazione e controllo in tempo reale
Dal PNRR 18 milioni di euro per il progetto di Piave Servizi
Il piano, finanziato per 6 milioni di euro con le tariffe del servizio idrico, per una somma complessiva di 24 milioni di euro, si affida ad un approccio integrato.
I
n arrivo 18 milioni di euro dal PNRR per finanziare il progetto di Piave Servizi per la tutela della risorsa idrica. Il piano, finanziato per 6 milioni di euro con le tariffe del servizio idrico, per una somma complessiva di 24 milioni di euro, si affida ad un approccio integrato: avvalendosi di tecnologie all’avanguardia, si propone di migliorare l’efficienza, la resilienza e l’affidabilità del servizio erogato.
Le attività si baseranno in particolare sul proseguimento di due progetti pilota avviati nel 2020: l’attività di pre-localizzazione delle perdite nel sottosuolo, con tecnologie innovative e lo studio per sperimentare l’applicazione di tecniche di distrettualizzazione e monitoraggio, nonché di controllo attivo e mirato delle pressioni interne, delle portate transitanti e della qualità dell’acqua nei sistemi idrici.
“Questo progetto rappresenta il fulcro dell’innovazione per la nostra rete idrica. Con il completamento della modellazione, avremo un controllo capillare sull’intero sistema acquedottistico, che ci permetterà di monitorarne il funzionamento in tempo reale e di individuare con precisione i punti di

intervento – spiega il presidente di Piave Servizi, Alessandro Bonet –L’intervento coinvolgerà tutti i 39 Comuni serviti, con l’obiettivo di implementare una gestione digitale all’avanguardia che abbandoni definitivamente il sistema manuale e mnemonico attuale. In tal senso, un lavoro significativo è già stato svolto con la rilevazione delle reti e la progettazione dei distretti”. Spazio, dunque, all’ottimizzazione e allo sviluppo di nuovi modelli che possano avere una visione completa della rete e sviluppare previsioni a partire anche dallo storico del sistema. Nel programma, inoltre, emerge la volontà di implementare un sistema di monitoraggio permanente qualitativo con la rilevazione di parametri importanti (conducibilità, temperatura, pH, cloro residuo, torbidità, ossigeno, ad esempio); installare contatori smart per il bilancio di distretto; ricercare perdite con l’utilizzo di tecnologie acustiche innovative (idrofono/accelerometro) e utilizzare tecnologie satellitari per la correlazione tra subsidenza, l’abbassa-
mento del terreno, e la formazione di perdite.
A chiudere il progetto: la riparazione mirata con tecniche trenchless non invasive, rapide ed innovative su condotte di grande e piccolo diametro; l’implementazione sempre più spinta della distrettualizzazione idraulica e il miglioramento progressivo del grado di affidabilità della pre-localizzazione.
In definitiva, quello di Piave Servizi si conferma un impegno che punta all’eccellenza. “Il completamento del progetto porterà alla creazione di un modello paragonabile al sistema arterioso del corpo umano, rappresentando un valore inestimabile per il territorio e per le future generazioni – sottolinea il presidente – L’ottenimento del finanziamento dal PNRR rappresenta un riconoscimento della lungimiranza del CdA di Piave Servizi e della capacità della nostra intera struttura, che ringrazio, di elaborare progetti validi, a beneficio dei nostri quasi 350 mila cittadini serviti”.
Palazzo Moretti nuova Casa di Comunità? Situazione critica
Lo scorso 4 giugno è stato firmato il contratto tra il Comune di Treviso e l’Azienda ULSS n. 2 Marca Trevigiana, rappresentati dal sindaco Mario Conte e dal direttore generale Francesco Benazzi, per la concessione di utilizzo di Palazzo Moretti, edificio storico situato in via Isola di Mezzo, destinato a diventare la nuova Casa della Comunità.
L’accordo rappresenta un passo decisivo verso la concretizzazione di un progetto strategico per il potenziamento della rete territoriale
di assistenza sanitaria, previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 6 “Salute”. L’intervento prevede il restauro, la ristrutturazione e la messa a norma di porzione di edificio esistente. La superficie interessata è di 1530 metri quadri. Nella casa della comunità è prevista l’erogazione di prestazioni di assistenza di base e cure primarie, assistenza specialistica ambulatoriale, diagnostica di laboratorio di base per immagini. Nella nuova struttura saranno realizzati 14 ambulatori
specialistici, un punto unico di accoglienza, un punto prelievi e servizi comuni.
L’immobile, di proprietà del Priorato Laicale di Santa Maria Mater Domini De’ Fossis, è stato affidato al Comune di Treviso e ora concesso in godimento all’ULSS 2. I lavori partiranno nei prossimi mesi. Dopo quattro mesi i lavori continuano a non decollare tanto che è proprio dei giorni scorsi l’allarme lanciato dal direttore generale, Benazzi definendo, senza mezzi termini, la situazione come “critica”.
Digitalizzazione e innovazione al centro del piano di Piave Servizi, sostenuto da 18 milioni del PNRR. L’obiettivo è creare una rete idrica “smart”, capace di monitorare in tempo reale pressioni, portate e qualità dell’acqua, garantendo efficienza e sicurezza al servizio idrico
SANITÀ.
SERVE AGGIUNGERE ALTRO?

ELEZIONI REGIONALI VENETO 23–24 NOVEMBRE 2025
Come Medico esperto di Sanità Pubblica, mi candido perché il Veneto possa riavere Servizi Sanitari e Sociali che non lascino indietro nessuno. BELTRAMELLO
Teatro Toniolo, al via la nuova stagione a Mestre con il grande violoncellista Luka Sulic
di Venezia e Mestre
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti
Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
segue a pag. 23

Movimento 5 Stelle: “Per la Regione candidati scelti dalla base, non imposti”
Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico
L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul
Un’indagine tra carte, cantieri e testimonianze per capire se l’ambizione del welfare diffuso sta diventando realtà


La denuncia dei rappresentanti sindacali: “Organici ridotti, ferie negate e turni infiniti mettono a rischio la salute dei pompieri”
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider

Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.
18 segue a pag. 5






Dove finiscono i 201 milioni?
Mappa di una rivoluzione urbana
D
al Lido alla terraferma si concretizza un ampio programma di investimenti pubblici legati al Pnrr: 53 opere per un totale di 187 milioni 743 mila 496 euro, cui si aggiungono altri 13 milioni 733 mila 800 euro di cofinanziamenti statali, per un totale complessivo di oltre 201 milioni di euro. L’assessore ai lavori pubblici, Francesca Zaccariotto, sottolinea come “tutti i lavori legati al Pnrr sono dettati dalla norma stessa e, per rispettare i tempi del cronoprogramma, abbiamo dato un’accelerazione. Il Pnrr ha messo alla prova anche la capacità di efficienza di un’amministrazione nel programmare tempi, gare, esecuzione dei lavori e affrontare eventuali problemi. Non è stato affatto semplice. Particolare merito va agli uffici delle Direzioni Lavori, capaci di monitorare e seguire le imprese, dimostrando una gestione efficiente e coordinata delle risorse pubbliche”.
A dimostrazione di questo im-
pegno, diversi interventi scolastici sono già stati completati. Gli asili nido “Coccinella” e “Pinocchio” a Mestre-Carpenedo, demoliti e ricostruiti ex novo, hanno richiesto ciascuno un investimento di 1.680.000 euro Pnrr e 168.000 euro di cofinanziamenti statali. L’Asilo Nido Delfino al Lido è stato riqualificato con 1.040.000 euro PNRR più 104.000 euro di cofinanziamenti statali. L’adeguamento sismico della Scuola Tintoretto a MestreCarpenedo ha richiesto 2.300.000 euro Pnrr e 80.611 euro di cofinanziamento statale, mentre la Scuola Lombardo Radice, sempre a Mestre-Carpenedo, è stata completata con 2 milioni di euro Pnrr e 30.085 euro di cofinanziamento statale. La Scuola G. Cesare in via Cappuccina ha beneficiato di 2.500.000 euro Pnrr, mentre la Scuola G. Gallina a Venezia-Cannaregio ha concluso i lavori di adeguamento sismico con 1.200.000 euro Pnrr. Tra i cantieri in corso spicca la Cittadella della Giu-
Il nuovo volto del trasporto veneziano
Il Comune di Venezia, grazie ai fondi del Pnrr, sta rinnovando la flotta degli autobus per il trasporto pubblico urbano, con l’obiettivo di garantire mezzi più moderni, sicuri e rispettosi dell’ambiente. “In attuazione del Pnrr il Comune di Venezia per tramite di Avm (società che gestisce in house il Trasporto Pubblico Locale urbano) si è provveduto ad acquistare 44 autobus elettrici che sono già tutti in servizio dai primi mesi del 2025, tutto ciò in coerenza con le tempistiche del predetto Pnrr. “I rimanenti 90 autobus ad Idrogeno saranno immatricolati entro giugno 2026 e successivamente si procederà alla graduale

stizia in piazzale Roma, con il terzo lotto di restauro dell’ex Manifattura Tabacchi, finanziato con quasi 30 milioni di euro Pnrr e altri 10 milioni di cofinanziamenti statali.
Nell’ambito della rigenerazione urbana, sono già stati completati il recupero dell’ex cinema Perla a Pellestrina, trasformato in sala polivalente (250.000 euro), la riqualificazione delle strutture degradate del Parco Albanese (2.300.000 euro), la riqualificazione delle piastre polivalenti nelle zone periferiche della terraferma (1.750.000 euro), e la demolizione di case abbandonate con realizzazione di una piazzetta con skate park in via Trieste a Marghera (529.228,76 euro, tra Pnrr e cofinanziamenti statali).
Gli interventi in corso, con collaudi previsti nei prossimi mesi, comprendono: il recupero dell’ex scuola di Trivignano a centro multi servizi sociali, completamento previsto ottobre 2025 (1.958.740,30 euro); l’adeguamento funzionale degli
messa in esercizio dei mezzi - dichiara l’Assessore alla mobilità Michele Zuin”. Gli autobus elettrici, prodotti da Man, sono dotati di tecnologie avanzate per sicurezza e comfort: illuminazione interna ed esterna a Led, sedili in plastica e alluminio, prese Usb, connettività Wi-Fi, sistema info-utenza audio/video, posto disabili con rampa manuale, videosorveglianza con sei telecamere, pedale di allarme per l’autista e monitor per la retromarcia. La ricarica avviene in deposito con colonnine fino a 150 kW, alimentando sei moduli batterie a 80 kWh ciascuno, per un totale di 480 kWh e un’autonomia prossima ai 400 km.

immobili di via Cafasso a Marghera per le strutture operative del corpo di Polizia Locale, in programma febbraio 2026 (1.921.362,50 euro); il recupero del Forte Manin per attività culturali, da completare entro giugno 2026 (3.000.000 euro); la riqualificazione degli spazi di Piazza Mercato a Marghera, prevista per giugno 2026 (4.172.120,43 euro); l’ampliamento del Parco San Giuliano, collaudo programmato aprile
I nuovi e-bus sono già impiegati sulle linee circolari di Mestre (31H/32H e 33H/34H) e sulle linee verso Pertini, Bissuola (24 e 24H) e Favaro (19), sostituendo gli autobus Euro 2 e Euro 3. L’impiego dei 44 mezzi permette una riduzione giornaliera delle emissioni pari a 42 kg di CO, 5 kg di HC, 105 kg di NOx e 3 kg di PM10, equivalenti alla capacità di assorbimento di centinaia di alberi. ”Si deve contestualmente segnalare - prosegue l’Assessore - che a metà settembre sono partiti anche i lavori da parte di Eni per la realizzazione dell’impianto di produzione dell’idrogeno che sarà utilizzato per rifornire i nuovi mez-
2026 (1.700.000 euro); e la ristrutturazione e riqualificazione energetica dell’ex casermetta napoleonica a Forte Marghera, con consegna a gennaio 2026 (4.156.717,02 euro). In ambito digitale, sono in corso 13 interventi per un totale di 9.150.305 euro, con l’obiettivo di promuovere la transizione digitale, tra cui la migrazione in cloud di 21 servizi pubblici e il piano di cyber sicurezza. Guendalina Ferro
zi”. Con l’ingresso dei 90 autobus a idrogeno entro il 2026, si prevede una significativa riduzione delle emissioni sull’intero parco ACTV: PM10 oltre il 90%, NOx 87%, CO 73% e HC 90% - si legge nella nota ufficiale del Comune. Con un investimento di 87.451.102,00 euro di fondi Pnrr, il Comune di Venezia compie un passo importante verso una mobilità urbana più sostenibile: i cittadini possono già usufruire dei 44 autobus elettrici in servizio, mentre i 90 mezzi a idrogeno saranno progressivamente impiegati entro il 2026, garantendo trasporto confortevole e minori emissioni in città. (g.f.)








Focus PNRR/2. A Cannaregio e Zelarino nascono i primi esempi di abitare assistito
Il cantiere del sociale: a che punto siamo promesse, ritardi e realtà da affrontare
Dei 53 progetti Pnrr per i quali il Comune di Venezia è risultato beneficiario, 7 riguardano le politiche sociali, con un impegno complessivo pari a 5.316.500 euro. Si tratta di un pacchetto di interventi pensati per sostenere fragilità diverse: dalla residenzialità per anziani con perdita di autonomia, al sostegno alla disabilità, fino alla creazione di alloggi temporanei e servizi di prossimità. I progetti sono finanziati con risorse Pnrr e con ulteriori contributi pubblici, tra cui fondi regionali, avanzo di bilancio comunale e altre fonti di co-finanziamento. Tra le azioni già realizzate figura il restauro delle parti comuni del “complesso Asilo D’Este” a Cannaregio: la struttura è composta da 14 appartamenti pensati per persone anziane, singole o in coppia, che necessitano di un supporto parziale all’autonomia. Altri interventi sono in corso, con cantieri aperti e procedure avviate per dare concretezza alle altre misure del programma. Sull’azione dell’Amministrazione è intervenuto l’assessore alla residenzialità, Simone Venturini: “L’accesso ai fondi non è automatico, il Comune di Venezia ha potuto beneficiarne perché ha saputo mettere in piedi progetti validi e innovativi, riuscendo a gestire le risorse nei tempi previsti”. –Dichiara l’assessore - “Il primo obiettivo della nostra azione è quello di garantire forme di supporto a tutte le fasce di popolazione, dai bambini agli anziani. Lo abbiamo fatto sul fronte della residenzialità e delle politiche abitative, è l’esempio del progetto Housing First pensato per il contrasto alla povertà estrema, ma la nostra azione si estende ad altri progetti volti a prevenire situazioni di vulnerabilità delle famiglie, percorsi mirati a rafforzare i servizi sociali, anche con una particolare attenzione agli operatori coinvolti nella attività di supporto alla cittadinanza”.
Sul fronte delle politiche abitative, Venturini ricorda la concreta applicazione del modello Housing First con l’intervento all’asilo Casalingo Anna e Luigi D’Este: “L’ intervento complessivo di ristrutturazione ha previsto una spesa


complessiva di 480mila euro, di cui 450mila euro finanziati con fondi Pnrr e i rimanenti 30mila euro con finanziamenti regionali della Legge Speciale per Venezia”.
“Un esperimento importante – prosegue Venturini – che vedrà gli anziani vivere all’interno delle loro case con qualche sostegno e aiuto extra, come ad esempio la presenza di un assistente condominiale che ogni tanto verifica i loro bisogni attraverso un’analisi della situazione dell’anziano stesso o della famiglia”.
Anche il progetto di Zelarino è chiamato a svolgere un ruolo esemplare: “Tra gli interventi in corso l’avanzamento della realizzazione del nuovo “condominio sociale” a Zelarino. Si tratta di un complesso abitativo che combina il modello di cohousing o alloggi assistiti con tecnologie domotiche e servizi di assistenza per supportare i residenti. Infatti, gli interventi rientrano all’interno di un progetto più ampio riguardante la ristrutturazione di diversi appartamenti di residenza pubblica collocati sia a Venezia che in terraferma”.
Il nuovo immobile, di due piani, si compone di quattro alloggi di 50 metri quadrati ciascuno, dotati di cucina e bagno che verranno arredati dal Comune. Gli anziani

potranno avere accesso a un’area comune al primo piano, dotata di cucina e sala pranzo, per prendere parte ad attività volte alla promozione della socialità, del mutuo aiuto e dell’indipendenza. La struttura sarà inoltre dotata di ascensore e al piano terra ci sarà l’ufficio dell’assistente di condominio, a disposizione dei residenti per qualsiasi supporto o eventuali emergenze. Gli interventi su Zelarino sono finanziati principalmente con fondi Pnrr e per la parte residua con avanzo di bilancio del Comune di Venezia: il costo complessivo è di 1.360.000 euro
Guendalina Ferro
Case ristrutturate, cohousing e servizi di prossimità: così Venezia prova a ridisegnare le politiche sociali con fondi europei e cofinanziamenti regionali. Ma la corsa contro il tempo e la complessità delle procedure rischiano di rallentare l’impatto delle misure









L’influenza è già tra noi, parte la campagna di vaccinazione in tutta l’Ulss 8 Berica
Da Bui a Szumski passando per Damiano e l’incognita Da Re, chi sono gli sfidanti
Modello Veneto TeSeO, al Teatro Stabile cultura formazione e lavoro; Beltotto rimette l’incarico
L’impresa della bellezza tra arte e letteratura, capace di generare economia, nuovo festival firmato Strukul
Regionali: finalmente tutti ai nastri di partenza
DDopo un’estenuante attesa il centrodestra ha scelto il proprio candidato presidente della Regione. Sarà Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e vice segretario nazionale di Salvini, a tentare di confermare il centrodestra in Regione. Il 77% conquistato da Luca Zaia alle elezioni del 2020 sembra essere molto lontano, ma nel centrodestra non sembra questa la principale preoccupazione. Le lungaggini nell’individuazione di Stefani, infatti, sono state determinate da un lunghissimo braccio di ferro a tre che ho visto coinvolti Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia. Gli alfieri veneti di Giorgia Meloni, infatti, non hanno mai fatto di mistero della loro volontà di poter indicare il candidato presidente del Veneto: il ragionamento alla base di questa aspettativa prendeva le mosse sia dalla necessità di “rotazione” dopo 1 5 anni di Presidente leghista e dalla differenza di peso elettorale. La stessa Forza Italia, con il suo leader regionale Flavio Tosi ha sperato, fino a un certo punto, di potersi accreditare come il proverbiale e gaudente terzo tra i due litigati.
La Lega, però, ha tenuto duro fino all’ultimo ritenendo la candidatura in Veneto come la propria “linea del Piave”. Per farlo, sembra, aver garantito agli alleati un ottimo indennizzo.
a pag. 21
Vicenza con il fiato sospeso per rispettare i tempi imposti dal Piano, 63 i progetti da portare a termine per un investimento di 54 milioni, Possamai: “Impegnati a lasciarci alle spalle una fase di immobilismo”


Oltre ventimila visitatori per l’apertura dell’area verde Inizia la fase più delicata legata a viabilità e parcheggi
Al voto il 23 e 24 novembre, compatti il centrodestra e il centrosinistra, almeno tre i candidati outsider











Le sfide del Pnrr tra tempo e metodo



















Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<


S i avvicina inesorabilmente la scadenza europea fissata per il 30 giugno 2026, come termine ultimo per il completamento degli investimenti e il rispetto della tabella di marcia delle opere. Questo lasso di tempo, per quanto breve, è il punto focale di una sfida cruciale: mettere a terra il PNRR come strumento concreto per rigenerare il Veneto, ridurre i divari e rilanciare i territori.




Focus PNRR/1. Sono 63 i progetti attuati o in via di ultimazione per un investimento totale di quasi 54 milioni di euro
Vicenza con il fiato sospeso: sprint finale per i cantieri del Pnrr
Il Comune di Vicenza sta partecipando all’attuazione del Pnrr con la realizzazione di 62 progetti e di un progetto finanziato nell’ambito del Piano nazionale complementare (Pnc), per un importo totale di quasi 54 milioni di euro, a cui si aggiungono oltre 3 milioni di cofinanziamento con risorse proprie del Comune. Il 77,5% delle risorse proviene direttamente dal Pnrr europeo (41,7 milioni), a cui si aggiungono 8 milioni da fondi statali e regionali e 3,9 milioni messi a disposizione dal Comune.
Vicenza ad oggi è in linea con gli obiettivi fissati: infatti, secondo i dati forniti dall’amministrazione, con riferimento alla data del 30 giugno scorso, la spesa effettivamente già sostenuta ammonta a 22,5 milioni di euro, pari a quasi il 54% del valore complessivo degli interventi, che sfiora i 54 milioni di euro. L’obiettivo è completare tutti i cantieri nei prossimi otto
mesi, garantendo la completa rendicontazione entro la scadenza di giugno 2026.
Tra gli interventi già portati a termine risultano: la fornitura di 10 autobus elettrici per il trasporto urbano sostenibile (4,5 milioni); il recupero e la valorizzazione dell’area archeologica della Basilica Palladiana; il recupero del Giardino Salvi e della Loggia del Longhena; la rigenerazione di parte del Parco di Campo Marzo, in particolare del Parco dell’Ippodromo e viale Verdi.
Sul fronte dell’istruzione, sono numerosi i cantieri avviati per un totale di oltre 8,1 milioni di euro.
I lavori riguardano i nuovi asili nido di via Turra e di San Lazzaro, la manutenzione straordinaria dell’asilo nido “Piarda”, oltre alla riconversione in mensa degli spazi della scuola primaria “Vittorino da Feltre”.
Nel settore dell’inclusione sociale e dello sport, quasi 4 milioni

di euro sono stati destinati a opere come l’area sportiva del Parco della Pace e il rinnovato campo Perraro. Tra i progetti ancora in fase esecutiva ci sono: il nuovo Centro per l’Impiego (2,3 milioni); l’infrastruttura per l’alimentazione degli autobus elettrici in viale Fusinieri (3 milioni); il progetto di rigenerazione urbana dell’ambito Campo Marzo –viale Roma (2,1 milioni); la manutenzione straordinaria del palazzo del Territorio (quasi 1,5 milioni); l’adeguamento del palazzetto dello sport, con nuovi spogliatoi e sistema antincendio.
Un’ulteriore parte delle risorse è destinata alla digitalizzazione della pubblica amministrazione e al
sostegno a soggetti fragili e disabili, sempre nel quadro delle missioni previste dal Pnrr. La pagina dedicata nel sito del Comune “Il Pnrr cambia la città”, è il titolo dell’argomento speciale che si trova nel sito del Comune, nel quale è possibile approfondire tutti i progetti in corso di attuazio-
Il sindaco Possamai: «Un’opportunità unica per trasformare Vicenza»
«Abbiamo voluto raccogliere la sfida del Pnrr – spiega il sindaco Giacomo Possamai -, come opportunità di trasformazione e sviluppo di una città, che per troppo tempo ha subìto una sorta di immobilismo. I 63 progetti che abbiamo attivato e dei quali abbiamo informato la popolazione con una serie di incontri nelle circoscrizioni, riguardano tutti i settori chiave su cui si fonda la strategia del Pnrr: mobilità sostenibile, inclusione sociale e rigenerazione urbana, asili nido, digitalizzazione e innovazione e, infine, ma non ultimo, lo sport. Questa è un’opportunità unica per trasformare Vicen-
za e renderla più sostenibile, inclusiva e moderna. Il cronoprogramma dei lavori presenta un bilancio positivo: dei 63 interventi programmati, 30 risultano già completati, di cui 24 in fase di rendicontazione, e 33 sono attualmente in corso.
Tuttavia, i cantieri del Pnrr non sono gli unici, perché stiamo lavorando utilizzando anche risorse del bilancio comunale, acquisite attraverso bandi e mutui. Uno degli interventi più significativi che ci aspetterà nei prossimi anni è certamente quello che riguarda la nuova Biblioteca Bertoliana, che sorgerà nell’ex scuola Giuriolo: un
progetto scelto con l’obiettivo di dare una sede all’altezza di una delle biblioteche più antiche d’Italia, costruendo attorno a essa un nuovo polo culturale.
Inoltre la città sta vedendo una ripresa anche sul fronte degli investimenti privati: riaperture come il cinema Roma, l’ex tribunale che verrà trasformato in un hotel a 4 stelle, attività nuove nei quartieri come la pasticceria di San Lazzaro al posto di un distributore di benzina dismesso o l’autorimessa che arriverà a San Silvestro, credo siano segnali di fiducia verso un’amministrazione che vuole essere parte attiva nei processi di rigenerazione».
ne a Vicenza e seguire il loro stato di avanzamento (https://www. comune.vicenza.it/Argomenti/ Speciali/IL-PNRR-CAMBIA-LACITTA).
Ad ogni intervento è dedicata una scheda illustrativa, dove sono indicati descrizione e scopo, l’importo finanziato, l’avanzamento del progetto e i contatti.






Focus PNRR/2. La spesa complessiva sarà di 36 milioni di euro
Ulss 8 Berica: Case e Ospedali di comunità in dirittura d’arrivo
Grazie al Pnrr, con un finanziamento di 27,5 milioni di euro, oltre a 6 milioni di contributi regionali e da altre fonti, l’Ulss 8 Berica ha costruito e sta costruendo quattro ospedali e nove case di comunità che serviranno a rafforzare l’assistenza territoriale. A rassicurare sulle tempistiche è il direttore generale della Berica, Patrizia Simionato: «Tutti i cantieri stanno procedendo secondo il cronoprogramma e dovremmo riuscire a chiudere in anticipo di tre mesi, quindi entro marzo 2026». La speranza di tutti è che una volta ultimati tutti gli edifici vi sia personale sanitario sufficiente per renderli realmente operativi e al servizio dei cittadini.
Le Case di Comunità Si tratta di strutture che rimangono aperte 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con l’intento di sgravare gli accessi ospedalieri. L’unica “Casa” attualmente operativa è quella di Lonigo, ed è l’esempio di come saranno strutturate le altre otto: servizi di accettazione, Guardia medica, Punti prelievo, ambulatori per le cure primarie, per gli interventi di salute pubblica e per le attività specialistiche, ma anche servizi rivolti all’infanzia, adolescenza e famiglia, oltre a uffici per l’Assistenza domiciliare integrata e il Punto unico di accesso che si occuperà

della presa in carico delle persone con problemi sanitari e sociosanitari complessi. Tra le nuove figure anche l’Infermiere di comunità.
I cantieri
Entro fine anno/gennaio 2026 daranno pronte le “Case” di Noventa Vicentina e Arzignano: la prima all’interno di uno stabile ristrutturato che fa parte del complesso ospedaliero (costo: 3 milioni e 600 mila euro; ad Arzignano nello stabile che già ospita la sede di Distretto, il Punto Prelievi e altri servizi (totale di spesa quasi un milione e 900 mila euro). A Valdagno è in corso la ristrutturazione dell’edificio del vecchio ospedale (oltre 3 milioni e 700 mila euro). A Sandrigo ristrutturazione dell’area di uno stabile di proprietà dell’Azienda,
dove hanno sede i poliambulatori e l’Unità riabilitativa territoriale (Urt) nell’Ipab Suor Diodata Bertolo (oltre 2 milioni e 800 mila euro). A Montecchio Maggiore ristrutturazione di un’area del vecchio ospedale (quasi 1 milione e 200 mila euro). A Camisano è prevista la costruzione di un nuovo fabbricato (quasi 2 milioni e 300 mila euro). A Longare ristrutturazione e riconversione della porzione di un antico edificio (3 milioni e 800 mila euro). Infine, a Vicenza, nella sede in corso San Felice (che ospiterà anche l’Ospedale di Comunità), l’intervento prevede la ristrutturazione completa di alcuni spazi già di proprietà dell’Azienda, per un valore di quasi 2 milioni e 800 mila euro.
Il calendario degli interventi e le prossime tappe
I sette ospedali di comunità (Odc), sono strutture socio-sanitarie destinate alle cure intermedie, non più ospedaliere come quelle riservate ai casi acuti, ma a quei pazienti che dopo le dimissioni hanno la necessità di essere ancora curati e assisiti prima della completa guarigione e del rientro a casa o nelle Rsa.
L’Usl Berica è già operativa da tempo con cinque strutture situate in diverse località del territorio, che garantiscono 78 posti letto complessivi: a Vicenza nell’Ipab a Monte Crocetta (12 posti letto); a Sandrigo nell’Ipab Suor Diodata Bertolo (12 posti); a Lonigo, che temporaneamente ospita anche l’ospedale di comunità di Noventa Vicentina, in attesa siano com-
pletati i lavori di ristrutturazione (24 posti complessivi); a Valdagno all’ospedale San Lorenzo (18 posti) ed infine a Montecchio Maggiore nell’Ipab La Pieve (12 posti).
Entro gennaio 2026 si concluderanno i lavori per un ulteriore Ospedale di Comunità a Vicenza, in corso San Felice, che prevede ulteriori 24 posti, per un importo complessivo di sei milioni di euro; idem per quello di Noventa Vicentina, che ne prevede altrettanti, per una spesa di quasi tre milioni di euro il cui termine dei lavori è previsto per la fine di marzo del 2026.
Gli altri finanziamenti del Pnrr Sempre grazie ai finanziamenti previsti dal Pnrr e dal Fondo Sanitario Regionale (investimento complessivo di oltre 9 milioni di
euro), è stato concluso il percorso di ammodernamento tecnologico con l’installazione di numerose apparecchiature diagnostiche di ultima generazione, destinate agli ospedali dell’Ulss Berica.
I cantieri ancora attivi Oltre ai lavori inerenti il Pnrr, l’Ulss 8 ha tutta una serie di altri cantieri attivi: la ristrutturazione e l’ampiamento di reparti e del chiostro al San Bortolo; il parcheggio Sud dov’è posta l’entrata del San Bortolo; la costruzione del San Bortolo 2; la piastra sopraelevata del parcheggio di San Francesco all’interno del San Bortolo; il nuovo ospedale di Montecchio Maggiore, del quale è stato da poco terminato il primo stralcio di lavori. (m.d.v.)
PNRR e contributi regionali finanziano la Berica per quattro ospedali e nove Case di Comunità, strutture aperte tutto il giorno con servizi sanitari e sociali. I lavori procedono secondo cronoprogramma e si prevede la chiusura dei cantieri entro marzo 2026








