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Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
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L’assessore Corazzari
guarda alle Olimpiadi: “Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
Economia, Confindustria
Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
STRADE PIU’ SICURE, CALANO GLI INCIDENTI E AUMENTANO LE OPERE PER LA MOBILITÀ DEBOLE
Con un investimento di 2 milioni di euro, la riqualificazione di Corso Garibaldi si propone di migliorare la viabilità e valorizzare il centro storico
Casa sempre più smart tra nuovi stili d’arredo, progettazione e stili d’arredo all’avanguardia
Votata all’unanimità la creazione di una commissione per fare chiarezza sulla vendita del terreno vicino al Piazzale Rovigno
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene”
Sulla strada della sicurezza
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
I l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
Avv. Tommaso Rossi Patrocinante in cassazione
Una partita tutta da giocare
Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag.
Riapertura di Corso Garibaldi Barbujani punta al futuro della città
C’è grande attesa per la riapertura di Corso Garibaldi, prevista per aprile. I lavori di rigenerazione urbana, avviati nel 2023, hanno suscitato polemiche tra cittadini e commercianti. “Mi scuso sinceramente con i miei concittadini per i disagi causati - ha dichiarato il sindaco Massimo Barbujani -. Tuttavia, abbiamo tempi stretti e dobbiamo portare a termine questo intervento, probabilmente il più significativo degli ultimi cinquant’anni nel nostro centro storico, con l’obiettivo di riaprire alcuni tratti di Corso Garibaldi per migliorare la viabilità”. Un progetto di due milioni di euro recuperati dai fondi Pnrr e che darà un nuovo volto alla città. Per venire incontro alle esigenze dei commercianti e cittadini dopo 16 anni è stato riaperto il tratto di corso Vittorio Emanuele Sud creando 9 posti auto con
regolamentati disco orario per favorire tutte le attività commerciali. “La riqualificazione, innanzitutto, perché voglio ricordare che non è stata una decisione facile. Il progetto lo abbiamo ereditato dalla vecchia amministrazione e avevamo solo dieci giorni di tempo per decidere se andare avanti con quel progetto oppure rinunciare ai 3 milioni di euro - prosegue il Sindaco di Adria -. Da primo cittadino mi sono preso la responsabilità di andare avanti su questa linea nonostante le diverse criticità. Come amministrazione stiamo cercando di lavorare col bisturi con i residenti per limitare al massimo i disagi. Ovviamente non è facile, però penso che la riqualificazione, una volta terminati i lavori, possa aumentare anche il valore degli edifici che ci sono e dare una spinta economica”.
L’amministrazione comunale di Rosolina prosegue il suo impegno per migliorare la viabilità e la sicurezza sul territorio. Tra le iniziative in corso,
il Comune sta partecipando a un bando di finanziamento per ottenere circa 500mila euro, necessari ad avviare i lavori per il completamento della strada
Veneto: meno incidenti e vittime sulle strade, ma il costo sociale resta alto
Dal 2016 a oggi, la Regione Veneto ha finanziato 636 interventi per migliorare la sicurezza stradale, investendo oltre 105 milioni di euro. Grazie a queste opere – tra cui rotatorie, piste ciclabili e la riqualificazione delle strade – l’impatto economico sul territorio è stato di circa 221 milioni di euro. Secondo i dati Istat, nel 2023 in Veneto si sono verificati 12.774 incidenti stradali, con 309 vittime e 16.994 feriti. Rispetto al 2022,
si registra un calo del 3,7% delle vittime, del 3,4% degli incidenti e dell’1,7% dei feriti. Il 42% degli incidenti avviene nei centri urbani, ma se si considerano anche i comuni limitrofi, la percentuale sale al 92,5%. Nelle Aree interne, più lontane dai servizi essenziali, gli incidenti rappresentano il 7,5% del totale. Le strade urbane restano le più pericolose: qui si concentra il 69,5% degli incidenti, con 132 morti e oltre 11.000 feriti.
Tuttavia, gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (4,8 decessi ogni 100 incidenti) e in autostrada (3,3 decessi ogni 100 incidenti).
rimasto stabile, con variazioni tra le province: decessi in calo a Padova e Rovigo. Migliorare la sicurezza stradale resta una sfi-
che collega Adria con Rovigo e Cavarzere. Questo intervento riguarda un incrocio strategico, fondamentale per i collegamenti con due strade regionali e per migliorare l’accessibilità alle zone balneari. Parallelamente, l’amministrazione ha deciso di potenziare il sistema di sicurezza cittadina, in seguito agli ultimi episodi di bullismo giovanile. Il piano prevede l’aumento delle telecamere di videosorveglianza nelle frazioni, con l’obiettivo di garantire maggiore controllo del territorio e tutelare la sicurezza dei cittadini.
Questi interventi si inseriscono in un più ampio programma di miglioramento delle infrastrutture e della vivibilità di Rosolina, confermando l’attenzione dell’amministrazione verso le esigenze del territorio e della comunità.
Sara Busato
Le cause principali? Perdita di controllo del veicolo su rettilineo, incroci pericolosi e curve. Il costo sociale degli incidenti stradali nel 2023 ha toccato 1,5 miliardi di euro, pari a 306 euro per ogni cittadino veneto. L’indice di lesività è in aumento, mentre il tasso di mortalità è
da aperta: meno incidenti si verificano, ma il prezzo umano ed economico resta alto. Per questo, la Regione Veneto ha avviato le procedure per l’assegnazione dei contributi destinati alla sicurezza stradale per tutti i comuni. Tra le principali novità dei criteri di assegnazione per il 2025 vi è l’aumento dell’importo massimo ammissibile per gli interventi, che passa da 700 mila euro a 1 milione di euro. (s.b.)
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Massimo Barbujani, sindaco di Adria
“Via Trieste è un intervento cruciale”
L’amministrazione comunale di Rosolina, guidata dal sindaco Michele Grossato, ha avviato un ambizioso programma di interventi per migliorare la viabilità, la sicurezza stradale e il decoro urbano. Gli investimenti in infrastrutture riguardano sia la manutenzione straordinaria delle strade esistenti sia la realizzazione di nuovi collegamenti strategici per il territorio.
Uno dei progetti più rilevanti attualmente in gara riguarda la ricostruzione di due ponti lungo la strada che conduce all’Isola di Albarella, con un investimento complessivo di 1,5 milioni di euro. Questi interventi sono fondamentali per garantire la sicurezza e la stabilità delle infrastrutture esistenti, migliorando così l’accessibilità a una delle zone turistiche più rinomate del territorio.
Un altro intervento strategico riguarda il prolungamento di Via Trieste a Rosolina Mare. Il progetto definitivo è già stato completato e prevede una riprogettazione della viabilità nella zona turistica, con l’obiettivo di rendere più fluido il traffico e migliorare la connessione con le altre arterie stradali. “Un intervento è particolarmente atteso, - sottolinea il primo cittadino - poiché Rosolina Mare rappre-
senta un punto di riferimento per il turismo balneare e necessita di infrastrutture adeguate per accogliere al meglio residenti e visitatori”.
Un altro importante traguardo è stato raggiunto con la recente asfaltatura di Via Bassafonda, la strada più lunga del comune, che si estende per 4 km. Questo intervento rientra in un piano più ampio di manutenzione stradale, volto a migliorare la qualità della rete viaria e a garantire maggiore sicurezza agli automobilisti.
L’attenzione dell’amministrazione non si limita solo alle aree periferiche o turistiche: nel prossimo periodo sono previste ulteriori asfaltature nel centro del paese, con l’obiettivo di sistemare tratti di strada usurati e migliorare il comfort della circolazione.
Tra le opere in fase di avvio vi è
il rifacimento della Piazza di Volto di Rosolina, un’area strategica che si trova in prossimità della Strada Statale Romea. Oltre alla riqualificazione estetica e funzionale della piazza, il progetto prevede un riordino dell’incrocio con la statale, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale e ottimizzare i flussi di traffico. Infine, è in fase di progettazione la realizzazione di una bretella su Via Marangon, un’infrastruttura che permetterà di alleggerire il traffico nella zona del Villaggio Norge. Questo intervento si inserisce in un piano più ampio di gestione della viabilità, con l’obiettivo di migliorare la mobilità locale e ridurre le congestioni nelle aree più trafficate.
Con questi interventi, l’amministrazione comunale intende rendere Rosolina un comune sempre più vivibile e sicuro, puntando su infrastrutture moderne, efficienti e adeguate alle esigenze di cittadini e turisti. La riqualificazione delle strade e la creazione di nuove opere pubbliche rappresentano un investimento strategico per il futuro del territorio, migliorando non solo la qualità della vita dei residenti, ma anche l’attrattività turistica e commerciale della zona.
Sara Busato
Porto Tolle punta sulla mobilità sostenibile
Porto Tolle si conferma un comune all’avanguardia nella mobilità sostenibile, puntando su importanti investimenti per migliorare le infrastrutture ciclabili e stradali. Situato nel cuore del Delta del Po, il secondo comune più vasto del Veneto sta realizzando la pista ciclabile dell’Adriatica, un progetto ambizioso che rientra nella più ampia rete cicloturistica nazionale. La grande ciclovia Adriatica, che collega la Puglia a Trieste, toccherà anche Porto Tolle grazie all’intervento curato da Veneto Strade, segnando un risultato significativo per il territorio. Un’altra infrastruttura ciclabile in fase esecutiva è lungo via Buozzi e via Trento che creerà un collegamento strategico tra l’Isola della Donzella e Ca’ Venier. Questa nuo-
va arteria non solo favorirà il turismo sostenibile, ma offrirà anche ai residenti un’alternativa ecologica alla mobilità tradizionale.
Parallelamente alla pista ciclabile, Porto Tolle ha avviato un vasto programma di manutenzione e asfaltatura della rete stradale, che comprende ben 250 km di arterie viarie. Oltre alla viabilità ordinaria, l’amministrazione ha predisposto un piano specifico per i ponti, con interventi su 60 infrastrutture strategiche. Uno degli interventi più significativi riguarda via Canareggio, un’arteria fondamentale che collega Boccasette e Cà Zuliani. Questa strada, rimasta chiusa per anni, rappresenta un asse viario essenziale sia per il settore della pesca che per il turismo locale.
Il Comune avvia importanti lavori infrastrutturali, tra cui la manutenzione di Via Bassafonda, con l’obiettivo di migliorare il traffico e la qualità della vita
Il progetto di riqualificazione, per un importo di 400mila euro, permetterà di restituire alla comunità un’infrastruttura vitale per lo sviluppo economico del territorio.
Infine, si sono conclusi i lavori su via Fratelli Bandiera Sud, un’importante arteria destinata al passaggio agricolo. L’intervento, del valore di 150mila euro, rientra nel piano complessivo di miglioramento della rete stradale, volto a supportare le attività agricole e facilitare la mobilità interna del comune. Con questi investimenti, Porto Tolle dimostra di voler valorizzare il proprio territorio attraverso un piano di sviluppo infrastrutturale mirato, che coniuga mobilità sostenibile, sicurezza e valorizzazione economica. (s.b.)
Via Trieste da google maps
Intervento salvavita al San Bassiano su un paziente con una rara cardiopatia
L’assessore Corazzari guarda alle Olimpiadi:
“Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
Una partita tutta da giocare
Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
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Economia, Confindustria
Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
STRADE PIU’ SICURE, CALANO GLI INCIDENTI E AUMENTANO LE OPERE PER LA MOBILITÀ DEBOLE
L’amministrazione sta lavorando per contrastare il fenomeno delle baby gang che affligge la città, in particolare nelle zone centrali e scolastiche
Casa sempre più smart tra nuovi stili d’arredo, progettazione e stili d’arredo all’avanguardia
Il PD contesta la proposta del primo cittadino, accusando la giunta di non considerare le implicazioni a lungo termine
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene”
Sulla strada della sicurezza
Nicola Stievano
>direttore@givemotions.it<
I l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
Vicenza
Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag.
La città tra furti, risse e droga, cresce la preoccupazione
Bassano si risveglia ancora una volta scossa dopo l’ennesimo episodio di criminalità, avvenuto in pieno giorno e nel cuore del mercato cittadino. Dopo furti nelle abitazioni, risse e problemi legati alla droga nella zona del Centro Studi, ora anche un furto in pieno centro contribuisce ad alimentare la paura tra i cittadini.
Il sindaco Finco ha raccolto il grido d’allarme della comunità e garantisce l’impegno dell’amministrazione per rafforzare la sicurezza urbana. “Stiamo lavorando su più fronti, in stretta collaborazione con le forze dell’ordine, soprattutto per contrastare il fenomeno delle baby gang in centro e i problemi nella zona del Centro Studi”, spiega il primo cittadino. “L’episodio di giovedì al mercato è stato un caso che speriamo
isolato, ma stiamo potenziando i controlli con una presenza capillare sul territorio, sia con pattuglie visibili che con agenti in borghese”.
Finco invita la cittadinanza a collaborare attivamente: “Se notate situazioni sospette, segnalatele immediatamente. La sicurezza di Bassano non è com-
promessa, ma è fondamentale prevenire qualsiasi escalation”.
La necessità di un maggiore presidio delle forze dell’ordine riporta al centro del dibattito la scelta del sindaco di ritirare la polizia locale dall’Unione Montana, una decisione che ha suscitato tensioni con gli altri comuni del comprensorio. “Questa non è una scelta contro qualcuno, ma una necessità per Bassano”, ribadisce Finco. “Le segnalazioni dei cittadini e dei presidenti di quartiere dimostrano che la nostra città sta vivendo una situazione diversa rispetto ad altri comuni dell’Unione”.
L’amministrazione non esclude future collaborazioni su scala territoriale, ma solo a precise condizioni. “Se un domani si potrà creare un corpo di polizia locale del Bassanese con almeno
Veneto: meno incidenti e vittime sulle strade, ma il costo sociale resta alto
Dal 2016 a oggi, la Regione Veneto ha finanziato 636 interventi per migliorare la sicurezza stradale, investendo oltre 105 milioni di euro. Grazie a queste opere – tra cui rotatorie, piste ciclabili e la riqualificazione delle strade – l’impatto economico sul territorio è stato di circa 221 milioni di euro. Secondo i dati Istat, nel 2023 in Veneto si sono verificati 12.774 incidenti stradali, con 309 vittime e 16.994 feriti. Rispetto al 2022, si registra un calo del 3,7% delle vittime, del 3,4% degli incidenti e dell’1,7% dei feriti. Il 42% degli incidenti avviene nei centri urbani, ma se si considerano anche i comuni li-
mitrofi, la percentuale sale al 92,5%.
Nelle Aree interne, più lontane dai servizi essenziali, gli incidenti rappresentano il 7,5% del totale. Le strade urbane restano le più pericolose: qui si concentra il 69,5% degli incidenti, con 132 morti e oltre 11.000 feriti. Tuttavia, gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (4,8 decessi ogni 100 incidenti) e in autostrada (3,3 decessi ogni 100 incidenti). Le cause principali? Perdita di controllo del veicolo su rettilineo, incroci pericolosi e curve. Il costo sociale degli incidenti stradali nel 2023 ha toccato 1,5 miliardi di euro, pari a 306 euro per ogni cittadino vene-
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to. L’indice di lesività è in aumento, mentre il tasso di mortalità è rimasto stabile, con variazioni tra le province: decessi in calo a Padova e Rovigo. Migliorare la sicurezza stradale resta una sfida aperta: meno incidenti si verificano, ma il prezzo umano ed economico resta alto. Per questo, la Regione Veneto ha avviato le procedure per l’assegnazione dei contributi destinati alla sicurezza stradale per tutti i comuni. Tra le principali novità dei criteri di assegnazione per il 2025 vi è l’aumento dell’importo massimo ammissibile per gli interventi, che passa da 700 mila euro a 1 milione di euro. (s.b)
70-80 agenti, allora potremo garantire un monitoraggio efficace su tutto il territorio”, conclude il sindaco.
Nel frattempo, la priorità resta il controllo capillare della città per garantire sicurezza e tranquillità ai cittadini. “Dobbiamo continuare a lavorare insieme, istituzioni e forze dell’ordine, per prevenire e contrastare episodi di questo tipo, affinché Bassano del Grappa rimanga una città sicura per tutti. - conclude il primo cittadino - Riteniamo che anche la Polizia Locale possa svolgere un ruolo fondamentale nella prevenzione e nella sicurezza di prossimità e stiamo lavorando affinché ciò avvenga. Pur constatando che si tratta di un caso isolato, è essenziale mantenere alta l’attenzione”.
Sara Busato
Nicola Finco, sindaco
Viale Venezia e Capital Vecchio sono le strade più trafficate
Il Bassanese si mobilita per rafforzare la sicurezza stradale e urbana, con un’intensificazione dei controlli e l’implementazione di nuove tecnologie. Nel mirino, la prevenzione degli incidenti stradali e il contrasto al disagio giovanile, con un occhio di riguardo alla sicurezza degli studenti.
Dall’inizio del 2024, nel Bassanese si sono registrati 41 incidenti stradali, un dato in linea con quello dello scorso anno, che ha chiuso con un totale di 235 sinistri. La maggior parte degli incidenti ha coinvolto automobili e si è verificata sulle arterie a scorrimento veloce, dove il rischio di collisioni è più elevato. Le strade più colpite risultano essere Viale Venezia e Capital Vecchio, dove si concentra un alto volume di traffico. Nessun incidente ha avuto ripercussioni alle persone. La polizia locale invita alla prudenza e al rispetto delle norme stradali per prevenire ulteriori episodi e garantire maggiore sicurezza a conducenti e pedoni.
In tema di sicurezza urbana dopo i recenti episodi di disagio verificatisi nelle scorse settimane, sono iniziati i controlli delle forze dell’ordine al centro studi di Bassano del Grappa. Agenti della Polizia di Stato e della Polizia Locale, affiancati dall’unità cinofila, hanno effettuato numerosi accertamenti nelle aree più frequentate dagli studenti, tra cui gli ingressi degli istituti superiori, la fermata degli auto-
Con l’obiettivo di garantire la sicurezza stradale e prevenire disagi tra i giovani, l’Unione Montana del Bassanese intensifica i controlli nelle zone più critiche, implementando anche nuove tecnologie come telecamere e varchi per la lettura delle targhe. L’iniziativa mira a prevenire incidenti e a creare un ambiente più sicuro per tutti.
bus in via Rosmini, la stazione ferroviaria e due bar del centro studi, abituali punti di ritrovo dei giovani.
mente da migliaia di persone.
L’Unione Montana del Bassanese copre un’area di circa 70 km² di territorio abitato e include i comuni di Bassano del Grappa, Valbrenta, Solagna, Romano d’Ezzelino e Pove del Grappa. Questo territorio si distingue per la sua diversità, caratterizzata da un equilibrio tra ambiente naturale e aree urbane.
“Il lavoro di squadra prosegue oltre questi ambiti specifici – sottolinea il comandante dell’Unione Montana del Bassanese Giovanni Favaretto –. Con le altre forze operative c’è piena collaborazione, dialogo e disponibilità reciproca. Nessuno è solo: insieme siamo più forti, sempre al servizio della comunità”.
L’iniziativa risponde alle richieste avanzate dalla dirigente dell’istituto Einaudi e mira a garantire maggiore sicurezza in un’area frequentata quotidiana-
Attualmente, il corpo di Polizia locale è composto da 36 agenti. L’obiettivo è di incrementare il personale a 40 unità, al fine di garantire una maggiore presenza e un servizio più efficiente sul territorio. Oltre ai controlli, che proseguiranno in modo mirato e a sorpresa, è prevista anche l’installazione di telecamere di videosorveglianza per monitorare la situazione in maniera costante. Un intervento deciso per tutelare studenti, studentesse e lavoratori degli istituti della zona, ponendo la sicurezza al primo posto.
Nell’ambito del potenziamento della sicurezza urbana, prosegue l’installazione di nuovi impianti di videosorveglianza. Attualmente sul territorio sono operative 200 telecamere, affiancate da 60 varchi per la lettura delle targhe. Un sistema ritenuto indispensabile dal comandante, poiché supporta le forze dell’ordine nell’identificazione dei responsabili di reati e nella creazione di un database condiviso tra le diverse unità operative”.
Sara Busato
Giovanni Favaretto, Comandante della Polizia
Locale dell’Unione Montana del Bassanese
Parkinson, a Padova e Milano la prima terapia “adattiva” per una cura personalizzata
Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
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della Bassapadovana
L’assessore Corazzari
guarda alle Olimpiadi: “Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
STRADE PIU’ SICURE, CALANO GLI INCIDENTI E AUMENTANO LE OPERE PER LA MOBILITÀ DEBOLE
Il nostro approfondimento sulla viabilità e la sicurezza, tra Monselice ed Este le strade statali e regionali continuano ad essere teatro di gravi sinistri, avanti con gli interventi per ridurre i rischi
Economia, Confindustria
Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
ESTE INVESTE NELLA PISCINA: I LAVORI PER SPOGLIATOI MODERNI
Il sindaco Pajola sottolinea che si tratta di una “manutenzione straordinaria”, un vero e proprio rifacimento della struttura
REGIONE BENCHMARK”
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene”
ISulla strada della sicurezza
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
Una partita tutta da giocare
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Servizio a pag. 14
Servizio
Monselice, incidenti in costante calo ma la Statale 16 rimane pericolosa
Idati parlano chiaro: negli ultimi vent’anni gli incidenti stradali sono nettamente diminuiti, anche a Monselice, in linea con la tendenza della regione e in particolare della provincia di Padova. Dagli inizi del Duemila, quando il numero di sinistri era superiore al centinaio e i feriti erano più di 150, negli ultimi anni il calo si è fatto più marcato e anche il numero delle vittime si è ridotto. Ma quando si parla di vite umane, naturalmente, anche il singolo caso andrebbe scongiurato. Anche la polizia locale di Monselice conferma il calo degli incidenti e del numero complessivo di feriti, ma c’è un dato che deve far riflettere.
E’ quello che riguarda la strada statale 16, che si conferma una delle arterie più pericolose non solo della nostra provincia ma di tutto il Veneto, con un numero ancora elevato di incidenti, spesso molto gravi e talvolta mortali, non solo nel tratto di competen-
za di Monselice. Gli esperti spiegano che spesso sono la velocità troppo elevata o un momento di distrazione a provocare la maggior parte dei sinistri, quindi è necessaria anzitutto una maggiore opera di “educazione civica e stradale”.
Altre arterie “sorvegliate speciali” sono la vecchia e la nuova strada regionale 10, oltre al prolungamento verso est, la Monselice - mare, anche queste teatro di incidenti gravi. Quindi non va abbassata la guardia anzi è il momento opportuno per intervenire con decisione per una maggiore sicurezza stradale.
A questo proposito il sindaco Giorgia Bedin annuncia che lungo via Colombo all’altezza del centro commerciale Airone, verranno costruite due rotatorie che contribuiranno a ridurre la velocità del traffico in questo tratto della vecchia regionale 10 e a regolare gli incroci che ora provocano disagi al traffico e rischi
per pedoni e ciclisti.
“Il centro commerciale - spiega Bedin - ha intenzione di procedere a spese proprie con la costruzione di una rotatoria davanti all’ingresso e la nostra amministrazione ha proposto di fare un progetto unitario che prevede un’altra rotonda poco prima del ponte ferroviario, in modo da risolvere l’incrocio pericoloso con via San Giacomo e via Candie. L’azienda si è presa l’impegno di farsi carico anche della progettazione esecutiva unitaria di entrambe le rotatorie mentre per la costruzione della seconda rotonda faremo domanda di un contributo regionale.
Questa doppia opera - continua il sindaco - permetterà di rendere più accessibile anche la fermata dell’autobus che sarà integrata nella rotonda e mettere in sicurezza i passaggi pedonali, oltre a rendere più fluida la circolazione sulle vie san Giacomo e Candie, evitando così pure le lunghe code al semaforo”. Un altro intervento atteso da anni sul fronte viario riguarda la costruzione del sottopasso a Monticelli: si inizierà a luglio e ci vorranno due anni, durante i quali gli automobilisti dovranno pazientare perché per almeno 18 mesi bisognerà deviare su percorsi alternativi. Sul nuovo casello autostradale di Monselice, invece, come noto, i tempi si allungano.
Sotto la Rocca quasi 8400 le multe della Polizia Locale 2025 per il passaggio con il rosso, 465 per eccesso di velocità
Sotto la Rocca gli automobilisti si confermano piuttosto indisciplinati: molti passano con il rosso e tanti tendono a premere sull’acceleratore, ma spiccano anche le decine di veicoli sequestrati per l’assicurazione scaduta e i casi clamorosi di guida senza patente. I dati della Polizia Locale di Monselice del 2024 offrono uno spaccato preoccupante, nonostante e multe siano in calo, dalle 10 mila dell’anno precedente alle 8400 attuali. Fra i casi più eclatanti quello di un automobilista sorpreso con la patente revocata da ben dieci anni e l’auto priva di assicurazione. Le violazioni al codice della strada sono state ben 8375.
Tra queste, 2547 per transito non autorizzato in zona a traffico limitato, 2025 per mancato rispetto del semaforo rosso e 1991 per sosta irregolare. Preoccupa anche il dato sulle violazioni legate alla sicurezza dei veicoli, con 465 infrazioni per eccesso di velocità, 272 per mancata revisione e 40 per circolazione senza copertura assicurativa. Complessivamente, 40 veicoli sono stati sequestrati e 16 rimossi per sosta vietata. Ci sono state anche due denunce per omissione di soccorso e tre per guida in stato di ebbrezza.
Il comandante Mario Carrai ricorda anche le iniziative
Nicola Stievano
di informazione e sensibilizzazione sui temi della sicurezza stradale, a scuola come tra gli adulti. Spicca anche la collaborazione con l’Università Popolare del Tempo Libero, un’esperienza formativa per sensibilizzare le persone più anziane sulle norme del codice della strada e promuovere un dialogo intergenerazionale sui temi della sicurezza, in tutti i suoi aspetti. Perché anche attraverso una maggiore consapevolezza dei rischi, da una parte, e delle responsabilità dei comportamenti che si tengono in strada è possibile favorire la prevenzione e contribuire a ridurre il numero dei sinistri. (n.s.)
I dati Istat sugli incidenti stradali
“A Este opere strategiche per la mobilità”
Il numero degli incidenti è in costante calo, così come quello dei feriti. Un buon segno con un’ombra però: ogni anno anche a Este si registra qualche vittima della strada in alcuni gravi incidenti, un segnale da non sottovalutare, a conferma che la viabilità locale presenta ancora delle insidie e dei “punti neri” sui quali intervenire.
Il sindaco Matteo Pajola, a questo proposito, spiega che gli interventi infrastrutturali e l’intensificazione del lavoro della Polizia Locale sono stati i due capisaldi per migliorare la viabilità e per garantire la sicurezza stradale a Este.
“Viabilità e sicurezza - aggiunge il sindaco - sono e continueranno a essere temi centrali a cui dedicare grande attenzione, sia con le opere pubbliche che con la costante presenza su strada dei nostri agenti, presenza che ha ottenuto anche risultati brillanti.
In tre anni di mandato sono state dedicate molte risorse per realizzare opere strategiche finalizzate a ottimizzare la viabilità non solo di mezzi a motore, ma soprattutto di pedoni, ciclisti e mobilità debole”.
Pajola ricorda la manutenzione della ciclabile verso Deserto, il completamento ciclabile tra via Ateste e Motta, così come un nuovo tratto ciclabile zona Manfredini. Si aggiungono la rotatoria di via Callido, il
primo stralcio del marciapiede di Deserto, il percorso pedonale lungo via Chiesa Schiavonia, la pista ciclopedonale che collega il Ponte della Torre a Sostegno.
Infine sono stati effettuati numerosi interventi di sistemazione del manto stradale, tra cui spiccano punti strategici come il sottopasso di via Ferro, la strada statale che attraversa la frazione di Motta e via San Girolamo, ma anche via Prà, via Chiesa Prà, via Crosara, via Chiesa Motta, via dello Stadio, via Ateste, per fare alcuni esempi. Lavori anche alla sistemazione della pavimentazione in porfido del centro storico, in particolare via Pescheria Vecchia e a tutti gli attraversamenti pedonali.
“Questa attività - continua il
sindaco - proseguirà anche nella prossima estate con la sistemazione dei tratti stradali che necessitano di interventi urgenti.
Sempre quest’anno, sarà terminata la ciclabile di collegamento fra Este e Rivadolmo, sarà realizzata passerella lungo la ciclovia tra Este e Ospedaletto, con il completamento della rotatoria di via Comuna, il secondo e ultimo stralcio del marciapiede di Deserto, riqualificazione delle vie Cesare Battisti e Viale Fiume. Ricordo, infine, che da oltre due anni, davanti alle mura del Castello, non passano più i camion dell’ex cementificio, in quanto abbiamo scelto di non prorogare la convenzione che ne autorizzava il passaggio”.
Polizia locale Este, continua l’operazione sicurezza: sequestrato un monopattino modificato, multa da 6 mila euro
Aumenta la presenza della Polizia Locale sul territorio e ne beneficia la sicurezza cittadina. Nel 2024 sono infatti aumentati i verbali di contestazione emanati dalla Locale di Este, toccando la quota di 7300 verbali (nel 2023 erano circa 200 in meno).
Soltanto 59 sono stati i ricorsi (meno dell’ 1%): “Questo significa - spiegano in municipio - segno che gli operatori agiscono con professionalità tecnica, intervenendo solo quando c’è oggettiva necessità o di fronte a comportamenti non corretti”. Tra i casi più eclatanti spicca il recente sequestro di un
monopattino elettrico al quale era stata modificata la potenza e installata una sella, tanto da farlo rientrare nella categoria dei ciclomotori. Peccato che il giovane non avesse né la patente né l’assicurazione, inoltre mancavano targa e uso del casco. Ovviamente il monopattino è stato sequestrato e il proprietario dovrà pagare un multa salatissima, di ben 6 mila euro. Qualche giorno prima gli agenti avevano un automobilista con assicurazione scaduta e la cui patente era stata revocata da 14 anni. Anche in questo caso maxi multa da 6 mila euro.
Il numero degli incidenti continua a scendere la ogni anno c’è chi continua a rimetterci la vita, in particolare lungo le strade più trafficate e insidiose. “Impulso alle piste ciclabili in buona parte della città”
Dato positivo per quanto riguarda gli incidenti stradali rilevati dalla polizia locale, diminuiti del 1 5% circa rispetto all’anno precedente (sono 59 i rilievi effettuati su sinistri stradali nel 2024; l’anno precedente erano 71). A questo si aggiungono i 93 sequestri di veicoli privi di assicurazione e 50 pratiche di polizia giudiziaria portate a termine.
Intanto il Comune di Este ha ottenuto un finanziamento di quasi 200.000 euro dal governo per un progetto di videosorveglianza che vedrà l’installazione di 80 nuove telecamere in città.
Gli incidenti stradali a Este dal 2001 (dati Istat)
Parkinson, a Padova e Milano la prima terapia “adattiva” per una cura personalizzata
del Camposampierese Est
L’assessore Corazzari
guarda alle Olimpiadi:
“Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
STRADE
PIU’
Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
Economia, Confindustria
Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
SICURE,
CALANO GLI INCIDENTI
AUMENTANO LE OPERE PER LA MOBILITÀ DEBOLE
Trebaseleghe ha intensificato i controlli sulla sicurezza stradale, con oltre 50 manifestazioni monitorate e numerosi incidenti stradali rilevati.
Casa sempre più smart tra nuovi stili d’arredo, progettazione e stili d’arredo all’avanguardia
Servizi alle pagg. 8 e 9 Servizio a pag. 11
SEMAFORI INTELLIGENTI CON UN INVESTIMENTO DA 26MILA EURO
In arrivo a Camposampiero un sistema innovativo che riduce i disagi da traffico e migliora la gestione dei flussi grazie a radar e sensori
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene”
a pag. 21
ISulla strada della sicurezza
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
Una partita tutta da giocare
Sicurezza stradale/1. A Trebaseleghe si sono intensificati i controlli
La mappatura delle sanzioni e interventi della Polizia Locale per una città più sicura
Sul fronte della sicurezza stradale, i dati operativi di Trebaseleghe evidenziano un’attività articolata e costante della Polizia Locale: sono state gestite 55 manifestazioni con relative ordinanze sulla circolazione, rilevati 27 incidenti stradali e controllato il transito dei mezzi pesanti, con 67 sanzioni per divieto di transito di veicoli oltre le 3,5 tonnellate. Sono stati elevati inoltre 30 verbali per omessa revisione, 8 per mancata assicurazione, 5 per guida con patente scaduta, 1 per guida con patente revocata, 2 per mancato rispetto dell’obbligo di fermarsi e 10 per violazioni legate alla segnaletica, al carico e alla gestione dei sinistri.
Sono stati effettuati 174 so-
pralluoghi su questioni edilizie, igieniche, ambientali e di polizia stradale, 490 pratiche anagrafiche, 19 accessi agli atti e 68 notifiche. La Polizia Locale ha inoltre garantito 80 servizi funebri, effettuato 2 segnalazioni di reato, seguito 150 pratiche di richieste ospitalità e alloggio cittadini extracomunitari e svolto attività di educazione stradale nelle scuole. In totale, dai controlli su strada effettuati nel territorio comunale, gli agenti hanno elevato sanzioni per circa 35mila euro. Parlando grandi opere, dopo mesi di lavori di messa in sicurezza, il ponte dell’Alta riapre al traffico, migliorando la circolazione nel comune di Trebaseleghe. I lavori, avviati per risolvere
criticità strutturali, si sono rivelati più complessi del previsto a causa di ostacoli imprevisti, come sottoservizi non segnalati
e dimensioni inattese dell’arco in muratura. Nonostante queste difficoltà, il collaudo eseguito dai tecnici provinciali ha certi-
ficato la sicurezza e piena funzionalità dell’infrastruttura. La chiusura della strada nei mesi scorsi ha causato disagi alla viabilità locale, ma grazie all’uso di calcestruzzi ad alta resistenza e tecniche avanzate – tra cui l’installazione di palancole e sistemi di drenaggio – è stato possibile accelerare i lavori, superando anche le difficoltà legate alla falda e alle condizioni meteorologiche avverse. Parallelamente, il Comune ha ottenuto un finanziamento di 15mila euro dalla Regione Veneto per installare un sistema di videosorveglianza contro l’abbandono di rifiuti, migliorando il monitoraggio delle aree più isolate.
Sara Busato
A Camposampiero iniziano i lavori preliminari per la nuova rotatoria di via S. Antonio
Sono iniziati a fine gennaio i primi lavori su via Sant’ Antonio. Lavori preliminari alla realizzazione della nuova rotatoria all’incrocio con la Sr 307. Un’opera importante voluta dall’amministrazione comunale Maccarrone, per risolvere il nodo dell’incrocio che crea continui incolonnamenti e pericoli per chi viaggia. Iniziati i primi lavori da parte della società Etra, per la sostituzione della condotta dell’acquedotto, ormai obsoleta, proseguiranno poi, gli interventi da parte di AP-Reti Gas, per la posa di una nuova linea del gas di media pressione. I primi lavori hanno comportato una modifica della viabilità. In alcune fasi via Sant’ Antonio è chiusa al traffico,
in altre è utilizzabile solo in senso unico ovest - est dalle 7.00 alle 8.15. Nel fine settimana il tratto stradale è regolarmente percorribile. Per il traffico proveniente da Fratte o Santa Giustina in Colle, è deviato sul nuovo cavalcavia oltre l’ospedale, mentre per chi prosegue la direzione Loreggia e Castelfranco si può utilizzare via Fabris in zona Centoni. Si lavora anche sulla 307, area statua di Sant’ Antonio, occupando a tratti metà della carreggiata. E’ stato per cui istituito, un senso unico sud - nord in corrispondenza dei lavori, tra via Nodari e via Montegrappa. Per cui, per chi proviene dal centro di Camposampiero e viaggia verso nord trova la strada libera. Chi
invece proviene da Loreggia e da Via Montegrappa, verso Camposampiero, viene deviato in via Bernardino da Feltre e poi Viale Venezia. “Terminata la posa dei
sotto servizi, ci sarà una pausa tra Pasqua e la Festa del Santo del 13 giugno - afferma il primo cittadino, Katia Maccarrone -. In quel periodo, si svolgeranno le
principali manifestazioni, inoltre, i Santuari Antoniani in queste settimane saranno Sede Giubilare. Il cantiere riprenderà da metà giugno in poi. Ringrazio sin da subito tutti della collaborazione, in particolare il responsabile del settore lavori pubblici –Espropriazioni – Manutenzione, l’Architetto Corrado Martini ed il Comandante della Polizia Locale della Federazione del Camposampierese, Antonio Paolocci, per il controllo del traffico e il coordinamento delle deviazioni. Preciso inoltre, che il centro di Camposampiero, con negozi e uffici, è e sarà sempre praticabile e raggiungibile con le auto, come pure i Santuari Antoniani”. Endrius Salvalaggio
Nuova rotonda Sant’Antonio
Al via i lavori per una strada più sicura
Un importante intervento per migliorare la sicurezza stradale è in arrivo sulla strada provinciale 34 delle Centurie, che collega Campodarsego a Borgoricco. Come ne appiamo parlato a pagina 6 del nostro giornale, la Provincia di Padova ha stanziato 2,5 milioni di euro per l’allargamento della carreggiata e la realizzazione di una pista ciclabile, così da garantire una circolazione più sicura sia per i veicoli che per i ciclisti.
“La nuova infrastruttura separerà il traffico pesante da quello ciclabile, migliorando la sicurezza lungo l’intero tratto”, ha spiegato il consigliere provinciale delegato alla viabilità, Stefano Baraldo, ricordando che il progetto si collega al primo tratto già avviato cinque anni fa. L’accordo prevede l’allargamento della carreggiata stradale e la creazione di una pista ciclabile lungo un tratto di circa un chilometro e 200 metri, che si estende tra Fiumicello di Campodarsego e San Giuliano di Borgoricco”.
L’apertura del nuovo cantiere comporterà alcune modifiche alla viabilità, ma i tempi di realizzazione saranno contenuti. Il 2025 sarà dedicato alla progettazione, cui seguiranno l’affidamento dei lavori e l’avvio dei cantieri. L’intervento non solo
migliorerà la mobilità, ma valorizzerà anche un elemento storico distintivo del territorio: il graticolato romano.
Il progetto, che si inserisce nell’ambito di interventi già previsti da Etra per la gestione delle risorse idriche, punta a migliorare il traffico veicolare e ciclabile, rispondendo così alle esigenze di sicurezza e mobilità delle comunità locali. L’allargamento della strada e la realizzazione della pista ciclabile, che si estenderà dal km 9+030 al km 10+274, sono parte di un piano che si integra anche con l’estensione della rete idrica e fognaria.
Il nuovo intervento, che partirà dall’attraversamento dello scolo Lusore e si concluderà all’intersezione con la SP 34 dir, punta a ridurre il traffico congestionato e aumentare la sicurezza sia per gli automobilisti che per i ciclisti.
Per quanto riguarda le competenze comunali, l’amministrazione ha ottenuto finanziamenti importanti per allargare sedimi stradali e realizzare le piste ciclopedonali in via Roma. E sono in corso di realizzazione lavori anche a San Michele delle Badesse e Sant’Eufemia. “La sensibilità da parte dell’amministrazione rispetto alla mobilità debole e anche la messa in sicurezza dei mezzi, degli autoveicoli sul proprio sedime stradale è moltaspecifica il sindaco Gianluca Pedron - Stiamo investendo risorse grazie anche a cofinanziamenti sovracomunali e con risorse del nostro bilancio. Un altro ragionamento riguarda la SR 308: serve un raddoppio anche alla luce dell’ospedale a Padova est che è in fase di realizzazione”.
Piombino Dese: viabilità, inclusività e sicurezza in un solo progetto
Siamo all’estremo nord della provincia di Padova, un’area che oggi può contare su un sistema viario efficiente. Un ruolo chiave in questo miglioramento è stato svolto dalla tangenziale nord, realizzata quindici anni fa, che ha deviato il traffico pesante fuori dal centro cittadino, alleggerendo la circolazione e migliorando la vivibilità urbana. Fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale è l’impegno nell’abbattimento delle barriere architettoniche del centro abitato per un investimento di 60mila euro. Ecco quindi eliminati i gradini negli attraversamenti pedonali e installazione di segnaletica verticale ed orizzontale. “L’amministrazione ha
a cuore le tematiche legate alla fragilità e mantiene sempre alta l’attenzione su questi aspetti. Non solo per quanto riguarda la viabilità, ma anche nel mondo dello sport e del sociale. Siamo quindi particolarmente orgogliosi di ospitare questo grande evento di basket in carrozzina – dichiara con soddisfazione il sindaco Cesare Mason –. È una manifestazione internazionale di cui andiamo fieri. Accoglieremo venti squadre nei nostri impianti di atletica e basket, oltre che nel nostro palazzetto”. Per quanto riguarda la sicurezza urbana, il comune si è dotato di una rete di telecamere di videosorveglianza che registrano le targhe al passaggio. Le teleca-
mere installate nei punti strategici della città permettono di prevenire e contrastare la criminalità, monitorare il traffico e la viabilità. Tutte le telecamere rispettano la normativa vigente sulla privacy e i dati raccolti sono utilizzati esclusivamente per garantire la sicurezza pubblica. L’amministrazione comunale continuerà a investire in nuove tecnologie per migliorare ulteriormente il controllo del territorio e la qualità della vita dei cittadini. Infine parlando di mobilità dolce, grazie ad una rete ciclabile costruita in vent’anni, permette di collegare Piombino con una rete più ampia, da Nord e verso la sorgente del Sile. (s.b.)
L’intervento, che partirà nel 2025, punta a migliorare la sicurezza, valorizzare il patrimonio storico locale e ridurre il traffico congestionato.
Sara Busato
Gianluca Pedron, sindaco di Borgoricco
Parkinson, a Padova e Milano la prima terapia “adattiva” per una cura personalizzata
L’assessore Corazzari guarda alle Olimpiadi: “Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
Economia, Confindustria
Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
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Casa sempre più smart tra nuovi stili d’arredo, progettazione e stili d’arredo all’avanguardia
DEBOLE
I sindaci dell’Alta padovana stanno lavorando per migliorare la viabilità. Inoltre, è stato rafforzato il sistema di videosorveglianza e si è dato avvio a progetti educativi per la sicurezza stradale
Fondamenta gettate per il nuovo asilo nido e approvato il progetto della mensa scolastica, al via i lavori per migliorare la qualità delle strutture educative
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene”
Sulla strada della sicurezza
Nicola Stievano
>direttore@givemotions.it<
I
l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
Una partita tutta da giocare
Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 17
Servizio a pag. 21
Sicurezza stradale/1. Ecco il piano del Comune per un territorio più vivibile
Argenti punta a ridurre il traffico pesante e a migliorare la viabilità locale
Il Comune affronta da anni il problema del traffico deviato nel centro storico e della sicurezza stradale, con un’attenzione particolare anche all’educazione dei più giovani.
Il Comune di Villa del Conte si trova in una posizione strategica, al centro di importanti arterie stradali come la Valsugana, la Statale del Santo e la SP 108. Tuttavia, il paese non è direttamente attraversato da queste strade, e questo comporta un problema significativo: il traffico, compreso quello pesante, viene deviato nei centri storici, creando disagi alla viabilità locale. “È un tema su cui sto lavorando da anni – spiega il sindaco Antonella Argenti –. Non esiste una soluzione immediata, ma stiamo studiando alternative per ridurre il passaggio dei mezzi pesanti nei centri abitati”.
Nonostante la superficie comunale sia di soli 18 chilometri quadrati e non presenti criticità infrastrutturali di rilievo, l’amministrazione è impegnata nel
trovare soluzioni efficaci per migliorare la qualità della vita dei residenti. Un’altra questione cruciale è quella del passaggio a livello che separa il capoluogo dalla frazione, creando disagi alla circolazione. “È un nodo irrisolto da anni, ma il nostro obiettivo è ridurre il suo impatto. Si tratta di un punto di transito strategico, utilizzato anche dai mezzi di emergenza diretti agli ospedali di Cittadella e Camposampiero; quindi, è fondamentale trovare una soluzione adeguata”.
Oltre alla viabilità, l’amministrazione di Villa del Conte ha posto grande attenzione al tema della sicurezza stradale. “Dal 2019, anno del mio insediamento, abbiamo potenziato il sistema di videosorveglianza, installando nuove telecamere e disposi-
tivi di lettura targhe”, sottolinea il sindaco. L’intervento è stato realizzato grazie alla collaborazione con la Federazione dei Comuni del Camposampierese e alla gestione della Polizia Locale. Inoltre, numerose strade sono state asfaltate e sono stati introdotti sensi unici e modifiche alla viabilità per migliorare la sicurezza, specialmente nelle aree scolastiche e nei pressi degli edifici pubblici. Anche la sicurezza delle abitazioni è una priorità. Dal 2020 è attivo il Controllo del Vicinato, un progetto che coinvolge circa 200 cittadini in un sistema di comunicazione costante tramite chat, dove vengono segnalate eventuali situazioni sospette. “Monitoriamo il territorio in tempo reale e organizziamo incontri informativi su truffe, sicurezza online e prevenzione dei furti. Sono molto attiva sui social e aggiorno i cittadini tempestivamente su eventuali pericoli”. Due mesi fa, Villa del Conte ha affrontato un’ondata di furti in
abitazione, a cui hanno risposto congiuntamente Carabinieri, Polizia Locale e Polizia di Stato. “Abbiamo ricevuto un supporto importante anche da Padova con pattugliamenti intensificati, un intervento che si è rivelato molto utile”. Oltre alla prevenzione per gli adulti, l’amministrazione sta puntando sull’educazione alla sicurezza per i più piccoli. “Crediamo che educare i bam-
Veneto: meno incidenti e vittime sulle strade, ma il costo sociale resta alto
Dal 2016 a oggi, la Regione Veneto ha finanziato 636 interventi per migliorare la sicurezza stradale, investendo oltre 105 milioni di euro. Grazie a queste opere – tra cui rotatorie, piste ciclabili e la riqualificazione delle strade – l’impatto economico sul territorio è stato di circa 221 milioni di euro. Secondo i dati Istat, nel 2023 in Veneto si sono verificati 12.774 incidenti stradali, con 309 vittime e 16.994 feriti. Rispetto al 2022, si registra un calo del
3,7% delle vittime, del 3,4% degli incidenti e dell’1,7% dei feriti. Il 42% degli incidenti avviene nei centri urbani, ma se si considerano anche i comuni limitrofi, la percentuale sale al 92,5%. Nelle Aree interne, più lontane dai servizi essenziali, gli incidenti rappresentano il 7,5% del totale. Le strade urbane restano le più pericolose: qui si concentra il 69,5% degli incidenti, con 132 morti e oltre 11.000 feriti. Tuttavia, gli incidenti più gravi avvengono sulle
strade extraurbane (4,8 decessi ogni 100 incidenti) e in autostrada (3,3 decessi ogni 100 incidenti). Le cause principali? Perdita di controllo del veicolo su rettilineo, incroci pericolosi e curve. Il costo sociale degli incidenti stradali nel 2023 ha toccato 1,5 miliardi di euro, pari a 306 euro per ogni cittadino veneto. L’indice di lesività è in aumento, mentre il tasso di mortalità è rimasto stabile, con variazioni tra le province: decessi in calo a Padova e Rovigo.
bini significhi educare anche gli adulti. Per questo, la prossima settimana organizzeremo un incontro negli asili per insegnare ai più piccoli l’importanza delle cinture di sicurezza e delle regole stradali”. L’impegno del Comune di Villa del Conte prosegue su più fronti, con l’obiettivo di garantire un territorio più sicuro e vivibile per tutti i cittadini.
Sara Busato
Migliorare la sicurezza stradale resta una sfida aperta: meno incidenti si verificano, ma il prezzo umano ed economico resta alto. Per questo, la Regione Veneto ha avviato le procedure per l’assegnazione dei contributi destinati alla sicurezza stradale per tutti i comuni. Tra le principali novità dei criteri di assegnazione per il 2025 vi è l’aumento dell’importo massimo ammissibile per gli interventi, che passa da 700 mila euro a 1 milione di euro. (s.b.)
Antonella Argenti, sindaco di Villa del Conte
Sicurezza stradale/2. Un progetto che prevede un investimento di 30 milioni
Atteso il sottopasso a San Giorgio delle Pertiche
La viabilità rappresenta un tema cruciale per i comuni dell’Alta Padovana, non solo per le esigenze residenziali, ma anche per la presenza di numerose imprese e industrie che richiedono collegamenti efficienti. Negli anni, il Comune di San Giorgio delle Pertiche ha avviato diversi interventi, in collaborazione con la Provincia e la Regione Veneto, per migliorare le infrastrutture stradali, realizzare nuove piste ciclabili e garantire una mobilità più sicura.
Tra le opere più attese dai cittadini spicca il sottopasso ferroviario di via Roma, situato nel cuore del centro cittadino lungo la strada provinciale. L’attuale passaggio a livello è tra i più problematici a livello regionale, con una media di un incidente ogni due settimane. La sua posizione in curva e i lunghi tempi di chiusura inducono spesso i mezzi pesanti a tentare l’attraversamento senza calcolare adeguatamente i tempi, causando disagi sia al traffico ferroviario che stradale.
“Siamo impegnati a trovare una soluzione insieme agli enti superiori, tra cui il Ministero e Rete Ferroviaria Italiana - dichiara il sindaco Canella -. L’obiettivo è realizzare un sottopasso che possa eliminare queste criticità, nonostante le difficoltà legate alla posizione e ai vincoli urbanistici. Il progetto, condiviso con tutti gli enti,
prevede un investimento significativo di 30 milioni di euro, un’opera fondamentale per migliorare la sicurezza e la viabilità del territorio”.
In queste settimane l’amministrazione sta effettuando scambi patrimoniali con la Provincia per rendere operativo il nuovo assetto stradario che renderà possibile l’avvio del cantiere.
“Stiamo aspettando dal Gover-
no le risorse necessarie e come l’acqua che scava nella roccia, stiamo cercando di portare a casa il risultato, consapevoli che la richiesta di finanziamento è molto onerosa - prosegue il primo cittadino - Ci tengo a dire che tutto quello che potevamo fare è stato fatto anche in anticipo. Ora dobbiamo solo sperare nel Governo”.
Sara Busato
Santa Giustina in Colle punta sulla mobilità sostenibile: nuove piste ciclabili e una piazza rinnovata
Santa Giustina in Colle continua a investire nella sicurezza e nella mobilità sostenibile con nuovi progetti dedicati a pedoni e ciclisti. Uno degli interventi più rilevanti riguarda la realizzazione della Pista Ciclabile Tergola, un’iniziativa frutto di un bando europeo e sotto la guida dalla Federazione dei Comuni del Camposampierese, ente capofila del progetto. “Stiamo inoltre - aggiunge il Sindaco Moreno Giacomazzi – progettando tre piste ciclabili lungo altrettante vie strategiche del territorio. C’è molta attenzione verso il pedone
e il ciclista”.
Ma l’attenzione dell’amministrazione comunale non si ferma qui: è in corso anche la riqualificazione della piazza principale, che includerà una nuova rotonda e ulteriori percorsi ciclabili nel centro del capoluogo. L’obiettivo è quello di garantire una maggiore sicurezza per pedoni e ciclisti, rispondendo così alle esigenze delle famiglie che ogni giorno vivono e attraversano il paese. Con questi interventi, Santa Giustina in Colle si conferma sempre più attenta alla qualità della vita e alla sostenibilità urbana. (s.b.)
Grazie alla collaborazione con la Provincia, la Regione e altri enti, il progetto punta a migliorare la sicurezza e la viabilità, ma ora si attende l’approvazione dei finanziamenti da parte del Governo
Daniele Canella, Sindaco di San Giorgio delle Pertiche
Giacomazzi Moreno, Sindaco di Santa Giustina in Colle
Sostegno alla terza età, al via il contributo economico per gli anziani non autosufficienti
Una partita tutta da giocare
Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
segue a pag. 18
L’assessore Corazzari
guarda alle Olimpiadi:
“Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
Economia, Confindustria
Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
STRADE PIU’ SICURE, CALANO GLI INCIDENTI E AUMENTANO LE OPERE PER LA MOBILITÀ DEBOLE
Il sindaco Pierfrancesco Munari annuncia ulteriori cantieri per mettere in sicurezza le strade. A Pegolotte di Cona i camion fuori dal centro abitato. L’appello dell’Associazione Vittime della Strada
Casa sempre più smart tra nuovi stili d’arredo, progettazione e stili d’arredo all’avanguardia
DAL PROSSIMO ANNO INIZIA UNA NUOVA ERA NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI
Dal 2026, la città passerà dalla Tari alla Tarip, incentivando la differenziazione dei rifiuti e migliorando l’efficienza del servizio
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene”
Sulla strada della sicurezza
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
I l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
Servizi alle pagg. 8 e 9
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Servizio a pag.
Sicurezza stradale a Cavarzere. Interviene il sindaco Pierfrancesco Munari
“Cantieri e finanziamenti in arrivo per rendere più sicura la viabilità”
S icurezza stradale a Cavarzere, il 2025 sarà un anno in cui gli interventi saranno numerosi e andranno incontro alle istanze dei cittadini in tema di sistemazione dei punti più pericolosi. Il Comune ha anche intenzione di agire reperendo finanziamenti regionali in grado di attivare cantieri nei prossimi anni. A spiegarlo è direttamente il sindaco del paese Pierfrancesco Munari.
“Sul territorio - dice Munari - faremo diversi interventi. Intanto consegneremo alla città tra circa un mesetto il ponte sull’Adige, che migliorerà ovviamente la viabilità che di questi tempi era un po’ ridotta, essendo appunto chiuso per i lavori di ristrutturazione”. Nel breve periodo assicura il primo cittadino, ci saranno anche altri interventi.
“Inizieranno - spiega - a brevissimo anche i lavori sulla sinistra Adige, quelli di messa in sicurezza. Quindi nel dettaglio metteremo in sicurezza la sinistra Adige con il posizio-
Dall’opposizione:
namento di guardrail nei punti pericolosi. Saranno realizzate nuove asfaltature soprattutto sul tratto di strada tra Boscochiaro e San Pietro, che è quello più ammalorato”. Ma non solo. “Poi - continua il sindaco Munari - inizieranno dei lavori, sempre nel mese di marzo nella regionale Cavarzere - Adria, tanto per intenderci, nel tratto di strada poco fuori il centro abitato, anche lì riguarderanno asfaltature. E sempre per quanto riguarda la viabilità c’è una novità perché il Comune di Cavarzere sta predisponendo tutti gli incartamenti per partecipare a un bando per la sicurezza stradale. Si tratta nello specifico va detto, di un bando della Regione del Veneto”. L’auspicio del sindaco è su questo preciso. “Quindi – continua Munari - anche in questo caso ci auguriamo di poter essere tra i Comuni finanziati e quindi partecipare per questa sicurezza stradale con un confinanziamento del 50%”. Poi gli
interventi diciamo in qualche modo d’urgenza, legati situazioni constatate non previste, per le quali però il Comune ha pensato a progetti ad hoc. “Ci sono - conclude il sindaco di Cavarzere Pierfrancesco Munari - altri interventi sulla viabilità molto importanti in programma. Stiamo facendo il progetto per il ponte sulla Rosetta che è un ponte che ho dovuto chiudere con un’ordinanza perché c’erano stati dei cedimenti della struttura di decine e decine di centimetri e quindi nel corso dell’anno sicuramente sarà un ponte che verrà rifatto e quindi riaperto e consegnato alla cittadinanza”. Insomma a Cavarzere sarà un anno di cantieri pensati da un lato a rendere la viabilità meno complicata, dall’altro invece a mettere in sicurezza i punti più pericolosi presenti sul territorio comunale e in cui tante volte purtroppo si sono verificati anche brutti incidenti.
Alessandro
Abbadir
“Serve una ciclabile sulla provinciale Cavarzere-Pettorazza Grimani”
“Lo scorso dicembre il sindaco Pierfrancesco Munari ha comunicato che il Consiglio Metropolitano di Venezia, con parere favorevole dei sindaci, ha approvato il bilancio di previsione e il Documento Unico di Programmazione 2025 / 2027, sottolineando che nel 2025 saranno previsti interventi per 42.116.000 euro. Però, per completezza di informazione, il sindaco avrebbe dovuto mettere in chiaro quali sono gli interventi, e quali le relative risorse finanziarie, che verranno realizzati nel territorio cavarzerano”. A dirlo è il consigliere comunale di Sinistra Italiana Andrea Fumana. “Sarebbe interessante - dice Fumana - conoscere quali sono opere pubbliche, ed i conseguenti investimenti finanziari, che sono state realizzate nel triennio 2022 / 2024 dalla Città Metropolitana di Venezia. Il sindaco di Cavarzere ha recentemente comunicato la sistemazione, sempre da parte della Città
Metropolitana di Venezia, della rotatoria localizzata all’incrocio di via Mazzini con via Regina Margherita. In attesa di risposte si rammenta che nel 2022 in consiglio comunale furono chieste quali iniziative avesse inteso intraprendere il Comune di Cavarzere affinché la Città Metropolitana realizzasse una pista ciclabile nel tratto di strada della provinciale Cavarzere-Pettorazza Grimani, compreso tra la rotatoria in località Bellina e quella in località Lezze (Trattoria Grande Fratello). Un rettilineo dove il traffico vi scorre in maniera oltremodo veloce, così da poter mettere in sicurezza auto, moto, ciclisti e pedoni che lo percorrono”. “Visto l’aumento della pericolosità riscontrata in quel tratto di strada, riteniamo che la realizzazione di quest’ opera pubblica dovrebbe essere posta all’attenzione degli amministratori della Città Metropolitana di Venezia quanto prima”. (a.a.)
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A Pegolotte i camion fuori dal centro abitato
“Il Comune di Cona ha 65 chilometri quadrati di territorio su cui insistono 5 frazioni e 3 località, a fronte di 2800 abitanti. Da questi numeri emerge come la questione della sicurezza stradale, tra strade comunali, provinciali e regionali, sia di complessa gestione a Cona”. A dirlo è il sindaco del paese Alessandro Aggio che mette in chiaro la situazione del Comune. “Nel 2025 - dice Aggio - sono previste una serie di asfaltature da parte di Città Metropolitana e di Veneto Strade: saranno interessate la Sp5, la provinciale che collega Conetta con Pegolotte, la provinciale, quella da Pegolotte a Cantarana e la 516 da villa del Bosco a Cavarzere. Nel 2024, con la costruzione della rotatoria tra la Sr 104 e 105 è stato possibile per l’amministrazione comunale di Cona predisporre la deviazione del traffico pesante fuori dal centro abitato di Pegolotte, nelle prossime settimane entrerà in funzione il sistema di varco elettronico per il controllo di questa tipologia di traffico. Sono esclusi dal divieto i mezzi agricoli e i mezzi pesanti interessati in attività nel territorio comunale. Città Metropolitana, su indicazione dell’amministrazione comunale, ha redatto i progetti esecutivi per i lavori di sicurezza stradale nelle tratte di loro competenza: si
tratta di potenziamento dell’illuminazione presso i passaggi pedonali sulle strade provinciali da Conetta a Cantarana oltre a nuove strisce pedonali in materiale bicomponente ad alta rinfrangenza e durabilità”. Ma non solo. “Si darà inoltre avvio - precisa il sindaco del paese Aggioall’installazione di cinque nuove pensiline alle fermate dei bus e all’allargamento e messa in sicurezza di via Romea all’incrocio con la Sp7 via Venezia. I lavori avranno un valore complessivo di circa 330mila euro e vedranno la messa in opera per la prossima estate”. In aggiunta a questo, il Comune di Cona sta continuando con il programma di manutenzione e ammodernamento della segnaletica stradale oriz-
zontale e verticale iniziata nel 2024”. “Per restare sul tema prettamente viario, e della sicurezza stradale - conclude il sindaco Alessandro Aggio - in Regione si è tornati a parlare di variante alla Romea, una volontà di progetto di una nuova arteria stradale al posto della vecchia idea della Romea commerciale, questo per sgravare di pressione l’attuale statale 309 e offrire a questa parte di Regione un’infrastruttura necessaria per lo sviluppo anche economico dell’area”. E anche per ridurre le conseguenze sulle persone dei terribili incidenti spesso mortali c’è da aggiungere, che si verificano sull’attuale Romea.
Alessandro Abbadir
Per l’Associazione Vittime della strada vanno coinvolte di più le autoscuole
Sicurezza stradale. Dopo gli incidenti ci sono i danni i feriti e in qualche caso purtroppo delle vittime della strada. C’è una associazione nell’area metropolitana di Venezia che ha fatto del monito e della sensibilizzazione delle condotte sulle strade la sua missione. Si tratta dell’Associazione Vittime della Strada che è guidata nelle aree provinciali di Venezia, Padova e Treviso da Paolo Battistini. Battistini è residente proprio a Pegolotte di Cona. Nella mente dei famigliari delle vittime della strada, i rottami sparsi, i segni di frenate improvvise ben visibili sull’asfalto, il rosso del sangue a segnare la superficie stradale mentre tutto intorno fanno eco come le sirene delle ambulanze,
dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine, sono ricordi che rimarranno per sempre indelebili, non un semplice fatto di cronaca in un servizio di informazione. “In capo alle amministrazioni comunali c’è la manutenzionesottolinea Battistini. C’ è la messa in sicurezza specie dei punti più critici. Poi c’è il controllo della velocità che dev’essere un elemento fondamentale. Il decreto Salvini non va nella giusta direzione perché mette dei paletti non di poco conto per quanto riguarda le installazioni degli autovelox come i dati statistici di incidentalità degli ultimi cinque anni rilevano. Ma il problema è che non dobbiamo aspettare i morti per intervenire. In altri Paesi invece come la
Svizzera non esiste nemmeno il preavviso dell’autovelox. Va fatta poi una gran opera di sensibilizzazione e coinvolgimento, non solo nelle scuole ma anche nelle autoscuole. Si deve insistere sulla necessità di fare attenzione all’utenza debole, pedoni e ciclisti quelli che pagano sempre le conseguenze più gravi dei sinistri”. Battistini ha partecipato in questi ultimi anni a diversi eventi di sensibilizzazione sulle conseguenze degli incidenti stradali. (a.a.)
Il sindaco Aggio: “Si darà avvio all’installazione di cinque nuove pensiline alle fermate dei bus e all’allargamento e messa in sicurezza di via Romea all’incrocio con la Sp7 via Venezia”
a Venezia il primo elettrobisturi al plasma in una sala operatoria della regione
Una partita tutta da giocare
Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
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L’assessore Corazzari guarda alle Olimpiadi:
“Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
Economia, Confindustria
Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
AUMENTANO LE OPERE PER LA MOBILITÀ DEBOLE
Raffica di interventi in programma per mettere in sicurezza le strade nel territorio clodiense. Saranno monitorati i ponti. Per il sindaco di Chioggia Mauro Armelao la sicurezza della Romea è una priorità.
Casa sempre più smart tra nuovi stili d’arredo, progettazione e stili d’arredo all’avanguardia
I villaggi turistici a 5 stelle e i campeggi vedono un aumento del 35%, segnando un cambiamento nelle preferenze dei turisti
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene”
Sulla strada della sicurezza
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
I l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
Debutta
Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 14
Servizio
Raffica di interventi per mettere in sicurezza le strade nel territorio clodiense
“Importante è la riqualificazione di viale Jonio a Sottomarina, con la riorganizzazione dell’incrocio con via Belfiore”
S
ulla questione della messa in sicurezza delle strade di Chioggia con interventi ad hoc, interviene l’assessore comunale ai lavori pubblici Angelo Mancin. “Abbiamo pianificato - dice Mancin - per il 2025 una serie di interventi sulle strade del nostro Comune che le renderanno certamente più sicure e con meno dissesti sulle carreggiate, riqualificandole. I primi lavori di asfaltatura sulle vie cittadine inizieranno già a marzo, con interventi per oltre 2 milioni e mezzo di euro. Saranno realizzati su tutto il territorio, frazioni comprese. Da segnalare l’intervento importante per la ristrutturazione della fondamenta Canal Lombardo”. “Di rilevante importanza - continua Mancin - è la riqualificazione di viale Jonio, compresa via Santo Spirito a Sottomarina, con la risagomatura, asfaltatura
e riorganizzazione dell’incrocio con via Belfiore, dove da oltre 13 anni sono posizionati dei new jersey provvisori posti sulla carreggiata, e da allora mai sostituiti con soluzioni definitive”. Attualmente stanno proseguendo gli interventi di ristrutturazione e consolidamento sui ponti del territorio clodiense. In queste settimane si è concluso l’intervento sul ponte Cavanis. “Per la fine del primo trimestre, inizio del secondo trimestre 2025 - assicura Mancin - saranno avviati i lavori di ristrutturazione del ponte sul Canale Nuovissimo, nella frazione di Valli per la messa in sicurezza del ponte che collega la frazione con la zona detta dei Piovini, divise dal Nuovissimo. Non sarà possibile il transito sul ponte durante l’intervento, che sarà chiuso. Ci sarà poi l’intervento sulla riva della laguna del
Lusenzo Nord, già inserito nel piano programma delle opere pubbliche. Il progetto ha ricevuto l’approvazione da parte della Soprintendenza per i beni ambientali di Venezia e Chioggia”. Previsto il bando di gara e individuazione dell’impresa esecutrice entro il secondo trimestre del 2025, mentre il cantiere vero proprio avrà inizio a fine estate per evitare di bloccare la viabilità nel periodo estivo. “Al termine degli interventi previsti - dice Mancin
Nel 2025 saranno monitorati 100 ponti cittadini
Nell’arco del 2025 verranno anche sistemati i guard rail in zona Val da Rio e si procederà con l’ispezione dei circa 100 ponti cittadini (sia veicolari che pedonali). Il monitoraggio dei tecnici ha evidenziato la presenza di 98 strutture da sottoporre a ispezione e valutazione. Tutte le strutture verranno monitorate prevedendo il censimento delle caratteristiche di tutte le opere, ispezioni visive dirette e delle caratteristiche geo-morfologiche ed idrauliche, caratterizzando lo stato di degrado pre-
sente e i potenziali rischi associati anche ad eventi franosi o idraulici, dei ponti censiti. L’obiettivo dell’intervento è di ottenere una conoscenza accurata ed approfondita delle opere esistenti nel territorio comunale. “Le fasi del progetto - spiega l’assessore Mancin - sono: una mappatura eseguita da un tecnico per identificare tutte le strutture da sottoporre a ispezione, incluse passerelle, sottopassi e sovrappassi. Un censimento mediante scheda. Il rilievo speditivo delle caratteristiche
- per le asfaltature della prima tranche, predisporremo un altro consistente impegno di spesa di circa 2 milioni settecentomila, per proseguire con la riqualificazione e riasfaltatura di quelle strade che non saranno ristrutturate con l’intervento che inizierà a marzo”. Vi sarà un probabile momento di pausa nel periodo invernale e ripresa primavera 2026. “Nella frazione di Sant’Anna, a breve inizieranno i lavori di adeguamento della fermata bus
strutturali, geomorfologiche e idrauliche, identificazione dello stato di degrado e dei rischi associati. L’analisi dei rischi: attribuzione di una classe di attenzione in base ai parametri rilevati, per determinare ulteriori necessità di indagine e valutazione della sicurezza della struttura. Il Comune punta a di ottenere importanti dati per programmare ed individuare interventi mirati”. Tra il 2025 e il 2026 è in programma anche la ristrutturazione di Ponte Baden Powell (a.a.)
urbani per il trasporto dei ragazzi a scuola in via Primavera - conclude Mancin. In conclusione, un anno questo, iniziato con una nuova carica e volontà di dare finalmente avvio a tante opere che fino ad ora non avevano trovato la condizione per essere avviate. Con la volontà di proseguire anche per il 2026, con gli altri interventi sulla viabilità e con strategici interventi che modificheranno il nostro territorio”.
Alessandro Abbadir
Sicurezza stradale a Chioggia. Parla il sindaco Mauro Armelao
“La Romea è una nostra priorità“
L’impegno del Comune di Chioggia per la sicurezza stradale sulla statale 309 Romea è una priorità. Ad assicurarlo è il sindaco della città Mauro Armelao. ”Il mio impegno - spiega Armelao - nell’agire per risolvere le problematiche decennali della nostra viabilità non è mai venuto a mancare. La Romea in primis, ma anche il raddoppio dell’Arzerone oltre che la messa in sicurezza di tanti tratti di strada che attraversano il nostro territorio”. Il sindaco va ad affrontare nello specifico la questione della Romea. “Tra i nodi della viabilità che pesano su Chioggia, la Romea si riconferma un punto fermo - dice Armelao. La Romea è uno dei punti prioritari del nostro programma politico, e che non mi si dica che ad oggi non è stato fatto nulla. Da 40 anni si parla di Romea e le colpe non possono pesare sull’ultimo sindaco”. Non ci sta Mauro Armelao a fare da bersaglio alle critiche sulla mancanza di iniziative sulla spinosa questione della statale 309 e dei suoi numerosi incidenti spesso mortali e in attesa dei tempi della politica, il sindaco sottolinea che non è rimasto a guardare. “Dal suo insediamento - spiega il primo cittadino - l’amministrazione ha fatto posizionare le cuspidi agli incroci, che ora sono nettamente più visibili, provveduto a realizzare l’illumi-
nazione in corrispondenza della rampa d’ingresso a Sottomarina, che era sempre mancata”. La Romea, principale arteria di accesso accesso alla città va detto, è stata oggetto di alcuni cantieri per la ristrutturazione di due ponti situati su una parte del ponte translagunare e del ponte Grande della Fossetta all’altezza dell’ Ipermercato Clodì, sul Canale Fossetta. Per questi cantieri Anas ha convenuto di mantenere il doppio senso di marcia creando solo restringimento di carreggiata sulla sede di cantiere. Anas ha fatto sapere al Comune che i cantieri sui ponti termineranno prima dell’estate. Importante è la messa in sicurezza delle fermate dei bus. Il Comune per questo sta completando la predisposi-
zione del progetto di messa in sicurezza delle fermate dei bus sulla Romea che si trovano nella zona centrale della frazione di Sant’Anna e anche del progetto di adeguamento della fermata a Cavanella d’Adige. “Sono molto soddisfatto - conclude il primo cittadino - per l’attenzione che la Regione ha riservato al nostro territorio. Un territorio importante dal punto di vista turistico ed economico. Finalmente stiamo raccogliendo i frutti della filiera e per questo ringrazio il governatore Luca Zaia e l’assessore e vicepresidente della Regione Elisa De Berti che da tempo sta lavorando per cercare di risolvere il problema delle carenze infrastrutturali e di collegamento da e verso Chioggia”. Alessandro Abbadir
Associazione Vittime della Strada: aumenta l’incidenza dei decessi fra l’utenza debole
Sicurezza stradale. Dopo gli incidenti ci sono i danni i feriti e in qualche caso anche delle vittime della strada. C’è una associazione che ha fatto del monito e della sensibilizzazione delle condotte sulle strade la sua missione. Si tratta dell’Associazione Vittime della Strada che è guidata nelle aree provinciali di Venezia, Padova e Treviso da Paolo Battistini. Ci sono dei dati che delineano la situazione in Veneto, un report del biennio 2022-2023. “In Veneto, nel 2023 - dice Battistini - si sono verificati 1 2.774 incidenti stradali, che hanno causato la morte di 309 persone e il ferimento di altre 16.994. Rispetto
al 2022 diminuiscono il numero delle vittime (-3,7%), gli incidenti (-3,4%), ed i feriti (-1,7%). Nel 2023, si è registrato un aumento dell’incidenza dei decessi tra gli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani e anziani) rispetto al 2010. Tra il 2010 e il 2023, in Veneto, l’incidenza dei pedoni deceduti è cresciuta, dall’11,6% al 12,6%. La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (72,5%)”. “In capo alle amministrazioni comunali c’è la manutenzione - sottolinea Battistini. C’ è la messa in sicurezza specie dei punti più critici. Poi c’è il controllo della velocità che dev’essere un elemento
fondamentale. Il decreto Salvini non va nella giusta direzione perché mette dei paletti non di poco conto sulle installazioni degli autovelox. Ma il problema è che non dobbiamo aspettare i morti per intervenire. In altri Paesi invece come la Svizzera non esiste nemmeno il preavviso dell’autovelox. Va fatta poi una gran opera di sensibilizzazione e coinvolgimento, non solo nelle scuole ma anche nelle autoscuole. Si deve insistere sulla necessità di fare attenzione all’utenza debole, pedoni e ciclisti quelli che pagano sempre le conseguenze più gravi dei sinistri”. (a.a)
Armelao: ”l’amministrazione ha fatto posizionare le cuspidi agli incroci, che ora sono nettamente più visibili, provveduto a realizzare l’illuminazione in corrispondenza della rampa d’ingresso a Sottomarina, che era sempre mancata”
Parkinson, a Padova e Milano la prima terapia “adattiva” per una cura personalizzata
L’assessore Corazzari
guarda alle Olimpiadi:
“Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
STRADE
Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
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Conselve rafforza l’organico della polizia locale per il pattugliamento sulle strade, la provinciale Conselvana e la Monselice - mare le due arterie con le maggiori criticità, dove si corre ancora troppo
Economia, Confindustria
Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
Iscrizioni in calo e costo elevati, addio alla storica istituzione Agli alunni garantita l’iscrizione nelle scuole pubbliche
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene”
ISulla strada della sicurezza
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
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Servizio a pag. 5
Conselve intensifica i controlli
R ispetto agli inizi degli anni Duemila il numero degli incidenti stradali a Conselve è drasticamente calato, così come si sono sensibilmente ridotti i feriti e anche i decessi. Il conselvano registra su questo fronte una tendenza migliore anche rispetto al resto della provincia. Ciò non toglie che la viabilità sul territorio continui ancora a presentare diversi “punti neri”, in particolare per quanto riguarda la sicurezza stradale. E’ il caso della Monselice - mare, percorsa ogni giorno da migliaia di auto e di mezzi pesanti, lungo la quale sono ancora numerosi gli incroci e gli attraversamenti a raso frequentati da ciclisti e pedoni, con un significativo aumento dei rischi. Solo alcuni dei punti più critici sono stati risolti con la costruzione di rotatorie, a partire dall’incrocio di via Olmo, triste teatro di incidenti mortali, a quello in territorio di Tribano con via Stortola. Altra strada ad alto tasso di pericolosità è la provinciale Conselvana, in particolare nel tratto a nord del centro di Conselve, nel quale si sono verificati anche negli ultimi anni gravi incidenti, anche mortali, specialmente in corrispondenza di alcune curve. Anche le altre strade provinciali che attraversano il territorio non nascondono dei rischi.
Proprio per alzare l’asticella del-
la sicurezza in strada l’amministrazione comunale di Conselve e l’Unione dei Comuni del Conselvano, che comprende la vicina Terrassa e gestisce l’attività della polizia locale anche a Cartura, ha intensificato l’attività proprio a partire dai pattugliamenti in strada. L’obiettivo, ripetono come un mantra gli amministratori, non è quello di fare cassa ma di mettere al sicuro chi si muove in strada, a partire dai pedoni, dai ciclisti, specie i giovani e gli anziani. Ma anche chi
si sposta in auto o con i mezzi pesanti va tutelato.
Marco Casella, consigliere comunale di Conselve con delega alla polizia locale e alla sicurezza, sottolinea che il recente incremento di organico della polizia locale, con l’arrivo del nuovo comandante Marco Ferrarella e di due nuovi agenti, va proprio nella direzione di garantire un maggior presidio sulle strade.
“Questo incremento di forzespiega Casella - consente una più
Rete di videosorveglianza ripristinata e potenziata
Un aiuto decisivo alla sicurezza stradale viene dalla rete di videosorveglianza che permette di tenere sotto controllo alcuni punti cruciali della viabilità. Ora è in corso il ripristino e i potenziamento degli impianti di videsorveglianza installati nel territorio dell’Unione dei Comuni del Conselvano di Conselve e Terrassa e nel comune di Cartura, convenzionato con l’Unione per l’esercizio associato della funzione di Polizia Locale. “Il progetto - spiega
Marco Casella - prevede l’implementazione della rete con installazione nel territorio del comune di Conselve di nuovi varchi di lettura targhe e nuove telecamere di contesto. Saranno poi ripristinati i varchi di lettura targhe e nuove telecamere di contesto su siti già esistenti nel territorio di Terrassa Padovana e Cartura inoltre è previsto l’adeguamento, in alcuni tratti, della rete di trasporto del nuovo traffico e dei server nel territorio di tutti co-
efficace tutela della sicurezza stradale, dando luogo a maggior controlli, effettuati anche a piedi per le vie del centro storico, volti principalmente alla mitigazione della velocità, soprattutto là dove la viabilità risulta più critica, come su via Verdi e su via Matteotti.
I controlli su strada concernono, inoltre, la verifica della presenza della copertura assicurativa, nonché dell’effettuata revisione nei veicoli fermati.
muni. Nel dettaglio a Conselve saranno attivi quattro varchi di lettura targhe con relative telecamere di contesto e infrastutture di supporto, oltre ad una telecamera multisensor, posizionate nelle principali vie di accesso al paese. A Terrassa ci saranno altre quattro telecamere multisensor con le infrastrutture di supporto A Cartura saranno attivi due varchi di lettura targhe e due telecamere multisensor.
In aggiunta a ciò, le verifiche, eseguite a rotazione in tutti i quartieri, sono state ulteriormente estesi all’accertamento della presenza di eventuali soggetti sospetti, circolanti per le pubbliche vie cittadine, sia principali che periferiche, al punto da costituire costanti ed assidui servizi di pattugliamento, con cadenza quotidiana.
Giova ricordare, a tal proposito, che si è fortemente voluto, soprattutto in concomitanza delle recenti festività natalizie, incrementare i controlli anche nel centro storico, tant’è che è stato costituito un presidio fisso della Polizia Locale con lo scopo individuare veicoli o persone potenzialmente in grado di violare l’ordinata e sicura convivenza civile e costituire un rischio per la sicurezza.
Inoltre, di recente il comando di Polizia locale ha fornito l’accesso alle forze dell’irdine richiedenti – in particolare in favore di diversi comandi dei Carabinieri – per la visione delle telecamere di videosorveglianza, in modo da controllare i veicoli in transito. Su questo fronte è intensa la collaborazione con i carabinieri per la perlustrazione del territorio, su più turni durante il giorno e anche in orario notturno”.
Nicola Stievano
Siamo impegnati nella “rieducazione” chi chi ha commesso reati stradali come la guida in stato di ebbrezza o a seguito dell’assunzione di sostanze stupefacenti. Grazie alla convenzione con il Tribunale di Padova, gli indagati, imputati e condannati possono di svolgere i lavori di pubblica utilità al servizio della propria comunità, in modo da uscire anzitempo dal processo penale e, addirittura, di evitare l’ingresso in carcere in caso di condanna”.
Le statistiche sugli incidenti stradali a Conselve (dati Istat)
“Andrebbe abbassato il limite di velocità lungo la strada provinciale Conselvana”
La strada provinciale Conselvana è una delle arterie più trafficate e pericolose del territorio, subito dopo la Monselice - mare, ma negli ultimi due decenni sono stati compiuti dei passi avanti per la messa in sicurezza di chi la percorre ogni giorno. Per lunghi tratti la frequentata strada è ora dotata di piste ciclabili che rendono più agevole e sicuro spostarsi in bicicletta e anche a piedi. Inoltre, in prossimità dei centri urbani sono state costruite delle rotatorie che permettono di rallentare il traffico da una parte e dall’altra di intervenire su alcuni incroci particolarmente pericolosi.
A Bagnoli, in particolare, la provinciale Conselvana taglia in due il centro del paese e lo mette in collegamento con la zona produttiva. “Oltre alle automobili - spiega il sindaco Matteo Ruzzon - sono numerosi anche i mezzi pesanti che ogni giorno percorrono questa arteria e nelle ore di punta il traffico è assai inteso. Negli ultimi anni, anche grazie alle amministrazioni precedenti sono state realizzate le due rotatorie in centro, la prima al posto del semaforo e la seconda sempre lungo via Mazzini all’ingresso del paese, nei pressi degli impianti sportivi e della scuola elementare. Abbiamo già potuto
notare un significativo miglioramento con la riduzione della velocità quando auto e mezzi pesanti si avvicinano al centro del paese”. Giusto in queste settimane sono state completate le opere accessorie in corrispondenza della nuova ratoria, con la realizzazione di un passaggio pedonale regolato da un semaforo qualche decina di metri prima nei pressi dell’incrocio con via Silvio Pellico. Una soluzione che permette a pedoni e ciclisti di attraversare in sicurezza.
Il sindaco ricorda però che uno dei problemi maggiori resta la velocità, per questo aveva chiesto alla Provincia di abbassare il limite. “Ci abbiamo riprovato - spiega - visto che già negli anni scorsi era stata avanzata la stessa richiesta. Pur-
troppo però la Provincia ha risposto negativamente. Non resta dunque che fare appello al buonsenso di chi si mette in strada e invitare a moderare la velocità”.
Sul fronte delle piste ciclabili il Comune di Bagnoli ha ottenuto un contributo regionale per riqualificare alcuni tratti e realizzare l’ultimo stralcio del percorso che collega il capoluogo alla frazione di Olmo e quindi a Tribano. “Dopo questa opera da oltre un milione di euro - conclude Ruzzon - avremo dei percorsi ciclabili completi. Inoltre stiamo già lavorando ad un altro bando per incentivare l’uso della bicicletta, anche per andare al lavoro, come avviene in altri Paesi”.
Nicola Stievano
Rilevatore di velocità e barre ottiche sul ponte di Cagnola
Un invito a ridurre la velocità in uno dei punti più pericolosi della strada Conselvana a Cartura, in corrispondenza del ponte di Cagnola. Qui, dove la provinciale scavalca il canale Vigenzone e si incrocia con le strade arginali, si sono verificati incidenti gravi, anche mortali. La visibilità infatti è ridotta e i mezzi che si immettono dagli argini spesso non hanno il tempo di attraversare in sicurezza la strada. Per questo il Comune di Cartura ha disposto ‘installazione di un rilevatore di velocità per chi arriva da Maserà e delle strisce bianche sull’asfalto definite barre ottiche. Due soluzioni che hanno lo scopo di rallentare la velocità. “Il ponte di Cagnola è un punto nero della viabilità, - ricorda il sindaco Serenella Negrisolo - perché
la visibilità è precaria e ci sono tre strade arginali che convergono. Ci sono anche delle abitazioni nei pressi del ponte e da anni volevamo intervenire. Abbiamo chiesto il permesso alla Provincia e finanziato noi i lavori. Spesso infatti gli automobilisti non sono consape-
voli della pericolosità di questo stratto di strada. Anche a Gorgo, un altro punto segnalato come pericoloso, abbiamo installato le barre ottiche. Ci sono stati indicate altre situazioni critiche sulle quali intervenire, inoltre intensificheremo il controllo del territorio con la polizia locale dell’Unione del Conselvano. Stiamo pensando all’assunzione di un agente che sarà presente a Cartura proprio per il pattugliamento”. Intanto prosegue l’iter che porterà alla costruzione della rotatoria in centro: sono n in corso gli espropri e ci sono gli ultimi dettagli da risolvere, poi i lavori potranno partire. L’opera che eliminerà il semaforo e l’incrocio in centro costa quasi un milione di euro. (n.s.)
Completate anche le opere accessorie in corrispondenza della seconda rotatoria alle porte del paese: “Abbiamo già riscontrato un miglioramento, ciclisti e pedoni sono più tutelati
La nuova rotatoria realizzata all’ingresso del centro di Bagnoli
Il rilevatore di velocità prima del ponte di Cagnola
Sostegno alla terza età, al via il contributo economico per gli anziani non autosufficienti
Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
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L’assessore Corazzari
guarda alle Olimpiadi:
“Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
Economia, Confindustria
Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
STRADE PIU’ SICURE, CALANO GLI INCIDENTI E AUMENTANO LE OPERE PER LA MOBILITÀ DEBOLE
Con un finanziamento di 500mila euro, Rosolina mira a completare un incrocio strategico per migliorare l’accessibilità e la sicurezza lungo le strade regionali
Casa sempre più smart tra nuovi stili d’arredo, progettazione e stili d’arredo all’avanguardia
A PORTO VIRO SCATTA LA CORSA ALLA FASCIA TRICOLORE
Il panorama politico si fa sempre più acceso. Il primo a presentare la candidatura è Mario Mantovan, ma tra i papabili anche l’assessore Alessia Tessarin
A PIENI VOTI “SIAMO LA REGIONE BENCHMARK”
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene”
Sulla strada della sicurezza
Nicola Stievano
>direttore@givemotions.it<
I
l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
Una partita tutta da giocare
Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizi a pag. 6 e 10
Servizio a pag.
Riapertura di Corso Garibaldi Barbujani punta al futuro della città
C’è grande attesa per la riapertura di Corso Garibaldi, prevista per aprile. I lavori di rigenerazione urbana, avviati nel 2023, hanno suscitato polemiche tra cittadini e commercianti. “Mi scuso sinceramente con i miei concittadini per i disagi causati - ha dichiarato il sindaco Massimo Barbujani -. Tuttavia, abbiamo tempi stretti e dobbiamo portare a termine questo intervento, probabilmente il più significativo degli ultimi cinquant’anni nel nostro centro storico, con l’obiettivo di riaprire alcuni tratti di Corso Garibaldi per migliorare la viabilità”. Un progetto di due milioni di euro recuperati dai fondi Pnrr e che darà un nuovo volto alla città. Per venire incontro
alle esigenze dei commercianti e cittadini dopo 16 anni è stato riaperto il tratto di corso Vittorio Emanuele Sud creando 9 posti auto con regolamentati disco orario per favorire tutte le attività commerciali.
“La riqualificazione, innanzitutto, perché voglio ricordare che non è stata una decisione facile. Il progetto lo abbiamo ereditato dalla vecchia amministrazione e avevamo solo dieci giorni di tempo per decidere se andare avanti con quel progetto oppure rinunciare ai 3 milioni di euro - prosegue il Sindaco di Adria -. Da primo cittadino mi sono preso la responsabilità di andare avanti su questa linea nonostante le diverse criticità. Come amministrazione stiamo cercando di
lavorare col bisturi con i residenti per limitare al massimo i disagi. Ovviamente non è facile, però penso che la riqualificazione, una volta terminati i lavori, possa aumentare anche il valore degli edifici che ci sono e dare una spinta economica”.
L’amministrazione comunale di Rosolina prosegue il suo impegno per migliorare la viabilità e la sicurezza sul territorio. Tra le iniziative in corso, il Comune sta partecipando a un bando di finanziamento per ottenere circa 500mila euro, necessari ad avviare i lavori per il completamento della strada che collega Adria con Rovigo e Cavarzere. Questo intervento riguarda un incrocio strategico, fondamentale per i collega-
meno incidenti e vittime sulle strade, ma il costo sociale resta alto
Dal 2016 a oggi, la Regione Veneto ha finanziato 636 interventi per migliorare la sicurezza stradale, investendo oltre 105 milioni di euro. Grazie a queste opere – tra cui rotatorie, piste ciclabili e la riqualificazione delle strade – l’impatto economico sul territorio è stato di circa 221 milioni di euro. Secondo i dati Istat, nel 2023 in Veneto si sono verificati 12.774 incidenti stradali, con 309 vittime e 16.994 feriti. Rispetto al 2022, si registra un calo del 3,7% delle vittime, del 3,4% degli incidenti e dell’1,7% dei feriti. Il 42% degli incidenti avviene nei cen-
tri urbani, ma se si considerano anche i comuni limitrofi, la percentuale sale al 92,5%. Nelle Aree interne, più lontane dai servizi essenziali, gli incidenti rappresentano il 7,5% del totale. Le strade urbane restano le più pericolose: qui si concentra il 69,5% degli incidenti, con 132 morti e oltre 11.000 feriti. Tuttavia, gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (4,8 decessi ogni 100 incidenti) e in autostrada (3,3 decessi ogni 100 incidenti).
Le cause principali? Perdita di controllo del veicolo su rettilineo, incroci pericolosi e curve.
menti con due strade regionali e per migliorare l’accessibilità alle zone balneari.
Parallelamente, l’amministrazione ha deciso di potenziare il sistema di sicurezza cittadina, in seguito agli ultimi episodi di bullismo giovanile. Il piano prevede l’aumento delle telecamere di videosorveglianza nelle frazioni, con l’obiettivo di garantire maggiore controllo del territorio e tutelare la sicurezza dei cittadini. Questi interventi si inseriscono in un più ampio programma di miglioramento delle infrastrutture e della vivibilità di Rosolina, confermando l’attenzione dell’amministrazione verso le esigenze del territorio e della comunità.
Sara Busato
Il costo sociale degli incidenti stradali nel 2023 ha toccato 1,5 miliardi di euro, pari a 306 euro per ogni cittadino veneto. L’indice di lesività è in aumento, mentre il tasso di mortalità è rimasto stabile, con variazioni tra le province: decessi in calo a Padova e Rovigo. Migliorare la sicurezza stradale resta una sfida aperta: meno incidenti si verificano, ma il prezzo umano ed economico resta alto. Per questo, la Regione Veneto ha avviato le procedure per l’assegnazione dei contributi destinati alla sicurezza stradale per tutti i comuni. Tra le principali novità
dei criteri di assegnazione per il 2025 vi è l’aumento dell’importo massimo ammissibile per
gli interventi, che passa da 700 mila euro a 1 milione di euro. (s.b.)
Venite a trovarci a Chioggia,
“Via Trieste è un intervento cruciale”
L’amministrazione comunale di Rosolina, guidata dal sindaco Michele Grossato, ha avviato un ambizioso programma di interventi per migliorare la viabilità, la sicurezza stradale e il decoro urbano. Gli investimenti in infrastrutture riguardano sia la manutenzione straordinaria delle strade esistenti sia la realizzazione di nuovi collegamenti strategici per il territorio.
Uno dei progetti più rilevanti attualmente in gara riguarda la ricostruzione di due ponti lungo la strada che conduce all’Isola di Albarella, con un investimento complessivo di 1,5 milioni di euro. Questi interventi sono fondamentali per garantire la sicurezza e la stabilità delle infrastrutture esistenti, migliorando così l’accessibilità a una delle zone turistiche più rinomate del territorio.
Un altro intervento strategico riguarda il prolungamento di Via Trieste a Rosolina Mare. Il progetto definitivo è già stato completato e prevede una riprogettazione della viabilità nella zona turistica, con l’obiettivo di rendere più fluido il traffico e migliorare la connessione con le altre arterie stradali. “Un intervento è particolarmente atteso, - sottolinea il primo cittadino - poiché Rosolina Mare rappre-
senta un punto di riferimento per il turismo balneare e necessita di infrastrutture adeguate per accogliere al meglio residenti e visitatori”.
Un altro importante traguardo è stato raggiunto con la recente asfaltatura di Via Bassafonda, la strada più lunga del comune, che si estende per 4 km. Questo intervento rientra in un piano più ampio di manutenzione stradale, volto a migliorare la qualità della rete viaria e a garantire maggiore sicurezza agli automobilisti.
L’attenzione dell’amministrazione non si limita solo alle aree periferiche o turistiche: nel prossimo periodo sono previste ulteriori asfaltature nel centro del paese, con l’obiettivo di sistemare tratti di strada usurati e migliorare il comfort della circolazione.
Tra le opere in fase di avvio vi è
il rifacimento della Piazza di Volto di Rosolina, un’area strategica che si trova in prossimità della Strada Statale Romea. Oltre alla riqualificazione estetica e funzionale della piazza, il progetto prevede un riordino dell’incrocio con la statale, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale e ottimizzare i flussi di traffico. Infine, è in fase di progettazione la realizzazione di una bretella su Via Marangon, un’infrastruttura che permetterà di alleggerire il traffico nella zona del Villaggio Norge. Questo intervento si inserisce in un piano più ampio di gestione della viabilità, con l’obiettivo di migliorare la mobilità locale e ridurre le congestioni nelle aree più trafficate.
Con questi interventi, l’amministrazione comunale intende rendere Rosolina un comune sempre più vivibile e sicuro, puntando su infrastrutture moderne, efficienti e adeguate alle esigenze di cittadini e turisti. La riqualificazione delle strade e la creazione di nuove opere pubbliche rappresentano un investimento strategico per il futuro del territorio, migliorando non solo la qualità della vita dei residenti, ma anche l’attrattività turistica e commerciale della zona.
Sara Busato
Porto Tolle punta sulla mobilità sostenibile
Porto Tolle si conferma un comune all’avanguardia nella mobilità sostenibile, puntando su importanti investimenti per migliorare le infrastrutture ciclabili e stradali. Situato nel cuore del Delta del Po, il secondo comune più vasto del Veneto sta realizzando la pista ciclabile dell’Adriatica, un progetto ambizioso che rientra nella più ampia rete cicloturistica nazionale. La grande ciclovia Adriatica, che collega la Puglia a Trieste, toccherà anche Porto Tolle grazie all’intervento curato da Veneto Strade, segnando un risultato significativo per il territorio. Un’altra infrastruttura ciclabile in fase esecutiva è lungo via Buozzi e via Trento che creerà un collegamento strategico tra l’Isola della Donzella e Ca’ Venier. Questa nuo-
va arteria non solo favorirà il turismo sostenibile, ma offrirà anche ai residenti un’alternativa ecologica alla mobilità tradizionale.
Parallelamente alla pista ciclabile, Porto Tolle ha avviato un vasto programma di manutenzione e asfaltatura della rete stradale, che comprende ben 250 km di arterie viarie. Oltre alla viabilità ordinaria, l’amministrazione ha predisposto un piano specifico per i ponti, con interventi su 60 infrastrutture strategiche. Uno degli interventi più significativi riguarda via Canareggio, un’arteria fondamentale che collega Boccasette e Cà Zuliani. Questa strada, rimasta chiusa per anni, rappresenta un asse viario essenziale sia per il settore della pesca che per il turismo locale.
Il Comune avvia importanti lavori infrastrutturali, tra cui la manutenzione di Via Bassafonda, con l’obiettivo di migliorare il traffico e la qualità della vita
Il progetto di riqualificazione, per un importo di 400mila euro, permetterà di restituire alla comunità un’infrastruttura vitale per lo sviluppo economico del territorio.
Infine, si sono conclusi i lavori su via Fratelli Bandiera Sud, un’importante arteria destinata al passaggio agricolo. L’intervento, del valore di 150mila euro, rientra nel piano complessivo di miglioramento della rete stradale, volto a supportare le attività agricole e facilitare la mobilità interna del comune. Con questi investimenti, Porto Tolle dimostra di voler valorizzare il proprio territorio attraverso un piano di sviluppo infrastrutturale mirato, che coniuga mobilità sostenibile, sicurezza e valorizzazione economica. (s.b.)
Via Trieste da google maps
una sala operatoria della regione
del Miranese Nord
L’assessore Corazzari guarda alle Olimpiadi: “Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
Economia, Confindustria
Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
Casa sempre più smart tra nuovi stili d’arredo, progettazione e stili d’arredo all’avanguardia
STRADE PIU’ SICURE, CALANO GLI INCIDENTI E AUMENTANO LE OPERE PER LA MOBILITÀ DEBOLE
A Martellago il Comune ha messo in sicurezza incroci e strade pericolose. Tanti i lavori in programma a Noale. Calano gli incidenti stradali nel comprensorio. L’appello dell’Associazione Vittime della Strada
DAI RUDERI ALLA RINASCITA: RIPRENDE
Il sindaco di Salzano spiega come l’abbattimento degli edifici pericolanti sia diventato un’opportunità di sviluppo
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene”
Sulla strada della sicurezza
Nicola Stievano
>direttore@givemotions.it<
I
l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
Una partita tutta da giocare
Debutta a Venezia il primo elettrobisturi al plasma in
Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 14
Servizio a pag.
“Abbiamo messo in sicurezza incroci
e strade pericolose”
“Come amministrazione comunale ci siamo sin da subito dati l’obiettivo di migliorare la qualità della vita della nostra comunità, promuovendo politiche per lo sviluppo della mobilità sostenibile e favorendo la mobilità ciclistica la sicurezza stradale a favore dell’utenza debole”. A dirlo è il sindaco di Martellago Andrea Saccarola. Gli strumenti di pianificazione messi in campo per rag-
L’intento è anche quello di realizzare delle “bike line” sia nel capoluogo che nelle frazioni
giungere questi obiettivi sono rappresentati dal: Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (Pums)(adeguato alla realtà di un Comune che si trova in una situazione particolare per quanto attiene ai temi della mobilità, essendo a ridosso dell’a-
rea metropolitana di Mestre -Venezia); il Masterplan della mobilità ciclistica - Biciplan uno strumento strategico di efficientamento del sistema di trasporto in bicicletta. E poi: il Piano Urbano del Traffico (Put), piano di breve-medio periodo (2-3 anni), comprendente interventi ed azioni rivolte alla sicurezza stradale, alla fluidificazione lenta del traffico ed al miglioramento del sistema dell’accessibilità; il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (Peba), che collega il concetto di sostenibilità a quello di accessibilità per tutti. Per la redazione di questi piani, gli uffici ed i professionisti incaricati si sono avvalsi del metodo della partecipazione mediante interviste, questionari on-line, momenti di discussione pubblica. Alcuni interventi sono stati realizzati per mettere in sicurezza dei tratti di strada nevralgici. La messa in sicurezza di via Olmo a Olmo ha modificato la viabilità della contro strada e l’in-
nesto sulla provinciale, mentre la sistemazione di via Stazione a Maerne ha portato alla realizzazione di un percorso protetto destinato a pedoni e ciclisti. L’intento di estendere e connettere il più possibile la rete ciclabile ha guidato gli interventi di realizzazione delle “bike line”: a Martellago, lungo piazza Vittoria, via Castellana, via Friuli, via Trento; a Maerne, in via Rialto e via Canaletto. In fase di redazione è il progetto di messa in sicurezza di via Frassinelli, uno degli assi più critici della viabilità comunale, con la realizzazione di una corsia ciclopedonale protetta, dall’incrocio con via Stazione per circa 700 metri verso est. L’obiettivo, ancora una volta del Comune è quello di una maggiore connessione della rete ciclabile esistente, oltre che il miglioramento delle condizioni di sicurezza della sede stradale e dei relativi incroci. Altre opere in programmazione si collegano direttamente al Put recentemente ag-
giornato con la volontà di risolvere gravi criticità esistenti legate alla sicurezza. Prevedono la realizzazione di rotatorie in corrispondenza di incroci ad elevata pericolosi-
A Noale quest’anno si punta sulla sistemazione delle vie Feltrin, Spagnolo, Ronchi, De Pol
Nel territorio comunale del Comune di Noale, in tema di viabilità e sicurezza stradale gli interventi previsti dall’ente locale non sono pochi, ma soprattutto vogliono essere programmati con criterio.
“Per l’anno 2025 - spiega l’assessore comunale alla viabilità Livio Malvestio - abbiamo innanzitutto programmato l’incarico a professionisti che possano redarre un piano di viabilità complessivo della città allo scopo di limitare singoli interventi frazionati che non ri-
solvono le situazione critiche”. Ma l’assessore Malvestio va nel dettaglio degli interventi in programma.
“Alcuni punti critici che andremo a risolvere - dice l’assessore - sono sicuramente l’accesso a Piazzale Bastia e il senso unico di via Cerva per il quale abbiamo ricevuto anche istanze da parte dei cittadini.
Abbiamo parallelamente aperto un dialogo con gli uffici competenti della Regione per valutare la fattibilità viaria di alcuni interventi prossimi come ad esempio la bre-
tella di via degli Ongari e la bretella di via Ferrara. Grazie poi alle collaborazioni tra pubblico e privato andremo a realizzare lavori di sistemazione su via Feltrin, via Spagnolo, via Ronchi, via De Pol. Oltre a questo prosegue la sistemazione di tutte quelle vie che sono state inserite in un programma di messa in sicurezza, come ad esempio via dei Cipressi”. L’intento dell’ente locale è quello di sistemare le strade in modo da limitare incidenti e rendere la viabilità più scorrevole. (a.a.)
tà: via Castellana - via Morosini a Martellago, via Olmo - via Circonvallazione Est a Maerne, via RomaPiazza Vittoria a Martellago. Alessandro Abbadir
Sicurezza stradale/2. L’analisi dei dati dell’Associzione Vittime della Strada
“Serve più sensibilizzazione, vanno coinvolte di più le autoscuole”
Sicurezza stradale. Dopo gli incidenti ci sono i danni i feriti e le vittime della strada. C’è una associazione che da anni ha fatto del monito e della sensibilizzazione delle condotte sulle strade la sua missione, è’ l’Associazione Vittime della Strada guidata a Venezia, Padova e Treviso da Paolo Battistini. Ci sono dei dati che delineano la situazione in Veneto, un report del biennio 2022-2023. “In Veneto, nel 2023 - dice Battistini - si sono verificati 12.774 incidenti stradali, che hanno causato la morte di 309 persone e il ferimento di altre 16.994. Rispetto al 2022 diminuiscono il numero delle vittime (-3,7%), gli incidenti (-3,4%), ed i feriti (-1,7%). Nel 2023, si è registrato un aumento dell’incidenza dei decessi tra gli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani e anziani) rispetto al 2010. Tra il 2010 e il 2023, in Veneto, l’incidenza dei pedoni deceduti è cresciuta , dall’11,6% al 12,6%. La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (72,5%)”. La tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (4.553 casi, 48 vittime e 6.161 feriti), seguita dal tamponamento (2.195 casi, 26 de-
cessi e 3.427 persone ferite), mentre la più pericolosa è la fuoriuscita di un veicolo isolato (6,3 decessi ogni 100 incidenti), seguita dallo
scontro frontale (5,8 decessi ogni 100 incidenti), l’urto con ostacolo accidentale (4,8 decessi ogni 100 incidenti) e l’investimento di un pedone (3,6 decessi ogni 100 incidenti). L’analisi dell’incidentalità
stradale per categoria di utente, evidenzia che i conducenti dei veicoli coinvolti costituiscono il 67,3% delle vittime e il 74,2% dei feriti. “In capo alle amministrazioni comunali c’è la manutenzione - sottolinea Battistini. C’ è la messa in sicurezza specie dei punti più critici. Poi c’è il controllo della velocità che dev’essere un elemento fondamentale. Il decreto Salvini non va nella giusta direzione perché mette dei paletti non di poco conto per quanto riguarda le installazioni degli autovelox. Ma il problema è che non dobbiamo aspettare i morti per intervenire. In altri Paesi invece come la Svizzera non esiste nemmeno il preavviso dell’autovelox. Va fatta poi una gran opera di sensibilizzazione e coinvolgimento, non solo nelle scuole ma anche nelle autoscuole. Si deve insistere sulla necessità di fare attenzione all’utenza debole, pedoni e ciclisti quelli che pagano sempre le conseguenze più gravi dei sinistri”. Battistini ha partecipato recentemente nel miranese ad una manifestazione di sensibilizzazione sulle conseguenze degli incidenti stradali.
Alessandro Abbadir
Polizia Locale: meno sinistri, aumentano controlli e formazione
Gli incidenti stradali nel territorio dell’Unione dei Comuni del Miranese sono in calo. A sottolinearlo è il comandante della polizia locale Michele Cittadin. L’’Unione dei Comuni del Miranese comprende 5 Comuni Spinea, Martellago, Salzano, Noale e Mirano con una popolazione complessiva di circa 106.000 abitanti. Ma veniamo agli incidenti che si sono verificati durante il 2024. “Abbiamo registrato - sottolinea Cittadin - nel 2024 una riduzione degli incidenti stradali. Nel 2024 sono stati registrati complessivamente 156 incidenti stradali, di cui uno mortale, 111 con feriti e 44 senza feriti. Dati in netto calo rispetto ai 272 incidenti del 2019, con una diminuzione del 43% in 5 anni. Rispetto al 2023, la riduzione dei sinistri è stata del 24%. Una tendenza positiva attribuibile anche alla costante presenza sul territorio e al rafforzamen-
to delle attività di prevenzione”. ”Ricordo che - aggiunge Cittadin - che sono stati portati a termine 123 controlli per la guida in stato di ebbrezza e 129 relativi all’uso di sostanze stupefacenti”. Oltre ad
11.000 punti decurtati dalla patente di guida e circa 18.000 richieste di informazioni sui verbali gestite dall’Ufficio. Molto importante infine è stata anche l’attività di educazione stradale nelle scuole. “Un
essere diminuiti gli incidenti sulle strade dei 5 Comuni dell’Unione, sono diminuite anche le sanzioni comminate per violazioni del Codice della Strada. Sono stati trattati oltre 16.000 verbali per l’anno in corso, e oltre 9.000 per emissioni ruoli anni precedenti, con quasi
impegno - conclude Cittadin - volto alla formazione dei più giovani. Il progetto ha coinvolto 48 istituti dei Comuni dell’Unione, dalle scuole primarie e secondarie fino a quelle per l’infanzia, con un totale di 208 ore dedicate a queste attività nel corso dell’anno”. (a.a.)
La tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (4.553 casi, 48 vittime e 6.161 feriti), seguita dal tamponamento (2.195 casi, 26 decessi e 3.427 persone ferite), mentre la più pericolosa è la fuoriuscita di un veicolo isolato (6,3 decessi ogni 100 incidenti),
Debutta a Venezia il primo elettrobisturi al plasma in una sala operatoria della regione
Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
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L’assessore Corazzari
guarda alle Olimpiadi:
“Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
Economia, Confindustria
Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
A Spinea e Mirano ciclabili e attraversamenti rialzati per tutelare l’utenza debole. Calano gli incidenti stradali nel comprensorio. Per l’ Associazione Vittime della Strada vanno coinvolte di più le autoscuole
Casa sempre più smart tra nuovi stili d’arredo, progettazione e stili d’arredo all’avanguardia
SPINEA PRONTA PER BONIFICARE L’EX DISCARICA, INTERVENTI IN PRIMAVERA 2026
7,6 milioni di euro, tra fondi regionali e Pnrr, per risanare l’area contaminata e tutelare la salute pubblica
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene” SANITA’, VENETO PROMOSSO A PIENI VOTI “SIAMO LA REGIONE BENCHMARK”
ISulla strada della sicurezza
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l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
Una partita tutta da giocare
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Servizio
Sicurezza stradale/1. A Spinea il Comune fa il punto con gli assessori Massimo De Pieri e Sonia Martignon
Ciclabili e attraversamenti rialzati per tutelare l’utenza debole
Miglioramento della sicurezza con particolare attenzione all’utenza debole, riduzione del traffico nel centro cittadino, gestione ottimizzata dei flussi viari nei quartieri più critici e popolati: sono le 3 priorità in materia di viabilità del Comune di Spinea per il 2025. A fare il punto sono l’assessore alla Pianificazione Territoriale Massimo De Pieri e l’assessora ai Lavori pubblici Sonia Martignon. Un elemento chiave della pianificazione riguarda la mobilità sostenibile e appunto la sicurezza stradale. “Stiamo lavorando - spiega l’assessore De Pieri- per potenziare la rete delle piste ciclabili e per integrare nel Pum (Piano urbano della mobilità sostenibile) il Biciplan, così da promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto alternativo Parallelamente, sarà revisionato il Piano Urbano del Traffico (Put), risalente al 2004, ed introdotto
un piano dei parcheggi, volto a individuare e classificare quelli esistenti, progettarne di nuovi e valutare le modalità di gestione e regolamentazione”. Un aspetto fondamentale della strategia
amministrativa è il coordinamento tra i diversi strumenti di pianificazione. “Stiamo lavorando affinché i vari piani possano
interfacciarsi e siano coordinati in maniera coerente con il Piano degli interventi urbanistici - prosegue De Pieri. Il nostro obiettivo è garantire una visione d’insieme che consenta di pianificare gli interventi sul territorio in modo che siano efficaci e sostenibili nel tempo”. L’iter per la definizione di questi piani richiederà diversi mesi: L’obiettivo è arrivare a una complessiva pianificazione chiara e condivisa possibilmente entro la fine del 2025”. “Sono previsti interventi significativi per migliorare la sicurezza stradale, tra cui la realizzazione di alcuni attraversamenti pedonali rialzati e incroci rialzati in prossimità di alcune scuole primarie e secondarie - spiega l’assessore Martignon. Verranno posizionati dissuasori per garantire la sicurezza dei pedoni in via Martiri, in particolare per ridurre il rischio di manovre pericolose da parte dei veicoli provenienti dalla stra-
da provinciale 81. Infine, stiamo programmando un intervento per migliorare la ciclabile di via De Filippo, tra via Martiri e via del Commercio”. Nell’immediato, proseguono i lavori di sistemazione dei marciapiedi in via Pascoli (zona ingresso Pattinodromo e palestra) iniziati lo scorso dicembre . È previsto anche un intervento di asfaltatura che migliora le condizioni di percorribilità della strada, che verrà completato quando le condizioni
Per l’Associazione Vittime della strada vanno coinvolte di più le autoscuole
Sicurezza stradale. Dopo gli incidenti ci sono i danni i feriti e in qualche caso anche delle vittime della strada. C’è una associazione che ha fatto del monito e della sensibilizzazione delle condotte sulle strade la sua missione. Si tratta dell’Associazione Vittime della Strada che è guidata nelle aree provinciali di Venezia, Padova e Treviso da Paolo Battistini. Nella mente dei famigliari delle vittime della strada, i rottami sparsi, i segni di
frenate improvvise ben visibili sull’asfalto, il rosso del sangue a segnare la superficie stradale mentre tutto intorno fanno eco come le sirene delle ambulanze, dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine, sono ricordi che rimarranno per sempre indelebili, non un semplice fatto di cronaca in un servizio di informazione.
“In capo alle amministrazioni comunali c’è la manutenzionesottolinea Battistini. C’ è la messa in sicurezza specie dei punti
climatiche lo consentiranno. “Si è concluso infine - conclude l’assessora Martignon - l’iter di approvazione del progetto della rotatoria sulla strada provinciale 81 tra Crea e Fornase in Conferenza dei Servizi. Si auspica che, salvo problemi con l’acquisizione delle aree private, il cantiere possa essere avviato entro la prima metà del 2025”. Ciò migliorerà circolazione e sicurezza stradale della zona.
Alessandro Abbadir
più critici. Poi c’è il controllo della velocità che dev’essere un elemento fondamentale. Il decreto Salvini non va nella giusta direzione perché mette dei paletti non di poco conto per quanto riguarda le installazioni degli autovelox come i dati statistici di incidentalità degli ultimi cinque anni rivelano. Ma il problema è che non dobbiamo aspettare i morti per intervenire. In altri Paesi invece come la Svizzera non esiste nemmeno il
preavviso dell’autovelox. Va fatta poi una gran opera di sensibilizzazione e coinvolgimento, non solo nelle scuole ma anche nelle autoscuole. Si deve insistere sulla necessità di fare attenzione all’utenza debole, pedoni e ciclisti quelli che pagano sempre le conseguenze più gravi dei sinistri”. Battistini ha partecipato recentemente nel miranese ad una manifestazione di sensibilizzazione sulle conseguenze degli incidenti stradali. (a.a.)
L’assessore Massimo De Pieri
Mirano attua il “Piano degli interventi per il miglioramento della sicurezza stradale”
E’ forte l’impegno del Comune di Mirano per il miglioramento della sicurezza stradale con la realizzazione del “Piano degli interventi per il miglioramento della sicurezza stradale”, nato dall’ascolto della cittadinanza, dall’analisi degli incidenti e dal percorso partecipato “Mirano si fa spazio”. Prevede complessivante 55 interventi (alcuni già attuati) con un costo stimato di 950 mila euro. Un piano basato sul contesto urbano, che risponde alle necessità generali del territorio secondo una pianificazione analizzata e puntuale. Particolarmente utile è stata l’analisi degli incidenti stradali rilevati dalla Polizia Locale dell’Unione dei Comuni del Miranese dal 2018 a maggio 2024. Dai dati emerge che le cause principali dei 457 incidenti rilevati, sono il mancato rispetto della segnaletica nel dare la precedenza e la velocità elevata, indipendentemente dall’età delle persone coinvolte. La località che ha registrato il maggior numero di incidenti è via Cavin di Sala (85) seguita da via della Vittoria (42). L’attuazione del Piano è iniziata la scorsa estate con la messa in sicurezza e l’abbattimento delle barriere architet-
toniche della fermata dei bus a servizio della cittadella scolastica di via Matteotti. E’ proseguita con asfaltature e adesso entra nel vivo con opere dedicate alla protezione dell’utenza debole e la realizzazione di attraversamenti pedonali rialzati. In questo caso si tratta di dieci interventi nelle frazioni di Zianigo, Campocroce e Vetrego, nel quartiere Aldo Moro e in via Rosselli. Il primo cantiere è partito lo scorso dicembre in via Varotara a Zianigo, in prossimità dell’ingresso della scuola dell’infanzia “Zanetti Meneghini”, per l’allargamento del marciapiede lato est fronte scuola, il rialzo dell’attraversamento pedonale che si collega all’edificio ad ovest. Sono partiti anche i lavori in via Aldo Moro e in via Lombardini. “Nei primi mesi del 2025 - sottolinea il sindaco di Mirano Tiziano
Baggio - continueranno i lavori per la realizzazione di attraversamenti in via Chiesa a Campocroce, di fronte alla primaria “Silvio Pellico” e in via Rosselli a ridosso della rotatoria Margherita Hack. Si concluderà con due interventi in via Vetrego all’incrocio con le vie Basse e del Minatore e in via Contarini all’incrocio con via Scortegara e via Scortegaretta”. A febbraio infine si sono conclusi 3 interventi. Due hanno riguardato via Bianchi e, sperimentalmente, via Tintoretto dopo l’officina, dove sono stati istituiti due sensi unici di marcia allo scopo di mitigare il rischio di incidenti derivante dall’immissione in via Cavin di Sala. Il terzo intervento ha riguardato l’istituzione di un nuovo attraversamento pedonale in via Dante.
Alessandro Abbadir
Polizia Locale: meno sinistri, aumentano controlli e formazione
Gli incidenti stradali nel territorio dell’Unione dei Comuni del Miranese sono in calo. A sottolinearlo è il comandante della polizia locale Michele Cittadin. L’’Unione dei Comuni del Miranese comprende 5 Comuni Spinea, Martellago, Salzano, Noale e Mirano con una popolazione complessiva di circa 106.000 abitanti. Ma veniamo agli incidenti che si sono verificati durante il 2024. “Abbiamo registrato - sottolinea Cittadin - nel 2024 una riduzione degli incidenti stradali. Nel 2024 sono stati registrati complessivamente 156 incidenti stradali, di cui uno mortale, 111 con feriti e 44 senza feriti. Dati in netto calo rispetto ai 272 incidenti del 2019, con una diminuzione del 43% in 5 anni. Rispetto al 2023, la riduzio-
Fra le opere in programma c’è la realizzazione di attraversamenti pedonali rialzati. In questo caso si tratta di 10 interventi nelle frazioni di Zianigo, Campocroce e Vetrego, nel quartiere Aldo Moro e in via Rosselli.
ne dei sinistri è stata del 24%. Una tendenza positiva attribuibile anche alla costante presenza sul territorio e al rafforzamento delle attività di prevenzione”. ”Ricordo che - aggiunge Cittadin - che sono stati portati a termine 123 controlli per la guida in stato di ebbrezza e 129 relativi all’uso di sostanze stupefacenti”. Oltre ad essere diminuiti gli incidenti sulle
strade dei 5 Comuni dell’Unione, sono diminuite anche le sanzioni comminate per violazioni del Codice della Strada. Sono stati trattati oltre 16.000 verbali per l’anno in corso, e oltre 9.000 per emissioni ruoli anni precedenti, con quasi 11.000 punti decurtati dalla patente di guida e circa 18.000 richieste di informazioni sui verbali gestite dall’Ufficio. Molto importante infine è stata anche l’attività di educazione stradale nelle scuole. “Un impegno - conclude Cittadin - volto alla formazione dei più giovani. Il progetto ha coinvolto 48 istituti dei Comuni dell’Unione, dalle scuole primarie e secondarie fino a quelle per l’infanzia, con un totale di 208 ore dedicate a queste attività nel corso dell’anno”. (a.a.)
Parkinson, a Padova e Milano la prima terapia “adattiva” per una cura personalizzata
L’assessore Corazzari
guarda alle Olimpiadi:
“Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
Economia, Confindustria
Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
Casa sempre più smart tra nuovi stili d’arredo, progettazione e stili d’arredo all’avanguardia
STRADE
STRADE PIU’ SICURE,
MA TROPPI INCIDENTI, AUMENTANO LE OPERE PER LA MOBILITÀ DEBOLE
A Saonara il Comune punta sull’anello ciclopedonale che colleghi tutto il territorio. Dai report della polizia locale si resgistrano ancora troppi sinistri. L’appello dell’Associazione Vittime della Strada
I lavori di spostamento del capolinea dalla zona centrale di Stra a Oltrebrenta iniziano a luglio, con un investimento di oltre 210mila euro.
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene”
ISulla strada della sicurezza
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
Una partita tutta da giocare
Servizi alle pagg. 8 e
Un anello ciclopedonale che collega tutto il territorio
Saonara investe in sicurezza stradale con nuove piste ciclabili e interventi per la mobilità sostenibile nel 2025, migliorando la sicurezza per pedoni e ciclisti.
S
aonara punta alla sicurezza stradale con una raffica di interventi che proseguiranno sul territorio per tutto il 2025. Ad annunciarlo è direttamente la sindaca del paese Michela Lazzaro. L’amministrazione punta soprattutto a mettere in sicurezza l’utenza debole. “Nell’anno 2025 - spiega Michela Lazzaro - si realizzeranno una serie di interventi strategici al fine di migliorare la sicurezza stradale e promuovere la mobilità sostenibile continuando quel progetto di collegamento intercomunale, già in fase di realizzazione, per permettere ai cittadini di percorrere il territorio, a piedi o in bici, in massima sicurezza”. Uno degli interventi previsti è la realizzazione, lungo via Vigonovese, della pista ciclabile e dell’illuminazione pubblica nel tratto tra l’incrocio con via Sant’Antonio
(dove termina quella esistente) e l’incrocio con via Galilei, che segna il confine con il Comune di Vigonovo”. Il Comune di Saonara comparteciperà economicamente all’intervento, che prevede anche la realizzazione della rete fognaria da parte di Etra Spa, per una cifra di 400.000 euro a copertura del costo della realizzazione della pista ciclabile. “Sempre nel 2025 - assicura la sindacaverrà realizzata la nuova pista ciclopedonale di via Morosini. Il nuovo tratto si estende per oltre 700 metri, sorgerà sul lato destro, direzione Villatora, dell’arteria stradale, dall’intersezione con via Pascoli fino all’incrocio con via Brentasecca. L’importo complessivo del progetto ammonta ad 850.000 euro. Per la progettazione sono stati ottenuti 65.000 dal Ministero degli Interni. Il terzo progetto prevede la realizza-
zione della pista ciclopedonale lungo la strada provinciale 35 via Vittorio Emanuele, lato nordovest. L’intervento ha un costo stimato di circa 257.000 euro e sarà finanziato con un contributo della Provincia di Padova pari a 128.525, euro e con risorse comunali per il valore restante”. All’interno del progetto di rigenerazione urbana dell’area Covisa inoltre verrà realizzato lungo via Roma un primo tratto di pista ciclopedonale di circa 300 metri,
nonché la rotatoria all’intersezione con via Vittorio Emanuele, importante e atteso intervento in un’arteria fondamentale per la viabilità del nostro paese. “Investire nella mobilità sostenibile anche nel nostro Comune - dice Michela Lazzaro - è fondamentale per diversi motivi che riguardano sia il rispetto dell’ambiente e la riduzione dell’inquinamento sia la promozione di uno stile di vita sano, favorendo l’attività fisica e motoria. Grazie alla re-
E’ tra maggio e settembre il periodo con più sinistri durante l’anno
Nel padovano si sono verificati nel 2023, 2589 incidenti con 38 morti e 3887 feriti. 26 morti in meno rispetto all’anno precedente. Emerge dal Focus incidenti stradali in Veneto dell’Istat. Ma quali sono i periodi dell’anno in cui in Veneto si verificano i sinistri stradali? Nel periodo gennaio-aprile 2023 in Veneto si sono verificati 3.806 incidenti, corrispondenti al 29,8% del totale. Tra maggio e settembre, durante il periodo di maggiore mobilità per le vacanze, si sono registrati 5.804 sinistri, pari al 45,4% degli incidenti annuali. In questi eventi
7.733 persone hanno riportato lesioni (45,5%) e 142 hanno perso la vita (46,0%). I mesi più critici sono stati giugno e luglio, con rispettivamente il 10,1% e il 9,5% degli incidenti. Ad ottobre inoltre, si è registrato il 14,2% delle vittime della strada. Il 76,2% degli incidenti si è verificato tra le 8 e le 20 ma l’indice di mortalità ha raggiunto i valori più elevati nelle fasce orarie tra le 4 e le 5 (6,9 morti ogni 100 incidenti) e tra le 19 e le 20 (6,6 morti ogni 100 incidenti), con valori molto superiori alla media giornaliera (2,4 morti ogni 100 incidenti). Il venerdì e
il sabato notte si concentra il 42,5% degli incidenti notturni, il 50,0% delle vittime e il 43,4% dei feriti. L’indice di mortalità dei soli incidenti notturni è pari a 4,8 decessi ogni 100 incidenti. Il sabato notte registra il valore più elevato (5,8). La percentuale più elevata di incidenti stradali avviene lungo un rettilineo, sia sulle strade urbane (47,0%), sia su quelle extraurbane (56,1%). In ambito urbano, gli incidenti rilevati nei pressi di un incrocio rappresentano il 19,5% del totale, seguiti da quelli in corrispondenza di incroci (16,2%) e curve (8,9%). (a.a.)
alizzazione delle piste ciclabili rendiamo il nostro territorio più vivibile, sano e attrattivo, migliorando la qualità della vita dei nostri cittadini. La nostra idea è quella di creare una sorta di anello ciclopedonale che colleghi tutto il territorio comunale e che permetta ai cittadini di tutte le età che si muovono a piedi e in bici di raggiungere in sicurezza i nostri centri sportivi, culturali, sociali e scolastici”.
Alessandro Abbadir
Sicurezza Stradale. Emergono dati preoccupanti dai rilievi fatti dagli agenti della polizia locale
Incidenti in forte aumento nel comprensorio
La sicurezza stradale è una priorità nell’area dei Comuni della zona di Padova est certificata anche purtroppo dall’aumento degli incidenti che si sono verificati nell’anno appena trascorso. Il dato emerge dal report del Comando della Polizia Locale dei Comuni del comando integrato di Noventa Padovana, Saonara, Stra e Vigonovo. Istituito nel dicembre 2022, quando i quattro Comuni hanno stretto un accordo di collaborazione tra le rispettive Polizie Locali, il Comando integrato copre un territorio di 42,7 chilometri quadrati e una popolazione di circa 40 mila abitanti. I 4 Comuni coinvolti presentano peculiarità diverse in termini di estensione e densità abitativa. Noventa Padovana, con 11.700 residenti e una densità di 1.520 abitanti per km quadrato è il centro più popoloso. Nel dettaglio si registra un aumento medio nei 4 Comuni del 71,2% degli incidenti rilevati rispetto al 2023, passando da 52 a 89, di cui 3 con esito mortale I dati nel dettaglio mostrano incrementi significativi degli incidenti rilevati in tutti in tutti i Comuni. In particolare per i Comuni che fanno riferimento all’area di Padova Est e cioè: Noventa Padovana (+57,9%), Saonara (+64,7%). L’attività di polizia giudiziaria nel complesso rimane stabile con incremento dei reati perseguiti le-
gati all’attività di polizia stradale con 2 denunce per omicidio stradale, 2 per lesioni, 2 per guida in stato di ebbrezza e uno per fuga e omissione di soccorso. “Siamo fieri del lavoro svolto dalla Polizia Locale nel 2024 - dice Marcello Bano sindaco di Noventa Padovana - l’istituzione del Comando integrato ha portato maggiore efficienza e servizi più vicini ai cittadini. Tuttavia, rimane cruciale affrontare con determinazione il tema della sicurezza stradale, dato l’aumento preoccupante degli incidenti rilevati nel nostro territorio”. Anche nel Comune di Ponte San Nicolò il Comune non ha perso tempo nel corso degli anni per potenziare i controlli con sistemi
di videosorveglianza. Controlli che servono come strumento di verifica di incidenti, servono poi anche alle forze dell’ordine e alla stessa polizia locale trovare ad esempio chi provoca incidenti e scappa.“Nelle scorse settimane - spiega il sindaco di Ponte San Nicolò Gabriele De Boni - è stato messo in funzione un sistema di videosorveglianza che è stato finanziato dall’amministrazione scorsa. Un intervento di quattrocentomila euro una cinquantina di telecamere con varchi di lettura targhe proprio da utilizzare anche come deterrenti rispetto a quelli che possono essere atti criminosi nel nostro territorio”.
Alessandro Abbadir
Associazione Vittime della Strada: decessi fra l’utenza debole incidenza in aumento
Sicurezza stradale. Dopo gli incidenti ci sono i danni i feriti e in qualche caso anche delle vittime della strada. C’è una associazione che ha fatto del monito e della sensibilizzazione delle condotte sulle strade la sua missione. Si tratta dell’Associazione Vittime della Strada che è guidata nel padovano da Paolo Battistini. Ci sono dei dati che delineano la situazione in Veneto, un report del biennio 2022-2023. “In Veneto, nel 2023 - dice Battistini - si sono verificati 1 2.774 incidenti stradali, che hanno causato la morte di 309 persone e il ferimento di altre 16.994. Rispetto al 2022 diminuiscono il numero delle vittime (-3,7%), gli incidenti (-3,4%), ed i feriti (-1,7%). Nel 2023, si è
registrato un aumento dell’incidenza dei decessi tra gli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani e anziani) rispetto al 2010. Tra il 2010 e il 2023, in Veneto, l’incidenza dei pedoni deceduti è cresciuta , dall’11,6% al 12,6%. La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (72,5%)”. Nel padovano si registra un calo delle vittime negli ultimi 2 anni. “In capo alle amministrazioni comunali c’è la manutenzionesottolinea Battistini. C’ è la messa in sicurezza specie dei punti più critici. Poi c’è il controllo della velocità che dev’essere un elemento fondamentale. Il decreto Salvini non va nella giusta direzione perché mette dei paletti non di poco conto sulle installazioni degli au-
tovelox. Ma il problema è che non dobbiamo aspettare i morti per intervenire. In altri Paesi invece come la Svizzera non esiste nemmeno il preavviso dell’autovelox. Va fatta poi una gran opera di sensibilizzazione e coinvolgimento, non solo nelle scuole ma anche nelle autoscuole. Si deve insistere sulla necessità di fare attenzione all’utenza debole, cioè pedoni e ciclisti quelli che pagano sempre le conseguenze più gravi dei sinistri”. (a.a)
Rispetto al 2023, nel 2024 sul territorio di Noventa Padovana si è registrato un +57,9%. In quello di Saonara un +64,7%. A Ponte San Nicolò azionati i varchi per la lettura delle targhe.
Parkinson, a Padova e Milano la prima terapia “adattiva” per una cura personalizzata
Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
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L’assessore Corazzari
guarda alle Olimpiadi:
“Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
Economia, Confindustria
Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
SICURE, CALANO GLI INCIDENTI E AUMENTANO LE OPERE PER LA MOBILITÀ DEBOLE
A Cadoneghe l’obbiettivo è alleggerire il centro dal traffico più intenso, le prime valutazioni della polizia locale sul nuovo codice della strada, Vigodarzere e Limena sul caso del ponte della Libertà
Sulla strada della sicurezza
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
I l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene”
Casa sempre più smart tra nuovi stili d’arredo, progettazione e stili d’arredo all’avanguardia
Dopo anni di degrado, è stata demolita con 74 cariche esplosive, mentre il Comune ha garantito la sicurezza dei cittadini
Una partita tutta da giocare
Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag.
Un reticolo di strade avvolge Cadoneghe “Vogliamo alleggerire il traffico in centro”
Alle porte di Padova Cadoneghe fa i conti con una viabilità “impegnativa” e un traffico intenso per buona parte della giornata, soprattutto le principali direttrici.
Una buona parte degli incidenti si verificano lungo queste strade proprio per il traffico intenso o per l’alta velocità nelle ore notturne meno frequentate. Negli ultimi anni, in linea con la tendenza generale della nostra provincia, gli incidenti sono mediamente calati, anche se non in maniera marcata così come in altre parti della provincia. Più netta invece la diminuzione del numero dei feriti, ma non mancano sinistri gravi, alcuni dall’esito mortale, anche a Cadoneghe.
Le strade più a rischio sono quelle più frequentate, anche dal traffico di attraversamento, come la strada regionale 308 e i relativi innesti, spesso teatro di incidenti anche molto gravi. In altre zone invece, su tutte il nodo della Castagnara, il problema è piuttosto il traffico intenso nelle ore di punta, che provoca lunghe code e non fa che aumentare anche l’inquinamento atmosferico.
Sul fronte della sicurezza stra-
dale, spiega il vice sindaco Devis Vigolo, è costante l’impegno dell’amministrazione per mettere a punto interventi e soluzioni. “L’obiettivo primario è alleggerire il traffico che passa in centro - ricorda il vice sindaco - e garantire la sicurezza di chi si muove in bicicletta ma anche a piedi, a partire dai nostri studenti e dagli anziani. Proprio sul fronte delle piste ciclabili stiamo mettendo in campo diverse iniziative. Fra poco meno di un mese inizieranno i lavori da 3,2 milioni di euro per l’allargamento di via Augusta e la costruzione della pista ciclabile in un tratto di circa due chilometri. E’ uno degli interventi più importanti degli ultimi decenni, le mamme ci chiedono più sicurezza per i loro figli. Atra opera di messa in sicurezza è la pista ciclabile e pedonale dal quartiere più lontano di Mezzavia lungo via Tiepolo, Brragni fino a via Giotto, anche questa frequentata da ragazzi che vanno a scuola e lavoratori che non hanno una protezione adeguata. Questo ci permette di unirci a Tavo di Vigodarzere e dare così continuità ciclabile. Abbiamo pronto lo studio di fattibilità e la copertura economica per 1,6 milioni di euro
La Polizia locale: “Valuteremo
provenienti dal beneficio pubblico per l’ampliamento della zona industriale.
Sempre sul fronte della sicurezza la vecchia Statale 307 del Santo ormai è una strada di centro abitato che verrà declassata con degli ostacoli fisici come rotonde e restringimenti, in modo da rallentare il traffico. Una rotonda verrà costruita all’incrocio fra la vecchia statale e via Pontarola, abbiamo già fatto numerosi incontri con Campodarsego per la sovrapposizione di alcune proprietà e la
necessità di individuare il punto in cui realizzare l’opera. Abbiamo poi già inserito nel piano delle opere pubbliche il collegamento stradale di circa 200 metri dalla rotonda di via Rigotti a via Cavalieri di Vittorio Veneto, in modo da veicolare il traffico mattutino e serale di chi si sposta per lavoro e ridurre le code e gli ingorghi. Costerà circa 450 mila euro”. Sulla pericolosità della regionale 308 Vigolo ricorda che ormai l’arteria fatica a supportare gli attuali flussi di traffico e sarebbe
necessario proseguire con l’allargamento fino a Borgoricco. “Entro l’autunno si dovrebbe partire nel nostro territorio, per questo siamo costantemente in contatto con la Regione e Veneto Strade e gli incontri ormai sono serrati. Intanto abbiamo già pronto lo studio di fattibilità per una rotonda prima del sottopasso di via Augusta con l’innesto in direzione Padova. Abbiamo il parere di Veneto Strade e stiamo cercando i fondi per un milione e centomila euro”. Nicola Stievano
l’effetto del nuovo codice della strada, bene il casco in monopattino”
E’ ancora presto per valutare gli effetti sulla sicurezza del nuovo Codice della strada, spiega Luigi Zicaro, comandante della polizia locale di Cadoneghe, anche se qualche prima tendenza è già emersa. “Abbiamo già notato un calo sull’uso del cellulare alla guida - spiega il comandante - visti il rischio della sospensione breve della patente per chi è sotto i 20 punti e le sanzioni più elevate. Nei prossimi mesi valuteremo se questa tendenza continuerà, intanto è positivo anche l’ob-
bligo del casco per chi è alla guida del monopattino. E’ una norma secondo me corretta, a tutela di chi usa questo mezzo, perché negli ultimi tempi il numero di incidenti in cui sono coinvolte persone in monopattino è aumentato, pertanto va tutelata la sicurezza delle persone. L’alto numero di feriti, inoltre, ha dei costi sociali. Ben vengano quindi anche gli interventi sulla viabilità a favore della sicurezza. In questo senso le rotatorie hanno i loro benefici e favoriscono la sicu-
rezza, anche se gli automobilisti devono prestare attenzione alle biciclette e ai pedoni”.
Oltre alla strada regionale 308 gli altri punti critici indicati dalla polizia locale sono l’ex statale del Santo 307 e gli innesti sulle tangenziali, oltre ad alcuni punti della viabilità interna. Il nodo della Castagnara invece si caratterizza per l’elevato traffico e l’alto numero di veicoli in transito tutti i giorni. (n.s.)
L’andamento degli incidenti dal 20001. Il vice sindaco Devis Vigolo
e
Vigodarzere sollecita Limena per trovare una soluzione per il ponte della Libertà
Il problema della viabilità in uscita da Vigodarzere verso Padova è annoso e complesso: purtroppo Vigodarzere può accedere alla città capoluogo essenzialmente attraverso il nodo di Castagnara tra Cadoneghe e Pontevigodarzere e il ponte della Libertà verso Limena. Di fatto due strettoie, due strozzature dove si incolonnano i veicoli, creando lunghe code, specialmente nelle ore di punta.
Il Comune di Vigodarzere si è attivato nel corso degli anni, con i Comuni contermini, per trovare delle possibili soluzioni: la Provincia di Padova ha presentato quattro proposte progettuali per superare il ponte della Libertà, mentre con Cadoneghe e Padova è stato commissionato uno studio approfondito per trovare soluzione al nodo di Castagnara.
Sul ponte della Libertà, però, manca una condivisione con Limena.
“Il sindaco di Limena continua a tirare in ballo Vigodarzere – sottolinea il sindaco Adolfo Zordan – come se non volessimo sederci attorno a un tavolo per trovare una soluzione alternativa. Ci siamo seduti spesso attorno a un tavolo, anche con la Provincia stessa, che ci ha sottoposto quattro soluzioni: Vigodarzere ha espresso la sua scelta, Limena pure. Purtroppo le due
opzioni non collimano. La scelta di Limena è per noi irricevibile: porterebbe il traffico all’interno della frazione di Saletto, in piena zona residenziale, oltre a scavalcare il fiume Brenta in un punto poco distante da quello nel quale a breve installeremo un impianto idrovoro per risolvere le problematiche di allagamento della zona”.
In attesa si arrivi a una soluzione condivisa e della sua eventuale realizzazione, per fluidificare il traffico nell’immediato il sindaco Zordan torna a proporre la sostituzione del semaforo di Limena con una rotatoria e di installare i varchi di controllo per rimuovere i blocchi, ma evitando il passaggio dei camion, come la Provincia ha chiesto di fare ai due Comuni. “Per quanto riguarda il nodo di
Castagnara – aggiunge il sindaco Zordan – concordo con le recenti affermazioni del vicesindaco di Padova, Andrea Micalizzi: i lavori di realizzazione del nuovo ponte ferroviario a Pontevigodarzere potevano essere un’occasione per concretizzare un’ipotesi di soluzione viaria: accanto al ponte in costruzione potrebbe venire realizzato un altro collegamento viario che si vada poi a congiungere, tramite un passaggio che scavalchi il Muson dei Sassi, alla SR307 e alla SR308 del Santo a Cadoneghe. Insieme a Padova, Cadoneghe e Limena siamo andati in Regione, la quale conosce bene la problematica e ha preso in considerazione l’idea di trovare una soluzione, dopo aver trovato opportuni finanziamenti”. Nicola Stievano
Limena, il sindaco Tonazzo replica: “Non possiamo portare di nuovo i camion centro, serve realismo”
Sul ponte della Libertà il sindaco di Limena Stefano Tonazzo risponde al collega di Vigodarzere invitando al realismo e pragmatismo, per dare una soluzione ad un problema che si trascina da anni. “Nei abbiamo parlato più volte anche con la Provincia - conferma il sindaco - e siamo arrivati a quattro ipotesi. Però la proposta di costruire un nuovo ponte sul vecchio per noi è impraticabile perché vorrebbe dire riportare il grosso del traffico in centro a Limena dopo che abbiamo realizzato la tangenziale. Anche la soluzione del Tavello non è fattibile, per quanto ci riguarda. Come sindaco devo salvaguardare anche il mio
territorio, è difficile acconsentire a queste proposte così impattanti. Dobbiamo cercare una soluzione mediana, il nuovo ponte verso la zona industriale comunque avrebbe delle conseguenze anche per Limena in termini di aumento di traffico ma permetterebbe il collegamento con la tangenziale. E’ la soluzione più dispendiosa, me ne rendo conto, ma anche quella con più possibilità. Se non partiamo con la condivisione e la progettazione fra cinquant’anni se ne parlerà ancora”. Tonazzo ricorda che all’ultima riunione di inizio marzo in Provincia ii tecnici hanno confermato che i blocchi sul ponte vanno
mantenuti: “Questo la dice lunga sulla capacità del ponte, costruito nel 1955, di reggere ai flussi del traffico. Chiederemo alla Provincia di eseguire ulteriori controlli”. Intanto sul fronte della sicurezza stradale il sindaco rilancia l’appello al Comune di Padova per completare il percorso ciclabile verso Altichiero. “Mancano appena 200 metri, a metà strada dal confine fra i due comuni. Abbiamo lavoratori che si spostano in bicicletta e in monopattino verso la zona industriale, ho proposto la progettazione congiunta ma da Padova ci dicono che non hanno i soldi. Mi sembra incredibile”. (n.s.)
Il sindaco Adolfo Zordan per fluidificare il traffico nell’immediato torna a proporre la sostituzione del semaforo di Limena con una rotatoria e di installare i varchi di controllo per rimuovere i blocchi, ma evitando il passaggio dei camion
Il ponte della Libertà fra Vigodarzere e Limena
Parkinson, a Padova e Milano la prima terapia “adattiva” per una cura personalizzata
di Padova Sud
L’assessore Corazzari
guarda alle Olimpiadi: “Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
Economia, Confindustria
Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
STRADE PIU’ SICURE, CALANO GLI INCIDENTI
Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
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Albignasego scommette sul raccordo da 30 milioni per deviare dal centro il traffico di attraversamento, anche Casalserugo punta su una nuova arteria, Maserà chiede il capolinea del tram
Casa sempre più smart tra nuovi stili d’arredo, progettazione e stili d’arredo all’avanguardia
Un nuovo progetto per una formazione gratuita e di qualità per chi è chiamato ad assistere i nostri familiari più fragili, con la creazione di un elenco di professionisti
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene”
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ISulla strada della sicurezza
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
Una partita tutta da giocare
Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio
Sicurezza stradale/1. E’ in previsione un collegamento per deviare il traffico di attraversamento Casalserugo
Il sindaco: “Abbiamo in programma una nuova arteria e stiamo investendo molto sui percorsi ciclabili”
Un nodo cruciale della viabilità a sud di Padova, accanto all’asse Albignasego - Maserà, è senza dubbio Casalserugo, che deve fare i conti con una notevole mole di traffico di attraversamento. Sono due infatti le principali arterie provinciali che attraversano il paese la SP3, che collega Padova alla Bassa Padovana attraversando il nostro territorio da nord a sud e la SP30, che connette l’area dei Colli con la Saccisica, incrociandosi con la SP3 alla rotatoria di Via Gramsci. Queste due direttrici rappresentano le infrastrutture viarie più trafficate di Casalserugo con una media di circa 20.000 transiti giornalieri sulla SP3 e costituiscono una criticità soprattutto nelle ore di punta. Sul fronte della sicurezza stradale non mancano alcuni incidenti gravi o addirittura mortali, nonostante negli anni, un po’ come in tutto il resto della provincia, il numero di sinistri sia quasi dimezzato, come quello dei feriti. Negli ultimi anni, l’amministrazione comunale è intervenuta proprio migliorare la sicurezza e la sostenibilità della mobilità, incentivando il collegamento ciclopedonale tra il centro
del paese e, grazie al tratto realizzato dal Comune di Albignasego, proseguendo fino a Padova.
“Inoltre, grazie a un finanziamento ottenuto attraverso un bando che ha premiato il nostro progetto di messa in sicurezza degli attraversamenti e di miglioramento dell’illuminazione pubblica, - spiega il sindaco Matteo Cecchinato - sono in corso lavori per un valore complessivo di circa 300.000 euro. Tra questi rientra anche la realizzazione della pista ciclabile di Via Gramsci, che collegherà la zona centrale con l’area artigianale e la frazione di Ronchi”.
Per migliorare ulteriormente la viabilità e la sicurezza stradale, nei piani di sviluppo l’amministrazione ha previsto una nuova arteria viaria che percorre il paese da nord a sud, partendo dalla rotatoria di Via Gramsci (SP30), proseguendo su Via Bersagliere e collegandosi, attraverso un nuovo tratto stradale, con la rotatoria del supermercato Alì. Questa nuova infrastruttura attraverserebbe le aree aperte di Via Colombo, Via Cà Ferri e Via Gruato, contribuendo a decongestionare il traffico sulla SP3. “Tuttavia, la rea-
lizzazione di questa opera - osserva Cecchinato - richiede un ingente investimento economico che il Comune non può sostenere autonomamente e che dipende dalla disponibilità di bandi regionali e nazionali, attualmente non disponibili”.
Per quanto riguarda la SP30, che attraversa Casalserugo in direzione est-ovest, l’Amministrazione ha già predisposto un progetto preliminare per la realizzazione di una pista ciclabile di quasi 2 km che collegherà il centro del paese con Polverara. “Questo intervento non solo migliorerà la sicurezza dei residenti - continua il sindaco - ma favorirà anche un collegamento turistico tra Padova, i comuni dell’Unione “Pratiarcati” e la zona della Saccisica. In attesa della prossima pubblicazione di un bando regionale dedicato alla messa in sicurezza delle strade provinciali, il Comune parteciperà con un progetto che prevede la realizzazione del primo stralcio della pista ciclabile su Via Sperona (SP30), per un investimento complessivo di circa 1 milione di euro.
I nostri prossimi obiettivi re-
Tram a Maserà: “Noi siamo pronti ma Padova tergiversa”
Spostare il capolinea del tram, linea Sir1, dalla Guizza alle porte di Maserà, passando per Albignasego: l’idea non è nuova, da oltre 8 anni è prevista dal Pums, il piano urbano per la mobilità sostenibile sottoscritto da tutti i Comuni, ma giace in un cassetto.
Ora, in tema di sviluppo della mobilità e sicurezza stradale, il sindaco
di Maserà chiede a gran voce il progetto venga ripreso in mano. “Gli investimenti che padova sta facendo sullo sviluppo delle linee del tram - spiega il sindaco Gabriele Volponi - sono frutto di accordi ben precisi, che vanno tutti rispettati. Noi siamo già pronti, abbiamo l’immediata disponibilità di realizzare un parcheggio scambiatore per il nuovo capoli-
nea all’ingresso di Maserà. Eppure è tutto bloccato perché il Comune di Padova tergiversa nella costruzione di una bretella di 800 metri dall’uscita della tangenziale verso Albignasego, dove il resto della viabilità c’è già. Questa opera è propedeutica al prolungamento della linea del tram, che porterebbe beneficio lungo tutta la tratta, togliendo auto dalle strade e
stano la messa in sicurezza delle strade provinciali e comunali, oltre al completamento dei lavori nella piazza di Ronchi con l’obiettivo di garantire una mobilità sempre più efficiente, sicura e sostenibile per tutti i cittadini. Tutte le risorse disponibili per gli investimenti saranno utilizzate per la riasfaltatura delle strade comunali e dei marciapiedi, per il rifacimento della segnaletica e per l’installazione di sistemi di dissuasione della velocità viste le tante segnalazioni che quotidianamente riceviamo dai
cittadini. In particolare, l’Amministrazione comunale è costantemente attenta alle problematiche segnalate dai residenti riguardo a strade dissestate e punti critici per la sicurezza stradale. Per questo motivo stiamo pianificando interventi mirati nelle zone più sensibili, con l’obiettivo di garantire una viabilità più sicura per pedoni, ciclisti e automobilisti. La sicurezza sulle nostre strade è una priorità assoluta e continueremo a lavorare per migliorare la qualità della rete stradale del nostro Comune”.
riducendo l’inquinamento. Ma purtroppo è tutto bloccato”.
Intanto per migliorare la sicurezza lungo il tratto della provinciale Conselvana che attraversa il centro l’amministrazione ha messo a punto un progetto di riqualificazione con la realizzazione di una pista ciclabile dalla rotatoria all’ingresso nord fino al centro, con sistemazione di marcia-
piedi e parcheggi. Non si farà invece la rotonda al posto del semaforo perché non c’è spazio a sufficienza. Entro fine anno invece sarà verra aperto il collegamento fra via Olimpiadi e via Marinetti, in modo da collegare l’area delle scuole direttamente con la frazione di Bertipaglia senza passare per il centro e lungo la provinciale che porta a Casalserugo.
Gli incidenti stradali a Casalserugo nei dati Istat dal 2001 al 2023
“Avanti con il raccordo da 30 milioni di euro”
Albignasego, il secondo comune della provincia con i suoi 27 mila abitanti, da sempre fa i conti con la rete viaria che da Padova si estende verso la provincia, l’anello della tangenziale, il raccordo autostradale, e con il traffico che ogni giorno attraversa tutte queste arterie. Da un parte la Statale Adriatica, una intensa via di scorrimento da nord a sud della provincia che lambisce l’area produttiva, dall’altra la provinciale Conselvana che taglia in due il centro storico e che ogni giorno è percorsa da oltre 22 mila veicoli, più ad est la provinciale che attraversa San Giacomo, anche questa con circa 20 mila passaggi giornalieri.
E’ intensa in questo territorio l’attività della polizia locale, sotto il comando dell’Unione Pratiarcati che comprende anche i comuni contermini di Maserà e Casalserugo. L’obiettivo dell’amministrazione di Albignasego, sottolinea il sindaco Filippo Giacini, è duplice su questo fronte: da una parte realizzare le opere strategiche che portino fuori dal centro i flussi di traffico più intensi, dall’altra mettere in sicurezza la mobilità debole.
Da anni Albignasego sta lavorando al progetto per decongestionare il centro grazie ad un raccordo nel quadrante orientale del territo-
L’andamento degli incidenti stradali dal 2001 al 2023 (dati Istat)
rio, che dal casello di Padova sud si connetta alla zona artigianale e quindi alla tangenziale e alla Statale 16. «Un’opera da 30 milioni di euro - spiega Giacinti - che porta beneficio non solo ad Albignasego ma a tutto il territorio a sud di Padova, per la quale tutti sono chiamati a fare la loro parte. Questo è anche il primo passo per realizzare la complanare all’autostrada A 13 che costituirà una vera e propria alternativa alla provinciale Conselvana. E’ un intervento finanziato da Veneto Strade che attendiamo da anni e che ha già avuto il via libera da Roma, con l’aggiornamento progettuale secondo le indicazioni della società Autostrade. Non resta
che augurarci che ora l’iter proceda dopo questa lunga attesa”. Intanto sul fronte interno il sindaco ricorda l’impegno per ampliare la rete ciclabile: “Stiamo realizzando decine di chilometri di piste ciclabili per cucire il territorio. Ora siamo al secondo tralcio in via Manzoni per arrivare fino alla Statale 16, abbiamo in programmazione anche il primo stralcio in via Mameli e il completamento del secondo e ultimo stralcio in via Pio X. In via Torino andiamo a riqualificare il percorso esistente mettendo in sicurezza l’incrocio con via Dalmazia. In via Cesare Battisti realizzeremo un marciapiede ciclopedonale”. Nicola Stievano
Riforma del codice della strada, il punto con gli agenti
Albignasego in queste settimane ha dato ampio spazio alle attività informative per gli operatori delle forze dell’ordine, focalizzate anche sul tema della sicurezza stradale. Il convegno organizzato da Sulpl, il sindacato unitario della polizia locale,
ha permesso di fare il punto proprio sulle ultime novità introdotte con le ultime modifiche al codice della strada. “Un focus particolare - spiega Davide Mauri, consigliere comunale di Albignasego con delega alla sicurezza urbana - è stato dedicato
ai controlli sulla guida dopo l’assunzione di stupefacenti, una grande rivoluzione rispetto al passato che ha fatto molto discutere e che continuerà a far parlare anche in attesa degli ultimi decreti attuativi e dell’eventuale possibile intervento della Corte costituzionale. Se per ora non si è ancora potuto registrare un apprezzabile calo delle violazioni (se non come conseguenza delle limitazioni sull’uso degli autovelox), un notevole risultato si è ottenuto invece sul numero dei conducenti trovati alla guida sotto l’effetto dell’alcol, in “drastico” calo. Un effetto placebo dovuto tuttavia, alla pubblicizzazione di una stretta sul tasso alcolemico. Modifica che in realtà non è stata fatta. Sta dando i suoi frutti anche l’inasprimento delle sanzioni per chi è trovato alla guida con il cellulare: già si nota una maggiore attenzione da parte degli automobilisti”. Passando ai numeri, delle 3841 vio-
lazioni rilevate dalla Polizia locale di Albignasego dalla fine di agosto 2024 a febbraio 2025, ben 2.963 riguardano irregolarità sui documenti di circolazione e di guida, 196 le revisioni scadute, 101 il mancato rispetto della segnaletica.
Il 28 febbraio il comune ha patrocinato anche il congresso provinciale del sindacato autonomo di Polizia dedicato al decreto sicurezza e il 3 marzo l’evento del Sulpl e Usmia Carabinieri sulle vittime del dovere e le cause di servizio. (n.s.)
Ad Albignasego gli incidenti sono in calo ma il traffico di attraversamento è sempre più intenso e richiede contromisure. Fa un passo avanti il progetto del collegamento autostrada, tangenziale, zona artigianale e Statale 16 per decongestionare il centro
Un momento dell’incontro per gli operatori di polizia.
Il consigliere Davide Mauri
Parkinson, a Padova e Milano la prima terapia “adattiva” per una cura personalizzata
Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
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L’assessore Corazzari
guarda alle Olimpiadi: “Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
di Padova
Economia, Confindustria
Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
STRADE PIU’ SICURE, CALANO GLI INCIDENTI E AUMENTANO LE OPERE PER LA MOBILITÀ DEBOLE
Il nostro approfondimento sulla viabilità e la sicurezza, a Padova l’obiettivo è migliorare la mobilità, nei prossimi mesi i nuovi interventi su marciapiedi e piste ciclabili, intensa l’attività della Polizia Locale
Casa sempre più smart tra nuovi stili d’arredo, progettazione e stili d’arredo all’avanguardia
A metà marzo spettacolare operazione per non danneggiare le piante Collegherà i quartieri Città Giardino e Sacra Famiglia, pronta a maggio
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene”
Sulla strada della sicurezza
INicola Stievano >direttore@givemotions.it<
l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
Una partita tutta da giocare
Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio
Viabilità e sicurezza stradale/1. Nel 2024 la centrale operativa padovana ha gestito 29 mila richieste specifice
Partecipiamo alla sicurezza: efficienza e contatto diretto con la Polizia Locale
L’obiettivo è chiaro: migliorare l’efficienza degli interventi e rendere più diretto il contatto tra i cittadini e le forze dell’ordine, anche alla luce dei numeri registrati nel 2024 dalla centrale operativa della Polizia Locale, che ha gestito circa 160.000 richieste tra emergenze, informazioni e segnalazioni. Di queste, oltre 29.000 interventi sono stati tracciati e registrati, con una parte significativa legata a problematiche di viabilità. Sulla base di queste segnalazioni, sono stati registrati e tracciati 29.253 interventi, di cui 28.656 affidati immediatamente al personale operativo sul territorio. Una quota significativa di questi riguardava problemi legati alla circolazione stradale. Inoltre, circa 1 0.000 interventi sono stati gestiti direttamente dalle Squadre di prossimità. Proprio l’elevato numero di contatti ha portato a una riflessione sulla necessità di ottimizzare gli interventi, rendendoli più efficienti e rafforzando il rapporto tra la
rezza” mette a disposizione delle Consulte otto referenti qualificati, con cui i presidenti dei quartieri potranno interfacciarsi direttamente per segnalare criticità e richieste.
“Si tratta sostanzialmente di un
cinando la Polizia Locale ai cittadini e i cittadini alla Polizia Locale migliorando anche la percezione di sicurezza - commenta l’assessore alla sicurezza Diego Bonavina - La presenza di agenti visibili sul territorio va infatti nella direzione
prossimità, in stazione, su motociclette e in altri servizi. Complessivamente, il corpo della Polizia Locale conta 270 operatori in divisa. “Grazie a questo progetto e alla collaborazione con le Consulte di Quartiere, puntiamo a rendere i
nostri interventi più rapidi ed efficaci. - aggiunge il comandante della Polizia Locale Lorenzo Fontolan - Inoltre, il contatto diretto con i rappresentanti dei quartieri potrà fungere da filtro per molte segnalazioni, consentendo una gestione più mirata delle richieste”.
Si tratta di un’implementazione del progetto di prossimità che caratterizza la Polizia Locale, con l’obiettivo di avvicinare sempre più i cittadini attraverso un’interfaccia come i presidenti delle Consulte. In questo modo, l’amministrazione punta a ridurre i tempi di risposta e fornire soluzioni più immediate e dirette. Le otto persone referenti sono ufficiali altamente qualificati, con una funzione di coordinamento del personale, che interverrà poi sulle segnalazioni. Questo progetto si integra con l’attività ordinaria della Polizia Locale, con l’obiettivo di ottimizzare i tempi e agire in modo più diretto. Sara Busato
Padova avvia una grande campagna di manutenzione in tutte le zone
“Dedicherò la seconda metà del mandato alle manutenzioni” aveva evidenziato il vicesindaco di Padova durante la conferenza stampa di fine anno:
“Vogliamo riordinare la “casa” dei padovani, sistemando e aggiustando ciò che serve a partire dalle strade e dai marciapiedi, per rendere i nostri quartieri sempre più decorosi”. Il 2024 è stato un anno di grandi lavori, e sarà così anche nel
eliminazione delle barriere architettoniche. Con questo intervento rispondiamo concretamente alle richieste dei cittadini, migliorando le condizioni della viabilità e regolamentando la sosta, prima disordinata e potenzialmente pericolosa per pedoni e ciclisti. Inoltre, via del Giglio rappresenta un collegamento strategico tra la zona di San Bellino e il Parco Morandi, e con questi lavori abbiamo dato conti-
Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Questa strada riveste un’importanza fondamentale per la mobilità quotidiana dei padovani, in quanto attraversa un’area densamente abitata, caratterizzata da numerose abitazioni e attività commerciali, e rappresenta una via ciclabile molto frequentata in direzione del centro città. Oltre alla riqualificazione della pavimentazione pedonale e ciclabile, l’Am-
2025 quando i cittadini vedranno il nuovo volto della città che cambia grazie alle opere messe in cantiere negli ultimi anni, in particolare quelli legati al Pnrr.
“Completeremo la rete di piste ciclabili che stiamo realizzando - conferma il vicesindaco Andrea Micalizzi - , vedremo i progetti del nuovo Parco Prandina e della Questura, che sorgerà al posto dell’ex Bronx di via Anelli” . Prosegue quindi l’impegno dell’Amministrazione comunale per la manutenzione e il miglioramento dei quartieri. Si è recentemente concluso l’intervento in via del Giglio, dove sono stati investiti oltre 1 50.000 euro per rifare la pavimentazione stradale, realizzare un nuovo marciapiede e riorganizzare gli spazi urbani, restituendo ai cittadini un ambiente più ordinato e sicuro.
Il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Andrea Micalizzi sottolinea l’importanza dell’opera: “La qualità delle strade e dei marciapiedi è una priorità per l’Amministrazione, poiché significa maggiore decoro, sicurezza ed
nuità alla rete pedonale e ciclabile fino all’accesso del parco”.
L’intervento ha riguardato diversi aspetti fondamentali per la sicurezza e la viabilità: come il rifacimento del manto stradale, per garantire una circolazione più sicura e confortevole; la definizione delle aree di sosta, con una migliore organizzazione degli spazi disponibili; il tracciamento della bike lane, che identifica la strada come zona a transito lento con limite di 30 km/h e l’allargamento e sistemazione del marciapiede, per migliorare la sicurezza dei pedoni.
L’amministrazione comunale prosegue così il proprio programma di interventi nei quartieri, con l’obiettivo di rendere la città sempre più accessibile, ordinata e sicura per tutti i cittadini. Un altro intervento è in via Stoppato.
L’opera, che riguarda la sistemazione dei marciapiedi e della pista ciclabile su un tratto di 1,2 km, da via Stoppato fino al ponte sullo Scaricatore, ha visto un investimento complessivo di 120.000 euro, finanziati con fondi del Piano
ministrazione ha avviato anche un progetto di rinnovo dell’illuminazione pubblica lungo il tratto interessato. In collaborazione con Hera Luce, le vecchie lampade a incandescenza vengono sostituite con moderne luci a LED, che garantiranno non solo una maggiore sicurezza, ma anche una significativa riduzione dei consumi energetici.
“Ora, nella seconda parte del mandato, vogliamo concentrarci ancora di più sulla manutenzione, con attenzione al decoro e alla sicurezza delle strade, per migliorare l’aspetto della città e rimuovere le barriere architettoniche. - conclude il vicesindaco Micalizzi - Ogni segnalazione dei cittadini e ogni sopralluogo viene preso in considerazione e inserito nel piano di intervento. Il fabbisogno stimato oggi supera i 17 milioni di euro e cresce ogni mese. È una cifra molto alta e non abbiamo fondi sufficienti. Per questo, è essenziale continuare gli investimenti iniziati, sperando di non subire ulteriori tagli.”
Sara Busato
Micalizzi: “Nella seconda parte del mandato, vogliamo concentrarci ancora di più sulla manutenzione, con attenzione al decoro e alla sicurezza delle strade, per migliorare l’aspetto della città e rimuovere le barriere architettoniche. Ogni segnalazione dei cittadini e ogni sopralluogo viene preso in considerazione e inserito nel piano di intervento”
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Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
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Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
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CALANO GLI INCIDENTI E AUMENTANO LE OPERE PER LA MOBILITÀ DEBOLE
Strade, ciclabili, t- Red, i Comuni di Piove di Sacco, Pontelongo e Sant’Angelo di Piove intervengono. L’azione di sensibilizzazione sul territorio dell’associazione Daccapo
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DELLO ZUCCHERIFICIO
Nell’intervista a Veneto24, la sindaca Lisa Bregantin discute l’impegno per integrare le persone immigrate
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene”
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l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
Bellotto Giancarlo, Rosita, Morena
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Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 14
Servizio
“Nella sensibilizzazione, vanno coinvolte le scuole ma anche autoscuole”
Nel padovano nel 2023, 2589 incidenti con 38 morti. 26 morti in meno rispetto all’anno precedente. Si stanno organizzando incontri nelle scuole del Piovese
S icurezza stradale. Dopo gli incidenti ci sono i danni, i feriti e le vittime della strada. C’è una associazione che da anni ha fatto del monito e della sensibilizzazione delle condotte sulle strade la sua missione, è l’Associazione Vittime della Strada guidata a, Padova da Paolo Battistini. Nel padovano si sono verificati nel 2023, 2589 incidenti con 38 morti e 3887 feriti. 26 morti in meno rispetto all’anno precedente. Emerge dal Focus incidenti stradali in Veneto dell’Istat, un report del biennio 2022-2023. “Nel padovano - spiega Battistini - questi dati sono incorggianti e spero che siano anche il frutto compresa l’area del Piovese, della sensibilizzazione sul tema”. “In Veneto, nel 2023 - dice Battistini - si sono verificati 12.774 incidenti
stradali, che hanno causato la morte di 309 persone e il ferimento di altre 16.994. Rispetto al 2022 diminuiscono il numero delle vittime (-3,7%), gli incidenti (-3,4%), ed i feriti (-1,7%). Nel 2023, si è registrato un aumento dell’incidenza dei decessi tra gli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani e anziani) rispetto al 2010. Tra il 2010 e il 2023, in Veneto, l’incidenza dei pedoni deceduti è cresciuta, dall’11,6% al 12,6%. La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (72,5%)”. La tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (4.553 casi, 48 vittime e 6.161 feriti), seguita dal tamponamento (2.195 casi, 26 decessi e 3.427 persone ferite), mentre la più pericolosa è la fuoriuscita di un veicolo isolato (6,3 decessi ogni 100 inciden-
ti), seguita dallo scontro frontale (5,8 decessi ogni 100 incidenti), l’urto con ostacolo accidentale (4,8 decessi ogni 100 incidenti) e l’investimento di un pedone (3,6 decessi ogni 100 incidenti). L’analisi dell’incidentalità stradale per categoria di utente, evidenzia che i conducenti dei veicoli coinvolti costituiscono il 67,3% delle vittime e il 74,2% dei feriti. “In capo alle amministrazioni comunali c’è la manutenzionesottolinea Battistini. C’ è la mes-
Il numero maggiore di incidenti su verifica su strade urbane
Nel 2023 il maggior numero di incidenti, 8.879 (69,5% del totale), in Veneto si è verifica sulle strade urbane, provocando 132 morti (42,7% del totale) e 11.182 feriti (65,8% del totale). Rispetto all’anno precedente i sinistri diminuiscono su tutte le categorie di strada ma la diminuzione maggiore si verifica sulle strade urbane (-3,9%), seguite dalle altre strade (-2,4%). Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (4,8 decessi ogni 100 incidenti) e sulle autostrade (3,3 decessi ogni 100 in-
cidenti). La percentuale più elevata di incidenti stradali avviene lungo un rettilineo, sia sulle strade urbane (47%), sia su quelle extraurbane (56,1%). In ambito urbano, gli incidenti rilevati nei pressi di un incrocio rappresentano il 19,5% del totale, seguiti da quelli in corrispondenza di incroci (16,2%) e curve (8,9%). Lungo le strade extraurbane il 17,8% degli incidenti si verifica in curva, il 10,9% nei pressi di un’intersezione. “Un incidente che ha molto colpito la comunità dell’area del Piovese - spiega Paolo Battisti-
sa in sicurezza specie dei punti più critici. Poi c’è il controllo della velocità che dev’essere un elemento fondamentale. Il decreto Salvini non va nella giusta direzione perché mette dei paletti non di poco conto per quanto riguarda le installazioni degli autovelox. Ma il problema è che non dobbiamo aspettare i morti per intervenire. In altri Paesi invece come la Svizzera non esiste nemmeno il preavviso dell’autovelox. Va fatta poi una gran ope-
ni dell’Associazione Vittime della Strada - è stato quello che lo scorso anno ha causato la morte di una ragazzina di 14 anni di Sant’Angelo di Piove che è stata centrata da un’auto mentre con la sua bicicletta si stava recando alla fermata dell’autobus per poi andare a scuola a Dolo. Un fatto che ha fatto riflettere sulla continua necessità di tenere sempre comportamenti attenti quando si esce in strada sia da parte del pedone o ciclista o dell’automobilista (o camionista)”. (a.a.)
ra di sensibilizzazione e coinvolgimento, non solo nelle scuole ma anche nelle autoscuole. Si deve insistere sulla necessità di fare attenzione all’utenza debole, pedoni e ciclisti quelli che pagano sempre le conseguenze più gravi dei sinistri”. Battistini ha contattato nei mesi scorsi anche istituti delle scuole superiori di Piove di Sacco per poter organizzare degli incontri con professri e ragazzi.
Alessandro Abbadir
Strade, ciclabili, t- Red, i Comuni intervengono
IComuni di Sant’Angelo di Piove, Pontelongo e Piove di Sacco investono nella sicurezza viaria da diversi anni. A Sant’Angelo di Piove il sindaco Guido Carlin è chiaro sul fatto che la sicurezza stradale è una vera e propria priorità. “L’intervento più importante in programma - spiega Carlin - è la realizzazione della pista ciclabile fra Celeseo e Sant’Angelo di Piove capoluogo, che una volta completata costerà complessivamente 1,3 milioni di euro compresa l’illuminazione. Penso possa essere completata nel marzo del 2026. Un altro intervento importante è il progetto per la realizzazione pista ciclabile di via Caselle. Stanziati per il progetto 40 mila euro”. Il sindaco non dimentica il tragico incidente che ha portato alla morte una ragazzina di 14 anni che si stava recando a scuola in bicicletta, ma precisa che non si è registrato un aumento di sinistri stradali sul territorio comunale. Per la sicurezza sulle strade sono stati attivati anche dei semafori t- red che sanzionano chi passa con il rosso. Sul territorio il Comune ha 3 agenti della polizia locale. “Parte delle nostre risorse - dice Carlin - vengono impegnate per la urbanizzazione, marciapiedi e viabilità. Perché noi abbiamo un autovelox e non
è che facciamo cassa, con quello garantiamo la sicurezza, però con quello che vi viene introitato all’interno del bilancio sono vincolati al fine dell’urbanizzazione del di tutta l’area del Comune, insomma, per cui anche piste ciclabili, l’ abbattimento delle barriere architettoniche per i disabili e tutte queste cose qua vengono anche da questo fondo che viene creato dall’autovelox da altri sistemi, e dalla polizia locale che controlla il territorio”. Nel Comune di Piove di Sacco anche quest’anno almeno 600 mila euro (parliamo di 6 milioni già investiti nell’ultimo decennio) sono destinati agli interventi di ripristino della sicurezza stradale viaria e pedonale con il rifacimento delle
L’associazione Daccapo sensibilizza sulle conseguenze del trauma
C’è una associazione nel padovano che si chiama Daccappo e si occupa dei problemi collegati ai traumi cranici. Presidente è Antonietta Rossana Rossetto che risiede a Polverara nel Piovese.
L’associazione promuove il progetto Erica e la presidente ne spiega il perché. “Essendo la scuola uno dei luoghi di prevenzione e promozione del benessere individuale e collettivo - dice - uno dei suoi compiti deve consistere nel promuovere salute”. Il progetto di prevenzione degli incidenti stradali nelle scuole, anche della provincia e del piovese, è nato, inizialmente, come supporto ad un progetto del Comune di Padova, successivamente la presidente ha voluto che questo diventasse una proposta perenne di Daccapo
cranico
negli anni, grazie alle psicologhe Sara Bolcato, Lucia Rosaspina e Giulia Nania. “Il progetto vuole sensibilizzare i giovani - spiega la presidente - al problema della sicurezza stradale e diffondere comportamenti corretti e consapevoli durante la circolazione su strada, sia su mezzi di trasporto che a piedi, la guida della bicicletta e la promozione dell’uso del casco. In aggiunta ai tradizionali incidenti stradali, aumentano a dismisura quelli con coinvolgimento dei monopattini elettrici”. L’associazione, con il progetto Erica, punta a sensibilizzare sui fattori di rischio e le conseguenze degli incidenti stradali, promuovendo pensiero critico e riflessivo. Si vuole dare risposta a due finalità dell’associazione che pre-
asfaltature e dei marciapiedi. Il bilancio poi stanzia 600 mila euro per l’ultimo stralcio della pista ciclabile di via Righe a Corte. Un progetto complessivo da 1,8 milioni di euro che sta dando una nuova dimensione viaria alla frazione. Altri 600 mila euro vanno invece per il ripristino della pista ciclabile di via Vivaldi, fondamentale per il collegamento tra la città e la frazione di Arzerello. A Pontelongo la sindaca Lisa Bregantin sottolinea come siano previsti degli interventi di messa in sicurezza per via San Lorenzo e via San Valentino che si trovano a ridosso del fiume Bacchiglione anche con la possibilità di accedere a fondi da bandi regionali.
Alessandro Abbadir
vedono di occuparsi sia delle problematiche fisiche, psicologiche, cognitive, comportamentali e di re-inserimento sociale, scolastico e lavorativo delle persone che hanno subito cerebrolesioni, sia di sensibilizzare e informare sui molteplici problemi che coinvolgono le vittime di cerebrolesioni e i loro familiari. La conduttrice degli incontri sarà la dottoressa Giulia Nania, psicologa di aerea neuropsicologica. Il progetto è stato dedicato ad Erica Ferrazza, psicologa e collaboratrice dell’associazione tragicamente scomparsa. (a.a.)
A Sant’Angelo l’opera più attesa è la realizzazione della pista ciclabile fra Celeseo e il capoluogo, che costerà complessivamente 1,3 milioni di euro
il primo elettrobisturi al plasma in una sala operatoria della regione
Una partita tutta da giocare
Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
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L’assessore Corazzari guarda alle Olimpiadi:
“Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
STRADE PIU’
Economia, Confindustria
Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
SICURE,
CALANO GLI INCIDENTI E AUMENTANO LE OPERE PER LA MOBILITÀ DEBOLE
A Dolo il Comune punta a portare fuori dal centro i camion. Sulla Romea a Mira si attendono dall’Anas gli interventi di messa in sicurezza. Percorsi pedonali e ciclabili per evitare incidenti ai turisti sulla Brentana
Casa sempre più smart tra nuovi stili d’arredo, progettazione e stili d’arredo all’avanguardia
Mentre il sindaco Dori difende la scelta, Fratelli d’Italia organizza una manifestazione contro la dedica alle vittime dei conflitti di confine
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene”
Sulla strada della sicurezza
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
I l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
Debutta a Venezia
Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 6
Servizio
Sicurezza stradale/1. Il sindaco di Dolo Gianluigi Naletto spiega la strategia dell’ente locale
”Il traffico pesante e di scorrimento va portato fuori dal centro cittadino”
S
icurezza stradale, il Comune di Dolo interviene con diversi interventi sul territorio. A spiegarne la filosofia è il sindaco Gianluigi Naletto. “Oggi viabilità - spiega - significa qualità della vita, in modo particolare nelle aree urbane, dove non basta imporre il limite dei 30 chilometri orari per avere strade sicure e ben curate. Una caratteristica tutta dolese complica ancor più la questione: la forte interrelazione tra strade regionali e metropolitane insistenti sulla rete viabilistica comunale. Non è più tollerabile il passaggio del traffico pesante nel nostro centro urbano, connotato da caratteri culturali e ambientali unici da preservare”. In tema di organizzazione e gestione della mobilità nella Riviera del Brenta, per Naletto serve una cultura diversa, fatta di rispetto, tutela, salvaguardia dei nostri centri, vittime di scorrimenti extraurbani, che deve lasciare il posto ad una
gestione lenta e selezionata del transito automobilistico, esclusivamente di natura locale, turistica e del tempo libero, a priorità pedonale e ciclabile”. “Nell’ambito tecnico, è necessario trovare
un equilibrio diverso con la soprintendenza - continua Naletto - in cui coniugare, senza mummificare, conservazione e funzionalità. Un approccio che vede apprezzare dinamiche di vita ad
alta ed intensa relazionalità, con spazi di movimento psicologicamente più liberi: dimensioni di marciapiedi più larghi, più sedute e più verde nei centri abitati, percependo l’utilizzo dello spazio pubblico come proprio e allo stesso tempo di tutti, in quanto a valorizzazione e cura”. Per Dolo secondo il sindaco andare oltre al principio della “Città a 30 all’ora” significa, una volta realizzata da Veneto Strade la rotonda su via Torre e Pasteur, dirottare il traffico sulle due bretelle “bypass” ad est (via Perosi) e ad ovest (via Borsellino e via Falcone) del capoluogo. Ciò rappresenterebbe la condizione ideale per una evoluzione della strada regionale 11 Brentana ad arteria di viabilità locale e turistica, almeno nel tratto tra il rinnovato Foro Boario su via Mazzini/Riviera 29 Aprile e l’attuale deposito Actv su via Matteotti, oramai prossimo allo spostamento lungo via Perosi”.
Polizia locale, incidenti in diminuzione e tante ore di educazione stradale
Incidenti in diminuzione e tante ore di educazione stradale. A vigilare sulla sicurezza stradale nell’area di Dolo c’è la Polizia Locale dell’Unione dei Comuni che monitora e controlla i territori di Dolo, Campagna Lupia, Fiesso e Fossò e che recentemente ha stilato un rapporto della sua attività. Gli agenti svolgono servizio su due turni giornalieri, dalle 7.30 alle 19.30, dal lunedi al sabato. Dalle 7.40 alle 8.45, durante il periodo di apertura delle scuole, viene effettuata la
vigilanza agli incroci più critici. La squadra dedicata al servizio di polizia stradale è sul territorio con minimo una pattuglia dalle 8.45 alle 19 svolgendo posti di controllo e azioni di pronto intervento. Il Comando gestisce 4 apparecchiature di rilevamento da remoto delle infrazioni per superamento dei limiti di velocità e del passaggio con il rosso. “Sono stati rilevati nel 2024, 68 incidenti di cui 46 con feriti , 1 mortale e 21 senza feriti. Un dato questo in sensibile diminuzione rispetto
al 2023 che vedeva 75 sinistri. Su richiesta dei vari istituti scolastici - spiega la comandante della Polizia Locale Belinda Destro - il personale svolge, incontri di educazione stradale con i bambini e ragazzi delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie. Ad Arino, Dolo e Sambruson, sono stati realizzati incontri alle scuole elementari per 15 ore, con consegna finale dei “patentini” agli alunni, mentre gli interventi alle scuole dell’infanzia hanno visto un impegno per 5 ore. E’ stata
“La sicurezza stradale va poi migliorata - conclude Naletto - sulle strade metropolitane che solcano il paese. Mi riferisco alla provinciale 13 e alla sua intersezione con la Sr11 (vie Badoera e Martiri della Libertà) teatro di gravi incidenti, anche purtroppo mortali. Un’altra intersezione critica della strada provinciale 13 è con le strade comunali delle vie Polo e Brentasecca, che generano incroci pericolosi per scarsa visibilità e spesso poco rispetto dei limiti di velocità, caratteristica negativa anche della provinciale 22”. “Infine - conclude Naletto - la sfida capace di futuro per Dolo e la Riviera del Brenta è un innesto autostradale. Si tratta di una necessità che risponde ad un credito di sviluppo che la Riviera del Brenta vanta a livello regionale: una partita da tempo aperta, da giocare per davvero e fino in fondo”.
Alessandro Abbadir
data assistenza al progetto “Pedibus” nel Comune di Dolo con camminate programmate per 6 ore”. (a.a.)
Sicurezza stradale/2. A Mira interviene il vicesindaco Gabriele Bolzoni
Statale Romea, al via la messa in sicurezza
Mira punta sulla sicurezza stradale attendendo in primo luogo la messa in sicurezza della statale 309 Romea che è da sempre un punto nero della viabilità nazionale visto che è denominata “strada killer” per la serie di incidenti mortali e gravi che si verificano. “Attendiamo - spiega il vicesindaco e assessore alla mobilità del Comune di Mira Gabriele Bolzoni - con impazienza soprattutto l’avvio dei cantieri di messa in sicurezza della Romea. Anche di recente, Anas ha previsto che già nel 2025 dovrebbero partire i lavori per la realizzazione della bretella di Malcontenta, che porterà ad eliminare il semaforo e l’incrocio sulla Romea. Contestualmente, partiranno anche i lavori, sempre di Anas, per la messa in sicurezza delle fermate degli autobus, dove anche noi faremo la nostra parte, come Comune, collaborando con Anas per la fermata della ex Pansac. Ricordo che questi interventi sono molto importanti anche per pedoni e ciclisti: la messa in sicurezza degli incroci sulla Romea prevede infatti anche la creazione di sottopassi ciclopedonali, fondamentali per ricucire il territorio. Dopo Malcontenta, sarà poi l’ora delle rotatorie di Dogaletto e Giare, con quest’ultimo intervento che attende gli ultimi pa-
reri, ma che contiamo di portare in consiglio comunale nei prossimi mesi, così come fatto per i precedenti progetti”. Ma non c’è solo la Romea. “La nostra città attende poi con la massima attenzione - continua Bolzonialtri due interventi di raccordo, attesi da anni e per i quali sono stati fatti passi in avanti significativi. Parlo della bretella di via Veneto, ad Oriago, che sarà realizzata da Infrastrutture Venete all’interno di quanto già previsto dai vecchi accordi per la cosiddetta “Metropolitana di superficie”, insieme ad analoga viabilità aggiuntiva su via Moro, dove sarà realizzato anche un percorso ciclabile che sbucherà sotto la stazione di Oriago, congiungendo i due quartieri, e la bretella
di via Gardenie che, una volta realizzata, permetterà di liberare Piazza Mercato e Riviera San Pietro. A livello di infrastrutture comunali, andremo ad ottimizzare la viabilità attorno alla Casa di Comunità, a Mira Centro, ma stiamo investendo anche per la realizzazione di due importanti percorsi ciclabili, tra Malcontenta e Dogaletto, e tra Mira Porte e Piazza Mercato”. Insomma interventi che puntano a mettere in sicurezza strade in cui il rischio per l’utenza fragile è sempre elevato. Si pensi soprattutto alla Romea dove i due autovelox che e sono stati collocati nel territorio mirese accertano ogni anno migliaia sanzioni per superamento dei limiti di velocità. Alessandro Abbadir
Percorsi pedonali e ciclabili per evitare incidenti ai turisti
Il territorio mirese è inserito pienamente all’interno dell’area della Riviera del Brenta. I turisti che durante la bella stagione, ma anche i residenti che invadono le strade in bici o a piedi sono molti, ma la loro sicurezza non è certo garantita al 100 %. “Come Comune - sottolineano il sindaco di Mira Marco Dori e il vicesindaco Gabriele Bolzoni - abbiamo sollecitato Veneto Strade a migliorare la sicurezza della regionale 11 Brentana. Stiamo parlando di interventi rivolti ai pedoni e ai ciclisti. Questa strada è molto importante, perché di fatto collega i centri abitati di Mira e Oriago, che messi assieme sono come due Comuni da 15mila abitanti. E’ la strada delle ville, quindi ci sono molti turisti, anche a piedi.
Uno degli interventi di cui attendiamo la realizzazione, ad esempio, è la messa in sicurezza delle fermate di villa Widmann, con realizzazione di un tratto di marciapiede”. Per quanto riguarda
le arterie provinciali, anche qui per il Comune di Mira si tratta di completare tutta una serie di percorsi ciclopedonali. “Pensiamo - dicono Dori e Bolzoni - al percorso ciclopedonale che da Porto Menai arriva Forte Poerio, ma anche a quello che da Marano porta a Borbiago, senza dimenticare via Boldani. I sogni nel cassetto rimangono poi la realizzazione di terzo ponte, possibilmente non mobile, ad Oriago, con la relativa viabilità, per scavalcare il Naviglio e collegare Riviera Bosco Piccolo con la regionale 11, ma anche dei bypass stradali che possano sgravare i centri abitati di Mira e Oriago, così che emerga tutta la bellezza e la peculiarità di questi centri storici da visitare in sicurezza”. (a.a.)
Troppi gli incidenti sulla statale 309. Anas ha previsto nel 2025 i lavori per la realizzazione della bretella di Malcontenta, che porterà ad eliminare il semaforo e l’incrocio. Partiranno anche i lavori, per la messa in sicurezza delle fermate degli autobus
Sostegno alla terza età, al via il contributo economico per gli anziani non autosufficienti
Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
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L’assessore Corazzari
guarda alle Olimpiadi: “Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
Economia, Confindustria
Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
STRADE PIU’ SICURE, CALANO GLI INCIDENTI
E AUMENTANO LE OPERE PER LA MOBILITÀ DEBOLE
La città, le associazioni, le categorie alla ricerca di un modello di mobilità sostenibile. Attivato il tavolo in Prefettura
Casa sempre più smart tra nuovi stili d’arredo, progettazione e stili d’arredo all’avanguardia
CONTINUE FIBRILLAZIONI NELLA GIUNTA CITTADIN: UN ALTRO ASSESSORE FUORI
La sindaca Cittadin silura anche l’assessore Tancirolami e caos nella giunta di Rovigo
VENETO PROMOSSO
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene”
ISulla strada della sicurezza
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
Una partita tutta da giocare
Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 6
Servizio a pag. 19 segue
Focus sicurezza stradale/1. Trasporti, viabilità e sicurezza stradale al centro del dibattito urbano
Rovigo verso una mobilità sostenibile: meno auto e più bicicletta
Trasporti, viabilità e sicurezza stradale al centro del dibattito urbano
Idati parlano chiaro: Rovigo registra il tasso di motorizzazione più elevato tra i capoluoghi del Veneto, con ben 699 automobili ogni 1000 abitanti, e in provincia la media sale a 716 auto ogni 1000 residenti. Questi numeri alimentano un acceso dibattito sul diritto alla sosta gratuita, tema centrale per molti cittadini.
Denis Maragno, vicepresidente della Fiab di Rovigo, evidenzia la necessità di un cambio di rotta nella mobilità urbana. “Riducendo l’uso delle automobili private e promuovendo mezzi alternativi come la bicicletta, possiamo trasformare le nostre strade in ambienti più sicuri e accoglienti - dichiara Maragno -”.
L’analisi della Fiab rileva un calo del 10 per cento dei ciclisti urbani, un segnale che, pur attestando la presenza di utenti delle due ruote, sottolinea come sia ur-
gente intervenire per rendere la mobilità più sostenibile. La situazione si aggrava se si considerano le statistiche sugli incidenti: nel 2022 il 64 per cento degli eventi stradali ha visto il coinvolgimento di automobili, mentre il 37 per cento degli incidenti mortali ha riguardato automobilisti. Questi dati rendono evidente l’urgenza di disincentivare il traffico privato.
Tra le proposte concrete spiccano l’introduzione delle “Città 30” e l’espansione delle aree pedonalizzate. Limitare la velocità massima a 30 chilometri all’ora nelle zone urbane, come già sperimentato con successo in altre città italiane, contribuisce a rendere le strade più sicure e a rendere la bicicletta una scelta competitiva. Pedonalizzare le vie centrali, rimuovendo le auto da aree strategiche come via Angeli, via Ca-
vour, via X luglio, piazza Duomo e via Badaloni, permette di creare spazi accoglienti per famiglie e commercianti, migliorando l’esperienza urbana e rafforzando il tessuto sociale della città.
Non meno importante è il dato ambientale: la qualità dell’aria a Rovigo si attesta costantemente attorno ai 33 microgrammi per metro cubo di polveri sottili, superando di 13 microgrammi i li-
miti previsti per il 2030. Questa stabilità, ancorata a valori troppo elevati, evidenzia la necessità di un cambiamento radicale nelle abitudini di mobilità per ridurre l’inquinamento e migliorare la salute pubblica, soprattutto in una popolazione sempre più anziana.
Il messaggio della Fiab è chiaro e diretto: “Lasciate a casa l’auto per i vostri spostamenti in città”.
L’appello di Denis Maragno invita
cittadini e istituzioni a riflettere su come le scelte quotidiane in ambito trasporti possano trasformare la viabilità, rendendo Rovigo una città più sicura, sostenibile e a misura di uomo. Una sfida per rilanciare l’immagine della città, trasformandola in una potenziale oasi di benessere in un contesto troppo spesso dominato da smog e traffico.
Giacomo Capovilla
Focus sicurezza stradale/2. Tra investimenti pionieristici e ritardi decisivi, la città si trova a un bivio
Trasporti in stallo: il piano in attesa
Nel cuore di un acceso dibattito sulle scelte urbanistiche, Alessandro Panella, membro del direttivo dell’associazione “Civica per Rovigo”, che alle ultime elezioni ha raccolto 145 preferenze e si è distinto come primo tra i non eletti, denuncia una paralisi decisionale. Mentre a Ferrara l’amministrazione ha stanziato 6,5 milioni di euro per potenziare la rete ciclabile, il piano del traffico, elaborato da tecnici specializzati della precedente giunta, resta in attesa di approvazione in consiglio comunale.
Il progetto integrato L’iniziativa prevedeva un insieme di soluzioni volte a migliorare la mobilità, comprendendo non solo piste ciclabili, ma anche interventi mirati per ottimizzare il parcheggio, come il rinnovamento dell’area dell’ex centro commerciale “Le Torri” e della già caserma “Silvestri”. Il piano, concepito per garantire spostamenti sicuri ed ecologici, avrebbe rappresentato un baluardo per la sicurezza stradale e un importante passo avanti verso un ambiente più salubre. Criticità viarie e infrastrutturali
Le problematiche evidenziate riguardano specifiche aree della viabilità urbana: a Sarzano, in via dei Mille, il traffico in eccesso impone un urgente aggiornamento del sistema semaforico per tutelare i pedoni; in via Quarto, invece, si auspica l’installazione di una piccola bretella per facilitare lo scarico dal circuito produttivo verso la strada statale 443. Un ulteriore nodo critico emerge nell’area destinata all’impianto di biometano, dove il ponte dei Munari, non idoneo al transito continuo di mezzi pesan-
ti, rischia di diventare un punto di congestione, costringendo in futuro i cittadini a sostenere le manutenzioni necessarie.
Civica per Rovigo accusa l’amministrazione di bloccare un progetto chiave per sicurezza, ambiente e viabilità urbana
L’appello finale Panella invita l’amministrazione a superare il blocco burocratico e a dare il via libera al Piano del Traffico. Solo così, secondo l’attivista, la città potrà beneficiare di infrastrutture moderne e sostenibili, garantendo spostamenti sicuri e un ambiente migliore per l’intera comunità.
Giacomo Capovilla
Tavolo per il monitoraggio dell’incidentalità stradale, presieduto dal Prefetto Franca Tancredi
L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti delle Forze di Polizia, dei Comandanti delle Polizie Locali dei Comuni della provincia, degli enti proprietari delle strade, dei Vigili del Fuoco, del SUEM 118 e dell’Automobile Club, con l’obiettivo di analizzare i dati e le strategie per migliorare la sicurezza sulle strade. I dati statistici relativi all’incidentalità stradale del 2023, forniti dall’Ufficio Statistica della Provincia di Rovigo e validati dall’Istat, sono stati al centro della discussione. Secondo i numeri, il 2023 ha registrato 741 incidenti stradali, con una sostanziale stabilità rispetto agli anni precedenti. Sebbene l’indice di mortalità sia in calo, la distrazione alla guida si conferma come il principale fattore di rischio, seguita dalla guida in stato di ebbrezza, dalla violazione della precedenza, dal mancato rispetto della distanza di sicurezza e dall’eccesso di velocità. Gli inci-
denti, in particolare, continuano a verificarsi soprattutto in ambito urbano, sebbene con una gravità inferiore rispetto a quelli sulle strade extraurbane. Questo trend sembra confermarsi anche per il 2024. Durante la riunione, si è discusso anche delle recenti modifiche al codice della strada, che puntano a rafforzare la sicurezza con un approccio integrato che coinvolge sia la condotta dei conducenti che la qualità delle infrastrutture
e dei veicoli. Un punto importante riguarda le nuove disposizioni per l’installazione dei rilevatori di velocità, con la necessità di considerare soluzioni alternative, efficaci nel dissuadere comportamenti pericolosi al volante.
Un focus particolare è stato riservato anche alle campagne di sensibilizzazione dedicate agli studenti, in collaborazione con l’Autorità scolastica, per promuovere una cultura della sicurezza stradale. Obiettivo primario di queste iniziative è stimolare nei giovani la consapevolezza dei rischi connessi alla guida, incoraggiando comportamenti responsabili e prudenti. L’incontro si è concluso con l’impegno di tutte le istituzioni a collaborare in modo sinergico per migliorare la sicurezza stradale, con l’auspicio che le azioni intraprese possano ridurre ulteriormente il numero degli incidenti e salvare vite umane.
Parkinson, a Padova e Milano la prima terapia “adattiva” per una cura personalizzata
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Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
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L’assessore Corazzari
guarda alle Olimpiadi:
“Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
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Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
Le città termali fanno i conti con il traffico di attraversamento e la tutela della vocazione turistica, gli interventi dei piani urbani del traffico e l’attenzione alla mobilità lenta
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Il sindaco traccia un bilancio che punta su inclusività e infrastrutture, mentre la città affronta i tagli statali senza gravare sui cittadini SICUREZZA E SOCIALE AL CENTRO DEL MANDATO DI BARBIERATO
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I l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 6
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Sicurezza stradale e viabilità/1. Il focus con il sindaco Mortandello e il vice Fanton sulla rivoluzione della mobilità
“Traffico di scorrimento fuori dal centro”
Montegrotto tutela la vocazione turistica
Gli interventi prevedono di deviale il flusso di attraversamento all’esterno, creando nuove aree che ricolleghino le centralità e favoriscano la mobilità lenta e sostenibile a prevalenza ciclo-pedonale
Dagli inizi del Duemila gli incidenti stradali a Montegrotto sono più che dimezzati e lo stesso si può dire per il numero di feriti. La città sampietrina dunque fa meglio della media regionale e nazionale, così come resta basso l’indice di mortalità, con anni in cui non si registra alcun decesso sulle strade. Ciò non toglie che sul fronte della sicurezza stradale si può sempre migliorare anche per diminuire l’impatto sociale ed economico che il numero di incidenti, con decessi ma anche numerosi feriti gravi, provoca sulla collettività. Ecco allora che negli ultimi anni, anche sulla spinta di opportunità di finanziamento, si sono moltiplicate le iniziative. A Montegrotto procede a pieno ritmo la realizzazione del piano urbano del traffico, destinato a ridisegnare
la mobilità e migliorare proprio la sicurezza stradale.
“Il nostro obiettivo - spiega il sindaco Riccardo Mortandello - è il traffico di scorrimento dal centro, per tenere fede alla vocazione turistica della nostra città ma anche per mettere in sicurezza le nostre strade. Non dimentichiamoci poi che Montegrotto è la città della salute e quindi ben vengano tutte le iniziative, anche legate alla viabilità, che ci permettono di tutelare la salute dei nostri concittadini e anche dei nostri ospiti. Non penalizzeremo mai tutto ciò che è mobilità dolce, vale a dire bicicletta e pedoni, per la quale stiamo realizzando numerosi interventi. Abbiamo lavorato al nuovo piano urbano del traffico che punta proprio a dare pari dignità alla mobilità ciclo pedonale attraverso i nuovi interventi. Abbiamo tenuto conto delle
criticità e messo a punto opere che orientate proprio alla sicurezza sulla strada, perché tutte le operazioni legate alla viabilità vanno concertate con chi vive e lavora sul territorio.
Segue la medesima ottica anche il masterplan Montegrotto 2050, un progetto ambizioso al quale ha lavorato lo studio Cappochin su incarico della Giunta. Anche in questo ambito - aggiunge il sindaco - le proposte di intervento prevedono di spostare il traffico di attraversamento all’esterno del centro cittadino, creando nuove aree pedonali che ricolleghino le centralità e favoriscano la mobilità lenta e sostenibile. L’asse stradale principale del centro, diverso per colore e materia, avrà un uso misto e condiviso, dove i veicoli che passeranno dovranno rispettare il limite dei 10 o dei 30 km all’ora a seconda delle tratte. In questo modo sarà la mobilità ciclopedonale ad essere protagonista».
Il vice sindaco e assessore alla rigenerazione urbanistica Luca Fanton ricorda: «Quando ci siamo
Bike lane: percorsi ciclabili più visibili e più sicuri
Tra gli interventi sulla viabilità per mettere in sicurezza la mobilità dolce Montegrotto sta investendo, oltre che sulle tradizionali piste ciclabili, sulle bike - lane, percorsi ad una corsia, delimitati da una linea marginale tratteggiata verso la carreggiata, con il simbolo della bicicletta su quadrato verde - dove le biciclette avranno diritto di precedenza. Il costo complessivo del piano è di 60 mila euro. “Le bike lane - spiega l’assessore alla mobilità Luca Fanton
- sono uno strumento innovativo per rendere le strada più sicure e inclusive. Sono state introdotte in Italia nel 2020 per incentivare la mobilità sostenibile. Diversamente dalle piste ciclabili vere e proprie, possono essere eventualmente usate anche da altri mezzi, comprese auto e moto, ma solo per brevi tratti e in particolare nel caso di fermata e sosta.
Le biciclette hanno però precedenza in caso di compresenza delle auto, e il limite di velocità è di 30Km/h». Oltre a
insediati nel 2016 alcune opere significative c’erano già ma quello che mancava era un obiettivo comune. Ecco allora che il primo intervento significativo è stato il sottopasso pedonale che porta su Viale della stazione: un’opera inizialmente molto osteggiata ma che adesso si è consolidata ed è intoccabile. Tra le novità ricordo il collegamento dalla rotatoria di Mezzavia, all’incrocio con via Falcone, attraverso la nuova lottizzazione verso via Campagna Bassa per poi raggiungere la strada romana. E’ pronto il progetto preliminare, in
via Vallona sono interessate dalle bike lane i tratti in uscita da via dei Colli e in entrambi i lati in via Castello, in viale Stazione (da via Aureliana a piazza Roma), via Roma (da Piazza Roma alla rotonda incrocio via Caposeda), in via Plinia (dall’incrocio con via Roma all’incrocio con via Claudiana),e in via Catajo (dalla rotonda di viale della Croce Rossa a piazza Libertà di Turri) e davanti al nuovo Camping Lido Terme che aprirà nel 2026. (n.s.)
questo modo il traffico di scorrimento non passerà più davanti al polo scolastico e agli impianti sportivi della frazione”.
L’amministrazione sampietrina rilancia inoltre la discussione sull’unione delle tangenziali con Abano. “E’ un tema delicato ma dobbiamo agire - sottolinea il sindaco - perché non vogliamo essere noi ai subire il carico di traffico che arriva da fuori. Compreso quello pesante, che ancora attraversa il nostro territorio, e che dobbiamo dirottare verso la statale Adriatica”. Nicola Stievano
“Mobilità lenta per ridurre i rischi”
L
a città più turistica della provincia si trova a ridosso di Padova con cui condivide il sistema viario di collegamento attraverso tangenziali e statali ad alto flusso di auto e di mezzi pesanti. Anche ad Abano Terme il numero di incidenti e di feriti è progressivamente calato negli ultimi vent’anni ma ciò non toglie che la sicurezza stradale resti una necessità particolarmente sentita visto che ogni mese si verifica qualche incidente di media gravità. La presenza di turisti per tutto il periodo dell’anno impone poi un supplemento di attenzione.
“Dobbiamo puntare sempre di più ad una mobilità sostenibileafferma il sindaco Federico Barbierato - e ad una mobilità lenta che garantisca la sicurezza dei cittadini e una accessibilità ottimale alla nostra città. A questo punta il Piano urbano del traffico che abbiamo approvato di recente in consiglio comunale dopo aver ricevuto l’ok della regione. Due dei pilastri sono per l’appunto il miglioramento della sicurezza stradale e la riduzione dell’inquinamento. Interverremo con l’introduzione di sensi unici e nuovi parcheggi nei punti più critici, come ci hanno segnalato gli stesi cittadini. Nei quartieri San Lorenzo e San Giuseppe disciplineremo la sosta nelle vie più strette e introdurremo un solo senso di
marcia. Un altro grande obiettivo del Piano è l’introduzione del senso unico da Viale delle Terme a piazza della Repubblica in modo da avere anche la pista ciclabile. Stiamo sperimentando questa soluzione anche con Busitalia per le possibili alternative. Tutto questo è stato preceduto da studi durati più di un anno a cura di un’azienda che ha monitorato i flussi di traffico. Interveniamo perciò a ragion veduta, con i dati alla mano”. Novità in arrivo anche per uno degli accessi alla città più sensibili, quello del ponte della Fabbrica. Il semaforo sulla Statale Adriatica sarà sostituto da una nuova rotatoria e anche il ponte verrà rico-
struito. L’opera è in capo alla Provincia, che l’ha finanziata per oltre tre milioni di euro, e ora la pratica è all’Anas e tutti sperano in tempi brevi. “Nella stessa zona - aggiunge Barbierato - abbiamo previsto una rotonda anche all’incrocio tra via Santa Maria e via Ponte della Fabbrica, eliminando così il semaforo. Inoltre in via Sana Maria completeremo la pista ciclabile che si collegherà con Padova”.
Sul completamento delle tangenziali con Montegrotto, infine, il sindaco è netto: “E’ sparito dagli strumenti di pianificazione urbanistica, ad oggi non rientra nella pianificazione territoriale”.
Nicola Stievano
Pressing per i due autovelox sulla direttissima per Abano
Dopo l’incidente mortale del mese scorso, nel tratto ricadente in territorio padovano, il Comune di Abano ha impresso un’accelerazione per l’installazione dei due autovelox, previsti ormai da tempo, lungo la bretellina che da Curva Boston collega i due Comuni.
“Stiamo solo attendendo l’approvazione del progetto da parte di Veneto Strade”, spiega la comandante della Polizia locale aponense, Francesca Aufiero. “E’ l’ultimo tassello che manca prima di poter partire finalmente con l’installazione. Abbiamo scritto anche lunedì a Veneto Strade, sottolineando l’urgenza dell’opera”. I due rilevatori saranno installati al km 2,600 in direzione “PadovaSelvazzano” e al km 2,900 in direzione “Padova-Abano”. Il limite
di velocità sarà fissato a 70 km/h. Sulla stessa strada regionale sono operativi da qualche anno
due identiche postazioni fisse che insistono nei territori di Albignasego e Selvazzano. Dal Comune sperano che i solleciti possano portare ad una risposta immedia-
ta.
“E’ necessario procedere in fretta ad attuare tutte le misure necessarie per prevenire i rischi”, dice ancora Aufiero, che illustra l’iter previsto. “Una volta ottenuto il via libera al progetto di installazione possiamo finalmente procedere con le opere, che sono già state appaltate. I lavori dureranno molto poco. Successivamente ci sarà la fase di collaudo. Seguirà un periodo di prova, che potrà essere variabile, al termine del quale i due autovelox saranno finalmente messi in funzione per monitorare la velocità dei veicoli in transito”. E’ dal 2023 che il Comune di Abano ha deliberato l’installazione di due postazioni fisse per il controllo della velocità sulla strada regionale 47. (f.fr.)
Abano Terme, città turistica a ridosso di Padova, sta attuando un Piano urbano del traffico per migliorare la sicurezza stradale e ridurre l’inquinamento. Nuove rotatorie, parcheggi e sensi unici nelle zone critiche, oltre a un progetto per un nuovo ponte, sono in arrivo.
Ospedale di Treviso, Chirurgia 1 è un centro di riferimento per l’intero territorio
Una partita tutta da giocare
Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
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di Treviso Ovest
L’assessore Corazzari
guarda alle Olimpiadi:
“Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
Economia, Confindustria
Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
Zero Branco, Preganziol e Quinto di Treviso continuano nel loro impegno per la sicurezza stradale. Fari puntati sul Terraglio.
Casa sempre più smart tra nuovi stili d’arredo, progettazione e stili d’arredo all’avanguardia
Il sindaco Bortolato illustra i progressi dell’intervento che cambierà il volto dell’area storica della cittadina
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene”
ISulla strada della sicurezza
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
Servizi alle pagg. 8 e 9 Servizi
Sicurezza stradale/1. Lo scenario nel territorio.
Veneto: meno incidenti e vittime sulle strade, ma il costo sociale da pagare resta alto
D al 2016 a oggi, la Regione Veneto ha finanziato 636 interventi per migliorare la sicurezza stradale, investendo oltre 105 milioni di euro. Grazie a queste opere – tra cui rotatorie, piste ciclabili e la riqualificazione delle strade – l’impatto economico sul territorio è stato di circa 221 milioni di euro. Secondo i dati Istat, nel 2023 in Veneto si sono verificati 12.774 incidenti stradali, con 309 vittime e 16.994 feriti. Rispetto al 2022, si registra un calo del 3,7% delle vittime, del 3,4% degli incidenti e dell’1,7% dei feriti. Il 42% degli incidenti avviene nei centri urbani, ma se si considerano anche i comuni limitrofi, la percentuale sale al 92,5%. Nelle Aree interne, più lontane dai servizi essenziali, gli incidenti
rappresentano il 7,5% del totale. Le strade urbane restano le più pericolose: qui si concentra il 69,5% degli incidenti, con 132
Il Comune di Preganziol
Il Comune di Preganziol continua nella sua attività di potenziamento e riqualificazione del territorio. Nel corso di una delle ultime sedute di giunta, infatti, l’amministrazione guidata dalla Sindaca, Elena Stocco ha deliberato la propria partecipazione ad un importante bando regionale.
Tra gli interventi per i quali è stato chiesto il finanziamento c’è l’incrocio sul Terraglio: certamente uno dei punti neri della viabilità comunale.
“Abbiamo chiesto – ha commentato la Sindaca, Elena Stocco – il finanziamento per risol-
morti e oltre 11.000 feriti. Tuttavia, gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (4,8 decessi ogni 100 incidenti)
e in autostrada (3,3 decessi ogni 100 incidenti). Le cause principali? Perdita di controllo del veicolo su rettilineo, incroci pe-
continua nell’impegno per la sicurezza stradale
vere un significativo problema di sicurezza strale: il nostro progetto, relativo all’intersezione del Terraglio con Via Croce e Via Sambughè, punta a dotare l’incrocio di un apposito impianto semaforico
Nella seduta di Giunta del 27 febbraio scorso abbiamo formalizzato la partecipazione del nostro Comune a due bandi regionali per la riqualificazione e la messa in sicurezza di due punti strategici, anzitutto per la frazione di Sambughè. Il progetto si inserisce in un intervento di riqualificazione generale con la realizzazione di percorsi
ed attraversamenti in sicurezza per i pedoni e la realizzazione di un semaforo per la sicurezza dei veicoli.”
Il secondo progetto per il quale è stato chiesto il finanziamento attraverso il bando regionale è la Palestra. È stato infatti approvato il documento di indirizzo per opere di adeguamento della palestra di Sambughè, con efficientamento igienico ed impiantistico, finalizzato alla richiesta di finanziamento a valere sul Bando Regionale per il miglioramento e la ristrutturazione di impianti sportivi di Enti Locali.
ricolosi e curve. Il costo sociale degli incidenti stradali nel 2023 ha toccato 1,5 miliardi di euro, pari a 306 euro per ogni cittadino veneto. L’indice di lesività è in aumento, mentre il tasso di mortalità è rimasto stabile, con variazioni tra le province: decessi in calo a Padova e Rovigo. Migliorare la sicurezza stradale resta una sfida aperta: meno incidenti si verificano, ma il prezzo umano ed economico resta alto. Per questo, la Regione Veneto ha avviato le procedure per l’assegnazione dei contributi destinati alla sicurezza stradale per tutti i comuni. Tra le principali novità dei criteri di assegnazione per il 2025 vi è l’aumento dell’importo massimo ammissibile per gli interventi, che passa da 700 mila euro a 1 milione di euro.
Il documento di indirizzo prevede la demolizione del corpo dell’ex scuola elementare, per rendere strutturalmente autonomo l’adiacente corpo servizi e spogliatoi della palestra, con interventi di miglioramento statico su quest’ultimo edificio; l’isolamento e risanamento delle murature della palestra stessa, specie per l’ingresso spogliatoi, l’efficientamento igienico sanitario ed impiantistico, l’efficientamento della centrale termica e la sostituzione delle vetrate. L’importo complessivo dell’intervento è pari ad euro 585.000€
Elena Stocco, sindaco di Preganziol
Sicurezza stradale/2. In corso numerosi interventi per la sicurezza stradale.
Zero Branco investe nella mobilità: entro l’anno pronta la nuova pista ciclabile
Il Comune di Zero Branco ha approvato un piano di stanziamenti per quasi 80 mila euro, destinati a interventi sul territorio e al supporto delle associazioni locali. Nello specifico, tramite una variazione di bilancio, sono stati assegnati 40 mila euro alla manutenzione dei fossati e a opere di riqualificazione idraulica; 10 mila euro per interventi straordinari su strade e piste ciclopedonali; circa 10 mila euro per la progettazione stradale, con particolare attenzione a via Trento e Trieste; e circa 17 mila euro per sostenere le attività delle associazioni del territorio. “Con questi stanziamenti confermiamo il nostro impegno concreto - sottolinea Luca Durighetto, sindaco del Comune di Zero Branco - per migliorare la sicurezza del territorio, intervenendo su fossati, strade e piste ciclopedonali, e per sostenere le associazioni locali, cuore pulsante della nostra comunità”. Il
primo cittadino ha annunciato il prossimo completamento di un’importante infrastruttura per la mobilità sostenibile: la pista ciclabile che collegherà il centro con entrambe le frazioni. “Se non sarà entro la primavera, contiamo di concludere i lavori entro l’estate o, al massimo, all’inizio dell’autunno,” ha dichiarato. L’opera, attesa da anni, rappresenta un investimento significativo realizzato in collaborazione
con Veritas, con un finanziamento complessivo di sei milioni di euro, equamente suddiviso tra il Comune e la società. “Grazie a questo intervento, finalmente i cittadini potranno muoversi liberamente in bicicletta su tutto il territorio comunale,” ha sottolineato il primo cittadino. Oltre a migliorare la mobilità quotidiana, la nuova infrastruttura avrà un impatto positivo anche sugli eventi e le manifestazioni organizzate sia nel centro urbano che nelle frazioni. “Soprattutto nei mesi estivi, quando le famiglie si spostano con maggiore tranquillità, poter contare su un collegamento ciclabile sicuro darà ulteriore valore alla vita sociale e culturale della nostra comunità,” ha aggiunto il sindaco. L’Amministrazione comunale si augura di poter consegnare l’opera ai cittadini già nella prima metà dell’anno.
Sara Busato
Quinto di Treviso punta sulla sicurezza: più videosorveglianza e Polizia Locale potenziata
Il Comune di Quinto di Treviso punta sulla sicurezza con un importante piano di investimenti dedicato alla videosorveglianza e al potenziamento della Polizia Locale. Per il 2025 è prevista l’installazione di nuovi dispositivi di controllo, con l’obiettivo di raddoppiare il numero di telecamere presenti sul territorio.
Tra le iniziative già attuate, spicca l’installazione di un avanzato sistema di rilevazione delle infrazioni semaforiche all’incrocio tra la S.R. 515 Noalese e via Zecchina, noto come “incrocio Al Gallo”. Il dispositivo è in grado di registrare i passaggi con il semaforo rosso, contribuendo a migliorare la sicurezza stradale e a contrastare comportamenti pericolosi alla guida.
“In questi ultimi sei mesi abbiamo implementato l’organico della Polizia Locale portando a cinque il numero di agenti operativi, includendo anche una figura con incarichi amministrativi. - com-
menta il sindaco Ivano Durigon - Questo rafforzamento consente un presidio più efficace del territorio, con un’attenzione particolare alla tutela dei cittadini”
L’Amministrazione comunale conferma così il proprio impegno nella protezione e nel benessere della comunità, attraverso interventi concreti che migliorano il controllo del territorio e rafforzano la presenza delle forze dell’ordine.
Le città italiane stanno attraversando una fase di profonda trasformazione, che interessa non solo l’urbanistica, ma anche il tessuto sociale. In questo scenario, si accentua un fenomeno delle cosiddette “baby gang”, gruppi di giovanissimi, spesso minorenni, che sfidano le istituzioni e alimentano un clima di insicurezza. Un problema che ormai non riguarda più soltanto le grandi città. “Sicurezza stradale, ma anche controllo del territorio vero e proprio - continua il primo
cittadino - Non siamo esenti da fenomeni di piccolo cabotaggio e di teppismo. Anche il controllo del territorio è fondamentale, è quello che poi ci richiede anche la cittadinanza”.
Passi significativi anche verso la modernizzazione e la digitalizzazione dei servizi pubblici, grazie ai fondi stanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Con un focus particolare sulla sfera digitale, l’amministrazione comunale ha avviato una serie di progetti innovativi che promettono di trasformare la vita dei cittadini, rendendo i servizi più accessibili, efficienti e sostenibili. “Nonostante i risultati del PNRR non siano straordinari - conclude il Sindaco Durigon - quest’anno gli investimenti comunali si concentreranno sull’efficientamento delle scuole primarie e, soprattutto, sul completamento dei lavori del Municipio, chiuso da due anni, per restituire ai cittadini la loro Casa Comunale.”
Ottanta mila euro per rendere il territorio comunale maggiormente sicuro. Interventi in corso di manutenzione e realizzazione di nuovi percorsi.
Luca Durighetto, sindaco di Zero Branco
Sostegno alla terza età, al via il contributo economico per gli anziani non autosufficienti
L’assessore Corazzari
guarda alle Olimpiadi:
“Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
STRADE
Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
Economia, Confindustria
Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
La Provincia di Treviso ha vinto un bando da 100mila euro per formare alla guida sicura e contrastare gli incidenti causati da droga e alcol
Casa sempre più smart tra nuovi stili d’arredo, progettazione e stili d’arredo all’avanguardia
IL RITORNO DI MARCO GOLDIN CON UNA GRANDE MOSTRA
Settecento persone al Teatro Comunale per applaudire il curatore d’arte, che mancava dal 2018
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene”
Sulla strada della sicurezza
INicola Stievano >direttore@givemotions.it<
l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
Una partita tutta da giocare
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Sulle strade di Marca si muore per distrazione Ma dal 2001 a oggi vittime più che dimezzate
M
illeottocentosessanta.
Sono le vittime della strada nella provincia di Treviso dal 2001 al 2023. Una media di oltre 80 vite spezzate ogni anno. E con loro, famiglie e comunità per le quali il futuro è cambiato nel tempo di un incidente. Spesso appena una frazione di secondo. I dati – che arrivano dall’Istat e sono stati elaborati assieme all’Aci – prendono in considerazione i sinistri che hanno causato lesioni alle persone. Morti e feriti, che nel corso degli oltre vent’anni presi esaminati dall’istituto mostrano una decrescita costante. Nel 2001 i decessi a livello provinciale sono stati 141, nel 2023 si sono più che dimezzati, arrivando a quota 54, con il numero minimo di vittime toccato nell’anno della pandemia, quando a perdere la vita sono state 40 persone. Numeri che non confortano e non solo perché stiamo parlando di vite umane. L’obiettivo fissato dall’Europa in materia di sicurezza stradale è dimezzare entro il 2030
il numero delle vittime e dei feriti gravi rispetto ai dati del 2019, quando il tragico computo provinciale dei morti ha segnato quota 56. Da qui i programmi d’azione messi in atto, con l’istituzione del Tavolo provinciale per la sicurezza stradale che riunisce, sotto il coordinamento dell’ente guidato dal presidente Stefano Marcon e in sinergia con Prefettura e Ulss 2, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, le autoscuole, le assicurazioni e le associazioni sensibili al tema per realizzare iniziative volte a raggiunge un obiettivo che va molto oltre quello del 2030: “All’orizzonte abbiamo l’obiettivo a lungo termine dell’agenda 2050 che è di zero vittime”. Per riuscirci – accanto ad appuntamenti dedicati per ogni fascia di età, ad attività di formazione, informazione, sensibilizzazione – la Provincia nell’ultimo triennio ha stanziato oltre 40 milioni di euro per investire sulla rete stradale provinciale: ponti, incroci, rotatorie e piste ciclabili da mettere in sicurezza. “Oltre a questo,
ribadiamo il nostro invito alla prudenza, affinché la distrazione non sia più la prima causa di incidente mortale”, sottolinea il presidente. Lo scorso ottobre i dati presentati dal Tavolo provinciale per la sicurezza stradale in occasione della giornata in memoria delle vittime
della strada evidenziavano, come aveva sottolineato il Viceprefetto vicario Alessandro Sallusto, “che i comportamenti scorretti alla guida continuano a essere ancora diffuso e richiedono la massima attenzione delle istituzioni e dei cittadini su un tema cruciale per tutti”. Di-
strazione, ma non solo. Nell’ultimo bilancio della Polizia locale di Treviso, presentato un mese fa in occasione della ricorrenza del patrono San Sebastiano, si racconta che sulle strade cittadine si continua a correre veloce. In particolare sulla tangenziale, nonostante gli autovelox. In sei mesi (la seconda metà del 2024) gli agenti al comando di Andrea Gallo hanno redatto 14mila verbali, che corrispondono allo 0,12 per cento dei 57.400 veicoli che ogni giorno transito sull’arteria a grande scorrimento che collega Silea a Noalese e Castellana. Un dato che, soprattutto, non si discosta da quello dell’anno precedente. Insomma, la velocità rimane costantemente alta. Nel 2024 sono state ritirate e sospese 87 patenti. Le cause principali? La guida in stato di ebbrezza, con ben 33 casi in cui il tasso alcolemico era superiore a 0,80 grammi per litro. Al secondo posto l’uso del cellulare alla guida: in dodici mesi sono state contestate 218 sanzioni.
Sara Salin
MOGLIANO VENETO RUGBY
TADIO
La prevenzione. L’ente del Sant’Artemio ha vinto il bando “Mobilità Sicura” indetto dall’Unione province italiane
Centomila euro per formare alla guida sicura e contrastare gli incidenti causati da droga e alcol
Ha partecipato a “Mobilità Sicura”, bando nazionale promosso dall’Unione province italiane finanziato con il fondo contro l’incidentalità notturna gestito dal Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri. E la Provincia di Treviso è stata tra le vincitrici, aggiudicandosi 100mila euro di finanziamento.
“È una grande soddisfazione vedere riconosciuto, a livello nazionale, il nostro impegno per combattere l’incidentalità stradale. Grazie alle risorse ottenute – spiega il presidente Stefano Marcon – potremo implementare ancora di più le iniziative in tema di prevenzione, educazione e formazione, realizzate anche con il progetto del Tavolo per la Sicurezza Stradale, con l’obiettivo di ridurre i tanti, troppi incidenti che purtroppo si verificano nel territorio, principalmente a causa della distrazione e dell’utilizzo del telefonino”.
Con le risorse ottenute, la Provincia sta mettendo in cantiere dei progetti che prevedono lezioni formative e attività pratiche per insegnare alla cittadinanza
– soprattutto alla fascia più giovane – le modalità per prevenire un incidente, come conoscere i meccanismi fisici e psicologici che si innescano prima e dopo uno scontro, come gestire le conseguenze post-incidente. Verranno inoltre promossi i comportamenti sicuri per poter contrastare ogni forma di incidentalità stradale correlata all’assunzione di alcol e droga.
“Dopo la straordinaria esperienza del Drive Camp – afferma Marcon – siamo pronti a organizzare nuovi appuntamenti che
La Provincia di Treviso ha ottenuto un finanziamento grazie al quale svilupperà progetti destinati principalmente ai giovani, con lezioni formative e pratiche. Marcon: “Grande soddisfazione che a livello nazionale venga riconosciuto il nostro impegno in questa lotta”
consentano ai cittadini, soprattutto ai più giovani che si accingono a prendere la patente, di capire quali sono gli accorgimenti da mettere in pratica per evitare uno scontro”. L’obiettivo della Provincia è provare a invertire il drammatico trend degli incidenti, tema caldo sia a livello nazionale che locale. “Per riuscirci è necessaria l’azione congiunta delle istituzioni, con iniziative e campagne mirate. Ma anche –aggiunge il presidente – con l’acquisizione di consapevolezza da parte della comunità”. (s.s.)
Il progetto “Drive Camp”, simulazioni e crash-test dedicati agli studenti degli istituti superiori
Lo scorso ottobre la collaborazione fra istituzioni nella lotta alla sempre troppo lunga scia di sangue sulle strade della Marca trevigiana ha portato alla realizzazione del “Drive Camp”, progetto dedicato agli studenti delle scuole superiori per sensibilizzarli sui possibili rischi alla guida di un mezzo anche attraverso la simulazione di incidenti reali con il coinvolgimento di auto, moto e biciclette. L’iniziativa è stata organizzata al Sant’Artemio dalla Provincia in collaborazione con il Tavolo per la Sicurezza Stradale, la Prefettura, l’Ulss 2, il Comune di Treviso, l’Ufficio scolastico provinciale, la Questura, i Vigili del fuoco, il Suem 118, la Polizia stradale, la Guardia di finanza, il Comando provinciale dei carabinieri, la Federazione motociclisti-
ca italiana e La Rete di Malachia, organizzazione di volontariato per la prevenzione dei suicidi. Ai giovani che hanno partecipato (del liceo Duca degli Abruzzi e degli istituti Giorgi-Fermi e Max Planck) sono state fornite linee guida e consigli pratici su come prevenire un sinistro e affrontare situazioni di pericolo. Oltre alle spiegazioni delle dinamiche di un incidente, sono stati affrontati con ragazze e ragazzi i temi deli
effetti psicologici post-incidente, della percezione del rischio e dei servizi di supporto per chi resta coinvolto in uno scontro. Sono più di vent’anni che la Provincia di Treviso sta lavorando sulla sicurezza stradale, all’inizio anche con campagne shock. Oggi si punta molto di più sull’educare a tutelare la propria vita e quella delle altre persone. Ad avere consapevolezza delle conseguenze. (s.s.)
L’assessore Corazzari guarda alle Olimpiadi: “Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
di Venezia e Mestre
Economia, Confindustria
Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
STRADE
Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
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Il nostro approfondimento sulla viabilità e la sicurezza, a Venezia notevoli gli investimenti degli ultimi anni per attraversamenti pedonali, viabilità e segnaletica, in laguna si attende il “barcavelox”
Casa sempre più smart tra nuovi stili d’arredo, progettazione e stili d’arredo all’avanguardia
COLBACCHINI ALLA GUIDA DE LA FENICE: RILANCIO E OCCUPAZIONE LE PRIORITÀ
La prestigiosa istituzione culturale ha una guida dopo mesi di polemiche, ora si aspettano le prime mosse del nuovo sovraintendente
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene”
ISulla strada della sicurezza
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
Una partita tutta da giocare
Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 6
Servizio a pag. 23
Focus Sicurezza/1. A Venezia notevoli investimenti negli ultimi anni
Attraversamenti pedonali, viabilità, segnaletica in primo piano
Il Comune di Venezia investe risorse in sicurezza stradale e mobilità dolce, con interventi su attraversamenti pedonali, viabilità e nuove piste ciclabili.
Il Comune di Venezia sta investendo non poche risorse nel campo della sicurezza stradale su vari fronti, oltre a mettere sul piatto notevoli investimenti sulla mobilità dolce, nella fattispecie sulla messa a terra di piste ciclabili. Ricordiamo, ad esempio, l’anno scorso i quasi 180mila euro spesi dall’amministrazione comunale per mettere in sicurezza alcuni attraversamenti pedonali a Mestre, come in Corso del Popolo, a nord dell’intersezione con via Torino, sempre in Corso del Popolo a nord dell’intersezione con via Milano, in via Miranese di fronte al distributore in prossimità dell’intersezione con via Mascagni, in via Trieste all’altezza dell’ingresso al Parco di Catene e, infine, in via Ram-
pa Cavalcavia all’altezza delle fermate Actv. Tutti luoghi, questi ultimi, individuati sulla base, statistiche alla mano, della gravità e frequenza di incidenti che hanno coinvolto i pedoni.
Sempre nel 2024 ricordiamo inoltre, i 3 milioni e 700 mila euro stanziati sulla manutenzione e il miglioramento delle condizioni di sicurezza di alcune arterie stradali come ad esempio il Cavalcaferrovia Corso del Popolo, con anche compreso il rifacimento dei giunti e l’installazione di una nuova barriera di sicurezza sul lato est, in via Paolucci nel tratto tra la rotatoria
Sirtori e la rotatoria Giovannacci o in via Trieste, su vari tratti, dal Cavalcaferrovia di Chirignago alla rotatoria Parmesan.
In precedenza erano stati anche
approvati interventi per 4 milioni di Euro sempre sulla viabilità e il ripristino della segnaletica stradale, in particolare in viale San Marco con il ripristino e la riqualificazione del marciapiede per una lunghezza di 150 metri, in viale Sansovino, con il ripristino del marciapiede lato est per una lunghezza di 100 metri a partire da via Forte Mar-
ghera o in via Nigra sempre con un intervento di ripristino dei marciapiedi per una lunghezza di 100 metri a partire da via Terraglio. Sul lato piste ciclabili l’anno scorso ne è stata inaugurata una molto importante, ossia il tratto da via delle Macchine a via Pacinotti a Marghera, trait d’union dell’anello ciclabile che porta fino a Vene-
zia, in tutta sicurezza. Nello stesso periodo del 2024 è stato realizzato inoltre il ponte ciclopedonale Chirignago-Catene, per oltre 4 milioni di Euro, un’opera molto attesa e che consente il collegamento in bicicletta tra i due quartieri della città, salvaguardando peraltro le alberature esistenti.
Riccardo Musacco
Venezia, sicurezza in Laguna, per prevenire gli incidenti si attende il “Barcavelox”
Non solo sull’asfalto si consumano i drammi legati agli incidenti, ma anche nelle acque della Laguna di Venezia, dove le tragedie verificatesi negli ultimi anni non sono state così rare. Sebbene la tranquillità dello scenario lagunare possa far sembrare inverosimile la cosa, la realtà quotidiana è ben diversa, con sinistri che spesso coinvolgono natanti, causati dalla velocità, dalla scarsa visibilità, in particolare di notte, e dall’abuso di alcol e stupefacenti.
Un episodio che ha scosso la comunità locale risale al novembre 2023, quando un uomo di 65 anni, dopo uno scontro tra la sua barca e una bricola nel canale Vittorio Emanuele, finì in acqua. Fortunatamente, alcuni dipendenti della compagnia di trasporto pubblico e un motoscafo turistico riuscirono a salvarlo. Tuttavia, il dramma che ha segnato davvero la città è stato l’incidente della notte del Redentore, quando, nel pieno dell’afflusso di oltre 4.000 barche per assistere ai tradizionali fuochi d’artificio, l’imbarcazione del 27enne Riccardo Nardin si è schiantata contro una bricola non illuminata, nel canale tra San Giorgio e San Servolo. A causa di un’onda anomala, il giovane ha perso il controllo della
sua barca, facendo finire in acqua lui e le sue due amiche. Mentre le ragazze sono rimaste illese, Riccardo, dopo aver battuto la testa, non è mai riemerso.
Per fronteggiare queste problematiche, il Comune di Venezia ha avviato iniziative per migliorare la sicurezza in laguna, tra cui l’illuminazione di numerosi tratti. Inoltre, a metà novembre 2023, sono stati convocati gli “Stati generali” del moto ondoso, con la partecipazione di enti, associazioni e gruppi sportivi. Un tema centrale è l’introduzione del “Barcavelox”, un sistema di rilevamento della velocità in laguna che, nonostante l’approvazione della legge nel 2024, non è ancora operativo, in attesa delle ne-
cessarie autorizzazioni ministeriali. L’assessore Michele Zuin ha confermato che le trattative con Roma per avviare le sperimentazioni sono in corso, ma senza sviluppi recenti. Infine, un recente incontro convocato dal Prefetto Darco Pellos ha ribadito l’impegno del Comune a ottenere il via libera per l’implementazione del Barcavelox e ha sottolineato la continuità dell’operazione Onda Zero, un’iniziativa che coinvolge la Capitaneria di Porto e le forze di polizia per monitorare e garantire la sicurezza nelle acque lagunari. La speranza è che queste azioni possano contribuire a ridurre i pericoli e a evitare nuovi drammi.
Riccardo Musacco
Lavori sul cavalcavia di Marghera: viabilità modificata per un mese
Partono i lavori sul cavalcavia superiore di Marghera, un intervento che comporterà modifiche alla viabilità per un mese, fino al 3 aprile. Il cantiere interesserà il tratto compreso tra l’incrocio con via della Libertà e l’innesto di via dell’Elettricità verso la tangenziale di Mestre/A57. L’ordinanza emessa dall’area Lavori Pubblici del Comune di Venezia introduce una serie di limitazioni alla circolazione, tra cui il divieto di svolta su via Fratelli Bandiera e il blocco dell’accesso al cavalcavia per i veicoli provenienti da corso del Popolo.
L’intervento, finalizzato al consolidamento strutturale del cavalcavia e all’installazione di un nuovo impianto di illuminazione pubblica,
comporterà:
•Chiusura della corsia sud, con il traffico deviato sulla corsia nord (lato Mestre).
•Divieto di svolta su via Fratelli Bandiera e via Durando per i veicoli in transito sul cavalcavia.
•Limite di velocità ridotto a 30 km/h e divieto di sorpasso nel tratto interessato.
Inoltre, per migliorare la fluidità del traffico:
•I veicoli provenienti da corso del Popolo non potranno accedere al cavalcavia per dirigersi verso la tangenziale di Mestre.
•I semafori all’incrocio tra il cavalcavia superiore e la rampa di corso del Popolo saranno disattivati.
Incidente mortale in Laguna di Venezia durante la notte del Redentore: un giovane perde la vita a causa di uno scontro con una bricola.
Sostegno alla terza età, al via il contributo economico per gli anziani non autosufficienti
L’assessore Corazzari
guarda alle Olimpiadi:
“Sarà una preziosa opportunità per il Veneto”
Economia, Confindustria
Veneto Est: “Va colmato il gap europeo sui costi energetici, serve innovazione”
Sembra ormai certo che le prossime elezioni regionali si terranno nel prossimo autunno: pochi mesi di attesa e scopriremo, dunque, che volto avrà il Veneto dopo i decenni firmati prima da Giancarlo Galan e Luca Zaia. Un passaggio, questo, certamente epocale poiché, comunque vada a finire, molte cose, forzatamente cambieranno. Il Veneto, al di là di qualche pronostico forse un po’ superficiale, ha sempre scelto di “premiare” chi gli proponesse un modello culturale prima ancora che un modello politico. La Democrazia Cristiana prima, il rampantismo del primo Berlusconi con la sua “politica del fare” con Galan, la rivendicazione territoriale leghista con il primo Zaia e la rivendicazione dell’orgoglio veneto con la seconda fase del Governatore uscente poi, hanno, infatti, rappresentato un sistema al quale aderire all’interno del quale il cittadino – e l’imprenditore veneto – sapevano, esattamente, quale fosse il proprio ruolo. In sintesi: le proposte politiche vincenti in Veneto non hanno semplicemente parlato di prospettive di sviluppo e di programmi, ma hanno indicato a un “popolo” come percepirsi.
Chi vincerà, dunque, le prossime regionali? Se il ragionamento regge la risposta è che otterrà la fiducia dei Veneti chi saprà costruire un nuovo modello nel quale riconoscersi.
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Dibattito caldo sui social: il nostro approfondimento con Polizia Locale, Comune e professionisti della sicurezza stradale
Casa sempre più smart tra nuovi stili d’arredo, progettazione e stili d’arredo all’avanguardia
L’immigrazione straniera non basta ad abbassare l’età media cittadina e a far crescere il numero di abitanti
L’assessore regionale Manuela Lanzarin: “Accanto alle grandi specializzazioni anche le piccole realtà funzionano bene”
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Sulla strada della sicurezza
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
l trend degli ultimi vent’anni ormai è consolidato e fan ben sperare, anche se non mancano le criticità: sulle strade del Veneto il numero degli incidenti, delle vittime e dei feriti continua a scendere, anno dopo anno. Ma la situazione non è omogenea perché sul territorio veneto ci sono delle aree in cui il rischio è sensibilmente più marcato, ci sono delle strade, anche provinciali, in cui la probabilità di un incidente è decisamente più elevata
Vicenza
Una partita tutta da giocare
Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 6
Servizio a pag.
L’inchiesta. Argomento molto dibattuto: i dati della polizia locale, il parere dell’assessore e dell’assicuratore
Sicurezza stradale: tema che divide:
Continua a salire sulla piattaforma change.org la petizione “Blocchiamo la violenza stradale a Vicenza”, a tutela dell’utenza debole, bici e pedoni. Sui social si è scatenata la polemica tra chi inveisce contro lo strapotere delle auto e chi, invece, come l’istruttore di scuola guida Sergio Maistrello, pone l’accento su comportamenti poco ortodossi dei ciclisti: dal percorrere le strade contromano, a non rispettare alcuni segnali di precedenza, al sorpasso sulla destra dei veicoli, ecc.
Dalla mini indagine che abbiamo condotto, risulta fin troppo evidente che la causa della maggior parte degli incidenti è dovuta alla distrazione alla guida, diventata ancor più pericolosa dell’eccessiva velocità.
I dati della Polizia Locale Lo scorso anno – secondo i dati della polizia locale -, il numero di incidenti rilevati è stato di 718, ma vi sono stati altri 529 interventi risolti con la constatazione amichevole e dei quali non vi è contezza delle cause. Di questi 54 hanno visto protagonisti i pedoni (7,5 %) 109 i ciclisti (15,18%), 23 i mo-
nopattini (3,2 %), 9 di e-bike pari all’ 1,25%. La categoria ad essere più coinvolta in incidenti è stata quella dei motociclisti con 85 casi (11,83%), mentre 16 hanno visto protagonisti i ciclomotori (2,2 %).
La causa principale dei sinistri, emersa a seguito dei rilievi tecnici eseguiti – sempre secondo la Polizia locale -, è dovuta alla condotta distratta e imprudente dei conducenti.
Le cause degli incidenti secondo il comandante Massimo Parolin «Riteniamo – afferma il comandante Massimo Parolin – buona parte degli incidenti sia dovuta alla distrazione e in particolare all’uso di dispositivi multimediali, ma si tratta di una circostanza quasi sempre impossibile da dimostrare. Purtroppo, questo determina l’incapacità di mantenere il controllo del veicolo e provoca collisioni con il veicolo che precede o in sosta a margine della carreggiata o fuoriuscite autonome dalla sede stradale; l’inosservanza della segnaletica verticale e orizzontale si concretizza in mancate precedenze ai pedoni e ai ciclisti sugli attraversamenti e mancate preceden-
ze alle intersezioni regolarmente segnalate. Quanto alla velocità quale causa del verificarsi degli incidenti – conclude il comandante Parolin -, va intesa non tanto quale superamento del limite, peraltro praticamente impossibile da dimostrare, quanto come mantenimento alla guida di una velocita non adeguata alle caratteristiche della strada e ambientali: strada bagnata, presenza di intersezioni, attraversamenti pedonali, abitazioni, ore notturne».
Il parere dell’assessore alla mobilità Cristiano Spiller
«Se vogliamo affrontare seriamente il tema della sicurezza stradale, occorre andare oltre le battaglie ideologiche e politiche. Emotivamente, specie dopo eventi gravi, quali incidenti mortali in città, siamo sempre tutti d’accordo sul fatto che la velocità andrebbe ulteriormente ridotta, che servono più piste ciclabili, che vanno ampliate le zone di sicurezza per i pedoni. Poi però, quando si cerca di passare dalle parole ai fatti, chi come me ha questo ruolo, viene attaccato dai residenti “perché così si tolgono i parcheggi” o dai
commercianti, “perché così si fa morire il negozio di vicinato”. Senza parlare degli automobilisti, che vedono queste azioni quasi come un attacco personale. Non si può essere d’accordo solo quando muore qualcuno. In realtà, basterebbe pensare che ciascuno di noi è a sua volta pedone, ciclista, automobilista, a volte anche motociclista e bisognerebbe avere tutti una visione un po’ più ampia. Come assessorato stiamo andando avanti con una serie di progettualità, la prima delle quali è quella di creare una maggior
. strategie per muoversi sicuri
connessione tra le piste ciclabili e le corsie ciclopedonali, che sono cosa diversa, aperte cioè ad un traffico misto. Dal punto di vista della sicurezza stradale, separare i flussi va a beneficio di tutti, perché diminuiscono le interferenze. Molta gente non usa la bicicletta perché si sente insicura e questo non fa che aumentare il traffico automobilistico, lo smog e anche lo stress di chi guida.
Quanto alle zone a 30km/h, confermo la nostra volontà di proseguire con alcune sperimentazioni,
lario che riassume e sintetizza le diverse tipologie: tamponamenti, mancate precedenze, distanze di sicurezza non rispettate, incidenti in rotatoria, tra i più frequenti e così via».
L’avvento delle nuove tecnologie ha portato una maggior sicurezza, ma paradossalmente ha anche accentuato la distrazione alla guida, se si guarda all’uso dei cellulari alla guida.
«La sicurezza passiva, oltre agli innovativi sistemi di assistenza alla guida, specie nelle auto di
strazione, generano a loro volta ulteriore pericolosità e spesso, come accennato, a pagarne le spese più alte sono i pedoni o le biciclette, che a loro volta, tuttavia, specie i giovani, girano con le cuffie in testa, attraversano le strisce pedonali convinti di essere in una sorta di recinto protettivo, ma non è così. Insomma, c’è una sottovalutazione costante, un po’ da parte di tutti del potenziale pericolo incombente».
Provocatoriamente potremmo dire che basterebbe pensare che
come quella che stiamo facendo in zona Ferrovieri. Va sottolineato, tuttavia, che i criteri stabiliti per poter procedere in tal senso, prevedono vi sia la presenza di scuole, di impianti sportivi, ecc, per cui agiremo sulla base di quanto sarà possibile fare, anche perché è quasi impossibile poter procedere a controlli reali della velocità e la sola segnaletica, lo abbiamo visto, non è sufficiente.
Servirebbe una educazione stradale e una coscienza collettiva che nel nostro Paese sono presenti in maniera ancora insufficiente.
Il punto di vista dell’assicuratore
Filippo Vezzaro, 48enne agente di una primaria compagnia di assicurazioni di Vicenza, in oltre 20 anni di professione, ne ha viste davvero di tutti i colori. «Ogni tanto ci imbattiamo in casi un po’ particolari - afferma – anche se la casistica degli incidenti stradali spesso è molto simile. Non a caso abbiamo una sorta di tabel-
media, alta gamma, è stata sicuramente un grande passo in avanti. Se parliamo, invece, dell’uso del cellulare, soprattutto nella messaggistica, non c’è dubbio che è uno degli elementi che in questi ultimi anni hanno inciso nella sicurezza stradale. La distrazione è una delle principali cause d’incidenti, anche gravi o mortali, purtroppo. Nonostante con il tempo le pene siano diventate sempre più severe le persone sembrano non rendersi conto della pericolosità dell’uso del cellulare, sia per loro, ma spesso, anche per gli altri, pedoni, moto e biciclette in particolare».
Le statistiche dicono che il traffico veicolare più pericolo è quello cittadino. Coincide con i vostri dati?
«Il traffico cittadino è quello più esposto a variabili e imprevisti, per cui bisognerebbe avere la massima concentrazione alla guida, invece spesso accade il contrario. Lo stress quotidiano, la fretta, la di-
Sicurezza stradale: tema che divide i vicentini Sui social è scoppiata la polemica tra automobilisti e ciclisti. È partita perfino una petizione on-line: “Blocchiamo la violenza stradale a Vicenza”. Abbiamo sentito il parere dell’assessore alla mobilità, Cristiano Spiller, del comandante della Polizia locale, Massimo Parolin e di un’agente di una primaria compagnia di assicurazioni, Filippo Vezzaro
un bonus malus, cioè il premio da pagare dopo un incidente all’assicurazione, sale in maniera vertiginosa, per tornare ad essere più attenti.
«Altrettanto provocatoriamente potrei rispondere che se il sistema tariffario bonus-manus tenesse conto in caso di “malus”, oltre che della sinistrosità pregressa, anche, ad esempio, del ritiro patente o della decurtazione dei punti, sarebbe molto peggio. Tant’è che le stesse compagnie di Assicurazioni hanno da tempo richiesto al legislatore la revisione del sistema tariffario bonus-malus, in modo tale da tornare a premiare i comportamenti di guida virtuosi a scapito di condotte di guida pericolose. Ma al di là dei costi economici assicurativi o di un sinistro, credo che le persone dovrebbero certamente prestare più attenzione quando sono in strada, a prescindere dal mezzo che guidano o se sono pedoni».