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Dentro la Notizia_Giugno2025

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GIUGNO 2025

Emergenza - urgenza

Ulss 5 Polesana:

Miazzo nuovo direttore del Suem 118

Corsa alle regionali

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

segue a pag. 19

Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

“I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

Salone Nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

TRA PAURA E CONTROLLO:

LE

CITTÀ SI TRASFORMANO

PER FRONTEGGIARE FURTI, RISSE E AGGRESSIONI

Videocamere, cittadini-sentinella e controllo del vicinato sono le nuove armi contro il senso crescente di insicurezza. Un modello che trasforma i quartieri in reti di sorveglianza attiva

“Diversamente sole” storie universali di donne per raccontare e svelare la complessità femminile

IL COMUNE DI ADRIA SEMPRE PIÙ SOCIALE FONDI FINO A 1.300 EURO PER 21 REALTÀ

Dalla cultura allo sport, fondi distribuiti ad associazioni attive nel territorio. Simoni: “Serve un lavoro di squadra tra istituzioni e cittadini”

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

a pag.

ATra violenza concreta e insicurezza percepita

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 4
Servizio

Giovani allo sbando, cittadini in allerta

Il Comune corre ai ripari con nuove videocamere

La sicurezza, un diritto inalienabile e pilastro della qualità della vita, è tornata al centro del dibattito ad Adria. Di fronte a una criminalità che muta e a una percezione di tranquillità che vacilla, il Comune ha deciso di calare un asso: una strategia che non lascia nulla al caso, mescolando tecnologia e, soprattutto, l’occhio attento del cittadino. Adria, in quest’ottica, ha abbracciato con convinzione il progetto “Controllo del Vicinato”. Non si tratta di una semplice iniziativa, ma di un vero e proprio volano per rafforzare il legame tra la comunità e le forze di polizia. L’obiettivo dichiarato è promuovere una cittadinanza attiva e consapevole, trasformando i residenti in sentinelle del proprio quartiere, con un ruolo attivo nella prevenzione dei reati. Accanto a questo modello partecipativo, il Comune punta sull’ampliamento della videosorveglianza. Nuovi occhi elettronici, conformi alle specifi-

che tecniche della “piattaforma della videosorveglianza integrata”, sorveglieranno le aree strategiche del territorio, agendo da deterrente e supporto alle indagini. Un’integrazione tecnologica che mira a rendere il controllo del territorio più razionale ed efficace. Il quadro che emerge è quello di una sicurezza integrata, dove la collaborazione interistituzionale diventa la chiave di volta. Amministrazioni, enti locali, soggetti privati e società civile sono chiamati ad agire in sinergia, ognuno nel proprio ruolo, per affrontare le criticità che mettono a rischio la tranquillità collettiva. Il Comune di Adria ha preso impegni precisi per la sicurezza, concentrandosi sulla collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine. Un modello di sicurezza partecipata, dove tecnologia, istituzioni e cittadini non sono più compartimenti stagni, ma elementi di un unico, grande ingranaggio. L’obiettivo è un territorio più sicuro, più vivibile e,

in definitiva, più coeso. In risposta ai recenti episodi che hanno visto protagonisti alcuni giovani, il sindaco Massimo Barbuiani ha annunciato un piano di rafforzamento della sicurezza cittadina, in particolare in vista degli imminenti eventi estivi. “Alla luce degli ultimi episodi che hanno coinvolto alcuni giovani nella nostra città, riteniamo fondamentale intervenire con misure concrete per garantire maggiore sicurezza a tutta la comunità,” ha commentato il sindaco Barbuiani, sottolineando l’importanza di un’azione tempestiva. L’attenzione è rivolta soprattutto a manifestazioni come il Delta Blues, che ogni anno richiamano ad Adria un vasto pubblico di cittadini e turisti. Per questo, l’amministrazione ha deciso di intensificare la presenza delle forze dell’ordine sul territorio. Si tratta di “una scelta di responsabilità, volta a tutelare la tranquillità pubblica e prevenire situazioni di disagio o pericolo,” ha ribadito

Sicurezza in calo anche nelle province più tranquille

Ogni anno, l’Indice di Criminalità de Il Sole 24 Ore offre una fotografia impietosa della sicurezza nelle 106 province italiane. Questo “termometro” misura il numero di reati denunciati ogni 100.000 abitanti, ed è un dato che dovrebbe farci riflettere e, in molti casi, allarmare. Dietro questi numeri si celano storie di furti, rapine, truffe e violenze, e la situazione, purtroppo, non sembra migliorare. Le grandi città rimangono i princi-

pali epicentri della criminalità, ma la precarietà della sicurezza si sta estendendo anche a province di medie dimensioni. Ciò indica una diffusione capillare del fenomeno, che non risparmia più aree considerate, un tempo, più tranquille. Un esempio lampante è la provincia di Rovigo, che nel 2023 si è posizionata al cinquantaseiesimo posto della classifica nazionale, con oltre 7.000 reati denunciati ogni 100.000 abitanti. Questo dato, in

leggero aumento rispetto al 2020, evidenzia come anche province di medie dimensioni debbano fare i conti con un aumento della criminalità. Sebbene non si registrino dati allarmanti per gli omicidi volontari, e gli omicidi colposi per incidente stradale siano diminuiti drasticamente (da 19 a 5 tra il 2022 e il 2023), altri reati continuano a destare preoccupazione. Nel solo 2023, sono state segnalate 38 rapine, mentre i furti hanno toccato

il primo cittadino, che ha concluso affermando: “La sicurezza è e resterà una priorità per questa

amministrazione”. L’impegno di Adria si inserisce in un contesto di crescente collaborazione tra i comuni del Polesine sul fronte della sicurezza. Dopo l’adesione del Comune di Adria al progetto di sicurezza integrata, anche Castelmassa e Arquà Polesine hanno ufficialmente confermato la loro partecipazione. Questo segue l’esempio già dato nei giorni scorsi da Crespino e Fiesso Umbertiano, creando un vero e proprio fronte comune. Questa estesa partecipazione è un segnale concreto di condivisione e collaborazione tra territori, evidenziando come la sicurezza sia una sfida che le amministrazioni locali intendono affrontare in sinergia. Un progetto, quello della sicurezza integrata e del controllo di vicinato, che continua a raccogliere consensi, testimoniando la sua efficacia percepita e la volontà di costruire comunità più sicure e coese.

quota 2.603. Interessante notare come Rovigo si posizioni come la seconda provincia con meno furti, dopo Belluno, il che suggerisce una variazione nella tipologia di reati prevalenti tra le diverse province. L’indice, aggiornato annualmente, non è solo una mera fotografia statistica. È il sintomo evidente di un’emergenza che richiede risposte. È fondamentale investire nelle forze dell’ordine, implementare controlli più efficaci e sviluppare

una politica strutturata sulla sicurezza urbana. (s.b.)

Il sindaco Massimo Barbujani

L’autorizzazione all’impianto scatena le proteste

Allarme salute e accuse alle istituzioni

Èstato approvato il progetto della società Alchèmia Srl, che prevede la realizzazione di un impianto per il recupero di solventi da rifiuti, anche pericolosi, nella zona industriale di Cavanella, in via Maestri del Lavoro 85. L’intervento, formalmente autorizzato dalla Commissione provinciale, punta alla riattivazione di un’area dismessa dal 2010, ma solleva forti perplessità Movimento 5 Stelle di Adria, che esprime una netta opposizione all’iniziativa, denunciando l’assenza di un reale confronto con i cittadini e la mancanza di misure di compensazione ambientale.

“Nonostante si tenti di presentare l’operazione come un’eccellenza della green economy e un’opportunità occupazionale, i documenti ufficiali raccontano un’altra storia”, affermano i pentastellati, facendo riferimento al verbale della Conferenza dei Servizi. Il progetto prevede la costruzione di un impianto per il recupero di solventi da rifiuti industriali e per la produzione di sostanze chimiche. Una prospettiva che, in un contesto già

segnato da emergenze ambientali, riaccende i timori legati all’inquinamento da Pfas, le sostanze perfluoroalchiliche già responsabili di pesanti contaminazioni in vaste aree del Veneto.

“Torniamo a parlare di un impianto destinato al trattamento di sostanze pericolose – sottolinea il M5S – mentre l’amministrazione comunale continua a non esprimersi chiaramente. Durante l’ultimo consiglio comunale del 19 maggio non è stata data risposta nemmeno sulla possibilità di prevedere compensazioni ambientali, come invece accennato nel verbale della Conferenza dei Servizi”. La questione tocca un nervo scoper-

Droghe, incidenti, reati e degrado

to: la gestione dei rifiuti pericolosi e la tutela della salute pubblica. Secondo i Cinquestelle, “la politica locale resta silente, mentre le istituzioni regionali continuano a trattare Adria come una discarica. La popolazione è lasciata sola di fronte a scelte imposte dall’alto e, ancora una volta, manca trasparenza”. In un’area già fragile dal punto di vista ambientale, la presenza di un impianto potenzialmente a rischio impone inoltre una riflessione seria anche sul piano della sicurezza urbana, con la necessità di garantire sistemi di controllo e prevenzione adeguati a tutela dei cittadini.

Infine, il Movimento annuncia battaglia: “Nonostante l’indifferenza delle istituzioni, noi continueremo a farci sentire. Forte”. Una vicenda che si preannuncia al centro del dibattito pubblico nei prossimi mesi, tra esigenze di sviluppo industriale, necessità di bonifica, l’irrinunciabile diritto alla salute dei cittadini e di sicurezza urbana.

Sara Busato

ambientale: Il volto nascosto della provincia rodigina

Un anno di attività intensa, quello appena concluso per il Comando Provinciale dei Carabinieri di Rovigo, che presenta un bilancio ricco di cifre e operazioni. Oltre 6.300 delitti perseguiti su quasi 7.500 reati commessi: un dato che segnala un’efficace capacità di reazione da parte dell’Arma, con quasi 150 arresti e circa 2.000 denunce a piede libero. Un’attività operativa sostenuta anche da un uso massiccio del numero di emergenza 112: più di 77.000 chiamate, che hanno richiesto oltre 14.500 interventi. Controllo del territorio e presenza fisica restano centrali nella strategia: oltre 60.000 persone identificate e 40.000 veicoli fermati testimoniano un’attività capillare, non solo preventiva ma anche investigativa. Particolare attenzione è stata posta al contrasto del traffico e consumo di sostanze stupefacenti. Nel cor-

so dell’anno, le forze dell’ordine hanno sequestrato oltre 47 kg di droga. Sono state 60 le persone arrestate o denunciate, tra cui un minorenne, mentre quasi 100 individui (il 9% under 18) sono stati segnalati come assuntori. Il tema della sicurezza su strada resta critico: più di 1.000 incidenti sono stati registrati nell’ultimo anno. In questo ambito, 50 persone sono state denunciate per guida in stato di ebbrezza e 15 per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, un dato

quest’ultimo che coinvolge in modo preoccupante i più giovani. In un territorio che vanta un’importante componente naturalistica, l’attività dei Carabinieri Forestali si è concentrata su un’ampia gamma di controlli: oltre 1.000 ispezioni, tra vincoli ambientali, polizia fluviale, rifiuti, pesticidi e antibracconaggio. Un’attività essenziale che però segnala anche le vulnerabilità di un ecosistema sottoposto a pressioni costanti. Il Nucleo Antisofisticazione e Sanità (Nas) di Padova ha operato con decisione nella provincia, effettuando 156 ispezioni, da cui è emerso un dato preoccupante: un terzo delle attività controllate nel settore alimentare e sanitario è risultato non conforme. Sono stati eseguiti oltre 5 arresti e applicate 5 misure cautelari, a conferma di una situazione che impone un monitoraggio costante. (s.b.)

Approvato il progetto Alchèmia per il trattamento di rifiuti chimici in un’area industriale dismessa. Il M5S accusa: “Zero trasparenza, nessuna compensazione ambientale”. In un territorio già segnato da contaminazioni, si torna a parlare di sostanze pericolose e rischio sanitario

Nuovo Hospice pediatrico centro d’eccellenza delle cure palliative infantili a Padova

Lo IOV compie 20 anni: ricerca, cura e innovazione al servizio dei pazienti

Corsa alle regionali

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

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Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

“I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

Salone Nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

TRA PAURA E CONTROLLO: LE CITTÀ SI TRASFORMANO

A Fontaniva Fatos Cenaj è stato ucciso da un colpo di pistola, in circostanze che restano oscure. In attesa di risposte il paese è scosso da un senso di incertezza e di insicurezza profonda

“Diversamente sole” storie universali di donne per raccontare e svelare la complessità femminile

Colpiti oltre 350 immobili, 100 veicoli e numerose attività produttive. I fondi saranno destinati alle famiglie che hanno chiesto un risarcimento.

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

Tra violenza concreta e insicurezza percepita

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

A ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

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Sicurezza Urbana /1. Gli investigatori esplorano ogni pista, dall’incidente al gesto volontario

Sparo misterioso in via Casoni Basse Fontaniva come il Far West

Fatos Cenaj, ex agente di polizia penitenziaria, colpito alla testa mentre si trovava non lontano da casa, è morto dopo qualche giorno. Nessun movente chiaro emerge finora, mentre i carabinieri setacciano la zona alla ricerca di risposte

Un silenzio carico di paura e sconcerto avvolge il comune di Fontaniva, dove in data di stampa del nostro giornale si cerca di fare luce su un gravissimo episodio di violenza che ha lasciato la comunità attonita. Fatos Cenaj, 58 anni, di origine albanese e residente da alcuni anni in paese, è stato colpito da un colpo di proiettile alla testa mentre si trovava in via Casoni Basse, a poca distanza dalla sua abitazione. Il fatto è avvenuto domenica mattina, 8 giugno, intorno alle 8. L’11 giugno, tre giorni dopo il ricovero in ospedale in condizioni disperate, Cenaj è morto . Ex agente della polizia penitenziaria in Albania, ora in pensione, descritto da chi lo conosce come

un uomo tranquillo e riservato, senza precedenti né nemici, è al centro di un’indagine dai contorni ancora oscuri.

A occuparsi delle indagini sono i carabinieri del Nucleo Investigativo di Padova, coordinati dal tenente colonnello Enrico Zampolli, che stanno battendo ogni pista possibile. La matrice del gesto non sarebbe legata a vendette o dissapori: nessuna faida, nessun rancore noto. Anche la moglie della vittima è stata ascoltata a lungo, ma l’ipotesi di tensioni familiari è stata esclusa. L’interrogativo principale resta: chi ha premuto il grilletto? E perché? Gli inquirenti non scartano l’ipotesi di un incidente. Una delle piste più battute è quella secondo

cui i colpi sarebbero partiti accidentalmente da un’abitazione vicina, magari nel tentativo imprudente di testare un’arma da fuoco. In tal senso, i carabinieri stanno controllando tutti i residenti della zona in possesso di porto d’armi, per verificare se qualcuno possa aver compiuto il gesto inconsapevolmente. Parallelamente, si stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza installate nei dintorni per raccogliere elementi utili. Ogni casa, ogni angolo di via Casoni Basse è ora sotto la lente degli investigatori. Nonostante l’intensificazione delle ricerche, nessuno si è ancora presentato spontaneamente alle forze dell’ordine. Un dettaglio che rende ancora più difficile e preoccupante la ricostruzione dei fatti. Intanto, mentre la famiglia Cenaj ha vissuto ore di apprensione fino al drammatico epilogo, la comunità di Fontaniva ha assistito incredula ad un

caso che ha sconvolto la quotidianità di un paese tranquillo. Questo gravissimo episodio lascia un’amara sensazione di vulnerabilità e di spaesamento in una comunità abituata a vivere con tranquillità. Fontaniva, come tanti piccoli centri, sembra oggi messa a dura prova da un gesto

In aumento le truffe agli anziani, violenza di genere e baby gang

Nell’ultimo anno le chiamate al numero di emergenza dei Carabinieri sono aumentate del 10%, un dato che indica una maggiore fiducia dei cittadini nell’Arma e una crescente propensione a denunciare. Tuttavia, ciò che colpisce maggiormente nei dati relativi alla criminalità nella provincia di Padova è l’aumento dei reati violenti: in particolare, si registra un incremento delle rapine, degli atti vandalici e, soprattutto, delle aggressioni.

Molti degli episodi vedono coinvolti anche giovani, spesso protagonisti di comportamenti aggressivi. “Sono esposti a contenuti violenti in rete, legati a ideologie estreme – spiega il generale Michele Cucuglielli, comandante provinciale – e questo può influenzare soprattutto chi ha fragilità sociali o familiari. Il tema va seguito con attenzione”. Tra le tipologie di reato in crescita spiccano anche le truffe ai danni di anziani e persone fragi-

li, aumentate del 51%. A questo incremento corrisponde però un’intensificazione dell’attività investigativa e dell’efficacia repressiva, con un numero crescente di arresti nei confronti dei truffatori. “Registriamo un aumento dei furti e dei reati contro i più vulnerabili – aggiunge Cucuglielli – ma anche un contrasto più deciso allo spaccio di droga”. Allarmanti anche i dati sulla violenza di genere: +62% di denunce, con 743 casi seguiti

dai Carabinieri e 39 braccialetti elettronici applicati. “Crescono le persone arrestate e denunciate per maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e atti persecutori – conclude Cucuglielli – con un aumento degli arresti. Questo dimostra una maggiore consapevolezza delle vittime, che sempre più spesso trovano il coraggio di rivolgersi alle forze dell’ordine, riconoscendo di essere vittime di violenza”. (sa. bu.)

che sfugge a ogni logica comune e che mette in discussione il senso di sicurezza che tutti diamo per scontato. La paura nasce non solo dall’atto stesso, ma dall’assenza di risposte e dall’incertezza che accompagna un crimine il cui movente resta oscuro. Redazione Padova

Basta riqualificare un parco per renderlo sicuro e vivibile?

La sicurezza urbana a Cittadella passa anche attraverso la riqualificazione degli spazi pubblici, con un progetto che mira a trasformare aree degradate in centri di aggregazione e socializzazione. L’amministrazione comunale interviene con un piano da 70mila euro per rigenerare Contrà Corte Tosoni, in Borgo Treviso, un’area spesso segnata da atti vandalici e schiamazzi notturni. L’assessore Diego Galli sottolinea come l’obiettivo primario sia restituire questi spazi alla cittadinanza, rendendoli vissuti, belli e frequentati. “È l’unico modo per tenerli vivi e al sicuro dal degrado e dai vandali”, afferma. L’intervento si concentra sulla sistemazione dei campi da basket e calcio, oltre alla creazione di un parco giochi “colorato e accogliente”. Non si tratta solo di opere strutturali, ma di una vera e propria visione di trasformazione: “Il nostro obiettivo è trasformare questi luoghi in punti di aggregazione positiva, dove i ragazzi possano ritrovarsi per fare sport, per socializzare, per vivere il quartiere in modo sano”. Il progetto, affidato tecnicamente all’ingegnera Samuela Reginato, include anche un aspetto artistico e partecipativo. La riqualificazione

del campo polivalente sarà curata dalla ditta HG80 Impresa Sociale, selezionata per la sua metodologia che prevede il coinvolgimento dei giovani del territorio nella coprogettazione dell’intervento artistico. La necessità di un intervento risolutivo nasce da una situazione di degrado ben nota ai residenti, caratterizzata da bottiglie rotte, rifiuti, urla notturne e danni alle strutture. Sebbene l’amministrazione abbia già adottato misure restrittive e un

sistema di videosorveglianza per contrastare gli episodi di inciviltà, l’assessore Galli evidenzia come ciò non basti: “Servono progetti, bellezza, presenza”. L’idea è infatti quella di dare vita a uno spazio polifunzionale che non sia solo esteticamente gradevole, ma anche ricco di attività. Si stanno già pianificando tornei, partite e laboratori per i mesi estivi, nella convinzione che “se un luogo è frequentato, è anche protetto”.

Silvia Bergamin

La provincia di Padova tra reati in crescita e insicurezza diffusa

Ogni anno Il Sole 24 Ore pubblica l’indice di criminalità delle 1 06 province italiane, un termometro impietoso che misura il numero di reati denunciati ogni 100mila abitanti. È un dato che dovrebbe far riflettere e allarmare: dietro ai numeri ci sono furti, rapine, truffe, violenze. E la situazione, lungi dal migliorare, continua a peggiorare. Le grandi città restano epicentridella criminalità, ma anche in province di medie dimensioni la sicurezza scricchiola visibilmente. È il caso di Padova, che nel 2023 si piazza al quarantesimo posto della classifica nazionale, con oltre 30mila reati denunciati ogni 100mila abitanti. Un dato che non può essere ignorato e che racconta di un terri-

torio sempre più vulnerabile, dove la sensazione di insicurezza cresce. L’indice, aggiornato annualmente,

non è solo una fotografia statistica: è il sintomo di un’emergenza che richiede risposte urgenti, investimenti in forze dell’ordine, controlli più efficaci e una politica seria sulla sicurezza urbana. Nel solo 2023 sono

state segnalate 280 rapine, mentre i furti hanno toccato quota 13.752, un dato che testimonia una pressione costante e crescente sul tessuto sociale e urbano. A preoccupare in modo ancora più grave è il capitolo degli omicidi: i delitti volontari sono raddoppiati, passando da tre a sei casi, con un netto incremento delle segnalazioni da parte delle forze dell’ordine all’autorità giudiziaria. Non meno grave il dato sugli omicidi colposi, saliti a 1 9 episodi nel 2023. Numeri che non possono essere derubricati a semplici statistiche: indicano un’escalation che richiede un intervento immediato e incisivo da parte delle istituzioni. (sa.bu.)

Dopo anni di vandalismi e abbandono, Contrà Corte Tosoni diventa il simbolo della sfida tra degrado urbano e rigenerazione partecipata. Il Comune investe 70mila euro in un progetto che promette sicurezza attraverso sport, arte e socialità

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E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

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da salvare. Confesercenti:

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Razzie, truffe in pieno giorno e un’allarmante esposizione dei soggetti più fragili. Un viaggio tra inganni, vulnerabilità e scelte politiche

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DENGUE, DUE CASI A BASSANO: IL COMUNE AVVIA MISURE DI CONTENIMENTO

Il virus non si trasmette tra persone, ma attraverso le zanzare. Prevenzione e responsabilità individuale fondamentali per la sicurezza

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Servizio

Urbana

Servono le Zone Rosse a Bassano?

Finco: “Non ne abbiamo bisogno”

Il Comune rifiuta l’istituzione formale delle Zone

Rosse, ma da anni applica Daspo e regolamenti urbani in aree critiche. Tra passato e presente, emerge una gestione silenziosa della sicurezza pubblica

Il tema delle “Zone Rosse” –rilanciato a livello nazionale dalla recente direttiva del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi – riapre il dibattito sulla sicurezza urbana anche a Bassano del Grappa, dove il sindaco Nicola Finco dichiara di non vederne la necessità. Eppure, alcune zone sono già state tracciate, regolamentate e approvate con delibera del Consiglio comunale nel 2020. A fine 2024, il ministro dell’Interno ha invitato i prefetti a sollecitare i Comuni mediograndi ad adottare ordinanze per l’individuazione delle cosiddette “Zone Rosse”: aree urbane con-

siderate particolarmente esposte a criminalità diffusa, degrado o comportamenti molesti, dove sia possibile allontanare soggetti pericolosi tramite il Daspo urbano. Un richiamo forte all’uso delle misure preventive previste già dal 2017, con l’intento di rafforzare la sicurezza percepita e reale. Ma a Bassano, il sindaco Nicola Finco ha risposto in modo netto: “Non abbiamo bisogno di istituire Zone Rosse. La situazione è sotto controllo. Ciò di cui abbiamo bisogno è potenziare la videosorveglianza”. C’è però un dettaglio. Il nuovo Regolamento di Polizia Urbana ha

introdotto un elenco dettagliato di aree urbane “di particolare rilevanza per la sicurezza e il decoro” da cui è possibile allontanare soggetti che pongano in essere comportamenti contrari al vivere civile. Lo stesso regolamento ha previsto lo strumento dell’allontanamento – immediato, per 48 ore – e, in caso di recidiva, l’applicazione del Daspo urbano, con provvedimenti fino a due anni di interdizione e comunicazione alla Questura. L’origine del provvedimento risale all’amministrazione guidata dalla sindaca Elena Pavan. Il documento identifica undici “zone sensibili” della città, suddivise in quattro grandi aree territoriali: Centro storico e aree limitrofe; San Vito, Ca’ Baroncello - San Marco, Borgo Zucco;Quartiere Firenze, Prè, Marchesane, San Lazzaro, Rondò Brenta; Villa Serena - Angarano

- XXV Aprile, Margnan, San Michele, Campese – Valrovina. L’obiettivo dichiarato era garantire decoro e sicurezza in spazi pubblici soggetti a frequentazioni problematiche, comportamenti molesti o degrado urbano. In tempi in cui la sicurezza urbana torna centrale nel discorso pubblico e politico, Bassano si ritro-

Rinasce il Patto Civico: il Comune riprende il dialogo tra movida e residenti

Negli annali della recente storia bassanese, risuona ancora l’eco di un’iniziativa che, per un periodo, ha saputo coniugare il dinamismo della movida con le esigenze di quiete dei residenti: il Patto Civico. Nato nel 2015 sotto l’amministrazione Poletto, quest’intesa non scritta rappresentava un vero e proprio “gentlemen’s agreement” tra il Comune, il comitato di quartiere e i gestori dei locali, mirato a una gestione condivisa delle criticità legate alla vita notturna del centro storico. Il meccanismo

era semplice ma efficace: un aumento delle pattuglie serali della Polizia Locale nei weekend, un dialogo costante tra le parti e una gestione proattiva delle problematiche. L’obiettivo? Evitare il caos del sabato sera senza penalizzare l’economia del divertimento.

Il Patto raggiunse il suo apice nel 2018, grazie alla regia dell’allora assessore alla Sicurezza Angelo Vernillo e all’introduzione del nuovo regolamento di Polizia Urbana. Fu in questo contesto che Bassano vide nascere

una figura inedita: gli “assistenti alla clientela”. Si trattava di vigilantes professionisti impiegati direttamente dai bar del centro con il compito di monitorare e contenere situazioni potenzialmente critiche durante le serate più affollate. Questa scelta, frutto di un confronto costruttivo, fu accolta da molti esercenti come una scommessa sulla qualità del lavoro e sulla sicurezza. A fronte di questo impegno, che comportava anche oneri economici e gestionali per i locali, il Comune incentivava la collaborazione of-

frendo una riduzione sul canone di occupazione del suolo pubblico. Un piccolo, ma concreto, stimolo a fare rete e a investire nella prevenzione. Oggi, però, l’eco di quel Patto sembra affievolirsi. Come sottolinea Maria di Pino, segretaria del circolo del Partito Democratico, “Finalmente si torna a parlare di Patto Civico. Era una nostra idea lanciata anni fa che per fortuna dopo anni l’assessore alla sicurezza è ritornato a parlarne. “Finalmente si torna a parlare di Patto Civico - commenta la segretaria del circolo

va a discutere di Zone Rosse che in qualche modo già esistono. E mentre il dibattito prosegue, la città resta segnata da quelle undici aree colorate in rosso su una mappa. Zone ufficialmente “non necessarie”, ma regolarmente riconosciute da un regolamento comunale, mai abrogato. Sara Busato

del Partito Democratico Maria di Pino - Era una nostra idea lanciati anni fa che per fortuna dopo anni l’ assessore alla sicurezza è ritornato a parlane. Che fine ha fatto quel modello di sicurezza partecipata? Perché si è dissolto nel tempo? Cosa lo ha reso insostenibile o meno attrattivo?”. Ora il sindaco Nicola Finco ha annunciato la volontà di riprendere in mano l’idea del Patto Civico. Nel frattempo le serate in centro continuano a essere teatro di eccessi, lamentele dei residenti e situazioni al limite. (s.b.)

Sicurezza Urbana /2. Le forze dell’ordine lanciano un appello alla collaborazione civica per fermare l’ondata

Sorrisi finti e firme rubate con l’inganno

Ecco come raggirano i più deboli

Sono ancora una volta i soggetti più fragili e vulnerabili a pagare il prezzo più alto delle azioni illecite che, con preoccupante regolarità, continuano a verificarsi nel territorio bassanese. Le vittime privilegiate di questi episodi restano soprattutto donne sole, anziani e persone distratte da incombenze quotidiane, prese di mira da truffatori senza scrupoli che sembrano agire con crescente audacia. Tutto è iniziato con una serie di furti commessi all’interno delle auto parcheggiate in grossi centri commerciale. Il modus operandi, sebbene rudimentale, si rivelava efficace: due persone lavoravano in tandem, con uno dei due che si avvicinava alla vittima per distrarla con una scusa banale, mentre l’altro, approfittando del momento di distrazione, apriva la portiera e sottraeva la borsa contenente denaro, documenti e oggetti personali. Negli ultimi tempi, però, le tecniche si sono evolute e raffinate, passando da azioni furtive a vere e proprie truffe in pieno giorno, spesso a viso scoperto, in luoghi affollati come parcheggi, mercati o ingressi di supermercati. I malintenzionati si presentano

ora sotto mentite spoglie, fingendosi rappresentanti di associazioni benefiche, in particolare legate al mondo della disabilità, come presunte organizzazioni per persone sordomute. Con fare insistente e tono persuasivo, cercano di ottenere firme e donazioni per cause che si rivelano essere del tutto inesistenti. L’obiettivo, immutato, è sempre lo stesso: estorcere denaro. Questo nuovo approccio, apparentemente meno violento ma assai più insidioso, si basa su un’attenta preparazione psicologica, studiata nei minimi dettagli per ingannare anche i più prudenti. L’aspetto più inquietante di queste truffe è proprio la loro capacità

di mimetizzarsi nella quotidianità, rendendole difficili da riconoscere nell’immediato e, di conseguenza, ancora più fastidiose e subdole. Fortunatamente, il lavoro delle forze dell’ordine, supportato dalle riprese delle telecamere di sorveglianza e dalle testimonianze dei cittadini, sta contribuendo a restringere il cerchio attorno ai responsabili. Ma la collaborazione di tutti è fondamentale: è indispensabile che chiunque si trovi ad assistere a comportamenti sospetti o a essere direttamente coinvolto in tentativi di truffa, non esiti a segnalarlo tempestivamente alle autorità competenti.

Sara Busato

Criminalità in aumento tra le prime per reati denunciati, l’urgenza di risposte concrete

L’annuale “termometro” della criminalità stilato da Il Sole 24 Ore, che misura il numero di reati denunciati ogni 100mila abitanti nelle 106 province italiane, continua a dipingere un quadro preoccupante. Dietro ai freddi numeri si celano storie di furti, rapine, truffe e violenze, e la tendenza, lungi dal migliorare, mostra un costante peggioramento. Se le grandi metropoli rimangono gli epicentri della criminalità, anche province di medie dimensioni non sono immuni da questa ondata. È il caso della provincia di Vicenza, che nel 2023 si è classificata al cinquantanovesimo posto a livello nazionale, registrando oltre 2.600 reati denunciati ogni 100mila abitanti. Questo indice, aggiornato di anno in anno, non è una semplice fotografia stati-

stica; è il sintomo inequivocabile di un’emergenza che richiede risposte immediate e concrete. Nel solo 2023, sono state segnalate 243 rapine, mentre i furti hanno raggiunto la cifra impressionante di 11.086. Questi dati testimoniano una pressione costante e crescente sul tessuto sociale e urbano, intaccando la percezione di sicurezza dei cittadini. Un dato particolarmente allarmante

riguarda i delitti colposi, che, pur essendo in numero limitato (una ventina), posizionano la provincia di Bassano al secondo posto a pari merito con Venezia. I numeri non mentono. L’escalation della criminalità, che purtroppo non risparmia nemmeno le province di medie dimensioni come Bassano, è un chiaro segnale che necessita di una reazione forte e coordinata. (s.b.)

Donne sole, anziani e cittadini distratti: Sono loro il bersaglio preferito di una criminalità sempre più scaltra e “invisibile”. Dal furto con destrezza alla truffa ben orchestrata in nome di false cause benefiche, i malintenzionati agiscono con audacia nei luoghi più frequentati

Nuovo Hospice pediatrico centro d’eccellenza delle cure palliative infantili a Padova

della Bassa Padovana

Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

“I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

Salone Nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

“Diversamente sole” storie universali di donne per raccontare e svelare la complessità femminile

Corsa alle regionali

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

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TRA PAURA E CONTROLLO: LE CITTÀ SI TRASFORMANO

Esplosione di violenza fra i giovani: a Monselice paura in piscina comunale, Este fa i conti con i baby vandali, i cittadini chiedono controlli costanti

MONSELICE CAMBIA VOLTO: AL VIA TANTISSIMI PROGETTI INNOVATIVI

Previsti parcheggi, aree verdi e servizi per anziani, studenti e residenti. Decisiva la collaborazione pubblico-privato

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

ATra violenza concreta e insicurezza percepita

Nicola Stievano

>direttore@givemotions.it<

ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio

I cittadini chiedono un monitoraggio costante “La paura e l’emotività non vanno banalizzate”

“Più che la presenza di baby gang abbiamo dovuto fronteggiare episodi di vandalismo giovanile. Grazie a due bandi aumentiamo il numero di telecamere puntate sui luoghi sensibili della nostra città”

S indaco Matteo Pajola, sul fronte della sicurezza urbana, un tema particolarmente dibattuto, com’è la situazione a este? Ci sono criticità o aspetti da migliorare?

Este è una città dove si vive bene, direi sicura. È chiaro che, come in ogni centro di medie dimensioni, non manca qualche criticità e qualche situazione da monitorare. Questo viene fatto quotidianamente. Il nostro consigliere delegato alla sicurezza Stefano Agujari Stoppa collabora anche con le forze dell’ordine e abbiamo la fortuna di avere sia la stazione che la compagnia dei carabinieri, con i quali c’è una grande collaborazione che garantire il monitoraggio della nostra città. La microcriminalità è una piaga che non si riesce a portare a zero, purtroppo. Quindi il cittadino che la subisce è emotivamente scosso

ha bisogno di sentire la vicinanza delle istituzioni. Non va mai banalizzata la paura e l’emotività delle persone, perché nessuna città è priva di di elementi negativi e di criticità. Quindi non va mai abbassata la guardia e l’attenzione va tenuta alta, anche se la nostra è una città mediamente sicura. Ovviamente si può sempre migliorare.

Avete riscontrato anche a Este il fenomeno delle baby gang?

Più che di baby gang parlerei di alcuni episodi di vandalismo, da parte di minorenni, specie un paio d’anni fa. Nel nostro centro storico la presenza giovanile è forte, per fortuna, ma talvolta diventa un po’ ingombrante. Per la maggior parte i nostri giovani sono persone di grande educazione e rispetto, poi l’eccezione negativa purtroppo c’è sempre.

A proposito dell’eccezione,

cosa si può fare per quei giovani che si trovano in contesti più di marginalità o di difficoltà?

Oltre che fare attenzione alla sicurezza lavoriamo anche a diversi progetti, soprattutto educativi, rivolti ai giovani. Ad esempio “Ci sto? Affare fatica!” che parte a breve, grazie al quale i ragazzi, anche a fronte di un piccolo ritorno economico, sono impegnati in lavori manuali in un contesto di sicurezza, con il supporto di un tutor. Questa iniziativa permette sia di stare all’aria aperta sia di recuperare un po’ di manualità, ma anche di capire il significato e del lavoro e i valore della cosa pubblica. Tutto questo dà un valore aggiunto civico, molto importante. Sono piccole iniziative, fondamentali proprio per perché anche in giovane età, venga trasmesso il rispetto per la cosa pubblica. Este ha ottenuto un finanziamento per la videosorveglianza. In cosa consistono gli interventi messi in atto?

I finanziamenti sono due: uno uno della regione Veneto e uno del ministero dell’Interno, a cui

abbiamo aggiunto delle risorse comunali. In questo modo installeremo nel territorio di Este 14 nuovi apparecchi dotate di telecamere tradizionali e targa system, in tutto saranno circa 30 nuovi occhi puntati sulle zone più delicate delle città, scelti con l’indicazione delle forze dell’ordine. Entro questo mese pertanto la nostra città arriverà ad essere controllata da

oltre 160 dispositivi. Cinque nuove telecamere saranno poi attivate in luoghi sensibili per prevenire l’abbandono dei rifiuti, un fenomeno che va combattuto. Tutte le telecamere saranno gestite dalla centrale operativa della polizia locale e le forze dell’ordine su richiesta potranno avere i filmati per eventuali indagini”.

Nicola Stievano

Controllo di vicinato su tutto il territorio e 200 telecamere accese all’ombra della Rocca

Videosorveglianza e controllo di vicinato: sono questi i due assi nella manica a disposizione delle autorità di Monselice sul fronte della sicurezza urbana, sia per le attività di prevenzione di episodi di micro criminalità o vandalismo, ma anche di spaccio e furti sia in appartamento che ai danni delle auto in sosta.

La città della Rocca può contare su oltre duecento punti di videosorveglianza,

dislocati nei luoghi più sensibili, come le piazze e i parchi, le zone di maggiore aggregazione serale ma anche quelle nei pressi di edifici pubblici, così come le principali vie di accesso, alcuni parcheggi e altri luoghi individuati dai responsabili della sicurezza e dell’ordine pubblico.

“Il sistema di videosorveglianza funziona - conferma il sindaco Giorgia Bedin - ed è stato utile in diverse occasioni. Permette

anche di individuare i responsabili di atti di vandalismo oppure di gesti che possono turbare l’ordine pubblico, come della “testa di cinghiale”, giusto per citare un episodio che ha fatto molto discutere in città. Le telecamere pertanto svolgono una efficace funzione deterrente e si confermano uno strumento utile alle forze dell’ordine nelle indagini su particolari episodi. Abbiamo già ottenuto un finanziamento

per installare altri dispositivi sul nostro territorio, penso ad esempio al parcheggio della stazione, dove si sono verificati atti di vandalismo”.

L’altro fronte di azione è quello del controllo di vicinato, presente a Monselice ormai da diversi anni, con buoni risultati. I 9 gruppi presenti garantiscono una copertura pressoché totale del territorio comunale, dai quartieri centrali alle frazioni. (n.s.)

Dopo le risse fra giovani

L’ultima in ordine di tempo è la clamorosa aggressione ai danni del gestore della piscina comunale di Monselice da parte di un gruppo di giovani, tra cui Mohammed Amine Amagour, meglio noto come Baby Touché, trapper 21enne già noto per simili episodi. Ma la violenza giovanile si è già presentata qualche mese fa, quando scoppiò rissa con il coltello fra quattordicenni davanti all’istituto superiore Kennedy, sventata dal provvidenziale intervento del vice preside. Due giorni dopo un ragazzo di 17 anni venne circondato e malmenato da un gruppo di giovani, il classico “branco”. Ma ad impensierire sono anche i furti e gli atti di vandalismo ai danni delle auto, nella zona della stazione in particolare.

Su questi fronti a Monselice è costante la presenza e la sorveglianza da parte delle forze dell’ordine, impegnate anche nelle attività di contrasto nell’ambito dello spaccio della droga. In centro storico ma anche nelle zone periferiche più “sensibili” i controlli sono pressoché quotidiani e ora, con l’arrivo dell’estate, saranno intensificati anche nelle ore serali e notturne, proprio per prevenire risse, aggressioni, atti di vandalismo e di disturbo.

“L’attenzione è costante - conferma il sindaco Giorgia Bedin. Mon-

selice è certo una città da “zona rossa” ma di fronte ad alcune situazioni spiacevoli non bisogna certo abbassare la guarda. Per i cittadini è importante sentirsi sicuri a casa propria e su questo fronte l’impegno è massimo. Ritengo che Monselice sia una città “normale”, dove si può girare tranquillamente. Può capitare di incrociare qualche persona con fare sospetto o si possono verificare degli episodi di micro criminalità, ma la presenza e il controllo costante delle forze dell’ordine porta risultati concreti. Ovviamente carabinieri e agenti non possono arrivare dappertutto, per questo le segnalazioni dei cittadini sono importanti”.

Sul fronte baby gang anche a Monselice non sono mancate segnalazioni e denunce, come fare per intercettare i giovani che si muovono un po’ ai margini e sconfinano nell’illegalità? “Ci sono meno problemi rispetto al passato - continua il sindaco - ma non è facile intercettare

questi ragazzi, proprio perché tendono a sfuggire al controllo. L’educazione è competenza della famiglia e la scuola cerca di fare il possibile, con i mezzi che ha disposizione. Noi offriamo collaborazione e supporto, in particolare per gli incontri con le forze dell’ordine, l’informazione sull’abuso di alcol e droghe, solo per fare degli esempi. Ma dobbiamo avvicinare a questi percorsi proprio i soggetti che invece tendono a sfuggire e a non farsi coinvolgere, eppure le opportunità per costruire qualcosa di positivo non mancano”. La città della Rocca ospita anche una folta comunità extracomunitaria, in particolare di cittadini marocchini, e ultimamente la situazione è tranquilla. “C’è qualche gruppetto attenzionato - conclude Bedin - grazie alla collaborazione con le forze dell’ordine, proprio nell’ottica della prevenzione e della necessità di rendere sicura la nostra Monselice”.

Nicola Stievano

Il gestore della piscina comunale dopo l’aggressione:

Marco Canova, gestore della piscina comunale di Monselice, teatro della recente esplosione di violenza giovanile nella quale è stato coinvolto, non nasconde la sua amarezza: “Sto facendo solo il mio lavoro, cercando di garantire un ambiente sicuro e piacevole per le famiglie. Ho chiesto in più occasioni alle autorità un servizio di sorveglianza adeguato, perché purtroppo questa situazione non è un caso isolato”. Nei giorni successivi il questore di Padova ha emesso il Daspo nei confronti del trapper Baby Touche e di altri cinque giovani coinvolti che prevede il divieto per tre anni di accedere a locali pubblici, aree urbane e manifestazioni sportive nella provincia di Padova, oltre al foglio di via obbligatorio da Monselice per quattro anni. Sulla questio-

ne sicurezza Canova è molto chiaro:

“Io non posso discriminare nessuno, ma chiedo rispetto per le regole: niente alcol portato da fuori, divieto di fumare nell’area verde, niente pallonate verso gli altri clienti, niente rifiuti per terra. Chi non rispetta queste regole viene richiamato, e se si continua, si interviene chiamando le forze dell’ordine”. nL’episodio ha suscitato anche reazioni negative da parte di alcuni, che hanno criticato Canova per aver reso pubblica la vicenda: “Non posso tacere su ciò che è successo. È importante far capire che anche in una piscina pubblica possono verificarsi episodi gravi e che si deve intervenire con fermezza”. Il gestore denuncia una situazione più ampia, che coinvolge il disagio giovanile e la mancanza di rispetto verso le regole e le perso-

ne: “Io insegno educazione fisica e vedo questi atteggiamenti anche a scuola. C’è troppo permissivismo, i genitori minacciano denunce se si fanno richiami severi e questo alimenta comportamenti arroganti e violenti”. Conclude con una speranza: “Confido che episodi del genere non si ripetano. Qui vogliamo solo che le famiglie possano godersi un ambiente sicuro e sereno”. A questo proposito il Comune ha lavorato insieme al gestore per definire un protocollo d’intervento rapido. “Abbiamo concordato con delle misure per riuscire a intervenire in maniera tempestiva - ricorda il sindaco Giorgia Bedin - nel caso si verificassero situazioni critiche. Il protocollo si è dimostrato efficace: siamo riusciti ad allontanare rapidamente le persone coinvolte”.

I recenti episodi di violenza giovanile hanno sollevato timori e preoccupazioni. Giorgia Bedin: “Abbiamo numerose iniziative per i giovani ma la difficoltà sta nell’intercettarli, collaboriamo con le famiglie e le scuole”

Al “Ca’ Foncello” apre la “stanza rosa” per accogliere le donne vittime di violenza

Corsa alle regionali

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

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di Castelfranco Veneto

Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

“I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

Salone Nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

TRA PAURA E CONTROLLO:

CITTÀ SI TRASFORMANO

Metal detector e steward non bastano più.

A preoccupare è il clima che si respira tra i giovani, dove il coltello è diventato uno “strumento normale” e l’aggressività una forma di affermazione

“Diversamente sole” storie universali di donne per raccontare e svelare la complessità femminile

CONSIGLIO COMUNALE INFUOCATO SCONTRI TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE

La seduta termina con un acceso confronto tra il sindaco Marcon e il consigliere di opposizione Alessandro Boldo, in un episodio definito come una pagina nera per la politica locale

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

Tra violenza concreta e insicurezza percepita

Nicola Stievano

>direttore@givemotions.it<

A ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio

Il delitto a Playa Loca aggrava il dibattito su sicurezza e cultura giovanile nelle discoteche

Il dramma di Lorenzo Cristea scuote Castelfranco: armi tra i giovani, serate a rischio e musica violenta spingono esperti e istituzioni a cercare soluzioni per la sicurezza nei locali

L

’omicidio di Lorenzo Cristea, avvenuto il 4 maggio scorso al di fuori della discoteca Playa Loca a Castelfranco, ha suscitato preoccupazione e rabbia nella società castellana e non solo, suscitando dibattiti su come è cambiato il modo di divertirsi dei più giovani. Molte persone sono state colpite non tanto dalla rissa che ha coinvolto i ragazzi, fenomeno da sempre diffuso ovunque, fuori da locali, discoteche, stadi, quanto dall’utilizzo di armi, come coltelli, che molti giovani portano con sé e non mostrano remore ad utilizzarli, tanto che sono diversi i locali che effettuano controlli con il metal detector all’ingresso. Una settimana dopo il tragico omicidio, lo stesso gestore del Playa Loca, Chri-

stian Simioni, ha voluto organizzare una serata invitando istituzioni civili e professionisti del mondo dell’intrattenimento, per discutere e riflettere insieme, al fine di trovare soluzioni o percorsi da intraprendere. Una discussione che riguarda anche la musica più alla moda oggi, la tanto accusata “trap” e il suo immaginario “gangsta” di soldi, armi, droga e lusso, condito da un atteggiamento duro, ribelle e provocatorio. Roberto Giacomin, bodyguard e titolare dell’agenzia di sicurezza Prs Security, ha parlato di come il mondo della sicurezza sia cambiato profondamente negli ultimi anni: prima della pandemia di Covid-19, bastavano 5-6 addetti alla sicurezza per gestire una serata con 800 persone,

ora ne servono il doppio. “Non si può negare – commenta Giacomin – che sia cambiata radicalmente la musica. Vanno di moda generi che in qualche modo incitano alla violenza, che sicuramente hanno una presa sulle giovani generazioni”. Una visione condivisa anche da Giannino Venerandi, titolare dell’Odissea di Spresiano, che sottolinea come siano le stesse case discografiche a spingere certi “artisti” controversi unicamente nel nome del business. Poi lancia la proposta: “Per serate con una certa affluenza, dobbiamo pagare la squadra dei vigili del fuoco. Personalmente, ma come me tanti miei colleghi, pagherei volentieri anche una pattuglia dei carabinieri che stazionasse fuori dai locali. Anche in chiave preventiva, come avviene nei grandi concerti”. Anche la politica sta cercando di venire incontro alle richieste imprenditori e fruitori dei locali notturni. È il caso di Guido Rizzo, consigliere

comunale di Fratelli d’Italia, che lancia l’idea di un “daspo” per i locali, dopo che si è scoperto che gli autori accusati dell’omicidio di Cristea fossero persone già riconosciute come problematiche in altri locali del montebellunese: “Ritengo sia necessario introdurre un daspo specifico per le discoteche e i locali pubblici, sul modello di quello già applicato negli stadi. Chi si rende protagonista di atti violenti o pericolosi non deve più avere

Via Piccinini, furto in pieno centro: cresce l’allarme sicurezza

Nonostante Castelfranco sia considerata una città tranquilla, senza particolari problemi di ordine pubblico, questo non la mette al riparo dalla criminalità comune, con diverse segnalazioni di furti in casa o nei parcheggi. Un fenomeno che riguarda tanto il centro storico, quanto le frazioni e che suscita spesso apprensione e sgomento da parte della popolazione, dato che viene colpita la propria sfera intima e privata. L’ultimo in ordine di tempo, il furto in un’abitazione nella centralissima via Piccinini, conclusosi con l’arresto di uno dei ladri. Istituzioni e forze dell’ordine sono costantemente al lavoro per contrastare il

fenomeno, spesso difficilmente prevedibile. La diffusa videosorveglianza presente nel territorio comunale è un aiuto imprescindibile, soprattutto per l’individuazione dei criminali. Tuttavia, vi sono diversi accorgimenti che ognuno di noi può seguire, divulgati dalle forze dell’ordine nella loro azione di sensibilizzazione alla sicurezza, rivolta soprattutto agli anziani, in una città dove il 13% della popolazione ha più di 75 anni. Il primo è cercare di evitare di tenere in casa un’eccessiva quantità di contanti o di beni preziosi, ma di affidarli a soggetti che possono custodirli in sicurezza. Le forze dell’ordine continuano inoltre a sensibi-

accesso ai luoghi del divertimento pubblico. È una proposta di tutela collettiva, che protegge i giovani e le famiglie che chiedono sicurezza e serenità, così come gli imprenditori e i lavoratori del settore. Deve esserci la collaborazione di tutti, a partire dalla politica che può aiutare a formalizzare l’iniziativa dal punto di vista normativo: la sicurezza non può essere una battaglia solitaria”.

Leonardo Sernagiotto

lizzare i cittadini sull’installazione di telecamere e antifurti, purtroppo ancora poco diffusi tra la popolazione. Incontrando alcuni armaioli, invece, non sembra esserci

stato negli ultimi tempi un aumento di vendita di armi per sicurezza personale, anche in quanto sono gli stessi venditori a non voler fomentare il fenomeno. (l.s.)

Sicurezza urbana/2.

“Ormai i sistemi d’allarme devono essere parte integrante per la sicurezza delle famiglie”

“La società è cambiata negli ultimi anni e con essa il concetto di sicurezza. È necessario sapersi adeguare a questi mutamenti”. A parlare è Alessandro Alessio, titolare dell’Alessio Elettrosicurezza di Castelfranco, azienda che si occupa di sicurezza familiare e aziendale. L’Alessio Elettrosicurezza nasce nel 1987 e da allora è in continua espansione: oggi conta oltre 40 dipendenti e un fatturato di 8 milioni di euro. “Siamo sempre stati attenti alle trasformazioni legate al settore – continua Alessandro – Se in passato la sicurezza riguardava gli oggetti, ossia il loro furto o danneggiamento, adesso si è spostata su un fattore che è molto più emozionale e molto più delicato e che riguarda la protezione della persona stessa e dei suoi familiari”. Un cambiamento che il secondo titolare dell’Alessio si è accentuato soprattutto dopo il periodo del Covid-19, che ha accelerato una tendenza già in atto: “Negli ultimi 5-6 anni è aumentato il disordine urbano e sociale. Chi entra in casa delle persone è spesso un delinquente che fa uso di stupefacenti e che non esita a paralizzare e picchiare chi trova all’interno dell’abitazione”. Operando in tutto il nord Italia, Alessandro Alessio è conscio di come ogni città abbia le sue problematiche: “Rispetto ad altre città, Castelfranco non presenta gravi problemi di delinquenza, è sostanzialmente tranquilla. Ci sono

tuttavia fenomeni sporadici che suscitano preoccupazione e questo lo vediamo anche noi, con la continua installazione di impianti anche nella nostra città”. Per rispondere alle nuove sfide, Alessandro non ha dubbi: unire tecnologia e servizi, per offrire un sistema personalizzato al cliente. “Sono da tempo finiti gli anni nei quali si lasciava accesa la luce o la televisione, magari programmando col timer, per dare l’impressione di essere a casa. Ora i delinquenti seguono le potenziali vittime sui social, osservando abitudini e stili di vita e monitorano gli spostamenti. Per questo, prima di progettare gli impianti, si studiano le attività e le abitudini dei proprietari e anche dei loro figli. Ogni persona ha un modo di vivere diverso, ma ognuno ha l’esigenza di essere tutelato e protetto. Al giorno d’oggi i sistemi sono più complessi: si è passati da un

approccio passivo a uno proattivo e tempestivo, dove la tecnologia, basata anche sull’intelligenza artificiale, deve essere accompagnata al controllo garantito da istituti di vigilanza e security manager”. E se le forze dell’ordine continuano a sensibilizzare i cittadini sull’installazione di telecamere e antifurti, strumenti utili contro i furti in abitazione ma ancora poco diffusi tra la popolazione, Alessandro Alessio sottolinea il carattere sociale di installare un sistema di sicurezza: “Se un delinquente vuole entrare in un’abitazione e genera un allarme, questo genera deterrenza anche per le abitazioni vicine. Se un ladro vede una casa ben strutturata dal punto di vista della sicurezza, ormai non si avvicina nemmeno. Le tecnologie per la sicurezza devono essere parte fondamentale di un’abitazione”.

Leonardo Sernagiotto

Rimane alta l’attenzione verso il disagio giovanile

Castelfranco come città sicura. È questo quanto emerge da un confronto con le forze dell’ordine operative nella città del Giorgione, che tratteggiano un quadro di relativa tranquillità in tema di sicurezza pubblica. Questo non esclude il verificarsi di episodi, anche gravi, che colpiscono la comunità castellana e che possono suscitare sgomento e apprensione tra la popolazione, ma si tratta di fenomeni che rientrano nel dato fisiologico, nelle statistiche di città dello stesso ordine di grandezza di Castelfranco. Chi si occupa di sicurezza pubblica esclude inoltre che sia presente a Castelfranco un fenomeno riconducibile alle cosiddette “baby gang”, ossia

bande microcriminali organizzate, colpevoli di reati quali estorsioni, rapine, spaccio di droga. L’unico episodio riconducibile a tale categoria criminosa ha riguardato alcuni giovani residenti a Vedelago, una struttura composta da adolescenti tra i 15 e i 17 anni (di ambo i sessi)

prontamente smantellata dall’azione dei carabinieri di Castelfranco. Nell’ambito del fenomeno delle devianze giovanili, le forze dell’ordine stanno inoltre conducendo un’importante azione di sensibilizzazione ed educazione nelle scuole, a partire dalle primarie fino alle superiori, ma anche servizi specifici mirati a tenere sotto controllo le zone di aggregazione dei giovani. Anche nella famigerata “piazzetta rossa”, l’area a ridosso della stazione degli autobus in via Podgora, teatro nel passato di episodi che hanno visto coinvolti giovani e ragazzi, negli ultimi mesi non si sono più registrati atti violenti riconducibili al disagio giovanile. (l.s.)

Alessandro Alessio, titolare di Alessio Elettrosicurezza di Castelfranco, racconta come il concetto di sicurezza sia profondamente cambiato negli ultimi anni. Dalla protezione degli oggetti si è passati a difendere le persone, studiando abitudini, stili di vita e sfruttando la tecnologia più avanzata per anticipare i rischi

Alessandro Alessio, titolare di Alessio Elettrosicurezza

di Cavarzere

Mestre all’avanguardia: all’Ospedale dell’Angelo nuovi laboratori integrati e piastra angiografica

Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

“I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

Salone Nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

“Diversamente sole” storie universali di donne per raccontare e svelare la complessità femminile

Corsa alle regionali

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

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RISSE E AGGRESSIONI

Razzie e vandalismi sul territorio, sale la tensione fra la popolazione a Cavarzere. Il bilancio dell’Arma nel veneziano: novantamila richieste di intervento, 125 mila controllati, 468 arresti

CAVARZERE, IL PONTE DELLA LIBERTÀ È REALTÀ DOPO 11 MESI DI LAVORI

Completati i lavori da 907.000 euro: nuova viabilità, sottoservizi moderni e parapetti a norma. Il ponte torna ad accogliere i cittadini aumentando la sicurezza stradale

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

Tra violenza concreta e insicurezza percepita

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

A ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio

Furti e vandalismi sul territorio, tensione alle stelle fra la popolazione

Chiesto il rafforzamento dei controlli alle forze dell’ordine nelle ore serali

F

urti, e vandalismi questi i fenomeni legati alla sicurezza con cui si confronta sempre più spesso negli ultimi anni, il territorio di Cavarzere. A fare il punto della situazione è l’assessore comunale Marco Grandi. Non di rado infatti il territorio è teatro di azioni di gruppi di ragazzini che fanno danneggiamenti, mentre per contrastare i furti nelle abitazioni è stata incentivata la formazione gruppi di controllo del vicinato. “Il tema sicurezza - spiega l’assessore Marco Grandi - è un capitolo molto ampio che va dalle azioni dei professionisti del crimine, soggetti che si introducono in abitazioni per razziare, a giovani come quelli delle baby gang che provocano danni. Azioni in questo caso generate anche da mancanza di un supporto alle spalle che può essere scolare, del-

la famiglia e quant’altro. Questi ragazzini colpiscono soprattutto quando sono in gruppo”. A Cavarzere si sono visti danni fatti alle scuole, alle panchine e anche a quelle commemorative, in primis a quella in ricordo di Maila, la donna uccisa dal marito a botte qualche anno fa. Per contrastare il fenomeno dei vandalismi, il Comune è in costante rapporto con le forze dell’ordine. “Chiediamo - dice l’assessore - di presidiare il territorio anche nelle ore serali. Abbiamo visto che ci è stata data una mano dalle forze dell’ordine per fare più controlli in aree dove queste congreghe si radunano, per poi dare sfogo a qualche atto incivile. Naturalmente un forte impulso si può avere anche con la sensibilizzazione dei ragazzi da parte degli istituti scolastici”.

Per quello che riguarda invece

situazioni di crimini più classicamente intesi, il Comune punta anche sui gruppi di controllo del vicinato. “Rafforzeremo - dice Grandi - l’impegno affinché chi è interessato si faccia avanti per poter organizzare i gruppi nelle varie aree da controllare. Aree che sono già state mappate con la Prefettura di Venezia di concerto con Polizia Locale e carabinieri”. Poi c’è il discorso videosorveglianza. “Abbiamo - dice Grandi

- fatto passi avanti molto importanti. Le telecamere sono state piazzate sia per il monitoraggio delle discariche abusive dei rifiuti, ma anche per il controllo delle entrate uscite da Cavarzere. Per questo le forze dell’ordine stanno avanzando al comando di Polizia Locale tante richieste, di poterle visionare, per andare cioè alla caccia di targhe e di possibili passaggi di veicoli o soggetti sospetti che possono avere commesso dei

Si abbassa l’età dei ragazzi che consumano droga nel veneziano

Si abbassa l’età dei ragazzi che consumano droga e alcol nel veneziano e aumentano così le dipendenze. Si tratta di aspetti che sono emersi dai dati forniti dalla Polizia di Stato di Venezia sull’attività del 2024. Attività che indicano numeri complessivi ben precisi. Sono stati infatti 1 3.424 gli interventi di Polizia del 2024, di fatto 554 in più del 2023 con + 31% di arresti e + 35% di denunce in stato di libertà. Cinque i tentativi di suicidio sventati,quattro gli incidenti stradali e altrettanti ferroviari, tutti mortali. Sono state controllate, nel 2024,40.713 persone. Le volanti con gli agenti della polizia di Stato hanno arrestato 130 persone e ne hanno denunciate755. Nell’occasione il questore di Venezia ha sottolineato come stiano aumentando fortemente le dipendenze e

come si stia abbassando l’età di chi fa uso di sostanze e consuma alcol. Si tratta di fatti che vanno a influire sui comportamenti e che possono portare a atteggiamenti di prevaricazione che sfociano in veri e propri reati. Il questore di Venezia ha posto l’accento sull’applicabilità del cosiddetto “daspo Willy” con l’avviso orale e l’ammonimento in caso di comportamenti persecutori a danno di altri minori. Ma soprattutto il coinvolgimento delle famiglie che sono il primo presidio educativo che va sollecitato se si vuole arrivare per tempo, ma anche delle scuole. Si deve tener conto insomma dei preoccupanti segnali di allarme e di richiesta di aiuto provenienti dal mondo giovanile. E intervenire prima che la situazione non si complichi in modo irreversibile.

crimini”. Precise le conclusioni dell’assessore comunale. “Su tutti questi fronti è impegnata l’amministrazione - conclude - e sono impegnate le forze dell’ordine. E’ chiaro che un territorio che è estero per 140 chilometri quadrati con molte aree aperte e con molte aree isolate, non è certo un territorio che si presta con semplicità ad un controllo immediato”.

Alessandro Abbadir

L’assessore Marco Grandi

Sicurezza urbana/2. Il bilancio dei carabinieri nel veneziano degli ultimi 12 mesi

Novantamila richieste di intervento, 125 mila controllati, 468 arresti, denunciati 84 borseggiatori

N el territorio e soprattutto nei paesi della Città Metropolitana di Venezia, è spesso l’ Arma dei Carabinieri, quella deputata al controllo in tema di ordine pubblico, prevenzione e repressione dei reati. Sul territorio metropolitano di Venezia, l’Arma è presente sotto la direzione del colonnello Marco Aquilio, comandante provinciale, con 38 stazioni e 2 tenenze che operano coprendo completamente i 44 comuni della Città Metropolitana da Cavarzere e Cona al Veneto orientale. I numeri nello specifico dell’azione dell’Arma dei Carabinieri di Venezia sono stati dati in occasione del 211° anniversario della fondazione che si è tenuto ad inizio giugno nella città lagunare. Ma ecco nel dettaglio cosa è stato fatto dai carabinieri in 12 mesi: sono novantamila le richieste d’intervento arrivate, 40 mila i reati che sono stati rilevati, di cui 30 mila perseguiti da giugno 2024. Sono stati eseguiti 468 arresti, sono state 125 mila persone controllate e 71 mila veicoli. Ma ci sono anche delle conseguenze di questa importante operatività. Sono 25 infatti i carabinieri che

nel corso di inseguimenti, fermi, controlli sono rimasti feriti. Sono in aumento inoltre, le misure di controllo e distanziamento e dei braccialetti elettronici per i reati legati alla violenza di genere. Su questo tipo di reato, per il quale le pene sono state inasprite, sono stati 376 gli interventi dei carabinieri nel veneziano, con 169 denunce (l’anno scorso erano state 29 in meno, perciò in aumento del 30 %) e 19 arresti in flagranza (erano 12 nel giugno del 2024).

Un dato da interpretare anche alla luce della maggior fiducia e disponibilità a segnalare i casi da parte delle vittime, sottolineano dal loro punto di vista i carabinieri. Ma è un dato che segnala anche, e va detto, un aumento del fenomeno a livello nazionale a dispetto delle pene inasprite. I braccialetti gestiti dall’Arma

in provincia di Venezia sono 50, attualmente, senza richieste in sospeso. Ma l’attività dei carabinieri non si ferma qui nel veneziano. Infatti sul fronte del contrasto al fenomeno dei borseggi, che è un reato che caratterizza in modo particolare le città a maggiore vocazione turistica come Venezia e il suo centro storico, dall’inizio dell’anno sono stati identificati e denunciati complessivamente 84 borseggiatori. Saranno ovviamente potenziati durante i mesi estivi come è stato fatto anche in inverno, i controlli anti furti nelle abitazioni. Il consiglio delle forze dell’ordine prima di andare in vacanza è quello di non fornire indicazioni specialmente sui social sul fatto che la casa sarà incustodita per qualche giorno o settimana.

Alessandro Abbadir

Sinistra italiana: “va rafforzato l’organico della Polizia Locale”

“A Cavarzere per la sicurezza si poteva fare di più. Di sicuro non sono state rispettate le promesse fatte dal sindaco in piena campagna elettorale”. A dirlo sollevando il problema è per il gruppo di Sinistra Italiana il consigliere comunale Andrea Fumana. “Il programma elettorale per il quinquennio 2021 -2026 dell’allora candidato sindaco Pierfrancesco Munari, tra i vari punti, testualmente assicurava:”...il rafforzamento dell’ organico della polizia locale, attualmente di sole 5 persone, al fine di garantire una maggiore presenza sul territorio”. Nel 2022, sottolinea Sinistra Italiana lo stesso sindaco Munari, aveva enfatizzato l’assunzione di 2 nuovi vigili urbani, aumentando l’organico da 5 a 7 unità. Ma le cose si fa notare, poi sono cambiate e di fatto l’organico è ritornato

a diminuire. “Nel 2023 - spiega Fumana che va nel dettaglio - un vigile era stato spostato, provvisoriamente per alcuni mesi, uno definitivamente, all’ufficio tecnico comunale. A distanza di due anni dunque, di fatto, i comportamenti del corpo vigili urbani sono sei, comandante compreso”. Dure le considerazioni finali. “Sono tra-

scorsi quasi quattro anni dall’insediamento della giunta di centrodestra guidata dal sindaco Munari - dice il consigliere di opposizione - e da allora tempo di chiedersi quanto è stato realizzato per la sicurezza e controllo del territorio cavarzerano, a partite dal progetto incrementale di televideo sorveglianza a partire dai punti strategici del centro e delle frazioni, anche in associazione con altri Comuni “e “l’ attivazione di segnalazione Sos in caso si verificano situazioni di emergenza”, e se i cittadini cavarzerani si sentono più sicuri di quattro anni fa”. Insomma si chiede una verifica sul tema della sicurezza degli ultimi 4 anni di governo della città, per capire se aldilà degli slogan, le ricette dell’amministrazione in carica hanno trovato il gradimento dei cittadini. (a.a.)

Sono 25 i carabinieri che nel corso di inseguimenti, fermi, controlli sul territorio, sono rimasti feriti.

Il consigliere di opposizione Andrea Fumana

Mestre all’avanguardia: all’Ospedale dell’Angelo nuovi laboratori integrati e piastra angiografica

Corsa alle regionali

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

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Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

“I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

Salone Nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

TRA PAURA E CONTROLLO: LE CITTÀ SI TRASFORMANO

FRONTEGGIARE FURTI, RISSE E AGGRESSIONI

A Chioggia, risse, furti e movida selvaggia: è allarme. Scattano zone rosse ed ordinanze anti alcol. Barbara Penzo (Pd): “Non si criminalizzi il disagio sociale”

“Diversamente sole” storie universali di donne per raccontare e svelare la complessità femminile

ATTACCA LA GIUNTA, “I CITTADINI MERITANO MOLTO DI PIÙ”

Il consigliere del Partito Democratico denuncia l’inerzia dell’attuale giunta: Infrastrutture carenti, investitori scoraggiati e giovani in fuga MONTANARIELLO

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

Tra violenza concreta e insicurezza percepita

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

A ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 4
Servizio

Risse, furti e movida selvaggia: è allarme totale Scattano zone rosse ed ordinanze anti alcol

Con l’estate arriva l’incubo dei raduni molesti organizzati sui social

S icurezza a Chioggia, il Comune per quest’anno ripropone il bis delle misure per il periodo estivo. E’ molto positivo infatti per l’ente locale il bilancio della prima esperienza di istituzione delle “Zone rosse” a Sottomarina. Per questo esprime soddisfazione e ringrazia il Prefetto di Venezia Darco Pellos per aver dato l’avvio alle “Zone rosse” e aver accolto così le richieste del Comune. La maggiore presenza di forze dell’ordine in alcune aree della città è stata subito evidenziata in maniera positiva anche da tanti cittadini che hanno sottolineato come piazzale Europa e Lungomare, da viale Umbria all’Astoria a volte teatro di problemi legati all’ordine pubblico, sono state controllate a dovere. Proprio in virtù di questi riscontri positivi il Comune ha chiesto al Comi-

tato provinciale per la sicurezza di poter continuare su questa strada e prevedere queste “Zone rosse“ durante i giorni prefestivi e festivi e per tutto il periodo estivo. Del resto, a fronte a numeri esigui dei rinforzi estivi si chiede che almeno vengano previsti servizi straordinari di controllo del territorio che possano garantire maggior sicurezza alla città. Il Comune è pronto anche ad arrivare alla linea dura delle ordinanze anti-alcol e anti-vetro per azzerare gli episodi di degrado urbano spesso segnalate in città. E non è tutto si sta pensando di individuare, eventualmente, altre aree da inserire nella “Zona rossa”, in particolar modo dove ci sono locali frequentati da persone moleste, nelle zone centrali di Sottomarina e alcune anche a Chioggia, luoghi della cosiddetta movida.

Il Comune invita poi i cittadini anche attraverso i social a segnalare eventuali notizie di raduni di ragazzi che puntano ad arrivare a Chioggia per raduni molesti o compiere reati, così

da avvisare le forze di polizia, perché per l’ente locale “nella nostra località non ci deve essere spazio per la violenza”. Il Comune inoltre valuterà assieme al comandante della nostra

Sosta selvaggia indescrivibile, polizia locale fino all’una di notte

Occasioni per risse, colluttazioni alterchi e diverbi a Chioggia e Sottomarina è sempre stato il fenomeno dei parcheggi selvaggi. Per monitorare il fenomeno dallo scorso primo maggio le pattuglie della Polizia Locale del Comune hanno agenti che sono in servizio fino all’una di notte. “Preme sottolineare con forza - spiega il Comune in una nota - che in città deve cessare la pessima abitudine di parcheggiare in centro strada sul Lungomare Adriatico, di fron-

Polizia Locale il dottor Luca Sattin, l’eventuale acquisto di metal detector palmari così da verificare che le persone controllate non abbiano occultato dei coltelli o altri oggetti atti ad offendere. Per il Comune non si può accettare l’idea che persone che frequentano la località, con la stessa facilità con la quale si portano dietro un documento d’identità abbiano con sé un coltello nascosto. Questo a tutela anche delle forze di polizia e degli autisti dei bus extraurbani che riportano tanti giovani a casa e anche degli stessi cittadini. Per quanto riguarda la questione della quiete pubblica, sono in programma incontri, con i gestori dei locali sul Lungomare e alcune associazioni di categoria, per trovare un accordo sulla pacifica convivenza e che coniughi le esigenze delle strutture ricettive e quelle dei locali pubblici.

Alessandro Abbadir

te ai locali pubblici, impedendo l’immissione alle altre autovetture provenienti da viale Umbria. Così come le auto parcheggiate al centro della rotonda di Piazzale Italia o sopra i marciapiedi. Sappiamo anche di persone che addirittura spostano i cassonetti dei rifiuti pur di parcheggiare comodamente l’auto”. E non mancano ovviamente le liti soprattutto nelle ore serali quando anche chi ha parcheggiato regolarmente, si trova le auto parcheggiate in doppia o

terza fila che ne ostruiscono l’uscita. Su questo la Polizia Locale di Chioggia sta lavorando per istituire il servizio di rimozione dei mezzi parcheggiati in divieto di sosta, in zone dove è prevista la rimozione forzata del mezzo, davanti a passi carrabili o in altre zone dove le auto parcheggiate senza autorizzazione creano intralcio alla circolazione stradale. “E’ tempo di rispettare le regole - ribadisce il Comune - perché ne va del decoro della nostra città”. (a.a.)

Sottomarina e i controlli dei carabinieri a Chioggia
Multe per sosta selvaggia

Sicurezza urbana/2. La consigliera del Pd Barbara Penzo all’attacco del Comune

“Zone rosse? Non bastano, così si criminalizza il disagio sociale”

“Sicuramente con le zone rosse abbiamo un effetto immediato per la presenza visibile delle forze dell’ordine e la sensazione (talvolta solo percepita) di maggior sicurezza per i cittadini. Il rischio però è di criminalizzare la povertà o il disagio sociale e di adottare misure temporanee che spesso sono inefficaci sul lungo periodo. Il Commissariato di polizia inoltre va potenziato perché costantemente sotto organico”. E’ la posizione della consigliera comunale di opposizione, del Pd, Barbara Penzo che va all’attacco del Comune di Chioggia guidato dal sindaco Mauro Armelao. La consigliera di opposizione ritiene che nel caso delle zone rosse, si tratti di un provvedimento tampone che metta solo una pezza ad un problema complesso, e per questo ha anche presentato nelle scorse settimane una interrogazione.

“Interrogo - scrive la Penzo - sindaco e assessore competente per, da un lato, sollecitare gli enti preposti e segnalare la grave carenza del personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Chioggia e richiederne il potenziamento, dall’altro, per comprendere se l’amministrazione intenda attivare tavoli di lavoro intersettoriali e percorsi partecipativi per co-pro-

gettare interventi efficaci e condivisi in merito al disagio sociale presente in alcune aree del territorio”. Penzo sottolinea poi come molte volte il provvedimento preso si riduce a spostamento del problema da un quartiere all’altro, senza affrontarne le cause. “Valutiamo invece - precisa - la necessità di maggiori interventi sociali di prevenzione. Parliamo di educazione, mediazione culturale, lavoro sociale di strada, sostegno alle famiglie, politiche abitative, inclusione lavorativa, supporto psicologico. Significa investire nelle persone,

non solo contenerle. Questo approccio agisce sulle cause profonde del disagio: povertà, esclusione, marginalità e promuove coesione sociale e senso di appartenenza, inoltre è sostenibile nel lungo termine. Sicuramente richiede investimenti e competenze e o risultati non sono immediati e spesso sono poco “spettacolari” da comunicare politicamente”. Non si tratta sempre di una scelta binaria, ma di una visione di società per il Pd. “Se puntiamo su zone rosse - ribadisce Penzo - mettiamo una toppa se investiamo in prevenzione sociale, costruiamo ponti e comunità. In molti contesti, si potrebbero anche combinare le due cose con intelligenza: sicurezza sì, ma mai senza giustizia sociale”. Le cosiddette “zone rosse”, sono aree precisa il Pd, che dovrebbero essere presidiate e sorvegliate h24 dalle forze dell’ordine e si ribadisce la necessità di rimpolpare gli organici. “È doveroso sottolineare che un adeguato potenziamento degli organici - si legge nell’interrogazione - permetterebbe di intensificare i controlli su tutto il territorio comunale, senza bisogno di ricorrere a misure straordinarie e, soprattutto, senza gravare sempre e solo sulle spalle degli stessi operatori”.

Si chiede un forte potenziamento dell’organico del Commissariato della Polizia di Stato

In onda su

Canale 15

Alessandro Abbadir

Proseguono sul territorio gli incontri contro le truffe agli anziani

Sono tante nel territorio le azioni di prevenzione che le forze dell’ordine organizzano contro le truffe agli anziani e alle persone in difficoltà. Fra queste ci sono gli incontri periodici che da qualche anno i carabinieri organizzano con i residenti, nei territori di competenza. Nel corso degli anni il fenomeno delle truffe agli anziani si è sempre più specializzato e diffuso. Quelle che i banditi mettono in atto sono truffe, sempre più insidiose. Alcuni di questi incontri si sono svolti nelle settimane e nei mesi scorsi scorsi a Chioggia, e in Riviera del Brenta anche con l’intervento di Adiconsum Veneto. La campagna di sensibilizzazione, hanno fatto sapere i carabinieri, continuerà anche nei prossimi mesi in altre parrocchie e in centri di ritrovo per anziani. Gli incontri sono

stati tenuti dal comando della Compagnia carabinieri di Chioggia. Nello specifico va detto gli incontri hanno trattato i principali tipi di truffe in cui gli anziani si possono imbattere. Si è andati così dalla tecnica del finto avvocato o finto carabiniere per il pagamento di una penale inesistente, agli operatori mandati dal Comune (cimiteriali o delle immondizie o di altro tipo), venditori di rilevatori di gas, l’abbraccio per strada e lo

specchietto rotto, e anche le truffe “sentimentali”. I partecipanti hanno potuto ricevere consigli pratici per difendersi dai raggiri. Questi incontri si sono rivelati molto utili perchè hanno permesso alle persone di capire l’ importanza di contattare immediatamente il numero di pronto intervento 112 e di sporgere denuncia, anche in caso di truffa tentata. Le informazioni fornite dalle vittime infatti possono sono d’aiuto per mettere in allerta le pattuglie sul territorio e raccogliere elementi per le indagini, evitando che i truffatori agiscano di nuovo. Nel corso degli ultimi mesi le forze dell’ordine hanno smantellato vere organizzazioni dedite a questo tipo di crimine anche nel veneziano. Spesso bande organizzate provenienti da altre regioni d’Italia. (a.a.)

Ogni domenica alle 11:45 e mercoledì alle 11:30

La consigliera comunale del Pd a Chioggia
Barbara Penzo

Nuovo Hospice pediatrico centro d’eccellenza delle cure palliative infantili a Padova

Corsa alle regionali

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

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del Camposampierese Est

Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

“I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

Salone Nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

TRA PAURA E CONTROLLO: LE CITTÀ SI TRASFORMANO PER FRONTEGGIARE FURTI, RISSE E AGGRESSIONI

Nel Camposampierese, la Polizia Locale si trova sempre più spesso ad affrontare forme di microcriminalità legate a minori, mentre aumentano isolamento sociale e le dipendenze

UN NUOVO

“Diversamente sole” storie universali di donne per raccontare e svelare la complessità femminile

ASILO

PER

24 BAMBINI

POSATA LA PRIMA PIETRA A BORGORICCO

Il nuovo polo sarà completato entro il 2026 e offrirà servizi a misura di bambino e famiglia. Previste tre sezioni, organizzate per fasce d’età

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

Tra violenza concreta e insicurezza percepita

ANicola Stievano >direttore@givemotions.it<

ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 4
Servizio

Sicurezza Urbana/1. Spaccio e vandalismo sono un problema senza confini che allarma non solo la comunità

“Contro furti e vandalismi non bastano le telecamere ma servono famiglie più presenti”

“La sicurezza nel nostro Comune rappresenta una sfida complessa e articolata, che va ben oltre la semplice installazione di telecamere di sorveglianza”. A parlarne è il Sindaco di Trebaseleghe Antonella Zoggia, che mette in luce le criticità più urgenti, dai furti in casa allo spaccio di droga, fino al crescente disagio giovanile e agli atti vandalici che colpiscono le aree pubbliche.

Quali sono le principali criticità in materia di sicurezza nel vostro Comune?

“Anche nel nostro territorio una delle principali preoccupazioni per la sicurezza riguarda i furti in casa, che aumentano soprattutto in autunno e in inverno. Le forze dell’ordine sono al corrente del problema e danno spesso consigli utili ai cittadini. Un altro problema è lo spaccio di droga, che pur senza luoghi precisi, è presente. Ci sono anche truffe agli anziani, per le quali il Comune ha già organizzato incontri informativi con la Po-

lizia Locale e i Carabinieri. Infine, è in crescita il disagio giovanile: alcuni gruppi di ragazzi, spesso minorenni, compiono atti vandalici, danneggiano luoghi pubblici e lasciano rifiuti, influenzati da cattivi esempi”.

Sono previsti nuovi investimenti in videosorveglianza o controllo del territorio?

“Il Comune ha già avviato un importante intervento di potenziamento della videosorveglianza, con l’installazione di 26 telecamere distribuite sul territorio. Il progetto è stato realizzato grazie a un partenariato pubblico-privato con la società Hera, che si sta occupando anche del rinnovamento dell’intera rete di illuminazione pubblica”.

Cosa pensa del “controllo di vicinato”? È un’opzione valutata per il vostro comune?

“Questo progetto è già stato proposto in due frazioni del nostro territorio e ora sta per essere approvato. È un’iniziativa molto utile che vorremmo estendere anche ad

altre zone. Crediamo però che tutti dovrebbero avere l’abitudine di aiutarsi tra vicini, senza bisogno di gruppi organizzati, segnalando subito comportamenti strani o persone sospette. La sicurezza riguarda non solo la propria casa, ma tutta la comunità”.

Ci sono progetti in collaborazione con le scuole o le associazioni locali sul tema della legalità e della convivenza civile?

“Nel nostro territorio ci sono iniziative frequenti e regolari, non solo in occasione di ricorrenze speciali. Durante l’anno si tengono eventi contro la violenza sulle donne, incontri sulla legalità e la convivenza civile, laboratori per i cittadini e momenti di riflessione. Le scuole e le associazioni locali partecipano attivamente a queste iniziative. Il Comune vuole continuare e rafforzare questo impegno educativo, perché solo attraverso la formazione e la sensibilizzazione si può costruire una comunità più sicura e rispettosa”.

Sono in fase di studio soluzioni tecnologiche, come app o piattaforme digitali, per migliorare la sicurezza o la comunicazione in caso di emergenze?

“I sistemi attualmente disponibili sono già efficaci, a partire dal servizio di allerta regionale “Alert System”, che consente una comu-

La provincia che non ti aspetti: Padova tra reati in crescita e insicurezza diffusa

Ogni anno Il Sole 24 Ore pubblica l’indice di criminalità delle 106 province italiane, un termometro impietoso che misura il numero di reati denunciati ogni 100mila abitanti. È un dato che dovrebbe far riflettere e allarmare: dietro ai numeri ci sono furti, rapine, truffe, violenze. E la situazione, lungi dal migliorare, continua a peggiorare. Le grandi città restano epicentri della criminalità, ma anche in province di medie dimensioni la sicurezza scricchiola visibilmente.

È il caso di Padova, che nel 2023 si piazza al quarantesimo posto della classifica nazionale, con oltre 30mila reati denunciati ogni 100mila abitanti. Un dato che non può essere ignorato e che racconta di un territorio sempre più vulnerabile, dove la sensazione di insicurezza cresce.

L’indice, aggiornato annualmente, non è solo una fotografia statistica: è il sintomo di un’emergenza che richiede risposte urgenti, investimenti in forze

IDRAULICI –

dell’ordine, controlli più efficaci e una politica seria sulla sicurezza urbana. Nel solo 2023 sono state segnalate 280 rapine, mentre i furti hanno toccato quota 13.752, un dato che testimonia una pressione costante e crescente sul tessuto sociale e urbano. A preoccupare in modo ancora più grave è il capitolo degli omicidi: i delitti volontari sono raddoppiati, passando da tre a sei casi, con un netto incremento delle segnalazioni da parte delle forze dell’ordine all’autorità giudiziaria. Non meno grave il dato sugli omicidi colposi, saliti a 19 episodi nel 2023. Numeri che non possono essere derubricati a semplici statistiche: indicano un’escalation

nicazione rapida e diretta in caso di emergenze. A questi si affiancano il sito comunale, la messaggistica istituzionale e altri strumenti digitali. È importante sottolineare che le segnalazioni ai Carabinieri o alla Polizia Locale sono sempre utili”.

che richiede un intervento immediato e incisivo da parte delle istituzioni. Perché dietro ogni numero c’è una vittima, e dietro ogni denuncia, spesso, una realtà ben più ampia e sommersa. (s.b.)

– POMPE DI CALORE – CLIMA

Sicurezza Urbana/2. Tecnologia e coordinamento al servizio della lotta contro la criminalità

Dietro le quinte della Centrale Operativa ”Così lottiamo contro crimini e reati”

N el cuore del Camposampierese, la sicurezza urbana è una priorità che si affronta con un mix di innovazione tecnologica e impegno sul territorio. Il comandante Antonio Paolocci ci racconta come gli investimenti in strumenti avanzati - dalle telecamere di sorveglianza alle body cam, fino all’imminente introduzione del Taser - si integrino con una presenza costante degli agenti e una Centrale Operativa all’avanguardia. In che modo gli investimenti in tecnologie avanzate e nella presenza sul territorio contribuiscono ad aumentare la sicurezza urbana e la fiducia dei cittadini nelle istituzio-

vero aiutare a rendere il quartiere più sicuro?

“Il controllo del vicinato è un modo per aumentare la sicurezza nelle comunità grazie alla collaborazione tra cittadini. Le persone si aiutano a vicenda segnalando situazioni sospette, migliorando così la vigilanza e creando un senso di protezione comune. Tuttavia, alcuni temono che questo sistema possa causare tensioni o invadere la privacy. Il successo del controllo del vicinato dipende dalla partecipazione attiva di tutti e deve essere organizzato con attenzione, in collaborazione con le istituzioni, per funzionare davvero

isolamento”.

Quindi più sicurezza con videosorveglianza, controlli e collaborazione tra cittadini?

“Per contrastare vandalismi, furti e microcriminalità, sono previsti nuovi interventi sul territorio. Verranno installate altre telecamere in luoghi pubblici e privati, grazie anche all’aiuto di privati, associazioni e cittadini. Le telecamere serviranno sia come deterrente che per identificare i colpevoli. Inoltre, verranno intensificati i controlli serali e notturni, soprattutto d’estate, coinvolgendo i residenti nel segnalare situazioni sospette. È in programma anche una

ni?

“Investire nella sicurezza è fondamentale per migliorare la vita delle persone, combattere la criminalità e rafforzare il senso di comunità. Negli anni, sono state installate 250 telecamere in tutta la Federazione, utili per prevenire reati e identificare i responsabili. A queste si affianca la costante presenza degli agenti sul territorio, coordinati da una Centrale Operativa molto efficiente presso il Comando della Polizia Locale, considerata il punto di forza dell’intero sistema. Inoltre, si utilizzano tecnologie sempre più avanzate, come strumenti per rilevare incidenti, riconoscimento facciale, body cam e dispositivi di difesa personale. Presto gli agenti saranno dotati anche del Taser, un’arma a impulsi elettrici”.

Il controllo del vicinato può dav-

bene”.

Quali sono le cause principali della crescita delle baby gang e cosa si può fare per fermarla?

“Negli ultimi anni il fenomeno delle baby gang è in aumento e attira molta attenzione da parte dei media e dell’opinione pubblica. Alla base ci sono spesso problemi come l’esclusione sociale, la mancanza di educazione e situazioni familiari o scolastiche difficili. Molti ragazzi entrano in queste gang perché si sentono soli, emarginati o senza punti di riferimento. Anche i cellulari, spesso usati per il bullismo, diventano strumenti per diffondere violenza o farsi notare dagli altri. In tutto questo, gli adulti hanno grandi responsabilità. Spesso i ragazzi passano molte ore da soli davanti allo schermo, anche quando sono in casa, sviluppando una dipendenza che peggiora il loro

campagna di informazione per insegnare ai cittadini come proteggersi da furti e reati. Infine, sarà rafforzata la collaborazione tra le forze dell’ordine per rispondere meglio ai bisogni di sicurezza del territorio”.

Una Centrale Operativa all’avanguardia per una sicurezza più efficace

“Si una centrale operativa moderna ed efficiente, fondamentale per gestire il territorio e rispondere rapidamente alle emergenze. Il suo compito è organizzare al meglio le pattuglie, inviandole dove e quando servono. Grazie a tecnologie avanzate, come radio digitali, software per gestire le chiamate e sistemi di geolocalizzazione, la centrale lavora in stretto contatto anche con le altre forze dell’ordine, migliorando la velocità e l’efficacia degli interventi”.

Il comandante della Polizia Locale dell’Unione Camposampierese Antonio Paolocci presenta i nuovi investimenti in tecnologie per la sicurezza, ma la domanda resta: quanta parte del problema possono davvero risolvere?

Nuovo Hospice pediatrico centro d’eccellenza delle cure palliative infantili a Padova

Corsa alle regionali

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

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del Camposampierese Ovest

Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

“I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

Salone Nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

TRA PAURA E CONTROLLO: LE CITTÀ SI TRASFORMANO PER FRONTEGGIARE FURTI, RISSE

E AGGRESSIONI

Nel Camposampierese la Polizia Locale si trova sempre più spesso ad affrontare forme di microcriminalità legate a minori, mentre aumentano isolamento sociale e le dipendenze

“Diversamente sole” storie universali di donne per raccontare e svelare la complessità femminile

A VILLA DEL CONTE LAVORI IN CORSO PER LA GESTIONE IDRAULICA DEL TERRITORIO

Concluse le prime operazioni su attraversamenti e tombini, il Comune coinvolge cittadini e tecnici in un piano di manutenzione integrata

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

Tra violenza concreta e insicurezza percepita

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

A ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 12
Servizio

Sicurezza Urbana/1. Tecnologia e coordinamento al servizio della lotta contro la criminalità

Dietro le quinte della Centrale Operativa ”Così lottiamo contro crimini e reati”

N el cuore del Camposampierese, la sicurezza urbana è una priorità che si affronta con un mix di innovazione tecnologica e impegno sul territorio. Il Comandante Antonio Paolocci ci racconta come gli investimenti in strumenti avanzatidalle telecamere di sorveglianza alle body cam, fino all’imminente introduzione del Taser - si integrino con una presenza costante degli agenti e una Centrale Operativa all’avanguardia.

In che modo gli investimenti in tecnologie avanzate e nella presenza sul territorio contribuiscono ad aumentare la sicurezza urbana e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni?

“Investire nella sicurezza è fondamentale per migliorare la vita delle persone, combattere la criminalità e rafforzare il senso di comunità. Negli anni, sono state installate 250 telecamere in tutta la Federazione, utili per prevenire reati e identificare i responsabili. A queste si affianca la costante presenza degli agenti sul territorio, coordinati da una Centrale Operativa molto efficiente presso il Comando della Polizia Locale,

considerata il punto di forza dell’intero sistema. Inoltre, si utilizzano tecnologie sempre più avanzate, come strumenti per rilevare incidenti, riconoscimento facciale, body cam e dispositivi di difesa personale. Presto gli agenti saranno dotati anche del Taser, un’arma a impulsi elettrici”.

Il controllo del vicinato può davvero aiutare a rendere il quartiere più sicuro?

“Il controllo del vicinato è un modo per aumentare la sicurezza

nelle comunità grazie alla collaborazione tra cittadini. Le persone si aiutano a vicenda segnalando situazioni sospette, migliorando così la vigilanza e creando un senso di protezione comune. Tuttavia, alcuni temono che questo sistema possa causare tensioni o invadere la privacy. Il successo del controllo del vicinato dipende dalla partecipazione attiva di tutti e deve essere organizzato con attenzione, in collaborazione con le istituzioni, per funzionare davvero bene”.

Quali sono le cause principali della crescita delle baby gang e cosa si può fare per fermarla?

“Negli ultimi anni il fenomeno delle baby gang è in aumento e attira molta attenzione da parte dei media e dell’opinione pubblica. Alla base ci sono spesso problemi come l’esclusione sociale, la mancanza di educazione e situazioni familiari o scolastiche difficili. Molti ragazzi entrano in queste gang perché si sentono soli, emarginati o senza punti di riferimento. Anche i cellulari, spesso usati per il bullismo, diventano strumenti per diffondere violenza o farsi notare dagli altri. In tutto questo, gli adulti hanno grandi responsabilità. Spesso i ragazzi passano molte ore da soli davanti allo schermo, anche quando sono in casa, sviluppando una dipendenza che peggiora il loro isolamento”.

Quindi più sicurezza con videosorveglianza, controlli e collaborazione tra cittadini?

“Per contrastare vandalismi, furti e microcriminalità, sono previsti nuovi interventi sul territorio. Verranno installate altre telecamere in luoghi pubblici e privati, grazie an-

La provincia che non ti aspetti: Padova tra reati in crescita e insicurezza diffusa

Ogni anno Il Sole 24 Ore pubblica l’indice di criminalità delle 106 province italiane, un termometro impietoso che misura il numero di reati denunciati ogni 100mila abitanti. È un dato che dovrebbe far riflettere e allarmare: dietro ai numeri ci sono furti, rapine, truffe, violenze. E la situazione, lungi dal migliorare, continua a peggiorare. Le grandi

città restano epicentri della criminalità, ma anche in province di medie dimensioni la sicurezza scricchiola visibilmente. È il caso di Padova, che nel 2023 si piazza al quarantesimo posto della classifica nazionale, con oltre 30mila reati denunciati ogni 100mila abitanti. Un dato che non può essere ignorato e che racconta di un territorio sempre più vulnerabile,

dove la sensazione di insicurezza cresce. L’indice, aggiornato annualmente, non è solo una fotografia statistica: è il sintomo di un’emergenza che richiede risposte urgenti, investimenti in forze dell’ordine, controlli più efficaci e una politica seria sulla sicurezza urbana. Nel solo 2023 sono state segnalate 280 rapine, mentre i furti hanno toccato quota 13.752,

un dato che testimonia una pressione costante e crescente sul tessuto sociale e urbano. A preoccupare in modo ancora più grave è il capitolo degli omicidi: i delitti volontari sono raddoppiati, passando da tre a sei casi, con un netto incremento delle segnalazioni da parte delle forze dell’ordine all’autorità giudiziaria. Non meno grave il dato sugli omici-

IDRAULICI – CALDAIE – POMPE DI CALORE – CLIMA

che all’aiuto di privati, associazioni e cittadini. Le telecamere serviranno sia come deterrente che per identificare i colpevoli. Inoltre, verranno intensificati i controlli serali e notturni, soprattutto d’estate, coinvolgendo i residenti nel segnalare situazioni sospette. È in programma anche una campagna di informazione per insegnare ai cittadini come proteggersi da furti e reati. Infine, sarà rafforzata la collaborazione tra le forze dell’ordine per rispondere meglio ai bisogni di sicurezza del territorio”.

Una Centrale Operativa all’avanguardia per una sicurezza più efficace

“Si una centrale operativa moderna ed efficiente, fondamentale per gestire il territorio e rispondere rapidamente alle emergenze. Il suo compito è organizzare al meglio le pattuglie, inviandole dove e quando servono. Grazie a tecnologie avanzate, come radio digitali, software per gestire le chiamate e sistemi di geolocalizzazione, la centrale lavora in stretto contatto anche con le altre forze dell’ordine, migliorando la velocità e l’efficacia degli interventi”. Sara Busato

di colposi, saliti a 19 episodi nel 2023. Numeri che non possono essere derubricati a semplici statistiche: indicano un’escalation che richiede un intervento immediato e incisivo da parte delle istituzioni. Perché dietro ogni numero c’è una vittima, e dietro ogni denuncia, spesso, una realtà ben più ampia e sommersa. (s.b.)

Sicurezza urbana/2. Fototrappole e una centrale operativa attiva 24 ore su 24 a Villa del Conte

Aumentano le telecamere e lettori targa contro furti e vandalismi

U

n territorio sotto assedio da mesi, tra furti in abitazione, scippi, truffe e atti vandalici. È lo scenario che ha spinto il Comune di Villa del Conte ad attuare un piano concreto di rafforzamento della sicurezza urbana e territoriale. Nei mesi scorsi, soprattutto durante il periodo natalizio, numerosi episodi criminosi hanno colpito il paese e le sue frazioni, prendendo di mira in particolare le fasce più fragili della popolazione. In risposta, l’amministrazione comunale ha avviato una serie di interventi strutturali con il supporto del comando di Polizia Locale della Federazione del Camposampierese. Il mese di febbraio ha segnato una svolta significativa: sono state installate nuove telecamere di videosorveglianza, mentre quelle già esistenti sono state sostituite con dispositivi più avanzati, capaci di garantire una maggiore qualità nelle immagini e un controllo più efficace. L’intero sistema è ora pienamente operativo e monitorato 24 ore su 24 da una centrale operativa. Accanto a questo intervento, il territorio è stato dotato anche di telecamere per la lettura targhe, collocate in punti strategici per monitorare i mezzi in transito, sia in entra-

ta che in uscita dal comune. Gli strumenti sono in grado di rilevare eventuali irregolarità amministrative dei veicoli, oltre a costituire un valido supporto in caso di indagini su reati. Particolare attenzione è stata posta anche alla prevenzione dell’abbandono illecito di rifiuti. A tal fine, sono operative diverse fototrappole mobili, la cui posizione viene modificata periodicamente per rendere più efficiente il contrasto a questo tipo di infrazione. I primi risultati parlano di una riduzione significativa del fenomeno. Parallelamente agli investimenti tecnologici, l’amministrazione ha promosso un incontro pubblico presso la sala

consiliare, dedicato alla prevenzione dei furti e alla promozione di una cultura diffusa della sicurezza. L’iniziativa ha visto la partecipazione di esperti del settore e ha rappresentato un momento di sensibilizzazione rivolto alla cittadinanza. Il rafforzamento dei sistemi di controllo si inserisce in un disegno più ampio di tutela del territorio, volto non solo a contrastare le situazioni di pericolo, ma anche a favorire la collaborazione tra istituzioni e cittadini. La sicurezza viene riconosciuta come bene comune e priorità dell’azione amministrativa.

Sara Busato

Villa del Conte dichiara guerra all’abbandono dei rifiuti

Tra le sfide più urgenti per l’amministrazione comunale di Villa del Conte, l’abbandono dei rifiuti si impone come una priorità assoluta. “Il contrasto a questo fenomeno incide direttamente sul decoro urbano e sulla qualità della vita” – ha dichiarato il Sindaco Antonella Argenti – “ed è per questo che abbiamo deciso di metterlo in cima alla nostra agenda politica”. A preoccupare maggiormente è il proliferare di sacchi e materiali di scarto, spesso provenienti da cantieri di zone limitrofe, abbandonati lungo le strade o nei fossati. Un problema che va ben oltre l’impatto estetico, comportando costi straordinari per lo smaltimen-

to, con possibili conseguenze anche sulla salute pubblica e sull’ambiente.

In un recente incontro tra l’amministrazione comunale e il Comandante Paolocci della Polizia Locale della Federazione, è emersa la necessità di un’azione coordinata e incisiva. Tra le misure allo studio: intensificazione dei controlli, installazione di telecamere di videosorveglianza mirate e nuove campagne di sensibilizzazione. L’obiettivo è chiaro: promuovere il senso di responsabilità civica e sanzionare i comportamenti illeciti. Parallelamente, l’amministrazione guidata dal Sindaco Argenti ha scelto un approccio lungimirante anche

rispetto a un altro tema spesso al centro del dibattito pubblico: il disagio giovanile. Mentre in molte realtà le “bravate” dei ragazzi vengono bollate come semplici atti di vandalismo o disordine, a Villa del Conte si punta alla prevenzione. Lontano da logiche repressive, il Comune promuove un modello di intervento che mira a intercettare i segnali di disagio prima che si traducano in fenomeni più gravi. L’azione preventiva si concretizza nella creazione di opportunità per i giovani, nell’educazione alla legalità e nel rafforzamento del tessuto sociale, con l’obiettivo di offrire alternative costruttive e inclusive. (s.b.)

Scippi, truffe agli anziani, rifiuti abbandonati e furti in casa hanno messo in allarme il paese. Il Comune, con il supporto della Polizia Locale del Camposampierese, ha reagito con un imponente intervento tecnologico e sociale

Nuovo Hospice pediatrico centro d’eccellenza delle cure palliative infantili a Padova

del Conselvano

Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

“I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

Salone Nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

“Diversamente sole” storie universali di donne per raccontare e svelare la complessità femminile

Corsa alle regionali

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

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Nel Conselvano con l’arrivo dell’estate cresce la paura per le razzie in abitazione ma anche per gli atti di vandalismo o le risse fra gruppi di giovani: sorveglianza potenziata

L’amministrazione tira le somme del 2024 e guarda agli impegni futuri, dall’opposizione aspre critiche CONSELVE: AVANZO DA UN MILIONE DI EURO IL CONSIGLIO COMUNALE SI

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

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Tra violenza concreta e insicurezza percepita

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

A ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

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Isole di degrado e incursioni in abitazioni

Conselve rinforza la sorveglianza estiva

N el Conselvano sono i furti in abitazione e i danni al patrimonio a spaventare i cittadini, insieme al rischio di risse fra gruppi di giovani. Sono questi gli episodi più temuti, per i quali la preoccupazione è sempre viva nella cittadina e nel territorio circostante. I furti in casa sono senza dubbio il timore più grande, sia per chi abita in condominio che in abitazioni indipendenti: con l’arrivo dell’estate c’è chi teme che i ladri si possano introdurre approfittando di un attimo di distrazione dei proprietari, di una finestra aperta, di una breve assenza. Anche in questi ultimi mesi non sono mancati alcuni episodi spiacevoli, insieme a tentativi di furto non riusciti. Nel periodo estivo sia la polizia locale che i carabinieri intensificano la sorveglianza, specie nelle ore serali e notturne, proprio per scoraggiare le incursioni dei ladri, così come per tenere a bada i gruppetti di giovani che potrebbero creare dei problemi di ordine pubblico o compiere atti di vandalismo.

In questi mesi uno dei luoghi più sorvegliati di Conselve è il Prato Comunale, aperto fino a

tarda sera e per settimane teatro di numerosi eventi, dal Summer Prà di questa seconda metà di giugno alla Fiera di Sant’Agostino. In passato non sono mancate risse e momenti di tensione e proprio per prevenire questi episodi la sorveglianza sarà continua e capillare, in particolare in tarda serata per garantire la sicurezza e l’ordine pubblico.

Sorvegliate speciali anche alcune “isole del degrado” che gli anni scorsi avevano sollevato le preoccupazioni e le proteste dei residenti, su tutte l’area dell’ex hotel Oasi, frequentata da gruppi di ragazzi e anche da intrusi che riuscivano ad entrare nella struttura. Ora la situazione sembra essere sotto controllo anche se una svolta per il recupero del grande fabbricato in abbandono in pieno centro sembra sempre più difficile. Sul fronte della sicurezza urbana il sindaco Umberto Perilli ricorda che Conselve è il punto di riferimento per un ampio territorio che conta quasi trentamila abitanti. “Così come è attrattivo per tutta un serie di servizi che offre - aggiunge - purtroppo in alcuni casi attira anche l’attenzione

di qualche malintenzionato. Va detto che grazie all’opera delle forze dell’ordine tutto sommato non registriamo particolari fenomeni di delinquenza. Alcune zone del nostro paese nei mesi passati sono state oggetto di furti o per lo più tentativi non riusciti”. Per quanto riguarda il mondo giovanile, continua Perilli, la situazione è sotto controllo: “Anche il comandante della nostra stazione dei carabinieri mi segnalava che Conselve per questi fenomeni è al di sotto della media provinciale. Ovviamente nemmeno noi siamo esenti da fenomeni di questo tipo, ma tutto sommato la situazione è sotto controllo”. Sul fronte giovanile la tendenza, però, è quella di un abbassamento dell’età dei componenti delle “baby gang”, la cui media è tra i 14 e i 15 anni ormai. Come prevenire questa deriva e tutelare i ragazzi di Conselve? “La sensazione è che questi giovanissimi - continua il sindaco - cerchino delle risposte alle loro esigenze o rifugio in qualche in qualche attività estrema che regala loro la sensazione erronea e fasulla e fallace di un momento di gloria. Noi

Occhi elettronici sempre aperti, in arrivo le nuove fototrappole

Il controllo del territorio a Conselve è garantito anzitutto con il pattugliamento attivo delle forze dell’ordine nelle aree centrali e nei quartieri. Marco Casella, consigliere con delega alla polizia locale, ricorda che dopo l’entrata in servizio dei nuovi agenti di polizia locale i controlli, eseguiti a rotazione in tutti i quartieri, “sono stati ulteriormente estesi all’accertamento del-

la presenza di eventuali soggetti sospetti, circolanti per le pubbliche vie cittadine, sia principali che periferiche, al punto da costituire costanti ed assidui servizi di pattugliamento, con cadenza quotidiana”. In centro è stato costituito un presidio fisso della Polizia Locale per individuare persone che potrebbero creare dei problemi di ordine pubblico. I carabinieri proseguono

stiamo intervenendo su diversi fronti, cercando di avvicinare i ragazzi anche tramite la collaborazione degli psicologi di strada, quindi di persone che sono specializzate professionalmente formate in questo settore, per creare un dialogo. D’altro canto, oltre alla repressione, per quanto può servire come risposta immediata, dobbiamo dare loro un’alternativa rispetto alla strada, che li porta a combinare qualche guaio o qualcosa di più grave”.

Conselve conta poi una nutrita popolazione straniera, che si aggi-

a pieno ritmo anche nell’attività di contrasto allo spaccio di droga, specie fra i giovani.

Sul fronte della lotta al degrado sono utili anche le telecamere di videosorveglianza sia come deterrente che come strumento di indagine. “Il Comune - ricorda Casellaha partecipato al bando regionale grazie al quale sarà possibile potenziare il sistema

ra ormai sul 10%, quindi poco più di un migliaio di persone, molte delle quali ben integrate, spiega il sindaco. “Fortunatamente non viviamo gli episodi estremi delle grandi città, - conclude Perilliqui gli stranieri sono per lo più integrate nel tessuto della comunità, hanno un posto di lavoro fisso e parecchi anche l’abitazione di proprietà. Loro stessi poi tendono ad isolare gli individui più scorretti perché ci tengono a non rovinare quel che hanno costruito in anni di lavoro e permanenza in Italia”. (n.s.)

di videosorveglianza in zona industriale, per reprimere il problema dell’abbandono dei rifiuti. Con una variazione di bilancio acquisteremo delle fototrappole di alta qualità, in grado quindi ad individuare agilmente chi commette illeciti, a partire dall’abbandono dei rifiuti. Siamo fermamente determinati a mettere fine a questo problema”.

L’esperta. L’analisi della psicologa Serena Banzato sulla realtà del Conselvano

Giovani perduti tra solitudine e violenza, criminalità tentazione per essere “famosi”

Serena Banzato ha lavorato per tanti anni come educatrice e operatrice di strada, è stata a contatto, nel Conselvano e non solo, con adolescenti e giovani a rischio. Da psicologa le abbiamo chiesto un’analisi sulle difficoltà delle nuove generazioni, sul rischio di scivolare dalle bravate all’illegalità, di perdersi nel mondo della droga, una presenza concreta anche in questo territorio. “Anzitutto è necessario riconoscere per tempo i “segnali bianchi” che indicano un certo malessere - spiega - a partire dai bambini. Li definiamo segnali “bianchi” prima che diventino acuti e portino a problemi più gravi. E qui le famiglie e la scuola giocano un ruolo fondamentale, ma servono gli strumenti adatti per riconoscere, ad esempio, un ragazzino che non riesce a gestire la gelosia, la solitudine, la musica che ascolta, il rapporto con il cibo e l’alimentazione. Sono tanti campanelli d’allarme che richiedono attenzione”. A scuola, poi, ricorda l’esperta, le classi sono sempre più multietniche, questa è una risorsa ma può rappresentare anche un problema, se questo incontro fra culture non viene ben gestito. “Parliamo spesso di integrazione ma il cammino è ancora lungo. I ragazzi, poi, hanno bisogno di esempi positivi, invece andiamo avanti a feedback negativi. Purtroppo non fanno notizia i tanti giovani impegnati nello sport o nel volontariato, la maggioranza che conduce

una vita serena e ricca di relazioni e successi. Balzano subito all’occhio invece i vandali, chi porta un coltello a scuola, il bullo, il violento. Tutti hanno bisogno di sentirsi speciali e il vandalismo è un modo negativo per dire ‘io esisto’. Nei casi più difficili, la criminalità diventa il mezzo per diventare ‘famosi’. Ma sono altri i modelli di cui hanno bisogno i nostri giovani, per questo c’è bisogno di esempi concreti di civiltà, di rispetto, di scelte di vita coerenti. Prima che un ragazzo cada in certi tunnel - prosegue Banzato - si dovrebbe attivare una reale comunità educante, ma c’è da lavorare anche sugli adulti e tutto è più complesso, non si crede nei percorsi psicologici e tutto è più faticoso e complesso”.

Rivolgersi agli adolescenti e ai giovani è sempre più impegnativo e va garantita anche la loro libertà. Ma questo implica una responsabilità

Contro droga e disagio la ricetta di Tribano con “Giovani custodi”

Non passa settimana senza che i carabinieri, impegnati assiduamente nel contrasto delle attività legate allo spaccio di droga, non denuncino o non arrestino qualche spacciatore locale, segnalando gli assuntori alla Prefettura, come previsto dalla legge. Fra loro ci sono molti giovani, anche minorenni. Il Conselvano non è immune da questa piaga, come ricorda il sindaco di Tribano Massimo Cavazzana, da tempo impegnato proprio a strappare i giovani dalla strada, ad offrire loro delle alternative che li allontanino dal rischio della criminalità e dell’uso di droghe. “Dob-

biamo mettere in campo la capacità di contrastare questo fenomeno - spiega Cavazzana - e la capacità di incidere sul territorio e di avvicinare i giovani attraverso esperienze personali. Noi da qualche anno abbiamo promosso l’iniziativa “Giovani custodi” per coinvolgere gli adolescenti in attività di volontariato, farli sentire protagonisti della loro vita attraverso esperienze formative che aiutano a crescere e a costruire relazioni sane. Poi è fondamentale promuovere anche uno stile di via sano, invitare i giovani a non fumare a non bere, ad aver cura del proprio corpo e della pro-

da parte degli adulti: “I ragazzi sono le nostre forze nuove - conclude la psicologa - e io credo tantissimo nelle loro energie e potenzialità. Va rispettata la loro libertà ma allo stesso tempo dobbiamo esserci, la nostra presenza di adulti non può mancare, così come il nostro esempio. Ma per farlo dobbiamo ritrovare anche noi il senso di comunità e di collaborazione reciproca”.

Stievano

Gli episodi di vandalismo minorile diventano un mezzo per affermare, nel modo sbagliato, la propria identità. “C’è bisogno di una comunità educante che sappia riconoscere i segnali di malessere dei ragazzi”

pria persona”. Accanto agli adolescenti a Tribano ci sono le iniziative per le famiglie. “Da sei mesi abbiamo avviato il progetto ‘Benessere in comune’ rivolto a genitori e figli dai 7 ai 14 anni, - continua Cavazzana - che hanno la possibilità di condividere alcuni momenti insieme, come cucinare e giocare, fare attività sportive e affrontare anche un percorso di legalità grazie alla disponibilità di alcuni avvocati in prima linea per affrontare il disagio dei ragazzi nei tribunali. Nel nostro piccolo vogliamo dare una mano e continueremo con questo progetto anche il prossimo anno”. (n.s.)

Serena Banzato

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Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

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Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

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“Diversamente sole” storie universali di donne per raccontare e svelare la complessità femminile

SI TRASFORMANO

Dal bracconaggio ittico lungo il Po agli incidenti mortali sulla Romea, il Delta del Po affronta una duplice sfida. L’inchiesta ricostruisce le maglie della criminalità sommersa

Nell’unico comune al voto in provincia di Rovigo, Mario Mantovan ha conquistato la fascia tricolore per una manciata di schede

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

Tra violenza concreta e insicurezza percepita

Nicola Stievano

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A ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

Servizi

La Romea è ancora una trappola d’asfalto

In cinque anni, 600 incidenti e 21 morti

V elocità e sorpassi azzardati continuano a scandire la quotidianità di una delle strade più pericolose d’Italia. La Statale 309, conosciuta come la Romea, si conferma arteria ad alto rischio, ma finalmente qualcosa si muove. A Chioggia si è tenuto il primo Comitato interprovinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico, convocato in urgenza per affrontare una situazione che sta assumendo contorni allarmanti. I numeri parlano chiaro: 600 incidenti in cinque anni, 21 dei quali con esiti fatali. Non si tratta solo di distrazione o fatalità.

Con un traffico giornaliero medio che raggiunge punte di circa 27.000 veicoli, di cui il 13% costituito da mezzi pesanti, la Romea si conferma una delle strade più pericolose d’Italia, con un triste primato in fatto di incidenti, spesso purtroppo mortali. A denunciarlo è la Vicepresidente della Regione,

De Berti, che sottolinea come “la Regione abbia sempre considerato la Statale 309 una priorità da affrontare con urgenza e consapevolezza”. Secondo De Berti, il progetto di messa in sicurezza del tracciato esistente, seppur necessario, “non è sufficiente a garantire livelli adeguati di sicurezza, soprattutto a causa dell’elevata presenza di traffico pesante”. Per questo motivo, nel contratto di programma siglato lo scorso anno con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è stata inserita una richiesta precisa: “Ad Anas è stato affidato il compito di avviare la progettazione di un’alternativa strutturale capace di risolvere in modo definitivo le criticità della Romea”.

Le criticità strutturali, la mancanza di controlli adeguati e l’elevato traffico pesante rendono questo tratto stradale un teatro costante di pericoli. Troppi incro-

ci, svolte pericolose, mancanza di alternative. E soprattutto: troppa velocità. Il Comitato ha varato un pacchetto di misure urgenti. In primo luogo, l’intensificazione dei controlli notturni da parte della Polizia Stradale. Saranno vietate le svolte a sinistra nei punti più critici — crocevia di numerosi incidenti — e verranno installati tutor per la rilevazione della velocità media. Non solo: il monitoraggio si farà più serrato grazie a videocamere che controlleranno i sorpassi vietati, spesso causa di scontri frontali. Parallelamente, Anas ha confermato l’avanzamento dei lavori per la messa in sicurezza della Romea. Tra le priorità: la sostituzione degli incroci più pericolosi con rotatorie, una soluzione più sicura che potrebbe ridurre notevolmente il rischio di impatto. Ma sul tavolo torna anche un’ipotesi che negli anni ha diviso amministrazioni e cittadi-

7.500 delitti: una provincia che lotta per la sicurezza

I dati presentati sull’attività del Comando Provinciale dei Carabinieri di Rovigo negli ultimi dodici mesi tracciano un quadro estremamente positivo e rassicurante per la sicurezza della provincia.

L’86% dei quasi 7.500 delitti perseguiti è una percentuale notevole, che testimonia l’efficacia delle indagini e la capacità di risposta delle forze dell’ordine sul territorio. Questo dato, unito alle oltre 25.000 chiamate gestite dal 112, sottolinea la costante presenza e la prontezza d’intervento dei Carabinieri, un punto di riferimen-

to fondamentale per i cittadini. L’impegno si è tradotto in risultati concreti: i quasi 150 arresti e le circa 2.000 denunce dimostrano una capillare attività di contrasto alla criminalità. Le oltre 60.000 persone controllate testimoniano un’azione preventiva e di controllo del territorio diffusa e costante. Particolarmente degna di nota è l’attività antidroga, con il sequestro di quasi 50 kg di stupefacenti. Questo risultato evidenzia l’efficacia delle operazioni volte a smantellare le reti di spaccio e a contrastare un fe-

ni: il raddoppio della Statale. Una proposta tornata d’attualità grazie a un nuovo studio presentato a Venezia, che analizza il traffico dei mezzi pesanti lungo il tracciato attuale. Dalla ricerca è emerso un dato sorprendente: buona parte del traffico pesante non è di lunga percorrenza, ma legato a flussi locali. Una scoperta che potrebbe rivelarsi decisiva per la progettazione della futura variante alla Ro-

nomeno che alimenta spesso altre forme di criminalità. Infine,

l’attenzione e l’impegno dedicati ai reati di violenza di genere e do-

mea. Non più un’autostrada per i collegamenti nazionali, ma una soluzione modulata sulle esigenze del territorio. La Romea è ormai un banco di prova per la politica e le istituzioni locali. Le misure approvate sono un primo passo, ma i cittadini chiedono risposte durature. E soprattutto, una visione: perché sicurezza e mobilità non siano più in conflitto.

mestica, inclusi quelli rientranti nel “codice rosso”, sono un segnale forte e positivo. I 3 arresti e le 126 denunce in questo ambito sottolineano la determinazione dell’Arma nel tutelare le vittime e nel perseguire con fermezza chi commette questi odiosi reati. Nel complesso, il bilancio dell’attività dei Carabinieri di Rovigo per l’ultimo anno è un esempio tangibile di come un’azione coordinata e determinata possa fare la differenza nella percezione e nella realtà della sicurezza per la comunità. (s.b.)

Sara Busato

Sicurezza Urbana/2. Un sistema criminale minaccia l’equilibrio ambientale, la salute pubblica e l’economia

Delta del Po sotto assedio: racket del pesce illegale

I l Delta del Po è da tempo teatro di attività criminali legate al bracconaggio ittico e alla pesca illegale. Questi fenomeni, oltre a danneggiare gravemente l’ambiente, mettono a rischio la sicurezza alimentare e compromettono l’economia locale. La pesca professionale, storicamente radicata in queste acque, è oggi minacciata da pratiche illegali che compromettono la biodiversità e la qualità del pescato. Un episodio risalente allo scorso novembre, sempre nella frazione di Donada a Porto Viro, ha visto la Guardia di Finanza scoprire un’attività di pesca di frodo nelle acque del fiume Po. Quattro bracconieri sono stati fermati mentre trasportavano 430 kg di pesce d’acqua dolce, catturato illegalmente. Il pescato, non conservato secondo le normative sanitarie, è stato sottoposto a ispezione da parte del Servizio Veterinario dell’Ulss 5, che ne ha autorizzato la vendita presso il mercato ittico di Porto Viro, destinando il ricavato all’Erario. Contestualmente, ai trasgressori sono state elevate sanzioni per un totale superiore a 5.500 euro.

Un’altra criticità riguarda le condizioni igieniche del pesce trasportato. Un esempio significativo

è rappresentato da un sequestro avvenuto due mesi fa, grazie a un’operazione congiunta del Reparto Operativo Aeronavale di Venezia e della Guardia di Finanza di Rovigo. Sono stati sequestrati ben quattro quintali di pesce siluro, trasportati in condizioni igienicosanitarie non idonee e potenzialmente pericolose per la salute pubblica. L’intervento si è svolto ancora una volta a Donada di Porto Viro, dove una pattuglia della Tenenza di Loreo e della Sezione Operativa Navale di Porto Levante ha fermato un’autovettura con a bordo due cittadini di origine romena. All’interno del veicolo, non attrezzato per il trasporto alimentare, erano stipati numerosi quintali di pesce, presumibilmente proveniente dalle acque del Po. Con il supporto del Servizio Veterinario dell’Ulss 5, è stato accertato che il pesce versava in pessime condizioni igienico-sanitarie

e non era idoneo al consumo. È quindi scattato il sequestro dell’intero carico, il cui valore commerciale si aggira intorno ai 5.000 euro, insieme al fermo del mezzo. Ai responsabili sono state comminate sanzioni amministrative per oltre 1.500 euro. Considerata la pericolosità del prodotto per la salute pubblica, le autorità sanitarie ne hanno disposto l’immediata distruzione. Il bracconaggio ittico non rappresenta solo una minaccia per la biodiversità del Delta del Po, ma comporta anche gravi rischi per la salute pubblica e danni significativi all’economia del territorio. Il pesce catturato illegalmente, spesso contaminato e privo di tracciabilità, espone i consumatori a seri pericoli sanitari. Inoltre, l’espansione delle attività illecite mina l’immagine dell’area, scoraggiando il turismo e mettendo in crisi le tradizioni locali legate alla pesca sostenibile.

Rosolina blindata per l’estate: dentro il piano segreto della sicurezza turistica

Rosolina è la principale località turistica della provincia, da sola raccoglie il 70% delle presenze complessive. Con l’avvicinarsi della stagione estiva, Rosolina si sta preparando ad accogliere l’atteso afflusso turistico con un piano di sicurezza integrato. Un recente vertice tenutosi presso la prefettura ha riunito i principali attori della sicurezza e dell’ordine pubblico, ampliando il tavolo di discussione per affrontare la complessità degli aspetti legati all’accoglienza di migliaia di visitatori. All’incontro hanno partecipato, oltre alle forze di polizia locali, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, il Compartimento di Polizia Stradale per il Veneto e la Capitaneria di Porto di Chioggia. Questa estensione della partecipazione sottolinea la volontà di

creare un dispositivo di sicurezza globale e coordinato, in grado di coprire ogni aspetto della vita turistica. Durante la riunione, sono stati affrontati molteplici temi cruciali per la sicurezza dei vacanzieri e dei residenti. Si è discusso del rafforzamento della presenza stabile delle Forze di Polizia sul territorio per i mesi estivi, un punto chiave per garantire una risposta rapida e capillare. Particolare attenzione è stata dedicata ai dispositivi di ordine e sicurezza pubblica spe-

cifici per la stagione degli eventi, che vedrà Rosolina animarsi con numerose iniziative. Non solo ordine pubblico, ma anche prevenzione antincendio, un tema sempre attuale nelle località turistiche, specialmente in aree con vegetazione. Il contrasto all’abusivismo commerciale è stato un altro punto caldo, con l’obiettivo di tutelare sia i commercianti onesti sia i consumatori. L’intensificazione dei servizi di viabilità è stata ritenuta fondamentale per gestire il traffico che inevitabilmente aumenterà, così come la vigilanza degli arenili per garantire la sicurezza in spiaggia e in mare. L’obiettivo è chiaro: assicurare che Rosolina sia pronta a offrire un’esperienza sicura e piacevole a tutti coloro che sceglieranno la località per le proprie vacanze estive. (s.b.)

Dietro il traffico illegale di pesce, spesso mal conservato e privo di tracciabilità, si cela una rete organizzata che mette a rischio la sicurezza alimentare, la biodiversità e la sopravvivenza della pesca tradizionale

Mestre all’avanguardia: all’Ospedale dell’Angelo nuovi laboratori integrati e piastra angiografica

del Miranese Nord

Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

“I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

Salone Nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

“Diversamente sole” storie universali di donne per raccontare e svelare la complessità femminile

Corsa alle regionali

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

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TRA PAURA E CONTROLLO: LE CITTÀ SI TRASFORMANO PER FRONTEGGIARE FURTI, RISSE E AGGRESSIONI

A Noale assalto dei vandali: atti sacrileghi e danneggiamenti. Infuriano le polemiche. A Salzano minoranze all’attacco:“Ragazzi fuori controllo? Colpa dei tagli ai progetti sociali”

TARIFFE RIFIUTI A SALZANO: È SCONTRO POLITICO, LE OPPOSIZIONI ALL’ATTACCO

L’opposizione accusa la giunta. Il Comune invita ad aspettare due anni per valutare l’impatto del nuovo modello

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

Tra violenza concreta e insicurezza percepita

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

A ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio

L’assessore comunale Lorenza Barina:

minori autori dei reati sono stati identificati”

S tatue religiose decapitate, statue di grande valore collocate nei giardini pubblici imbrattate, danneggiamenti di luci votive e alle strutture dello storico palio. A Noale da settimane si registrano episodi che fanno davvero discutere e creano reazioni di rabbia e impotenza fra i residenti che chiedono che chi combina tutto ciò, sia assicurato alla giustizia anche se si tratta di un minore. A denunciare questi fatto è spesso il noto tributarista Alberto de Franceschi, vera “sentinella del territorio” che ha presentato anche denunce ai carabinieri per episodi sempre più frequenti. De Franceschi chiede misure concrete per arginare il fenomeno. L’episodio che ha visto la statua della Madonna decapitata ha fatto

infuriare non poco ed è stato oggetto di discussione per giorni da parte della gente del paese. Anche il sindaco di Noale Stefano Sorino ha reagito all’episodio con sdegno per quello che è successo. “Siamo colti da profondo sdegno - ha detto il sindaco - per questo atto di inciviltà e sfregio e abbiamo immediatamente fatto segnalazione alle forze dell’ordine. Stiamo intervenendo con potenziamento di telecamere di videosorveglianza, ma siamo anche consapevoli che non è pensabile di avere videocamere in ogni angolo della città. È un tema che stiamo affrontando anche con i Comuni vicini perché episodi come questo, si registrano quotidianamente ed è chiaro che è necessario fare rete per intervenire a livello cul-

turale”. I vandali sono stati però identificati in alcune occasioni. E spiegarlo è proprio il Comune. “La recente sistemazione dell’impianto ha di videosorveglianzaspiega l’assessora Lorenza Barina - ad esempio permesso di identificare dei vandali che, in due occasioni distinte, avevano danneggiato dei beni pubblici. In alcuni casi si trattava ad esempio di minori e su questo tema vogliamo agire in modo fermo, ma con un dialogo costruttivo e fortunatamente abbiamo trovato delle famiglie aperte e disponibili in tal senso. Il confronto con i giovani e con il supporto delle loro famiglie, ha un enorme valore per la nostra comunità in quanto rafforza il senso civico e il rispetto del bene pubblico”. Per questo motivo l’assesso-

Furti nelle abitazioni, la paura torna con l’estate

Oltre ai vandalismi anche a Noale, un altro grande problema è quello delle razzie dei ladri. Nel corso dei mesi soprattutto invernali ed estivi, ogni anno gli episodi si ripetono. Spesso chi va in vacanza si ritrova la casa svuotata dai ladri. Senza contare i danni alle abitazioni. Fra gli altri episodi da mettere in conto: colpi nelle auto e anche borseggi e truffe porta a porta e in strada. “Abbiamo - dice Livio Malvestio assessore alla Sicurezza - creato un canale diretto costante di aggiornamento con

le forze dell’ordine che quotidianamente effettuano controlli e interventi per contenere il più possibile questi eventi e per coordinarci nelle azioni da intraprendere”. Il Comune ha deciso così di rimettere a nuovo gli impianti di videosorveglianza.”Il controllo del territorio - spiega l’assessore comunale Livio Malvestio - e l’individuazione di aree oggetto di particolare tutela sono obiettivi del nostro mandato amministrativo anche nell’attuale situazione di forze dell’ordine sotto organico”. No-

re Lorenza Barina sta coinvolgendo anche il servizio di “Educativa di strada”, un servizio che svolge una parte importante di lavoro sul nostro territorio che vorremmo potenziare e che ha come obiettivo la promozione del benessere e la prevenzione del disagio giovanile. “Il focus principale - conclude l’assessore - degli interventi è rivolto ai ragazzi che frequentano, anche arrivando da fuori Noale, il comune ma vorremmo coinvolgere gli operatori nel programmare attività con le famiglie e gli adulti in generale. La nostra azione vuole essere quella di costruire sempre più una comunità educante partecipe e collaborativa per il benessere dei giovani e di tutti i nostri cittadini”.

Alessandro Abbadir

ale poi può contare su un gruppo di controllo del vicinato. “Altro tema riguarda gli abbandoni dei rifiuti nelle aree ecologiche e anche nel territorio, un atto di inciviltà profonda inciviltà, il cui recupero e risanamento ricade su tutti i cittadini; anche su questo tema stiamo collaborando con Veritas - spiega l’assessore Francesco Caravello - per installare un sistema di fototrappole e anche il servizio degli ispettori ambientali che disincentivi queste azioni incresciose”. (a.a)

Sicurezza urbana/2. I consiglieri di minoranza a Salzano all’attacco del Comune

“Ragazzi fuori controllo? Colpa dei tagli ai progetti sociali”

ASalzano imperversano gli atti di vandalismo. Atti di vandalismo e di com-portamenti a rischio si verificano in alcune zone, tra le quali il parcheggio delle scuole primarie dove puntualmente vengono fatti danni agli edifici, viene lasciato sporco, e l’area si trasforma in un luogo di ritrovo serale senza alcuna regola. Ad intervenire sulla vicenda sono i consiglieri comunali del gruppo misto Eleonora Lanza Romano De Zuani e Vanni Fabris. “E’ curioso - dicono - che questo posto sia stato in passato un luogo dove altri ragazzi, come quelli che probabilmente stanno frequentando ora, abbiamo realizzato con il supporto degli Operatori di Strada dei bellissimi murales per abbellire quell’edificio. Cosa è cambiato allora? Sono cambiati i ragazzi ?Sicuramente si ma sono cambiate soprattutto le risposte degli adulti e delle istituzioni di fronte a questi fenomeni. Allora cosa si fa, cosa si propone? Mettiamo le te-lecamere reprimiamo questi comportamenti perché noi per primi non siamo più in grado di mettere in campo figure educative e significative a fianco di questi ragazzi. Per anni il Comune di Salzano è stato il fiore all’occhiello del-le politiche giovanili e delle attività rivolte ai giovani. Per anni la comunità civile aveva fatto suo

lo slogan “Educare e non punire” mettendo in campo risorse economiche e figure professionali, educative e appassionate di lavorare con i giovani”. Poi qualcosa , fanno capire i consiglieri si è rotto. “A partire dal 2012 - spiegano - si è smesso di investire in queste cose, e allora sono arrivati i primi tagli: via gli operatori di strada, chiuso l’Informagiovani, il Centro di Aggregazione lasciato al solo volontariato (senza risorse) e piano piano gli adulti significativi sono spariti e i ragazzi sono stati lasciati sempre più soli.

Le istituzioni, per prime, hanno “mollato“come non servisse più. E ora ci troviamo ad avere gruppi di ragazzi, sempre più piccoli, che girano in-controllati e spesso incontrollabili”. “Comprendiamo anche il disagio di molti cittadini - continuano - che si trovano a vivere da vicino queste situazioni

Sempre più bassa l’età dei ragazzi che consumano droga nel veneziano

Si abbassa l’età dei ragazzi che consumano droga e alcol nel veneziano e aumentano così le dipendenze. Si tratta di aspetti che sono emersi dai dati forniti dalla Polizia di Stato di Venezia sull’ attività del 2024. Attività che indicano numeri complessivi ben precisi. Sono stati infatti 1 3.424 gli interventi di Polizia del 2024, di fatto 554 in più del 2023 con + 31% di arresti e + 35% di denunce in stato di libertà. Cinque i tentativi di suicidio sventati,quattro gli incidenti stradali e altrettanti ferroviari, tutti mortali. Sono state controllate, nel 2024,40.713 persone. Gli agenti della polizia di Stato hanno arrestato 130 persone e ne hanno denunciate 755. Nell’oc-

casione il questore di Venezia ha sottolineato come stiano aumentando fortemente le dipendenze e come si stia abbassando l’età di chi fa uso di sostanze e consuma alcol. Si tratta di fatti che vanno a influire sui comportamenti e che possono portare a atteggiamenti di prevaricazione che sfociano in veri e propri reati. Il questore di Venezia ha posto l’accento su l’applicabilità del cosiddetto “daspo Willy” con l’avviso orale e l’ammonimento in caso di comportamenti persecutori a danno di altri minori. Ma soprattutto il coinvolgimento delle famiglie che sono il primo presidio educativo che va sollecitato se si vuole arrivare per tempo, ma anche delle

e non ne possono più. Ma la soluzione non può essere solo il controllo”. Da qui l’appello finale. “Chiediamo a gran voce di poter riflettere insieme al Comune su questo tema - concludono - e magari insieme arrivare a delle proposte e delle possibili strade per far si che i giovani sentano questo terri-torio come qualcosa di prezioso non da distruggere ma di cui avere cura, e pagando di persona quando mettono in atto atteggiamenti scorretti. Incon-triamo i ragazzi: ne hanno bisogno loro e ne abbiamo bisogno tutti noi per-ché questo disagio sta diventando sempre più evidente e molti cittadini non sanno più come affrontare queste situazioni e il risultato diventa la manifestazione di rabbia e di impotenza verso ragazzi, i figli della nostra comunità”.

Alessandro Abbadir

“A partire dal 2012 si è smesso di investire in queste cose, e allora sono arri-vati i primi tagli: via gli operatori di strada, chiuso l’Informagiovani, il Centro di Aggregazione lasciato al solo volontariato (senza risorse) e i ragazzi sono stati lasciati sempre più soli”

scuole. Si deve tener conto insomma dei preoccupanti segnali di allarme e di richiesta di aiuto provenienti dal mondo giovanile. E intervenire prima che la situazione non si complichi in modo irreversibile. E intanto emergono anche dati preoccupanti dall’Usl 3 Serenissima. In cinque anni nel veneziano gli adolescenti con disagio psichico sono più che triplicati , e un’équipe multidisciplinare di specialiste corre ogni giorno in loro soccorso. Se nel 2020 nell’area dell’Usl 3 erano 450 adolescenti, due anni dopo sono raddoppiati e quello dopo ancora triplicati, toccando quota 1.415 l’anno scorso e superandola nei primi sei mesi di quest’anno (a.a.)

Mestre all’avanguardia: all’Ospedale dell’Angelo nuovi laboratori integrati e piastra angiografica

del Miranese Sud

Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

“I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

Corsa alle regionali

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

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Vandalismi, bullismo e razzie: a Spinea servono più telecamere e gruppi di vicinato. 50 baby gang in azione nel comprensorio. Mirano, razzie nelle abitazioni, torna la paura per l’estate

Salone Nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

Le priorità: scuole, parchi e sblocco delle pratiche urbanistiche. Collaborazione con la minoranza e attenzione al territorio.

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

Tra violenza concreta e insicurezza percepita

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

A ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio

Vandalismi, bullismo e furti: a Spinea servono più telecamere e gruppi di vicinato

S paccio, furti atti vandalici bullismo e baby gang a Spinea la preoccupazione fra i cittadini sale. Sono molti infatti i casi che nelle scorse settimane e nei mesi scorsi hanno preoccupato la cittadinanza. A salire alle cronache nazionali è stata ad esempio l’aggressione da parte di una serie di bulle ad una coetanea. Ma si sono susseguiti nel tempo atti vandalici ad esempio al parco Nuove Gemme e in altri punti del territorio. Il sindaco Franco Bevilacqua ammette il problema. “A Spinea non registriamo fenomeni di baby gang come quelli che si sono verificati in realtà urbane più grandi - spiega. Ci sono stati casi isolati di gruppi di giovani coinvolti in episodi di vandalismo, come quelli avvenuti al parco Nuove Gemme, o bullismo, ma grazie all’intervento tempe-

stivo delle forze dell’ordine sono stati individuati e segnalati. La risposta rapida e decisa ha evitato l’insorgere di un fenomeno più ampio. Si è fatto inoltre un ulteriore passo in avanti, con una ricerca-mappatura del fenomeno, coinvolgendo scuole, associazioni sportive e operatori di strada. L’obiettivo è individuare con precisione le aree di maggiore criticità per intervenire in modo mirato”. C’è poi il fenomeno dello spaccio di stupefacenti rilevato in tutto l’hinterland del veneziano. “Il primo strumento - sottolinea il sindaco - resta sempre la collaborazione con le forze dell’ordine, che anche in questo ambito sono intervenute con azioni di contrasto specifiche e arresti, e il dialogo continuo con il territorio. Invitiamo i cittadini a segnalare ogni situa-

zione sospetta: solo conoscendo ciò che accade possiamo intervenire con efficacia”. Esistono poi 2 gruppi di vicinato attivi sul territorio. “Riteniamo - dice Bevilacqua - possa essere interessante e di supporto alla cittadinanza organizzare degli incontri assieme alle forze dell’ordine

coinvolgendo i coordinatori dei gruppi di controllo di vicinato per rafforzare la sicurezza urbana attraverso la collaborazione tra cittadini, aumentando la vigilanza e la consapevolezza del quartiere. Rappresenta inoltre un’importante occasione anche per sensibilizzare i cittadini ri-

Mirano, razzie nelle abitazioni, torna la paura per l’estate

Furti e atti vandalici a Mirano rappresentano un problema non da poco. Il clou del fenomeno dei furti in abitazione si è registrato alla fine dello scorso autunno quando i Comuni dell’area parteciparono ad una importante riunione coordinata dal Prefetto di Cenezia che portò ad una serie di misure per il monitoraggio del territorio e una sinergia di azioni le le polizie locali fra Comuni e carabinieri e Polizia di Stato. Si fecero tanti controlli congiunti per scoraggiare il fenomeno delle razzie predisposte da bande organizzate che spesso arrivano da fuo-

ri zona o fuori regione. Le aree di Mirano che furono colpite dai furti erano state quelle di Ballò, Scaltenigo ma anche Zianigo e il capoluogo creando allarme e tensione fra la popolazione. Anche d’estate il fenomeno ogni anno torna a ripresentarsi e così la paura fra la gente. “Il Comune di Mirano - spiega il sindaco Tiziano Baggio - porta avanti diverse iniziative per la sicurezza dei cittadini. Fin dal suo insediamento ha attivato periodici tavoli di confronto con le forze dell’ordine e la Polizia Locale dell’Unione dei Comuni del Miranese, nel corso dei quali viene

spetto al tema della prevenzione dalle truffe sia nei confronti delle persone anziane, che quelle online”. Poi la questione telecamere. “Attualmente nel Comune di Spinea - conclude il sindaco - ci sono circa 90 telecamere installate. Stiamo conducendo un censimento dettagliato per verificare lo stato di funzionamento di ciascun dispositivo. È emersa una situazione in parte deficitaria sul fronte della manutenzione, e stiamo pianificando gli interventi necessari per ripristinare le telecamere inattive. Con il completamento del monitoraggio, potremo anche valutare dove sarà opportuno ampliare e migliorare la rete di videosorveglianza attraverso l’installazione di telecamere di ultima generazione”

Alessandro Abbadir

monitorata e tenuta sotto controllo la sicurezza nel suo complesso. Lo scorso anno è stato implementato con 25 telecamere il sistema di videosorveglian-

za del centro storico andando così a coprire l’intera area, per tutelare il patrimonio artistico, prevenire fatti criminosi e garantire in generale maggiore

sicurezza”. “Altre 5 telecamere sono state installate - sottolinea Baggio - nel parcheggio interrato del Cinema Teatro di Mirano”. (a.a.)

Criminalità sul territorio

Sicurezza urbana/2. L’analisi del presidente della Conferenza dei sindaci Usl 3 Andrea Martellato

Oltre 50 baby gang in azione in Riviera e nel Miranese

I l fenomeno delle baby gang?

In Riviera e Miranese nel corso degli anni si è diffuso sempre più capillarmente. Sono oltre 50 di gruppi di minorenni in Riviera del Brenta e Miranese che sono assimilabili alle baby gang o comunque si è di fronte a gruppi ben identificati di giovani che creano problemi per danneggiamenti o vandalismi continui. Si tratta di un fenomeno in aumento del 25% negli ultimi 3 anni. A fare il punto della situazione per il comprensorio dei 17 Comuni di Riviera e Miranese è Andrea Martellato, presidente della Conferenza dei sindaci dell’Usl 3. Si calcola che in ogni Comune medio piccolo dell’area, fino a 10 mila abitanti, in media si formano uno o due gruppi di questo tipo, composti sia da maschi che da femmine. In realtà più popolose si segnalano anche 3- 4 gruppi. “Purtroppo da qualche anno, con una cadenza settimanale o mensile - dice Martellato - assistiamo a danneggiamenti, bravate, risse e schiamazzi da parte di gruppi di giovani, per la maggior parte minorenni. Ragazzi che dalle medie ai 18 anni non trovano di meglio che trovarsi per danneggiare qualcosa”. Ma ci sono aspetti diversi alla base. Se prima, era l’uso della droga e le cattive compagnie a favorire i fenomeni di devianza, ora invece è la completa assenza di un modello educativo.“Con gli operatori di strada - sottolinea - stiamo mo-

nitorando il fenomeno cercando di intercettare il disagio, ma non basta. Lavoreremo anche con cooperative sociali dell’area attraverso convenzioni per riuscire a prevenire i fenomeni già dai primi segnali”. “Poi c’è una novità e va detta - conclude Martellato. Si affaccia poi anche il fenomeno delle baby gang femminili: a Spinea è di qualche settimana fa l’aggressione a coetanee di un gruppo di bulle”. Intanto per quanto riguarda questo fenomeno nel Comune di Mirano è attivo il progetto di Educativa di Strada, che coinvolge i Comuni di Mirano, Martellago, Noale, Santa Maria di Sala, Scorzè, Spinea. E’ erogato dagli operatori della Cooperativa Coges don Lo-

Sempre più bassa l’età dei ragazzi che consumano droga nel veneziano

Si abbassa l’età dei ragazzi che consumano droga e alcol nel veneziano e aumentano così le dipendenze. Si tratta di aspetti che sono emersi dai dati forniti dalla Polizia di Stato di Venezia sull’ attività del 2024. Attività che indicano numeri complessivi ben precisi. Sono stati infatti 1 3.424 gli interventi di Polizia del 2024, di fatto 554 in più del 2023 con + 31% di arresti e + 35% di denunce in stato di libertà. Cinque i tentativi di suicidio sventati,quattro gli incidenti stradali e altrettanti ferroviari, tutti mortali. Sono state controllate, nel 2024,40.713 persone. Gli agenti della polizia di Stato hanno arrestato 130 persone e ne hanno denunciate 755. Nell’oc-

casione il questore di Venezia ha sottolineato come stiano aumentando fortemente le dipendenze e come si stia abbassando l’età di chi fa uso di sostanze e consuma alcol. Si tratta di fatti che vanno a influire sui comportamenti e che possono portare a atteggiamenti di prevaricazione che sfociano in veri e propri reati. Il questore di Venezia ha posto l’accento su l’applicabilità del cosiddetto “daspo Willy” con l’avviso orale e l’ammonimento in caso di comportamenti persecutori a danno di altri minori. Ma soprattutto il coinvolgimento delle famiglie che sono il primo presidio educativo che va sollecitato se si vuole arrivare per tempo, ma anche delle

Settimanalmente si registra una azione di danneggiamento nel comprensorio.

A Mirano è attivo il progetto “Educativa di Strada”

renzo Milani per conto del Comitato dei Sindaci del Distretto di Mirano-Dolo dell’Azienda Usl 3 Serenissima. La finalità del “lavoro di strada” è duplice. Gli interventi sono indirizzati a favorire la “promozione dell’agio” e ad aumentare e rafforzare la capacità partecipativa degli adolescenti e dei giovani, mediante azioni e relazioni che stimolino processi di cittadinanza attiva, e indirizzati alla “prevenzione del disagio”, attraverso attività preliminari e funzionali agli interventi di prevenzione selettiva. Gli operatori incontrano i ragazzi nei luoghi della loro quotidianità e del tempo libero e mettono in atto molteplici attività. Alessandro Abbadir

scuole. Si deve tener conto insomma dei preoccupanti segnali di allarme e di richiesta di aiuto provenienti dal mondo giovanile. E intervenire prima che la situazione non si complichi in modo irreversibile. E intanto emergono anche dati preoccupanti dall’Usl 3 Serenissima. In cinque anni nel veneziano gli adolescenti con disagio psichico sono più che triplicati , e un’équipe multidisciplinare di specialiste corre ogni giorno in loro soccorso. Se nel 2020 nell’area dell’Usl 3 erano 450 adolescenti, due anni dopo sono raddoppiati e quello dopo ancora triplicati, toccando quota 1.415 l’anno scorso e superandola nei primi sei mesi di quest’anno (a.a.)

Nuovo Hospice pediatrico centro d’eccellenza delle cure palliative infantili a Padova

Corsa alle regionali

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

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Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

“I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

Noventa Padovana: ventimila metri quadrati di parco pubblico disponibili per le famiglie

Salone Nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

TRA PAURA E CONTROLLO:

CITTÀ SI TRASFORMANO

A Vigonza contro le continue razzie nelle abitazioni più carabinieri, vigili e videosorveglianza. Impazzano le truffe ai danni degli anziani. Reati in forte aumento su tutto il territorio padovano.

A PONTE SAN NICOLÒ NASCE UN GRUPPO PER GIOVANI ADULTI CON DISABILITÀ di Padova

“Diversamente sole” storie universali di donne per raccontare e svelare la complessità femminile

Nel cuore del quartiere San Nicolò, un appartamento ristrutturato diventa la casa per sei adulti seguiti da Irpea

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

Tra violenza concreta e insicurezza percepita

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

A ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 4 Servizio

Sicurezza urbana/1. Dal bilancio annuale dell’attività dei carabinieri, un quadro preoccupante

Il crimine non conosce crisi, in forte aumento i reati su tutto il territorio

Sono in aumento i reati commessi nell’area della provincia di Padova. A certificarlo la relazione annuale dei carabinieri del comando provinciale di Padova che ha fatto il bilancio dell’attività in occasione dei festeggiamenti 211° anniversario della fondazione. Carabinieri che hanno operato con efficacia anche nell’area di Padova est. Negli ultimi 12 mesi i militari dell’Arma hanno proceduto per 31.377 reati che rappresentano il 91,5 % del totale di quelli rilevati in provincia di Padova. Il dato va detto, è in aumento del 7,4 % rispetto al periodo precedente. Sono in aumento le attività di controllo del territorio. Sono stati svolti 38.531 servizi di controllo del territorio per 105 pattuglie al giorno e 216.887 ore di servizio esterno, nel corso dei quali sono state complessivamente controllate su strada:

133.454 persone, 365 al giorno (+8 % rispetto a 123.450 del periodo precedente); 82.064 mezzi, 225 al giorno (+6,7 % rispetto a 76.965 del periodo precedente). Degno di nota fanno notare i carabinieri, è il dato relativo all’attività di vicinanza al cittadino. Sono state gestite 245.018 chiamate arrivate al 112, in aumento del 10 % rispetto al periodo precedente. E poi sono state accolte nelle caserme della provincia, 123.579 persone per una media di 338 al giorno, in aumento del 18,9 % rispetto al periodo precedente. A fronte di questa efficacia e operatività dei militari dell’Arma di Padova, è rilevante l’aggressività nei confronti dei Carabinieri, testimoniata dai 24 militari feriti durante le attività di controllo del territorio. Nel periodo precedente erano stati 25. Sono state arrestate complessivamente 626 persone (- 3

% rispetto alle 644 del periodo precedente). Deferite in stato di libertà 6514 persone (+ 0,5 % rispetto alle 6496 del periodo precedente). Sequestrate e ritirate 234 armi e 3.458 munizioni. I militati dell’Arma stanno facendo anche molta attenzione ai casi di violenza di genere. Dal 1° di

Piaga tossicodipendenze, tanti incontri pubblici a Saonara

A Saonara lo scorso mese è stato dedicato alla legalità. Quest’anno il tema affrontato dal Comune è stato la droga e la tossicodipendenza. La droga è una delle piaghe sociali di questo millennio ed è una tra le più difficili da debellare. “Una delle armi che abbiamo a disposizione come amministratori è l’informazione dei giovani e degli adulti - dice il sindaco di Saonara Michela Lazzaro. Come amministrazione non riteniamo che questo problema a Saonara non esista, come insinuato da qualcuno, ma è

presente in modo diverso rispetto a città molto grandi come Padova dove ci sono interi quartieri dediti allo spaccio, e va gestito diversamente. La droga raggiunge i nostri ragazzi già nella fase preadolescenziale dove molti cominciano a farne uso senza rendersi conto dei danni irreversibili a cui vanno incontro e che può rappresentare una scelta che va a rovinare la vita di intere famiglie. Abbiamo deciso di affrontare questo delicato tema con due interventi mirati nella scuola secondaria di primo grado

del nostro istituto comprensivo “Fanno”, durante l’orario scolastico”. Uno si è tenuto con la presenza del comandante dei carabinieri di Legnaro, Marialdo Rossin, con le classi terze ed un altro con il comandante della Polizia Locale, Luca Meneghini, con le classi seconde. E’ stata fatta poi alla sala civica Sandro Pertini la proiezione del film “La Paranza dei Bambini” ed infine un incontro alla presenza di entrambi i comandanti all’auditorium Rigato a Villatora di Saonara. (a.a)

giugno 2024, l’Arma dei Carabinieri ha proceduto complessivamente per 743 casi. Il dato è sovrapponibile a quello del periodo precedente. Sul versante dello spaccio di droga sono 156 gli arrestati (+ 23,8 % rispetto ai 126 del periodo precedente). Ma è il problema dei reati minorili

il fenomeno che inquieta di più e che vede un aumento percentuale davvero alto nel padovano. Negli ultimi 12 mesi infatti, si è registrato un aumento dei casi di devianza minorile, che per competenza sono stati denunciati alla Procura dei minori di Venezia. Sono stati 39 minori arrestati (+34,5 % rispetto all’anno precedente); 535 minori denunciati in stato di libertà (+ 48,2 % rispetto all’anno precedente). Il 25,4% di essi ha dovuto rispondere di reati contro la persona (minacce, percosse, lesioni), il 33,6% di reati contro il patrimonio (furti, rapine, estorsioni, ricettazioni), 3,6 % sono poi reati in materia di stupefacenti, mentre 7 sono i minori denunciati per porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere. L’87,7 % dei reati sono stati fatti da ragazzi, il 12,3 % da ragazze.

Alessandro Abbadir

Sicurezza urbana/1. Il sindaco di Vigonza Gianmaria Boscaro interviene

Contro i continui furti nelle case, più carabinieri e vigili e videosorveglianza

“Sulla sicurezza abbiamo voluto una rivoluzione copernicana. C’è stato un aumento del personale della Polizia Locale con turni serali e notturni, e un aumento dell’organico della stazione dei carabinieri di Pionca. E poi: un nuovo impianto di videosorveglianza con la realizzazione di una sala operativa e con la sostituzione delle telecamere che c’erano, e che talvolta nemmeno funzionavano”. A dirlo è il sindaco di Vigonza Gianmaria Boscaro che traccia un quadro della questione. La questione sicurezza a Vigonza infatti è sempre stata molto sentita. D’inverno ma anche nel periodo estivo, si ripropone il problema dei numerosi furti nelle case, fatti perlopiù da bande organizzate di “trasferisti” che provengono cioè da altre province e regioni, studiano la situazione e poi colpiscono sul territorio. Sull’efficacia delle videocamere ci assicura il sindaco. “Questo intervento tecnologicospiega Boscaro - ha permesso agli inquirenti di arrestare dei criminali che nell’ultimo anno hanno compiuto dei reati nella nostra Vigonza. Sono stati intensificati anche i pattugliamenti del nucleo prevenzione crimine della Questura”. Il sindaco fa così anche altre riflessioni. “Non è semplice - dice - ma

non possiamo arrenderci davanti ai reati odiosi come i furti in casa e le truffe agli anziani. Per questo abbiamo investito nel rifacimento e ampliamento dell’impianto di videosorveglianza con la realizzazione di una centrale operativa i cui filmati sono condivisi con carabinieri e Questura. Ma non solo. Stiamo lavorando a un ulteriore ampliamento e abbiamo rafforzato i pattugliamenti anche serali sempre in condivisione con le forze dell’ordine che hanno disposto anche controlli straordinari in modo che il territorio sia presidiato completamente”. Anche i cittadini sono stati coinvolti nel contribuire alla sicurezza del proprio paese. “Abbiamo poi rinnovato – sottolinea il sindaco Boscaro - il protocol-

lo con la Prefettura per il controllo del vicinato. Ad oggi i gruppi esistenti, che comunicano per lo più attraverso i canali social delle chat e delle pagine Facebook sono circa 16, ma ci sono anche sotto gruppi divisi per quartiere”. Il Comune di Vigonza non soffre invece del problema delle baby gang, che invece in altri Comuni limitrofi è ben presente. “Fortunatamente nel nostro territorio - dice e conclude il sindaco di Vigonza - non sono segnalate baby gang, ma stiamo comunque affrontando il disagio giovanile con dei progetti ad hoc seguiti dall’assessorato alle politiche giovanili che puntano a coinvolgere i ragazzi che, soprattutto d’estate, vivono nei nostri quartieri”.

Alessandro Abbadir

E’ boom nel padovano di truffe contro gli anziani. 275 i casi accertati dai carabinieri

Dai carabinieri nel padovano stati accertati 275 casi di furti con inganno in abitazione, o truffe a danno di anziani. Un fenomeno in aumento del 51,1 % rispetto ai 182 dell’anno precedente. Nel 38,2 % dei casi gli autori sono stati individuati e deferiti all’autorità giudiziaria. 105 le persone denunciate (in stato di arresto o di libertà), in aumento del 184 % rispetto alle 37 del periodo precedente. I dati, se da un lato ci trasmettono lo sforzo e la determinazione dei carabinieri nel contrastare il fenomeno, dall’altro ci testimoniano come sia oramai radicata nelle potenziali vittime una consapevolezza che permette di attivare tempestivamente i carabinieri e bloccare i malfattori.

Particolare impegno è stato dedicato all’attività di informazione alla cittadinanza. Gli incontri, organizzati con Comuni e parrocchie per orientare i residenti su come difendersi, hanno riscosso il plauso della popolazione. Il consiglio dei carabinieri è quello di non far entrare in casa sconosciuti il cui arrivo non sia già atteso, e contattare immediatamente il pronto intervento 112. Nel padovano ci sono stati 92 incontri a cui hanno partecipato più di 3900 persone. Le truffe sono le più svariate. Particolare preoccupazione destano le truffe on line, sulle piattaforme digitali, quando il venditore invece di ricevere il pagamento viene indotto ad eseguire un accredito all’acquirente truffatore

recandosi presso uno sportello automatico. Un’altra truffa è la telefonata del finto carabiniere o avvocato che riferisce di un congiunto che ha fatto un grave incidente, chiedendo di pagare una cauzione per il suo rilascio. Vi sono poi truffatori che si presentano a domicilio come appartenenti alle forze dell’ordine che stanno conducendo indagini sulla falsificazione delle banconote e che chiedono di vedere il denaro contante custodito. Altri invece, accedono alle abitazioni fingendosi operatori delle utenze domestiche. In ogni caso, sottolineano i carabinieri, in cui possano sorgere dubbi sulla liceità di quanto sta accadendo, bisogna rivolgersi alla stazione carabinieri più vicina. (a.a.)

Furti in casa, truffe agli anziani e presidi serali: Vigonza potenzia telecamere, pattuglie e coinvolge i cittadini per un controllo del territorio sempre più condiviso

Nuovo Hospice pediatrico centro d’eccellenza delle cure palliative infantili a Padova

Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

“I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

Salone Nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

“Diversamente sole” storie universali di donne per raccontare e svelare la complessità femminile

Corsa alle regionali

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

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A nord di Padova i cittadini fanno i conti con le emergenze legate alle bay gang, alla violenza e alle incursioni in casa: i cittadini chiedono attenzione e sorveglianza

IL NUOVO POLO SPORTIVO ALLA SCUOLA MORONI

Una struttura all’aperto, accessibile e multifunzionale sostituisce temporaneamente la palestra: investimento da 160mila euro

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

Tra violenza concreta e insicurezza percepita

ANicola Stievano >direttore@givemotions.it<

ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 14
Servizio

Sicurezza urbana/1. A Cadoneghe il vice sindaco Sara Ranzato : “Siamo in prima linea per i nostri

“Insicurezza percepita” da non trascurare, i cittadini chiedono attenzione e presenza

Attenzione e presenza per sentirsi più sicuri, questo chiedono i cittadini, anche a Cadoneghe, dove a preoccupare sono soprattutto i reati contro il patrimonio, i furti, le intrusioni in casa e la percezione della sicurezza sui luoghi pubblici. “La situazione è nel complesso sotto controllo, - spiega il sindaco Marco Schiesaro - come in molti altri comuni, la percezione della sicurezza è spesso influenzata più da notizie singole che da un reale aumento dei fenomeni criminosi. Naturalmente esistono aree su cui continuare a investire: la presenza sul territorio, il monitoraggio costante e la collaborazione tra forze dell’ordine, amministrazione e cittadini restano fondamentali. Continuiamo a lavorare per migliorare il presidio urbano e la qualità degli spazi pubblici, perché sicurezza significa anche vivere in un ambiente curato, illuminato e accogliente”.

Al pari di altri comuni anche Cadoneghe ha investito in questi anni nel sistema di videosorve-

glianza urbana. “Si è rivelato uno strumento utile sia in chiave preventiva che di supporto alle indagini. - aggiunge il sindaco - Le telecamere sono attive in diversi punti strategici del territorio e il sistema è in costante monitoraggio. È in corso un aggiornamento tecnologico e sono previsti ulteriori ampliamenti e miglioramenti nei prossimi mesi, con l’obiettivo di aumentare la copertura e la qualità del servizio”.

Occhi puntati, poi sui giovani, anche se a Cadoneghe non si parla di baby gang. “Si tratta più che altro di comportamenti isolati,prosegue Schiesaro - riconducibili a piccoli gruppi di adolescenti in fase di crescita, che talvolta si muovono in modo rumoroso o provocatorio. Li monitoriamo con attenzione, anche in collaborazione con le famiglie, la scuola e i servizi sociali, ma non siamo di fronte a situazioni di criminalità organizzata”.

Proprio verso i giovani si concentrano le attività messe in campo per affrontare il disagio e pre-

venire eventuali problematiche. “Vi sono delle situazioni individuali che possono degenerare in disagio giovanile. - spiega Sara Ranzato, vice sindaco e assessore al sociale - Per questo siamo molto attivi nella prevenzione: partecipiamo all’iniziativa regionale “Parola ai giovani”, che ci ha permesso di ottenere finanziamenti per coinvolgere i ragazzi nell’organizzazione di eventi pensati da e per loro, rafforzando così il senso di appartenenza e protagonismo positivo. In parallelo, lavoriamo con le famiglie, proponendo incontri e laboratori di sostegno alla genitorialità fin dalla prima infanzia, per offrire strumenti di ascolto e dialogo. Crediamo che il contrasto al disagio passi dalla creazione di spazi di confronto, relazione e attività condivise. Investiamo in queste politiche convinti che la prevenzione sia il primo passo per costruire una comunità coesa e sicura”.

Infine uno sguardo alla comunità straniera, una realtà che a Cadoneghe non presenta parti-

Rissa e accoltellamento al Parco Coccinella, choc a Limena: “Mai successo, un fatto senza precedenti”

Ancora una volta i protagonisti sono i giovani, fra i quali anche quattro minorenni. E’ successo il mese scorso al Parco Coccinella teatro di una rissa notturna fra giovanissimi sfociata nel sangue. Un ragazzo di 17 anni e un giovane di 23 sono stati feriti con un coltello. A quel punto c’è stato un fuggi fuggi e all’arrivo dei carabinieri i feriti sono stati soccorsi e accompagnati all’ospedale, per essere dimessi il giorno successivo. Al temine delle indagini i carabinieri di Limena hanno denunciato i responsabili, tutti minorenni, tre di 17 e uno di 15 anni, accusati, in via ipotetica, di lesioni personali aggravate in concorso. I militari hanno scoperto che il minore ferito è in realtà complice dell’aggressore, che lo ha colpito accidentamente. Il parco

colari problemi. “La comunità di cittadinanza straniera - conclude Ranzato - è parte integrante della nostra realtà. Anche qui, la chiave è sempre la relazione e la conoscenza reciproca. Offriamo corsi gratuiti di lingua italiana, attiviamo percorsi di mediazione culturale e lavoriamo fianco a fianco con le scuole per costruire ponti

Coccinella si trova accanto alla scuola media e a due palestre, è frequentato da famiglie con bambini e anziani, di giorno, mentre alla sera si vedono per lo più giovani. L’esplosione di violenza ha scioccato la comunità di Limena, non abituata a questi episodi: “Non era mai successo un fatto simile”, è la frase che si è sentita con maggiore insistenza, di fronte allo stupore generale. L’area del parco, come la zona circostante, è videosorvegliata con diverse telecamere e le immagini sono state trasmesse alle forze dell’ordine per le indagini sul caso. Ovviamente dopo questo episodio l’attenzione è ai massimi livelli e gli occhi sono puntati sui gruppi di giovani che, specie nelle ore più tarde, stazionano per strada o nei parchi.

educativi. Ogni anno, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo, organizziamo momenti di formazione per insegnanti sulle culture di provenienza degli alunni e sui diversi sistemi scolastici. Conoscere è il primo passo per capire, e noi ci crediamo davvero”. Nicola Stievano

Vigodarzere, prevenzione per le baby gang Occhi puntati su un gruppo di giovanissimi

Sindaco Adolfo Zordan, si parla molto di sicurezza urbana in questi mesi, com’è la situazione a Vigodarzere? Quali le criticità o gli aspetti da migliorare?

La situazione relativa alla sicurezza a Vigodarzere è, tutto sommato, tranquilla: rispetto all’autunno scorso, quando effettivamente la frazione di Tavo è stata colpita da diversi furti e tentativi di scasso nelle abitazioni, in questo momento si verificano solo sporadicamente. Sono costantemente monitorati dalle forze dell’ordine che operano nel nostro territorio i siti potenziali luoghi di spaccio. Avete riscontrato anche voi il fenomeno delle baby gang? In che termini?

Episodi di violenza che abbiano come protagonisti dei ragazzini non se ne sono mai verificati, fortunatamente. Stiamo però tenendo sotto controllo, con la collaborazione delle forze dell’ordine, un gruppetto di adolescenti, alcuni dei quali sappiamo provenire dai Comuni contermini, che si ritrovano in piazza Unità d’Italia e arrecano disturbo o compiono piccoli atti di vandalismo o ancora abbandonano in piazza le loro immondizie, resti delle loro cene.

Cosa si può fare per i giovani che vivono in contesti di marginalità, tra violenza e micro criminalità?

I ragazzi violenti esprimono molto spesso un disagio. Come comune abbiamo attivato diverse iniziative a sostegno degli ado-

lescenti, come i progetti estivi di cittadinanza attiva, il Servizio educativo domiciliare che sostiene nei compiti a casa ma ha anche valenza di supporto educativo. Di recente abbiamo restaurato una piastra sportiva accanto alla scuola media, dove è possibile praticare calcetto, basket, volley, corsa e salto in lungo, oltre che fare ginnastica all’aperto con una struttura per il Calisthenics: è nostra intenzione, al termine dell’anno scolastico, renderla fruibile ai ragazzi del territorio, come punto di aggregazione e ritrovo, oltre che di sport, in aggiunta ai parchi e agli impianti sportivi.

Con la comunità straniera ci sono problemi di integrazione?

I cittadini di origine straniera che abitano a Vigodarzere attualmente sono circa 1.200 e rappresentano meno del 9% della popolazione, che è di circa ai 13.240 abitanti. Abbiamo rappresentanze di diverse comunità, che sono tut-

Preoccupazione per l’aumento

te molto ben inserite e nelle famiglie in cui vivono i bambini, questi vanno regolarmente a scuola. Nel 2023 insieme al Cpia (Centro provinciale per l’istruzione degli adulti) è stato organizzato un corso di lingua italiana dedicato alle donne straniere, al quale hanno partecipato anche un paio di uomini che avevano necessità di imparare meglio l’italiano.

Sono stati fatti investimenti sulla videosorveglianza, il servizio funziona? Sono previsti ulteriori potenziamenti?

Abbiamo da poco rimodernato l’intero impianto di sorveglianza, implementandolo e migliorandolo con nuove tecnologie. Il sistema è dotato sia di telecamere che sorvegliano i luoghi sensibili sia di varchi che leggono i numeri delle targhe e che sono posizionati nei punti di accesso al territorio. Entro l’anno il numero di telecamere sarà aumentato di alcune unità grazie a un nuovo investimento.

dei reati e le violenze, a rischio anche le persone fragili

Anche in cintura urbana cresce la preoccupazione per la sicurezza. Ciò che colpisce maggiormente, infatti nei dati relativi alla criminalità nella provincia di Padova diffusi dai Carabinieri, è l’aumento dei reati violenti: in particolare, si registra un incremento delle rapine, degli atti vandalici e, soprattutto, delle aggressioni. Tra i protagonisti di questi episodi ci sono anche molti giovanissimi, coinvolti non solo in furti e rapine, ma sempre più spesso in comportamenti aggressivi. “Sono sicuramente soggetti ad una iper-

stimolazione perché sono esposti a contenuti anche violenti che derivano da ideologia, da suprematismo bianco. – commenta il generale Michele Cucuglielli, Comandante Provinciale Carabinieri - Sono tutte tematiche di violenza che si possono trovare in rete e che in alcuni casi possono fare anche breccia nei giovani, soprattutto in coloro che non sono strutturati, coloro che hanno delle difficoltà diciamo relazionali o hanno dei problemi sociali e dei problemi familiari. Il tema della violenza deve essere attentamente

seguito e monitorato”. Tra le tipologie di reato in crescita spiccano anche le truffe ai danni di anziani e persone fragili, aumentate del 51%. A questo incremento corrisponde però un’intensificazione dell’attività investigativa e dell’efficacia repressiva, con un numero crescente di arresti nei confronti dei truffatori. “Abbiamo registrato un aumento dei furti e dei reati contro le fasce più vulnerabili –prosegue il generale – ma anche un’intensificazione dell’attività repressiva nel contrasto allo spaccio di droga”.

L’autunno scorso la frazione di Tavo era stata colpita da diversi furti e tentativi di scasso, costante il controllo da parte delle forze dell’ordine, anche nelle potenziali piazze dello spaccio

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Corsa alle regionali

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

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di Padova Sud

Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

“I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

Salone Nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

“Diversamente sole” storie universali di donne per raccontare e svelare la complessità femminile

TRASFORMANO

Incursioni nelle case e atti di vandalismo, la gente chiede di essere tutelata, per scongiurare le baby gang scendono in campo gli operatori di strada

Il progetto, dal costo di 450mila euro, è pensato per accogliere famiglie, bambini, anziani e studenti in un ambiente sostenibile

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

Tra violenza concreta e insicurezza percepita

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

A ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio

Furti, danni contro il patrimonio e la persona: cresce l’allarme per reati invasivi e odiosi

Per Albignasego, Maserà e Casalserugo messo a punto un Piano che coinvolge tutti gli aspetti legati alla sicurezza. Giacinti: “Sono materie di competenza dello Stato ma non abbiamo voluto stare con le mani in mano e diamo il nostro contributo”

U n piano per garantire la sicurezza ad Albignasego, ma anche a Maserà e Casalserugo, i Comuni che fanno parte dell’Unione Pratiarcati. Il progetto coinvolge tutti gli aspetti legati alla sorveglianza, all’attività di polizia locale, al controllo di vicinato e a tutto ciò che viene messo in campo in questo ambito. “La sicurezza e l’ordine pubblico sono materie di competenza dello Stato, - ricorda Filippo Giacinti, sindaco di Albignasegoma non abbiamo voluto stare con le mani in mano e abbiamo varato questo nuovo piano che ci permette di focalizzare gli interventi e le iniziative sul territorio, che possano essere di supporto anche alle forze dell’ordine”.

Uno degli aspetti più sentiti dai cittadini è quello relativo ai furti in abitazione e reati contro il patrimonio o la persona. A livello statistico, ricorda il sindaco, i numeri ad Al-

bignasego non sono molto elevati, però il problema è particolarmente avvertito dalla popolazione. “I tavoli per la sicurezza e l’ordine pubblico - aggiunge Giacinti - ci restituiscono una situazione sotto controllo, con episodi limitati. Però si tratta di reati veramente odiosi perché a prescindere dall’aspetto economico sono invasivi della propria sfera privata e personale. E quindi è per questo che abbiamo deciso di investire tante e tante risorse sulla sicurezza. In questi anni abbiamo affrontato questo vero e proprio allarme innanzitutto cercando di unire le forze tra comuni limitrofi, attraverso la creazione dell’Unione Pratiarcati che ha permesso di avere, nei nostri territori, una presenza costante della Polizia Locale su tre turni (compreso quello serale tutti i giorni di servizio, primo caso in provincia dopo il capoluogo), oltre alla possibilità di accedere più efficace-

mente a contributi statali e regionali per implementare le dotazioni strumentali dedicate alla prevenzione e repressione dei reati”.

Giacinti continua il suo ragionamento sottolineando due aspetti fondamentali, la sicurezza preventiva e quella partecipata. “La primaaggiunge - è orientata a contrastare il degrado urbano, garantire un’adeguata illuminazione notturna, promuovere progetti che prevengano il disagio giovanile, sviluppare molteplici iniziative culturali che coinvolgano e aggreghino i cittadini. Si tratta dunque di elementi che creano condizioni ambientali che ostacolano l’azione di malintenzionati. La seconda, invece, vede la partecipazione al monitoraggio del territorio delle Associazioni convenzionate a tale scopo con il Comune di Albignasego, come la storica Associazione Nazionale Carabinieri e la nuova Agriambiente, oltre all’attività di comunicazione dei cittadini riuniti nei gruppi di controllo del vicinato, sono essenziali per raccogliere informazioni in tempo reale da mettere a disposizione della nostra Polizia Locale. Sempre sul fronte della sorve-

glianza un’altra novità riguarda la presenza di una pattuglia di vigilanza privata che, con le insegne del comune, che girerà nei diversi quartieri nelle ore notturne. “Nel caso in cui venissero notati movimenti sospetti, - ricorda il sindaco - anomali, attività criminose o atti vandalici, la pattuglia, collegata con la centrale operativa, potrà prontamente avvisare le forze dell’ordine per un’azione mirata alla salvaguardia della pubblica incolumità e tutela della

proprietà privata. Questa iniziativa garantisce un controllo di base che potrà essere integrato anche dai singoli privati che volessero avvalersene a prezzi calmierati, creando così un circuito virtuoso”.

In definitiva, conclude Giacinti, “stiamo mettendo in campo importanti risorse sul fronte della sicurezza proprio per dare una risposta concreta e per non far sentire i soli i nostri concittadini”. Nicola Stievano

Occhi elettronici puntati sulle vie di accesso e strumenti di lettura targhe per il monitoraggio in tempo reale

Sempre più estesa, capillare ed efficace la rete di videosorveglianza nei Comuni a sud di Padova.

L’Unione Pratiarcati ha partecipato a un bando nazionale per l’ampliamento e il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza nei Comuni di Albignasego, Casalserugo e Maserà, classificandosi al

•Installazione pompe di calore ad alta efficienza

•Ventilazione meccanica

•Installazione prodotti delle migliori marche

47° posto su 1501 partecipanti. Il progetto, che sarà realizzato entro l’autunno, nasce come risposta alla necessità più volte manifestata dalle Forze dell’Ordine che considerano la videosorveglianza e i varchi di lettura delle targhe mezzi efficaci per garantire la sicurezza del territorio.

il costo totale del progetto è di 530 mila euro, di cui 249 mila euro sono stati finanziati dal bando nazionale. Il sistema di lettura targhe sarà messo a disposizione dei Comuni dell’Unione e soprattutto dei Carabinieri, per garantire un monitoraggio in tempo reale. L’impianto sarà collegato alle

banche dati nazionali dei mezzi rubati, privi di revisione o assicurazione, potenziando l’efficacia dei controlli. E’ inoltre in fase di progettazione l’integrazione con il sistema nazionale.

•Sostituzioni caldaie

Preventivi gratuiti Sicurezza

•Ristrutturazione Bagno

“Chiavi in Mano”

Albignasego ha deciso di integrare l’iniziativa con un ulteriore investimento di 150 mila euro,

permettendo così di presidiare tutte le vie d’accesso e d’uscita , comprese anche le vie secondarie. Complessivamente verranno installati 15 nuovi varchi e altri 5 verranno spostati o raddoppiati. Strumenti utili per intervenire tempestivamente anche in fase di indagine.

BAGNO PADRONALE CON DOCCIA DOPPIA, VASCA IDROMASSAGGIO E DOPPIO LAVANDINO DOCCIA IN NICCHIA
CENTRALE

Sicurezza urbana /2. Da Albignasego a Maserà minorenni protagonisti di aggressioni, risse e danneggiamenti

Disagio giovanile: in campo operatori di strada per prevenire il rischio violenze e baby gang

Nei mesi scorsi Albignasego ha fatto i conti con alcune aggressioni piuttosto clamorose, che hanno avuto per protagonisti dei minorenni, nella zona del centro commerciale. Anche a Maserà ha fatto i conti con gli effetti della marginalità fra gruppi di giovani che hanno portato a risse, atti di vandalismo, aggressioni.

Episodi anche di una certa gravità, sui quali le forze pubbliche sono prontamente intervenute evitando ulteriori degenerazioni. Ma al di là dell’aspetto repressivo quel che è necessario in questi casi è la prevenzione. Questi fenomeni infatti non hanno mancato di sollevare una certa preoccupazione e che invitano a guardare con attenzione al mondo giovanile. Ed è proprio a questa generazione che si rivolgono anche alcune iniziative messe in campo in città per ridurre il disagio e le situazioni di marginalità.

“Per dare delle risposte concrete - spiega il sindaco di Abignasego Filippo Giacinti - è necessario anzitutto mettersi in ascolto di questi ragazzi. Lo facciamo attraverso degli specifici progetti rivolti ai giovani. Ad esempio abbiamo degli animatori di strada, educatori e psicologi che vanno nei luoghi di aggregazione e parlano con i ragazzi proprio per capire quali possono essere le criticità. Si tratta di un’attività di ascolto discreto e non invasivo dei giovani. L’obiettivo è creare un legame di fiducia reciproca nei luoghi di aggregazione informali, offrendo supporto e accompagnamento. Questo intervento mira a favorire il benessere dei ragazzi, promuovendo spazi di relazione autentica e aperta, in cui possano sentirsi accolti e compresi. Inoltre stiamo creando uno “youth club”, cioè un tavolo di giovani partendo dalle parrocchie e aperto a tutti i ragazzi della nostra città. E’ una realtà dove i giovani si possono ritrovare anche senza la mediazione degli adulti, dove possono parlare tra di loro e chiedere l’aiuto di esperti di tematiche giovanili.

Devono essere loro a dire a noi istituzioni cosa si aspettano dalla città”.

C’è poi la necessità di mettere a disposizione dei ragazzi dei luoghi ideali in cui ritrovarsi ed esprimersi al meglio, in modo positivo. “Lavoriamo a spazi pubblici, parchi attrezzati che siano ambienti sani- aggiunge il sindaco - dove i ragazzi possono trovarsi, possono stare insieme, fare sport o semplicemente parlare tra di loro”. Non da ultimo in questa stagione sono già in partenza i centri estivi, con le proposte più disparate per dare ai ragazzi la possibilità di condividere proficuamente il periodo delle vacanze. Il Comune di Albignasego mette a disposizione anche dei contributi per dimezzare le tariffe settimanali e favorire così una più ampia partecipazione e fornire ai ragazzi l’opportunità di impegnare attivamente il proprio tempo libero, sperimentare nuove relazioni e cimentarsi in attività che aiutano a migliorare i rapporti sociali e a crescere. (n.s.)

Presenza continua e capillare della polizia locale tra Albignasego, Casalserugo e Maserà

Diciannove agenti, una unità cinofila, otto auto, due motociclette, cinque etilometri e due telelaser: sono i numeri della Polizia Locale dell’Unione Pratiarcati, costituita nel 2009 tra Albignasego e Casalserugo, a cui poi ha aderito Maserà di Padova, mentre Bovolenta usufruisce del servizio in convenzione. E’ stata scelta la formula dell’Unione perché permette una maggiore possibilità di successo nella partecipazione ai bandi pubblici, un’economia di scala che ottimizza i costi e una gestione più efficiente delle pattuglie, che possono essere impiegate in modo più mirato e flessibile per garantire maggiore sicurezza e presenza.

Accanto ai classici servizi amministrativi, il Comando di Polizia Locale svolge attiovità

di pattugliamento sul territorio con agenti inseriti nel tessuto sociale dei quartieri. Ad Albignasego il territorio comunale è stato suddiviso in tre macro aree: la ovest comprende Sant’Agostino e Mandriola, la

est San Giacomo e Lion, il centro Ferri, San Tommaso e San Lorenzo.

Ogni unità, assegnata ai turni nei quartieri, interviene in caso di bisogno, mantiene un contatto diretto con la cittadinanza raccogliendo istanze e segnalazioni e, qualora necessario, viene supportata dalla centrale. Ogni agente è provvisto di arma, bodycam e spray al peperoncino e sono in fase di acquisto due taser. Il servizio è garantito con tre turni dalle 7:30 del mattino fino all’una di notte per due giorni la settimana (venerdì e sabato) mentre gli altri giorni il servizio termina a mezzanotte. Questa articolazione dell’orario garantisce una costante presenza di agenti, al di sopra della media della provincia.

In particolare durante i mesi estivi intervengono animatori, educatori e psicologi in una attivit di ascolto discreto e non invasivo, con l’obiettivo di creare un legame di fiducia reciproca nei luoghi di aggregazione informali, offrire un supporto e un accompagnamento

I numeri dei pattugliamenti della Polizia
Locale dell’Unione Pratiarcati

Nuovo Hospice pediatrico centro d’eccellenza delle cure palliative infantili a Padova

Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

“I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

Corsa alle regionali

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

“Far filò”, 7 compagnie riportano il teatro tra le corti e i campi in 14 appuntamenti

Salone Nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

PADOVA, POLEMICHE SULLE ZONE ROSSE: STRUMENTO PER DIMINUIRE LA DELINQUENZA O PROPAGANDA?

CITTÀ SI TRASFORMANO

Sicurezza urbana, esplode il caso Arcella: la città si divide, il quartiere si mobilita. Il sindaco Giordani: “Comunità viva” Il centrodestra: “Ben vengano i controlli”

“Diversamente sole” storie universali di donne per raccontare e svelare la complessità femminile

L’ex caserma trasformata in un’ampia area verde Il vice sindaco Micalizzi: “Padova più bella e vivibile”

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

Tra violenza concreta e insicurezza percepita

ANicola Stievano

>direttore@givemotions.it<

ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

Servizi

Sicurezza urbana/1. Il provvedimento della Prefettura fa discutere, il sindaco Giordani non condivide la scelta

Arcella nella bufera: sicurezza o propaganda? Padova divisa, alta tensione sulla Zona Rossa

Il centrodestra fa quadrato e difende l’iniziativa.

Ostellari: “Il quartiere non perde valore se c’è più polizia”. Giordani replica e diffonde un video: “Vogliamo raccontare un’Arcella diversa, dove si può vivere bene”

Padova si trova al centro di un inedito braccio di ferro istituzionale tra Prefettura e Amministrazione comunale, con al centro la sperimentazione delle cosiddette “zone ad alto impatto”, note al pubblico come Zone Rosse. Il provvedimento, annunciato al termine del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, prevede un’intensificazione dei controlli da parte delle forze dell’ordine per un periodo di 90 giorni in un’area del quartiere Arcella, una delle più popolose e complesse della città.

Secondo quanto stabilito dalla Prefettura, nella zona individuata sarà possibile allontanare persone con precedenti penali e emettere Daspo urbani nei confronti di soggetti ritenuti molesti, in linea con le disposizioni previste per le aree a rischio sicurezza. Una decisione che ha subito provocato la reazione del sindaco Sergio Giordani, che ha scelto di rivolgersi direttamente ai residenti con una lettera aperta.

“Cari arcellani e care arcellane, sono orgoglioso dei progressi che, con l’aiuto di tutti, abbiamo realizzato nel nostro quartiere”, scrive il primo cittadino. “La mia posizione presso il Prefetto è stata chiara: sono assolutamente favorevole a controlli anche ad

alta intensità, e grato alle forze dell’ordine per il lavoro svolto. Ma sono fortemente contrario e preoccupato per la scelta, che non ho condiviso, di definire tre quarti dell’Arcella come zona rossa.”

Giordani critica duramente il metodo con cui la misura è stata imposta, definendola una decisione calata dall’alto e strumentalizzata a fini politici: “È un provvedimento che rischia di penalizzare l’immagine di un intero quartiere e sembra rispondere più alla propaganda del governo che a reali esigenze di sicurezza. Serve forse solo ad accontentare qualche esponente leghista a Roma”.

La tensione istituzionale arriva in un momento in cui alcuni commercianti della zona avevano espresso la necessità di maggiore presenza delle forze dell’ordine, al punto da dotarsi in autonomia di servizi di vigilanza privata. Tuttavia, secondo il sindaco, la strada intrapresa dalla Prefettura rischia di danneggiare un tessuto sociale che, negli ultimi anni, ha lavorato per un lento ma concreto processo di riqualificazione.

“Non ho litigato con Prefetto e Questore – precisa il sindaco Giordani – C’è un’immagine sbagliata, siamo in buoni rapporti, ci parlo in continuazione.

Io e i miei assessori abbiamo dedicato otto anni all’Arcella, investito 30 milioni di risorse pubbliche perché diventasse un bel quartiere, è una città nella città. Sono molto orgoglioso. Quando al Cosp mi hanno proposto “facciamo la zona alto impatto all’Arcella” mi sono chiesto: “ma perché?” e ho esposto la mia posizione da sindaco”.

Le reazioni non si sono fatte attendere, soprattutto dal fronte centrodestra, che si è schierato a sostegno della Prefettura. Il quartiere – è l’opinione condivisa – necessita da anni di una presenza costante delle forze dell’ordine, anche alla luce di episodi ripetuti di microcriminalità e disagio sociale.

Tra i più espliciti, il Sottosegretario all’Interno Andrea

Ostellari, che ha difeso con forza l’iniziativa: “L’Arcella non perde valore se c’è più polizia. L’Arcella perde valore se continuano episodi incredibili”, ha dichiarato. “Da padovano e arcellano, sono contento di sapere che anche le scuole frequentate dai miei figli rientrano nella nuova Zona Rossa. Esprimo la mia piena solidarietà al Prefetto e ai membri del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per gli attacchi ingiustificati del sindaco Giordani, che ancora una volta si dimostra ostaggio del Partito Democratico. Invece di stare dalla parte dei cittadini, sceglie di appoggiarsi alla sinistra più estrema, quella che ha paura della polizia”.

Dopo le polemiche, il sindaco mantiene la promessa fatta

nelle scorse settimane: arriva un video promozionale dedicato al quartiere, con l’obiettivo di valorizzarne l’identità e contrastare la narrazione negativa legata alle recenti misure di sicurezza. Il video è stato diffuso attraverso una campagna informativa sulle emittenti televisive locali. “Vogliamo raccontare un’Arcella diversa – aveva dichiarato il primo cittadino – un quartiere vivo, multiculturale, dove si può vivere bene, frutto di anni di impegno e investimenti pubblici”. Con questa iniziativa, l’amministrazione comunale punta a restituire dignità e fiducia a una parte della città spesso al centro del dibattito politico e mediatico, ma anche protagonista di un lento e concreto processo di riqualificazione urbana.

L’appello del vescovo supera le divisioni “Non solo zona rossa ma officina di convivenza”

T

ra le polemiche che infiammano la politica padovana, tra chi difende e chi contesta la nuova zona rossa all’Arcella, una voce autorevole è rimasta lontana dai riflettori. Il vescovo Claudio

Cipolla lo scorso febbraio aveva già espresso perplessità verso l’ordinanza prefettizia, esortando le istituzioni a “essere attente a chi è in difficoltà, e di chi va aiutato”. Parole che più che un giudizio sul-

Stato e il governo abbiano la possibilità di sperimentare tante strade diverse alla ricerca del modo migliore per mantenere la convivenza civile», ha premesso. “E’ vero che la sottolineatura “zona rossa” evidenzia ed espone ma penso che le intenzioni non debbano essere interpretate solo in forma di polemica ma anche come ricerca di strade per la pacifica convivenza”. L’intervento del vescovo smorza il

prefetto Giuseppe Forlenza. A metà giugno è attesa la diffusione di un primo bilancio da parte della prefettura riguardo ai controlli in corso tra le zone di Borgomagno e San Carlo. Nel frattempo, le operazioni proseguiranno coinvolgendo polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale, con interventi programmati nelle aree considerate più critiche, dalle 13 fino all’una di notte. Al termine del

la religiosità degli arcellani, evidenziano il ruolo della Chiesa nel tessuto sociale del quartiere a nord della stazione. Dalle parrocchie ai doposcuola, dalle attività sportive agli oratori estivi, è in questi spazi che la Diocesi svolge un’opera quotidiana di integrazione. In un rione dove vivono comunità diverse, ma dove non mancano reti di prossimità.

“È anche importante ricordare che l’Arcella è un’officina di sperimentazione sociale, aperta verso il futuro” - ha aggiunto il Vescovo – “Non so quindi dire se questa sottolineatura sarà un modo per evidenziare i problemi del quartiere, oppure se sarà un faro per accompagnarli alle risoluzioni”. Non si sbilancia, ma prende posizione. Se c’è scetticismo nei confronti dell’etichetta, non manca fiducia nei percorsi di convivenza. La sua risposta si chiude con un auspicio. Un invito al confronto, più che alla contrapposizione. “Penso che lo

linguaggio del conflitto e riporta l’attenzione al tema della coesione. Le sue parole non cancellano il dissenso, ma lo ricompongono dentro una prospettiva più ampia, in cui sicurezza e inclusione non sono opposti da scegliere, ma obiettivi da tenere insieme.

Il Vescovo di Padova definisce il quartiere come realtà preziosa per la città: “All’Arcella abbiamo anche noi un’alta percentuale di preti e di religiosi in generale, io lo vedo come un quartiere di grande sperimentazione e di apertura verso il futuro, in generale, nella zona nord di Padova si arriva quasi al 30%. - precisa - Non so se questa sottolineatura di zona rossa voglia dire evidenziarne i problemi o accompagnarli alle soluzioni. Sono molto fiducioso sul suo futuro per la possibilità di sperimentazione e di apertura della società”. Intanto la zona rossa resta. Almeno fino a settembre, termine fissato nell’ordinanza firmata dal

trimestre sarà effettuata una valutazione complessiva, sulla base della quale il prefetto Forlenza potrà decidere se prorogare l’iniziativa, estenderla ad altri quartieri o interromperla. Ricordiamo che la misura, prevista da una direttiva del Ministero dell’Interno per rafforzare i controlli nelle aree urbane a maggior rischio, resterà in vigore fino al 15 settembre. Durante questo periodo, le forze dell’ordine – polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili urbani – disporranno di “poteri speciali” per allontanare persone con precedenti penali o comportamenti aggressivi, minacciosi o molesti. Rimane aperta la questione politica: se la cosiddetta “zona rossa” porterà risultati concreti, le polemiche potrebbero rientrare. Al contrario, se si dimostrerà uno strumento inefficace o puramente simbolico, potrebbe aumentare la distanza tra istituzioni, cittadini e territorio.

L’intervento del vescovo smorza il linguaggio del conflitto e riporta l’attenzione al tema della coesione. Le sue parole non cancellano il dissenso, ma lo ricompongono dentro una prospettiva più ampia, in cui sicurezza e inclusione non sono opposti da scegliere, ma obiettivi da tenere insieme.

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Nuovo Hospice pediatrico centro d’eccellenza delle cure palliative infantili a Padova

Corsa alle regionali

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

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Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

“I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

TRA PAURA E CONTROLLO: LE CITTÀ SI TRASFORMANO

A Piove l’opposizione di centrodestra all’attacco: “Furti a raffica, droga a fiumi, movida selvaggia e aggressioni, situazione fuori controllo”. Reati in aumento in tutto il padovano

Salone Nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

“Diversamente sole” storie universali di donne per raccontare e svelare la complessità femminile

BILANCIO IN ATTIVO MA SCATTANO CRITICHE SULLE PRIORITÀ CITTADINE

Pizzo: “Scelte chiare e cantieri visibili”, ma Lega e Fratelli d’Italia chiedono più attenzione ai bisogni

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

Tra violenza concreta e insicurezza percepita

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

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Bellotto Giancarlo, Rosita, Morena
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Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio

in forte aumento il tutto il territorio

Boom degli arresti per spaccio di droga

Sono in aumento i reati commessi nell’area della provincia di Padova. A certificarlo la relazione annuale dei carabinieri del comando provinciale di Padova che ha fatto il bilancio dell’attività in occasione dei festeggiamenti 211° anniversario della fondazione dell’Arma. Carabinieri che hanno operato con efficacia anche nell’area del Piovese. Negli ultimi 12 mesi i militari dell’Arma hanno proceduto per 31.377 reati che rappresentano il 91,5 % del totale di quelli rilevati in provincia di Padova. Il dato va detto, è in aumento del 7,4 % rispetto al periodo precedente. Sono in aumento le attività di controllo del territorio. Sono stati svolti 38.531 servizi di controllo del territorio per 105 pattuglie al giorno e 216.887 ore di servizio esterno, nel corso dei quali sono state complessivamente controllate su strada:

133.454 persone, 365 al giorno (+8 % rispetto a 123.450 del periodo precedente); 82.064 mezzi, 225 al giorno (+6,7 % rispetto a 76.965 del periodo precedente). Sono state gestite 245.018 chiamate arrivate al 112, in aumento del 10 % rispetto al periodo precedente. E poi sono state accolte nelle caserme della provincia, 123.579 persone per una media di 338 al giorno, in aumento del 18,9 % rispetto al periodo precedente. A fronte di questa efficacia e operatività dei militari dell’Arma di Padova, è rilevante l’aggressività nei confronti dei carabinieri, testimoniata dai 24 militari feriti durante le attività di controllo del territorio. Nel periodo precedente erano stati 25. Sono state arrestate complessivamente 626 persone (- 3 % rispetto alle 644 del periodo precedente). Deferite in stato di libertà 6514 persone (+ 0,5 %

rispetto alle 6496 del periodo precedente). Sequestrate e ritirate 234 armi e 3.458 munizioni. I militari dell’Arma stanno facendo anche molta attenzione ai casi di violenza di genere. Dal 1° di giugno 2024, l’Arma dei Carabinieri ha proceduto

A Legnaro un gruppo di ragazzi crea danneggiamenti continui

Contro furti nelle case e vandalismi il Comune di Legnaro combatte in prima linea da anni. A dirlo è direttamente il sindaco Vincenzo Danieletto. Il fenomeno delle gang dei ragazzi c’è anche qui. “Purtroppo da qualche anno – dice Danieletto - abbiamo un gruppo di ragazzini che crea situazioni di disagio e danni nel territorio. Tavoli, sedie rotte oppure bidoni distrutti, maleducazione e atteggiamenti arroganti nei luoghi pubblici come ad esempio nei parchi. Abbiamo provato a contattare le famiglie ma

abbiamo riscontrato forti difficoltà di dialogo con i genitori, mancano in tanti casi i valori della famiglia. Molto spesso i genitori non sono il pilastro ma sono complici, amici, pensando di fare bene ai propri figli. Abbiamo un progetto “ci sto a fare fatica” dedicato a tutti i ragazzi e ragazze dove possono vivere un’esperienza di gruppo e contribuire al bene comune”. Il sindaco sottolinea però che la comunità straniera che è numerosa è ben integrata e non crea problemi. “La comunità –dice Danieletto - è ben coesa e con

complessivamente per 743 casi. Il dato è sovrapponibile a quello del periodo precedente. Sul versante dello spaccio di droga sono 156 gli arrestati (+ 23,8 % rispetto ai 126 del periodo precedente). Ma è il problema dei reati minorili il fenomeno che

le famiglie di origine straniera c’è un buon rapporto. Ottima è anche la nostra collaborazione con le forze dell’ordine, abbiamo la caserma dei carabinieri in paese, un presidio costante nel territorio che genera senso di sicurezza tra la popolazione”. “Contro i furti la videosorveglianza a è stata implementata – conclude il sindaco - abbiamo un programma di continuità per i prossimi anni per aumentare il servizio. Il tutto funziona e molto spesso viene utilizzato per indagini da parte dei carabinieri”.(a.a)

inquieta di più e che vede un aumento percentuale davvero alto nel padovano. Negli ultimi 12 mesi infatti, si è registrato un aumento dei casi di devianza minorile, che per competenza sono stati denunciati alla Procura dei minori di Venezia. Sono stati 39 minori arrestati (+34,5 % rispetto all’anno precedente); 535 minori denunciati in stato di libertà (+ 48,2 % rispetto all’anno precedente). Il 25,4% di essi ha dovuto rispondere di reati contro la persona (minacce, percosse, lesioni), il 33,6% di reati contro il patrimonio (furti, rapine, estorsioni, ricettazioni), 3,6 % sono poi reati in materia di stupefacenti, mentre 7 sono i minori denunciati per porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere. L’87,7 % dei reati sono stati fatti da ragazzi, il 12,3 % da ragazze. Alessandro Abbadir

Sicurezza urbana/2. Il centrodestra all’attacco del Comune a Piove di Sacco

“Furti a raffica, droga a fiumi, movida selvaggia e aggressioni, una situazione fuori controllo”

“Sulla sicurezza a Piove di Sacco è tempo di guardare in faccia la realtà” A dirlo è di Paolo Mazzetto, consigliere comunale di minoranza, ed ex candidato sindaco per il centrodestra. Il quadro che descrive Mazzetto con altri consiglieri di opposizione (Silvia Doro e Antonio Zorzi della Lega, Filippo Favarin capogruppo di Fratelli d’Italia, Moreno Cipriotto capogruppo di Forza Italia e Orlando Zecchin, gruppo misto) è davvero preoccupante. “Sin dall’inizio di questo mandato - dice Mazzettocome gruppo di minoranza in consiglio, abbiamo posto con decisione il tema della sicurezza tra le priorità da affrontare. Si è trattato di un grido d’allarme raccolto dai cittadini. Il Comune, invece, ha sempre minimizzato. Ha parlato di episodi isolati, di percezione soggettiva. Ma i fatti purtroppo raccontano un’altra verità”. Negli ultimi mesi si sono susseguiti episodi che confermano l’esistenza per l’opposizione di un problema grave e strutturato: ingenti sequestri di droga da parte delle forze dell’ordine e furti notturni in abitazioni e attività commerciali. Mazzetto racconta che circolano poi in rete scene di vera e propria “sballomovida”: giovani ubriachi, liti, consumo palese di sostanze, violenza gratuita. “Si registra - dice - la presenza di gruppi di cosiddetti “maranza”, ragazzi che

intimidiscono coetanei, spesso studenti minorenni, instaurando una cultura della sopraffazione e del disprezzo delle regole”. Per l’opposizione nelle sere in cui vengono effettuati controlli mirati, luoghi critici come i giardini pubblici, si svuotano improvvisamente “segno che la presenza delle divise è un deterrente efficace”. “Piove di Sacco sta cambiando - dice la minoranza. Cresce il numero di abitanti, aumentano le attività commerciali, si moltiplicano le entrate fiscali. Ma stanno emergendo anche problematiche tipiche delle città medie, che richiedono strumenti e risposte adeguate. Non basta vedere le piazze piene per parlare di vivacità urbana. Dobbiamo chiederci: chi popola quelle piazze”? Arrivano così

La ricetta del sindaco

delle proposte precise. “Le nostre proposte - dice - sono chiare: incremento della videosorveglianza alle zone non coperte, e vanno estesi gli orari di illuminazione pubblica nei luoghi sensibili. E poi: controlli serali costanti con il supporto della Polizia Locale. Patti di legalità con le scuole, le famiglie e le associazioni del territorio per prevenire derive giovanili. Servono azioni dissuasive contro la mala-movida contro l’abuso di alcol e sostanze. Riqualificazione degli spazi pubblici delle zone più critiche come Sant’Anna. Subito più pattugliamenti, più videosorveglianza, tolleranza zero verso chi non rispetta le regole. La sicurezza deve tornare al centro dell’agenda politica locale”. Alessandro Abbadir

Lazzarin:“Ad Arzergrande abbiamo ridotto il fenomeno dei vandalismi”

Sicurezza urbana e videosorveglianza: un impegno concreto ad Arzergrande. A sottolineare quali sono i problemi del territorio è direttamente il sindaco del paese Filippo Lazzarin. “La situazione sul fronte della sicurezza è oggi sotto controllo e nettamente migliorata rispetto agli anni passati - dice. Abbiamo installato nuove telecamere in diversi punti strategici, soprattutto nel centro cittadino e in aree sensibili come nei pressi dei monumenti, dove in passato si erano verificati episodi di vandalismo. In alcuni casi sono intervenuto personalmente, anche lanciando pubblicamente appelli alla collaborazione per identificare i responsabili. Le nuove tecnologie

sono efficaci e pienamente operative, nel rispetto di tutte le norme sulla privacy”. Lazzarin però ammette che la sicurezza non passa solo attraverso il controllo. “Il miglior investimento - racconta - è dare alternative sane ai ragazzi. Per questo abbiamo realizzato nuovi spazi pubblici come i parchi, i campi da calcio nella frazione di Vallonga e il nuovo campo da basket ad Arzergrande, frequentatissimi ogni giorno. Abbiamo anche ampliato l’offerta sportiva, sostenendo le associazioni locali e promuovendo l’attività fisica come forma di crescita personale e sociale”. Per fermare il fenomeno dei vandalismi si è coinvolta anche la scuola. La

collaborazione con la scuola e tanta prevenzione e collaborazione fra le le istituzioni è alla base di una ricetta di successo. “Insieme alle forze dell’ordine - dice Lazzarin - in particolare con l’Arma dei Carabinieri e con la nostra Polizia Locale, portiamo avanti numerose attività di sensibilizzazione nelle scuole contro bullismo, violenza e microcriminalità. Episodi isolati sono stati affrontati tempestivamente, grazie alla presenza e alla reattività delle istituzioni. Ringrazio anche le associazioni, in particolare quella degli Alpini, che con grande spirito di servizio organizzano momenti di educazione civica coinvolgendo studenti e famiglie”. (a.a.)

“Servono subito più pattugliamenti, più videosorveglianza, tolleranza zero verso chi non rispetta le regole”.

Dolo, dopo due anni di lavori inaugurata la nuova scuola

San Giovanni Bosco

Pattinaggio, Valeria

De Gasperi si qualifica per mondiali, in cinque ai campioni europei

Regionali, unica certezza la data

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

E AGGRESSIONI

Vandalismi e movida molesta, a Dolo da anni ormai è allarme. Terrore per furti e truffe a Mira, è boom dei gruppi di controllo vicinato. Oltre 50 baby gang in azione fra Riviera e Miranese

Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti: “I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

Salone nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

SANT’ILARIO,

L’ABBAZIA RIEMERGE: MIRA CHIEDE IL RITORNO DEI REPERTI

Il sindaco Dori rilancia il legame con le origini di Venezia e chiede il rientro dei reperti dell’abbazia oggi al Museo Archeologico

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

Tra violenza concreta e insicurezza percepita

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

A ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag.
Servizio

Baby gang e movida molesta, a Dolo da anni ormai è allarme

Teatro delle azioni dei gruppi di ragazzini dai 12 ai 17 anni, il centro del paese ma anche edifici pubblici e negozi. Rafforzati i controlli dei carabinieri e della Polizia locale

Recenti studi delle forze dell’ordine e le istituzioni per la giustizia minorile evidenziano come negli ultimi cinque anni nel territorio metropolitano veneziano, si registri un diffuso aumento del fenomeno della criminalità minorile. Sono diversi i fattori scatenanti: psicologici, famigliari, sociali ed economici. Si tratta di “baby gang” che a Dolo hanno dato modo di mettere in mostra nel corso degli anni, azioni davvero preoccupanti con atti vandalici, furti, risse e comportamenti molesti soprattutto nei fine settimana quando il centro si accende per “la movida” nell’area dell’Isola Bassa dove sono concentrati i maggiori locali della città. Carabinieri polizia locale hanno rafforzato i controlli,

con pattuglie dei vigili nelle aree pedonali anche il sabato sera a causa delle tante segnalazioni dei residenti. Nel corso del tempo alcuni di questi ragazzi sono finiti nelle maglie della giustizia minorile per i reati commessi, mentre altri autori di gesti da condannare, come quello di aver vandalizzato un garage di proprietà comunale provocando danni per migliaia di euro, sono stati impegnati in attività sociali di recupero. Il Comune per far fronte ad un fenomeno sempre più preoccupante oltre alla repressione ha messo un campo una azione di prevenzione. “L’efficacia della strategia preventiva - spiega il sindaco Gianluigi Naletto - richiede l’impegno di tutti gli attori pubblici, privati e del terzo

settore presenti nel territorio, capaci di interagire al fine di concepire iniziative sociali, culturali, sportive, didattiche, parrocchiali, nonché di educazione alla legalità e alla giustizia”. Naletto va nello specifico dell’azione. A Dolo infatti insieme ai servizi sociali, all’istituto comprensivo statale “Tina Anselmi” alla Polizia Locale e alla tenenza dei carabinieri, è la relazione tra il sindaco e il minore autore di reati ad emergere come buona pratica locale. “Un modello - spiega il sindaco dolese - che sta dando buoni risultati, tutti indirizzati ad un impegno diretto di responsabilità degli stessi minori verso la comunità locale”. La pratica vede il sindaco direttamente impegnato a ricercare e stabilire un patto di fiducia il giovane coinvolto in reati violenti come risse, percosse e lesioni, atti di disturbo alla quiete pubblica e vandalici. Azioni criminose compiute in gruppi di tre o più ragazzi, di età compresa tra i 12 e i 17 anni. “Nella maggior

“I social sono scatenanti”. Al via un progetto con la boxe

“Conosco i ragazzi del paese che fanno parte delle gang giovanili. Emerge il bisogno di agire contro le regole perché annoiati, privi di stimoli, quasi incapaci di relazionarsi con l’ambiente nel quale vivono“. A dirlo il sindaco di Dolo Gianluigi Naletto che punta ad una strategia di recupero dei giovani. “Ritengo – sottolinea - che l’utilizzo dei social network sia uno tra i principali

fattori scatenanti e influenzanti la nascita delle baby gang, sia ai fini comunicativi tra i componenti del gruppo, sia per la diffusione in rete degli atti compiuti come sfida e autoaffermazione”. “Il mancato controllo da parte dei genitori di questi strumenti - dice - crea dei processi emulativi tra i ragazzi che minano il valore della responsabilità e la percezione del rischio nel loro agire”. Come intervenire?

“Andando in strada - spiega il sindaco - e ricercando con loro un rapporto di conoscenza e dialogo. Con molti di loro si è creato una relazione di scambio fondata su percorsi individualizzati di partecipazione attiva. Attraverso un approccio diretto, recentemente, gli autori di atti di violenza verso per esempio il patrimonio pubblico, sono stati poi protagonisti di attività socialmente utili. Altri, hanno

parte dei casi - conclude Naletto - componenti delle gang sono sia italiani che stranieri, senza una nazionalità prevalente, con esperienze di marginalità, disagio sociale e economico, in un contesto di generale debolezza della famiglia. Sono attivi nelle ore pomeridiane e serali, durante il fine settimana e soprattutto in estate, quando meno impegnati nelle attività scolastiche. Agisco-

no quasi sempre per compensare l’assenza o la problematicità dei rapporti con le loro famiglie o con la scuola. Anche il ragazzo di buona famiglia spesso cade nella “banda” perché spinto a cercare nel gruppo di coetanei “particolari” modelli di riferimento. A preoccupare di più, è l’assenza di ambizioni personali e di obiettivi di vita di questi giovani”. Alessandro Abbaidr

accolto l’invito a raggiungere degli obiettivi in alcune discipline sportive, quali il calcio e il pugilato”. Nelle prossime settimane, grazie ad una associazione sportiva locale di boxe, partirà un progetto di avviamento a questo sport all’interno di una palestra scolastica. Punta alla gestione della rabbia e delle proprie forze, imparando il rispetto verso il prossimo ed il bene pubblico. (a.a.)

La tenenza dei carabinieri di Dolo
L’area dell’Isola Bassa a Dolo

Sicurezza urbana/2. Il Comune piazza telecamere sulle scuole contro i continui atti vandalici

Terrore per furti e truffe a Mira, è boom dei gruppi di controllo vicinato

Truffe, furti e movimenti sospetti. E’ grande a Mira la preoccupazione per le razzie dei ladri in casa che si verificano soprattutto nel periodo che va dal tardo autunno al quello natalizio. Anche se le forze dell’ordine e la polizia locale continuano a ripetere da anni che il fenomeno è sotto controllo, non la pensano così i cittadini che danno la loro adesione in massa ai Gruppi di Controllo del Vicinato. L’associazione, sempre supportata dal Comune di Mira, ha visto aumentare negli ultimi anni i suoi associati. Se nel 2019 c’erano 892 famiglie iscritte alla rete del controllo, ora, ultimo dato di maggio 2025, le famiglie associate sono diventate 1113 e i coordinatori sono diventati ben 48. I dati sono emersi dalla riunione periodica di coordinamento, che si è tenuta nella sala del Consiglio Comunale a Mira, alla presenza del sindaco Marco Dori, del consigliere delegato Giuseppe Ardolino e del comandante dei carabinieri, il tenente Marco Occhipinti. A presentare tutte le ultime novità e le azioni dei Gruppi di Controllo è stato il coordinatore comunale, Alessandro Mazzucco. “Questi incontri sono utili per raccogliere segnalazioni e per coordinarsi al meglio - spiega il sindaco Marco Dori - e devo dire che il coordina-

tore Mazzucco, insieme ai suoi collaboratori, sta facendo un grande lavoro sul territorio. In questi mesi sono stati fatti anche degli incontri in zone non coperte dal controllo del vicinato che poi hanno portato alla creazione di nuovi gruppi. Come amministrazione non possiamo che essere contenti di questa partecipazione”. Gli incontri sono poi utili anche per informare i vari coordinatori territoriali sullo stato dell’arte delle politiche di sicurezza e sugli investimenti fatti dal Comune sul territorio. “Abbiamo spiegato che il progetto videosorveglianza va avanti - aggiunge il sindaco - con l’installazione di sistemi di controllo ormai in tutte le frazioni. Stiamo completando il sistema dei varchi, che raccolgono informazioni sulle auto in transito, strumento molto utile anche per

fornire alle forze dell’ordine dati per le loro indagini. Abbiamo completato anche l’installazione di sistemi di controllo contro l’abbandono rifiuti e nei maggiori parchi pubblici, mentre la prossima sfida per noi è la videosorveglianza nei cimiteri, dove purtroppo in questi mesi non sono mancati episodi molto spiacevoli, comprese le truffe dell’abbraccio nei confronti di alcuni anziani”. Nel frattempo sempre a Mira è stata completata l’installazione di telecamere nelle scuole medie per il controllo degli spazi esterni. “Questi strumentispiega il sindaco Dori - sono stati installati in accordo con le scuole e con le forze dell’ordine, e hanno uno scopo deterrente soprattutto contro gli atti vandalici che a Mira sono frequenti.

Alessandro Abbadir

Oltre 50 baby gang in azione in Riviera e nel Miranese

Il fenomeno delle baby gang?

In Riviera e Miranese nel corso degli anni si è diffuso sempre più capillarmente. Sono infatti oltre 50 di gruppi di minorenni in Riviera del Brenta e Miranese che sono assimilabili a baby gang, o comunque si è di fronte a gruppi ben identificati di giovani che creano problemi per danneggiamenti o vandalismi continui. Si tratta di un fenomeno in aumento del 25% negli ultimi tre anni. Per monitorare la situazione però si stanno definendo convenzioni ad hoc con cooperative locali e e si punta al coinvolgimento di scuole e servizi sociali. A fare il punto della situazione per il comprensorio dei 17 Comuni di Riviera e Miranese è Andrea Martellato, presidente della Conferenza dei

sindaci dell’Usl 3. Si calcola così che in ogni Comune medio piccolo dell’area, fino a 10 mila abitan-

ti, in media si formano uno o due gruppi di questo tipo, composti sia da maschi che da femmine. In realtà più popolose, si segnalano anche 3- 4 gruppi. “Purtroppo da qualche anno, con una cadenza settimanale o mensile - dice Martellato - assistiamo a danneggiamenti, bravate, risse e schiamazzi

da parte di gruppi di giovani, per la maggior parte minorenni. Ragazzi che dalle medie ai 18 anni non trovano di meglio che trovarsi per danneggiare qualcosa”. Ma ci sono aspetti diversi da analizzare alla base. Se prima, era l’uso della droga e le cattive compagnie a favorire i fenomeni di devianza, ora invece è la completa assenza di un modello educativo.“Con gli operatori di strada stiamo monitorando il fenomeno - dice - cercando di intercettare il disagio, ma non basta. Lavoreremo anche con cooperative sociali dell’area attraverso convenzioni per riuscire a prevenire i fenomeni già dai primi segnali”. “Poi c’è una novità e va detta - conclude Martellato. Si affaccia anche il fenomeno delle baby gang femminili”.(a.a.)

Se nel 2019 c’erano 892 famiglie iscritte alla rete del controllo, ora, ultimo dato di maggio 2025, le famiglie associate sono diventate 1113

Riunione in municipio dei gruppi di controllo di vicinato
Baby gang in azione

Emergenza - urgenza

Ulss 5 Polesana:

Miazzo nuovo direttore del Suem 118

Corsa alle regionali

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

“I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

Salone Nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

“Far filò”, 7 compagnie riportano il teatro tra le corti e i campi in 14 appuntamenti

TRA PAURA E CONTROLLO: LE CITTÀ SI TRASFORMANO

ALLARME SICUREZZA NELLE CITTÀ: TRA VIOLENZE E

NASCONO

FRONTEGGIARE FURTI, RISSE E AGGRESSIONI

Rovigo non è più vista come città tranquilla: crimini in crescita, allarme tra i residenti, specie donne. I Carabinieri nel 2024 hanno gestito oltre 6.200 reati e 130mila chiamate

ROMEA,

EMERGENZA

Logistica integrata, il Veneto si conferma leader europeo tra porti, interporti e aeroporti

“Diversamente sole” storie universali di donne per raccontare e svelare la complessità femminile

SENZA FINE CINQUE MORTI IN APPENA UN MESE

Le istituzioni sono al lavoro per rendere più sicura la trafficata arteria con il più alto tasso di incidenti d’Italia

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

Tra violenza concreta e insicurezza percepita

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

A ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

Servizi alle pagg. 6 e 7

A Rovigo aumenta la percezione di insicurezza

L

o scorso settembre quando il Sole 24 Ore pubblicò la sua classica sulla qualità della vita, balzò immediatamente agli occhi come Rovigo si piazzasse soltanto al cinquantaseiesimo posto per ciò che concerne la sicurezza scendendo di diverse posizioni e perdendo, in un certo senso, il ruolo di un luogo dove “non succede mai nulla, neppure i reati”. A gravare, in modo significativo, sono alcuni tipi di crimini estremamente diffusi e, in un certo senso, odiosi: minacce, percosse, lesioni, truffe e frodi anche informatiche.

Valeria Cittadin:

Una doccia fredda che ha fatto molto discutere e che, da lì in poi, ha prodotto anche un cambio di percezione nell’opinione pubblica che, oggi, si sente meno sicura che in passato.

All’epoca furono intervistati a caldo diversi residenti e buona parte di loro, soprattutto donne, hanno confessato di temere per la loro incolumità soprattutto negli orari serali nei quali è facile imbattersi in sbandati e ubriachi. La quasi totalità ha rimpianto la “vita di un tempo” quando non ci si doveva troppo preoccupare per i furti in casa o anche, soltanto,

per quello della bicicletta. Navigazione su internet, telefonate e mail continuano a rappresentare una minaccia: dietro a troppi di questi contatti, infatti, si nascondono, a loro dire, delle truffe anche difficilmente comprensibili. Nel corso della consueta conferenza stampa di fine anno ci hanno pensato i Carabinieri del Comando Provinciale di Rovigo a mettere in luce alcuni dati: si sono occupati, infatti, di 6.214 fatti criminosi sui quasi 7.000 perpetrati in tutta la provincia, hanno denunciato complessivamente all’autorità giudiziaria 1305 per-

sone, di cui 70 in stato di arresto e 1235 in stato di libertà. Sempre nel 2024 il numero di emergenza al 112 sono state circa 130mila chiamate con un incremento di quasi 50 mila chiamate rispetto al 2023 e con una media di oltre con 355 chiamate al giorno, nonché gestito numerosissimi interventi

di varia natura per soccorso. Nel dettaglio liti, codici rossi, furti ed altro, particolarmente rilevante è stata l’attivazione della centrale operativa da parte degli allarmi automatici antintrusione di private abitazioni ed aziende, direttamente collegate alle centrali operative.

“Severità e servizi sociali le leve per rendere Rovigo più sicura”

Rovigo non è certo teatro, come altri capoluoghi di provincia, di risse del sabato pomeriggio o danneggiamenti da parte di baby gang. Però ogni tanto accade anche qui proprio come nel weekend di inizio giugno sabato 7 giugno.

La Sindaca, Valeria Cittadin, ha immediatamente preso posizione sulla rissa scoppiata fra tre ragazzi in piazza Merlin, sul lancio di bottiglie che, soltanto miracolosamente non è costata cara a una signora che transitava in bicicletta e sui danni, invece, subiti da un’auto parcheggiata.

Protagonisti, già fermati e identificati, sono tre giovani

di origine nordafricana che da ore stavano poco distante a bere su di una panchina.

“Episodi come questo - dice il primo cittadino di Rovigo - non vanno sottovalutati. Rovigo fortunatamente è una città tranquilla dove questi fatti, normalmente, non accadono. Anche se però eventi di questo tipo sono soltanto sporadici non possiamo tollerarli. Rovigo non merita di essere trascinata nella violenza e nel degrado e i tanti immigrati perbene non meritano di essere associati ai protagonisti di queste azioni.”

“Non possiamo permettere a nessuno di avere comportamenti al di sopra delle regole e della civiltà. Ringrazio

Stato di Agitazione della Polizia Locale di Rovigo

Proprio mentre si parla di sicurezza a Rovigo è scoppiata la grana delle Polizia Locale. I Vigili del capoluogo hanno, infatti, proclamato lo stato di agitazione. All’origine della protesta ci sarebbe l’esiguità del corpo stesso di Polizia Locale. A fronte di una pianta organica che prevede la presenza di 50 agenti sono solo 38, effettivi sul campo sarebbero 10, ma in effetti sono 8.

Da tempo, inoltre, il comando denuncia come anche le dotazione dovrebbero essere implementate e ammodernate, cosa che evidente non sta avvenendo.

Il vigili di Rovigo, dunque, si sono rivolti al Prefetto del capoluogo Polesano per denunciare la preoccupante situazione che diventa ancora più grave nel periodo estivo quando diventa decisamente difficile garantire le ferie.

la polizia locale che si è attivata subito su input dell’assessore Aretusini e le forze dell’ordine che prontamente sono intervenute in piazza Merlin. Ripeto che c’è bisogno di regole più severe, questi comportamenti non vanno giustificati in alcun modo e non possono restare impuniti, cosa che purtroppo succede quasi puntualmente rendendo vana l’azione delle forze dell’ordine. Accanto al lavoro di repressione e presidio del territorio, però va associato anche un lavoro di natura sociale che sia capace di limitare gli elementi e le fonti del disagio che, purtroppo, molti giovani vivono in questi anni così difficili. È un lavoro capillare e paziente, ma assolutamente indispensabile.”

Sicurezza Urbana/2. Associazioni a supporto della Polizia Locale presidiano le scuole cittadine

Rovigo è costretta ad attivare i volontari per la sorveglianza davanti alle scuole

Volontari in azione a Rovigo per sorvegliare le scuole in collaborazione con Polizia Locale e associazioni. L’iniziativa anticipa un progetto più ampio per l’anno scolastico 2025/26

Rovigo introduce un’importante iniziativa per rafforzare la sicurezza nei pressi delle scuole, coinvolgendo volontari in attività di sorveglianza davanti agli istituti Miani, Oroboni, Parenzo, Gallani e Tintoretto. Il Comune ha infatti siglato una convenzione con l’associazione nazionale Polizia di Stato – Gruppo Odv e Protezione Civile, insieme all’associazione

Bandiera Gialla, che vedrà impegnati volontari nella tutela degli ingressi scolastici durante le ultime settimane dell’anno scolastico.

Si tratta di una fase iniziale, con l’obiettivo di testare il servizio e organizzarlo al meglio in vista dell’avvio dell’anno scolastico 2025/2026, quando l’attività sarà estesa anche agli istituti

delle frazioni del territorio comunale. I volontari opereranno sotto la supervisione e l’affiancamento degli agenti della Polizia Locale, che garantiranno loro tutte le informazioni necessarie per un servizio efficace e sicuro. L’assessore alla Polizia Locale e Sicurezza, Michele Aretusini, ha sottolineato l’importanza di questa collaborazione come segno di responsabilità e impegno

civico.

Anche il sindaco Valeria Cittadin ha espresso soddisfazione per l’avvio dell’iniziativa, evidenziando come la sicurezza rappresenti uno dei pilastri fondamentali della sua amministrazione e come il supporto dei volontari costituisca un valore aggiunto per la comunità.

Redazione Rovigo

Più Sicurezza per le tabaccherie: protocollo in Prefettura

In attuazione dell’accordo quadro tra ministero dell’Interno e Federazione italiana tabaccai (FIT) del 2024, è stato sottoscritto lo scorso marzo in prefettura a Rovigo il protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni criminali a danno delle rivendite di generi di monopolio.

Obiettivo dell’intesa è quello di garantire maggiori condizioni di sicurezza grazie al potenziamento dei sistemi di video-allarme antirapina, che permettono l’invio di immagini in tempo reale alle centrali delle Forze di Polizia.

Tra le misure che verranno messe in campo vi sono anche la sensibilizzazione degli esercenti al ricorso ai pagamenti elettro-

nici, per ridurre il contante, e l’installazione di sistemi di difesa passiva come casseforti e allarmi.

L’intesa è stata firmata dal prefetto Franca Tancredi e dal presidente della FIT della provincia Francesco Albertin. All’incontro erano presenti i vertici provinciali delle Forze dell’ordine. Il prefetto ha espresso soddisfazione per l’accordo, considerato un passo importante nella collaborazione con la FIT per migliorare la sicurezza dei tabaccai, e ha

confermato l’impegno delle Istituzioni a proteggere i lavoratori più a rischio.

Parte un’iniziativa sperimentale per sorvegliare le scuole grazie a volontari supportati da Polizia Locale, Protezione Civile e Bandiera Gialla. Il progetto punta ad ampliarsi dal 2025 alle frazioni

Nuovo Hospice pediatrico centro d’eccellenza delle cure palliative infantili a Padova

Corsa alle regionali

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

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Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

“I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

Salone Nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

TRA PAURA E CONTROLLO:

SI TRASFORMANO

L’area termale alle prese con furti in casa, atti di vandalismo, micro criminalità, spaccio: le forze dell’ordine intensificano i controlli, rete di telecamere puntate sui luoghi sensibili

“Diversamente sole” storie universali di donne per raccontare e svelare la complessità femminile

ADDIO A NATALINO DALLA BONA, IL CUORE DOLCE DI MONTEGROTTO TERME

Maestro pasticciere, simbolo della comunità, si è spento a 85 anni. Il sindaco: “Un esempio di generosità, coraggio e dedizione”

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

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Tra violenza concreta e insicurezza percepita

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

A ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

Servizi
Servizio

Sicurezza urbana/1.

Abano Terme, disagi da non sottovalutare “Ma la sicurezza non è solo repressione”

“Presidio del territorio e prevenzione, ma serve anche rafforzare il patto sociale nel segno della responsabilità condivisa”

A bano Terme, città votata al turismo e all’accoglienza, ma anche punto di riferimento per il territorio, si misura con la necessità di garantire la sicurezza, in tutti in sui aspetti, di lavorare sul fronte della prevenzione. Un fronte impegnativo, conferma il sindaco Federico Barbierato.

“La sicurezza urbana è un tema che sentiamo fortemente ad Abano Terme e che seguiamo con grande attenzione, in sinergia con le forze dell’ordine, polizia municipale e carabinieri. Complessivamente la nostra città resta una realtà con un buon livello di vivibilità, ma ciò non toglie che vi siano alcune tematiche da attenzionare. Penso ad esempio alla prevenzione, al presidio del territorio e soprattutto al rafforzamento di un patto educativo e sociale che coinvolga famiglie, scuole, servizi sociali e mondo associativo. La sicurezza non è solo un fatto di repressione: è anche coesione sociale, ascolto e responsabilità condivisa.

Avete riscontrato anche ad Aba-

no il fenomeno delle baby gang?

In che termini?

Ad Abano non possiamo parlare di vere e proprie “baby gang” come in altri contesti urbani più problematici, ma è vero che anche qui abbiamo osservato, in determinati periodi, comportamenti borderline da parte di gruppi di giovanissimi. Fenomeni di disagio, provocazioni, piccoli atti vandalici: segnali che non vanno sottovalutati. Abbiamo potenziato il lavoro di rete, coinvolgendo l’ufficio servizi sociali e l’assessore alle politiche giovanili, che hanno attivato percorsi individuali ed educativi con alcuni ragazzi. Ma sia chiaro: nessuna istituzione può sostituirsi completamente al ruolo educativo delle famiglie.

Cosa si può fare per i giovani che vivono in contesti di marginalità, tra violenza e microcriminalità?

Dobbiamo offrire alternative concrete e visibili. Per questo come Amministrazione abbiamo sostenuto progetti di inclusione

sociale, attività sportive, laboratori creativi e percorsi scolastici di reinserimento. L’obiettivo è dare senso di appartenenza, creare opportunità. La marginalità si combatte con la presenza, l’ascolto e la fiducia. E ancora una volta serve una comunità educante, dove il pubblico faccia la sua parte, ma dove anche la famiglia, la scuola e le realtà del territorio non vengano meno.

Con la comunità straniera ci sono problemi di integrazione?

Ad Abano vivono famiglie straniere ben integrate, che partecipano attivamente alla vita sociale, scolastica e lavorativa. Naturalmente non mancano difficoltà: ci sono ancora barriere culturali, linguistiche, e a volte situazioni di isolamento. Ma il nostro approccio è sempre stato chiaro: accoglienza e diritti vanno di pari passo con regole e doveri. Promuoviamo l’integrazione attraverso la scuola, i servizi sociali, le associazioni e gli eventi che favoriscono l’incontro. E continueremo su questa strada.

Sono stati fatti investimenti sulla videosorveglianza, il servizio funziona? Sono previsti ulteriori potenziamenti?

Negli ultimi anni abbiamo potenziato significativamente il sistema di videosorveglianza urbana, anche grazie a contributi regionali. Oggi Abano può contare su una rete di oltre 160 telecamere attive, suddivise in telecamere lettura targhe, telecamere di contesto e telecamere di video sorveglianza posizionate nei punti sensibili della città, compresi parchi e i quartieri. Dal 2017 abbiamo quadruplicato il numero delle telecamere e questo ci consente un maggiore controllo del territorio e un utile

Scatta la movida estiva, i carabinieri intensificano i controlli nell’area termale

Con l’arrivo dell’estate si intensifica la “movida” nel cuore delle Terme, tra Abano e Montegrotto che ogni sera la meta di migliaia di persone, fra le quali molti giovani giovani. Gli eventi estivi si intensificano così come le occasioni per far tardi in piazza o nei principali luoghi di ritrovo. Proprio per garantire la sicurezza e prevenire risse, aggressioni, furti, danneggiamenti, disturbo

della quiete pubblica o altri episodi spiacevoli le forze dell’ordine hanno già intensificato l’attività di controllo, a partire dai fine settimana.

Ad Abano e Montegrotto già da alcune settimane vengono monitorati i parchi pubblici e i fast food, con un deciso aumento delle attività di pattugliamento nella fascia oraria pomeridiana e serale. A dare manforte ai

militari dell’Arma della compagnia di Abano in alcune occasioni sono anche le squadre del Battaglione Veneto di Mestre. L’attività consiste principalmente nel controllo di decine di persone e di veicoli ad ogni uscita, il che permette di identificare anche individui sospetti oppure persone legate all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti. In queste occasioni vengono anche segnalate alla

supporto investigativo per le forze dell’ordine. Il servizio funziona e viene costantemente monitorato. Sono previsti ulteriori investimenti per potenziare sia la copertura che la qualità tecnologica delle immagini. Ma anche qui serve chiarezza: le telecamere aiutano, ma non possono sostituire la presenza umana, l’educazione e l’inclusione. Ringrazio quei cittadini impegnati nel controllo di vicinato che ci segnalano costantemente problemi di varia natura e che ci aiutano molto in questo senso. (n.s.)

•Installazione pompe di calore ad alta efficienza

•Ventilazione meccanica

•Installazione prodotti delle migliori marche

•Sostituzioni caldaie

•Ristrutturazione Bagno

“Chiavi in Mano”

Preventivi gratuiti

Prefettura di Padova le persone trovate in possesso di droghe, a partire dall’hashish ma anche cocaina ed eroina. I servizi di vigilanza del territorio, che proseguiranno con maggiore frequenza per tutto il periodo estivo sta mostrando nell’area Termale un significativo effetto deterrente nei confronti della criminalità in generale, contribuendo a una maggiore sicurezza pubblica.

BAGNO

F

puntati su ogni angolo della città

urti in appartamento, atti di vandalismo, ladri di biciclette per lo più nella zona della stazione: sono per lo più queste le problematiche legate alla sicurezza urbana che si riscontrano a Montegrotto Terme. A parte qualche eccezione, non ci sono particolari emergenze in città, puntualizza il sindaco Riccardo Mortandello: “Stando ai dati diffusi periodicamente dal ministero dell’Interno Montegrotto è un’isola felice. Gli episodi di reato contano sulle dita di una mano e possiamo dire che non ci sono gravi problemi di insicurezza, perché il territorio è presidiato è molto sicuro. Ovviamente ci sono delle questioni aperte, come qualche furto in appartamento, oppure qualche furto di bicicletta in stazione, che vanno monitorate. Questi casi però presentano una criticità perché se un ladro di biciclette viene arrestato il giorno dopo è fuori, non c’è una normativa chiara che permetta di far pagare a queste persone il reato che commettono”. Guardando al mondo giovanile Montegrotto non sembra risentire nemmeno del fenomeno delle baby gang, piuttosto si registrano atti di vandalismo, un fatto comune sul territorio padovano. “Si tratta soprattutto di giovani che arrivano da fuori città - continua il sindaco - e in questo senso abbiamo messo in atto delle azioni mirate con la polizia locale in coordinamento coi carabinieri, san-

zionando alcune volte anche le famiglie. Questi ragazzi spesso agiscono più per mettersi in mostra con delle bravate che per delinquere”. Montegrotto accoglie poi una nutrita comunità straniera da decenni e le criticità che si colgono nel capoluogo qui sono viste come lontane. Anche le tensioni legate all’arrivo di profughi sono ormai archiviate così come le polemiche e le proteste legate a questa forma di aiuto. “Non ci sono problemi di integrazione - aggiunge Mortandello - da sempre Montegrotto è una città accogliente, fin dai primi sbarchi degli albanesi negli anni 90 che oggi sono arrivati alla terza generazione. Sta danti i i suoi buoni frutti anche l’accoglienza diffusa dei profughi attraverso il progetto “Sai”. Questi arrivi inoltre forniscono forza lavoro agli alberghi alle prese con la crisi della manodopera”.

Per garantire la sicurezza pubblica, tanto dei residenti quanto delle migliaia di turisti e lavoratori

del settore termale che ogni giorno frequentano Montegrotto è in funzione una rete di sorveglianza sempre più estesa. “Siamo partiti nel 2016 con il progetto sicurezza - continua il sindaco - che ha portato notevoli investimenti sulla videosorveglianza e azioni in stretto coordinamento con le forze dell’ordine, con le quali andremo ad individuare anche nuovi siti di videosorveglianza. A questo si aggiunge il grande lavoro fatto con il controllo del vicinato che ci aiuta a monitorare tutto il nostro territorio”.

Nel rinnovato viale Stazione sono attive 8 telecamere con 4 sensori ciascuna e una telecamera bullett, per un totale di 33 punti di ripresa da Piazzale Stazione all’incrocio con Via degli Scavi. In totale Montegrotto Terme ci sono 91 telecamere, comprese una videotrappola e due fototrappole. Dieci di queste permettono la lettura delle targhe.

Nicola Stievano

Parco Mostar in prima linea per arginare disagio ed emarginazione

Avvicinare e incontrare i giovani con discrezione, favorire il dialogo senza imposizioni, intercettare le difficoltà e il disagio che non sempre è evidente. E’ un lavoro “nascosto” ma prezioso quello svolto nei confronti dei giovani di Montegrotto da parte di educatori, animatori di strada e professionisti che in vario modo entrano in contatto con questo mondo proprio per prevenire criticità ed emarginazione. “Si tratta di un’attività che spesso non salta all’occhio - spiega Elisabetta Roetta, vice sindaco e assessore al sociale - ma assai preziosa per avvicinare e conoscere meglio i giovani della nostra città e

arginare fenomeni come la droga, il vandalismo, la criminalità”. Il fulcro dell’attività “in prima linea” è il Parco Mostar, frequentato da tutte le generazioni, nel quale non è mancato qualche problema in passato. Nell’area verde il Comune ha attivato un punto di aggregazione pomeridiano per i ragazzi delle medie e delle superiori con l’intervento della cooperativa “La Bottega dei Ragazzi”. Gli educatori in maniera informale avvicinano i ragazzi, li ascoltano, costruiscono un dialogo e un rapporto di fiducia. “Così è possibile intercettare le criticità e i bisogni dei nostri giovani - aggiunge Roetta - attra-

verso attività ludiche e ricreative si arriva a parlare anche di droga, legalità, prevenzione sessuale, problemi a scuola. Quest’ultimo un aspetto molto sentito, considerata la dispersione scolastica, al quale si abbina l’aiuto per inserire nel mondo del lavoro i giovani che non vogliono proseguire gli studi. Queste attività singole o di gruppo permettono anche di attivare, in caso di necessità, esperti, psicologici o le forze dell’ordine”. Attraverso la partecipazione a bandi regionali Montegrotto organizza iniziative per i giovani legate al mondo della musica e propone attività di orientamento.

Gli episodi più gravi sono rari, si registrano furti in appartamento e danneggiamenti, zona stazione sorvegliata. Il sindaco Mortandello: “Con la comunità straniera non ci sono problemi di integrazione”

Al “Ca’ Foncello” apre la “stanza rosa” per accogliere le donne vittime di violenza

di Treviso Ovest

Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

“I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

Salone Nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

“Diversamente sole” storie universali di donne per raccontare e svelare la complessità femminile

Corsa alle regionali

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

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TRA PAURA E CONTROLLO: LE CITTÀ SI TRASFORMANO

FRONTEGGIARE FURTI, RISSE E AGGRESSIONI

Tra aggressioni improvvise e segnali crescenti di disagio giovanile, i Comuni di Preganziol e Mogliano Veneto si muovono lungo una linea sottile: quella tra controllo e la prevenzione

IL TERRITORIO PIANGE LUCIANA ERMINI, PROTAGONISTA DELLA VITA POLITICA E CULTURALE

Si è spenta Luciana Ermini, giornalista e storica. Voce autorevole e promotrice instancabile della memoria storica di Mogliano Veneto.

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

Tra violenza concreta e insicurezza percepita

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

A ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio

Sicurezza urbana/1. La città si organizza per dire stop ai reati

In aumento vandalismi, schiamazzi e petardi Ecco la mappa di azione per la microcriminalità

N egli ultimi mesi la sicurezza è tornata al centro dell’attenzione. Anche a Preganziol, l’amministrazione ha rafforzato le azioni di controllo e prevenzione, puntando sia sulla presenza delle forze dell’ordine sia sulla partecipazione attiva dei cittadini. “La sicurezza rappresenta una priorità - spiega il Sindaco Elena Stocco - e il nostro Comune è impegnato in una costante attività di prevenzione, grazie anche alla collaborazione con le forze di polizia locale, che svolgono un ruolo fondamentale nel presidio quotidiano del territorio”. Una delle azioni più importanti è la creazione di un corpo di polizia locale condiviso tra Preganziol, Mogliano Veneto e Casier che permette di unire le forze, avere più agenti a disposizione e garantire una presenza più efficace sul territorio, anche la sera e nei fine settimana. “Con l’arrivo della bel-

la stagione – prosegue l’amministrazione – abbiamo programmato uscite serali aggiuntive a quelle diurne, proprio per rispondere a un aumento delle segnalazioni legate alla microcriminalità. La sola presenza visibile degli agenti, in certi contesti, ha un potente effetto deterrente”. La strategia è duplice: da un lato rafforzare il controllo tramite le forze di polizia, dall’altro promuovere un modello di sicurezza partecipata. In questo senso, il Comune ha recentemente rinnovato l’adesione al progetto del “Controllo di Vicinato”. Attualmente sono operativi dieci gruppi di cittadini, che collaborano attivamente segnalando situazioni sospette e comportamenti a rischio. “Grazie a questa collaborazione –sottolineano dal Comune – è stato possibile intervenire in tempo utile in diverse occasioni, prevenendo furti, vandalismi e altre problema-

tiche. Si tratta di un esempio virtuoso di cittadinanza attiva e responsabilità condivisa”.

Oltre a contrastare la microcriminalità, l’amministrazione si occupa anche di alcuni episodi legati a comportamenti problematici da parte di giovani. Pur non essendo una situazione grave come in altre città, si sono verificati casi con piccoli gruppi di ragazzi che disturbano, ad esempio lanciando petardi o comportandosi in modo poco rispettoso nei luoghi pubblici. “Non vogliamo drammatizzare – precisa il primo cittadino – ma nemmeno sottovalutare. La sfida è intercettare tempestivamente i segnali, per evitare che questi episodi si aggravino e sfocino in fenomeni più gravi, come accade purtroppo in altre aree”. La risposta è stata rapida e articolata: la polizia locale ha avviato un dialogo con le famiglie, convocando i ragazzi coinvolti per un confronto educativo. L’obiettivo è far comprendere il valore del rispetto delle regole e della convivenza civile, favorendo una crescita responsabile e consapevole. In parallelo, l’amministrazione investe in proposte positive per i

Dopo cinque mesi operativo il nuovo Corpo Intercomunale di Polizia Locale

È attivo da cinque mesi il Corpo Intercomunale di Polizia Locale che unisce i comuni di Mogliano Veneto, Preganziol e Casier. Una realtà ormai consolidata sul territorio, frutto di un’intesa amministrativa nata con l’obiettivo di garantire una maggiore efficienza nei servizi di sicurezza urbana e un controllo più capillare. Con un’unica centrale operativa con sede a Mogliano Veneto, il nuovo corpo ha già riorganizzato il presidio nei tre comuni, uniformando gli interventi su viabilità, polizia amministrativa, control-

lo del territorio e attività giudiziaria. Agenti in divisa operano ora secondo una regia condivisa, con turnazioni coordinate e una distribuzione delle risorse finalizzata a rispondere più rapidamente alle esigenze locali. Dietro questo nuovo assetto c’è un patto tra le amministrazioni guidate da Davide Bortolato (Mogliano), Elena Stocco (Preganziol) e Renzo Carraretto (Casier). Un progetto di integrazione che, secondo le giunte coinvolte, ha già dimostrato nei fatti la propria efficacia, grazie a una presenza più visibile

sul territorio e una gestione più razionale delle risorse. “Siamo solo all’inizio, ma i risultati inizia-

no a vedersi”, commentano fonti interne al comando. Anche il Comandante Stefano Forte parla di

giovani, puntando su sport, attività culturali, associazionismo e percorsi educativi. “Offrire alternative concrete è fondamentale per prevenire il disagio e promuovere la socializzazione in ambienti sani”, aggiunge. Un altro elemento importante è la videosorveglianza, con sistemi moderni che aiutano a controllare meglio il territorio e a svolgere indagini in caso di reati. Grazie alla collaborazione tra Comuni, è possibile accedere a fondi utili per migliorare queste tecnologie e introdurre strumenti come le fototrappole mobili, utili per combattere l’abbandono dei rifiuti. La sicurezza a Preganziol non si basa solo sul controllo, ma è frutto di un lavoro comune fatto di prevenzione, educazione, collaborazione e innovazione, per costruire una comunità più sicura e consapevole.

“un cambio di passo concreto”, sottolineando come la collaborazione tra enti stia permettendo di affrontare con più forza le criticità urbane e garantire maggiore sicurezza. L’accordo, che ha una durata quinquennale e prevede il rinnovo, è stato firmato formalmente cinque mesi fa, alla presenza delle amministrazioni e dei vertici della Polizia Locale. Un passaggio istituzionale che oggi si traduce in un servizio operativo, visibile, e – stando ai primi bilanci – già apprezzato dalla cittadinanza. (s.b.)

Elena Stocco

Sicurezza urbana/2. Bortolato invoca il Daspo per combattere lo spaccio

Grave alterco in centro a Mogliano Veneto: il sindaco chiede maggiore sicurezza

U n grave episodio di violenza ha scosso la tranquillità del centro cittadino nelle scorse settimane. Un uomo di 47 anni è rimasto seriamente ferito al culmine di un alterco avvenuto nel tardo pomeriggio in una zona centrale e molto frequentata di Mogliano Veneto. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri locali, la lite sarebbe scoppiata in modo improvviso tra due uomini. Durante il confronto, degenerato rapidamente, uno dei due avrebbe colpito l’altro con un coccio di bottiglia di birra, provocandogli ferite gravi. La vittima è stata soccorsa tempestivamente e trasportata d’urgenza all’ospedale di Mestre, dove si trova tuttora ricoverata in prognosi riservata. L’episodio ha suscitato forte preoccupazione tra i cittadini e ha spinto il sindaco di Mogliano Veneto a prendere posizione. “Sono fenomeni che non fanno bene alla percezione della sicurezza in città”, ha dichiarato il primo cittadino, Davide Bortolato, “Soffriamo un po’ la vicinanza con Mestre e Treviso, che comporta una grande mobilità di persone. La nostra stazione ferroviaria è una delle più frequentate del Veneto, quinta per numero di utenti. Sono episodi che non vogliamo più vedere”. Il sindaco ha inoltre annunciato di

Allarme

aver richiesto un incontro con il prefetto per affrontare la situazione e discutere misure concrete per garantire maggiore sicurezza nel territorio comunale. “Come amministrazioni quello che cerchiamo di fare, è supportare questa azione con strumentazioni. Ad esempio, a Mogliano abbiamo investito molto sulla videosorveglianza, ma anche, su altre strutture, ad esempio sulla caserma dei carabinieri dove sono in corso importanti lavori proprio per dar loro la possibilità poi di agire sul territorio”. Un controllo continua in una stazione che è tra le più utilizzate in Veneto è al quinto posto come numero di utenti. “Le forze dell’ordine non possono essere dappertutto e sappiamo che la stazione una zona delicata che ha bisogno di monitoraggio conti-

criminalità:

la

diffusione

nuo - prosegue il primo cittadinosu questo abbiamo messo in piedi un controllo costante e non può essere però continuo e purtroppo l’ultimo episodio lo dimostra. Sono accadimenti che non vogliamo vedere”. La posizione geografica di Mogliano Veneto, stretta tra l’importante crocevia del traffico di droga di Mestre e Treviso, città recentemente interessata dall’applicazione della “zona rossa” per il controllo del fenomeno stupefacente, pone il comune in una posizione delicata. Questa vicinanza a centri nevralgici dello spaccio crea situazioni che possono avere un impatto diretto anche sulla realtà della provincia trevigiana. “Stiamo perfezionando gli ordini di allontanamento”, ha concluso il sindaco. “Se nell’arco di quarantotto ore la condotta diventa recidiva, possiamo utilizzare il Daspo, che è uno strumento utile. L’obiettivo è quello di creare un deterrente più forte per chi viene trovato a spacciare o a consumare droghe in determinate aree, impedendogli l’accesso a zone specifiche della città. Questa iniziativa è al centro dell’attenzione, e un prossimo incontro con il Prefetto sarà l’occasione per fare il punto della situazione”.

dei reati si estende alle province medio-piccole

Ogni anno, l’Indice di Criminalità de Il Sole 24 Ore offre una fotografia impietosa della sicurezza nelle 106 province italiane. Questo “termometro” misura il numero di reati denunciati ogni 100.000 abitanti, ed è un dato che dovrebbe farci riflettere e, in molti casi, allarmare. Dietro questi numeri si celano storie di furti, rapine, truffe e violenze, e la situazione, purtroppo, non sembra migliorare. Le grandi città rimangono i principali epicentri della criminalità, ma la precarietà della sicurezza si sta estendendo anche a province di medie dimensioni. Ciò indica una diffusione capillare del fenomeno, che non risparmia più aree considerate, un tempo, più tran-

quille. Un esempio significativo è rappresentato dalla provincia di Treviso, che nel 2023 si è piazzata al 104° posto della classifica nazionale per numero di reati, con 19.840 denunce ogni 100.000 abitanti. Nel corso dell’anno sono state registrate 164 rapine, mentre i furti hanno raggiunto la cifra di

8.271. Sul fronte degli omicidi volontari, i numeri restano contenuti e non destano particolare allarme. Tuttavia, preoccupa il dato relativo agli omicidi colposi da incidente stradale, in crescita: con 18 casi segnalati, Treviso è risultata la provincia più colpita del Veneto. Un dato che conferma come la sicurezza stradale resti una delle principali criticità a livello locale. L’indice, aggiornato annualmente, non è solo una mera fotografia statistica. È il sintomo evidente di un’emergenza che richiede risposte. È fondamentale investire nelle forze dell’ordine, implementare controlli più efficaci e sviluppare una politica strutturata sulla sicurezza urbana. (s.b.)

Dopo l’aggressione in centro, con un uomo ferito in modo serio, il sindaco Bortolato chiede risposte concrete: più controllo, telecamere e l’applicazione di misure come il Daspo urbano. Preoccupano anche la vicinanza con Mestre e Treviso e i flussi legati al traffico di droga

Sara Busato
Davide Bortolato

Al “Ca’ Foncello” apre la “stanza rosa” per accogliere le donne vittime di violenza

Corsa alle regionali

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

“I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

“Far filò”, 7 compagnie riportano il teatro tra le corti e i campi in 14 appuntamenti

Salone Nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

ALLARME SICUREZZA NELLE CITTÀ: TRA VIOLENZE

“Diversamente sole” storie universali di donne per raccontare e svelare la complessità femminile

TRA PAURA E CONTROLLO: LE CITTÀ SI TRASFORMANO PER FRONTEGGIARE FURTI, RISSE E AGGRESSIONI

E FURTI NASCONO LE NUOVE “ZONE ROSSE”

A Treviso istituita in via sperimentale per 40 giorni la zona rossa nel quadrante della stazione, non senza polemiche politiche e tensioni all’interno della maggioranza di governo della città

Fino a metà settembre eventi culturali per la rigenerazione urbana del piccolo polmone verde nel cuore della città

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

ACQUISTO AUTO USATE

ATra violenza concreta e insicurezza percepita

Nicola Stievano

>direttore@givemotions.it<

ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

Servizi alle pagg. 6 e 7

L’ordinanza. Avviata il 26 maggio, è stata decisa dal prefetto con una durata sperimentale di 40 giorni

Zona rossa da via Dandolo a ponte San Martino Fuori chi è un pericolo per la sicurezza pubblica

Nell’area comprende la stazione ferroviaria e quella delle corriere non è più necessario ricorrere al Daspo urbano Il prefetto Sidoti: “Nessuna limitazione della libertà dei cittadini ma uno strumento operativo per le forze di polizia” Plaude Fratelli d’Italia, che chiede di estendere il provvedimento ad altre aree della città, ma il sindaco dice no a fughe in avanti

Dopo mesi di analisi e riflessioni, il prefetto Angelo Sidoti in accordo con il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica dal 26 maggio ha attivato la zona rossa nel quadrante della stazione ferroviaria. Un’ordinanza che durerà per quaranta giorni, al termine dei quali saranno valutati efficacia ed effetti nelle aree interessate. Ovvero piazzale Duca d’Aosta, viale de Gasperi, via Lungo Sile Mattei (dove c’è la stazione delle corriere), riviera Santa Margherita, via Reggimento Italia Libera, il lato di Porta Altinia di via Fratelli Bandiera, comprendendo nell’area largo Porta Altinia, via Roma, via Orioli, via Tomaso da Modena, via Girolamo da Treviso, via Giustinian Recanati, via Pietro di Dante e via Dandolo.

Una sperimentazione in un’area più vasta rispetto a quella ipotizzata all’inizio e decisa di concerto con il Comune, la Questura, i comandi provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza, oltre che con le associazioni di categoria dei commercianti e dei servizi. E che vieta a chi è già attenzionato dalle forze dell’ordine per reati gravi contro la persona, contro il patrimonio e per lo spaccio di sostanze stupefacenti di rimanere in quell’area se trovato in atteg-

giamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti, determinando così un pericolo concreto per la sicurezza pubblica tale da ostacolare le altre persone alla libera fruibilità della zona. Nella sostanza, non è più necessario ricorrere al Daspo urbano: si può procedere direttamente all’allontanamento dal perimetro che definisce la zona rossa.

Un’area nella quale, come si legge nell’ordinanza del prefetto, “non si determina alcuna limitazione della libertà di movimento nei confronti della generalità dei cittadini ma si fornisce alle forze di polizia uno strumento operativo da utilizzare nei confronti di soggetti già noti per le proprie condotte delittuose nel momento in cui questi si dimostrino pericolosi”.

Una decisione applaudita dal circolo cittadino di Fratelli d’Italia, che invita l’amministrazione comunale “a proseguire su questa strada estendendo il provvedimento anche ad altre aree della città particolarmente colpite da episodi di microcriminalità e degrado urbano” e definisce l’istituzione della zona rossa “una concreta risposta alle tante richieste di sicurezza da parte dei residenti e dei commercianti dell’area che da tempo denunciavano furti, atti

vandalici e comportamenti molesti”. Sottolineando l’urgenza di agire anche fuori dal centro storico. “È fondamentale che lo stesso approccio venga esteso anche a zone come via Collalto, Santa Bona e quartieri limitrofi troppo spesso dimenticati, ma fortemente esposti a episodi di criminalità”, sostiene la coordinatrice del circolo Marina Bonotto. Istanza rimandata però immediatamente al mittente dal sindaco Mario Conte: “Le zone rosse non sono provvedimenti geografici. No a fughe in avanti”, ha dichiarato il primo cittadino, richiamando quanto già affermato dalla questora Alessandra Simone nel giorno dell’annuncio in Prefettura, ossia che su tutto il resto del territorio urbano proseguono i normali controlli.

Dura invece la reazione del Partito democratico. “La zona

rossa certifica il fallimento della giunta Conte sulla sicurezza”, afferma il capogruppo in consiglio comunale Stefano Pelloni, che aggiunge: “Dopo aver a lungo negato l’esistenza di criticità, ora il sindaco sembra essersi arreso, affidandosi esclusivamente alle decisioni della Prefettura, senza proporre soluzioni concrete e di lungo respiro. Treviso merita un

piano organico e strutturale per garantire ai cittadini la serenità e il diritto di vivere liberamente ogni zona della città, con politiche integrate che prevedano non solo misure repressive ma anche progetti di prevenzione e inclusione sociale”. No quindi ad aree problematiche percepite come zone interdette.

CHE COSA SONO LE ZONE ROSSE

Con una direttiva del 17 dicembre scorso, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha chiesto ai prefetti di individuare con apposite ordinanze le “zone rosse”, ossia quelle aree urbane dove vietare la presenza di soggetti pericolosi con precedenti penali e poterne disporre l’allontanamento. È uno strumento ritenuto utile so-

prattutto in contesti caratterizzati da fenomeni di criminalità diffusa e da degrado (stazioni ferroviarie e aree limitrofe, piazze dello spaccio, ma anche aree della movida), che rientra in una strategia più ampia volta a garantire la tutela della sicurezza urbana e la piena fruibilità degli spazi pubblici da parte della cittadinanza.

I nodi. Ormai è scontro aperto fra gli alleati di governo cittadino, sempre più separati in casa

Sulla sicurezza è crisi con i “fratelli”

E la Lega rispolvera le ronde anni Novanta

S ono tornate le ronde. Proprio quelle dileggiate da Aldo Giovanni Giacomo, di ormai antica memoria padana. Un déjà-vu anni Novanta organizzato a inizio mese dalla Lega cittadina e dalla lista del sindaco. Ma guai a chiamarla “ronda”, casomai “passeggiata” nella zona rossa. Non mancava nessuno, da Conte ai consiglieri comunali, dal segretario provinciale leghista e parlamentare Coin all’onorevole Bof, dagli assessori di Ca’ Sugana ai militanti. Tutti in sopralluogo serale per dimostrare che Treviso è sicura e, come ha spiegato sui social l’assessore regionale Federico Caner (anche lui presente), con la volontà “di far sì che ritorni la serenità che da sempre ha contraddistinto la città”, nella convinzione che “la Lega debba tornare a stare nel territorio come ha sempre fatto negli ultimi anni ed è il motivo per cui, forse, abbiamo pagato anche un po’ nei consensi nell’ultimo periodo”.

C’erano tutti, ma non gli alleati a Ca’ Sugana e ai Trecento. La Lega sceglie di non coinvolgere Fratelli d’Italia nella passeggiata proprio nel quadrante della discordia. Quello che un mese dopo l’altro ha portato a tensioni crescenti in una maggioranza comunque quasi dall’inizio disallineata su più di

un fronte. Perché se prima i mal di pancia e le paventate crisi avevano riguardato l’assessorato guidato dalla meloniana Rosanna Vettoretti (commercio), oggi a creare tensioni per nulla celate – tanto da profilare vertici di maggioranza e rimpasti di giunta – è la sicurezza, con Fratelli d’Italia che a più riprese fa capire come la pensa: che Treviso non sia adeguatamente presidiata. Tanto che, se la Lega organizza le pseudo ronde per dimostrare che va tutto bene, il coordinamento provinciale della destra quasi in contemporanea ha messo in piedi un incontro pubblico su “Sicurezza e libertà” con la responsabile nazionale del dipartimento immigrazione del partito Sara Kelany, il senatore Carlo De Luca e l’avvocato Fabio Crea. “Un momento di confronto aperto alla cittadinanza per af-

frontare con serietà e competenza temi che toccano la vita quotidiana delle persone. Anche perché la sicurezza non è uno slogan, ma un diritto che va garantito attraverso politiche responsabili”, ha spiegato la coordinatrice del circolo di Treviso Marina Bonotto. Come dire: il problema esiste, ma vanno messe in campo politiche diverse. L’aria di crisi di maggioranza si respira a pieni polmoni. Conte e il segretario provinciale di Fratelli d’Italia Borghi si sono incontrati, ma con un nulla di fatto. Restano le distanze. Restano i numeri (la Lega può governare anche senza l’alleato). E restano le regionali all’orizzonte. Con una campagna elettorale ormai già nel vivo, che vede i due partiti in aperta competizione. Fratelli coltelli, insomma.

Il Partito democratico: “La maggioranza non esiste più, si torni al voto”

“La maggioranza nei fatti non esiste più, le verifiche sono inutili. Treviso merita stabilità e serietà, non un’amministrazione paralizzata sulle sue stesse proposte. Si torni al voto, non si abbia paura dei cittadini”. Il capogruppo del Partito democratico Stefano Pelloni non le manda a dire a una maggioranza “litigiosa e divisa su tutto”, “guidata solo da veti incrociati, mediazioni estenuanti e rimpasti di giunta”, con tensioni tra Lega e Fratelli d’Italia che vanno avanti da mesi ma che “ora sono venute allo scoperto”. Pelloni non risparmia in particolare il partito di Giorgia Meloni: “Non è accettabile che le zone rosse vengano utilizzate solo per la campagna elettora-

le per le regionali, pensando più alle poltrone che ai problemi dei cittadini”. Ma anche nei confronti della Lega, dal centrosinistra non vengono risparmiate bordate, con tutto il gruppo consiliare che definisce “una sceneggiata elettorale che non risolve nulla” le ronde organizzate dal partito di Mario Conte. Un’iniziativa considerata inutile ai fini della sicurezza reale, che però anche in questo caso evidenzia le fratture interne alla maggioranza, visto in non coinvolgimento di Bertolazzi & C. “Il tema della sicurezza urbana è serio e va affrontato con competenza e visione, ma abbiamo visto solo una sfilata di politici in cerca di visibilità, utile giusto per i titoli sui giornali. Ci

seguano nei quartieri – incalza Pelloni – dove i cittadini sono preoccupati e dove la Lega non si vede ormai da anni”. Gli fa eco Marco Zabai: “Dopo sette anni di governo, questa maggioranza cosa propone? Le ronde. Dopo le panchine tolte (alla stazione delle corriere ndr), ora tornano con nostalgie anni Novanta”. Un tuffo nel passato con quello che viene definito il solito copione: propaganda e passerelle. “La sicurezza si costruisce con investimenti, presenza reale e soluzioni, non con teatrini elettorali. Speriamo si fermino qui con gli spot e inizino finalmente a governare davvero. E se non sono in grado, si facciano da parte”, aggiunge Zabai. (s.s.)

Ronde camuffate da “passeggiate” e meloniani esclusi dall’iniziativa: si alzano i toni anche a Treviso in vista del voto regionale del prossimo autunno

Sara Salin

di Venezia e Mestre

Marghera, primi passi verso il cantiere

della nuova Questura da 48 milioni di euro

Regionali, unica certezza la data

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

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anche di grossa cilindrata con tanti chilometri e/o incidentati e con fermo amministrativo

Cultura, al Teatro Toniolo presentata la nuova stagione con 18 spettacoli

“Far filò”, 7 compagnie riportano il teatro tra le corti e i campi in 14 appuntamenti

Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti: “I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

Salone nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

AGGRESSIONI, FURTI E RISSE

ALLARME SICUREZZA NELLE CITTÀ: TRA VIOLENZE

ROSSE NELLE CITTA’, QUARTIERI VIDEOSORVEGLIATI

E FURTI NASCONO LE NUOVE “ZONE ROSSE”

L’assessore Pesce fa il punto sulla sicurezza a Venezia: 800 telecamere, agenti in borghese, lotta al degrado e ordinanze per frenare la movida e tutelare residenti e turisti

ALBERI: DOPO IL CROLLO DI PIAZZALE ROMA È EMERGENZA

aumentano le segnalazioni di piante a rischio: tra residenti e turisti c’è paura

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

Tutte le pratiche auto a nostro carico

Tra violenza concreta e insicurezza percepita

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

A ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

Servizi
Servizio

Sicurezza urbana/1. La città lagunare affronta la stagione più delicata tra afflussi record e criticità urbane

Venezia entra nel suo periodo più critico L’assessore Pesce: “La sicurezza è una priorità”

V enezia inizia ad entrare nel suo periodo più critico dell’anno, in cui masse di visitatori si riversano nella città storica con rischi per la sicurezza di residenti e dei turisti stessi. Sulla situazione generale da questo punto di vista abbiamo fatto il punto con l’assessore alla sicurezza Elisabetta Pesce.

Secondo lei, è cambiata la percezione dei cittadini di Venezia riguardo alla sicurezza negli ultimi anni, anche alla luce degli accoltellamenti avvenuti alcuni mesi fa?

“La sicurezza è una priorità nazionale e l’impegno delle forze dell’ordine, con in prima linea la Polizia Locale, è costante e articolato. Fondamentale è il ruolo del sistema di videosorveglianza comunale, con oltre 800 telecamere attive e in espansione, che consente interventi tempestivi e il trac-

ciamento efficace degli autori di reati. I responsabili dei più recenti episodi criminosi sono stati rapidamente identificati e consegnati alla giustizia. A ciò si aggiunge l’importante lavoro interforze”.

Contro i continui borseggi ai danni dei turisti, ritiene che dei presidi fissi della Polizia Locale in punti strategici possano essere una soluzione percorribile?

“Il tema dei borseggi, fenomeno diffuso in tutte le città ad alta vocazione turistica, resta una criticità. La normativa vigente, che spesso prevede l’archiviazione dei casi in assenza di querela, complica le attività repressive. Nonostante ciò, la Polizia Locale ha da tempo istituito un nucleo antiborseggio con agenti in borghese. Nei primi cinque mesi del 2025 sono state fermate 60 persone, mentre nel 2024 erano stati 105 i soggetti segnalati all’autorità giudiziaria. Actv ha at-

tivato un servizio di vigilanza privata nei principali imbarcaderi. La stazione di Santa Lucia e Piazzale Roma sono già state identificate dal Prefetto come “zone rosse”.

Il programma Oculus Terraferma sta dando notevoli risultati. Quali saranno i prossimi step contro il degrado?

“Sul fronte del degrado urbano, il programma Oculus ha prodotto risultati concreti. Attivo sia in terraferma sia in altre zone del territorio, si basa sul Regolamento di Polizia e Sicurezza Urbana, che impone ai proprietari l’obbligo di mettere in sicurezza aree ed edifici abbandonati. Grazie al Servizio Sicurezza Urbana della Polizia Locale, numerosi siti sono stati bonificati e chiusi, riducendo rischi e insicurezza. Il lavoro proseguirà con attività di monitoraggio continuo e collaborazione interistituzionale per il recupero funzionale

degli immobili”. Parliamo di mala movida: quali sono i provvedimenti che state adottando a tutela della quiete pubblica?

“Per contrastare il disturbo alla quiete pubblica, è attiva un’ordinanza che regola gli orari di apertura dei locali: mescita entro le

Venezia: un triste primato. È prima in Veneto e i dati continuano a crescere

Secondo i dati pubblicati dall’ISTAT, la Provincia di Venezia si conferma, a tutto il 2023, come la zona più colpita dalla criminalità nel Veneto. Con 40.287 denunce registrate, il territorio lagunare mostra un aumento significativo rispetto ai 37.041 casi del 2022, consolidando una tendenza preoccupante, con un aumento del 68% dei reati spia rispetto al periodo 2018/2019. La seconda posizione in questa triste classifica spetta a Verona, con 36.259 reati, mentre Padova si ferma a 13.752. Il settore più colpito è quello dei furti, che rappresentano la maggior parte dei reati denunciati a Venezia: ben 22.144 episodi, contro i 17.644 di Verona e i 13.752 di Padova. Questi numeri evidenziano come

Venezia sia particolarmente vulnerabile in questo ambito, probabilmente a causa della forte presenza di turisti e di un flusso continuo di visitatori.

Per quanto riguarda gli omicidi, nel 2023

Venezia si posiziona in una situazione più tranquilla rispetto a Verona, che registra 28 casi di omicidi colposi legati ad incidenti stradali, contro i 20 di Venezia e i 19 di Padova. Tuttavia, in termini di omicidi volontari, Venezia si distingue con soli 3 casi, meno rispetto ai 7 di Treviso, i 6 di Padova e i 4 di Verona, segno che la violenza volontaria rimane un fenomeno meno diffuso nel territorio lagunare.

Le rapine sono un altro dato importante: Venezia e Verona sono praticamente a pari

merito, con 442 e 477 episodi rispettivamente, mentre Padova si ferma a 280. Questo dato sottolinea come le rapine siano un problema diffuso in tutta la regione, con Venezia che si conferma tra le zone più colpite.

Analizzando il tasso di delittuosità ogni 100.000 abitanti, Venezia si colloca al primo posto con 4.822 casi, lasciando indietro Verona (3.914) e le altre province venete. Questi numeri dipingono un quadro preoccupante, che, nonostante l’encomiabile lavoro delle forze dell’ordine, richiede attenzione e interventi mirati per garantire maggiore sicurezza ai cittadini e ai visitatori di Venezia e del suo territorio circostante. (r.m.)

1:30 e chiusura alle 2. Inoltre dalle 23:00 è obbligatoria la presenza di personale addetto al controllo dei plateatici, ed è vietata la diffusione di musica molesta. Il provvedimento prevede sanzioni, chiusure temporanee e, nei casi più gravi, la revoca della licenza”.

Riccardo Musacco

L’assessore Elisabetta Pesce

Sicurezza 1rbana/2. Ormai è un fenomeno noto a livello internazionale

Lady Pickpocket: Monica Poli vedetta instancabile contro i borseggiatori

Èormai impossibile passeggiare tra i ponti e le calli di Venezia senza sentire, in qualche video virale, la voce ferma e inconfondibile di Monica Poli: “Attenzione, pickpocket!”. Una frase diventata tormentone, un grido d’allarme che ha fatto il giro del mondo, trasformandola da attivista locale a simbolo internazionale della lotta ai borseggi. Ma chi è davvero Monica Poli, la donna dietro all’audio più celebre del web?

“Faccio parte del Comitato Cittadini Non Distratti da molti anni”, racconta Monica. “Noi non facciamo giustizia sommaria, noi segnaliamo, preveniamo, proteggiamo. Ma servirebbero più presidi, più occhi attenti. Le bande lo sanno che qui possono rubare indisturbate”.

Monica parla con l’urgenza di chi vive la città ogni giorno. “Le borseggiatrici storiche ora si sono spostate a Milano e Firenze. Al loro posto sono arrivate nuove leve, accompagnate da uomini, in aumento. La strategia è cambiata: si spingono fino all’Arsenale e ai Giardini della

Biennale. E non si fermano mai. Di notte, fino a mezzanotte, agiscono indisturbati”.

Gli audio virali non sono solo spettacolo: nascono da un’esasperazione profonda. “Mi è capitato di essere aggredita, più volte. Sono famiglie intere, organizzazioni criminali che sfruttano i bambini e le gravidanze per evitare il carcere. Non si tratta di piccoli furti, è un sistema”.

Monica si dice amareggiata per le istituzioni: “Anche quando si riesce a prenderli in flagranza, l’arresto non viene convalidato. Obbligo di

firma, poi di nuovo liberi. Le forze dell’ordine fanno il possibile, ma con le mani legate. E Venezia è un labirinto: conoscono meglio loro i vicoli di noi veneziani”.

Un tempo, racconta, due guardie giurate presidiavano Piazzale Roma dalle 18 alle 24. “Funzionava. Ma oggi sono troppe le zone scoperte. I pontili, le macchinette dei biglietti, l’arrivo dei bus notturni... Ci servono almeno due guardie in più solo per la ferrovia”.

La sua proposta è chiara: “I soldi del ticket d’accesso usiamoli per la sicurezza. Ne ho già parlato pubblicamente. Non basta fare qualcosa per mettersi in mostra. Servono misure serie, coordinate, durature”. Intanto Monica continua. Gira per la città con il telefono in mano, pronta a urlare il suo “Attenzione pickpocket!”, ripresa dai turisti, ammirata da mezzo mondo. E conclude: “Abbiamo cambiato il logo, ora siamo anche su YouTube e Instagram. La nostra voce cresce. Ma non basta diventare virali, serve cambiare davvero le cose”.

Riccardo Musacco

Un lavoro incessante contro spaccio e reati al patrimonio

Il rapporto annuale sull’attività del 2024 del Corpo di Polizia Locale di Venezia ha presentato un bilancio ricco di interventi e iniziative per garantire sicurezza e vivibilità nella città. Nel corso dell’anno, gli agenti hanno effettuato numerosi interventi contro lo spaccio di droga: sono stati fermati 157 spacciatori, di cui 26 arrestati, e deferiti 282 soggetti per reati contro il patrimonio e il pubblica amministrazione. La polizia scientifica e tecnologica ha svolto 306 accertamenti tecnici e 362 estrazioni di dati digitali, a tutela della legalità.

Prosegue anche il programma di rigenerazione urbana #Oculus, con 111 operazioni, 172 sopralluoghi e 40 denunce per occupazioni abusive. La collaborazione tra istituzioni e cittadini si conferma fondamentale per migliorare la qualità della vita. Presenti all’evento l’assessore alla Sicurezza Elisabetta Pesce, il comandante Marco Agostini e il vice Gianni Franzoi. Sul fronte della mala movida, in-

vece, il sindaco Luigi Brugnaro ha firmato una nuova ordinanza che limita gli orari di apertura di bar e locali nelle zone più frequentate, dal 16 maggio al 14 luglio. La misura, già sperimentata nel 2024, anticipa l’inizio del periodo di restrizioni, in vista dell’aumento di visitatori estivi. Le aree interessate includono il centro di Mestre, Campo Santa Margherita, Piazzale Roma e altri punti nevralgici, per garantire convivenza tra residenti e turisti.

L’ordinanza prevede la cessazione della mescita alle 1.30, l’apertura degli esercizi dalle 6 alle 2, con restrizioni sul servizio tra l’1 e l’1.30, e l’obbligo di personale di controllo dopo le 23. È vietata la musica all’esterno, mentre all’interno si può diffondere solo sottofondo fino alle 2. La regolamentazione riguarda anche attività artigianali e distributori automatici, con orari limitati. L’assessore Costalonga sottolinea come questa misura sia frutto di un confronto con esercenti e citta-

dini, volto a tutelare lavoro e tranquillità. Elisabetta Pesce evidenzia invece come l’ordinanza abbia già prodotto risultati concreti, migliorando la vivibilità degli spazi pubblici e rafforzando la sicurezza urbana. Il comitato Danni da movida, però, non abbassa la guardia e ha fatto sapere che vigilerà sull’effettiva osservanza del provvedimento. “Siamo grati per gli sforzi delle forze dell’ordine –ha dichiarato a Veneto24 Martina Zennaro, Presidente del Comitato – ma ricordiamo che il rispetto delle regole da parte dei gestori dei locali non è un’opzione ma un obbligo”.

“Attenzione, pickpocket!”: Monica Poli è diventata virale, ma la sua missione è concreta. Denuncia un sistema criminale organizzato e chiede più presidi nelle aree critiche

Monica Poli

Farmaci a domicilio per i pazienti neurologici fragili grazie ai volontari motociclisti dell’Ulss Berica

Commercio di quartiere da salvare. Confesercenti:

“I nostri negozi protagonisti e anima delle città”

Corsa alle regionali

Ormai basta una mezza dichiarazione e i piani in vista delle regionali cambiano radicalmente. Partiamo da una delle poche certezze: la data ultima per tornare al voto per la Regione Veneto è il prossimo 23 novembre. Chi saranno i candidati?

Non è dato saperlo. Il centrodestra è, di fatto, imbrigliato su di un tema che sembrava superato ma che ancora tiene banco: il terzo (nel suo caso sarebbe il quarto) mandato per il Presidente Zaia. La Consulta ha bocciato il ricorso della Regione Campania che chiedeva la possibilità di far prevalere la norma regionale rispetto a quella statale per permettere al presidente Vincenzo De Luca di correre ancora come presidente della sua regione. Una sentenza, questa, che ovviamente vale anche per il Veneto e che sembrava aver chiuso definitivamente la questione.

E invece?

Invece da Venezia al Festival delle Regioni i presidenti, in modo trasversale, hanno scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per chiederle di cambiare la legge nazionale e consentire i terzi mandati. È evidente che se cambiasse la normativa statale di riferimento si supererebbero le contraddizioni che la Consulta ha riscontrato e che l’hanno portato ad emettere una sentenza di bocciatura. Cambiare la legge non è semplice e neppure veloce e alle elezioni manca poco.

“Far filò”, 7 compagnie riportano il teatro tra le corti e i campi in 14 appuntamenti

Salone Nautico Venezia, oltre trentamila visitatori tra eccellenze artigianali e innovazioni tecnologiche

ALLARME SICUREZZA

Vicenza scossa da aggressioni e baby gang. Il sindaco Possamai difende l’approccio sociale e repressivo, propone più agenti di quartiere e investimenti su scuola e inclusione

“Diversamente sole” storie universali di donne per raccontare e svelare la complessità femminile

L’EX CINEMA CORSO DIVENTERÀ UNO SPAZIO DEDICATO ALL’ARTE E CULTURA

Bandito un concorso internazionale di architettura per trasformalo in centro culturale

GESTIONE CONCESSIONI ENERGETICHE: ALLEANZA STRATEGICA PER IL TERRITORIO

Verso una proposta concreta di rilancio: “L’energia deve tornare a generare valore per le comunità che la producono”

Tra violenza concreta e insicurezza percepita

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

A ggressioni, baby-gang, danneggiamenti, furti, molestie, omicidi, rapine, risse, spaccio, truffe, vandalismi, violenze sessuali: ogni giorno le cronache, e di riflesso i social che ormai condizionano il nostro rapporto con la realtà, abbondano di questi vocaboli. Ogni territorio si confronta con un certo grado di insicurezza, reale o percepita che sia.

L’opinione. Il sindaco: bisogna affiancare anche la ri-educazione, specie per i ragazzi con famiglie “fragili”

Possamai: “Se sui reati passa il concetto d’impunità lo Stato ne esce sconfitto”

U na lunga serie di aggressioni da parte di singoli individui o di baby gang ai danni di inermi cittadini e commercianti, avvenute nei giorni scorsi a distanza ravvicinata in diverse zone del centro storico e in alcuni parchi gioco, ha alzato l’allarme per quanto riguarda il tema della pubblica sicurezza. Non che precedentemente Vicenza si potesse considerare un’isola felice da questo punto di vista, ma determinati tipi di violenza sembrano aver alzato il livello e intaccato alcune zone periferiche, tanto da far invocare le famigerate “zone rosse”.

Episodi che hanno scatenato un vero e proprio attacco da parte delle opposizioni all’amministrazione e in particolare al sindaco Giacomo Possamai, che della sicurezza pubblica ha tenuto per sé la specifica delega. Da parte dei vari esponenti del centro destra si parla di una “Città non sicura con un’escalation senza precedenti”. L’ex sindaco Rucco si è spinto perfino a chiedere le dimissioni del primo

cittadino (vedi intervista nella pagina a fianco).

Dal canto suo il sindaco Giacomo Possamai cerca di fare un ragionamento più complessivo su un fenomeno, che spesso coinvolge ragazzi minorenni, molti dei quali figli di italiani di seconda generazione con alle spalle situazioni familiari fragili, per non dire allo sbando, con problemi di tossicodipendenza o di giustizia.

«Credo sia un errore guardare a quanto è accaduto solo dal punto di vista della sicurezza e della repressione – afferma -, che indubbiamente deve esserci, perché oggi questi ragazzi percepiscono una realtà di impunità, e su questo qualcosa deve essere fatto a livello nazionale. Ma il problema è più ampio e le risposte bisogna costruirle anche dal punto di vista sociale, in un’ottica di prevenzione e di ri-educazione, che se non può fare la famiglia perché non c’è, deve essere fatta dalle istituzioni, altrimenti questi ragazzi saranno destinati a questo destino a vita».

Come?

«Servono grandi investimenti sul sociale, sulla scuola, sul doposcuola per tenere i giovani distanti da situazioni che possono sfociare nella delinquenza».

Lei è stato uno dei sindaci di centro sinistra che pregiudizialmente non si è detto contrario alla creazione delle “zone rosse”, che a Vicenza non sono state per ora istituite.

«Ho sempre dichiarato la totale volontà di collaborazione con le forze dell’ordine e per me non si tratta di un argomento “politico”, ma di uno “strumento”, di una scelta in capo al prefetto. Rosse, gialle o blu, l’importante è che la città sia monitorata».

In questo senso i vigili di quartiere possono avere un ruolo?

«Da subito ci siamo attivati affinché la polizia locale fosse sempre meno in ufficio e più su strada. Gli agenti di quartiere non esistevano precedentemente, li abbiamo istituiti all’inizio di questo mandato e ci piacerebbe poterli im-

Turismo e degrado non vanno d’accordo

A vivere con apprensione il tema della sicurezza sono anche i titolari dei negozi in centro storico e di quelli di vicinato, che temono da un lato i ripetuti tentativi di furto con scasso, che spesso hanno procurato danni molto più elevati di quanto non sia stato il bottino. C’è, inoltre, il problema legato all’andirivieni di personaggi certamente poco raccomandabili che nelle periferie, alla sera, mettono in apprensione, mentre in centro storico la situazione riguarda più che altro i “soliti noti” che chiedono costantemente la questua, come conferma il presidente di

Confcommercio Vicenza, Nicola Piccolo. «Si tratta di situazioni piuttosto differenti, che tuttavia sono collegate tra loro da una parola: degrado. Gli associati del centro lo associano ai soliti sbandati, persone generalmente dipendenti da alcol o droghe, che fermano chi sta camminando o facendo shopping, o è seduto ad un bar o ad un ristorante. Alcuni di loro sono tranquilli, altri spesso molesti, ma è chiaro che servirebbe una presenza più costante, anche visivamente, delle forze dell’ordine. Tutti stiamo cercando di fare di Vicenza una città turistica e questo si-

plementare, perché con l’attuale organico non riusciamo a dare la continuità che vorremmo. Insieme con le Unità di strada del sociale si è riusciti a diminuire da oltre 50 a 15 il numero dei senzatetto che dormono in strada e che danno ovviamente un senso di degrado e poi c’è il Nucleo Nos, che compie attività antispaccio e anti-microcriminalità e che risponde alle richieste dei cittadini».

curamente non aiuta. C’è poi il problema delle cosiddette baby gang che sono ovviamente ben più pericolose e relativamente a queste i timori vengono vissuti anche in periferia e di sera. Abbiamo più volte incontrato il prefetto e perfino il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni ed esposto le nostre richieste, ma non è facile interloquire con chi è abituato a confrontarsi con le problematiche che investono le grandi città. Tuttavia, dire che da altre parti si sta peggio è un messaggio che non piace né ai nostri associati né alla gente».(m.d.v.)

Una città più viva, anche di sera, è una città più sicura?

«Non c’è dubbio. Il nostro sforzo va in questa direzione. Va poi trovato un equilibrio tra residenti che spesso si lamentano del disturbo serale e organizzatori di eventi, in modo da non eccedere, ma nemmeno da impedire che centro storico e periferie siano vivi e attrattivi».

Mauro Della Valle

Il sindaco Possamai
Nicola Piccolo

La minoranza. L’ex sindaco e consigliere comunale di Fratelli d’Italia all’attacco

Rucco: “Possamai dovrebbe dimettersi

o cedere la delega alla sicurezza”

Alcuni episodi cruenti che si sono succeduti nel breve volgere di un paio di settimane, hanno scatenato le ire delle opposizioni: l’aggressione da parte di una baby gang ad un corriere a Porta Castello, con un pestaggio al quale è seguito il furto del portafoglio e il ricorso al Pronto soccorso; in corso Palladio un uomo ha colpito una ragazza e il padre per una semplice richiesta di raccogliere i bisogni del cane; in piazza Matteotti un automobilista è stato colpito con un tirapugni per aver richiamato un giovane che urinava contro la sua auto. “Solo” verbale, ma con minacce di morte, l’ultimo episodio che ha coinvolto una mamma e il suo bambino all’uscita del Parco giochi in Campo Marzo (il protagonista è stato identificato e sarà espulso dal Paese).

Ad intervenire in maniera molto dura nei confronti del sindaco Possamai, chiedendone le dimissioni è l’ex sindaco e consigliere di Fratelli d’Italia Francesco Rucco: «Se mi permetto di fare una richiesta di questo genere è perché sono stato sindaco anch’io e proprio perché ritengo la sicurezza un elemento fondamentale, una garanzia imprescindibile per i cittadini, ho invitato il sindaco a lasciare subito le deleghe alla sicurezza a qualcuno capace di occuparsene davvero,

oppure a dimettersi. La verità è semplice: a Vicenza non esistono politiche di sicurezza, non esiste una visione, non esiste un piano. Manca il contrasto al degrado urbano così come politiche serie di polizia locale. Non ci sono presìdi stabili, non c’è prevenzione, non c’è controllo del territorio. Invece di assumersi le proprie responsabilità si continua a scaricare la colpa su questura, prefettura, governo. Ma la legge stabilisce che il primo responsabile della sicurezza urbana è il sindaco».

Non c’è una responsabilità più alta, a livello nazionale, sia per quanto riguarda la carenza di organico a Vicenza delle forze dell’ordine, sia a livello legislativo e di certezza delle pene?

«In questi ultimi tempi abbiamo assistito ad un ricambio generazionale nelle forze dell’ordine e sono giunti in città e provincia forze fresche e un numero più elevato

di poliziotti e carabinieri rispetto a quando ero io sindaco. Grazie ai concorsi è stato possibile assumere più agenti di polizia locale, poi però non bisogna fargli fare solo multe. Non sto parlando di pubblica sicurezza, ma di supporto alle forze dell’ordine. Chiaro che bisogna dare loro gli strumenti: corsi di formazione e di difesa, bodycam, teser».

In merito alla baby gang, molte delle quali composte da extracomunitari di seconda generazione e spesso minorenni e non imputabili, cosa può fare un’amministrazione?

«Si può agire sui genitori, sia da un punto di vista preventivo, sia punitivo, con sanzioni pecuniarie in caso di danni, revocando l’eventuale permesso di soggiorno, fino alla revoca della potestà genitoriale nei casi in cui non siano in grado di controllare i figli».

Mauro Della Valle

Il commercio di qualità come presidio

«Un centro storico decoroso, vivibile e attrattivo passa anche dalla qualità dell’offerta commerciale». Così Alessandro Benigno, presidente cittadino di Fratelli d’Italia, rilancia una proposta che aveva fatto molto discutere in città nel corso della passata amministrazione comunale, che intendeva mettere mano al regolamento comunale con l’intenzione di alzare l’asticella degli standard qualitativi degli esercizi pubblici. L’idea era partita dall’allora assessore competente Silvio Giovine, ed era stata ribattezzata come il “Regolamento anti Kebab”, scatenando non poche polemiche, tant’è che non se ne fece poi nulla. Questa volta Benigno amplia, per così dire, l’orizzonte, inserendo la proposta in un’ottica di con-

trasto al degrado urbano. «Ogni vetrina, ogni attività ben curata – spiega il presidente di FdI -, rappresenta una sorta di “sentinella” volta contrastare l’impoverimento del tessuto urbano e rilanciare il centro come punto di riferimento per cittadini e turisti».

L’invito rivolto all’amministrazione Possamai va nella direzione di ripescare e aggiornare il regolamento per la qualificazione dell’offerta commerciale nel centro storico, già al vaglio della precedente giunta, “con l’intento di meglio selezionare le merceologie compatibili con la vocazione culturale e storica della città, valorizzando Vicenza e proteggendone l’identità”. «Il commercio di qualità può e deve diventare uno strumento centrale di contrasto

al degrado urbano e il regolamento, che Fratelli d’Italia propone di condividere con le categorie economiche – dettaglia Benigno -, ma serve un provvedimento all’altezza di Vicenza città patrimonio Unesco. Noi siamo pronti a confrontarci, ma chiediamo all’amministrazione di dare risposte chiare». (m.d.v)

A Vicenza aumentano gli episodi di violenza urbana. L’ex sindaco Rucco attacca duramente Possamai: “Serve un cambio alla guida della sicurezza o le dimissioni”. Scontro politico e allarme sociale.

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