La sanità veneta
vista dal neo assessore
Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
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La sanità veneta
vista dal neo assessore
Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
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Tre, due, uno: si parte!
La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.
Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico
La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”
Servizio alla pag. 4

Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

Il primo cittadino respinge le accuse e attribuisce la riduzione dei servizi a carenze di personale, mobilità interne e assenze negli uffici comunali
Adria, l’amministrazione comunale parla di una posizione di vantaggio e di cantieri avviati secondo cronoprogramma
Servizi alle pagg. 6 e 7 segue a pag. 21








Morire di lavoro non è fatalità
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.
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L’approvazione del bilancio triennale e del DUP segna un passaggio rilevante per la Provincia, che potrà contare su una programmazione più solida, nonostante il peso del contributo annuo allo Stato di 6,8 milioni di euro
S
i è svolto qualche settimana fa l’ultimo consiglio provinciale dell’anno, caratterizzato da un ordine del giorno particolarmente fitto e intervallato, come da prassi, dall’assemblea dei sindaci. Con il parere favorevole dei primi cittadini, passaggio obbligatorio, l’aula ha adottato gli schemi di bilancio di previsione 2026-2028 e approvato la nota di aggiornamento al Documento Unico di Programmazione (DUP) per il prossimo triennio.
Un risultato definito significativo dall’amministrazione provinciale, che consente per la prima volta una programmazione più stabile e puntuale, soprattutto su
settori chiave come edilizia scolastica, viabilità e ambiente, funzioni fondamentali rimaste in capo alle Province dopo la riforma Delrio. Resta però la criticità legata al contributo forzoso allo Stato, pari a circa 6,8 milioni di euro annui. La chiusura della partita dei derivati ha comunque segnato il superamento di una fase di straordinarietà, permettendo il ritorno a una gestione ordinaria e il recupero di capacità di spesa, con particolare riferimento agli investimenti: tra questi spiccano i 4 milioni di euro previsti per la viabilità nel nuovo anno.
Via libera anche alla razionalizzazione periodica delle parteci-
pazioni pubbliche. Confermate le quote in AS2 e Interporto, mentre prosegue il percorso di dismissione dal Censer, dopo l’uscita già avvenuta da Veneto Nanotech e I3. Contestualmente, il consiglio ha preso atto della ricognizione sui servizi di rilevanza economica, individuati nel Trasporto Pubblico Locale (TPL) e nella gestione di Villa Badoer a Fratta Polesine. Per il TPL la procedura di gara è ormai alle battute finali: l’avvio è atteso per gennaio, con l’entrata in servizio prevista entro la fine della primavera. Approvato inoltre il rinnovo della convenzione di adesione al Sistema Bibliotecario Provinciale, una rete che sul territorio conta complessivamente 67 biblioteche, di cui 47 comunali. La delibera introduce alcune modifiche sugli orari di apertura e conferma il supporto al Centro Francescano di Ascolto, in relazione all’attività di volontariato svolta all’interno del-
Il disavanzo resta pesante, ma si riduce di oltre 23 milioni. Nella proposta di bilancio economico preventivo 2026 dell’Ulss Polesana il passivo stimato scende a 59 milioni di euro, contro gli 82,6 milioni previsti un anno fa. Il quadro emerge dal decreto di approvazione firmato il 30 dicembre dal direttore generale Pietro Girardi, che recepisce le direttive inviate a novembre da Azienda Zero. Il risultato economico programmato per il 2026 è fissato a –59 milioni, mentre il tetto massimo per gli investimenti, a valere sul Fondo sanitario regionale, è pari a 5,8 milioni di euro. Un obiettivo che, si legge negli atti, può essere raggiunto solo attraverso «un processo di reingegnerizzazione dei processi
sanitari», con la possibile riprogrammazione dei servizi e una revisione dei flussi di attività, per garantire la sostenibilità economica dell’azienda. Nel concreto, il miglioramento dei conti passa da un lieve aumento del valore della produzione (+3,6 milioni, pari all’1%), sostenuto anche da 9 milioni in più di contributi in conto esercizio, e soprattutto da un forte contenimento dei costi. Il costo complessivo della produzione è previsto in calo del 3 per cento, con un risparmio di 17,4 milioni. La voce più significativa riguarda l’acquisto di beni sanitari, che scende di circa 10 milioni (-10%): 5,5 milioni in meno per farmaci ed emoderivati, 2,8 milioni per i dispositivi medici e 1,5 milioni per quelli dia-

la casa circondariale. In chiusura, le comunicazioni del presidente sullo stato del procedimento autorizzativo relativo al progetto presentato da Ecopol per l’impianto di stoccaggio di viale Amendola. Dopo l’avvio dell’iter a settembre e la richiesta di integrazioni documentali a ottobre, il 25 novembre è scattato il termine dei 30 giorni per la presentazione delle osserva-
gnostici in vitro. Tagli rilevanti anche sugli acquisti di servizi non sanitari (–8,1 milioni, pari al –17%) e sulle spese di manutenzione ordinaria esternalizzata (–2,4 milioni, –22%). In controtendenza, aumentano invece gli acquisti di servizi sanitari (+1,2 milioni) e il costo del personale (+2 milioni). Cresce inoltre la spesa per la farmaceutica convenzionata, con un incremento di quasi 2 milioni legato al passaggio di alcune terapie dalla distribuzione per conto al canale convenzionato. Il bilancio prevede infine una riduzione di oltre 4 milioni per le prestazioni a rilevanza sanitaria dell’area territoriale e distrettuale e un taglio di 3,8 milioni per consulenze e collaborazioni sanitarie. Un insieme di misure
zioni, successivamente prorogato fino a metà gennaio per consentire il recepimento delle indicazioni dei sindaci dei territori interessati. Nel frattempo la società ha presentato richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Il prossimo passaggio sarà la Conferenza dei Servizi, prima del parere finale della commissione VIA. Sara Busato

che consente di ridurre il “rosso”, ma che affida il riequilibrio dei conti soprattutto alla compressione della spesa. (s.b.)


Tempo di bilanci/2. Previsti fondi anche per la manutenzione degli edifici scolastici
Il bilancio di previsione del comune di Adria non è ancora approdato ufficialmente in consiglio comunale, ma il conto alla rovescia è già iniziato. Il termine massimo per la presentazione e l’approvazione è fissato al 28 febbraio e, in attesa del passaggio formale, l’amministrazione anticipa le linee guida del documento contabile che accompagnerà la città e guarderà già alle prossime scelte strategiche.
Il quadro che emerge, secondo quanto riferito dal vicesindaco Federico Simoni, è improntato alla continuità e alla prudenza. Nessun aumento delle imposte locali e nessuna revisione al rialzo delle tariffe dei servizi: IMU e addizionale IRPEF resteranno invariate rispetto allo scorso anno, così come i servizi a domanda individuale e indiretta, dalla mensa scolastica al trasporto pubblico locale, dagli asili alle palestre comunali. “L’impegno dell’amministrazione – spiega il vicesindaco – è quello di garantire tutti i servizi oggi esistenti senza appesantire le tasche dei cittadini. Siamo consapevoli che famiglie e imprese stanno già affrontando un contesto economico complesso e riteniamo fondamentale non aggiungere ulteriori carichi fiscali o tariffari”.
Una scelta che assume un peso politico ancora maggiore se inserita nel contesto generale, segnato dai continui tagli ai trasferimenti destinati agli enti locali. Tagli che negli ultimi anni hanno costretto molti Comuni a rivedere al rialzo tasse e tariffe o a ridurre i servizi. Ad Adria, invece, la strada imboccata è stata diversa. “È stato possibile – prosegue il vicesindaco –grazie a una politica di risparmio sulla spesa corrente portata avanti con costanza e a un lavoro pun-

tuale di riduzione degli sprechi. Non parliamo di tagli indiscriminati, ma di una revisione attenta di come vengono utilizzate le risorse pubbliche”.
Una strategia che non nasce oggi, ma che l’amministrazione rivendica come avviata già nel 2023. In questi anni il Comune ha lavorato su una riorganizzazione interna dei servizi, con la razionalizzazione degli orari di apertura, l’accorpamento di uffici e funzioni e una gestione più attenta delle risorse umane e materiali. “Sono scelte – sottolinea il vicesindaco –che inizialmente possono sembrare poco visibili o addirittura impopolari, ma che nel tempo hanno dato i loro frutti. Oggi ci consentono di assorbire l’impatto dei tagli statali e di mantenere un bilancio solido, senza dover ricorrere ad aumenti di tasse”.

Sul fronte degli investimenti, il bilancio di previsione conferma la volontà di non rallentare i lavori pubblici già programmati. Nel corso dell’anno verranno realizzate opere attese come la rotatoria di Cavarzere, gli interventi sul campo sportivo
di Baricetta e il rifacimento del tetto degli uffici dei servizi sociali. Cantieri che l’amministrazione considera strategici sia per la sicurezza sia per il miglioramento delle strutture a servizio della comunità. Lo sguardo si allunga anche al 2026, con una previsione di spesa dedicata alla manutenzione degli edifici scolastici. Un capitolo che punta a interventi programmati e diffusi, per evitare situazioni di emergenza e garantire ambienti adeguati a studenti e personale. Capitolo cruciale resta quello del Pnrr. Anche su questo fronte Adria rivendica una gestione in anticipo sui tempi: i progetti finanziati sono già entrati nella fase di rendicontazione. “Abbiamo lavorato per rispettare i cronoprogrammi – conclude – e oggi possiamo dire che il Comune è in una posizione di vantaggio, con cantieri avviati e pratiche già in fase avanzata”. Il bilancio, dunque, si annuncia come un documento di equilibrio, costruito sul rigore dei conti e sulla difesa dei servizi essenziali. La discussione politica si aprirà nelle prossime settimane in consiglio comunale, ma la linea dell’amministrazione è già tracciata: mantenere la rotta, consolidare i risultati ottenuti e attraversare una fase finanziaria complessa senza scaricare nuovi costi sui cittadini.
Sara Busato
Nonostante i tagli ai trasferimenti statali, l’amministrazione sceglie di non gravare sui cittadini. Il vicesindaco Simoni rivendica una gestione attenta della spesa e una strategia avviata già nel 2023










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Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
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Tre, due, uno: si parte!
La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
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La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”
alla pag. 4

Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

I Centri di Raccolta e le piazzole ecologiche sono ora accessibili a tutti gli utenti, con sistemi digitali che tracciano ogni conferimento
Gli enti locali del terrtiorio presentano i bilanci per il 2026 puntando su sviluppo sostenibile, servizi sociali e infrastrutture
Servizi alle pagg. 6 e 7 segue a pag. 21
Morire di lavoro non è fatalità
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

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I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.
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cuola, sport e servizi: questi sono i punti chiave del nuovo bilancio del Comune di Cittadella per l’anno fiscale 2026. L’amministrazione Pierobon ha deciso di spingere molto sulla sfera sociale, punto chiave di una realtà territoriale tra le più solide dello stivale. Il Sindaco spiega la ragione di questa scelta: “Purtroppo in Italia i comuni virtuosi sono penalizzati dal Fondo di Solidarietà, un contributo doveroso ma sul quale si esagera. Di conseguenza è difficile tutelare certi servizi essenziali che restano a carico del Comune”. Sorprende, quindi, il fatto che l’amministrazione sia riuscita a evitare incrementi della pressione fiscale nonostante l’aumento del costo di molti servizi, tra cui, in particolare, le mense scolastiche e il trasporto pubblico, per i quali le casse comunali coprono rispettivamente il 50% e il 75% della spesa. Il traguardo più importante, secondo Luca Pierobon, è aver mantenuto questi servizi senza introdurre l’addizionale Irpef, che grava invece sulle tasche di quasi tutti gli altri cittadini della provincia di Padova. Si salvano, in-
fatti, solo i residenti di Carmignano, San Pietro in Gu e, appunto, Cittadella.
Non è certo solo merito del Comune, ammette il Sindaco, ma anche della solidità economica dell’Alta Padovana, che permette scelte fiscali più prudenti e maggiori ritorni economici dal tessuto produttivo.
Ma investire sui servizi non vuol dire solo coprire parte delle spese al posto dei cittadini: significa anche investire sulle multiutility del territorio, in particolare Etra, la cui gestione di acqua potabile, fognature e rifiuti è considerata una priorità assoluta. Una presenza concreta nella società, di cui il Comune detiene circa il 4% delle quote, garantisce voce in capitolo sulle scelte di gestione e sul controllo della qualità. Questa presenza però non deve essere vista come un tentativo di lucro: “Da queste quote non traiamo nessun guadagno, perché, come gli altri comuni affiliati, abbiamo scelto di lasciare tutti gli utili in azienda per migliorare il servizio anno dopo anno”.
Tra le sfide che hanno gravato di più sul bilancio, l’aumento dei co-
sti è sicuramente la più rilevante: “Purtroppo risentiamo ancora della ‘botta’ che ci è arrivata col COVID - durante lo stop delle attività produttive, infatti, i costi dell’energia sono schizzati alle stelle - e tutt’ora abbiamo un’illuminazione pubblica che si spegne alle due di notte”. Ma proprio in quest’ottica uno degli investimenti più significativi riguarda la sostituzione delle vecchie centraline e di tutti i lampioni del territorio comunale, che verranno rimpiazzati da luci a LED. A fronte di una importante spesa, 9 milioni di euro distribuiti su 9 anni, da quest’estate Cittadella spenderà meno del 40% di quanto debba investire adesso nell’illuminazione pubblica, anche tenendo i lampioni accesi tutta la notte. Un altro punto cardine del bilancio è la crescita delle attività sportive del territorio: “Noi abbiamo sempre investito su tutti gli sport, - chiarisce Pierobon - dall’hockey al rugby, dal nuoto alla pallavolo, oltre al calcio che naturalmente gode di un canale dedicato sotto l’aspetto normativo grazie alla sua natura agonistica.” E se da Roma è arrivato un contributo per il rugby
Un bilancio che guarda al futuro, rafforzando il ruolo della Provincia e restituendo centralità ai territori. È questo il messaggio emerso dalla presentazione delle attività 2025 dell’amministrazione provinciale di Padova, illustrata nel corso della conferenza di fine anno dal presidente Sergio Giordani e dalla giunta. “La riforma delle Province è importante: dobbiamo ridare dignità a questo ente”, ha sottolineato Giordani, ribadendo la necessità di un’amministrazione capace di coordinare e sostenere i Comuni, soprattutto nelle funzioni strategiche. Il 2025, ha spiegato il presidente, segna un consolidamento del ruolo provinciale dopo anni di incertezze istituzionali e risorse limitate. Il bilancio evidenzia un’intensa attività sul fronte degli investimenti, con particolare attenzione alla viabilità, all’edilizia scolastica e alla
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cittadino, l’investimento più importante per le tasche comunali riguarda la pista di atletica. “Pochi giorni fa abbiamo consegnato i lavori per il nuovo impianto da 4 milioni di euro, perché una società di atletica mancava da ormai troppi anni sul territorio”. L’im-
sicurezza del territorio. Grazie anche ai fondi del Pnrr, la Provincia ha potuto intervenire su oltre 20 cantieri scolastici negli ultimi due anni, con lavori di messa in sicurezza, efficientamento energetico e ampliamento degli spazi didattici. Solo nel 2024 sono stati completati o avviati interventi su 15 scuole, mentre ulteriori cantieri sono programmati per il prossimo anno. Sul versante della viabilità, il piano prevede risorse significative per la manutenzione e il potenziamento delle strade provinciali. Tra gli interventi principali figurano l’allargamento della Strada provinciale 10 Desman con la realizzazione di una nuova rotatoria, lavori sulla SP 72 Mestrino e sulla SP 59 di Conselve, oltre a numerosi interventi di asfaltatura e messa in sicurezza in diverse aree del territorio. Complessivamente, per le infrastrutture stradali sono stati

pianto sarà riservato alle scuole la mattina, mentre il pomeriggio sarà dedicato agli agonisti. Ma la vera sorpresa riguarda la sera, quando la struttura aprirà le porte a tutti i cittadini che vogliano praticare attività sportiva.
Nicola Canella
stanziati diversi milioni di euro. Il bilancio 2025 dedica spazio anche alla pianificazione urbanistica e allo sviluppo sostenibile, con progetti che puntano a migliorare la mobilità, la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini. Non mancano le risorse per il sostegno alle scuole superiori e per i servizi a supporto delle comunità locali. Infine, l’amministrazione ha ricordato l’impegno sul piano istituzionale: nel corso del 2025 entrerà a regime il regolamento che disciplina il funzionamento della Commissione provinciale per le pari opportunità, segno di un’attenzione crescente ai temi dell’inclusione e della partecipazione. “La Provincia – ha concluso Giordani – è tornata a essere un punto di riferimento. Con questo bilancio dimostriamo che, se messa nelle condizioni di operare, può dare risposte concrete ai territori e ai cittadini”. (r.p.)

Tempo di bilanci/2. 13,1 milioni tra investimenti per servizi sociali, infrastrutture e sostenibilità
Il Comune di Fontaniva guarda al futuro con un bilancio improntato alla solidità e allwa programmazione. La Giunta comunale ha approvato con deliberazione n. 171 del 13 novembre 2025 lo schema di bilancio di previsione 2026–2028, ponendo particolare attenzione all’esercizio 2026, che conferma una strategia orientata allo sviluppo, alla tutela sociale e al miglioramento delle infrastrutture. Per il 2026 sono previste entrate complessive pari a 13.116.220 euro. Una cifra significativa, proveniente per il 24,02% da entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa, per il 2,19% da trasferimenti correnti, per l’11,72% da entrate extratributarie e per il 52,48% da entrate in conto capitale. Un dato che evidenzia la capacità dell’ente di intercettare risorse destinate agli investimenti. Le risorse consentiranno di finanziare una spesa corrente pari a 4.806.408,36 euro, una spesa in conto capitale di 6.752.587 euro, oltre al rimborso di prestiti per 324.224,64 euro, mantenendo l’equilibrio dei conti e la sostenibilità finanziaria. La spesa corrente sarà destinata in modo rilevante alle politiche sociali e per la famiglia, con uno stanziamento di 886.184,24 euro. Importanti risorse, pari a 600.622,42 euro, saranno dedicate alla gestione dei beni demaniali e patrimoniali, alla viabilità e alle infrastrutture, mentre

437.081 euro andranno all’ordine pubblico e alla sicurezza. Ai servizi gestiti con l’Unione dei Comuni della Brenta, tra cui quelli scolastici, sono destinati 361.500 euro. Previsti inoltre interventi nell’ambito della cultura, dello sport, delle politiche giovanili e dello sviluppo economico. “Questo bilancio conferma una linea amministrativa responsabile e concreta, che mette al centro le persone e il territorio”, sottolinea il sindaco Alberto Trento. “Abbiamo scelto di investire sui servizi essenziali, sulla sicurezza e sulla qualità della vita, senza rinunciare a una visione di sviluppo sostenibile e di lungo periodo”. Sul fronte delle opere pubbliche, il programma triennale 2026–2028, approvato con deliberazione n. 167 del 13 novembre 2025, prevede per il 2026 la manutenzione straordinaria di Piazza Umberto I, uno degli spazi simbolo della comunità. Proseguiranno inoltre,
nel rispetto dei cronoprogrammi, i lavori già avviati, tra cui la realizzazione della mensa scolastica, la pista ciclabile di via Sant’Antonio, la rotonda di via Marconi e il progetto Brenta Green Trail, cofinanziato dalla Fondazione Cariparo. In programma anche l’intervento di insediamento forestale a tutela del paesaggio e dell’ambiente, cofinanziato da Avepa. “Le opere pubbliche non sono solo cantieri, ma investimenti sul futuro di Fontaniva”, conclude il sindaco Trento. “Parliamo di scuole, mobilità sostenibile, sicurezza stradale e tutela ambientale. Scelte che guardano alle prossime generazioni e che rafforzano l’identità del nostro paese”. Un bilancio che, numeri alla mano, conferma l’impegno dell’Amministrazione comunale nel coniugare rigore finanziario, attenzione sociale e capacità di progettare il futuro.
Federico Franchin
Qualche settimana fa il Consiglio Comunale di Carmignano di Brenta ha approvato il Bilancio di previsione 2026–2028, confermando la linea politica dell’amministrazione guidata dal Sindaco Pasqualon: conti in ordine, nessun aumento delle tasse e investimenti concreti per il futuro della comunità. In un contesto economico complesso, restano invariate le aliquote Imu e il Comune continua a non applicare l’addizionale comunale Irpef, dimostrando attenzione verso cittadini e imprese. Il Bilancio prevede importanti investimenti senza ricorrere a nuovi mutui, con un indebitamento tra i più bassi

consentiti dalla normativa e oltre 8,6 milioni di euro di risorse sovracomunali intercettate durante il mandato. Con questa scelta, l’am-
ministrazione guarda al futuro del territorio con impegno e fiducia, accompagnando la crescita di Carmignano di Brenta. (r.p.)
Tra le opere pubbliche previste figurano la manutenzione di Piazza Umberto I, la mensa scolastica, la pista ciclabile, la rotonda di via Marconi, il Brenta Green Trail e interventi di insediamento forestale










La sanità veneta
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Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
Tre, due, uno: si parte!
La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina.
E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.
Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
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POLIZIA



Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

La conferma arrivata dalla giunta dell’Unione Montana che ha verificato lo stato delle dotazioni e delle attività, in arrivo il nuovo comandante
Bassano rivendica investimenti su welfare, famiglie, lavori pubblici e attrattività culturale, le minoranze contestano l’aumento di alcune spese
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Morire di lavoro non è fatalità



















INicola Stievano >direttore@givemotions.it<


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l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.







B
assano del Grappa conferma una strategia di sviluppo che guarda al futuro senza arretrare sul fronte dei servizi. Nonostante una riduzione dei trasferimenti statali pari in media a 350 mila euro l’anno, l’Amministrazione comunale presenta un bilancio solido e un piano di investimenti che mette al centro le politiche sociali, la famiglia e la qualità urbana.
Oltre 11,2 milioni di euro saranno destinati nel 2026 a interventi a favore delle fasce più fragili: disabilità, inclusione sociale, infanzia e anziani. Una scelta politica chiara, come sottolineato dal Sindaco, che ribadisce la volontà di continuare a coprire una quota rilevante dei servizi a domanda individuale, mantenendo tariffe agevolate per asili nido, mense scolastiche, impianti sportivi, musei e spettacoli.
Tra le novità spicca l’istituzione di un fondo da 100 mila euro per il
commercio, pensato per sostenere un comparto strategico dell’economia cittadina. Accanto alle risorse dirette, l’Amministrazione punta su un calendario di eventi capace di rafforzare l’attrattività di Bassano. Un esempio concreto arriva dalla mostra dedicata a Giovanni Segantini, che nelle prime settimane ha già registrato 28 mila visitatori al Museo Civico di Bassano del Grappa, con ricadute positive su tutta la città. Anche il periodo natalizio, sottolinea il Sindaco, ha confermato la vitalità del territorio. Un segnale politico forte arriva dal bonus nascite, che partirà da 600 euro per il primo figlio fino a 800 euro per il terzo. Un contributo definito “simbolico ma significativo”, volto a sostenere la natalità e a rafforzare il tessuto sociale. Parallelamente, il Comune investirà nel servizio di doposcuola, ampliando l’offerta pomeridiana per aiutare i
genitori a conciliare tempi di lavoro e vita familiare.
Il capitolo dei lavori pubblici rappresenta uno dei pilastri del bilancio. Il piano triennale illustrato dall’Assessore ai Lavori Pubblici prevede 26 milioni di euro di investimenti nel solo 2026, di cui quasi 17 milioni al netto della nuova scuola primaria Canova 2.0, già finanziata con 9,1 milioni.
Gli interventi interesseranno l’intera città: dalle scuole, con adeguamenti sismici e manutenzioni straordinarie, ai quartieri, passando per il Museo Civico, le strade e la viabilità – capitolo più consistente con 5 milioni di euro, tra cui il secondo stralcio del Ponte della Vittoria – fino a verde pubblico, sport, edilizia residenziale pubblica ed edifici culturali e comunali.

A chiudere il quadro è il Vice Sindaco e Assessore al Bilancio, che rivendica un risultato non scontato: quasi 78 milioni di euro di entrate, senza aumentare la pressione fiscale e garantendo servizi adeguati per quantità e qualità. “Siamo un’Amministrazione presente – conclude – che accompagna il cittadino nelle sue esigenze individuali, familiari e comunitarie”. Un bilancio che, tra rigore e visione, prova a trasformare le difficoltà in opportunità, puntando su coesione sociale, sviluppo urbano e attrattività culturale.
Il Consiglio provinciale ha approvato il bilancio di previsione 2026 e il documento triennale 2026-2028 della Provincia di Vicenza, che muove complessivamente 215 milioni di euro. Il via libera non è stato unanime e mette in evidenza una criticità rilevante: quasi 45 milioni di euro di risorse proprie verranno trasferiti allo Stato centrale e non resteranno sul territorio. Nel triennio sono previsti circa 60 milioni di euro di investimenti tra opere in corso e nuovi cantieri, ai quali si sommano
gli interventi finanziati dal Pnrr ormai in fase di conclusione.
Le spese correnti ammontano a 11,7 milioni di euro per le scuole
superiori e a 10,8 milioni per la manutenzione della rete stradale. La nota più critica riguarda il cosiddetto prelievo forzoso: 44




milioni e 980mila euro finiranno a Roma, a fronte di contributi statali che si fermano a 24,5 milioni. Secondo la Provincia, il meccanismo penalizza soprattutto gli enti più virtuosi, capaci di intercettare fondi Pnrr. Sono oltre 40mila gli studenti delle scuole superiori vicentine, distribuiti in 148 edifici. Gli investimenti legati al Pnrr superano i 31 milioni di euro, con l’obiettivo di chiudere gli ultimi cantieri entro i primi mesi del 2026. In primo piano interventi di miglioramento sismico, amplia-
menti e nuovi edifici scolastici, affiancati da un piano di manutenzione ordinaria e straordinaria. Sul fronte della viabilità, l’ente gestisce 1.241 chilometri di strade, 461 ponti e 233 rotatorie, con la sicurezza come priorità assoluta e oltre 10 milioni di euro destinati alla manutenzione ordinaria. Confermati anche gli impegni ambientali, dal monitoraggio dell’aria e dei Pfas alla bonifica dell’area ex Miteni, fino agli interventi sul lago di Fimon e agli incentivi alla mobilità sostenibile. (s.b.)
Tempo di bilanci/2. La critica delle opposizioni in consiglio comunale
Il bilancio del Comune di Bassano finisce nel mirino delle opposizioni. I gruppi di minoranza sollevano diverse criticità, a partire dalla spesa per il personale, che rappresenta quasi un terzo del totale. “Ogni cittadino di Bassano oggi spende circa 480 euro all’anno per il personale comunale e questa voce continua ad aumentare”, sottolinea il consigliere Manuel Remonato. “Nel frattempo, mentre questa spesa cresce, vengono tagliati altri capitoli importanti. In particolare le scuole paritarie, le nostre scuole, legate alle parrocchie e ai quartieri, che subiscono una riduzione di 150 mila euro”.
Al centro delle critiche anche i tagli ai contributi destinati alle società sportive, soprattutto per quanto riguarda il sostegno alle bollette dell’acqua. Un altro tema evidenziato è quello della sicurezza, che secondo le minoranze non riguarda tanto i reati nelle vie del centro quanto piuttosto truffe, frodi informatiche e furti nelle abitazioni.
“La videosorveglianza, in questo senso, non è sufficiente a prevenire questo tipo di reati”, osserva la consigliera Giulia Moro. “Si tratta di episodi che avvengono soprattutto nelle aree residenziali e che

potrebbero essere contrastati investendo di più nei controlli di vicinato, reti che a Bassano esistono solo in parte e risultano ancora sottoutilizzate. Servirebbe una vera progettualità, che richiede investimenti da parte del Comune”. Moro segnala inoltre un’ulteriore riduzione delle risorse destinate all’illuminazione pubblica: “Abbiamo molte dotazioni tecnologiche, ma sempre meno luce: dal bilancio emerge un ulteriore taglio di 300 mila euro per il prossimo anno”. Il terzo capitolo riguarda la futura scuola Canova. La Giunta ha annunciato un investimento complessivo di 9 milioni di euro, ma l’iter del progetto risulta sospeso da un provvedimento che, secondo le opposizioni, non ha il rango di una vera e propria delibera. Una
questione tecnica, ma anche sostanziale.
“Per far capire ai cittadini, siamo di fronte a una situazione molto simile a quella del Santa Chiara”, conclude il consigliere Roberto Campagnolo. “Un problema che si trascina da anni: nella scorsa amministrazione ci era stato detto che la soluzione era il partenariato pubblico-privato, che sembrava dovesse portare rapidamente all’inaugurazione. Sappiamo com’è andata: il partenariato è andato in crisi e tutto si è fermato. Ora si rischia di ripetere lo stesso schema, bloccando di nuovo l’opera. È una scelta illogica, che non ha senso né nel merito né nei tempi. Ricostruiremo tutta la vicenda in Consiglio comunale”.
Sara Busato
Dalla manovra di bilancio approvata dal Senato arrivano risorse significative per Bassano del Grappa e per l’intero territorio vicentino. Grazie a una serie di emendamenti presentati dalla senatrice Mara Bizzotto, alla provincia di Vicenza saranno destinati complessivamente 1 milione di euro, finalizzati a interventi in ambito sociale e infrastrutturale, con ricadute concrete anche nell’area bassanese. A esprimere soddisfazione per il risultato ottenuto è il sindaco di Bassano del Grappa Nicola Finco, che parla di “un segnale chiaro di attenzione verso le esigenze della comunità locale”. Il primo cittadino ringrazia la senatrice Bizzotto e il Governo per il sostegno a progetti ritenuti strategici, capaci di

incidere sulla qualità della vita dei cittadini. Sul fronte sociale, una quota rilevante delle risorse, pari a 300 mila euro, sarà destinata all’ISACC per lo sviluppo del “Progetto per l’invecchiamento attivo”. Il finanziamento prevede 250 mila euro nel 2026 per interventi di adeguamento strutturale e per l’acquisto di nuove attrezzature destinate ai laboratori, mentre ulteriori 50 mila euro nel 2027 serviranno per la formazione del
personale e l’avvio delle attività. L’obiettivo è rafforzare i servizi rivolti alla popolazione anziana, valorizzando un presidio centrale del welfare cittadino. Importanti risorse sono previste anche per le infrastrutture. Sono infatti stati stanziati 500 mila euro per la manutenzione straordinaria del Ponte della Vittoria, infrastruttura fondamentale per la viabilità urbana e comprensoriale. I fondi saranno erogati in due tranche, nel 2026 e nel 2027, al fine di garantire sicurezza e piena funzionalità al collegamento. “Investire sugli anziani e sulla manutenzione delle opere strategiche – conclude Finco – significa rispondere in modo concreto alle sfide demografiche e infrastrutturali del nostro territorio”. (s.b.)
Spesa per il personale in crescita e servizi in calo: è questa, secondo le minoranze, la fotografia del bilancio comunale di Bassano









La sanità veneta
vista dal neo assessore
Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.

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Servizio alla pag. 4

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La sentenza stabilisce un precedente nella regolamentazione degli impianti di telefonia mobile
A Monselice introdotta l’imposta di soggiorno stimata in 50 mila euro, Este stanzia 21 milioni per le opere nel triennio, critiche dalle opposizioni
Servizi alle pagg. 6 e 7 segue a pag. 21

IMorire di lavoro non è fatalità
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.



































Tempo di bilanci/1. Documento al voto entro fine mese per blindare i conti del Comune di Monselice
L’assessore Andrea Parolo difende gli aumenti dei servizi scolastici e delle palestre, ormai necessari dopo anni di prezzi bloccati. Stanziati fondi per l’ostello e la difesa del suolo sul Monte Ricco e sulla Rocca
AMonselice il bilancio di previsione verrà discusso e votato dal consiglio comunale entro gennaio, nel frattempo la giunta ha approvato all’inizio del mese lo schema della manovra, muovendosi in un contesto economico non privo di sfide. “Abbiamo tenuto conto della necessità di mantenere gli equilibri di bilancio e degli effetti delle manovre finanziarie 2024-2025 che impattano sul nostro ente”, spiega l’assessore al bilancio Andre Paolo, aggiungendo che l’amministrazione ha dovuto fare i conti con l’aumento dei costi derivanti dall’inflazione e con il necessario adeguamento per il personale degli enti locali a seguito del rinnovo dei contratti collettivi nazionali, proprio men-
tre si avvia a conclusione l’effetto propulsivo del Pnrr. Per rispondere a queste sfide, il Comune ha scelto di puntare sugli accordi tra pubblico e privato, portando avanti una strategia di partenariato soprattutto nel settore dell’urbanistica, cercando al contempo di salvaguardare la qualità e la quantità dei servizi a domanda individuale e mantenendo alta l’attenzione verso le politiche sociali. Una delle novità più significative sul fronte delle entrate riguarda l’introduzione dell’imposta di soggiorno, una scelta legata all’aumento di presenze turistiche registrato negli ultimi anni in particolare con il Giubileo. “La nuova imposta è istituita per finanziare attività turistiche - ag-
giunge l’assessore - ma anche la manutenzione del verde e l’arredo cittadino”. A breve sarà approvato il regolamento con una serie di esenzioni che riguarderanno i minori sotto i 14 anni, gli accompagnatori, gli autisti di pullman, le persone con disabilità e i malati che devono sottoporsi a terapie presso l’ospedale locale. Parolo ha aggiunto che l’imposta si applicherà per i primi cinque giorni di permanenza e che, pur dovendo ancora definire le tariffe esatte, l’amministrazione si aspetta entrate comprese tra i 40 e i 50 mila euro.
Sul versante delle opere pubbliche, il bilancio prevede 350 mila euro per la manutenzione e l’asfaltatura delle strade, 260 mila euro per l’abbattimento delle barriere architettoniche nei cimiteri e 460 mila euro per il nuovo campo da calcio a Marendole. Di particolare rilievo sono gli interventi per il contrasto al rischio idrogeologico, con uno stanziamento di
1,7 milioni di euro destinati a strade critiche nell’area del Monte Ricco e del Colle della Rocca, interessate negli ultimi anni da smottamenti e frane. L’assessore ha poi annunciato la riqualificazione dell’ostello, chiuso da tempo, per il quale sono stati previsti 770 mila euro nel piano delle opere, confidando nell’esito di un bando ministeriale atteso per la primavera.

Parolo risponde anche alle critiche delle opposizioni sugli aumenti delle tariffe: “Non potevamo più mantenere gli importi fermi da 13-15 anni, abbiamo dovuto adeguarli come fanno gli altri comuni per allinearci e preservare i conti pubblici. E’ necessario intervenire per coprire i costi ed evitare squilibri contabili, perché siamo amministratori e dobbiamo anche far quadrare il bilancio, assumendoci le responsabilità”.
In vista della definizione del Bilancio di Previsione 2026 il gruppo di minoranza “Insieme per Monselice” chiede con forza un’inversione di rotta rispetto alla politica di prelievo fiscale attuata nel 2025. “La prima richiesta - spiega il consigliere Francesco Miazzi - riguarda il ripristino immediato della soglia di esenzione Irpef a 15.000 euro, sanando l’iniqua decisione di averla abbassata a 11.000 euro. Va inoltre rivista e ridotta l’aliquota IRPEF, oggi fissata al massimo dello 0,8 per cento, che determina una pressione fiscale soffocante.
Auspichiamo che il 2026 sia l’anno del ritiro dei rincari sui servizi essenziali per la cit-
tadinanza. È doveroso riportare il costo del buono pasto per la mensa sotto la soglia dei 5 euro e ridurre l’abbonamento al trasporto scolastico, che da settembre 2025 arriva a 270 euro annui. Una scelta che ha comportato non solo un forte disagio economico per le famiglie, ma ha anche incentivato l’uso del trasporto privato, con un ulteriore aggravio su livelli di traffico urbano già insostenibili.
Le famiglie monselicensi non possono continuare a fare da ammortizzatore ai tagli statali o all’inflazione, utilizzata dall’amministrazione come giustificazione per aumenti e rincari”. Il gruppo di opposizio-
ne chiede inoltre inoltre una revisione al ribasso delle tariffe per lo sport, oggi gravate dall’aumento del costo orario di molte palestre, e che si ponga un freno all’incremento del 10 per cento del Canone Unico Patrimoniale per la pubblicità e ai rincari dei servizi cimiteriali. “Anche le tariffe dei parcheggi risultano elevate, - aggiunge Miazzi - penalizzando chi vive o lavora nel centro storico. Serve una gestione della spesa più oculata, che non gravi esclusivamente sulle tasche dei contribuenti. Monselice deve tornare a essere una città realmente sostenibile, non solo negli slogan promozionali ma soprattutto nei conti delle famiglie”.
Nicola Stievano






Il Comune di Este definisce la sua visione strategica per i prossimi anni con l’approvazione, alla fine dello scorso anno, del bilancio di previsione 2026. Il documento di programmazione economicofinanziaria ha ricevuto il via libera dal consiglio comunale con 11 voti favorevoli della maggioranza e l’astensione del consigliere di minoranza Paolo Rosin. Al centro della manovra spicca il piano di investimenti da quasi 21 milioni di euro, programmati per il triennio 2026-2028.
E’ prevista una progressione costante: si partirà con 4,9 milioni di euro nel 2026, per poi salire a 9,7 milioni nel 2027 e concludere con 6,3 milioni nel 2028. L’assessora al bilancio Silvia Bottaro ha precisato che la cifra del primo anno potrebbe apparire contenuta solo perché non include i numerosi cantieri già avviati in città, le cui spese sono già state impegnate precedentemente. “I 4,9 milioni registrano le nuove opere da avviare, mentre i lavori già assegnati non figurano più in questa voce”, ha spiegato l’assessora.
Parallelamente a questi nuovi interventi, la macchina comunale gestirà una spesa corrente di circa
16 milioni di euro l’anno, destinati a garantire il funzionamento dei servizi ai cittadini. Di questi, 4,66 milioni sono assorbiti dalle spese per il personale, cifra che include gli aumenti contrattuali, mentre 7,2 milioni serviranno per l’acquisto di beni e servizi, inclusa la manutenzione delle aree verdi. “Abbiamo recuperato i maggiori costi anche grazie agli investimenti per efficienza energetica degli edifici pubblici”, sottolinea il sindaco Matteo Pajola.
Sul fronte delle entrate, l’amministrazione ha scelto di mantenere la pressione fiscale stabile. Le aliquote Imu restano invariate, confermando lo 0,6 per cento per le abitazioni principali delle categorie catastali di lusso (A1, A8 e A9).
Le risorse principali deriveranno dall’Imu (4,25 milioni), dall’addizionale Irpef (1,73 milioni) e dal fondo di solidarietà comunale (1,43 milioni). Il bilancio conferma inoltre l’attenzione al sociale con trasferimenti specifici: 600 mila euro per l’accoglienza nella rete Sai e 535 mila euro per le nuove assunzioni sul fronte sociale.
Il sindaco vede il 2026 come un anno cruciale per l’amministrazione, essendo l’ultimo anno comple-
L’opposizione boccia il bilancio:
Dai banchi dell’opposizione l’ex sindaco Roberta Gallana boccia il bilancio di previsione: “Il documento smaschera il ‘Libro dei sogni’ della giunta Pajola. Cantieri lumaca con ritardi gravissimi, costi esplosi e servizi al minimo”. L’esponente della minoranza elenca le opere programmate e finanziate con il Pnrr dalla precedente amministrazione: “ Ex Sacro Cuore (Palazzo Contarini): costi raddoppiati. Primo stralcio al 51%, secondo fermo al 22%. Ex Palazzetto dello Sport: 5 milioni di euro, costo raddoppiato). Primo stralcio è al 72%, l’altro appena al 10%. Area San Girolamo: costo quasi triplicato e lavori fermi al 26%. Anche per l’asilo arcobalena la spesa è raddoppiata (2,3 milioni). Il sindaco prometteva l’apertura a giugno 2025, ma il secondo
stralcio è solo al 50%. Nonostante l’emergenza abitativa, i lavori all’edilizia popolare sono al 50% per gli 81 alloggi e appena al 32%

per gli sfitti Erp. I cantieri per l’abbattimento barriere architettoniche sono al 19%”.
Il collega Alberto Mulato aggiunge inoltre: “Manca trasparenza totale sulla piscina comunale, sulla nuova sede dei Vigili

to del mandato. L’obiettivo dichiarato è portare a termine una serie di interventi che restituiranno spazi vitali alla comunità. Tra i progetti in dirittura d’arrivo figurano il recupero di Palazzo Contarini, la riqualificazione dell’ex deposito Riccio, l’area di San Girolamo, il palazzetto e nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica.
A queste si aggiungono opere per quasi 28 milioni di euro già in fase di completamento, come la rotatoria di via Comuna, gli spogliatoi della piscina, l’ampliamento dell’asilo nido Arcobaleno e il restyling del palazzetto dello sport. Complessivamente, la manovra mette in circolo risorse per circa 30 milioni di euro, con l’auspicio di dare impulso all’economia locale.
Tra i progetti in dirittura d’arrivo il recupero di Palazzo Contarini, la riqualificazione dell’ex deposito Riccio, l’area di San Girolamo, il palazzetto e nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica
del Fuoco, la ciclabile di Prà e la riqualificazione dell’ex Ospedale, per non parlare della Chiesa degli Zoccoli e del teleriscaldamento: promesse svanite nel nulla”. Gallana chiede chiarezza sui costi delle consulenze per uffici tecnici, ambiente e verse: “C’è un grave paradosso dei costi. Il personale dirigenziale è raddoppiato, ciononostante si continua a ricorrere a consulenze esterne. Finora abbiamo ricevuto solo silenzi”.
L’analisi dell’opposizione si sposta poi sulla qualità della vita, sanità, ambiente, commercio e turismo: “Sono andati persi servizi e progetti essenziali. - concludono i consiglieri - e la città è destinata ad invecchiare. Il saldo naturale è drammatico (-1 64), con soli 83 nati a fronte di 247 decessi”.

























La sanità veneta
vista dal neo assessore
Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
Tre, due, uno: si parte!
La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.
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Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico
La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”
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Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

Il sindaco Katia Maccarrone parla di “momento storico” per la città, frutto di un lavoro corale che ha dato una risposta definitiva a un problema viabilistico di lunga data
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Borgoricco affronta l’aumento dei costi della spesa corrente, mentre Camposampiero pianifica il triennio 2026-2028 con importanti investimenti
Servizi alle pagg. 6 e 7 segue a pag. 21










Morire di lavoro non è fatalità



















Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<



I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.
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Tempo di bilanci/1. Servizi confermati, investimenti e nuove opere in programma
Approvato il Bilancio di previsione 2026-2028 di Camposampiero, un documento che delinea le priorità dell’Amministrazione per il prossimo triennio, ponendo al centro famiglie, servizi e sviluppo del territorio, senza aumentare la pressione fiscale.
A darne notizia è stata la sindaca Katia Maccarrone, sottolineando come il bilancio confermi tutti i servizi attualmente garantiti ai cittadini e assicuri al Comune la piena operatività fin dai primi giorni del 2026. Una quota significativa del bilancio è destinata alle politiche a sostegno delle famiglie, dell’istruzione e del sociale, ambiti che complessivamente assorbono circa 1,5 milioni di euro all’anno. Una scelta politica precisa, che punta a mantenere elevato il livello dei servizi senza ricorrere ad aumenti fiscali.
Sul fronte scolastico, il Comune continua a sostenere concretamente le famiglie con contributi per la mensa scolastica, pari a 80 mila euro annui, e con il servizio di trasporto scolastico, il cui valore
complessivo ammonta a 220 mila euro, coperto per oltre il 70% dalle casse comunali. Importante anche il sostegno alla scuola dell’infanzia Umberto I, che beneficia di un contributo annuo di 195 mila euro, corrispondente a oltre mille euro per ogni bambino iscritto.
Rilevanti anche le risorse destinate ai servizi per la prima infanzia: per l’asilo nido l’Amministrazione investe oltre 100 mila euro, coprendo circa il 34% del costo complessivo del servizio. Accanto alla scuola, il bilancio conferma il supporto al mondo sportivo, con oltre 130 mila euro annui destinati alle società sportive del territorio, riconosciute come presidio educativo e sociale.
Il comparto del sociale rappresenta infine una delle voci più consistenti, con uno stanziamento che supera i 650 mila euro. Risorse destinate a interventi di assistenza, inclusione e sostegno alle fasce più fragili della popolazione, a conferma dell’attenzione dell’Amministrazione verso la coesione sociale e il benessere della comunità.
Ampio spazio è riservato agli investimenti: superano infatti i 6 milioni di euro le opere già finanziate e in corso, per circa la metà sostenute da contributi regionali, statali e fondi PNRR. Tra gli interventi principali figurano la nuova rotatoria tra via Sant’Antonio e la SR307, già aperta al traffico, il nuovo Palazzo Nodari, prossimo all’inaugurazione, la nuova mensa scolastica, gli spogliatoi del campo da rugby e il miglioramento sismico della palestra di Rustega. Dopo la riapertura del ponte sulla SR307, sono inoltre previsti i lavori provinciali di allargamento della strada provinciale 44 (via Guizze) e la realizzazione della pista ciclabile. Il Piano triennale delle opere pubbliche guarda anche al futuro. Nel 2026 è previsto un investimento di 800 mila euro per la valorizzazione del centro storico e delle piazze cittadine. Nel 2027 sono programmati interventi sulla viabilità per 150 mila euro e sulla sicurezza idraulica per 250 mila euro, con lavori di escavazione a sud della provinciale 44 a Rustega.

Per il 2028 è invece in programma la realizzazione della nuova scuola media, un’opera dal valore di oltre 9 milioni di euro, subordinata all’ottenimento di contributi: il Comune ha già partecipato a diversi bandi con un progetto innovativo ed è attualmente in lista di scorrimento.
critica dell’opposizione: “Zero visione, si rinvia sperando che arrivino i fondi”
Il Consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione 2026-2028. Per la maggioranza si tratta di un documento “sano e stabile”, che garantisce la continuità dei servizi senza aumentare la pressione fiscale e permette all’ente di operare a pieno regime fin dai primi mesi del 2026. Di segno opposto il giudizio delle opposizioni, che parlano invece di un bilancio privo di una reale visione strategica e basato su risorse ancora in-
certe.
“Il nostro focus resta su famiglie, scuola e sociale, con un investimento complessivo di circa 1,5 milioni di euro all’anno”, ha spiegato l’assessore al bilancio Moira Simeonato, sottolineando la conferma delle aliquote Imu e dell’addizionale comunale Irpef. Secondo la maggioranza, il bilancio guarda anche allo sviluppo della città attraverso gli investimenti. Ammontano a oltre 6 milioni di euro le opere già
finanziate e in corso, in parte sostenute da fondi regionali, statali e Pnrr. Nel piano triennale delle opere pubbliche sono inoltre previsti 800 mila euro nel 2026 per la riqualificazione del centro storico, interventi su viabilità e sicurezza idraulica nel 2027 e, nel 2028, la realizzazione della nuova scuola media da oltre 9 milioni di euro, progetto però subordinato all’ottenimento di finanziamenti esterni. Proprio su questo aspetto si concen-
Con questo provvedimento, il Comune di Camposampiero si prepara ad affrontare il 2026 con l’obiettivo di coniugare attenzione sociale, investimenti e visione di lungo periodo, aprendo il nuovo anno all’insegna della continuità e delle sfide future.
Sara Busato
trano le critiche delle minoranze. “È un bilancio che affida il futuro alla provvidenza – ha dichiarato il capogruppo Giovanni Torresin –. Non costruisce una visione della città ma rinvia, sperando che arrivino i fondi”. L’opposizione contesta inoltre la scelta di destinare risorse derivanti dalle concessioni cimiteriali alla riqualificazione del centro storico, ritenendola una forzatura politicamente e moralmente discutibile. (s.b.)

Tempo di bilanci/2. Priorità a istruzione, politiche sociali, illuminazione e progetti di efficienza e mobilità
F
ine anno fa rima, come da tradizione, con una parola chiave per le amministrazioni locali: bilancio. Il 2025 non fa eccezione e anche per il Comune di Borgoricco la chiusura dell’esercizio finanziario avviene in un contesto complesso, segnato da crescenti pressioni sui conti pubblici. Il tema è stato al centro del recente confronto all’assemblea di Anci Veneto, da cui è emerso un quadro condiviso: chiudere i bilanci in questa fase storica è una sfida per tutte le amministrazioni. Le principali difficoltà continuano a riguardare la spesa corrente, indispensabile per garantire il funzionamento quotidiano dei servizi comunali.
Negli ultimi mesi si sono registrati rincari diffusi sui servizi essenziali. Dall’energia alle forniture, fino ai costi di gestione ordinaria, ogni voce di spesa risulta appesantita. Nonostante ciò, l’obiettivo dell’amministrazione resta quello di assicurare la continuità dei servizi e mantenerne elevata la qualità.
Sul fronte delle entrate, il Comune registra circa 2 milioni di euro, con un incremento di 180 mila

euro legato a Imu e Irpef, dato che riflette l’aumento dei residenti, dei redditi e l’effetto delle aliquote. A queste risorse si aggiungono trasferimenti per 1 milione e 309 mila euro, in gran parte provenienti dai fondi Pnrr.
Le spese correnti ammontano complessivamente a 4 milioni e 803 mila euro. La voce principale è l’istruzione, con 760 mila euro pari al 16% del totale, destinati al trasporto scolastico, alle utenze delle scuole statali e ai contributi per le scuole dell’infanzia. Seguono le
politiche sociali con 688 mila euro (13%) per Ulss, anziani, famiglie e fragilità.
Alla mobilità sono destinati 450 mila euro per l’illuminazione pubblica, mentre alla cultura vanno 98 mila euro per il centro civico e 34 mila euro per iniziative culturali. Nel prossimo triennio sono previsti interventi di efficientamento energetico, manutenzione degli impianti sportivi di via Scardeone e la realizzazione del percorso ciclopedonale di via del Graticolo.
Sara Busato
In attuazione della Misura 1.7.2 del Pnrr e in coerenza con la strategia digitale della Regione Veneto, è stata promossa l’attività che mira a contribuire di colmare il digital divide, accrescendo le competenze digitali dei cittadini supportandoli nell’utilizzo di internet, servizi digitali della PA e di aziende private, con l’obiettivo di incentivare - potenziare l’uso dei servizi online, oltre a promuovere l’esercizio dei diritti di cittadinanza e l’inclusione sociale delle comunità e dei territori più svantaggiati. Gli sportelli che ricevono previo appuntamento i cittadini muniti di appositi facilitatori, affiancheranno ed aiuteranno ancora una volta molti altri cittadini per poter accedere ai portali Inps ed Agenzia delle Entrate; rottamare cartelle, aderire all’eventuale definizione agevolata, richiederne la rateizzazione; attivare la Cie; attivare Spid, recupero credenziali; creare il Pin telefonico;

richiedere i bonus attivi; accedere al sito cassa depositi e prestiti; accedere e gestire al profilo home banking; utilizzare pago PA; accedere al portale automobilista; accedere al sito Sanità Zero e prenotare esami - visite; richiedere l’esenzione on line del canone Rai e molto altro ancora.
Il Camposampierese continua, ancora una volta a distinguersi a livello regionale sul fronte dell’innovazione digitale, grazie ai risultati già raggiunti in questi 17 mesi di attività con oltre 17.500 cittadini accompagnati e più di 22.000
A fronte di rincari generalizzati, l’Amministrazione garantisce i servizi essenziali, con entrate pari a circa 2 milioni di euro e spese correnti che superano i 4,8 milioni, con priorità a istruzione e politiche sociali

servizi erogati nei soli centri di facilitazione digitale. Per questo motivo, il territorio ottiene un nuovo ed importante riconoscimento con quasi mezzo milione di euro complessivi per ampliare e rafforzare i servizi fino a maggio 2026. Si tratta di due finanziamenti distinti e complementari di 262.500 mila euro derivanti dalla proroga e dal rifinanziamento della Misura PNRR 1.7.2 , messi a disposizione dalla Regione del Veneto per gli hub più virtuosi e 219.497,45 mila euro del bando nazionale “Dritti al Punto”, finanziato dal Fondo Repubblica Digitale e vinto dalla cooperativa La Esse in partenariato con la Federazione del Camposampierese per il progetto Officine Digitali. In totale circa 480.000 euro saranno destinati a far crescere la rete dei servizi, aumentare le competenze digitali e intercettare nuove fasce di popolazione ancora lontane dagli strumenti digitali. (e.s.)









La sanità veneta
vista dal neo assessore
Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico
Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli
Tre, due, uno: si parte!
La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.
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La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”


Dopo gli episodi di esondazione del 2024 riparte l’iter per la nuova inalveazione del corso d’acqua, con lavori preliminari già avviati e un progetto articolato in più stralci
Le amministrazioni del Camposampierese confermano l’obiettivo di garantire continuità e qualità dei servizi senza aumentare le tasse










Morire di lavoro non è fatalità



















Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<



I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.






Tempo di bilanci/1. I comuni del camposampierese chiudono i loro bilanci in un contesto economico complesso
F ine anno fa da sempre rima con una parola chiave per le amministrazioni locali: bilancio. E il 2025 non fa eccezione. Anzi, per il Comune di Campodarsego la chiusura dell’esercizio finanziario si annuncia come una delle più complesse degli ultimi anni, inserita in un quadro generale che sta mettendo sotto pressione tutti gli enti locali. Il tema è stato al centro anche del recente confronto nell’assemblea di Anci Veneto, da cui è emersa una fotografia condivisa: chiudere i bilanci in questa fase storica è un’operazione tutt’altro che semplice per qualsiasi amministrazione. Le maggiori criticità continuano a concentrarsi sulla spesa corrente, quella indispensabile per garantire il funzionamento quotidiano dei servizi comunali. Negli ultimi mesi, infatti, si sono registrati aumenti significativi su numerosi servizi essenziali. Dall’energia alle for-
niture, fino ai costi della gestione ordinaria, ogni voce di spesa risulta appesantita. Nonostante ciò, l’obiettivo dell’amministrazione resta invariato: assicurare la continuità dei servizi e mantenerne elevata la qualità, anche in un contesto di crescenti difficoltà economiche. L’ipotesi di un aumento della pressione fiscale è stata esclusa fin dall’inizio. “Non possiamo gravare ulteriormente sui cittadini – commenta il sindaco Valter Gallo –. Da quando sono sindaco, la linea è sempre stata quella di mantenere i servizi senza intervenire sulle spese a carico delle famiglie”. Una scelta che comporta conseguenze precise: intervenire sul lato delle spese, eliminando quelle ritenute superflue e razionalizzando ogni possibile margine, per liberare risorse da destinare ai servizi fondamentali.
Il nuovo anno si apre dunque nel segno della continuità, ma
Via libera del Consiglio comunale al bilancio di previsione 2026, documento centrale per la gestione amministrativa dell’ente. I conti evidenziano una situazione finanziaria solida, con un saldo di cassa positivo superiore a 1,9 milioni di euro, confermando una gestione improntata a prudenza e responsabilità. Le entrate complessive del Comune ammontano a 12.389.995 euro.
Di queste, oltre 4,1 milioni derivano da Imu e Irpef. Confermata anche per il 2026 l’esenzione dall’addizionale Irpef per i redditi fino a 16 mila euro, misura pensata per tutelare le fasce economicamente più deboli. Il bilancio garantisce risorse adeguate per il funzionamento della macchina comunale e il mantenimento dei servizi essenziali. Particolare attenzione è rivolta

anche con alcune novità. Tra queste, l’introduzione del tempo pomeridiano nelle scuole e una maggiore attenzione alle politiche sociali. Nel dettaglio, il bilancio corrente ammonta a circa 8 milioni di euro: 3 milioni destinati alle spese di gestione, altrettanti a sociale e istruzione, mentre la parte restante è riservata agli interventi di manutenzione e alle politiche ambientali. Un equilibrio delicato, che l’amministrazione è chiamata a difendere in uno dei momenti più
impegnativi degli ultimi anni. Anche nel comune di Santa Giustina in Colle è stato approvato il bilancio di previsione 20262028 insieme alla nota di aggiornamento al Documento unico di programmazione (Dup). Via libera anche alla conferma delle aliquote Imu e dell’addizionale comunale Irpef per il 2026. Il documento finanziario, predisposto nel rispetto dei vincoli normativi e degli equilibri di bilancio, mantiene invariata la pressione tributaria. Confermata infatti l’a-
liquota dell’addizionale Irpef allo 0,80%, con esenzione per i redditi fino a 10 mila euro, così come restano invariate le aliquote Imu. Nonostante l’aumento generalizzato dei costi e il peso della spesa corrente, il bilancio garantisce la continuità dei servizi comunali e prevede investimenti per circa 1,4 milioni di euro nel triennio. Le risorse saranno destinate in particolare alla manutenzione del patrimonio comunale, comprese le palestre, piazza di Fratte e il magazzino comunale della protezione civile, oltre a interventi di asfaltatura, alla messa in sicurezza di incroci ritenuti pericolosi e al rinnovo del parco automezzi dell’ente. Il bilancio prosegue inoltre il percorso di sostenibilità finanziaria del Comune, assicurando il rispetto del pareggio di bilancio e una graduale riduzione dell’indebitamento.
Sara Busato
alla spesa per il personale, che ammonta a 1.471.290 euro per 34 dipendenti, oltre al contenimento dei costi per utenze e manutenzioni e al sostegno dei servizi sociali, delle scuole dell’infanzia e della gestione associata dei servizi sovracomunali.
Importante anche il capitolo dedicato agli investimenti, che nel 2026 supera i 5 milioni di euro. Tra gli interventi principali
figurano l’adeguamento sismico ed energetico della scuola primaria Ugo Foscolo, per un valore di 1,5 milioni di euro, la messa in sicurezza stradale e idrogeologica, la realizzazione della rotatoria tra via Piovego, Cocche e Mometto e della pista ciclopedonale lungo il Piovego, per complessivi 1,1 milioni. Sono inoltre previsti il primo stralcio della riqualificazione di Prà della Fiera, con uno
stanziamento di 805 mila euro, l’adeguamento idraulico di via Cavinati con nuova ciclopedonale (516 mila euro) e la fornitura degli arredi per la nuova scuola primaria Pascoli, comprensivi di auditorium e palestra, per 450 mila euro. Un bilancio che punta a garantire servizi, investimenti e tutela sociale, mantenendo l’equilibrio dei conti comunali. (s.b.)

Tempo di bilanci/2. Progetti sostenibili con i fondi Pnrr per rilanciare i territori
Il Consiglio comunale di Villa del Conte ha approvato in anticipo il bilancio di previsione per il triennio 2026-2028, anticipando la scadenza normativa fissata a febbraio 2026. Una scelta che consente all’amministrazione di operare fin da subito con piena efficacia, garantendo continuità nei servizi, certezza nella gestione delle risorse e una maggiore capacità di pianificazione degli interventi. Il documento contabile, redatto nel rispetto delle normative vigenti e in coerenza con il Documento unico di programmazione, riflette le priorità dell’amministrazione comunale e si fonda su criteri di prudenza, trasparenza e sostenibilità finanziaria. Particolare attenzione è rivolta alle politiche sociali. Confermate le risorse destinate al sostegno delle persone in difficoltà, delle famiglie, degli anziani e delle fasce più fragili della popolazione, con l’obiettivo di garantire servizi essenziali e rafforzare la rete di protezione sociale. Il bilancio guarda inoltre allo

sviluppo del territorio e agli investimenti strategici. Per il 2026 sono previste opere rilevanti, tra cui la realizzazione di un nuovo magazzino comunale, la messa in sicurezza idraulica di via Roma – per la quale il Comune ha partecipato a un bando da circa 2,5 milioni di euro – e la creazione di un percorso naturalistico ciclopedonale lungo il fiume Tergola. “L’approvazione anticipata del bilancio è il risultato di un lavoro di squadra”, ha commentato il sindaco Antonella Argenti, ringraziando giunta, consiglieri e personale comunale. “Si tratta di
un bilancio equilibrato, responsabile e fortemente orientato al sociale, che conferma la volontà di non lasciare indietro nessuno e di investire con attenzione sul territorio”. Sulla stessa linea l’assessore al bilancio vicesindaco Pegoraro, che ha sottolineato l’importanza del passaggio: “Ancora una volta la squadra amministrativa ha dimostrato lungimiranza e attenzione ai bisogni dei cittadini. Approvare il bilancio con largo anticipo significa garantire stabilità e certezze”.
Sara Busato
Villanova di Camposampiero, approvato il bilancio di previsione 2026
La Giunta comunale di Villanova ha approvato il bilancio di previsione 2026-2028, un documento che conferma la solidità dell’azione amministrativa e la capacità di programmazione dell’attuale amministrazione. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Sarah Gaiani e dal vicesindaco e assessore al bilancio e ai lavori pubblici Cristian Bottaro, che sottolineano come il risultato rappresenti “un passo importante verso la continuità e l’efficienza nella gestione del Comune, senza gravare sui cittadini”. Il bilancio approvato mantiene infatti invariate le imposte, con nessun aumento delle tasse locali e, anzi, un ampliamento dell’esenzione irpef per i redditi più bassi, che salirà fino a 10mila euro. Una scelta precisa, spiegano gli amministratori, che va nella direzione di tutelare le famiglie e sostenere il potere d’ac-

quisto in un periodo di incertezza economica generale. Sul fronte dei lavori pubblici, non mancano le sfide e le novità: sta per partire il cantiere dell’attesissima sistemazione idrogeologica con pista ciclopedonale in via Caltana Est, un intervento strategico che unisce sicurezza del territorio e mobilità sostenibile.
Si prevede inoltre la chiusura dei lavori in via Piovega Nord e della nuova mensa della scuola primaria di Villanova, opere che testimoniano l’impegno costante dell’amministrazione nel miglio-
rare i servizi e le infrastrutture. Particolare attenzione è riservata anche al settore sociale, con la conferma e il potenziamento delle progettualità già avviate a sostegno delle fasce più fragili e delle famiglie. Tra le priorità anche la preparazione alla sfida del Conto Termico 3.0 per le due scuole primarie, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica e ridurre i costi di gestione.
“Questo bilancio – ha commentato il sindaco Gaiani – rappresenta la prova che un’amministrazione può essere prudente e, allo stesso tempo, ambiziosa. Guardiamo al futuro con concretezza e responsabilità”. Sulla stessa linea il vicesindaco Bottaro: “I conti sono in ordine e i progetti non mancano. Ora è il momento di lavorare sodo per trasformare le previsioni in risultati concreti per la comunità”. (e.s.)
Presentato dal presidente Sergio Giordani, il documento evidenzia importanti investimenti in viabilità, edilizia scolastica e sicurezza del territorio, anche grazie ai fondi Pnrr. Centrale il messaggio di una Provincia tornata protagonista dopo anni di incertezza, con attenzione a sviluppo sostenibile, inclusione e servizi ai cittadini










La sanità veneta
vista dal neo assessore
Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
Ldue, uno: si parte!
a Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.

Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico
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Servizio a pag. 4

Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

Dopo mesi di sperimentazione, la nuova organizzazione dei posteggi e il regolamento aggiornato migliorano sicurezza, circolazione e spazio per i plateatici
Confermata l’attenzione alle famiglie,con tariffe dell’asilo nido invariate e un nuovo nido comunale realizzato con risorse proprie
Servizi alle pagg. 6 e 7 segue a pag. 21


IMorire di lavoro non è fatalità
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.
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Tempo di bilanci/1. Tasse ferme, investimenti per scuole, piste ciclabili e sicurezza stradale grazie anche al Pnrr
N el congedarsi dal consiglio comunale, il sindaco Stefano Marcon, neoeletto consigliere regionale, ha voluto rivendicare uno dei risultati che considera più significativi dei suoi dieci anni alla guida di Castelfranco Veneto: lasciare un Comune con i conti in ordine. “Non è un esito scontato – ha sottolineato – ma il frutto di decisioni e scelte non sempre semplici. Ci sono state anche combinazioni favorevoli, come il Pnrr e altri bandi di finanziamento, ma ci siamo fatti trovare pronti a cogliere le opportunità che via via si sono presentate”.
Un’impostazione che trova continuità nel bilancio di previsione 2026-2028 e nel Documento unico di programmazione, illustrati dall’assessore al bilancio Elisabetta Peron. Si tratta di un bilancio che l’amministrazione definisce solido e prudente, in linea con quelli degli ultimi anni, e che punta a non aumentare la pressione fiscale sui cittadini. Restano infatti invariate le aliquote dell’addizionale comunale Irpef e della tassa di soggiorno,
mentre per il triennio 2026-2028 non è previsto il ricorso a nuovi mutui per finanziare gli investimenti. Una scelta che, nelle intenzioni della giunta, serve a mantenere equilibrio nei conti senza gravare ulteriormente su famiglie e contribuenti, continuando allo stesso tempo a garantire servizi e interventi sul territorio. Il quadro finanziario si basa su un risultato di amministrazione presunto al 31 dicembre 2025 di circa 12 milioni di euro.
Una volta tolte le somme già vincolate o accantonate per legge, la parte realmente disponibile per quest’anno ammonta a circa 1 milione e 428mila euro. Guardando alle entrate che incidono più direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini, il gettito principale arriva dall’Imu, stimata in 7 milioni e 750mila euro. L’addizionale comunale Irpef è prevista in 3 milioni e 762mila euro e viene confermata anche per il prossimo anno la fascia di esenzione per tutti i contribuenti con redditi inferiori ai 15mila euro. Invariata anche l’impo-
sta di soggiorno, che dovrebbe garantire circa 100mila euro di entrate, in linea con gli anni precedenti. Un capitolo particolarmente sentito è quello delle infrazioni stradali. A bilancio sono previsti circa 1 milione e 570mila euro derivanti dalle sanzioni per violazioni del codice della strada. Risorse che, come ricordato dall’assessore Peron, hanno un preciso vincolo di destinazione: almeno la metà deve essere reinvestita in sicurezza stradale, manutenzione delle strade, nuova segnaletica e attività di controllo, con ricadute dirette sulla circolazione e sulla sicurezza urbana. Un incremento delle entrate dalle infrazioni stradali potrà provenire anche dall’annunciata installazione di nuovi lettori targa, specialmente nelle frazioni. Si tratta di strumenti utili non solo nel campo delle indagini contro atti criminali (come furti e rapine), ma anche per intercettare coloro che non hanno provveduto alla revisione dell’auto e al pagamento dell’assicurazione. Sul fronte dei lavori pubblici, il bilancio prevede diversi inter-

venti diffusi sul territorio. Sono stati stanziati circa 75mila euro per lavori di manutenzione straordinaria nelle scuole di Campigo e di Sant’Andrea oltre il Muson, mentre 80mila euro serviranno per la messa in sicurezza del campanile della chiesa di San Giacomo. Nel programma triennale delle opere pubbliche di quest’anno inseriti anche la pista ciclabile di via Pozzetto (1 milione e 900mila euro), il sottopassaggio pedonale su via Storta (350mila euro) e la riqualificazio-
Si è svolto un incontro tra EDistribuzione e l’Amministrazione comunale di Castelfranco Veneto, dedicato al confronto sul piano di interventi per il potenziamento e la modernizzazione della rete elettrica sul territorio comunale. Durante
la riunione sono stati affrontati diversi temi strategici, a partire dalle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, fondamentali per prevenire guasti e ridurre al minimo disservizi alla cittadinanza e alle attività produttive. Un punto centrale del
confronto ha riguardato il programma di investimenti futuri.
In particolare, E-Distribuzione ha annunciato la realizzazione di cinque nuove linee elettriche interrate, per una lunghezza complessiva di 1 9 chilometri, con un investimento stimato di
circa 4 milioni di euro. Gli interventi sono previsti nel secondo semestre del 2026 e contribuiranno a migliorare l’affidabilità della rete, riducendo l’impatto visivo e aumentando la protezione delle infrastrutture. Il sindaco Stefano Marcon ha
ne delle strade ai marciapiedi comunali per 770mila euro. Infine una nota riguardante l’asilo nido comunale, oggetto di discussione politica con l’opposizione: “A differenza di altri comuni – specifica l’assessore Peron – non abbiamo aumentato le tariffe. Inoltre il Comune ha appena realizzato un nuovo asilo, investendo 600mila euro di risorse proprie per rispondere alle esigenze delle famiglie”.
Leonardo Sernagiotto
sottolineato l’importanza di questi investimenti dichiarando: “Investire sulla rete elettrica significa garantire a cittadini e imprese un servizio sempre più sicuro, efficiente e resistente ai fenomeni climatici estremi”. (r.c.)
































Approvazione unanime per il bilancio di previsione 2026 della Provincia di Treviso. Il via libera è arrivato al Sant’Artemio, al termine del Consiglio provinciale e dell’Assemblea dei Sindaci, riuniti per esaminare il documento contabile e le principali linee di intervento per il prossimo anno. L’ok condiviso da tutti i sindaci e i consiglieri provinciali, al di là degli schieramenti politici, conferma la convergenza sulle priorità individuate per il territorio della Marca Trevigiana. Al centro della programmazione restano scuola, viabilità e tutela ambientale, ambiti considerati strategici per lo sviluppo locale. La seduta ha avuto anche un valore simbolico: si è trattato infatti dell’ultimo Consiglio e dell’ultima Assemblea per il presidente Stefano Marcon, che ha concluso il suo secondo mandato alla guida dell’ente. Marcon ha ringraziato sindaci e consiglieri per la collaborazione maturata nel corso degli anni, sottolineando il clima di condivisione che ha caratterizzato l’approvazione del bilancio.
Dal 2016 a oggi, la Provincia ha investito complessivamente oltre 280 milioni di euro. La quota più consistente, pari a 190 milioni, è stata destinata all’edilizia scolastica, con interventi su circa 100 istituti supe-
riori frequentati ogni anno da 40 mila studenti. Alla rete stradale provinciale sono andati 91 milioni di euro per la manutenzione e la riqualificazione di oltre 1.200 chilometri, mentre più di 10 milioni sono stati impiegati in progetti ambientali, attraverso bandi rivolti a cittadini, imprese e Comuni.
Accanto agli investimenti diretti, la Provincia ha continuato a svolgere un ruolo di supporto agli enti locali. Nel solo 2025, la Stazione Unica Appaltante ha gestito procedure per 145 milioni di euro. Sul fronte del personale, sono stati organizzati concorsi per la Pubblica Amministrazione che hanno registrato 477 iscritti e 45 interpelli per i Comuni convenzionati. Non è mancato, inoltre, il sostegno alla digitalizzazione e ai sistemi informatici, oltre alla concessione degli spazi del Sant’Artemio per eventi istituzionali.
Guardando avanti, il piano triennale 2026-2028 prevede investimenti per oltre 48 milioni di euro, che porteranno il totale delle opere realizzate o programmate dal 2016 al 2028 a superare i 329 milioni. Nel dettaglio, per il 2026 sono previsti 6 milioni di euro per l’edilizia scolastica, 16 milioni per la viabilità e 1 milione per l’ambiente, per un totale di 23 milioni di euro.
Sul fronte delle entrate, nel
2025 i proventi da IPT, Rc Auto e tributi ambientali hanno raggiunto quota 66,6 milioni di euro, dato in linea con il 2024 e destinato, secondo le previsioni, a essere confermato anche nel 2026 grazie alla stabilizzazione del mercato automobilistico. L’avanzo di amministrazione libero, pari a oltre 8,3 milioni di euro, sarà utilizzato per completare interventi sull’edilizia scolastica – tra cui il recupero dell’ex immobile delle Poste a Treviso da destinare al Liceo Artistico – e per lavori di manutenzione stradale e accordi di programma.
“L’approvazione unanime del bilancio 2026 è un segnale forte – ha dichiarato Marcon – e rappresenta il riconoscimento del lavoro svolto in questi nove anni insieme ai 94 sindaci della Marca e al Consiglio provinciale”. Il presidente uscente ha ricordato come, nel 2016, la riforma Delrio avesse lasciato alle Province risorse limitate e competenze ridotte, rendendo ancora più significativo il percorso di rilancio intrapreso. In chiusura, Marcon ha rivolto un ringraziamento alla struttura dell’ente – consiglieri, dirigenti e dipendenti – e alle Amministrazioni comunali, sottolineando il valore di una rete istituzionale che, negli anni, si è consolidata e rafforzata.
Sara Busato
La seduta ha segnato anche la conclusione del secondo mandato del presidente Stefano Marcon, che ha ringraziato amministratori e struttura dell’ente per il lavoro condiviso svolto in questi anni










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vista dal neo assessore
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La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.
La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”
Servizio a pag. 4


Tentato femminicidio dopo il caso Beccarello: una donna salvata dal figlio minorenne. Comunità sotto shock, il Comune pronto a costituirsi parte civile
Cavarzere: tante opere in arrivo , tariffe per i servizi invariate. A Cona drastico crollo delle entrate, a rischio il trasporto scolastico
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Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.
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Il bilancio guarda al futuro e per il 2026 mette in campo investimenti, a partire dalla conclusione dei progetti Pnrr che hanno portato 10 milioni di euro di risorse
E’ stato approvato in consiglio comunale in municipio a Cavarzere, nelle scorse settimane, il bilancio di previsione 2026–2027–2028. A fare il punto delle scelte compiute dall’ente locale è il sindaco Pierfrancesco Munari. “Il bilancio di previsione - spiega il primo cittadino - è uno strumento centrale della nostra azione amministrativa e una scelta di responsabilità verso la città. Si tratta di un bilancio che guarda al futuro e che per il 2026 mette in campo investimenti concreti, a partire dalla conclusione dei progetti Pnrr che hanno portato quasi 10 milioni di euro di risorse sul nostro ter-
ritorio, insieme a nuovi interventi e progettualità su cui continuiamo a lavorare con determinazione”. Tante le opere che verranno realizzate a breve: dal Ponte della Rossetta per quasi 200.000 euro, alla sistemazione di un complesso di 6 unità immobiliari in via Spalato per quasi 300.000 euro finanziati dalla Regione, dall’accordo con Lng Adriatic che porterà nelle casse del Comune oltre 250.000 euro per interventi manutentivi, al bacino di laminazione di Boscochiaro per la somma di 450.000 euro. Tanti anche i progetti presentati e in attesa di finanziamento: dal restauro dell’ex Macello per oltre
Andrea Fumana (Sinistra Italiana):
6 milioni di euro per la realizzazione di residenze abitative per soggetti fragili, al bando sportivo per la risistemazione della pista di atletica leggera del campo di via Spalato per oltre 700.000 euro, dal progetto per l’eliminazione del rischio idraulico della frazione di Boscochiaro per oltre 2.500.000 euro, al progetto per la realizzazione del palazzetto dello sport per oltre 4 milioni di euro. “Sono tanti i progetti - specifica Munari- in attesa di finanziamento, che nell’ ipotesi di non rinvenimento di risorse, potranno essere utilizzate in futuro, anche dall’amministrazione che verrà”. Il bilancio approvato contiene anche altri importanti elementi di caratterizzazione: la nuova gestione dei rifiuti, relamping di tutte le luci della città ivi comprese quelle della Citta Metropolitana di Venezia,
“Si faccia uso dell’avanzo di bilancio”
A votare contro il bilancio di previsione del Comune di Cavarzere sono state le opposizioni di centrosinistra. Il consigliere Andrea Fumana di Sinistra Italiana di Cavarzere spiega le sue ragioni. “Anche quest’anno, terzo anno consegutivo - dice - lo Stato taglia il trasferimenti delle risorse agli enti locali. A Cavarzere si passa da 1.805.987 euro del 2024, a 1.726.050 del 2025 per arrivare a 1.608.267 del 2026. Vorrei conoscere perché i proventi extra tributari passano da 1.606.338 euro del 2025 a 1.241.621 del 2026. Il fondo di solidarietà comunale 2024 del nostro Comune ammontava a 2.307. 689 euro nel 2025 è sceso a e 2.210.296. Per quanto attiene l’entrata della addizionale comunale Irpef è congrua la previsione di 1.500.000
euro?”. Una attenzione particolare Fumana la dedica alla Tari/Tarip. “A differenza del Comune - dice - noi sosteniamo che la tariffa che coprirà solo i costi generali del servizio, è costituita da una quota fissa determinata dalla superfice dell’immobile e dei componenti del gruppo famigliare e da una quota variabile determinata dal numero e dalla frequenza degli svuotamenti del secco non riciclabile. Temiamo che nel 2026, gli utenti cavarzerani si troveranno difronte all’enesimo aumento”. “Nel nostro Comune - aggiunge - un nucleo famigliare composto da un’unica persona che occupa alloggio di 64metri quadri, ha pagato nel 2025 una tariffa annuale pari a 130 euro, a Cona tariffa Tarip, 170 euro”. Poi sulle opere pubbli-

13 nuovi occhi elettronici e tanto altro. “Si è affrontata poi - dice Munari - la pianificazione del personale, con molti pensionamenti all’orizzonte e molti concorsi che verranno banditi a breve, ai quali mi auguro possano partecipare i nostri concittadini. Inoltre, nessuna tariffa è stata aumentata nonostante l’aumento dei costi delle materie prime e del persona-
che. “Per il quinto anno consecutivo il Piano riporta”Lavori di demolizione e ricostruzione con ampliamento della palestra media Cappon” con l’intervento previsto nel 2027 per 4.690.000 euro. E’ possibile -sottolineache l’intervento venga finanziato con fondi Pnrr? Nel frattempo l’asfaltatura di Riviera Montegrappa, prevista nel 2022, slitta per arrivare al 2027”. Rimangono disponibili dal bilancio oltre un milione di euro che non sono stati spesi. ”Per fare un esempio -conclude - gli abitanti di Ca’Venier che da tre anni hanno richiesto il posizionamento di cartelli stradali, così come a Rottanova che hanno richiesto, l’istallazione di 4 punti luce in due piccole stradine laterali di via Giare Inferiori”. (a.a)
le. Sono pienamente soddisfatto di questo bilancio (il quinto della mia amministrazione) e ringrazio tutti i dipendenti, gli assessori e i consiglieri per il lavoro svolto”. Certo con i tagli fatti dal governo ai contributi per gli enti locali, e se continueranno, le difficoltà, non mancheranno nei prossimi anni per il Comune di Cavarzere. Alessandro Abbadir



Tempo di bilanci/2. Cona, il sindaco Alessandro Aggio tratteggia una situazione a tinte fosche
Il bilancio del Comune di Cona presenta non poche difficoltà. A tracciare un quadro non del tutto lusinghiero, dello strumento di programmazione che sarà approvato a fine gennaio, è il sindaco del paese, Alessandro Aggio. “Il 2025 - dice Aggio - si è aperto per il Comune di Cona come un anno complesso dal punto di vista finanziario. In un’ottica di trasparenza è doveroso condividere con la comunità le principali criticità che l’amministrazione si trova ad affrontare, affinché i cittadini possano comprendere il contesto in cui vengono assunte le scelte di bilancio. Le difficoltà derivano innanzitutto dagli obblighi imposti a livello nazionale. Per l’anno in corso il Comune è chiamato a rispettare vincoli di spending review per 10 mila euro, oltre ad un accantonamento di oltre 7mila euro nel fondo obiettivi di finanza pubblica, un importo che, secondo le attuali previsioni, raddoppierà progressivamente fino a superare i 28.000 euro nel 2029. Si tratta di risorse che vengono sottratte alla possibilità di essere impiegate direttamente nei servizi ai cittadini”. A questa situazione già critica, si aggiunge un elemento particolarmente rilevante sottolinea Aggio: “l’azzeramento delle entrate derivanti dalle sanzioni per il controllo della velocità, conseguente a un aggiornamento

normativo voluto dal Ministero sulle strumentazioni di controllo elettronico. Un’entrata che negli anni passati ha rappresentato una voce importante per la sistemazione delle strade, per lo sfalcio del verde e acquisto e manutenzione della segnaletica stradale”. Ulteriore fattore di pressione sui conti dell’ente è la diminuzione delle entrate Imu, pari a circa il 17%, che riduce ulteriormente tale gettito strutturale del Comune, per una cifra intorno ai 100 mila euro. In questo quadro complesso, una possibile forma di attenuazione delle difficoltà potrebbe arrivare dalla rinegoziazione dei mutui con Cassa Depositi e Prestiti, prevista a partire dal 2026. Questo strumento consentirebbe agli enti locali di ricalibrare il peso degli interessi sui mutui, alleggerendo i bilanci negli anni successivi. “Tuttavia - dice Aggio - dalle informazioni attualmente disponibili, non tutti i Comuni potran-
no accedere a questa possibilità: siamo in attesa di conoscere i criteri che Cassa Depositi e Prestiti definirà per consentire l’accesso a tale misura”. Dure le conclusioni. “Se, anche per il 2026 - dice Aggio - non verrà sbloccata la possibilità di ripristinare i controlli della velocità sulle strade e se il Comune non potrà accedere alla rinegoziazione dei mutui, sarà inevitabile dover valutare tagli significativi ai servizi, con la concreta messa in discussione di prestazioni fondamentali, come ad esempio il trasporto scolastico. Il Comune continuerà a operare con senso di responsabilità, cercando ogni soluzione possibile per tutelare i servizi ai cittadini e mantenendo l’equilibrio dei conti con la consapevolezza che le difficoltà non dipendono da scelte locali, bensì da un contesto normativo e finanziario sempre più stringente per gli enti locali”.
Alessandro Abbadir
Un tema su cui le opposizioni sono molto critiche a Cona è quello dell’approvazione della nuova tariffa Tarip. A sollevare la questione è il gruppo di centrosinistra “Cona Partecipazione Civica”. “Ab-biamo votato contro in consiglio – dice il consigliere comunale Antonio Bottin - l’attuale imposta-zione della Tarip, perché colpisce le tasche dei cittadini di Cona ed è stata portata in consiglio senza un confronto”.
“Questo – sottolinea Bottin - non è un modo serio di decidere e vogliamo spiegare perché diciamo no a questa Tarip. La tassa nasconde aumenti mascherati da convergenza tariffaria”. Cona parte da tariffe “più basse” secondo Veritas, e viene spinta verso un “valore gui-
da” più alto. Il risultato per Bottin saranno aumenti strutturali, non temporanei. “I costi – dice - sono stati rinviati fino al 2038 con bollette future già scritte. Rinviare i costi significa invece scaricare il problema sui cittadini di domani”. Questa decisione per Bottin dà meno voce a Cona. Dal 2026 Cona viene inserita in un Pef unico con altri Comuni. “Ci sarà - dice Bottin - meno autonomia, meno trasparenza, decisioni prese sulle medie, non sulla realtà locale”. “Per noi la Tarip - conclude Bottin – dà meno tutele. La tariffazione puntuale viene presentata come più equa, ma i costi fissi restano alti, le fami-glie numerose e più fragili rischiano di pagare di più”. Da parte del sin-

daco Alessandro Aggio arriva una replica. “Le decisioni sulla Tarip –dice - sono state prese dall’agenzia nazionale Arera. Il Comune ha scarso spazio di manovra sulla questione”. (a.a.)
Conti difficili per il Comune di Cona. Le nuove norme statali riducono le risorse disponibili, azzerando le entrate da controlli di velocità e tagliando il gettito Imu. Il sindaco Aggio chiede chiarezza e avverte su possibili riduzioni dei servizi









La sanità veneta
vista dal neo assessore
Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.
Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico
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Servizio alla pag. 4

Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

Dopo il Piano del 2021, l’Amministrazione interviene con modifiche sostanziali per adeguarsi ai nuovi obblighi di legge
Caos politico, Barbara Penzo (Pd): “Maggioranza frammentata” Il sindaco Armelao: “E’ stato un anno di interventi diffusi”
Servizi alle pagg. 6 e 7 segue a pag. 21






Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.




AChioggia il bilancio di previsione del Comune non è stato ancora approvato, ma il sindaco Mauro Armelao, ci tiene a fare un suo bilancio delle attività svolte e dei risulltati ottenuti. Sul versante delle opere pubbliche, si è trattato per Armelao di un anno “di interventi diffusi su ponti, strade, quartieri e frazioni”. “Il 2025 - dice il sindaco - è stato un anno di intensa attività per il Comune sul fronte dei lavori pubblici. È stato approvato il progetto di manutenzione straordinaria del cavalcavia di Borgo San Giovanni, per la quale sono state reperite le risorse e avviata la fase esecutiva, con lavori previsti nel 2026. Grande rilievo ha avuto anche la presentazione del progetto di risanamento del Ponte della Fossetta, infrastruttura chiusa dal 2018 e collegamento strategico tra Fossetta e Brondolo. Un intervento complesso che coniuga sicurezza strutturale, tutela del valore storico-culturale e riqualificazione urbana dell’intero contesto, con la previsione di una nuova passerella pedonale e la valorizza-
zione degli spazi pubblici”. Sono stati completati e riconsegnati alla cittadinanza, sottolinea Armelao “il ponte sul canale Nuovissimo a Valli, riaperto al transito dopo un intervento di circa 700 mila euro, e il ponte Cavanis, riaperto in anticipo rispetto al cronoprogramma”. Proseguono i lavori di restauro di Ponte Sant’Andrea. Il 2025 per il sindaco ha visto “un piano di manutenzione e rifacimento della rete stradale, sia nel centro urbano sia nelle frazioni. Sono stati programmati e avviati interventi su oltre 60 mila metri quadrati di strade, marciapiedi e pavimentazioni, con l’attivazione del quarto lotto di asfaltature e la progettazione del quinto”. Tra gli interventi principali: la ristrutturazione di Fondamenta Canal Lombardo, sviluppato per stralci per limitare i disagi ai residenti, il rifacimento del manto stradale di viale Isonzo, la sistemazione dei marciapiedi e della carreggiata di viale Adige, e il ripristino della pavimentazione in trachite in zona Porta Santa Maria. Attenzione è stata posta al coordi-

namento con i gestori dei sottoservizi, per evitare interventi ripetuti e garantire risparmi economici e durabilità delle opere. Nel centro storico sono stati programmati e avviati interventi mirati di riqualificazione, tra cui i lavori su calle Campanile Duomo, che prevedono la sostituzione delle reti idriche, gas e fognarie e il successivo rifa-
I lavori pubblici non si fermano a Chioggia, con cantieri che sono stati avviati nel 2025. “Per il 2026 ormai partito - ha detto Mauro Armelao, sindaco di Chioggia - puntiamo sull’inizio dei lavori del tanto atteso Ponte della Fossetta, quelli interni dell’Arena Duse, gli interventi che coinvolgeranno la parte centrale del Lungomare”. Ma non solo. Il sindaco (che spera va detto, di sistemare i problemi all’interno della maggioranza)
punta a realizzare altri interventi nell’anno appena iniziato. “Vogliamo dare il via - dice - alle procedure di esproprio per il primo stralcio della Cittadella dello Sport, terminare il progetto del gattile, iniziare i lavori di sistemazione totale di palestra e spogliatoi dei plessi Caccin e Merlin, oltre al quinto lotto asfaltature necessarie per la sicurezza stradale”. Ma fra le priorità dell’amministrazione clodiense per l’anno cominciato,

cimento completo della pavimentazione in trachite, grazie a fondi dedicati. Prosegue l’impegno nella tutela del patrimonio storico-religioso con il restauro conservativo di tre edicole votive a Sottomarina, finanziato con fondi ministeriali. “Un’attenzione costante - conclude Armelao - è stata riservata alle frazioni, con interventi diffusi. A
non ci sono solo le opere pubblice da portare avanti. “Poi - conclude il primo cittadino - abbiamo tra le priorità la partenza del Consorzio Ats e tutte le attività di ricezione e intrattenimento per i turisti e per i residenti, come i concerti estivi e moltissimo altro”. Nette e positive le conclusioni del primo cittadino. “Chioggia è una città - conclude Armelao - che merita tutto il nostro impegno per valorizzarla al massimo”. (a.a.)
Valli sono stati completati lavori su ponti, strade e aree pubbliche, mentre a Cavanella d’Adige è stato raggiunto un risultato atteso da anni: la definizione del percorso per la riapertura dell’ufficio postale, che tornerà operativo con la ristrutturazione di un edificio comunale”.
Alessandro Abbadir



Tempo di bilanci/2. La consigliera del Pd Barbara Penzo va all’attacco dell’amministrazione
L e opposizioni a Chioggia vanno all’attacco del sindaco Mauro Armelao e della sua giunta di centrodestra, sulla questione del bilancio di previsione dell’ente locale. Bilancio che non è ancora stato approvato. A portare critiche pesanti su una situazione politica e amministrariva considerata insostenibile, è la consigliera comunale del Pd Barbara Penzo. “Ad oggi - dice la consigliera Penzo - sul bilancio del Comune di Chioggia non ci sono purtroppo novità concrete. L’ultimo consiglio comunale risale a fine dicembre e non ha prodotto di certo l’approvazione del bilancio previsionale viste le condizioni di difficoltà in cui versa la maggioranza al suo interno. Da allora non è stata ancora convocata alcuna nuova seduta del consiglio in municipio”. La Penzo fa una analisi precisa della situazione e delle difficoltà politiche in cui versa la giunta guidata da sindaco Armelao. “Va ricordato che la conferenza Stato-Città - spiega - ha dato il via libera al differimento dei bilanci di previsione 20262028 al 28 febbraio 2026, ma questo non può diventare un alibi per il silenzio e l’assenza di confronto istituzionale. La situazione appare ancora molto instabile. Da un lato pesano le difficoltà politiche di
una maggioranza che continua a essere frammentata; dall’altro ci sono evidenti criticità tecniche. Si tratta di un bilancio complesso e difficile, con capitoli e voci che negli ultimi anni abbiamo più volte segnalato come non pienamente corrispondenti alla realtà: alcune sottostimate, altre sovrastimate”. Barbara Penzo fa poi una precisa considerazione sul cambiamento di atteggiamento che in questi ultimi mesi ha avuto la maggioranza di centrodestra che guida il Comune, e il sindaco Mauro Armelao. “In questo momento - sottolinea l’esponente politica di centrosinistra - colpisce il cambio di atteggiamento dell’amministrazione comunale. Si ricorda infatti come negli anni scorsi la puntualità nell’approvazione del bilancio veniva rivendicata come un vanto politico, mentre oggi, di fronte alle difficoltà, si registra solo un silenzio assordante”. Da qui una amara considerazione conclusiva sulle ragioni di questo ritardo. “Ri-

tengo - dice - quindi, che il ritardo sia il risultato di più fattori, politici e tecnici, che si intrecciano e rendono complicata la definizione del documento di programmazione economica dell’ente locale” . L’ultimo bilancio di previsione 2025/27 del Comune di Chioggia, era stato approvato19 dicem-bre 2024, in Consiglio comunale. In quell’occasione il sindaco aveva sottolineato l’importanza della revisione delle tariffe, citando il caso del canone sulla pubblicità “che non veniva aggiornato dal 2001, quando si è passati dalla lira all’euro”. Intanto però adesso prima di andare in consiglio per approvare il bilancio, la maggioranza vuol essere certa di aver i numeri per farlo. Alessandro Abbadir
“Nel corso del 2025 l’amministrazione ha ottenuto risultati sul fronte della valorizzazione delle strutture sportive e scolastiche, confermando la centralità di giovani, scuola e servizi educativi nell’azione di governo”. A dirlo è il sindaco Mauro Armelao. “Grazie a una forte sinergia con la Città Metropolitana di Venezia, il Comune di Chioggia - sottolinea - ha reso disponibili alla cittadinanza due palestre in centro città: la palestra Enaip - ex scuola Goldoni all’Isola dell’Unione, rinnovata e affidata in gestione comunale, e la palestra dell’istituto Cestari a Borgo San Giovanni. Sono stati conclusi importanti interventi di riqualificazione della palestra dell primaria
Don Milani a Sottomarina, con la ristrutturazione degli spogliatoi”. Oltre alla riqualificazione degli spogliatoi della palestra Don Milani, “è stato approvato il progetto di fattibilità per l’ampliamento del plesso, con l’obiettivo di potenziare il servizio mensa e creare nuovi spazi per laboratori didattici e attività di sostegno. L’intervento permetterà di rispondere alla crescita del numero di iscritti e di migliorare l’organizzazione e l’inclusione. Il Comune prosegue un percorso di sistemazione progressiva di tutti i plessi cittadini”. Positivo il primo bilancio del nuovo servizio di ristorazione scolastica comunale. Con l’avvio del nuovo appalto, il Comune ha garantito standard
più elevati di qualità, sicurezza e sostenibilità. Nel corso del 2025 poi, il Comune di Chioggia “ha rafforzato l’ impegno nelle politiche sociali, mettendo in campo progetti e servizi rivolti alle persone più fragili, alle famiglie, ai minori e alla comunità”. Tra gli interventi più rilevanti rientra l’avvio del progetto di Housing Temporaneo, finanziato con fondi Pnrr, con l’inaugurazione della prima struttura in via del Boschetto. Il progetto prevede tre strutture complessive per un totale di 15 posti letto, destinate a persone senza dimora o in grave marginalità, con l’obiettivo di accompagnarle verso l’autonomia abitativa, lavorativa e sociale”. (a.a.)
Di fronte alle difficoltà, si registra solo un silenzio assordante. Si tratta di un bilancio complesso, con voci che abbiamo più volte segnalato come non pienamente rispondenti alla realtà









La sanità veneta
vista dal neo assessore
Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
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Tre, due, uno: si parte!
La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina.
E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
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Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico
La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”
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Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

A marzo il primo tentativo di vendita con lo sconto, la struttura è stata anche meta di incursioni e di assembramenti preoccupanti
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A Conselve tasse invariate e investimenti sulla viabilità, le scuole e l’ambiente L’opposizione boccia il documento: “Numeri impietosi, è mera contabilità”
Servizi alle pagg. 6 e 7 segue a pag. 21
di Picello Antonio
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IMorire di lavoro non è fatalità
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l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.
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Tempo di bilanci/1. Da una parte l’amministrazione rivendica l’impegno, dall’altra l’opposizione è molto critica
“Maggiore vivibilità e sostenibilità ambientale, siamo alla ricerca di finanziamenti”. Su tasse e investimenti l’opposizione denuncia lo scarso coraggio e la mancanza di iniziative
E’ scontro sui numeri ma anche sull’impatto delle opere del bilancio 2026: il Consiglio comunale ha approvato il nuovo bilancio di previsione con i voti della sola maggioranza guidata dal sindaco Umberto Perilli. Un passaggio politicamente rilevante perché si tratta del primo bilancio dell’amministrazione non direttamente legato agli interventi finanziati dal Pnrr per la nuova cittadella scolastica, opere che si concluderanno entro l’estate. L’importo complessivo del documento ammonta a 12,26 milioni di euro, in netto calo rispetto ai oltre 23 milioni dello scorso esercizio, un dato che ha acceso il confronto in aula e alimentato un ampio dibattito.
A chiarire la posizione della giunta è stato il sindaco Perilli, che ha rivendicato la coerenza delle scelte compiute. “La linea direttrice è quella della riqualificazione dell’esistente e del potenziamento delle opere, tutte nell’ottica di una maggiore vivibilità e sostenibilità ambientale del nostro paese”, ha spiegato. Il primo cittadino ha poi riepilogato le principali opere pubbliche previste, a partire dagli interventi sull’edilizia scolastica e dalla viabilità, con particolare attenzione alle piste ciclabili; 1,8 milioni per l’efficientamento energetico della scuola media Tommaseo, un milione di euro per la messa in sicurezza di via Arre con l’allargamento della strada e la costruzione
del primo stralcio della pista ciclabile.” Siamo stati ammessi ma non finanziati per circa un milione di euro per la ciclabile di via Levà - ha ricordato - mentre restiamo in graduatoria per altri interventi, confidando nello scorrimento dei bandi”. Tra i progetti citati anche la riqualificazione del palazzo comunale sopra il bar Commercio, che potrebbe beneficiare dei fondi del conto termico 3.0, e il potenziamento dell’illuminazione pubblica, destinato a generare risparmi strutturali.
E’ invece ancora oggetto di una valutazione preliminare la ripavimentazione di una o più parti degli impianti sportivi dedicati al calcio. Mi riferisco allo stadio di via Vettorato e all’impianto San Lorenzo, con la possibile realizzazione di superfici in erba sintetica, grazie a una fonte di finanziamento straordinaria. Abbiamo già avviato un confronto con le società sportive che utilizzano gli impianti, per raccogliere indicazioni sulle esigenze e sulle modalità d’uso. L’intenzione dell’amministrazione, qualora si procedesse in questa direzione, sarebbe anche quella di arrivare allo smantellamento dell’impianto sportivo all’interno del Parco, che verrebbe così riportato alla sua destinazione originaria di area verde.”
Sul piano tecnico-contabile è intervenuta l’assessore al bilancio Federica Silvoni, che ha invitato a

non leggere il documento in modo isolato. “Il confronto tra bilanci non può essere fatto solamente sulle risorse totali messe a bilancio, perché di anno in anno intervengono finanziamenti esterni o opere di portata diversa”, ha sottolineato, precisando che il bilancio 2026 ammonta a “12.261.455,46 euro”. Silvoni ha inoltre ricordato che “negli ultimi tre anni la parte capitale ha avuto un investimento enorme” e che una lettura corretta deve tenere conto anche del bilancio dell’Unione del Conselvano, all’interno del quale vengono erogati numerosi servizi. Se si analizzano con attenzione i nostri conti, si vede chiaramente che negli ultimi tre anni la parte capitale ha registrato investimenti molto rilevanti e che questo trend viene mantenuto anche ora. In questo

bilancio, infatti, non sono inserite tutte le opere ancora in fase di realizzazione perché già previste nei bilanci precedenti, ma il loro impatto emerge comunque, in particolare nella parte di cassa riferita al 2026”. Ampio dibattito ha suscitato la conferma dell’addizionale comunale Irpef con soglia di esenzione ferma a 7.500 euro. Il consigliere di opposizione Carlo Capuzzo di “Idea Comune” ha ribadito le perplessità già espresse negli anni scorsi. “Il livello di esenzione è fermo da parecchi anni ed è ormai inadeguato rispetto ad altri comuni simili al nostro”, ha affermato, proponendo di valutare “un allargamento della fascia almeno fino a 10.000 euro” e una maggiore progressività dell’imposta. “Parliamo di redditi che sono ai limiti della sopravvivenza – ha aggiunto – e
questa è una delle poche leve fiscali su cui il Comune può intervenire con una ragione sociale”. Critiche ancora più dure sono arrivate dal gruppo “Noi per Conselve”. Il consigliere Nicolas Destro ha sottolineato che “l’addizionale Irpef è il tributo che maggiormente incide su pensionati e lavoratori a reddito fisso” e ha accusato la maggioranza di ignorare il crescente pessimismo dei cittadini sull’uso delle proprie tasse. Nella dichiarazione di voto finale sul bilancio, Destro ha parlato di “numeri impietosi che certificano l’incapacità di programmazione”, sostenendo che “non stiamo approvando un vero bilancio di previsione, ma una semplice presa d’atto di un documento contabile, come se il Comune fosse commissariato”.
Nicola Stievano





A pprovato a maggioranza dieci giorni prima della fine dell’anno il bilancio 2026 di Tribano. “Con l’approvazione nei tempi corretti - sottolinea il sindaco Massimo Cavazzana - garantiamo tempi amministrativi virtuosi, evitando l’amministrazione provvisoria e mettendo gli uffici nelle condizioni di lavorare subito in modo efficace”. Un risultato tutt’altro che scontato, considerando il contesto generale segnato da nuovi tagli da parte del Governo e dall’aumento dei costi di gestione. “Pur in presenza di difficoltà evidenti - prosegue il sindaco - abbiamo deciso di continuare a garantire risorse per il sociale, per il servizio civile e per le opere pubbliche, confermando anche il taglio dell’addizionale Irpef e l’esenzione sotto i 6 mila euro di reddito come fatto negli ultimi cinque anni”.
Il bilancio 2026 prevede circa 700 mila euro di investimenti in opere pubbliche. Di questi, 192.500 euro risultano già finanziati, mentre 500 mila euro sono destinati al primo stralcio della nuova pista ciclabile di via Casette lungo la provinciale 37. Altri 200 mila euro saranno impiegati per interventi di sicurezza stradale. A questi si potranno ag-
giungere ulteriori opere grazie a nuovi bandi e a un finanziamento della Provincia di Padova che consentirà il collegamento tra le piste ciclabili di via Gambarare e via Mazzini e la realizzazione di un punto di ristoro per il cicloturismo nell’area feste, per un valore complessivo stimato di 300 mila euro.

Proseguono gli interventi già avviati, come la ristrutturazione e riqualificazione di Sala Navarrini, ex cinema parrocchiale acquisito nel corso del 2025, per un investimento di 832 mila euro. A questi si aggiungono opere minori per circa 300 mila euro, già inserite nel bilancio corrente. “Stiamo portando avanti un percorso di valorizzazione degli spazi pubblici - evidenzia il sindaco - con l’obiettivo di renderli più funzionali e fruibili per tutta la comunità».
Guardando ai risultati del 2025, Cavazzana ricorda i numerosi interventi conclusi o in fase di completamento: dalle opere idrauliche in via Corollo e via Deledda alla riqualificazione energetica dell’auditorium dell’Istituto comprensivo Don Paolo Galliero, fino agli in-
La minoranza si astiene, Bazzarello:
Il gruppo consiliare di minoranza
“Uniamo Tribano” ha scelto di astenersi in occasione dell’approvazione del bilancio. “E’ una decisione responsabile, - afferma il capogruppo di opposizione Roberto Bazzarello - che non nasce da un atteggiamento di contrarietà pregiudiziale, ma dalla volontà di distinguere con chiarezza tra il riconoscimento del lavoro svolto e una diversa visione sulle priorità e sul metodo amministrativo.
È innegabile che l’Amministrazione comunale abbia saputo intercettare numerosi finanziamenti, in particolare legati al PNRR. Tuttavia, riteniamo doveroso sottolineare come la capacità di ottenere risorse non coincida automaticamente con la capacità di utilizzarle in modo coerente con i reali bisogni della
comunità”.
Per l’opposizione alcuni investimenti, come quelli legati al bando borghi e al nuovo ostello, non sono ritenuti una priorità per il paese.
“Particolarmente critica- aggiunge Bazzarello - è la scelta di destinare oltre 800.000 euro al restauro della Sala Navarini, per realizzare un auditorium da circa 130 posti in un’area logisticamente complessa, priva di parcheggi adeguati e con evidenti criticità anche per l’accesso dei mezzi di soccorso. Come minoranza avevamo avanzato una proposta alternativa: realizzare una struttura polivalente, moderna e più capiente, anche di 200 posti, in una nuova area comunale – come l’area ex Caporali – dotata di parcheggi e pensata per essere utilizzata non solo per eventi culturali, ma anche
terventi sugli impianti sportivi, al nuovo ostello da 25 posti, all’area camper e alla torre civica restaurata. In corso anche la trasformazione a verde pubblico dell’area “ex Caporli”, 27 mila metri quadrati acquisiti anche grazie al progetto Green Up della Fondazione Cassa di Risparmio.
Sul fronte sociale confermati i servizi, dallo psicologo comunale, presente anche a scuola, alla teleassistenza gratuita per 30 ultraottantenni. Per il 2026 le priorità riguardano anche l’organizzazione interna del Comune, con la stabilizzazione degli uffici e il rafforzamento dei settori tecnici. “Sarà un anno con molte incognite - conclude Cavazzana - ma continueremo a investire su opere utili nel lungo periodo e a mantenere servizi di qualità”.
Nicola Stievano
Il documento previsionale 2026 passa con i voti della maggioranza, il sindaco Cavazzana: “Nonostante le difficoltà garantiamo investimenti per 700 mila euro in opere pubbliche, taglio dall’addizionale Irpef e servizi essenziali per i più fragili”
dalle associazioni sportive, oggi in forte sofferenza per la carenza di spazi. Questa proposta è stata però respinta. Non condividiamo inoltre la decisione di utilizzare gli 832.000 euro versati dal privato per la realizzazione del polo logistico per finanziare il restauro della sala. A nostro parere, quelle risorse avrebbero dovuto essere destinate prioritariamente al miglioramento della sicurezza idraulica”. La minoranza ricorda poi che da inizio mandato 14 dipendenti hanno lasciato il municipio, un dato che indica qualche criticità nella gestione del personale. Sul tema delle ciclabili, infine vi sono tutt’ora degli interventi incompiuti: “Ci chiediamo perché avviare nuove opere senza prima completare e migliorare quelle già realizzate”.

























La sanità veneta
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Il 14 e 15 febbraio torna l’ottava edizione ospita due tappe degli Internazionali d’Italia FMI e inaugura ufficialmente la stagione agonistica 2026
A Porto Tolle sono stati investiti ingenti fondi in servizi scolastici, cultura, sport, politiche giovanili e inclusione sociale
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Morire di lavoro non è fatalità
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I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.
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U n impegno economico significativo concentrato su istruzione, servizi sociali, cultura, politiche giovanili e sport. È questo il quadro che emerge dal bilancio tracciato dall’assessore alla cultura, alle pari opportunità, alle politiche giovanili, allo sport e ai servizi sociali e inclusione, Silvia Boscolo, sulle principali voci di spesa relative alle deleghe di sua competenza, finanziate e attuate nel corso del 2025. Tra le voci più rilevanti figurano i servizi scolastici, che rappresentano una priorità per l’ente. Per la ristorazione scolastica sono stati impegnati circa 250 mila euro, mentre il trasporto scolastico ha comportato una spesa di circa 280 mila. (Entrambe le cifre non comprendono il mese di dicembre 2025). Alla gestione dell’asilo nido sono stati destinati circa 195 mila euro, a conferma dell’attenzione ai servizi per la prima infanzia. Sul fronte culturale, il Comune ha investito 117.068,76 euro per la gestione di biblioteca,
sala della musica e museo, affiancati da 32.224 euro per la rassegna teatrale primaverile e gli spettacoli culturali. A queste si aggiungono iniziative mirate come il progetto “In gioco per crescere” (2.000 euro), il progetto lettura scuole e biblioteca (17.147 euro) e il contributo ad Asolo Musica per il concerto Organi (900 euro).
Importanti anche gli investimenti nel sociale: 97mila euro per le rette di ricovero, 19mila euro per le rette di comunità terapeutica, 19.200 euro di contributi a istituzioni per i servizi sociali e 45.000 euro destinati direttamente a soggetti e nuclei fragili. A questi si sommano circa 5mila euro per il progetto Famiglie fragili e 5.425 euro. Particolare attenzione è stata riservata ai giovani e allo sport, con 20.000 euro stanziati per le politiche giovanili – “Parola ai giovani” e 10.000 euro di contributi allo sport. Il servizio di accompagnamento sullo scuolabus ha comportato una spesa di circa 11 mila euro.
Capitolo a parte per l’animazione estiva, per la quale il Comune ha investito 13mila euro tramite concessione, affiancando l’iniziativa con 1.000 euro di contributi alle quattro parrocchie che hanno attivato i centri estivi sul territorio. “Accanto agli investimenti economici – sottolinea l’assessore Boscolo – abbiamo lavorato molto anche sugli strumenti di partecipazione e organizzazione”. In questo senso rientra la sistemazione dei regolamenti per le attività economiche, il rafforzamento della Consulta del volontariato e della Commissione per le pari opportunità, strumenti che consentono una gestione più ordinata e trasparente delle associazioni. Grande attenzione anche alla partecipazione dei più giovani: “Abbiamo istituito il Consiglio comunale dei ragazzi – spiega Boscolo – e insieme a studenti e docenti siamo stati in visita al Senato. Il mandato dei ragazzi durerà per l’intero anno scolastico e in questo periodo i ragazzi dovranno elabo-

rare una proposta concreta da portare all’attenzione del Consiglio comunale”. Sul fronte dell’istruzione, l’amministrazione ha inoltre potenziato l’offerta scolastica con l’istituzione dell’Istituto Omnicomprensivo, che riunisce scuo-
Il Consiglio comunale ha approvato a larga maggioranza il bilancio di previsione 2026, al termine di una seduta caratterizzata da un ampio dibattito. Il documento, illustrato dall’assessore al bilancio Renato Pregnolato, si inserisce in un contesto economico complesso, segnato dalla riduzione delle risorse nazionali destinate agli enti locali e dal conseguente restringimento dei margini di manovra per i Comuni. Nonostante le difficoltà, l’amministrazione ha confermato la scelta di non aumentare la tassazione locale e di mantenere invariata la rete dei servizi, concentrando le risor-
se disponibili su welfare, sostegno sociale e tutela delle fasce più fragili della popolazione. Particolare attenzione è riservata a giovani, sport, istruzione e patrimonio culturale. Sul fronte degli investimenti, il bilancio prevede uno stanziamento complessivo superiore ai 5 milioni di euro. Le risorse saranno destinate in primo luogo alla riqualificazione di plessi scolastici, tra cui le scuole Pascoli e Maestri di via Manzoni, attualmente interessate da lavori di contenimento strutturale. È inoltre previsto un investimento di 1 milione di euro per la realizzazione di una rotatoria tra via San
Basilio e la provinciale 46. Altri interventi riguardano l’efficientamento energetico degli edifici comunali, con particolare riferimento alla palestra “Luciano Zanella”, e l’acquisto di nuovi mezzi per la protezione civile, grazie anche a contributi regionali. Il bilancio prevede inoltre la riqualificazione di aree urbane degradate e il recupero di edifici dismessi, da destinare a nuovi spazi di aggregazione. “Pur con risorse limitate – ha sottolineato l’assessore Pregnolato – l’amministrazione guarda con fiducia al futuro del territorio, puntando su interventi concreti e sostenibili”. (s.b.)
le dall’infanzia alle superiori, e ha promosso progetti educativi rivolti agli alunni dalla quarta elementare alle scuole medie, con l’obiettivo di rafforzare competenze, inclusione e cittadinanza attiva.
Guendalina Ferro



Tempo di bilanci/2. Dai contributi alle famiglie ai servizi educativi, passando per casa e progettualità di area vasta
Dicembre, mese di bilanci e di uno sguardo complessivo sul lavoro svolto nel corso dell’anno, è il momento in cui l’amministrazione comunale analizza obiettivi, criticità e interventi portati avanti. Per quanto riguarda il settore delle politiche sociali, educative e abitative, il quadro è chiaro: il 2025 è stato un anno intenso, coordinato dall’assessore Sara Biondi, che ha operato all’interno delle deleghe ai Servizi Sociali e alla Scuola, con una programmazione strutturata e interventi puntuali sul territorio. Il Comune ha lavorato nel contesto del Bilancio di previsione 20252027, con risorse destinate alle politiche sociali provenienti sia da fondi propri sia da contributi regionali e nazionali. La programmazione si è sviluppata lungo alcune linee portanti: sostegni economici alle famiglie e agli anziani soli, agevolazioni scolastiche, interventi per il diritto alla casa, oltre all’adesione e alla gestione di progettualità di area vasta.
“Nel corso del 2025 - rende noto l’assessore Sara Biondi - abbiamo stanziato circa 31.000 euro per famiglie e anziani soli, destinati a spese di bollette, affitti, generi alimentari e necessità sanitarie. Sono state concesse esenzioni dal pagamento della mensa e del trasporto
scolastico a famiglie con minori difficoltà economiche, misura che rientra a pieno titolo tra i sostegni sociali”. Per l’anno 2025/2026, il Comune ha inoltre confermato la copertura totale dei trasporti per gite scolastiche, uscite didattiche, attività educative integrative e centri estivi, considerati parte integrante della spesa sociale/educativa per garantire pari opportunità a tutti gli studenti.
L’Ufficio Servizi Sociali del Comune di Rosolina, sotto il coordinamento dell’assessorato, ha offerto supporto ai cittadini nella presentazione delle domande degli alloggi ERP, confermando il ruolo del Comune come presidio sociale per chi vive situazioni di disagio abitativo. “Nel corso dell’anno abbiamo assegnato quattro alloggi ERP” - ha annunciato l’assessore
Biondi -. Rosolina nel 2025 è stata inoltre coinvolta in progettualità più ampie, collegate alle politiche di coesione e alla strategia per le aree interne, che portano risorse per servizi educativi, contrasto alla povertà e rafforzamento della comunità locale. In molti casi il Comune ha ricoperto il ruolo di capofila o ente gestore, con responsabilità amministrative e sociali nella gestione dei fondi regionali e ministeriali. Nel complesso,

il 2025 ha visto Rosolina sostenere famiglie e anziani con contributi diretti, garantire il diritto allo studio con esenzioni, il trasporto scolastico e la copertura delle uscite educative.
A chiudere il bilancio di fine anno sono le parole dell’assessore Sara Biondi: “Il nostro impegno come amministrazione e il mio personale impegno come assessore, non si esaurisce nei numeri o negli atti amministrativi: dietro ogni contributo, ogni agevolazione, ogni servizio c’è una persona, una famiglia, una storia di fragilità ma anche di coraggio. Il 2025 è stato un anno intenso, ma ci ha ricordato che una comunità è davvero tale solo quando sa tendere la mano a chi fa più fatica. Continueremo a lavorare con dedizione, ascolto e responsabilità, perché Rosolina resti un luogo in cui ci si sente protetti, sostenuti e mai soli”.
Guendalina Ferro
Dopo sette mesi dall’insediamento, il sindaco di Porto Viro traccia un primo bilancio dell’attività amministrativa, sottolineando l’intensità del lavoro svolto ma anche l’incertezza che ha accompagnato questi mesi. “Sono stati mesi impegnativi, affrontati con passione e dedizione – ha spiegato il primo cittadino – ma non posso nascondere che abbiamo operato con una vera e propria spada di Damocle sulla testa”. Il riferimento è alla vicenda giudiziaria legata al ricorso elettorale: il 29 gennaio è infatti attesa la sentenza definitiva del Consiglio di Stato, dopo i ricorsi presentati da chi era risultato sconfitto alle elezioni dello scorso 25 e 26 maggio. Guardando al 2026, il sindaco ha comunque indicato obiettivi chiari per il futuro della
città. Tra le priorità figura il potenziamento della sicurezza, con l’ampliamento del corpo di poli-

zia locale: “Sono previste quattro nuove assunzioni, perché Porto Viro merita maggiore controllo e maggiore tutela del territorio”. Sul fronte dei servizi alle famiglie, è prevista l’ultimazione dell’asilo
nido delle Fornaci, considerato un servizio fondamentale per i nuclei più giovani. Attenzione anche allo sport, con l’impegno dell’amministrazione a reperire ulteriori risorse per rendere possibile la riapertura della piscina comunale. “Serviranno fondi e anche un po’ di coraggio”, ha ammesso il sindaco. Tra gli interventi programmati anche il completamento e l’inaugurazione della nuova sede comunale in località Olanda. Ma l’obiettivo definito “più grande” resta quello della sicurezza stradale. “Stiamo lavorando per asfaltare e mettere in sicurezza il maggior numero possibile di strade – ha spiegato –. Le risorse sono limitate, ma stiamo cercando bandi e finanziamenti per migliorare la qualità della vita dei cittadini”. (s.b.)
Per l’assessore Sara Biondi il 2025 è stato un anno di welfare vicino alle persone, tra aiuti a famiglie e anziani, agevolazioni scolastiche e un forte impegno sul fronte casa e comunità











La sanità veneta
vista dal neo assessore
Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina.
E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura. Tre, due, uno: si parte!
La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”

Servizio alla pag. 4


Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico


Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli


Completate parte delle coperture e avviati gli interventi sugli impianti e sugli intonaci storici, riaffiorano le decorazioni originali ottocentesche
Martellago, incognita nel sociale, tasse e costi servizi invariati. A Salzano Imu ai massimi, opposizioni di centrosinistra critiche
Servizi alle pagg. 6 e 7 segue a pag. 21

Morire di lavoro non è fatalità
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.




















dello strumento approvato dal consiglio
Imu e addizionale comunale Irpef hanno aliquote più basse rispetto a territori limitrofi
Nessun aumento di tasse ne del costo dei servizi per la popolazione. Resta però l’incognita dell’apporto da dare in ambito sociale previsto con la realizzazione dell’ Ats, l’ Ambito territoriale sociale. A spiegarlo è il sindaco di Martellago Andrea Saccarola dopo l’approvazione nelle scorse settimane in consiglio comunale dello strumento di programmazione dell’ente locale. “Con l’approvazione di questo bilancio di previsione - dice - viene rispettato l’equilibrio finanziario del triennio 2026/2028 senza aumentare la pressione fiscale. Infatti, l’amministrazione ha deciso consapevolmente di non aumentare Imu e addizionale comunale Irpef, la cui aliquota rimane ancora una delle più basse rispetto ad altri territori limitrofi (0,75). Si tratta di una decisione da interpretarsi come segnale di attenzione alle difficoltà che le famiglie
affrontano a causa dell’aumento generalizzato del costo della vita. Per questo non viene variata la politica tributaria, mantenendo l’impegno di monitoraggio costante della spesa pubblica, di ottimizzazione della spesa stessa, di implementazione nella ricerca di finanziamenti esterni e di programmi di investimento sovra comunali ed infine di programmazione oculata degli investimenti”. Rimangono inalterate anche le tariffe dei servizi a domanda individuale come sale e impianti pubblici nonché quelle in ambito sociale, salvo l’adeguamento Istat. “ Nel corso del 2026 - continua Saccarola - verrà portato all’esame del consiglio, una proposta di ridefinizione dei criteri di compartecipazione delle famiglie al costo dei servizi offerti, quali il servizio di assistenza domiciliare attraverso una revisione del vigente regolamento che tenga conto dei

bisogni e difficoltà delle famiglie”. Un altro dato significativo che rende il bilancio del Comune di Martellago solido e sano per il sindaco “è la mancanza di indebitamento, pur prevedendo un proprio programma di investimento”. Precise per il primo cittadino le conclusioni. “In conclusione - sottolinea Saccarola - i punti di forza del bilancio di previsione
E’ stato approvato in consiglio comunale a Noale a gennaio, il bilancio di previsione dell’ente locale. E’ stato approvato anche il piano dei parcheggi a pagamento che ha diviso nei mesi scorsi la maggioranza di centrodestra e ha suscitato la fortissima contrarietà dei commercianti che hanno fatto anche una petizione. I parcheggi con le strisce blu voluti dalla giunta capeggiata dal sindaco Stefano Sorino saranno 80 in Piazza Castello e 30 in piazza XX settembre. La prima ora sarà gratis,
poi le ore successive costeranno un euro all’ora. Il consiglio comunale di dicembre sul bilancio di previsione, era saltato formalmente per mancanza di numero legale, ma di fatto a causa di una frattura all’interno della maggioranza. Frattura che si è ricomposta. Il gettito complessivo Imu resta identico a quello già proposto a dicembre mentre ci sarà qualche variazione con aliquote meno salate per i terreni agricoli e più pesanti piscine e altre attività. I commercianti però con il rap-
2026 stanno proprio nel far fronte al soddisfacimento delle azioni programmate e delle obbligazioni contratte, ma anche mantenendo l’attenzione verso l’associazionismo locale, senza aver messo mano a tributi e tariffe. Vi sono ancora due elementi che potranno influenzare il bilancio comunale, quale il passaggio in ambito sociale, posto che a tutt’oggi
presentante locale dell’Ascom Giovanni Liziero, restano ferocemente contrari alle strisce blu in centro. “Contro questa decisione - dicono - abbiamo presentato una petizione con 100 sottoscrizioni”. Se da un lato la maggioranza sembra tenere ancora, le fibrillazioni delle scorse settimane rischiano però di aver lasciato una frattura poltica all’interno della coalizione, complicata e difficilmente sanabile, che rischia di riemergere nei prossimi mesi. (a.a.)
non è ancora chiaro quanto sarà l’apporto finanziario richiesto al nostro Comune, e all’Unione dei Comuni del Miranese, la cui azione di revisione e ottimizzazione della spesa intrapresa dai sindaci, potrà tradursi in un’efficace risparmio per il nostro ente e in nel soddisfacimento delle economie di scala”.
Alessandro Abbadir



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che possibile realizzare capi per la prima comunione, cresima, per le damigelle e testimoni o per una bella serata. Inoltre in sartoria potete trovare tessuti italiani di alta qualità o essere accompagnati nella scelta dei tessuti. E se avete un capo che ci tenete tanto, ma non vi va piu bene, potete portarlo in sartoria per farlo modificare e dargli una seconda vita. Potete ordinare maglieria da donna: maglioni, maglie, cardigan, abiti personalizzati su misura, con la scelta di filati naturali e di alta qualità italiana.

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Tempo di bilanci/2. L’assessore Stefano Vecchiato spiega la manovra economica
ASalzano Imu ai massimi livelli su terreni agricoli e attività economiche. E il Comune ne ricaverà circa 200 mila euro in più. A fare il punto è l’assessore Stefano Vecchiato. “Sono stati presentati e discussi e approvati gli strumenti fondamentali per tracciare le priorità amministrative dei prossimi tre anni ovvero il Dup e il bilancio di previsione 2026–2027–2028 - dice Vecchiato. In un contesto economico ancora complesso caratterizzato da una spesa corrente in forte aumento, questi documenti confermano una gestione prudente e responsabile delle risorse, mantenendo l’equilibrio dei conti e garantendo la sostenibilità finanziaria dell’ente. L’aumento della spesa corrente non deriva da nuove politiche espansive, ma da fattori esterni e non comprimibili: costi dei servizi affidati mensa, trasporti, assistenza, spesa sociale e adeguamenti contrattuali del personale. A fronte di queste maggiorazioni si è reso necessario introdurre alcuni aumenti sulle aliquote Imu finalizzate esclusivamente alla salvaguardia degli equilibri di bilancio e alla continuità dei servizi. Questa operazione ha consentito di incrementare i capitoli legati all’istruzione evitando così di fare ricadere gli aumenti esclusivamen-

te sulle spalle dei genitori. L’assessore ricorda che “sta comunque proseguendo la programmazione e la realizzazione di importanti opere quali la strada di accesso all’ecocentro, la nuova mensa per le scuole elementari San Giovanni Bosco, la mensa ed il nuovo parcheggio esterno per l’asilo nido “I Pollicini”, la sistemazione del marciapiede in via Piemonte dopo aver ultimato quello in via Cairoli, il completamento della Sala della trattura al piano primo della ex Filanda, la messa in sicurezza dal rischio idrogeologico del parco della villa comunale, ed infine sempre entro il 2026,è prevista anche la realizzazione di una nuova rotonda all’intersezione tra via Ponte Grasso e via Roma zona Belfiore”. Inoltre è stato confermato l’impegno del Comune a intercettare finanziamenti sovracomunali e contributi, così da sostenere gli investi-
menti senza gravare sul bilancio corrente. L’assessore Vecchiato conclude ringraziando particolarmente l’ufficio ragioneria per “il grande lavoro svolto: una vera corsa contro il tempo, affrontata con professionalità, competenza e spirito di collaborazione, che ha permesso di rispettare tutte le scadenze previste”. Anche il sindaco di Salzano Luciano Betteto interviene. “Questa amministrazionedice - si è assunta la responsabilità di una scelta difficile ma necessaria, perché la vera irresponsabilità sarebbe stata compromettere gli equilibri di bilancio e i servizi ai cittadini di Salzano. In conclusione ritiene l’approvazione di questo strumento, un punto di partenza importante per continuare a lavorare con serietà, trasparenza e attenzione alle esigenze di tutto il territorio”.
Alessandro Abbadir
Il dibattito sull’ultimo bilancio comunale a Salzano si è acceso sulle “sorprese” contenute nel documento finanziario. Al centro della discussione l’aumento dell’Imu per tamponare l’aumento delle spese correnti (mensa scolastica e trasporto) e operazioni urbanistiche che sollevano dubbi di opportunità politica. “L’aumento dell’Imu, che porterà nelle casse comunali 200 mila euro in più, è l’occasione per pungere il governo centrale. Da un lato il “governo amico” di centro destra comunica cali di tasse, dall’altro i Comuni sono costretti ad aumentarle in casa - attaccano dal Gruppo Misto i consiglieri Fabris, De Zuani e Lanza. Secondo il Gruppo Misto,
la scelta di spalmare i costi su tutta la fiscalità generale per coprire gli aumenti di mensa e trasporti scolastici è “furba”. “Si è scelta - continuano - la strada politicamente più redditizia colpendo pochi: abbiamo chiesto se prima almeno si fosse pensato a modulare l’aumento in base al reddito, ma si sono arrampicati sugli specchi parlando di poco tempo a disposizione”. “Un milione di euro l’anno - su un totale di 6,6 milioni di spesa corrente - rimane poi bloccato dal project financing per la gestione di calore ed energia. Un costo fisso che, secondo Romano De Zuani, “ingessa” il bilancio. “Ci continuiamo a chiedere gli effetti benefici di questa operazione - ha dichia-
rato in aula. Il calo dei costi energetici rispetto al 2022 ha portato dei risparmi ma per il prossimo triennio, la spesa rimane costante e vicina al milione. Dopo tre anni, è necessaria un’attenta disamina, tenendo conto dell’allocazione del rischio d’impresa stabilito in convenzione”. Un appello all’efficienza. “Al momento le entrate correnti sono quasi al massimo possibile. Per noi la strada del risparmio passa anche per l’Unione dei Comuni e le funzioni condivise: su questo Betteto sta dimostrando scarso interesse. Siamo giunti al dunque - conclude amaramente il Gruppo Misto - dove non arriva la volontà politica, purtroppo, sta arrivando la ristrettezza economica”. (a.a.)
Saranno realizzati l’ecocentro, la nuova mensa per le scuole elementari San Giovanni Bosco, la mensa ed il nuovo parcheggio esterno per l’asilo nido “I Pollicini”






La sanità veneta
vista dal neo assessore
Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina.
E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.



Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico
La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”
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Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli


Dopo mesi di prove e di confronto con i cittadini, i due Comuni ufficializzano il nuovo assetto
A Mirano opere pubbliche per 30 milioni di euro, aumenta l’Imu. Spinea, oneri urbanizzazione per eliminare le barriere architettoniche
Servizi alle pagg. 6 e 7 segue a pag. 21



IMorire di lavoro non è fatalità
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.




















Tempo di bilanci/1. Mirano: numerose le novità per il 2026 dallo strumento finanziario dell’ente
La contrazione delle risorse destinate alla spesa corrente è stimata in oltre 800.000 euro
I l consiglio comunale di Mirano ha approvato, nelle scorse settimane il bilancio di previsione 2026- 2028. Fra gli elementi di nota, si registra l’aumento dell’Imu che è passata per seconde case e attività, all’aliquota più alta. Il documento rappresenta una scelta di indirizzo politico e amministrativo. “Il bilancio - spiega il sindaco di Mirano Tiziano Baggio - si colloca in un contesto complesso per gli enti locali, segnato da vincoli stringenti di finanza pubblica, dagli effetti della spending review e da una progressiva riduzione delle risorse disponibili. Per il Comune di Mirano la contrazione delle risorse destinate alla spesa corrente, è stimata in oltre 800.000 euro al 2029 rispetto al 2023, mentre rispetto al 2025 le minori risorse disponibili al 2028 ammontano a circa 450.000 euro, per un differenziale negativo complessivo che si avvicina a 1 milione di euro”. A
questa riduzione delle risorse si affianca un aumento strutturale dei costi di funzionamento, in particolare per il personale e per i servizi. “Il rinnovo dei contratti del pubblico impiego comporta per il Comune - spiega il sindaco - un incremento di spesa pari a 131.700 euro nel 2026 e a circa 215.000 euro annui nel 2027 e 2028, costi che ricadono in larga parte sui bilanci comunali. Una dinamica che riduce ulteriormente i margini di manovra dei Comuni e rende sempre più rigida la spesa corrente. Il bilancio si colloca in un contesto caratterizzato da vincoli stringenti per gli enti locali, riduzione delle risorse disponibili e aumento dei costi strutturali, ma conferma la volontà del Comune di non rinunciare agli investimenti, alla qualità dei servizi e alla cura della città”. Il valore complessivo delle opere concluse nel 2025 o in corso di realizzazione ammonta a circa 30
milioni di euro, così articolati: oltre 14 milioni di euro di investimenti finanziati con fondi Pnrr, 7,4 milioni di euro per l’efficientamento energetico degli edifici comunali; quasi 8 milioni di euro di investimenti diretti sul territorio. “Un volume di interventi - spiega il sindaco - mai registrato prima, che ha richiesto un impegno straordinario degli uffici comunali e che testimonia la capacità dell’ente di intercettare risorse esterne e di tradurle in opere concrete e diffuse. Il Comune di Mirano sta attuando i progetti Pnrr per un valore complessivo di 14,64 milioni di euro, comprensivi di cofinanziamento comunale”. Gli interventi hanno interessato in modo prioritario: scuole e servizi educativi; impianti sportivi; rige-

nerazione urbana e patrimonio storico; digitalizzazione dei servizi comunali. Sono già stati completati, tra gli altri, gli interventi di miglioramento sismico e riqualificazione della mensa della scuola Azzolini, l’adeguamento sismico della scuola Da Vinci, l’efficientamento energetico degli impianti sportivi, il restauro di Villa Marin Angeloni Bianchini e la riqualifica-
Accanto al Pnrr, il bilancio sostiene numerosi interventi strategici per la città: dal nuovo cinerario di Zianigo, alla rigenerazione di edifici storici e culturali, dalla riqualificazione di parchi e impianti sportivi, al completamento del ciclopattinodromo comunale. Un capitolo centrale riguarda la mobilità sostenibile: mentre proseguono asfaltature e manutenzioni diffuse, prende forma il progetto della pista ciclabile Scaltenigo-Mirano, investimento da 3,47 milioni di euro, destinato a integrarsi con le ciclovie già realizzate
e con la futura Bicipolitana di Mirano, una rete urbana riconoscibile e connessa ai percorsi extracomunali. “Nonostante il contesto finanziario restrittivo - sottolinea il sindaco Baggio - il Comune ha scelto di confermare e rafforzare lo stanziamento per il verde pubblico, i parchi e le aree cimiteriali. Nel bilancio 2026 l’area tecnica e manutentiva registra un incremento significativo, che interessa direttamente: la manutenzione del verde urbano la gestione dei parchi pubblici; a cura degli spazi aperti e dei cimiteri. Una scelta
politica chiara, che riconosce il verde come infrastruttura essenziale della città, determinante per la qualità della vita, la sostenibilità ambientale e l’immagine urbana di Mirano”. Il contesto demografico è stato per il Comune una guida delle scelte di bilancio. I dati demografici aggiornati al 17 dicembre 2025, mostrano una crescita delle famiglie totali (da 12.061 a 12.129). Aumentano le famiglie monocomponente, in particolare quelle con persone over 50, che superano le 3.000 unità. Crescono anche le famiglie senza figli. (a.a.)
zione di Viale delle Rimembranze. Sono invece prossimi alla conclusione: il nuovo asilo nido di Zianigo, l’impianto sportivo polivalente di Vetrego, lo stadio comunale con pista di atletica e la stazione di posta a Villa Dissegna, struttura a servizio delle persone in difficoltà dell’intero Ambito territoriale sociale.
Alessandro Abbadir






Tempo di bilanci/2. Spinea, l’assessore Emanuele Dittadi illustra i dettagli del bilancio
Èstato approvato nelle scorse settimane dal consiglio comunale di Spinea, il bilancio di previsione del Comune, che per il 2026 assicura la continuità dei servizi essenziali e la programmazione di interventi di riqualificazione e manutenzione, con un impatto diretto sulla qualità della vita dei cittadini. “Il documento riflette un equilibrio tra responsabilità finanziaria e attenzione alle esigenze della comunità, prevedendo investimenti mirati per rendere la città più sicura, accessibile e vivibile - ha sottolineato il vicesindaco e assessore al bilancio Emanuele Ditadi. Per il triennio 2026–2028 il bilancio di previsione del Comune conferma l’equilibrio complessivo tra entrate e uscite, garantendo così la sostenibilità delle principali attività e servizi. Nel dettaglio, le entrate e le uscite previste sono pari a 29.781.754,65 euro per il 2026, 26.604.651 euro per il 2027 e 26.406.551 euro per il 2028. Tra le principali fonti di entrata per il 2026, si confermano l’Imu con 3.170.000 euro, cui si aggiungono 250.000 euro derivanti da attività di controllo, la Tari con 4.300.000 euro (60.000 euro da controlli re-
lativi all’anno precedente), l’addizionale Irpef con 3.350.000 euro e l’aliquota confermata allo 0,8%, e il Canone Unico Patrimoniale pari a 375.000 euro. Per quanto riguarda i trasferimenti statali, il Fondo di Solidarietà Comunale mostra una sostanziale stabilità negli ultimi anni, seppur con una leggera riduzione rispetto ai livelli più alti registrati nel 2023, con 3.779.103 euro contro i 3.684.006 euro del 2026, confermando la necessità di una gestione attenta delle risorse proprie per garantire servizi e investimenti. Per quanto riguarda le spese in conto capitale, il bilancio 2026 prevede una serie di interventi finanziati da diverse fonti. Gli oneri di urbanizzazione, pari a 356.200 euro, sono destinati all’eliminazione delle barriere architettoniche, alla manutenzione straordinaria di parchi, del verde pubblico e degli alloggi, alla riqualificazione urbana tra la sede municipale e il Parco Nuove Gemme e alla manutenzione straordinaria degli immobili comunali. Le concessioni loculi, per un totale di 110.000 euro, finanziano la manutenzione degli impianti cimiteriali, delle attrezzature e delle esumazioni straor-

dinarie. Il recupero della quota di progettazione interna, pari a 10.000 euro, è destinato all’innovazione tecnologica e ai software per le opere pubbliche. I proventi derivanti dalle sanzioni stradali, pari a 180.000 euro, saranno impiegati per la manutenzione della videosorveglianza, il ripristino del patrimonio e la segnaletica stradale. Il contributo Fesr, per 357.000 euro, finanzia la riqualificazione urbana tra la sede municipale e il Parco Nuove Gemme. Infine, le alienazioni patrimoniali, per un totale di 1.195.000 euro, sono destinate alla manutenzione straordinaria di strade, marciapiedi, illuminazione pubblica e impianti sportivi, con la possibilità di concretizzarsi nel 2026 tramite l’applicazione dell’avanzo 2025 solo dopo l’approvazione del rendiconto.
Alessandro Abbadir
L’assessora ai lavori pubblici e viabilità Sonia Martignon di Spinea, ha fatto il punto sui lavori in corso e su quelli da fare nel 2026. Sono stati completati i cantieri delle Piazze Fermi e Marconi, il cantiere della della mensa alla scuola Anna Frank, l’intervento di ripristino del doppio senso di marcia in via Matteotti da via Donizetti a via Roma e l’intervento di costruzione del nuovo asilo nido di via Rossignago. Non sono ancora completate le opere del cinema Bersaglieri, le opere del nuovo ecocentro e risulta in corso il cantiere alla nuova media Ungaretti che si concluderà a fine marzo 2026 con la demolizione del vecchio edificio posto alle spalle del municipio. L’area dell’ex scuola Ungaretti sarà oggetto di un intervento di riqualificazione. Avrà un importo di 450.000,00 finanziato con 357.000,00 da fon-

di regionali e da fondi del bilancio comunale. L’idea è di creare un collegamento al Parco Nuove Gemme valorizzandone l’ingresso. Fra i cantieri avviati, l’intervento di efficientamento della scuola primaria Rodari e la messa in sicurezza dell’ex discarica di via Luneo: il completamento è previsto entro la metà del 2026. Altri interventi: quelli sul pattinodromo comunale con l’adeguamento della struttura alle normative sull’abbattimento delle barriere architettoniche oltre
ad alcuni interventi sugli spogliatoi. Per questo secondo intervento, finanziato dalla Regione con 200.000 e con 410.000 con fondi del bilancio comunale, è imminente l’approvazione del progetto esecutivo. “Purtroppo per molti dei cantieri già avviati al momento del nostro insediamento - dice l’assessora Martignon - è emersa la necessità di finanziare con fondi di bilancio comunale interventi aggiuntivi”. “Negli ultimi mesi del 2025 siamo riusciti a pianificareconclude - la progettazione di due interventi strategici per la città: il nuovo palazzetto dello sport a lato dello stadio Allende che dovrebbe ospitare 500 persone. Il secondo intervento è la messa in sicurezza della pista ciclabile di via Matteotti da via Donizetti a via Fornase e il collegamento ciclabile con la rotatoria sulla Sp 81”. (a.a.)
Gli oneri di urbanizzazione sono destinati all’eliminazione delle barriere architettoniche









La sanità veneta
vista dal neo assessore
Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
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Tre, due, uno: si parte!
La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.

Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico
La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”
Servizo alla pag. 4

Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

L’intervento trasformerà l’ex parcheggio in ghiaia in una grande area pedonale con verde, spazi per eventi
Saonara, Imu e Irpef invariate, in arrivo una nuova piazza. A Vigonza il Comune vara una manovra da 23,5 milioni di euro
Servizi alle pagg. 6 e 7 segue a pag. 21


Morire di lavoro non è fatalità
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.
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Tempo di bilanci/1. La sindaca di Saonara Michela Lazzaro fa una analisi del bilancio approvato in consiglio
“Il 2025 è stato un anno di grande fermento, che ha visto l’avanzamento e il completamento di progetti per il miglioramento della qualità di vita, la sostenibilità e la sicurezza della nostra comunità. Il Comune è riuscito a finanziare tutte le opere senza ricorrere all’indebitamento, senza contrarre nuovi mutui”. A dirlo è il sindaco di Saonara Michela Lazzaro. “Questo risultato - dice - è frutto di una programmazione. La solidità delle nostre finanze ci permette di investire sul futuro di Saonara garantendo al contempo la stabilità del bilancio”. “Per quanto riguarda i grandi interventi - continua - procediamo con l’efficientamento energetico, l’adeguamento sismico e l’ampliamento della sede municipale. Questo è un investimento cruciale per la sicurezza e l’efficienza energetica del cuore amministrativo del Comune”. Parallelamente, sta prendendo forma il nuovo asilo nido di Saonara per 36 posti. Un’opera attesa che risponde alle esigenze delle famiglie, destinata a concludersi a metà
2026. “La nostra attenzione - dice - si è poi concentrata sul miglioramento delle infrastrutture per la mobilità dolce e la sostenibilità ambientale. Stiamo infatti espandendo la nostra rete ciclabile con l’avanzamento della pista ciclabile di via Morosini, a breve invece è stata conclusa la pista ciclabile di via Vittorio Emanuele II. Molti interventi, nel frattempo, sono stati ultimati, portando benefici immediati. Per la scuola Borgato, abbiamo completato l’efficientamento energetico con la sostituzione delle lampade e l’installazione di un impianto fotovoltaico, riducendo i costi e l’impatto ambientale”. Si sono conclusi inoltre i lavori di manutenzione straordinaria della copertura dell’ex casa del custode, annessa alla scuola. “Abbiamo potenziato - dice il sindaco - l’offerta sportiva con la realizzazione, della piastra sportiva a Saonara, con campo da pallavolo e da basket ad accesso libero adiacente alla palestra Giulia Cecchettin, e l’ampliamento della palestrina al primo piano del Palazzetto Silvia

Salmaso. La manutenzione ordinaria è stata garantita anche dall’asfaltatura di alcuni marciapiedi, lavori che migliorano la sicurezza dei pedoni. Infine, il Comune ha investito nei cimiteri: sono stati ultimati importanti interventi: la riqualificazione del parcheggio del cimitero di Celeseo, la realizzazio-
ne del nuovo ossario il cimitero di Saonara, e in ultimo, la sistemazione delle facciate del cimitero di Saonara. Nel 2026 è in previsione la progettazione per la realizzazione di una piazza fronte il nuovo asilo nido (per 1.300.000 euro) oltre ai lavori già finanziati nel corso di quest’anno come la pista ciclabile
E stato illustrato nelle scorse settimane, dalla consigliera delegata Paola Martin il bilancio di previsione della Provincia di Padova. Le previsioni delle entrate correnti formulate per il 2026 ammontano a 126,5 milioni di euro. Queste entrate sono destinate per 119,9 mlilioni di euro al finanziamento della spesa corrente e del rimborso dei prestiti; 6,6 sono destinati al finanziamento della spesa d’investimento, comprensivi dei 2 milioni di euro per
cofinanziamenti ai Comuni in materia di viabilità. Le entrate che arrivano da trasferimenti dallo Stato e dalla Regione e da altri enti, ammontano a 43 milioni. Nel dettaglio dallo Stato sono arrivati 16.845.183,08 euro: sono iscritti in bilancio 9.453.172,83 euro a titolo di contributi correnti ed euro 3.500.196,05 quali risorse aggiuntive. Sono previsti euro 2.495.353,15 euro per il finanziamento di piani di sicurezza a valenza pluriennale per la manutenzione di
strade e di scuole; 236.649,05 euro come assegnazione risorse conguaglio Covid. Dalla Regione sono arrivati 26.161.500 euro: di cui 595.000 per gli oneri del personale addetto alle funzioni di polizia amministrativa; 416.500,00 per le altre spese correnti sostenute dalla Provincia nell’esercizio delle funzioni non fondamentali. Tra gli altri trasferimenti regionali si evidenziano 24 milioni di euro per il contratto ordinario dei servizi minimi di trasporto pubblico locale. (a.a.)
lungo via Vigonovese fino ai confini con Vigonovo per una somma di 400.000 euro. Abbiamo trasformato le risorse disponibili in opere concrete. Nel bilancio di previsione per il prossimo triennio, non verranno modificate le aliquote dell’addizionale Irpef”. Alessandro Abbadir






Tempo di bilanci/2. Vigonza, l’analisi del sindaco Gianmaria Boscaro
V
ia libera del Comune di Vigonza al bilancio di previsione: una manovra per il 2026 con investimenti e spese prioritarie su sociale, manutenzione, sicurezza, istruzione, lavori pubblici. “Quest’anno il bilancio di previsione - spiega il sindaco di Vigonza Gianmaria Boscaro - è stato approvato senza mettere mano a servizi e tariffe per i cittadini. Per il 2026 il volume complessivo del bilancio ammonta a circa 23.5 milioni di euro ed è orientato a garantire continuità mantenendo gli obiettivi di mandato”. Sono sociale, istruzione, sicurezza, digitalizzazione, manutenzione del patrimonio pubblico, i punti che caratterizzano la qualità delle spese previste. La spesa corrente nel 2026 ammonta a 14 milioni di euro. ”Il bilancio - assicura Boscaro - non prevede, per il triennio 2026-2028, il ricorso a nuove forme di indebitamento. Allo stesso modo non sono previsti nuovi interventi tributari rispetto a quanto già stabilito lo scorso anno, mantenendo l’addizionale Irpef allo 0,8% con esenzione fino a 12.000 euro”. E’ stata confermata un’extra sull’Imu per i locali che hanno slot machine e videolottery:
con i proventi l’amministrazione finanzierà progetti contro la ludopatia. “L’approvazione del bilancio 2026 in largo anticipo - commenta il sindaco Gianmaria Boscaro - ci permetterà di non rallentare e fermare il lavoro e gli interventi approntati e di consentire agli uffici comunali di continuare a essere operativi”. Nel periodo 2023–2025, il Comune ha portato a compimento, un numero significativo di opere pubbliche. Sul fronte dell’edilizia scolastica e dei servizi educativi sono stati realizzati interventi, come le mense scolastiche di Vigonza e Pionca, per 758.510 euro e 557.400 euro, oggi in fase di collaudo, la rimozione delle barriere architettoniche alla biblioteca comunale per 260.000 euro e l’adeguamento della primaria di Peraga per 2.300.000 euro. È in fase di ultimazione l’ adeguamento della media di Codiverno, per 4.565.000 euro, che consentirà la piena riattivazione dell’edificio a partire dall’anno scolastico 2026/2027. A seguito degli eventi meteorologici eccezionali che hanno colpito il territorio, è stato completato un programma di manutenzione straordinaria delle coperture degli edi-

fici comunali e scolastici, per un investimento di 973.000 euro. Pubblica illuminazione: interventi già conclusi nelle aree centrali di Vigonza, Busa e Perarolo per 580.000 euro, a Pionca per 130.000 euro, la realizzazione del nuovo impianto di illuminazione del campo sportivo di Busa per 122.000 euro. A questi si affiancano il nuovo appalto per la sostituzione dei corpi illuminanti avviato a dicembre 2025 per 150.000 euro e il contratto di concessione per Codiverno e San Vito, per un valore superiore a 600.000 euro. Sul piano della sicurezza idraulica: sistemazione di via Zanon per 248.000 euro e operazioni diffuse di pulizia di fossi, scoli e condotte comunali, per 100.000 euro.
Alessandro Abbadir
Importanti risorse a Vigonza sono state destinate alla viabilità e alla mobilità sostenibile. Fatta la sistemazione dei sottopassi di via Diaz e della ciclabile Vigonza–Perarolo per 180.000 euro, i marciapiedi di via Noalese nord, la rotatoria di via Ruffini e del portale di via Garibaldi/Fucini per 180.000 euro. E poi: interventi su via Martiri della Libertà per 130.000 euro. Le opere di viabilità e piste ciclabili concluse ammontano a 850.000 euro. Risultano di prossimo completamento interventi come il nuovo asilo nido, per 1.736.000 euro con conclusione prevista nel 2026, gli interventi su via Arrigoni e via Padova per 700.000 euro, il completamento ciclopedonale di via Trevisan per 312.993 euro, la riqualificazione urbanistica dell’ex Casa Pavanello per 290.000 euro e l’ef-

ficientamento della pubblica illuminazione per 240.000 euro. “Per il biennio 2026–2027 - dice il sindaco Boscaro - sono previsti interventi per 2,15 milioni di euro per manutenzione straordinaria delle strade e dei marciapiedi, interventi di sicurezza stradale e pedonale, riqualificazione urbana e sulla messa in sicurezza idraulica”. Nel 2026 è previsto l’avvio dei lavori per la manutenzione della viabilità e dei fossati per 900.000 euro, la riqualificazione della zona centrale di Perarolo e del parcheggio per 200.000 euro, la sistemazione di via Diaz
e dell’area di Barbarigo Capriccio per 350.000 euro, la riqualificazione delle vie Roma, Carpane e Mulino Rimembranze per 200.000 euro, la realizzazione della rotatoria tra via Recanati, via Meucci e via Montello per 300.000 euro e il completamento della messa in sicurezza di via Consorti nel primo tratto nord per 200.000 euro”. Il bilancio di previsione evidenzia come siano già state realizzate e siano in fase di completamento opere per oltre 20 milioni di euro. La programmazione prevede nuovi investimenti per 5,5 milioni di euro nel biennio 2026–2027. Nel sociale e nello sport novità importanti: progetti sulle politiche giovanili, sostegno ai nuovi nati, ampliamento dei posti per l’asilo nido, sostegno alle famiglie che fanno frequentare ai figli corsi sportivi. (a.a.)
Vigonza dà il via libera al bilancio di previsione 2026: una manovra senza nuove tasse né debiti, che punta su servizi sociali, edilizia scolastica, manutenzioni e sicurezza, assicurando continuità amministrativa e operatività degli uffici









La sanità veneta
vista dal neo assessore
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La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.
La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”
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Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

Un intervento di rigenerazione urbana tra i più rilevanti della provincia di Padova
Cadoneghe, tensione in consiglio comunale, l’opposizione lascia l’aula Curtarolo investe sul sociale, Vigodarzere stanzia dieci milioni di euro
Servizi alle pagg. 6, 7 e 8 segue a pag. 21


di lavoro non è fatalità
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.



































Tempo di bilanci/1. La difesa dell’assessore Comis: “Conti in equilibrio, indebitamento ridotto”
Schiesaro rivendica la tempistica dell’approvazione: “Governiamo con responsabilità e visione per assicurare servizi e programmare gli interventi senza ritardi”.
Scintille e vivaci polemiche a Cadoneghe in consiglio comunale per l’approvazione del bilancio di previsione 2026-2028 e del Documento Unico di Programmazione (Dup). Il via libera è avvenuto in un clima di fortissima tensione politica: la manovra è passata con i soli voti della maggioranza, mentre i consiglieri di minoranza hanno abbandonato l’aula in segno di protesta, denunciando gravi lacune documentali e metodi giudicati irrispettosi.
Il sindaco Marco Schiesaro, dal par suo, ha rivendicato con orgoglio sia la tempistica dell’approvazione, avvenuta prima della fine dell’anno, un traguardo che garantisce continuità ai servizi che l’avvio immedia-
to degli investimenti. “Negli ultimi quindici anni non era mai accaduto che i principali strumenti finanziari dell’Ente venissero approvati con così largo anticipo rispetto all’inizio dell’anno successivo” ha dichiarato Schiesaro. “Questo significa governare con responsabilità e visione: una condizione fondamentale per assicurare servizi essenziali ai cittadini e programmare gli interventi senza ritardi”.
Anche l’assessore al bilancio Nicolò Comis ha difeso il lavoro di questi mesi sia sul Dup che sul bilancio. “Sappiamo tutti in che contesto ci muoviamo: i costi aumentano, i margini per i comuni si riducono, la spending review impone attenzione e rigore. Di fronte a questo
scenario c’erano due strade possibili: la prima era quella di rallentare, di rinviare le scelte, la seconda era assumersi una responsabilità politica più difficile per continuare a programmare e continuare ad investire. Abbiamo scelto la seconda strada perché sappiamo che fermare oggi gli investimenti significa ritrovarsi domani con problemi più grandi più costosi e più difficili da gestire. Prevediamo anche di aumentare il personale dell’ente e di portarlo a regime con 61 dipendenti. In una fase in cui molti Comuni sono costretti a tagliare questa amministrazione ha deciso di proteggere i servizi sociali, di continuare a sostenere famiglie e anziani di dare risposte alle fragilità”. Quando al bilancio, ha aggiunto: “ Questo bilancio è il punto d’arrivo di un percorso amministrativo, c’è un idea precisa di Comune che tiene i conti in ordine e continua ad investire. E’ un bilancio in equilibrio vero, senza
Sui documenti la minoranza contesta metodo e merito Il sindaco replica: “Tutti i vostri emendamenti bocciati”
Una scelta compatta e clamorosa quella dell’opposizione, composta dai gruppi PD, È Ora Cadoneghe e La Civica, che ha duramente contestato sia il merito che il metodo della presentazione di Dup e bilancio di previsione e ha deciso di abbandonare l’aula consiliare. Al centro della protesta, il ritardo nella consegna dei documenti integrativi e un parere parzialmente negativo dei revisori dei conti. In particolare, è stata sottolineata la mancanza del piano triennale delle opere pubbliche, presentato solo all’ultimo minuto come emendamento. “E’ inaccettabile che un programma venga presentato con un ritardo di venti giorni, manca un elenco delle priorità
perché ci sono delle carenze e le risorse arrivano sempre dall’avanzo o da entrate straordinarie o altri benefici”, ha attaccato Lucia Vettore. Anche Enrico Scacco ha stigmatizzato la condotta della maggioranza: “L’incapacità di questa amministrazione è ormai evidente. Schiesaro non sa programmare alcunché, tanto più le opere pubbliche del Comune che dovrebbero caratterizzare l’operato amministrativo”. L’assessore Comis ha spiegato che il piano triennale delle opere è a zero perché “con il nuovo codice degli appalti vanno inseriti solo gli interventi già progettati e finanziati superiori ai 150 mila euro. Il piano comunque è modificabile in qualsia-

usare avanzo presunto e accendere nuovi mutui. Sono scelte politiche consapevoli, la situazione finanziaria di Cadoneghe ci consente di fare scelte, non di subirle. Nel prossimo triennio il comune mette in campo oltre 436 mila euro concentrati nel 2026 con 228 mila euro, senza ricorrere a debiti. Ci concentriamo sui servizi, con una spesa corrente che supera i 10 milioni di euro, più di 820 mila euro destinati al sociale e 257 mila euro alla scuola. Abbiamo scelto di ridurre in modo costante l’indebitamento, a partire dagli interessi: da circa 127 mila euro nel
si momento dell’anno”. Il sindaco Schiesaro, rivolto alle minoranze: “Tutti i vostri emendamenti hanno ottenuto parere sfavorevole dai revisori dei conti perché vanno presentati con criterio e chiarezza sulle risorse”. Dopo aver abbandonato l’aula i consiglieri Enrico Scacco, Lucia Vettore, Simone Ambrosio ed Edoardo Gurian hanno spiegato il motivo della loro scelta: “Il Dup presentato con gravi lacune, in maniera frettolosa e parziale, è un documento monco e inaccettabile. L’assenza di opere rende impossibile valutare le priorità degli investimenti, i costi e le ricadute sul bilancio. Una mancanza di progettualità che è un’offesa ai cittadini”. (n.s.)
2026 scendiamo a 114 mila euro nel 2027 fino a 101mila nel 2028, questo significa risparmio di oltre 25 mila euro solo di interessi. Per la quota quota capitale da circa 439 mila euro nel 2026 passiamo a 285 mila nel 2027, sono 154 mila euro che dal 2027 tornano nella disponibilità corrente del comune. Anno dopo anno il debito residuo diminuisce, il bilancio si alleggerisce e si liberano margini per il futuro. E’ bilancio di un Comune che investe senza indebitarsi e garantisce servizi senza tagli lineari”.
Nicola Stievano


Tempo di bilanci/2. La minoranza: “Non possiamo condividere le vostre scelte”
Il Consiglio comunale di Curtarolo ha dato il via libera al bilancio di previsione 2026-2028. Una manovra approvata con 8 voti favorevoli e 3 contrari, definita dall’amministrazione come un atto di “responsabilità e consapevolezza”, ma aspramente criticata dall’opposizione per la visione politica sottesa alle scelte economiche.
L’assessore al bilancio, Alessandro Mazzon, ha aperto la seduta sottolineando la complessità tecnica dell’operazione, ringraziando gli uffici per il lavoro svolto nonostante i “cavilli normativi”. Mazzon ha descritto un bilancio dinamico, capace di adattarsi alle esigenze del territorio pur rispettando i rigidi vincoli di legge. “Abbiamo tracciato una rotta e abbiamo ben chiaro cosa serve oggi al nostro ente”, ha spiegato l’assessore, “e lo voglio riassumere con due parole: consapevolezza e responsabilità. Consapevolezza perché perché oramai amministriamo da 7 anni quindi abbiamo tracciato una rotta e abbiamo ben chiaro cosa serve oggi al nostro ente. Responsabilità perché non

possiamo lasciare indietro nessun centro di spesa: dietro c’è un’attività che ha ricadute sociali, scolastiche e culturali”.
Entrando nel dettaglio delle cifre, Mazzon ha rivendicato la natura sociale della manovra: “Stanziamo, compresi quelli per i servizi alla persona e i fondi per famiglie fragili, oltre 600.000 euro dal nostro budget: sono somme ingenti”. Tra le voci principali spiccano i 186.000 euro per i casi minorili, 181.000 euro per asili nido e parrocchiali (con ulteriori 25.000 euro in voucher per abbattere le rette), e 143.000 euro per il trasporto scolastico. L’assessore ha anche menzionato i 50.000 euro stanziati per il rinnovo del contratto dei dipendenti: “Un patrimonio del nostro ente che va valorizzato”.
Netta la contrapposizione di Renata Michielon, consigliera della minoranza “Curtarolo Attiva”, che ha motivato il voto contrario non su basi tecniche, ma politiche. “Non vogliamo contestare i conti, che sono sicuramente giusti perché il bilancio deve essere in equilibrio”, ha dichiarato la consigliera. “Il problema sono le scelte: la strada giusta è tracciata a vostra misura, immagine e somiglianza. Sono scelte che noi non condividiamo”. Michielon ha inoltre punzecchiato la maggioranza sulla reale utilità del documento, ricordando come l’anno precedente fosse seguita una variazione immediata: “Non capisco a cosa serva questa votazione se subito dopo fate una variazione di bilancio”. Nicola Stievano
Una maratona di quattro ore in Consiglio Comunale ha sancito l’approvazione del bilancio di previsione 2026 del Comune di Limena. Il sindaco Stefano Tonazzo ha presentato una manovra che punta a mettere in sicurezza i conti per il triennio 2026-2028, garantendo al contempo una stagione di investimenti strutturali e il mantenimento del welfare locale.
Il 2026 si prospetta come un anno di traguardi storici. A gennaio aprirà il nuovo asilo “Sammy Basso”, per il quale sono stati stanziati 135.000 euro per calmierare le rette, a cui si aggiungeranno l’inaugurazione della Casa della Comunità e della RSA. Sul fronte opere pubbliche, sono in partenza i cantieri per la ciclabile di via Braghetta, la sistemazione di Casa Golin e il piano delle acque in via Praimbole. Verrà anche presentato il progetto dell’installazione di alberature
lungo la SP47 e ci sarà un nuovo studio del piano del traffico e dei parcheggi nel territorio.
Per sostenere questo piano e far fronte all’aumento dei costi e al rinnovo del contratto dei dipendenti, l’amministrazione ha previsto un adeguamento dell’addizionale IRPEF (circa 4 euro al mese per le soglie intermedie). “Abbiamo chiesto un contributo ai limenesi, circa 4 euro al mese per le soglie intermedie, per mantenere tutti i servizi, ha dichiarato con trasparenza il sindaco Stefano Tonazzo.
“Si tratta di un piccolo sacrificio che chiediamo alla comunità, resosi indispensabile per un duplice obiettivo: da un lato, non tagliare i servizi essenziali che garantiamo quotidianamente; dall’altro, far fronte ai costi obbligatori derivanti dagli aumenti dei costi dei servizi e dal giusto e doveroso rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici

comunali”
Oltre alla conferma del Bonus Bebè e dei fondi per la disabilità, spicca l’attenzione ai giovani con la creazione di una biblioteca di prossimità e aule studio nell’edificio “Andersen”. “Amministrare oggi significa fare i conti con una realtà complessa”, ha concluso il primo cittadino, “ma questo sforzo collettivo ci permetterà di non fermare la crescita del territorio e restare vicini alle famiglie”.
L’assessore Alessandro Mazzon illustra la manovra con due parole: “consapevolezza e responsabilità, perché in questi sette anni abbiamo tracciato la rotta e non possiamo tralasciare nessun centro di spesa”





La sanità veneta
vista dal neo assessore
Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico
Tre, due, uno: si parte!
La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina.
E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.
La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”
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Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

Acquisiti tutti i pareri tecnici i progettisti stanno concludendo il ciclo di confronto con gli enti gestori dei servizi e gli organismi locali coinvolti
Tre milioni di investimenti a Maserà, ma l’opposizione vota contro Albignasego stanzia risorse per l’istruzione, Casalserugo guarda al sociale
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Morire di lavoro non è fatalità













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INicola Stievano >direttore@givemotions.it<


l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.




U n bilancio di previsione da circa 8 milioni di euro, con 3 milioni destinati agli investimenti, tassazione locale invariata e una lunga serie di opere pubbliche e interventi sociali: è questo il quadro del documento finanziario 2026 approvato dal Consiglio comunale di Maserà di Padova con i soli voti della maggioranza. A presentarlo è il sindaco Gabriele Volponi, che rivendica la solidità dei conti e le scelte politiche adottate negli ultimi anni: “La tassazione comunale, dall’Imu all’addizionale Irpef, dalla tassa sulla pubblicità al Cosap, è ferma dal 2013 e rimane al di sotto delle aliquote massime previste dalla legge”. Un risultato che, secondo il primo cittadino, è stato possibile grazie a una gestione rigorosa: “Attrazione di capitali esterni da parte dei privati e un attento e costante monitoraggio delle spese ci hanno consentito di mantenere le imposte invariate e allo stesso tempo pro-
grammare investimenti importanti”. Tra le opere principali spicca il rifacimento e il riordino del centro abitato di Maserà, con nuovi marciapiedi, pista ciclabile, parcheggi, attraversamenti sicuri e la realizzazione delle due carreggiate per le auto, per un importo complessivo di circa un milione di euro. In programma anche l’acquisizione del vecchio asilo di via Fiume dalla parrocchia e l’avvio del progetto “Centro di aggregazione giovanile”, con un investimento di 600 mila euro in due anni. Sul fronte della viabilità sono previsti 800 mila euro per una nuova rotatoria sulla statale 16 all’incrocio con via Bolzani, dopo un iter definito dal sindaco “lungo e complesso”, oltre a una seconda rotatoria in zona industriale, a carico dei privati, e a importanti interventi di asfaltatura. Attenzione anche al sociale, che comporta una spesa annua di circa 900 mila euro: “Abbiamo garantito contributi alle famiglie dai
600 euro in su per ogni bambino residente che frequenta asili e nidi, il kit di benvenuto per i nuovi nati e il sostegno alle iniziative culturali”. Non manca una stoccata alle opposizioni: “Ringrazio la maggioranza per l’impegno costante, un po’ meno le minoranze che riconoscono che i conti sono in ordine ma non hanno mai presentato proposte alternative e continuano a votare contro”.
Il gruppo di opposizione Comunità e Territorio infatti ritiene “eccessivamente prudente l’impostazione generale”. “Il fatto che ogni anno l’avanzo di amministrazione sia più che consistente - osserva la consigliera Elena Coppola - potrebbe permettere una diversa distribuzione delle uscite, in modo da consentire un innalzamento della soglia di non imponibilità, a favore delle famiglie più povere. Nel nostro comune i soldi non mancano, chi decide come spenderli dovrebbe avere più coraggio

nell’indirizzarli alle situazioni di difficoltà delle persone, che sono in continuo aumento.
Andrebbero, per esempio, destinati alle scuole in modo da abbassare i costi del servizio di doposcuola e del servizio pasti. Ricordiamo infatti che mentre a Bertipaglia il servizio costa 70 euro al mese, nella vicina Casalserugo costa 20 euro, così come i pasti che vengono a costare 7 euro l’uno contro i 5 euro.
Così come non ci convince la re-
alizzazione delle piste ciclabili in via Beccara e via Rovere. Quei soldi andrebbero destinati alla messa in sicurezza di via Lion, diventata ormai da anni sfogo del traffico di attraversamento del paese per chi non vuole fare la congestionata Conselvana. In questa strada andrebbe fatta in via prioritaria una pista ciclabile e solo dopo si potrebbe pensare di farla in due vie di campagna poco frequentate come via Rovere e via Beccara”. Nicola Stievano
E’ orientato al sociale e all’aiuto delle persone in difficoltà, ma anche alle scuole e alla sicurezza stradale il bilancio di previsione 2026 messo a punto in queste ultime settimane e approvato in consiglio comunale.
“Abbiamo fatto scelte chiare,spiega il sindaco Matteo Cecchinato - partendo da due necessità che emergono sempre di più e che riguardano da vicino la vita quotidiana delle persone. La prima è la spesa sociale, intesa come attenzione concreta alle famiglie. Da un
lato abbiamo confermato l’impegno a evitare aumenti delle tariffe comunali: tutte le tariffe restano invariate, ad eccezione di un piccolo adeguamento per i loculi cimiteriali.
Dall’altro, sono stati previsti circa 50.000 euro di aiuti alle famiglie in difficoltà, destinati in particolare a sostenere le spese per bollette, affitti e mutui. Anche nel 2026 verranno pubblicati due bandi per destinare queste risorse ai nuclei familiari che si trovano in maggiore difficoltà”.
Queste scelte, chiarisce il sindaco, sono state rese possibili grazie a un’attenta gestione del bilancio, che ha portato a risparmi su alcune spese correnti, in particolare sulla gestione dei rifiuti, e a maggiori entrate derivanti dagli accertamenti IMU. Risorse che l’amministrazione ha scelto di reinvestire nei servizi essenziali per la comunità e in particolare per le fasce più deboli”.
“Scendendo nel dettaglio - aggiunge Cecchinato - abbiamo destinato circa 15.000 euro alle scuole dell’infanzia e agli asili nido, per
evitare aumenti delle tariffe dovuti ai maggiori costi di gestione, soprattutto legati all’aumento degli stipendi del personale. Questi si aggiungono agli 80.000 euro che ogni anno vengono destinati al funzionamento delle scuole”.
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Un altro capitolo su cui l’amministrazione ha deciso di investire in modo significativo riguarda le manutenzioni del patrimonio comunale. Nel 2026 la previsione è di destinare almeno 300.000 euro alla messa in sicurezza e alla riqualificazione di strade, marciapiedi e

fossature, oltre alla realizzazione di opere di mitigazione della velocità, con l’obiettivo di ridurre i rischi per la viabilità e aumentare la sicurezza, in particolare per pedoni e ciclisti, l’anello debole della mobilità, persone da tutelare adeguatamente, spesso giovani e anziani. “È un bilancio costruito con attenzione e responsabilità,conclude Cecchinato - che cerca di tenere insieme sostenibilità economica, tutela dei servizi e sicurezza, mettendo al centro le persone e i bisogni reali della comunità”.

Tempo di bilanci/2. Albignasego, è l’ultimo firmato da Giacinti, ora assessore regionale
I l Consiglio comunale di Albignasego ha approvato senza voti contrari il bilancio di previsione 2026, un documento che rappresenta non solo uno strumento finanziario ma anche un passaggio politico di rilievo. Si tratta infatti dell’ultimo bilancio firmato dall’amministrazione guidata dal sindaco Filippo Giacinti, recentemente eletto in Consiglio regionale e nominato assessore regionale, che chiude così una fase amministrativa lasciando in eredità una programmazione orientata alla continuità dei servizi e alla tenuta sociale del territorio.
Il bilancio 2026 conferma una scelta precisa: rafforzare i servizi comunali, con particolare attenzione al mondo dell’istruzione, alle famiglie e alle situazioni di fragilità, mantenendo invariata la pressione fiscale. Nessun aumento, dunque, per tasse e tariffe comunali, nonostante l’incremento generalizzato dei costi che negli ultimi anni ha messo in difficoltà molti enti locali. Una linea che punta a tutelare il potere d’acquisto delle famiglie e a garantire al tempo stesso qualità e accessibilità dei servizi.
Tra i capitoli più rilevanti spiccano quelli legati all’istruzione. Crescono infatti le risorse destinate alle attività educative, con un incremento del contributo economico erogato dal Comune che passa da 600 a 650 euro per ogni bambino residente. Il contributo riguarda complessivamente le 8 scuole dell’infanzia paritarie presenti sul territorio, i 5 nidi integrati e i 2 micronidi convenzionati. A questo si aggiunge l’aumento dei fondi per il servizio di mensa e per il trasporto scolastico, a seguito della decisione dell’amministrazione di farsi carico degli aumenti dei costi, evitando che questi si traducano in maggiori spese per le famiglie.
Ulteriori risorse vengono trasferite all’Istituto Comprensivo per sostenere nuovi progetti didattici e attività educative, con l’obiettivo di arricchire l’offerta formativa e rispondere in modo sempre più mirato ai bisogni

degli studenti. Parallelamente, il Comune ha scelto di rinnovare il contratto di affitto con i medici della Medicina di Gruppo, introducendo un accordo che permetterà un risparmio su canoni e spese energetiche. Le risorse così liberate saranno reinvestite per migliorare i servizi di segreteria e potenziare l’offerta sanitaria sul territorio, rafforzando un presidio fondamentale per la comunità.
“Siamo estremamente soddisfatti – dichiara il sindaco Filippo Giacinti – perché anche quest’anno siamo riusciti a compiere importanti passi avanti nel miglioramento dei servizi, sostenendo gli aumenti dei costi senza farli ricadere sulle famiglie, garantendo attenzione alle fragilità e mantenendo invariata la pressione fiscale”. Il primo cittadino sottolinea anche come il bilancio preveda un rafforzamento degli investimenti sulla cultura e la prosecuzione della programmazione di opere infrastrutturali strategiche, come parchi pubblici e piste ciclabili, insieme a un aumento delle risorse destinate alla manutenzione del verde e del patrimonio pubblico. Non mancano inoltre interventi per la tutela idraulica e per la sicurezza stradale, urbana e degli edifici scolastici e sportivi.
Nel corso del 2026 il Comune prevede di stanziare circa 1,5 milioni di euro per servizi essenziali come scuole dell’infanzia, nidi, mensa e trasporto scola-
stico, sport e centri estivi. Interventi che si traducono in un risparmio diretto per le famiglie di Albignasego. A queste risorse si aggiunge quasi un milione di euro destinato a servizi non obbligatori ma ritenuti fondamentali per migliorare la qualità della vita, tra cui un ulteriore supporto all’integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole dell’infanzia, il servizio di bus navetta per le scuole superiori, i kit per i nuovi nati e la spesa per l’assistenza domiciliare.
Sul fronte fiscale, l’assessore al bilancio Marco Mazzucato ribadisce: “nessun tributo comunale è stato aumentato: addizionale Irpef, Imu, Tari, Canone di occupazione del suolo pubblico e Canone pubblicità resteranno invariati”. Anzi, precisa l’assessore, sono state rivalutate esenzioni e agevolazioni per ampliare la platea dei beneficiari e andare incontro alle fasce più deboli della popolazione.
Tra le novità del bilancio 2026 figura anche la gestione del teatro comunale, considerata un investimento strategico dal punto di vista culturale e sociale, destinato a rafforzare il ruolo di Albignasego nel panorama culturale veneto. “Il 2026 sarà un anno storico per la città –conclude Mazzucato – con l’apertura del parco più grande di Albignasego, il Parco di via Petrarca, e l’avvio delle operazioni di esproprio per la realizzazione della pista di atletica”.
Nicola Stievano
Ok senza voti contrari dal consiglio comunale, avanti con le opere strategiche, come parchi pubblici e piste ciclabili, insieme a un aumento delle risorse destinate alla manutenzione del verde e del patrimonio pubblico

La sanità veneta
vista dal neo assessore
Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura. Tre, due, uno: si parte!
La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”

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Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico

Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

Bisato neo assessore raccoglie il testimone da Micalizzi, si occuperà di lavori pubblici, edilizia comunale e nuova Questura
A Padova via libera alla manovra da 550 milioni, in primo piano viabilità e sicurezza, minoranza critica: “Scelte senza visione”
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Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<


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I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.





Tempo di bilanci/1. Sei ore di aspro confronto politico, più di un centinaio gli emendamenti presentati
Crescita del 4,7 per cento rispetto al 2025, viabilità ancora protagonista insieme alla sicurezza. Allo studio una polizza assicurativa comunale a tutela automatica dei residenti vittime di furti, scippi o rapine
Dopo quasi sei ore di dibattito acceso, il Consiglio comunale di Padova ha approvato le scorse settimane il bilancio di previsione 2026, l’atto politicamente ed economicamente più rilevante della penultima manovra della giunta guidata dal sindaco Sergio Giordani. Una seduta tutt’altro che tranquilla, tra accuse incrociate e schermaglie politiche, che si è conclusa con il via libera a una manovra da circa 550 milioni di euro complessivi, tra parte corrente e conto capitale, in crescita del 4,7% rispetto al 2025.
A rallentare l’iter sono stati soprattutto i numerosi emendamenti: oltre cento quelli depositati, in gran parte dalle opposizioni. Sessantotto sono stati giudicati ammissibili, ma quasi tutti respinti. Fratelli d’Italia, il gruppo più attivo, ha visto approvare solo cinque dei 59 emendamenti presentati: dalla valorizzazione del corridoio ecologico delle mura alla promozione della lettura, fino a iniziative di solidarietà per i proprietari di animali in difficoltà e misure di sostegno ai giovani imprenditori nei quartieri. Accolto anche un emendamento della Lega per finanziare interventi sugli impianti sportivi contro le infiltrazioni d’acqua. Disco verde invece per tutti gli emendamenti della maggioranza. Approvati anche due correttivi formali al Dup, il Documento unico
di programmazione, presentati dal sindaco Sergio Giordani. Via libera all’emendamento del capogruppo Pd Gianni Berno per valutare il reperimento delle risorse necessarie alla realizzazione di una pista ciclopedonale tra Santo StefanoBrusegana e il capolinea del tram di Chiesanuova, così come a quello di Federica Bruni (Pd) per avviare un percorso interno al Comune finalizzato all’ottenimento della Certificazione della parità di genere.
Recepiti anche gli emendamenti di Meri Scarso (Padova Insieme), tra cui l’istituzione di un Urban Center come struttura permanente di coordinamento, informazione e partecipazione sui progetti di sviluppo urbano. Approvate infine le proposte di Coalizione Civica che chiedono la predisposizione di un Piano d’azione, nell’ambito del Piano delle acque, per migliorare l’assetto idraulico dei corsi d’acqua minori e della rete di smaltimento delle acque meteoriche, valutando incentivi per i cittadini che si dotano di sistemi di difesa dagli allagamenti.
Il confronto politico è rimasto duro fino all’ultimo. Le opposizioni hanno criticato la pressione fiscale e i costi futuri legati alle nuove linee del tram, definendo il bilancio privo di una visione strategica e poco attento alle grandi infrastrutture. Dal fronte della maggioranza,

invece, è stata rivendicata la scelta di tutelare sociale e scuola, insieme a un accantonamento prudenziale di due milioni di euro per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Il documento è stato approvato con 20 voti favorevoli e 9 contrari, senza astensioni. Accanto alla discussione politica, il bilancio fotografa anche una situazione complessa sul fronte delle entrate. Dall’inizio dell’anno il Comune ha accertato un’evasione Imu pari a quasi 10 milioni di euro, di cui oltre 1,6 milioni relativi ad avvisi notificati a dicembre per mancati pagamenti degli ultimi cinque anni. «L’importo accertato è in linea con le previsioni annuali e conferma l’impegno nel contrasto all’evasione», ha spiegato l’assessore ai Tributi Antonio Bressa. Il quadro complessivo dei crediti non riscossi pesa però molto di

più: tra multe, tasse, tributi, rette scolastiche e concessioni edilizie, i mancati incassi oscillano tra i 45 e i 50 milioni di euro, considerando solo i crediti esigibili. Una cifra che aumenterebbe sensibilmente includendo anche quelli ormai prescritti.
Non a caso, i tributi rappresentano la voce più rilevante delle entrate correnti del bilancio 2026, con un’incidenza di circa il 58%.
L’Imu resta la principale fonte di introito, con 86 milioni di euro previsti, seguita dall’addizionale Irpef (35 milioni), dalla Tari (51,5 milioni, interamente girati al gestore del servizio) e dall’imposta di soggiorno (3,4 milioni). Sul fronte delle spese, gli stipendi del personale comunale assorbono circa 88 milioni di euro.
Nel triennio 2026-2028 un ruolo significativo sarà giocato anche
dalle sanzioni: l’amministrazione stima incassi per 32 milioni di euro l’anno, di cui 21 milioni legati alle violazioni del Codice della strada e oltre 5 milioni ai soli autovelox. In tre anni, le multe potrebbero garantire circa 96 milioni di euro alle casse comunali.
Il bilancio introduce infine una novità legata ai dati sulla sicurezza urbana. Alla luce della classifica sulla qualità della vita del Il Sole 24 Ore, che colloca Padova ai primi posti nazionali per i furti in abitazione, la relazione allegata prevede l’avvio di uno studio per una polizza assicurativa comunale a tutela automatica dei residenti vittime di furti, scippi o rapine. Un modello già sperimentato in altri Comuni e che potrebbe diventare uno degli strumenti innovativi della penultima manovra della giunta Giordani. Sara Busato

Tempo di bilanci/2. Il capogruppo di Fratelli d’Italia boccia il documento programmatico del Comune
Èuna battaglia politica e numerica quella che Matteo Cavatton, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, ha annunciato contro il bilancio di previsione 2026 dell’amministrazione Giordani. Un documento da circa 550 milioni di euro che, secondo l’opposizione, certifica un aumento generalizzato della pressione fiscale e un futuro “ipotecato” per la città.
Cavatton parla senza mezzi termini di una “pressione fiscale altissima”, definendo il bilancio come il punto di arrivo di una strategia che negli anni ha portato il Comune ad aumentare «tutto ciò che era possibile aumentare». Tari, Imu, addizionali e imposte comunali, secondo Fratelli d’Italia, hanno raggiunto livelli storici, con un impatto diretto su famiglie, commercianti e imprese.
“Questo bilancio fotografa una situazione che denuncio da tempo e che oggi appare sempre più preoccupante. - commenta Cavatton - Le entrate tributarie hanno raggiunto livelli record, frutto di un sistematico e continuo aumento di tasse e tributi comunali. Almeno quest’anno non abbiamo assistito alle consuete grida d’allarme dell’amministrazione Giordani su presunti tagli ministeriali che poi non si sono mai concretizzati. Ma il problema resta intatto. Padova continua a essere una delle città più tartassate d’Italia e, senza dubbio, la prima in Veneto. Tutti i tributi comunali – dall’addizionale Irpef all’Imu, dalla Tari ai costi del trasporto pubblico e dei parcheggi – sono stati progressivamente ritoccati al rialzo. Ancora più grave è il fatto che oggi il Comune non abbia più margini di manovra per intervenire ulteriormente”.
“Basti pensare all’addizionale comunale Irpef: le aliquote sono le più alte mai applicate a Padova da quando la tassa è stata istituita nel 1998 e sono state portate a ridosso del tetto massimo previsto dalla legge. - specifica il capogruppo - Questo significa che, qualora si rendessero necessari maggiori introiti per garantire i servizi essenziali, l’ente non avrebbe più strumenti fiscali a disposizione per farvi fronte”.
Il capogruppo denuncia in parti-

colare l’assenza di una reale inversione di rotta: «Ci era stato promesso un alleggerimento fiscale, ma il bilancio dimostra l’esatto contrario. Si continua a chiedere sempre di più ai cittadini, senza offrire servizi proporzionati». Una critica che si estende anche alla struttura stessa del documento contabile, giudicato poco coraggioso e privo di una visione di sviluppo a lungo termine.
Da qui la pioggia di emendamenti presentati da Fratelli d’Italia, oltre trenta proposte che puntano a ridurre la pressione fiscale, contenere le consulenze esterne e riorientare le risorse verso sicurezza, manutenzioni e servizi essenziali. Tra le priorità indicate da Cavatton figurano anche il rafforzamento dei controlli sul territorio, il contrasto al degrado urbano e un maggiore investimento nella prevenzione.
Un altro punto centrale dell’attacco riguarda il metodo. L’opposizione contesta il ricorso a sedute fiume e l’urgenza con cui il bilancio viene portato in aula, parlando di un confronto compresso e di scelte già definite dalla maggioranza. «Un documento di questa portata meriterebbe un dibattito più approfondito e trasparente», sostiene Cavatton, accusando la giunta di voler chiudere rapidamente la partita prima delle scadenze di fine anno.
Sul piano politico, Fratelli d’Ita-
lia colloca il bilancio all’interno di una traiettoria che, a loro giudizio, rischia di compromettere il futuro della città: più tasse oggi per coprire spese correnti, meno margini domani per investimenti strategici. “Così si mette una toppa sul presente, ma si scarica il peso sulle prossime generazioni», è l’accusa. Critiche anche sul fronte della mobilità e in particolare sulla realizzazione delle nuove linee del tram “Resta inoltre del tutto sottostimata, e volutamente ignorata, la questione dei costi di gestione delle nuove linee tramviarie quando entreranno in funzione. Pensare che le uniche conseguenze dei progetti Sir 2 e Sir 3 siano il pesante impatto sulla viabilità e le difficoltà di centinaia di attività commerciali significa fermarsi alla superficie del problema. - aggiunge il capogruppo di Fratelli d’italia - La vera criticità emergerà con i costi di gestione ordinaria delle linee, ammesso che entrino in esercizio. A quel punto, chi governerà la città dovrà fare i conti con anni di scelte dettate da opportunismo politico, che hanno sacrificato Padova e i padovani senza una visione sostenibile di lungo periodo”.
Cavatton promette una opposizione “ferma e documentata”, con l’obiettivo dichiarato di smascherare quello che definisce “un bilancio lontano dai bisogni reali dei padovani”.
Sara Busato
Tari, Imu, addizionali e imposte comunali, secondo l’esponente dell’opposizione hanno raggiunto livelli storici, con un impatto diretto su famiglie, commercianti e imprese. Critiche anche sul fronte della mobilità e in particolare sulla realizzazione delle nuove linee del tram e i relativi costi di gestione










La sanità veneta
vista dal neo assessore
Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
Ldue, uno: si parte!
a Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.
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Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico
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La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”


Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli
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Dopo oltre trentasei anni di attività abbassa la serranda il bar di viale Europa. Luigi Fiorin e la moglie Evelyne Barrois vanno in pensione
Piove di Sacco, aliquote Irpef e Imu invariate, opere pubbliche per 6,9 milioni. Mazzetto (centrodestra): “Bilancio senza una visione”
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Morire di lavoro non è fatalità
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I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.
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Tempo di bilanci/1. Il sindaco Lucia Pizzo illustra lo strumento di programmazione
V
ia libera al bilancio comunale a Piove di Sacco. Per l’anno di imposta 2026 sono state confermate e approvate dal consiglio comunale le aliquote dell’addizionale comunale all’Irpef e dell’Imu dell’anno precedente. “Il nostro bilancio di previsione - spiega la sindaca Lucia Pizzo - è stato costruito mantenendo invariate, rispetto a quanto previsto per l’anno d’imposta 2025, le aliquote dell’addizionale Irpef e dell’imposta municipale unica. Viene invece proposta l’introduzione dell’aliquota applicata ai contratti di locazione a canone concordato”. Per l’anno 2026 il Comune stanzia per le opere pubbliche 6.950.000 euro, per il 2027, 2.400.000 euro, e per il 2028 1.000.000 di euro. E’ previsto l’intervento integrato di centro servizi e co-housing per anziani autosufficienti, l’ efficientamento energetico, interventi di ripristino e sicurezza viaria e stradale, demolizione e ricostruzione del comando di polizia locale, restauro
e risanamento conservativo del corpo storico del cimitero del capoluogo. Escono dai programmi, il miglioramento sismico della piscina comunale, tre campi sintetici da realizzarsi allo stadio Vallini. E’ previsto un intervento di miglioramento della vulnerabilità sismica della palestra della scuola Umberto I° (I° stralcio). Fuori dal piano c’è la costruzione delle tribune all’impianto sportivo di Arzerello. Nel 2027 è previsto l’intervento di miglioramento della vulnerabilità sismica della palestra della scuola Umberto I° (II° stralcio), la sistemazione del marciapiede lungo la Sp53 nella frazione di Corte, interventi di ripristino, la sicurezza viaria e stradale, l’ ampliamento del magazzino comunale, l’ efficientamento energetico. Nel 2028 si attende la riqualificazione della corte posteriore di Palazzo Pinato Valeri, interventi di ripristino sicurezza viaria e stradale di efficientamento energetico. Sul versante delle entrate, le entrate

tributarie sono pari a 9.453.015,69 euro. I trasferimenti correnti sono di 2.118.804,20 euro, le entrare extratributarie: di 6 milioni e 411.108,04 euro, le entrate in conto capitale sono di 2.986.286,92 euro. L’accensione dei prestiti è di 4.600.000 euro. Non sono previste anticipazioni di tesoreria (richieste solo per far fronte a mo-

mentanee esigenze di liquidità).
“L’orizzonte per l’attuazione del programma - dice la sindaca Lucia Pizzo - arriva fino al 2028, termine del mandato amministrativo, e gli obiettivi che dobbiamo e vogliamo realizzare restano ambiziosi”. “Ritengo - conclude - indispensabile che le politiche infrastrutturali a livelli superiori di governo non
E stato illustrato nelle scorse settimane, dalla consigliera delegata Paola Martin il bilancio di previsione della Provincia di Padova. Le previsioni delle entrate correnti formulate per il 2026 ammontano a 126,5 milioni di euro. Queste entrate sono destinate per 119,9 mlilioni di euro al finanziamento della spesa corrente e del rimborso dei prestiti; 6,6 sono destinati al finanziamento della spesa d’investimento, comprensivi dei 2 milioni di euro per cofinanziamenti ai Comuni in materia di viabilità. Le entrate che arrivano da trasferimenti dallo Stato e dalla Regione e da altri
enti, ammontano a 43 milioni. Nel dettaglio dallo Stato sono arrivati 16.845.183,08 euro: sono iscritti in bilancio 9.453.172,83 euro a titolo di contributi correnti ed euro 3.500.196,05 quali risorse aggiuntive. Sono previsti euro 2.495.353,15 euro per il finanziamento di piani di sicurezza a valenza pluriennale per la manutenzione di strade e di scuole; 236.649,05 euro come assegnazione risorse conguaglio Covid. Dalla Regione sono arrivati 26.161.500 euro: di cui 595.000 per gli oneri del personale addetto alle funzioni di polizia amministrativa; 416.500,00 per le altre spese correnti so-


escludano la Saccisica: rimangono prioritarie la realizzazione del sottopassaggio pedonale che colleghi il centro con la frazione di Tognana, la velocizzazione della linea ferroviaria Adria-Venezia Mestre, l’ammodernamento della stazione degli autobus e l’eventuale prolungamento del tram da Legnaro”. Alessandro Abbadir

stenute dalla Provincia nell’esercizio delle funzioni non fondamentali. Tra gli altri trasferimenti regionali si evidenziano 24

milioni di euro per il contratto ordinario dei servizi minimi di trasporto pubblico locale. (a.a.)



Sull’ approvazione del bilancio di previsione approvato a Piove di Sacco arrivano le critiche del consigliere comunale di opposizione di centrodestra Paolo Mazzetto. “Come consigliere comunale di minoranza ritengo - dice - doveroso esprimere una valutazione puntuale sul bilancio di previsione e sul Documento Unico di Programmazione 2026, portati in votazione nel consiglio comunale a fine dicembre. I documenti deliberati sono ancora fortemente dominati dalle opere finanziate dal Pnrr, e non potrebbe essere altrimenti vista la rilevanza strategica e finanziaria delle risorse in gioco. Tuttavia, al netto di questi interventi, emerge con chiarezza come il programma politico della maggioranza venga disatteso nei più punti qualificanti”. Mazzetto va nel dettaglio. “Sul fronte fiscale, ad esempio - dice - si continuano a mantenere elevate le aliquote delle imposte comunali. Il piccolo ritocco annunciato sull’Imu ha effetti tutti da verificare e, con ogni probabilità, risulterà del tutto ininfluente per la stragrande maggioranza dei cittadini e delle famiglie di Piove di Sacco. Un se-
gnale debole, che non incide realmente sul carico fiscale e che contraddice le promesse di alleggerimento avanzate in campagna elettorale. Se non si è in condizioni di ridurre non si promettono azioni. Non mancano poi evidenti contraddizioni nelle scelte di spesa. Si prevede la costruzione del nuovo comando di polizia locale senza, però, la possibilità di procedere a nuove assunzioni. Una struttura moderna è certamente utile, ma senza un rafforzamento dell’organico, rischia di restare un contenitore equivalente all’attuale, incapace di migliorare concretamente i servizi: la copertura oraria e la presenza sul territorio, soprattutto nelle frazioni”. Molti punti qualificanti del programma restano ancora sulla carta per Mazzetto. “Si pensi - dice - alla nuova caserma dei carabinieri, tema particolarmente sentito dai cittadini alla luce delle crescenti richieste di sicurezza. Anche sul versante della viabilità non si vedono interventi strutturali e concreti in diverse frazioni, nonostante gli impegni assunti. Abbiamo inoltre assistito come amministrazione nel ruolo di

semplici spettatori, alle decisioni legate alla ferrovia Adria–Mestre”. ”L’occasione dell’elettrificazione poteva e doveva essere sfruttata -conclude - per realizzare un attraversamento alternativo ai passaggi a livello, riducendo disagi e rischi. In conclusione, ci troviamo di fronte a un bilancio senza sorprese e senza audacia: un documento che rincorre finanziamenti e necessità contingenti, ma che fatica a offrire la visione di Piove di Sacco promessa solo a parole dalla stessa maggioranza”.
Alessandro Abbadir
Nel bilancio comunale di Piove di Sacco c’è una novità, ossia l’apertura alla possibilità di stipulare i contratti di locazione in regime di canone concordato. Nei contratti di locazione in regime di canone concordato, il canone viene calmierato e stabilito da accordi presi fra le associazioni di categoria della proprietà edilizia e dei conduttori, con il Comune. “I benefici di questo particolare regime - sottolinea la sindaca Lucia Pizzo - si hanno da ambo le parti: da un lato, gli inquilini sono gravati da un importo del canone di locazione inferiore rispetto a quanto solitamente applicato sul mercato immobiliare, dall’altro, i proprietari scontano un’aliquota ridotta dell’Imu dovuta, introdotta ora nella misura dello 0,92 %, e un abbattimento del reddito imponibile Irpef del 30 % o dell’aliquota della cedolare secca, che passa dal 21 % al 10 %. Ab-
biamo rilevato che, attualmente, i contratti di locazione in essere nel nostro Comune sono circa 1650, di cui 50 in regime di canone concordato. Tuttavia, in mancanza di un accordo locale, si applicano le con-

dizioni riportate in accordi stabiliti da altri Comuni che siano limitrofi e demograficamente omogenei al nostro”. L’ente ha già avviato un’indagine sui prezzi attualmente applicati alle locazioni a titolo abitativo, il cui fine è arrivare a stipulare un nostro accordo con le or-
ganizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori maggiormente rappresentative. “Abbiamo quindi voluto aprire - conclude - ad una nuova possibilità per una politica abitativa che fosse sostenibile e attrattiva, rivolgendoci alle famiglie e ai lavoratori garantendo loro un maggior accesso alle soluzioni abitative del nostro Comune, con una misura che possa essere equilibrata sia per i proprietari che per gli inquilini degli immobili, attraverso benefici fiscali e un calmieramento del canone. La perdita di gettito da Imu che l’introduzione di questa misura inevitabilmente implica, potrà essere bilanciata dai maggiori introiti derivanti dalla stipula di un maggior numero di contratti di locazione, sia in termini di Imu che di Irpef dei nuovi residenti, dalla disincentivazione degli “affitti in nero” e, da un ritorno di welfare sociale”. (a.a.)
Paolo Mazzetto boccia il bilancio di previsione approvato a Piove di Sacco. Per l’esponente di opposizione restano alte le imposte, mancano interventi su sicurezza e viabilità e le promesse elettorali vengono smentite da scelte di spesa poco coerenti










La sanità veneta
vista dal neo assessore
Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
Ldue, uno: si parte!
a Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.

Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico
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Servizio a pag 4

Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

Il Comune punta anche su educazione stradale e chiede l’intervento della Regione per sostenere i costi della manutenzione dei ponti
a pag. 14
Dolo, calano le entrate ma non aumentano tasse. Autovelox spenti sulla Romea a Mira. Il centrodestra: “Troppo assistenzialismo”
Servizi alle pagg. 6 e 7 segue a pag. 21

IMorire di lavoro non è fatalità
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.




















L e decisioni prese dall’amministrazione comunale di Dolo per il bilancio 2026-2028, sono state influenzate dall’aumento continuo dei costi correnti per effetto delle crisi internazionali e dell’inflazione, da una riduzione delle entrate di circa 100.000 euro a causa della spending review introdotta dal Governo con la Finanziaria 2024, e da una riduzione di ulteriori 100.000 euro di entrate relative alle sanzioni del Codice della Strada. Quest’ultima per effetto della sospensione degli autovelox per la loro messa a norma. A spigarlo sono il sindaco del paese Gianluigi Naletto e l’assessore comunale al bilancio Cristina Nardo. “Seppur questi fattori pesino - spiega l’assessore al bilancio Cristina Nardo - abbiamo scelto di non incrementare le aliquote dell’Irpef e dell’Imu (soprattutto relative a

negozi e uffici), di mantenere inalterate le tariffe dei servizi a domanda individuale come ad esempio la mensa scolastica, e di effettuare un adeguamento Istat di altre tariffe mai variate
dal 2011. Anzi, la nostra scelta è stata quella di aiutare chi opera nel settore terziario (settore predominante nel nostro territorio) riducendo la tariffa per l’occupazione del suolo pubblico per
gli ambulanti del mercato del mercoledì a Sambruson incentivando nuovi inserimenti così da migliorare l’offerta mercatale alla comunità ambrosiana”. “Un bilancio - sottolinea il sindaco Gianluigi Naletto - che dopo quasi 20 milioni di investimenti alimentati dal Pnrr e da risorse comunali, registra 668.000 euro per la manutenzione straordinaria della viabilità stradale ciclabile e pedonale, insieme a 1.800.000 euro per l’adeguamento sismico e l’efficientamento energetico dell’asilo nido Pinocchio, polo educativo della prima infanzia di altissimo valore pedagogico”.”1.500.000 euro sono poi riservati alla realizzazione della Piazza del Grano - continua il sindaco - un’opera che rappresenta un riappropriarsi di uno spazio identitario, significativo sul versante culturale e relazionale per il nostro capoluogo. A
Zen (“Il Ponte del Dolo”): “Va abbassata la Cosap per il mercato di Sambruson”
Arrivano critiche dal consigliere comunale Emilio Zen del gruppo “Il Ponte del Dolo” al bilancio del Comune. “La Cosap - ha detto Zen- per i banchi del mercato settimanale di Sambruson, pur ridotta del 10% rispetto a quella di Dolo, andrebbe ulteriormente ridotta vista l’affluenza di clienti sensibilmente minore rispetto al centro. Il canone annuo di 2500 euro per 50 anni per l’area del nuovo deposito Actv, come risulta dal piano delle alienazioni e valo-
rizzazioni, sembra un po’ basso a fronte dell’impegno economico sostenuto dall’amministrazione”. Zen poi ha affrontato il tema dell’emergenza abitativa.
“Data la crescente domanda di alloggi popolari - ha detto - pur riconoscendo che nel Comune di Dolo ve ne sono a centinaia, è opportuno programmare ulteriori interventi di restauro con Ater e soprattutto interloquire con il nuovo governo della Regione affinché Ater sia messo nella condizione, soprattutto



finanziaria, di rispondere alle nuove esigenze abitative”. Dagli interventi rivolti ai giovani in campo sportivo e culturale, pur presenti, manca dice Zen ”uno spazio aggregativo autogestito tutelato per la fascia d’età dai 16-17 ai 20 anni”. ”Sul piano triennale delle opere aggiornato - conclude - condivisibile, in primis il secondo stralcio di Piazza del Grano, mancano momenti informativi”. Perciò il consigliere Zen ha chiesto una commissione ad hoc. (a.a.)
questo spazio ritrovato, seguirà la riqualificazione di via Piave e delle aree pubbliche circostanti, generando una condizione attrattiva di pregio nell’ambito della cultura, del turismo e della socialità. Un intervento atteso da diversi decenni, che riafferma nella storia veneta e veneziana la centralità di Dolo nell’ambito del commercio e dei servizi alla persona”. “Su un bilancio quasi 15 milioni di euro - conclude il Naletto - le risorse dedicate alla tenuta del sistema sociale sono oltre 4.000.000 di euro: fragilità e nuove povertà devono trovare risposte concrete e tempestive da parte di una amministrazione a misura di persona che, come Dolo, ha come obbiettivo fondamentale il bene comune dove nessuno in stato di fragilità e di bisogno possa rimanere solo”.
Alessandro Abbadir

Tempo di bilanci/2. Approvato nelle scorse settimane lo strumento finanziario dell’ente
V ia libera del Consiglio comunale di Mira nelle scorse settimane, al nuovo bilancio di previsione 2026-2028 del Comune che per il sindaco Marco Dori “continua a garantire, senza aumenti nella tassazione e nelle tariffe, una serie di importanti servizi per la cittadinanza: sociale, scuola, cultura, sport che da sempre caratterizzano Mira”. Fra i punti di rilievo ci sono aumenti per gli stanziamenti per la gestione ordinaria dei ponti, 410.000 euro, e per i cimiteri, circa 378.000 euro. Il bilancio di parte corrente si attesta a quasi 29 milioni di euro e contiene, oltre al funzionamento della “macchina amministrativa”, risorse per la tutela del territorio, dell’ambiente e del verde pubblico, per la protezione civile, per la promozione turistica, per attività in favore dei giovani, per l’accesso allo sport, per le due biblioteche, per il teatro, per l’asilo nido, per progetti culturali, di sensibilizzazione alla mobilità sostenibile e di valorizzazione dei beni comuni oltre alle manutenzioni necessarie per un territorio vasto quasi 100 chilometri quadrati. “Sul fronte opere pubbliche

- dice il sindaco Marco Dori - una prima risposta alla criticità sofferte ad agosto, è lo stanziamento di 490.000 euro complessivi per interventi per la mitigazione del rischio idraulico. Significativi sono, inoltre, gli oltre 1,6 milioni sulle scuole, il milione di euro per la riqualificazione dei centri urbani di Oriago, Borbiago e Piazza Vecchia-Gambarare, un altro milione di euro per interventi sulla viabilità, i 135.000 euro per la manutenzione straordinaria della piscina comunale”. “Come ogni anno, arrivare alla “quadratura” non è stato semplice - spiega poi l’assessore al bilancio Riccardo Martin. Se da un lato non vi è più il peso di un importante debito ventennale estinto nel 2025, dall’altro, a complicare le cose, vi sono l’attuale contesto macroeconomico, il persistere dell’instabilità geopoliti-
ca, i costanti rincari cui anche un ente locale è sottoposto, e cosiddette le “spending review”, ossia i tagli governativi introdotti dalle leggi di bilancio del 2023 e del 2024, che implicano una riduzione di risorse in spesa corrente per il nostro ente di oltre 190.000 euro all’anno per tutto il triennio 20262028. Di questi, circa 120.000 euro annui rappresenteranno solo un accantonamento che potrà essere utilizzato per spese d’investimento l’anno successivo ma da nord a sud d’Italia la criticità di tutti i Comuni è rappresentata dalla spesa corrente”. A pesare è anche l’incertezza sul fronte delle entrate dal codice della strada, già ridottesi sensibilmente nel corso del 2025 rispetto al trend cui Mira era da anni abituata e che prudenzialmente sono state ulteriormente ridotte, parliamo di oltre 500.000 euro netti sul 2026. “Vale la pena infine ricordare - sottolinea Martin - che il bilancio sarà, come sempre, uno strumento di programmazione e gestione dinamico e flessibile, capace di adeguarsi a nuove esigenze”.
Alessandro Abbadir
Opposizioni di centrodestra all’attacco a Mira sulla questione del bilancio comunale.“E’ stato approvato - spiega il consigliere di Coraggio Italia Paolo Lucarda - il bilancio di previsione 2026–2028, un documento che il nostro gruppo non può condividere. A colpire è la sproporzione delle risorse destinate al comparto sociale: 11 milioni di euro, ben il 32% dell’intero bilancio comunale viene assorbito da questa voce. Nessuno mette in discussione la necessità di sostenere chi vive in condizioni di fragilità”. “La solidarietà - continua Lucarda - è e deve restare un valore fondante di una comunità civile, ma riteniamo profondamente sbagliata l’impostazione complessiva dell’amministrazione Dori che emerge da questo bi-
lancio. e che continua a privilegiare un modello assistenzialistico anziché promuovere politiche di autonomia, responsabilizzazione e inclusione attiva. Il welfare non può limitarsi all’erogazione continua di contributi: deve accompagnare le persone verso l’autosufficienza. Il rischio concreto è che Mira diventi, di fatto, un grande centro di accoglienza permanente, senza prospettive di integrazione reale né di sostenibilità nel medio-lungo periodo. Ancora più grave è il confronto con le risorse destinate allo sviluppo economico: al turismo, che rappresenta uno dei veri motori dell’economia mirese, appena lo 0,12% del bilancio”. “Serviva un cambio di passo - conclude Lucarda - meno assistenzialismo e più politiche
attive, meno spesa improduttiva e più investimenti capaci di generare sviluppo. Per queste ragioni abbiamo espresso contrarietà al bilancio”. Critici anche i consiglieri di Fratelli d’ Italia. “Una delle ragioni per le quali non siamo favorevoli al bilancio - spiega il capogruppo Antonio Mendolia - attiene all’attuazione delle opere pubbliche. Infatti, per molte di esse, se ne parla da quasi un decennio e i tempi di attuazione sono molto stretti (giugno 2026) in quanto beneficiano delle risorse del Pnrr. La preoccupazione è che vengano perduti i fondi Pnrr e che il Comune debba trovare ingenti risorse proprie per l’attuazione di opere già messe a cantiere o sospenderne l’attuazione”. (a.a.)
Signficativi gli oltre 1,6 miioni di euro destinati alle scuole di Mira, il milione di euro per la riqualificazione dei centri urbani di Oriago, Borbiago e Piazza Vecchia-Gambarare









La sanità veneta
vista dal neo assessore
Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.
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La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”
Servizio alla pag. 4

Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

Renato Campanile si occupa di statistica, associazionismo, protezione civile e programma, il sindaco distribuisce altre deleghe
Rovigo, il sindaco Cittadin ha illustrato le principali azioni dell’amministrazione: asfaltature e marciapiedi, riqualificazione energetica
Servizi alle pagg. 6 e 7 segue a pag. 21









IMorire di lavoro non è fatalità
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.
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Lavori pubblici, sicurezza e sociale tra le priorità dell’amministrazione Cittadin nel bilancio di fine anno. Investimenti per strade, scuole e impianti sportivi, nuove assunzioni nella Polizia locale e attenzione alle fasce più fragili
Il sindaco Valeria Cittadin con la chiusura del 2025, ha fatto il punto sull’attività amministrativa e sulle priorità dei principali settori della città: lavori pubblici, urbanistica, sicurezza, sociale, sport, cultura ed eventi.
Tra gli interventi più significativi nel settore dei lavori pubblici, il sindaco ha ricordato i progetti di asfaltatura e sistemazione dei marciapiedi, per un investimento di circa 4 milioni di euro. Gli interventi di riqualificazione energetica hanno interessato anche alcuni istituti scolastici e il capitolo sugli
impianti sportivi, ha registrato un investimento complessivo di 2,5 milioni di euro volto a garantire sicurezza e accessibilità per la cittadinanza.
Sul fronte della sicurezza, l’amministrazione ha avviato il terzo turno per la Polizia Locale e assunto cinque nuovi agenti, così da concentrare maggiormente l’organico sulle attività esterne.
La collaborazione con la Regione ha portato a soluzioni concrete, in particolare sul tema IRAS, mentre con il Governo il sindaco ha ricordato la partecipazione al Tavolo
Un anno di sport anche nel Polesine ed è tempo di bilanci per il Coni di Rovigo. A fare il punto è il delegato provinciale Lucio Taschin. Tra i temi a lui più cari c’è il cambiamento dell’approccio culturale allo sport. “Direi che la battaglia a cui tengo di più è cambiare l’approccio della cultura sportiva in tutte le sue componenti fondamentali: dirigenti sportivi e amministratori pubblici. Da un lato dobbiamo capire che il detto “qui si è sempre fatto così” ha i minuti contati. Dall’altro, se chi governa un territorio non intuisce che può usare la leva sportiva come un grande trampolino di lancio per una serie di iniziative sociali, sportive, economiche e culturali, andiamo poco distanti”. Guardando al futuro, l’obiettivo è costruire progettualità condivise. “La più importante è ragionare “insieme” per progettare
sulla Sicurezza con il sottosegretario Molteni a seguito del tragico evento del 19 luglio,(l’omicidio di un ragazzo tunisino di soli 22 anni, avvenuto in piazza Matteotti) con l’istituzione conseguente della Zona Rossa, fino al 31 gennaio 2026.
Nel settore sociale, l’amministrazione ha promosso la nascita di una “casa di sgancio” per i giovani maggiorenni privi di punti di riferimento e della “Casa rifugio” per donne vittime di violenza. Ampi investimenti sono stati destinati alla digitalizzazione, soprattutto nell’Urbanistica, mentre per il Commercio è stato affidato a un tecnico il compito di definire il Piano Mercatale.
Per il settore urbanistica- ha annunciato il primo cittadino- è in arrivo a gennaio un importante bando pubblico per nuovi accor-

di di collaborazione Pubblico-privato, per nuovi insediamenti che porteranno opere nuove in città.
Il sindaco ha poi ricordato i numerosi eventi culturali e iniziative che hanno animato la città e favorito l’aggregazione sociale: “Con la mia amministrazione – ha concluso Cittadin – metteremo sempre al
centro la persona. Chiedo ai cittadini di continuare a segnalarci le criticità, perché faremo sempre il possibile per dare tutte le risposte. Ringrazio la mia squadra e tutti i dirigenti e i dipendenti, senza loro tutto questo non sarebbe stato possibile”.
Guendalina Ferro
“insieme”. Con l’anno nuovo grazie anche al gruppo dei fiduciari Coni gireremo il Polesine e chiederemo agli amministratori di sedersi con noi insieme alle Associazioni Sportive Dilettantistiche. Sarà una “provocazione costruttiva” e vedremo dove riusciremo ad arrivare”. Sul ruolo attuale del Coni, Taschin non nasconde le difficoltà: “Devo dire che qualcuno si ricorda ancora il Coni con una Giunta, un budget e risorse da allocare. Tempi passati!”. Tuttavia, rimarca l’importanza del lavoro svolto: “Il nostro presidente regionale è impegnato costantemente a ribadire il ruolo di un Coni che comunque nella nostra regione “consegna” direttamente o indirettamente alle Asd oltre un milione di euro e in provincia di Rovigo, grazie soprattutto alla Fondazione Cariparo, arrivano importanti risorse per chiunque gestisca un settore
giovanile. È un lavoro che ritengo ancora importante anche se c’è molto da fare per ricostruire la cosiddetta mission”. Il 2025 è stato anche un anno di forte promozione sportiva. “È vero – continua –. Parlando un po’ fuori dagli schemi, come piace a me, ne abbiamo combinate di tutti i colori”. Dalla cerimonia delle benemerenze sportive alla valorizzazione del bando Sportivamente di Fondazione Cariparo, fino ai Festival dello Sport che a settembre hanno animato il centro di Rovigo: “Sono stati bei momenti dove tutti abbiamo vinto”. Infine, l’augurio al mondo sportivo rodigino: “Di essere in grado di rompere gli schemi, di proporsi in maniera importante anche per progetti sfidanti. Di non avere paura di farlo perché abbiamo una potenza enorme”. E agli amministratori pubblici: “Chiedo di darci fiducia, di

Lucio Taschin
metterci alla prova perché siamo anche una grande comunità sociale, fondamentale per crescere le persone con la P maiuscola”. (g.f.)


Tempo di bilanci/2. Sicurezza tra prevenzione, repressione e controllo capillare del territorio
U n’attività capillare, quotidiana e spesso silenziosa, che abbraccia l’intero territorio polesano, “dalle spiagge del litorale fino alla campagna di Bergantino”. È il quadro tracciato dal colonnello Edoardo Campora, comandante provinciale dei Carabinieri di Rovigo, nel bilancio dell’attività dell’Arma nel corso del 2025. Il comandante ha evidenziato come l’azione dei Carabinieri si inserisca in un sistema di collaborazione continua con Polizia di Stato, Guardia di Finanza, con i reparti speciali dell’Arma – NAS, ROS, NIL e Carabinieri Forestali –e con il coordinamento della Prefettura di Rovigo, mentre l’attività repressiva si sviluppa nel rispetto delle direttive della Procura della Repubblica. Il resoconto parte da un dato complessivo significativo: 6.140 reati perseguiti su circa 6.800 complessivamente denunciati in provincia, con oltre 1.500 persone denunciate all’autorità giudiziaria e circa 50 arresti, tra flagranze e misure cautelari emesse su disposizione delle Procure competenti. Numeri che restituiscono la dimensione di una macchina complessa, articolata su 28 Stazioni e tre Centrali operative – a Rovigo, Adria e Castelmassa – che rappresentano il fulcro del sistema di risposta rapida alle emergenze. Nel corso del 2025 le Centrali operative hanno gestito oltre 90.000 richieste di intervento, circa 240 al giorno, che si sono tradotte in 15.000 interventi su strada. Le chiamate complessive, comprese quelle informative e di servizio, superano invece quota 130.000, comprese quelle legate alla gestione dei braccialetti elettronici e delle misure di protezione nei casi di violenza domestica, che generano continui alert per violazioni o malfunzionamenti. Nel corso dei servizi esterni sono state controllate 55.000 persone, circa 150 al giorno, e oltre 36.000 veicoli.
Sul fronte del contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, il Comando provinciale ha perseguito circa 50 reati, con 12 persone arrestate e 37 denunciate in stato di libertà. Rilevante anche il dato relativo agli oltre 100 assuntori di sostanze stupefacenti segnalati alla Prefettura di Rovigo, trovati in

possesso complessivamente di oltre 1,5 chilogrammi di cocaina, 5,5 chilogrammi di hashish e di una cinquantina di piccole dosi di anfetamine. Particolarmente delicato il fronte dei reati rientranti nel cosiddetto “Codice Rosso”. Nel corso dell’intero 2025 l’Arma dei Carabinieri in Polesine ha perseguito circa 150 situazioni, riconducibili a episodi di violenza domestica, atti persecutori e violenza sessuale, con 12 persone arrestate e 75 denunciate in stato di libertà. Diverse segnalazioni risultano ancora in fase di approfondimento.
“I dati del Codice Rosso sono in linea con quelli dell’anno scorso – puntualizza il comandante Campora –. Chiaramente abbiamo affinato le procedure per identificare i casi di Codice Rosso, per comprendere meglio le situazioni da approfondire e gli interventi necessari a salvaguardia delle vittime. Riusciamo, attraverso nuove modalità operative, a svolgere un’attività preventiva più efficace, grazie anche alle nuove normative introdotte nell’ordinamento italiano”.
Un segnale incoraggiante arriva dal fronte dei furti in abitazione, scesi da quasi 800 del 2024,a poco più di 600 denunce del 2025. Un calo che, secondo il comandante provinciale, è in parte riconducibile a un’azione preventiva più mirata, con controlli intensificati negli orari e nelle zone maggiormente colpite, oltre a operazioni di rilievo come l’arresto di una banda specializzata da parte della Compagnia di Adria.
Particolare attenzione è stata riservata anche alle zone rosse del centro storico di Rovigo, istituite
a seguito di una serie di episodi violenti, dove l’Arma ha operato anche con il supporto dell’Ottavo Battaglione di Mestre. Accanto all’azione investigativa, significativo è stato anche l’impegno sul versante della prevenzione: svolti incontri in otto istituti scolastici sui fenomeni delittuosi giovanili, promosse campagne contro truffe, bullismo e cyberbullismo, e realizzate iniziative a tutela delle fasce più deboli della popolazione, con momenti di informazione e confronto dedicati anche agli anziani. I Carabinieri Forestali operanti in provincia hanno controllato circa 800 persone e 200 veicoli, accertando 58 reati riconducibili alle materie di specifica competenza ed elevando sanzioni amministrative per oltre 70.000 euro. L’attività di monitoraggio ha interessato prioritariamente le aree di pregio naturalistico, in particolare il Delta del Po e i siti protetti SIC/ ZPS, con l’obiettivo di prevenire l’accensione di fuochi al di fuori delle aree barbecue autorizzate, contrastare l’abbandono di rifiuti e il bracconaggio ittico e venatorio. Accertate inoltre violazioni ai vincoli paesaggistici e la realizzazione di opere edilizie prive di regolare permesso di costruire.
Infine, i Carabinieri polesani sono stati impegnati anche nella gestione dei numerosi incidenti stradali, ricevendo quasi 450 richieste di intervento sull’intero territorio provinciale, in particolare nelle aree più periferiche e nelle ore notturne. Nel corso dell’anno si sono purtroppo registrati 11 incidenti con esito mortale.
Guendalina Ferro
Dal contrasto ai furti e allo spaccio, alla tutela delle vittime di violenza, fino alla sicurezza stradale e ambientale: i numeri e le operazioni che raccontano un anno di impegno dei Carabinieri in Polesine










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Tre, due, uno: si parte!
La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.
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Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico
La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”

Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

Il sindaco di Abano rivendica il lavoro degli ultimi otto anni e rilancia: niente gestione ordinaria, ma piena operatività su Pnrr, servizi e sviluppo L’INTERVISTA A
Abano non aumenta le tasse ma l’opposizione attacca sulle grandi opere A Montegrotto rigenerazione urbana nel segno della sostenibilità
Servizi alle pagg. 6 e


Morire di lavoro non è fatalità
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.







Tempo di bilanci/1. Abano punta sul contenimento dei costi e una gestione attenta delle risorse
U n bilancio improntato alla continuità, alla prudenza e alla tutela di famiglie e imprese. È questa la linea che caratterizza il Bilancio di Previsione 2026-2028 del Comune di Abano Terme. Il sindaco Federico Barbierato sottolinea come la manovra sia stata costruita in un contesto economico tutt’altro che semplice, segnato dall’aumento generalizzato dei costi e dalle incertezze dello scenario nazionale.
“Anche per il triennio 20262028 abbiamo scelto di non aumentare le aliquote dei tributi comunali né le tariffe dei servizi”, spiega il primo cittadino. “È una decisione politica chiara, assunta con senso di responsabilità, per non gravare ulteriormente su famiglie e imprese e per garantire stabilità e certezze ai cittadini”. Una scelta che l’amministrazione rivendica come coerente con il percorso seguito negli ultimi anni.
Secondo Barbierato il mantenimento del pareggio di bilancio
senza aumenti fiscali è stato possibile grazie a una gestione attenta delle risorse. “Abbiamo lavorato sulla razionalizzazione della spesa corrente e sull’efficientamento dei processi amministrativi, - afferma il sindaco - riuscendo a contenere i costi senza ridurre la qualità dei servizi essenziali che il Comune garantisce ogni giorno”. Le risorse previste dal bilancio saranno indirizzate in modo prioritario verso i settori che rispondono ai bisogni più urgenti della comunità. In particolare, viene rafforzato l’impegno in ambito sociale, con un incremento dei fondi destinati all’emergenza abitativa e al sostegno al reddito. “Stiamo registrando una crescita delle richieste di aiuto da parte delle famiglie, - osserva Barbierato - e il bilancio tiene conto di questa realtà, cercando di offrire risposte concrete alle situazioni di maggiore fragilità”.
Rimane centrale l’attenzione alle famiglie e alla pubblica istruzione. Il documento conta-

bile conferma i contributi per gli asili nido, il sostegno alle scuole dell’infanzia paritarie, i servizi di pre e post scuola, i centri estivi e, più in generale, le misure a tutela del diritto allo studio. “Investire
sui servizi educativi, - sottolinea il sindaco - significa sostenere le famiglie e costruire le basi per il futuro della nostra comunità”.
Il bilancio prevede inoltre investimenti significativi nella cul-
tura, nello sport e nel turismo. “Vogliamo continuare a rafforzare l’identità di Abano Terme, - evidenzia Barbierato, - puntando sul potenziamento della biblioteca come centro culturale, sulla valorizzazione del Museo Villa Bassi Rathgeb e su una programmazione di eventi di rilievo anche regionale e sovraregionale”. Prosegue inoltre l’impegno sulla promozione turistica, considerata strategica per l’economia locale. Sul fronte delle opere pubbliche, particolare attenzione sarà dedicata alla manutenzione straordinaria di strade e marciapiedi, alla mobilità sostenibile e alla riqualificazione energetica degli edifici pubblici, in particolare delle scuole. “Continuiamo a investire anche sugli impianti sportivi, - conclude il sindaco,a partire dall’impianto natatorio comunale e dal progetto della nuova piscina, senza dimenticare il sostegno all’associazionismo e ai servizi per la prima infanzia”. (n.s.)
Barbierato: “Il 2026 non è gestione ordinaria, ma l’anno in cui Abano accelera”
“Il 2026 non sarà un anno di semplice gestione, ma un anno di continuità e accelerazione”. Federico Barbierato, sindaco di Abano Terme, rilancia con decisione la rotta amministrativa tracciata negli ultimi anni. “Negli ultimi otto anni abbiamo costruito basi solide. Ora è il momento di farle rendere. Abano ha intercettato risorse, avviato cantieri, rafforzato servizi e soprattutto ha costruito competenze. Oggi il vero rischio non è fare troppo, ma fermarsi”. Pnrr, qui si gioca una partita decisiva. C’è chi teme che restino solo belle opere sulla carta..
“È il nodo centrale. Nel 2026 inaugureremo due grandi opere, il polo 0–6 nell’area dell’ex caserma e la Casa di Comunità, che porterà la medicina territoriale a oltre 40.000 cittadini. Ora il problema non è più solo intercettare i fondi, ma riuscire ad avviare concretamente le opere e garantire anche le risorse necessarie per i servizi da implementare all’interno delle
strutture Pnrr. Senza questo passaggio il rischio è reale, far nascere cattedrali nel deserto. Il PNRR è una prova di affidabilità amministrativa, qui servono continuità tecnica e politica”.
Veniamo alle critiche più dure. Sprechi su Sofia Goggia, Thermal Forum e perfino sui cassonetti. Come risponde?
“Rispondo in modo molto semplice. Non è spreco per una città che vive di turismo investire sul proprio futuro, è spreco non farlo. Sofia Goggia, come Sergej Bubka negli anni ’90, non è immagine fine a se stessa, ma credibilità, visibilità internazionale e valori coerenti con Abano. Il Thermal Forum non è un lusso, ma una nuova piazza civica aperta, realizzata grazie al Pnrr. Il decoro urbano, cassonetti compresi, non è un dettaglio, è qualità della vita e accoglienza. Chi critica spesso propone una sola cosa, non fare. Noi invece abbiamo scelto di governare”.
Sindaco, molti dicono che parlare di continuità significhi difendere lo status quo. Perché insiste tanto su questa parola?
“Perché la continuità non è immobilismo, è una condizione necessaria per crescere. Le opportunità che abbiamo davanti, Pnrr, bandi regionali ed europei, premiano chi è pronto, non chi improvvisa. Se interrompi un percorso perdi risorse, servizi e credibilità. Abano compete con grandi città termali europee, non con il comune accanto”.
Sul sociale spesso le promesse sono tante, ma i cittadini vedono poco. Cosa cambia davvero nel 2026?
“Cambia che il sociale resta una priorità assoluta, non uno slogan. Continueremo a investire su famiglie, anziani, servizi di prossimità e inclusione delle fragilità. La nostra idea è chiara, una città che funziona per chi è più fragile funziona per tutti”.
Scuola e giovani, però qualcu-
no sostiene che si faccia propaganda green più che interventi concreti..
“I fatti dicono il contrario. Siamo stati i primi a riscaldare una scuola, la Vittorino da Feltre, con l’energia delle acque reflue termali e continueremo anche in altri edifici. Inoltre oltre 800 famiglie hanno usufruito del bonus bebè da quando lo abbiamo istituito. Non sono spot, sono politiche strutturali che rendono Abano attrattiva per le giovani coppie”.
Cultura, eventi, iniziative. C’è chi dice che siano lussi per tempi migliori..
“È una visione miope. La cultura non è un riempitivo di calendario, è un fattore strutturale di vivibilità. Una città viva culturalmente è più sicura, più attrattiva e più orgogliosa di sé. Nel 2026 punteremo su una programmazione stabile e sulla valorizzazione degli spazi”. Turismo, Abano vive di terme, ma il mondo cambia. Non rischiate di restare indietro?
“Il rischio esiste per chi non si evolve. Il turismo termale sta cambiando ovunque e noi vogliamo restare protagonisti puntando su qualità, esperienze e promozione moderna. La nascita della Fondazione Turismo Padova va in questa direzione, una promozione coordinata e professionale, capace di parlare ai mercati internazionali. Non basta più dire che siamo una città termale, bisogna dimostrarlo ogni giorno”.
Sport e infrastrutture, qualcuno parla di opere che non si vedono e di cantieri infiniti..
“Le infrastrutture spesso non fanno rumore, ma cambiano davvero la vita quotidiana. Continueremo a investire su impianti sportivi, eventi e giovani, a partire dal torneo internazionale Under 14 che porta ad Abano squadre da tutto il mondo. Nel 2026 inizierà anche il percorso per il nuovo polo natatorio, che sostituirà una struttura di oltre 40 anni, senza bloccare le attività”.(f.f.)
U
n bilancio che punta tutto sulla rigenerazione urbana e la sostenibilità, senza però chiedere un centesimo in più ai cittadini di Montegrotto Terme. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Riccardo Mortandello ha messo a punto 2026-2028, delineando una strategia finanziaria da oltre 31,8 milioni di euro che promette di cambiare il volto della città termale.
Sul fronte delle tasse e tariffe nessuna sorpresa per i cittadini. Per il 2026, l’amministrazione ha confermato il blocco totale degli aumenti: l’addizionale comunale Irpef resterà ai livelli del 2025, così come le aliquote e le detrazioni Imu. Invariate anche le tariffe per il Canone Unico Patrimoniale, l’imposta di soggiorno, il servizio fognatura e le tariffe per i servizi a domanda individuale, come mensa scolastica e asilo nido.
“Il nostro bilancio non aumenta la pressione fiscale”, sottolinea Mortandello. “In un momento economico ancora complesso, la nostra priorità è stata mantenere elevati gli standard dei servizi senza gravare sulle tasche delle famiglie. È un documento che guarda alla sostenibilità ambientale e valorizza le nostre specificità termali e paesaggistiche”. Passando ai numeri, ammon-

tano a 31,8 milioni le entrate e le uscite. Sul fronte delle entrate, le imposte e i trasferimenti tributari pesano per il 28,5%, mentre spicca un robusto 22,3% derivante da entrate in conto capitale, segno di una grande capacità di attrarre risorse per opere pubbliche.
Per quanto riguarda le spese, la parte del leone è affidata alla spesa corrente (12,6 milioni di euro), destinata per oltre la metà (56,8%) all’acquisto di beni e servizi per la comunità. Ma il dato che balza all’occhio è quello relativo agli investimenti: le spese in conto capitale ammontano a ben 10,2 milioni di euro, una cifra definita “massiccia” dalla giunta.
Per le opere pubbliche il 2026
sarà un anno di cantieri. Tra gli interventi programmati spiccano la riqualificazione di strade e marciapiedi nella zona industrialecommerciale e in via Scagliole, la copertura di Piazza Mercato e la manutenzione straordinaria delle scuole. Grande attenzione alla mobilità dolce con il completamento di tratti dell’anello ciclabile dei Colli (collegamento via Cataio) e la riqualificazione dei percorsi ciclo-pedonali.
“Investiamo massicciamente perché crediamo nel futuro di Montegrotto”, aggiunge Mortandello. “Dalla riqualificazione energetica della tensostruttura di Turri alla nuova sede della Croce Rossa, ogni euro è pensato per migliorare la qualità della vita. Penso anche alla dismissione del passaggio a livello del Catajo e alla valorizzazione dell’area esterna della biblioteca: sono tasselli di una visione di città moderna e inclusiva”.
Tra le altre opere in agenda figurano la realizzazione di una pista da skateboard, nuovi spogliatoi per i campi di via del Santo e interventi cruciali per la sicurezza idraulica. Un piano che, nelle parole del sindaco, “mantiene la promessa di una città che non si ferma e continua a investire sulla propria identità”. (n.s.)
Bonus bollette: 300 euro extra per i dipendenti comunali di
Un aiuto concreto contro il caro-vita e un investimento sul merito. Il Comune di Montegrotto Terme vara il nuovo piano di welfare aziendale, inserendo nel contratto integrativo relativo al 2025 un “bonus bollette” da circa 300 euro destinato a ciascuno dei 64 dipendenti dell’ente.
L’accordo, siglato con le organizzazioni sindacali, mette a disposizione risorse complessive per 80 mila euro. Una manovra resa possibile grazie all’allentamento dei tetti salariali accessori, che ha permesso di iniettare 20 mila euro aggiuntivi rispetto alle annualità precedenti. Oltre al sostegno economico diretto per
le utenze domestiche, il documento punta sulla crescita professionale: sono previste cinque progressioni orizzontali e, novità assoluta, tre progressioni verticali. Queste ultime permetteranno il passaggio alla categoria superiore valorizzando l’esperienza maturata sul campo, anche in assenza del titolo di studio formalmente richiesto.
Il piano destina inoltre fondi specifici a progetti trasversali: 9 mila euro per la gestione delle manifestazioni (che coinvolgeranno Commercio, Ufficio Tecnico e Polizia Locale) e 7.200 euro per il potenziamento della sicurezza. Il sindaco Riccardo Mor-
tandello commenta con favore la chiusura della trattativa: “Questo accordo rappresenta un importante riconoscimento del lavoro svolto dai nostri dipendenti e un investimento sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini. Le progressioni di carriera, il welfare aziendale e i premi alla produttività sono strumenti fondamentali per valorizzare le professionalità e motivare chi ogni giorno lavora per la nostra comunità. L’allentamento dei vincoli normativi ci ha finalmente permesso di offrire un riconoscimento economico più adeguato all’impegno profuso dal personale comunale”.
Il sindaco Mortandello: “Dalla riqualificazione energetica della tensostruttura di Turri alla nuova sede della Croce Rossa, ogni euro è pensato per migliorare la qualità della vita”

























La sanità veneta
vista dal neo assessore
Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina.
E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.

Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico
La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”
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Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

Si vota all’inizio di febbraio, dovrà vedersela con il favorito: il primo cittadino di Roncade
Mogliano Veneto affronta la chiusura del 2025 puntando su rigore e responsabilità sociale; Zero Branco privilegia i servizi alla comunità
Servizi alle pagg. 6 e 7 segue a pag. 21


IMorire di lavoro non è fatalità
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.
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Tempo di bilanci/1.Mogliano, l’amministrazione esclude aumenti fiscali, ma la coperta resta corta
F
ine anno fa rima, da sempre, con una parola chiave per le amministrazioni locali: bilancio. E il 2025 non fa eccezione. Anzi, per il Comune di Mogliano Veneto la chiusura dell’esercizio finanziario si presenta come una delle più impegnative degli ultimi anni, in un contesto generale che mette sotto pressione tutti gli enti locali. Il tema è stato al centro anche del recente confronto all’assemblea Anci Veneto, dove è emersa una fotografia condivisa: chiudere i bilanci in questo periodo non è semplice per nessuna amministrazione. Le difficoltà maggiori riguardano, ancora una volta, la spesa corrente, ovvero quella necessaria a garantire il funzionamento quotidiano dei servizi comunali.
Negli ultimi mesi, infatti, si
sono registrati numerosi rincari su molti servizi essenziali. Dall’energia alle forniture, fino ai costi di gestione ordinaria, ogni voce di spesa risulta appesantita. Eppure, per l’amministrazione moglianese, l’obiettivo resta chiaro: continuare a garantire tutti i servizi e mantenerne alta la qualità, nonostante le crescenti difficoltà.
Una strada, quella dell’aumento delle tasse, è stata esclusa fin dall’inizio. “Non possiamo gravare ulteriormente sui cittadini”, è la linea seguita dal Comune. La conseguenza è una scelta obbligata ma delicata: intervenire sulle spese, eliminando quelle considerate superflue e razionalizzando ogni possibile margine, per liberare risorse da destinare ai servizi fondamentali.
A rendere il quadro ancora più
complesso c’è anche un elemento positivo ma oneroso: l’aumento salariale per i dipendenti comunali, un adeguamento ritenuto giusto e necessario. I lavoratori dei Comuni, infatti, restano tra i meno pagati dell’intero comparto pubblico, e il riconoscimento economico rappresenta un passo importante in termini di equità e valorizzazione del personale. Tuttavia, l’incremento dei costi del personale deve essere interamente sostenuto dai bilanci comunali, senza che le risorse disponibili aumentino in proporzione. Il risultato è un equilibrio sempre più difficile da mantenere: le entrate restano sostanzialmente le stesse, mentre le spese crescono. Per Mogliano Veneto, come per molti altri Comuni, la chiusura del bilancio di fine 2025 ri-
Con l’approvazione del bilancio di previsione, l’amministrazione comunale di Zero Branco ha tracciato le linee guida delle spese per il 2026, definendo priorità e risorse per l’anno a venire. Il documento contabile, che ammonta complessivamente a circa 8 milioni di euro, si articola in due grandi aree: gli investimenti e la spesa corrente. La parte dedicata agli investimenti riguarda la realizzazione delle opere pubbliche – come strade, palestre e scuole – ed è finanziata prevalentemente da entrate una tantum, tra cui permessi di costruire, oneri di urbanizzazione e contributi straordinari. La spesa corrente,
invece, sostiene il funzionamento ordinario dell’ente e i servizi alla cittadinanza: è coperta principalmente dalla tassazione locale e dai contributi provenienti da altri livelli istituzionali.
Escludendo la quota destinata agli investimenti, la spesa corrente mostra come circa il 37% delle risorse sia necessario a garantire il funzionamento del Comune e i servizi essenziali: dall’anagrafe alla segreteria, fino alle spese di gestione quotidiana come utenze e forniture. Accanto a queste voci, l’amministrazione ha scelto di mantenere e rafforzare i capitoli ritenuti prioritari per la comuni-
tà. In particolare, il settore sociale assorbe circa il 16% della spesa corrente, mentre l’istruzione si attesta intorno al 13%. Si tratta di scelte politiche precise, orientate a


chiederà quindi attenzione, scelte ponderate e un grande sforzo di gestione. Una sfida complessa, che mette alla prova la capacità amministrativa, ma che conferma anche la volontà di tutelare cittadini e servizi, cercando di coniugare rigore finanziario e responsabilità sociale.
sostenere non solo le fasce più fragili, ma anche quelle situazioni di criticità che, pur non configurandosi ancora come disagio conclamato, necessitano di attenzione e supporto. Allo stesso tempo, viene confermato l’impegno a favore degli studenti e delle famiglie. Un ulteriore sforzo significativo è stato compiuto per mantenere stabili la tassazione e le tariffe comunali, ferme dal 2010. Nonostante in altri territori si sia reso necessario un adeguamento, per il 2026 l’amministrazione ha deciso di confermare questo impegno, pur nella consapevolezza delle difficoltà future. Circa il 12-13% della spe-
Sara Busato
sa corrente è infine destinato alle manutenzioni, ritenute indispensabili per preservare il patrimonio comunale. Considerando queste principali voci, si arriva a coprire quasi l’80% del bilancio complessivo: le restanti risorse sono distribuite tra capitoli residuali, senza però trascurare interventi considerati prioritari, in particolare quelli legati all’ambiente e alla sicurezza. Questo, in sintesi, il quadro delle scelte operate per il bilancio di previsione 2026. Un documento che fissa gli obiettivi dell’anno, lasciando comunque spazio a eventuali aggiornamenti e aggiustamenti in corso d’opera. (s.b.)































Tempo di bilanci/2. Oltre 280 milioni spesi dal 2016 e 48 milioni programmati per il triennio 2026-28
Approvazione unanime per il bilancio di previsione 2026 della Provincia di Treviso. Il via libera è arrivato al Sant’Artemio, al termine del Consiglio provinciale e dell’Assemblea dei Sindaci, riuniti per esaminare il documento contabile e le principali linee di intervento per il prossimo anno. L’ok condiviso da tutti i sindaci e i consiglieri provinciali, al di là degli schieramenti politici, conferma la convergenza sulle priorità individuate per il territorio della Marca Trevigiana. Al centro della programmazione restano scuola, viabilità e tutela ambientale, ambiti considerati strategici per lo sviluppo locale.
La seduta ha avuto anche un valore simbolico: si è trattato infatti dell’ultimo Consiglio e dell’ultima Assemblea per il presidente Stefano Marcon, che ha concluso il suo secondo mandato alla guida dell’ente. Marcon ha ringraziato sindaci e consiglieri per la collaborazione maturata nel corso degli anni, sottolineando il clima di condivisione che ha caratterizzato l’approvazione del bilancio.
Dal 2016 a oggi, la Provincia ha investito complessivamente oltre 280 milioni di euro. La quota più consistente, pari a 190 milioni, è stata destinata all’edilizia scolastica, con interventi su circa 100 istituti su-
periori frequentati ogni anno da 40 mila studenti. Alla rete stradale provinciale sono andati 91 milioni di euro per la manutenzione e la riqualificazione di oltre 1.200 chilometri, mentre più di 10 milioni sono stati impiegati in progetti ambientali, attraverso bandi rivolti a cittadini, imprese e Comuni.
Accanto agli investimenti diretti, la Provincia ha continuato a svolgere un ruolo di supporto agli enti locali. Nel solo 2025, la Stazione Unica Appaltante ha gestito procedure per 145 milioni di euro. Sul fronte del personale, sono stati organizzati concorsi per la Pubblica Amministrazione che hanno registrato 477 iscritti e 45 interpelli per i Comuni convenzionati. Non è mancato, inoltre, il sostegno alla digitalizzazione e ai sistemi informatici, oltre alla concessione degli spazi del Sant’Artemio per eventi istituzionali.
Guardando avanti, il piano triennale 2026-2028 prevede investimenti per oltre 48 milioni di euro, che porteranno il totale delle opere realizzate o programmate dal 2016 al 2028 a superare i 329 milioni. Nel dettaglio, per il 2026 sono previsti 6 milioni di euro per l’edilizia scolastica, 16 milioni per la viabilità e 1 milione per l’ambiente, per un totale di 23 milioni di euro.
Sul fronte delle entrate, nel 2025 i proventi da IPT, Rc Auto e tributi ambientali hanno raggiunto quota 66,6 milioni di euro, dato in linea con il 2024 e destinato, secondo le previsioni, a essere confermato anche nel 2026 grazie alla stabilizzazione del mercato automobilistico.
L’avanzo di amministrazione libero, pari a oltre 8,3 milioni di euro, sarà utilizzato per completare interventi sull’edilizia scolastica – tra cui il recupero dell’ex immobile delle Poste a Treviso da destinare al Liceo Artistico – e per lavori di manutenzione stradale e accordi di programma.
“L’approvazione unanime del bilancio 2026 è un segnale forte – ha dichiarato Marcon – e rappresenta il riconoscimento del lavoro svolto in questi nove anni insieme ai 94 sindaci della Marca e al Consiglio provinciale”. Il presidente uscente ha ricordato come, nel 2016, la riforma Delrio avesse lasciato alle Province risorse limitate e competenze ridotte, rendendo ancora più significativo il percorso di rilancio intrapreso. In chiusura, Marcon ha rivolto un ringraziamento alla struttura dell’ente – consiglieri, dirigenti e dipendenti – e alle Amministrazioni comunali, sottolineando il valore di una rete istituzionale che, negli anni, si è consolidata e rafforzata.
Sara Busato
In un momento tutt’altro che semplice per i bilanci degli enti locali, il Comune di Preganziol sceglie la strada della continuità e della tutela dei cittadini. Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale del 2025 sono stati infatti approvati il Bilancio di previsione e il Documento unico di programmazione (Dup), confermando un’impostazione che punta a garantire i servizi senza aumentare il peso sulle famiglie. Una decisione che va in controtendenza rispetto a quanto sta accadendo in molti Comuni, alle prese con costi in aumento e risorse sempre più limitate, spesso costretti a tagliare servizi o a ritoccare tariffe e aliquote. A Preganziol, invece, l’amministrazione ha scelto di farsi carico direttamente dell’incremento delle
spese, mantenendo standard qualitativi adeguati senza aggravare i bilanci familiari. Tra i dati più rilevanti del documento approvato spiccano i 117 mila euro di oneri di urbanizzazione destinati alla spesa corrente, una leva fondamentale per assicurare la continuità dei servizi essenziali e degli interventi di manutenzione sul territorio comunale. Significativo anche l’investimento sulla sicurezza stradale: sono stati stanziati 286 mila euro per il 2026 e per le annualità successive, a conferma di una programmazione di medio periodo che guarda alla sicurezza quotidiana dei cittadini. Attenzione confermata anche al mondo della scuola. Il bilancio prevede il proseguimento dei progetti educativi ed extrascolastici
rivolti agli studenti della scuola secondaria di primo grado “Ugo Foscolo”, insieme a nuovi investimenti per la riqualificazione degli edifici scolastici. “In una fase complessa come quella che stanno vivendo i Comuni – commenta il sindaco Elena Stocco – abbiamo ritenuto fondamentale mettere al centro le famiglie e la qualità della vita. È stato un lavoro attento e responsabile, che ci permette di continuare a garantire servizi e sicurezza senza chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini”. Una scelta non scontata, quella dell’amministrazione di Preganziol, che punta sulla stabilità e sulla programmazione come strumenti per affrontare le difficoltà e continuare a sostenere la comunità. (s.b.)
La seduta ha segnato anche la conclusione del secondo mandato del presidente Stefano Marcon, che ha ringraziato amministratori e struttura dell’ente per il lavoro condiviso svolto in questi anni









La sanità veneta
vista dal neo assessore
Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
Ldue, uno: si parte!
a Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina.
E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.

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Servizio alla pag. 4

Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

Raccolte oltre 400 firme per chiedere una “zona rossa” tra stazione e centro, “dopo la petizione non è cambiato nulla”
Treviso, Dopo oltre dieci anni di invariabilità, le tariffe degli asili nido vengono adeguate del 24%, restando inferiori all’inflazione registrata
Servizi alle pagg. 6 e 7 segue a pag. 21


IMorire di lavoro non è fatalità
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.
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Tempo di bilanci/1. Per la giunta di Treviso si tratta di interventi necessari a fronte dell’aumento dei costi
L a giunta ha illustrato l’adeguamento delle tariffe dei principali servizi del Comune di Treviso, nell’ambito della costruzione del bilancio 2026–2028. Gli aggiornamenti riguardano asili nido, ristorazione scolastica, trasporto scolastico, sosta e servizi cimiteriali. “La nostra Amministrazione continua a sostenere le famiglie e a garantire la piena erogazione dei servizi”, le parole del sindaco Mario Conte. “Gli adeguamenti sono necessari per tutelare gli equilibri di bilancio in un contesto di costi crescenti. Ho il massimo rispetto per ogni euro in più che viene chiesto ai cittadini, ma la nostra volontà è chiara: non procedere con tagli ai servizi. Si tratta di un provvedimento di responsabilità che incide in modo contenuto sulle tasche delle famiglie, garantendo che chi si trova in difficoltà continui ad avere agevolazioni ed esenzioni”. Il contesto nel quale si inserisce il provvedimento è caratterizzato da un incremento significativo dei costi sostenuti dall’Ente: le deleghe Ulss sono aumentate di oltre 1,2 milioni di euro dal 2022, il contributo alla finanza pubblica è salito a 489.421 euro annui fino al 2029 e la spesa del personale cresce di circa 420.000 euro all’anno. Le tariffe degli asili nido, ferme dal 2010, vengono adeguate del 24%, un valore inferiore all’inflazione Foi registrata nello stesso periodo, pari al 30,88%. La scelta dell’Amministrazione è stata quella di aggiornare anche le fasce Isee, in modo da riflettere in maniera più fedele la situazione socioeconomica delle famiglie e garantire equilibrio tra sostenibilità del servizio e tutela delle fasce più fragili. Le
rette partiranno da 200 per arrivare a 530 nelle fasce Isee più alte. L’Amministrazione ha comunque confermato il forte sostegno all’offerta educativa del territorio, con 950.000 euro annui destinati alle scuole paritarie dell’infanzia e circa 170.000 euro ai nidi paritari. Il servizio nido del Comune di Treviso è certificato UNI EN ISO 9001:2015 e offre dotazioni e servizi educativi avanzati, compresa la cucina interna, l’assistenza pedagogica e servizi dedicati alle famiglie.
Ristorazione scolastica. L’adeguamento delle tariffe della ristorazione scolastica recepisce l’aumento dei costi alimentari, del personale – cresciuto dell’11,93% – e dei servizi ausiliari. Il costo del pasto viene aggiornato da 3,70 a 5,30 euro, mentre per il secondo figlio si passa da 3,20 a 4,90 euro. È prevista una tariffa agevolata Isee pari a 3,90 euro per pasto, al fine di garantire un sostegno concreto alle famiglie con maggiori difficoltà economiche. Anche le tariffe del trasporto scolastico vengono adeguate rispetto ai valori del 2014. La nuova tariffa ordinaria è fissata a 220 euro annui, recependo l’evoluzione dei costi legati ai carburanti, alle manutenzioni, alle assicurazioni e agli obblighi normativi in materia di sicurezza e formazione del personale viaggiante. Restano confermate le esenzioni per le famiglie in situazione di fragilità economica.
Sosta e parcheggi. Il Comune ha introdotto un aggiornamento complessivo delle tariffe della sosta, articolato in funzione delle diverse zone cittadine e delle formule di abbonamento. In zona A
la sosta oraria passa da 2,00 a 2,50 euro, con l’introduzione di una tariffa giornaliera pari a 15 euro. In zona B la tariffa oraria viene adeguata da 1,60 a 2,00 euro, con una giornaliera fissata a 12 euro, mentre in zona C la sosta oraria passa da 1,00 a 1,30 euro, con una giornaliera pari a 9 euro.
Per i residenti vengono aggiornati gli abbonamenti mensili, che passano da 28 a 35 euro, e quelli trimestrali, da 84 a 105 euro; rimangono invariati il semestrale e l’annuale. Una dinamica analoga riguarda gli abbonamenti per gli operatori, con gli aggiornamenti sulle formule mensili e trimestrali e la conferma delle tariffe semestrali e annuali. Restano disponibili anche gli abbonamenti “Light” per viale De Gasperi e viale D’Alviano, adeguati all’indice ISTAT: il trimestrale è fissato a 131,25 euro, il semestrale a 262,50 euro e l’annuale a 525 euro.
Per l’area Cantarane, finora regolata da disco orario, viene introdotta una disciplina tariffaria con tariffa oraria pari a 2 euro, una giornaliera di 12 euro, un abbonamento mensile di 100 euro e un semestrale di 400 euro. Sono previsti aggiornamenti anche nei parcheggi in struttura. Al parcheggio Dal Negro vengono riviste le tariffe degli abbonamenti trimestrale, semestrale e annuale, mentre per il Condominio Carlo Alberto, il Condominio Ponte de Pria e il Residence Lo Squero le nuove tariffe vengono allineate ai valori di mercato delle strutture private. Per l’area Cittadella delle Istituzioni la sosta oraria passa da 1 a 1,30 euro, la giornaliera da 3 a 4 euro, la settimanale da 7 a 10 euro, mentre le

formule mensile, semestrale e annuale vengono aggiornate rispettivamente a 20, 110 e 200 euro. Viene inoltre sospesa la gratuità nella fascia oraria 13.00-15.00. Nel complesso, l’adeguamento mantiene Treviso su livelli tariffari inferiori rispetto agli altri capoluoghi della Regione, preservando un equilibrio tra sostenibilità economica del servizio e accessibilità da parte di residenti, operatori e visitatori. Le tariffe per l’utilizzo delle palestre comunali e provinciali dedicate agli allenamenti delle fasce giovanili vengono aggiornate per la prima volta dopo quindici anni. La quota oraria passa da 7 a 8,50 euro. L’importo copre servizi essenziali come pulizie, guardiania, utenze e manutenzione ordinaria e straordinaria, garantendo una copertura dei costi pari al 18%. Considerando quattro allenamenti a settimana, l’impatto effettivo sull’atleta è pari a 2,40 euro al mese. Per quanto riguarda le tariffe dei servizi cimiteriali si è tenuto conto dell’evoluzione dei costi registrata negli ultimi anni. Il sistema tariffario – che comprende concessioni, operazioni cimiteriali e illuminazione votiva – contribuisce alla copertura delle spese di gestione, alla manutenzione ordinaria e straordinaria e agli interventi necessari per mantenere le infrastrutture in condizioni adeguate e sicure. Dal 2021 si è verificata una
forte crescita del costo dei materiali e dell’energia, che ha inciso in modo significativo sui costi di costruzione. L’analisi comparativa con gli altri capoluoghi di Provincia veneti mostra come le tariffe attualmente applicate a Treviso risultino sensibilmente inferiori alla media regionale: il livello attuale delle concessioni per i loculi è più basso del 20,28%, quello per nicchie e ossari del 21,66%, mentre i servizi a domanda individuale risultano inferiori del 41,71%. La proposta di revisione prevede un incremento medio del 15,5% per i servizi a domanda individuale, necessario a coprire i costi sostenuti dal gestore Contarina S.p.A. e dal Comune, comunque mantenendo valori ben al di sotto della media delle altre realtà esaminate. Per concessioni di loculi e ossari è previsto un aumento medio del 25,83%, definito per consentire la manutenzione e la rifunzionalizzazione delle parti comuni e delle infrastrutture, con livelli tariffari che si allineano alle medie dei capoluoghi veneti. Le concessioni per tombe di famiglia e aree destinate a cappelle saranno definite caso per caso in relazione alle specifiche progettuali, data la variabilità delle opere necessarie. Per quanto riguarda l’illuminazione votiva, il provvedimento si limita all’applicazione dell’adeguamento Istat Foi pari al 2,6%.





Tempo di bilanci/2. Oltre 280 milioni spesi dal 2016 e 48 milioni programmati per il triennio 2026-28

Approvazione unanime per il bilancio di previsione 2026 della Provincia di Treviso. Il via libera è arrivato al Sant’Artemio, al termine del Consiglio provinciale e dell’Assemblea dei Sindaci, riuniti per esaminare il documento contabile e le principali linee di intervento per il prossimo anno. L’ok condiviso da tutti i sindaci e i consiglieri provinciali, al di là degli schieramenti politici, conferma la convergenza sulle priorità individuate per il territorio della Marca Trevigiana. Al centro della programmazione restano scuola, viabilità e tutela ambientale, ambiti considerati strategici per lo sviluppo locale. La seduta ha avuto anche un valore simbolico: si è trattato infatti dell’ultimo Consiglio e dell’ultima Assemblea per il presidente Stefano Marcon, che ha concluso il suo secondo mandato alla guida dell’ente. Marcon ha ringraziato sindaci e consiglieri per la collaborazione maturata nel corso degli anni, sottolineando il clima di condivisione che ha caratterizzato l’approvazione del bilancio.
Dal 2016 a oggi, la Provincia ha investito complessivamente oltre 280 milioni di euro. La quota più consistente, pari a 190 milioni, è stata destinata all’edilizia scolastica, con interventi su circa 100 istituti supe-
riori frequentati ogni anno da 40 mila studenti. Alla rete stradale provinciale sono andati 91 milioni di euro per la manutenzione e la riqualificazione di oltre 1.200 chilometri, mentre più di 10 milioni sono stati impiegati in progetti ambientali, attraverso bandi rivolti a cittadini, imprese e Comuni.
Accanto agli investimenti diretti, la Provincia ha continuato a svolgere un ruolo di supporto agli enti locali. Nel solo 2025, la Stazione Unica Appaltante ha gestito procedure per 145 milioni di euro. Sul fronte del personale, sono stati organizzati concorsi per la Pubblica Amministrazione che hanno registrato 477 iscritti e 45 interpelli per i Comuni convenzionati. Non è mancato, inoltre, il sostegno alla digitalizzazione e ai sistemi informatici, oltre alla concessione degli spazi del Sant’Artemio per eventi istituzionali. Guardando avanti, il piano triennale 2026-2028 prevede investimenti per oltre 48 milioni di euro, che porteranno il totale delle opere realizzate o programmate dal 2016 al 2028 a superare i 329 milioni. Nel dettaglio, per il 2026 sono previsti 6 milioni di euro per l’edilizia scolastica, 16 milioni per la viabilità e 1 milione per l’ambiente, per un totale di 23 milioni di euro.
Sul fronte delle entrate, nel
2025 i proventi da IPT, Rc Auto e tributi ambientali hanno raggiunto quota 66,6 milioni di euro, dato in linea con il 2024 e destinato, secondo le previsioni, a essere confermato anche nel 2026 grazie alla stabilizzazione del mercato automobilistico. L’avanzo di amministrazione libero, pari a oltre 8,3 milioni di euro, sarà utilizzato per completare interventi sull’edilizia scolastica – tra cui il recupero dell’ex immobile delle Poste a Treviso da destinare al Liceo Artistico – e per lavori di manutenzione stradale e accordi di programma.
“L’approvazione unanime del bilancio 2026 è un segnale forte – ha dichiarato Marcon – e rappresenta il riconoscimento del lavoro svolto in questi nove anni insieme ai 94 sindaci della Marca e al Consiglio provinciale”. Il presidente uscente ha ricordato come, nel 2016, la riforma Delrio avesse lasciato alle Province risorse limitate e competenze ridotte, rendendo ancora più significativo il percorso di rilancio intrapreso. In chiusura, Marcon ha rivolto un ringraziamento alla struttura dell’ente – consiglieri, dirigenti e dipendenti – e alle Amministrazioni comunali, sottolineando il valore di una rete istituzionale che, negli anni, si è consolidata e rafforzata.
Sara Busato
La seduta ha segnato anche la conclusione del secondo mandato del presidente Stefano Marcon, che ha ringraziato amministratori e struttura dell’ente per il lavoro condiviso svolto in questi anni









La sanità veneta
vista dal neo assessore
Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
Tre, due, uno: si parte!
La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.




Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico
La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”
Servizio alla pag. 4

Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

Dal 31 gennaio al 17 febbraio mito, gioco e sport si intrecciano nell’anno delle Olimpiadi invernali
A Venezia, confermati i servizi, nessun aumento dei tributi e investimenti su manutenzioni, verde pubblico, edilizia, sociale e cultura.
Servizi alle pagg. 6 e 7 segue a pag. 21












a tutti i clienti in omaggio una
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Morire di lavoro non è fatalità
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.
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I l Consiglio comunale ha approvato nel mese di dicembre il Bilancio di previsione e il Documento Unico di Programmazione (Dup) per il triennio 2026-2028, delineando una manovra improntata alla continuità dei servizi e al rafforzamento degli investimenti strategici. La parte corrente del bilancio si attesta a 804 milioni di euro e, al netto degli adeguamenti Istat, non prevede aumenti dei tributi né riduzioni dei servizi. Tra le voci più rilevanti del piano economico-finanziario spiccano le risorse destinate alla cura della città. Ogni anno vengono stanziati 10,8 milioni di euro per il verde pubblico, mentre per le manutenzioni complessive sono previsti circa 20 milioni di euro destinati a edifici comunali, impianti sportivi e scuole. A questi si aggiungono 17 milioni di euro per interventi avviabili nel triennio su
altri immobili comunali, inclusi quelli assegnati alle associazioni. Ammontano invece a 9 milioni di euro le risorse dedicate agli interventi di mitigazione idraulica, confermando l’attenzione alla sicurezza del territorio.
Confermato il piano per la residenza pubblica, avviato nel 2024, finalizzato al recupero degli alloggi sfitti. Il bilancio prevede 500mila euro per il riatto degli alloggi in Terraferma e 500 mila euro per quelli di Venezia, oltre a 500mila euro per la manutenzione programmata. Restano inoltre confermate le manutenzioni ordinarie, con 1,2 milioni di euro destinati alla Terraferma e altrettanti a Venezia.
Importanti anche le risorse dedicate al sociale, con circa 64 milioni di euro destinati alla sperimentazione di nuove progettualità. In ambito culturale, l’investi-
mento per le biblioteche sfiora i 2 milioni di euro, consentendo un incremento significativo delle ore di apertura al pubblico: dalle 550 ore medie settimanali di inizio consiliatura si è passati a oltre 650 ore settimanali, raddoppiando lo stanziamento rispetto al 2020.
Sul fronte della Tari, il bilancio prevede la copertura di una parte dei costi, pari a circa 7,5 milioni di euro, attraverso fondi comunali alimentati dagli introiti dell’imposta di soggiorno e dal contributo d’accesso. Una scelta che consente il mantenimento dell’attuale livello della tariffa. Confermato anche per il 2026 lo stanziamento di 1,2 milioni di euro per la riduzione della Tari a favore delle famiglie in difficoltà e delle attività commerciali di vicinato.
Restano infine confermate le risorse per eventi e iniziative di carattere culturale, sociale e turi-

stico, tra cui il Salone Nautico e il Salone dell’Alto Artigianato Italiano, considerati appuntamenti strategici per la promozione e l’economia della città. A margine dell’approvazione del bilancio, il sindaco Luigi Brugnaro ha annunciato la prossima pubblica-
Si chiude con un bilancio positivo il 2025 del Progetto Regionale di Formazione delle Polizie locali del Veneto, l’iniziativa avviata due anni fa con il Comando di Venezia come ente referente, nata per garantire un percorso strutturato e omogeneo di aggiornamento professionale agli operatori dei Comandi di Polizia locali del territorio Veneto
Il consuntivo dell’anno formativo è stato presentato all’M9 di Mestre, nel corso del convegno conclusivo che ha riunito amministratori, vertici dei Corpi di Polizia locale e rappresentanti delle altre forze coinvolte, tracciando al tempo stesso le linee di sviluppo per il 2026. I dati restituiscono la dimensione raggiunta dal progetto: 174 corsi attivati nel 2025, in forte aumento rispetto ai 117
dell’anno precedente, con il coinvolgimento di 184 Comandi del Veneto (contro i 124 del 2024) e 3.475 operatori formati, rispetto ai 2.400 dei dodici mesi precedenti. Un incremento che conferma la crescente adesione al progetto.
Un risultato reso possibile anche dal sostegno istituzionale e dalla rete organizzativa costruita attorno al progetto, come ha evidenziato il comandante generale della Polizia locale di Venezia, Marco Agostini:“ Un grazie particolare va alla Regione per aver creduto in questo nostro percorso, oltre che, ovviamente, allo staff che cura l’organizzazione dei vari corsi e ai formatori.
I corsi hanno spaziato dagli ambiti legislativi e amministrativi a quelli operativi e
specialistici, comprendendo le modalità di intervento, il perfezionamento nell’uso delle armi corte, la gestione degli allarmi bomba, il conseguimento delle patenti di servizio, la difesa personale, la lotta alla pirateria e alla contraffazione, fino alla gestione dei traumi e al cerimoniale istituzionale e militare.
Sul valore strategico della formazione continua è intervenuta anche l’assessore comunale alla Sicurezza Elisabetta Pesce, sottolineando l’impatto concreto del progetto sulla sicurezza dei territori: “La formazione ha un ruolo fondamentale, direi strategico, per qualunque corpo di Polizia locale: solo persone altamente formate possono gestire in sicurezza, per sé e per i cittadini, situazioni difficili e potenzialmente pericolose. E’ bello
zione di un libro nel quale verrà documentato e raccontato il percorso amministrativo degli ultimi undici anni, a partire dalla città ereditata fino all’evoluzione attraverso progetti e traguardi raggiunti.
Guendalina Ferro

che questo percorso di crescita professionale del nostro Corpo sia diventato parallelo a quello dei Corpi di tutto il territorio Veneto, per offrire servizi sempre più professionali e omogenei”. (g.f.)




Tempo di bilanci/2. Da 1,15 a 2 miliardi di euro sono i numeri che certificano la solidità del Comune
U n bilancio che parla di numeri solidi, ma anche di identità, tradizioni e investimenti diffusi sull’intero territorio comunale. È quanto è emerso dall’incontro con la stampa svoltosi nel municipio di Mestre, nel corso del quale l’Amministrazione Veneziana ha tracciato il bilancio del doppio mandato del sindaco Luigi Brugnaro, mettendo in evidenza la crescita pa-
delle tradizioni, che ha richiamato il valore identitario del patrimonio immateriale cittadino. “Venezia è tradizione, e senza di essa sarebbe altro. Mantenere la tradizione non è nostalgia ma è essenziale mantenerla viva come mantenere vivo lo spirito veneziano. Un obiettivo fisso da dieci anni a questa parte”, ha evidenziato Giusto, ricordando il lavoro svolto per tutelare e rilanciare le


trimoniale del Comune e la valorizzazione di Venezia in tutte le sue articolazioni.
“Il patrimonio netto del Comune, ereditato nel 2015 a 1 miliardo e 150 milioni di euro, ad oggi si attesta a due miliardi di euro. Numeri che definiscono Venezia come una città sana, rimodellata grazie a scelte coraggiose e investimenti importanti, fondati su una visione lungimirante e che mette in primo piano i cittadini e i giovani”, ha detto Brugnaro nel sintetizzare i risultati raggiunti. Uno sviluppo complessivo della città che è stato approfondito nelle relazioni dei consiglieri e degli assessori, con un’analisi puntuale dei dati economico-finanziari illustrata dall’assessore al Bilancio Michele Zuin.
Accanto ai numeri, Venezia ha riaffermato anche la propria anima storica e culturale. A sottolinearlo è stato il consigliere Giovanni Giusto, delegato alla tutela
I dati economici, affiancati agli interventi su tradizioni, isole e giovani, delineano una Venezia finanziariamente solida e in trasformazione

antiche tradizioni cittadine. Tra gli interventi citati sono rientrati gli investimenti sulle imbarcazioni tradizionali, dalla Bissona Rezzonico, riportata agli antichi splendori, al raddoppio del montepremi della Regata Storica e dell’intera stagione remiera. Un impegno che ha restituito centralità a simboli identitari come il Galeone delle Repubbliche Marinare e la Polena, in fase di restauro e pronta a tornare protagonista. I numeri hanno confermato la vitalità del remo: 42 bandi per le regate comunali, 1.294 iscrizioni e 257 giovani atleti delle categorie Schie e Maciarele, affiancati dall’introduzione della categoria femminile, segno di una tradizione capace di rinnovarsi. Altro simbolo identitario per eccellenza, la gondola, è stata al centro dell’intervento del consigliere Aldo Reato, delegato alla valorizzazione della gondola nel siste-
ma di mobilità della Città Antica. “Voglio sottolineare la proficua collaborazione con l’Associazione Gondolieri di Venezia, che ci ha permesso, in questi anni, di portare avanti numerosi progetti”, ha affermato Reato, ricordando la Scuola di Gondola per bambini dai 3 ai 6 anni e il ruolo dei gondolieri anche sul fronte della sicurezza e della tutela ambientale, con la raccolta dei rifiuti sommersi nei canali. “Tra i servizi potenziati è stata segnalata l’entrata in funzione di una nuova barchetta da parada a San Tomà, che ha portato a cinque i traghetti cittadini, rafforzando i collegamenti per residenti e pendolari - ha sottolineato Reato -. La gondola ha svolto inoltre un ruolo di ambasciatrice di Venezia, con iniziative a Lussino e a Roma, dove due gondole da lavoro hanno solcato le acque del Tevere”.















Guendalina Ferro

La sanità veneta
vista dal neo assessore
Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”
Tre, due, uno: si parte!
La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.
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La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”
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Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

Verrà inglobata la Curva Azzurra in un unico grande settore, lavori conclusi entro la fine di febbraio con 200 mila euro
Vicenza si misura con i tagli governativi sempre più pesanti, mantenuti i servizi essenziali ma l’opposizione è critica
Servizi alle pagg. 6 e 7










Morire di lavoro non è fatalità



















Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<


I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.







Tempo di bilanci/1. Approvato a dicembre il Bilancio di previsione 2026 del Comune
Ibilanci dei Comuni non ce la fanno più. La frase viene rinnovata di anno in anno dai sindaci di tutte le parti politiche. Non fa eccezione quello di Vicenza, Giacomo Possamai, che anche quest’anno, con la sua vice, nonché delegata al bilancio, Isabella Sala, ha cercato di far quadrare il cerchio. La musica più o meno è sempre la stessa e piace sempre meno ai cittadini: i governi, a prescindere dal “colore” politico, tagliano i fondi agli enti locali che si trovano, a loro volta, costretti a tagliare servizi o aumentare le tasse, o spesso entrambe le cose. Così il consiglio comunale di Vicenza si è trovato a fine dicembre ad approvare il bilancio di previsione 2026 (oltre 232 milioni di euro tra spese correnti e capitale, rate di mutui, partite di giro, ecc) e triennale 2026-2028: «Con un milione e 200 mila euro in meno – come ha fatto notare Sala -, sommatoria dei tagli sulla spesa corrente nel 2024 e 2025». Per cercare di tappare il buco l’amministrazione aveva
deciso, già da metà dello scorso anno, tra le ire della minoranza di centrodestra, di aumentare l’Irpef e le aliquote Imu: «Contrariamente a quanto fatto da noi quando eravamo alla guida della città – in sostanza quanto commentato allora dagli esponenti delle minoranze -, la sinistra aumenta le tasse, e lo fa con estrema leggerezza». Parere “attualizzato” in consiglio comunale a fine dicembre, in sede di approvazione del bilancio di previsione, definendolo “Debole e decontestualizzato, inutile a migliorare la città”.
Diversa, ovviamente, la visione della maggioranza che per bocca del sindaco, della Sala e di altri esponenti, nel dibattito in consiglio comunale hanno sottolineato come, «Nonostante le difficoltà finanziarie dovute ai minori trasferimenti statali, ingenti soprattutto in materia di spesa sociale per minori e persone con disabilità e nel costo del personale, siano stati mantenuti e garantiti i servizi essenziali, mentre grazie anche al
Pnrr, sono previsti per l’anno in corso investimenti in scuole, viabilità e protezione civile, per un totale complessivo di 63 progetti, e un progetto finanziato col Piano nazionale complementare, per un totale di quasi 50 milioni di euro, escluso quello “faraonico” da 20 milioni di euro relativo alla Biblioteca Bertoliana».
«Lo Stato - ha chiosato il sindaco - ha sottoscritto gli aumenti di stipendio previsti dal rinnovo dei contratti, ma non dà agli enti locali le risorse per pagare quegli aumenti, quantificabili in circa 2 milioni di euro nei prossimi due anni. In materia di asili nido, paradossalmente, decide di aiutare i Comuni che coprono con i posti disponibili meno del 33 per cento del numero di bambini, e non trasferisce fondi ai Comuni virtuosi come Vicenza, che negli anni scorsi hanno saputo costruire i nuovi asili e ora non possono gestirli. E infine, riduce i trasferimenti per capitoli delicati della spesa sociale, come l’affidamento dei minori

per l’ospitalità disposta da decreto dell’autorità giudiziaria, che costa circa 894 mila euro, mentre lo Stato ne ha riconosciuto al Comune di Vicenza appena 38 mila».
Di qui, come detto in premessa, il ricalcolo di alcune voci di entrata, come l’Imu e l’aliquota Irpef: «Rispetto all’Imu che genera un gettito di 26 milioni di euro nonché 2 milioni di euro dall’attività di recupero dell’evasione, - ha spiegato l’assessore Sala - abbiamo rideterminato il passaggio da 0,48 a 0,66 per l’aliquota sugli alloggi locati a canone concordato, che si
Confcommercio Vicenza torna a rivolgere l’attenzione al tema della fiscalità locale. «Abbiamo spedito a tutti i sindaci dei comuni vicentini una lettera - spiega il presidente Nicola Piccolo -, per chiedere un’attenzione particolare alle attività del commercio sul fronte della fiscalità locale. Nonostante le ristrettezze di bilancio pensiamo ci siano spazi di manovra per politiche fiscali in grado di favorire la tenuta del sistema economico locale». La missiva contiene una serie di proposte relative ai tributi di competenza locale: dall’Imu alla Tari (la tassa sui rifiuti). L’Associazione propone poi di ampliare una
serie di agevolazioni, introdurre riduzioni tariffarie per le imprese che incrementano l’occupazione o che partecipano ad iniziative di valorizzazione del territorio, oltre all’esenzione dai tributi locali per tre anni a favore di chi riapre un’attività in un locale precedentemente sfitto.
La presa di posizione è stata colta al volo dal vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto (Fratelli d’Italia), Francesco Rucco (già sindaco di Vicenza): «L’appello dei commercianti arriva dopo una scelta precisa dell’amministrazione Possamai in sede di Bilancio: l’aumento dell’addizionale Irpef



comunale dopo che erano già state alzate imposte e tariffe locali, aumentando la pressione fiscale su attività economiche e famiglie – conclude Rucco –. I commercianti hanno lanciato un segnale forte: ora l’amministrazione ascolti e cambi rotta, ci sono i margini per intervenire».
Da parte sua Possamai ha ribadito che Vicenza è uno dei pochi Comuni che negli ultimi tre anni non hanno ritoccato l’Imu che – ha detto- gode di agevolazioni importanti per le attività commerciali. «Siamo intenzionati a continuare su questa strada – ha concluso il sindaco – e alla luce delle propo-
traduce in media in circa 8 euro al mese, e che mantiene comunque il nostro Comune tra i più virtuosi in Veneto e in tutta Italia. Abbiamo applicato agevolazioni per favorire nuove attività economiche, under 36, botteghe storiche, affitti agli studenti universitari: tutti modi per contribuire alla vitalità della città Anche l’aliquota dell’addizionale comunale sull’Irpef è stata rideterminata, uniformandola allo 0,80 per cento per le tre fasce, con una differenza stimata secondo le fasce di circa 1 – 3 euro al mese».
Mauro Della Valle

ste contenute nella lettera di Confcommercio, ragioneremo su eventuali altre ipotesi». (m.d.v.)
Tempo di bilanci/2. Per la Provincia bilancio vale 215 milioni di euro
Nonostante con la “parziale” riforma Del Rio del 2014 il ruolo delle amministrazioni provinciali sia stato notevolmente ridotto e in attesa che le stesse, come auspicato da molti, possano tornare ad operare come un tempo (è in corso un iter parlamentare per renderle nuovamente elettive, a suffragio universale), la Provincia di Vicenza (punto di riferimento per i 113 Comuni del vicentino), ha “varato” nel dicembre scorso il bilancio di previsione 2026 e triennale 202628, dopo che lo stesso era stato “vistato” dall’Assemblea dei Sindaci, che ha dato parere favorevole.
“Non un semplice adempimento burocratico - ha detto il presidente Andrea Nardin- ma la mappa che guida la nostra azione amministrativa.” Sul piatto sono 215 milioni di euro, necessari a garantire servizi essenziali alla comunità e al territorio, prevalentemente in tema di scuole e strade: dalla manutenzione straordinaria a quella ordinaria, le spese correnti valgono 11,7 milioni di euro per le scuole e 10,8 milioni di euro per le strade. Tra le altre competenze rimaste in capo alle Province vi sono anche: ambiente, programmazione territoriale, servizi ai Comuni, trasporto locale, a quali si aggiungono materie delegate dalla Regione Veneto

come Protezione civile, turismo, cultura.
La spesa per investimenti tra lavori in corso e da attivare nel triennio 2026-28 ammonta a circa 60 milioni di euro, a cui vanno aggiunti i lavori del Pnrr che, come noto, devono essere conclusi entro il prossimo giugno.
«La missione principale – ha sottolineato Nardin-. resta quella di garantire scuole sicure e moderne ai 40.566 studenti delle superiori, dato che gestiamo un patrimonio di 148 edifici e stiamo attuando un piano di investimenti di oltre 31 milioni di euro, che non ha precedenti, grazie al Pnrr. Quanto alle strade “provinciali” gestiamo 1.241 km, 461 ponti e 233 rotatorie e quasi 11 milioni di euro sono riservati ai soli interventi ordinari». Nota dolente sottolineata nel
corso dell’Assemblea dei sindaci, il prelievo forzoso da parte dello Stato, di quasi 45 milioni di euro: «Un saldo pesantemente negativo – ha detto Nardin -, se si considera che i contributi ricevuti ammontano a 24,5 milioni di euro e che, oltre al danno la beffa, il prelievo colpisce in maniera maggiore chi, come noi, è stato abile nell’attrarre fondi Pnrr».
Un “fiore all’occhiello” è stato definito il bando per la messa in sicurezza della viabilità comunale: lo scorso anno sono stati assegnati oltre 8,4 milioni di euro ai Comuni e nel 2026 è previsto un ulteriore finanziamento di altre opere. Infine, quanto alla tutela ambientale, per quest’anno sono stati stanziati 120 mila euro per incentivare l’uso della bici nel tragitto casa-lavoro.
Mauro Della Valle
«Il 2026 sarà l’anno della partecipazione dei cittadini nella destinazione di una parte delle risorse comunali per progetti a beneficio della città, come dimostra il ritorno del bilancio partecipativo dopo diversi anni». Il sindaco Giacomo Possamai ha commentato così l’approvazione in consiglio comunale, alla fine dello scorso anno, della delibera che contiene i nuovi criteri d’indirizzo del bilancio partecipativo che era stato avviato e poi sospeso negli anni del Covid. Questa sembra essere anche la logica conseguenza della creazione dei nuovi 10 Consigli di quartiere (con l’approvazione del nuovo “Regolamento comunale sui Consigli di quartiere”, adottato dal Consiglio comunale nell’aprile del 2024), oltre che della decisione di
effettuare, lo scorso anno, alcune riunioni di Giunta “decentrate”, ovverosia fuori da Palazzo Trissino.
Decisione confermata da Pos-

samai anche per l’anno in corso: «Nostra intenzione – ha sottolineato Possamai - è quella di tornare a riunirci nei quartieri, condividere proposte e idee con i cittadini, ma soprattutto garantire con il nuovo
bilancio partecipativo contributi più significativi e di innalzare la qualità progettuale delle iniziative finanziate. I progetti saranno inoltre legati a un indirizzo tematico definito dall’amministrazione con il fine di dare omogeneità alle proposte».
Ogni Consiglio di quartiere è composto da 12 componenti (di cui nove eletti dal Consiglio comunale), e a ciascun Consiglio corrisponde un “Tavolo di rete” al quale hanno aderito complessivamente 116 realtà e associazioni di carattere sociale, culturale, educativo, ricreativo e sportivo, gruppi di volontariato, cooperative sociali, istituti comprensivi e comitati genitori delle scuole, la Fondazione studi universitari, parrocchie, gruppi alpini e sigle sindacali. (m.d.v)
Approvato il bilancio provinciale 2026-28: 215 milioni per servizi essenziali, soprattutto scuole e strade. In campo 60 milioni di investimenti e opere Pnrr. Il presidente Nardin denuncia il prelievo statale di 45 milioni che penalizza gli enti virtuosi








