Sport p.20
Politica p.27
NOVEMBRE 2016
Periodico d’informazione locale - Anno XXIII n. 146 • Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 nº 46) Art. 1, Comma 1, NE/PD
Cultura p.17
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CONSELVE ELEZIONI
Il centrosinistra incontra i cittadini IL DIBATTITO
Attività culturali e associazioni, cosa non funziona?
Alluvioni, nessun colpevole, ma la politica ha mancato Chiuse le inchieste penali per disastro colposo dopo le rotte arginali e le emergenze, delusione fra il comitato a Bovolenta
servizio a pag 11
BAGNOLI, LA FESTA
Trent’anni di gemellaggio e di scambi intensi TRIBANO, POLEMICA
Consiglieri assenti, salta il numero legale DUE CARRARE
Migranti, sale ancora la tensione in paese attualità
Scuole venete: solo uno su tre antisismiche economia
400 milioni per la Tav, Pedemontana al palo Cultura
Francis Bacon alla Casa dei Carraresi
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on si tratta per niente di mandare a casa Renzi oppure no. Si tratta di cambiare una parte della Carta Costituzionale, pensata così com’è oggi dalle madri e dai padri “nobili” della nostra Repubblica, forse i parlamentari più saggi e onesti che abbiamo avuto dal ‘46 in poi. Certo, il 4 dicembre, con il Referendum Costituzionale il Premier si gioca tutto o quasi. Ma credo che la posta sia alta anche per noi cittadini e per il nostro futuro. segue a pag 3
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Facciamo il punto
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Mercato sotto controllo D
opo le segnalazioni e alcuni casi di accattonaggio mo-x lesto il Comune di Conselve ha intensificato i controlli da parte degli agenti della polizia locale con la collaborazione dei volontari dell’Associazione nazionale Carabinieri, in particolare durante il mercato settimanale e gli eventi di richiamo. “L’aumento vertiginoso delle presenze di migranti nel centro all’ex base di Bagnoli si fa sentire anche da noi - spiega il sindaco Antonio Ruzzon - visto che i richiedenti asilo in sella alle loro bici possono raggiungere in poco tempo Conselve. Non siamo ancora all’emergenza ma non vogliamo aspettare di arrivarci. Per questo abbiamo sottoscritto un accordo con l’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo. I volontari, in occasione del mercato o di altri eventi, svolgeranno un controllo capillare, segnalando alla Polizia Locale l’eventuale presenza di migranti che chiedono l’elemosina in particolare all’uscita delle attività commerciali. A seguito di queste segnalazioni, gli agenti di Polizia locale intervengono per l’identificazione e l’adozione dei conseguenti provvedimenti”. Ruzzon conferma che negli ultimi tempi i commercianti hanno notato un sensibile aumento dei questuanti e denunciato qualche difficoltà. “Alcuni clienti si sentono condizionati da questa presenza sempre più evidente. Il progetto ha già dato i primi risultati. Pur non essendoci situazioni preoccupanti, tuttavia sentiamo di dover monitorare il fenomeno”. Per il Movimento 5 Stelle si tratta invece di una misura demagogica. “La creazione di quel mostro dell’ accoglienza, rappresentato dai centri profughi di San Siro e Cona - ricorda Luca Martinello - è dovuto anche alle attività ed alla volontà di una parte politica vicina ai nostri amminitratori”.
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“Troppi stranieri chiedono l’elemosina e creano tensione”
Occorre, dunque, valutare bene i due atteggiamenti che si scontrano e si confrontano in questo periodo di campagna referendaria. Molta parte di chi voterà sì lo farà per il desiderio di riformare finalmente lo Stato o almeno col desiderio di provarci; allo stesso modo chi voterà no lo farà anche per conservare la Costituzione così com’è, quasi fosse sacra, perché frutto del lungo e ponderato lavoro delle madri e padri costituenti. Uno dei punti centrali della riforma che andremo a votare, riguarda la modifica dell’articolo 55 della Costituzione, ovvero la norma che definisce la composizione e il ruolo del Parlamento diviso tra Camera e Senato. Il “nuovo” articolo 55 previsto dalla Riforma si amplia, rispetto a com’è ora, affermando che le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza. Ribadisce che ciascun membro della Camera dei deputati rappresenta la Nazione, è titolare del rapporto di fiducia con il Governo, esercita la funzione di indirizzo politico, legislativa e di controllo dell’operato del Governo. Da ultimo dice che Il Senato della repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri Enti costitutivi della Repubblica e spiega le nuove funzioni. Chi vota sì vede favorevolmente il fatto che si dia rappresentanza agli enti territoriali in Parlamento dando loro un potere diretto più forte di quello di cui godono oggi le Conferenze Stato-Regioni. Inoltre si esprime la parità di genere come principio costituzionale. Chi sostiene le ragioni del no pensa che, se un Senato rimane, deve essere eletto dai cittadini e il testo della riforma non specifica come saranno nominati i futuri senatori. Inoltre si tira in ballo il tempo e ci si chiede ma come possa fare un sindaco o un consigliere regionale a Sedere in Senato e a seguire ben l’Ente in cui è stato eletto. Credo che a noi cittadini sia richiesta serietà e che il nocciolo della questione si possa ridurre a: restiamo come siamo, ci va bene, o proviamo a cambiare qualcosa?
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Chiuso in redazione il 7 Novembre 2016
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Amministrative Le prime mosse
Verso il voto: centrosinistra già mobilitato Il gruppo “Insieme per il bene comune” incontra i cittadini per formare la lista, anche i 5 Stelle si ripresenteranno
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nizia la marcia di avvicinamento alla campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative e le forze politiche conselvane cominciano a mettere i ferri in acqua e a prendere le misure per affrontare la prova del voto. Se nello schieramento di centrodestra che sostiene l’attuale amministrazione, con il sindaco Antonio Ruzzon al termine del suo secondo mandato e quindi non più ricandidabile, i giochi sono ancora più aperti che mai, nel centrosinistra si apre un dibattito che dovrà portare alla condizione di una lista civica.
“Com’è la Conselve che vorresti?”: ha preso spunto da questo interrogativo l’incontro proposto dal gruppo consiliare “Insieme per il bene comune”. E’ il primo appuntamento organizzato dallo schieramento, oggi all’opposizione, per raccogliere idee e adesioni con le quali ripresentarsi agli elettori. “Abbiamo tenuto testa all’attuale amministrazione fallimentare del sindaco Ruzzon - spiega Maria Luisa Nucibella, consigliere comunale - e vogliamo avviare un percorso di confronto e discussione per formare il nuovo
Qui sopra la consigliere comunale Maria Luisa Nucibella
gruppo che elaborerà i progetti futuri. I partecipanti alle assemblee individueranno i nostri candidati e il capolista, se necessario anche attraverso le primarie opportunamente organizzate». Nella prima prima serata sono state messe sul tavolo alcune prime idee: una nuova scuola elementare e media, viabilità più sicura a misura di pedoni e ciclisti, servizi sanitari e ospedale di Comunità, un maggiore interesse alla qualità e alla salubrità dell’ambiente.
Il gruppo mette a disposizione anche la pagina internet www.insiemeconselve.it per raccogliere proposte. Intanto anche il Movimento 5 Stelle sta scaldando i muscoli per affrontare, dopo cinque anni all’opposizione, una nuova campagna elettorale con l’ambizione di conquistare la vittoria come è successo negli anni precedenti in altri Comuni veneti e non solo. Nicola Stievano
Novant’anni di servizio per gli scout di Conselve
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ovant’anni portati con disinvoltura e con la consueta carica di entusiasmo per gli scout di Conselve, uno dei gruppi più longevi della provincia. Correva l’anno 1926 quando a Conselve nacquero i primi gruppi maschili. Una tradizione consolidata e un motivo d’orgoglio per il paese. Attualmente gli scout sono oltre 100, di tutte le branche. Sono stati un successo i festeggiamenti per il novantesimo compleanno con una grande sfida a squadre in stile scout, con prove di abilità fisica e tecnica. Dopo l’alzabandiera e la messa in Prato Comunale l’inizio del gioco e l’apertura degli stand sulla storia del gruppo. Una ventina le squadre iscritte, composte di persone di tutte le età,sguinzagliate in giro per tutto il paese nella grande sfida. Il pranzo è stato anche l’occasione per ritrovare gli amici di un tempo. Nel pomeriggio la cerimonia dei passaggi di branca, un momento molto atteso nella vita scoutistica perché segna appunto il passaggio dei ragazzi da una unità ad un’altra.Quindi verso sera l’ammaina bandiera e la chiusura degli stand. Una curiosità: ben quattro gli ex sindaci che hanno militato negli scout: Tarcisio Peraro, Vasco Varotto, Mario Balielo e Giorgio Gradella.
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In caso di maltempo la festa sarà rinviata al 08/12/2016
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17.00 : LOTTERIA devoluta a “ PRONTO CONSELVE” 10.00 : INIZIO DELLA FESTA 17.30 : ACCENSIONE ALBERO CON SCOPPIO PALLONCINI GIGANTI PROGRAMMA FESTA 04/12/2016 - GONFIABILE / FATTORIA DIDATTICA / GIOSTRA PROGRAMMA In- caso di maltempo la festa sarà NATALE rinviata al 08/12/2016 18.15 : FUOCHI D’ARTIFICIO TRENINO “IL PUFETTO” BABBO 17.00 : LOTTERIA devoluta a “ PRONTO CONSELVE” 10.00 : INIZIO DELLA FESTA 19.00 17.00: : CENA PER TUTTI GLI SPONSOR, DIPENDENTI E FAMIGLIE 10.00: Inizio della Festa devoluta a Pronto Conselve - TRUCCABIMBI / -GIOCHI 17.30 :Lotteria ACCENSIONE ALBERO CON SCOPPIO PALLONCINI GIGANTI GONFIABILE / FATTORIA DIDATTICA / GIOSTRA • Gonfi abile / Fattoria Didattica / Giostra 18.15 : Accensione FUOCHI D’ARTIFICIO PROGRAMMA DEGUSTAZIONI 17.30: Albero - TRENINO “IL PUFETTO” BABBO NATALE 17.00 : LOTTERIA devoluta a “ SPONSOR, PRONTO Giganti CONSELVE” •MUSICALE Trenino “Il Pufetto” Babbo Natale 19.00 :con CENA PER TUTTIPalloncini GLI DIPENDENTI E FAMIGLIE 10.00 : INIZIO DELLA FESTA Scoppio BANDA CON CANTI NATALIZI - TRUCCABIMBI / GIOCHI
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L’intervento Le riflessioni - provocazioni di Germana Landolfi, fondatrice di Mo.Vi.Mente
“Cultura e arte: anche a casa nostra possiamo fare qualcosa di grande” “D
ottoressa è sicura? La Bas- che hanno vissuto il teatro nella sa padovana è una zona scuola, ragazze impegnate nella culturalmente depressa. Ma cosa danza, altri nel circo... ma poi? Revuoi, qua la gente non capisce. sta ben poco, canto a parte. Ma Queste cose le puoi fare ad Aba- il problema sta anche nel mondo no, a Padova... Semplice: vivo qui dell’associazionismo”. e vorrei lavorare qui”. Germana Intende le altre attività, come Landolfi, fondatrice dell’associa- lo sport? zione culturale Mo.Vi.Mente, rac“Viviamo un’avvilente guerconta la sua esperienza ormai più ra fra poveri, in un costante cliche decennale e fa il punto anche ma di diffidenza e concorrenza. sul singolare mondo dell’associa- Tutti fanno di tutto, nessuno si zionismo locale. specializza, si frammenta l’offer“E stata subito una guerra: por- ta , a scapito della qualità, della te chiuse, regolamenti ostici, un concorrenza sana e del confronto protezionismo del mondo sporti- costruttivo. E qui sorge spontavo secondo il mio punto di vista neo chiedersi: la politica culturale immotivato. Fortuna che pensavo dov’è?” di non andare a pestare i piedi a Lei che risposta si è data? nessuno. Ma un portone si è aper“Non penso ci siano intenzioto, grazie alla Banda ni negative, ma solo “Basta alla Verdi, e nonostante di una sorta di miotutto con immani pia che purtroppo guerra fra sforzi, fisici, ecoderiva dai vertici, poveri nelle nomici ed emotivi da chi a monte doda undici anni si va vrebbe amministraassociazioni, avanti”. re costruttivamente insieme Nonostante tutto questo paese. Ma possiamo fare anche in piccolo però si continua, ne vale la pena? con le proprie forze molto” “Dato il postulato si potrebbero fare che le cose si fanno per soldi o per tante cose, e forse solo dal basso amore, eliminato il primo fatto- si riuscirà ad ottenere qualcosa di re, i soldi, rimane l’amore, che se meglio. E non sempre e solo è una però non è corrisposto fa davve- questione di soldi. La cultura in ro tristezza. Lancio perciò un ap- senso lato in un paese dove a detpello ai concittadini conselvani: a ta di chi ci abita “ non c’è niente” casa vostra esiste una realtà, per i è invece un importante motore, vostri figli e per voi dove poter col- crea vita e soprattutto la rende tivare l’aspetto artistico e ludico più gradevole; non è detto che per di discipline come l’arte circencoltivare i propri interessi, per fare se, l’acrobatica aerea, diversi lin- attività interessanti, per vivere guaggi di danza, il teatro, il canto. momenti piacevoli si debbano per Faccio il confronto con analoghe forza fare chilometri, smettiamorealtà, ad esempio Monselice o la di guardare l’erba del vicino e Piove di Sacco: perché lì sopravvi- apriamo gli occhi sul nostro giarvono delle belle realtà, per esem- dino che può essere altrettanto pio di danza, gruppi che crescono attraente. Alle realtà del territorio insieme per anni, portando alcu- chiedo una collaborazione vera, ni al professionismo. A Conselve insomma un po’ di orgoglio c’è?” invece ho visto crescere studenti
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Allarme incendio all’Istituto Canossiano, esercitazione riuscita alla perfezione
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imulazione d’incendio perfettamente riuscita all’Istituto Canossiano. Una esemplare prova di evacuazione dell’intero edificio scolastico, inserita all’interno del progetto sicurezza “Sicuri di stare al sicuro”, possibile anche grazie alla collaborazione della Protezione Civile comunale e dell’associazione “Pronto Conselve”. In meno di un minuto è stato possibile far evacuare quasi duecento bambini che perfettamente addestrati dall’intero corpo docente si sono ritrovati nel punto di raccolta allestito presso la pista esterna di atletica. Molto sentite ed emozionanti le simulazioni di soccorso con ferito e la prova di rianimazione per arresto cardiaco. Con
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la collaborazione di un bambino di classe quinta è stato possibile, infatti, far capire ai bambini come i volontari potrebbero intervenire nel caso ci fosse un ferito da recuperare in un edificio che sta andando in fiamme. Tutti silenziosi e preoccupati anche nella simulazione di rianimazione ferito che è stata eseguita con grande scrupolo dal personale del “Pronto Conselve”. Non sono mancate neppure le sirene che tanto hanno commosso i bimbi. Un bell’esempio di perfetta sinergia tra realtà locali, alle quali è andato il plauso e l’apprezzamento da parte della madre superiora dell’istituto, Madre Rosina Tenan, e di tutto il corpo docente.
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“Semplicemente don Loris” umiltà e continuo dialogo
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Il libro di Marco Boatto ripercorre attraverso gli scritti il pensiero dell’amato segretario di Giovanni XXIII
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i Loris Capovilla, storico segretario di Papa Giovanni XXIII, si è già ricordato molto la scorsa primavera, nei giorni successivi alla sua morte, il 26 maggio, a Bergamo, all’età di 100 anni. A fianco del “Papa Buono” negli anni chiave del Concilio e in seguito vescovo, fino alla nomina cardinalizia voluta da Papa Francesco nell’anno in cui Roncalli è stato proclamato santo, don Loris, come ha sempre voluto essere chiamato, ha attraversato il Novecento da testimone d’eccezione e ha sempre cercato, attraverso la memoria del pontefice che ha servito, la strada del dialogo, del confronto aperto a tutti. A questo suo slancio infaticabile, a questo suo impegno quotidiano portato avanti fino a pochi giorni prima della morte, anche nel let-
to d’ospedale, l’amico Marco Boatto, sociologo e scrittore, dedica il libro “Loris Capovilla, umiltà e dialogo”, edizioni il Messaggero di Sant’Antonio. La pubblicazione raccoglie e commenta alcuni testi scelti che meglio raccontano chi era don Loris. E’ l’omaggio dovuto ad un uomo che dalle parole e dagli scritti di Giovanni XXIII ha ricavato profonde lezioni tuttora attuali. Nato a Pontelongo nel 1915, solide radici nel padovano, in particolare ad Arre dove fino all’ultimo ha mantenuto i contatti con i cugini e gli amati nipoti, negli anni Ottanta mons. Capovilla, aveva trascorso proprio in paese alcuni mesi e vi faceva ritorno sempre volentieri. La svolta della sua vita risale alla primavera del 1953, quando l’allora Patriarca di Venezia An-
Porta della Misericordia, ultimo atto
Molto legato alla sua Arre e ai suoi parenti, Capovilla venne nominato cardinale da Papa Francesco all’età di 98 anni
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gelo Roncalli, fresco di nomina, lo volle accanto a sé come segretario. Don Loris restò al fianco del cardinale e pontefice fino all’ultimo istante e dedicò il resto della sua vita alla testimonianza del messaggio del “Papa Buono”. Ha trascorso gli ultimi trent’anni a Sotto il Monte, nei luoghi del “suo” Papa, curando pubblicazioni e stringendo solidi rapporti con centinaia di persone.
n anno di celebrazioni al Santuario della Beata Vergine della Misericordia di Terrassa Padovana. Il giubileo straordinario della Misericordia voluto da Papa Francesco ha visto nella storia chiesa alle porte del paese, meta di pellegrinaggi e iniziative, uno dei punto cardine per la diocesi di Padova. Il vescovo Claudio infatti l’ha scelta come sede della “porta della Misericordia” in provincia. Migliaia le persone che in questi mesi, dal giorno dell’apertura lo scorso 11 febbraio, l’hanno attraversata e hanno partecipato alle numerose celebrazioni. Lo scorso 13 novembre l’ultimo atto con la solenne chiusura della porta della Misericordia. Le celebrazioni al santuario continuano però già il 20 novembre con la “Giornata Provinciale del Ringraziamento” organizzata da Coldiretti Padova, come da tradizione al termine dell’annata agraria.
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Bagnoli .di Sopra
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L’anniversario Allestita una grande festa in paese
Voglia d’Europa nel sodalizio attivo da ben tre decenni Festa in grande stile per i trent’anni di gemellaggio con il comune austriaco di Hard Am Boden. L’amministrazione comunale, la Pro Loco, la Commissione Gemellaggio, e tutte le associazioni con la Biblioteca e tanti amici volontari che nel tempo hanno vissuto esperienze di vera condivisione con le famiglie del paese gemellato, hanno allestito una grande festa nella tensostruttura del pattinodromo. 280 gli invitati tra cittadini di Bagnoli, vecchi amici, nuovi ed ex amministratori e sindaci che si sono succeduti negli anni. La serata è stata allietata dalla Banda Cittadina di Hard. Hanno introdotto il concerto alcuni giovani studenti di lingua tedesca che l’estate scorsa hanno conosciuto il paese
nia ufficiale, consapevoli che gli sforzi per gli scambi culturali tra persone e le esperienze con paesi internazionali avrebbero rafforzato le realtà locali in una visione di comunità europea più concreta e tangibile. “Il nostro gemel-
gioco che si sviluppò in una serie di incontri successivi negli anni a venire. Nel 1986 la lungimiranza e il senso di convivenza civile dei due sindaci Zeno Capuzzo e Gerhard Koehlmeier sancirono tale amicizia con una cerimo-
laggio è come la vita – ha detto il sindaco Milan all’apertura della serata – un viaggio che merita fortemente di essere percorso perché siamo in perenne ricerca di crescita culturale e sociale da trasmettere”. (c.l.)
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Il cuore di Bagnoli più vivo che mai per la Sagra del Rosario, tra eventi e incontri Il ricco programma proposto dalle associazioni e dal comune e le giornate di bel tempo hanno permesso di segnare una sagra del rosario da record nel comune di Bagnoli. Per la prima volta tutti gli spettacoli in programma sono stati portati in piazza, proprio di fronte al Palazzetto Widdman, garantendo ogni sera la fruibilità del centro a tutti i pedoni. Grazie ad artisti di grande interesse pubblico come il duo comico Marco e Pippo e Le anime in Plexiglass, che su questo palco cittadino hanno voluto festeggiare i loro primi quattordici anni di carriera. Molto apprezzate le tre mostre: arte contemporanea
CARRARE SPURGHI di
Qui sopra il sindaco Milan in veste di direttore d’orchestra
gemellato e se ne sono innamorati. Non tutti sanno che questo gemellaggio è nato per caso nel piazzale della chiesa di San Giovanni Battista, nei pressi dell’autostrada di Firenze, nel 1982, quando un gruppo di pellegrini di Bagnoli di ritorno da una gita a Firenze incontrò un gruppo di pellegrini di Hard di rientro da Roma. Complici il buon vin friularo di Bagnoli e la goliardia del gruppo, lo scambio di indirizzi e numeri di telefono diventò un
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“Legami, vincoli familiari”, a cura dell’associazione Kaleidoscopio; la personale fotografica di Federico Brigato e l’esposizione di manufatti realizzati dalle allieve della scuola di ricamo “Rovescio-diritto”. Interesse anche al convegno dal titolo “Turismo slow”, per la promozione del territorio. Alla tradizionale fiera è seguita la serata musicale “Bagnoli, notte di note”, concorso canoro. (c.l.)
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Tribano .
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Salta il Consiglio, scambio di accuse Assenti giustificati tre consiglieri di maggioranza, l’opposizione lascia l’aula e fa mancare il numero legale. Il sindaco: “Atto irresponsabile, puro egocentrismo”. Cavazzana: “scelta valutata attentamente”
I
l Consiglio Comunale di fine ottobre è durato solamente pochi minuti, il tempo necessario per eseguire l’appello e constatare la mancanza del numero legale, vista la mancanza di ben tre consiglieri del gruppo di maggioranza che a detta del sindaco erano assenti giustificati e senza alcun significato politico. Fatto sta che non è stata sufficiente la presenza del sindaco e di altri cinque consiglieri al fine di permettere il regolare svolgimento del consiglio. In questa occasione, infatti, i consiglieri delle minoranze, in modo compatto, si sono rifiutati di fungere da stampella, suscitando qualche disappunto fra i presenti. “E’ stata una scelta difficile, ma meditata: quando le istituzioni non funzionano, i cittadini non possono che allontanarsi ancor di più dalla politica – spiega Massimo Cavazzana, consigliere del gruppo di minoranza “Tribano Rinasce” – ma abbiamo voluto
dare un segnale chiaro all’amministrazione.” Di tutt’altro parere il primo cittadino, Argenton: “L’atto di abbandono della minoranza è stato irresponsabile nei confronti della cittadinanza visto che tra gli argomenti all’ordine del giorno e in fase di approvazione ci sarebbero stati la pubblicazione del bando per la tesoreria e la convenzione con la Polisportiva per la gestione triennale degli impianti sportivi. I tre consiglieri di maggioranza assenti erano ampiamente giustificati e quindi non vi era alcun significato politico. Abbandonando il consiglio le opposizioni hanno perso una grande occasione per dimostrare che gli interessi della collettività contavano più dell’egocentrismo”. Ma lo stacco della minoranza è davvero netto.“Siamo stati coerenti con quanto affermiamo sin dal momento delle elezioni – prosegue Mattia Masola, altro consigliere del gruppo di minoranza “Triba-
A fianco il sindaco Piergiovanni Argenton, sotto un momento del consiglio in una foto scattata da Massimo Cavazzana
no Rinasce” – e abbiamo preso una decisione responsabile: non possiamo garantire la nostra presenza in consiglio comunale, quando abbiamo la possibilità di prendere visione delle proposte di delibera, spesso composte di
Torneo per Diego Bruschetta Torneo di biliardo, categoria pool 9, per ricordare Diego Bruschetta, il giovane morto 12 anni fa insieme ad un amico in un terribile incidente stradale tra Monselice ed Este. “E stato un modo per ricordare questi due amici che non dimenticheremo mai” afferma Antonio Morici, amico di entrambi i ragazzi deceduti nel terribile incidente. A distanza di anni il ricordo è vivo.
Tre giorni di eventi e iniziative tradizione San Martino Mese di grandi festeggiamenti per la Pro Loco di TRibano che ha voluto omaggiare il patrono San Martino con una tre giorni di eventi: venerdì 11, sabato12 e domenica 13 novembre. Venerdì sera il pubblico ha apprezzato il cabaret di Bepi e Maria Show, mentre sabato, dopo la rievocazione storica di San Martino, serata danzante con Roby stile libero. Domenica 13 si è tenuta la grande benedizione delle macchine agricole e la sfilata delle carioche per il centro cittadino. Alla sera di nuovo festa con il gruppo folkloristico Quei del Pajaro.
Regolamento per l’area feste Sarà approvato nel prossimo consiglio comunale di novembre il nuovo regolamento per l’utilizzo dell’area festeggiamenti di via Grazia Deledda. Il regolamento è stato redatto dalla commissione formata da membri della maggioranza ma anche della minoranza consiliare e ha avuto una gestazione abbastanza lunga in quanto doveva trovare il consenso di tutti i membri. Attualmente il gestore dell’area festeggiamenti non è ancora stato individuato e sarà definito nei prossimi mesi. (c.l.)
Una suggestiva immagine dell’edizione 2016 del Palio delle Tre Torri
La storia rivive con la Giostra Se lo scorso anno il debutto era stato più che lusighiero, stavolta è andata ancora meglio. Grande successo per la seconda edizione della Giostra delle Tre Torri che si è conclusa domenica 9
ottobre ai piedi della storica Torre cittadina che si è trasformata in un grande palcoscenico dove ha avuto luogo la rievocazione storica della presenza a Tribano delle truppe di Ezzelino III da Romano nel 1256. In quell’occasione infatti andava distrutto il Castello mentre si difendeva una torre, l’unica delle tre rimasta a noi oggi. La musica, il canto, i focolieri, i tam-
centinaia di pagine, appena pochi giorni prima del consiglio e, soprattutto, senza un preventivo confronto sui temi più complessi. Se questa maggioranza non vuole sviluppare un dialogo costruttivo, non venga a chiederci di fare da stampella quando non ha i numeri per governare.”. Cristina Lazzarin
burini e lo spettacolo pirotecnico a tempo di musica, scontri, fuoco e fiamme, sono stati i protagonisti della suggestiva rappresentazione che ha stupito tutti i presenti. Nonostante alcune giornate siano state funestate dal brutto tempo in tanti non sono voluti mancare alla sfida degli scacchi viventi, alla visione dei Tamburini di San Bortolo e dei focolieri di Este Medievale. Anche la giornata delle sfide è stata turbata dal maltempo, che però non ha impedito il regolare svolgimento delle sfide come la corsa degli zoccoli, della paglia, delle botti, delle carriole, del tiro alla fune e della staffetta. La manifestazione è stata possibile grazie alla collaborazione dell’assessorato alla cultura del comune di Tribano e dell’associazione Tribano E20, ai comitati di Olmo e San Luca e al comitato “Tre Torri”. Grazie a questa manifestazione si stanno riscoprendo le sei contrade (Arzere, Castello, Crosara, Olmo, San Martin e Villa) e la storia del paese, quando nell’età dei Comuni c’erano ancora le tre torri (una nel Castello in zona Castellaro e via Verdi, una in via Torre detta Torre del Gorzone, e la terza, quella attuale a fianco del municipio). Cristina Lazzarin
Bovolenta .
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Nessun responsabile per le alluvioni però vi fu “cattiva gestione” politica La Procura archivia i fascicoli sulle indagini per disastro colposo dopo le emergenze del 2010 e 2014. Deluso il comitato che chiedeva nuove indagini
N
essuna responsabilità diretta per l’alluvione del 2010 e la nuova emergenza dell’anno successivo a Bovolenta. Nessun reato penalmente rilevante, semmai una cattiva gestione dal punto di vista politico senza però la possibilità di individuare dei responsabili diretti. Questa la conclusione a cui è arrivata la Procura di Padova sulle quattro indagini aperte dopo le alluvioni che avevano interessato il territorio padovano, e in particolare Bovolenta, tra il 2010 e il 2014. L’ipotesi era quella di disastro colposo ma ora tutti i fascicoli finiscono in archivio, come ha deciso il giudice per le indagini preliminari su richiesta del pubblico ministero. Nessun reato da contestare dunque, nessuna condotta passibile di sanzione, anche se le indagini hanno comunque messo in luce “una cattiva gestione politica della manutenzione degli argini e della situazione idraulica”. Se dal punto di vista strettamente penale, pertanto, non vi è la possibilità di procedere la magistratura richiama comunque la politica alle sue responsabilità. Nessuno poteva prevedere dove e quando l’argine avrebbe rotto ma è venuta meno la capacità di prevenire questi eventi attraverso una seria politica di gestione del territorio e di programmazione degli interventi. La sovrapposizione delle competenze, la mancanza di fondi e di volontà di intervenire, la scarsa attenzione alla manutenzione: tutti elementi che hanno concorso ad aumentare il rischio idraulico sfociato nelle alluvioni degli anni scorsi. Nessun amministratore né dirigente finirà però davanti ad un giudice per rispondere dei disastri di quegli anni. La magistratura non può procedere ma la sottolineatura sulle tante pecche sul fronte politico amministrativo è forte. Deluso ovviamente il comitato Alluvione 2010 che si era opposto all’archiviazione proposta la primavera scorsa dal pubblico ministero e aveva chiesto un sup-
Siamo nel 2014: il centro di Bovolenta accerchiato dall’acqua del Roncajette. Sei anni fa invece l’altra disastrosa alluvione
plemento di indagine anche alla luce delle esondazioni del 2014. Intanto proseguono gli interventi lungo l’asta del canale Roncajette. Sono già stati spesi 6 milioni e mezzo di euro in cantieri per la messa in sicurezza del fiume e dei centri abitati circostanti. Vi sono poi altri 8 milioni già finanziati o in fase di assegnazione. Dopo il consolidamento degli argini in più punti e la ripresa delle frane, ora si interviene sull’alveo del fiume. Nicola Stievano
>twitter: @nicolastievano<
Piedibus per i ragazzi Due mattine la settimana, il martedì e il giovedì, passa il Piedibus per accompagnare i ragazzi a scuola, in tutta sicurezza. L’inizitativa proseguirà per tutto l’anno scolastico su iniziativa del Comitato Genitori, della Polizia Locale di Bovolenta e dei due nonni vigili Flavio Romanato e Giancarlo Varotto che assistono i ragazzi.
Eventi e Contenti Accogliamo i nostri Ospiti, in ampie ed Eleganti sale, adatte ad Ospitare svariati eventi: Matrimoni, Pranzi di Lavoro, Feste di Ogni Genere. La nostra cucina offre un Ottimo Menù alla Carta di Carne e Pesce. Pranzo di Lavoro 11,00 € dal Lunedì al Sabato. Il nostro Menù Pizza propone una ampia varietà di scelta, sempre al passo con le esigenze dei nostri clienti. Vi Aspettiamo per Organizzare con l’Avvento delle Festività Natalizie i Vostri incontri Conviviali con Menu a partire da 18 € … La nostra sala Taverna è infatti l’ideale per organizzare eventi in quanto può ospitare fino a 300 persone e dispone di due piste da Ballo. Fateci Compagnia per il Pranzo di Natale e per il Veglione di San Silvestro … a Breve usciranno i Menù con tante sorprese … Ristorante Hotel Oasi *** - via G. Rossini, 2 - Conselve per info: tel 049/9500693 - info@hoteloasi.eu - www.hoteloasi.eu
Acquedotto colabrodo L’intera condotta dell’acquedotto in via Risorgimento viene sostituita con una nuova tubatura. L’intervento annunciato dal Comune dovrebbe mettere fine ai guasti e ai disagi per decine di famiglie e attività. Non è la prima volta che questo tratto di acquedotto è soggetto a rotture e l’unico rimedio è la sostituzione completa.
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Due Carrare .
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Migranti, la tensione sale ancora Nati due gruppi contrari all’accoglienza. Attualmente i richiedenti asilo sono 31, tra Santo Stefano e Mezzavia, in affido a due cooperative. Due volte la settimana seguono un corso di lingua italiana Nella foto grande alcuni migranti durante un corso di italiano, a fianco l’assessore.
S
ale la tensione a Due Carrare intorno il tema migranti, come dimostra la nascita nelle ultime settimane di comitati di cittadini, che si oppongono all’arrivo in paese di ulteriori richiedenti asilo. Tra questi i gruppi più attivi sono “Due Carrare dice no” e “No clandestini a Due Carrare”. Attualmente gli stranieri, che trovano accoglienza in abitazioni messe a disposizione da privati, sono trentuno: cinque (quattro nigeriani e un liberiano) arrivati a Carrara Santo Stefano lo scorso giugno, gestiti dalla cooperativa Orizzonti, e ventisei ospitati a Mezzavia e gestiti dalla cooperativa Edeco (ex Ecofficina). Il timore, manifestato apertamente dai comitati in varie occasioni pubbliche e sui social network, è che la prefettura di Padova possa destinare altri migranti. I trentuno richiedenti asilo
L’assesore Cinzia Menegazzo: “alcuni di loro collaborano con la Caritas e altre associazioni, le esperienze sono positive finora”
presenti in paese sono affidati alle due cooperative, individuate dal Prefetto di Padova. Dal punto di vista sanitario i migranti sono stati sottoposti ai controlli, previsti dai protocolli, al loro primo ingresso nel territorio italiano; eventuali controlli aggiuntivi vengono eseguiti solo in presenza di sintomi di malattia. Due vol-
te la settimana seguono un corso di lingua italiana che dura tutta la mattina. All’occorrenza vengono accompagnati a Padova per farsi rilasciare i necessari documenti. Sulla questione accoglienza migranti, i comuni non hanno molta voce in capitolo, in quanto le amministrazioni comunali sono bypassate dalla prefettura, che
si rapporta direttamente con le cooperative e con i privati, che mettono a disposizione gli immobili per ospitare i richiedenti asilo. Gli enti locali possono, tuttavia, collaborare con i soggetti che gestiscono i profughi. A Due Carrare, per esempio, il Comune, insieme ad altre associazioni di volontariato, ha avviato il progetto “Rovereto”, per far svolgere ai migranti lavori di utilità sociale su base volontaria come pulizia del territorio e attività di piccolo giardinaggio nei luoghi pubblici. “Alcuni di loro collaborano con la Caritas e con altre associazioni di volontariato – spiega l’assessora al sociale, Cinzia Menegazzo - Le esperienze sono state e sono, senza eccezioni, ampiamente positive, per cui tenteremo di replicarle e ampliarle quanto più possibile”. Francesco Sturaro
Naufragato il progetto Sprar, “occasione persa” Il Comune sta valutando se riprovarci anche se uno dei fattori da considerare è la presenza già alta
L
’ adesione del Comune di Due Carrare al progetto Sprar, letteralmente Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, è rimasta solo sulla carta. L’iniziativa è naufragata a causa della mancanza dei necessari titoli per dar corso a questa esperienza da parte della cooperativa. “Lo Sprar era un progetto a cui credevamo molto – commenta l’assessora al sociale, Cinzia Menegazzo - Oltre all’interesse spicciolo per la promessa del prefetto Mario Morcone che i comuni sedi di Sprar non sarebbero stati destinatari di nuovi arrivi per le prime accoglienze, si trattava di un progetto che avrebbe potuto portare ricadute importanti anche per le fasce deboli della nostra popolazione residente. Per esempio, erano previsti corsi di reinserimento nel mondo del lavoro ai quali avrebbero partecipato anche disoccupati carraresi. Purtroppo Ecofficina, che pure era vincitrice del bando, è risultata non in possesso di uno dei requisiti richiesti; i documenti presentati in sede di gara sono attualmente oggetto di un indagine della Magistratura. Stiamo valutando se riprovarci nel prossimo futuro. uno dei fattori da considerare è senz’altro il fatto che la presenza di migranti nel territorio di Due Carrare è già al di sopra della media regionale”. (f.s.)
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Cartura .
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L’intervento Nella frazione di Cagnola, sul luogo dove sorgeva la vecchia chiesa
L’area verde attrezzata anche per la nuova ciclovia S
ono giunti al termine i lavori di realizzazione dell’area verde attrezzata, situata tra il cimitero e il canale di Cagnola, laddove un tempo sorgeva la vecchia chiesa parrocchiale della frazione, distrutta da un bombardamento aereo durante la Seconda guerra mondiale. Il terreno, incolto ormai da molti anni, è stato sistemato e trasformato in giardino pubblico, che fungerà anche da punto di sosta della ciclovia del sale, il percorso
Rimanendo in tema piste ciclabili, l’iter della ciclopedonale lungo via Rena ha subito un ritardo rispetto le aspettative degli amministratori comunali. “L’opera è già finanziata – spiega Zanardo – i tempi si sono allungati a causa dell’iter degli espropri, che prevede delle tempistiche fissate dalla normativa. A questo si è aggiunto il ricorso da parte del proprietario di un terreno da espropriare, che ha rallentato ulteriormente i tempi. Senza questi
Il vice sindaco Massimo Zanardo
contrattempi saremo già partiti con l’opera. Comunque orientativamente i lavori dovrebbero iniziare nella prossima primavera”. Altra opera fondamentale è la nuova scuola primaria, la cui trafila progettuale è ormai giunta alle battute finali. Nei prossimi giorni la giunta dovrebbe approvare il progetto esecutivo dell’opera. (f.s.)
Recuperato il terreno incolto non lontano dal cimitero, fungerà anche da punto di sosta per la “ciclovia del sale” ormai alle battute finali, costo 90 mila euro ciclabile in fase di ultimazione, che collegherà i colli Euganei alla laguna di Venezia. Il costo dell’opera ammonta a circa 90 mila euro, completamente finanziata con fondi statali. Nell’intervento è compreso anche il rifacimento dell’illuminazione pubblica, ormai obsoleta, presente tra il ponte e il cimitero di Cagnola: un punto critico della viabilità locale, per la presenza nel raggio di pochi metri di ben quattro incroci. Entro fine anno dovrebbe essere realizzato un attraversamento pedonale semaforizzato lungo la Sp.92 “Conselvana”, all’incrocio con via Fossalta. La spesa preventivata per i lavori di installazione del semaforo a chiamata è di circa 18 mila euro. “Spero che questo attraversamento pedonale semaforizzato funga da disincentivo alla velocità – commenta il vicesindaco Massimo Zanardo – in quella zona ci sono molte persone che, a piedi o in bicicletta, attraversano la strada per entrare nella pista ciclabile o immettersi in via Fossalta. Questo semaforo garantirà maggiore sicurezza alla mobilità debole”.
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Defibrillatore alla portata di tutti in piazza
D
a alcune settimane la Banca Annia ha messo a disposizione della cittadinanza di Cartura un defibrillatore semiautomatico (Dae). Il presidio salvavita è stato collocato nell’area esterna della sede dell’istituto bancario, in prossimità dell’impianto bancomat. Una collocazione scelta appositamente, perché ad alto indice di passaggio. In caso di emergenza il Dae può essere prelevato dalla sua custodia, per essere portato e utilizzato nel luogo dove vi è necessità di rianimare una persona. La presenza del defibrillatore, posto in una posizione centrale di Cartura, offre ai cittadini una cardioprotezione efficace, che garantisce tempestività di intervento in situazioni di criticità. L’apparecchio salvavita è di semplice funzionamento, basta seguire le indicazioni che sono fornite passo passo al suo utilizzatore. L’installazione del Dae fa seguito al corso gratuito di primo soccorso, che Banca Annia ha organizzato lo scorso 29 settembre nella sala Convegni della direzione generale, in collaborazione con l’associazione Pronto Conselve. L’iniziativa, rivolta
ai cittadini di Cartura, ha avuto una buona partecipazione. Dopo un breve saluto del presidente di Banca Annia, Mario Sarti, gli incaricati di Pronto Conselve hanno tenuto il corso, conclusosi con la prova pratica finale. Alla fine dell’esperienza è stato rilasciato a tutti gli allievi il certificato di partecipazione. Il gruppo di cittadini ha assistito con interesse alla formazione guidata, fondamentale per conoscere quali sono i comportamenti corretti da tenere e le manovre da eseguire nel caso ci si si trovi a dover prestare soccorso a persone colpite da crisi cardiaca nelle proprie abitazioni, nei luoghi di lavoro e negli ambienti pubblici. (f.s.)
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Agna •
Emergenza sbarchi “i 2 centri profughi vanno chiusi” Resta ancora molto alto il numero di migranti presenti nelle due ex basi a Bagnoli e a Cona, così come la tensione è sempre alle stelle. Nelle scorse settimane il battagliero sindaco di Agna, Gianluca Piva, ha inviato una lettera al presidente del Consiglio dei Ministri per chiedere la chiusura delle due ex basi militari di San Siro e Conetta, attuali centri di raccolta per migranti. “Questo Governo non può continuare ad ignorare, come fa da mesi, le nostre istanze e deve intervenire per risolvere il problema. L’assenza di azioni e di risposte da parte dello Stato a fronte di una conclamata situazione al limite dell’incredibile, è inspiegabile. L’alleggerimento della base di San Siro per cui si è impegnato il Prefetto Morcone, durante la visita del 14 ottobre
scorso a San Siro, non è un’operazione facile e non si farà a breve termine. Anche se sono stati spostati un centinaio di ospiti, ad oggi abbiamo ancora circa 2.000 profughi tra San Siro e Conetta, distribuiti su due HUB che insistono su un territorio di neanche 10 mila abitanti. Queste presenze stanno creando notevoli problemi, principalmente Agna perché è il centro abitato più comodo ad entrambe le basi. Il tempo passa e i danni si consolidano e qualcuno ne dovrà pur rispondere e non saranno certo i comuni che non hanno scelto l’apertura di questi centri. Io ho deciso di procedere con analisi ed indagini sul comparto economico ed immobiliare, in modo da avere un riscontro su quanto sta succedendo e a breve faremo un monitoraggio anche sulle attività commerciali e i negozi. Man mano che preparerò le relazioni, le invierò al Viminale. Voglio vedere come andrà a finire, visto che non vogliono chiudere i due HUB mentre io lo sto chiedendo a gran voce da sempre”. (c.l.)
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Quintali di rifiuti raccolti dal Sorgaglia I
il gruppo Volontari di Protezione Civile di Agna è stato impegnato in un’attività di pulizia e raccolta rifiuti lungo l’argine del canale Sorgaglia che costeggia il tratto della SP3 che congiunge Agna con Arre. Sono stati impegnati una decina di volontari coordinati dal responsabile Forin Roberto e dal vice Nolo Ferdinando con utilizzo dei mezzi ed attrezzature del gruppo e dell’autocarro del comune. E’ stata inoltre impiegata anche la barca della protezione civile per la raccolta di rifiuti gettati in acqua. All’intervento di pulizia ambientale hanno partecipato anche alcuni consiglieri e assessori comunali e ha visto la collaborazione anche del consorzio di bonifica Adige Euganeo. “L’esigenza di questo intervento - spiega il sindaco Gianluca Piva che ha fatto parte anche del gruppo volontari impegnati sul campo - nasce per ripulire lo scolo Sorgaglia sempre più inquinato dall’abbandono di rifiuti di ogni tipo. Purtroppo ci sono ancora troppi sciacalli ignoranti che scambiano l’ambiente per una pattumiera. Tutte le operazioni di recupero sono state effettuate nella massima sicurezza e con utilizzo degli idonei dispositivi di sicurezza individuale in dotazione ai vo-
Un momento della pulizia del Sorgaglia
lontari e il materiale recuperato è stato differenziato e portato all’eco-centro. E’ stata anche concordata la presenza del consorzio di bonifica Adige-Euganeo parlandone con il Presidente Zanato Michele che ha accolto con entusiasmo la proposta fatta – conclude il sindaco – e il consorzio con un proprio mezzo natante ha operato sulle sponde dello scolo coadiuvato anche dalla barca della protezione civile. Già lo scorso 26 marzo il comune aveva organizzato un’operazione di pulizia raccogliendo una quantità esagerata di rifiuti di origine principalmente domestica abbandonata lungo il tratto di questa strada provinciale. (c.l.)
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Cultura •
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aprono le “stanze della fotografia” Un nuovo spazio a Palazzo Angeli in Prato della Valle a Padova, sede del museo del Precinema: fino a gennaio la mostra “Imago Oculi” con le suggestioni della camera ottica e delle foto stereoscopiche
A
Padova un nuovo spazio dedicato all’arte della fotografia: a Palazzo Angeli di Prato della Valle, sede del Museo del Precinema, aprono al pubblico Le Stanze della Fotografia, uno spazio espositivo il cui progetto è stato affidato al professor Carlo Alberto Zotti Minici, docente di Storia della Fotografia all’Università degli Studi di Padova, che verrà utilizzato per mostre temporanee organizzate dal Comune di Padova in collaborazione con il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova. Le Stanze della Fotografia inaugurano con la mostra “Imago Oculi. Canaletto e la visione fotografica di Prato della Valle”, a cura di Carlo Alberto Zotti Minici e Gian Piero Brunetta, in esposizione fino al 15 gennaio. Alla metà del Settecento, il grande vedutista veneziano Antonio Canal detto il Canaletto (1697-1768), collocando la sua Camera Ottica
all’altezza di Palazzo Angeli, realizza due disegni di Prato della Valle conservati presso la Royal Collection di Windsor. L’impiego della Camera Ottica e ciò che in termini fotografici potremmo definire “visione obiettiva” inaugurano una nuova stagione visiva. Palazzo Angeli è l’occhio di Canaletto, luogo delle sue vedute prospettiche. Il Palazzo assurge a “luogo di ogni vedere” (Imago oculi). Le Stanze accolgono la Camera Ottica “A. Canal” conservata al Museo Correr di Venezia, i due disegni originali Veduta di Padova con la chiesa di San Francesco e il Palazzo della Ragione e Veduta veneziana: edifici religiosi e case e la ricostruzione digitale del Quaderno Cagnola delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. I meccanismi ottico-prospettici per la raffigurazione della veduta di Prato della Valle vengono analizzati in una ricostruzione digitale realizzata da Dario Maran.
Sgarbi presenta “caravaggio” Vittorio Sgarbi il 13 gennaio sarà al Gran Teatro Geox con “Caravaggio”. Il critico conduce il pubblico attraverso la vita e la pittura rivoluzionaria di Michelangelo Merisi in uno spettacolo teatrale arricchito dalla musica di Valentino Corvino e dalle immagini delle opere più rappresentative del pittore lombardo curate dal visual artist Tommaso Arosio. (l.o.)
Il Prato della Valle “visto” dalla camera ottica usata dal vedutista veneziano Canaletto
La fotografia documenta eventi storici e momenti del vivere sociale dal XIX secolo ad oggi, che trovano in Prato della Valle una peculiare forma di attrattiva. Sono esposte inoltre ventotto fotografie stereoscopiche originali dell’Ottocento, un video in 3D e un panorama a 360° che ripropone l’immagine attuale della Piazza. Infine, il contributo cine-
matografico che vede in Prato della Valle una cornice sia per il cinema documentario che per il cinema di finzione viene ospitato nell’ultima stanza. Per l’occasione l’artista-fotografo francese Claude MartinRainaud ha realizzato un’installazione che si ispira alla visione canalettiana della Camera Ottica e che, rovesciando Prato della
Valle, avvolge completamente i visitatori in una suggestiva Camera Obscura. I visitatori apprezzeranno le fotografie stereoscopiche originali dell’Ottocento, un video in 3D e un panorama a 360° che ripropone l’immagine attuale della Piazza. Un viaggio originale e insolito che riporta ad un passato in cui, senza elaborazioni computerizzate, l’ingegno e l’arte umana erano in grado di produrre delle opere in grado di stupire ed emozionare lo spettatore, sfruttando le tecniche in voga all’epoca. Insomma anche un viaggio nel tempo. La mostra è ad ingresso gratuito ed è sempre aperta dalle 10 alle 18 tranne il martedì. Per informazioni: Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche, tel. 049 8204529. Laura Organte
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il volto di Padova disegnato da cerato nel Settecento L’opera di Domenico Cerato, architetto vicentino ma attivo soprattutto a Padova, ha segnato in modo decisivo l’aspetto della città. A lui si devono infatti i progetti delle principali opere architettoniche del Settecento, come la sistemazione della Specola, la realizzazione del Prato della Valle e dell’Ospedale Giustinianeo. In esposizione fino al 26 febbraio a Palazzo Zuckermann numerosi disegni originali, alcuni inediti, conservati presso la Biblioteca Civica, che illustrano la sua attività di progettista e studioso di architettura. (l.o.)
Glattfelder in mostra a Padova RossovermiglioArte in collaborazione con Paola Bicego Gallery presentano, nella sede di Padova in via Palestro 4 fino al 16 dicembre, la mostra personale dell’artista svizzero Hans Jörg Glattfelder, uno dei maggiori esponenti dell’arte concreta europea. L’esposizione raccoglierà una selezione di opere realizzate dall’artista a partire dagli anni ‘60 fino ad oggi, ponendo particolare attenzione sulla produzione artistica che va dagli anni ‘80 ai giorni nostri. (l.o.)
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Sport
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La società Attiva a Este, Carceri e Arquà
Molti gli atleti di spicco usciti d alla società Archea di Este
Ginnastica archea che passione T
ra le attività sportive più praticate nell’estense c’è anche la ginnastica. Questo grazie all’ASD Archea, realtà nata nel marzo del 1991 dall’idea di alcuni appassionati. “Siamo partiti quasi dal nulla, con l’aiuto di poche persone” racconta il coordinatore Mario Zordan, che allora aveva alle spalle un’esperienza da responsabile tecnico a Castelfranco. “Facevamo attività nella palestra dell’ex scuola media Zanchi. Ricordo il primo allenamento: c’erano solo cinque bambini e qualche attrezzo che avevamo recuperato”. L’impegno, però, nel tempo ha dato i suoi frutti. “Un anno dopo, grazie al passaparola dei genitori, siamo arrivati a più di cento iscritti. E oggi solo a Este ne contiamo qua-
si duecento tra ginnastica artistica e ginnastica ritmica”. Anche lo staff tecnico è cresciuto e al momento si compone di una decina di istruttori. Ad alzare ulteriormente l’asticella è senza dubbio la prestigiosa collaborazione con Valentina Spongia, ex nazionale italiana considerata una delle migliori allenatrici in Italia. Ma i nomi illustri della ginnastica che Archea ha portato a esibirsi nella bassa padovana negli anni sono parecchi: dal “signore degli anelli” Jury Chechi a Igor Cassina (oro nella sbarra ad Atene 2004), passando per Andrea Coppolino, Matteo Morandi, la rumena Maria Olaru e tanti altri. “Abbiamo sempre cercato di dare ai ragazzi l’opportunità di conoscere da vicino i campioni del nostro sport,
La società ha portato ad esibirsi nella Bassa Padovana anche atleti di fama come Jury Chechi e igor Cassina, ottimi e lusinghieri i risultati
se possibile abbinando a questi eventi iniziative benefiche” spiega Zordan. Oltre che a Este (palestra dell’Istituto Duca D’Aosta), la società è presente a Montagnana, a Carceri e ad Arquà Petrarca, sebbene le difficoltà non manchino. “Il problema principale è che non abbiamo un impianto ad uso esclusivo e quindi ogni giorno siamo costretti a montare e smontare gli attrezzi. Alcuni fra i nostri migliori atleti si sono
trasferiti in realtà più blasonate, le sponsorizzazioni sono rare e la gran parte del lavoro è svolta a titolo volontario”. L’impegno è notevole anche per i ragazzi: la ginnastica infatti richiede, a livello agonistico, almeno tre ore di allenamento al giorno. “Un mio vecchio maestro diceva che per praticare questo sport servono tutte le qualità più una. Un buon ginnasta deve avere molte doti tra cui forza, mobilità, rapidità, equilibrio, costanza, coraggio. E soprattutto deve essere disposto a fare sacrifici: per raggiungere risultati importanti occorrono almeno dieci anni di duri allenamenti. Stiamo parlando di discipline a rischio traumatico elevato”. A proposito di risultati, l’attività di Archea ha dato frutti interessanti. Nel 2012 Zordan è riuscito a portare ben otto giovani atleti alle rispettive finali nazionali mentre nel 2015 la squadra maschile si è classificata al secondo posto nel campionato regionale di serie C, chiudendo tredicesima la finale nazionale. Diverse soddisfazioni sono arrivate anche dal settore femminile. Davide Permunian
Biciverde monselice quarta alla “maglia nera”
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a maglia nera” negli anni eroici del ciclismo era indossata dal corridore ultimo classificato al giro d’Italia, non un’onta ma un privilegio a quei tempi, per chi l’indossava, che consentiva al possessore, oltre che incassare una consistente somma in denaro, anche una passarella finale degna del vincitore della maglia rosa come toccò a Giovanni “Nani” Pinarello, maglia nera nel 1951 che sfilò al Vigorelli al fianco di Fiorenzo Magni il vincitore di quell’edizione della corsa rosa. Pinarello fondò poi l’omonima impresa produttrice di biciclette uno dei marchi più prestigiosi del Made in Italy tuttora più che mai in voga dai professionisti agli amatori. Nel nome del popolare costruttore , scomparso nel 2014, da due stagioni si corre “il circuito della maglia nera” una competizione riservata alla categoria degli amatori composta da cinque delle più famose Gran fondo italiane su strada: la Felice Gimondi Bergamo, la Fi’Zi: K di Marostica, quella del Centenario a Montebelluna, la Sportul dolomiti Race di Falzè e La Pina di Treviso, più una cronometro, a chiusura del circuito denominata 6perAndrea in omaggio al figlio di Nani scomparso prematuramente due anni fa. A far brillare gli occhi agli appassionati padovani è il 4. posto assoluto della Biciverde di Monselice che ha portato sul podio Sandro Cagnin terzo nella categoria Master 7. « Un podio di squadra sfiorato che tenteremo di prenderci nella prossima edizione, sono comunque molto soddisfatto». Queste le parole di Paolo Bernardini, presidente del club nato nel 1994. (w.l.)
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ilVeneto Attualità •
Edilizia Ricostruire l’Italia e mettere in sicurezza le scuole
antisismico, l’economia potrebbe ripartire da qui R
icostruire per il futuro. Da qui potrebbe prendere forma l’occasione per far tornare a girare l’economia nazionale e quella regionale. Non si tratta di una scommessa sul settore edilizio tout court ma una riflessione più mirata alla soluzione di un problema che ormai è lampante e che, di emergenza in emergenza, negli ultimi anni è diventato cronico nel nostro Paese: la fragilità dei nostri vecchi e vetusti edifici, pubblici e privati, spesso insicuri e, nello specifico, inadeguati a difendersi dagli attacchi violenti e indiscriminati dei terremoti. Ricostruire l’Italia, dopo l’ennesimo terremoto che ha sbriciolato gli edifici di interi paesi, è una visione che il presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, ha consegnato al celebre architetto Renzo Piano, affinché con la sua consulenza si possa imbastire, al di là dell’immediata emergnza, a lungo termine uno scenario possibile di ciò che potrebbe significare appunto la ricostruzione. Quest’ultimo ha parlato di un cantiere lungo 50 anni e due generazioni per sistemare, da Nord a Sud, l’Italia in chiave antisismica. E se per i privati la soluzione potrebbe trovarsi negli incentivi fiscali e magari in una legge che preveda l’obbligo di rendere antisismici gli edifici in cui abitiamo, per il settore pubblico la questione diventa molto più complessa. In primo luogo si pone la “que-
Scuole venete: antisismiche solo il 2,1% stione europea” che in queste settimane è tornata in primo piano, quella del braccio di ferro tra il presidente della Commissione europea Jean-Claude Junker e il premeier italiano Matteo Renzi che chiede di collocare tutte le spese e gli interventi contro il rischio sismico e per la sicurezza degli edifici al di fuori del patto di stabilità. Sulla base del principio per cui tutto ciò che rientra nel contesto degli eventi eccezionali va valutato con un “metro” differente. Per ricostruire l’Italia in chiave antisismica dunque sarà necessario un cantiere lungo 50 anni, dieci dei quali potrebbero e dovrebbero essere riservati alle scuole, intese come edifici pubblici, che rappresentano una priorità, fra le altre, in tema di sicurezza. “Purtroppo non siamo ancora fuori dal tunnel dell’emergenza” denunciava Adriana Bizzarri, re-
sponsabile scuola di Cittadinanzattiva, lo scorso settembre, in occasione della presentazione ufficiale del rapporto sulla sicurezza, la qualità e l’accessibilità a scuola, con un particlare occhio di riguardo sul rischio sismico. I dati resi noti dall’associazione sono significativi: negli ultimi tre anni scolastici si sono registrati 112 incidenti con conseguenti 18 feriti. Il Veneto, in questa dolorosa graduatoria, con 12 incidenti si trova in una posizione di preoccupante primato, dietro soltanto a Lombardia (16) e immediatamente prima di Sicilia (11) e Toscana (10). L’antisismico può diventare dunque la nuova frontiera della filiera edilizia e dintorni. Un orizzonte che le imprese venete hanno già individuato e su cui evidentemente hanno intenzione di puntare se molte imprese hanno deciso di specializzarsi sull’antisismico. Per ora è partita la formazione anche in Veneto per poter evidentemente rispondere all’appello nel momento in cui partirà questo cantiere lungo 50 anni.
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edilizia scolastica: 2 edifici su 3 non a norma
A
ule sicure e confortevoli spesso un miraggio o per lo meno un obiettivo, stando allo stato attuale delle cose e considerati anche gli ultimi epidsodi di cronaca in Veneto. Crollano solai, controsoffitti, tetti, intonaci... A ottobre, forse, il culmine, con i quattro episodi in una settimana. Dal distacco dell’intonaco alla scuola primaria “Dante Alighieri” di Mirano, al cedimento di un soffitto dell’Istituto tecnico superiore “Fermi” di Treviso, e ancora il crollo del controsoffitto della scuola primaria “Merlin” di Sottomarina fino al clamoroso crollo del soffitto alla primaria “De Amicis” di Padova. Tutte tragedie evitate, per fortuna, ma tutte inequivocabili segnali del cedimento strutturale degli edifici scolastici anche nella nostra regione. In termini numerici e di percentuali è il XVII Rapporto di Legambiente “Ecosistema Scuola” a disegnare il quadro della situazione regionale, un’indagine sulla qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi. Ed eccoli i numeri: le scuole venete realizzate nel rispetto dei criteri antisismici sono il 2,1 per cento; quelle che possiedono il certificato di idoneità statica sono il 22,3 per cento. Bisogenrebbe avviare interventi di manutenzione urgente nel 13,5 per cento delle scuole, di cui solo il 2,4 per cento è stato sottoposto a indagini diagnostiche dei solai. Il 33,1 per cento delle strutture è in possesso della certificazione igienico sanitaria, la media italiana è del 71,4 per cento. Il 53,5 per cento degli istituti scolastici ha la certificazione di agibilità. In più di due terzi degli edifici scolastici non ci sono stati interventi di manutenzione straordinaria negli ultimi cinque anni. “Su 3800 plessi scolastici in Veneto, ben 1884 necessitano di interventi di messa a norma, messa in sicurezza e manutenzione. In pratica due scuole su tre”, dichiara da un ulteriore osservatorio l’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan, attingendo ai dati dell’anagrafe scolastica regionale. Il Veneto è stato infatti una delle prime regioni in Italia a censire nel 2010 i propri edifici scolastici e a catalogarne lo stato di salute e le necessità strutturali. “Sono gli enti locali, i più vicini territorialmente alle proprie scuole, i primi ad occupare delle condizioni strutturali dei plessi scolastici, per sensibilità e attenzione verso la proprie comunità – prosegue l’assessore - Ma da anni i Comuni hanno i bilanci sempre più strangolati dal patto di stabilità, e le Province, con la riforma Delrio, hanno subito la beffa di dover far fronte a competenze fondamentali come l’edilizia scolastica senza ricevere più trasferimenti”. Da parte sua la Regione ha stanziato 1,5 milioni per le scuole pubbliche e 150 mila per le paritarie per rispondere alle criticità più gravi, segnalate dai dirigenti scolastici e dagli enti locali.
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Attualità •
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edifici più leggeri per resistere ai terremoti Intervista all’ingegner Marco Brisighella, padovano, esperto nella realizzazione di costruzioni anti sismiche
L
a messa in sicurezza del patrimonio edilizio, scolastico ed architettonico è una priorità dal punto di vista degli impegni da realizzar, anche in Veneto. Le imprese venete sempre più inoltre, si stanno specializzando in questo comparto che diventa volano per un rilancio dell’intero settore”. A dirlo è Marco Brisighella ingegnere civile, specializzato nell’edilizia antisismica. E’ stato consulente per gli enti locali in Abruzzo per il censimento degli edifici danneggiati dal disastroso terremoto dell’Aquila. L’ingegner Brisighella, padovano, mette in chiaro subito che per quanto riguarda l’edilizia pubblica il Veneto non se la passa bene. “Da stime fatte - spiega - nel territorio della nostra regione, da enti locali e ordini professionali, solo 10 scuole su 100 sono in regola con
le recenti normative anti sismiche. Per gli ospedali, va meglio. In questo caso per la loro sicurezza, anche antisismica sono stati fatti ingenti investimenti e adesso il 60% delle strutture è a norma”. La nuova normativa, spiega Brisighella, prevede che gli edifici strategici, cioè quelli pubblici o a funzione pubblica, come i municipi, le scuole , gli ospedali appunto o le caserme, devono resistere all’urto del sisma e restare in piedi. Il problema è che il censimento di questi edifici strategici e le loro reali condizioni di anti sismicità, è partito nel 2003 e ad ora non si è concluso. In Italia si è a poco più della metà degli edifici controllati. Le scuole sono quelle meno a norma perché costruite per la maggior parte dei casi negli anni Cinquanta e Sessanta, quando cioè le regole anti sismiche non erano normate. Ma c’è
un modo per rendere gli edifici meno pericolosi in caso di terremoto? “Il principio base da seguire - spiega Brisighella-è quello di realizzare case con materiali leggeri, più in grado per natura di assorbire l’urto della scossa. Più pesante è la strutture più avrà come caratteristica la rigidità. Per quello l’ideale sarebbe realizzare case in legno nelle zone ad alto rischio, ma una soluzione del genere non è certamente possibile in ogni parte del territorio italiano. Un territorio che però è stato dichiarato tutto, da una legge nazionale, sismico anche se alcune zone come il Friuli o l’area dell’Appennino hanno un rischio maggiore che si verifichino eventi gravi o catastrofici. Un discorso a parte secondo l’esperto di edilizia anti sismica lo merita il patrimonio architettonico cul-
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L’ingegnere Marco Brisighella
turale ed artistico italiano. “Per questi edifici che sono vecchi di secoli – spiega – purtroppo non sono possibili adeguamenti anti sismici, cioè la totale messa in sicurezza, ma solo de miglioramenti. Degli accorgimenti che ad esempio a Norcia avevano fatto resistere bene l’area del centro storico alla scossa dl terremoto di agosto, ma che poi però non hanno potuto nulla ad ottobre, di fronte alle ultime della potenza di 6.6 della scala Richter”. Infine l’opportunità per le imprese
venete. “Le imprese edili venete da anni si stanno specializzando - conclude Brisighella – nel comparto delle costruzioni anti sismiche e le associazioni di categoria in tutta la regione chiamano esperti ed ingegneri a fare formazione agli imprenditori. Formazione che permette alle aziende venete di concorrere con una alta preparazione specifica, riconosciuta su tutto il territorio nazionale, agli appalti legati alla ricostruzione”. Alessandro Abbadir
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Società •
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Cooperazione internazionale Da oltre mezzo secolo l’attività del Cuamm Medici con l’Africa
il plauso di mattarella: “la solidarietà sconfigge il terrorismo” “A
iutiamoli a casa loro”: un’affermazione mai sentita pronunciare così tanto, e non di rado a sproposito, quando si affrontano i temi della cooperazione internazionale, degli aiuti umanitari e via dicendo. C’è chi invece alle parole preferisce i fatti, e i fatti parlano per loro da oltre mezzo secolo. E’ il caso dei volontari del Cuamm, Medici con l’Africa, l’organizzazione che da sessant’anni, per l’appunto, si occupa di portare un aiuto concreto, visibile e verificabile nei angoli più poveri del continente africano. Progetto dopo progetto, passo dopo passo il Cuamm continua a fare la differenza, a salvare vite umane, spesso dei bambini, a portare una speranza in luoghi dove sembrava ormai perduta. Solidarietà, impegno, preparazione: è questa la merce che l’Italia è orgogliosa di “esportare” nel pianeta grazie a donne e uomini di buona volontà. Lo ha riconosciuto anche
il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha scelto proprio il convegno annuale del Cuamm per la sua prima visita a Padova. Seduto in prima fila, accanto al Segretario di Stato Vaticano, il vicentino Pietro Parolin, Mattarella ha seguito tutti gli interventi della giornata e non è certo rimasto indifferente alle parole di chi in Africa ad “aiutarli a casa loro” ci va per davvero e che per questi mesi ha un progetto che parla da solo, già dal titolo: “Prima le mamme e i bambini”. Dal palco, poi, il Presidente della Repubblica ha messo l’accento sul valore aggiunto della cooperazione, fattore di pace, stabilità e sicurezza, ma anche occasione di sviluppo, non a senso unico, ma reciproco. “Giorni fa ero a Gerusalemme - ha esordito - e da lì sono andato a Gerico per una iniziativa importante della nostra Cooperazione. Scendendo mi è venuta in mente la parabola: un uomo scen-
deva da Gerusalemme a Gerico e per sua fortuna dopo i ladroni incontrò il Buon Samaritano e lì ho pensato al Cuamm. Migliorare la qualità della vita nei Paesi africani, combattervi malnutrizione e malattie, offrire prospettive di lavoro e di futuro è anzitutto giusto e doveroso. Inoltre, in un’ epoca contrassegnata dalla globalizzazione, significa sottrarre consenso al fondamentalismo e al terrorismo internazionale, contribuire a
contenere il fenomeno migratorio, creare per tutti opportunità di conoscenza, dialogo e sviluppo. Tenere tanti milioni di persone in condizioni di povertà, chiudere gli occhi di fronte alle guerre e alle catastrofi naturali, significa sottrarsi a un dovere storico. Inoltre ha per noi un costo non solo umano, sociale e politico, ma anche economico, dalle proporzioni difficilmente calcolabili. Ogni euro ben speso in cooperazione, in aiuti allo sviluppo, in integrazione con i Paesi africani comporta, in realtà, anche un investimento per il nostro futuro e per il futuro dei nostri giovani”. Pertanto, ha continuato Mattarella, risponde pienamente a questa logica il programma “Prima le mamme e i bambini”, che si propone di
migliorare, attraverso il sostegno alle donne partorienti e ai loro figli, lo standard complessivo di vita di numerosi Paesi africani. “Con il vostro lavoro sul suolo africano - ha concluso il Presidente - non avete soltanto contribuito al miglioramento delle condizioni di vita e di sviluppo di quei popoli. Ma avete formato generazioni di medici e di cittadini capaci di portare con sé, nell’attività quotidiana, in Italia o all’estero, quell’irripetibile bagaglio di umanità, di solidarietà, di competenza appreso sul campo. E’ una rete preziosa di impegno, di altruismo, di gratuità. Un fenomeno contagioso che sensibilizza politica e pubblica opinione, che attrae e moltiplica generosità, che interroga e orienta le coscienze”.
“avevamo un grande progetto ma zero risorse”
L
a testimonianza dei volontari di un “viaggio lungo cinque anni”. L’impegno a mettere al sicuro le mamme che stanno partorendo L e storie e i volti dell’impegno in Africa, per i bambini, per le mamme da salvare. E’ senz’altro questa la parte più intensa del convegno padovano del Cuamm nel grande spazio del Palageox gremito in ogni angolo. Il racconto di un “viaggio lungo cinque anni” come è stata chiamata l’esperienza concretizzata in questo frangente, lo hanno fatto direttamente i protagonisti: Fabio Manenti, responsabile dei progetti, insieme ad Anna Berti, la pediatra che ha operato nei Paesi di intervento, e all’ostetrica ugandese Magdalen Awor. “Per far nascere un bambino a volte non basta un semplice atto d’amore. - ricordano i volontari - Ancora oggi in Africa troppe mamme non hanno la possibilità di dare alla luce il proprio bambino in modo sicuro, mettendo a repentaglio la loro vita e quella dei loro piccoli. Servono i mezzi e gli strumenti giusti, serve l’impegno di tutti”. “Quando siamo partiti nel 2010 - aggiunge don Dante Carraro, direttore del Cuamm - avevamo un grande progetto, ma zero risorse. Quattro Fondazioni bancarie hanno raccolto per prime la sfida, seguite poi da tante istituzioni, gruppi e persone comuni. Ci abbiamo creduto fortemente e grazie ai tanti che si sono coinvolti possiamo dire di “aver fatto la differenza”, anche grazie ai tanti compagni di strada di questi anni”.
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Economia •
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Infrastrutture
400 milioni per la tav veneta Pedemontana incagliata in regione Favorire la crescita per l’Italia sostenendo l’economia di una delle regioni che può trascinare il Pil verso l’alto Queste le intenzioni dichiarate dal Ministro Graziano Delrio che a inizio novembre è stato a Tessera (Venezia) per l’inaugurazione del tappeto mobile e della darsena dell’aeroporto Marco Polo, opere che collegheranno lo scalo alla laguna. “Sull’alta velocità – ha ricordato Delrio - abbiamo stanziato 15 milioni per il Veneto in vista di un investimento totale di 400 milioni per creare un sistema di connessione che permetta ai
Il ministro Graziano Delrio durante l’inagurazione delle infrastrutture a Tessera. Accanto a lui Alessandra Moretti
viaggiatori di raggiungere le principali città in due ore”. Un capitale importante investito nell’ottica di realizzare un sistema di infrastrutture che permetta a Venezia di essere vivibile e accessibile via terra, aria, strada ed acqua. “L’alta velocità – ha aggiunto il Ministro - a fine anno, chiuderà il cantiere Milano-Brescia, di conseguenza apriremo quello per Verona e a seguire quello per Vicenza”. Il nuovo tappeto mobile del Marco Polo,
è solo un primo passo per Venezia, infatti Delrio ha ribadito che sono previsti altri 500 milioni di investimenti guidati dall’idea di condividere i progetti con una filosofia di collaborazione per una strategia Paese, “perché Venezia da sola – ha sottolineato - non si salva se non c’è un sistema” che la colleghi al resto d’Italia e d’Europa. E nel fare i complimenti per i lavori fatti a Tessera il Ministro non si è sottratto ad un commento pungente riferito alla gestione
delle opere pubbliche veneziane :“bisogna fare le cose per bene ha detto -, togliendo il pubblico e i politici riciclati dalla gestione perché il meccanismo di tariffe e investimenti funzionano se c’è imprenditorialità manageriale”. Per la Pedemontana veneta però è tutta un’altra storia, e l’importanza di riaprire il cantiere è stata al centro dell’incontro tra le associazioni economiche e il Ministro che ha chiarito quanto fin qui è stato fatto dal governo,
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ribadendo la volontà di portare a termine l’opera. “Tutto però adesso è nelle mani della Regione – ha dichiarato Alessandra Moretti, capogruppo Pd in Consiglio - che deve proporre, insieme al costruttore con cui ha sottoscritto un contratto, una soluzione che sia praticabile”. “L’appello delle associazioni imprenditoriali vicentine e venete – continua Moretti - e dei sindacati rivolto al ministro Delrio è chiaro: la Pedemontana è un’opera necessaria per l’economia della Regione ed è fortemente sentita la necessità di modernizzare le infrastrutture per renderci sempre più competitivi con il resto d’Europa. Si tratta ora di chiudere in tempi brevi sul nuovo accordo e riaprire un cantiere che vale centinaia di posti di lavoro, immediati e futuri”.
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Politica •
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Bilancio Facciamo quadrare i conti a modo nostro
Zaia, toti e maroni sfidano renzi sulla legge di Stabilità L
a legge di stabilita’’ 2017 è “insostenibile, perchè anticipa i contenuti di un referendum su cui i cittadini non si sono ancora espressi”. Lo afferma il governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, al terzo incontro trilaterale con i governatori di Veneto e Lombardia, Luca Zaia e Roberto Maroni, oggi a H-Farm, Roncade, in provincia di Treviso. Dopo i due appuntamenti di Genova e Milano, in cui i tre governatori hanno parlato rispettivamente di migranti e di referendum costituzionale, l’appuntamento di oggi serve ufficialmente a presentare il “bilancio dei virtuosi”, ovvero la proposta di una serie di norme da inserire nella Legge di stabilita’’ per incentivare “lo sviluppo dei territori”. Siamo in piena “stagione finanziaria” - spiega Zaia - ma a Roma pensano in maniera sconnessa ai territori che producono”. Per questo i tre governatori insistono su alcuni punti. “L’applicazione dei costi standard a sanità e alla spesa pubblica in genere permetterebbe un risparmio di 30 miliardi l’anno, ovvero un terzo del debito pubblico” - sottolinea Zaia, che chiede inoltre una maggiore autonomia per le Regioni che la meritano. “Se uno ha i conti a posto non capiamo per quale motivo non debba essere ascoltato”, continua il governatore del Veneto, secondo cui il debito pubblico dovrebbe essere “regionalizzato”. C’è poi il tema della semplificazione, perché in Italia investire é troppo complesso e anche chi attira investitori finisce per perdere fondi per la mancanza di percorsi e tempi certi. Eliminare le Conferenze dei servizi, trasferire alle Regioni le funzioni svolte
MANOVRA 2017
MANOVRA 2017
Interventi di variazione legislazione Maggiore spesa 19,5 Mld
Coperture alla manovra
Riduzione di entrate 16,2 Mld
Maggiori entrate 10,7Mld
Deficit 15Mld
Derivanti da RECUPERO DELLA BASE IMPONIBILI e LOTTA ALL’EVASIONE
Altro 7% Spesa capitale 4 Mld
Disattivazione clausole salvaguardia 93%
Spesa corrente 15,5 Mld
MANOVRA 2017
Minori spese 10Mld A valere sui fondi
MANOVRA 2017
PAREGGIO DI BILANCIO
MISURE A SOSTEGNO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE 2015
2015
2019
La Relazione Tecnica alla Legge di Stabilità indica una riduzione, nel triennio, di 6,6 Miliardi di Euro
OBBLIGO DEL PAREGGIO DI BILANCIO SLIDE GOVERNO
SPESA IN INVESTIMENTI REGIONI
STATO
Per il comparto delle Regioni dal 2015 vige l’obbligo del pareggio di Bilancio mentre per lo Stato questo entrerà in vigore solo nel 2019
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Riduzione della spesa in conto capitale per 3,3 Mld di Euro (-8%)
Previsione 2016: 39,957 Mld€ Assestato 2016: 40,880 Mld€ Previsione 2017: 37,545 Mld€
40 39 38 37 36 35
MLD€
2016 - Previsione
2016 - Assestato
2017 - Previsione
La trilaterale: “Servono costi standard per la pubblica amministrazione investimenti fuori dal vincolo di bilancio”
Luca Zaia, Giovanni Toti e Roberto Maroni
da Agenzia del Demanio, dalla Sovrintendenza per i Beni culturali, e dal Corpo dello Stato, oltre a regionalizzare completamente la Via (commissione Valutazione impatto ambientale), sarebbero dei passi importanti per sburocratizzare e semplificare, sostengono i tre governatori. Inoltre, “le spese di investimento non vanno incluse nei vincoli di pareggio di bilancio” in modo da permettere maggiori investimenti pubblici, chiede Maroni. I tributi dovrebbero poi essere “federalizzati”,
continua il presidente della Lombardia, ricordando che “il pareggio di bilancio è obbligatorio per le Regioni dal 2015, e noi lo rispettiamo. Ma il Governo se l’é trasportato al 2019”. Qui “stiamo costruendo un esempio di confronto tra Regioni che hanno interessi comuni”, conclude il governatore della Liguria, e “lo spirito non é polemico ma costruttivo”, a dimostrazione che “ieri Renzi ha provato a descrivere il paese che costruira’’.
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Politica •
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Blue e green economy, il futuro di italia e croazia E’ il più importante programma transfrontaliero europeo con 238 milioni di euro di budget
B
en 25 province italiane, 8 contee croate sono chiamate a dar vita a una cooperazione nel programma ItaliaCroazia finanziato per 238 milioni di euro e che si inserisce nel più vasto scenario della strategia della macro-regione adriatico ionica, una delle quattro strategie su cui punta l’Europa, Baltica, Danubiana, Alpina e appunto Adriatico-Ionica, l’unica che investe il Mediterraneo e che unisce il Mediterraneo al cuore del continente europeo”. Il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, ha presentato il programma transfrontaliero Italia-Croazia. “Le sfide marittime e la blue economy che affrontiamo nella regione adriatica – ha proseguito Ciambetti - non sono specifiche a un singolo paese: sfruttamento eccessivo della pesca, inquinamento, mutamenti climatici, sicurezza, congestione del traffico, collegamenti di trasporto e turismo stagionale: dal momento che esiste un potenziale di crescita in molti di questi settori, il piano d’azione del programma Italia-Croazia
può diventare la cornice ideale per affrontare in maniera organica questioni strategiche per i nostri due Paesi proiettandoli al centro della strategia europea della macroregione Adriatico-Ionica. Proprio a inizio novembre la città di Dubrovnick ha salutato per la prima volta il suo primo milionesimo visitatore in un anno e per capire questo dato basti pensare che i turisti in questa città sono raddoppiati dal 2008. Anche Dubrovnick come Venezia soffre della congestione dei flussi turistici, tema che si potrebbe per altro ampliare anche a buona parte della costa Dalmata come Emiliana, romagnola. Cito questi casi emblematici per spiegare quanto sia necessario riuscire a dare delle risposte eco-sostenibili senza con ciò penalizzare la risorsa turistica che in molte realtà, italiane come croate, sono trainanti”. L’area su cui insiste il Programma si estende su una superficie di 85.562 km² con una popolazione totale di oltre 12 milioni e mezzo di abitanti e riguarda le provincie italiane di Udine, Gorizia, Trieste, Pordenone,
Il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti
Venezia, Padova, Rovigo, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Pesaro e Urbino, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Teramo, Pescara, Chieti, Campobasso, Brindisi, Lecce, Foggia, Bari, Barletta-Andria-Trani a cui si affiancano le 8 contee croate, Istria, Fiume e la regione litoranea montana con le isole del Quarnaro, la Regione di Lica e Segna, Zara, Sebenicco, Spalato, Dubrovnick, Karlovac, “I temi prioritari riguardano la blue e green-eco-
nomy – ha spiegato Ciambetti – la sicurezza e l’adattamento ai mutamenti climatici, il trasporto e il patrimonio culturale. Mi auguro che questo programma possa far sì che le 25 province italiane e le 8 contee croate si mobilitino consci del ruolo che è stato affidato loro dall’Unione Europea, che non a caso ha voluto riservare a questo programma il maggior finanziamento, 237 milioni di euro, previsto per tutti i programmi transfrontalieri”. Messaggio publiredaziionale
Addio a Gianni Camuffo, grande uomo, volto storico della pesca R
osolina è in lutto. Dopo una lunga malattia si è spento nella serata di martedì 11 ottobre l’amministratore della cooperativa e presidente del Consorzio Foce Po di Maistra Gianni Camuffo. Aveva 63 anni. Lascia la moglie e i figli. Camuffo era sempre stato un grande appassionato di pesca ed era impegnato come imprenditore nel settore da oltre 47 anni. Lo piange anche la comunità e il sindaco di Rosolina Franco Vitale. “Il settore della pesca e
Rosolina - ricorda Vitale ha perso un grande uomo, una personalità di spicco e sempre pronto ad aiutare chi si trovava in difficoltà, con grande animo umano. Con lui l’amministrazione ha condiviso diversi traguardi come il tavolo della pesca, in cui Camuffo come rappresentante del consorzio Foce Po di Maistra ha sempre collaborato”. “Una persona,- conclu-
de il sindaco - prima di un grande imprenditore, innamorato della sua terra, ma soprattutto del suo mare e della laguna che lo ha visto protagonista fin da giovane, in modo intraprendente, per trovare soluzioni ai tanti problemi che questo settore vive. In questo momento io e tutta la città di Rosolina siamo vicini alla famiglia per la perdita di Gianni”.
“Una grande persona e un grande imprenditore, innamorato della sua terra, ma soprattutto del suo mare”
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Cultura •
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La mostra Treviso, Casa dei Carraresi, fino al 1 maggio 2017
“Francis Bacon. un viaggio nei mille volti dell’uomo moderno” S
criveva Luigi Pirandello che impareremo a nostre spese che nella vita si incontrano “tante maschere e pochi volti”. Un’intuizione che trova spesso conferma e che il genio di uno dei più grandi pittori contemporanei ha indagato con efficacia e successo. Si tratta di Francis Bacon, artista di origini irlandesi, nato a Dublino nel 1909, a cui Treviso dedica in questi mesi una grande mostra presso la Casa dei Carraresi. L’esposizione cercherà di focalizzarsi soprattutto sulla produzione italiana delle sue opere, in quanto rappresentazione della “maledizione del corpo e dell’anima” che attanagliò l’individuo moderno, interpretabile alla luce della psicanalisi, della filosofia e della psicologia. Un’opportunità unica di “entrare nella mente” dell’artista, di comprenderne
i dubbi, le angosce e le ragioni che lo spinsero a scegliere i suoi soggetti, attraverso l’analisi della Francis Bacon Collection of the Drawings Donated to Cristiano Lovatelli Ravarino, delineata all’interno di relazioni e vita privata che si intrecciano nella storia. Il percorso si soffermerà sull’analisi delle diverse tematiche care all’artista: dai Papi alle crocifissioni, dai ritratti agli autoritratti, declinati nelle diverse modalità espressive nel corso degli anni. Le opere esposte comprenderanno la collezione italiana delle opere dell’artista irlandese: disegni, pastelli e collages donati da Bacon ad un intimo amico italiano tra il 1977 ed il 1992. In esse sono evidenti gli influssi dei maestri del passato, punti di riferimento per l’artista. Proprio per sottolineare come Bacon sia
Le opere rappresentano quella “maledizione del corpo e dell’anima” che attanagliò l’individuo moderno
stato interprete della maledizione del corpo e dell’anima dell’individuo moderno, è prevista la collaborazione con il Sigmund Freud Museum di Vienna, con la presenza di opere e testi per un viaggio tra arte, colore, filosofia e psicanalisi. Saranno inoltre presenti opere di confronto di artisti del calibro di Burri, Manzoni, Fontana, che inviteranno il visitatore alla riflessione sulla coscienza e sull’esistenza. Citazioni di pensatori, scrittori,
Venezia, la Stagione teatrale della Fenice
La nuova grande stagione teatrale della fenice si è aperta il 4 novembre con la prima assoluta di Aquagranda, un’opera dedicata al cinquantesimo anniversario dell’alluvione, tratta dal libro Acqua Granda di Roberto Bianchin, musica di Filippo Perocco e Libretto Roberto Bianchin e Luigi Cerantola. Il 4 novembre 1966 una terribile alluvione colpì Venezia. Quel giorno si verificò la più elevata acqua alta mai registrata da quando iniziarono le rilevazioni sistematiche del fenomeno: alle ore 18 il mareografo di Punta della Salute segnò quota 194 cm. L’alluvione provocò disastrose conseguenze. Soprattutto fu colpita Pellestrina, l’isola nella quale è ambientata la nuova opera di Filippo Perocco che inaugura la Stagione. Ernesto Ballarin, il protagonista, all’epoca aveva venticinque anni e il mare che aveva travolto i Murazzi gli entrò dentro casa arrivando fino al tetto e costringendolo a evacuare la sua casa e la sua isola insieme ad altre tremila persone. I prossimi appuntamenti della stagione lirica della Fenice sono Attila di Giuseppe Verdi in programma dal 9 al 12 dicembre e Tannhauser di Richard Wagner dal 20 gennaio al 5 febbraio.
Dinosauri, non solo la mostra anche tanti film E’ partita in grande stile la rassegna cinematografica organizzata al Centro culturale Altinate San Gaetano nell’ambito della mostra “Dinosauri. Giganti dall’Argentina”. Un nuova iniziativa per dare al pubblico la possibilità di passare un pomeriggio in compagnia dei dinosauri all’insegna del divertimento, tra svago e stimoli scientifico-educativi, offrendo un intrattenimento di qualità”. Domenica 27 novembre sarà
proiettato il film “The Lost World” (1925) di Harry Hoyt: si tratta della prima trasposizione cinematografica del romanzo omonimo di Arthur Conan Doyle scritto nel 1912. Il film mostrò per la prima volta al grande pubblico dei dinosauri “in carne e ossa” (fino ad allora si erano visti solamente gli scheletri) ed è considerato il capostipite di un fortunato filone cinematografico. Domenica 18 dicembre sarà la volta di un divertente film d’animazione par-
poeti, artisti saranno i punti di riferimento di questo viaggio in un mondo incerto e sospeso, nel quale ogni forma d’arte prova a disvelare la realtà, con suggestioni provenienti da diversi linguaggi, sempre con il medesimo fine, quello di indagare il mistero più affascinante di tutti: l’uomo. A curare l’esposizione è Edward Lucie-Smith, poeta, critico e storico dell’arte, autore di oltre 200 tra libri, cataloghi e saggi, affiancato da Giulia Zandonadi, giovane scrittrice e storica dell’arte.
ticolarmente amato da grandi e piccini, “L’Era Glaciale 3 - L’alba dei Dinosauri” (2009) di Carlos Saldanha. Domenica 29 gennaio sarà presentato “L’impero dei dinosauri”, un documentario sull’evoluzione di questi temutissimi predatori, con le scoperte scientifiche più recenti su come vissero e perché scomparvero. Un programma ricco di animazioni di grande spettacolarità, che offre un’ipotesi estremamente realistica di come potevano apparire la Terra e i suoi abitanti milioni di anni fa. Si continua domenica 12 febbraio con un film all’insegna della suspence “The Lost Dinosaurs I Dinosauri perduti” (2012) di Sid Bennet alla ricerca di un mostro discendente dai dinosauri, una specie di Lock Ness africano. La rassegna si chiude domenica 26 febbraio con il film d’animazione “A spasso con i dinosauri” (2013) di Barry Cook e Neil Nightingale. Ambientato 70 milioni di anni fa al tempo in cui i dinosauri dominavano la Terra, racconta le avventure di Patchi, un cucciolo di pachirinosauro. Le proiezioni si terranno alle ore 17 nell’auditorium del Centro Altinate (unica proiezione; ingresso con il biglietto della mostra fino ad esaurimento dei posti).
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Editoriale Editoriale
Un farmaco vale l’altro? Un farmaco vale l’altro? I rischi per la salute I rischi per la salute dell’equivalenza terapeutica dell’equivalenza terapeutica
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Verso il farmaco di Stato, ma i medici Verso il farmaco si oppongono di Stato, ma i medici si oppongono
a determina 458/2016 dell’Agenzia Italiana del farmaco introduce, evidentemente per meri motivi dell’Agenzia economici, unItaliana concettodel scientifico a determina 458/2016 farmacoad oggi delintroduce, tutto sconosciuto: l’equivalenza Con economici, buona pace evidentemente per terapeutica. meri motivi degli scienziati ed incurante dei possibili effetti salute delle un concetto scientifico ad oggi delnefasti tuttosulla sconosciuto: persone e sui certi danni per le loro pratica conscienziati la determina l’equivalenza terapeutica. Contasche. buonaInpace degli ed dell’AIFA vengono i criteri pernefasti consentire centrali acquisto incurante deidefiniti possibili effetti sullaalle salute delledipersone di scegliere, sulladanni base del scontato, fra farmaci sovrapponibili e sui certi perprezzo le loropiù tasche. in base Inallepratica indicazioni la finalità di ottenere così con terapeutiche la determinacon dell’AIFA vengono definiti risparmi sulla spesa farmaceutica. i criteri per consentire alle centrali di acquisto di scegliere, La sulla valutazione di equivalenza terapeuticafraindicata riguarda base del prezzo più scontato, farmacidall’AIFA sovrapponibili molecole in possesso di determinati requisiti:con essere principidiattivi già in in base alle indicazioni terapeutiche la finalità ottenere uso, non prove di superiorità rispetto ad alternative per la stessa cosìavere risparmi sulla spesa farmaceutica. indicazione terapeutica,di appartenere alla stessa indicata classificazione Act La valutazione equivalenza terapeutica dall’AIFA quartoriguarda livello, possedere indicazione terapeutica sovrapponibile, avere molecole in possesso di determinati requisiti: essere la stessa via di somministrazione e possibilmente schema principi attivi già in uso, non avere provelo distesso superiorità posologico. Il che in pratica non si tratta degli stessi rispetto ad tradotto alternative per lasignifica stessa che indicazione terapeutica, principi attivi confezionati da ditteclassificazione farmaceutiche diverse, per intenderci appartenere alla stessa Act quarto livello, farmaci originatori e farmaci terapeutica equivalenti, sovrapponibile, come qualcuno voleva possedere indicazione avere lafar credere giocando ma si tratta molecole completamente stessa via sull’equivoco, di somministrazione e dipossibilmente lo stesso differenti seppure con indicazioni terapeutiche sovrapponibili.Per schema posologico. Il che tradotto in pratica significa intenderci ci si potrà curaredegli per quella oneri a carico del che non si tratta stessi malattia, principi con attivi confezionati Servizio solo con quelladiverse, determinata molecola chefarmaci si sarà da Sanitario, ditte farmaceutiche per intenderci aggiudicata la gara di appalto al maggior ribasso. Tutti gli altri principi originatori e farmaci equivalenti, come qualcuno voleva far attivi credere con indicazioni terapeutiche sovrapponibili carico giocando sull’equivoco, ma si saranno tratta dia totale molecole dei pazienti. Ad esempio chi è affetto da bronchite cronicaterapeutiche potrà disporre completamente differenti seppure con indicazioni solo del farmaco aggiudicatario della gara appalto al maggior ribasso sovrapponibili.Per intenderci ci sidipotrà curare per quella ,ma semalattia, dovessecon assumere per motivi di allergia o di oneri aun’altro carico farmaco, del Servizio Sanitario, solo con inefficacia intolleranza, sarebbe a comprarlo interamente quellao determinata molecolacostretto che si sarà aggiudicata la garadi tasca di propria. appalto al maggior ribasso. Tutti gli altri principi attivi con L’organismo già puòsovrapponibili rispondere in modo diverso allocarico stesso indicazioniumano terapeutiche saranno a totale farmaco se confezionato in bustine o in compresse, sia per l’efficacia che dei pazienti. Ad esempio chi è affetto da bronchite cronica per lapotrà tollerabilità, figuriamoci le molecole sono differenti. disporre solo del se farmaco aggiudicatario della gara di Sono circa 2700 le molecole che,,ma in base ai requisiti richiesti,un’altro potranno appalto al maggior ribasso se dovesse assumere partecipare a bandi di garadialallergia massimo ribasso e di queste oltre 1500 farmaco, per motivi o di inefficacia o intolleranza, rischiano la noncostretto rimborsabilità da parteinteramente del SSN e saranno a totale sarebbe a comprarlo di tascaposte propria. carico dei pazienti. umano già può rispondere in modo diverso allo L’organismo stesso farmaco se confezionato in bustine o in compresse, sia per l’efficacia che per la tollerabilità, figuriamoci se le molecole sono differenti. Sono circa 2700 le molecole che, in base ai requisiti richiesti, potranno partecipare a bandi di gara al massimo ribasso e di queste oltre 1500 rischiano la non rimborsabilità da parte del SSN e saranno poste a totale carico dei pazienti.
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L’editoriale
Un farmaco vale l’altro? I rischi per la salute dell’equivalenza terapeutica Si tratta delle specialità per lo più riguardanti malati cronici o prodotti innovativi, quelli a distribuzione diretta ospedaliera o “per conto” cioè dispensati dalle farmacie territoriali ma acquistati dalle aziende sanitarie. Ed è del tutto evidente che la ricaduta sul territorio sarà di conseguenza. E pensare che è la stessa Agenzia del Farmaco che decide l’immissione in commercio, il prezzo e la concedibilità dei farmaci attraverso il sistema sanitario. Dopo il decreto ministeriale che tagliava esami e prestazioni diagnostiche ponendole a carico dei cittadini,ora la determina taglia farmaci. Si arriverà all’ esame e al farmaco di Stato? La preoccupazione che si stia cercando di smantellare pezzo dopo pezzo, un po’ alla volta, il sistema sanitario,vanto fino ad oggi della nostra Nazione, con motivazioni ammantate di subdola scientificità, sembra trovare ogni giorno sempre più conferme. E come il decreto ministeriale, per la ferma presa di posizione degli Ordini dei Medici, è stato sospeso, così anche la determina dell’AIFA è già stata rinviata per due volte per la stessa presa di posizione. Con la speranza che qualcuno finalmente capisca che, prima di emanare provvedimenti che riguardano, o che possono danneggiare, la salute dei cittadini, vengano intese preliminarmente le Professioni Sanitarie che quella salute sono chiamate a tutelare.
L’intervento
Il mestiere del chirurgo
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rti mestieri e professioni, per il titolo ho scelto mestiere perché sul vocabolario è più connotato con la pratica, il tirocinio ed il quotidiano, e ho lasciato allo scritto del Prof. Pier Giuseppe Cevese la definizione di chirurgo come artista (allegato 1) “ Il Decalogo del buon chirurgo - Padova 1981” http://www.urotriveneta.org/files/links/decalogo. pdf. Tra le specialità mediche la chirurgia è connotata da un’attività che si svolge in un luogo ben specifico, la sala operatoria, luogo molto celebrato nell’immaginario collettivo, in realtà ad accesso estremamente ristretto. Le motivazioni clinico organizzative quindi confinano il personale che lavora in questo ambito, medici, infermieri ed operatori, in un ambiente specifico dall’atmosfera rarefatta, in cui tutti sono vestiti allo stesso modo ma il cui ruolo è scolpito a caratteri di pietra nella mente di ognuno. Ordine e disciplina, gerarchia della funzioni, non sono e non possono essere mai oggetto di discussione, non si fa politica al blocco operatorio, si lavora ognuno nel suo ruolo. La crescita professionale è strettamente correlata al concetto di “affidabilità” intesa come summa di cultura specifica, capacità direzionale, resistenza fisica e psichica agli imprevisti, esatta percezione della proprie capacità e dei propri limiti e, su tutto, onestà intellettuale e responsabilità professionale nei confronti del paziente. Non si diventa chirurghi, anestesisti, o strumentisti di sala operatoria per caso, tutti sono volontari, come nei reparti speciali delle forze armate, tutti passano al vaglio di chi ha superato le stesse prove prima dei nuovi arrivati, e cerca nei giovani medici ed infermieri le stesse innate qualità. Le motivazioni individuali
vengono vagliate e messe alla prova fin dall’inizio, chi resiste va avanti, non c’è spazio per qualcosa che esuli dalla profonda dedizione alla propria disciplina. “Ci sono tanti lavori da fare nella vita, vuoi proprio fare questo?“ è la frase che ricorre detta dall’ “anziano” al più giovane, in particolare all’inizio. Una specialità medica che condiziona pesantemente la vita di che la sceglie anche nel tempo libero, contrassegnata dall’istituto del contratto di lavoro che prevede dei turni di reperibilità. Finito il lavoro, perché è residuale stante gli organici che il reperibile non abbia già lavorato in quella giornata per almeno 6 ore, pomeriggi, domeniche e festività, giorno e notte , sono caratterizzati dal controllo costante di uno o più telefoni, fisso di casa, cellulare personale, cellulare aziendale, per non perdere una chiamata da cui deriva un accesso nel più breve tempo possibile al Pronto Soccorso o direttamente alla Sala Operatoria, senza se e senza ma. Perché uno sceglie questa vita? Ancora non lo so, mi rendo conto del tempo che è passato quando mi trovo in sala con uno specializzando, così giovane ed entusiasta, così preparato, e spero tanto che riesca a coronare il suo sogno alla fine di un lunghissimo percorso professionale che comunque non gli dà la certezza di un adeguato posto di lavoro. E così tutti vestiti di azzurro, o di verde, o rosso scuro a seconda della scelta di qualche responsabile del magazzino dei vari ospedali, uniti da affinità elettive, oggi mattina ed a volte anche di notte ci riuniamo in ogni équipe per essere parte di un sistema collaudato e ben “oliato”, in cui raramente serve il gesto eroico, ma dove la norma deve essere ordine e puntualità. Per questo
l’articolo del licenziamento di un collega chirurgo all’Ospedale dell ‘Angelo mi ha ferito profondamente, la sola possibilità che al cittadino comune ci sia un percepito di inadeguatezza al ruolo all’interno della nostra categoria mi dà un dolore quasi fisico. Conosco i colleghi di quel reparto e li rispetto, nel 2014 si sono fatti 570 urgenze in 365 giorni e hanno anche una importante parte di lavoro programmato in elezione. La spettacolarizzazione della notizia, su questo specifico tema (Ritarda e litiga in sala operatoria - medico licenziato - Corriere del Veneto del 23/10/2016 e La Nuova di Venezia e Mestre allegati a http://www.ordinemedicivenezia.it/news/notiziemedici/il-mestiere-del-chirurgo) lede l’immagine di un assetto professionale ed una tradizione di comportamento di una categoria di medici e anche di infermieri strumentisti che quotidianamente hanno deciso di dare qualcosa più di altri. Ci saranno i relativi pronunciamenti di legge e nel tempo emergeranno le varie responsabilità. Non si sentano offesi i colleghi che non vanno in sala, ma vorrei sottolineare che questa categoria di professionisti si distingue
quotidianamente per una superiore disponibilità alla continuazione del servizio attivo, all’imprevisto, all’urgenza, visto che a lavoro finito per tutti, solo per alcuni può ricominciare in ogni momento. E non dimentico, gli altri interventisti come i cardiologi, i gastroenterologi e i neuroradiologi, il pronto soccorso ed urgentisti a vario titolo, insomma tutti “quelli della notte“. Questa disponibilità, spontaneamente residente nel più profondo dell’animo, è misurabile in ore di straordinario notturno e festivo quasi mai recuperato, e coinvolge, statistiche alla mano, in primis i chirurghi generali, proprio come quelli del reparto coinvolto, i medici delle appendiciti e delle perforazioni, delle milze rotte da incidente stradale e delle occlusioni intestinali, un lavoro straordinario che è diventato orario ordinario, richiesto dall’ emergenza urgenza del giorno. Per questo mi sento in dovere di ringraziare i miei colleghi reperibili, ed in particolare visto il caso, quelli della Chirurgia di Mestre, a nome e per conto di tutti coloro che, medici, infermieri, o comuni cittadini, di notte sono abituati, e giustamente, a dormire.
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Apnee del sonno, una sindrome che può diventare pericolosa L a sindrome delle Apnee ostruttive nel sonno (OSAS), è caratterizzata da ripetuti episodi di ostruzione respiratoria a livello della faringe di pazienti per lo più russatori. Ciò può determinare diminuzione periodica del livello di ossigeno nel sangue, tachicardia o bradicardia, ipertensione arteriosa, ripetuti micro risvegli notturni e possibili risvegli con sensazione di soffocamento, che possono portare ad un’eccessiva sonnolenza diurna, difficoltà di concentrazione e cefalea mattutina con comparsa nelle forme più gravi di patologie cardiovascolari importanti che possono arrivare fino a cardiopatie ischemiche e malattie cerebrovascolari acute. Le forme più gravi sono spesso associate ad obesità e possono compromettere gravemente la qualità di vita del paziente. È costantemente presente una ristrettezza delle prime vie aeree,una ridotta funzionalità della muscolatura laringofaringea, e spesso è presente un’ipertrofia tonsillare. Per questi motivi per la diagnosi la prima valutazione è eseguita dall’otorino laringoiatra e successivamente si possono eseguire accertamenti strumentali. L’approccio terapeutico si basa sulla chirurgia nasale, la chirurgia uvulopalatale, fino alla più recente chirurgia faringea, per stabilizzare le pareti faringe laterali. L’alternativa alla chirurgia rimane l’uso,
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peraltro efficace, della CPAP durante il sonno, cioè di un apparecchio di ventilazione a pressione positiva, che permetta di mantenere disostruite le vie aeree e aiutare l’espansione della gabbia toracica. È sempre indicato evitare il sovrappeso, l’abuso di alcoolici ed i pasti serali abbondanti, il fumo e l’abuso di tranquillanti. L’OSAS è quindi una sindrome più frequente di quanto si pensi, negli adulti la forma di grado severo si stima attorno al 6% della popolazione, e si ritiene determini in questi pazienti una frequenza di incidenti 7 volte superiori alla media. Solo in Italia nel 2014 ha causato 7300 incidenti con 231 morti e più di 1200 feriti, tanto che nel 2016 i medici competenti hanno l’obbligo di segnalarla per il rinnovo della patente Dott. Giorgio Bondesan - Specialista in Otorinolaringoiatria, Audiologia, Agopuntura Adria - via Brollo, 2 - tel. 342 0015277 Porto Viro - Centro medico S.Giusto - via G.Mazzini, 48/A - tel. 0426 634136
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Ingredienti: 2 fette di pane a cassetta - 1 spicchio d’aglio - 1 C di crema di radicchio*. Preparazione: tagliare le fette di pane in 4 parti e formare dei rombi; farli tostare, passare con lo spicchio d’aglio e spalmarvi la crema di radicchio*.
Ingredienti: 4 carciofi - 50 g di fontina (o altro formaggio morbido) - 1 spicchio d’aglio - 1 C di pane grattugiato - 1 pizzico di curry - 1 pizzico di maggiorana - 1 manciata di prezzemolo - olio e sale q. b.
Ingredienti: 300 g di farina - 2 uova - 3 C di zucchero di canna - latte di riso quanto serve - 1 pizzico di sale - 1 c di vanillina - 1 c di lievito naturale - 100 g di noci tritate - 1 C di zucchero a velo.
Preparazione: togliere ai carciofi le foglie esterne, scavare la peluria interna e lavarli in acqua acidulata con il limone. Tagliare il formaggio a dadini molto piccoli, mescolarlo con il pane grattugiato e le erbe aromatiche. Con questo composto, riempire le “ciotoline” di carciofo. Porli in una teglia antiaderente, mettere un po’ d’acqua sul fondo, coprire e far cuocere una ventina di minuti. Dopo questo tempo scoprire e portare a termine la cottura. Deve rimanere un sughetto denso.
Preparazione: in una ciotola mettere la farina, i rossi d’uovo, lo zucchero di canna, la vanillina, il lievito, il latte di riso quanto serve per ottenere una consistenza cremosa e una parte delle noci tritate. Mescolare bene il tutto, unire i bianchi montati a neve, amalgamare delicatamente e passare in uno stampo infarinato. Mettere in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti. Lasciare intiepidire, cospargere con lo zucchero a velo. Per una miglior presentazione servire con un cucchiaio di composta di frutta a scelta e un pizzico di noci tritate.
Crema di radicchio Ingredienti: 1 decina di foglie di radicchio varie - 2 spicchi d’aglio - 2 C di panna di riso - un pizzico di zenzero - un pizzico di curry - olio e sale q. b. Preparazione: lavare, scolare il radicchio e farlo saltare con l’aglio tritato, regolare di sale. A fine cottura unire lo zenzero, il curry e la panna di riso. Frullare il tutto per ottenere una crema vellutata da usare sia per condire cereali e pasta, ma anche su crostini e tartine. Questo inoltre è un ottimo modo per riciclare le foglie di radicchio più grandi o resti di radicchio di vari tipi.
Focaccia della nonna
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Nota La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
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ARRE casa singola di ampia superficie distribuita per zona giorno di oltre 60 mq, 4 camere, bagno, c.t.lavanderia, garage e fabbricato accessorio esterno. Pertinente terreno a destinazione agricola pari a circa campi padovani 3. CL.F. Rif. 161051
ANGUILLARA VENETA Borgoforte, tipico palazzetto con ristrutturazione da completare su tre piani (ultimo mansardato) con annessi di pertinenza per una superficie commerciale di circa 330 mq esterno a giardino di 750 mq. Adiacente terreno agricolo di circa 8800 mq pari a 2,28 campi padovani. CL.G. € 110.000 Rif. 161026
TERRASSA PADOVANA
Immediata al centro paese. € 90.000 Rif. 161029
CONSELVE In gradevole contesto, con i servizi a portata di passo, bicamere con comodo soggiorno-cottura, bagno, poggiolo e garage. Eventualmente con arredo. Ottima soluzione per affittare. CL.E. € 106.000 Rif. 161010
CONSELVE Su lotto di circa 1000 mq, casa accostata da ristrutturare composta da ingresso, soggiorno, cottura, pranzo e cantina, 3 camere, bagno e poggiolo. In corpo di fabbrica staccato: ricovero attrezzi, ripostiglio e, sgombero per complessivi 60 mq. Possibilità di acquistare 4000 mq di terreno adiacente. CL.G. € 75.000 Rif. 161032
ANGUILLARA VENETA Porzione di villetta a schiera con accessi del tutto indipendenti. La distribuzione avviene per ingresso, soggiorno, cucina, ripostiglio e veranda al piano terra, 3 camere, disimpegno e bagno al piano primo. Area esterna di circa 95 mq. CL.F. € 90.000 Rif.161045
Casa singola di oltre 190 mq con area scoperta/giardino di 420 mq. Abitabile con modesti lavori di manutenzione straordinaria.
BOVOLENTA Nella vicina località di Brusadure, per direttrici comodo anche a Piove di Sacco e Legnaro, appartamento composto da ingresso-soggiorno-cottura, disimpegno, camera, ripostiglio (camera), bagno e poggiolo. Garage con cantina. CL.D - IPE 96,63 kwh/mq. € 88.000 Rif.151065
cucina, 2 comode camere, bagno, poggiolo, ripostiglio/
CONSELVE Interessante rustico da ristrutturare in zona fronte “Villa Ca’ Sagredo”, distribuito su ampio p. Terra di oltre 135 mq. e piano mansardato con tipica struttura in legno openspace di 110 mq. Interventi fiscalmente detraibili al 50%. Giardino di 350 mq. CL.G. € 150.000 Rif.161028
TERRASSA PADOVANA Ben tenuto e in contesto di 4 unità, appartamento distribuito per ingresso, ampio soggiorno-cucina (anche divisibili), 3 camere, 2 bagni e 2 poggioli. Comodo garage. CL.E – Epgl,nren 93,00 kwh/mq. € 110.000 Rif.151078
equivalenti a 5,57 campi padovani. Rif. 161041
CL.G – IPE 74,60 kwh/mq. Rif.161027
ANGUILLARA VENETA In località Beolo, accostata distribuita, ingresso, soggiorno, cucina, camera, bagno, ripostiglio, cantina e c.t.; 3 camere. In corpi di fabbrica staccati, locali ad uso garage, ricovero attrezzi e magazzino per complessivi mq 132. Area di pertinenza di 1.450 mq ed in adiacenza 3,38 campi padovani. CL.F. € 155.000 Rif.161050
TRIBANO direzione Conselve, graziosa casetta singola distribuita per ingresso- soggiorno-cottura, ampio bagno e camere matrimoniale. Posti auto protetti e giardino di circa mq 280. CL.E. € 50.000 Rif.161022
CONSELVE a pochi minuti dal centro, Villa accostata con ampi spazi abitativi distribuita per ingresso, soggiorno, cucina, servizi, 2 ripostigli, lavanderia e 4 camere. Area scoperta di 480 mq. CL. E – Epgl,nren 142,26 kwh/mq. Rif.161016
BAGNOLI DI SOPRA Appartamento, in palazzina centrale di 6 unità, distribuito per ampio ingresso, cucina abitabile, soggiorno, disimpegno, 2 camere matrimoniali, bagno e poggiolo. Garage più posto auto. CL.F – IPE 210,60 kwh/mq. € 60.000 Rif.151046
In Schiera, villetta di testa distribuita per ingr.-soggiorno, taverna e garage staccato. Giardino di circa 200 mq. CL.E – IPE 134,50 kwh/mq. € 109.000 Rif.141007
CARTURA Fronte strada provinciale, TERRENO AGRICOLO di ottima struttura, di superficie pari a mq 21.524
CONSELVE In prossimità del centro, su strada di comunicazione, immobile a destinazione artigianale, commerciale e residenziale con area scoperta di 3000 mq.
AGENZIA DI CONSELVE Tel. 049 9501541 E-mail: conselve@gabetti.it Sito web: www.gabetti.it http://conselve.gabetti.it